Sei sulla pagina 1di 332

$72t>

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
t>A S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, Al SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA, PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE CITTA VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILtI, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

PI

CELEBRI CHIESA

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

DELLA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE Di CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. XCIII.

t>

A L L A

IN VENEZIA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCL1X.

La presente

edizione posta sotto la salvaguardia delle leggi

vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui

l'Autore intende godere


relative.

diritto, giusta le

Convenzioni

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORI CO -ECCLESIASTICA

VEN
Compimento

dell' articolo Venezia.


te e

VEN
ad austro denominati confini. Cessal'

to cos nelle venete provincie

effimero

XX. Brevi cenni storici

della citt di

Venezia dal 1797 al 18 58 j sue varie principali vicende e governi.

democratico reggimento per 9 soli mesi succeduto a quello d'una repubblica, la quale, bene instituita e governata, erasi
conservata pi lungamente d'ogni altra,

1.

lo conseguenza

de* preliminari di

pace tra l'imperatore Francesco II e la repubblica francese, stabiliti nel castello


di

venerata e amata da' suoi sudditi, pel suo governo veramente paterno estimato pure dalle poleuze estere,le quali nelle strettezze e imbarazzi politici, in pi
incontri invocarono la saggezza dell'au-

Eckenwald presso Leoben, e

del trat-

tato definitivo firmato a' 17 ottobre

1797 a Campoformio, villaggio poco lungi da Udine, Veuezia colle Lagune e sue Isole,
tutti
i

gusto
col

senato veneto, a volerle assistere

sagacissimo

suo consiglio; cessata

paesi veneti

diTerraferma comprela

V odiosa temporanea occupazione de' repubblicani francesi, gl'imperiali comandati dal conte Olivieri di Wallis entra-

si

fra gli stali ereditari dell'augusta casa


il

d'Austria e

mezzo del lago di Garda,

sinistra sponda dell'Adige sino a

Porto Le-

gnago, e

la sinistra

sponda del Posi de-

rono in Palmanova a' io gennaio 1798, Venezia a' 18, in Rovigo a' 24, e successivamente s' impossessarono di lutin
ti
i

volsero in pieua sovranit del detto im-

paesi loro ceduti col trattato di


il

Cami

peratore, rimanendo alla repubblica Cisalpina, oltre l'antica

ca cou Milano sua capitale,


sco,
il

Bresciano,

il

Lombardia austriail BergamaCremasco, la citt e


tutta la

Veneziano divenne deuna provincia austriaca. Bench magoghi, infatuati dalle false idee di sedicente Virt, Libert, Uguaglianza,
poformio, onde
per togliere l'inveterato affetto de' veneti
al

fortezza di

Mantova, Peschiera e
stati veneti

parte degli

ch' posta a ponen-

principe loro, fossero stati larghi nel

ri-

VEN
la citt:
sj

VER
affratell subito conoidali

cordalo brevissimo spazio di comesi d'in-

bale

verecondie e incomposti discorsi contro le monarchie, contro i ricchi, contro


i

ciandoli, ed

anche baciando
uflziali

le

manie

braccia degli
sti

d'ogni grado, eque-

nobili, e

si

fossero affaccendali di provare

e quelli corrisposero,

secondando

vantaggi della democrazia; benchessi

popolari eccessivi trasporti; nuova scena

avessero pur arditamente stampato, non

governo che un mostro onde fin dalla creazione del mondo erano itali
essere
il

che dur un 4 ore. Nella notte tutta la fu illuminata a cera, e per ognipiazza si piantarono orchestre. teatri fucitt
I

trucidati milioni d'uomini, per cui sulla


faccia della terra tutto confusione e delitto.

rono aperti

al

pubblico, ed era cosa nuoil

va e singolare,

vedere come

il

popolo

ed altro esso non voler dire, che vio-

lenza, oppressione, rapina;

ad onta che
es-

ne impediva l'ingresso a tutte le donne che non avevano al loro fianco, un sol-

avessero audacemente predicato non


versale de'popoli,

dato
li

se

popolane, ed un affinale se nobi-

sere la democrazia che la giustizia unila

civili. Finiti

con quel giorno quesli


le

base necessaria epe-

primi slanci d'allegrezza,


giore, divise perturno,
di

feste parziali

renne dell'ordine e dell'equilibrio sociale; esserla nobilt della nascita

d'ogni parrocchia e d'ogni strada

mag

un prein na-

durarono per pi

giudizio,

non trovandosi nobilt

tura; l'aristocrazia quindi un mostro che

bisognava parimenti annientare,

la

de-

due mesi con musiche, viva, canti poTutto questo fu una luminosa prova della generale conpolari e illuminazioni.
to incusso dalla

mocrazia una
tiranni, la

felicit cui

doveasi correre

tentezza, per essersi liberati dallo spaven-

incontro, l'aristocrazia l'usurpazione de'

prepotenza de' partili


al

democrazia

il

governo degli
si

occupatoci

questo prevalse

dolore dei

nomini

liberi; e detto filialmente

aves-

se a'poveri di Venezia: o poveri, il governo cui siete chiamati la democrazia, il governo del popolo, il governo di tutti i popoli; nientedimeno ed a fronte di tuttoci per nulla sollevati e commossi popoli delle venete provincie da quelle pai

perduto dominio e del modo perci usato e pantomimico. Il cessato governo francese volendosi assicurare della fede o spirito
di tutti gli abitanti di Veonde corrispondere al pattuito a Leoben,avea invitato capi di famiglia di raccogliersi in determinatogiorno nel-

pubblico

nezia,

rolesvergognatissime,a braccia aperte al

le

chiese delle rispettive parrocchie, per


il

dominio nuovo
afferma
li.
il

si

sottomettevano. Tanto

dare

singolo loro yoto, dichiarando se


di fai
si

veneto annalista cav. Mulinelil

amassero

fratelli della
la

repubbli-

Imperocch

popolo ormai stanco del-

ca Cisalpina, o preferissero

sudditanza
l'istruzio-

oppressioni ed orgie repubblicane francesi; stomacalo altres dalla tragi-commedia, accolse con vero
le laidezze, ruberie,

dell'impero austriaco;
in ogni

ma

con

ne a'raccoglilori de'voti,

di

proclamare

modo la

votazione essere favore-

giubilo

tedeschi, con feste e pubbliche

vole alla dominazione austriaca! Al che


i

dimostrazioni. Accalcatosi sulla piazza di


s.

veneziani posero suggello col giuramen-

Marco, persino sui tetli, tutti balconi furono addobbati di ricche stoffe, fori

che prestarono al nuovo sovrano Francesco II, che un notaio pubto di fedelt

mando un

soprendente spettacolo, avviFiva,


basso po-

blico per ogni parrocchia

and

a ricevere,

vato da un bellissimo cielo e dalla gioia


universale. Incessanti
i

insieme
vano.

alla sottoscrizione di

ciascun capo

il

di famiglia, nella chiesa a cui apparteneIl

polo frenetico ruppe


striaci,
le

le file

de'soldati au-

nobile veneto Francesco Pesaro,


erasi

e strappate

le

loro bandiere dal-

che recentemente

veduto partire da

mani

degli alfieri, le portarono in trion-

questa sua citt natale, per recarsi,

come

fo per la piazza e per le principali vie del-

dicevasi,e gi di sopra notai, a cercare la

VEN
libert nella Svizzera, e inveceera corso
a

VEN
comlui

rono; mentre per moltissime altre famiglie


il

Vienna,

vi

rientrnellaqualitdi

credito sussiste ancora. Tutti Sbosi

missario imperiale, rivestito d ogni pi

schi e selve

assoggettarono

al

piano bo-

ampio

potere; l'uso

non generoso da

schivo della veneziana repubblica, reintegrate nelle sue prerogative


le

lattone contro non pochi suoi noti avversari politici,

maestranil

coperse di grand'
stati

ombra

il

ze dell'arsenale, vietato alla soldatesca

suo nome.I uobili quindi

antichi so-

molestare

cittadini, offerta sicura stanza

vrani del paese, prestar dovettero nelle

a'forestieri d'ogni
ti
1

nazione ;ed inoltre

fat-

giuramento di fedelt e ubbidienza; e l'ex doge Manin egli pure a ci obbligato, nel comparire dadel suo collega
il

mani

ivi

veregli ordini antichi, se ne fecerodi


la

nuovi e provvidissimi, reintegrata


blica morale, tutfofacendosi
te

pub-

lodevolmen-

vanti al Pesaro, trasformato in agente


del l'Austria, nel pronunziare
chiesta, fu colto
*:he
la

per rendere bene accetto e consolidail

forma

ri-

re

novello dominio austriaco, saggioe


il

da

tale

commovimento,

giusto, fiorendo

commercio marittimo
;

cadde a terra fuori de'sensi, e l'assente I' Arte di verificare le date. A' 6
febbraio

sottogl'imperiali vessilli, quasi come l'antico,

per esser neutrale fra'belligeranti


si

1798
1
i

si

ripristinarono io tutte
i

onde

moltiplicarono nelle Lagune

le

le citt
1

venete

consigli geuerali,

corpi,

navali costruzioni.

collegi e

capitoli secolari per

l'ammini-

strazione delie pie fondazioni, sotto qua-

lunque nome essi fossero stati nel 1. gennaio 796, com'erano sotto la veneta re1

La Francia progredendo nelle conquiste, la dilatazione del suo dominio pose in apprensione Francesco II, che avendole intimato di sgomberare l'Italiaela Svizzera, enon avendo
ottenuto soddisfacente risposta, nel decli-

pubblica, hi ciascuna terra e castello


ristabil la particolare
cale, colle

si

rappresentanza loi

nar del
la

798
le

si

prepar a nuova guerra


la

metodi autichi: tutti feudatari rientrarononel liberogodimene lo de'loro diritti. Nel luglio
si

forme

collegandosi coll'lnghilterra,

Russia,
i

Porta e

due

Sicilie,

per cui tosto

richiam

francesi gliela dichiararono al cominciar


Sellerei* a Joubert 1 799, succedendo nelcomandodilorotruppe in Italia. Queste dunquedi sovente vennero a combat-

inosservanza
J)ieci del
di nullit di

la

legge del giconsigiiode'


sulle

del

1788

cause di divorzio e
Si

matrimonio.

ordin poi
gli statuti

che

in

ogni provincia, secondo


si

timenti cogli austriaci ne'territorii delle

vigenti

giudicasse nelle cause

civili

provincie venete, senza che

il

popolo

si

criminali; e

chea Venezia, oltre un tribule

frammischiasse agli avvenimenti militari

nale d'appello per

provincie, esservene

principiati nel

marzo e

proseguiti sino

dovesse uno supremo di revisioue per giudicar


le liti in 3/ istanza. L' imperatore Francesco 11 si dichiar ampiamente succeduto cosi nei diritti che nei doveri del-

alla ritirata di

Scherer

dall'Italia, massi-

me

sull'Adige e a Verona, riuscendogli


i

austriaci vittoriosi su tutti


collegati

punti.

Ed

la

veneta sovranit, e con sovrana risolu-

entrarono in MdanOjinMantova, in Piemonte, in Romagna, in Ferrara e iu


il

zione

20 novembre 798
1

volle annullato

Bologna, e

re delle

due

Sicilie

occup

Jo storno delle parlile di credito,

che

il

Roma

e alcune sue provincie. Tuttoci

Pesaro avea ordinato nei


di tutti
i

libri di

Zecca
a

avvenne mentre Napoleone trova vasi nella spedizione d'Egitto,

capitali,

ch'erano
quali
1

siati iscritti

donde tornato a

favore degli acquirenti cariche della cessata repubblica,


i

Parigi,
i

dopo
la

la

rivoluzione fu proclamato

vizione nel

2 maggio

avevano patito e797, equindi do-

.consoledella repubblica, accrescendosi

perci

forza morale delle truppe.


la
s.

vevano per contratto esserne rimborsati, cornea tulio il io5, ed in parte lo fu-

Frattanto
sagriizi,

Sede, dopo tanti enormi

era stuta dalla repubblica Iran-

VEN
per
pi. la
i

VEN
sua condizione pacifica e marittila

cese interamente spogliata della sua So-

vranit, democratizzati sudditi, indsivamente a Roma, detronizzato rio VJ e deportato in Francia sino da' 20 feb-

ma, e per

rettitudine del suo governo,

quieta e pi acconcia di qualunque al-

tra in que' difficili

tempi

al

braio

798, e

fra'

patimenti

mor glo-

dimostra va, saviamente fu


dinal Albani decano del
di questo
s.

scelta,

grande rito si ed il car-

Valenza, a' 29 agosto 1 799 ; mentre per mirabile disposizione della divina Provvidenza un mese dopo francesi erano stali costretti a partire da Rorioso in
i

collegio a
i

nome

ne

die' parte

a tutti

sovrani

della cristianit.Edecco

dunque Venezia,
l'

per divina disposizione, diventare

avla

ma

da'napoletani, per l'accennato decadella fortuna militare francese

venturoso luogo,ove doveasi far cessare

dimento

in Italia, e

striache e russe,

preponderanza dell'armi auonde Ancona si vide eil

Sede apostolica vacante) il che sospirato da tutto il cattolico mondo, gli occhi
tutti di

questo a
p.
1

lei si

rivolsero (nel voi.

sptignata dalle flotte russo-turche, ed oc-

XXVII,
tal

14,

ricordai alcune lellere


al

cupala dagli austriaci,


nel voi.

che meglio

dissi

da'sovrani dirette

sagro collegio), ed in

LXXXIII,
il

p.

62, inconseguen-

modo

a'tanli suoi antichi vanti pol

za della ritirata di

Avendo

Macdonald dall'Italia. Papa defunto ordinato, che a


i

aggiungere anche questo, glorioso e me-

morando. Tutto narrai


ticoli,

negl'indicati ar-

cagione delle politiche circostanze essendosi dispersi

cardinali

perseguitati,

il

Conclave per 1' elezione del successore, che fu Pio VII, si radunasse dove si sarebbe trovalo il pi gran numero di cardinali; esiccome nel settembredello stesso

pure che ricorder iu corsivo,persinole particolarit che accompagnarono l'avvenimento lietissimo, ci ed


in quelli

che abbreviando notabilmente


re, racconter
cie
il

il

mio

di-

pi notevole, ed in ispe-

quanto riguarda Venezia, che ne reil

1799 molti

di loro

si

trovavano

in

Napoli

st illustrata. Pertanto

sagro collegio,
vogliono

e nel Veneziano, fu per

appunto

stabilito

ottenuto l'assenso dall'imperatore Francesco


II,

dal cardinal decano Gio. Francesco Al-

anzi

come meglio

altri

bani di tenere
stro di
la

il

conclave in Venezia, dodi

egli stesso offr al

senato apostolico Vene-

ve un cameriere

mg. Caracciolo mae-

zia per
gli

adunarsi in conclave, destinando-

camera di Pio VI, avea portato

a tale effetto l'ampio e decoroso mos.

sua bolla derogatoria all'antiche leggi

nastero di

Giorgio Maggiore

in

isola,
reli-

pontificie pei la creaziooedel

nuovoSommaggior
sol-

di cui nel

XVUI,

n.

1.

L'animo

mo

Pontefice, colla possibile

gioso dell'augusto sire, a sue spese ri-

lecitudine ; essa comincia colle parole: Allvnlis pcculiaribus, ut deplorahilius Ecclesiae circumslantiis. La risoluzione
del sagro collegio de'cardinali di tenere
il

dusse
colle

il cenobio de' benedettini cassinesi consuete Celle, in numero di 4, e

diviso al
lo.

modo

descritto in quell'artico-

La

libreria fu ridotta a chiesa interla

conclave in Veuezia, dopo matura ponderazione e carteggio, piuttosto che in

na per

celebrazione delle messe e pie


il

funzioni, ed

coro domestico de'monaci

Roma

in altra citt dello slato

ponti-

serv per cappella degli scrutimi quotidiani. Vi fu pure preparato un decoroso appartamento per abitazione del nuovo Papa, nel tempoche sarebbe rimasto in Ve-

ficio, allora liberato dalle

armi

francesi,

fu perch ricuperato di fresco dagli austriaci e

da'napoletani, non poteva presentare quella piena tranquillit ^e sicurezza, di cui abbisogna la gravissima a-

zione, anco pegli eventi della guerra che

cardinali celenezia. E primieramente brarono funerali novendiali nella chiesa patriarcale di s. Pietro di Castello, che
i

da un giorno all'altro potevano insorgere. D'altronde Venezia, siccome quella che

durarono da' i3 (nel voi. LUI per fallo numerico detto 2 3) a'2 1 ottobre 799,
f

VEN
pe' quali
il

prelato Despuig patriarca di

ed
d.

Antiochia, poi cardinale, ministro del re

7 Maresciallo del conclave principe Agostino Chigi, e vi esercit il suo oal

VEN

Spagna al conclave,som ministr 3,ooo scudi. Venezia, bench avvezza alle comparse di magnificenza e di pompa, ebbe a stupire dello spettacolo, affatto nuovo per lei, di quelle funebri ceremonie, maedi

norifico uffizio di custode del conclave,


alle cui ruote

furono deputati vescovi e


la

prelati,

restando per

guardia a dispo

sizione de'sagri elettori le milizie austria-

che. Disposte tutte le cose, fu fatto segreta


rio del conclave

stose e imponenti per l'assistenza di tanti

mg. Ercole Consalvi


di

ro-

cardinali, di patriarchi, di arcivescovi,

mano, oriundo

Toscanella, poi celeIl

di vescovi e altri prelati.

La

basilica pa-

bratissimo cardinale segretario di stato.

triarcale di

s.

Pietro di Castello apparve

patriarca di Venezia rag/ Giovanelli a' 1 1

trasformata per l'insolito apparato, che

novembre eman una fervorosa


ri

lettera

pur

le

accresceva magnificenza e splengiorni de'novendiali

pastorale a'suoidiocesani parrochi e rettodelle chiese, che riferisce ilMutinelIi.


Il

dore, in mezzo al lutto, che da ogni parte


spirava. In tutti
i

virtuoso prelato pieno d'esultanza per lo


straordinario avvenimento d'un conclave

radunarono nelle camere del Congregazioni generali, che si tengono da tutti i cardinali avanti di entrare in Conclave ;dopo aver uno di loro pontificato nella gran messa,
cardinali
si

patriarca, per le

a Venezia, gioia che animava pure ogni

ordinedi persone,esclama: Chi mai avreb be pensato che il turbine, il quale da lun-

ed

altri

di essi fatte col celebrante le so-

lenni assoluzioni. L'orazione funebre fu

go tempo infuria contro la mistica navied intento a rovesciar trono e altare, avesse avuto a contribuire alla magcella,

pronunziata
1

dall' arcivescovo

di Nisibi

gior gloria e all'esaltamento della nostra


citt?....

mg. Cesare Brancadoro,


fu pubblica la

poi cardinale, e
in Venezia, anco

Saranno dunque

veneziani

da A. Zatta

con traduzione italiana, col titolo riferito uel voi. LUI, p. i io, insieme alle iscrizioni diM.Boni,edaglielogidiG.Marinoviche
L. Lanzi.

primi a conoscere e venerare il gran Sacerdote? Quindi, come praticasi in Roma


nella sede vacante dal cardinal vicario,

Abbiamo

lastessa,

Traduiteen

caldamente esort a fare pubbliche preci perch lo Spirito Santo illuminasse a


fare

francais aver des notes historiques par m.* Vabb d' Auribeaiiy A Venise 1800. Ed ancora tradotta in inglese, in tedesco,
in ispagnuolo, ed in italiano dall'ab. Pal-

una

sollecita e felice elezione del tan-

to desiderato

do che

in tutto

supremo Gerarca, ordinanil tempo del conclave o-

gni mattina

mario Canna con traduzione


l'elogio del

altres del-

santi,

Marinovich, e giunte interese Rimini 1800. Nel luogo 1 citato riportai pure i titoli del Diario de Novendiali, per F. Andreola; della Relazione delle funzioni, per G. A. Curii;

il clero d'una parrocchia, u na comunit religiosa, ed una confraternita partendo dalla basilica di s. Marco,

Parma

si

recassero processionalmente alla visita


s.

della metropolitana di

Pietro, cantan-

do

le litanie de'Santi. Indi,

come
1'

si

fa in

Roma,

dal Pinelli fu stampato

Orda

del

Funus adornatimi j del Parentalibus Pii V, per A. Zatta; il tutto stampato a Venezia nel 1 799. Tosto Venezia offr lo

spettacolo della riunione di

buona

parte della corte e curia romana, accor-

rendovi
la

oltre

cardinali, molti vescovi,


uffiziali del-

moltissimi prelati, dignitari e


s.

servandus in processionibus qnotidiefacicndis tempore Sedis vacantis durante Conclavi pr electione Stimmi Pontificis. Ma non fu dato all'ottimo pastore la consolazione di vedere e venerare il nuovo augusto Capo che Iddio poneva al governo della sua Chiesa, poich morte repenti
nalotolseaU'amorede'veneziania'fo gennaio
1

Sede, inclusivamente
il

al

Senatore di

Roma

veneto d. Abbondio Rezzonico,

80 o, rattristando pure

il

sagro sena*

8
to che ne
1

VEN
ammirava
l'eccellenti virt. Do-

VEN
10 e ministro
di
il

Francesco

II

presso

la s

enti

cardinali di

non poter dare persodefunto, per esser


a dire, una

Sede,
ni

vi fece

suo ingresso alcuni gior-

nalmente

all' illustre

chiusi in conclave,

come vado

pubblica testimonianza di loro distinta


estimazione, ordinarono con inaudito esempio solenni esequie al pianto patriarca in loro nome e spese, ingiungendo a mezzo di dispacciodi mg." Consalvi, e tanto

dopo, cio a' 12 dicembre), o3 secondo le note pubblicate dal cav. Artaud, Storia di Pio PII, 1. 1 > p. 7, e dal cav. Mulinelli (l'Artaud enumer46cardinali viventi, percli vi comprese l'arcivescovodi Strigooia Bathyan, ina egli era morto a'22 settembre 1799,
le ufliciali

come leggo
del
p.

nel-

onorevole pel pati iaica, a mg.' Gallerai!

Notizie di

Roma

Scotti arci vescovo di Sida e ultimo nunzio

p. 27). Io nel voi.

XXI,

1801 a 238 (nume-

presso la repubblica di Venezia, di farle

ro sbagliato nel voi. LUI, p. 116, nel citarlo, leggendosi

eseguire e con invilo a intervenirvi di tutti i

228), e pi legalmente

vescovi e prelati che trovavansi allos.

ra in Venezia, nella chiesa di


della

Francesco

essendomene confermato dagli atti stampati del Papa, riprodussi l'identifica nota de'cardinali allora viventi, servita nel

Vigna, a' 1 9 febbraio, con alla testa mg/ Despuig patriarca d'Antiochia, appositamente invitato con altro simile biglietto, a solenne dimostrazione di duolo,
di alletto, di riconoscenza, di venerazio-

conclave di
/

Venezia, dalla quale risulta


>

ch'erano 4 in tutti, gli altri io non intervenendo perch impediti dadiverse circostanze politichesi et, di salute,di lon-

ne del medesimo sagro collegio. Sulla


porta della chiesa ieggevasi
r l'

tananza. Pretendeva di entrarvi Antici,

iscrizione,

che avea rinunziato


fu
in

la

Porpora,

ma non

composta da mg. Marotti segretario delie lettere latine del Papa defunto (riferita

ammesso.

Si
i

dal Mulinelli, in

uno
-

al dispaccio e al

biglietto), in cui fra le altre cose detto:

conclave York, A ntonelli, Valenti, CaratFa (gi nunzio di Venezia), Zelada, Calcagnini, Mattei,

trovarono dunque riuniti cardinali Albani decano,

S. R. E.

Cardinales

Creandi Pont.

Archetti, Giuseppe Doria, Livizzaui,

Max. causa -

Venetiis congregati -

Ad
Quo
in-

Borgia, Caprara, Vincenti,


gnatlelli, Roverella,

Maury. Pi,

significationem acerbissimi doloris-

Somaglia

Antonio
patriarca

morentes- F. 31. Ioannelii


dicto
-

Funere

Doria, Braschi (uipoledi Pio V), Caratidiui, Flangini (veneziano, poi

Antistiti oplirno
-

De

Ecclesia de

Collegio Apostolico
nel i.
entrali in conclave.

Opti/ne merito. Gi
i

patrio), Rinucciui,Honorati (gi nunzio di

dicembre 1799 cardinali erano Essendo indisposto il

Venezia), Giovannetti camaldolese, Gerdil

barnabita, Martioiana, Hertzau, Bel-

decano cardinal Albani, nella chiesa di s. Giorgio alla loro presenza celebr la messa dello Spirilo Santo il p. ab. Soardi benedettino cassinese, ed il veneto mg/ Gardini vescovo di Crema camaldolese recit
1'

lisomi,

Chiaramonti (vescovo d'Imola e


in
s.

poi Papa, che gi abbate cassinese, noti

trovando alloggio tra'suoi

Giorgio,

quando
prima
de'ss.

nell'

ottobre giunse in Venezia


,

del conclave

abit nel convento


,

orazione

De

eligendo Ponti/ice poi


)

Gio. e Paolo), Lorenzaua

Busca,

stampata a Venezia, coH'iutitolazioue riportala nel voi. LUI, p. 1 16. Per morte di mg.' Pini, vi prest assistenza il nuovo prefetto de' maestri delle
pontifcie
cci

emonie

mg/

Gio.

Quindi entrarono in pali, dice il Novaes (e disse bene, perch il cardiual Heilzuu protettole dell'imiti*

Domenico Pacini. conclave 34 cardi-

Dugnani, Bussi de Preti, Buffo. JNon voglio tacerei cognomi de' 10 cardinali, che non si recarono al conclave di Venezia: Sentmanat, Mendoza, Gallo, Roche foucauld,Rohan,Laval-Monlmorency,Frankeberg, Migazzi, Rauuzzi, Ca pece-Zurlo. Not il Pistoiesi nella fila di Pio I J Ct
clip

intuire

cardinali erano iu conclave,

V E N
merc
Ita'

VE
si

N
cav.

9
Aitaud
,

la vigilanza del

governo,

scopri

voi.
il

LXVII

p.

179)

ma.

iniqua congiura tramata dalla famiil

glia Ottolini,

cui capo era ex rappresendissipata

tante di

Bergamo, subito
s.

con

Andrea. Altro avvenimento funesto accadde nella notte


tradurlo nel castello di
de'g gennaio

rettificai con un'autorit pi legale* mg.* Baldassari testimonio di vista e di udito, e col da lui riportato nella coscienziosa opera: Relazione delle avversit e patimenti del glorioso Papa Pio Sesto,
t.

1800

nel pubblico palazzo

2, p.

4o5

e seg.

2/

edizione.

Impail

del collegio de'iuedici, che incener l'ar-

ro anche dal cav. Mutinelli, che


tivo di differire al
ta del
1

mo-

chivio e la vasta biblioteca, oltre tutte le


suppellettili,
ra.

4-

l'elezione

convenu-

non rimanendovi che

le
vi

mufue-

Nella biografia del Papa che

to riguardo alla

Chiaramonti, deriv da un delicamemoria di mg/ Gioe


al rispettabile clero
i

letto, fra le cose

che narrai come procealla

vanetti
citt di

e insigne

grande opera, dopo il discorso del cardinal decano, poi stampato in Venezia e Roma, che rammentai pure nel voi. XG, p. 2 1, solamente qui occorre far menzione, che pel papato Bellisomi di Pavia per quasi due mesi ebbe 22 voti, de'24 necessari ; che Ma tei non prevalse per essere tenuto
dettero
gli

eminenti elettori

Venezia,

quali nella mattina del

i3 compivano

la

celebrazione dell'ulti-

mo

funerale a tale loro degno pastore

nella cattedrale, a cui

prestarono assi-

stenza

le

civiche autorit in luogo del do-

ge e della signoria, che intervenivano a* funerali de'patriarchi. Finalmente, nella


detta mattina de' i4"iarzo 1800, nello
scrutinio

debole nel doversi domandare all'imperatore


(il

unanimemente
il

cardinali eles-

cui ministro cardinal Hertzan ne


l'esaltazione) la restituzione

sero

Papa

cardinale Chiaramonti, che


cui biogra-

promuoveva
altro;

assunseil
fia

nome di Pio Ffl,\a

delle 3 legazioni che

avea occupate, e per

va tenuta presente nel principio, persi

che il dottissimo Gerdilebbe l'escIumwa (di questa ne riparlai a Sagro


Collegio) dal Cardinalellertzan
in

ch

rannoda con questa narrazione e

nome

per supplire alle cose che qui non ricordo; come de'reali personaggi che trovandosi in Venezia recarono a venerare
il

dell'imperatore; che stava per effettuarsi


l'elezione del Bellisomi, quando l'Hertzan
fece osservare

Pontefice. Piesa lai." ubbidienza di ado-

inoppoitunameute e conil

razione a Pio VII,

il

tro affatto la libert dell'elezione del Vi-

no Antonio Doria,

circa

incardinai diacoun'ora avanti


la

cario di Cristo, che


dosi in

conclave trovan-

mezzod, dal verone sovrastante


principale del monastero di
s.

porta

una

citt

dell'imperatore, sarebbe
la

Giorgia

conveniente fargliene prima conoscere


scelta, per

Maggiore, corrispoudente
dell'isola, annunzi
il

alla

piazzuola

anco per essere nato suo suddito; che trascorso un mese senza risposta, gli animi raffreddatisi, anco per la lunghezza della sede vacante in tempi cos difficili, rivolsero loro vo-

un corriere

nome del
1'

novelloPa-

store universale, alla moltitudine

vene-

ziana e forestiera che

attendeva, tutti

prorompendo con replicati applausi, suonando tosto a festa le campane di tutte


le

li

al

cardinal Chiaramonti, e la sera de'


tutti

chiese della citt, e


di gioia

le

molte navi
le

in se-

furono d'accordo a suo favore, colla condizione che l'atto si


etfeltuasse la mattina de'i4>

12 marzo 1800

gno
rie
,

spararono
cannoni
col

loro artiglie-

quasi

fragoroso loro

bench
il

l'e-

rimbombo volessero comunicare l'annuncio lietissimo

lezione conclusa

si

sparse per Venezia nel

anche

a'

lontani, del subli-

d precedente. Nel riferirne

modo,

ri-

portai l'asserto dall'egregio diplomatico e


storico (che

me atto ch'erasi compiuto in Venezia negli inizii del nuovo XIX secolo (nell'usare questo

anco e pi solennemente dono multo ulfeliuo&aiucule celebrai nel

comune modo
si

di dire, io noti

debbo

occultare, che

disput, &e l'au-

io

VEN
lezione
,

EN
di
s

noi 700 ern l'ultimo del secolo XVII o il primo del XVIII, come rilevasi da* 3
opuscoli
riferiti nella

e per salire alla sorgente

gran bene, trasportandosi spettatore sulI

Biblioteca volante
tali quepubblicarono i compiasi il secoil

l'avventurate rive della regina dell'

del Cinelli, t-4, p.168. Nel principio del

driatico,a cui la nostra


te gelosa del

Roma giustamens.

corrente secolo
stioni
,

si

rinnovarono
si

suo gran privilegio, con una


Pier

ed in Venezia

santa invidia pot allora ridi re con

due
lo

opuscoli:

Quando

cui fu risposto coll'altro:

XP'111\ed abbia principio XIX? A A aitai secolo


Il

appartenga l'anno 1800).


se

Papa

scris-

da Venezia

alla sua famiglia

Chiara-

Damiani, Semi. 16, t. 2: Gamie igitur, etexultansin Domino plaude Urbs Vencta, quia dum in tuo gremio Virum Apostolicae grati ae suscepisti et ipsa auodammodo Sedes Apostolica fieri me_,

monti, quella lettera di edificante


tecipandole

mode-

ntisti.

Riporta poi

vari opuscoli stam-

razione cbe riportai in quell'articolo, parla

pati a Venezia

prima e dopo quest'avve-

sua esaltazione.

A Roma

ne port la faustissima notizia un corriere, vi giunse a' 18, e subito l'universale entusiasmo fu solennizzato in pi modi,

nimento, sul cereraoniale del conclave, sul metodo che si pratica nell'elezione e coronazione del Papa , e sulla condotta
della Chiesa nell'elezione del
bile. Indi

Capo

visi-

ed romani immantinente inviarono a Venezia una principesca deputazione, per umiliare al padre e sovrano gli omaggi
i

ceremonie che si fanno appena compita la canonica a elezione del Papa, lai.* e 2. ubbidienpassa a descrivere
le

di
za,

amore

riverente e di fedele sudditan-

za d' adorazione,
visitato
il

nel

la

cappella dello

porgendo fervorose istanze a presto


venerata presenza.

scrutinio del concia ve, e quindi


ss.

dopo aver

consolarli di sua

Le

Sagramento
3.
a

nell'altra cap-

altre citt dello stato

papale a gara ne

pella del conclave,

nel pomeriggio dinella chiesa di

imitarono l'esempio. ne, per ossequiare


fedeli
,

Ed

ecco

un accor-

scese a
s.

ricevere la

rere a Venezia di genti d' ogni condizioil

Giorgio, vagamente apparata e piena

padre comune de*


religioso conforto
si

di nobilt di ogni

rango e
in

di popolo, in-

e riportarne

il

cedendovi
quale

il

Papa

sedia gestatoria,
,

di sua benedizione.
ta'

Ed ora mi
,

presen-

preceduto dalla Croce papale


il

dopo
il

la

che sar sempre, Francesco Cancellieri, il quale nella magnifica Storia de* possessi de*
quel tesoro di erudizione
Pontefici, nel descrivere quello di Pio

cardinal decano intuon


la

Te

Deum. Terminata
il

funzione

si

restitu

Papa

al

suo appartamento, procedenla

do innanzi

Croce d'argento dorato in

VII, fa precedere

il

suo racconto dal dia-

asta, di solido e nobile lavoro,

dono
(il

del

quanto il Papa fece nel suo soggiorno a Venezia e nel suo viaggio per recarsi a Roma, non che
rio particolareggiato di
il si

nobile veneto GiacomoGiustiniani

Pa-

pa ricev pure
di

il

donativo fatto in tempo

del conclave dal veneto Alcaini vescovo

suo fausto ingresso in questa, essendoservito nella compilazione

Belluno, della mitra preziosa pel fu-

anche

del

turo Pontefice,

come

notai nel

volume
ri-

pubblicato da' Diari di


possibile

Roma. Non

LXXXI,

p.

60), trovando in faccia allo


la

compendiarlojdovendo tener puil

scalone del monastero


te e

lapide che

re presente

cav. Mutinelli, l'ab. BelloCri-

porta Cancellieri, fatta scolpire dall'abba-

mo, Continuazione della Storia del


stianesimo (cio
dal
il

monastica famiglia a memoria del-

proseguimento del l'ab.


e altre ope-

l'avvenimento, composta dall'ab.

Mauro

Placido Bordoni, anteriore continuatore


1

721 a'i3 marzo 1800),

Boni. Sulla piazza del tempio furono erette due magnifiche orchestre, ove i pi
scelti professori

re, e pi di tutto l'inesorabile brevit.

di

musica istrumentale

Comiuciaa celebrare l'applaudilissima

e-

eseguirono bellissime sinfonie nella sera,

VEN
In cui
si

VEN
non
l'isola. Il
,

11

vide superbamente illuminata la

sinesi, sul principio di esso ascese al tro-

facciata e la cupola del sagro edifizio,

che
le

il

monastero e tutta
la citt
i

ducaaltre

palazzo era illuminato a torcie

no per ascoltare l'orazione dal cardinal York in nome del capitolo Vaticano, quat suo arciprete, dopo la quale adoralo il ss.
Sagramento, rimontato
pella di
s.

illuminazioni per
se distinte,
ni camaldolesi di

fecero varie ca-

sulla sedia gesta-

massime
s.
1

monaci benedettiMichele di Murano.


il

toria pass all'altro tronoeretto nella cap-

Stefano. Ricevuta l'ubbidien,

Nella mattina de'


lo

tenente marescial-

za da' cardinali, patriarchi

arcivescovi,

comandante

frault,

Venezia barone Mancon tutto il corpo dell' ufficiali l


di

vescovi e altri prelati, questi indi assun-

sero
so
il

loro sagri abiti.

Dopo

di che, asce-

austriaca, recossi dal

Papa

a tributargli

Papa

in sedia gestatoria, nell' esser

suoi ossequi
trettanto la
poi
il

e nel d seguente fece al-

condolto
la

all'altare

maggiore, ebbe luogo


triplice

r.

congregazione delegata. Dial

ceremonia della

combustione
ove

Papa rimise

Manfrault un anello
iu atte-

della stoppa.) e poscia disceso dalla sedia,

di zaffiro

contornato di brillanti,

and
biti

a collocarsi sul principale trono,


si

gradimento per l'assistenza prestatagli in varie pontifcie fuuzioni; pregandolo di rimettere


stato di sua soddisfazione e
iaselo,

intuonata l'ora di terza,

vesti degli a-

m issali,
la

ricev

il

sagro pallio, e cole veci

minci

celebrazione della solenne mes-

ragione altro anello con bacon egual contorno, al maggiore della piazza di Venezia sotto il di lui comando. Nel biglietto col quale accompagn il donativo al Manfrault, gli signifi-

per

la slessa

sa, nella

quale fecero

del suddia-

c,

ze di fargli
te
,

che nell'impossibilit delle circostanuna dimostrazione conveniensuppliva per lui il vescovo d' Imola

cono e diacono greci due monaci armeni Militaristi di s. Lazzaro (essi supplirono a'greci, poich in questa occasione il clero greco dimorante in Venezia si manifestapertamente scismatico, con ri-

fiutarsi dall'assistere al pontificale e dal

cantarvi V Epistola e

il

Vangelo nel

loil

(chiesa che avea ritenuto,


lo era quello

mentre

l'anel-

ro idioma). Prest assistenza al trono

che avea usato sino all'assunzione del pontificalo nel governo di quel vescovato) , ed essere tuttavia persuaso, che
to,
il

senatore di

Roma

Rezzonico, perci di-

chiaralo Principe assistente al soglio.

A'monaci benedettini del monastero,


pontificale.

in

dono
l'

gli

riuscirebbe gradi-

luogo apposito, fu concesso assistere al

non per

intrinseco pregio,
la

cuore del donatore, e per


glielo presentava.

ma pel mano che


festa di s.

Terminati

tutti

sagri

riti,

Pio VII in sedia gestatoria restituitosi


per
la

A'2

marzo,
si

grande
si

scala, tulta ornata, nel

mo-

Benedetto, dichiarata per quell' anno di


precetto, perch

nastero, coll'accompagnameuto della processione,


te
la

ognuno

unisse a pre-

rec alla loggia espressamenalla piazzuo-

gare

Datore d'ogni bene per la felicit del Papa, in s. Giorgio si celebr l'auguil

preparata e rispondente
dell' isola,

sta funzione della solenne

coronazione annunziata dal suono giulivo de' sagri


,

',

prescritte

dove dopo il canto delle preci fu solennemente coronadal suddetto


i.

to del pontificale triregno

bronzi

cui

faceva eco

il

fragore del-

cardinal Antonio Doria

diacono. Per

l'artiglierie tonanti dalla Piazzetta, dalle

ultimo, recitata dal Papa

la

consueta o-

cannoniere e da'bastimenti. Pio VII vestito degli abiti pontificali, in sedia gesta-

razione, con affetto di padre, principe e

pastore.diede l'apostolica benedizione,ac-

toria,
lita

preceduto e accompagnato dalla sosi

processione,

rec nel tempio mae-

compagnata dallo sparo dell'artiglierie, dal suono festevole delle campane, e dagl' incessanti

stosamente addobbato, stipato dalla nobilt e dal popolo, ricevuto da'oionaci cas-

applausi dell'esultante nuch'erasi portato nell'iso*

meroso popolo,

12
ii

YEN
per riceverla e per
aiutili tare
i

VEN
a

1
di gra-

mae-

natmenteo pe'loro deputati, innumerabili


le lettere di

stosa funzione.

Immediatamente

fu pub-

profonda venerazione e

blicata l'indulgenza plenaria da'due cardinali diaconi, in latino e in italiano, e

tuluzioneindirizzatea Venezia a Pio VII

di

nuovo

il

Papa benedisse con benigni-

d monarchi e da personaggi, a da ogni grado di persone, da ogni dove proveniende'suoi

t la moltitudine. Ritornalo nella stanza

de'paramenli, ricev a mezzo del cardinal sotto decano York,


le

congratulazio,

quantunque uon ancora reintegrato domimi temporali. Venezia si vide trasformata in una Uotua nel luno D
ti,

ni e felicitazioni del sagro collegio


tnultos

ad

annosj cui

rispose

il

Papa

colle

soggiorno del agro collegio e del Sommo Pontefice, avvertendo il Cancellieri che

pi soavi e nobili espressioni. E quindi si restitu alle sue camere. Sulla porta
della chiesa
si

mg. Anuibale Smith o Schmid si propose di registrarne minutamente tulle le memorie, a cui era presente ((piale dapifero
del cardinal decano, ed era
neficiato Valicano e fatto dal

leggeva l'iscrizione, ripro-

dotta da Cancellieri.

Lo straordinario cons

romano, be-

corso del clero e della nobilt]

veneta

Papa

pel l.
sia

straniera, dell' udzialit austriaca e

cameriere d'onore;

ma

per quanto

d'ogni ordine di persone, contribuirono a decorare il complesso dell'accennate im-

mia cognizione, uon si conosce per le. slampe). A' 19 marzo avea il Papa graziosamente ricevuta tuttala prelatura alla

ponenti funzioui.

Uu

prodigioso

numero

di gondole, peote, battelli e barche d'o-

sua

."
1

udienza e

al

bacio del piede;


,

in-

gni genere avea formato del gran canale,

di passato nella sala del concistoro


stosi sotto al trono, fu

po-

su cui sta posta

l'isola di s.

Giorgio,

introdotta all'u-

un vasto

e mirabile terrapieno.

Gran

par-

dienza
zio

la

nobile congregazione delegata


,

te della citt era

addobbata con
la
s.

ricchi

della citt

tutti

nominati dai gi nun-

damaschi alle finestre, e su


Piazza e
la

sera la

gran
edili-

Piazzetta di

Marco, come

di

pure
zi,

la

maggior parte de'pubblici


i

maestro camera, e Pio VII rivolse loro un breve e acconcio discorso. Nella sera de'2 5

mg.

GalleratifScotli, poi suo

de'palazzi e delle case furono illumi-

nel nobile casiuo a


di esso diedero
in

s.

Cassiano,

le

dame

nati a torcie, e tutti

campanili a
si

fiac-

una

brillatile

accademia

cole e fanali. Fra tutti per


i

distinsero

monaci

di

s.

Giorgio, nell'illuminazio-

lezione del

musica per solennizzare l'acclamata enuovo Ptvpa, la quale^forme-

ne della

facciata, della
i

cupola e del mos.

r sempre epoca d'imperituro lustro per

nastero, e

parrocchiani di

mosa. La mai ina seminata di brava che divampasse, tutti rischiarati dagli accesi fanali e iu vaga mostra dispofeti.

Maria Fornavigli sem-

Venezia. Nella seguente mattina

26 marMiche-

zo nella chiesa de'tuouaci benedettini della

congregazione camaldolese di

s.

le di

Murano
di quell'

iti

isola,

il

cardinal Giovati-

Brillante

dunque fu la luminaria. Ora

meli

ordine e arcivescovo di Bola

conviene far cenno delle cose pi uiemoabili


la

logna cant solennemente

messa, e poi

accadute in Venezia, uel tempo delpermanenza di Pio VII, ma torno a


potendosi vedere circostanziale

iutuon

il

Te Deum,

il

tutto

accompa-

protestare appena dovr rapidamente indicai


le,

gnato da scella e numerosa musica, in ringraziamenlo a Dio della seguita faustissima elezionedel supremoPastore,coll'assistenza di

nel laudato
sequio, che

sommo
gli si

erudito.

Fmch

visi

3 pp. abbati mitrati del

mo-

trattenne, furono continui

gli alti di os-

nastero medesimo. La decorosa funzione

resero da molti distinti


registrati

personaggi

(in

buona parte

qu-

elle dal cav. Mulinelli), e

da varie

citl e

fuonorata dalla presenza de'cardinali Somaglia, Antonio Doria e Braschi protettore di tutto l'ordine camaldolese; oltre

coi pi ecclesiastici e citili d'Italia, o

peuo-

ua gran concorso

di

prelati

uobil

VEN
tanfo veneta che forestiera. Per tale cir-

VEN
ro 32 cardinali, cio nella sala
servito per cappella durante
il

i3
che avea
conclave,

costanza

la

chiesa

era slata

vagamente

apparata, e sulla porta maggioreeravi innalzata l'iscrizione, che offre Cancellieri.

nel quale concistoro


lesse l'eloquente e

dopo Y extra omncs

umile allocuzione
t.i

Ad
il

Tale giorno
maldolesi
,

si

rese pi giocondo pe' cale

Supremum
no

Ecclesae regimen ) presso


i,p.
1,

quando dopo
a

ore 22

Pio

Bull. Boni. coni,


nel Mulinelli.

ed

in italia-

VII
la

volle segnalare la
di

i.
s.

sua uscita dal'

Con

essa Pio

VII

di-

papale residenza

Giorgio per

re-

chiar con apostolica facondia, per volere di


s

carsi in

lebre monastero di
poi conferm

gondola a visitare la chiesa e il ceMuras. Michele di no, ricevuto alla riva dal p. abbate (a cui
il

Dio averlo

cardinali, in
il

tempi co-

turbolenti e gravi,

pi indegno di

tutti, scelto

per fra'pi deboli, appunto


Ioli

privilegio d'usare
il

il

berle

servendosi Dio di

consigli nel sostela

reltino ecclesiastico e

rocchetto con
,

nere

la

sua Chiesa per confondere

su-

che notai nel voi. LV1II p. 78), da'monaci e da immenso popolo giubilante. Il Papa accompagnato dalla sua

maniche,

il

perbia de'forti.

Or

se

un Pietro pescadella

torce pochi Apostoli chiamati ad illumi-

nare
lilea,

gli

uomini dalla oscurit

Ga-

corte entr in chiesa, or avanti

il

ss.*Sa-

furono valevoli a

far cose

grandi,

sfer nel

gramento e all'altare maggiore/indi si tramonasteroe nella superba libreria


a foggia di sala accademica. Pass poi negli appartamenti del cardinal Giovannetti,ove si riunirono vari cardina-

non sembrer perci meraviglia, se Noi pure da quest'isola, che, per ammirabile
divina provvidenza, e per benefcio di Cesare (da cui nulla vi che sperar non dob-

ornata allora

biamo per
Chiesa),
ci

la

difesa e per

il

decoro della

li

e prelati, e con affettuosa degnazione

am-

offerse

un

asilo, se

da un mo-

mise al bacio del piede tutta la religiosa comunit e diverse persone accorsevi per
venerarlo. Indi parti lasciando
pieni di gioia per
s
i

nastero di quell'ordine dalle cui santis-

monaci

paterna onorificenza

sime leggiNoi fummo ammaestrati, chiamati siamo al governo della Chiesa, affinch quanto pi grande la piccolezza
Nostra, tanto maggiormente conoscasi
esser ella

e distinzione,
i

quali ad esternare

mag-

giormeute sentimenti da cui furono compresi pel segnalalo favore, il p. abbate e monaci composero quell'estemporanea iscrizione che esibisce Cancellieri, ed in cui giustamente si rimarc: Quod
i

non da Noi, ma da Iddio gola

verna la. Regger dunque Dio


sa, e

sua Chie-

Noi

al

divino aiuto appoggiati, ed


fratelli,

a 'consigli vostri, venerabili

cori

tutto lo studio

e con tutta

la

fede

ci

sfor-

lociim isim ab

ej'us

inaugura Lione, Pri-

mo
La

majeslate implevit et henignissime.


sera l'esterno della chiesa, della cap-

zeremo a praticare e ad eseguire quanto dobbiamo. Preghiamo dunque Dio,


che ci assista nell'incominciamento del governo Nostro, e che faccia s colla vii.-, tu sua, che quanto a tutti pi manifesta la debolezza Nostra, tanto

pella Emiliana, o tempietto, e del


stero fu

monamagnificamente illuminato, eoa

l'interno del cenobio, e nella famosa biblioteca, che celebrai nel XVM,n.i8, si tenne una brillante accademia di mu
sica vocale e istrumentale, la

pi chia-

raroentenel reggimentodellaChiesa l'ammirabilesua Divinit facciasi manifesta".


Indi reso pubblico
il

quale fu onorala da vari cardinali e prelati e da molte persone di rango. Nel seguente gioril

concistoro, ed

amcap-

messavi

la

prelatura, e molta nobilt e-

stera e nazionale,il

Papa impose
al

il

no
la

Papa

si

trasfer
s.

improvvisamente

pello cardinalizio

cardinal Martinia-

col suo seguito a

.Nicol al Lido. Nel-

na

e
r

la

sera glielo

mand

per mezzo di

mattina appresso de'28, Pio VII tenil r

ue

Concistoro,

al

quale iutervenne-

Ginnasi cameriere segreto e guardaroba. A/29 recossi Pio VII alla Certo-

mg.

i4
sa,

VEN
ove ammise
al

VEN
la

bacio del picele

mo-

storo segreto., in cui chiuse e apri

la

boc-

nastica famiglia, diverse darne forestiere

ca al cardinal Martiniana, e
il

gli

confer

e venete, e fra queste

la sorella

e la figlia

titolo cardinalizio e

gl'impose P anelasse-

delcardinalFIangini.Nel d seguente giunse in Venezia l'arciducliessa Marianna Ferdinanda d'Austria badessa del capitolo di
s.

lo; trasfer dall'ordine diaconale al presbiterale


il

cardinal Frangiai, e
chiesa di
s.

gli

gn per

titolo la

Giorgio di Praga e sorella


i

dell'
si

impela

Roma

(nel

Marco di seguente anno, per nomina

ratore, e nella mattina de'3

port dal

dell'imperatore, lo dichiar patriarca di

Papa,
ci
il

il

quale rincontr nelP aprirsi

sua patria Venezia); e preconizz vari

bussola di sua camera, e prostratasi ba-

quantunque il Papa volesse impedirlo. Trattenuta benignamentepi


piede,

essi.

provvedendo diverse chiese con il Sauto Padre ricev in forma pubblica tutto l'imperiai governo genevescovi,

A'3

d'un'ora, pass poi a visitare

il

decano

rale di Venezia,

ammettendone
piede. Indi
il

gl'indi-

cardinal Albani. Nella mattina del


prile
le la

Cadeb
al-

vidui a baciar
te

il

presidenrispettoil

Pio VII

si

servi per la l." volta

nobile

3 gondole di gala, gi appartenenti

so e

Zen fece un elegante, commovente discorso, cui

Papa

nunziatura apostolica, nel

trasferirsi al

rispose con affettuose e significanti espressioni.

monastero delle monache di s. Lorenzo ove abitava l'arciduchessa Marianna, con


treno semipubblico. Precedeva una delle

nobili

Poi furono introdotti con formalicomponenti il r. tribunale reil

visorio, e

presidente nobile Priuli pro-

gondole dorate, in cui vi era al di fuori la Croce pontificia, e dentro il crocifero con alcuni camerieri segreti. Indi sea guiva la 2. gondola parimenti dorata co-

nunzi faconda orazione, corrisposto benignamente. Nel pomeriggio il Papa tor-

alla Certosa, ricevuto

con

sommo giu-

gli

stemmi

pontificii, in cui

trovavsiSua

seguente mattina Parciduch.essa Marianna si rec privatamente dal Pabilo. Nella

maggiordomo e maea stro di camera. La 3. gondola poi conteneva mg. ceremoniere e alcuni cameSantit co' prelati
1

pa, enei partire fu accompagnata dalla famiglia pontificia fino alla gondola. Nel
d

5 numeroso
al

fu

il

concorso di distinti

rieri di

tre
le.

spada e cappa. Indi venivano algondole del seguito della corte papaTutte le strade che corrispondono a*
,

soggetti

all' isola

di s.

Giorgio per esser

ammessi

bacio del pontificio piede e

canali

pe' quali passava

il

Papa, erano

ricevere l'apostolica benedizione; e peli. il r. tribunal d'appello, dal cui nobile presidente fu recitato
scorso, indi
il r.

affollate di popolo. Alla porta fu ricevu-

un

assai

ben inteso
istanza.

di-

to dalle

monache

genuflesse in

due
il

ale,

tribunal criminale, e per


di

indi incontrato dall'arciduchessa, che con

ultimo quello
tre
il

r.

prima
i

Inol-

trasporto di divozione
in ginocchio,

gli

baci

piede

Papa

accolse

deputati d' Udine

sebbeue il Beatissimo Padre cercasse di sollevarla. Si trattenne lun-

conte Antonio Bartolini, coutePietro Ana drea Mattioli e nobile Antonio M. Bellori!
,

gamente nel suo appartamento, e poi in addobbato salone, in trono die'a baciar il piede alle monache, alle nobili educande e alle converse. Disceso nella cappella

quali riscossero dal Santo Padre

le

pi significanti dimostrazioni di gradidi

mento, e

paterna predilezione verso


il

la

loro citt. Successe in appresso

r.

tri-

contigua alla chiesa,


al

iu altro

trono

amIn
il

bunal mercantile, come pure


bile

il

rispetta-

mise

detto bacio

cappellani e

man-

corpo de*

iobili

cavalieri di Malta,

sionari, e molle persone

de'due

sessi.

ed

deputati della citt di Conegliano,

ultimo
ss.

si

rec nella chiesa a venerare


s.

oltre molti altri

chequotidianamente pre-

Sagramento,epoisirestituia
mattina de' 2
ivi

Gior-

senta vansi a tributar l'omaggio di loro


religione ed ossequio, Nello stesso gior-

gio. Nella

tenue couci-

YEN
no
il

VEN
s.

i5

Papa
i

visit la chiesa di

Giobbe.
sua prepre-

La mattina
senza

de'

6 ammise

alia

maestri delle pubbliche scuole,


si
r.

dette de'gesuiti. Nel di seguente

sentarono
nal
ti

nobili

componenti
i

il

tribu-

sommario

definitivo,

nobili deputa-

di

Macerata e

di Viterbo, e del capitosolita

lo di Torcello, tutti trattali colla

cortese e consolante maniera. A'9 l'arci-

duchessa Marianna, colle consuete riverenti dimostrazioni


si
II

da alcuni prelati e da'6 nobili deputali del monastero; venne salutalo all'ingresso dall'antifona: Ecce Sacerdos rnagnus, accompagnala da scelta musica vocale e istrumentale. Celebr la messa, e ascolt quella d'un cappellano segreto. Ammesse in sagrestia al bacio del piede diverse dame, entr nel monastero e fu servito col suo corteggio di squisito rinfresco. Die' a baciar il piede alle monache,
e la badessa gli offr
ti

e part per Padova.

conged dal Papa, Beatissimo Padre

fiori fiuti, sovrastati

appag

la

divozione de'fedeli, assistendo

pontificalmente alle commoventi funzioni dei gioved e venerd sauto nella pa-

ro con un brillante de della mappa pur d' oro in figura di vasetto ben inciso, sul quale era l'arme
e la figura di
s.

una mappa di scelda una rosa d'onel mezzo e col pie-

triarcale di
la

s.

Pietro: nel gioved celebr

Zaccaria in rilievo;

il li-

messa

il

cardinal Archetti e nel veneril

d fece la funzione

cardinal Roverella.
funzioni, oltre

Decorarono

le

sagre

25

bro superbamente legato delle Brevi notizie della chiesa e monastero di s. Zaccaria; ed un calice ben lavorato e ornalo
di pietre preziose, di cui fece poi uso
il

cardinali e prelati, gran uobilt

romana,

veneta ed estera, che d'ogni parte affluiva continuamente a Venezia, per venerare

Papa; che commosso


fortate la badessa e

di
le

gradimento, conmonache con ac,

Pio Vii e ammirarne l'amabili qualit, che duvauo risalto alla sublime dignit.
Inteneriti tutti,
il

concie parole e

la

benedizione

dopo

a-

quando

uel gioved santo

ver ammirato l'elegante e prezioso archivio riordinalo dal camaldolese p. ab. Nachi, parli fra'plausi della gente accorsa e lo strepito di copiosi mastii. Nella malti

Papa, dopo aver portato processionaimente il ss.Sagramenloal Sepolcro, nella gran sala esegu la Lavanda de piedi a i3 poverelli; e quando nel venerd santo
a piedi
lati,

na della

3.

festa di

Pasqua, col
si

solito

no-

bile treno,

Pio VII

rec alle benedetti-

scalzi,

imitato da'cardinali e pre-

ed

altri cospicui

personaggi,

si

rec

all'adorazione della Croce. Sull'adiacente piazza fu conservato


il

ne di s. Lorenzo, ricevuto dal cardinal Somaglia, da vari prelati e patrizi veneti: celebr la messa e indi assist a quella d'un cappellano segreto, essendo l'apparato della chiesa elegante e decoroso, cos la musica. Indi pass alla contigua

buon ordine
in

da numerosa soldatesca ex veneta, e

chiesa dall'imperiale. Nella stessa patriarcale Ja mattina di Pasqua, il Papa pontific la solenne

chiesa di

s.

Sebastiano, ed
il

ammise

in

ma-

messa coll'assistenza di 28

gnifico trono a baciar

piede a moltis-

cardinali, di tutta la prelatura, di nobili

sime
in

dame

e distinte persone.

Entrato nel
badessa e le

veneti e stranieri;

dopo

la

quale pass

monastero

fu trattato di lauto rinfresco,


corte.

ad una gran loggia


te fuori del

eretta appositamentempio a spese de' patrizi a ci deputati, doudecomparlformalrnente la benedizione papale all'immenso po-

uno alla monache al

Ricev

la

bacio del piede, e grad

da

quella una specie di palma di


fnti legati

scelti fiori

con

fittuccia d'oro e simile fioc-

compunto e giubilante di fstoseacclamazioui. La 2." festa di Pasqua


polo, tutto

co, colla dichiarazione d'essere

un segno

anticipato dell'oblazione che

Pio VII

port alla chiesa delle benedettine di s. Zaccaria, splendidamente adsi

va

fargli

il

proponemonastero (a Venezia pure le


si

monache sono

gentilissime

io

ammiro

dobbala, ricevuto dal cardinal Somaglia,

l'accorto e grazioso pensiero nell' offrire

i6

VEN
rosa e
c;o

VEM
segreto ragionamento: esso poi
a'

una palma, onde sopperir quelle che il Papa non ovea potuto be-

una

20

part per
y

Palermo

(il

eh. Pistoiesi,/'//*/ di

nedire nelle corrispondenti funzioni,


correnti nella
di

ri-

e nella 6.
1

'

domenica
s.

Quaresima). A'

si

condusse a

Pio VJ[ di quanto vado descrivendo ne d distinta notizia: egli dunque dice che il duca si present in Venezia, sotto il

Maria

delle Grazie in isola, ricevuto dal


(il

nome

di

conte di Maillary).
s.

Il

19
la

si

tra-

nobile Caterino Corner

quale poi do-

sfer all'isola di

Clemente,visil
il

chiee-

n
eli

al

Papa

il

suo palazzo, detto Corilei


i

sa, die'nel

coro a baciare

piede agli

ner della Regina, ora luogo


piet, per averlo alienato
riti

monte benemelo

remiti camaldolesi, ed a molte altre perso-

ne,ed entrato nel chiostro,

si

ferm qualreli-

conti

Cavanis, a' quali in seguito


:

che tempo benignamente con alcuni


giosi.

die'Pio VII

tutto narrai nel Xll,n.i6),

Fu

poi ossequiato a

s.

Giorgio dal-

dal Papa fatto suo cameriere segreto di

l'arcivescovo di Milano, e da'vescovi di

spada e cappa

(e

come
il

tale lo trovo al se-

Modena
si

guito pontifcio nell'andata e ritorno di

dottosi nella chiesa de'ss.

Pio VII a Padova,


lo

quale distinguendo-

Domenica 20 conA postoli, iu cut celebrava pomposamente la festa titolae di Rimini.

con particolare benevolenza ed adizioil

re,

fu ricevuto da' fratelli della scuola e

ne, e per quanto altro dir poi, mosse

da'sacerdoti alla riva, e sulla porta del

Corner all'atto generoso; inoltre lo tro\o nel corteggio del Papa quaudo part da Venezia), e da'sacerdoli di quel monastero delle cappuccine. Orato in chiesa, entr nel claustro, ove ammise al bacio lei piede nominati e le monache, lasciani

tempio dal cardinal Vincenti. Ricevuta la benedizione col ss.Sagrameuto dal cardinal Somaglia,in sagrestia permise che gli
baciassero
dalizio.
Il
il

piede

il

clero e
i

capi del so-

21 ricev

deputati della sos.

cietdegli avvocati, del capitolo di

Bar-

dole piene di spirituale consolazione, Nel


d seguente
si

tolomeo, del Friuli, de' ma astri della dottrina cristiana; e nel


l'isola di s.

port alla chiesa di

s.

Ci-

priano di Murano, e dopo pregato

sal al

pomeriggio aud alElena a orare nella chiesa de'


il

contiguo collegio de'somaschi, ove

ami

monaci

Olivetani, a' quali die'poi

piede
sud-

mise con paterna bont


bili

religiosi,

no-

a baciare. Nel d seguente e nelle ore po-

convittori e
il

seminaristi. Essendogli
fr.

meridiane all'improvviso recossi

al

presen itilo

p.

m.

Pio Giuseppe Cad-

detto palazzo del patrizio Caterino Cor-

di gi procuratore generale
ni, l'accolse

de'domenicalo

ner alla Giudecca, ricevuto con ogni die sorpreso quel

con distinzione,

conferm

vicario generale dell'ordine de'predicatori, la

mostrazione ossequiosa ; rest commosso ragguardevole veneto di


tanta graziosa benignit, consolato in ve-

predecessore Pio VI, l'assunse

morte del A'i8 recatosi al nobile monastero di s. Maria r delle Vergini, fu ricevuto da mg. Gallecui protettoria vacata per
egli.

der

visitata dal

supremo Gerarca
insigni
ss.

la

sua

cappella domestica, da
sagri

lui arricchita di

ornamenti e
s

Reliquie, e

rati-Scotti; fatte preghiere nella chiesa,

ri-

confuso per

segnalata onorificenza. Donell'isola di


s.

cevute

in sagrestia

molte persone al bacio

po

di ci

il

Papa torn

Cle-

del piede, altrettanto fece colle

monache

mente
si.

a fare orazione nella chiesa, e vi

e parecchie

dame

nel monastero. Nello

sitare nel chiostro gli eremiti camaldole-

stesso giorno accolse

ad eguale omaggia e con distinzione il principe Carlo Ferdinando d'Artois duca di Berry (la cui real vedova da vari anni soggiorna in Venezia nel proprio palazzo,

Restituitosi a s.Giorgio, concesse udienss.

za a' canonici del

Salvatore ed
s.

a'

cap-

puccini.

A'23

festa di

Giorgio martire,
p.

come

notai nel

secondando l' invito del monaci del monastero da


in chiesa a celebrare la

abbate e de
cal

lui abitato,

XlV,n.3),econ

lui

si

trattenne in luo-

messa all'altare

VEN
Santo litolare, e ne ascolt altra ila un suo cappellano segreto; dopo di che in sagrestia appag le pie brame delle dame, d'altre signore ed altri, con far loro baciare il piede. Indi aggradi un rinfresco della monastica comunit. Nel pomeriggio torn a visitare la chiedel glorioso
sa, e
alle
si

VEN

17

retto corrispondente in chiesa, accolse al

bacio del piede le religiose e molte dame, e


fu presentato di rinfresco. Nel d seguente
si

condusse alla

visita della chiesa di

s.

Bia-

gio alla Giudecca, bellamente ornata, e

vener al suo altare il corpo della beata Giuliana Collallo. Ammesse varie dame
in sagrestia al bacio del piede, altrettan-

prest poi a far baciare


e altre

il

piede

dame

persone
nel

accorse. Nel

to

monastero delle eremi te nella parrocchia de' ss. Gervasio e Protasio, e dopo visitalo il ss. Sagramento, permise alle monache che gli baciassero il piede. Tornato alla sua red seguente

and

permise ad altre di esse nel monastealle benedettine, trovandolo illuminato e addobbato con pompa. Oltre
ro e
rinfresco, gli fu offerta
di fiori,

una magnifica con on libro nobilmente legato, unitamente a un cail

ed elegante mappa

sidenza, concesse udienza a' filippini di

lice

Venezia, ed

a'

deputati del capitolo di

lissimi lavori dorati.

d'argento grandioso e fregiato di belGioved i.maggio


nella chiesa di
s. Anna, e nel monamonache e le dame gli
l'

Concordia. Altrettanto nel d seguente


ottennero que'd'Asolo e del suo capitolo,
l'arcivescovo d' Udine, allora metropoli-

and

stero lasci che le

baciassero

il

piede, visitando

inferme,

tano dell'Istria e Terraferma, ed


vi di

vesco-

come
tefice,

soleva fare, tutte confortando colle


la

sa di

Lodi e Gubbio. A'26 visitata la chies. Giacomo alla Giudecca, de' serquella delle benedettie

parole di padre e
il

benedizione di Pon-

viti, si trasfer in

che sempre praticava. Di l ritorn alla Certosa, ed orato nella chiesa


s'intrattenne co'religiosi. Nella sera accolse
il

ne
l

de'ss.

Cosma

Damiano
r

magnifica-

mente ornata. Entrato nel monasterocol'a rei

vescovo di Lavant. A' 2 pass a

vescovo di Milano e mg. Gallerati-

visitar la chiesa del

Redentore, ricevuto

Scotti,

ne permise l'accesso a molte perso-

dal cardinal

York,

e nella sagrestia die'a

ne, che colle


de.

monache gli baciarono il pieLa badessa gli fece presentare dalla pi giovane dell'educande una mappa rappre-

baciare
nel

il

piede a'eappuccini, ed entrato


visit
i

convento ne

maiali. Nel d

seguente portossi
di
le
s.

alla chiesa e

monastero

sentante un piccolo triregno, circondalo da una ghirlanda di scelti fiori; ed una


cassettina con ricca pianeta di

Chiara, appagandole pie

brame dels.

agostiniane. Nelle ore pomeridiane del


fece ritorno alle

ganzo d'ar-

monache

di

Zacca-

gento fiorato guernita d'oro, colla stola e manipolo, amilto e camice con eleganti
merletti, e cingolo di seta con fiocchi d'oro.
I

ria,

or nel coro ecomodamentegir pel

s.

monastero. Nel seguente luned festa di Pio V, celebrandosi solennemente in


Gio. e Paolo,
di
vi
si

deputali lo servirono di nobile rin-

ss.

rec e venne rice-

fresco.

Nel pomeriggio de'28, visitata

la
9.

chiesa delle

monache francescane

del

Sepolcro, l'altare col miracoloso simula-

Ges morto, e il sotterraneo ove si custodiva, pass nell'adiacente monastero a rallegrare le monache colla sua becro di

e Luni-Sarzana domenicani, dal vicario generale, dal p. maestro del s. palazzo, dal p. segretario dell'Indice e da tutta la comunit, a cui eransi unite quelle degli altri domenica-

vuto da'vescovi

Como

ni di Venezia.

Celebr
la

la

messa

ali' al-

nedizione e concessione del bacio del piede, e con visitarne


dosi poi gustare

tare maggiore, ascolt quella d'un cap-

due inferme: degnanun rinfresco. A'29 fu al

pellano segreto, visit

cappella del

ss.

riva da

monastero delle teresiane, ricevuto alla r mg. Gullerali-Scolti. Ordal co co.

numerosi fratelli baciarono gli il piede; onore che compart in sagrestia a molte dame e altre persone, e nel
Rosario,
i

cui

voi. xeni.

(S&bflm&ivb

WMA

18

v H

R
1

V
fiori
ili

EN
la-

convento (da lui ahitnlo ila 12 ottobre al i. dicembre 1791), prima d'entrare in conclave) a tutti religiosi, dopo il riofresco accettando un mazzo di fiori di seta di pi belli che si lavoravano a Vicenza, coll'immagine in seta del Santo adorno con merletto d'oro. Nel pomeriggio and dngli eremiti camaldolesi di s. Clemente in isola. A'6 sapendosi che il Papa voleva visitare s. Giovanni Nuovo, tutta la strada fu vagamente ornata eie finestre con ricchi drappi. Numerosa truppa avea ali
1

finissimo filo ingegnosamente

vorala, con

un merletto

intrecciato per

rocchetto. Nello stesso giorno, col moto-

proprio JYos voUnieSy

Datum

cnetiis-

'

ex monastero
piai data

s.

Georgii

MaJori

(eolla

sono
in
1. 1

tutti gli alti ilei

pontili

calo e delle lettere pontificie, finche Pio

VII dimor

Venezia), presso
1,

il

Bull.

Rom.

coni,,

p. 3,

concesse grazie e

privilegi n conclavisti intervenuti nel con-

clave di Venezia; e con l'altro moto-pro-

prio del

medesimo giorno, Nos


1

volente*,

la testa

il

maggiore

di piazza e

il

tenente

loco citato, p.
legi a'

3,

accord grazie e privial

generale Manfrault. All' avvicinarsi del

dapiferi inservienti

conclave.
letto de'

Santo Padre, da'balconi si sparsero fiori, e due fanciulli graziosamente vestiti fecero ilsimile dinanzi la chiesa. Fra la venerazione e la gioia del numerosissimo
popolo, pervenuto alla chiesa, vi fu ricevuto dal cardinal Giuseppe Doria, da

Fra

questi e fra'concla visti vi

ho

non gi del veneto cardinal Flangini. A'g accolse gli Giacqui del capitolo d'Oderzo, e si port all'isola de' monaci echi tar isti armeni di s. Lazzaro (e lo
veneti, e

notai in quell'articolo,che va tenuto presente per altre notizie), ricevuto alla riva

mg/
gnani

Gallerati-Scotti e altri prelati, dal

clero eda'nobili deputati. II cardinal


die'la

Du-

benedizione col venerabile.


il

Riusc di edificazione vedere

Sommo

mg. Brancadoro segretario di propaganda, da mg. Nuzzi, dal marchese Giovanni de Serpos camedal cardinal Borgia, da
1

Pontefice recarsi nella casa del parroco

riere segreto del

Papa, dal superiore (abStefano Aconzio Ruver,

perconsolare un benefattore della chiesa,

bate generale
poi dal

p.

che ardendo del desiderio


ivi
si

di baciare

il

Papa
il

fatto arcivescovo di Suinia,

piede e esser benedetto,essendo infermo,


fece portare. Poscia

nel quale articolo dissi, che


pellato

prima

inter-

ebbe luogo un

rinfresco. A '7 visit la chiesa di s.Caterina

patriarca di Venezia cardinal Flangini, questi fu favorevolissimo all'i n-

magnificamente decorata, ricevuto dal


clero eda'nobili deputati, fra'quali
te
il

troduzionediquesta dignit nella sua diocesi patriarcale,

con-

per l'ordinazione nel rito

Antonio Wid man

fratello di

suor M."

armeno

de'giovani monaci, e d'allora in


gli altri

Eletta badessa del contiguo nobile e


esso entrato,

ma-

poi ne furonopureinsigniti
sori abbati generali della

succes-

gnifico monastero, pur messo a festa. In

ammise benignamentetutte
bacio del piede, presentato

gregazione) e dagli

altri

medesima conreligiosi del moil

le religiose al

nastero. Entralo in chisa a venerare

ss.

di rinfresco, d'una
fiori artificiali,

gran mappa d'eleganti e d'un calice d' argento

Sagramenlo nella sua cappella, trov il Papa lateralmente all'altarealcuni monaci in abili

dorato con superbi lavori. Nel seguente giorno and nella chiesa di s. Maria della Celestia,

sagri del loro rito, che secondo

questo cantarono sagri inni. Trasferitosi


nella sagrestia,

riccamente parata, ed entr

monastero a far baciar il piede alle monache, all' educande ed a molte dame,cui colla solita indulgenza permise
poi nel
l'ingresso.
dell'

molte

dame

e signore

ammise al bacio del piede armene e di altre

Dopo il

rinfresco

la

pi piccola

educande, con breve complimento in versi, umili una bellissima mappa di

Quindi salito nel monastero con modi ricev a eguale omaggio il rtn.p. superiore con tutti monaci e collegiali, non che molti connazionali armeni e altre persone. Successiva mente fu
nazioni.

paterni

VEN
servito di squisito rinfresco, ed in luogo

VEN
Ballar.)
diretta a
p.

19

21, affettuosissima e grave

apportato tutta
tit, l'altezza

la

sua corte

nobile. In

tutto V Episcopato cattolico,


la

quel tempo fece una sorpresa a Sua Sanserenissima del cardinal du-

per partecipargli

sua assunzione al

pontificato, e la sua riconoscenza all'im-

ca di

udienza rng.
lesini

York. Nella mattina de'ioriceva r Francesco de'marchesi Povescovo di Parenzo colle prime dii

gnit del suo capitolo, e

deputati della

cattedrale di Mantova. Nel pomeriggio


si

maII, deplorando che angustiavano la Chiesa eineulcaudone calorosamente il riparo. Nel di seguente si port colla sua gondola nobile e con numeroso corteggio alla chiesa
peratore Francesco
i

li

port a visitare

la

chiesa della Presenil

parrocchiale di
vi
si

s.

Paolo, in occasione che

tazione allaGiudecca,e

luogo pio delle

celebrava

la festa di s.

Giova tini Netrovarono


il

Zitelle, ricevuto dal clero e da'deputati.

pomuceno. Alla porta

vi

si

All'ingresso del conservatorio si trovareo no le governatrici, dando il piede a baciare a varie

tenente maresciallo Manfrault col mar-

chese Ghislieri, ricevuto dal clero e da*


deputati, dal cardinal Pignattelli e

dame,

e salito nel conserva-

da

torio feceil simile co 'superiori e le zitelle.

A' 12 tenne concistoro segreto per varie


chiese vescovili, coll'intervenlo di 21 cardinali.
alle

messa al maggior altare, poi ascoltando altra d'un suo

mg.

sagri* ta. Celebr la

cappellano segreto. Indi in sagrestia sotto magnifico

E nelle

ore pomeridiane
di Castello,

si

trasfer
o-

baldacchino ammise

al

ba-

cappuccine

che dopo
e

cio del piede le

dame

e le signore della

rato nella chiesa ricev al bacio del piede, coll'educande, diverse


ro.
Il

parrocchia. Ritornato in chiesa visit l'or-

dame
di
la
s.

il

cle-

natissima cappella delle copiosissime


e passato nella canonica gusl
sco. Gli fu offerto

ss.

i3 and

al

monastero

Giusepchiesa, e

Reliquie, e la cappella dedicala al Santo,

pe di Castello, visitandone
poi

benignamente permettendo il solito omaggio alle religiose, agli addetti e alle dame. Oltre il rinfresco, ebbe in dono due ingegnosi lavori di filigrana a forma di reliquiari, guerniti di fiori di lama d'argento, con in mezzo l'immagine iu rilievo
di
s.

un rinfreun elegante mazzetto


calice

di fiori finti,

un magnifico

d'ar-

gento con lavori messi a oro, ed un bellissimo Crocefisso d'argento da tavolino con croce di lapislazzuli ornata d'angeli

d'argento sostenenti
bacio del piede
i

g'

istromenti della

Domenico e

dis. Agostino, fissati

Passione. In altra nobile


al
il

camera ricev
il

su basi di legno cirrato e coperti da

pane
nezia

di cristallo. Nella sera


il

camgiunse io Ve-

parroco,

nume-

roso clero,

nobili deputali, e molte per-

marchese Ghislieri invialo dell'im-

sone distinte della parrocchia, rimontan-

peratore, e nella mattina seguente tratte-

do

in

gondola fra

le

acclamazioni d'imsinfonie

nuto a lunga udienza. Questa accord pure al reale principe di Cond", e pare anco col nipote duca d' Enghien, come leggo nel Coppi e nel Bellomo, con tutte le distinzioni dovute a! suo grado: era arrivato ancor esso in Venezia nel d precedente e ne parti subito. In tal giorno visit la chiesa e il monasterodi s. Marta, in una cappella privata del quale vener
l'insigne reliquia d'un' intera

menso popolo,
ta.
le

rallegrato dalle

dell'orchestra, con molta truppa schiera-

Nel dopo pranzo and alla chiesa deb domenicane de! Corpus Dotninit ricecol

vuto dal clero e da' deputati,

canto
pie-

dell'acce Sacerdosfllagnus.'EiilvalQ nel

monastero, nel coro


de
alle religiose,

die*

a baciare

il

all'educande e alle da-

me

graziosamente introdotte. L'educan-

Mia mano;

poi fece baciare


agli altri.
clica,

il

piede alle

monache
il

da Quirinicon elegante complimento gli oifi un bel mazzetto di fiori, con un su-

A' i5 pubblic
satis

la lettera enci-

perbo reliquiario

di metallo

dorato di
dito di
s.

Diu

vidcmur, presso

citato

gotico disegno, contenente

un

ao
un decoroso

VEN
il

VEN
Papa bramosissimo
di recarsi a

Caterina da Siena, e indi fu imbandito


rinfresco.

Poma

Prima
ss.

di partire

(V.) sua propria e vera sede, per riordinarvi tanto


civile,
il regime ecclesiastico che il energicamente fece tanto, che su-

vener un prodigioso
la cappella interna.
1

Crocefisso, nel-

Nel pomeriggio de'


le

7 torn a visitar la chiesa e

cappucci-

per

le gravi dilcolt

degli austriaci e
i

ne di s. Maria delle Grazie. Nella seguente mattina poi, il Papa fece in s. Giorgio Maggiore la solenne consagrazionedel cardinal

de' napoletani,
di lui stati,
*

che avevano occupato

mentre sospettarono alcuni desiderarsi da ambedue quelle potenfacilmente disporre secondo


1"
le

Uertzan

in

vescovo di Subaria, colla messa


e

ze di tenerli sino alla pace, per poterne


pi.

letta, alla

presenza di 17 cardinali, molti


gli assistenti
la

occor-

vescovi e prelati, oltre

renze
pi,
il

Tuttavolta, riferisce

il

cav.

Cop-

monastica famiglia, nobilt e popolo, leggendo la dotta ed eloquente omelia, Episcopalis consecrationis s a cr amento ^vxbblicata colle

re

Papa ottenne che Ferdinando IV delle due Sicilie, coerente al dichiaranon

to anteriormente al sagro collegio,di

stampe e dal Bull, citato, p. 26. Nelle ore pomeridiane visit nuovamente la chiesa di s. Clemente degli eremiti camaldolesi, ed in quelle del seguente

custodire

Roma

e le provincie, che per

restituirle al nuovo Papa, acconsentisse di consegnare quella parte ch'era in suo potere, e Francesco 11 imperatore solo rite-

giorno

visit

nemente esposto
ricevuto dal
prelati,

Sagramento solenMaria Formosa, cardinal Roverella e da 5


il

ss.

nesse le Legazioni e Ancona.

Dunque

Pio

in

s.

VII riebbe soltanto di sua Sovranit, da Fano a Roma, e da questa a Terracina. Pertanto in questo giorno

ricevendo
piede
nel

la

benedizione dal car*


e ad

nomin

in

dinal Pignattelli, indi in sagrestia fece

baciare
altri.

il

al clero, a'deputati
si

Venezia una congregazione composta de' cardinali Albani, Roverella e Somaglia,


i

A'20

pomeriggio

port alla

quali

chiesa delle servite, dette cappuccine, ac-

sero in
del

colto dal cardinal Somaglia e da


grista, e poi entrato nel

mg/ sarice-

monastero

la consegna governo secondo le graziose intenzioni manifestate da Ferdinando IV. Intanto


i

come legati a latere Roma, e ricevessero

lo precedes-

v
so,

le

monache

al solito atto ossequio-

progressi
nella

accettando vari divozionali e

4 mappe

nuovamente da' francesi primavera in Germania e in Italia,


fatti
gli

di bellissimi fiori lavorati dalle religiose.

indussero

austriaci a restringere le lole mire avvenne a'22 giugno ebbero

A'21 recossi alla chiesa dell'agostiniane di s.Andrea magnificamente ornata, essendo di fuori numerosa orchestra. Nel monastero fece baciare il piede alle monache, all'educande e
se, e

ro armate, nello stato papale, e


della politica; e

da tutto

ci ne

che
tri

legati apostolici
la

finalmente
d

consegna

di

Roma

cogli al-

alle

dame ammesil

paesi amministrati da'napoletani, e nel

dopo

il

rinfresco ricev

dono d'un

25

quelli delle provincie

governate da-

messale nobilmente coperto di velluto


cremisi, con eleganti riporti d'argento,
colle

gli austriaci,

da'dintorni di
le

Roma

sino a

Fano. Ambedue
r
le

potenze lasciarono pe-

immagini

de'ss.

Andrea

e Agostino.

loro truppe nelle fortezze e ne'posti

A'22, festa dell'Ascensione, si degn ordinare sacerdote nella sua privata cappella il monaco di s. Giorgio d. Antonio
Boeiio, e nel pomeriggio visit
di
s.

militari dello stato pontificio. Alcuni, co-

me

il

Cancellieri,

riferiscono la

nomina
il

de'legati

a*23 maggio. In questo giorno

la

chiesa

Papa

si

port

alla chiesa

di

s.

Giustina

Clemente

in isola. Rilevai nella bio-

delle agostiniane,ricevuto dal prelato Gal-

grafia di Pio,

VII e altrove, die si

trat-

lerati-Scolti,dalcleroeda'deputati, e passato poi nel monastero* assiso in magnifi-

t di farlo restare in Veuezia, o di trasferirsi

a Vienna fino alla pace generale.

Ma

co trono, ammise le

monache

nominati

V
al bacio del piede, e

EN
gradi un nobile ringli

VEN
present un

11

d'attaccamento e di vozionealla sagra per-

fresco;

mentre

la

badessa

sona del Capo

visibile della Chiesa.

A Liz-

ben lavorato secchietto d'argento coli' aspersorio, ed un eccellente quadro esprimente la 15. Vergine col Bambino, S.Giustina e altri Santi,

za Fusina trov 3 carrozze del palazzo

apostolico, ricevuto
gi

da

distinti

personag-

veneti e forestieri, essendovi sul ponschierata la truppa tedesca, e poi

d'argento coll'arme

con bellissima cornice pontificia. A* 24 s


'

tile

un

rec dagli eremiti camaldolesi

s.

Cle-

distaccamento di cavalleria per l'accompagno ; e giunto al Dolo, disceso dalla


propria carrozza, mont in quella pi magnifica inviatagli in
sa

mente

in isola, e poi pass nell'antichissi-

mo
sa
s.

monastero

delle benedettine di

s.

Cro-

dono

dall'arciduches-

ce alla Gindecca, venerando prima in chieil ss.

Sagramento ed

il

corpo del dottore


ss.

Atanasio. Nella cappella interna or a-

Marianna, cha trov a Padova, ove alloggi nel celebre monastero di s. Giustina, in cui da giovane era stato studente
novizio, onde per

vanti l'insigni reliquie della

Croce, del

memoria gli

lasci

il

suo

corpo intatto

colle sue vesti della b.

Eufe-

cappello cardinalizio. L'abbate di quel

mia

Giustiniani, ed

cogli abiti pontificali di

una camicia di scotto s. Lorenzo Giustiil

nastero d.

moGio. Alberto Campolongo, rile

splendette tanto a' suoi occhi per


virt,

sue

niani,

un individuo
le

della cui famiglia, con

al! ri nobili veneti, assisteva

Papa. Ri-

che poi lo voleva fare vescovo d'Adria e designava al cardinalato, se quel

cevute

monache
il

al bacio del piede, os-

degno
l'ab.

figlio di

s.

Benedetto non avesse

ri-

servato tutto

vasto monastero, accett


cisellato

fiutato cosi eminenti onori.

Abbiamo

del-

un messale coperto d'argento


la vita della b.

Giuseppe Gennari, con note

dell'ab.

la

Eufemia. Si port poi nelchiesa incontro delloSpirito Santo deb


consol
le

Domenico Tiatoje Memorie compendiosoggiorno iti Padova di Santit Pio VIIy Padova 1800. Dopo essere stato onoratamente festeggiato in Padova, ne part all'ore 7 antimese sull'arrivo e

l'agosti fiiane sulle Zattere, indi

Sua

religiose colla sua presenza, che gli ofFri-

frirono

un

finissimo rocchetto con asola

d'oro e guernitodi ricco merletto, ed una


sloia

ricamata

in oro.

no pubblic

colla

medesimo giorlettera, Ex quo EcclcNel

siam, l'universale Giubileo, che fu stampata in Venezia, come altri atti. Nella domenica de'25 maggio, desideroso Pio VII
di venerare la

3o maggio; montato ne discese poi alla porta del Portello,alla cui riva era pronto il nobile burchiello, e navigando sulla Brenta per restituirsi a Venezia. Giunto a Lizza Furidiane di venerd
in carrozza,
sina,
la
si

dest

un universale giubilo

nel-

tomba

turgo s. Antonio di il mezzod, servito alla riva da' cardinali Poverella e Pignattelli, parti da s.^Giorgio per

taumaPadova, poco dopo


del glorioso

moltitudine d'ogni grado e condizione,

ch'erasi recata a incontrarlo.

Appena due

ore

dopo mezzod

si

distinse dall'alto del

Padova

in nobile burchiello o
il

bucintoro, nel quale

suo gabinetto era


la

campanile dis. Marco, oltre s. Giorgio in Alga, il maestoso naviglio, tutte le campane della citt cominciarono suonare a
festa,

parato di damaschi cremisi,


ste,

sala pei

per darne
si

il

sospirato annunzio. In

prelati di bianco, e l'esterno di seta cele-

un momento
vago ordine

vide circondato da una

essendo il coperto adorno de'pontificii stemmi,con 7 mistiche navicelle iughirlanfiori: altro simile

moltitudine di legni, che scorrendo con


Io

corteggiarono in tutto

il

date di

portava

la

corte

corso della Laguna.

La

nobilt,

il

clero,

e l'equipaggio,

accompagnato da numesi

tutti gli ordini de'cittadini,

dimentichi di
lo-

rose nobili goudole de' patrizi veneti, che


in

ogui altra cura, per affetto spontaneo di


divozione, fecero a gara di attestare
il

ogni occasione
le

distinsero e edificaro-

no, nel dare

pi sincere dimostrazioni

ro attaccamento a Pio VII, eletto nella pa-

22
tua
loro.

li iN

VEN
dei e nella di lui persona risorto
il gran Pio VI, e che quel fausto giorno fosse il 5
i

Gondole, battelli, e barche d'ogni forma, peote adorne di seta e festoni a vari colori, singolarmente di parecchi
parrochi e del loro clero, caicchi e bui t Incili con ondeggianti bandiere facevano

maggio
te, e

782: dolce illusione d'un istanBelluino. Giun/[

perci ancor pi degna di compassio-

ne!
to

Tanto osserva anche il

una
e in

vista assai biillante,siccome tutte gaie

il

nobilissimo convoglio, alle ore


s.

po-

mille guise adorne; rallegrala da


seguito, e che

meridiane,alla residenza di
giore, fra
il

Giorgio Mag-

tuoi ti musicali strumenti,cheaccouipagna-

replicalo e fragoroso

rimbom-

vano
da

il

univano l'armonio-

bo

dell'artiglierie, e le

pubbliche entusia-

so lor buono al busso


tanti

mormorio dell'acque

stiche acclamazioni, fu ricevuto alla ri-

remi agitate, dal concerto delle


e da' replicati evviva del giubi-

va da 5 cardinali, da gran
lati

numero

di pre-

campane
priva
se,

lante e divolo popolo


le rive,i

immenso, che cole

ponti e

finestre delle ca-

quanto lungo il canale della Giudeeca. Tulio insieme formava uno spettacolo
sorprndente e commovenlissirno, avente l'aspetto d'un vero trionfo, e che sol pu
(Uri re la speciale e unica situazione della

monaci cassinoti. Visitalo il ss. Sagra mento, si ritir nelle sue stanze. Nel d seguente visit nel pomeriggio la chiesa e il nobil monastero delle cauoe da'iuoi

nichesse Lateranensi di s.Daniele,che

amrin-

mise

al bacio del piede,

gustando

il

meravigliosa Venezia, fabbricata nel


re
!

mala

A render pi

lieta la festa,
il

concorse

un bel secchiello d'argento per l'acquasanta, avente in mezzo la reliquia di s. Pietro apostolo, ed una stola di fondo rosso con elegante ricamo
intrecciato di perle. Nella mattina del i.

fresco e accettando

tranquillit dell'onde, e

velo delle nu-

vole, clie dall'ingresso del Beatissimo

Pas.

giugno giunse
ca di
e
la

dre nella Laguna sino all'approdare a


sole,

in Venezia Ferdinando duParma, coll'arciduchessa sua moglie


figlia, e tosto si

Giorgio, ripararonoglisplendenli raggi del


il

principessa
il

recarono

quale nascondendosi fra di

esse,

ad ossequiare

Papa, ricevuti

colla
il

magil
li

parve che auch'egli volesse concorrere a render meno disagiata e incomoda la lunga dimora del Papa a cielo scoperto, per appagare l'universale desiderio. Poich, per compiacere il comun giubilo,con amabile gradimento, il benignissimo Pio VII si degn 6tare sulla prua del burchiello,
consolando tutta la popolazione colla giovialit del venerando suo volto, e impartendo a
lutti

giore cordialit, baciandogli

piede,

Papa
sit e

li

fece ospitare nel monastero,

vi-

tenne seco a mensa.


visit la chiesa e
il

Dopo

di

questa

Pio VII
le

cappuccine

di

s.

monastero delGirolamOjChecon molinchinarsi al bacio del

te

dame poterono

un rinfresco, un quadro eccellente rappreseutante s. Girolamo, ed una pianeta bianca con ricami di seta e
piede: offrirono oro. Nella sera
i

con effusione d'intenerito a-

reali ospiti

si

congedaroe pei
il

rmo
alla
il

l'apostolica benedizione. In

mezzo

no dal Papa e partirono per Padova


loro stati, perch
i

corona de'prelati,ilPapa a vea a destra rappresentante imperiale marcheseGhied a sinistra


il

francesi valicato

Po,

aveauo

di

nuovo

gi occupato Piacenza. In

slieri,

patrizio veneto Cate-

questi pericolosi frangenti,narra l'ab. Bel-

rino Coi uer,suo cameriere segreto di spa-

lomo,il cardinal Hertzan opinava che

da

cappa (nella famiglia pontificia figura il 3. nominalo, il 2. il conle Widman sunnominato, e il i , il marchese Costane

dovesse
s

il

Papa andare

in
io

non Roma, ma ben-

rimanersi colla corte

Venezia o altra

cittadella monarchia austriaca. Diversa-

tino Balbi genovese)e specialmente addet-

mente
di

risolvette Pio VII, a cui l'aspetto

un trionfo il suo ingresso di ritorno a Venezia, alla quale pareva in quel punto riveto alla sua sagra persona. In breve, fu

del pericolo aggiunse

un pi

forte slimolo

Roma. Laonde mirando al governo spirituale del


affrettare la sua partenza per

VEN
gregge cattolico, che star dee congiuntoal centro di unit, indirizz in forma di breve
la lettera

VEN

23

Vtmerabilibus fratribus ac
ri-

mattina di gioved 5 giuguo, Pio VII si port a celebrare la messa nella superba cappella del palazzo alla Giudecca del suo
cameriere segreto Caterino Corner, ed assist a quella

dilects filiis ,Nuncis apostolicis t Arche-

piscopis et, a'2 giugno, colla quale

d'un cappellano segreto.


rinfresco, di
il

Fu
cui

chiam da'nunzi
e

e dall'Episcopato

le fa-

poi servito di soutuoso

colt loro accordale dal suo predecessore,

partecip

la

corte nobile. Indi

uobile

nominatamente quelle

espresse dalle di

luiIetteredeirottobrei798,emanatedalla
Certosa di Firenze, insieme dichiarando
ro l'imminente suo viaggio
lo-

Corner umili al Papa il magnfico calice con lavori dorati cheavea usato, e l'ampolle d'argento. Nel pomeriggio,

dopo a-

perRoma. Ecpremu-

ver permesso ad un grandissimo


di

numero
Giorgio,

co che Noi gi siamo decisi di andarsene a

popolo ch'erasi affollato a


il

s.

