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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
t>A S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, Al SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CATTOLICA,
CHIESA ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILtI, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE Di CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XCIII.

IN VENEZIA
t> A L L A TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL1X.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORI CO -ECCLESIASTICA

VEN VEN
Compimento dell' articolo Venezia. te e ad austro denominati confini. Cessa-
to così nelle venete provincie l' effimero
§ XX. Brevi cenni storici della città di democratico reggimento per 9 soli mesi
Venezia dal 1797 al 18 58 j sue va- succeduto a quello d'una repubblica, la
rie principali vicende e governi. quale, bene instituita e governata, erasi
conservata più lungamente d'ogni altra,
venerata e amata da' suoi sudditi, pel
1. lo conseguenza de* preliminari di suo governo veramente paterno estima-
pace tra l'imperatore Francesco II e la to pure dalle poleuze estere,le quali nel-
repubblica francese, stabiliti nel castello le strettezze e imbarazzi politici, in più
di Eckenwald presso Leoben, e del trat- incontri invocarono la saggezza dell'au-
tato definitivo firmato a' 17 ottobre
1797 gusto senato veneto, a volerle assistere
a Campoformio, villaggio poco lungi da col sagacissimo suo consiglio; cessata
Udine, Veuezia colle Lagune e sue Isole, V odiosa temporanea occupazione de' re-
tutti i paesi veneti diTerraferma compre- pubblicani francesi, gl'imperiali coman-
si fra gli stali ereditari dell'augusta casa dati dal conte Olivieri di Wallis entra-
d'Austria e il mezzo del lago di Garda, la rono in Palmanova a' io gennaio 1798,
sinistra sponda dell'Adige sino a Porto Le- in Venezia a' 18, in Rovigo a' 24, e suc-
gnago, e la sinistra sponda del Posi de- cessivamente s' impossessarono di lut-
volsero in pieua sovranità del detto im- ti i paesi loro ceduti col trattato di Cam-
peratore, rimanendo alla repubblica Ci- poformio, onde Veneziano divenne
il

salpina, oltre l'antica Lombardia austria- una provincia austriaca. Benché de- i

ca cou Milano sua capitale, il Bergama- magoghi, infatuati dalle false idee di se-
sco, il Bresciano, il Cremasco, la città e dicente Virtù, Libertà, Uguaglianza,
fortezza di Mantova, Peschiera e tutta la per togliere l'inveterato affetto de' veneti
parte degli stati veneti ch'è posta a ponen- al principe loro, fossero stati larghi nel ri-
4 VEN VER
cordalo brevissimo spazio di comesi d'in- la città: sj affratellò subito conoidali ba-
verecondie e incomposti discorsi contro ciandoli, ed anche baciando le manie le

le monarchie, contro i ricchi, contro i braccia degli uflìziali d'ogni grado, eque-
nobili, e si fossero affaccendali di provare sti e quelli corrisposero, secondando i

ì vantaggi della democrazia; benchèessi popolari eccessivi trasporti; nuova scena


avessero pur arditamente stampato, non che durò un 4 ore. Nella notte tutta la
essere governo che un mostro onde fin
il città fu illuminata a cera, e per ognipiaz-
dalla creazione del mondo erano itali za si piantarono orchestre. teatri fu- I

trucidati milioni d'uomini, per cui sulla rono aperti al pubblico, ed era cosa nuo-
faccia della terra tutto è confusione e de- va e singolare, il vedere come il popolo
litto. ed altro esso non voler dire, che vio- ne impediva l'ingresso a tutte le donne
lenza, oppressione, rapina; ad onta che che non avevano al loro fianco, un sol-
avessero audacemente predicato non es- dato se popolane, ed un affinale se nobi-
sere la democrazia che la giustizia uni- li o civili. Finiti con quel giorno quesli
versale de'popoli, la base necessaria epe- primi slanci d'allegrezza, le feste parziali

renne dell'ordine e dell'equilibrio socia- d'ogni parrocchia e d'ogni strada mag


le; esserla nobiltà della nascita un pre- giore, divise perturno, durarono per più
giudizio, non trovandosi nobiltà in na- didue mesi con musiche, viva, canti po-
tura; l'aristocrazia quindi un mostro che Tutto questo fu
polari e illuminazioni.
bisognava parimenti annientare, la de- una luminosa prova della generale con-
mocrazia una felicità cui doveasi correre tentezza, per essersi liberati dallo spaven-
incontro, l'aristocrazia l'usurpazione de' to incusso dalla prepotenza de' partili
tiranni, la democrazia il governo degli occupatoci ;
questo prevalse al dolore dei
nomini liberi; e detto filialmente si aves- perduto dominio e del modo perciò usa-
se a'poveri di Venezia: o poveri, il go- to e pantomimico. Il cessato governo fran-
verno cui siete chiamati è la democrazia, cese volendosi assicurare della fede o spi-
il governo del popolo, il governo di tutti rito di tutti gli abitanti di Ve-
pubblico
i popoli; nientedimeno ed a fronte di tut- nezia, onde corrispondere al pattuito a
tociò per nulla sollevati e commossi po- i Leoben,avea invitato capi di famiglia i

poli delle venete provincie da quelle pa- di raccogliersi in determinatogiorno nel-


rolesvergognatissime,a braccia aperte al le chiese delle rispettive parrocchie, per
dominio nuovo si sottomettevano. Tanto dare il singolo loro yoto, dichiarando se
afferma il veneto annalista cav. Mulinel- amassero di fai si fratelli della repubbli-
li. Imperocché il popolo ormai stanco del- ca Cisalpina, o preferissero la sudditanza
oppressioni ed orgie
le laidezze, ruberie, dell'impero austriaco; ma con l'istruzio-
repubblicane francesi; stomacalo altresì ne a'raccoglilori de'voti, di proclamare
dalla tragi-commedia, accolse con vero in ogni modo la votazione essere favore-
giubilo i tedeschi, con feste e pubbliche vole alla dominazione austriaca! Al che
dimostrazioni. Accalcatosi sulla piazza di i veneziani posero suggello col giuramen-
s.Marco, persino sui tetli, tutti balconi i che prestarono al nuovo so-
to di fedeltà
furono addobbati di ricche stoffe, for- vrano Francesco II, che un notaio pub-
mando un soprendente spettacolo, avvi- blico per ogni parrocchia andò a ricevere,
vato da un bellissimo cielo e dalla gioia insieme alla sottoscrizione di ciascun capo
universale. Incessanti i Fiva, il basso po- di famiglia, nella chiesa a cui appartene-
polo frenetico ruppe le file de'soldati au- vano. Il nobile veneto Francesco Pesaro,
striaci, e strappate le loro bandiere dal- che recentemente erasi veduto partire da
le mani degli alfieri, le portarono in trion- questa sua città natale, per recarsi, come
fo per la piazza e per le principali vie del- dicevasi,e già di sopra notai, a cercare la
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libertà nella Svizzera, e inveceera corso rono; mentre per moltissime altre fami-
a Vienna, vi rientrònellaqualitàdi com- glie il credito sussiste ancora. Tutti Sbo-
missario imperiale, rivestito d» ogni più schi e selve si assoggettarono al piano bo-
ampio potere; l'uso non generoso da lui schivo della veneziana repubblica, rein-
lattone contro non pochi suoi noti avver- tegrate nelle sue prerogative le maestran-
sari politici, coperse di grand' ombra il ze dell'arsenale, vietato alla soldatesca il

suo nome.I uobili quindi stati antichi so- molestare i cittadini, offerta sicura stanza
vrani del paese, prestar dovettero nelle a'forestieri d'ogni nazione ;ed inoltre fat-

mani giuramento di fe-


del suo collega il ti 1 ivi veregli ordini antichi, se ne fecerodi
deltà e ubbidienza; e l'ex doge Manin egli nuovi e provvidissimi, reintegrata la pub-
pure a ciò obbligato, nel comparire da- blica morale, tutfofacendosi lodevolmen-
vanti al Pesaro, trasformato in agente te per rendere bene accetto e consolida-
del l'Austria, nel pronunziare la forma ri- re il novello dominio austriaco, saggioe
chiesta, fu colto da tale commovimento, giusto, fiorendo il commercio marittimo
cadde a terra fuori de'sensi, e l'asse-
*:he sottogl'imperiali vessilli, quasi come l'an-
nte I' Arte di verificare le date. A' 6 tico, per esser neutrale fra'belligeranti ;

febbraio 1798 si ripristinarono io tutte onde si moltiplicarono nelle Lagune le

le città venete 1 consigli geuerali, i corpi, navali costruzioni. La Francia progre-


1 collegi e i capitoli secolari per l'ammini- dendo nelle conquiste, la dilatazione del
strazione delie pie fondazioni, sotto qua- suo dominio pose in apprensione Fran-
lunque nome essi fossero stati nel 1. gen- cesco II, che avendole intimato di sgom-
naio 796, com'erano sotto la veneta re-
1 berare l'Italiaela Svizzera, enon avendo
pubblica, hi ciascuna terra e castello si ottenuto soddisfacente risposta, nel decli-
ristabilì la particolare rappresentanza lo- nar del 1 798 si preparò a nuova guerra
cale, colle forme
metodi autichi: tuttie i collegandosi coll'lnghilterra, la Russia,
feudatari rientrarononel liberogodimen- la Porta e le due Sicilie, per cui tosto i

lo de'loro diritti. Nel luglio si richiamò francesi gliela dichiararono al cominciar


inosservanza la legge del giàconsigiiode' del 1 799, succedendo
Sellerei* a Joubert
J)ieci del 1788 sulle cause di divorzio e nelcomandodilorotruppe in Italia. Que-
di nullità di matrimonio. Si ordinò poi ste dunquedi sovente vennero a combat-
che in ogni provincia, secondo gli statuti timenti cogli austriaci ne'territorii delle
vigenti si giudicasse nelle cause civili e provincie venete, senza che il popolo si

criminali; e chea Venezia, oltre un tribu- frammischiasse agli avvenimenti milita-


nale d'appello per le provincie, esservene ri principiati nel marzo e proseguiti sino
dovesse uno supremo di revisioue per giu- alla ritirata di Scherer dall'Italia, massi-
dicarle liti in 3/ istanza. L' imperatore me sull'Adige e a Verona, riuscendogli
Francesco 11 si dichiarò ampiamente suc- austriaci vittoriosi su tutti i punti. Ed i

ceduto cosi nei diritti che nei doveri del- entrarono in MdanOjinMantova,
collegati
la veneta sovranità, e con sovrana risolu- in Piemonte, in Romagna, in Ferrara e iu
zione 20 novembre 798 1 volle annullato Bologna, e il re delle due Sicilie occupò
Jo storno delle parlile di credito, che il Roma e alcune sue provincie. Tuttociò
Pesaro avea ordinato nei libri di Zecca avvenne mentre Napoleone trova vasi nel-
di tutti i capitali, ch'erano siati iscritti a la spedizione d'Egitto, donde tornato a
favore degli acquirenti cariche della ces- Parigi, dopo la rivoluzione fu proclamato
sata repubblica, quali avevano patito e- .°consoledella repubblica, accrescendosi

i i

vizione nel 1 2 maggio 1


797, equindi do- perciò la forza morale delle truppe.
vevano per contratto esserne rimborsati, Frattanto la s. Sede, dopo tanti enormi
cornea tulio il iòo5, ed in parte lo fu- sagriiìzi, era stuta dalla repubblica Iran-
6 VEN VEN
cese interamente spogliata della sua So- per la sua condizione pacifica e maritti-
vranità, democratizzati sudditi, indù- i ma, e per la rettitudine del suo governo,
sivamente a Roma, detronizzato rio VJ più. quieta e più acconcia di qualunque al-
e deportato in Francia sino da' 20 feb- tra in que' difficili tempi al grande rito si
braio 1 798, e fra' patimenti morì glo- dimostra va, saviamente fu ed il car-
scelta,
rioso in Valenza, a' 29 agosto 1 799 ; dinal Albani decano del s. collegio a nome
mentre per mirabile disposizione della di questo ne die' parte a tutti i sovrani
divina Provvidenza un mese dopo fran- i della cristianità.Edecco dunque Venezia,
cesi erano stali costretti a partire da Ro- per divina disposizione, diventare l' av-
ma da'napoletani, per l'accennato deca- venturoso luogo,ove doveasi far cessare la
dimento della fortuna militare francese Sede apostolica vacante) il che sospira-
in Italia, e preponderanza dell'armi au- to da tutto il cattolico mondo, gli occhi
striache e russe, onde Ancona si vide e- tutti di questo a lei si rivolsero (nel voi.
sptignata dalle flotte russo-turche, ed oc- XXVII, p. 1 14, ricordai alcune lellere
cupala dagli austriaci, il che meglio dissi da'sovrani dirette al sagro collegio), ed in
nel voi. LXXXIII, p. 62, inconseguen- tal modo a'tanli suoi antichi vanti polè
za della ritirata di Macdonald dall'Italia. aggiungere anche questo, glorioso e me-
Avendo il Papa defunto ordinato, che a morando. Tutto narrai negl'indicati ar-
cagione delle politiche circostanze essen- ticoli, ed pure che ricorderò iu
in quelli
dosi dispersi i cardinali perseguitati, il corsivo,persinole particolarità che accom-
Conclave per 1' elezione del successore, pagnarono l'avvenimento lietissimo, ciò
che fu Pio VII, si radunasse dove si sa- che abbreviando notabilmente il mio di-
rebbe trovalo il più gran numero di car- re, racconterò il più notevole, ed in ispe-
dinali; esiccome nel settembredello stesso cie quanto riguarda Venezia, che ne re-
1799 molti di loro si trovavano in Napoli stò illustrata. Pertanto il sagro collegio,
e nel Veneziano, fu per appunto stabilito ottenuto l'assenso dall'imperatore Fran-
dal cardinal decano Gio. Francesco Al- cesco II, anzi come meglio altri vogliono
bani di tenere il conclave in Venezia, do- egli stesso offrì al senato apostolico Vene-
r
ve un cameriere di mg. Caracciolo mae- zia per adunarsi in conclave, destinando-
stro di camera di Pio VI, avea portato gli a tale effetto l'ampio e decoroso mo-
la sua bolla derogatoria all'antiche leggi nastero di s. Giorgio Maggiore in isola,
pontificie pei la creaziooedel nuovoSom- di cui nel § XVUI, n. 1. L'animo reli-

mo Pontefice, colla possibile maggior sol- gioso dell'augusto sire, a sue spese ri-
lecitudine ; essa comincia colle parole: dusse il cenobio de' benedettini cassinesi

Allvnlis pcculiaribus, ut deplorahilius colle consuete Celle, in numero di 4°, e


Ecclesiae circumslantiis. La risoluzione diviso al modo descritto in quell'artico-
del sagro collegio de'cardinali di tenere il lo. La libreria fu ridotta a chiesa inter-
conclave in Veuezia, dopo matura pon- na per la celebrazione delle messe e pie
derazione e carteggio, piuttosto che in funzioni, ed il coro domestico de'monaci
Roma o in altra città dello slato ponti- servì per cappella degli scrutimi quotidia-
ficio, allora liberato dalle armi francesi, ni. Vi fu pure preparato un decoroso ap-

fu perchè ricuperato di fresco dagli au- partamento per abitazione del nuovo Pa-
da'napoletani, non poteva pre-
striaci e pa, nel tempoche sarebbe rimasto in Ve-
sentare quella piena tranquillità ^e sicu- nezia. E primieramente cardinali cele- i

rezza, di cui abbisogna la gravissima a- brarono funerali novendiali nella chie-


i

zione, anco pegli eventi della guerra che sa patriarcale di s. Pietro di Castello, che
da un giorno all'altro potevano insorgere. durarono da' i3 (nel voi. LUI per fallo
D'altronde Venezia, siccome quella che numerico è detto 2 3) a'2 1 ottobre 799, f
-

VEN VEN 7
pe' quali il prelato Despuig patriarca di ed alMaresciallo del conclave principe
Antiochia, poi cardinale, ministro del re d. Agostino Chigi, e vi esercitò il suo o-
di Spagna al conclave,som ministrò 3,ooo norifico uffizio di custode del conclave,
scudi. Venezia, benché avvezza alle com- alle cui ruote furono deputati vescovi e
parse di magnificenza e di pompa, ebbe prelati, restando per la guardia a dispo-
a stupire dello spettacolo, affatto nuovo sizione de'sagri elettori le milizie austria-
per lei, di quelle funebri ceremonie, mae- che. Disposte tutte le cose, fu fatto segreta •

r
stose e imponenti per l'assistenza di tan- rio del conclave mg. Ercole Consalvi ro-
ti cardinali, di patriarchi, di arcivescovi, mano, oriundo di Toscanella, poi cele-
di vescovi e altri prelati. La basilica pa- bratissimo cardinale segretario di stato. Il

triarcale di s. Pietro di Castello apparve patriarca di Venezia rag/ Giovanelli a' 1 1


trasformata per l'insolito apparato, che novembre emanò una fervorosa lettera
pur le accresceva magnificenza e splen- pastorale a'suoidiocesani parrochi e retto-
dore, in mezzo al lutto, che da ogni parte ri delle chiese, che riferisce ilMutinelIi. Il

spirava. In tutti i giorni de'novendiali i virtuoso prelato pieno d'esultanza per lo


cardinali radunarono nelle camere del
si straordinario avvenimento d'un conclave
patriarca, per le Congregazioni gene- a Venezia, gioia che animava pure ogni
rali, che si tengono da tutti i cardinali ordinedi persone,esclama: Chi mai avreb
avanti di entrare in Conclave ;dopo aver be pensato che il turbine, il quale da lun-
uno di loro pontificato nella gran messa, go tempo infuria contro la mistica navi-
ed altri 4 di essi fatte col celebrante le so- cella,ed intento a rovesciar trono e alta-
lenni assoluzioni. L'orazione funebre fu re, avesse avuto a contribuire alla mag-

pronunziata dall' arcivescovo di Nisibi gior gloria e all'esaltamento della nostra


1

mg. Cesare Brancadoro, poi cardinale, e città?.... Saranno dunque i veneziani i

fu pubblica la da A. Zatta in Venezia, anco primi a conoscere e venerare il gran Sa-


con traduzione italiana, col titolo riferito cerdote? Quindi, come praticasi in Roma
uel voi. LUI, p. i io, insieme alle iscrizioni nella sede vacante dal cardinal vicario,
diM.Boni,edaglielogidiG.Marinoviche caldamente esortò a fare pubbliche pre-
L. Lanzi. Abbiamo lastessa, Traduiteen ci perchè lo Spirito Santo illuminasse a

francais aver des notes historiques par fare una sollecita e felice elezione del tan-
m.* Vabbé d' Auribeaiiy A Venise 1800. to desiderato supremo Gerarca, ordinan-
Ed ancora tradotta in inglese, in tedesco, do che in tutto il tempo del conclave o-

in ispagnuolo, ed in italiano dall'ab. Pal- gni mattina il clero d'una parrocchia, u

mario Canna con traduzione altresì del- na comunità religiosa, ed una confrater-
l'elogio del Marinovich, e giunte interes- nita partendo dalla basilica di s. Marco,
santi, Parma
e Rimini 1800. Nel luogo si recassero processionalmente alla visita
1
citato riportai pure i titoli del Diario de della metropolitana di s. Pietro, cantan-
Novendiali, per F. Andreola; della Re- do le litanie de'Santi. Indi, come si fa in

lazione delle funzioni, per G. A. Curii; Roma, dal Pinelli fu stampato 1' Orda
del Funus adornatimi j del Parentali- servandus in processionibus qnotidiefa-
bus Pii V, per A. Zatta; il tutto stampa- cicndis tempore Sedis vacantis durante
to a Venezia nel 1 799. Tosto Venezia of- Conclavi prò electione Stimmi Pontificis.
frì lo spettacolo della riunione di buona Ma non fu dato all'ottimo pastore la con-
parte della corte e curia romana, accor- solazione di vedere e venerare il nuovo
rendovi , oltre i cardinali, molti vescovi, augusto Capo che Iddio poneva al gover-
moltissimi prelati, dignitari e uffiziali del- no della sua Chiesa, poiché morte repenti
la s. Sede, inclusivamente al Senatore di nalotolseaU'amorede'veneziania'fo gen-
Roma il veneto d. Abbondio Rezzonico, naio 1 80 o, rattristando pure il sagro sena*
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to che ne ammirava l'eccellenti virtù. Do- 10 e ministro di Francesco II presso la s«

1 enti i cardinali di non poter dare perso- Sede, vi fece il suo ingresso alcuni gior-
nalmente all' illustre defunto, per esser ni dopo, cioè a' 12 dicembre), o3ì se-
chiusi in conclave, come vado a dire, una condo le note pubblicate dal cav. Artaud,
pubblica testimonianza di loro distinta Storia di Pio PII, 1. 1 > p. £7, e dal cav.
estimazione, ordinarono con inaudito e- Mulinelli (l'Artaud enumerò46cardina-
sempio solenni esequie al pianto patriar- li viventi, percliè vi comprese l'arcivesco-

ca in loro nome e spese, ingiungendo a vodi Strigooia Bathyan, ina egli era mor-
mezzo di dispacciodi mg." Consalvi, e tan- to a'22 settembre 1799, come leggo nel-
to onorevole pel pati iaica, a mg.' Gallerai! le ufliciali Notizie di Roma del 1801 a
Scotti arci vescovo di Sida e ultimo nunzio p. 27). Io nel voi. XXI, p. 238 (nume-
presso la repubblica di Venezia, di farle ro sbagliato nel voi. LUI, p. 116, nel ci-
eseguire e con invilo a intervenirvi di tut- tarlo, leggendosi 228), e più legalmente
ti i vescovi e prelati che trovavansi allo- essendomene confermato dagli atti stam-
ra in Venezia, nella chiesa di s. Francesco pati del Papa, riprodussi l'identifica no-
della Vigna, a' 1 9 febbraio, con alla testa ta de'cardinali allora viventi, servita nel
mg/ Despuig patriarca d'Antiochia, ap- conclave di Venezia, dalla quale risulta
ch'erano 4 in tutti, gli altri io non in-
/
positamente invitato con altro simile bi- >

glietto, a solenne dimostrazione di duolo, tervenendo perchè impediti dadiverse cir-


di alletto, di riconoscenza, di venerazio- costanze politichesi età, di salute,di lon-
ne del medesimo sagro collegio. Sulla tananza. Pretendeva di entrarvi Antici,
porta della chiesa ieggevasi l' iscrizione, che avea rinunziato la Porpora, ma non
r
composta da mg. Marotti segretario del- fu ammesso. Si trovarono dunque riuniti
ie lettere latine del Papa defunto (riferi- in conclave i cardinali Albani decano,
ta dal Mulinelli, in uno al dispaccio e al York, A ntonelli, Valenti, CaratFa (già nun-
biglietto), in cui fra le altre cose è detto: zio di Venezia), Zelada, Calcagnini, Mat-
S. R. E. Cardinales - Creandi Pont. tei, Archetti, Giuseppe Doria, Livizzaui,
Max. causa - Venetiis congregati - Ad Borgia, Caprara, Vincenti, Maury. Pi-
significationem acerbissimi doloris- Quo gnatlelli, Roverella, Somaglia , Antonio
morentes- F. 31. Ioannelii - Funere in- Doria, Braschi (uipoledi Pio V), Carati-
dicto - Antistiti oplirno • De Ecclesia de diui, Flangini (veneziano, poi patriarca
Collegio Apostolico - Opti/ne merito. Già patrio), Rinucciui,Honorati (già nunzio di
nel i.° dicembre 1799 cardinali erano
i Venezia), Giovannetti camaldolese, Ger-
entrali in conclave. Essendo indisposto il dil barnabita, Martioiana, Hertzau, Bel-
decano cardinal Albani, nella chiesa di s. lisomi, Chiaramonti (vescovo d'Imola e
Giorgio alla loro presenza celebrò la mes- poi Papa, che già abbate cassinese, noti
sa dello Spirilo Santo il p. ab. Soardi be- trovando alloggio tra'suoi in s. Giorgio,
nedettino cassinese, ed il veneto mg/ Gar- quando nell' ottobre giunse in Venezia
dini vescovo di Crema camaldolese reci- prima del conclave , abitò nel convento
tò 1'
orazione De eligendo Ponti/ice poi )
de'ss. Gio. e Paolo), Lorenzaua , Busca,
stampata a Venezia, coH'iutitolazioue ri- Dugnani, Bussi de Preti», Buffo. JNon vo-
portala nel voi. LUI, p. 1 16. Per morte glio tacerei cognomi de' 10 cardinali, che
di mg.' Pini, vi prestò assistenza il nuo- non si recarono al conclave di Venezia:
vo prefetto de' maestri delle cci emonie Sentmanat, Mendoza, Gallo, Roche fou-
pontifìcie mg/ Gio. Domenico Pacini. cauld,Rohan,Laval-Monlmorency,Fran-
Quindi entrarono in conclave 34 cardi- keberg, Migazzi, Rauuzzi, Ca pece-Zurlo.
pali, dice il Novaes (e disse bene, perchè Notò il Pistoiesi nella fila di Pio I J Ct
il cardiual Heilzuu protettole dell'imiti* clip intuire j cardinali erano iu conclave,
V E N VE N 9
mercè la vigilanza del governo, si scopri voi. LXVII , p. 179) cav. Aitaud , ma.
Ita' iniqua congiura tramata dalla fami- ilrettificai con un'autorità più legale*

glia Ottolini, il cui capo era ex rappresen- mg.* Baldassari testimonio di vista e di
tante di Bergamo, subito dissipata con udito, e col da lui riportato nella coscien-
tradurlo nel castello di Andrea. Altro s. ziosa opera: Relazione delle avversità e
avvenimento funesto accadde nella notte patimenti del glorioso Papa Pio Sesto,
de'g gennaio 1800 nel pubblico palazzo t. 2, p. 4o5 e seg. , 2/ edizione. Impa-
del collegio de'iuedici, che incenerì l'ar- ro anche dal cav. Mutinelli, che il mo-
chivio e la vasta biblioteca, oltre tutte le tivo di differire al 1 4- l'elezione convenu-
suppellettili, non rimanendovi che le mu- ta del Chiaramonti, derivò da un delica-
ra. Nella biografia del Papa che vi fue- to riguardo alla memoria di mg/ Gio-
letto, fra le cose che narrai come proce- vanetti e al rispettabile clero e insigne
dettero gli grande
eminenti elettori alla città di Venezia, i quali nella mattina del
opera, dopo il discorso del cardinal de- i3 compivano la celebrazione dell'ulti-
cano, poi stampato in Venezia e Roma, mo funerale a tale loro degno pastore
che rammentai pure nel voi. XG, p. 2 1, nella cattedrale, a cui prestarono assi-
solamente qui occorre far menzione, che stenza le civiche autorità in luogo del do-
pel papato Bellisomi di Pavia per quasi ge e della signoria, che intervenivano a*
due mesi ebbe 22 voti, de'24 necessari ; funerali de'patriarchi. Finalmente, nella
che Ma tei non prevalse per essere tenuto
t detta mattina de' i4"iarzo 1800, nello
debole nel doversi domandare all'impera- scrutinio unanimemente i cardinali eles-
tore (il cui ministro cardinal Hertzan ne sero Papa il cardinale Chiaramonti, che
promuoveva l'esaltazione) la restituzione assunseil nome di Pio Ffl,\a cui biogra-
delle 3 legazioni che avea occupate, e per fia va tenuta presente nel principio, per-
altro;che il dottissimo Gerdilebbe l'e- chè si rannoda con questa narrazione e
scIumwa (di questa ne riparlai a Sagro per supplire alle cose che qui non ricor-
Collegio) dal Cardinalellertzan in nome do; come de'reali personaggi che trovan-
dell'imperatore; che stava per effettuarsi dosi in Venezia recarono a venerare il

l'elezione del Bellisomi, quando l'Hertzan Pontefice. Piesa lai." ubbidienza di ado-
fece osservare inoppoitunameute e con- razione a Pio VII, il incardinai diaco-
tro affatto la libertà dell'elezione del Vi- no Antonio Doria, circaun'ora avanti
cario di Cristo, che il conclave trovan- mezzodì, dal verone sovrastante la porta
dosi in una città dell'imperatore, sarebbe principale del monastero di s. Giorgia
conveniente fargliene prima conoscere la Maggiore, corrispoudente alla piazzuola
scelta, per anco per essere
un corriere , dell'isola, annunziò il nome del novelloPa-
nato suo suddito; che trascorso un mese store universale, alla moltitudine vene-
senza risposta, gli animi raffreddatisi, an- ziana e forestiera che 1' attendeva, tutti
co per la lunghezza della sede vacante prorompendo con replicati applausi, suo-
in tempi così difficili, rivolsero loro vo- i nando tosto a festa le campane di tutte
li al cardinal Chiaramonti, e la sera de' le chiese della città, e le molte navi in se-

12 marzo 1800 furono d'accordo a


tutti gno di gioia spararono le loro artiglie-
suo favore, colla condizione che l'atto si rie ,
quasi i cannoni col fragoroso loro
etfeltuasse la mattina de'i4> benché l'e- rimbombo volessero comunicare l'annun-
lezione conclusa si sparse per Venezia nel cio lietissimo anche a' lontani, del subli-
dì precedente. Nel riferirne il modo, ri- me atto ch'erasi compiuto in Venezia ne-
portai l'asserto dall'egregio diplomatico e gli inizii del nuovo XIX secolo (nell'usa-

anco e più solennemente do-


storico (che re questo comune modo di dire, io noti
no multo ulfeliuo&aiucule celebrai nel debbo occultare, che si disputò, &e l'au-
io VEN V EN
noi 700 ern l'ultimo del secolo XVII o lezione , e per salire alla sorgente di sì

il primo del XVIII, come rilevasi da* 3 gran bene, trasportandosi spettatore sul-
opuscoli riferiti nella Biblioteca volante I l'avventurate rive della regina dell' A
del Cinelli, t-4, p.168. Nel principio del driatico,a cui la nostra Roma giustamen-
corrente secolo si rinnovarono tali que- te gelosa del suo gran privilegio, con una
stioni , ed in Venezia sipubblicarono i santa invidia potè allora ridi re con s. Pier
due opuscoli: Quando compiasi il seco- Damiani, Semi. 16, t. 2: Gamie igitur,
lo XP'111\ed abbia principio XIX? A il etexultansin Domino plaude Urbs Ve- _,

cui fu risposto coll'altro: A aitai secolo ncta, quia dum in tuo gremio Virum A-
appartenga l'anno 1800). Il Papa scris- postolicae grati ae suscepisti et ipsa ,

se da Venezia alla sua famiglia Chiara- auodammodo Sedes Apostolica fieri me-
monti, quella lettera di edificante mode- ntisti. Riporta poi i vari opuscoli stam-
razione cbe riportai in quell'articolo, par- pati a Venezia prima e dopo quest'avve-
tecipandole la sua esaltazione. A Roma nimento, sul cereraoniale del conclave,
ne portò la faustissima notizia un corrie- sul metodo che si pratica nell'elezione e
re, vi giunse a' 18, e subito l'universale coronazione del Papa , e sulla condotta
entusiasmo fu solennizzato in più modi, della Chiesa nell'elezione del Capo visi-
ed romani immantinente inviarono a
i bile. Indi ceremonie
passa a descrivere le

Venezia una principesca deputazione, per che si fanno appena compita la canonica
a
umiliare al padre e sovrano gli omaggi elezione del Papa, lai.* e 2. ubbidien-
di amore riverente e di fedele sudditan- za d' adorazione, nel la cappella dello
za, porgendo fervorose istanze a presto scrutinio del concia ve, e quindi dopo aver
consolarli di sua venerata presenza. Le visitato il ss. Sagramento nell'altra cap-
altre città dello stato papale a gara ne pella del conclave, nel pomeriggio di-
a
imitarono l'esempio. Ed ecco un accor- scese a ricevere la 3. nella chiesa di
rere a Venezia di genti d' ogni condizio- s. Giorgio, vagamente apparata e piena
ne, per ossequiare il padre comune de* di nobiltà di ogni rango e di popolo, in-
fedeli , e riportarne il religioso conforto cedendovi il Papa in sedia gestatoria,
di sua benedizione. Ed ora mi si presen- preceduto dalla Croce papale , dopo la
ta' quel tesoro di erudizioneche sarà , quale il cardinal decano intuonò il Te
sempre, Francesco Cancellieri, il quale Deum. Terminata la funzione si restituì
nella magnifica Storia de* possessi de* il Papa al suo appartamento, proceden-
Pontefici, nel descrivere quello di Pio do innanzi la Croce d'argento dorato in
VII, fa precedere il suo racconto dal dia- asta, di solido e nobile lavoro, dono del
rio particolareggiato di quanto il Papa nobile veneto GiacomoGiustiniani (il Pa-
fece nel suo soggiorno a Venezia e nel pa ricevè pure il donativo fatto in tempo
suo viaggio per recarsi a Roma, non che del conclave dal veneto Alcaini vescovo
il suo fausto ingresso in questa, essendo- di Belluno, della mitra preziosa pel fu-
si servito nella compilazione anche del turo Pontefice, come notai nel volume
pubblicato da' Diari di Roma. Non è LXXXI, p. 60), trovando in faccia allo
possibile compendiarlojdovendo tener pu- scalone del monastero la lapide che ri-

re presente il cav. Mutinelli, l'ab. Bello- porta Cancellieri, fatta scolpire dall'abba-
mo, Continuazione della Storia del Cri- te e monastica famiglia a memoria del-
stianesimo (cioè il proseguimento del l'ab. l'avvenimento, composta dall'ab. Mauro
Placido Bordoni, anteriore continuatore Boni. Sulla piazza del tempio furono e-
dal 1 721 a'i3 marzo 1800), e altre ope- rette due magnifiche orchestre, ove i più
re, e più di tutto l'inesorabile brevità. scelti professori di musica istrumentale
Comiuciaa celebrare l'applaudilissima e- eseguirono bellissime sinfonie nella sera,
VEN VEN 11
In cui si vide superbamente illuminata la sinesi, sul principio di esso ascese al tro-
facciata e la cupola del sagro edifizio, non no per ascoltare l'orazione dal cardinal
che il monastero e tutta l'isola. Il duca- York in nome del capitolo Vaticano, quat
le palazzo era illuminato a torcie , altre suo arciprete, dopo la quale adoralo il ss.
illuminazioni per la città fecero varie ca- Sagramento, rimontato sulla sedia gesta-
se distinte, massime i monaci benedetti- toria passò all'altro tronoeretto nella cap-
ni camaldolesi di s. Michele di Murano. pella di s. Stefano. Ricevuta l'ubbidien-
Nella mattina de' 1 8 il tenente marescial- za da' cardinali, patriarchi , arcivescovi,
lo comandante Venezia barone Man-
di vescovi e altri prelati, questi indi assun-
frault, con tutto il corpo dell' ufficiali là sero i loro sagri abiti. Dopo di che, asce-
austriaca, recossi dal Papa a tributargli i so il Papa in sedia gestatoria, nell' esser
suoi ossequi , e nel dì seguente fece al- condolto all'altare maggiore, ebbe luogo
trettanto la r. congregazione delegata. Di- la ceremonia della triplice combustione
poi il Papa rimise al Manfrault un anello della stoppa.) e poscia disceso dalla sedia,
di zaffiro contornato di brillanti, iu atte- andò a collocarsi sul principale trono, ove
stato di sua soddisfazione e gradimento intuonata l'ora di terza, si vesti degli a-
per l'assistenza prestatagli in varie pon- biti m issali, ricevè il sagro pallio, e co-
tifìcie fuuzioni; pregandolo di rimettere minciò la celebrazione della solenne mes-
per ragione altro anello con ba-
la slessa sa, nella quale fecero le veci del suddia-
iaselo,con egual contorno, al maggiore cono e diacono greci due monaci arme-
della piazza di Venezia sotto il di lui co- ni MMilitaristi di s. Lazzaro (essi suppli-
mando. Nel biglietto col quale accompa- rono a'greci, poiché in questa occasione
gnò il donativo al Manfrault, gli signifi- il clero greco dimorante in Venezia si
cò, che nell'impossibilità delle circostan- manifestòapertamente scismatico, con ri-
ze di fargli una dimostrazione convenien- fiutarsi dall'assistere al pontificale e dal
te , suppliva per lui il vescovo d' Imola cantarvi V Epistola e il Vangelo nel lo-
(chiesa che avea ritenuto, mentre l'anel- ro idioma). Prestò assistenza al trono il

lo era quello che avea usato sino all'as- senatore di Roma Rezzonico, perciò di-
sunzione del pontificalo nel governo di chiaralo Principe assistente al soglio.
quel vescovato) , ed essere tuttavia per- A'monaci benedettini del monastero, in
suaso, che il dono gli riuscirebbe gradi- luogo apposito, fu concesso assistere al
to, non per l' intrinseco pregio, ma pel pontificale. Terminati tutti i sagri riti,

cuore del donatore, e per la mano che Pio VII in sedia gestatoria restituitosi
glielo presentava. A'2 1 marzo, festa di s. per la grande scala, tulta ornata, nel mo-
Benedetto, dichiarata per quell' anno di nastero, coll'accompagnameuto della pro-
precetto, perchè ognuno si unisse a pre- cessione, si recò alla loggia espressamen-
gare Datore d'ogni bene per la felicità
il te preparata e rispondente alla piazzuo-
del Papa, in s. Giorgio si celebrò l'augu- la dell' isola, dove dopo il canto delle
sta funzione della solenne
coronazione ', prescritte preci fu solennemente corona-
annunziata dal suono giulivo de' sagri to del pontificale triregno dal suddetto
bronzi , cui faceva eco il fragore del- cardinal Antonio Doria i.° diacono. Per
l'artiglierie tonanti dalla Piazzetta, dalle ultimo, recitata dal Papa la consueta o-
cannoniere e da'bastimenti. Pio VII ve- razione, con affetto di padre, principe e
stito degli abiti pontificali, in sedia gesta- pastore.diede l'apostolica benedizione,ac-
toria, preceduto e accompagnato dalla so- compagnata dallo sparo dell'artiglierie,
lita processione, si recò nel tempio mae- dal suono festevole delle campane, e da-
stosamente addobbato, stipato dalla no- gl' incessanti applausi dell'esultante nu-
biltà e dal popolo, ricevuto da'oionaci cas- meroso popolo, ch'erasi portato nell'iso*
12
ii per riceverla e per
YEN
aiutili tare i a mae-
VEN
natmenteo pe'loro deputati, innumerabili
1
stosa funzione. Immediatamente fu pub- le lettere di profonda venerazione e di gra-

blicata l'indulgenza plenaria da'due car- tuluzioneindirizzatea Venezia a Pio VII


dinali diaconi, in latino e in italiano, e dà monarchi e da personaggi, a da ogni
di nuovo il Papa benedisse con benigni- grado di persone, da ogni dove provenien-
tà la moltitudine. Ritornalo nella stanza ti,quantunque uon ancora reintegrato
de'paramenli, ricevè a mezzo del cardi- de'suoidomimi temporali. Venezia si vi-
nal sotto decano York, le congratulazio- de trasformata in una Uotua nel lun«o
D
ni e felicitazioni del sagro collegio , ad soggiorno del «agro collegio e del Sommo
tnultos annosj cui rispose il Papa colle Pontefice, avvertendo il Cancellieri che
più soavi e nobili espressioni. E quindi
1

mg. Anuibale Smith o Schmid si propo-


si restituì alle sue camere. Sulla porta se di registrarne minutamente tulle le me-

della chiesa si leggeva l'iscrizione, ripro- morie, a cui era presente ((piale dapifero
dotta da Cancellieri. Lo straordinario con- del cardinal decano, ed era romano, be-
corso del clero e della nobiltà] sì veneta neficiato Valicano e fatto dal Papa pel l.°
e sì straniera, dell' udìzialità austriaca e cameriere d'onore; ma per quanto sia a
d'ogni ordine di persone, contribuirono mia cognizione, uon si conosce per le.
a decorare il complesso dell'accennate im- slampe). A' 19 marzo avea il Papa gra-
ponenti funzioui. Uu prodigioso numero ziosamente ricevuta tuttala prelatura al-
."
di gondole, peote, battelli e barche d'o- la sua 1 udienza e al bacio del piede; in-

gni genere avea formato del gran cana- di passato nella sala del concistoro ,
po-
le, su cui sta posta l'isola di s. Giorgio, stosi sotto al trono, fu introdotta all'u-
un vasto e mirabile terrapieno. Gran par- dienza la nobile congregazione delegata
te della città era addobbata con ricchi della città , tutti nominati dai già nun-
r
damaschi alle finestre, e su la sera la gran zio mg. maestro
GalleratifScotli, poi suo
Piazza e la Piazzetta di s. Marco, come dicamera, e Pio VII rivolse loro un bre-
pure la maggior parte de'pubblici edili- ve e acconcio discorso. Nella sera de'2 5
zi, de'palazzi e delle case furono illumi- nel nobile casiuo a s. Cassiano, le dame
nati a torcie, e tutti i campanili a fiac- di esso diedero una brillatile accademia
cole e fanali. Fra tutti però si distinsero in musica per solennizzare l'acclamata e-
i monaci di s. Giorgio, nell'illuminazio- lezione del nuovo Ptvpa, la quale^forme-
ne della facciata, della cupola e del mo- rà sempre epoca d'imperituro lustro per
nastero, e i parrocchiani di s. Maria For- Venezia. Nella seguente mattina 26 mar-
mosa. La mai ina seminata di navigli sem- zo nella chiesa de'tuouaci benedettini del-
brava che divampasse, tutti rischiarati la congregazione camaldolese di s. Miche-
dagli accesi fanali e iu vaga mostra dispo- le di Murano iti isola, il cardinal Giovati-
feti. Brillante dunque fu la luminaria. Ora meli di quell' ordine e arcivescovo di Bo-
conviene far cenno delle cose più uiemo- logna cantò solennemente la messa, e poi
ìabili accadute in Venezia, uel tempo del- iutuonò il Te Deum, il tutto accompa-
la permanenza di Pio VII, ma torno a gnato da scella e numerosa musica, in
protestare appena dovrò rapidamente in- ringraziamenlo a Dio della seguita fau-
dicai le, potendosi vedere circostanziale stissima elezionedel supremoPastore,col-
nel laudato sommo erudito. Fmchè visi l'assistenza di 3 pp. abbati mitrati del mo-
trattenne, furono continui gli alti di os- nastero medesimo. La decorosa funzione
sequio, che gli si resero da molti distinti fuonorata dalla presenza de'cardinali So-
personaggi (in buona parte registrati qu- maglia, Antonio Doria e Braschi protet-
elle dal cav. Mulinelli), e da varie citlà e tore di tutto l'ordine camaldolese; oltre
coi pi ecclesiastici e citili d'Italia, o peuo- ua gran concorso di prelati e uobilù
VEN VEN i3
tanfo veneta che forestiera. Per tale cir- ro 32 cardinali, cioè nella sala che avea
costanza la chiesa era slata vagamente servito per cappella durante il conclave,
apparata, e sulla porta maggioreeravi in- nel quale concistoro dopo Y extra omncs
nalzata l'iscrizione, che offre Cancellieri. lesse l'eloquente e umile allocuzione» Ad
Tale giorno si rese più giocondo pe' ca- Supremum Ecclesìae regimen ) presso il

maldolesi ,
quando dopo le ore 22 Pio Bull. Boni. coni, t.i i,p. 1, ed in italia-
a
VII volle segnalare la i. sua uscita dal' no nel Mulinelli. Con essa Pio VII di-
la papale residenza di s. Giorgio per re- chiarò con apostolica facondia, per vole-
carsi ingondola a visitare la chiesa e il ce- re di Dio averlo i cardinali, in tempi co-
lebre monastero di s. Michele di Mura- sì turbolenti e gravi, il più indegno di
no, ricevuto alla riva dal p. abbate (a cui tutti, scelto però fra'più deboli, appunto
poi confermò il privilegio d'usare il ber- servendosi Dio di Ioli consigli nel soste-
reltino ecclesiastico e il rocchetto con le nere la sua Chiesa per confondere la su-
maniche, che notai nel voi. LV1II p.
il
,
perbia de'forti.» Or se un Pietro pesca-
78), da'monaci e da immenso popolo giu- torce pochi Apostoli chiamati ad illumi-
bilante. Il Papa accompagnato dalla sua nare gli uomini dalla oscurità della Ga-
corte entrò in chiesa, orò avanti il ss.*Sa- lilea, furono valevoli a far cose grandi,
gramento e all'altare maggiore/indi si tra- non sembrerà perciò meraviglia, se Noi
monasteroe nella superba libreria
sferì nel pure da quest'isola, che, per ammirabile
ornata allora a foggia di sala accademica. divina provvidenza, e per benefìcio di Ce-
Passò poi negli appartamenti del cardinal sare (da cui nulla vi è che sperar non dob-
Giovannetti,ove si riunirono vari cardina- biamo per la difesa e per il decoro della
li e prelati, e con affettuosa degnazione am- Chiesa), ci offerse un asilo, se da un mo-
mise al bacio del piede tutta la religiosa nastero di quell'ordine dalle cui santis-
comunità e diverse persone accorsevi per sime leggiNoi fummo ammaestrati, chia-
venerarlo. Indi parti lasciando i monaci mati siamo al governo della Chiesa, af-
pieni di gioia per sì paterna onorificenza finchè quanto è più grande la piccolezza
e distinzione, i quali ad esternare mag- Nostra, tanto maggiormente conoscasi
giormeute sentimenti da cui furono
i esser ella non da Noi, ma da Iddio go-
compresi pel segnalalo favore, il p. abba- verna la. Reggerà dunque Dio la sua Chie-
te e monaci composero quell'estempo-
i sa, e Noi al divino aiuto appoggiati, ed
ranea iscrizione che esibisce Cancellieri, a 'consigli vostri, venerabili fratelli, cori

ed in cui giustamente si rimarcò: Quod tutto lo studio e con tutta la fede ci sfor-
lociim isiàm ab ej'us inaugura Lione, Pri- zeremo a praticare e ad eseguire quan-
mo majeslate implevit et henignissime. to dobbiamo. Preghiamo dunque Dio,
La sera l'esterno della chiesa, della cap- che ci assista nell'incominciamento del
pella Emiliana, o tempietto, e del mona- governo Nostro, e che faccia sì colla vii.-,
stero fu magnificamente illuminato, eoa tu sua, che quanto è a tutti più manife-
l'interno del cenobio, e nella famosa bi- sta la debolezza Nostra, tanto più chia-
blioteca, che celebrai nel § XVM,n.i8, raroentenel reggimentodellaChiesa l'am-
si tenne una brillante accademia di mu« mirabilesua Divinità facciasi manifesta".
sica vocale e istrumentale, la quale fu o- Indi reso pubblico il concistoro, ed am-
norala da vari cardinali e prelati e da messavi la prelatura, e molta nobiltà e-
molte persone di rango. Nel seguente gior- stera e nazionale,il Papa impose il cap-
no il Papa si trasferì improvvisamente pello cardinalizio al cardinal Martinia-
col suo seguito a s. .Nicolò al Lido. Nel- na , e la sera glielo mandò per mezzo di
r
la mattina appresso de'28, Pio VII ten- mg. Ginnasi cameriere segreto e guar-
ue il r .°
Concistoro, al quale iutervenne- daroba. A/29 recossi Pio VII alla Certo-
i4 VEN VEN
sa, ove ammise al bacio del picele la mo- storo segreto., in cui chiuse e apri la boc-
nastica famiglia, diverse darne forestiere ca al cardinal Martiniana, e gli conferì
e venete, e fra queste la sorella e la figlia il titolo cardinalizio e gl'impose P anel-
delcardinalFIangini.Nel dì seguente giun- lo; trasferì dall'ordine diaconale al pre-
se in Venezia l'arciducliessa Marianna Fer- sbiterale il cardinal Frangiai, e gli asse-
dinanda d'Austria badessa del capitolo di gnò per titolo la Marco di
chiesa di s.

s. Giorgio di Praga e sorella dell' impe- Roma (nel seguente anno, per nomina
ratore, e nella mattina de'3 i si portò dal dell'imperatore, lo dichiarò patriarca di
Papa, il quale rincontrò nelP aprirsi la sua patria Venezia); e preconizzò vari
bussola di sua camera, e prostratasi ba- vescovi,provvedendo diverse chiese con
ciò il quantunque il Papa volesse
piede, essi. il Sauto Padre ricevè in forma
A'3
impedirlo. Trattenuta benignamentepiù pubblica tutto l'imperiai governo gene-
d'un'ora, passò poi a visitare il decano rale di Venezia, ammettendone gl'indi-
cardinal Albani. Nella mattina del Ca- vidui a baciar il piede. Indi il presiden-
prile Pio VII si servi per la l." volta deb te nobile Zen fece un elegante, rispetto-
le 3 gondole di gala, già appartenenti al- so e commovente discorso, cui il Papa
la nunziatura apostolica, nel trasferirsi al rispose con affettuose e significanti espres-
monastero delle monache di s. Lorenzo sioni. Poi furono introdotti con formali-
ove abitava l'arciduchessa Marianna, con tà i nobili componenti il r. tribunale re-
treno semipubblico. Precedeva una del- visorio, e il presidente nobile Priuli pro-
le gondole dorate, in cui vi era al di fuo- nunziò faconda orazione, corrisposto be-
ri la Croce pontificia, e dentro il crocife- nignamente. Nel pomeriggio il Papa tor-
ro con alcuni camerieri segreti. Indi se- nò alla Certosa, ricevuto con sommo giu-
a
guiva la 2. gondola parimenti dorata co- seguente mattina Parciduch.es-
bilo. Nella
gli stemmi pontificii, in cui trovavàsiSua sa Marianna si recò privatamente dal Pa-
maggiordomo e mae-
Santità co' prelati pa, enei partire fu accompagnata dalla
a
stro di camera. La 3. gondola poi con- famiglia pontificia fino alla gondola. Nel
1

teneva mg. ceremoniere e alcuni came- dì 5 numeroso fu il concorso di distinti


rieri di spada e cappa. Indi venivano al- soggetti all' isola di s. Giorgio per esser
tre gondole del seguito della corte papa- ammessi al bacio del pontificio piede e
le. Tutte le strade che corrispondono a* ricevere l'apostolica benedizione; e peli.
canali ,
pe' quali passava il Papa, erano il r. tribunal d'appello, dal cui nobile pre-

affollate di popolo. Alla porta fu ricevu- sidente fu recitato un assai ben inteso di-

to dalle monache genuflesse in due ale, scorso, indi il r. tribunal criminale, e per
indi incontrato dall'arciduchessa, che con ultimo quello r. di prima istanza. Inol-
trasporto di divozione gli baciò il piede tre il Papa accolse i deputati d' Udine
in ginocchio, sebbeue il Beatissimo Pa- conte Antonio Bartolini, coutePietro An-
a
dre cercasse di sollevarla. Si trattenne lun- drea Mattioli e nobile Antonio M. Bel-
gamente nel suo appartamento, e poi in lori! , i quali riscossero dal Santo Padre
addobbato salone, in trono die'a baciar il le più significanti dimostrazioni di gradi-
piede alle monache, alle nobili educan- mento, e di paterna predilezione verso la

de e alle converse. Disceso nella cappel- loro città. Successe in appresso il r. tri-

la contigua alla chiesa, iu altro trono am- bunal mercantile, come pure il rispetta-
mise al detto bacio i cappellani e man- bile corpo de* »iobili cavalieri di Malta,
sionari, e molle persone de'due sessi. In ed i deputati della città di Conegliano,
ultimo si recò nella chiesa a venerare il oltre molti altri chequotidianamente pre-
ss. Sagramento,epoisirestituia s. Gior- senta vansi a tributar l'omaggio di loro
gio. Nella mattina de' 2 ivi tenue couci- religione ed ossequio, Nello stesso gior-
YEN VEN i5
no il Papa visitò la chiesa di s. Giobbe. da alcuni prelati e da'6 nobili deputali
La mattina de' 6 ammise alia sua pre- del monastero; venne salutalo all'ingres-
senza i maestri delle pubbliche scuole, so dall'antifona: Ecce Sacerdos rnagnus,
dette de'gesuiti. Nel di seguente si pre- accompagnala da scelta musica vocale e
sentarono i nobili componenti il r. tribu- istrumentale. Celebrò la messa, e ascol-
nal sommario definitivo, i nobili deputa- tò quella d'un cappellano segreto. Am-
ti di Macerata e di Viterbo, e del capito- messe in sagrestia al bacio del piede di-
lo di Torcello, tutti trattali colla solita verse dame, entrò nel monastero e fu ser-
cortese e consolante maniera. A'9 l'arci- vito col suo corteggio di squisito rinfre-
duchessa Marianna, colle consuete rive- sco. Die' a baciar il piede alle monache,
renti dimostrazioni si congedò dal Papa, e la badessa gli offrì una mappa di scel-
e partì per Padova. II Beatissimo Padre ti fiori fiuti, sovrastati da una rosa d'o-
appagò la divozione de'fedeli, assistendo ro con un brillante nel mezzo e col pie-
pontificalmente alle commoventi funzio- de della mappa pur d' oro in figura di
ni dei giovedì e venerdì sauto nella pa- vasetto ben inciso, sul quale era l'arme
triarcale di s. Pietro: nel giovedì celebrò e la figura di s. Zaccaria in rilievo; il li-

la messa il cardinal Archetti e nel vener- bro superbamente legato delle Brevi no-
dì fece la funzione il cardinal Roverella. tizie della chiesa e monastero di s. Zac-
Decorarono le sagre funzioni, oltre 25 caria; ed un calice ben lavorato e ornalo
cardinali e prelati, gran uobiltà romana, di pietre preziose, di cui fece poi uso il

veneta ed estera, che d'ogni parte affluiva Papa; che commosso di gradimento, con-
continuamente a Venezia, per venerare fortate la badessa e le monache con ac-
Pio Vii e ammirarne l'amabili qualità, concie parole e la benedizione , dopo a-
che duvauo risalto alla sublime dignità. ver ammirato l'elegante e prezioso archi-
Inteneriti tutti, quando uel giovedì santo vio riordinalo dal camaldolese p. ab. Na-
ilPapa, dopo aver portato processionai- chi, parli fra'plausi della gente accorsa e
mente il ss.Sagramenloal Sepolcro, nella lo strepito di copiosi mastii. Nella malti •

a
gran sala eseguì la Lavanda de piedi a na della 3. festa di Pasqua, col solito no-
i3 poverelli; e quando nel venerdì santo bile treno, Pio VII si recò alle benedetti-
a piedi scalzi, imitato da'cardinali e pre- ne di s. Lorenzo, ricevuto dal cardinal
lati, ed altri cospicui personaggi, si recò Somaglia, da vari prelati e patrizi vene-
all'adorazione della Croce. Sull'adiacen- ti: celebrò la messa e indi assistè a quel-

te piazza fu conservato il buon ordine la d'un cappellano segreto, essendo l'ap-


da numerosa soldatesca ex veneta, e in parato della chiesa elegante e decoroso,
chiesa dall'imperiale. Nella stessa patriar- così la musica. Indi passò alla contigua
cale Ja mattina di Pasqua, il Papa ponti- chiesa di s. Sebastiano, ed ammise in ma-
ficò la solenne messa coll'assistenza di 28 gnifico trono a baciar il piede a moltis-
cardinali, di tutta la prelatura, di nobili sime dame e distinte persone. Entrato nel
veneti e stranieri; dopo la quale passò monastero fu trattato di lauto rinfresco,
ad una gran loggia eretta appositamen- inuno alla corte. Ricevè la badessa e le
te fuori del tempio a spese de' patrizi a monache al bacio del piede, e gradì da
ciò deputati, doudecomparlìformalrnen- quella una specie di palma di scelti fiori
te la benedizione papale all'immenso po- fìnti legati con fittuccia d'oro e simile fioc-
polo, tutto compunto e giubilante di fé- co, colla dichiarazione d'essere un segno
stoseacclamazioui. La 2." festa di Pasqua anticipato dell'oblazione che propone- si

Pio VII portò alla chiesa delle bene-


si va fargli il monastero (a Venezia pure le
dettine di s. Zaccaria, splendidamente ad- monache sono gentilissime : io ammiro
dobbala, ricevuto dal cardinal Somaglia, l'accorto e grazioso pensiero nell' offrire
i6 VEN VEM
una una palma, onde sopperirò
rosa e c;o segreto ragionamento: esso poi a' 20
quelle che il Papa non ovea potuto be- partì per Palermo (il eh. Pistoiesi,/'//*/ di
nedire nelle corrispondenti funzioni, ri- Pio VJ[ di quanto vado descrivendo ne
y
:
a
correnti nella 4 e nella 6. '
domenica dà distinta notizia: egli dunque dice che
di Quaresima). A' 1 6 si condusse a s. il duca si presentò in Venezia, sotto il

Maria delle Grazie in isola, ricevuto dal nome di conte di Maillary). Il 19 si tra-
nobile Caterino Corner (il quale poi do- sferì all'isola di s. Clemente,visilò la chie-
nò al Papa il suo palazzo, detto Cor- sa, die'nel coro a baciare il piede agli e-
ner della Regina, ora luogo ilei monte remiti camaldolesi, ed a molte altre perso-
eli pietà, per averlo alienato i beneme- ne,ed entrato nel chiostro, si fermò qual-
riti conti Cavanis, a' quali in seguito lo che tempo benignamente con alcuni reli-

die'Pio VII : tutto narrai nel§ Xll,n.i6), giosi. Fu poi ossequiato a s. Giorgio dal-
dal Papa fatto suo cameriere segreto di l'arcivescovo di Milano, e da'vescovi di
spada e cappa (e come tale lo trovo al se- Modena Domenica 20 con-
e di Rimini.
guito pontifìcio nell'andata e ritorno di A postoli, iu cut
dottosi nella chiesa de'ss.
Pio VII a Padova, il quale distinguendo- si celebrava pomposamente la festa titola-
lo con particolare benevolenza ed adizio- re, fu ricevuto da' fratelli della scuola e
ne, e per quanto altro dirò poi, mosse il da'sacerdoti alla riva, e sulla porta del
Corner all'atto generoso; inoltre lo tro- tempio dal cardinal Vincenti. Ricevuta la
\o nel corteggio del Papa quaudo partì benedizione col ss.Sagrameuto dal cardi-
da Venezia), e da'sacerdoli di quel mo- nal Somaglia,in sagrestia permise che gli
nastero delle cappuccine. Orato in chiesa, baciassero il piede il clero e i capi del so-
entrò nel claustro, ove ammise al bacio dalizio. Il 21 ricevè i deputati della so-
«lei piede nominati e le monache, lascian-
i cietàdegli avvocati, del capitolo di s. Bar-
dole piene di spirituale consolazione, Nel tolomeo, del Friuli, de' ma astri della dot-
dì seguente si portò alla chiesa di s. Ci- trina cristiana; e nel pomeriggio audò al-
priano di Murano, e dopo pregato salì al l'isola di s. Elena a orare nella chiesa de'
contiguo collegio de'somaschi, ove am- monaci Olivetani, a' quali die'poi il piede
mise con paterna bontà i religiosi, i no- a baciare. Nel dì seguente e nelle ore po-
bili convittori e i seminaristi. Essendogli meridiane all'improvviso recossi al sud-
presen itilo il p. m. fr. Pio Giuseppe Cad- detto palazzo del patrizio Caterino Cor-
di già procuratore generale de'domenica- ner alla Giudecca, ricevuto con ogni di-
ni, l'accolse con distinzione, lo confermò mostrazione ossequiosa ; restò commosso
vicario generale dell'ordine de'predicato- e sorpreso quelragguardevole veneto di
ri, la morte del
cui protettoria vacata per tanta graziosa benignità, consolato in ve-
predecessore Pio VI, l'assunse A'i8 egli. der visitata dal supremo Gerarca la sua
recatosi al nobile monastero di s. Maria cappella domestica, da lui arricchita di
r
delle Vergini, fu ricevuto da mg. Galle- sagri ornamenti e insigni ss. Reliquie, e
rati-Scotti; fatte preghiere nella chiesa, ri- confuso per sì segnalata onorificenza. Do-
cevute in sagrestia molte persone al bacio po di ciò il Papa tornò nell'isola di s. Cle-
del piede, altrettanto fece colle monache mente a fare orazione nella chiesa, e vi
e parecchie dame nel monastero. Nello sitare nel chiostro gli eremiti camaldole-
stesso giorno accolse ad eguale omaggia si. Restituitosi a s.Giorgio, concesse udien-
e con distinzione il principe Carlo Fer- za a' canonici del ss. Salvatore ed a' cap-
dinando d'Artois duca di Berry (la cui puccini. A'23 festa di s. Giorgio martire,
real vedova da vari anni soggiorna in Ve- secondando l' invito del p. abbate e de
nezia nel proprio palazzo, come notai nel monaci del monastero da lui abitato, calò
§XlV,n.3),econ lui si trattenne in luo- in chiesa a celebrare la messa all'altare
VEN VEN 17
del glorioso Santo litolare, e ne ascoltò retto corrispondente in chiesa, accolse al
altra ila un suo cappellano segreto; do- bacio del piede le religiose e molte dame, e
po di che in sagrestia appagò le pie bra- fu presentato di rinfresco. Nel dì seguente
me delle dame, d'altre signore ed altri, si condusse alla visita della chiesa di s. Bia-
con far loro baciare il piede. Indi aggradi gio alla Giudecca, bellamente ornata, e
un rinfresco della monastica comunità. venerò al suo altare il corpo della beata
Nel pomeriggio tornò a visitare la chie- Giuliana Collallo. Ammesse varie dame
sa, e si prestò poi a far baciare il piede in sagrestia al bacio del piede, altrettan-
alle dame e altre persone accorse. Nel topermise ad altre di esse nel monaste-
dì seguente andò
monastero delle
nel ro e alle benedettine, trovandolo illu-
eremi te nella parrocchia de' ss. Gerva- minato e addobbato con pompa. Oltre
sio e Protasio, e dopo visitalo il ss. Sa- il una magnifica
rinfresco, gli fu offerta
gramento, permise alle monache che gli ed elegante mappa con on libro di fiori,
baciassero il piede. Tornato alla sua re- nobilmente legato, unitamente a un ca-
sidenza, concesse udienza a' filippini di lice d'argento grandioso e fregiato di bel-
Venezia, ed a' deputati del capitolo di lissimi lavori dorati. Giovedì i.°maggio
Concordia. Altrettanto nel dì seguente andò nella chiesa di s. Anna, e nel mona-

ottennero que'd'Asolo e del suo capitolo, stero lasciò che le monache e le dame gli
l'arcivescovo d' Udine, allora metropoli- baciassero il piede, visitando l' inferme,
tano dell'Istria e Terraferma, ed i vesco- come soleva fare, tutte confortando colle
vi di Lodi e Gubbio. A'26 visitata la chie- parole di padre e la benedizione di Pon-
sa di s. Giacomo alla Giudecca, de' ser- tefice, che sempre praticava. Di lì ri-
il

viti, si trasferì in quella delle benedetti- tornò alla Certosa, ed orato nella chiesa
ne de'ss. Cosma e Damiano magnifica- s'intrattenne co'religiosi. Nella sera ac-
mente ornata. Entrato nel monasterocol- colse il vescovo di Lavant. A' 2 passò a
r
l 'a rei vescovo di Milano e mg. Gallerati- visitar la chiesa del Redentore, ricevuto
Scotti, ne permise l'accesso a molte perso- dal cardinal York, e nella sagrestia die'a
monache gli baciarono il pie-
ne, che colle baciare il piede a'eappuccini, ed entrato
de.La badessa gli fece presentare dalla più nel convento ne visitò i maiali. Nel dì
giovane dell'educande una mappa rappre- seguente portossi alla chiesa e monastero
sentante un piccolo triregno, circondalo di s. Chiara, appagandole pie brame del-
da una ghirlanda di scelti fiori; ed una le agostiniane. Nelle ore pomeridiane del
cassettina con ricca pianeta di ganzo d'ar- 4 fece ritorno alle monache di s. Zacca-
gento fiorato guernita d'oro, colla stola ria, orò nel coro ecomodamentegirò pel
e manipolo, amilto e camice con eleganti monastero. Nel seguente lunedì festa di
merletti, e cingolo di seta con fiocchi d'o- s.Pio V, celebrandosi solennemente in
ro. I deputali lo servirono di nobile rin- ss. Gio. e Paolo, vi si recò e venne rice-
fresco. Nel pomeriggio de'28, visitata la vuto da'vescovi di Como
e Luni-Sarzana
chiesa delle monache francescane del 9. domenicani, dal vicario generale, dal p.
Sepolcro, l'altare col miracoloso simula- maestro del s. palazzo, dal p. segretario
cro di Gesù morto, e il sotterraneo ove si dell'Indice e da tutta la comunità, a cui
custodiva, passò nell'adiacente monaste- eransi unite quelle degli altri domenica-
ro a rallegrare le monache colla sua be- ni di Venezia. Celebrò la messa ali' al-

nedizione e concessione del bacio del pie- tare maggiore, ascoltò quella d'un cap-
de, e con visitarne due inferme: degnan- pellano segreto, visitò la cappella del ss.

