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C- 3 71 é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPAM SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA


DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI K
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE B
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXXIL

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
M D C C C X L V.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

G
GOV GOV
G.rOVEBNATORE di Roma, Git- incominciando da Romolo, il pre*
hernator Roniae , Praefeclus Ur- fetto della città di Roma era uno
bis. Il più degno, come vice-camer- de' primi magistrati che la gover-
lengo, dei quattro prelati di Mo- nava neir assenza dei re, de' conso-
chetti dignitari della Sede aposto- li, imperatori. II suo po-
e degli
lica, che governa l'alma Roma, ca- tere fu alquanto diverso secondo i
pitale dello stato della romana tempii ed ebbe un'autorità molto
Chiesa, metropoli del cristianesimo, maggiore sotto imperatori. Ave-
gì'

e residenza del sommo Pontefice. va soprattutto governo della città


il

Egli è capo e presidente del tri- di Roma giudicava di tutti i de-


;

bunale e congregazione criminale litti commessi nella città, e cento


del govwno, direttore generale di miglia air intorno ; condannava a
polizia nei dominii ecclesiastici , e morte senza appello, ed anche in
presidente de' pubblici spettacoli. E forza della Novella 62 aveva la
ancora il capo dei corpi politici preferenza nel senato , e andava
militari dei carabinieri e bersaglieri avanti a quelli ch'erano stati con-
pontificii , non che del corpo dei soli,ed erano di famiglia patrizia ;

vigili pompieri , e li dirige


detti aveva inoltre la sopraintendenza
tanto neir amministrativo che nel de' viveri, della polizia, dell'ornato
disciplinare sotto la dipendenza del e della navigazione. Eravi ancora
cardinale segretario di stato. in Roma ne' tempi un
posteriori
prefetto eh' era come un governa-
Orìgine del governatore di Roma, tore, ma
molto diverso dall'antico;
vice- camerlengo. poiché suo potei'e non si estese
il

che a quaranta miglia fuori della


Anticamente e come dicemmo città, mentre quello dell' antica Ro-
.all'articolo Governatore (Fedi), ma , si estendeva a cento miglisi
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come si è detto. V. Prefetto ni si elesse alcuni ministri por coa-
Roma. Quando gì' imperatori d' o- diuvarlo nell' esercizio della carica,
)-ìente nei VI secolo chiamarono che poi vennero nominati dai Papi.
esarcato quella parte d' Italia che Elessero diverse volte i cardinali
dalle invasioni barbariche era re- camerlenghi un vice-camerlengo, di
stata soggetta al loro dominio, ne alcuni de' quali ce ne dà notizia
appellarono Esarca {Vedi) il gover- Gaetano Marini negli Archiatri
natore. Ne
primo Longino, che
fu pontificii y come di Berengario di
nel 568 stabiTi sua sede Ravenna, Securreto della diocesi di Vaison,
dando il titolo di Duca {Vedi) al chierico di camera, e vice-camer-
governatore di Roma. Questa città lengo del Pontefice Gregorio \ ai
fu per lungo tempo governata dai 19 luglio 1274» g'^ custode della
greci a mezzo di tal duca che , camera essendo camerlengo Gu-
,

r esarca spediva da Ravenna ; e glielmo di s. Lorenzo di Pietro ;

l' ultimo di questi governatori o Accoramboni da Gubbio, chierico


duchi terminò nell'anno 726 o ver- di camera nel i3o4, e vice-camer-
so il 780, quando i romani spon- lengo del Papa Clemente V nel
taneamente conferirono la sovranità i3o8; di Corrado Caraccioli ve-
del ducato romano al Papa s. Gre- scovo di Mileto, che da vice-ca-
gorio II, dopo avere cacciato da merlengo Bonifacio IX fece camer-
Roma il duca che abitava il resto lengo a'3o marzo 139T, non che
del palazzo imperiale sul colle Pa- arcivescovo di Nicosia, e poi car-
latino. JNel Leo-
pontificato di s. dinale; e di Benedetto Guidalotti
ne III, che mori nell'anno 8i6, di Perugia chierico di camera, no-
già i Papi chiamavano duchi i minato luogotenente del camerlen-
governatori che ponevano nelle cit- go o vice-gerente nel camerlenga-
tà ; in Roma pe*ò per alcun tem- to, vice-canierarii locumtenens , da
po governò il Patrizio (Vedi), in- Martino V nel 1424. Prima del
di tornò a riprendere autorità l'an- Guidalotti era stato, come dovre-
tico prefetto, e nel secolo XII con mo ripetere, dal camerlengo Con-
maggior potere, ma ligi agli impe- ziè, assente dalla curia papale per
ratori da' quali ricevevano il manto attendere alla legazione di Avigno-
della dignità; finché Innocenzo III ne, dichiarato suo vice-gerente nel
Io costrinse nel 1 198 a prestargli camerlengato Lodovico Alamandi
ilgiuramento di ubbidienza e fe- poi cardinale, deponendo da tal
deltà, diminuendosi quindi a poco grado Giovanni patriarca d' Antio-
a poco il suo potere. In vece si chia nominato nel ì^ì5:
, ]\Iarlino
pumentò quello del cardinale Ca- V approvò la deputazione dell' Ala-
merlengo della santa romana Chie- mandi in vice-camerlengo.
sa ( Vedi), che divenuto primario Inoltre
il cardinal camerlengo
ministro pontifìcio ,
gli restò ad- si anticamente un uditore
elesse
dossato il principal peSo del gover- che poi divenne uditore generale
no politico, e 1' universale ammi- della camera, un governatore per
nistrazione degli affari economici la città di Roma, perchè vegliasse
nei dominii dellaSede apostolica; agli affari criminali della città e
p siccome non poteva bastare alla suo distretto, ed un tesoriere che
ijipltepjicilà delle sue inctimbenze, poscia fu il tesoriere generale, dap-
1, ,

GOV GOV y
poiché le dette tre cariche essendo ordinate allo stesso camerlengo dai
divenute principalissime , vennero sommi Pontefici, ti si debba asso-
nominate con maggiore giurisdizio- lutamente credere. Anche ti eleg-
ne e<l autorità dai Pontefici. JNel giamo cappellano, commensale con-
capitolato e pace conchiusa a' 27 tinuo della prefata sede, e nostro
ottobre 14^4 ^'"^ •' Pontefice In- cameriere con 1' uso del rocchetto,
nocenzo VII, ed il popolo romano, cappa, cappello, chiavi, ed altre in-
fra le altre cose venne stabilito, segne di tal fatta, solite a conce-
che si dovessero eleggere i sette ri- dersi ai camerlenghi , cappellani

formatori della repubblica romana, commensali, e camerieri. Decretan-


unitamente a tre altri cittadini du do, che quelle cose le quali in ap-^
deputarsi dal Papa ogni due mesi, presso saranno a te commesse da
cioè conservatori, e che fosseio e
i noi coir oracolo della nostra viva
si chiamassero governatori dtlV al-
'

voce, o che per te o per altri per


ma città, ed il loro ufficio fosse di tua delegazione saranno ordinate
spendere pei bisogni della repub- onde si eseguiscano coli' oracolo del-
blica, amministrar le sue rendite, la stessa nostra viva voce, abbiano
e pagare le provvisioni e regalie quel vigore come se tu fossi ca-
al senatore di Roma e suoi offi- merlengo nostro, e della Sede apo-
ciali , senza però intromettersi nei stolica, e come se a te fossero sta-
negozi civili e criminali estranei te ordinate e commesse mediante

alla camera. Francesco di Conziè una bolla ". Il Garampi nelle Os-
o Congié arcivescovo di Narbona servazioni sul valore delle antiche
deputato al governo di Avignone, monete pontifìcie, avverte che il

benché camerlengo di s. Chiesa vice-camerlengo dopo avere eserci-


mentre stava al concilio di Costan- tato il suo officio sotto il Papa che

za, dichiarò nel luglio i4i7 per lo avea fatto, veniva cambiato dal
suo luogotenente nell' uffizio del ca- nuovo Pontefice, il quale eleggeva
merlengato, e finché fòsse per du- un altro individuo a vice-camer-
rare la sua assenza dalla curia ro- lengo. Dalla costitu/.ione 175 di
mana, il suddetto suo nipote Lo- Sisto ^pm. V, part. I,
V, presso il

dovico Alamandi. Divenuto Ponte- Bull. Magn. et in Jppend. con-


ficenel medesimo concilio agli 1 st. 44> s' rileva che il vice-camer-

novembre \^i'j Martino V, questi lengo era un offiziale della santa


confermò l' Alamandi nella carica Sede ch'esercitava apposito uffizio,
di con bolla dei
vice-camerlengo, e che fornito delle ordinarie facol-
21 dello mese, dicendo in
stesso tà in alcuni atfari e cause, faceva
essa. " Ti eleggiamo per luogote- le veci e
del cardinal camerlengo,
nente del nominato Francesco no- che talvolta fu diverso dal gover-
stro camerlengo, e nella di lui as- natore di Roma ; e che in appres-
senza per quel tempo in cui sarà so il titolo di vice-camerlengo, cam-
lontano dalla curia romana , con biate alquanto le cose, si riunì nel
1' uffizio, giurisdizione, grazie, sigil- governatore di Roma.
li, onori, e pesi soliti e dovuti al Il medesimo GaramjM, loco cita*
camerlengo della Sede apostolica to, p. i57, nella nota 1, dice che
prò tempore. Anche alla pienezza il titolo di governatore fu nel se»
di fede su quelle cose che vengono colo XV assai più cospicuo, e moU
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to meno comune di quello che sia r officio; furono ad esso sostituiti

al presente : governatori erano i sette cittadini col titolo : guberna^


presidi delle provincie con facoltà tores libertatis romanorum, senalO'
amplissima, poiché se un cardinale ris qfficium , ec. Tro-
exercentes
vi risiedeva appellavasi legato ; se vandosi romani molto più mala-
i

un prelato, per lo più uvea il titolo mente governati, nel dicembre circa
di governatore. Il simile praticossi del 1434» deliberarono ritornare
anche nelle città più cospicue, dove air ubbidienza di Eugenio IV clie

a contenere a freno il popolo sole- erasi ritirato in Firenze , il quale


vasi costituire un governatore co- : neir allontanarsi da Roma, essendo
sì fece Eugenio IV nel i434> ^'" in carcere il camerlengo,
cardinal
lorchè dovette allontanarsi da Ro' costituì un vice-camerlengo che si
ma, avendovi costituito per gover- appellò Gubernator in alma Urbe,
natore Giuliano arcivescovo di Pisa, ejusque ea Indi a questo offiziale
ilGarampi dice nel i436. Il Pa- furono dal Papa concesse più eslese
pa fuggì dalla città per la ribellio- facoltà di quelle dategli dallo stes-
ne di alcuni romani, sollevatisi pei so Papa immediatamente dopo la
danni che ricevevano da Nicolo sua partenza da Roma, onde esclu-
Fortebraccio, onde posero in pri- dere in molti casi le giurisdizioni
gione il cardinal Condulmieri, ca- privative di altri tribunali, ed ia
merlengo di s. Chiesa, e nipote del ispecie del maresciallo della curia,
Pontefice. Dice inoltre Garampi, il e del senatore, ed in progresso di
che si credè per avventura, che il tempo questo officiale da straordi-
vice-camerlengo , benché ricevesse nario eh' era stato creato, passò ad
le sue facoltà immediatamente dal essere ordinario. Così ebbe origine
Papa, pure non fosse sufficiente a il governatore di Roma, e comin-
potere con questo solo titolo esclu- ciò fino da questo a diminuirsi la
dere in molti casi le giurisdizioni giurisdizione del senatore, mentre
privative di altri tribunali, ed in la carica di prefetto di Roma era
jspecie del maresciallo della curia, e divenuta più onorifica che autore-
del senatore di Roma. Pertanto fu vole r ultimo prefetto di Roma
:

munito di più estese facoltà, e de- fu d. Taddeo Barberini, creato dal-


corato con un titolo che quasi equi- lo zio Urbano VIII nel i63i.
valeva a quello di legato apostolico,
appellandosi Gubernator in alma Giurisdizione, autorità, prerogative
Urbe, ejiisque territorio et districlu, e privilegi del governatore di
et in camera apostolica vicecame- Roma, vice-camerlengo j e del
rarius , et camerarii locumlenens. tribunale del governo.
Altrettanto dice il eh. Olivieri nel-
la sua dotta opera, Jl senato ro- Il cav. Lunadoro nella Relazio-
mano, a p. 287, con qualche diver- ne della corte di Roma, dell' edi-
sità che qui noteremo. Con breve zione antica del 1646, a p- G'j,
pontificio de' io febbraio i434 fu ecco quanto dice di monsignor
eletto senatore di Roma Biagio de governatore di Roma, il quale, co-
Narni, sotto il popolo ro-
quale il me aggiunge a p. 244> pi'ecede
mano si levò a tumulto, e carico al senatore di Roma, agli amba-
di ferite il senatore fu deposto dal' sciatori, ec. ,
perchè è la prim^i
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persona in Roma dopo i cardina- ne, chesorami Pontefici vollero
i

li. » 11 governatore di Roma nel riserbare a sé medesimi l'elezione di


civile, nel quale ha ordinariamen- tale governatore, al quale, avendo e-
te due luogotenenti, conosce le glino compartite particolari facoltà,
cause di salari e delle mercedi accordarono che costituire potesse
sommariamente, e manu regia, e di un tribunale suo proprio, f^. il

dare ed avere di povere persone. cardinal Petra , Comment. conslit.


£ nel criminale , nel quale tiene apost. t. IV, ad const. I, Urbani
un luogotenente, ha generale giu- VII, n. 10. Innalzato viene a que-
risdizione in Roma, e prevenzione sta dignità imo de'pih insigni e be-
con tutti i tribunali : ha molti nemeriti prelati della santa SeAe^
giudici, un capo notaro, il quale tie- trascelto per lo più dal ceto dei
ne sotto di sé molti scrittori, gli chierici di camera, e consacrato
emolumenti del quale vanno alla ordinariamente vescovo. Tal posto
Carità (cioè all' arciconfraternita), è risplendentissimo più che qualun-
chiamandosi quel notariato della que altro, poiché rimane fregiato
Carità ha bargello con trecento
: da più e più ornatissimi privilegi
birri ; e quando sua signoria illu- e diritti, e suolsi confermare anche
strissima (ora ha il titolo di ec- in sede vacante. Una volta tal ca-
cellenza reverendissima) va per Ro- rica era instabile, e durava sino
ma, con duce buona guardia d'a- a prescritto tempo ; ora chi l'oc-
labardieri, vestiti lutti ad un mo- cupa non viene rimosso, se non
do, a spese della reverenda came- che per essere eletto alla dignità
ra apostolica, e sono soldati ita- cardinalizia. V. Santa Maria, Notit.
liani, ed hanno il loro capitano di Rom. dir. p. 2 55. Il governatore
guardia, che suol essere un fami- di Roma, quale vice -camerlengo,
gliare di monsignor governatore, precede gli altri chierici tutti, e ri-
pure pagato dalla reverenda came- mane in posto superiore ai mini-
ra ". 11 medesimo Lunadoro fu stri, prelati, patriarchi , ed agli
ristampato ed accresciuto nella sua ambasciatori, s\ nelle cavalcate che
Relazione^ e nel 1774 con illu- nelle cappelle. Esce in pubblico
strazioni del celebre Francescan- vestito di rocchetto scoperto, col
tonio Zaccaria. Nel tom. II, cap. corteggio di carrozze tirate da ca-
XXXI, Del governatore ili Rorna^ valli guarniti di Hocchi neri al
e della congregazione criminale capo, e custodito ai lati da schie-
del governo, si legge come appres- ra di soldati a piedi muniti d'ar-
so. » Soleva il cardinale camer- mi, ed uno de' famigliari di lui
lengo sceglierai più ausiliari mi- porta nelle solenni funzioni il

nistri, onde poter abbracciare in- bastone di comando^ che al gover-


teramente il ministero tutto della natore è restituito da sua Santità
vasta sua giurisdizione. 11 princi- il giorno che viene creato. »
pale di detti ministri era da lui » E siccome il cardinal vicario
destinato in sua vece al governo di ha piena autorità sopra tutte le
Roma, e perciò governatore della cause civili , che hanno riguardo
città e vice-camerlengo appella vasi, a persone ecclesiastiche ed a luo-
e così appellasi pur di presente. Col- ghi pii, cos'i il governatore di Ro-
r andar poscia degli anni addiveu* ma abbraccia non solamente la
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cause criminali e della città e del ne della visita delle carceri. Così
<lislrelto, ma ancora 1? controver- in tempo di carnevale interviene
sie civili vertenti tra secolari e egli coi conservatori di Roma al-

laiche persone. Si deve inoltre le pubbliche corse, che dipendono


avvertire, che quanto alle cause dai cenni di lui; e non può per-
di n>ercede, e le «tesse persone ec- sona veruna mascherarsi, se prima
clesiastiche, e le medesime case re- uscito non sia alla luce l'editto da
iif^iosepossono essere convenule lui promulgato a tal elfetlo. I dus
innanzi al governatore medesimo, assessori sono prelati^ ed abbrac-
benché vi s'interponesse per anche ciano le cause criminali spettanti
l'obbligo canitrate, non altrimenti al governo. V ha un luogotenente
che viene a' laici permesso di ri- civile, eletto pure dal Pontefice,
correre al tribunale del cardinal il quale pressoché tutti li giorni
icario per cause di simil falla. della settimana decide le civili

f^. la costit. 1 14 di Benedetto controversie nel foro stesso del go-


XIV, Roinanae Curiae, e la 21 verno. Havvi un secondo luogotenen-
dello slesso Pontefice pubblicala te, e v'ha pure l'uditore del gover-
a'2 1 dicembre i'j\S, che permet- natore medesimo; questo uditore
te al governatore di frammischiar- gli assiste nello studio delle cause
si in quelle sole cause di ecclesia- civili, e i()rma gli oppoi1:uni atti
stici, o di luoghi pii, che non ol- e decreti a nome di lui. Vi sono
trepassano la somma di scudi ancora più luogotenenti sostituti

venticinque. Egli medesimo pre- numerari e soprannumerari; v'ha


siede alla congregazione criminale dieci nolari sostituti col loro ca-
del governo, che si tiene nelle di po, e col sostituto di quello ; v'han-
lui stanze ogni martedì di ciascu- no in ultimo luogo più squadre
na settimana ; a questa congrega- di birri col loro capitano, detto il

zione intervengono i due prelati bargello di Roma : le accennate


assessori del governo , 1' avvocato persone sono tutte addette all' at-

della reverenda camera apostolica, tuale servizio di questo tribunale.


l'avvocato de'poveri, il procurato- V. il cardinal de Luca, Rtlal. Rom.
Cur. num. 18 ".
re fiscale generale, i luogotenenti, disc. 36,
i sostituti numerari, il procuratore Ottaviano Vestii, nella Pratica in
de'poveri, altro procuratore e no- romanae aulae actionein, eie. , Ro-
laro per la Carità. 11 governatore mae 1609, nel lib. II, cap. V
non porge mai voto, ma conside- traila De Gubernatove Urbis ejus-
ra i sulFragi, attende le concoi*- que auditorio, et ditione, e dal
danze o discordanze dei voti, e sommarium che riportiamo si po-
rende di tutto informala sua San- trà rilevare ciò eh' egli dice. i.

tità allorché si porla all' udienza, Gubernator Urbis intra quadrage-


cioè il mercoledì e sabbato, quan- simum dumlaxat lapidem jurisdi-
tunque a lui sia permesso ancor ctionem habet. 2. Curia Sabello-
di porlaivisi qualunque altra vol- rum, quae sic appellatur, est ma-
ta il richieggano le circostanze, rescallus Urbis, et de ejus polesta-
ha inoltre più altre facoltà
lìgli te. Praevenlio
3. locum habet
ed incumbenze, e specialmente in- inter Sabellorum et sena-
curiam
torno agli aliali della congregazio- torem Urbis. 4- Gubernator Urbis
,

GOV GOV II
excommunicare non valet etiam in Ad quem fìat appellatio a locum-
oiussis vigore obbligalionis in for- tenente. 11. Locumtenenlis cmo-
nia carti. 5. Giibernatoris oi'ficium lumenta. 12. Duos babet locum-
in quo consistat. 6. Gubernator tenenles ciiminales cum substìtutis,
duos vicarios habet. 7. Judicandi ubi et quando babeatur tribunal
ratio niultiplex fuit olim Komae criminale, et qui intersint. i3. Mo-
in capitalibus judiciis. 8. Parrici- dus in eo procedendi.
a Inoltre
dium anliquitus non soliim paren- p. 143 e seg. il p. Plettemherg
tis, sed cujuscuraque honiinis cae- parla Gubernatores nominantur in
:

des appellabatur g. Gubernator consistoriis secretis, et eorum ju-


Urbis aequiparatur quaestoii , et risdictio. Gubernatoribus commit-
praefecto Urbis. Jacobo Coliellio titur legatio per breve aposto-
nella Notitia cardindlatus , etc. ,
licum.
roinanae aulae qfjìcialibus , Ro- Sisto V con la costituzione
inae iG5i3, discorre al cap. XL: Eomanus Ponti/ex, data XV jul,

Di'. Fice-camerarìo , et Guherna- i5go, confermò al governatore di


tore Urbis. I punti principali so- Koma le facoltà come vice-ca-
no: Gubernator Urbis appella- merlengo. Clemente IX nel 1G67
tur etiam \icecamerarius. Guber- abolì la carica di governatore di
nator Urbis quare sic dictus. Gu- Borgo, il tribunale e le carceri, ed
bernatoris Urbis praeeminentiae aflìdò la giurisdizione al governa-
ac f'acullates quales sint ; et de i- tore di Roma come vice-governa-
psius oiIìcialii)us. Gubernator Urbis tore di Borgo, di che ne trattam-
praefccli Urbis similitudineni gerit. mo all'articolo GovEn.vATonE, tranne
Gubernator Urbis antiquitibus mi- r epoca della sede vacante in cui
litaribus indulus vestibus. Guberna- tale giurisdizione la consegnò al
toris Urbis baculus quid signiflcel. governatore del conclave. Inno-
Ilunoldo Pietlemberg gesuita, nella nocenzo XII concesse dei privile-
Notitia congtTgationnm et tribuna- gi ed esenzioni agli alabardieri di

Uumcuriae romanae ,\V\\(\e%\i i6g3, monsignor governatore di Roma.


nel cap. XIV, De Camera jépo- Clemente XII nel 1732 soppresse
statica, § 4? ^^ Gubernatore Ur- l'ofllzio di governatore del concla-
bis Romanae , premette questo ve, di che pure parlammo al ci-

sommario al suo trattato, i. Gu- tato articolo Governatore, destinò


bcrnatori commissus est gladius in vece governatore perpetuo del
Ecclesiae tcmporalis. 2. Quo licet conclave il prelato maggiordomo
dignior sit gladius spiritualis audi- prò tempore, conferendo al gover-
toris. 3. Praecedit guber- tanien natore di Roma, anche in sede
nator camerariumj caeterosque of- vacante, la giurisdizione Borgo di
lìciales, etiam oratores principum. e Città Leonina. Dipoi Clemente
4. Cognoscit causas civiles et cri- XII col chirografo Avendo noi op-
niinales, sed istas cuni limitatione. portunamente provveduto colla fab-
5. Mas vero^ et causas publicae brica delle carceri nuove annesse
quiclis piaecipue. 6 et 7. Privi- air ospizio di s. Michele a Ripa-
legia gubernatoris, 8. In civilibus grande, sottoscritto a' 17 maggio
liabet unum locumtenentem. g. 1738, e diretto a monsignor Mar-
Ubi et quando bue ju^ dicat. 10. cellino Gorio governatore, stabili
1

li GOV GOV
cVie non si potessero trasmettere qualtio sostituti fiscali con quin-
e ritenere nelle carceri suddette per dici scudi mcnsuali per ciascuno;
le donne, se non quelle condan- sei sostituti soprannumerari
fiscali

nate ad effettiva relegazione , e con dieci mese per uno;


scudi al
che queste prima dovessero tras- oltre il capo notaro e suo sostitu-

portarsi alle carceri nuove , per to primario, il quale farebbe anco-

ivi descriversi in cancelleria i no- ra le funzioni di segretario, e dieci


mi, cognomi, padre patria, età, ,
notari sostituti con scudi dieci al me-
delitto pel quale erano condanna- se cadauno. Pel trasporto dei
per
te dai tribunali di Roma e dello condannati alle galere, dispose che
stato a qualche pena, rimettendo la camera apostolica pagherà al
1' esecuzione di tali prescrizioni ai bargello mille scudi 1' anno. Con
prelati governatori prò tempore ,
altra poi del 1749» Justiliae già-
perchè a questi dovevano tutti i dium, de' 22 maggio, e moto-pro-
capi de' tribunali di Roma e dello prio. Avendo noi passala, presso
slato dare parte delle donne che il Bull. tom. XVIII, p. 40, sta-
condannavano. Attribuì ancora Cle- bilì Benedetto XIV il metodo che
mente XII ai governatori il prov- doveva osservarsi nel medesimo
vedere dette carceri di tutti i ne- tribunale del governatore di Roma,
cessari ministri sì per la custodia nelle sue settimanali congregazioni

che per la salute delle anime, e nella visita de'carcerati, aggiun-


con analoghi stipendi, come pure gendo al dello governatore altri
la privativa amministrazione delle due ponenti , che sieno ponenti
medesime, e giurisdizione se le de- del governo ed assessori. Confermò

tenute ivi avessero commesso qual- ai governatori di Roma, anche in


che delitto. In seguito avendo il qualità di vice-camerlenghi di s.

tribunale del cardinal vicario tras- Chiesa, tutte e singole facoltà e


messo più volte alle carceri di s. preminenze che godevano in vir-
Michele donne disoneste, rilenen- tù del breve di sua deputazione.
dole ad arbitrio , Benedetto XIV Prescrisse che i bargelli, tanto di
nel 1746, confermando il decre- Roma che di campagna, dovesse-
tato da Clemente XII, proibì sif- ro tenere completi i rolli dei bir-
fatte innovazioni. Inoltre Benedet- ri, e quelli di campagna coi loro
to XIV con la costituzione Rerum cavalli. Dispose alcune provviden-
hiimanariwt, data a' 16 dicembre ze contro gli oziosi, e di vigilanza

1747, Magn. t. XVIIj p.


Bull. sui pellegrini. Finalmente col mo-
1 5, provvide al buon regolamen- to-proprio , Animati dal giusto,
to del tribunale del governo, e fra sottoscritto a' 7 novembre 1 749»

le molle altre cose prescrisse il presso il loco citato, p. 4^, Bene-


numero de' giudici, cioè due luo- detto XIV prescrisse quali debba-
gotenenti, al primo de'quali fosse- no essere i giudici, relatori, difen-
ro assegnati cinquanta scudi il sori e notari nel tribunale del go-
mese, e al secondo quaranta, oltre verno, e di altri Tribunali di Ro-
la mancia per Natale di trenta ma {f^edi).
scudi per ciascuno; due loro sosti- Pio VII con la costituzione Pos-
tuti, il primo con trenta scudi il diuturnas , terlio kal. novcmbris
mese, il secondo con venticinque ; i8oo, De jurisdictionibus tribuna*
GOV GOV i3
liurn, et judicum criminalium, fu- dono nella sorveglianza in genere
diciorum forma ec, molte cose pre- per tutto ciò che si riferisce allo
ordinamento del
scrisse pel migliore spirito pubblico ; al regolamento
tribunale del governo, massime coi disciplinale de' luoghi di reclusione
numeri 36, sulla congregazione del e di condanna per titolo politico ;
tribunale ; 44> sul ministero parti- alle misure di prevenzione pel man-

colare del governo ; 55 e seg. sul- tenimento del buon ordine, per ga-
l'onorario dei magistrati ed impie- rantire la pubblica e privata sicu-
gati del tx'ibunale, ec. Nel capo poi rezza, per impedire ogni specie di
De aliis instilutionibus, nel num. 3 delitti ; alle misure correzionali e

sì stabilisce un uffizio di polizia di punizione sulle contravvenzioni


composto di due soggetti col nome alle leggi e regolamenti di polizia,
l'imme-
di ufiiziali di polizia, sotto ed altro riferibile a materie preto-
diata dipendenza di monsignor go- riali. Quanto alle indagini , esse si

vernatore; nel num. 5 si dice che fanno per la scoperta de' delitti oc-
al bramato effetto della polizia e culti, per l'arresto de' delinquenti
tranquillità pubblica di Roma sa- e disertori ec. Le provvidenze ri-

ranno eletti per organo della se- feribili alla sanità pubblica sono
greteria di stato tre deputati per per impedire lo sviluppo dell'idro-
ciascun rione col titolo di Presi- fobia, l'ammasso di sostanze fetide,
denti del Rione, ì' uno del ceto de- la vendita di commestibili nocivi ec;
gli ecclesiastici, l'altro del ceto dei gl'incendi, gli annegamenti ed altri
cavalieri, il terzo di quello de' cit- infortunii. Inoltre la polizia rilascia
tadini, i quali avranno una parti- patenti per l'apertura ed esercizio del-
colare ispezione su tutto ciò che ris- le botteghe, pel trasferimento e voltu-
guarda il costume, l'educazione del- ra delle medesime ; ai vetturini, fac-
le famiglie^ e la concordia fra i pri- chini e servitori di piazza. Rilascia
vati; invigileranno sugli oziosi, vi- i permessi per le corse , spari ed
ziosi ed irreligiosi; comporranno le altre dimostrazioni di pubblica al-
private dissensioni, ec. ; pro- risse, legrezza ,
pei cantanti e suonatori
cederanno secondo materie cou le ambulanti, pel porto d'armi da cac-
intelligenza de' parrochi, ed opere- cia ed a personale difesa , per la
ranno a mezzo d'insinuazioni, cou- reposizione de' fieni, per l'apertura
sigli, e ne' casi di bisogno coli' ar- nelle ore vietate delle botteghe di
resto personale; in caso d'inutili- pubblico concorso. Rilascia ancora
tà delle loro insinuazioni ,
giusta i passaporti e i visti alle carte di
r indole degli affari , ne faranno sicurezza ai viaggiatori statisti o
rappresentanza o al cardinal vica- stranieri ; ed alle porte di Roma
rio, o a monsignor governatore di tiene degli ufficiali civici incaricati
Roma, a* quali inoltre daranno cou- della ispezione de' passaporti. La
to dello stato dei rispettivi rioni direzione generale di polizia ha cor-
una \olta il mese, dichiarandosi rispondenza diretta con tutte le au-
che la loro rappresentanza deve torità delle Provincie dello stato
essere distinta, onorata, ubbidita e dirama gli ordini ed
pontificio, e ,

rispettata. ha corrispondenza coi suddetti pre-


Le attribuzioni della direzio- sidenti regionari di Roma, e coi go-
ne geqerale di polizia si esteu- vernatori della Comui'ca.
, 6

i4 GOV GOV
Finalmente nel niim. 6 della co- ministro del governo destinato allo
stituzione Post cliiilurnas si dice spettacolo quali mque siasij aflincliè
che sarà nominata dalla segreteria monsignor governatore entri ad
di stato una deputazione di cava- esercitare la sua potestà coercitiva
lieri, per la sopiaintendenza ad o- sulle rappresentanze de' cavalieri
gni sorte di pubblici spettacoli del- suddetti , ai quali inoltre a tutti
la città di Boma , rimanendo per gli accennati effetti sarà dato gra-
altro presso i prelati governatoli tuitamente un luogo convenevole
l'emanazione permesso degli
del in ciascuno spettacolo ad arbitrio
spettacoli, tutto ciò che appartiene del governatore, e che servirà co-
alle persone privilegiate, il diritto me di luogo di loro residenza. Le
della legislazione da pubblicarsi pel erudizieni sugli spettacoli si posso-
buon ordine e tranquillità degli no leggere in diversi articoli del
spettacoli stessi, l'esercizio delle pe- Dizionario f massime a Giuochi e
ne sui trasgressori , e tutto ciò in Teatri.
somma che può impegnare l'auto- ilVel i8i5 si pubblicò in Roma
rità coercitiva e giudiziale. Salva per la terza volta il libro intitola-
poi la giurisdizione del cardinal vi- to , Pratica della curia romana ,
cario sulle qualità morali degli spet- dove a pag. 2 5, cap. IV, Del tri-
tacoli, che per essenza del suo mi- bunale del governo e sua giuris-
nistero ad esso privativamente ap- dizione, si dice che questo tribu-
partiene, e salva ancora la giuris- nale ha due giurisdizioni, civile e
dizione sulla qualità politica dei criminale, e si descrive la giurisdi-
medesimi a monsignor governato- zione ed organizzazione civile e cri-
re, d' intelligenza col cardinal se- minale secondo le leggi d' allora.
gretario di stato; nel resto appar- Quindi Pio VII a' 6 luglio i8i
tenga alla nuova deputazione la pubblicò il moto-proprio. Quando
decenza dello spettacolo che si rap- per ammirabile disposizione , nel
presenta i mezzi della rappresen-
, quale sono diverse disposizioni ri-
tanza, la definizione delle partico- guardanti monsignor governatore
lari differenze fra gli a potanti e di Roma e il tribunale del gover-
gli apocati, che non hanno bisogno no. Siccome poi all'articolo 243 si

di discussione giudiziale, la vigilan- promettevano disposizioni sulla for-


za dell'esecuzione delle leggi pro- za esecutrice, con editto del cardi-
mulgate dai governatori , le prov- nal Consalvi suo segretario distato
videnze sul fatto alle piccole con- de' 2 3 del successivo ottobre, sul-
troversie che nascono fra gli spet- l'organizzazione della polizia di Ro-
tatori , e finalmente tutlociò che ma e dello stato pontificio, che in-
contribuisce nell' interno e nell' e- comincia con queste parole: Ogni
sterno regolamento al decoro del- colta nazione riconosce i regola-
lo spettacolo, ed alla quiete e buon menti di polizia come basi primor-
ordine pubblico, tenendo a giorno diali dell'ordine pubblico ( Il Di-
monsignor governatore dei loro or- zionario della lingua italiana, de-
dini e disposizioni. Possono final- finisce Polizia: La vigilanza del
mente prevalersi della forza fino magistrato civile , per la quale si

all'atto inclusivo dell'arresto, ren- preveggono e si evitano i delitti, e


dendone inteso dopo l'esecuzione il si mantengono le città sicure 'e
,

GOV GOV i5
tranquille), slabilì le presidenze rlpwlate nella Raccolta delle leg-
regionarie, ed il corpo de' carabi- gi e disposizioni di pubblica ammi-
nieri pontificii , dichiarando quelle nistrazione, che si pubblicano nel-
e questi dipendenti dal prelato go- r odierno pontificato. Diremo per
Ternatore di Roma, che dichiarò ultimo che gode pure il tribunale
capo della polizia, aggiungendo ai del governo il privilegio di cono-
suoi titoli quello di Direttore ge- scere le cause di mista giurisdizio-
nerale della Polizia. Della forza ne , in concorso coi tiibunali del-
esecutrice degli antichi birri e dei l'A. C. e del Vicariato. Il medesi-
loro bargelli se ne tratta all'arti- mo Papa nel i833 istituì il corpo
colo Birri [P^edi); delle presiden- de' bersaglieri pontificii pel servi-
ze regionarie di Roma , e dei ri- gio armato di polizia in alcune
spettivi presidenti, al voi. Vili, p. Provincie del suo stato, lo dichia-
7 1 e seg. del Dizionario ; e del rò dipendente dal cardinale segre-
corpo politico-militare de' carabinie- tario per gli all'ari di stato inter-
ri pontificii all'articolo Milizie Pon- ni, eper esso immediatamente da
tificie. In seguito Pio VII a* 22 monsignor governatore di Roma
novembre 1817 emanò il molo- direttore generale di polizia. Di
proprio, Nello stabilire in tutto il questo corpo se ne tratta al cita-
nostro stato, dove sono molte di- to articolo MmziE Pontificie.
sposizioni risguardanti il prelato
governatore di Roma ed il tribu- Tribunale del governo.
nale del governo. Altre leggi si

possono vedere nel moto-proprio Prelato governatore di Roma , vi-


di Leone XII, Nel compiere il pri- ce-camerlengo di santa romana
mo anno, pubblicato a' 2 i dicem- Chiesa, direttore generale di po-
bre 1827. Questo Papa emanò an- lizia.

cora altre leggi , e dichiarò presi- Prelato primo assessore, che in as-
dente del corpo de' vigili detto dei senza o impotenza di monsignor
Pompieri [Fedi), il governatore di governatore, suole farne le veci.
Roma. Finalmente il regnante Pon- Prelato secondo assessoi'e.
tefice Gregorio XVI , colle note Avvocalo de' poveri , eh' è sempre
nuove leggi ci diede un regolamen- uno degfi Avvocati concistoriali
to legislativo e giudiziario per gli [Fedi), de' quali si parla in più
affari regolamento sui de-
civili, il luoghi del Dizionario, come al-
litti e sulle pene, ed il regolamen- l'articolo Difensore ec. Dell'av-
to organico di procedura crimina- vocato de' poveri se ne tratta an-
le. Con tali disposizioni molte cose cora all'articolo Camera Aposto-
appartengono al prelato governa- lica , Poveri, ec. Al presente
tore ed al' tribunale del governo, l'avvocalo de' poveri l»a un av-
il quale al presente compone
si vocato concistoriale per coadiu-
come si riporterà qui appresso. Le tore.
disposizioniemanate da Leone XII Avvocato del fisco , eh' è sempre
e da Giegorio XVI , con quanto un avvocato concistoriale.
spetta a monsignor governatore e Procuratore generale del fìsco. Al
suo tribunale, autorità di giurisdi- voi. XXV, p. 81 e seg. del Di-
zione ed altre particolarità , sono zionario, non solo jsì discorre del-
iG GOV GOV
l'avvocato del fisco e del procu- la polizia.» Ogni colta nazione ri-
ratore generale del fisco, tua e- conosce regolamenti di polizia co-
i

ziaudio s' indicano gli altri luo- me basi primordiali dell'ordine pub-
ghi ove si tratta di ambedue, blico. Erano essi in vigore in Ro-
come al voi. VII, p. 66, ove di- ma fino dai tempi più remoti {f^.
cesi del giuramento che presta- gli articoli CAPo-Riom e Capotori),
no in un all'avvocato de' pove- e con energico zelo ne facevano ri-
ri avanti il tribunale della pie- spettare le sanzioni i più distinti
na camera. magistrati. I vantaggi che la socie-
Due luogotenenti. tà ne risentiva animarono quindi
Quattro sostituti luogotenenti. i sommi Pontefici, fia' quali più
Procuratore de' poveri. distintamente Paolo IV, II, Sisto
Procuratore de' poveri per la Ca- Innocenzo Vili e Sisto V, a darne
rità. i più sensati e provvidi regolamen-
Procuratore de' poveri per la sacra ti, affinchè con questa specie di po-

congregazione di consulla, e per lizia avesse più facili i mezzi di


la Comarca di Roma. esecuzione. Negli statuti di Roma,
Procuratore de' poveri presso la sa- riformati ed illustrati dalla sa. me. di
cra consulta. Gregorio XIII, mentre si suddivi-
Otto giudici processanti. se la vastità dell'abitato in altret-
Capo-notaro, amministratore per tanti se ne scelsero i capi,
rioni,
la Carità, e cancelliere. ed a questi fu attribuita l'autorità
Un sostituto del capo-notaro. d'invigilare sopra i costumi de'cit-
Otto notari sostituti processanti, tadini , di resistere alle violenze,
compreso il decano. comporre le dissensioni, e richia-
Il notaro archivista. mare ad una utile industria la per-
Il notaro attuario. niciosa classe degli oziosi ". Segue
Giudici e notari soprannumeri, in r istituzione de' presidenti, vice-pre-
numero indeterminato. sidenti, segretari, ispettori di poli-
Il segretario per gli affari crimi- zia, de' quali si parla al citato luo-
nali della Comarca di Roma go del voi. Vili del Dizionario ,

(Fedi). p. 7 I « La polizia delle provincie


.

sarà in relazione con la polizia ge-


La deputazione de' pubblici spet- nerale di Roma , che ne formerà
tacoli si compone
monsignor go- di centro. I legati e delegati di tutto
vernatore presidente e di sei depu- lo stato saranno capi di polizia nel-
tali nobili romani, non che dell'as- le loro Provincie. Gli uffiziali dei
sessore generale di polizia e del se- carabinieri corrisponderanno coi me-
gretario redattore. La direzione ge- desimi. I legali e delegati dovran-
nerale di polizia si compone del no organizzarla secondo le istru-
governatore direttore generale di zioni che riceveranno dalla segre-
polizia , dell' assessore generale di teria di stato. Ove poi non risiede
polizia, del capo d'ufficio de' passa- il legato o delegato , o un magi-
porti e delle presidenze regionarie strato di polizia, e dove sia stazio-
di Roma. Qui ci sembra opportu- nato un ufficiale o basso ufficiale
no riportare alcuni brani del suc- de' carabinieri, questi eserciteranno
citato editto suir organizzazione del- le funzioni di polizia , secondo le
GOV GOV 17
islifuzioni di questo corpo, di con- di dargli il bastone, il governatore
certo col governatore locale, e quan- ne previene con biglietti il cardi-
do occorra col governatore distret- nal camerlengo, ed il prefetto dei
tuale, fermi sempre restando i lo- cerimonieri pontificii, cui spelta av-
ro regolamenti per T intelligenza e visare ed intimare tutti i rispettivi
rapporti militari al colonnello del membri della stessa reverenda ca-
corpo. A tutti i tribunali ordinari mera perchè,
si ritrovino in tal
sarà data una forza corrispondente giorno nelle consuete stanze del
in luogo de' birri, ed un ispettore palazzo apostolico col cardinal ca-
di polizia. Si accordeià loro anche merlengo. Nel giorno dunque del
una somma mensuale per le spese possesso, il cardinale ultimo gover-
degli esploratori segreti ", Anche natore , accompagnato da due di-
per quanto concerne i pubblici spet- staccamenti di carabinieri e di
tacoli e la polizia, nella suddetta pompieri sino al portico Vaticano
Raccolta delle leggio vi sono le a- o alla piazza del Quirinale presso
naloghe disposizioni. s. Silvestro, secondo il palazzo che

abita il Pontefice (e prima lo era


Altre notìzie di monsignor gover- dagli alabardieri), in treno nobile si

natore di Roma, cioè elezione , porta neir anticamera pontifìcia, per


possesso, ed altre attribuzioni. restituire al Papa il bastone del
Intervento del governatore al cor- comando, ed il nuovo governatore
so pel carnevale, anche fregiato vi si reca con tre carrozze, con
della dignità cardinalizia e di servitori a piedi con livree di gala
quella di prò- governatore. In- come i cocchieri, ed i cavalli della

tervento alle funzioni pontifìcie j prima carrozza ove incede monsi-


sede vacante ; esequie pel-gover' gnor governatore accompagnato da-
natore. Palazzo Madama resi- gli individui della sua anticamera,
denza del governatore, dì alcu- sono ornati con fiocchi e ciuffi in
ni ujfiziali, del tribunale del go- testa di seta paonazza, distintivo che
verno, e della direzione generale usano i prelati di fiocchetti, ec. Il
di polizia. Papa si trova sedente in trono ^

vestito di raozzetta e rocchetto, as-


Il Pontefice elegge il prelato go- sistito maggiordomo, dal mae-
dal
vernatore di Roma a mezzo d' un stro di camera, dal prefetto delle
biglietto del cardinale segretario per cerimonie , e dalla camera se-
gli affari di stato interni, e poscia greta ; quindi ammette alla sua
fa spedire all'eletto il consueto presenza il cardinale già governa-
breve apostolico della dignità. Quan- tore, e il prelato suo successore ;

do il nuovo governatore dovrà il primo tenendo il bastone del


prendere il possesso, sia col riceve- comando in mano. Il secondo si
re dal Papa il bastone del coman- pone genuflesso innanzi al Ponte-
do, sia per passare a farsi ricono- fice , ed assistito dal maestro di
scere, e prendere possesso avanti il cerimonie, legge questo giuramen-
pieno tribunale della camera apo- to. « Ego N. N. gubernator Urbis,
combinata l' ora e il giorno
stolica, et vice-camerarius, ab hac bora in
con monsignor maestro di camera antea fidelis et obediens ero Beato
del Papa, quando piacerà a questi Petro apostolo, sanctaeque roraanae
VOI. wxn,
,

i8 GOV GOV
Ecclcsiac, et vobis sanctissimo do- udienza, preceduto dalla sua corte
mino nostro Papae N. N. vestris- e dal suo aiutante di camera |ior-

que successori bus canonice intran- tante il detto bastone, si reca nelle
tibus. Non ero in Consilio, aut con- stanze del medesimo palazzo, ov'è
scnsu, vcl facto, ut sanctitas vestra adunato il tribunale della camera;
vitam perdat, aut membrum , seu ed il cardinale già governatore, sen-
capiatur mala captione, aut in za corteggio di carabinieri e pom-
canidem , vel successores vestros pieri ritorna alla sua particohu-e
vioicnter manus quomodolibet in- residenza. Anticamente il nuovo
gerantur, vel injuriae aliquae in- governatore nel portarsi a prende-
fcrantur quovis quaesito colore. re il bastone passava per la sca*
Consilium vero, quod sanctitas ve- letta segreta che conduce alle ca«
stra mihi creditura est per se, aut mere pontificie , e dopo averlo ri-
nuncios suos, seu littcras ad ejus- cevuto scendeva per la scala grande.
dem , vel illorum damnum me Giunto il governatore, ove tro-
sciente nemìni pandam. Papatum vasi adunata la camera apostolica,
romanum, et regalia Beati Petri, il cardinal camerlengo impone al
et omnia jura romanae Ecclesiae, prelato il rocchetto e la cappa, e lo
quae habet , ubique manutenebo ammette all' amplesso, il quale vie-
prò viribus, et defendam, nec non ne dato alanche dagovernatore,
adjutor ero ad relinendum, et de- tutti i componenti il tribu-
prelati
fèndendum contra oranem homi- nale medesimo. Nel caso poi che
nem. A donis, et muneribus, escu- per qualche circostanza il nuovo
Icntis, et poculentis moderate ta- governatore non abbia potuto fare
men, exceplis ubslinebo. Officium nelle mani del Papa il detto giu-
vice-camerariatus, mihi a sanctitate ramento, lo presta in allora nelle
vestra commissuui , bene, et fideliter mani del cardinal camerlengo, pre-
geram, et iu eo servabo juslitiam, sente il tribunale della camera a-
et prò posse meo ab aliis faciam postolica. In seguito di ciò monsi-
observari. Quae supradicta omnia, gnor governatore si asside presso
et singula spondeo, voveo, ac juro. il cardinal camerlengo, prendendo
Sic me Deus adjuvet, et haec san- cosi possesso formale della sua ca-
cta Dei evaugelia ". E ciò dicendo rica. Indi il governatore passa a
il nuovo governatore pone le ma- visitare il cardinale segretario di
ni suir immagine del Crocefisso slato o degli affari interni, dimo-
impressa nel hbi-o del giuramento, rante nella pontificia l'esidenza , e
e la bacìa. Allora il Papa prende poi asceso in carrozza , uscito dal
dalle mani del cardinale il bastone palazzo apostolico viene ne' memo-
del comando, e Io consegna al nuo- rati luoghi circondato dai due di-
vo governatore, pi'onunziando que- staccamenti di carabinieri in nu-
sta formola, facendo tre volte l' at- mero di circa cinquanta, e di pom-
to della benedizione : Accipe baca- pieri iu numero di circa settanta
luni jurisdiclionis et auctoritatis. e tutti in alto uniforme, che ave-
In nomine Patris ^Jf et Filii -^ vano accompagnato al medesimo
et Spiritus ^ sancii. Amen. Quin- palazzo il cardinale già governato-
di il nuovo governatore bacia ì re, e con questo corteggio si condu-
piedi al Pontefice , e dopo breve ce a visitare nell'altro palazzo apo-
,

GOV GOV .()

sfolico r altro cardinale segretario zioni nella cappella pontificia. Al


di stato o degli affari interni, e poscia pro-governatore non si dà il basto-
passa alla propria residenza governa- ne del comando, e finche dura il
tifa del palazzo Madama. Quivi per- pro-governatorato il bastone si con-
venuto, monsign. governatore prende serva presso il Papa; giacché il

possesso della sua carica nell' officio camerlengo riceve il bastone, ma


criminale, ov'è ricevuto formalmen- non lo ritiene, perciò non usa questo
te da monsignor procuratore gene- segno onorifico ed autorevole. Que-
rale del fisco, dai luogotenenti, e dal sto bastone del comando lo descri-
ministero processante, e suole per vemmo al voi. IV, p. 19 del Di-
atto di possesso firmare un man-
, zionario j al voi. VII, p. 67 di-
dato di accordando grazia
rilascio, cemmo come il cardinale camerlen<
ad un detenuto o condannato per go di s. Chiesa riceve il bastone
titolo pretoriale. Indi monsignor del comando dal Papa, e come al-
governatore si porta subito a visi- la sua presenza lo passa al gover-
tare gli ulìfìci criminali, gli uffici di natore , pronunziando la formola :

polizia, e corpo di guardia , nei


il Prendi questo bastone ^ e sii il vi-

quali luoghi con breve ed analogo ce-camerlengo. Altre formole ag-


discorso suole impegnare gì' indivi- giungono de consensu Domini No-
:

dui tutti di tali uiKci al zelante stri Papae. Non deve recare me-

disimpegno dei rispettivi loro im- raviglia se al governatore si dà


pieghi, con la dovuta fedeltà, ener- nella sua creazione il bastone del
gia ed onoratezza. Nelle ore po- comando dal Pontefice, e poi nuo-
meridiane il governatore con treno vamente a lui si consegna dal nuo-
nobile, preceduto dall'aiutante di vo cardinale camerlengo , dappoi-
camera col bastone del comando, ché deve riflettersi , che quando il
passa a visitare la patriarcale basi- Papa dà il bastone al governato-
lica vaticana, e dopo ovvero in al- re, colla formola che abbiamo ri-
tro giorno, nello stesso modo di portato di sopra, in essa non si
forma pubblica, sua prima
fa la nomina affatto il vice-camerlenga-
visita di stretta osservanza al car- to, ma soltanto la giurisdizione e
dinal decano, che la riceve in abi- l'autorità come governatore. Laon-
to cardinalizio, per quindi eseguire de la qualifica di vice-camerlengo la
quest' atto di rispetto con tutti i riceve governatore dal camerlen-
il

venerandi individui del sacro col- go di consenso del Papa.


legio. Qui noteremo che il prelato Ecco poi come il nominato
governatore creato cardinale , la Cohellio spiega il significato di
mattina che ha ricevuto in conci- questo bastone. •< Baculum quo-
storo pubblico il cappello cardina- que ligneum ab ipso Pontifice,
lizio, in uno de' suindicati luoghi, statim ac gubernator electus est
dopo eh' è uscito dal palazzo apo- receptum ante se in publicuiu
stolico, un drappello di carabinieri prodeuntera per unum ex familia-
a cavallo in alta uniforme lo ac- ribus suis gestare facit gubernator ;
compagna alla sua residenza. Il hunc autem loco fascium , quibus
nuovo governatore poi, finche non romanorum raagistratus utebantur,
ha ricevuto il bastone del coman- et a lictoribus gestabantur, succes-
do, non suole intervenire alle fun- sisse puto ; et baculum raagis ac-
,, ,

ao GOV GOV
comodabatur magistiatibns cccle- riceveva dal palazzo apostolico la

et apertum jurisdictionìs
sìasticìs, parte di pane e vino, come si ha
et jusdicendi simbòlum esse, multis dai ruoli palatini di cui parlammo
probat antìquorum exemplis Buien- all'articoloFamiglia Pontifìcia {P^e-
gerì US, lib. f, De vest. Pontif. episc. di), dove ne abbiamo riportati di-
et sacr. cap. i6, et cap. Sa; qui versi. 11 governatore ha l'udienza
de sceptro, seu baculo Pontifìcis ordinaria dal Pontefìce il mercole-
agit, et de baculo episcopali quod : dì e sabbato mattina, e vi si reca
ctiam Lazarus Bayfr. in lib. De re in mantelletta e rocchetto. In sua
vestiar. cap. io. Livii testimonio assenza ed impotenza, col medesi-
in X secundi de baculo,
belli punici, mo abito si reca all' udienza dei
sive Scipione eburneo loquendo com- Pontefìce il prelato primo assessore
probat iis verbis, ibi. Massinissam del tribunale del governo, come
primuin regeni appellatum , exi- quello che ne fa in tali casi le veci.

rniisq. ornatum laudibus , aurea Anche anticamente monsignor go-


corona, aurea patera, sella curali vernatore di Roma avea 1' udienza
eburnea, et Scipione eburneo donat. in detti giorni : ogni mercoledì ave-
Et a romanis, cum reges constitue- va r udienza ordinaria il prelato
l'unt, scipionem eburneum datum avvocato de' poveri. Monsignor go-
fuisse affirmat Tacitus, lib. 4 ^n- vernatore mandava il martedì e
nal.: ad Ptolomaeum missus est a venerdì in sala pontifìcia un suo
senaloribus y
qui scipionem ebur- famigliare dal decano del Papa
neum, togam pictam, antiqua pa- per sapei'e a che ora doveva re-
trum munera darei ; quem quidem carsi all' udienza, e quando questa,
eburneum scipionem ab eodem Pon- secondo le stagioni, incominciava.
tificereceplum hodie senator Urbis, Ciò faceva perchè tutti gli altri
dura aurea veste ornatus in pu- ministri mandavano in sala dai
blicum prodit, prae manibus habere governatore per conoscere l'ora
solet ". Monsignor governatore fa stabilita , onde regolarsi per non
ora uso del bastone del comando mancare ai loro doveri. Anticamen-
diverse volte, cioè nel giorno del : te in assenza od impotenza del
suo possesso, in cui gli viene con- governatoi'e , veniva ammesso al-
segnato con tutte le formalità dal l' udienza pontifìcia il prelato prò*
santo Padre; il primo giorno di curatoi'e fiscale genei-ale : ciò si

carnevale, ed il giovedì grasso, por- praticò a tutto il pontificato di Pio


tandosi formalmente al corso; e VI. Quando in Roma si deve ese-
nel giorno solenne del Corpus Do- guire alcuna sentenza capitale, nei
mini di ogni anno. L' usa ancora giorno precedente il governatore
quando il nuovo Papa gli restitui- ne dà partecipazione al Pontefice,
sce il bastone medesimo. già istruito di tutto , con lettera
Il governatore di Roma, come con sigillo di cera di spagna nera,
vice- camerlengo, è primo prelato
il e del seguente tenore. « Beatissimo
della camera apostolica dopo il , Padre. Qualora non piaccia alla
cardinal camerlengo di s. Chiesa. Santità vostra di ordinare diver-
Come prelato domestico, intimo fa- samente, domattina... alle ore... in
migliare e commensale del Papa via de* Cerchi subirà la morte col
sino agli ultimi del decorso secolo taglio della testa (talvolta si ag-
GOV GOV ai
giunge, esemplare col taglio ed ta graziosa o generale delle carceri
esposizione della testa, come tal- nuove o Innocenziane, porta al Pa-
volta la morte è
fucilazione j di pa un opuscolo con questo titolo :

N. N. che convìnto reo di. . . fu . Lista de' carcerati esistenti nelle


condannato alla suddetta pena. Di carceri nuove di Roma, fatta tan-
(juanto si è superiormente disposto na ... per la visita generale ed
.