Uoma,ovec'invitano

desiderii, le

di baciargli

piede,

come

fece nel ritor-

re e le voci incessanti de'Noslri popoli,ove

no,si trasfer alla chiesa e nobil

monaste-

Pietro principe degli Apostoli/ti quale per

ro delle benedettine d'Ognissanti, che ri-

divino

comando piant

col a se stesso
ci

a'suoi successori laSede,


stesso

ed chiama dallo

cev

al

consueto omaggio, col clero e de-

putali.

Grad

il

riufresco,

il

complimento

suo Sepolcro, e pare in certo modo querelarsi del Nostro troppo lungo ritardo". Aggiungeva per altro in questo breve
o'nunzija'vescovi^'delegatiapostolicijche
a quelle chiese tuttora oppresse dalle

in versi d'una

educanda, e l'ampolle d'ar-

gento dorato d'eccellente lavoro, ringra-

ziando
velo,

la

badessa del piviale o manto con


d
dell'

eleganti ricami d'oro e sua canestra con

me-

ricevuto nel

Ascensione.

desime angustie, e per

le

quali continuas-

sero le stesse cause infelici, intendeva che


i

prelati continuassero a ritenere le

memoi

rate facolt. Inoltre a' 3 giugno ricev

Giunto finalmente il tempo in cui Pio VII, entrato iu Venezia cardinale a' 12 ottobre iygg.dovea partirne Papa a' G giugno 1800, e come tale vi avea fatto
soggiorno
nel

ringraziamenti del capitolo di Padova, per

85

d,

impiegati ne'gravi affari


,

averne

visitalo la cattedrale,

ed un

reli-

della Chiesa e poi dello Stato

non che

quiario d'argento col fegato del b. cardinal Barbarigo veneto. Nel d seguente
dettine dell' Umilt, che
si

modo che ho

accennato, avendo in

un concistoro

gi preso

congedo da'earsi

rec alla chiesa e monastero delle benegli

dinali, nella detta

mattina del 6

por-

baciarono
1'

il

piede, e presentarono di rinfresco e d'una


scatola d'argeuto dorato per
ostie della
di

tarono ad inchinarlo e felicitarlo a s. Giorgio molti distinti personaggi. Si dimostrarono commossi di dispiacere per
la

messa. Ristringendosi

il

tempo

sua per-

sua parteuza, dopo aver ricevuto tan-

manenza

in

Venezia, uscito dall' Umilt,

te

prove di paterno

affetto e di predile-

Pio VII volle anche consolare le monache di s. Alvise, visit la chiesa magnificamente addobbata, e nel monastero ricev al bacio del piede l'agostiuiane, che dopo rinfresco, offrirono una pianeta di ganzo d'argento inlessuto a fiori d'oro e guernita da
simile gallone
:

zione,date loro e alla

citt, che pu a ragione andar superba d'aver avuto un tal

glorioso ospite, e d'averne

ammiralo da

vicino le virt singolari che l'adornava-

no, e resero per sempre veuerauclo e adorabile. Verso le ore 7 Pio VII usc dalle sue stanze e da una loggia rispondente all'orto die' la sua apostolica

nel partire osserv

il

deli-

zioso giardino. ludi pass dalle francesca-

benedidi

ne della Croce, dal cui coro or nella chiesa, poi fece loro

zione
corse,

all'

amata

citt e alle

persoue ac

baciare

il

piede: nel d sebel-

che mille augurii inualzarono

guente

le

monachigli mandarono un

prospero viaggio.

Dopo

ci per la nobile

lissimo rocchetto e diverse altre cose.

La

scala, seguito dalla coite,

da

tutti

ino-

*4
naci, e da gran
alla riva,

VEN
numero
di persone, scese
le, le

VEN
guito per lungo tratto l'avvenluroso naviglio, a cui era rivolta l'attenzione lilia-

ove eia schierala la truppa aulagrime degl' inconsolabili veneziani, che negli ultimi momenti mistriaca, fra le

speranze e

le

brame

del

mondo

cat-

randolo, e
v. 38). Ivi

le

sue benedizioni implorando,

da numerosa nobilt veneta e forestiera, che amb di rendere questi ultetolico,

dcducelant cum
co caicco, ove

ad Navcm\Act. e. 20, trov preparato un magnifisal


il

riori onori al successore di

s.

Pietro.
la

Le
sua

sublimi prerogative di Pio VII e


stargli in

Papa coordinali
,

Borgia, Caprara, Pignattelli

Giuseppe

impareggiabile affabilit, seppero acquiVenezia la venerazione e l'affet-

Doria e Bi aschi
e
il

col tenente-colonnello

to universale.

Non

contenta

la

divota po-

Calugi, aiutante generale della marina,

polazione veneta de' voti


bliche preci

fatti

per la sua
r

capitano Jansich aiutante del Quiriil

prosperit, volle anche ripeterli con pube


processioni.

ni;

resto della corte s'imbarc in diverII

Mg. Nicol

marchese Ghislieri, e il nobile Caterino Corner salirono in due altri legni. Era seguilo il convoglio da una decorosa peota de'monaci, da altre 6 mase lancie.

Bortolatti arcidiacono della patriarcale e


vicario capitolare, fece stampare: Prece? dicendae pr felici itinere SS. D. N. Pii PP. VII. Venetiis Andreola 1820. Fra le molle belle composizioni , che furono
fatte a

gnifiche de'parrochi de'seslieri della citt,


istoriate di sagri
cibile

emblemi,

oltre

un

indi-

Venezia

in

questa circostanza, gi-

uumero d'altre barche d' ogni sorte. Con questo imponente accompagnamento giunse il Papa alla r. fregata da guerra Bellona, armata di 4 cannoni, e
i.

Ad Gregis IniperiumCkris ti Patrwn mula vehebat - Ad Petri So*


r
il

distico:

gidella repubblica,comandata dal tenen-

lium vexitet unda Pium.Ln versione in un madrigale, la riporta pure Cancellieri, con un sonetto stampato. Ma non essendo favorevoli
trari,
i

te-colonnello Silvestro

Dandolo

patrizio

venti e soffiando coni

veneto, poi vice-ammiraglio sullodalo,


per condurlo a Pesaro, non giudicandosi

quasi che, favorendo

veneziani,
lidi s

staccar

non

volessero da'loro

pre-

conveniente da'eommissari austriaci che


viaggiasse per le Legazioni da loro rite-

zioso tesoro,

i.

r.

fregata
il

dov

tralte-

nersi alcuni giorni

dentro

canale dello
diporto, do-

Papa a bordo, con lutto suo accompagnamento. Nel partire da


nute. Sal
il

il

Spingon. Allora

il

Papa per

s.

vendo rimanersi

circa tre giorni

presso

Giorgio, appena erasi staccato dalla riva,

Malamocco,
se e le

ivi si

rec, visitando le chie-

una

salva

generale d' artiglieria, anche


il

delia fregata, e

suono

di tutte le

ne, unitamente alle voci

campad'immenso po-

di quel litorale, e

monache, come pure altri luoghi and ad ammirare l'opera sorprendente e grandiosa de'Mu raznel

polo rammaiicatoe affollalo sulla riva opposta della Piazzetta e in quella de'Schiavoni,gli replicarono gli augurii affettuosi
di felicissimo viaggio. Nel passar per la

zi,

Bargio della fregata. Ritornato a


vi-

quesla, appena a' io avea perduto di


sta
il

il

porto, che mutatosi un'altra volta

vento, fu da

un colpo

di libeccio tra-

Laguna

fu salutato con replicati spari di

sportato e sospinto alle coste d'Istria, per

artiglieria de'diversi bastimenti ancorati.

ventura

di quelle

popolazioni, nel litora-

Nel presentarsi

il

Papa

al

canale dello

le sino a Capodistria,

ed a Parenzo. In

Spingon presso il porto di Malamoco,alla Bellona, una nuova salva lo salut, ma dopo che vi ascese, rinnov l'apostolica
benedizione a'suoi
tutti quelli
diletti

questo porto Pio VII fu ricevuto dal vescovo Polesini, dal marchese .fratello, dal
clero e nobili, fra le acclamazioni del giu-

veneziani ed a

bilante popolo, esultante dell'inatteso av-

che l'aveauo accompagnato,

venimento, ed
le concessioni

il

Papa

sensibile fece quel-

da'quali collo sguardo e col cuore fu se-

che narrai ne] ricordalo ar-

VEW
ticolo.

VEN
no
Italico,
i

25

Ma

poi spirando vento propizio,

candellieri, la Croce,le tabelle

pot approdare a Pesaro felicemente ai


i

7, ed a'3 del seguente luglio fece

il

suo
di

furono trasportati nel 1807 (vivente ancora e regnante in Roma il venerando donatore!) a Milano nella chiesa della corte
sotto
l'

Ingresso solenne in
s.

Roma.

monaci

Giorgio Maggiore per ricordare un

invocazione di
si

s.

Gottardo, dove

tanto glorioso avvenimento fecero esegui-

tuttora
la

trovano. Quest'ultima notizia

re dal valente pittore Teodoro Matteini

ricavo dal cav. Mulinelli, che descrive


arredi, e
p-

Pio VII, collocandolo sopra il pilastro destro della cappella maggiore della chiesa con corrispondente lapide, da
il

ritratto di

tali
t.

daW Inscrizioni

Veneziane,
il

4i

4^7

e se o'> del cav Cicogna,

quale illustrando l'iscrizione mentovata

dove

fu poi trasportato sulla porta prinil

de'monaci, oltre
conclave tenuto

il

riferire le notizie sul


s.

cipale. Dall'altro canto,

Papa

a dare u-

in

Giorgio, elezione ivi

na dimostrazione e memoria
scenza alla chiesa di
talit
s.

di

ricono-

eseguita ;di Pio VII e del suo soggiorno,

Giorgio, per l'ospilui

narra pure molte delle

visite pontificie

che

data nel monastero a


r

ed

al

s.

col.

mezzo di mg. Tosi suo segretario intimo, a'i5 marzo i8o3 scrisse al p. abbate d. Bonaventura Venier,chein contrassegno d'animo memore e grato, gli manda vaperornamento dell'altare maggiore della chiesa di s. Giorgio 6 candellieri con la Croce; inoltre 4 a tl candellieri inferiori, eda ultimo le tavolette delle divi ne parole, che staranno presenti avanti agli occhi del sacerdote celebrante. Per verit sono essi di bronzo (dorato); ma sono
legio,a
'

ho compendiate sul Cancellieri, riporta la nota di 33 opuscoli, iscrizioni e carte


uscite in

Venezia per

la

detta occasione;

per di quelle per la morte di Pio VI, dicendo parlarne ove ragioner di lui. Discorre pure delle medaglie coniate in Venezia perPioVII,notificandochedi tutto

>

ne d minuta informazione laen'e cronologica de' pievani di Venezia promossi alla dignit vescovile, opera diAlessan*

dro Orsoni, Venezia 181


Bellomo
nella ricordata

5,

Alvisopoli.

L'altro veneto e illustre defunto ab. Gio.

travagliati con elegante industria e squisito artificio, perfetti, e in tutto tali,

Continuazione
t.

che

della Storia del Cristianesimo,

1, p.

bastantemente corrispondono
t di codesto

alla digni-

tempio

e alla

sua ampiezza.

Voi ancora agognerete di


dellieri, tutti
la luce delle

essere vivi can-

d'un oro purissimo, affinch


si

pi belle virt

diffondi per

ogni dove nella Casa del Signore; e nella fiducia

ioeseg.,4^> 5o, 67 e ig5, ragiona: Sull'elezione di Pio VII, come avvenimento che confonde le sette nemiche della religione cristiana; macchinazioni e prepotenze de Teofilantropi. Di sua incoronazione. Dellai." allocuzione fatta alsagro
collegio. Delle visite falle alle chiese e

che cosi avverr , diamo con paterno affetto a Voi e a tutti vostri fii

mo-

nasteri di Venezia, e sagre funzioni cele-

gli l'apostolica

benedizione". Alla fine di


celebre artista ro-

brate dal Papa. Del suo breve soggiorno

detto mese,

donativi giunsero in VeneRighetti, che con

zia, portati dallo stesso

mano Francesco

som-

Padova. Di sua partenza per Roma. Donativo fatto a s. Giorgio, colla pontificia lettera. Ed opportunamente osserva:
in

ma

perizia

li

lavor, e furono trovati di

"Siccome poi
il

il

Capo

della Chiesa,

dopo

tanto insigne pregio, che per appagare la


di s superbo dono, ammirazione de* veneziani nelle 3 feste di Pasqua. Tutto si riporta dal Diario di Roma del i8o3 ne'n. 240 e 241. Per al fatale momento della

generale saccheggio di

Roma

(intende

pubblica
si

curiosit
all'

dire de' repubblicani francesi), trovavasi


spoglio di sagri arredi, e persino di vasi
sagri; cos

esposero

veneziani (e pel i. mg. Aicaini) non tralignando da quella piet colla quale soccorso aveano uel 1 77 il proi 1

soppressone del monastero, sotto il gover-

fugo Alessandro 111, alfreltarousi di of-

*6

YEN
ili

VEN
ricchi (ioni
la

dire n Pio VII V omaggio

eminentemente degna, edificando col


cristianesimo, io dove.i lumeggiarne
i

e di preziose suppellettili, nel che e ve*


scovi e chiese, e monasteri e ogni online
di persone fecero bella gara di generosa

suo nobile, religioso e gene pso contegno


il

al-

meno

principali modi.

Non
di

vi

catto-

divozione. Certamenteera questo

un gran-

lico infine, e

non

v'

uomo

senno, che
di

de e sublime spettacolo, e il pi alto a e* dilicare l'animo de' buoni! L'umile Pio VII, adorno di esimie virt, cardinali spogliati d'ogni pompa e d' ogni magnii

in quel

gran fatto del trattato

Campo-

formio 17 ottobre 1797, e della tregua che dietro vi tenue in Italia, mentre la Chiesa stava per essere minacciata da li-

ficenza propria del loro grado, per la pi

parte

magnanimi

confessori della fede di


(si-

Cristo a cagione de'solferli patimenti

no a intimare a ciascuno

nel

79B

la ri-

romana Sede nel maggior ravvisi uno di quei supremi ed inaspettati voleri pei quali, non solamente Venezia fu da un istante alno scisma,
e la

dei pericoli;

non

nunzia della loro dignit e della Porpora, e ricusandosi, furono imbarcali a Ci-

l'altro

cambiata

in sede di

pace opporli!-

nissima alla riunione di un conclave ed


alla

vitavecchia sopra fragili scialuppe, perci esposti al pericolo di certa morte, giac-

nomina d'un
la stessa

Pontefice,

mentre Pio
I'

VI

dagli empii era tenuto per

ultimo;

cha) lori una fiera procella sconvolgeva il mare. Ria, soggiunge il Belluino stesso:

ma

romana Sede

nella sua spi-

rituale e temporale immobilit fu e sa-

Dominus qui

habitat in coelis, irridebit

r sempredalladivinaonnipotenzae

eos), rappresentavano

una vera immagi*

tenuta e difesa.
i.

Napoleone Bonaparte

man-

ne della Chiesa tuttavia nascente, allorch s. Pietro e gli altri Apostoli in Gerusalemme ricevevano le offerte, che de-

console della repubblica francese, a

poneva
fedeli !"

a'Ioro piedi l'amore de'primitivi

vendo per poco rispettato il suo trattato di Campoformio, gi accennai l'accesa nuova guerra contro l'Austria, laonde
molte battaglie eransi combattute in Itala pi clamorosa delle quali fu quella da lui vinta a Marengo presso il Tanaro a'i4 giugno 1800, contro il maresciallo Melas, il quale fu costretto ad abbandonare l'Italia, e perci fu decisa im'
lia,

Dice
,

il

eh. Pistoiesi nella

Vita di

Pio

FU

che dettagliatamente riporta


descritte, e diverse iscri-

molte delle cose


alcune
lievi

zioni. Si dir forse d'aver noi

notate
interes-

circostanze, che

non

sando gran fatto l'illustre carriera del Chiaramonti,potevanoanche tacersi senza

altra volta a favore de' francesi la


della
tre

sorte

danno

di sua gloria. Risponderei!! noi,

che nella storia degli uomini sommi non \'ha piccolo oggetto, in cui non si fermi l'attenzione de'posteri, che ameranno di leggere tuttoci, che spetta alla vita del primo luminare del secolo XIX". A me poi correvano, ed ero responsabile di due obblighi: il , di aver promesso nella biografia del magnanimo e immortale Pio
1

Lombardia. Queste guerre tra le alconseguenze produssero due funeste


il

epidemie, negli auimali l'epizoozia, negli

uomini
penetr
re
i

tifo,

che sviluppatosi in Padova


vaiuolo, la strage fu

in

Venezia; e predominando puil

morbilli e

nu-

merosa. La fortuna delle armi pose Napoleone in grado di dettare le condizioni di pace,

con trattato sottoscritto

Lucon-

VII

di trattare

in

questo articolo Io

neville a'g febbraio

1801,

in cui

si

svolto argomento, eseguito per con

mi-

ferm quello

di

Campoformio,

circa alla
il

nime proporzioni; il 2. pel riflesso, che un Conclave e il lungo soggiorno d'un Papa in una citt sono glorie rare, per
cui

cessione de'Paesi Bassi alla Francia, ed

possesso de'dominii veneti a favore dell'Austria. Nel

1802 bram che


il

il

gran Ca-

non dovea defraudarne Venezia, che

nova facesse
caricato
il

suo ritratto, per cui fu inla


s.

uveudole meritate, per essersene mostra-

ministro Cacault presso

V E N
Sedead invitai lo,viaggio pagalo e 120,000 fianchi prezzo della statua. Ma per quanti sforzi facesse il ministro, Canova che teneva per fermo essere le aiti libere colo

YEN
{scoraggiala Cacault.
Il

27
Papa, vivamente
il

preg ad annuire; e

cardinal Coti-

energicamente gli fece conoscere la conseguenza della ripulsa, pel risentimensalvi

me
to
i!

il

pensiero, stentava a decidersi e di-

to di

Napoleone contro

Roma,

dov'egli

ceva. E' quel Bonaparte, che ha distrut-

era ospite, figlio e concittadiuo.


soggiungeva.'

governo del mio paese, e quindi l'ha ceduto all'Austria. Ho qui mille lavori; io non sono un uomo politico, nulla domando al potere: e inoltre siamo prossi-

mi
i

alla stagione d'

inverno;
!

io

andrei a
Jl

Canova Ma, vi prego, abbiatequalche piet di me: io sono gelato: io dar dunque la mia mano, la mia mano solamente; non vi pu essere in me ne calore, ne entusiasmo: io sono ferito, il mio
cuore sar freddo". Cacault istruito di a queste difficolt, visit per una 2. volta

morire

fra le nevi di Parigi

"

Cacault
di
in tutti

ispondevagli.
in

La natura produce

tempo

tempo uomini grandi


al

Canova, non
ze,
si

gli disse

altro che gentilezdella

generi: e questi glandi uomini,

quando
deb-

diffuse sull'argomento

scon-

appartengono
l*onsi fra loro
so. Il

medesimo
di

secolo,

tentezza politica, dell'artista senza ispira-

appoggio,

grand'uomo

ha fatto peli. il chiamalo con modi veramente principecia

affetto e concorguerra della Fransuo dovere, egli ha

zione (come

gli scrittori);

lod

il

candore
cui si

della rispostaci

modo cortese con

accompagnava il rifiuto, le forme sotto le quali uu ministro francese amava congetturare nell'artista qualche rincresci-

schi,

il

grand'uomo

delle arti dell'Italia.

Questi non pu
ragli

rifiutarsi

ad un invito ch'eal

dovuto. Mancherebbe alla sua vo-

cazione, alla sua stella,

suo destino, se

mento di non potere acconsentire, e tutun trailo tronc discorso, aggiungendo solamente, che per un riguardo doto ad
il

ad esso mancasse. Io beri apprezzo il deli ilo privato di Venezia. Ah se cos ora si fosse trattalo colla mia Bretagna e
! !

vuto

al

primo console,

il

suo ambasciato-

re differirebbe qualche
la risposta.

La

sera

tempo ad inviare Cacault chiam il suo

tutto insieme ben concepisco e valuto


scrupoli e
le
la

gli

i. segretario

d'ambasciala, eh' erasi tro-

indignazione del figlio del-

gondole. Ma Canova in Roma non pi veneziano. Bonaparte serve e difen-

de Roma novella patria di Canova (perch allora erasi concluso il Concordato, che ristor la religione in Francia). Il compianto prodigalizzato all' autorit di quel governo si antico, che del resto fu dalla guerra divorato, quella tenerezza che un asolano (allusione alla citt prossima al luogo di nascita di Canova) conserva per le sue montagne, tutto va benissimo, sono effetti d'una bell'anima, ti' un culto di patria casto e puro ma lutloci non forma che una circostanza di second'ordine in una carriera vasta ed immortale.Non vuol dunqueCanova compiere tutta intiera la missione per la quale stato crealo? " E Canova resisteva an:

vato presente al colloquio, cio il ca v. Artaud (dalla cui Storia di Pio VII, t. r, cap. 23 ecap. 27, io ritraggo questo racconto egli nel cap. xiu narra 1' andata nel precedente 1 80 1 a Venezia di Cacault,
:

con Carolina Bonaparte sorella di Napoleone e moglie di Murat, per averne gran voglia, sotto il nome di sua figlia j q lo scalpore che fece il governo austriaco per
questo viaggiare occulti, ponendosi
vi

in gra-

apprensioni, giacch

il

marito coman-

dava 3o,ooo uomini

a Firenze), e gli co-

munic

le

sue istruzioni per vincere Ca-

nova nel

rifiuto."

Questo
si

rifiuto,

appogragioni,

giato principalmente a

buone

diventer un gran

dramma. Io
di

vi

vedo

una dichiarazione
golare natura, e in

guerra di una sinquesta lolla ove si tro-

verebbero
tirerebbe

gli alleati di

Canova? Egli

at-

cora,

ma

con una dolce fermezza che uou

la

folgore sulla citl in cui sog-

28
giorni
il

VEN
...

VEN
giunto a Parigi, fu ben ricevuto da Napoleone. Durante il la-voro di sua statua, Napoleone leggeva o diverti vali a celiare colla moglie Giuseppina, o parlava
di cose politiche co! l'artista. In
sti

Egli non ha acconsentito a fare

ri!
,

ratto del gra miei. "console dell

aFranili

eia

verissimo; e disse al

vincitore

tutta Italia:
te

Io non mi curo di voij siail

padrone delle leggi di il mio scalpello rimane libero j il mio solo scalpello ... Chiedete a Canova, ch' mio buon amico, un
Varbiiro e
tutta la penisola i

uno di que-

colloqui cadile

il

discorsosul rapimen-

ultimo rifiuto

...

Ditegli tutto

quanto

vi

ho

detto: quel

buon galantuomo, l'uomo


il

delicato che io ben conosco,

Fidia or-

goglioso quanto dehh'essere a tutta ragione, gi al presente assai pi vinto da*


suoi

propri rimproveri

che dalle mie

che ornavano la Marco, e sfuggirono di bocca a Canova tali parole: *> La distruzione di questa repubblica m'affligger per tutto il tempo della mia vita". 11 primo console non mostr di aver fatta attenzione al lamento del veneziano; ma ordin che fosse trattato colla maggiore cordiato de'Cavalli di bronzo,
s.

facciata di

sollecitazioni...

spingere a Parigi

come Ilo ho potuto ministro del il primo

lit.

Gli artisti e

gli scienziati lo festeggial'i-

rono. Canova poi parti da Parigi, con


struzione di fare
la

Successore degli Apostoli (cio del Principe di essi;


il

statua nelle propor-

cardinal Consalvi), non a-

zioni dell'Ercole Farnese, cio aitai

o palio

vr, o signore, spirito bastante per fare

mi. L'esegu

in

forme
i.

colossali,

prima

accettare 120,000 franchi, un'eccellente


carrozza, tutti
i

marmo,
dra,
il

indi in bronzo, e giuoco dell' inil

nori e gloria a nembi, ad

compagni che vorr, e oun uomo, ch'


il

costante fortuna,
2.

a Milano.

certamente, nessuno
cipe delle arti,
te rispondere

contrasta,

il

prin-

in quella statua egli

pass poi a LonProvarono fatti, che non comparisce il Cai

ma

che deve diversamen-

nova

di

innanzi ad Alessandro in

Canova

di

Rezzonico e di Ganganelli ; il Ronaparte, distruttore della reil

riposo, che Io chiama a 'suoi quartieri d'inverno per onorarlo io non persuaderei
:

pubblica veneta! E'

pensiero, che anifa su-

ma

il

genio e V immaginazione, e
il

un uomo religioso che pu essere utile a Roma; un vneto, il quale dovrebbe non ignorareche quello ch' slato fatto in un
senso, potrebbe essere disfatto con

blimila penna,

pennello, lo scalpello!

PioVlI nel concistoro de' 1 7gennaio 1 8o3,


dichiar 'cardinali nell'allocuzione. Per
quello poi risguarda nelP aumentare
il
i

un
al

vol-

veneziani, affinch
de' cardinali

gere di
taud,

mano

(allude

nuovamente
1

con-

numero

cordato con Francia)

" L' amabile Ar-

dell'estere nazioni

emulo

di
1'

Cacault nell'amore a Ro-

siderato, e al

venga l'onor loro convostro numero venga ag-

ma,

animato discorso del suo ambasciatore, a Canova, questi non opriferito

gregato un veneto patrizio,]che appella-

pose pi difficolt
sazione

si

commosse
gli

sensi-

no tiglio di s. Marco, il cui onore hanno avuto sempre in considerazione nelle loro promozioni
cessori, a

bilmente, allorch nel corso della conver,

il

facondo Artaud

rammenin-

Pontefici nostri predemotivo degli antichi meriti de*


i

t un detto di Napoleone alla vista d'u-

veneziani verso quest'apostolica Sede, voi

na statua colossale scoperta in Egitto


nanzi alla sua presenza:

Ahi

s'io

nonfos-

si conquistatore^ vorrei essere scultore.

ben comprendete, venerabili fratelli, che con molto pi di ragione lo stesso dee farsi da Noi, che tra le altre cose da Noi
considerate nell'attenerci a questa costu-

L'agente austriaco in Roma, accord al

Canova, allora suddito del suo imperatore, una specie di consenso, presso a poco
simile a quello ch'era stato dato per la

manza

de' nostri predecessori,


di particolare,

abbiamo

ancora questa
la nostra

che Noi nel-

comune

dispersione ne'pi sca-

nomina

de' cardinali francesi.

Cauova

brosi tempi della Chiesa, per benefizio

VEN
dcll'augustoCesare siamo slatiaccolti nella nobile citt di Venezia, come in un sidivozione
all'

VEN
austriaco reggimento.

29 Na-

poleone Bonapaile intanto proclamato

curissimo porto, affinch provvedessimo al gregge cristiano privo del suo Pastore; che ivi a questa sublimit di onore,

imperatore ereditario

de' francesi, col no-

me di Napoleone I(giccn essodi preferenza lo chiamai, in confronto del

cognome

bench immeritevoli, siamo

stati

innal*

Bonaparte. Tale
lui

nome

battesimale fu a

zati co'vostri suffragi, e che ivi

abbiamo

imposto

in

ricevuto da'veneziani tanti pegni d'amore, di ossequio e di riverenza, che il rammentare que' tempi sar sempre cosa giocondissima e per Noi e per voi. Tanto pi volontieri adunque in testimonianza della nostra gratitudine abbiamo decre-

lo suo padre.

memoria dello zio di CarQuanto all'ortografia del


non pochi
scrittori

cognome

noto, che

sostennero doversi scrivere anche colla

u : Buonapar le. Dappoich fino dal 792


1

il

nome patronimico

di tal famiglia tro-

tato di ascrivere al vostro collegio

l'otti-

mo

prelato

Pietro Antonio Zorz (nato

nel castello di Novegradi diocesi di Zara)

dell'ordine de'chi elici regolari della con-

vasi sempre colla U, e l'atto di nascita di Napoleone errato dal curato per leggersi Bonaparte, come si pronunzia in Corsica, dove generalmente si dice bona per buona. Il fratello maggiore Giuseppe,

gregazione somasca, arcivescovo d'Udine,

nel

793 commissario
la

di

guerra,ancorasi
a'

che Noi abbiamo giudicato degnissimo di essere sublimato a questo grado di onore".

sottoscriveva Buonapartc),

18 maggio

Narra

cheil

il Coppi a detto anno 8o3, Veneziano ricevette dal governo au1

moglie Giuseppina Tascher de la Pagerie,vedovf. del general Alessandro vi-

1804,

scontediBeauharnais(decapitatonel

793
al-

striaco alcuni regolamenti.

Esso fu divi,

dalla stessa rivoluzione di Francia per la

so in 7 provincie di cui furono citt capitali:


r
il

quale avea riportato vittorie, essendo

Venezia, Udine, Treviso (ove


di

mo-

lora deputato della Convenzione), fu sa-

duca

Modena Ercole

III),

Pado-

lutata imperatrice. Cos alla repubblica

va, Vicenza,
bilito

Verona che ognuna di

e Bassano; e fu staesse avesse

successe l'impero. Luigi

XVIII a'6
1'

giu-

un capo

gno protest

in

Varsavia contro

usur-

col titolo di regio


le attribuzioni

capitano generale, e col-

pazione a preservazione de' suoi

diritti.

d' invigilare all'

strazione ed alla polizia.

amminiFurono similil

Non

ostante, la maggior parte delle po-

tenze d'Europa riconobbero subito Na-

mente

ordinali tribunali temporanei, fin-

poleone
speso,
so;

tantoch nou fosse compiuto


dice civile e criminale, che
si

nuovo

co-

peratore Francesco

imperatore de'francesi. L'im11 rimase alquanto so-

era divisato

di compilare pegli stati austriaci ereditari.

A' 20 aprile

1804 giunto

in

Venezia

l'arciduca Gio. Battista, fratello dell'im-

peratore

impieg pi giorni ad ammifesteggiato con

in fine lo riconobbe anch' esvolendo provvedere al decoro di sua famiglia coli' aggiungere la dignit imperiale ereditaria a quella elettiva di cui era personalmente insignito, per rap-

ma

ma

rare quanto di raro, di straordinario e di


bello la citt racchiude
;

porto
prese

agli

stati ereditari austriaci indi1 1

pendenti, V
il

agosto dello stesso

1804

mascherate danze al teatro della Fenice, con uno splendido corso di barche nel Canal grande , e coli' addobbamento delle Mercerie da'ciltadi ni; e dal commissario plenipotenziario conte di Bissingen, con una cantata posta in musica da Pavesi. Visit poi le provincie, ricevendo da per
tutto dimostrazioui di venerazione, e di

titolo di

Francesco

imperatore

ereditario d' Austria.

Aveva Napoleone,
lui fatta

mentre era

i.

console e presidente della

repubblica Cisalpina, da

ricono-

scere nel trattato di Luneville, a'sG gennaio 1802 cambiato il di lei nome chia-

mandola

Italiana,

liano d'origine;

ma

anco per esser egli itadivenuto imperato-

3o
si

li

N
seguendogli
il

v e n
stes-

re, da'depntati italiani,

dettato),

/{

marescialli da nominarsi, e

principii checostituivano

governo del*

ha' principali possidenti. In seguito prescrisse la

l'in

pero francese, n'i5 marzo i8o5 fece

dichiarerei! govei nodtlla repubblica ita-

e di

compilazione del codice penale procedura criminale, per avervi gi


il

monarchico ereditario; e l' impeNapoleone fondatore della repubblica, essere proclamato re d' haliti (/ .), ma la corona non poter essere unita a quella di Francia se non che nelliana

promulgato

codice civile francese;

isti-

ratore

tu l'ordine della

con decreto de'7


cer d' Italia

Corona ferrea (V.)j q giugno nomin suo vi-

il principe Eugenio beauharnais suo figliastro, come figlio dell'im-

la

sua persona; pregandolo di recarsi a


la

peratrice Giuseppina (nato a Parigi

nel

Milano per assumervi


poleone
fatto
I

Corona difer,

ro degli antichi re longobardi. A' 18 Naaccett


la

78 do la
1

1 ,

non avea compito il 4.anno quan


1
i

scure della rivoluzione tronc

gior-

corona

a cui erasi

ni del

padre suo, e poi


il

si

dedic alla car-

solidarla, e per trasmetterla

nominare, per dirugginarla e conad uno de'


legittimi, naturali o adottivi; in-

riera militare sotto

generale fioche.

Avendo
scia lo

poi

la

madre 1*8 marzo 179^


di

suoi
di
si

figli

sposato civilmente Napoleone, questi po-

rec a prenderla
di

metropolitana

ui6 aprile nella Milano, ma con rito in


Capraia, acci
sul capo, egli alla

nomin suo aiutante


si

campo,

recatosi in Italia, giunse al quartiere ge-

parte nuovo. Poich invece d'attendere

nerale mentre
ri

stipulavano

prelimina-

l'arcivescovo cardinal

di

Leoben.

Quando pel

trattato di

Cam

gl'imponesse

la

corona

poformio,

l'isole

Jonie passarono sotto


vi fu

la

l'opposto, accostosi all'altare,

prese di

protezione di Francia,

spedilo a ve-

propria mano, emettendosela in testa disse


:

gliare l'esecuzione del trattato, e dare all'isole un'istituzione francese.


tal

Iddio

me

V ha data guai a chi


}

la.

Reduce di
fratello

(occher! Altrettanto avea fatto brusca-

missione, nel

1797

fu di passaggio per

mente

nella funzione in cui nella

metrol'a-

Roma, ove Giuseppe Ronaparte,


sciatore.

politana di Parigi,

dopo che Pio VII


al

del suo padrigno Napoleone, era aad)a-

lee unto imperatore, ed

quale spetta-

va eseguire la Coronazione dell'Impera'

torej anzi in quel punto ancora avea colle stesse sue mani coronalo l'imperatrice. Con questo operare, volle Napoleone 1 in-

Stando presso di lui la notte de' , nel Palazzo Corsini, pel tafferuglio avvenuto per opera de'faziosi,

28 dicembre

corse pericolo di vita


lui rest

ucciso

il

general

quando presso di Duphot, mo-

Dio riceveva la podeche niun diritto o pretesto voleva somministrare alle questioni pi
dica re, che dal solo
st sovrana, e

strando per sangue freddo e coraggio;


e part subito nel d seguente, coli'atnba-

sciatore e

gli altri

francesi

per Firenze.

Sacerdozio e VIwjcro. Gi fino da' 2 8 marzo avea stabilito, che grandi ufllziali del regno fossero: il
volte agitate tra
il
i

Questo
di

fatto sciagurato die' pretesto al-

l'occupazione di

Roma

e detronizzazione
il

Pio VI. Raggiunto Napoleone,


lui

se-

cancelliere guarda-sigilli della corona

gu nella spedizione d'Egitto, e lo zelo e

ministri durante l'esercizio delle loro funzioni, gli arcivescovi di

coraggio da

dimostrato

lo

resero

sem-

Milano, Ravenna,
in

pre pi caro

al

suo padrigno. Questo di-

Bologna e Ferrara (giacch

conseguenle

venuto 1
e
si

console, lo fece capitano de'cac-

za dell'anteriore riunione della repubbli-

ciatori a cavallo della

guardia consolare,

ca Cispadana alla Cisalpina, anche

segnal nella battaglia di Marengo,


fu

ultime provincie
te parte del

omonime erano divenuItalico,

onde sulcampo
drone: di pi
te,

regno

avendole Napo-

Io

da lui fatto capo-squapromosse successivamen-

leone stesso ritolte agli austriaci e riconosciuto


il

nel

1804

a general di brigata e colon-

trattalo di

Tolentino da

lui

nello generale de'cacciatori, nell'anuivcr-

VE?l
sai-in
ili

V E W
il

3i
ottenne
se-

Ma rengo

lo

dichiar principe,

che comandava
ca
ilei

l'ala sinistra^

i.

febbraio

i8o5 grande ammiraglio


grande

gnalati vantaggi alla posizione di ChiaviCristo.

nel d seguente

ufiziale della leI

Massena pubblic ne'suoi

gione d'onore). Avendo cosi Napoleone


sorella
y

rapporti d'aver in quella giornata tolto agli

riunito due sovranit, dato a Elisa sua

austriaci

5,5oo

prigionieri, oltre

un

Piombino e di Lue* ca ed annessa Genova all'impero, gli aeil

principato di

gran numero d'uccisi, meni r'esso non ne perde che 2,000. All'opposto l'arciduca
Carlo, confessando d'aver perduto in tutto

rimi de'potentati temerono nuovi sovvertimenti, si allearono l'Inghilterra e laRusila, e ad esse si uni l' imperatore d' Austria.

0,672 uomini,

fece ascendere

ad 8,000

la perdita de'francesi. Costretto esso

Questi lagnatosi dell'ambizione di


fece

dimeno
di

a retrocedere, attesa la
I

nonmarcia
2
no-

Napoleone I, collocare un
canto
le
1'

occupare

la

Baviera e

Napoleone
la
Il

in

Baviera

cominci la
a'

esercito sull'Iller. Dall'altro

sua ritirata

notte precedente

imperatore de'francesi pubblic

vembre.

generale Hillinger rimasto in-

sue lagnanze e fece armamenti straor-

dietro, per ordine o per errore, con

una

dinari. Rotta guerra, batt in diversi


ti gli

pun-

colonna di 5,ooo uomini,

fu

circondato

austriaci, circond e fece prigionie-

da'francesi e costretto a deporre l'armi a

ro
se
in
ti

il

general

Mack

in

Ulma,

e spinse le

Casa Albert ini


to
gli

in

detto giorno;
le

ma

intan-

sue truppe in Austria e nel Tirolo. Pre-

austriaci diressero

loro bagaglie

Vienna, e passato il Danubio penetr Moravia. A questi grandi avvenimendi

Germania corrisposero
comandato

movimenti
il

dell'armate francesi in Italia,


to esercito era

cui fiori-

la Brenta. Massena giunMontebello,e nel seguente giorno entr in Vicenza a forza, avendo la retroguardia austriaca opposta qualche re-

e artiglierie verso
se a'3 a

dal marescial-

sistenza.

Raggiunto frattanto

sulla destra

lo Massena. Nell'ottobre
le

sue truppe, di circa


,

i8o5 radunate 52, 000 uomini,

dal general Saint-Cyr con

8,000 uomini,
il

a'5 pass la Brenta,

mand

general Ver-

ne'dinlorni di Zevio

quindi cominciate

dier a occupar Padova, e nel d seguente fece


ras.

con prospero successo le ostilit, le condusse poi ne'campi di Caldiero poche miglia lungi

occupar Bassano dal general Se-

da Verona

tentando passar

l'Adige. Egli fu respinto:

nondimeno

per-

venne a risarcire un ponte che gli austriaci aveano in parte rotto, ed a fortificarne la lesta sulla sponda sinistra. In-

Veabbandon la Piave e si ritir al Tagliamento. Opposta quivi qualche resistenza, a' 12 novembre continu dipoi a retrocedere; abbandon Palmanova, le
L'arciduca lasci un presidio in
,

nezia

sponde dell'Isonzo, e a'27 giunse a Cilly


sulle frontiere dell'Ungheria e della Croazia. Il

formato poi de' vantaggi riportati da'francesi ad Ulma, rinnov l'attacco a'2Q ottobre. Diresse

general Saint-Cyr frattanto bloc-

una divisione

sulla destra

sopra Alberedo, sulla sinistra un'altra a

Ponte Polo, ed esso colle altre varc il fiume presso Verona. Gli austriaci opposero una vigorosa resistenza a s. Miche* le ed a s. Martino , e quindi retrocedettero alle
forti posizioni di

c Venezia, e Massena giunto a Gorizia a'20, sped Seras a occupar Trieste. Intanto l'arciduca Giovanni minaccialo nel
Tirolo da forze superiori, raggiunse l'armata d'Italia a Cilly. Nel ritirarsi egli avea richiamaloJellachich e
bise (principe
francesi),
il

Caldiero. L'arle

ciduca Carlo schier quivi


in battaglia, e attese
l'

sue truppe

Rohan deSoucomandante gli emigrati che con due corpi occupavano

inimico.
a'

Massena
fu re-

Vorarlberg.

Ma

francesi e
li

bavaresi

li

avanzossi ad attaccarlo

3o

ma

prevennero
Jellachich
si

alle spalle e

circondarono.

spinto e dov retrocedere sull'Adige, e nel


d seguente
il

arrese ad

Augerau con 4,5oo

general austriaco Bellegard,

uomini, Rohau con un numero di trup-

32
|>e

YEN
quasi eguale scese per la
,

VEN
valle dulia

mfsftzfo e pace, ed a'

/[ si

rec egli stesso

Brenta

e tent u" attraversare la linea

francese per penetrare a Venezia o rag-

giungere

1'

Giunto

di fatti a'

armata dell' arciduca Carlo. 22 novembre a Bassaguarnigione

no

fece prigioniera quella

francese, e prosegu la sua marcia per


stel

Ca-

Franco.

Ma

presto

Ma ssena

retroce-

dette da Gorizia con forti colonne sulla

Piave; Saint-Cyr fece avanzare altre truppe dal blocco di Venezia verso Campo s.
Pietro; e allora

Rohan

circondato da
si

for-

f superiori per ogni parte, a'24

rese

prigioniere. Intanto idue arciduchi colle

ad abboccarsi col vincitore a Sarosehntz, e concertarono le basi della sospensione dell' ostilit e d'un prossimo pacificamento. Infatti a'6 dicembre 8o5fu sottoscritto in Austerlitz un armistizio, in cui si convenne tra le altre cose, che francesi dovessero occupare gli stati dell'antica repubblica di Venezia con questa citt. Napoleone I dett la pace a suo piacimento, ad onta che la sua situazione non era esente da pericoli, perch egli era sempre pronto audace e sagace in politica, quanto nell* armi. Bisogn ac1
i
,

truppe

d'Italia e del Tirolo

avevano

for-

cettare

le

sue condizioni, fra


i

le

quali

l'

A u-

mato un
gli
1

esercito di

80,000 combattenti;
poi subito sospesa per Moravia. Eransi col

stria perdette
2.
I

domimi

veneti.

ma la loro marcia fu
avvenimenti
di

plenipotenziari pel trattato di pa-

ce, in conseguenza della

memorabile

iunitiGo, 000 russi, a'qualipureeransi ac-

giornata d' Austerlitz e susseguente armistizio,


si

coppiati

20,000 austriaci, e
stabil di

il

maresciallo

adunarono subito a Nicolsburg,


il

russo
glia

Kulusow
Erano

venire a battala

ma

poi

congresso fu trasferito

aPreil
il

campale che decidesse

sorte della

sburgo.

V intervennero per l'Austria

guerra.

presenti all'armata gl'im-

principe Giovanni di Lichtenstein e


te Giulay,

con-

peratori Francesco
stria
sia.

d' AuI imperatore ed Alessandro 1 imperatore di RusL' imperatore Napoleone I , anche

e sottoscrissero

eTalleyrand per la Francia, il trattato a'26 dicembre


le stipulazioni,
l'

i8o5. Tra

imperatore
stati ve-

esso in quel luogo, con circa

80,000

si

d'Austria rinunzi alla partedegli

pugna. Questa fu combattuta a*2 dicembre ad Austerlitzj


e per lo sbaglio
l

dispose eziandio alla

neti che gli era stata ceduta co'trattati di

Campoformio

e di Luneville, e

convenne

la

sua linea

Kulusow, che indebocon prolungarla onde as>


di

salir l'ala destra del


1

nemico, Napoleone

che questa fosse riunita al regno Italico, riconoscendo il titolo di re che aveano preso gli elettori di Baviera e di Wurfrancesi nello spazio di

profitt dell'errore, e invece d'attende-

re l'assalto, marci egli stesso all'attacco;

temberg. Che Venezia fosse rimessa ai i5 giorni dopo

penetr fra

il

centro e

le ale dell'eserci-

to austro-russo, e lo sconfisse, coadiuvato

da Beruadotte, Soult , Lannes e Murat. Confessarono russi aver perduto 1 2,000 uomini, dicendo per che 18,000 era
i

il cambio delle ratificazioni. Queste furono cambiate in Vienna il i. gennaio 1806. Con questo trattato l'Austria perde 2,785,000 abitanti, e 1 3,6 10,000 fiorini di rendita; la comunicazione milita-

stata la perdita de' francesi.

Napoleone
gionieri.

AH' opposto pubblic aver perduto solI

re coll'Italia e colla Svizzera, e l'influenza


nella

tanto 3,900 uomini e preso 20,000 pri-

posta di

Germania. Pi, dov pagare l' im100 milioni di fiorini. Unite


al regno d'Iceleberrima Venezia, che dal LaDardanelli avea per mare e per
il

Abbattuto Francesco

da

s fa-

dunque leprovincie venete


talia, la

tale giornata, detta de' tre imperatori,

dalla

loro presenza, e giornata del' anniversario , per ricorrere quello della coronazione imperiale di Napoleo-

rio

a*

terra signoreggiato, divenne

capoluo-

go

ne

I,

nel seguente giorno

domand

ar-

dipartimento dell'Adriatico; bens partecip poi de' vantaggi procuratigli a


del

V E

N
il

V E N
p regno
la

33

quell'epoca dall'impero francese, e fu

riunione delle provincie venete al


d'Italia, le leggi di questo diven-

ceolro dell'Italica marina. Venezia dun-

que

fu consegnata dagli austriaci a'

com-

missari dell'armata francese e poi a quelli


del regno.
Il

nero fondamentali di quelle. Ma da' veneziani si tenne per avvilimento, l'aver


prescelto
le

principe

Eugenio Beauhar-

Milano

Venezia per capita-

nais vicer d'Italia,

iti

Monaco

era stato

del regno Italico (malcontento rinno-

da Napoleone
dottato per

I,

nello stesso gennaio, a-

vatosi all'istituzione del regno

Lombar-

chiamandolo alla successione del regno d'Italia in mancanza di figli propri, ed a'i3 del medesimo mefiglio,

do-Veneto). Eglino
riosa per

ci

videro manifesta-

mente l'oppressione d'una metropoli glo-

XIV

secoli d'esistenza e di ver-

se aveagli fatto sposare la principessa

AuBa-

ginit, al confronto di

Milano, tratto

gusta Amalia

figlia del
I.

nuovo
Il

re di

tratto invasa da' vandali, da' goti, dagli

viera Massimiliano

quale principe

ostrogoti, da' longobardi, dagl'


tori
ri
:

impera-

Eugenio portatosi
to Venezia
si

poi a

Verona, pertan-

disputata poi dagli


e ora

altri stranie-

affrett di spedirgli in dei

spagnuoli, francesi, tedeschi, e persidall' altro

putazione solenne

nobili veneti Nicol

no ora da uno
poleone
1

domi-

Corner, Francesco Pisani,

Tommaso So-

natore italiano. Alla fine di marzo Nad'Italia, in Parigi,

rauzo, AlviseQuirini,e Antonio Revedin

mercante, per rendergli omaggio e congratularsi. Il principe benignamente accolse gl'inviati, rispondendo loro: veder con piacere la premura de' veneziani di
recarsi a lui; pronto essere d'occuparsi

imperatore de' francesi e re dopo aver gi dichialegislativo,

rato al corpo

aver unito al

suo sistema federativo Venezia e Napoli, annunzi al senato i suoi decreti, fra'
quali
:

Gli

.Stati

Veneti ceduti
(

dall'

im-

de'mezzi

tutti capaci

a restituire al

suo

peratore di

Germania
I

titolo e dignit

primiero splendore Venezia, ed avere in animo di quanto prima condursi egli


stesso colla reale sua sposa. Questo proponimento del principe, Dauiele Renier, allora presidente del governo provvisorio di

che Francesco
dente, e

sciogliendosi V
il

a' 6 agosto , Impero romano d' Occicollegio degli Elettori del me-

abdic poi

desimo)
uniti al

col trattato di

Presburgo, essere
11

regno

d'Italia.

codice Napoleoil

Venezia, a'28 gennaio

annunzi a'suoi concittadini; quindi l'ampio palazzo Pisani a s. Stefauo si allest magnificameute per la principesca coppia, ed a corteggio del vicer pel suo soggiorno in Venezia si form una guardia d'onore, composta
lo

ne,

il

sistema monetario dell'impero, e

Concordato tra Pio Vile la repubblica Italiana (V.), fin dal i8o3 concluso
colla
s.

Sede, fossero leggi fondamentali e

irrevocabili dello stato. Istituire (con de-

creto de'3o marzo) in ducali e grandi feudi

di giovani gentiluomini, di cittadini e di

dell'impero

le

seguenti provincie;

Dalma-

mercanti,

vestiti di

uniformi bianche con


conte Loprincipe
la

zia, Istria, Friuli,

trine d'argento e cappello ornato di piu-

Cadore, Belluno, Conegliano, Treviso, Fellre, Bassano, Vicen-

me

capitano fu dichiarato

il
il

za,

Padova

e Rovigo. Riservarsi di

dame

dovico

Widman. Non

tard

l'investitura, per essere trasmessi

con or-

sua venuta: ricevuto a Mestre da splendide barche, circondato e seguito da magnifico

dine di primogenitura sposto^ in caso

a'

discendenti di

coloro in favore de'quali ne avrebbe didi estinzione di loro discen-

accompagnamento
tutti alle

di altre, adat-

tandosi

circostanze, giunse in Ve-

denza fossero

riversibili alla

sua corona

(i

nezia a' 3 febbraio, tra le dimostrazioni


d'uso.

superstiti di quelli poscia investiti, tutto-

Promise molle cose, nomin

il

Re-

ra ne conservano
fosse

il

titolo).

Intendere che
il

nier capo del municipio della cilt, e ne


part

annesso a questi feudi


il

quindicesid' Italia

dopo 5 giorni
vol. xeni.

di

permanenza. Do-

mo

della rendita che

regno
3

34

VEN
gio.
I

V E N
ne fu festeggiata in Venezia
distretti assegnati a
il

traeva dalle sopraddette provi ncie } per essere posseduto da coloro che ne avrebbe
investito.

i.

mag-

ciascun dipar-

L'erede presuntivo del regno di


il

timento

Italia portasse

titolo di

Principe di VeI

si leggono negli Annali delle Provincie Venete del cav. Mulinelli. Delle

nezia. Dipoi stabil Napoleone


le:
i

a*26apri-

principali disposizioni e leggi vicereali,

Che essendo

necessario di determinare

diritti e le

prerogative de'grandi feuda-

emanated'ordine espresso dell'imperato* re-re, a suo luogo ne'precedenli ne ho


parlato,dilfusamente ragionandone ilMutinelli.

tari nelle

provincie venete, in

modo che

restasse

pienamente libero

l'esercizio del

Dirin breve

col cav.

Coppi, e eoa

governo e dell'amministrazione economica del regno d'Italia decretava che in


,

mie particolari notizie. In primo luogo Napoleone stabil una linea militare
altre
I

luogo della quindicesima parte dello rendita,


i

nel confinante Tirolo italiano, vietando


al

grandi feudatari ricevessero dal

re di Baviera di

costruirvi sino alla

pubblico tesoro del regno un' annua invariabile corrisposta di

100,000 franchi
l'Istria,

per
e di

la

Dalmazia, altrettanto per


grandi
feudatari

medesima alcuna fortificazione o farvi qualunque appareechioguen esco. A M'opposto ordin la costruzione di due nuove
strade per facilitare
il

60,000 per ciascuno


I

degli altri io

le

comunicazioni

fra

feudi.

non avessero
titolo
I

Veneziano e quella montuosa provinRestrinse


il

sulla provincia di cui

sarebbero investiti
il

cia.

numero

de' religiosi e

altea prerogativa

che

di

duca.

delle religiose, e poi

soppresse queste e
e
i

Posteriormente Napoleone
lli

confer que-

quelli, oltre le confraternite

luoghi

feudi a marescialli e ministri francesi.


la

pii,al

modo compianto
grande
i

in diversi .
s.

So-

Dalmazia a Soult, l'Istria a Bessiers, il Friuli aDuroc, il Cadore a Chainpagny, e Belluno a Victor. Assegn Conegliano a Moncey, Treviso a Mortier Feltre a Clarke, Bassano a Maret, Vicenza a Coulincourt, Padova ad Arrighi, e Rovigo a Savary. E questi e altri sono un al suo vincoli co' quali Napoleone grande impero l'Italia. Non solo poi stabil con decreto de*2o dicembre 1807 che il vicer Eugenio portasse il titolo di
I
,

Diede

lo la scuola

di

Rocco, perduti

per

gli

argenti ed

fondi, rimase a ine-

rito dell' inallora

vicei Eugenio, sicco11.

me ho
no

detto nel XIII,

5, e

il

decre-

to 18 luglioi

806,

inserito nel Bolletti-

delle leggi, assegnava pel suo


lire

manalle

tenimento

5oo

mensili di Milano.

Stabil ne' dipartimenti addiacenti

coste dell'Adriatico P iscrizione maritti-

ma
alla

per far

le

levate di uomini necessari

marina

militare.

Riconobbe come
la

principe di Venezia,
stesso
1

ma

natagli nello

debiti dello stato quelli che avea la repubblica di

807 Giuseppina Massimiliana (ora


il

Venezia verso

zecca ed

il

Ban-

regina regnante di Svezia e Norvegia) t


le

co Giro, sebbene l'Austria avesse prece-

confer

titolo di principessa di
I

Bolode' icj

gna.

Con

decreto di Napoleone

dentemente ricusato di riconoscerli, e prima di essa gli aveano annullati rei

aprile, riferibile al

comparto

del

regno

pubblicani francesi, con desolazione e


rovina di migliaia di famiglie. Essi a*

d'Italia, la provincia di

nome

di

quella di

Venezia prese il dipartimento dell* Adriatico , Verona dell' Adige, quella di

scendevano a

circa cento milioni di lire,

e dispose che la quarta

parte
il

ne

fosse

Padova

del Brenta, quella di Vicenza del

pagata in beni demaniali,ed


fosse iscritto sul

restante

Bacchiglione, quella di Belluno del Piave, quella del Friuli del


la

dicendosi della

Passeriano t nulprovincia di Rovigo

perch gi molto prima nel dipartimento


del

Basso Po immedesimala. Tale unio-

Monte Napoleone di MiConserv l'universit di Padova e stabil che fosse pareggiata a quelle di Bologna e di Pavia. Quanto poi fu gradita agli antichi sudditi del regno Italico
lano.

VEN
l'unione delle provincie

V E
Tenete (contiel'antica sua gloria

IV

35

commerciale e guer, ;

ne una popolazione d'un milione e settecento mila abitanti, secondo lo stesso

Coppi), altrettanto dispiacquero ad essi gran feudi ed tributi co'quali furono


i

riera, saremo, o Sire I' opera vostra gusteremo per voi di quella nuova for tunata esistenza che sar per offrirvi un oggetto al vostro cuore non discaro ogni

le
il

medesime

vincolate alla Francia.

Ma

volta che discender vogliate a felicitare


)e

vicer procur di giustificare per

to pot la

quandisposizione imperiale, dimole

nostre contrade

della vostra

coli' onore sospirato augusta presenza". I deputati


si

strando: essere

medesime convenienti
il

provinciali

recarono pure a ossequiare

per gratitudine verso coloro che avevano


contribuito col loro valore a stabilire

l'imperatrice Giuseppina,

madre

del vi-

cer.E ripatriando, trovarono gi in parteesauditi


i

nuovo regno,
contro
sola di
gli

e necessarie

per sostenerlo
l'i-

voti

da loro espressi.

Fu per-

esterni assalti.

Fu destinata

ci istituita l'accademia di belle arti, fon-

s.GiorgioMaggiore

a deposito franl'altra isola

dati

licei

e alcuni con convitto,

emanate
,

co di mercanzie forestiere, e
della

norme per V uniforme insegnamento


tutte

Giudecca pe'frumenti,
per
il

altri siti

per
atisti-

provvidenze gi discorse

a'

loro

gli olii e

sale,

si

dichiararono

luoghi.

Ma

per intendevasi a guastare

tinenze di detto deposito franco.


tuito

Fu

l'aurea lingua italiana, ad arte in


zia e nelle

Vene-

un monte di prestiti senza interesse, ma che non dovessero eccedere la somma di lire i5italiane. Si form una
giunta de'pi rinomati idraulici pe* lavori delle

provincie disseminandosi com-

pagnie comiche francesi. Assonnati cos


gli

disposti,

uomini, e per eccellenza d' adulare opportunissimo momento era


la calata di

acque de'paesi
di
i

veneti. Si rico-

quello per

Napoleone

alle

struirono e migliorarono diverse strade.

La riconcentrazione
corporazioni d'ambo
sai

molte religiose
produsse as
l'onere del
figli

Lagune dell'antica Venezia. Arriv a'29 novembre 1807000 un pomposo seguito di re e di principi, tra' quali

sessi

lagnanze

cosi

a'nobili

giavano

il

di lui fratello

primegGiuseppe re di

servigio gravoso delle armi a'ioro


sotto
nel
il

Napoli, Massimiliano I re di Baviera colla

titolo di
n. 3,

guardie d* onore. Dissi


a

regina sua moglie,

la

principessa di Lucil

I,

che nella

i.

dominazione

ca Elisa sorella dell' imperatore,

gran-

austriaca cess del tutto l'indecoroso co-

stume
tali

di

giuocare presso

le

monumen-

duca di Cleves e Berg Murat cognato del medesimo, il principe di Neufchalel Berthier, oltre

colonne della Piazzetta; forse quel


erasi

Eugenio
il

vicer. * Infuriava

governo
vieto
si

proposto

di

assolutamente
il

in quel d la tempesta, e cos

pertinace
,

proibirlo,

ma propriamente

morale

di-

da

dirsi

quasi che

genio della citt

deve riconoscere da un decreto vicereale sotto il governo Italico. Fu inviata a Parigi una deputazione di notabili persone de'dipartimenti, per giurare ubbidienza all' imperatore re d'Italia
:

stata gi per secoli


libert,
lei,

ricovero famoso di
in

mal sofferendo che per primo


piede, aizzato avesse
il
i

siccome suo signore, Napoleone poil

nesse

venti

scor; volgere

mare

ch'egli ogni persoIl

rappresentanti di Venezia furono Francesco (lo chiama


il

na
l'

in se

annegasse

".

cav.

Renier po,

cav. Mulinelli, ed Eril

dest, col consiglio municipale de' savi

molao

Alvise Io

denomina
s.

conte Dan-

incontr a Lizza-Fusina con grande

dolo) Pisani, LeonardoGiusliniani e Antonio Revedin. Ricevuti a


sani fece
il

pompa
d'

Cloud,

il

Pi-

discorso.R.avvivata l'agricoldiretti
i

tura,

domati e

fiumi, rinvigori-

e barche adornatissime, e molle acqua complimentava I' imperatore con dignitosa allocuzione, fra il sibilo de' venti e lo strepito de' marosi, e per mezgli

ta l'istruzione, e richiamala

Venezia

al-

zo di due mori

rassegn due chiavi

36

V E N
ili

V E
della piazza di
basilica di tal
r

PI

l'ima d'oro, l'altra d'argento, simbolo

meraviglioso dell' illuminazione a cer.


s. Marco. Nel visitare la nome, fu ricevuto dal pa-

fedele sudditanza, tosto a lui rimesse (nel-

l'Arsenale
to colle

si

conserva

il

bacile d'argen-

due chiavi

dello stesso

metallo

triarca

mg. Gamboni
i

e dal clero, can-

dorate, che servirono

come omaggio presuperbissima


vi

tando

musici della cappella:


et

sentato

quando
I'

visit l'Arsenale stesso).

salvimi fac Ini pera torem

Domino Rcgem noscritta

Entrato

imperatore in

strum Napoleonem. Invocazione


pure
nell'

peota, cognominati .sovrani e principi,

esterno sulla porta maggiore.


1'

ammise

il

podest. Poi salutato dall'ar-

Cosi trascorsi ben io giorni,

tiglierie de'ridolti sparsi

per

la

Laguna,
,

bre abbandonava Napoleone

8 dicemVenezia ,

e da quelle delle molte navi da guerra

dopo aver emanato diversi provvedimenti.

salutato dal popolo nelle barche, sopra


i

Accrebbe
la

il

territorio del dipartititeli,

margini delle

vie e alle
il

finestre affol-

lo dell' Adriatico

comprendendovi an-

lato,

percorrendo

principio erasi
e magnificenza

Canal grande, al cui eretto con molta maestria

famosa Aquileia, Giulia Concordia e Adria. Elesse capo del gelosissimo


magistrato sanitario
il

che

le,

un grande arco trionfadue colonne rostrate sovrastate dall'aquila, disegno di Giannauavente


a'Iati
i

podest, lasciando
sapientis-

pressoch

intatti

diritti e le

sime
le

leggi gi stabilite dalla repubblica


.

Ionio Selva,
lenti artisti

cui ornati eseguirono

va-

veneta Assegn annue

lire

Borsato,Bosa,Zaudomeneghi e Ferrari. Giunse Napoleone l iu Venezia sul vespero, e si rec ad alloggiare nell'edilzio dello Scamozzi sulla piazza
di
s.

riparazioni del porto di

100,000 per Malamocco


,

per l'esca vazione de'grandi canali, per

la

conservazione di
quelle
il

quelle scogliere
esistenti

di

mura ammirabili

lungo

Marco

in reali

stanze; anzi lo tro,

vo denominato palazzo reale sebbene le Procurale uuove, ora palazzo reale, cominciate dallo Scamozzi fino al io. arco, fu quindi compiuta l'opera a pi. riprese in tempi diversi e da vari architetti, e la nuova ala nel 8 1 o demolila la chiesa di s. Geminiano, bens gi il giardino erasi formato nel 1808 coli' atter1

Lido di Peleslrina e di Chioggia, delti Murazzi; altre annue 600,000 lire per l'escavazione d' un canale di comunical'

zione diretta fra

Arsenale e
di

il

detto

porto di Malamacco, e per rendere questo

capace

al

passaggio

vascelli

da

7 4 cannoni. Pose
nicipio l'isola di
la

a disposizione del

mu-

ramento
cie

degli antichi granai. Datosi ne'

s. Cristoforo della Pace formazione del pubblico generale cimiterio della citt, ordin diesi faces-

per

giorni appresso ad informarsi con accon-

sero

pubblici giardini

rinvigor

con

interrogazioni

sull'andamento de'
de'bisogni della

ricche dotazioni le rendile del e degli istituti di beneficenza,


biblioteca,

comune

pubblici

affari, istruitosi

citt, e fattosi

a visitarla diligentemente,
principali della

pur da

lui visitata,

don alla 23,ooo li*

in

uno a'iuoghi

Laguna,
la

re per acquisto di libri; e Morelli bi-

era intanto aperta ad adunanze splendi-

bliotecario

da bibliografo chiarissimo
e

dissime e a concerti melodiosi

reggia,

fattosi servile

non leggiadro
pensione di

istorico

celebrandosi in pari tempo da'veneziani


il grande avvenimento cou una cantata e con un festino nel teatro della Fenice,

delle feste anzidette, vedeasi

gratificato

con una

vitalizia

2000

lire,
Il
il-

e coli' ordine della corona di ferro ".


Mulinelli, che cos parla, tra le note
lustrative,

oltremisura magnifici, coll'usato e anti-

chissimo nazionale spettacolo della regata, oltre quello

ne riporta

l'

estratto. Io pos-

popolare di
e

pi.

vetusta o-

seggo

il

libro, dedicato all'altezza

rigine del giuoco delle forze nel canale

riale della

viceregina d'Italia

impeAugusta

dell'Arsenale

con quello non

meno

Amalia di Baviera (per supplirealla sveu-

VEN
loca toccata
a'

V
omag-

EN
le
il

37

veneziani nella mancanza

zo Foscari e quello de' Balbi erigevasi la

sua alle feste da loro celebrate in

meta, a cui pervenivano


ti

gareggian-

gio di esultazione per la venuta faustis-

barchette per cogliere


fa

premio,

la

sima), di magnifica edizione con eleganti

macchina

appunto

costruita presso

disegni maestrevolmente incisi e acqua-

al palazzo Balbi. In questo poi e in

una

rellati.
te in

Descrizione delle feste celebrail


eli S. M. I. Massimo imperatore

magnifica loggia, costrutta per domina-

Venezia per la venuta


,

recoraodamente
cia del
a

la

veduta delle duebracrec a goderla l'impe-

R. Napoleone
de'

Canale,

si

Francesi

re d' Italia e protettore

ratore colia regia comitiva, e partita la


3.

della confederazione del Reno, data al pubblico dal cav. ab. Morelli regio
bibliotecario. In Venezia nella tipografa Ricotti

regata, nel suo maestoso caicco, co'

sovrani e principi, gir acclamato pel Canal grande, indi al palazzo reale fece ritorno. Lasciata Napoleone
antica de'mari, per Treviso,
si

1808. Rappresentano
a il

le

ta-

la

signora
e le

vole
fale

la

i.

prospetto dell'arco trion-

ben accolto,

grande, pure

imboccatura del Canal imponente veduta di questo e delle magnifiche e splendide barche che dir, stupendamente delineato dal Borsaio ed inciso dal Maina; la
eretto
all'

rec a visitare pure

Palmanova

coli'

d'Osopo, indi festeggialo a Udine, retrocedendo fu al regio palazzo


fortificazioni
di Stra, e

per Mantova fece ritorno a Mtlano, senza intrattenersi un istante a

2. te

il

prospetto del medesimoarco sorgen-

dall'acque marine, inciso da Albertol-

Ii;3/la peota e la bissona a servizio dell'

Padova. Questa dolente e confusa, gl'invio un'ambasciata con a capo il virile ingegno del concittadino Melchiorre Cesarotti, allora

imperatore

re,

invenzione di Puzzi, didell'

ammirato principe

della
vi-

segno del Corsalo, incisione


elli
;

Alber-

letteratura (poeta stimato, scrittore

4"

peota a servizio del vicer,

vace, acuto filosofo, critico erudito, sin-

la

bissona fatta eseguire dal podest,


a
il

golareggiandosi nella poesia e prosa con


parole e
frasi francesi,

invenzione e disegno di Borsato, incisio-

come osservano

ne dell'Albertolli; 5.

prospetto della

Moschi ni, Della letteratura Veneziana


del secolo

macchina per
rocch
la

la

regata, invenzione e in-

XVIII fino

cisione de'due lodati egregi artisti. Impe-

Gamba, Galleria
sti

regata,

una

fra le
il

pi brillanti

illustri

a nostri giorni ; ed artidelle provincie Venete del


de' letterati
la

feste veneziane, di cui

Canal grande

secolo

XVIII) ;

potenza della cui el'

nobile e decoroso teatro, spettacolo proprio di Venezia, soltanto dal


la
li

loquenza, ne vinse Io sdegno,

amic
il

i3oo

circa.

con Padova, ed
talizia

all'

oratore procur vilire

quale nel
a'

5 decret regate annuagalee (il

pensione di 4>ooo

gra-

25 gennaio con

vocabolo

do
rea,

di

vuoisi derivato

da riga, che vale linea,


in riga e in linea
si

commendatore della corona ferche divenuto maggiormente entuanco


alla poesia estese le lodi pro-

perch precisamente

siasta,

mettono le barchette che corrono il premio; altri lo pretendono da rcmicata i e meno assai da auriga: la i. a istituzione ebbe a scopo l'esercizio delia gioveut marineresca al maneggio del remo sulle
galee e altre barche guerriere; ne parlai
nel

fuse nella prosa, col


la

poema Pronea. NelStoria di Pio VII, dell'Artaud, t. 2,

all'

p.9D, una lettera scritta daChampagny ambasciatore francese Alquier, a' 7 dicembre da Venezia, celebrando l'accoglienza futa a Napaleoue I, colla mira
d'incoraggiare coloro

XVI,

n. 5);

spettacolo sempre pi
si

che sostenevano

sorprendente che veder


maguificentissima

possa

per

la

essere conveniente che


alle pretensioni
re,
il

il

Papa

cedesse

pompa

del singolare
fra
il

suo complesso; e siccome

palaz-

grande vincitoquale a suo talento disponeva aus

d'un

38
che
blica veneta".

YEN
degli stati dell'antica e

V
possente republe
I,
il

EN
di luglio

quale rispose sul fine

Intanto fra

angustie

Il

Papa meditare

interdetti e

1807. scomunidi susci-

enormi che Napoleone I incessantemente


recava a Pio VII, altra amara questione

che, e cercare cou

un

tal

mezzo

tare guerre e rivolte. In tale stalo di cose

addolorava l'ottimo Papa, per


sione alle proviucie venete del

1'

esten-

dover esso provvedere

alla tranquilli-

summen-

tovato concordato del regno Italico. L'ac-

cennai nella sua biografa, e qui come luo-

go suo

col

Coppi meglio ne riparler.


il

Sino dal settembre 1806

ministro del

co'medesimi Sede romana! Tutta la colpa ne sarebbe stata del Papa, il quale era guidalo da interessi temporali a preferenza de'divini! Del rimanente se questi voleva comdalla

t de'suoi popoli, e separarsi

culto del regno Italico avea trasmesso a

porre tutte
casse
rici.
si

le

questioni pendenti, incaria trattare a l'a-

Roma

le

nomine a
quanto
di

diversi vescovati tan-

un plenipotenziario
il

to dell'antiche diocesi della


italiana,

repubblica

Partecipasse tultoci a
vicer, e

Roma". Co1

alcune esistenti uel

territorio veneto unito al

regno dopo

la
:

Pio VII replic tranquillamente a tanta improntitudine I' 1


fece
**

pace di Presburgo. 11 Papa per rispose Certamente uiunopi di lui desiderai e

agosto.

Non aver potuto


le

leggere senza

ribrezzo

proposizioni
;

contenute nella

che

si

provvedessero

le

chiese de'ioro pa-

stori.

Far per osservare che dal governo Italico le nomine si erano fatte in

esse non aver bisogno di confutazione, essendo di gi lettera di

Napoleone

ma

state confutate le tante volte. Esse

forza del concordalo;

ma
s.

questo da Nastessa

aver

nemmeno
le

potuto turbare

1'

nou animo

poleone

essersi violato nella

sua

suo per

conseguenze minacciale riguars.

promulgazione; dalla
perci pubblicalo
forza del
:

Sede non essersi quiudi non potersi in


che
il

do

alla

separazione dalla
tal

Sede

di tanta

parte d'Europa. In

ca60 egli ne avreb-

medesimo nominare. Doversi


privilegio di
il

inoltre considerare

be pianto, ma ninna colpa sicuramente se ne sarebbe potuta rifondere in lui. Del


resto con tutto
il

queste nomine accordate per


lalico

regno

I-

piacere prestarsi alla pro-

non

si

poteva estendere a'dominii

posta trattativa in Parigi per


tulte le vertenze".

comporre
il

veneti che posteriormente vi erano slati

Nomin

di fatti

car-

Di pi essersi dal governo Italico nominalo ad alcune diocesi venete, alle quali per lo innanzi aveva sempre provuniti.

dinal Litta milanese per portarsi col a


negoziare,
lo stesso di

ma
un
il

Napoleone

lo rifiut; fece

altro eh' era stalo surro-

veduto direttamente

la

s.

Sede. In tale

gato, cio

cardinal Pacca, e finalmente

stato di cose pertanto, doversi

prima

ac-

manifest, che avrebbe ricusalo qualun-

comodare
dalo

le

questioni insorte sul concor-

que cardinale, tranne


stesso

\\

francese

Latici'

Italico, e

doversene concludere un

de Bay amie, del tutto sordo! Nel tempo

altro pe' veneti dominii

prima

di

provve-

Champagny, nuovo ministro degli


Francia, dichiar
al

dere de'ioro vescovi

le diocesi

indicate".

affari esteri di

cardi-

A
na

questi principii d'ecclesiastica discipliil

nal Capraia legato in Parigi, Pio VII a-

vicer

rebbe opportuno poca


la

Eugenio osservava: Che sail differire ad altra e-

ver buone intenzioni


glieri
:

ma

cattivi consi-

scegliesse,
il

la

perdita delle

Mar-

discussione de'reclami relativi al

che,

cambiamento

della sua politica;

concordato. Nelle circostanze in cui era


allora l'Europa, e specialmente
il

pi po-

anche

pi esigere l'imperatore, che si trattasse in Parigi uu concordato per la confederazione Renana di Germania, e ci
co'cardinali Capraia o Latierde
ne, o col

tente fra' monarchi cattolici, doversi piuttosto prescindere

vedere

le

da ogni al tra cosa e provChiese de' loro pastori ". Del

Bayan-

nunzio dimorante
della

in quella re-

resto, egli

comunicil tutto a Napoleone

gione

mg/

Genga

(poi

LeoueXIf).

V E A
il

V E N

39

tante insolenze e invettive, corrispose

mansueto Pio VII con compiacete an-

Successivamente il genio malefico distruttore, in breve giganteggi in Venezia, nel

che in questo il prepotente Napoleone I. r Questi per, bench mg. della Genga
gi fosse giunto iu Parigi, e
il

modo
11

tante volte lagrimato cou isdegno.


in Italia,

domiuio francese

ormai avea

cardinal

suscitato contro di se lo spirito pubblico,

Latier de

Bayanne

viaggiasse a quella

essendo per lo pi
stati

volta, esegu tirannicamente le

minacce,

conquistatori deteda'popoli vinti. L'Austria vieppi


i

facendo colle truppe di Lemarois occu-

parle provincied'Ancona, Macerata, Fer-

divenuta gelosa della crescente colossale potenza di Napoleone I, die avea dato il

mo
a!

e.

regno

Urbino, riunendo queste Marche Italico. Tutloci succedeva mennotificato a' pleni-

regno

di

Spagna

ai fratello
al

quello di Napoli

Giuseppe, e cognato Murai, si ar-

tre

Champagny avea
il

potenziari pontifcii: dovere ilPapa adot-

tare

sistema federativo e far causa cocoll'imperatore in tutte


i

poderosamente nel 1808, onde Nase ne lagn acremente e fece marciare truppe in Germania, bench
poleone
I

mune
si

le

guerre;

l'imperatore Francesco
Parigi nell'agosto

pel suo

amba-

riconoscere

sovrani

fatti

da

lui, inclu-

sciatore Mettermeli avesse

dichiarato a

vameute d'Olanda

a'fratelli
il

Luigi e Girolamo, re
il

non

volersi

che difen-

i.,edi Weslfaiia

2.

ri-

dere;
blic

ma

poi nel seguenteanno

1809 pub-

nunziare a'principati di Benevento e Poutecorvo, da lui dati a Talleyrand e Bernadette, senza


la

della Francia, e fece

nemmeno
essi, la s.

parteciparlo al
il

un manifesto contro le operazioni maneggi per sottrarre dal suo dominio la Germania settentrionale, l'Olanda e
l'

signora di

Sede; portare

Italia.

Indi gli

numero de'cardinali francesi a!3.di


lo del sagro collegio: finalmente,

quel-

austriaci
offese,

si

avanzarono

a'

aprile sulle

il

con-

cordato stabilito pel regno d'Italia, ricevesse eziandio la sua esecuzione nell'antico stalo veneto, in tutti
i

Baviera
striaci

con invadere, l'arciduca Carlo, la ma Napoleone I vinse gli au; a Landsut,ad Eekmhl ed a Rae prese

paesi del re-

tisbona,

Vienna; ma passato

il

gno

annessi, ed in quelli di
;

Lucca e Piom-

Danubio

dall'arciduca Carlo, Io vinse a

bino; e che n un vescovo del regno d'Italia fosse

Esling o Gross-Aspern. Nel detto giorno


l'Isonzo

obbligato di portarsi a

Roma

per esservi consagrato. Riservarsi fare altre domande, specialmente per tardanza
di risposta.

9 aprile l'arciduca Gio. Battista passato si avanz nel Friuli, con nume-

rosi corpi di cavalleria, ponendo l'assedio

Non potendo Pi VII accon-

Palmanova ed Osopo.
la

Il

vicer

Euge-

sentire
lini

accennate e altre esorbitanze, con perdere il resto dello stato e con


all'

nio trovavasi iu Udine, senz'avere adu-

nata

sua armata, onde

si

ritir

per con-

essere strascinato prigione a

Savona ! La
di cose.

centrarla sostenendo vari combattimenti, a Pordenone il i5 perdendo un distaccamento francese fatto prigioniero.

gerarchia ecclesiastica perseguitata e dispersa,

manomesso ogni ordine

Frattanto iu Venezia si sopprimevano conventi e monasteri, riuuendo in


calcati religiosi e
altri ac-

Intanto colle sue divisioni unite credette


poter presentare battaglia agli austriaci
e tentare di arrestare
sivi,
t

monache, alcuni
si

di tali

movimenti

offen-

edifizi colle chiese

demolivano, e

cos

mentre era

di gi

pervenuto a prenVoncel.

sparivano monumenti antichi e nobilissi-

dere posizione sulla


nella mattina de'
cile le

Adunque

mi per meravigliose
tria e di religione,

pitture, di piet pa-

rovinando sotto veneche contenevano


illu-

16 schier presso Sadivisioni di Grenier e di Barbou

ziani picconi, e per essi violati e distrutti


i

nel centro, Seras e Severoli all'ala destra,

cittadini sepolcri,

Broussier alla sinistra, e tenue in riserva


la cavalleria

stri

ceneri di benemerentissimi veneti.

diSahuc con qualche squa-

4o

VEN
percuia'28
menti
offensivi.

VEN
aprile sospese
Il
i

drodC della guardia italiana. Si combatle per 6 ore con eguale coraggio e fortuna, nelle pianure di Fontanafredda fra Pordenone e Sacile, grave e sanguinosa

suoi
ili

movi
si

vicer che
volici

ci

acri-

corse, nel d seguente

fare
la

una

cognizione generale su tutta

linea, e
;

pugna;
in

ma

in fine gli austriaci superiori

ne seguirono diversi combattimenti

ri-

numero

e specialmente in cavalleria,
i

chiam
A'

poi l'armata a'suoi postinolo la-

minacciarono
re, e alle 3

circondare

l'ala sinistra

sciando un forte distaccamento a Baslia.

del vicer, ed allora questi dovette cede-

3o

aprile V attaccarono e presero gli

pomeridiane ordin

la riti*

austriaci, e nella seguente notte

comina'

rata su Sacile.
disfatta
;

La

cavalleria di

Salme

fu

ciarono

la ritirata; ripassato

il

Brenta

e Broussier sostenne con diffi-

3 maggio, a'6 furono sulla riva sinistra


della Piave.
Il

colt la ritirata.
alla battaglia,
cesi e italiani,

La

sola notte

mise fine

vicer

li

persegui e accad-

che fu disastrosa pe' fran-

dero diversi combattimenti, specialmenMontebello, Olmo, Vicenza, Banano e Treviso. Sulla Piave per gli austriaci mostrarono di volersi fermare alquanto, massime presso il ponte della Priula che distrussero, e a Rocca di Strate a

avendovi

essi

di

2,000 uomini:
il

tra' feriti

perduto pi vi furono i

generali francesi Garresi! e Teste.

Dopo

questo disastro

vicer, obbligato s pie-

gare e a ritirarsi, mand il general Barbou con sufficiente presidio a Venezia, e


ritirossi a

da sulla
vadina e

via di Collegllano.
il

Il

vicer pas-

Caldiero sull'Adige, dove giun-

sato subito
s.

fiume

a
l'

se a'22 aprile.

Radunquivi

tutlele trup-

Michele

guado presso Lo8 maggio comin-

pe disponibili del regno


e Durutte.

Italico, e fu raf-

ci a far passare le sue truppe senz'im-

forzalo dalle divisioni francesi di

Rusca Napoleone I gli sped per appoggio o consiglieri Macdonaid e Luigi Baraguay d'Hilliers generali d'antica riputazione. Allora egli die'un

pedimento, assaltando il nemico, e tosto l'azione divenne fiera e generale. Gli austriaci opposero vigorosa resistenza, ma
poi retrocederono
si!

tutti
I

punti, riti-

namento all'armata
si

nuovo ordimentredava queavendo


gli

randosi a Conegliano.

francesi calcola-

rono

la

loro perdita a

2,5oo uomini, e
verso
la Stiria

ste disposizioni sull'Adige,

au-

quella degli austriaci a 10,000. L'arci-

riaci invasoli Veneziano,cio ilTrevigia-

duca continu a

ritirarsi

no.il

Padovanoe parte del Vicentino,sucsotto le

e l'Ungheria, inseguito dal vicer che lo

cedevano diversi combattimenti


nezia,

danneggi a

s.

Daniele, occupando diver>

piazzeassediate,especialmente presso Ve-

se citt e luoghi.

dove da qualche tempo


le

attendeva a fortificare
forti e

governo Lagune con 8


il

97

fortini.

A'23

aprile l'arciduca

A' i4 g ,u g no bench con forze inferiori, presso la citt di Ruab o Gi varino, assalt con 36, 000 uomini l'arciduca, e dopo 4 ,e di combatti-

Giovanni assalt con molte truppe uno di questi forti costrutto a Malghcra,e ne ftt respinto con perdila di diverse centinaia d'uomini. Intanto occup Padova
e Vicenza, e poi
si

mento senza che alcuna


desse, gli austriaci
si

delle

parti ce-

ritirarono

verso

il

rec sull'Alpoue presstessoattesero


gli

so Caldiero. Nel

tempo

austriaci a spargere proclami per indur-

re gl'italiani a rivolgersi contro


si,

france-

ma non

produssero molto
la disfatta

effetto.

Dap-

Danubio. I francesi annunziarono d'aver perduto 2,5oo uomini, e d'averne fatti perdere agli austriaci 7,000. Dipoi il vicer pubblic, che nell'i seguire l'arma le la austriaca dall' Adige al Danubio, toUe 37,000 prigionieri con 197 cannoni. Precaria dunque fu la dominazione
austriaca ne' luoghi occupali e tosto
loro disposizioni furono annullate,
le alle-

poich attesa

della principale

armata austriaca in Germania, l'arciduca Giovanni ebbe ordine di retrocedere,

viandosi

danni

risentili da'ciltadiui de'

V E N
dipartimenti
glioiie, del

VEN
Bacchilasciare,

ii

dell' Adriatico, del

Brenta, del Piave, del 'raglia-

secondo viaggio fornisce incidenti ,che per una gloria veneta non si debbono intraricavandoli dall'accuratissimo
e autorevole cav.

mento e del Passeriano, con proroga di pagamento alle pubbliche gravezze. La


vittoria riportata a

Artaud,
1

t.

2, cap.

62.
i

Wagram

a'6 luglio
I

Genova giunse inParigi 1'


e fu presentato a'
1

ottobre 18 o,

da Napoleone
la

I,

indusse Francesco

nel-

2 all'imperatore e al-

seguente notte all'armistizio di Zua ti m,


pace diSehonbrunn.

e alla rovinosa

l'imperatrice, mentre facevano colazione.

Il

Canova

disse, ch'era

venuto a fare
pi presto a
>->

il

ri-

decreto fatale de'2 3 aprile 18 io per Venezia e pe' paesi veneti ordin
le
la

tratto all'imperatrice, per soddisfare

Sua
ri-

generareli-

Maest, e tornare
per riprendervi
la capitale,
i

al

Roma

soppressione delle corporazioni

suoi lavori.

Ma,

giose de'

due

sessi, delle

confraternite e

spose l'imperatore, Parigi al presente

di altri stabilimenti pii. Nel


in

18 10 creato

bisogna che restiate qui, e

Milano un istituto di scienze, lettere ed arti, una sezione fu stabilita in Venezia (di recente
si

farete bene.

lo

Voi, Sire, siete

il

padrone

della

mia

vita,

ma

se piace

all'impera-

pubblicato: Atti del-

tore che sia questa impiegata e spesa a

Vi. r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti dal novembre 858 all'ottobre 1859. Tmo 4> serie 3. \ dispensa !.", Venezia tipografia Antonelli 1859), che poi nel 1812 vide fondato l'Ateneo ve1

suo servizio, bisogna che mi conceda di


tornare a Pioma tosto che avr compiuto
i

lavori pe'qoali sono qui venuto.


il

Mi

stato parlato di fare


peratrice
:

ritratto dell'imla fi-

io la

rappresenter sotto

neto, e

1'

Arsenale divenne operosissipari

mo

per navali costruzioni, da non cede-

re all'attivit spiegata in

tempo da

que' di Tolone, Brest, Anversa ed Olanda. A' i5 agosto del 181


in
1

s'inaugur

Venezia
1,

leone

lavorata da

eretta sulla

NapoDomenico Bariti, ed Piazzetta di s. Marco alla mela

statua colossale di

dieta della facciata del palazzo


tolta poi a'

ducale

19 aprile 18 i4> e distrutta,

il

gura della Concordia ". L' imperatore cortesemente sorrise e replic. Il centro qui, qui si trovano tutti capolavori antichi. Manca solo l'Ercole Farnese ch'a Napoli. Me lo sono riservato per me. Lasci, riprese Canova, ah lasci almeno qualche cosa all'Italia; monumenti antichi formano collezione e catena con un'infinit d'altri che non si ponno trasportare n da Roma, nda Napoli". Beli

modello originale fu collocato nel museo di A. Sanquirico,ora alienato sta per

lo

sarebbe

il

riportare

diversi dialoghi,

fra

passare in Francia. Frattanto, avendo

Napoleone

1,

in

mezzo a tanta formila

wn Napoleone I ed un Canova, ma appeua mie dato riprodurne alcuni. Disse Napoleone I, che a riparare le perdite
d'Italia,

dabile potenza e gloria, perduto

spe-

ranza d'avere successione di figli nel gran-

ma Canova
dere e

avrebbe ordinato scavi a Roma; rispose, su di essi averne un


i

de impero dall'imperatrice Giuseppina, senza badare all'indissolubilit del matrimonio, la ripudi nel declinar del 1809,
e nell'aprile del 18 io
si

sagro diritto

romani, n potendoli ven-

congiunse

in

ma-

fuori, qual retaggio del popolo re e ricompensa data dalla vittoria a'ioro antichi padri. Parlandosi della

mandar

trimonio coll'arciduchessa d'Austria Maria Luigia, figlia dell'

gi discorsa statua colossale

in

piedi

cesco

1,

imperatore Franargomenti abbastanza parlati a'

dell'imperatore, questi mostr dispiacere

propri luoghi.
I

Poco dopo Napoleone


facesse
il

volle che

Canova

ritratto delsol-

la novella

imperatrice sua consorte,

lecitandolo a ritornare a Parigi,e questo

sapendo eseguirla ignuda, onde disse al Canova. Ma perch non fate voi nuda anche la mia statua colossale a cavallo? Questa deve avere il costume eroico vecchi re di Francia, e il vostro Gi i

4*
seppe
II
iti

EN
cos

V EN
vava sempre a punto, senza per che
il

Vienna, o Madama, sono

perch sono a cavallo". Canova francamente, per l'amore ohe aveaal Padligiali,

pensiero nulla perdesse del suo valore e di certa quale irresistibile incisione.
raviglia mista
lisfazione ".

pa ed
ti a,

Roma,
la

piti volte

affettuosamente
noi, soggiunse

deplor

condizione dell'uno e dall'al-

L'imperatrice guardava Canova con mecon una contegnosa sodAllora

perch separali.*
I,

Ma

Canova incoraggia

Napoleone
i

dia, e vi

faremo Roma capitale d'Iaggiungeremo Napoli. Che ne

dite? ne sareste contento?

Le

arti

po-

maggiormente, continuava il suo tema: persuaso che l'animo dell'impera lore non fosse tirannico, ma solo guato
sto dagli adulatori
la

trebbero ricondurvi
questa sola
si,
i

la

prosperit.

La Regli egi-

ligione favorisce le arti, e questa, o Sire,


le

verit.

che gli nascondevano Pareva che Canova avesse Ti a


il

ha sostenute presso
i

sua libera disposizione, e per se solo,

greci ed

romani.
tutti

lavori de' ro-

mani portano
ligione.

l'impronta della Re-

Questa salutare influenza sulle fi iti le ha salvate ancora in parte dalla rovina de' barbari. Tutte le religioni so-

Napoleone credente.Dopo uno di que'movimenti d'artista, che pareva a null'altro intento che a pi profondamente studiare
al
il

suo modello, siccome poi confid

grazioso eloquente storico, continu.

no
pi.

benefattrici delle arti; e quella eh'

particolarmente e pi splendidamen-

riconcilia in

Ma, Sire, perch Vostra Maest non qualche modo col Papa?
i

si

te la loro protettrice e la loro


la

madre,

Perch

preti, signore,

vogliono coman-

vera Religione, la nostra Religione

cattolica
1

contentano

romana. I protestanti, Sire, si d' una semplice Cappella e


e

dare dappertutto, ed esser padroni di tutto (pretendeva di credere Napoleone), co-

me Gregorio FII(F.).
Sire,

d una Croce,
Gli edifzi eli
bricati
a

non porgono occasione

d'eseguire pregevoli capolavori d' arte.


essi possedonofurono fab-

Mi pare per, che ci non si possa temere oggid, poich Vostra Maest padrone di tutto

in Italia.