dosi poi gustare un rinfresco. A'29 fu al Rosario, numerosi fratelli baciarono


i cui
monastero delle teresiane, ricevuto alla gli il piede; onore che compartì in sagre-
r
mg. Gullerali-Scolti. Oròdal co-
riva da co . stia a molte dame e altre persone, e nel
voi. xeni.
(S&bflm&ivb WMA
18 v H R V EN
1
convento (da lui ahitnlo ila 12 ottobre fiori ili finissimo filo ingegnosamente la-

al i.° dicembre 1791), prima d'entrare in vorala, con un merletto intrecciato per
conclave) a tutti religiosi, dopo il rio-
i rocchetto. Nello stesso giorno, col moto-
fresco accettando un mazzo di fiori di seta proprio JYos voUnieSy Datum ì cnetiis-

di più belli che si lavoravano a Vicenza,


1 '
ex monastero s. Georgii MaJori» (eolla
coll'immagine in seta del Santo adorno «piai data sono tutti gli alti ilei pontili
con merletto d'oro. Nel pomeriggio andò calo e delle lettere pontificie, finche Pio
dngli eremiti camaldolesi di s. Clemente VII dimorò in Venezia), presso il Bull.
in isola. A'6 sapendosi che il Papa voleva Rom. coni,, 1. 1 1, p. 3, concesse grazie e
visitare s. Giovanni Nuovo, tutta la stra- privilegi n conclavisti intervenuti nel con-
da fu vagamente ornata eie finestre con clave di Venezia; e con l'altro moto-pro-
ricchi drappi. Numerosa truppa avea al- prio del medesimo giorno, Nos volente*,
la testa il maggiore di piazza e il tenente loco citato, p. 1 3, accordò grazie e privi-
generale Manfrault. All' avvicinarsi del legi a' dapiferi inservienti al conclave.
Santo Padre, da'balconi si sparsero fiori, Fra questi e fra'concla visti vi ho letto de'
e due fanciulli graziosamente vestiti fe- veneti, e non già del veneto cardinal Flan-
cero ilsimile dinanzi la chiesa. Fra la ve- gini. A'g accolse gli Giacqui del capitolo

nerazione e la gioia del numerosissimo d'Oderzo, e si portò all'isola de' monaci


popolo, pervenuto alla chiesa, vi fu ri- M echi tar isti armeni di s. Lazzaro (e lo
cevuto dal cardinal Giuseppe Doria, da notai in quell'articolo,che va tenuto pre-
mg/ Gallerati-Scotti e altri prelati, dal sente per altre notizie), ricevuto alla riva
r
clero eda'nobili deputati. II cardinal Du- dal cardinal Borgia, damg. Brancadoro
1

gnani die'la benedizione col venerabile. segretario di propaganda, da mg. Nuzzi,


Riuscì di edificazione vedere il Sommo dal marchese Giovanni de Serpos came-
Pontefice recarsi nella casa del parroco riere segreto del Papa, dal superiore (ab-
perconsolare un benefattore della chiesa, bate generale p. Stefano Aconzio Ruver,
che ardendo del desiderio di baciare il poi dal Papa fatto arcivescovo di Suinia,
piede e esser benedetto,essendo infermo, nel quale articolo dissi, che prima inter-
ivi si fece portare. Poscia ebbe luogo un pellato patriarca di Venezia cardinal
il

rinfresco. A '7 visitò la chiesa di s.Caterina Flangini, questi fu favorevolissimo all'i n-


magnificamente decorata, ricevuto dal troduzionediquesta dignità nella sua dio-
clero eda'nobili deputati, fra'quali il con- cesi patriarcale, per l'ordinazione nel rito
te Antonio Wid man fratello di suor M." armeno de'giovani monaci, e d'allora in
Eletta badessa del contiguo nobile e ma- poi ne furonopureinsigniti gli altri succes-
gnifico monastero, pur messo a festa. In sori abbati generali della medesima con-
esso entrato, ammise benignamentetutte gregazione) e dagli altri religiosi del mo-
le religiose al bacio del piede, presentato nastero. Entralo in chièsa a venerare il ss.

di rinfresco, d'una gran mappa d'eleganti Sagramenlo nella sua cappella, trovò il
fiori artificiali, e d'un calice d' argento Papa lateralmente all'altarealcuni mona-
dorato con superbi lavori. Nel seguente ci in abili sagri del loro rito, che secondo
giorno andò nella chiesa di s. Maria del- questo cantarono sagri inni. Trasferitosi
la Celestia, riccamente parata, ed entrò nella sagrestia, ammise al bacio del piede
poi nel monastero a far baciar il piede molte dame e signore armene e di altre
alle monache, all' educande ed a molte nazioni. Quindi salito nel monastero con
dame,cui colla solita indulgenza permise paterni modi ricevè a eguale omaggio il
l'ingresso. Dopo il rinfresco la più piccola rtn.°p. superiore con tutti monaci e col- i

dell'educande, con breve complimento legiali, non che molti connazionali arme-

in versi, umiliò una bellissima mappa di ni e altre persone. Successiva mente fu


VEN VEN 19
servito di squisito rinfresco, ed in luogo Ballar.) p. 21, affettuosissima e grave»
apportato tutta la sua corte nobile. In diretta a tutto V Episcopato cattolico,
quel tempo fece una sorpresa a Sua San- per partecipargli la sua assunzione al
tità, l'altezza serenissima del cardinal du- pontificato, e la sua riconoscenza all'im-
ca di York. Nella mattina de'ioricevèa peratore Francesco II, deplorando ma- i

r
udienza rng. Francesco de'marchesi Po- liche angustiavano la Chiesa eineulcau-
lesini vescovo di Parenzo colle prime di- done calorosamente il riparo. Nel di se-
gnità del suo capitolo, e i deputati della guente si portò colla sua gondola nobile
cattedrale di Mantova. Nel pomeriggio e con numeroso corteggio alla chiesa
si portò a visitare la chiesa della Presen- parrocchiale di s. Paolo, in occasione che
tazione allaGiudecca,e il luogo pio delle vi si celebrava la festa di s. Giova tini Ne-
Zitelle, ricevuto dal clero e da'deputati. pomuceno. Alla porta vi si trovarono il

All'ingresso del conservatorio si trovare- tenente maresciallo Manfrault col mar-


o
no le governatrici, dando il piede a ba- chese Ghislieri, ricevuto dal clero e da*
ciare a varie dame, e salito nel conserva- deputati, dal cardinal Pignattelli e da
r
torio feceil simile co 'superiori e le zitelle. mg. messa al mag-
sagri* ta. Celebrò la
A' 12 tenne concistoro segreto per varie gior altare, poi ascoltando altra d'un suo
chiese vescovili, coll'intervenlo di 21 car- cappellano segreto. Indi in sagrestia sot-
dinali. E nelle ore pomeridiane si trasferì to magnifico baldacchino ammise al ba-
alle cappuccine di Castello, che dopo o- cio del piede le dame e le signore della
rato nella chiesa ricevè al bacio del pie- parrocchia. Ritornato in chiesa visitò l'or-
de, coll'educande, diverse dame e il cle- natissima cappella delle copiosissime ss.

ro. Il i3 andò al monastero di s. Giusep- Reliquie, e la cappella dedicala al Santo,


pe di Castello, visitandone la chiesa, e e passato nella canonica guslò un rinfre-
poi benignamente permettendo il solito sco. Gli fu offerto un elegante mazzetto
omaggio alle religiose, agli addetti e alle di fiori finti, un magnifico calice d'ar-
dame. Oltre il rinfresco, ebbe in dono due gento con lavori messi a oro, ed un bel-
ingegnosi lavori di filigrana a forma di lissimo Crocefisso d'argento da tavolino
reliquiari, guerniti di fiori di lama d'ar- con croce di lapislazzuli ornata d'angeli
gento, con in mezzo l'immagine iu rilie- d'argento sostenenti gì' istromenti della
vo di s. Domenico e dis. Agostino, fissati Passione. In altra nobile camera ricevè
su basi di legno cirrato e coperti da cam- al bacio del piede il parroco, il nume-
pane di cristallo. Nella sera giunse io Ve- roso clero, i nobili deputali, e molte per-
nezia il marchese Ghislieri invialo dell'im- sone distinte della parrocchia, rimontan-
peratore, e nella mattina seguente tratte- do in gondola fra le acclamazioni d'im-
nuto a lunga udienza. Questa accordò menso popolo, rallegrato dalle sinfonie
pure al reale principe di Condé", e pare dell'orchestra, con molta truppa schiera-
anco col nipote duca d' Enghien, come ta. Nel dopo pranzo andò alla chiesa deb
leggo nel Coppi e nel Bellomo, con tutte le domenicane de! Corpus Dotninit rice-
le distinzioni dovute a! suo grado: era vuto dal clero e da' deputati, col canto
arrivato ancor esso in Venezia nel dì pre- dell'acce Sacerdosfllagnus.'EiilvalQ nel
cedente e ne parti subito. In tal giorno monastero, nel coro die* a baciare il pie-
visitò la chiesa e il monasterodi s. Marta, de alle religiose, all'educande e alle da-
in una cappella privata del quale venerò me graziosamente introdotte. L'educan-
l'insigne reliquia d'un' intera Mia mano; da Quirinicon elegante complimento gli
poi fece baciare il piede alle monache e oifiì un bel mazzetto di fiori, con un su-

agli altri. A' i5 pubblicò la lettera enci- perbo reliquiario di metallo dorato di
clica, Diu satis vidcmur, presso il citato gotico disegno, contenente un dito di s.
ao VEN VEN
Caterina da Siena, e indi fu imbandito il Papa bramosissimo di recarsi a Poma
un decoroso rinfresco. Prima di partire (V.) sua propria e vera sede, per riordi-
venerò un prodigioso ss. Crocefisso, nel- narvi tanto il regime ecclesiastico che il

la cappella interna. Nel pomeriggio de' civile, energicamente fece tanto, che su-
1 7 tornò a visitar la chiesa e le cappucci- però le gravi dilììcoltà degli austriaci e
ne di s. Maria delle Grazie. Nella seguente de' napoletani, che avevano occupato i

mattina poi, il Papa fece in s. Giorgio Mag- di lui stati, mentre sospettarono alcuni
giore la solenne consagrazionedel cardinal •* desiderarsi da ambedue quelle poten-
Uertzan in vescovo di Subaria, colla messa ze di tenerli sino alla pace, per poterne
letta, alla presenza di 17 cardinali, molti piò. facilmente disporre secondo le occor-
vescovi e prelati, oltre gli assistenti e la renze 1" Tuttavolta, riferisce il cav. Cop-
monastica famiglia, nobiltà e popolo, leg- pi, ilPapa ottenne che Ferdinando IV
gendo la dotta ed eloquente omelia, Epi- re delle due Sicilie, coerente al dichiara-
scopalis consecrationis s a cr amento ^vxb- to anteriormente al sagro collegio,di non
blicata collestampe e dal Bull, citato, p. custodire Roma e le provincie, che per
26. Nelle ore pomeridiane visitò nuova- restituirle al nuovo Papa, acconsentisse di
mente la chiesa di s. Clemente degli ere- consegnare quella parte ch'era in suo po-
miti camaldolesi, ed in quelle del seguen- tere, e Francesco 11 imperatore solo rite-
te giorno visitò il Sagramento solen-
ss. nesse le Legazioni e Ancona. Dunque Pio
nemente esposto inMaria Formosa,
s. VII riebbe soltanto di sua Sovranità,
ricevuto dal cardinal Roverella e da 5 da Fano a Roma, e da questa a Terraci-
prelati, ricevendo la benedizione dal car* na. Pertanto in questo giorno nominò in
dinal Pignattelli, indi in sagrestia fece Venezia una congregazione composta de'
baciare il piede al clero, a'deputati e ad cardinali Albani, Roverella e Somaglia,
altri. A'20 nel pomeriggio si portò alla i quali come legati a latere lo precedes-
chiesa delle servite, dette cappuccine, ac- sero in Roma, e ricevessero
la consegna

colto dal cardinal Somaglia e da mg/ sa- del governo secondo le graziose intenzioni
grista, e poi entrato nel monastero rice- manifestate da Ferdinando IV. Intanto i

vè le monache al solito atto ossequio- progressi nuovamente da' francesi


fatti

so, accettando vari divozionali e 4 mappe nella primavera in Germania e in Italia,


di bellissimi fiori lavorati dalle religiose. indussero gli austriaci a restringere le lo-
A'21 recossi alla chiesa dell'agostiniane ro armate, nello stato papale, e le mire

di s.Andrea magnificamente ornata, es- della politica; e da tutto avvenne


ciò ne
sendo di fuori numerosa orchestra. Nel che i legati apostolici a'22 giugno ebbero
monastero fece baciare il piede alle mo- finalmente la consegna di Roma cogli al-
nache, all'educande e alle dame ammes- tri paesi amministrati da'napoletani, e nel
se, e dopo il rinfresco ricevè il dono d'un dì 25 quelli delle provincie governate da-
messale nobilmente coperto di velluto gli austriaci, da'dintorni di Roma sino a
cremisi, con eleganti riporti d'argento, Fano. Ambedue le potenze lasciarono pe-
colle immagini de'ss. Andrea e Agostino. rò le loro truppe nelle fortezze e ne'posti
A'22, festa dell'Ascensione, si degnò or- militari dello stato pontificio. Alcuni, co-
dinare sacerdote nella sua privata cap- me il Cancellieri, riferiscono la nomina
pella il monaco di s. Giorgio d. Antonio de'legati a*23 maggio. In questo giorno il

Boeiio, e nel pomeriggio visitò la chiesa Papa si portò alla chiesa di s. Giustina
di s. Clemente in isola. Rilevai nella bio- delle agostiniane,ricevuto dal prelato Gal-
grafia di Pio, VII e altrove, die si trat- lerati-Scolti,dalcleroeda'deputati, e pas-
tò di farlo restare in Veuezia, o di trasfe- sato poi nel monastero* assiso in magnifi-
rirsi a Vienna fino alla pace generale. Ma co trono, ammise le monache e i nominati
V EN VEN 11
al bacio del piede, e gradi un nobile rin- d'attaccamento e di vozionealla sagra per-
fresco; mentre la badessa gli presentò un sona del Capo visibile della Chiesa. A Liz-
ben lavorato secchietto d'argento coli' a- za Fusina trovò 3 carrozze del palazzo
spersorio, ed un eccellente quadro espri- apostolico, ricevuto da distinti personag-
mente la 15. Vergine col Bambino, S.Giu- gi veneti e forestieri, essendovi sul pon-
stina e altri Santi, con bellissima cornice tile schierata la truppa tedesca, e poi un
d'argento coll'arme pontificia. A* 24 s ' distaccamento di cavalleria per l'accom-
recò dagli eremiti camaldolesi a s. Cle- pagno ; e giunto al Dolo, disceso dalla
mente in isola, e poi passò nell'antichissi- propria carrozza, montò in quella più ma-
mo monastero delle benedettine di s. Cro- gnifica inviatagli in dono dall'arciduches-
ce alla Gindecca, venerando prima in chie- sa Marianna, cha trovò a Padova, ove al-
sa il ss. Sagramento ed il corpo del dottore loggiò nel celebre monastero di s. Giusti-
s. Atanasio. Nella cappella interna orò a- na, in cui da giovane era stato studente
vanti l'insigni reliquie della ss. Croce, del novizio, onde per memoria gli lasciò il suo
corpo intatto colle sue vesti della b. Eufe- cappello cardinalizio. L'abbate di quel mo-
mia Giustiniani, ed una camicia di scotto nastero d. Gio. Alberto Campolongo, ri-
cogli abiti pontificali di s. Lorenzo Giusti- splendette tanto a' suoi occhi per le sue
niani, un individuo della cui famiglia, con virtù,che poi lo voleva fare vescovo d'A-
al! ri nobili veneti, assisteva il Papa. Ri- dria e designava al cardinalato, se quel
cevute le monache al bacio del piede, os- degno figlio di s. Benedetto non avesse ri-

servato tutto il vasto monastero, accettò fiutato cosi eminenti onori. Abbiamo del-
un messale coperto d'argento cisellato e l'ab. Giuseppe Gennari, con note dell'ab.
la vita della b. Eufemia. Si portò poi nel- Domenico Tiatoje Memorie compendio-
la chiesa incontro delloSpirito Santo deb se sull'arrivo e soggiorno iti Padova di
l'agosti fiiane sulle Zattere, indi consolò le Sua Santità Pio VIIy Padova 1800.
religiose colla sua presenza, che gli ofFri- Dopo essere stato onoratamente festeg-
frirono un finissimo rocchetto con asola giato in Padova, ne partì all'ore 7 antime-
d'oro e guernitodi ricco merletto, ed una ridiane di venerdì 3o maggio; montato
sloia ricamata in oro. medesimo gior-
Nel in carrozza, ne discese poi alla porta del
no pubblicò colla lettera, Ex quo Ecclc- Portello,alla cui riva era pronto il nobile
siam, l'universale Giubileo, che fu stam- burchiello, e navigando sulla Brenta per
pata in Venezia, come altri atti. Nella do- restituirsi a Venezia. Giunto a Lizza Fu-
menica de'25 maggio, desideroso Pio VII sina, si destò un universale giubilo nel-
di venerare la tomba tauma-
del glorioso la moltitudine d'ogni grado e condizione,
turgo s. Antonio di Padova, poco dopo ch'erasi recata a incontrarlo. Appena due
il mezzodì, servito alla riva da' cardinali ore dopo mezzodì si distinse dall'alto del
Poverella e Pignattelli, parti da s.^Gior- campanile dis. Marco, oltre s. Giorgio in
gio per Padova in nobile burchiello o Alga, il maestoso naviglio, tutte le cam-
bucintoro, nel quale il suo gabinetto era pane della città cominciarono suonare a
parato di damaschi cremisi, la sala pei festa, per darne il sospirato annunzio. In
prelati di bianco, e l'esterno di seta cele- un momento si vide circondato da una
essendo il coperto adorno de'pontificii
ste, moltitudine di legni, che scorrendo con
stemmi,con 7 mistiche navicelle iughirlan- vago ordine Io corteggiarono in tutto il

date di fiori: altro simile portava la corte corso della Laguna. La nobiltà, il clero,
e l'equipaggio, accompagnato da nume- tutti gli ordini de'cittadini, dimentichi di
rose nobili goudole de' patrizi veneti, che ogui altra cura, per affetto spontaneo di
in ogni occasione si distinsero e edificaro- divozione, fecero a gara di attestare il lo-

no, nel dare le più sincere dimostrazioni ro attaccamento a Pio VII, eletto nella pa-
22 V li iN VEN
tua Gondole, battelli, e barche d'o-
loro. dei e nella di lui persona risorto
il gran Pio

gni forma, peote adorne di seta e festoni VI, e che quel fausto giorno fosse il §5
a vari colori, singolarmente di parecchi maggio i 782: dolce illusione d'un istan-
parrochi e del loro clero, caicchi e bui - te, e perciò ancor più degna di compassio-
t Incili con ondeggianti bandiere facevano ne! Tanto osserva anche il Belluino. Giun-
una vista assai biillante,siccome tutte gaie to il nobilissimo convoglio, alle ore /[ po-
e in mille guise adorne; rallegrala da meridiane,alla residenza di s. Giorgio Mag-
tuoi ti musicali strumenti,cheaccouipagna- giore, fra il replicalo e fragoroso rimbom-
vano il seguito, e che univano l'armonio- bo dell'artiglierie, e le pubbliche entusia-
so lor buono al busso mormorio dell'acque stiche acclamazioni, fu ricevuto alla ri-
da tanti remi agitate, dal concerto delle va da 5 cardinali, da gran numero di pre-
campane e da' replicati evviva del giubi- lati monaci cassinoti. Visitalo il
e da'iuoi
lante e divolo popolo immenso, che co- ss. Sagra mento, si ritirò nelle sue stan-

priva le rive,i ponti e le finestre delle ca- ze. Nel dì seguente visitò nel pomeriggio

se, quanto è lungo il canale della Giudee- la chiesa e il nobil monastero delle cauo-

ca. Tulio insieme formava uno spettacolo nichesse Lateranensi di s.Daniele,che am-
sorprèndente e commovenlissirno, avente mise al bacio del piede, gustando il rin-
l'aspetto d'un vero trionfo, e che solò può fresco e accettando un bel secchiello d'ar-
(Uri re la speciale e unica situazione della gento per l'acquasanta, avente in mezzo
meravigliosa Venezia, fabbricata nel ma- la reliquia di s. Pietro apostolo, ed una

re ! A render più lieta la festa, concorse la stola di fondo rosso con elegante ricamo

tranquillità dell'onde, e il velo delle nu- intrecciato di perle. Nella mattina del i.°
vole, clie dall'ingresso del Beatissimo Pa- giugno giunse in Venezia Ferdinando du-
dre nella Laguna sino all'approdare a s. ca di Parma, coll'arciduchessa sua moglie
Giorgio, ripararonoglisplendenli raggi del e la principessa figlia, e tosto si recarono
sole, il quale nascondendosi fra di esse, ad ossequiare il Papa, ricevuti colla mag-
parve che auch'egli volesse concorrere a giore cordialità, baciandogli il piede, il

render meno disagiata e incomoda la lun- Papa li fece ospitare nel monastero, li vi-
ga dimora del Papa a cielo scoperto, per sitò e tenne seco a mensa. Dopo di questa
appagare l'universale desiderio. Poiché, Pio VII visitò la chiesa e monastero del-
il

per compiacere il comun giubilo,con ama- le cappuccine di s. GirolamOjChecon mol-


bile gradimento, il benignissimo Pio VII te dame poterono inchinarsi al bacio del
si degnò 6tare sulla prua del burchiello, piede: offrirono un rinfresco, un quadro
consolando tutta la popolazione colla gio- eccellente rappreseutante s. Girolamo, ed
vialità del venerando suo volto, e impar- una pianeta bianca con ricami di seta e
tendo a lutti con effusione d'intenerito a- oro. Nella sera i reali ospiti si congedaro-
rùmo l'apostolica benedizione. In mezzo no dal Papa e partirono per Padova e pei
alla corona de'prelati,ilPapa a vea a destra loro stati, perchè i francesi valicato il Po,
il rappresentante imperiale marcheseGhi- aveauo di nuovo già occupato Piacenza. In
slieri, ed a sinistra il patrizio veneto Cate- questi pericolosi frangenti,narra l'ab. Bel-
rino Coi uer,suo cameriere segreto di spa- lomo,il cardinal Hertzan opinava che non
da cappa (nella famiglia pontificia figu-
e dovesse il Papa andare in Roma, ma ben-
ra il 3.° nominalo, il 2.° il conle Widman sì rimanersi colla corte io Venezia o altra
sunnominato, e il i ,° il marchese Costan- cittadella monarchia austriaca. Diversa-
tino Balbi genovese)e specialmente addet- mente risolvette Pio VII, a cui l'aspetto
to alla sua sagra persona. In breve, fu un del pericolo aggiunse un più forte slimolo
trionfo il suo ingresso di ritorno a Vene- di Roma.
affrettare la sua partenza per
zia, alla quale pareva in quel punto rive- Laonde mirando al governo spirituale del
VEN VEN 23
gregge cattolico, che star dee congiuntoal mattina di giovedì 5 giuguo, Pio VII si
centro di unità, indirizzò in forma di bre- portò a celebrare la messa nella superba
ve la lettera Vtmerabilibus fratribus ac cappella del palazzo alla Giudecca del suo
dilectìs filiis ,Nuncìis apostolicis t Archìe- cameriere segreto Caterino Corner, ed assi-
piscopis età, a'2 giugno, colla quale ri- stè a quella d'un cappellano segreto. Fu
chiamò da'nunzi e dall'Episcopato le fa- poi servito di soutuoso rinfresco, di cui
coltà loro accordale dal suo predecessore, partecipò la corte nobile. Indi il uobile
e nominatamente quelle espresse dalle di Corner umiliò al Papa il magnìfico calice
luiIetteredeirottobrei798,emanatedalla con lavori dorati cheavea usato, e l'am-
Certosa di Firenze, insieme dichiarando lo- polle d'argento. Nel pomeriggio, dopo a-
ro l'imminente suo viaggio perRoma.« Ec- ver permesso ad un grandissimo numero
co che Noi già siamo decisi di andarsene a di popolo ch'erasi affollato a s. Giorgio,
Uoma,ovec'invitano i desiderii, le premu- di baciargli il piede, come fece nel ritor-
re e le voci incessanti de'Noslri popoli,ove no,si trasferì alla chiesa e nobil monaste-
Pietro principe degli Apostoli/ti quale per ro delle benedettine d'Ognissanti, che ri-
divino comando piantò colà a se stesso ed cevè al consueto omaggio, col clero e de-
a'suoi successori laSede, ci chiama dallo putali. Gradì il riufresco, il complimento
stessosuo Sepolcro, e pare in certo modo in versi d'una educanda, e l'ampolle d'ar-
querelarsi del Nostro troppo lungo ritar- gento dorato d'eccellente lavoro, ringra-
do". Aggiungeva per altro in questo breve ziando la badessa del piviale o manto con
o'nunzija'vescovi^'delegatiapostolicijche eleganti ricami d'oro e sua canestra con
a quelle chiese tuttora oppresse dalle me- velo, ricevuto nel dì dell' Ascensione.
desime angustie, e per le quali continuas- Giunto finalmente il tempo in cui Pio
sero le stesse cause infelici, intendeva che VII, entrato iu Venezia cardinale a' 12
i prelati continuassero a ritenere le memo- ottobre iygg.dovea partirne Papa a' G
rate facoltà. Inoltre a' 3 giugno ricevè i giugno 1800, e come tale vi avea fatto
ringraziamenti del capitolo di Padova, per soggiorno 85 dì, impiegati ne'gravi affari
averne visitalo la cattedrale, ed un reli- della Chiesa e poi dello Stato , non che
quiario d'argento col fegato del b. cardi- nel modo che ho accennato, avendo in
nal Barbarigo veneto. Nel dì seguente si un concistoro già preso congedo da'ear-
recò alla chiesa e monastero delle bene- dinali, nella detta mattina del 6 si por-
dettine dell' Umiltà, che gli baciarono il tarono ad inchinarlo e felicitarlo a s.
piede, e presentarono di rinfresco e d'una Giorgio molti distinti personaggi. Si di-
scatola d'argeuto dorato per 1' ostie della mostrarono commossi di dispiacere per
messa. Ristringendosi il tempo di sua per- la sua parteuza, dopo aver ricevuto tan-
manenza in Venezia, uscito dall' Umiltà, te prove di paterno affetto e di predile-
Pio VII volle anche consolare le monache città, che può a ra-
zione,date loro e alla
di s. Alvise, visitò la chiesa magnificamen- gione andar superba d'aver avuto un tal
te addobbata, e nel monastero ricevè al glorioso ospite, e d'averne ammiralo da
bacio del piede l'agostiuiane, che dopo rin- vicino le virtù singolari che l'adornava-
fresco, offrirono una pianeta di ganzo d'ar- no, e resero per sempre veuerauclo e a-
gento inlessuto a fiori d'oro e guernita da dorabile. Verso le ore 7 Pio VII uscì dal-
simile gallone : nel partire osservò il deli- le sue stanze e da una loggia risponden-

zioso giardino. ludi passò dalle francesca- te all'orto die' la sua apostolica benedi-
ne della Croce, dal cui coro orò nella chie- zione all' amata città e alle persoue ac«
sa, poi fece loro baciare il piede: nel dì se- corse, che mille augurii inualzarono di
guente le monachigli mandarono un bel- prospero viaggio. Dopo ciò per la nobile
lissimo rocchetto e diverse altre cose. La scala, seguito dalla coite, da tutti i ino-
*4 VEN VEN
naci, e da gran numero di persone, scese guito per lungo tratto l'avvenluroso na-
alla riva,ove eia schierala la truppa au- viglio, a cui era rivolta l'attenzione lilia-
lagrime degl' inconsolabili
striaca, fra le le, le speranze e le brame del mondo cat-
veneziani, che negli ultimi momenti mi- tolico, da numerosa nobiltà veneta e fo-
randolo, e le sue benedizioni implorando, restiera, che ambì di rendere questi ulte-
dcducelant cum ad Navcm\Act. e. 20, riori onori al successore di s. Pietro. Le
v. 38). Ivi trovò preparato un magnifi- sublimi prerogative di Pio VII e la sua
co caicco, ove salì il Papa coordinali impareggiabile affabilità, seppero acqui-
Borgia, Caprara, Pignattelli , Giuseppe Venezia la venerazione e l'affet-
stargli in
Doria e Bi aschi , col tenente-colonnello to universale. Non contenta la divota po-
Calugi, aiutante generale della marina, polazione veneta de' voti fatti per la sua
e il capitano Jansich aiutante del Quiri- prosperità, volle anche ripeterli con pub-
r
ni; il resto della corte s'imbarcò in diver- bliche preci e processioni. Mg. Nicolò
se lancie. marchese Ghislieri, e il no-
II Bortolatti arcidiacono della patriarcale e
bile Caterino Corner salirono in due altri vicario capitolare, fece stampare: Prece?
legni. Era seguilo il convoglio da una de- dicendae prò felici itinere SS. D. N. Pii
corosa peota de'monaci, da altre 6 ma- PP. VII. Venetiis Andreola 1820. Fra
gnifiche de'parrochi de'seslieri della città, le molle belle composizioni , che furono

istoriate di sagri emblemi, oltre un indi- fatte a Venezia in questa circostanza, gi-
cibileuumero d'altre barche d' ogni sor- rò il Ad Gregis IniperiumCkris ti
distico:
te. Con questo imponente accompagna- Patrwn mula vehebat - Ad Petri So* :

mento giunse il Papa alla r. fregata da i. lium vexitet unda Pium.Ln versione in
guerra Bellona, armata di 4° cannoni, e un madrigale, la riporta pure Cancellie-
giàdella repubblica,comandata dal tenen- ri, con un sonetto stampato. Ma non es-

te-colonnello Silvestro Dandolo patrizio sendo favorevoli i venti e soffiando con-


veneto, poi vice-ammiraglio sullodalo, trari, quasi che, favorendo i veneziani,
per condurlo a Pesaro, non giudicandosi staccar non volessero da'loro lidi sì pre-
conveniente da'eommissari austriaci che zioso tesoro, V i. r. fregata dovè tralte-
viaggiasse per le Legazioni da loro rite- nersi alcuni giorni dentro il canale dello
nute. Salì Papa a bordo, con lutto
il il Spingon. Allora il Papa per diporto, do-
suo accompagnamento. Nel partire da s. vendo rimanersi circa tre giorni presso
Giorgio, appena erasi staccato dalla riva, Malamocco, ivi si recò, visitando le chie-
una salva generale d' artiglieria, anche se e lemonache, come pure altri luoghi
delia fregata, e il suono campa-
di tutte le andò ad ammirare l'o-
di quel litorale, e
ne, unitamente alle voci d'immenso po- pera sorprendente e grandiosa de'Mu raz-
polo rammaiicatoe affollalo sulla riva op- zi, nel Bargio della fregata. Ritornato a
posta della Piazzetta e in quella de'Schia- quesla, appena a' io avea perduto di vi-

voni,gli replicarono gli augurii affettuosi sta il porto, che mutatosi un'altra volta
di felicissimo viaggio. Nel passar per la il vento, fu da un colpo di libeccio tra-
Laguna fu salutato con replicati spari di sportato e sospinto alle coste d'Istria, per
artiglieria de'diversi bastimenti ancorati. ventura di quelle popolazioni, nel litora-
Nel presentarsi il Papa al canale dello le sino a Capodistria, ed a Parenzo. In
Spingon presso il porto di Malamoco,alla questo porto Pio VII fu ricevuto dal ve-
Bellona, una nuova salva lo salutò, ma scovo Polesini, dal marchese .fratello, dal
dopo che vi ascese, rinnovò l'apostolica clero e nobili, fra le acclamazioni del giu-
benedizione a'suoi diletti veneziani ed a bilante popolo, esultante dell'inatteso av-
tutti quelli che l'aveauo accompagnato, venimento, ed il Papa sensibile fece quel-
da'quali collo sguardo e col cuore fu se- le concessioni che narrai ne] ricordalo ar-
VEW VEN 25
ticolo. Ma poi spirando vento propizio, no Italico, i candellieri, la Croce,le tabelle
potè approdare a Pesaro felicemente ai furono trasportati nel 1807 (vivente anco-
i
7, ed a'3 del seguente luglio fece il suo ra e regnante in Roma il venerando do-
Ingresso solenne in Roma. I monaci di natore!) a Milano nella chiesa della corte
s. Giorgio Maggiore per ricordare un sotto l' invocazione di s. Gottardo, dove
tanto glorioso avvenimento fecero esegui- tuttora si trovano. Quest'ultima notizia
re dal valente pittore Teodoro Matteini la ricavo dal cav. Mulinelli, che descrive
il Pio VII, collocandolo sopra
ritratto di tali arredi, e daW Inscrizioni Veneziane,
il pilastro destro della cappella maggiore t. 4i p- 4^7 e se o'> del cav « Cicogna, il

della chiesa con corrispondente lapide, da quale illustrando l'iscrizione mentovata


dove fu poi trasportato sulla porta prin- de'monaci, oltre il riferire le notizie sul
cipale. Dall'altro canto, il Papa a dare u- conclave tenuto in s. Giorgio, elezione ivi
na dimostrazione e memoria di ricono- eseguita ;di Pio VII e del suo soggiorno,
scenza alla chiesa di s. Giorgio, per l'ospi- narra pure molte delle visite pontificie che
talità data nel monastero a lui ed al s. col. ho compendiate sul Cancellieri, riporta
r
legio,a mezzo di mg. Tosi suo segretario la nota di 33 opuscoli, iscrizioni e carte
intimo, a'i5 marzo i8o3 scrisse al p. ab- uscite in Venezia per la detta occasione;
bate d. Bonaventura Venier,chein con- però di quelle per la morte di Pio VI, di-
trassegno d'animo memore e grato, gli cendo parlarne ove ragionerà di lui. Di-
manda va»perornamento dell'altare mag- scorre pure delle medaglie coniate in Ve-
giore della chiesa di s. Giorgio 6 candellieri nezia perPioVII,notificandochedi tutto
con la Croce; inoltre 4 a tl candellieri ' > ne dà minuta informazione laóen'e crono-
inferiori, eda ultimo le tavolette delle divi» logica de' pievani di Venezia promossi
ne parole, che staranno presenti avanti a- alla dignità vescovile, opera diAlessan*
gli occhi del sacerdote celebrante. Per ve- dro Orsoni, Venezia 181 5, Alvisopoli.
rità sono essi di bronzo (dorato); ma sono L'altro veneto e illustre defunto ab. Gio.
travagliati con elegante industria e squi- Bellomo nella ricordata Continuazione
sito artificio, perfetti, e in tutto tali, che della Storia del Cristianesimo, t. 1, p.
bastantemente corrispondono alla digni- ioeseg.,4^> 5o, 67 e ig5, ragiona: Sul-
tà di codesto tempio e alla sua ampiezza. l'elezione di Pio VII, come avvenimento
Voi ancora agognerete di essere vivi can- che confonde le sette nemiche della reli-
dellieri, tutti d'un oro purissimo, affinchè gione cristiana; macchinazioni e prepo-
la luce delle più belle virtù si diffondi per tenze de Teofilantropi. Di sua incorona-
ogni dove nella Casa del Signore; e nel- zione. Dellai." allocuzione fatta alsagro
la fiduciache cosi avverrà , diamo con collegio. Delle visite falle alle chiese e mo-
paterno affetto a Voi e a tutti vostri fi- i nasteri di Venezia, e sagre funzioni cele-
gli l'apostolica benedizione". Alla fine di brate dal Papa. Del suo breve soggiorno
detto mese, i donativi giunsero in Vene- in Padova. Di sua partenza per Roma.
zia, portati dallo stesso celebre artista ro- Donativo fatto a s. Giorgio, colla ponti-
mano Francesco Righetti, che con som- ficia lettera. Ed opportunamente osserva:
ma perizia li lavorò, e furono trovati di "Siccome poi il Capo della Chiesa, dopo
tanto insigne pregio, che per appagare la il generale saccheggio di Roma (intende
pubblica di sì superbo dono,
curiosità dire de' repubblicani francesi), trovavasi
si esposero ammirazione de* vene-
all' spoglio di sagri arredi, e persino di vasi
r
ziani nelle 3 feste di Pasqua. Tutto si ri- sagri; così veneziani (e pel i.° mg. Ai-
i

porta dal Diario di Roma del i8o3 ne'n. caini) non tralignando da quella pietà col-
240 e 241. Però al fatale momento della la quale soccorso aveano uel 1 77 il pro- 1

soppressone del monastero, sotto il gover- fugo Alessandro 111, alfreltarousi di of-
-

*6 YEN VEN
dire n Pio VII V omaggio ili ricchi (ioni la eminentemente degna, edificando col
e di preziose suppellettili, nel che e ve* suo nobile, religioso e gene» pso contegno
scovi e chiese, e monasteri e ogni online il cristianesimo, io dove.i lumeggiarne al-

di persone fecero bella gara di generosa meno i principali modi. Non vi è catto-
divozione. Certamenteera questo un gran- lico infine, e non v'è uomo di senno, che
de e sublime spettacolo, e il più alto a e* in quel gran fatto del trattato di Campo-
dilicare l'animo de' buoni! L'umile Pio formio 17 ottobre 1797, e della tregua
VII, adorno di esimie virtù, cardinali i che dietro vi tenue in Italia, mentre la
spogliati d'ogni pompa e d' ogni magni- Chiesa stava per essere minacciata da li-
ficenza propria del loro grado, per la più no scisma, romana Sede nel maggior
e la
parte magnanimi confessori della fede di dei pericoli; ravvisi uno di quei su-
non
Cristo a cagione de'solferli patimenti (si- premi ed inaspettati voleri pei quali, non
no a intimare a ciascuno nel i 79B la ri- solamente Venezia fu da un istante al-
nunzia della loro dignità e della Porpo- l'altro cambiata in sede di pace opporli!-
ra, e ricusandosi, furono imbarcali a Ci- nissima alla riunione di un conclave ed
vitavecchia sopra fragili scialuppe, per- alla nomina d'un Pontefice, mentre Pio
ciò esposti al pericolo di certa morte, giac- VI dagli empii era tenuto per I' ultimo;
chèa) lori una fiera procella sconvolgeva il ma la stessa romana Sede nella sua spi-
mare. Ria, soggiunge il Belluino stesso: rituale e temporale immobilità fu e sa-
Dominus qui habitat in coelis, irridebit rà sempredalladivinaonnipotenzae man-
eos), rappresentavano una vera immagi* tenuta e difesa. — Napoleone Bonaparte
ne della Chiesa tuttavia nascente, allor- i.° console della repubblica francese, a
ché s. Pietro e gli altri Apostoli in Ge- vendo per poco rispettato il suo trattato
rusalemme ricevevano le offerte, che de- di Campoformio, già accennai l'accesa
poneva a'Ioro piedi l'amore de'primitivi nuova guerra contro l'Austria, laonde
fedeli !" Dice il eh. Pistoiesi nella Vita di molte battaglie eransi combattute in Ita-
Pio FU , che dettagliatamente riporta lia, la più clamorosa delle quali fu quel-

molte delle cose descritte, e diverse iscri- la da lui vinta a Marengo presso il Ta-

zioni. » Si dirà forse d'aver noi notate naro a'i4 giugno 1800, contro il mare-
alcune lievi circostanze, che non interes- sciallo Melas, il quale fu costretto ad ab-

sando gran fatto l'illustre carriera del bandonare l'Italia, e perciò fu decisa im'
Chiaramonti,potevanoanche tacersi sen- altra volta a favore de' francesi la sorte
za danno di sua gloria. Risponderei!! noi, della Lombardia. Queste guerre tra le al-
che nella storia degli uomini sommi non tre conseguenze produssero due funeste
\'ha piccolo oggetto, in cui non si fermi epidemie, negli auimali l'epizoozia, negli
l'attenzione de'posteri, che ameranno di uomini il tifo, che sviluppatosi in Padova
leggere tuttociò, che spetta alla vita del penetrò in Venezia; e predominando pu-
primo luminare del secolo XIX". A me re i morbilli e il vaiuolo, la strage fu nu-
poi correvano, ed ero responsabile di due merosa. La fortuna delle armi pose Na-
obblighi: il ,° di aver promesso nella bio-
1 poleone in grado di dettare le condizio-
grafia del magnanimo e immortale Pio ni di pace, con trattato sottoscritto a Lu-
VII , di trattare in questo articolo Io neville a'g febbraio 1801, in cui si con-
svolto argomento, eseguito però con mi- fermò quello di Campoformio, circa alla
nime proporzioni; il 2. pel riflesso, che cessione de'Paesi Bassi alla Francia, ed il

un Conclave e il lungo soggiorno d'un possesso de'dominii veneti a favore del-


Papa in una città sono glorie rare, per l'Austria. Nel 1802 bramò che il gran Ca-
cui non dovea defraudarne Venezia, che nova facesse il suo ritratto, per cui fu in-
uveudole meritate, per essersene mostra- caricato il ministro Cacault presso la s.
V E N YEN 27
Sedead invitai lo,viaggio pagalo e 120,000 {scoraggiala Cacault. Il Papa, vivamente
fianchi prezzo della statua. Ma per quan- lo pregò ad annuire; e il cardinal Coti-
ti sforzi facesse il ministro, Canova che salvienergicamente gli fece conoscere la
teneva per fermo essere le aiti libere co- conseguenza della ripulsa, pel risentimen-
me il pensiero, stentava a decidersi e di- to di Napoleone contro Roma, dov'egli
ceva. » E' quel Bonaparte, che ha distrut- Canova
era ospite, figlio e concittadiuo.
to governo del mio paese, e quindi l'ha
i! soggiungeva.'»Ma, vi prego, abbiatequal-
ceduto all'Austria. Ho qui mille lavori; che pietà di me: io sono gelato: io darò
io non sono un uomo politico, nulla do- dunque la mia mano, la mia mano sola-
mando al potere: e inoltre siamo prossi- mente; non vi può essere in me ne calo-
mi alla stagione d' inverno; io andrei a re, ne entusiasmo: io sono ferito, il mio

morire fra le nevi di Parigi !


" Jl Cacault cuore sarà freddo". Cacault istruito di
a
i ispondevagli. » La natura produce di queste difficoltà, visitò per una 2. volta
tempo in tempo uomini grandi in tutti Canova, non gli disse altro che gentilez-
generi: e questi glandi uomini, quando ze, si diffuse sull'argomento della scon-
appartengono al medesimo secolo, deb- tentezza politica, dell'artista senza ispira-
l*onsi fra loro appoggio, affetto e concor- zione (come gli scrittori); lodò il candore
so. Il grand'uomo di guerra della Fran- della rispostaci modo cortese con cui si
ciaha fatto peli. il suo dovere, egli ha accompagnava il rifiuto, le forme sotto le
chiamalo con modi veramente principe- quali uu ministro francese amava con-
schi, il grand'uomo delle arti dell'Italia. getturare nell'artista qualche rincresci-
Questi non può rifiutarsi ad un invito ch'e- mento di non potere acconsentire, e tut-
ragli dovuto. Mancherebbe alla sua vo- to adun trailo troncò discorso, aggiun-
il

cazione, alla sua stella, al suo destino, se gendo solamente, che per un riguardo do-
ad esso mancasse. Io beri apprezzo il de- vuto al primo console, il suo ambasciato-
li ilo privato di Venezia. Ah se così ora ! re differirebbe qualche tempo ad inviare
si fosse trattalo colla mia Bretagna e ! la risposta. La sera Cacault chiamò il suo
tutto insieme ben concepisco e valuto gli i.° segretario d'ambasciala, eh' erasi tro-
scrupoli e la indignazione del figlio del- vato presente al colloquio, cioè il ca v. Ar-
le gondole. Ma Canova in Roma non è taud (dalla cui Storia di Pio VII, t. r,
più veneziano. Bonaparte serve e difen- cap. 23 ecap. 27, io ritraggo questo rac-
de Roma novella patria di Canova (per- conto egli nel cap. xiu narra 1' andata
:

chè allora erasi concluso il Concordato, nel precedente 1 80 1 a Venezia di Cacault,


che ristorò la religione in Francia). Il con Carolina Bonaparte sorella di Napo-
compianto prodigalizzato all' autorità di leone e moglie di Murat, per averne gran
quel governo si antico, che del resto fu voglia, sotto il nome di sua figlia j q lo
dalla guerra divorato, quella tenerez- scalpore che fece il governo austriaco per
za che un asolano (allusione alla città questo viaggiare occulti, ponendosi in gra-

prossima al luogo di nascita di Canova) vi apprensioni, giacché il marito coman-


conserva per le sue montagne, tutto va dava 3o,ooo uomini a Firenze), e gli co-
benissimo, sono effetti d'una bell'anima, municò le sue istruzioni per vincere Ca-
ti' un culto di patria casto e puro ma : nova nel rifiuto." Questo rifiuto, appog-
lutlociò non forma che una circostanza giato principalmente a si buone ragioni,
di second'ordine in una carriera vasta ed diventerà un gran dramma. Io vi vedo
immortale.Non vuol dunqueCanova com- una dichiarazione di guerra di una sin-
piere tutta intiera la missione per la qua- golare natura, e in questa lolla ove si tro-
le è stato crealo? " E Canova resisteva an- verebbero gli alleati di Canova? Egli at-

cora, ma con una dolce fermezza che uou tirerebbe la folgore sulla citlà in cui sog-
28 VEN VEN
giorni ... Egli non ha acconsentito a fare giunto a Parigi, fu ben ricevuto da Na-
il ri! ratto del gra miei. "console dell aFran- poleone. Durante il la-voro di sua statua,
eia , è verissimo; e disse al vincitore ili Napoleone leggeva o diverti vali a ce-
tutta Italia: Io non mi curo di voij sia- liare colla moglie Giuseppina, o parlava
te Varbiiro e padrone delle leggi di
il di cose politiche co! l'artista. In uno di que-
tutta la penisola i il mio scalpello rima- sti colloqui cadile il discorsosul rapimen-
ne libero j il mio solo scalpello ... Chie- to de'Cavalli di bronzo, che ornavano la
dete a Canova, ch'è mio buon amico, un facciata di Marco, e sfuggirono di boc-
s.

ultimo rifiuto ... Ditegli tutto quanto vi ca a Canova tali parole: *> La distruzio-
ho detto: quel buon galantuomo, l'uomo ne di questa repubblica m'affliggerà per
delicato che io ben conosco, il Fidia or- tutto il tempo della mia vita". 11 primo
goglioso quanto dehh'essere a tutta ragio- console non mostrò di aver fatta attenzio-
ne, è già al presente assai più vinto da* ne al lamento del veneziano; ma ordinò
suoi propri rimproveri , che dalle mie che fosse trattato colla maggiore cordia-
sollecitazioni... E come Ilo ho potuto lità. Gli artisti e gli scienziati lo festeggia-

spingere a Parigi il primo ministro del rono. Canova poi parti da Parigi, con l'i-

Successore degli Apostoli (cioè del Prin- struzione di fare la statua nelle propor-
cipe di essi; il cardinal Consalvi), non a- zioni dell'Ercole Farnese, cioè aitai o pal-
vrò, o signore, spirito bastante per fare mi. L'eseguì in forme colossali, prima io
accettare 120,000 franchi, un'eccellente marmo, indi in bronzo, e giuoco dell' in-
carrozza, tutti i compagni che vorrà, e o- costante fortuna, il i.° passò poi a Lon-
nori e gloria a nembi, ad un uomo, ch'è dra, il 2. a Milano. Provarono fatti, che
i

certamente, nessuno il contrasta, il prin- in quella statua egli non comparisce il Ca-
cipe delle arti, ma che deve diversamen- nova di Rezzonico e di Ganganelli ; è il
te rispondere innanzi ad Alessandro in Canova diRonaparte, distruttore della re-
riposo, che Io chiama a 'suoi quartieri d'in- pubblica veneta! E' il pensiero, che ani-
verno per onorarlo io non persuaderei : ma il genio e V immaginazione, e fa su-

un uomo religioso che può essere utile a blimila penna, il pennello, lo scalpello! —
Roma; un vèneto, il quale dovrebbe non PioVlI nel concistoro de' 1 7gennaio 1 8o3,
ignorareche quello ch'è slato fatto in un dichiarò «'cardinali nell'allocuzione. «Per
senso, potrebbe essere disfatto con un vol- quello poi risguarda i veneziani, affinchè
gere di mano (allude nuovamente al con- nelP aumentare il numero de' cardinali
cordato con Francia) 1
" L' amabile Ar- dell'estere nazioni venga l'onor loro con-
taud, emulo di Cacault nell'amore a Ro- siderato, e al vostro numero venga ag-
ma, animato discorso del suo
riferito 1' gregato un veneto patrizio,]che appella-
ambasciatore, a Canova, questi non op- no tiglio di s. Marco, il cui onore hanno
pose più difficoltà , e si commosse sensi- avuto sempre in considerazione nelle lo-
bilmente, allorché nel corso della conver- ro promozioni Pontefici nostri prede-
i

sazione , il facondo Artaud gli rammen- cessori, a motivo degli antichi meriti de*
tò un detto di Napoleone alla vista d'u- veneziani verso quest'apostolica Sede, voi
na statua colossale scoperta in Egitto in- ben comprendete, venerabili fratelli, che
nanzi alla sua presenza: Ahi s'io nonfos- con molto più di ragione lo stesso dee
si conquistatore^ vorrei essere scultore. farsi da Noi, che tra le altre cose da Noi
L'agente austriaco in Roma, accordò al considerate nell'attenerci a questa costu-
Canova, allora suddito del suo imperato- manza de' nostri predecessori, abbiamo
re, una specie di consenso, presso a poco ancora questa di particolare, che Noi nel-
simile a quello ch'era stato dato per la la nostra comune dispersione ne'più sca-
nomina de' cardinali francesi. Cauova brosi tempi della Chiesa, per benefizio
VEN VEN 29
dcll'augustoCesare siamo slatiaccolti nel- divozione all' austriaco reggimento. Na-
la nobile città di Venezia, come in un si- poleone Bonapaile intanto proclamato
curissimo porto, affinchè provvedessimo imperatore ereditario de' francesi, col no-
al gregge cristiano privo del suo Pasto- me di Napoleone I(giàccn essodi preferen-
re; che ivi a questa sublimità di onore, za lo chiamai, in confronto del cognome
benché immeritevoli, siamo stati innal* Bonaparte. Tale nome battesimale fu a
zati co'vostri suffragi, e che ivi abbiamo lui imposto in memoria dello zio di Car-
ricevuto da'veneziani tanti pegni d'amo- lo suo padre. Quanto all'ortografia del
re, di ossequio e di riverenza, che il ram- cognome è noto, che non pochi scrittori

mentare que' tempi sarà sempre cosa gio- sostennero doversi scrivere anche colla
condissima e per Noi e per voi. Tanto u : Buonapar le. Dappoiché fino dal 792 1

più volontieri adunque in testimonianza il nome patronimico di tal famiglia tro-


della nostra gratitudine abbiamo decre- vasi sempre colla U, e l'atto di nascita di
tato di ascrivere al vostro collegio l'otti- Napoleone è errato dal curato per leg-
mo prelato Pietro Antonio Zorzì (nato gersi Bonaparte, come si pronunzia in
nel castello di Novegradi diocesi di Zara) Corsica, dove generalmente si dice bona
dell'ordine de'chi elici regolari della con- per buona. Il fratello maggiore Giuseppe,
gregazione somasca, arcivescovo d'Udine, nel 1 793 commissario di guerra,ancorasi
che Noi abbiamo giudicato degnissimo di sottoscriveva Buonapartc), a' 18 maggio
essere sublimato a questo grado di ono- 1804, moglie Giuseppina Tascher de la
la

re". — Narra il Coppi a detto anno 8o3, 1 Pagerie,vedovf. del general Alessandro vi-
cheil Veneziano ricevette dal governo au- scontediBeauharnais(decapitatonel 1 793
striaco alcuni regolamenti. Esso fu divi, dalla stessa rivoluzione di Francia per la
so in 7 provincie di cui furono città ca- quale avea riportato vittorie, essendo al-

pitali: Venezia, Udine, Treviso (ove mo- lora deputato della Convenzione), fu sa-
rì il duca di Modena Ercole III), Pado- lutata imperatrice. Così alla repubblica
va, Vicenza, Verona e Bassano; e fu sta- successe l'impero. Luigi XVIII a'6 giu-
bilito che ognuna di esse avesse un capo gno protestò in Varsavia contro 1' usur-
col titolo di regio capitano generale, e col- pazione a preservazione de' suoi diritti.

le attribuzioni d' invigilare all'ammini- Non ostante, la maggior parte delle po-
strazione ed alla polizia. Furono simil- tenze d'Europa riconobbero subito Na-
mente ordinali tribunali temporanei, fin- poleone 1 imperatore de'francesi. L'im-
tantoché nou fosse compiuto il nuovo co- peratore Francesco 11 rimase alquanto so-

dice civile e criminale, che si era divisato speso, ma


in fine lo riconobbe anch' es-
di compilare pegli stati austriaci eredita- so; mavolendo provvedere al decoro di
ri. A' 20 aprile 1804 giunto in Venezia sua famiglia coli' aggiungere la dignità
l'arciduca Gio. Battista, fratello dell'im- imperiale ereditaria a quella elettiva di
peratore , impiegò più giorni ad ammi- cui era personalmente insignito, per rap-
rare quanto di raro, di straordinario e di porto agli stati ereditari austriaci indi-

bello la città racchiude ; festeggiato con pendenti, V 1 1 agosto dello stesso 1804
mascherate danze al teatro della Fenice, prese il titolo di Francesco 1 imperatore
con uno splendido corso di barche nel Ca- ereditario d' Austria. Aveva Napoleone,
nal grande , e coli' addobbamento delle mentre era i.° console e presidente della
Mercerie da'ciltadi ni; e dal commissario repubblica Cisalpina, da lui fatta ricono-
plenipotenziario conte di Bissingen, con scere nel trattato di Luneville, a'sG gen-
una cantata posta in musica da Pavesi. naio 1802 cambiato il di lei nome chia-
Visitò poi le provincie, ricevendo da per mandola Italiana, anco per esser egli ita-
tutto dimostrazioui di venerazione, e di liano d'origine; ma divenuto imperato-
e•

