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Maria, porta dell'Avvento - 8 dicembre

Lc 1,39-45 (Lezionario feriale di Bose)


9In quei giorni Maria si alz e and in fretta verso la regione montuosa, in una citt di Giuda. 40
Entrata nella casa di Zaccaria, salut Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il
bambino sussult nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclam a gran voce:
Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!43A che cosa devo che la madre del mio
Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di
gioia nel mio grembo.45E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ci che il Signore le ha detto.
Nel poema della santa liturgia,
la Madre di Dio, Maria,
sta dinanzi a noi come porta dellAvvento.
Maria di Nazareth la Donna dellannunciazione,
la Vergine del s,
il nuovo Roveto ardente,
in cui il Totalmente Altro si manifesta e si fa presente come Dio Vicino:
un cuore aperto allascolto di quel Dio che parla
e che vuole entrare nella storia degli uomini
attraverso la disponibilit e laccoglienza di una sua creatura.
Maria di Nazareth la Donna della visitazione,
Vergine, cattedrale del Silenzio,
anello doro
del tempo e delleterno (D. M. Turoldo),
la nuova arca dellAlleanza,
la Credente in cammino,
carica di quel Frutto benedetto che spande una gioia che fa sussultare.
Maria diviene per noi il cielo che porta Dio,
in lei la divinit altissima discesa e ha dimorato;
in lei si fatto piccolo per rendere noi grandi,
in lei si intessuto in vestito che sar per la nostra salvezza. []
Essa la sorgente da cui sgorga lacqua viva per gli assetati (Efrem il Siro).
Maria di Nazareth il compimento delle prefigurazioni dellantica Alleanza.
la Figlia di Sion che primeggia
tra quegli umili e quei poveri del Signore
che con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza.
Con lei, la figlia di Sion per eccellenza,
dopo la lunga attesa della promessa,
si compiono i tempi e si instaura la nuova economia,
quando il Figlio di Dio assunse da lei la natura umana
per liberare luomo dal peccato
coi misteri della sua carne 1.
NellAntico Testamento lespressione Figlia di Sion
indicava un quartiere di Gerusalemme,
un sobborgo di sfollati e poveri,
sorto a nord della Citt santa,
come una propaggine, una figlia della capitale:
era quel suburbio divenuto asilo di fuggiaschi
che vi avevano cercato rifugio
dopo la distruzione della Samaria da parte degli Assiri nel 721 a.C.
Come, dunque, la Figlia di Sion era,
geograficamente e socialmente,
una periferia gerosolimitana,
allo stesso modo la pienezza della storia di Dio con gli uomini,
che prende avvio con lincarnazione della Parola eterna nel grembo di Maria,
un evento che si inscrive in una periferia anonima dellImpero romano,
in un villaggio periferico, Nazareth.

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Qui, nella penombra di una casa,


nel nascondimento dellumilt,
la novit di Dio, lo straordinario che si fa evento,
viene a visitare questa periferia esistenziale,
per trasformarla nel centro della gioia:
Rallgrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme! []
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
un salvatore potente.
Gioir per te,
ti rinnover con il suo amore,
esulter per te con grida di gioia (Sof. 3,14.17).
E Colei che visitata diviene Colei che visita.
Colei che benedetta diviene Colei che porta la benedizione.
Colei che si rallegra diviene la sorgente della gioia.
Bonum est diffusivum sui 2:
tutto ci che verit, bellezza e bont
si comunica e si effonde come luce, come profumo, come acqua viva.
L dove si trovano due persone che hanno ricevuto una promessa,
anzi che hanno realmente ricevuto la promessa,
quali una Maria e una Elisabetta,
l dove la Chiesa,
vi proprio ci che nella vita fisica si chiama gravidanza;
qui nella speranza vi anche la presenza di Quello che si spera,
qui non soltanto si sa della grazia,
vi la grazia stessa.
L dove vi Chiesa,
vi gi Colui che la speranza della Chiesa,
senza la quale la Chiesa non sarebbe,
come non sarebbe il mondo che Dio ha creato dal nulla.
Maria saluta Elisabetta
e il bimbo di Elisabetta esulta nel suo seno.
Vale a dire:
in Maria che saluta Elisabetta,
vi non solo promessa e impegno,
ma presente gi ora Colui che promesso,
il Redentore, il Figlio dellAltissimo,
che regner in eterno sulla casa di Giacobbe.
Dove vi promessa, vi gi compimento,
in quelli che hanno ricevuto la promessa;
pur con tutto il non ancora,
presente il gi fin dora 3.
1. Concilio Vaticano II, Lumen gentium 55. TORNA SU
2. Tommaso dAquino, Summa theologiae I, q. 5 a. 4, ad 2. TORNA SU
3. K. Barth, LAvvento, in Id., LAvvento. Il Natale, Morcelliana, Brescia 1992, pp. 55-56.
Fratel Emanuele

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