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Anno LXII n. 2 - Luglio 2014 - C.C.P. 13647714 - Spedizione in Abb. Post. Art.

2 comma 20/C legge 662/96 Filiale di Foggia

Provincia di San Michele Arcangelo dei Frati Minori di Puglia e Molise

Papi del Concilio


Santi Coraggiosi

Provincia
di San Michele
Arcangelo
dei Frati Minori
di Puglia e Molise

s o m m a r i o
3

Sempre in cammino
di fr. Leonardo Civitavecchia, ofm

ATTUALIT

I due Papi contemplativi e coraggiosi


di Francesco Armenti

CHIESA

Il Concilio Vaticano II
di Simona Paula Dobrescu

SPECIALE PAPA

9
Anno LXII n 2
luglio 2014
C.C.P. 13647714
Spedizione in Abb. Post.
Art. 2 comma 20/C legge 662/96
Filiale di Foggia
Direttore:
fra Leonardo Civitavecchia

segretario@fratiminoripugliamolise.it

Dir. Resp.: Apollonio Giammaria


Con approvazione
dei Superiori dellOrdine
Autorizzazione
Tribunale di Foggia
n. 55 del 19.06.1953
Direzione e Amministrazione:
CURIA PROVINCIALE O.F.M.
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Progetto grafico
e impaginazione:
Silvia Brighenti
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Papa Francesco in Terra Santa


di fr. Pio DAndola

FRANCESCANESIMO

14 Riscoprire il valore del bene comune


di Ignazio Loconte

16 Se non crederete, non comprenderete


di sr. Maria Letizia

18 Panorama Francescano
VITA DI FAMIGLIA

20 La nostra storia: Convento di Stignano


22 I Diaconi
23 Presbitero per portare a tutti Ges
24 Festa della Provincia 2014
25 Due Frati con la gioia nel cuore

di Matteo Gioiosa

di fr. Giuseppe Tomiri, Ministro Provinciale

26 Assemblea della fraternit Provinciale


SORELLA MORTE

Stampa: Falcone Grafiche


71043 Manfredonia (Fg)
Tel. e Fax 0884.541962
e-mail:falconegrafiche@libero.it

28 Fr.

In copertina:

29 Fr. Giacomo Bini

I Santi Papi Giovanni XXIII


e Giovanni Paolo II

Innocenzo Maiorano

di fr. Leonardo Civitavecchia


di sr. Chiara Ludovica Loconte

PUBBLICAZIONI

30 Mons. Agostino Castrillo


OFS

31 Passando dal Vangelo alla Vita e dalla Vita al Vangelo


FOCUS

34 La Piet

di Nick Petruccelli

POESIA

35 Le parole del cuore


di Enza Daquino

Editoriale

Sempre in cammino
Amici Lettori,
un caro saluto di gioia a tutti.
alla gioia che ho voluto - nelleditoriale di aprile scorso - dedicare
il nostro anno 2014 in corso. Come
non gioire per la canonizzazione di
due grandi Papi, che con amore e
fedelt, hanno rinnovato la Chiesa e
il cuore degli uomini. Come non gioire per il Viaggio di Papa Francesco in
terra Santa, per affermare, con forza
e coraggio, che la Pace tra i popoli e
le Religioni possibile, e lunit e la
comunione tra i Cristiani impegno
impellente che interpella tutti.
Dobbiamo metterci sempre in cammino, e lanno 2015, tempo dedicato
alla Vita Consacrata, sar loccasione
per rimettere Cristo e il Vangelo al
centro della nostra vita e dei nostri
progetti. Non solo per il Consacrato,
ma ogni Cristiano chiamato a svegliarsi dal sonno che impedisce di arrivare veramente a Dio. Troppo spesso avverto - dai fatti di cronaca e dalla
nostra vita - che viviamo come se Dio

non esistesse, che le cose che facciamo non ci portano a Lui, per non parlare della nostra debolezza morale,
senza pi pensare alle cose del cielo e
alla nostra santificazione.
Francesco dAssisi, assumendo il Vangelo come forma di vita ha fatto crescere la fede, ha rinnovato la Chiesa;
e nello stesso tempo ha rinnovato la
societ, lha resa pi fraterna, ma sempre col Vangelo, con la testimonianza.
Predicate sempre il Vangelo e se fosse necessario, anche con le parole!
(Papa Francesco ai giovani dellUmbria, Assisi, 4 ottobre 2013).
Sempre in camminoriusciremo a
portare - se prima accolto da noi - il
Vangelo in questo povero mondo, testimoniando alla nuova generazione
che essere cristiani oggi bello, annunciando Ges Cristo come unico
Salvatore del mondo. Noi non siamo
cristiani perch amiamo Dio. Siamo
cristiani perch crediamo che Dio ci
ama (Paul Xardel).
Anche in estate sempre in camminoper dedicarci di pi a quelle real-

t interiori e spirituali spesso soffocate dalle preoccupazioni quotidiane e


dalle attivit giornaliere. Ritagliamoci
- con sobriet e senza sfarzi - giorni di
riposo fisico e spirituale: basta poco!
Tempo da dedicare di pi alla lettura,
alla preghiera. Tempo per recuperare
maggiormente il valore e limportanza del silenzio. In unepoca piena di
parole, di rumori - spesso assordanti
- c bisogno di un congruo tempo di
disintossicazione interiore. Auguro di
cuore vacanze piene di silenzio, di fraternit e di Amore.
Ci incoraggi Maria, Vergine del cammino: Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella
testimonianza della comunione, del
servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dellamore verso
i poveri, perch la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce
(Evangelii Gaudium).
Buona Estate a tutti...
fra Leonardo Civitavecchia, ofm

Attualit

I Due Papi contemplativi e coraggiosi


I perch della canonizzazione di Roncalli e Wojtyla
di Francesco Armenti

La doppia profezia
La canonizzazione di Giovanni XXIII
e di Giovanni Paolo II, come ogni canonizzazione, va accolta come dono
dello Spirito e letta nel suo significato
ecclesiale, nel messaggio e nelle indicazioni che ogni santo d al cammino
storico e di fede della Chiesa.
I santi non sono uomini irraggiungibili, eroi inimitabili ed lite selettiva.
La santit il riflesso dellamore di
Dio in chi lo accoglie vivendo i suoi
comandamenti, in chi percorre la via
dellamore restando unito a Lui (cfr.
Gv 15, 1-10).

Nel tempo di Papa Francesco, di


una Chiesa stimolata a essere, con
maggiore coerenza e testimonianza,
prolungamento del Vangelo, Chiesa
povera tra i poveri, cosa propone ai
cristiani la doppia canonizzazione
dellaprile scorso?
La canonizzazione o beatificazione
dei Papi (entro questanno si aggiunger Paolo VI e, quando prima, si spera
Papa Luciani) non un atto di serie
A rispetto alle altre canonizzazioni o
una tacita dichiarazione di fallimento
dei pontificati dei papi precedenti non
iscritti nellalbo della santit riconosciuta. I santi sono indicati dalla Chiesa per limitazione della loro vita, della
loro fede, delle loro virt e soltanto per

rendere gloria e lode al Santo dei Santi, al Tre volte Santo. E certamente
il governo della Chiesa e le scelte storiche dei vari pontificati non sono il
criterio della canonizzazione dei papi.
La vicenda umana ed ecclesiale di
Papa Roncalli e di Papa Wojtyla (come
quella di ogni santo e cristiano che ha
vissuto in pienezza il Vangelo) va vista
e interpretata in filigrana con la dimensione battesimale della profezia illuminata dalla Parola di Dio: Susciter loro
un profeta e gli porr in bocca le mie
parole ed egli dir loro quanto io gli
comander. Se qualcuno non ascolter le parole che egli dir in mio nome,
io gliene domander conto. Come riconosceremo la parola che il Signore

Attualit
adatta non solo a Wojtyla ma anche ai
pontefici susseguitisi dal 1963 in poi:
Le preposizioni amore e santit e
prontezza a tutto aiutano a scoprire il
segreto di unanima. Era (Roncalli, ndr)
il cristiano completamente libero da
preoccupazioni, di successo personale; luomo che, a suo dire, aveva messo
il proprio io sotto i piedi; il sacerdote
della tradizione, abilitato ad avviare
il processo di aggiornamento senza
avventure, secondo la formula da lui
coniata, ripetuta da Paolo VI: Fedelt
e rinnovamento. La sola fedelt, infatti, ridurrebbe la Chiesa a museo; il
solo rinnovamento condurrebbe allanarchia. Era il sacerdote che soltanto
sullaltare, tra il Libro e il Calice, si sentiva a suo agio. Appartenente alla stirpe
dei profeti chiamati ad annunciare ci
che non pretendono di raggiungere e
non vedranno con i loro occhi.

non ha detto? Quando il profeta parler in


nome del Signore e la cosa non accadr e
si realizzer, quella parola non lha detta
il Signore (Dt 18,8-22). Angelo Roncalli e
Karol Wojtyla sono due pontefici conciliari
che hanno, il primo inventato e avviato e
il secondo vissuto e diffuso, il Concilio Vaticano II. Entrambi sono testimoni e promotori della Pace come beatitudine evangelica e come fondamento della vita sociale
e mondiale delluomo, del perdono, della
riconciliazione e fraternit tra popoli. La
Chiesa immagine della prima comunit dei
credenti, la Chiesa aperta al mondo, il dialogo con le culture, con i cristiani separati,
con i non credenti, la Chiesa come popolo
e famiglia di Dio, il laicato protagonista e
non suddito della Chiesa gerarchica, la fa-

miglia luogo di santificazione ed


evangelizzazione, la mondialit
della Chiesa e dellannuncio del
Vangelo, la scelta preferenziale
degli ultimi, lapertura ai giovani
Queste sono parole dette dagli
uomini o parole dette dal Signore?
Per la sola attualit e per il loro essere sfide per il futuro della Chiesa,
vanno considerate presenza dello
Spirito che parla, purifica, incoraggia, illumina e orienta il cammino
della Chiesa.
Il rinnovamento fedele
Pur se in tempi e modi diversi, i
pontificati da Giovanni XXIII in poi,
passando per Paolo VI, Giovanni
Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e senza escludere quello
in corso di Francesco, hanno inciso e incidono significativamente
sul rinnovamento della Chiesa.
Un rinnovamento che non nasce
dalla spinta al seguire delle mode
ma dallamore e santit per la
Chiesa, per luomo e per il mondo. Una recente considerazione
del cardinale Loris Capovilla sul
ministero petrino di Roncalli si

I perch di Francesco
Papa Francesco nellomelia della canonizzazione dei due Papi ne ha sintetizzato il significato per la Chiesa e il
mondo con queste parole: Sono stati due uomini coraggiosi, pieni della
parresia (libert di parola, coraggiosa
testimonianza, ndr) dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla
Chiesa e al mondo della bont di Dio,
della sua misericordia. Sono stati sacerdoti e vescovi e papi del XX secolo.
Ne hanno conosciuto le tragedie, ma
non ne sono stati sopraffatti. Pi forte,
in loro, era Dio; pi forte era la fede
in Ges Cristo Redentore delluomo e
Signore della storia; pi forte in loro
era la misericordia di Dio; pi forte
era la vicinanza materna di Maria. []
In questi due uomini contemplativi delle piaghe di Cristo e testimoni
della sua misericordia dimorava una
speranza viva, insieme con una gioia indicibile e gloriosa (1 Pt 1, 3.8). La
speranza e la gioia che Cristo risorto
d ai suoi discepoli, e delle quali nulla
e nessuno pu privarli. Queste sono
la speranza e la gioia che i due santi
Papi hanno ricevuto in dono dal Signore risorto e a loro volta hanno donato in abbondanza al Popolo di Dio,
ricevendone eterna riconoscenza.
[] Hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare
la Chiesa secondo la sua fisionomia
originaria, la fisionomia che le hanno
dato i santi nel corso dei secoli. Non
dimentichiamo che sono proprio i
santi che mandano avanti e fanno
crescere la Chiesa.

Chiesa

IL CONCILIO VATICANO II
Per diversi sentieri, verso uno comune

di Simona Paula Dobrescu

Il 9 ottobre 1958 moriva Pio XII; il


suo successore, papa Giovanni XIII, il
25 gennaio 1959 annunciava un nuovo concilio ecumenico per la Chiesa
cattolica, le cui finalit venivano cos
precisate nel relativo comunicato: Per
quanto riguarda la celebrazione del
concilio ecumenico, esso mira non solo
alledificazione del popolo cristiano, ma
vuol essere altres un invito alle comunit separate per la ricerca dellunit, a
cui tante anime oggi anelano da tutti i
punti della terra.
Il 5 giugno 1960, lo stesso Papa nominava cardinale Bea, il presidente
dellappena istituito Segretariato per
la promozione dellunit dei cristiani1.
Il Segretariato non era un semplice
ufficio informazioni, esso aveva anche il compito di studiare, alla luce dei
suggerimenti dei vescovi e dei dicasteri della Curia romana, i temi suggeriti dal Papa e di preparare gli schemi
da sottoporre al concilio. Fra i temi

presi in considerazione ricordiamo


solo alcuni: le relazioni dei battezzati
non cattolici con la Chiesa cattolica;
i matrimoni misti; come pregare per
lunione dei cristiani; il problema ecumenico generale e la sua importanza
per la Chiesa (con particolare riferimento al Consiglio ecumenico delle
Chiese) ecc.
Intorno alla Pasqua del 1961, monsignor Giacomo Testa, delegato apostolico in Turchia, e il padre A. Raes s.j.
rettore del Pontificio Istituto Orientale,
durante la loro visita dal patriarca ecumenico Atenagora I, lo informarono
direttamente sulla preparazione del
concilio, ribadendo che la Santa Sede
apprezzava i Suoi gesti di simpatia
compiuti in diverse circostanze riguardanti la Chiesa di Roma.
Lassemblea di New Delhi (1961) sul
tema Cristo luce del mondo ricordata
anche per lammissione al Consiglio
Ecumenico della Chiesa ortodossa
russa, delle Chiese ortodosse di Romania e quelle di Bulgaria e di Polonia,
registrava la presenza di cinque osser-

vatori cattolici ufficiali; segno evidente


di una nuova situazione e di un nuovo
clima che stava nascendo tra la Chiesa
cattolica e gli altri cristiani. Il patriarca
ecumenico Athenagora I assicurava
sue preghiere per i membri dellAssemblea chiedendo che i cristiani,
quale fosse la loro confessione, fossero
illuminati da Cristo e affermando che
siamo tutti chiamati a riscoprire nella
vita di Cristo il cammino dellunit e percorrerlo sino allo scopo con serenit, coraggio e speranza. Il Pastore, M. Vissert
Hooft, segretario generale del CEC,
frequentemente sottoline limportanza della famosa enciclica pubblicata nel 1920, dal Patriarcato ecumenico, sulla quale basato il movimento
del Consiglio ecumenico delle Chiese.
Durante il concilio si not subito la
presenza di altri cristiani, in modo
particolare, quella degli osservatori delegati. Questultimi, intervenuti
come rappresentanti di altre Chiese
e Comunit ecclesiali, furono ricevuti
il 13 ottobre 1962 in solenne udienza,
da Giovanni XXIII, che si espresse cos