3o V li N v e n
re, da'depntati italiani, seguendogli stes- dettato), /{ marescialli da nominarsi, e G
si principii checostituivano il governo del* ha' principali possidenti. In seguito pre-
l'in» pero francese, n'i5 marzo i8o5 fece scrisse la compilazione del codice penale
dichiarerei! govei nodtlla repubblica ita- e di procedura criminale, per avervi già
liana monarchico ereditario; e l' impe- promulgato il codice civile francese; isti-

ratore Napoleone fondatore della re- 1 tuì l'ordine della Corona ferrea (V.)j q
pubblica, essere proclamato re d' haliti con decreto de'7 giugno nominò suo vi-
(/ .), ma la corona non poter essere uni- ceré d' Italia il principe Eugenio beau-

ta a quella di Francia se non che nel- harnais suo figliastro, come figlio dell'im-
la sua persona; pregandolo di recarsi a peratrice Giuseppina (nato a Parigi nel
Milano per assumervi la Corona difer- 178 1 , non avea compito il 4.°anno quan 1

ro degli antichi re longobardi. A' 18 Na- do la scure della rivoluzione troncò i gior-
poleone I accettò la corona , a cui erasi ni del padre suo, e poi si dedicò alla car-
fatto nominare, per dirugginarla e con- riera militare sotto il generale fioche.
solidarla, e per trasmetterla ad uno de' Avendo poi la madre 1*8 marzo 179^
suoi figli legittimi, naturali o adottivi; in- sposato civilmente Napoleone, questi po-
di si recò a prenderla ui6 aprile nella scia lo nominò suo aiutante di campo,
metropolitana di Milano, ma con rito in recatosi in Italia, giunse al quartiere ge-
parte nuovo. Poiché invece d'attendere nerale mentre si stipulavano i prelimina-
l'arcivescovo cardinal Capraia, acciò ri di Leoben. Quando pel trattato di Cam -

gl'imponesse la corona sul capo, egli al- poformio, l'isole Jonie passarono sotto la

l'opposto, accostosi all'altare, la prese di protezione di Francia, vi fu spedilo a ve-


propria mano, emettendosela in testa dis- gliare l'esecuzione del trattato, e dare al-
se : Iddio me V ha data guai a chi }
la. l'isole un'istituzione francese. Reduce di
(occherà! Altrettanto avea fatto brusca- tal missione, nel 1797 fu di passaggio per
mente nella funzione in cui nella metro- Roma, ove Giuseppe Ronaparte, fratello
politana di Parigi, dopo che Pio VII l'a- del suo padrigno Napoleone, era aad)a-
lee unto imperatore, ed al quale spetta- sciatore. Stando presso di lui la notte de'
va eseguire la Coronazione dell'Impera' 28 dicembre , nel Palazzo Corsini, pel

torej anzi in quel punto ancora avea col- tafferuglio avvenuto per opera de'faziosi,
le stesse sue mani coronalo l'imperatrice. corse pericolo di vita quando presso di
Con questo operare, volle Napoleone 1 in- lui restò ucciso il general Duphot, mo-
Dio riceveva la pode-
dica re, che dal solo strando però sangue freddo e coraggio;
che niun diritto o pretesto
stà sovrana, e e partì subito nel dì seguente, coli'atnba-
voleva somministrare alle questioni più sciatore e gli altri francesi per Firenze.
volte agitate tra Sacerdozio e VIwjc-
il Questo fatto sciagurato die' pretesto al-
ro. Già fino da' 2 8 marzo avea stabilito, l'occupazione di Roma e detronizzazione
che grandi ufllziali del regno fossero: il
i di Pio VI. Raggiunto Napoleone, il se-
cancelliere guarda-sigilli della corona , i guì nella spedizione d'Egitto, e lo zelo e
ministri durante l'esercizio delle loro fun- coraggio da lui dimostrato lo resero sem-
zioni, gli arcivescovi di Milano, Ravenna, pre più caro al suo padrigno. Questo di-
Bologna e Ferrara (giacché in conseguen- venuto 1 ,°
console, lo fece capitano de'cac-
za dell'anteriore riunione della repubbli- ciatori a cavallo della guardia consolare,
ca Cispadana alla Cisalpina, anche le 3 e si segnalò nella battaglia di Marengo,
ultime provincie omonime erano divenu- onde sulcampo fuda lui fatto capo-squa-
te parte del regno Italico, avendole Napo- drone: di più Io promosse successivamen-
leone stesso ritolte agli austriaci e rico- te, nel 1804 a general di brigata e colon-
nosciuto il trattalo di Tolentino da lui nello generale de'cacciatori, nell'anuivcr-
VE?l V E W 3i
sai-in ili Ma rengo lo dichiarò principe, il che comandava l'ala sinistra^ ottenne se-
i.° febbraio i8o5 grande ammiraglio e gnalati vantaggi alla posizione di Chiavi-
nel dì seguente grande ufiìziale della le- ca ilei Cristo. Massena pubblicò ne'suoi
gione d'onore). Avendo cosi Napoleone I rapporti d'aver in quella giornata tolto a-
riunito due sovranità, dato a Elisa sua gli austriaci 5,5oo prigionieri, oltre un
sorella ilPiombino e di Lue*
principato di gran numero d'uccisi, meni r'esso non ne
ca ed annessa Genova all'impero, gli ae-
y
perde che 2,000. All'opposto l'arciduca
rimi de'potentati temerono nuovi sovver- Carlo, confessando d'aver perduto in tut-
timenti, si allearono l'Inghilterra e laRus- to 0,672 uomini, fece ascendere ad 8,000
ila, e ad esse si uni l' imperatore d' Au- la perdita de'francesi. Costretto esso non-
stria. Questi lagnatosi dell'ambizione di dimeno a retrocedere, attesa la marcia
Napoleone I, fece occupare la Baviera e di Napoleone I in Baviera , cominciò la
collocare un esercito sull'Iller. Dall'altro sua ritirata la notte precedente a' 2 no-
canto 1' imperatore de'francesi pubblicò vembre. Il generale Hillinger rimasto in-
le sue lagnanze e fece armamenti straor- dietro, per ordine o per errore, con una
dinari. Rotta guerra, battè in diversi pun- colonna di 5,ooo uomini, fu circondato
ti gli austriaci, circondò e fece prigionie- da'francesi e costretto a deporre l'armi a
ro il general Mack in Ulma, e spinse le Casa Albert ini in detto giorno; ma intan-
sue truppe in Austria e nel Tirolo. Pre- to gli austriaci diressero le loro bagaglie
se Vienna, e passato il Danubio penetrò la Brenta. Massena giun-
e artiglierie verso
in Moravia. A questi grandi avvenimen- se a'3 a Montebello,e nel seguente gior-
ti di Germania corrisposero i movimenti no entrò in Vicenza a forza, avendo la re-
dell'armate francesi in Italia, il cui fiori- troguardia austriaca opposta qualche re-
to esercito era comandato dal marescial- sistenza. Raggiunto frattanto sulla destra
lo Massena. Nell'ottobre i8o5 radunate dal general Saint-Cyr con 8,000 uomini,
le sue truppe, di circa 52, 000 uomini, a'5 passò la Brenta, mandò il general Ver-
ne'dinlorni di Zevio ,
quindi cominciate dier a occupar Padova, e nel dì seguen-
con prospero successo le ostilità, le con- te fece occupar Bassano dal general Se-
dusse poi ne'campi di Caldiero poche mi- ras. Ve-
L'arciduca lasciò un presidio in
glia lungi da Verona , tentando passar nezia abbandonò la Piave e si ritirò al
,

l'Adige. Egli fu respinto: nondimeno per- Tagliamento. Opposta quivi qualche re-
venne a risarcire un ponte che gli au- sistenza, a' 12 novembre continuò dipoi
striaci aveano in parte rotto, ed a forti- a retrocedere; abbandonò Palmanova, le
ficarne la lesta sulla sponda sinistra. In- sponde dell'Isonzo, e a'27 giunse a Cilly
formato poi de' vantaggi riportati da'fran- sulle frontiere dell'Ungheria e della Croa-
cesi ad Ulma, rinnovò l'attacco a'2Q ot- zia. Il general Saint-Cyr frattanto bloc-
tobre. Diresse una divisione sulla destra cò Venezia, e Massena giunto a Gorizia
sopra Alberedo, sulla sinistra un'altra a a'20, spedì Seras a occupar Trieste. In-
Ponte Polo, ed esso colle altre varcò il tanto l'arciduca Giovanni minaccialo nel
fiume presso Verona. Gli austriaci oppo- Tirolo da forze superiori, raggiunse l'ar-
sero una vigorosa resistenza a s. Miche* mata d'Italia a Cilly. Nel ritirarsi egli a-
le ed a s. Martino , e quindi retrocedet- vea richiamaloJellachich e Rohan deSou-
tero alle forti posizioni di Caldiero. L'ar- bise (principe comandante gli emigrati
ciduca Carlo schierò quivi le sue truppe francesi), che con due corpi occupavano
in battaglia, e attese l' inimico. Massena il Vorarlberg. Ma i francesi e i bavaresi li

avanzossi ad attaccarlo a' 3o , ma fu re- prevennero alle spalle e li circondarono.


spinto e dovè retrocedere sull'Adige, e nel Jellachich si arrese ad Augerau con 4,5oo
dì seguente il general austriaco Bellegard, uomini, Rohau con un numero di trup-
32 YEN VEN
|>e quasi eguale scese per la valle dulia mfsftzfo e pace, ed a' /[ si recò egli stesso
Brenta , e tentò u" attraversare la linea ad abboccarsi col vincitore a Sarosehntz,
francese per penetrare a Venezia o rag- e concertarono le basi della sospensione
giungere 1' armata dell' arciduca Carlo. dell' ostilità e d'un prossimo pacifica-
Giunto di fatti a' 22 novembre a Bassa- mento. Infatti a'6 dicembre 8o5fu sot- 1

no , fece prigioniera quella guarnigione toscritto in Austerlitz un armistizio, in


francese, e proseguì la sua marcia per Ca- cui si convenne tra le altre cose, che i

stel Franco. Ma presto Ma ssena retroce- francesi dovessero occupare gli stati del-
dette da Gorizia con forti colonne sulla l'antica repubblica di Venezia con que-
Piave; Saint-Cyr fece avanzare altre trup- sta città. Napoleone I dettò la pace a suo
pe dal blocco di Venezia verso Campo s. piacimento, ad onta che la sua situazio-
Pietro; e allora Rohan circondato da for- ne non era esente da pericoli, perchè egli
fè superiori per ogni parte, a'24 si rese era sempre pronto audace e sagace in
,

prigioniere. Intanto idue arciduchi colle politica, quanto nell* armi. Bisognò ac-
truppe d'Italia e del Tirolo avevano for- cettare le sue condizioni, fra le quali l' A u-
mato un esercito di 80,000 combattenti; stria perdette i domimi veneti.
ma la loro marcia fu poi subito sospesa per 2. I plenipotenziari pel trattato di pa-
gli avvenimenti di Moravia. Eransi colà ce, in conseguenza della memorabile
1 iunitiGo, 000 russi, a'qualipureeransi ac- giornata d' Austerlitz e susseguente armi-
coppiati 20,000 austriaci, e il maresciallo stizio, si adunarono subito a Nicolsburg,
russo Kulusow stabilì di venire a batta- ma poi il congresso fu trasferito aPre-
glia campale che decidesse la sorte della sburgo. V intervennero per l'Austria il

guerra. Erano presenti all'armata gl'im- principe Giovanni di Lichtenstein e il con-


peratori Francesco I imperatore d' Au- te Giulay, eTalleyrand per la Francia,
stria ed Alessandro 1 imperatore di Rus- e sottoscrissero il trattato a'26 dicembre

sia. L' imperatore Napoleone I , anche i8o5. Tra le stipulazioni, l' imperatore
esso in quel luogo, con circa 80,000 si d'Austria rinunziò alla partedegli stati ve-
dispose eziandio alla
pugna. Questa fu neti che gli era stata ceduta co'trattati di
combattuta a*2 dicembre ad Austerlitzj Campoformio e di Luneville, e convenne
e per lo sbaglio diKulusow, che indebo- che questa fosse riunita al regno Italico,
lì la sua linea con prolungarla onde as> riconoscendo il titolo di re che aveano
salir l'ala destra del nemico, Napoleone preso gli elettori di Baviera e di Wur-
1 profittò dell'errore, e invece d'attende- temberg. Che Venezia fosse rimessa ai
re l'assalto, marciò egli stesso all'attacco; i5 giorni dopo
francesi nello spazio di
penetrò fra il centro e le ale dell'eserci- il cambio delle ratificazioni. Queste fu-

to austro-russo, e lo sconfisse, coadiuvato rono cambiate in Vienna il i.° gennaio


da Beruadotte, Soult , Lannes e Murat. 1806. Con questo trattato l'Austria per-
Confessarono russi aver perduto 1 2,000
i de 2,785,000 abitanti, e 1 3,6 10,000 fio-
uomini, dicendo però che 18,000 era rini di rendita; la comunicazione milita-
stata la perdita de' francesi. AH' opposto re coll'Italia e colla Svizzera, e l'influenza
Napoleone I pubblicò aver perduto sol- nella Germania. Più, dovè pagare l' im-
tanto 3,900 uomini e preso 20,000 pri- posta di 100 milioni di fiorini. Unite
gionieri. Abbattuto Francesco I da sì fa- dunque leprovincie venete al regno d'I-
tale giornata, detta de' tre imperatori, talia, la celeberrima Venezia, che dal La-
dalla loro presenza, e giornata del' rio a* Dardanelli avea per mare e per
V anniversario , per ricorrere quello terra signoreggiato, divenne il capoluo-
della coronazione imperiale di Napoleo- go dipartimento dell'Adriatico; bensì
del
ne I, nel seguente giorno domandò ar- partecipò poi de' vantaggi procuratigli a
V E N V E N 33
quell'epoca dall'impero francese, e fu il pò la riunione delle provincie venete al
ceolro dell'Italica marina. Venezia dun- regno d'Italia, le leggi di questo diven-
que fu consegnata dagli austriaci a' com- nero fondamentali di quelle. Ma da' ve-
missari dell'armata francese e poi a quelli neziani si tenne per avvilimento, l'aver
del regno. Il principe Eugenio Beauhar- prescelto Milano a Venezia per capita-
nais viceré d'Italia, iti Monaco era stato le del regno Italico (malcontento rinno-
da Napoleone I, nello stesso gennaio, a- vatosi all'istituzione del regno Lombar-
dottato per chiamandolo alla suc-
figlio, do-Veneto). Eglino ci videro manifesta-
cessione del regno d'Italia in mancanza mente l'oppressione d'una metropoli glo-
di figli propri, ed a'i3 del medesimo me- riosa per XIV secoli d'esistenza e di ver-
se aveagli fatto sposare la principessa Au- ginità, al confronto di Milano, tratto
gusta Amalia figlia del nuovo re di Ba- tratto invasa da' vandali, da' goti, dagli
viera Massimiliano I. Il quale principe ostrogoti, da' longobardi, dagl' impera-
Eugenio portatosi poi a Verona, pertan- tori : disputata poi dagli altri stranie-
to Venezia si affrettò di spedirgli in de- ri spagnuoli, francesi, tedeschi, e persi-
putazione solenne i nobili veneti Nicolò no ora da uno e ora dall' altro domi-
Corner, Francesco Pisani, Tommaso So- natore italiano. Alla fine di marzo Na-
rauzo, AlviseQuirini,e Antonio Revedin poleone 1 imperatore de' francesi e re
mercante, per rendergli omaggio e con- d'Italia, in Parigi, dopo aver già dichia-
gratularsi. Il principe benignamente ac- rato al corpo legislativo, aver unito al
colse gl'inviati, rispondendo loro: veder suo sistema federativo Venezia e Napo-
con piacere la premura de' veneziani di li, annunziò al senato i suoi decreti, fra'

recarsi a lui; pronto essere d'occuparsi quali : Gli .Stati Veneti ceduti dall' im-
de'mezzi tutti capaci a restituire al suo peratore di Germania ( titolo e dignità
primiero splendore Venezia, ed avere in che Francesco I a' 6 agosto ,
abdicò poi
animo di quanto prima condursi egli sciogliendosi V Impero romano d' Occi-
stesso colla reale sua sposa. Questo propo- dente, e il collegio degli Elettori del me-
nimento del principe, Dauiele Renier, al- desimo) col trattato di Presburgo, essere
lora presidente del governo provvisorio di uniti al regno d'Italia. 11 codice Napoleo-
Venezia, a'28 gennaio annunziò a'suoi
lo ne, il sistema monetario dell'impero, e il

concittadini; quindi l'ampio palazzo Pi- Concordato tra Pio Vile la repubbli-
sani a s. Stefauo si allestì magnificameute ca Italiana (V.), fin dal i8o3 concluso
per la principesca coppia, ed a corteggio colla s. Sede, fossero leggi fondamentali e
del viceré pel suo soggiorno in Venezia irrevocabili dello stato. Istituire (con de-
si formò una guardia d'onore, composta creto de'3o marzo) in ducali e grandi feudi
di giovani gentiluomini, di cittadini e di dell'impero le seguenti provincie; Dalma-
mercanti, vestiti di uniformi bianche con Cadore, Belluno, Cone-
zia, Istria, Friuli,
trine d'argento e cappello ornato di piu- gliano, Treviso, Fellre, Bassano, Vicen-
me : capitano fu dichiarato il conte Lo- za, Padova e Rovigo. Riservarsi di dame
dovico Widman. Non tardò il principe la l'investitura, per essere trasmessi con or-
sua venuta: ricevuto a Mestre da splen- dine di primogenitura a' discendenti di
dide barche, circondato e seguito da ma- coloro in favore de'quali ne avrebbe di-
gnifico accompagnamento di altre, adat- sposto^ in caso di estinzione di loro discen-
tandosi tutti alle circostanze, giunse in Ve- denza fossero riversibili alla sua corona (i

nezia a' 3 febbraio, tra le dimostrazioni superstiti di quelli poscia investiti, tutto-
d'uso. Promise molle cose, nominò il Re- ra ne conservano il titolo). Intendere che
nier capo del municipio della ciltà, e ne fosse annesso a questi feudi il quindicesi-
partì dopo 5 giorni di permanenza. Do- mo della rendita che il regno d' Italia
vol. xeni. 3
34 VEN V E N
n
traeva dalle sopraddette provi ncie } per es- ne fu festeggiata in Venezia il i. mag-
sere posseduto da coloro che ne avrebbe gio. I distretti assegnati a ciascun dipar-
investito. L'erede presuntivo del regno di timento si leggono negli Annali delle
Italia portasse il titolo di Principe di Ve- Provincie Venete del cav. Mulinelli. Delle
nezia. Dipoi stabilì Napoleone I a*26apri- principali disposizioni e leggi vicereali,
le: Che essendo necessario di determinare emanated'ordine espresso dell'imperato*
i diritti e le prerogative de'grandi feuda- re-re, a suo luogo ne'precedenli §§ ne ho
tari nelle provincie venete, in modo che parlato,dilfusamente ragionandone ilMu-
restasse pienamente libero l'esercizio del tinelli. Diròin breve col cav. Coppi, e eoa
governo e dell'amministrazione economi- altremie particolari notizie. In primo luo-
ca del regno d'Italia decretava che in , go Napoleone stabilì una linea militare
I

luogo della quindicesima parte dello ren- nel confinante Tirolo italiano, vietando
dita, i grandi feudatari ricevessero dal al re di Baviera di costruirvi sino alla
pubblico tesoro del regno un' annua in- medesima alcuna fortificazione o farvi
variabile corrisposta di 100,000 franchi qualunque appareechioguen esco. A M'op-
per la Dalmazia, altrettanto per l'Istria, posto ordinò la costruzione di due nuove
e di 60,000 per ciascuno degli altri io strade per facilitare le comunicazioni fra

feudi. I grandi feudatari non avessero il Veneziano e quella montuosa provin-


sulla provincia di cui sarebbero investiti cia. Restrinse il numero de' religiosi e
altea prerogativa che il titolo di duca. delle religiose, e poi soppresse queste e
Posteriormente Napoleone I conferì que- quelli, oltre le confraternite e i luoghi
lli feudi a marescialli e ministri francesi. pii,al modo compianto in diversi §§. So-
Diede Dalmazia a Soult, l'Istria a Bes-
la lo la scuola grande di s. Rocco, perduti
siers, il Friuli aDuroc, il Cadore a Chain- però gli argenti ed i fondi, rimase a ine-
pagny, e Belluno a Victor. Assegnò Co- rito dell' inallora viceiè Eugenio, sicco-
negliano a Moncey, Treviso a Mortier ,
me ho detto nel § XIII, 11. 5, e il decre-
Feltre a Clarke, Bassano a Maret, Vicen- to 18 luglioi 806, inserito nel Bolletti-
za a Coulincourt, Padova ad Arrighi, e no delle leggi, assegnava pel suo man-
Rovigo a Savary. E questi e altri sono i tenimento lire 5oo mensili di Milano.
vincoli co' quali Napoleone unì al suo I Stabilì ne' dipartimenti addiacenti alle

grande impero l'Italia. Non solo poi sta- coste dell'Adriatico P iscrizione maritti-
bilì con decreto de*2o dicembre 1807 ,
ma per far le levate di uomini necessari
che il viceré Eugenio portasse il titolo di alla marina militare. Riconobbe come
principe di Venezia, ma natagli nello debiti dello stato quelli che avea la repub-
stesso 1 807 Giuseppina Massimiliana (ora blica di Venezia verso la zecca ed il Ban-
regina regnante di Svezia e Norvegia) t co Giro, sebbene l'Austria avesse prece-
le conferì il titolo di principessa di Bolo- dentemente ricusato di riconoscerli, e
gna. Con decreto di Napoleone I de' icj prima di essa gli aveano annullati re- i

aprile, riferibile al comparto del regno pubblicani francesi, con desolazione e


d'Italia, la provincia di Venezia prese il rovina di migliaia di famiglie. Essi a*
nome di dipartimento dell* Adriatico , scendevano a circa cento milioni di lire,
quella di Verona dell' Adige, quella di e dispose che la quarta parte ne fosse

Padova del Brenta, quella di Vicenza del pagata in beni demaniali,ed il restante
Bacchiglione, quella di Belluno del Pia- fosse iscritto sulMonte Napoleone di Mi-
ve, quella del Friuli del Passeriano t nul- lano. Conservò l'università di Padova e
la dicendosi della provincia di Rovigo stabilì che fosse pareggiata a quelle di
perchè già molto prima nel dipartimento Bologna e di Pavia. Quanto poi fu gra-
del Basso Po immedesimala. Tale unio- dita agli antichi sudditi del regno Italico
,

VEN V E IV 35
l'unione delle provincie Tenete (contie- l'antica sua gloria commerciale e guer-
ne una popolazione d'un milione e set- riera, saremo, o Sire I' opera vostra , ;

tecento mila abitanti, secondo lo stesso gusteremo per voi di quella nuova for
Coppi), altrettanto dispiacquero ad essi tunata esistenza che sarà per offrirvi un
igran feudi ed tributi co'quali furono
i oggetto al vostro cuore non discaro ogni
le medesime vincolate alla Francia. Ma volta che discender vogliate a felicitare
il viceré procurò di giustificare per quan- )e nostre contrade coli' onore sospirato

to potè la disposizione imperiale, dimo- della vostra augusta presenza". I deputati


strando: essere le medesime convenienti provinciali si recarono pure a ossequiare
per gratitudine verso coloro che avevano l'imperatrice Giuseppina, madre del vi-
contribuito col loro valore a stabilire il cerè.E ripatriando, trovarono già in par-
nuovo regno, e necessarie per sostenerlo teesauditi i voti da loro espressi. Fu per-
contro gli esterni assalti. Fu destinata l'i- ciò istituita l'accademia di belle arti, fon-
sola di s.GiorgioMaggiore a deposito fran- dati licei e alcuni con convitto, emanate
co di mercanzie forestiere, e l'altra isola norme per V uniforme insegnamento ,

della Giudecca pe'frumenti, altri siti per tutte provvidenze già discorse a' loro
gli olii e per il sale, si dichiararono at- luoghi. Ma però intendevasi a guastare
tinenze di detto deposito franco. Fu isti- l'aurea lingua italiana, ad arte in Vene-
tuitoun monte di prestiti senza interes- zia e nelle provincie disseminandosi com-
se, ma che non dovessero eccedere la pagnie comiche francesi. Assonnati così
somma di lire i5italiane. Si formò una gli uomini, e per eccellenza d' adulare
giunta de'più rinomati idraulici pe* la- disposti, opportunissimo momento era
vori delle acque de'paesi veneti. Si rico- quello per la calata di Napoleone I alle
struirono e migliorarono diverse strade. Lagune dell'antica Venezia. Arrivò a'29
La riconcentrazione di molte religiose novembre 1807000 un pomposo segui-
corporazioni d'ambo i sessi produsse as to di re e di principi, tra' quali primeg-
sai lagnanze ; cosi a'nobili l'onere del giavano il di lui fratello Giuseppe re di
servigio gravoso delle armi a'ioro figli Napoli, Massimiliano I re di Baviera colla
sotto il titolo di guardie d* onore. Dissi regina sua moglie, la principessa di Luc-
a
nel § I, n. 3, che nella i. dominazione ca Elisa sorella dell' imperatore, il gran-
austriaca cessò del tutto l'indecoroso co- duca di Cleves e Berg Murat cognato del
stume di giuocare presso le monumen- medesimo, il principe di Neufchalel Ber-
tali colonne della Piazzetta; forse quel thier, oltre Eugenio viceré. * Infuriava
governo erasi proposto di assolutamente in quel dì la tempesta, e così pertinace
proibirlo, ma propriamente il morale di- da dirsi quasi che il genio della città ,

vieto deve riconoscere da un decreto


si stata già per secoli ricovero famoso di
vicereale sotto il governo Italico. Fu in- libertà, mal sofferendo che per primo in
viata a Parigi una deputazione di nota- lei, siccome suo signore, Napoleone po-
bili persone de'dipartimenti, per giurare nesse il piede, aizzato avesse i venti a
ubbidienza all' imperatore re d'Italia : scor; volgere il mare sì ch'egli ogni perso-
rappresentanti di Venezia furono Fran- na in se annegasse ". Il cav. Renier po-
cesco (lo chiama il cav. Mulinelli, ed Er- destà, col consiglio municipale de' savi ,

molao I Alvise Io denomina il conte Dan- l' incontrò a Lizza-Fusina con grande
dolo) Pisani, LeonardoGiusliniani e An- pompa e barche adornatissime, e molle
tonio Revedin. Ricevuti a s. Cloud, il Pi- d' acqua complimentava I' imperatore
sani fece il discorso.«R.avvivata l'agricol- con dignitosa allocuzione, fra il sibilo de'
tura, domati e diretti i fiumi, rinvigori- venti e lo strepito de' marosi, e per mez-
ta l'istruzione, e richiamala Venezia al- zo di due mori gli rassegnò due chiavi a
36 V E N V E PI

l'ima d'oro, l'altra d'argento, simbolo ili meraviglioso dell' illuminazione a cer.
fedele sudditanza, tosto a lui rimesse (nel- della piazza di s. Marco. Nel visitare la

l'Arsenale si conserva il bacile d'argen- basilica di tal nome, fu ricevuto dal pa-
r
to colle due chiavi dello stesso metallo triarca mg. Gamboni e dal clero, can-
dorate, che servirono come omaggio pre- tando i musici della cappella: Domino
sentato quando visitò l'Arsenale stesso). salvimi fac Ini pera torem et Rcgem no-
Entrato I' imperatore in superbissima strum Napoleonem. Invocazione scritta
peota, cognominati .sovrani e principi, vi pure nell' esterno sulla porta maggiore.
ammise il podestà. Poi salutato dall'ar- Cosi trascorsi ben io giorni, 1' 8 dicem-
tiglierie de'ridolti sparsi per la Laguna, bre abbandonava Napoleone 1 Venezia ,
e da quelle delle molte navi da guerra ,
dopo aver emanato diversi provvedimen-
salutato dal popolo nelle barche, sopra ti. Accrebbe il territorio del dipartititeli-
i margini delle vie e alle finestre affol- lo dell' Adriatico , comprendendovi an-
lato, percorrendo Canal grande, al cui
il che famosa Aquileia, Giulia Concor-
la

principio erasi eretto con molta maestria dia e Adria. Elesse capo del gelosissimo
e magnificenza un grande arco trionfa- magistrato sanitario il podestà, lasciando
le, avente due colonne rostrate so-
a'Iati pressoché intatti i diritti e le sapientis-
vrastate dall'aquila, disegno di Giannau- sime leggi già stabilite dalla repubblica
Ionio Selva, i cui ornati eseguirono i va- veneta Assegnò annue
. lire 100,000 per
lenti artistiBorsato,Bosa,Zaudomeneghi le riparazioni del porto di Malamocco ,

e Ferrari. Giunse Napoleone l iu Vene- per l'esca vazione de'grandi canali, per la

zia sul vespero, e si recò ad alloggiare conservazione di quelle scogliere e di


nell'edilìzio dello Scamozzi sulla piazza quelle mura ammirabili esistenti lungo
di s. Marco in reali stanze; anzi lo tro- ilLido di Peleslrina e di Chioggia, delti
vo denominato palazzo reale sebbene , Murazzi; altre annue 600,000 lire per
le Procurale uuove, ora palazzo reale, l'escavazione d' un canale di comunica-
cominciate dallo Scamozzi fino al io.° zione diretta fra l' Arsenale e il detto
arco, fu quindi compiuta l'opera a più. porto di Malamacco, e per rendere que-
riprese in tempi diversi e da vari archi- sto capace al passaggio di vascelli da
tetti, e la nuova ala nel 8 1 o demolila la1
7 4 cannoni. Pose a disposizione del mu-
chiesa di s. Geminiano, bensì già il giar- s. Cristoforo della Pace
nicipio l'isola di
dino erasi formato nel 1808 coli' atter- per formazione del pubblico generale
la

ramento degli antichi granai. Datosi ne' cimiterio della città, ordinò diesi faces-
giorni appresso ad informarsi con accon- sero i pubblici giardini , rinvigorì con
cie interrogazioni sull'andamento de' ricche dotazioni le rendile del comune
pubblici affari, istruitosi de'bisogni della e degli istituti di beneficenza, donò alla
città, e fattosi a visitarla diligentemente, biblioteca, pur da lui visitata, 23,ooo li*
in uno a'iuoghi principali della Laguna, re per acquisto di libri;» e Morelli bi-
era intanto aperta ad adunanze splendi- bliotecario , da bibliografo chiarissimo
dissime e a concerti melodiosi la reggia, fattosi servile e non leggiadro istorico
celebrandosi in pari tempo da'veneziani delle feste anzidette, vedeasi gratificato
il grande avvenimento cou una cantata e con una vitalizia pensione di 2000 lire,

con un festino nel teatro della Fenice, e coli' ordine della corona di ferro ". Il

oltremisura magnifici, coll'usato e anti- Mulinelli, che così parla, tra le note il-

chissimo nazionale spettacolo della rega- lustrative, ne riporta l' estratto. Io pos-
ta, oltre quello popolare di più. vetusta o- seggo il libro, dedicato all'altezza impe-
rigine del giuoco delle forze nel canale riale della viceregina d'Italia Augusta
dell'Arsenale , e con quello non meno Amalia di Baviera (per supplirealla sveu-
VEN V EN 37

loca toccata a' veneziani nella mancanza zo Foscari e quello de' Balbi erigevasi la
sua alle feste da loro celebrate in omag- meta, a cui pervenivano le gareggian-
gio di esultazione per la venuta faustis- ti barchette per cogliere il premio, la
sima), di magnifica edizione con elegan- macchina fa appunto costruita presso
ti disegni maestrevolmente incisi e acqua- al palazzo Balbi. In questo poi e in una
rellati. Descrizione delle feste celebra- magnifica loggia, costrutta per domina-
te in Venezia per la venuta eli S. M. I. recoraodamente la veduta delle duebrac-
R. Napoleone il Massimo imperatore cia del Canale, si recò a goderla l'impe-
de' Francesi , re d' Italia e protettore ratore colia regia comitiva, e partita la
a
della confederazione del Reno, data al 3. regata, nel suo maestoso caicco, co'
pubblico dal cav. ab. Morelli regio sovrani e principi, girò acclamato pel Ca-
bibliotecario. In Venezia nella tipogra- nal grande, indi al palazzo reale fece ri-
fìa Ricotti 1808. Rappresentano le 5 ta- torno. Lasciata Napoleone I la signora
a
vole : la i. il prospetto dell'arco trion- antica de'mari, per Treviso, ben accolto,
fale imboccatura del Canal
eretto all' si recò a visitare pure Palmanova e le
grande, pure imponente veduta dicoli' d'Osopo, indi festeggialo a
fortificazioni
questo e delle magnifiche e splendide Udine, retrocedendo fu al regio palazzo
barche che dirò, stupendamente deli- di Stra, eper Mantova fece ritorno a
neato dal Borsaio ed inciso dal Maina; la Mtlano, senza intrattenersi un istante a
a
2. il prospetto del medesimoarco sorgen- Padova. Questa dolente e confusa, gl'in-
te dall'acque marine, inciso da Albertol- vio un'ambasciata con a capo il virile in-
Ii;3/la peota e la bissona a servizio del- gegno del concittadino Melchiorre Ce-
l' imperatore re, invenzione di Puzzi, di- sarotti, allora ammirato principe della
segno del Corsalo, incisione dell' Alber- letteratura (poeta stimato, scrittore vi-

elli ;
4" l a peota a servizio del viceré, vace, acuto filosofo, critico erudito, sin-
e la bissona fatta eseguire dal podestà, golareggiandosi nella poesia e prosa con
invenzione e disegno di Borsato, incisio- parole e frasi francesi, come osservano :

a
ne dell'Albertolli; 5. il prospetto della Moschi ni, Della letteratura Veneziana
macchina per la regata, invenzione e in- del secolo XVIII fino a nostri giorni ;
cisione de'due lodati egregi artisti. Impe- Gamba, Galleria ed arti-
de' letterati
rocché la regata, una fra le più brillanti sti illustri delle provincie Venete del
feste veneziane, di cui il Canal grande è secolo XVIII) ; la potenza della cui e-
nobile e decoroso teatro, spettacolo pro- loquenza, ne vinse Io sdegno, l' amicò
prio di Venezia, soltanto dal i3oo circa. con Padova, ed all' oratore procurò vi-
la quale nel 1 3 1 5 decretò regate annua- talizia pensione di 4>ooo lire e il gra-
li a' 25 gennaio con galee (il vocabolo do di commendatore della corona fer-
vuoisi derivato da riga, che vale linea, rea, che divenuto maggiormente entu-
perchè precisamente in riga e in linea si siasta, anco alla poesia estese le lodi pro-
mettono le barchette che corrono il pre- fuse nella prosa, col poema Pronea. Nel-
mio; altri lo pretendono da rcmicata i e la Storia di Pio VII, dell'Artaud, t. 2,
meno assai da auriga: la i. a istituzione p.9D,è una lettera scritta daChampagny
ebbe a scopo l'esercizio delia gioveutù all'ambasciatore francese Alquier, a' 7
marineresca al maneggio del remo sulle dicembre da Venezia, celebrando l'acco-
galee e altre barche guerriere; ne parlai glienza futa a Napaleoue I, colla mira
nel § XVI, n. 5); spettacolo sempre più » d'incoraggiare coloro che sostenevano
sorprendente che veder si possa per la essere conveniente che il Papa cedesse
maguificentissima pompa del singolare alle pretensioni d'ungrande vincito-

suo complesso; e siccome fra il palaz- re, il quale a suo talento disponeva au-
38 YEN V EN
che degli stati dell'antica e possente repub- I, il quale rispose sul fine di luglio 1807.
blica veneta". — Intanto fra le angustie » Il Papa meditare interdetti e scomuni-
enormi che Napoleone I incessantemente che, e cercare cou un tal mezzo di susci-
recava a Pio VII, altra amara questione tare guerre e rivolte. In tale stalo di co-
addolorava l'ottimo Papa, per 1' esten- se dover esso provvedere alla tranquilli-
sione alle proviucie venete del summen- tà de'suoi popoli, e separarsico'medesimi
tovato concordato del regno Italico. L'ac- dalla Sede romana! Tutta la colpa ne sa-
cennai nella sua biografìa, e qui come luo- rebbe stata del Papa, il quale era guidalo
go suo col Coppi meglio ne riparlerò. da interessi temporali a preferenza de'di-
Sino dal settembre 1806 il ministro del vini! Del rimanente se questi voleva com-

culto del regno Italico avea trasmesso a porre tutte le questioni pendenti, incari-
Roma le nomine a diversi vescovati tan- casse un plenipotenziario a trattare a l'a-
to dell'antiche diocesi della repubblica rici. Partecipasse tultociò a Roma". Co-
italiana, quanto di alcune esistenti uel si fece Pio VII replicò tran-
il viceré, e
territorio veneto unito al regno dopo la quillamente a tanta improntitudine I' 1 1

pace di Presburgo. 11 Papa però rispose : agosto. ** Non aver potuto leggere senza
» Certamente uiunopiù di lui desiderai e ribrezzo le proposizioni contenute nella
che si provvedessero le chiese de'ioro pa- lettera di Napoleone
esse non aver ; ma
Far però osservare che dal gover-
stori. bisogno di confutazione, essendo di già
no Italico le nomine si erano fatte in state confutate le tante volte. Esse nou
forza del concordalo; ma questo da Na- aver nemmeno potuto turbare 1' animo
poleone essersi violato nella stessa sua suo per le conseguenze minacciale riguar-
promulgazione; dalla s.Sede non essersi do alla separazione dalla s. Sede di tanta
perciò pubblicalo : quiudi non potersi in parte d'Europa. In tal ca60 egli ne avreb-
forza del medesimo nominare. Doversi be pianto, ma ninna colpa sicuramente
inoltre considerare che il privilegio di se ne sarebbe potuta rifondere in lui. Del

queste nomine accordate per il regno I- resto con tutto il piacere prestarsi alla pro-
lalico non si poteva estendere a'dominii posta trattativa in Parigi per comporre
veneti che posteriormente vi erano slati tulte le vertenze". Nominò di fatti il car-
uniti.Di più essersi dal governo Italico dinal Litta milanese per portarsi colà a
nominalo ad alcune diocesi venete, alle negoziare, ma Napoleone lo rifiutò; fece

quali per lo innanzi aveva sempre prov- lo stesso di un altro eh' era stalo surro-
veduto direttamente la s. Sede. In tale gato, cioè il cardinal Pacca, e finalmente
stato di cose pertanto, doversi prima ac- manifestò, che avrebbe ricusalo qualun-
comodare le questioni insorte sul concor- que cardinale, tranne \\ francese Latici'
dalo Italico, e doversene concludere un de Bay amie, del tutto sordo! Nel tempo
altro pe' veneti dominii prima di provve- stesso Champagny, nuovo ministro degli
dere de'ioro vescovi le diocesi indicate". affari esteri di Francia, dichiarò al cardi-
A questi principii d'ecclesiastica discipli- nal Capraia legato in Parigi, Pio VII a-
na il viceré Eugenio osservava: » Che sa- ver buone intenzioni ma cattivi consi-
rebbe opportuno il differire ad altra e- glieri : scegliesse, o la perdita delle Mar-
poca la discussione de'reclami relativi al che, il cambiamento della sua politica;
concordato. Nelle circostanze in cui era più esigere l'imperatore, che si trattasse
allora l'Europa, e specialmente il più po- anche in Parigi uu concordato per la con-
tente fra' monarchi cattolici, doversi piut- federazione Renana di Germania, e ciò
tosto prescindere da ogni al tra cosa e prov- co'cardinali Capraia o Latierde Bayan-
vedere le Chiese de' loro pastori ". Del ne, o col nunzio dimorante in quella re-
resto, egli comunicòil tutto a Napoleone gione mg/ della Genga (poi LeoueXIf).
V E » V E N 39
A tante insolenze e invettive, corrispose Successivamente il genio malefico distrut-
il mansueto Pio VII con compiacete an- tore, in breve giganteggiò in Venezia, nel

che in questo il prepotente Napoleone I. modo tante volte lagrimato cou isdegno.
r
Questi però, benché mg. della Genga 11 domiuio francese in Italia, ormai avea
già fosse giunto iu Parigi, e il cardinal suscitato contro di se lo spirito pubblico,
Latier de Bayanne viaggiasse a quella essendo per lo più conquistatori dete-
i

volta, eseguì tirannicamente le minacce, stati da'popoli vinti. L'Austria vieppiù


facendo colle truppe di Lemarois occu- divenuta gelosa della crescente colossale
parle provincied'Ancona, Macerata, Fer- potenza di Napoleone I, die avea dato il
mo e. Urbino, riunendo queste Marche regno di Spagna ai fratello Giuseppe, e
a! regno Italico. Tutlociò succedeva men- quello di Napoli al cognato Murai, si ar-
tre Champagny avea notificato a' pleni- mò poderosamente nel 1808, onde Na-
potenziari pontifìcii: dovere ilPapa adot- poleone se ne lagnò acremente e fece
I

tare il sistema federativo e far causa co- marciare truppe in Germania, benché
mune coll'imperatore in tutte le guerre; l'imperatore Francesco 1 pel suo amba-
riconoscere i sovrani fatti da lui, inclu- sciatore Mettermeli avesse dichiarato a
vameute
si a'fratelli Luigi e Girolamo, re Parigi nell'agosto non volersi che difen-
d'Olanda il i.°,edi Weslfaiia il 2. ; ri- dere; ma poi nel seguenteanno 1809 pub-
nunziare a'principati di Benevento e Pou- blicò un manifesto contro le operazioni
tecorvo, da lui dati a Talleyrand e Ber- della Francia, e fece maneggi per sot-
nadette, senza nemmeno parteciparlo al trarre dal suo dominio la Germania set-
la signora di essi, la s. Sede; portare il tentrionale, l'Olanda e l' Italia. Indi gli
numero de'cardinali francesi a!3.°di quel- austriaci si avanzarono a' 9 aprile sulle
lo del sagro collegio: finalmente, il con- offese, con invadere, l'arciduca Carlo, la
cordato stabilito pel regno d'Italia, rice- Baviera ; ma Napoleone I vinse gli au-
vesse eziandio la sua esecuzione nell'an- striaci a Landsut,ad Eekmùhl ed a Ra-
tico stalo veneto, in tutti i paesi del re- tisbona, e prese Vienna; ma passato il

gno annessi, ed in quelli di Lucca e Piom- Danubio dall'arciduca Carlo, Io vinse a


bino; e che n un vescovo del regno d'I-
;
Esling o Gross-Aspern. Nel detto giorno
talia fosse obbligato di portarsi a Roma 9 aprile l'arciduca Gio. Battista passato
per esservi consagrato. Riservarsi fare al- l'Isonzo si avanzò nel Friuli, con nume-

tre domande, specialmente per tardanza rosi corpi di cavalleria, ponendo l'assedio

di risposta. Non potendo Pi VII accon- a Palmanova ed Osopo. Il viceré Euge-


sentire accennate e altre esorbitanze,
all' nio trovavasi iu Udine, senz'avere adu-
lini con perdere il resto dello stato e con nata la sua armata, onde si ritirò per con-
essere strascinato prigione a Savona ! La centrarla sostenendo vari combattimen-
gerarchia ecclesiastica perseguitata e di- ti, a Pordenone il i5 perdendo un di-
spersa, manomesso ogni ordine di cose. staccamento francese fatto prigioniero.
Frattanto iu Venezia si sopprimevano con- Intanto colle sue divisioni unite credette
venti e monasteri, riuuendo in altri ac- poter presentare battaglia agli austriaci
calcati religiosi e monache, alcuni di tali e tentare di arrestare t movimenti offen-
edifizi colle chiese si demolivano, e così sivi, mentre era di già pervenuto a pren-
sparivano monumenti antichi e nobilissi- dere posizione sulla Voncel. Adunque
mi per meravigliose pitture, di pietà pa- nella mattina de' 16 schierò presso Sa-
tria e di religione, rovinando sotto vene- cile le divisioni di Grenier e di Barbou
ziani picconi, e per essi violati e distrutti nel centro, Seras e Severoli all'ala destra,
i cittadini sepolcri, che contenevano illu- Broussier alla sinistra, e tenue in riserva
stri ceneri di benemerentissimi veneti. la cavalleria diSahuc con qualche squa-
4o VEN VEN
drodC della guardia italiana. Si combat- percuia'28 aprile sospese i suoi movi
le per 6 ore con eguale coraggio e fortu- menti offensivi. Il viceré che ili ciò si ac-
na, nelle pianure di Fontanafredda fra corse, nel dì seguente volici fare una ri-
Pordenone e Sacile, grave e sanguinosa cognizione generale su tutta la linea, e
pugna; ma in fine gli austriaci superiori ne seguirono diversi combattimenti ; ri-
in numero e specialmente in cavalleria, chiamò poi l'armata a'suoi postinolo la-
minacciarono ài circondare l'ala sinistra sciando un forte distaccamento a Baslia.
del viceré, ed allora questi dovette cede- A' 3o aprile V attaccarono e presero gli
re, e alle 3 pomeridiane ordinò la riti* austriaci, e nella seguente notte comin-
rata su Sacile. La cavalleria di Salme fu ciarono la ritirata; ripassato il Brenta a'

disfatta ; e Broussier sostenne con diffi- 3 maggio, a'6 furono sulla riva sinistra
coltà la ritirata. La sola notte mise fine della Piave. Il viceré li persegui e accad-
alla battaglia, che fu disastrosa pe' fran- dero diversi combattimenti, specialmen-
cesi e italiani, avendovi essi perduto più te a Montebello, Olmo, Vicenza, Bana-
di 2,000 uomini: tra' feriti vi furono i no e Treviso. Sulla Piave però gli au-
generali francesi Garresi! e Teste. Dopo striaci mostrarono di volersi fermare al-

questo disastro il viceré, obbligato s pie- quanto, massime presso il ponte della
gare e a ritirarsi, mandò il general Bar- Priula che distrussero, e a Rocca di Stra-
bou con sufficiente presidio a Venezia, e da sulla via di Collegllano. Il viceré pas-
ritirossi a Caldiero sull'Adige, dove giun- sato subito il fiume a guado presso Lo-
se a'22 aprile. Radunòquivi tutlele trup- vadina e s. Michele l' 8 maggio comin-
pe disponibili del regno Italico, e fu raf- ciò a far passare le sue truppe senz'im-
forzalo dalle divisioni francesi diRusca pedimento, assaltando il nemico, e tosto
e Durutte. Napoleone I gli spedì per ap- l'azione divenne fiera e generale. Gli au-
poggio o consiglieri Macdonaid e Luigi striaci opposero vigorosa resistenza, ma
Baraguay d'Hilliers generali d'antica ri- poi retrocederono si! tutti i punti, riti-
putazione. Allora egli die'un nuovo ordi- randosi a Conegliano. I francesi calcola-
namento all'armata ; e mentredava que- rono la loro perdita a 2,5oo uomini, e
ste disposizioni sull'Adige, avendo gli au- quella degli austriaci a 10,000. L'arci-
si riaci invasoli Veneziano,cioè ilTrevigia- duca continuò a ritirarsi verso la Stiria

no.il Padovanoe parte del Vicentino,suc- e l'Ungheria, inseguito dal viceré che lo
cedevano diversi combattimenti sotto le danneggiò a s. Daniele, occupando diver-
piazzeassediate,especialmente presso Ve- se città e luoghi. A' i4 g ,u g no benché >

nezia, dove da qualche tempo governo


il con forze inferiori, presso la città di Ruab
attendeva a fortificare le Lagune con 8 o Già varino, assaltò con 36, 000 uomi-
forti e 97 fortini. A'23 aprile l'arciduca ni l'arciduca, e dopo 4 ° ,e di combatti-
Giovanni assaltò con molte truppe uno mento senza che alcuna delle parti ce-
di questi forti costrutto a Malghcra,e ne desse, gli austriaci si ritirarono verso il

ftt respinto con perdila di diverse centi- Danubio. I francesi annunziarono d'aver
naia d'uomini. Intanto occupò Padova perduto 2,5oo uomini, e d'averne fatti
e Vicenza, e poi si recò sull'Alpoue pres- perdere agli austriaci 7,000. Dipoi il vi-
so Caldiero. Nel tempo stessoattesero gli ceré pubblicò, che nell'i «seguire l'arma -
austriaci a spargere proclami per indur- la austriaca dall' Adige al Danubio, le

re gl'italiani a rivolgersi contro i france- toUe 37,000 prigionieri con 197 canno-
si, ma non produssero molto effetto. Dap- ni. Precaria dunque fu la dominazione

poiché attesa la disfatta della principale austriaca ne' luoghi occupali e tosto le

armata austriaca in Germania, l'arcidu- loro disposizioni furono annullate, alle-

ca Giovanni ebbe ordine di retrocedere, viandosi i danni risentili da'ciltadiui de'


V E N VEN ii
dipartimenti dell' Adriatico, del Bacchi- secondo viaggio fornisce incidenti ,che per
glioiie, del Brenta, del Piave, del 'raglia- una gloria veneta non si debbono intra-
mento e del Passeriano, con proroga di lasciare, ricavandoli dall'accuratissimo
pagamento alle pubbliche gravezze. La e autorevole cav. Artaud, t. 2, cap. 62.
vittoria riportata a Wagram a'6 luglio Genova giunse inParigi 1' 1 1 ottobre 18 o, i

da Napoleone I, indusse Francesco I nel- e fu presentato a' 1 2 all'imperatore e al-


la seguente notte all'armistizio di Zua ti m, l'imperatrice, mentre facevano colazione.
e alla rovinosa pace diSehonbrunn. — Il Canova disse, ch'era venuto a fare il ri-
decreto fatale de'2 3 aprile 18 io per Ve- tratto all'imperatrice, per soddisfare Sua
nezia e pe' paesi veneti ordinò la genera- Maestà, e tornare al più presto a Roma
le soppressione delle corporazioni reli- per riprendervi i suoi lavori. >-> Ma, ri-
giose de' due sessi, delle confraternite e spose l'imperatore, Parigi è al presente
di altri stabilimenti pii. Nel 18 10 creato la capitale, bisogna che restiate qui, e lo

in Milano un istituto di scienze, lettere farete bene. — Voi, Sire, siete il padrone
ed arti, una sezione fu stabilita in Vene- della mia vita, ma se piace all'impera-
zia (di recente si è pubblicato: Atti del- tore che sia questa impiegata e spesa a
Vi. r. Istituto Veneto di scienze, lettere suo servizio, bisogna che mi conceda di
ed arti dal novembre 858 all'ottobre 1 tornare a Pioma tosto che avrò compiu-
1859. Tòmo 4°> serie 3. \ dispensa !.", to i lavori pe'qoali sono qui venuto. Mi
Venezia tipografia Antonelli 1859), che è stato parlato di fare il ritratto dell'im-
poi nel 1812 vide fondato l'Ateneo ve- peratrice : io la rappresenterò sotto la fi-

neto, e 1' Arsenale divenne operosissi- gura della Concordia ". L' imperatore
mo per navali costruzioni, da non cede- cortesemente sorrise e replicò. « Il cen-
re all'attività spiegata in pari tempo da tro è qui, qui si trovano tutti capolavo- i

que' di Tolone, Brest, Anversa ed Olan- ri antichi. Manca solo l'Ercole Farnese

da. A' i5 agosto del 181 1 s'inaugurò ch'èa Napoli. Me lo sono riservato per me.
in Venezia la statua colossale diNapo- 1 —
Lasci, riprese Canova, ah lasci alme-
leone 1, lavorata da Domenico Bariti, ed no qualche cosa all'Italia; monumenti i

eretta sulla Piazzetta di s. Marco alla me- antichi formano collezione e catena con
dieta della facciata del palazzo ducale ; un'infinità d'altri che non si ponno tra-
tolta poi a' 19 aprile 18 i4> e distrutta, il sportare né da Roma, nèda Napoli". Bel-
modello originale fu collocato nel mu- lo sarebbe il riportare i diversi dialoghi,
seo di A. Sanquirico,ora alienato sta per fra wn Napoleone I ed un Canova, ma
passare in Francia. Frattanto, avendo appeua mie dato riprodurne alcuni. Dis-
Napoleone 1, in mezzo a tanta formi- se Napoleone I, che a riparare le perdite
dabile potenza e gloria, perduto la spe- d'Italia, avrebbe ordinato scavi a Roma;
ranza d'avere successione di figli nel gran- ma Canova rispose, su di essi averne un
de impero dall'imperatrice Giuseppina, sagro diritto i romani, né potendoli ven-
senza badare all'indissolubilità del matri- dere e mandar
fuori, qual retaggio del
monio, la ripudiò nel declinar del 1809, popolo re e ricompensa data dalla vitto-
e nell'aprile del 18 io si congiunse in ma- ria a'ioro antichi padri. Parlandosi del-
trimonio coll'arciduchessa d'Austria Ma- la già discorsa statua colossale in piedi
ria Luigia, figlia dell' imperatore Fran- dell'imperatore, questi mostrò dispiacere
cesco 1, argomenti abbastanza parlati a' sapendo eseguirla ignuda, onde disse al
propri luoghi. — Poco dopo Napoleone Canova. » Ma perchè non fate voi nuda
I volle che Canova facesse il ritratto del- anche la mia statua colossale a cavallo?
la novella imperatrice sua consorte, sol- — Questa deve avere il costume eroico :

lecitandolo a ritornare a Parigi,e questo i vecchi re di Francia, e il vostro Giù»


4* V EN V EN
seppe II iti Vienna, o Madama, sono così vava sempre a punto, senza però che il

perchè sono a cavallo". Canova


dligiali, pensiero nulla perdesse del suo valore
francamente, per l'amore ohe aveaal Pa- e di certa quale irresistibile incisione.
pa ed a Roma, piti volte affettuosamente L'imperatrice guardava Canova con me-
deplorò la condizione dell'uno e dall'al- raviglia mistacon una contegnosa sod-
ti a, perchè separali.»* Ma noi, soggiunse «lisfazione ". Allora Canova incoraggia-
Napoleone I,faremo Roma capitale d'I- to maggiormente, continuava il suo te-
i dia, e vi aggiungeremo Napoli. Che ne ma: persuaso che l'animo dell'impera •

dite? ne sareste contento? — Le arti po- lore non fosse tirannico, ma solo gua-
trebbero ricondurvi la prosperità. La Re- sto dagli adulatori che gli nascondevano
ligione favorisce le arti, e questa, o Sire, la verità. Pareva che Canova avesse Ti a
questa sola le ha sostenute presso gli egi- sua libera disposizione, e per se solo, il

si, i greci ed i romani. I lavori de' ro- Napoleone credente.Dopo uno di que'mo-
mani portano tutti l'impronta della Re- vimenti d'artista, che pareva a null'altro
ligione. Questa salutare influenza sulle intento che a più profondamente studia-
fi iti le ha salvate ancora in parte dalla re il suo modello, siccome poi confidò
rovina de' barbari. Tutte le religioni so- al grazioso eloquente storico, continuò.
no benefattrici delle arti; e quella eh' è » Ma, Sire, perchè Vostra Maestà non si

più. particolarmente e più splendidamen- riconcilia inqualche modo col Papa? —


te la loro protettrice e la loro madre, è Perchè i preti, signore, vogliono coman-
la vera Religione, la nostra Religione dare dappertutto, ed esser padroni di tut-
cattolica romana. I protestanti, Sire, si to (pretendeva di credere Napoleone), co-

contentano
1
d' una semplice Cappella e me Gregorio FII(F.). —
Mi pare però,
d una Croce, e non porgono occasione Sire,che ciò non si possa temere oggidì,
d'eseguire pregevoli capolavori d' arte. poiché Vostra Maestà è padrone di tutto
Gli edifìzi eli essi possedonofurono fab- in Italia. — I Papi hanno sempre tenuta
bricati da altri ". L'imperatore voi tosi repressa la nazione italiana, quando \\ov\

a Maria Luigia, interrompendo Canova, erano neppure signori in Roma (qui Na-
esclamò:*» Egli ha ragione, niente hanno poleone si mostra ignaro della storia), in
«li bello i protestanti". In un'altra sedu- grazia delle fazioni de' Colonna e degli
ta, non mostrando fare attenzione che a* Orsini (altri errori storici di Napoleone).
tratti dell'imperatrice ea'lineamenti dol- — Certamente, o Sire, se i Papi avessero
ci e delicati del suo viso, e dando ase stes- avuto l'ardire di Vostra Maestà, ebbero
so un'intrepida missione innanzi al Gio- bei momenti per diventare i padroni di
ve Italico (sic), Canova parlò ad un tratto tutta Italia! — Questa ci vuole, mio si-

«li Pio VII. »» Le prime parole che sfug- guore,l'interruppe Napoleone I, toccando
girono al veneziano furono si forti, che l'eLa della sua spada, la spada ci vuole
temetteperun momento d'aver commes- (ma Napoleone, come pur leggo nell'Ai*-
sa una imperdonabile imprudenza, ma taud, avea detto a'suoi ministri: trattale
il sopracciglio di Napoleone l non avea colPapa come potenza che disponga di
annunziatola burrasca ; ascoltava egli at- 2oo,ooobaionetle prontejeduuo de'suoi
tentamente questi rimproveri, che per più illuminati ministri, Cacault, scriveva
quanto fossero forti e tendessero eviden- a'27 ottobre 1802 a Napoleone: Il Pa-
temente ad un diretto fine, erano però pa è affezionalo alla Francia, ma dev'es-
articolaticon un accento gentile, rispet- sere rispettato e ubbidito come un sovra-
toso, con quel noti so che del carezze- no che avesse cinquecento mila uomini
vole veneziano che tanto allctta, in una a'suoi comandi. Lievissimo paragone del-
lingua dove la parola propria uon arri. l' un a» e usa forza morale de'Papi,a cui per
V EN YEN 43
lo meno piegano li ginocchio, nelle cin- d' Austria, voleva la mia morte ". —E
que parti del mondo, duecento milioni vero, riprese Maria Luigia. Canova, —
d'individui !).
r

Non la Spadn(P .) sola, co'suoi magnanimi sensi avea detto tut-
con essa il liuto (bastone ricurvo usato to quello che poteva dire un cristiano co-
dagli auguri; ma il Canova, poiché tutti raggioso, e ripartì per Roma, da lui a-
i grandi artisti hanno privilegiato inge- mata quanto Venezia, ricusando la digni-
gno, dono di Dio, e sono eruditi, intese tà di membro del senato di Parigi. Egli
alludere al Pastorale). Ma finalmente, dunque procedette avanti quello che fa-
Sire, giacche voisietegiuntoa tanta gran- ceva tremare lutti, da cattolico e da ita-
a
dezza colla vostra spada, non permettete liano (Canova ritornò poi una 3. volta
che i nostri mali si accrescano, lo ve lo a Parigi da Luigi XVUI, per commis-
dico ingenuamente, se non sostenete Ro- sione di Pio VII, per ricuperare a Roma
//jtf,essa diviene quella ch'era allora quan- i capi d'opera di scultura e pittura, ol-
do i Avigno-
Papi trova vansi stanziati in tre gli arazzi ivi trasportati: ne ragionai

ne". L'i muratore parve vivamente com- nella biografia del Papa e altrove. Vi
mosso e colpito da questo fatto; disse con si recò col fido e colto Acate, il fratello
r
forza. >* Ma mi fauno resistenza? E che? uterino mg. Sartori-Canova. A tanto
non sono io forse il padrone della Fran- nome, mi piace qui aggiungere, agli o-
cia, di tutta Italia, di tre grau parli del- nori funebri resi all' illustre prelato e
la Germania? non sono il successore di dichiarati nel voi. XCI,
276, quelli p.
Carlo Magno l Se i P»pi d'oggidì fos- annunciati dalla Civiltà Cattolica de' io
sero stati come Papi d'unai volta, il tut- febbraio! 8 5g a p. 479. Giuseppe da Col,
r
to sarebbe assestato (opinione privata di Discorso funebre per Mg. 111° e Rev.°
Napoleone: del resto m'appello alla Sto- Vescovo di Mindo Giambattista Sar-
ria). E i vostri veneziani, sì, essi pure, tori-Canova, letto nelle solenni esequie
non ebbero brighe co'Papi ? — Non sino fatte nel tempio diPossagno dalla con-
al punto ove si è portata Vostra Maestà. gregazione delle scuole di Carità nel 26
— Ma iu Italia il Papa è tutto tedesco'*. luglio 1 858, Castel Franco tipografia di
E iti così dire, Napoleone I guardò l'im- Gaetano Lougo 1 858. Neil' esequie di
peratrice. >» Posso accertare, l' impera- Monsignor Giambattista Sartori- Ca-
trice rispose, che quando io era in Ger- nova vescovo di Mindo, celebrate in Cre-
mania, vi si diceva che il Papa era tutto spano il 3 agosto 858. Orazione del-
1

francese". Napoleone I continuò: » E- Vab. Giuseppe Jacopo prof Ferrazzi }

gli non ha voluto (Pio VII) cacciare ne Bassano tipografia di A. Roberti 858).

