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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S,

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRIIVCIPALI
PI

SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PI SOLENNI, Al RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
CHIESA
,
,

DELLA

CATTOLICA

ALLE

CITTA
AI

PATRIARCALI
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO

XVL

VOL. XIV.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MD
C C C

XL

1 1.

.f

4
,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

c
CIV
-nche l'immortale Pio VII volonorare Civitavecchia di sua presenza nel i8o4, fermandovisi alcuni
le

CIV
vi

Ai

fu

r erezione
Agli
I
I

di

un arco
il

trion-

fale.

aprile osserv

lavoresi-

rio,

e dalla

loggia

della

sua

dare luogo a diverse provvidenze, ed istituendo una fabgiorni

per

denza diede l'apostolica benedizione. Nel d appresso fu a dire la messa dai domenicani,
gliera,
li.

bricazione di telerie nella


nella quale in poco

darsena,

and
alla sua

alla

sco-

tempo agirono

e visit
1

religiosi Benfratel-

furono impiegati dueche prima oziavano, siccome nota Pistoiesi, Pila di Pio VII, t. I, p. i83. Dai nutelari, e

cento

Ai

ammise

presenchie-

cento sedici

forzati,

za

gli uffiziali militari, visit le

se del sodalizio della


s.

morte,
e
in

di

Maria della

Stella,

barca

meri poi

3o, e
quell'

Roma

di

3i Aq Darii di anno, rilevammo

pass a vedere due navi imperiali,

quanto segue. Lunedi 9 aprile Pio VII con monsignor Lante, tesoriere generale, e con monsignor Bertazzoli elemosiniere, con conveniente corteggio, part per Civitavecchia

venendo salutato dalle artiglierie. Finalmente ai i4 aprile part per

Roma.
Sino al 1809, Civitavecchia fu governata da un prelato governatore, il quale termin in tal anno
a

dove ricevette ogni dovex'oso omaggio.

cagione

dell'invasione

francese.

Visit la chiesa de' domenicani,

E.itornata
al

questa

citt

nel

181

e quindi ascese al
lico.

palazzo
disse

aposto-

Nel

seguente
s.

messa

nella

chiesa di

Francesco^ osserdella
;

il

conservatorio

camera
nella

dominio di Pio VII questi la elev al grado di delegazione apostolica, e capo della provincia. Leone XII per la riun alpaterno
la
il

apostolica e la fortezza

or

delegazione

di

Viterbo,

finch
resti-

chiesa de' cappuccini, e fra le


nifestazioni di

ma-

regnante Gregorio
la

XVI

le

gioja

degli

abitanti

tu

delegazione che esercitasi da

CIV

CIV
vano perci distaccati cavalli. Circondarono la carrozza dodici capitai

un distinto prelato, sino dal i83i. Avendo poi lo stesso regnante Pontefice stabilito nel

maggio i835
di

di

ni

di navi

pontificie,

colle bandie-

recarsi

nella

provincia

Civita-

re de' loro bastimenti spiegate. Alla

vecchia, la quale
delle antiche

risponde
e

due

porta della citt monsignor Giusep-

Lucomonie
Ceriti
i

etrusche,

pe Ugolini, ora Cardinale, ed


ra presidente delle
le

allo-

ove

popoli

Tarquinii

armi,

present
Pontefice

stanziavano, per prendervi in consi-

chiavi di essa,
al

che

il

derazione
getti

luogo parecchi ogdi molta importanza e consul


,

restitu

capitano

aiutante

giore cav. Bonafede,

magcome coman-

solarvi di sua presenza quella e le


altre vicine divotissime popolazioni,

dante della piazza. Essendo in quel punto assente dalla provincia il preIato delegato
di,

part da

Roma

a'
i

20 maggio avendo
prelati Costantino

seco in carrozza
Patrizi

la

Mario Felice Peralcongregazione governativa, il


Vi-

Fieschi

, e Adriano maestro di camera , ora Cardinali, con decoroso seguito. Lun-

maggiordomo

segretario generale della delegazione,


il

gonfaloniere cav. Paolo


testa

dau
i

alla

della

magistratura
i

dal fare dettagliata descrizione del soggiorno di Gregorio in


gi

membri componenti
prima
corpo
istanza

tribunali

XVI

di

di
di

Civitavecchia, che si pu leggere nel supplwiento del numero 46 del Diario di Roma, de' io giugno i835,
ci

quelli della
il

camera

commercio, commercio,
e
in

della

uflSzialit,

molti
abi,

ragguardevoli
to

personaggi,
il

limiteremo ad
All'

accennar

qui

le

secondo
il

proprio

grado

cose principah.