Chiesa
a motivo della loro presenza: In quellora provvidenziale e
storica, ero particolarmente attento al mio dovere del momento presente che consisteva nel raccogliermi, nel pregare
e nel ringraziare il Signore. Per il mio sguardo si rivolgeva di
tanto in tanto a molti figli e fratelli. Scorgendo subito il vostro gruppo, le vostre singole persone, ho ricavato motivo di
conforto dalla vostra presenza. Non andiamo ora troppo in
l. Accontentiamoci per oggi di constatare il fatto. E voi vogliate leggere nel mio cuore: forse comprenderete molto pi
di quanto le parole dicano.
Gli osservatori delegati rivolsero ai propri fedeli sparsi
nel mondo lappello di pregare per il concilio. Sullunione
nella preghiera il Papa stesso disse allinaugurazione del
concilio: Lunit che Cristo ha invocato con ardente preghiera per la sua Chiesa rifulge fra laltro anche di questo raggio:
dellunit di preghiere e di ardenti desideri, con cui i cristiani
separati da questa Sede Apostolica aspirano ad essere uniti
con noi. questo, dunque, gi un primo inizio di unit e, soprattutto, un saldo fondamento della nostra fiducia in Dio.
Gli osservatori delegati seguivano pienamente lo svolgimento dei lavori, pregavano con gli altri, assistevano alla
santa messa e prendevano contatti con i padri conciliari. In
questo clima nuovo, di fiducia, di rispetto reciproco, stava
nascendo nel concilio una coscienza ecumenica.
Il dottor Vissert Hooft, segretario generale del Consiglio
ecumenico delle Chiese, dichiar: Gli osservatori non sono
pi solo osservatori: tra loro e i padri conciliari esistono ormai
molti contatti e un vero dialogo. Alla fine del primo periodo
conciliare, il dottor L. Vischer,
rappresentante del Consiglio
ecumenico delle Chiese, riassumeva cos, a nome di tutti
gli osservatori, la loro esperienza: I due mesi trascorsi
hanno costituito per noi un
periodo sommamente ricco
Noi abbiamo veramente vissuto i lavori del concilio, prendendovi parte allinterno. Abbiamo
avuto una straordinaria occasione di conoscere rappresentanti della vostra Chiesa. Abbiamo avuto libero accesso a
tutte le manifestazioni e sempre, in modo nuovo, abbiamo
potuto constatare il grande
sforzo che si compiuto al fine
di comprenderci nelle nostre
convinzioni, nel carattere a noi
proprio, nelle nostre speranze
e difficolt. Io sono convinto
che in tal modo non soltanto
siano stati stabiliti dei contatti
come vuol dirsi in linguaggio
ecumenico ma si sono formate delle vere amicizie.
La morte di Giovanni XXIII
il 3 giugno 1963 e lelezione
di Paolo VI il 21 giugno dello stesso anno, hanno profondamente inciso sul corso degli avvenimenti e, in modo
particolare, sul concilio, tanto da determinare la fine di un
periodo e linizio di un altro.
Nel messaggio dellincoronazione, Paolo VI ribadiva solennemente lintenzione di raccogliere leredit di Papa

Giovanni: Noi raccogliamo con emozione, su questo punto,


leredit del nostro indimenticabile predecessore, il quale, sotto
il soffio dello Spirito, fece nascere in questo campo immense
speranze, che noi consideriamo come un dovere di non deludere.
Lapertura del secondo periodo conciliare port con s,
specie per lecumenismo, delle grandi e liete sorprese. Paolo VI nomin fra le finalit accanto a una pi meditata
definizione della Chiesa e al suo rinnovamento la ricomposizione dellunit fra tutti i cristiani: Vi un terzo scopo che
interessa questo concilio e ne costituisce, in un certo senso, il
suo dramma spirituale; ed quello, parimenti a noi prefisso da
papa Giovanni XXIII, che riguarda gli altri cristiani, coloro che
credono in Cristo.
La seconda grande novit: quale capo della Chiesa cattolica, riferendosi alla lunga storia della divisione dei cristiani
e alle reciproche offese, il Papa si rivolse ai fratelli separati
chiedendo e concedendo perdono per le colpe del passato.
Sia gli atti e sia le dichiarazioni di Paolo VI, riguardanti il
problema dellunit, raggiunsero il culmine nel gennaio
1964, con il pellegrinaggio in Terra Santa e gli incontri con
il patriarca Atenagora I e altri patriarchi.
In occasione dellelezione di Paolo VI, il patriarca Atenagora I aveva inviato, per mezzo di un metropolita, le felicitazioni e gli auguri. A sua volta, Paolo VI aveva scritto una lettera al patriarca stesso, sottolineando il proprio impegno a
favore dellunit dei cristiani e della reciproca concordia. La
lettera stata pubblicata a
Costantinopoli sulla rivista
Apostolos Andreas, sotto il
titolo Le due Chiese sorelle.
Il 4 dicembre 1963, Paolo
VI annunci il suo pellegrinaggio in Terra Santa, e il 6
dicembre dello stesso annoil patriarca Atenagora
I, con un gesto generoso
e coraggioso, invit tutti i
capi delle Chiese a recarsi
a Gerusalemme per pregare con il Papa.
Questultimo dichiarava:
Vado in Palestina come
semplice pellegrino, senza
portare n tiara n mitra.
Alcuni hanno frapposto difficolt riguardo la restituzione della visita al Patriarca ecumenico, ma io non
vedo alcuna.
Lincontro del Pontefice
con il Patriarca ecumenico
si svolto in unatmosfera
spirituale: lessero in latino
e in greco la preghiera che
Ges, Sommo Sacerdote,
elev al Padre dopo lultima Cena, immediatamente prima della Passione, e che
contiene la supplica per lunit di tutti coloro che avrebbero creduto in Lui; e su proposta del Papa, impartirono
congiuntamente la benedizione a tutti i presenti.
Ritornati nelle rispettive sedi, le due personalit riferirono
le loro impressioni: stato, pi che lavveramento di un fat-

Chiesa

to, lavveramento di un sogno, avrebbe


detto il patriarca Atenagora I. Dal canto suo, Paolo VI disse: Noi seguiamo
e seguiremo lo sviluppo di questardua
e complessa questione con immenso
interesse spirituale. Queste premesse
avrebbero portato a un sorprendente
sviluppo delle relazioni con il Patriarcato ecumenico e con lOrtodossia in
generale
In seguito furono chiariti i malintesi
nati con le Chiese ortodosse nel momento dellinvito a mandare osservatori al concilio. Infatti, per il terzo
periodo conciliare, nellautunno del
1964, sia il Patriarcato ecumenico che
quello greco-ortodosso di Alessandria
inviarono i propri rappresentanti.
Con lapprovazione del Decreto
sullecumenismo, il concilio prese posizione riguardo al problema dellunione dei cristiani e al movimento
ecumenico. La cura di ristabilire lunione riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli
che i pastori, e ognuno secondo la propria capacit tanto nella vita cristiana
di ogni giorno quanto negli studi teologici e storici, affermava cardinale Bea.
Il concilio volgeva alla fine, mentre si
osserva la notevole crescita del numero degli osservatori. Va ben ricordata
la data del 4 dicembre 1964. Gli osservatori fatti oggetto di innumerevoli
manifestazioni di stima, di carit e di
amicizia da parte dei padri conciliari
e degli esperti, che a loro volta, erano desiderosi di conoscere meglio le
convinzioni delle altre chiese, ribadivano che: La comunione finora raggiunta pu ancora crescere, e senzaltro
aumenter. Paolo VI celebr la liturgia
della parola insieme agli osservatori
appartenenti a diverse Chiese o Comunit ecclesiali che presero parte

attiva alle letture dei testi della Sacra


Scrittura e al canto delle preghiere.
Dopo lomelia del Pontefice e la preghiera dei fedeli, la liturgia si concluse
con la recita del Pater noster, ciascuno
nella sua lingua e col canto di Magnificat.
Lomelia di Paolo VI fece riferimento
allaccresciuta coscienza dellesistenza
della questione dellunit, un problema per tutti interessante e doveroso.
A questo frutto maturato in occasione
e a causa del concilio possiamo aggiungere un altro, assai prezioso: quello
della speranza, che il problema, se non
oggi, domani, potr essere risolto, lentamente, gradualmente, lealmente, generosamente.
Durante il concilio fu restituita allarcidiocesi di Patrasso in Grecia, la reliquia del capo di SantAndrea, che dal
12 aprile 1462 era degnamente custodita accanto alla tomba dellapostolo
Pietro; era stata portata a Roma, quando la Grecia era minacciata dalla conquista turca; era stata affidata a papa
Pio II ed era previsto che un giorno, a
Dio piacendo, fosse restituita. Il 23 settembre 1964 la reliquia fu venerata dai
padri conciliari; fu esposta alla venerazione dei fedeli di Roma nella chiesa
di SantAndrea della Valle e venne poi
affidata a una missione pontificia guidata dal presidente del Segretariato,
accompagnata anche da una delegazione della metropoli ortodossa.
Consegnando la reliquia il cardinale
Bea spieg il significato del gesto: Per
secoli siamo vissuti come stranieri gli uni
agli altri, sebbene uno stesso battesimo
ci avesse fatti figli di Dio in Ges Cristo
e fratelli La carit pu e deve regnare
nel rispetto reciproco; la franchezza, la
sincerit, la volont di restaurare progressivamente questa fratellanza obliata e lacerata per secoli.
In seguito alla restituzione della reliquia, tutti i membri della Conferenza panortodossa di Rodi, alla fine dei
lavori, si recarono in pellegrinaggio a
Patrasso. In quelloccasione, monsignor Melitone, metropolita di Eliopoli
e di Theira disse che il gesto era un
esempio di quanto pu compiere la carit.
Lapprofondimento delle relazioni
con lOrtodossia avvenne attraverso
lo scambio di visite ufficiali di una delegazione ortodossa a Roma e di una
delegazione della Santa Sede a Costantinopoli: un evento simile non si
verificava da secoli. Nella prima met
del novembre 1964, sullisola di Rodi
si svolse la terza Conferenza panor-

todossa che si occup in particolare


delle relazioni con la Chiesa cattolica, e pi precisamente dellapertura
di un dialogo teologico con essa. Le
decisioni della citata terza Conferenza
esprimevano il desiderio e la disposizione delle Chiese cristiane locali di
collaborare e procedere insieme per realizzare la Santa volont del Signore a
proposito dellunit di quelli che credono in Lui. Paolo VI consider un nuovo
segno dellazione dello Spirito Santo,
la felice e la perspicua armonia tra le
decisioni della Conferenza di Rodi e
quelle del Concilio vaticano.
In poche parole, ci che era avvenuto: gli incontri, lo scambio di documenti, i discorsi, i gesti significativi,
hanno rappresentato linizio di un importante cammino allinterno di una
nuova storia, che era appena cominciata, della cristianit dOriente e di
Occidente.
Questa eredit col passare del tempo si arricchita sempre di pi, e a
questo quadro ecumenico si sono
aggiunti altri tasselli importanti, che
mettono in luce il continuo impegno
da parte delle due Chiese sorelle e dei
loro massimi rappresentanti, di arrivare alla tanto sospirata Unit!
Gerusalemme: 1964-2014, due
date importanti. Lincontro tra papa
Francesco e Sua Santit Bartolomeo
I patriarca ecumenico di Costantinopoli, che avr luogo a fine maggio in
Terra Santa, sar una fonte di gioia e
di speranza per tutti i cristiani; si tratta
di un pellegrinaggio che i due Vescovi,
di Roma e di Costantinopoli, faranno
a Gerusalemme, a sei settimane dalla
Pasqua che questanno i cristiani hanno festeggiato alla stessa data.
Ricordiamoci fin quando vivremo
che il Signore risorto ha abbattuto il
muro di separazione per creare, un solo
uomo nuovo, facendo la pace (Lettera
agli Efesini 2, 14-15).
Fonti
Enchiridion Vaticanum, vol. I Documenti ufficiali del Concilio Vaticano II (1962-1965). Edizioni Dehoniane, Bologna 1981.
_______
1 Lorganismo conciliare creato da Giovanni
XXIII, confermato da Paolo VI dopo il concilio,
con la Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II, Pastor Bonus, ha assunto nel 1988 il titolo di Pontificio Consiglio per la promozione
dellunit dei cristiani.
Sul prossimo numero larticolo di Simona Paula Dobescu: Il Cammino Ecumenico e Giovanni Paolo II
Riflessioni di una romena cristiana ortodossa

Speciale Papa

PAPA FRANCESCO IN TERRA SANTA


la pace possibile
di fra Pio DAndola

Commissario di Terra Santa

Ritorno in Terra Santa. Ma questa


volta non per seguire il percorso del
Papa: ci saranno diecine di giornalisti
e, immagino, muraglia di polizia soprattutto entro il recinto antico della
citt di Gerusalemme.
Pellegrino io stesso, con una gioia
particolare nellavvertire la presenza
del Santo Padre, anche se per soli tre
giorni sosta in questa terra benedetta.
Forse perch solo qualche mese addietro ho celebrato la Santa Messa per
il mio 60 di Ordinazione proprio con
Papa Francesco.
E mi sembra di aver vissuto momenti
di visione celeste.
Perch nellincontro con lui ho visto
Ges. Ho preso le sue mani, lho guardato in viso, i suoi occhi attenti e amabili, il sorriso, e infine labbraccio.
Mi sono ricordato dellabbraccio del
Vescovo subito dopo lunzione delle
mani e quello terribilmente paterno
di Pap Pasquale appena rientrato in
sacrestia dopo la cerimonia.