per la esecuzione della giustizia, il anche graziosa da tenersi la mat-


sottoscritto governatore di Roma tina di giovedì .... in dette car-
rassegna a Vostra Beatitudine la ceri. In questo opuscolo sono de-

dovuta rispettosa partecipazione , scrìtti i nomi , cognomi , patria e

mentre prostrato al bacio del sacro delitti de' carcerati , lo stato degli
piede implora riverente 1' apostolica atti , il tribunale processante col
benedizione ". Segue la data e la nome e cognome de' rispettivi giu-
sottoscrizione. Anticamente la sen- dici e notari , e la denominazione
tenza di morte si eseguiva in Ro- del luogo della prigione di secreta
ma nella rupe Tarpea sul monte o di larga. Siccome il governatoi'e
Caprino presso il Campidoglio ( Fe- è il presidente di questa , ce ne
di ) j ma nel pontificato d' Inno- permetteremo un cenno , dicendo
cenzo Vili cominciò ad eseguirsi prima che la visita graziosa è di-
sulla piazza del Ponte s. Angelo versa da quella che si fa ogni me-
( Fedi ). Si è fatta talvolta nella se dal prelato primo assessore del
piazza del Popolo, ed in Castel s. governo, nella quale si chiama ad
Angelo ( Fedi), ed ora ordinaria- uno ad uno ogni carcerato di se-
mente si fa sul piazzale prossimo alla greta per intendere se i processi
chiesa della Madonna de' Cerchi. sieno in corso o in ritardo , e di
L' A rciconfraternità della Miseri- ambedue diremo dell' origine. Nel
cordia {Fedi) assiste i condannati 1625 l'Amydeno nel pubblicare ii|

al supplizio^, li aiuta a fare una Roma l'erudito suo libro. De pie-


buona morte, e ne seppellisce con tate romana, a p. 94, cap. X, De
suffragi i cadaveri ; e l' Arcicon- carcerum visitatione, et carcerato-
fraternita degli agonizzanti [Fedi) rum subventione , tratta dell' argo-
prega e pregare per la buona
fa mento , e fa menzione delle arci-
morte dei condannati a morte. Tra confraternite che hanno per istitu-

i pii luoghi che fanno eguale eser- zione di visitare i carcerati , che
cizio, nomineremo l' Arciconfrater- hanno cura di essi, e delle opere
nila delle anime più bisognose del che fanno in loro favore: e&se so-
purgatorio ^ sotto V invocazione di no Varciconfratemita della Miseri-
Cesile Maria, e di s. Giuseppe, di cordia summentovata, della Carità
cui parlammo al voi. XVI, p. i3o esistente in s. Girolamo della Ca-
e seg. del Dizionazio. Nel medesi- rità [Fedi), e della Pietà de" car-
mo volume a 129, come àgli
p. cerati. Dipoi nel i655 il beneme-
articoli Arciconfraternite, e Confra- rito Gio. Battista Scanarolo mode-
ternite di Roma, si parla del pri- nese, arcivescovo di Sidonia, che fu
vilegio che prima alcune di esse per quarant' anni procuratore dei
godevano, di liberare un condanna- carcerati, pubblicò la celebre ope-
to a morte o alla galera in vita. ra De visitatione carceratorum, di
11 governatore prima della visi- cui abbiamo altra edizione del 1675,
,

2» GOV GOV
ove notò i molti beni derivati ai d'i i successori del Pontefice Eugenio
carcerati dalla visita graziosa , e IV, come Alessandro VI nel ìf\i)iy
molte utili cose notò intorno alla che vuoisi fosse il primo ad aggiun-
procedura criminale, ed alle carce- gere al governatore altri visitato-
ri in vantaggio ed utilità de' pri- ri, Paolo III con la costituzione 44»

gioni. Nella camera della visita gra- Pio IV colla costituzione 58, s. Pio
ziosa, esistente nelle carceri nuove, V con la costituzione 68, ec. , ne
per memoria vi è un quadro con ampliarono le prerogative, ed ac-
l'effigie del grand' uomo, quale da crebbero il numero di quelli da
ultimo fu posta in fronte oM' Elogio cui venne composto, e dei giudici
che ne pubblicò in Roma nel 1842 di quasi tutti i tribunali di Roma,
V erudito avv. Oreste Raggi. Quin- perchè i detenuti appartengono a
di nel 1698 Carlo Bartolomeo Piaz- diversi di essi ; cioè dei prelati go-
za coli' Eusevologio romano , nel vernatore di Roma ; uditore della
tratt. V ciba dato il cap. XXXllI, camera ; luogotenente criminale del
Della visita delle prigioni. Primie- cardinal vicario; chierico di came-
ramente con l'autorità dello stesso ra presidente delle carceri, con fa-
Scanaroto, 1. I, § 6, tit. De relax, in coltà di decidere le liti civili ; del
visit. grat.y dice che la visita gra- prelato dell' arciconfraternita della
ziosa del s. Natale e di Pasqua eb- Carità de' cortigiani di s. Girolamo;
be origine in venerazione a tali so- del prelato della Pietà de' carcera-
lennità , e secondo la spiegazione ti, e del vicegerente del cardinal vi-
che ne dà Niceforo Calisto. Ag- cario, ambedue
aggiunti da Clemen-
giunge che chiamavansi anticamen- te IX un ponente di consulta
; di
te queste visite graziose Stative, aggiunto da Innocenzo XI; dell'av-
che celebravansi dai romani con vocato e procuratore de' poveri ;

gran celebrità nel primo di gen- dell' avvocato e procuratore fiscale,


naio, e che gli imperatori cristiani con altri giudici, notari e ministri
le appellarono religio anniversario di giustizia. Tutti i nominati, ogni
obligaiionis. giovedì non impedito dalla festa,
L' istituzione in Roma della vi- dovevano fare la visita delle car-
sita delle prigioni si deve al Ponte- ceri, due volte alle carceri nuove,
fice Eugenio IV nell'anno i435, una a quelle di Campidoglio, ed
con laquale congiungendo la giu- una alle segrete. In queste visite i
stizia e la misericordia verso i car- carcerati dicevano le loro ragioni
cerati, ordinò che i magistrati del- o per essi gli avvocati e procura-
l'ordine giudiziario, ed i procura- tori, e la congregazione della visi-
tori de' poveri si recassero due vol- ta sommariamente emanava qual-
te il mese alle prigioni, ascoltasse- che accordo o concessione ragione-
ro ciascun detenuto, ne esaminas- vole, cioè nelle cause civili di de-
sero le cause, diminuissero in certi biti con dilazioni o pagamenti a
casi le pene, componessero i carce- tempo, in quelle criminali con mo-
rati per debiti coi creditori , altri derarne la condanna dalla con- :

ne liberassero, tranne i rei de' più gregazione non potevasi appellare


gravi delitti noverati dallo Scana- ad La [congregazione, secondo
altri.

rolo, ed i recidivi. Nel collegio o il suo istituto, mandava due volle


magistrato della visita delle prigio- all'anno a visitare le galere. Quia-
GOV GOV 23
Ji passa il Piazza a parlare delle carceri, l'avvocato de* poveri, l'av-
tlue visite graziose o generali delle vocato ed il procuratore del fisco,
carceri, con l'intervento dei mon- i nominati due procuratori de* po-
signori governatore, uditore della veri , il senatore di Roma , il suo
camera, e loro luogotenenti crimi- uditore, i tre conservatori di Ro-
nali ; il presidente delle carceri, i due ma, i collaterali del tribunale di
avvocati e procuratori del fisco, e dei Campidoglio, 5uo giudice de'ma-
il

poveri, il visitatore delle carceri se- leficii col procuratore fiscale, il com-
grete, il luogotenente criminale del missario delle carceri e de' galeotti,
cardinal vicario , e i prelati delle ed in primo luogo il governatore
due mentovate arciconfraternile del- di Roma in vece del camerlengo
la Carità e della Pietà de* carcera- di s. Chiesa. Aggiunge il Lunadoro
ti. In queste visite si liberavano tut- che l'ordinaria congregazione si tie-
ti quei poveri od altri detenuti per ne ogni settimana il giovedì, ed in
casi non gravi, sj civili che crimi- questa si spediscono le cause più
nali , tranne quelli che il Piazza gravi , si condannano i rei , si

registra. risolvono le liti civili come quelle


Lunadoro, eno^miando la sol-
Il dei debitori , e si prendono altri
lecitudine e zelo dique' Papi che provvedimenti. La congregazione
dimostrarono la loro paternità an- chiamata meno continua si fa una
co verso ì carcerati , nel t. II , p. voltail mese, per visitar quelli che
145 della sua Relazione, narra co- l'estano nelle carceri più segrete per
me Paolo V bramoso perchè le lo- cause più gravi: vi si tratta del-
ro cause venissero sollecitamente le spedizioni , e de' loro processi
spedite, con la costituzione 7 1 fon- s'interpongono gli opportuni sta-
dò la Congregazione delle carceri bilimenti. Parla quindi delle due
sotto la presidenza di monsignor visite graziose di Pasqua e Natale,
governatore di Roma e dell'udito- in cui vengono posti in libertà i

re della 'camera, chierico di came- rei di piccoli delitti, quelli cui re-
ra presidente delle carceri , avvo- sta poco a terminare la pena di
cato e procuratore generale del fi- detenzione, e que' debitori che so-
sco, di due luogotenenti criminali no liberati dai menzionati pii isti-

del governo di Roma, del luogote- tuti, col pagamento del loro dare.
nente criminale dell' uditore della Benedetto XIV colla summentova-
camera, dell'avvocato e di due pro- ta bolla Justitiae gladìuni , ema-
curatori de' poveri , del visitatore nò provvedimenti sulla visita delle
delle carceri segrete , del commis- carceri, feceanalogo e stabile re-
sario de' galeotti, del luogotenente golamento, determinando per le
criminale del cardinal vicario, e di carceri di Campidoglio e per le ,

altri due prelati capi delle arcicon- carceri nuove tre visite distinte e
fraternile della Carità e della Pie- sepaiate , cioè la visita ordinaria ,

tà. Tali personaggi furono stabili- la visita straordinaria, e la visita


ti per visitale le carceri di Tordi- graziosa. La visita ordinaria vol-
nona, e di Corte Savella, indi quel- le che si facesse ogni giovedì al-
le dette nuove. Visitatori delle car- ternativamente alle dette due pri-
ceri di Canj[)idoglio vennero desti- gioni , e che fosse in arbitrio di
nati i due prelati presidenti delle monsignor governatore intervenire
•4 GOV GOV
a quella di Campidoglio, e nella rilascio non de' carcerali per
solo
pongregazione d' ambedue le visite delitti con qualche precet-
leggieri,

il governatore sedesse a capo ta- to o senza, secondo le circostanze


vola. Comandò che la visita doves- de' casi ; ma ancora de' carcerati
se unicamente attendere ed invigi- per debito civile, qualora in favore
lare pel rilascio di coloro che non de' medesimi concorrano le cause
debbono restare più lungamente espresse nella della costituzione di
carcerali, e pel disbrigo delle cau- Paolo V. Laonde il prelato gover-
se in rapporto a quelli che per natore per antica consuetudine , e
giustizia non debbono rilasciarsi. in forza delle facoltà , come capo
La visita straordinaria volle che della visita graziosa che faccvasi
si facesse ogni mese all' improvvi- ogni mese, e che ora si fa soltan-
so, dovendo consistere nella visita to in tutta formalità nelle tre ri-
,di tutte le stanze, camere ed offi- correnze di Pasqua, dell'Assunta e
cine tanto larghe che segrete, e del Natale , suole graziare i con-
tutte le infermerie, per riconoscere dannati a pena di piccola deten-
e provvedere che sieno tenute con zione, e riferisce sovrana cle-
alla
la dovuta polizia. I visitatori de- menza le suppliche de' condannati
vono pure riconoscere il vino, il all'opera o alla galera. Inoltre il

pane ed altre cibarie; e devono governatore eziandio per antica con-


interrogare i carcerati se sono da suetudine può graziare e diminui-
alcuno gravati. Con queste disposi- re di tre mesi la pena de' con-
zioni Benedetto XIV non intese to- dannati. Altre notizie sulla congre-
gliere ai deputati dell'arciconfrater- gazione o tribunale della visita e
nita della Carità la facoltà di vi- sua giurisdizione, come del modo
sitare in altri tempi e a loro ar- di procedere , si riportano nella
bitrio le cose suddette , com' erano citata opera. Pratica delta curia
soliti lodevolmente di fare. Dichia- romana tom. II, pag. laS e seg.
rò il Pontefice che la visita straor- P^. l'articolo Carceri.

dinaria per le carceri di Campi- La celebrazione del carnevale di


doglio fosse a peso del senatore di Roma con maschere, corse di ca-
Homa in compagnia d' un assesso- valli e festini, ed il buon ordine^
re del tribunale del governo e di è di giurisdizione
di monsignor
altri ; e quanto alle carceri nuove, governatore, che con autorizzazio-
che la visita straordinaria fosse a ne sovrana ne emana il bando,
carico del governatore di Roma in- il lutto al modo che dicemmo al-

sieme all'altro assessore del gover- l'articolo Carnevale di Roma [Fe-


no, prelato della Carità, avvocato di), insieme alla pompa con la
de' poveri o suo sostituto, fiscale quale in compagnia di monsignor
generale, e due procuratori della procuratore generale del fisco o ,

camera e della Caiità. La visita in sua assenza o impotenza del pri-


graziosa poi Benedetto XIV ordi- mo luogotenente del governo, si

nò che si facesse due volte all'an- reca formalmente con nobile tre-
no tanto quanto
in Campidoglio, no per tutto il corso alla loggia
alle carceri nuove cioè prima di
, posta nell'angolo del palazzo di s.

Natale e prima di Pasqua di Ri- Marco detto di Venezia, termine


surrezione, ad effetto di ordinare il del medesimo corso, e ripresa dei
GOV GOV 25
barberi corridori. Qui appresso ri- negri dei conservatori, appresso le
porteremo quattro cerimoniali del due di seguito del cardinale, ed in
modo come altrettanti cardinali ultimo quella del priore de'capo-
pro-governatori si recarono al cor- rioni. Il signor senatore di Roma
so nei carnevali, cioè due del se- mandò le sue scuse, nell' istesso
colo passato e due del corrente. tempo che giunsero i conservatori,
» Sabato 3o gennaio 17 17- per mezzo del fiscale di Campido-
Questa mattina il cardinal Scotti glio, appoggiate ad un incomodo
pro-governatore di Roma è tor- all' improvviso sopraggiuntogli di
nato dal palazzo apostolico, e si è dolori di corpo. Partito adunque
pubblicato il solito bando delle il cardinale che si è
nel modo
maschere. Dopo pranzo per le ven- detto dal palazzo del governo, or-
ti ore sono trovati tutti e tre
si dinò che si andasse verso il cor-
li barigelli con tutti i loro birri, so per la strada piìi comoda
ec. Verso le ventidue ore i signo- per entrare nel medesimo al pa-
ri conservatori di Roma, cioè mar- lazzo detto de' Gaetani , da do-
chese del Bufalo seniore , conte ve si portò a smontare alla so-
Bussi, Maurizio d'Aste, e priore lita loggia del palazzo di s. Mar-
de' capo -rioni marchese Minutilli co, dove smontato e preceduto da
CalTarelii , vestiti tutti e quattro tutti i conservatori, entrato il car-
col rubbone di lastra d' oro, sono dinale nella loggia, si ritrovarono
venuti con le livree del popolo preparate otto sedie, tutte di vel-
romano, e fiocchi negri ai cavalli luto cremisi, ma di qualità diver-
di ciascuna delle tre carrozze, per se; mentre una era con trine e
servire il cardinale pro-governato- fiangie d'oro pel cardinale, l'altra
re, quali smontati a pie della con trine e fi-angie di seta pel sena-
scala scoperta, e salita la medesi- tore, e altre quattro pure con trine
ma scala, hanno incontrato il me« e frangie di seta pei conservatori e
desimo cardinale, che veniva con priore, ma di grandezza minore a
tutto il suo corteggio in abito con quella del senatore, altre due pure
rocchetto, con quale tornati in-il di velluto con fi-angie e trjne di
dietro, ed accostatasi la carrozza seta pel fiscale generale e pel fi-

di sua eminenza, in quella sono scale di Campidoglio, ma di qua-


entrati il cardinale, poi i suddetti lità e grandezza minore a quelle
conservatori, e priore de'capo-rioni, de'conservatori e priore. Termina-
secondo grado ed anzianità loro.
il ta la corsa de '
cavalli, i conserva-
Nella seconda carrozza, che veni- tori e priore hanno accompagnato
va ad essere la prima dei conser- il cardinale sino alla carrozza, ed
vatori, vi erano il fiscale genera- entrato esso nella medesima col
le, il fiscale di Campidoglio, e li suo seguito, gli fecero un inchino,
gentiluomini del cardinale quanti e partì il cardinale restituito al
ne poterono capire, nel resto cia- palazzo del governo alla prima a-
scuno si accomodò secondo il do- ve maria della notte, essendo se-
vere. Il modo di camminare le guila la corsa di buon'ora, e senza
carrozze era questo. Prima la car- alcun disturbo".
rozza de' fiocchi cremisi del cardi- M Memoria della funzione occorsa
nale, poi le tre carrozze de' fiocchi aireccellentìssimo magistrato roma-
i5 GOV GOV
no nel carnevale del 1754» in cui la prima carrozza, e salito avanti
si trovava pro-governa lore di Ro- il corteggio e gentiluomini, scese-
ma il cardinal Cosimo Imperiali. ro i conservatori, il prioie, ed il

Quattro giorni prima del sabato cardinale; salite le scale alla me-
primo giorno di carnevale fu man- glio, essendo il luogo angusto nel-
dato il pro-scriba con carrozza e l'ingresso della stanza solita, fece-
due fedeli a far sapere al cardi- ro luogo al cardinale che con un
nale , che i conservatori nel pri- inchino entrò pel primo in detta
mo giorno di carnevale suddetto stanza seguito incontanente dall'EE.
circa le ore ventuna e mezzo si loro. Fu fatto attaccare il pal-
sarebbero portali al di lui palaz- lio fuori della solila fìnestra, e si

zo per andare secolui unitamente trattennero l' EE. loro col cardi-
per il corso, ed al luogo solito nale che fu servito da due gentil-
de! palazzo veneto alla ripresa. uomini togati del solito rinfresco
Difatti il dopo pranzo del
giorno che si fa dall'ambasciatore dell'im-
primo sabato di carnevale, dopo peratore residente in quel palaz-
ricevuto 1' omaggio dagli ebiei, zo, e così V EE. loro dagli altri

partirono dal Campidoglio con il aiutanti di camera dell'ambascia-


solilo corteggio, pallii, ed altro, tore in detta stanza, ove si atte-
ed in tal guisa per la strada pa- se la corsa, terminata la quale fu
pale del GesU si giunse al palaz- fatto consegnare il pallio e premi
zo del governo, essendosi mandato ai vincitori. Si accostarono le carroz-
l'avviso anticipatamente per un fe- ze del cardinale, che partì servito
dele che TEE. loro erano per istra- sino fuori la porta di detta stan-
da, ove giunte, ed entrale le car- za, e nel principio delle scale dal-
rozze avanti le scale del secondo l' EE. loro , essendo anche prima
cortile, furono subito V E E. loro dispensati dal cardinale con tutta
incontrate dai gentiluomini del car- gentilezza di praticare ulteriori con-
dinale, dai quali furono serviti venienze, bensì fu fallo servire
mentre ascesero le scale, ed incon- il cardinale dal suddetto pro-scri-
trandosi col cardinale nei piano ba esercente in qualità di gentil-
superiore di dette scale, presero uomo dell' EE. loro sino alla car-
in mezzo il cardinale con conve- rozza. Partito il cardinale i con-
nevoli complimenti, essendosi frat- servatori e priore de' capo-rioni
tanto accostata la carrozza del car- fecero accostare le loro carrozze, e
dinale, passarono in essa prima il ritornarono alla loi'o residenza del
cardinale e poscia per ordine TEE. Campidoglio ".

loro, in portiera il priore, e non » A dì 3 febbraio 1834. Re-


altri , con 1' ordine delle car- lazione di quanto fu praticato nel
rozze essendo la prima quella del carnevale in cui intervenne il car-
cardinale, la seconda la prima del- dinal Grimaldi pro-governatore di
l' EE. loro la , terza e la quarta Homa. Diversi giorni prima del
dell' EE. loi'O, la quinta e sesta lunedì primo giorno di carnevale
del cardinale ^ la settima dell'EE. (essendosi ommesso il primo gior-
loro. Con questo ordine partiro- no a cagione della vigilia della
no dal palazzo del governo per Purificazione), il maestro di camera
andare alla ripresa, ove fermatasi dei conservatori di Roma si por-
GOV GOV 27
lò al palazzo di residenza del car- vcrlo il senatore coi conservatoli
dinal pro-governatore a partecipar- e priore de' capo-rioni ; ed intro-
gli a nome loro che il senatore e dottosi pel primo nella carne ra il

conservatori nel giorno prinao di cardinale, lo seguirono i conserva*


carnevale sarebbero condotti se-
si tori e priore. Attendendo la car-
condo consueto al corso, e che
il riera de' barberi furono serviti
alle ore ventuna e un quarto cir- dall'ambasciatore di lauto rinfresco.
ca sarebbero montati nella pro- Terminata la corsa e fatti conse-
j)ria carrozza , onde ciò gli fosse gnare i consueti premi, il cardi-
di sua norma. 11 caixlinale ringra- nale complimentato dal senatore
ziòj e rispose che anch'egli si sa- e magistrato romano, ed accompa-
rebbe condotto alla ripresa al pa- gnato dai maestri di camera sud-
lazzo di Venezia , in forma priva- detti alla porta della strada^ mon-
ta però, e dalla parte di s. Mar- tò nella propria carrozza, e si

co, essendo questa la mente della trasferì alla sua residenza. Altret-
suprema segreteria di stato. In fatti tanto poi fecero il senatore e ma-
in quest'oggi alle ore 21, prestato il gistrato. Nell'anno i838 pel car-
solito omaggio dai fattori dell'uni^' dinale Ciacchi pro-governatore di
versila israelitica, il magistrato ro- Roma, si praticarono eguali for-
mano colle solite formalità si unì malità , meno per altro che il

al senatore e condottisi a pie


^ cardinale vi intervenne in abito
della cordonata del Campidoglio corto ".
montarono nelle rispettive carroz- " A dì 29 gennaio 1842. Re-
ze, e con il solito corteggio e tre- lazione di ciò che nel detto gior-
no portarono alla ripresa, tian-
si no primo di carnevale venne pra-
sitando giusta la consuetudine pel ticato mentr* era pro-governatore
corso, ove giunti vennero ricevuti di Roma il cardinal Vannicelli-
sul ripiano della scala dal mae- Casoni. Avendo i conservatori man-
stro di camera dell' ambasciatore dato alcuni giorni innanzi il car-
d'Austria, e passarono nella came- nevale il loro maestro di ca-
ra di residenza che ancora non e- mera al cardinale, per udire la
ra giunto il cardinale. Dopo alcu- sua volontà intorno al suo in-
ni istanti, dalla parte di s. Marco gresso pel corso, a fine di rego-
giunse il cardinal pro-governatore, larsi, rispose il cardinale, che a-
vestito coU'abito viatorio di ferra- vrebbe tenuto il medesimo conte-
iolone, coi servitori montati, e pi'C- gno che in simili occasioni prati-
ceduto da due velette di carabi- carono i suoi antecessori i cardi-
nieri a cavallo, e seguito da due nali Grimaldi e Ciacchi, ma più
altre. Fermata la carrozza , scese precisamente si sarebbe attenuto a
il cardinale, e venne complimen- tuttociò venne eseguito dal
che
tato suir ingresso
maestri di dai primo. Nel dopo pranzo pertanto
aimera dell'ambasciatore, senatore di questo primo giorno di carne-
e conservatori , ed in tal modo vale, dopo avere ricevuto il ma-
corteggiato ascese nella superiore gistrato romano 1' omaggio dall'u-
camera, ove all'ingresso della me- niversità degli ebrei, si unirono
desima, e precisamente avanti la al senatore, e si trasferirono colle
soglia dalla porla, eruvi a ricc- solite lòrmulilà ullu ripresa dei
- ,,

28 GOV cov
barberi, transitando pel corso. Ar- nieri come nel primo) i plutoni
rivati alla residenza del palazzo superiormente indicati, ma bensì
di Venezia prima che giungesse il un picchetto e due velette di ca-
cardinale, smontarono e l'attesero rabinieri a cavallo".
nella camera superiore. Trascorsi Passiamo ora a dire dell' inter-
appena alcuni istanti si vide giun- vento di monsignor governatore di
gere dalla via di s. Marco, prece- Boma alle cappelle ed pontifìcie,
duto da due velette, e da un plu- alle funzioni che
o celebra assiste
tone di carabinieri a cavallo, non il sommo Pontefice. Sebbene di
che seguito da altro simile, con tuttociò che appartiene al gover-
ti'e carrozze. Smontò il cardinale natore circa questo intervento, n' è
dalla prima , e venne sulla porta stato parlato all' artìcolo Cappelle
d' ingresso della strada ricevuto Pontificie, ed in altri relativi luo-
dai maestri di camera dell' amba- ghi, qui faremo im breve riepilogo
sciatore, senatore e conservatori, delle cose principali. Abbiamo det-
ed avendolo complimentato ascese to che monsignor governatore nelle
il cardinale alla superiore camera, funzioni in cappella siede incontro
essendo vestito dell' abito viatorio al Papa per essere pronto ad ogni
detto di ferraiolone. Neil' ingresso suo cenno, e nelle processioni or-
di essa, e due passi lungi dalla dinarie e solenni lo precede, perciò
soglia della porla si trovarono a riporteremo un bel passo del diario
complimentarlo il senatore e con- del cerimoniere Paride de Grassi
servatori, i quali presolo in mez- ricavato dalla p. Il degli Atti ce-
zo, pel primo passò nella camera, rimoniali raccolti dal p. Gattico
e venne seguito dai nominati. ove descrive a p. 8 il ritorno di
Nell'intervallo che vi fu per fare Giulio II da Ostia e il suo in- ,

eseguire il secondo sparo de'mor- gresso in Roma a' i8 ottobre i5o5,


tari, e quello di attendere la car- dal qual passo si rileverà il privi-
riera, il cardinale, il senatore, e i legio antichissimo del governatore
conservatori furono visitati dall'am- di andare nelle cavalcate entro la
basciatore d' Austria in abito di guardia svizzera, sempre vicino al
formalità, e dal medesimo fatti Papa f e sotto i suoi occhi , come
servire di rinfresco. Eseguita la nelle altre « Hodie Papa
funzioni.
carriera, furono consegnati i soli- audivit missam lectam in eccles. s.
ti premi ai cavalli vincitori, ed il Pauli superuno altari, tunc novi-
cardinale si licenziò dai mentovati ter paratoapud altare majus, ita
signori, i quali fatti i loro con- ut quasi idem videretur esse cura
venevoli complimenti , ascese in altari majori prout in ordinario.
carrozza accompagnato dai suddet- Et nota, quod Papa man-
ista die
ti maestri di camera. Indi il sena- da vit gubernatori Urbis, quod am-
tore e i conservatori fecero ritor- plius non discurrat ad capita vico-
no al Campidoglio. Il cardinal pro- rum et viarum cum baroncello et
governatore intervenne ogni gior- satellitibus, ut solebat; quia, ut
no con lo stesso corteggio, meno dixit, non decet praelatos sic dis-
per altro (escluso il giovedì, ed currere , cum tumultu ; ac etiam
ultimo giorno, i quali giorni por- ut Papa possit intelligere a guber-
tò seco i due plutoni di carabi natore maturius querelantium sue-
GOV GOV 29
cessi ve fìendarum ante Se eun- Nelle cappelle, vesperi ed altre
tium. Propterea voluit, quod ipse funzioni che il Papa celebra nelle
gubernator vadat ante se junctus cappelle palatine, o se abita al Va-
cum capitaneo guardiae, ad ejus ticano nella contigua basilica, mon-
dexteram. Et sic ista die incoepit ". signor governatore si porta al pa-
]n quanto al nonainato baroncello, lazzo apostolico, assume la cappa,
antico impiego esercitato dalla fa- e con essa attende anticamera
in
miglia Orsini de' Cavalieri , lo che segreta che il Pontefice col suo
vuoisi ricordato dal cane eh' è in- corteggio, fra cui il principe as-
serito nel loro stemma, ecco quan- sistente al soglio ed il senatore, si
to lasciò scritto l' Amydenio. « A rechi a piedi alla sagrestia della
Vigilum, sive Astitorum Praefecto cappella per pararsi ,
precedendolo
deduclum volunt nomea Cavaliere a destra del principe assistente al
familiae Cavalierorum y ante tria soglio , e del senatore ; e dopo la
saecula deinde Baroncello , hodie funzione il governatore con la stes-
corrupto vocabulo Barigello dicto; sa precedenza accompagna il Papa
quod munus publicum antiquitus nella sua ìntima camera : altret-
Romae apud primarios residebat tanto il governatore fa nei conci-
Urbis nobiles. Ncque ab hac no- atori pubblici, ne' quali pure assu-
minis interpretatione declinai Gen- me la cappa , cos'i nelle prediche.
tis Jcon, quum canis vigilantiae, In cappella il governatore siede
et obsequentiae in hoc magistrata rimpetto al Papa, e nel primo po-
praecìpue requisitae, symbolus a sto del banco de' prelati di fioc-
prìscis notetur, et recentioribus ". chetti : quando i vescovi assumono
Abbiamo, De arte Baroncelliy tra- i paramenti sagri, allora il gover-
ctatus parvus distributus in XII natore passa a sedere al banco dei
capita, et in quolibet capite datur protonotari apostolici , cioè al pri-
ratio artis hujus. Bononiae 1766, mo posto, e dopo di lui^ gli altri

typ. de Vulpe. Nel possesso pre- tre prelati di fiocchetti. È da av-


so del Laterano nel 14^4 ^^ ^^' vertirsi che il governatore di Ro-
nocenzo Vili , il vice-camerlengo ma, se fosse arcivescovo assistente,
con bacolo in mano seguiva il Pa- nelle sagre funzioni non assume
pa, dopo il magistrato romano, il mai paramenti sagri, ma deve
ì

maresciallo della curia ossia soldano restare sempre in cappa per di-
che andava spargendo moneta, ed chiarazione di Benedetto XIV, fat-
il decano della rota portatore del- ta nel 1744- Jl cursore pontificio
la mitra. Il vice-camerlengo ince- avvisa monsignor governatore delle
deva col sacrista , e dopo di lui cappelle, concistori ed altre funzio-
cavalcavano i protonotari. Quando ni per ischedula, in quelle cioèche
il andava per città
Pontefice alle ha luogo governa-
la schedula. 11

cappelle, anche pei funerali di car- tore riceve l'incensazione e la pa-


dinali defunti, incedeva a cavallo ce prima del principe assistente
innanzi la croce papale monsignor al dopo i vescovi assisten-
soglio, e
governatore : ciò fu praticato sino ti medesimo. Nelle cappelle del-
al
al secolo passalo, ed allora caval- la Purificazionee della domenica
cava anche il principe assistente delle Palme , appena queste e le
al soglio. candele sono state benedette dal
^o Gov r.ov
Papa , governatore si reca al
il si all'arlorazione, poiché si unisco-
trono papale e consegna al cardi- no coi vescovi assistenti clie pan-
nai decano le tre prinac candele e menti si scalzano delle scarpe. La
palme, che il cardinale consegna al ragione di questo uso può dedur-
Ponteflce, e poi a suo tempo il si dal Ceremoniale de' vescovi^ lib.
governatore ritorna al trono pon- II, cap. XXV, num. 87, qua-
nel
tifìcio per ricevere la candela e la le si dice, che i secolari, quantun-
palrna dal Papa , e le ceneri nel que magnati, fanno precedere in
t\\ primo quaresima. Quando il
di tale occasione il clero in segno di
Pontefice ha benedetto solennemen- umiltà. Lo stesso si dice al cap.
te nel sabbato in albis gli Agnus XVllI, num. 11 e 12 dello stes-
Dei^ monsignor governatore si con- so libro ,
pel giorno delle Cene-
duce al trono papale per ricever- ri. E perciò i prelati di fiocchetti
ne un pacchetto j quando poi la incedono dopo i vescovi in detta
distribuzione delle candele, delle funzione, come di minor grada
palme e degli Agnus si fa dal car- d'ordine sacro,
dinaie celebrante, monsignor mag- Nel volume IX, pag. 53 del
giordomo, e non altri, è condotto Dizionario ^ dicemmo come il go-
da un cerimoniere all' altare ia vernatora in cappa, col cardinale
cornu evangelii, e consegna il pac- primo diacono e il prelato mag-
chetto degli Agnus del cardinale giordomo, siede presso il portone
celebrante ad un cardinale diaco- custodito dagli svizzeri, nel defila-
no, il quale lo pone nella mitra mento della processione del Cor-
dei cardinal celebrante, ed il go- pus Domini. Né anche in questa
vernatore ritorna al proprio stallo, circostanza il governatore se fosse
All'adorazione della croce nel ve- vescovo assume il piviale; se lo è
ncrdi santo, secondo le Brevi in- il maggiordomo, questo lo indossa,
ciicazioni dei cerimonieri ponlifi- ed allora il governatore gli cede
cii, i vescovi non assistenti pre- la mano.
Se il governatore fosse
cedono il governatore , e que- cardinale progovernatore, non as-
sto vi si reca avente a sinistra siste al defilamento della proces-
il principe assistente al soglio, ed sione. Delle pretensioni dell' am-
in sua mancanza incede con esso basciatore imperiale, che nel 1696
il prelato di fiocchetto che vie- pretendeva non incedere col prin-
ne dopo di lui; alcuni cerimoniali cipe assistente al soglio, col quale
pongono i vescovi non assistenti conducevano in mezzo il governa-
dopo i prelati di fiocchetti, come tore nella detta processione , ne
lessi nel rotolo con cui i medesi- parlammo al citato voi. p. 61, ed
mi cerimonieri regolano ogni anno al voi. 3o3. Del modo come
I, p.
tale adorazione. Ma l'uso della cap- il governatore di Roma interveni-
pella pontificia, siccome si ricava va alla cavalcata del possesso del
dalle memorie degli antichi mae- Papa, e di quello come ora v'in-
slri di cerimonie, si è, che i ve- cede, se ne parla al voi. Vili, p.
scovi non assistenti debbono pre- 177 e p. i8o del Dizionario, di-
cedere i prelati di fiocchetti. Per cendosi a p. 1 52 come cavalcava net-
tale ragione i vescovi non assisten- le cavalcate che avevano luogo nel-
ti depongono le scarpe nel portar- le cappelle della ss. Annunziata, di
,

GOV GOV 3i
«;. Filippo, della Natività e di s. v'intervenivano, ancorché costituiti
Carlo, Il vice-camerlengo col pre- nelle prime cariche. Nella descrizione
fetto di Roma, senatori, conserva- del possesso di Sisto V del i585,
tori, ec. ed altri, nel 14^2 incon- dopo gli scudieri e camerieri si leg-
trarono fuori di Roma l' imperatore ge, Gubernator Urbis, et senalor
Federico 111; e nel pontificato di a ipsius, post dictos ora-
sìnistrìs

Alessandro VII il governatore di tores.Nel possesso del iSgo di


Roma andò ad incontrare verso Gregorio XIV, dopo gli ambascia-
Pontemolle la regina di Svezia tori procedeva il governatore di
Cristina, preceduto da una compa- Roma a diritta del cesareo , con
gnia di cavalleggieri, e da un pag- veste paonazza e rocchetto, gual-
gio col bastone e cappello , a ca- drappa e finimenti paonazzi : avea
vallo sopra una chinea, assistito da seco sei stafFieii di livrea verde e
ottanta alabardieri, da una guardia bianca. Nel possesso d' Innocen-
con casacche rosse, e un buon nu- zo IX iSgi, dopo i conserva-
nel
mero di palafrenieri, e seguito dai tori cavalcava il governatore in
conservatori, dal priore de* capo- mezzo dell'oratore veneto a destra,
rioni, dagli oilìciali del suo tribu- e di quello del duca di Savoia a
nale , e da altri cavalieri romani sinistra ; indi veniva la croce pa-
che corteggiavano il magistrato. pale. Nel possesso di Clemente Vili
Nelle relazioni de' Possessi dei nel I Sga non v' intervenne il se-
Papi raccolte dal Cancellieri , la natore di Roma come nel pre-
prima menzione che si fa del go- cedente, per la controversia cogli
vernatore, dopo quella riportata ambasciatori, ed il governatore ca-
del vice-camerlengo, è nel possesso valcò avente 1* ambascia- a destra
di Paolo III nel i534, ove si di- tore di Savoia, ed a sinistra Gio.
ce : Conservatores habiterunt suas Francesco Aldobrandini parente del
dijferentias cimi oratoribus. Pa- Papa , e poi succedeva la croce
pa inte.lligcns jitssit eos ciim gu- pontifìcia. Nel possesso di Leone
ùernatore procedere, et per vias, et IX nel i6o5 il governatore ince-
trivia amovere impedimenta, sicque dette solo dopo gli ambasciatori
faclum fuil. La seconda menzione avanti la croce pontifìcia ; in quel-
è nel possesso di Pio V, che lo s. lo di Paolo V cavalcò tra gli am-
prese nel i566, ove si legge la basciatori di Francia e di Vene-
precedenza eh' ebbe il governatore zia ; in quello di Gregorio XV nel
sugli oratori de' principi. In equi- 1621 dopo di loro; in quello di
tando ad Laieranum de mane ora- Innocenzo X nel i644) vestito al
tores volehant ire ante c.ruceni ini- solito di rocchetto e mantelletta
vu'diale posi gubernatoreni Urbis, cavalcò alla destra dell' ambascia-
(juìbus dijci de ordine S. S. qnod tore imperiale Savelli maresciallo
irent ante gnbernatorenij vel rcce- di s. Chiesa, indi no- i principi e
derenty et sic parverunt, licei aegro biliromani nel ritorno accompa-
animo. Il non rinvenire prima me- gnarono il Papa nelle sue camere,
morie del governatore nelle caval- usque ad anticamerani bussolne
cate de'possessi, ciò deriva che le de- scricae. Ab illustrissimo vero Urbis
scrizioni antiche o erano brevissime, gnbernaforej et oratore imperaloris
o non enumeravano tutti quelli che usque ad proprium cubiculuni au-
1,

32 GOV GOV
dienlìae. Nel possesso di Alessan- di Pio VIII, e del regnante Gre-
dro VII del i655 il governatore gorio XVI, il prelato governatole
incedette coli* ambasciatore veneto; cavalcò al modo detto nel citato
in quello di Clemente IX nel 1667, voi. Vili, p. 180.
cavalcò in mezzo all'ambasciatore In esecuzione della legge di Gre-
di Francia, ed al contestabile Co- gorio X, che colla morte del Papa
lonna, principe assistente al soglio, cessano tutti gli ufliziali della san-
con numerosa servitù ; in quello ta Sede, confermata pure da Pio
di Clemente X nel 1670, tra gli IV, che prescrisse dovere i cardi-
ambasciatori di Portogallo e di nali in sede vacante confermare
Venezia, in mantelletta e rocchet- tutti gU uffizìalì, compreso il gover-
to, et suo pileo quotidiano; equi- natore di Roma, e questo e quel-
tabat tamen equum suum Jlocculo li rimuovere ed altri eleggere nel-
nigro a fronte pendente phaleratum la prima congregazione generale
stragulo pontificali. Nella relazione de' cardinali dopo la morte del
del possesso preso da Innocenzo XI Pontefice; monsignor governatore,
nel 1676 si legge: Orator Galliae al modo che dicemmo al voi. XVI,
noluit medius incedere inter orato- p. 292 del Dizionario, consegna al
rem p^enetiaruni, et coniestabilem cardinal decano il bastone del co-
nec medium habere gubernalorem mando, e quindi si ritira. Allora t

Urbis, sed ivit a dextris oratoris cardinali ne ballottano la conferma


Venetiarum ; comestabilis ivitpa- o la esclusione, e se è confermato,
rum ante, sed a sinistris. Guber- viene dai Cerimonieri ammesso nel-
nator vero Urbis retro eos. Nel l'aula ov'è adunato il sacro colle-
possesso di Clemente XI nel 1701, gio, e nelle mani del cardinal de-
secondo il solito tra le guardie cano fa il seguente giuramento:
svizzere, il governatore cavalcò a M Ego N. N. gubernator Urbis, et
destra del contestabile Colonna vicecamerarius spondeo, voveo, et
principe assistente al soglio; in juro, quod fidelis ero b. Petro apo-
quello d'Innocenzo XIII nel 1721, stolo, sacro eminentiss. et RR. S.
a destra del fratello del Papa, d. R. E. cardinalium collegio, futuro
Giuseppe Lotario Conti, dichiarato Pontifici, ejusque successoribus ca-
principe del soglio ; in quello di nonice intrantibus, et fideliter exer-
Clemente XIII nel 1758, a destra cebo officium gubernatoris Urbis, et
del contestabile ; similmente in quel- vicecamerariatus mihi commissum:
lo di Clemente XIV nel 1769, sic me Deus adjuvet, et haec sau-
che ritornando al palazzo pontificio cta Dei evangelia ". Quindi il go-
in carrozza, fu preceduto a caval- vernatore si reca allo stallo del car-
lo dallo stesso governatore ,
prin- dinal camerlengo, il quale gli re-
cipe del soglio, ambasciatore di Bo- stituisce il bastone del comando, e
logna, conservatore e priore de' ca- con genuflessioni ringrazia i cardi-
po-rioni. Nel possesso Pio VI di nali, e parte. Dipoi rinnova indi-
nel 1775 il governatore egualmen- vidualmente i ringraziamenti all'a-
te cavalcò alla destra del contesta- bitazione d' ogni cardinale. Se non
bile; in quello di Pio VII nel 180 fosse il governatore confermato, il

solo, ed al solito avanti la croce nuovo deve prestare il detto giu-


papale. Nei possessi di Leone XII, ramento, ricevere il bastone del
GOV GOV 33
coniando, e praticare gli accennati cappello pontificale, essendo ai quat-
ringraziamenti. Il governatore se tro lati altrettanti palafrenieri col-
ha affari si reca udienza o del
all' le solite banderuole di seta nera
sacro collegio nelle congregazioni colle insegne dei defunto. Il letto
generali, o in quelle serali de'capi el'a pure contornato da cento can-
d' ordine presso il cardinale deca- delotti accesi, oltre i quatti'o can-
no. Quando poi i cardinali si so- delabri ai lati con torcie, tutte di
tto rinchiusi in conclave, il gover- cera bianca. La relazione che ne
natore si porta udienza dei
all' fece un cerimoniere pontificio è
cardinaH capi d' ordine alle ruote. del seguente interessante tenore.
]Vel giorno in cui i cardinali en- » Extra presbyterium aptata fuit

trano processionalmente in concia- sedes supra praedellam strato coo-


vcj il governatore v' incede a fian- pertam, et ante genufiexoriura, pa-
co del cardinal decano. Per V ac- riter strato, seu tapete coopertum
cesso alle ruote del conclave, an- cum pulvinaribus pio emineutissi-
che monsignor governatore fa co- mo camerario, qui tamen non in-
niare le medaglie, come si è det- terfuit podagra laborans, et prope
to al voi. XV, p.3o8 del Dizio- dictam sedem aptata fuerunt sca-
nario, Eletto il nuovo Papa, il go mna cum unico gradu pannis eoo-
vernatore gli rassegna il bastone perta prò dd. clericis camerae; ex
del comando, quale gli viene re- parte vero epistolae aptata fuerunt
stituito. alia scamna similia prò camerali-
All' articolo Funerali sì è ripor- bus, et bine inde alia scamna hu-
tato il cerimoniale di quelli pei miliora prò reliquis offìcialibus, no-
prelati governatori defunti , e qui tarìis, et ex quibus tamen nullus
aggiungeremo qualche altra analoga interfuit, auditores rotae non invi-
erudizione. Essendo morto nel palaz- tati fuerunt, prò illis locus
quia
zo del governo, d'anni settantaquat- non erat: nam praecedentiam qui-
tro, monsig. Francesco Calfarelli go- dem babent supra clericos carne-
vernatore di Roma, vice-camerlen- rae} sed in isto actu clerici came-
go ed uditore di a' 12 di-
rota, rae non cedunt, quia ab eorum
cembre 1711, il suo cadavere fu capite, nempe eminentissimo came-
vestito dell'abito prelatizio di man- rario separari non possunt. Judi-
telletta e ed in carroz-
rocchetto , ces gubernatoris , scilicet locumte-
ca accompagnato da due parrochi, nens, substituti, notari etc. , non
aventi i cavalli i soliti flocchi, da- interfuerunt, credo propter praece-
gli alabardieri colle alabarde rivol- dentiam. Interfuerunt igitur clerici

tate, eda due altre carrozze co' suoi camerae cappis induti ex parte, ut
famigliari , venne trasportato alla supra dicti evangelii, et ex alia par-
chiesa di s. Maria sopra Minerva : te epistolae thesaurarius generalis,
la pompa era illuminata da dieci pariter cappa indutus, advocatus
torcie di cera, e da quattro di pe- fiscalis, commissarius generalis ca-
ce portate dai palafrenieri. II ca- merae , advocatus pauperum et ,

davere fu esposto sul letto come i procurator fiscalis. Illustrissimus


cardinali, vestito di cappa, col ca- Castellus archiepiscopo Marciano-
po verso la porla non essendo sa- politanus ordinis praedicatorum mis-
cerdote, ed a' piedi fu collocato il sam cantavit, cui inservierunt cap-
VCL. XXXII. 3
34 GOV GOV
pellani substituti cappellae cardi- Roma, morto a' 2 1 novembre. Iti
nalìliae, nec non clerici, et subcle» si dice che vestito il cadavere de-
ricus cappellae pontificiae. Facla gli abiti prelatizi, fu esposto in una
fuit distributio cerae, nempe cleri- sala del suo palazzo sopra alto let-
eiscamerae, et omnibus camerali- to ricoperto con nobile coltre, con
bus datae fuerunt candelae duarum quattro cerei accesi, ed oltre l'al-
libi-arum , et altera unius librae : tare della cappella domestica ve
celebrans habuit candelam trium ne furono eretti due altri, ne' quali
librarum, ministri vero, clerici, et fu celebrata la messa ne' due giorni
alii duarum librarum. Tota eccle- che restò in casa il cadavere. I
sia parata fuit pannis nigris cum solenni funerali gli furono celebrati
insignibus defuncti, ut moris est". nella chiesa parrocchiale di s. Luigi
Nel numero 8729 del Diario di de' francesi. La messa venne can-
Roma del l'j^i si legge la descri- tata da monsignor Contessini arci-
zione del funere di monsignor Bon- vescovo di Atene , accompagnata
delmonte governatore di Roma, e- dai cantori pontificii, e servita dai
seguito nella chiesa di s. Giovanni ministri della sagrestia papale: vi

de' fiorentini. 11 cadavere fu espo- assisterono il tesoriere, i chierici di


sto sopra alto letto vestito degli camera, ed i membri dei tiibunali
abiti sacerdotali, con cento cerei e criminali del governo. Il cadavere
quattro torcie, oltre le quattro ban- fu tumulato nella medesima chiesa.
deruole ventilate dai suoi famiglia- Anticamente il governatore di
la in lunghi abiti di lutto. La mes- Roma ed il suo tribunale non ave-
sa fu cantala da monsignor Rossi vano residenza stabile, e si soleva
arcivescovo di Tarso, con scelta mu- prendere casa a pigione. Il cardinal
sica, e servita dai ministri della Stefano Nardini forlivese presso la
cappella pontificia. Vi assisterono chiesa di s. Tommaso in Parione
nelle banche coperte di panni pao- edificò un palazzo, ove fondò un
nazzi , a comic evangelii i monsi- collegio, e morendo nel i484 lasciò
gnori chierici di camera, ed in al- r edifizio air arciconfraternita del
tre banche più basse, dalla slessa ss. Salvatore. Indi il cardinal Gian-
parte, i notari ed altri uffiziali del nantonio Serbelloni , esaltalo nel
tribunale del governo; dalla parte i56o dallo zio Pio IV, ampliò ed
a cornu epistolae, parimente nelle abbellì il palazzo ,
per cui fu col-
banche come sopra, monsignor te- locata corrispondente iscrizione. Ur-
soriere , i monsignori avvocalo fi- bano Vili, secondo il racconto del
scale della R. C. A. , avvocato dei diarista Giacinto Gigli , comprò il

poveri, e fiscale di Roma , e nelle palazzo per residenza del governa-


altre banche più basse vi assiste- tore di Roma, e vi collocò ancora
rono i giudici e sostituii dello stes- gli uffizi civili e criminali, e i giu-
so tribunale del governo. Termina- dici: uno de' primi governatori ad
te r esequie il cadavere restò tumu- abitarlo fu monsignor Ariberli, a-
lato nella stessa chiesa. Finalmente mico di d. Olimpia Maidalchioi, e
nei numeri 94 e 96 del Diano di fatto governatore da Innocenzo X.
Roma del 1775 sono riportati fu- i Nel pontificato di Benedetto XIV
nerali di monsignor Giovanni Po- la dateria apostolica acquistò dal-
teuziani di Rieti governatore di l'imperatore Francesco 1 granduca,
GOV GOV 35
di Toscana il palazzo Medici detto chiusa nelle stanze che servono a-
Madama, per trasferirvi lu residen- gli uffizi, e un'altra porzione vede-
za del proprio tribunale; ma invece si entro un giardinetto. Le scale
la camera apostolica ne desiderò la sono spaziose e comode, gli appar-
proprietà, dando alla dateria quei tamenti hanno ampiezza e imponen-
compensi che indicammo al voi. za, e in molte stanze di quello nobile
XIX, p. 122 del Dizionario. Allora veggonsi dei fregi coloriti a fresco eoa
Benedetto XIV accrebbe di fabbri- garbo e buon disegno. A* nostri giorni
che il palazzo Madama indi dal , vi fu collocata anco la direzione ge-

palazzo Nardini a strada Papale, fece nerale di polizia, e l'uffìzio della


trasportare la residenza del gover- vidimazione de' passaporti e per le
natore, del suo tribunale ed uffi- carte di soggiorno. 11 Galletti a p.
zi al palazzo Madama , laonde re- 220 del suo PrimicerOy avverte che
stò al palazzo Nardini il nome di nel palazzo già de' granduchi di
Governo vecchio , cosi alla via, ed Toscana, poi della camera aposto-
in vece il palazzo Madama prese il lica che lo fa abitare dai governa-
nome Palazzo del Governo, del
di tori, tra la chiesa di s. Eustachio e
quale andiamo a darne un cenno. piazza Madama già detta de Lom-
Questo palazzo rimane incontro bardi, vi sono vestigi di terme, le
a quello de' Giustiniani ; ma per- quali è slato disparere tra gli an-
chè dal lato di levante non è com- tiquari se fossero di Nerone o di
piuto, come non lo è da quello in Alessandro Severo o pure che
,

faccia a mezzogiorno, cosi l'ingres- quelle stesse fabbricate già da Ne-


so principale trovasi colla sua fac- rone , e poi ampliate da Alessan-
ciata compiuta rivolto a ponente di*o, formando un corpo di gran-
sol
presso la piazza Navona. Caterina dissima magnificenza , prendessero
de' Medici figlia di Lorenzo il Ma- anche il nome dello stesso Alessan-
gnifico duca di Urbino e signore dro , come pare molto probabile.
di Fiienze, lo fece fabbricare pri- Dice inoltre il Galletti, che Vitto-
ma andare in Francia sposa al
di re parlando delle terme di Nerone
delfino,e^oi famosa regina, per cui soggiunge: Quae postea Alexan-
fu detto il palazzo di Madama. drinae, e queste carte fanno vede-
Ne fu architetto Luigi Cigoli, altri re, che già la loro denominazione
vogliono che vi abbia avuto mano era quella assoluta di Terme Ales-
anche Paolo Marrucelli. Gl'inten- sandrine. Parla ancora il Galletti
denti dicono che l'opera riuscì di dell'o/vz/or/'o Salvator is in ihermisy
brutta apparenza , sia pegli ornati chiesa che sus&iste ancora, e viene
grevissimi che per altro tuttavia , ad essere come incorporata nel pa-
non manca la facciata di nobiltà. lazzo Madama, ove con gran divo-
11 portone è fiancheggiato da co- zione si venera l' immagine del Sal-
lonne in travertino che reggono la vatore. Di questa antichissima chie-
loggia del piano nobile, su cui ele- suola ne parlammo in diversi luo-
vasi secondo piano, e su quello
il ghi, come ai voi. XII, p. 76 e seg.,
i mezzanini terminando 1' edifizio
, e XXVI, 23i e seg. del Dizio-
p.
un cornicione gigantesco. L'interno nario. Ridolfino Venuti nella Ro-
ha un portico in colonne di gra- ma moderna j a p. 612, dice che i
nito, una parte del quale rimane vestigi notabili delle terme di Ne-
36 GOV GOV
rone e di Alessandro Severo im- scovo elettore di Colonia. Nel 1 7 ^3
peratori, furono demoliti nella ri- vi furono celebrati dagli arcadi i

duzione del palazzo per uso del go- giuochi olimpici. In questo palazzo
verno sotto Benedetto XI V. Il Can- oltre monsignor governatore , vi
cellierinel suo Mercato riporta le hanno l'abitazione il procuratore
seguenti notizie su questo palazzo. generale del fisco , i due luogote-
La piazza fu già detta Lombarda nenti ed altri addetti al tribunale
(cosìchiamata dall'antica chiesa ed del governo di cui vi sono tulli gli
ospedale di san Giacomo de' lom- uffizi , il corpo di guardia dei ca-

bardi, unita a quella del Salvatore, rabinieri , una carcere criminale,


poi incorporata alla chiesa di s. Ma- ed una carcere di polizia , oltre al-
ria in Cellis , sulle quali si eresse cune camere di deposito per gli
l'odierna chiesa di s. Luigi de' fran- arrestati da soggettarsi ad esam^
cesi, delle quali parlasi ne' luoghi
poc'anzi citati), e poi soprannomi-
Serie dei vice-camerlenghi e
nata Madama , perchè così chia-
governatori di Roma.
mavasi Margherita d'Austria figlia
naturale di Carlo V, vedova di A-
lessandro de' Medici primo duca di Oltre i vice camerlenghi nomi-
Firenze, destinata in isposa di Ot- nati superiormente, trattando del-
tavio Farnese, figlio di Pier Luigi l'origine del prelato governatore
duca di Parma, che abitò in quel di Roma, noteremo seguenti, e t i

palazzo, che da lei acquistò la stes- governatori di Roma, con l'autori-


sa denominazione. Nel 1 644 > P^i' tà del Gararapi, del Marini, del
r elezione d' Innocenzo X , in due Cardella, del Novaes, e di altri,
sere furono fatte due grandi giran- non che delle annuali Notizie di
dole, con tale artifìcio che cadendo Roma: quelli elevati al cardinala-
nella vicina piazza Navona, la rico- to hanno le loro biografie.
prirono con istraordinaria vista. Di- Oddo deVarris o Poccia, forse
poi nel i65i nello scuoprirsi la ma- di Tivoli, cubiculario di Martino
gnifica fontana di piazza Navona ,
V che nel 1428 lo fece luogote-
molti mereiai, fruttaroli, ferrivecchi nente del camerlengo e del teso-
si fermarono in piazza Madama, e riere. Tra le notizie che di lui ci
per un 'tempo essi ed altri vi fe- dà il Garampi nelle Osservazioni
cero il mercato. Nel 1727 coll'inter- a p. 79 e 80 dell'appendice, con
vento di molta nobiltà, e con ab- r Infessura racconta che agli ir
bondanza d' ogni sorte di rinfre- aprile i432 Eugenio IV voleva
schi, nel Medici a piazza
palazzo far prendere Oddo Poccia vice-ca-
Madama si tenne
l' accademia dei merlengo da Stefano Colonna, per
Quirini alla presenza della grandu- sapere dove stavano le robe e i
chessa Violante di Baviera ; indi denari di s. Chiesa, ma Stefano
essa diede nel medesimo palazzo una disubbidì.
grandiosa festa da ballo agli sposi Francesco Condulmieri venezia-
marchese Filippo Corsini, e duches- no, nipote di Eugenio IV, che lo
sa Ottavia Strozzi. Ivi ancora abitò fece vice-camerlengo, a' 19 settem-
il principe Augusto ni-
Clemente bre 143 1 cardinale, ed a'2 3 gen-
pote della granduchessa, ed arci ve- naio 1432 camerlengo di s. Chie-
, ,