espressero

voto della popolazione,


di

annunzio che Gregorio


mercoled
Corneto,

XVI
la

di l'ispetto, fedelt, e gioia. Indi ri-

portavasi in Civitavecchia nella gior-

cevette gli

omaggi

monsignor An^

nata
talto,

di

20

maggio,

tonio Tosti tesoriere generale

ora

citt di

le terre di

Mon-

Cardinale, e del conte Oreste


chi

Macdi-

di Allumiere, di Tolfa , di Ceri, e di Cerveteri rimasero quasi deserte, per far omaggio al co-

rincontro camerale.
il

Allora

scese

Papa

dalla carrozza fra gli


,

evviva

de' civitavecchiesi

il

rimil

mun
la

padre e sovrano, strada ove tragitt, e

s
s

lungo
in

bombo
to

fragoroso de' cannoni,

lie-

Ci-

vitavecchia. Ai confini del territorio


il

suono delle campane, e quello trovandosi musicali delle bande


,

Pontefice fu incontrato dalla de-

schierata

la

guarnigione

sotto

il

putazione civica , che composta di Paolo Guglielmotti , e Gioacchino


Valentini, volle compiere
atti
i

comando
ri.

del cav.

maggiore Leouospettacolo
,

commovente
di

il

dovuti
si

Pontefice corrispose con benedizione,

di venerazione.

Quindi
i

mos-

ed
aste

alti

paterno gradimento. Acil

sero

ad incontrarlo

Cardinali Pier

colto sotto

baldacchino
dal
s'

le

cui

Francesco Galeffi vescovo di Porto e Civitavecchia, e Vincenzo Macchi , quali furono dal Papa presi nella propria carrozza. Questa a qualche distanza della citt fu tii
,

sostenevansi
il

civico
inoltr

magia
piel'

strato,

Pontefice

di per le vie, passando sotto

ar-

co trionfale

erettogli

dal
di

Nella chiesa cattedrale

comune. s. Franil

rata

da quarantotto giovani
i

delle

cesco, ricevette la benedizione, che


colla
ss.

primarie famiglie,

quali

ne ave-

Eucaristia compart

Car-

CIV
flinal

CIV
sentatogli dalla
cio

7
di

Giuseppe Maria Velzi, vescovo


sagrestia

camera

commerdella

di Montefiascone, e Corneto, e quin-

un

bel calice, indi pass a godere

di

in

sedente

in

trono

della splendida
citt,

illuminazione
Nella

Gregorio
piede
il

XVI ammise
clero,
il

al bacio del

e del

porto.

seguente

corteggio, ed altri.

Poscia and a venerare


nella sua chiesa,

Firmina ricevuto dai domes.

mattina 11 maggio, Gregorio XVI onor di sua presenza Corneto ; e


ritornato
in Civitavecchia, nelle ore

nicani e dal p.
rale,

CipoUetti loro genesi

dopo

di

che

condusse

al

pa-

pomeridiane sali sul battello a vapore il Francesco I di regia bandiera napolitana,


battello a vapore

lazzo apostolico precedentemente pre-

non che
il

sull'altro

parato dal menzionato rincontro camerale, e dalla loggia di esso diede


la

Sally di regia

pontificia benedizione.

sa

ammise

menCardinali, monsignor
Alla

ascendere
fcia,

bandiera francese; come ancora volle la suddetta goletta pontiintanto che in mare aveva luogo la corsa delle barchette, e il nominato giuoco detto la trave a mare.

Vincenzo Annovazzi sufFraganeo della diocesi ora vescovo di Anagni, i


principali della corte,
il

cav. conte

Giuseppe Sebregondi, il gonfaloniere, ed altri primarii della citt, ci che pur fece ne' seguenti giorni. Nelle ore
pomeridiane,
cia della
il

Nel
sca.
Il

d'i

23

si

fece nel porto la pela

Papa

visit

gran caserma
Ugolini;

accompagnato
dal tenente

dal prelato

Papa

ascese
,

una

lan-

colonnello Lorini, dallo

marina pontifcia e sertimone dall' ispettore conte Egidio Falzacappa, percorse le acque
vito al

ispettore cav. Farina, dal tenente co-

lonnello cav.