E questo abbraccio mi ha stordito di


gioia. Non avrei mai sognato di ricevere questo regalo. Ora ogni tanto mi
guardo le mani, mi tocco il viso. Sento
ancora le sue carezze.
Avvertire la presenza del Papa anche qui a Gerusalemme, mentre sono
in cammino verso il Santo Sepolcro,
oppure oggetto di attenzione di qualche turista che scatta una foto, o tra
cristiani che affollano la Via Dolorosa
ricordano il cammino di Ges verso il
Calvario, mi sembrato di avere quasi
sempre la sensazione di camminare al
seguito dei Dodici, ascoltare estatico
la Parola per riferirla poi con trepidante commozione ai pellegrini. E a me
stesso, ora pellegrino col pensiero rivolto al pellegrino Francesco.
apparso subito chiaro a tutti che il
Santo Padre ha sbalordito tutti con il
suo stile ispirato al Poverello di Assisi
nella visita al Sultano. Disarmante ogni
suo gesto, ogni suo intervento, scritto
o improvvisato, sia in Giordania come
a Betlemme dove ha privilegiato i poveri e i bambini, e a Gerusalemme un
abbraccio speciale: vedere insieme i

tre figli di Abramo, perch nelle tre


religioni monoteiste riconosciamo
un Padre comune. Padre Silvio de la
Fuente, accompagnatore personale
del Papa, osserva a questo proposito:
stato molto significativo quellabbraccio: i nostri fratelli maggiori stavano al
Muro del Pianto, i nostri fratelli minori
alla spianata delle Moschee, arriva Papa
Francesco e con un solo gesto li abbraccia entrambi
Chiarissimo lo scopo principale di
questo viaggio apostolico: duplice
livello di ecumenismo: Per le parole
di Padre Silvio uno teologico o, se vogliamo, pi scientifico; laltro dato dalla
convivenza quotidiana, che, ad esempio, se uno ha bisogno di pane va dal
negoziante musulmano, se ha bisogno
di aceto da quello ebreo. In fin dei conti
questa una convivenza interreligiosa,
tralasciando le discussioni teologiche. Il
contatto quotidiano gi apre al dialogo
e i gesti semplici ma molto significativi
compiuti in questi giorni da Francesco,
non hanno fatto altro che affermare e
rafforzare qualcosa che i frati e tanta
gente in Terra Santa fa da tempo.

Speciale Papa
Sono rimasto incantato per lincontro del Papa con i bambini di Betlemme, coscienti di vivere entro le mura, che lo
hanno avvertito come un loro pap che li incoraggia a un
avvenire di speranza. Guardare incantati il volto di un bambino in qualunque parte della terra, significa ammirare un
cielo pieno di stelle, un panorama di fiori, una luce senza
ombre, una montagna di diamanti e desideri di santit. Riascoltare in Terra Santa le parole di Ges: Se non diventate
come i bambini. Tutti i calcoli umani fanno ridere! Un paragone bellissimo e molto facile da comprendere.
Io stesso mi vergogno se talvolta dimentico di essere stato bambino e se, non sentendomi diventato bambino nel
cuore, mi sono creduto grande.
Cos il Santo Padre ha proseguito il suo cammino con la
spontaneit del fanciullo e la saggezza del profeta.
Stupore e indicibile gioia per i frati della Custodia stato il fuori programma spontaneo del Santo Padre quando
domenica 25 decide di invitarsi a pranzo in convento: Dice
Padre Silvio: stato un momento straordinario, soprattutto
perch, arrivando a sorpresa, non avevamo avuto modo di
preparare un pranzo per loccasione. Il Papa quindi ha mangiato davvero quello che passava il convento, cio quello che
si serve abitualmente.
S, quel giorno doveva pranzare al Notre Dame Center, un
hotel molto bello, di fronte al convento dei frati, gestito dai Legionari di Cristo di propriet della Santa Sede. Questo albergo
ospita diverse personalit e ha una cucina di alto livello. Dopo
aver parlato con il Nunzio apostolico che gli ha raccontato
tutto ci che noi facciamo in Terra Santa, Francesco ha deciso
di venire da noi e cos abbiamo avuto il privilegio della sua
presenza. E anche di quella di una piccola parte della delegazione che comprendeva il patriarca Latino, mons. Fouad Twal,
e il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Laltra parte del
seguito papale ha pranzato invece al Notre Dame Center. In
ogni caso si trattato solo del pranzo: il Papa ha ricevuto tutte
le persone e i gruppi che doveva incontrare in questo hotel,
senza deludere nessuno.
E proprio allinizio, dopo la preghiera e un breve saluto ha
chiesto un piatto di spaghetti in bianco. Mentre una nota
di colore stato in ultimo la sua richiesta: Ora dove si paga
il pranzo?. E poi ha fraternizzato con frati e Suore con amabile sorriso.

10

Intanto ho atteso e seguito con trepida commozione la


sua venuta nella Basilica del Getsemani: qui ha ricordato la
passione di Ges che ancora continua negli innumerevoli
getsemani del mondo con le parole rivolte direttamente ai
Sacerdoti e Religiosi di Terra Santa: Voi, cari fratelli e sorelle, siete chiamati a seguire il Signore con gioia in questa Terra
benedetta! un dono e anche una responsabilit. La vostra
presenza qui molto importante; tutta la Chiesa vi grata e vi
sostiene con la preghiera.
Possiamo esclamare insieme: Grazie, Santo Padre, artigiano di Ges nel ricostruire la pace tra i popoli.

Speciale Papa

i fuori programma
di Papa Francesco in Terra Santa
Li racconta frate Silvio de la Fuente, francescano della Custodia di Terra Santa,
che stato il traduttore di Bergoglio per lebraico e larabo nei tre giorni di pellegrinaggio
Ci sono dei fuori programmi
del viaggio del Papa in Terra Santa che pu raccontarci?
Fra Silvio: Ci sono stati vari segni,
piccoli ma belli, da parte del Santo
Padre, a cominciare dal fatto che
sia venuto a mangiare nel nostro
convento domenica. stato un
momento straordinario, soprattutto
perch, arrivando a sorpresa, non
avevamo avuto modo di preparare
un pranzo per loccasione. Il Papa
quindi ha mangiato davvero quello
che passava il convento, cio quello che si serve abitualmente.
Quel giorno del pranzo, tra laltro, il Papa era stato invitato da
unaltra parte. Giusto?
Fra Silvio: S, quel giorno doveva
pranzare al Notre Dame Center, un
hotel molto bello, di fronte al convento dei frati, gestito dai Legionari di Cristo di propriet della Santa
Sede. Questo albergo ospita diverse personalit e ha una cucina di
alto livello. Dopo aver parlato con
il Nunzio apostolico che gli ha raccontato tutto ci che noi facciamo
in Terra Santa, Francesco ha deciso
di venire da noi e cos abbiamo avuto il privilegio della sua presenza. E
anche di quella di una piccola parte
della delegazione che comprendeva il patriarca Latino, mons. Fouad
Twal, e il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Laltra parte del seguito papale ha pranzato invece al
Notre Dame Center. In ogni caso si
trattato solo del pranzo: il Papa ha
ricevuto tutte le persone e i gruppi che doveva incontrare in questo
hotel, senza deludere nessuno.
Voi frati ricoprite un ruolo importante a Gerusalemme, in
quanto Custodia di Terra Santa...
Fra Silvio: Ebbene s. Siamo in Medio Oriente dal 1217, la maggior

parte dei santuari della zona, per volont della Santa Sede, sono custoditi
da noi.
Che impressione ha avuto di alcuni gesti del Pontefice come, ad
esempio, labbraccio con il rabbino
Skorka e lislamico Abboud davanti
al Muro del Pianto?
Fra Silvio: stato davvero impressionante vedere insieme i tre figli di
Abramo, perch nelle tre religioni
monoteiste riconosciamo un Padre
comune. stato molto significativo
quellabbraccio: i nostri fratelli maggiori stavano al Muro del Pianto, i nostri fratelli minori alla spianata delle
Moschee, arriva Papa Francesco e con
un solo gesto li abbraccia entrambi...
Come si vive il dialogo interreligioso a Gerusalemme?
Fra Silvio: Ci sono due livelli di ecumenismo o di dialogo interreligioso:
uno teologico o, se vogliamo, pi
scientifico; laltro dato dalla convivenza quotidiana, che, ad esempio, se
uno ha bisogno di pane va dal negoziante musulmano, se ha bisogno di
aceto da quello ebreo. In fin dei conti
questa una convivenza interreligiosa, tralasciando le discussioni teologiche. Il contatto quotidiano gi apre al
dialogo e i gesti semplici ma molto significativi compiuti in questi giorni da
Francesco, non hanno fatto altro che
affermare e rafforzare qualcosa che i
frati e tanta gente in Terra Santa fa da
tempo.
Limpressione, per, che ci siano molti fondamentalisti. O questi
sono in minoranza?
Fra Silvio: Le racconto un aneddoto
di quando studiavo lebraico nel Ulpan Milah. Cerano molti musulmani
che stavano l con me. Una delle pratiche pi diffuse per conoscerci era
prendere delle foto delle nostre famiglie per presentarle e imparare cos la

lingua. stato molto bello vedere


il modo in cui ognuno presentava
la propria famiglia o i propri figli, a
prescindere che fosse un musulmano con la barba, un ortodosso o un
ebreo. Ognuno condivideva le sue
foto, la sua storia, e spesso dopo si
finiva per andare a prendere un caff insieme e continuare la conversazione sulle proprie origini in un
clima di grande serenit e amicizia.
Ritornando a Papa Francesco.
Cosaltro lha impressionata del
Pontefice?
Fra Silvio: La cosa che mi ha impressionato pi di ogni altra stata
la grande apertura e gentilezza che
il Santo Padre ha riservato a tutti.
Dopo aver finito tutte le visite, ci
siamo imbarcati sullaereo e l ogni
membro del servizio di bordo si
avvicinato dal Papa. Lui ha accettato di farsi la foto con ognuno, poi
si messo a pregare, poi andato
alla conferenza stampa in aereo, di
nuovo dopo tornato qualcuno del
servizio di bordo a chiedergli una
dedica o se poteva parlare un istante con lui... Francesco ha detto tranquillamente di s a tutto, nonostante tre giorni di viaggio cos pieni. E
ha sempre mostrato simpatia con
chiunque. Lui stesso ha detto che
tante volte bastano gesti semplici
come un sorriso perch le relazioni
tra le persone migliorino.
Il Papa ha avuto quindi il tempo
di pregare in un programma dai
ritmi cos serrati?
Frate Silvio: S, ad esempio quando
ci spostavamo in macchina o nellelicottero e nellaereo, lui trascorreva
il tempo pregando, o con il Breviario o con il santo Rosario. A volte mi
chiedeva qualcosa o io lo chiedevo
a lui, ma il pi delle volte si raccoglieva in preghiera.

11

Speciale Papa

Il mio Pellegrinaggio in Terra Santa


Papa Francesco si racconta in Udienza Generale Mercoled, 28 maggio 2014
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nei giorni scorsi, come sapete, ho
compiuto il pellegrinaggio in Terra
Santa. stato un grande dono per la
Chiesa, e ne rendo grazie a Dio. Egli
mi ha guidato in quella Terra benedetta, che ha visto la presenza storica di
Ges e dove si sono verificati eventi
fondamentali per lEbraismo, il Cristianesimo e lIslam. Desidero rinnovare la
mia cordiale riconoscenza a Sua Beatitudine il Patriarca Fouad Twal, ai Vescovi dei vari Riti, ai Sacerdoti, ai Francescani della Custodia di Terra Santa.
Questi Francescani sono bravi! Il
loro lavoro bellissimo, quello che
loro fanno! Il mio grato pensiero va
anche alle Autorit giordane, israeliane e palestinesi, che mi hanno accolto con tanta cortesia, direi anche con
amicizia, come pure a tutti coloro che
hanno cooperato per la realizzazione
della visita.
1. Lo scopo principale di questo pellegrinaggio stato commemorare il
50 anniversario dello storico incontro
tra il Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora. Fu quella la prima volta in cui un
Successore di Pietro visit la Terra Santa: Paolo VI inaugurava cos, durante il
Concilio Vaticano II, i viaggi extra-italiani dei Papi nellepoca contemporanea.
Quel gesto profetico del Vescovo di
Roma e del Patriarca di Costantinopoli
ha posto una pietra miliare nel cammino sofferto ma promettente dellunit di tutti i cristiani, che da allora ha
compiuto passi rilevanti. Perci il mio
incontro con Sua Santit Bartolomeo,
amato fratello in Cristo, ha rappresentato il momento culminante della vi-

12

sita. Insieme abbiamo pregato presso


il Sepolcro di Ges, e con noi cerano
il Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme Theophilos III e il Patriarca
Armeno Apostolico Nourhan, oltre ad
Arcivescovi e Vescovi di diverse Chiese
e Comunit, Autorit civili e molti fedeli. In quel luogo dove risuon lannuncio della Risurrezione, abbiamo
avvertito tutta lamarezza e la sofferenza delle divisioni che ancora esistono
tra i discepoli di Cristo; e davvero questo fa tanto male, male al cuore. Siamo divisi ancora; in quel posto dove
risuonato proprio lannuncio della
Risurrezione, dove Ges ci d la vita,
ancora noi siamo un po divisi. Ma soprattutto, in quella celebrazione carica
di reciproca fraternit, di stima e di affetto, abbiamo sentito forte la voce del
Buon Pastore Risorto che vuole fare di
tutte le sue pecore un solo gregge; abbiamo sentito il desiderio di sanare le
ferite ancora aperte e proseguire con
tenacia il cammino verso la piena comunione. Una volta in pi, come hanno fatto i Papi precedenti, io chiedo
perdono per quello che noi abbiamo
fatto per favorire questa divisione, e
chiedo allo Spirito Santo che ci aiuti a
risanare le ferite che noi abbiamo fatto agli altri fratelli. Tutti siamo fratelli in
Cristo e col patriarca Bartolomeo siamo amici, fratelli, e abbiamo condiviso
la volont di camminare insieme, fare
tutto quello che da oggi possiamo
fare: pregare insieme, lavorare insieme
per il gregge di Dio, cercare la pace,
custodire il creato, tante cose che abbiamo in comune. E come fratelli dobbiamo andare avanti.