GOV GOV 37
sa, dopo la morte di Francesco dal Papa col soldano delle carceri
Conziè. ad arrestare il ribelle che fu im-
Angelo Cavacela, che nel i433 piccato al muro di Castel s. An-
dal vescovato d'Arbi o Arba Euge- gelo a'
9 gennaio i^SZ', e poco
nio IV passò a quello di Parenzo, dopo in Campidoglio lo furono i

fu luogotenente del tesoriere e del di lui complici.


camerlengo. Pìeranlonio Colonna romano
G'mnvitello Vitelleschi nobile di altridicono Antonio, da Pio II nel
Comete, oriondo di Foligno, Eu- 14^9 fatto governatore o prefetto
genio IV lo nominò governatore di Roma allorquando partì pel
di Roma, o prefetto di tal città, congresso di Mantova, secondo il
durante nella quale carica fece con- Novaes. Ma il Garampi dice che
dannare a morte molte persone, Pio II a' i5 gennaio i4^9 ^^ce
« tra queste alcune di conto ; nel governatore Galeozzo vescovo di
1437 lo creò cardinale. Mantova, ad esempio Eugenio di
Giuliano arcivescovo di Pisa fu IV, che in partire da Roma nomi-
costituito governatore di Roma da nò un governatore, ed aggiunge che
Eugenio IV. conoscendosi tal carica troppo ne-
Tommaso Parenlucelli o Calan- cessaria per la quiete pubblica del-
di'ini di Sarzana, nel i443 Euge- la città di Roma, questo officio

nio IV lo fece vice-camerlengo da straordinario ch'era stato fino


pontifìcio, e nell' anno i446 cardi- allora divenne ordinario. Dunque
nale ; nel seguente anno gli suc- il Colonna sarà stato solo prefetto

cesse nel papato col nome di K\- di Roma, e tale lo descrivemmo


colò V. all'articolo Colonna.
Giovanni Carvajal spagnuolo, u- Girolamo Landò arcivescovo di
ditore di rota, fatto da Eugenio Gaeta come lo chiama il Marini,
IV governatore di Roma, e nel essendo in Siena Pio II lo fece
i44^ cardinale. vice-camerlengo a* 26 agosto 1^60.
Astorgio Agnensi o Agnesi pa- Il Garampi lo dice arcivescovo di
trizio napoletano, vescovo di diver- Candìa, che nell'offizio agli 1 1 gen-
se chiese, vice-cancelliere, e dopo naio gli Stefano Nardini
successe
la morte di Eugenio IV fatto go- arcivescovo di Milano, il quale eb-
vernatore o sia prefetto di Roma, be a successore Alessio Cesarei da
come sì CardcUa nella
esprìme il Siena arcivescovo di Benevento,
sua biografia, quietò un tumulto ma nel luglio 14^4 ^^ Ancona di
eccitato da Stefano Porcario patrì- nuovo dichiarò Girolamo vice-ca-
zio romano, e ne fu premiato da merlengo per morte di Alessio.
Nicolò V nel i44^ ^^^ dignità Vianesio Albergati a' 2 9 agosto
cardinalizia. 1464 f" dichiarato vice-camerlen-
Nicolo de Amigdanis vice-ca- go da Paolo II, e durò in tutto
merlengo Nicolò V. Narra il
di il pontifìcato.
Novaes, che secondo la storia della Stefano Nardini di Forlì, già
congiura di detto Porcari, scritta vice camerlengo, venne eletto da
dal vicentino de Godes
Pietro Paolo II governatore di Roma,
l'Amigdanis fu benemerito di aver- nella qual carica meritossi gli ap-
la scopevta, quindi fu maudalo plausi del popolo romano : Sisto
^8 GOV GOV
JV lo creò cardinale a' 7 maggio Bartolomeo Maraschi, già mae-
1473. Il palazzo da lui fabbricato stro di casa, e maestro della cap>
servì poi di abitazione ai gover> pella pontificia, uffizio che allora
natori come si disse. soleva conferirsi a qualche vesco-
Auxia Poggio di Valenza,
di vo, perchè dovea presiedere a tut-
arcivescovo di Monreale, Sisto IV ti ì ministri della cappella, luogo-
lo fece governatore di Roma , e tenente del camerlengo, e nel 1480
'vice-camerlengo, indi a' 7 maggio vice-camerlengo al primo ottobre,
1473 lo creò cardinale. ed in tale anno e nel seguente
Galeotto de Oddis perugino, prò- governatore di Roma, poi teso-
tonotario apostolico, fatto vice-ca> riere.
merlengo da Sisto IV, Domenico jélhergati nel i48a
Vianesìo ^/ierg^jf/ bolognese, già e nel 148 3 fu governatore di Ro-
vice-camerlengo nel pontificato di ma per Sisto IV,
quale nel pri-
il

Paolo II, soggetto di gran virtù e mo marzo i483 anche


lo costituì
prudenza, rettore della provincia maresciallo della curia romana.
del Patrimonio, Sisto IV lo nomi- Giovanni Alimento de Nigris mi-
nò luogotenente del camerlengo, lanese, consanguineo della duchessa
e nel i474 governatore di Roma, Bianca, protonolario apostolico, nel
morì dopo l'ottobre i47^' 1484 16 giugno da Sisto IV fu
a'
Lorenzo Zane, uno de' più cospi- assunto al cospicuo grado di go-
cui soggetti della corte pontificia, vernatore di Roma, e insieme vi-
come dimostra il Garampi a pag. ce-camerlengo della camera apo-
126 e seg., arcivescovo di Spalato, stolica, poi chierico dì camera e
commendatore del patriarcato di vescovo di Città di Castello.
Gerusalemme, tesoriere nel ponti- Antonio Unieoli di Gualdo Ta-
ficato di Paolo II, con altre più dino, vice camerlengo, ed incarica-
gravi incombenze, e ad un tempo to d'importanti missioni da Sisto
commissario della Romagnola e IV, e da Innocenzo VIII.
governatore generale di tutta la Giovanni Borgia il seniore, spa-
Marca d'Ancona. Da governatore gnuolo, arcivescovo di Monreale,
di Perugia, Sisto IV a' 7 dicem- da Innocenzo Vili fatto governa-
bre i47^ lo costituì governatore tore, e dallo zio Alessandi-o VI
di Roma, e di tutto il suo distret- cardinale nel 1492.
to, e nel gennaio i477 1° nomi- Bartolomeo de Morenis manto-
nò luogotenente del camerlengo ; vano, famigliare d'Innocenzo Vili
morì poco dopo la coronazione di nel 1487, governatore di Roma
Innocenzo Vili, essendo patriarca e vice-camerlengo.
d'Antiochia e vescovo di Trevisi, il Gondisalvo arcivescovo di Tar-
primo ottobre 1484, ed il Burcardo ragona, eletto governatore e vice-
descrisse i decorosi funerali cele- camerlengo nell'agosto 1492 da
bratigli nella chiesa di s. Maria Alessandro VI.
sopra Minerva. Gio. Andrea arcivescovo di Ra-
Giacomo Vannucci vescovo di gusi fu fatto governatore di Ro-
Perugia, fu governatore di Roma ma e vice-camerlengo da Ales-
p vice-camerlengo nel 147801479 sandro VI, prese possesso della ca-
eolto Sisto IV. rica a' 2 settembre i494> '"'^' ^i
GOV GOV 39
4 giugno 149^ ^u spedito nunzio sero governatore di Roma il ve-
in Francia. scovo di Ragusi Giovanni , asse-
Andrea de'Spirìtìy di nobile fami- gnandogli per guardia duecento sol-
glia di Viterbo, da chierico di ca- dati,come riporta il Burcardo nei
mera ch'era, a' 12 dicembre i49^ Conclavi de" Pontefici : forse questi
fu dal cardinale camerlengo Raf- è quel Gio. Andrea già governa-
faele Riario suo luogo-
costituito tore del Papa defunto.
tenente, e vice-gerente della came- Nicolò Bonafede di Fermo o
ra apostolica, in cui era già deca- di s. Giusto, poi vescovo di Chiu-
no e insieme prolonotario aposto- si, Giulio II dì 11 novembre i5o3
lico. Da altre notizie si ha che ai lo fece governatore, ed era anco-
3i ottobre i49^ '^ cardinale lo ra in ofllzio a' 9 aprile i5o5. Di
confermò nello stesso u/Iizio insie- questo celebre personaggio da ul-
me con Giovanni arcivescovo di timo ne pubblicò l'interessante vi-
Ragusi altro suo luogotenente, e ta il eh. conte Monaldo Leopardi.
insieme vice-camerlengo. Incorse Marco P^igerio di Savona vesco-
Andrea nella disgrazia di Alessan- vo di Sinigaglia, e parente di Giu-
dro VI, che a* 6 gennaio i5o3 lo lio II, che lo fece governatore di
lece cacciare in prigione di Castel Roma, prefetto di Castel s. Ange-

s. Angelo, e nel i5o4 morì. lo, e cardinale agli dicembre


1 1

Giova/ini de F'alles, Alessandro i5o5, secondo il Cardella ed il


VI Io fece governatore e vice-ca- Novaes.
merlengo nel 496, e successore
1 Michele Claudio, il Garampi lo
a Gio. Andrea arcivescovo di Ra- fa successore nel governatorato a
gusi ; era canonico di Messina e Nicolò Bonafede a' 20 giugno i5o5,
protonotario apostolico, prendendo per nomina di Giulio II che pui-e
possesso dell'uffizio a' 26 agosto. lo nominò vescovo di Polignano,
Pietro Isualles o Isvagles di indi di Monopoli, e se ne hanno
Messina successe al precedente de memorie sino al giugno i5o8.
Valles, ed esercitava la carica ai Lorenzo Fieschi genovese a'3o
19 febbraio i497> nel qual giorno novembre i5o5 fu da Giulio II
fu fatto vescovo di Reggio, e car- fatto governatore, e divenne ve-
dinale a' 28 settembre i5oo: era scovo d'Ascoli, di Brugnalo e di
ancora governatore a' 16 novem- Monreale era ancora governatore
:

bre. a'3o dicembre i5i2.


Francesco Remolino di Lerida, Per morte di Giulio II, che ter-
uditore di rota, promosso da A- minò di vi vere a' 2.1 febbraio 1 5 1 3,
lessandro VI a governatore di Ro- il cardinal camerlengo di consenso

ma, fatto cardinale a' 3o maggio del sacro collegio diede il basto-
i5o3. ne comando al vescovo di Tre-
del
Gaspare Pou protonotario apo- viso Bernardo Rossi di Parma, co-
stolico fu fattoda Alessandro VI me governatore di Roma, premesso
governatore. il giuramento fatto alla presenza
Per morte di Alessandro VI_, ac- di due conservatori di Roma, e
caduta a' 18 agosto i5o3, nella se- de' cardinali, come si ha dal padre
guente mattina sedici cardinali Gattico, Acta caerernonialia.
nella sagrestia della Minerva eles* Per morte di Leone X nel di*
4o GOV GOV
oembre i52i, il detto p. Gattioo per combattere l'inimico, al moda
narra che fu eletto governatore che narrano il Bernini nel tom.
di Roma Gianvincenzo Caraffa IV, p. 370 dell'/stona dett eresie^
arcivescovo di Napoli , che giurò ed il p. Casimiro da Roma a p.
nelle mani del cardinal CarvajaI 4^4 delle Memorie i.storìche della

il più antico de' vescovi, e ricevè chiesa di Araceli. Il primo lo chia-


il bastone di sua giurisdizione, as- ma aspro e crudele anco co'buo«
segnandogli il sacro collegio in a- ni, inesorabile contro i delatori
iuto per capitano d. Costantino d'armi. Paolo III lo privò della sua
Comneno principe di Macedonia chiesa e lo fece porre in Castel
che pure giurò. Il Burcardo agr s. Angelo per essere stato imputa-
giunge che i cardinali nominarono to dell'omicidio commesso a dan?
custode del sacro palazzo monsi- no del conte Alessandro Langoschi.
gnor Francesco Eroli od Ercoli di Giovanni Maria Ciocchi del
JNarni vescovo di Spoleto^ col sig. Monte, in tempo di Clemente VII
Annibale Rango. Il Caraffa fu poi due volte fu governatore di Roma,
creato cardinale da Clemente VII. e nel sacco di Roma salvò la vi-
Per morte di Adriano VI nel ta per una cappa di cammino, co-
i533, narra il Martinelli riporta- me dicemmo al voi. VII, pag. igS
to dal p. Gattioo : Full intimaiio del Dizionario. Giovanni divenne
cardinalibus de obitu, et venerunt, cardinale e poi Papa col nome d'i

et in aula paramenti deputarunt Giulio III, Il Vitale scrive, che


gubernaiorem Urbis R. d. archie- in tempo che Roma nel 1527 e-
pìscopum N., gubernatorent palalii ra in mano dell'esercito di Borbo«
R. d. Pelro de Flisco prius guber- ne, fu fatto governatore e senatore
naiorem Urbis , irt capitaneum di Roma certo La IVIotte nipote d^
collegii magnificum d. Georgium Borbone.
de Caesarinis, in capitaneum pa- Francesco Pesaro nobile veneto,
latii d. N. hispanum, tfuia prius vescovo di Zara, a' 20 settembre
erat una cum aliis, in baroncellum i528 fu costituito da Clemente
Paulum ronianum In congre- VII govei-natore di Roma, e dopo
gatione jurarunt deputati guberna- un anno, cioè a'28 settembre, i52q
tory et capitanei fidelitatem coUe- gli fu sostituito il suddetto Già.
giOf ut audio etc. Maria Ciocchi del Monte. Partì
Gio. Girolamo de Rossi di Par^ Clemente VII a*7 ottobre del mcT
ma, figlio del conte Traili e di desimo anno per andare a Bolo-
Bianca figlia di Girolamo Riario gna a coronarvi l'imperatore Car-
e di Caterina Sforza. Essendo ve- lo V, ed il Pesaro fu destinato
scovo di Pavia, si trovò governatore dal Papa : Gubem. gen. curiae
di Roma nel 1527, quando sotto nostrae, et illam secjuentium, cioè
Clemente VII fu saccheggiata. Pri- in efuibuscumque civitatibus , terris
ma che il nemico superasse le mu- et locis ad quae nos ad civ. Ba-
ra delU città, avendone il Papa noniae eundo, stando, et ex ilio,,
affidata la difesa a Renzo da Ce- redeundo declinare vel esse con-
ri, il governatore arringò il popo- tingerei, generalis gubernator et C.
lo romano, ascendendo il pulpito A. praesidens super curiales et
f\cllu chiesa d' Araceli, ad armarsi mriam sequenles ac commeaUis^
GOV GOV 4t
eoooe leggesi nel breve della de- sebbene ne fosse rimasto aspra-
putazione medesima spedito a' aS mente commosso, pure all' inter-
settembre iS^g. Biagio Martinelli cessione di alcuni cardinali, e for-
da Cesena cerimoniere pontifìcio se anche sul riflesso che il popo-
nel suo diario mss. fa parimenti lo di Roma, in modo singolare at-
menzione del Pesaro, che nella co- taccato al Cesarini, avrebbe potuto
spicua qualità di governatore del- eccitare un qualche tumulto, si la-
la curia assistè all'augusta funzio- sciò piegare a non procedere a ri-
ne della coronazione di Carlo V. gore di giustizia contro Giuliano,
Nel i53o rassegnò la chiesa di al quale non fece soffrire alti*a
Zara, e conseguì il patriarcato di pena, che la pubblicazione di una
Costantinopoli, il quale pure ri- fiera sentenza emanata contro di
nunziò. lui dai chierici di camera, che pe-
Magalotti romano, ai
Gregorio rò non ebbe effetto. Il Cancellieri
i3 agosto i532 Clemente VII, es- nelle Memorie istoriche delle sagre
sendo governatore di Roma, lo e- teste, 78, racconta che il gon-
p.
lesse vescovo di Lipari , indi lo faloniere Giuliano Cesarini per a-
traslatò a Chiusi a'24 agosto i534) ver ferito il governatore fu ban-
onde di lui parla 1' Ughelli, Italia dito con grossa taglia, e dipinto
sacra t. I, p. 782, e t. Ili, p. ignominiosamente nella facciata del
65o. Il Ratti nel t. II, p. aSg e Campidoglio sopra la finestra a cro-
284> Della famiglia Sforza, narra ce che si vede al torrione dalla,
il seguente strepitoso tatto. Giulia- parte di Araceli, con la spada e
no Cesarini romano, figlio di Gio. cappa in testa, senza cappello, e
Giorgio, signore potente ed arbi- in giubbone. Vi stette sino alla
tro del favore del popolo romano morte di Clemente VII, che poco
di cui era gonfaloniere, mosso da prima di morire gli fece grazia
spirito di vendetta contro il vesco- di rimetterlo , e cassare detta pit-
vo Magalotto oriondo d' Orvieto, tura infamante.
governatore di Roma, perchè stan- Benedetto Conversino, fu goverT
do Bologna in compagnia
egli in natore di Roma dì Paolo III. Si
del Papa (quando questi per la se- legge nel p. Gattico , che alla
conda volta vi si recò nel i533) morte di Clemente VII, succeduti!
lo comprese nella legge proibitiva nel i534 dal sacro collegio fu
,

sulla delazione d'armi, ordinando a- confermato in governatore monsir


gli sgherri di carcerarlo e frugarlo gnor Bernardino dalla Barba ve-
nella persona. Dipoi ai i4 marzo scovo: dunque il suddetto monsi-
i534 mentre il governatore in gnor Magalotto era partito pel suo
Roma ritornava dal Campidoglio vescovato di Chiusi, e Bernardino
in visita pauperum de mane, seb- .eragli successo.
bene Giuliano fosse scortato da Filippo Archìntofu fatto da
pochi uomini a cavallo, quando Paolo III a' 6 maggio i538 go-
il governatore era accompagnato vernatore e vice- camerlengo , di-
da tutti suoi alabardieri, forzan-
i cendosi nel breve in Curia nostra
do Giuliano la sua guardia lo fe- nos seguente, perchè lo incaricò del
rì colla spada tagliandogli
, di buon reggimento di tutta la nu?
p^ttp uqc( mano. Clemente VII uierosa comitiva, che seguì il P-^i
,

42 ooV GOV
pa nel viaggio a Nizza, senza ri- Io reintegrò della sede vescovile ,

iijovere Conversino dairufYìzio.


il ed inoltre lo costituì governatore
Michele Pranzino si ponti no pri- di Roma a' 22 novembre iS.Ti.
ma fu dichiarato da Clemente VII Girolamo Butinoni vescovo di
commissario generale della came- Sagona, chierico di camera, com-
ra in Roma e nel suo distretto, mendatario dell'abbazia di Chiara-
indi Paolo III a' 12 luglio i54i valle del distretto di Piacenza, fu
lo creò protonotaiio apostolico e fatto da Giulio HI a' 2 gennaio 1

governatore di Roma, surrogandolo i555 governatore di Roma, e mo-


in questo oHlcio a Pietro Angelini: rì in Prato nel i564' Nel Cardel-
contemporaneamente fu successi- la e nel Novaes si dice, che An-
vamente vescovo di Marsi e di nibale Bozzuti poi cardinale , fu
Casale che poi rinunziò. Essendo nominato governatore di Roma e
cessato dal governatorato, Paolo del conclave , nelle sedi vacan-
IV pensò di crearlo nuovamente ti per morte di Giulio HI, e Mar-
governatore di Roma, e gliene fe- cello II.

ce esibire l' uffizio, ma egli non Carlo Grassi bolognese, fatto ve-
l'accettò; condusse indi il rimanen- scovo di Montefiascone e Comete
te de' suoi giorni al servizio di nel i555 da Paolo IV, per mor-
Ercole II duca di Ferrara, e in te del quale, nella sede vacante, ai
questa città finì di vivere. 29 agosto 1559 fu fatto dai car-
pilos Roverella vescovo d'Asco- dinali governatore di Roma. Pio
li fu creato da Giulio III gover- IV nell'anno i565 lo fece chierico
natore di Roma a'iS febbraio di camera, e s. Pio V nel i56g
I 55o, pochi giorni dopo la sua e- agli 8 giugno nuovamente lo di-
lezione. chiarò governatore di Roma, in-
Gio. Michele Saraceni napole- di nel maggio iSyo lo creò car-
tano, arcivescovo di Acerenza, Giu- dinale. Si legge nel p. Gattico
lio III lo dichiarò successore al che nella sede vacante di Pio IV
precedente governatore a' 29 di- fu confermato il governatore che
cembre i55o, ed a' 20 dicembre era il seguente.
i55i lo creò cardinale: il Garam- Alessandro Pallantieri di Castel
pi dice a' 20 novembre. Bolognese, di cui ci danno molte
Gio. Girolamo de Rossi parmi- notizie il Gararapi nelle Osserva-
giano, vescovo di Pavia, che Pao- zioni a p. 293, ed il Marini nel
lo III, come abbiamo detto, per tom. I, p. 427, avendo costui da-
alcuni supposti suoi delitti lo chia- to un singoiar esempio della va-
mò a Roma nell'anno i539, e rietà della fortuna, ce ne permet-
racchiuse in Castel s. Angelo , co- teremo un cenno. Da amministra-
stituendo amministratore del suo. tore della chiesa di Pavia, da Giu-
vescovato sino al termine della lio HI fu fatto nel 1 552 commissario

causa Alessandro Pallantieri. La generale della camera , e notaro


chiesa di Pavia fu data al cardi- della medesima. Paolo IV Caraffa
nal del Monte, il quale dimenti- nel 1 555 gli conferì l' uffizio di
cando le vessazioni che gli avea procuratore fiscale, e poi glielo

mosso per impedirgli il possesso tolse nel 1


557, perchè accusato di
dei vescovato, divenuto Giulio HI frodi commesse nell' amministra-
GOV GOV 43
zionc dell' annona , ed estorsioni morte di Pio V, che dal suc-
s.

nelle provincia di Marittima e cessore Gregorio XIII a' 14 mag-


Campagna, sicché fu carcerato in gio 1572.
Castel s. Angelo, poi
Tordinona in Lodovico Taberna milanese, ab«
o Torre di Nona. Ma Pio IV di- breviatore di parco maggiore, ve-
chiarò che fu iniquamente accu- scovo Lodi, a' 28 agosto i5y3
di
sato, e lo ripristinò nell' uflìzio di Gregorio Xill lo fece governatore,
procuratore fiscale, e come tale as- poi tesoriere.
sistè al processo fattosi nel i56o Corrado Asinari, di nobilissima
contro i Carafli nipoti del defunto 29 dicembre 1576 Gre-
famiglia, a'
Paolo IV. Fu poi dell medesimo gorio XIII lo promosse al gover-
Pio IV a' 26 aprile i563 promos- natorato di Roma, indi fu fatto
so a governatore di Roma, nella vescovo di Vercelli ai 29 maggio
quale carica continuò a tutto V an- 1589.
no i566, essendo stato confermato Francesco Sangiorgio fu nomi-
dal sacro collegio nella sede vacan- nato governatore da Gregorio XllI,
te in cui fu eletto Pio V. Questi
s. e in sua morte venne confermato
nel primo gennaio 1567 lo fece dal sacro collegio.
governatore della Marca d'Ancona, Mariano Pierbenedelii di Came-
dopo aver deposto fasci nelle pon- i rino, vescovo di Martorano consa-
tifìcie mani; ma nell'agosto iSGg crato dal cardinal Peretti, il quale
fu fatto venire in Roma e carce- divenuto Papa nel i585 col nome
rato nelle prigioni del s. oifizio. di Sisto V, lo chiamò in Roma,
Imputato di gravissimi delitti , s. ove con amplissime facoltà, e straor-
Pio V lo fece sottoporre a rigoi'oso dinaria giurisdizione lo destinò alla
esame , destinando per giudice e carica di governatore , che ripu-
commissario apostolico Pietro Do- gnante accettò. Rilòrmò l' avidità
nato Stampa canonico di s. Pietro, di alcuni giudici e di alcuni mi-
assessore del s. Formati e
oftlzio. nistri del tribunale, ed estirpò i

finiti i processi nel iDyi fu il Pal- sicari, gli assassini, i malviventi sì


lantieri condannato ad essere de- in Roma che altrove, gastigando i

capitato, come in effetto si eseguì, rei senza riguardo, per cui in pre-
essendo allora in età d'anni ses- mio fu crealo cardinale a'i4 dicem-
santasei , ed il Pallavicino nella bre 1589.
Storia del di Trento, dice che
cotte, Borsino meritò di essere fallo
si meritò condanna per irrego-
tal governatore di Roma da Urbano
larità commesse nella testura e VII a' i5 settembre 1590.
relazione del processo contro i Ca- Girolamo Matteucci di Fermo
raffi, dopo essergli stati confiscati i arcivescovo di Ragusi, poi vescovo
beni, degradato dall' ordine sacer- di Sarno, governatore di Ravenna,
dotale, e consegnato ai giudici lai- di Ancona, e di Marittima e Cam-
ci. J^. Caraffa Famiglia. pagna, donde Sisto V nel 1587
Monte de Valenti da Trevi, s. lo mandò nunzio alla repubblicit
Pio V a' 22 maggio iSyo lo di- di Venezia. Poscia fu fatto go-
chiarò governatore di Roma , che vernatore nell'interregno di Sisto V,
vi fu poi confermalo, sì dal sacro venendo costituito nella medesima
collegio nella sede vacante per dignità nel 1 590 da Gregorio XIV.
,

44 Gov GOV
Questi a' 24 aprile 1591 lo spedì governatore di Roma, e nel dargli
ili Francia commissario generale il bastone del comando gli disse
delle milizie ecclesiastiche, e Cle- che amministrasse la giustizia a
mente VII! Io inviò nel Belgio, il tutti, ma senza rigore.
qual Pontefice a'27 novembre «597 Benedetto Ala fu fatto governa-
lo dicliiarò commissario generale del- tore di Roma nel i6o5 da Pao-
le truppe pontificie alla ricupera di lo V, e cavalco nel suo possesso.
Ferrara. Ma mentre viveva nel- Berlinghiero Gessi bolognese, ve-
l'aspettativa di essere promosso al scovo dì Rimini, nel 16 18 Pao-
cardinalato, morì nel 1609 in lo V lo chiamò in Roma, e lo fece
Viterbo di cui era vescovo. governatore dell' alma città t nella
Per morte di Gregorio XIV, morte del Papa restituì il bacolo
nell'ottobre 1^90, i cardinali con- o bastone del comando al cardinal
fermarono monsignor Borsino nel decano, il quale lo passò al cardi-
governatorato , che avendo ras- nal camerlengo, ma fu invece con-
segnato il bacolo ossia bastone del fermato; giurò ai cardinali fedeltà,
comando al cardinal decano, giurò e si ebbe il bastone della dignità.
al cardinal camerlengo. Di poi Gregorio XV lo confer-
Domenico Toschi di Reggio di mò nella carica, conferendogli in
Modena , fu da Clemente Vili pari tempo quella di prefetto dei
dopo il 1595 fatto governatore di palazzi apostolici, ed Urbano Vili
Koma , e sotto di lui con raro Io creò cardinale , dopo avere e-
esempio non successe omicidio alcu- sercitato sotto di lui ambedue gli

no ; venne creato cardinale nel i 599. uffizi.

Ferdinando Taverna milanese, Gio. Girolamo Lomellino geno-


nipote del suddetto Lodovico gover- vese, da chierico di camera Urba-
natore di Roma, dopo aver esercir no Vili lo fece governatore di
tato l' uffizio di governatore nello Roma, poi tesoriere e cardinale.
slato ecclesiastico, Clemente Vili Girolamo Grimaldi genovese, da
lo dichiarò di Roma nel 1599, ma vice-legato del Patrimonio, Urba-
incontrò l' odio del pubblico per la no Vili lo fece nel 1628 gover-
severità da lui usata nel suo gover- natore di Roma , indi nunzio a
no, a cagione delle famose giustizie Vienna, e gli conferì altre cariche,
fatte eseguire sotto medesimo Cle^
il indi lo creò cardinale.
mente Vili massime per
[Fedi)^ Lorenzo Imperiali genovese da ,

la capitale sentenza subita da Ono- chierico di camera e commissario


frio Santacroce. Ad istanza del delle armi, nei principii dell'anno
cardinal Pietro Aldobrandini Cle- i653 Innocenzo X lo fece gover-
mente Vili a' 9 giugno i6o4 Io iiatore, e dopo un anno con plau-
creò cardinale, quindi si ritirò nel- so cardinale. Con questa dignità
la sua villa Taverna in Frascati in tempo della peste Alessandro
di cui parlammo al voi. XXVll, VII lo dichiarò governatore. Sotto
p. 1 54 del Dizionario. il di lui governo nacque il tram-
Nella vita di Leone XI, che nel busto tra i soldati corsi e l'amba-
l6o5 il dì primo di aprile successe sciatore di Francia, per cui fu co-
a Clemente Vili, e regnò ventisei stretto a giustificarsi a Parigi.
giorni , si legge chp confermò il 4 riberli fu fallo governatore ds»
GOV GOV 45
Innocenzo X , e si tirò addosso il Pompeo Varese venne fallo go-

generale disprezzo: facendo il Pa- vernatore da Clemente IX, poscia


pa temere di sua vita, si ritirò per conièrmato nel 1670 da Clemente X.
paura alla chiesa del Gesù, ma es- Luigi Bevilacqua nobile ferra-
sendo migliorato tornò alla resi- rese, da governatore di Fabriano

denza governativa in Parione. Nar- fu tatto uditore di rota, e da Cle-


ra il Cancellieri nel %uo Mercato, mente X surrogato nella carica del
che alcuni per disprezzo tagliarono Concessum a monsignor Fagnani
le code e le orecchie ai suoi be- divenuto cieco. Indi il medesimo
stiami, a' quali dicevano per insul- Papa con breve de* 4 marzo 1671
to : Arri Berto. Morto Innocen- lo elevò alla carica di governatore
zo X
7 gennaio i655, il prelato
a' di Roma e vice-camerlengo, e nel
A riberti fu deposto dalla carica , 1675 lo destinò nunzio all'impe-
ed in vece eletto monsignor Giu- ratore per conchiudere la pace, fa-
lio Rospigliosi di Pistoia, arcivesco- cendolo patriarca d' Alessandria, e

vo di Tarso, a pieni voti , che il quindi lo mandò a stipular la pace


nuovo Papa Alessandro VII fece di Nimega. Morì in Roma nel 1680,
segretario di stato e cardinale, e e fu sepolto in s. Maria della Vit-
che poi gli successe col nome di Cle- toria,ove il cardinal Albizi lo avea
mente IX. Si legge nel p. Gattico, consacrato vescovo.
Acta caeremonialia : monsignor A- Giambattista Spinola genovese,
riberti dopo avere rassegnato il ba- arcivescovo di Matera, poi di Ge-
stone del comando fu escluso da nova, Clemente X lo nominò go-
quarantasei voti dal governatorato; vernatore ed Innocenzo XI nel
,

in vece monsignor Ro-


fu eletto 1676 Io confermò, e poi nel 1681
spigliosi cinquantuno voti, il
con lo creò cardinale. Continuò ad eser-
quale ricevette dal cardinal camer- citare la carica anche fregiato del-
lengo il bastone di vice-camerlen- la dignità cardinalizia nel resto del
go, giurò al cardinal decano, e nel pontificato , nella sede vacante , e
giorno passò in casa del cardinal nel pontificato di Alessandro
Vili
camerlengo a giurare come vice- nel 1691 la lasciò, subentrando-

camerlengo. vi il nipote, dopo aver incontrato

Carlo Bonelli romano, appena gravi vertenze con alcuni amba-


eletto Alessandro VII nel i655 lo sciatori per le franchigie.
fece governatore, e come tale in- Giambattista Spinola genovese,
tervenne nella solenne cavalcata del nipote del precedente fu fatto da ,

suo possesso poi fu fatto arcive-


: Alessandi'O Vili governatore di Ro-
scovo e nunzio , e dal medesimo ma, indi nel iGg^ Innocenzo Xll
Papa cardinale. lo creò cardinale sostenne con
:

Federico Borromeo milanese, pa- gran fortezza la sua rappresentan-


triarca d' Alessandria, da Alessan- za contro le pretensioni degli am-
dro VII fu fatto governatore di basciatori sulle franchigie.
Roma, quindi nel!' elezione di Cle- Ranuccio Pallavicini di Parma,
mente IX nel 1667 fu promosso segretario del concilio, fu fatto gover-
a nunzio di Spagna dopo aver ca- natore di Roma, e nel 1706 car-
valcato nel possesso come governa- dinale da Clemente XI.
tore; il successore lo creò cardinale. Francesco Caffarelli romano ,
7 ,

46 GOV GOV
uditore di rota, colla ritenzione di nense : Papa lo creò
dipoi lo stesso
tale uUlzio Ciementc XI nel 170G cardinale a*23 novembre 1761.
lo fece governatore di Koma , e Antonio Casali romano , da se-
mori nel 171 1 : di sopra abbiamo gretario di consulla Clemente XIII
riportato la sua elezione e fune- lo fece governatore , e come tale
rali. fece parte della cavalcata pel pos-
Bernardino Scolti milanese, udi- sesso di Clemente XIV, che a* 12
tore di rota , Clemente XI nel dicembre 1770 lo promosse al car-
1 1 1 lo dichiarò governatore di dinalato, indi lo pubblicò a' 5 mar- 1

Boma ritenendo l' uditorato, indi zo 1773. Continuò nella carica col
nel 1715 lo creò cardinale. titolo di pro-governatore sino alla
Alessandro Falconieri romano, morte del Papa avvenuta a' 22 set-
Clemente XI prima lo fece uditore tembre 1744» per la quale si di-
di rota, e colla ritenzione di que- mise dalla carica, ed allora il sacro
sto uUlzio anche governatore di collegio elesse il seguente prelato.
Roma, che continuò ad esercitare Giovanni Potenziani di Rieti
eziandio nei pontificati d'Innocen- maestro di camera di Clemente
zo Xlll, e di Benedetto XIII che XIV, nella prima congregazione
nel 179.4 lo c»eò cardinale. cardinalizia della sede vacante per
Giambattista Spinola genovese, morte del medesimo Clemente XIV,
da segretario di consulta Bene- fu costituito governatore di Roma,
detto XIII lo creò governatore, e nel qual posto lo confermò il nuo-
dopo sei anni nel 1733 Clemente vo Pontefice Pio VI, quindi come
XII lo creò cardinale. di sopra si è narrato, mori a' 21
Marcellino Gorio fu promosso novembre ij'j5.
al governatorato da Clemente XII, Giovanni Cornaro veneziano fu
e lo era nel 1 738. fatto da Pio VI successore nel go-
Bondelnionle fu fatto governatore vernatorato al precedente, essendo
di Roma nel 1740 da Benedetto uditore di rota^ ìndi nel primo giu-
XIV , cavalcò nel
suo possesso e , gno 1778 lo creò cardinale.
mori nel giugno dell'anno seguente, Ferdinando Alarla Spinelli na-
come dicemmo di sopra parlando poletano, governatore di Roma per
del suo funerale. volere di Pio VI , che nel 1755
Raniero Simonetti patrizio di O- lo creò cardinale.
simo e Cingoli, da nunzio di Napo- Ignazio Busca di Milano, da
li nel 1743 Benedetto XIV lo fece nunzio apostolico di Brusselles Pio
governatore, e nel 1747 lo creò VI lo fece governatore, e poi nel
cardinale. 1789 creò cardinale.
Cosimo Imperiali di Genova, Giovanni Rinuccini fiorentino ,

da chierico di camera nel 174? fatto governatore di Roma da Pio


Benedetto XIV lo creò governa- VI, quindi nel 1794 creato cardi-
tore, 757 cardinale.
e nel 1 nale.
Cornelio Monti Caprara bolo- Carlo Crivelli milanese, arcive-
gnese venne nominato governa- scovo di Patiasso, Pio VI lo diede
tore di Roma nel 1759 da Cle- in successore al precedente nel go-
mente XIII, ed intervenne al pos- vernatorato di Roma, e poscia Pio
sesso solenne della basilica Latera- VII lo creò cardinale a' 2 3 feb-
,

GOV GOV 47
braio dell'anno
1801, Monsignor leglo, primo da Pio VII, il se-
il

Baldassarri nella Relazione delle av- condo da Leone XII.


versila e patimenti di Pio VI, tona, Tiberio Pacca di Benevento, Pio
II, p. 4oo, nari-a com'egli si tro- VII dopo la promozione alla sacra
vò governatore quando Roma fu porpora di monsignor Cavalchini
occupata dai repubblicani francesi, lo fece pro-governatore di Roma,
e siccome fedelissimo ed afTeziona- e dopo pochi mesi lo dichiarò ef-
tissimo al Papa fu chiuso in Ca- fettivo; ma per le note vicende es-
stel s. Angelo. sendo fuggito nel 1821, Pio VII
Francesco Guidobono Cavalchi- nominò pro-governatore monsignor
ni di Tortona fu fatto da Pio VII Gaspare Bernardo Pianelti di Jesi
nel 1 80 1 governatore di Roma come primo assessore del governo,
quindi nel concistoro de' i4 agosto quindi fece governatore il seguente.
1807 Io creò cardinale riserbandolo Tommaso Bernetli di Fermo,
in petto, ed a cagione delle note da assessore delle armi Pio VII
politiche vicende il Papa non potè nel i8ai lo promosse alla ca-
pubblicarlo prima del 6 aprile 1818. rica governatore di Roma , e
di
Oltre quanto di lui dicemmo nella tale confermato nella sede va-
fu
sua biografìa, parleremo di questo cante. Leone XII lo mandò in Rus-
degno porporato all'articolo Leone sia con carattei-e d' ambasciatore
Xll (Vedi). Siccome il Cavalchini per felicitare, e per assistere alla
nell'esercizio della carica fu arre- coronazione in Mosca del regnante
stato dai francesi invasori dello stato imperatore Nicolao I in tale tem- :

ecclesiastico, Pio VII nominò pro- po fece da prò- governatore monsi-


governatore Tom/naso brezzo di gnor Nicola Clarelli Paracciani di
Palermo, poi cardinale; quindi fece Rieti, come primo assessore del go-
dopo di lui egualmente pro-gover- verno, al presente cardinale. Leo-
natore monsignor Francesco Ser- ne XII agli 8 ottobre 1826 fece
litpi romano, ch'era uditore di rota, monsignor Bernetti cardinale, poi
poscia promosso al cardinalato. Re- suo segretario di stato, nel quale
stituita Roma e dominii pontifìcii
i uffizio fu pur destinato dal Papa
a Pio VII nel 1814, questi nomi- che regna Gregorio XVI, che poi
nò prò- governatore di Roma e di- lo nominò vice-cancelliere di s. Chie-
stretto, colla presidenza delle car- sa, dignità ch'esercita.
ceri, il cav. Giacomo Giustiniani Gio. Francesco Marco-y-Catalan
romano, che avendo poi riprese le spagnuolo, uditore di rota, Leone
insegne prelatizie lo spedi delega- XII nel 1826 colla ritenzione del-
to in Bologna a ripristinare il go- l'uditorato lo fece governatore di
verno pontificio. Allora Pio VII no- Roma, ed a' 1 5 dicembre 1828
minò prò- governatore il prelato cardinale.
Stanislao Sanseverino di JN'apoli Benedetto Cappelletti di Rieti,
,

che funse l'uffizio sino al ritorno delegato apostolico di Urbino e Pe-


in Roma di monsignor Cavalchini, saro, Leone XII nel dicembre 1828
che riassunse l'esercizio della cari- lo dichiarò governatore di Roma ,

ca nel settembre 18 14. Tanto il cui sono uniti il vice-camerlengato


Sanseverino, che il Giustiniani fu- e la direzione generale di polizia.
rono poi annoverati al sacro col- Esercitò tali uilìzi nelle sedi vacau-
-
,

48 GOY GOY
ti per Leone XII e per Pio Vili ricerche. che avevano
GÌ' indiani
e funse il governatorato sotto quei dapprima mostrato ostili disposi-
Papi, e sotto il regnante die a 2 zioni contro i portoghesi, si ricon-
luglio i832 lo pubblicò cardinale. ciliarono in fine con essi, loro in-
Nicola Grimaldi di Treia, da se- dicando pure il luogo ove trova-
gretario di consulta il regnante vano la maggior quantità d'oro;
Gregorio XVI nel iBSa lo fece go- poscia i coloni vi giunsero in fol-
vernatore di Roma , ed a' 4 gen- la, ed il paese si popolò rapida-
naio 1B34 cardinale, indi legato a mente. Dal 1749 ^1 1809 questa
postolico di Forlì. provincia restò tutta intera sotto
Luigi Ciacchi di Pesaro, da de- la un solo ouvi-
giurisdizione di
legato di Macerata il Papa che re- dorf ma ai 18 marzo 1809 fu
gna nel 1834 lo dichiarò governa- divisa in due comarche, una delle
tore di Roma, e a' 12 febbraio quali prese il nome di t. Joao
i838 cardinale: funse il pro-go- das duas Barras, e l'altra quello
vernatorato decorato della dignità di Villa-Boaf nome del capoluo*
cardinalizia come il predecessore e go della provincia. Ciascuna di
il successore. queste comarche contiene otto ter-
Luigi Pannicelli Casoni di Ame- o Julgados. Nella prima co-
ritorii

lia, da pro-legato di Bologna Gre- marca vi sono i territorii di Ara-


gorio XVI nel i838 lo fece pro- yas. Cavalcante, Conceicaco , san
governatore e poi governatore ; in- Felis, Flores, Natividade , Porto
di pubblicato cardinale a* 24 gen- Real, e Trahyras. Nella seconda,
naio 1842, e fatto legato prima di Araxa, Crixa, s. Crux, Dessembo-
Forlì, poi di Bologna che al pre- que, s. Luzia, Meja ponte. Pillar
sente governa. e Villa-Boa. Questa politica divi-
Giuseppe Antonio Zacchia della sione non essendo per altro fonda-
diocesi di Luni Sarzana, uditore di ta sulla disposizione fìsica del pae-
rota, dal regnante Pontefice nel se, ed in conseguenza poco atta
184^ promosso a governatore di a farne chiaramente conoscere la
Roma^ vice-camerlengo e direttore geografia, si eseguì la divisione in
di polizia, attribuzioni e gravi uf- sei distretti, adottata dall' autore
fìziche attualmente disimpegna con della Corografia brasiliana , e
zelo, impegno ed attività. tracciata dai limiti naturah. Questi
GOYAX (Goyasen). Città con distretti sono : Nova-Beira, Caya-
residenza vescovile nel Brasile, nel- ponia, e Goyax all'ovest, e Pa-
la provincia del suo nome , la rannan, Rios das Velhas, e Tocan-
quale occupa il centro dello stes- tin all'est. Tutte le questioni pe-

so impero del Brasile. Il vasto rò sono oggidì eliminate colla di-


territorio della provincia di Goyax visione amministrativa della pro-
non era in origine che una co- vincia nelle due comarche di Go-
marca della provincia nel i749- yax e di s. Joao-das duas Bar-
Ebbe per suoi primi coloni degli ras.
avventurieri, attirativi dalla vista Villa-Boa è il capoluogo della
dell'oro, che serviva di ornamento provincia e comarca di Goyax,
alle donne degl' indiani, e di cui verso il centro della provincia me-
scopersero le miniere dopo molle desima ,
giace in luogo basso sul
GOY GOY 4()

iio Vfermeiho , die Ja divide in cimila Individui. Vi si tiovò il

due parti pressoché eguali comu- celebre masso d'oro di quarantatre


nicanti fra esse per mezzo di tre libbre, che si conservava nel mu-
ponti. E grande, ma mediocremen- seo di Lisbona sino all' invasione
te fabbricala ; vi si osserva però francese di quella metropoli. Vil-
il palazzo del governatore, la ca- laggi importanti sotto pure Caval-
sa comune, la tesoreria, e la zec- cante e Couceicao, non che Porto
ca, un piccolo forte munito di Reale.
due pezzi di cannone, che servono 11 somma Pontefice Leone XIT,
i giorni delle feste, una bella fon- con la lettera apostolica Sollicitet
tana , ed un delizioso passeggio catholici gregis cura, idibus julii

pubblico. 11 calore vi è intenso anni 1826, eresse la sede vescovi-


durante la stagione asciutta, ma le di Goyax nell' America meri-
le notti riescono freschissime. Ab- dionale, nell'impero del Brasile, con
bastanza operoso è quivi il com- la residenza del vescovo in Villa-
mercio, le miniere d'oro produtti- Boa. Dichiarò la sede e il vesco-
vissime, e la popolazione assai rag- vo sufl'raganei dell' arcivescovato
guardevole. JVon era in origine di i. Salvatore della Baia di tutti
che un villaggio chiamato s. An- i santi. Eresse in cattedrale la
na, quando 1739,nel sotto il chiesa dedicala a Dio in onore di
regno di Giovanni V, vi sì costrus- s. Anna, il cui edifizio è ampio
se la citta, la quale ora conta più e decente. Stabili che il capitolo
di ottantamila abitanti. Filar, Ouro- fosse composto di due dignità, la
Fino, e Santa Crux sono tre vil- prima delle quali fosse 1' arcidia-
laggi importanti della provincia cono, con dieci canonici compre-
di Goyax, per la quantità notabi- se le due prebende di teologo
le d'oro che trovasi ne' suoi tei ri- e penitenziere, oltre altri preti e
torii. 11 distretto poi dei Diamanti chierici pel divino servizio. La cu-
formò un tempo, e tuttora forma ra delle anime nella cattedrale
la ricchezza maggiore del Brasile. viene amministrata da un eccle-
Lungo le rive del Rio-Claro si é- siastico deputato; avvi il fonte
stende, che influisce a destra nel- battesimale, ed è 1' unica parroc-
l'Araguay, ed ha fornito gemme chia ch'esista nella città. Vi è l'o-
di pura acqua e di grande di- spedale non il seminario, che de-
,

mensione. La città capitale della vesi erigere cóme il monte di pie-


comarca di s. Joao das duas Bar- tà. In luogo dell' episcopio il go-
ras è la Kalividade posta in riva verno supplisce al vescovo in altro
ad un piccolo afìfluente Manoel- del modo. Ln diocesi fu stabilita am-
Alvez. Aguaquente o Acquacalda pia, e contenente più luoghi, e
è un villaggio distinto, posto a che ogni nuovo vescovo fosse tas-
mezza lega dal confluente del Rio sato nei camera apo-
registri della
das Almas, e dal Maranhao pres- stolica in fiorini 116, ascendimi
so di un lago profondo. L' oro e- vero ad bismille, et qualiiorceri'
ravi abbondante all' epoca della ttim sentala romana aliquibiis o-
fondazione, che fu l'anno 17 32,
.«iua nerihus gravata. Il regnante Papa
in guisa che per oggetto di gua- Gregorio XVI , nel concistoro dei
dagno vennero a stabilirvi.si dodi- ?.5 luglio i844> dichiarò per pri-
r
VOI, xxxu.
So GOZ GOZ
rno monsignor Fianceso
vescovo toria di Costantino . A Teofìlo
Ferreira de Azevedo, traslato da succedette il di lui segretario Se-
Castoria in partibus, nominalo a lena, ed a questo Uni la eh' ebbe
tal sede dall' odierno imperatore a successori più vescovi riportati
del Brasile Pietro II. Questa dio- neir Oriens Chrisl, tom. 1, pag.
cesi si estende dal nord al sud per 1239.
piìt di quattrocento leghe ; non GOZZADINI MARCAXTOifio, Car-
vi ha città propriamente detta che dinaie. Marcatonio Gozzadini, nobile
la sola in cui sta la sede, e porta bolognese, nel iSgS ottenne le in-
il nome della medesima provincia; segne di dottore in Bologna , ed
nell'immenso territorio sono spar- essendo divenuto eccellente giure-
se alle distanze di 20, 3o, o /\.o consulto e famoso avvocato, datosi
leghe una dall'altra trentaquattro a patrocinare le cause nella curia
parrocchie intersecate da tribù sel- romana , fu eletto collaterale di
vaggie, che vivono di caccie e di Campidoglio, nel quale uffizio di-
rapine. Il presente vescovo da al- pertossi con tanta integrità e va-
cuni si dice il terzo o quarto, ma lore, che il popolo romano lo ebbe
sarà di tal numero quando vi si in grandissima estimazione. Innal-
calcoli il vescovo in partibus che zato al pontificato a' 9 febbraio
l'ha finora governata spiritualmen- 1621 il suo cugino col nome di
te, dappoiché propriamente il pri- Gregorio ,
XV
questi lo nominò
mo vescovo è il nominato. subito cameriere segreto, e canoni-
GOZARTE o BEZADDA. Sede co di s. Pietro; quindi a' 2 1 luglio
vescovile della Zabdicena giacobit lo creò cardinale prete del titolo
ta, dipendente da Manfriano , si- di s. Eusebio, per cui ilpopolo ro-
tuala all'occidente e sulle rive del mano, per singolare dimostrazione
Tigri, dodici miglia sopra Mossul. di esultanza, gli fece un donativo
Ne furono vescovi Basilio Marcia- di cinquemila scudi. Il Martinelli
no del 1172, Giuseppe del i243» nella storia della chiesa di s. Agata
Giovanni del 1266, Dioscoro del dimostra che il cardinale fu fatto
1285, il quale viene ritenuto au- dell'ordine de' diaconi, con la chie-
tore d' una liturgia siriaca , e sa di s. Agata per diaconia, di cui
Chaleph che nel i455 fu fatto restaurò la sagrestia col campanile
patriarca col nome d'Ignazio. che minacciava rovina , ed abbellì
GOZIA, Gothia. Sede vescovile con vaga e nobile fontana il giar-
del Chersoneso di Tracia, dipen- dino adiacente alla chiesa e con ,

dente dal patriarca di Costanti- altre amenità di più alla sua mor-
:

nopoli. Ne sono registrati per ve- te lasciò una somma considerabile


scovi: Teofilo che intervenne al per restaurare la porla di quel-
concilio di è notalo
Nicea, egli r antico tempio. II Novaes dice che
ne'calendàri greci i5 settembre a' passò al titolo di s. Eusebio, dopo
per avere istruito il martire Ni- essere stalo diacono di s. Agata.
cela, che fu bruciato vivo per or- Nel 1622
Gregorio Io fece XV
dine di Atalarico. Filoslorgio è di vescovo di Tivoli, dove celebrò il
parere che Teofilo sia lo slesso sinodo, e poscia nei primi di giu-
che il vescovo Ulfila ordinalo da gno del seguente anno lo trasferì
Eusebio di Nicomedia, dopo la vit- a Faenza. Intervenne al conclave
GOZ GOZ 5f
per l'elezione di Urbano Vili; ma gna. Entrò in grazia d' Innocen-
per gì' incomodi che in esso soffrì, zo XII che lo annoverò tra gli
,

dopo pochi giorni dacché n' era avvocati concistoriali. Io fece se-
uscito, una lenta febbre lo condus- gretario de' memoriali e de* bre-
se al sepolcro in Roma nello stesso vi ai principi, e lo avrebbe pro-
anno 1628, in età di quarantano- mosso ad altre cariche, se Ulis-
"ve anni, universalmente compianto se per male di calcoli non fosse
per la sua affabilità, piacevolezza, stato costretto di condursi a Fi-
integrità di costumi, e dottrina con- renze , ove se ne liberò. Clemente
giunta ad esemplarità di vita. Eb- XI lasciò all' arbitrio suo la riten-
be sepoltura nella chiesa di s. An- zione d'uno de' due impieghi, on-
drea della Valle, con una onore- de il Gozzadini amò restare segre-
vole iscrizione , postavi da Bonifa- tario de' brevi , e poscia lo consagrò
cio Gozzadini suo erede. arcivescovo di Teodosia in partibus,
GOZZADINI Ulisse Giuseppe, adoperandolo in diversi gravi affa-
Cardinale. Ulisse Giuseppe Gozza- ri, finché a' i5 aprile 1709 lo creò
dini patrizio bolognese, pronipote cardinale dell' ordine de' preti , e
del cardinale Marcantonio, nacque per titolo gli conferì la chiesa di
in Bologna a' 20 ottobre i65o. s. Croce in Gerusalemme. Inoltre
Mostrò sino dai primi anni gran lo fece vescovo d' Imola, e passa-
vivacità e prontezza di spirilo, la ti tre anni legato di Ravenna. Fi-
quale spiccò in singoiar modo nel- no dai primi giorni del suo vesco-
la difesadelle pubbliche conclusio- vato compose ed aggiustò con mi-
ni, che sostenne con tale applauso, rabile prudenza e soavità le fasti-

che fu fatto degno di essere am- diose controversie che da


lungo
messo con rarissimo esempio nel tempo erano tra il capitolo ed il
collegio dei dottori dell'uno e del- magistrato della città ; e avendo
l' altro diritto, prima di avere ri- trovato il palazzo episcopale in pes-
portato in quella facoltà la laurea simo stalo, si applicò a ripararlo
dottorale. Il cardinal Boncompagno ed abbellirlo , lasciandovi parte
arcivescovo di Bologna gli conferì considerabile de' suoi mobili a pro-
la prebenda teologale, che ritenne fitto de' successori. Accrebbe le ren-
fino al 1693. Destinato professor dite della mensa vescovile, e fece
di legge in quella celebre universi- ridurre in epilogo, scritto di nitido
tà, ne esercitò l' incarico con som- carattere in otto volumi, tutti gli
ma lode e riputazione per venti antichi stromenti riguardanti i fon-
^nni. Per salute intraprese un viag- di e i beni della sua chiesa, che poi
gio in Francia e nelle Fiandre, che furono collocati nell'archivio della
gli riuscì vantaggioso , indi in età medesima. A sue spese fece eziandio
di quaranl' anni si portò in Ro- stampare la storia de' vescovi d'I-
ma per interessi di famiglia, quan- mola descritta da
, Anton Maria
do ottenne un canonicato e la pre- Manzoni canonico della cattedrale,
benda di teologo nella basilica va- avendo inoltre fabbricato, per bene
ticana , nella quale ne' tentpi sta- di tutta la diocesi , in gran parte
biliti e determinati recito con Uni- e da' fondamenti il seminario. Cle-
versale soddisfazione le dotte sue mente XI lo dichiarò legato pon-
lezioni, come avea fatto in Bolo- tificio in Parma , deputandolo a
,

rt^ Goz GR.i


benedii'e solennemente, accotópagnn- lontani da' benefizi quelli che vi
to da tre vescovi, le nozze Ira E- aspiravano per mezzo d' impegni
Farnese, e Filippo V re
lisabetta ed interposizioni di persone auto-
di Spagna. D'ordine del Papa si revoli e potenti, essendo solito di-
portò pure ai confini della lega- re, che questi aspiranti volevano
zione ad incontrare il re d' Inghil- entrare neh' ovile non per la por-
terra Giacomo III , allorquando ta , ma per la finestra. Recitava
dalla Francia passò in Roma lo : ogni giorno le ore canoniche in gi-
alloggiò nel proprio palazzo , ed nocchioni, impiegando notabile tem-
accompagnò per tutta la provincia. po nell'orazione mentale e nella
Nell'anno santo 1725 ai pellegrini lettura de' libri santi. Visitava gli
che passavano per recarsi a Roma, infermi anco della più misera con-
fece apparecchiare un ospedale dizione, compartendo loro pon-
la

dove ogni sera faceva loro appre- tificia benedizione se prossimia


stare da cena, a cui assisteva egli morire. Facilissimo ad ammettere
medesimo, servendo loro colle pro- all'udienza, talvolta incontrava 'le
prie mani; e dopo averli ricreati persone abiette per animarle, e per
col pascolo della divina parola, li sbrigarle Pieno di buone
subilo.
confortava con divoti ragionamen» e sante operazioni, mori in Imola
ti, ed accomiatava con abbondanti a' 20 marzo 1728, d'anni settan-
medesimo oggetto
limosine. Pel fe- totto. Ebbe sepoltura in quella
ce aprire un'ampia casa pei sa- cattedrale, in ed elegante
nobile
cerdoti pellegrini , nella quale li mausoleo di marmo, che gli fece
accoglieva colle più gentih ed ob- costruire Alessandro Maria Gozza-
bliganti maniere. Intervenne ai co- dini suo fratello. Amò teneramente
mizi per le elezioni d' Innocenzo i letterati, e fu autore di qualche
XIII, e Benedetto XIII, ne' quali opera, di che tratta il Bonamici
ebbe molti voti pel pontificato. Re- neir appendice al trattato sugli
stituitosi alla sua chiesa perseverò scrittori delle lettere pontificie, di-
ne' doveri di zelante e sollecito pa- cendo che ilGozzadini procurò ma
store,con celebrare sinodi, correg- non potè interamente discostarsi
gere abusi, consagrare e riedificare dall'inetto stile di scrivere, ch'era
templi e spedali, visitar con dili- in vogaal suo tempo. Da Gio.
genza anche ne' luoghi alpestri la Battista Rondoni, già segretario di
diocesi^ sovvenire i miserabili e sin- questo cardinale si ha Ulisxis Jo' :

golarmente i vergognosi, e ristorare sephi S. R. E. cardinalis Gozza-


le chiese rovinate dai terremoti. dilli bononiensis vitae compendiunu

Quando alcuno de' suoi ecclesiastici Bononiae 1728.