Papi hanno sempre tenuta


\\ov\

da

altri ".

L'imperatore voi tosi

repressa

la

nazione italiana, quando

Maria Luigia, interrompendo Canova, esclam:* Egli ha ragione, niente hanno


li

erano neppure signori in Roma (qui Napoleone si mostra ignaro della storia), in
grazia delle fazioni de'

bello

protestanti". In un'altra sedufare attenzione che a*

Colonna
i

e degli

ta,

non mostrando

tratti dell'imperatrice
ci e delicati

ea'lineamenti dol-

Certamente, o
avuto l'ardire
bei
tutta Italia!
di

Orsini

(altri

errori storici di Napoleone).


Sire, se

Papi avessero

del suo viso, e

dando ase

stes-

Vostra Maest, ebbero


i

so un'intrepida missione innanzi al Gio-

momenti per diventare

ve Italico (sic), Canova parl ad un tratto


li

Questa

padroni di

ci

vuole,
I,

mio

si-

Pio VII.

Le prime parole che

sfug-

guore,l'interruppe Napoleone

toccando
ci

al veneziano furono si forti, che temetteperun momento d'aver commessa una imperdonabile imprudenza, ma il sopracciglio di Napoleone l non avea

girono

l'eLa della sua spada, la spada

vuole

(ma Napoleone, come pur leggo


col

nell'Ai*-

taud, avea detto a'suoi ministri: trattale

annunziatola burrasca

ascoltava egli at-

Papa come potenza che disponga di 2oo,ooobaionetle prontejeduuo de'suoi

tentamente questi rimproveri, che per quanto fossero forti e tendessero evidenarticolati

pi illuminati ministri, Cacault, scriveva

temente ad un diretto fine, erano per con un accento gentile, rispettoso, con quel noti so che del carezzela

a'27 ottobre 1802 a Napoleone: Il Papa affezionalo alla Francia, ma dev'es-

vole veneziano che tanto allctta, in una


lingua dove

parola propria uon arri.

come un sovrano che avesse cinquecento mila uomini a'suoi comandi. Lievissimo paragone dell' un a e usa forza morale de'Papi,a cui per
sere rispettato e ubbidito

V
lo

EN
d' Austria,

YEN
voleva
la

meno piegano li ginocchio, nelle cinque parti del mondo, duecento milioni r Non la Spadn(P .) sola, d'individui !).

mia morte

vero, riprese
co'suoi

Maria Luigia. Canova, magnanimi sensi avea detto tutun cristiano


lui
la

".

E
co-

43

con essa
grandi

il

liuto (bastone ricurvo usato

to quello che poteva dire

dagli auguri;
i

ma

il

Canova, poich

tutti

raggioso, e ripart per

Roma, da

a-

artisti

hanno

privilegiato inge-

mata quanto Venezia, ricusando


t di

digni-

gno, dono di Dio, e sono eruditi, intese


alludere al Pastorale).

membro

del senato di Parigi. Egli


faita-

Ma

finalmente,

dunque procedette avanti quello che


ceva tremare
a Parigi
lutti,

Sire, giacche voisietegiuntoa tanta gran-

da cattolico e da

dezza colla vostra spada, non permettete

liano (Canova ritorn poi

una

3.

volta

che

nostri mali

si

accrescano, lo ve lo

dico ingenuamente, se non sostenete Ro//jtf,essa

sione di
i

da Luigi XVUI, per commisPio VII, per ricuperare a Roma


pittura, ol-

diviene quella ch'era allora quanin

capi d'opera di scultura e

do

Avignone". L'i muratore parve vivamente commosso e colpito da questo fatto; disse con forza. >* Ma mi fauno resistenza? E che? non sono io forse il padrone della Francia, di tutta Italia, di tre grau parli della Germania? non sono il successore di
i

Papi trova vansi stanziati

tre gli arazzi ivi trasportati: ne ragionai

nella biografia del


si
r

Papa

e altrove.
il

Vi

rec col fido e colto Acate,

fratello

uterino mg. Sartori-Canova. A tanto nome, mi piace qui aggiungere, agli onori funebri resi
dichiarati nel voi.
all' illustre

prelato e

Carlo Magno
sero stati
to

l
i

Se

Ppi d'oggid fosvolta,


il

come Papi d'una

tut-

sarebbe assestato (opinione privata di


alla

Napoleone: del resto m'appello


ria).

Sto-

vostri veneziani,

s,

non ebbero brighe co'Papi ?

Non

essi

pure,
sino

Ma
E
iti

al

punto ove

si

portata Vostra Maest.


il

iu Italia

Papa

tutto tedesco'*.
I

cos dire,
>

Napoleone

peratrice.

Posso accertare,

guard l'iml' imperaera in Gertutto

trice rispose,

che quando
il

io

mania,

vi

si

diceva che

Papa era

francese". Napoleone I continu: Egli non ha voluto (Pio VII) cacciare ne i russi, ne gl'inglesi, ne gli svedesi, n i
sardi da' suoi stali".

peratore, prima di

5 novembre l'imcongedare Canova,


Il

276, quelli annunciati dalla Civilt Cattolica de' io febbraio! 8 5g a p. 479. Giuseppe da Col, r Discorso funebre per Mg. 111 e Rev. Vescovo di Mindo Giambattista Sartori-Canova, letto nelle solenni esequie fatte nel tempio diPossagno dalla congregazione delle scuole di Carit nel 26 luglio 1 858, Castel Franco tipografia di Gaetano Lougo 1 858. Neil' esequie di Monsignor Giambattista Sartori- Canova vescovo di Mindo, celebrate in Crespano il 3 agosto 858. Orazione delVab. Giuseppe Jacopo prof Ferrazzi Bassano tipografia di A. Roberti 858). Per le vicende politiche, l'imperatore Francesco I, dipoi nel 181 2 si colleg col genero; indi avvicinandosi il tramonp.
1

XCI,

volle dargli un'idea della sua

potenza,

to della fbrluua Napoleonica, altra av-

per mostrargli

il

perch non dovea mai


s,

ventura, catnbiatrice di destini, sovrasta-

dare addietro.* Signor


lioni di sudditi,
la soldati,

ho sessanta mistessi

va intanto
ticoli,

all'Italia.

Narrai in tanti arI

da

otto a novecento mi-

che Napoleone

nel 181

si

pre-

centomila cavalli. Gli

an-

par

alla strepitosa

guerra controia Rus-

tichi

romani non ebbero mai

forza pari

sia, alleata dell'Inghilterra, e nel

18 12
i

olla

mia. Ilo dato quaranta battaglie: in

marci ad invaderla;
progressi fatti, tent
ficarsi

ma non

ostante

quella di

Wagiam

ho sparato centomila
signora, ags,

inutilmente paciI, si ri-

colpi di cannone, e questa

coll'imperatore Alessandro
il

giunse volgendosi all'un pelatrice,


sta signora,

que-

che allora era arciduchessa

da Mosca e perde cite, nel quale erano


tir

fioritissimo eserita-

tanti valorosi

>

W
liani,

VEN
eneli8i3
I

VEN
m perai ore Franla

ville

l'i

conquistando
lisciati

gli

austriaci, ed a' presidii

cesco

suo suocero collegarsi contro di


Russia, l'Inghilterra e
si

lui colla

Prusla

sia, cui poi

unirono
essi gli

altri

sovrani e

Osopo e armata a 32, 000 combattenti; nondimeno la posizione gli


a Venezia, Palmanova,
altrove, ridussero la sua

Baviera, per ripristinare l'equilibrio europeo, onde da


fu

permetteva sostenersi contro

le

forze susi-

dichiarata la

periori austriache, anzi di respingerle

guerra.
Lipsia a'
ta di
ti

Nella Sassonia e ne'


i

campi
i

di

no a
ga

Pilcante, facendo

il

simile Gifllen-

8 ottobre, colla famosa disfatNapoleone l,si vendicarono collegadelle lunghe ingiurie sofferte. Racconil

in valle

novembre
te sotto

lasci

Trompia. Intanto Hitler a' Marschal condue briga-

Venezia, gi da'3 ottobre bloc-

tano

cav. Mulinelli e

il

cav. Coppi,con-

cata anche per


pi.

mare

dagl' inglesi, che


il

da

sequenza degli strepitosi guerreschi avvenimenti, paesi veneti si trovarono


i

anni ne dominavano

mare; a'.i5

fu respinto dal vicer a Caldiero e Colo-

armi austriache, comandate dal principe Enrico XV di Reuss-Plauen, prima a mezzo del generale in capotiliesposti alle
lei*

gnola, sino alla riva sinistra

ne;

ma

per, avanzatosi

a'

dell' Alpo19 Hiller con

molte truppe, ad assalire

il

posto di

s.

facendo cominciare
sufficienti
la

le olfese nel

fine

Michele, difeso da circa 4>oo francesi,

di settembre; prese Trieste, e sped trup-

dopo

resistenza

gli

obblig a ritirarsi in

pe

per ricuperare

la

Croazia,

Dalmazia. Laonde il vicer tempo avea ordinato le cose necessarie alla guerra imminente. Avendo egli da 70,000 uomini, con molta
l'Istria e

Eugenio

Verona. Nel tempo stesso il general Nugent, essendosi imbarcato a Trieste sopra bastimenti inglesi con 3,ooo soldati di diverse nazioni, a' i5 novembre per
operare nelle Legazioni pontificie, passato
il

prudenza li divise in 3 principali corpi ; 1. "comandato da Grenier pose campo il sulle rive dell'Isonzo e del Tagliamenlo; il i. diretto da Verdier si stabil a Vicenza, a Castelfranco, a Bassanoea Feltre; il 3. governato da Fino, a Padova e a Verona alloggiava. Ma forti gli austriaci di buone ragioni, ed avendo popoli amici, il vicer li combatt inutilmente, bench da condottiero valoroso
i

Po

e l'Adige, barc nell'imbocca-

tura del canale di Mesola, es'inipadrou


delle rive del

Po

poi
e
il

si

mise
nel

in

a Goro ed a Volano, e comunicazione con Hiller


i

forte dell'esercito austriaco, a'2

no-

vembre

Padovano.

In tal giorno, gi
i

occupati da' vincitori


canali che
nezia, questa perde

tutti

passi, tutti
di

conducono alleLagune
l'

Vele

unica

via

che

ed esperto, facesse onorale fazioni

sull'I-

sonzo, sul Piave, ed a Rosa presso Bas-

sano
e

; ed eziandio ad onta di altri sforzi, che barbaramente ordinasse il bruciamento del ponte sul Brenta a Bassano, famosa opera di Bartolomeo Ferracinu.

rimaneva ancor libera dalla parte di Chioggia e di Brondolo,e rest perfettamente bloccata e con essa Chioggia e le isole tutte delle Lagune. Venezia interamente imprigionata, conteneva una popolazione di 160,000 persone compresa
quella delle isole (le

donne eccedendo
il
1

di

Obbligato quindi V esercito


a ritirarsi, fiss a
i

di

Eugenio

10,000
che

sugli uomini), oltre

presidio

menti nel principio

me

Verona suoi alloggiadi novembre, siccoposizione strategica e munita, dopo


6,000 uomini, e quasi altrettanti Le perdite fatte, aggiunte
appartenenti al-

sommava

a circa

veneto cav. Mulinelli


to della citt
di

ci

1,000 soldati. Il d P esatto staisole,

Venezia e delle

aver perduto ne' diversi combattimenti


circa
gli austriaci.

uelTattualit del blocco generale; quello de'diversi corpi della guarnigione italiani e
1

francesi, delle

occorrenti razioni

alle diserzioni de'soldati


le

pro\incie sgombrate, che andavano

5,ooo quotidiane; la disposizione della forza marittima composta in tutto di

VN
4,5oo noncompresaneidetio numero (^ c presidio, l'enumerazione della squadra,
i '

VEN
ti

4-5
al

penuria del necessario

sostentamen-

to,

tranne gPiufortunii che deplorer. E-

della riserva, della flottiglia ripartita nelle localit

sauslo l'erario e fatto ancor pi povero


dal vicer pel ritiro di

con 7 divisioni. Ricorda il Giornale che contiene quanto accaduto di

160,000

lite,

che

disse di sua ragione, intendeva Seras a

militare e politico in Venezia e circon-

ristorarlo coll'imporre

un

prestito di v.e

dario durante l'assedio cominciato col giorno 3 ottobre 8 1 3 e terminato nel 20


i

milioni di lire, nel termine di

24

ore, e

da

ripartirsi sopra

nicchi mercanti e pos-

ria

aprileiS^, Venezia 1 8 4s dalla fondee stamperia di Giovanni Parolari. Riporta pure lo stato della qualit e quan1

sidenti, guarentendolo per con altret-

tanto valore di argento vivo di regia ap-

partenenza. Poi, affinch


fortezza
di

cannoni della

tit de'diversi articoli di vitluaria

perve-

Lido potessero liberamente


la

nuti in citt dalla parte di


te
il

blocco, senza

perci preciso;

mare duranpagamento di dazio, e non compresi molti altri

giuocare, ordin

distruzione de' molti

vigneti e delle case che fino a

Malamocalle

co facevano ricca e deliziosa quella marina; volle

generi portati in Venezia dalla terrafer-

pure che rimpetto


le

popo-

non denunciati ad alcun uffizio. 11 general Seras militarmente e con soldatesca licenza governava Venezia, mentre con molto accorgimento e amore la reggeva qual podest il conte Bartolomeo Gradenigo illustre patrizio veneto che
e
,

ma,

lose vie di Castello, della Piazzetta e delle

Zattere gettassero
il

ancore

il

Rigene-

ratore,
vascelli

Bernardo e il Castiglione, da 64 cannoni, affinch la miglior


s.
il

parte di Venezia potesse provare


bile efletto di quelle

terri-

molte

artiglierie; or-

avea sostenuto luminosi


te.

uffizi

per

la

sua

dinava

in fine,

repubblica, e con molta lode ambascia-

zanotte, girasse per

che ninno, passata mezla citt senza lume,


la le>l

Dichiarata dal vicer Eugenio

la cit-

ordine tramutalo in vero trastullo,


tizia

t in istato d' assedio dal precedente ot-

non essendo mai mancata, finch

tobre, e sospese per


sulle grasce,
si

i5 giorni
il

le

gabelle

tifo

divenuto generale contagio fece stravie l'elemosina, gi vietali,

era giovato

podest per
mesi, e

ge. IVloltiplicaronsi gli accattoni nel chie-

invitare

cittadini a provvedersi ciascu-

der per
le

le

ma

no

di

vettovaglie,

almeno per 6
i

conseguenze del blocco e del malore


diffuso
il

per ordinare a

lutti

venditori delle co-

aveano
libero

bisogno anche nelle


si

classi

se necessarie al vitto e alle


i

bevande,

di

agiate e nel clero, quindi


il

dov

lasciar

provvedere copiosamente loro fondachi; una commissione annonaria poi, composta de' personaggi

freno alla questua, vedendosi poi


il

intere famiglie limosinare lungo


te di

Poncarit

integerrimi JNicol

Rialto e

la

Merceria.

Ma

la

Bianchini, Francesco Banchieri, Giuseppe Giovanelli, Angelo Zusto e Vincenzo Dario Paolucci, fu deputata a impedire monopoli! de'venditori, e di vegliare sui giusti pesi e misure. Per questi saggi provvedimenti, e per una gran latitudine di acque e di valli, che abbondevolmente somministravano saporito e delicato pei

veneziana, con esempio meritevole di passare ricordato alla

come esclama

il

conte Priuli

pi tarda posterit, , Discorso

sugli Asili infantili^ p. 53, seppe in quella terribile e stringente circostanza sostituire oro all'oro, che
il

male interpreta-

to italico decreto de'25aprilei

806

d'av-

sce, e

per

la

destrezza de'barcaiuoli nel-

vocazione allo stato de' beni delle sedicenti mani morte, sinonimo delle benefiche comunit religiose, avea rapito aile parrocchiali fraterne de' poveri (poi in

l'introduzione delle vettovaglie, evitando

legni inglesi e le vedette austriache, e

profittando de'porti e degl'innumerevoli


rivoletti delle

gran parte rivendicato nel 826 dalla vir1

maremme, Venezia noD pa-

t di Francesco

1).

In queste strettezze,

4f>
%Seras

V E

N
2." tassa di nii

V E N
del Neipperg, l'arciduchessa avesse spo-

tempestava con una

tro milione, senza che, tentili

giorni di

sato

il

conte Carlo di llom belle* ausimi

carnevale, s'intralasciassero
i

le

maschere,
mise-

co,suo
siglio),

maggiordomo e presidente ilei cona'20 part


egli

teatri, le

musiche,

le

danze. In cos stra-

per
lui

l'isola dell'El-

no contrasto
do
insolito
in

di lutto e di feste, di

ba

di
la

Toscana (V.)>*

assegnata. Doi

rie e di gozzoviglie,

sopraggiunse un fredle

po

deposizione di Napoleone,

confe-

da accrescere

sciagure, to-

derati parteciparono al savoiardo conte

gliendo
7;mi
il

gran parte
fin allora

agli assediati vene-

Bellegarde maresciallo austriaco, gi sor-

cibo
vii

za e a
le

goduto in abbondanprezzo; imperocch pel gelo delinfinita quantit


di pesce

rogito ad Hiller comandante

in

capo deldi

l'armala d'Italia, perevitare inutile spar-

acque per

gimento

di

sangue,

di

procurare

confi-

nelle valli, ne'canali e ne'vivai. Nel

meci,

cludere un armistizio col vicer Eugenio,


ch'erasi ridotto
gli vi

desimo tempo mostra varisi asciutte le sterne, maggiormente scem il vino


difellil pane,e
i

colcampoa Mantova,

si

acconsent facilmente, essendo per-

poveri ascesero a44. 1 67.


s'

suaso dell'inutilit d'ogni ulteriore guerra, e d'altronde

pure, un altro milione e mezzo

im-

poneva, e tale fu il pubblico malcontento che Seras si mise sulle difese a s. Stefano ove abitava. Venne la s. Pasqua, e
riusc affliggente per la carezza de'viveri,

va

in quelle circostanze

volendo tentare se poteconservare gli a-

vanzi del rego Italico. Quindi radunatisi

nel castello di Schiarino-Iiizzino pres-

so

Mantova,

il

conte e luogotenente ma-

vendendosi molta carne


i

di cavallo

per

vacca, e
zo.

gatti per lepri ed a caro prezFinalmente, mosso Dio a misericordia

Neipperg austriaco, il generale comandante il genio d'Italia Dode de la


resciallo

de'popoli, e de'roali de'veneziani gi proscasi estremi, opportunacambiare destini d'Europa. Vinto Napoleone I da'collegati, a'3 marzoi8i4 entrati essi trionfalmente in Pa-

simi a patire

Brunnerie francese, e il general Zuccbi italiano governatore di Mantova, a' 16 aprile sottoscrissero la convenzione militare,

mente

fece

che riporta
cos

il

Mutinelli

ratificata

dal Bellegarde e dal vicer Eugenio, che


il

Coppi

compendia. Fosse armi-

rigi, a'

2 aprile

il

senato lo dichiar de-

stizio fra le

truppe comandate dal conte

caduto dal trono, ed a'6 Luigi XVIII fu riconosciutole di Francia. Costretto Napoleone l* 1 aprile ad abdicare le sue dignit per se, e pel figlio Napoleone II (il quale part per Vienna colla madre, poi duchessa di Parma, Piacenza e Gua1

Bellegarde, dal re di Napoli Murai (ch'erasi collegato

contro

il

con l'imperatore d'Austria cognato Napoleone), e da lord

Bentinck, e quelle capitanate dal vicer Eugenio. Le truppe francesi, facenti parte

dell'armala del vicer, rientrassero nel-

stalla. Questa principessa,


te di
te

dopo

la

mor-

le frontiere dell' antica

Francia
il

al di l

Napoleone, prese in consorte il conAlberto Adamo di Neipperg tenente


austriache e

delle Alpi, e incominciassero


to

movimenpri-

dopo due

giorni se

non ricevevano

maresciallo nelle truppe

suo cavaliere d'onore, che poi mor nel 1829. Da questo ebbe figli, de'quali alla sua morte erano viventi A Ibertina moglie del conte

ordine dal loro governo. Le italiane continuassero ad occupare tutta la parte del

ma

regno

d' Italia, e quelle piazze

che

Luigi Sanvitale, ed Alberil

non erano state ancora prese dai collegati. Le austriache potessero attraversare
il

to che volgendo in italiano


di Neipperg fu

cognome
conte di

regno

d' Italia

per

le

strade di

denominato

il

Montenuovo, ed era

allora nell'esercito

Cremona e di Brescia. Una deputazione del medesimo regno avesse la libert di


portarsi
al

austriaco col grado di maggiore. Si credette generalmente, che

dopo

la

morte

collegati, e nel caso che la risposta

grande quartiere generale de' non

V E N
fos^p tale

V E
il

da conciliare

tuffo,

ostili*

fosse la durata. Toltasi di notte

47 tempo la

t fra 'collegati e gl'italiani

ro incominciare chef 5 giorni

non dovessedopo rice-

statua di Napoleone, per ovviare ad altri


oltraggi,

scomparse

tutte le

memorie del

vnte

le

determinazioni dell'alte potenze

collegate.

Le

piazze di Osopo, di

Palmai

suo regno,nomi, immagini, insegne; persuasosi finalmenteDuper,e divenuta Veveneziani nezia nuovamente austriaca, abbandona vansi a inaspettata gioia/estegi

nova, di Legnago e di Venezia, ed


ro stato agli austriaci nel giorno
le; le

forti
lo-

dipendenti, fossero rimese nell'attuale

20

apri-

giando con luminarie, con tripudi, e con


processioni solennissime delle parrocchie
alla basilica di
s.

cui guarnigioni ne sortiranno cogli

(inori militari,

armi e bagagli, essendo

in

Marco

(sulla cui

porta

libert di seguirle le autorit civili,

am-

fu collocato

il

ritratto del gloriosoPio

VI I,

ministrative e giudiziarie, lasciando alle


autorit austriache
Si
l'

che

a'

24 maggio
Roma),
i

rientr trionfalmente
di

le

carte e

gli

archivi".

nella sua

ringraziamento alla
cui intercessione

ha di Federico Coraccin, Storia delJ

B. Vergine sotto

cui possenti auspicii fu


la

amministrazione del regno d Italia durante il dominiofrancese) Lugano 823. Saggio storico dell'amministrazione finanziera del regno d'Italia da li 802 al 8 4 di Giuseppe Pecchio, Milano 826. J Storia del regno d Italia divisa in 4 # bri di Fabio Mulinelli, Venezia tipo1 1
1 1

fondata

la citt,

per

DioTavea preservata

nella decorsa dolo-

rosa epoca, da que'flagelli co'quali la di-

vina giustizia avea punito


tre nazioni

le

colpe di alI*

(come

si

esprime

invito del

podest, riprodotto dal Mulinelli colla descrizione delle processioni); ed insieme so-

grafa Cecchini

1848, libro che meriterebbe ed amplia rione e ristampa, cose


all'

lennizzando

il

felice

avvenimento, invia-

rono

agevoli
tore.
3.

illustre

e operosissimo scrit-

deputazione a Vienna all' imperatore Francesco 1 il podest Gradenigo,


in

Venezia liberata dal blocco,con grani

zoni, per tributargli

Daniele Renier suo predecessore, e Garil loro ossequio. Se-

de esultanza accoglieva a' 19 aprile primi soldati austriaci (il conte Brilli dice a'20), accorrendo il popolo, tumultuando, a svillaneggiale e minacciar rovina al
di Napoleone, menDuper, contrammiraglio francese, osanandosi a non volere ri conoscere altra
ti

gu poi a'23 aprile ima convenzione fra

Eugenio vicer
la

e Bellegarde, in forza del-

quale

gli

austriaci

occuparono tutto

il

regno

Italico colle fortezze, a

tenore del
1

marmoreo simulacro
e

trattato di Fontainebleau degli i, fra le potenze alleate e Napoleone, per aver questi

rinunziato per se e suoi discendenti, co-

autorit che quella di Napoleone


la

I,

non

me
t

pure per ciascuno de'membri

di

sua

convenzione di Schiarino-' Rizzino, e dichiarando di non voler cedere suoi vai

famiglia, a

scelli

sovrano, stava gi colle miccie accese presso cannoni per


a qualsivoglia
i

di

qualunque diritto di sovranie di dominio sul regno d'Italia. Dice Eugenio il Coppi: Fece tentativi per
il

avere

regno

d'Italia, della di cui divi-

ridurre nell'ira sua


si

in

un mucchio

di sas-

sione avea trattatocon Murat, quandorivoltato contro

l'emporio di meraviglie dell'innocente citt, gi metropoli di quella repubbli-

Napoleone

lo

combatteva.
il

Che dopo
gno

la

caduta di Napoleone,

re-

ca, dal celebre veronese

marchese MatTei nella sua Verona illustrata, chiamata


le fece di tale

Italico rest

abbandonato

alle

proin-

prie forze, bens ragguardevoli,


sufficienti a sostenerlo;
le

ma

nella dedica che

dottissima

ed Eugenio,il qua-

opera, all'inclita repubblica Veneta uni-

ca discendenza della Romana, dicendola pure Repubblica eterna, come non senza fondamento si lusingava che tale ne

alla

da principio con modi graziosi uniti fama militare e alla civile prudenza,

erasi procacciato l'alletto di molti, dive-

nuto poi burbero, parziale de' francesi da'

4
gl'italiani, si

EN
Che Napoleone,
,

EN
si

quali era circondato, e disprezzato! e de-

bilimenti d'Italia, per opporsi da questa

era infine concitata un'av-

porte all'eventuale ambizione della Francia,

versione quasi generale.

onde

fra le altre cose


le

con venne: Che

nel ricordato trattato colle potenze

aas-

ricuperasse tutta

provincie chea vea ce-

veva pattuito ridursi a un milione

I'

duto
e di
se

co'trattati di

segnamento all' imperatrice Giuseppina, morta poi a'29 del seguente maggio, ed al figlio di lei Eugenio fosse dato un conveniente stabilimento fuori di Francia; il quale poi fu risoluto in cinque milioni
di franchi,

nedile, di Presburgo,

Carnpoformio, di Ludi Fontainebleau

Schnbiunn. Perci in Italia avesnuovamente Milano, Mantova, e tut-

se

che

gli

pag

il

re delle

due

Si-

stati veneti di Terraferma. Possedesinoltreqnalunque altro territorio compreso fra il Ticino, il Po e il mare Adriati gli

cilie, e nella

conservazione dell'appannag-

tico.

Ebbein

tal

guisa alcuni distretti sul-

gio statuito precedentemente neliBio da

Napoleone d'una rendita d'un milione di lire, per la maggior parte formato co'beui ecclesiastici delle Marche, per cui convenne a Pio VII darglieli in enfiteusi, con ]audemio e annuo canone per riservandosi redimerli, il che fu gloria di Gregorio XVI. Del resto, il principe Euge,

Po, che anticamente appartenevano a Panna e al Ferrarese; ed inoltre le valli di Valtellina, di Bormio e di Chiavenna , ed territori! che una volta formavano la repubblica di Rala riva sinistra del
i

gusi. Gi l'imperatore Francesco I sino da'7 aprile 8 i5avea pubblicato una leg1

ge fondamentale con cui


clusi restare in

in sostanza di-

nio

si

ritir in
1,

Baviera presso
il

il

suocero

spose. In conseguenza de' trattati con-

Massimiliano
fer
i

titoli di

duca

quale nel 18 17 gli condi Leuchtenberg, di


:

perpetuo incorporate
le

al-

l'Impero Austriaco

provincie

Lombar-

principe d'Eichstadt, e di altezza reale dichiar


la

sua casa,

la
il

narchia bavarese, e
presso
i

prima della morango immediato


11

de e Venete, come anche la Valtellina, eie contee di Chiavenna e di Bormio. Per consolidare poi vincoli al suo impero, ei

principi della famiglia reale.

rigere queste provincie in


tolo di
se

principe Eugenio, dicesi ch'ebbe una rendita di sei

milioni

fu

magnifico ed ea'

Regno col tiLombardo-Veneto. Si conservasl'antica Corona di ferro come corona


ed
i

conomo,
1824.
1

mor a Munich

21 o 26

di questo regno;

suoi successori do-

febbraio (altri vogliono


suoi
figli
,

24

settembre)

le corti di

Svezia

s'imparentarono colRussia , Portogallo ,

medesima essere coronati al loro avvenimento al trono. L' ordine della Corona di ferro, regolato con nuovessero colla

Brasile ec, ne'quali articoli ne parlai. Fu erede di sua madre; e dalla sua sorella
Ortensia regina d' Olanda, e moglie di Luigi fratello di Napoleone, nacque il re-

vo statuto
sarebbe
in

essere

ammesso

fra gli altri

ordini equestri della Casa imperiale. Si

questo nuovo regno fatto rap-

presentare da un vicer. Per agevolarne


poi l'amministrazione,
il

gnante imperatore de'francesi Napoleone 111. Eurico XV principe di Reuss-Plauen, continu per l'Austria a governare provvisoriamente Venezia eie provincie ve*
liete, colle leggi e colle

medesimo

fosse

diviso in
cio.

due governi

separati dal

Min-

Ogni governo

fosse diviso in provin-

cie, e
ni.

queste suddivise in distretti e


i

comui

tanto, adunatosi

il

forme italiche. Infamoso congresso di

Per conoscere poi


,

desiderii e

biso-

gni degli abitanti


ftto uella

e per mettere a pioi

T ienna (V.), per ristabilire le auliche sovranit e regolare 1' equilibrio politico
d'Europa, oltre altri affari, si riconobbe dovere 1' Austria essere forte e in istato
di poter facilmente soccorrere
i

mi ed

consigli che

pubblica amministrazione luloro rappresentanti


i

potessero somministrare a vantaggio della patria,

aver determinato d'erigere coldi varie classi

suoi sia-

legi

permanenti, composti

V E M
d'individui nazionali. Per taleeifetto sareb-

VEN
ti

49

ca fratello, reduce dall'aver co'suui allea-

bero
li,

istituite tluc

congregazioni centra

vinto l'ultimo tentativo fatto da Napola


1.*

Milano (capitale delle provinole lombarde), ed in Venezia (capitale delle proin

leone a Vaterloo, per


di sua presenza
il

volta

onoi

veneto territorio, giun-

vincie venete), ed in

ogni provincia

sa-

rebbe creata una congregazione provinciale cbe risiedesse nel capoluogo ". Nel d seguente 8 aprile, avendo l'imperatore ordinato clie non fosse prorogato il
,

gendo a Bassano la sera de' 29 ottobre i8i5coirimperatriceMaria Luigia d'Este, fra le festevoli

dimostrazioni di quel-

solenne omaggio di fedelt e di sudditanza da prestargli dagli abitanti del nuo-

l'ameno paese, saggio delle maggiori con cui Venezia l'onor. Penetrata questa dal pi vivo entusiasmo, esultante l'incontr a'3
i

ottobre a Lizza-Fusina,e per


di splendidissime

la

vo regno,
in Italia
il

a questo effetto

mand

subito

Laguna con treno


te e bissone,

pen-

me
Non
ne
,

suo

fratello arciduca Giovanni, cocommissario plenipotenziario.

seguito dagli arciduchi Fer-

era intempestiva quella sollecitudi-

poich pubblicata dal redi Napoli


l'ambiziosa voglia d'impadronirsi

Murat

granduca di Toscana e Francesco IV duca di Modena, e Ferdinando e Massimiliano suoi fratelli, come pure dal celebre e benemerito principe Cle-

dinando

III

d'Italia e di farsi grandissimo, sotto colo-

mente Lotario
noscere
i

di

Mettermeli, oltre

altri

re di proclamare l'unione e l'indipendenza d'Italia quale uazione, dichiarata guerra all'Austria, marci con
ni e
i

eminenti personaggi. L'augusto volle cobisogni tutti de' nuovi sudditi,


visit gli edilizi

4o>ooo uomi-

pi cospicui, e tra'festeg-

60 cannoni verso paesi veneti, e in brevissimo tempo giunse al Po, investendo a'7 aprile il ponte d'Occhiobello, ma ripetutamente respinto, ne'primidi magTolentino. Ci accadeva menmaggio in Venezia si giurava solennemente ubbidienza e fede all'imperatore Francesco 1 , nelle mani dell' ar-

giamenti de'giubilauti veneziani, ricordela cuccagna sulla piazza di s. Marco, notturno corso di barche nel Canal grande, la regata, ed un magnifico ballo mascherato nel teatro della Fenice (nel

il

gio rest sconfitto dagli austriaci presso

Macerata e
tre a'3

quale l'imperatore e l'imperatrice volendo onorare l'antico uso veneziano di mascherarsi, presentavasi ih. in tabarro e

bauta,

la 2." in

vesta e zend). Per

la

ciduca Giovanni, circondato dall'aureola


de' suoi
fasti

volta s'illumin a disegno, seguendo l'or-

militari

da

tutti

rappre-

dinearchitettonico delle meravigliose fab-

sentanti de'paesi

veneti, essendo allora

briche

la

piazza di

s.

Marco ;
le

si

addob-

governatore
di

Venezia il conte Pietro Goess. L'omaggio pi formalmente si


di
s.

barono sontuosamente

botteghe della

Merceria; altro festino fu ripetuto nella


sala de'banchetli del palazzo ducale;
si

celebr nella basilica di

Marco

a'7, al

modo

narrato dal Mutinelli, con allocudella circostanza, termigetti-

vararono
lo
il

il

Cesare e

>

Augusta

vascel-

zioni e discorsi

i. di
1*

74 cannoni,

fregata la

2/ A-

nandosi col Te Deuni, e cou largo

to fatto dall'arciduca dall'esterna loggia

del palazzo de' dogi alla moltitudine, di

monete argentee appositamente


l'antica sala
tutti
la
i

coniate
nel-

imperatore ricuperato i tesori d'arte e di scienze involati da' repubblicani francesi, volle che alla sua presenza si restituissero i 4 famosi cavalli di

vendo

del valore d'una lira italiana; indi

de banchetti
si

dogali, convit
,

bronzo al sito loro, nel d anniversario del rapimento a'i3 dicembre, con grandissima festa e grida di pubblica gioia.
Part 5 giorni appresso per Padova, accoltovi in trionfo, e dalle venete provincie
si

rappresentanti delle provincie

pubblica allegrezza

comp con

altri

festeggiamenti. L'imperatore poi, in con-

formit delle promesse fatte dall'areiduvol. xeni.

condusse

alle

lombarde per Le-

So
gnago. Nel 1816

V E

JN
ili

VE
Venetia, Vetitolo di

N
Venezia, e
il

le citt

nimo,

lo rivolse

a beneficar

rona, Viceirza, Padova, Uiline e Treviso

volle tosto rialzato sulla Piazzetta

Leo

fiimno ciascuna decorate evi


gie t col diritto d'aver
setitante presso
Idi ni a
il

AYisti-

ognuna un rapprestabilirsi
,

ne alato, ritornato da Parigi, ed a bearsi nel veder reintegrata la citt de'capolavori del veueto pennello, e de' preziosi
libri ecodici;

collegio centrale da

Venezia, ed uu altro da

quiudi pai,e dovettero an-

in ogni citt principale di provincia

in

conseguenza della surriferita disposizione. Nello stesso

tempo abolita
1'

l'italica
si

de-

nominazione

di dipartimenti,

riassun-

se da'paesi veneti

antica di provincie,

ripartite nelle seguenti 8: Venezia, Pa-

dova, Polesine, Verona, Vicenza, Treviso,

Belluno, Friuli. Regie pur

si

dissero

le citt di

Rovigo, di Deiluno, di Bassafu divisa in distretti

n.

Ogni provincia

e quella di Venezia in 8, cio Venezia,

Mestre, Dolo, Chioggia, Loreo, Ariano,


s. Dona, Portogruaro. In altra forma si ordinarono i municipii , retto quello di Venezia da un podest con 6 assessori. Fatto il novero degli abitanti delle pro-

il lutto, con da allegre dimostrazioni. Nelle provincie gi componenti la repubblica di Venezia le cose ecclesiastiche erauo rimaste sconcertate perch Napoleone, come narrai, avrebbe voluto estendere alle medesime il concordato del regno Italico, e per conseguenza nominare a' vescovati, alcuni de' quali erano riservati alla s. Sede. All'opposto Pio VII era fermo nel principio che la giurisdizione ecclesiastica non cambia secondo le vicende politiche. Uniti que'dominii all'impero d'Austria, si concert la cosa che l'imperatore Francesco I chiedesse il privilegio di nominare alle chiese patriarcali,

che

gli altri

luoghi rispettare

astenersi

vincie venete

sommarono ad 1,870,706.
n. 1,

arcivescovili e vescovili tanto delle pro-

Si accrebbero notabilmeute in progresso


a seguo,

vincie venete
difatti lo

che

di Piagusi

ed

il

Papa

che nel XVI,

parlando del-

concesse tantoa Francesco Iche

le statistiche, potei

abitanti, llche
sere,

registrare 2,321,52.5 mostra floridezza e benesi

a'suoi successori cattolici.

Fu

bens sog-

giunto che

la

nomina

si

facesse nel

temi

non ostante rapili dal terribile morbo cholera. Mantenute finalmente o mo-

po

stabilito

dal

diritto canonico,

ed

no-

minali per ottenere l'istituzione canonica dovessero


se alle quali

dificate le leggi relative ai pubblico in-

adempire a

tutte quelle coe-

segnamento, erano conservate quelle che miravano allo studio delle belle arti. In
questa guisa dopo 20 anni di sovverti-

per legge e consuetudine

menti e di guerre continue, si giudic opportuno di promuovere efficacemente, oltre le belle arti, anche le necessarie con
incoraggiamenti e premi. L'imperatore
tornato nelle provincie venete, rest afflitto in

rano obbligali. La bolla d'indulto diretta all'imperatore Francesco 1, Nidl Romani Pontifces, de'3o settembre 1817,
legge nel Bull. Rom. cont. t. 14, p. 389. Addolorata Veuezia per l'anteriori pioggie e patito contagio del tifo (nel 1 8 1 co'tipi dell' Andreola pubblic il professore Federigo: Le costituzioni de tifi, che predominarono in Venezia negli anni
si
1

Verona

pei la pianta perdita del-

l'imperatrice Maria Luigia d'Este, avve-

nuta a'7 aprilei 8 16, oude senza


figlia

pompa

80 1,1806,181 3, 1814

e 181 7), a'6 otcitt della

riparava in Venezia accompaguato dalla


rilegalo a
p.

tobre dello stesso 1 8 1 7 un Basilio Caievich


vi

Maria Luigia moglie d Napoleone s. Elena (di cui nel voi. XXXV, 120), e ristrettosi in Dio piamente as-

portava la peste, da Cavalla

per merito delle sanitarie provvidissime precauzioni, dopo alcune

Romelia;

ma

s. Marco alle commoventi cerewonie della settimana santa. Finite le feste di Pasqua e rinfrancatosi alquanto l'a-

sist in

vittime, rimase vinta nell'isola del

Laz-

zaretto vecchio ov' erasi sviluppata, ces-

sando l'allarme della

citt,

e ne ragiona

V
il

EN
nezia, di

VEN
Genova
per l'antica repubblica romana, e
di
le
tri
ri'!

5i

Federigo nella Topografa fisico-medica della citt di Venezia. A s tristi avvenimenti,nel 8 1 8 successero! lietissimi,
1

e di Lucca, e molti gio-

vani studenti concepirono ammirazione

brama

nomina a vicer del regno Lombardo-Veneto dell'inclito e umanissimo arciduca Giuseppe Ranieri; e del nuovo madella

vederne

il

ristabilimento in alcuna deldeside-

rivoluzioni che potessero accadere. Al-

pi moderati restringevano
a governi misti, denominati
costituzionali.

ritaggio dell'imperatore Francesco

con

comuneidee, in-

Carolina Augusta
I

figlia di

Massimiliano

mente

Fra tante

re di Baviera, a cui le proviucie vene-

sorsero alcuni audaci che azzardavano


cospirare, ed altri turbolenti che
si

te fecero quell'artistico e nobile

dono spo-

uni-

sereccio,

che descrive

il

cav. Mulinelli e

vano in societ
scritte,

di

Sette segrete e pro-

l'opuscolo:

nete

Omaggio delle Provincie Trealla Maest di Carolina Augusta

imperatrice d'Austria, Venezia tipograIndi g' imperiali fia Alvisopoli 1 8 1 8. coniugi onorarono Venezia di loro presenza da' 17 a'27 febbraio 1819, seguiti da
splendida corte, sotto il modesto titolo di duca e di duchessa di Mantova, e ricreatisi

per ottenere colle trame quello che non potevano conseguire in altri modi. E questi ultimi declamando, invei-

vano non solo contro


ti,

governi assoluclero,

ma

eziandio contro

il

massime
nel regno

regolare.

Da

tultoci seguirono grandi

rivolgimenti politici nel


delle

1820

due

Sicilie, e nel

seguente anno iu

per alquanti d nelle giovialit del


viaggio per Toscana, Ro-

quello di Sardegna, che raffrenati poscia si

carnevale, sempre in Venezia brillante,

rinnovarono dopo quasi un decenaltri slati.


il

proseguirono

il

nio in

Celebratosi perci in

ma
il

(che spese circa

400,000

scudi, dice

Verona
ni nel

congresso con diversi sovraI

Coppi), e Napoli, e riusc una continua

1822, Francesco
di

festa trionfale: per Perugia,

Firenze e
del

il

fu

amb

mostrare

egli stesso

termiuato che la pi

Veneziano ritornarono
principio del

in

Germania. Sul
regno
era inarrenella pro-

bella

gemma

della sua corona, Venezia,

1819 la polizia Lombardo- Veneto scopr che


vincia del Polesine sin dal 18
1

si

trodotta la Setta de' Carbonari.

Ne

ad Alessandro I imperatore delle Russie, ed a Ferdinando 1 re delle due Sicilie, e vi si trattennero da' 1 2 al 26 dicembre. Neli824 considerando l'imperatore che
dalla diversit del calcolo delle varie

st alcuni soci, e dall'apposita commissio-

mo-

Michele di Murano, nel 1821 de'rei d'alto tradimento i3 furono condannati alla pena di mor-

ne

stabilita nell'isola di

s.

nete che circolavano nelle provincie, deri-

vavano

sensibili pregiudizi

al

pubblico

traffico, e

conosciuta

la necessit

d'un

si-

te,

che per dall'imperatore fu


il

commu-

tata in quella del carcere, altri a prigio-

nia temporanea. Osserva

Mutinelli ch'e-

rano tutte persone di verun nome, e appartenenti a que'paesi di Rovigo dal congresso di
ostante
le

Vienna
si

tolti al

Ferrarese, non
l'indi-

stema monetario uniforme a quello degli altri paesi della monarchia austriaca, con decreto de' 6 febbraio venne introdotto anche fra' veneti, col cominciare ad aver corso l'argentea moneta denominata lira austriaca e divisa ini 00 parti chiamate
centesimi. Nel

proteste di Pio VII. Frattanto

nell'Italia

torn a vagheggiare

1825 Francesco 1 volle rivedere l'Italia con l'imperatrice, e farla


ammirare anche
agli eccelsi genitori del
il

pendenza nazionale; dopo i voti d'indipendenza venivano quelli dell'unit, alcuni per bramando uno stato solo, altri una confederazione. L'antico spirito repubblicano non erasi punto estinto colla distruzione delle

Sire che ora regna, cio

suo secondoge-

nito arciduca Francesco Carlo colla di lui

moglie l'arciduchessa Sofia Doroteo,essa pure figlia di Massimiliano I re di Baviera; indi

repubbliche di Ve-

preceduto dalla duchessa di Par-

52
ma,
sa
eli

V L
a' o.C) luglio
il

N
ove lo granduchesla re-

V E W
netta e
le

rivide Venezia,

provinole venete

il

835. Dappril'aI

raggiunsero
nezia fece

granduca e la Toscana, e il duca di Modena. Vei

ma

con generale compianto moriva

mato

e venerato imperatore Francesco


il

rallegramenti consueti,

a*2 marzo,
sudditi
il

quale testando lasciava

a'

gata

la

distribuzione di

60

doti di lire

suoamore,

all'esercito isuoi rin-

5oo

ciascuna, ad altrettante povere ed o-

graziamenti; luttuoso avvenimento che fu

neste veneziane. La corporazione de'mercanti poi a'

profondamente
ti,

sentito
i

da Venezia, e

so-

28
di

luglio volle celebrare in

lennissimi furono

funerali a lui celebra-

pi giulivo e vago
detta

modo
j

[a

patria festa

ed

in

Sagra

s.

Alarla, descritta dal


lietissi-

triarca
disse le
1

con

31 u tinelli. Gli augusti H rsonaggi

Marco il cardinal Menico paassai commovente orazione ne lodi. Il primogenito Ferdinando


s.

mi

partirono da Venezia a'9 agosto; in


in

gli

successe, a cui Venezia rec a piedi

Docenti gioie muta te presto


pianto per

amaro come violenta

dell'imperiai trono, colle condoglianze


della fatta perdita, l'omaggio d'esultaninza del suo avvenimento alla corona sieme a'deputati delle venete provinole. Ed ecco apparire a mezzo settembre per
,

terribili alluvioni,

tempesta de'9 dicembre. Rallegrossi per Venezia con vedere esteso a tutta la
citt
il

porlofranco

il

i.

febbraio

i83o

dalla benignit di Francesco l;e nell'an-

la 1.* volta nelle

provinole venete, e per

no seguente per l'esaltazione alla veneranda cattedra


di
s.

la !." in
1

quella precisamente di Venezia

Pietro del nobile bellu-

la

desolante e micidiale Pestilenza del

nese Gregorio XVI, che per lunghi anni avendolo ammirato monaco e abbate camaldolese del monastero di s. Michele di Murano in isola, e conscia dell'affetto che le portava, loconsiderava quale cittadino, ed egli riguardava Venezia come altra sua patria,come meglio dir nel seguente e ultimo a tale epoca. Delle pubbliche dimostrazioni reciproche del Papa e de'veneziani, abbastanza ne

cholera, che gi avea riempito di spavento e di stragi altre parti d'Italia. Penetr

l'orrendo

miasma

in Ariano,

ed

a'

ot-

tobre nella stessa Venezia, e nella assai

popolosa contrada
lo,

di

s.

Pietro di Castelil

ed immantinente fu sollecito

muni-

cipio della citt, dietro le istruzioni avute dal governo, a

prendere

gli

opportu-

ni provvedimenti, riferiti dal Mulinelli.

ho parlalo

a'Ioro

Egli osserva, Venezia che, per la topografica sua posizione e per la miseria di

luoghi, principalmente Gregorio

XVI

o-

norandola
ca e
il

Marco, il patriarpodesljedandosegni solenni di pabasilica dis.

molti suoi abitatori, sembrava favorevol-

mente disposta ad
fronto di altre

offrire

doloroso pasco-

terna predilezione a parecchi veneziani,

lo alla terribile malattia,

Venezia

in

con-

riguardando con singolare benignit e benevolenza. Cose tutte celebrate anche dall'annalista orba no cav. Mulinelli degnamente. Nel 83 1 scoppi la rivoluzione nel ducalo di Modena e nello Statutti poi
1

che trovavano solto ogni aspetto in eccellenti condizioni, non ne fu che mediocrepopolate
citt, e
si

men

mente

afflitta; in

grazia dell'implorato di-

vino aiuto,della possente intercessione della B. Vergine della Salute, e per tutte le provvidenze e lodevoli azioni di benefi-

lo pontifichi

per

precedenti accennati
repressa dalle truppe

fermenti

politici,

austriache, e di ci anco in questo articolo

cenza, zelo edificante del clero e de'preposti al

tornai a parlarne, cio nel voi. XCI,p. 54-5

pubblico soccorso.
fine

e 548. Nel regno

Lombardo- Veneto
a'

il

go-

ebbe propriamente

Il flagello non che a'3 ottobre

verno austriaco attendeva


glioramento

pubblici la-

1837, senza che per nell'ultimo periodo, tanto a Venezia quanto nelle provinole, vestisse
il

bori, e specialmente al la costruzione ornidi strade e argini, e di canali

carattere epidemico, scio-

di navigazione. Infausto poi riusc per Ve-

gliendosi da ultimo con alcuni di que'ca-

YEN
i

V E N
1

53

delti sporadici.

Dice

Io stesso patrio sto-

rico.

Popolate

le

8 provincie venete da
1

comparisce qua redi Lombardia e di Venezia, equesti servizi dovranuoessere prestati nelle

3,075,970 abitanti, 43?4^ 2 ne ammalarono, 23,357 si salvarono, 20, 2 3 ne morirono (il cav. Coppi, dice che Venezia nel i835 ebbe 359 v tum e). Come ebbe termine il malore crudelissimo, per rico*

proprie mani del sovrano;

ma

nella patente

non

si

disse

della qualit

speciale de'servizi di questi dignitari, che

per devono giurare. In occasione per


della coronazione di
d'Italia (sic),

noscenza a Dio, il
cret

Comune
!

di

Venezia de

Ferdinando I in re furono a ciascun dignitario


r

un solenne triduo nel tempio di s. Maria della Salute, a' 1 8, 9 e 20 novem brei836, e il dono ad esso d'una grande lampada o lumiera d'argento, meraviglioso lavoro del veneziano orefice Fanro dello Burri, sul disegno del prof. Giuseppe Borsato. In tale anno per altra sventura a' 2 giugno si fece sentire il terremoto con forte scossa, allre minori ripetendosi a'21 giugno ed a' 5 luglio, pi gagliarda essendo l'ultima del 20 per senza ninna disgrazia, dalle quali non andarono esenti diversi infelici luoghi del1 i
:

assegnate lerispettive incumbenze secon-

do

la

circostanza, che

il

d.

Del Bue deessi

scrive.

Parlando de'due cappellani della


i

corona,

servigi che

debbono

pre-

slare sono bastantemente indicati dalla


slessa loro dignit. L'arcivescovo di

lano e

il

patriarca di Venezia
i

Miprotempo-

re sono
talizia,

cappellani, e

la

loro carica vi-

ed inerente ad un'altra dignit ec-

clesiastica,

mentre

le allre

cariche

non

sono che meramente personali. Come in seguito Francesco I cre altra eminente oarica , col titolo di gran maestro delle

le

provincie.

Da

lugubri memorie pasdir che


a'

sando

alle gioconde,
1

io set-

tembre 838 l'imperatore Ferdinando I nel duomo di Milano fu unto re del regno Lombardo-Veneto, e coronato colla corona di ferro, Coronazione di Re, con
solenne Convito, che descrissi colle loro particolarit in quegli articoli, insiemeagli
ullzi esercitati

ceremonie, cosi Ferdinando 1 dipoi nel aggiunse quella di gran dignitario 1 84 del regno Lombardo- Veneto, pel tenen'

temarescialloDeBartoletti, capitano della

guardia nobile
la

Lombardo Veneta,

re-

sideule presso

cesarea corte, essendo

tale dignit senza


ferita

denominazione e conalla

come inerente
in

qualit della

dal patriarca di
r

Vene-

rappresentanza. Quel corpo fu istituito


colla residenza

Imperocch narra il d. Gio. Francesco Del Bue, Dell'origine dell'Araldica,


zia.

Vienna nel 1840 dal


I.

medesimo Ferdinando
grandi cariche

Le succennate
a

nobilt,

titoli,

predicati <V onore, digni-

di corte diconsi interne,

t e cariche di corte inslituite nel regno

differenza delle altre minori dette ester-

Lombardo -Feneto,
mant
pens
1

Lodi 1846, pel WilI

ne, che sono quelle di coppiere, scalco e


scudiere, per
il

(splendida edizione), allorch l'imeresse tale regno,

peratore Francesco

altres'i a destinare con patente de o ottobre 8 5 de'grandi uffiziali per l'i. r. Corte Lombardo-Veneta, stabilendo le dignit d'un gran maggiordomo maggiore,
1
1

le quali per si addomanda grado nobile. Ora dunque, Ferdinando I volendo religiosamente tenere la pa-

rola data a'deputati veneziani di recarsi

dopo que'riti nelle


ni

loro provincie,
1

vi

giun-

geva a'27 settembre 838,cio pochi gior-

di

due cappellani della corona, d'un gran ciambellano, d'un grande scudiere, d'un grande siniscalco peonie accennai ne' voi.

dopo l'incoronazione,

in

l'imperatrice Maria Anna(donata

compagnia deldaGre-

gorio

XVI

r lei

la

Rosa d'oro benedetta),


,

LXH.p. 9 ,LX1 II, p.


1

25).Nell'art.

4 viene

dello che

le

funzioni e serifai che dovranquelli indicati dalla


il

prima a Verona donde per Vicenza e Padova, da per lutto festeggiato, a'5 ottobre
si

no prestare, saranno

recava per Lizza-Fusina

Ve-

ji>pelliva carica verso

sovrano, allorch

nezia, con quell'illustre

accompagnameli-

S.{

VEN
il

VEN
si

to che descrive

cav. Mulinelli, direnilo

persino dove ciascuno alloggi. Esso

compose
lo

degli arciduchi Francesco Car-

hV Austria in Venezia, e delle civiche solennit d'allora; narrazione di Fabio Midinetti,


S.

RI I.

R. A. Ferdinando

suo

fratello,

Giovanni, Luigi, Ranieri

disegni di Giovanni Pividor, Venezia co'


tipi

vicer coll'arciduchessa vice-regina


ria Elisabetta di

Ma-

del Gondoliere

838. L'elegante

e-

Sardegna,
a

dell' arcuiti-

dizione

diiooo esemplari, con


si

bellissime

chessa e imperatrice
di

M. Luigia duchessa
Ferdinando e Francesco IV du-

litografie,

esegu a spese del podest


il

Parma,

degli arciduchi

conte Correr, gratuitamente oper


Mulinelli
,

cav.

Massimiliano d'Este, di
ca di

Modena,

del principe di Mettermeli

baron Pascotini preside della commissione dirigente gli asili


ed
il

cancelliere della casa imperiale, della corte e dello sthto

per l'infanzia, consigli a volgerne

il

lu-

(oracolo e nestore della

cro a vantaggio di quella pia istituzione.


All' annunzio dell'arrivo dell'imperatore dimenticandosi Venezia de'secoli passati

diplomazia europea e conservatore della


pace, al quale in testimonianza di grato

animo

pel suo attaccamento alla

s.

Sede,

e delle patite sciagure

faceasi

a festeg-

Gregorio

XVI

invi in dono, con breve

giare l'avventuroso avvenimento in tutta la possibile

pieno di benevole e onorevolissime espres-

pompa

e de' migliori suoi

benemerenze, un sontuosoaltare, composto di preziosi marmi, adornodi metalli di squisito lavoro romano, ed arricchito di molte insigni reliquie; allarechedal principedi Mettermeli fu collocato in una magnifica chiesa dalla sua piet edificata. Morto il Papa, il prinsioni, per le sue grandi

vestimenti abbigliata, che per la


ria delie

memo-

abitudini antiche, ben sapeva

Venezia in qual foggia dovesse apparire. Quindi appariva all' imperiale cospetto quasi matrona tutta ornata e decorosa rispettabile che sebben oppressa da anni, ed afflitta da sventure, non ricusa di
,

mi fece domandare liScarpa; ed io con mia iscrizione gli mandai una di quelle indossate da Gregorio XVI nel duplice abboccamencipe per divozione

lasciare per alcun tratto l'abituale ritiro

na

di lui

qualora grande ed

illustre fatto lo esiga.

Innalzato a Lizza-Fusina dalla tesoreria,


al margine della Laguna, un assai grande e ricco padiglione per il momentaneo ricevimento delle auguste persone, apprestato ad uso loro dal popolo un naviglio, il quale pi che naviglio era un ritondo tempio galleggiante^ magnifico ad un tempo e gentile, circondato da bissone e da

to

con Nicol

imperatore delle Russie;


ne'due ricordati ardel conte

quindi a lode eterna del Papa e del principe, lutto dichiarai


ticoli),

del conte di K.ollowratLiebsteindi stato,

sky ministro

Clamdel

Martinilz aiutante generale dell'imperatore, del consigliere aulico

Gerway,
r

peote ornate di varie guise di oro e di


seta, di fiori, di
sia

corpo diplomatico con


apostolico (che
cav.

alla testa

mg. Lo-

piume

e di arzigoghi (os-

dovico Altieri arcivescovo d'Efeso nunzio


il

gia console pontificio

Giuseppe Battagdecorosamente alin-

loggi nella casa di sua propriet adia-

con invenzioni fantastiche ), seguito da grandi lancie, da gondole, da battelli e da liuti abbelliti di pennoncelli, di bandiere, di rami di ulivo, di mortella e di
alloro, fu assai solenne e pressoch trionfale l'ingresso di
(il

cente alla sua tipografia Emiliana

),

clusivamente

all'

inviato straordinario e

Ferdinando

in

Venezia
il

ministro plenipotenziario dell'ordine so-

ceremoniale

dell' ingresso

solenne,

vrano Gerosolimitano conte

di

Kheveu-

Mulinelli lo riporta negli

huller-Metsch, ed all'ambasciatore di

ni3 ove leggo che in

s.

Annali UrbaMarco il cardinal

Turchia Rifaat bey. Inoltre il cav. Mulinelli compil e scrisse a parte, e graziosamente mi don: Dell' avvenimento di

Monico
ta,

patriarca di Venezia present al-

l'imperatore e all'imperatrice l'acquasan-

da cui e dal

clero,

dopo

il

Te Deum,

EN
i

VEN
trattato a pubblicoconvito

$5

furono accompagnati sino alla porta -.segue il prospetto delle feste, ceremonieec, ch'ebbero luogo u* giorni della dimora
degl'imperiali coniugi),

siglio (in quella stessa cio, ov'era tato

Enrico IH nel 564; edove mancandoli governo al p-

non meno

poi so-

polo, a' 12

maggio 1797

erasi dichiarata
,

lenni essendo stati

gli

spettacoli offertigli

cessata la repubblica di Venezia

dopo

a riprese dal popolo, e di

una cantata nel teatro della Fenice, e di una regata nel Canal grande , e di una tombola nella piazza di s. Marco, e di una luminaria a
disegno delle fabbriche tutte della piazza
slessa, e di

XIV

secoli di gloriosa esistenza;

per cui

in quel punto scorsero per la mente di alcuno fauste e tristi memorie), per ivi regiamente banchettare, al suono di liecavalieri, compiacentissime sinfonie,
i

un

cittadinesco baccanale so-

dosi
sotto

il

Sire di sedere a separata mensa


I

pra

la spiaggia del Lido". Segui poi l'inaugurazione e reposizione solenne della

aureo baldacchino.

graziosissimi

disegni litografici delle feste civiche date


da' veneziani in questo lietissimo avveni-

l*

pietra della costruzione della diga a


di

vantaggio del porlo

Malamocco

di*

mento

ali'

imperatore e all'imperatrice,

scorsa nella descrizione di quell'isola. Nel


d seguente! 4 ottobre
si

tenne nel palaz-

zo ducale

ili.

solenne capitolo del nuo-

rappresentano egregiamente: il magnifico padiglione inualzato a Fusina al margine della Laguna pel ricevimento e imbarco dell'imperiali maest, invenzione di Giambattista Meduna; il navglio galleggiante elegantissimo in forma di rotondo

vo cavalleresco ordine austriaco della Corona di ferro, e una nuova ordinazione


di cavalieri.

to
in

L'imperatore essendo vestida gran maestro dell'ordine, sedeva trono, lateralmente al quale in tribu-

tempio, invenzione del prof. Giuseppe


Borsaio; quattro nobilissime bissone, ciascuna con 8 rematori, del municipio, eregni sprimenli l'impero Austriaco, ed
i

ne presero luogo le auguste persone, il corpo diplomatico, grandi della corte,


i

nobili e altri

ragguardevoli personaggi.

Era l'imperatore circondato da'ca valleli del medesimo ordine vestiti colie proprie vesti nobili. Prestato da quest'ulti-

d'Ungheria, di Boemia, e del LombardoVeneto, vestendone remiganti le foggie


i

(due altre bissone parimenti nobilissime erano del conte Correr podest, e de'fratelli
a
1
.

mi
le

il giuramento mani imperiali

di uso,
i

ricevevano dala
i .

conti

Andrea e Pietro Giovanelli,


a

la

cavalieri di

e 2.

come le precedenti invenzione del prof.

classe,colla piattonata e coll'accollata,l'in-

Borsato, la 2. del prof. Francesco

Wuco-

segne dell'ordine. In quell'istante Venezia


e le veneziane provincie
cavalieri
io
i

vich

Lazzari

di

pi, altre
il

magnifiche

vedevano creati
dalMutinelli:

bissone apprestarono

conte Giovanni

personaggi
di

riferiti

Papadopoli, ed
te
l,

nobili fratelli

Jacopo e

mi contenter
i

solamente registrare:

Isacco Treves, pure invenzione del valen-

di

.*

classe,il

cardinal

Monico patriarca di

Venezia, e Giovambattista conte di Spaur a governatore; di 2. classe Francesco baro-

Borsato; per non dire de'maestosi scae delle grandi e adornatissime peote

del cleroede'magistrati,

non che

del corle citt

ne

di

Galvagna presidente
il
il

del magistrato

po rappresentante
gica regata
colla
il

le

provincie e

camerale; di 3. 'classe
desl di Venezia e
Pascotini,
il

conte Correr pvice-delegato baron


arti, e l'ab. Betlio

venete,e de'mercanti); la imponente e


,

ma-

veduta magnifica del


all'imboccatura del

nobile Diedo segretario del-

Caual grande;
co eretto da
so pe'suoi

mirabile e singolare ar-

l'accademia delle belle

Murano

bibliotecario della Marciana.


il

solenne rito,

Terminato preceduto da numeroso


t*a

canale de' Vetrai di Murano, meravigliogilissimo vetro, invenzione del

corteggio, l'imperatore passava nell'ali

ornamenti dicauuuccie di framuranese


la

amplissima sala detta del Maggior Con-

Giuseppe Zanetti;

funzione per la coi-

$8
locazione della
i.*

VEN
pietra nella diga di

VEN
Male

provincie,

lamoeco; la sorprendente notturna illuminazione a disegno delle superbe fabbriche dell'istorica piazza di s. Marco; la
festa
al

eie stesse

da mantenersi dalle pr fin* perennemente a Vienna per la

custodia della persona dell'imperatore, e

popolare d* un luned di settembre

Lido, con padiglione a pagode foggia-

per quella dell'imperiai famiglia. L' imperatore retribuii tante affettuose e solenni dimostrazioni d' esultanza e di divozione, con dichiarare
la

godere gl'imperiali coniugi e le alauguste persone sollazzi del plaudente popolo. Posseggo ancora Feste
to per
Ire
i :

pi benigna e

grata soddisfazione, e col fondare in Venezia l'Istituto di scienze, lettere ed arti,

celebrale in occasione del

SS. IL RR. A nezia, Giuseppe Deve litografo editore

Mie LL.

soggiorno A. MM. in Vei

due delle reali insegne che aveano servito all'incoronazione di lui qual re del regno Lombardo-Vee coli' ordinare che

e proprietario in Venezia. Consistono

neto, lo scettro e

il

globo fornito

di bril-

disegni eleganti di

questa premiata

li-

lanti sceltissimi, di lavoro

viennese,

ve-

tografia, oltre la vignetta del frontespizio


li

nissero depositate nel tesoro della basilica di


s.

esprimente la galleggiante, in quelche rappresentano V Ingresso dell'imPiazzetta sotto baldacchino

Marco, come gi notai parlando-

ne, per esservi in perpetuocustodite a cu-

periai coppia in
la

Venezia dalla parte del; la Regala

ra del patriarca e di quel capitolo. Innal-

z pure l'imperatore molti cittadini a nobilt, e

ta sul

Canal grande;
;

Festa di ballo
Illuminazione
i

molti nobili a'pii elevati gradi

alla Fenice in maschera, con l'interno

di consiglieri intimi

e ciambellani; distripros-

illuminato del teatro

1'

bu finalmente, ad uomini del popolo per


lettere,

della piazza di
segni di

s.

Marco. Sono

bei di-

per

arti,

per carit verso

il

Tommaso

Viola, Giovanni Ri-

simo, per commerci e per industrie assai


chiari e benemeriti, medaglie d'oro grandi,

vidor, e

Gaetano Nap. Valei j. La paregregia penna, contie-

te illustrativa, di

medie e

piccole, con catena o

con nai

ne

la

prefazione, e le belle descrizioni

stro parecchie. A tantegiocondit del

838
per

dell'ingresso, della regata, del ballo

ma-

successero nel

i83q orrendi

disastri
li

scherato (cavalchina) nel gran teatro della

alluvioni, e la provincia di Venezia

pro-

Penice, dell'illuminazione della piazili

za
di

s.Marco,della fondazione della diga


dal-

Malamocco. AbbandonataVenezia

l'imperatore e dall'imperatrice, e dagli


altri eccelsi

v gravissimi e memorandi la notte del 5 al 6 dicembre, la citt restando inondala in diverse contrade, danni ficaia nelle merci, contaminata nelle cisterne, pi
terribilmente solFrendonegli arianesi.Ora

personaggi, nel mattino de'

ottobre, per Treviso e Udine, per la via

mi cessa

la

per

me

utilissima

guida del-

Pontebba ritornarono alle terre germaniche. Questo fausto avvenimento costo alle provincie venete lire 3,o3o,yi6, comprese le somme destinale sia in madi

l'annalista cav. Mulinelli, nulla registran-

do

eli

Venezia

il

cav. Coppi. Nel

84

rin

Dovala In festa della regata, fu sospesa dopo ih 847, ei e lagrimevoli politiche vi'

nifestazione di pubblica esultanza, sia per


alti transitori'! di

beneficenza, sia per

isti-

cende che pi sotto vado in breve a narAvanti il i843, narrai a suo luorare.

tuti

da attivarsi o da sovvenirsi. La sola


le

go, s'incominci ad illuminare


gaz. Intanto
i

la citt

Venezia, Chioggin e
sero lirei,3cp,4fic).
toci
i

Comuni foresi speNon contenti di tutunitamente ottennero di po~


,

letterati

favorivano gene-

veneziani mnnicipii

a'Icmhaidi, din ero e U\ iustiluire una guardia nobile, forma


di

le cose rtuove, riflettendo che molte del secolo precedente non erano pi convenienti al presente. Fra essi desi entusiasmo nel i843 il sacerdote Vincenzo

ralmente

giovani delle pi delti

uiiiglic del-

Gioberti con l'opera sul Primato mora-

V E H
57
del Primato, ne scrisse

V E
le e civile
1

iN

846

feci

de^F italiani cenno nel voi.

(della

quale nel
1

to

il

libro

un

al-

XXXVI, p.
55*
,

tro che intitol,

Speranze
la

(V Italia, col

e dipoi nel voi.

XCJ,

p.

indicai

il

quale dimostr

confederazione essere

cauto giudizio che ne die* l'acuto ingegno di Gregorio XVI, e nei voi. LXX V 1,
1

impossibile, finche

una parte

d' Italia

provincia straniera. Soggiunse poi essere


certa, anzi prossima la caduta dell'impe-

p.

236, come nell'odierno pontificato furono proibite e condannate tutte le sue

ro di Turchia, e certo
la civilt cristiana

il

movimento

del-

opere;oltre l'averne riparlato in altri luoghi), trattando in questa del

verso l'Oriente. Esse-

modo di

mise

re interesse speciale dell'Austria di esten-

gliorare e riordinare

l'Italia.

Premise, o,

dere

gni riforma scientifica essere inutile

impero verso lo sbocco dei il suo Danubio (come avea di gi dimostrato


I),

non faceva capo


inutile, se

dalla religione, ed ogni

Talleyrand a Napoleone
dere
la
i

e perci di ce-

disegno di risorgimento italiano essere

suoi dominii d'Italia. Tale politi-

non avea per base

la

pietra anil

ca essere nel

golare del Pontificato

Romano. Essere

tempo stesso conveniente alGermania, alla Francia, all'Inghilteressere

caltolicismo destinato ad incivilire tutto


il

ra ed alla stessa Russia; e questa eventualit

mondo barbaro, e ad unificare tutto mondo civile. Roma, capitale religiosa de'
il

appunto

la

pi probabile

iti

cui l'Italia possa ottenere la totale indi-

popoli cattolici, essere pure civile e

mo-

pendenza. Aggiunse
ce, nella

in fine

un'appendisia spe-

rale metropoli della civilt universale del

quale esamin,se e come

genere umano. La storia d'Italia essere


quella del Papato, e la storia del
to

rabile

Papaimmedesimarsi con quella del mondo


ed essere

una lega doganale italiana. Anche questo libro divenne in tempo brevissimo
popolare, scosse immensamente
gli

ani-

civile e cristiano,

insomma una
dell' Italia

mi
le

degl'italiani e ne ravviv

desiderii e

storia cosmopolita.
in

L'unione
['

speranze d'indipendenza nazionale.

uno stalo,

essere impossibile; bens pos-

sibilissima e facilissima

unione
civile e

di essa

per mezzo d' una eonfederazione, della

quale
dente;

il

Papa

fosse

cupo

il

presi-

come Roma

seggio privilegia,

Fino dal 1 835 una societ di azionisti ide una strada ferrata da Milano a Como, e nel 1841 ne cominci lavori. Nello stesso anno si apr quella principiata neh 838 da Milano a Monza. Nel 1837
i

to della cristiana sapienza

il

Piemonte
e

fu istituita la societ
della ferrovia

per

la

costruzione

essere a'd nostri la stanza principale della

milizia italiana.

Da Roma
i

da Tori-

da Venezia a Mdano. E qui debbo notare, che gi il doge Marco


Foscarini (dotto autore della Letterata"

no unanimi dipendere
riforme essere
le

fati

d' Italia.

Le
e-

sole

vie efficaci

per

vitare le rivoluzioni. Quest'opera, allora

ra Veneziana ed altri scrittori intorno ad essa, che impressa nuovamente dalla


Gattei l'intitol
al letteratissimo princifeci cenno XCII,p. 5go), nel suo breve principato di io mesi,! 762-63, avea vagheggiato un punto che unisse l' isolata Venezia alla Terraferma. Nel 1840 s'incominci altra ferrovia da Milano per Verona, Vicenza e Padova, da terminarsi a Venezia. Si disput lungamente, se dovesse passare per Bergamo, e pi diret-

non proibita dalla s. Sede, si diffuse immensamente; divenne in poco tempo popolare, e serv potentemente ad aumentare in molti
il

pe Andrea Giovanelli, di che


nel voi.

desiderio di confederazio-

ne e di riforme. Molti per altro osservarono, che Gioberti discorrendo di confederazione avea orn messo di riflettere ad

un ostacolo essenziale,deiivante dalla dominazione straniera alla quale era soggetta una parte ragguardevole della penisola. Su questo articolo scrissealtroitaliauo.
Il

tamente per Treviglio.

veneziani patro-

coute Cesare Balbo, appena let-

cinati specialmente dall'avv.

Dauiele

Ma-

58

YEN
erasi tra loro
al re di

V E

PC

nin, sostennero quest'ultimo punto, l'ot-

convenuto, fosse permesso

tennero, e fu denominata Ferdi nautica,


lai
te.

nome
i

dell'imperatore allora regnans'in tra pre-

Pertanto nello stesso 1 84o

Sardegna di far transitare pegli Lombardia-Austriaca, quella quantit di sali procedenti da Venezia che
stati della

sero

latori presso Venezia coll'intendidi protrarla sino all'interno della

occorresse peglt stati sardi. In correspetti-

mento
citt,

vo

di tale concessione

il

re cedesse e ri-

sebbene divisa dal continente dalla vastaLaguna. Quindi a'25 aprile 8 ] giorno sagro a s. Marco, si colloc solennemente lai." pietra pel grandioso pon1

nunziasse a favore della camera di Mila-

no

all'intiero

commercio

attivo di sali co'

cantoni svizzeri e baliaggi da essi dipendenti in Italia. Queste convenzioni

furo-

te,

iti

sul fine dell'ottobre

84-5 l'ope-

no confermate
porto di

nel

181 5

al

congresso di
il

ra fu compiuta, congiungendosi la strada a Venezia, col magnifico ponte che ne fa parte, costruito sopra la Laguna.

Vienna. Essendosi per allora unito

Genova

agli stati di

Terrafer-

ma
no.

del re di Sardegna, questi tralasciadi provvedersi di sali dal


ticinesi

Segui

la

imi

corsa di prova a'

4 gennaio

rono
I

1846, e l'inaugurazione agli 1 1 del med esimo unitamente al tronco della ferrovia prolungata a Vicenza. Principia il meraviglioso ponte a Venezia nel luogo detto Sacca di s. Lucia, e con direzione verso ponente termina alla Terraferma
presso la fortezza di Malgliera.
piazze
le

lagna vansi che

il

Veneziagoverno di
loro

Lombardia non somministrasse


ci talvolta ne chiesero al re di

una

quantit di sale suflcientea'bisogni, e per-

Sardegna,

e nel

i843 per contratto il re si obblig per 4 anni somministrarne loro una determinata quantit;

Le sue 5

ma

l'Austria noi ra-

ponno

convertirsi in fortini; e colde'piloni, in ca-

tific.

Allora

ticinesi

comprarono
il

sali

48 camerette da mine,
si

per conto proprio, e chiesero


pegli stati sardi.
I

transito

so di bisogno

inparte e anche in tutto.


la chiesa di
s.

pu distruggere il ponte La speranza che

ministri regi giudicaro-

no che

ci

non

fosse vietato dalla

conven-

Lucia, di cui nel vol.XCI,p.

zione e lo permisero;

ma
,

gli austriaci opila

39, ultima opera Palladiana, potesse essere conservato, quasi perduta. Ne'primi
del corrente

nando diversamente
di tale licenza,

chiesero

revoca

negoziandosi inutilmente
il

1859

stata decretata la de-

per 3 anni. In fine


si

governo austriaco
dazio

molizione di questo insigne edilzio, per


ritenute necessit di spazio elocali ad uso
della stazione della strada ferrata.
Il

appigli a rappresaglie, e con notifica-

zione de'20 aprile


sui vini

1846 aument
stati sardi

il

sagro

che dagli

s'introduce-

corpo della Santa titolare sar forse trasportalo alla chiesa parrocchiale di
i.

vano

nella

Lombardia,

in

modo

equiva-

Ge-

lente a totale esclusione, con gravissimo

remia. Noter, che fin dal 1842 erasi aperto


il

pregiudizio

de' proprietari

piemontesi.

i.

tronco della ferrovia da Me1

Narra

il

Memorandum

storico -politico,

stre a Padova, e nel gennaio del 846 venne esteso a Vicenza, e nel seguente febbraio si apr quella da Milano a Treviglio. Nel precedente mese mori Francesco IV duca di Modena, in benedizione de' buoni e in riprovazione de' rivoltosi, perch avversava lo spirito del secolo. Gli successe il figlio regnante Francesco V. Nell'aprile 1846 insorse-

del conte Solaro della Margherita, ministro er. segretario di stato per gli alfari

Sardegna Carlo Alberto, governo di questi, per far conoscere che non avea trascurato g' interessi de'suoi sudditi, fece pubblicare dalla Gaz' zetta Piemontese il motivo che avea dato luogo a tale misura. Quest' annunzio d' una questione sostenuta contro I' Auesteri del re di
il

che

ro dissapori tra

le corti

di

Vienna e

di

stria,

procacci a Carlo Alberto uno spe-

Torino. Conviene sapere, che nel ij5i

ciale favore in tutta Italia, e

specialmen-

YEN
te in

VEW
serie apprensioni
si

Torino. Quivi

fautori dell'indipen-

59 dovunque, per reputarsi-

denza e dell'unit nazionale, sulla proposizione del cav. Massimo Tapparelli d'Azeglio, deliberarono di procacciargli dal
popolo una dimostrazione giuliva ed
lica,
ita-

da'saggi pericolose, con prognostici

nistri di

funeste conseguenze, ed inutil-

mente

in Roma e negli altri luoghi si pterono raffrenare da'governi. Imperocch

mentre

nella mattina de' 7


il

maggio
a
co-

sarebbe andato, secondo

solito,

frammiste a' Viva, con imponenti movimenti popolari, si cominci con improntitudine a far

mandare
di

gli esercizi militari uel

Campo
piaz-

domande,

in principio al-

Marte. Infatti

di

buon mattinola

quanto
ti,

discrete, e rapidamente esorbitan-

za del Castello e

la

contrada Nuova, per

politiche e sediziose. Nel congresso de-

lequali dovea passare, erano piene di popolo; alle finestre ed a'balconi eranvi da-

gli scienziati

tenuto in Genova nel


le

set-

tembre,
tifiche,

si

trattarono vero

cose scien-

me
la

disposte a gettare fiori

e nella fol-

ma

nelle private conversazioni e

erano persone pronte a gridare, Viva il re d'Italia. Carlo Alberto informato della cosa e vedendo la moltitudine
,

ne'convili,

ormai apertamente

si

discorse

assembrata, dopo titubanza risolse di non


uscire, e

d bens

gli esercizi. Vi anmattina de'g e fu accolto dalle truppe con insoliti evviva. Fu ezian-

contramand
nella

con ardore del risorgimento italiano e sul modo di rendere la nazione indipendente, unita e libera. Lo spirito liberale che agitava l'Italia veementemente, non divenne

minore

iu altre regioni al di l dalle Alpi,

nella Svizzera, nella Francia e a


gi, l'audacia

Parigi-

dio applaudito in vari luoghi della citt,


nel ritornare al palazzo; applausi che fecero ancora
la
si

popolare per ogni dove


si

ganteggiando. Le idee di libert

sera dell'i

alla regina

nicarono pure nella

comuGermania, ne\[' Un,

neltealroCarignano. Frattanto nel

Lom-

gheria, ed in altre regioni

persino ne'

bardo Veneto la prosperit privata, derivata da 32 anni di pace, e l'utilit de' molti pubblici lavori, non erano stati sufficienti a togliere la contrariet alla dominazione straniera. Poich fra' nobili, letterati, professori e giovani eranvene sempre molti che vagheggiavano le novit politiche e T unit
talia.

ducati di Schleswig ed Holstein della monarchia danese. Di tale spirito pubblico, nello stesso lo saggio in Venezia,

1846, si ebbe un piccodove non ostante il

presidio austriaco, nella sera de'4 ottobre vari giovani ardirono di cantare per di-

verse strade e per molto

tempo canzoni,

nazionale d'I-

queste idee erano assiduamente

alternando grida: Abbasso V Austria, Viva Pio IX, Viva V Italia! Altro saggio
pi.

incoraggiate dagli emigrati italiani, e da'


comitati direttori di rivolgimenti stabiliti

allarmante

vi fu sul fine dell'anno in

Milano, per ledimostrazioni politiche


te in

fat-

in

Londra

e in Parigi. In queste critiin


il

occasione de'funerali al conte Fede-

che circostanze te ili. giugno


gorio

Roma{V.) venne a mor-

rico Confalonieri,

famoso per ordita con-

Sommo Pontefice
il

Gredo-

XVI,

gravissimo inaspettato avve-

giura contro l'Austria nel 1821, per cui era stato condannato ed esiliato. Divenuto generale in Italia lo spirito delle ri-

nimento che dest per lutto


ze a'ti
isti

mondo

lore a 'savi ed a'buoni, piacere e speran-

edagli amanti delle novit.


il

To-

forme, nel gennaio 1847 anche la Toscana bram averle, alcuni vagheggiando,
la

sto gli successe

Papa regnante Pio

IX come altrove,
chia e
11
il

distruzione della

monar-

(V.), che nel seguente luglio accordata amnistia a'rei politici, questo e diverse ri-

ristabilimento della repubblica.

forme destarono eccessiva esultanza e clamorose acclamazioui da per tutto; strepitose dimostrazioni che fecero concepire

te di

granduca Leopoldo II inform la corVienna dello stato in cui erasi esaled


il

tato lo spirito pubblico;

principe di

Metternich

i.

ministro della medesima.

<>o

YEN
opportuno
quale io
fianimare
la

V
no allora
ni di lire,
le

&
era-

sul principio d'aprile giudic

moltitudine. Prospere

di scrivergli

una

lettera, nella

cose degli stati sardi.

Le

ren-

sostanza osservava: L'Italia essere agitata

dite ordinarie ascendevano

ad 87 milio-

da
a.

l!lKTa!i<in< e d.i radicalismo.

Il

i.

le

spese a soli

84

milioni.

II

essendo inetto,
il
1

in fine

nalit,
te del

gran vocaboli non essere die


di

avrebbe prevalso Unione e Naziola

debito pubblico ascendeva a

q milioni
pa-

579,000

lire all'anno, tcuuivsiino in

divisa apparenil

gran progetto

porre tutto

pae-

se in rivoluzione. L'unit in

Italia

non
,

ragone di quello dagli altri stati. Ma le idee d'unione e d'indipendenza nazionale erano maggiori in Piemonte, che nelle

essere fattibile

poicb nessun sovrano


il

altre parti d'Italia, appoggiate


all'esercito,
il

princisi

poteva riunirla sotto


le

suo scettro

palmente
reputava impresa.

che nelf evento

quello cbe lo tentasse incontrerebbe nel-

principale strumento di tanta

potenze d'Europa ostacoli insupera bili. L'odio all' Austria derivare princi-

Non

ostante queste prosperit


Il

s'invocavano riforme e miglioramenti.


re di ci cornpiacevasi,

palmente, perch
lia

la

sua possanza in Ita-

rendeva vani

progetti de' rivoluzio-

nari control principi: tolta questa forza,

sarebbe pi
ro
la

facile

il

volgere contro di lo-

cospirazione. Riflettesse pertanto,

che

fomentato da alenili de'primnri liberali. Per cui, quando il conte Ruol-Schavenstein, allora ministro austriaco in Torin o, comunic al con te Solaro della Margherita, come questi
riporta nel

essendo egli arciduca d'Austria,comeFer*

Memorandum,

la lettera
II,

del

dinando

due famiglia de'Borboni, ne


II

re delle

Sicilie va della

principe di Mettermeli a Leopoldo

Car-

l'uno, u l'altro

sarebbero considerati
voleva scacciare
penisola,

come italiani da
gii stranieri

chi

tutti

dalla

lo Alberto sene offese altamente, ritenendo insultata la sua indipendenza. Osservando l'Austria attentamente il fermen-

onde

la

nazione avesse governi

to che cresceva a dismisura nello stato

meramente italiani. Queste osservazioni non distolsero punto il granduca nella poche avea adottala, quindi venne alsuccedute dalle dimostrazioni tumultuarie, divenute generali, per l'indipendenza italiana, laonde la forza
litica

forzato

le concessioni,

met di luglio avea rafimponentemente il suo presidio di Ferrara; e per insulti fatti a un capitano, il comandante di tal fortezza tepontificio, nella

nente maresciallo Auersperg, ordin pattuglie in alcuni luoghi della citt, ov'e-

de! governo pass in

mano deliberali. Nel


e propagato alle

commovimento
la,

universale della peniso-

principiato in

Roma

altre regioni, sorse

un desiderio univer-

sale di approfittare della circostanza per

rano caserme ed alloggi de'suoi militari. Il legato cardinal Ciacchi emise protesta; ed il feld-maresciallo conte Radetzky, comandante in capodell'armata d'Italia, invece impose di occupare la gran guardia
e
le
le

procurare

lo

stabilimento d'una confede-

porle di Ferrara, onde


a

il

cardinain

razione italiana, facendosi evviva anco a

pubblic altra protesta, approvata


alia
1
.

Leopoldo

li,

ed a Carlo Alberto, nelle di-

mostrazioni popolari alle bandiere ponevansi coccarde pontificie. Intanto s'inco-

Ne furono conseguenza, incremento immenso in Italia di


dal Papa.

uno

agitazione degli animi contro


ci;

gli austria-

una lega doganale fra Roma, Sardegna e Toscana, alla quale si fi/lutarono Ferdinando 1 re delle due Sicilie e Francesco V duca di Modena. In Torino, come in tutte le allre parti d'Italia, ebbero presto luogo gli applausi ed Fiva Pio JXt inui e cauti diretti ad iliminci
a stabilire
1

Carlo Alberto mise a disposizione del


tutte le forze

Papa
re,
il

che

gli

che avea in suo poteaccrebbe indicibilmente il


il

favore deliberali italiani, e quindi

re
ri-

giudic opportuno d' appigliarsi alle

forme. Queste promulgate nel novembre

aumentarono

il

fermento

nella

Lombar-

VE
dia, e
il

V
cembre
fu

VEN

61

desiderio di molti, specialmente

confermato dal duca con pro-

fra'principali possidenti, di passare dallo

scettro austriaco a

quello della casa di


a
i .

clama, nel quale indirettamente confut volevano dol' indirizzo di riforma che

Savoia. In Milano
lica
si

la

dimostrazione

ita-

mandare

parmigiani; per cui

il

suo

in-

fecenel principio di settembre, pren-

gresso, effettuato nelr. del seguente an-

dendosi occasione del nuovo arcivescovo

no, non fu giulivo. Annunziando


di

il

duca
il

mg/

Bartolomeo Romilli italiano, e pel trambusto che segu, sempre pi si au* mento il mal umore in Milano e in tutta la Lombardia. L'agitazione liberale si propag ancora nel regno delle due Sicilie, ma la rivoluzione cominciala a mani*
festarsi, per allora fu in breve repressa.

Parma

Piacenza a'sovrani d'Europa


al

l'avvenimento

trono degli avi suoi,


:

Papa Pio IX
gratulava,
lesi
i

fece rispondere

Che

rin-

graziava della partecipazione, se necou-

ma intendeva
Parma

di conservare

ili

sovrani

diritti della s. Setle

sopra

ducati di

e di Piacenza;

dovendo
sue pro-

Riforme e guardia civica dovette accordare eziandio Carlo di Borbone duca di Lucca, ed entrar nella via del progresso
nel settembre. Indi voleva abdicare a favore del principe Ferdinando suo figlio, tuttavolta nel seguente ottobre cede lo stato al granduca di Toscana^ al quale

in tale circostanza

rinnovare

le

teste,rammentandoformalmente cheque' ducati appartenevano al principato temporale della Chiesa


ro,

Romana. Tanto

ve-

dovea passare soltanto dopo la morte dell' arciduchessa Maria Luisa duchessa di Parma e Piacenza, che infermicela da alcun tempo faceva prevedere vicina. Intanto il duca Carlo, finche non fosse entrato in possesso degli aviti ducali, ebbe dalla Toscana perappannaggiocjooo francesconi al mese. In conseguenza di che, Francesco V duca di Modena, nel dicembre 1847 e bbe ingranditi suoi dominii con Fivizzano e altri luoghi, e poi nel seguente mese ottenne il ducato di Guastalla. Questo principe bench avesse adottato principii moderati, non pot impedire che anco ne'suoi dominii seguissero alcune dimostrazioni liberali e tumultuose colle consuete grida e Viva, nella stessa capitale Modena. Eziandio in Parina avvennero sconcerti, con malcontento dell'arciduchessa Maria Luisa, che mori a' 18 dicembre. Divenuto perci l'ex duca di Lucca Carlo di Borbone sovrano di Parma e Piacenza , mentre trovavasi in Genova, il comune di Parma pretese assumere le redini del governo, e
i

quanto dichiarai di sopra, cio nel piecedente voi. XCII, a p. 4^0, contro chi pretese impugnare tale alto dominio pontificio. Prima di lasciare il 847, devo

dire del

IX congresso

degli scienziati te-

nuto in Venezia, di cui feci parola superiormente in pi luoghi. Fu aperto a'


i3 e chiuso
presidenza
li.
il

a*

28 settembre. IN'ebbe

la

principe Andrea Giovanel-

Vi si rec Carlo Bonaparte principe di Canino, col suo segretario Luigi Masi, in divisa di semplice soldato della guardia
civica di

Roma. Passando per la Toscana furono ambedue applaudili strepitosamente da'libernli esaltali di Livorno, di
ansti iaco,a

Pisa e di Firenze. Giunti sul territorio

te discorsi diretti a suscitare gli

Rovigo tennero pubblicamenanimi conespulsi

tro quel governo, per cui a'i5 settembre

ambedue furono
mandati
le sessioni
si

da Venezia e

ri-

sul territorio pontificio.

Del resto

tennero nell'ampia e magnififra gli oratori fu spe-

ca sala delMaggioi Consiglio dell'antica re-

pubblica veneta, e
ci a

Imente applaudi tol'avv.DanieleManin


italici

pe' sensi

'francamente manifestati

trattandodirnaterierelative alla pubblica

chiedere

al

nuovo principe varie riforme;


il

veglianza della polizia.

economia, laonde fu poi messo sotlo la sor11 cav. Cesare Canl'orazione col

ma

invece

consiglio de'ministri assunstalo, e tosto

l discorrendo delle strade ferrate, inau-

se la

reggenza dello

a'26

di-

gur

nome

del Papa, esal-

Ga

V E N
di

V E W
schiarimento
,

taudolo quale eroe di bont e ili riconciliazione, clte avea posto la Croce olla testa
ilei progresso. Accenn le linee ili comunicazione che avea ideato ila Uoma, tanto verso Napoli, che verso l'Italia set-

massime

fra parentesi,

coli'

opuscolo stampato in Venezia stes1

sa nel

85o

col titolo:

La Repubblica
1

i c-

neta de iQi giorni nel

pendice a

8/f8 come aptutte le Storie di Venezia fi-

tentrionale e le Alpi, barriera creata all'Italia dalla

natura,

ma inutilmente. Coni

eluse con l'osservare, che

veneziani do-

nora pubblicale. Lo preferisco, per farue liberamente un sunto o quasi riproduzione, pel suo punto di vista e complesso, tutto essendo interessante senza

vevano unire
tale

loro interessi a quelli de'

vicini fratelli italiani, dov'era seguito

un

superfluit di parole, e
al

come pi adallo
inoltre pro-

dovrebbe ascriversi ad inerzia od a vilt. Fece voti per la libert e la prosperit maggiore ed ormai vicina dell'Italia, divisa in dieci diversi domimi, sebbene vi si parli una
risentirsene
sola lingua.
to in

movimento luce, che il non

e sfolgorava ormai tanta

mio sistema compendioso,

fitter

de'due seguenti opuscoli che pur

posseggo. Nuovo

Memoriale Veneto deldi P1

la rivoluzione delle Provincie Venete negli

Questo discorso pronunziache rammentava tante glocon applausi strepiche vi erano in nu-

una

sala

rie patrie, fu accolto

C, Venezia 85o, Venezia negli antri 1 848 a 849 di Aless. le Musson, autore diCustozae di Novara, Venezia co' tipi di Gio. Cecchini 85 1. Vi e pure la
tipografia Grimaldo.
1

A/m -848-49

tosissimi dagli uditori

collezione degli Alti,

D cere

ti,

ec.,di quel-

mero
le fu
i

di circa tremila,

ed

il

modo col quamovi-

l'epoca, che potino essere materiali interessanti e positi vi, pei chi vorr intrapren-

applaudilo, servi a dimostrare che


In

veneti erano disposti ad uuirsi al

derne

la storia.