2. Un altro scopo di questo pellegrinaggio stato incoraggiare in quella


regione il cammino verso la pace, che
nello stesso tempo dono di Dio e impegno degli uomini. Lho fatto in Giordania, in Palestina, in Israele. E lho fatto sempre come pellegrino, nel nome
di Dio e delluomo, portando nel cuore una grande compassione per i figli
di quella Terra che da troppo tempo
convivono con la guerra e hanno il diritto di conoscere finalmente giorni di
pace!
Per questo ho esortato i fedeli cristiani a lasciarsi ungere con cuore aperto
e docile dallo Spirito Santo, per essere
sempre pi capaci di gesti di umilt,
di fratellanza e di riconciliazione. Lo
Spirito permette di assumere questi
atteggiamenti nella vita quotidiana,
con persone di diverse culture e religioni, e cos di diventare artigiani della pace. La pace si fa artigianalmente!
Non ci sono industrie di pace, no. Si fa
ogni giorno, artigianalmente, e anche
col cuore aperto perch venga il dono
di Dio. Per questo ho esortato i fedeli
cristiani a lasciarsi ungere.
In Giordania ho ringraziato le Autorit e il popolo per il loro impegno
nellaccoglienza di numerosi profughi provenienti dalle zone di guerra,
un impegno umanitario che merita
e richiede il sostegno costante della
Comunit internazionale. Sono stato
colpito dalla generosit del popolo
giordano nel ricevere i profughi, tanti che fuggono dalla guerra, in quella
zona. Che il Signore benedica questo
popolo accogliente, lo benedica tanto! E noi dobbiamo pregare perch il

Speciale Papa
Signore benedica questa accoglienza
e chiedere a tutte le istituzioni internazionali di aiutare questo popolo in
questo lavoro di accoglienza che fa.
Durante il pellegrinaggio anche in
altri luoghi ho incoraggiato le Autorit interessate a proseguire gli sforzi
per stemperare le tensioni nellarea
medio-orientale, soprattutto nella
martoriata Siria, come pure a continuare nella ricerca di unequa soluzione al conflitto israeliano-palestinese.
Per questo ho invitato il Presidente di
Israele e il Presidente della Palestina,
ambedue uomini di pace e artefici
di pace, a venire in Vaticano a pregare insieme con me per la pace. E per
favore, chiedo a voi di non lasciarci
soli: voi pregate, pregate tanto perch
il Signore ci dia la pace, ci dia la pace
in quella Terra benedetta! Conto sulle vostre preghiere. Forte, pregate, in

questo tempo, pregate tanto perch


venga la pace.
3. Questo pellegrinaggio in Terra
Santa stato anche loccasione per
confermare nella fede le comunit cristiane, che soffrono tanto, ed esprimere la gratitudine di tutta la Chiesa per
la presenza dei cristiani in quella zona
e in tutto il Medio Oriente. Questi nostri fratelli sono coraggiosi testimoni
di speranza e di carit, sale e luce in
quella Terra. Con la loro vita di fede e
di preghiera e con lapprezzata attivit
educativa e assistenziale, essi operano in favore della riconciliazione e del
perdono, contribuendo al bene comune della societ.
Con questo pellegrinaggio, che
stata una vera grazia del Signore, ho
voluto portare una parola di speranza,
ma lho anche ricevuta a mia volta! Lho
ricevuta da fratelli e sorelle che spera-

no contro ogni speranza (Rm 4,18),


attraverso tante sofferenze, come
quelle di chi fuggito dal proprio Paese a motivo dei conflitti; come quelle
di quanti, in diverse parti del mondo,
sono discriminati e disprezzati a causa
della loro fede in Cristo. Continuiamo
a stare loro vicini! Preghiamo per loro
e per la pace in Terra Santa e in tutto
il Medio Oriente. La preghiera di tutta
la Chiesa sostenga anche il cammino
verso la piena unit tra i cristiani, perch il mondo creda nellamore di Dio
che in Ges Cristo venuto ad abitare
in mezzo a noi.
E vi invito tutti adesso a pregare insieme, a pregare insieme la Madonna,
Regina della pace, Regina dellunit fra
i cristiani, la Mamma di tutti cristiani:
che lei ci dia pace, a tutto il mondo, e
che lei ci accompagni in questa strada
di unit.

Terra Santa, il duplice coraggio di Francesco


di Mimmo Muolo

Dalla Mangiatoia al Golgota. Dalla Basilica della Nativit a quella


del Santo Sepolcro. Nel giro di neanche 12 ore Papa Francesco tocca
i luoghi che costituiscono lalfa e
lomega della vita terrena di Ges.
E in suo nome lancia al mondo un
messaggio potente come le emozionanti immagini della preghiera nella
tomba vuota insieme con il Patriarca di
Costantinopoli, Bartolomeo I.
Bisogna avere un duplice coraggio:
quello della pace (tra i popoli, tra gli
Stati, tra le religioni), e quello di camminare sempre pi speditamente sulla
strada della piena comunione tra i cristiani. Anche a costo, dice il Pontefice,
di trovare un forma nuova di esercizio
del ministero del Vescovo di Roma tale
da essere un servizio di amore e di comunione riconosciuto da tutti.
In sintesi il coraggio di essere uomini
di risurrezione e non di morte e Bergoglio lo ha dimostrato non solo a parole.
Perch ci vuole coraggio per invitare in

Vaticano il presidente israeliano Peres e


il leader palestinese Abu Mazen e offrire di fatto la casa del Papa come una
nuova Camp David. E ci vuole coraggio
per fermarsi, con un significativo fuori
programma, davanti al muro eretto in
faccia ai Territori Palestinesi.
Quella barriera di cemento lemblema tangibile non solo di una situazione
che lo stesso Francesco oggi ha definito
inaccettabile, ma anche dei tanti muri
interiori che impediscono agli uomini e
alle donne di questa regione di vivere
in due Stati con confini certi e internazionalmente garantiti (altra richiesta
coraggiosamente ribadita dal Papa in
questa memorabile giornata). Muri di
odio, di violenza, di strumentalizzazione
delle religioni (che vengono usate per
dividere, anzich per unire), muri che in
definitiva impediscono di giungere alla
pace fondata sulla giustizia.
Perci Francesco, che nellultima
parte dellitinerario aveva al suo fianco il Patriarca Bartolomeo I, vi come
passato attraverso dimostrando che,
agli uomini di buona volont molto
possibile, se davvero confidano nella forza del Risorto che ha ribaltato la

pietra del sepolcro e pi volte entrato


nel Cenacolo a porte chiuse. Anche nel
terzo millennio le porte di molti cuori
continuano ad essere chiuse. Quelle di chi fabbrica e vende armi, di chi
sfrutta i bambini, di chi li fa lavorare
come schiavi e li trasforma in soldati o
li condanna a vivere in campi profughi.
Insomma i cuori di chi refrattario alla
pace. Anche queste pieghe Francesco
ha evocato ieri nel suo itinerario sui
luoghi di Ges.
E proprio come lui non ha girato il
capo dallaltra parte, ma con le parole e
i gesti se ne preso cura denunciandole allattenzione di tutti. Che cosa scaturir da questa giornata e pi in generale da questo viaggio? Forse presto per
dirlo. Ma intanto c da registrare due
fatti altamente positivi. Linvito rivolto a
israeliani e palestinesi stato accettato.
La distanza tra Roma e Costantinopoli
si ulteriormente ridotta. Ma soprattutto, grazie ai dialoghi a tutto campo del
Pontefice, ha cominciato a sgretolarsi
la barriera dellincomunicabilit. Che
poi il vero muro attraverso il quale passare per essere veri uomini di risurrezione.

13

Francescanesimo

riscoprire il valore
del bene comune
di Ignazio Loconte

Scrivo mentre il giovane sindaco di


Firenze, ex scout Agesci, raccoglie con
soddisfazione il pieno di voti raccolto
con le votazioni europee, che gli serviranno da viatico per limminente presa in carica del semestre europeo da
parte del governo italiano. Il volante
di questo pesante Tir sar per qualche
tempo in mane italiche, il che fa sperare un po pi di attenzione per larea
cattolica del continente.
Si, perch dietro c anche, come
commentato da illustri osservatori,
una questione di tradizione religiosa.
Il nord protestante, ricco ed industrioso, apparentemente avverso al sud
cattolico, povero ed arruffone. Come
questo ricada nella sfera economica
prover a squadernarlo nelle righe
successive, per cui mi si perdoner
la leziosit del tono, ma questo . Bisogna solo fare un po di ripetizione
scolastica e tornare al Rinascimento,
quando il buon frate Martino scese
dalla Germania a Roma e vide chiaramente (come Francesco e tanti altri
prima di lui, come addirittura il papa
oggi) che qualcosa nella cristianit
non andava. Sola gratia, sola fide, sola
scriptura, questo il programma di Lutero nella sua estrema sintesi che ogni
bravo alunno deve memorizzare per
capire le differenze tra le due confessioni. In realt si pu fare di pi, e sintetizzare tutto nel problema della mediazione. Si, Lutero tedesco intravede
nella mediazione un problema della
societ cristiana di allora e dei guasti
che ne venivano. Dal punto di vista religioso mediazione voleva dire allora
farsi pagare le indulgenze, indulgere
nel nepotismo, cadere nella simonia,
ovvero, come detto dallo stesso Ges,
fare della casa di Dio una spelonca di
ladri. Tutto giusto e, voglio fare mia, in
toto, tale critica protestante anche se
poi, a pensarci, mi viene da sorridere

14

sugli scherzi della storia. Trame buffe


per le quali proprio i papi meno devoti portano il benessere sociale. Due
esempi: Bonifacio VIII, tanto inviso a
Dante, dalla pubblicistica tanto negativa da meritarsi lo schiaffo ricevuto dai francesi, proprio lui mi inventa
lAnno Santo, spalancando la porta
del Regno a tantissime anime. E i papi
rinascimentali, la cui lista vi risparmio,
quelli che facevano cardinali i nipoti se non i figli, proprio quelli hanno
inventato la Roma barocca, questo
splendore che permette oggi a tanta
gente di lavorare e metter su famiglia.
Per passare al francescanesimo, come
non dare la laurea Honoris Causa per

lo sviluppo economico e la formazione di posti di lavoro fissi che pi indeterminato non si pu a quel campione
di francescanesimo che padre Pio?
Su queste stranezze si deve riflettere.
Avevano visto lungo i francesi del Trecento, quando tentarono di portarsi il
Vaticano in Avignone: soldi sicuri per
secoli a venire. Dobbiamo ad una monaca di Siena se questa azienda che
d pi denaro di quanto ne riceva, la
Chiesa, tornata sul suolo patrio. Va
beh!, non perdiamo di vista il discorso
e torniamo alla mediazione. Questo
modo di pensare cattolico, giustificato da tante pagine della Bibbia, per
cui ci rivolgiamo spesso anche ai santi

Francescanesimo
e alla Madre di Dio, la mediatrice per
eccellenza, trova la sua sponda negativa quando viene traslato nel mondo
secolare ed amministrativo. Infatti il
lato oscuro di questa parola burocrazia, quella che con bonomia nei
conventi e dintorni viene chiamata
ufficio complicazioni cause semplici.
Non riusciamo a liberarcene. Per aprire un negozio 20 permessi, per alzare
un muretto altrettanti, e il motivo si
capisce: per ogni passaggio un bollo
e spesso ci sono bolli ufficiali e bolli
fraudolenti. Pratiche che per andare
avanti devono essere aiutate. Dietro le
scrivanie veri e propri padroncini del
nostro tempo in primis e della nostra
vita in definitiva, e la burocrazia si fa
corruzione! Siamo cos abituati a pensare mediativo che invochiamo i santi
per una semplice interrogazione, o
cerchiamo un conoscente influente
per una forte raccomandazione. Chi
conosciamo? ci chiediamo per ottenere qualcosa che nostro gi di
diritto. Ed sempre latteggiamento
intercessorio che rende a volte, nei
pi diversi strati della popolazione,
plausibile la convivenza coi fenomeni
criminali tipicamente mafiosi, che a

loro volta fanno proprie certe liturgie


mediative tipiche del mondo religioso.
Se avete capito ci che voglio dire in
poche righe che il motivo per il quale noi italiani e meridionali in specie
non riusciremo mai a mettere ordine
nel nostro fantasioso e perch no delizioso caos mediterraneo, che tanto
fa sorridere i nordici che non si spiegano perch non riusciamo ad andare
avanti nonostante i presupposti storico artistici scientifici che abbiamo,
questo continuo atteggiamento per
il quale ci rimbocchiamo le maniche
giusto per far scena e poi deleghiamo il lavoro a qualcun altro. Ci spiega non solo larretratezza del sud in
campo economico e sociale, ma anche religioso. Che penuria di santi! Se
resto in Puglia, dove vivo, sono quasi
tutti importati! Idem per le regioni intorno. Si dorme, o meglio, si sonnecchia, tanto ci penser qualcun altro. E
quando viene qualcuno tipo lo scout
di Firenze, stupore, meraviglia, invidia,
scetticismo, troppo veloce e troppo
farlocco e cos via.
Si sonnecchia, si media, si vive al centro delle bilance con i piatti in equilibrio per cui non si va n di qua n di

l. La chiamano prudenza, che non


virt cristiana, ma leufemismo che
usano ignavi ed inetti per aver la scusa
di continuare a guardare quanto sono
belle le ragnatele fatte dai ragni. Siii,
facciamo tre tende e restiamoci sotto,
come i bambini sotto le coperte. Chi
non fa, non sbaglia. E per forza
Si sar capito che dellattuale presidente del Consiglio non minteressa
nulla. Anche lui salir, stagner, croller. Mi serve per citare la scossa dellesempio, che ben mi piacerebbe veder
interpretata da Vescovi e Provinciali
per primi, come auspicato dallo stesso Papa nella prolusione di luned 19
maggio allAssemblea della CEI. Ci
accadr quando le nostre francescane assemblee non finiranno pi con il
solito periodare Preghiamo lo Spirito
Santo e il nostro serafico padre san
Francesco perch ci diano la forza
ecc. ecc.ra.
Ancora! La forza labbiamo ogni giorno nei sacramenti e la strada cos
chiara che pure i ciechi la vedono.
Manca la voglia, questa la verit. E
continuiamo ad affidarci a qualcun altro in tutto, tranne quando dobbiamo
guidare lauto! Quella no!

Vale davvero la pena ricordare che furono i frati Francescani, oltre ad aver diffuso in tutta Europa e oltre
il rito e il Messale della Chiesa Romana, hanno anche qualche merito nel campo delleconomia. Sembra
strano, ma chi conosce la storia dellOrdine di San Francesco sa bene che la preoccupazione per losservanza della povert ha portato i frati a mettere a punto teorie e pratiche virtuose per luso della ricchezza
in maniera cristianamente sostenibile: si pensi allistituzione dei Monti di Piet, ovvero il microcredito
ante litteram, la contabilit della partita doppia, la distinzione tra uso lecito del denaro e lusura

15

Francescanesimo
Verso lanno della vita consacrata A.D. 2015

Se non crederete, non comprenderete


Uno sguardo alla vita consacrata alla luce della Lumen Fidei

di Sr Maria Letizia

Sorelle povere di Manduria

La via alternativa
Una lettura approfondita del secondo
capitolo dellEnciclica Lumen Fidei di
Papa Francesco suscita una domanda
fondamentale per il tempo storico che
stiamo vivendo: Come la vita consacrata si pone di fronte allinvito di Isaia se
non crederete, non comprenderete?
Che cosa pu dire alluomo del nostro
tempo una scelta di vita di sequela nella
povert, obbedienza e castit?
Se non crederete non comprenderete o meglio non resterete saldi. La
comprensione di fatto molto pi del
capire intellettivo, cala luomo nel profondo della realt per raggiungerla con
la mente e il cuore. In questo senso si
resta saldi perch si poggiano i piedi
sulla roccia, sulla verit.
Come ben evidenzia il Papa il mondo
contemporaneo si poggia su relazioni
fittizie, spesso virtuali dove conta lefficienza e la velocit e non c tempo (o
forse si ha paura!) per attardarsi sul senso profondo della realt che si vive. Luomo moderno appare individualista e
vive una realt liquida, senza una forma
precisa e con certezze che oggi ci sono,
domani non pi. La verit disgregata,
plurima e guardata con sospetto. Sembra che non ci sia possibilit di ripresa,
che si stia scivolando verso un punto di
non ritorno. Questo invece il terreno
arido che attende una parola di speranza, in questo contesto si situa la vita del
credente e in particolare del consacrato
che non si ritiene il salvatore del mondo, ma annuncia che la Verit venuta
tra gli uomini per redimerli.
La vita di fede pu diventare - di fatto - unalternativa preferenziale al
disgregamento, il punto di ritorno per
una scoperta del senso pi profondo
delluomo e della realt che lo abita e
che lo circonda.
La fede non pu essere per il credente
solo lillusione del momento, un palliativo per guarire superficialmente momentanee ferite, breve consolazione
per persone frustrate dalla vita: luomo
ha bisogno di conoscenza, ha bisogno di
verit, perch senza di essa non si sostiene, non va avanti. La fede, senza verit,

16

non salva, non rende sicuri i nostri passi.