avea commesso qualche mancanza, GRABATARII. Erano quelli i

il cardinale segretamente chiamato- quali un tempo differivano al pun-*


lo a sé, con mansuetudine e carità to di morte a ricevere il battesi-
Io correggeva , laonde ne otteneva mo, otide assicurarsi l' eterna bea-
l'emendazione, senza che nulla il titudine, appoggiandosi al principio
pubblico conoscesse. Conferiva le che questo sagramento cancelli non
parrocchie ai sacerdoti che risplen- solo l'originale, ma anche tutti pec- i

devano sopra per dottrina


gli altri cati attuali. Si chiamarono ancora
e per specchiati costumi , tenendo Clinici e Leclicarii, V. Battesimo.
GRA. GRA" 53
GRADI o GRADINI dell' al- kalendarlo il junii, decem millia
TABE. Anticamente secondo tutte martyrum. Habemus de eorum re-
le apparenze, ordinariamenle l'al- liquiis, et eo die multitudo mulie-
tare aveva un solo gradino, mentre rum confluii ad basilicam , flexis
in oggi se ne vedono due, tre ec: genibus gradus ascendentium , et
neir Ordine romano sono sempre faculas accensas in manu gestan»
due. Su questo punto vanno letti tium, sacrumque pio martyrìbus po-
articoli Altare , Chiesa , e gli stulantium ". Abbiamo notato altro-
f^li

altri relativi. Nei diversi articoli ve, che anticamente i sommi Pontefi-
delie Chiese di Roma ,
parlammo ci si facevano solennemente coronare
ancora dei gradini esteriori de' sa- sulle scale della basilica vaticana.
gri templi. Dell'origine dei gradini GRADISCA o GRADISRA (Gr<x-
dell'altare e de'loro ornamenti, dei discan ). a Go-
Città vescovile unita
vasi preziosi, candellieri, reliquie, rizia, piccolaed un tempo forte, del
dittici sacri, e sacre Immagini, ne circolo di Gorizia, nel regno illirico :
trattiamo a (juell'articolo. All'artico- essa è posta sulla riva destra dell' I-
lo Scala santa [Fedi), diremo di sonzo, capoluogo di distretto. E cinta
quelli santifìcati dal Redentore nella da mura e fosse, e difesa da un vec-
sua passione. Degli scalini per discen- chio castello. I veneziani la fabbri-
dere ne' battisteri, com' erano nelle carono nel 147^} quando i turchi
vasche e peschiere delle antiche ter- minacciavano per questo lato i' I-
me, ne discorre il p. Lupi, Disser- talia. Fu presa da Massimiliano I

tazioni tom. I, p. II 3. y. Batti- nel i5ii, ed assediata dai vene-


STERio, e Fonte battesimale. Per ziani negli anni i6i6 e 1617. Di-
gli scalini del trono e della catte- venne capoluogo della contea del
dra o soglio pontificio, P^. Trono, suo nome, e nel i64i fu venduta
si possono consultare Ezechiele e. dall' imperatore Ferdinando III ai

IV, V. i4, De lege gradiis altaris principi di Eggenberg. Estintasi


prohibente ; e Spencero, De legihus questa casa, fu sottoposta ad un
hehraeorum. I pagani non volevano capitano particolare. Sotto il cessato
che le scale dell' altare avessero più regno italico capoluogo di
era il

di tre gradini, come si può legge- una vice-prefettura nel dipartimen-


re in Aulo Gelilo 1. io, e i5. 11 to Passeriauo, dipoi venne compe-
Cancellieri nel suo Aferetto parla del- netrata nel regno illirico.
la scalinata lunghissima della chiesa La sua sede vescovile, come di-
d' Araceli , fatta dai divoti ginoc- cemmo all'articolo Gorizia ( Fe-
chioni, come Giulio Cesare e Clau- di ), fu unita a quella dell' arcive«
dio salirono in ginocchioni gli sca- scovato e metropoli di Gorizia, dal-
lini del tempio di Giove Capitoli- lo stesso Pontefice Pio VI che l'a-
no. Dice ancora che le scale della veva istituita in concattedrale della
ss. Michele
chiesa de' e Magno in medesima. La chiesa cattedrale è
Borgo, furono ascese dai fedeli in dedicata a Dio, in onore dei prin-
ginocchioni ; essendosi altrettanto cipi degli apostoli i ss. Pietro e
praticato, come si notò al suo ar- Paolo, ed ha il suo capìtolo. Nella
ticolo, cogli scalini della vecchia città vi sono altre chiese e di-
basilica vaticana. Scrive il Torrigio versi stabilimenti di beneficenza e
nelle Grolle valicane : •< Ex vcleri d' istruzione.
, ,

54 ORA. GRÀ
GRADMONT o GRANDE MONI dimora in quel regno non fu di

Gabriello, Cardinale. Gabriello de lunga durata, imperocché fu tosto

Gradinont o Grnndenaont, nobile dal re mandato nuovamente in In-


francese oriondo della Navarra, pe- ghilterra con segrete istruzioni di
rito in ogni genere di lettetatuia, maneggiare lo scioglimento del ma-
e assai sperimentato nel maneggio trimonio di Enrico Vili con Ca-
degli affari politici, ne' quali segna- terina d' Aragona e di proporre
,

tamente si distinse, dedicatosi allo quello di Margherita d' Orleans


stato ecclesiastico, fu successivamen- vedova di Carlo duca d'Alencoive
te promosso da Leone X nel i520 Francesco I, maritata poi
sorella di
al vescovato di Consera ns, e da con Enrico II re di Na varrà. Poco
Clemente VII nel i5i^ a quello tempo dopo fu spedito ambascia-
di Tarbe, mentre il re Francesco tore in Roma a Clemente VII dal
I lo fece maestro delle suppliche re, ad istanza del quale il Papa
e gli addossò onorevoli e splendi- a* 19 marzo i53o lo creò cardi-
de ambascerie, e fra le altre nel nale prete del titolo di s. Giovan-
i^aG lo sped\ suo ambasciatore in ni a porta Latina; indi nel 153*2
Inghilterra al re Enrico Vili, af- lo stesso Clemente VII gli conferì
finchè ottenesse] da quel sovrano, il vescovato di Poitiers, essendo già
che la principessa di Vallia o Galles, arcivescovo di Bordeaux, divenen-
già promessa sposa del delfino , fos- dolo di Tolosa nel i533, dopo a-
se impalmata dal duca d'Orleans suo ver rinunziato in favore del fra-
figlio secondogenito. Circonvenuto tello Carlo la metropoli di Bor-
in tale occasione il Gradmont dalla deaux. Procurò il cardinale l'ab-
politica e dalla fina accortezza del boccamento di Clemente VII con
cardinal Volse! , recitò nel senato Francesco I in Marsiglia, e morì
alla presenza dello stesso re un' o- in Balma presso Tolosa nel i534.,
razione, con la quale disapprovò universalmente compianto. Il suo
come meno matrimonio
lecito il cadavere fu trasferito a Balache nel-
dello stesso Enrico Vili con Ca- la diocesi di Bajona, ed ebbe nella
terina d' Aragona zia di Carlo V. tomba de' suoi maggiori onorevole
Fu nel numero degli ambasciatori sepoltura.
che la reggente di Francia mandò GRADO, Gradusj Aquae Gra-
in Ispagna alla corte di Madrid datae. Città patriarcale ora nell'Il-
per effettuare la liberazione di Fran- liria, edificata nell' isola che ha Io
cesco I re di Francia. Stava an- stesso nome, all' imboccatura e sul-
cora in Madrid dopo la partenza la foce della Natisa, in vicinanza
del re, quando giunta a notizia di delie lagune di Marano. La sua
Carlo V la lega che formato ave- antica chiesa eretta dal patriarca
vano Ira loro Francesco I ed En- Elia, prima dedicata a s. Eufemia,
rico Vili, fece contro il diritto delle ed ora ai titolari i ss. Ennagora
genti chiudere in carcere il Grad- e Fortunato, conserva pur anco le

mont. Avendo però i due re fatto vestigia della sua passata magnifi-
lo stesso cogli ambasciatori di Car- cenza, e specialmente nel pavimen-
lo V, questi fu obbligato a rila- to di mosaico, nel coro e nella se-
sciarlo. Compito il suo ministero dia patriarcale di marmo, veden-
si restituì in Francia, ma la sua dovisi anche in altri luoghi alcuni
GRA GRA 55
considerabili pezzi d' antichità dei tropoli di lutto il paese della Ve-
secoli barbari.Ha un piccolo por- nezia e dell' Istria. Quel Papa spe-
to, il quale non riceve che barche rava con ciò che i vescovi d'Istria,
pescherecce, poiché i due porti che separali già da lungo tempo dalla
j)ossedeva anticamente sono adesso Chiesa romana pel famoso affare
interrati. Decadde sino dal tempo dei tre capitoli, si riunirebbero al-
in cui fu trasferita la sede del ve- la santa Sede, ma disgraziatamen-
neto governo da Eraclea a Mala- te succedette tutto al contrario;
niocco, indi a Rivoalto, perchè al- giacché Elia e dìeciotto vescovi che
lora abbandonata venne dalle no- componevano quel concilio, prote-
bili che avevano influen-
famiglie, starono nuovamente contro il quin-
za nel governo; oggi conta pochi to concilio generale, per conserva-
abitanti che ritraggono il loro so- re, com'essi dicevano, al concilio di
stentamento dalla coltivazione del- Calcedonìa tutta la sua autorità.
le vigne, degli orti, dalla pesca e Severo che nel 58g succedette ad
dal tralTico del pesce salato. Deve Elia, essendo stato obbligato da
la sua origine agli abitanti di A- Smaragdo esarca di Ravenna di
quileìa (Vedi), che quivi fuggiro- abiurare lo scisma de' tre capitoli,
no dalle armi devastatrici dei bar- con tre altri vescovi dell'Istria, e
bari, e specialmente dalle stragi di non avendolo fatto se non per ti-

Attila nel ^5^. Nella occasione me- more, dichiarossi anche più forte-
desima ivi essendo con esso loio mente contro il concilio generale
passato il patriarca di quella città quinto coi suoi tre vescovi. Quelli
chiamato Paolino, sotto il pontifi- di Trento, di Udine, di Vicenza,
cato di s. Benedetto I, portò seco di Verona, di Treviso, di Feltre,
lui tutti i tesori della sua chiesa. di Pola, e di Belluno eransi assog-
Probino suo successore essendo mor- gettati alla Chiesa romana. Essen-
to pochi mesi dopo, Elia greco di do morto Severo nel 6o5, gli sci-
nazione, che ne occupò la sede, ve- smatici elessero per patriarca d' A-
dendo che non poteva ritornare con quileia l'abbate Giovanni, col con-
sicurezza in Aquileia, anche per senso di Agilulfo re de' longobar-
evitare le insidie dei nemici della di, il quale aveva abbracciata la
cattolica fede, nel 579 ottenne dal religione cristiana. I cattolici ordi-
Pontefice Pelagio II che la sua se- narono Candiano o Candidiano di
de fosse per sempre trasferita a Rimini nel 610 in patriarca di
Grado, dove avea egli fatto fabbri- Grado, morto il quale nel 6 1 5,
care la memorata chiesa sotto l'in- venne nominato per succedergli E-
vocazione di s. Eufemia martire. pifanio de oppido Humagi. Così
11Papa per tale motivo riunì un si videro due patriarchi, 1' uno ad

Grado a' 3 novembre, e


concilio a Aquileia, l'altro a Grado, scismati-
nominò per presiedervi in sua ve- co r uno , e cattolico 1' altro. Qui
ce il sacerdote Lorenzo. Fuvvi let- appresso daremo la serie de' pa-
ta la lettera pontificia di Pelagio triarchi di Grado, in seguito dei
li, nella quale in virlù delle lut- nominati, coll'autorità dell'Ughelli,
tuose circostanze, acconsentiva che Italia sacra, lom. V, pag. 1075
la sede patriarcale fosse nella città e seg.
di Grado, che nominò altresì me- Nel 616 divenne patriarca di
«6 i&RA GRA
Grado Cipriano di Pela, &iccomé vorirono il patriarca di Grado,
uomo santissimo. Dopo la sua mor- mentre i longobardi protessero il

ie nel 63o, col favore de' longo- patriarca d'Aquileia, che per sicu-
bardi invase la sede B^ortunato e- rezza trasportò la sede all'antica
ketico ariano , traditore della re< città di Forum Julii, onde fu chia-
pubblica di Venezia ; ma il Papa mato patriarca Forojuliense, come
Onorio depose Fortunato , e gli
I dicemmo all'articolo Cividale (far-
sostituì Primogenio suddiacono re- cii). E siccome l'esarca non cessò
gionario della Chiesa romana, co- mai di tribolare Aquileia, cosi i

me si La dal Labbé e dal Baro- longobardi non si rimasero mai di


nie. Inoltre Onorio I estinse lo molestare Grado. Laonde, continua
scisma de' vescovi d' Istria, che a- il Rinaldi, Lupo duca del Friuli,
vevano preso a difendere da più essendo entrato con un esercito a
di seltan l'anni prima i tre capìto- cavallo per la strada fatta antica-
li, sotto Papa Vigilio. Nel 65o fu mente per mare nell' isola di Grado
eletto patriarca di Grado Massimo presso ad Aquileia, e predando la

dalmata; nel 670 Stefano di Pa- città, portò via i tesori della chiesa
renzo ; nel 675 Agatone justino- aquileiese ch'erano stati recati a
politano ossia di Trieste ; nel 685 Grado dal patriarca Paolo o Pao-
Cristoforo di Pola, e nel 717 Do- lino quando fuggì da' longobardi
nato piacentino fatto dal Papa s. nel loro ingresso in Italia.
Gregorio II. Intanto gì' imperatori Nel 724 f" eletto patriarca di
ci' oriente riconquistarono ai lon- Grado Antonio abbate benedettino
gobardi la costa marittima di Ve- della ss. Trinità di Brondolo, il quale
nezia e dell' Istria , ed ottennero ebbe per 749 Emiliano
successori: nel
dal Pontefice che nominasse a Gra- arcidiacono di Grado; nel 757 Vi-
do un vescovo cattolico, che sareb- telliano di Lucca ; nel 766 Gio-
be chiamato patriarca come quel- vanni di Trieste; nell'SoS Fortu-
lo d'Aquileia. Adunque s. Gregorio nato pur di Trieste; nell' 83o Ve-
II,e l'immediato s. Gregorio III nerio di Rivoalto; neir854 Vitto-
terminarono lo scisma fra le sedi re veneto; nell' 854 Vitale Parte-
di Aquileia e Grado la dio-
di : cipazio veneto ; nell* 880 Pietro
cesi d' Aquileia fu smembrata in veneto; nell' 884 Vittore giunio-
due parti, una delle quali venen- re veneto; nel 902 Giorgio ve-
do attribuita al vescovo di Grado, neto; nel 903 Vitale gìuniore ve-
anche a questo venne concesso il neto; nel 906 Domenico figlio di
pallio pontificio dal Papa, col titolo Pietro doge di Venezia nel 907 ;

e dignità di patriarca. Il Kinaldì Lorenzo- veneto ; nel 919 Marino


all'anno 63 1 però narra, acciocché Contarini ; nel 953 Bono veneto ;
la chiesa Gradense non fosse me- nel 962 Vitale Barbolano veneto;
no dell'Aquileiese, i sommi Ponte- nel 963 Vitale Candiano figlio del
fici la illustrarono col pallio e col doge Pietro; nel io 12 Orso Or-
nome patriarcale, per cui si acce- seolo figlio deldoge Pietro ; nel
se tra esse emulazione, perpetue 1 045 Domenico Balcano veneto ;
discordie ed odii fomentali poscia nel 1045 Domenico Marengo ve-
dai principi secolari, dappoiché l'e- neto, perché il predecessore visse
sarco di Ravenna ed il Papa fa- soli sette giorni nel patriarcato.
GRk 57GRA
Essendo Papa s. Gregorio VII fu nel 1272 Giovanni d'Ancona ve-
eletto a patriarca di Grado Dome- scovo Monovacense trasferito al ,

nico Carbone veneto, il quale eb- patriarcato dal b. Gregorio X ; nel


be in successore nel 1094 Gio- 1279 Guido dell'ordine eremitano
vanni Saponario; nel medesimo an- di s. Agostino; nel 1289 Lorenzo
no Pietro Badoaro veneto. Flami- di Parma dell'ordine de' predica-
nio Cornaro, Ecclesiae venetae an^ tori; nel 1295 fr. Egidio di Fer-
tiquis monumenti s, corregge l'Ughel- rara dell'ordine de' predicatori, fat-
li con provare che Giovanni Sapo- to da Bonifacio Vili, che nel 1296
nario fiorì dieci anni prima, cioè che celebrò nella basilica patriarcale di
nel luglio 1084 fu fatto patriarca, Grado un concilio provinciale, o-
al quale nello stesso anno succes- ve furono stabiliti trentatre utilis-
se Pietro, Fu promosso a questo simi canoni riportati dall' Ughelli,
patriarcato nel 1 102 Giovanni Gra- Nel i3io Angelo vescovo Moto-
denigo, che seguendo lo scisma del- nense divenne patriarca di Grado;
l'antipapa Burdino, ossia Gregorio nel i3i3 fr. Paolo de Pilastris fio-
Vili, fu deposto dal Pontefice O- rentino, dell'ordine de' predicatori;
iiorio II.Nel ii3o fu assunto al- nel i3i6 per compromesso il ca-
la sede patriarcale Enrico Dando- pitolo elesse Marco de Vinca ve-
Io, cui Innocenzo li sommo Pon- neto, e Giovanni XXII lo confermò;
tefice confermò l'uso del pallio, ed nel i3i8 vi traslatò questo Papa
il privilegio della delazione delia dalla chiesa di Torcello Domenico;
croce : furono suoi successori , nel nel i332 lo stesso Pontefice nomi-
1182 Giovanni Segnale; nel 1201 nò patriarca Dino toscano de' conti
Benedetto Falerio priraicero di s. di Radicofani ;nel i337 Andrea di
Marco, a cui Innocenzo III negò il Padova vi dalla sede
fu traslatato
pallio, solo per essere indignalo coi Clodiense da
Benedetto XII ; nel
•venezianiper la presa di Zara fat- i355 da quella di Creta vi fu tras-
ta colle armi de' crociati destinale ferito il veneto Orso Delfino; nel
perla Palestina; nel 121 1 Angelo 1367 dal medesimo arcivescovato
Barocci veneto; nel i238 Leonardo di Creta vi fu traslatato Francesco
Quirini veneto primicero di s. Mar- Quirini veneto; nel 1372 fr. Tom-
co; nel 1244 Lorenzo dell'ordine maso Frignano di Modena genera-
de' predicatori, ma una caria pro- le de' minori, fatto da Gregorio XI,
dotta dal Cornaro dimosti-a che il indi nel1378 creato cardinale col
patriarca Leonardo Quirini era vi- ss. Nereo
titolo de' ed Achilleo da
vo a' 28 agosto i25o. L' Ughelli Urbano VI; nel i383 Urbano; nel
disse che a Lorenzo successe nel 1389 Pietro Amelio francese, ago-
1255 fr. Angelo Maltraversi vene- stiniano e sagrista pontificio ; nel
to dell'ordine de' predicatori, tras- i4oo Pietro; nel i4o6 Giovanni
lato da Alessandro IV dall' arcive- Zamboni di Murano, fatto da In-
scovato di Creta il Cornaro
; ma nocenzo VII nel i4o8 Francesco
;

pone fra Lorenzo e il Maltraver- Landi veneto che intervenne al ,

so, Jacopo Belligno ai'cidiacono, il concilio di Pisa ove fu eletto Ales-


(|uale a' 7 marzo i255 era già e- sandro V, il quale, al dire del Ba-
letlo patriarca, e mori a' 7 giu- sca pè ne' P^escovi di ]}iovara, con
gno. Diveaue patriarca di Grado altrij era slato patriarca di Grado :
,

58 ORA. QUA
il Landi nel 1 4 i ^^ creato cardi-
> come si apprende da Flaminio Cor*
naie da Giovanni XXIII. Nel i4o9 naro, Ecclcsiae J^enetae ec, ebl)e-
fu esaltato alla sede patriarcale Leo- ro lungamente loro sede i patriar-
nardo Delfino veneto; nel i4'27 chi di Grado,
ch'ebbe origineciò
Biagio Molina veneto, già arcive- allorché Pop|>one patriarca d'Aqui-
scovo Jadrense: però il Cornaro leia saccheggiò barbaramente la
chiama col nome di Giovanni il città di Grado , e tulio vi mise a
Delfino, e muove dubbio contro il feiro e fuoco senza perdonarla nem-
Wadingo, il quale pretende che meno ai monisteri ed alle chiese, il

Giovanni sia dell' ordine suo ; così che avvenne essendo patriarca Or-
corregge 1' Ughelli sulla morte del so Orseolo. Per altro solo nel i 179
j)atriarca Biagio,che la dice acca- cominciarono i patriarchi di Grado
duta nel ì^^Cf. Forse in quell'an- ad avere ivi stabile sede, avendo
no rinunziò egli il patriarcato, giac- nel precedente anno il Papa Ales-
ché vi sono documenti che lo di- sandro III scritto al doge Mali-
cono vivo a' 3 giugno i447- Certo piero una lettera di raccomanda-
è che fa fatto patriarca di Grado zione ,
perchè ad Eurico patriarca
nel 14^9 Marco Condulmieri ve- di Grado volesse dar mano aiuta*
neto, parente del Papa Eugenio IV, trice nella traslazione della residen-
sotto dei quale la chiesa di Civita za patriarcale a Vinegia. Dal me-
o Città Nova fu unita al patriar- desimo Flaminio Cornaro s'impa-
cato di Grado, indi nel i44^ ^^1 ra, che in oriente aveva il patriar-
nominato Pontefice fu trasferito al cato di Grado non pochi beni , e
patriarcato di Alessandria : allora specialmente quelli ch'egli descrive
Eugenio IV dichiarò patriarca di a p. 89 Bona patriarchatns Gra-
:

Grado Domenico Michieli nobile densis posila in Costantinopoli.


veneto, personaggio buono e dolio,
che mori nel i45i nel pontificato Concila di Grado.
di Nicolò V. Questo Pontefice vo-
lendo dimostrare la sua considera- Il primo concilio si pretende sia
zione ed affetto all'illustre città di stato celebrato nell'anno 579, in
Venezia, capitale della possente re- cui fu pubblicala la traslazione del-
pubblica veneta, con bolla degli 8 la sede del patriarcato di Aquileia
ottobre i^5i unì il patriarcato al nella città di Grado; ma il p. Man-
vescovato di Castello, trasportando si nel tom. I, col. 4^' ^ 4^2> •''

la sede patriarcale con tutti i suoi porta un estratto della dissertazio-


diritti a Venezia, indi fece primo ne del p. Rubeis sullo scisma di
patriarca di Venezia s. Lorenzo Giu- Aquileia, nella quale egli dimostra
stiniani veneto, il quale tuttora ha che un tale concilio è assolutamen-
degni successori nel patriarcato. Va te supposto : primieramente perchè
notato che il Baronio ne' suoi reti- gli atti di quella riunione, citati da

nali, seguendo Dandolo, all'anno


il diversi scrittori , sono assai diversi
io5o, nura. 3, che la trasla-
scrisse gli uni dagli altri ; secondariamen-

zione del patriarcato di Grado a te perchè non è possibile che in


Venezia fu fatta da s. Leone IX, tempi sì difficili si avesse trovato
ma fu confutalo. F. Venezia. Nella un sì gran numero di vescovi, co-
piazza di s. Silvestro di Venezia me si dice; finalmente perchè pre-
1 ,

GRA GRA 59
temlesi di citare una lettera di Pa- si dice il graduale nel tempo [xi-

pa Pelagio II, eletto soltanto nel sqiiale, perchè questo indica una
585 Novaes dice nel ^78), nel-
(il lamentazione, che non conviene ad
la quale non solamente non è fat- un tempo di somma allegrezza <jua-
ta menzione alcuna di quel conci- le è pasquale: né osta che il me-
il

lio, ma sembra ancora che quel desimo graduale si dica e canti dal
Pontefice non ne avesse scritto pre- giorno di Pasqua sino al sabbato
cedentemente. Su questo concilio in albis esclusivamente , dappoiché
va letto quanto diremo coU'autori- dicesi solo nella prima settimana
tà del Novaes , nella biografia di pei nuovi battezzati, acciò intenda-
Pelagio II. no che nella loio vocazione, in cui
Il medesimo p. Mansi, col. 1869 sono stati chiamati , debbono di
e 1370, parla di un concilio cele- continuo esercitarsi ed affaticare
brato in Grado dal patriarca Do- non attendendosi il riposo e la co-
menico Carbone nell'anno io66, rona, come spiega Ruperto
8, lib.

relativamente ad alcuni diritti che cap. 2. Macri nella Notizia dei


Il

il parroco di s. Maria di Murano vocah. ecci, verbo Graduale, dice


rivendicava contro il vicario di s. chiamarsi anche Responsoriiim Gra-
Stefano del medesimo luogo, e di- duale e Cantatorium, sebbene egli
ce che è fatta menzione di quel sia di parere che il Cantatorio fos-

concilio , come anche del suo de- se piuttosto il libro nel quale con-
creto, negli atti del concilio tenuto teiievansi i graduali di tutto l'an-
a Venezia nel n5i, secondo la no, che il graduale. Fu allresì dato
nuova edizione dell' Ughelli, alla il nome di Graduale al libro che
quale il p. Mansi manda il lettore. contiene tuttociò che si canta dal
Inoltre il p. Mansi, t. I, col. 43 coro in tempo della messa , come
e 432, cita un altro concilio tenu- chiamasi Antifonario il libro che
to in Grado , al quale presiedette contiene le antifone di tutto l'anno.
il patriarca Domenico già vescovo Giovanni Beleth chiamò il gradua-
di Torcello, con l'intervento di ot- le Graduarius, nel cap. 59 De div.
to vescovi. s' incominciò
Il concilio ofjic. I quìndici salmi che gli ebrei
a celebrare i5 luglio i33o, ed
a' cantavano nel salire i quindici gra-
in esso vennero accordate delle in- dini del tempio di Salomone, si
dulgenze a coloro, i quali contri- chiamarono salmi graduali, come
buissero alla costruzione di una abbiamo da Durando lib. 5, cap.
chiesa in onore di s. Giovanni e- a ; laonde furono anche detti can-
vangelista nella diocesi di Con- ticwn graduum et ascensionis se- ,

cordia. condo la voce ebraica Amahaloth.


GR ADOLFO (s.), abbate di V. S.4LMI. Il graduale o gradale
Fontenelle. f^. Vandregesuo (s.). che si dice o canta dopo l'epistola,
GRADUALE o GRADALE, Gra- soggiunge il Macri fu cos'i nomi- ,

dalis. Antifona che si dice o canta nato, non perché si cantasse sopra
dopo r epistola , e si dice sempre i gradini dell' altare , come alcuni
fuorché nel tempo pasquale, in di pensarono, ma bensì perchè si can-
cui luogo allora si dicono o can- ta mentre sui gradini dell'altare
tano due versetti, come si ha dal- chiede il diacono la benedizione
la rubrica del sabbato m albis. JNun del celebrante per andare sul pul-
, ,

6o GRA GRA
]jito a cantare il vangelo, adluchè che v'hanno bensì nell' uffizio qual-
non si stia tutlo quel tratto in si- che volta dei rcsponsori graduali
lenzio , citando il Bellarmino , De ma non consta che ai tempi di lui
Missa lib. 2, cap. i6. fossero questi in uso , sebbene il
In Roma e nella cappella pontifìcia Macri disse che nel rito ambrosia-
sogliono i cantori misurare il canto no il graduale viene chiamato Psal-
del graduale piìi presto o più lento, mellus, in significato di certo respon-
rispettivamente alle funzioni del dia- sorio che si canta nel mattutino
cono. Tuttavolta non mancano scrit- de' giorni feriali di quaresima. Gli
tori gravissimi, i quali abbraccian- spagnuoli ebbero diflìcoltà in accet-
do la prima opinione, citano in tare graduale come cosa nuova,
il

loro favore le seguenti parole del- perchè concilio Tolelano IV avea


il

l'ordine romano: Cantar curn cari' proibito si cantasse cosa alcuna fra
intorio ascenda, et dicit responso- l'epistola ed il vangelo.
riuni graduale. Altri dissero chia- Significa il graduale la fatica o la
marsi con tal nome il graduale pratica, e la penitenza, e per questo
perchè anticamente si cantava vi- motivo si canta in tuono grave , ed
cino ai gradini del pulpito in cui ecco come si esprime Ruperto, De
si leggeva il vangelo. Anastasio Bi- div. off. lib. I, cap. 34 : Graduale
bliotecario racconta che s. Celesti-r ad poenitentiani respicit lamentum^
no I Papa del 4^3 fu il primo ad cantus asper , et gravis, adeo ut
istituire i graduali, ciò che ripeten- illud excellenlibus efferre vocibus
do il Gavanto aggiunge che anche nec usus, nec decus sit ; significai
sotto di lui s'incominciò a cantarlo. enini non requiem remuneralorum,
Aggiunge il Macri che i graduali sed laborem operanliuni. Laonde si
sono stati da s. Ambro-
composti lascia di cantare come abbiamo
,

gio, da s. Gelasio I e da s. Grego? detto, nel tempo pasquale, il qua-


rio I, ma ciò non va esente da cri- le è simbolo della beatitudine e del
tica, perchè s. Ambrogio mori nel riposo eterno. Nell'ottava della Pen-

397 , il Pontefice s. Celestino I fu tecoste, ancorché vi fossero stati pre-


eletto nel seguente secolo, Gelasio I senti i nuovi battezzati, con tutto
nel 49^> 6 s- Gregorio I nel 5go. ciò non si cantava il graduale, per
Sigeberto all'anno ^16. e Ruperto, essere quella settimana simbolo del-
De divin. offic. lib. 2, cap. 1 1, sono la futura gloria, come spiega il più
le autorità citate dal Macri. Il p. volte citato Ruperto abbate, lib. I,
Fumagalli nelle Amichila longo- e. 34- Il Quarti però non è inte-
bardiche toni. Ili, p. 22, osserva che ramente persuaso della ragione ad-
la chiesa ambrosiana non ha am- dotta da Ruperto, ma crede piut-
messo mai sequenza alcuna, né gra- tosto che si dica il graduale nel-
duali^ e dice che chi ha preteso di l'ottava di Pasqua ,
per additare
attribuire a s. Ambrogio quelli che l'afflizione in cui erano gli aposto-
dopo r epistola si recitano nella li , essendo non furono noto che
chiesa romana , l' ha preteso senza consolati se dopo non otto giorni
jagione, dappoiché non sembra cre- la Risurrezione, quando Gesù Cri-
dibile che s. Ambrogio componesse sto comparve in mezzo ad essi. V.
i graduali di cui non v' è stato mai Messa ed il Lambertini, Del sa-
,

r uso nella sua chiesa ; però nota grifizìo della Messa tom. II ; non
GRA GRA 61

che Mìssal. Roman, par. I, lil. io, avviso trasferì i religiosi a Gram-
n. 2. Nel 1779 in Venezia fu stam- mont o Grandmont , monte assai
pato il Graduale Romanunt de freddo, distante sei leghe da Limo-
tempore j et sanctis , il lutto come ges, ove fabbricò un monislero con
l'Ali ti fonarlo. chiesa, e vi seppellì il santo fon-
GRAMMATICO Benedetto, Car- datore, ed ebbe cosi principio l'ab-
dinale. V. Benedetto V Papa. bazia di Grammont capo dell' or-
GRAMMOJNT o GRAINDMOiST. dine che da essa prese il nome :

Congregazione monastica fondata Grandis Mons , Grandimonlium*


da s. Stefano nel 1073, come si ha Narrano diversi storici, che succes-
dalla holla di s. Gregorio VII ema- sore di s. Stefano fu certo Stefano
nata il primo maggio a favore di di Lisiaco , che scrisse la regola
tal santo, che la stabili in Mureto dell'ordine, componendola da quan-
villaggio del Limosino nella dioce- to aveva udito e veduto dal santo
si Cominciò questo or-
di Limoges. fondatore. Alcuni dicono che il vi-

dine nel 1026, al riferire del Bel- vere di questi religiosi , in origine
luacense nel suo Specchio istorico, fu quello degli eremiti , e che s.

lib. 26, cap. 46, da Stefano nobile Stefano diede loro la regola di s.

del castello non di Mureto, ma di Benedetto, con alcune costituzioni


Thiers nelI'Avergnese, il quale es- da lui aggiunte. Altri scrivono che
sendo stato ammaestrato nella vita i monaci in principio non seguiva-
monastica dal beato Milone arcive- no alcuna regola, modellandosi ad
scovo di Benevento, e desideroso esempio di s. Stefano, ma che ver-
di vivere solitario, si trasferì in un so l'anno ii5o posero in iscritta
monte presso Mureto ed ivi con
, ciò che erasi praticato fino allo-
frasche si fabbricò un piccolo tu- ra, per servire di regola, la quale
gurio, ove menò vita aspra e pe- fu approvata da Adriano IV nei
nitente, ed è perciò che sulle pri- II 56, e poi altri Pontefici vi fe-
me pochi discepoli potevano resi- cero alcuni cambiamenti, come A-
stere al rigoroso tenore di vita, e lessandro III, Urbano III e Celesti-
fu visitato da due cardinali legati, no III, ii quale nel 1189 canoniz-
Papareschi che divenne Pontefice zò il fondatore: già però l'ordine
Innocenzo II, e Pier Leone poi an- era stato riconosciuto e confermalo
tipapa Anacleto II. Tuttavolta essi non solo dal nominato s. Gregorio
crebbero per divina disposizione, e VII, ma ancora da Uibano II net
racconta il Mirco al e. 54 della 1095, nel celebre concilio di Cler»*
Cronaca benedettina, che furono da raont. I religiosi vivevano di limo-
Stefano istruiti secondo la regola sine recate al loro monistero, e del
di Benedetto, ed allora si diede
s. lavoro delle proprie mani, non es-»

incoroinciamento all' ordine, che sendo permesso ad alcuno di que-


Stefano governò santamente fino stuare per la città. Abitavano ia
alla morte, avvenuta agli 8 feb- celle separate, ma rinchiuse in uà
braio del 1124, in età di quasi medesimo chiostro. Ne mitigarono
ottanta anni: fu sepolto occulta- altresì il vivere austero Innocenzo
mente per quiete de' religiosi nel- III nel1202, Onorio III nel 1218,
la chiesa di Mureto. Gli successe e Gregorio IX nel i234; dopo i
Pietro abbate^ il quale per celeste quali vi fecero notabili variazioni
,

62 ORA ORA
i Pontefici Innocenzo IV nel I247> nanni nel Catalogo degli ordini re-
e Cleiiìcnte Y nel i3og. Questo lìgiosi par. I, a p. ci dà l'im- CXV
Papa nel i3o6 con sette cardinali magine come vestiva s. Stefano, ed
crasi portato aGramraont, vi dimo- a p. CXVI come vestivano i mo-
rò quindici giorni, e vi sedò le diffe- naci riformati, de'quali andiamo a
renze che tenevano in divisione quei parlare. Il p. Mabillon nel secondo
religiosi. volume degli Atti dei santi pub-
Siccome san Stefano nell'eser- blicò la storia di quest'ordine, e
gìzìo della piìi profonda umiltà, ri- pretende che la regola che seguì
cusò sempre il nome di maesti-o e fosse quella de'benedettini di Cala-
di abbate, permettendo solo quello bria. 11 p. Martene nel quinto vo-
di correttore^ per cui l'ordine sino lume de' suoi Aneddoti produsse il
al i3i8 fu governato da priori libro suir istruzione de' novizi di
nel quale anno Giovanni XXII, nel Grandmont ; e nel volume sesto
ritornarlo alla sua piena osservan- della sua gran collezione ci diede
za, eresse il priorato in abbazia, ne due istorie de' priori di Grandmont.
fece nominare abbate Guglielmo Vi. furono inoltre tre monisteri di
Belliceri, e gliene fece dare le in- religiose di quest' ordine , cioè di
segne dal cardinal Nicola vescovo Drouille-la-Blanche, di Drouille-la-
d' Ostia. I re di Francia e d' In- Noire, e di Castenette. Le monache
ghilterra protessero V ordine e gli vestivano di nero, secondo le pre-
fondarono molte case , esentandole scrizioni di Clemente V, che l'im-
da ogni pubblica imposizione, ed i pose pure ai religiosi.
romani Pontefici accordarono all'or- Non si deve tacere che alcuni
dine parecchi privilegi. Nella sola dissero essere stato quest' ordine
Francia contarono più di sessan-
si osservante della regola agostiniana,
ta monisteri, e quando il moniste- o almeno che la seguisse prima di
ro di Grandmont aveva il titolo di adottare la benedettina, ed il p.
priorato, gli altri chiamavansi cel- Giovanni 1' Evéque religioso gran-
le, ed i religiosi buoni uomini. Sul di montano scrisse un'apologia per
principio il numero de' frati con- provare che l' ordine suo era sog-
versi era maggiore di quello dei getto alla regola di s. Agostino,
sacerdoti e chierici, locchè cagionò dicendo fra le altre cose, che dal
per parte dei primi gravi dissen- Papa Giovanni XXII i religiosi fu-
sioni, sopite dai Papi Lucio 111, ed rono qualificati per canonici rego-
Innocenzo III principalmente. Rife- lari, conventuali, coUegiati, ed istal-

risce il cardinal di Yitriaco che lati, Annali poi si ritrat-


e negli
questi monaci vivevano al modo ta, scrivendo che l' ordine suo è
de' cistcrciensi ; la cura delle cose un ordine particolare, che da ere-
temporali era affidata ai laici, poi mitico divenne cenobitico, con re-
esclusi governo dei monisteri
dal gola particolare. In progresso di
per le accennate vertenze, e perchè tempo, essendo I' ordine molto de-
ne abusavano; riferisce pure che caduto dall' antica osservanza, d.
questi religiosi vestivano di tonaca Carlo Fremont religioso del me-
di bianca rozza, quale co-
lana desimo, ne intraprese la riforma,
privano con altra sottile , con pa- e con costanza e zelo gli riuscì di
zienza e cappuccio nero. Il p. Ro- stabilirla, osservando ad lilterani la
GRA GRA fi.l

regola mitigata da Innocenzo ÌV. monistero di Thiers, conoscendo che


Con la protezione pertanto del car- avvicinavasi l'ora estrema, vi si

dinal Richelieu diede principio alla preparò con molti esercizi di pie-
riforma a'4 agosto 164^ nella prio- tà e di mortificazione ; ed esor-
ria di Epoisse \icino a Dijon, do- tando i suoi religiosi a meditare
ve con la licenza del proprio ab- continuamente i misteri della ss.

bate si Giuseppe
ritirò con d. Trinità, e di Gesù Cristo nella sua
Roboni, altro religioso di Grand- vita nascosta menata in Nazareth,
mont, che fu il primo ad abbrac- in età di circa settantanove anni
ciare la riforma. Questo moniste- morì nel 1689. Dopo la di lui
vo fondato nel 1189 da Odone morte la riforma non fece pro-
duca di Borgogna, era rovinato gressi, ed i della medesi-
religiosi
quando la pietìi de' fedeli mossa ma interamente dipen-
restarono
dalla fama della santa vita de're- denti dal generale dell'ordine, non
ligiosi lo restaurò. Ad onta delle formando corpo separato dagli al-
contraddizioni de' correligiosi , d. tri della comune osservanza. I re-
Carlo co' suoi compagni nel i65o ligiosi riformati presero l'antico a-
fondò un nuovo monistero della una veste di
bito dell'ordine, cioè
riforma nella città di Thiers, pa- panno grossolano collo scapolare,
tria di s. Stefano. 11 re Luigi XIV un cappuccio aguzzo di color ne-
autorizzò siffatta fondazione^ e per- ro, ed una cintura di cuoio. Il
mise ai religiosi riformati di ri- p. Flaminio Annibali minore os-
cevervi i novizi. Nel 1668 la stes- servante nel Compendio della sto-
sa riforma fu introdotta nel con- ria degli ordini regolari, nel lom.
vento di Chavanon nella diocesi I, p. 168 ci dà quella di questo
di Clermont; nel 1679 '" quello ordine.
di s. Michele di Grandmont nella GRANATA (Granaien). Città
diocesi di Lodeve ; nel i68i in con residenza «rei vescovi le nella
quello di Lovie nella diocesi di Spagna, capitale del regno del suo
Chartres, e quindi in altri ancora. nome, e capoluogo di provincia,
In quello di Thiers, che fu il più residenza di un capitano generale,
ragguardevole della riforma , d. di un governatore militare, e del-
Carlo Fremont stese gli statuti le principali autorità della piovin-
della medesima, de' quali i princi- cia. Granata o Granada, provincia
pali articoli sono l'assiduità all'uf- della Spagna, che ha il titola di
fìzio ed alla orazione, in cui i regno, forma la parie sud-est del-
religiosi dovevano impiegare più di l'Andalusia, ed è assai montuosa.
ott'ore del giorno; l'astinenza della Si può dire che questo paese sia
carne si dentro che fuori del mo- un incantesimo per la sua posi-
nistero, da cui non erano dispen- zione, fertilità, e pel clima : la
sati che i soli infermi; il digiuno coltivazione è migliore nel regno
di quasi otto mesi dell'anno, e la di Granata, che nel restante del-
solitudine, non dovendo i religiosi l' Andalusia; le produzioni sono
uscire dal monistero che di rado, abbondanti ed assai variate, ma
e mai per visitare i parenti. II le manifatture di questo paese
p. Fremont dopo aver governato perdettero la loro importanza do-
con somma lode per trent' anni il po r espulsione de' mori. La prò-
64 ORA. GRà
vincia di Granala faceva parte Id pianura, e principalmente abf-
deirantica Belica: fu eretta in re- tatoda tintori ed artefici di seta,
gno dai mori dopo averla invasa Granata propriamente detta, oc-
nell'anno 712, che vi si manten- cupa la testa della pianura, ed u-
nero sino al 1 49*21 e fu l'ultima na parte dei valloni fra le mon-
provincia dell'Andalusia che Fer- tagne. E cinla di alle mura in
dinando V riunì alla monarchia rovina , fiancheggiate da grosse
spagnuola. Al tempo della con- torri. Le strade sono per la mag-
quista, si permise a molti mori gior parte strette ed irregolari ; I^
di restare nel paese, e di profes- case, molto bene fabbricale , ri-

sarvi il loro culto ; ma nell' anno chiamano alla memoria il gusto


i5oo furono essi talmente perse- de'mori pel loro esterno triste, es-

guilati, che il maggior numero si sendovi però l'interno assai como-


vide obbligato di fuggire, seco tras- do, e bene appropriato al clima ;

portando le principali sorgenti della un gran numero di esse è abbel-


prosperilà di quel regno. Secondo lito con fontane, e con getti di
la divisione della Spagna, decretata acqua che hanno il doppio van-
dalle cortes nel 1822, le provin- taggio di rinfrescare 1' atmosfera
eie di Granata, Malaga, Almeria, nella eslate, e d' provvedere ai bi-
ed alcune piccole porzioni di sogni degli abitanti. Sonovi mol-
quelle di Jaen for-
Siviglia e di te belle piazze pubbliche , e fra
marono quasi interamente il re- queste le principali El-Campo, la
gno di Granata. piazza Mayor, e la Bivarambla ;

La città di Granata è posta in tutte sono cinte di belli edifizi, e


una situazione vantaggiosa e ri- l'ultima decorata da una magni-
dente, si estende sopra due colli- fica fontana di diaspro. Gli edifi-
lle, alla estremità della fertile pia- zi più osservabili sono la caltedra-
nura chiamata P^ega de Granata, le, di cui si ammira la cupola, le
a poca distanza della Sierra Ne- colonne e le pitture a fresco, e
vada, e presso al confluente del nella quale si vedono i mausolei
Dario o Duero che l'attraversa, e in marmo di Ferdinando V, e di
del Genil che bagna le sue mura Isabella sua moglie, ed incontro
verso il sud. L' aspetto n'è bello, quelli di Filippo I e di Giovanna
ed il clima temperato dalla vici- sua moglie il convento de'girola-
;

nanza delle montagne. Ha circa mini fondato da Gonzalvo di Cor-


tre leghe di perimetro, compresi i dova, che racchiude il mausoleo
sobborghi, e si divide in quattro in marmo questo gran capita-
di
parti che sono Granata propria- : no ; quello di Santa Croce; il va-
mente detta, i'Alhambra, l'Albay- sto e beli' ospedale di s. Giovanni
zin, e l'Antiquerula. L'Alhambra è di Dio da questi fondato, la cui
una gran mezza lega
fortezza di statua si vede nella facciata, e
di circuito, situata sopra una delle quello reale situato sulla piazza
colline che dominano la città e la del Campo; l'Alcaxeria, grand'edi-
pianura; 1' Albayzin è un sobbor- fizio che di bazar sotto i
Serviva
go sulla collina opposta, ove un mori, e che contiene ancora mol-
lempo stava un forte; Anliqueru- te botteghe; il palazzo della can-
la è un altro sobborgo eretto nel- celleria, ov'è il supremo tribunale
,

GRA 65
«jet paese, la cui facciata è aclorna due delle quali erano anti-
chialì,
dì belle colonne d' alabastro ; il camente moschee. Eranvi trent'ot-
palazzo arcivescovile, ed in fine to conventi e monisteri, dieci ospe-
quello dell' Alhambra, eretto nella dali, due prigioni, un monte di
fortezza dello stesso nome dai re pietà, un granaio pubblico^ varie
mori, considerato conr)e il piti bel caserme per l' infanteria e la ca-
monumento di architettura more- valleria , un teatro, ameni
degli
sca, ed i cui superbi avanzi atte- passeggi lungo il Genil ed il Bar-
stano la magnificenza, il lusso ed ro , una università stabilita nel
il buon gusto di questi antichi so- 1 53 1 dall'imperatore Carlo V, sei
vrani; una porzione di questo pa- collegi,un'accademia di matemati-
lazzo fu distrutta per sostituirvene ca^ una scuola di disegno, ed una
un altro incominciato da Carlo I, società economica. L' industria nel-
ossia Carlo V imperatóre, e che le manifatture di questa città, che

rimase incompleto. A lato dell'AI- fu portata a un sì alto grado di


hambra sta il piccolo palazzo detto splendore sotto i mori, più non e-
la Generalifa^i cui i mori avevano sisteva nel secolo XVII. Questa
fatto un delizioso soggiorno ; i giar- città è patria di molti uomini il-

dini, i boschetti, e le numerose lustri, fra' quali nomineremo Fer-


fontane , che ne facevano 1* orna- dinando del Castillo istorico, Lui-
mento sono
, al presente negletti gi di Granata domenicano celebre

od in rovina ; ma l'interno degli predicatore. Alonzo Caro pittore e


appartamenti merita per anco la scultore, Diego Mendoza e Luigi
attenzione per i ornamenti
belli de Leon poeti, il gesuita Suarez
d' architettura moresca, geroglifici, MarmoI , e molti altri eccellenti
iscrizioni arabe, finissimi marmi e nelle scienze e nelle arti; il p. ma
diaspri ch'essi rinchiudono, lo stes- Luigi di Granata, benemerito del-
so essendo delle corti che ne pre- l' eloquenza e morale cristiana , fU
cedono l'ingresso ; la famosa cor- maestro della vita spirituale a s.
te dei leoni è soprattutto osser- Francesco di Sales, e ad altri asce-
vabile per la stupenda colonnata tici. I dintorni di questa città sono
in marmo che la cinge, e pel vasto bellissimi : la Vega o pianura di
bacino che ne occupa il mezzOj al di Granata ha circa dieci leghe di
sopra del quale s'innalza una su- diametro e trenta di circonferenza,
perba cupola di alabastro, soste- essendo irrigata dal Darpo, dal Ge-
nuta da dodici leoni di marmo, e nil, dal Dilar , dal Vagro, e dal
sormontata da una più piccola, da Monachil. È coperta di praterie,
dove si slanciava un getto d'ac- foreste di querele, boschi d'aranci,
qua, che ricadeva in cascata nel ortaglie, canne da zuccaro, biade,
bacino, dopo essere stato ingros- lino ed ogni sorta di legumi. Vi
sato dalle acque che gettavano le si vede quasi nel centro il Soto de

dodici gole dei leoni. L'anfitea- Roma, bosco di olmi giovani, di


tro pei combattimenti de' tori, e- frassini ec. I re mori vi ebbero un
retto in pietra, è uno de'migliori palazzo o casa di delizia, di cui i
della Spagna. conquistatori presero possesso. Dal
Granata possiede oltre la catte- i8i3 il Soto de Roma divenne
drale, ventitre altre chiese parroc- proprietà del duca di Wellington.
voi.. xxxit, 5
j

66 GRA GRA
Nel 1755, scavandosi in un campo vendetta d'un vassallo ; e si vuole
nelle vicinanze <li Granata, venne- che allora Ferdinando V cacciasse
ro scoperti gli avanzi di una città, dalla iSpagna ottocentomila tra e-
che credesi l'antica FAliheris od El- brei e maomettani, ad onta che
vira, in cui si trovarono preziose molti vi restassero. L'espugnazione
dovizie letterarie, come manoscrit- di Granata seguì a' 5 novembre
ti greci , latini , arabi, ec , ed in 149I) ed il prìncipal merito della
particolare gli atti del concilio di conquista venne attribuito a Fer-
Elvira [Fedi), sciitti sopra lami- dinando Gonzales di Cordova ossia
ne di piombo. Laonde Granala vie- Gonzalvo detto il gran capitano
ne pure chiamala Elliberis, Illibe- che ivi morì nel i5r5 d'anni set-
ris, od lUipula. 11 numero de'suoi tantadue. Una delle cause che de-
abitanti si fa ascendere ad ottanta- terminarono Isabella regina di Lio-
mila circa mentre all' epoca del
, ne e di Castiglia, e moglie di Fer-
dominio arabo dicesì che ne con» dinando V, alla spedizione del Co-
lava quattrocentomila. lombo in America, fu il felice e-
Questa celebre città fu fondata sito della guerra e conquista di
dai mori, dai saraceni od arabi Granata, per la quale nel pontifi-
che r hanno abitata per lungo tem- cato d'Innocenzo Vili furono fatte
po, ma gli scrittori non vanno d'ac- strepitose feste in Roma , che de-
cordo tra loro ne sul tempo pre- scrive il Cancellieri nelle Disserta-
ciso della sua fondazione, né in- zioni epistolari bibliografiche, a p.
torno air origine del suo nome. 268 e seg. Narra il Rinaldi all'an-
IVell'anno 711 i mori se ne im- no 1492» num. I, che Ferdinan-
possessarono, nel secolo X vi fon- do V a* 2 gennaio ebbe in suo
darono da quel tem-
la città, e fece potere Granata secondo i patti sta-
po parte degli stati dei re di Cor- biliti nella fine del precedente an-
dova, mentre nel io3i v'incomin- no, ed essendosi alzata e posta nel-
ciarono ì re africani a risiedere. l'altissima rocca la Croce, egli che
Dipoi nel ia35 divenne capitale slava in mezzo dell'esercito schie-
del nuovo regno del suo nome, e rato, appena la vide, smontò da
fa famosa per le sue ricchezze, per cavallo, e genuflesso a terra co' sa-
la potenza, per la magnificenza e cerdoti e capitani delle milizie re-
splendidezza de' suoi edifìzi, per le se le dovute grazie a Dio per ave-
arti e l' industria che vi fiorirono. re ripristinato la religione cristia-
Oppose una lunga resistenza agli na nel regno di Granala, e resti-
«forzi dei re cattolici, e nel i49'^ tuito questo agli spagnuoli. La cit-

regnando Boadilla fu presa da Fer- tà di Granata fu 1' ultimo asilo e


dinando V il Cattolico, dopo un l'estremo baloardo del potere dei
assedio di più di un anno, e die- mori in Ispagna ; ve ne restarono
ci anni di fiera guerra, estinguen- ancora, come dicemmo,motte fa-
dosi dominio de' saraceni
così il miglie, che contribuirono a ren-
nella Spagna, dopo che in essa e- derla più florida sino al secolo
rano entrali settecento ottant'anni XVI ; ma la loro espulsione tota-
prima, sotto il regno di d. Rode- le a quest' epoca fu cagione della
rico, avendo avuto origine l'invasio- decadenza di Granata. Il re di Spa-
ne per l'incontinenza d'un re e la gna Filippo III uel 16 IO, ad istan-
GllA GHA 67
M (lei Pontefice Paolo V , cacciò vincia di Riosa, teologo delle chie-
dalla Spagna iiovecenloniila mao- se di Siguenza e Cuenca, fu no-
mettani. minato arcivescovo nel i546 da
La sede vescovile di Granata detto Papa ; intervenne al concilio
vuoisi eretta nel quarto secolo , di Trento che poi fece stampare
vantando per primo suo vescovo e pubblicare nella sua arcidiocesi;
s. Cecitìo martire ; i suoi successo- riformò l'università di Granata, e
ri continuarono regolarmente a go- morì nel iSyS in odore di santi-
vernarla, finché venne elevata al tà,e colla riputazione d' uno de'più
grado di metropoli nell'aprile i493 grandi teologi del suo secolo. Gio-
da Alessandro VI, con bolla ripor- vanni Mendes di Salvatierra, dot-
tata nel Bull. Rom. tom. IV, pag. tore dell'università di Alcalà, teo-
2 3o, restandovi unito il titolo del- logo della chiesa di Cuenca, fu da
la sede di Elvira. Il Papa ne di- Gregorio XIII nel 1576 fatto ar-
chiarò suffragane! i vescovi di Ma- civescovo: operò importanti ripa-
laga, di Giiadix, e di AInìeria; ma razioni alla sua chiesa, e demoPi
al presente due sono le sedi suffra- la torre Turpiana, nella quale Iro-
ganee di «juesta metropolitana, cioè varonsi moltissime reliquie, che co-
Almeria e Malaga. Per primo ar- no ancora in veneratione, e mori
civescovo Alessandro VI dichiarò in odore di santità nel i588. Si-
Ferdinando di Talavera dell'ordi- sto V gli die in successore il ven.
ne di s. Girolamo Iraslatandolo , Pietro Baca de Castj-o-y-Quinones
dal vescovato d'Avila, il quale mori di Boa, figlio del viceré del Perù,
nel iSoy. Gli successe Antonio di dottore in diritto civile e canoni-
Boxas della casa di Posa , eletto co, versatissimo nelle lingue greca
nel i5o9 da Giulio 11: fu fatto ed ebi-aica, stimato da s. Andrea
governatore di Castiglia nel i5ig, e da s. Giovanili della Croce ; do-
patriarca delle Indie nel i524> in- po ave»" rinunziato l'arcivescovato
di trasferito all'arcivescovato di Bur- di Tarragona, Filippo li lo costrin-
gos, ove mori nel i5i6. I più di- se ad accettare questo di Granata :
stinti arcivescovi di Granata furo- discopri molte preziose reliquie na-
no seguenti. Fr. Pietro de Alva
i scoste, fondò l'abbazia ed il collegio
girolaniino, nominato da Carlo V di MoutesacrOj che fu sempre con-
nel 1 5^6, e preconizzato da Cle- siderato un seminario di scienza e
mente VII, morto nel iSaS in o- di virtù, e trasferito nel 1609 al-
dore di santità, dopo di aver fon- l'arcivescovato di Siviglia, ivi mo-
dalo i due collegi di s. Michele, e rì santamente. Fr. Bartolomeo Pet-
della s. Croce, dai quali uscirono torani napoletano dell'ordine |di s.