Stewart,
la

comandante
di
lo
il

ricevuto dal guarnigione cav. Leol'ullizialit.

del porto

salutato

dalle

artiglierie

non, e da tutta
a vapore

Quin-

della cittadella,

de' tre

fortini

che

Pontefce s'imbarc sul battelil Bledilerraneo di rebandiera francese per visitare

fiancheggiano lo stesso porto, e dalla

goletta

pontificia

il

s.

Pietro.
i

gia

Nella sera ricevette


soli

il

Papa

con-

lo stabilimento delle

saline di

esteri

residenti nella

citt,

fu vagamente illuminata,
la

che portando

neto,

che

si

deve a

CorGiuseppe Li-

pari, e poscia

felicemente rientr nel

parola quello di Russia cav.

Avi-

porto.

Nel
visit

dopo pranzo Gregorio


la

rata.

XVI
il

fortezza

annessa

al

Nel di seguente
sit
le

Pontefice

braccio del molo e la sua cappella.


Nella sera
ra,

Allumiere,
e

ricevuto
della

dal ca-

ricevette la
offri

magistratu-

pitolo

magislratura
b.

Tolfa
rice;

che

gli

un

bellissimo fiore,
gli

sotto baldacchino.

Nella chiesa del-

poscia

ricevette

omaggi
di

del

l'Assunzione delia

Vergine

Cardinal Giuseppe Sala e


signor Pianetti

mon-

vette la benedizione col Santissimo


e nel palazzo camerale
ne,

vescovo

ima

refezio-

ora
citt

Cardinale,

non

di Viterbo che quelli di di quella

preparazioni dell'allume.
spettacolo detto del
e della cuccagna.
sit

passando poscia ad osservare le Nel dopo pranzo in Civitavecchia fuvvi lo


,

monsignor
e
il

Sisto delegato

provincia.

La mattina
celebr
la

dei

24
nella
di

Pontefce

messa

iroK-e
il

Quindi
il

a mare, Papa vi-

l'arsenale e

molo, e in lan-

cattediale, ed ascolt quella monsignor Giuseppe Arpi suo caudatario. Vi assisterono il Cargli

cia

percorse

il

porto. Nella sera pre-

dinal vescovo,

altri

Cardinali, fra

8
i

CIV
quali l'Odescalchi di venerabile
la magistratura,
la
le
ri-

torio,

aument

lavori, e
;

miglioalla

membranza,
torit,

aue

ramenti
citt
la

dell' edifizio

accoi'd

oltre

corte

Pontificia,

aree per erigervi

fabbricali al;

poscia nel contiguo episcopio, gust


il

crescente

popolazione

ingiunse

rinfresco,

fatto

imbandire dallo

restauri integrali all'antemurale del

stesso Cardinal

vescovo,
il

ammise

al

porto cio alla punta


co,
le

del

Marzoc-

bacio

ed il clero, e dalla loggia compart Kapostolica benedizione ad immenso popolo. Pass quindi a visitare il conservatorio camerale delle povere ordel

piede

capitolo

riparazioni

dei locali del laz-

zaretto, ed altre molte opportune quanto generose disposizioni, riguar-

danti
il

le

fortificazioni,

e la fortezza,

pubblico
di

passeggio,

e
,

l'atterra-

fane,

ricevuto dal

prelato

tesoriere

mento
sizioni
te
il

una
la

porta

e di alcune

generale,

da

monsignor
Macchi.