1

i russi, ne gl'inglesi, ne gli svedesi, né i Per le vicende politiche, l'imperato-


sardi da' suoi stali". 5 novembre l'im-
Il re Francesco I, dipoi nel 181 2 si collegò
peratore, prima di congedare Canova, col genero; indi avvicinandosi il tramon-
volle dargli un'idea della sua potenza, to della fbrluua Napoleonica, altra av-
per mostrargli il perchè non dovea mai ventura, catnbiatrice di destini, sovrasta-
dare addietro.* Signor sì, ho sessanta mi- va intanto all'Italia. Narrai in tanti ar-
lioni di sudditi, da otto a novecento mi- ticoli, che Napoleone I nel 181 1 si pre-
la soldati, centomila cavalli. Gli stessi an- parò alla strepitosa guerra controia Rus-
tichi romani non ebbero mai forza pari sia, alleata dell'Inghilterra, e nel 18 12
olla mia. Ilo dato quaranta battaglie: in marciò ad invaderla; ma non ostante i

quella di Wagiam ho sparato centomila progressi fatti, tentò inutilmente paci-


colpi di cannone, e questa signora, ag- ficarsi coll'imperatore Alessandro I, si ri-

giunse volgendosi all'un pelatrice, sì, que- tirò da Mosca e perde il fioritissimo eser-
sta signora, che allora era arciduchessa cite, nel quale erano tanti valorosi ita-
>

W VEN VEN
liani, eneli8i3 ville l'i m perai ore Fran- conquistando gli austriaci, ed a' presidii
cesco I suo suocero collegarsi contro di lisciati Osopo e
a Venezia, Palmanova,
lui colla Russia, l'Inghilterra e la Prus- armata a 32, 000
altrove, ridussero la sua
sia, cui poi si unirono altri sovrani e la combattenti; nondimeno la posizione gli
Baviera, per ripristinare l'equilibrio eu- permetteva sostenersi contro le forze su-
ropeo, onde da essi gli fu dichiarata la periori austriache, anzi di respingerle si-

guerra. Nella Sassonia e ne' campi di no a Pilcante, facendo il simile Gifllen-


Lipsia a' 8 ottobre, colla famosa disfat-
i ga in valle Trompia. Intanto Hitler a'
ta di Napoleone l,si vendicarono collega- i novembre lasciò Marschal condue briga-
ti delle lunghe ingiurie sofferte. Raccon- te sotto Venezia, già da'3 ottobre bloc-
tano il cav. Mulinelli e il cav. Coppi,con- cata anche per mare dagl' inglesi, che da
sequenza degli strepitosi guerreschi av- più. anni ne dominavano il mare; a'.i5
venimenti, paesi veneti si trovarono
i fu respinto dal viceré a Caldiero e Colo-
esposti allearmi austriache, comandate gnola, sino alla riva sinistra dell' Alpo-

dal principe Enrico XV di Reuss-Plauen, ne; ma però, avanzatosi a' 19 Hiller con
prima a mezzo del generale in capotili- molte truppe, ad assalire il posto di s.

lei* facendo cominciare le olfese nel fine Michele, difeso da circa 4>°oo francesi,
di settembre; prese Trieste, e spedì trup- dopo resistenza gli obbligò a ritirarsi in
pe sufficienti per ricuperare la Croazia, Verona. Nel tempo stesso il general Nu-
l'Istria e Dalmazia. Laonde il viceré
la gent, essendosi imbarcato a Trieste so-
Eugenio tempo avea ordinato le cose
a pra bastimenti inglesi con 3,ooo soldati
necessarie alla guerra imminente. Aven- di diverse nazioni, a' i5 novembre per
do egli da 70,000 uomini, con molta operare nelle Legazioni pontificie, passa-
prudenza li divise in 3 principali corpi ; to il Po e l'Adige, «barcò nell'imbocca-
il 1. "comandato da Grenier pose campo tura del canale di Mesola, es'inipadrouì
sulle rive dell'Isonzo e del Tagliamenlo; delle rive del Po a Goro ed a Volano, e
il i.° diretto da Verdier si stabilì a Vi- poi si mise in comunicazione con Hiller
cenza, a Castelfranco, a Bassanoea Fel- e il forte dell'esercito austriaco, a'2 i no-
tre; il 3.° governato da Fino, a Padova vembre nel Padovano. In tal giorno, già
e a Verona alloggiava. Ma forti gli au- occupati da' vincitori tutti i passi, tutti i

striaci di buone ragioni, ed avendo po- i canali che conducono alleLagune di Ve-
poli amici, il viceré li combatté inutil- nezia, questa perde l' unica via che le

mente, benché da condottiero valoroso rimaneva ancor libera dalla parte di


ed esperto, facesse onorale fazioni sull'I- Chioggia e di Brondolo,e restò perfetta-
sonzo, sul Piave, ed a Rosa presso Bas- mente bloccata e con essa Chioggia e le
sano ; ed eziandio ad onta di altri sforzi, isole tutte delle Lagune. Venezia intera-
e che barbaramente ordinasse il brucia- mente imprigionata, conteneva una po-
mento del ponte sul Brenta a Bassano, polazione di 160,000 persone compresa
famosa opera di Bartolomeo Ferracinu. quella delle isole (le donne eccedendo di
Obbligato quindi V esercito di Eugenio 10,000 sugli uomini), oltre il presidio
a ritirarsi, fissò a Verona suoi alloggia- i che sommava a circa 1 1,000 soldati. Il
menti nel principio di novembre, sicco- veneto cav. Mulinelli ci dà P esatto sta-
me posizione strategica e munita, dopo to della città di Venezia e delle isole,

aver perduto ne' diversi combattimenti uelTattualità del blocco generale; quel-
circa 6,000 uomini, e quasi altrettanti lo de'diversi corpi della guarnigione ita-
gli austriaci. Le perdite fatte, aggiunte liani e francesi, delle occorrenti razioni
alle diserzioni de'soldati appartenenti al- 1 5,ooo quotidiane; la disposizione della
le pro\incie sgombrate, che andavano forza marittima composta in tutto di
VÉN VEN 4-5

4,5oo noncompresaneidetio numero (^ c


i
' ti penuria del necessario al sostentamen-
presidio, l'enumerazione della squadra, to, tranne gPiufortunii che deplorerò. E-
della riserva, della flottiglia ripartita nel- sauslo l'erario e fatto ancor più povero
con 7 divisioni. Ricorda il Gior-
le località dal viceré pel ritiro di 160,000 lite, che
nale che contiene quanto è accaduto di disse di sua ragione, intendeva Seras a
militare e politico in Venezia e circon- ristorarlo coll'imporre un prestito di óv.e
dario durante l'assedio cominciato col milioni di lire, nel termine di 24 ore, e
giorno 3 ottobre 8 1 3 e terminato nel 20
i da ripartirsi sopra nicchi mercanti e pos-
aprileiSì^, Venezia 1 8 4s dalla fonde- 1
sidenti, guarentendolo però con altret-
ria e stamperia di Giovanni Parolari. Ri- tanto valore di argento vivo di regia ap-
porta pure lo stato della qualità e quan- partenenza. Poi, affinchè i cannoni della
tità de'diversi articoli di vitluaria perve- fortezza di Lido potessero liberamente
nuti in città dalla parte di mare duran- giuocare, ordinò la distruzione de' molti
te il blocco, senza pagamento di dazio, e vigneti e delle case che fino a Malamoc-
perciò preciso; non compresi molti altri co facevano ricca e deliziosa quella ma-
generi portati in Venezia dalla terrafer- rina; volle pure che rimpetto alle popo-
ma, non denunciati ad alcun uffizio. 11
e lose vie di Castello, della Piazzetta e del-
general Seras militarmente e con solda- le Zattere gettassero le ancore il Rigene-
tesca licenza governava Venezia, mentre ratore, Bernardo e il Castiglione,
il s.

con molto accorgimento e amore la reg- vascelli da 64 cannoni, affinchè la miglior


geva qual podestà il conte Bartolomeo parte di Venezia potesse provare il terri-
Gradenigo illustre patrizio veneto che
, bile efletto di quelle molte artiglierie; or-
avea sostenuto luminosi uffizi per la sua dinava in fine, che ninno, passata mez-
repubblica, e con molta lode ambascia- zanotte, girasse per la città senza lume,

te. Dichiarata dal viceré Eugenio la cit- ordine tramutalo in vero trastullo, la le-

tà in istato d' assedio dal precedente ot- tizia non essendo mai mancata, finché >l

tobre, e sospese per i5 giorni le gabelle tifo divenuto generale contagio fece stra-
sulle grasce, si era giovato il podestà per ge. IVloltiplicaronsi gli accattoni nel chie-
invitare i cittadini a provvedersi ciascu- der per le vie l'elemosina, già vietali, ma
no di vettovaglie, almeno per 6 mesi, e le conseguenze del blocco e del malore
per ordinare a lutti i venditori delle co- aveano diffuso il bisogno anche nelle classi

se necessarie al vitto e alle bevande, di agiate e nel clero, quindi si dovè lasciar
provvedere copiosamente loro fondachi; i libero il freno alla questua, vedendosi poi
una commissione annonaria poi, com- intere famiglie limosinare lungo il Pon-
posta de' personaggi integerrimi JNicolò te di Rialto e la Merceria. Ma la carità
Bianchini, Francesco Banchieri, Giusep- veneziana, con esempio meritevole di pas-
pe Giovanelli, Angelo Zusto e Vincenzo sare ricordato alla più tarda posterità,
Dario Paolucci, fu deputata a impedire i come esclama il conte Priuli , Discorso

monopoli! de'venditori, e di vegliare sui sugli Asili infantili^ p. 53, seppe in quel-
giusti pesi e misure. Per questi saggi prov- la terribile e stringente circostanza sosti-
vedimenti, e per una gran latitudine di tuire oro all'oro, che il male interpreta-
acque e di valli, che abbondevolmente to italico decreto de'25aprilei 806 d'av-
somministravano saporito e delicato pe- vocazione allo stato de' beni delle sedi-
sce, e per la destrezza de'barcaiuoli nel- centi mani morte, sinonimo delle bene-
l'introduzione delle vettovaglie, evitando fiche comunità religiose, avea rapito aile
ì legni inglesi e le vedette austriache, e parrocchiali fraterne de' poveri (poi in
profittando de'porti e degl'innumerevoli gran parte rivendicato nel 826 dalla vir- 1

rivoletti delle maremme, Venezia noD pa- tù di Francesco 1). In queste strettezze,
-

4f> V E N V E N
%Seras tempestava con una 2." tassa di ni- del Neipperg, l'arciduchessa avesse spo-
tro milione, senza che, tentili i giorni di sato il conte Carlo di llom belle* ausimi
carnevale, s'intralasciassero le maschere, co,suo maggiordomo e presidente ilei con-
i teatri, le musiche, le danze. In così stra- siglio), a'20 partì egli per l'isola dell'El-
no contrasto di lutto e di feste, di mise- ba di Toscana (V.)>* lui assegnata. Do-
rie e di gozzoviglie, sopraggiunse un fred- po la deposizione di Napoleone, i confe-
do insolito da accrescere le sciagure, to- derati parteciparono al savoiardo conte
gliendo in gran parte agli assediati vene- Bellegarde maresciallo austriaco, già sor-
7Ì;mi il cibo goduto in abbondan-
fin allora rogito ad Hiller comandante in capo del-
za e a vii prezzo; imperocché pel gelo del- l'armala d'Italia, perevitare inutile spar-
le acque perì infinita quantità di pesce gimento di sangue, di procurare di con-
nelle valli, ne'canali e ne'vivai. Nel me- cludere un armistizio col viceré Eugenio,
desimo tempo mostra varisi asciutte le ci- ch'erasi ridotto colcampoa Mantova, fi-
sterne, maggiormente scemò il vino , si gli vi acconsentì facilmente, essendo per-
difellòil pane,e i poveri ascesero a44. 1 67. suaso dell'inutilità d'ogni ulteriore guer-
E pure, un altro milione e mezzo s' im- ra, e d'altronde volendo tentare se pote-
poneva, e tale fu il pubblico malconten- va in quelle circostanze conservare gli a-
to che Seras si mise sulle difese a s. Ste- vanzi del reg««o Italico. Quindi radunati-
fano ove abitava. Venne la s. Pasqua, e si nel castello di Schiarino-Iiizzino pres-
riuscì affliggente per la carezza de'vive- so Mantova, il conte e luogotenente ma-
ri, vendendosi molta carne di cavallo per Neipperg austriaco, il generale
resciallo
vacca, e gatti per lepri ed a caro prez-
i comandante il genio d'Italia Dode de la
zo. Finalmente, mosso Dio a misericordia Brunnerie francese, e il general Zuccbi
de'popoli, e de'roali de'veneziani già pros- italiano governatore di Mantova, a' 16 a-
simi a patire casi estremi, opportuna-
i prile sottoscrissero la convenzione mili-
mente cambiare destini d'Europa.
fece i tare, che riporta il Mutinelli , ratificata
Vinto Napoleone I da'collegati, a'3 mar- 1 dal Bellegarde e dal viceré Eugenio, che
zoi8i4 entrati essi trionfalmente in Pa- il Coppi così compendia. » Fosse armi-
rigi, a' 2 aprile il senato lo dichiarò de- stizio fra le truppe comandate dal conte
caduto dal trono, ed a'6 Luigi XVIII fu Bellegarde, dal re di Napoli Murai (ch'e-
riconosciutole di Francia. Costretto Na- rasi collegato con l'imperatore d'Austria
poleone l* 1 aprile ad abdicare le sue di-
1 contro il cognato Napoleone), e da lord
gnità per se, e pel figlio Napoleone II (il Bentinck, e quelle capitanate dal viceré
quale partì per Vienna colla madre, poi Eugenio. Le truppe francesi, facenti par-
duchessa di Parma, Piacenza e Gua- te dell'armala del viceré, rientrassero nel-
stalla. Questa principessa, dopo la mor- le frontiere dell' antica Francia al di là
te di Napoleone, prese in consorte il con- delle Alpi, e incominciassero il movimen-
te Alberto Adamo di Neipperg tenente to dopo due giorni se non ricevevano pri-
maresciallo nelle truppe austriache e ma ordine dal loro governo. Le italiane
suo cavaliere d'onore, che poi morì nel continuassero ad occupare tutta la par-
1829. Da questo ebbe figli, de'quali al- te del regno d' Italia, e quelle piazze che
la sua morte erano viventi A Ibertina mo- non erano state ancora prese dai col-
glie del conte Luigi Sanvitale, ed Alber- legati. Le austriache potessero attraver-
to che volgendo in italiano il cognome sare il regno d' Italia per le strade di
di Neipperg fu denominato il conte di Cremona e di Brescia. Una deputazione
Montenuovo, ed era allora nell'esercito del medesimo regno avesse la libertà di
austriaco col grado di maggiore. Si cre- portarsi al grande quartiere generale de'
dette generalmente, che dopo la morte collegati, e nel caso che la risposta non
V E N V E N 47
fos^p tale da conciliare il tuffo, U ostili* fosse la durata. Toltasi di notte tempo la
tà fra 'collegati e gl'italiani non dovesse- statua di Napoleone, per ovviare ad altri
ro incominciare chef 5 giorni dopo rice- oltraggi, scomparse tutte le memorie del
vnte le determinazioni dell'alte potenze suo regno,nomi, immagini, insegne; per-
collegate. Le piazze di Osopo, di Palma- suasosi finalmenteDuperé,e divenuta Ve-
nova, di Legnago e di Venezia, ed i forti nezia nuovamente austriaca, veneziani i

dipendenti, fossero rime«se nell'attuale lo- abbandona vansi a inaspettata gioia/esteg-


ro stato agli austriaci nel giorno 20 apri- giando con luminarie, con tripudi, e con
le; le cui guarnigioni ne sortiranno cogli processioni solennissime delle parrocchie
(inori militari, armi e bagagli, essendo in alla basilica di s. Marco (sulla cui porta
libertà di seguirle le autorità civili, am- fu collocato il ritratto del gloriosoPio VI I,
ministrative e giudiziarie, lasciando alle che a' 24 maggio rientrò trionfalmente
autorità austriache le carte e gli archivi". nella sua Roma), di ringraziamento alla
Si ha di Federico Coraccinì, Storia del- B. Vergine sotto i cui possenti auspicii fu
J
l'amministrazione del regno d Italia du- fondata la città, per la cui intercessione
rante il dominiofrancese) Lugano 823. 1 DioTavea preservata nella decorsa dolo-
Saggio storico dell'amministrazione fi- rosa epoca, da que'flagelli co'quali la di-
nanziera del regno d'Italia da li 802 al vina giustizia avea punito le colpe di al-
8 4 di Giuseppe Pecchio, Milano 826.
1 1 1 tre nazioni (come si esprime I* invito del
J
Storia del regno d Italia divisa in 4 #• podestà, riprodotto dal Mulinelli colla de-
bri di Fabio Mulinelli, Venezia tipo- scrizione delle processioni); ed insieme so-
grafìa Cecchini
1848, libro che merite- lennizzando il felice avvenimento, invia-
rebbe ed amplia rione e ristampa, cose rono deputazione a Vienna all' impe-
in
agevoli all' illustre e operosissimo scrit- ratore Francesco 1 il podestà Gradenigo,
tore. Daniele Renier suo predecessore, e Gar-
3. Venezia liberata dal blocco,con gran- il loro ossequio. Se-
zoni, per tributargli
de esultanza accoglieva a' 19 aprile pri- i guì poi a'23 aprile ima convenzione fra
mi soldati austriaci (il conte Brillìi dice Eugenio viceré e Bellegarde, in forza del-
a'20), accorrendo il popolo, tumultuan- la quale gli austriaci occuparono tutto il

do, a svillaneggiale e minacciar rovina al regno Italico colle fortezze, a tenore del
marmoreo simulacro di Napoleone, men- trattato di Fontainebleau degli i, fra le 1

ti Duperé, contrammiraglio francese, o-


e potenze alleate e Napoleone, per aver que-
sanandosi a non volere ri conoscere altra sti rinunziato per se e suoi discendenti, co-
autorità che quella di Napoleone I, non me pure per ciascuno de'membri di sua
laconvenzione di Schiarino-' Rizzino, e di- famiglia, a qualunque diritto di sovrani-
chiarando di non voler cedere suoi va- i tà e di dominio sul regno d'Italia. Dice
scelli sovrano, stava già
a qualsivoglia di Eugenio il Coppi: Fece tentativi per
colle miccie accese presso cannoni per i avere il regno d'Italia, della di cui divi-
ridurre nell'ira sua in un mucchio di sas- sione avea trattatocon Murat, quandori-
si l'emporio di meraviglie dell'innocente voltato contro Napoleone lo combatteva.
città, già metropoli di quella repubbli- Che dopo la caduta di Napoleone, il re-

marchese MatTei
ca, dal celebre veronese gno Italico restò abbandonato alle pro-
nella sua Verona illustrata, chiamata prie forze, bensì ragguardevoli, ma in-

nella dedica che le fece di tale dottissima sufficienti a sostenerlo; ed Eugenio,il qua-
opera, all'inclita repubblica Veneta uni- le da principio con modi graziosi uniti
ca discendenza della Romana, dicen- alla fama militare e alla civile prudenza,
dola pure Repubblica eterna, come non erasi procacciato l'alletto di molti, dive-
senza fondamento si lusingava che tale ne nuto poi burbero, parziale de' francesi da'
4« V EN V EN
quali era circondato, e disprezzato! e de- bilimenti d'Italia, per opporsi da questa
gl'italiani, si era infine concitata un'av- porte all'eventuale ambizione della Fran-
versione quasi generale. Che Napoleone, cia, onde fra le altre cose si con venne: Che
nel ricordato trattato colle potenze , a- ricuperasse tutta le provincie chea vea ce-
veva pattuito ridursi a un milione I' as- duto co'trattati di Carnpoformio, di Lu-
segnamento all' imperatrice Giuseppina, nedile, di Presburgo, di Fontainebleau
morta poi a'29 del seguente maggio, ed e di Schònbiunn. Perciò in Italia aves-
al figlio di lei Eugenio fosse dato un con- se nuovamente Milano, Mantova, e tut-
veniente stabilimento fuori di Francia; il stati veneti di Terraferma. Possedes-
ti gli

quale poi fu risoluto in cinque milioni seinoltreqnalunque altro territorio com-


di franchi, che gli pagò il re delle due Si- preso fra il Ticino, il Po e il mare Adria-
cilie, e nella conservazione dell'appannag- tico. Ebbein tal guisa alcuni distretti sul-
gio statuito precedentemente neliBio da la riva sinistra del Po, che anticamente
Napoleone d'una rendita d'un milione di appartenevano a Panna e al Ferrarese;
lire, per la maggior parte formato co'be- ed inoltre le valli di Valtellina, di Bor-
ui ecclesiastici delle Marche, per cui con- mio e di Chiavenna , ed territori! che i

venne a Pio VII darglieli in enfiteusi, con una volta formavano la repubblica di Ra-
]audemio e annuo canone però riser- ,
gusi. Già l'imperatore Francesco I sino
vandosi redimerli, il che fu gloria di Gre- da'7 aprile 8 i5avea pubblicato una leg-
1

gorio XVI. Del resto, il principe Euge- ge fondamentale con cui in sostanza di-
nio si ritirò in Baviera presso il suocero spose. » In conseguenza de' trattati con-
Massimiliano 1, il quale nel 18 17 gli con- clusi restare in perpetuo incorporate al-

ferì i titoli di duca di Leuchtenberg, di l'Impero Austriaco le provincie Lombar-


principe d'Eichstadt, e di altezza reale : de e Venete, come anche la Valtellina,
dichiarò la sua casa, la prima della mo- eie contee di Chiavenna e di Bormio. Per
narchia bavarese, e il rango immediato consolidare poi vincoli al suo impero, e-
i

presso i principi della famiglia reale. 11 rigere queste provincie in Regno col ti-
principe Eugenio, dicesi ch'ebbe una ren- tolo di Lombardo-Veneto. Si conservas-
dita di sei milioni , fu magnifico ed e- se l'antica Corona di ferro come corona
conomo, e morì a Munich a' 21 o 26 di questo regno; ed i suoi successori do-
febbraio (altri vogliono 24 settembre) vessero colla medesima essere coronati
1824. 1 suoi figli s'imparentarono col- al loro avvenimento al trono. L' ordine

le corti di Svezia , Russia , Portogallo , della Corona di ferro, regolato con nuo-
Brasile ec, ne'quali articoli ne parlai. Fu vo statuto , essere ammesso fra gli altri
erede di sua madre; e dalla sua sorella ordini equestri della Casa imperiale. Si
Ortensia regina d' Olanda, e moglie di sarebbe in questo nuovo regno fatto rap-
Luigi fratello di Napoleone, nacque il re- presentare da un viceré. Per agevolarne
gnante imperatore de'francesi Napoleone poi l'amministrazione, il medesimo fosse
111. Eurico XV principe di Reuss-Plauen, diviso in due governi separati dal Min-
continuò per l'Austria a governare prov- cio. Ogni governo fosse diviso in provin-
visoriamente Venezia eie provincie ve* cie, e queste suddivise in distretti e comu-
liete, colle leggi e colle forme italiche. In- ni. Per conoscere poi i desiderii e i biso-
tanto, adunatosi il famoso congresso di gni degli abitanti , e per mettere a pio-
T ienna (V.), per ristabilire le auliche so- fìtto uella pubblica amministrazione lu- i

vranità e regolare 1' equilibrio politico mi ed i consigli che loro rappresentanti


i

d'Europa, oltre altri affari, si riconobbe potessero somministrare a vantaggio del-


dovere 1' Austria essere forte e in istato la patria, aver determinato d'erigere col-
di poter facilmente soccorrere i suoi sia- legi permanenti, composti di varie classi
V E M VEN 49
d'individui nazionali. Per taleeifetto sareb- ca fratello, reduce dall'aver co'suui allea-
bero istituite tluc congregazioni centra ti vinto l'ultimo tentativo fatto da Napo-
li, Milano (capitale delle provinole lom-
in leone a Vaterloo, per la 1.* volta onoiò
barde), ed in Venezia (capitale delle pro- di sua presenza il veneto territorio, giun-
vincie venete), ed in ogni provincia sa- gendo a Bassano la sera de' 29 ottobre
rebbe creata una congregazione provin- i8i5coirimperatriceMaria Luigia d'E-
ciale cbe risiedesse nel capoluogo ". Nel ste, fra le festevoli dimostrazioni di quel-
dì seguente 8 aprile, avendo l'imperato- l'ameno paese, saggio delle maggiori con
re ordinato clie non fosse prorogato il
, cui Venezia l'onorò. Penetrata questa dal
solenne omaggio di fedeltà e di sudditan- più vivo entusiasmo, esultante l'incon-
za da prestargli dagli abitanti del nuo- trò a'3 i ottobre a Lizza-Fusina,e per la

vo regno, a questo effetto mandò subito Laguna con treno di splendidissime pen-
in Italia il fratello arciduca Giovanni, co- te e bissone, seguito dagli arciduchi Fer-
me suo commissario plenipotenziario. dinando granduca di Toscana e Fran-
III

Non era intempestiva quella sollecitudi- cesco IV duca di Modena, e Ferdinando


ne ,
poiché pubblicata dal redi Napoli e Massimiliano suoi fratelli, come pure

Murat l'ambiziosa voglia d'impadronirsi dal celebre e benemerito principe Cle-


d'Italia e di farsi grandissimo, sotto colo- mente Lotario di Mettermeli, oltre altri

re di proclamare l'unione e l'indipenden- eminenti personaggi. L'augusto volle co-


za d'Italia quale uazione, dichiarata guer- noscere i bisogni tutti de' nuovi sudditi,
ra all'Austria, marciò con 4o>ooo uomi- visitò gli edilizi più cospicui, e tra'festeg-
ni e60 cannoni verso paesi veneti, e in i giamenti de'giubilauti veneziani, ricorde-
brevissimo tempo giunse al Po, investen- rò la cuccagna sulla piazza di s. Marco,

do a'7 aprile il ponte d'Occhiobello, ma il notturno corso di barche nel Canal


ripetutamente respinto, ne'primidi mag- grande, la regata, ed un magnifico ballo
gio restò sconfitto dagli austriaci presso mascherato nel teatro della Fenice (nel
Macerata e Tolentino. Ciò accadeva men- quale l'imperatore e l'imperatrice volen-
tre a'3 maggio in Venezia si giurava so- do onorare l'antico uso veneziano di ma-
lennemente ubbidienza e fede all'impe- scherarsi, presentavasi ih.° in tabarro e
a
ratore Francesco 1 , nelle mani dell' ar- bauta, la 2." in vesta e zendà). Per la i .

ciduca Giovanni, circondato dall'aureola volta s'illuminò a disegno, seguendo l'or-


de' suoi fasti militari , da tutti i rappre- dinearchitettonico delle meravigliose fab-
sentanti de'paesi veneti, essendo allora briche , la piazza di s. Marco ; si addob-
governatore Venezia il conte Pietro
di barono sontuosamente le botteghe della
di Goess. L'omaggio più formalmente si Merceria; altro festino fu ripetuto nella
celebrò nella basilica di s. Marco a'7, al sala de'banchetli del palazzo ducale; si
>
modo narrato dal Mutinelli, con allocu- vararono il Cesare e \ Augusta J
vascel-
zioni e discorsi della circostanza, termi- lo il i.° di 74 cannoni, fregata la 2/ A-
nandosi col Te Deuni, e cou largo getti- vendo imperatore ricuperato i tesori
1*

to fatto dall'arciduca dall'esterna loggia d'arte e di scienze involati da' repubbli-


del palazzo de' dogi alla moltitudine, di cani francesi, volle che alla sua presen-
monete argentee appositamente coniate za si restituissero i 4 famosi cavalli di
del valore d'una lira italiana; indi nel- bronzo al sito loro, nel dì anniversario
l'antica sala de banchetti dogali, convitò del rapimento a'i3 dicembre, con gran-
tutti i rappresentanti delle provincie , e dissima festa e grida di pubblica gioia.
la pubblica allegrezza si compì con altri Partì 5 giorni appresso per Padova, ac-
festeggiamenti. L'imperatore poi, in con- coltovi in trionfo, e dalle venete provin-
formità delle promesse fatte dall'areidu- cie si condusse alle lombarde per Le-
vol. xeni. 4
8

So V E JN VE N
gnago. Nel 1816 le città ili Venetia, Ve- nimo, lo rivolse a beneficar Venezia, e
rona, Viceirza, Padova, Uiline e Treviso volle tosto rialzato sulla Piazzetta il Leo
fiimno ciascuna decorate evi titolo di AY- ne alato, ritornato da Parigi, ed a bear-
gie t col diritto d'aver ognuna un rappre- si nel veder reintegrata la città de'capo-

setitante presso il collegio centrale da isti- lavori del veueto pennello, e de' preziosi
Idi ni a Venezia, ed uu altro da stabilirsi libri ecodici; quiudi paiù,e dovettero an-
in ogni città principale di provincia , in che gli altri luoghi rispettare
il lutto, con

conseguenza della surriferita disposizio- astenersi da allegre dimostrazioni. Nelle


ne. Nello stesso tempo abolita l'italica de- provincie già componenti la repubblica
nominazione di dipartimenti, si riassun- di Venezia le cose ecclesiastiche erauo ri-
se da'paesi veneti 1' antica di provincie, maste sconcertate perchè Napoleone, co-
ripartite nelle seguenti 8: Venezia, Pa- me narrai, avrebbe voluto estendere al-
dova, Polesine, Verona, Vicenza, Trevi- le medesime il concordato del regno Ita-

so, Belluno, Friuli. Regie pur si dissero lico, e per conseguenza nominare a' ve-
le città di Rovigo, di Deiluno, di Bassa- scovati, alcuni de' quali erano riservati
nò. Ogni provincia fu divisa in distretti alla s. Sede. All'opposto Pio VII era fer-
e quella di Venezia in 8, cioè Venezia, mo nel principio che la giurisdizione ec-
Mestre, Dolo, Chioggia, Loreo, Ariano, clesiastica non cambia secondo le vicen-
s. Dona, Portogruaro. In altra forma si de politiche. Uniti que'dominii all'impe-
ordinarono i municipii , retto quello di ro d'Austria, si concertò la cosa che l'im-
Venezia da un podestà con 6 assessori. peratore Francesco I chiedesse il privile-
Fatto il novero degli abitanti delle pro- gio di nominare alle chiese patriarcali,
vincie venete sommarono ad 1,870,706. arcivescovili e vescovili tanto delle pro-
Si accrebbero notabilmeute in progresso vincie venete che di Piagusi , ed il Papa
a seguo, che nel § XVI, n. 1, parlando del- difatti lo concesse tantoa Francesco Iche
le statistiche, potei registrare 2,321,52.5 a'suoi successori cattolici. Fu bensì sog-
abitanti, llche mostra floridezza e benes- giunto che » la nomina si facesse nel tem-
non ostante rapili dal terribile mor-
sere, i po stabilito dal diritto canonico, ed i no-
bo cholera. Mantenute finalmente o mo- minali per ottenere l'istituzione canoni-
dificate le leggi relative ai pubblico in- ca dovessero adempire a tutte quelle co-
segnamento, erano conservate quelle che se alle quali per legge e consuetudine e-
miravano allo studio delle belle arti. In rano obbligali. La bolla d'indulto diret-
questa guisa dopo 20 anni di sovverti- ta all'imperatore Francesco 1, Niìdl Ro-
menti e di guerre continue, si giudicò op- mani Pontifìces, de'3o settembre 1817,
portuno di promuovere efficacemente, ol- si legge nel Bull. Rom. cont. t. 14, p.
tre le belle arti, anche le necessarie con 389. Addolorata Veuezia per l'anteriori
incoraggiamenti e premi. L'imperatore pioggie e patito contagio del tifo (nel 1 8 1
tornato nelle provincie venete, restò af- co'tipi dell' Andreola pubblicò il profes-
flitto in Verona pei la pianta perdita del- sore Federigo: Le costituzioni de tifi, che
l'imperatrice Maria Luigia d'Este, avve- predominarono in Venezia negli anni
nuta a'7 aprilei 8 16, oude senza pompa 1 80 1,1806,181 3, 1814 e 181 7), a'6 ot-
riparava in Venezia accompaguato dalla tobre dello stesso 1 8 1 7 un Basilio Caievich
figlia Maria Luigia moglie dì Napoleone vi portava la peste, da Cavalla città della
rilegalo a s. Elena (di cui nel voi. XXXV, Romelia; ma
per merito delle sanitarie
p. 120), e ristrettosi in Dio piamente as- provvidissime precauzioni, dopo alcune
sistè in s. Marco alle commoventi cere- vittime, rimase vinta nell'isola del Laz-
wonie della settimana santa. Finite le fe- zaretto vecchio ov' erasi sviluppata, ces-
ste di Pasqua e rinfrancatosi alquanto l'a- sando l'allarme della città, e ne ragiona
V EN VEN 5i
ilFederigo nella Topografìa fisico-me- nezia, di Genova e di Lucca, e molti gio-
dica della città di Venezia. A sì tristi av- vani studenti concepirono ammirazione
venimenti,nel 8 1 8 successero! lietissimi,
1 per l'antica repubblica romana, e brama
dellanomina a viceré del regno Lombar- di vederne il ristabilimento in alcuna del-
do-Veneto dell'inclito e umanissimo ar- le rivoluzioni che potessero accadere. Al-
ciduca Giuseppe Ranieri; e del nuovo ma- tri più moderati restringevano i deside-
ritaggio dell'imperatore Francesco I con ri'! a governi misti, denominati comune-
Carolina Augusta figlia di Massimiliano mente costituzionali. Fra tante idee, in-

I re di Baviera, a cui le proviucie vene- sorsero alcuni audaci che azzardavano


te fecero quell'artistico e nobile dono spo- cospirare, ed altri turbolenti che si uni-
sereccio, che descrive il cav. Mulinelli e vano in società di Sette segrete e pro-
l'opuscolo: Omaggio delle Provincie Tre- scritte,per ottenere colle trame quello
nete alla Maestà di Carolina Augusta che non potevano conseguire in altri mo-
imperatrice d'Austria, Venezia tipogra- di. E questi ultimi declamando, invei-

fia Alvisopoli 1 8 1 8. Indi gì' imperiali vano non solo contro i governi assolu-
coniugi onorarono Venezia di loro presen- ti, ma eziandio contro il clero, massime
za da' 17 a'27 febbraio 1819, seguiti da regolare. Da tultociò seguirono grandi
splendida corte, sotto il modesto titolo di rivolgimenti politici nel 1820 nel regno
duca e di duchessa di Mantova, e ricrea- delle due Sicilie, e nel seguente anno iu
tisi per alquanti dì nelle giovialità del quello di Sardegna, che raffrenati po-
carnevale, sempre in Venezia brillante, scia si rinnovarono dopo quasi un decen-
proseguirono il viaggio per Toscana, Ro- nio in altri slati. Celebratosi perciò in
ma (che spese circa 400,000 scudi, dice Verona il congresso con diversi sovra-
il Coppi), e Napoli, e riuscì una continua ni nel 1822, Francesco I termiuato che
festa trionfale: per Perugia, Firenze e il fu ambì di mostrare egli stesso la più

Veneziano ritornarono in Germania. Sul bella gemma della sua corona, Venezia,
1819 la polizia
principio del del regno ad Alessandro I imperatore delle Russie,
Lombardo- Veneto scoprì che nella pro- ed a Ferdinando 1 re delle due Sicilie,
vincia del Polesine sin dal 18 1 7 si era in- e vi si trattennero da' 1 2 al 26 dicembre.
trodotta la Setta de' Carbonari. Ne arre- Neli824 considerando l'imperatore che
stò alcuni soci, e dall'apposita commissio- dalla diversità del calcolo delle varie mo-
ne Michele di Mu-
stabilita nell'isola di s. nete che circolavano nelle provincie, deri-
rano, nel 1821 de'rei d'alto tradimento vavano sensibili pregiudizi al pubblico
i3 furono condannati alla pena di mor- traffico, e conosciuta la necessità d'un si-

te, che però dall'imperatore fu commu- stema monetario uniforme a quello degli
tata in quella del carcere, altri a prigio- altri paesi della monarchia austriaca, con

nia temporanea. Osserva il Mutinelli ch'e- decreto de' 6 febbraio venne introdotto
rano tutte persone di verun nome, e ap- anche fra' veneti, col cominciare ad aver
partenenti a que'paesi di Rovigo dal con- corso l'argentea moneta denominata lira
gresso di Vienna tolti al Ferrarese, non austriaca e divisa ini 00 parti chiamate
ostante le proteste di Pio VII. Frattanto centesimi. Nel 1825 Francesco 1 volle ri-
nell'Italia si tornò a vagheggiare l'indi- vedere l'Italia con l'imperatrice, e farla
pendenza nazionale; dopo i voti d'indi- ammirare anche agli eccelsi genitori del
pendenza venivano quelli dell'unità, al- Sire che ora regna, cioè il suo secondoge-
cuni però bramando uno stato solo, al- nito arciduca Francesco Carlo colla di lui
tri una confederazione. L'antico spirito moglie l'arciduchessa Sofia Doroteo,essa
repubblicano non erasi punto estinto col- pure figlia di Massimiliano I re di Bavie-
la distruzione delle repubbliche di Ve- ra; indi preceduto dalla duchessa di Par-
52 V L N V E W
ma, a' o.C) luglio rivide Venezia, ove lo netta e le provinole venete il 1 835. Dappri-
raggiunsero granduca e la
il granduches- ma con generale compianto moriva l'a-

sa eli Toscana, e il duca di Modena. Ve- mato e venerato imperatore Francesco I

nezia fece i rallegramenti consueti, la re- a*2 marzo, il quale testando lasciava a'
gata , la distribuzione di 60 doti di lire sudditi il suoamore, all'esercito isuoi rin-
5oo ciascuna, ad altrettante povere ed o- graziamenti; luttuoso avvenimento che fu
neste veneziane. La corporazione de'mer- profondamente sentito da Venezia, e so-
canti poi a' 28 luglio volle celebrare in lennissimi furono i funerali a lui celebra-
più giulivo e vago modo [a patria festa ti, ed in s. Marco il cardinal Menico pa-
detta Sagra di s. Alarla, descritta dal triarca con assai commovente orazione ne
31 u tinelli. Gli augusti H rsonaggi j
lietissi- disse le lodi. Il primogenito Ferdinando
mi partirono da Venezia a'9 agosto; in» 1 gli successe, a cui Venezia recò a piedi
Docenti gioie muta te presto in amaro com- dell'imperiai trono, colle condoglianze
pianto per terribili alluvioni, e violenta della fatta perdita, l'omaggio d'esultan-
tempesta de'9 dicembre. Rallegrossi pe- za del suo avvenimento alla corona in- ,

rò Venezia con vedere esteso a tutta la sieme a'deputati delle venete provinole.
città il porlofranco il i.° febbraio i83o Ed ecco apparire a mezzo settembre per
dalla benignità di Francesco l;e nell'an- la 1.* volta nelle provinole venete, e per
no seguente per l'esaltazione alla veneran- la !." in
1
quella precisamente di Venezia
da cattedra di s. Pietro del nobile bellu- la desolante e micidiale Pestilenza del
nese Gregorio XVI, che per lunghi anni cholera, che già avea riempito di spaven-
avendolo ammirato monaco e abbate ca- to e di stragi altre parti d'Italia. Penetrò
maldolese del monastero di s. Michele di l'orrendo miasma in Ariano, ed a' 9 ot-
Murano in isola, e conscia dell'affetto che tobre nella stessa Venezia, e nella assai
le portava, loconsiderava quale cittadino, popolosa contrada di s. Pietro di Castel-
ed egli riguardava Venezia come altra lo, ed immantinente fu sollecito il muni-
sua patria,come meglio dirò nel seguente e cipio della città, dietro le istruzioni avu-
ultimo§ a tale epoca. Delle pubbliche di- te dal governo, a prendere gli opportu-
mostrazioni reciproche del Papa e de've- ni provvedimenti, riferiti dal Mulinelli.
neziani, abbastanza ne ho parlalo a'Ioro Egli osserva, Venezia che, per la topo-
luoghi, principalmente Gregorio XVI o- grafica sua posizione e per la miseria di
norandola Marco, il patriar-
basilica dis. molti suoi abitatori, sembrava favorevol-
ca e il podeslàjedandosegni solenni di pa- mente disposta ad offrire doloroso pasco-
terna predilezione a parecchi veneziani, lo alla terribile malattia, Venezia in con-
tutti poiriguardando con singolare beni- fronto di altre men che popolate città, e
gnità e benevolenza. Cose tutte celebrate si trovavano solto ogni aspetto in eccel-
anche dall'annalista orba no cav. Mulinelli lenti condizioni, non ne fu che mediocre-
degnamente. Nel 83 1 scoppiò la rivolu-
1 mente afflitta; in grazia dell'implorato di-
zione nel ducalo di Modena e nello Sta- vino aiuto,della possente intercessione del-
lo pontifichi per i precedenti accennati la B. Vergine della Salute, e per tutte le
fermenti politici, repressa dalle truppe provvidenze e lodevoli azioni di benefi-
austriache, e di ciò anco in questo articolo cenza, zelo edificante del clero e de'pre-
tornai a parlarne, cioè nel voi. XCI,p. 54-5 posti al pubblico soccorso. Il flagello non

e 548. Nel regno Lombardo- Veneto il go- ebbe propriamente fine che a'3 ottobre
verno austriaco attendeva a' pubblici la- 1837, senza che però nell'ultimo perio-
bori, e specialmente al la costruzione orni- do, tanto a Venezia quanto nelle provin-
glioramento di strade e argini, e di canali ole, vestisse il carattere epidemico, scio-
di navigazione. Infausto poi riuscì per Ve- gliendosi da ultimo con alcuni di que'ca-
YEN V E N 53
ài delti sporadici. Dice Io stesso patrio sto- comparisce qua redi Lombardia e di Ve-
1

rico. Popolate le 8 provincie venete da nezia, equesti servizi dovranuoessere pre-

3,075,970 abitanti, 43?4^ 2 ne ammala- stati nelle proprie mani del sovrano; ma
rono, 23,357 si salvarono, 20, 2 3 ne mo- 1 nella patente non si disse della qualità
rirono (il cav. Coppi, dice che Venezia speciale de'servizi di questi dignitari, che
nel i835 ebbe 359 v tum e). Come ebbe * però devono giurare. In occasione però
termine il malore crudelissimo, per rico- della coronazione di Ferdinando I in re
noscenza a Dio, il Comune di Venezia de- d'Italia (sic), furono a ciascun dignitario
cretò un solenne triduo nel tempio di s. assegnate lerispettive incumbenze secon-
r
Maria della Salute, a' 1 8, 9 e 20 novem !

do la circostanza, che il d. Del Bue de-
brei836, e il dono ad esso d'una gran- scrive. Parlando de'due cappellani della
de lampada o lumiera d'argento, mera- corona, i servigi che debbono essi pre-
viglioso lavoro del veneziano orefice Fa- slare sono bastantemente indicati dalla
nro dello Burri, sul disegno del prof. Giu- slessa loro dignità. L'arcivescovo di Mi-
seppe Borsato. In tale anno per altra lano e il patriarca di Venezia protempo-
sventura a' 2 giugno si fece sentire il ter-
1 re sono i cappellani, e la loro carica è vi-
remoto con forte scossa, allre minori ri- talizia, ed inerente ad un'altra dignità ec-
petendosi a'21 giugno ed a' 5 luglio, più i clesiastica, mentre le allre cariche non
gagliarda essendo l'ultima del 20 però : sono che meramente personali. Come in
senza ninna disgrazia, dalle quali non seguito Francesco I creò altra eminente
andarono esenti diversi infelici luoghi del- oarica , col titolo di gran maestro delle
le provincie. Da lugubri memorie pas- ceremonie, cosi Ferdinando 1 dipoi nel
sando alle gioconde, dirò che a' io set- 1 84 aggiunse quella di gran dignitario
'

tembre 838 l'imperatore Ferdinando I


1 del regno Lombardo- Veneto, pel tenen-
nel duomo di Milano fu unto re del re- temarescialloDeBartoletti, capitano del-
gno Lombardo-Veneto, e coronato colla la guardia nobile Lombardo Veneta, re-

corona di ferro, Coronazione di Re, con sideule presso la cesarea corte, essendo
solenne Convito, che descrissi colle loro tale dignità senza denominazione e con-
particolarità in quegli articoli, insiemea- ferita come inerente alla qualità della
gli ullìzi esercitati dal patriarca di Vene- rappresentanza. Quel corpo fu istituito
r
zia.Imperocché narra il d. Gio. France- colla residenza in Vienna nel 1840 dal
sco Del Bue, Dell'origine dell'Araldica, medesimo Ferdinando I. Le succennate
nobiltà, titoli, predicati <V onore, digni- grandi cariche di corte diconsi interne, a
tà e cariche di corte inslituite nel regno differenza delle altre minori dette ester-
Lombardo -Feneto, Lodi 1846, pel Wil- ne, che sono quelle di coppiere, scalco e
mant (splendida edizione), allorché l'im- scudiere, per le quali però si addomanda

peratore Francesco I eresse tale regno, ilgrado nobile. Ora dunque, Ferdinan-
pensò altres'i a destinare con patente de do I volendo religiosamente tenere la pa-
1 o ottobre 8 5 de'grandi uffiziali per l'i.
1 1 rola data a'deputati veneziani di recarsi
r. Corte Lombardo-Veneta, stabilendo le dopo que'riti nelle loro provincie, vi giun-
dignità d'un gran maggiordomo maggiore, geva a'27 settembre 838,cioè pochi gior- 1

didue cappellani della corona, d'un gran ni dopo l'incoronazione, in compagnia del-
ciambellano, d'un grande scudiere, d'un l'imperatrice Maria Anna(donata daGre-
grande siniscalco peonie accennai ne' voi. gorio XVI r lei la Rosa d'oro benedetta),
LXH.p. 9 ,LX1 II, p.
1 25).Nell'art. 4 viene prima a Verona donde per Vicenza e ,

dello che le funzioni e serifai che dovran- Padova, da per lutto festeggiato, a'5 ot-
no prestare, saranno quelli indicati dalla tobre si recava per Lizza-Fusina a Ve-
ji>pelliva carica verso il sovrano, allorché nezia, con quell'illustre accompagnameli-
S.{ VEN VEN
to che descrive il cav. Mulinelli, direnilo S. RI I. hV Austria in
R. A. Ferdinando
persino dove ciascuno alloggiò. Esso si Venezia, e delle civiche solennità d'al-
compose degli arciduchi Francesco Car- lora; narrazione di Fabio Midinetti,
lo suo fratello, Giovanni, Luigi, Ranieri disegni di Giovanni Pividor, Venezia co'
viceré coll'arciduchessa vice-regina Ma- tipi del Gondoliere 1 838. L'elegante e-
ria Elisabetta di Sardegna, dell' arcuiti- dizione diiooo esemplari, con bellissime
a
chessa e imperatrice M. Luigia duchessa litografie, si eseguì a spese del podestà
di Parma, degli arciduchi Ferdinando e conte Correr, gratuitamente operò il cav.
Massimiliano d'Este, di Francesco IV du- Mulinelli baron Pascotini presi-
, ed il

ca di Modena, del principe di Mettermeli de della commissione dirigente gli asili


cancelliere della casa imperiale, della cor- per l'infanzia, consigliò a volgerne il lu-
te e dello sthto (oracolo e nestore della cro a vantaggio di quella pia istituzione.
diplomazia europea e conservatore della All' annunzio dell'arrivo dell'imperatore
pace, al quale in testimonianza di grato dimenticandosi Venezia de'secoli passati
animo pel suo attaccamento alla s. Sede, e delle patite sciagure , faceasi a festeg-
Gregorio XVI inviò in dono, con breve giare l'avventuroso avvenimento in tut-
pieno di benevole e onorevolissime espres- ta la possibile pompa e de' migliori suoi
sioni, per le sue grandi benemerenze, un vestimenti abbigliata, che per la memo-
sontuosoaltare, composto di preziosi mar- ria delie abitudini antiche, ben sapeva
mi, adornodi metalli di squisito lavoro ro- Venezia in qual foggia dovesse apparire.
mano, ed arricchito di molte insigni reli- Quindi appariva all' imperiale cospetto
quie; allarechedal principedi Mettermeli tutta ornata e decorosa quasi matrona ,

fu collocato in una magnifica chiesa dalla rispettabile » che sebben oppressa da an-
sua pietà edificata. Morto il Papa, il prin- ni, ed afflitta da sventure, non ricusa di

mi fece domandare li-


cipe per divozione lasciare per alcun tratto l'abituale ritiro
na Scarpa; ed io con mia iscrizio-
di lui qualora grande ed illustre fatto lo esiga.

ne gli mandai una di quelle indossate da Innalzato a Lizza-Fusina dalla tesoreria,


Gregorio XVI nel duplice abboccamen- al margine della Laguna, un assai gran-

to con Nicolò I imperatore delle Russie; de e ricco padiglione per il momentaneo


quindi a lode eterna del Papa e del prin- ricevimento delle auguste persone, appre-
cipe, lutto dichiarai ne'due ricordati ar- stato ad uso loro dal popolo un naviglio,
ticoli), del conte di K.ollowratLiebstein- il quale più che naviglio era un ritondo
sky ministro di stato, del conte Clam- tempio galleggiante^ magnifico ad un tem-
Martinilz aiutante generale dell'impera- po e gentile, circondato da bissone e da
tore, del consigliere aulico Gerway, del peote ornate di varie guise di oro e di
r
corpo diplomatico con alla testa mg. Lo- seta, di fiori, di piume e di arzigoghi (os-
dovico Altieri arcivescovo d'Efeso nunzio sia con invenzioni fantastiche ), seguito
apostolico (che il cav. Giuseppe Battag- da grandi lancie, da gondole, da battelli
gia console pontificio decorosamente al- e da liuti abbelliti di pennoncelli, di ban-
loggiò nella casa di sua proprietà adia- diere, di rami di ulivo, di mortella e di
cente alla sua tipografia Emiliana ), in- alloro, fu assai solenne e pressoché trion-
clusivamente all' inviato straordinario e fale l'ingresso di Ferdinando I in Venezia
ministro plenipotenziario dell'ordine so- (il ceremoniale dell' ingresso solenne, il

vrano Gerosolimitano conte di Kheveu- Mulinelli lo riporta negli Annali Urba-


huller-Metsch, ed all'ambasciatore di ni3 ove leggo che in s. Marco il cardinal
Turchia Rifaat bey. Inoltre il cav. Mu- Monico patriarca di Venezia presentò al-
linelli compilò e scrisse a parte, e grazio- l'imperatore e all'imperatrice l'acquasan-
samente mi donò: Dell' avvenimento di ta, da cui e dal clero, dopo il Te Deum,
V EN VEN $5
furono accompagnati sino alla porta -.se- siglio (in quella stessa cioè, ov'era «tato

gue il prospetto delle feste, ceremonieec, trattato a pubblicoconvito Enrico IH nel


ch'ebbero luogo uè* giorni della dimora i 564; edove mancandoli governo al pò-
degl'imperiali coniugi), non meno poi so- polo, a' 12 maggio 1797 erasi dichiarata
lenni essendo stati gli spettacoli offertigli cessata la repubblica di Venezia , dopo
a riprese dal popolo, e diuna cantata nel XIV secoli di gloriosa esistenza; per cui
teatro della Fenice, e di una regata nel in quel punto scorsero per la mente di
Canal grande , e di una tombola nella alcuno fauste e tristi memorie), per ivi
piazza di s. Marco, e di una luminaria a regiamente banchettare, al suono di lie-
disegno delle fabbriche tutte della piazza tissime sinfonie, cavalieri, compiacen- i

slessa, e di un cittadinesco baccanale so- dosi il Sire di sedere a separata mensa


pra la spiaggia del Lido". Segui poi l'in- sotto aureo baldacchino. I graziosissimi
augurazione e reposizione solenne della disegni litografici delle feste civiche date
l«* pietra della costruzione della diga a da' veneziani in questo lietissimo avveni-
vantaggio del porlo di Malamocco , di* mento ali' imperatore e all'imperatrice,
scorsa nella descrizione di quell'isola. Nel rappresentano egregiamente: il magnifi-
dì seguente! 4 ottobre si tenne nel palaz- co padiglione inualzato a Fusina al mar-
zo ducale ili.° solenne capitolo del nuo- gine della Laguna pel ricevimento e im-
vo cavalleresco ordine austriaco della Co- barco dell'imperiali maestà, invenzione di
rona di ferro, e una nuova ordinazione Giambattista Meduna; il navìglio galleg-
di cavalieri. L'imperatore essendo vesti- giante elegantissimo in forma di rotondo
to da gran maestro dell'ordine, sedeva tempio, invenzione del prof. Giuseppe
in trono, lateralmente al quale in tribu- Borsaio; quattro nobilissime bissone, cia-
ne presero luogo le auguste persone, il scuna con 8 rematori, del municipio, e-
corpo diplomatico, grandi della corte, i i sprimenli l'impero Austriaco, ed regni i

nobili e altri ragguardevoli personaggi. d'Ungheria, di Boemia, e del Lombardo-


Era l'imperatore circondato da'ca valle- Veneto, vestendone remiganti le foggie i

li del medesimo ordine vestiti colie pro- (due altre bissone parimenti nobilissime
prie vesti nobili. Prestato da quest'ulti- erano del conte Correr podestà, e de'fra-
mi il giuramento di uso, ricevevano dal- telli conti Andrea e Pietro Giovanelli, la
a a a
le mani imperiali i cavalieri di i . e 2. 1 . come le precedenti invenzione del prof.
a
classe,colla piattonata e coll'accollata,l'in- Borsato, la 2. del prof. Francesco Wuco-
segne dell'ordine. In quell'istante Venezia vich Lazzari ; di più, altre magnifiche
e le veneziane provincie vedevano creati bissone apprestarono il conte Giovanni
cavalieri i personaggi riferiti dalMutinelli: Papadopoli, ed i nobili fratelli Jacopo e
io mi contenterò di solamente registrare: Isacco Treves, pure invenzione del valen-
di i
.* classe,il cardinal Monico patriarca di te Borsato; per non dire de'maestosi sca-
Venezia, e Giovambattista conte di Spaur lè, e delle grandi e adornatissime peote
a
governatore; di 2. classe Francesco baro- del cleroede'magistrati, non che del cor-
ne di Galvagna presidente del magistrato po rappresentante le provincie e le città

camerale; di 3. 'classe conte Correr pò-


il venete,e de'mercanti); la imponente e ma-
deslà di Venezia e il vice-delegato baron gica regata , colla veduta magnifica del
Pascotini, il nobile Diedo segretario del- Caual grande; il mirabile e singolare ar-
l'accademia delle belle arti, e l'ab. Betlio co eretto da Murano all'imboccatura del
bibliotecario della Marciana. Terminato canale de' Vetrai di Murano, meraviglio-
il solenne rito, preceduto da numeroso so pe'suoi ornamenti dicauuuccie di fra-
corteggio, l'imperatore passava nell'ali t*a gilissimo vetro, invenzione del muranese
amplissima sala detta del Maggior Con- Giuseppe Zanetti; la funzione per la coi-
8 - P -

$8 VEN VEN
locazione della i.* pietra nella diga di Ma- le provincie, da mantenersi dalle prò fin*
lamoeco; la sorprendente notturna illu- eie stesse perennemente a Vienna per la
minazione a disegno delle superbe fab- custodia della persona dell'imperatore, e
briche dell'istorica piazza di s. Marco; la per quella dell'imperiai famiglia. L' im-
festa popolare d* un lunedì di settembre peratore retribuii tante affettuose e so-
al Lido, con padiglione a pagode foggia- lenni dimostrazioni d' esultanza e di di-
to pergodere gl'imperiali coniugi e le al- vozione, con dichiarare la più benigna e
„ Ireauguste persone sollazzi del plau-
i grata soddisfazione, e col fondare in Ve-
dente popolo. Posseggo ancora Feste : nezia l'Istituto di scienze, lettere ed arti,
celebrale in occasione del soggiorno e coli' ordinare chedue delle reali inse-
Mie LL. SS. IL RR. A A. MM. in Ve- gne che aveano servito all'incoronazione
nezia, Giuseppe Deve litografo editore di lui qual re del regno Lombardo-Ve-

e proprietario in Venezia. Consistono i neto, lo scettro e il globo fornito di bril-


disegni eleganti di questa premiata li- lanti sceltissimi, di lavoro viennese, ve-
tografia, oltre la vignetta del frontespi- nissero depositate nel tesoro della basili-
zio esprimente la galleggiante, in quel- ca di s. Marco, come già notai parlando-
li che rappresentano V Ingresso dell'im- ne, per esservi in perpetuocustodite a cu-
periai coppia in Venezia dalla parte del- ra del patriarca e di quel capitolo. Innal-
la Piazzetta sotto baldacchino ; la Rega- zò pure l'imperatore molti cittadini a no-
ta sul Canal grande; la Festa di ballo biltà, e molti nobili a'piìi elevati gradi
alla Fenice in maschera, con l'interno di consiglieri intimi e ciambellani; distri-
illuminato del teatro ;
1' Illuminazione buì finalmente, ad uomini del popolo per
della piazza di s. Marco. Sono i bei di- lettere, per arti, per carità verso il pros-
segni di Tommaso Viola, Giovanni Ri- simo, per commerci e per industrie assai
vidor, e Gaetano Nap. Valei j. La par- chiari e benemeriti, medaglie d'oro gran-
te illustrativa, di egregia penna, contie- di, medie e piccole, con catena o con na-
ne la prefazione, e le belle descrizioni stro parecchie. A tantegiocondità del i 838
dell'ingresso, della regata, del ballo ma- successero nel i83q orrendi disastri per
scherato (cavalchina) nel gran teatro del- alluvioni, e la provincia di Venezia li pro-
la Penice, dell'illuminazione della piaz- vò gravissimi e memorandi la notte del
za ili s.Marco,della fondazione della diga 5 al 6 dicembre, la città restando inon-
di Malamocco. AbbandonataVenezia dal- dala in diverse contrade, danni ficaia nel-
l'imperatore e dall'imperatrice, e dagli le merci, contaminata nelle cisterne, più

altri eccelsi personaggi, nel mattino de' 1 terribilmente solFrendonegli arianesi.Ora


ottobre, per Treviso e Udine, per la via mi cessa la per me utilissima guida del-
di Pontebba ritornarono alle terre ger- l'annalista cav. Mulinelli, nulla registran-
maniche. Questo fausto avvenimento co- do eli Venezia il cav. Coppi. Nel 1 84 i rin

sto alle provincie venete lire 3,o3o,yi6, Dovala In festa della regata, fu sospesa do-
comprese le somme destinale sia in ma- po ih 847, ei e lagrimevoli politiche vi-
'
l

nifestazione di pubblica esultanza, sia per cende che più sotto vado in breve a nar-
alti transitori'! di beneficenza, sia per isti- rare. —
Avanti il i843, narrai a suo luo-
tuti da attivarsi o da sovvenirsi. La sola go, s'incominciò ad illuminare la città a
Venezia, Chioggin e leComuni foresi spe- gaz. Intanto i letterati favorivano gene-
sero lirei,3cp,4fic). Non contenti di tut- ralmente le cose rtuove, riflettendo che

tociò i veneziani mnnicipii unitamente


, molte del secolo precedente non erano più
a'Icmhaidi, din «ero e ottennero di po~ convenienti al presente. Fra essi desiò en-
U\ iustiluire una guardia nobile, forma tusiasmo nel i843 il sacerdote Vincenzo
di giovani delle più delti l uiiiglic del- Gioberti con l'opera sul Primato mora-
, —

V E iN V E H 57
le e civile de^F italiani (della quale nel to il libro del Primato, ne scrisse un al-
1 846 feci cenno nel voi. XXXVI, p. 1 7 1
tro che intitolò, Speranze (V Italia, col
e dipoi nel voi. XCJ, p. 55* , indicai il quale dimostrò la confederazione essere
cauto giudizio che ne die* l'acuto inge- impossibile, finche una parte d' Italia è
gno di Gregorio XVI, e nei voi. LXX V 1, 1 provincia straniera. Soggiunse poi essere
p.236, come nell'odierno pontificato fu- certa, anzi prossima la caduta dell'impe-
rono proibite e condannate tutte le sue ro di Turchia, e certo il movimento del-
opere;oltre l'averne riparlato in altri luo- la civiltà cristiana verso l'Oriente. Esse-
ghi), trattando in questa del modo di mi- re interesse speciale dell'Austria di esten-
gliorare e riordinare l'Italia. Premise, o- dereil suo impero verso lo sbocco dei
gni riforma scientifica essere inutile , se Danubio (come avea di già dimostrato
non faceva capo dalla religione, ed ogni Talleyrand a Napoleone I), e perciò di ce-
disegno di risorgimento italiano essere dere i suoi dominii d'Italia. Tale politi-
inutile, se non avea per base la pietra an- ca essere neltempo stesso conveniente al-
golare del Pontificato Romano. Essere il la Germania, alla Francia, all'Inghilter-
caltolicismo destinato ad incivilire tutto ra ed alla stessa Russia; e questa eventua-
ilmondo barbaro, e ad unificare tutto il lità essere appunto la più probabile iti

mondo civile. Roma, capitale religiosa de' cui l'Italia possa ottenere la totale indi-
popoli cattolici, essere pure civile e mo- pendenza. Aggiunse in fine un'appendi-
rale metropoli della civiltà universale del ce, nella quale esaminò,se e come sia spe-
genere umano. La storia d'Italia essere rabileuna lega doganale italiana. Anche
quella del Papato, e la storia del Papa- questo libro divenne in tempo brevissimo
to immedesimarsi con quella del mondo popolare, scosse immensamente gli ani-
civile e cristiano, ed essere insomma una mi degl'italiani e ne ravvivò i desiderii e
storia cosmopolita. L'unione dell' Italia le speranze d'indipendenza nazionale.
in uno stalo, essere impossibile; bensì pos- Fino dal 1 835 una società di azionisti i-
sibilissima e facilissima [' unione di essa deò una strada ferrata da Milano a Co-
per mezzo d' una eonfederazione, della mo, e nel 1841 ne cominciò lavori. Nel- i

quale il Papa fosse cupo civile e presi- lo stesso anno si aprì quella principiata
dente; come Roma è il seggio privilegia- neh 838 da Milano a Monza. Nel 1837
to della cristiana sapienza , il Piemonte fu istituita la società per la costruzione
essere a'dì nostri la stanza principale del- da Venezia a Mdano. E
della ferrovia
la milizia italiana. Da Roma e da Tori- qui debbo notare, che già il doge Marco
no unanimi dipendere i fati d' Italia. Le Foscarini (dotto autore della Letterata"
riforme essere le sole vie efficaci per e- ra Veneziana ed altri scrittori intorno
vitare le rivoluzioni. Quest'opera, allora ad essa, che impressa nuovamente dalla
non proibita dalla s. Sede, si diffuse im- Gattei l'intitolò al letteratissimo princi-
mensamente; divenne in poco tempo po- pe Andrea Giovanelli, di che feci cenno

polare, e servì potentemente ad aumen- nel voi. XCII,p. 5go), nel suo breve prin-
tare in molti il desiderio di confederazio- cipato di io mesi,! 762-63, avea vagheg-
ne e di riforme. Molti per altro osserva- giato un punto che unisse l' isolata Ve-
rono, che Gioberti discorrendo di confe- nezia alla Terraferma. Nel 1840 s'inco-
derazione avea orn messo di riflettere ad minciò altra ferrovia da Milano per Ve-
un ostacolo essenziale,deiivante dalla do- rona, Vicenza e Padova, da terminarsi
minazione straniera alla quale era sog- a Venezia. Si disputò lungamente, se do-
getta una parte ragguardevole della pe- vesse passare per Bergamo, e più diret-
nisola. Su questo articolo scrissealtroita- tamente per Treviglio. I veneziani patro-
liauo. Il coute Cesare Balbo, appena let- cinati specialmente dall'avv. Dauiele Ma-
,