soggetti distinlissirai tanto nello Francesco, inviato da Urbano Vili


stato ecclesiastico, che nel civile. missionario nell'oriente, convertì e
S. Tommaso da Villanova dell'or- battezzò imperatore
il figlio dell'
dine di s. Agostino ,
provinciale d'Etiopia, e lo condusse a Roma
della provincia d' Andalusia e di a prestare ubbidienza al Papa; la
Castiglia, fu fatto arcivescovo di congregazione di propaganda ^de
Granata nel 1542 da Paolo III, se ne servì in molte opere arabe
ma il santo ricusò la dignità. Pie- ed orientali, finché eletto alle sedi
tro Guerrero di Leza nella prò» di Calahona e di Granata ricusò
,

68 GRA GRA
tutto, e morì nel 1688. II novero cinque collegiate, e centosessanta
degli arcivescovi di Granata del chiese parrocchiali. Ogni arcivesco-
passato e del corrente secolo si vo è tassato ne' libri della camera
legge nelle annuali Notizie di Ro- apostolica in fiorini tremila, verus
ma. Per naorte dell'arcivescovo Gio- miteni ilhrum valor eH 80,000
vanni Emmanuele Moscoso-y-Pe- circiter ducatorunt illius monetae
ralta, Pio VII nel concistoro dei nonnuUis pensionibus anliquis gra-
19 dicembre 18 14 traslatò dalla vati, come si legge nell'ultima pro-

chiesa di Ter ve l a questa metro- positio di questa chiesa, ove pure


politana monsignor Biagio Gioachi- è notato cuni reservatione pensio-
no Alvarez de Palma, nato in Xe- num 7291 ducatorunt auri de ca-
res de la Frontiera, diocesi di Si- mera et juliorum deceni monetae

viglia, per morte del quale la sede romanae, computatis antiquis prò
è ancora vacante. personis nominandis ante dieta regi
La cattedrale, magnifico edifizio, Catholico gratis et acceplis.
è dedicata a Dio in onore dell'As- GRAN BRETTAGNA. Isola del-

sunzione in cielo della B. Vergine l' Oceano , che comprende i regni


Maria, il cui capitolo si compone d' Inghilterra ( J^edi), e di Scozia
di otto dignità, la maggiore delle [P^edi). Furono ivi tenuti tre con-
quali è decano, di dodici cano-
il cilii contro i pelagiani che chia-
nici compresi il penitenziere ed il mansi i concilii della Gran Bret-
teologo, di sette integri, e dieci di- tagna. primo fu tenuto nell'an-
Il

midii portionarii , di quattordici no 449» 'l secondo nel 5 12, ed il


cappellani, e di altri preti e chie- terzo nel 5rg. Regia tom. VII e
rici addetti all'uffìziatura ecclesia- X; Labbé tom. IH e IV; Ardui-
stica. La cura delle anime nella no tom. II e Anglic. tom. I.
;

cattedrale viene esercitata dall' ar- GRANCOLAS Giovanni, teologo


cipiete, ultima delle otto dignità parigino, quale fece grande onore
il

coadiuvato da due altri sacerdoti ; alla Sorbona per la sua profonda


ivi è il fonte battesimale, e molte erudizione. Fu zelante oppositore
reliquie che vi sono in grande ve- del giansenismo; morì nel 1732,
nerazione. La sagrestia è dovizio- e lasciò diverse opere. Le princi-
sa di ricchi paramenti ed arredi pali sono: i." Commentario istori-
sacri; e poco distante dalla me- co sopra il breviario romano: fu
tropolitana è l'episcopio, palazzo tradotto in latino e stampato a
ampio e cospicuo. Oltre la catte- Venezia nel 1784; 2." Critica
drale vi sono nella città due col- degli autori ecclesiastici j 3.° //
legiate, ventidue parrocchie col bat- quietismo contrario alla sacra ScriC-
tisterio, dieciotto tra conventi e mo- tura j 4'° Dell'antichità delle ceri-
nisteri, diecisette monisteri di re- monie dei sacramenti j 5." un Trat-
ligiose, seminario con alunni, di- tato di liturgia; 6.° La scienza
versi sodalizi, monte di pietà ed
il dei confessori; 7.° un Trattato
altri pii stabilimenti. Vi fiorivano della messa e delU uffizio divino ;
principalmente i girolamini, i cer- 8.° Storia compendiosa della chie-
tosini, i gesuiti, i domenicani, gli sa, della città e dell'università di
agostiniani, ed i francescani. Am- Parigi: questa storia fu soppressa
pia è l'arcidiocesi, in cui vi sono per le rimostraaze del cardiuale di
GRA GRA 69
NoaìHes. Abbiamo inoltre una sua dici, dei Re; i."Quaresimale e
traduzione francese delle Catechesi panegirici; 3." quattro volumi di
di s. Gerusalemme, con
Cirillo di discorsi e poesie, (n cui trovansi
note e dissertazioni dommaliche ; le sue quattro tragedie intitolale :
ed una dell'Imitazione di Gesù Sedecia, Manasse, Dione, e Sriloy
Cristo. che il dottore Andres non esita di
GRANDUCA, e GRANDUCA- annoverare fra le prime tragedie
TO. ^. Duca, e Ducato. italiane.
GRANELLI Giovanm, gesuita, GRANGE Giovanni, Cardinale.
teologo, oratore e poeta italiano Giovanni de Grange francese, di
la
assai distinto, nato a Genova nel antica famiglia del Beaujolois nella
1703, ed allevato in Venezia. Fu diocesi di Lione, vestì l'abito di s.

professore di belle lettere nell'uni- CenedettOj e divenuto dotto nel gius


versità di Padova, poi venne man- canonico, e nel i357 abbate di
dalo a Bologna dai suoi superiori Fecamp e Sandonisiano, fu asse-
per studiarvi la teologia. Ivi per gnato da Innocenzo VI per com-
sollievo si applicò alla poesia, e pagno al cardinal Guido di Bou-
compose per gli esercizi pubblici logne legato nella Spagna, per so-
dei collegi dei gesuiti alcune tra- pire la guerra accesa tra i l'è di
gedie che ottennero grandissimo Castiglia e d'Aragona. Carlo re V
npplauso, quantunque secondo le di Francia avendo conosciuta la di
legole del suo ordine escluse ne lui abilità gli diede luogo nel suo
avesse le parti di donne. Termi- consiglio, e gli affidò 1'
educazione
nato nel 1786 il suo corso teolo- della regia prole, facendolo inoltre
gico, fu destinato al ministero del- ministro delle finanze; quindi nel
la predicazione, in cui acquistossi 1 372 Io nominò al vescovato di
altissimo concetto. Poich'ebbe pre- Amiens, e gli procurò colle sue i-
dicato nelle prime cattedrali d'Ita- stanze la dignità cardinalizia, a cui
lia, chiamato a Vienna nel 1761
fu lo elevò a'3o dicembre 1875 Gre-
dall'imperatrice Maria Teresa, che gorio XI, dichiarandolo dell'ordine
volle rinnovare in quella città l'uso de' preti col titolo di s. Mai-cello.
dei sermoni italiani. Il p. Granelli Segui Papa nel
il a Ro-
viaggio
occupò gli ultimi ventanni della ma, che nel 1378 a Luc-
lo spedì
sua vita fra il ministero del pul- ca per riconciliare i fiorentini, che
pito e r insegnamento della teolo- erano in guerra aperta con la
gia, di cui venne fatto professore Chiesa romana , e lo stesso fece
in Modena. Era rettore del colle- coi viterbesi eh' eransi alienati dal
gio di quella città, bibliotecario e Pontefice. Udita la morte di Gre-
teologo del duca Francesco HI, il gorio XI, da Lucca si trasferì a
quale si compiaceva assai de' suoi Pisa, dove intesa l'elezione di Ur-
trattenimenti, quando fu rapito da bano VI, pertossi a Roma , e lo
una breve malattia il giorno 3 di riconobbe per legittimo Pontefice.
marzo del 1770. Abbiamo di lui: Ma essendo stato da lui accolto

1 Lezioni morali, sloriche, critiche con poca buona grazia, e taccialo
e cronologiche sui libri della Ge- d'avarizia e d'ambizione, non che di
nesi, dell'Esodo, dei Numeri, del perfidia nel prolungare la guerra
Deuteronomio, di Giosuè, dei Giù- tra la Francia e l' Inghillerta, su-
,

70 GRA GRA
bito si parili dalla ed insie-
ciltà, formarsi alle rubriche. Finalmente
me coi cardinali francesi promosse dopo aver favorito col suo suffra-
in Fondi 1' elezione dell' antipapa gio l'elezione di Clemente XI, nel-
Clemetìle VII, che lo fece vescovo la decrepita età di centocinque an-
Tuscolano. Mori nello scisma nel ni, e quaranta giorni, come si leg-
i4o2 in Avignone, e fu tumulato ge nel suo epilaftìo , e dodici di
con epitaffio, sebbene altri dicano cardinalato , fini di vivere in Ro-
che il suo cadavere fu trasferito ia ma a' 24 maggio 1707, e fu se-
Amiens, e sepolto nella cattedrale. polto nella nazionale chiesa di s.

GRANGE d'ARCHIEN Eicrico, Luigi de' francesi , dove sopra la

Cardinale. Enrico de la Grange porta che introduce alla sagrestia


d'Archien nobile francese de' si-
, gli fu eretto un avello di marmo
gnori d' Archien e Montigni , nac- col suo busto espresso al vivo, con
que in Francia a' i3 aprile 1609. breve elogio. Il Cardella sostiene
Si diede al mestiere delle armi , e che il cardinale mori nella detta
come cavaliere gerosolimitano si età, contro quelli che dicono aver
portò a Malta, ove con gran co- egli terminati i giorni di no-
suoi
raggio e valore fece le sue caro- vantott' anni. Osserva il Novaes
vane. Dopo avere militato in al- che sebbene questo cardinale non
cune campagne, dal re di Francia avesse letteratura, né cognizione de-
fU fatto capitano di cavalleria, in- gl' interessi dei principi, fu tuttavia
signito dell' ordine dello Spinto di santa vita.

Santo, e destinato al governo del- GRANGIA o GRANCIA. Pode-


la città di Verdun. Tolta moglie re appartenente al monistero, ov-

ti ebbe due maschi e cinque fem- vero abitazione soggetta a qualche


mine, una delie quali fu maritata a abbazia, di cui è membro. Dice
Giovanni Sobiescki palatino di Po- il Macri nella Notizia de' vocab.
lonia, che in seguito fu assunto al eccl.y che questa è voce usata tia

trono di quel regno col nome di ì monaci nelle loro costituzioni, e


Giotanni III Rimasto vedovo ,
. che se vuoisi ponderare la sua ve-
quantunque si trovasse nell'avan- ra etimologia, questo vocabolo si-

zata età di ottantasei anni ,


gli gnifica granaio , leggendosi nella
Tenne desiderio di essere aggi'egato vita del b. Rogerio: Ibiquè abhas
al sacro collegio, per cui ad istan- gran giani instruxit, et aedijicavit.
za genero re, Innocenzo XII
del Laonde poi furono con tal nome
a' 12 dicembre 1695 Io creò car- chiamati i poderi, perchè si soglio-
dinale diacono di s. Nicolò in Car- no fabbricare i granai. Era rego-
cere. Dopo la morte di Giovan- la anticamente in ogni
osservata
ni III il cardinale portossi in Ro- monistero, che dove esisteva il
ma colla vedova figlia la regina maggior nerbo de'suoi fondi, aves-
Maria Casimira, ove nel colore del- se ivi a mantenersi una colonia
le vestimenta cardinalizie non volle da un mo-
di frati conversi, diretti
seguire le regole osservate dai car- naco, ovvero da uno di loro, il
dinali nelle vigilie, nella quaresima, quale aveva la principale ispezione
nelle solennità ed altri tempi, ve- su tutta r azienda di quella gran-
stendo di rosso a suo piacere, ad eia, col quale nome erano ap[)el-
onta de' replicati avvisi onde uni- late simili oolooie. Ed è perciò che
.

GRA GRA 71
al cenno di chi ne aveva la pre- QUESTE! K MILITARI, massimc l'arti-

sidenza uscir dovevano tutti con- i colo dell'ordine Gerosolimitano.


versi ogni giorno feriale al lavo- GRAN-VARADINO ( Magno
ro della can)pagna maneggian-
, Varadien). Città con residenza ve-
do aratri, zappe, vanghe, ed altri scovile nel regno d' Ungheria ,
simili arnesi camperecci , ed eser- chiamata ancora Varndino^ TVar-
citando altresì all'occorrenza il me- devi- Gross, in ungherese Nagy-
stiere di stallieri, carrettieri, giu- Farad; città fortificata del cijrco-
mentieri od altro di tal sorta. Gli lo Transtibischiano, dell'ampio co-

antichi statuti dell'ordine cistercien- mitato di marca del suo


Bihar,
se vietavano d' accettare nessuno nome, lungo il fiume
edificata
nella classe de' conversi, il quale Koeroes o Szebes. E bene fabbri-
non fosse stato conosciuto abile a cata ed ha qualche rimarchevole
guadagnarsi come qualunque altro edifizio. Bello è il palazzo vesco-
giornaliere la sua giornata; quindi vile, e superba n'è la cattedrale.
maggiore era il numero di que- Avvi l'ospedale de'fraLelli della mi-
sta specie di conversi, maggiore sericordia, ed altro ospedale; l'ac-
era anche il vantaggio ed il gua- cademia regia con dieci professori ,

dagno delle abbazìe. Quanto ese- l'archiginnasio cattolico, e la scuo-


gui vasi nelle grangìe, situate in la normale. Vi sono diverse |ab-
qualche distanza dal monistero, briche di seta, e coptiene pia di
praticavasi dai conversi nel moni- settemila abitanti cattolici, essendo
stero medesimo, dove concorreva- gli abitanti in tutti quindicimila.
no al lavoro anche i monaci, tan- Possessore di cave di marmo, e
to per esercizio di umiltà, che per d'acque termaU celebrate, le une e
professione, avendo essi altre oc- le altre poste ne' dintorni, Gran-
cupazioni nelle quali impiegarsi Varadino ha tre sobborghi, cioè
Tale poi era la capacità e l'indu- Nagy-Varad, JBatona-Varos, e Va-
stria di que'conversi nei monisleri lencze-Varad.
dicampagna, che alcune volte era- La sede vescovile fu fondata a-
no da altri invitati per rimettere vanti l'anno 109 5 dal re d'Un-
ed abilitare fondi sterili e rovina- gheria s. Ladislao I, nel pontificato
ti. Al celebre cancelliere Rainaldo, di Urbano II, e fatta sufTraganea
ai tempi dell' imperatore Federico nella metropolitana di Colocza, di
I, allorché fu eletto arcivescovo di cui lo è tuttora. L'elegante catte-
Colonia, avendo ritrovati i fondi drale eretta dal nominato re, è
della mensa arcivescovile in uno sacra a Dio ed alla B. Vergine
stato deplorabile, gli fu suggerito, Assunta in cielo. Il capitolo si

ut ex domibus ciilcrcieu'
diversis compone della dignità della prepo-
sis ordinis dioecesis suae conver- silura maggiore, di sedici canonici,
SOS fideles atque providos accomO' compresi il penitenziere ed il teo-
darei, qui et curtibus praeessent^ logo, e di altri preti e chierici ad-
et annuos reddilus reformarent. detti al divino culto. La cura del-
Tanto narra Cesario Eisterbaciense. le anime neUa cattedrale si eser-
GRAN-MAESTRO. F. Ordim cita da un canonico della medesi-
EQUESTRI E MILITARI. ma, la quale è munita del (onte
GRAN rRIORE. F. Ondimi t- battesimale 4 e tra le reliquie che
73 GRA. GRA
possiede, ivi venerasi quasi intero radino, e nel concistoro de'aS giu-
il cranio del santo re Ladislao I. gno preconizzò per pritno ve scovo
II magnifico episcopio poco è di- di tal rito Moisè Dragosi di Tord,
stante dalla cattedrale. Nella città e dipoi ne! concistoro de'3o mar-
vi sono inoltre alle tre parrocchie zo 1789 gli diede per successore
col battisterio, tre conventi di re- Ignazio Daralanth dell'ordine di s.

ligiosi, ed un monistero di religio- Basilio, nato in Szolnek. Pio VII net


se, ed il seminario con gli alun- concistoro de'23 marzo 1807 fece ve-
ni. La diocesi è ampia, si estende scovo di Gran-Varadino, di rito gre-
per quattro comitati, e compren- co-unito, Samuele Vulcan del castel-
de sopra mille pagos. Ogni nuo- lo di Balasfala^ a cui il regnante
vo vescovo è tassato nei libri del- Gregorio XVI, nel concistoro dei
la camera apostolica in fiorini So gennaio i843, diede in suc-
duemila, quorum valor, oneribus cessore l'odierno monsignor Basi-»
detractìsj ascendit ad triginla
fé- lio Erdely di Makò. La sede è
re florenorum millia, seu ad ultra suffraganea dell'arcivescovo di Gran
quaUiordecim mille scutata mone- ossia di Strigonia, come stabili
tae romanae. Per dimissione spon- Pio VI. La cattedrale è splendida
tanea del vescovo Francesco Laic- e di magnifica struttura, che pe-
sach, il regnante Gregorio XVf, rò ultimamente ebbe rovinata la
nel concistoro de' 3 aprile i843, torre campanaria : essa è dedicata
dichiarò vescovo di Gran-Varadino a Dio, sotto r invocazione di san
di rito latino l'attuale monsignor Nicola arcivescovo di Mira. A que-
Ladislao libero barone Bemer, na- l' imperatiiee assegnò
sta cattedrale
to in Szaboles arcidiocesi d'Agria, per dote annui -cinquecento fiori-
e nominato dall'imperatore e re di ni. Il capitolo si compone di sei
Ungheria che regna Ferdinando L canonici, compresa la prima digni-
Gran-Faradino 3 di rito greco- tà dell'arciprete, oltre i canonici
vmito in Ungheria, Magno Fara- onorari, ed altri ecclesiastici addetti
dien, vescovo cattolico residente in all'ulfiziatura. Il primo canonico
Gran-Varadino. Nel 174B dalla ha la dignità di arciprete o di
congregazione di propaganda fide, preposto, il secondo ha il titolo di
con l'autorità di Benedetto XIV, lettore, il terzo di cantore, il quarr

fu costituito a richiesta del vescovo to di custode, il quinto di cancel-


latinq un sufFraganeo pei greci col- liere, il sesto esercita l' uffizio di
l'assegno di i5oo fiorini sulla men- vicario foraneo nei comitati ossia
sa di esso vescovo latino. Nel I75g piccole Provincie. Vi sono pure tre
fu creato dalla santa Sede un vi- cantori, ma manca il canonico teolo-
cario apostolico, e come tale indi- go ed il penitenziere. La cura delle
pendente dal medesimo vescovo. unirne nella cattedrale è affidata al
Non molto dopo la fondazione del parroco aiutato da un cappellano
vescovato di Munkatz ebbe luogo è da due prebendati, con fonte bat-
quella di questo. Nell'anno 1777 tesimale e due cimiteri. L'episcopio è
adunque il Pontefice Pio VI, cedendo un comodo edifizio, distante dalla
^lle istanze dell'imperatrice regina cattedrale circa duecento passi. Nella
Maria Teresa, eresse la sede vescovi- città sonovi tre altre chiese pai--

le ^li fjlo greco-uuito in gran-Vs^- vocchiali col luio batlislerioj ec^


,

ORA ORA 73
Qvvi il seminario. Amplissima è la di pomate ,
profumi , liquori , ec,
diocesi, dappoiché comprende nel delle quali fa considerabile com-
rito greco-unito otto ovvero undici mercio. I dintorni abbondano di
comitati, cent'ottanta pan"occhie, e frutta, di
piante medicinali ed ai^o-
quattrocento sessantaquattro chiese maliche che spandono soavi odori.
filiali. Sono comuni anche ai greci La vicina montagna contiene al-
l'archiginnasio cattolico de'Iatini, e cune cave di bellissimo marmo
l'ospedale de'fratelli della Misericor- bianco e di diaspro a vari colori.
dia.Vi è un piccolo seminario che Qualche autore credette che L. ,

può mantenere otto alunni sei alun- : Crasso console romano abbia dato
ni del seminario si istruiscono nel il nome a questa città, già cono-
seminario di s. Barbara in Vienna. sciuta nel secolo XII , ed Adria-
Ogni nuovo vescovo è tassato nei no IV ne fa menzione in un do-
libri della camera apostolica in fio- cumento del 1 1 55. Servì spesso di
rini cinquecento cinquantasei, ascen- asilo agli abitanti di Frejus e di
(flint vero ad sex niillia Jloreno- Antibo, città che i corsari barba-
rum ìllarum parlium, seu ad bis- reschi non cessavano d' inquietare.
mille octingenta (juinquaginta sciita' 11 circondario di Grasse è diviso
ta monetae romanae, nulla pensio- in otto cantoni, che sono Antibo,
ni gravati. s. Auban, Le Bar, Cannes, Cour-
GRANVELA PERRENOT An- segoules, Grasse, san Vallier, e
tonio , Cardinale. V. Pebrenot Vence.
Ghanveia Antonio. La sede vescovile ebbe origine
GRAN-VICARIO. V. Vicabio. nel i25o quando Innocenzo IV vi
GRASSE > Grassa. Città vesco- traslalò quella di Antibo ( P^edi ),
vile diFrancia nella Provenza, eretta nel quinto secolo. Comman-
dipartimento del Varo , capoluogo \ille dice che ripugnandovi gli abi-
di circondario e di cantone , giace tanti d' Antibo, ottennero un vica-
in forma d' anfiteatro sul declivio rio apostolico: aggiunge che Cle-
d'una collina, fra due piccoli fiu- mente Vili nel i5g2 voleva unire
mi, alle falde delle Alpi maritti» a Grasse la sede vescovile di Ven-
me; è posta in un paese fertile e ce, ma che ciò non ebbe eftètto.
delizioso, che domina le belle cam- La serie dei vescovi di Grasse é
pagne che la cingono, ed il mare. naturalmente la continuazione dei
Le case sono bene fabbricate, ma vescovi di Antibo. Dopo la sop-
le strade sono tortuose e strette : pressione di questa sede la chiesa
evvi un passeggio pubblico, ed una d' Antibo era oQìziata da sei cano-
fontana assai bella. È sede d' uà nici , fra i quali eravi un decano
tribunale di commercio, d' una con- eh' esercitava le funzicai curiali
servazione delle ipoteche d' una , sotto il vicario apostolico. Il primo
direzione delle contribuzioni indi- vescovo di Grasse ch'è il XXVIII
rette, e di una società d' agricoltu- in serie con quelli di Antibo , fu
ra. Possiede un collegio comunale, Raimondo III dell'illustre casa di
un piccolo seminario, una bìbliole- Villeneuve in Provenza , che morì
«a di circa seimila volumi, ha tre nel 1255. Tra di lui successori i

ospedali ed una borsa. È rinoma- nomineremo seguenti vescovi. Pie-


i

ta per le. sue fabbriche, luas&ime tro dj Borretto carmelitano, cow


74 <^> RA ORA
fessure di Clemente \ì, eletto nel Boucicaut , cappuccino professo ,

1 344- Tommaso di Gerenza pro- avendo presentato sua supplica la

mosso nel i382, nel qual tempo per annullare l' unione fu esaudito.
r antipapa Clemente VII vendette Enrico IV lo avea nominato ve-
il temporale d' Antibo ad Antonio scovo di Grasse nell' aprile 1 598 ;
Adorno doge di Genova , e morto non ottenne però le sue bolle se
nel iSgo. Giacomo I Graillier non dopo la morte di Guglielmo,
eletto nel iSgo, e fu sotto di lui e mori nel 1624 dopo essere sta-
che il detto antipapa vendè il tem- to elemosiniere della regina Mar-
porale d' Antibo ai Grimaldi in : gherita di Valois. Antonio II Go-
detto anno Giacomo I abdicò. An- deau, uno dei quaranta dell'acca-
tonio de Romulis dell' ordine dei demia francese, nominato da Lui-
predicatori fu fatto vescovo da gi XIII nel i636, ottenne dal Pa-
Martino V nel i^'ij trovossi al '•
pa Innocenzo X
nel i644> ^ sulla
concilio di Basilea, ed oflìciò pon- domanda di Luigi XIV, delle nuo-
tificalmente nella sessione XIV il ve bolle sull' unione delle due sedi
7 novembre i433. Fu egli che vescovili di Grasse e Vence, indi
ottenne dai giudici di fare annui» mori nel i653. Aveva egli esposto
lare l'alienazione del temporale di nella sua supplica per l' unione ,
.

Antibo in favore dei Grimaldi ; as- che dessa era stata fatta in favore
sistette nel 1439 al concilio di Fi- di Guglielmo le Blanc, a condizio-
renze, ed abdicò a Nicolò V nel ne che passerebbe anche ai suoi
i44^- Agostino Trivulzi, creato car- successori, benché realmente non
dinale da Leone X nel iSiy, tra fosse che per lui solo ad esclusio-
i vescovati che occupò vi fu que- ne di essi , e su quesl' asserzione
sto di Grasse a titolo di commen- furono emanate le bolle ; ma rico-
da; l'ebbe nel i54o, e mori nel nosciuta poi la falsità, 1' unione fu
1548. Giorgio di Possieux nomi- nulla ; lasciò Grasse, e tenne sol-

nato da Enrico III nel i58g, non tanto Vence. Succedette ad Anto-
ebbe le bolle per la morte di quel nio II, Luigi I di Bernage cano-
le, e Enrico IV che gli
perchè nico di Parigi , elemosiniere di Lui-
successe non era ancora nella co- gi XIV, confermato dalla santa
munione romana. In questo inter- Sede nel i653, e mori nel 1675.
vallo Clemente VIII riunì il vesco- L' ultimo vescovo di Grasse fu
vato di Grasse a quello di Vence, Francesco d'Estienne de Saint Jean
per cui il vescovo Giorgio rassegnò de Prunieres della diocesi di Gap,
i suoi titoli nel febbraio 1098. fatto vescovo da Benedetto XIV
Guglielmo le Blanc diacono di nel concistoro de' 12 marzo 1753.
Alby, già cameriere segreto di Si- Il Papa Pio VII nel concordato
sto V, fu nominato a Grasse ed a del 1 80 1 soppresse il vescovato di
Vence la bolla della riunione dei
: Grasse.
due vescovati fu accettata dal par- La chiesa cattedrale è dedicata
lamento d' Aix, eh' erasi dichiarato alla B. Vergine. suo capitolo era
Il

per la lega, ed Enrico IV dipoi la composto di quattro dignitari, e


ratificò; ma Guglielmo mori solo di altrettanti canonici compresa la
vescovo di Vence nel novembre prebenda del teologo. Inoltre eran-
1604. Stefano II le Maingre di vi due parrochi perpetui, otto be-
GRA GRA 7^
neficiati, un maestro di cappella tiraento universale della Chiesa cat»
con parecclii giovani coristi. La tolica, e oltre a ciò lo indusse a
dignità del preposto era stata uni- menare vita penitente ed esempla-
ta con quella del vescovo. Si con- re. Alessandro IH lo destinò alla
tavano ventidue parrocchie nella legazione della Lombardia, ad og-
diocesi. Nella città vi erano diver- getto di unire in lega quei popoli
si conventi di domenicani agosti- , contro r imperatore Federico I
,

niani, francescani, oltre varie con- nemico dichiarato della Sede apo-
gregazioni dell'oratorio, e diversi stolica e nel
; iiyS gli aOidò la
nionisteri di orsoliue, le quali si decisione d' una acerrima lite de-
unirono alle monache della Visita- statasi in Ravenna circa l' esistenza

zione. Il vescovo avea mensa


per del corpo di s. Apollinare , aven-
ventiduemila lire d' annua rendita, dolo a tale elFelto spedito a questa
e pagava quattrocento ventiquattro città con Teodino cardinale di s.

fiorini di tassa per le sue bolle. V. "Vitale. Dopo essere intervenuto ai


Gallia Christiana
tom. Ili , p. comizi di Anastasio IV , Adriano
1 loi
; edtom. IV, Monumenta
il IV, ed Alessandro IH, mori in Vi-
historiae palriae edita /ussu regis cenza nel I 178.
Caroli Alberti. Il Lenglet nelle Ta- GRASSI Lesbio, Cardinale. Le-
volette cronologiche dice che in sbio Grassi nacque in Bologna, di
Grasse o Ambrun nel 1610 fu te- cui fu fatto vescovo, indi nel 1179
nuto un concilio, citando la Gallia o 1180 Alessandro IH lo creò car-
Christ. tom. HI, p. 1096. dinale prete del titolo de' ss. Ga-
GRASSI Ildebrando, Cardinale. birio e Susanna, dignità che poco
Ildebrando Grassi bolognese, cano- godette a cagione di sua morte.
nico ii'golare della congregazione GRASSI Achille, Cardinale. A-
di Maria del Reno poi rettore
s. ,
chille Grassi , di senatoria famiglia

di Geminiano di Modena, meri-


s. bolognese, nipote di Antonio ve-
tò che Eugenio III nel ii5o Io scovo di Tivoli, e fratello di Pari-
creasse cardinale diacono di s. Eu- de vescovo di Pesaro e celebre
IV nel 1 1 54
stachio, che Anastasio maestro delle cerimonie pontificie,
Modena, e che
lo facesse vescovo di andò fornito di virtù e fregiato di
dopo undici anni Alessandro IH lo rilevanti impieghi per cui si sa- ,

trasferisse all' ordine de' preti, col rebbe distinto qual personaggio sin-
titolo dei ss. Apostoli. Mentre go- golare e di merito incomparabile,
vernava la sua chiesa acquietò le se la sua incontinenza non avesse
discordie eh' eransi suscitate tra i in gran parte oscurata la sua glo-
modenesi e i bolognesi. Il Sigonio ria. Compiti gli studi di legge nella
sembra opinare che fosse stato elet- patria università^ fu nel 1487 lau-
to vescovo di Bologna, ma che su- reato in gius civile e canonico;
bito rinunziasse , o non ne prese indi portatosi a Roma, coli' inter-

possesso, come scrive il Trombelli. posizione di suo zio uditore di ro-


Nella città di Sens in BVancia, alla ta s' introdusse in quella corte, dove
presenza di Lodovico II e di molti fatto conoscere il suo merito , alla
vescovi e abbati , convinse in una morte dello zio, nel 1491 Inno-
pubblica disputa Pietro Abelardo, cenzo Vili gli conferì il vaccTto
che avea opinioni contrarie al seu- uditorato. Ma la priucipal sua av-
,

76 GRA GRA
ventura fu l'esaltazione di Giu- assoldare per la lega di Cambra!.
lio II, che da legato di Bologna Nel 5 o lo mandò a Uladislao re
1 1

avea ben conosciuto la famiglia di Ungheria e Boemia, a Sigismon-


Grassi, e il talento e le qualità per- do re di Polonia, ed a Massimilia-
sonali di Achille , il quale sapeva no I, per sollecitarli ad unire le
dissimulare e tenere bene occulta la loro forze contro il turco , e per
sua passione per le donne, fino ad altri gravissimi affari della Polonia.
averne alcuni figliuoli, al vantaggio A premiare tante fatiche, Giu-
e comodo de' quali rivolse tutte le lio II a' 22 marzo i5ii in Ra-
sue sollecite cure ed attenzioni. Per- venna lo creò cardinale prete del
tanto il Papa lo dichiarò suo cap- titolo di s.dopo tre mesi
Sisto, e
pellano e famigliare, ed in seguito vescovo Bologna, quantunque
di
lo provvide di diverse pensioni e il clero e popolo della città, per
di ecclesiastici benefizi. Essendo A- la violenta morte del vescovo car-
chìlle adorno di talenti, e di una dinal Alidosio, istigati dai Benti-
particolare disinvoltura al maneg- voglio avessero illegittimamente col-
gio degli affari, ad abilitarlo a sos- locato su quella cattedra Antonio
tenersi col dovuto decoro , Giu- Galeazzo. Però il cardinale senza
lio II nel i5o6 gli conferì il ve- opposizione ne prese possesso per
scovato di Città di Castello, e die- mezzo di suo fratello Agamenno-
degli la commissione per le cause ne, e nell'anno seguente, dopo a-
della città di Spoleto, e nell' anno ver Giulio II ricuperato il do-
seguente l'inviò a Genova col car- minio della città. Achille vi entrò
dinal Antonio Pallavicino, col ca- con solenne pompa. Leone X pa-
rattere di nunzio a Luigi XII re rimenti gli conferì diversi benefizi
di Francia, allora dimorante in ta- ecclesiastici, destinandolo tesoriere
le città, affine d' indurlo alla pace o camerlengo del sacro
sia colle-
coir imperatore Massimiliano I, co- gio, e fu egli che propose la ce-
me ancora per rimuoverlo a desi- lebrazione annua dell' anniversario
stere dal proteggere la famiglia pel cardinali come tutto-
defunti,
Bentivoglio, che non solo al dire ra si pratica. Dopo un anno ri-
del Cardella minacciava d' impadro- nunziò la carica di camerlengo dei
nirsi della città di Bologna , ma sagro collegio , e la chiesa di Bo-
avea tentato di avvelenare il Pon- logna, la quale non tardò a ripren-
tefice e i di lui nipoti. A procu- dere, come rilevasi dagli atti con-
rare in tale circostanza il favore cistoriali, dai quali si ha pure che
della regina, il Papa lo incaricò di nel i52i fu provveduto della chie-
presentargli un cappello fregiato di sa di Pomeriana in Prussia, colla
gioie e di perle, stimato del valore ritenzione di quella di Bologna
di ventiseimila ducati. Annibale fe- dove restaurò il palazzo episcopale
ce uso di tutta la sua accortezza al quale i francesi a persuasione
per conchiudere la commissione, la del Bentivoglio avevano attaccato
quale ebbe esito felice. Ritornato a fuoco. Morì in Roma nell' età di
Koma fu subito destinato nunzio sessant'anni nel iSaS, tre giorni
agli svizzeri in Berna, per trattare dopo l'esaltazione di Clemente VII,
la leva di tremila fanti di quella e fu sepolto nella basilica di s. Ma-
nazione, che il Papa intendeva di ria in Trastevere, titolo a cui er^
ORA GRA 77
passato, con onorevole epitaffio che poi cardinale, e nello stabilire tra
si legge neir Ughelli. Il p, Marrac- i principi cristiani la famosa lega
ci nella sua Porpora Mariana^ a contro la ottomana. Poco
Porta
p. 2, esalta con somme lodi la di- visse, e morì nel xSjx d'anni cin-
vozione che professava questo car- quantadue : venne sepolto nella
dinale alla Beata Vergine, per la chiesa della ss. Trinità de' Monti,
quale restituì all'antica forma e al destro lato dell'altare maggiore,
magnificenza la detta basilica di dove sopra la lapide sepolcrale si
s. Maria in Trastevere rovinata da vedono le insegne gentilizie di sua
un incendio, come si raccoglie da famiglia, rilevate in metallo, con
un'iscrizione posta nel cortile del- sotto ad esse una nobile iscrizione,
la medesima. Lasciò questo cardi- postavi dai suoi fratelli.
nale una raccolta di Decisioni ro- GRATLEI. Luogo d' Inghilterra
tali, che fu stampata in Roma nel ove nell'anno 928 fu celebrato un
1590. Tra le lettere del cardinal concilio sopra la disciplina. Lenglet,
Bembo, si trovano alcune epistole Ihvoleite cronologiche p. 292 , ed
di Leone X al cardinale Achille Angl. tom. I.
Grassi. GRATO (s.) , vescovo di Cha-
GRASSI Carlo, Cardinale. Car- lons sulla Saona, era d'una delle
lo Grassi nobile bolognese, mentre più illustri famiglie della Borgo-
era arciprete della cattedrale di Bo- gna , e fu innalzato all' episcopato
logna , Giulio III lo dichiarò suo verso la metà del secolo VII. As-
cameriere segreto, e Paolo IV nel sistette ad un concilio tenuto nella
i555 lo promosse al vescovato di sua città vescovile tra il 646 e
Montefiascone. Ammesso tra i chie- 64B. Ritiravasi sovente in una so-
rici di camera , dovette sotto Pio litudine al di là del fiume, nel
IV portarsi al concilio di Trento, luogo in cui ora è il sobborgo di
dove sostenne immense fatiche in s. Lorenzo, e crescendo in lui sem-

vantaggio delia Chiesa, nelle quali pre più l'amor del ritiro, volle ri-
non solo diede saggio luminoso di nunziare all'episcopato, e menò pa-
sua dottrina, ma anche di singoiar recchi anni la vita di rinchiuso ; ma
avvedutezza e prudenza nella trat- siccome il suo gregge ricusava di
tazione de' più ardui e scabrosi eleggersi un successore, fu costretto
negozi. A contemplazione di sì al- riprendere le sue funzioni. Collocasi
ti meriti, nel iSGg s. Pio V lo fe- lasua morte agli 8 ottobre 652, nel
ce governatore di Perugia e del- qual giorno celebrasene la festa. Fu
l'Umbria, e poi della città di Ro- seppellito nella chiesa di s. Loren-
ma; indi dopo un anno 17 mag-
a' zo, e circa il 970 fu trasferito il suo

gio 1570 lo creò cardinale prele corpo nel monistero di Paray,


del titolo Agnese nel fo-
di sant' GRAVESON (di) Ignazio Gia-
ro agonale , dicendo invece 1' U- cinto Amato, celebre domenicano ,
ghelli di santa Eufemia. Lo impie- nato nel villaggio di Graveson vi-
gò in affari importanti , e sin- cino ad Avignone, da nobili paren-
golarmente nel riformare alcuni ti, nel 1670. Studiò a Parigi nel
uffizi romana, dove tra
della curia collegio di s. Giacomo, dove si di-
gli ebbe a compagno Alessan-
altri stinse per la sua pietà ed erudi-
dro Riario uditore della camera e zione. Ottenuto il grado di baccel-
78 GRA GRA
liere nella Sorbona, andò ad inse- dedicarsi al servigio della santa Se-
gnare la fìlusofìa a Lione e ad de, passò quindi nella nobile acca-
i\i-les. Di ritorno a Parigi ottcn' demia ecclesiastica. Nel 1781 Pio
ne il berrelto di dottore, e venne VI lo ammise in prelatura, anno-
accettato nella società della Sorbo- verandolo tra i referendari dell'una
na. Il Cloche, generale del suo
p. e l'altra segnatura, indi successiva-
ordine, conoscendo il di lui meri- mente gli conferì i governi delle città
to, lo chiamò a Roma e gli diede di Città di Castello, di Spoleto, di Je-
uno dei sei posti di teologo della bi- si, di Fano e di Ancona. Il mede-
blioteca Casanatense. Quivi fu inca- simo Pontefice nel concistoro dei
. ricalo di spiegare il testo di s. Tom- 12 settembre 1794 '^ nominò ar-
maso, e con tanta chiarezza e
Io fece civescovo di Nicea inparlibus, di-
solidità, che lepih stimate persone di chiarandolo nunzio apostolico di
Roma andavano ad udirlo. Fu mollo Lucerna nella Svizzera , dove rac-
in pregio a Benedetto XI II, ed eb- colse con amorevole ospitalità i
be parte ne' trattati cominciati fra buoni francesi che fuggivano la ri-
il cardinale di Noaìiles e la santa voluzione, vendendosi perciò quan-
Sede. La salute di questo dotto e to aveva; e poscia anch'eglifu co-
pio religioso debilitata dalle fati- stretto ritirarsi altrove. Pio VII
che, avendolo obbligato di andar nell'anno 1802 lo trasferì alla nun-
a respirare l' aria natia , mori in ziatura di Spagna. Nel 1806 recos-
Arles nel 17 33. Le sue opere fu- si a Cadice, per assistere l' ammi-
rono pubblicate a Venezia nel raglio d. Federico Gravina suo fra-
1740, in sette volumi, col titolo tello, ferito mortalmente nella bat-
di Opera omnia. Il primo volume taglia di Trafalgar. Nelle rivoluzioni
contiene la Storia dell'antico Te- di quella nazione seguì la giunta
stamento; il secondo il trattato reale, e con essa si ritirò in CaHi-
della vita e dei misteri di Gesù ce. Nel 181 3 il governo di Spagna
Cristo; i tre seguenti la Storia abolì l'inquisizione, onde il nunzio
ecclesiastica del nuovo Testamen- si adoprò inutilmente per sostener-
to, che arriva fino all'anno 1730, la, e fu scacciato dalla Spagna ri- :

con varie tavole cronologiche ; il tirossi in Portogallo, ed essendo a


sesto le lettere teologico - istorico- Tavira a' 4 gennaio i8i4 pubbli-
polemiche sulla grazia efficace e cò un manifesto storico con venti-
sulla predestinazione gratuita ; il sette documenti per giustificare la
settimo il trattato della sacra Scrit- sua condotta. Di questo manifesto
tura, ed altri opuscoli. ve ne sono due edizioni in idioma
GRAVINA Pietro, Cardinale. spagnuolo, ed un'altra in italiano
Pietro Gravina nacque in Sicilia stampata in Roma dal Bourlié nel
nella terra di Monte Vago, dioce- 1824, quando già il Gravina era
si di Girgenti, feudo di sua prin- cardinale. Ritornalo il re Ferdinan-
cipesca famiglia de* duchi di s. Mi- do VII dalla sua schiavitù al trono
chele, a' 16 dicembre i749' Fu e- di Spagna, da Madrid a' 24 "^ag-
ducato in Palermo nel seminario dei gio i8i4 fece onoratamente richia-
teatini, ed in Roma nel collegio de- mare il nunzio per fungere le sue
mentino, ove avendo deciso di ab- funzioni di nunziatura, annullando
bracciare lo stalo ecclesiastico, e di l'occupazione delle di lui rendite.
,

ORA GRA 79
A premiarne lo zelo eminentemen^ mento di tutti. Nel dì seguente il

te dimostrato in difesa de' diritti pretore capo della magistratura ra-


della Sede apostoli-
Chiesa e delia dunò molti notabili per formare
ca, nulla curando le minaccie e l' e- una giunta che ristabilisse la tran-
silio , Pio VII nel concistoro degli quillità pubblica, venendo il cardi-
8 marzo 1816 lo creò cardinale nale concordemente acclamato pre-
dell'ordine de' preti , e quando si sidente , onde col suo contegno in-
recò in Roma gli conferì per tito- coraggi buoni, che se ne stavano
i

lo la chiesa di s. Lorenzo in Pane chiusi nelle loro case. Quando mol-


e Perna, annoverandolo tra i car- te centinaia di carcerati usciti dai
dinali delle congregazioni de' vesco- luoghi di pena presentarono ar-
si

vi e regolari, di propaganda fìde^ mati al suo palazzo per essere as-


della disciplina e delle indulgenze. solti dalla pena, il cardinale da un
La notizia della promozione al car- balcone li benedì, e la furiosa mol-
dinalato , in un col berrettino ros- titudine s'inginocchiò, e presa la
so, la portò a Madrid la guardia benedizione per assoluzione, partì
nobile Alberto de'marchesi Longhi, tranquilla. Nel dì 23 nuovamen-
il quale fu decorato dal re colle te il palazzo fu circondato dui
insegne equestri dell' ordine della ribelli per esservisi rifugiato il

ss. Concezione. Ablegato per la principe d'Aci , che fu trucidalo


tradizione della berretta fu desti- nell'essere condotto in prigione. La
nato lo stesso uditore della nunzia- notte fu ancora più terribile, dap-
tura monsignor Luigi Testa came- poiché il pO{K>laccio anelando sac-
riere segreto soprannumerario. Di cheggia j-e il palazzo, pose l' arcive-
poi Pio VII nel concistoro dei scovo in estremo pericolo. Volle
l'i settembre dell' islesso anno lo però la provvidenza, che nella se-
trasferì all' arcivescovato di Paler- guente mattina arrivasse da Napoli
mo , per cui il caidinale .si por- il principe di Villafranca, personag-
tò a questa sua sede nella pri- gio popolarissimo. Questi fu con-
noavera del 18 18. Il suo zelo riful- dotto trionfalmente al palazzo ar-
se nel 1820, quando essendo acca- civescovile,, ed il cardinale gli ri-
duta rivoluzionein Palermo per ,
mise all'istante, e con tutto piace-
rendersi indipendente da Napoli re la presidenza della giunta ; e
preceduto dalla croce affrontò il siccome il principe profuse in pub-
popolaccio che saccheggiava l'abi- blico atti di riverenza al cardinale,
tazione del segretario di sfato del- così il palazzo come la sua perso-
le finanze ; ma la sua voce e pre- na furono salvi. Riordinate le co-
senza non riuscì a distogliere il se, il re Ferdinando I a' 24 mar-
forsennato movimento. A' 17 luglio zo 1821 nominò il cardinale luo-
il presidio fu disarmato, e la città gotenente generale ossia viceré in
soggiacque all'anarchia. In tale cir- Sicilia, rappresentanza che sostenne
costanza il palazzo arcivescovile di- con decoro sino a' io luglio in cui
venne l'asilo di varie centinaia di ebbe un successore, come ardente-
persone d'ogni grado, e specialmen- mente desiderava, e ricusò costan-
te di famiglie di militari stranieri temente gli assegni competenti a
perseguitati, ed il cardinale prov- tale sublime carica. Fu pure com-
vide per vari giorni al mauteni- missario apostolico della santa ero-
,

8o GRA GRA
data. Nel ìStìI Palermo fu afflilta mento perenne della sua pietà in
dalla carestia, ed in questa circo- una chiesa, che con idea di ma-
stanza la carità del cfudinale me- gnificenza romana incominciata dal
glio si addimostrò. Distribuiva gior- genitore, fece fabbricare a sue spe-
nalmente sussidii a centinaia di se nella terra di Monte Vago prin-
mondici, che in alcuni giorni giun- cipato di sua casa. Ebbe la conso-
sero a 1200; erano poi anche più lazione di consacrarla, di fondarvi
considerabili le limosine che faceva una comunità di preti, e di tras-
pervenire segretamente a poveri portarvi le ossa de' suoi maggiori
vergognosi. Adempì le parli tutte nel luogo detto il Pantheon. Le
di zelante pastore; eresse un ospe- iscrizioni pei suoi magnifici fune-
dale pei convalescenti ; e fu bewe- rali compose d. Vincenzo Mor-
le

fico ed esemplare coi suoi servi. Nei tillaro; e dopo le solenni esequie

conclavi del 182 3 e del 1829 perle d. Domenico Cilludu, al presente


elezioni di Leone XII e Pio Vili in- arcivescovo di Adana in parlibuSy
tervenne a' sacri comizi. Indi nell'au- con eloquente orazione ne celebrò
tunno del 1 8 3o fu assalito da febbre le preclare doli.
gastrica ostinata contro i rimedi GRAVINA Domenico , celebre
dell'arte. Vedendo così avvicinarsi teologo siciliano dell* ordine de' pre-
la sua ultima ora , distribuì ti'an- dicatori, il cui abito vestì nel con-
quillamente fra i più prossimi pa- vento di s. Maria della Sanità a
renti poco che le mani dei
quel Napoli. Insegnò la teologia in vari
poveri non avevano ancora riposto paesi, e particolarmente a Roma ,

nei tesori celesti , ed ai 6 dicem- dove venne addottorato e fu in


bre, essendo la Sede apostolica va- seguito decano dell'università. Pre-
cante, spirò placidamente nel Si- dicò altresì con mollo frutto e con
gnore, in Palermo, nell'età d'anni grande applauso, e spesse volte in
ottantuno meno venti giorni. La presenza del Pontefice Paolo V.
mattina degli 1 1 tutta la guarni- Fu il teologo di tre arcivescovi di
gione si schierò in tre linee nel Napoli , vicario generale della sua
largo del l'eal palazzo, ed una por- congregazione e procuratore gene-
zione di essa col treno dell'arti- rale di tutto r ordine, di cui fece
glieria seguì la pompa funebre pure le funzioni di vicario genera-
colla quale fu portalo il cadave- le, come adempì a quelle di mae-
re alla cattedrale. Fu esposto e stro del sacro palazzo , in assenza
sepolto nella metropolitana , nel- del p. Michele Mazarino. Morì nel
la quale il fratello Gabriele, cappel- convento della Minerva a Roma
lano maggiore del re ,
gli eresse a' 26 agosto 1643, in età di set-
un marmoreo monumento con o- tant' anni. Lasciò: i. diversi trattati
norevole iscrizione, che celebra la di teologia sotto il titolo : Catholi-
sua pietà, prudenza, soavità di co- cae praescriptionis adversus omnes
stumi, fortezza d'animo, e le altre veteres et nostri temporis haereticos,
doti di cui fu adorno. Fu insignito ec. , in dodici volumi, di cui una
della gran croce dell'ordine di Car- parte soltanto fu stampala a Na-
lo III, di quella di cavaliere di poli ; 2. Fox turliiris, seu de fio-
giustizia di s. Gennaro, e di quella venti usque ad nostra tempora ss.

di Francesco I ; e lasciò un monu- JSenedicti, Dominici, Francisci et


GRA. GRA 8t
siUaram religionum sacrarum sta- solino pubblicò a Napoli hel 1691,
ta i 3.Congeminata vox tiirlurìs colla falsa data di Colonia, un dia-
Jlorenlissinuini sacrorum ordinimi logo intitolato De corrupta morali
:

statimi disrupta cavea anonymi j


, doctrina , in cui dimostra che i
iterato occinentis j 4- P^o sacro corruttori della morale fanno più
fidei catholicae et apostolicae de- danno alla Chiesa che gli eresiar-
posito, Jldeliter a romanis Pontifi- chi. Quest' opera , inserita di poi
cibiis custodito, apoiogelicus advér- quasi per intiero dal p. Concina
sus novatoruni caluinnias, et prae- nel suo trattato De increduli!, ac-
sertini novissimi Marci Antonii de cese contro r autore i partigiani
Dominis archiapostalae spalaten- delle dottrine rilassate. Le malizie
sisj 5. Pro sacrosancto Ordinis de' nemici non isminuirono però la
sacramento vindiciae, ec. ; 6. Che- di lui estimazione, né il suo zelo
rubini Paradisi s. Thomae Àqui- per lo stabilimento degli studi e
natis cìiaracterihus divinae sapien- della morale. Molti dotti s'accor-
tiae illustratus, ec. ; 7. Ad discer- darono con lui, e Id sua casa fu il

nendas veras a falsis vìsionibus et luogo delle loro assemblee. Di là


revelationibuSy ec. ; 8. De indivisa nacque la società degli Arcadi , a
et unanima sacrosanctì evangdii cui il Gravina dettò le leggi. Nel
praedicatione ec. g. Sunimae
, ; 1699 il Pontefice Innocenzo XII
theologìcae s. Tliomae de Aquino gli confeii la cattedra di diritto
compendiuni rhythmiciini; io. De civile, e il primo abuso che il Gra-
cristiana religione in Armenia. Il vina corresse, fu argomentazione l'

p. Gravina compose altre opere che scolastica. Pubblicò il suo trattato


restarono manoscritte, e curò varie De instauralìone studiorum, e com-
edizioni di diversi autori. pose varie altre dissertazioni, delle
GRAVINA Giovanni Vincenzo, quali non citeremo che quella sul-
insigne letterato napoletano , nato la Regola interna, perchè fa cono-
a Rogliano nel 1664. Gregorio scere i sentimenti religiosi di cui
Caloprese, suo zio, s' incaricò delia la sua anima era penetrata. li

di lui educazione, quindi mandoUo Gravina passò nel lyoS alla cat-
a Napoli, ove applicossi allo studio tedra di diritto canonico, che pro-
del diritto civile e canonico, e si curò di migliorare con utili cam-
rese in pari tempo valente nella biamenti, e fissando per base che
teologia, mediante la ponderata let- il solo mezzo di stabilire le buone
tura de' santi padri. Nel 1689 re- dottrine era di risalire alle sorgen-
cossi a Roma
iu casa di Paolo
, ti. È questo r argomento del suo
Coardo Torino, che fu poi ca-
di trattato De repetendis doctrinarunt
meriere di onore di Clemente XI, fontibus. Tutte queste occupazioni
e che procurogli l'amicizia degli non gl'impedirono peraltro di con-
uomini più celebri. La loro con- tinuare sua grand' opera De
la
versazione risguardava sovente il orili et progressu juris civilis , che

rilassamento della morale ; quindi fu pubblicata a Napoli nel 171 3.


il Gravina intraprese di trattare un Questo dotto giureconsulto mori in
tale argomento, applicandovi le co- Roma nel 171 8. Abbiamo di lui mol-
gnizioni teologiche che aveva acqui- te opere; qui accenneremo soltanto
state. Sotto il nome di Prisco Gen- le sue Inslitiitiones canonicae.
VOL. xxxn. 6
1 ,