Resta una bella fiaba, la proiezione dei
nostri desideri di felicit, qualcosa che ci
accontenta solo nella misura in cui vogliamo illuderci. Oppure si riduce a un bel
sentimento, che consola e riscalda, ma resta soggetto al mutarsi del nostro animo,
alla variabilit dei tempi, incapace di sorreggere un cammino costante nella vita
(cfr. Lumen Fidei 24).
Il consacrato pu offrire al credente
un sostegno su cui poter contare nei
momenti di smarrimento, pu annunciare, l dove la verit offuscata o ritenuta un qualcosa di effimero o plurimo,
che c una verit che ci supera, per cui
vale la pena sprecare la vita, una verit che salva e ha un volto quello di Ges
Cristo via, verit e vita. Chi sceglie di
seguire Ges risponde anzitutto a una

chiamata, a una promessa di vita piena


e non pu prescindere da alcuni passi
da compiere per giungere alla fede che
si abbandona al progetto di Dio.
La formazione come impegno di sequela
I passi attraverso cui si giunge ad una
fede matura non sono altro che lo scandire di un cammino formativo che coinvolge la vita intera e rende discepoli.
Lascolto, la fiducia, il discernimento, la
ricerca continua, lo studio, sono fasi che
riguardano certamente un susseguirsi
di tappe nel cammino del consacrato,
riguardano il tempo della formazione
iniziale e permanente, ma sono anche
misura quotidiana di quanto il Vangelo
vissuto nella sua concretezza. Ogni
giorno la Parola di Dio ci raggiunge, ci

Francescanesimo
sprona e attraverso lascolto orante ci
educa allobbedienza al comandamento dellamore. Nello stare davanti a Dio
nella preghiera si scopre labbandono
fiducioso del figlio nelle braccia della
madre, si impara laccoglienza della realt che viviamo nella gioia e nella sofferenza, si ascolta il silenzio che forma il
cuore e lo apre allaltro. E quando il discepolo spalanca il cuore al tu di Dio e
del fratello assapora il vero affidamento
e comprende fino in fondo la bellezza
della comunione. Calato nella realt
di ogni giorno il consacrato acquista
nella fede la capacit di discernere, di
compiere scelte responsabili alla luce
del Vangelo che possono anche porlo
contro corrente, ma solidale con coloro
che la modernit descritta in precedenza mette ai margini. Nella fede si impara
a discernere lessenziale e ad agire di
conseguenza. Proprio perch la Parola
ha potere di suscitare sempre nuove
cose, il discepolo in continua ricerca non per la sterile volont di sapere
di pi e tenere un ruolo di supremazia
nel sapere ma per il desiderio sempre
pi forte di conoscere la verit, Ges, e
nella conoscenza di Lui assomigliare il
pi possibile al suo maestro. La ricerca
continua come la sete che non passa
con poca acqua ha bisogno di dissetarsi continuamente alla sorgente.La
fede risveglia il senso critico, in quanto
impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire
che la natura sempre pi grande (cfr.
Lumen Fidei 34). Da questo punto di
vista anche lo studio e il sapere per il

consacrato hanno un senso diverso.


un accostarsi con discrezione alla Luce
che viene dalla Sapienza eterna e di cui
si pu intravedere solo lombra, conoscenza intellettuale e affettiva di Dio,
convogliare nel mistero la fede e la ragione, entrambe dono di Dio, , in definitiva, entrare in comunione con Dio
con tutto il proprio essere. La fede che
alimenta tutto questo si nutre di umilt e silenzio che sole possono disporre
lanima alla piena accoglienza del dono
damore dellAltissimo.
Comunione e esodo
La fede trasforma la persona intera, appunto in quanto essa si apre allamore. in
questo intreccio della fede con lamore che
si comprende la forma di conoscenza propria della fede, la sua forza di convinzione,
la sua capacit di illuminare i nostri passi. Solo in quanto fondato sulla verit
lamore pu perdurare nel tempo, superare
listante effimero e rimanere saldo per sostenere un cammino comune. Se lamore
non ha rapporto con la verit, soggetto
al mutare dei sentimenti e non supera la
prova del tempo. Lamore vero invece unifica tutti gli elementi della nostra persona
e diventa una luce nuova verso una vita
grande e piena (cfr. Lumen Fidei 26-27).
Poich il discepolo proteso verso lAltro e gli altri, si capisce bene che il consacrato che vive una fede matura non
pu aver fatto una scelta delite, non si
ritiene un privilegiato n un chiamato
allisolamento volto alla propria santificazione e nulla pi. Se non crederete
non comprenderete unammoni-

zione che il profeta fa ad un popolo in


cammino non ad un solo individuo, e
in questo popolo la vita consacrata si
pone accanto ai fratelli non come chi
gi arrivato e torna per aiutare chi
indietro, ma come chi porta il suo contributo per raggiungere la meta comune che il Regno di Dio. In questo
senso il Vangelo viene proposto come
una via alla portata di tutti e per tutti,
che richiede coerenza, responsabilit
e sacrificio, qualsiasi sia la scelta di vita
che si decida di intraprendere. Quando
si pensa in questi termini allora la vita
contemplativa avr qualcosa da dire a
chi sposato o a chi ha scelto la via della vita dellapostolato attivo, la sua vita
potr parlare di fedelt, di donazione
di amore insomma. La lingua comune
la parla lamore ed il linguaggio che
Dio preferisce dalleternit.
Dirci queste cose probabilmente
scontato, ma la realt della modernit
o della mondanit non risparmia nessuno, si infiltra pi o meno subdolamente nella nostra vita lasciando che
tutto diventi momentaneo, facendoci
abbassare la guardia, tacitando le nostre coscienze e spingendoci a riempire con leccessiva attivit i vuoti creati dallaffievolirsi della passione per il
Regno. Il consacrato la sentinella per
eccellenza, che con la sua presenza e la
sua vigilanza richiama alluomo la novit di Dio, la bella notizia che si innesta
nello svolgersi della quotidianit. il
profeta che ascolta linvito a credere e
restare saldi e lo trasmette con la vita a
chi incontra sul cammino.

17

panorama

Francescanesimo

panorama
Il Definitorio
generale da Papa
Francesco
Sabato 15
marzo
u.s.
Sua
Santit,
Papa
Francesco, ha ricevuto
in udienza privata il Ministro
generale,
Fr.
Michael A. Perry, OFM, e il suo Definitorio.
Il Papa ha innanzitutto ribadito limpegno urgente e imprescindibile per tutti i Frati
Minori di portare al mondo
la misericordia di Dio, testimoniando il Vangelo sempre
e, se necessario, anche con le
parole. Ha inoltre evidenziato
la grazia della minorit, insita nella vocazione minoritica,
che si deve esprimere nella
vita fraterna semplice e povera e nella condivisione attenta
e premurosa con tutti, soprattutto con i poveri e gli emarginati, in vista del Capitolo Generale 2015.

18

Fr. Aurelio Pessoa Ribera,


O.F.M, nuovo vescovo
Il Santo Padre ha nominato Fr.
Aurelio Pessoa Ribera, O.F.M.,
Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di La Paz, Bolivia (superficie:
10.975; popolazione: 1.031.525;
cattolici: 825.220;
sacerdoti: 161; religiosi: 472; diaconi
permanenti: 1). Il
Vescovo
nominato nato nel 1962 a Concepcin, Vicariato Apostolico di uflo de Chvez
(Santa Cruz de la Sierra, Bolivia). entrato
nellOrdine Francescano nel 1983, ha
fatto la professione temporale nel
1984, quella solenne nel 1988 ed
stato ordinato presbitero nel 1989.
Fr. Nicodeme Kibuzehose, Nuovo
Definitore generale per lAfrica
Fr. Nicodme Ki-

buzehose, OFM,
nato a Rugabano, in Burundi
(Diocesi di Gitega), il 9 ottobre
1954, stato
nominato dal Governo
generale dellOrdine dei
Frati Minori come nuovo
Definitore generale, in
sostituzione di Fr. Vincent
Mduduzi Zungu, OFM,

francescano

Francescanesimo

francescano
nominato Vescovo. Ora, allinterno del Governo dellOrdine,
si occuper di seguire pi da
vicino le Entit francescane in
Africa.
XXXIV Marcia Francescana,
24 luglio - 04 agosto 2014: dal
Gargano verso Assisi
Pronto il percorso della XXXIV edizione della Marcia
Francescana
per i Frati Minori
di Puglia e Molise, percorrendo le
spettacolari strade del Gargano. Ledizione di

questanno indirizzata ai giovani dai 20 ai 35 anni appartenenti a gruppi parrocchiali o


ecclesiali in genere. Ma anche a
tutti quelli che semplicemente
sono alla ricerca di un cammino
di Fede. Per iscriversi o per avere maggiori informazioni, contattare fr. Andrea Tirelli, (frateandreatirelli@libero.it o al cell
3408263919), entro e non oltre
il 13 luglio 2014.
European Franciscan Meeting
E un incontro di giovani da tutta Europa che si riuniscono per
condividere la propria cultura,
la propria storia e
la stessa fede
nello Spirito
Fr a n c e s c a no. Rivolto
ai
giovani dai 18
ai 40 anni.
A Lourdes
dal 25 al
29
agosto 2014,
dal
tema
Venite a
dissetarvi

alla Fonte. Per


iscriversi manda
una mail a fra
Mimmo Scardigno: cosmoscardigno@hotmail.
it. - Iscrizioni entro il 30 giugno
2014.
Assisi, Italia - Corso di francescanesimo 2014
Su richiesta delle Famiglie
France sca- ne
presenti
in Umbria, lIstituto
Te o l o gico di Assisi promuove un
Corso di francescanesimo su
Lannuncio evangelico nella predicazione francescana,
che si svolger nei giorni 2226 settembre 2014.Il corso
proposto a tutti i religiosi
francescani del postnoviziato in Umbria ed aperto a
sacerdoti, religiosi e laici
interessati alla suddetta tematica.

19

La nostra storia

Vita di famiglia

La nostra storia
convento di

Stignano

Santuario della Madonna di Stignano

per incominciare un vero cammino penitenziale


Una gentile leggenda narra che San
Francesco dAssisi, nel 1216, passando per la valle di Stignano diretto

20

alla Grotta dellArcangelo Michele,


sia rimasto estasiato per lamenit del
luogo, per la sua luce, per la maestosi-

t delle montagne verdi e severe, per


la feracit del suolo, il profumo dellaria, i colori dei fiori.

Vita di famiglia
Si dice che, commosso, abbia benedetto i frutti di questa terra.
Si tratta certo di una leggenda, ma
necessario ricordare che Stignano
terra di leggende e di benedizioni,
come lo di fatti terribili e drammatici.
Situato allingresso dellampia valle
che si apre a nord ovest sulla sconfinata pianura del Tavoliere, dove la strada comincia ad inerpicarsi, il santuario
rappresenta la porta settentrionale
del Gargano dei santuari.
La Via Francesca entra nel vivo
con una tappa densa di altissima spiritualit mariana e francescana. Stignano il luogo da cui il pellegrino
incomincia il suo vero cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche
di intensa gioia.
La leggenda dice che Leonardo di
Falco, povero e cieco, originario di Castel Pagano, nelle sue peregrinazioni
di mendicante un giorno saddorment sotto una quercia.
Gli apparve la Vergine Santissima
che gli indicava, poggiata sui rami di
un albero, una statua raffigurante la
Madre di Dio col Bambino.
Il cieco, riacquistata la vista, raccont
tutto ai sacerdoti di Castel Pagano, i
quali, in processione, vennero a rilevare la sacra immagine.Sul luogo venne
costruita una cappelletta, di cui parla
un documento del 1231, divenuta subito meta di pellegrinaggi. Nei pressi
della chiesina i pellegrini abruzzesi e
molisani diretti alla Grotta dellArcangelo Michele sostavano per una
preghiera e un modesto ristoro.
Agli inizi del sec. XVI un certo fra Salvatore Scalzo, dopo aver peregrinato
a lungo, insieme ad alcuni compagni,
prese dimora presso la cappelletta.

Ma poco dopo la piccola comunit


abbandon il cenobio.
Nel 1515 Ettore Pappacoda, feudatario della zona, costru la bella chiesa
che oggi si ammira in seguito completata dalla stupenda cupola.
Durante il sec. XVI il santuario fu dato
ai Frati Minori Osservanti. Con la
loro venuta il Santuario cominci ad
essere conosciuto anche in tutto il Tavoliere e sul Gargano.
I frati si facevano apprezzare per la
vita densa di preghiera e di opere.
La storia ricorda fra Ludovico da
Corneto formidabile nemico dei demoni, il quale, per la sua estrema semplicit e per la costante sua preghiera,
ottenne da Dio enorme potere contro
quelli; cos ricorda il Wadding nei
suoi Annales Minorum.
Tra i secoli XVI e XVII il complesso
santuariale e conventuale ebbe la sua
attuale conformazione. Fu completata
la chiesa con la cupola e il campanile.
Fu rifinita la bella facciata della chiesa con la meravigliosa lunetta del portale maggiore raffigurante la Vergine
Madre di Dio.
Il calcare rossiccio della facciata riempie al tramonto la valle di una luce
calda che penetra nellintrico delle
querce, degli olmi e degli olivastri e
trasmette il senso di una presenza familiare e trascendente al tempo stesso: la Madre di Dio benedice la teoria
dolente e piena di speranza dei pellegrini che sinerpicano su per le balze
odorose del Gargano.
Il convento, costruito intorno ai due
chiostri porticati, venne concepito ad
hoc per i francescani con ampie sale
per i laboratori, i magazzini, la biblio-

teca, i luoghi di riunione. I dormitori,


tutti posti al piano superiore, sono
pieni di luce in faccia alla campagna
sconfinata.
La natura penetra da ogni parte. Il
convento di Stignano si distingue
dagli altri luoghi francescani della
Capitanata.
Questi ultimi propongono un modello costruttivo legato al periodo
iniziale della Provincia Osservante
di SantAngelo, esprimente un tipo
di organizzazione e di spiritualit essenziale, austera e verticale.
Ad oggi - come gi accennato nel
numero precedente - a seguito degli
eventi sismici verificatisi il 29 dicembre 2013 e nuovamente il 20 gennaio u.s, i Ministri Provinciali delle sette
Province del Sud Italia hanno deciso
unanimemente di TRASFERIRE TEMPORANEAMENTE LA CASA DI NOVIZIATO, fino alla conclusione del
presente anno di Noviziato (14 settembre 2014), con la medesima Fraternit costituita, dalla Casa S. Maria
Occorrevole in Piedimonte Matese
(CE) a quella di Santa Maria di Stignano in San Marco in Lamis (FG).
Il noviziato o anno della prova una
tappa importante nel cammino di
discernimento e si trascorre tra preghiera, silenzio e studio, in cui i novizi
si preparano ad emettere la professione temporanea dei voti approfondendo ancora di pi la vocazione
francescana in particolare con lo studio della Regola e delle Costituzioni
dellOrdine. Al termine dellesperienza, se idonei, i novizi emetteranno la
professione dei Consigli Evangelici
nelle mani del Ministro Provinciale.