58 YEN V E PC

nin, sostennero quest'ultimo punto, l'ot- erasi tra loro convenuto, fosse permesso
tennero, e fu denominata Ferdi nautica, al re diSardegna di far transitare pegli
«lai nome dell'imperatore allora regnan- stati dellaLombardia-Austriaca, quella
te. Pertanto nello stesso 1 84o s'in tra pre- quantità di sali procedenti da Venezia che
sero i latori presso Venezia coll'intendi- occorresse peglt stati sardi. In correspetti-
mento di protrarla sino all'interno della vo di tale concessione il re cedesse e ri-
città,sebbene divisa dal continente dal- nunziasse a favore della camera di Mila-
la vastaLaguna. Quindi a'25 aprile 8 ] 1
.
1 no all'intiero commercio attivo di sali co'
giorno sagro a s. Marco, si collocò solen- cantoni svizzeri e baliaggi da essi dipen-
nemente lai." pietra pel grandioso pon- denti in Italia. Queste convenzioni furo-
te, e iti sul fine dell'ottobre 1 84-5 l'ope- no confermate nel 181 5 al congresso di
ra fu compiuta, congiungendosi la stra- Vienna. Essendosi però allora unito il

da a Venezia, col magnifico ponte che porto di Genova agli stati di Terrafer-
ne fa parte, costruito sopra la Laguna. ma del re di Sardegna, questi tralascia-
Segui la imi corsa di prova a' 4 gennaio rono di provvedersi di sali dal Venezia-
1846, e l'inaugurazione agli 1 1 del me- no. I ticinesi lagna vansi che il governo di
d esimo» unitamente al tronco della fer- Lombardia non somministrasse loro una
rovia prolungata a Vicenza. Principia il quantità di sale suflìcientea'bisogni, e per-
meraviglioso ponte a Venezia nel luogo ciò talvolta ne chiesero al re di Sardegna,
detto Sacca di s. Lucia, e con direzione e nel i843 per contratto il re si obbligò
verso ponente termina alla Terraferma per 4 anni somministrarne loro una de-
presso la fortezza di Malgliera. Le sue 5 terminata quantità; ma l'Austria noi ra-
piazze ponno convertirsi in fortini; e col- tificò. Allora i ticinesi comprarono sali

le 48 camerette da mine, de'piloni, in ca- per conto proprio, e chiesero il transito


so di bisogno si può distruggere il ponte pegli stati sardi. I ministri regi» giudicaro-
inparte e anche in tutto. La speranza che no che ciò non fosse vietato dalla conven-
la chiesa di s. Lucia, di cui nel vol.XCI,p. zione e lo permisero; ma gli austriaci opi-

39, ultima opera Palladiana, potesse esse- nando diversamente , chiesero la revoca
re conservato, è quasi perduta. Ne'primi di tale licenza, negoziandosi inutilmente
del corrente 1859 è stata decretata la de- per 3 anni. In fine il governo austriaco
molizione di questo insigne edilìzio, per si appigliò a rappresaglie, e con notifica-
ritenute necessità di spazio elocali ad uso zione de'20 aprile 1846 aumentò il dazio
della stazione della strada ferrata. Il sagro sui vini che dagli stati sardi s'introduce-
corpo della Santa titolare sarà forse tra- vano nella Lombardia, in modo equiva-
sportalo alla chiesa parrocchiale di i. Ge- lente a totale esclusione, con gravissimo
remia. Noterò, che fin dal 1842 erasi a- pregiudizio de' proprietari piemontesi.
perto il i.° tronco della ferrovia da Me- Narra il Memorandum storico -politico,
stre a Padova, e nel gennaio del 846 ven- 1 del conte Solaro della Margherita, mini-
ne esteso a Vicenza, e nel seguente feb- stro er.° segretario di stato per gli alfari
braio si aprì quella da Milano a Trevi- esteri del re di Sardegna Carlo Alberto,
glio. Nel precedente mese mori France- che governo di questi, per far conosce-
il

sco IV duca di Modena, in benedizione re che non avea trascurato gì' interessi
de' buoni e in riprovazione de' rivoltosi, de'suoi sudditi, fece pubblicare dalla Gaz'
perchè avversava lo spirito del secolo. zetta Piemontese il motivo che avea da-
Gli successe il figlio regnante France- to luogo a tale misura. Quest' annunzio
sco V. —
Nell'aprile 1846 insorse- d' una questione sostenuta contro I' Au-
ro dissapori tra le corti di Vienna e di stria, procacciò a Carlo Alberto uno spe-
Torino. Conviene sapere, che nel ij5i ciale favore in tutta Italia, e specialmen-
YEN VEW 59
te in Torino. Quivi i fautori dell'indipen- serie apprensioni dovunque, per reputar-
denza e dell'unità nazionale, sulla propo- si da'saggi pericolose, con prognostici si-

sizione del cav. Massimo Tapparelli d'A- nistri di funeste conseguenze, ed inutil-
zeglio, deliberarono di procacciargli dal mente in Roma e negli altri luoghi si pò-
popolo una dimostrazione giuliva ed ita- terono raffrenare da'governi. Imperocché
lica, mentre nella mattina de' 7 maggio frammiste a' Viva, con imponenti movi-
sarebbe andato, secondo il solito, a co- menti popolari, si cominciò con impron-
mandare gli esercizi militari uel Campo titudine a far domande, in principio al-
di Marte. Infatti di buon mattinola piaz- quanto discrete, e rapidamente esorbitan-
za del Castello e la contrada Nuova, per ti, politiche e sediziose. Nel congresso de-
lequali dovea passare, erano piene di po- gli scienziati tenuto in Genova nel set-
polo; alle finestre ed a'balconi eranvi da- tembre, si trattarono è vero le cose scien-
me disposte a gettare fiori , e nella fol- tifiche, ma nelle private conversazioni e
la erano persone pronte a gridare, Vi- ne'convili, ormai apertamente si discorse
va il re d'Italia. Carlo Alberto informa- con ardore del risorgimento italiano e sul
to della cosa e vedendo la moltitudine
, modo di rendere la nazione indipendente,
assembrata, dopo titubanza risolse di non unita e libera. Lo spirito liberale che agita-
uscire, e contramandò
gli esercizi. Vi an- va l'Italia veementemente, non divenne
dò bensì mattina de'g e fu accolto
nella minore iu altre regioni al di là dalle Alpi,
dalle truppe con insoliti evviva. Fu ezian- nella Svizzera, nella Francia e a Pari-
dio applaudito in vari luoghi della città, gi, l'audacia popolare per ogni dove gi-
nel ritornare al palazzo; applausi che si ganteggiando. Le idee di libertà comu- si

fecero ancora la sera dell'i 1 alla regina nicarono pure nella Germania, ne\[' Un-
neltealroCarignano. Frattanto nel Lom- gheria, ed in altre regioni ,
persino ne'
bardo Veneto la prosperità privata, de- ducati di Schleswig ed Holstein della
rivata da 32 anni di pace, e l'utilità de' monarchia danese. Di tale spirito pub-
molti pubblici lavori, non erano stati suf- blico, nello stesso 1846, si ebbe un picco-
ficienti a togliere la contrarietà alla do- lo saggio in Venezia, dove non ostante il
minazione straniera. Poiché fra' nobili, presidio austriaco, nella sera de'4 ottobre
letterati, professori e giovani eranvene vari giovani ardirono di cantare per di-
sempre molti che vagheggiavano le no- verse strade e per molto tempo canzoni,
vità politiche e T unità nazionale d'I- alternando grida: Abbasso V Austria, Vi-
talia. E queste idee erano assiduamente va Pio IX, Viva V Italia! Altro saggio
incoraggiate dagli emigrati italiani, e da' più. allarmante vi fu sul fine dell'anno in
comitati direttori di rivolgimenti stabili- Milano, per ledimostrazioni politiche fat-
ti in Londra e in Parigi. In queste criti- te in occasione de'funerali al conte Fede-
che circostanze in Roma{V.) venne a mor- rico Confalonieri, famoso per ordita con-
te ili.° giugno il Sommo Pontefice Gre- giura contro l'Austria nel 1821, per cui
gorio XVI, gravissimo inaspettato avve- era stato condannato ed esiliato. Divenu-
nimento che destò per lutto il mondo do- to generale in Italia lo spirito delle ri-
lore a 'savi ed a'buoni, piacere e speran- forme, nel gennaio 1847 anche la Tosca-
ze a'ti isti edagli amanti delle novità. To- na bramò averle, alcuni vagheggiando,
sto gli successe il Papa regnante Pio IX come altrove, la distruzione della monar-
(V.), che nel seguente luglio accordata chia e il ristabilimento della repubblica.
amnistia a'rei politici, questo e diverse ri- 11 granduca Leopoldo II informò la cor-
forme destarono eccessiva esultanza e cla- te di Vienna dello stato in cui erasi esal-
morose acclamazioui da per tutto; strepi- tato lo spirito pubblico; ed il principe di
tose dimostrazioni che fecero concepire Metternich i.° ministro della medesima.
<>o YEN V &«
sul principio d'aprile giudicò opportuno fianimare la moltitudine. Prospere era-
di scrivergli una lettera, nella quale io no allora le cose degli stati sardi. Le ren-
sostanza osservava: L'Italia essere agita- dite ordinarie ascendevano ad 87 milio-
ta da l!lKTa!i<in<» e d.i radicalismo. Il i.° ni di lire, e le spese a soli 84 milioni. II

essendo inetto, in fine avrebbe prevalso debito pubblico ascendeva a q milioni


il a.° 1 gran vocaboli Unione e Nazio- 579,000 lire all'anno, tcuuivsiino in pa-
nalità, non essere die la divisa apparen- ragone di quello dagli altri stati. Ma le
te del gran progetto di porre tutto il pae- idee d'unione e d'indipendenza naziona-
se in rivoluzione. L'unità in Italia non le erano maggiori in Piemonte, che nel-

essere fattibile ,
poicbè nessun sovrano le altre parti d'Italia, appoggiate princi-
poteva riunirla sotto il suo scettro , e palmente all'esercito, che nelf evento si

quello cbe lo tentasse incontrerebbe nel- reputava il principale strumento di tanta


le potenze d'Europa ostacoli insupera - impresa. Non ostante queste prosperità
bili. L'odio all' Austria derivare princi- s'invocavano riforme e miglioramenti. Il

palmente, perchè la sua possanza in Ita- re di ciò cornpiacevasi, fomentato da al-


lia rendeva vani i progetti de' rivoluzio- enili de'primnri liberali. Per cui, quando

nari control principi: tolta questa forza, il conte Ruol-Schavenstein, allora mini-

sarebbe più facile il volgere contro di lo- stro austriaco in Torin o, comunicò al con -

ro la cospirazione. Riflettesse pertanto, che te Solaro della Margherita, come questi

essendo egli arciduca d'Austria,comeFer* riporta nel Memorandum, la lettera del


dinando II duere delle Sicilie èva della principe di Mettermeli a Leopoldo II, Car-
famiglia de'Borboni, ne l'uno, uè l'altro lo Alberto sene offese altamente, ritenen-

sarebbero considerati come italiani da chi do insultata la sua indipendenza. Osser-


voleva scacciare tutti gii stranieri dalla vando l'Austria attentamente il fermen-
penisola, onde la nazione avesse governi to che cresceva a dismisura nello stato
meramente italiani. Queste osservazioni pontificio, nellametà di luglio avea raf-
non distolsero punto il granduca nella po- forzato imponentemente il suo presidio
liticache avea adottala, quindi venne al- di Ferrara; e per insulti fatti a un ca-

le concessioni,succedute dalle dimostra- pitano, il comandante di tal fortezza te-


zioni tumultuarie, divenute generali, per nente maresciallo Auersperg, ordinò pat-
l'indipendenza italiana, laonde la forza tuglie in alcuni luoghi della città, ov'e-
de! governo passò in mano deliberali. Nel rano caserme ed alloggi de'suoi militari.
commovimento universale della peniso- Il legato cardinal Ciacchi emise protesta;

la, principiato in Roma e propagato alle ed il feld-maresciallo conte Radetzky, co-


altre regioni, sorse un desiderio univer- mandante in capodell'armata d'Italia, in-
sale di approfittare della circostanza per vece impose di occupare la gran guardia
procurare lo stabilimento d'una confede- e le 4 porle di Ferrara, onde il cardina-
razione italiana, facendosi evviva anco a le pubblicò altra protesta, approvata in
a
Leopoldo li, ed a Carlo Alberto, nelle di- uno alia Ne furono conse-
1 . dal Papa.
mostrazioni popolari alle bandiere pone- guenza, incremento immenso in Italia di
vansi coccarde pontificie. Intanto s'inco- agitazione degli animi contro gli austria-

minciò una lega doganale fra


a stabilire ci; e Carlo Alberto mise a disposizione del
Roma, Sardegna e Toscana, alla quale si Papa tutte le forze che avea in suo pote-
fi/lutarono Ferdinando 1 re delle due Si- 1 re, il che gli accrebbe indicibilmente il
cilie e Francesco V duca di Modena. In favore deliberali italiani, e quindi il re
Torino, come in tutte le allre parti d'I- giudicò opportuno d' appigliarsi alle ri-

talia, ebbero presto luogo gli applausi ed forme. Queste promulgate nel novembre
j Fiva Pio JXt inui e cauti diretti ad ili- aumentarono il fermento nella Lombar-
VE V VEN 61
dia, e il desiderio di molti, specialmente cembre fu confermato dal duca con pro-
fra'principali possidenti, di passare dallo clama, nel quale indirettamente confutò
scettro austriaco a quello della casa di l' indirizzo di riforma che volevano do-
a
Savoia. In Milano la i . dimostrazione ita- mandare i parmigiani; per cui il suo in-

lica si fecenel principio di settembre, pren- gresso, effettuato nelr.° del seguente an-
dendosi occasione del nuovo arcivescovo no, non fu giulivo. Annunziando il duca
mg/ Bartolomeo Romilli italiano, e pel di Parma e Piacenza a'sovrani d'Europa
trambusto che seguì, sempre più si au* l'avvenimento al trono degli avi suoi, il

mento il mal umore in Milano e in tut- Papa Pio IX fece rispondere : Che rin-

ta la Lombardia. L'agitazione liberale si graziava della partecipazione, se necou-


propagò ancora nel regno delle due Sici- gratulava, ma intendeva di conservare il-

lie, ma la rivoluzione cominciala a mani* lesi i sovrani diritti della s. Setle sopra i

festarsi, per allora fu in breve repressa. ducati di Parma e di Piacenza; dovendo


Riforme e guardia civica dovette accor- in tale circostanza rinnovare le sue pro-
dare eziandio Carlo di Borbone duca di teste,rammentandoformalmente cheque'
Lucca, ed entrar nella via del progresso ducati appartenevano al principato tem-
nel settembre. Indi voleva abdicare a fa- porale della Chiesa Romana. Tanto è ve-
vore del principe Ferdinando suo figlio, ro, quanto dichiarai di sopra, cioè nel pie-
tuttavolta nel seguente ottobre cede lo cedente voi. XCII, a p. 4^0, contro chi
stato al granduca di Toscana^ al quale pretese impugnare tale alto dominio pon-
dovea passare soltanto dopo la morte del- tificio. —
Prima di lasciare il 847, devo 1

l' arciduchessa Maria Luisa duchessa di dire del IX congresso degli scienziati te-
Parma e Piacenza, che infermicela da al- nuto in Venezia, di cui feci parola su-
cun tempo faceva prevedere vicina. In- periormente in più luoghi. Fu aperto a'
tanto il duca Carlo, finche non fosse en- i3 e chiuso a* 28 settembre. IN'ebbe la

trato in possesso degli aviti ducali, ebbe presidenza il principe Andrea Giovanel-
dalla Toscana perappannaggiocjooo fran- li.Vi si recò Carlo Bonaparte principe di
cesconi al mese. In conseguenza di che, Canino, col suo segretario Luigi Masi, in
Francesco V duca di Modena, nel dicem- divisa di semplice soldato della guardia
bre 1847 e bbe ingranditi suoi dominii i Roma. Passando per la Tosca-
civica di
con Fivizzano e altri luoghi, e poi nel se- na furono ambedue applaudili strepito-
guente mese ottenne il ducato di Gua- samente da'libernli esaltali di Livorno, di
stalla. Questo principe benché avesse a- Pisa e di Firenze. Giunti sul territorio
dottato principii moderati, non potè im- ansti iaco,a Rovigo tennero pubblicamen-
pedire che anco ne'suoi dominii seguisse- te discorsi diretti a suscitare gli animi con-
ro alcune dimostrazioni liberali e tumul- tro quel governo, per cui a'i5 settembre
tuose colle consuete grida e Viva, nella ambedue furono espulsi da Venezia e ri-

stessa capitale Modena. Eziandio in Par- mandati sul territorio pontificio. Del resto
ina avvennero sconcerti, con malconten- le sessioni si tennero nell'ampia e magnifi-
to dell'arciduchessa Maria Luisa, che mo- ca sala delMaggioi Consiglio dell'antica re-
ri a' 18 dicembre. Divenuto perciò l'ex pubblica veneta, e fra gli oratori fu spe-
duca di Lucca Carlo di Borbone sovra- ci a Imente applaudi tol'avv.DanieleManin
no di Parma e Piacenza , mentre trova- pe' sensi italici 'francamente manifestati
vasi in Genova, il comune di Parma pre- trattandodirnaterierelative alla pubblica
tese assumere le redini del governo, e economia, laonde fu poi messo sotlo la sor-
chiedere al nuovo principe varie riforme; 11 cav. Cesare Can-
veglianza della polizia.
ma invece il consiglio de'ministri assun- lù discorrendo delle strade ferrate, inau-
se la reggenza dello stalo, e tosto a'26 di- gurò l'orazione col nome del Papa, esal-
Ga V E N V E W
taudolo quale eroe di bontà e ili riconci- di schiarimento , massime fra parentesi,
liazione, clte avea posto la Croce olla te- coli' opuscolo stampato in Venezia stes-
sta ilei progresso. Accennò le linee ili co- sa nel 1 85o col titolo: La Repubblica i c-

municazione che avea ideato ila Uoma, neta de iQi giorni nel 8/f8 come ap-
1

tanto verso Napoli, che verso l'Italia set- pendice a tutte le Storie di Venezia fi-
tentrionale e le Alpi, barriera creata al- nora pubblicale. Lo preferisco, per far-
l'Italia dalla natura, ma inutilmente. Con- ue liberamente un sunto o quasi ripro-
eluse con l'osservare, che i veneziani do- duzione, pel suo punto di vista e com-
vevano unire i loro interessi a quelli de' plesso, tutto essendo interessante senza
vicini fratelli italiani, dov'era seguito un superfluità di parole, e come più adallo
tale movimento e sfolgorava ormai tanta al mio sistema compendioso, inoltre pro-
luce, che il non dovrebbe a-
risentirsene fitterò de'due seguenti opuscoli che pur
scriversi ad inerzia od a viltà. Fece voti posseggo. Nuovo Memoriale Veneto del-
per la libertà e la prosperità maggiore la rivoluzione delle Provincie Venete ne-
ed ormai vicina dell'Italia, divisa in die- gli A/mù -848-49 C, Venezia 85o, di P- 1

ci diversi domimi, sebbene vi si parli una tipografia Grimaldo. Venezia negli an-
sola lingua. Questo discorso pronunzia- tri 1 848 a 849 di Aless. le Musson, au-
1

to in una sala che rammentava tante glo- tore diCustozae di Novara, Venezia co'
rie patrie, fu accolto con applausi strepi- tipi di Gio. Cecchini 85 1. Vi e pure la 1

tosissimi dagli uditori che vi erano in nu- collezione degli Alti, D cere ti, ec.,di quel-
mero di circa tremila, ed il modo col qua- l'epoca, che potino essere materiali inte-
le fu applaudilo, servi a dimostrare che ressanti e positi vi, pei chi vorrà intrapren-
i veneti erano disposti ad uuirsi al movi- derne la storia. L' autore dunque N. T.
mento italiano. In memoria di questo con- dell'opuscolo d'86 pagine, La Repubbli-
gresso, fu coniata una medaglia bellissi- ca Veneta de' 02 giorni, lo divide assai
1

ma del valente veneto incisore Francesco opportunamente in IX capi, e dichiara


Stime. Rappresenta Dante, enei rovescio nella prefazione. Dopo gli avvenimenti del
l'Arsenale di Venezia, secondo la descri- 1848 la. storia della repubblica veneta
zione di quel divino poeta. Ha per motto non arresta più al 1797, ma vi aggiun-
si

il noto verso del medesimo.Ne furono bat- ge un'altra pagina, poiché trascorsi 5o
tuti pochissimi esemplari inargento e po- anni dalla sua caduta, risorse quella re-
chi in rame. Ma dopo tale congresso, si pubblica, od almeno il suo nome. » Pro-
sparsero in Veuezia le prime scintille di ponendoci di riempire il vuoto della sto-
quell'incendio che dovea poi dilatarsi. ria a questo riguardo, ci protestiamo sem-
4. Negli articoli di questa mia opera, plici sposi tori di falli, lasciando a' politici
impressi dopo l'infausta ultima epoca del- commentarli". Capoi. Fon-
l'incarico di
la grande rivoluzione di molti stati d'Eu- dazione e caduta dell'antica repubblica
ropa e di tutta Italia, alcuni de' quali Veneta. L'autore N. T. volle far prece-
rammentai nelle precedenti analoghe no- dere il suo proponimento di parlare del-
tizie, e tornerò a ricordare in corsivo, nou la nuova repubblica veneta, come oppor-

mancai laconicamente di descriverne, tuno, da un cenno dell'antica, per riguar-


colle principali vicende, lo spirito po- dar quella appendice di questa. Detto
litico, che principalmente fu di natu- dell'origine di Venezia, per emigrazione
ra democratico, demagogico, Socialista degli abitanti del continente vicino alle
e irreligioso, il quale fa guerra ad ogni sue isolette, de'governanti tribuni di que-
autorità (come deploro anche a Verona), ste, dell'elezione del doge preside a tut-

che la produsse. Qui per Venezia procede- to il corpo della nazione ,


degli abusi e
rò precipuamente, però con alcune giunte restrizione di sua autorità, dei freno al-
V E N YEN 63
)a popolare licenza e dell'istituzione del- blica francese. Troppo tardi, aprirono fi-

la repubblica aristocratica; chiama que- nalmente gli occhi i veneziani. Quel Na-
sta, a confessione degli stranieri, la piti poleone che aveale olferto aiuto per re-
bella d'Europa nel suo genere, copia fe- primere ribelli, a'2 maggio le intimò
i

dele dell'antiche repubbliche della Gre- guerra, e fece occupar l'Estuario circon-
cia e come il complesso delle migliori lo- dante la Laguna. Da dove , il debolissi-

ro leggi: l'esistenza essere stata gloriosa e mo doge Manin, sentendo tuonar il can-
durata XIV secoli, cioè più lunga d'ogni none,esclamò nell'assemblea: Questa not-
altra anteriore e celebre. Poiché quella di tenon siamo sicuri nemmeno sul nostro
Spai ta visse 700 anni; e quella dilioma, la letto.Napoleone fece quindi diverse inti-
più illustre di tutte, ne contò appena 5oo. mazioni. L'atterrito governo non seppe

» Ragiona poi della dilatazione


va del dominio, ottenuto più per la for-
progressi- resistere: perciò licenziò gli schiavoni, di-
sarmò la Laguna; ed a' \i maggio 1797
za morale che per la materiale. Consi- adunato il maggior consiglio , tremante
derata dopo il conquisto di Costantino* il doge, molti patrizi ingannati o ingan-
poli, per una delle maggiori potenze, e- natori avversando il vecchio sistema, po-

sercilò influenza sull'altre. Indi l'ulterio- chi i coraggiosi, moltissimi i deboli, il po-
re imnandimeutode'
o veneziani derivò dal- polo diviso in partiti, Villetard corse co'
la bontà del loro sapiente reggimento, ac- partigiani tra la folla a diffonder le loro
coppiato al valore guerriero, che rese la idee e cercar seguaci. Spaventatoli deli-
repubblica temuta e forte. In appresso die' berante consiglio da alcune scariche de-
un crollo al suo potere, il progresso nel- glischiavoni che partivano, abdicò al po-
la navigazione delle altre nazioni , che tere. Seguirono giorni d' anarchia , da'
scuoprirono la nuova via all'Indie orien- due partitisi sparse sangue cittadino, ed

tali. Nondimeno essendo ancor grande la ar'16 ifrancesi entravano io Venezia con-
sua influenza politica ,
questa fiaccò la dotti dal loro Villetard, che prometteva
lega di Cambrayjperòconlinuòa riscuo- tibertà t eguaglianza ,
fratellanza. Così
tere l'universale ammirazione, la rego- cadde la gloriosa repubblica, vittima del-
larità del suo governo, la saggezza di sue la ricchezza, della corruzione, dell'ingan-
leggi, il mirabil ordine de'suoi consigli e no. Poi pel trattato diCampoformio, de'
l'equità de'suoi tribunali, la moderazio- 17 ottobre, Venezia passò sotto il domi-
ne, la protezione delle scienze e delle ar- nio dell'Austria; in appresso fece parte
ti, restandole ancora provincie floride e del regno d'Italia, finalmente nel 8 14 1

fertilissime. Percorso lo stadio di poten- ritornò sotto lo scettro dell' Austria e rima-
za e di gloria, cominciata a dar segui di 33 anni. Capo 2. Procla-
se tranquilla
decrepitezza, quasi esausto 1' erario per mazione della nuova Repubblica. E no-
l'ultima guerra lurchesca e le 3 neutra- ta l'agitazioue generale in cui trovavasi
lità armate; i uobili di Terraferma sof- l'Italia verso il 1848 (sull'esempio dato
frendo a malincuore l'esclusione dall'am- e di sopra tratteggiato genericamente,
ministrazione pubblica, il popolo corrot- per la migliore intelligenza della mia bre-
to dalla mollezza, la sua difesa era ormai ve narrazione, cioè da Roma e da altri

solo affidata agli schiavoni. Nello scorcio governi italiani di Sardegna, di Par-
del secolo passato, l'ambasciatore veneto ma %
di Toscana, delle due Sicilie, che
a Parigi Quirini, fatto accorto del peri- operarono delle modificazioni, anche i
colo cui correva Venezia, l'eccitò ad ar- popoli del regno Lombardo- Veneto le
marsi; quindi la rivoluzione le staccava attendevano, le speravano, ma uon le
Bergamo e Como, e le stragi di Verona ottenevano), agitazione che prese forza
furono il guanto di disfida colla repub- maggiore dalla rivoluzione francese av-
r>; VEN V E N
Tenuta a Parigi «'primi irti qncll*cinno (;/ servare), ma le loro domande vennero
22 febbraio l'imperatoie Ferdinando 1, respinte ed essi (a' 8
medesimi carcerati 1

in considerazione dello stato in cui Uo- gennaio 1848). Ma io qui debbo di ciò
va vasi il regno Lombardo- Veneto, e nel- dare un cenno. G. B. Nazzari membro
Ja mira dovuta ubbidien-
di assicurare la della congregazione centrale Lombarda
za alle leggi, fece promulgare per lutto per la provincia di Bergamo, nel dì 8 di-
il regno la norma diprocedura abbrevia- cembre 1847 parlò in quel consesso del
ta, da lui sancita «'24 novembre 1847, malcontento e dell'inquietudine della pò-
pe'casi d'alto tradimento e per altri casi polazioue,quindi propose di nomina re una
ili perturbata tranquillità. Sovrana riso- commissione di deputati delle provinole
luzione cbe leggo a p.i 3o della Gazzet- lombarde, per in vesti game le cause e far-
ta di Roma del 1848. Ivi è pure la noti- ne rapporto. Questo il conte di Spaur go-
ficazione dello stesso giorno, dell'i, r. go- vernatore della Lombardia partecipato al-
verno, in cui è detto: Nel proclama im- l'arciduca Ranieri viceré, d' ordine suo
periale de'9 gennaio, essersi manifestato significò alla detta congregazione, che ap-
Ja dolorosa sensazione prodotta a Ferdi- punto stavasi occupando de'già noti de-
nando 1 dall'agitazione in cui trovasi il lombarde,onde pre-
siderii delle provincie
suo regno Lombardo-Veneto, per opera sentarli al trono. Dipoi le congregazioni
d'irrequieti individui, cbe istigati dall'e- provinciali di Milano,di Pavia e di Como
stero e mossi da mire interessate, ten- inviarono alla centrale di Milano le loro

tano sconvolgere il presente ordine le- particolari petizioni riguardanti i dicaste-


gale delle cose: dichiaVando in pari tem- ri, l'abbreviazione del servizio militare,
po essere sua ferma volontà di tutelale le misure di polizia , la dignità effettiva
la sicurezza e quiete interna ed esterna del regno Lombardo- Veneto, le imposte,
del detto suo regno con tutti que' mezzi
t
i tribunali, l'abolizione del giuoco del lot-
cbe la Provvidenza gli ha dato, memore to. Nella metà di dicembre l'avv. Manin

de'suoi doveri di sovrano, fra'quali èi.° ebbe una copia della proposizione del Naz-
il vegliare al bene dello stato e alla tu- zari alla congregazione centrale Lombar-
tela de' fedeli suoi sudditi. Ora renden- da, e immediatamente ne fece trascrive-
dosi necessario cbe tanto il potere giudi- re e spargere molti esemplari, quindi pro-
quanto le autorità di polizia, sie-
ziario, curò d* indurre qualche membro della
no munite di quella maggior forza, che congregazione centrale Veneta ad imitar-
ì bisogni del momenti e l'importanza del- ne l'esempio. Non essendogli riuscito, coni*
l'uffizio loro richiedono, l'imperatore ha pilo egli stesso una domanda a quel con-
ordinato, che per tutte quelle azioni che sesso, della stessa natura. Quindi a mez-
turbano la pubblica tranquillità, e sono zo dell'amico Francesco degli Antoui ne
punitedelle vigenti leggi, abbia luogo una sparse molte copie per la città di Vene-
procedura sommaria, secondo le norme zia, e ne mandò altre a Milano ed a Bre-
che si pubblicano contemporaneamente scia. I progressisti veueti corsero in fol-
alla presente con altra notificazione. Se- la a congratularsi col concittadino ,
pel

guono norme ec). Due cittadini, l'avv.


le coraggio mostralo; ed i milanesi spediro-
Daniele Manin veneziano e Nicolò Tom- no Serbelloni per rallegrarsi. Ad esem-
maseo, avevano già domandato all'Au- pio del Manin, a' 28 dicembre Gio. Cal-
stria (con ardite rimostranze) in nome lista Morosiui deputato della congrega-
della popolazione di Venezia, nuovi or- zione provinciale di Venezia, ad essa pro-
dinamenti amministrativi e nuove fran- pose di presentare un rapporto alla con-
chigie (per quanto Le Masson nella sua gregazione centrale Veueta,si mi le a quel-
Venezia, a p. 33, ed in altri luoghi fa os- lo della Lombarda, affinchè nominasse
V E N VE N 65
una commissione per istudiare i bisogni gno Lombardo-Veneto, il popolazzo pre-
del paese e ne suggerisse i rimedi. INel se ardimento ed in folla accorse nella
dì seguente 5 consiglieri comunali pro- piazza di s. Marco per domandare la
posero al municipio di Venezia , di pre- scarcerazione de' sunnominati due citla-

gare la congregazione centrale delle pro- dini,ed esitando il governatore(ci vile con-
vincie venete., di porsi in relazione colla te Luigi di Palfify, essendo il governato-
Lombarda, per convenire sulle doman- re militare comandante la città e fortez-

de da rassegnarsi all'imperatore a van- za il conte Zichy tenente maresciallo, am-


taggio del regno. Alle rappresentanze le- bo ungaresi) a concederla, irrompe nelle
gali si unirono le dimostrazioni popola- carceri, li libera e li porta a spalle d'uo-
ri. Nella sera precedente de'26, già al tea- mini in piazza. Questo tumulto, insolito
tro erano state accolte con fragorosissimi nella tranquilla popolazione di Venezia,
applausi le parole del coro del Macbetb, incute gravi timori ne' due governatori,
colle quali s'invitavano i fratelli a sorge- militare e civile, i quali fanno schierare
re ed a salvare la patria tradita; parole in piazza numerosa truppa. Questa ol-
die cantarono gli spettatori, e ripetero- traggiata dalle grida del popolo e da qual-
no per varie sere seguenti, siccome allu- che colpo di pietra che le veniva sca-
denti alle circostanze di Venezia. A' 3o gliato, rotta la militaredisciplina, investe
dicembre Nicolò Tommaseo lesse nell'A- colla baionetta il popolo, che si disperde,
teneo Veneto un discorso sullo stalo at- rimanendo alcuni feriti e uno soffocato
tuale delia letteratura in Italia, e vi trat- nella calca. Durante tutto quel giorno
tò della censura preventiva negli stati au- avvenne qualche scontro tra'militari e il
striaci; rilevando non essere osservata la popolo, ma non però di grave conseguen-
legge, e doversi ricorrere al sovrano, pro- za (Insorse Venezia in questo giorno 17
ponendo una petizione, cbe subito fu co- marzo, o meglio que'che rappresentaro-
perta di firme, ancbe de'semplici udito- no la rivoluzione, che si compì con 5 gior-
li. Poscia la spedì nelle provincie per al- nate, che democratici chiamarono glo-
i

tre sottoscrizioni, e indi il Tommaseo la riose, e si emanciparono dal governo au-


consegnò al governo perchè fosse inviata striaco , durando lo stato rivoluzionario
a Vienna. Per tali motivi Manin e Tom- 1
7 mesi, compresi di repub- i 102 giorni
maseo furono imprigionati. Intanto l'Au- blica). Nel dì seguente parlavasi dagl'in-
stria, mentre partecipava olle altre grandi sorti di volere ulteriori concessioni, anzi
potenze quali fossero le sue idee relati- di una Costituzione, l'ufficiai notizia del-

vamente all'Italia, ad istanza del feld-ma- le quali il governatore civile, in suo ma-
resciallo Radet?ky avea rafforzato il suo nifesto, diceva attendere con una staffet-

esercito in Lombardia, a'36,ooo cbe ne ta. Il popolo ammutinato, entrato in dif-

comandava, con altri 25, 000 uomini, e fidenza e in sospetto, si porta a torme in
stabili aumentaili sino a 8o,ooo. Ma lo piazza s. Marco in aspetto minaccioso,
spirito italiano erasi comunicato a'tede- colla coccarda tricolore al petto, ed ap-
scbi, e nella stessa Vienna nacquero im- picca le bandiere nazionali. La truppa
ponenti dimostrazioni, con ispargimen- nuovamente crede d'essere oltraggiata ;

to di sangue. — Caduto il ministero di molti arditi cittadini svelgono con I' un-
Vienna pe'fatti avvenuti in quella città, ghie i macigni del selciato, e fatti a pez-
e giunta in Venezia 17 marzo la noti-
a' zi, gli scagliano contro la truppa: questa
zia della soppressione della censura (del- fa fuoco; 5 cittadini cadono morti e mol-
la stampa) e della convocazione degli sta- ti altri restano feriti. Il popolo fugge chie-

ti delle provincie tedescbe e slave, non- dendo armi, ed alcuni le tolgono già a*
che delle congregazioni centrali del re- soldati. In vista della gravità delle circo-
vol. xeni. 5
G<> VEil VEPI
stanze, (In dalla matlinn alquanti filladi, le dal popolare furore, ma crebbe oltre-
ni raccoltisi nella casa dell'avv. Manin, e modo fermento nella notte per la voce
il

con esso alla testa si erano condotti al sparsa che «li razzi alla Congrìve avesse
municipio per domandare l'istituzione di egli armate alcune navi e piroghe per in-
ima guardia cittadina temporanea. Il nu- cendiar la città. Ad onta però de'consigli
mero de* richiedenti si fece in breve ora mat-
in contrario ricevuti, egli volle nella
grandissimo, e il pericolo divenendo «em- tina de'22 recarli all'Alienale, ma gli o-
pie più imminente, il podestà (conte Cor- perai miseramente e crudelmente l'ucci-
rer) s'indusse a recare, seguito da' suoi sero, facendo orrendo sfratto del di lui
assessori, quella petizione al governato- corpo. La notizia della barbara morte
re civile. Questi, d'accordo col governa- dell'infelice Marinovich si diffuse tosto
tore militare, vi acconsente, ed in poclie per tutta la città. Allora l'aw. Manin si

ore si vede girar la citlà una numerosis- pose alla testa d'un numero di guardie
sima guardia cittadina (nello stesso gior- civiche e s'impadronì de'piti importanti
noi8 marzo alla pure insorta Milano fu ponti dell' Arsenale. Uscendo egli di là

concessa la guardia civica: la bandiera na- annunziò che l' Arsenale era in suo po-
zionale tosto fu piantata sulduomo, on- tere, alla quale notizia i soldati del mag-
de poterono le campane sonar pur esse a giore Wimpffen e quelli della marina,
stormo, con tutte l'altre d'ogni chiesa, gittate le insegne austriache (pomponi),
che dal giorno 19 al 23 non cessarono un vi sostituirono la coccarda tricolore. Do-
istante d'avvisare i dintorni del pericolo po ciò la veneta marina disponeva legni,
grave, dell'eccidio generale che sovrasta- armi e munizioni a tutela della Laguna,
vano. Fu sparso molto sangue ne' com- decanati e de' folti. Frattanto il munici-
battimenti fra popolo e la truppa, cui
il pio delegò una deputazione onde dichia-
successero le bombe e cannoni del Ca- i rasse francamente al governatore civile,
stello, ov'erasi ritirato il feld-maresciallo che la città non sarebbe stata tranquilla
conte Radet/ky comandante militare ge- finche tutti i mezzi d' offesa e di difesa
nerale del regno Lombardo-Veneto con non fossero posti in mano de' cittadini.
residenza ordinaria a Verona che pro- , Questo governatore depose il potere nel-
dussero altre stragi ed incendi. Fu una ri- le mani del governatore militare, il qua-

voluzione sanguinosa). Nella sera giunse le fu obbligato, nellostesso giorno 22 mar-

la notizia da Trieste che colà era stata 20, a stipulare colla delta deputazione la
promulgata la costituzione. L' alto ufli- seguente capitolazione.» Cessare il gover-
ciale venne tosto letto al popolo dal go- no civile e militare; le truppe austriache
vernatore civile. Sparsosi per la citlà ta- abbandonare la città e tutti i forti, e par-

le annunzio,incontanente la piazza si riem- tire per via di mare, restando a Venezia


pì di popolo, il quale prolungò le sue ma- le truppe italiane; il materiale da guerra
nifestazioni di giubilo fino a notte avan- e tutte le casse; il nuovo governo dover
zata. Ne'due successivi giorni, 1 gè 20 mar- provvedere al trasporto delle truppe, al-
zo, ebbero luogo alcuni scontri fra il po- le quali sarà data paga per 3 mesi; a
la

polo e i soldati austriaci, i quali si tene- garanzia del trattato il governatore mi-

vano sempre come beffati ed offesi. Nel litare dover rimanere l'ultimo in Ve-
giorno 21 però si ammutinarono gli o- nezia ". Il governo venne assunto da
perai dell'Arsenale, i quali già da molto deputati. Alle ore due pomeridiane con-
tempo lagna varisi della severità del co- vennero sulla piazza 2,000 uomini del-
lonnello Marinoviche pubblicamente di- la guardia civica (essendone comandan-
chiararono volerne la vita. Le guardie ci- te in capo l'aw. Angelo Mengaldo) per
viche riuscirono a sottrarre «jtielf'tifficia- assistere alla benedizione della bandiera
VE N fcN *1
ustionale tricolore. In questo frattempo governo: il nome di repubblica ridestare
In presa dell'Arsenale viene avvertita dal- negli animi de' veneziani gloriose memo-
le ^rida Viva la Repubblica ! Viva s.
: rie; molti difetti avere avuto l'antico go-
Marco! Era Manin alla testa de'suoi re- verno di s. Marco, ma ebe questi si cor-
duce dall'Arsenale. Egli arringò il popo- reggerebbero da'nuovi governanti". Isti-
la e propose la forma di governo repub- tuito poi il nuovo governo nello stesso
blicano.! contraenti della detta deputazio- 23 marzo, questo proclamò, ebe il nome
ne deposero il potere nelle mani del co- di Repubblica Veneta non poteva por-
mandante la guardia civica, affinchè co- tare ormai alcuna idea ambiziosa o mu-
stituisse un governo provvisorio. Egli fe- che le provincie, le quali si so-
nicipale,
ce defilare sulla piazza i battaglioni della no dimostrate tanto coraggiosamente u
guardia civica, e dopo ricevuta dal pa- rianimi alla comune dignità, le provincie
triarca cardinal Monico la benedizione ebe a questa forma di governo aderisco-
della bandiera, propose all'approvazione no , faranno insieme una sola famiglia
del popolo e della guardia stessa i nomi senza veruna disparità di vantaggi e di
de'ineuihri ebe comporrebbero il gover- diritti ,
poiché eguali a tutti saranno i

no provvisorio, proposte ebe vennero tut- doveri, ed incomincieranno dall' inviare


te confermate. Le funzioni governative in giusta proporzione i loro deputati cia-
vennero nel seguente modo distribuite: scuna a formare il proprio statuto; che
Daniele Manin, ministro degli affari ester- aiutarsi fraternamente a vicenda, rispet
ni con presidenza; Nicolò Tommaseo, cul- tarei diritti altrui, difendere i propri, tal
to ed istruzione;Jacopo Castelli, giusti- era fermo proponimento del governo;
il

zia; Francesco Camerata, finanze; Fran- che l'esempio ch'esso dee porgere si è
cesco Solerà guerra; Antonio Paolucci
,
quello principalmente delle riforme so-
marina; Pietro Paleocapa, interno e co- ciali e morali, che importano più delle
struzioni; Leone Pincherle, commercio; politiche assai, l'esempio della non sov-
Angelo TofFoli artiere, senza portafoglio vertitrice, ma giusta e religiosamente e-
(Jacopo Zcnnari segretario). In appresso, sercitata eguaglianza. Dalle dichiarazio«
per rinunzia di Solerà, il portafoglio del- ni di Manin e dal successivo proclama
la guerra venne affidato al ministro del- governativo, v'era tutta la ragione per
la marina Paolucci. Fin dàlia sera de' presumere che il nuovo governo repub-
22 la guardia civica di Mestre con un blicano avrebbe toccato Peccellenza,quel-
colpo di mano s' impadronì de' forti di la per altro a cui può pervenire un go-
Margbera, ed a'o,3 que' di Chioggia oc- verno di questo genere. Ma esso fu tale
cuparono il castello di s. Felice. Quasi in effetto? Soggiunge l'autore: Noisetti-
contemporaneamente le truppe austria- risponderemo col-
pièci spositori di fatti,

che sgombrarono lutti gli altri ebe mu- la sposizione di Dovevasi con unfatti.

niscono la Laguna. Divulgatasi poi la no- dispaccio richiamar la flotta, che allora
tizia degli avvenimenti di Venezia nel- trovavasi stanziata a Pola; un piroscafo
l'altre provincie venete, queste seguiro- trasportava a Trieste il governatore ci-
no tosto l'esempio della loro capitale e si vile austriaco e parecchi altri individui
costituirono in governi provvisori'!; i qua- del cessato governo; il governo veneto af-

li tutti furono più o meno pronti ad ade- fidava al capitano di quel piroscafo il di-
governo della repubblica.
rire al Capo — spaccio di richiamo,e ciò costò nientemeno
3. Primi atti del Governo provvisorio. che la perdita della flotta, per cui a Venezia

Manin nell'atto di proporre al popolo


, non restò altra forza marittima che una
lo slato repubblicano disse; « Essere que- squadra navale. Erano restate in Venezia
sta, a sua opinione, la miglior forma di le truppe italiane in forza della capitola-
68 V EN V EN
lione, truppe sufficienti a formare il nu- reno le loro attribuzioni. La direzione
nuovo esercito, aia tutte si ri-
cleo d'un generale di polizia cambiò il nome in
mandarono alle case loro. Riguardo poi quello di Prefettura centrale di ordine
alle riforme morali e sociali di cui parla pubblico, colle stesse attribuzioni di pri-
ilproclama del nuovo governo, sono l'in- ma. Dipoi, in sussidio a questa venne
dicale nel seguente capo (tutto quanto un Comitato di pubblica sorve-
istituito
l'operato nel 22 e nel 23 marzo, riferì glianza. Questo, di concerto colla prelet-
Ih Gazzella di Venezia e riprodusse , tura centrale di ordine pubblico, doveva
quella di Roma, massime I' articolo Il : occuparsi dello scoprimento degli occulti
Ventìduc Marzo ! Vi è pure un ma- nemici dello stato, perchè fosse proceduto
nifesto di Mengaldo del 23, che dice a- in loro confronto secondo la legge. Così
vere il cardinal patriarca annuito a ri- pure, di concerto colla prefettura, doveva
conoscere il seguito rivolgimento politi- prendere l'opportune disposizioui contro
co; e che a mezzodì dovea intuonare il le persone pericolose e sospette affinchè
solenne Te Dcum in s. Marco« in rendi- fosse tolta ad esse la possibilità di nuo-
mento di grazie al Signore per la nostra cere. Ne'casi istantanei, vale a dire, quan-
liberazione dalla servitù, dello stranie- do il concerto colla prefettura portasse
ro ". L'adesione delle provincie co'nomi una perdita di tempo congiunta a peri-
de'deputati dellemedesime che la fecero; colo, comitato dovea prendere le dispo-
il

ed proclama del Governo provvisorio


il sizioniopportune riferendole tosto alla
della Repubblica Veneta, di ringrazia- prefettura. A raggiungere lo scopo il co-
mento al popolo veneziano, perchè a un mitato, oltre a' mezzi ch'esso stesso sa-
tratto sorgendosi mostròdeguodel suo no- pesse procacciarsi, doveva ricevere le si-

me). — Ca po4« Ordinamento civile epoli- gnificazioni che ognuno credesse poter
lieo. La bandiera della repubblica veneta fargli. Le significazioni dovevano conte-
venne stabilita di 3 colori, verde, bianco nere descrizioni di fatti e di particolari
e rosso j il verde al bastone, il bianco nel circostanze, essere iu iscritto e firmate
mezzo, il rosso pendente; in alto, in cam- dalla persona che le insinuava, ed indi-
po bianco fasciato da'3 colori, il Leone care il luogo preciso ov' essa dimorava.
giallo. Co'3 colori comuni a tutte le ban- Venne istituita una Commissione lem-

diere d'Italia si voleva professare l'unio- poraria per cause civili e cri-
tutte le
ne italiana, il Leone poi era il simbolo minali, i non erano già stati
cui atti
speciale di una delle italiane famiglie. La inoltrati a Verona a' 22 marzo 184B.
coccarda nazionale si compose de'3 colo- Questa commissione avea perle provin-
ri, cioè il verde nel centro, il rosso al di cie unite della repubblica tutte l'attribu-
fuori, e il bianco nel mezzo de'due. Il go- zioni proprie del tribunale revisionale in
\erno delle provincie venete assunse il Verona; corrispondeva col governo prov-
titolo di Magistrato politico conservan- , visorio,come prima corrispondeva co'di-
do esso e gli altri uffizi esistenti le abi- casteri governativi. Si soppresse l'ufficio
tuali attribuzioni. S'institui poi un Co- denominato dipartimento governativo
mitato di difesa composto di antichi mi- del genio. Alla direzione delle poste ven-
litari per assistere il ministero eil go- ne sostituito un Consiglio delle Poste.
verno nelle sue deliberazioni relative al- I codici civile, penale, di procedura, di
l'ordinamento delle forze militari e alla commercio, leleggi amministraliveetut-
difesa del paese. Posteriormente gli fu so- te le altre emanate dal governo austria-
stituito il Comitato di guerra. I tribu- co furono conservati in vigore. Riguar-
nali d'appello, di 1/ istanza, di commer- do a'diritti civili e allo stato civile, fu
cio, il criminale e le preture conserva- statuito che tutt'i cittadini delle provin-
V E N V E N 69
eie unite della repubblica veneta, qua- a'professori, segnatamente di scienze re-
lunque sieuo le loro confessioni religio- ligiose, morali e civili, d'animare il loro

se,niuna eccettuata, debbano godere di insegnamento d'uno spirito tutto italia-


perfetta eguaglianza di diritti civili e po- no; si provvide a migliorare il liceo di s.
litici, toglteudo tutte le prescrizioni di Caterina. Riguardo alle rappresentanze
leggi contrarie a questo principio; e che delle provincie della repubblica, ciascuna
l'età maggiore fosse a'2 i anni compili. delle provincie che aderirono alla repub-
Rispetto a' militari, si abolì il loro fo- blica veneta, e per essa il rispettivo co-
ro privilegiato, e la pena delle verghe e mitato provvisorio dipartimentale, ven-
del bastone. Nella procedura si fecero di- nero invitate ad eleggere e inviare a Ve-
verse innovazioni, massime sulla difesa e nezia 3 consultori, così le altre che ade-
i tribunali giudicanti. In quanto alle rissero poi ; stabilendosi che altrettan-
pubbliche gravezze e al commercio, si ti ne fossero eletti per la provincia di
abolì il giuoco del lotto, si soppressela Venezia dal governo provvisorio. Si con-
tassa personale e si tolse il bollo de'gior- venne che la Consulta s'adunasse in Ve-
nali. Il prezzo del sale venue ribassato di nezia a' io aprile, per nominare il presi-

un 3.°, si abolì la coutrolleria sul cotone, dente e statuire l'ordine delle discussioni.
sulle sue manifatture e sui filati, e si La Consulta dovere risiedere nel palaz-
esentarono le barche armate alla pesca zo ducale, e corrispondere direttamente
dal diritto di porto, da'diritti sanitari e col governo provvisorio. Riuscendo in*
da qualsiasi diritto e tassa. Riguardo alle compatibile col nuovo ordine di cose la

leggi civili ingenere,si richiamò in osser- Congregazione centrale pel io ,


aprile si

vanza il decreto italico 9 agosto 8 1 1 1 ne' volle cessata. La Guardia civica pel mo-
suoi titoli 1 .°, 6.° e 8.° relativi all'avvoca- mento si costituì di 3 legioni, ciascuna
tura ; che l'annotazioni fatte sui
si statuì composta di 3 battaglioni, e ognuno di
libri censuari per mera ingiunzione go- questi diviso in 3 compagnie di 100 uo-
vernativa e camerale del governo austria- mini. Ogni legione si fece comandare da
co si cancellassero a istanza delle parti- un colonnello, da un tenente-colonnello
In quanto alla libera stampa, si statuì a e da altri uffiziali nominali dal governo,
sua guarentigia che l'autore o 1' editore i minori nominandoli le proprie com-
debba apporre il suo nome; che la liber- pagnie. Si chiamarono ad iscriversi a ta-
tà della stampa non toglie 1' obbligo di le guardia tutti i cittadini idonei da' 18
presentare 3 esemplari di ciascuno scrit- a'55 anni, gli esteri domiciliati nel ter-
to che si stampi, fosse anche d'un foglio ritorio della repubblica che lo bramasse-
volante, e che questi 3 esemplari debba- ro, e si dispensarono gli ecclesiastici, ed i
no esser deposti, uno alla biblioteca Mar- militari inattualità d'esercizio, i capi del-
ciana, altro a quella di Padova, il 3.° a le magistrature requirenti la forza pub-
quella di Milano. Per l'istruzione pub- blica, gli agènti subalterni di giustizia e
blica fu prescritto che gli uomini di noto di polizia, gli esercenti mestieri abbietti,
valore siano chiamati ad insegnare an- i domestici, i braccianti, i giornalieri ed
che senza prova di esami ; si raccomandò i coloni, ma poter far parte de' corpi di
rammaestramento con più predilezione riserv». Fu commesso alla guardia civica
sulla storia italiana segnatamente nelle il servizio interno ed esterno della città,
relazioni colla veneta, finche sia istituita il presidio della piazza, i pubblici stabi-
una cattedra di storia patria ; s'istituì un limenti, le residenze del governo, del mu-
Consiglio di reggenza presso l'università nicipio, de'tribunali, delle casse ec.e par-
di Padova per proporre riforme nell'uni- ticolarmente la tutela della tranquillità
versità e nelle scuole ; raccomandandosi pubblica. L'i 1 aprile s'aprì il suo armo-
7o
VEK VEN
lamento regolare, a'20 maggio fu istituì- a'Iavori di barricate nelle città vicine, i

lo corpo di riserva, con norme e rego-


il pompieri si occuparono a spegnere gl'in-
lamento organico. —
Capo 5. Annaiiivn cendi prodotti dal bombarli, uuenlo, i
li. Le condizioni di Venezia, come for- pontonieii erano a disposizione del ge-
tezza, sono piuttosto uniche che singola- neral Durando, al quale la marina vene-
questo il punto più strategico di tut- ta somministrava pressoché tulle
ri (è le mu-
ta l'Italia). Essa non è propriamente a niz ioni per l'esercito. Ne'primi giorni del-
dire una piazza di guerra, ma una spe- larivoluzione 77 legni armali presidia-
rie di provincia fui liticata, una catena vano 3 circondari di difesa con 327
i

di opere diverse slese sopra una linea di bocche da fuoco. In seguito si allestì la
circa 70 miglia d'estensione. Uipartesi corvetta la Civica e poi il brick a vapo-
imlilarmeule in 3 circondari. 11 i.°de' re ilCrocialo; a'7 maggio usci 1' altro
quali, dalla ciltà movendo a Fusina, gi- s. Marco, e 5 giorni dopo ledue corvet-
ia per Marghera, anivo alle Porte grau- te di 1 /Vango la Lombardia el' Indi-
di del Sile, ripiegasi a'Treporli, termina pendenza. A' 22 marzo rimanevano in
a s. Erasmo: lungo ^1 miglia e munito Venezia uu battaglione di granatieri ed
di ii) furti ed opere fortificate. II 2. è un altrodel reggimentoWimplTen^.ooo
fumalo dalla linea de' Lidi, che dalla uomini in tutti, ed un 3.°composto nella
punta di s.INicolò per Malamocco ed Al- maggior parte d'italiani, il qoale faceva
beloni si protendono fino alla estremila il servizio di sanità ed era ripartito a Ve-
de' Murazzi di Pelestrina, sopra una li- nezia, Chioggia e Mestre, ma queste trup-
nea di olire 20 miglia e con i3 fortifi- pe, come già
furono dal governo
si disse,
cazioni. Il 3.°comprendeledifesediChiog- rimandate alle case loro. A' 27 marzo
già e di Ciondolo, sino alla foce del Bren- si aprì l' iscrizione per io battaglioni di
ta eracchiude 6 forti. Tulli questi punii volontari, ciascuno de'quali composto di
vennero provveduti d'artiglieri e di qne' 6 compagnie, ed ogu una di queste di 1 00
lauti presidii de'quali mancavano. Ed al- uomini: s'istituì la guardia civica mobi-
l'armo de'legni e de'forti si aggiunse pu- le, ed a'28 marzo i gendarmi, di cui si
re il chiudere ed assicurare, con affon- formarouo 4 compagnie, in lutti 600.
dare bastimenti e costruire barricate di A'3 del dello mese s'aprì un arruola-
1

legname, gl'ingressi de' porti e de' tanti mento pegli artiglieri, e il loro numero
eanali che mettono nella veneta Laguna aumentò poi ogni giorno. A'3 aprile si
interna e 1' attraversano in ogni parte. decretò uu corpo di 200 soldati di ca-
Per tali lavori si aggiunsero 800 operai valleria regolare. Parecchi cittadini pro-
u'noo che lavoravano ordinariamente posero la formazione d'un corpo di volon-

nell'Arsenale. Si fabbricarono e si ripa- tariche gratuilamenle servissero nella cit-


rarono armi e munizioni, e si distribui- tà e De'forti, ed a'26 aprile si assegnaro-
rono non solamente alia città, a'Iegui, a' no 4 uflìziali a dirigere le istruzioni di
forti, ma
anche alle provinole fiuilime tal corpo formato di 200 uomini, com-
ed a'vari comuni, oltre 5 migliaia di fu-1 presi vari sotto-ufììciali di marina ;
que-
cili, un centinaio di cannoni, 2,600 scia- sti istruiti nel maneggio del fucile e del
bole, 60,000 funti di polvere, i,5o>o ca- cannone, parte furono inviati a presidia-
riche di cannone, un milione di cartoc- re il forte Alberoui, parte in altri sili.