«2 ORA GUA
GRAVINA ( Gravinen ). Cillà vescovi conosciuti di Gravinn è
con residenza vescovile nel regno Leone che ne reggeva la chiesa
delle due Sicilie, nella provincia di nell'anno 871, e che- trovossi al
Terra di Bari, capoluogo di can> concilio di Pontyon nell' 876. I di
tone, posta a piedi di un alto colle lui successori li riporta l' Ughelli
nella valleche divide la Basilicata nelV Italia sarra tom. VII, p. ii4
dalia Terra di Bari, mediante il e seg., de'quali registreremo i prin-
fiume da cui ha nome, tributa- cipali. Il secondo vescovo di Gra-
rio del Bradano , il quale mette vina è Guido del 1099, il terzo
foce nel golfo tarentino. Fu già Orso del 1 5i, il quarto Roberto
validamente munita, e sostenne con che intervenne al concilio Latera-
gloria nel decimo secolo gì' impeti nense celebrato da Alessandro III
de' saraceni, massime 1' assedio del nel 1179. Pietro ne divenne ve-
975. Anticamente da alcuni fu scovo nel 1 282; Riccardo Caraccio-
detta Pie va, e l'ebbero in feudo lo nel i343; fr. Francesco Bonac-
sino dal i463 gli Orsini con tito> corsi de' minori nel i395, eletto
Io di ducato, ed ancora ne porla- da Bonifacio IX; Giovanni Rober-
no titolo: Benedetto XIII Papa
il to arcidiacono della cattedrale nel
del 1724, era figlio di Ferdinando 1429, fatto da Martino V; Giaco-
Orsini decimo duca di Gravina. Il mo Appiani de' signori di Piombi-
cardinal Domenico Orsini di Ara* no nel 14? 3 promosso da Sisto
gona, promosso alla porpora nel IV; Matteo d' Aquino napoletano
1743 da Benedetto XIV, era du- gli successe nel 1482, ed a questi

ca di Gravina. Al presente è XVIII fr. Antonio Braucacci o Branaiti


duca di Gravina il principe d. Do- pure napoletano , dell' ordine dei
menico Orsini assistente alsoglio pon- predicatori, fatto nel 5o8 da Giu- i

tificio, senatore di Roma, e coman- lio II, ed ornato di virtù e scien-

dante generale della guardia civica za , studiosissimo delle cerimonie


pontifìcia. Questa città soffrì non sagre. Gregorio XIII nel iSj^
meno di Altamura, nel disastro del dalla sede di Muro traslatò a que-
1799. Le migliori razze di cavalli sta Giulio Ricci di Fermo , e nel
di Puglia si allevano nelle sue i58i gli die in successore Antonio
floride campagne. Ivi si tiene una Maria Manzoli modenese. Nel 1593
considerabile fiera dal i4 al 21 Clemente Vili fece vescovo di Gra-
aprile, e_ conta circa dodicimila vina Vincenzo Giustiniani genove-
abitanti. £ patria di diversi uo- se, il quale istituì il seminario e
mini illustri , tra' quali del celebre gli assegnò le rendite necessarie
Domenico Gravina. fondò il conservato''io delle cap-
E affatto ignota l' origine dì puccinelle, e poco distante dalia
questa città, come non è ben de» città nel 1602 eresse dai fonda-
terminato il tempo in cui ricevette menti la chiesa della Beala Ver-
la fede di Gesìx Cristo. Alcuni fe- gine delle Grazie: fiorì in zelo,
cero questo vescovato suffraganeo prudenza, dottrina ed altre virtù.
d' Acerenza, altri lo dissero dipen- Paolo V nel 161 4 gli destinò per
dente dalla metropoli di Matera : successore fr. Agostino Cassandra
al presente è immediatamente sog- di Castro Ficardo de' minori con-
getto alla santa Sede. Il primo dei ventuali, che edificò la chiesa di s.
,

GRA GRA 83
Cecilia martire : sotto di lui vi fu all'episcopio la casa pel seminario,
grave controTersia con l'arciprete essendo in cattivo stato l' antica ;

e clero d'Altamura, nu^/a^ dioecesis, fu benemerito del conservatorio di


contro quali fulminò l'interdetto
i s. Chiara, al quale die l'abito e
per differenze sulla giurisdizione le regole di s. Teresa. Restaurò la
ma tutto accomodò Gregorio XV cattedrale , e 1* abbelfi ; vi stabilì
colla bolla Decet Romanum Poti- sette altari, nel maggiore vi collo-
tìficem, de' i5 febbraio
1622, sta- cò due corpi santi, e tra le con-
bilendo le cose per 1' una e l' al- fraternite della cattedrale ivi da lui
tra parte, e togliendo le censure collocate o migliorate, nomineremo
e scomuniche. Urbano Vili nel quella jdi 8. Michele arcangelo
1623 promosse a questo Tescovato principale patrono di Gravina. In
Giulio Sacchetti fiorentino, che poi una parola il suo zelo e sollecitu-
creò cardinale. Il detto Papa nel dine pastorale lo modellò su quel-
i63o fece vescovo Arcadio Ricci lo che il lodato cardinale eserci-
di Pescia , che eresse la cappella tava colla sua areidiocesi di Bene-
del ss. Sagramento, e quella di s. vento, e fu autoie di diverse ope-
Maria consolatrice degli afflitti nel- re ecclesiastiche che poi ad utilità
la cattedrale, e questa con solenne furono stampate. I due ultimi ve-
rito consacrò. Innocenzo nel X scovi registrati sacra nell' Italia

16451 nominò vescovo Domenico dai continuatori dell' Ughellisono ,

Cennini di Siena, fornito di scien- Luigi Capuani napoletano, e Cesare


za e di altre qualità ; questi ag- Francesco Lucini milanese patrizio
giunse alla cattedrale l'episcopio, di Como, dell' oitli ne de* predica-
e due ne edificò , uno nella
altri tori ,ambedue meritamente fatti
villa Salamandra, l'altro presso la vescovi di Gravina da Clemen-
suddetta chiesa di s. Maria delle te XI, ed il secondo nel 17 18. La
Grazie, e per istruzione del clero continuazione della serie de' vescovi
gli donò una biblioteca : celebrò il di Gravina si leggono nelle annua-
sinodo diocesano nel 1647, e mo- li Notizie di Roma. Pio VI nel
rì in Napoli nel 1684. Benemeri- concistoro de* 18 giugno 1792 fe-
to vescovo fu il successore Dome- ce vescovo Michele de Angeli» di
nico patrizio milanese , della fami- Napoli, dopo il quale per diversi
glia Valvaserra o Valvasori ,
già anni restò vacante la chiesa. In
religioso agostiniano, e priore ge- questo tempo ebbe luogo la circo-
nerale del suo ordine, lodato per scrizione di diocesi che Pio VII fe-
dottrina ed altre doti. Celebrò il ce nel regno delle due Sicilie con
sinodo , aggiunse al capitolo ed la lettera apostolica, De utiliorì do-
al collegio de' canonici il peni- minicae f quinto kal. julii 1818,
tenziere, restaurò il seminario e gli nella quale unì alla sede di Gra-
prescrisse ottimi regolamenti. Al- vina quella di Monte Peloso ( Fe-
tro degnissimo vescovo fu il suc- dì), prescrivendo che il vescovo si
cessore Marcello Cavalieri patrizio chiamasse col nome di ambedue;
bergamasco, dell'ordine de' predi- quindi nel concistoro de' 2 1 di-
catori, che fu consacrato in Roma cembre del medesimo anno 1818
nel 1690" dal cardinal Orsini poi ne dichiarò vescovo 1' attuale mon-
Benedetto Xlil. Fabbricò contìgua signor Cassiodoro Margarita di Na-
,

«4 GRA GRA
poli , nominato dal re Ferdi- sca derivò dall'aria pestilenziale che
nando I. affliggeva gli abitanti, poiché scris-
La cattedrale di Gravina, di an- se ServioCatone lib. io, p. 583:
tica e magnifìca struttura, è sacra Ideo Graviscae dictae sunt quod ,

alla B. Vergine Assunta in cielo. graveni aereni sustineat. Fiorì que-


Il capitolo si compone di quattro sta città nel tempo della venuta di
dignità, prima delle quali è l'arci- Enea in Italia , e nella seconda
diacono, dell'arciprete, del canto- guerra punica mandò al senato ro-
re e del primicero, di sedici ca- mano molti soldati in aiuto : fu
nonici comprese le prebende del poscia occupata dai romani e fat-
teologo e del penitenziere, e di do- ta colonia. Furono lodati i gravi-
dici mansionari. La cura delle a- scani pel vino generoso che pro-
nime è presso il capitolo , e si e- duceva il loro territorio, come al-
sercita da quattro economi curati tresì per r abbondanza de* coralli
eletti dal vescovo ed amovibili. Vi che in quel mare erano pescati.
è il fonte battesimale, e tra le re- Dalle di lei rovine fu edificata la
liquie si venera il cranio di s. Tom- città Corneto, secondo Virgilio
di
maso di Cantorbery. Oltre la cat- e Cluverio , come si ha dal Bau-
tedrale vi sono altre quattro chie- drand. Di contrario parere fu Giu-
se parrocchiali , una delle quali è lio Ossequente, se pur merita fede,

collegiata sotto l' invocazione di s. mentre cred' egli che Corneto fos-
Nicola, tutte munite del battiste- se l'antica Tarquinia, e che dalle
rio. Avvi ancora un convento di sue rovine edificata venisse la me-
religiosi, tre monisteri di monache, desima città. Fin qui il nominato
un conservatorio ,
quattro confra- Adami. Narrano Velleio Patercolo,
ternite, r ospedale, il seminario ed Tito Livio e la tavola Pentingeria-
altre pie istituzioni. Le due dioce- na, che Graviscae occapava il pae-
cesi unite si estendono a più di se tra i fiumi Matta e Fiora, fra
sessanta miglia di territorio.Ogni il lago Vulsinio e il mare Tirre-
nuovo vescovo è tassato nei libri no; che appartenne già ai Tarqui-
della camera apostolica in fiorini nii, e che i romani vi condusseio

cento sessantasei, verus autem ilio- una colonia nell'anno i8i avanti
rum valor est 44°° ducatoruni il- l'era cristiana, sotto il consolato di
lius monelae pubblicis non dedu- P. Cornelio e di M. Bebio. Nel IV
ctis oneribus. o nel V secolo vi fu fondata la se-
GRAVISCA, Graviscae. Sede de vescovile, immediatamente sog-
vescovile dell' Etruria Transcimi- getta alla santa Sede della quale ,

nia , Toscana marittima, di-


ossia tratta 1' Ughelli nell' Italia sacra
cendo l'Adami nella Storia di Voi- t. X, p. iio. Uno de' suoi vescovi
seno, che secondo Pomponio Mela chiamato Adonio, assistè al conci-
ora dicesi Montato poco distante ,
lio di Roma del 5o4, celebrato dal
dal mare, presso al fiume Ossa co- Pontefice s. Simmaco. Ma essendo
gnominato Fiore o Fiora; comune stata la città rovinata dai goti, il

soggetto al governo di Corneto, vescovato fu trasportato a Corne-


distretto e delegazione di Civita- to , eh' è vicino. Altri poi sono di
vecchia nello stato pontificio, dio- parere che questo fosse l' antico
,

eesi di Viterbo. 11 nome di Gravi- Foro d'Aurelio ; e fu poscia com-


GRA GRA 85
yveio nello stato di Castro. Vedi GRAZIANO, Cardinale. Graiia-
Castro. no prete cardinale di s. Sabina, è
Ha mare presso la foce del
sul registrato tra quelli d' Innocenzo II
(iume Fiora uno scalo guardato da del ii3o; sottoscrisse nel iiJ^i u-
munita torre , ove s'imbarcano le na bolla in favore di Gregorio ve-
f^ianaglie, ed altre derrate del Pa- scovo di Brescia, e nel 11 44 era
trimonio, e della maremma sanese. già morto.
Nei dintorni di Montalto sonosi epe- GRAZIANO, Cardinale. Grazia-
niti nei latifondi del marchese Can- no da Pisa distinto col nome di
delori, nel sito detto Camposcala, maeslroj vice-cancelliere e suddia-
preziosi scavi , che hanno sommi- cono della Chiesa romana, fu spcf
nistrato ampia raccolta di vasi ci- dito in Inghilterra al re Enrico II,
nerari dipinti, urne, lampade ed alle cui minacce seppe fare tale
oltre rarità etrusche, le quali cre- generosa resistenza, che gli meritò
donsi appartenere all'antica e fa- gli encomi di s. Tommaso di Caa-

migerata città di Fulda eretta tuaria. In premio dell'invitto suo


colle rovine di Yitulonia metro- , coraggio, nel dicembre del 1 1 78
poli de' popoli vulcienti, donde fu fu d'Alessandro III creato diacono
dedotta la colonia di Cossa , nello cardinale de' ss. Cosimo e Damia-
stato de' toscani presidii vicino a no, e di nuovo ebbe commissione
Porto -Ercole. Nel numero 49 ^cl di trasferirsi in Inghilterra col ca-
Diario di Roma iSSg, si legge rattere di legato a latere, a fine di
un' onorevole lapide della comune fulminare l' interdetto contro quel
di Gradisca ora Monlalto di Ca- regno, in pena della v^lenta mor-
stro, nelladelegazione apostolica di te data a s. Tommaso. Lucio III
Civitavecchia (Fedi), in riconoscen- lo deputò commissario apostolico
za al regnante Gregorio XVI che sopra una causa che verteva tra
la beneficò eoa ripristinare il il cardinale vescovo di Palestrina,
buon ordine nel municipio, ricu- e l'abbate di Subiaco, la quale fu
perati ed aumentati i ad
redditi, da accomodata con piena sod-
luì
istanza dei fratelli Antonio ed A- disfazione delle parti. Da Innocen-
lessandro Candelori marchesi di zo III venne inviato insieme col
Vulci, benemeriti della patria; es- cardinal Pietro alle repubbliche di
sendo protettore del municipio il Genova e di Pisa, le quali ad on-
cardinal Gio. Francesco Falzacappa, ta delle preghiere e rimostranze
e preside apostolico della provincia de' due cardinali, non seppero de-
monsignor Lorenzo Grech-Delicata. terminarsi a fare Iva loro la pace.
GRAZIANO, Cardinale. Grazia- Nei molti viaggi che in tempo del
no prete cardinale, fiori nel pon- suo cardinalato intrapresero i Pon-
tificato dis. Gregorio VII del 1073, tefici, Graziano fu sempre loro in-
e favori con tutto il potere questa divisibile e fedele compagno : in-
Papa contro il partito del falso tervenne all'elezione di sei Papi, e
Pontefice Clemente III, e dopo la morì colla lusinga del pontificato
morre di s. Gregorio VII si ado- in quello d'Innocenzo III, dopo,
però con impegno per l'elezione d» vent'anni di cardinalato.
Vittore III nel 1086: altro non si GRAZIANO , celebre canonista
dice di lui dal Cardella. toscano del XII secolo , nato in
1 ,

86 GRA GRA
Chiusi. Secondo l'opinione più co- divenne in bi'eve il lolu testo che
mune crasi fatto religioso nel mo> i professori di diritto canonico com-
nistei'O dell'ordine benedettino dei mentavano nelle loro lezioni e nei
ss. Felice e Naborre di Bologna ,
loro scritti. Mancava molto nondi-
ed in esso compose l'opera cono- meno perchè fosse esente d'imper-
sciuta sotto il nome di Decreto. £ fezioni, avvegnaché le false decre-
dessa una compilazione che consi- tali erano in esso miste con quan-
ste in testi della sacra Scrittura ;
to avvi di più autentico nell'anti-
ne' canoni detti degli apostoli , ed chità religiosa, ed erano presenta-
iu quelli di io5 concilii in circa, te come se avessero l'autorità me-
di cui i primi nove sono ecume- desima . A che i lumi si
misura
nici ; nelle decretali de' Papi, com- diffusero, tali difetti vennero me-
presevi quelle del falso Isidoro ;
glio sentiti, e parecchi dotti, mas-
in cose tratte dai santi padri, co- sime nel pontificato di Gregorio
me s. Gregorio, s. Girolamo, s. A- XIII, si occuparono a correggere
gostino ec. ; ed in altri compendi il Decreto di Graziano che ven-
degli autori ecclesiastici, dei libri ne di sovente riprodotto. Nel 1777
pontilìcii , del codice Teodosiano il chiariss. Sebastiano Berardi pro-
delle costituzioni dei re di Fran- fessore inTorino pubblicò a Ve-
cia, ec.Graziano intitolò questo li- nezia su tale argomento un'opera,
bro: Concordia discordantium ca- la quale non lascia nulla a desi-
noniwij poiché vi riferisce molte derare in fatto di critica Gratia- :

auto4'ìtà che sembrano discordanti, ni canones genuini ab aporryphis


e si studia cfi conciliarle. Altri scrit- discreti: corrupti ad eniendaliorum
tori avevano prima di lui intra- codicuni fidern exacti: di/ficiliores
preso analoghe compilazioni il b. : commoda inlerprelatione illustrati.

Ivone di Chartres, per ultimo, mor- Tuttavolta può vedeni l'articolo


to nel 1 1 5, formata aveva una Decretali.
simile raccolta. Graziano approfit- GRAZIANOPOLI, Gratianopo-
tò dei loro lavori, talvolta è vero lis. Sede vescovile dell'Africa occi-
con poco criterio, nondimeno ebbe dentale, nella Mauritiana Cesaria-
il vantaggio di evitare nella sua na, la cui città prese il nome dal-
raccolta la confusione che non a- l'imperatore Graziano , sotto la
veano essi saputo schivare. La di- metropoli di Giulia Cesarea, e fu
stribuì per ordine di materie, e la chiamata anche GratianopoU. Pu-
divise in tre parti : nella prima hlicio suo vescovo si trovò alla con-
unisce tutto ciò che spetta al di- ferenza di Cartagine coi vescovi
ritto ed ai ministri della Chiesa ; cattolici nel 4 ' ' « ^ Tulasio altro
parla dei giudizi nella seconda ; e suo vescovo fu uno di quelli esi-

col titolo De consecralione, com- liati da Unnerico re de' vandali


prende nella terza quanto concer- nel 4^4 j P^^*
^^6'" fiotto solenne
ne i sacramenti e le cerimonie. Si professione della fede cattolica. Al
dice che il Papa Eugenio III l'ap- presente Grazianopoli, Gratianopo-
provasse. E certo almeno che il litan , è un titolo vescovile in par-
Decreto fu accolto con una specie tibiis sotto l'arcivescovato pure in
di entusiasmo nella scuola di Bo- partibus di Cartagine, che conferi-
logna, donde passò in Francia, e scono i roiuani Pontefici. Ne fu
,

GRE GRE 87
insignito monsignor Giuseppe Mi- sino al fondo del Ponto Eussino
kolilscli, e per sua morte il regnan- delle colonie , che si unirono ad
te Papa Gregorio XVI, nel conci- altre; da ciò forse deriva che si

sloro de' 2 ottobre 1837, lo con- trovano alcune città le quali por-
ferì a monsignor Tommaso Chie- tano nomi affatto greci, come E-
melecwski di Plosko, che pur fece raclca, Trebisonda, Atene, ec. £
snffraganeo deirarcivescovo di Var- qui noteremo che la sacra Scrittu-
savia, ra prende d'ordinario il nome di
GRAZIANOPOLI. Sede vesco- Grecia in una grande estensione >
vile delia Caicidia di Tracia, di per distinguere cioè lutti i paesi
cui abbiamo che Filadelfo suo tc- abitati dai discendenti di Javan
scovo sottoscrisse al concilio di E- tanto in Grecia , che nella Ionia
feso tenuto nel 43 1. e nell'Asia minore. Dopo la morte
GREBENO, Grehenus. Sede e- di Alessandro il Grande , il nome
piscopale della provincia di Dar- di greco prendesi in un significato
dania nella diocesi di Servia, sotto ancom più esteso e più vago, per-
la metropoli d'Archido, di cui ne chè dominando i greci in Elgìtto,
fu vescovo Giovanni, ordinato da nella Siria, di là dell'Eufrate ed in
Leone arcivescovo di Bulgaria. altre provincie, gli ebrei accostu-
GREBENO. Sede vescovile del- maronsi a dare il nome di greci
la provincia di Dardania, nella dio* a tutti i popoli gentili soggetti al-

cesi di Bulgaria, sotto la mettxtpoli l'impero de' greci , tanto in 01 ien-


di Petch. te, quanto in occidente. Ecco la ra-

GRECIA e GRECI. Sotto il no- gione per cui nei libri de' Macca-
me di Grecia ordinariamente s'in- bei, nel vangelo, ed in s. Paolo un
tende quella porzione d'Europa, greco significa comimemente uu
che porta ancora oggidì questa de- gentile. Non est distinctio judati et
nominazione maggiore o minore
: graeci : innan-zi a Dio non avvi
estensione, secondo le varie epoche, distinzione tra l'ebreo ed il greco.
ebbe la Siccome peraltro
Grecia. Grecia Magna o Grecia Grande
gli antichi greci non hanno abita- fu poi l'antica denominazione data
to soltanto questa parte dell' Euro- alla parte orientale e meridionale
pa, ma nell'Asia, e in quella parte d' Italia , nel qual vasto paese i

orientale e meridionale d'Italia cui primi greci inviarono un gran nu-


diedero il nome di Magna Gre- mero di colonie, che vi fondarono
cia, premetteremo un cenno su molte città considerabili, come nar-
questa, e su quella regione d' A- ra Dionigi d'Alicarnasso. La gran
sia in cuidimorarono , avanti di Grecia comprendeva la Puglia, la
parlare della Grecia propriamente Messenia, la Calabria, il paese dei
(letta. Grecia Asialica si chiamò salentini, dei lucani, dei bruzi, dei
im tempo tutta la porzione dell'A- crotoniati e dei locresi. Questo no-
sia, in cui erano stabiliti,
i greci si me di gran Grecia verosimilmente
intendendosi principalmente sotto non non quando
fu introdotto se
una tal denominazione la Ionia, la formossi romana repubblica, che
la

Caria, e la Doride, colle isole vi- possedette uno stato del quale i

cine. Questi greci asiatici inaiaro- latini, i volsci ed i sabini faceva-


no lungo la Proponlide, ed anche no parte ; poiché questi popoli e-
Ars GRE GRK
lano greci di orìgine , ed i loro avessero conservato greci costumi,
paesi potevano essere naturalmente e che tutte le altre città avevano
compresi nella Grecia italica ; ma appreso usi stranieri, cioè a dire
siccome erano caduti sotto il giogo quelli de' romani loro vincitori. Del
de' romani, e parlavano una lingua restante, la Grecia italica al paro
diversa da quella dei greci, così della vera Grecia , produsse una
rimase il nome di greci a quelli quantità di uomini illustn , fra i

che avevano conservala la loro lin- filosofi Parmenide, Zenone, ec, fra
gua originale, la quale poscia me- i poeti Ibico ed altri. Molti vi ag»
scolarono con la latina. In fatti al giungono anche Pitagora, quantun-
tempo di Augusto si parlava a Ca- que il dotto Tìraboschi lo creda
nusio un gergo ch'era un mescu- nato a Samo, e stabilito poscia a
glio di greco e latino. Alcuni autori Crotone nella Grecia italica, ove
moderni comparando la estensione fondò la sua scuola. Questi greci
della Grecia italica con quella del- d' Italia avendo col tempo coltiva-
la Grecia propriamente detta, che ta la lingua latina, se ne serviro-
comprendeva l'Acaia, il Peloponne- no nelle loro poesie, come fece Pa-
so e la Tessaglia, credettero che il cuvio, il quale nato nella Puglia
nome di gran Grecia le fosse stato era greco, quantunque nel nume-
male applicato ; ma le osservazio- ro de' poeti latini ; lo stesso do-
ni astronomiche del p. Fevillée, di vendosi dire d'Orazio, ma su esso
M. Vernon e di altri provano il il Tiraboschi fa riflettere, che al-
contrario. Effettivamente risulta da lorquando nacque in Puglia non
tali osservazioni, che la lunghezza avea niente di greco, essendo al-
e larghezza che prima si dava alla lora quel paese divenuto intera-
Grecia propria, eccedeva di molti mente latino. Delle città della Gre-
gradi la sua vera estensione, in cia Asiatica e della Magna Grecia,
modo che questo paese trovossi piti ch'ebbero od hanno ancora sede
piccolo della metà di quello che si vescovile, se ne parla ai rispettivi
supponeva anticamente. Dicono dun- articoli, con analoghe notizie a que-
que i moderni geografi, che si può sto argomento.
al presente stabilire per certo, che La Grecia moderna è quello sta-
la Grecia italica fu un tempo chia- to marittimo situato al sud-est del-
mata gran Grecia con molto fon- l'Europa, che si estende dal 36*
damento, perchè era in realtà più no sino al 4^° di latitudine nord,
grande della vera Grecia, e ciò an- e dal i8° 20' sino al 23° 20' di
che senza il bisogno di unirvi la longitudine est. Questo paese si

Sicilia, quantunque quest'isola spar- compone di tre parti distinte: cioè


sa di greche colonie, può essa pu- la Grecia propria , la Morea o il
re chiamarsi Grecia, come la chia- Peloponneso, e le isole. La Grecia
marono S trabone e Tito Livio. E propria corrisponde alle antiche
vero per altro che la gran Grecia contrade di Tessaglia ,
Acarnania ,

diminuì insensibilmente, a misura Etolia , Focide , Beozia ed Attica ,

che si dilatò la repubblica romana. o ai sangiacati turchi di Tricala ,

Strabone inoltre osserva che al suo Karlelia, Lepanto ed alla porzione


tempo piìi non restavano che Ta- orientale di quello di Negroponte.
ranto, Reggio e Napoli , le quali Fu disegnata nei tempi moderni
, ,

GRE GRE 8r)

•olio il nome di Livadia od Elia- gli abitanti , del commercio , ec.

de; ha 75 leghe di lunghezza dal cosicché quando si parla della Gre-


nord-est al sud-ovest. La penisola cia moderna, non si comprendono
di Morta o l' antico Peloponneso d'ordinario sotto un tal nome che
comprendeva anticamente l'Acaia ,
le parti che s' indicarono superior-
l'Elide, l'Arcadia, l'Argolide, la La- mente. Sono anche queste parti
conia e la Messenia , e dividevasi quelle che più al presente interes-
sotto i turchi nei due sangiacati sano, e delle quali perciò trattere-
di Tripolitza o Morea, e di Mistia; mo compendiosamente.
questa penisola ha circa 4° leghe La Grecia continentale o la ,

di lunghezza dal nord al sud , e Grecia propria ed il Peloponneso,


36 leghe di larghezza dall' est al- è limitata all' est dalla parte del
Le isole dell'ovest dell'Ar-
l'ovest. Mediterraneo chiamato Arcipelago,
cipelago, che fanno parie di que- che la divide dalla Turchia asiati-
sto stato, sono fra le altre Scope- ca ; al mezzodì ed all' ovest dal
Io, Selictromi, Skiro, Psara, Negro- mare Mediterraneo e dalla porzio-
ponte od Egripo , Andro , Tino ,
ne dell' Albania chiamata antica-
Miconi , le due Sdili Sira, Zea ,
mente Epiro; in fine al nord dal-
Termia, Serfo, Sifanto, Paro, An- la turca 'della Romelia.
provincia
tiparo, Nasso, Nio, Sikino, Poli- 11 suo suolo è sparso di monta-
candro. Argentiera, Milo, Santori- gne, che i poeti e gli storici rese-
no; e più in vicinanza della Mo- ro celebri, ed il mare che la ba-
rea le isole Spezia, Idra, Poro, E- gna sopra tre de' suoi lati, spezza
gira, e Coluri o Salamina. La su- ovunque le sue coste, e forma un
perficie totale di queste tre divi- gran numero di golfi e di baie, il
sioni può essere calcolata a 2,750 che dà alla circonferenza della
leghe quadrate. Se si volesse com- Grecia la forma più irregolare. I
prendere sotto il ^ome di Grecia monti Ellenici stunno ovunque trop-
tuttii paesi che furono abitati da- po vicini al mare onde dar luo-
gli antichi greci, e tra' quali la lin- go allo sviluppamento de' gran fiu-
gua degli cileni era l' idioma do- mi, quindi non discendono dai lo-
minante, e dove si parla anche ro fianchi che poche riviere e qual-
oggidì una lingua derivata dall'an- che torrente. Dal versatoio orien-
tico greco, converrebbe aggiungere tale scorre la Salambria o Penco,

alle tre parti sopra nominate, l'E- che irriga la bella valle di Tempe
piro, la Macedonia, e le isole Io- nella Tessaglia, e sbocca nel golfo
nie , ed anche ed unala Servia di Salonicchi :Mauro-potamos o
il

parte dell' Asia minore, della Val- Cefiso, che si lago Topo-
getta nel
lachia e della Bulgaria. Tutta la lias, e lo Sperchio od Ellada, che
provincia turca della Romelia era serpeggiando nelle pianure , attra-
un tempo greca, e la lingua di versa le Termopili, ove trecento
questa nazione vi dominò sino al spartani si sagrificarono per la sa-

XV Però tutti questi pae-


secolo. lute della Grecia minacciata dai
si , od almeno la maggior parte, persiani, e cade nel Volo;
golfo di
sono da lungo tempo divisi dalla dal versatoio vede
occidentale si

vera Grecia sotto i rapporti della scendere il Fidaris od Evenus, che


divisione politica, del carattere de- scorre lungo il piede del monte Zi-
gQ GRE GRE
gos iicIl'Etolia, e si getta nel gol- zione del tabacco, che vi riesce per-
fc» di Patrasso; rAsprotamos o A- fettamente. La vite è uno de' prin-
chelol che scende dal Pinrki, rice- cipali prodotti della Grecia, e m(»l-
ve la Aetos o Anapo, e
riviera di to isole dell'Arcipelago danno vini
sbocca nel mare Jonio. Nella Mo« deliziosi come la malvasia: l'uva
rea le più considetabili riviere so- di Corinto che si raccoglie sul suo
no r Ateo o Orl'ea o Rufìa , che golfo è senza granello, chiamasi
si scom-
getta nel golfo di Arcadia, uva sultanina, e di presente si rac-
parendo sotto terra, e l'Eurota o coglie pure nelle isole Jonie, a Mis-
Yasili-polamos, che irriga la lun- solongi, ad Analolico ed altrove. La
ga valle della Laeonia, e si getta Grecia è altresli ricca di buone e
nel golfo di Kalokitia; vari ruscel- belle frutta; e molte provincie,
li e boschetti di laiiria-rosa coro- massime quelle che attraversano le
nano le sue rive. Fra i laghi del- montagne, hanno buoni pascoli:
la Grecia il più osservabile è il la- possiede belli boschi, ed assai dovi-
go o Copaide nella Li-
Topolias ziosa è la flora greca. Sotto il rap-
vadia, che riceve il Mauro-potamos porto delle minerali ricchezze, que-
ed altre riviere, senza mai strari- sto paese non fu forse ancora cono-
pare; le sue acque soprabbondanti sciuto sufficientemente; non manca
scompariscono in una voragine sot- di buone pietre, e l'arte di Fidia
terranea chiamata Katabatron, che rese celebri i marmi di Paro, del-
probabilmente comunica col mare. l'Attica e di altri luoghi. La pesca
Le coste della Grecia, in parte pa- è una occupazione ed un compen-
ludose, esalano vapori malsani. Le so importante pei greci, dappoiché
isole della Grecia annunziano la vi- le loro lunghe quaresime fanno del
cinanza di focolari vulcanici : gli pesce un bisogno indispensabile. La
antichi parlano di terremoti che Grecia, forte per la sua politica .si-

danneggiarono assai la Laeonia ed tuazione, non fece molti progressi


altre contrade della Grecia. Il cli- nelle arti meccaniche: risentendo il

ma questa regione è in genera-


di commercio di questa deficienza, gli
le dolce, ma necessariamente mo- stranieri importavano nella Grecia
dificato secondo le diverse situa- le loro manifatture, e ritiravano in
zioni : sul Pindo l' inverno è lun- cambio i prodotti del suo suolo :

go e crudo; la primavera e l'au- ma dacché gì' inglesi hanno le iso-


timno sono in questo paese stagio- le Jonie sotto la loro protezione,
ni amenissime; l'estate disecca tut- il commercio esterno della Grecia
to nelle pianure, e dififonde un ca- molto cambiò ed al presente le
,

lore soffocante nei bassi fondi e nei merci inglesi hanno il predominio
golfi, ma è aggradevole nelle valli. sui mercati di questo paese. La ma-
Anche al presente gli abitanti del- rina mercantile è quasi interamen-
la Grecia potrebbero godere di tut- te rinchiusa nelle isole dell'Arci-
ti i vantaggi dei loro antenati , e pelago ; quelle d' Idra , Spezia e
non è al certo per difetto della Psara fanno un commercio attivo
natura se da qualche secolo gene- nel Mediterraneo e danno degli ,

ralmente questo paese è povero e eccellenti marinari , anzi il gusto


poco produce. La Beozia e la Ma- della marina diede un tempo luo-
cedonia $i arricchisce colla coltiva- go altresì a quella pirateria gene-
j
, ,

GRE GRE 91
rale, die divenne uno dei reali fla- L'autore medesimo crede di aver
gelli della Grecia. A cagione della trovato nella sacra Bibbia il vero
mova istituzione del regno Elleni- sistema della origine primitiva dei
co o di Grecia, sembra giunto il greci. Moisè lasciò scritto che Ja-
tempo in cui i greci, sedate le loro fet, uno Noè, aveva set-
dei figli di
discordie , risanate le piaghe pro- te figli; che il quarto di essi chia-
fonde apertesi dalle note guerre mossi Jon, e che questo fu il pa-
di cui in seguito faremo menzione, dre di Elisa Thams o Thrasis
,

potranno in pace, e sotto uno sta- Retini e Dodanim, Egli perciò deve
bile governo, abl>andonar$> all'agri- considerarsi il primo padre de'gre-
coltura, air industria e al commer- ci. La Pelasgia, abbracciando tut-
cio, favoriti dal suolo, dal clima e to quel terreno che sta fra il Da-
dalla situazione di questo celebra- nubio ed il mare del Peloponneso,
lissimo e bel paese. colà convien trovare la divisione
dei quattro La Tra-
figli di Jon.
Indicazioni sult origine de greci j cia mostra esser quella in cui »
lingua y religione, deità e feste stabilì Thrasis ; Ketim è il paese

governo, legislazione e politica dei goti al nord della Macedonia


stato militare e guerre; scienze, e la Macedonia stessa; Dodanim è
dotti, arti ed artisti; giuochi e la contrada fra la Macedonia ed il

costumi; lingua moderna e let- Peloponneso abitata dai dorii, ed


teratura. Elisa designerà gli abitanti del Pe-
loponneso. La storia di Deucalione
La etimologia della parola grae- è la base della cronologia e della
ci, greci, è stata il soggetto di mol- storia greca. Tutte le circostanze
tissime discussioni. L' opinione del che si riferiscono a Deucalione di-
dottissimo Gibelio sembra, se non mostrano essere egli la persona
la più almeno la più inge-
vera , stessa di Noè. La Grecia fu espo-
gnosa. Secomlo questo autore i pri- sta a molti diluvi , ma quello av-
mi abitanti della Grecia vennero venuto al tempo di Deucalione è
dal nord ossia dalle sponde del Da- il più segnalato ne' suoi annali.
nubio, e portavano allora il nome Tutti gli abitanti situati nelle cam-
di peiasgi. Dopo aver eglino incon- pagne sulle sponde del mare e
, ,

tralo un mare lungo , ma angu- generalmente nei luoghi bassi fu-


sto , cioè il golfo Adriatico, che rono intieramente sommersi. Quei
chiamarono Illirico, e che equiva- pochi che si salvarono, riducendosi
le appunto alla voce stretto, rin- ad abitare le montagne , e quindi
vennero un mare largo e spazioso, immersi nella più profonda igno-
cVie dinotarono con la voce Rha o ranza, perdettero adatto di vista e
Rite, ossia immenso, da cui
vasto, di memoria i secoli che li aveva-
ne venne la voce Rhoicus nome , no preceduti. Finalmente dopo scor-
che fu conservato da Esìchio co- so molto tempo, discesero nelle val-
me originano dei greci. Siccome late, e formarono un gran numero
poi le due lettere linguali L e R di piccole popolazioni. Da questo
si fanno sempre precedere dalle punto incomincia una debole au-
gutturali, la voce Rhaicus cangios- rora a spargersi sulla storia della
h» facilmente in quella di Graicus. Grecia. Gli sciiltori comìuciarono
,,

9» GRE GRE
a parlare di quelle piccole popò* scrittori, Platone, Aristotile, Isoera-
lazioni uotninando alcune colonie
, le, Demostene, Tucidide, Ome-
straniere che vennero ad unirvisi ro, Esiodo, Sofocle, Euripide, Ari-
di mano in mano, e singolarmente stofane ed altri. La lingua greca
dalla Fenicia, come Cecrope in A- si è conservata più a lungo di
tene, Cadmo nella Beozia, Danao qualunque altra, malgrado le fre-
in Argo. Quelli però fra' greci i quenti rivoluzioni avvenute ne' pae-
quali allarmati dall'arrivo di que- si de' popoli che la parlavano. Es-
ste colonie, si unirono in ^una sa è stata tuttavia alterata a poco
stretta confederazione , si distin- a poco dacché nel IV secolo fu
sero col nome di Hellani od Elle- trasportata in Costantinopoli la
ni y cioè alleati, nome che si co- sede impero romano. Quei
dell'

municò poi anche agii abitanti del cangiamenti non concernevano da


Peloponneso. Sembra anzi ch'esso principio r analisi della lingua, la
fosse stato generalmente sostituito costruzione, le inflessioni de' voca-
a quello di pelasgi e di greci. boli e cose simili ; non consistevano
L'opinione del Le-Brigant di at- se non che in nuovi vocaboli, che
tribuire l'origine della lingua gre- quella lingua acquistava, adottan-
ca alla celtica, sembra la più am- do i nomi delle dignità, degli uffizi,
missibile ; ma al suo dire la lin- delle cariche, ec. Ma in appresso le

gua celtica, non è che l'antica bre- invasioni de'barbari, e quella massi-
tone. La lingua greca con lo scor- me dei turchi, introdussero in essa
rere del tempo fu divisa in quat- cangiamenti più considerabili. Mai-
tro dialetti: il dorico, l'eolico, l'at- grado tutto questo, si scorge ancora
tico ed il ionico. I due primi eb- una rassomiglianza per molti ri-

bero maggior rapporto fra di es-


il guardi, tra il greco moderno e l'an-
si, e formarono la lingua primitiva tico. Nelle lingue viventi dell' Eu-
de' greci, la quale era comune an- ropa si è conservata una quantità
che ai popoli celtici. Questa lingua di vocaboli greci, necessari ©con-
era singolarmente composta di suo- venienti alle scienze calle arti; ed
ni maschi , e si conservò presso i allorché si sono voluti imporre no-

siciliani, quelli del Peloponneso, i mi alle nuove invenzioni, agi' istru-


cretesi, i rodii e gli epiroti. Veru- menti, alle macchine, ai corpi na-
no di questi dialetti non fu pos- turali nuovamente scoperti, alle

posto all'altro. Erano tutti coltiva- nuove combinazioni chimiche, o


ti dagli uomini più distinti, dagli anche ad alcuni nuovi metodi
scrittori, dagli oratorij nelle assem- d'insegnamento, si é dovuto so-
blee generali, ed in tutte le solen- vente ricorrere a vocaboli greci
nità religiose indistintamente, e sen- affine di trovare in questa lingua
za alcuna preferenza. Quanto alla parole facili a comporsi, eh' espri-

scrittura greca, la piìi comune opi- messero r uso, la natura o gli ef-
nione si è, che i caratteri orienta- fetti di quelle nuove invenzioni.
li fossero asportati nella Grecia da Nella religione greca si distin-
Cadmo. La lingua greca antica è guono dagli scrittori due oggetti
quella che parlavano e scrivevano la storia degli dei e quella degli
gii antichi greci, com'essa trovasi Tale religione però non nac-
eroi.
nelle opere de' loro più grandi que nella Grecia , ma conviene
GRE GRE 93
trasportarsi nell'oriente per trovar- lustrazioni finalmente consìstevano
vi la maggior parte delle favole in purificazioni, abluzioni e lavacri.
greche, molti de'loro dei ed alcuni Correvano sotto il nome di oraco-
de' loro eroi. Quegli dei nella lo- li le risposte datesi dai simulacri
ro origine furono tanti esseri alle- rappresentanti le divinità, che ve-
gorici, che diedero luogo alle pre- nivano consultati sopra avvenimenti
tese storie di uomini non mai vis- per anco sconosciuti, o sopra i fu-
suti } ma i personaggi de' tempi turi. Vi si facevano dei presenti
eroici, tranne poche eccezioni, furo- di maggiore o minor pi'egio , se-
no veramente uomini, quali me- i condo la divinità, e l'importanza
no un favoloso attributo alle azio- dell'affare. I più famosi oracoli fu-
ni loro , devono appartenere uni- rono quelli di Dodona, Delfo, Tro-
camente alla storia. Gli 'dei della fonio, ec. Le divinazioni traevansi
Grecia erano divisi in celesti, ter- dal volo degli uccelli , dalle visce-
restri ed infernali. Il culto più so- re delle vittime, dai sogni, ec.
lenne era pei primi : dodici erano Le feste pubbliche, per ringra-
i principali , pei quali
aveva la si ziamento qualche
alle divinità per
maggior venerazione: Giove, Giu- segnalato benefìcio, servivano di
none, Nettuno, Marte, Apollo, Mer- motivo a riunire una grande quau-
curio, Pallade o Minerva, Diana ^ tità di gente ad alcune epoche, a
Cerere, Venere, Vulcano e Vesta. vantaggio delle relazioni commer-
Eranvene pure degli altri inferiori ciali. Le principali della Gre-
feste
chiamali genii ; venivano poscia gli cia antica erano quelle di Adone,
eroi , onorati dopo la loro morte. le Apaturie, le grandi e piccole
Si conoscevano tre sorta di luoghi Dionisiache, non che le Antesterie
saciù : i primi sì chiamavano cani' ad onore di Bacco, le Brauronie di
pi separati, ed erano le terre con- Diana, le Dafooforie di Apollo, le
sacrate agli dei , e le cui rendite Eleusine di Cerere e di Proserplna,
appartenevano templi ; i
ai loro le Tesmoforie di Cerere legislatri-
secondi erano boschi sacri; i terzi ce, le Panalenee grandi e piccole
destinati particolarmente alle pre- di Minerva. L'originaria legislazio-
ghiere ed alle orazioni , dicevansi ne de' greci, e le loro limitatissi-
templi od abitazioni sacre. I mi- me viste politiche, non potevatjo
nistri della religione, destinati alla avere per oggetto la riunione delle
custodia ed al servigio de' luoghi diverse porzioni della Grecia in uà
saci'i, si chiamavano preti, ed cia- governo rappresentativo, ma piut-
no in gran venerazione. Il culto e- tosto dovevano tendere a stabilire
sercilatosi ne' luoghi saeri, consiste- l'autorità d'un capo sopra di tutti ;
va neir adempimento di tre dove- quindi il primo loro governo fu
ri religiosi, le preghiere, i sagrifì- monarchico assoluto. Anfitrione fu
zi e le lustrazioni. Le prime si fa- però il primo che immaginò un
cevano con lunghe e intralciate consiglio, ove ciascun corpo politi-
cerimonie ; i secondi da principio co poteva inviare i suoi deputati
si limitavano a profumi o a sem- per deliberare intorno al bene ge-
plici libazioni, ma in seguito si nerale. Questo consiglio e questa
convertirono In produzioni della unione però non furono di lunga
terra ed animali d'ogni sorte; le durala. Licurgo dolente sulla sorte
94 GRK r. Il E
di Spnrta sua putria, esposta alle non aspiravano che nd un'aristo-
dissensiuni doiiiesticlie, ed alle guer- crazia rigorosa, e finalmente gli a-
l'e esterne, concepì il vasto proget- bitanti delle coste domandavano un
to di d.irle una costituzione politi- governo misto, che dividesse il po-
ca, cominciando dai riformare le tere tra ricchi ed il popolo;
i

sue leggi ed suoi costumi. Sta-


i quindi in mezzo alle continue ri-
bilì egli un senato, temperò il po- voluzioni, si dimostravano vani, im-
tere dei re , conservando però le petuosi, estremi sì nel l>ene che nel
due dinastie che conlemporanea- male. Aif<iticati da mille discordie
iiicnle vi dominavano, frenò la li- ricorsero a Solone, pregandolo di
cenza del popolo, e pubblicò delle dar loro delle leggi. Questi però
leggi che si proponevano tre og- volendo rimediare a' mali della re-
getti principali: di portare gli spar- pubblica non fece che palliarli. In-
tani al massimo grado di forza tì- troducendo egli ottime istituzioni,
sica e morale, di dirigere tutta guastò il tutto coir accordare al po-
questa forza al bene dello stato, e polo la permissione di disprezzare
di renderne permanente la costi- le leggi ed i magistrati, auturiz-
tuzione ; ed il successo corrispose zandplo ad appellarsi dalle senten-
al conce[)imento. Gli individui del- ze, dai decreti, e dagli ordini di
le due dinastie preservatevi col ti- tutti i giudici. Le assemblee della
tolo di re, erano generali alla testa pubblica piazza essendo sempre nu-
delle armate, e magistrati presi- merose, composte di una moltitu-
denti ad un consiglio di vent'otto dine ignorante, leggiera, gelosa del-
membri scelti tra il popolo, men- la fortuna de' ricchi, sempre giuo-
tre per lo avanti ,
quantunque il cata da un qualche intrigante , o
corpo della nazione formasse delle dominata dai cittadini più inquie- i

asiemblee, il consiglio proponeva ti o più destri, non facevano che


i

le materie ed il popolo deliberava. aprire la porta a tutti gli abusi.


Cinque altri magistrati allora de- Soffì'ì perciò Solone il dolore di es-
nominati efori, con un potere si- sere testimonio egli slesso della ti-

mile a quello dei tribuni del po- rannia dei Pisistrati, piantata sulle
polo romano, tenevano la via di rovine del suo debole governo.
mezzo tra' differenti poteri , e so- Atene entusiastata, ma nel tempo
prattutto impedivano ai re ed ai stesso paurosa dell'altrui merito,
senatori di sorpassare la legge. Li- accordava i più grandi onori a chi
curgo introducendo la divisione e- si distingueva eminentemente; ma
guale delle terre, riuscì a bandire puniva nel tempo stesso col bando
le ricchezze ed il lusso; la pover- o con l'ostracismo, esilio di dieci
tà virtuosa, l'amore della patria, anni, quelli che si erano troppo
l'esercizio delle armi vi furono so- distinti. Orgogliosi gli ateniesi dei
stituiti , e costumi affatto nuovi loro avvenimenti nella guerra con-
piantarono la solida base delle sue tro i persiani ,
presero il partito
nuove leggi. Gli ateniesi furono di umiliare Sparta ; il che diede
sempre divisi nelle loro opinioni luogo alla lunghissima guerra del
politiche. Gli abitanti delle monta- Peloponneso, che non fu decisiva
gne volevano un governo affatto per alcuno de' due partiti. I teba-
democratico, quelli della pianura ni ch'erano stali umiliali dogli spar-
GRE GRE 95
tani, guidati da un solo uomo fi- da, l'arco, la frombola ed il giavel-
losofo e guerriero, il celebre Epa- lotto; difendevano col casco, con
si

minonda, acquistarono il nome e la corazza, conlo scudo ; quello


la forza di nazione. Gli spartani de' cavalieri era più piccolo e più
battuti da essi , ed avviliti , non leggiero di quello della fanteria. Si
sparsero in progresso che qualche facevano sagriHzi e divinazioni a-
raggio di luce sotto il regno di vanti la battaglia
generale ar- ; il

Cleomene. Atene quindi fu divisa ringava l'esercito nel campo, salito


da due fazioni eccitata dalle ar- : sopra un luogo elevato, o percor-
ringhe dell'eloquente Demostene, rendo, durante la pugna, le file a
appena seppe opporsi alle imprese cavallo. Ai militari s'infliggevano
di Filippo re di Macedonia ; qua- diversi castighi, la più parte umi-
sto principe dominò sopra il corpo lianti; ma la diserzione era punita
intero della Grecia , mediante la con la morte. Uno spartano che fug-
sua profonda politica. Dopo la mor- giva avanti il nemico, od abbando-
te di suo figlio Alessandro il Gran- nava il suo posto, era disonorato
de, una nuova potenza sembrava per sempre : però le ricompense al
promettere alcuni giorni di liber- merito erano le più onorifiche, ed
tà ,
quella cioè degli achei ; ma i i morti sul campo di battaglia ve-
loi'o progressi furono lenti, e dopo nivano onorati dal pubblico. Le
Arato, non ebbero alcun uomo di mura della città, benché prive dei
genio alla loro testa. Passando a modi di difesa introdottisi poste-
parlare anche dello stato militare riormente, erano ben munite, alte,
della Grecia antica , dicemmo che solidissime, ed appoggiate interna-
a Sparta i re erano i generali delle mente Le macchine
a terrapieni.
armate. In Atene ognuna delle sue più usate , onde batterle e sman-
dieci tribù forniva il proprio co- tellarle negli assedi, erano la ca-
mandante, il quale si cangiava ogni tapulta, la balista, la gru, il mon-
giorno per turno cogli altri nove; tone, la testuggine, e le torri ruo-
ma se l'uno fra essi si distingueva tanti ; alle quali macx^hine gli as-
per la superiorità de' suoi talenti, sediati contrapponevano degli altri
gli altri deferivano a lui la prò* mezzi pe«* renderle inefficaci o di-
pria autorità , come fra gli altri struggerle. 1 greci in origine non
esempi avvenne di Milziade nella coltivarono la marina: e Tucidide
battaglia diMaratona. Presso gli osserva che Omero non fece pa-
spartani ognuno era militare; l'età rola di vascelli a più ordini. Spar-
da portar le armi era dai trenta ta avea rinunziato assolutamente al
ai sessanta. Ognuno marciava or- mare per costituzione, onde sottrar-
dinariamente accompagnato da quat- re la nazione a qualunque comu-
tro o cinque iloti, cioè schiavi, ar- nicazione con lo straniero. I soli

mati alla leggiera. Alene l'età


In corinti fecero assai per tempo il

di portare le armi cominciava da- commercio del mare. All'avvicinarsi


gli anni dieciotto, e siccome la cit- de' persiani, gli ateniesi pensarono
tà era più popolata di Sparta, cosi di occuparsi d' una marina, dietro
la truppa era più numerosa. Le i consigli del prode Temistocle, e
armi più ordinarie presso gli anti- ne ritrassero soddisfacenti effetti.

chi greci erano la lancia, la spa- Gli altri greci, e gli stessi spartani.
4)6 GRE GRE
similmente cominciarono a mante- tàlmia, del mal di pietra, di tossi-
nere delle flotte, e que&ta misura cologia e sin anche del vaiuolo. La
divenne comune a tutta la Grecia. medicina non mancò essa pure di
I primi uomini che trassero la essere un oggetto di controversici.
Grecia dalla barbarie, e la resero I seguaci della sola esperienza si

capace di qualche coltura nelle chiamavano empirici ; quelli che vi


scienze , furono chiamali sofisti e aggiungevano i lumi della teoria
sapienti. Il modesto Pitagora fu il dicevansi dogmatici. I metodisti poi
primo a chiamarsi filosofo. Da prin- erano quelli che indipendentemente
cipio non vi furono né sistemi fis- dalle grandi divisioni indicate adot-
si, ne scuole formate; le prime tavano principii particolari. Scor-
chiamate sette, non cominciarono gesi dulie opere rimasteci^ che gli
a stabilirsi che verso il tempo dei antichi medici si occupavano della
sette saggi della Grecia. Platone botanica e dell'anatomia. L'elo-
discepolo di Socrate , raccolse le quenza estemporanea fu portata
materie trattate nelle differenti scuo* presso ai greci al più alto grado
le,e ne formò un corpo intiero di di perfezione, e serviva di un mez-
filosofia. In progresso s'introdusse- zo efficacissimo onde ascendere ai
ro nuove scuole, che fecero dimen- primi onori e alle dignità dello
ticare le prime: le principali fu- stato. Anche gli storici della na-
rono quelle degli accademici, peri- zione, come Erodoto, Diodoro, Tu-
patetici, stoici, cinici, epicurei, pir- cidide , Plutarco , si distinsero in
ronisti , ec. Questi filosofi antichi quel genere, mettendo in bocca a
non ingannavano meno in fisica
s quei generali e magistrati magni-
ed che in logica ed
in astronomia, fiche aringhe. La poesia fece per
in morale; trovasi non ostante tempo rapidi progressi nel genere
nelle loro opinioni o sentenze il epico. Omero visse un secolo dopo
germe di molte scoperte, e gli ele- la guerra di Troia, e le sue opere
menti di molti sistemi ricevuti oggi- formano ancora il soggetto dell' u-
dì fra i moderni. Pratioavasi la niversale ammirazione, e degli stu-
medicina fra' greci sino dai tempi di : questo illustre poeta era uno
della guerra di Troia. Esculapio di quei rapsodi che percorrevano
discepolo di Chirone aio di Achil- la Grecia, celebrandovi i suoi eroi.
ie ebbe un tempio ed un territo- Tespi fu r inventore di quel ge-
rio a lui consecrati. Fra questo ed nere, in cui gli avvenimenti nar-
Ippocrale, lasciando da parte le rac- rati nel poema epico sono ridotti
colte de' medici greci di ogni età in azione e messi sotto V occhio
,

fatta in Lipsia, F. Schoell nella dello spettatore. Eschilo fu il pri-


Storia della letteratura greca sacra mo che introducesse il genere tra-
e profana numera vari nomi di gico, ma venne sorpassato da So-
diverse scuole mediche, e nomi di- focle ed Euripide. La commedia
stinti per invenzioni o scoperte che fu immaginata da Eupoli e Gra-
molti moderni si appropriano. Al- tino, ed Aristofane la portò alla
tri ne enumera Luigi Sobri nel- perfezione. Pindaro, Rione e Mosco
Y Apologia storico- critica j e gli an- si distinsero, il primo nella li-

tichi medici greci, oltre la botanica rica sublime , e gli altri due nei
e r anatomia, si occuparono di of- componimenti pastorali e nell'eie-
,