21

Vita di famiglia

Ordinazione Diaconale
di fr. Giovanni Laricchia
e fr. Michele Romano

Santuario S. Maria della Vetrana


Gioved 1 Maggio Castellana Grotte

I Diaconi

Essere misericordiosi, attivi, camminare secondo la verit del Signore, il quale si fatto servo di tutti.

San Policarpo
Ringrazio prima di tutto il Signore
per il dono di grazia che oggi ci ha
elargito.
Ringrazio Sua Eccellenza Monsignor
Domenico Padovano per la gioia con
la quale ci ha accolti e limmediata disponibilit, nonostante il periodo ricco di impegni.
Ringrazio il nostro Ministro Provinciale e in lui tutti i frati della Provincia:
Le fraternit nelle quali viviamo;
La fraternit che ci ospita;
I formatori che ci sono stati vicini;
I chierici che si sono resi disponibili
per il servizio liturgico;
Tutti i frati che sono qui convenuti e i
non presenti per le necessit pastorali,
qualcuno mi sta anche sostituendo in
impegni coincidenti, comunque qui
presenti con la loro preghiera.
Con loro tutti i consacrati e gli appartenenti agli altri Ordini che hanno
desiderato condividere la nostra gioia
in questa celebrazione.
Ringrazio i nostri padri spirituali per
la loro, concedetemi il termine, fatica
nel guidarci nella comprensione della
volont del Signore.

22

Ringrazio tutte le suore, che continuamente pregano per noi, sia le sorelle di vita attiva sia le sorelle di vita
claustrale.
Ringrazio i nostri genitori qui presenti: mia Madre, il Padre di fr Michele,
sia quelli presenti in Cristo per mezzo
della Comunione dei Santi: mio Padre,
la Madre di fr Michele. Per tutto quello
che ci hanno dato, a partire dalla vita,
e continuano a darci con la loro presenza.
Tutti i parenti convenuti per gioire
con noi in questo giorno di grazia. La
vostra presenza sempre apportatrice di gioia.
Ringrazio tutte le fraternit O.F.S. e
Gi.Fra., quelle dei nostri paesi di origine,
quelle dei luoghi in cui abbiamo dimorato e dimoriamo, quelle che ci hanno
avuto o ci hanno come animatori.
Ringrazio tutti i membri delle varie
confraternite e delle varie associazioni, per la variet delle esperienze che
apportano alla nostra formazione. Tra
questi anche gli Scouts. Mi ricordano
quando sono stato lupetto. Anche
quello servito a formarmi.

Ringrazio tutti i collaboratori parrocchiali: Catechisti; Ministranti, ragazzi e


adulti; Ministri straordinari della Comunione; Tutti coloro che dedicano
parte del loro tempo ad aiutarci e a
sopportarci.
Ringrazio il gruppo dei nubendi di
questanno, che hanno scelto in questo giorno di starmi vicino e di essere
qui presenti. Restate presenti in Cristo
anche gli uni agli altri sostenendovi a
vicenda nel vostro cammino.
Ringrazio tutti i presenti. I cui volti sono
memoria di un dono da parte di Dio.
Per ultimo, ma non ultimo, ringrazio
il coro che ci ha aiutato ad allietare
questa celebrazione e a vivere con
maggiore intensit i vari momenti per
mezzo del canto liturgico, che preghiera. Ci ha aiutato a innalzare i nostri
cuori e il nostro spirito verso lalto per
meglio dar lode, onore e gloria a Dio
Padre, per mezzo del Figlio in unione
con lo Spirito Santo AMEN.
Si, Amen, che significa Cos Sia, Cos
. E sia sempre cosi della vita di tutti
noi: un canto di lode, onore a gloria al
nostro Dio.

Vita di famiglia

Ordinazione Presbiterale
di fr. Luca Compagnone

Chiesa Cattedrale B. M. V. Assunta in Cielo


Sabato 17 Maggio Foggia

Presbitero

per portare a tutti Ges


Desidero condividere con voi la gioia
di questo giorno in cui la Santissima
Trinit mi ha stretto pi vicino a S
con il dono del Sacerdozio. Sono grato al Signore Ges Divin Maestro che
mi ha amato da sempre e che nella
mia vita continua ad attrarmi e a conformarmi a Lui.
In questo cammino non posso non
ricordare la Beata sempre Vergine Maria che mi stata sempre vicina, guidandomi nel silenzio e nellumilt, e
proprio nella recita del Santo Rosario
ho potuto sperimentare la materna
tenerezza di Maria.
Il dono del Sacerdozio una grazia
che Ges non fa solo a me, ma lo fa a
tutto il Popolo santo di Dio e alla Chiesa tutta per attestare la sua presenza

in mezzo a noi, che si prende cura del


suo gregge.
Desidero ringraziare i miei genitori e
tutti miei parenti ed amici presenti e
assenti che in questo tempo mi hanno
accompagnato con la loro preghiera,
ancora ringrazio tutti i frati presenti e
chi trattenuto da impegni non sono
presenti in questa celebrazione ma
vicini spiritualmente e non posso non
ringraziare le nostre sorelle clarisse e
tutte le consacrate dei diversi istituti
di vita contemplativa e attiva che mi
sono state vicine spiritualmente.
Colgo loccasione per ringraziare il
Padre Provinciale Giuseppe Tomiri che
mi ha guidato paternamente in questo cammino formativo al ministero
sacerdotale. Ringrazio Don Rocco Par-

roco della Basilica Cattedrale per la sua


disponibilit e cordialit nel preparare
questo evento di grande gioia e, tutti i
sacerdoti qui presenti manifestando il
loro affetto per me.
Per la Corale, guidata dalla Direttrice Rosangela Trigiani, che ha animato con passione questo momento
celebrativo, vanno i miei pi vivi ringraziamenti. Infine ringrazio Lei Ecc.
Rev. Mons. Francesco Pio Tamburrino per laffetto e laccoglienza che
mi ha dimostrato, e manifestandomi
come la Chiesa Madre che guida
e sostiene i suoi figli. Che io possa
portare Ges nei luoghi e in quelle
situazioni che la vita mi metter di
fronte affinch la Luce disperda le
tenebre. Amen

23

Vita di famiglia

Festa della Provincia 2014


5 Maggio Monte SantAngelo (Fg)

Come Fraternit provinciale, nel


Santuario di San Michele Arcangelo, abbiamo celebrato la Festa della
Provincia 2014. Dopo il momento di
preghiera iniziale, ci siamo messi in
ascolto di fra Francesco Neri, frate
cappuccino di Bari, sullessere frati
minori oggi alla luce dellEsortazione Apostolica di Papa Francesco
Evangelii Gaudium, puntando sul
primato dellEvangelizzazione, della
Gioia e della Fede. Forte lappello di
Fra Neri ad essere operatori di mise-

24

ricordia, a non vendicarci mai dellaltro e a vincere il male con il bene.


Il rischio - ha proseguito fra Neri -
che ci si pu vendicare con il silenzio
e con lironia. Piuttosto dobbiamo
amare laltro, come ha fatto il Signore Ges.
La ricca giornata proseguita con
la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Ministro Provinciale fra Giuseppe Tomiri e conclusa con lagape
fraterna.

Ringraziamo il Signore per quanto


ci ha dato facendoci ardere il cuore, e riprendendo il cammino - ci diano speranza le parole di Papa Francesco (EG):
La gioia del Vangelo riempie il cuore e
la vita intera di coloro che si incontrano
con Ges. Coloro che si lasciano salvare
da Lui sono liberati dal peccato, dalla
tristezza, dal vuoto interiore, dallisolamento. Con Ges Cristo sempre nasce e
rinasce la gioia. E questo il momento
favorevole, il tempo della grazia per riprendere con gioia il nostro cammino.

Vita di famiglia

Due Frati
con la gioia nel cuore
di Matteo Gioiosa

Sabato 10 maggio, in San Nicandro


Garganico, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, dopo la Santa Messa
serale, un foltissimo pubblico ha assistito a un concerto di un Duo di Frati.
Solo chi ha la gioia nel cuore la pu
comunicare agli altri. Se poi due, con
la stessa gioia riescono a mettersi in
unisono, allora non un duo, ma una
voce e unanima sola. Ed proprio
questa univocit a comunicare a un
grande pubblico una gioia immensa
che si impossessa dei cuori di ciascuno. Chi sono questi due Frati? Uno,
Padre Lorenzo Ricciardelli, autore delle parole e delle musiche contenute
nel CD dal titolo: Con gli occhi di
Francesco, laltro un cantante e autore che, per la sua versatilit e bravura in grado di condurre un intero
spettacolo, un vero showman ed
noto anche per le sue diverse uscite
in TV, Padre Leonardo Civitavecchia.
Questo Duo meraviglioso nel presentare i canti inseriti nel CD ha affascinato e coinvolto il pubblico che
ha sottolineato il ritmo con il battere

le mani e ad ogni fine canto scrosci di


applausi e tante esclamazioni Bravi!!!
Bravissimi!!!. Dopo lascolto e il mio
coinvolgimento non posso dire di
aver partecipato ad un concerto, ma
di aver partecipato ad una magnifica
cerimonia religiosa lieta, vivace, piena
di lode proprio come il Signore vuole
noi, lieti e vivaci per trasmettere il suo
insegnamento con la stessa gioia nel
cuore. Grazie Padre Lorenzo e Padre
Leonardo per averci dato questo magnifico tempo di pace e serenit misto
a tantissima gioia. La vostra gioia serve moltissimo allopera di evangelizzazione. Che il Signore ve la conservi.
L11 maggio lo stesso Duo ha replicato nella Chiesa del Carmine sempre
dopo la Santa Messa serale, con un altro successo calorosissimo.
Il CD - La Dedica
Padre Lorenzo dedica il suo CD al Ministro Provinciale Padre Giuseppe Tomiri e a Padre Leonardo Civitavecchia,
Segretario Provinciale e Responsabile
dellUfficio comunicazioni.

I Canti: 1. Libert; 2. Dio ti dia pace;


3. vita; 4. Amico; 5. Primavera; 6. Pulita; 7. Pace, pace, pace; 8. Questa notte;
9. Camminare insieme; 10. Vocazione;
11. Stella sei (dal cd Canto Maria di
fra Lorenzo Ricciardelli e fra Leonardo
Civitavecchia); 12. Per mia madre; 13.
Donna; 14. Come Maria.
Il Cast: Pianoforte: Niki Saggiomo;
Chitarre, Basso, Mandolino: Niki Saggiomo; Sax Soprano e Sax Tenore: Salvatore Marchese; Sax contralto: Pino
Ciccarelli; Voci: fra Lorenzo Ricciardelli
e Lorella Palermo; Cori: Angela Moccia,
Giusi Di Raffaele, Salvatore Marchese,
Niki Soggiomo e Leonardo Civitavecchia. Arrangiamenti: Niki Saggiomo. Registrato presso Niki Esse Recording Napoli info@nikiesse.it cell. 339.7862896.
Immagini di Piero Casentini.
Per informazioni: Fra Lorenzo Ricciardelli, ofm Convento S. Maria delle
Grazie San Nicandro Garganico FG .Tel.0882.473049; fraricciardelli@gmail.
com.

25

Vita di famiglia

ASSEMBLEA DELLA FRATERNIT PROVINCIALE


23-25 Giugno 2014 - Centro di Accoglienza Approdo - San Giovanni Rotondo

San Francesco

Uomo Di Fede
di Fra Giuseppe Tomiri, ofm
Ministro Provinciale

Per prima cosa si deve osservare che


la fede nel Santo di Assisi emerge in
relazione a Dio; fede in Dio Trinit,
rivelato in Ges, inviato dal Padre per
la salvezza del mondo e che solo per
lazione dello Spirito Santo pu essere riconosciuto e accolto. La fede ha
in Francesco chiaramente una struttura trinitaria e cristocentrica. Nella
Ammonizione I un testo importantissimo per la struttura della fede in
Francesco su cui occorrer tornare si pu constatare lorizzonte trinitario
del credere di Francesco: pensiamo
in particolare alla descrizione della
vita trinitaria nei versetti 5-7, e successivamente alla fede come vedere
e credere in Ges e nelleucaristia, il
figlio di Dio inviato dal Padre nella
forma dellumilt6. Inoltre, dalle ci-

26

tazioni evangeliche contenute nella


Regola non bollata al capitolo XXII si
pu evincere un interessante approfondimento della struttura trinitaria
della fede, in particolare in riferimento al credere in Ges Cristo mandato
dal Padre.
Poi la fede di Francesco si nota dalle espressioni nel Testamento: E il Signore mi dette tale fede nelle chiese,
che io cos semplicemente pregavo
e dicevo: Ti adoriamo, Signore Ges
Cristo, anche in tutte le tue chiese
che sono nel mondo intero e ti benediciamo, poich con la tua santa
croce hai redento il mondo. Poi il
Signore mi dette e mi d una cos
grande fede nei sacerdoti che vivono
secondo la forma della santa Chiesa
Romana, a motivo del loro ordine,

che se mi facessero persecuzione,


voglio ricorrere proprio a loro.
Non si tratta di fede verso una Chiesa e verso sacerdoti ideali. Egli sta
indicando dei luoghi concreti e dei
ministri sacri, di cui conosceva bene
doni e limiti, come si pu facilmente
evincere dai suoi scritti. Colpisce, poi,
particolarmente questa scoperta di
trovare Cristo in riferimento alla chiesa, se pensiamo ad esempio non alla
cattedrale di san Ruffino ad Assisi, ma
ad una chiesa difettosa e ferita, tanto cara a Francesco, come quella di S.
Damiano: una chiesa che sta crollando. Qui, come ci narrano le fonti agiografiche, avviene il singolare dialogo
tra Francesco e il Crocifisso.
Ma c un altro aspetto della fede in
Francesco che limportanza della

Vita di famiglia

fede cattolica. Ricordiamo le note espressioni della Regula non Bullata:


Tutti i frati siano cattolici, vivano e parlino cattolicamente. Se qualcuno
poi a parole o a fatti si allontaner dalla fede e dalla vita cattolica e non
se ne sar emendato, sia espulso totalmente dalla nostra fraternit. Egli
vuole che i suoi frati vivano secondo la fede professata dalla Chiesa e
pertanto non alterino in alcun modo il contenuto della fede cattolica.
Questo appare negli scritti del Santo come uno dei veri motivi di idoneit vocazionale. I postulanti dovevano essere provati nella cattolicit della
fede, come ci ricorda la Regula Bullata: Se alcuni vorranno intraprendere
questa vita e verranno dai nostri frati, questi li mandino dai loro ministri
provinciali. I ministri poi diligentemente li esaminino intorno alla fede cattolica e ai sacramenti della Chiesa.
Tuttavia credo non si debba dimenticare quanto per Francesco sia essenziale che i suoi frati abbiano la fede cattolica. Desta impressione, del resto,
pensare a come Francesco sia prontissimo a perdonare tutte le debolezze
dei frati - si pensi ad esempio alla mirabile Lettera ad un ministro (FF 234239) - ma non transiga per quanto riguarda la cattolicit della fede.
Unindole eterodossa avrebbe fatto dellOrdine dei Minori una setta
pauperistica come tante ve ne erano allepoca. Si capisce, perci, quanto
Francesco non voglia che vi sia il minimo dubbio sulla cattolicit della
fede dei frati.
Infine, mi sembra necessario ricordare come per Francesco la fede sia
essenzialmente un dono che va accolto con gratitudine e coltivato, innanzitutto mediante la preghiera. un dono non acquisito una volta per
sempre. Per questo nella Regula non Bullata troviamo uninteressante
esortazione a questo proposito: umilmente preghiamo e supplichiamo
perch perseveriamo nella vera fede. Anche qui troviamo un invito a
non trascurare la vita di fede, chiedendo a Dio di mantenerci sulla giusta
traiettoria del credere. Si tratta, infatti, di perseverare non in un credere
generico ma nella vera fede, affinch il nostro credere sia realmente atto
teologale e non si riduca mai a mera credenza.