ci da fucile, racchette, palle, capsule e al- Guardie civiche mobilizzate, squadre di


tri oggetti di artiglieria, oltre due can- veneli crociali e volontari, frazioni di cor-
noni somministrati al vapore sardo il pi disfatti o distrutti, pellegrini, avven-
Ma {fatano e 10 spediti in Ancona. E turieri d'ogni parte giunsero a Venezia.
frattanto i veneti carpentieri aiutavano lu breve, le forze propriamente venete
V EN YEN 7 1

delle Zf
ainii , faittet ia, cavalleria, artiglie liti e per stradali indiretti con gravissimi
ria e genio, formavano negli ultimi tem- dispendi. Nella zecca a'23 marzo si tro-
pi del governo repubblicano un com- vò uu fondo di lire 708, 98 tra monete
1

plesso di 1 3,ooo uomini, ed sussidiari i da mo-


coniate e paste d'oro e d'argeuto
circa 6,ooo, per cui il presidio di Vene- netarsi.La zecca del governo austriaco
zia e dell'Estuario, Cuor delle truppe ma- era mantenuta in via affatto interinale
rittime e dell'Arsenale, ossia l'esercito di per soddisfare a'bisogni del veneto com-
cui si Terra-
disponeva ne'forli verso la mercio, specialmente per la monetazione
ferma, era di circa 9,000 uomini. Ca- 1
— de'talleri pel Levante, e la somma di so-
po 6. Finanze. Le provincie di Terra- pra indicata avrebbe dovuto considerarsi
ferma, a mano a mano che conseguirono piuttosto come dotazioue dello stabili-
la loro liberazione, istituirono de'goverui mento : nondimeno le si fecero versare in
provvisori!, che dopo le adesioni delle cassa centrale lire 246,41 5 onde aumen-
provincie stesse al governo della repub- tare i fondi disponibili. La zecca si pre-
blica, si tramutarono in comitali dipar- stò a coniare anche nuova moneta (a'29
timentali. Essi disposero delle rendite del- giugno 1848 fu stabilito: Nella zecca ve-
le rispettive provincie e delle casse di fi- neta si corneranno de'pezzi d'argeuto da
nanza, senza mandare alcun avanzo alla lire 5 italiane. Nel diritto avranno la leg-

centrale com'era di costume sotto la do- genda Repubblica Pineta 22 marzo


:

minazione austriaca. A'^3 marzo il go- 1848, ed in mezzo il Leone; nel rovescio
verno trovò che tra denaro e note di ban- UnioneItaliana,e dentro uua coroua for-
co esisteva la somma di 5,66o,i43 di li* mala da due rami Lire 5 ; al di sotto la
re presso le due casse centrale e provin- lettera F. À*7 giugno il governo veneto
ciale di Venezia, e fu con quelfoudo che proibì l'estrazione di oro, argento, rame
cominciò a sostenere i dispendi. Dell'im- per qualuuque porto austriaco; ed a'16
poste dirette la sola rata di marzo della agosto in termine di 48 ore volle la con-
provincia di Venezia, in lire 467,297:60 segna al la zecca degli ori e degli argenti per
avrebbe dovu-
affluì uella cassa centrale; uu prestilo, o iu vece denaro, olire l'aver
to entrarvi anche quella dell'altra pro- decretato ritenzioni sugli stipendi e pen-
vincia di Padova del mese successivo, in sioni. E qui noterò, che lungo sarebbe
lire 683,5o7, ma la somma ritornò in- il dovere registrare lutti i prestiti imposti
tegralmente colà, come si dirà insegui- né' 1 7 mesi,fra'qualiquellodella carta mo-
to. Riguardo poi al contributo arti e com- netato delta patriottica di 5 milioni con
mercio, durante governo della repub-
il garanzia del consiglio comunale di Ve-
blica non è avvenuta l'abituale sua sca- nezia. Imperocché mi è impossibile il ri-

denza. Il prodottodell'indiretta nella pro- cordare quanto energicamente si operò,


vincia di Veneziasi limitò a lire 993,620. e quante si prodigarono. D'altron-
offerte
"Dalla cassa del lotto, che venne abolito, de, forseniuua nazione, quauto la vene-
si ritirarono gli avanzi dell'estrazioni an- ziana, avea titolo per aspirare al pos-
teriori nella somma di lire 4^,000. Nella sibile ricupero di sua libertà, per tale un
cassa della posta a'2 3 marzo si trovaro- complesso di cose, che non mi sem-
no 40,000 lire costituite in parte in no- bra azzardata la proposizione, in un'e-
te di banco; ma quest'azienda riuscì to- poca in cui gì' italiani erano infiamma-
talmente passiva e dovettesovvenirsi dal- ti del prevalente spirito di apparente
la cassa centrale, mentre la posta fu in- indipendenza, dopo quattordici secoli di
caricala di slraordiuari servigi militari e reggimento repubblicauo aristu-demo-
diplomatiche per mantenere la corrispou- comitato della fer-
cratico). S'ingiunse al
deuza fu costretta ad attuare mezzi Uso* rovia il versamento de'foudi che si tro«
72 VEN VEN
vavauo giacenti nella sua casta, e si ebbe stati che in Venezia aveano rappresen-
così uu fondo di 3,000,000 di lire, la tanza consolare. Il nuovo governo ven-
inaggiorpartein cambiali. L'offerte spon- ne tosto riconosciuto con dichiarazione
tanee de'citladini al governo ascesero al- verbale dal console degli Stati- Uniti d" A.»
la somma 25o,ooo. A'i4 '"aggio
di lire melica, ad esempio di quanto avea fatto
il governo decretò uu prestito forzoso di recentemente in caso simile l'ambascia-
j 0,000,000 di lire coll'interesse del 5 per tore di quella potenza in Parigi. Fu inol-
100. Il prestito fu garantito dalla unzio- tre riconosciuto in iscritto dal direttorio
ne con pegno di tante azioni della socie* federale svizzero, e col fatto delle ufficia-
tà della strada ferrata, e dovea essere ri- li relazioni diplomatiche dal
governo del
fuso in 6 anni da) 1849 in poi, ripartito re di Sardegna Carlo Alberto e dal go-
nelle provincie non rioccupale dagli au- verno provvisorio dell'insorta Lombar-
striaci. Il prestito non si potè realizzare dia. La repubblica veneta ebbe altri ri-
nella provincia di Treviso per la totale conoscimenti impliciti da' vari governi
sua nuova occupazione, e Io si realizzò in d'Italia. Vennero e rimasero in Venezia
parte in quella di Vicenza, Padova e Ro- inviali del re Sardo, che per stabilirvi in-
vigo, che successivamente furono pure time relazioni a' 12 aprile vi spedì Lazza-
occupale. Nella sola città di Venezia e in ro Rebizzo incaricato provvisorio; non
alcuni distretti di sua provincia si pote- che del governo provvisorio di Lombar-
rono ultimare le operazioni per riparli- dia. Il governo della repubblica mandò
mento individuale nella somma di lire inviati suoi al campo di detto re, a Mila-
4,5oo,ooo alla provincia stessa attri- no, a Roma, a Parigi. Quando gli aiuti

buita. In seguito poi il governo aggiunse mandati dal governo delle due Sicilie,
per questa provincia altre lire i,5oo,ooo che già si trovavano presso il Po e do-
al detto quoto fissato sopra questo pre- vevano varcarlo per operare nel Veneto
stito nazionale di io milioni che non ha unitamente alle milizie venuteda Roma;
potuto effettuare nelle provincie rioccu- e intanto che l'esercito piemontese ope-
pale dall'Austria. Da' depositi giudiziali rava nel territorio Lombardo, mancaro-
pressoi! tribunale civile di Venezia il go- no a* veneziani pegli ordini che le truppe
verno prelevò la somma di circa 100,000 ricevettero di retrocedere, e soltanto po-
lire : l'erario se ne costituì depositario as- chi con Pepe loro generale giunsero a Ve-
sicurando le parli, alle quali que'depositi nezia ;
quando Vicenza e poi Treviso
appartenevano,collestessegaranzieche fu- dovettero capitolare, e beo 12,000 sol-
rono date a'sovveulori del prestito forza- dati italiani fra pontificii e veneti vennero
to.Io complesso durante il governo della per 3 mesi posti fuori di combattimento;
repubblica, entrarono in cassa erariale e quando tutto il Veneto fu rioccupato
1 3,665,584 :3o di Ih e, e se ne spesero dagli austriaci (comandati dal general
1 2, 22,263 3o, sicché a*2 3 giugno ri-
1 : Victor fin da'3 1 marzo aveano formato
manevano in cassa i,433,228:8p di lire un cordone sull'Isonzo, dove si raccolsero
tra denaro, uote di banco e cambiali. Ve- anche le truppe partite da Venezia; ed
nezia circoscritta alle sue Lagune e nello il governo di questa sequestrò lutti i be-
stato d'isolamento in cui trovavasi allo- ni mobili e immobili posseduti nel terri-
ra,non dava un reddito maggiore di men- torio veneto dal viceré arciduca Ranieri,
sili lire90, 000, mentre le spese si faceva-
1 e da Francesco Vduca di Modena, però
no ascendere a 2,5oo,ooo mensili. Ca- — a favore di questa), restando libera la so-
po 7. Condizioni politiche e relazioni e- la Venezia, e anch'essa da'medesimi vi-
j/e/'e.Coslit uito il governo provvisorio del- vamente minacciata; allora i veneziani
la repubblica, ne fu data notizia a tulli 3IÌ fecero molte istanze al governo, coperte
V E N VEN 73
d'un numero grandissimo di sottoscrizio- Venezia per mare. Verso le coste di Chiog-
ni, colte quali si voleva dimostrare la ne- gia si diresse, imbrogliate le vele, una
cessità di chiedere il soccorso della Fran- fregata austriaca rimurchiata da un va-
cia, ed insistevasi perchè fosse chiesto. Il pore,direttaa Porto Levante. Il vice-am-
governo interpellò prima i governi d'I- miraglio veneto pose i legni che guarda-
talia, affinchè dicessero se veramente le vano il porto in istato di combattimen-
forze italiane potevano bastare all'indi- to, discese poi a terra e fece battere la
pendenza italiana, e quando no, concor- generale : la popolazione di Chioggia e
ressero a chiedere in nome comune del- di Pelestrina corse tutta alle armi. Bel-
la nazione italiana l'alleanza della nazio- luno, dopo aver resistilo per 3 giorni, as-
ne francese. Il governo di Toscana e quel- salita di fronte e alle spalle, a' 4 cadde
lo di Roma nella risposta a quesl'inter- in mano degli austriaci senza capitola-
pellazione, promisero d' inviare nuovi zione. Carlo Alberto a' 6 spintosi fino a
soccorsi secondo le proprie forze, ma si s. Lucia e Croce Bianca, ordina il ritor-
dichiararono avversi all'intervento fran- no al quartiere di Somma Campagna, ri-
cese. — CapoS. Movimenti militari efatti portando grave danno. Agli 8 avvenne la

<7V//7/z/.lldì8aprileg!i austriaci aMonte- battaglia di Cornuda fra gli austriaci e i


bello si scontrarono con un corpo di cro- pontificii, con danno di quest'ultimi, che
ciatipado vani, tri vigiani, vicentini e lom- invano attesero il rinforzo del general
bardi, studenti in gran parte, che nel gior- Durando (la cui condotta incomincia a
no antecedente si batterono senza cede- destar sospetti). Gli austriaci a* io per 5
re; ma in tale mattina nuovi drappelli au- ore bombardarono Palmanova inutil-
striaci sopraggiunti girarono il poggio di menle. Agli 11 pel fatto d'armi alle Cà-
Sorio, alle cui falde combattevano cro- i truppe pontifìcie comandate
Strette, le
ciati, e ne acquistarono la sommità. cro- I dal general Ferrari si ritirarono a Tre-
ciati si trovarono tra due fuochi, e sban- viso. Inoltre gli austriaci a' 1 2 attaccaro-
daroosi in parte alla volta di Vicenza e no quella città, gl'italiani fecero 3 sorti-
in parte sopra Arzignano. Di essi furono te. In questo giorno il general Giacomo
trovati morti 5i sul luogo e altri 3o cir- Antonini, comandante la legione italiana
ca rimasero sotto le macerie delle case organizzata a Parigi, fu nominato co-
incendiale. In questo stesso giorno suc- mandante della città e fortezza di Vene-
cesse una gran battaglia tra gli austriaci zia. Ivi a' i3 giunse un corpo di volon-
e i piemontesi in prossimità di Peschiera. tari siciliani capitanati dal colonnelloGiu-
Giunse in aiuto diPalmanova un corpo di seppe La Masa; e gli austriaci rinnovaro-
crociati veneziani, unitamente a circa 3oo no l'assalto su Palmanova (a' i/\. il co-
uomini di truppa proveniente da Udine, mando della divisioue navale veneta è af-
ed a iio artiglieri piemontesi. A' 7 i i fidato al general contrammiraglio Gior-
crociati fecero una sortita e si spinsero sin gio Bua). A' 16 arrivò la flotta napoleta-
sotto a Visco, ma gli austriaci li obbli- na nel porto Venezia tra il tuonar del
di
garono a battere la ritirata però 2 3 cro- ;
cannone, il suono delle campane e della
ciali caddero prigionieri. Udine a' 22 si banda civica: era composta di 5 fregate
arrese agli austriaci per capitolazione, e a vapore, 2 fregate a vela e un brick. Il
vi entrarono capitanati dal general Nu- popolo veneto voleva accorrere alla di-
gent. A' 28 giunse in Padova il general fesa di Treviso, ma non l'ascoltò il go-
Durando con 6,000 uomini e 12 canno* verno. A'rq si seppe la dedizione di Mi-
ni dirigendosi a Treviso. Ed a'3o a Caor- lano a Carlo Alberto. In tal giorno gli

le sbarcò un corpo di crociati. Da Trie- austriaci abbandonarono Treviso, e mar-


ste a'3 maggio si pubblicò il blocco di ciarono verso Catnisano. A'21 poi assa-
74 VEN V lì N
Jirono Vicenza, ove giunse final niente suo conto. Intanto persone pagate, unir
colle sue truppe il general Durando; e si sa da chi, scrivono e gridano Viva :

Manin e Tommaseo vi si recarono con un Carlo Alberto ! La Spada d'Italia!). A'


migliaio ili militi, tra cui la legione An- 4 ginguo Bassano venne occupata dagli
tciuiui. La flotta iarda a' 22 maggio fu austriaci, a'qnali cede il Cadore. A'9 ar-

«Ila vista di Venezia e si unì agli altri le- rivò in Rovigo il geueral Pepe, portan-
gni italiani per avviarsi aTrieste (che mi- do in aiuto a Venezia 4 mortai, 2 obizzi,
nacciò, limitandosi al blocco della divisio- 6 cannoni, piò di 20 carri di munizioni

ne austriaca e a impedirle le ostilità con- e attrezzi, ed in complesso i5oo uomini:


tro Venezia : la flotta sarda couiponevasi il resto dell'esercito napoletano ub&dien-
«li 17 legni, con circa 4>ooo d'equipag- teal proprio re tornò indietro. Il feld-ma-
gio, comandata dall'ammiraglio Albini). resciallo Radet/ky coli' esercito attaccò
La flotta austriaca, meno forte, si ritirò tutta all'intorno Vicenza. Dopo 12 ore
dietro molo della Lanterna. Gli austria-
il di fuoco vivissimo, il general Durando so-
ci a' 23 (in tal giorno il proclama di re stituiva la bandiera di tregua a quella
Carlo Alberto, ai popoli della Venezia, gli di guerra, ma il popolo la crivellava di
assicurava non aver altro scopo che la moschettate. Per altre Gore durò la stra-
liberazione della propria patria dallo ge, e quando gli austriaci voltarono i can-
straniero) ritornati su Vicenza, l'assali- noni contro la città, s'inalberò la bandie-
rono a'24 con 2,000 bombe, ri-
razzi e ra bianca e si capitolò. 11 lladetzky dis-
tirandosi a 3 miglia dopo un combatti- se: Non potersi negare una capitolazione
mento di i5 ore. Una compagnia di cro- a chi si era difeso così eroicamente. La
ciati assaltata in Cittadella una caserma caduta di Vicenza aggravò molto i so-
d'austriaci, fece molli prigionieri e li con- spetti concepiti sul Durando. Dietro or-
dusse a Vicenza. A' 26 il Cadore venne dine di Ferdinando lire delle due Sici-
minacciato in 4 punti dagli austriaci, ed lie, la suddetta flotta napoletana, ch'erasi
a' 28 i cadorini li lasciarono entrare in unita alla divisione della flotta sarda e
ima gola per 3 miglia circa e poi diedero veneta, agli 1 1 partì tra gli urli ed i fi-

fuoco alle mine. A'28 entrarono in Bar- schi de'sardi e de' veneti. A' 12 un corpo
dolino 800 austriaci, dopo inutile resi- austriaco di Vicenza interruppe la ferro-
stenza, e poi si diressero a Caprino. Car- via a Poiana. Il comitato centrale della
lo Alberto fece trasferire suo quartie- il guerra in Venezia, dietro il fatto di Vi-
re generale da SommaCampagua a Val- cenza, risolse di concentrare le proprie
leggio. L'esercito austriaco, mosso verso forze di Padova e di Treviso a difesa del-
Cintatone, sbaragliò i toscani. Il general le fortificazioni di Venezia. Treviso non
Antonini a'3o spedì 4^0 uomini di sua volle ubbidire, e quindi il bombarda*
legione à difesa di Treviso. Successe gran mentoseguì la mattina de' i4i pochi dan-
battaglia a Goito con vantaggio de' pie- ni contava la città, ma gli abitanti insi-
montesi. Per la fame si rese Peschiera a' sterono per una capitolazione. Questa
3i per capitolazione, ed usciti gli austria- venne nella sera proposta al general au-
cicon onori militari, vi entrarono pie- i striaco, il quale accordar voleva le armi
montesi (Già il i.° giugno gli assennati egli onori militari a'soli granatieri pon-
conoscevano le somme difficoltà per l'a- tificii. 1corpi franchi non volevano ce-
nità italiana y massime per lo scoglio di dere armi; il generale austriaco persi-
le

fissare la capitale. Milano si accomodò a- ste nella sua deliberazione ; comandanti i

gevolmenle alla fusione nella speranza italiani decidono d'aprirsi colle armi la
eli divenire la capitale dell' ideato regno via per Venezia, a vviandovisi com2 can-
dell'alta Italia: Venezia non ci vide il nimi; allora il general austriaco, dietro
V E N V E N 75
rimostranze, accordò la capitolazione ne' i piemontesi, gli austriaci". GPiniproperii
modi proposti. A'i5 successe una fazio- scaglia ti contro il Piemonte è in utile il dir-
ne sotto Caorle: una cannonata fa scop- li, come ripetuti da lutti giornali, dagli
i

piare !a Furiosa^ sulla


veneta penici) e atti e dalle parole de'go vernanti d'allora.
quale restò illeso solo il comandante, e Pervenuta la notizia della fusione di Mi-
gli i che stavano a bordo rimasero par-
i lano col Piemonte, alcuni temettero che
te morti e parte feriti. Giunse in Venezia l'esempioinfluisse nelVenetoe venne pro-
il genend Pepe colla fra zio uè dell'eserci- dotto un indirizzo al governo affinchè
to napoletano disubbidiente al suo re, e pubblicasse seuza indugio una legge e-
venne tosto nominato generale in capo lellorale e convocasse entro un mese
delle truppe di terra che si trovavano nel 1' Assemblea Costituente per Venezia
e
Veneto. Gli austriaci a'i8 occupano Me- per quelle provincie che non si fossero
stre, e Venezia viene bloccata per la via ancora date definitivamente al Piemon-
di terra. 1 bastimenti veneti ilei la linea te. 11 comitato provvisorio di Padova ,
diFusina vengono attaccali sull'albeggiar per parte sua e de'comitali di Treviso ,

del ?.3 da una batteria austriaca. La ca- Rovigo, Vicenza, nel 3 1 maggio 1848
pitolazione di Pai mano va è conclusa a' intima al governo di Venezia di dichia-
^giugno fra il colonnello auslriacoKor- 3 giorni per la fusione del
rarsi entro
paii ed il presidente Putelli luogotenen- Piemonte in un solo Stato , intendendo
te del generale Zucchi. Ecconeil tenore: essi, in caso diverso, di staccarsi dalla re-
n Garantita la vita, la libertà e le proprie- pubblica veneta. Questa notizia sparge il

tà de'civili e de'roilitari e della guardia malumore tra'veneti.Si diffondono scritti


civica; le truppe regolari delle provincia prò e contro e si dà origine a due par-
del Friuli, di Belluno e di Treviso, non titi, il Repubblicano ed il Realista^ che,

the i crociati di Venezia ripatrieranno più debole e formato per la maggior


disarmati; gli artiglieri piemontesi ritor- parte di forestieri, profonde denaro per
neranno alla patria colie armi e gli onori acquistarsi fautori. Questi parliti danno
militari". Così assoggettavasi la città ri- origine a diverse manifestazioni popola-
conoscendo di »» essere coro promessa, ben- ri. Fra le altre, una settantina di pesca-
ché fornita di sussistenze e mezzi di di- tori armati di lunghe fioccine(o fiocine,
fesa"(A*28 s'istituiscono telegrafi in vari pettinelle, islromenti di ferro a guisa di
putiti di Venezia e formasi uu corpo di tridente, con 007 denti, o lunghe pun-
telegrafisti). I lquartier generale del re sar- te d'acciaio lavorato a foggia d'amo, che
do a'29 si trasportò da Valieggioa Ro- si adattano ad una lunga asta di legno per
verbello.I napoletani partono dal campo colpire e prendere pesci: tal ciurma fu
i

per ordini pressantissimi avuti da Napo- detta la processione delle fiocine) ferrate
li. A'3 luglioaPiranosucces^e uno scontro andavano un giorno gridando Viva la
tra legui austriaci e veneti che cannoneg- Repubblica^ forzavano gli altri a secon-
giarono il fortino delle Rose. — Capo g. darli. Così pure un corpo di ci ria 1,200
Partito repubblicano e realista , e cadu- guardie civiche invitato nel campo di
ta dellaRepubblica.ì proclami del reCar- Marte per una rivista fa una dimostra-
lo Alberto » che senza prestabilire alcun zione nel senso della fusione di Venezia
patto prometteva la liberazione dell'in- col Piemonte. Quest'atto imprudente
tiera penisola" cominciarono ad alienare cagionò clamori ed assembramenti pe-
gli animi degli abitanti delle provincia ve- ricolosi nella sera iu piazza di s. Marco,
nete di terraferma dal governo della re- ove s' intese gridare: Morte a Manin e
pubblica. La maggior parte del popolo ve- a Tommaseo! 11 governo provvisorio di
uelo ripete va in tutti i modi» piuttosto che Venezia, dietro la fatta dichiarazioue
?8 V lì N V E N
«Ielle venete provincie,3 giugno con- a' sistema, domando oggi un grande sa-
voca (pel giorno 8, poi sospesa a' 5, ed
1 i
g ri/ìzio, (.'lo domando al partito mio, al
n*2i inlimata pe* 3 luglio) un'assemblea generoso partito repubblicano. All'ini-
di deputati eletti fra gli abitanti della mico sulle nostre porle ,che aspettasse la
provincia in ragione di uno sopra 2000, nostra discordia, diamo oggi una so-
«ode: i.° deliberi se la questione relati- lenne mentita. Dimentichiamo oggi tutù
va alla presente condizione politica deb- ipartiti j mostriamo che oggi dimen-
ba essere decisa subito od a guerra fini- tichiamo di essere realisti o repubbli-
ta; i.° determini, nel caso che fosse deli- cani, ma che oggi siamo lutti italiani. Ai
berata per la decisione istantanea, se il repubblicani dico : Nostro e l'avvenire.
territorio di Venezia debba fare uno Tutto quello che si e fatto e che si fa,
slato da se, od associarsi al Piemonte; Deciderà la Dieta italia-
e provvisorio.
3.° sostituisca o confermi i membri del na a Roiiitl Vive e prolungate accla-
governo provvisorio. A* 3 luglio 1848 mazioni susseguono a questo discorso.
propriamente seguì V apertura solenne Tornato Manin al suo posto, Ca-
l'avv.
dell' assemblea nazionale ( nella sala del stelli e molti altri deputati vanno ad ab-
maggior Consiglio con 1 33 deputati de' bracciarlo con grande effusione di ani-
193 eletti). Nel dì seguente Tommaseo mo. L'aw. Castelli sale in bigoncia e col-
dissuase la immediata fusione col Pie- le braccia alzate esclama: La patria e
>nonte,dimostraudo necessario e decoro- salvai Viva Manin! Si venne finalmen-
un passo che non
so astenersi per ora da te a' voti. Al i.° tema, se la condizione
potrebbe sembrare né libero, né utile, né politica di Venezia debba decidersi su-
onorevole. Paleocapa gli rispose ch'era bito o no, voti affermativi i3o, negati-
cosa giusta, prudente e diplomatica di vi 3; al 2.°iema, dell' immediata fusio-

ricorrere alla fusione, e lo sostenne chia- ne di Venezia negli Stati Sardi colla
mandosi uomo pratico e positivo. Dopo i Lombardia, voti affermativi 127, nega-
loro discorsi Manin sale la bigoncia e tivi 6; il 3.° teina delle sostituzioni e
dice: I discorsi de due valenti oratori forme de' ministri fu riservato al dì se-
che mi precedettero dimostrano che , guente. In questa tornata Manin venne
non vi è opinione ministeriale j che noi eletto membro del nuovo ministero a
parliamo qui, non come ministri, ma grande maggioranza di voti, e probabil-
come semplici deputati^ e come sempli- mente sarebbe stato rieletto a presidente,
ce deputato parlo anche io parole di ma egli rispose: Lo ringrazio vivamente V
concordiaedi amore. Inoggi ho la stessa assemblea di questo nuovo contrassegno
opinione che aveva nel 11 marzo quan- di fiducia e di affetto s ma debbo pregar-
do dinanzi la porta dell'Arsenale pro- la di dispensarmi. Io non ho dissimula-
clamai la Repubblica. Ora tutti non to che fui, sono e resto repubblicano. In
l'hanno (agitazione). Parlo parole di uno stato monarchico io non posso esser
concordia e di amore e prego di non es- niente^ posso essere della opposizione ,

sere interrotto. E un fatto che tutti oggi ma non posso essere del governo. Prego
non l'hanno. E
pure un fatto che il ne- i mìei concittadini a non co stringermi a
mico sta alle nostre porte, che il nemico far cosa contraria alle mie idee. Poi io
attende e desidera una discordia in sono stanco e sono affranto dalle lun-
questo paese, inespugnabile finche sia- gite dolcezze di questi tre mesi : fisica-
mo d' accordo, espugnabilissimo se qui mente non ne posso più, credetemelo. La
entra la guerra civile. Io, astraendo da mia testa non reggerebbe e non potrei
ogni discussione sulle opinioni mie e fare certamente che male. Prego viva-
sulle opinioni altruit domandq oggi as- mente ad essere dispensalo. Dichiaro
V E N VEN 77
eziandio che, essendo dello, non accet- chiararono. Venezia è in una condizio-
terei. Si venne quindi alla nomina ile' ne unica al mondo : la sua posizione a-
nuovi membri del governo provvisorio, e iutata dal valor cittadino, la renile ine-
fu eletto a presidente l'avv. Jacopo Ca- spugnabile. La nostra flotta le assicura
stelli, il quale dopo la votazione montò la via del mare. Qui è il vero propugna-
in tribuna e disse: Accettiamo il grave colo della libertà italiana, qui donde
incarico che la patria e impone. Lo ac- mosse il i.° esempio del viver libero,
cettiamo senza guardare alle nostre della grandezza cittadina ". L'austriaco
forze, ma con potenti conforti, che sono general supremoWelden fin dal 2 7 luglio
la nostra coscienza e la confidenza vo' 1 848 da Padova avea domandato al go-
stra,la gitale sarà sempre la nostra verno la resadiVenezia,epoil'i 1 agosto
inestimabile ricompensa. Termina N. T. comunicò a'eommissari regi la capito-
il suo libro colle seguenti parole. » Cosi lazione Salasco, per la quale era stipula-
cadde la veneta repubblica democrati- to : evacuazione di Venezia, de'forti e de'
ca proclamata a' 22 marzo. Il nuovo go- porti delle truppe sarde e della flotta sar-
verno provvisorio (composto del Ca- da. Fu allora die il popolo infuriato pro-
stelli, Camerata, Paulucci, Martinengo, ruppe: Abbasso il governo regio! Ab~
Cavedalis, B.eali, fu tacciato di odorare basso i commissari! Viva Manin! Que-
d' assolutismo ) a' 7 agosto 1848 solen- sti calmò il popolo, assumendo col suo

nemente dimise e cesse in perpetuo a S. assenso il governo per 4§ ore, finché


dominio e 1' assemblea nominasse il nuovo, dichia-
M. Carlo Alberto il possesso,
sovranità della città e provincia di Ve- rando a'militi italiani che difendendo ,

nezia; l'esercizio delgoverno venne quin- Venezia avevano salvato l'indipendenza


di assunto da 3 commissari in nomedel re, d'Italia. Subito partirono per Parigi
(general Colli, cav. Ci br a rie, avv. Castel- Tommaseo e Toffoli, sperando ottenere
li veneto, il proclama de' quali commis- V intervento della repubblica francese.
sari straordinari dello stesso 7 agosto ,
A memoria dell'i 1 agosto si decretò poi
lo leggo a p. 646 della Gazzetta dì Ro- la coniazione d' una moneta d'argento.
ma; termina coli' acclamazione: Viva s. Raccolta l'assemblea a* i3, stabilì nomi-
Marco! Piva Carlo A IL erto! Viva l'I- nare un governo dittatoriale di 3 fino
talia!). Agli 11 agosto, pervenuta in alla durala del pericolo patrio, e si di-
Venezia la notizia della capitolazione Sa- chiarò permanente. Si decise poi, che
lasco (riferita nell'articolo Sabdegna de'3 uno dovesse appai tenere all'armata
Stati e altrove),il popolosi ammutina, dimare ed uno a quella di terra, onde
si scacciano i commissari regi , ed un Manin, Graziani e Cavedalis. Il
elesse
nuovo governoprovvisorio veneto si for- Mengaldo rinunziò il comando della
ma colla presidenza dell'avv. Manin. Ve- guardia civica ,
per andare a Parigi in
nezia in tal modo si sostenne fino al 22 missione, e lo successe il contrammira-
agosto del successivo anno 1849, m cul glio G. Marsich. Continuandosi dagli au-
da lungo tempo bloccata per terra e per striaci le fazioni contro la bloccata Vene-
mare, sprovvista di vettovaglie, desolata zia, al comitato di guerra successe il Con-

dal cholera e bombardata, si soltomise siglio di difesa e ad impedire le comu-


;

all'austriaco governo". Per la brevità — nicazioni fra l'interno e l'esterno, gli au-
dell'ultimo periodo, occorre riempirne la striaci circondarono la città con un cor-
lacuna con un rapidissimo cenno, traen- done di barche armate a' 18 agosto. Si
dolo buona parte dall'opuscolo: Nuovo
in apriun prestito di io milioni di lire ita-
Memoriale Veneto di P. C. I commis- liane a' 3i ,
garantito dalle provincie
sari regi con proclama del 9 agosto di- Lombardo- Venite, con cauzione ipote-
7« V E N V lì IV

cario del pnÌ072o ducale e delle Procuro- votazione di Roma, per cui il governo n«
tie nuove, a' 1 2 settembre il cardinal pa- vea ordinato a ?/),ooo pontifìcii militanti
triarca ordinò alle chiese preci quotidia- in Venezia di tornare nelle loro provili-
ne per le necessità di Venezia. Nonman- cie, il circolo italiano donò una bandiera,
carono funerali a'morti perl'indipenden- in segno di fratellanza, colla preghiera
7.0 d'Italia, e Te 1) rum per vantaggi ri- fosse recata sul Campidoglio a nome del
portali ne'combaltimenti. L' i i ottobre popolo veneziano: portava scritto nel
furono confermati i dittatori triumviri bianco: Italia libera ed una. E nelle cra-
do i 18 voti contro i3. Osopo si arrese vatte: A Roma e Fenezia.Mn Roma era
agli austriaci, a'quali poi i veneti tolsero divenuto il ricovero della demagogia eu-
nel.paese del Cavallino?. cannoni e molti ropea e de'nemici accaniti dell' ordine
commestibili. Altri cannoni e prigionieri sociale. Viene gennaio i84<)
iniziato il i.°

furono presi nelle fazioni di Fusina e col divieto delle maschere, per le condi-
Mestre a' 27; ma le concepite speranze zioni eccezionali del paese. Indi il cardi-
della mediazione anglo- francese vieppiù nal patriarca esortò a celebrare cou i-

si andavano illanguidendo. A' 23 no- straordinaria solennità la festa de* due


vembre nella piazza di s. Marco venne gran cittadini una volta di Venezia e ora
bruciato il n.° 42 del giornale Y Impar- del cielo, il patriarca s. Lorenzo Giusti-
ziale, e ciò per un articolo, nel quale si niani e il doge s. Pietro Orseolo, affinchè
predicava la candidatura a re del regno eglino colla santa loro intercessione im-
Lombardo-Venetodelduca di Leuehfen- petrino dal Padre della luce savi e sa-
bergMassimiliano, figlio del principe Eu- lutevoli consigli per bene della patria il

genio. Frattanto, come notai negli arti- a'suoi rappresentanti. A' 4 il governo de- 1

coli Pio IX. Ungheria ed altrove , in cretò coniarsi una moneta d'oro da2o lire
Olmiitz P imperatore d' Austria Ferdi- italiane; e nel dì seguente, per facilitare
nando I, a*2 dicembre 1848 rinunziò al le minute contrattazioni, ordinò la conia-
trono in favore del suo nipote Francesco zione di moneta di rame del valore no-
Giuseppe I, imperatore regnante, dichia- minale di centesimi 5, 3 e indi a' 16 1 ;

rato maggiore nel dì precedente; e ciò il municipio annunciò la creazione della

in conseguenza che il di lui fratello ar- carta moneta da mezza lira reclamata ,

ciduca Francesco Cai lo, nello stesso gior- dal bisogno di moneta spiccia per la cir-
no avea rinunziato di succedergli, con colazione. Il governo inviò Valentino Pa-
abdicazione parimenti in favore del suo sini pe' suoi alfari a Parigi, richiamando

primogenito il nominato augusto. Indi il Tommaseo, onde appagare le reiterate

l'i m pera loreFerdinandoI, col l'imperatri- brame di questi , che giunse a Venezia
ce Maria Anna, stabilì l'ordinaria sua il i.° febbraio. A' 1 5 convocata l'assem-
residenza a Praga. Il comune di Vene- blea Costituente nel palazzo ducale, per
J
zia, verso novembre, emise car-
il fine di decidere la sorte del paese, essa a i7 con-
ta monetata denominandola Moneta del ferì il potere esecutivo a'rappresentanti
Comune dì Venezia; quindi il governo Manin, Oraziani e Cavedalis, con poteri
considerata la scarsezza della moneta straordinari per quanto riguarda la di-
metallica, istituì ne' primi di dicembre fesa dello stato, esclusa la facoltà di pro-
una commissione per fissare ogni dome- rogare e sciogliere l'assemblea. A questa
nica il corso cambiario delle monete ef- epoca Carlo Alberto riguardava Vene-
fettive e nominali di sopra indicate; e zia » essere il forte inespugnabile che de-
decretò la coniazione d'una moneta del cide dell'esito della causa generale ". Ma
valore di 1 5 centesimi di lira cori ente. A' Venezia avea una spesa di tre milioni al

17 di detto inese,in conseguenza della ri- mese! e le sue rendile ordinarie a stento
VEN V E IV 7C}

giungevano a duecento mila! Però i pre- cupnsse". Tu Venezia tutta volta l'assemblea
siili volontari e forzali, la creazione della costituente a' 2 aprile decretò in comita-
caria patriottica, le sovvenzioni del mu- to secreto. » Venezia resisterà all' au-
nicipio, il riscatto dell'argenterie dona- siriaco ad ogni costo. A tale scopo il pre-
te da privati , le trattenute sui salari! e sidente Manin è investito di poteri illi-

sulle pensioni, le questue nelle chiese del- mitati ". Deliberazione acclamata eoa
la città, i fondi della zecca, i depositi de* grande entusiasmo. Nel dì seguente il

privati e le offerte delle città italiane general Pepe, per limitarsi alla difesa del-

(
poca cosa !
), aveano bastato a sostenere la Laguna, riprese il comando della città
le ingenti spese dello scorso anno, e far e fortezza. Si comincia da alcuni a co-
poco fondo eli cassa pel nuovo anno. Ài noscere, essere una stoltezza 1' ostinarsi

7 marzo l'assemblea costituente decretò nello stalu quo. Seguono nuovi prestiti

con 108 voli de'i io volanli: la nomina e nuove tasse, e l'armamento volontario
d'un capo del. potere esecutivo con titolo della marina per difendere Venezia dal
di presidente nella persona di Daniele blocco. Nel giorno della festa di s. Mar-

Manin, con ampli poteri per la difesa in- co, Manin arringò il popolo, comincian-
terna ed esterna del paese, d'aggiornare do colle parole: Cittadini! chi dura vin-
l'assemblea per giusti motivi , dovendo ce, e noi dureremo evinceremo. Viva s.

riconvocarla dopo i 5 giorni. A' 19 marzo MarcolA'4 maggio gli austriaci comincia-
il general Pepe trasportò il suo quartie- rono con Sbatterie a fulminare con razzi
re generale a Cbioggia. Uditasi nel de- e bombe l' importantissima fortezza di
clinar di marzo la notizia della disfatta Margheraj difesa da Pepe; ed feldma- il

di Carlo Alberto, operata dal conte Ra- resciallo Radetzky intimò la resa di Ve-
delzky, e di sua abdicazione e fuga in Por- nezia, promettendo il perdona. Manin in
togallo, in Venezia gli animi cominciaro- risposta gli mandò il riferito decreto 2
no a costernarsi. Imperocché si legge nel- aprile ed essere il governo in istanza
,

la Civiltà Co ttolica, serie /\.\ t. 2. p. 9. presso le potenze mediatrici. A'6 rispose


» Non erano ancora rammarginate le pia- Badetzky: l'imperatore non ammettere
ghe, riè vergogne della 1.*
cancellate le mediazioni di potenze estere fra lui e i
campagna dell' inr^pendenza, combattu- suoi sudditi ribelli, ogni tale speranza del
ta dall'Italia e capitanata dal Piemonte governo rivoluzionario di Venezia è illu-
nella state del 1848; ed ecco, passati ap- soria, vana e fatta per ingannare poveri i

pena 6 mesi, quando ne si era assestato abitanti : cessare ogni carteggio, e deplo-
l'erario dallo sperpero, né rifatto l'eser- rare che Venezia abbia a subire le sorti
5
cito dallo sgomento, ne provveduti duci della guerra. A 19 i sudditi esteri ven-
abili, né studialo il terrenoconoscinto dal nero avvertiti da' consoli d'allontanarsi
nemico a palmo a palmo; ed ecco quella prima del giorno 20 da Venezia, onde
fazione fanatica sospingere a furia d'urli, evitare la miseria del blocco (forse più
eli fremiti e di minacce il re sventurato, stretto). Dopo lunga e valorosa difesa, il

il paese renitente, l'esercito impreparato governo decretò lo sgombro diMarghe-


e lostalosconvoltoalla memorabile e cer- ra, divenuta mucchio di rovine pel mi-
ta sconfitta che l'aspettava a Novara il cidiale fuoco; e la ritirata seguì sen-
marzo del 849* Quindi il re obbligato
1 • . • za perdita, dopo essersi del pari evacuato
ad abdicare, per poscia finire di crepacuo- il forte s. Giuliano. A'27 si cominciò ala-
re nellamestaOporto (o Porto); 70 milioni cremente a demolire parte del ponte del-
dovuto
di contribuzione di guerra ,e l'aver laLaguna, convertendosi il gran piazzale
alla moderazione del vincitore, chequeslo in fortezza, come dissi nel § XV11, n. 4;
non marciasse sull'indifesa Torino e l'oc- ed a'3 1 si confermò il decreto di resistei!-
8o V EN V ElN
za de'a aprile, mentre Venezia eia anne- a s. Marco, sulla riva degli Schia toni e a
rata da ogni lalo! E rispondendo l'ai» Castello moltissimi si rifugiarono : fu a-
semblea all'interpellanza del ministro De perto il palazzo ducale, e si die' pure ri-

Bruck, che trovavosi a Mestre, quali sa- covero sugli anditi e sulle scale. Cornino-
rebbero le condizioni per la pacificazio- ventissirno spettacolo! Imperocché* allu
ne l'indipendenza assoluta del leni-
: penuria del pane, che ugni dì si rendeva
torio Lombardo-Veneto! Il ministro a- più spaventevole, e alle distruzioni, si ag-
vendo richiesto persona per trattare, si giunse, che sviluppatosi il cholera, pro-
modificarono le pretensioni : l' indipen- grediva orribilmente. Eppure in mezzo
denza della città di Venezia,con un raggio a tante desolanti miserie, guai a chi par-
di territorio che rendesse economica- lava di capitolazione. Il popolo in gene-
mente possibile la di lei esistenza. 11 mi- rale era pertinace nella difesa, ma i ca-

nistro rispose, aver F Austria deciso di pi ormai mancavano d' energia. Due
riconquistare Venezia, solo potersi discu- palle caddero tra il 3o e 3 luglio nella 1

tere sul suo governamenlo. Dopo diver- chiesa di s. Apollinare, e rimangono le


se fazioni, gli austriaci a' i3 giugno fa- vestigia sul pavimento in que'due circoli
cendo fuoco da 5 differenti batterie, alcu- di marmo nero che visi posero a memoria.
ni proiettili giunsero a colpire nell'estre- I militi veneti non mancarono di fare
ma parte della città, cosa senza esempio rappresaglie. A'3 agosto accadde spiace-
nella storia di Venezia che non era stata volissimo avvenimento. Il palazzo del
mai bombardata la i.* palla infuocata : pio e rispettabile cardinal patriarca fu
cadde a s. Giobbe alle Penitenti. Il po- aggredito da una turba di fanatici, che
polo non si spaventò, e solo alcune fa- atterrale le porle, fra minacce violenti».
miglie cominciarono a sgomberare dalle sime, entrarono a furia, cercarono da per
parti di Cannaregio. A' 16 cominciò
si tutto il prelato, che per buona sorte era
a mescere la segala alla farina pel pane riuscito a sottrarsi, e tutto fracassando ,

misto, e una riquisizione di polve-


si fece gettarono nel vicino canale molte sup-
re sulfurea con pagamento, indi esplose con danno significan-
pellettili preziose,

la polveriera dell'isola la Grazia. A' 29 te. gendarmi, li dispersero. Ciò


Accorsi i

comincia il malcontento del popolo per avvenne, per essere stata dagT ignoranti
la qualità del
pane; indi si rigetta Ul- \ male interpretata un'istanza, in cui fra
timatum dell'Austria a'3o giugno. Con- parecchi era sottoscritto il patriarca , e
tinuano fazioni e cannoneggiamenti, lan- colla quale chiedevasigoverno che al

ciandosi pure palloni incendiarli» Alla palesasse motivi che potevano indurlo
i

metà di luglio cresce il mormorio del po- alla resistenza ad ogni costo, in onta al-
polo per la penuria delle farine, ed il go- le sopravvenute nuove calamità del pae-
verno procura mitigarlo con provvedi- se, tempestato di palle, mancante di vi-
menti. Finalmente, alle ore 11 pomeri- veri, e anche flagellato dal cholera; istan-
diane de'29 u g''°> a " a distanza di me-
l za ragionata e semplice, dettata da un
tri 5235, gli austriaci cominciarono il beninteso amor di patria. Ma alcuni per-
bombardamento generale di Venezia, le turbatori la fecero credere una ricerca
palle piombando nell'interno della città di capitolare,e provocarono questo di-
col solo peso naturale sui tetti e sulle sordine^ quest'insulto verso una perso-
muraglie , facevano un buco e si spro- na di cosi eminente dignità sagra e be-
fondavano. 1 punti più bersagliati, oltre nemerita. A' 5 si aumentò la pioggia di
Cannaregio, furono s. Samuele e s. Bar- fuoco, su tre quarti della città, e qualche
naba, rifugiandosi gli abitanti in luoghi volta i proiettili su d'alcun infelice; il

lontani: uno solo ne fu colpito. In piazza cholera progrediva, il pane si petiiii'iava


V E i\ VEN #i
spesso sino a sera, disagio di abitazioni, la miglior occasione a uscir di nuovo
spavento, erano il corollario a tanti dan- (nondimeno il suo contegno fece forma-
ni iNel dì seguente l'assemblea concentrò re sospetti, non essendosi arrischiata a
nel presidente Manin ogni potere, acciò nulla per la salvezza di Venezia, benché
provveda pel meglio dell'onore e salvez- di essa la marina è antica gloria). Ne' 3
za di Venezia, riservandosi la ratifica. Il seguenti giorni le speranze d'aiuto sva-
popolo schiamazzando voleva uscire in nirono pe' veneziani. Manin avea perdu-
massa e battersi. Manin gli disse fatelo, ma to la popolarità, non rimanevano forine
che finora le parole non corrisposero a' che per qualche giorno, la popolazione
fatti. L ?

8 salpò la flotta veneta composta in tanto desolante situazione era unani-


di 2 corvette di i .°rango, 2 corvettedi 2. ,
me nel domandare che si capitolasse; il

una goletta, 3 britk, un piroscafo, 10 partito della resistenza non riducendosi


trabaccoli e 3 piroghe da rimurchio.La più che a poche teste esaltate , antichi
flotta austriaca prese subito il largo: es- uffizi» li al servizio dell'Austria, magistra-
sa componevasi di 3 fregate, 2 corvette, ti e altre persone maggiormente com-
5 brick, 4 battelli a vapore, de' quali promesse. A' 22 una commissione ve-
uno solo da gnerra,ed alcuni trasporti. neta, durando ancora il bombardamen-
Nella sera de* io la flotta veneta rientrò, to, e composta di 3 membri del muni-
restando delusa la viva speranza di Ve- cipio, di uno dell' ormata e di uno del

nezia per un fortunato combattimento. commercio, si recò al quartiere genera-


La grandine de'proieltili continuava in- le austriaco in Marocco (villaggio del di-

cessante, facendo danni e incendi , che stretto di Mestre) ad offrire la sommis-


ipompieri tra' più gravi pericoli taira* sione de' veneziani, e stipularne la capi-
bilmenle estinguevano. A' 2 la flotta ri- 1 tolazione. Ecco le condizioni. Sommissio-
prese il mare, e il governo d'accordo col ne assoluta; reddizione della città, forti

consiglio comunale ordinò un' ulteriore ec, per occuparsi dal 25 al 3 r agosto ;

gravezza colla sovrimposta di sei milio- consegna di tutte le armi appartenenti


ni a carico di tutti gì' immobili da pa- , allo slato ed a' privati. Dover lasciare
garsi mediante un'addizionale di ^cen- Venezia tutti gl'impiegati imperiali regi
tesimi per ogni lira di estimo, divisa in che volsero le armi contro il loro sovra-
rate trimestrali (ciò fece ascendere a 33 no, tutti i militi esteri, e tutte le persone
milioni l'ammontare della carta mone- civili nominate nell'elenco che sarà con-
tala, ed a 60 milioni il totale delle spe- segnato a'deputati veneti (si riporta dal
se dell'epoca dell' insurrezione). A' i5 Nuovo Memoriale : è di39 o 4o indivi-
fu il maxunum de'casi del cholera ; di dui esiliati, fra 'quali Manin, Tommaseo,
4o2,ne morirono 270. A' 18 Manin par- Mengaldo ec.,e gli estensori de'giornali,
lò per l'ultima volta al popolo, all'oliato Libero Italiano e Sior Antonio Rioba.
sulla piazza, e mostrando assai viva agi- Del Pasquino di Venezia, così chiamato,
tazione. Gli disse: Le condizioni essere parlai a suo luogo). La carta monetata co-
gravi, ne averlo taciuto all'assemblea, munale, ridotta alla metà del valore fino
non però disperate. Per negoziare occor- al suo ritiro e soslituzione. L'ammortizza-
rere calma e dignità, com' egli procede- zione di tale nuova carta dover seguire
va : il volersi da lui una viltà, sarebbe a tutto peso della città di Venezia e del-
sagrifìzio che non farebbe mai, nemme- l'Estuario mediante la detta sovrimpo-
no a Venezia. La flotta non potè esser sta ceduta già alComune per altrettanta
mai attaccata dall'austriaca, ed essere an- nuova carta moneta, perciò non furono
ch'essa afflitta dal cholera, pel quale e inflitte multe di guerra. Oltre il riti-

pel tempo fortunoso era rientrato, pron- ro dello carta patriottica, poi su di essa
voi. xcur. 6
82 V EN VEN
si prenderebbero altre determ inazioni. furono preda delle fìumme. Tulli i pr
Quindi Venezia restò immersa nel si- lazzi, tulli i monumeuli, capi d'opera
lenzio e nell'abbattimento; non più si u- architettura, ripieni di capi d'opera
d'i il fiero rimbombo dell'artiglierie lau- pittura e scultura, sfuggirono alla distro-
cianli bombe, granate, raccbelte. Il po- zinne e alla devastazione senza soffrire
polo atterrilo dalla continua pioggia di quasi alcun danno In quanto all'as-
ferro ebe durò con poche interruzioni sedio in se slesso, nulla ha offerto di ri-

per 24 giorni, oppresso da lunghi pati- marchevole, fuori della coslanza e della
menti, minacciato pur sempre dal cho- divozione delle truppe austriache, che
leia,si mostrò rassegnato. La guardia ci- per 4 mesi continui dovettero sopporta-
nica continuò a prestarsi cou patrio ze- re fatiche e patimenti inauditi .... Lo
lo per l'ordine interno, e con essa Ma- spirito d'unione dell' esercito austriaco
nin represse i querelanti diCannaregio, salvò l'impero. Gl'italiani, combattendo
i quali con audacia, alle minacce aggiun- per la loro indipendenza, che reclamano
sero contro di lui Io scarico di qualche cosi altamente, hanno mostrato assai mi-
moschetto. Quindi il governo provviso- nor unione fra loro che i soldati dell'Au-
rio di Venezia, con dichiarazione del Ma- stria per conservare al loro imperatore
nin, cessò dalle sue funzioni, trasfonden- le provincie d'Italia .... Le perdite ca-
dole nel municipio a' 24 agosto. Nello gionate furono poco considerevoli ,
per
stesso giorno la congregazione municipa- un assedio di 4 niesi , e per l' effettivo
le e il podestà conte Correr , assunto il delle truppe e la quantità de'colpi tirati

nome di commissione governativa, pub- da ambe le parti. 1 veneziani non ebbe-


blicò i finali risullamenti delle pratiche ro che 900 uomini fuori di combatti-
instituite col generale di cavalleria cav. mento, gli austriaci 1,200.1 primi han-
de Gorzkowski comandante in capo della no scagliato 80,000 proiettili circa , i

4.* divisione del 2. corpo d'armata di secondi 120,000. Le perdite cagionate


riserva relativamente all'occupazione di dalle malattie furono immense ; le fati-
Venezia e dell'annesso territorio dal Ia- che, il caldo, le febbri, il cholera, hanno
to dell' armate dell' imperatore France- mietuto 7 a 8000 austriaci, e resi inabili
sco Giuseppe I ; in un all' elenco degli almeno.
al servizio altrettanti Vene- . . .

individui del ceto civile, che doveano al- zia, che non era ormai stimata che per le

lontanarsi da Venezia e da tutti gli stati sue meraviglie artistiche, ha provato che
anco il Gior-
austriaci, che riprodusse ilregime di soggezione sotto il quale
nale di 1849, a P* 2I ^* ^ s "
Roma del trovavasi dopo il 18 15 non valse ad e-
serva LeMasson. >* Ne'24 giorni che du- slinguereiu essa il sentimento d'indipen-
rò il bombardamento, furono lanciati in denza, ne a farle dimenticare le sue tra-
Venezia 23 mila proiettili, quasi mille al dizioni e la grandezza del suo passato.
giorno. Con tutto ciò non vi furono che Essa diede una mentita alla sua fama di
tre persone uccise, e una trentina di fe- città molle, anneghittita ne' divertimen-
perdevano della loro vio-
rite. I proiettili ti. Venezia non ha imitato né la folle

lenza cadendo sulla città; quelli che col- presunzione di Milano, né la sfrontatez-
pivano muri non vi lasciavano che lie-
i za demagogica di Roma , ne l'apatia di
vi tracce, e quelli che cadevano sui tetti Firenze; sarebbesi detto che la saggezza
trapassavano rare volte più. di due pia- dell' Italia si fosse, come
medio evo, nel
ni. Gl'incendi erauG piuttosto frequenti, circoscritta nel recinto delle Lagune. Ve-
ma facilmente estinti, poiché il fuoco ap- nezia ha saputo governarsi in mezzo ad
piccato a quel modo si sviluppa lenta- una rivoluzione come in mezzo alia guer-
mente. Una casa e un oratorio soltanto ra. Essa ha provato che non aveva in-
VEN VEN 83
teranientc perduto le sue (l'adizioni, e palazzo del governo se non faceva giu-
che com prendeva il pregio dell'indipen- stizia alle loro ragioni. Manin e le auto-
denza e ciò che faceva d' uopo operare rità militari le fecero tornare al dovere.
per riconquistarla ... La guerra fu pe-
. La capitolazione cominciò ad effettuarsi
lò mal condotta, gli approvigionameuli nel dì seguente, e contiuuò ne' giorni
Irascaratissimi, non si pensò abbastanza successivi senza disordine e seuza diffi-
all' armamento marittimo, per cui per- coltà ; ed a'26 si presero disposizioni sul
dette tutti i vantaggi della più bella po- decrescente cholera.I bastimenti francesi
sizione militare. Col mare libero, Venezia e inglesi accolsero al loro bordo tutte le
può opporre una resistenza indetermina- 4o persone proscritte e altre che volle-
ta... Venezia ha resistito per se stessa, e ro allontanarsi. Pepe, Tommaseo e Ma-
soccombette perl'imperizia degli uomini nin s'imbarcarono il 27 (la Civillà Ca-
a
che l'opinione pubblica (non però gene- tolìcci, serie 3. , t. 8, p. 25o, e il Giorno.'
rale) avea chiamali al potere. Questi uo- le di Roma
1857 a p. 869 annun-
del
mini non ebbero il talento di mettersi ziarono: Manin, uno de'eapi dell' ulti-
all'altezza della situazione, afferrarne i ma rivoluzione italiana a Venezia, a'23
vantaggi, diminuirne i pericoli; e cos'i settembre 18^7 d'una malattia di cuo-
una causa eh' era facile a guadagnarsi, re morì a Parigi, pretendono certi gior-
fu perduta nelle loro mani. Manin non nali, seuza chiedere i sagramenti. Il go-
ebbe altro merito fuorché quello di far verno poi, temendo che i democratici
fronte agli esaltali, i quali avrebbero parigini volessero profittare dell' occasio-
governato molto più male di lui ; in ne de'suoi funerali per far le loro solite
quanto a Pepe, tutte le sue azioni por- dimostrazioni, vietò a'giornali di pubbli-
tano P impronta d'uu talento assai me- care il domicilio del defunto e P ora di
diocre, e d' una volontà senza efficacia. sua sepoltura; la quale fu fatta con poco
Tutti e due avevano del disinteresse e accompagnamento e senz' alcun discorso
del patriottismo, ma la loro intelligenza sopra la tomba. Disse di Manin la Revue
non era all'altezza del loro cuore des deux Mondes: » S' ingannava nei
In Venezia, come in Piemonte, mancò suoi disegui e ne' suoi voti, perchè face-
un uomo che fosse ad un tempo ed abile va dipendere l'avvenire dell' Italia da
politico ed esperto generale .... La lot- combinazioni chimeriche". Abbiamo di
ta ch'essa ha sostenuta non ebbe tutto un anonimo, Hisloire de la republique
quel clamore che doveva avere, perchè de Fenise som Manin. Manin et l'Italie i

P Europa era occupata in avvenimenti Parisi 858). Mi è noto che sulla rivoluzio-
d'un interesse più generale; ma non lasciò ne del 1848-49 ha scritto un Commen-
pertanto di essere stato uno degli episodii tario il laborioso cav. Mutiuelli, ricchis-
più interessanti de'deploi abili aouii848 simo di documenti, che la sola sua posi-
e 1 849>che furono per l'Europa un tem- zione particolare poteva conoscere, che
po di crisi suprema....". Le giornate de' però non trovò prudente pubblicare.
23 e 24 agosto furono contraddistinte da 5. Venezia tornata in dominio dell'Au-
disordini alquanto gravi. Vari assembra- s-tria, tosto a'27 agosto con proclama del

menti tumultuosi ebbero luogo sulla piaz- general Dierkes, comandante austriaco
za di s. Marco.Una parte delle truppe mal- della città di Venezia, fu in questa per-
contente dell'indennità loro assegnala, messa l'entrata per via di terra e di ma-
si ammutinarono, reclamando 3 mesi re a ogni genere di vitluaria, senz' alcun
di paga. Quelle delle batterie al ponte dazio consumojonde approvigionare ab-
giunsero per fino ad appuntare i cannoni bondantemente la città; ma tempora-
contro la città e minacciale cP assalto il neamente fu limitato il porto franco al
,

ft4 VEN t E •
suo antico confine ilell'isoln ili s. Gior- che la T» digiune ave» compita e corona-
gio; si abolì la lassa personale, e (issò il ta la politica e militare oeremotìia, se-
prezzo del sale. A' 28 il general Gorz- guì decoroso banchetto, ove si convi-
il

kowski governatore civile e militare di tarono tutte le autorità ecclesiastiche ,


Venezia, annunziò il suo ingresso nella militari, civili e municipali ; e nella sera
città alla testa delle truppe dell'impera- l'illuminazione rese splendente la magi-
tore Francesco Giuseppe I, per recarvi ca piazza di s. Marco , tra le melodie
)e consolazioni della pace , ricomporre della banda militare e gli evviva sonori
l'ordine pubblico e rimarginare possibil- e replicati al valoroso conte Radetzky ,

mente le profonde ferite, causate da una dell'affollata popolazione.»» Il popolo ve-


resistenza temeraria e pazzamente pro- neziano , Gazzetta
riferisce
la citata ,

lungata da cui non poteva risultarne


, non diede mai prove del suo senno
forse
cbe slrazii inutili e la rovina d'una cit- e del suo buon cuore come in questa ,

tà monumentale. Nel passare però dallo occasione ". Quindi il governo imperiale
stato di esaltamento all'ordine legale e successivamente, e come dì sopra a' loro
al quieto vivere, a garanzia della pub- luoghi rilevai, andò riparando le conse-
blica tranquillità, per ora dichiarava in guenze de'politici sconvolgimenti, princi-
ìstato d'assedio Venezia, Chioggia e i piando a ristabilire la parte atterrata del
luoghi compresi nell' Estuario, per cui ponte sulla Laguna, onde nel novembre
tutti i poteri si riconcentravano nella sua 1849 tornò nella sua attività. Dipoi a'3i
persona ; emanando altre disposizioni dicembre i85o con l'ordinanza im pe-
analoghe, il giudizio statario per le de- nale di cui feci cenno nel voi. XC1 p. ,

linquenze, e soggettando la stampa alla 464, si stabilirono principi! fondamen-


i

censura preventiva. Nello stesso giorno tali sull'organizzazione dell'autorità poli-


28 il general Gorzkowski prese legale tico-amministrative nel regno Lombar-
possesso della città di Venezia quale go- do-Veneto, mentre dell'odierna di Vene-
vernatore civile e militare, colle truppe, zia ne parlai nel voi. XG, p. 208 (dove
facendola presidiare da esse in uno a'forti sarebbe da aggiungere la Commissione

dell'Estuario. A' 3o vi fece il solenne in- alle Monture, che dà tanto e continuo
gresso il conte Radetzky, con lieto vol- lavoro alle famiglie povere ). Piccatosi
to, proveniente da Milano, con brillan- l'imperatore a Venezia il 27 marzo 85 1 1

te stato maggiore, col suo capo baione immediatamente emanò il decreto della
Hess, accolto dalla popolazione festevol- ripristinazione del porto franco per il 20

mente, tra le salve dell'artiglierie , e il del successivo luglio; e poco dopo nuova -
suouo delle campane di s. Marco, e del- mente volle rallegrarla di sua presenza,
lebande militari, accompagnato dall'ar- avendo fatto altrettanto a Milano, in cui
ciduca Sigismondo che poi partì per re- sparse le sue beneficenze sui poveri, ed al-

care all'imperatore le chiavi simbolo , l'istituto de'ciechi. Riferisce la Gazzetta di


del ritorno all'ubbidienza di Venezia, e Venezia ,presso il Giornale di Roma a p.

cie'voti cordiali di tanti sudditi fedeli e 914, in data de'3o settembre 1 85 1. » Il


sventurati, che al pari di tanti altri po- suono di tutte lecampane verso la mezza-
poli italiani non ebbero che pene e tor- notte di ieri annunzia va l'arrivo dell'impe-
menti senza gioie e senza colpa, come ratore e re nostro,alla stazione di s. Lucia.
dice la Gazzetta di Venezia. Il feldma- Gran copia di torchi a vento e di fuochi
resciallo Radelzky entrato in detta basi- bengalici la rischiaravano nell'interno, e
lica, vi udì la messa e fu cantato il Te migliaia di lampe artificiali co'più vaghi
Deum in rendimento di grazie a Dio per accidenti di luce ne illuminavano tutto il
la riacquistata illustre e bella città. Dopo di fuori. L'accoglienza che fecero veue- i
YEN VEN 85
7iaui ier sera al loro monarca-, il quale, dì moderni maestri tutte le vie lunghes-
;

anticipando di due giorni la sua venuta, so il Canal grande all'oliate di spettatori


si presentò inaspettato al suo popolo, noti plaudenti ; buon numero di palagi illu-
aveva il carattere della solennità regola- minati al di dentro offrivano esterior-
re, consueta in somiglianti occasioni. Al mente più vago l'incanto dell'architetto-
buon volere de'veneziani mancava il be- nico lor magistero ; i davanzali delle fi-

nefizio del tempo nella cui ristrettezza , nestre, i poggiuoli addobbati ad arazzi, e
improvvisarono alla Maestà del Sovrano molti e molti gremiti di gente d'ogni età,
un ricevimento, che gli tornò più gradi- d'ogni sesso ; leggiadre spose e fanciulle
to, perdio , disadorno di tutte le medi- agitanti i bianchi lor lini al passaggio del
serbava il can-
tate raffinatezze dell'arte, Sire; le alternate melodie d'istrumenli e
dore di quella semplicità estemporanea, di canti accaloravano gli animi all'entu-
cui non è dato di assumete fallaci appa- siasmo, che ruppe in un impeto di accla-

renze d'affetto, ma che, interprete genui- mazioni e d'applausi davanti le innume-


na del cuore, ne spiega le veraci impres- revoli faci, onde splendevano, con mira-
sioni, i veneziani ier sera accolsero il lo- bile ordiue di screziali colori, i balaustri
ro monarca, non già colla pompa sfog- e gli archi del ponte di Rialto. La moria
giata de'riti politici, col ceremoniale pre- lettera è inadeguata a descrivere il ma-
scritto dalle diverse ragioni del gover- Era des-
gico elfetto di quella viva realtà.
natile e de' governati, ma colla sponta- sa un'emblema parlante dell'ossequio de'
nea naturalezza de' cittadini , che, quasi veneziani verso il loro monarca riflet- :

tìgli, sopraggiuuti dall'inaspettata, an- teva in immagine I' ardore, che gli all'i-
corché sempre cara, presenza del padre, ma a riverite la Maestà dell'imperatore,
gli esprimono i sensi della grata loro sor- guarentigia suprema d'ogni lor sicurezza
presa, gli sono dattorno, e fanno a chi più presente e d'ogni ben avvenire, inespu-
festeggiarlo, a chi più benedirlo. L'ospi- gnabile rocca che sola può rendere vani
te augusto ebbe ier sera il commovente gli sforzi della cospirante anarchia, sola
spettacolo d'una scena, per cosi dire, do- munire la crescente prosperità di Vene-
mestica. Erano ad incontrarlo l'eccellen- zia. La M. S. discese, fra le ovazioni del

za del nostro governatore, il nostro luo- popolo, a' giardini del palazzo di corte.
gotenente, il podestà, il delegato, il ve- La piazza di Marco, illuminata a gior-
s.

nerabile clero, e le autorità primarie e no, nonostante una pioggia sottile, era
ci vili. Migliaia e migliaia di gondole, quan- zeppa d'ogni classe di cittadini ; un bat-
tunque a mezza la notte, circondavano tere universale di mani, ripetuto più vol-
quella, dov'era pegno prezioso, a cui
il te,esprimeva vivissimo il desiderio del
tutti volgevano avidamente lo sguardo, pubblico di contemplare l'aspetto del suo
per cui tutti cuori in quel punto batte-
i Monarca. Differendo a miglior tempo i
vano, e traducevano in alto la comunan- particolari delle affettuose dimostrazioni
za del lor sentimento col fremito degli fattegli anche da'vicentini e da' padova-
evviva e col suon delle mani. Al giubilo ni, trascorsivamente diremo come sì gli

universale del popolo veneziano parteci- uni, sì gli altri gareggiassero in prove
pavano pure altri popoli, rappresentati della più divota osservanza. Se la prima
dai loro consoli, intervenutivi. Una ban- venuta dell'imperatore a Venezia inau-
da cittadina salutava coli' inno dell' im- gurò, come allora scrivemmo, un'era nuo-
pero il monarca, mentre egli saliva sul va di conciliazione e d'amore tra il prin-
proprio legno. Si udiano, per bocca di di- cipe e il popolo, suggello indissolubile di
lettanti artigiani, cantate alcune delle un nuovo patto di più stretta alleanza fra

nostre arie più belle, e gì oziosissimi eori loro, questa seconda apparizione del Sire
1 ,