GRE GRE 97
gie amorose, come Esopo nelle al- lettura : di tutti i pittori dell'an-
legorie e negli apologhi conosciuti tichità, Apelle è quello di cui si

sotto il nome di favole. Non man- fanno i maggiori elogi ; fece un


carono ai greci vari celebri gram- ritratto di Alessandro pel memo-
matici e retori ;sembra però che rato tempio di Diana, del quale
i moderni, almeno quanto alla diceva il medesimo principe veden-
grammatica, sieno riusciti assai più dolo, eh' egli riteneva esservi due

felicemente degli antichi. Alessandri, l'uno figlio di Filippo,


L'agricoltura fu in onore anche ch'era invincibile, l'altro di Apel-
presso i greci, ma la fertilità del pae- le, eh' era inimitabile. Quanto alla
senon corrispose alle loro industrie. scoltura si legge in Pausania, che
Quanto al commercio degli antichi la maggior parte delle antiche sta-
greci fu poco considerabile, in con- tue fossero di legno. Devesi al gu-
fronto di allre nazioni : però l' iso- sto di Pericle, ed al genio di Fi-
la di Dc-lo fu per molto tempo il dia , il più
grande splendore in
centro ed il fondaco del commer- questa beli' arte. La statua di Mi-
cio della Grecia. La idea di fab- nerva in Atene fissava l'ammira-
bricarsi delle case , ed anche di zione universale, ma il Giove Olim-
erigere monumenti durevoli , nata pico presso gli cileni fu posto nel
dal bisogno e dalla cura della sa- novero delle sette meraviglie del
nità , appartiene a tutti i popoli ; mondo. Gli antichi greci hanno
ma la perfezione che ne costituisce egualmente conosciuto i' arte d' in-
essenzialmente le bellezze dell' arte, cidere sulle pietre ; se ne conser-
queir accordo felice di elementi da vano ancora alcune in diversi ga-
cui risulta l'armonia del bello, lo binetti di un lavoro squisito. Non
dobbiamo ai soli greci. La fìnezza vi fu popolo presso al quale l'ar-
del loro gusto diede origine ai tre te della musica fosse cosi univer-
ordini architettonici, de' quali fu- salmente coltivata quanto il greco:
rono gì' inventori. 11 dorico ,
più tutti gli uomini liberi sapevano o
antico e più semplice aveva una dovevano sapere lu musica ; anzi
bellezza maschia e maestosa ; il i primi legislatori avevano perfino
ionico, più elegante e più svelto, fatta di quest' arte una delle leggi
è quindi più piacevole; il corintio fondamentali del governo. Una trop-
riuniva tutta la delicatezza e le po spinta severità avea fissato il
grazie di cui l' arte è suscettibile. numero delle corde della lira ,
1 capi d' opera del primo sono : il proibendone tutte le innovazioni
tempio di Giunone in Argo, quel- onde mantenere quell' antica sensi*
lo di Cerere e di Proserpina in bilità che si credeva essere la sola
Eleusi ; appartengono al secondo il utile ciò per altro non impedì di
:

tempio di Diana in Efeso, e quel- introdurre nella musica significanti


lo di Apollo a Mileto, come al cangiamenti, i quali diedero moti-
terzo il magnifico tempio di Giove vo alle querele dei filosofi , e nììt
Olimpico in Atene, cominciato da vive e lunghe discussioni sulla pre-
Pisislrato, e dopo lungo tempo ter- ferenza o meno della musica mo-
minato da Antioco Epifane re di derna all' antica , in riguardo però
Siria. La pittura non fu meno col- all' influenza che il sistema musi-
tivata presso ai greci dell' archi- cale poteva avei;e sul pubblico be-
VOL. xxxu. 7
,

gS GRE GRE
ne; cosicché si dispulava sull' uli- cassero un'alta slima al celibato,
lità di essa, e non sul gusto che ne il malrìmouio fu sempre in gran
derivava. Gli efTelli però della mu- pregio fra i greci; ami fra gli spar-
sica presso i greci erano tanto prò- tani era proibito 1'
ammogliarsi
digiosi, e così straordinari, che si troppo tardi, ed in modo non cor-
devono piuttosto attribuire alla fa- rispondente. Il gioino delle nozze
vola che alla storia. Uno dei gran era un giorno di festività ; la not-
vantaggi della musica greca consi- te allo splendore delle fiaccole por-
&teva nella sua intimità con la tate da giovani, si cantavano degli
poesia, lo che faceva ordinariamen- inni, chiamati epilalamii. 11 divor-
te che ogni cultore della musica zio era però permesso, e ne' giorni
fosse poeta, e così viceversa, più brillanti della Grecia si osserva
I primi istitutori de' giuochi pub- che costumi erano generalmente
i

blici, mediante la loro magnificen- mollo corrotti. Le .madri davano


za, avevano trovato il mezzo di il nome ai loro figliuoli, ed i no-
deslare il rispetto per la religione, mi avevano ordinariamente rappor-
e l'ardore per la gloria. J com- io ad alcune circostanze della loro
battenti godevano di una grande nascita, od a qualche accidente in
considerazione, ed i vincitori erano quella occasione avvenuto. Presso
ricevuti nella loro patria con ac- gli spartani eravi il barbaro costu-
clamazioni, e festeggiati dai poeti me di far perire i fanciulli mal
come gli eroi. Da principio gli conformati; altrove i genitori espo-
esercizi si riducevano alla corsa ed nevano ne' boschi o nelle pubbli- ,

ai salto, ma vi s'introdussero poi che strade bambini, se mancanti


i

le corse de' cavalli , de' carri, ec. di mezzi per provvedere alla loro
indi se ne aggiunsero degli altri sussistenza. I greci erano fra loro
d' un genere pifi nobile. La lotta scrupolosi osservatori dei doveri so-
consisteva negli avvantaggi dello ciali: la ospitalità era tanto sacra
spirito e de' talenti , ed i concor- fra essi che la uccisione di un o-
renti erano i coltivatori della poe- spile, riputavasi come delitto irre-
sia, della musica, e gli oratori. I niissibile, e* benché fosse anche in-
premi non erano che semplici co- volontario credevasi che dovesse
rone, I quattro più celebri giuochi meritare la vendetta degli dei ;

erano gli olimpici, che si celebra- neppure il diritto della guerra esci u-
vano ogni quattro anni nella città deva quello dell'ospitalità. Di rnol-
di Olimpia in Elide, ad onore di te delle cose superiormente indica-
Giove ; quelli di uno slesso perìo- te si trattano con qualche dififu-
do in Delfo, in onore di Apollo sione in parziali articoli; altre in
Pizio; i nemei ogni due anni, co- molti analoghi luoghi del Diziona-
munemente credutisi in onore di rio. Così dicasi di altre cose appar-
Ercole gli istmici ogni cinque an-
; tenenti ai greci ed alla Grecia , di
ni, che aveano luogo nell'istmo di cui non si fece menzione, e riguar-
Corinto, in onore di Melicerta e Pa- danti i costumi e gli usi degli aa-
lemone, e si celebravano di notte, lichi greci.
come giuochi funebri: Teseo in Greco volgare o moderno, chiamasi
seguito li consacrò a Nettuno. Ben- la lingua che oggidì si parla nella
che alcune- sette di filosofi attac» Grecia. La lingua dei greci moderni
,,

GRE GRE 99
denva dal greco antico, ma quella tilito. Nella seconda epoca che
come si disse soggiacque a grandi comprende la seconda mela del
modificazioni pel mescuglio del fran- XVllI secolo, i greci trasporta-
co , del turco, ec. ; l'idioma greco rono nella loro lingua una quan-
sarebbesi anche maggiormente can- tità di capi d'opera della moderna
giato, se non si avesse conservato letteratura ; prima del secolo attua-
li greco antico nella Chiesa. Tut- le incominciò una terza epoca che
ta volta dopo la presa di Costanti- produsse degli scritti politici, e che

nopoli fatta dai turchi, si stampa- diede origine a giornali, opere pe-
rono libri in greco volgare nella riodiche e grammatiche , le quali
Germania, nella Russia, nella Fran- però non sono d'accordo ìntera-
cia, in Inghillerra, in Venezia ec. mente sulle regole , sulla ortografìa,
non solo di cose attinenti alla reli- e sulle parole di una lingua che
gione, ma anche ad
argomenti di i gran maestri non fissarono anco-
storia , geografia scienze ed arti , ra con de' capi d' opera. Da una
delle quali se ne fa menzione nelle sessantina d' anni furono stampate
aggiinite aWa ctìchre Biblioteca gre- più di tremila opere
d'ogni spe-
ca del Fabricio. Il popolo parla eie in greco moderno ; ma in que-
al presente un linguaggio molto sto numerovi sono poche opere
più straniero che quello delle alte originali, lamaggior parte essendo
classi, ed il greco degli schipetari . slate tradotte da altre lingue. Si
difFerisce molto più dalla lingua scrit- deve eziandìo notare che greci i

ta. Al principio soltanto del XVIII nativi della Grecia propriamente


secolo s'impiegò il greco moderno detta, avanti la felice rivoluzione
per le opei e letterarie, e la origine eh' essi a* nostri giorni operarono,
della letteratura de' greci attuali parlavano per lo più la loro lingua
non arriva che a questo tempo, senza coltivarla, e che la miseria
Bizo, autore di un corso di gre- alla quale li rìduceva il dominio
ca letteratura, la divide in tre de' turchi, rendeva non curanti
li

epoche, delle quali la prima com- dell'istruzione, equindi per neces-


prende il principio del XVIII se- silà ignoranti, al che deve aggiu-
colo ; già alla fine del secolo XVII gnersi, che le più colte persone e
esìstevano delle scuole al Fanale i più rari ingegni passavano a fi-
di Costantinopoli, sul monte Atos, gurare, e a coltivare ì loro studi
a Janina, nell'isola di Patmos , a e la loro letteratura in altre re-
Corlu ed a Larissa. In questo pri- gioni. Non si bene se per prìn-
sa
mo periodo se ne formarono di cipio di religione, o per elfetto dei-
nuove, e s'incominciò a studiare la naturale loro barbarie, i turchi
il greco aulico , le scienze ec. I abbiano distrutto o lasciato rovinare
greci a Costantinopoli acquistarono i monumenti dell' antica Grecia,
qualche influenza politica; si sce- e mostrato un disprezzo per lo
glievano fra essi i dragomani della studio del greco, che avrebbe po-
Porta, come si sceglievano nelle tuto incivilirli e renderli colti, e
corti de' greci ospodari della Mol- anche contribuire alla gloria del
davia e della Vallachia , pres- loro impero ; in questo furono essi
So i quali essendovi una corte, ben diversi dai romani , che dopo
il linguaggio poteva esservi ingea- aver conquistala la Grecia , si ap-
,

loo GRE GRE


plicarono allo studio della lìngua, zione dell' Inghilterra, es$a pofri'i

e introdussero nel Lazio le scienze essere per lungo tempo un foco-


e le arti che i vinti coltivavano lare di lumi per la Grecia, che
con tanto profitto, e dalle quali possiede al presente stamperie, gior-
trassero essi le prime idee della nali, ec. Ad Odessa si vide aper-
politezza, delle maniere, e del buon to un greco teatro. Grande è tut-

gusto in ogni genere di produzio- tora l'amore del sapere in Grecia:


ni. La reminiscenza delle antiche questa classica terra per genio, per
glorie non èmai venuta meno indole non ha cambiato dall'antica;
nei greci , ed ha alimentato per ed or che gode il benefìcio della
lungo corso di generazioni invili- pace, che ha mezzi di ammae-
te e corrotte ,
quella patria cari- strarsi vedremo sorgere uomini
,

tà che produsse finalmente le azio- grandi, e già alcuni ne vanta, e


ni magnanime e generose, onde a dice che farà poi conoscere il dot-

vita novella si veggono risorti. to sacerdote Domenico Zanelii


I greci possedono quantità di siccome dichiara nel suo erudito
poesie popolari, meno interessanti articolo Sullo stalo attuale della
forse pel loro spirito poetico, che pubblica istruzione in Grecia^ pub-
pei tratti di morale che conten- blicato dalla distribuzione 87 del-

gono: fiirono raccolte e pubblica- l'anno 1844 (ì^W Album, giornale


te a Parigi da Fauriel, e alcuni letterario romano. In tale articolo
dotti di Alemagna fecero delie il chiaro scrittore confuta l'opinio-
aggiunte a questa raccolta. Prima ne che la pubblica istruzione iu
che la nazione greca insorgesse Grecia sia cominciata soltanto sot-
contro i turchi, i fanarioti o abi- to il governo del conte Giovan-
tanti del Fanale a Costantinopoli, ni Capodistrias , dappoiché prova,
ei'ano stimati i più istrutti e ci- che da molto tempo avanti era-
vilizzati di questo popolo ; però vi coltivata , non solo perchè
per la pubblica istruzione si ave- molti greci sotto la mussulmana
Tano formati dei collegi a Kido- dominazione , schiavi ma non del
nia, Smirne , Bukarest, Jassi, Ja- tutto avviliti, animati dal nobile
nina ed Atene. Al princìpio di desiderio d'istruirsi si recarono nel-
questo secolo si aveva fondato un le più celebri università d'Europa,
gran liceo nell' isola di Scio, che e tornati in Grecia si fecero i-

possedeva una biblioteca ed una stitutori de' loro connazionali in


stamperia. Per lo innanzi erano le scuole di pubblico insegnamento,
stampe di Vienna, Venezia, ec. che massime ne'rinomati collegi di Co-
somministravano dei libri alla Gre- stantinopoli, di Bukarest, di Smir-
cia. Durante la guerra d' insurre- ne, di Chios, Patmos, di Cido-
di
zione quasi tutti questi stabilimen- nia, di Missolongi; ma ancora per
ti furono distrutti; ma dal 1824, la tolleranza di Seiim 111, che
per le provvide cure dell' alto permise tra' greci le scuole pub-
commissario lord Federico Ada- bliche, alBdandone la direzione al
mo, esiste a Corfù una greca uni- principe Demetraki Mourousi; laon-
Tersità, posta al sicuro dai tram- de fu forse il movimento intellet-

busti popolari, e godendo dei be- tuale che preparò la rivoluzione,


neficii della pace, sotto la prole* dopo aver fatto conoscere alla Gre-
GRE GRE 101
eia il lagrimevole stato in che si alla storia, si estende sino all' as-
trovava sotto il domiaio ottoma- sedio di comprende più
Troia, e
no. Scoppiata la rivoluzione, tran- di settecento anni. L'avvenimento
ne le isole Jonie, nelle altre par- più segnalato di questa prima età,
ti della Grecia $i arrestò ogni in- è la invasione del Peloponneso. La
tellettuale progresso, essendo state seconda età percorre dall' assedio
chiuse le scuole e dispersi scolari di Troia, che ne forma l'epoca la

e maestri. Giovanni Capodistrias, più distinta, sino alla battaglia di


fatto presidente del governo prov- Maratona, epoca non meno rimar-
•visorio di Grecia, qual uomo di cabile, ed abbraccia circa ottocen-
alto sapere, fece risorgere la pub- to anni. La terza, meno lunga ,

blica istruzione , fondando scuole, ma più feconda di avvenimenti,


collegi e ginnasi, tra cui primeg- come sono le sconfitte dei per-
giò quello di Egìna diretto dal siani a Maratona, a Salamina, a
rinomato Andrea Mustoxidi . SI Platea , il sagrificio dei trecento
belli principi furono soffocati dal- spartani alle abban-
Termopili, l'

l' uccisione del presidente, finché dono di Atene all'inimico per de-
assunto al trono Ottone di Ba- dicarsi alla difesa comune, rin-
viera, sapientemente stabilì pub- chiude lo spazio di duecent' anni,
bliche scuole con abili maestri, e e finisce con la morte di Alessan-
quattro ginnasi in Atene, Napoli dro Grande. La quarta finalmen-
il

di Romania, Patrasso e Sira, dai te contiene presso a poco anni


quali i studenti passano alla uni- duecento, e termina con la per-
versità Ottone di Atene; essendo dita della libertà greca , per le
grandi gli sforzi del governo elleni- conquiste romane. L'unico avveni-
co per diffondere l' istruzione, le mento che formi un' epoca distin- .

scienze e le onde favorire


lettere, ta, si è lo sforzo degli achei nel
il mirabile amore che i greci han- gettare fondamenti di una lega
i

po per gli studi. che fece rivivere 1' antico governo


greco, e che li pose in quella po-
Sunto di sloria greca j divisione litica situazione in cui si erano
delle sue più celebri età ; guer- trovate Sparta ed Atene , fino a
re e principali azioni de' regni che i romani li sottomisero, di-
e repubbliche j conquiste^ avve- struggendo Corinto, la loro città
nimenti occupazione dei
politici, principale, e che la Grecia, sotto
romani, ed impero grecoj do- il nome di Acaia, fu ridotta in
minazìone dei turchi, rivoluzio- provincia romana. Da quest'epoca
ne de' greci j istituzione del no- sino al principio dell'impero d'Au-
vello regno di Grecia, ed odier- gusto, ceutovent'anni circa, i roma-
no ilio cenno storico sul'
stato ; ni non fecero gran cangiamenti nel-
la capitale Atene. le leggi municipali delle città gre-
che. Dopo alcune -vicende, il vin-
Dividesi ordinariamente la sto- citore Ottavio dando la sospirata
ria della Grecia in quattro età di- tranquillità a tutto l' impero ro-
stinte, epoche
corrispondenti ad mano, accordò un'apparenza di li-

memorabili. La prima età, che bertà anche ai greci, i quali era-


appartiene più alla mitologia che no governati da tre pretori ro-
,

ioa GRE GRE


mani, così distribuiti : T uno avea ne a con una terza colo-
fissarsi

sotto di lui una parte dell' Epiro, nia a Tebe. Questi stranieri ci vi.
e tutta la Illiria; un altro la Ma- lizzarono a poco a poco gli abi-
cedonia, ed una parte della Gre- tanti ancor rozzi j vi apportarono
cia ; un terzo aveva V Acaia la , il culto del lonx paese , che si

Tessaglia, 1' Acarnania, ed il re- confuse insensìbilmente con quello


sto dell'Epiro, Il compendio della della Grecia, e probabilmente al-
storia dell'impero greco, volendo tresì colle religioni dell'Asia; ne ri-
risalire alla traslazione dell'impero sultò una nuova mitologia, che i
romano da Roma a Bisanzio l'an- coloni greci introdussero poscia nel-
no 33o dell'era cristiana, e fino r Asia minore, in Italia , ec. I
alla conquista di Costantinopoli piccoli stati di cui componevasi la
fattada Maometto li nel i453, Grecia, che fra repubbliche e re-
è pure un'altra classica epoca. Da gni in angusta area si numerarono
quella del dominio ottomano ten- sino a cinquanta ,
gareggiavano
tarono più volte i gieci, anche fra loro in potere e prosperità, ed
col soccorso di altre potenze di ebbero parecchi eroi de'quali alcu-
Europa, di sottrarsi alla turca do- ni furono divinizzali dalla poste-
minazione, e di reggersi colle pro- rità, come pure celebri legislatori
prie leggi, formando cosi una so- e poeti. Indi i detti stati si dis-
la ed indipendente nazione. Dopo membrarono e distrussero a vi-
unq ben lunga e disastrosa lotta cenda. Le dinastie dei Pelopidi e
la Grecia non è più dipendente degli Eraclidi furono le più famo-
dalla sublime Porta iu oggi : se per le sanguinolenti loro gare,
come meglio diremo, il principe e per le domestiche atrocità, che
reale di Baviera Ottone I n'è il fornirono al tragico pennello i più
re, il quale ha dato alla Grecia interessanti argomenti. I piccoli
felice principio di un'era novella sovrani di Grecia col sistema di
e brillante Quindi pel rinasci-
. federazione insieme si sostenevano,
mento della coltura dovrà senza onde si dissero cileni, ed a taluno
fallo tornare in gran vantaggio dei l'autorità suprema conferivano nel
greci e della fede loro, imperoc- periglio comune. Quando Paride
ché mercè di esso cesseranno molti figliuolo di Priamo re della Troa-
pregiudizi , dai quali sono stati de nell'Asia minore, rapì a Me-
finora preoccupati contro la Chie- nelao re di Sparta, fratello di A-
sa romana, e contro il capo vi- gamennone re d' Argo e Micene,
sibile di essa. l'avvenente Elena figliuola di Tin-
Nei ri moti tempi laGrecia era darò re di Lacedemone tutti i ,

abitata da bai-bari che vivevano greci si unirono a vendicare l'ol-


miserabilmente nelle caverne, o sot- traggio, e conferita ad Agamenno-
to capanne, allorché Inaco vi con- ne re de* re la dittatuia, ebbe
dusse dall'Egitto la prima colonia, luogo lafamosa guerra troiana di
circa duemila anni prima dell'era dieci anni, che Ditti cretese ha i-
cristiana, ed essa fondò la città storicamente dipinto, e che su- i

d' Argo. In progresso Cecrope si blimi geni di Omero e di Vir-


stabilì con altri egiziani sulla si- gilio immortalarono coi loro poemi.
tuazione di Alene, e Cadmo vea- A queste fonti inesauribili convie-
GRE GRE io3
ne attingere per aver conoscenza sostituì i decennali arconll. Corin-
della greca religione, del costume, to ne seguì i'esernpio, costituendo-
e del governo di que'tempi, onde si in repubblica dopo la morte
compoiiesi la pagana mitologia, di Psammetico. Quindi Messene
clie nnta in oriente, ed accresciu- si ridusse in servitù dai lacedemo-
ta in Grecia, propagossi poi in oc- ni, e terminò la politica esistenza,
cidente, ed ebbe solenne culto nel tacendo nella prima guerra sul
Liizio. Inoltre Omero è per la monte Itome, e nella seconda sul
storia greca un autore prezioso, monte Ira più energici ma va-
, i

per le importanti particolarità del- ni sforzi di difesa ; e per essersi


le quali si occupò: per lui si co- lasciato corrompere dai lacedemo-
noscono quoli allora fossero le ni, Aristocrate re d' Arciidia invi-
forze de'dilferenti slati della Gre- tato dai suoi popoli a ristorare
cia, quali le città più nobili e flo- coi soccorsi la fortuna de'roesseni,
ride, e gli antichi nomi di mol- perì egli in generale sommossa, e
te fra esse : cogli epiteti dei loro terminò del lutto il suo regno. Si
nomi egli somministra un'idea tan- cangiò pure in democratico il reg-
to della loro situazione, quanto gimento di Argo, ed affettando
della qualità del loro territorio, Micene una pai-ziale indipendenza,
come delle loro ricchezze ; e di- venne dagli argivi assediata e di-
cono i moderni non
geografi, che strutta, facendone schiavi gli abi-
si conoscerà giammai esattamente tanti, una decima parte de' quali
la geografìa della Grecia antica, fu a Marte sacrificala. Anche i
senza studiarla in questo poeta. tebaui cessarono di avere un re,
Dopo la caduta di Troia, nota- dopo che Xanto perì in singolare
bili mutan)enti avvennero in Grecia, tenzone con Melanto re d'Atene.
ed il tristo fine del misero Agamen- 11 regno di Lacedemone prospera-
none, e la vendetta che suo fìgho il va governato con singoiar esempio
furioso Oreste ne trasse, di cui ne da due re che si divisero il pote-
furono vittima Clitennestra edEgistOj re. In seguito Sparta ed Atene
non valsero a raffermare ne'Pelopi- divennero le due grandi potenze,
di il dominio, e gli Eraclidi si divi- alle quali erano attaccati i desti-
sero i principali reami. L'aumento ni della Grecia, e gli altri popo-
della popolazione suggerì il tem- li per l'una o per l'altra parteg-
peramento di stabilire altrove le giarono, secondo le relazioni di vi-
greche colonie, ampliando cosi la cinanza o d'interesse. L'isola di Sa-
nazionale potenza, e si videro fon- lamina formò il primo soggetto di
dati nelle vicine isole, nelle fioren- discordia fra le città d'Atene e di
ti coste dell' Asia minore, ne' liti Megara : in un primo scontro gli
dell' Italia meridionale e della Si- ateniesivennero respinti in sì brut-
cilia importanti stabilimenti, e cit- to modo, che si proibì sotto gra-
tà cospicue. Intanto cangiò Atene vi pene di più proporre il con-
la forma del monarchico governo, quisto di Salamina. Tuttavolta riu-
dopo il generoso sagriflzio della scì al legislatore Solone di riaccen-
propria vita che esegui il re Co- dere il desiderio al quale il suc- ,

dro nella guerra co' peloponnesi, e cesso pienamente rispose erano :

proclamando Giove per sovrano, animati i megaresi a vendetta, ma


I04 GRE GRE
Pisistrato generale di Atene li pre* fiamme la deserta Atene, e ne de-
venne, ed impadronitosi di Mega- molirono le mura. Intanto Temi-
fa per sorpresa, si dichiarò dipoi stocle vinse la famosa battaglia
tiranno della propria patria. Ippar- navale di Salamina onde Serse ,

qo suo figlio venne discacciato da avvilito fuggì in Asia , lasciando


Armodio e da Aristogitone ; ma Mardonio in Grecia con trecento-
Ippia suo germano implorò l'aiuto mila armati. Pausania re di La-
di Dario re di Persia, il quale cedemone ed Aristide ateniese ta-
già mal disposto contro gli atenie- gliarono a pezzi questo esercito
si, che soccorrevano i joni, avendo nella battaglia di Platea, nel gior-
incendiato la città di Sardi, intimò no stesso in che greci asiatici si i

loro la guerra. Una flotta formi- emancipavano dalla persiana sog-


dabile di cinquecento galere ap- gezione nella battaglia di Micale.
prodò nell'Eubea con duecentomi- In tal modo incominciò la ter-
la uomini e diecimila cavalli, ed za gloriosa età della Grecia. Qual-
entrò neir Attica. Un pugno di che anno dopo gli ateniesi sotta
greci condotti dall' intrepido Mil- gli ordini di Conone riedificarono,
ziade bastò a porre in rotta l' e- le mura della loro città, che di-
sercito persiano nella pianura di venne sempre più florida; in quel
Maratona, l'anno 490 piima delia secolo CirnOne, Milziade, Temisto-
nostra era: Ippia vi morì, ed i cle ed Aristide si segnalarono lu-
suoi figli condussero vita oscura minosamente alla testa delle ar-
nelle terre di Persia. Nove anni mate ateniesi. Sotto il governo di
dopo, Serse successore di Dario Pericle le arti e le lettere acqui-
volle trar vendetta sulla Grecia starono un lustro sino allora sco-
dell'onta paterna, divisando distrug- nosciuto nella Grecia, fino a quel-
gere le repubbliche elleniche. Pas- l'epoca che Alcibiade comandava
salo in Eijropa con innumerevole le armate. Fidia decorò i templi
esercito, traversò l'Ellesponto, e per coi capi d'opera del suo scalpello ;

la Tessaglia divisò penetrare nel- Euripide , Sofocle ed Aristofane


l'Attica: sommavano ad un milio- popolarono di spettatori i teatri ;
ne i combattenti , oltre 1' armata Tucidide scrisse le storie delle
navale. Allora i lacedemoni s' ar- guerre degli ateniesi ; Democrito,
marono in soccorso degli ateniesi, Empedocle, e molti altri filosofi
e Leonida con trecento spartani esercitarono i talenti della gioven-
eroi bastò a far fronte all'armata, tù ; e Socrate insegnò la vera sag-
nell'angusto passaggio delle Termo- gezza , ma vittima dell' ipocrisia
pili , che gli era stato affidato, questo filosofo mori avvelenato
per cui essi salvarono la patria quattro secoli prima della nostra
Cól loro sangue , ma frammisto era, onorandosi del titolo di suoi
a quello di ventimila nemici. I discepoli Senofonte e Platone. Dis-
persiani s'impadronirono d' Atene graziatamente dalle stesse vittorie
capitale dell'Attica, i cui abitanti pullularono germi della fatale ri-
i

per consiglio di Temistocle abban- valità Sparta ed Atene, che


fra
donando la patria, si salvarono sui fu cagione della lunga e disastro-
Joro trecento vascelli: nello stesso sa guerra del Peloponneso. Le
fnno 480 i persiani misei'o in querele delle oppresse città dell?^
GRE GRE io5
Grecia aizzarono gli sparlarli a conoscere il nuovo ordine di cose :

sguainare brando, che per venti-


il Atene rifabbricò le sue mura, e
sette anni rimase snudato, ed intriso disputò di nuovo la marittima
di sangue cittadino. Ma nell'anno preponderanza. Cercò Sparta in se-
\entesirao primo della guerra e- guito di deludere la fede dei trattati
seguì Atene la malaugurata spe- opprimendo Tebe; ma essendosi gli
dizione di Sicilia, e nell' assedio ateniesi collegati a tutti gli altri
di Siracusa si vide perire il fiore popoli greci, venne sostenuta la
dell'armata, e disperse dalle onde comune libertà. Tebe col mezzo
e dal fuoco incendiate le varie di Pelopida fu liberata dalla ti-
flotte. In SI mal punto 1' alleanza rannide oligarchica, e dalla spai"-
di Persia terminò d'incoraggire gli tana dipendenza , cogli aiuti di
spartani, e 1' impero d' Atene ter- Atene; ma ricusò di aderire alla
minò con una pace umiliante, che pace, se non veniva riconosciuto
Stabilì la demolizione delle sue il suo primato della Beozia. Que-
mura, la distruzione delle fortifi- sto germe di dissensione cagionò
cazioni del Pireo, la facoltà limi- altre guerre.
tata di tenere dodici soli vascelli Ne fu segnale V improvviso at-
in armi, e la ricognizione del pri- tacco e distruzione di Platea, ope-
mato assoluto di Sparta per mare rata dai tebani a danno degli a-
e per terra. Se però il primato di teniesi. Sparta accorse colle sue ar-
Atene era durato per setlantatre mi, ma ebbe un primo colpo mor-
anni, non giunse a trenta quello tale. lacedemoni dopo aver sog-
I

di Sparta. Lungi dal mantenere giogata la Messenia furono vinti a


a ciascun popolo le proprie leggi, Leuttra l'anno 87 a dai tebani co-
vollero lacedemoni abolire la de-
i mandati dal celebre Epaminonda.
mocrazia, ed istituire in voce una )n quella famosa battaglia perì con
ristretta oligarchia, nominando da quattromila soldati il re Cleombro-
per lutto de'magistrati decemvira- to, rimanendo gli altri feriti o pri-
li.Superba de' suoi successi im- gioni. I vincitori attraversarono
maginò Sparta dominar sulla
di l'Attica, entrarono nel Peloponneso,
Grecia, e di annientare o almeno valicarono l' Eurota , e strinsero
aflìevolire 1' impero persiano. Il re Sparla d'assedio. Non volle Epa-
Agesilao passò in Asia con questo minonda distruggere la possente
intendimento, ma il re di Persia rivale, ma si contentò di rialzar
Artaserse Mennone , opponendo Messene, divenendo restaiwatore di
all' inimico le sue armate, gli pre- quella antica repubblica avversa agli
parò una sorda guerra nella Gre- spartani. Egli pensava a sublimar
cia, spargendovi oro a larga ma- del pari la marina tebana, quando
no per l'esecuzione de'suoi disegni. una ferita riportata nella vinta bat-
Ne profittarono gli ateniesi, e po- taglia di Mantinea lo privò di vita,
stisi alla testa del movimento, pro- ed arrestò i trionfi di Tebe. Men-
clamarono l'indipendenza delie cit- tre le maggiori potenze, Atene,
tre
tà greche. Agesilao dovette rien- Sparta e Tebe, reggevano la poli-
trare frettolosamente in patria, e tica bilancia della Grecia, sorse nel-
colle flolte ausiliarie di Persia fu- la Macedonia il re Filippo per
l"Oflo yli spartani obbligati a ri- minacciarqc l'indipendenza ; superò
io6 GRE GRE
le barrière dell'angusta stia monar- poi giunse colle £ue inaudite vit-
chia , eslese alla Tracia, all'Epiro, toriead eclissare le glorie pater-
nli'Euhca ed alla Sci/Ja i conqui- ne. La morte proditoria di Filip-
sti. Ardeva allora in Grecia la guer- po cagionò in Grecia qualche mo-
ra sacra, cagionata dal sacrilego spo- to sedizioso ; ma Alessandro il re-
glio del tempio di Apollo in DelfO; presse colla itnmediata distruzione
eseguito dai focesi per pagare l'am- di Tebe. Le notissime giornate del
menda, alla quale in un co' lace- Granico, d'Isso, e d'Arbella costa-
demoni erano stati per maligna rono a Dario la perdita dell'impe-
prevenzione condannati dal supre- ro, ed assicurarono ad Alessandro
mo consiglio degli anfizioni , che il dominio di tutta l'Asia. In pre-
decideva le querele fra le città gre- mio de' segnalati servigi, egli rido-
che, in favore de' tebani, Atene e nò alle città greche la libertà, ed
Lacedemone parteggiarono per i ogni primiero diritto e privilegio.
focesi, che ricchi delle dette spo- I lacedemoni non ebbero par-
soli

glie corsero a decidere la dìsputa te spedizione j e caddero nel


alla
colle armi ; i tessali ed i tebani disprezzo, essendone fatta disono-
air incontro erano uniti. Questi revole menzione nel monumento
malaccorti si rivolsero al re Filip- innalzato al Per (pieste
Granico.
po, e lo nominarono capitano della vittorie fu gran monar-
fondata la

loro impresa a preferenza di un chia de' greci, che comprese oltre


nazionale, che temevano si potesse la Grecia propria, il Peloponneso
servir della dittatura per opprime- e le isole del mare Egeo, anche la
re la patria. Egli si cattivò l'amo- Tracia, la Macedonia, la Tessaglia,
re de' tessali colle prime vittorie, e l'illirio, l'Epiro, la Grecia asiatica,

l'eccellente cavalleria di quelli un\ l'Asia minore, la Fenicia, la Siria,


all'intrepida falange macedone. Se l'Egitto, l'Arabia, e tutto l'impero
ne valse per vendicarsi degli olin- persiano. Fu questo il grande apice
ti, antichi nemici de' suoi antenati, della greca potenza, ed il secolo in
e discoprendo allora le sue vere cui fiorirono più che mai nella
intenzioni, sotto sembianza di por- Grecia le lettere , le arti e le
tarsi ad umiliar Tebe, s'impadronì scienze.
della Focide, si fece nominare an- Alessandro il Grande attraversò
fizione, generalissimo di Grecia con- l'Asia quale conquistatore, seguito
tro i persiani, e vendicatore del da navigatori e geografi, e fra gli
violato tempio d' Apollo addive- , altri da Nearco , che arricchirono
. nendo per sorpresa padrone del la geografia di nuove preziose co-
famoso passaggio delle Termopili. gnizioni. Aveva la Grecia fondato
Yinse nelle battaglie di Cheronea alcune colonie su quasi tutte le
gli ateniesi ed i beozi, avendo al coste del Mediterraneo; e le Gal-
fianco in queste imprese il giovane lie, la Spagna, l'Italia, l'Asia mi-
suo figlio Alessandro, e così ter- nore, le coste dell'Ellesponto, le iso-

minò di assoggettare interamente le Mediterranee, e il nord dell' A-


la che il riconobbe capo
Grecia, frica aveano delle città greche, che
supremo. Era per volgersi contro mantenevano colia madre patria
la Persia, ma tale onore era riser- parecchie alleanze e relazioni com-
balo al prode Alessandro, il quale merciali, favorevoli alla prosperità
,

GRE GRE 107


dei popoli, alla navigazione, alle un governatore, che fu per lungo
arli ed alle lettere. La Grecia pre- tempo Demetrio Falereo. Sparta
senta tuttora qualche avanzo dei seppe schermirsi dal soggiacere al
superbi edifizi che la abbellivano celebre Pirro re d'Epiro, che dila-
nelle epoche brillanti di sua sto- tava i possedimenti suoi a spese
ria; i Propilei ed il Partenone nella de' vicini ; ma ogni giorno più si
cittadella di Atene, le rovine del ravvisava la decadenza della nazio-
tempio di Teseo in questa stessa ne. Volle il re Agide provocare la
città, e quelle del porto del Pireo, riforma, e ripristinare le leggi di
le fondamenta del tempio di Gio- Licurgo in un colla legge agraria;
"ve nell'isola di Egina attestano , ma vi si opposero i grandi, e Leo-
l'antico splendore di questi luoghi. nida suo collega nel regno. L' efo-
Vicine alle città antiche della Gre- ro Lisandro sostenne la proposizio-
cia, si riconoscono ancora le acro- ne di Agide, e citò Leonida , che
poli, o cittadelle erettevi, che pro- venne privato della corona e cac-
teggevano in caso di attacco la po- ciato in bando, a lui sostituendo
polazione, i suoi tesori e le sue Cleombroto. Ma nuovi efori, e cor-
greggi; tali sono le acropoli di A- rotti, chiamarono i due re in giu-

tene , di Corinto, di Micene, di dizio, e ristabilito Leonida, furono


Orcomene, ec. Allorché l'impero essi costretti a rifugiarsi nel tem-
di Alessandro fu divìso fra i suoi pio, dove fu tratto Cleombroto per
luogotenenti , la Grecia perdendo andarne in bando, a preghiera del-
le sue virtù e la sua primitiva la sua moglie Chelonide figliuola
semplicità, ed abituata al lusso ed di Leonida che lo segui, mentre
,

alla mollezza asiatica, declinò a po- l'infelice Agide venne dai iàziosi
co a poco, e mantenere più non con eflimera apparenza giuridica
seppe la propria indipendenza. La strangolato insieme alla madre e al-
quarta età della Grecia ha princi- l'ava eh' erano accorse ad aiutar-
pio dalle sanguinose contese, che lo. Cleomene figlio di Leonida par-
fecero in brani fra* suoi duci la teggiò per gli etoli contro gli a-
poderosa monarchia d' Alessandro. chei, e cosi perdette regno nella
il

La maggior parte delle greche cit- battaglia di Sellasia nella Laconia,


tà venne incorporata da Cassandre riparando a stento in Egitto, men-
al nuovo regno di Macedonia. Con- tre Agesipoli suo successore,. turba-
tinuò il regno di S parta a sussi- to da tre tiranni, che il discaccia-
stere, ed innalzossi per brev'ora ma rono, voleva ricorrere all'aiuto di
non senza gloria la novella lega o Roma, e venne ucciso dai pirati
repubblica degli achei e degli do- per via.
li. La lunga serie de' re macedoni Gli achei, i quali in tempo delle
terminò nella posterità di Deme- tre repubbliche avevano
greche
trio Poliorcete, e tranne le frequen- avuto ora monarchico, ora demo-
ti guerre di successione, non eb- cratico il reggimento, dopo la mor-
bero essi a reprimere che le ripe- te di Alessandro gittarono le fon-
tute incursioni de' galli. Perseo fu damenta d'una repubblica federa-
l'ultimo re, e dovette cedere all'a- tiva.Molto contribuì ad ingrandir-
scendente delle aquile romane. In la valore di Arato di Sicione
il

Atene i re macedoni nomiuarouo che ne fu generalissimo. Propone-


o8 GRE GRE
vasi egli di liberale tutte le città e vissero tranquilli sino alla guer-
greche o da' domestici tiranni , o ra di Mitridate. Archelao generale
dalle guarnigioni de' macedoni. In- del re di Ponto s'impadronì delle
cominciò pertanto dal discacciar Cicladi nel mare Egeo, e penetran-
Nicocle di Sicione, e dalla libera- do nell'Eubea e nell'Attica giun-
zione di Corinto, mandando fuori se a sollevare tutta la Grecia. Bru-
della fortezza le truppe straniere. zio Sura ne trattenne i progressi,
Sparta era pure nella lega, ma il e dopo averlo battuto più volte a
re Cleomeiie avendo parteggiato Cheronea, lo costrinse a salvarsi
per gli etoli s' ingelosì del nuovo nel mare. Il celebre Siila ebbe il

fetato, quale aveva acceduto l'At-


al comando, mentre la Grecia era dis-
tica, e le città di Argo, Ermione, posta alla nuova sommissione, e la
e Fliasia. Arato si collegò al re compì senza resistenza, tranne la
di Macedonia Antigono Dosone; e cittàdi Atene, che nell'assedio eb-
cos\ la lega achea comprese ma- i be guasti, e nella resa soffrì stra-
cedoni, gli epiroti, i focesi, i beo- ge e saccheggio. Tassilo, altro ge-
zi, gli arcadi ed i tessali. Vinta nerale di Mitridate, si portò nella

lu battaglia di Sellasia , e discac- Beozia con oste poderosa, e richia-


ciato Cleomene, ebbe da Antigono malo Archelao, si preparò a dare
piena pace la Grecia , e gli etolii battaglia; ma Siila ed Ortensio ri-
fiii-ono tenuti ne' loro confini. Ma portarono nuove vittorie, e la pace
Filippo successore di Antigono non confermò alla repubblica romana
impedì agli etolii di violarci trat- ilbel possesso di Grecia. Questa
tati : dichiarò poi a loro la guer- però in seguito partecipò le tristi
ra, che si disse sociale, la quale conseguenze delle guerre civili fra
durò quattro anni; e siccome i Cesare e Pompeo né più ebbe ,

cortigiani gì' ispirarono sospetti su tranquillità, finché Ottaviano Au-


Arato, egli fece perire questo pro- gusto vinse alla battaglia d' Azio
de di veleno. Parteggiò quindi pei l'impero del mondo, debellando
cartaginesi contro romani, e tras-
i Marcantonio ed suoi partigiani.
i

se gli achei nel conflitto, coman- Divenuta la Grecia una provincia


dati da Filopemene, detto con ra- dell'impero romano, nella divisio-
gione l'ultimo de' greci. Le armi ne toccò il suo governo al popolo
romane distrussero il regno di Ma- romano, il quale lo confidò a tre
cedonia , e poco appresso s'impa- pretori uno di questi ebbe l'Illi-
;

dronirono dell'Acaia, con due bat- riocon parte dell' Epiro, l'altro la
taglie date alle Termopili e nel- Macedonia con parte della Grecia,
la Focide dal pretore Metello. Conr ed il terzo l'Acaia, la Tessaglia, la
dotti quindi i romani dal console Beozia, e l'Acarnania col rimanente
Memmio abbruciarono Corinto neU dell'Epiro. L'imperatore Adriano
l'anno 608 di Roma. Da quest'e- dipoi con diverso ordinamento sub-
poca incomincia il quinto periodo ordinò la Grecia all'Illirio, in cui
della storia greca, e degli altri più si compresero diecisette provincie ;

oscuro, dappoiché poco mutamene quindi Costantino inviò neH'JlIino


to i romani recarono agli usi ed uno de' quattro prefetti del preto-
pile leggi de' vinti, che vennero rio da lui istituiti , e la prefettu-
governali per mezzo di un pretore, ra fu divisa iu due diocesi, cioè dell^
,

GRE GRE 109


Dacia e della Macedonia. In que- nel secolo XVIII, come andiamo
staseconda diocesi vi erano le sei ad accennare. Dopo la morte di

Provincie del nuovo Epiro con Costantino impero romano, già


l'

parte della Macedonia Salutai-e, del- scosso dalle fondamenta per la tras-
lantico Epiro, della Tessaglia, del- lazione della sede da Roma a Co-
l' isola di Creta, della Macedonia stantinopoli, e per le divisioni fatte

e dell' Acaia. L' altra parte della da lui stesso, soggiacque ad altre
Macedonia Salutare colla Prevali- pregiudizievoli divisioni, e finalmen-
tana si comprese nella Dacia. L'A- te in due imperi oiientale o greco,
caia poi non abbracciò soltanto il e di occidente. Qui noteremo che
picciolo territorio di tal nome, ma all'articolo CoslantinopoU [Fedi) ^

tutta la contrada collegata cogli parlammo dell' impero greco da


achei, cioè l'Etolia, l'Attica, la Me- Costantino sino alla sua distruzione,
garide, la Focide, la Beozia, la Lo- e di quello de' turchi sino a' nostri
cride, l'Eubea, il Peloponneso, e le giorni, onde qui appresso ci limi-
isole adiacenti. Il dottore Gold- teremo ad indicare i punti più
smith ci ha dato un interessante principali di quanto riguarda la
Compendio della storia greca, dal- Grecia ed i greci. Inoltre a quel-
la prima sua età sino alla conqui- r articolo riportammo gli aiuti da-
sta de' romani, che meritò di es- ti dai romani Pontefici agli impe-
sei'e tradotto in diverse lingue, re- ratori greci, e quelli procurati dai
candolo nella nostra il p. fr. Fran- sovrani cattolici, non che i soccorsi
cesco Villardi minore conventuale, che in diversi modi paternamente
che con nuova edizione fu ristam- concessero o procurarono pei prin-
pato in Pesaro con correzioni ed cipi greci, e 1' ospitalità che a que-
aggiunte nel i834 dalla tipografìa sti generosamente accordarono in-
Nobili. sieme ai dotti, e ad altri che invo-
Al decadere del romano impero carono il loro patrocinio. Intanto
la sede del governo essendo stata i sciti ed i goti estesero alla Gre-

da Costantino trasferita a Bisanzio, cia le scorrerie, mentre Alarico ope-


che per lui prese il nome di Co- rò la più formidabile invasione,
stantinopoli, si vide sorgere un im- sotto gli imperatori d' occidente
pero greco e cristiano , che diede Arcadio ed Onorio. Per tradimen-
un' esistenza nuova a questa nazio- to di Geronzio, che aveva in guar-
ne, e fiori per lungo corso di se- dia le Termopili, fu aperto a' bar-
coli. In appresso i latini ed i turchi bari neir anno SgS dell era cristia-
vennero successivamente ad inde- na il passaggio, e tutte le città
bolire e distruggere questo impe- furono messe a fuoco e a ruba
ro ; la Grecia propria, la Morea e tranne Tebe ed Atene, che meno
l'Arcipelago ebbero un tempo per soffrirono. Rufino, autore principale
padroni alcuni signori francesi, ve- della scellerata manovra , credette
neziani e genovesi ; la repubblica con ciò di farsi strada all' inipew>
di Venezia specialmente vi conser- di oriente, ma sopravvenne Stilicene
vò per un più lungo tempo i suoi in soccoi'so della Grecia, e sebbene
possedimenti, soprattutto nella Mo- rivaleggiasse coi goti nelle depre-
rea, di cui non le fu tolto defini- dazioni ,
giunse a discacciarli fino
tivamente il governo dai turchi che neir Epiro. L' imperatore Giustioia-
,

no GRE GRE
no I col faljbricare frequenti e va- e principe dell' impero greco. La
lidi propugnacoli , mise la Grecia famiglia Caicerio da Verona ebbe
al coperto delle ripeliite nordiche il dominio di Negroponte. La di-
incursioni. Ma l'impero d' occiden- nastia francese che regnava a Co-
te latto a brani dai barbari peri ,
stantinopoli tollerò questi dismem-
nel 476 per Odoacre re degli eruli, bramenti in favore di quelli che
che detronizzò Moni il lo Auguslolo avevano prestato alla Francia aiuto
ultimo imperatore. Solo risorse nel- per impadronirsi dell'impero gre-
l' anno 800 per opera del Papa co ; ma quando questo ristabilì Mi-
s, Leone IH, che nella basilica va- chele Paleologo, dovettero i prin-
ticana dichiarò imperatore romano cipi della Grecia collegarsi per al-
Carlo Magno. IS'ei secoli nono e lontanarne le aggressioni.
decimo saraceni ed i bulgari fu-
i Il principe di Acaia Ville-Har-
rono infesti alla provincia dell" II- douin dovette cedere per trattato al
lirio orientale, quindi le greche con- Paleologo le piazze di Maina, Spar-
trade soffrirono gravi molestie, e ta e Malvasia, divenendo gran si-
per gli eserciti imperiali divennero niscalco di Romania. Il duca di
sovente il teatro della guerra. Al- Nasso, cogli altri principi latini,
lorché poi nel principio del secolo mossi dal J'onlefice Urbano IV, fe-

XIII successe l'invasione francese di cero agli imperatori greci aspra


Costantinopoli, la Grecia si divìse guerra, e senza le dissensioni fra i

in tanti feudi, e rimase per lungo genovesi e veneziani l'impero sa-


tempo in istato precario , e spesso rebbe stato ridotto a mal partito.
tumultuoso. Siccome l'erezione del- I catalani avventurieri che avevano
l'impero latino accadde sotto il aiutato Federico d'Aragona nella
pontificato à' Innocenzo III, così spedizione di Sicilia, si rivolsero al-
di esso molto ne parlammo a quel- l' oriente per nuove imprese, e do-
l'articolo. I latini ed i turchi ga- po aver soccorso l'imperatore An-
reggiarono in fare in brani l' im- dronieo per discacciare i turchi
pero orientale. I francesi, i vene- dall' Asia minore, si diedero a far
ziani, genovesi ebbero greci, pos-
i guasti nella Grecia, e sebbene si

sedimenti. L' isola di Candia toccò opponesse loro in Morea il duca


in sorte a Bonifazio marchese di di Nasso cogli ausiliari albanesi
Monferrato, che la cedette alla re- giunsero ad assicurarsi il possesso
pubblica di Venezia in cambio di del ducato di Alene tolto alla ca-
Tessalonica, ove stabilita la sua re- sa di Brienne. Nel secolo XIV in-
sidenza, estese non solo alla Mace- cominciò Ottomano condottiero dei
donia ed alla Tessaglia i suoi con- turchi ad inquietare colie sue navi
quisti, ma ed al
altresì all' Acaia ilduca di Nasso; quindi Orcano
Peloponneso, tiranneggiati dai pre- raddoppiò contro i cristiani il fu-
potenti signori del paese. Marco rore, e desolò orribilmente la Mo-
Sanudo mosse intanto da Venezia rea , r Attica , e Negroponte. Per
a creare un florido stato nel mare mezzo della crociata promulgata
Egeo, e fondando in Nasso il suo dal Papa Giovanni XXII, i latini
potere, stabilì governatori e guar- ed i greci distrussero nel i33o la
nigioni nelle isole circostanti, e fu gran flotta turca presso al monte
riconosciuto duca deli' Arcipelago Athos. Ma l'odio fra i Ialini ed i greci,
,

GRE GRE ni
a cagione dello scisma, rovinò gli la morte deh' ultimo imperatore
nlFari dell' impero sotto Andronico greco, ed essersi impadronito del-
il giovane, mal diretto dal suo pri- l' impero, co' suoi turchi si rivoi-
mo Giovanni Cantacuze-
ministro se ancora a distruggere i princi-
no, danni de' turchi l' obbligaro-
I pi , che nell' Acaia
greci e nel-
no però a ricorrere al Papa per r Epiro regnavano senza , rispar-
aiuti, ma infelice fu l' esito della miare latini.
i Entrato in Morea
lega,ed Orcano vincilore vide nel s' impossessò di Corinto , e spogliò
ì3^5 perire sotto le sue armi il r un dopo r altro despoti i Deme-
celebre Nicola Sanudo signore di trio e Tommaso Paleologhi, fratel-
Milo soprannominata Spezzabanda, li dell' ultimo imperatore. Tolse
e tutti i greci dell' armata cristia- quindi in piena pace a' veneti la
na, 11 ducato di Nasso fu ereditato città d' Argo, onde la repubblica
da Nicola Carcerio signore di Ne- si armò, e chiese soccorso agli al-
groponte , e Gaspare Sonimariva leati. 11 duca di Nasso accorse per
,

già successore di Ville-Hardouin il primo, mandando due galere e


nel principato di Morea, sposò l'u- delle truppe a Reitoldo d'Aste ge-
nica figlia dell'estinto Sanudo, che nerale dell' armata , la quale com-
ebbe in dote le isole di Paio e posta di quindicimila uomini ri-

di Antiparo. L'Acaia era posseduta cuperò Argo, e si trattenne poi


nella maggior parte da Roberto di a ristabilire con gran pena le mu-
Valois. Tutti questi principi si col- raglie dell' isttno di Corinto, difen-
legarono insieme ad altri potentati dendola con doppia fossa. I cri-
per far fronte ai progressi
cristiani, stiani presero Sparta, ed erano per
de' turchi. Tebe era il punto di entrare in Corinto, quando Bertol-
riunione, ma in luogo di operare do vi perì in un assalto : fu tale
tutti i disegni furono guasti per la lo- spavento dell'esercito, che si po-
nuova divisione fra i veneti ed i se in fuga, ed il visir Acmet tro-
genovesi sopravvenuta. Francesco vando la muraglia sguernita, fecela
Crispo signore di Milo acquistò al- demolire, e ripresa Argo, si pose
la sua famiglia il ducato di Nasso, a saccheggiare tutta 1' Acaia.
coir assassinare il Carcerio legitti- Il generale Orso Giustiniani fe-
mo possessore. Gli imperatori greci ce due vani tentativi per togliere
giunsero a far trattati col turco r isola di Lesbo, che i turchi ave-
per odio e gelosia del nome lati- vano conquisi' to ; ma ebbe l'im-
no. Maometto I attaccò i dominii presa sì cat(;«'0 successo, che egli
di Giacomo Crispo duca di Nasso, ne morì di dolore in Negroponte.
ma la flotta turca venne coli' aiuto Quivi stanziavano le venete flotte,
delle venete galere interamente di- ed andavano maltrattando turchi i

strutta. Avendo Amurat li sulta- nella Tessaglia e nelle vicine isole.


no de' turchi occupato la Tiacia ,
Acceso Maometto il di sdegno, nel
la Macedonia, l' Illirico, 1' Epiro, la 1470 rivolse le sue armi contro
Bulgaria, l'Albania, la Schiavonia, Negroponte, trapassando su vari
la Rascia , venne l' impero greco punti r Euripo egli stesso coli' ar-
rovinato da Maometto II il Con- mata di terra, forte di centoven-
quistatore,il quale dopo aver nel timila combattenti , mentre Ac-
1453 soggiogato Costantinopoli col- met colla flotta sbarcava il mate-
Ili GRE GRE
riale d'assedio. Il provveditore Pao- famìglie Crispo e Sommariva A
lo Èrìzzo sostenne eroicamente la Venezia, dopo cinque secoli rovinò
piazza, ma l'ammiraglio Canale che il dominio latino sull'Arcipelago,
doveva co' soccorsi di Candia at- che nel 1672 il marchese di Fleu-
taccare le navi, nulla intraprese. ry gentiluomo savoiardo vanamen-
La guarnigione non potè resistere te cercò di far risorgere e rende-
ai sebbene avesse
ripetuti assalti , re indipendente dai turchi col mez-
fatto macello di quarantamila tur- zo d'una federazione. La famosa
chi. Maometto li abusò indegna- battaglia di Lepanto vinta dai cri-
mente della vittoria trucidando stiani , tanto beneme-
e di cui fu
tutti gl'individui al di sopra di rito s. Pio V, avrebbe potuto can-
venti anni : il valoroso Erizzo si giar le sorti, ma gli spagnuoli mal-
arrese sulla parola onore deld' accorti si contentarono con Filip-
sultano , ma fu barbaramente se- po II in quella circostanza di a-
gato vivo in due parti e la va- , ver posto il sultano Selim II fuor
ghissima sua figliuola così ardita- di stato di nuocere. La repubbli-
mente si fece a rampognare l'as- ca di Venezia tornò tuttavia a pu-
sassino del suo genitore, che can- gnare coi turchi verso la metà del
giato in furore il linguaggio di secolo XVI , e nel 1669 perdette
seduzione, con che si attentava a r isola di Candia, e segnò la pace.
consolarla, le trapassò il seno con Riprese le ostilità nel 1684, dopo
un Tale tragico line eb-
pugnale. la liberazione di Vienna dall'asse-
be dominazione cristiana di Ne-
la dio de' turchi , ed oltre parecchie
groponle. Nel 1478 col trattato di isole Jonie, ricuperò Prevesa nel-
pace ebbe Maometto II dai vene- l'Albania , Navarino, Modone, Na-
ziani le isole di Lemno e Tenaro. poli di Romania, Patrasso, Lepan-
La città di Atene era già stata to, Corinto, Atene, Castelnuovo ed
tolta dai turchi agli Acciainoli di altre piazze. Colla pace di Carlo-
Firenze, che possedevano dopo
la witz nel 1 699 ritennero i veneti
i catalani dal i^55 ; né gli sforzi le loro conquiste di Morea , salvo
falli da' veneti nel 1464 P^i' l'icu- Lepanto, e fu consentita la demo-
perarla, bastarono a far cadere la lizione di Napoli e
delle fortezze
fortezza onde convenne abbando-
, Prevesa: rimasero stabil-
i turchi
narne il pensiere. Modone , Coro- mente padroni dell'Arcipelago e sue
ne e Lepanto vennero in potere di isole. La nuova guerra però che
Baiaz,etto lì nel i497' ^^^t^s "^^ nel 1715 tornò ad iscoppiare, tol-
52 r isola di Rodi conquistata da
1 t se a' veneti tutte le piazze di Mo-
Solimano I. E sebbene gli spagnuo- rea, e la Grecia fu da quel tempo
li nel i533 occupassero Corone e interamente assoggettata al giogo
Patrasso, non vi si mantennero, e della Porta ottomana. F'. Pausa-
ritornarono quelle piazze in potere nias , Voyage de la Grece^ trad. en
del turco. I duchi di Nasso si sos- frane, par Cahb. Gedeyn, Amster-
tennero sino al i566, e sebbene dam 1733. In Roma nel 18 17 An-
Selim II investisse di quella signo- tonio Nibby ci diede in quattro
ria l'ebreo portoghese Giovanni tomi tradotta in italiano la descri-
Mignez suo favorito, questi mai zione della Grecia del medesimo
n'ebbe il possesso ; ma ritirate le Pausania. Si può qui aggiungere
GRE GRE ii3
VAnacani il giovane, viaggio deU dalla mela dello scorso secolo, alla
la Grecia, stampato in più luoghi comparsa delle armi della Russia
ed in Venezia nel 1828. contro l'impero ottomano, si eman-
Da quel tempo la nazione gre- ciparono, ed aiutati dalla loro po-
ca cadde in una servitù deplorabi- sizione prossima al confine, valsero
le. Sotto il governo turco , senza a sostenere la proclamata separa-
essere incoraggita a niente che fos- zione. I solioti i mai-
nell'Albania,
se utile o grande, perdette in gran noti nella Morea ,
gli sfazioti nel-
parte della sua civilizzazione, ed il V isola di Candia anteposero di me-
suo slesso carattere nazionale sa- nare vita nomade, anziché soffrire
rebbesi cancellato, se la diversità di le catene de' turchi , mantenendo
religione non avesse innalzata una fresca la memoria delle passate glo-
insormontabile barriera fra i vin- riose epoche, e degli antichi eroi a
citori ed vinti. Divisa venne la
i mezzo de' loro canti popolari. Nel
contrada in sangiacati o provincie, 1770 si manifestò nella Morea
rette da pascià o da bey, le quali l'insurrezione, ma la Porta pronai
suddividevansi in vaivodie o can- tamente represse ogni sfoi"zo. Quan-
toni , ed in ogni comune eravi il do l' armata francese penetrò nel-
magistrato turco chiamato codjaba- l'Egitto, e venne alle prese coi
sci, the dettava leggi agli stessi pri- turchi, sembrò ai greci non lon-
rnati greci. I tributi erano intolle- tana la loro liberazione, tanto più
rabili per la loro gravezza e per che nelle coste dell'Albania, e nel-
il njodo dell' esazione ; il caralch le isole Jonie succedevano combat-

era il più abborrito di tutti. Il ca- timenli tra i turchi e i francesi,


ralch era una schedola per far fé- Dipoi Napoleone pensò a formarsi
de del testatico annuo pagato, sen- un appoggio dei greci contro la
za avere la quale niun
acquistata Porla ma il suo progetto non
;

raja o cristiano poteva soggiornare ebbe luogo, come andarono a vuo-


o viaggiare per le regioni della lo le speranze fondale sulla Rus-
Grecia secondo la condizione il
: sia. Le insubordinazioni di Czer-
pagamento della somma era mi- ni-Giorgio, di Pasvan-Oglù , e di
nore o maggiore. Ogni magistra- Alì-Tebelen furono scintille elettri-
to inoltre esercitava più o meno che che ridestarono coraggio nei
duramente il suo dispotismo. Le greci per emergere dall'avvilimen-
proprietà , i talami , le proli non lo. Molti greci quindi militarono
potevano in modo alcuno guaren- sotto le ba"ndiere francesi e rus-
lirsi dalla turca rapacità e lussu- se, e i dotti passarono nelle uni-
ria ,
per cui i miseri cileni geme- versila di Europa. Verso il 18 14
vano nella oppressione. I monta- i giovani greci che avevano viag-
nari ritirati nelle loro irapenetra- gialo in Europa, si unirono per la
bili vette, mai piegarono la fronte liberazione della patria, incomincia-
allaturca oppressione, il perchè i rono a formare una patriottica as-
dominalori dovettero contentarsi di sociazióne sotto il nome di Eteria,
un nominale vassallaggio e di un ed i membri che la composero
incerto tributo. Gl'intrepidi abitan- furono chiamati eterisli. Intanto
ti di Czerni-Gora o Montenegrini per un trattalo conchiuso a' 5 no-
furono di questo numero, e sino vembre 181 5 tra l'Inghilterra, la
VOI XXXII.
^ ì. ^ Il
8