L' autore

dunque N. T.

mento italiano.

memoria di questo conuna medaglia


bellissi-

dell'opuscolo d'86 pagine,


1

La

Repubbli-

gresso, fu coniata

ma

del valente veneto incisore Francesco

Stime. Rappresenta Dante, enei rovescio


l'Arsenale di Venezia, secondo
la descri-

ca Veneta de' 02 giorni, lo divide assai opportunamente in IX capi, e dichiara nella prefazione. Dopo gli avvenimenti del

1848
non
si

la.

storia

della repubblica

veneta

zione di quel divino poeta.


il

Ha

per motto

tuti pochissimi

noto verso del medesimo.Ne furono batesemplari inargento e po-

arresta pi al 1797, ma vi aggiunge un'altra pagina, poich trascorsi 5o

chi in rame.

Ma dopo
le

tale congresso,

si

anni dalla sua caduta, risorse quella repubblica, od almeno il suo nome. Pro-

sparsero in Veuezia

prime

scintille di

ponendoci

di

riempire

il

vuoto della sto-

quell'incendio che dovea poi dilatarsi.


4. Negli articoli di questa

ria a questo riguardo, ci


plici sposi tori di falli,

protestiamo sem-

mia opera,

lasciando a' politici

impressi dopo l'infausta ultima epoca della

grande rivoluzione
di

di molti stati

d'Eu-

commentarli". Capoi. Fondazione e caduta dell'antica repubblica


l'incarico di

ropa e
tizie,

tutta Italia, alcuni de' quali


nelle precedenti

rammentai

analoghe no-

dere

e torner a ricordare in corsivo,


di

nou

Veneta. L'autore N. T. volle far preceil suo proponimento di parlare della nuova repubblica veneta, come opportuno, da un cenno dell'antica, per riguar-

mancai laconicamente
colle principali
litico,

descriverne,

vicende, lo spirito podi

che principalmente fu
quale
fa

natu-

dar quella appendice di questa. Detto dell'origine di Venezia, per emigrazione


degli abitanti

ra democratico, demagogico, Socialista

del continente

vicino alle

e irreligioso,

il

guerra ad ogni

autorit (come deploro anche a Verona),

sue isolette, de'governanti tribuni di queste, dell'elezione del doge preside a tutto
il

che

la

produsse. Qui per Venezia procede-

corpo della nazione

degli abusi e

r precipuamente, per con alcune giunte

restrizione di sua autorit, dei freno al-

V E N
)a

YEN
blica francese.

63
fi-

popolare licenza e dell'istituzione delrepubblica aristocratica; chiama quea confessione degli stranieri,
la piti

Troppo
i

tardi, aprirono

la

nalmente

gli

occhi

veneziani.

Quel Na-

sta,

bella

d'Europa

nel suo genere, copia fe-

poleone che aveale olferto aiuto per reprimere ribelli, a'2 maggio le intim
i

dele dell'antiche repubbliche della Grecia e

guerra, e fece occupar l'Estuario circonla Laguna. Da dove , il debolissidoge Manin, sentendo tuonar il cannone,esclam nell'assemblea: Questa not-

come

il

complesso delle migliori

lo-

dante

ro leggi: l'esistenza essere stata gloriosa e durata XIV secoli, cio pi lunga d'ogni
altra anteriore e celebre.

mo

Poich quella di

te

Spai

ta visse

700 anni; e quella dilioma, la


ne cont appena 5oo.
progressidella dilatazione

letto.

pi

illustre di tutte,

non siamo sicuri nemmeno sul nostro Napoleone fece quindi diverse intimazioni. L'atterrito governo non seppe

Ragiona poi

resistere: perci licenzi gli schiavoni, di-

va del dominio, ottenuto pi per la forza morale che per la materiale. Considerata dopo
poli, per
il

sarm la Laguna; ed a' \i maggio 1797 adunato il maggior consiglio , tremante


il

conquisto di Costantino*

una

delle maggiori potenze, e-

natori avversando
chi
i

doge, molti patrizi ingannati o inganil vecchio sistema, pocoraggiosi, moltissimi


i

sercil influenza sull'altre. Indi l'ulterio-

deboli,

il

po-

re
la

imnandimeutode' veneziani deriv dalo


bont del loro sapiente reggimento, acal

polo diviso

in partiti, Villetard corse co'

partigiani tra la folla a diffonder le loro

coppiato

valore guerriero, che rese

la

idee e cercar seguaci. Spaventatoli deli-

repubblica temuta e forte. In appresso

die'

un
la

crollo al suo potere,

il

progresso nel,

gli

berante consiglio da alcune scariche deschiavoni che partivano, abdic al popartiti


i

navigazione delle altre nazioni


la

che
la

tere.

scuoprirono
tali.

nuova

via all'Indie orien-

due
ar'16 dotti

Nondimeno essendo ancor grande


,

sua influenza politica


lega di
tere l'universale
larit del
leggi,
il

questa fiacc la

Seguirono giorni d' anarchia , da' si sparse sangue cittadino, ed francesi entravano io Venezia condal loro Villetard, che prometteva
,

Cambrayjperconlinua riscuoammirazione, la regosuo governo,


la

tibert t eguaglianza

fratellanza. Cos

cadde
la

la

gloriosa repubblica, vittima del-

saggezza di sue

ricchezza, della corruzione, dell'ingan-

mirabil ordine de'suoi consigli e

no. Poi pel trattato

diCampoformio,

de'

l'equit de'suoi tribunali, la

moderazio-

ne,
ti,

la

protezione delle scienze e delle ar-

17 ottobre, Venezia pass sotto il dominio dell'Austria; in appresso fece parte


del regno d'Italia,

restandole ancora provincie floride e

finalmente nel 8 14
1

fertilissime.

Percorso

lo stadio di

poten-

ritorn sotto lo scettro dell' Austria e rimase tranquilla

za e di gloria, cominciata a dar segui di


decrepitezza, quasi esausto
1'

erario per

33 anni. Capo 2. Proclamazione della nuova Repubblica. E nota l'agitazioue generale in cui trovavasi
l'Italia

l'ultima guerra lurchesca e


lit

le

3 neutrasof-

armate;

uobili di

Terraferma

verso

il

1848

(sull'esempio dato

frendo a malincuore l'esclusione dall'amministrazione pubblica, il popolo corrotto dalla mollezza, la sua difesa era

e di sopra tratteggiato genericamente, per la migliore intelligenza della mia bre-

ormai

ve narrazione, cio da

Roma

da

altri

solo affidata agli schiavoni. Nello scorcio

governi italiani di Sardegna, di Pardi Toscana, delle due Sicilie, che % operarono delle modificazioni, anche i popoli del regno Lombardo- Veneto le attendevano, le speravano, ma uon le

del secolo passato, l'ambasciatore veneto

ma

a Parigi Quirini, fatto accorto del pericolo cui correva Venezia, l'eccit ad ar-

marsi; quindi la rivoluzione le staccava

Bergamo
furono
il

Como,

e le stragi di

Verona
repub-

guanto

di disfida colla

ottenevano), agitazione che prese forza maggiore dalla rivoluzione francese av-

r>;

VEN
irti

V E N
qncll*cinno (;/
1,

Tenuta a Parigi 'primi

servare),

ma

le

loro

domande vennero
1

22

febbraio l'imperatoie Ferdinando

in considerazione dello stato in cui

Uo-

va vasi
Ja

il

mira
regno

di assicurare la

regno Lombardo- Veneto, e neldovuta ubbidien-

(a' 8 gennaio 1848). Ma io qui debbo di ci dare un cenno. G. B. Nazzari membro della congregazione centrale Lombarda

respinte ed

essi

medesimi carcerati

za alle leggi, fece


il

promulgare per lutto


di

per

la

provincia di Bergamo, nel d 8 diin quel consesso

la

ta,

da

lui

procedura abbreviasancita '24 novembre 1847,


riso-

norma

cembre 1847 parl

del

pe'casi d'alto tradimento e per altri casi


ili

malcontento e dell'inquietudine della ppolazioue,quindi propose di nomina re una

perturbata tranquillit. Sovrana

luzione cbe leggo a p.i 3o della Gazzetta di

Roma

del 1848. Ivi

pure

la noti-

commissione di deputati delle provinole lombarde, per in vesti game le cause e farne rapporto. Questo il conte di Spaur governatore della Lombardia partecipato all'arciduca Ranieri

ficazione dello stesso giorno,

dell'i, r.

go-

verno, in cui detto: Nel proclama imperiale de'9 gennaio, essersi manifestato
Ja

vicer, d' ordine suo

signific alla detta congregazione, che ap-

dolorosa sensazione prodotta a Ferdi1

nando

dall'agitazione in cui trovasi

il

siderii delle provincie

punto stavasi occupando de'gi noti delombarde,onde presentarli al trono. Dipoi le congregazioni

suo regno Lombardo-Veneto, per opera


d'irrequieti individui, cbe istigati dall'e-

provinciali di Milano,di Pavia e di

Como
le loro

stero e mossi da

mire interessate, tenil

inviarono alla centrale

di

Milano
i

tano sconvolgere

presente ordine

le-

particolari petizioni riguardanti


ri,

dicaste-

gale delle cose: dichiaVando in pari tem-

l'abbreviazione del servizio militare,

po
la

essere sua ferma volont di tutelale


sicurezza e quiete interna ed esterna
t

le

misure

di polizia

la

dignit effettiva
le

del regno
i

Lombardo- Veneto,

imposte,

del detto suo regno con tutti que' mezzi

tribunali, l'abolizione del giuoco del lot-

cbe

la

Provvidenza

gli

ha dato,

memore

de'suoi doveri di sovrano, fra'quali i.


il

to. Nella met di dicembre l'avv. Manin ebbe una copia della proposizione del Naz-

vegliare al bene dello stato e alla tu-

zari alla

congregazione centrale Lombarfece trascrive-

tela de' fedeli suoi sudditi.

Ora rendenpotere giudi-

da, e

immediatamente ne

dosi necessario cbe tanto


ziario,

il

re e spargere molti esemplari, quindi pro-

quanto le autorit di polizia, sieno munite di quella maggior forza, che


bisogni del

cur d* indurre qualche membro della congregazione centrale Veneta ad imitar-

momenti

e l'importanza del-

ne l'esempio. Non essendogli


pilo egli stesso
sesso,

riuscito, coni*

l'uffizio loro

richiedono, l'imperatore ha

ordinato, che per tutte quelle azioni che

una domanda a quel condella stessa natura. Quindi a mez-

turbano

la

pubblica tranquillit, e sono

zo dell'amico Francesco degli Antoui ne sparse molte copie per la citt di Venezia, e
scia.
I

punitedelle vigenti leggi, abbia luogo una

procedura sommaria, secondo le norme che si pubblicano contemporaneamente alla presente con altra notificazione. Se-

ne

mand

altre a

Milano ed a Brepel

progressisti veueti corsero in fol,

la a

congratularsi col concittadino


i

guono

norme ec). Due cittadini, l'avv. Daniele Manin veneziano e Nicol Tommaseo, avevano gi domandato all'Aule

coraggio mostralo; ed

milanesi spediro-

no Serbelloni per rallegrarsi. Ad esempio del Manin, a' 28 dicembre Gio. Callista

stria (con

ardite rimostranze) in

nome

Morosiui deputato della congrega-

della popolazione di Venezia, nuovi or-

dinamenti amministrativi e nuove franchigie (per quanto Le Masson nella sua Venezia, a p. 33, ed in altri luoghi fa os-

zione provinciale di Venezia, ad essa propose di presentare un rapporto alla congregazione centrale Veueta,si mi le a quello della

Lombarda,

affinch

nominasse

V E N
una commissione per istudiare
del paese e ne suggerisse
d seguente
i
i

VE
bisogni
INel

65

rimedi.

gno Lombardo-Veneto, il popolazzo prese ardimento ed in folla accorse nella


piazza
di
s.

consiglieri
di

comunali pro,

Marco per domandare


il

la

posero
gare
la

al

municipio

Venezia

di pre-

scarcerazione de' sunnominati due


dini,ed esitando
te

citla-

congregazione centrale delle prosulle

governatore(ci vile con-

vincie venete., di porsi in relazione colla

Luigi di

Palfify,

essendo

il

governato-

Lombarda, per convenire

domanle-

re militare

comandante

la citt e fortez-

de da rassegnarsi all'imperatore a vantaggio del regno. Alle rappresentanze


gali
ri.
si

za il conte Zichy tenente maresciallo, ambo ungaresi) a concederla, irrompe nelle

unirono

le

dimostrazioni popola-

carceri,

li

libera e

li

porta a spalle d'uoinsolito

Nella sera precedente de'26, gi al tea-

mini

in piazza.

Questo tumulto,

tro erano state accolte con fragorosissimi

nella tranquilla popolazione di Venezia,

applausi

le

parole del coro del Macbetb,


i

incute gravi timori ne' due governatori,


militare e civile,
in piazza
i

colle quali s'invitavano

fratelli a sorge-

quali fanno schierare


ol-

re ed a salvare

la

patria tradita; parole

numerosa truppa. Questa


di

die cantarono gli spettatori, e ripeterono per varie sere seguenti, siccome alludenti alle circostanze di Venezia. A'

traggiata dalle grida del popolo e da qual-

che colpo

pietra che le veniva

sca-

3o

gliato, rotta la militaredisciplina, investe

dicembre Nicol Tommaseo lesse nell'Ateneo Veneto un discorso sullo stalo attuale delia letteratura in Italia, e vi tratt della censura preventiva negli stati
striaci;

colla baionetta

il

popolo, che

si

disperde,

aula

rilevando non essere osservata

rimanendo alcuni feriti e uno soffocato nella calca. Durante tutto quel giorno avvenne qualche scontro tra'militari e il popolo, ma non per di grave conseguenVenezia in questo giorno 17 marzo, o meglio que'che rappresentarono la rivoluzione, che si comp con 5 giordemocratici chiamarono glonate, che riose, e si emanciparono dal governo auza (Insorse
i

legge, e doversi ricorrere al sovrano, pro-

ponendo una
li.

petizione, cbe subito fu co-

perta di firme, ancbe de'semplici udito-

Poscia la sped nelle provincie per alil

tre sottoscrizioni, e indi

Tommaseo

la

consegn

al

governo perch
tali

fosse inviata

striaco
1

durando

lo stato
i

rivoluzionario

a Vienna. Per

motivi Manin e

Tom-

7 mesi, compresi

maseo furono imprigionati. Intanto l'Austria, mentre partecipava olle altre grandi
potenze quali fossero
le

blica).

di repubNel d seguente parlavasi dagl'in-

102 giorni

sorti di volere ulteriori concessioni, anzi

sue idee relati-

di
le

una Costituzione,
quali
il

l'ufficiai notizia del-

vamente
resciallo

all'Italia, ad istanza del

feld-ma-

governatore

civile, in

suo

ma-

Radet?ky avea rafforzato il suo esercito in Lombardia, a'36,ooo cbe ne comandava, con altri 25, 000 uomini, e stabili aumentaili sino a 8o,ooo. Ma lo spirito italiano erasi comunicato a'tedescbi, e nella stessa Vienna nacquero imponenti dimostrazioni, con ispargimento di sangue.

nifesto, diceva
ta. Il

attendere con una

staffetin dif-

popolo ammutinato, entrato


si

fidenza e in sospetto,
piazza
s.

porta a torme in

Marco

in

aspetto minaccioso,

colla coccarda tricolore al petto, ed

ap-

picca

le

bandiere nazionali. La truppa


d'essere oltraggiata
I'
;

nuovamente crede
ghie
i

Caduto
a'

il

ministero di

molti arditi cittadini svelgono con

un-

Vienna

pe'fatti

avvenuti

in quella citt,

macigni del

selciato, e fatti a pezla

17 marzo la notizia della soppressione della censura (dele giunta in Venezia


la
ti

zi, gli

scagliano contro

truppa: questa

fa
ti

fuoco;
altri

cittadini
feriti.

stampa)

e della convocazione degli sta-

restano

cadono morti e molIl popolo fugge chiele

delle provincie tedescbe e slave, nonre-

dendo armi, ed alcuni

tolgono gi a*

che delle congregazioni centrali del


vol. xeni.

soldati. In vista della gravit delle circo-

G<>

VEil
le

VEPI
Manin, e

stanze, (In dalla matlinn alquanti filladi,


ni raccoltisi nella casa dell'avv.

con esso alla testa si erano condotti al municipio per domandare l'istituzione di ima guardia cittadina temporanea. Il nu-

ma crebbe oltrefermento nella notte per la voce sparsa che li razzi alla Congrve avesse
dal popolare furore,
il

modo
egli

armate alcune navi


la citt.

e piroghe per in-

cendiar
tina

Ad

onta per de'consigli

mero

de* richiedenti
il

si

fece in

breve ora

grandissimo, e

pericolo divenendo
il

em-

pie pi imminente,

podest (conte Corda' suoi

rer) s'indusse a recare, seguito


assessori, quella petizione al

matde'22 recarli all'Alienale, ma gli operai miseramente e crudelmente l'uccisero, facendo orrendo sfratto del di lui
in contrario ricevuti, egli volle nella

governato-

corpo.

La

notizia

della

barbara morte
si

re civile. Questi, d'accordo col

governa-

dell'infelice

Marinovich

diffuse tosto

tore militare, vi acconsente, ed in poclie

per tutta

la citt.

Allora l'aw.

Manin

si

ore

si

vede girar

la citl

una numerosis-

pose alla testa d'un

numero

di

guardie
l

sima guardia cittadina (nello stesso giornoi8 marzo alla pure insorta Milano fu concessa la guardia civica: la bandiera na-

civiche e s'impadron de'piti importanti

ponti dell' Arsenale. Uscendo egli di

annunzi che
tere, alla

l'

Arsenale era in suo poi

duomo, onde poterono le campane sonar pur esse a stormo, con tutte l'altre d'ogni chiesa, che dal giorno 19 al 23 non cessarono un
zionale tosto fu piantata sul
istante d'avvisare
i

quale notizia

soldati del

mag-

giore

Wimpffen
la

e quelli della marina,

gittate le insegne austriache (pomponi),


vi

sostituirono

coccarda tricolore. Do-

dintorni del pericolo

grave, dell'eccidio generale che sovrasta-

vano.

Fu

sparso molto sangue ne'


fra
le
il

com-

po ci la veneta marina disponeva legni, armi e munizioni a tutela della Laguna, decanati e de' folti. Frattanto il munici-

battimenti
successero

popolo e la truppa, cui bombe e cannoni del Cai

stello, ov'erasi ritirato

il

feld-maresciallo

una deputazione onde dichiafrancamente al governatore civile, che la citt non sarebbe stata tranquilla
pio deleg
rasse

conte Radet/ky comandante militare generale del regno


residenza

finche tutti

mezzi d' offesa e di difesa

Lombardo-Veneto con ordinaria a Verona che pro,

dussero altre stragi ed incendi.


la notizia

Fu una

ri-

voluzione sanguinosa). Nella sera giunse

non fossero posti in mano de' cittadini. Questo governatore depose il potere nelle mani del governatore militare, il quale fu obbligato, nellostesso giorno 22 mar20, a stipulare colla delta deputazione la

da Trieste che col era stata


la

promulgata ciale venne


vernatore
le

costituzione. L' alto ufli-

tosto letto al popolo dal go-

seguente capitolazione. Cessare il governo civile e militare; le truppe austriache

civile.

Sparsosi per
la

la citl
si

ta-

abbandonare
tire
le

la citt

e tutti

forti, e par-

annunzio,incontanente
il

piazza
le

riem-

p di popolo,

quale prolung

sue ma-

per via di mare, restando a Venezia truppe italiane; il materiale da guerra


le

nifestazioni di giubilo fino a notte avanzata. Ne'due successivi giorni,


1

e tutte

casse;
al

il

nuovo governo dover


la

g 20 maril

provvedere
le

trasporto delle truppe, al-

zo, ebbero luogo alcuni scontri fra

po-

polo e

soldati austriaci,
beffati

quali

si

tene-

vano sempre come


giorno 21 per
si

ed

offesi.
gli

Nel
o-

ammutinarono
i

perai dell'Arsenale,

quali gi da molto

tempo lagna varisi della severit del colonnello Marinoviche pubblicamente dichiararono volerne la vita. Le guardie civiche riuscirono a sottrarre
jtielf'tifficia-

paga per 3 mesi; a il governatore militare dover rimanere l'ultimo in Venezia ". Il governo venne assunto da deputati. Alle ore due pomeridiane convennero sulla piazza 2,000 uomini delquali sar data

garanzia del trattato

la

te in

guardia civica (essendone comandancapo l'aw. Angelo Mengaldo) per

assistere alla benedizione della

bandiera

VE
le

N
governo:
negli
rie;
il

fcN

*1
memo-

ustionale tricolore. In questo frattempo In presa dell'Arsenale viene avvertita dal-

nome

di

repubblica ridestare

animi de' veneziani gloriose

Viva la Repubblica ! Viva s. Marco! Era Manin alla testa de'suoi reduce dall'Arsenale. Egli arring il popola e propose la forma di governo repub^rida
:

molti difetti avere avuto l'antico go-

blicano.! contraenti della detta deputazioil potere nelle mani del comandante la guardia civica, affinch costituisse un governo provvisorio. Egli fe-

ne deposero

verno di s. Marco, ma ebe questi si correggerebbero da'nuovi governanti". Istituito poi il nuovo governo nello stesso 23 marzo, questo proclam, ebe il nome di Repubblica Veneta non poteva portare ormai alcuna idea ambiziosa o municipale,

ce defilare sulla piazza

battaglioni della

che le provincie, le quali si sono dimostrate tanto coraggiosamente u


rianimi alla

guardia civica, e dopo ricevuta dal patriarca

comune

dignit,

le

provincie

cardinal

Monico

la

benedizione

ebe

questa forma di governo aderisco-

della bandiera, propose all'approvazione

no

faranno insieme una sola famiglia


poich eguali a
tutti

del popolo e della guardia stessa

nomi

senza veruna disparit di vantaggi e di


diritti
,

de'ineuihri ebe comporrebbero il governo provvisorio, proposte ebe vennero tutte

saranno

doveri, ed incomincieranno dall' inviare


in giusta

confermate.

Le

funzioni governative

proporzione
il

loro deputati cia-

vennero nel seguente modo distribuite: Daniele Manin, ministro degli affari esterni

scuna a formare

proprio statuto; che


propri, tal

aiutarsi fraternamente a vicenda, rispet

con presidenza; Nicol Tommaseo, cul-

tarei diritti altrui, difendere

Jacopo Castelli, giustizia; Francesco Camerata, finanze; Franguerra; Antonio Paolucci cesco Soler
to ed istruzione;
,

era

fermo proponimento del governo; che l'esempio ch'esso dee porgere si


il

quello principalmente delle riforme sociali e

marina; Pietro Paleocapa, interno e costruzioni; Leone Pincherle, commercio;

morali, che importano pi delle

politiche assai, l'esempio della


vertitrice,

non

sov-

Angelo TofFoli

artiere, senza portafoglio

ma

giusta e religiosamente e-

(Jacopo Zcnnari segretario). In appresso,


per rinunzia di Soler,
la
il

sercitata eguaglianza. Dalle dichiarazio


ni di

portafoglio delal

Manin

e dal successivo
la

proclama

guerra venne affidato

ministro del-

governativo, v'era tutta

ragione per

la

marina Paolucci. Fin dlia sera de' la guardia civica di Mestre con un colpo di mano s' impadron de' forti di Margbera, ed a'o,3 que' di Chioggia occuparono il castello di s. Felice. Quasi contemporaneamente le truppe austriache sgombrarono lutti gli altri ebe muniscono la Laguna. Divulgatasi poi la notizia degli avvenimenti di Venezia nel-

presumere che
la

il

nuovo governo repub-

22

blicano avrebbe toccato Peccellenza,quel-

per altro a cui pu pervenire un godi

verno

questo genere.

Ma

esso fu tale

in effetto?

Soggiunge
fatti.

l'autore: Noisetti-

pici spositori di fatti,


la

l'altre

provincie venete, queste seguirosi

risponderemo colDovevasi con un dispaccio richiamar la flotta, che allora trovavasi stanziata a Pola; un piroscafo trasportava a Trieste il governatore cisposizione di
vile austriaco e

no
li

tosto l'esempio della loro capitale e

parecchi
il

altri

individui
af-

costituirono in governi provvisori'!; i quatutti

del cessato

governo;

governo veneto
il

furono pi o

meno

pronti ad ade-

rire al 3.

governo della repubblica. Capo Primi atti del Governo provvisorio. Manin nell'atto di proporre al popolo
,

fidava al capitano di quel piroscafo

di-

spaccio di richiamo,e ci cost nientemeno

che

la

perdita della

flotta, per cui a Venezia

non
le

rest altra forza marittima che


in

lo slato
sta,

repubblicano

disse;

Essere que-

squadra navale. Erano restate


truppe italiane

una Venezia

a sua opinione, la miglior

forma

di

in forza della capitola-

68
cleo d'un

EN
il

V EN
nu-

lione, truppe sufficienti a formare

reno

le

loro attribuzioni.

La
il

direzione

nuovo esercito, aia tutte si rimandarono alle case loro. Riguardo poi
alle
il

generale di polizia cambi

nome

in

quello di Prefettura centrale di ordine

riforme morali e sociali di cui parla

pubblico, colle stesse attribuzioni di priistituito

proclama del nuovo governo, sono l'indicale nel seguente capo (tutto quanto l'operato nel 22 e nel 23 marzo, rifer Ih Gazzella di Venezia e riprodusse quella di Roma, massime I' articolo Il Ventduc Marzo ! Vi pure un manifesto di Mengaldo del 23, che dice avere il cardinal patriarca annuito a ri,
:

ma. Dipoi, in sussidio a questa venne un Comitato di pubblica sorve-

glianza. Questo, di concerto colla prelettura centrale di ordine pubblico, doveva


occuparsi dello scoprimento degli occulti

nemici dello stato, perch fosse proceduto in loro confronto secondo la legge. Cos
pure, di concerto colla prefettura, doveva prendere l'opportune disposizioui contro
le

conoscere
co; e

il

seguito rivolgimento politiil

che a mezzod dovea intuonare

persone pericolose e sospette affinch

solenne

Te Dcum
di grazie al

in

s.

Marco

in rendila

fosse tolta

ad esse

la

possibilit di nuo-

mento
ro
".

Signore per

nostra

cere. Ne'casi istantanei, vale a dire,

quan-

liberazione dalla servit, dello stranie-

L'adesione delle provincie co'nomi

do il concerto colla prefettura portasse una perdita di tempo congiunta a pericolo,


sizioni

medesime che la fecero; proclama del Governo provvisorio della Repubblica Veneta, di ringraziamento al popolo veneziano, perch a un tratto sorgendosi mostrdeguodel suo node'deputati delle
il

ed

comitato dovea prendere le dispoopportune riferendole tosto alla prefettura. A raggiungere lo scopo il coil

mitato, oltre a' mezzi ch'esso stesso sapesse procacciarsi,


gnificazioni che
fargli.

me).
lieo.

Ca
il
il

doveva ricevere

le si-

po4 Ordinamento civile epoli-

ognuno credesse poter


dovevano contee di particolari
fatti

La bandiera della repubblica veneta


stabilita di 3 colori, verde,

Le

significazioni

venne
mezzo,

bianco

nere descrizioni di
dalla persona che

e rosso j

verde

al

bastone,

il

bianco nel

circostanze, essere iu iscritto e


le

firmate

rosso pendente; in alto, in

po bianco fasciato da'3 colori, il giallo. Co'3 colori comuni a tutte


diere d'Italia
si

camLeone
ban-

insinuava, ed indi-

care

il

le

Venne
minali,

luogo preciso ov' essa dimorava. istituita una Commissione lemtutte le

voleva professare l'uniopoi era


il

poraria per
i

ne

italiana,

il

Leone
si

simbolo

speciale di

una

delle italiane famiglie.

La

coccarda nazionale
ri,

compose de'3
il

colo-

cause civili e crinon erano gi stati inoltrati a Verona a' 22 marzo 184B. Questa commissione avea perle provincui atti

cio

il

verde nel centro,

rosso al di
Il

cie unite della

repubblica tutte l'attribu-

fuori, e

il

bianco nel mezzo de'due.

goil

zioni proprie del tribunale revisionale in

\erno

delle provincie venete


,

assunse

Verona; corrispondeva

col

governo prov-

titolo di

Magistrato politico conservangli altri uffizi esistenti

visorio,come prima corrispondeva co'dicasteri governativi. Si soppresse l'ufficio

do

esso e

le

abi-

tuali attribuzioni. S'institui poi

il governo nelle sue deliberazioni relative all'ordinamento delle forze militari e alla

mitato di difesa composto di litari per assistere il ministero e

un Coantichi mi-

denominato dipartimento governativo


del genio. Alla direzione delle poste ven-

ne sostituito un Consiglio delle Poste.


I

codici civile, penale,

di procedura, di

difesa del paese. Posteriormente gli fu sostituito


il

nali d'appello, di
cio,
il

Comitato di guerra. I tribu1/ istanza, di commerle

commercio, leleggi amministraliveetutte le altre emanate dal governo austriaco furono conservati in vigore. Riguar-

do

a'diritti civili

e allo stato civile, fu

criminale e

preture conserva-

statuito che tutt'i cittadini delle provin-

V E N
eie unite della

V E N
a'professori,

69

repubblica veneta, qua-

se,

lunque sieuo le loro confessioni religioniuna eccettuata, debbano godere di


perfetta eguaglianza di diritti civili e po-

litici,

toglteudo tutte

le

prescrizioni

di

segnatamente di scienze religiose, morali e civili, d'animare il loro insegnamento d'uno spirito tutto italiano; si provvide a migliorare il liceo di s. Caterina. Riguardo alle rappresentanze
delle provincie della repubblica, ciascuna

leggi contrarie a questo principio; e


l'et

che

maggiore

fosse a'2

anni compili.
il

delle provincie che aderirono alla blica veneta, e per essa


il

repub-

Rispetto

a' militari, si

abol

loro fo-

rispettivo co-

ro privilegiato, e
del bastone. Nella

la

pena delle verghe e procedura si fecero diIn quanto


alle
si

verse innovazioni, massime sulla difesa e


i

mitato provvisorio dipartimentale, vennero invitate ad eleggere e inviare a Venezia 3 consultori, cos le altre che aderissero
ti

tribunali giudicanti.
al

poi

stabilendosi che altrettaneletti

pubbliche gravezze e
abol
il

commercio,
si
il

ne fossero

per

la

provincia di

giuoco del
si

lotto,

soppressela

tassa personale e
nali.
Il

tolse

bollo de'gior-

Venezia dal governo provvisorio. Si convenne che la Consulta s'adunasse in Venezia a' io aprile, per

prezzo del sale venue ribassato di


si

nominare

il

presi-

un

3.,

abol

la

coutrolleria sul cotone,


filati,

dente e statuire l'ordine delle discussioni.

sulle sue

manifatture e sui
le

si

La Consulta dovere
col

risiedere nel palaz-

esentarono

barche armate

alla pesca

zo ducale, e corrispondere direttamente

dal diritto di porto, da'diritti sanitari e

governo provvisorio.

Riuscendo

in*
la
si

da qualsiasi
vanza
suoi

diritto e tassa.

Riguardo
1

alle

compatibile col nuovo ordine di cose

leggi civili ingenere,si


il

richiam in osser-

Congregazione centrale pel io


,

aprile

decreto italico
1

9 agosto 8

ne'

volle cessata.

La Guardia

civica pel

mo-

titoli
;

.,

6. e 8. relativi all'avvoca-

che l'annotazioni fatte sui libri censuari per mera ingiunzione governativa e camerale del governo austriatura
si

statu

mento si composta
mini.

costitu di 3 legioni,
di

ciascuna

3 battaglioni, e ognuno di

questi diviso in 3

compagnie di 100 uoOgni legione si fece comandare da

co

si

cancellassero a istanza delle partisi


1'

un colonnello, da un tenente-colonnello
e da altri uffiziali nominali dal governo,
i

In quanto alla libera stampa,

statu a

sua guarentigia che l'autore o

editore

minori nominandoli
guardia
tutti

le

proprie

com18

debba apporre il suo nome; che la libert della stampa non toglie 1' obbligo di
presentare 3 esemplari di ciascuno
to che
si

pagnie. Si chiamarono ad iscriversi a tale


i

cittadini idonei da'

scrit-

a'55 anni,
ro, e

gli esteri

domiciliati nel ter-

stampi, fosse anche d'un foglio

ritorio della repubblica che lo


si

volante, e che questi 3 esemplari debba-

dispensarono

gli ecclesiastici,
i

bramasseed i
capi del-

no

esser deposti,

uno

alla biblioteca

Mar3. a

militari inattualit d'esercizio,


le

ciana, altro a quella di

Padova,

il

magistrature requirenti

la forza

pube

quella di Milano. Per l'istruzione pubblica fu prescritto che gli

blica, gli agnti subalterni di giustizia

uomini di noto

di polizia, gli esercenti mestieri abbietti,


i

valore siano chiamati ad insegnare anche senza prova di esami ; si raccomand

domestici,
coloni,

braccianti,

giornalieri

ed

rammaestramento con pi predilezione


sulla storia italiana

riserv.
il
il

ma poter far parte de' corpi di Fu commesso alla guardia civica


i

segnatamente

nelle

servizio interno ed esterno della citt,

relazioni colla veneta, finche sia istituita

presidio della piazza,

pubblici stabi-

una cattedra
di

di storia patria

s'istitu

un

limenti, le residenze del governo, del

mu-

Consiglio di reggenza presso l'universit


versit e nelle scuole

nicipio, de'tribunali, delle casse ec.e par-

Padova per proporre riforme nell'uni; raccomandandosi

ticolarmente

la tutela della
1

tranquillit
il

pubblica. L'i

aprile s'apr

suo armo-

7o

VEK
regolare, a'20

VEN
fu istitu-

lamento
lo
il

maggio

a'Iavori di barricate nelle citt vicine,

corpo di riserva, con norme e regoCapo 5. Annaiiivn lamento organico.

pompieri
cendi

si

occuparono a spegnere

gl'in-

li.

Le
(

condizioni di Venezia,

come

for-

tezza, sono piuttosto uniche che singolari

prodotti dal bombarli, uuenlo, i pontonieii erano a disposizione del general Durando, al quale la marina veneta

questo

ta l'Italia).

il punto pi strategico di tutEssa non propriamente a

somministrava pressoch tulle

le

mu-

niz ioni per l'esercito. Ne'primi giorni del-

dire

una piazza

di guerra,
fui liticata,

ma una

spe-

rie di provincia

di

opere diverse slese

una catena sopra una linea di

rivoluzione 77 legni armali presidiavano 3 circondari di difesa con 327 bocche da fuoco. In seguito si allest la
la
i

circa

70

miglia d'estensione. Uipartesi


in

corvetta
re
s.
il

la

Civica e poi

il

brick a vapo-

imlilarmeule

quali, dalla cilt

3 circondari. 11 i.de' movendo a Fusina, gitermina


2.

Crocialo; a'7 maggio usci 1' altro Marco, e 5 giorni dopo ledue corvet1

ia per Marghera, anivo alle Porte graudi del Sile, ripiegasi a'Treporli,

te di

/Vango

la

Lombardia

el' Indi-

a
di

s.

Erasmo: lungo ^1 miglia e munito


ed opere
fortificate.
II

pendenza. A' 22 marzo rimanevano in Venezia uu battaglione di granatieri ed

ii) furti

un altrodel reggimentoWimplTen^.ooo
uomini in tutti, ed un 3.composto nella maggior parte d'italiani, il qoale faceva
il

fumalo
punta
beloni
de'

dalla linea de' Lidi,

che dalla
Al-

di s.INicol per

Malamocco ed

si protendono fino alla estremila Murazzi di Pelestrina, sopra una linea di olire 20 miglia e con i3 fortificazioni. Il 3.comprendeledifesediChiog-

servizio di sanit ed era ripartito a Ve-

nezia, Chioggia e Mestre, pe,

ma

queste trup-

furono dal governo rimandate alle case loro. A' 27 marzo


si

come
l'

gi

disse,

gi e di Ciondolo, sino alla foce del Bren-

si

apr

iscrizione per io battaglioni di

racchiude 6 forti. Tulli questi punii vennero provveduti d'artiglieri e di qne'


ta e

volontari, ciascuno de'quali

composto
1

di

6 compagnie, ed ogu una


uomini:
le,

di

queste di

00

lauti presidii de'quali

mancavano. Ed

al-

s'istitu la

l'armo de'legni e de'forti si aggiunse pure il chiudere ed assicurare, con affondare bastimenti e costruire barricate di

ed a'28 marzo

guardia civica mobigendarmi, di cui si

formarouo 4 compagnie, in lutti 600. A'3 del dello mese s'apr un arruola1

legname, gl'ingressi de' porti e de' tanti eanali che mettono nella veneta Laguna
interna e
1'

attraversano in ogni
si

parte.

mento pegli artiglieri, e il loro numero aument poi ogni giorno. A'3 aprile si decret uu corpo di 200 soldati di cavalleria regolare. Parecchi cittadini prola formazione d'un corpo di volonche gratuilamenle servissero nella citt e De'forti, ed a'26 aprile si assegnaro-

Per

tali

lavori

aggiunsero

800

operai

u'noo

che lavoravano ordinariamente


si

posero
tari

nell'Arsenale. Si fabbricarono e

ripa-

rarono armi e munizioni, e si distribuirono non solamente alia citt, a'Iegui, a'
forti,

no 4
tal

uflziali

a dirigere le
di

istruzioni di

anche alle provinole fiuilime ed a'vari comuni, oltre 5 migliaia di fucili, un centinaio di cannoni, 2,600 scia1

ma

corpo formato
nel

200 uomini, commarina


;

presi vari sotto-ufciali di


sti istruiti

que-

maneggio

del fucile e del

bole,

60,000

funti di polvere, i,5o>o ca-

cannone, parte furono


re
il

inviati a presidiain
altri
sili.

riche di cannone,
ci

un milione

di cartoc-

forte Alberoui, parte

da

fucile, racchette, palle,

capsule e al-

Guardie civiche mobilizzate, squadre

di

tri

oggetti di artiglieria, oltre


al

due canil

veneli crociali e volontari, frazioni di corpi disfatti o distrutti, pellegrini, avventurieri d'ogni parte giunsero a

noni somministrati

vapore sardo

Ma {fatano
frattanto
i

e 10 spediti in

Ancona.

Venezia.

veneti carpentieri aiutavano

lu breve, le forze

propriamente venete

V
delle
Zf

EN
liti

YEN
dispendi. Nella zecca

ainii

faittet ia, cavalleria, artiglie

e per stradali indiretti con gravissimi

formavano negli ultimi temgoverno repubblicano un comsussidiari plesso di 1 3,ooo uomini, ed circa 6,ooo, per cui il presidio di Venezia e dell'Estuario, Cuor delle truppe maria e genio,

a'23 marzo
1

si

tro-

pi del

v uu fondo
netarsi.

di lire

708, 98 tra monete

da moLa zecca del governo austriaco era mantenuta in via affatto interinale
coniate e paste d'oro e d'argeuto

rittime e dell'Arsenale, ossia l'esercito di

per soddisfare a'bisogni del veneto com-

TerraCaferma, era di circa 9,000 uomini. po 6. Finanze. Le provincie di Terraferma, a mano a mano che conseguirono
cui
si

disponeva ne'forli verso


1

la

mercio, specialmente per


de'talleri pel

la

monetazione
di so-

Levante, e

la

somma

pra indicata avrebbe dovuto considerarsi piuttosto come dotazioue dello stabili-

la loro liberazione, istituirono

de'goverui

mento
tare
i

nondimeno

le si

fecero versare in

che dopo le adesioni delle provincie stesse al governo della repubblica, si tramutarono in comitali diparprovvisori!,

cassa centrale lire

246,41 5 onde aumen-

fondi disponibili.

La zecca

si

pre-

st a coniare

anche nuova moneta (a'29

timentali. Essi disposero delle rendite delle rispettive provincie e delle casse di fi-

giugno 1848 fu stabilito: Nella zecca veneta si corneranno de'pezzi d'argeuto da


lire 5 italiane. Nel diritto avranno la leggenda Repubblica Pineta 22 marzo 1848, ed in mezzo il Leone; nel rovescio UnioneItaliana,e dentro uua coroua formala da due rami Lire 5 ; al di sotto la lettera F. *7 giugno il governo veneto
:

nanza, senza mandare alcun avanzo alla


centrale com'era di costume sotto
la

do-

minazione austriaca. A'^3 marzo il governo trov che tra denaro e note di banco esisteva la somma di 5,66o,i43 di li* re presso le due casse centrale e provinciale di Venezia, e fu con quelfoudo che
cominci
a sostenere
la
i

proib l'estrazione di oro, argento,

rame

dispendi. Dell'im-

per qualuuque porto austriaco; ed a'16


agosto in termine di

poste dirette

sola rata di

marzo

della

provincia di Venezia, in lire 467,297:60


afflu uella cassa centrale;

48 ore volle la consegna al la zecca degli ori e degli argenti per


uu
prestilo,

avrebbe dovuanche quella dell'altra provincia di Padova del mese successivo, in lire 683,5o7, ma la somma ritorn into entrarvi

o iu vece denaro, olire l'aver


noter, che lungo sarebbe
lutti
i

decretato ritenzioni sugli stipendi e pensioni.


il

E qui

dovere registrare
1

prestiti

imposti

tegralmente col, come


to.

si

dir insegui-

n'

7 mesi,fra'qualiquellodella carta mo-

Riguardo poi

al
il

contributo arti e com-

netato delta patriottica di 5 milioni con


garanzia del consiglio comunale di Venezia.

mercio, durante
blica

non
Il

governo della repubavvenuta l'abituale sua sca-

Imperocch mi impossibile
si

il

ri-

denza.

prodottodell'indiretta nella pro-

cordare quanto energicamente


e

oper,

vincia di Veneziasi limit a lire


"Dalla cassa del lotto,
si

993,620.

ritirarono

gli

che venne abolito, avanzi dell'estrazioni andi lire

si prodigarono. D'altronniuua nazione, quauto la veneziana, avea titolo per aspirare al pos-

quante

offerte

de, forse

teriori nella

somma

4^,000. Nella
si

sibile

ricupero di sua libert, per tale un

cassa della posta a'2 3

marzo

trovaro-

no 40,000
te di

lire costituite in

parte in no-

banco;

ma

quest'azienda riusc to-

complesso di cose, che non mi sembra azzardata la proposizione, in un'epoca in cui g' italiani erano infiammati

talmente passiva e dovettesovvenirsi dalla cassa centrale,

del

prevalente spirito di apparente

mentre

la

posta fu

in-

indipendenza, dopo quattordici secoli di


cratico). S'ingiunse al

caricala di slraordiuari servigi militari e

diplomatiche per mantenere

la corrispou-

deuza fu costretta ad attuare mezzi Uso*

reggimento repubblicauo aristu-democomitato della ferrovia il versamento de'foudi che si tro

72

VEN
si

VEN
ebbe
stati

vavauo giacenti nella sua casta, e cos uu fondo di 3,000,000 di


tanee de'citladini
la

che

in

Venezia aveano rappresenIl

lire, la

tanza consolare.

nuovo governo ven-

inaggiorpartein cambiali. L'offerte sponal governo ascesero al25o,ooo. A'i4 '"aggio il governo decret uu prestito forzoso di j 0,000,000 di lire coll'interesse del 5 per

ne tosto riconosciuto con dichiarazione verbale dal console degli Stati- Uniti d" A.
melica, ad esempio di quanto avea fatto

somma

di lire

recentemente
tre

in caso simile

l'ambascia-

tore di quella potenza in Parigi.

Fu inol-

100.

Il

prestito fu garantito dalla unzio-

riconosciuto in iscritto dal direttorio

ne con pegno di tante azioni della socie*


t della strada ferrata, e dovea essere ri-

federale svizzero, e col fatto delle ufficia-

fuso in

6 anni
Il

da)

1849

in poi, ripartito

nelle provincie
striaci.

prestito

non rioccupale dagli aunon si pot realizzare


si

governo del Sardegna Carlo Alberto e dal governo provvisorio dell'insorta Lombardia. La repubblica veneta ebbe altri rili

relazioni diplomatiche dal

re di

nella provincia di Treviso per la totale

conoscimenti impliciti
d'Italia.

da' vari governi

sua nuova occupazione, e Io


vigo, che successivamente

realizz in

Vennero
a'

e rimasero in Venezia
in-

parte in quella di Vicenza, Padova e Ro-

inviali del re

Sardo, che per stabilirvi


12 aprile
vi

furono pure
pote-

time relazioni

sped Lazza-

occupale. Nella sola citt di Venezia e in


alcuni distretti di sua provincia
si

rono ultimare

le

operazioni per riparli-

ro Rebizzo incaricato provvisorio; non che del governo provvisorio di Lombardia. Il governo della repubblica mand
inviati suoi al

mento individuale nella somma di lire 4,5oo,ooo alla provincia stessa attribuita. In seguito poi
il

campo

di detto re, a

Mila-

no, a

Roma,

a Parigi.

Quando

gli aiuti

per questa provincia altre


al

governo aggiunse lire i,5oo,ooo

detto quoto fissato sopra questo pre-

stito nazionale di

io milioni che non ha

mandati dal governo delle due Sicilie, che gi si trovavano presso il Po e dovevano varcarlo per operare nel Veneto unitamente alle milizie venuteda Roma;
e intanto che l'esercito piemontese ope-

potuto effettuare nelle provincie rioccupale dall'Austria. Da' depositi giudiziali


pressoi! tribunale civile di Venezia
il

rava nel territorio Lombardo, mancaro-

go-

no

a* veneziani pegli

ordini che

le

truppe

verno prelev
lire
:

la

somma di circa 100,000

ricevettero di retrocedere, e soltanto pochi con

l'erario se
le

ne costitu depositario as-

Pepe loro generale giunsero a Ve-

sicurando

parli, alle quali que'depositi

nezia

quando Vicenza

e poi

Treviso

appartenevano,collestessegaranzieche fu-

dovettero capitolare, e beo 12,000 soldati italiani fra pontificii e veneti

to.

rono date a'sovveulori del prestito forzaIo complesso durante il governo della

vennero

per 3 mesi posti fuori di combattimento;


e

repubblica, entrarono in cassa erariale

quando

tutto

il

Veneto fu rioccupato

3,665,584 :3o di Ih e, e se ne spesero 1 2, 22,263 3o, sicch a*2 3 giugno rimanevano in cassa i,433,228:8p di lire tra denaro, uote di banco e cambiali. Venezia circoscritta alle sue Lagune e nello
1
1
:

dagli austriaci

(comandati dal general Victor fin da'3 1 marzo aveano formato un cordone sull'Isonzo, dove si raccolsero anche le truppe partite da Venezia; ed
il

governo

di questa sequestr lutti

be-

stato d'isolamento in cui trovavasi allo-

ni

non dava un reddito maggiore di men90, 000, mentre le spese si facevano ascendere a 2,5oo,ooo mensili. Capo 7. Condizioni politiche e relazioni era,
sili lire
1

mobili e immobili posseduti nel territorio veneto dal vicer arciduca Ranieri,

e da Francesco

Vduca

di

Modena, per
la

a favore di questa), restando libera


la

so-

Venezia, e anch'essa da'medesimi viallora


i

j/e/'e.Coslit uito
la

il

governo provvisorio del3I

vamente minacciata;

veneziani

repubblica, ne fu data notizia a tulli

fecero molte istanze al governo, coperte

V E
ni, colte

N
di sottoscriziola

VEN
Venezia per mare. Verso le coste
gia
si

73
di

d'un numero grandissimo


quali
si

Chiog-

voleva dimostrare
il

ne-

diresse,

imbrogliate

le vele,

una

cessit di
cia,

chiedere

soccorso della FranIl

fregata austriaca rimurchiata da un va-

ed insistevasi perch fosse chiesto.


i

pore,direttaa Porto Levante.

Il

governo interpell prima


talia,

governi d'I-

miraglio veneto pose

legni che

vice-amguarda-

affinch dicessero se

veramente

le

vano

il

porto in istato di combattimenterra e fece battere la


di

forze italiane potevano bastare all'indi-

to, discese poi a

pendenza
la

italiana, e

quando

no, concordel-

generale

la

popolazione

ressero a chiedere in

nome comune
di

di Pelestrina corse tutta alle

Chioggia e armi. Bel-

nazione italiana l'alleanza della nazioIl

luno, dopo aver resistilo per 3 giorni, assalita di fronte e alle spalle, a' in

ne francese.
lo di

governo

Toscana

e quel-

4 cadde
capitola-

Roma

nella risposta a quesl'inter-

mano

degli austriaci senza

pellazione,
soccorsi

promisero d' inviare nuovi secondo le proprie forze, ma si


militari efatti

zione. Carlo Alberto a'


s.

spintosi fino a
il

Lucia e Croce Bianca, ordina


al

ritor-

dichiararono avversi all'intervento francese.

CapoS. Movimenti

no

quartiere di

Somma Campagna, rila

portando grave danno. Agli 8 avvenne


battaglia di
pontificii,

<7V//7/z/.lld8aprileg!i austriaci

aMonte-

si scontrarono con un corpo di cropado vani, tri vigiani, vicentini e lombardi, studenti in gran parte, che nel giorno antecedente si batterono senza cede-

bello

Cornuda fra gli austriaci e i con danno di quest'ultimi, che


il

ciati

invano attesero

rinforzo del general

Durando
ore

(la cui

condotta incomincia a

destar sospetti). Gli austriaci a* io per

re;

ma

in tale

mattina nuovi drappelli auil

bombardarono Palmanova

inutil-

striaci

sopraggiunti girarono

poggio di
i

combattevano crociati, e ne acquistarono la sommit. crociati si trovarono tra due fuochi, e sbandaroosi in parte alla volta di Vicenza e in parte sopra Arzignano. Di essi furono
Sorio, alle cui falde
I

Strette, le

menle. Agli 11 pel fatto d'armi alle Ctruppe pontifcie comandate


dal general Ferrari
si

ritirarono a
1

Tre-

viso. Inoltre gli austriaci a'

2 attaccaro-

no quella
te.

citt, gl'italiani fecero


il

3 sorti-

In questo giorno

general
la

Giacomo

trovati morti 5i sul luogo e altri

3o

cir-

Antonini, comandante
organizzata a
Parigi,

legione italiana

ca rimasero sotto
cesse

le

macerie delle case


tra gli austriaci

fu

incendiale. In questo stesso giorno suc-

mandante
zia. Ivi a'

della citt e fortezza di

nominato coVene-

una gran battaglia


in aiuto

i3 giunse un corpo di voloncolonnelloGiucogli

piemontesi in prossimit di Peschiera.

tari siciliani capitanati dal

Giunse
crociati

diPalmanova un corpo di veneziani, unitamente a circa 3oo


i

seppe La Masa; e

austriaci rinnovaro(a'
i/\.
il

no

l'assalto su

Palmanova

uomini di truppa proveniente da Udine, ed a iio artiglieri piemontesi. A' 7 crociati fecero una sortita e si spinsero sin
i

mando

della divisioue navale veneta af-

fidato al general contrammiraglio Gior-

gio Bua). A' 16 arriv

la flotta

napoleta-

sotto a Visco,

ma

gli austriaci
;

li

obbli-

garono a battere la ritirata per 2 3 crociali caddero prigionieri. Udine a' 22 si


arrese agli austriaci per capitolazione, e
vi

Venezia tra il tuonar del cannone, il suono delle campane e della banda civica: era composta di 5 fregate
na nel porto
di

entrarono capitanati dal general Nu-

a vapore, 2 fregate a vela e un brick. Il popolo veneto voleva accorrere alla difesa di Treviso,

gent. A'

28 giunse in Padova il general Durando con 6,000 uomini e 12 canno* ni dirigendosi a Treviso. Ed a'3o a Caorle

ma non
la

l'ascolt

il

go-

verno. A'rq
austriaci

si

seppe

dedizione di Mital

lano a Carlo Alberto. In

giorno

gli

sbarc un corpo di crociati.

Da

Trie-

abbandonarono Treviso, e mar-

ste a'3

maggio

si

pubblic

il

blocco di

ciarono verso Catnisano. A'21 poi assa-

74

VEN
Carlo Alberto
!

Jirono Vicenza, ove giunse final niente colle sue truppe il general Durando; e Manin e Tommaseo vi si recarono con un migliaio ili militi, tra cui la legione Antciuiui.

suo conto. Intanto persone pagate, unir si sa da chi, scrivono e gridano Viva
:

La Spada d'Italia!).

A'

4 ginguo Bassano venne occupata


austriaci, a'qnali cede

dagli

La

flotta

iarda
si

a'

22 maggio

fu

Ila vista di

Venezia e

un

agli altri le-

riv in Rovigo

il

il Cadore. A'9 argeueral Pepe, portan-

gni italiani per avviarsi aTrieste (che minacci, limitandosi al blocco della divisio-

do

in aiuto a

6 cannoni, pi
e attrezzi,
il

ne austriaca e
tro Venezia
li
:

a impedirle le ostilit con-

Venezia 4 mortai, 2 obizzi, di 20 carri di munizioni ed in complesso i5oo uomini:

la flotta

sarda couiponevasi
Albini).
si

resto dell'esercito napoletano ub&dien-

17 legni, con circa 4>ooo d'equipag-

teal proprio re torn indietro. Il feld-maresciallo

gio,

comandata dall'ammiraglio

Radet/ky

coli'

esercito attacc

La

flotta austriaca,
il

meno

forte,

ritir

tutta all'intorno Vicenza.


di

dietro
ci a'

molo della Lanterna. Gli austria23 (in tal giorno il proclama di re

Dopo 12 ore fuoco vivissimo, il general Durando sobandiera


di

stituiva la
di guerra,

tregua a quella
la

Carlo Alberto, ai popoli della Venezia, gli assicurava non aver altro scopo che la
liberazione della propria patria dallo
straniero) ritornati su Vicenza,
l'assali-

ma

il

popolo

crivellava di

moschettate. Per altre Gore dur la strage, e

quando

gli

austriaci voltarono

can-

noni contro
ra bianca e
se:

la citt,
si

s'inalber
11

la

bandie-

rono a'24 con

2,000 bombe, ridopo un combattimento di i5 ore. Una compagnia di crociati assaltata in Cittadella una caserma
razzi e

capitol.

lladetzky dis-

tirandosi a 3 miglia

Non
si

potersi negare

una capitolazione

a chi

era difeso cos eroicamente.


di

La
so-

caduta
dine di
lie, la

Vicenza aggrav molto

d'austriaci, fece molli prigionieri e

li

con-

spetti concepiti sul

dusse a Vicenza. A' 26 il Cadore venne minacciato in 4 punti dagli austriaci, ed a' 28 i cadorini li lasciarono entrare in

Durando. Dietro orFerdinando lire delle due Siciflotta

suddetta flotta napoletana, ch'erasi


sarda e
part tra gli urli

unita alla divisione della


veneta, agli
1 1

ima gola per 3 miglia circa e poi diedero fuoco alle mine. A'28 entrarono in Bardolino 800 austriaci, dopo inutile resistenza, e poi
si

ed

fi-

schi de'sardi e de' veneti. A'

12 un corpo
la

austriaco di Vicenza interruppe


via a Poiana.
Il

ferro-

diressero a Caprino. Caril

comitato centrale
il

della

suo quartiere generale da SommaCampagua a Valleggio. L'esercito austriaco, mosso verso


lo Alberto fece trasferire

guerra
forze di

in

Venezia, dietro

fatto di
le

Vi-

cenza, risolse di concentrare

proprie

Padova

e di

Treviso a difesa delVenezia. Treviso non


il

Cintatone, sbaragli

toscani.

Il

general
di

le fortificazioni di

Antonini a'3o sped 4^0 uomini

sua

volle

ubbidire, e quindi
la

bombarda*

legione difesa di Treviso. Successe gran


battaglia a Goito con vantaggio de' pie-

mentosegu
ni

mattina de' i4i pochi dan-

contava

la citt,

ma

gli

abitanti insi-

montesi. Per

la

fame

si

rese Peschiera a'

sterono per una capitolazione. Questa

3i per capitolazione, ed usciti gli austriacon onori militari, vi entrarono piemontesi (Gi il i. giugno gli assennati conoscevano le somme difficolt per l'aci
i

venne

nella sera proposta al general auil

striaco,

quale accordar voleva

le

armi

egli onori militari a'soli granatieri poncorpi franchi non volevano cearmi; il generale austriaco persiste nella sua deliberazione ; comandanti italiani decidono d'aprirsi colle armi la
tificii. 1

nit italiana y massime per lo scoglio di


fissare la capitale.

dere

le

Milano

si

accomod

a-

gevolmenle
eli

alla
la

fusione nella speranza

divenire

capitale dell' ideato regno

via per Venezia, a vviandovisi

com2

can-

dell'alta Italia: Venezia

non

ci

vide

il

nimi; allora

il

general austriaco, dietro

V E N
rimostranze, accord
la

V E N
capitolazione ne'
fazioi

75

piemontesi,

gli

austriaci". GPiniproperii
il

modi
piare

proposti.

ne sotto
!a

A'i5 successe una Caorle: una cannonata fa


veneta
penici) e

scaglia ti contro
li,

scop-

come

ripetuti

Piemonte in utile il dirda lutti giornali, dagli


i

Furiosa^ sulla quale rest illeso solo il comandante, e gli che stavano a bordo rimasero parte morti e parte feriti. Giunse in Venezia Pepe colla fra zio u dell'eserciil genend to napoletano disubbidiente al suo re, e venne tosto nominato generale in capo delle truppe di terra che si trovavano nel Veneto. Gli austriaci a'i8 occupano Mestre, e Venezia viene bloccata per la via
i
i

atti e dalle

parole de'go vernanti d'allora.

Pervenuta la notizia della fusione di Milano col Piemonte, alcuni temettero che l'esempioinfluisse nelVenetoe venne prodotto un indirizzo al governo affinch pubblicasse seuza indugio una legge elellorale e convocasse entro un mese 1' Assemblea Costituente per Venezia e per quelle provincie che non si fossero
ancora date definitivamente al PiemonPadova , te. 11 comitato provvisorio di
per parte sua e de'comitali di Treviso
,

di terra.

bastimenti veneti

ilei la

linea

diFusina vengono attaccali sull'albeggiar del ?.3 da una batteria austriaca. La capitolazione di Pai mano va conclusa a'

Rovigo, Vicenza, nel 3


intima
al

maggio 1848
di dichia-

governo

di

Venezia

^giugno fra
paii

il

colonnello auslriacoKor-

rarsi entro

ed

il

presidente Putelli luogotenen-

3 giorni per la fusione del Piemonte in un solo Stato , intendendo


caso diverso, di staccarsi dalla reil

te del

generale Zucchi. Ecconeil tenore:


la vita, la libert

essi, in

n Garantita

le

proprie-

pubblica veneta. Questa notizia sparge

t de'civili e de'roilitari e della


civica; le

guardia

malumore

tra'veneti.Si diffondono scritti

truppe regolari delle provincia

del Friuli, di Belluno e di Treviso,

non

pr e contro e si d origine a due partiti, il Repubblicano ed il Realista^ che,

the

crociati di

Venezia

ripatrieranno
onori

disarmati;

gli artiglieri

piemontesi ritor-

pi debole e formato per la maggior parte di forestieri, profonde denaro per


acquistarsi fautori. Questi parliti

neranno

alla patria colie

armi e

gli

danno

militari". Cos assoggettavasi la citt ri-

origine a diverse manifestazioni popolari.

conoscendo di essere coro promessa, bench fornita di sussistenze e mezzi di difesa"(A*28 s'istituiscono telegrafi in vari
putiti di

Fra

le altre,

una settantina

di pescafiocine,

tori

armati

di

lunghe fioccine(o

pettinelle, islromenti di ferro a guisa di

Venezia e formasi uu corpo di


I

tridente, con

007 denti, o lunghe puni

telegrafisti).

lquartier generale del re sar-

do a'29

si

trasport da Valieggioa Ro-

si

verbello.I napoletani partono dal

campo

d'amo, che adattano ad una lunga asta di legno per colpire e prendere pesci: tal ciurma fu
te d'acciaio lavorato a foggia
la

per ordini pressantissimi avuti da Napoli. A'3 luglioaPiranosucces^e uno scontro


tra legui austriaci e veneti che cannoneg-

detta

processione delle fiocine) ferrate

giarono

il

fortino delle Rose.

Capo

g.

andavano un giorno gridando Viva la Repubblica^ forzavano gli altri a secondarli. Cos pure un corpo di ci ria 1,200
guardie civiche invitato nel campo di

Partito repubblicano e realista , e caduta dellaRepubblica. proclami del reCarlo

Marte per una


col

rivista fa

una dimostra-

Alberto che senza prestabilire alcun patto prometteva la liberazione dell'in-

zione nel senso della fusione di Venezia

tiera penisola"
gli

cominciarono ad alienare

Piemonte. Quest'atto imprudente cagion clamori ed assembramenti pericolosi nella sera iu piazza di
s.

animi degli abitanti delle provincia ve-

Marco,
e
di

nete di terraferma dal governo della repubblica.

ove

s'

intese gridare:
11

Morte a Manin

La maggior parte del popolo


tutti
i

ve-

a Tommaseo!

governo provvisorio
la

uelo ripete va in

modi piuttosto che

Venezia, dietro

fatta

dichiarazioue

?8
Ielle

V
1

N
a'

3 giugno convoca (pel giorno 8, poi sospesa a' 5, ed n*2i inlimata pe* 3 luglio) un'assemblea
venete provincie,
i

sistema,
g ri/zio,

(.'

V E N domando oggi un grande salo domando al partito mio, al

di deputati eletti

fra

gli

abitanti

della

provincia in ragione di

uno sopra 2000,

generoso partito repubblicano. All'inimico sulle nostre porle ,che aspettasse la nostra discordia, diamo oggi una solenne mentita. Dimentichiamo oggi tut
partiti j mostriamo che oggi dimentichiamo di essere realisti o repubblii

ode:

i.

deliberi se la questione relati-

va alla presente condizione politica deb-

ba essere decisa subito od a guerra


ta; i.

fini-

determini, nel caso che fosse delila

cani,

ma che oggi siamo lutti


:

italiani.

Ai

berata per
slato da se,

decisione istantanea, se

il

repubblicani dico

Nostro e l'avvenire.
fatto e che
si

territorio di

Venezia debba fare uno od associarsi al Piemonte;


i

Tutto quello che


e provvisorio.

si e

fa,

3. sostituisca o confermi

membri

del

Decider la Dieta italiana a Roiiitl Vive e prolungate acclaTornato Manin


mazioni susseguono a questo al suo posto,
e molti altri deputati

governo provvisorio. A* 3 luglio 1848 propriamente segu V apertura solenne


dell'

discorso.
l'avv.

assemblea nazionale
1

nella sala del

stelli

Cavanno ad ab-

maggior Consiglio con

33 deputati

de'

bracciarlo con grande effusione di ani-

193

eletti).
la

Nel d seguente

Tommaseo
col Pie-

mo. L'aw.
le

Castelli sale in bigoncia e col-

dissuase

immediata

fusione

braccia alzate esclama:

La

patria e

>nonte,dimostraudo necessario e decoroso astenersi per ora da

salvai Viva Manin! Si venne finalmente a' voti.

un passo che non potrebbe sembrare n libero, n utile, n onorevole. Paleocapa gli rispose ch'era cosa giusta, prudente e diplomatica di
mandosi

Al

i.

tema, se la condizione

politica di Venezia

ricorrere alla fusione, e lo sostenne chia-

uomo pratico e positivo. Dopo


Manin
sale
la

debba decidersi sui3o, negativi 3; al 2.iema, dell' immediata fusione di Venezia negli Stati Sardi colla Lombardia, voti affermativi 127, negabito o no, voti affermativi

loro discorsi
dice:

bigoncia e

tivi

6;

il

3. teina

delle

sostituzioni e

I discorsi de due
,

valenti oratori

forme
eletto

de' ministri fu riservato al d se-

mi precedettero dimostrano che non vi opinione ministeriale j che noi parliamo qui, non come ministri, ma come semplici deputati^ e come semplice deputato parlo anche io parole di
che

guente. In questa tornata Manin venne

membro

del

nuovo ministero a
di voti, e probabil-

grande maggioranza

concordiaedi amore. Inoggi ho la stessa


opinione che aveva nel 11

marzo quando dinanzi la porta dell'Arsenale proclamai la Repubblica. Ora tutti non l'hanno (agitazione). Parlo parole di concordia e di amore e prego di non es- niente^ posso essere della opposizione sere interrotto. E un fatto che tutti oggi ma non posso essere del governo. Prego non l'hanno. pure un fatto che il ne- i mei concittadini a non co stringermi a mico sta alle nostre porte, che il nemico far cosa contraria alle mie idee. Poi io attende e desidera una discordia in sono stanco e sono affranto dalle lunquesto paese, inespugnabile finche sia- gite dolcezze di questi tre mesi : fisicamo d' accordo, espugnabilissimo se qui mente non ne posso pi, credetemelo. La entra la guerra civile. Io, astraendo da mia testa non reggerebbe e non potrei ogni discussione sulle opinioni mie e fare certamente che male. Prego viva-

mente sarebbe stato rieletto a presidente, ma egli rispose: Lo ringrazio vivamente V assemblea di questo nuovo contrassegno di fiducia e di affetto s ma debbo pregarla di dispensarmi. Io non ho dissimulato che fui, sono e resto repubblicano. In uno stato monarchico io non posso esser
,

sulle opinioni altruit

domandq

oggi as-

mente ad essere dispensalo. Dichiaro

V E N
eziandio che, essendo dello, non accetterei.

VEN
chiararono.

Venezia

in

77 una condizio-

Si

venne quindi

alla

nomina

ile'

ne unica

al

mondo
La

la

sua posizione a-

nuovi membri del governo provvisorio, e


fu eletto a presidente l'avv. Jacopo Castelli,
il

iutata dal valor cittadino, la renile ine-

spugnabile.
la via del

nostra flotta
il

le

assicura

quale dopo

la

votazione
il

mont

mare. Qui

vero propugna-

in

tribuna e disse: Accettiamo

incarico che la patria e impone.

Lo

grave ac-

colo della libert

cettiamo senza guardare alle nostre


forze,

italiana, qui donde mosse il i. esempio del viver libero, della grandezza cittadina ". L'austriaco

ma con potenti conforti, che sono

general
1

la nostra coscienza e la confidenza vo'

supremoWelden fin dal 2 7 luglio 848 da Padova avea domandato al gola

stra,la gitale sar sempre la nostra


inestimabile ricompensa.

verno

resadiVenezia,epoil'i
regi
la la

agosto
capito-

Termina N. T.

comunic a'eommissari
lazione Salasco, per
to
:

parole. Cosi il suo libro colle seguenti cadde la veneta repubblica democratica proclamata a' 22 marzo. Il nuovo governo provvisorio (composto del Castelli, Camerata, Paulucci, Martinengo, Cavedalis, B.eali, fu tacciato di odorare
d'

quale era stipula-

evacuazione

di

Venezia, de'forti e de'

porti delle truppe sarde e della flotta sar-

assolutismo

a'

7 agosto

1848

solen-

nemente dimise e M. Carlo Alberto

cesse in perpetuo a S.
il

possesso,

dominio e

sovranit della citt e provincia di Ve-

Fu allora die il popolo infuriato proruppe: Abbasso il governo regio! Ab~ basso i commissari! Viva Manin! Questi calm il popolo, assumendo col suo assenso il governo per 4 ore, finch 1' assemblea nominasse il nuovo, dichiarando a'militi italiani che difendendo
da.
,

governo venne quindi assunto da 3 commissari in nomedel re, (general Colli, cav. Ci br a rie, avv. Castelde' quali commisli veneto, il proclama
nezia; l'esercizio del
sari straordinari dello stesso
lo

Venezia avevano salvato l'indipendenza d'Italia. Subito partirono per Parigi Tommaseo e Toffoli, sperando ottenere V intervento della repubblica francese.

agosto

A memoria
la

dell'i

agosto

si

decret poi

leggo a

p.

646
coli'

della

Gazzetta d Ros.

coniazione d'

una moneta d'argento.


a* i3, stabil

ma;

termina

acclamazione: Viva

Raccolta l'assemblea
alla

nomisi

Marco! Piva Carlo


Venezia
lasco
la

A IL erto!

Viva

l'I-

nare un governo dittatoriale di 3 fino


durala del pericolo patrio, e
di-

talia!). Agli 11 agosto, pervenuta in


notizia della capitolazione Sa-

chiar permanente. Si decise poi, che

(riferita

nell'articolo

Sabdegna

de'3 uno dovesse appai tenere all'armata

Stati e altrove),il popolosi ammutina, si scacciano i commissari regi , ed un nuovo governoprovvisorio veneto si forma colla presidenza dell'avv. Manin. Venezia in
tal

mare ed uno a quella di terra, onde Manin, Graziani e Cavedalis. Il Mengaldo rinunzi il comando della
di

elesse

guardia civica
glio

per andare a Parigi in


il

modo

si

sostenne fino

al

22

missione, e lo successe

contrammira-

agosto del successivo anno 1849, m cul da lungo tempo bloccata per terra e per

mare, sprovvista di vettovaglie, desolata dal cholera e bombardata, si soltomise all'austriaco governo". Per la brevit dell'ultimo periodo, occorre riempirne la lacuna con un rapidissimo cenno, traen-

G. Marsich. Continuandosi dagli austriaci le fazioni contro la bloccata Venezia, al comitato di guerra successe il Consiglio di difesa e ad impedire le comu;

nicazioni fra l'interno e l'esterno,


striaci

gli

au-

circondarono

la citt

con un cor-

dolo

buona parte dall'opuscolo: Nuovo Memoriale Veneto di P. C. I commisin

apri

done di barche armate a' 18 agosto. Si un prestito di io milioni di lire itaa'

liane

3i

garantito dalle provincie


ipote-

sari regi

con proclama del 9 agosto

di-

Lombardo- Venite, con cauzione

7
tie

V E N
votazione di

V
Roma,
di
il

IV
il

cario del pn072o ducale e delle Procuro-

per cui

governo

nuove,

a'

2 settembre

cardinal pa-

vea ordinato a ?/),ooo pontifcii militanti


in
cie,

triarca ordin alle chiese preci quotidia-

Venezia
il

tornare nelle loro provili-

ne per le necessit
7.0

di

Venezia.

Nonmanri-

circolo italiano don una bandiera,


di fratellanza, colla

carono funerali a'morti perl'indipendend'Italia, e

in

segno

preghiera
a

Te

1) rum per vantaggi


i
i

fosse recata sul

Campidoglio

nome

del nel

portali ne'combaltimenti. L'

ottobre
arrese

popolo veneziano: portava


bianco: Italia libera ed una.
vatte:

scritto

furono confermati
do
i

dittatori triumviri
si

E nelle cra-

18 voti contro i3. Osopo


i

A Roma e
il

agli austriaci, a'quali poi

veneti tolsero

divenuto
sociale.

Fenezia.Mn Roma era ricovero della demagogia eudell'

nel.paese del Cavallino?. cannoni e molti

ropea e de'nemici accaniti

ordine

commestibili. Altri cannoni e prigionieri

furono Mestre
della
si

presi nelle fazioni


a'

di

Fusina e

gennaio i84<) col divieto delle maschere, per le condiiniziato


il

Viene

i.

27;

ma

le

concepite speranze

zioni eccezionali del paese. Indi

il

cardi-

mediazione anglo- francese vieppi

nal patriarca esort a celebrare

cou

i-

andavano illanguidendo. A' 23 novembre nella piazza di s. Marco venne bruciato il n. 42 del giornale Y Imparziale, e ci per un articolo, nel quale si
predicava
la

straordinaria solennit

la

festa de*

due

gran cittadini una volta di Venezia e ora


del cielo,
il

patriarca
s.

s.

Lorenzo Giusti-

niani e

il

doge

Pietro Orseolo, affinch

candidatura a re del regno


di

eglino colla santa loro intercessione im-

Lombardo-Venetodelduca
genio. Frattanto,
coli

Leuehfen-

petrino dal Padre della


lutevoli consigli per
il

luce savi

e sa-

bergMassimiliano, figlio del principe Eu-

come

notai negli arti,

Pio IX. Ungheria ed altrove


a*2

in

bene della patria a'suoi rappresentanti. A' 4 il governo decret coniarsi una moneta d'oro da2o lire
1

Olmiitz P imperatore d' Austria Ferdi-

italiane; e nel d seguente, per facilitare

nando
trono

I,

dicembre 1848 rinunzi

al

in favore del

Giuseppe I, rato maggiore nel d precedente; e ci in conseguenza che il di lui fratello arciduca Francesco Cai
lo, nello stesso

suo nipote Francesco imperatore regnante, dichia-

gior-

no avea rinunziato
primogenito
l'i
il

di

succedergli, con

abdicazione parimenti in favore del suo

nominato augusto. Indi


sua

minute contrattazioni, ordin la coniamoneta di rame del valore noindi a' 16 minale di centesimi 5, 3 e il municipio annunci la creazione della reclamata carta moneta da mezza lira dal bisogno di moneta spiccia per la circolazione. Il governo invi Valentino Pasini pe' suoi alfari a Parigi, richiamando il Tommaseo, onde appagare le reiterate
le

zione di

m pera loreFerdinandoI, col l'imperatri-

brame
il

di questi

ce Maria Anna, stabil l'ordinaria

i.

febbraio. A'

che giunse a Venezia 5 convocata l'assemJ

zia,

Il comune di Venenovembre, emise carta monetata denominandola Moneta del Comune d Venezia; quindi il governo

residenza a Praga.
verso
il

blea Costituente nel palazzo ducale, per

fine di

decidere
fer
il

la

sorte del paese, essa a i7 con-

potere esecutivo a'rappresentanti

considerata

la

scarsezza

della

moneta

Manin, Oraziani e Cavedalis, con poteri straordinari per quanto riguarda la difesa dello stato, esclusa la facolt di pro-

metallica, istitu ne' primi di

dicembre

una commissione per


nica
il

fissare ogni

corso cambiario delle

domemonete ef-

fettive e

nominali
la
1

di

sopra indicate; e
di lira cori ente. A'
ri-

rogare e sciogliere l'assemblea. A questa epoca Carlo Alberto riguardava Venezia essere il forte inespugnabile che decide dell'esito della causa generale ".

decret

coniazione d'una moneta del

Ma

valore di

5 centesimi

Venezia avea una spesa


mese! e
le

di tre milioni al

17 di detto inese,in conseguenza della

sue rendile ordinarie a stento

VEN
giungevano a duecento mila! Per
siili
i

V E
prela

IV

7C}

cupnsse". Tu Venezia tutta volta l'assemblea


costituente a' 2 aprile decret in comitato secreto.

volontari e forzali,

creazione della

caria patriottica, le sovvenzioni del


nicipio,
te
il

mu-

Venezia

resister
tale

all'
il

aupreilli-

riscatto dell'argenterie dona,

siriaco ad ogni costo.

scopo

da privati
citt,

le

trattenute sui salari! e

sidente

Manin

investito di poteri

sulle pensioni, le
la
i

questue nelle chiese deli

mitati ".

Deliberazione

acclamata eoa
il

fondi della zecca,


le
!

depositi de*
italiane

grande entusiasmo. Nel d seguente


la

privati
(

offerte delle

citt

general Pepe, per limitarsi alla difesa del-

poca cosa

),

aveano bastato
cassa pel

a sostenere

Laguna, riprese

il

comando

della citt

le

ingenti spese dello scorso anno, e far


eli

e fortezza. Si comincia da alcuni a


noscere, essere una stoltezza
nello stalu quo.
1'

co-

poco fondo
7

nuovo anno. i

ostinarsi
prestiti

marzo l'assemblea

costituente decret

Seguono nuovi

con 108 voli de'i io volanli: la nomina d'un capo del. potere esecutivo con titolo di presidente nella persona di Daniele

e nuove tasse, e l'armamento volontario

Manin, con ampli

poteri per la difesa in-

terna ed esterna del paese, d'aggiornare

l'assemblea per giusti motivi

dovendo
19 marzo
nel de-

riconvocarla dopo
il

5 giorni. A'
il

general Pepe trasport

suo quartie-

marina per difendere Venezia dal s. Marco, Manin arring il popolo, cominciando colle parole: Cittadini! chi dura vince, e noi dureremo evinceremo. Viva s. MarcolA'4 maggio gli austriaci cominciarono con Sbatterie a fulminare con razzi
della

blocco. Nel giorno della festa di

re generale a Cbioggia. Uditasi

bombe

l'

importantissima fortezza di
il

clinar di
di

marzo

la

notizia della disfatta

Carlo Alberto, operata dal conte Radelzky, e di sua abdicazione e fuga in Portogallo, in

Venezia

gli

animi cominciarosi

no
la

a costernarsi.

Imperocch

legge nelt.

Civilt

Co ttolica, serie
le

/\.\

2. p. 9.
le

Non erano ancora rammarginate


ri

pia-

Margheraj difesa da Pepe; ed feldmaresciallo Radetzky intim la resa di Venezia, promettendo il perdona. Manin in risposta gli mand il riferito decreto 2 ed essere il governo in istanza aprile presso le potenze mediatrici. A'6 rispose Badetzky: l'imperatore non ammettere
,

vergogne della 1.* campagna dell' inr^pendenza, combattughe,


cancellate
ta dall'Italia e

mediazioni di potenze estere fra lui e i suoi sudditi ribelli, ogni tale speranza del

capitanata dal

Piemonte

1848; ed ecco, passati appena 6 mesi, quando ne si era assestato l'erario dallo sperpero, n rifatto l'esercito dallo sgomento, ne provveduti duci abili, n studialo il terrenoconoscinto dal
nella state del

governo rivoluzionario di Venezia illusoria, vana e fatta per ingannare poveri


i

abitanti

cessare ogni carteggio, e deplole

rare che Venezia abbia a subire


della guerra.

sorti

A 19

sudditi esteri ven-

nemico
eli

palmo

palmo; ed ecco quella


re sventurato,

prima

fazione fanatica sospingere a furia d'urli,


fremiti e di minacce
il

nero avvertiti da' consoli d'allontanarsi del giorno 20 da Venezia, onde evitare la miseria del blocco (forse pi
stretto).

Dopo lunga

e valorosa difesa,

il

il

paese renitente, l'esercito impreparato

e lostalosconvoltoalla
ta sconfitta
1

memorabile

e cer-

governo decret lo sgombro diMarghera, divenuta mucchio di rovine pel micidiale fuoco;
za perdita,
il

che l'aspettava a Novara il marzo del 849* Quindi il re obbligato ad abdicare, per poscia finire di crepacuo
.

la

ritirata

segu sen-

dopo

essersi del pari


si

evacuato

forte

s.

Giuliano. A'27

cominci ala-

mestaOporto (o Porto); 70 milioni dovuto alla moderazione del vincitore, chequeslo non marciasse sull'indifesa Torino e l'ocre nella
di contribuzione di guerra ,e l'aver

la

cremente a demolire parte del ponte delLaguna, convertendosi il gran piazzale

in fortezza,

come

dissi nel

XV11,

n.

4;

ed a'3

si

conferm il decreto

di resistei!-

8o

EN
a
s.

V ElN
Marco,
il

za de'a aprile, mentre Venezia eia annerata da ogni lalo! E rispondendo l'ai semblea all'interpellanza del ministro De Bruck, che trovavosi a Mestre, quali sarebbero le condizioni per la pacificazione l'indipendenza assoluta del leni:

sulla riva degli Schia toni e a


si

Castello moltissimi

rifugiarono
si

fu ari-

perto

palazzo ducale, e

die'

pure

covero sugli anditi e sulle scale. Corninoventissirno spettacolo! Imperocch* allu penuria del pane, che ugni d si rendeva
pi spaventevole, e
alle distruzioni,
il

torio

Lombardo-Veneto!
le

Il

ministro asi

si

ag-

vendo

richiesto persona per trattare,

giunse, che sviluppatosi

cholera, proin

modificarono
denza della
di territorio

pretensioni

l'

indipen-

grediva orribilmente. Eppure


lava di capitolazione.

mezzo
genei

citt di Venezia,con

un raggio che rendesse economicalei

a tante desolanti miserie, guai a chi parIl

popolo

in

mente

possibile la di

esistenza.

11

mi-

rale era pertinace nella difesa,


pi

ma

ca-

nistro rispose, aver F Austria deciso di

riconquistare Venezia, solo potersi discu-

governamenlo. Dopo diverse fazioni, gli austriaci a' i3 giugno facendo fuoco da 5 differenti batterie, alcutere sul suo
ni proiettili giunsero a colpire nell'estre-

ma

parte della

nella storia di

citt, cosa senza esempio Venezia che non era stata


:

ormai mancavano d' energia. Due luglio nella palle caddero tra il 3o e 3 chiesa di s. Apollinare, e rimangono le vestigia sul pavimento in que'due circoli di marmo nero che visi posero a memoria. I militi veneti non mancarono di fare rappresaglie. A'3 agosto accadde spiacevolissimo avvenimento. Il palazzo del
1

mai bombardata la i.* palla infuocata s. Giobbe alle Penitenti. Il popolo non si spavent, e solo alcune famiglie cominciarono a sgomberare dalle
cadde a
parti di Cannaregio. A' 16

pio e rispettabile cardinal patriarca

fu

aggredito da una turba di fanatici, che


atterrale le porle, fra minacce violenti.

sime, entrarono a furia, cercarono da per


tutto
il

a mescere
misto, e
si

la

segala alla

cominci farina pel pane


si

prelato, che per

buona

sorte era
,

riuscito a sottrarsi, e tutto fracassando

una riquisizione di polvere sulfurea con pagamento, indi esplose


fece
la

gettarono nel vicino canale molte sup-

polveriera dell'isola
il

la

Grazia. A'

29

comincia

malcontento del popolo per


\

con danno significangendarmi, li dispersero. Ci avvenne, per essere stata dagT ignoranti
pellettili preziose,
te.

Accorsi

la qualit del

pane; indi si rigetta Ultimatum dell'Austria a'3o giugno. Con-

male interpretata un'istanza,


parecchi era sottoscritto
colla
il

in cui

fra
,

patriarca

tinuano fazioni e cannoneggiamenti, lanciandosi pure palloni incendiarli Alla

met di

luglio cresce
la

il

mormorio del
il

pogo-

polo per

penuria delle farine, ed

governo che motivi che potevano indurlo palesasse alla resistenza ad ogni costo, in onta alle sopravvenute nuove calamit del paequale chiedevasi
i

al

verno procura mitigarlo con provvedimenti. Finalmente, alle ore 11 pomeridiane de'29 u g''> a " a distanza di mel

se,

tempestato

di palle,

mancante

di vi-

veri, e

anche

flagellato dal cholera; istan-

za ragionata e semplice, dettata da

un

tri

5235,

gli

austriaci

cominciarono

il

beninteso
turbatori

amor
la

di patria.

Ma

alcuni per-

bombardamento generale di Venezia, le palle piombando nell'interno della citt


col solo

fecero credere una ricerca

di capitolare,

peso naturale sui

tetti

e sulle

muraglie , facevano un buco e si sprofondavano. 1 punti pi bersagliati, oltre Cannaregio, furono s. Samuele e s. Barnaba, rifugiandosi gli abitanti in luoghi
lontani:

e provocarono questo disordine^ quest'insulto verso una persona di cosi eminente dignit sagra e besi

nemerita. A' 5
volta

aument

la

pioggia di

fuoco, su tre quarti della citt, e qualche


i

proiettili su

d'alcun infelice;
il

il

uno

solo ne fu colpito. In piazza

cholera progrediva,

pane

si

petiiii'iava

V E
spavento, erano

i\

VEN
la

#i

spesso sino a sera, disagio di abitazioni,


il

miglior occasione a uscir di nuovo

corollario a tanti dan-

ni

iNel

d seguente l'assemblea concentr

nel presidente

Manin ogni

potere, acci
salvezIl

provveda pel meglio dell'onore e


za di Venezia, riservandosi
la

(nondimeno il suo contegno fece formare sospetti, non essendosi arrischiata a nulla per la salvezza di Venezia, bench di essa la marina antica gloria). Ne' 3
seguenti giorni
le

ratifica.

speranze d'aiuto sva-

popolo schiamazzando voleva uscire in massa e battersi. Manin gli disse fatelo, ma che finora le parole non corrisposero a'
fatti.

nirono pe' veneziani. Manin avea perduto la popolarit,

non rimanevano forine


la

che per qualche giorno,

popolazione
unaniil

8 salp
di

la flotta
i

veneta composta
,

in tanto desolante situazione era

di

2 corvette

.rango, 2 corvettedi 2.

me

nel

domandare che

si

capitolasse;

una goletta, 3 britk, un piroscafo, 10 trabaccoli e 3 piroghe da rimurchio.La


flotta austriaca prese subito
sa
il

partito della resistenza

non riducendosi
,

pi che a poche

teste esaltate

antichi

largo: es-

uffizi li al servizio dell'Austria,


ti

magistra-

componevasi

di 3 fregate, 2 corvette,

e altre persone

5 brick, 4 battelli a vapore, uno solo da gnerra,ed alcuni


Nella sera de* io
la flotta la

de' quali
trasporti.

promesse. A' 22
neta,
to, e

maggiormente comuna commissione ve-

veneta rientr,

restando delusa

viva speranza di

Vein-

nezia per un fortunato combattimento.

La grandine
i

de'proieltili

continuava
,

cessante, facendo danni e incendi

che

durando ancora il bombardamencomposta di 3 membri del municipio, di uno dell' ormata e di uno del commercio, si rec al quartiere generale austriaco in Marocco (villaggio del distretto di Mestre) ad offrire la sommissione de' veneziani, e stipularne
tolazione.
la

pompieri tra' pi gravi pericoli taira* bilmenle estinguevano. A' 2 la flotta riprese il mare, e il governo d'accordo col
1

capi-

Ecco

le

condizioni. Sommissiocitt, forti


r

ne assoluta; reddizione della


ec, per occuparsi dal 25
al

consiglio

comunale ordin un' ulteriore


sei milio,

agosto

gravezza colla sovrimposta di


ni a carico di tutti g'

consegna
allo slato

di tutte le

garsi

immobili da pamediante un'addizionale di ^cen-

ed

a'

armi appartenenti privati. Dover lasciare


imperiali regi
il

Venezia
no, tutti
civili

tutti gl'impiegati
le

tesimi per ogni lira di estimo, divisa in


rate trimestrali (ci fece ascendere a

che volsero
i

armi contro

loro sovra-

milioni l'ammontare della carta


tala, ed a

33 moneA' i5
;

militi esteri, e tutte le

persone

nominate nell'elenco che sar con(si

60

milioni

il

totale delle spe-

segnato a'deputati veneti

riporta dal

se dell'epoca

dell' insurrezione).

Nuovo Memoriale :
dui
esiliati, fra 'quali

fu

il

maxunum

de'casi del cholera

di

39 o 4o indiviManin, Tommaseo,
di

4o2,ne morirono 270.


l

A' 18

Manin

par-

Mengaldo

ec.,e gli estensori de'giornali,

per l'ultima volta al popolo,


Gli
disse:

all'oliato

sulla piazza, e

tazione.

mostrando assai viva agiLe condizioni essere

gravi, ne averlo taciuto all'assemblea,

non per disperate. Per negoziare occorrere calma e dignit, com' egli procede-

va

il

volersi da lui

una

vilt,

sarebbe

sagrifzio

che non farebbe mai,

nemme-

Libero Italiano e Sior Antonio Rioba. Del Pasquino di Venezia, cos chiamato, parlai a suo luogo). La carta monetata comunale, ridotta alla met del valore fino al suo ritiro e soslituzione. L'ammortizzazione di tale nuova carta dover seguire a tutto peso della citt di Venezia e dell'Estuario mediante la detta sovrimposta

no a Venezia. La flotta non pot esser mai attaccata dall'austriaca, ed essere anch'essa afflitta dal cholera,
pel
pel

ceduta gi alComune per altrettanta

quale e

nuova carta moneta, perci non furono inflitte multe di guerra. Oltre il ritiro dello carta patriottica, poi su di essa

tempo fortunoso
voi. xcur.

era rientrato, pron-

82
si

EN
lazzi, tulli
i

VEN
furono preda delle fumme. Tulli
i

prenderebbero altre determ inazioni. Quindi Venezia rest immersa nel silenzio e nell'abbattimento; non pi si ud'i
il

pr

monumeuli, capi d'opera

architettura, ripieni di capi d'opera


pittura e scultura, sfuggirono alla distro-

fiero

rimbombo dell'artiglierie
raccbelte.
Il

lau-

cianli

bombe, granate,

po-

zinne e alla quasi alcun

devastazione senza soffrire

polo atterrilo dalla continua pioggia di


ferro ebe

danno

In

quanto

all'asri-

dur con poche interruzioni


da lunghi patici-

sedio in se slesso, nulla ha offerto di

per

24

giorni, oppresso

menti, minacciato pur sempre dal choleia,si

marchevole, fuori della coslanza e della divozione delle truppe austriache, che
per

mostr rassegnato. La guardia

nica continu a prestarsi cou patrio zelo per l'ordine interno, e

re fatiche e

mesi continui dovettero sopportapatimenti inauditi .... Lo

con essa Ma-

spirito d'unione dell' esercito austriaco

nin represse
i

querelanti diCannaregio,

salv l'impero. Gl'italiani,

combattendo

quali con audacia, alle minacce aggiun-

per

la

loro indipendenza, che reclamano

sero contro di lui Io scarico di qualche

cosi altamente,

hanno mostrato assai miche


i

moschetto. Quindi
rio di Venezia,

il

governo provviso-

nor unione
stria
le

fra loro

soldati dell'Au-

con dichiarazione del


a'

Ma-

per conservare al loro imperatore

nin, cess dalle sue funzioni, trasfonden-

provincie d'Italia ....