Annovazzi

mura che

direttore spirituale dello stabilimento,

e dal
si

conte

Dopo

il

Pontefice

diresse alla darsena, riessa

deturpavano; dispoche furono prontameneseguite dal maggior Provinciali, quale fece sempre pii conoscere
tutte

cevuto dal direttore di


te colonnello cav.

tenen-

la

sua perizia architettonica


civili, s

nelle

Domenico Palomdetenuti.

operazioni

nelle
fece

militari, co-

ba, e dai religiosi cappuccini addetti

me
nella

da

ultimo

ne
di

esperienza

alla

cura spirituale dei


il

Visit

loro

ospizio,

magazzini
pontifi-

Ancona. Ma di questo argomento egregiamente scrisfortezza


se
la
il

dei materiali
cia, la

della

marina

cavaliere

Pietro
dello
,

Manzi
stato
citt e

nel-

fabbrica delle cotonine injie-

Descrizione

antico

gnosamente posta in ordine dai condannati, che furono benedetti dal Ponsidenza

ed attuale del porto


i'incia

pro-

di Civita^'ecchia, Prato 1887,


a pag.

da un balcone della sua reavendo fatto loro distribuire copiose elemosine, ed avendone alcuni graziati. L' illuminazione
tefice
,

e principalmente

63
da

e seg.
tanti

Nobilitata

Civitavecchia

miglioramenti, pi decoroso e bello


n' ora l'aspetto, per cui merit che nel i836 si coniasse una me-

generale della sera fu pi

splendi-

da

delle precedenti perch ordinata

daglia colla

effigie di

Gregorio

XVI

dalla provincia.

Nella

mattina

del

da un
in

lato,

e nel rovescio

venisse

25, Gregorio
pitale,

XVI
il

parti per la ca-

rappresentata la citt

personificata,
sul
gli

lasciando

sua
tante

nome

in be-

una figura sedente


colla

porto
edifici!

nedizione perenne.

indicando
beneficenze
eretti
si

destra

Note

sono

le

e riparati.

All'intorno in giro
:

elargite dal Pontefice nella sua per-

legge r epigrafe

cextvmcell. vr:

manenza in Civitavecchia; pure a rammentare le principali diremo che a megho provvedere alla pub,

BE AMPLIFICATA e SOttO

PORTV REDl'iviera

DITO TVTIORE.

Finalmente nell'orientale
di

blica istruzione

concesse

1'

edifizio

Civitavecchia
le

pubblica difesa
,

camerale
trinari,

di

s.

Nicol
vi

ai

pp. dotle

sono

toiri

Cliiariiccia

che

so-

perch

trasferissero
attigui

vrasta al Capo-Linaro, Santa Se^'era, Flavia, Perla, e Maccarese; nella

scuole, concesse alcuni


fzii

edi-

al

seminario

vescovile

esone;

occidentale

le

altre,

come

Tor-

randolo dai canoni enfiteutici ordin un regolamento pel conserva'

re-Nuova, e Bertoldo : sull'orlo delAgostino ^ la valle d'Aliga, Santo

CIV
Casncce. Pontone di Spine,
cella,
ciarla.

CIV
Mar;

r)

Monlalto Torretta, e GraticAppartengono poi alla delei

r76r opera lodata per l'efficacia che dimostra dei detti l)agni. Da Generoso Salomoni fu stampata in

gazione
i'eudi

governi

di

Corneto, e

Roma,
mostra

Dissertazione,
il

in

cui

si

di-

Manziana, e di Monte Romano; mentre alla citt appartengono le comuni di Allumiere, i


di

modo

di ridurre la citt

di Civitavecchia molto popolata. Oltre Giovanni Blavio, Cvlatum, et adniirandorum Italiae, ed altri autori,

Tolfa, di Cerveteri, Castel-Giuliano,


e Canale, amministrandovisi la giustizia

scrisse

di

Civitavecchia Anticitt

dai tribunali

di

za, e del

commercio.
le

prima istanPer ci che


ne'

gono Frangipani, Istoria della


di
Civitavecchia,

Roma

1761.
le

riguarda
re
ti

miniere delle Allumienel

Chi bramasse leggere


degl'importanti dintorni

notizie

discoperte
della Tolfa

1467

mon-

di

Civita-

stro,

nel

modo

da Giovanni de Cache racconta Pio II


lib.

vecchia, molti de' quali celebri

an-

ticamente
torni di
to

oltre

il

eh.

A.