/
Ic^s&rvM^, roi*
,

ri4 GRE GRE


Russia e Tadesione dell'Austria, con greci si rifuggirono in esteri stati,

le isole Ionie, e col nome di Re- e Pio VII offri amichevole usilo in
pubblica (Ielle isole Ionie ^ venne Ancona ad intere famìglie. Tripo-
formato uno stato libero e indi- litza capitale della Morea, e Pa-
pendente, con governo aristocratico trasso nel cadere del nominato anno
rappresentativo , sotto il protetto- vennero in mano degli cileni , i

rato perpetuo del re d' Inghilterra. quali difesero con coraggio Atene,
Ed il lord alto-commissario del re Missolongi , ed altre piazze forti,
dirige tutti gli affari importanti onde questa guerra desolò per sei
della repubblica col presidente del anni il bel paese. Un'armata araba
senato, che rappresenta il potere ed egiziana , inviata in soccorso
esecutivo della repubblica medesi- de' turchi da Mehemed-APi pascià
ma. Questo stato fu formato colle d' Egitto, compì la rovina delle
isole di Corfìi, Paxò, s. Maura, città e delle campagne.
Itaca, Cefalonia, Zante e Cerìgo Nell'anno stesso 82 1 i greci 1

già successivamente dominate dai formarono un governo centrale, ed


veneziani, dai francesi, dai russi, una cosi detta gcrusia di dieci
dai turchi e dagli inglesi. Indi Ri- membri; sotto la sua condotta le

gas, nuovo Tirteo, infiammò la gio- Provincie del continente inviarono


ventù greca co' suoi canti pieni trentatre deputati a Salona per
dell'amor della patria. I serviani fondarvi un governo definitivo, e
avendo tentato poco prima di ren- questi deputati istituirono un areo-
dersi liberi, vollero i greci seguirne pago di quattordici membri. Dal
l'esempio. La mani-
insurrezione si loro Iato il Peloponneso e le isole
festò nell'anno 1821 nella Molda- avevano mandato i propri depu-
via, sotto il principe greco Ipsi- tati ad Argo, ove formossi una
lanti. I malnoti scesero dalle lo- gerusia di venti membri per la
ro montagne ; la Morea, la Liva- Morea. In fine al principio del-
dia^ la Tessaglia, l'Epiro, le iso- l'anno 1822 la prima assemblea
le dell'Arcipelago e Candia furo- nazionale della Grecia essendosi
no in poco tempo il teatro della riunita ad Epidauro, compilò una
ribellione; le tre celebri isole d' I- costituzione ellenica provvisoria ,

dra, Psara e Spezia misero in mare secondo la quale doveva là Grecia


le loro flotte. Mahmud II impera- avere un concilio deliberativo di
tore de' turchi nel suo furore in- trentatre membri, uno esecutivo di
ferocì a Costantinopoli contro i cinque membri , un corpo giudi-
greci , ed a' 23 aprile dell' anno ziario indipendente, alcune autorità
stesso fece strozzare il patriarca provinciali, cantonali e comunali,
greco e sei prelati , esponendo ai tutte annuali. Fu allora anche di-
più atroci insulti della plebaglia chiarato che la Grecia formerebbe
ottomana tutti i greci dimoranti una riunione di stati federativi.
in quella capitale, per le cui strade La sede del governo fu stabilita a
strascinò il cadavere del patriarca. Corinto, ma si trasportò poscia ad
La rivolta gi'eca prese allora il Argo. Nello stesso anno i turchi
carattere della più orrenda carni- si vendicarono degl'insorgenti del-
cci na , che riempi di desolazione l' isola di Scio, che misero a fuo-
tutte le greche provincie. Molti co e a sangue, e da dove seco tras-

,«fl .VAOimacft
,, ,

GRE GRE nS
scro un gran numero di cristiani primi i Botzari , Odisseo, Coloco-
in iscliiavitù ; invano l'ammiraglio troni, Maurocordato, Caraiskaki e
Canaris fece saltare in aria il va- Niketas; e nella marina si distinse
scello del capilan-pascià, la distru- fra gli altri Miaulis. Appena sfug-
zione di Scio fu consumata. Divi- gita ai pericoli d' una guerra civi-
si sempre fra loro , i capi della le, una seconda assemblea fu con-
Grecia furono incapaci di resistere vocata in gennaio iSaS nella piaz-
ni turchi, che s' impadronirono di za di Astra ; la costituzione di Epi-

Sulì, e penetrarono per la Livadia dauro, leggermente modificala , a-


sino alle Termopili , dove furono dottossi per tutta la Grecia, ed in
arrestati dal greco capo Odisseo. luogo di amminisli'azioni provin-
Nella Morea i greci, malgrado le ciali s' istituirono delle prefetture
loro intestine divisioni, seppero re- od eparchie. Fu nominato Giorgio
sistere a vari corpi di tiuppe tur- Condurìoti presidente della sezione
che, e presero d'assalto la città di legislativa , e Pietro Mauromicalos
IVauplia o Napoli di Romania, del- della esecutiva. Dopo la promulga-
la quale avrebbero fatto la loro zione delle nuove leggi costituziona-
capitale, se le querele ognora rina- li, il governo, ancora mal fermo
scenti de' capi, sempre discordi, lo- fu trasferito a Tripolitza. 1 greci
ro avessero permesso di estendersi avevano a quest'epoca circa quat-
maggiormente. Invano il governo trocento navigli e barche armate ;

centrale, residente a Corinto , fece ma quanto all'armata di terra, non


un appello alle potenze cristiane ;
fu mai possibile di darle una re-
i governi d'Europa credettero al- golare organizzazione. Gli albanesi
lora dover restare impassibili; i con mala fede, per guadagno, for-
soli particolari, chiamati filelleni nirono viveri ed armi al comune
inviarono qualche soccorso agli a- nemico. Nuove armate turche Ten-
bilanti della Grecia, e da lutti i nero a piombar sulla Grecia, ed il
paesi d' Europa , e massime dalla governo in verun luogo sicuro, an-
Germania, dalla Francia e dall'In- dò a piantarsi successivamente nel-
ghilterra, si corse a combattere sot- l'isola di Coluri, ad Argo, a Nau-
to le bandiere de' greci. Fra quelli plia. I capitani o capi militari del-
che più si segnalarono con zelo per la Morea agirono arbitrariamente
la causa della greca insurrezione allamaniera dei pascià, mentre il
sirimarcano il colonnello Fabvier, corpo legislativo, rifuggito a Kra-
Normano, ed il generale Churcb. nidij si vide nella necessità di di-
Lord Byron, chiamato il principe sciogliere il corpo esecutivo ; que-
dei filelleni, dopo molti sagrifizi pei sti andò a stabilirsi a Nauplia, ove
greci, terminò i suoi giorni fra es- si venne ad assediarlo. Alla fine i

si, e più taidi lord Cochrane ven- partiti sembrarono avvicinarsi, ed


ne a comandare la greca flotta. il governo si stabili definitivamente
Per la morte di lord Byron e del- nella stessa piazza di Nauplia , la
l' intrepido Marco Botzaris la na- quale nel 1824 divenne però di
zione greca decretò il pubblico lut- nuovo il teatro di una gueira ci-
to. Fra i greci molti generali si dopo che
vile, j turchi s'impadro-
sono anche segnalati in questa lun- nirono dell' isola di Psara , in cui
ga lotta, dovendosi nominare fra i più non rimasero abitanti, gli uni
,

n6 GRE GRE
essendo fuggili sui vascelli, gli ni- ti, la divisione dei poteri fra il se-

tri rimasti sepolti sotto le rovine nato o corpo dei rappresentanti, il

delle proprie abitazioni. potere esecutivo o governatore, ed i

Nel i8a5 una flotta egiziana, a- corpi giudiziarii. I senatori o rap-


vendo a bordo il valoroso Ibrahim, presentanti delle piovincie doveva-
figlio dell'allora pascià al presente no essere eletti dal popolo ogni tre
viceré d' Egitto, giunta essendo in anni, e rinnovati ciascun anno per
soccorso dei turchi, la guerra di- terzo ; ogni anno il senato doveva
venne più che prima micidiale. tenere una sessione di quattro o
Missolongi dopo un' ostinata resi- cinque mesi. Il governatore, la cui
stenza fu presa a viva forza dai persona fu dichiarata inviolabile
mussulmani. L' assedio pertinace di durante le sue funzioni, sarebbe e-
Missolongi ebbe miserando fine ai letto per sette anni, con forme re-
23 aprile 1826, ed insieme riuscì golate da una legge particolare, ed
glorioso ; dappoiché essendosi la eglisanzionerebbe e promulghereb-
guarnigione greca nel punto estre- be le leggi. Il potere giudiziario si
mo aperta la via col ferro tra gli defim indipendente dagli altri due.
inimici , e con essa donne e i
le La Grecia si volle divisa in pro-
fanciulli, sarebbe campata la mol- vincie od eparchie, e tutte le con-
titudine senza un indegno tradi- trade greche che prendessero le

mento , mentre pochi invitti atte- armi onde sottrarsi al governo tur-
sero al varco gli egiziani dentro le co, sarebbero considerate eparchie
mura, e nella esplosione delle mi- della nuova repubblica. Per l'am-
ne, si sagrificarono con magna- ministrazione pubblica, molte epar-
nimo esempio alla patria, fra le chie riunite formerebbero un the-
cadenti macerie della città. Nel- me che avrebbe un amministrato-
l'anno stesso 1826 la cittadella di re, e due o cinque sotto-prefetti,

Atene fu assalita , provò la


indi secondo il numero delle eparchie;
medesima sorte; Church e Cochra- nei comuni si nominerebbe un
ne, generalissimi di terra e di ma- demogoronte per ogni cento fami-
re, vi adoperarono energici ma va- glie. Il governatore della repubbli-
ni sforzi, onde cadde per capitola- ca nominerebbe gli amministratori
zione a' 5 giugno 1827. Durante dei iberni, ed i demogoronti sareb-
i successi dell' armata d' Ibrahim , bero eletti dal popolo. La religio-
il governo greco, sempre paralizza- ne greca detta ortodossa fu dichia-
to dalle fazioni, restò presso a poco rata religione dello stato ; il clèro
nullo, quanto cioè lo era stato fino non poter esercitare verun pubbli-
allora. La gravezza del pericolo co impiego, tuttavolta i preti am-
indusse le fazioni a ravvicinarsi, e mogliati o presbiteri godrelibero
Colocotroni, il più influente fra i del diritto di elezione. Per sigillo

capi, si sottomise al governo. Nel della Grecia fu pi-esa la figura di


maggio 1827 una nuova costitu- Minerva cogli attributi della sag-
zione per la Grecia fu promulgata gezza. Intanto i greci invocarono
a Trezene; essa dichiarò legge del- la mediazione dell' Inghilterra per
lo stato la sovranità del popolo aver pace, mentre vantaggiosa di-
la eguaglianza di tutti i greci in- versione venne operata coi turchi,
uauzi alla legge, la libertà dei cul- mediante la dichiarazione di guer-
,

GRE GRE 117


ra fatta dalla Russia e dalla Per- distrutta la flotta turco-egizia. La
sia. Le isole di Negroponte e di Porta ottomana sospese allora le
Candia parteciparono alla insurre- sue relazioni diplomatiche colle na-
zione , ma la discordia continuava zioni combattenti, e l'anno 1828
ad agitare gli spiriti greci. Verso si annunziò propizio coli' arrivo di

questo tempo, con trattato de' 6 Capodistrias, che salpò da Ancona


luglio Londra, fu ri-
1827, fatto a a Napoli di Romania , ed all' am-
soluto dall'Inghilterra, dalla Fran- ministrazione greca impresse un* at-
cia e dalla Russia d' interporsi u- titudine più regolare, ed i migliori
iiite fra i turchi ed i greci, onde augurii se ne trassero in aprile»
porre un termine alle calamità quando comparve manifesto del- il

della guerra. Ma a queste potenze la guerra formalmente intimata alla


mediatrici il sultano Mahmud II Porta dalla Russia. A' 19 luglio si
diede vaghe ed arroganti l'isposte, sottoscrisse a Londra un nuovo
e ricusò di rispondere alle propo- protocollo, in forza del quale ese-
sizioni del trattato di Londra. Però guirono i francesi una spedizione
la Grecia accettò la mediazione delle in Morea per rendere le negozia-
tre potenze, ed acconsentì a rice- zioni più imponenti, e porre il fre-
vere il conte Giovanni Capodistrias, no alle stragi e devastazioni d' I-
già ministro russo, col titolo di pre- brahim , mentre l' ammiraglio in-
sidente del governo greco. V. il glese Codrington obbligò il viceré
Compendio storico sullo slato dei d'Egitto in Alessandria ad ordinare
greci dall' epoca della conquista il richiamo
delle sue truppe le ,

mussulmana fino ai tempi nostri ,


quali ai 19 settembre evacuarono
cioè dalla caduta di Costantinopoli, del tutto la Morea. I francesi prin-
fino alla guerra dell'indipendenza, cipalmente guarnirono Navarino,
opera del sig. Viliemain , uno dei Modone e Patrasso. Le potenze
quaranta dell' accademia francese ,
mediatrici dichiararono di nuovo di
la cui prima versione italiana fu proteggere i greci ne' limiti della
pubblicata in Firenze dalla tipo- Morea e delle Cicladi; ma intanto
grafìa Birindelli nel 1828. la sgombra-
Livadia fu dai turchi
Le flotte inglese, francese e rus- ta, come venne da Mian- liberato
sa, si presentarono riunite dinanzi lis il golfo di Arabracia col po- ,

a Navarino, ove si tratteneva minac- steriore importante acquisto di Le*


ciosa la flotta egizia. Gli ammira- panto. Il 22 marzo 1829 un terzo
gli delle tre potenze intimarono ad protocollo regolò i limiti e le con-
Ibrahim di non uscire colle sue dizioni della greca indipendenza
navi dal porto, e di cessare a dan- e nel luglio l' assemblea nazionale
no della nazione greca la pirateria, d' Argo presieduta da Capodistrias
mentre il governo greco dal canto dichiarò la seguita purgazione della
suo andava a richiamare i coi'sari. pirateria in tutto 1' Arcipelago.
Ma ostinandosi Ibrahim ad allestire Quindi venne nominato il pannel-
spedizioni navali, quindi a' 20 ot- lenio o consiglio di stato e la ,

tobre venne combattuta la memo- yerossia o senato di ventun mem-


rabile battaglia navale nel porto bri. I felici successi dei russi, e la
di Navarino, ove gli anglo-gallo-rus- pace conchiusa tra questi e Por-
la
si ottennero luminosa vittoria, e fu ta in Adrianopoli ai i4 settembre
,

j|8 GRE GRE


1829, coir articolo decimo compi» potenze segnalarle del trattato dei
rono V opera della greca rigenera- 6 luglio 1827, ch'essa accedeva
zione, sulla base de' protocolli sot- interamente e senza restrizione al-
tomessi all'approvazione della Por- le disposizioni regolate dalla confe-
ta. I greci convennero nell' adottare renza di Londra concernente la

il governo monarchico ereditario Grecia ; ma


maggio del me-
ai 1 1

ma fino alla nomina del re la desimo anno i83o il duca Leo-


somma delle cose continuò ad es- poldo dichiarò formalmente ai ple-
sere in mano di Capodistrias , e nipotenziari delle potenze alleate
delle magistrature stabilite dalla di rinunziare alla corona Gre- dì
costituzione di Trezene. Cessate le cia , e poscia nel giugno i83i fu
guerre esteriori, arsero di nuovo le eletto a quella del Belgio ove re-
intestine, e lo spirito dì fazione in- gna. In seguito i suffragi si riuni-
vase ogni parte del suolo greco. rono nel principe reale di Baviera
Indi cadde traffitto dal pugnale il Ottone I, nato il primo giugno
presidente Capodistrias, mentre en- 1814, figlio del regnante Lodovico.
trava in chiesa per assistere alle Egli fu eletto in virtù dell' autori-

sacre cerimonie, ed il suo fratello tà tramessa dalla nazione greca alle


che assumer volle le redini del go- tre potenze alleate, per la conven-
verno dovè la salvezza alla fuga. zione preliminare di Londra de' 6
G. Padovani nel i832 pubblicò luglio 1827, e per il trattato con-
colle stampe in Corfìi il Panegiri- chiuso pure in quella capitale a' 7
co funebre a Giovanni Capodistrias. maggio i832, e ratificato dal re
Finalmente le tre nominate poten- di Baviera nel 27 maggio di det-
ze d' Europa convennero nell' ac- to anno. Accettò il principe Otto-
cordare alla Grecia rigenerata un ne I la corona dì Grecia a' 5 ot-
governo monarchico indipendente; tobre i832, e prese possesso del
ed ai 3 febbraio 1 83o, con protocollo trono ai 25 gennaio i833. Il nuo-
fatto a Londra dai plenipotenziari vo re dopo breve soggiorno in
delle dette potenze alleate, dichiara- Nauplia, ritornò l'antico lustro ad
rono l'indipendenza della Grecia, i Atene, dichiarandola capitale del re-
confini e limiti delle sue frontiere, gno, e trasferendovi la sua corte.
la forma di governo, la pace tra i Venne però nominata una reggen-
turchi ed i greci, e l' amnistia tra za di slato per dirigere il giovine
i due popoli. Con altro protocollo re neir esercìzio dell'autorità su-
elessero in re della duca
Grecia il prema, fino al compimento dell'an-
Leopoldo di Saxe Cobourg-Gotha ; no ventunesimo dell' età sua ciò ,

e con un terao protocollo stabili- che si effettuò il primo giugno


rono di proteggere i diritti della i835, in cui prese le redini del
Chiesa cattolica in Grecia, quindi governo. Nel seguente anno a' 22
con nota collettiva parteciparono novembre si sposò con la regina
al duca Leopoldo la sua esaltazio- Maria Federica, figlia del granduca
ne. Questi agli 1 1 dello stesso me- regnante d'Oldenbourg, e nell' an-
se rispose alla nota , accettando no 1843 diede alla Grecia una co-
condizionatamente la corona di Gre- stituzione.
cia. A'23 aprile la sublime Porta Confina il nuovo regno al nord
dichiarò ai tre plenipotenziari delle coir impero ottomano , e le altre
.

GRE GRE 119


parli sono bagnate dal mare Egeo, Iranno ritornare all'onore primiti-
dal mare Mediterraneo, e mare vo questa memoranda regione. Una
Jonio. Può dividersi in Grecia con- liecente statistica divide come segue
tinentale, peninsulare ed insulare, il regno della Grecia. li nuovo re-
comprendeudovisi la maggior parte gno della Grecia è diviso in tre
del sangìacato di Livadia, il pa- parti: Morea, Continente, e Isole,
scialatico di Morea , l' isola Eubea e queste abbracciano ventiquattro
colle Cicladi , ed una gran parte provinole, e sette sotto-provincie.
delle Sporadi, già appartenenti al Le Provincie sono l' Argolide, Idra,
governo del capitane pascià o gran- Corinto, Acaia, Cillenia, Elide, Tri-
de ammiraglio turco. Ecco il qua- figlia, Messenia, Mantinea, Gortina,
dro della divisione amministrativa Lacedemone , Laconia , Etolia , A*
in tredici dipartimenti , due dei carnania, Euritiana, Focide , Itioti-

quali nella Livadia, sette nella Mo- de , Beozia , Eubea Tena Sira
, , ,

rea e quattro nella parte insulare. Nasso, Tera. Le sotto-provincie sono


I. Grecia orientale,capoluogo A- le Spezia , Tricon ia , Pi-
seguenti.
lene metropoli del regno. 2. Gre- lla, Locride, Megara , Schiata, e
cia occidentale , capoluogo Misso- Melos. Ogni provincia e sotto-pro-
longi. 3. Argolide, capoluogo Nau- vincia sono divise in comuni , i
plia. 4- Acaia, capoluogo Patrasso. quali sono di tre classi ; quattro
5. Elide, capoluogo Pyrgos. 6. Alta appartengono alla prima, ottantu-
Messenia, capoluogo Modone. 7. no alla seconda, quattrocento sessan-
Bassa Messenia, capoluogo Calama- totto alla terza. Riporteremo qui
ta. 8. Laconia capoluogo Mistra.
, un cenno storico sulla capitale di
9. Arcadia , capoluogo Tripolitza questo regno ellenico, e residenza
10. Eubea, colle Sporadi setten- reale.
trionali, capoluogo Negroponte. 11. Atewe, Athineh o Setines, y4ilu-
Cicladi settentrionali, capoluogo Si- nai , Alhenae, città della Grecia
ra. 12. Cicladi meridionali, capo- orientale, che vuoisi la contrada
luogo Nasso. 1 3. Sporadi occiden- più celebre della Grecia , capitale
tali, capoluogo Idra. Gli abitanti si dell' Attica e del regno greco ,

fanno ascendere con poca verosi- posta nella Beozia, e forse la città

miglianza circa a seicentoquaranta- più giustamente celebrata dell'an-


mila , dicono novecentomi-
altri tichità, riportandosene la fonda-
la; altri sostengono che la popo- zione all'anno i582 prima dell'era
lazione del regno greco superò un volgare : già sede delle scienze, e
milione di sudditi. Nei gloriosi secoli teatro del vero valore. Deve la sua
della Grecia antica il solo Peloponneso origine a Cecrope, che da Sais cit-
conteneva otto milioni d'abitanti; tà dell'Egitto, giunto nell'Attica,
sei ve ne trovarono i romani nella paese in quell' epoca probabilmente
loro conquista, e due ve n'erano an- abitato da sole isolate popolazioni,
cora nel secolo XV , noverandosi quivi edificò una piccola città, che
duecentocinque città e grosse bor- dal suo nome chia mossi Cecropia.
gate in angusta periferia. Ma la Per la sua situazione sopra una
pace degli abitanti, le savie leggi, rupe, gli ateniesi chiamaronla pri-
l' istruzione pubblica, la feracità del ma Tn'toniuni, e quindi Acropoli^,
suolo , in breve giro d' anni po- presentando la piazza un sicuro
1

•lao GRE GRE


asilo cóntro le incursioni de' pira* città l'estensione che conservò di-
ti. Alcuni credettero clie sotto lo poi.Vedendo questo grand' uomo
stesso regno di Cecrope essa pren- che un tale funesto avvenimento
desse il nome di Atene, mentre avrebbe luogo ogni qualvolta pen-
altri riportano un tate avvenimento sassero i nemici di assalire la città

al tempo di Ereteo , che sali al dalla parte di terra, rivolse tutta


trono 14^3 prima dell'era
nel le sue forze sid mare, e battè lu-
cristiana,occupandolo cinquanta an- minosamente i persiani nella famo-
ni. Il suo circuito non era allora sa battaglia di Salamina , l' anno
che di sette miglia ; ma Cecrope 480 avanti l'era Seguen-
volgare.
nel tempo stesso fondò nei dintor- do sempre il sistema medesimo,
ni dodici borgate o tribù, le quali Temistocle, delusa la gelosa inquie-
Teseo che incominciò a regnare tudine de' lacedemoni ,
pervenne a
nel 1260 avanti la detta era, l'iu- congiungere con lunghe muraglie
m in una sola città, per cui qual- il porto del Pireo alla città di
che Tolta egli viene chiamato il Atene, ch'egli estese sempre mag-
fondatore di Atene, da lui divisa giormente Divenuta più florida
.

in cinque parti. Da questo tempo anche pel gran numero d' illustri
incominciò a stabilirvisi la forma uomini da essa prodotti eccitò ,

repubblicana, e Codro che fu 1' ul- vieppiù la gelosìa de' lacedemoni


timo di diversi re, dopo un regno che le suscitarono de' nuovi nemi-
di ventun anno terminò di vivere. ci. Tutta la Gi'ecia prese parte
Dopo la sua morte furono creati nelle loro querele , e cosi ebl)e
gli arconti , il primo de' quali Me- principio la famosa guerra del Pe-
done figlio di Codro , governò in loponneso con la presa di Platea
tal qualità la repubblica venti an- fatta dai tebani, guerra che durò
ni : questi arconti dapprima per- ventolto anni. Lisandro capitano
petui ,
poscia decennari , in fine de' lacedemoni prese Atene, che sa-
divennero annuali. Dopo le severe rebbe stata distrutta , secondo il
leggi dell'arconteDracone, pubbli- desiderio de' tebani , ma essendo
cò Solone le sue. Pisistrato usurpò prevalso il divisamento de' lacede-
la sovranità di Atene l'anno 56 moni, vi si stabilirono invece trenta
prima della nostra era. Poscia cac- persone riconosciute sotto il nome
ciato, vi rientrò due volte, regnan- di tiranni, che Trasibulo ed altri
do in tutto dieciotto anni. Ippia ed scacciarono poi nel periodo di tre
Jpparco suoi figliuoli furono i suc- anni. Pausania ristabili allora il
cessori di lui per anni dieciolto ; popolare governo , ed in progresso
ma secondo fu ucciso da quelli
il Atene divenne ognor più possente.
della famiglia di Alcmeone, opposti Atene ebbe poscia a sostenere
a quella di Pisistrato ed Ippia , nuove guerre non solo contro i
venne cacciato anni dopo da tre tebani e gli spartani , ma contro
Calistene l'anno 5 12. Venti anni quelli di Bisanzio e di Rodi , che
dopo ebbe luogo la celebrata bat- fecero una lega possente cogli altri
taglia di Maratona, e passati dieci insulari, i quali soffrir non voleva-
anni Serse invase la Grecia, sac- no una specie di tributo richiesto
cheggiò e quasi distrusse Atene; a dagli ateniesi allo stretto dell' Elles-
lale epoca Temistocle diede alla ponto. L'anno 338 Filippo re di
,

GRE GRE 121


Mace(ìonia fece loro la guerra , e sue leggi, e per gratitudine essa
guadagnò sopra di essi e dei lebani dichiarossi in suo favore. Cesare
la battaglia di Cheronea. Atene dopo la battaglia vinta a Farsaglia,
molto soffri sotto Alessandro il avendo il diritto di punirla, le fe-

(irande, ed in progresso sotto An- ce grazia. Marcantonio Augusto ed


tipatro e Cassandro. Divenuta la i susseguenti imperatori furono ad
pili bella del mondo, per opera di Atene assai favorevoli ^ tranne Se-
Pericle, capo della repubblica, per- vero che le tolse i suoi privilegi
dette dopo il regno di Alessandro per vendicarsi di qualche ingiuria
la sua superiorità assoluta, e non ch'egli pretese avervi ricevuto quan-
tenne più che un grado seconda- do vi faceva i suoi studi. Le sue
rio. La ricchezza negli edifìzi suc- mura distrutte da Siila, furono ri-

cesse alla nobile semplicità , ed al costruite dall'imperatore Valeriano;


carattere maestoso che distingue le ma sotto Gallieno Atene fu saccheg-
fàbbriche di Fidia e di Callicrate; giata dagli sciti, che furono poi
e quegli ateniesi fieri tanto e ge- cacciati da Cleodemo ateniese e da
losidella loro grandezza, che non Ateneo di Bisanzio. Alarico re dei
avevano acconsentito che uno dei goti la prese di nuovo sotto Ai"ca-
più grandi uomini della repubblica dio ed Onorio; e l'imperatore Giu-
a proprie spese facesse costruire stino I aifrettosi a ristabilire questa
de' superbi monumenti a maggior famosa città nel secolo VI , la quale
lustro della città, purché su di es- per settecento anni sembrò del tutto
si rimanesse scritto il suo nome dalla storia obliata, sotto gli impe-
questi medesimi acconsentirono che ratori greci d' oriente. Baldovino IX
fossero restaurati da principi stra- conte di Fiandra, essendo stato co-
nieri, i quali vi apposero quelle ronato imperatore di Costantinopoli
iscrizioni che in parte ancora si nel i2o4, col nome di Baldo-
conservano. Demetrio restituì ad vino I, i crociati che avevano a-
Atene la propria libertà ; ma gli vuto parte nella conquista di quel-
ateniesi poco riconoscenti ricusaro- la città, divisero fra essi tutti gli stati
no di riceverlo, allorché dopo la de' greci. L' isola di Candia fu do-
battaglia d' Isso veniva a rifuggir- nata ai veneziani ; Bonifazio mar-
si fra Per vendicarsene asse-
loro. chese di Monferrato ebbe la Tes-
diò Atene, e la prese l'anno 2r)5. saglia e la Morea, e Goffredo di
Essa scosse dipoi il giogo macedo- Hardouin Atene e 1' Acaia. Baldo-
ne, e con la protezione di Roma vino I assediò allora inutilmente
si sostenne per anco con somma Atene , che Bonifazio prese poco
gloria. Aristone, uno de' suoi citta- tempo dopo. I francesi continua-
dini, fattosi tiranno, cagionò la sua rono ad essere padroni di questa
intera rovina , mentre sotto di lui città sino al 1282, in cui furono
Siila la prese ed abbandonò al sac- cacciati dai catalani e dagli arago-
cheggio, ottantasette anni prima nesi che usurparono il ducato di
dell'era cristiana. La riputazione Atene. Dopo molte rivoluzioni essa
delle scienze attirando continua- passò nella famiglia Acciainoli ori-
mente ad Atene dei dotti , in tal ginaria di Firenze , che la cedette
modo venne a rialzarsi dalie sue ai veneziani ; ma
Antonio Acciaiuo-
rovine. Pompeo le rese V uso delle li figlio di Ranieri, che prima la
132 GRE GRE
possedeva vi ristahiri,il proprio nnlo dei einquecento, ornalo di
dominio, che durò fcino a France- statue e ritratti; il rotondo edifi-

«co, sotto il quale fu presa nel zio del Pritaneo, con statue d'il-

1455 dal vincitore Maometto II. lustri ateniesi, e di qualche divi-


Dipoi i veneziani nel 14^4 sor- '«'» n\l'<t. Andando al Teatro si vede-
presero, ma non potendo conquista- vano all' ingresso e nell' Odeo, o
re il suo castello, si videro obbli- luogo destinato alla musica, le «ta-

gliti ad abbandonarla. Essi nel 1687 tue di tutti i re egiziani, o quelle


se ne impadronirono nuovamente, de' re macedoni, di Filippo, e di
ma infine fu riconquistata dai tur- Alessandro suo figlio. Presso al Tea-
clii. Questi ed i greci se ne sono t''o stava la sola fontana di Ate-
disputato il possesso nell'ultima nar- ne, ornata da Pisislrato, che get-
rata guerra, e i' Acropoli restò in tava l'acqua per nove bocche. In
mano dei turchi all'epoca della vicinanza innalzavnnsi due templi,
pacificazione, al compiersi della qua- "no di Cerere, l'altro di Preser-
ie venne Atene destinata a ricon- pina, con altri più lunge ancora,
quistare il lustro primiero, ed al Quivi pure tutto era ornato di
rango di capitale della Grecia. statue e di quadri bellissimi. Nel*
L'antica città di Atene, una del- la piazza pubblica stava l'altare

le piti floride del mondo, nella della Pietà, nume che solo onora-
sua maggiore prosperità poteva a- vano gli ateniesi con un culto par-
vere venlidue miglia di circonfe- ticolare, e poco distante sorgeva il

renza, ed otto porte chiamate l'È- ginnasio, o luogo d'esercizio, che


geo, l'Acarna, dove trovavansi del- portava il nome di Tolomeo suo
le buone sorgenti d'acqua, la Dio- fondatore. In poca disianza eravi il

caris, la Diomea, quella de'Sepol- tempio di Teseo, ornato di «ta-


cri, di Eleusi, di Tracia, e di "Tra- tue e pitture; poi riscontra vasi il

sia poscia delta Dipylon. Atene era Pritaneo, ove si conservavano le


divisa in molti quartieri, i princi- leggi di Solone scritte sopra un
pali de' quali si chiamavano il Ce- quadro, e le statue della Pace e
ramico, il Pritaneo, il Liceo, il di Vesta, oltre a quelle di molti
Teatro, la Cittadella, J' Areopago, uomini celebri. Discendendo verso
e fuori della città l'Accademia. En- la città bassa, si trovava il tempio
trando nella città vedevasi subito di Serapide, del quale Tolomeo
un edifizio, in cui si conservava introdusse il culto in Atene; quin-
tuttociò ch'era per le necessario di il tempio di Lucina, e subito
feste che si con ma-
celebravano dopo quello Giove Olimpico, con-
di
gnificenza in onore di Minerva, sacrato a questa deità dall' impe-
Più lunge stava un tempio di Ce- ralore Adriano, la cui circonferen-
rere, con belle statue. Le facciate za slimavasi di cinquecento passi
de' portici, che vedevansi dalla por- geometrici, ed era riguardato co-
ta della città sino al Ceramico, me uno de' più grandi fino allora
erano ornate di statue di bronzo conosciuti, e celebre cotanto per la
di uomini e donne illustri. In que- quantità delle statue e preziose
sta contrada si scorgevano, oltre antichità di ogni genere che lo a-
i suoi magnifici portici, vari lem- domavano: Adriano inoltre ristorò
pli; il luogo ove adunavasi il se- la eillà, e la munì di nuovo acqui-
GRE GRE 123
dotto. Nel quartiere dei Giardini della, venivano ogni sera consegna-
si vedeva un tempio di Venere Ce- te all'arconte incaricato dell'inter-
leste, con belle statue, ed altro de- na amministrazione della città. Mol-
dicato ad Ercole. Il Liceo era un te erano le preziose antichità, e le
luogo che preso aveva il suo no- statue celebri conservate nella cit-

me da Lieo figlio di Pandione, e tadella.


che si credette essere stato prima 11Partenone o tempio di Mi-
un tempio dedicato ad Apollo. Di nerva, che stava piu-e nella cit-
là deiriiisso stava quello di Diana tadella, era considerato un capo
Agrotera, in luogo chiamato Agrea. d'opera d' architettura, ed uno dei
Ivi era vi puie il supeibo Stadio di più magnifici edifici ; fu esso rie-
Atene, costrutto in marmo bianco, dificato da Pericle per essere ,

che incominciava dall'alto della stato abbruciato dai persiani. Con-


collina l'Ilisso, e terminava
sopra teneva moltissime statue nel suo
al forma di mezza luna.
fine in interno, e molte esternamente, fra
Era questo un insigne monumento le quali vari capi d' opera di Fi-
della liberalità di Erode Attico. dia. Il muro dalla parte del sud
Dal Pi'itaneo scendevasi sulla stra- era ornato di bellissimi bassiri-
da dei Tripodi, così nominata per lievi . Degno di osservazione era
esservi molti templi in cui conser- pur anco il tempio di Ereteo,
vavansi dei tripodi di bronzo, sui con tre altari, oltre molte altre
quali stavano scolpiti dei lavori del pregiate antichità che conteneva
più gran valore. II teatro era or- la cittadella, costrutta in parte da
nato di moltissimi ritratti di poeti Cimone figlio di Milziade, e da
tragici e comici, ed era congiunto due pelasgi circondata di mura.
alla cittadella per una muraglia Scendendo di là dei portici vede-
chiamata Australe. Nella parte su- vasi un tempio dedicato ad Apol-
periore del teatro stava nella gros- lo ed a Pane. Il quartiere della
sezza del muro una grotta da cui città chiamato 1' Areopago, preso
scendevasi a piedi della cittadella. avea tal nome dall' edilìzio che
Nella strada intermedia sino al tea- racchiudeva il primo tribunale di
tro si ergeva il tempio di Escula- Atene, e dove giudicavansi tutte
pio, adorno di belle statue e pit- le cause capitali. Da vicino ergeva-
ture, e quello di Temide. Non era- si il tempio dedicato alle dee Se-
vi che quella sola strada per en- vere, e nel quale andavano a sa-
trare nella cittadella, poiché da tut- grifìcare tutti quelli ch'erano asso-
te le altre parti era difesa o da luti dall' Areopago. Nel circuito
buone mura, o da roccie scoscese. di esso stava Edipo.
la tomba di
I vestiboli che conducevano alla Altri aveva pure Atene,
tribunali
cittadella, e che si chiamavano an- ma tutti meno celebri dell' Areo-
che portici, una delle più belle pago. In vicinanza eravi una gode-
opere di Atene, erano coperti di rà che serviva alla pompa delle
bianco marmo, ed ornati di scol- feste in onore di Minerva. Sor-
ture e di statue. Nell'interno scor- tendo dalla città, presso le sue mu-
gevansi molte pregiate pitture. Le ra, si trovava l'Accademia che fa-
chiavi di (|uesfi portici, che real- ceva parte del Ceramico all'ester-
mente erano le porte della cilta- no. Era questo il luogo degli e-
124 GRE GRE
sercizi,ove si vedeva una piazza nata, e sormontato da una cupola
consacrata a Diana, ed ornata di d' ordine corintio. Fra le rovine
/noitissime statue. Eravi pure un dei dintorni della città moderna,
piccolo tempio dedicato a Bacco, si distinguono quelle del tempio
]a tomba di Trasibulo, quelle di di Giove Olimpico, Il tempio di
Pericle e di Fornaione ,
poi i Teseo restò intero, meno il soffit-
cenotafì di tutti i cittadini morti to eh' è di moderna costruzione.
in battaglia, ed un monumento L'Areopago già quasi nel centro di
innalzato ai tessali, venuti in soc- Atene, ed ora all' estremità della
corso degli ateniesi. Ma di tanti città, servì di cimiterio ai turchi:
superbi monumenti, pochi avanzi altri avanzi d'antichità colpiscono
restano di sua antica grandezza, da ciascun lato gli sguardi del
che piu'e formano la sorpresa di culto viaggiatore , e gli scavi ne
tutti, siccome scampati alle vicen- forniscono di continuo. Presso la
de di tante guerre e di tanti se- Accademia furono ritrovati mille
coli. Li' oggetto degno della mag- vasi da un solo inglese. Lord El-
giore attenzione è 1' o Acropoli gin, ambasciatore a Costantinopoli,
cittadella, situata sopra una roccia portò a Londra diversi oggetti pre-
quasi inaccessibile. 1 turchi la con- ziosi, fra' quali de' bassirilievi del
vertirono in una fortezza, circon- Partenone, e dei modelli e disegni
dandola di un baluardo grossissimo di altre opere insigni che non po-
composto coi rottami deli' antica tè trasportare: questo signore in
muraglia. A destra del Propileo, ima piazza d' Atene fece innalzare
che ne formava 1' ingresso , del la torre dell' orologio.
tempio della. Vittoria, e dell'edifizio In quanto alla religione cristia-
a sitiistra d'ordine dorico, decorato na, l'apostolo s. Paolo quivi por-
di pitture di Polignoto non ri- , tatosida Tessalonica, predicò nel-
mangono che sei colonne di mar- l'Areopago il Dio ignoto, e molti
mo bianco, fra le quali vi sono converfi alla fede di Gesù Cristo,
de' portici. II Partenone o tempio fra' quali Dionigi ed areopagila,
di Minerva sussistette sino al 1687: una donna chiamata Damaride.
otto colonne del frontone dell' est, Ma il paganesimo troppo profon-
e diversi portici ai lati sono anco- damente essendo in questa città
ra in piedi. Del prodigioso nume- radicato , pochi anni dopo la luce
ro de' suoi capi d' opera non ri- del vangelo si estinse , né vi fu
mangono perfettamente conservati stabilmente fondata che verso la
che il combattimento dei centauri metà del secondo secolo. Della
e dei lapiti, e la statua di Adria- sua sede vescovile, di quella in
no. Queslo magnifico monumento partibus, e dell'attuale suo titolo
fu convertito in moschea. Vicino arcivescovile che conferisce la san-
sonovi gli avanzi dell' Ereteo, tem- ta Sede, ne parlammo all'articolo
pio dedicato a Nettuno ed a Mi- Atene. Solo qui aggiungeremo, che
nerva. La torre dei Venti è anco- in principio Atene nel temporale
ra intatta, ed abbellita di scolture. era metropoli di tutta l'Attica, ma
Di tutti i cenotafì di uomini illu- nello spirituale era a
sottoposta
stri, non si scorge più che quello Corinto. Verso i tempi di Fozio eb-
di LisicratCj cinto da una colon- be titolo arcivescovile, poscia fu me-
GRE GRE 125
tropoli della prima Achea, nell'e- nero edificate. Il piano della nuo-
sarcato di Macedonia, quindi esar- va Atene sembra alquanto irre-
cato della Grecia, Ecco il novero golare, e ne fu autore un architet-
delle sedi vescovili già suifraganee to di Germania. La larghezza del-
di Atene. Chalcis o Negroponte, la città moderna non è la metà
Andros, Egina o Engia, Cea o dell'antica, essendone le vie prin-
Zea, Atalanta, Sciro, Salona, Men- cipali quella di Ermeto, e quella
dinitza o Bodinitza, Livadia, Gra- di Minerva: la prima comunica
nitza, Corone, Loreo, Carisio, Por- colla strada che mette al Pireo, e
thmo, Sira, Opus, Elatea, Strate- a mezzo di essa, all' ingresso del-
gis, Platea Maratona,
, Tanagria, la città, si osserva un grosso pal-
Thespe, Charsia, Megara, Secorus, miere; questa strada è fiancheg-
e Daulia. Sotto il dominio tur- giata di case di non spregevole
co Atene divenne un' oscura terra architettura, e finisce ove sorge il

della Turchia europea governo ,


nuovo palazzo reale. È desso com-
del capitano pascià, sangiacato di posto di marmo bianchissimo ca-
Egribos, e capoluogo del governo vato dal monte Pentelico, dal luo-
d'una giurisdizione , suH' Ilisso ed go dove furono estratti i marmi
il Cefiso Recenti descrizioni di
. lavorati dallo scarpello di Prassi-
quanto si é fatto, e si va facen- tele, di Fidia, d'ictino, dì Miro-
do in Atene, ossia nella moderna ne, e di altri: ne fu l'architetto
dopo l'espulsione de' turchi,
città, un bavarese. La posizione nou
non che dell'attuale suo stato, dan- poteva essere più amena, dappoi-
no le seguenti nozioni. ché elevasi sopra una piccola altura,
La capitale del nuovo regno da dove piacevolmente si dominano
della Grecia sorge sui ruderi del- la moderna avanzi
città, e gli

l' antica Atene, di quella città fa- che sorgono a sinistra.


dell' antica

mosa dalla quale uscirono le arti, Se ne calcola la spesa ad un mi-


le lettere, le scienze e la civiltà, lione e duecento mila dramme.
per essere diffuse a universale be- La seconda strada della Minerva
nefizio in tutto il mondo. Ma la è la più bella e spaziosa, la quale
moderna Atene, lasciando gli anti- mette capo là dove sorge la tor-
chi avanzi risparmiati dalla mano re de' Venti, monumento antico
distruggitrice del tempo e della ancora intatto, e sgombro all'intor-
barbarie, non vanta ancora son- no dalle molte rovine che vi gia-
tuosi edifizi che mostrino la gran- cevano ; essa è fiancheggiata da
dezza della città, e il valore degli belle case. Fabbricati considerabili
artisti ; ma ciò non deve recar sono: quello destinato alle regie
meraviglia, se si riflette che sono scuderie, quello alla riunione dei
pochi lustri dacché uscì dal giogo ot- ministri dello stato, non che l'o-
tomano. Tuttavolta sebbene a pri- spedale militare, il quale sorge
ma vista sembri più una gran presso il Cefiso, dalla parte orien-
borgata che una capitale, conside- tale dell' Acropoli ; vasto è quello
rando la povertà del popolo per dell' università Ottone, così chia-
la lunga e sanguinosa guerra del- mata dal regnante suo fondatore;
l'indipendenza, molto si è già fat- si dice che venga a costare tre-
to, e divei-se migliaia di case ven- cento mila dramme; raccolte col
126 GRE GRE
iT)e77,o una soUoscrizione faltsi
ci' il giornalismo vi è in molta alti vit't,

generosamente da molli cileni e contandosi più di dodici fogli [te-

filelleni, dietro un manifesto che riodici. Per lo passato si contava-


scritto in greco e in francese ven- no più di sessanta chiese, le quali
ne mandato in tutti i paesi d'Eu- sono ora rovina, e il governo
in
ropa. La biblioteca da ultimo già ha ceduto l'area alla comune, per-
contava più di venticinque mila chè vi fossero fabbricate delle ca-
volumi, mercè doni che vengonoi se: presentemente il servigio divino
fatti da vari filelleni. Atene pos- si fa in dodici chiese. Manca fino-
siede pure un gabinetto di fisica, ra una cattedrale, e intanto ne
ove sono una bella macchina e- tiene le veci quella chiesa che sor-
Jettrica e un grandioso canocchia- ge nella via della Minerva, nella
le astronomico; un gabinetto nu- quale suole ufliciare il metropoli-
mismatico ben provveduto, donato ta greco che insieme agli altri
,

dal eh. Zossimà benemerita della vescovi di Atene forma il sinodo,


Grecia sua terra natale ; un mu- essendosi ora la chiesa di Atene
seo anatomico e di storia naturale; staccata dall' ubbidienza del suo
un ginnasio freqtientatissimo, una patriarca di Costantinopoli. Così a
scuola di fanciulle in pensione, poco a poco in oriente viene a
con altre scuole pei fanciulli di mancare alla chiesa greca scisma-
ambo i sessi. Vi sono pure altri tica capo che ne costituirebbe
il

scientifici stabilimenti, la riunione i' unità,dappoiché la Russia, la


degli amici delle muse , fondata Grecia , e la Vallachia ne sono
nel i8i3; un gabinetto di lettura distaccate, e pochi vescovi sono
ce. Da ultimo il governo ha con- restati soggetti al patriarca di
cepito il progetto di fondare un Costantinopoli. Atene ha inoltre
museo archeologico nazionale per una cappella o piccola chiesa de '

collocarvi i molti oggetti greci an- dicala a s. Dionigi Areopagita, pel


tichi che ora si rinvengono nel servigio cattolico , il cui curato
tempio di Teseo, non che tutti comprò da ultimo l' area per in-
quelli che d'ora innanzi fossero nalzarne una nuova, simile a quel-
scoperti, e di cui lo stato potreb- la che vedesi al Pireo, ov'è pure
be fare acquisto. Si vorrebbe pu- una scuola cattolica pei fanciulli,
re riunire in una sezione speciale di recente costruzione, egualmen-
di questo museo i modelli di edi- te de'cattolici. La chiesa al Pireo
fizi greci antichi che esistono nel è parrocchiale e dedicata all'apo-
regno ed altrove; i gessi delle an- stolo s. Paolo. Siccome fabbricata
tichità elleniche che si trovano, sia coi doni della casa d'Austria e dei
nella stessa Grecia , sia in paesi sudditi austriaci, è sotto la prole-
esteri; i facsìmile delle iscrizioni, zione dell' imperatore d'Austria.
le copie di pitture naturali, ec. In Nel palazzo reale poi vi sono due
tal modo nuovo museo com-
il cappelle, una cattolica pel re, 1' al-

prenderebbe, per quanto si potesse, tra protestante per la regina.


sì in originali e sì in copie o in Atene sede della corte , degli
modelli, tutti gli oggetti più con- ambasciatori, e dei ministri, com-
.siderabili che avanzano dell'antica presi i forestieri conta più di ven-
Grecia. Già ivi mollo si stampa, e tuno mila abitanti. Ebbero in qne-
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sia città ospizio i cappuccini sino to delle cose ecclesiastiche, e con-

ili 1796 e con entrate. Anche i dizione in che si trova la Chiesa


gesuiti che vi avevano le missioni, cattolica nel regno greco. Con-
ebbero ospizio in Atene, li consi- cila di Grecia.
glio amministrativo delle rendite
certe ed incerte spettanti alle mis- La fede di Gesù Cristo non fu-
sioni cattoliche, rende conto al de- rono i greci gli ultimi ad abbrac-
legato apostolico della Grecia dal- : ciarla, e conservarono per lungo
la Francia si attendevano le so* tempo la purezza del vangelo: mu
relle della Carità per stabilirvisi. dacché fatalmente si separarono dal-
Il popolo ateniese si è sempre ri- la Chiesa romana, a motivo del fu-

guardato come il primo fra tutti nesto scisma, chiamato scisma dei
i popoli dell'antica Grecia: van> greci o caddero essi in
d'oriente,
tava la maggior perfezione della diversi errori, gli uni essendo aria-
propria lingua, ed il dialetto atti- ni, gli altri giacobiti, ec; parlando
co era agli altri per la sua purezza quindi dei greci non bisogna con-
preferito. Ora parla la lingua gre- fondere la chiesa greca moderna ,
ca corrotta. Dei tre porti d'Atene colle chiese della Grecia fondate da
nel golfo Sarronico, il Falereo, il s. Paolo e dagli altri apostoli a
Munichio, ed il Pireo, oggi la Corinto, a Filippi, in Tessalonica,
sola baia del Pireo è frequentata, ed in altri luoghi dell'antica Gre-
e suol chiamarsi Porto-Leone o cia in Europa ; come anche in al-
Porto-Draco. Non tarderà però a cune parti dell'Asia, a Smirne cioè,
migliorarsi l'aspetto di Atene, ric- ad Efeso, ec. Nelle une e nelle al-
ca di tante gloriose reminiscen- tre chiese il greco era la lingua
ze. Quanto alle notizie delle al- volgare per la società e per la re-

tre città della Grecia , si posso- ligione ; mentre invece era il siria-
no vedere i rispettivi articoli del co in Antiochia ed in tutta la Si-
Dizionario , massime quelli del- ria, ed il copto in Egitto. La chie-
le sedi vescovili ed arcivescovili, sì sa greca contò tra un i suoi figli

antiche che sussistenti. Giustino, un Origene, un Atanasio,


un Gregorio, un Basilio, un Gri-
Notizie compendiate risguardanti la sostomo, un Giovanni Damasceno,
storia ecclesiastica della Grecia e tanti altri illiifitri, dotti e santi
e dei greci, massime sul loro uomini. Nei primi secoli non eravi
scisma con la Chiesa romana; nulla di più rispettabile quanto la
italo-greci, e russo-greci scisma- tradizione delle chiese della Gre-
tici ; riti greci, loro disciplina, cia : la maggior parte di esse ave-
consuetudini e sagri paramenti vano avuto per primi pastori gli
che usano; stato presente dei gre- apostoli. Tertulliano cita agli ere-
ci cattolici, e delle sedi arcive- tici del suo tempo questa tradizio-

scovili e vescovili latine nei paesi ne come un argomento invincibile;


permanente nel
grecij del sinodo ma per le eresie di Ario di Ne- ,

nuovo regno di Greciaj condi- storio e di Eutiche questa luce ,

zione de' vescovati latini sotto il ha perduto moltissimo del suo splen-
dominio ottomano , durante la dore. Lo scisma che i greci, come
guerra di liberazione; ordinamen- dicemmo, fecero colla Chiesa ro-
128 GRE GRE
niana ne aumentò la confusione, e tò il modesto
titolo di servo dei
favorì pure le conquiste dei mao- fervi di Dio. Narra il Bernini nel-
mettani, i quali pressoché distrus- r Istoria delle eresie, che assunto
sero il cristianesimo in quelle con- nel ioa4 al pontificato Giovanni
trade, dove fu altre volte sì flori- XIX detto XX, gì' inviarono am-
do e 8Ì puro. Di questo argomento, basciatori il patriarca di Costanti-
e di altro che risguarda la chiesa nopoli, e r imperatore Basilio con
greca, i greci, e le vertenze e re- molti e preziosi regali, aninchè loro
lazioni con la santa Sede, ne trat- accordasse, Ecclesiain Costantino-
tammo con qualche diffusione al- politanani in suo orbe^ sicut Roma
l'articolo Costantinopoli. Tultavol- in universo , universalem dici; e
ta a voler far qui menzione delle benché questo trattato con tutta
cose principali, diremo che per segretezza maneggiassero, tuttavia
scuoprire l'origine di quella pre- fu permissione di Dio che si divul-
giudizievole divisione che dura an- gasse, e perciò se l'abbate Gugliel-
cora dopo più di sette secoli , è mo di s. Benigno di Dijon in Fran-
d'uopo risalire fino al quarto se- cia monaco cluniacense non si fosse
colo dell'era cristiana.