Le
per

perdite ca,

dole nel municipio


stesso
le e
il

24

agosto.

Nello

gionate furono poco considerevoli

per

giorno
di

la

congregazione municipa,

un assedio
delle

di

niesi

l'

effettivo
tirati

podest conte Correr

assunto

il

truppe e

la

quantit de'colpi
fuori

nome
blic
i

commissione governativa, pubpratiche

da
ro

finali risullamenti delle

ambe le parti. 1 che 900 uomini


gli austriaci

veneziani non ebbedi

combatticirca

instituite col generale di cavalleria cav.

mento,

1,200.1 primi hanproiettili


, i

de Gorzkowski comandante in capo della 4.* divisione del 2. corpo d'armata di


riserva relativamente all'occupazione di

no scagliato 80,000
secondi 120,000.

Venezia e dell'annesso territorio dal Iato dell' armate dell' imperatore Francesco Giuseppe I ; in un all' elenco degli individui del ceto civile, che doveano allontanarsi da Venezia e da tutti
austriaci, che riprodusse
gli stati

Le perdite cagionate dalle malattie furono immense ; le fatiche, il caldo, le febbri, il cholera, hanno
al servizio altrettanti
zia,

mietuto 7 a 8000 austriaci, e resi inabili almeno. Vene.

che non era ormai stimata che per

le

sue meraviglie artistiche, ha provato che

nale di

anco il Gior1849, a P* 2I ^* ^ s " serva LeMasson. >* Ne'24 giorni che dur il bombardamento, furono lanciati in

Roma

del

Venezia 23 mila
giorno.

proiettili,

quasi mille al

Con

tutto ci

tre persone uccise, e


rite. I proiettili

non vi furono che una trentina di fe-

regime di soggezione sotto il quale dopo il 18 15 non valse ad eslinguereiu essa il sentimento d'indipendenza, ne a farle dimenticare le sue tradizioni e la grandezza del suo passato. Essa diede una mentita alla sua fama di
il

trovavasi

citt molle, anneghittita ne'


ti.

divertimenla folle

perdevano della loro violenza cadendo sulla citt; quelli che colpivano muri non vi lasciavano che lievi tracce, e quelli che cadevano sui tetti
i

Venezia non ha
di

imitato n

presunzione
za

Milano, n la sfrontatezdi

demagogica
si

Roma
come

ne l'apatia di
la

Firenze; sarebbesi detto che


dell' Italia
fosse,

saggezza

trapassavano rare volte


ni.

pi. di

due

pia-

Gl'incendi erauG piuttosto frequenti,

ma

facilmente estinti, poich

il

fuoco ap-

piccato a quel

modo

si

sviluppa lenta-

mente.

Una

casa e

un oratorio soltanto

medio evo, circoscritta nel recinto delle Lagune. Venezia ha saputo governarsi in mezzo ad una rivoluzione come in mezzo alia guerra. Essa ha provato che non aveva innel

VEN
teranientc perduto le sue (l'adizioni, e che com prendeva il pregio dell'indipen-

VEN
stizia alle loro ragioni.

83

palazzo del governo se non faceva giu-

Manin

e le autoal

denza e ci che faceva d' uopo operare per riconquistarla ... La guerra fu pel mal condotta, gli approvigionameuli
.

rit militari le fecero

tornare

dovere.

La
nel

capitolazione cominci ad effettuarsi


d

seguente, e contiuu ne' giorni

Irascaratissimi,
all'

non

si

pens abbastanza
cui per-

successivi senza disordine e seuza diffi-

armamento marittimo, per


i

colt

ed a'26

si

presero disposizioni sul

dette tutti

vantaggi della pi bella po-

decrescente cholera.I bastimenti francesi


e inglesi accolsero al loro

sizione militare. Col

mare libero, Venezia

bordo

tutte le

pu opporre una

resistenza indetermina-

4o persone

proscritte e altre che volle-

ta... Venezia ha resistito per se stessa, e

ro allontanarsi. Pepe,

Tommaseo
(la

soccombette perl'imperizia degli uomini che l'opinione pubblica (non per generale) avea chiamali al potere. Questi uo-

nin s'imbarcarono
a

il

27

Civill
il

MaCa-

tolcci, serie 3.

, t.

8, p.

25o, e

Giorno.'

mini non ebbero

il

talento di mettersi
i

1857 a p. 869 annunziarono: Manin, uno de'eapi dell' ultile

di

Roma

del

all'altezza della situazione, afferrarne

ma

rivoluzione italiana a Venezia, a'23

vantaggi, diminuirne

pericoli;

cos'i

una causa

eh' era facile a guadagnarsi,

settembre 18^7 d'una malattia di cuore mor a Parigi, pretendono certi giornali, seuza

Manin non ebbe altro merito fuorch quello di far fronte agli esaltali, i quali avrebbero governato molto pi male di lui ; in quanto a Pepe, tutte le sue azioni portano P impronta d'uu talento assai mediocre, e d' una volont senza efficacia. Tutti e due avevano del disinteresse e
fu perduta nelle loro mani.

chiedere

sagramenti.
i

Il

go-

verno poi, temendo che


ne de'suoi funerali per far
care

democratici
le

parigini volessero profittare dell' occasio-

loro solite

dimostrazioni, viet a'giornali di pubbliil

domicilio del defunto e P ora di


la

sua sepoltura;
sopra
la

quale fu fatta con poco


e senz' alcun discorso
di

accompagnamento

del patriottismo,

ma

la loro intelligenza

tomba. Disse

Manin

la

Revue

non era

all'altezza del loro

cuore

come in Piemonte, manc un uomo che fosse ad un tempo ed abile politico ed esperto generale .... La lotta ch'essa ha sostenuta non ebbe tutto
In Venezia,

des deux Mondes: S' ingannava nei suoi disegui e ne' suoi voti, perch faceva dipendere l'avvenire dell' Italia da
combinazioni chimeriche".

Abbiamo

di

quel clamore che doveva avere, perch

P Europa era occupata


pertanto
di essere stato

in

avvenimenti
degli episodii

d'un interesse pi generale; ma non lasci

un anonimo, Hisloire de la republique de Fenise som Manin. Manin et l'Italie Parisi 858). Mi noto che sulla rivoluzione del 1848-49 ha scritto un Commeni

uno

tario

il

laborioso cav. Mutiuelli, ricchis-

pi interessanti de'deploi abili aouii848 e 1 849>che furono per l'Europa un tem-

simo

di

documenti, che

la sola

sua posi-

zione particolare poteva conoscere, che

po

di crisi suprema....". Le giornate de' 23 e 24 agosto furono contraddistinte da

disordini alquanto gravi. Vari assembra-

per non trov prudente pubblicare. 5. Venezia tornata in dominio dell'Aus-tria, tosto a'27 agosto con proclama del
general Dierkes, comandante austriaco della citt di Venezia, fu in questa per-

menti tumultuosi ebbero luogo sulla


za di s.

piaz-

Marco.Una parte delle truppe mal-

contente dell'indennit loro assegnala,


si

ammutinarono, reclamando 3 mesi


al
i

di paga. Quelle delle batterie

ponte

giunsero per fino ad appuntare

cannoni
il

messa l'entrata per via di terra e di mare a ogni genere di vitluaria, senz' alcun dazio consumojonde approvigionare abbondantemente la citt; ma tempora-

contro

la citt

e minacciale cP assalto

neamente

fu limitato

il

porto franco al

ft4

VEN
ilell'isoln
ili

t E
s.

suo antico confine


gio;
si

Gioril

che
gu

la T

digiune ave compita e coronae militare oeremotia, se-

abol

la lassa

personale, e
il

(iss

ta la politica
il

prezzo del sale. A'

28
il

general Gorz-

kowski governatore
Venezia, annunzi
citt alla testa delle

civile e militare di

decoroso banchetto, ove si convitarono tutte le autorit ecclesiastiche ,


militari, civili e municipali
;

suo ingresso nella

e nella sera
la

truppe dell'imperaI,
,

l'illuminazione rese splendente


ca piazza
della
di
s.

tore Francesco Giuseppe


)e consolazioni della

per recarvi

Marco

tra le

magimelodie

pace

ricomporre

banda

militare e

gli

evviva sonori

l'ordine pubblico e rimarginare possibil-

e replicati al valoroso conte


dell'affollata popolazione.
Il

Radetzky

mente

le

profonde

ferite,

causate da una

popolo ve,

pazzamente proda cui non poteva risultarne cbe slrazii inutili e la rovina d'una citt monumentale. Nel passare per dallo
resistenza temeraria e
,

lungata

la citata Gazzetta mai prove del suo senno e del suo buon cuore come in questa occasione ". Quindi il governo imperiale

neziano

riferisce

non diede

forse

stato di esaltamento all'ordine legale e


al

successivamente, e

come

d sopra a' loro


le

quieto vivere, a garanzia della pubin


i

luoghi rilevai, and riparando

conse-

blica tranquillit, per ora dichiarava


stato d'assedio

guenze

de'politici

sconvolgimenti, princi-

Venezia, Chioggia e
nell'

luoghi compresi
tutti
i

Estuario, per cui


altre

piando a ristabilire la parte atterrata del ponte sulla Laguna, onde nel novembre

poteri
;

si

riconcentravano nella sua


disposizioni
le

1849 torn nella sua

attivit.

Dipoi a'3i

persona

emanando
il

analoghe,

giudizio statario per


la

dealla

linquenze, e soggettando

stampa

dicembre i85o con l'ordinanza im penale di cui feci cenno nel voi. XC1 p. 464, si stabilirono principi! fondamen, i

censura preventiva. Nello stesso giorno

tali

sull'organizzazione dell'autorit poli-

28

il

general Gorzkowski

prese legale

tico-amministrative nel regno

Lombar-

possesso della citt di Venezia quale go-

vernatore

civile e militare, colle truppe,


in
il

do-Veneto, mentre dell'odierna di Venezia ne parlai nel voi. XG, p. 208 (dove
sarebbe da aggiungere
alle
la Commissione Monture, che d tanto e continuo
).

facendola presidiare da esse


dell'Estuario. A'

uno

a'forti

3o

vi fece

solenne inlieto vol-

gresso
to,

il

conte Radetzky, con

lavoro alle famiglie povere


l'imperatore a Venezia
il

Piccatosi
1
1

proveniente da Milano, con brillan-

27 marzo 85
il

te stato

maggiore, col suo capo baione


le

immediatamente eman

decreto della
il 20 dopo nuova -

Hess, accolto dalla popolazione festevol-

ripristinazione del porto franco per


del successivo luglio; e poco

mente, tra
le

salve dell'artiglierie

il

suouo delle campane di s. Marco, e delbande militari, accompagnato dall'arciduca Sigismondo che poi part per recare all'imperatore le chiavi simbolo
,

mente volle rallegrarla di sua presenza, avendo fatto altrettanto a Milano, in cui
sparse
le

sue beneficenze sui poveri, ed

al-

l'istituto de'ciechi. Riferisce la

Gazzetta di

del ritorno all'ubbidienza di Venezia, e


cie'voti cordiali di tanti

Venezia ,presso
914, suono
in data di

sudditi fedeli e

sventurati, che al pari di tanti altri popoli italiani

il Giornale di Roma a p. de'3o settembre 1 85 1. Il tutte lecampane verso la mezza-

non ebbero che pene

e tor-

notte di

ieri

annunzia va l'arrivo dell'impes.

menti senza gioie e senza colpa, come dice la Gazzetta di Venezia. Il feldmaresciallo Radelzky entrato in detta basilica, vi ud la messa e fu cantato il Te Deum in rendimento di grazie a Dio per
la riacquistata illustre e bella citt.

ratore e re nostro,alla stazione di

Lucia.

copia di torchi a vento e di fuochi bengalici la rischiaravano nell'interno, e


migliaia di lampe artificiali co'pi vaghi accidenti di luce ne illuminavano tutto il veuedi fuori. L'accoglienza che fecero
i

Gran

Dopo

YEN
7iaui ier sera al loro monarca-,
il

VEN
quale,
d
;

85

anticipando di due giorni


si

la

sua venuta,

present inaspettato al suo popolo, noti


il

moderni maestri tutte le vie lunghesso il Canal grande all'oliate di spettatori plaudenti ; buon numero di palagi illuminati
al di

aveva
re,

carattere della solennit regola-

dentro offrivano esteriorl'incanto dell'architetto;


i

consueta in somiglianti occasioni. Al

mente pi vago
nestre,
i

buon volere de'veneziani mancava il benella cui ristrettezza nefizio del tempo improvvisarono alla Maest del Sovrano un ricevimento, che gli torn pi gradi,

nico lor magistero

davanzali delle

fi-

poggiuoli addobbati ad arazzi, e

d'ogni sesso
agitanti
i

molti e molti gremiti di gente d'ogni et, leggiadre spose e fanciulle ;

to,

perdio

disadorno di tutte

le

medi-

bianchi lor

lini al

passaggio del

serbava il candore di quella semplicit estemporanea, cui non dato di assumete fallaci appatate raffinatezze dell'arte,

Sire;

le

alternate melodie d'istrumenli e

di canti

accaloravano

gli

animi all'entudi accla-

siasmo, che ruppe in

un impeto

renze d'affetto,

ma che,

interprete genuile

na del cuore, ne spiega


sioni,
i

veraci impresil

mazioni e d'applausi davanti le innumerevoli faci, onde splendevano, con mirabile ordiue di screziali colori,
i

veneziani ier sera accolsero

lo-

balaustri

ro monarca, non gi colla


scritto dalle diverse

pompa

sfog-

e gli archi del ponte di Rialto.


lettera

giata de'riti politici, col ceremoniale pre-

inadeguata a

La moria descrivere il ma-

ragioni del gover-

gico elfetto di quella viva realt.


sa

natile e de' governati,

ma

colla sponta,

nea naturalezza de' cittadini


tgli,

che, quasi

sopraggiuuti dall'inaspettata, ansensi della grata loro sor-

Era desun'emblema parlante dell'ossequio de' rifletveneziani verso il loro monarca teva in immagine I' ardore, che gli all'i:

corch sempre cara, presenza del padre,


gli

ma

a riverite

la

Maest dell'imperatore,

esprimono
gli

guarentigia suprema d'ogni lor sicurezza


presente e d'ogni ben avvenire, inespu-

presa,

sono dattorno, e fanno a chi pi


ier sera

festeggiarlo, a chi pi benedirlo. L'ospite

gnabile rocca che sola pu rendere vani


gli sforzi della

augusto ebbe

il

commovente
l'eccellen-

cospirante anarchia, sola

spettacolo d'una scena, per cosi dire, domestica.

Erano ad incontrarlo
il il

munire la crescente prosperit di Venezia. La M. S. discese, fra le ovazioni del


popolo,
a'

za del nostro governatore,

nostro luoil

giardini del palazzo di corte.


s.

gotenente,

podest,
le

il

delegato,

ve-

La

nerabile clero, e
ci vili.

autorit primarie e

Migliaia e migliaia di gondole, quanla


il

tunque a mezza
quella, dov'era

notte, circondavano

Marco, illuminata a gioruna pioggia sottile, era zeppa d'ogni classe di cittadini ; un battere universale di mani, ripetuto pi volpiazza di
no, nonostante
te,

pegno prezioso, a cui tutti volgevano avidamente lo sguardo, per cui tutti cuori in quel punto battevano, e traducevano in alto la comunanza del lor sentimento col fremito degli evviva e col suon delle mani. Al giubilo universale del popolo veneziano partecii

esprimeva vivissimo il desiderio del pubblico di contemplare l'aspetto del suo Monarca. Differendo a miglior tempo i
particolari delle affettuose dimostrazioni

fattegli
ni,

anche da'vicentini
gli

e da'

padovas gli

trascorsivamente diremo
s

come
Se
la

uni,

altri

gareggiassero in prove

pavano pure

altri

popoli, rappresentati

della pi divota osservanza.

prima

dai loro consoli, intervenutivi.

Una ban-

da cittadina salutava coli' inno dell' impero il monarca, mentre egli saliva sul
proprio legno. Si udiano, per bocca
lettanti
di di-

venuta dell'imperatore a Venezia inaugur, come allora scrivemmo, un'era nuova di conciliazione e d'amore tra il principe e
il

artigiani, cantate

alcune

delle

un nuovo patto
loro, questa

popolo, suggello indissolubile di di pi stretta alleanza fra

nostre arie pi belle, e g oziosissimi eori

seconda apparizione del Sire

86
ci

YEN
Cattolica, serie
unisce alla sagra persona col

VEN
2.*,
1.

lega pi inlr'msecaroenle all'animo suo,

12, p. 107.

La

ci

nodo pi

festa solennissima fatta in

Venezia, cit-

arcano e pi santo, che unisce il padre a'suoi figli". Quindi la medesima Gazzetta di Venezia descrive le poche ore passate in Venezia dall'imperatore Francesco Giuseppe
di
I,

t nobilissima e per munificenza d'illustre e ricco

municipio ordinata, fu diretcappuccini dell'isola della

ta da' rr. pp.

la

sua visita

al

campo
;

Giudecca, operosi, zelanti e industriosi e pel concorso aiutata di cittadini caldissimi veneratori di Maria ss., riusc certamente una delle pi belle solennizzatesi in Italia. Il superbo tempio eretto dal Palladio, fu con tanta profusione di preziosi drappi ornato, che del solo da-

Marte, ove comand


posto militare di

gli esercizi
s.

quel-

la del
la

Giorgio

quel-

all'Arsenale e alle sue ofuciue,

alla casa delle Zitelle, al

non che tempio del Re-

dentore,aU'ora torio maschile de'Gesuati, al femminile delle Terese, alla scuola di


Rocco,alla chiesa de'Frari,ammirando e lodando il monumento di Tiziano; e la
s.

masco
vi

in seta tremila braccia, e del vel-

luto e dell' altre stoffe pi di

ottomila

sua partenza pel porto di


incessanti applausi
il 1
i

Malamocco

d'ottobre.

fra

abbisognarono a fregiarlo. Fra torcliioni, ceri e candele onde componevasi


splendida illuminazione del tempio, furono in tre d consumale fino a novemila libbre di cera. Molti gli ordini de*
la

In

Venezia fu ranno

855 comincialo con

nuova

dimostrazioni di tenera divozione per la gloria della Regina del Cielo, progredito e quasi terminato col flagello colerico. Nel voi. LXXIII, p. 4 2 e seg.
narrai quanto precedette,
segu
la

cittadini

che
la

si

nerare
lennit

la ss.

recarono in ischiere a veVergine uel tempio: numevescovi e


prelati di

rosissima
:

processione che apr la soi

accompagn e

parecchi

definizione dogmatica, in Vatidal regnante

vario ordine secolare e regolare che de-

cano promulgata

Papa Pio

corarono

la festa

innumerabili

sacer-

IX; ed a p.g4 accennai come fu festeggiata in Venezia nella basilica di s. Marco importante l'8, il 9 e il io febbraio.

doti che offersero in questo triduo a

Dio

bella e edificante descrizione della

zetta diVenezia) riprodusse

il

n.

Gaz4 2 del

benedetto l'Ostia di pace nello splendido tempio elegantissimi i Ire discorsi recitati da tre de'pi distinti oratori d'f:

talia

folte di

sceltissimi sonatori e can-

i855. Qui poi aggiungo, che tra le altre chiese che solenruzzarono il memorabile avvenimento in Venezia, vanno ricordale: s. Michele di

Giornale di

Roma

tori le

quattro orchestre innalzate nella


:

chiesa

molte

le

pubbliche testimonian-

ze di sagro tripudio date

da tutta

la cit-

t con luminarie, archi, festoni d'arazzi,

Murano
e

in isola, in cui ne'giorni

22

aprile, da'

20, 2 minori osservanti rifor-

fuochi d'allegrezza, poesie stampate, concerti di

musica

insomma

ne'giorni

r,

mali fu celebralo solenuissimo triduo, e n' a stampa la descrizione, colla Lette-

ra al conte Tullio Dandolo, del cav.


Filippo Scolar,\ enezi tipografia Antonelli i855; e l'altro tempio francescano del ss. Redentore, nel quale, minori
i

12 e i3 maggio, Venezia volle apparire maggiore di se per offrire allaVergine Immacolata onorevole e degno ossequio d
filiale

piel".Riporl poi
a

la stessa

Civilt

Cattolica,

3.

serie,

t.

1, p.

588. Con

due brevi
di

spediti l'uno al ven. patriarca


l'altro agli arcipreti, presidi,
le

cappuccini, parimenti celebrarono un

tri-

Venezia,e

duo solenne
merit
la

2 e 1 3 maggio,che pure religiosa descrizione colla Let1' 1


1
, 1

sindaci maggiori e componenti

IX conil

gregazioni del clero di quella


to

citt,

Saudivo-

tera al conte Francesco

M* Torricelli,

Padre esprime

la

sua
i

letizia

per

la

del cav. Filippo Scolari, Venezia i855


tipografia Perini. Si legge nella Civilt

tissima festa con che

detti illustri
in
s.

per-

sonaggi solennizzarono

Maria For-

VEN
mosa
fetto
la

VEN
cieli*

87

dogmatica definizione
essi

Iraaf-

di onore,

partirono
t>,

per Venezia la
3 pomeridiane ne pi splendido.
pensiero

mncolata.Si rallegra inoltre del di voto

mattina de'2

che

alle

che sa nutrire
la

verso

la

supre-

festeggi l'arrivo nel

modo

ma

Sedia di Pietro, confortandoli a calgloria di

Dopo

ricevimenti

ufficiali, r.

deggiar

Dio e

la

salute del-

del Sire, fu quello di provare co'fatti


egli venisse

come

l'anime; rende loro grazie d'un elegante

portatore di larghezze e di

volumetto

di poesie
la

che a sfogo di didi

grazie. Perci a'

28

fu dato

un decreto
le

vozione verso

Madre

Dio diedero

pel quale nell* intento di alleviare

alla luce in quell'occasione e di cui pre-

sentarono copia allo stesso Santo Padre".

conseguenze de'luttuosi avvenimenti degli anni 1 848 e 849, e porre le comuni


1

Poco prima erasi manifestato il micidiale morbo, che con diverse fasi, senza grandi siragi, accompagn il resto dell'anno.

di Venezia,

Verso

la

fine del

856 l'imperatoI,

re Francesco Giuseppe

ducia volle tornare a visitare

con nobile fiil suo regno


dalle

Borano, Malamocco , Murauo, Chioggia e Pelestrina in situazione di poter regolare la loro economia interna, dissestata per quegli avvenimen" condona vasi alle medesime, Venezia ti
e

a'comuni dell'Estuario

in via di gra-

Lombardo- Veneto, accompagnato


lisabetta

zia la

somma
1

tuttora residua di austria(fatto

graziedelladiletta moglie l'imperatriceE-

che

lire

3,052,800:29, del debito

Amalia

di

Baviera,preceduti dal-

nell'ultima repubblica e gi discorso) di

l'incinte arciduchessaSofia loro


nita, di
la

primoge-

austriache
contratto,

nuovo manifestando apertamente


i

benigna intenzione d'obbliareil passa-

nale in

lire 13,230,021:91, da esse onde cambiare la carta comuviglietti del tesoro ". Quindi a*2

to,

auimare

popoli alla speranza e alla

fede nel loro monarca, di consolare

un
i

dicembre, anniversario del suo avvenimento al trono , il giovane imperatore


volle cancellare ogni reliquia delle deplo-

gran numero

di famiglie, di

avvalorare
i

fedeli sudditi, di affezionarsi

titubanti,

rate vicende de'precedenti anni, e perci

di vincere colla
gli avversi.

pi.

franca generosit

L'imperatore e l'imperatrice
e

<{uindi, trovaronsi quasi

famiglia;

ad una festa di veramente furono accolli dalle popolazioni del Veneto e del Lombardo con affetto filiale e superiore all'espettativa. Venezia diede I' esempio Chioggia, Padova, Piovigo, Vicenza, Verona, Crescia, Bergamo, Milano, fecero a
,

con decreto si degn condonare, per atto di grazia, interamente la pena a 70 condannali per alto tradimento o per altre azioni criminose contro l'ordine pubblico".

Con

altro decreto lev


politici del

sequestri

regno Lombardo-Veneto, sulle loro sostauze imposti


de'profughi

a'i3 febbraio 1 853; autorizzando il feldmaresciallo Radetzky anche per 1* avvenire, a decidere sulle istanze de'profu-

gara per accogliere degnamente


leresco Sire e
la

il

caval-

graziosa Sovrana. Alle

ghi politici per

impune

ripatrio

e per

tante grazie concesse coll'imperiale per-

aggiunse

messo dal conte Radetzky, moltissime ne la magnanimit e clemenza dell'augusto monarca, ed inoltre volleessere istruito in ogni parte dell'amministra-

riammissione alla cittadinanza austriaca, in quanto l'avessero perduta, e ad accordar loro l'implorata grazia, qualora i
supplicanti promettano, mediante
reversale, di comportarsi
diti leali

una

ognora da sud3. decreto poi

zione pubblica. La Civilt Cattolica, serie 3.',t. 4 riferisce i particoP- 7^4 e lari, che in quanto a Venezia ora ripro-

fedeli ".

Il

contiene

un

atto di munificenza ad

un

tempo
di
s.

e di cristiana piet verso la basilica

duco. A'

20 novembre

856

l'impera,

tore e l'imperatrice giunsero in Trieste


aecolli

perire

Marco, che ne abbisognava. Per sopdunque alla necessit di maggiori


mostra vansi indispensabili pel

con dimostrazioni d'esultanza

lavori, che

88

V E N
a
di fiorini

ve
se stesiti, ornati

ristami del patriarcale tempio, accord

esternamente

di

va-

un imporlo annuo
ina cessasse
di

ventimila.

E qualora, nel corso degli


essere

anni, tale

som
in

ghe e ricche tappezzerie, si riempivano di una moltitudine infinita, quale assai


pochi ricordano l'eguale. All'ora
istessa le

per intero o

parie a ci necessaria,

ordm che

l'intero

LL.

MM. avevano

la

degnazione

di

con-

imporlo o
zato in
la

il

sopravanzo

fsse capitaliz-

dursi nella regia loro gondola al palaz-

aumento dell'ut tuale sostanza delmedesima basilica Marciana, e che dovranno gl'interessi relativi essere impiegati sempre per la manutenzione del fabbricalo
sione
clella

zo della nobile famiglia Balbi, scella all'alto

onore

di ospitarle, affinch dal


tal

pog-

ginolo, ch'era stato a

uopo pomposa-

chiesa slessa. Cos

la

conces-

mente addobbato, potessero riguardar comodamente ambi due le braccia del


grande Canale, e godere
parie
la patria festa.

perpetua.
a p.

annua de' 20,000 fiorini divenne La Gazzetta d Venezia^ ri1

cos in

ogni sua
le

Al loro affacciarsi
l'inno
le

prodotta a\Giornale di Roma del


1

856

musiche bande suonarono


riale, e l'esultante

impe-

i'r>.,fa l'elegantissima

narrazione
olfer-

popolo

salut con

del grandioso spettacolo popolarti e pro-

ripetuti clamorosissimi evviva,

onde fu

prio solo di Venezia, della


ta a'7

Regata

lietamente e sotto sovrani faustissimi auspicii

dicembre dalla
il

citt agli

augusti

inauguratala singoiar lotta che a-

sovrani, per tributare al generoso largi-

toredi lauti beuefizi

pubblico omaggio

della sua riconoscenza.

rarono nel ne che fecero splendido corteggio agl'imperiali coniugi nel loro

Quindi si ammiCanal grande le peote e bissoingresso, ricom-

nimosamente,ma pacificamente altres, andava sotto loro sguardia combatterti. Se il tempo e lo spazio ce lo consentissei

ro

vorremmo

seguire passo posso

la

voga

affannala de'rivali gondolieri;

vorremmo
il

descrivere questi novelli giuochi Olimpici,


i

parendo
li,

le

peote Giovanelli, Papadopo-

di cui giostratori

hanno per arena

e quelle dell'arie Vetraria e del


lo

Com-

mare, e per anfiteatro una


ca, piantata quasi

citt magnifi-

mercio,

bissona Treves d'una ricchezza


la

per prodigio sull'acqua;


al

ed eleganza squisita,
le dell'Anlouelli

tipografia natau-

vorremmo diffusamente narrare come


dato segnale
le

le

barche de'Napoletai

leggerissime e a poca divisibili

in e dei
ni

Chiozzolti che Ira' canti e

suo-

stanza appena

barchette

si

slan-

lanciavano prodigalmente e confettu-

ciassero alla nobile gara, gara della forza e delia destrezza

re ed aranci a'pi vicini


altre tutte

ed a'lontani,e

le

insieme congiunte,
,

che si avevano in quell'incouIlio ammirate: ed a queste altre se ne aggiunsero, sfarzosamente e con buon gu.slo fornite, tra le quali una margarota,
graziosa barchetta vogala da
ri

ma

gara innocente che non ha pericoli


gli

peroni debbano sempre trepidare


tatori, e

spet-

vittoria.

che dona pura e incruenta la Se non che, lasciando ad altri,


.

6 rematospagnospet-

e specialmente a'poeti,
rie de' vincitori, noi

il

cantare
ii

le

glo-

abbigliati bizzarramente alla

compiendo

grave

la.

Intanto

il

Canal grande, questa via

e onorevole uffizio di scrivere la storia,

unica, cominciava a presentare

uuo

tenteremo,

se l'ingegno e le parole

ci

ba-

tacolo sorprendente, indescrivibile.


nestre,
edifizi
i

Le

fi-

steranno, di descrivere un
colo, quello delle

nuovo

spetta-

pogginoli,
lo

le

rive degli stupendi

che

fiancheggiano, e che formar

vazioni che

no l'ammirazione dello straniero, il quadopo aver compito il giro d' Europa , dee confessare di non aver mai veduto
le,

clamorose incessanti opopolo entusiastato e commosso consagr agli augusti so via ni, qua riil

do

finita la lotta

si

degnarono

di

scende-

re nella galleggiante municipale, ove fu-

nulla di simile, perch,


bito scrittore, J'euezia

come

dice u\\ for-

non somiglia che

rono ossequiosamente accolti dal podest co. Correr, ch'ebbe l'onore di accampa-

v e
re in trionfo fecero da
ilei

V E

89

guarii nella corsa, che, porta li quasi a di-

1837. Soggiorno delle IL.

MM.

I. li.

un capo all' altro gran Canale. Non v'era fondamenta,

A. Francesco Giuseppe
ta

I,

ed Elisabet-

non riva, non il pi piccolo spazio che non fosse occupato e gremilodi genti avide di contemplare beuignissimi princii

Amalia nelle provinole Venete, ed Omaggio delle scuole Reali, inferiori ed


elementari. Tip. editrice Anlonelli, Venezia

1807. A

p.

09 delGiomale di
1807
in

Roma
let-

pi,

quali sul dinanzi della prora ricamdi

del

18J7

si

riporta l'onorevolissima

biavano

graziosi saluti

le

grida di
i-

tera scriitaa'28 febbraio

Milano

plauso che mille e mille voci ad ogni


stante ripetevano.

dall'imperatore, al fe!d-marescial!o l\a-

il

sesso gentile,

che

delzky, colla quale ricolmandolo di alte


lodi, esaudisce le

numeroso
gior parte

e leggiadro occupava in
le

maggran

sue istanze, per essere

finestre e pogginoli delle cail

esonerato nella tarda sua et dal governo


del regno

se e dei palagi che prospettano

Lombardo-Veneto, ponendo a
il

Canale, coll'mcessante agitar de'fazzoletti

sua disposizione
altri

palazzo

di

Str

ed

accompagnava
folla

plausi che la sottoposta

palazzi imperiali;

non che

la lettera

riale.

all' eccelsa coppia impeEra una scena, la cui sublimit pu essere sentita e compresa ma non con

tributava

nello stesso giorno indirizzala all'arcidu-

ca fratello Ferdinando Massimiliano, codella marina, nominandolo governatore generale del regno Lombardo-Veneto, per dare a' sudditi

mandante supremo

adeguale parole descritta. Sul ponte


Uialto.chegigaute torreggia attraverso

di
il

Canale, sulleampie fondamenta o riveche


gli
ii

una prova particolare dell'assidua


nella distinta avvedutezza da lui

sol-

sono

di fianco, la calca era si ftta

che
e fu

lecitudine pel benessere loro, confidando

muoversi era quasi impossibile;


la

ognora

qui dove

popolare esultanza non ebbe


in

spiegata .. .di munirla


sentatile
in

come mio rappre-

freno a disfogarsi
gate acclamazioni.
s(esso tripudio,

fragorose e prolun-

uV necessairi
di
in
al

poteri, alfinchsia

Da
gii

per lutto era lo


la

grado

condegnamente adempiere
questo regno, di vegliare
regolare e giusto andaalla

da per tutto

gente era

tale

mandato

accorsa a festeggiare

augusti sovrani,
'punti estremi
stazione del-

efficacemente

ella vi era accalcala sino

mento, non che


ne degli

pronta pertrattazio-

del gran Canale presso alla


ia

all'ari in

ogni

ramo

della
i

pubbiso-

strada ferrata, ove

la

societ concessio-

blica amministrazione, di rilevare

naria fece con lauto spendio innalzare un

gni in lulto ci che concerne lo svilup-

moresco libero, del quale avremo motivo di tenere ad altra occasione pi lungo discorso. E come il principio tale fu il termine del corso succeduto alla Regata, mentre le ovazioni non ebbero tregua se non quanmagnifico padiglione di
stile

po intellettuale e materiale del paese, e prendere a tempo debito ed energicamente l'iniziativa rispetto a quelle misnreed
istituzioni atte a soddisfarli.

Ella

risieder alternativamente a

Venezia ....
l'imperatore

la

Milano e cui prosperit mi tanto

do, verso

il

tramonto,

la

galleggiante

ri-

a cuore ". Inoltre e

condusse
periale ".

le

LL.

MM.

alla residenza

im-

Descrissero

questo trionfale

Fior cV Absburgo in Italia ,ossja completa relazione del viaggio delle Loro Maest apostoliche l' imperatore Francesco Giuseppe I, e l'imperatrice Elisabetta Amalia ne' loro dominii Italiani, negli anni 1806-1857. Tipoviaggio:
grafia editrice fratelli Centenari,

contemporaneamente nomin il generale d' artiglieria Francesco co. Gyulai, comandante della 2.* armata, e generale comandante nel regno Lombardo- Veneto, nella Carinzia, Carinola e nel Litorale. Pel

con-

seguente allontanamento dell' arciduca Ferdinando Massimiliano dalla sede ufficiale del

cornando supremo della mariin

Milano

na Trieste, rimanendo

questa lo stes-

90
so

VEN
comando
sotto la direzione del viceti

V E
cogli occhi

81
,

propri

confessano canditra noi (di-

ammiraglio barone deBujacovich ad Uttus del comandante supremo, dispose l'imperatore la sfera d'azione del medesimo arciduca fratello. 11 n. 83 del Giornale di Roma dell'aprile 1857, contiene poteri e le attribuzioni del nuovo governatore generale. Recatosi a Venezia dopo la met di ottobre, l' arci* duca con P arciduchessa sua sposa, si pubblic: Altamente lieta questa citt per ilfausto arrivo degli augustissimi sposi S. A. I. R. l'arciduca Ferdinando Massimiliano e l'arciduchessa Carlotta, festosamente dettava questi carmi edin segno di umilissima devozione Meli

damente
ce
il

essere tanto

mutato

corrispondente del

Lombardo- Vepubblico,

neto a detta Civilt)

lo spirito

che non rimane pi. se non che (polche rara ed impotente favilla dell'incendio del 1848. L'opera del rinsavimcnto non certo pienamente compita, ma va ogni
giorno perfezionandosi. Clemenza e perdonogenerale,assoluta dimenticanza del
passato, saggia amministrazione, provvi-

de

leggi, rispetto alle legittime tradizio-

ni della

nazionale grandezza, tendenza a


le classi sociali al-

riunire nel bene tutte

l'ombra del principato, tutte


aperte
all'

le

carriere

ingegno accompagnalo dalla

clu'orc
le

LL.

Fontana tipografo e litografo alA A. IL RR. li consagra. Tipocon-

lealt del carattere e dalla

eminenza del

merito, libert amplissima e

buon meri

grafia Fontana, Venezia 1857. Di sopra


in diversi luoghi celebrai gli augusti

cato di comunicazioni nell'interno e coll'esterno,

iugi,

85, narrai, come prima di recarsi l'arciduca a Brusvoi.


p.

enei

LXXXV1,
la

sono benefizi che popoli apprezzano e riconoscono. Aggiungete nel-

l'arciduca una
gliosa del bene,
ta,

selles

a sposare
si
il

reale principessa,

da

mente perspicace e vouna volont determinabenefico, ed in-

Milano
visitare

port a'3o giugno a Pesaro a

un cuore veramente
il

Papa che regna e ricevete le sue benedizioni inaugurando cos uno de'pi solenni momenti di sua vita; par,

perch del nuovo indirizzo dell'opinione pubblica. Alcuni giornali


tenderete
nostri e forestieri indirettamente o diret-

tendo quindi

il

Pontefice per Bologna


gli

ove giunto ricev eziandio


provincie venete, inviato

omaggi

del conte di Bissingen luogotenente delle

ad hoc dall'im-

peratore d'Austria, del sullodato conte

tamente censurano il governatore arciduca per avere introdotto nella sua corte un lusso cb'essi dicono eccessivo. Ma da notare, anzi tutto, che egli ha dallo stato la somma d' un milione duecento mila lire all'anno

Gyulai, e de'consoli francese e pontificio


di Venezia,

da spendere: inoltre

egli

come

notific

il

Giornale di
regno

Roma, "Dei resto, Lombardo- Veneto

sull'arrivo nel

dell'arciduca Ferdi

nandoMassimiiiano e della sua sposa l'arciduchessa Carlotta Amalia principessa del Belgio, anche nella Civilt Cattolica de' 3i ottobre 1857 se ne descrivono le
solenni accoglienze fatte agli augusti prin
ci pi

pu quindi, sen* za inconvenienti, mantenere la sua corte in un lustro veramente reale. La sua generosit poi e la sua splendidezza non
assai ricco del proprio, e

possono che giovare

alle arti

ed all'indu-

stria nazionale, sia direttamente, sia col-

l'eccilamentocomunicalo da quell'esempio alla classe nobile e signorile. I danni cagionati tra noi dalla rivoluzione alle
arti

da'municipii e dalle popolazioni, sin

cera espressione del sentimento


eguali furono

comune.
Milano

ed alle lettere sono incredibili ....


lunghi annidi miserie e di stene le lettere

A Trieste, a Venezia, a Verona, a


le

Dopo 10
ti,

testimonianze dell'amo-

le arti

hanno d'uopo

d'u-

re e della riverenza de' popoli, e della

na mano
e
le

forte e generosa che le sollevi

piena soddisfcizionede'giovani eccelsi sposi.

rianimi.

Que'forestieri che s'accertano de'fat-

a Venezia,

La strada ferrata da Milano dopo 11 anni, finalmente

V E N
compita, essendo stata aperta
d per
sin dal
i

V E
2
ripreso

H
agosto

91
e florido
la

moto

d'

un crescente
1

ottobre. L'arciduca partito da parecchi

progredimento. A'2
scita

i858

na-

Venezia in compagnia dell' arciduchessa sua sposa. Egli vuole acquistarsi V amore de'suoi amministrali, per ottenere il quale intento non lascia sfuggire veruna occasione favorevole". Infatti, tosto se ne giov. Imperocch recatosi l'arciduca governatore nel 858 a Vien1

a Laxenburg
lieto e

presso Vienna, del

principe ereditario Rodolfo Francesco, fu

cagione di
tutta la

vero giubilo,
cos

come

in

monarchia,
le

pure nel

Lom-

bardo- Veneto,dove interpreti de' voti del


popolo,
ciali e

congregazioni centrali, provine le congratulazioni del pae-

municipali deposero a'piedi del tro-

na, ne'3 mesi del suo soggiorno presso

no

gli

omaggi

l'imperatore
del regno

fratello, a

seconda della sua


affid
il

ingiunzione allorch
scere

gli

governo
ricono-

Lombardo- Veneto, di
il

avvenimento anche con molte opere di carit, da'municipii e da' privati. Iu Venezia a' 22, anniversase; festeggiandosi V
rio g.

bisogni del paese in luttoci che

memorabile

della cessazione del

ne concerne

progresso intellettuale e

suo stato penoso, a ringraziare Dio dell'esaudito fervido voto del paterno cuore dell'imperatore Francesco
le
li,

materiale, e di prendere a

tempo

valida-

mente
menti
fatti

1*

iniziativa

rispetto a' provvedigli

Giuseppe

I,

alti
i

a soddisfarvi, espose

studi

cariche di corte, tutte

le

autorit civi-

ed

bisogni.

Avendo

l'arciduca con,

militari, ecclesiastiche, le pubbliche


si

sultato le congregazioni del regno

esa-

rappresentanze,

min

poi egli stesso lo stato dell'ammini-

basilica patriarcale di

adunarono nella regia s. Marco, pel solenil

strazione, scoperse abusi,


gni, pens a riforme, e

conobbe bisodopo un anno di ponderazione, rec egli stesso al monarca


le

ne canto del Te Dcum, e quindi


di Bissingen

conte

luogotenente, ricev ne'suoi


gli

appartamenti
esultanza. Nel

omaggi

della generale
fu

sue proposte per

il

bene del suo popolo.

medesimo i858

pub-

dopo esame, l'imperatore a' 16 luglio 858 ordin quelle molte importanti disposizioni e miglioramenti amminiIndi,
1

blicato dalla tipografia Antonelli: Rego-

strativi,

che raccontai superiormente

ai

propri luoghi, sia sulla giusta proporzio-

ne di perequazione sull'imposta prediale


nel regno

lamento organico della societ di mutuo soccorso de 'maestri e delle maestre elementari della provincia di Venezia sotto la protezione di s. Giuseppe CalaSanzio. Questa istituzione gi sistemata.
Di quella di Milano, copiosamente ragio-

Lombardo-Veneto, sia per la riforma dell'accademie, per dare un pi


disegno, fulgidissima glo-

na
zio

la

Cronaca di Milano
il

del cav. Igna-

sicuro indirizzo e una piti vigorosa vitalit alle arti del

Cant,

quale

n'

benemerito presi

sidente e promotore. Delle anteriori coudizioni di simili maestri,

ria d'Italia, sia in

vantaggio de* medici

legge

cidi

eh.

condotti, sia per facilitazioni negli obbli-

un commovente arghi di coscrizione, sia per animare l'opeticolo: // Maestro di campagna, nella re grandiose in corso, compimento della dispensa 2/ dell'anno V della Cronaca. rete di ferrovia, la copia d'acqua potaInoltre nel i858 si pubbli: Quattro bile in Venezia, e quanto altro contiene Jiori di Matrone veneziane, Polissena
encomiato
scrittore

l'ammirabile circolare dell'arciduca governatore del regno, precipuamente a

vantaggio delle due capitali Milano e Vea nezia, la i. ricco centro di un'operosit
a

intellettuale e pratica, la 2.
ti

bella di ar-

Moccnigo, ElisaMaria Bonfadini Porlo } Margarita de Susani Re* vedili) presentali alle faustissime nozze Marcello Zon, da Lazzari Giuseppe.
Contarini,
bella Michiel Marlinengo,

Damala

monumenti, come citt commerciale e marittima, onde prosperino vieppi nel


e

Dalla Costanza di Riese, nell'ottobre del


1

858. Egli questo l'auspicatissimo ma-

9i

EN
cesi di
l'

EN
al
il

(rimonto celebrato dal nobilissimo e degnissimo Alessandro Marcello attuale pdesta di Venezia, e nel ricordare
ele-

Ceneda. Quanto

preciso

loro

titolo nazionale, presso

romano sagro

gante libro cbe


intendo unirmi
bile

lo solennizz,

lietamente

Tribunale, mi diressi ad autorevole personaggio, ch'era in grado di siperlo ; ma

alle piti affettuose e rive-

uomo,
parisco
altro.

fu inesatto, e tale perci vi coni

renti felicitazioni, rassegnale al rispetta-

ed egregio primo magistrato civico d'una Venezia, la quale non deve mai

Gazzetta di Venezia de'4 marzo del corrente i85g, riferita dal Giornale di Roman p. 222,
c'istruisce del gas portatile recato a Ve-

nominarsi senza lode. La

nezia,

non senza aversi motivo

di

cre-

dere, che l'illuminazione del gas porta-

tde

stia

per essere in breve introdotta

io, nel citato luogo, anche per Imperocch dissi mg." Flir uditor re per Venezia, e mg. Nardi uditore per Melano. L'emenda vado a riferirla. Intanto comincio dal correggere, l'aver ivi r detto mg. Serafini passato perla 2.* di tali nomine dall' uditorato Milanese al Ferrarese, mentre venne trattalo al vacante uditorato d'Aragona, col consenso della corte di Spagna. Ci premesso,

nelle provincie venete, ed in particolare

e dovendosi tener presente l'articolo

U-

a Venezia, e che l'impresa trovi ormai favorevole accoglienza presso

ditori
to che

di
l'

gran nu-

Nota, primamente rammenuditore per la Germania du-

mero de'consumalori. Il gas portatile un estratto di schisto bituminoso, detto Boghead, che trovasi uella Scozia, ed
ha
ia

r sino
se
l'

a! 6 agosto 1806 in cui si sciolImpero Romano-Germanico; 1' wditore di Venezia, dur sino alla cadu-

propriet di fornire un gas d'

un

ta

dell' antica
i

e gloriosa

repubbblica.
investiti del-

potere illuminante circa tre volte superiore a quello del carbon fossile.

Per due

prelati che

erano

Compub

l'uditorato nazionale, continuarono a se-

presso poi entro adatti

recipienti,

dere nel sagro tribunale

della

romana

rappresentare un volume molte volte

maggiore

di

gas ordinario; per

il

che
ri-

reso possibile e f icileil trasportarle con-

servarlo nelle abitazioni private, cou

Rota finch vissero o fino all'occupazione francese di Roma del 1809. Altrettanto avvenne all' uditore per Milano. Ricomposte le cose politiche, ricuperati
dall'imperatore d'Austria
talia, egli nel
i

sparmio dell'ingente spesa

di canalizza-

suoi stati d'Ial privile-

zione sotterranea. Considerevole n' futililnelle vie poco popolate distanti dall'

181 5 rinunzi

officina di fabbricazione, nelle

piccole

borgate, negli stabilimenti

isolati,

ovun-

nominare e presentare alla s. Sede V udito re per Venezia, e nomin per Vur di lo rato dell' Impero d* Austria mg.
gio di

que

in

somma

lo stabilire,

mantenere, ed

Carlo Odescalchi,

il

quale tutta volta, in

alimentare un sistema di canalizzazione

uno

a'di lui successori, eziandio

vennero
i.

importi una spesa non proporzionata.


In quest' articolo, consagrato a

quasi riguardati uditori veneti-milanes

Ve-

Mi

veramente per Milano, pr Longonotai nel citato ar-

nezia, essendo
civili

una

delle

due metropoli

bardo (perch come


ticolo,

ed ecclesiastiche del regno Lombardo- Veneto, per ragioni di storia e di rapporti, v' intrecciai

coll'eruditbsimo milanese Piazza,

l'uditore nazionale era per tutta la

Lomluogo
super-

non poche notizie riguardanti la metropoli Milano eia Lombardia, come nel voi. XCU, p. 4 22 l v ho riferito la nomina di due prelati Ur ditori di Rota, mg. Luigi Flir di Landeck nel Tirolo diocesi di Bressannone, e mg. Francesco Nardi di Vazzola dio-

bardia),

Papi d'allora

in poi

nomina-

rono un prelato romano o


del proprio stato.
fluo,

di altro

Non

riuscir poi

che ancor qui meglio ricordi come

a proposizione fatta nel

i56o

in conci-

storo dal celebre milanese cardinal


roui,
il

Mo-

Papa Pio IV

(e

non V, come per

VEN
fallo

ve
t.

ri

93
f

tipografico

si

legge ap. 142 nel

1,

di esso

progrediva
:

a)

suo termine, m'in-

delia bellissima opera,

Milano

il

suo

sorse

Territorio,

ivi

amore

alla

comune

impresso nel 1&44) P er patria Milano, e per

dubbio se realmente mg. Flirei a uditore per Venezia, ed in conseguenza,


se era stato ripristinato l'uditorato

na-

essere gi

appartenuto a quell' insigne


privilegio della du-

collegio di dottori o nobili giureconsulti,


a questo concesse
plice
il

zionale veneziano j e le mie pazienti ricerche, produssero le narrate indispensabili

rettificazioni).
dell'

m Nella chiesa di

s.

nomina

e pi espilazione di tre dot

Maria

tori, sia
sia

per l'uditorato di Rota nazionale,


doversi scegliere dal suo seno an-

per l'avvocato concistoriale nazionale


il

(oltre

Anima, furono fatti solenni r funerali, per il defunto mg. Flir uditore di Rota per V Impero d'Austria, Gli Em.i signori cardinali Rauscher arcivescovo di Vienna, e Reisach. S. E.
il

co

il

patrio arcivescovo: di pi Pio

IV

sig/

ordin

1'edifizio pel collegio in piaz7a de'

ambasciatore
stria, e S.

di S.
il

Mercanti. Dal ceto medesimo, il sovrano o governatore di Milano, nominava un regio luogotenente, che finito Tanno pas-

E.

M. l'Imperatore d'Aur sig. ministro di S. M. il


mesta ce-

Re
e

di

Baviera, alcuni uditori di Rota,

altri prelati assistettero alla

sava vicario
del collegio

di

provvisione, cio prefetto


fra' dottori

o podest di Milano. Inoltre


si

sceglievano

le

principali

cariche; per l'amministrazione della giustizia,

civile e

generale, un vicario un criminale, un fiscale e consoli giudiziari). Intanto al venerando Odescalchi (V .) successero oWudlorato del-

un capitano

remonia, la quale ebbe termine colPorazione funebre detta da mg/ Nardi^ eletto uditore della sagra Rota, che porse un degno tributo di lode al compianto prelato ". Merit nitidissima stampa, sicco-

me

eloquente e dotta,

filosofica e religio-

sa, affettuosa e

commovente,

col titolo:

l'Impero d'Austria prelati Buspoli, poi uditore della camera, e de Silvestri di Rovigo. Questi elevalo alla dignit cardinalizia, il regnante imperatore Francesco Giuseppe 1, nomin e present alla s. Sede, uditori dell' Impero d'Austria
i

Elogio funebre di mg.' Luigi Flir uditore eletto di sagra Bota, recitato il 16

marzo
sco

85g

nella chiesa di

dell'Anima di Boni a, da

s. Maria mg* Fra ne e-

Nardi

Boia.

uditore eletto della sagra


il

Nello stesso mese,

tenente

ma-

(coll'assegno
fiorini pari
r

annuo
a scudi

pei

ciascunodi4ooo
r

mg. r mg. Flir, non vi detto pr Austria, u pr Germania, ma soltanto uditore


di

1900), mg. Flir e Nardi. Nella pontificia elezione di

Guglielmo barone d'Alemann, corpo d'armala, dalcomandante del l'imperatore venne nominato a comanresciallo

in

dante della citt e fortezza di Venezia, luogo del barone Lederei'. Di pi l'im-

Rota surrogalo al cardinal de Silvestri. Forse cosi venne praticato, per evitare osservazioni, quanto al titolo. Nel

peratore,avuto riguardo all'attuale stato delle divisioni di flottiglia in Italia, ap-

motuproprio

pontifcio per

detto uditore di R.ota do. Nondimeno


ficarono
i
i

mg. Nardi, pro-Longobar-

prov la riunione delle medesime colla denominazione, Comando delle flottiglie delle Lagune e de' Laghi Meditcr-

ranei^niwgoeU'ailwComandodellc
flottiglie delle

ministri imperiali quali-

Lagune e
del

del

Lago Magil

due

prelati,

Uditori di Bota
i

giore.

Il n.

69

Giornale di Boma de'


seguente

per l'Impero d'Austria, Riportano n. 55 e 67 del Giornale di Roma del 85g, che mg/ Flir mor a'8 marzo fra' conforti della religione (dovendo io ci notificare in questo articolo, per quantoavea riferito nel voi. XC1I, mentre la stampa
1

28 marzo 1859, riprodusse

ragguaglio della Gazzetta Austriaca, sulla organizzazione del regno Lombardo-Veneto. L'Austria ha ristabilito in
questi paesi l'antica organizzazione
nicipale ed ha lasciato sussistere
i

mu-

pei f-

94

VEN
nella

V
forma
e

EN
Lombaril

Ilota unenti introdottovi

delle finanze,
dia, nel

il

procuratore. In
il

che vi stabilivano maggiore regolarit. Questa organizzazione comunale creata ila Maria Teresa sussiste oggi nelle sue
parti principali. Garantisce al paese
tal

governo,

governatore,

vice-

presidente, tre segretari e un vice-segretario.


I

governatori stabilitine! paese hanla

Un

no non solo
ni

pi parte delle attribuzio-

governa mento che non solo

le altre

provincie austriache,

ma molti

slati

d'Eu-

ma ricevono il loro ordine dal governo generale, alla testa


amministrative,
del quale
si

ropa potrebbero invidiare al regno Lombardo-Veneto. Le leggi generali dell' Austria so. io in vigore in Lombardia, ma noti hanno mai pregiudicato alla nazionalit e
all'esistenza individuale del paese.

trova l'arciduca MassimiliaIl

no, fratello dell'imperatore.


tore generale riunisce in sue
le

governatutte

mani

attribuzioni d'un ministro particolare

Non

so-

della corona per questo paese: decide di


tutti gli affari,

lo nella pubblica istruzione e nel Tarn mini*

nomina
vaste
affari

e destina

g'

im-

strazione
del paese

si
;

rispettata la lingua e gli usi


il

piegati,

ha

attribuzioni, quan-

ma

governo non

di

razza

tunque pochi

siano sottoposti a'

tedesca. Nel
schi

supremo

tribunale, di tedeil

ministri a Vienna, che le sole disposizioni

non

vi

sono che due consiglieri e

riguardanti tutto l'impero,emanano per


il

procuratore generale. Nella prefettura


delle finanze vi

regno Lombardo-Veneto dall'ammini-

un

solo consigliere te-

strazione centrale.

La

slessa

situazione
fratello

desco, e nella procura delle finanze ues-

del principe governatore,


di S. M., gli

come

sun tedesco. Se consideriamo inoltre che moltissimi italiani sono impiegati nell'altre provincie austriache, vedremo che per gl'italiani la loro unione coll'Austria non ha fatto che aumentare la possibilit di distinguersi ne'posti importanti. Bastano questecifre per rispondere al rimprovero che si tolga la nazionalit. Se viene considerato inoltre il generale organismo del paese, vedrassi che una gran parte degli
affari correnti
tivi.

permette di agire pi liberamente nel paese che amministra, di quello che possati farlo gli altri governatori ".

Quanto

all'attuale

grave que-

stione italiana, inorpellata co'

pomposi e
rui-

splendidi paroloni di Nazionalit e lif

dipendenza ; a'timori d'uua guerra


nosa ed europea, con pericolo
stranieri padroni, che presto
di soggiacere alla balia delle sette
le

all' Italia

od a

farebbe-

trattala da organi eletL'amministrazione si trovata sempre e ancora si trova in mano degl'itaIl

ro desiderare

presenti, poich lo stesso

Gioberti temeva pi l'intervento francese,

che non
seguisse
alle

liani.

numero

degl'impiegati del regno

il dominio tedesco, qualora non una probabile sconfitta; in fine

in tutto di 7273, di cui 554 oss,a il 7 e mezzo per 100 sono tedeschi, se dob-

speranze della pace fondata nel congenerali desideri


la Civilt

gresso europeo che va ad adunarsi, se-

biamo giudicare
338o,
zia
di cui

dal loro

sta cifra, gl'impiegati in

nome. Su queLombardia sono


Vene-

condo
t.

ampiamente
,

ne ragiona
1, p.

343

tedeschi: nella

609: La

Cattolica^ serie 4 > Questione Italiana nel

sono 3g53, di cui 211 tedeschi. E questo rapporto lo stesso su tutti i gradi
della scala amministrativa. Nella provincia di Venezia,
i

1859,

colla confutazione degli

opuscoli

che ne trattano, e l'appendice sull'Organismo governativo degli Stati pontificii.

soli

funzionari tedeschi
il

Pi a
nel
t.

p.

657

V opinione
La

Italiana in-

sono, nel governo stesso,


il

governatore,

torno alla guerra d* indipendenza.


2, p. 5:

vice-presidente,
:

un

consigliere e

un

viil

sconfitta e la vittoria

ce-segrelatio

nel tribunale superiore


nella

nella terza riscossa Italiana.

presidente e

sei consiglieri:

procura

VEN
XXI. Serie de vescovi di Olivolo e di Castello, e de'patria re hi d Venezia.

VEN
Dalmazia
temente
e persino sull'arcivescovile

9* me-

tropolitana di

Zara,

fu in

lei

conseguen-

trasfusa. Ilqual l\lo\o i patriar-

i.

La

s.

Chiesa

di

Venezia, dichiara

il

ca, attribuito a'sagri pastori della chiesa di

sullodato suo dolto figlio e benemerito

Giuseppe Cappelletti prete veneto >* in ordine ad ecclesiastica gerarchia, quanto al suo titolo patriarcale, la prima chiesa dell' Italia subito dopo la suprema vSW/e pontificale diRomajbewche non lo sia in ordine a preminenza ne ad antichit; sotto il quale aspetto, la fistorico d.
t

tres di

Grado, derivato perci a quelli alVenezia, non di cos antica de-

rivazione siccome lo era negli aquileiesi


pastori. Esso anzi dalla residenza, che fa-

li

cevano questi nel castello di Grado; daldoppia serie de'medesimi allorch col titolo di Aquileia dimoravano gli uni
gli altri nell'altra citt,

nell'una e

pass

glia

primogenita dell'apostolica Sede,


la

la

come
di

in

consuetudine, sicch lo portaro...

prima dopo
vescovile di

Chiesa Piomana,

l'arci-

no entrambi indistintamente
patriarca deriv
a' pastori

Il

titolo

Ravenna
le

(V.). -N solamen-

gradesi a

te la prerogativa di patriarcale
la

Veneziana sopra

altre chiese

adorna me-

li,

poco a poco ed in tempi posteriori a quelin cui lo usavano patriarchi di Aquii

tropolitane d'Italia,

ma

l'illustra altres

l'onore, ridotto presentemente


plice

ad un sem-

se della

se

nome, xprimaziale sopra le chieDalmazia, Queste due luminoqualit, sino a mezzo il secolo XV, apalla chiesa di

Venon comprendeva in sulle prime, che il territorio delle due diocesi di Castello e di Grado; poi crebbe alcun poco nel 1466, allorch le fu aggregata Ir
leia.

Quanto

al giro della diocesi di

nezia, esso

partenevano
nezia allora

Grado: Veve-

soppressa diocesi diGesolo;e vieppi creb-

non era che un semplice


il

scovato, ristretto entro

giro della citt;

be nel 8 8, allorch per la soppressione delle due diocesi di Torcello e di Caorle,


1 1

anzi

neppur

tutta la citt entrava a for-

derivolle quasi tutto

il

territorio di en-

marne

la diocesi,

essendoch su alcune

trambe.
sua

Ed

in

quell'anno medesimo fu

pievi di essa

aveva giurisdizione libera ed


di

dilatata di

assoluta

il

gradese patriarca; edanzi nep-

gii risdizione;
la

molto anche la metropolitica perch ridotta a semplichiesa arcivescovile


f

pur
lo.

col

nome

Venezia denominavasi.

ce vescovato

me-

Olivolo diceasi da prima e poscia Castel-

tropolitana di
le diocesi,

Udine (V.)

e questa e tutte

Ma

soppresse aitine dal Pontefice Ninel

ch'erano suffraganee di questa

col

i45

r,

entrambe

le diocesi, la

medesima, vennero assegnate a suffraganeedi


se,
lei.

vescovile di Castello e la patriarcale di

Le

quali diocesi, oltre all'udine-

Grado,

sorse dall'unione di esse la

nuo-

va diocesi patriarcale, metropolitana, primaziale di Venezia. A questa nuova diocesi

furono Adria, che per l'addietro dipendeva dall'arci vescovo diRavenna, Ve-

derivarono tutte
i

le

prerogative

le

rona, Vicenza, Padova,Treviso,Feltree Belluno aeque prmeipaiiter unite, Cene-

giurisdizioni,
tra:

privilegi dell'una e dell'al-

da,Concordia,Emonia ossia
nell'Istria,

Citt

Nova
aV I-

quindi essa divent patriarcale, per-

Giustinopoli ossia

Capo

ch lo era la chiesa di Grado ; metropolitana, perch le furono aggregale le medesime sufhaganee di Torcello, di Chioggia, di Caorle, di Gesolo ossia Equilio, che dipendevano allora dalla metropolitica giurisdizione di Grado; primaziale finalmente, perch la primazia, cui la patriar-

stria,

Pola e Parenzo:

tuttoci in vigo-

re della bolla del r^ootefice Pio

VII

la

quale incomincia: De salute dominici gregis, deli. maggioi8i8. Bens le ultime


quattro chiese summentovate di Parenzo, di Pola, di

nia

soppressa

Capo d' Istria e di Emoed immedesimata colla


le

cale di

Grado godeva

sulla chiesa della

diocesi di

Trieste (V.),

furono

tolte

6
|)f>t lii

VE
ili

N
all'ar-

v l n
li

anni dpo, per assorellarle

volo e di Castello, e de' patriarchi


il

di
ri-

ci

vescovo

Gorizia (f

dine

le fu tolta

Parimente / nel 1847, perch venne


.).

Venezia, oltre

eh. Cappelletti,
di lui
i

la

portarono pinna
li,

seguenti.

Ughel

ristabilita nella

sua pristina dignit ar-

civescovile metropolitica.

Quindi che

169: Palriarcaius Ventilatimi Dalmatiac Prfntas, al


Italia sacra,
t.

5, p.i

s. Chiesa di Venezia continua ad essere patriarcale e metropolitana nel proprio MMO ecclesia-

nello stato odierno la nostra

cui

teli)

p, nel secolo
i

XVII, erano

sol-

tanto suoi suffraganei


le,

vescovati di Cani-

Chioggia e Torcetto. Corner, Notizie


e seg.

stico;

continua a portate
,

il

titolo di pri-

storiche delleChiese di J'cnczia e di 'Torce Ilo, p.


1

maziale della Dalmazia


l'

a cagione dele-

Cronologia storica dei


patriarchi di Venezia,

antico diritto, che su quelle diocesi

vescoviOlivolensi detti dappoi Castellani, e successivi

sercitava.

gid sono

Lesue sulfraganee adunque ogAdria (della quale per fare il


in

di Alessandro Orsoni , Venezia Picot-

vescovo l'ordinaria sua resideuza


vigo
nai),
,

Ro-

in tale

articolo

meglio ne ragio-

Ceneda, Cliiogga, Concordia (con


la

828. Strie cronologica de' vescovi Opatriarchi di Venezia, aggiuntavi la descrizione delle
ti
1

livolensi- Castellani e

residenza in Poi togruaro), Belluno eFeltre,

solenni esequie eseguite nella basilica

Padova, Treviso (che comprende


pure antica sede
".

di

s.

Marco per

la morte di

Sua Ec,

soppressa Asolo, e tra'suoi confini


tra
A' Eraclea),

l'al-

cellenza Reverendissima d. Pietro Ali'


re Ho

P ero-

na, Vicenza (V.)


nell' articolo

Noter, che narrai


la

Spalatro, che

sua sede

vescovile successe nella dignit a quella


di

Salona, metropoli
gli

di tutta

V Illiria,

Mutti patriarca di Venezia ivi 1857, tipografia Grimaldo. Stalo personale del clero della citt e diocesi di Venezia: Serie de' vescovi e patriarchi di Venezia (incominciando da'vescovi di

poi

arcivescovi, con approvazione de'


1

Malamocco

fino alla istituzione della sein

Papi, s'intitolarono dal

i55 primati del-

de Olivolense

Venezia), e di quelli a'

la Dalmaziat'iuM anche della Croazia

ma

perch

la

chiesa di

Zara,

distaccata

dalla metropolitana di Spalatro, fu essa

dichiarala metropoli e attribuita colle

quali successero j cio de' vescovi di Padova, alla cui giurisdizione le isole Reaitine furono soggette, secondo la pi volgata opinione, principiando das. Prosdo-

sue chiese su (fraga nee al patriarca di Grado, cos quest'ultimo fu costituito loro

cimo greco, discepolo del principe degli Apostoli s. Pietro,e<:Z Apostolo della Venezia; e de'vescovi d'Aquileia, che fu
la

primate, grado e dignit che col patriarcato pass al vescovo di Venezia, per a-

prima Chiesa d'Italia, cominciando dal


suo fondatore
s.

vere soggette

il

patriarca

ie

chiese della

Marco Evangelista,

de'

parte occidentale inferiore della


zia;

Dalmachie-

suoi arcivescovi a di quelli d'Aquileia in

che per rimase

al prelato della

sa di Spalatro l'antica

denominazione di primate della Dalmazia e della Croazia, per la giurisdizione che gli rest sulla
Croazia esopra parte della Dalmazia, giurisdizione e
nella

Grado, de'patriarchi d'Aquileia in Grado, de'patriarchi di Grado, e de'patriarchi di

Grado
i

residenti in Venezia. Inolvi

tre nello
strati

Stalo personale

sono regititoli

Vescovati del regno Lombardo,

della

grado che gli tolse LeoneXU nuova circoscrizione delle diocesi Dalmazia, ad istanza dell' Austria,

Vene lo
che usa

co' loro odierni pastori.

il

pastore della

s.

Chiesa Vene-

ziana, sono:

dichiarando Spalatro semplice sede vescovile,

unendole quella

di

Macarska, e

Noi NN. per divina miseri T cordia Patriarca di p enezia, Primate della Dalmazia, Metropolita delle prvincie

facendola sffraganea di Zara capitale


della Dalmazia.

La

serie de' vescovi

d'O*

Venete e dell'Istria, Abbate commendatario perpetuo di s. Cipriano d

VEN
Murano gran dignitario cappellano della Corona d Ferra del regno Lom,
,

V E N
Ira usata

97

pure per antichissimo costume

bardo- Fenefo, Consigliere inlimo attuale di Stato di S. 31 1. R. A. Se il patriarca appartiene a qualche ordine o congregazione regolare,
lo

nel!' Ufficiatura Ambrosiana e &UnMozarabca, avverte che anco il detto an-

tico Salterio cess nella basilica di

s.

IVInr-

codi Venezia nel


ca

807 quando

il

patriar-

dice subito

dopo

il

Gamboni

la

dichiar cattedrale, poi

cognome, come p. e. fece da ultimo mg. r Multi Jhbate dell' ordine di s. Benedetto della congregazione Cassi ne se. De'
:

da Pio VII eretta in tale grado canonicamente, uniformandosi al comune della

Chiesa. Di pi nel luogo citato o voi.

quali

titoli,

oltre

il

poc'anzi detto,

resi

gi ragione
n. 3, feci

ne' precedenti. Nel VI, avvertenza, che siccome Udi-

ne fu l'ultimo luogo residenziale de'patriarchi 'Aquileia, di tutto quanto riguarda f illustre chiesa e patriarcato a-

p. 309, avendo fatto pur cenno, colencomiato Diclich, che sino al 1820 nella chiesa di s. Cagiano si conservava un Evangelario del secolo XI, simile all'Aquileiese, quonto oll'epoca della sua dispersione, avendone fatto poi interpel1'

XC,

con particolarit ne de'due articoli, altres con tulloci che di piti importante spetta alla sede patriarcale di Grado, derivata daltrattai

quileiese, meglio e

lare l'egregio sacerdote d. Luigi Caligo,

neh.

ebbi questa cortese risposta. Nella chiesa parrocchiale, allora collegiata di s.Cas-

siano,esisteva

un codice dell'8oo,
i

il

quale

l'Aquileise, e dalla

quoleprovenne

la tutsi

conteneva solamente

quattro Vangeli.

tora fiorente di Venezia, le cui notizie

Ora dunque conterebbe io58 anni. Quanto fosse stimatissimo presso gli

rannodano con
ticolo

quelle,

onde
il

in quest' ar-

amatori

indispensabile

doversi

tener

dell'antichit,

sempre presente l'articolo Udine, e quelli a resi d' Aquileia e Grado. Della resi1

guente.

prova indubitata la seIldolto abbate Canonici, grandi sagre scritture,

de raccoglitore
soch in

pres-

denza poi e giurisdizione del patriarca grad^se in Venezia , ne tenni proposito


nel Vili n. 56, e negli altri relativi di quest'articolo. Inoltre nel citato e n.

tutti gli svariati linguaggi,

mosso
la

dal suo solito genio, esib al parroco d.

Vincenzo Vaerini (morto


sotto cui
se

circa

dopo

distruzione de'capitoli, ossia dopoil

o),

parlai del particolare Rito Patriarchi/io,

ho preso

la

sagra veste, non so

che dalla chiesa aquileiese passato

alla

cento ducati correnti o d'argento, non sua piei

gradese, s'introdusse quindi nella veneziana, nella quale per comincio a cessare verso il 4. 8, per l'introduzione o ri1 1

che un reliquiario con reliquia


nissima scelta.

que' tempi

parrochi

pristinazione del Rito Romano; quindi il Rito Patriarcliino termin nel i^56,

rendi capitoli.
il

erano semplicemente capi de' loro reveLaonde Vaerini convoc


suo,

composto

di

cinque individui, cio


di diaco-

restando fino al 1807 ne ^ a s l a chiesa di s. Marco. Nel descrivere l'antichissimo


rito, d'accordo coll'ab. Cappelletti, procedei principalmente col Dizionario sa-

di

primo, secondo, terzo prete,

no e suddiacono. La proposizione delCanonici fu rigettata a pieni voti, perch cinque ballotte furono verdi, ed
l'ab.

cro-liturgico diG. Diclich sacerdote veneto, nel cui orticolo Salterio o libro de'

una bianca. I componenti il capitolo erano manutentoride'dirittipiomenodelle


loro chiese.

Salmi, riproducendo

testi del

Salterio

Che

cosa sia successo in ap-

comune
lica di
la

e del Salterio od uso della basi-

presso sull'esistenza del codice, nientealtro

s. Marco, cio il Gallicano ossia versione antica di s. Girolamo, differente da quella del medesimo s. Dottore

posso affermare". Inoltre nel decorso del presente articolo, col mio sistema compendioso,non solamente hogi riferito le principali e

che usa

la

Chiesa
XCIII.

Romana, esseudo

l'al-

pi interessanti nozioni riguardali-

VOL.

98
ti

V
s.

EN
ma
eziandio de'

VEN
a cercarvi sicuro asilo; e di

la

Chiesa Veneziana,

mano

in

ma-

suoi vescovi e patriarchi,


nelle loro biografie ne

mentre quelle

degli insigniti della dignit cardinalizia,


trailo.

Adunque

per tutte queste avvertenze, nel riportare precipuamente coll'ab. Cappelletti, J.t

Chiese d'Italia, Venezia,


seg.,

t.

9, p.

io5 e

liberamente

la

serie de' vescovi di

Olivolo e Castello, e de'patriarchi di Venezia


3

no che vi giunsero, piantarono sul dorso delle molte isolette della Laguna Veneta abituri e.capanne: la Laguna di Torcello al nord, quella di Chioggia a mezzod, quella di Venezia nel mezzo, e sino al secolo XIII il piano di Venezia era di molto pi basso, la Laguna pi estesa e pi profonda. La pi numerosa emigrazione di
tali

da

lui corretta e rettificata dagli

genti deriv dallo spavento

errori dell'Ughelli e di altri scrittori, an-

anche

a loro incusso dal feroce Attila re

che

patrii,

potendosi riscontrare nella sua


le

degli unni.

Fu

allora che

si

ricovrarono

quanto narrer, sar brevissimo onde non riferire superbell'opera

prove

di

nell'isolettei cittadini d'Aquileia, di

Con-

cordia, di Padova, di Aitino, di Oderzo.

flue ripetizioni, e ricordando in quali e numeri gi discorsi le cose principali ,

L'accompagnarono
te isole la

loro vescovi, e cianell'altra di det-

scuno piant nell'una o


ne derivarono
le

quanto qui asserisco e per essere dispensato da ulteriormente


in

prova

di

propria sede vescovile; per cui


chiese episcopali di

Gra-

ragionarne. Delle abbazie della chiesa veneziana, tratta


Italiac, p.
scritto le
il

p.

Lubin. Abbaliarum

do, di Caorle, di Eraclea, di Equilio, di Torcello, di Malamocco. Cos tutte queste citt

e seg. Nel IX ho de3 chiese esenti di Venezia, cio

409

nacquero cristiane e ad un tem*

nel n.i

l'abbaziale priorale di

s.

Maria

p decorale del seggio vescovile; mentre Venezia tale onore e vantaggio spirituale

della Misericordia, colla serie de'suoi ab-

bati mitrati, loro prerogative vescovili e

giurisdizione; nel n. 2
di Castello,

la

chiesa di
dell'i,
r.

s.

Biagio

mezzo dopo la sua fon dazione. Osserva il marchese Maffei nella Verona illustrala, in cui ragion pure
l'ebbe tre secoli e
dell'origine di Venezia, che le colonie ve-

parrocchia

marina
s.

da guerra

nel n. 3 la chiesa di

Gio.

nete erano
di nobilt

illustri

sopra tutte

le altre,

Battista del gran priorato Gerosolimita-

no del regno Lombardo-Veneto. Fio VII nel 1 8 7, oltre la nomina de' vescovi de'
1

domimi

veneti e diRagu*a.gi discorsa nel


3, concessa all'imperatore

XX,n.
slria^ro

d'Auil

romana distintamente ripiene; e come dal fiore di esse, concorso a rifugiarsi in questi fortunati riposi del mare, nuova cill e nuovo governo si venne poi in breve tempo a comporre. E
la citt

tempore,^

accorci pure

pri-

vilegio di

nominare a

tutte le abbazie

non patronali

esistenti negli stati veneti.

per e la popolazione da'romani fondata e di romani composta anche uniforme principio con Roma ebbero e co' romani perch nate parimente da gente

Vescovi d' Olivolo.


2. L'esistenza della presente

in

luogo

di

ricovero adunata, e in

sito

di sicuro asilo raccolta.

Ma

vaglia

Venezia

cominci nel t^i 1 di nostra era, per tutto quanto il pi volte narrato, e nuova-

mente nel XIX, n. 1 e 2. La formarono a poco a poco profughi abitatori della Terraferma o veneti secondi, inlimoi

quanto pi pura e ragguardevole e chiara fu mai la Veneta origine della Promana ? " L'asilo per queste isolette prestato, da famosissime citt chiail

vero,

principalmente

le

scelte famiglie, cio a dire quelle

primarie e le pi che moper sottrar-

riti

dalle diverse fiere irruzioni de' barba-

do aver potevano
si

e sussidii

ri

d'ollremoute,accorrendo nelle

Marem-

alia

me

dell'ultimo seno del golfo Adriatico

cire

ruinosa procella de' barbari eserche prezigse cose avevano da pone

VEN
in salvo.
ti

VEN
lette

99
che

Intanto

pochi o molti rifugia-

della
si

Laguna

gi esistessero altre
di probabilit,
3

nelle varie isolette (le pi grandi di-

chiese,

opina con pi
stata lai.

cendosi Rialto, Oli volo, Luprio, Dorsoduro),


il

almeno sar
la

a ricevere l'epi-

cui

groppo form
la

il

nucleo sul
biso-

scopale consagrazione, che succeduta nelsolennit della Annunziazione di

quale sorge

meravigliosa e famosisil

Ma-

sima Venezia, aveano compreso

ria

Vergine, questa sotto

il

titolo di tal

gno d'aver alcun sacerdote per la spirituale assistenza, ed un tempio per adunarsi a pregare Dio e celebrare gli uffizi
divini. Pertanto,

mistero fausto fu presa a primaria protettrice degli abitanti e della citt.

Dal
l'era

quale avventurato giorno principi


frase latina
ta e
ci

secondo

la pi.

comune

veneziana, nelP antiche carte detta con

credenza (sulle contrarie opinioni parlai


ne' ricordati luoghi), fu eretta nell' isola
di Rialto, della quale

More
col

F"ertelo t poi trasferi1

computata

marzo. Dice

il

Di-

anche nel XIV, n. 2, una chiesa a onore di Dio e sotto l'invocazione di s. Giacomo Maggiore apostolo, ritenuta
la

De R.ubeis, Mommi. Aquil. Eccles.y cap. 20, p. 88. Ad Aquileia and soggetta Venezia, sino dall'anno 4 9,
ich, col
1
'

primaria, e

die'il

no:

me

per sette e pi secoli all'intera

citt

VI II, n. 5g. Altra chiesa, contemporaneamente o poco dopo, fu


la descrissi nel

quando cio suoi vescovi prestarono giuramento ad Agostino vescovo aquileiese, come loro metropolita, perch ricusato
i

aveano

di sottoporsi alla lettera


s.

Tralta-

innalzata nell'isola d'Olivolo, parimenti

toria di

Zosimo Papa (417-18)". Del

per l'esercizio del culto divino e coll'invocazione de'ss. Sergio e Bacco martiri.

posteriore grave affare de'

Tre Capitoli

(V.) riparlai di sopra, per conto de' vescovi della Venezia marittima e terrestre,
e dell Istria; scisma
leiesi
J

Di questa, primitiva cattedrale, di cui anche nel Vili, n. r, una delle primissime erette dalla piet de'primitivi profughi di Terraferma o Venezia terrestre, solamente si conserva divota memoria;
l'altra esiste

che separ

gli

aqui-

pastori

da'Romani

Pontefici, ossia

qualeoratoriosagramentale,
1

non pi

dal

8 i o prima parrocchia e
s.

col-

la loro chiesa si divise in due capi, J uno scismatico, cio d Aquileia, l' altro ortodosso nell'isola di Grado. Aggiunge il Diclich, che Venezia dopo esser stata

che

legiata. Della chiesa di

lebra a'2,5

marzo la

Giacomo si cememoria di sua con-

suffraganea d'Aquileia, lo divenne del patriarcato di Grado,


la

cui istituzione, se-

sngrazione, essendo contrastato che seguisse nel detto anno 4?- ', bens per ma-

condo
si

il

Gallicciolli, risale al
il

607,

in

che

accorda

Corner. Leggo in questi, che

no
va,

di

vescovi, cio Severiano di


Ilario d'Aitino,

Ambrogio o

PadoEpodio

in Oli volo fu eretta la chiesa de'ss. Ser-

gio e Bacco, da'nobili Tribuui fuggiti dal

d'Oderzo, Giocondo di Treviso. E' ignoto a quale di essi appartenesse la giurisdizione episcopale sugli abitanti dell'isola di Rialto, allora poco abitata
se a Severiano,
;

furore d'Attila,

la

quale divenne giurisaltre della

dizione immediata da' patriarchi gradesi,

insieme con tutte

le

Vene-

e for-

il i. nominato, e probabilmente come a pi vecchio la conces-

marittima, finch una nuova incursione di barbari die'occasione di fondarzia


si il

vescovato d'Oli volo.


di
s.

Il

tutto notai

sero
egli

circostanti pastori, e pare anzi che

parlando della chiesa


stello, e delle

Pietro di Ca-

invitasse gli altri alla consagrazioil

sue origini e tradizioni. Se


in tutto
si

ne,

che mostrerebbe

la

sua giurisdizio1

queste opinioni non


col da

accordano

ne sopra que'luoghi. Vuoisi che a . parroco fosse destinato un Felice; altri ne dubitano. Nelle discrepanti opinioni
,

me

riferito altrove,

qui non sono

am-

che semplice riferente di esse. Anzi qui mi piace avvertire, che nel voi. LXIX,
p.

messo che prima

di

s.

Giacomo,

nell'iso-

I2Q, riportai un canone del concilio

ioo
ili

VEN
come
lo

V
chiama
il

EW
le

Fernetta del 465,

le

stavano,
la

V esercitarvi

pastorali

ii>

Dizionario di' Co neilil; ma devesi intendere di Cannes, come leggo nel Lenglet, Tavolette rro7io/o*f/V/ip,percli Van-

ruitihenze.

pi

difficile

ancora

lo ren-

deva
ze

distanza considerevole, che corre

ne fu dettai Cwitas 7~cnelenensis 9 e


notai anche nel voi.
ili
t

lo

n.

XC, p. 238. Sull'isola Malamocco \ cui anche nel XVIII, 28, come ragguardevole delle Lagul'omonima
J

Malamocco. Queste circostannon poterono sfuggire dall'occhio del benemerito 7. doge Maurizio Galbaio, verso cui la repubblica andava debitrice di ogni suo migliore prosperamento. Etra esse e
gli

ne, surse

citt illustre e cos


la

considerevole che fu per alcun tempo

adunque per provvedervi, sapientemente decret da prima l'erezione d'una


particolare sede vescovile in Rialto, con

residenza de dogi veneziani. Ivi pure fu

piantata una cattedra vescovile a cui e*

di smembra mento dalla diocesi di

MalaI

rauo soggette tutte l'isole del lato meridionale della Laguna, incominciando dal gruppo di quelle che formano l'odierna Venezia, e proseguendo al di l delle due Chioggie, di Brondolo, e di Cavarzere Capodargine sulla riva dell' Adige verso ileonfiue Padovano. L'origine della sede, Tal). Cappelletti la stabilisce all'anno

mocco; poi ne chiese a Papa Adriano la facolt, avendo trattato con esso della
sede, del titolo e delle rendite della nuo-

va diocesi; in fine, col patriarca di

Grado

Giovanni

1,

convocata

la

generale assem-

blea e un sinodo provinciale in Mala-

mocco, coll'intervento di tutto


la

il

clero del1'

veueziana consociazione,

si

stabil

e-

642, uon potendo conveuire pienamente alla met del V secolo, come scrivono
per farla derivare dall'asilo presovi col suo clero dal vescovo di Padova Bealtri,

rezione d'un vescovato nell'isola d' Olivolo,

una

delle Reaitine, poscia Venezia,

affatto diverso

da quello

di

Malamocco;
.
1

si

elesse

il
il

pastore che pel

ne dovea

raulo o Bando, ed
riacquist

ivi gli
i

successero Gioquali

assumere

governo, nella persona di O-

vanni e Cipriano, dopo


i

Padova

helerio o Obelibato. L' estensione della


diocesi fu circoscritta alle sole isole Reaitine, gi della diocesi di
sia alla

suoi pastori residenziali. Laon-

de Malamocco, che non avea mai avuto vescovi per l'addietro, e che per un 4o anui avea dato ricetto a'vescovi padovani, sul declinar dello stesso secolo

Malamocco,

os-

presente citt di Venezia; eie ren-

dite delia

V,

ri-

furono limitate
tulle le

mase come prima senza vescovi


cattedra; ne in tutto
il

e senza trovasi

suo mantenimeuto decime mortuarie su famiglie della citt. La fondazio-

mensa

pel

alle

secolo

VI

indizio che ne abbia avuto. Stabilisce poi

ne quindi della veneta diocesi e l'elezione del suo i. vescovo si deve riconoscere all'anno

a i. vescovo

un padovano anonimo

nel

642, che vi rimase; altri invece vi riconoscono Tricidio, che dalla sua sede eravisi rifugiato, cui successe nel

647

Ber-

guardo o Bergualdo, che poi torn a Padova. Dopo Tauonimo del 642, nel 774 trovasi altro vescovo, di cui pure s'ignora il nome; mentre nel 742 da Eraclea
in
le,

775, o forse al 776, massipropriamente s'abbia a riJ ferirea mesidi gennaio o febbraio del 775 move veneto^ i quali secondo il calcolo comune, rilevato nel XIX ri. 2, appartengono veramente al 776. La giurisdi-

me

se

il

fatto

zione della cattedrale vescovile d'Olivolo, ristretta allora alle sole isole Reaiti-

Malamocco

fu trasferita la sede ducaivi eletto.

ne, preparava nella citt di Venezia


elementi ad assai

gli

dal 4^ doge Teodato

Credel-

pi ampio territorio.

sciuta iu gran
l'isole

numero la popolazione

Reaitine, e moltiplicatesi anche le

chiese, riusciva difficile al vescovo di

Ma-

Era l'isola d'Olivolo mollo solida, e formava da se sola una distinta comunit in fra le altre, che componevano 1' intero corpo della citt
}

lamocco, sotto

la

cui giurisdizione quel*

distinta

da Rialto,

YEN
e indicata altres col

VEN
di

iot

nome

Castello;

sia

del

luogo detto propriamente Oli-

il perch quelli che la popolavano, erano nominati Olivolenses vel habitatores Casini Olwoli, del cui vocabolo feci (li-

volo o di Castello stesso, ove eretta era


ss. Sergio e quale precede P esistenza di quella di s. Pietro, che a quella fu sostituita almeno uell'anno della fondazione

la

chiesa antichissima de*


la

Racco,

verse parole nel Vili,

ti. i

e altrove. Si

chiamava poi Castello di Olinolo, ed anco semplicemente Castello, a cagione appunto del castello che vi avevano fabbricato
le
i

della diocesi Olivolese (in


la

questo caso

chiesa de'
fino

ss.

Sergio e Bacco sarebbe

veneziani, a difesa delle altre iso-

slata

allora

propriamente non

la

Reaitine, ed a guardia del vicino por


s.

cattedrale,
triarca di

ma

piuttosto la chiesa del pa-

to di

Nicol;

il

quale

nome

di Castel-

Grado, o riguardata per prins.

lodi Olvolo, odi Castello, deriv a tutta l'estensione dell'isola,

cipale

o meglio perch fu sostituita da


Pietro che divenne cattedra-

prendendosene,
il

quella di
le,

come

suol dirsi

una parte per

tutto.

giacche sino all'erezione di questa, tro-

Rimanevano, come restano , nel sestiere due vicinissime isole Gemine, delle quali ora non trovasi indizio
di Castello, le
di separazione;

vo che lai." chiesa parrocchiale era quels. Giacomo di Rialto; ma non si deve tacere l'opinione, che da principio la cattedrale fu piantata in s. Teodoro; lutto per pi sotto chiarir col patrio

la di

sebbene
il

si

conosca, aver

avuto pur esse


colare, da cui

proprio tribuno parti-

erano governate: pare che comprendessero il tratto aucora occupato dalle chiese di s. Zaccaria, di s. Giovanni
iti

storico,

come
s.

promisi, descrivendo l'oris.

gine della chiesa di


P isola di

Pietro), altri nel-

Elena,

la

quale erronea-

B t'agora
dall'
le

(che nel descriverla nel

mente

si

credette da taluno

che foscitt, e fu

Vili, n. 4, feci

Gemine), e
Severo,
se nel

pur menzione dell'isole aree ove sursero fino a'


s.

se unita all'intero

corpo della

di ragione de'vescovi; altri persino P in-

uostri giorni
de'ss.

chiese di

Procolo, di

s.

dicarono nel Morso, ossia sull'estremit


occidentale dell'isola, presso fa chiesa di
s.

Filippo e

Giacomo
che
il

(discor1

VI,

n. 2, e nel

Vili, u.

2 e

ri.

Teodoro antico protettore


cui fabbrica
si

della citt,

).

Dissi pure, a suo luogo,

tale isola

la

attribu a Narsete, va,

primaria, pare ch'abbia avuto

nome
la
s.

di

Olivolo, perch sulla piazza dov'


ca tk'diale, e gi patriarcale, di
di Castello,

con-

Pietro

vegetava un albero smisuraera sparsa tutta


il l' i-

to

ili

olivo, o con pi di ragione, per-

riamente chiamalo anche Nersete poi compresa in quella della basilica Marciana. Ci potrebbe essere, poich il io. doge Agnello Partecipazio, appeua trasferita da lui oell'81 1 o nell'8i3 da Mala'

ch
ia

di molti oli veti

mocco
del

in

Rialto

la stabile

sede ducale e

sola. Si

cred pure derivato

nome

dal-

forma d'oliva che ha

l'isola,

o a pare-

re del Gallicciolli, per originare dal gre-

governo della repubblica (avvenimento che anco qui dir memorabile, poich die' principio alla singoiar citt, che assai

co e per dirsi nella sua primitiva deno-

minazione:
to , pari

Pago

Olivos, ossia Castellet-

Rialto

posteriormente lasciato il nome di assunse quello di Venezia), in,

ad Oligolenss. Da una s\ grande ampiezza dell'isola, convenendosi dagli scrittori

cominci a fabbricare accanto alla chiesa di


s.

Teodoro,
a'ss.

e fu

il

i.

germe

del

l'erezione in essa della catte-

palazzo ducale, invece della tribunizia abitazione


nell'827,
Apostoli; e pi tardi cio
sotto
il

drale, variarono per nel


il

determinarne
s.

preciso sito. Taluni la dissero stabilita


la basilica di

quando

dogado del di
s.

ove elevasi

Pietro, gi

lui figlio e successore

Giustiniano Parte-

cattedrale e ora concattedrale; altri verso la punta dell'isola di

cipazio, fu portato

il

corpo di

Marco

Quinavalle,

os-

Evangelista, tosto proclamato principale

io2

VEN
di
il

VEN
Malamocco, e apparteneva
la

protettore, fu incominciato l'edifizio sa-

al

clero di

gro in suo onore. Ed allora


silica,

vescovo, per

quella citt e di quella chiesa: resse oltre

dar luogo tanto all'erezione di quella bache all'abitazione del doge, si traall'altra estremit dell' isola,
alla

22 anni
798.

chiesa olivolese e mor nel

In questo gli successe Cristoforo

sfer forse

punta cio di Castello. Fra le diverse analoghe osservazioni che eruditamente fa lab. Cappelletti, per concordare il riferito dagli scrittori, not ancora: che
nel giro di tanti secoli e di tante vicen-

/greco da Damiata o della famiglia Damiati, secondo la Cronaca Altinalc condi

sanguineo del patrizio Nersete e fratello Longino prefetto di Ravenna. Narrai


nel

dogado
I

8., nel n.