86 YEN VEN
ci lega più inlr'msecaroenle all'animo suo, Cattolica, serie 2.*, 1. 12, p. 107. » La
ci unisce alla sagra persona col nodo più festa solennissima fatta in Venezia, cit-
arcano e più santo, che unisce il padre tà nobilissima e per munificenza d'illu-
a'suoi figli". Quindi la medesima Gaz- stre e ricco municipio ordinata, fu diret-
zetta di Venezia descrive le poche ore ta da' rr. pp. cappuccini dell'isola della
passate in Venezia dall'imperatore Fran- Giudecca, operosi, zelanti e industriosi
cesco Giuseppe I, la sua visita al campo e pel concorso aiutata di cittadini cal-
di Marte, ove comandò gli esercizi ; quel- dissimi veneratori di Maria ss., riuscì
la del posto militare di s. Giorgio ; quel- certamente una delle più belle solenniz-
la all'Arsenale e alle sue ofuciue, non che zatesi in Italia. Il superbo tempio eretto

alla casa delle Zitelle, al tempio del Re- dal Palladio, fu con tanta profusione di
dentore,aU'ora torio maschile de'Gesuati, preziosi drappi ornato, che del solo da-
al femminile delle Terese, alla scuola di masco in seta tremila braccia, e del vel-
s.Rocco,alla chiesa de'Frari,ammirando luto e dell' altre stoffe più di ottomila
e lodando il monumento di Tiziano; e la vi abbisognarono a fregiarlo. Fra tor-
sua partenza pel porto di Malamocco fra cliioni, ceri e candele onde componevasi

incessanti applausi il i
.° d'ottobre. — In lasplendida illuminazione del tempio,
Venezia fu ranno 1 855 comincialo con furono in tre dì consumale fino a nove-
dimostrazioni di tenera divozione per la mila libbre di cera. Molti gli ordini de*
nuova gloria della Regina del Cielo, pro- cittadini che sirecarono in ischiere a ve-
gredito e quasi terminato col flagello nerare la ss. Vergine uel tempio: nume-
colerico. Nel voi. LXXIII, p. 4 2 e seg. rosissima la processione che aprì la so-
narrai quanto precedette, accompagnò e lennità : parecchi i vescovi e i prelati di
seguì la definizione dogmatica, in Vati- vario ordine secolare e regolare che de-
cano promulgata dal regnante Papa Pio corarono la festa : innumerabili i sacer-
IX; ed a p.g4 accennai come fu festeggia- doti che offersero in questo triduo a Dio
ta in Venezia nella basilica di s. Marco benedetto l'Ostia di pace nello splendi-
l'8, il 9 e il io febbraio. importante V ,
do tempio elegantissimi i Ire discorsi
:

bella e edificante descrizione della Gaz- recitati da tre de'più distinti oratori d'f-

zetta diVenezia) riprodusse il n. 4 2 del talia : folte di sceltissimi sonatori e can-


Giornale di Roma
i855. Qui poi ag- tori le quattro orchestre innalzate nella
giungo, che tra le altre chiese che solen- chiesa : molte le pubbliche testimonian-
ruzzarono il memorabile avvenimento in ze di sagro tripudio date da tutta la cit-

Venezia, vanno ricordale: s. Michele di tà con luminarie, archi, festoni d'arazzi,


Murano in isola, in cui ne'giorni 20, 2 fuochi d'allegrezza, poesie stampate, con-
e 22 aprile, da' minori osservanti rifor- certi di musica : insomma ne'giorni 1 r,

mali fu celebralo solenuissimo triduo, e 12 e i3 maggio, Venezia volle apparire


n'è a stampa la descrizione, colla Lette- maggiore di se per offrire allaVergine Im-
ra al conte Tullio Dandolo, del cav. macolata onorevole e degno ossequio dì
Filippo Scolarì,\ enezià tipografia An- filiale pielà".Riporlò poi la stessa Civiltà
a
tonelli i855; e l'altro tempio francesca- Cattolica, 3. serie, t. 1, p. 588. » Con
no del ss. Redentore, nel quale, minori i due brevi spediti l'uno al ven. patriarca
cappuccini, parimenti celebrarono un tri- di Venezia,e l'altro agli arcipreti, presidi,
duo solenne 1' 1
1
2 e 1 3 maggio,che pure
, 1 sindaci maggiori e componenti le IX con-
meritò la religiosa descrizione colla Let- gregazioni del clero di quella città, il Sau-
tera al conte Francesco M* Torricelli, to Padre esprime la sua letizia per la divo-
del cav. Filippo Scolari, Venezia i855 tissima festa con che i detti illustri per-
tipografia Perini. Si legge nella Civiltà sonaggi solennizzarono in s. Maria For-
VEN VEN 87
mosa la dogmatica definizione cieli* Ira- di onore, e partirono per Venezia la
mncolata.Si rallegra inoltre del di voto af- mattina de'2 t>, che alle 3 pomeridiane ne
fetto che sa nutrire essi verso la supre- festeggiò l'arrivo nel modo più splendido.
ma Sedia di Pietro, confortandoli a cal- Dopo i ricevimenti ufficiali, r.° pensiero
deggiar la gloria di Dio e la salute del- del Sire, fu quello di provare co'fatti come
l'anime; rende loro grazie d'un elegante egli venisse portatore di larghezze e di
volumetto di poesie che a sfogo di di- grazie. Perciò a' 28 fu dato un decreto
vozione verso la Madre di Dio diedero pel quale » nell* intento di alleviare le
alla luce in quell'occasione e di cui pre- conseguenze de'luttuosi avvenimenti de-
sentarono copia allo stesso Santo Padre". gli anni 1 848 e 849, e porre le comuni
1

Poco prima erasi manifestato il mici- di Venezia, Borano, Malamocco , Mu-


diale morbo, che con diverse fasi, senza rauo, Chioggia e Pelestrina in situazione
grandi siragi, accompagnò il resto del- di poter regolare la loro economia in-
l'anno. Verso la fine del 1 856 l'imperato- terna, dissestata per quegli avvenimen-
re Francesco Giuseppe I, con nobile fi- ti
" condona vasi alle medesime, Venezia
ducia volle tornare a visitare il suo regno e a'comuni dell'Estuario « in via di gra-
Lombardo- Veneto, accompagnato dalle zia la somma tuttora residua di austria-
graziedelladiletta moglie l'imperatriceE- che lire 1 3,052,800:29, del debito (fatto
lisabetta Amalia di Baviera,preceduti dal- nell'ultima repubblica e già discorso) di
l'incinte arciduchessaSofia loro primoge- austriache lire 13,230,021:91, da esse
nita, di nuovo manifestando apertamente contratto, onde cambiare la carta comu-
la benigna intenzione d'obbliareil passa- nale in viglietti del tesoro ". Quindi a*2

to, auimare i popoli alla speranza e alla dicembre, anniversario del suo avveni-
fede nel loro monarca, di consolare un mento al trono , il giovane imperatore
gran numero di famiglie, di avvalorare i volle cancellare ogni reliquia delle deplo-
fedeli sudditi, di affezionarsi i titubanti, rate vicende de'precedenti anni, e perciò
di vincere colla più. franca generosità con decreto si degnò » condonare, per at-
gli avversi. L'imperatore e l'imperatrice to di grazia, interamente la pena a 70
<{uindi, trovaronsi quasi ad una festa di condannali per alto tradimento o per al-
famiglia; veramente furono accolli
e tre azioni criminose contro l'ordine pub-
dalle popolazioni del Veneto e del Lom- blico". Con altro decreto levò i sequestri
bardo con affetto filiale e superiore al- de'profughi regno Lombar-
politici del
l'espettativa. Venezia diede I' esempio ,
do-Veneto, sulle loro sostauze imposti
Chioggia, Padova, Piovigo, Vicenza, Ve- a'i3 febbraio 1 853; autorizzando il feld-
rona, Crescia, Bergamo, Milano, fecero a maresciallo Radetzky » anche per 1* av-
gara per accogliere degnamente il caval- venire, a decidere sulle istanze de'profu-
leresco Sire e la graziosa Sovrana. Alle ghi politici per impune ripatrio e per
tante grazie concesse coll'imperiale per- riammissione alla cittadinanza austriaca,
messo dal conte Radetzky, moltissime ne in quanto l'avessero perduta, e ad ac-
aggiunse la magnanimità e clemenza del- cordar loro l'implorata grazia, qualora i
l'augusto monarca, ed inoltre volleesse- supplicanti promettano, mediante una
re istruito in ogni parte dell'amministra- reversale, di comportarsi ognora da sud-
zione pubblica. La Civiltà Cattolica, se- diti leali e fedeli ". Il 3.° decreto poi
rie 3.',t. 4»
P- 7^4» °e
riferisce i partico- contiene un atto di munificenza ad un
lari, che in quanto a Venezia ora ripro- tempo e di cristiana pietà verso la basilica
duco. A' 20 novembre 1 856 l'impera- di s. Marco, che ne abbisognava. Per sop-
tore e l'imperatrice giunsero in Trieste ,
perire dunque alla necessità di maggiori
aecolli con dimostrazioni d'esultanza e lavori, che mostra vansi indispensabili pel
88 V E N ve r»

ristami» del patriarcale tempio, accordò a se stesiti, ornati esternamente di va-


un imporlo annuo di fiorini ventimila. ghe e ricche tappezzerie, si riempivano
E qualora, nel corso degli anni, tale som di una moltitudine infinita, quale assai

ina cessasse di essere per intero o in pochi ricordano l'eguale. All'ora istessa le

parie a ciò necessaria, ordmò che l'intero LL. MM. avevano la degnazione di con-
imporlo o il sopravanzo fòsse capitaliz- dursi nella regia loro gondola al palaz-
zato inaumento dell'ut tuale sostanza del- zo della nobile famiglia Balbi, scella al-
la medesima basilica Marciana, e che do- l'alto onore di ospitarle, affinchè dal pog-
vranno gl'interessi relativi essere impie- ginolo, ch'era stato a tal uopo pomposa-
gati sempre per la manutenzione del fab- mente addobbato, potessero riguardar
bricalo clella chiesa slessa. Così la conces- comodamente ambi due le braccia del
sione annua de' 20,000 fiorini divenne grande Canale, e godere così in ogni sua
perpetua. La Gazzetta dì Venezia^ ri- parie la patria festa. Al loro affacciarsi le

prodotta óa\Giornale di Roma del 1 856 musiche bande suonarono l'inno impe-
a p. 1 i'r>.,fa l'elegantissima narrazione riale, e l'esultante popolo le salutò con
del grandioso spettacolo popolarti e pro- ripetuti clamorosissimi evviva, onde fu
prio solo di Venezia, della Regata olfer- lietamente e sotto sovrani faustissimi au-
ta a'7 dicembre dalla città agli augusti spicii inauguratala singoiar lotta che a-
sovrani, per tributare al generoso largi- nimosamente,ma pacificamente altresì,
toredi lauti beuefizi il pubblico omaggio andava sotto loro sguardia combatterti.
i

della sua riconoscenza. Quindi si ammi- Se il tempo e lo spazio ce lo consentisse-


rarono nel Canal grande le peote e bisso- ro vorremmo seguire passo posso la voga
ne che fecero splendido corteggio agl'im- affannala de'rivali gondolieri; vorremmo
periali coniugi nel loro ingresso, ricom- descrivere questi novelli giuochi Olimpi-
parendo le peote Giovanelli, Papadopo- ci, i di cui giostratori hanno per arena il

li, e quelle dell'arie Vetraria e del Com- mare, e per anfiteatro una città magnifi-
mercio, lo bissona Treves d'una ricchezza ca, piantata quasi per prodigio sull'acqua;
ed eleganza squisita, la tipografia natau- vorremmo diffusamente narrare come al
le dell'Anlouelli e le barche de'Napoleta- dato segnale le leggerissime e a poca di-
in e dei Chiozzolti che Ira' canti e i suo- stanza appena visibili barchette si slan-
ni lanciavano prodigalmente e confettu- ciassero alla nobile gara, gara della for-
re ed aranci a'più vicini ed a'lontani,e le za e delia destrezza insieme congiunte,
altre tutte che si avevano in quell'incou- ma gara innocente che non ha pericoli ,

Ilio ammirate: ed a queste altre se ne ag- peroni debbano sempre trepidare gli spet-
giunsero, sfarzosamente e con buon gu- tatori, e che dona pura e incruenta la
.slo fornite, tra le quali una margarota, vittoria. . . Se non che, lasciando ad altri,
graziosa barchetta vogala da 6 remato- e specialmente a'poeti, il cantare le glo-
ri abbigliati bizzarramente alla spagno- rie de' vincitori, noi compiendo ii grave
la. « Intanto il Canal grande, questa via e onorevole uffizio di scrivere la storia,
unica, cominciava a presentare uuo spet- tenteremo, se l'ingegno e le parole ci ba-
tacolo sorprendente, indescrivibile. Le fi- steranno, di descrivere un nuovo spetta-
nestre, i pogginoli, le rive degli stupendi clamorose incessanti o-
colo, quello delle
edifizi che lo fiancheggiano, e che formar vazioni che popolo entusiastato e com-
il

no l'ammirazione dello straniero, il qua- mosso consagrò agli augusti so via ni, qua ri-
le,dopo aver compito il giro d' Europa , do finita la lotta si degnarono di scende-
dee confessare di non aver mai veduto re nella galleggiante municipale, ove fu-
nulla di simile, perchè, come dice u\\ for- rono ossequiosamente accolti dal podestà
bito scrittore, J'euezia non somiglia che co. Correr, ch'ebbe l'onore di accampa-
v e n V E | 89
guarii nella corsa, che, porta li quasi a di- 1837. Soggiorno delle IL. MM. I. li.

re in trionfo fecero da un capo all' altro A. Francesco Giuseppe I, ed Elisabet-


ilei gran Canale. Non v'era fondamenta, taAmalia nelle provinole Venete, ed O-
non riva, non il più piccolo spazio che maggio delle scuole Reali, inferiori ed
non fosse occupato e gremilodi genti avi- elementari. Tip. editrice Anlonelli, Vene-
de di contemplare beuignissimi princi-
i zia 1807. A p. 1
09 delGiomale di Roma
pi, i quali sul dinanzi della prora ricam- del 18J7 si riporta l'onorevolissima let-

biavano di graziosi saluti le grida di tera scriitaa'28 febbraio 1807 in Milano


plauso che mille e mille voci ad ogni i- dall'imperatore, al fe!d-marescial!o l\a-
stante ripetevano. E il sesso gentile, che delzky, colla quale ricolmandolo di alte
numeroso e leggiadro occupava in mag- lodi, esaudisce le sue istanze, per essere
gior parte le finestre e pogginoli delle ca- esonerato nella tarda sua età dal governo
se e dei palagi che prospettano il gran del regno Lombardo-Veneto, ponendo a
Canale, coll'mcessante agitar de'fazzoletti sua disposizione il palazzo di Strà , ed
accompagnava i plausi che la sottoposta altri palazzi imperiali; non che la lettera

folla all' eccelsa coppia impe-


tributava nello stesso giorno indirizzala all'arcidu-
riale.Era una scena, la cui sublimità può ca fratello Ferdinando Massimiliano, co-
essere sentita e compresa ma non con ,
mandante supremo della marina, nomi-
adeguale parole descritta. Sul ponte di nandolo governatore generale del regno
Uialto.chegigaute torreggia attraverso il Lombardo-Veneto, per dare a' sudditi
Canale, sulleampie fondamenta o riveche una prova particolare dell'assidua sol-
gli sono di fianco, la calca era si fìtta che lecitudine pel benessere loro, confidando
ii muoversi era quasi impossibile; e fu nella distinta avvedutezza da lui ognora
qui dove la popolare esultanza non ebbe spiegata ».. .di munirla come mio rappre-
freno a disfogarsi in fragorose e prolun- sentatile uV necessairi poteri, alfinchèsia
gate acclamazioni. Da per lutto era lo in grado di condegnamente adempiere
s(esso tripudio, da per tutto la gente era tale mandato in questo regno, di vegliare
accorsa a festeggiare gii augusti sovrani, efficacemente al regolare e giusto anda-
ella vi era accalcala sino «'punti estremi mento, non che alla pronta pertrattazio-
del gran Canale presso alla stazione del- ne degli all'ari in ogni ramo della pub-
ia strada ferrata, ove la società concessio- blica amministrazione, di rilevare i biso-
naria fece con lauto spendio innalzare un gni in lulto ciò che concerne lo svilup-
magnifico padiglione di moresco li- stile po intellettuale e materiale del paese, e
bero, del quale avremo motivo di tenere prendere a tempo debito ed energica-
ad altra occasione più lungo discorso. E mente l'iniziativa rispetto a quelle mi-
come il principio tale fu il termine del snreed istituzioni atte a soddisfarli. Ella
corso succeduto alla Regata, mentre le risiederà alternativamente a Milano e
ovazioni non ebbero tregua se non quan- Venezia .... la cui prosperità mi è tanto
do, verso il tramonto, la galleggiante ri- a cuore ". Inoltre econtemporaneamente
condusse le LL. MM. alla residenza im- l'imperatore nominò il generale d' arti-
periale ". Descrissero questo trionfale glieria Francesco co. Gyulai, comandante
viaggio: Fior cV Absburgo in Italia ,os- della 2.* armata, e generale comandante
sja completa relazione del viaggio del- nel regno Lombardo- Veneto, nella Ca-
le Loro Maestà apostoliche l' impera- rinzia, Carinola e nel Litorale. Pel con-
tore Francesco Giuseppe I, e l'impera- seguente allontanamento dell' arciduca
trice Elisabetta Amalia ne' loro dominii Ferdinando Massimiliano dalla sede uffi-
Italiani, negli anni 1806-1857. Tipo- ciale del cornando supremo della mari-
grafia editrice fratelli Centenari, Milano na Trieste, rimanendo in questa lo stes-
.

90 VEN V E 81

so comando sotto la direzione del vice- ti cogli occhi propri , confessano candi-
ammiraglio barone deBujacovich ad Ut- damente essere tanto mutato tra noi (di-
tus del comandante supremo, dispose ce il corrispondente del Lombardo- Ve-
l'imperatore la sfera d'azione del mede- neto a detta Civiltà) lo spirito pubblico,
simo arciduca fratello. 11 n. 83 del Gior- che non rimane più. se non che (polche
nale di Roma dell'aprile 1857, contiene rara ed impotente favilla dell'incendio
ipoteri e le attribuzioni del nuovo go- del 1848. L'opera del rinsavimcnto non
vernatore generale. Recatosi a Vene- è certo pienamente compita, ma va ogni
zia dopo la metà di ottobre, l' arci* giorno perfezionandosi. Clemenza e per-
duca con P arciduchessa sua sposa, si donogenerale,assoluta dimenticanza del
pubblicò: Altamente lieta questa città passato, saggia amministrazione, provvi-
per ilfausto arrivo degli augustissimi de leggi, rispetto alle legittime tradizio-
sposi S. A. I. R. l'arciduca Ferdinando ni della nazionale grandezza, tendenza a
Massimiliano e l'arciduchessa Carlot- riunire nel bene tutte le classi sociali al-

ta, festosamente dettava questi carmi }


l'ombra del principato, tutte le carriere
edin segno di umilissima devozione Mel- aperte all' ingegno accompagnalo dalla
clu'orc Fontana tipografo e litografo al- lealtà del carattere e dalla eminenza del
le LL. A A. IL RR. li consagra. Tipo- merito, libertà amplissima e buon mer-
grafia Fontana, Venezia 1857. Di sopra cato di comunicazioni nell'interno e col-
in diversi luoghi celebrai gli augusti con- sono benefizi che popoli ap-
l'esterno, i

iugi, enei voi. LXXXV1,


85, narrai, p. prezzano e riconoscono. Aggiungete nel-
come prima di recarsi l'arciduca a Brus- l'arciduca una mente perspicace e vo-
selles a sposare la reale principessa, da gliosa del bene, una volontà determina-
Milano si portò a'3o giugno a Pesaro a ta, un cuore veramente benefico, ed in-
visitare Papa che regna e ricevete le
il perchè del nuovo indirizzo
tenderete il

sue benedizioni inaugurando così uno


, dell'opinione pubblica. Alcuni giornali
de'più solenni momenti di sua vita; par- nostri e forestieri indirettamente o diret-
tendo quindi il Pontefice per Bologna ,
tamente censurano il governatore arci-
ove giunto ricevè eziandio gli omaggi duca per avere introdotto nella sua corte
del conte di Bissingen luogotenente delle un lusso cb'essi dicono eccessivo. Ma è da
provincie venete, inviato ad hoc dall'im- notare, anzi tutto, che egli ha dallo sta-
peratore d'Austria, del sullodato conte to la somma d' un milione duecento mi-
Gyulai, e de'consoli francese e pontificio la lire all'anno da spendere: inoltre egli è
di Venezia, come notificò il Giornale di può quindi, sen*
assai ricco del proprio, e
Roma, "Dei resto, sull'arrivo nel regno za inconvenienti, mantenere la sua corte
Lombardo- Veneto dell'arciduca Ferdi in un lustro veramente reale. La sua ge-
nandoMassimiiiano e della sua sposa l'ar- nerosità poi e la sua splendidezza non
ciduchessa Carlotta Amalia principessa possono che giovare alle arti ed all'indu-
del Belgio, anche nella Civiltà Cattolica stria nazionale, sia direttamente, sia col-
de' 3i ottobre 1857 se ne descrivono le l'eccilamentocomunicalo da quell'esem-
solenni accoglienze fatte agli augusti prin • pio alla classe nobile e signorile. I dan-
ci pi da'municipii e dalle popolazioni, sin» ni cagionati tra noi dalla rivoluzione alle
cera espressione del sentimento comune. arti ed alle lettere sono incredibili ....
A Trieste, a Venezia, a Verona, a Milano Dopo 10 lunghi annidi miserie e di sten-
eguali furono le testimonianze dell'amo- ti, le arti e le lettere hanno d'uopo d'u-
re e della riverenza de' popoli, e della na mano forte e generosa che le sollevi
piena soddisfcizionede'giovani eccelsi spo- e le rianimi. La strada ferrata da Milano
si. » Que'forestieri che s'accertano de'fat- a Venezia, dopo 11 anni, è finalmente
V E N V E H 91
compita, essendo stata aperta sin dal i 2 ripreso moto d' un crescente e florido
ottobre. L'arciduca è partito da parecchi progredimento. A'2 1 agosto i858 la na-
dì per Venezia in compagnia dell' arci- scita a Laxenburg ,
presso Vienna, del
duchessa sua sposa. Egli vuole acquistar- principe ereditario Rodolfo Francesco, fu
si V amore de'suoi amministrali, per ot- cagione di lieto e vero giubilo, come in
tenere il quale intento non lascia sfuggi- tutta la monarchia, così pure nel Lom-
re veruna occasione favorevole". Infatti, bardo- Veneto,dove interpreti de' voti del
tosto se ne giovò. Imperocché recatosi popolo, le congregazioni centrali, provin-
l'arciduca governatore nel 858 a Vien- 1 ciali e municipali deposero a'piedi del tro-
na, ne'3 mesi del suo soggiorno presso no gli omaggi e le congratulazioni del pae-
l'imperatore fratello, a seconda della sua se; festeggiandosi V avvenimento anche
ingiunzione allorché gli affidò il governo con molte opere di carità, da'municipii e
del regno Lombardo- Veneto, di ricono- da' privati. Iu Venezia a' 22, anniversa-
scere i bisogni del paese in luttociò che rio g.° memorabile della cessazione del
ne concerne il progresso intellettuale e suo stato penoso, a ringraziare Dio del-
materiale, e di prendere a tempo valida- l'esaudito fervido voto del paterno cuo-
mente 1* iniziativa rispetto a' provvedi- re dell'imperatore Francesco Giuseppe I,

menti alti a soddisfarvi, espose gli studi le cariche di corte, tutte le autorità civi-
fatti ed i bisogni. Avendo l'arciduca con- li, militari, ecclesiastiche, le pubbliche
sultato le congregazioni del regno , esa- rappresentanze, si adunarono nella regia
minò poi egli stesso lo stato dell'ammini- basilica patriarcale di s. Marco, pel solen-

strazione, scoperse abusi, conobbe biso- ne canto del Te Dcum, e quindi il conte
gni, pensò a riforme, edopo un anno di di Bissingen luogotenente, ricevè ne'suoi
ponderazione, recò egli stesso al monarca appartamenti gli omaggi della generale
le sue proposte per il bene del suo popolo. esultanza. Nel medesimo i858 fu pub-
Indi, dopo esame, l'imperatore a' 16 lu- blicato dalla tipografia Antonelli: Rego-
glio 858 ordinò quelle molte importan-
1 lamento organico della società di mu-
ti disposizioni e miglioramenti ammini- tuo soccorso de 'maestri e delle maestre
strativi, che raccontai superiormente ai elementari della provincia di Venezia
propri luoghi, sia sulla giusta proporzio- sotto la protezione di s. Giuseppe Cala-
ne di perequazione sull'imposta prediale Sanzio. Questa istituzione è già sistemata.
nel regno Lombardo-Veneto, sia per la Di quella di Milano, copiosamente ragio-
riforma dell'accademie, per dare un più na la Cronaca di Milano del cav. Igna-
sicuro indirizzo e una piti vigorosa vita- zio Cantù, il quale n' è benemerito pre-
lità alle arti del disegno, fulgidissima glo- sidente e promotore. Delle anteriori cou-
ria d'Italia, sia in vantaggio de* medici dizioni di simili maestri, si legge cidi eh.
condotti, sia per facilitazioni negli obbli- un commovente ar- encomiato scrittore
ghi di coscrizione, sia per animare l'ope- ticolo: // Maestro di campagna, nella
re grandiose in corso, compimento della dispensa 2/ dell'anno V della Cronaca.
rete di ferrovia, la copia d'acqua pota- Inoltre nel i858 si pubblióò: Quattro
bile in Venezia, e quanto altro contiene Jiori di Matrone veneziane, Polissena
l'ammirabile circolare dell'arciduca go- Contarini, Damala
Moccnigo, Elisa-
vernatore del regno, precipuamente a bella Michiel Marlinengo, Maria Bon-
vantaggio delle due capitali Milano e Ve- fadini Porlo } Margarita de Susani Re*
a
nezia, la i. ricco centro di un'operosità vedili) presentali alle faustissime nozze
a
intellettuale e pratica, la 2. bella di ar- Marcello Zon, da Lazzari Giuseppe.
ti monumenti, come città commerciale
e Dalla Costanza di Riese, nell'ottobre del
e marittima, onde prosperino vieppiù nel 1 858. Egli èquesto l'auspicatissimo ma-
9i V EN V EN
(rimonto celebrato dal nobilissimo e de- cesi di Ceneda. Quanto al preciso loro
gnissimo Alessandro Marcello attuale pò- titolo nazionale, presso il romano sagro
desta di Venezia, e nel ricordare l' ele- Tribunale, mi diressi ad autorevole per-
gante libro cbe lo solennizzò, lietamente sonaggio, ch'era in grado di siperlo ; ma
intendo unirmi alle piti affettuose e rive- uomo, fu inesatto, e tale perciò vi coni
renti felicitazioni, rassegnale al rispetta- parisco io, nel citato luogo, anche per
bileed egregio primo magistrato civico altro. Imperocché dissi mg." Flir udito-
r
d'una Venezia, la quale non deve mai re per Venezia, e mg. Nardi uditore per
nominarsi senza lode. La Gazzetta di Melano. L'emenda vado a riferirla. In-
Venezia de'4 marzo del corrente i85g, tanto comincio dal correggere, l'aver ivi
r
riferita dal Giornale di Roman p. 222, detto mg. Serafini passato perla 2.* di
c'istruisce del gas portatile recato a Ve- tali nomine dall' uditorato Milanese al

nezia, non senza aversi motivo di cre- Ferrarese, mentre venne trattalo al va-
dere, che l'illuminazione del gas porta- cante uditorato d'Aragona, col consen-
tde stia per essere in breve introdotta so della corte di Spagna. Ciò premesso,
nelle provincie venete, ed in particolare e dovendosi tener presente l'articolo U-
a Venezia, e che l'impresa trovi ormai ditori di Nota, primamente rammen-
favorevole accoglienza presso gran nu- to che l' uditore per la Germania du-
mero de'consumalori. Il gas portatile è rò sino a! 6 agosto 1806 in cui si sciol-

un estratto di schisto bituminoso, detto se Impero Romano-Germanico; 1' w-


l'

Boghead, che trovasi uella Scozia, ed ditore di Venezia, durò sino alla cadu-
ha ia proprietà di fornire un gas d' un ta dell' antica e gloriosa repubbblica.
potere illuminante circa tre volte supe- Però due i prelati che erano investiti del-

riore a quello del carbon fossile. Com- l'uditorato nazionale, continuarono a se-
presso poi entro adatti recipienti, pub dere nel sagro tribunale della romana
rappresentare un volume molte volte Rota finché vissero o fino all'occupazio-
maggiore di gas ordinario; per il che è ne francese di Roma del 1809. Altret-
reso possibile e f icileil trasportarle con- tanto avvenne all' uditore per Milano.
servarlo nelle abitazioni private, cou ri- Ricomposte le cose politiche, ricuperati
sparmio dell'ingente spesa di canalizza- dall'imperatore d'Austria i suoi stati d'I-
zione sotterranea. Considerevole n'è futi- talia, egli nel 181 5 rinunziò al privile-

lilànelle vie poco popolate ©distanti dal- gio di nominare e presentare alla s. Sede
l' officina di fabbricazione, nelle piccole V udito re per Venezia, e nominò per Vu-
r
borgate, negli stabilimenti isolati, ovun- di lo rato dell' Impero d* Austria mg.
que in somma lo stabilire, mantenere, ed Carlo Odescalchi, il quale tutta volta, in
alimentare un sistema di canalizzazione uno a'di lui successori, eziandio vennero
importi una spesa non proporzionata. quasi riguardati uditori veneti-milanes i.

— In quest' articolo, consagrato a Ve- Mi veramente per Milano, prò Longo-


nezia, essendo una delle due metropoli bardo (perchè come notai nel citato ar-
civilied ecclesiastiche del regno Lombar- ticolo, coll'eruditbsimo milanese Piazza,
do- Veneto, per ragioni di storia e di rap- l'uditore nazionale era per tutta la Lom-
non poche notizie ri-
porti, v' intrecciai bardia), i Papi d'allora in poi nomina-
guardanti la metropoli Milano eia Lom- rono un prelato romano o di altro luogo
bardia, come nel voi. XCU, p. 4 22 l v - i del proprio stato. Non riuscirà poi super-
ho riferito la nomina di due prelati U- fluo, che ancor qui meglio ricordi come
r
ditori di Rota, mg. Luigi Flir di Lan- a proposizione fatta nel i56o in conci-

deck nel Tirolo diocesi di Bressannone, storo dal celebre milanese cardinal Mo-
non V, come per
1

e mg. Francesco Nardi di Vazzola dio- roui, il Papa Pio IV (e


VEN ve ri
93
fallo tipografico si legge ap. 142 nel t. 1, di esso progrediva a) suo termine, m'in-
f
delia bellissima opera, Milano e il suo sorsedubbio se realmente mg. Flirei a
:

Territorio, ivi impresso nel 1&44) P er uditore per Venezia, ed in conseguenza,


amore alla comune patria Milano, e per se era stato ripristinato l'uditorato na-
essere già appartenuto a quell' insigne zionale veneziano j e le mie pazienti ri-
collegio di dottori o nobili giureconsulti, cerche, produssero le narrate indispensa-
a questo concesse il privilegio della du- bili rettificazioni). m Nella chiesa di s.

plice nomina e pi espilazione di tre dot» Maria Anima, furono fatti solenni
dell'
r
tori, sia per l'uditorato di Rota nazionale, funerali, per il defunto mg. Flir udi-
sia per l'avvocato concistoriale nazionale tore di Rota per V Impero d'Austria, Gli
(oltre il doversi scegliere dal suo seno an- Em.i signori cardinali Rauscher arcive-
co il patrio arcivescovo: di più Pio IV scovo di Vienna, e Reisach. S. E. il sig/
ordinò 1'edifizio pel collegio in piaz7a de' ambasciatore di S. M. l'Imperatore d'Au-
r
Mercanti. Dal ceto medesimo, il sovrano o stria, e S. E. il sig. ministro di S. M. il
governatore di Milano, nominava un re- Re di Baviera, alcuni uditori di Rota,
gio luogotenente, che finito Tanno pas- e altri prelati assistettero alla mesta ce-
sava vicario di provvisione, cioè prefetto remonia, la quale ebbe termine colPora-
o podestà di Milano. Inoltre fra' dottori zione funebre detta da mg/ Nardi^ eletto
del collegio si sceglievano le principali uditore della sagra Rota, che porse un
cariche; per l'amministrazione della giu- degno tributo di lode al compianto pre-
stizia, un capitano
generale, un vicario lato ". Meritò nitidissima stampa, sicco-
civile e un criminale, un fiscale e consoli me eloquente e dotta, filosofica e religio-
giudiziari). Intanto al venerando Ode- sa, affettuosa e commovente, col titolo:
scalchi (V .) successero oWudìlorato del- Elogio funebre di mg.' Luigi Flir udi-
l'Impero d'Austria prelati Buspoli, poi i tore eletto di sagra Bota, recitato il 16
uditore della camera, e de Silvestri di marzo 1 85g nella chiesa di s. Maria

Rovigo. Questi elevalo alla dignità car- dell'Anima di Boni a, da mg* Fra ne e-
dinalizia, il regnante imperatore Fran- sco Nardi uditore eletto della sagra
cesco Giuseppe 1, nominò e presentò alla Boia. — Nello stesso mese, il tenente ma-
s. Sede, uditori dell' Impero d'Austria rescialloGuglielmo barone d'Alemann,
(coll'assegno annuo pei ciascunodi4ooo comandante del X
corpo d'armala, dal-
r
fiorini pari 1900), mg. Flir e
a scudi l'imperatore venne nominato a coman-
r
mg. Nardi. Nella pontificia elezione di dante della città e fortezza di Venezia,
r
mg. Flir, non vi è detto prò Austria, inluogo del barone Lederei'. Di più l'im-
uè prò Germania, ma soltanto uditore peratore,avuto riguardo all'attuale stato
di Rota surrogalo al cardinal de Silve- delle divisioni di flottiglia in Italia, ap-
stri. Forse cosi venne praticato, per evi- provò la riunione delle medesime colla
tare osservazioni, quanto al titolo. Nel denominazione, Comando delle flotti-
r
motuproprio pontifìcio per mg. Nardi, glie delle Lagune e de' Laghi Meditcr-
è detto uditore di R.ota pro-Longobar- ranei^nìiwgoàeU'ailwòìComandodellc
do. Nondimeno i ministri imperiali quali- flottiglie delle Lagune e del Lago Mag-
ficarono i due prelati, Uditori di Bota giore. Il n. 69 del Giornale di Boma de'
per l'Impero d'Austria, Riportano n. i 28 marzo 1859, riprodusse il seguente
55 e 67 del Giornale di Roma del 85g, 1 ragguaglio della Gazzetta Austriaca,
che mg/ Flir morì a'8 marzo fra' con- sulla organizzazione del regno Lombar-
forti della religione (dovendo io ciò noti- do-Veneto. » L'Austria ha ristabilito in
ficare in questo articolo, per quantoavea questi paesi l'antica organizzazione mu-
riferito nel voi. XC1I, mentre la stampa nicipale ed ha lasciato sussistere i pei fé-
94 VEN V EN
Ilota unenti introdottovi nella forma e delle finanze, il procuratore. In Lombar-
che vi stabilivano maggiore regolarità. dia, nel governo, il governatore, il vice-
Questa organizzazione comunale creata presidente, tre segretari e un vice-segre-
ila Maria Teresa sussiste oggi nelle sue tario. I governatori stabilitine! paese han-
parti principali. Garantisce al paese Un no non solo la più parte delle attribuzio-
tal governa mento che non solo le altre ni ma ricevono il loro
amministrative,
provincie austriache, ma molti slati d'Eu- ordine dal governo generale, alla testa
ropa potrebbero invidiare al regno Lom- del quale si trova l'arciduca Massimilia-
bardo-Veneto. Le leggi generali dell' Au- no, fratello dell'imperatore. Il governa-
stria so. io in vigore in Lombardia, ma noti tore generale riunisce in sue mani tutte
hanno mai pregiudicato alla nazionalità e le attribuzioni d'un ministro particolare
all'esistenza individuale del paese. Non so- della corona per questo paese: decide di
lo nella pubblica istruzione e nel Tarn mini* tutti gli affari, nomina e destina gì' im-
strazione si è rispettata la lingua e gli usi piegati, ha sì vaste attribuzioni, quan-
del paese ; ma il governo non è di razza tunque pochi affari siano sottoposti a'
tedesca. Nel supremo tribunale, di tede- ministri a Vienna, che le sole disposizioni
schi non vi sono che due consiglieri e il riguardanti tutto l'impero,emanano per
procuratore generale. Nella prefettura il regno Lombardo-Veneto dall'ammini-
delle finanze vi è un solo consigliere te- strazione centrale. La slessa situazione
desco, e nella procura delle finanze ues- del principe governatore, come fratello
sun tedesco. Se consideriamo inoltre che di S. M., glipermette di agire più libe-
moltissimi italiani sono impiegati nell'al- ramente nel paese che amministra, di
tre provincie austriache, vedremo che per quello che possati farlo gli altri gover-
gl'italiani la loro unione coll'Austria non natori ". Quanto all'attuale grave que-
ha fatto che aumentare la possibilità di stione italiana, inorpellata co' pomposi e
distinguersi ne'posti importanti. Bastano splendidi paroloni di Nazionalità e lif
questecifre per rispondere al rimprovero dipendenza ; a'timori d'uua guerra rui-
che si tolga la nazionalità. Se viene con- nosa ed europea, con pericolo all' Italia

siderato inoltre il generale organismo del di soggiacere alla balia delle sette od a
paese, vedrassi che una gran parte degli stranieri padroni, che presto le farebbe-
affari correntiè trattala da organi elet- ro desiderare i presenti, poiché lo stesso
tivi.L'amministrazione si è trovata sem- Gioberti temeva più l'intervento francese,
pre e ancora si trova in mano degl'ita- che non il dominio tedesco, qualora non

liani. Il numero degl'impiegati del regno seguisse una probabile sconfitta; in fine
è in tutto di 7273, di cui 554 oss,a il 7 alle speranze della pace fondata nel con-
e mezzo per 100 sono tedeschi, se dob- gresso europeo che va ad adunarsi, se-
biamo giudicare dal loro nome. Su que- condo i generali desideri i ; ampiamente
,
sta cifra, gl'impiegati in Lombardia sono ne ragiona la Civiltà Cattolica^ serie 4« >
338o, di cui 343 tedeschi: nella Vene- t. 1, p. 609: La Questione Italiana nel
ziasono 3g53, di cui 211 tedeschi. E 1859, colla confutazione degli opuscoli
questo rapporto è lo stesso su tutti i gradi che ne trattano, e l'appendice sull'Orga-
della scala amministrativa. Nella provin- nismo governativo degli Stati pontificii.
cia di Venezia, i soli funzionari tedeschi Più a p. 657 : V opinione Italiana in-
sono, nel governo stesso, il governatore, torno alla guerra d* indipendenza. E
il vice-presidente, un consigliere e un vi- nel t. 2, p. 5: La sconfitta e la vittoria
ce-segrelatio : nel tribunale superiore il nella terza riscossa Italiana.
presidente e sei consiglieri: nella procura
è

VEN VEN 9*
§ XXI. Serie de vescovi di Olivolo e di Dalmazia e persino sull'arcivescovile me-
Castello, e de'patria re hi dì Venezia. tropolitana di Zara, fu in lei conseguen-
temente trasfusa. Ilqual l\lo\o ài patriar-
i. La s. Chiesa di Venezia, dichiara il ca, attribuito a'sagri pastori della chie-
sullodato suo dolto figlio e benemerito sa di Grado, derivato perciò a quelli al-
storico d. Giuseppe Cappelletti prete ve- tresì di Venezia, non è di così antica de-
neto >* in ordine ad ecclesiastica gerar- rivazione siccome lo era negli aquileiesi
chia, quanto al suo titolo patriarcale, pastori. Esso anzi dalla residenza, che fa-
la prima chiesa dell' Italia subito dopo t
cevano questi nel castello di Grado; dal-
la suprema vSW/e pontificale diRomajbew- li doppia serie de'medesimi allorché col
che non lo sia in ordine a preminenza ne titolo di Aquileia dimoravano gli uni

ad antichità; sotto il quale aspetto, la fi- nell'una e gli altri nell'altra città, passò
glia primogenita dell'apostolica Sede, la come in consuetudine, sicché lo portaro-
prima dopo la Chiesa Piomana, è l'arci- no entrambi indistintamente ... Il titolo
vescovile di Ravenna (V.). -Né solamen- di patriarca derivò a' pastori gradesi a
te la prerogativa di patriarcale adorna poco a poco ed in tempi posteriori a quel-
la Veneziana sopra le altre chiese me- in cui lo usavano patriarchi di Aqui-
li, i

tropolitane d'Italia, ma l'illustra altresì leia. Quanto Ve-


al giro della diocesi di

l'onore, ridotto presentemente ad un sem- nezia, essonon comprendeva in sulle pri-


plice nome, ùxprimaziale sopra le chie- me, che il territorio delle due diocesi di
se della Dalmazia, Queste due lumino- Castello e di Grado; poi crebbe alcun po-
se qualità, sino a mezzo il secolo XV, ap- co nel 1466, allorché le fu aggregata Ir
partenevano alla chiesa di Grado: Ve- soppressa diocesi diGesolo;e vieppiù creb-
nezia allora non era che un semplice ve- be nel 8 8, allorché per la soppressione
1 1

scovato, ristretto entro il giro della città; delle due diocesi di Torcello e di Caorle,
anzi neppur tutta la città entrava a for- derivolle quasi tutto il territorio di en-
marne la diocesi, essendoché su alcune trambe. Ed in quell'anno medesimo fu
pievi di essa aveva giurisdizione libera ed dilatata di molto anche la metropolitica
assoluta il gradese patriarca; edanzi nep- sua gii risdizione; perchè ridotta a sempli-
pur col nome di Venezia denominavasi. ce vescovato la chiesa arcivescovile me-
Olivolo diceasi da prima e poscia Castel- tropolitana di Udine (V.) f e questa e tutte
lo. Ma soppresse aitine dal Pontefice Ni- le diocesi, ch'erano suffraganee di questa
colò V nel i45 r, entrambe le diocesi, la medesima, vennero assegnate a suffraga-
vescovile di Castello e la patriarcale di needi lei. Le quali diocesi, oltre all'udine-
Grado, sorse dall'unione di esse la nuo- se,furono Adria, che per l'addietro di-
va diocesi patriarcale, metropolitana, pri- pendeva dall'arci vescovo diRavenna, Ve-
maziale di Venezia. A questa nuova dio- rona, Vicenza, Padova,Treviso,Feltree
cesi derivarono tutte le prerogative , le Belluno aeque prmeipaiiter unite, Cene-
giurisdizioni, i privilegi dell'una e dell'al- da,Concordia,Emonia ossia Città Nova
tra: quindi essa diventò patriarcale, per- nell'Istria, Giustinopoli ossia Capo aV I-
chè lo era la chiesa di Grado ; metropoli- stria, Pola e Parenzo: tuttociò in vigo-
tana, perchè le furono aggregale le me- re della bolla del r^ootefice Pio VII , la

desime sufhaganee di Torcello, di Chiog- quale incomincia: De salute dominici gre-


gia, di Caorle, di Gesolo ossia Equilio, che gis, deli. maggioi8i8. Bensì le ultime
dipendevano allora dalla metropolitica quattro chiese summentovate di Paren-
giurisdizione di Grado; primaziale final- zo, di Pola, di Capo d' Istria e di Emo-
mente, perchè la primazia, cui la patriar- nia soppressa ed immedesimata colla
cale di Grado godeva sulla chiesa della diocesi di Trieste (V.), le furono tolte
j

6 VE N v l n
|)f>t lii anni dòpo, per assorellarle all'ar- li volo e di Castello, e de' patriarchi di
ci vescovo ili Gorizia (f Parimente /
.).
-
Venezia, oltre il eh. Cappelletti, la ri-

dine le fu tolta nel 1847, perchè venne portarono pinna di lui i seguenti. Ughel
ristabilita nella sua pristina dignità ar- li, 169: Palriarca-
Italia sacra, t. 5, p.i
civescovile metropolitica. Quindi è che ius Ventilatimi Dalmatiac Prfntas, al
nello stato odierno la nostra
s. Chiesa di cui teli) pò, nel secolo XVII, erano sol-
Venezia continua ad essere patriarcale e tanto suoi suffraganei i vescovati di Cani-
metropolitana nel proprio MMO ecclesia- le, Chioggia e Torcetto. Corner, Notizie
stico; continua a portate il titolo di pri- storiche delleChiese di J'cnczia e di 'Tor-
maziale della Dalmazia , a cagione del- ce Ilo, p. 1 e seg. Cronologia storica dei
l' antico diritto, che su quelle diocesi e- vescoviOlivolensi detti dappoi Castella-
sercitava. Lesue sulfraganee adunque og- ni, e successivi patriarchi di Venezia,
gidì sono Adria (della quale per fare il di Alessandro Orsoni , Venezia Picot-
vescovo l'ordinaria sua resideuza in Ro- ti 828. Strie cronologica de' vescovi O-
1

vigo , in tale articolo meglio ne ragio- patriarchi di Ve-


livolensi- Castellani e
nai), Ceneda, Cliioggìa, Concordia (con nezia, aggiuntavi la descrizione delle
residenza in Poi togruaro), Belluno eFel- solenni esequie eseguite nella basilica
tre, Padova, Treviso (che comprende la di s. Marco per la morte di Sua Ec-
soppressa Asolo, e tra'suoi confini è l'al- cellenza Reverendissima d. Pietro Ali'
tra pure antica sede A' Eraclea), P ero- re Ho Mutti patriarca di Venezia ivi ,

na, Vicenza (V.) ". Noterò, che narrai 1857, tipografia Grimaldo. Stalo per-
nell' articolo Spalatro, che la sua sede sonale del clero della città e diocesi di
vescovile successe nella dignità a quella Venezia: Serie de' vescovi e patriarchi
di Salona, metropoli di tutta V Illiria, di Venezia (incominciando da'vescovi di
poi gli arcivescovi, con approvazione de' Malamocco fino alla istituzione della se-
Papi, s'intitolarono dal 1 i55 primati del- de Olivolense in Venezia), e di quelli a'
la Dalmaziat'ìiuM anche della Croazia quali successero j cioè de' vescovi di Pa-
ma perchè la chiesa di Zara, distaccata dova, alla cui giurisdizione le isole Reai-
dalla metropolitana di Spalatro, fu essa tine furono soggette, secondo la più vol-
dichiarala metropoli e attribuita colle gata opinione, principiando das. Prosdo-
sue chiese su (fraga nee al patriarca di Gra- cimo greco, discepolo del principe degli
do, così quest'ultimo fu costituito loro Apostoli s. Pietro,e<:Z Apostolo della Ve-
primate, grado e dignità che col patriar- nezia; e de'vescovi d'Aquileia, che fu la

cato passò al vescovo di Venezia, per a- prima Chiesa d'Italia, cominciando dal
vere soggette il patriarca ie chiese della suo fondatore s. Marco Evangelista, de'
parte occidentale inferiore della Dalma- suoi arcivescovi a di quelli d'Aquileia in
zia; che però rimase al prelato della chie- Grado, de'patriarchi d'Aquileia in Gra-
sa di Spalatro l'anticadenominazione di do, de'patriarchi di Grado, e de'patriar-
primate della Dalmazia e della Croazia, chi di Grado residenti in Venezia. Inol-
per la giurisdizione che gli restò sulla tre nello Stalo personale vi sono regi-
Croazia esopra parte della Dalmazia, giu- strati i Vescovati del regno Lombardo-
risdizione e grado che gli tolse LeoneXU Vene lo , co' loro odierni pastori. 1 titoli

nella nuova circoscrizione delle diocesi che usa il pastore della s. Chiesa Vene-
della Dalmazia, ad istanza dell' Austria, Noi NN. per divina miseri -
ziana, sono:
T
dichiarando Spalatro semplice sede ve- cordia Patriarca di p enezia, Primate
scovile, unendole quella di Macarska, e della Dalmazia, Metropolita delle prò-
facendola sùffraganea di Zara capitale Venete e dell'Istria, Abbate com-
vincie
della Dalmazia. La serie de' vescovi d'O* mendatario perpetuo di s. Cipriano dì
VEN V E N 97
Murano gran dignitario cappellano
, , Ira usata pure per antichissimo costume
della Corona dì Ferra del regno Lom- nel!' Ufficiatura Ambrosiana e à&UnMo-
bardo- Fenefo, Consigliere inlimo attua- zarabìca, avverte che anco il detto an-
le di Stato di S. 31 1. R. A. Se il patriar- tico Salterio cessò nella basilica di s. IVInr-
ca appartiene a qualche ordine o congre- codi Venezia nel 1 807 quando il patriar-
gazione regolare, lo dice subito dopo il ca Gamboni la dichiarò cattedrale, poi
cognome, come p. e. fece da ultimo mg. r da Pio VII eretta in tale grado canoni-
Multi Jhbate dell' ordine di s. Bene-
: camente, uniformandosi al comune del-
detto della congregazione Cassi ne se. De' la Chiesa. Di più nel luogo citato o voi.
quali titoli, oltre il poc'anzi detto, resi XC, p. 309, avendo fatto pur cenno, col-
già ragione ne'§§ precedenti. Nel § VI, 1' encomiato Diclich, che sino al 1820
n. 3, feci avvertenza, che siccome Udi- nella chiesa di s. Cagiano si conservava
ne fu l'ultimo luogo residenziale de'pa- un Evangelario del secolo XI, simile al-
triarchi à'Aquileia, di tutto quanto ri- l'Aquileiese, quonto oll'epoca della sua
guarda f illustre chiesa e patriarcato a- dispersione, avendone fatto poi interpel-
quileiese, meglio e con particolarità ne lare l'egregio sacerdote d. Luigi Caligo,
trattai neh.
de'due articoli, altresì con ebbi questa cortese risposta. « Nella chie-
tullociò che di piti importante spetta alla sa parrocchiale, allora collegiata di s.Cas-
sede patriarcale di Grado, derivata dal- siano,esisteva un codice dell'8oo, il quale
l'Aquileiése, e dalla quoleprovenne la tut- conteneva solamente i quattro Vangeli.
tora fiorente di Venezia, le cui notizie si Ora dunque conterebbe io58 anni. Quan-
rannodano con quelle, onde in quest' ar- to fosse stimatissimo presso gli amatori
ticolo è indispensabile il doversi tener dell'antichità, prova indubitata è la se-
sempre presente l'articolo Udine, e quelli guente. — Ildolto abbate Canonici, gran-
a resi d' Aquileia e Grado. Della resi-
1 1
de raccoglitore di sagre scritture, pres-
denza poi e giurisdizione del patriarca soché in tutti gli svariati linguaggi, mosso
grad^se in Venezia , ne tenni proposito dal suo solito genio, esibì al parroco d.
nel § Vili» n. 56, e negli altri relativi di Vincenzo Vaerini (morto circa dopo la
quest'articolo. Inoltre nel citato § e n.° distruzione de'capitoli, ossia dopoil ì 8 1 o),
parlai del particolare Rito Patriarchi/io, sotto cui ho preso la sagra veste, non so
che dalla chiesa aquileiese passato alla se cento ducati correnti o d'argento, non
gradese, s'introdusse quindi nella vene- che un reliquiario con reliquia sua pie-
ziana, nella quale però comincio a cessa- nissima scelta. A que' tempi i parrochi
re verso il 4. 8, per l'introduzione o ri-
1 1 erano semplicemente capi de' loro reve-
pristinazione del Rito Romano; quindi Laonde Vaerini convocò
rendi capitoli.
il Rito Patriarcliino terminò nel i^56, il suo, composto di cinque individui, cioè
restando fino al 1807 ne ^ a s °l a chiesa di di primo, secondo, terzo prete, di diaco-
s. Marco. Nel descrivere l'antichissimo no e suddiacono. La proposizione del-
rito, d'accordo coll'ab. Cappelletti, pro- l'ab.Canonici fu rigettata a pieni voti,
cedei principalmente col Dizionario sa- perchè cinque ballotte furono verdi, ed
cro-liturgico diG. Diclich sacerdote ve- una bianca. I componenti il capitolo era-
neto, nel cui orticolo Salterio o libro de' no manutentoride'dirittipiùomenodelle
Salmi, riproducendo i testi del Salterio loro chiese. Che cosa sia successo in ap-
comune e del Salterio od uso della basi- presso sull'esistenza del codice, nientealtro
lica dis. Marco, cioè il Gallicano ossia posso affermare". Inoltre nel decorso del
la versione antica di s. Girolamo, diffe- presente articolo, col mio sistema compen-
rente da quella del medesimo s. Dottore dioso,non solamente hogià riferito le prin-
che usa la Chiesa Romana, esseudo l'al- cipali e più interessanti nozioni riguardali-
VOL. XCIII.
98 V EN VEN
ti la s. Chiesa Veneziana, ma eziandio de' a cercarvi sicuro asilo; e di mano in ma-
suoi vescovi e patriarchi, mentre quelle no che vi giunsero, piantarono sul dorso
degli insigniti della dignità cardinalizia, delle molte isolette della Laguna Veneta
nelle loro biografie ne trailo. Adunque abituri e.capanne: la Laguna di Torcel-
per tutte queste avvertenze, nel riporta- lo è al nord, quella di Chioggia a mezzo-

re precipuamente coll'ab. Cappelletti, J.t dì, quella di Venezia nel mezzo, e sino

Chiese d'Italia, Venezia, t.