27

Sorella morte

Vieni servo buono e fedele,


entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25,21)
Carissimi, il 6 Aprile scorso a Capurso,
ha concluso il suo pellegrinaggio terreno
e la sua vita di consacrazione a Dio

Fr. Innocenzo Maiorano


della Fraternit di Santa Maria del Pozzo in Capurso

di fr. Leonardo Civitavecchia, ofm


Segretario Provinciale

Fra Innocenzo (al secolo Oronzo),


nato a Bari il 25 Ottobre 1930, aveva 84
anni di et; 68 di vita religiosa, e 60 anni
di ministero sacerdotale, che avrebbe
celebrato il prossimo 19 Aprile.
Diversi i Conventi dove lobbedienza
lha chiamato: a Manfredonia (subito
dopo lOrdinazione Sacerdotale), a S.
Giovanni ai Gelsi in Campobasso, a
Monopoli, a Capurso, una prima volta
come educatore dei fratini, ad Andria
(prima esperienza da Parroco), a Bitonto (intensi i suoi 18 anni da parroco), a
Molfetta, a Bari S. Antonio (per 9 anni
parroco e Direttore del Centro Diur-

no) e infine, dallanno 2000 ad oggi


nuovamente a Capurso riordinando
in particolare, con grande passione,
larchivio e la cronaca della vita e della
storia del Santuario, impreziosendolo
di una collezione di santini, francobolli
e di monete.
Ovunque ha lasciato il segno del suo
passaggio e della sua testimonianza di
vita francescana e sacerdotale.
Molte ore della giornata le passava
nel confessionale: pellegrini, giovani,
anziani, famiglie, persone lontane dalla fede, hanno usufruito della misericordia di Dio elargita per mezzo delle
sue mani e del suo cuore di padre. Di
carattere forte, talvolta intransigente
perch esigente, soprattutto nella vita

spirituale e morale, uomo di preghiera, frate semplice, disponibile e accogliente con tutti.
I suoi Funerali sono stati presieduti da
Mons. Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto, e concelebrati dal Vicario Provinciale
fr. Luigi Lauriola, l8 Aprile alle ore 16 nel
Santuario S. Maria del Pozzo in Capurso.
Numerosi i confratelli della Provincia, tra
parenti, terziari e diversi amici.
Le sue spoglie mortali - nellattesa
della risurrezione - riposano nella Cappella dei Frati del cimitero di Bitonto.
Al Bon Signore il nostro Grazie per
averci donato un fratello buono e fedele, e a San Francesco la preghiera
perch mandi operai buoni e fedeli
come fra Innocenzo.

Il 7 Maggio scorso deceduto il pap di fra Gianni, il Sig. Giuseppe Gelato.


l11 Maggio 2014 deceduto il pap di fra Gianfranco, il Sig. Donato Pinto Ostuni.
Nella preghiera affidiamo questi nostri fratelli e Padri alla misericordia di Dio per godere in eterno la pienezza della sua pace.

28

Sorella morte

Ricordando
fra Giacomo Bini

nato il 23 agosto 1938 a Ostra Vetere, Ancona e morto il 9 maggio 2014 a Palestrina

di Sr Chiara Ludovica Loconte osc


Pres. Federale

Noi Sorelle dei Monasteri della Federazione S. Maria Assunta delle Clarisse
di Puglia, desideriamo condividere la
nostra tristezza per la scomparsa del
carissimo p. Giacomo, insieme a tanta gratitudine , perch non pu venir
meno la testimonianza bellissima della sua vita di frate minore
Sentiamo il bisogno di ricordare la
cura e sollecitudine speciale che ci ha
sempre dedicato e con la quale si
donato come padre geloso e fratello
amante del nostro bene. Lui stesso
ci ricordava spesso che fin dagli inizi
della sua vita di frate, gi da studente
nei diversi luoghi in cui ha sostato, in
ogni tappa di obbedienza e missione in cui stato, ha sempre colto la
provvidenziale presenza delle sorelle
come un dono speciale per la sua vita
e vocazione.
Ci ha dimostrato unattenzione di
affetto e premura materna. Quante

di noi non si sono sentite guardate e


ammirate come si ripetesse lo sguardo del Padre San Francesco verso la
Chiara e le sue Sorelle? Chi di noi non
ha arrossito almeno un po, provocate da quel suo modo di conoscerci fin
nellanimo, come solo un uomo, fratello e padre, sa fare? Ci faceva un gran
bene il suo sollecito ricordarci la promessa del Vangelo Povero e tradurre
con sapienza e concretezza le nostre
dinamiche femminili, invitandoci ad
una dimensione fraterna pi alleggerita nelle consuetudini e intima nella
prossimit. E il suo esortarci ed anche
ammonirci, l dove potevamo riconoscere alcuni percorsi distratti dallunit carismatica. Che bont e dolcezza
nellincoraggiarci a quel clima di familiarit relazionale che fa di noi tutti la
famiglia francescana. E l incitamento
alla qualit affettiva della nostra vocazione: quale guadagno di gioia e di
dono! Non ci ardeva il cuore tutte le volte che c invitava ad osare il Vangelo e ci
ricordava che la restituzione il modo
pi bello di rispondere allAmore?

Chiss se si sapr mai abbastanza


della sua generosa dedizione e cura
di tante e tante nostre storie personali
e fraterne. Vogliamo ricordare le sue
visite da noi in Puglia in occasione di
Assemblee federali, di iniziative delle
nostre Provincie serafiche, del Centenario clariano, dei nostri corsi di formazione: tutto questo solo un pugnetto di bene di fronte allimmenso
dono che stato per tutti!
Come tradizione vuole, Chiara non
nasconde la sua tristezza al mancare
di Francesco. Si sente un po pi sola
e caricata della responsabilit della testimonianza della forma di vita
evangelica che il Signore le affida, fino
ad allora condivisa con il fratello a lei
donato. Ora lei pu essere preziosa
portatrice della sua eredit e di quella parte migliore che una volta il Padre
Francesco le aveva instillato nel cuore
e che ancora oggi possiamo restituire
con la nostra vita di figlie, sorelle e
madri di un vero frate minore!
Il ricordo di P. Giacomo brilli dolce nella nostra memoria!

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Pubblicazioni

uscito il nuovo libro su Mons. Agostino Ernesto Castrillo (1904-1955), OFM, Servo di Dio, scritto da
fr. Alessandro Mastromatteo, OFM (vice-postulatore della causa di canonizzazione) e pubblicato dalla
casa editrice Velar/Elledici. un libro di 48 pagine, agile nella narrazione e corredato da fotografie. Chi
desidera riceverlo pu scrivere al seguente indirizzo e-mail: a.mastromatteo@yahoo.it. Tra qualche
giorno il libro sar acquistabile anche nelle librerie oppure on line al seguente indirizzo: www.velar.it
Coloro che hanno avuto la grazia di conoscere e sperimentare le eccezionali doti di Padre, di Maestro e di Pastore di Mons.
Agostino Ernesto Castrillo, sono caldamente pregati di inviare tutte le notizie di cui sono in possesso e che hanno relazione con
la vita, le virt e lattivit del Servo di Dio, come anche i documenti, i suoi scritti e le notizie riguardanti grazie ricevute per sua
intercessione, al seguente recapito:
VICE-POSTULAZIONE PROVINCIALE DELLE CAUSE DEI SANTI
Convento San Pasquale Piazza S. Pasquale, 4 71121 FOGGIA e-mail: a.mastromatteo@yahoo.it

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OFS

passando dal Vangelo alla vita


e dalla vita al Vangelo
CAPITOLO DI FRATERNIT OFS DI MANFREDONIA FRANCESCO E CHIARA
Il giorno 27 febbraio 2014 la fraternit dellOfs Francesco e Chiara di Manfredonia si riunita in uno storico
Capitolo per discutere sui seguenti temi, fondamentali, riguardanti la vita fraterna:

CONOSCERE SE STESSO

La mia fragilit: una forza o un limite?

CONOSCERE IL FRATELLO
Laltro, quale opportunit?

CONOSCERE LA FRATERNIT

Le nostre Origini: studio della Regola, Costituzione, FF.FF. Vita fraterna: come viverla? (Obbedienza, umilt)

TESTIMONIANZA NEL SOCIALE

Quali le prerogative oggi per rendere visibile lOFS agli uomini della societ?

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OFS

Per discutere sui predetti punti la fraternit si divisa in tre gruppi di fratelli:
il gruppo arancione, animato da Matteo
Santoro, il gruppo bianco, animato da
Immacolata Clemente ed il gruppo celeste animato da Antonio Ciuffreda.
Al termine delle singole discussioni, i
gruppi si sono riuniti nuovamente. Si
proceduto, quindi, con la redazione del
presente documento unitario, che riunisce le riflessione dei singoli gruppi.
In merito al primo punto si giunti a
condividere che ognuno di noi ha le
proprie fragilit. A volte ammetterle
difficile in quanto significa mostrarsi per
quello che si realmente. La fragilit,
un valore umano. Non sono le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le
nostre mille fragilit; tracce sincere della
nostra umanit, che di volta in volta ci
aiutano nellaffrontare le difficolt, nel
rispondere alle esigenze degli altri con
partecipazione.
La Fragilit che di solito consideriamo
un difetto, invece la virtuosa attitudine
che ci consente di stabilire un rapporto
di empatia con chi ci vicino.
Il fragile luomo per eccellenza, perch considera gli altri suoi pari e non
potenziali vittime, perch laddove la
forza impone, respinge e reprime, la fragilit incoraggia e comprende.
Lincontro con le diverse forme di fragilit, costituisce luogo di speranza e testimonianza cristiana, occasione di condivisione di dialogo e di confronto con
il non credente, costituisce le opere di
carit e le iniziative di volontariato.
Per il cristiano il centro della sua vita
Cristo, solo quando tende verso Ges
trova la sua felicit. San Francesco nel
corso del suo cammino verso Dio, si relaziona con lui chiedendosi: Chi sei tu
Signore?Tu sei tutto, io sono niente,
ed ora che conosce la sua fragilit.
Non stimare la fragilit ci porta alla di-

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sperazione, alla frustrazione, allangoscia


esistenziale, che pu provocare la morte
non del corpo ma dellanima. Ci ammaestrava bene San Paolo quando diceva:
Sono forte quando sono debole. E San
Francesco che era molto ricco di beni
materiali, non li lasci per abbracciare le
fragilit del Cristo vero e angosciato nel
suo calice amaro?
Accogliere la fragilit porta alla conversione.
Molto bello nel sentire il fratello che,
scoprendo la propria fragilit umana,
trova solo in Dio sostegno e forza che
gli permettono di entrare in comunione
con laltro e di crescere spiritualmente
attraverso un cammino di fede con laiuto anche di un Assistente Spirituale.
La maturit del singolo fratello aiuta a
far conoscere tutte le fraternit vivendo
nellunica e sola intesa di sentimenti di
amore, di rispetto, di carit e di fratellanza.
quanto, in effetti, manca secondo alcuni i quali hanno lamentato una certa
carenza nellessere solidali con i fratelli e
le sorelle che vivono nella sofferenza e
nella solitudine. Si dovrebbe essere pi
solleciti per sollevare il fratello e dargli
coraggio e forza.
Per non escludere, poi, la poca umilt e
la scarsa obbedienza, virt francescane
che dovrebbero caratterizzare il nostro
essere francescani per percorrere un
vero itinerario di gioia secondo un nuovo stile di vita.
Se non si ha una bella dose di umilt
e, quindi, non si ammettono le proprie
fragilit, non si pu dare spazio al fratello. E da questo si passati a parlare del
secondo e terzo punto tra di loro strettamente collegati.
Difatti, volendo fare un esempio, non
c nulla di pi fragile che i bicchieri di
cristallo: tanto fragili da poter essere
mandati in frantumi con un nota ben

intonata. La fragilit delluomo come


quei bicchieri di cristallo. Pi si ha paura
di romperli, pi si tende a nasconderli,
nellultimo stipetto in fondo alla dispensa. Ma cos facendo, seppur saranno ben
protetti, si occulta la loro bellezza a chi
viene a farci visita. Di contro, quando si
prende consapevolezza che la bellezza
di quei bicchieri racchiusa nella loro
fragilit, si capir che chi viene a farci
visita apprezzer quei bicchieri e se ne
prender cura come fossero i propri,
maneggiandoli con calma e cautela per
evitare di rompere una cos tale bellezza. Daltronde, anche questo conosce
quanto siano fragili quei bicchieri di cristallo perch anche lui ne ha altri a casa
sua e non ha intenzione di romperli. Non
bisogna avere paura di mostrarsi per ci
che realmente si . Soprattutto allaltro,
al fratello. Ed il fratello deve avere cura
dellanimo, fragile, dellaltro fratello.
La fraternit relazione, conoscenza.
Ma se non ci si conosce dentro, come
possibile farsi conoscere dal fratello e,
soprattutto, conoscere il fratello? Non
ci si deve credere super uomini. Con
questa visione idolatrica del nostro io, si
esclude a priori laltro.
Per quanto riguarda questo aspetto,
qualcuno lamentava che in fraternit c
molta indifferenza. Inoltre, qualche volta
succede che il fratello e la sorella, anche
facenti parte della stessa comunit, non
si conoscono tra loro. Ci inconcepibile, come se in una famiglia i componenti non si conoscessero.
Per favorire la conoscenza opportuno lasciare pi spazio agli interventi,
abbandonare la paura e la timidezza ed
essere pi partecipi agli incontri. Solo
con il confronto si pu crescere.
Come Terziari francescani facendo una
vera e propria professione, siamo chiamati a vivere la vocazione divenendo
testimoni credibili. Per fare questo importante conoscere le origini del nostro
ordine, la Regola, le Costituzioni, le Fonti
Francescane che ci aiuteranno a scoprire i valori da mettere in pratica (con la
vita e non con le sole parole).
Per capire tutto questo dobbiamo farci due domande fondamentali: perch
siamo francescani? E soprattutto chi il
francescano? Il francescano colui che
mette in pratica il Vangelo alla lettera.
Quindi colui che umile e obbedisce
a Dio e ai superiori.
Una volta che si capito questo, possiamo dare la testimonianza di francescani fuori le mura del convento, nella
societ.
Alluopo, per rendere visibile agli occhi
del mondo la nostra testimonianza,
necessario impegnarsi in maniera concreta nel sociale, proponendo opere di
formazione, solidariet verso i bisognosi.