Giovanni
do,
si

4 del XIX, che venerabile patriarca di Gracome giovanissimo


di

de, la cattedra pastorale della nostra citt,

ricus di consagrarlo per non ave-

rimasta per mille anni iu

s.

Pietro di

re l'et canouica,

Castello, ritorn alla fine col,

dove ave-

va avuto la sua primitiva stazione; nel tempio di s. Marco, il quale fu piantato sul precedente di s. Teodoro: sempre per altro ella stette nella medesima isola d'Olivolo. Era naturale, che piantata la cattedrale vescovile in Oli volo,
il

16 ovvero 22 anni. Ci fece montare in furia l'indegno doge Giovanni Galbaio,


il

quale portatosi a Grado

col figlio
coli'

Mauenco-

rizio

(non

si

deve confondere
di tal
il

miato doge
dele quanto

nome

e suo avo), cru-

padre, che J'avea associa-

vescovo

to al principato, e con sicari io trucida-

dovesse assumere

il

titolo

di Olivolese.

Ma

poich dal

nome

del luogo, su cui fu


l'intitola-

rono, anche per averli ammoniti di loro turpe vita. Al magnanimo prelato successe nell'

stabilita la sede,

deriv anche

8o3

nel patriarcato

il

nipote

zione del vescovo, cos col variare di quello,

vari anche
infatti, nel

il

titolo vescovile.

Quanl'iil

Fortunato, che non solo si rifiut ordinare Cristoforo I, ma gli riusc nell'8o4
a far eleggere doge Obelerio Antenoreo,

do

declinar dell'Xl secolo,

sola d'Oli volo, e pi precisamente

sito

per cui

due Galbai furono


I.

costretti

dovestava

la

catledrale,incomiuci a no-

fuggire dalle venete Lagune, in


l'eletto Cristoforo
J

uno

al-

minarsi Castello^ a cagione del castello ch'eravi fabbricato, anche il vescovo co-

Allora

veneziani in-

minci a dirsi Vescovo Castellano. Talvolta per, ma ben di rado, dal nome dell'intera citt si chiamava anco Vescovo di Rialto , ovvero Rivoaltese , e cos trovasi nominato in una carta dell'8 9, e in altra del ioo5, Rivoaltensis Sedis Episcopis. S\ nominava altres Vescovo de morti3 per due cagioni: i. perch so1

un Giovanni diacono (egli diverso da quel Giovanni che alquauto dopo usurp la sede di Grado), il quale esercit per qualche
trusero uell
nella sua sede

8o4

tempo il pastorale ministero. Ma caduto nelle mani di Fortunato, lo fece porre in


carcere a Mestre; donde essendo fuggito

torn a Venezia. Intanto riusc a Cristoforo


I

di

guadagnarsi

il

favore del pa-

leva accompagnare

funerali de'suoi dio-

triarca Fortunato, l'intruso

Giovanni donell'

cesani^. e principalmente perch il suo primario provvedimento derivava nelle

vette ritornare alla natia oscurit della

decime

sulle sostanze de'morti ".

casa paterna, e Cristoforo


ristabilito e prese
il

807 fu
fosfor-

,
Il
1

possesso della sua se-

vescovo d'Oli volo Obelerio del 775, denominalo con varianti di lieve momento,

de.

se di

Per non and guari, ch'egli non nuovo cacciato, per sospetti di
co' franchi, presso
i

che non alterano la sostanza del nome. Era figlio d'Eneangelo, chiamato egli pure con alcuna differenza di lettere, e dal Sansovino col nome di Massimo, forse cognome o altro nome che avea, tribuno

mati concerti

quali

nel suo esilio erasi rifugiato.

Fu

condot-

to a Costantinopoli, sotto pretesto di far

cosa grata

all'

imperatore Niceforo
l'elezioue,

che

ne avea procuralo

ma

ivi

ginn-


V E W
lo, fu

da
il

lui rilegato.

VEN
Nell'8
1

io3

ft>

no-

chiesa di

$.

Pietro divenne cattedrale nel

minato

3.

vescovo della chiesa d'Oli-

II Tancredi o TancredOyCome lo eh ia tua no alcuni, greco e pievano di s. Mois, che vuoisi fratello del
volo, Cristoforo

775, ch' l'epoca della fondazione del vescovato, mentre Orso fio ri nell'827, come vado a dire. Ma e come notai nel
Vili, B.f, riferendo
sull'origine di essa,
le

diverse opinioni
la

generale Nersele. Egli viene accusato di

sembra

pi proba-

aver ingannato

gli elettori nel

rappresen-

bile quella dell'ab. Cappelletti,coucordan-

tare vacante la cattedra olivolese e per


farsi

credere degno di possederla; certo


tutti lo

se de'ss.

do a un tempo quanto riguarda le chieSergio e Bacco e di s. Teodoro).


fusero
il

che

qualificano ipocrita, e l'ab.

Diversi scrittori delle cose veneziane con-

Cappelletti, pel suo operato, opina doversi riputare illegittimo e intruso,

vescovato de'due Cristofori e

le

ben-

cose avvenute, protraendo quello del 2.

ch annoverato

tra vescovi. Per altro non dur molto, poich colpito d'apoplessia o da epilessia, mentre pontificava solennemente in s. Teodoro, presente il doge,
il

erroneamente, ed
to Cristoforo
1

il

Corner facendo morII,

in Costantinopoli. Invece,

deposto Cristoforo
iu questo fu

richiamato
I,

popolo ignorante

lo

cred agitato dal

cia Cristoforo

almeno nell'8i3, dall'esilio in Grenuovamente per la 3."

deiuouio, e perci non volle pi riconoscerlo per pastore;

volta ristabilito nella sede,

com' pure

perto l'indole
celare. Nell'8
i

anche per averne scoperversa, che avea saputo


3 nou era pi vescovo, e
s.

registrato nello Stato personale. L' ab.

Cappelletti lo prova con critica erudizione, e

adduce pure

il

riferito

dal diligen-

tornato pievano di

Mois,

il

che pare

tissimo ed eruditissimo archeologo cav.

strano. Dall'uniformit poi degli scrittoli


,

in

affermare accaduto

il

fatto nella

Cicogna, nelle sue Tavole cronologiche della storia veneta^ le quali formano parte dell'opera

s. Teodoro, uel mentre ch'egli solennemente funzionava, l'ab. Cappel-

chiesa di

municipale

di

Venezia

e le

sue Lagune.

Sembra morto

oell'827 in

letti

trova vieppi confermata l'opinio-

cui gi trovasi eletto il 4- vescovo

Orso

ne, che l fosse stata piantata da princi-

pio

la

cattedra vescovile

(ma

il

Corner

Partecipazio^ che alcuni pretesero figlio del doge Agnello Partecipazio , ma

nuovamente

riparla della

cattedralit

della chiesa de'ss. Sergio e Bacco, dicendo


del 3. vescovo

non sicuro. Nell'anno stesso di sua promozione avvenne il memorando trasferi-

che

d'Olivolo Cristoforo li, suo tempo furono trasportate le ossa


loro chiesa

mento del corpo di s. Marco Evangelista da Alessandria a Venezia , di cui parlai


in

di que'santi e collocate nella

pi luoghi del presente articolo, iu uno


s.

allora cattedrale dellacitt, in decente

all'identit incontrovertibile del

Cor-

urna

di

marmo.

Indi aggiunge del 4- ve-

po, e l'ab. Cappelletti ne fa diligente rac-

scovo d'Olivolo Orso, che, sollecito del


divin culto, volle riedificare con migliore e pi

conto col verace cronista Dandolo. Il doge Giustiniano Partecipazio lo fece depositare nella cappella ducale, e decret
l

ampia struttura

la

chiesa di

s.

Pie-

tro, la costitu cattedrale, trasferendo in

essa l'insigni reliquie de'ss. Sergio e Bac-

E descrivendo le reliquie che si venerano in s. Pietro , di nuovo afferma, che vescovi d'Olivolo risiederono prico.
i

che dove sorgeva il tempio di s. Teodoro, altro sene piantasse magnifico e sorprendente, intitolato a s. Marco, e ne vide il principio. Orso vescovo ne bened co'sagri
riti

lai.

pietra, e la colloc nelle fonavil

ma
tro,

nelf antica cattedrale de'ss. Sergio e


s.

damenta. Questo celebreavvenimento


valor l'antichissima tradizione che

Bacco, poscia nella nuova chiesa di

Pie-

s.

ove

si

venerano

corpi de'ss. Sergio


t

Evangelista vivente visit

le
.

Lagune,

al

e Bacco.

Lo Stalo pcrsonale

dice ciak

la

modo che

uarrai nel X, u

27, ed attest

io4
'veneti
ite

VER
una
rnauifesta solenne prolezio.
s.

V E N
chiara l'nb. Cappelletti,
il

quale nvea
si

in

del cielo verso la citt e la repubbli-

Teodoro

la

cattedra pastorale,

tra-

ca di Venezia. San

Marco Tu

allora pro-

sfer

clamato da tutte le voci protettore e patrono di questa e di quella; e si, che il


popolo, nella sua fiducia e
nell'

ad altro luogo. Non gi a s. Pietro, perch quella basilica non per anco esi-

steva,

ma bens all'antichissima de'ss. Serdonde pi


tardi all'altra di
la basilica di s.

entusia-

gio e Bacco;
s.

smo

pei- lui, si

avvezz ad alternate ed
eoll'idea della patria stesil

Pietro pass. Dissi, che

immedesimare
polare di Viva

Pietro non per anco esisteva, perch sap-

sa l'idea del suo protettore; e


s.

grido poil

piamo
t le
ci
la,

Marco! divent

gri-

dal Dandolo, diedi essa pure getfondamenta lo slesso Orso. E persi

do di guerra egualmente che l'espressione d'un sentimeulo'ciltadinesco, che fu


sempre
il

probabilmente
perch
la

accinse a fabbricardi quella

troppa strettezza

segnale di riunione

M* pericoli,
egualmentenerezza
colla

e che ne'giorni della sciagura

Sergio e Bacco era disdicevole allo scopo, a cui doveva servile, di chiesa catde'ss.

te ciie dell'allegrezza trasse sul ciglio di

tedrale.
se al

con molla celeril


la

la

condus-

ogni buon patriota lagrime


e di a (lezione sincera ".

Divido

ili

suo termine, o almeno

ridusse in

massima espansione d'animo


neziani
tutti, e vi

tali religiosi

sentimenti, cogli egregi e rispettabili ve-

aggiungo quello

di

pro-

grado da poter essere ufficiata: in capo ad otto anni soli, dacch ne avea posto le fondamenta, precisamente nell'84 essa era condotta a tal punto; ed in essa por1

fonda e inesprimibile riconoscenza, lui* perocch., neli83g l'articolo Venezia lo


scrissi ini

tava
delti

le
,

6agre spoglie de'


quali
il

ss.

Martiri sud-

le

s.

vescovo

Magno avea
suindile

58 grandi

pagine.

Dovendo

poi
a-

trasferito

da Eraclea

alla chiesa
il

ridurlo nelle proporzioni pi ampie,


dottate nel punto di stampare questo

cata, che ne portava

titolo.
vi

ossa

mio

di que'ss. Martiri tuttora

Dizionario

per quanto dichiarai inge

consagr
to nella

imamente nel voi. XC, p. 2i5, dal giorno 3 1 marzo 1 858 in cui cominciai a sci iveie questo articolo, fino al suo compimento a'3i dicembre i858,che comprende i3oi pagine, parimente da me scritte
in grandi pagine,

La 3o maggio". Il eh. ZanotNuovissima Guida di Venezia,


riposano.
il

descrivendo
stello,

la

chiesa di
si

s.

Pietro di Ca-

ecco

come

esprime. Fondata,

secondo

la tradizione,

da

s.

Magno, o

co-

me

altri

narrano, da Orso Partecipazio


per rivelazione di detto santo
all'

quotidianamente e con
il

vescovo,
dall'832
strutta al

fervore pi volte implorai con fiducia

patrocinio del santo Evangelista (.anco

84 L'antica chiesa, modo greco, era al di fuori


1

co-

or-

durante
pidante

le

stampa

terminata, non

lo

nata con

monumenti
chiesa di
s.

e depositi, a simi-

dimenticher), siccome abbagliato e tredell'


io

litudine di quella de'ss. Gio. e

imponente argomento.
iu

E
ar-

Anche
al

la

Paolo". Marco, se deve crefu

mentre
ticolo

qui

Roma
la

scriveva
si

1'

dersi alla

Cronaca Alti naie,


il

condotta
le

Venezia, in questa

comincia-

suo compimento sotto


egli stesso
s.

vescovato di
sagre
con-

va seuza iuterruzione
cui ci

stampa, sulle

Orso. Jn essa

colloc

non poche aggiunte, pernon comprese nel mio mss. Ilo detprove
feci

spoglie dell'evangelista

Marco, e

la

sagr con solenne


lo stato di

rito.

Ma

ci dev'esse-

to tutto per gratitudine a Dio e all'invocato Patrono de'veueziaui, perci: Vi-

re inleso della basilica ridotta soltanto al-

va
di

a.
s.

Marco!
la

L'erezione del tempio


di

pi, avverte lo storico;

poter essere ufziata e nulla non gi a quella

Marco, port

necessaria conses.

guenza

demolizione di quello di
il

Teo-

doro; perci anche

vescovo Orso, di-

magnificenza, a cui la vediamo oggid, la quale fu opera de'secoli successivi, secondo la descrizione che u feci nel V, o voi.

V E W
247. Il vescovo Orso visse lungamente at> ovvero 3o anni nel seggio pap.

VEN
e Pietro d'Equili a recarsi in
l'affare

io5

XC.

Roma

per

dell'eunuco Domenico Caloprino


Partecipazio pel riferito nel

storale, altri

accorciandone

il

tempo, per-

eletto vescovo di Torcello, protetto dal

ch sono incerti l'anno e il giorno di sua morte. Usuo testamento de'i3 febbraio

doge Orso

853 more
splende
la

veneto, cio 854, ed in cui

XIX, n. 5, dogadoi4. Per detta data devesi escludere nella serie de' vescovi

sua piet e generosit.


s.

Con

esso

Crasso Fazio o Zago, che alcuno

don

la

chiesa di

Lorenzo

colle sue ap-

partenzealla sorella,acci nel fondato mo-

come l'Ughelli. iNell'877 Giovanni! Sanudo oCandiano 7.vescovo,e non pi


tardi:
logia
il

inser,

nastero attendesse alle divine lodi, ordi-

Cappelletti esclude dalla cronori-

nando che
unita,
n. 4il

la

chiesa di

s.

Severo

vi

fosse

Giovanni Avventurato, bench


la

tutto

avendo narrato

nel

X,

portalo dall'Ughelli, e sebbene


fgie, sulla fede del

sua ef-

Lasci
s.

3oo

libbre d' argento alla

Sansovino, fu dipinta
s.

chiesa di
il

Pietro da lui fabbricata, ed

nella sala del palazzo patriarcale in

resto di sue possessioni volle divise in 3

tro di Castello.

Pie-

Invece Lorenzo

Ti-

parti, tra a

una per redimere


a

gli

schiavi,

l'al-

mens Deum o Tcmido,


vescovo veneto; abitava
e figlio
eli

nell'8 80 fu l'8.

sovvenimento de'sacerdoti

e de'po-

monasteri. - Il 5. vescovo Maurizio o Mauro Dusniaco o Busnadego lo divenne nell'854 o pi. tardi, non essendo certo che in tale anno morisse il predecessore; e non vero che gli succedesse ZaccaraCandianojch'vtmno pmeZuanne Sanudo, moderno cognome de'Candiani, coveri, la 3.

pel l'istauro di chiese e

me

pretesero alcuni,

altri
all'

anticipando

il

supposto suo vescovato


zio gi
rita, edificata dal

81
s.

1.

Mauri-

pievano della chiesa di

Marghe-

Gcnanio, come

lo

padre suo Giovanni o chiamai col Corner nel

Vili, n. G3, la cousagi. 11 Cappelletti corregge taluno che narr nel suo vesco-

in Malamocco, Barba Taurello,i cui parenti dimoravano a Torino. Sostenne nell'883 onorevole legazione pel dogeGiovanni Partecipazio 11, all'imperatore Carlo Hi il Grosso, da cui ottenne a favore de' veneziani un diploma, e mor nel maggio 909. Alcuno lo disse ucciso dal popolo, perch violentemente portavasi qua e l ad esigere le decime mortuarie, di che non lasciarono memoria gli antichi scrittori. La stessa cosa altri invece narrano del vescovo Uamperto Polo, morto verso il i3oq. Vescovo 9. nel 909 fu Domenico II Pitonico (meglio Villoni-

co), di cui scrisse l'Altinate col

suo bar-

rapimento delle spose veneziane, di cui nel detto , 11. 7, e POrsoni, che
il

vato

baro e scorretto stile, qui fitti nacione suorum pareti tum de veda Vercelinsi civita te } habitatores in Matamauco et in Rivo allo sfilili* Barbe Romanus Vilinicus in ecclesa s. Mauri

lo

raccont sotto

il

predecessore, copian-

Cronologia sto* r'tcade'vescoviOlivolesi^c. Maurizio visse io anni. Domenico ITradonico6.


Filiasi,

done le paroledal

martiris erat resdens. Egli fu promosso dal popolo col consenso del patriarca
di

vescovo

gli

successe nell'

864, che Coleti

e Ughelli ritardano, veneziano e figlio di

Grado

e del clero,

ma

contro

la

vo-

Giovanni Apolo, onde si potrebbe chiamar con tal cognome, eletto a insinuazione del parente doge PietroTradonico: pure denominato Patrizio (ma sembra errore e doversi dire Partecipa/io). Gli
se nell'877
scris-

lont del doge, ne perci ebbe da questo


l'investitura,

ma prese da per se il bastone pastorale dall'altare di s. Marco, in nome del quale si dava (di queste investiture ecclesiastiche parlai nel VI, n. 2,

Papa Giovanni Vili, insieme


di Caorle, incaricandoli
i

Leone vescovo

e nel 9 1 o, o

XIX
al

n. 3).

Mor

nel

pi nel gennaio 911.

dicembre
-Ilio.

a iuduire

vescovi Felice di

Malamocco

vescovo

Domenico III David Qrcia-

io6

VEN
gii
forza
fio

VEN
col Papa che allora regnava. Visse 9 anni e non di pi. Nel 920 trovasi l'i i. vescovo Giovanni II, e govern almeno sino
al

no, figlio di Pietro Orciano, nel


lezione del popolo, che a tutta
lo

III romano, confondendolo

fu sollevato anch'egli alla dignit per e-

bench avesse moglie e figli, mi onta che a tutto suo potere vi si opponesse. Ne venerava il popolo la puvolle

929.

In taleannogli successe

ili

2.

Pietro

I Tribuno

o Tron,
fece

figlio

del de-

rezza e santit di costumi, e perci

s vi-

funto doge
6.

omonimo, che

alla chiesa di

vamente
che
alle
le

insistette nel volerlo a pastore,


si

Maria Formosa

quanto notai nel

alla fine

trov costretto a cedere

comuni

istanze.

Ricevuta l'episcopa-

descriverla nel Vili, n. 7, morendo nel cader del 937,0 nel principio del 938.
In questo comparisce
ili

consagrazione, tenne tuttavia nel suo


la

3.

vescovo Orveneto, gi

palazzo presso di se

moglie ed

figli;

so II

Magadisoo I\lagadiso
s.

dicono per altro


gli

gli

antichi storici, ch'ein perfetta

vicario di

Cassiano, lodato per bont

vivesse con

la

moglie

con-

di vita e sapienza.

Fu

a suo tempo, alla

tinenza.

Ci attesterebbe, in quella et
frequente loro comunicazione

sua presenza e mentre celebrava pontifi-

non
se

essere stata per anco tra' veneti, forla

per

calmente nella cattedrale d'Olivolo, a'3i gennaio 930 circa, ovvero nel 932, che
i

cogli orientali, cos stretta ed


le la

immutabilo

triestini

approdati furtivamente nel temle

legge del celibato,


alla
il

come

presenegli

pio

audacemente rapirono
'

spose vene-

temente

Chiesa latina; perch,


Gallicciolli,

ziane, ratto che altri ritardano al

935 e

al

certo, dice

Meni. veri, antiche, che se la disciplina di que'tempi in Venezia avesse escluso assolutamente dagli ordini clericali gli ammogliati, clero e popolo non avrebbero immaginato di eleggere un tal uomo vescovo, n i prelati l'avrebbero ordinato". Altro punto di

944 e quali, giusta il costume, il vescovo co'sagri riti nuziali dopo la messa dovea benedire.

Avverte

l'ab. Cappelletti,
\a festa

che
ili.

tale

funzionerei ta

delle
e

Manon

rie, facevasi

sempre a'3i gennaio,


scrissero.

febbraio o vigilia della Pnrificazio-

ne,come altri
cessore e

Immediato suc945
fu

ecclesiastica disciplina viene attestato dal-

4
1

vescovo nel

Dome-

cronache antiche, ed che il clero veneto non portava allora la barba, o alle

nico

IF Taionico

o Tradonico veneto,

meno non
il

l'usava alla foggia de'seclari;

cappellano di s. Marco e cancelliere del doge Pietro Candiano III, che pose le reliquie di
s.

perch costretto Orciano ad esser vegli raser la barba (di questa riparlai nel XVI, n. 2, o vol.XCI, p. 365,
scovo,

k.

Gio. Battista nella chiesa di


,

Gio. Battista in Bragora

come

notai

e di quella deMogi nel

XIX,

n. 3). Il
si

Torrelli, ne Secoli Agostiniani,

forz

parlandone nel Vili, n.4; e siccome ivi riposa il corpo di s. Giovanni Elemosinario, sospetta l'ab. Cappelletti che fosse collocato, invecedi dette reliquie,dal vescovo,
il

a dimostrare questo vescovo pellegrinante avere


gli

appartenuto nella giovinezza

a-

eremiti agostiniani,

ma

suoi argo-

quello ne fu successore
tro

In quale termin di vivere nel 9>5. 5. vescovo Pieil


1

menti non sono che


le e della

di probabilit; inve-

II Marturio veneto da Quintavalle,


nato nell'estremit orientale
il

ce trovasi notizia del suo stato coniuga-

ossia

dell'i-

sua convivenza colla moglie e

sola d'Olivolo,

co'figli nell'episcopio;
il

ed egualmente che

parenti fond la

quale col padre e altri chiesa di s. Agostino par-

err quindi chi nella ,ala dell'antico patriarchio a s. Pietro di CaTorrelli


,

rocchiale
in

e con testamento la soggett

stello lo avea fatto dipingere vestito in

abito di eremita agostiniano.

La cronaca
in

perpetuo a'vescovi suoi successori, il che non mancai accennare nel n. 53 del citato . Nel 960 fu radunato in Rialto
il

Zolfina ne cambi

il

nome

Anasta-

sinodo provinciale, a cui Pietro

II, col

V E N
patriarca

VEN
cipazione del Corpo e del

io?

diGrado Buono Blancanico,trocon


altri

Sangue

del si-

vossi presente
scrisse gli atti,

vescovi e ne sotto-

gnore,
nopoli.

a' trafficanti di

schiavi, ed a que'
a Costanti!

che ilCappellelti dice ripor-

che private lettere portavano

tare nella Storia della Chiesa di Vene-

Erano

questi

secoli
il

barbari

11

anco compiuta. Forse questo quel sinodo, in cui furono decretate severissime pene contro que'veneziani che
sia, non per

Mulinelli di pi offre

testo de'

5 canoII

ni decretati dal sinodo.

nel
il
1

964-

Mor Pietro
gli

Nello stesso

fu sostituito

portavansi ne'porti di Soria e dell'Egitto,

6.pastore Gregorio di Giorgio o Zor-

che le leggi civili punivano di morte, perch lemevasi che facessero co'sarace-

ni traffico di

legname o
la

di ferro o altri refa-

lativi articoli,
cilit

o somministrassero loro

ancora sussiste, e per nomarsi il padre Andrea, tribuno d' Equilio , alcuno lo disse Andreadi quasi fosse cognome, ovvero per questo copiziy la cui famiglia
sti

d'aver armi per

guerra, che coro-

presero

il

nome

paterno.

Al bre17. ve-

battevasi dalla

repuhhlica veneta collequi dir coll'ab. Cappel-

vissimo suo governo soltentr

il

gala co'greci.
letti,
ci vii

scovo
di

Marino

Crtss/Vz/i/co,

che sedette pi

divieto,

che anteriormente, non ostante il approdarono in Alessandi

dria,

Buono tribuno
i

stico cittadino di Torcello,


lifica,

Malamocco e R.ucome lo quail

quali poterono acquistare


s.

teso-

20 anni, encomiato per virt e piet. 1 si adun in Rialto un sinodo, in cui nuovamente fu vietata qualunque comunicazione co'saraceni. Mor nel 986 o al pi tardi nel 987. Dopo probabile seNel 97

lo delle spoglie di

Marco.

O fetijc culcri-

pa! Certamente nel sinodo del 960 s'imposero severe pene ecclesiastiche contro
il

riprovevole traffico degli schiavi

stiani,

clw

veneti solevano fare

raccontai in fine del n.

4 del

come XVI. Ap,

de vacante nel 992 fu 18. vescovo Domenico Gradonico veneto, dell'odierna famiglia Gradenigo, consagrato da Vitale IV Candiano patriarca di Grado, alla presenza del doge Pietro II Orseolo, che

lo

avea eletto, e dal quale poi fu investiRaccontai nel n.i3 del


Pietro d'Oli volo quedal benedire solennemente
s.

prendo

dagli

Annali Urbani di Vene.zia


960, che
il

lo e intronizzato.

del cav. Mulinelli, all'anno

si-

XVI11, che

nodo, cui pure intervenne il vescovo di Torcello Pietro IV, fu tenulo nella cappella ducale di s. Marco, ilche prova l'ampiezza eziandio della primitiva chiesa, fi-

nella cattedrale di
sto
la

dell' AscensioneggS bandiera della repubblica, e consegnar-

vescovo nella festa

pure narra, chea niuno garbava il negoziato infamissimo di schiavi che liberi veneziani facevano, quali non solamente continuavano ad adoperarli ne'bisogni loro, ma eziandio li vendevano agli
i i

dello doge nell'intraprendere la famosa spedizione contro gli slavi, di cui fu vincitore pel conquisto della Dalmazia e della Croazia, ebbe origine la mala al

gnifica solennit, che poi


la dell'

si

fece in quel-

Ascensione, e
il

gli africani (!) e

ad
a'

altri

popoli; per nien,

ricevere in essa

consuetudine di vescovo a s. Nicol di


la

te poi

garbava

veneziani

che lettere
a'greci e al

Lido
le d'

il

doge, quando

ivi dalla
la

cattedra-

dall'Italia e dalla

Germania
si

Olivolo fu trasferita

cerernonia;

greco imperatore

recassero.

Potendo
scanda-

funzione che divenne pi splendida, do-

adunque da quel

traffico tanto

loso e da quel clandestino trasporto di


lettere venirne forse pessime

ze,

opportunamente

si

volle

conseguenimpedire i

poch nel 11 77 Papa Alessandro III don al doge Ziani l'anello d'oro per sposare il mare, onde il rito fu detto benedizione del

mare

e volgarmente sposalizio

due inconvenienti,
di
si

mezzo allora pi qualsivoglia altra pena temuto. Perci fulmin l'anatema e si tolse la pariecol

del mare. Domenico V, decorsi 33 anni e 6 mesi di vescovato , dopo aver veduto arricchire Venezia del corpo di s. Barba-

io8

YEN

V H N
notai nel XIX, n. 6, dogado 3o., rico nobbe il patriarca di Grido, e l'annalista Rinaldi

ra di Nicomedia, di die nel $ XVIII, n. ?.3, e di (jtiello di s. Tarasio , di cut nel


voi.

ra
la

XCI, . io4, termin la suo carriemortale nel 026. Subito ne occup


1

diceche
i

talvolta fu detto puil

re di

Tr inegia ne conferm
concesse
il

patriarci-

cattedra il figlio del fratello, co 1y I Gradoiico c). vescovo


%
1

Domenioli volese,

Io, gli
gi.
I

pallio e diversi privile-

veneziani riconoscenti alle sue ponbeneficenze, gf intitolarono


s.

ai cui

tempo

e nel

o jo fu celebralo

un

tificie

la

chie-

sinodo provinciale
di
s.

in Rialto nella basilica

sa di

Caterina.

La

pi antica investisi

tale

Marco (per singoiar coincidenza, iu anno anche in Vannes fu tenuto un


egualmente
:

tura di chiesa veneta che

ricordi, del

io6q
nico
et

fatta dal patriarca di

Grado Dome-

concilio,

sulla disciplina

ec-

clesiastica

per l'avvertito quasi in princi-

III Marengo, afavore del Plebaniun Priorcm della basilica di s. Silvestro,

piodi questo ,forse non sar inopportuna


la

come

dissi nel descriverla nel

Vili, n.

nota
in

clie <jui scrivo), col

suo intervento

e
di

presidenza d'Orso Orseolo patriarca


:

56, presso la quale era il loro patriarchio (per la stabile e legittima residenza de'
patriarchi gradesijn Rialto cominci nel
1
1

Grado gi ne discorsi nel XI X, n. dogado 29. , e si tratt di vari punti


disciplina ecclesiastica alla

6,
di

3
i

).

Il

vescovo Contarmi chiuse in pail

presenza del
il

ce

suoi giorni circa


il

doge. Nel seguente anno tra


il

vescovo e
giuris-

sedeva
ge,

nipote e

figlio del

1 ess0 1074* defunto do-

detto patriarca

si

fece transazione sulla

lo

gravissima controversia per

dizione della chiesa de'ss. Gervasioe Pro


tiisiojcheaccennai nel Vili, n.66,e l'nb. Cappelletti ne produce il documento. Nel

vescovato di Domenico VI

oltre la no-

minata chiesa, furono edificate quelle di s. Apollinare, e di s. Secondo neh' isola del suo nome. S'ignora l'epoca precisa di sua morte e sembra iho44'Contemporanea pare l'elezione del 20. vescovo Domenico P II Conta ri ni. Appartiene al suo tempo la fondazione fatta dal fratel-

Enrico Contarmi 1 1 . vescovo oli volese. Essendo patriarca di Grado Domenico IV Cervoni oCerbono, la somma povert a cui era ridotto il patrimonio patriarcale, mosse Papa s. Gregorio VII a scrivere una lettera di rimprovero al doge Domenico Selvo , e alla comunit e popolo di Venezia, perch si pensasse ad
accrescerlo decentemente e in proporzio-

ne dell'onorevole sua dignit,


rai nel

e del

deco-

ro del loro patriarchatus. Per tanto nar-

tale esortazione
il

lo

doge Domenico Contarmi, del mona-

dogado 3 r ., che per doge prima che morisse vescovo Domenico VII ne avea tenun. 6,
il

XIX,

stero di s.Nicol di Lido, essendo patriar-

to proposito

con

lui, e

quindi nel'settem-

gradeseDomenico IN Marengo; cos vi concorsero 3 Domenici come si ha dal documento, in cui Domenico VII s' intitola: Domimeli* miseratione Divina Eca
,

brei074 tenuto un

concilio o

radunan-

za di vescovi, fra'quali Enrico Contarmi,

piscopus Olivolensisje fra'testimoni d'un


altro

ne accrebbe alquanto le rendile, coll'imporre a ciascuna chiesa suffraganea, ed a' prima ri modi abbati e di magistrati,

documento si

legge:

Hermacora arEcclesiae
s.

nasteri della provincia ecclesiastica,un an-

ciripresby ter Olivolensis

testis.

nuo

tributo in generi e in denaro.


il

Fu

se-

Al medesimo vescovo, Papa


diresse
la

Leone IX

gnalato

vescovato d'Enrico pel faustis-

bolla Olivolensis Ecclesia e ,del

io53, presso l'Ughelli, p. 1217, di conferma a' vescovi d' Olivolo di tutti dii

simo ritrovamento del corpo di s.MarcoEvangelista,che celebrai a suo luogo; poich da un secolo veneziani deploravano non
i

ritti

e privilegi ad

essi

e alla loro chiesa

sapere in quale luogodella basilica ducale


fosse stato nascosto,

concessi, forse in occasione

che

si

rec a
gi

Venezia. Inoltre

s.

Leone IX, come

involato,

mentre

il

segreto

ovvero se fosse stato comunicato-

VE
si

N
le

VEN
primarie digni-

109

progressivamente fra
gli

CoritarcnoGa$tcllanusIipiscopiis,(]i\at\r

t erasi

cupati

venuto a perder del lutto. Preoc* animi di tristezza, fu stabilito


di 3 giorni, fatta

farne diligente ricerca. Intimalo

giuno generale
se

un una

di-

do sottoscrisse nel 1107 al diploma del doge Ordelafo Falier, che donava al patriarca di Grado la chiesa di s. A l'elu-

so-

dano

in Costantinopoli.

Ma

leggo nel de-

lennissima processione, alla quale concor-

creto pel miglioramento delle rendite patriarcali


pelletti.,

con fervore
le

il

popolo, anche di tutte


dello stalo, Dio esau-

diGrado,piesso lostesso eh. Cap-

l'isole e delle citt

comuni

preci, facendo cadere, alla

Le Chiese tV Italia, t. 9, p. 53 e seg., del settembre 1074 discorso pi


sopra,

presenza della moltitudine, da una colon-

dopo la

sottoscrizione

tj>

Ego Do-

na o pilastro della basilica, alcune pietre che lasciarono scuoprire la cassa marmorea in cui era chiuso il sospirato s. Cor*

minicus Sylvius Dei gratta Dux consensi3 etm. ni. ss.j quella immediata: +|+ Fgo Henricus Dei grati a Castellanus E'

p che

si

cercava, fra

la

gioia e le lagria'

piscopus subscripsi. Seguono


scrizioni degli altri
ti

le

sotto-

me
1

di tutti. e se

Ci avvenne

25 giugno

vescovi, degli

abba-

094,

ne festeggia tuttora l'anniver-

e degli altri che intervennero al sinodo

sario di questa

apparizione,come la chiaNarra la tradizione, che il Santo per indicare ove riposava^ mostr dal pilastro un braccio. Certo , che avanti ad un musaico esprimente la Cro-

ma

J'ulEziatura.

prelato gradese.

o radunanza, per migliorare la mensa del Dunque da s solenne atto si ricava, che gi il vescovo d'Olivolo

lo.

ce,

sopra

il

pilastro dell altare di

s.

Gi

avea assunto nel 1074 il titolo di CastelMor Enrico a* i5 novembre 11 08. Pochi giorni dopo fu eletto 22. ve-

corno, sempre accesa una


ti.

lampada avanil

scovo Pitale

I Michel
s.

veneziano e vi-

Miracoloso sicuramente fu
la

discopri-

cario della chiesa di

Paolo.

Ormai
comuni
le

tra-

inento della cassa,


sta

quale

si

tenne espo-

lascio di registrare le cose pi.

gi

3 giorni, e poi

l'8

ottobre in occasio-

discorse a'loro riguardanti


ni di chiese e in

fondazio-

dice avvenuta lo Stato personale)


l'ab.

ne della consagrazione (ma nel io85 la che


,

monasteri, e
ss.

il

trasferimento

Venezia di

Reliquie, altrimenti suc-

Cappelletti afferma celebrata nello


j

stesso

og4, fu collocata sotto la mensa dell'altare maggiore, ove si trov nell'ultimo scuoprimento, che dir alla sua volta. Tre anni dopo le Lagune furono arricchite anche del corpo o almeno di

cederebbe una monotonia di continuale citazioni, pel numero grandissimo delle

fondazioni e de'sagri tesori da cui fu

arricchita Venezia,cos pure di consagra-

zione di chiese e altari, e per accorciare


il

mio

dire;

il

tutto

avendo
a'

riferito, prin-

buona parte

delle ossa di

s.

Nicol ve-

cipalmente col Corner,

luoghi loro,

scovo di Mira, di cui tenni ragione nel citalo n. i3 del XVIII.

laonde sarebbero troppe ripetizioni. Vitale 1 lasci vedova la sua chiesa di Castello nel

F scovi
3.
11

dicembre
i

di Castello.
gli si
il

20, e mentre

a'

celebravano

solenni funerali in

s.

vescovo Enrico Contarini fu


il

i.a cambiare

titolo

della sua sede

Pietro di Castello, la troppa quantit di lumi o la trascuranza de'chierici, produsse tale incendio che distrusse la cattedrale, e con essa perirono altres tutte le
Nel d contigue fabbriche e abitazioni. seguente 17 dicembre fu consagrato sa-

Olivolese, e a dirla invece Castellana

probabilmente perch a'suoi giorni era andato in disuso il nome di Olivolo e

nominava tutto il sestiere. Questo cambiamento di titolo si comincia a trovare neh 091, intitolandosi il prelato appunto Benrius
col solo di Castello se ne

cerdote
lier

il 23.vescovo fr. Bonifacio Faeremitano agostiniano, acclamato dal clero e dal popolo successore al de-

no
d seguente

VEN
ri-

V E
lo

IV

imito, e nella susseguente domenica

leggo dopo

il

suo nome, Dei gratin

cev l'episcopale consagrasione, ossia nel


1

Castellanti* Episcopus,

ma

quello pure

8 dicembre. Nobile

di stir-

del Castellami!; Archidiaconus.

Lo
'*'

tro-

pe, pi nobile per le virt, contro sua

vo anche

nell' Ughelli,
1

il

quale riporta
1
1

voglia ricev la dignit, tra V esultanza


del popolo. Mor nel
i
i

purea

p.

9.4.1 la

bolla del

44

'

>a

33, impugnando che sulla fede


lo disse ucciso

pa Lucio

11,

Aequum

etrationabile est ;

Cappelletti
d'

il

Gallicciolli,

cominciando
tri

col saluto:

Generabilifradi

una cronaca anonima


i
i

nel

dal popolo.

Jo. Olivolensis seu Castellanae Ec-

JNello stesso an-

clesiae Episcopo.
privilegi e diritti
il il

Con essa orn

molli

no, 24.vescovo fu Giovanni III Poloni)


figlio del vivente

vescovato Castellano:

doge e pievano

di

s.

Bar-

quale privilegio rinnov Adriano


1

IV

tolomeo.
del
il

Ebbe

lite

col fondatore Bonfilio

Zusto de'canonici regolari della canonica


ss.

Salvatore, per avervi acconsentito

Benevento, ov'erasi portato nel precedente ottobre. Mor Giovanni HI in epoca sconosciuta, non
in

a*25 gennaio

i56

patriarca di Grado,

mentre

la

chiesa

apparteneva
la sotto la

alla stia giurisdizione;


II la

ma

rimanendo notizia di lui dopo il 1 57, bench alcuni dicono verso il 1 164.
1

Papa Innocenzo

tronc prendendos.

In questo era gi 2 5.vescovo Pietro

III

protezione della

Sede. Tut-

G randa liconi,
piato qualche
rale
di
si

non conosciuto che dalche ritiene aver princi-

to narrai nel VIII,n. 28, insieme all'assassinio del Zusto,

l'ab. Cappelletti,

dei e

che Dio fece risplenper miracoli. Il vescovo regol la

anno avanti il suo pastogoverno, mentre il ir 64 fu l'ultimo


1

suddetta festa delle Marie, protratta a 8 giorni, nella quale i vescovi di Castello,

e poi
la

patriarchi di Venezia, finche

."del suo successore. Di lui il ha memoria, dalla sua sottoscrizione ad una sentenza pronunziata nel giugno
1

sua vita e

dur

veneta repubblica, ricevevano


popolare, in princi-

[64

in Rialto, dal cardinal

Ildebrando
III,

que'donativi descritti nel luogo di sopra


citato.

Grassi, legato del

Papa Alessandro

Per

la festa

favore di

Marco priore

d'Ipide, contro

pio virtuosa e

innocente, divenuta cla-

morosa e depravatasi gravemente, dopo severe leggi promulgate dal governo per frenarne gli abusi e gli sconcerti, termin
coll'esser abolita nel
alla visita
s.
1

379

riducendosi

Geltrude badessa di s. Zaccaria di VeneAvverte l'ah. Cappelletti, che non si deve confondere co'due altri Pietri, che per strana combinazione erano allora vescovi di Civita Castellana e di Citt di
zia.

annua del doge alla chiesa di Maria Formosa, e nel vespero e mesi

Castello (de' loro antichi vocaboli latini


riparlai ne' voi.
p. 3 io),
si
:

LXX
il

X,

p. 3, e

LXXXV,

sa solenne che vi celebravano


i

vescovi e

che come

veneto intitolavan-

benediva

il doge Marie e l'accompagna va, benedizione, cui pr dignhate palalii impartiva pure al popolo. Tra le preroga-

patriarchi. In quella circostanza


le

per

Petrus Castellanae Episcopus (ora ambedue usano preporre avanti la

parola Civitatis o Civitas, anzi quello di


Citt di Castello anche

Tiphernwn

Ti-

tive ducali, eravi quella di

benedire

in al-

cuni giorni solenni


fosse
il

il popolo; quasich padre che benedicesse suoi figli.


i

Di questo
e
alti

trattai in fine del n.

3 del VI

berinum, e Civitatis Castelli). Il Gallicciolli, sulla testimonianza d'un cronista, disse il Grandaliconi vescovo d' Olivolo nel 1 146, per isbaglio di stampa, dovenSuccessore di lui in tale do dire 1 1 64. anno e 26. vescovo fu Vitale II Michel, nel dogado di Vitale II Michel, per
sine-olar coincidenza.

ove,ove pur dissi che benediva ezian-

dio

monache. Nel regolamento fatto dal vescovo Polani per porre un freno a*
le

disordini in feste cosi popolari, nella sottoscrizione del decreto del


1

Non

dice lo storico

i43> non

so-

che fossero parenti. Egli era pievano di

V E V
s.

V E N
mente
ne vo
III sped
feci

Paolo. Nel

170 fond un ospedale nelricordo nel


riser-

l'isola di s.

Elena, di cui

de'diritti

un diploma di protezioalle decime dovute al vescopoich


il

descriverla, nel n.

16 delXVHI,
del suo

di Castello in Costantinopoli,

vando
priore.

a se ed a'successori l'elezione del


IN'el

tanto esso,

quanto

patriarca di Gra-

tempo

governo

si

re-

do, aveano diritto di decimare sopra al-

c in Venezia Papa Alessandro III, nel 1 177, al modo ampiamente narrato nel

cuni luoghi dell'impero d'oriente,


in
s.

come
Nerini

Giovanni

d' Acri

oAccon. Avverte
il

XIX, n. 8,dogado 39. di Sebastiano Ziani, ma non mai incognito e occultamente,

l'ab.

Cappelletti, che sbagli

nell'opera,
lexii, nel

come

provai anco con autorit venete,

tempio ss. Bonifacii et Adire che Marco fu nel i2o3in


consagrazione di esso, celebra-

De

non mancando di riferire l'opinione contraria. Nel memorabile soggiorno fatto dal Papa in Venezia, celebr nella basilica Marciana quel concilio che descrissi
in detto

Pioma
ta

alla

da Papa Onorio HI (epoca errata nella stampa, s per essere slato eletto quel Papa nel 12 16, e s perch leggo
nel Nerini eseguita la cousagrazione nel

luogo

(i

cui atti

mancando

nel

Labb

e nel Mansi, dice l'ab. Cappelletti

averli pubblicati nella sua


1

Storia della

te

Chiesa di Venezia, t. 6, p. 00 eseg.) consagr varie chiese, orn di molte prerogative


la

7 domenica delle Palme,specialmennominandosi nell'atto cum Veneto Archiepiscopo, che il Nerini dichiar essere Marco), per aver trovato, che v'in1

citt e

il

doge, concesse

la

per-

tervenne

il

veneto arcivescovo, quale non


il

petua indulgenza plenaria


s.

alla basilica di

poteva essere che


inoltre
noti,

patriarca di
in

Grado
n

Marco per la solennit dell'Ascensione sua 8.*, confermando il giudizio proi

Angelo Barozzi allora


si

Roma,
la

Ed

che allora
vescovo
".

nostra

citt,

nunziato da'vescovi di Torcello e Jesolo,


contro l'abbate ed

non

si

nominava per anco / enezia,wa,


il

monaci di s. Nicol del Lido,che negavano al vescovo di Castello l'onore dovutogli in tal giorno della

Rialto, e che
latto e

si

diceva Castel'
fatti

non Veneto

In

osservo
il

nell'Ughelli, nel

documento

col quale

benedizione e sposalizio del mare, nel-

vescovo Marco, col suo capitolo, concesse


nel
1

la loro chiesa, colla bolla,

Ea, auae jnI'

dirio staluunlur i
1

presso

Ughelli, p.

gi religioso nel monastero di

199 al sacerdote Domenico Franco, s. Andrea


isolette, dagli

245. Dice il saluto: Venerabili fratri V. Castellano Episcopo saluter; e la data: Dat. Venetiaruw in Rivo Allo hai.
junii
(il

d'Amroiano, due
\eneti dette

antichi

eh. p. Bresciani, nel

1.

2, p.
,

69

Lagune vi erano Valli e Palale, Veline, Cavane eBarene. A queste si aggiungevano Ghehhi
tombe
(nelle

della Civilt Cattolica, serie 3.

nell'elo-

e Pallido, Dossi e Conche.


sito

Il

pallido

il

quente ai ticolo,S<7/rtc//tf, tratta: LaPacedi Venezia). Inoltre l'Ughelli riporta la bolla di conferma d'Urbano III data in Verona.Mor il vescovoVitale II nel 1 8 1
1

pi alto della barena. Il ghebbo fu anche misura, prima d'un piede e poi di

un piede

e mezzo.

Dossi'maggiori sulsi

l'acque della Laguna,

dissero

Tombe,

27. vescovo Filippo Casiolo ,che visse appena pochi mesi. Nel novembre 1 8 gi sedeva
il

Nello stesso fu eletto

come

rilevai altrove ), acci su di esse

piantasse una chiesa (essa l'isola della Certosa, di cui nel XVIII, n. i5) all'a-

2 8. "vescovo

Ma reo I Nicolai, detto andi


s.

postolo

s.

Andrea; non solamente

la

da-

che Nicola o di Nicola, pievano


il

ta di Rivoalti, e la sottoscrizione del ve-

Silvestro assai stimato, narrando di lui

scovo

Dei grada Castellanum Episcopure


di Pietro Vitturi

Dandolo, che muniva

le

sue bolle col

pio,

ma quelle

di-

sigillo di

piombo, mentre niuno de'piedecessori e successori l'us. Papa Clemen-

vina grata Castelli Archid., di Leonardo Castell. Primiccrius) di Gio. Bosso

i2

VEJN

EN

preb. Cotteli. Eecltsiae oc canonirus,


di

(/.,

Matteo Jorzani diaconus Castali. Ecili JacopodiaconusCastelLErcl.es..

con questa alle necessit de' poveri, delle vedove, degli orfani e di qualunque classe di bisognosi della diocesi. Narra il eh.
Cappelletti, sull'interessante e curioso ar-

di

Marco subdiac.

Castell. Eccl.

di

Balduini presb. Cast. Erri. Ca/i., etc.

gomento
quali
il

delle

decime mortuarie, per


si

le

con pi. ordine gerarebico e pi usato vocabolo di canoni co,egualmente neirUghelli,Io vedo nel disottoscrizioni,

Queste

prelato castellano

nomin
Tutti

tal-

volta vescovo de'morli.


/

gli altri

escavi e Benefizi ecclesiastici percepici per diritto di-

ploma,

col quale nel


al

1220

il

vescovo
s.

fe-

vano annualmente, e
la

ce donativi

priore e monaci di
riporta

Da-

vino, sino dalla loro originaria fondazione,

niele. 11 Cappelletti

un erudito

Decima (J

>)

parte de'frutti delle camla

documento, d'una ceremonia particolare, non trovata da lui ancora in altro luogo d'Italia. Benedetta vedova Gradenigo , raccomand al tribuno Da rozzi l'esazione di sue rendite a Costantinopoli e nella Romania, con (Strumento di procura. Era questa ceremonia l' indossamento della veste vedovile, la quale ricev Benedetta dalle mani del vescovo Marco.
Nel vescovato
zia
di questo, pel

pagne, e questa formava

rendita del

Vescovo
i

e del Clero, sicch potessero a-

ver sagri ministri un congruo sostentamento proporzionalo al grado loro. Ci non poteva farsi in Venezia, ove non es-

sendo campagne, tutto

il

popolo viveva

della pescagione e del traffico.

Era

stato

invece stabilito, sinodal tempo della fon-

dazione della sua cattedra vescovile, che


ogni veneziano in morte lasciasse
al ve-

conquisto di

Costantinopoli, furono trasferite a Vene-

scovo per testamento

la

decima

sulla fail

molte insigni
siti, ss.

ss. Reliquie,

che registrai
essa in

colt che possedeva. Della quale

vesco-

ne'rispeltivi

il

simile feci colle pro-

vo poi doveva
se, un'altra pel

far quattro parti,


a

una per
la

digiose

Immagini, pervenute in

clero, la 3.

per

fab-

Non voglio qui tacere, die r\c\X Aliante Mariano del p. Gumppemdiversi tempi.

brica, ossia

per lo mantenimento delle


le

fabbriche sagre e per


a

spese del culto

berg gesuita, con giunte del sacerdote veronese Agostino Zanella, trovatisi descritti altri

ecclesiasticoja 4- pe'povet ((precisamente secondo l'antica disciplina sulla divi-

sagri

tesori di

Venezia

le

sione e uso i\e\\aRendita ecclesiastica).\\

ss.

Immagini di Maria miracolose.


il

In-

vescovo percepiva intiera sempre


porzione:
le altre,

la

sua

benemerito vescovo, ottenne nell'anno 1225 da Onorio IH un coadiutore, e raccomandata la scelta


al patriarca di

vecchiato

del clero, delle fabbri-

Grado

al

vescovo di
essi lo cer-

che e de' poveri, spettavano alla contrada, a cui apparteneva il defunto; ed ivi il clero, la chiesa, i poveri ne godevano la

Torcello;

ma

nel

mentre che

quota

rispetti va.

questa ultima parte


a

cavano, mor nell'anno stesso Marco e fu


sepolto nella cattedrale.
cliel

Marco II Mi-

poi estraevasi

mina vasi
stribuiva

una4- parte, la quale noquarta della quartale la si dia'

divenne nel 1225 vescovo 29. , e giur fedelt e ubbidienzaal patriarca di

poveri di tutta

la

diocesi ".

Grado, come a suo metropolitano a'6 aprile 1229; ritardo che non dee recar
meraviglia, trovandosi pure in
scovi di questa,
altri ve-

Cosi fu praticato regolarmente sino ai tempi del vescovo Marco II Michel. Egli poi, vedendo forse mal provveduto a
questa divisione, o forse
ta a'poveri tal

egualmente che

di altre

chiese suifraganee. Iu tale


prile

anno a'29 aconvoc il sinodo diocesano, per conil

dun

nel

mal distribuiquarta della quarta, rasuindicato anno 1229 il suo


consegnase

clero, e proposegli,

sultare
te della

suo clero circa una quarta par-

quarta

si

che questa quarta di al vescovo, perch


:

decima de'morli, per sovvenire

meglio l'impiegasse all'uopo stabilitone

VEN
cJ il sinodo dichiar, che estendo il vescovo in ispedalila il padre e il benefattore de'povcri, pupilli

VEN
(che fu
te col
il i

i3

e vigorosissima resistenza; ed ottenne al-

meno,per decreto del doge JacopoTiepolo


.a

ed orfani e delle

porre in ordine

le leggi

vene-

vedove del suo vescovato, meglio da lui, che non da altri, ne sarebbero distribui-

ta sussidi. JLbbeW vescovo Marco li lunghe e difficili controversie col suddetto


patriarca gradese Barozzi
sostenere e difendere
pria chiesa.
diritti,
i i

suo Statuto, del quale dice il Cappelletti averne parlato nella sua Storiti della Repubblica di Venezia), che la giudicatura de'
soli

beni immobili dovesse


secolare
,

e queste per

appartenere

alla curia

per ditutto
il

diritti

della prodi
siifatti

mostrare

il

dominio supremo;

Una

lunga serie

resto poi fosse soggetto alla podest epi-

quali gli erano contrastati dal

scopale. Inoltre, tent

Marco

II,

sempre

prelato di Grado, onde ne pativa consi-

zelatore di conservare e ingrandire altres


i

derabile discapito lo stalo delle rendite


vescovili,
ci

suoi poteri, di assoggettare a se la

conservata nel
a'
i

di sentenza pronunziata

documento 6 dicembre
s.

I2t3i da'giudici arbitri

priori di
s.

Be-

nedetto di Padova e di
]VJonselice,a ci

Giovanni di deputati da Papa Grego-

rio

IX.

La

sentenza fu pronunziata quasi

su di ogni articoloin favore del vescovo;


si

ebbe tutto

al

pi un qualche riguardo

in querimanere nella primitiva sua indipendenza, padronato del doge e nella giurisdizione del primicerio di s. Marco, nullius diocesi*, capitolo e cappellani, di che trattai nel VI, n. 2; mentre de'procuratori di s. Marco, cui spettava la cura del tempio e basilica

ducale di

s.

Marco

ma

sto

fu deciso, ch'ella avesse a

alle
ti

chiese

parrocchiali appartenen-

l'amministrazione de'suoi beni, originali


nell'829, stabiliti

al

patriarca, che

come

dissi

ripetuta-

neh 18

r,

primarie di-

mente aloro luoghi, erano quelle di s. Silvestro, s. Giacomo dall'Orio, s. Matteo, s. Militino e s. Canziano. Quindi il Papa sanzion colla bolla Longinquitate
saepefit tempori, riportata dall'Ughelli
a p.
lici

gnit della repubblica, dopo quella del

doge, e

vitalizia

come

quella di cavaliere

della stola d'oro (eletti dal senato, la cui

primitiva istituzione vuoisi risalire al-

I899), ne parlai nel fine del


ve.

Ve

altroe fu

1258, il giudizio de'deputati apostonel febbraio i23a, e v'iusei per in-

Mori Marco

li

nel

marzo 1235

sepolto nella cattedrale con epigrafe non

tero la loro sentenza.

Una
11

lite

anche pi
che

pi esistente, poich quando fu rifabbricato


ivi
il

grave ebbe poi Marco


tro
il

a sostenere con,

tempio, tutte

le

ossa de'vescovi
so-

governo,

il

quale pretendeva

deposte furono unite in un luogo


porta maggiore, e
la

jli ecclesiastici

avessero ad essere chia-

lo, presso la

le iscrizio-

mati
zi

in

ogni e qualunque causa, tranne

ni

andarono per

le civili e le

meramente
il

spirituali,

dinan-

dute.
la

Pietro IP Pino
buone

maggior parte perarcidiacono del-

a 'giudici secolari,

che deplorai pi

cattedrale nello stesso

1235

fu eletto

volte nel XIX, anche perle funeste conseguenze e vertenze gravi colla's. Sede,

3o. pastcre,dovendosi ommettere Mar-

co Morosini registrato dall'Ughelli, ed


escluso con
ragioni dal patrio storico Cappelletti.
lettere
i

vindice della libert ecclesiastica contro


le

usurpazioni laicali

ed in esse

il

go-

Pietro

IV

diressero

verno veneto si acquist non lodevole fama, aflisse diversi Papi, e fu fomite di perniciosi esempi ad altri stati, che fatalmente l'imitarono, poich sempre il male pi facilmente si segue che il bene.
Alle quali pretensioni oppose
il

Papi Gregorio IX e Innocenzo IV, il i. per accogliere sotto la protezione della s. Sede l'inclita citt di Venezia,

pastorale governo della

per invitarlo a riassumere il s. Chiesa Castel-

vescovo

lana, da cui erasi sciolto per grave inferrnit.e cj a calde istanze de'prelat e eie-

Marco

li, con

petto sacerdotale, miraDiie ite, mirabile

vol. xeni

RtWW^W&o "fc


i.4

VEN
il

VEN
neto Bartolomeo
micerio di
s.

io dello diocesi estimatori di lue virt.

Dalle fondamenta rifabbric


vescovile,

palazzo
l'epi-

ove per memoria

si

pose

grafe:

Pina Domiti Petro fulget

T rbs Venelumhoc gaugni* alttmno desPraesuledar a pio. Termin sua vita nel i254a'3o dicembre, e pare fallo tipoIn esso bens l'8 febbragrafico il 12 55.

insi-

II Qutrini, pure priMarco, e giur fedelt e ubbidienza a Lorenzo 111 patriarca di Grado, il cui successore Egidio celebrando nella festa de' ss. Ermagora e Fortunato
del

1297

il

concilio provinciale, v* inter-

venne con

altri vescovi.

Poi a'20 febbraio

i3o3
stesso

fu traslocato

alla sede di

io

susseguente

gli

fu surrogato

fi*.

Gualtie-

d'onde pass a quella


giorno di

di Trento.

Novara,
Nello

ro JgnusDci venezianodomenicano e3i. vescovo, traslato dalla sede diTreviso da Alessandro IV, ad istanza del capitolo de'canonici, ma breve visse nella nuova cattedra, che rest vedova verso il giugno 1^57 e fu tumulato in ss. Gio. e
,

venne eletto 37.vescovofr. Ramperto Polo domenicano bolognese,chiamato nmeLamberlo ed Alberto de* Primadisi, premutal traslazione

rosissimo del

buon ordine

e della osser-

Paolo del suo ordine.


vescovo

vanza

dell' ecclesiastica disciplina, e zediritti del

Nel 1207 fu 32.


cappel-

lante conservatore de*

suo vele

Tommaso I Orimonclo

scovato, form un catalogo di tutte

lano della basilica ducale, di cui altro non si conosce che il suo decesso nel 1261.
In questo l'arcidiacono di Castello,

sue rendite,e delle costumanze vigenti,

perch

si

avessero a mantenere nell'avla raccolta

Tom33.

venire; ed

maso 11Franco Ju promosso a suo

tastico del vescovo

pastore,e probabilmente moia'5 agosto

Rest vacante il vescovato si1267. no al 1274, perch canonici, discordi nell'opinione, litigarono lungamente per
i

dato dagli annalisti


lui

chiamata: Ca Ramperto. Egli Iodomenicani qual va-

lente scrittore, e sono riputate opere di

un Apologelcum ed uno Speculimi.

S'ignora l'epoca precisa della morte del


prelato.AIcuni scrittori, non antichi, rac-

la scelta del

proprio pastore.

por fine

a tanto

danno si ricorse a Gregorio X, che a'5aprile nomin 34- vescovo Barlolomeo 1 Quirin gi pievano di s. Martino e di s. Maria Formosa, e allora ca',

contano, che un vescovo Castellano, di cui


tacciono
il

nome, don

alcune decime

nonico
chiese

di

s.

Pietro; lodato per piet e


i

mortuarie alla parrocchia di s.Pantaleone (se ci vero, potrebbe essere stato il vescovo Moro), di cui era stalo pievano;
che
le
il

per beneficenza verso


,

monasteri e
s.

le

vescovo Ramperto non volle ricola

fond
di altri

1'

ospedale di

Bartoloac-

noscere

concessione, perch offendeva

meo

a Castello, di cui nel

X, n. 64;
il

ragioni de' successori, e portatosi in


le

crebbe

8 canonici

suo capito-

occasione d'un funerale ad esigere

devi

lo, colle
i

corrispondenti prebende, difese


le

cime a

lui

dovute, nel furore popolare

diritti e
il

propriet della cattedrale.

Mor

i.

marzo 1291.
s.

rimase, ucciso, cio per miseramente oppresso dalla furia del popolo tumultuante, nel sito

Nello

stes-

so fu 35. vescovo patrio

ro primicerio di
lai

Simeone MoMarco, onde gi parII

caso. Altri

detto Malcanton,a\ funesto anche soggiungono, che molti


Castello siano furiosamente

di lui nella serie di essi, stato vicario

abitanti di

generale di

Tommaso

e capitolare

corsi as.Pantaleone per vendicare l'ucciso

nella detta lunga sede vacante. L'opera che scrisse, Caeremoniale ducalis basilivae s. Marci, fu base e fondamento di
altre di simil genere che scrissero altri.

prelato, e che
assistito
coli,

il

popolo della parrocchia,

da quello di s. Nicol de'iVIen<Jiabbia loro opposto valida resistenza;

Cess

di vivere nel

dicembre 1292.

Ne

fu successore e 36,vescovo l'altro ve-

gli uni e gli altri azzufFaronsi rabbiosamente, entrambi ingrossati da' popoli delle circostanti parrocchie, e che da que-

che

VEN
sto

VEN
i

n5

suo
so-

abbiano avuto origine

due notissimi

stre dal clero ecolare e regolare.

partiti de' Castellani e de' IVicolotti (al-

tempo

insorsero questioni sul quarto di


il

tra origine di tali fazioni, e pi probabile, la

quarta parte,

quale per l'addietro

narrai nel vol.XCI,p.


si

368

e altro-

leva darsi al vescovo, per le fabbriche e

ve), ne' quali poi

divisela popolazioIl

riparazioni della cattedrale di


e

s.

Pietro;

ne bassa

di

Venezia.
tal

Corner ancora

sembra che

fossero rilevanti, per l'in-

reputa favola

volgar tradizione, ta-

tervento del governo, per cui nel consiglio de'Pregadi


to in avvenire
si
si

ciuta da'pi sinceri e accreditati scrittori


delle cose venete, tanto pi che

decret, chequel quar-

da alcu-

consegnasse

a'

procu-

no

poco credito viene lo stesso riferito deH'8. vescovo Lorenzo delP88o,come


di

ratori di delta chiesa, peri suoi ristami

ed ornati

col

consenso

del

vescovo.
,

Pare morto fr. Rai per to nel 3o8, poich si ha documento che la se de era gi vacante a' i4 febbraio i3og, per esserne vicario capitolare Francesco da Barberino mentre nel seguente 1 3 o lo era Jacopo pievano di s. Fantino , il quale condann all' esilio del placitum futuri episcopi Castellani , alcuni canogi dissi.
i ; i

Quanto
di cui

poi al quarto di
il

quarta parte
1

sinodo 229, perch fosse consegnato al vescovo per distribuirlo a poveri,


il

aveva disposto

Pregadi

l'abol, or-

dinando che
te

tutta intera la quarta pardistri-

appartenente a'poveri andasse

buita nella contrada rispettiva. Esisto-

nici,

pievani e chierici, per avere preso


alla

no molte memorie della residenza del vescovo in Venezia sino e inclusive al

parte

famosa congiura

di

Baiamonte

Tiepolo, che narrai nel XIX, n. 12. Nel 3i maggio 1 3 1 1 venne eletto 38.

1327
vico

indi part per

Roma,ove

si

die al

partilo ghibellino dello scismatico

V
l'

il

LodoBavaro, scomunicato da Gioaver assunto l'impero,

vescovo
di

Galasso

de* conti

Alberimi da
sud*

vanni
senza

XXII per

Prato, nipote del famoso cardinale Nicol

assenso della santa Sede,


dell'

men-

Prato, da Clemente

di cui era

diacono, grato allo zio da cui principal-

mente dovea
cesi

riconoscere

il

papato, e

di-

apertamente, bench italiano, colla


la

deplorabile condizione di stabilire in

impero aveano nominato Federico il Bello duca d'Austria, e poscia si rec a Milano ad aspeltare il principe. Il Bavaro dopo avere ricevuto da lui e da altri vescovi la cotre altri elettori

Francia
Filippo

residenza pontifcia; per cui


il

rona
nel

di ferro in MiIano,portatosi in

Roma

IV

Bello, gi scomunicato da

i328 per

essere coronato imperato-

Bonifacio Vili e da Benedetto XI, immediati predecessori di Clemente V, per vincere il partito a di lui favore profuse

re, vi trov l'interdetto

fulminato in Avi-

gnone dal Papa, e nondimeno favorito da'


ghibellini, acclamato re

de'romani

e sena-

molto oro. Quanto a Galasso, trovandosi in Avignone presso il Papa, ivi mori nel
seguente giugno, senz'essere stato consagrato.

tore di R.oma, indi


silica

Vaticana

si

ba7 gennaio nella fece consagrare dal vea' 1

scovo Albertini, e da Gherardo Orlaudini

Laonde Clemente V,
il

nello stesso

vescovo d'Aleria
gli la

io Corsica,

imponendodi questo,

mese
to,

gli sostitu

per 3g. vescovo di Ca-

corona Sciarra Colonna capitano

stello,

fratello

Jacopo Alber tini da Pras.

del popolo
assistito

romano, a nome

parroco del borgo di

Lorenzo, cospi-

da

sindaci a ci deputali. Gi,

cua

terra della diocesi fiorentina, la cui


si

saputasi da Giovanni

XXII

in

Avigno-

ordinazione

protrasse al

marzo i3i6
si

ne

nel principio del i3iy, e finalmente

coronazione di Milano, avea scomunicato e deposto dal vescovato l' Alla

rec alla sua chiesa nell'ottobre i3i8,a-

bertini nel

novembre 1 327, sentenza che


Quindi
il

Vendola

fatta

governare da' suoi vicari

fu letta solennemente nella cattedrale di

nella sua assenza,incoutrato sino a

Me-

Castello a'6 dicembre.

Bava-

i.O

VEN
maggio,
(Va-

VEN
na o Aulona, e Stefano vescovo di Tiro.

io, nel di dell'Ascensione a' 12

cre antipapa l'eretico ammogliato e


te apostata Nicol

Da
rie,

alcuni anni erano tornale in

campo
si

e tosto Nicol da
il

l'antiche questioni sulle

decune mortua-

Fabriano recit uu sermone,dopo


le
il

qua-

e queste con tanto pi di calore

vescovo di Castello Albertini (the

riaccesero, perch
soflerto
il

molto danno ne avea


Gerissi ma*, peste

molti storici dicono di Vinegia),

doman-

clero, per la
1

d 3

volte al popolo

romano

se accetta-

va per Papa l'eletto dall'imperatore, e

rispondendo

tulli di s, fu fatto

il

decre-

to dell'elezione. Allora l'antipapa colle

sue mani coron di nuovo Lodovico V,


cre alcuni anticardinali, fra'quali l'Albertini (l'Ughelli aggiunge, et in

Germali-

che nel declinar del 347 e neh 348 avea desolato Venezia. I preti si mostrarono di soverchio interessati, non ostante la pubblica calamit, con malcontento de' fedeli, poich in parecchie famiglie erano periti padre, figli e nipoti, per cui in breve tempo in ciascuna di esse si
conseguirono sino a 3 decime. Per tutto
de'citladini,

nia legatus missus, misere vilam

quii), e tutti poi presi a sassate da' ro-

mani, fuggirono a Todi, a Pisa, e


pagliarono.
castellana,
1

si

spar-

Restata vacaute

la

sede

Giovanni

XXI

a'

5 gennaio
nello

329

elesse 4o. vescovo

il

canonico del-

la cattedrale

angelo I Delfino, che

anno tenne il sinodo, vi fece utili discipline, massime dirette a regolare il disordine de'beuefciati, che non risiedevano nelle rispettive case e non intervestesso

governo s' intromise in difesa non essendo riuscito ad altri mediatori di ricomporre la turbata armonia Ira clero e popolo. Neil 348 erasi falla una composizione, approvata dal Papa Clemente VI, cio che la repubblica darebbe a tulio il clero 1 2,000 duquesto,
il

cati d'

all'anno per l'avvenire.

oro pel tempo passalo, e 7,000 Ma dopo qualil

che mese,
peste,
ti

vescovo e
di

il

clero, fatto cal-

nivano

a' divini uffizi.

Noter, che nelle


le

colo della quantit di persone morte di


si

chiese di Venezia, oltre

frequenti pre-

reputarono
le

troppo defrauda-

diche, eran vi anche i semplici lettori de'libri sagri e de'Padri, delti Paterici. In detto

ne' loro diritti della

decima

perci

rinnovate

loro querele al senato e al


1'

anno

l'arcivescovo di

Ravenna, per dei

Papa, ottennero

annullamento della

legazione apostolica, ridusse a dodici

ca-

composizione, e che ne fosse falta altra,


e lo fu a'2 3 agosto
za accord
il

nonici della cattedrale di

s.

Pietro,

com-

prese

le

3 dignit diarcidiacono, arciprete


1

e primicerio. Nel seguente

33o, Angelo,

35o che in sostancompenso di 28,000 ducati d'oro a tutto il 29 giugno 1349, dopo ^
1 ;

cogli altri vescovi suffraganei, assist al si-

qual giorno rientrassero ne' loro

diritti,

nodo provinciale radunato da Domenico V patriarca di Grado. Nel 332 concesse a' suoi canonici la met delia por1

Ci non tronc le questioni che insorgevano alla mor-

con far

l'antica divisione.

te de'citladini, nell'esigere

il

clero

1*

ingli

zione di decima, a
tutti coloro
citt.

lui

appartenente, di

ventario,

onde
il

trarsi la

decima che

che fossero morti fuori di

Mori a' 19 agosto 1 336. A' 27 agosto stesso, a pieni voti dal senato fu eletto 4*- vescovo Nicolo I Morosni,

competeva,

che alterava la pubblica tranquillit. Di queste questioni, e della parte presane dal governo, ne ragiona pure il prof. Romanin, nella Storia do-

veneto. Neil

338 Benedetto Xll da AviPadova, ed

gnone

l'incaric a recarsi in

assolverla dall'interdetto, a cui era stata

cumentata di Venezia, t. 3,p. 6 1 e seg., sino al componimento della controversia, non senza osservare: Gi abbiamo
1

sottoposta nella signoria degli Scaligeri.

Fra* suoi vicari generali, eh' ebbe nelle


assenze,
vi

fu

Jacopo vescovo d'Avello-

il sentimento religioso, onda principio animati fuggiaschi all'Isole, iu que'tempi di sciagu-

notato

come
fin

d'erano

V E N
ve divenire poi ereditario e tradizionale fra' veneziani, onde quell' ardore che metteva ciascuna famiglia e ciascuna consita

VEN
li,

117
la

sede per ben io anni; ed intanto

diocesi fu amministrata da'vicari genera-

l'ultimo de* quali fu Luca vescovo di


il

trada nell'erigere chiese.cappelle, altari al

Cardica. Ritorn

Morosini a Venezia

proprioSanto; e quelle pieconfraternite,e


le
il

neh 366,
I)

e fu incontrato dal clero;


a'
1

mo-

processioni, e le

pompe

tuttedelculto,e

rendo nel seguente 1 367

gran numero de'conventi, e l'accoglien-

7 febbraio. consiglio de' Pregadi poste a scrutinio

za che in Venezia trovarono tutti gli ordini monastici.

Per

il

governo, uel temdirit-

po

stesso

che largheggiava nelle dimoil

strazioni di piet, volle riservarsi

to di regolare le cose del clero aventi re-

lazione collo stato, specialmente in quanto

le nomine degli 8 concorrenti che aspivano al vescovato ( ) , senz'essere candidato, da quello di Corone vi fu traslato il veneto Paolo Foscari 4 2 - pastore, che a'7 maggio 1367 ne prese possesso. Egli con pi vigore ed invincibile ostina!

concernevano

la

possessione

d'immo...

zione ridest e sostenne


le

le

questioni per

bili e di

tutelare gl'interessi de'cittadini


il

Mei libro Spiritus, leggesi

decreto de'

21 maggio 1 347, che riferendosi ad altro pii antico, col quale si vietava di lasciare
i

beni immobili per suffragio dell'ani-

ma

o per cause pie per oltre un decennio,

solo

concedendo che si fabbricassero chienotava essersi questi


pi,

decime mortuarie, dichiarando ripetutamente aver giurato difendere e conservare intatti diritti della chiesa e del clero, avendo ottenuto la conferma della bolla d'Innocenzo VI, che ne assicurava il diritto, da Urbano V. Pertanto intraprese tali atti giurisdizionali, che riuscirono moi

se e ospedali; or
ilei

lestissimi al
rati

doge e

al

governo. Sono nar-

bisogno aumentati, e siccome per

la

dilfusamente dall'ab. Cappelletti,

ma

smania di costruirne di nuovi, si trascuravano vecchi, ordinava non si potessero erigere altri spedali e monasteri se non con licenza de'6 consiglieri, de'3 capi
i

mi limiter solo ad accennarli. Vedendo il governo irremovibile il vesco vo, decret a'29agostoi 368: proibizione a tutio
ti,

della
ti

Quarantia,

di

35

di

questa e 3 par-

del maggior consiglio". Neil 35 1 Clemente VI commise al vescovo Morosiui


di

con minaccia di pene, di pagare in denaro o elfetti la decima al clero, qualora non fosse stala dichiarata nel testamento

dal defunto, o
il

non ne avesse dato


s.

licenza

trattar la

pace tra

le

repubbliche di

senato; e dichiarazione di surrettizia la


a

Venezia e di Genova, colla lettera Amara nobis est discordia gravis, presso l'Ughelli,

2.

riduzione ottenuta dalla

Sede.

Il

p.1279. Indi nel 1 354 ottenne da lunocenzo VI la conferma del diritto sulle

perch a'3 settembre foggi il vescovo iti Avignone per sottrarsi al potere del go-

verno e ricorrere

decime, colla bolla Exhibta nobis> eriferita


il

bano

/z era fino dal giugno

gualcente
li.

a p. 1280 dall'Ughel-

stato pontificio

Papa (ma allora Ur* 1367 uel suo d'Italia, e non torn in
al
1

Neh 355

vescovo fu incolpato reo di

gravi scandali, e
plici col carcere.
siui,

neh 356

si

comDi che adontatosi Mororec in Avignone ad acil

senato castig

cusare ad Innocenzo

VI

il

governo, d'a-

Avignone che a'24 settembre 1370, ove mor a' 1 9 dicembre, e dopo o giorni gli successe Gregorio XI. Si deve tenere pure presente, che il doge Cornaro, sotto il quale s'inaspr la controversia, mor a'
i3 gennaio 368).
1

ver violala l'immunit ecclesiastica.


il

Ma

Il

senato subito sped

doge Giovanni Delfiuo scrisse al Papa, informandolo minutamente delia condot ta del colpevole vescovo, e del contegno
del senato; le quali informazioni indusse-

in

Avignone per

istruir

bene

il

Papa,

gli

ambasciatori Zaccaria Contarmi e Daniel Corner, anche collo scopo della traslazio-

ne ad altra sede del Foscari, e delia


vocazioue della bolla 2 3 agosto
1

ri-

ro Innocenzo

VI

a tenerlo lontano dalla

35o.Tut-

n8
li
i

YEN
non
pola lite fosse
s.

V
portala
il

EN
il

loro sforzi riuscirono vani, e

10 di Venezia, e ch'egli avrebbe ridotto


il

terono impedire die


senato
ri.

vescovo all'accomodamento. Invece

avanti al tribunale della


li

Rota, onde
di

richiam e colm
il

rimprove-

senato sostenne, non doversi pagar le de cime, se uon quando e nella misura che
fossero ordiuate nel testamento; e poi offr

D'altronde

Papa era

irritalissicuo pel

decreto

29

agosto i368, lesivo enormeecclesiastica.

mente l'immunit
alia signoria

il sapere, che il pre acerrimo, instava presso il Papa, onde si citasse con pubblico editto, poich

Pungeva vescovo, sem

la citazione

tuarsi,

il

per cursore non poteva effetdoge Coutarini a comparire in


il

4,5oo ducati, frutto di capitale che avrebbe perci assegnato. Nulla si concluse, ed il Polani torn a Venezia , il governo sempre pi inasprendosi nel considerare, che pel privilegio delle decime Venezia era posta in perpetua servit, e
tutti
i

beni de'cittadini venivano ad esseveuir scomunicata.


al

Avignone dinanzi

tribunale ecclesiasti-

re obbligati al clero e alle chiese; poteu-

co,pei cui a tutto suo potere tentava d'impedirlo; ed a tale effetto


zi

do per esso

la citt

mand

per non

Fu

quindi intimato
persuaderei!

padre del Foscaa cedere,


altri-

veneti in

Avignone

Tommaso

Bonin-

ri, di

figlio

contro e Napoleone, per frenare eziandio


la

temerit del vescovo; anzi per ottener-

menti egli co' figli sarebbe in perpetuo bandito da Venezia e suo distretto, con
confisca de'beni a favore del co

ne riulenlo pi prontamente, fece partire

mu u. Tans

per Avignone

il

di lui

padre Giovan-

to era a cuore del senato

il

fine di

de-

ni Foscari,

ma

tutto inutilmente. Intan-

licatissimo e importante affare, per evitare


il

to la causa fu affidata al cardinal

Guido

disonore della giudicatura della

de Boulogne gi legalo d'Italia e allora vicario di essa per l'imperatore Carlo IV, ed egli accord la citazione per editto contro il doge e la signoria, il che riusc
d'inesprimibile molestia a tutta la citt.

corte papale.

Ma

t paterna, violentata dalle

neppure giov l'autoriminacce di


pure
inutile l'in-

severe e non meritate peue, a danno di


tutta la famiglia. Riusc vio al

Perci

il doge si lagn direttamente col Papa, ricordandogli meriti della repubi

Papa dell'altro ambasciatore Domenico Mot osini , colla detta offerta di


4, 5ooducati, poich 6e ne volevano 6,000.

blica colla
sistere dal

s.

Chiesa; supplicandolo a des

Frattanto verso
tito

procedere

tro di essa,

acerbamente courivocaudo V editto cos gra-

il declinar deli 376, parGregorio XI d'Avignone, per ristabilire la dimora papale in Roma, la re-

voso e insultante all'onore del

nome vene*
de
l'editto di

pubblica gl'invio a complimentarlo 3 ambasciatori,

ziauo. Altrettanto scrisse al cardinal

Andrea Graden igo, Giovanni Ro-

Boulogne, specialmente contro


to senza risultati favorevoli , esito

Bembo

e Zaccaria Coutarini, con l'istru-

tanta infamia per la repubblica.

Ma

tut-

zione a quest'ultimo di rimanere in

ebbe
,

il

carteggio e

il

ne miglior nuovo nunzio

ma

per ultimare

il

doloroso affare delle

veneto Pietro Polani inviato a trattare col cardinale il quale si lagn dell'asilo da*
lo in

Chioggia a Francesco Ordelaffo condi


s.

tumace

Chiesa, cacciato dalle mili-

zie papali

risposto,

da Forl e Cesena. Al che fu contenersi egli tranquillo, ed esil

ser noto a tutto


silo in

mondo

la libert d'a-

decime. L'ostinazione per del vescovo Paolo Foscari facendosi pi tenace, minacci scomunicar tutti quelli che uon pagassero le decime, e gi l'avea intimata per tutte le parrocchie, se non si fossero pagate pel s. Natale, con proibizione a'pievani d' amministrare i sagramenti, neppure in punto di morte, a'morosi. Iu
tal
si

Venezia.

Il

cardinale quindi pro-

modo

s'irritava vieppi

il

governo, e

pose: accordasse la signoria per ragione


delle

decime 6,000 ducati annui

al eie-

comprometteva la pubblica libert. Finalmente il vescovo, a vendo seguito Gre-


VEH
XI in Roma, ivi mor nel 1376 (forse more veneto giacche positivo che Gregorio XI fece il suo ingresso in Roma
goi io
,

VEN
visero nella vera
nella falsa

119

Ubbidienza di Roma e d'Avignone. Questa 2." fatal-

a'17 gennaioi377), e fu tolto ogni ostacolo alla riconciliazione della repubblica

lo stesso

mente abbracci il vescovo Piacentini nel13780 part da Venezia, proba-

composte le differenze. Nello stesso auno (11131377) fu 43. ve* scovo Giovanni IV Piacentini parmigiacolla Chiesa, e

bilmente cacciatovi. Nondimeno conserv qualche relazione colla chiesa castellana, o almeno continu a percepire anche neh 379 le sue rendite. Del che fauno prova le parole della carta circa il ricevimento della decima pagatagli da'procuratori di s. Marco, che per l'accordo ne aveano assunto l'incarico: Rev. P. D.

no, gi vescovo di Cervia, di

Orvieto. Egli

tosto dichiar
la

Padova e di non voler


lite,

punto sostenere

pendente spinosa

e affidarsi alla discrezione del governo.

Fu

allora dunque decretato, di stabilire 5,5oo ducati annui da dividersi a tenore

Joannem Deielapostolicae Sedis gratia


episcopum Caste l lamini etc. Egli
sto
in

que-

delle costituzioni ecclesiastiche venete, tra


il

tempo

era stato spogliato del vescola cui e-

vescovo,

il

clero delle parrocchie, la


i

vato per sentenza d'Urbauo VI,

fabbrica delle chiese ed

poveri; al qual

secuzioue intimata dal priore de'ss. Gio-

componimento Gregorio XI di buou grado ader, eziandio che il vescovo ritirasse la


s

quota spettante al predecessore. Cotermin la lunga e acerba controversia, che tenne per tanti anni agitati gli animi, non interrotta neppure dalla strepitosa guerra contro Genova, descritta
in detti e successivi anui nel

vanni e Paolo, fr. Nicol da s. Giuliano domenicano, qual commissario apostolico, pe'3o dicembre 1378, pare che avesse
esecuzione nel seguente anno. L'antipapa
nel
1

385, bench absensa Curia,

lo

cre

auticardinale prete di s.C\i'iaco,voluitque

XlX(e

sic-

appellari Cardinalis Venetiarum, leggo nell'Ughelli, denominato anche Loia-

come ne fu pure cagione la primazia sul mare Adriatico, mi sia lecito qui aggiungere sugli stamponi,
lica de' 2 aprile
la notizia

d'uu'opera

bardus. Alla morte dell* antipapa , nel 1394 entr nel pseudo conclave d' Avignone per l'elezione dell'antipapa Benedetto
r.

relativa, annunciata dalla Civilt Catto-

1859, Del

diritto de' ve-

XI li, nella cui falsa ubbidienza moAvendone parlato nel voi. Ili, p. 214

neziani e della loro giurisdizione sul


re

ma-

Adriatico; opera del giureconsulto di

Mar ostie a e
1 .

Vicenza Angelo Matteazzi,

professore di Pandette nell'universi-

chiamandolo francese, vescovo castellanense nel Belgio, vanno soppresse quell'erronee parole, che ricavai dall' opera classica del p. Ciaecouio, Vitae Cardina*
lium,
t.

t Patavina nel secolo

XVI j ripubbli-

2, p.

682, ove

si

legge: natione

commentata da Leonardo Dudreville, dottore e maestro in ambo le leggi ed avvocato delforo


cata, voltata in italiano e
veneto, Venezia
1

gallimi, Episcopus Castellami, Castel*

lum urbs

est

Galliae Belgicae,vita mi'


l'ab.

gravit die
gistrato

9 maii anno i^o^ Nota

tip.

dellaGazzetta ufficiale

Cappelletti, che in alcuni rass.si trova reil vescovo Giovanni Amadeo, in luogo di Giovanni Piacentini, e lo si di-

8 58); e si

ristabil la tranquillit e la
il

con-

cordia tra

clero e

il

governo. Gregorio
1 1

XI mor a'28 marzo 1 378,6 dopo ni gli successe Urbano VI, contro
insorse l'antipapa

gior-

ce veneziano. Quindi egli esser d'avviso,

il

quale

sebbene

vi sia

errore quanto al dirlo ve-

Clemeule VII a'20 setlembre,che recatosi in Avignone, vi stabil una pestilente cattedra e fu cagione del grande, lungo e funestissimo Scisma di
Occidente, nel quale vescovi e fedeli
i

neziano, non abbiasi a crederlo diverso dal Piacentini, il quale forse portava il
2.

nome

di

Amadeo. Nou mi

dispiace la
il

spiegazione, e forse

mi farebbe venire

di-

sospetto che fosse quel cardiual

Amadeo

no
dinali, e

VEN
che invece
io trovai essere, l'at-

VEN
desse possesso a'22
sto tenne
il

veneziano, riportato dagli scrittori de'cartribuito a lui, in

novembre i38o. To-

sinodo diocesano, da' framrilevasi la costituzinne,che

buona parie proprio


p.

di

menti del quale

Giovanni Crisolini d'Amelia, come notai


nel voi.

vieta di celebrare

LXXXVI,

28, e ricordai in
p.

no

a chiunque, e quella che

due messe in un giorcondanna al-

quest'articolo nel voi.

XCI,

dirlo l'Ughelli, voliti /gite appellati

391. Quel Car~

le carceri

stuosi.

il chierico e la monaca inceGovern poco pi d'un decennio

dina li$ Venetiantm, potrebbe compensare al difetto della patria


,

la chiesa castellana, poi fu

trasferito
,

al

essendo egli

patriarcato di Costantinopoli

nel qual

parmigiano.

Il

p.

Aff

Memorie degli

tempo ebbe

in

commenda
la

il

vescovato di

Parmigiani, t. 2, p. G5, ragionando di Bartolomeo Piacentini, fa pur cenno del nostro Giovanni, de
scrittori e letterali

Calcide e anche

sede arcivescovile di

suoi vescovati e anlieardinalato, e cita va*


ri scrittori che ne parlarono. Meglio imparo dal Colle, Storia dello studio di Padova, t. 2, p. 47,che il vescovo Giovanni era fratello del celebre professore Bartolomeo, e stato anche canonico e poi arciprete di Padova, e quando fu rimosso dal vescovato patavino fu nominato arcivescovo di Patrasso, e quindi veneto vescovo di Castello, cacciato e anticardi1

Corone, nel i4o5 fu creato cardinale e nel seguente Papa col nome di Gregorio XII, laonde molto ne ragionai, anche in
quest'articolo nel XIX alla sua memorabile epoca di scisma e di turbolenze.

Trasferito appena
1 i

il

Correr

al detto pa-

triarcato,nel 390 canonici diCastello domandarono per 46." pastore il venetoG zo-

vanni
co, e
l'

Loredan, primicerio

di

s.

Mar-

ottennero per pochi mesi, poich


fu traslocato alla sede di

a'2

novembre

Capodistria. Intanto per Venezia fu destinalo amministratore


il

nale.

Ma

l'ommissione del passaggio dal


Patrasso alla sede d'Orvieto,
la

cardinal Cosi-

titolo di

moMigliorati(<\\ Sulmona, e poi nel

i4o4

leggo corretta nel p. Valle, Storia del duomo d'Orvieto, p. 4- l riferiti scrittori

Papa Innocenzo VII ),


'

il

quale ebbe a

semplicemente

lo

chiamano Giovan-

ni. D'altronde ilCiacconio nella sua dotta opera, prima dell' anticardinale Giovanni Piacentini, gi a vea parlato del car-

dinal Giovanni arcivescovo di Corf,che


Cardella, Novaes e altri

suo vicario Antonio de' Belanciui pievano di s. Toma, o forse fu amministratore nella vacanza della sede dell'uno o dell' altro de' due vescovi successori del Loredan. Neh 391 da Modone pass a questa sede il veneto Francesco IFalier 47.

cognominarono

vescovo, e
poi a'2 7

vi

giunse

a'

Amadeo
po
la

e dissero

veneziano.-^Poco doveneto Nicolo II

marzo 1392.

3 luglio, morendo

Un mese

dopo,

deposizione del Piacentini, 44 ve ""


1

scovo fu nel

379 il

Mo-

rosini arcidiacono della cattedrale e pro-

a'29 aprile, 48. vescovo fu eletto Leonardo Delfino veneziano, gi canonico cantore di Modone, e successivamente destinalo al vescovato di Jesolo, quindi nel

fondano

apostolico,

ma

no mori a'24 novembre. Pochi giorni dopoeneli379divennevescovo45.della patria il celebre Angelo II Corraroo Coril quale tard a venire alla sua sede per trovarsi allora occupato nella legazione apostolica del Piceno (non lo no-

nello stesso an-

vescovo

i385 vescovo d'Eraclea e nel 1387 arcidi Creta. Convoc nel maggio 1396 il sinodo diocesano, di cui se ne sa

rer,

Per la coronazione del doge Steno, pronunzi orazione gratulatosolo la notizia.

ria, e dal

medesimo

fu

tosto invitato a

Leopardi, nella Series Reclores Alarchiae, se non nel i4o5-o6 Vicarius


il

mina

ricevere col consueto ceremoniale l'investitura del vescovato.


passati

Ma

siccome erano

Vonlificis e cardinale di
re che facesse
il

s.

Marco), e pane preu-

9 anni senza

essersi

mai soggetta-

suo ingresso

to a lai cereuiouia, e

continuando a ricu-

VEN
doge e il senato ottennero la sua remozioiie da Bonifacio IX, il quale a'q giugno j4oi lo trasfer al titolo di patriarsorsi,
il

VEN
gioviale vivere de'veneziani, che

121

ha appena

toccato, del

qua e l molto che ho letto

ne' loro storici antichi e odierni, port di

ca d'Alessandria, finche nel


bilito nell'arcivescovato di

4o8

fu rista-

conseguenza, che talvolta non pochi del


clero, in

Creta o Can-

avendo dimorato in Venezia, probabilmente nella casa paterna. A'27 luglio 4o Bonifacio IX, a istanza del doge e del senato, dichiar 49. vescovo patrio Francesco II Bembo , e perch non si rinnovasse V abuso del suo antecessore, il doge non tard a
dia, sino allora

mezzo a tanti fomiti, si abbandonarono a riprovevoli disordini, e cosi, diversi de' molti monasteri di monache,

come
mente

rilevai uel

X e altrove, principal-

nella lagninata epoca del

cioso, ostinato e

pernilungo scisma, che da per

tutta rallent la disciplina ecclesiastica e


la

osservanza religiosa. Quindi nou da


racconta,

dargli la temporale investitura del vesco-

meravigliare, se lo storico ab. Cappelletti

vato, la formalit rilevandosi dal seguente

come

in que'deplorabili in

temabito

documento. i4oi i4 septembris. Indiclione X. Reverendus Pater Dominus


et

pi taluni ecclesiastici travestiti

secolare

si

abbandonarono ad ogni genedi sottraisene

Franciscus Bembo, Dei


dis gratia
liter

apostolicaeSe-

re di misfatti, e poi colti dalla civile giu-

ad

ecclesia ni

Episcopus Castelanus persona s. Marci se contulit, et

stiziacela vano

coll'accamgi loro ve-

pare
stica;

il

privilegio dell'immunit ecclesia-

fuit in missis

cum illustrissimo Domino Domino Michaele Steno Dei gratia inclito Duce Venetiarumetc. et completo Credo

come

vi

pose freno

il

scovo e concittadino Gregorio XII


lettera de'
ta
il

in

unum Deum accessit idem d. Episcopus cum venerabile viro Joanne Lauretano
s.