9, p. io5 e al secolo XIII il piano di Venezia era di

seg., liberamente la serie de' vescovi di molto più basso, la Laguna più estesa e
Olivolo e Castello, e de'patriarchi di Ve- più profonda. La più numerosa emigra-
nezia 3 da lui corretta e rettificata dagli zione di tali genti derivò dallo spavento
errori dell'Ughelli e di altri scrittori, an- anche a loro incusso dal feroce Attila re

che patrii, potendosi riscontrare nella sua degli unni. Fu allora che si ricovrarono
bell'opera quanto narrerò,
le prove di nell'isolettei cittadini d'Aquileia, di Con-
sarò brevissimo onde non riferire super- cordia, di Padova, di Aitino, di Oderzo.
flue ripetizioni, e ricordando in quali §§ L'accompagnarono i loro vescovi, e cia-
e numeri già discorsi le cose principa- scuno piantò nell'una o nell'altra di det-

li , in quanto qui asserisco e


prova di te isole la propria sede vescovile; per cui
per essere dispensato da ulteriormente ne derivarono le chiese episcopali di Gra-
ragionarne. Delle abbazie della chiesa ve- do, di Caorle, di Eraclea, di Equilio, di
neziana, tratta il p. Lubin. Abbaliarum Torcello, di Malamocco. Così tutte que-
Italiac, p. e seg. Nel § IX ho de-
409 ste città nacquero cristiane e ad un tem*
scritto le 3 chiese esenti di Venezia, cioè pò decorale del seggio vescovile; mentre
nel n.i l'abbaziale priorale di s. Maria Venezia tale onore e vantaggio spirituale
della Misericordia, colla serie de'suoi ab- mezzo dopo la sua fon -
l'ebbe tre secoli e
bati mitrati, loro prerogative vescovili e dazione. Osserva il marchese Maffei nella
giurisdizione; nel n. 2 la chiesa di s. Biagio Verona illustrala, in cui ragionò pure
di Castello, parrocchia dell'i, r. marina dell'origine di Venezia, che le colonie ve-
da guerra ; nel n. 3 la chiesa di s. Gio. nete erano illustri sopra tutte le altre, e
Battista del gran priorato Gerosolimita- di nobiltà romana distintamente ripie-
no del regno Lombardo-Veneto. Fio VII ne; e come dal fiore di esse, concorso a
nel 1 8 7, oltre la nomina de' vescovi de'
1 rifugiarsi in questi fortunati riposi del ma-
domimi veneti e diRagu*a.già discorsa nel re, nuova cillà e nuovo governo si ven-
§XX,n. 3, concessa all'imperatore d'Au- ne poi in breve tempo a comporre. « E
slria^ro tempore,^ accorciò pure il pri- la città però e la popolazione da'romani
vilegio di nominare a tutte le abbazie fondata e di romani composta anche uni-
non patronali esistenti negli stati veneti. forme principio con Roma ebbero e co'
romani perchè nate parimente da gen-
Vescovi d' Olivolo. te in luogo di ricovero adunata, e in
sito di sicuro asilo raccolta. Ma vaglia
2. L'esistenza della presente Venezia il quanto più pura e ragguarde-
vero,
cominciò nel t^i 1 di nostra era, per tut- vole e chiara fu mai la Veneta origine
to quanto il più volte narrato, e nuova- della Promana ? " L'asilo per queste iso-
mente nel § XIX, n. 1 e 2. La formaro- lette prestato, da famosissime città chia-
no a poco a poco profughi abitatori del- i mò principalmente le primarie e le più
la Terraferma o veneti secondi, inlimo- scelte famiglie, cioè a dire quelle che mo-
riti dalle diverse fiere irruzioni de' barba- do aver potevano e sussidii per sottrar-
ri d'ollremoute,accorrendo nelle Marem- si alia ruinosa procella de' barbari eser-
me dell'ultimo seno del golfo Adriatico cire che prezigse cose avevano da pone
VEN VEN 99
in salvo. Intanto i pochi o molti rifugia- lette della Laguna già esistessero altre
ti nelle varie isolette (le più grandi di- chiese, si opina con più di probabilità, che
3
cendosi Rialto, Oli volo, Luprio, Dorso- almeno sarà stata lai. a ricevere l'epi-
duro), il cui groppo formò il nucleo sul scopale consagrazione, che succeduta nel-
quale sorge la meravigliosa e famosis- la solennità della Annunziazione di Ma-
sima Venezia, aveano compreso il biso- ria Vergine, questa sotto il titolo di tal
gno d'aver alcun sacerdote per la spiri- mistero fausto fu presa a primaria pro-
tuale assistenza, ed un tempio per adu- tettrice degli abitanti e della città. Dal
narsi a pregare Dio e celebrare gli uffizi quale avventurato giorno principiò l'era
divini. Pertanto, secondo la più. comune veneziana, nelP antiche carte detta con
credenza (sulle contrarie opinioni parlai frase latina More F"ertelo t poi trasferi-

ne' ricordati luoghi), fu eretta nell' isola ta e computata col 1 marzo. Dice il Di-
di Rialto, della quale anche nel § XIV, ci De R.ubeis, Mommi. Aquil. Ec-
ich, col
n. 2, una chiesa a onore di Dio e sotto cles.y cap. 20, p. 88. » Ad Aquileia an-
1

l'invocazione di s. Giacomo Maggiore a- dò soggetta Venezia, sino dall'anno 4 9, '

postolo, ritenuta la primaria, e die'il no- quando cioè suoi vescovi prestarono giu-
i

me per sette e più secoli all'intera città : ramento ad Agostino vescovo aquileiese,
VI II, n. 5g. Altra chie-
la descrissi nel § come loro metropolita, perchè ricusato
sa, contemporaneamente o poco dopo, fu aveano di sottoporsi alla lettera Tralta-
innalzata nell'isola d'Olivolo, parimenti toria di s. Zosimo Papa (417-18)". Del
per l'esercizio del culto divino e coll'in- posteriore grave affare de' Tre Capitoli
vocazione de'ss. Sergio e Bacco martiri. (V.) riparlai di sopra, per conto de' ve-
Di questa, primitiva cattedrale, di cui scovi della Venezia marittima e terrestre,
J
anche nel § Vili, n. r, una delle primis- e dell Istria; scisma che separò gli aqui-
sime erette dalla pietà de'primitivi pro- leiesi pastori da'Romani Pontefici, ossia
fughi di Terraferma o Venezia terrestre, che la loro chiesa si divise in due capi,
J
solamente si conserva divota memoria; uno scismatico, cioè d Aquileia, l' altro
l'altra esiste qualeoratoriosagramentale, ortodosso nell'isola di Grado. Aggiunge
non più dal 1 8 i o prima parrocchia e col- il Diclich, che Venezia dopo esser stata

legiata. Della chiesa di Giacomo si ce-


s. suffraganea d'Aquileia, lo divenne del pa-
lebra a'2,5 marzo la memoria di sua con- triarcato di Grado, la cui istituzione, se-
sngrazione, essendo contrastato che se- condo il Gallicciolli, risale al 607, in che
guisse nel detto anno 4?- ', bensì per ma- si accorda il Corner. Leggo in questi, che
no di 4 vescovi, cioè Severiano di Pado- in Oli volo fu eretta la chiesa de'ss. Ser-
va, Ambrogio o Ilario d'Aitino, Epodio gio e Bacco, da'nobili Tribuui fuggiti dal
d'Oderzo, Giocondo di Treviso. E' igno- furore d'Attila, la quale divenne giuris-
to a quale di essi appartenesse la giuris- dizione immediata da' patriarchi grade-
dizione episcopale sugli abitanti dell'i- si, insieme con tutte le altre della Vene-
sola di Rialto, allora poco abitata ; e for- zia marittima, finché una nuova incur-
se a Severiano,il i.° nominato, e proba- sione di barbari die'occasione di fondar-
bilmente come a più vecchio la conces- si il vescovato d'Oli volo. Il tutto notai
sero i circostanti pastori, e pare anzi che parlando della chiesa di s. Pietro di Ca-
egli invitasse gli altri alla consagrazio- stello, e delle sue origini e tradizioni. Se
ne, il che mostrerebbe la sua giurisdizio- queste opinioni non in tutto si accordano
ne sopra que'luoghi. Vuoisi che a .° par- 1 col da me riferito altrove, qui non sono
roco fosse destinato un Felice; altri ne du- che semplice riferente di esse. Anzi qui
bitano. Nelle discrepanti opinioni , am- mi piace avvertire, che nel voi. LXIX,
messo che prima di s. Giacomo, nell'iso- p. I2Q, riportai un canone del concilio
ioo VEN V EW
ili Fernetta del 465, come lo chiama il le stavano, V esercitarvi le pastorali ii>
Dizionario di' Co neilil; ma devesi in- ruitihenze. E più difficile ancora lo ren-
tendere di Cannes, come leggo nel Len- deva la distanza considerevole, che corre
glet, Tavolette rro7io/o*f/V/ip,percliè Van- tra esse eMalamocco. Queste circostan-
ne» fu dettai Cwitas 7~cnelenensis 9 e lo ze non poterono sfuggire dall'occhio del
notai anche nel voi.XC, p. 238. Sull'isola benemerito 7. doge Maurizio Galbaio,
ili Malamocco ò\ cui anche nel § XVIII,
t
verso cui la repubblica andava debitrice
n. 28, come ragguardevole delle Lagu- di ogni suo migliore prosperamento. E-
ne, surse l'omonima città illustre e così gliadunque per provvedervi, sapiente-
considerevole che fu per alcun tempo la mente decretò da prima l'erezione d'una
J
residenza de dogi veneziani. Ivi pure fu particolare sede vescovile in Rialto, con
piantata una cattedra vescovile a cui e* di smembra mento dalla diocesi di Mala-
rauo soggette tutte l'isole del lato meri- mocco; poi ne chiese a Papa Adriano I

dionale della Laguna, incominciando dal la facoltà, avendo trattato con esso della

gruppo di quelle che formano l'odierna sede, del titolo e delle rendite della nuo-
Venezia, e proseguendo al di là delle due va diocesi; in fine, col patriarca di Grado
Chioggie, di Brondolo, e di Cavarzere Giovanni 1, convocata la generale assem-
Capodargine sulla riva dell' Adige verso blea e un sinodo provinciale in Mala-
ileonfiue Padovano. L'origine della se- mocco, coll'intervento di tutto il clero del-
de, Tal). Cappelletti la stabilisce all'anno la veueziana consociazione, si stabilì 1'
e-

642, uon potendo conveuire pienamen- rezione d'un vescovato nell'isola d' Oli-
te alla metà del V secolo, come scrivono volo, una delle Reaitine, poscia Venezia,
altri,per farla derivare dall'asilo presovi affatto diverso da quello di Malamocco;
col suo clero dal vescovo di Padova Be- e si elesse il pastore che pel 1

ne dovea
raulo o Bando, ed ivi gli successero Gio- assumere il governo, nella persona di O-
vanni e Cipriano, dopo i quali Padova helerio o Obelibato. L' estensione della
riacquistò i suoi pastori residenziali. Laon- diocesi fu circoscritta alle sole isole Reai-
de Malamocco, che non avea mai avuto tine, già della diocesi di Malamocco, os-
vescovi per l'addietro, e che per un 4o sia alla presente città di Venezia; eie ren-
anui avea dato ricetto a'vescovi padova- dite delia mensa suo mantenimeuto
pel
ni, sul declinar dello stesso secolo V, ri- furono limitate decime mortuarie su
alle
mase come prima senza vescovi e senza tulle le famiglie della città. La fondazio-
cattedra; ne in tutto il secolo VI trovasi ne quindi della veneta diocesi e l'elezio-
indizio che ne abbia avuto. Stabilisce poi ne del suo i.° vescovo si deve riconosce-
a i.° vescovo un padovano anonimo nel re all'anno 775, o forse al 776, massi-
642, che vi rimase; altri invece vi rico- me se propriamente s'abbia a ri-
il fatto
J
noscono Tricidio, che dalla sua sede era- ferirea mesidi gennaio o febbraio del 775
visi rifugiato, cui successe nel 647 Ber- move veneto^ i quali secondo il calcolo co-
guardo o Bergualdo, che poi tornò a Pa- mune, rilevato nel § XIX ri. 2, appar- ,

dova. Dopo Tauonimo del 642, nel 774 tengono veramente al 776. La giurisdi-
trovasi altro vescovo, di cui pure s'igno- zione della cattedrale vescovile d'Olivo-
ra il nome; mentre nel 742 da Eraclea lo, ristretta allora alle sole isole Reaiti-
in Malamocco fu trasferita la sede duca- ne, preparava nella città di Venezia gli

le, dal 4^° doge Teodato ivi eletto. Cre- elementi ad assai più ampio territorio.
sciuta iu gran numero la popolazione del- Era l'isola d'Olivolo mollo solida, e for-
l'isole Reaitine, e moltiplicatesi anche le mava da se sola una distinta comunità
chiese, riusciva difficile al vescovo di Ma- in fra le altre, che componevano 1' inte-
lamocco, sotto la cui giurisdizione quel* ro corpo della città } distinta da Rialto,
YEN VEN iot
e indicata altresì col nome di Castello; sia del luogo detto propriamente Oli-
il perchè quelli che la popolavano, era- volo o di Castello stesso, ove eretta era
no nominati Olivolenses vel habitatores la chiesa antichissima de*ss. Sergio e

Casini Olwoli, del cui vocabolo feci (li- Racco, quale precede P esistenza di
la

verse parole nel § Vili, ti. i e altrove. Si quella di s. Pietro, che a quella fu sosti-
chiamava poi Castello di Olinolo, ed an- tuita almeno uell'anno della fondazione

co semplicemente Castello, a cagione ap- della diocesi Olivolese (in questo caso
punto del castello che vi avevano fab- la chiesa de' ss. Sergio e Bacco sarebbe
bricato i veneziani, a difesa delle altre iso- slata fino allora propriamente non la

le Reaitine, ed a guardia del vicino por» cattedrale, ma piuttosto la chiesa del pa-
to di s. Nicolò; il quale nome di Castel- triarca di Grado, o riguardata per prin-
lodi Olìvolo, odi Castello, derivò a tut- cipale , o meglio perchè fu sostituita da
ta l'estensione dell'isola, prendendosene, quella di s. Pietro che divenne cattedra-
come suol dirsi , una parte per il tutto. le, giacche sino all'erezione di questa, tro-
Rimanevano, come restano , nel sestiere vo che lai." chiesa parrocchiale era quel-
di Castello, ledue vicinissime isole Ge- la di s. Giacomo di Rialto; ma non si
mine, delle quali ora non trovasi indizio deve tacere l'opinione, che da principio
di separazione; sebbene si conosca, aver la cattedrale fu piantata in s. Teodoro;

avuto pur esse il proprio tribuno parti- lutto però più sotto chiarirò col patrio
colare, da cui erano governate: pare che storico, come promisi, descrivendo l'ori-
comprendessero il tratto aucora occupa- gine della chiesa di s. Pietro), altri nel-
to dalle chiese di s. Zaccaria, di s. Gio- P isola di s. Elena, la quale erronea-
vanni iti B t'agora (che nel descriverla nel mente si credette da taluno che fos-
§ Vili, n. 4, feci pur menzione dell'isole se unita all'intero corpo della città, e fu
Gemine), e dall' aree ove sursero fino a' di ragione de'vescovi; altri persino P in-
uostri giorni le chiese di s. Procolo, di s. dicarono nel Morso, ossia sull'estremità
Severo, de'ss. Filippo e Giacomo (discor- occidentale dell'isola, presso fa chiesa di
se nel § VI, n. 2, e nel § Vili, u. 1 2 e ri. s. Teodoro antico protettore della città,
7 1 ). Dissi pure, a suo luogo, che tale isola la cui fabbrica si attribuì a Narsete, va-
primaria, pare ch'abbia avuto il nome di riamente chiamalo anche Nersete poi ,

Olivolo, perchè sulla piazza dov'è la con- compresa in quella della basilica Marcia-
ca tk'diale, e già patriarcale, di s. Pietro na. Ciò potrebbe essere, poiché il io. do- '

di Castello, vegetava un albero smisura- ge Agnello Partecipazio, appeua trasfe-


to ili olivo, o con più di ragione, per- rita da lui oell'81 1 o nell'8i3 da Mala-
chè di molti oli veti era sparsa tutta l' i- mocco in Rialto la stabile sede ducale e
sola. Si credè pure derivato il nome dal- del governo della repubblica (avvenimen-
ia forma d'oliva che ha l'isola, o a pare- to che anco qui dirò memorabile, poiché
re del Gallicciolli, per originare dal gre- die' principio alla singoiar città, che as-
co e per dirsi nella sua primitiva deno- sai posteriormente lasciato il nome di
minazione: Pago Olivos, ossia Castellet- Rialto assunse quello di Venezia), in-
,

ad Oligolensìs. Da una s\ gran-


to , pari cominciò a fabbricare accanto alla chie-
de ampiezza dell'isola, convenendosi da- sa di s. Teodoro, e fu il i.° germe del
gli scrittori l'erezione in essa della catte- palazzo ducale, invece della tribunizia a-
drale, variarono però nel determinarne bitazione a'ss. Apostoli; e più tardi cioè
il preciso sito. Taluni la dissero stabilita nell'827, quando sotto il dogado del di
ove elevasi la basilica di s. Pietro, già lui figlio e successore Giustiniano Parte-
cattedrale e ora concattedrale; altri ver- cipazio, fu portato il corpo di s. Marco
so la punta dell'isola di Quinavalle, os- Evangelista, tosto proclamato principale
io2 VEN VEN
protettore, fu incominciato l'edifizio sa- di Malamocco, e apparteneva al clero di
gro in suo onore. Ed allora il vescovo, per quella città e di quella chiesa: resse oltre
dar luogo tanto all'erezione di quella ba- 22 anni la chiesa olivolese e morì nel
che all'abitazione del doge, si tra-
silica, 798. — In questo gli successe Cristoforo
sferì forse all'altra estremità dell' isola, /greco da Damiata o della famiglia Da-
alla punta cioè di Castello. Fra le diver- miati, secondo la Cronaca Altinalc con-
se analoghe osservazioni che eruditamen- sanguineo del patrizio Nersete e fratello
te fa lab. Cappelletti, per concordare il di Longino prefetto di Ravenna. Narrai
riferito dagli scrittori, notò ancora: » che nel dogado 8.°, nel n. 4 del § XIX, che
nel giro di tanti secoli e di tante vicen- Giovanni I venerabile patriarca di Gra-
de, la cattedra pastorale della nostra cit- do, si ricusò di consagrarlo per non ave-
tà, rimasta per mille anni iu s. Pietro di re l'età canouica, come giovanissimo di
Castello, ritornò alla fine colà, dove ave- 16 ovvero 22 anni. Ciò fece montare in
va avuto la sua primitiva stazione; nel furia l'indegno doge Giovanni Galbaio,
tempio di s. Marco, il quale fu piantato il quale portatosi a Grado col figlio Mau-
sul precedente di s. Teodoro: sempre per rizio (non si deve confondere coli' enco-
altro ella stette nella medesima isola d'O- miato doge di tal nome e suo avo), cru-
livolo. Era naturale, che piantata la cat- dele quanto il padre, che J'avea associa-
tedrale vescovile in Oli volo, il vescovo to al principato, e con sicari io trucida-
dovesse assumere il titolo di Olivolese. rono, anche per averli ammoniti di loro
Ma poiché dal nome del luogo, su cui fu turpe vita. Al magnanimo prelato suc-
stabilita la sede, derivò anche l'intitola- cesse nell' 8o3 nel patriarcato il nipote
zione del vescovo, così col variare di quel- Fortunato, che non solo si rifiutò ordi-
lo, variò anche il titolo vescovile. Quan- nare Cristoforo I, ma gli riuscì nell'8o4
do infatti, nel declinar dell'Xl secolo, l'i- a far eleggere doge Obelerio Antenoreo,
sola d'Oli volo, e più precisamente il sito per cui i due Galbai furono costretti a
dovestava la catledrale,incomiuciò a no- fuggire dalle venete Lagune, in uno al-
minarsi Castello^ a cagione del castello l'eletto Cristoforo I. Allora i veneziani in-
J
ch'eravi fabbricato, anche il vescovo co- trusero uell 8o4 un Gio-
nella sua sede
minciò a dirsi Vescovo Castellano. Tal- vanni diacono (egli è diverso da quel Gio-
volta però, ma ben di rado, dal nome vanni che alquauto dopo usurpò la sede
dell'intera città si chiamava anco Vesco- di Grado), il quale esercitò per qualche
vo di Rialto , ovvero Rivoaltese , e così tempo il pastorale ministero. Ma caduto
trovasi nominato in una carta dell'8 9, 1
nelle mani di Fortunato, lo fece porre in
e in altra del ioo5, Rivoaltensis Sedis carcere a Mestre; donde essendo fuggito
Episcopis. S\ nominava altresì Vescovo tornò a Venezia. Intanto riuscì a Cristo-
de morti3 per due cagioni: i.° perchè so- foro I di guadagnarsi il favore del pa-
leva accompagnare i funerali de'suoi dio- triarca Fortunato, l'intruso Giovanni do-
cesani^. e principalmente perchè il suo vette ritornare alla natia oscurità della
primario provvedimento derivava nelle casa paterna, e Cristoforo I nell' 807 fu
decime sulle sostanze de'morti ". — Il 1

ristabilito e prese il possesso della sua se-
vescovo d'Oli volo Obelerio del 775, è de- de. Però non andò guari, ch'egli non fos-

nominalo con varianti di lieve momento, se di nuovo cacciato, per sospetti di for-

che non alterano la sostanza del nome. mati concerti co' franchi, presso i quali
Era figlio d'Eneangelo, chiamato egli pu- nel suo esilio erasi rifugiato. Fu condot-
re con alcuna differenza di lettere, e dal to a Costantinopoli, sotto pretesto di far
Sansovino col nome di Massimo, forse co- cosa grata all' imperatore Niceforo , che
gnome o altro nome che avea, tribuno ne avea procuralo l'elezioue, ma ivi ginn-

V E W VEN io3
lo, fu da lui rilegato. — Nell'8 1 o ft> no- chiesa di $. Pietro divenne cattedrale nel
minato il 3.° vescovo della chiesa d'Oli- 775, ch'è l'epoca della fondazione del
volo, Cristoforo II Tancredi o Tancre- vescovato, mentre Orso fio ri nell'827,
dOyCome lo eh ia tua no alcuni, greco e pie- come vado a dire. Ma e come notai nel
vano di s. Moisè, che vuoisi fratello del § Vili, B.f, riferendo le diverse opinioni
generale Nersele. Egli viene accusato di sull'origine di essa, sembra la più proba-
aver ingannato gli elettori nel rappresen- bile quella dell'ab. Cappelletti,coucordan-
tare vacante la cattedra olivolese e per do a un tempo quanto riguarda le chie-
farsi credere degno di possederla; certo Sergio e Bacco e di s. Teodoro).
se de'ss.
è che tutti lo qualificano ipocrita, e l'ab. Diversi scrittori delle cose veneziane con-
Cappelletti, pel suo operato, opina do- fusero il vescovato de'due Cristofori e le

versi riputare illegittimo e intruso, ben- cose avvenute, protraendo quello del 2.
ché annoverato tra vescovi. Per altro non erroneamente, ed il Corner facendo mor-
durò molto, poiché colpito d'apoplessia to Cristoforo 1 in Costantinopoli. Invece,

o da epilessia, mentre pontificava solen- deposto Cristoforo almeno nell'8i3,


II,

nemente in s. Teodoro, presente il doge, iu questo fu richiamato dall'esilio in Gre-


il popolo ignorante lo credè agitato dal cia Cristoforo I, e nuovamente per la 3."
deiuouio, e perciò non volle più ricono- volta ristabilito nella sede, com'è pure
scerlo per pastore; anche per averne sco- registrato nello Stato personale. L' ab.
perto l'indole perversa, che avea saputo Cappelletti lo prova con critica erudizio-
celare. Nell'8 i 3 nou era più vescovo, e ne, e adduce pure il riferito dal diligen-
tornato pievano di s. Moisè, il che pare tissimo ed eruditissimo archeologo cav.
strano. Dall'uniformità poi degli scritto- Cicogna, nelle sue Tavole cronologiche
li , in affermare accaduto il fatto nella della storia veneta^ le quali formano par-
chiesa dis. Teodoro, uel mentre ch'egli te dell'opera municipale di Venezia e le
solennemente funzionava, l'ab. Cappel- sue Lagune. Sembra morto oell'827 in
letti trova vieppiù confermata l'opinio- cui già trovasi eletto il 4-° vescovo Orso
ne, che là fosse stata piantata da princi- I Partecipazio^ che alcuni pretesero fi-
pio la cattedra vescovile (ma il Corner glio del doge Agnello Partecipazio , ma
nuovamente riparla della cattedralità non è sicuro. Nell'anno stesso di sua pro-
della chiesa de'ss. Sergio e Bacco, dicendo mozione avvenne il memorando trasferi-
del 3.° vescovo d'Olivolo Cristoforo li, mento del corpo di s. Marco Evangelista
che a suo tempo furono trasportate le ossa da Alessandria a Venezia , di cui parlai
di que'santi e collocate nella loro chiesa in più luoghi del presente articolo, iu uno
allora cattedrale dellacittà, in decente all'identità incontrovertibile del s. Cor-
urna di marmo. Indi aggiunge del 4-° ve- po, e l'ab. Cappelletti ne fa diligente rac-
scovo d'Olivolo Orso, che, sollecito del conto col verace cronista Dandolo. Il do-
divin culto, volle riedificare con migliore ge Giustiniano Partecipazio lo fece depo-
e più ampia struttura la chiesa di s. Pie- che
sitare nella cappella ducale, e decretò
tro, la costituì cattedrale, trasferendo in là dove sorgeva il tempio di s. Teodoro,
essa l'insigni reliquie de'ss. Sergio e Bac- altro sene piantasse magnifico e sorpren-
co. E descrivendo le reliquie che si ve- dente, intitolato a s. Marco, e ne vide il
nerano in s. Pietro , di nuovo afferma, principio. Orso vescovo ne benedì co'sa-
3
che vescovi d'Olivolo risiederono pri-
i gri riti lai. pietra, e la collocò nelle fon-
ma nelf antica cattedrale de'ss. Sergio e damenta. Questo celebreavvenimento av-
Bacco, poscia nella nuova chiesa di s. Pie- valorò l'antichissima tradizione che il s.

tro, ove si venerano i corpi de'ss. Sergio Evangelista vivente visitò le Lagune, al
e Bacco. Lo Stalo pcrsonale t
dice ciak la modo che uarrai nel § X, u .
27, ed attestò
io4 VER V E N
«'veneti una rnauifesta solenne prolezio. chiara l'nb. Cappelletti, il quale nvea in
ite del cielo verso la città e la repubbli- s. Teodoro la cattedra pastorale, si tra-
ca di Venezia. » San Marco Tu allora pro- sferìad altro luogo. Non già a s. Pietro,
clamato da tutte le voci protettore e pa- perchè quella basilica non per anco esi-
trono di questa e di quella; e si, che il steva, ma bensì all'antichissima de'ss. Ser-
popolo, nella sua fiducia e nell' entusia- gio e Bacco; donde più tardi all'altra di
smo pei- lui, si avvezzò ad alternate ed s. Pietro passò. Dissi, che la basilica di s.

immedesimare eoll'idea della patria stes- Pietro non per anco esisteva, perchè sap-
sa l'idea del suo protettore; e il grido po- piamo dal Dandolo, diedi essa pure get-
polare di Viva s. Marco! diventò il gri- tò le fondamenta lo slesso Orso. E per-
do di guerra egualmente che l'espressio- ciò probabilmente si accinse a fabbricar-
ne d'un sentimeulo'ciltadinesco, che fu la, perchè la troppa strettezza di quella

sempre il segnale di riunione M* pericoli, de'ss.Sergio e Bacco era disdicevole allo


e che ne'giorni della sciagura egualmen- scopo, a cui doveva servile, di chiesa cat-
te ciie dell'allegrezza trasse sul ciglio di tedrale. E con molla celerilà la condus-
ogni buon patriota lagrime ili tenerezza se al suo termine, o almeno la ridusse in
e di a (lezione sincera ". — Divido colla grado da poter essere ufficiata: in capo ad
massima espansione d'animo tali religiosi otto anni soli, dacché ne avea posto le
sentimenti, cogli egregi e rispettabili ve- fondamenta, precisamente nell'84 essa 1 »

neziani tutti, e vi aggiungo quello di pro- era condotta a tal punto; ed in essa por-
fonda e inesprimibile riconoscenza, lui* tava le 6agre spoglie de' ss. Martiri sud-
perocché., neli83g l'articolo Venezia lo delti , le quali il s. vescovo Magno avea
scrissi ini 58 grandi pagine. Dovendo poi trasferito da Eraclea alla chiesa suindi-
ridurlo nelle proporzioni più ampie, a- cata, che ne portava il titolo. E le ossa
dottate nel punto di stampare questo mio di que'ss. Martiri tuttora La vi riposano.
Dizionario ,
per quanto dichiarai inge» consagrò il 3o maggio". Il eh. Zanot-

imamente nel voi. XC, p. 2i5, dal gior- to nella Nuovissima Guida di Venezia,
no 3 1 marzo 1 858 in cui cominciai a sci i- descrivendo la chiesa di s. Pietro di Ca-
veie questo articolo, fino al suo compi- stello, ecco come si esprime. « Fondata,
mento a'3i dicembre i858,che compren- secondo la tradizione, da s. Magno, o co-
de i3oi pagine, parimente da me scritte me altri narrano, da Orso Partecipazio
in grandi pagine, quotidianamente e con vescovo, per rivelazione di detto santo
fervore più volte implorai con fiducia il dall'832 84 ••• L'antica chiesa,
all' 1 co-
patrocinio del santo Evangelista (.anco strutta al modo greco, era al di fuori or-
durante le stampa : terminata, non lo nata con monumenti e depositi, a simi-
dimenticherò), siccome abbagliato e tre- litudine di quella de'ss. Gio. e Paolo".
pidante dell' imponente argomento. E Anche la chiesa di s. Marco, se deve cre-
mentre io qui iu Roma scriveva 1' ar- dersi alla Cronaca Alti naie, fu condotta
ticolo Venezia, in questa si comincia- al suo compimento sotto il vescovato di
va seuza iuterruzione la stampa, sulle Orso. Jn essa egli stesso collocò le sagre
cui prove non poche aggiunte, per-
feci spoglie dell'evangelista s. Marco, e la con-
ciò non comprese nel mio mss. Ilo det- sagrò con solenne rito. Ma ciò dev'esse-
to tutto per gratitudine a Dio e all'in- re inleso della basilica ridotta soltanto al-
vocato Patrono de'veueziaui, perciò: Vi- lo stato di poter essere ufììziata e nulla
va a. Marco! — L'erezione del tempio più, avverte lo storico; non già a quella
di s. Marco, portò di necessaria conse- magnificenza, a cui la vediamo oggidì, la
guenza la demolizione di quello di s. Teo- quale fu opera de'secoli successivi, secon-
doro; « perciò anche il vescovo Orso, di- do la descrizione che uè feci nel § V, o voi.
V E W VEN io5
XC. 247. Il vescovo Orso visse lunga-
p. e Pietro d'Equiliò a recarsi in Roma per
mente at> ovvero 3o anni nel seggio pa- l'affare dell'eunuco Domenico Caloprino
storale, altri accorciandone il tempo, per- eletto vescovo di Torcello, protetto dal
ché sono incerti l'anno e il giorno di sua doge Orso I Partecipazio pel riferito nel
morte. Usuo testamento è de'i3 febbraio § XIX, n. 5, dogadoi4.° Per detta data
853 more veneto, cioè 854, ed in cui devesi escludere nella serie de' vescovi
splende la sua pietà e generosità. Con esso Crasso Fazio o Zago, che alcuno inserì,
donò la chiesa di s. Lorenzo colle sue ap- come l'Ughelli. —
iNell'877 Giovanni!
partenzealla sorella,acciò nel fondato mo- Sanudo oCandiano 7.°vescovo,e non più
nastero attendesse alle divine lodi, ordi- tardi: il Cappelletti esclude dalla crono-
nando che la chiesa di s. Severo vi fosse logia Giovanni Avventurato, benché ri-

unita, il tutto avendo narrato nel § X, portalo dall'Ughelli, e sebbene la sua ef-
n. 4- Lasciò 3oo libbre d' argento alla fìgie, sulla fede del Sansovino, fu dipinta
chiesa di s. Pietro da lui fabbricata, ed nella sala del palazzo patriarcale in s. Pie-
il resto di sue possessioni volle divise in 3 tro di Castello. — Invece Lorenzo I Ti-
parti, una per redimere gli schiavi, l'al- mens Deum o Tcmidìo, nell'8 80 fu l'8.°
tra a sovvenimento de'sacerdoti e de'po- vescovo veneto; abitava in Malamocco,
a
veri, la 3. mona-
pel l'istauro di chiese e e figlio Barba Taurello,i cui parenti di-
eli

steri. —- Il 5.° vescovo Maurizio o Mau- moravano a Torino. Sostenne nell'883 o-


ro Dusìniaco o Busnadego lo divenne norevole legazione pel dogeGiovanni Par-
nell'854 o più. tardi, non essendo certo tecipazio 11, all'imperatore Carlo Hi il
che in tale anno morisse il predecessore; Grosso, da cui ottenne a favore de' ve-
e non è vero che gli succedesse Zacca- neziani un diploma, e morì nel maggio
rìaCandianojch'vtìmnìo pmeZuanne Sa- 909. Alcuno lo disse ucciso dal popolo,
nudo, moderno cognome de'Candiani, co- perchè violentemente portavasi qua e là
me pretesero alcuni, altri anticipando il ad esigere le decime mortuarie, di che
supposto suo vescovato all' 81 1. Mauri- non lasciarono memoria gli antichi scrit-
zio già pievano della chiesa di s. Marghe- tori. La stessa cosa altri invece narrano

rita, edificata dal padre suo Giovanni o del vescovo Uamperto Polo, morto ver-
Gcnanio, come lo chiamai col Corner nel so il i3oq. —
Vescovo 9. nel 909 fu
§ Vili, n. G3, la cousagiò. 11 Cappelletti Domenico II Pitonico (meglio Villoni-
corregge taluno che narrò nel suo vesco- co), di cui scrisse l'Altinate col suo bar-
vato rapimento delle spose veneziane,
il baro e scorretto stile, qui fitti nacio-
di cui nel detto §, 11. 7, e POrsoni, che ne suorum pareti tum de veda Verce-
lo raccontò sotto il predecessore, copian- linsi civita te } habitatores in Mata-
done le paroledal Cronologia sto* Filiasi, mauco et in Rivo allo sfilili* Barbe Ro-
r'tcade'vescoviOlivolesi^c. Maurizio vis- manus Vilinicus in ecclesìa s. Mauri
se io anni. —
Domenico ITradonico6.° martiris erat resìdens. Egli fu promos-
vescovo gli successe nell' 864, che Coleti so dal popolo col consenso del patriarca
e Ughelli ritardano, veneziano e figlio di di Grado e del clero, ma contro la vo-
Giovanni Apolo, onde si potrebbe chia- lontà del doge, ne perciò ebbe da questo
mar con tal cognome, eletto a insinua- l'investitura,ma prese da per se il basto-
zione del parente doge PietroTradonico: è ne pastorale dall'altare di s. Marco, in no-
pure denominato Patrizio (ma sembra er- me del quale si dava (di queste investi-
rore e doversi dire Partecipa/io). Gli scris- ture ecclesiastiche parlai nel § VI, n. 2,
se nell'877 Papa Giovanni Vili, insieme e nel § XIX n. 3). Morì nel dicembre
a Leone vescovo di Caorle, incaricandoli 9 1 o, o al
,

più nel gennaio 911. — -Ilio.


a iuduire i vescovi Felice di Malamocco vescovo Domenico III David Qrcia-
— °

io6 VEN VEN


no, figlio di Pietro Orciano, nel gii fio III romano, confondendolo col Pa-
fu sollevato anch'egli alla dignità per e- pa che allora regnava. Visse 9 anni e non
lezione del popolo, che a tutta forza di più. —Nel 920 trovasi l'i i.° vesco-
lo benché avesse moglie e figli,
volle vo Giovanni II, e governò almeno sino
mi onta che a tutto suo potere vi si op- al 929. — In taleannogli successe ili 2.
ponesse. Ne venerava il popolo la pu- Pietro I Tribuno o Tron, figlio del de-
rezza e santità di costumi, e perciò sì vi- funto doge omonimo, che alla chiesa di
vamente insistette nel volerlo a pastore, 6. Maria Formosa fece quanto notai nel
che alla fine si trovò costretto a cedere descriverla nel § Vili, n. 7, morendo nel
alle comuni istanze. Ricevuta l'episcopa- cader del 937,0 nel principio del 938.
le consagrazione, tenne tuttavia nel suo In questo comparisce ili 3.° vescovo Or-
palazzo presso di se la moglie ed i figli; so II Magadisoo I\lagadisìo veneto, già
dicono per altro gli antichi storici, ch'e- vicario di s. Cassiano, lodato per bontà
gli vivesse con la moglie in perfetta con- di vita e sapienza. Fu a suo tempo, alla
tinenza. »» Ciò attesterebbe, in quella età sua presenza e mentre celebrava pontifi-
non essere stata per anco tra' veneti, for- calmente nella cattedrale d'Olivolo, a'3i
se per la frequente loro comunicazione gennaio 930 circa, ovvero nel 932, che
cogli orientali, così stretta ed immutabi- i triestini approdati furtivamente nel tem-
le la legge del celibato, come lo è presen- pio audacemente rapirono le spose vene-
temente alla Chiesa latina; perchè, egli è ziane, ratto che altri ritardano al 935 e al
certo, dice il Meni. veri, anti-
Gallicciolli, 944» e quali, giusta il costume, il vesco-
'

che, che se la disciplina di que'tempi in vo co'sagri riti nuziali dopo la messa do-
Venezia avesse escluso assolutamente da- vea benedire. Avverte l'ab. Cappelletti,
gli ordini clericali gli ammogliati, clero e che tale funzionerei ta \a festa delle Ma-
popolo non avrebbero immaginato di e- rie, facevasi sempre a'3i gennaio, e non
leggere un tal uomo vescovo, né i prela- ili.° febbraio o vigilia della Pnrificazio-
ti l'avrebbero ordinato". Altro punto di ne,come altri scrissero. — Immediato suc-
ecclesiastica disciplina viene attestato dal- cessore e 1
4° vescovo nel 945 fu Dome-
le cronache antiche, ed è che il clero ve- nico IF Taionico o Tradonico veneto,
neto non portava allora la barba, o al- cappellano di s. Marco e cancelliere del
meno non l'usava alla foggia de'secòlari; doge Pietro Candiano III, che pose le re-
ilperchè costretto Orciano ad esser ve- liquie di k. Gio. Battista nella chiesa di
scovo, gli raserò la barba (di questa ri- s. Gio. Battista in Bragora , come notai
parlai nel § XVI, n. 2, o vol.XCI, p. 365, parlandone nel § Vili, n.4; e siccome ivi
e di quella deMogi nel § XIX, n. 3). Il riposa il corpo di s. Giovanni Elemosina-
Torrelli, ne Secoli Agostiniani, si forzò rio, sospetta l'ab. Cappelletti che fosse col-

a dimostrare questo vescovo pellegrinan- locato, invecedi dette reliquie,dal vescovo,


te avere appartenuto nella giovinezza a- il quale terminò di vivere nel 9>5. In —
gli eremiti agostiniani, ma i suoi argo- quello ne fu successore il 5.° vescovo Pie-
1

menti non sono che di probabilità; inve- tro II Marturio veneto da Quintavalle,
ce trovasi notizia del suo stato coniuga- ossia nato nell'estremità orientale dell'i-

le e della sua convivenza colla moglie e sola d'Olivolo, il quale col padre e altri
co'figli nell'episcopio; ed egualmente che parenti fondò la chiesa di s. Agostino par-
il errò quindi chi nella ,ala
Torrelli , rocchiale , e con testamento la soggettò
dell'antico patriarchio a s. Pietro di Ca- in perpetuo a'vescovi suoi successori, il
stello lo avea fatto dipingere vestito in che non mancai accennare nel n. 53 del
abito di eremita agostiniano. La cronaca citato §. Nel 960 fu radunato in Rialto
Zolfina ne cambiò il nome in Anasta- il sinodo provinciale, a cui Pietro II, col
V E N VEN io?
patriarca diGrado Buono Blancanico,tro- cipazione del Corpo e del Sangue del si-
vossi presente con altri vescovi e ne sotto- gnore, a' trafficanti di schiavi, ed a que'
scrisse gli atti, che ilCappellelti dice ripor- che private lettere portavano a Costanti-
tare nella Storia della Chiesa di Vene- nopoli. Erano questi i secoli barbari ! ? 11

sia, non per anco compiuta. Forse è que- Mulinelli di più offre il testo de' 5 cano-
sto quel sinodo, in cui furono decretate se- ni decretati dal sinodo. Morì Pietro II

verissime pene contro que'veneziani che nel 964- — Nello stesso gli fu sostituito
portavansi ne'porti di Soria e dell'Egit- il 1 6.°pastore Gregorio di Giorgio o Zor-
to,che le leggi civili punivano di morte, ziy la cui famiglia ancora sussiste, e per
perchè lemevasi che facessero co'sarace- nomarsi il padre Andrea, tribuno d' E-
ni traffico di legname o di ferro o altri re- quilio , alcuno lo disse Andreadi quasi
lativi articoli, o somministrassero loro fa- fosse cognome, ovvero per questo copi- i

cilità d'aver armi per la guerra, che coro- sti presero il nome paterno. — Al bre-
battevasi dalla repuhhlica veneta colle- vissimo suo governo soltentrò il 17.° ve-
gala co'greci. E qui dirò coll'ab. Cappel- scovo Marino Crtss/Vz/i/co, che sedette più
letti, che anteriormente, non ostante il di 20 anni, encomiato per virtù e pietà.
ci vii divieto,approdarono in Alessan- Nel 97 1 si adunò in Rialto un sinodo, in

dria, Buono tribuno di Malamocco e R.u- cui nuovamente fu vietata qualunque co-
stico cittadino di Torcello, come lo qua- municazione co'saraceni. Morì nel 986 o
lifica, i quali poterono acquistare il teso- al più tardi nel 987. —
Dopo probabile se-
lo delle spoglie di s. Marco. O fetijc cul- de vacante nel 992 fu 18. vescovo Do-
pa! Certamente nel sinodo del 960 s'im- menico V
Gradonico veneto, dell'odier-
posero severe pene ecclesiastiche contro na famiglia Gradenigo, consagrato da Vi-
il riprovevole traffico degli schiavi cri- tale IV Candiano patriarca di Grado, alla

stiani, clw i veneti solevano fare , come presenza del doge Pietro II Orseolo, che
raccontai in fine del n. 4 del § XVI. Ap- lo avea eletto, e dal quale poi fu investi-
prendo dagli Annali Urbani di Vene.zia i
lo e intronizzato. Raccontai nel n.i3 del
del cav. Mulinelli, all'anno 960, che il si- § XVI11, che dal benedire solennemente
nodo, cui pure intervenne il vescovo di nella cattedrale di s. Pietro d'Oli volo que-
Torcello Pietro IV, fu tenulo nella cap- sto vescovo nella festadell' AscensioneggS

pella ducale di s. Marco, ilche prova l'am- la bandiera della repubblica, e consegnar-
piezza eziandio della primitiva chiesa, fi- la al dello doge nell'intraprendere la fa-
glipure narra, chea niuno garbava il ne- mosa spedizione contro gli slavi, di cui
goziato infamissimo di schiavi che libe- i fu vincitore pel conquisto della Dalma-
ri veneziani facevano, quali non sola- i zia e della Croazia, ebbe origine la ma-
mente continuavano ad adoperarli ne'bi- gnifica solennità, che poi si fece in quel-
sogni loro, ma eziandio li vendevano a- la dell' Ascensione, e consuetudine di
la

gli africani (!) e ad altri popoli; per nien- ricevere in essa il vescovo a s. Nicolò di
te poi garbava a' veneziani , che lettere Lido il doge, quando ivi dalla cattedra-
dall'Italia e dalla Germania a'greci e al le d' Olivolo fu trasferita la cerernonia;
greco imperatore si recassero. Potendo funzione che divenne più splendida, do-
adunque da quel traffico tanto scanda- poché nel 11 77 Papa Alessandro III do-
loso e da quel clandestino trasporto di nò al doge Ziani l'anello d'oro per spo-
lettere venirne forse pessime conseguen- sare il mare, onde il rito fu detto benedi-
ze, opportunamente si volle impedire i zione del mare e volgarmente sposalizio
due inconvenienti, mezzo allora più
col del mare. Domenico V, decorsi 33 anni e
di qualsivoglia altra pena temuto. Perciò 6 mesi di vescovato , dopo aver veduto
si fulminò l'anatema e si tolse la parie- arricchire Venezia del corpo di s. Barba-
io8 YEN V H N
ra di Nicomedia, di die nel $ XVIII, n. notai nel § XIX, n. 6, dogado 3o.°, rico«
?.3, e di (jtiello di s. Tarasio , di cut nel nobbe il patriarca di Grido, e l'annali-
voi. XCI, ». io4, terminò la suo carrie- sta Rinaldi diceche talvolta fu detto pu-
ra mortale nel 026. Subito ne occupò
1 — re di Tr inegia ne confermò
i
il patriarci-
la cattedra il figlio del fratello, Domeni- Io, gli concesse il pallio e diversi privile-
co 1y I Gradoìiico c).° vescovo %
1 oli volese, gi. I veneziani riconoscenti alle sue pon-
ai cui tempo e nel 1 o jo fu celebralo un tificie beneficenze, gf intitolarono la chie-
sinodo provinciale in Rialto nella basilica sa di s. Caterina. La più antica investi-
di s. Marco (per singoiar coincidenza, iu tura di chiesa veneta che si ricordi, è del
tale anno anche in Vannes fu tenuto un io6q fatta dal patriarca di Grado Dome-
concilio, egualmente sulla disciplina ec- nico III Marengo, afavore del Plebaniun

clesiastica : per l'avvertito quasi in princi- et Priorcm della basilica di s. Silvestro,


piodi questo §,forse non sarà inopportuna come dissi nel descriverla nel § Vili, n.
la nota clie <jui scrivo), col suo intervento 56, presso la quale era il loro patriarchio
e in presidenza d'Orso Orseolo patriarca (però la stabile e legittima residenza de'
diGrado già ne discorsi nel § XI X, n.
:
6, patriarchi gradesijn Rialto cominciò nel
dogado 29. °, e si trattò di vari punti di 1 1 3 1 ). Il vescovo Contarmi chiuse in pa-
disciplina ecclesiastica alla presenza del ce i suoi giorni circa il 1074* —
1° ess0
doge. Nel seguente anno tra il vescovo e sedeva il nipote e figlio del defunto do-
il detto patriarca si fece transazione sul- ge, Enrico Contarmi 1 1 .° vescovo oli vo-
lo gravissima controversia per la giuris- lese. Essendo patriarca di Grado Dome-

dizione della chiesa de'ss. Gervasioe Pro» nico IV Cervoni oCerbono, la somma po-
tiisiojcheaccennai nel § Vili, n.66,e l'nb. vertà a cui era ridotto il patrimonio pa-
Cappelletti ne produce il documento. Nel triarcale, mosse Papa s. Gregorio VII a
vescovato di Domenico VI , oltre la no- scrivere una lettera di rimprovero al do-
minata chiesa, furono edificate quelle di ge Domenico Selvo , e alla comunità e
s. Apollinare, e di s. Secondo neh' isola popolo di Venezia, perchè si pensasse ad
del suo nome. S'ignora l'epoca precisa di accrescerlo decentemente e in proporzio-
sua morte e sembra iho44- 'Contem- — ne dell'onorevole sua dignità, e del deco-
poranea pare l'elezione del 20. vescovo ro del loro patriarchatus. Per tanto nar-
Domenico P II Conta ri ni. Appartiene al rai nel § XIX,
dogado 3 r .°, che pern. 6,
suo tempo la fondazione fatta dal fratel- tale esortazione doge prima che morisse il

lo doge Domenico Contarmi, del mona- il vescovo Domenico VII ne avea tenu-
stero di s.Nicolò di Lido, essendo patriar- to proposito con lui, e quindi nel'settem-
ca gradeseDomenico IN Marengo; così vi brei074 tenuto un concilio o radunan-
concorsero 3 Domenici come si ha dal , za di vescovi, fra'quali Enrico Contarmi,
documento, in cui Domenico VII s' inti- di abbati e di magistrati,ne accrebbe al-
tola: Domimeli* miseratione Divina E- quanto le rendile, coll'imporre a ciascu-
piscopus Olivolensisje fra'testimoni d'un na chiesa suffraganea, ed a' prima ri mo-
altro documento si legge: Hermacora ar- nasteri della provincia ecclesiastica,un an-
ciripresby ter Olivolensis Ecclesiae testis. nuo tributo in generi e in denaro. Fu se-
Al medesimo vescovo, Papa s. Leone IX gnalato il vescovato d'Enrico pel faustis-
diresse la bolla Olivolensis Ecclesia e ,del simo ritrovamento del corpo di s.MarcoE-
io53, presso l'Ughelli, p. 1217, di con- vangelista,che celebrai a suo luogo; poiché
ferma a' vescovi d' Olivolo di tutti di- i da un secolo veneziani deploravano non
i

ritti e privilegi ad essi e alla loro chiesa sapere in quale luogodella basilica ducale
concessi, forse in occasione che si recò a fosse stato nascosto, ovvero se fosse stato
Venezia. Inoltre s. Leone IX, come già involato, mentre il segreto comunicato-
, 6

VE N VEN 109
si progressivamente fra le primarie digni- CoritarcnoGa$tcllanusIipiscopiis,(]i\at\r
tà erasi venuto a perder del lutto. Preoc* do sottoscrisse nel 1107 al diploma del
cupati gli animi di tristezza, fu stabilito doge Ordelafo Falier, che donava al pa-
farne diligente ricerca. Intimalo un di- triarca di Grado la chiesa di s. A l'elu-
giuno generale di 3 giorni, fatta una so- dano in Costantinopoli. Ma leggo nel de-
lennissima processione, alla quale concor- creto pel miglioramento delle rendite pa-
se con fervore il popolo, anche di tutte triarcali diGrado,piesso lostesso eh. Cap-
l'isole e delle città dello stalo, Dio esau- pelletti.,Le Chiese tV Italia, t. 9, p. 53
dì le comuni preci, facendo cadere, alla e seg., del settembre 1074» discorso più
presenza della moltitudine, da una colon- sopra, dopo la sottoscrizione : tj> Ego Do-
na o pilastro della basilica, alcune pietre minicus Sylvius Dei gratta Dux consen-
che lasciarono scuoprire la cassa marmo- si3 etm. ni. ss.j quella immediata: +|+ F-

rea in cui era chiuso il sospirato s. Cor* go Henricus Dei grati a Castellanus E-
'

pò che si cercava, fra la gioia e le lagri- piscopus subscripsi. Seguono le sotto-


me di tutti. Ciò avvenne a' 25 giugno scrizioni degli altri 4 vescovi, degli abba-
1 094, e se ne festeggia tuttora l'anniver- ti e degli altri che intervennero al sinodo
sario di questa apparizione,come la chia- o radunanza, per migliorare la mensa del
ma Narra la tradizione, che
J'ulEziatura. prelato gradese. Dunque da sì solenne at-
il Santo per indicare ove riposava^ mostrò to si ricava, che già il vescovo d'Olivolo
dal pilastro un braccio. Certo è, che a- avea assunto nel 1074 il titolo di Castel-
vanti ad un musaico esprimente la Cro- lo. Morì Enrico a* i5 novembre 11 08.
ce, sopra il pilastro dell altare di s. Già» — Pochi giorni dopo fu eletto 22. ve-
corno,è sempre accesa una lampada avan- scovo Pitale I Michel veneziano e vi-
ti. Miracoloso sicuramente fu il discopri- cario della chiesa di s. Paolo. Ormai tra-

inento della cassa, la quale si tenne espo- lascio di registrare le cose più. comuni già
sta 3 giorni, e poi l'8 ottobre in occasio- discorse a'loro§§ riguardanti le fondazio-
ne della consagrazione (ma nel io85 la ni di chiese e monasteri, e il trasferimento
dice avvenuta lo Stato personale) che , in Venezia di ss. Reliquie, altrimenti suc-
l'ab. Cappelletti afferma celebrata nello cederebbe una monotonia di continua-
stesso og4, fu collocata sotto la mensa
j le citazioni, pel numero grandissimo del-
dell'altare maggiore, ove si trovò nell'ul- le fondazioni e de'sagri tesori da cui fu
timo scuoprimento, che dirò alla sua vol- arricchita Venezia,così pure di consagra-
ta. Tre anni dopo le Lagune furono ar- zione di chiese e altari, e per accorciare
ricchite anche del corpo o almeno di il mio dire; il tutto avendo riferito, prin-

buona parte delle ossa di s. Nicolò ve- cipalmente col Corner, a' luoghi loro,
scovo di Mira, di cui tenni ragione nel laonde sarebbero troppe ripetizioni. Vi-
citalo n. i3 del § XVIII. tale 1 lasciò vedova la sua chiesa di Ca-
stello nel dicembre 1 1 20, e mentre a' 1

Fé scovi di Castello.
gli si celebravano i solenni funerali in s.

3. 11 vescovo Enrico Contarini fu il Pietro di Castello, la troppa quantità di


i.°a cambiare il titolo della sua sede lumi o la trascuranza de'chierici, pro-
Olivolese, e a dirla invece Castellana dusse tale incendio che distrusse la catte-
probabilmente perchè a'suoi giorni era drale, e con essa perirono altresì tutte le
andato in disuso il nome di Olivolo e contigue fabbriche e abitazioni. Nel dì —
col solo di Castello se nenominava tut- seguente 17 dicembre fu consagrato sa-
to il sestiere. Questo cambiamento di ti- cerdote il 23.°vescovo fr. Bonifacio Fa-

tolo si comincia a trovare neh 091, inti- lier eremitano agostiniano, acclamato
tolandosi il prelato appunto Benrióus dal clero e dal popolo successore al de-
no VEN V E IV

imito, e nella susseguente domenica ri- lo leggo dopo il suo nome, Dei gratin
cevè l'episcopale consagrasione, ossia nel Castellanti* Episcopus, ma quello pure
dì seguente 1 8 dicembre. Nobile di stir- del Castellami!; Archidiaconus. Lo tro-
pe, più nobile per le virtù, contro sua vo anche nell' Ughelli, il quale riporta
voglia ricevè la dignità, tra V esultanza purea p. 1 9.4.1 la bolla del 1 1 44 '*' ' >a *

del popolo. Morì nel i i 33, impugnando pa Lucio 11, Aequum etrationabile est ;
Cappelletti il Gallicciolli, che sulla fede cominciando col saluto: Generabilifra-
d' una cronaca anonima lo disse ucciso tri Jo. Olivolensis seu Castellanae Ec-
nel i i 3 1 dal popolo. — JNello stesso an- clesiae Episcopo. Con essa ornò di molli
no, 24.°vescovo fu Giovanni III Poloni) privilegi e diritti il vescovato Castellano:
figlio del vivente doge e pievano di s. Bar- il quale privilegio rinnovò Adriano IV
tolomeo. Ebbe lite col fondatore Bonfilio a*25 gennaio 1 i56
Benevento, ov'era- in
Zusto de'canonici regolari della canonica si portato nel precedente ottobre. Morì

del ss. Salvatore, per avervi acconsentito Giovanni HI in epoca sconosciuta, non
il patriarca di Grado, mentre la chiesa rimanendo notizia di lui dopo il 1 57, 1

apparteneva alla stia giurisdizione; ma benché alcuni dicono verso il 1 164. —


Papa Innocenzo II la troncò prendendo- In questo era già 2 5.°vescovo Pietro III
la sotto la protezione della s. Sede. Tut- G randa liconi, non conosciuto che dal-
to narrai nel §VIII,n. 28, insieme all'as- l'ab. Cappelletti, che ritiene aver princi-
sassinio del Zusto, che Dio fece risplen- piato qualche anno avanti il suo pasto-
dei e per miracoli. Il vescovo regolò la rale governo, mentre il ir 64 fu l'ultimo
suddetta festa delle Marie, protratta a di sua vita e
il ."del suo successore. Di lui
1

8 giorni, nella quale i vescovi di Castel- siha memoria, dalla sua sottoscrizione
lo, e poi i patriarchi di Venezia, finche ad una sentenza pronunziata nel giugno
durò la veneta repubblica, ricevevano 1 [64 in Rialto, dal cardinal Ildebrando
que'donativi descritti nel luogo di sopra Grassi, legato del Papa Alessandro III, a
citato. Però la festa popolare, in princi- favore di Marco priore d'Iàpide, contro
pio virtuosa e innocente, divenuta cla- Geltrude badessa di s. Zaccaria di Vene-
morosa e depravatasi gravemente, dopo zia. Avverte l'ah. Cappelletti, che non si
severe leggi promulgate dal governo per deve confondere co'due altri Pietri, che
frenarne gli abusi e gli sconcerti, terminò per strana combinazione erano allora ve-
coll'esser abolita nel 1
379 ; riducendosi scovi di Civita Castellana e di Città di
alla visita annua del doge alla chiesa di Castello (de' loro antichi vocaboli latini
s. Maria Formosa, e nel vespero e mes- riparlai ne' voi. LXX I
X, p. 3, e LXXXV,
sa solenne che vi celebravano i vescovi e p. 3 io), che come il veneto intitolavan-
i il doge
patriarchi. In quella circostanza si : Petrus Castellanae Episcopus (ora
benediva Marie e l'accompagna va, be-
le però ambedue usano preporre avanti la
nedizione, cui prò dignhate palalii im- parola Civitatis o Civitas, anzi quello di
partiva pure al popolo. Tra le preroga- Città di Castello anche Tiphernwn Ti-
tive ducali, eravi quella di benedire in al- berinum, e Civitatis Castelli). Il Gallic-
cuni giorni solenni il popolo; quasiché ciolli, sulla testimonianza d'un cronista,

fosse il padre che benedicesse suoi figli. i disse il Grandaliconi vescovo d' Olivolo
Di questo trattai in fine del n. 3 del § VI nel 1 146, per isbaglio di stampa, doven-
e alti ove,ove pur dissi che benediva ezian- do dire 1 1 64. —
Successore di lui in tale
dio monache. Nel regolamento fatto
le anno e 26. vescovo fu Vitale II Mi-
dal vescovo Polani per porre un freno a* chel, nel dogado di Vitale II Michel, per
disordini in feste cosi popolari, nella sot- sine-olar coincidenza. Non dice lo storico
toscrizione del decreto del 1 i43> non so- che fossero parenti. Egli era pievano di
.

V E V V E N 1 1 r

s. Paolo. Nel i 170 fondò un ospedale nel- mente III spedì un diploma di protezio-
l'isola di s. Elena, di cui feci ricordo nel ne de'diritti alle decime dovute al vesco-

descriverla, nel n. 16 del§XVHI, riser- vo di Castello in Costantinopoli, poiché


vando a se ed a'successori l'elezione del tanto esso, quanto il patriarca di Gra-
priore. IN'el tempo del suo governo si re- do, aveano diritto di decimare sopra al-
cò in Venezia Papa Alessandro III, nel cuni luoghi dell'impero d'oriente, come
1 177, al modo ampiamente narrato nel
§ in s. Giovanni d' Acri oAccon. Avverte
XIX, n. 8,dogado 39. di Sebastiano Zia- l'ab. Cappelletti, che sbagliò il Nerini
ni, ma non mai incognito e occultamen- nell'opera, De
tempio ss. Bonifacii et A-
te, come provai anco con autorità venete, lexii, nel dire che Marco fu nel i2o3in
non mancando di riferire l'opinione con- Pioma alla consagrazione di esso, celebra-
traria. Nel memorabile soggiorno fatto ta da Papa Onorio HI (epoca errata
dal Papa in Venezia, celebrò nella basi- nella stampa, sì per essere slato eletto
lica Marciana quel concilio che descrissi quel Papa nel 12 16, e sì perchè leggo
in detto luogo (i cui atti mancando nel nel Nerini eseguita la cousagrazione nel
Labbé e nel Mansi, dice l'ab. Cappelletti 1 7 domenica delle Palme,specialmen-
2 1

averli pubblicati nella sua Storia della te nominandosi nell'atto cum Veneto
Chiesa di Venezia, t. 6, p. 00 eseg.) con- 1 Archiepiscopo, che il Nerini dichiarò es-
sagrò varie chiese, ornò di molte prero- sere Marco), per aver trovato, che v'in-
gative la città e il doge, concesse la per- tervenne il veneto arcivescovo, quale non
petua indulgenza plenaria alla basilica di poteva essere che il patriarca di Grado
s. Marco per la solennità dell'Ascensione Angelo Barozzi allora in Roma, n Ed
e sua 8.*, confermando il giudizio pro- inoltre si noti, che allora la nostra città,

nunziato da'vescovi di Torcello e Jesolo, non si nominava per anco / enezia,wa,


contro l'abbate ed monaci di s. Nicolò
i Rialto, e che il vescovo si diceva Castel'
del Lido,che negavano al vescovo di Ca- latto e non Veneto ". In fatti osservo
stello l'onore dovutogli in tal giorno del- nell'Ughelli, nel documento col quale il

la benedizione e sposalizio del mare, nel- vescovo Marco, col suo capitolo, concesse
la loro chiesa, colla bolla, Ea, auae jn- nel 1 199 al sacerdote Domenico Franco,
dirio staluunlur i presso I' Ughelli, p. già religioso nel monastero di s. Andrea

1245. Dice il saluto: Venerabili fratri d'Amroiano, due isolette, dagli antichi
V. Castellano Episcopo saluterà; e la \eneti dette Lagune vi era-
tombe (nelle
data: Dat. Venetiaruw in Rivo Allo hai. no Valli e Palale, Veline, Cavane eBa-
junii (il eh. p. Bresciani, nel 1. 1
2, p. 69 1 rene. A queste si aggiungevano Ghehhi
a
della Civiltà Cattolica, serie 3. , nell'elo- e Pallido, Dossi e Conche. Il pallido è
quente ai ticolo,S<7/rtc//tf, tratta: LaPa- sitopiù alto della barena. Il ghebbo fu
cedi Venezia). Inoltre l'Ughelli riporta la anche misura, prima d'un piede e poi di
bolla di conferma d'Urbano III data in un piede e mezzo. I Dossi'maggiori sul-
Verona.Morì il vescovoVitale II nel 1 8 1 1 l'acque della Laguna, si dissero Tombe,
— Nello stesso fu eletto
27. vescovo il come rilevai altrove ), acciò su di esse
Filippo Casiolo ,che visse appena pochi piantasse una chiesa (essa è l'isola della
mesi. —
Nel novembre 1 8 già sedeva 1 1 Certosa, di cui nel § XVIII, n. i5) all'a-
il 2 8. "vescovo Ma reo I Nicolai, detto an- postolo s. Andrea; non solamente la da-
che Nicola o di Nicola, pievano di s. ta di Rivoalti, e la sottoscrizione del ve-
Silvestro assai stimato, narrando di lui scovo Dei grada Castellanum Episco-
il Dandolo, che muniva le sue bolle col pio, ma quelle pure di Pietro Vitturi di-
sigillo di piombo, mentre niuno de'pie- vina gratìa Castelli Archid., di Leonar-
decessori e successori l'usò. Papa Clemen- do Castell. Primiccrius) di Gio. Bosso
ìi2 VEJN V EN
preb. Cotteli. Eecltsiae oc canonirus, con questa alle necessità de' poveri, delle
di Matteo Jorzani diaconus Castali. Ec- vedove, degli orfani e di qualunque clas-
(/., ili JacopodiaconusCastelLErcl.es.. se di bisognosi della diocesi. Narra il eh.
di Marco subdiac. Castell. Eccl. , di Cappelletti, sull'interessante e curioso ar-
Balduini presb. Cast. Erri. Ca/i., etc. gomento delle decime mortuarie, per le

Queste con più. ordine ge-


sottoscrizioni, quali il prelato castellano si nominò tal-

rarebico e più usato vocabolo di canoni volta vescovo de'morli. » Tutti gli altri

co,egualmente neirUghelli,Io vedo nel di- / escavi e Benefizi ecclesiastici percepi-


ploma, col quale nel 1220 il vescovo fe- vano annualmente, e ciò per diritto di-
ce donativi al priore e monaci di s. Da- vino, sino dalla loro originaria fondazione,
r
niele. 11 Cappelletti riporta un erudito la Decima (J >) parte de'frutti delle cam-
documento, d'una ceremonia particolare, pagne, e questa formava la rendita del
non trovata da lui ancora in altro luogo Vescovo e del Clero, sicché potessero a-
d'Italia. Benedetta vedova Gradenigo , ver sagri ministri un congruo sostenta-
i

raccomandò al tribuno Da rozzi l'esazio- mento proporzionalo al grado loro. Ciò


ne di sue rendite a Costantinopoli e nel- non poteva farsi in Venezia, ove non es-
la Romania, con (Strumento di procura. sendo campagne, tutto il popolo viveva
Era questa ceremonia l' indossamento della pescagione e del traffico. Era stato
della veste vedovile, la quale ricevè Be- invece stabilito, sinodal tempo della fon-
nedetta dalle mani del vescovo Marco. dazione della sua cattedra vescovile, che
Nel vescovato di questo, pel conquisto di ogni veneziano in morte lasciasse al ve-

Costantinopoli, furono trasferite a Vene- scovo per testamento la decima sulla fa-
zia molte insigni ss. Reliquie, che registrai coltà che possedeva. Della quale il vesco-
ne'rispeltivi siti, e il simile feci colle pro- vo poi doveva far quattro parti, una per
a
digiose ss. Immagini, pervenute in essa in se, un'altra pel clero, la 3. per la fab-
diversi tempi. Non voglio qui tacere, die brica, ossia per lo mantenimento delle
r\c\X Aliante Mariano del p. Gumppem- fabbriche sagre e per le spese del culto
a
berg gesuita, con giunte del sacerdote ecclesiasticoja 4- pe'povet ((precisamen-
veronese Agostino Zanella, trovatisi de- te secondo l'antica disciplina sulla divi-
scritti altri sagri tesori di Venezia : le sione e uso i\e\\aRendita ecclesiastica).\\
ss. Immagini di Maria miracolose. In- vescovo percepiva intiera sempre la sua
vecchiato benemerito vescovo, otten-
il porzione: le altre, del clero, delle fabbri-
ne nell'anno 1225 da Onorio IH un che e de' poveri, spettavano alla contra-
coadiutore, e raccomandata la scelta da, a cui apparteneva il defunto; ed ivi il
al patriarca di Grado e al vescovo di clero, la chiesa, i poveri ne godevano la
Torcello; ma nel mentre che essi lo cer- quota rispetti va. Dà questa ultima parte
a
cavano, morì nell'anno stesso Marco e fu poi estraevasi una4- parte, la quale no-
sepolto nella cattedrale. — Marco II Mi- mina vasi quarta della quartale la si di-
clieldivenne nel 1225 vescovo 29. , e stribuiva a' poveri di tutta la diocesi ".
giurò fedeltà e ubbidienzaal patriarca di Cosi fu praticato regolarmente sino ai
Grado, come a suo metropolitano a'6 a- tempi del vescovo Marco II Michel. Egli
prile 1229; ritardo che non dee recar poi, vedendo forse mal provveduto a
meraviglia, trovandosi pure in altri ve- questa divisione, o forse mal distribui-
scovi di questa, egualmente che di altre ta a'poveri tal quarta della quarta, ra-
chiese suifraganee. Iu tale anno a'29 a- dunò nel suindicato anno 1229 il suo
prile convocò il sinodo diocesano, per con- clero, e proposegli, che questa quarta di
sultare il suo clero circa una quarta par- quarta si consegnase al vescovo, perchè

te della decima de'morli, per sovvenire meglio l'impiegasse all'uopo stabilitone :


VEN