OFS

Si proposto:

MOZIONI DISCUSSE
IN CONCLUSIONE DEL CAPITOLO OFS
1) La fraternit ha bisogno di pi momenti di condivisione per
potersi conoscere pi a fondo.
Questi momenti possono essere:
a) Attivit di fraternit e momenti extra;
b) Durante gli incontri di fraternit lasciare pi spazio alla
condivisione fraterna;
2) Approfondire il francescanesimo e la sua spiritualit attraverso i vari documenti a disposizione (Statuto, Fonti Francescane, Costituzioni, Regola, ecc.). Tutto questo da decidere se
farlo:
a) Il gioved (in sostituzione di un incontro);
b) Un giorno diverso dagli incontri di formazione. Se si, quanti al mese?
3) Fare visita ai terziari malati che non possono pi frequentare;
4) Attivit di animazione e preghiera alla Casa di Riposo;
5) Istituire un centro di raccolta abiti;
6) Occuparsi della Caritas francescana. I terziari devono prendersi limpegno di gestire la Caritas del convento. In concomitanza a questo si pensato di organizzare la processione
offertoriale, con raccolta delle offerte in natura dei fedeli,
durante le messe delle 10:30 e delle 18:30. Quindi, si porteranno allaltare -e successivamente saranno distribuiti- oltre
i prodotti della CEI anche i prodotti di marca appositamente
raccolti o offerti dai terziari e dai fedeli;
7) Organizzare dei turni per la pulizia della Chiesa. Se il caso
coinvolgere persone esterne appositamente retribuite;
8) Preoccuparsi della pulizia delle sala Santa Chiara da noi utilizzata per gli incontri di fraternit;
9) Fare un corso di formazione per i lettori;
10) Istituire una messa di fraternit almeno a cadenza mensile.
11) Negli incontri successivi, si passato a discutere sulle singole mozioni, trattando dapprima le pi urgenti.
In merito alle mozioni nn7-8, si escluso, anche per evitare problemi burocratici, legali ed economici, di coinvolgere persone
specializzate nel settore delle pulizie. Tuttavia, non si pu addossare tale servizio alle sole tre persone che attualmente lo svolgono, seppur con passione e dedizione, in quanto troppo faticoso per loro. Di contro, si ribadito che la pulizia della chiesa e
della sala un servizio che fa del bene non solo ai terziari (e non

questi hanno il monopolio su tale servizio) ma anche ai simpatizzanti ed ai frequentanti del convento. Pertanto, previa nomina
di una referente, individuata in Carmela La Torre, il Capitolo ha
deciso che occorre coinvolgere anche gli esterni, trasmettendo
loro la stessa passione e dedizione di chi attualmente lo svolge.
Ci porter anche ad annunci durante le celebrazioni eucaristiche da parte del sacerdote per il coinvolgimento di persone di
buona volont. Inoltre, coloro i quali non potranno aiutare nella
pulizia della chiesa perch impossibilitati nel giorno prestabilito, potranno prestare il loro servizio alla pulizia della sala Santa
Chiara, utilizzata per gli incontri. questo un modo di dare testimonianza anche allesterno delle mura del convento.
In merito alle mozioni nn1-2 e 10, poich strettamente connesse tra loro, si deciso di trattarli insieme. Dopo animata discussione, emerso il desiderio di approfondire la conoscenza del
francescanesimo, pur senza trascurare i temi trattati agli incontri.
Inoltre, fondamentale creare dei momenti di condivisione per
conoscersi meglio con i singoli fratelli. Si pensato, pertanto,
di creare una giornata francescana, extra rispetto agli incontri
settimanali, adibita alla condivisione fraterna, sia spirituale che
materiale, alla accoglienza del fratello e allapprofondimento del
francescanesimo, anche con lintervento di esperti nel settore.
Tale occasione potrebbe essere propizia per dare testimonianza
allesterno e per partecipare ad una messa di fraternit. Il Consiglio avr lonere di stabilire giorno, ora e modalit di tale giornata extra. Tuttavia, poich notevole il desiderio di approfondire
i temi della Regola e delle Costituzioni, occorre che un giorno
dellincontro mensile, sia dedicato a tali aspetti con pi approfondimento.
Infine, pur senza escluderla a priori, si deciso di rimandare al
futuro prossimo la trattazione del tema del centro raccolta abiti
usati, attese le difficolt logistiche (mancanza di locali da adibire
a tale servizio) e burocratiche (permessi, autorizzazioni, ecc.).
Di contro, il Consiglio avr lonere di individuare, quantomeno
allinizio del nuovo anno fraterno, le modalit per la gestione da
parte dei terziari, della caritas, delle offerte di viveri e della processione offertoriale nelle messe domenicali.
In egual maniera, di fondamentale importanza, la creazione
di equipe che organizzino le visite e la cura dei fratelli terziari
ammalati che non possono pi frequentare la fraternit.
Tutto questo mostra che lunione delle due fraternit non stata
del tutto negativa. Innanzitutto perch qualcuno lo ha smentito, ma soprattutto perch questo Capitolo una prova che c
voglia di camminare, di crescere e andare avanti nella sequela
di Cristo sulle orme del nostro Serafico padre San Francesco di
Assisi. Pace e bene!!!

70 di PROFESSIONE
Fraternit Francesco e Chiara Manfredonia

Di Giorgio Michelina
Manfredonia 07-05-1925
professione 10-01-1944

Brigida Antonietta
Manfredonia 06-11-1926
Professione 09-01-1944

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Focus

La Piet
di Nick Petruccelli

Questa scultura, ricavata come al solito


da un informe tronco, nata, per volere
dello stesso artista, come dimostrazione
storica di come nascono le sue opere.
Qualcuno direbbe che le opere scultoree del Petruccelli nascono dal niente! Se
fosse vero, noi ci troveremmo non solo di
fronte ad un opera artistica, ma addirittura assisteremmo ad una creazione che
consiste proprio nel fare dal nulla una
cosa. Questa operazione creativa, per,
notorio che soltanto ed unicamente di
Dio al quale niente impossibile, tutto
crea dal nulla e squaderna ogni opera
creata nelluniverso intero.
Nick Petruccelli non crea se non nella
sola forma artistica secondo la concessione Oraziana per la quale ai pittori
(pictoribus = artisti) e ai poeti fu sempre
lasciata la possibilit di creare le proprie
creature e poetiche e scultoree ed artistiche in generale.
Il noto artista di san Marco in Lamis, se
non crea, certamente con il suo genio
trasforma tutto quello che vede o che
gli capita sotto mano. Come avvenuto

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anche in questa ennesima opera lignea.


Un tronco informe, notato per caso , raccolto e condotto nel suo laboratorio si
imposto alla sua fantasia, ha sollecitato il
suo genio e ha fatto fremere le sue mani,
le quali brandendo il maglio o la sgorbia,
hanno dato vita alla Piet 2014, seguendo la scia luminosa dei grandi artisti del
marmo dei tempi passati.
Se poi a questa passione dellartista aggiungiamo lattenzione e linteresse del
fotografo Giuseppe Bonfitto nel voler
seguire con caparbiet ogni fase nella
realizzazione dellopera, fotografandola
passo dopo passo, stavo per dire sgorbia dopo sgorbia, fotogramma per fotogramma, allora noi abbiamo il genio
creativo delluno e dellaltro quale somma di volont comuni nel tramandare ai
posteri e alla storia unaltra opera darte
nelle sue fascinose fasi dalla nascita alla
realizzazione ultima.
Guardando da lontano il nuovo manufatto, la Piet per lappunto, ci sembra
di vedere una barca in mezzo al mare
con carichi pregiati galleggianti a vele
spiegate. Man mano per che ci avviciniamo, quel manufatto rivela la sua reale
consistenza, non frutto di impressioni,
ma vita tragica pregna di alto significato
nel tradurre plasticamente gli affetti di
una Madre addolorata protesa verso il
Figlio, vittima dellingiustizia umana nel
perpetrare il delitto che gridava allora, e
lo fa ancora oggi, non vendetta ma solo
misericordia da parte di Dio.
Dallautore stessa stata
ridotta al minimo essenziale nei personaggi e
nelle movenze ma
complessa nella sua lettura

Mariologica, Cristologica e Teologica


con riferimento esplicito alle storiche
vicende dei Vangeli circa la cattura, la
condanna, la crocifissione del Figlio di
Dio e langoscia mortale della Mamma
sua, impotente di fronte a tanta tragedia.
La reminiscenza della cultura classica
completa il quadro e conduce losservatore a quanto poeticamente ci ha tramandato il grande poeta francescano
Iacopone da Todi con la sua rappresentazione sacra Donna de Paradiso per
una meditazione pi completa e pi
sentita.
Donna de Paradiso, esordisce il poeta
francescano, - lo tuo figliolo priso Ies Cristo beato.
Il poeta e lartista rendono presente
la Mamma di Ges che accorsa ma
riuscita appena ad ascoltare le ultime
parole di affidamento da parte di Ges
morente: Mamma col core afflitto - entro n le man te metto - de Joanni, meo
eletto; - sia to figlio appellato. - Joanni,
sto mea mate: - tollila en caritate - gine pietate - c l core s furato.
Poi cade in ginocchio e, con le braccia
spalancate, rimane immobile, perch
la tragedia gi consumata! La croce
rimasta spoglia, il Cristo, deposto dalla
croce, l in momentanea attesa, non
sulle ginocchia della Madre, ma sulla
nuda terra ma sulle simulate sinuose
onde del mare, a somiglianza di Mos
affidato alle acque del Nilo.
Maria di Nazareth, la Mamma sua, aveva sentito da lontano la condanna, confusa tra quella gente, ieri beneficata ed
ora nemica: Crucifige, crucifige! E sperava che quel grido omicida non fosse per
suo figlio. Ora vede con i propri occhi
che era proprio per Lui quel crucifige!
Di fronte a quel corpo esanime, nel silenzio del suo cuore trafitto dalla spada
predetta dal vecchio Simeone, non pu
fare altro che gridare la immane tragedia
consumata, ed invocare in lacrime: O
figlio, figlio, figlio - figlio, amoroso giglio!
Figlio, chi d consiglio - al cor me angustiato?.
Il Ges di questa scultura non completamente preda della morte, ma leggermente poggiato sul gomito sinistro,
come se volesse risorgere prima del terzo giorno. Buona parte del corpo, infatti,
disteso e la testa non languida. Solo
un braccio allungato e i piedi riuniti. Gli
occhi sono completamente appesantiti
dal brivido ghiacciato di una morte vera;
il biancore livido delle gote rivela alcune
venuzze inazzurrate che danno alla testa
immobile una apparenza di marmo freddo; le narici diafane si aprono sopra una
bellezza sovrumana e da una irradiazione della pelle sembra che il Cristo morto
non voglia spegnersi alla vita.

Poesia

Le parole del cuore...


di Enza Daquino

In compagnia di Ges e di Maria Santissima


Festeggiando, festeggiando dopo la Santa Pasqua ci sono
tanti avvenimenti importanti che ci parlano di Ges, della sua
Mamma e del Padre.
Camminando, camminando ci troviamo a Luglio e Agosto: le
scuole chiuse, negli uffici i turni per le vacanze, chi al mare per
giocare con le onde, far castelli di sabbia sotto lombrellone,
chi in montagna a raccogliere funghi e fiorellini. Ogni tanto
qualche nuvoletta fa i dispetti: corri corri sotto lombrellone,
oppure nella baita.
Ma ci siamo mai chiesti coloro che non vanno in vacanza
cosa fanno?
Uno stuolo infinito giace negli ospedali, una mano, mille
mani andrebbero accarezzate, i nonnini nella casa di riposo
pensano alla loro giovent e qualche lacrima scappa via.
Sulla spaider a due ruote, dove stanno coloro che la vita non
ha permesso di camminare, impressa limmagine di Ges; i
pensionati con la piccola pensione sognano la villa al mare e
sciare sulla neve, i giovani disoccupati sarrabbattono a qualsiasi lavoro.
Poi settembre riporta tutti a casa con i problemi raddoppiati:
il lavoro svanito, gli uffici tentennanti, le scuole con le crepe, i
libri con prezzi da superare le stelle, la povera massaia con il bilancio che scoppia, e pian piano ritornano le feste: il ricordo dei
Santi, dei defunti, e ancora Natale e ricomincia di nuovo il tram
tram della vita in compagnia di Ges e di Maria Santissima.

Spaider
Voglio camminare anchio
ho due gambe infinite
il mio corpo sulla spaider
la mia testa tentenna
penso, vedo, mangio, parlo
cammino, cammino
fantasia aiutami tu
anchio voglio camminare
camminer mano nella mano a Ges
quando Egli mi porter
nei prati dorati del cielo.

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In questa oasi di quiete, di fronte al meraviglioso spettacolo della natura, si sperimenta facilmente quanto proficuo sia il silenzio, un bene oggi sempre pi raro. Le molteplici opportunit
di relazione e di informazione che offre la societ moderna rischiano talora di togliere spazio
al raccoglimento, sino a rendere le persone incapaci di riflettere e di pregare. In realt, solo nel
silenzio luomo riesce ad ascoltare nellintimo della coscienza la voce di Dio, che veramente lo
rende libero. E le vacanze possono aiutare a riscoprire e coltivare questa indispensabile dimensione interiore dellesistenza umana
S. Giovanni Paolo II (11 luglio 2004)

il

5x1000 del cuore

ai francescani di Puglia e Molise

5x1000

1. Promozione e gestione di strutture


di accoglienza
2. Assistenza sociale e socio-sanitaria
3. Beneficenza
4. Istruzione e formazione
5. Tutela, promozione e valorizzazione
dei beni culturali dinteresse artistico,
storico e ambientale

Codice fiscale

92069530704

In caso di mancato recapito, rispedire al mittente, che si impegna a pagare quanto dovuto per legge. Grazie!
Curia Provinciale OFM Convento San Pasquale - 71121 Foggia