, eoa 18 maggio 1407, di cui riporseguente brano. Quod si quis cle-

primicerio, et aliquibus ex capellanis di-

deinceps infra ordinem subdiaconatus consistens tempore crimiuis non dericus

claeecclesiaeseu capellae
re
s.

Marci ad alta-

ferebat

Marci, et

ibi

stante genuflexodictod.
d. primicerius, dixit ali-

seni ante
si

habitum et tonsurarti per menimmediate crimen commissum,

Episcopo, idem

ve deprehensusfueritsine habitu et ton-

qua verba quae in elleclu fuerunt, et ipse primicerius nomine et pr parte praefati d. Ducis acceplabat ipsum d. Episcopum ad episcopatum Castellanum , et
deinde cantato
ipsos d.

sura clericali, ipso facto, et


,

quod post

crimen commissum fecerit se insiguiri prima tonsura, et ex tunc non portaverit continuo habitum et tonsurarti, ita quod

Te Deum laudamus per


et ca-

non appareat clericus, sint onini


clericali

privilegio

Episcopum, primicerium

privaloet forosaecularisubjecti".
i

pellanos, et dieta piallone Spirilus Sancii

Termin

suoi giorni

il

vescovoBemboa'G

per primicerium suprascriptum, idem d.

Episcopum cum
fati d.

praedictis primicerio et

settembre 1 4 1 6, lasciando onorevole memoria di somma piet e di molto sapere.


Gli sconcerti della Chiesa romana, per Io

capellanis accessit ad praesentiarn prae-

Ducis

qui

cum uno annido


serici,

liga-

scisma avignonese e per


in breve ne'n

le

sue sciagurate

to

cum una

cordula rubra

prae-

conseguenze, che l'agitavano, raccontate


6, 7 e 1 8 del XIX, teunero lungamente vedova di pastore la sede castellana, finche Papa Martino V, e
,i 1
1

senlibus ex nobilibus Venetiarum in nu-

mero

copioso, investiva ipsum d. Episco-

pum
po

de bonis temporalibus existeulibus


suo spedanti bus
et per-

in ducalu Veneliaruiu praefato Episcoet episcopatui

letto

l'u novembre i4

7> tosto

appro-

il

candidato dal senato stabilito sin

tinentibus,prout est in siroilibus


suetuin, quibus
sic

fieri

con-

dal gennaio dello stesso anuo, per 5o.


vescovo,nel nobile veneto

solemniter peractis ad
est ". 11 largo e

Marco IIILa rid'O*

fiuem missae processimi

do,

la cui

memoria

nella cappella

122

VEN
s.

VEN
Pietro, l'uni*

guissanti della basilica di

ca superstite dell'aulica cattedrale, e da


lui edificala.

Verso

la

medesima

chiesa

quanta forza per costringerlo ad ubbidire, lo mostr ben tosto l'elicilo. Imperocch non polendo il sauto pi a lungo
resistervi, vi
si

fu generoso d' altre munificenze pel re-

assoggett finalmente
il

a'

staurato tetto, fondazione di due cappel


Ionie, donativi d'arredi sagri ec.

5 settembre,

dice

Novaes. Ne'quali o-

Premuil

norevoli e dolci coutrasti s'impiegarono

roso della disciplina ecclesiastica e della

4 mesi circa.
be
il

Il

clero recossi a fargli


1

omagme-

riforma de'coslumi del clero


zioni

celebr

gio a' 18 settembre

433. Lungo sarebvirl,


i

sinodo, in cui decret utilissime costitu,

dire le

somme
il

portenti

e celebralo per altre virt

prima de'26 gennaio 1^16.

mor Verso il

ravigliosi, la celeste

prudenza, di cui fu

impreziosito

suo pastorale ministero, di

luglio cess la sede vacante colla trasla-

cui distesamente parlarono gli scrittori di

zione dall'arcivescovato di Creta, del veDonalo 5 vescovo, neziano Pietro

IV
i

sua vita, che poi noter, siccome modello de' vescovi. Bens va ricordato il sinodo
diocesano da
to
il

mentre era governatore di Perugia, ove dissidii dell'Umbria ; rest a comporre


laonde, e per essere stato trasferito a Pa-

lui radunato, appena assungoverno di sua chiesa, in cui molte

cose circa l'ecclesiastica disciplina stabil,


e particolarmente le promozioni de'titolati

dova
alla

circa

il

luglio

1428, non venne mai

sua residenza.

52. vescovo fu
fir.

delle chiese;
patti sulla

il

diritto di

convenire
del-

promosso a' 16 luglio 1428

Francesco

con
la

mercede de'fuuerali e

III Malipiero, gi abbate di s. Cipriano di Murano, e allora arcivescovo di Spalatro, indi l'i 1 maggio 43 3 pass al ve1

sepoltura de'morti, in luogo delle de-

cime, su cui altre novit erauo state introdotte. Regol altres l'elezioni de'pie-

scovato di Vicenza a istanza di quel caIn tal mese Eugenio IV veneto pitolo.

vani e molti altri punti rilevantissimi.

Fe-

ce pure saggi regolamenti, di cui poi ot-

dichiar 53. vescovo di Castello, e fu


timo,
il

l'ul-

tenne

la pontificia sanzione, sul

ministe-

concittadino

s.

Lorenzo II Gi-

ro corale della cattedrale, sulla fondazio-

stinianit delle cui splendide virt e santit di vita, parlai nella biografa, in vari

ne del seminario per


chierici, sulle
titolati
ti

1' educazione de' promozioni e istituzioni de'

luoghi del presente articolo

e nel u.

per le varie chiese, e su altri pun-

25, XVIII, siccome zelante ed esemplare priore de'canonici regolari di S.Giorgio in Alga da altri e pu dirsi anche da
lui fondati,

di disciplina ecclesiastica. In vigore de'


i

quali regolamenti stabili vasi, che


nici della cattedrale

cano-

dovessero osservare

per l'incremento ch'egli die'

la legge della residenza, e per facilitarne

alla

congregazione. L'encomiate doli e la


ricusare,

l'osservanza concedeva usi loro alcuni ac-

sua dottrinagli meritarono la patria cattedra, ch'egli fece di tutto per

crescimenti nelle rendite; che al capitolo


de'canonici fossero aggiunti
nici,

anzi vi oppose resistenza la stessa sua fa-

6 sotto canoper servire alle sagre ufUziature, 3


diaconi e 3 di suddiaconi;

miglia claustrale;
gliere
il

ma
vi

nulla valse a disto-

nell'uffizio di

Papa, che
il

avea appartenuto,

che

canonici nou avessero a conseguire

dalla sua deliberazione. N' luminosa te-

e tenere nel
tro beneficio

medesimo tempo
,

ver un al-

stimonianza
to ed

carteggio eh' ebbe luogo


il

legato ad obbligo di resiparrocchiali o canoni-

su tale argomento tra Eugenio IV,


i

san-

denza,

come cure

canonici d'Alga, riportato dall'UIl

cati nella basilica di s.

ghelli e pi intero dali'ab. Cappelletti.

scovi di Castello fossero obbligati


sistere

Marco; che i vead as-

quale dice

di

quanto encomio fossero


al

queste lettere alle virt e


piissimo candidato,
si

merito del
se;

palesano da

di

personalmente in cattedrale alla messa solenne in ogni domenica eiu tutte le festivit della B. Vergine e de'ss. A-

VEK
postoli;

VEN
ili 1

123

ohe fosse fondato un collegio

chierici poveri,
carli nella

con due maestri per edugrammatica e nel canto eccle-

rado contrastatogli, mentre in quella de' ss. Gervasio e Protasio i pasta

non

di

triarchi

l'

esercitavano promiscuamente

siastico;

che l'elezioue de'canomci, decot1."

co' vescovi di Castello.

Non

era poi lieve

to Canonici, de'cbierici e de' maestri ap-

sconcio, che in

una

stessa citt sedessero

partenga, per questa

volta, all'attuale
al ca-

due

pastori, ed avessero in tutti gli angoli

vescovo Lorenzo
pitolo stesso,
il

11,

ed in seguito

e contrade di essa, frammischiate


l, le

bligo poi di

quale per altro sia presentare al vescovo


la

in
il

obcan-

chiese a se soggette; e tutte,


al

qua e com-

prese le appartenenti
se e

patriarcato gradediocesi, s'intitolas-

didato per ottenere

che

al

dovuta couferma; uiauleniuaeuto s de' chierici, che


le

chene formavanola

sero indistintamente Castellatine Dioecesis. Pertanto,

de'maeslri, sieno stabilite

reudite del

considerando tutto quedietro


l'i-

pievanato
tal

dis.

Gio. Elemosinano di Rialrendi


s.

sto

il

glorioso

Papa Nicol V,

to e de'3 primi titoli presbiterali, che in

stanze fattegli dal senato della repubblica veneta

chiesa fossero rimasti vacanti, e

le

(dunque non vero, che


la dignit
al

il

se-

dite altres del distrullo

monastero

nato temendo che


aggiunta

patriarcale

Marco in Boccalama, e della chiesa di s. Giacomo di Rialto, le quali complessiva* mente formavano un annuo introito di circa go ducati d'oro. Eugenio IV tutto
conferm colla bolla Injunctuni nobis, de' 29 dicembre 44' presso il Cappelletti, il quale riporta pure la bolla Ut igilur, de' 1 o ottobre 1 44 2 co -- a quale affid l'e1
>

loro vescovo fosse per recare

alcun pregiudizio al comune, ond'erano

da principio
zo investito,
presse

di ci malcontenti, e solo
s.

si

consolarono quaudo u videro

Loren-

come narra

il

Rinaldi,
u. ig),
il
i

Ansoppapabeni,

nali ecclesiastici) an. i45o,


il

vescovato di Castello e

triarcato di

Grado, ne incorpor
i

secuzione dell'altra a'vescovi di Padova


e di Treviso. Esibisce ancora
le

ne soppresse
nezia.
Il

titoli; eresse

un nuovo

note che

triarcato col titolo di Patriarcato di

Ve-

il s. vescovo nel i45i registr di suo pugno nel Calastico del Vescovato, che fan no fede della sua paterna sollecitudine e

aeterni)

tutto esegu colla bolla Regis ac Pastori scegli 8 ottobre 45


1

Si riporta dall'ab. Cappelletti,dall'Ughelli,

cura per
lo.

le

rendite della sede di Castel*

a p.

292, e dal Bull. Rota.

t.

3, par.

ormai siamo giunti ad un' epoca d'iucremento di decoro e di lustro per la s. Chiesa di Venezia, l'istituzione del suo
patriarcato.

Ma

3, p.

68. Quindi Nicol


il

ne

istitu pri-

mo

patriarca

gi

vescovo di Castello

S.Lorenzo I Giustiniani. Vedasi Giuseppe Motta, De Metropolitico jure, 184. Decorato cos il santo prelato del titolo di patriarca di Venezia sua patria, intraprese
cale,

Patriarchi di Venezia.

i45i essendo morto Domenico VI Michel patriarca 62. dfGrado, la povert di sua mensa non comportava pi oltre il mantenimento d'un nuovo patriarca, ed il suo pastore non poteva mai o quasi mai recarsi in Grado a sedere
4. Nel

nella sua cattedra, essendo costretto a di-

morare costantemente

nell'altrui diocesi,

governo della nuova diocesi patriarben di molto pi vasta di quello che lo fosse il primitivo suo vescovato. Una delle sue prime cure fu di radunare il sinodo provinciale, di cui non resta che Lina lettera di Maffeo Valaresso arcivescovo di Zara, de'2D aprile i455, nel cui titolo si legge: Miseradone Divina Patriarchae Venetiarum. Il quale arciveil

cio in quella di Castello, ove sulle 10

scovo, siccome in addietro era sottoposto


al patriarca di

parrocchie che possedeva in Veuezia esercitava la sua giurisdizioue, ed anche que-

Grado,

in

quantoch era
cos per

questi primate della Dalmazia,

ii4

VEN
guato da
neziani,

VEN
celesti prodigi,
lui

la slessa ragione dovea dipendere adesso dal patriarca di Venezia, ehe nella digni-

segn

il

princii

pio del culto, che a

tributarono

ve-

t priniaziale era
L\
il

succeduto a quello per

come

a loro celeste patrono.

Im-

recente istituzione. Era stato intimato

sinodo per

la

4-" Setti malia

dopo Padotta

ca

perocch insorta gravissima dispula, ciril luogo della sua sepoltura, rimase
insepolto per ben

tulla del

i4j5, e
la

la lettera offre la

4o

giorni,

senza dare

data, e dichiara la sua impotenza d' in-

indizio di corruzione, anai spirando soa-

terveuirvi,e

sua prontezza in accettare


vi

vissimo odore. Alla quale

ed eseguire quanto

fosse decretato.Un'
s.

molivoegli

stesso,

lite avea dalo ordinando che il suo


s.

altra delle cure del fervido zelo di

Lo-

renzo, pel bene della sua nuova diocesi,


fu l'invocare

corpo fosse trasferito nell'isola di gio io Alga, ove avea professato


strale osservanza.

Giorclau-

la

forma

di

da Papa Calisto III la contutto ci che Eugenio IV avea


s.

Ma

canonici della catfos-

tedrale

vi si

opposero,ed ottennero che

concesso a favore della cattedrale di

se deposto nella loro chiesa,

Pietro, ora divenuta patriarcale e metropolitana, e de' canonici e sotto-canonici,

acciocch

il

a produrle alterazione veruna.


111 l'esaud

suo nuovo grado non avesse E Cahsto

ove tuttora si venera nella cappella maggiore, nell'urna ove fu riposto a'4 gennaio 1666. La sorreggono 8 Angeli, e sopra di essa
la statua del Santo in allodi pregare per
la patria, circondato dalle

con bolla de'26 giugno i455.

4 statue

in

mar-

Da
19

un'altra bolla dello slesso Papa de'


luglio, diretta al prolo-palriarea, ci

mo
di

de'ss. Pietro,

Paolo, Giovanni e
1

Mar-

co. Sisto

IV

nel

4-7^ l'onor del titolo

latto noto

letta.

un abuso, contro cui essa diAvveniva in Venezia non di rado,


i

che coloro quali trovavansi aggravati da debili, u aveano il modo o la volont


di pagarli,
trarsi
si

ascrivevano al clero, per sota'trici

quindi dal comparire dinanzi

buttali civili; la

qual cosa eziandio

di*

mostra quanto allora fosse religiosamente osservala in Venezia la legge dell'immunit ecclesiastica. Ma perch le leggi della Chiesa non devono mai concorrere
a patrocinio della frode, u ad ingiusto

Bealo, 16 anni dopo la sua morte, ordinando il processo per la canonizzatone, che fecero proseguire Leone e Adriano VI; e bench non compito Clemente VII concesse l'uffizio e la messa di beato confessore, da celebrarsi in tutte le chiese del dominio veneto, non che permise che le sue immagini si potessero col-

locare nelle chiese di Venezia, purch fos-

sero dipinte co'soli raggi e senza diade-

ma, come

si

legge nel suo breve, presso


s*

Daniele Rosa, CoLlect. leslimonior. de

danno
dine,
re ci

di altrui, perci Calisto Ili,

onde

impedire e sradicare cos enorme disor-

Laurentii Justiniani) p. 7 ; per cui il Novaes lo disse allora propriamente beatificato. Sisto

comand

al

patriarca di costringe-

V concesse
festa,
il

indulgenza plevisitasse la

non ostante al pagamento di tulli i debiti, chiunque per non pagarli si fosse arresalo fraudolentemente alla milizia
ecclesiastica.

naria nella
chiesa ove
si

sua

a chi

venera

corpo, e Clemente
chiese
in Al-

VIII nel 1598


ga, e ne

l'estese a tutte le
s.

Carico

di meriti e di virt,
tutli,

della congregazione di

Giorgio

ammirato
Patriarca

amato da

da

tulli

pianto e desiderato, cess di vivere il s. 1*8 genuaio i456; nel che giolo disse

va notare, che chi

morto uel

i455,

approv l'uffizio proprio di rito doppio con 8.' Nel 161 3 la repubblica fece istanza alla s. Sede perch si riassumesse il processo per la canouizzazione.
Liberala Palermo dalla peste per l'intercessione del b. Lorenzo, Urbano VIII glielo concesse per protettore con l'uflifciodcl rilo corri spo udente, $ul breve

come
uso
1

il

Buller e

il

iXovaes che seguo,

non
il

'avvidero doversi calcolare l'auno ad


veneto,
11
il

quale perci diventa

\i6.

suo bealo trausito, accompa-

Ex*


VEN
joni nobis,

VEN

125

de'28 febbraio 1628, presso il Cornalo, De Eccles. Fcnct. e il Guer} ra, Epitom. Bull. Rom. t. 1, p. 82 ; ed
il

vede un compendio nel Bzovio all'anno

i453, n. 44) ni tradotta in italiano dal camaldolese p. d. Nicol Minerbio e pubVenezia nel 171 2. In Roma nel Vita di s. Lorenzo Giustiniano patrizio e proto-patriarca di Venezia. Le opere del santo, che dal
blicata a

a'21 agosto permise

corpo

si

potesse collocare in

Papa che il ven. una delle

1703

fu impressa

cappelle erette nella metropolitana dal

patriarca Antonio
afflitta

1 Contarmi. Nel i63o Venezia dalla peste, ad esempio de'palermitani, ne implor il patrocinio, proponendosi sollecitare la sua ascrizione

p.Labb si descrivono nel t. i,De Script. Eccles. faro no stani pale insieme aBasilea
nel

al catalogo de'santi,

che

la

sua

festa fos-

a Venezia nel

se

annoverata

fra quelle di palazzo, e in


il

essa
il

ne venerassero le sagre ceneri

dogee

senato, e sulla parete a destra della sud-

detta cappella Antonio Bellucci ne di-

Finalmente il veneto Ales16 ottobre 1690 solennemente lo canonizz nel Vaticano, indi Benedetto XIII ne pubblic la bolla Rationi congruit de' 12 gennaio 17 24, Bull. Rom.t. 11, par. 2, p. 392. Innocenzo XII l'i 1 agosto 1691 assegn il giorno 5 settembre per celebramela festa con rito semidoppio ad libitum, per essere quel gio no in cui fu esaltato alla dignit vepinse
il

voto.

sandro Vili

a'

i56o, a Lione nel 586 e nel 1628, 1 606, a Colonia nel 161 e nel 1675, ed a Venezia anche neh 75 5, r Nicol Giut. 2 in fol. per cura di mg. stiniani benedettino e vescovo di Verona. Prima che s. Lorenzo lasciasse questa vita, riferisce l'ab. Cappelletti, che la repubblica di Venezia avea pregato Nicol V, pr singulari grafia elcomplacenlia nostri domimi. ..sicut certi sumus Vestram Sanclitalem pr sua singulari erga nos clementia desiderare, che non si riservasse l'elezione del successore, con
1
.

istanza del consiglio de' Dieci, che pro-

duce, e ne loda

la sagacit e
il

prudenza
per
sagri pa-

nel conservare intatto


stori allo spirituale

suo

diritto,
i

scovile di Castello;

ma

la

s.

congregazio-

tanti secoli usato, di eleggere

ne de*

riti

con decreto 11 gennaioi752


proprio del Santo, asse-

governo delle diocesi

concesse al clero secolare e regolare di

dello stato, e di conservare in pari


la

tempo

Venezia

l'ufficio

venerazione dovuta alla

s.

Sede apos.

gnandone
Benedetto

la festa al

giorno 8 gennaio.

stolica".

Maffo

Io Matteo Contarmi
di

XIV

nello stesso

17^2 con-

II patriarca. Gi canonico
in

Giorgio

cesse l'odierno uffizio, tutto proprio,

con inni, antifone, lezioni, responsorii ec, e messa. Il veneto Clemente XIII con decreto 12 settembre 1759, ordin che in tutta la Chiesa se ne celebrasse a' 5 settembre l' uffzio e messa di precetto col rito semidoppio. La Vita del b. Lorenzo Giustiniani, scritta in latino dal nipote*
di
s.

Alga e discepolo del santo predecessore, venne eletto a pieni voti dal senato a'2 3 gennaio i456, indi si adoper per
abolire affatto nella sua chiesa l'antichis-

Bernardo Giustiniani procuratore Marco, fu stampata in Venezia nel i475, ed riportata dal Surio agli 8 gen1.

simo rito gvndesetello patriarchino fCin unitamente alla diguit patriarcale e tutte le altreprerogativedellachiesa di Grado era derivato alla veneziana seppur non abbiasi a dire, che prima ancora di
ci vi
si osservasse un rito differente dal romano: checche ne sia, egli volle introdurvi, o forse ripristinarvi il romano ".

naio; (a'BoUatidisiiAct.ss.Januar.,
p.

1,

55?
ior.

da Daniele Piosa, Sillog.

Sumillu-

nior.
diti

Sanctissimorumaue Ponti/,
alle dotte

Fenetor.y Venetiis 1614, e pre-

messa ancora

Opere

dello stesdi cui


si

so santo. Questa vita

medesima,

chino lo stesso che cominciato nel i25o ad alterare dal vescovo Pino, rimosso del lutto dalla patriarcale,le parrocchie de Ila citt non vi si adattarono che a poco a

Questo

rito patria/

l'aquileiese, gi

1*6
vece in Venezia

YEN
il

V E N
prece* et suppl cationcs nostra* clcmenstretto

poco. Nel suo patriarcato s'introduce in


rito greco, dalla colo-

nia greca ivi rifugiatasi nel l44^ 'topo


l'eccidio dell'impero greco.

Furono am-

dignitalcrn promovit. Coadunque di s forti istanze, ricev finalmente Andrea la dignit, che amter

ad iptam

messa col proprio rito cattolico, e perci venne loro assegnata la cappella di s. Orsola, presso la
messi a celebrare
la

ministr santamente. Pubblic

utili

co-

sliluzioni per l'osservanza della discipli-

na ecclesiastica, massime
ziatura la particolare
de'ss.
si

la

residenza per-

chiesa de'ss. Gio. e Paolo


fu

e poi nel

470

sonale de'beneficiati, introdusse nell'urli-

ordinato dal consiglio de'Dieci,


i

clie ce-

lebrassero
tina di
s.

sagri

riti

nella sola chiesa lai

commemorazione Ermagora e Fortunato, decret che


s.

Biagio, acci
i

latini

potessero
si

accendessero lumi sull'altare nella ce-

sempre
alla

invigilare che

greci fossero e

lebrazione del divino sagrifizio della

conservassero veramente cattolici ed uniti

messa
zi
il

(!),

ed uno sempre ardesse dinanec.

romana

Chiesa. Riguardanti questi

ss.

Sigramento

Per migliorare
ottenne

greci esistono pi bolle -pontificie, e decreti di detto consiglio de' Dieci.

lo stato delle rendite patriarcali

Di so-

licenza dal

pra parlai di loro ne' voi. XCl,p. io,


e

290
in

Papa di vendere il palazzo del patriarca di Grado, adiacente a s. Silvecontigua cappella d'Ognissanper impiegare un 3. del ricavato a
le

366, XCII,

p.

219, 590, 598, ed

stro, e la
ti,

questo voi. nel


tre parole nel
triarca Malo

XX,
a*

n. 1.

Ne

dir alil

X
I

Datriarcato.

Mori

pae fu

riparare

altre case di ragione del

pa-

26 marzo 1460,
s.

sepolto nella chiesa di


ga,

Giorgio

come aveva ordinato. Andrea Bondimerio o Bondimero o Bundumiero IH patriarca. Nel n. 5 del XVIII
lo celebrai
lari di
s.
il

in Al-

due terzi acquistare nuovi fondi per aumentarne proventi; la qual cosa non ebbe effetto, perch
triarcato, e cogli altri
i

il

suo successore

die' in

vece
s.

il

palazzo in

enfiteusi alla scuola di

Rocco. Mentre

fondatore de' canonici rego-

era

Spirito in isola.

pieni voli Io

gillo lo

comune uso di far incidere nel sistemma della propria famiglia, il


1*

elesse

senato a'7 aprile 14.60, e Papa


la scelta

pio patriarca vi fece esprimere


di
s.

effigie
:

Pio

II

ne approv

con iscrivere

Andrea e V

iscrizione intorno

Si-

quia tum dignitas haec patriarchalisest magnaci qui eam accipit recognoscere Seder aposlolicam debet et ab illa cognoscij contentaniur (i voli del doge ede'cittadini),e in virtutesanall'eletto,

gillimi

Andreae Bondimerio Patriar*

chae Venet. Morto a'6 agosto 1 464, il cadavere fu trasferito nel monastero di s. Spirito da lui fondato, e merit che
nel catalogo de'Santi e Beati, raccolto dal

cine obedientiae tibimandamus t ut sinc

patriarca Tiepolo

un secolo

mezzo do-

mora adnos

venias, neque in hoc excu-

po, fosse onorato col titolo di Beato.

sationem ullam praetendas.


tuoso Andrea ricusando

Ma

il il

vir-

la dignit,

se-

Gregorio Correr IV patriarca. Tre giorni dopo il decesso del predecessore


fu scelto

nato deliber di chiamarlo a se per costringerlo ad accettarla, e Pioli gli scrisse perci un'esortatoria

cederlo.
rio

Era

con pieni voti del senato a sucegli pronipote di Gregos.

derogando
la

al

vo-

XII, abbate commendatario di


di
la

Ze-

to

da

lui fatto di restare nel

monastero,

no
co,
te

Verona
II

e protonotario
il

apostoli-

ingiungendogli d'assumere

cura delle
il

cui elezioue

veneto e paren-

anime

a lui

commesse. A' 16 maggio


i

consiglio de' Pregaci

decret di eflicaceil

mente esortare
accettare
il

e invitare

prelato ad

tard ad approvare, volendo in vece che fosse patriarca il proprio nipote Giovanni Barozzi. Al senato di

Paolo

patriarcato che aveano racalla


s.

gi
te
il

Io

comandalo

Sede, ed

il

Papa,

ad

aveva raccomandato caldamenmoribondo s. Lorenzo, non che gli

VEN
altri

VEN
Ma (fio
e Andrea,
si

127
la
i

due predecessori

vi

parole acciocch
t

fosse appi ovata

anzi questo avea chiesto che a lui


ferisse,

pre-

nomina

del

Girardi, dichiarando che

ma

allora

nou

volle accettare.
le bei-

voti di tutta la citt e dello stesso sena-

Tel suo merito e letteratura, per


le

to volevano lui a pastore, per la singolare opinione e per la


se

amara la sollecita sua perdita a' ig novembre. Fu condotto al sepolcro con magnifica pompa, decorata dall'intervento
speranze di
lui concepite, riusc

grande stima che


il

ne aveva della virt e bont. Le istanloro effetto,

ze degli oratori sortirono

poich

il

Papa finalmente ne approv

del
s.

doge e della signoria,

nella chiesa di

l'elezione e lo stabil nella sede patriar-

Giorgio in Alga, nella sontuosa cappella da lui eretta, con epigrafe onore-

cale vacante.

Appena

giuntovi, port su

vole.

ca.

Giovatimi B arozzi F patriarAvendo il senato eletto Marco Bar


di

di essa quelle virt,

che lo avevano didi ogni ali

stinto nel
tra cosa

monastero; e prima
accinse a riformare

si

costumi

bo nipote

non volendo egli accettare la patria suprema dignit ecclesiastica, per non distaccarsi dallo zio,
Paolo
II,

guasti del clero. Al qual proposito, per

esporre il quadro lagrimevolede'vizi d'ogni genere, che contaminavano


siastici
gli
il

eccle-

che poi

lo

cre cardinale,

nomin

in ve-

veneziani di quell'et,

veneto

ce l'altro nipote del Papa, Barozzi allora

storico ab. Cappelletti trascrive e offre


lettere pontificie;

5
di

vescovo di Bergamo. Questi zelante a-

due

di

Paolo

IT,

due

matore
delle

della

giustizia e geloso custode

Sisto

IV

e una d'Innocenzo Vili, scritte

leggi

ecclesiastiche,

promosse

la

dal i468al 1487, nel

tempo

del pastorale
la

cristiana piet e
riti.

P osservanza de* sagri


di trasferire la

governo di Maffio II, contro


bast a troncare
il

funesta deII

Concep

il

progetto
s.

pravazione. La 1/ lettera di Paolo

non

cattedra patriarcale da
stello alla chiesa de'ss.

Pietro di Cari-

male

dalla radice, sog-

Gio. e Paolo,
pi.

gettando cio
clesiastici,

putandola situata e di magnificenza


za di sua dignit
;

in

luogo

acconcio

al braccio secolare gli ecche per abbandonarsi pi fransi

pi.

propria all'altezvi riusc, colto

camente

a* loro eccessi,

fossero sciolti

ma non

dal freno dell'abito loro


sagri canoni. Alcuni anzi

comandato

da'

da morte repentina nel mercoled santo 1466. Matteo o Maffeo Mqffo Gerardo o Girardi FIpatriarca e car-

aveano trovaubbidienza

Ho

to

il

modo

di sottrarsi

dall'

dinaie.

Fu eletto nell'aprile )466, abbate benemerito camaldolese di s. Michele di Murano e di maturo consiglio.
Questa
la

dovuta al patriarca ed a'rispettivi vescovi, ottenendo da Roma, per vie indirette,

esenzioni, titoli e privilegi

tanto

s'era inoltrato

anche su ci
si
il

il

disordine,

scelta del senato presentata

per

che

il

governo

trov costretto a pren-

conferma al concittadino Paolo 1 1, egli la disapprov e in vece esib alla signoria altri

dervi parte e cercare

modo
i

di distrugal

gere P abuso, con

domandare

Papa
tutto

prelati nobili veneti, da'quali


il

l'autorizzazione di punire

delinquenti,

destinasse

patriarca.

Ma

il

senato non

e Pottenue colla 2." lettera.

Neppur

costumando rimuoversi
minazioni,
sti,
si

dalle sue deteri

questo bastando, Sisto IV


e in vigore di esse,

scrisse le dette

rifiut d'accettare

propo-

lettere al patriarca sullo stesso


to,
il

argomen-

laonde

le

go per

vari

andarono in lunmesi. Penalmente a'3o ottotrattative


i

suo vicario ge-

bre, per far cessare

mali derivati dalla

nerale ebbe facolt d'assistere agli esami d'inquisizione contro gli ecclesiastici
accusati d'alto tradimento e di falsificazione di monete, rifiutandosi per d'in-

notabile sede vacante,

il senato ingiunse a Giovanni Soranzo e Pietro Morosini, ambasciatori in Roma, di presentarsi al

Papa

e d'instare

con efficacissime e gra-

tervenire a' processi d'altri misfatti; il perch reclamando il governo ad Inno-

128
cario.
ti

VEN
scrisse

VEN
allo slesso vito.

censo Vili, questi

Ebbe

4.2 belle chiese, ricche di

pre-

Anche

religiosi d'alcuni

conven-

ziosi

marmi, e

selciate n

e monasteri, sotto pretesto di

non

sog-

gia della basilica

musaico soli. l'orMarciana ; ma verso la


la citt

giacere alla

dipendenza ordinaria del patriarca, tenevano aperta la vi; a commettere impunemente qualunque eccesper cui
il

met

del secolo

XV
ta a

era all'atto

diroccatale mini
ni

frumento, con gros-

se piante di uoci e di alti olmi. Pochi an-

so,

senato fece due decreti, puriferiti cogli

re dal Cappelletti

altri

ri-

spine.
ciata

dopo muri erano coperti d'edere e La cattedrale eli s. Maria era uffii

cordati, acci se ne rendesse consapevo-

dar

canonici, oltre

le

dignit del-

Papa, per porvi rimedio e togliere il disordine. Il patriarca pens ancora all'erezione del campanile a decoro della basilica patriarcale, al temporale provvedimento del clero, pregiudicato nelle decime mortuarie e in altro, e spesso da'
le
il

l'arcidiacono e dell'arciprete: ricca era

mensa, nobile l'episcopio. Aveva l'oil convento degli agostiniani di s. Vito, il monastero delle monache di s. Giovanni, il celebre monastero benedettino di s. Giorgio di Pineto de' pala

spedale,

privilegi de' regolari

ed ottenne pel

se-

triarchi gradesi. L'origine del vescovato

minario

la

sostituzione delle rendite, alle

contemporanea a quella della citt, per-

cessate del ripristinato pievano di

Elemosinano.
triarcato di

s.

Gio.

Nel principio del papotersi re-

Ma ilio li, sembra

ad esso del vescovato di fu/ ni Ha o Equi Ho, Gesolo o Jesolo in dialetto veneziano, secondo Corner. Dissi alcune parole al primo di tali nomi, e qui ne dar un cenno col Cappelletti. Essi sono derivati da'primitivi suoi abitarigistrare l'unione

ch i profughi che l'edificarono vi condussero il clero e le sagre cose, costruirono chiese e fondarono la cattedra episcopale. Il i. vescovo che si conosca fu Pietro dell' 876, a cui Papa Giovanni Vili interdisse l'esercizio del sagro ministero per aver negato
il

dovuto osse-

quio

al patriarca di

ti,profughi dalle persecuzioni de'barbari,

Poi trovasi divenne patriarca gradese


litano.

Grado suo metropoBuono, che nel c)5 5


;

era venezia r
del io io

e nel luogo di
si.
Il

mano

in

mano

ricovrati-

no,

come

lo fu Leone.
r

Bembo

pi di

essi

essendo pastori e guare nel basso Friuli

circa.

Ricorder

piti

degni di rimarco.

diani di razze di cavalli, dimoranti gi


nell'agro di

Oderzo

triarca di

Giovanni Gradenigo del 1097, poi paGrado. Pasquale neli 172 fu


a Costantinopoli
la pace.

ed ecco quindi l'etimologia di Equilia e


di Equilio, e Jesolo, finch in volgare fu

spedito ambasciatore

detto Lido Cavallino, col qual

nome
si

chiamasi

il

Lido, ch' tra

il

porto di Pia-

ve e

il

porto di Treporti. Gesolo poi


la

Felice intervenne neh 177 al sinodo tenuto da Papa Alessandro III in Venezia, il quale poi neh 180 gli die' a successore Liviano Fioravanle. Matper
teo //nel

nomina

palude pi interna nella Lagu-

1220

fu trasferito alla sede di

na. Per questa doppia denominazione di

Costantinopoli.

Equi Ho e di Jesolo o Gesolo, alcuui e TUgirelli fra gli altri,

1276
lui.

riputarono Gesolo ed
citt.

Guglielmo govern dal i3o5, e pi cose si trovano di Pietro III Talonico fu vescovo dal
al
al

Equilio due diverse

Essa fu consii

r324

i343, e fu sepolto

in

s.

Pater-

derevole e rinomala presso

veneziani,

florida e forte sino a poter cozzare per

niano di Venezia, gi sua pievania. Il successore Marco Bianco veneziano, gi


notaro, esercit poi talvolta l'antico uffzio, ed Innocenzo VI l'elesse giudice in

ben 90 anni
t

colla vicina

Eraclea o

Cit-

raccontai nel XIX ne' primi numeri. Sorgeva presso l'antica


foce del Piave sopra terreno sano e a-

Nova 3 come

una causa
tali

tra

il

vescovo di Castello e

il

patriarca di Grado. Pietro


1

sciutto,

divenuto oggi paludoso e deser-

de Nasuo successore nel 370, gi pievano

IV

V E N
di
ss.

VEN
lese,

119

Apostoli di Venezia, fu volente rac-

itore di

memorie di santi, che


si

nel de-

informalo Innocenzo VIH, detonimi meriti di Gerardo (V.) segretamente


}

corso dell'anno

onorano

di culto,

stam-

pate a Lione

neh "42. Furono


:

ultimi ve-

cre cardinale nel 1489, dandone per parte alla repubblica, e n'ebbe ringralo

oGesolo Guglielmo IT del IZJ25, mentre la citt si trovava in istato rovinoso, Antonio Boti del i44 2
scovi d'Equilio

mal

ziamenti. Nel 1492, alla morte del Papa, volentieri si rec al conclave, e ne fu

i.ivitato dal

sagro collegio, ed esortato

delegato apostolico di Nicol


nezia, e
te di
s.

V
s.

in

Ve-

dal senato, soltanto

conducendo seco

il

ce-

Andrea IT Buono
Gregorio
di

Don abbaLoren-

lebre Pietro Delfino abbate generale de'

Venezia, e vicario

camaldolesi. Per nel ripatriare, mentre


il senato a' losettembre 1492 avea ordinato l'incontro solennne del doge e del-

generale del vescovo di Castello


to nel settembre del cessore,

gi

zo Giustiniani, 3 i.e ultimo vescovo. Mor-

1466 non ebbe sucbench il senato avesse nominato Alessandro Contarmi protonotario apostolico. Imperocch avendo decretato Papa Paolo II, per pi ragioni e principalmente per la povert della mensa, e
l;i

la

signoria col bucintoro,

onde onorarne
il

le virt,

mor

in

Terni, ed

cadavere
sulla

trasportato nella sua

patriarcale,

tomba
l'

si

pose l'iscrizione riprodotta dal-

abbate Cappelletti, che giustamente


il

confuta
to

calunnioso e favoloso raccon-

per

totale distruzione della citt e chie-

del

Ciacconio e del Gariberti, con


critica.

sa d' Equilio, d' unire

questo vescovato

documenti e
so

Fr.

Tomma-

alla chiesa patriarcale di

Venezia,

il

se-

Contarmi al vesi apprende da' decreti de* 6 settembre e 3 ottobre 4^6. E poco dopo il Papa, con apposita bolnato allora propose
il

scovato di llelimo. Ci
1

patriarca. Benemerito priore de' domenicani di s. Antonio, tosto il senato Io sostitu al defunto ili. ottobre, ed a'3o l'approv Alessandro VI,
dal quale ottenne di potersi celebrare
i."

Dona VII

la

la,

effettu la soppressione del vescovato


I'

messa del Natale

nelle

prime ore
si

not-

d'Equilio o Jesolo, e

unione
il

all'

arci-

turne, anzich a mezza notte, nella patriarcale,


s.

diocesi di Venezia. Siccome

vescovo Ansua sede do-

come per
e in
s.

privilegio

faceva in

drea

II

non immagin che

la

Marco

Francesco della Vigna.


processola e punizione
pontifcio, reo

vesse far parte del patriarcato veneto, con

Inoltre a lui

commise, con bolla riportata


la

testamento avea lasciato il pastorale, la mitra e altri indumenti pontificali, per uso del successore^ro tempore; de'quali

dal Cappelletti,

d'un penitenziere
tradimento, che
rimesso
lo a al di lui
il

d'alto

consiglio de'Dieci avea


arbitrio, facoltizzandocasi

non abbisognandone

il

patriarcato ve-

neto a cui spettavano, Paolo II ordin a' 12 dicembre 1466, che fosse il tutto consegnato
alla

procedere

in simili

anche cou

altri ecclesiastici.

chiesa d'

Emonia

o Citt
l'esecu-

Nova
rtita

nell'Istria, e

ne commise

Nel VI,n. sparlando del capitolo patriarcale, dissi quanto per esso ottenne dal- Papa in ampliarlo,

zione con suo breve a d. Bartolomeo Pa-

e che circa

l'elezione de' canonici,

Giorgio Maggiore. Nel n. 23, XVIII, descrivendo il vicariato foraneo di Torcello, dissi della chiesa di
di
s. s.

abbate

conferm
listo III.

l'indulto

d'Eugenio IV e Cala

Arricch

cattedrale di arre-

di sagri, l'abbell e restaur, e da' fon-

Maria

ad

Nives, anticamente celebre

basilica e detta Litus

chiesa di

Equilinum j della s. Gio. Battista di Cava Zuccari-

damenti a suo decoro, e per uso e comodo de patriarchi, eresse il contiguo oratorio o bat.islerio di s. Giovanni Battista.

na, avanzo d'Equilio o Jesulo; della chiesa di

A
sto

vantaggio del patriarchio


le scale,

vi

fece pi
il

Maria del Cavallino, Exquilianum. Tornando al patriarca camaldos.

grandiose

e cinse di

muro

va-

orto; ed acquist presso

Mirano un

vol. xeni.

3o
l'ri

y en
serri tato
il

VEK
suo rito
in varie chiese,
ti

palazzo di campagna. Onoralo e stimato,

fc

mor

novembre i5o4,

e fu deposto

nell'oratorio da lui edificato. Antonio J Soriano VJJI patriarca. Priore della Certosa <li Padova, egi di quella di Veneria,

dal senato fu eletto a pieni voti 8*27


d prima.

be una, costrutta appositamente per tal fine, e intitolata a Cristo Salvatore ed al martire s. Giorgio, dedicata nel 564Questa colonia fu cattolica, senza verun dubbio del contrario, sino al termine del
1

novembre i5o4, o alcun


di santit e virt,

Conal-

secolo decimosettimo: da quell'epoca sino


alla caduta del

tinu a vivere da t:<onaco, e fu viva luce

governo veneto fu sospetin

componendo pure
i

tata di

non intemerata fede; dal pontiPio VII


appresso fu apertadi tentare

cune opere ascetiche. Fin suoi giorni nel maggio i5o8, ed ebbe tomba in s. Andrea della Certosa. Alvise I Contari ni IX patriarca. Era priore di s. Ala ria dell' Orto de* canonici regolari di

ficato di

mente scismatica. Ora a fin una riconciliazione di questi


pendia nella
stimoni che
1."

traviati,

il

dottoezelanteautore diquesto libro comparte


la storia

dello

sci-

Giorgio in Alga, quando

il

senato

ai

sma Foziano, recando


vi

alcuni de'molti te-

if) di

detto maggio lo destin alla pa-

sono dell'autorit del Roa

tria sede,

confermandolo Giulio
quale poi
gli scrisse di

li a'

7
si-

mano
te

Pontefice riconosciuto da' G reci,


par-

giugno,

il

negare

da' Ruteni e dagli Ellenici j nella 2.

l'asilo ecclesiastico a' sicari, ribelli e

spone

le eresie,
;

onde
nell*

le chiese

scismala

mili delinquenti, e se allora nelle chiese

tiche sono infette

ultima tesse

e monasteri vi
ciasse. Indi la

fossero

rifugiati

li

cac-

storia della colonia orientale in Venezia.

bre dello stesso


ta chiesa. Gli
perette.

morte lo rap a' 16 novem1 5o8, e fu sepolto in detsi

Per uno
Ionia
s

scritto brevissimo, e per

una co-

di fresco passata allo scisma, v'

Antonio li Contarini X pali

attribuiscono alcune o-

triarca. Priore de' canonici regolari


s.

quanto basta a farli accorti dell'errore in che vivono, e provocarli al ravvedimento". Ed io fervorosamente prego Dio e s
Marco, a benedire
le edificanti intenzio-

Salvatore, i4 giorni dopo successe

al

defunto.

lui

Giulio

II

nel

i5i2 condel

ni dell'egregio autore, a gloria della

Re-

ferm
pio di

tutte le giurisdizioni eprivilegi del

ligione cattolica, di Venezia, d'Italia, con


felice e

patriarcato.
s.

Permise l'erezione
a'

tem-

prospero successo illuminando


la

Giorgio

greci cattolici e l'uf-

greci Eterodossi di Venezia, con far loro

ficiatura nel rito loro, di che discorsi nel

conoscere

vera e terribile sentenza, die

XIII,
la

i.

9;

ma

al

presente ufliziato

greci scismatici. Li presiede

un

arcive-

fuori della Chiesa Cattolica non vi la salute eterna; sentenza che per amor fraterno non mi stancher e sazier mai di
ricordare, come da ultimo
ticolo nel voi.
feci in quest'ai-

scovo scismatico, che pretende tenersi e


qualificarsi

Ortodosso! Nella
t.

seiie

4*

della Civilt Cattolica,

92, si annuncia e si d contezza della seguente opera: Eri ori delle Chiese Eoziane fi're2, p.

XCI,

p.

241
d'

e seg.

qui,

collo stesso

affettuoso scopo,

godo podisserta-

tere riportare

un sunto

una

ca, Rutena ed Ellenica, e defezione della colonia orientale di Venezia di


,

zione recitata nella mia accademia di Re-

Leo-

nardo

Dudreville 3 avvocalo del foro veneto e docente di diritto ecclesiastico e civile, Venezia premiata tipografa di Giovanni Cecchini 1 S5q. Esiste in Ved.

Roma, a cui indegnamente appartengo, che ricavo dalla Ciligione cattolica di


8

vilt Cattolica, serie 2.

t.
1

12, p. 109,

Nella tornata de'2 agosto


p. ab.

855

il

Rni*

Teobaldo

Cesari, procu atore gea

nezia una colonia orientale di rito greco,

nerale de'cisteicicnsi, prese

dimostiare

cominciata verso

il

i44^
la

dl )0

'

< :a( !uta.

che

la

massima fuori

ile

Ila Chiesa Cat-

di Costantinopoli,

quale dopo aver

e-

tolica

non

ve

salute, fondata nella

Et*

VEN
de
e nella
s.

VEN
do
dimostraChiesa
la

i3t

Scrittura, ed con Torme alla

fuori d'essa irragionevole ogni cre-

retta ragione. S'apr Ja via alla

denza, perduto ogni vero' uso di sagramenti. Chiudendo


1'

zione col dichiarare che

sola

autore la sua dotta


il

Romana pu
f^llo,

e deve dirsi Cattolica. Ci

orazione, manifesta con accese parole

entr nell'argomento, e in primo luogo dichiar che quella massima fondata nella fede con lungo e sapiente ra-

voto del cuor suo che

la

Chiesa Cattolica

gionamento,
la

ridursi a questo

Chiesa

il

crediamo possa entimema. Nel fondare divin Redentore die'la misil

coi nerbo

trionfi in tutto il mndo, e la speranza che questo trionfo sia affrettato dall'ossequio che la Chiesa Cattolica rende a Maria ss. Immacolata". Ma si riprenda l'in-

terrotta narrativa.
s.

Nella

cattedrale di
li

sione agli Apostoli di promettere

la

salute

Pietro,
i

il

patriarca Antonio

eresse

a chi credessealla loropredicazione.Dun-

nel

516

le

cappelle del

ss.

Sagramenlo,

que non

vi

pu
la

essere salute che solo in


si

e di
s.

quella Chiesa, nella quale


successione e

conserva

la

predicazione apostolica
la

s. Croce in Gerusalemme e gi di Martino, alla quale Col consenso del capitolo, un le rendite di s. Martino di

qual solamente

Romana.
il

In secondo

Bibiano nel territorio


da' fondamenti
nella sala

di Sacile, e dipen-

fondamento che d la Scrittura alla medesima verit. Nel Nuovo Testamento Ges nostro divino maestro chiam gli Apostoli e io loro i successori degli Apostoli, luce del mondo, sale della terra e tralci della
',

luogo cos dimostr

dente dal patriarcato. Quasi rifabbric


il

palazzo patriarcale, e
vi

massima

fece dipingere la

serie de'vescovi di Olivolo e di Castello,

e de' patriarchi di Venezia, per inesatta

vite

per

la

necrologia storica.
il

Ora non pi

um ti al tronco dunque
:

chi fuori della


la

esiste,

essendo

palazzo quasi da mezzo

Chiesa Romana, ove solo


apostolica
si

successione

conserva, non sar preserci

vato dalle tenebre, dalla corruzione, dall'aridit.

dimostrano eziandio

le

figure dell'Antico

sentano

la

Testamento che preChiesa di Ges Cristo, siccodove giorno e notte assicusi

mutato in caserma militare. Quanbenemerito della riforma de' rilassati monasteri delle religiose, lo narrai nel X. Termin sua vita a' *j ottobre 5^4, e fu deposto nel sepolcro da lui costruito uella cappella di s. Croce. Besecolo
to fu
i

me
me
si

la citt

rasi la salvezza a chi vi


la

rifugia, siccola

pietra

fondamentale sopra
che unisce
la

quale

nemerito pastore, le sue virt lo resero meritevole che si avesse in concetto di santit, e perci onorato del titolo di

fonda

l'edificio

terrena

Beato

nel catalogo de' Santi veneziani

Gerusalemme, e contro cui ogni cozzo nemico urta in vano. La quale doppia figura non pu, se guardasi alla
ulla celeste

del patriarca Tiepolo.

Fr*

Girala*

mo

Quirini
a*

XIpatriarca. Da priore do1


1

menicano

ottobre 1324 fu prefe-

storia della Chiesa, applicarsi

che

alla sola
il

Chiesa

Romana.

Nell'ultima parte
po'pi, disteso a

ra-

gionamento un
la

provare convenevolezza della ragione con que-

ad altri "j concorrenti (!), che vi si erano fatti inscrivere, al patrio patriarcato. Clemente VII non solo l'approv a' io febbraio i3*5, ma gli conrito dal senato

sta dottrina,

pu

ridursi a questo punto.

cesse di poter disporre delle rendite del

Nella sola Chiesa


gli

Romana

trovansi que-

evidenti motivi di credibilit esterna

patriarcato per uu biennio, ancorch ili esso morisse. In quest'anno insorse grave
differenza sull'elezione del vicario per-

che rendono ragionevole l'ossequio della nostra \m\e e que'mezzi intrinseci di salvezza che sono Sacramenti, quali aiu} i i

petuo

di

s.

Bartolomeo, pretesa da' par-

rocchiani e favorita dal governo, a 'quali

tano sostanzialmente
al

la

nostra fragilit

compimento

de'cristiani doveri j

quau-

convenne cedere al giudizio della s.Sede< Durante la lite, e per lai caso, il governa

i32
b.

VEN
la
ile'

VEN
Ad
sacram
1

implor dal Papa


Pelvi
il

bolla 7

avea

stabilito.

Per

sottrarsi dalle disgu-

Salem ,

febbraio

foG,

stose molestie, che colla sua ostinazione

presso

Cappelli-Ili colle altre


il

cenner, colla quale conferm

die acpadro*
ilei

s'era d'ogni parte suscitale,


si

il

patriarca

risolse a volontario esilio,

allontanan-

nato

ile'

parrocchiani nell'elezione

dosi dalla citt con grave scandalo e di-

carati della citt,


l'

provvedendo pure

al-

sonore di essa, come pure della dignit


pontificia
,

istituzione de' titolati e de' titoli


11

bene-

il

cui nunzio

doveva lottare
Parti
fr.

ficiali.

patriarca avea proibita la ce-

spesso contro l'ordinario.

Gi-

lebrazione della messa negli oratoria domestici,


lici,

rolamo

nel

54

1 >

ma
1

gi altre volle per

non ostante
i

g' indulti

aposto-

simile cagioue avea

per cui

sacerdoti regolari a lui

non

residenza,

come

nel

abbandonalo la sua 533, e allora il sele rendite, solo ri-

soggetti porlandovisi a celebrare pregiu-

nato

gli

avea sospeso
il

dicavano notabilmente
lettera
i

il

clero secolare.

A Ile lagnanze corrispose Clemente VII con


1 r

dicembre
tali

529, autorizzando
Il

parrochi e sacerdoti di Venezia a ceoratorii al bisogno.

lebrare in

pa-

triarca, tenace

osservatore de' sagri ca-

noni, per

1'

asprezza de' modi co' quali


il

i54o, dopo aver dimoralo in Ronzano presso Bologna e in Bologna stessa. Per questa 1.' suaassenza, Paolo III con breve de' 27 febbraio i5/J2 incaric il suo nunzio e il primicerio di s. Marco, a vegliare perch durante la sua lontananza .non avessero a patire
tornandovi verso
discapito le chiese
nel prof.
parrocchiali.
l.

n'esigeva l'esecuzione, incontr

male

Trovo

umore
per cui

di molti e dello stesso


il

governo,

Romanin,

6, p. i4>

che Cle-

Papa con

lettera degli

8 gen-

mente VII
ti

a togliere gli abusi introdot-

naio i53i l'esort alla dolcezza e alla

nella collezione

de' benefizi e nell'e-

mansuetudine. Ci non bast a modera* re l' indole dura del prelato, anzi cupido
di dilatare
i

lezione de' pievani

eman

nel i5i

5 (do-

vr dire nel i525) la bolla detta Cle-

diritti della

sua sede, spesso

negava
ritti

a'

patroni l'esercizio de' loro di-

cembre i53o,

nelle

nomine
il

de' benefizi.

Per

le

mentina, sebbene pubblicata a' 14 didella quale il governo si mostr tanto geloso, che nomin appocano-

frequenti discordie e disturbi che ne con-

sito dottore laico, versato nel gius

governo ricorse a Clemente VII, e questi vi rimedi colla bolla Exponi nobisy de' 3o maggio i532, in
seguirono,
cui riconfermate l'antiche consuetudini

nico, affinch col titolo di Conservatore

della bolla Clementina avesse a vegliare alla sua

puntuale esecuzione.

Il

Cosmi

ne

scrisse la Storia,
Il

diocesane, ordin che se


se ricusato

il

patriarca

si

fos-

mss.

eh ' nella Marciana patriarca bench lontano si prese

concedere
eletti,

le

licenze per l'e-

cura del clero, e specialmente dell'educazione de' chierici, pe' quali institi

lezione de' pievani e de' titolati, o di con-

un

fermare
assenza

gli

supplisse

poslolico residente in
il

nunzio aVenezia, e in sua


il

fondo pe'maeslri che dovessero


e decente abitazione presso
la

istruirli,

cattedrale.

primicerio di

s.

Marco,

a cui

Fr. Girolamo pass


Sebastiano, ove mori

gli

ultimi anni del


s.

intanto commise l'esecuzione della bolla.

viver suo, presso Vicenza sul colle di


a'

Ria tutte queste determinazioni pon-

tificie,

anzich promuovere

la

desiderata

concordia, furono occasione di altre contrariet, e

non pi
il

tra

il

patriarca e
il

il

19 agosto 1 554, e trasferito il cadavere in Venezia fu deposto nel capitolo del suo antico convento di s. Domenico, nel sepolcro che
erasi

clero, bens tra

prelato e
il

nunzio a-

postolico, perch questi


te

pi delle vol-

ma
le

a' nostri giorni

preparato, con onorifico epitaffio; demolito il convento,


s.

per apostolica autorit annullava ci


il

sue ossa furono trasportate in

Pietro

che

patriarca di suo diritto ordinario

di Castello.

Grande

fu la sua carit verso

VER
i

VEN
de'prelati secolari. Egli fu assai
rito della
s.

i33

poveri di quel sestiere, mirabile l'amor


cui

beneme-

patrio, per

aiut

la

repubblica con
sue ur-

Chiesa veneziana, che tutil

denari e con
genze.

effetti preziosi nelle

tora ne tiene in onore

nome. Premunella chiesa,

Le sue maniere strane e l'eccessiva rigidezza provocarono il senato a proporsi quasi per legge, di non iscegliere mai pi alla patriarcal dignit veron claustrale, ina quindi innanzi di proPier Francemuovervi un seuatore. sco Conlari ni XII patriarca. Senatore

rosissimo dell'osservanza delle clericali


discipline e del
fu

buon ordine

perci autore di molte analoghe lo-

devoli provvidenze, che fece confermare


dall'autorit pontificia nel
1

56o

56

1 ;

analogamente all'ordinato da Paolo IV, nelle promofu proibito a lutti,

laonde

e censore,

uno

de' pi delicati e onore-

zioni o concorrenze de' benefizi

l'ap-

voli uilici della repubblica, dallo stato se-

pellazione alla
nezia,

s.

Sede o

al

nunzio di Ve-

colaresco, fu innalzato

al

grado supre-

de' ripulsati dal patriarca


e
i

come
ad

mo

dell' ecclesiastica
i

gerarchia veneta ai

non idonei;
veneta tutti

si

rinnovarono

alla chiesa

21 agosto

554 per

morendo

nella uotte di Natale

dalo per molte virt


na, forse autore
bri d'Aristotile

16 mesi, i555, loe 6omtna dottrivisse soli

privilegi e diritti sino

Eugeuio IV

concessi da' Papi, tanto alla

chiesa patriarcale di Grado, quanto alla

d'un commento

sui

De physico auditu. Rincalzo Diedo XIII patriarca. Po


ili

li-

chiesa di Castello, e lutti Pio

IV

li

con-

centr nella sola chiesa metropolitaua di

Venezia. Figur Giovauni


chiesa
in

tra'

padri del

desta

Padova
1

e senatore, fuelettoa'ci5

concilio di Trento, e ritornato alla sua


si

gennaio

556. Ricordevole Paolo lVde'


la

die'ogni

premura per adattarne

dissapori tra
il

nunziatura di Venezia e
la

ogni parte la disciplina, alle regole


in

patriarca Quirint,

nun?io caldamente
col

raccomand al suo buona elazioue


<

stabilite

quel sagrosanlo ecumenico


il

sinodo. Vi piant pertanto


de' chierici

seminario
s.

nuovo

patriarca.

Questi

fu vigilan-

presso la chiesa di

Geres.

tissimo e premurosissimo dell'osservanza e del decoro dell' ecclesiastica disciplina, perci

mia, donde iu seguito


voi.

lo trasfer iu

Ci-

priano di Murauo, di cui ragionai nel

ebbe a incontrare molte op-

XC,

p.

3oo,
le
il

posizioni
il

col clero cui riusciva gravoso

stabilendone

e nel XVIII, u. ig, rendite; tutto poi appio-

suo zelo.

Ma

il

saggio prelato invoc

vando Sisto V,
petuo l'abbazia

quale concesse

iu

per-

l'approvazione pontifcia,e tutelall'om-

di s.Cipriano,quali

abbati

Lra di osa

le ilabilite regole.

Alche

si

commendatari,
al

a' patriarchi di

Venezia,
p.

Paolo IV de'2 marzo i5j7 sull'idoneit completa degli aipiranti ad ogni benefcio. 11 patriarca tesiamo la cattedrale ed i propinqui eriferisce la lettera di
dilizi,

modo

riferito nel voi.

XCI,

56j.
le

Rad imo 3

volte
1

il

sinodo diocesano e per

ultimo nel

^78, e raccolte insieme

migliori leggi disciplinari de' vescovi di

rnoi l'8
la

dicembre i55g,

setal

polto dinanzi

tempio.

Giovanni l Trevisan XIF

porta maggiore di

patriarca. Abbate 6o. benedettino di s. Cipriano di Murano, fu eletto ne' primi

Grado ne forcorpo delle Constitutiones et pri' vilegia Patriarchatus et Cleri Fenetiaruny e le pubblic colle stampe, l'ab.
Castello e de'patriarchi di

il

Cappelletti riproducendole nel

t.

6 della
insie-

gennaio i56o, a cui nel confermarlo a'iG lebbraio Pio IV, gli accord ritedi

Storia della Chiesa di Venezia,

me
in

a' delti sinodi.

Della

visita

eseguila

nere
vita,

iti
.

commenda
nel
1.

l'abbazia per tutta la

Venezia, da due visitatori apostolici

"marzo concesse per indulRocchetto s come

deputati da Gregorio XIII, e delle loro


disposizioni e ricordi pel clero secolare
e regolare, parlai nel

to pontificio l'uso del

notai iu quell'articolo, ed altre insegne

XIX,

u.

3o, do-

j34

vbm

IfiN
nodo o diocesano o metropolitano, a pia. cere e pel meglio, e^li non lard a radunarlo diocesano. Lo tenne a' 9, 10 e 1 settembre di detto anno. Fra le alti cose, furono ripetute le proibizioni di
1

gado 87. Inoltre Giovanni II ottenne da Sisto V, colla bolla Romanum \>ntificem, de' 3o dicembre 1^90, presso
i)

Cappelletti, die

chierici della chiesa

veneta continuassero ad essere ammessi


agli ordini sagri (per disposizioni di

Leo-

far nelle chiese rappresentazioni di coso

ne

e di Clemente VII nel 15^5, co-

sagre accompagnate da predica.

Fu stamle

me

toccai altrove, e nel voi.


la

correggendo
titolo

XCI, p. 10, data 3o dicembre ), a


o di patrno*

palo, e iu seguito gli furono aggiunte

costituzioni e le esortazioni de' suddetti

d serviti di chiesa, ossia sen-

z aver titolo di beneficio

nio (richiesto dal concilio di Trento)


ecclesiastico, col solo appoggio del servizio prestalo e

sa, nel cui clero

da prestarsi ad una chieavrebbero poscia otteil

Ne radun altro ai novembre 5i)%, cui canoni furono similmente stampatile riusc come un perfezionamento del primo. Notai a suo luogo, che nuove premure del patriarca,
visitatori apostolici.
1

5,

6e

per accrescere

le

rendite

al

seminario,

nuto

alla loro volta

titolo ossia

il

be-

ottennero aiuti da Clemente Vili, e op-

neficio,

entrando a formar parte del ca-

portuna stazione presso


de' cavalieri Teutonici,

le

chiese e nelle
ss.

pitolo rispettivo. Sapientissima determi-

fabbriche del priorato della


ivi

Trinit

nazione, che assicurava alle chiese di Ve-

nezia un servizio stabile e decoroso

si

nelle ufiziature sagre, che nella cura del-

l'anime. Mori

il benefico prelato a* 3 agosto iSpo, prima che fosse spedita s

appunto ove poi sorse il magnifico tempio della Salute, e dove ai nostri giorni vi torn e fiorisce. Clemente Vi 1, a' 5 giuguo 596 premi il Priuli (/'.) col cardinalato.
1

interessantissima bolla per la diocesi veneta, e f deposto nel sepolcro preparatosi

Sostenne lunga
reudite, nella

lite

pe' di ritti

d'alcune

avati l'altare da lui eretto, dotato e con Sag| alo< c|j s- Giovanni Evangelista
.

Jt:,la

patriarcale.

11

* alla patria sede,


'

senato nello scegliei" avea derogato dal'

a dollato sistema, die escludeva

c ' e siastico regolare,

ma

tosto

guirlo.
tr 'arca

- Lorenzo

un ec tomo a sePrudi XV pa-

Torre di Mosto, della diocesi di Ceueda, e cur l' estinzione d' un debito che gravava la mensa, con indulto apostolico de' 24 dicembre 1^96, ov'egli chiamato cardinale dal ttolo di s. Maria in Trasponimi ed
villa di

e cardinale. Settatore di specchiata vii lu, di somma prudenza, di profonda dottrina, gi savio agli ordini,

amministratore della chiesa palriar* cale. Queste parole destarono sospetto all'ab. Cappelletti, che divenuto cardinale, avesse rinunziato
il

patriarcato, e
di

ne

fosse

divenuto amministratore,

che

ambasciatore
Parigi, dal
1

Toscana, a Madrid, a 584 in poi presso Gregorio


in

nulla pot trovare di schiarimento. Nello stesso

anno

si

accinse alla grandiosa

XIII e Sisto Vi
Brescia,
1

allora era
fu

podest di
nel

impresa

di rifabbricare la cattedrale, ca-

quaudo
si

eletto

gennaio

#9

Subito

mostr

espertissimo del-

l'ecclesiastica disciplina, e 1,"


la

sua cura fu

duta in deperimento, per la quale due anni iunanzi avea posta la 1/ pietrai la facciata terminandosi in detto auuo,e nell'

riforma de* costumi del clero e di regolarli fittila norma delle leggi canonidie, al che prest

iscrizione

si

legge; Palrarchae
il

Vene*
di
s,

tarum, lo tale occasione


di

corpo

mano Clemeute

Vili

Lorenzo proto- patriarca, dalla cappella


nell'altare 8. Michele, fu trasportalo maggiore. Lasci poi il cardinali l'incarico al

con bolla de'5 aprile i5ga, laccomaudandogli perci anche la visita delle cine se de' regolar. E poich colla bolla l'esortava pure alla couvocMione d'uu si*

uipote Marco, di erigere nella


i'

nuova chiesa

altare del

mai litio

di

s.

VEN
Giovanni apostolo, e riusc uno dei pi belli della medesima. Il cardinale non pot veder compito il tempio, perch mor a' 26 gennaio 1600, e fu sepolto
a pie de' gradini di detto altare, senza

VEN
ma
se

i35

22 maggio 1608, a cagio ne delle famosi controversie insorte appunto nell'anno di sua promozione, tra la repubblica e Paolo V che lanci la pena canonica dell' interdetto a Venezia,

non

a*

memoria, bens
terali all'altare,

essa in

due

lapidi laIl

collocate nel 1640.

tutto deplorato ne' n. 32 e 33 XIX. La controversia riguardante


il

del
la

sua

suo cadavere

24

anni dopo

Iti
il

trovato

elezione, deriv dall'esigere Paolo


si

intatto e incorrotto,

quando
il

patriarca

recasse in

Roma

che all'esame imposto a*

Tiepolo fece demolire


pio, per

vecchio tem-

continuare l'erezione del nuovo, e dal rogito die ne fu fatto chiamato Matteo Zane Patrarchae F net.

Il senato si oppose, dichiarando,che ad un esame non avrebbe giam-

vescovi eletti.

mai acconsentito, solo permettendo nudasse


ciare
il
il

XPIpatriarca. Successa due giorni dopo


al

piede a

nuovo patriarca a Roma per baSua Santit, se questa di


dimostrazione
si

senatore.
tifiti

defunto, essendo consigliere ducale e Avea sostenuto altri onorevoli


a pr della
di

tal rispettosa

contentasi

se; e questo serv

ancora ad inasprire
il

patria,

ne' quali

die'

disgusti insorti fra

senato e Paolo V,

lumiuose prove
sapere,

come nell'ambascerie
a'
all'

prudenza, probit e a' duchi


re di Portogallo
II

d'Urbino e Savoia,
e di Spagna,
al

che poi degenerarono in aperta rottura, che produsse l'interdetto. Il seuato avea dato commissiouea'4auibasciatori inviati a Paolo V per le congralulazioui della sua assunzione al pontificato, di pregarlo a impartire al patriarca Vendramino la

imperatore Rodolfo
III.

Vita di Clemente FUI, del veneto Giovanni Stringa, che il prelato neh 601 si trasfer in Roma (non gi per sottoporlo all^vimc, che il Papa avea ingiunto a tutti vescovi d'Italia,al che la repubblica opponesultano

Animai

Leggo

nella

benedizione senza l'esame,e di sbrigare il negozio diCeneda, parlato nel XIX,dogado7g.,per togliere gl'incouveuienti che ne derivavano. Il patriarca non esseudo

vasi in base de'suoi privilegi),

o v'era con

confermatodal Papa, continu


della diocesi patriarcale
lare,
il

il

governo
pubbli-

gran desiderio atteso dal Papa,il quale per le rare sue qualit, volle con segnalato e
straordinario favore di propria

vicario capitola

ed a questo

il

seuato viet

mano

or-

cazione della pontificia scomunica. Seguila poi la riconciliazione della repubblica colla
l'affare
s.

dinarlo e consagrarlo; edopo avergli dato


segni di paterno affetto, anche verso la re-

Sede

il

Papa toruaudo sulil

pubblica, gli die'licenza di tornare a Veuezia,

dell'esame del prelato, dichiaransenato,

come
3
i

fece nel

dicembre, dove giun-

do il desiderio suo di compiacere


se gli fosse

to, a'

dello stesso

sesso solenne del


il

dicembre prese pospatriarcato. Breve fu

permesso dal suo sublime milasci tuttavia d'insistere per-

nistero,

non

suo pastorale governo, moreudoa'2^

luglio

i6o5,

e fu sepolto nella basilica

ch avesse effetto, con l'ambasciatore veueto Contai ini, il quale per rimise iu

Francesco F/idraGi ambasciatore a Torino, a Madrid, a Vienna, a Parigi, a Clemente Vili, a Paolo V in Roma straordinario, mentre ivi si trovava, ornato pure della toga senatometropolitana.

campo, come

al solito,

privilegi antichi

mino

XFli patriarca e cardinale.

della repubblica e le sue consuetudi ui, di


cui era gelosa conservatrice. Iu
fiue fu

pur uopo venire auojie


accordo, e
triarca,
la

iu

questo ad un
del pa-

repubblica permise per quea

sta sola volta l'andata

Roma

ria, a'

26

luglio

i6o5

fu eletto patriar-

ca,
le,

cio

ma

dopo due giorni di sede vacatinon ottenne la pontificia confa*

promessa che per l'avvenire pi non se ne parlerebbe. In fatti, aY) geuuaio 1609 il cardiual Corla

ottenendo

36
ili

V E N
Paolo V,
scrisse al

VEN
nunla

ghese, nipolc
zio apostolico

la

maestosa fabbrica della

basilica

pa-

eli

Venezia.
r

Quando

triarcale, e di lui
p.

anche parlai

nel voi.
ss.

XC,

serenissima repubblica di Venezia rimova

289,

pel

suo Trattato delle

lieti-

l'impedimento del

Francesco Vendramino eletto e nominalo da lei al pasig.

quic. della basilica

Marciana. Mor a' 7 / maggio i63i,e fu sepolto nella metro-

triarcato di quella citt, per sottoporsi


al solito

politana, colle sigle

D. D. D. D. che coin

esame innanzi a Nostro Signore,

munemente si
del

spiegano: Dilexi Decora,

e venga per questo effetto a

Roma, si con-

Domits Domini. Per

uno

de' pilastr

tenta

Sua Santit che V. S. possa promettere insuo nome, comeelTeltivamente


prometter e come promette la Santit Sua medesima, che pei* qualunque caso
si

tempio scolpito il suo elogio. Egli molto encomiato qual sagro scrittore , e sotto il suo nome si conoscono diverse opere, oltre
all'

inedita e assai pregievole

eleggessero e

si

presentassero nuovi pa-

che

si

conserva nella biblioteca Marciana


,

triarchi,

tenuti

da qui innanzi non saranno pi ad esaminarsi, perch la Santit


suddetta seregii

Sua

in gratificazione della

e in quella del cav. Cicogna Catalogo de Santi\Bealie Venerabili veneziani. Federico cardinalCornaro XfXpatriar-

nissima repubblica
adesso, et

dichiara esenti da

ca. Nel settembre .i63

il

cardinal Corin que-

come

tali

vuole che sieno asso-

nare (V.)

dalla sede di

Padova fu
fu

lutamente
prelato,
gli

trattati". Scrisse poi

l'amba-

sta trasferito.

Quando
,1

innalzato alla
del vivente

sciatore al senato, che giunto a fu fatto


la

Roma

il

romana porpora, qual fiali ugno

me,

solo per

un leggerissimo esaforma. Govern il paele-

triarca

Vendramino sapientemente e sanla

tamente

sua chiesa, sino dalla sua

zione. Nella metropolitana, cogli argenti

vecchi della sagrestia, e colla


lui

somma da
me-

spesa, fece 7 candellieri di tal

doge Giovanni, insorse quel grave disgusto fra il senato e il padre, eh' ebbe termine quando il doge si mostr pronto a rinunziare, onde non pregiudicare il fidivieti avea accettalo glio, che contro l'eminente dignit: il che raccontai nel XIX, n. 34> dogado 96. All'epoca della
i

tallo pe' pontificali, e fabbric l'organo;

nomina

a! patriarcato,

tuttavia la peste
il

indi per la sua piet verso la R.


del

Vergine

desolando Venezia, tard


so a'27 giugno

cardinale la

Carmelo, ivi le eresse sontuosa cappella, e form la sua sepoltura senza i-

partenza da Padova, e solo prese posses1

632 con veneziana masul'fraganei

scrizione,

ma

con isculture laterali a sua

gnificenza. Indi a'2 settembre 1 64*2, coll'

lode e con epigramma che lo celebra. Restaur ed abbell il patriarchio dal


lato della vigna. Estimatore

assistenza

de' vescovi

di

Paolo
1

V del
1

Vendramino
cre cardinale,
Il

(F.). a'2 dicembre

lo

Chiodaia e Caorle, solennemente colisa * OD gr la nuova metropolitana, e sulla porta che conduceva al patriarchio vi fece
collocare l'esistente

morendo
i

l'8

ottobre 1619.

memoria. In
s.

essa

si

la
sa.

suo testamento edifica, per la piet e munificenza verso poveri e la sua chie-

ricorda pure
tire, del

la

cappella di

Giusto marlui

Giovanni III Tiepolo XVIII pail

palazzo contiguo, da

restau-

rata, altra
s.

avendone eretta nel chiostro a

triarca. Declinando
gliere

senato dallo sce-

Ivo. E"

uno

del suo corpo,


s.

micerio di

nomin il priMarcoa'2onovembrei6i9.
prebenda del teo-

nignit pastorale a
ge, poich

commendevole altres la sua becomodo del suo gregconsiderando


la

grande distan-

Uno

de'suoi primi pensieri fu d'istituire

za del palazzo patriarcale dal centro del-

nella metropolitana la

logo, e fond
riferito uel

un nuovo canonicato, pel. VI, n. 1. Condusse a com-

che in due giorni della setsarebbe recato nel palazzo di sua famiglia a udire chi bramasse parlarla citt, statu

timana
ed

si

pimeulo, con grandissiuio suo dispeudio,

gli,

ivi

pazientemente

tulli riceveva.

V E
Compiute
zi
il

K
zelante e saggio pale forze,

VEN
di recente nel
1

i3 7
a'
1

le parli di

676;beus
all'

8 aprile 1678
uffizio
si

store, sentendosi

diminuir

rinun-

venne destinato

onorevole

di

patriarcato a'2 aprile 1644 e Sl lia " ifer a Roma quasi a riposo del resto di

bailo a Costantinopoli,

ma
,

mentre
1 1

di-

Mie vita. Dolente


dita, a

il

clero per tanta per-

perenue testimonianza di sue virnon meno che della propria afflinone di non pi averlo a pastore, nella
t e zelo,

cattedrale pose

marmorea

epigrafe, la

1' sponeva alla partenza del susseguente agosto fu eletto patriarca. Radun il sinodo diocesano ne'giorni 6, 7 e 8 maggio 1686. Dopo un decennio di patriarcato, mor nel 688, a' 3 settembre, dice lo Stalo personale. Fu sepolto nel
1

quale, tuttora esistente, riportata dal-

presbiterio di
grafe.

s.

Pietro, con semplice epi-

l'accuratissimo ab. Cappelletti


tre

colle al-

Non avendo
la

eredi per lasciare le


istitu

die ricordo e non rammento per scru-

sue pingui facolt, ne

erede con teil

polosa brevit. Ju

Roma,

a merito suo,

stamento

repubblica; e

senato per
gli

Innocenzo
Venezia e
rito nel

X reintegr nella sala


tolta

regia del

riconoscenza onorevole dipoi


nella slessa metropolitana

eresse

Valicano, l'iscrizione onorevolissima per

un monumene iscrizione

da Urbano Vili, pel


n. 8,
1

rife-

to col suo busto


nel

marmoreo

XIX,

verso

il

fine.

Mor

in

Roma

il

5 giugno 653
s.

e fu deposto nella
lui edificata

nubilecappella di
nella chiesa di
la
s.

Teresa da

Maria

della Vittoria, per

quale eragli stata coniata una medaed in essa egli avea fatto scolpirei
ri-

glia,

tratti di

cardinali di sua famiglia e del

doge padre.
sinl

Gian-Francesco MoroFa
eletto nel d se-

1742. Un altro monumento, nel seguente anno, gl'innalz il nipote Gerardo Sagredo, procuratore di s. Marco, nella cappella gentilizia di S.Gerardo Sagredo, in s. Francesco della Vigna, parimente adorno con onorevole lapide. GianAlberto BadoaroXXIIpatriarca e cardinale. Promosse ben presto
la
il

senato ala'

XX patriarca.
1

vacante chiesa patria

tal

soggetto

guente
aprile

alla rinunzia del predecessore,

plina nel clero, perci raccolse


il

644- Zelatore della buona discidue volte sinodo diocesano: neh 653, a' 17, 18 e
nel
1

16 maggio (settembre, leggo nello Stato personale) 1688, essendo primicerio di s. Marco. Era stato arcidiacono di Crema presso lo zio vescovo, e canonico di Padova.

9 giugno;
le

667,

a'

8,

le,

pubblicati colle stampe.

9 e 20 Avendo

apriil

La sua

pastorale sollecitudine spicla


s.

se-

c tosto luminosamente, aprendo


sita di tutte le

vi-

nato per
silica

gravissime vicende della di-

chiese della diocesi, del se-

sastrosa guerra di

Cand a eretto
il

nella ba-

minario, de'monasteri di monache; da per


tutto estirpando abusi, correggendo di-

metropolitana
in

grandioso altare di

marmo

Venezia s. done il patrocinio, il suo s. Corpo vi fu con solenne pompa riposto dal patriarca a'4 gennaio 1666, come gi dissi. Mor ii Morosini a'5 agostoi678 e fu tumulato in magnifico sepolcro in

onore del celeste patrono di Lorenzo Giustiniani, invocan-

sordini, raddrizzando traviati; stabil e

regol

le

scuole della dottrina cristiana;


diligenza nella scelta de'saalla

ebbe
orn

somma

cei doti,

che poneva

cura delle anime;


il

di valenti e saggi precettori

semi-

nario de'chierici; ed egli slesso non di ra-

Tolentino.

s.

Nicola di

do catechizzava

rozzi e
e

fanciulli

pub-

Alvise II Sagredo
al

XXI
di

blicamente nelle chiese;

per coltura del

patriarca. Gi ambasciatore
rico,

duca

clero stabil nel patriarchio

due erudite
1

Savoia, non esercit altro pubblico inca-

perch

il

suo fratello Nicol venne

accademie, l'ima chiam de 'Trattenuti, l'altra denom no Congregazione di s. Cari

inualzaloalla dignit ducale, essendo vietato dalla legge,


tai nelle

lo.
ti,

Piant una casa per

le

donne penitens.

come ripetutamente

no-

per toglierle dal mal fare; promosse e


il

biografie de'dogi, ed era

morto

ampli

culto del predecessore

Loreu-


i3S
sero
sta;
le

VEN
si

VEN
onorasalla feil

zo, volendo che nella cattedrale

senato l'elesse alla patria cattedra. Mo<


il

8 domeniche susseguenti
gli

profuse

averi a sollievo de'pove

buon patriarca a'i4 novembre 1 7 3.{, e fu deporto nell'arca de'canouici, co'qnari


li

li; visit

gl'infermi

quando era

invitato;

volle per espresso


la

comando aver comu-

insomma
i

nulla risparmi per lo spirituale

vantaggio del suo gregge. A' 17 maggio 706 Clemente XI lo trasfer alla sede
di Brescia e cre cardinale:

che fu ricordato sulla pietra marmorea con esemplare epigrail

ne

sepoltura,

fe.

Fr. Francesco Antonio Correr


patriarca, Avea da 5 anni ab-

(lardella nella biografia lo

come tale col chiamo Jasi

XXV

bracciato l'istituto de'cappuccini, pian-

duaro

(V.). Nella
in

nuova cattedra
reprimere
gli

di-

stinse nello zelo

errori
infet-

do il senato l'elesse a' 1 8 novembre y3 {, avendo gi onoratamente percorso le pri1

de'quietisti, di cui Beccarello

avea

me

dignit della carriera militare marit-

tato la citt, ove carico di meriti e virt


r

nel

7 1 4.

mo-

tima, ed erasi distinto nella guerra di


rea. Si applic

Mo-

Pietro Barbarico

XXIII
succes-

patriarca.
tre

Da
s.

canonico

di

Padova, fatto

golare

la
i

con tutta premura a redisciplina ecclesiastica, ed a ri-

primicerio di
il

Marco,

si

narra che menil

senato stava per eleggere


in giro

soie al cardinale, entr nella sala una co-

lomba, e svolazzando
Dai barigo padre

and

a fer-

formare costumi. Perci nell'aprile 1 74 a' 18, 19 e 20 celebr il sinodo diocesano, importantissimo anco per essere l'ultimo deTin qui adunati, ed tuttora iti
vigore.

marsi sulla spalla del senatore Girolamo


di Pietro, e

Fu

stampato, ed assai raro; cotitolo:

che

di questi

nosco questo
,

Corrario,
1

De
1 ,

Syiio-

ne

affrettasse la scelta
,

a*25 giuguoi7o6.

Certo

famiglia

a'ss.

che nella sala del palazzo di sua Vito e Modesto, fu posta


la

un'epigrafe,

quale ricordando
\\

la

poma
sf

pa, colla quale

doge e

la

signoria era-

no andati a

pigliarlo per

condurlo

Pietro di Castello al possesso di sua dignit, ricorda altres l'avvenimento della

dus Veneta Venetiis 74 La morte sua fu repentina a' 7 maggio 74 poco dopo il sinodo, e fu attribuita a veleno; avvenne in una villa presso il castello di Montagnana e trasferito il cadavere a Venezia, ebbe sepoltura nella patriarcale. Alvise III Fascari XXVIpalriar 1
1

ca. Canonico di Padova, fu eletto 7 gior


ni

ancor questa dal eh, Cappelletti. Ogni cura egli subito pose

colomba;
la

riferita

dopo, confermandolo Benedetto


1

XIV
al-

a' 3 luglio

74 ij notando nel la

bolla: non

per

buona

disciplina del clero, e co-

esser stato sino allora derogato

mai

minci col far noto con un editto, che ninno sarebbe promosso agli ordini sagri, qualora non se ne fosse reso meritevole per l'esercizio d'una specchiata virt e d'una singolare morigeratezza di costumi. Intraprese
la visita pastorale del-

l'antichissima consuetudine della repubblica, circa l'elezione del patriarca e de'

vescovi dello stato veneziano ".

Mor

a'

28 ottobre 758
1

di

79

anni, e fu sepolto

la diocesi, e poscia ne

adun
:

il

sinodo

a'

28, 29 e 3o maggio 17 i4 Synoclus Veiiets

IV BragaEra vescovo di Verona allorch venne nominato patriarca a'27 novembre 758. A suo tempo acnella cattedrale. --Giovanni

dino

XXVII patriarca.

a patrarcha Venetianun Barba


1

dicii,anno 1 7 4> Venetiis. Mor il 1 .magg'101725 e volle esser sepolto nella chiesa de'ss. Vito e
tezzato.

Marco Gradenigo XXIVpar

Modesto ov'era

stato bat-

triarca.G'ik coadiutore del patriarca d'A


quileia e vescovo di Filippopoli, era ve-

caddero quelle novit sull'immunit ecclesiastica, che tanto afflissero il venetoCIemenleXIII,e deplorai nel XIX, n.40. Il patriarca cess di vivere a' 24 dicembre I775,efu tumulato uellachiesa del s. Sepolcro, ora demolita. Federico Maria Giov anelli XXVIII patriarca. Gover-

scovo di Verona quando a'5 moggio

725

nava

la

chiesa vescovile di Chioggia,quan

V E N
tloilsenatoa'5gennaio
i

VEiN
l'elesseal pa-

i3 9
;

776

che

gli

dassero un successore
vi

e l'impeil

trio patriarcato, e fu l'ultima elezione


fece.

die
il

ratore acconsent che

celebrassero

Le

virt esimie die

adornavano

conclave,

come

in pacifico e sicuro asilo.

prelato, lo resero caro al suo gregge, cui

Ma

toll'umill singolarmente e colla piet etiific

gu

ne'a 3 anni del suo pastorale gover-

quanto precedette, accompagu e seil memorabile avvenimento, inclusivamente all'elezione e dimora di Pio VII

no. Visse nel

tempo
I'

delle pi

dure vicende
colosso della
la citt
l'

in Venezia, l'ho descritto nel


Ivi

XX,

n.i.

politiche di Venezia e dell'Europa; e vide

pur narrai
il

la

santa gioia del patriar-

nel

1797

crollare

enorme

ca Giovanelli, in vedere riunito nella sua

repubblica, invaso lo stalo e

da'
in-

Veuezia

sagro collegio, manifestata con

repubblicani francesi, promulgare


glorie venete di

dotta e fervorosa pastorale, per eccitare


i

gannatrice sedicente libert,opprimerele

diocesani alla preghiera, perch lo Spi-

XIV

secoli, e passar

Ve-

ri toSanto

illuminasse principi dellaGhiei

nezia e

il

suo dominio sotto

lo scettro del-

sa a sollecitamente eleggere

il

Pastore su-

l'Austria.

L'imperatore Francesco II, a cui erano palesi la eminente dottrina e

la somma piet del prelato, con diploma .de'28 genuaio 798, lo dichiar suo
1

consigliere intimo, titolo che in seguito


fu concesso anche agli altri
patriarchi,

che ressero progressivamente la s. Chieda veneziana, sotto l'impero austriaco,


IVe'primi armi del suo patriarcato visit

premo. Che non ebbe il couforto di venerare il uuovo Papa , e raddoppiare il suo giubilo per l'onore che accrescevasi alia sua patria, perch iudefesso nel prestare amorevole e riverente assistenza a* cardinali, e uell' intervenire con fervore alle pubbliche preci da lui ordinate, esicorpo, abbattuto dalle fatiche, caduto infermo, mora' io gennaio! 800, iu et di 73 auui e certamente se fosse so^ pravvissuto, Pio VII l'avrebbe annole di
:

parecchie chiese della sua diocesi, e


corisagr, fra le quali
s.
s.

>e

Basso poi cam-

biata in usi profani, e


pressa. Indefesso nell'

Margherita sop-

verato al senato apostolico.

Che
il

la

sua

combenze patriarcali, giammai, beuch negli


vita colpito
gli

adempiere le innon se ne astenne


ultimi anni di sua

morte
ed
il

fu pianta

da

tutti,

particolarmen-

te da'poveri,

che videro rapirsi

padre;

sagro collegio, addolorato,

gli fece ce-

da penosissima cecit, ch'evirtuosamente riputava una grazia del

lebrare solenni e onorifici, funerali, per

pubblica dimostrazione di grato animo e


di estimazione.

cielo.

Finche

visse la

madre

Giulia Cai-

bo, quando l'andava a trovare, quella pia

prelato era tauta, che

La venerazione verso il ognuno fece a ga-

dama

faceva mettere nella gondola del

ra per ottenere qualche porzione o delle

figlio sacchetti di denari, acci avesse

pi

sue

vesti

q de'suoi capelli.

Ebbe

sepoltu-

mezzi per aiutare

poveri.

Quando Pio
il

ra uella basilica patriarcale, dinanzi alla

VI
ho

nel 17821 soggiorn io Veuezia,

che

porta che conduceva

al

palazzo, eoa

' descritto nel XIX, u, 4* Pe^ P3 triarca furono giorni di consolazione,

epigrafe
telli

marmorea,

postagli da'couli fra-

Giuseppe e Antouio Giovanelli. Ol-

quando quel

glorioso

Papa

fu strappalo

tre lab. Cappelletti, lo celebr l'ab. Bello tu


,

dalVaticauo e condotto iu Frauda prigio' r ne , stabili mg. Giovanelli suo delegato


apostolico in queste regioni, acciocch
g' interessi della

Co n tiu uazio ne de Ila Storia de l Crit,i,

stianesmo,
li

p.i3; ed

il

cav. Mutiuel-

negli

Annali delle Province Fenete,

religione

uou avessero

L'eletto Pio VII,giunto iu

Roma, perai

a soffrii detrimento

ritardo.Morto quel-

testare la sua riconoscenza al clero veneto concessealcapitolo

l'ammirabile supremo Gerarca


za a*2Q agosto
1

in Valen799, la mano di Dio coti tUtatet Veuesiai dispersi cardinali pei-

metropolitano quel-

l'iusegue corali di cui parlai uel VI, u.i.

Siccome

sotto

V imperatole Giuwp

)_jo

VEJN
furono
folte

V E N
(lisci-

pe
I

II

innovazioni nella
tolto l'impero
}

nostra

s.

Religione, e

si

dorranno
tali

preti

.lina ecclesiastica in
s

iYAu-

dere in considerazione

rimostranze
avvisali.

stria,

negli slati {\\(tcrmam'(i c\\e nella

per

la

soppressione o proibizione dell'o3.

Lombardia Austriaca, che


nel voi.

ricordai pure
;

pera, rendendocene prima

XCII,

p.

593 e 609

facendo poi
e Bre-

Dovr mantenersi

in

vigore V esercizio
i

parte degli
le

slati d'Italia di

detto impero

del regio diritto d'ispezioue sopra


narli vescovili ed altri collegi
di

pioviucie di Crema,

Bergamo

semieduca-

scia, gi

appartenenti alla repubblica di


in

zione del clero, tanto in ordine alla disciplina, (pianto alle dottrine

uno a tutte le provincie veneziane, anche esse furono sottoposte alle medesime discipline, e continuarono ad sserlo sino a'noslri giorni, io debbo riVenezia,

che

vi s'inse-

gnano. 4- Dovr intimarsi


spressa nostra proibizione,
de' loro preti diocesani
si

a' vescovi l'e-

che nessuno

faccia lecito in

portarle. Narrai uegli indicati articoli e

avvenire

di

promuovere dispute o queUnigenilus, edovr pu-

molte novit introdotte nelle difese de' suoi domimi da Giuseppe U, continuate poco pi, poco meno, anche
(plorai le

stioni sia in voce, sia in iscritto, a favore

o contro

la bolla

re farsi sapere a'teologi, che

debbono
i

li-

dopo

la

morte
il

di lui

ed avendo in molte

mitarsi a dare a'Ioro discepoli le


sarie nozioni intorno la esistenza,
vi,
il

neces-

cose legato e stravolto le canoniche leggi,

moti-

Papa Pio / /intraprese viaggio di Vienna, e, malgrado le sue limosi ranze personali, Giuseppe II rimase ferperci
il

contenuto di questa bolla, senza poi proporvi sopra ne lesi, u argomenti di controversia e disputa, in veruna occa-

mo nelle sue
si

idee, e invi al

governatore e

ui pi te ho generale della

Lombardia Au-

naca

il

seguente editto, che in sostanza


il

meno nelle pubbliche leesami e negli esperimenti. 5. Restando sempre nell'intiero suo visione e mollo
zioni, negli

restrinse vieppi

potere ecclesiastico,
diritti

gore ed esercizio
t

il

supremo

diritto del

ed applic a se non pochi


pali e pontificii.

episcogli

Esso diceva:

Dopo

scambievoli schiarimenti, che in occasio-

Hcgio cxeqnatur tutte le bolle, che trattano di materie dommatiche, non saranno sottoposte a venni esame o censura,
tostoch verranno riconosciute per
6. L'arcivescovo di
della
in
i

ne della dimora del Papa nella


corte sono seguili Ira noi, circa

nostra
diversi

tali.

oggetti ecclesiastici, compresi ne' regola*


n.enti da noi finora prescritti pel vantag-

vescovi Milano e nostra Lombardia saranno obbligati


degli

avvenire, al pari di tutti quelli

gio della Religione e dello Stato,

abbiamo

altri nostri stati, a prestare,

prima ch'ennoi,

trovato necessario spiegarelesegueuli nostre


ri

trino in possesso della rispettiva loro chiesa,

determinazioni per intelligenza e die perch questi ne

uno

speciale

giuramento a

come

zione de'rispellivi governi de'nostri do-

legittimo loro sovrano, secondo la for-

mimi,

procurino
i.

la

piena esecuzione ed osservanza.

Reos-

meranno ferme

e perci
le

si

dovranno

mula che sar annessa, ed il governatore Lombardia Austriaca dovr riceverlo in nome nostro da quelli che in
della

servare pienamente

nostre delibera-

avvenire saranno nominati ed

eletti. 7.

zioni gi pubblicate sulla tolleranza cri-

Resta fermo similmente

il

disposto, che

stiana in

materia
libri

di

Religione. i.

Le
lu-

stampe, opere,
ce,

che uscirannoalla

direttamente da

nessuno de'nostri sudditti possa ricorrere se a Roma per dispense


afli-

dovranno

essere rivedute

da' nostri

intornogl'iaipedimenti matrimoniali ne'


gradi proibiti di consanguineit ed
nit.
I

regi censori;
i

ma

ci

non impedir, che

vescovi possano fare,

come

iti

addietro,

vescovi useranno in ci liberamen-

le
1

loro rappresentanze al governo circa


libri

te del loro originario diritto;

ma

quelli

che fossero veramente nocivi alla

tra essi,

che faruuao

difficolt

ed avrau-

EN
Pio
circa
i

VEN
Vie l'imperatore Giuseppe
vescovati della

i4r
II
(

no scrupolo di procedere fare proprio, non saranno in vernn modo impediti dal farsi munire dal Santo Padre delle facolt,

V\
essi

Lombardia. In

dicevasi che:

Le

cattedrali della

Lomdi
i

ch'eglino stimeranno opportune e ne-

bardia Austriaca, come l'arcivescovato

purch quelle vengano accordate loro vita durante e per ogni genere di persone rispetto alle dispense de'gradi recessarie,

Milano,

il

vescovato di Mantova, ed

vescovati del Milanese, Pavia,

Cremona,

Lodi e Como, dovranno dipendere dall'immediata nomina del governo. Quanto

moti, cio terzo e quarto.


dispensa a
concilio di

siccome ne*
la

gradi pi prossimi non dee concedersi

norma

delle
se

disposizioni del

non rare volte e Ira principi grandi o per motivo gravissimo o di pubblica causa, sar in tali casi
lasciato aperto a'vescovi diocesani l'adito
di ricorrere a

Trento,

Roma,
la
i

previa sempre

la

nostra permissione,

quale non

verr

4 ultimi si avr particolare riguardo per soggetti raccomandati dal Papa ; e perci nella vacanza d' uno di essi il governo ne far consapevole immediatamente il ministro imperiale di Roma, acciocch ne dia avviso al Santo Padre;e nel tempo stesso si dovr farne sapere a Vienna l'avvenuta moite, unendovi
a questi
i

concessa che dietro

termini prescritti.
presentarsi

le

informazioni opportune. Nel caso poi di


di

Dovr pertanto
al
sti

la

domanda
i

vacanza della sede arcivescovile


no,
la citt

Mda-

governo, esponendo

motivi; e se que-

potr usare del suo diritto e


la

saranno

frivoli
i

insufficienti,

saranno
il

supplicale per
patrizi".

elezione di

uno

de'suoi

rigettati,

se g ust

e qualificati,

goverl'i-

no potr permettere, che


stanza per
la

se ne faccia dispensa pontificia. 8.

Saggio consiglio poi fu della religiosa piet dell'ini peratoi e regnanteFrancesco Giuseppe I,di ridonare alla Chiesa,
se

Le

da noi emanale per la soppressione de'monasteri di alcuni religiosi dovranno avere il loro pieno effetdisposizioni gi
to, e
la

non

in tutto certo in

grande parte,
colla

le

primitive sue libert. Concluse pertanto


in

Vienna (V.) un concordato


le

s.

similmente quelle che riguardano separazione de' monasteri sussistenti,

Sede, riguardante pure


Italiane nel

chiese Austro-

i855, che
1. 1
i
,

l'ab. Cappelletti

da' genera li e congregazioni de' loro ordini, residenti fuori degli stati austriaci,

pubblic nel
lia,

p.

i ,

Le Chiese

d'Ita-

la

loro perfetta subordinazione alla po-

Lodovico cardinal Flangini XXIX


strature, spos
figlia, indi

ed

io

ne ragioner nel citato orticolo.

test ordinaria de' vescovi. Soltanto vo-

gliamo permettere, che

provinciali oca-

patriarca. Nato in Venezia da una Giovanelli, percorsa la carriera delle magi-

pi delle congregazion nazionali,

che

sa*

una Donato e n'ebbe una

ranno nuovamente
care
la

eletti,

possano

notifiri-

rimase vedovo.

Dopo

essere

loro elezione al generale del

slato di Quarantia, avogadore, senatore,


consigliere, abbracci la carriera ecclesiastica, fatto

spettivo istituto, con semplice lettera di avviso, e a sigillo velante, la quale si do-

uditor di Rota veneziano,


1

pei*

vr presentare

al

governo, e

se

sar nelle

forme

prescritte s'invieral nostro mini-

nomina del senato, e nel 789 creato cardinale^.FLANGWi). Intervenneal patrio


conclave, e fu lietissimo di vedere nella

stro residente in

Roma,
la

e per lo slesso ca-

nale ritorner

risposta del generale;


risulti

e qualora da tulloci

un qualche

sua Venezia elecsersi il Sommo Pontefce, dimostrandolo anche con illuminare


a torcie di cera, per 3 sere consecutive,
il

incidente ocaso nuovo, il governo ne dar parte al nostro cancelliere di corte e di stato". Ed in aggiunta a queste determinazioni,
tri

suo gentilizio palazzo. Pertanto erano

mandava l'imperatore Giuseppe li aldue articoli relativi al Co ricordato fra

sopra di lui lutti gli sguardi della veneta Chiesa, che lo presagiva siccome degno successore del piissimo suo pastore
rivolti

141
che aven
lo
ci

tll
recente perduto. Infatti
,

V E
il
i

IV

nazioni alle leggi ed a'eanoni, ed

llilfrt*

nuovoPapa Pio VH,n'i4novembrei8o


sagrato in

d ucettdov4i eantaguen temente mille icon


ci

preconizz patriarca di Venezia, con-

e irregolarit. Egli infatti, perch


a'

Eu-

Homa

dal cardinal Minazzi, e

genio vicer d'Italia

19 ottobre 1807
la

decoralo dall'imperatore della gran croce di


s.

avea dichiarato cattedrale


s.

basilica di

Stefano d'Ungheria. Si rec

alla

patria sede a'24

marzo i8o3, lodato dal


per over fatto chiudere
era magistrato della

Ijcllomo per
ldotto

le

vaste sue cognizioni nel-

Marco, 7 giorni dopo arbitrariamente vi trasfer la cattedra patriarcale da s. Pietro di Castello, frammischiando cai

la letteratura (e
il
,

nonici delle

due chiese

formandone un

quando

solo capitolo, senza curarsi di far appro-

repubblica, doveeon gran danno del pub*


blico
il

vare
le
ti

il

suo operato da Pio VII, dal qua-

costume V intere famiglie durante carnevale esponevano in un colpo a*


loro sostanze) e per altro, lievissima
la

bens per esso ottenne altri ornamencorali indicati nel citato luogo.

delta

ciechi e volubili rischi del giuoco tutte


le

irregolarit, segu l'altra della concentra-

zione e riduzione delle parrocchie urbane, descritta nel Vili, n. 73; fu aboliil privilegio delle sagre ordinazioni a
titolo di servit di chiesa, e fu
tutti la
stico.

per fu

durata del suo pastorale go-

verno, poich il

timo del

29 febbraio 1804, fu l'ulviver suo. Ebbe tomba nella bas.

to

imposto a
di-

silica patriarcale di

Pietro di Castello,

condizione del patrimonio ecclesia-

ove

gli fu scolpita

I'

epigrafe riprodotta

Un avvenimento, parimente gi
il

dal eh. Cappelletti, ed erettagli dalla figlia e dalla sorella.

scorso altrove, interessantissimo e lieto

Osserva quel patrio


sapientissimo gover-

per Venezia, sotto


boni, fu
il

patriarcato del

Gam-

scrittore. Cessato

il

ritrovamento del prezioso corEvangelista, essendosi per-

no
di

della repubblica veneziana, era cessa-

po

di

s.

Marco

ta altres la sollecitudine e la

prontezza

dare

alle chiese dello stato, e princi-

palmente

alla chiesa di

Venezia,

il

sagro
la

duta ogni traccia del sito ov'era stalo deposto. Or avvenne, per divina disposizione, che dovendosi ingrandire il presbiterio pegli stalli
ti,

pastore, tosloch ne fosse avvenuta

ve-

de'due capitoli riuni-

dovanza. Non pi dunque per pochissimi


giorni
la

nel togliersi alcune colonnette che serl'altare all'intorno,

nostra sede ne rimase vacante;

ravano
la

ma

per mesi talvolta, e talvolta per anni


dipoi.

se pi aperto, rimossa a' 12

ebbe a rimanervi
imi prima che
lo; e
le

Dopo

la

infatti del Giovanelli, corsero quasi

morte due

mensa

dell'altare,

si

onde riuscismaggio 1808 trov un gran cassi

sone sorretto da
fessione,

4 colonne della sotto-connon


pot penetrapatriarca

fosse eletto

il

Piangi-

ma

in essa

dopo

la

morte

del Flangini

Decorla

re per l'acqua slagnante che l'ingombra-

sero quasi tre.


citt nostra

Ed

in

questo fra mezzo

va a considerevole altezza.

Il

aveva cangiato padrone. Non

era pi dell'imperatore d'Austria: u a-

veva conseguito il dominio Napoleone, e formava parte del nuovo regno d'ItaNicola Saverio Gamboni lia". patriarca. Milanese, gi vescovo di Capri, e nel i8o5 di Vigevano, l'i 1 gennaio 1807, fu dato patriarca a Venezia.

che avea concepito speranze di ritrovare il s. Corpo, restando deluso, tralasci altre indagini, e partilo poi per Milano sua
patria, ivi

mor a'20 ottobre

ili

detto

ari-

XXX

Rimase non curata l'impresa sino al gennaio 181 i, nel qual tempo rinato il divoto desiderio di nuove investigazioni
uo.

per tentare T accesso


le

al sotterraneo,

per

Da
e
i

lui,

come

narrai e lagrimai
gli

in

pi

zelanti e

benemerite insistenze

del pre-

luoghi, cominciarono

sconvolgimenti

te

disordini delle cose ecclesiastiche in


le

silica, alfine

Agostino Correr sotto-sagrista della baa'3o gennaio si pervenne a


il

Venezia, prevalendo

politiche detenni-

ritrovare

s-

Corpo, mentre suonava!


V E F
il

V E W
slinoti.

i43

vr spero per
,

la

traslazione del medesi-

Stefano Bomignore di Busto Ardi

mo
gio

con generale gioia ed entusiasmo.


fu

Qneslopoi
si

immenso, quando a'6 mag-

esitasse la cassa, trovandosi den-

tro la

e 1*8

lamina ehe indicava Y anno 1094 ottobre giorno della consagrazione

Milano, vescovo di nominato al patriarcato di Venezia a'9 febbraio 8 (e amministratore della diocesi di Torcello),
sizio arcidiocesi

Faenza

(F.), era stato

ed

ivi

giunse a'4 del susseguente aprile,

della basilica e della deposizione del glo-

col caiattere d'amministratore capitola-

rioso patrono di Venezia, leggendosi scolpite le sigle indicanti


s.

re della diocesi.

Cerc

di difendere

o al-

Marcus, ed an-

meno

di

mitigare

la sconsigliata
il

accet-

cbe una Croce di bronzo piena di ss. Reliquie, collocatavi dal vescovo di Castello Enrico Con Urini. La cassa di legno cbe
racchiudeva
Itsoro,
la
il

tazione di questa dignit

dotto can.

An-

dieaStrocchijillustre patrio scrittore faentino nella sua Serie cronologica storico-

sagro pegno, fu estratta e

critica de'vescoviFaeniini compilata ec,

riconosciuta con rogito nella stanza del

a p.

249

e seg., ch'era allora suo vicario


il

ricognizione delle
il

ss.

Ossa

se-

generale; e disse che

Bonsignore non

guendo

a'9. Esisteva

capo

co' denti, le

ossa principali dello scheIetro,affattoscar-

nate e disseccate, oltre molti pezzetti gi polverizzati e molta cenere. Indetta cas-

fece mai uso del irono patriarcale. Invece afferma l'ab. Cappelletti, che tale notizia si smentisce da chi ne fu testimonio
pi volte. L'arcidiacono vicario capitolare Nicol Bortolatti, che nella
della sede ne

rinvenne pure un vasetto ligneo pieno di materia odorosa, e una simile scatola con alcune ss. Reliquie; probabilmensa
si

vacanza
co-

reggeva
il

la diocesi, fu

stretto a cedere
,

titolo al patriarca elet-

te di

s.

tie parecchie

tato

il

Antonio anacoreta dell'Egitto, olmonete d'argento. Tramudi legno s. Corpo in altra cassa
a'

to ed assumere il caiattere di speciale deputato all'interna direzione della diocesi, finche, venuto egli slesso, disimpe-

nuovo

3o settembre,

vi

fu posta

me-

gno
r
il

tutte

le

funzioni di ordinario dioce-

moria plumbea, e si colloc sotto l'altare maggiore. - Stefano Bonsigiiore, intruso. Mentre la s. Chiesa veneziana esultava per s felice ritrovamento, gemeva afflitta dalla sciagura d' una sacrilega intiusione sulla
sua cattedra
patriarcale,

sano, per un triennio e pi. Intanto


vicario capitolate Bortolatti, ed
il

moi

ca-

nonici elessero
ni, eh'

collega Luciano Lucia-

era canonico teologo. A mitigare


reit del patriarca eletto, in tut-

per

la

te le funzioni episcopali esercitate

da

lui,

per cui profonde piaghe contaminarono


la tristezza della

n' era autorizzato dal vicario capitolare,

sua vedovanza.L'ab.Cap-

pel letti la disse intrusione, perch sebbe-

per cui sebbene apparisse ch'egli se ne ingerisse di propria autorit, segretamente


agiva per delegazione del vero e
legitti-

ne

si

qualificasse del titolo

semplicemen-

te di eletto, tuttavia vi fece la figura stes-

mo amministratore della
to di onori

diocesi.
I,

sa, che facevano il caidinal Maury (F.), vescovo di Monte Fiascone e Cornelo, trasferito da Napoleone 1 a Parigi capi-

da Napoleone

fu

Colmasuo amba-

sciatore a Pio

FU,

che l'imperatore a-

tale della

F rancia j

e di Antonio Eusta-

chio di Osinomi vescovo di

Nancy,

pro-

vea rilegato a Savona, e nuovamente pel famoso concilio di Parigi, ed a Fontainebleau per l'imperatore. Finalmente a'9
gi cessato il regno d'Italia Napoleone, pai ti da Venezia. Furono assoggettati a penitenza quanchierici ti da lui erano stati ordinali , promossi agli ordini minori a 3 giorni d'e-

mosso dallo

stesso all'ai

ci

vescovato di Fi-

maggio 1 8 14,

renze capitale di Toscana j ed in onta de' s. canoni e dell'ecclesiastiche costituzioni entrati nell'amministrazioni delle diocesi, a cui

e l'impero di

l'imperatore di sua autorit e


gli

senza l'adesione di Pio VII

avea de-

sercizi spirituali,

ed 8

gli

ordinati a'mag-

i44
gioii.

VEN
Tornato
il

VEN
,

Faenza si condusse a'piedi di Pio VII onde purgarsi di ogni malcauta sua asserzione in una circolare relativa al contratto civile del matrimonio, e massimamente eli aver
prelato in
accettato l'amministrazione del patriar-

cialmente in quelle circostanze, in materie gravissime di dottrina e di disciplina,

e di altri oggetti sagri, che


allora tra
il

si

agitavano
il

Capo

della Chiesa, e

po-

tente Regnante di que'tempi; per

il

che

esso capitolo, rivoca, annulla e ritratta in

cato di Venezia prima d'ottenerne


negli affari della diocesi,

la

ca-

quel suo preteso Indirizzo tutto ci che

nonica istituzione, e dell'essersi ingerito

(non ostante

la

purezza delle sue intenall' Indirizzo 1,

come

vicario del

zioni) mostra adesione

del

capitolo del patriarcato; di tutto fu be-

capitolo di Parigi
to ci
stra,

6 gennaio 181

e tut-

nignamente
tifcia.

assolto dall'indulgenza

poni, p.

che

in esso rigetta la

Santit Vo-

Non pero

cess allora la vedovant.

protestando solennemente, che rap-

za della veneta sede. Si legge nel


1

porto alla dichiarazione del clero Galli-

18 delle I) uhi orazioni e Ili li attrizioni degl'Indirizzi stampati in Milano nel 181 i, umiliale a Papa Pio FU, dagli
arcivescovi e vescovi, e da' capitoli d'Italia, del capitolo metropolitano di

Ve-

cano del 1682 sempre stato, e saia sempre sottomesso alle bolle e brevi d'Innocenzo XI, di Alessandro Vili, e di Pio VI nella bolla Auclorem Fida, E quanto secondariamente alla deputazione in
vicari capitolari o amministratori delle
sedi vacanti delle

nezia, n Beatissimo Padre. Se ne'passati

turbolenti tempi di violenza e di costernazione,!! capitolo della metropolitana di

persone nominale dalla


attiene Io stesso capi-

potest secolare,

si

Venezia, e col suo cos detto Indirizzo,


e colla successiva

tolo perfettamente al

breve

di

Vostra
di

accettazione di mg.'
in vicario capitolare,

Santit diretto

al vicario

capitolare

vescovo di Faenza

mostr

di troppo sentire la forza della ten-

Firenze arcidiacono Corboli d Savona li 1 dicembre 18 io, dichiarando e protestando finalmente, nella pi ampia e
e solenne forma, di

tazione violenta, protesta per altamente,

ebequesto momentaneo effetto di trasfuso


timore, coll'oggetto forse di schivare una pi grave procella, non alter punto la
costanza de'suoicattolici sentimenti, e del

non voler mai n


quelle, che

in-

segnare, n ammettere, n riconoscere


altre dottrine, se

non

sono

suo rispettoso

figliale

attaccamento

alla

approvate dalla Sede di Pietro, nella di cui dipendenza ogni individuo del capitatta nella sua fede,

Sede Apostolica, edal Capo supremo della Chiesa, Maestro e Pastore universale di tutta la greggia di Cristo, e de'medesimi Pastori con divina indeficiente autorit.

sempre inuna gloria di voler vivere e morire, esclamando col massimo dottore s. Girolamo: Si auis
tolo di questa Metropolitana,
si

fa

ne diede una prova evidente,

Catiedrae Pelrijungilur meus


nezia 8 febbraioi8l6.

est.

Ve-

allorch, cessata appellala violenza, con

Luciano Luciani

4 maggio spentamente intim al vescovo di Faenza di deporre il carattere sino allora sostenuto; ed ora pervenutagli
i

atto capitolare del giorno

arcidiacono Sicario delegalo". Seguo-

no

le sottoscrizioni

cancelliere capitolare

de'i4 canonici e del Pier Gio. Maria

la

cognizione, che

Schianta. E' egli questo un

monumento

vescovi e

capitoli del gi Italico

regno

glorioso del capitolo metropolitano della


s.

si

affrettano ad umiliare a'piedi del Vile

Chiesa Veneziana.

Francesco MaLa caduta


j r

cario di Cristo
fa

loro Ritrattazioni,

si

ria Milesi
di

XXXI patriarca.

un dovere

di seguirne l'esempio,

con-

fessando primieramente l'incompetenza


dell'atto

emesso da lui contale Indirizzo, poich nou poteva egli interloquire, spe-

Napoleone I, avendo fatto ritornare Venezia nel domiuio dell'Austria, T imperatore Francesco I l'8 dicembre 8 5 no-

min

il

veueziauo Milesi, gi successiva-

V E K
mente pievano
di
s.

VEN
presso arcivescovato d'Udine,
lora ridotto a vescovato, fu
il

i4j
quale
al-

Silvestro, canonico

onorario della cattedrale,

esaminatole

pure com-

pro-sinodale, arciprete della congregazio-

preso tra
ste e

le

suffraganee; inoltre fra quesi

ne di s. Silvestro, promotore fiscale della nunziatura apostolica di Venezia, uditore generale della metropolitana d'Udine,
vicario generale del vescovo di Torcello,

temporaneamente
s.

annoverarono,
in-

ad beneplacilum

Scdis, anche quelle di


di

Cittanova o Emonia,
di unita a Trieste, di

Capodistria,

Parenzo

e Vola,

pro-vicario del cardinal Flangini, ed allora vescovo di

indi tutte sufhaganee di

Gorizia e Graar-

Vigevano

da dove Pio
a'23
set-

disca, e tutte discorse


ticoli.

a' loro e in altri

"VII lo traslal alla patria sede


i

La

bolla

De

salute dominici gre*

tembre 816, come ricavo dal Diario di loma e dalle Notizia di Roma. Nota l'ab.
Cappelletti, che
il

gis, del

i. maggio 18 18, si pu leggere anche nel Bull. Rem. cont. t. i5, p. 36.

possesso preso dal pros.

Quanto alle

unite chiese, di Torcello ali-

curatore, ebbe luogo in


stello,
le,

Pietro di Ca-

ancora vera e legittima cattedras.

bastanza ne riparlai nel XVIII, n. 2 3, e quanto a Caorle [V.) duo qui alcune
altre parole,
sto stesso

ed in
a

Marco ov'era
hi

stata arbitraria-

niente trasferita
la 2.
il

sede; egli poi fece nela'

suo solenne ingresso

2 marzo

come feci di sopra, in quenumero, per Equilio o Jesolo, dovendo qui pur far cenno del suo vicarialo foraneo,

1817, e. fu il i. patriarca che fece residenza presso la basilica Marciana, mentre il Gamhoni avea alloggiato in un palazzo a s. Maurizio, e l'imperatore Francesco
I

come

promisi.

Nell'emiveneziaiso'

grazione de'popoli fuggenti dall'irruzione


de'barbari, e che formarono
la

na consociazione, fu Caorle una delle


le

stabili

per patriarchio

la

porzione

settentrionale del gi palazzo ducale, al di

che loro porsero asilo circa il 47 Q 11 vennero a ricovrarsi parlicolarmenteque'

dietro di detta basilica.

Tre cose furono

di

sommamente
za de' poveri,
fanciulli, e
I'

cuore

al Milesi, l'assisten-

Trevigiano, e

Concordia e delle contigue terre del vi si fermarono finch par-

la

cristiana istruzione de*

ve loro cessala la devastatrice procella;

educazione de'chierici. Per


1

ma

ben presto nel 4^2, a comparir del


'
i

provvedere regolai mente alla .', istitu la commissione generale di pubblica beneficenza, e nedichiar presidenti s e suei

feroce Attila, dovettero

concordiesi riasilo.

parar di nuovo
quest'isola
il

al

precedente
di

Ila

nome

Caorle, quasi cor-

cessorijcon
le della

opportune

leggi regol le scuole

dottrina cristiana io tutte

chie-

ruzione dell'antico e primitivo, a quanto sembra derivatole, o dall'abbondanza delle

se della citt, per l'insegnamento di essa a'fanciulliealle fanciulle d'ogni et e con-

capre, che vi

si

moltiplicavano, o dal-

Tesser stata asilo di fuggiaschi pastori. Oli


antichi

dizione, che per l'anteriori

vicende era
la

nomi sono: Sylva Caprulana,Ca-

trascurato; ed essendo
pilla dell'occhio suo,

il

seminario

pu-

per l'incomoda lonalla

pritana, Caprcnsis. Insula Capriae, Caprulae, Caprai ia, Capritanaj anche VeIronia, che per
il

tananza a

s.

Cipriano di Murano, ottenSalute e


ivi

Bottani nel Saggio di

ne

la casa

de'somaschi

storia della citt di Caorle, dice non a-

lo trasport

nuovamente. Tutte cose che pure del nuovo lustro col quale nel 1818 da Pio VII fu decorato il patriarcato con pi
descrissi ne' rispettivi luoghi. Cos^i
di

ver
se

buon fondamento

tal

denominazione,

pure non derivi dalla via Emilia che

accostavasi alla

Sylva Caprulana, e conla

tinuava sino ad Aquileia,

quale fu co-

estesa giurisdizione, sia colla soppressio-

struita dal console Emilio, alla di cui fa-

ne de'vescovati

Caorle e 2orcello,e
al patriarcato, sia

miglia appartenne Petronio Didio Severo, padre di Didjo Giuliano imperatore

ambedue aggregati
voi. xeni.

per

l'accresciute chiese suflaganee, del sop-

romano

nel 192,

Una

tradizione costan-

io

i4C>
le

VEN
ni nel

V EN
vescovato di Caorle, forse avendo
rinunziato allo scisma, ed il Cappelletti ne dubita. Cerio , che dopo tal i. vescovo di Caorle, sino all' 875 non si co-

d l'epiteto ili Bella. L* isola ne' primi (empi ebbe il suo tribuno, il quale insieme agli altri, concorreva a formare
le
il

primo nucleo

della veneta repubblica;


il

ma quando
vi risiedeva

cominci

governo de'dogi,

un gaslaldo ducale, e poi un podest, recandovisi ogni anno il doge ad


amministrar
delle venete
la giustizia. Tra' vescovati Lagune, quello di Caorle

nosce altro pastore, e in quell'anno sedeva il vescovo Leone, contro del quale Papa Giovanni sentenzi la scomunica,
in
cilio di

reputato

il

to nel 5g8.

pi antico, poich cominciaE dice il Corner, questo ve-

nezia, per la sua antichit

scovato sutnaganeo del patriarca di Veil pi, ragguar-

di non esser intervenuto al conRavenna, a cui avealo invitato, indi presto fu assolto a istanza del doge Orso Partecipazio I. Nel io53 n'era vescovo Giovanni II, e nel 1074 Buono. De'suoi 62 vescovi, ne ricorder alcuni.

pena

devole della yenezia marittima, per per gli angusti confini di sua diocesi, e per la
ristrettezza di sue rendite, era considerato

Pietro nel

1 1

27
,

fu al sinodo di Torcello.

Domenico II miglia Tomba,

forse della caprulana fanel

1172 era anche


1

dele-

come

inferiore a tutti. Inoltre Caorle

ebbe rinomanza, anco perch qui furono raggiunti triestini, che aveano rapito le spose veneziane, avvenimento di sopra ancora in questo rammentato; da ci anzi uno de'6uoi porti prese* il nome di Porto delle Donzelle. Caorle, come tuti

gato apostolico. Rinaldo nel 247 consagr l'altare maggiore della sua cattedrale
,

intitolata a
dissi nel

s.

Stefano protomartire,

come

suoarticolo citato. A Buo-

no //del 1262, sepolto nell'atrio della


cattedrale, fu scolpita nel gradino della

porta maggiore iscrizione che lo censura:

te le altre citt e isole dell'Estuario ve-

Non Bonus
ci

hic

Bonus

...

Pastor crai
etc.
I

di-

neto, nacque cristiana ed ebbe illustre se-

ctu,sed Mercenarius actu


di

canoni-

de vescovile; dappoich popolata moltissimo, sino dal 5g8, sembra che ili. suo pastore sia stato lo stesso vescovo di Concordia,
il

Caorle eleggevano

il
1'

proprio vescoultima volta


il

vo, ed esercitarono per


diritto nel
1

quale fuggito dalle distruzioni

di Attila, vi abbia fissata la sua dimora.

Egli era Giovanni, untavo d'origine, e pi

che per
li,

le

incursioni de'barbari, per sot-

trarsi allo

scisma famoso de Tre Capitoasilo in quest' isola,

venne a cercarsi

francescano^. Gerardo, poi rimosso nel 1 35o; elezioue che cagion dissapore colla s. Sede, per aversene riservato la nomina Clemente VI, e nondimeno canonici procederono all'elezione. Anzi il cardinal Guidode Coulogne legato a latere in Italia l'avea con-

3^8

col

Nove o Nova, forse lungi 8 miglia prossima al Tagliamento e su'lidi Caprulani,chepoi a Caorle fa quasi per dioecesm conjuncla. Ma gli scismatici abitatoli del castello delle Nove
dal castello delle

fermata, e

il

patriarca di

Grado Andrea

avea pure consagrato. Appena il Papa n'ebbe notizia annull l'elezione, dichiarando nel i35o vescovo di Caorle

Dolio

lo

vollero che Giovanni tornasse fra loro, ed


egli

andatovi ne abbracci
i

lo scisma.

Percui
let-

ci
s.

caprulani nel

5gg

chiesero a

Papa

Gregorio I un nuovo pastore, di non rimase memoria. Esiste per la


la
Il

Bartolomeo o Bartolino. Successo a detto Papa Innocenzo VI, nel i353 provvide fr. Gerardo colla sede di Civita (forse Citt Nova in Istria). Neil 368 Domenico /Fd'Albauia, poi arcivescovo di Zara. Nicolo II del i3g4, fu poi deposto
verso il'4i
to
1

tera pontifcia di congratulazione, e ono-

io

pena d'aver abbandona-

revole pe'caprulaui, lodali per


delt alla cattolica dottrina.

loro feBollarti

4 anni i' affidatogli gregge. Il veneto Pietro II Carli del i47 3 & ^eneper

crede che

il

Papa riconfermasse Giovan-

merito per aver rifabbricalo da' fonda-

'

VEN
menti l'episcopio, e cinto
all'orto, e visse sino al
cetto,
1

VEN
di
1

147
nel

muro

3.

uno Egidio Falin

del presbiterio della cattedrale, con curiosa


iscrizione.

Gli successe

1738

o Falconetti di Cingoli, deli 542, intervenne onorevolmente al concilio di

Trento, perch lodato dal Pallavicino co-

Francesco III de marchesi Trevisau Suarez traslato da Pietimo, e ne'3o e pi anni del suo governo merit molta lode
y

me

pio e dotto; indi nel


11

i563

trasferito

e venerazione per

Bertinoro.

successore fr. Giulio Su-

le sue belle qualit. Col suo e colle limosine de' fedeli rifabbric

perchio carmelitano consagr in Venezia

la
le

chiesa dis. Maria dell'Angelo, e


esser sepolto

vi

vol-

Neli5g3yr. Angelo III Casanno domenicano di Treviso, mor in pachiese.


tria

bench morto

in

VeneSce-

zia.

Nel

776^. Stefano Domenico

nel

600

e fu sepolto

iti s.

Nicol del

suo ordine, con lapide che comincia colle


te:

rima/i domenicano, poi nel 1793 trasferito a Chioggia, ov'era passato il vesco-

Vengono spiega 3Ionumenta Moncnt 31entem 3Ioriendum, Chiudono l'epigrafe le


sigle: 31. 31. 31. 31. 31.

vo

di

Caorle predecessore Benedetto filaricostru in Caorle alcuni ali

Ulortalis

ria

Cwran:

tari della

cattedrale e rinnov

sagri ar-

sigle: S.

S. S. S. S. S spiegano:

Suo

redi.

Nel dettoi795 fu l'ultimo vescovo


Salvatore e vicario
di

Sumpto Scpulchrum Statuendum Stusuccessore fr. Lodovico de Grigis francescano riformato, fu encomiato
diai.
\\

Giuseppe 31aria IlPeruzzi veneto,chierico regolare del


ss.

perpetuo
1

di

s.

Andrea

Pontelongo, nel

per

la

sua fermezza Dell'estirpare

gli a-

807

traslato a Chioggia

come due
i

pre-

busi e nel

promuovere l'osservanza

del-

decessori. Nella sede vacante


la diocesi

amministr

la disciplina ecclesiastica. Nel

tro

i656fr. Pie31 ar tire Busca conventuale, profesed inquisitore in Adria:


giro di tanto
ristorata

un

vicario capitolare, finche nel

sore di teologia e vicario dell'inquisizio-

1818 soppressa la sede fu aggregata alla veneta. S componeva il capitolo di 1


canonici, de'quali era capo
il

ne a Padova
visse sino

decano, u-

ali674enel

tem-

po vide radicalmente
ridotta al

la catte-

drale, la quale rifabbricata

neho38era
e la con-

massimo deperimento,

sagr

al

s.

Titolare a'3o agosto 1 665. In

essa eresse

s. Antonio di Pauna mansioneria quotidiana^ due messe cantate ogni mese. Nel 1698 il somasco Francesco Strada movi poco dopo la notizia di sua promozio-

un

altare a

sando l'aimuzia, ed uno era parroco dell'unica cura che comprendeva la citt: 6 di essi nel 181 [aderirono alle massime del capitolo metropolitano di Parigi sul proposito del famoso summentovato indirizzo a Napoleone I, sulle 4 proposizioni del
clero gallicano.

dova, e

v'istitu

La

diocesi avea un' altra

sola parrocchia intitolata alla ss.Piisurre-

zione,padrouato de'Cottoni,per cui


di

si

dice

C
i

Cottoni.

Non

eranvi seminario, con-

ne, e nel

699 il successore Giuseppe ScaRoma. Nel


chiog-

rella padovano mor prima d'esser consagrato, per cui erasi recato a

1700 Francesco Andrea Grassi


giotto,
si

benemerito per V ampliazione dell'episcopio, e per aver migliorese

venti, monasteri; un solo ospizio vi aveano cappuccini , eretto dal comune nel 1666. 11 vicariato foraneo di Caorle si forma come segue, e lo ricavo dallo Stato personale del i858. Comuue appar-

tenente al distretto di Portogruaro, provincia di Venezia. S. Stefano


tire, gi cattedrale,

mensa, al che generosamente concorse il doge Alvise li Morato


i

redditi della

protomar-

parrocchia di padro-

cenigo e

la citt di Caorle. Nel 17 18 da Zante vi fu trasferito fr. Gian-Vincenzo de Filippi servita, encomiato per piet,

nato de'capi di famiglia del comune.


ni

A-

me 1258.
,

raneo

dottrina e pastorale vigilanza; depo-

getta al

Vi l'arciprete e vicario focon un cooperatore. Chiesa sogvicariato: ss. Risurrezione di C-

sto nel sepolcro

preparatosi nel

mezzo

Cottoni.

Fondata

nei

1720

da'nebili fra-

i48
felli

vi:n
i

V
ordine e
pline.
la

EN
buon

Domenico e Nicola Col toni, fu benedetta a'i 3 novembre 721 dal vescovo fr.

Inarcale, occupandosi con zelo al


al

GJan- Vincenzo de Filippi. Curazia (\\\n\clronatodella famigliaSantello, edi Fran-

decoro del culto divino e al perfezionamento dell'ecclesiastiche disci-

Le

scuole della dottrina cristiana,


della pubblica beneficen-

cesco Viamin.

rione del

Anime 507. E' una fracomune di Caorle distretto di

commissione

za, l'educazione de'chierici del

seminario
a pro-

Porlogruaro, ed ha l'economo spirituale. Oratoi ii pubblici esistenti nella curazia.:


S.

ricevettero da

lui

nuovo impulso
il

gredire felicemente nella via, a cui avevaie incamminate


loro benemerito
isti-

Maria

Elisabetta di Brian, con


de' Giacomelli,

ret-

tore. S.

Gaetano

di C- Manuzi, con cappellano. Ritornando al benemerito e infaticabile patriarca Miiesi, egli mor a' 18 settembre 18 19, ed ebbe tomba nell'oratorio della ss. Trinit, contiguo eappartenente al seminario, con epigrafe che lo dice: Seminarli fundatoris.

prima

tutore Miiesi; curando particolarmente

che

chierici d'ogni condizione nel semi-

narioattendessero almeno allo studio teologico,

con gratuito mantenimento, per

imperiai concessione, poi modificata con

de.

La sua memoria

tut-

dopo la sua partenza dalla seLeone XII col breve Exponi nobis, de'9 dicembre 1823, Bull, cit., t. 16, p.
restrizioni

tora in benedizione e lo sar lungamen-

i4j

Noter che in detto anno Pio VII eman la bolla Paterna?, charitatis studio,
te.

facolt di celebrarsi

od istanza del patriarca, concesse la la messa aule meCli ri-

diani noe temiti Nativi tale D.N.J.


sii pr

de'
1

6
:

febbraio, Bull. Botti, coni.

1.

5, p.

Ecclesiapatrarchali Seminarti.
del clero, 011
-

Jmmutatio Sedium Episcopalium in regno Longobardo Veneto. Giovanni Ladislao Pjrker XXXII patriarca. Nobile ungherese di Fels Er, di Langh

76

Si

guadagn la benevolenza

de riusc a moltissimi gravosa e amara (non a tutti per l'accennato parlandodelle Nove Congregazioni del Clero nel VII)
la

nel comitato d'Alba Reale, gi priore cisterciense e parroco di Turnitz nell'illustre badia di Lilienfeld nell' Austria su-

sua traslazione all'arcivescovato

'Erlau o Agria, conservando il titolo di patriarca, operata da Leone XII a' 9


aprile 1827.
a'
Il

periore,

la

cui chiesa, monastero, biblio-

prelato part da Venezia

teca e adiacenze essendo state distrutte da

26

di tal

mese, accommiatandosi dal


nobili sentimenti del suo
la

furiosissimo incendio, egli colla sua attivit e generosit ne fece risorgere in bre-

clero e dal popolo con pastorale, in cui

manifest

lutti

vissimo tempo

la

fabbrica, assistilo da'

bell'animo, nell'attestare

pi viva grale

monaci e bate nel 1812,


suoi

vo

di

Divenutone abindi fu promosso a vescoScepusio, e poi l'imperatore Francolleghi.


I

titudine a quanti aveano secondato

sue

premure e

intenzioni nell'amministrazio-

cesco

lo

nomin
lo

al patriarcato veneto,

e Pio VII
il

preconizz a'2 ottobre 1820,


1

ne del gregge, e nella prosperit anche temporale di questo. Carico di anni edi meriti mor in Erlau o meglio in Vienna,

cui ingresso fece a'

successivo settembre

il

5 aprile 182 1. Nel Papa colla celebre

come

leggo nel n.ioo del Diario di

Boma

deli 84.7. a'2 dicembre di quell'anJ

bolla Ecelesias quae, corresse l'arbitraria traslazione della sede e del capitolo

no. Egli era


nisadc,(\e\
le

patriarcale della chiesa di

s.

Pietro di Ca-

il celebre cantore della TuBodolfo d Ilabsburgo ,e delPerle della s. Antichit". Aggiunge'

stello alla basilica di s. Marco, tutto regolando canonicamente, al modo riferito nel VI, e dichiarando la i. a basilica minore e concattedrale della 2/ Il patriar-

r cogli

A nnali delle scienze religiose del


t.

prof. Arrighi,
tezza
:

5, p. 3

o, che ne

d con-

77

Parroco delle Alpi,

versi tra-

dotti dal celebre cav.

Angelo M." Micci e


(847.

ca tosto apr

la s. visita

della diocesi pa-

Stampali in

Roma

nel

Fu

cardi-

VEN
naie suo successore che rivestendo
le

V E N
sate

149
le virt, la le

quenza, che tante volte celebrai, descrif

de'Bembo, de'Sadosembra averne ereditata facondia e l'ingegno" e volendo far dono all'Italia d'un nuovo geueredi poegre divise
\ttlo
I,i

ile' Vida,

con isplendido elogio

dot-

e de'Casa,

trina, l'operato lodatissimo e

grandi

sublimato

sia

dalle

morale, quasi evangelica, rifiorente avene pastorali de'profeti, ne comin-

benemerenze del cardinale camaldolese alla cattedra di s. Pietro, che meritamente gli aveano acquistalo l'uniyersale stima e rispetto, anche da penne

ci la versioued'alcuni

componimenti

del-

straniere; lo

commend
la

eziandio per

la

l'alemanno Titiro cristiano j ma le pastorali cure della s. Chiesa veneziana sul*


le rive

somma
te

piet,

fermezza,

la semplicit,

e la purezza di vita

da

lui

costantemen-

e sulle prodigiose Lagune, impeal

mostrata; osservando, che se queste

dirono
si

porporato pastore
tal

di trattener-

ragioni erano argomento d'universale esultauza, altre ve n'erano peculiari e tutte

sulle vette dell'Alpi e sotto gli

alberi
ri-

dell'amico vate, e per

modo

era

proprie de' veneziani, per cui dovevadi preferenza a tutti rallegrarsene; poi-

masto

sulle

prime

linee l'incominciato la-

no

voro felicemente compilo dal eh. Ricci, anco traduttoredel Rodolfo cV Absburgo.

ch* nato nella vicina Belluno, aperse gli


occhi, egualmente che noi, alla pura lu-

La

coltura letteraria del Pyrker lo distin,

ce di questo veneto cielo, e veneziano poi

se Ira'dotti

e lo rese

ornamento

dell'anel

perfettamente divenne, allorquando


lesse,

si

e-

lemanna
la

letteratura.
lo

La sua eleganza
gli

verseggiare

colloc tra'sotnmi poeti delle

com'egli sperava, a perpetuo soggiorno la prossima isola di s. Michele di

Germania;

sue poesie, che


,

acqui-

Murano

(e lo celebrai nel descriverla nel

non sempre furono Jacopo Afobene tradotte in italiano. nico XXXIII patriarca e cardinale. Di
starono tante lodi

XVIII, u.18), ove ravvolto nelle candide lane, e dello spirito imbevuto del
gran patriarca Benedetto, si educ fiu lora, senza immaginarselo, all' alto
zio, a cui
d'aluffi-

Illese diocesi di

Treviso, gi maestro di

rettorica in quel seminario vescovile, par-

serbavalo

il

cielo, e

diede ben

roco di
di

s. Vito d'Asolo e allora vescovo Ceneda, degnamente da Leone XII fu trasferito al patriarcato di Venezia, uel-

presto a conoscere che troppo angusto era


il

chiostro all'ampiezza del suo cuore e


riputarlo, perch sort con noi
la

della sua niente. Nostro

lostesso giorno del

traslocamene del pree

mo
ne
stri

dunque dobbiacomu;

decessore, e ne prese possesso per procu-

nazione e

la patria

nostro perch
della

solennemente T 8 del segueute settembre. Intim la visita


ra a'i3 agosto

1827

divise per molti anni con parecchi de'noil

convitto, la scuola e

gli uffizi

pastorale a'6 luglio


nel 1842.

1829

e l'intraprese

vita religiosa e civile; nostro in fine, per-

nell'anno dopo, rinnovandola

neh 838

Con

affettuosa pastorale de'3i

marzo 1 83 1 al clero e popolo di Venezia, per un complesso di circostanze consider un benefizio straordinario del cielo
1'

ch quantunque assente da noi, e salito a sublimi dignit, ed attorniato da innuinerabili e gravissime cure, conserv sempre per noi, e per la nostra citt, e per
tutte le cose nostre
sa
sti

esaltazione al soglio pontificio di Gre-

gorio

XVIa'2del precedente mese, e

l'in-

ima speciale affettuomemoria. Eccitati pertanto da s giue forti motivi a promuovere una pubmanifestazione del nostro giubilo, alla nostra gratitudine verso

vit a festeggiarla co'piu vivi sentimenti della cristiana letizia, anche per aver la

blica

ed insieme

divina Provvidenza preparato in

lui

una

lncedissipalrice delle tenebre funeste che

dono

Dio, che fece alla sua Chiesa il prezioso di tanto Pontefice" ordin 3 giorpreci, di

ingombravano fatalmente tanta partedel


inondo.

ni di festive dimostrazioni, di

quindi colla mirabile sua elo-

ringraziamenti, e per impetrare lunga

i5o

VEN
al

V
comugorii

EN
tempore Gre-

conservazione e superno aiuto

ferite tlall'ab. Cappelletti,

ne amorosissimo Patire. Questi poi a dire una solenne dimostrazione di pattino alleilo alla s. Chiesa veneziana nel
suo degnissimo pastore, a'29 luglio 1 833 lo cre cardinale, gli rimise la Berretta
cardinalizia per mezzo dell'illustre veneto prelato Traversi, di cui nel

Papae XVI in nova capsa corpus d. Marci Evangelistae. Pi, fu posta

entro due tubi di vetro l'epigrafe

ri-

portata dal
sta
il

medesimo

scrittore,

che atte-

suo ritrovamento e traslazione po-

steriore. Nel parapetto della parte poste-

(ed

il

quale dal Papa


io

si

grande amico che


il

X, n. 9 chiamava, il pi abbia al mondo ;

riore dell'altare fu incastrata con lettere


di metallo, quest'epigrafe:

Corpus Divi
nel qual
1' i.

Marci

Evangelistae. La consagrazione

che ripet pure in presenza del cardi-

successe a'

6 settembre

835,

nal Ostini, e dell'illustre veneto

commen-

giorno mi scrisse amorevolmeute


gio Francesco Brembilla defunto.
sta
s.

r.

daloreTaddeoScarella^di cui nel vol.XCI,


p. 95. Degli splendidi elogi fatti a mg.'

censore della stampa in Venezia, l'egre-

Que-

Traversi da Gregorio XVI, dere


le

si

ponno

ve-

mattina

la

cospicua nostra basilica di

Proposizioni concistoriali, colle

Marco

quali egli lo dichiar arcivescovo di JVa-

all'

era ridondante di scelta udienza omelia declamata col solito valore

zianzo e poi patriarca 'xCostantinopoli), e conservo l'originale allocuzione che egli ablegato apostolico pronunzi in quella lieta

dal nostro veneratissimo Cardinal

Pa-

triarca nella circostanza di aver ricollocali


s.
li

ss.

Ossi e Ceneri dell' Evangelista


nell'altar

occasione, che fece esultare Ve-

Marco

maggiore della

basili-

nezia; e poi l'accolse in

Roma

con parti-

ca stessa or ora t'istaurato, e con santa

colari onorifiche e amorevoli


zioni, gl'i in pose
il

dimostra-

pompa

consagrato. L'omelia fu

un capo

cappello cardinalizio e

d'opera di logica e di eloquenza, avendo

per Titolo gli confer la chiesa dei ss. Nereo ed Achilleo, che Alessandro VI avea pur dato all'altro patriarca camaldolese

luminosamente dimostrate
l'esistenza in quelle

le prove delOssa e Ceneri santis-

sime del Corpo dell'Evangelista

memo-

Gerardo;

e fra 'doni gli die'

il

prospetto
e-

rato, e nell'aver colta l'occasione per in-

e piazzale di quella chiesa, eseguito in

fiammare
razione di

petti de' veneziani alla vene-

legante musaico. Proponendomi,

come
la let-

essi,

non meno che a sempre

cardinale, nelle addizioni di scriverne


la biografia,

pi dimostrarsi caldi della Religione san-

perch alla sua morte

tera

M era gi stampata, e pel non poco


mi limimepel ca-

Le accerto che le lagrime-di commozione sgorgarono dagli occhi della moltissima.

gi detto dilu in quest'articolo,

titudine, in

gran copia riunita nel sa-

ter ad accennare, intralasciando di

gro tempio. Io ne sono sortito veramente

morare quanto feceGregorio no


della

XVI

pitolo patriarcale, per la basilica nel do-

Rosa d'oro,

e altro,

come
1

gi

detto superiormente,alcun che del mollo


fatto dal cardinal

ho dato mano alla penna per farlequesta dolce narrazione,e per ripetermi ben di cuore. Tutta cosa sua". Di gi a suo luogo notai, che il conte Leopenetrato, e tosto

Monico. Nel
di

834 ^u
Marco,
s.

rinnovato l'altare maggiore nella basilica

metropolitana e patriarcale
e allora fu visitato di bel

s.
il

nardo Manin ci diede le pregevolissime Memorie storico-critiche intorno la Vi' ta 3 Traslazione e Invenzioni di s. Marco Evangelista, col discorso letto dal cardinal Monico a'6 settembre 1 835. II cardinale consagr in Venezia 5 chiese, e sotto di lui furono inaugurate pi pie e benefiche istituzioni, uon che ristabiliti
diversi ordini regolari e monasteri di

nuovo

Cor-

po, e pi decentemente e pi. onorevol-

meuse riposto
il

nel seguente

anno quando

patriarca ne consagr l'altare. Allora fu

collocala nella cassetta che lo contiene, la

lamina

di

piombo con

incise le parole ri-

mo-

V EW
nache: di tutto e di altro ragionai a suo luogo. Del molto cheavreida dire del virtuoso cardinale,
gio e
ni

VEN
lazione,
si

i5i
la
i

che appena
tutti

ne pubblicata per
nezia,
il

condanua venpergami di Vesi


si

ornamento
in_

del

s.

colle-

giornale, la cui vendila

tace-

uno de'pi eloquenti

scrittori italia-

va giornalmente, non ebbe pi


dire alla lettera,

pu

(tanto in prosa che

verso massime

un

solo acquirente, e
la

nei sonetti) di volo

accenner.

Sanno

dovette cessare ".


patriarca

Dopo
erasi
al

partenza del

veneziani, quanto egli deplor la morte

Pyrker

progettato

un

Gregorio XVI, qual mondiale sciagura, e tal fu Sanno quanto l'encomi anche defunto e onor con solenni funerali.
ili
!

grandioso restauro
za patriarcale,
terni, e

palazzo di residen-

ponendo mano a'iavori inornandone l'esterno di grandiosa


si

Venuto
il

in

Roma

al

conclave trov eletto

facciata, a cui tutto l'interno rimanesse

Sommo

Pontefice regnante, e n'ebbe

adattato; o piuttosto, cui


re l'esterno.

volle adatta-

distinta accoglienza, seco

conducendolo

Ma

de' vari disegni prevalse


si

in carrozza nel d della sua coronazione,

l'inferiore in arte, e su di esso


la

termin

al-

ed

io

ebbi l'onore d'incedere in quella


dall'

meglio

la

fabbrica. Questo palazzo serv

nobile del porporato. L'encomiato prof.

Arrighi trasse

Amico

Cattolico e

successivamente dal 1847 in poi a molti e differenti usi profani: aliatine, nel 18 5o pot
il

pubblic nel

Unfatto

t. 9, p. i3i Aq' suoi Annali : illustre del cardinal Patriar-

cardinal patriarca trasferirvisi a

stabile
la

dimora.

ca di Venezia nell'anno iSf. Ne'me* si in cui Venezia si resse ultimamente da se, non manc, come in verun altro paese, il demone della stampa sfrenata di
farvi
i

sera de'25 aprile.

fu dotto e

duzioni in
voli

mor l'anno seguente Il cardinal Monico facondo autore di molte proverso e in prosa: innumereIvi

sono

le

sue omelie e lettere pasto-

suoi tentativi eie sue vittime.

Il

rali recitate

o pubblicate

in diverse oc-

giornaletto Sior Antonio

Rioba era un
sua satira
fa-

casioni, e di queste ultime

ne possedo uon

vero maestro d'irreligione, di cinismo ed

poche. Si incominci a
colta,

stampamela

anche di comunismo;
cile e

ma

la

spero che sar compiuta.

rac-

Pie-

continua,

il

suo formato assai poassai copioso

polare, l'allettamento di sue dottrine gli

avevano presto trovato

nure-

mero
sto
s

di associali fra quella

gente del

buona di cuore e sinceramente cattolica. Il degno cardinal patriarca di Venezia sent il suo dovere, e non esit
in faccia a' pericoli,

patriarca. Aurelio Matti XXXI bergamasco, gi abbate benedettino di s. Maria di Fraglia, essendo vescovo di Verona, fu nominato patriarca dal regnante imperatore a'18 luglio i85i,e fattosi il consueto formale processo dalla s. Sede, sullo stato della s. Chiesa di Venezia, ebtro
bi l'onore di giurare

pi

s difficili

a cui in que' temandava incontro per ademil

meritare essa e

l'il-

lustre citt

il

seggio patriarcale e trovarsi

pirlo; egli pubblic

condanna

di esso giornale, decreto

seguente decreto che

in florida condizione,
nianza,il
p.

con legale

testi

mo-

che mi piacque dire nel

voi.

LV,

rimarr perpetuo monumento del suo pastorale coraggio ". Segue il testo del decreto, postridie kal. decembris anni 1 848. Questa condanna fu letta in tutte le
parrocchie in latino e italiano all'ultima

3o6, e qui con maggiore piacere e conil

vinzione ripeto. Compilato

processo an-

che pel prelato,


nizz nel

Papa Pio IX lo precoconcistoro de'i5 marzo 1822,


il

facendo
visita a'

il

solenne ingresso nella metrola

messa delle feste, ricordando pure le pene ecclesiastiche comminate dalla Chiesa contro chi osasse stampare, ritenere o leggere il detto giornale. Ma ci che torua pure ad onore della veneziana popo-

politana a'3o dello stesso mese. Intim

pastorale di sua diocesi patriarcale


la co-

17 settembre, e nel seguente mese

minci. Ne'precedenti pi volte ragionai di lui. Trovo nella Civilt Cattolica,

i52
3." serie,
t.

VBN
2,p. 457, che per la sua tarda cagionevole salute, non pot andare
pel (gi ricordato)

V
ed
il

EN

et e

*
il

Piemia

Concordato,
in

Papa Pio IX Io preconizz nel concistoro de'20 maggio i85o, dichiarando nella Proporzione Concistoriale, che
nella

quale poi concluso che fu

pu dirsi sostanzialmente
pendente
il

in alti vita

Venezia anche

congregazione

delle

ss.

Missioni,

detta degli oblali, vitae


clara charitatis specimina

ratione pre-

sinodo di Vienna. Quel luogo-

exhibuit, ver-

tenente novello contedi Bissingen, religiosissima persona, cuoreinformato a tutte le virt,strinse col patriarca

bnm

Dei uhiqe Iocorum

tum Medioss.

lanen, tura alienae Dioeceseos predicando. Moderator deinde Collegii Missio-

relazione

la

pi affettuosa

Multi una non che si


la

nuinelectus,etconfratribus suis acceptissimus, egregie

opponesse menomameli tea'primi provvedimenti presi dal patriarca stesso dopo


pubblicazione del santo patto,
nanzi intendere
stenuti secondo
la lettera

munere ilio functus

est.Orj

phanotrophium deinde duodecimi

un ab

gli fece in-

bine annis proprio aere extrux.it, in quo

come tutti gli avrebbe

so-

e lo spirilo del

plusquam vigiliti adolescentuli a usquead vigesimusaetatisannuin


ri

puerili a

squallo-

medesimo. Ripeto, a Venezia il Concor dato esercita gi la sua benefica influenza". Leggo nel n.82 del Giornale di Roma del 1807, che l'ottimo prelato mor

etigna viaeerepti, ad pietatem


et

et

ad artes

mechanicas informantur,

suo quoque

sumptu

aluntur. Virgravitate,pi udentia,

doclrina,

morum

prohitate,

rerumque

'

a'g aprile in Venezia. Ivi e nello stesso


la

experientia praeditus, et in ecclesiastici

anno pubblic
ni:

tipografia editrice Peri-

functionibus versatus, dignus propterea,

Alla santa memoria di Sua Eccellenza R.ma Pietro Aurelio Mutti patriarca di Venezia ec. Tributo di G. B.

qui dictae Ecclesiae Papiensi iu Episco-

puin praeficialur
cesse
sa.
il s.

".

Indi

il

Papa

gli

con-

pallio, privilegio di quella chie-

Contarini. All'altra stampa che ne de-

nominata superiormente, aggiunger questa: Nei Funerali solenni di S. E. Illm* e Rev.* Pietro Aurelio Mutti abbate dell'ordine Benedettino in Pr agita, Patriarca di Venezia, ec. Orazione letta il {^maggio 1857 nella basilica di s. Giorgio Maggiore, dal Re\>. p. abbate titolare d. Placido Talia della congregazione Cassinese, Venezia i857 tipografia di G. B. Merlo. Nel medesimo anno, in Venezia, la tipografia editrice Naratovich, annun1 ci la 2.' ristampa delle Opere sagre
scrisse l'esequie,

Vacato il patriarcato di Venezia, il medesimo Sire lo nomin ad occuparlo, a'

5 febbraio i858,ed
esso lo trasfer,

il

Papa Pio IX

nel

concistoro de'i5 del seguente marzo, ad

proclamandolo con que-

st'altro elogio, nella proposizione concisto-

riale :>... Papiensi Ecclesiae praefectus


fuit.

Qui suscepto consecralionis munere


illieo accessit, inib re-

ad suarn Ecclesiarn
sedit,
visitavit,

eamrjue simu! ac dioecesim sedulo


sacrasexegit ordina tiones, pori ti
habuit, caeteraque pastoralia

ficaliasolemniler celebravit,conciones ad

populum

ninner tara laudabiliter obivit, ut di-

e filosofiche dell'encomiato prelato, col suo ritratto e biografa, per associazione,

gnus propterea censendus


eta tu Patriarci! a lem

sit,

qui ad di-

Ecclesiarn
gli

promo-

che col

pi.

favorevole effetto giunta

pressoch

al

suo termine.

Angelo Ra-

vealur".

E dopo

il

concistoro

altro pallio proprio di


la

accord sua chiesa. Dice

mazzolt

XXXV

e attuale patriarca.

detta proposizione: (ogni

nuovo pa-

Milanese, della congregazione de'missionari oblatidi Milano, dottore in teologia,


e nel gius civile e canonico, merit dal-

Fructus taxati in librii Gamerae ad florenos 1280, ascendunt ad novetn circiter mille sentala romana (la mensa,
triarca)

l'imperatore Francesco Giuseppe

la

no-

che

T
il

JN

ovaes,uello scorcio del secolo pas-

mina

alla insigne sede veseoviledi

Pavia,

sato, disse

rendeva 12,000 ducali). Pu-


YEN
Iriarchatus

VEN
si

i53
medesima
in-

ambitus ad quinquagintaad septennonnulla sub se

oppongano

allo scopo principale della

qoinque

fere millia passimi

societ, e per le quali essa

iriouetn cxtendilur t et

vochi l'aiuto delle singole conferenze,


dietro
la

loca compierlitur....

Episcopi snlfraganlur ".


1

Giornale di Roma sabato i5 maggio verso il meriggio al suono delle campane di tutta la cilt,giunr se in Venezia da Pavia l'atteso mg. patriarca,

Novemadpraesens Apprendo dal del 858, p. 458, che

proposta de'suoi direttori. Nel-

h Gli mossero incontro, alla stas.

zione di
a

Lucia,

il

municipio e
il

il

clero,

capode'quali scorgevasi

podest, noil

bile cavaliere

Alessandro Marcello, ed

vicario generale (stato capitolare)

mg.'

can. e cavaliere Vincenzo

Moro

(proto-

notano apostolico
faceva
il

e arcidiacono del caIl

1859 fu stampala nella Merlo in Venezia la 7." edizione italiana del Regolamento della Societ di s. Vincenzo de' Paoli. In essa si leggono: il breve d'indulgenze di Gregorio XVI, R01 nanuni decet Pontifi* ceni, de 1 o gennaio 845, diretto al consiglio "enerale della societ ' altro breve del medesimo Papa, Quum Societatem t de' 12 agosto dell'anno stesso ; il breve di encomio del regnante Pio IX, Gratae nobis dell'8 marzo i852 e finalmente
l'anno corrente
tipografia
1

Do
t

pitolo metropolitano).

seguente giorno

le

parole di conforto, dette da questo

suo solenne ingresso nella catte-

Pontefice nella straordinaria seduta generale tenuta


il

Gi propagatasi anche in Venezia sino A 856 la pia Societ di s. Vincenzo de' Paoli, il novello padrale
basilica".
i

5 gennaio 1 855

al

Vati-

cano sotto
Il

la

sua augusta presidenza.

nobile Jacopo

Avogadro veneziano,
Catecumeni, e

triarca apriva le
alla

sue medesime stanze


essa

priore della

pia casa de'

prima generale adunanza, che

a' 19 luglio nel palazzo patriarcadove il prof. ab. Giacomo Zanella lesse un ben appropriato Discorso c\\e venne stampato da G. B. Merlo. Quest' ole,
t

tenne

perci encomialo nel XII, n. 7, concep il caritatevole pensiero d* istituire


in Venezia un Patronato pe'fanciulli vagabondi e viziosi,e venne validamente sostenuto dalla benedizione e approvazione del cardinal Monico, e del suo suc-

pera di carit
gi e

cristiani, istituita a

Pari-

con particolare regolamento del dicembre 1 835, conta


meglio
ivi stabilita

cessore.
to,

Scopo precipuo del santo


viziosi, in

istitu-

la

requisizione de'ragazzi abbando-

ora in Venezia 6 Conferenze o sezioni,

nati,

vagabondi e

Venezia ei-

una per

sestiere,

con un consiglio supe-

sole circonvicine, e quindi V incaricarsi


della religiosa e civileeducazione,non che

riore che dirige tutte

le conferenze del Veneto. Non avendone parlato nel dei

dell'avviamento all'esercizio della professione pi conveniente alle differenti attitudini.

scrivere

Venezia, nel XII, ne far qui un brevissimo cenno. Lo scopo delle conferenze di mantepii istituti di

nere

propri

membri
;

nella

pratica di

Mg. Ramazzotti patriarca,avendo incessantemente a cuore l'attuazione del Patronato, al modo celebrato da E. T.
P. A. nel
zia del
n.

una

vita cristiana

per mezzo di esempi e


di visitare
i

199

della

Gazzetta di Vene1

di vicendevoli consigli

po-

i.

settembre 858, con tenera e


al

veri nelle loro abitazioni e di recar loro

faconda pastorale, diretta


l'eccit

venerabile

de' soccorsi in generi, e


religiose consolazioni
;

al

tempo

stesso

clero e diletto popolo,de' 10 ottobre

di adoprarsi,

per

quanto possono, all'istruzione elementare e cristiana de' poveri


fanciulli
;

di

spargere
starsi

libri

morali e
di

religiosi

di pre-

1 858, ad effettuare questo nuovo monumento della mulliformee saggia carit veneziana, rilevandone l'immenso bene che ne deriver, e raccomandandolo colla vo-

ad ogni sorta
a'

opere caritatevoli
mezzi, che non

ce del padre

amante de'suoi

figli

e l'auto-

proporzionale

propri

rit soave del

provvido pastore, annuii-

i54
ciando
l'

VEK
la classe

V EiN
al

imminente pubblicazione delle norme. Per ultimo bened con affetto speciale coloroche inqualunque modo l'han no promosso e promuoveranno. Esse lo furono col Regolamento del Patronato pei ragazzi vagabondi e viziosi, Venezia 858, A. Cordella tipografo patriarcale. Si conferm a'21 settembre, anclie
1

povera del popolo, ha destato pi alto grado l'attenzione de' filosofi

e de'governanti.

La

citt

specialmente,

che, per la magnificenza de' suoi

monu-

menti, per

la

memoria

della sua antica

potenza, per la singolare, anzi unica, sua forma, per la proverbiale gentilezza de'
suoi svegliati abitatori, visitata giornal-

per memoria della nascita auspicatissima


del principe imperiale. Cosi in

mente da

ricchi e curiosi viaggiatori del

progredisce

la

Venezia pubblica beneficenza, con

vecchio e nuovo mondo, o(Fre incessantemente il tema doloroso di elegiache declamazioni, la nostra Venezia
sorpresa, lo
(

edificante gara di rispettabili e


riti

beneme-

ninna

personaggi, poich

la piet e la carit

pure una Roma,

ma

pe*

sono virt proprie e domestiche de' veneziani. E quanto essa anche in ci fiorisce,
ora
si

maligni ed ingiusti calunniatori ignoranti, che si contentano di superficiali osservazioni e


si

apprender viemmeglio dal libro


1

fidano d'insulse relazioni d'uI

pubblicato nel 8 m) dalla tipografia edi-

na

classe ciarliera e quasi idiota).


i

gior-

Delle Istituzioni di Beneficenza nella citt e provincia di Vetrice

Naratovich

nalisti,

romanzieri,

gli

eterni detrattori

del presente,

mescendo a qualche vero


esagerarono enormedi Venezia,checon ironi-

nezia, studi storico-economico-statistici

moltissimo

falso,

del conte Pier Luigi Bembo. Ammirandone


1'
il

mente
ca

la

povert

magnifico

programma

d'associazio-

pompa chiamarono la grande mendica.


quel che pi singolare
si

ne, del eh. P. Cecchetti,

associarmi,

ma

mi reputai pregio ancora non venne in

che

le

esa-

gerazioni e falsit, ben facilmente con-

mio potere, sebbene ne lessi l'importanza Cronaca di Milano de'28 febbraio 1859 a p. 244* E per essa, neleziandio nella
J

donabili alla leggerezza e vacuit

di al-

cuni giornali ed alla sbrigliata


de' romanzieri,
tori
si

fantasia

ripeterono

da

scrit-

'annuncia re l'opera,

la Civilt

Cattolica,

profondi in opere importanti e di


siavi

de' 19 febbraio 1859, dichiar proporsi


di farne

lunga lena. Quanto

di

vero, noi

un esame con
la

(pie!

l'ampiezza che
nobile autore
il

veneziani non lo diremo:

noi

lascere-

richiede e

gravit del lavoro eia pe-

mo

invece,

che sorridendo
i

lo

dicano que'

rizia e l'accuratezza

che

il

mille e mille stranieri,

quali

vengo-

ha recato
polo e
i

nel compilarla. Del resto

po-

no a
che

respirare le dolci

nostre aure, e

poveri di Venezia

hanno

risorse

distesi

su' soffici cuscini delle agili

di vitto

economico e saporoso,

di varie

nostre gondolette, passano estatici

nel

specie, di lievissimo e pochissimo costo,

Gran canale
cura
gli

tra le meraviglie dell'arte e

che forse non si trova in altra citt del mondo. Giova che io produca un grave e morale articolo pubblicato nel precedente mesedalla Gazzetta uffiziale di Venezia, ricavandolo dal Giornale di

dell'avita grandezza.
di

Lasceremo a loro la menzogne e le calunnie, che farebbero quasi la met decombattere


le

abitanti di Venezia altrettanti accat-

toni; noi diciamo e sosteniamo, che


il

anco

Roma

27 gennaio 1859. Comincia dal riconoscere il pauperismo, per una fra le pi funeste piaghe sociali dell'et
de*

nostro

buon popolo ama


ed esercita
la

il

lavoro, colarti
:

tiva l'industria

le

niche con assiduit ed amore


sosteniamo, che per

meccadiciamo e

in cui viviamo. L'aspetto deplorabile e


talora spaventoso, che nelle primarie ca-

generosit cittadi quelle pie

dina e per

le

premure del governo, non

pitalid'Europa,ne'graudi centri delcommercio, dell'industria e del lusso, presenta

manca

in

Venezia alcuna
il

istituzioni,

cui santo scopo di provve-

V ER
dere a'bisogni delle classi povere e sofferenti. Che a Venezia ci siano poveri,

VEN

i55

che

il

benessere

fisico

e morale di alcune

classi della

nostra popolazione addooian-

di speciali

provvedimenti, che

le

antiche

e le

nuove

istituzioni di beneficenza re-

clamino
riforme,
garlo,

in tutto

od

in parte utili e savie

deve cessare ; che il numero de' poveri pu gradatamente diminuirsi, e devesi poi con ogni mezzo impedire che si aumenti; che riforme consentanee all'esigenza del tempo e dell'odierna civilt sono reclamate da vari degli istituti pii, i quali fanno testimonianza dell'antica religione e della tuttor viva carit de' vene-

non vorremo neaffermeremo anzi cou inti-* ma persuasione. quanto pi siamo di ci persuasi e convinti, tanto pi ci gode l'animo dipoterannunciare che un cuore eminentemente religioso e benefico, una

non
lo

solo noi

ma

ziani; che infine la distribuzione de'soccorsi della pubblica beneficenza, e l'ammi-

nistrazione delle sue rendite deggiono essere sistemate e regolate


la

in modo, che prima corrisponda veramente al fine


la

volont ferma ed illuminata rivolsero cure pietose ed assidue a'poveri di Venezia,

santissimo, cui destinata, e

seconda

abbia per risultato


grale e
il

la

conservazione inte-

ed a'suoi stabilimenti di pubblica beneficenza. Per essere compresi, noi non abbiamo d'uopo di pronunciare l'augusto nome- di S. A. I. II. il serenissimo arciduca Ferdinando Massimiliano, governa* tore generale di questo regno. Iniziatore e promotore sapiente di tutto, che pu tornar buono e profittevole a'popoli, che furono al suo mite governo commessi, Tumanissimo^principe volle conoscere a fondo la condizione materiale, morale ed economica de'suoi pii istituti, nonch lo stato e l'andamento della loro amministrazione, nell'intendimento di applicarvi

ragionevole incremento del sa-

gro patrimonio del povero. Sopra questi


interessantissimi oggetti, per
fu dato di poter da

quanto ci buona fonte rilevare,

l'amato nostro principe governatore generale, che di tuttoci che ci riguarda personalmente si occupa e s'informa, sta per emanare efficaci provvedimenti. Noi ci proponiamo d'intrattenerne in una serie di successivi articoli
i

nostri

lettori:

studieremo di farnechiaramenteconoscere lo scopo e l'importanza, ad istrue


ci

zione e conforto non solo delle

classi bi-

sognose,

ma

della citt tutta, la quale a-

poi que'salutari rimedi che fossero richiesti

vr in ci una prova novella dell'affetto


e della bont del
principe eccelso, che
e

da'bisogni reali del primo e dalla posattinte senza pregiudizi

sibile prosperit de'secondi. Coscienziosa-

fece ogni studio particolare

profondo

od ingannevoli preoccupazioni alle pi pure sorgenti, pervennero all'A. S. 1. le notizie ed informazioni dettagliate e positive, che nella vasta ed importante materia Ella potesse desiderare. Se per queste veridiche relazioni pot da un lato V augusto
principe confermarsi nel convincimento,

mente

sull'argomento della pubblica beneficenza in questa a


lui

cara Venezia". Infatti,

avendo
la

il

lodato conte Berobocompilata


la

sua bell'opera per procurare


la

minoassi-

razione e insieme

ben regolata
precedeva
il

stenza de'poveri, ne
la

di

poco

sua pubblicazione

beneficentissimo

decreto e
natore,

le sapienti istruzioni de'

^gen-

che un calcolo totalmente


to ascendere
il

fallace

ha

fat-

naio i85g, dell'ottimo arciduca goveril

catalogo de'nostri poveri

quale provvide paternamente


le

ad una

cifra

superiore ad ogni immagi-

a ci che tutte

ampie

e varie risorse

nabile realt, pur ebbe dall'altro a rico-

della pubblica beneficenza in Venezia, sia-

noscere che

la

condizione de'poveri

stessi

pu
che

essere suscettibile di miglioramento;


la

mendicit questuante per

le

strade,

no dirette ad uno scopo di provvedimento sia dedotto dalle massime fondamentali, che vennero dal medesimo
a tutto, che
principe tracciatele

causa bene spesso o conseguenza del vizio,

demandate per

la

pi

i5'i

YEN

VEN
n redigere
tenze; del
gl'i

calcolata e pronta attuazione ad un'appo

alti

preparatorii delle sendel cancel-

Mta Direzione Centrale, da cui iuimedia-

promotor fiscale;
dello scrittore.

tamente dipendano

tutti gl'istituti di be-

neficenza in Venezia.
st'articolo lietamente,

Terminer
con
riferire,
1

liere j dell'aggiunto al referente e

que-

che red Adria, con residenza del vescovo a Rovigo 3 per morte del pastore in tale2.articolo nominato, nel concistorodeS 7 settembre 858 il Papa Pio IX ne preconizz nuovo ver scovo, il nobile veneto mg. Camillo de*
stata vacante la sede vescovile
1

motor fiscale; gono alle parti

proAppartenintegrali della Curia. i.H venerando tribunale matrimoniale ; i. la direzione della censura ecclesiastica; 3. reverendissimi esaminatori pro-sinodali; 4- la presidenza generale delle congregazioni de' casi di coscienza ; 5. la presidenza generale delle scuole
i

conti

Benzon canonico teologo del capi*

della dottrina cristiana. Vi


leria,
i

la

cancel-

tolo patriarcale di Venezia, e nella

desima citt consigliere del tribunale


trimoniale e della pia societ della

memaIn-

col
il

direttore,

il

vice-cancelliere,

notai,
essa,

cursore giurato. Appartiene


altrove notai,
il

s.

ad

come

consiglio
s.

fanzia, direttore dell'oratorio della B. Ver-

di direzione della pia societ della

In-

gine Addolorata de'figli della Carit, superiore della pia casa de'ealecumeni nel
riparto femminile, e professore nel semi-

fanzia.

VENEZUELA

o
t

CENEZUELA
sive

(s.

Jacobide Benecuela

de Caraccas).

nario patriarcale di lingua ebraica, ar-

Citt con residenza arcivescovile dell'A-

cheologia biblica, esegesi sul vecchio e

nuovo Testamento,
concistoriale

lingua greca, erme-

merica Meridionale, denominata Venetiola f co piccola Venezia, dall'omonimo

neutica e pedagogia; nella proposizione

encomiandolo

il

Pontefice

per doctrina t gravilate t prude litici) inorimi honeslale, rerumcjue uso praedilus

ce Dispensato

dal recarsi in
r

Roma, il suo

metropolitano mg. Ramazzotti patriarca di Venezia a'2 4 febbraio i85g gli confer l'episcopale consagrazione nel lempio di
riusc
s.

dipartimento di Colombia o Columbia, che comprende le provinole di Caracca o Caraccas e di Calabozo, con Caracca o Venezuela o Venezuela per capoluogo, la quale anche capitale delia repubblica di Venezuela. Fu il dipartimento di Venezuela coschiamato dagli spagnuoli,stante la somiglianza ch'essi trovarono fra la
situazione di parecchie citt indiane occidentali intorno al lago di

Maria della Salute; funzione che con tanto maggior pompa e lustro,
letizia

Maracaybo o

quanto pi era

comune che

l'onor

della mitra e del pastorale tornasse a co-

ronare e fregiare nel consagrato il decoro del veneto patriziato, cui egli appartiene, e che da circa mezzo secolo era rimasto privo di questa cospicua onorificenza,

che un tempo dalle case patrizie venete era raggiunta assai di frequente,come narrai

Maracaibo e quella della celeberrima Venezia decoro e ornamento d'Italia. Il lago di Maracaybo, sulla costa settentrionale della Colombia, nel dipartimento della Sulia, di forma quasi circolare, ed ha 4o leghe dal nord al sud sopra 35 dall'est all'ovest. Riceve un gran numero di riviere, delle quali
le

principali sola

superiormente e nelle

serie de' vescovi

degli antichi domimi veneti.

Per

no

il

Motatan
il

all'est, la

Sulia al sud,

ultimo

Perija e re al

mi
la

resta e dire, collo Stato personale , Curia patriarcale formarsi del vica-

Palmas all'ovest, e scornord davanti Maracaybo, mediante


rio di

un canale

largo 3 leghe, nel golfo di


dell'

Ma-

rio generale; del referente tutti gli affari di

racaybo, formato dal mare

A mille.
faci-

giurisdizione onoraria e contenziosa,


nelle cause
s

La marea

vi si fa

sentire pi forte che nel-

ed incaricato
si,

della dioce-

le coste vicine, e la

navigazione

vi
i

che portate

in

appello dalle proviucie,

le,anchecou grandi navigli;

ma

frequeu-

V R N
marini per la loro violenza sommergono grosse barche. Al nordest ilei
ti

VEN
dopo
il
1

i$V

venti

quale insieme a quella del governo, per

aver perduto assai dell'antico splendore,

lago

Mena

luogo che possiede inesausta

636 fu

trasferita a

Caracca ch'

miniera di eccellente pece


cui vapori bituminosi
e
si libi

minerale,

ano

sul lago

infiammandosi, massime ne'gran calo-

molto ben fabbricata a 45>4 tese, pulitissima e in aria salubre. Il paese declina gradatamente sino alla Guayra, piccolo

ri,

durante la notte formano fuochi che servono di guida a'marinari,ed e perci che loro si die' il nome di Lanterna di

Maracaybo. Le
genere
cos'i

riviere del lago

sono

in

sterili e

malsane, che gl'in-

diani preferiscono di costruire le loro a-

bitazioni sulle stesse

acque del lago, col mezzo di solide palafitte. Pesci e uccelli acquatici formano la loro principale sussistenza

fiume che riceve que'de' quali dir, e si pu guadare, non per dopo copiose pioggie. All'est un altro declivio conduce sino ad Anauco, sul quale fu costruito un bellissimo ponte. L'altro fiume Caroata, che pure si attraversa sopra un bel ponte di pietra, divide Caracca propriamente detta,

dal quartiere
il

centro scorre

s. Giovanni. Presso al Catucho, le cui acque a-

riet

pesci di grande vaessendo ; siccome portativi dalle diverse rii

limentano
assai

le

fontane pubbliche, e quelle


delle case
particolari.

numerose

viere che sboccano nel lago.

Dopo

l'in-

surrezione della
racca contro
di

e del CaSpagna, fu dato il nome Venezuela al governo molto pi conla

Nuova Granata

Questi 4 fiumi in seguitosi riuniscono/irrigano la fertile valle di Cacao e si con-

giungono alTuy. La
sai

valle di

Cacaoascui

celebre per

le

piante

omonime che
man-

siderabile dell' accennato dipartimento,


eh' erasi formato nel 1819, nella repubblica di

produce,

Theobroma Cacao, le

dorle, pi grosse delle

comuni, diconsi Cadi pia-

Colombia. Della

citt di

Vene-

cao-Caracca, mollo nutritive e


cevolissimo sapore, che servono a
porre, con diversi ingredienti,
tissima
e corroborante
la

zuela o Caracca o Bcnczuela, in questo


articolo

comgradi-

per

la

avendone parlato brevemente , sua repubblica, ed anche pel suo

bevanda della

seggio metropolitico e pe'suoi pastori oc-

cioccolata, di tanto

correvano le nozioni che vado a riferire. Caraccas gi sede d'una capitaneria generale della

uso, per cui


a'

comune e vantaggioso ne ragionai altrove, in uno


in

suoi scrittori. Si attribuisce al fiorenti-

Spagna, giace

in

formata dalla lunga catena di che corre paralellamerite alle coste del mare da Coro sino al golfo di Paria, ed
al

una valle montagne,

no Francesco Carletli che portasse


ropa e in
presto
Italia

Euche

specialmente
e del

le

notizie
,

del frutto cacao


si

cioccolate

piede del picco della Siila, che


1

si

e-

)eva a

333
una

tese

sopra

il

livello del

mare.

ricercarono pel soave sapore e per alcune propriet salutari. Si vuole da altri, che il cacao fu recato dal Messico in

Coro

citt

con porto, stata sede

Europa
i. fece

nel

520, e che

in

Francia pel

del governo della provincia del suo no-

me, una
lia

delle 7 della capitaneria gene-

rale di Caraccas, nel dipartimento di


della repubblica di

SuColumbia. Trovasi Coro a 70 leghe da Caracca, ed a 4o da Maracaibo, sulla parte del golfo di questo nome chiamata el Golfeto in una pianura sabbionosa e arida a circa una
,

uso di questo nutrimento il cardinal Alfonso Richelieu arcivescovo di vapori che gli Lione , per moderare montavano al capo. Per le sue propriei

t, la

cioccolata fu detta cibo degli Dei.


stessi

Da' semi

o mandorle del cacao,


la citt di

si

ottiene l'olio che condensalo dicesi butirro di cacao. Del resto

Ca-

lega dal

mare

dell'Antille.Tuttoci

si

de-

racca o Venezuela possiede grandissimo

ve notare, perch Coro fu un tempo ricchissima e residenza pure del vescovo, la

numero

di case

con

tetti

piatti

molte
altre

non avendo che un pian terreno e

58

V E N
dicesi

YEN
che lo giurasse sul monte sagro. Egli cominci ad attuare il suo proponimento, con profittare de'diversi partiti in cui erano divise le popolazioni, seguaci di Carlo IV, di suo figlio Ferdinando VII, di Napoleone I e di Giuseppe di lui fratello,

un solo piano. In generale, larghissime, bene allineate e ben selciale sono le strade, le quali dividono la citt in porzioni

quadrate, che diconsi quadra*, e di cui


piazze poco rimarchevogran piazza delMercato, ch' uno degli edifizi principali di Caracca essendo adorna nel centro da una fontana e la cui parte orientale occupata dal'

molte

fot

mano
la

li,

tranne

quando a'Borboni

tolse

il

trono di

la cattedrale.

Non manca di

teatro, di sta-

bilimenti scientifici e benefci, di vastissi-

ma caserma
stri

militare, n di

uomini

illu-

che
il

vi fiorirono, fra'quali

primeggia-

Spagna, cio dopo la dichiarazione d'indipendenza fatta dal congresso di Venezuela e la dittatura di Miranda, e Monteverde. Ritiratosi da questi a Cartagena, che al pari di tutta la Nuova Granata formava colla provincia di s. Marta una
repubblica separata,
zueli per
ivi

vano

general Miranda nativo di Carac-

riun
di

3oo venetruppe per

ca s, e Bolivar.

Miranda

nel
,

n milizie a s. Domingo York, proponendosi di conquistare la patria indipendenza. Ma le forze non bastarono allo scopojgli spagnuoli resisterono, e fecero molti prigioni, che sebbene

1806 radued a Nuova-

formare un corpo

volontariamente arresi, punirono di morte: cos

rivendicare gl'indipendenti su Monteverde e disatri politici di Venezuela, prendendovi parte granatini ed caraguini. Nel gennaio 181 3 lasci Cartagena col suo piccolo esercito, comandato in secondo dal cugino Manuel Castillo; ma l'ami
i

quel

i.

movimento
i

fu represso.

bizione del

comando, presto
l'altro

li

divise, re-

Bens nel 181 o, quando francesi occuparono la Spagna, si torn a parlare della

stando unito a Bolivar


lice

cugino Fe-

Ribas.
co'

riforma di governo,

si

radunarono a
,

marci

Animato da'consigli di questo, 3oo venezueli per liberare la


le for-

Caraccas deputati
tranne Maracaibo,
atti in

di tutte le piovincie
s'

capitaneria generale di Caraccas, e nuo-

incominciarono

gli

vamente Venezuela, aumentando


ze in progresso de'suoi successi
;

Feidinando VII; ma poco dopo, imprigionato il capitano gene-

nome

di

laonde

giunto sui confini della Nuova Granata


e di Venezuela, pi. migliaia di venezueli

lale co'

membri

d'

udienza, s'install

la

Confederazione di Venezuela. La reazione della reggenza e delle

corsero a unirsi a'suoi


n di

vessilli:

s'impadrostabi-

Cortes di
il

Merida e suo

distretto e delle pro-

Spagna

fu impolitica e decise
1

congresso

vinole di Varinas. Intanto


lito a

Marino

proclamare la totale emancipazione dall'Europa. Il capitano generale spagnuolo Monteverde foment


di
le

a'5 luglio 181

Maturin, vinti e fugali gli spagnuoli e Monteverde, rimasto padrone delle piovincie di Cumana e Barcellona, quel generale assunse
il

idee superstiziose de'popoli, e coli' apassal Caraccas, debell

titolo di

generale in ca-

poggio di queste

po

e dittatore delle

provincie orientali

Miranda, ed assoggett di nuovo il paese alla corona. Pi celebre fu Simeone Dolivar-y-Ponte, nato in Caraccas da una famiglia spagnuola diMantuanas,che trovandosi presente alle due coronazioni di Napoleone I, colpito dalla rapida onnipotenza a cui era pervenuto, col'esempio
di
di liberare la patria

di Venezuela.
alla testa degl'

Dall' altro canto Bolivar

indipendenti

dopo vari
trion-

combattimenti, a'4 agosto 181 3 entr so-

lennemente
fale, salutalo

in

Carracas a

modo
1'

liberatore e

armata ap-

Washington, concep l'ardito disegno d'America dalla do*

plaudita liberatrice; indi prese i titoli di generale in capo e dittatore delle provincie occidentali di Veoezuela,cio quasi
la

met

della capitaneria generale.

Fu

al-

turnazione spaguuola;e recatosi a Peonia,

lora che

dando sfogo

alla vanit de'suoi

VEN
seguaci, Bolivar cre

VEN
la

i5g

V ordine del Libe-

provincia di Barcellona, tranne la car

organizz

ratore poi detto de'Liberatori, e quindi popoli, specialil governo. Ma


i

pitale. L'

febbraio

realista

Morillo dinanzi

8 8 rest vinto il Calabozo, ma


1

mente

repubblicani,

si

accorsero in bredi

senza sapersene trarre vantaggio, per cut

ve del suo assolutismo e

voler rap-

quel generale pot ripetutamente sconfiggere


tere
r

presentare

il

Napoleone

dell' /enterica

Mona gas, e Calabozo torn in


si
:

po-

o del
sti

Nuovo Mondo. Nel 1814

reali-

spagnuoli, comandati dal general Bo-

non Bolivar e comparve grande


de* regii. Tuttavolta
si

smarsi

vinto

ves, sconfissero Bolivar e

Marino; che
le
i

spesso, egli

riaveva

come per incannuove chiadisa-

perci questi due emuli, unite


de'loro eserciti, raddoppiando

reliquie

to con forze inaspettate, con

tentativi,

mate
stri.

al

patriottismo americano, per la


i

riuscirono a respingerli.
ch'essi lo

furono

da'realisti,

Non and guari quando nel


al

sua popolarit, malgrado


riore

sofferti

Morillo torn a disfarlo, e fu supe-

capitanato generale successe Gagigal

ing

zuffe parziali.

Laonde

g'

indi-

Monteverde. Caduto
Bolivar abbandon

cos d'ogni speranil

pendenti proposero
fazioni disputautisi

di spogliare

Bolivar

za sul trionfo dell'indipendenza,

vinto

della presidenza e rivestirne Paez.


il

momentaneamente
le

potere

si

Le due componei

l'impresa, ritirossi a Cartagena, poi a Tuiir


ja,

dove

gli riusc

unire

discordi pr-

vano di unitari e di federalisti , quali assumevano caratteri di quasi monari

vincie in lega con Bogota, colla condizio-

chici e di repubblicani. Bolivar prevalse,

ne che
il

in quest'ultima citt risiederebbe

ma
re,

per un tempo dov dividere

il

potere

congresso, e fu

nerale della

nominato capitano geNuova Granata e di Vene,

assoluto in t\uc sezioni politica e milita-

zuela. Ritiratosi a Cariogena


leato, vi fu assediato dal

come

al-

ed accredit agenti a Washington ed Londra. 11 congressoapertosi in s. Tomnel

generale realista

maso d'Angostura
pubblica sino
al

febbraio

1819,

Morillo, che lo costrinse ad arrendersi ai

Bolivar fu acclamato presidente della re-

di dicembre 8 5, e part per la Gianimaica e s. Domingo. Ivi fu di nuovo eletto capitano generale di Venezuela e Nuova Granala, per non trovarsi che lui
1 1

compimento

della costi-

tuzione; ed egli non tard a presentare


il

piano per

la

divisione della legislatu-

ra, in
di

capace d'unire alla causa dell'indipendenza tutte le 7 provincie Venezuele, e pro-

due camere, con senato e camera pari ereditaria, ed una camera di desi

putati. Nel congresso

modificarono

le
\

mulg gli go. Lopo

schiavi negri liberi da ogni gioessere stato battuto dal


reali-

sue mire,
dimeni,

si

presero alcuni saggi

prowe-

sta Moralismi generali indipendenti lo ri-

conobbero per capo supremo, a condizione di convocare un congresso, e che la


sua autorit sarebbe stata puramente militare, senza ingerirsi nell'amministrazio-

approv l'ordine de' Liberatori. In conseguenza di vari combattimenti, Bolivar entr trionfante in Bogota capitale della Nuova Granata, abbansi

donata dal vicer Samana,


1

a'

12 agosto

8 ig, e

vi

organizz un congresso di cui


la

ne civile. Giunto in Barcellona a* 3 dicembre 1816, couvocil congresso, proclam il governo provvisorio, e lui capo
i

fu presidente:

Venezuela fu nuova-

mente perduta per la Spagna. A' 17 novembre dello stesso anno, con solenne deliberazione del congresso, fu proclamata
la riunione delle due repubbliche di Venezuela e dellaNuovaGranata in una sola federazione col nome di Repubblica di

col titolo di presidente della repubblica


di
ri
:

Venezuela, riunendo in se tre potefece pubblicare la legge marziale, e iui

corpoi alle sue truppe gli schiavi che con-

coirevanoa
naio

lui.

Ma

la

battaglia de'9 gen-

1817

gli fece

nuovamente perdere

Colombia, e questa divisa in 3 grandi dipartimenti, Fcnezucla i Quito, Con-

i6o
t

VEN
colla
si

YEN
com,

tlinamarca con norme apposite. E


capitaneria generale di Cai accas

posero
l'

dipartimenti di Zulia

del-

boxo, e fu l'ultimo giorno della dominai itone spaglinola in queste contrade. Bolivar vittorioso, la lilMg sera entr in Valenza; Caraccas e la

Orenoeo, di Maturiti e di Fermitela* Va notato, che quella parte del Venezuela, che dalla foce dell'Orcnooo si estende
sino all'isola della Margherita, fu veduta

Guaita tornarono

in

potere degl' indipendenti per non pi u


scirne,nel luglio
1

824 facendo altrettanto


citt della VeneLa costituzione di

Porto Gabello, runica


zuela restata a 'rea listi.

da Colombo nel suo3. viaggio nel 498, e ne venne conosciuta la costa fino alla
1

penisola d'Araya. Secondo alcuni geografi

Americo Vespucci
il

nel precedente

vea toccato la costa di Paria, e di

anno qua

ebbe origine
etern col
a onore del

fortunato incidente, che


il

Cucuta fu pubblicata a'3o agosto 1821. Entrato Bolivar vincitore io Qui lo e in Guayaquil l'i luglio 1822, quelle contrade furono incorporate alla Colombia, ed a'3 settembre 1823 fece il suo trion1

nome d'America
1

suo. ludi

fale ingresso in

Lima

(in

memoria di che,
bronzo,
il

scuopritore

del

Muovo
i

in essa di recente fu eretta la di lui co-

si diede il nome di regione Columbiana o Colombiana a tutti luoghi, che componevano sotto il dominio degli spagnuoli la Nuova Andalusia, la Castiglia

IMondo,

lossale statua equestre in

cui

d'Oro,

la

Terra-ferma, e

di poi

il

vice-

modello magnifico esegu in Roma il eh. prof. Adamo Tadolini, che merit andasse a vederlo nel di lui studio il Papa Pio IX, del quale segnalato onore
l'esimio scultore pose nelle pareti
la-

reame della Nuova Granala, nel quale si comprendeva una parte dell'antico Per; i quali luoghi si fusero dopo l' ma nei paltone a formare la nuova Rep