Nibby
il

ne' suoi

Cornnientarj,

VII.
i

p.

nella erudita opera. Analisi de' din-

i85, tanto quel Pontefice che


cessori

suc-

Roma, va

consultato

dot-

ne stabilirono

il

ricavato in
gli

difesa della l'eligione contro

ot-

tomani; laonde l'appaltatore chiamavasi appaltatore della s. Crociata; e Leone X, per la retta am:

Antonio Coppi nelle sue Opere, leggendosi nei tomi VII, ed Vili delle Dissertazioni della Pont. Accad.
pate in

Romana Roma

di Archeologia, stamnel i836, e nel i838,

ministrazione delle rendite, institu

un

quelle eruditissime

ed interessanti,
Castel

quattrocent\mo uomini detti i cavalieri o soldati di s. Pietro [Vedi). Da ultimo nel i835 in Civitavecchia, dai torchi dello Strambi uscirono i Cenni sulle miniere
ordine
di
delle Allumiere.

su Ceri,
nile;

Cerveteri,

Campa-

Galera, Loria, e Castel di Guido; Alesio, Palo, e Palidoro; Selva Mesia, Selva Candida, e Bocceaj Frege ne, Maccarese, Villa s.
Giorgio, e

Campo

Salino;

dei ca-

Perci che riguarda


Civitavecchia,
nelli
,

le

acque di
Giulia-

stelli

di Pirgi,

Santa Severa, SanCastel Giu-

V.

Antonio

ta Marinella, Loterno,
liano, ec. ec.

Esame

dell'

acqua

di

Ci-

e di Trevi , Pioma , 170 I, non che Filippo Leti, e Bernardo Preti, Relazione dell' accesi'itavecchia

La
questi

luce del

vangelo

nel

primo
a R.o-

nascere della Chiesa fu predicata in


luoghi siccome vicini

so

descrizione

del condotto

di

Civitavecchia e sua perizia,

Roma
ri-

1649. Dall'esame del Giulianelli

ma, ove s. Pietro fond la sua Cattedra. Dai fasti ecclesiastici si ha che a Cento Celle l'imperatore Gallo

sulta essere l'acqua di Civitavecchia

rileg

in
il
i

esilio

il

Pontefice
i

s.

superiore in bont a quella di Trevi.

Cornelio,
vi

quale

tra

patimenti
a'

Abbiamo

poi da

raca,

Dell' antiche

terme
in

Gaetano TorTaurine
di Civitaveccui si pre-

tembre
s.

suoi giorni termin dell'anno "xSo

i4

set-

esistenti nel territorio

trasportato in
solazione

Roma.
la

donde fu Cento Celle

chia,

Dissertazione
le

Cornelio ricevette lettere di con-

mettono

avventizie,

memorie cronologiche ed e la qualit della sua


,

per
s.

sua

costanza nei

travagli da

Cipriano

vescovo di
a'

atmosfera

Roma

pel

Pagliarini

Cartagine. Gli successe

20

otto-

IO

CIV
Lucio
I,

CIV
to Sarzana
si
;

che probabilmente bre s. Ili creato Papa in Cento Celle, ovo avea seguito s. Cornelio nell'esilio, ed ove eransi riuniti i primari del
clero l'ornano. Nel quarto secolo
fa rimontare
l'

ma non

considerandoil

legittima tale unione,

sommo
nel

Pontefice
I

Celestino
la sede

III

dipoi

193 un

di

Civitavecchia,

si

insieme a quella
scopale

di

Bieda, all'epi-

erezione

della

sede

vescovile a Cento Celle,

conoscen-

dosi un'Epitetto vescovo, che sotto

Viterbo e ne fu vescovo il Cardinal Giovanni di nazione lombardo. Tale unione dudi

sede

ce

Costantino imperatore e il Pontefis. Silvestro I, intervenne al condi

r sino al pontificato di Leone


P^.
il

citato
;

Sarzana, Cardella

a pag.

XIL ^11
di

cilio

Arles.

Commanville

dice

e seg

il

nella
la

vita

che nel quinto secolo si un al vescovato di Cento Celle quello di


Bieda, o Blera.
I

detto Cardinale.

Dopo

morte del

Cardinal Gabriele Severoli, vescovo


di

BoIIandisti asseri-

scono
lio

che

il

vescovo

Martino

di

Cento Celle si sottoscrisse al concidi Latcrano, celebrato l'anno 649 dal Pontefice s. Martino I. Se
ss.

Viterbo e Toscanella, il PonteLeone XII nel 1826, mentre era Cardinal vescovo suburbicario di Porto e santa Ruffina Bartolofice

meo
di

Pacca, con autorit apostolica


eresse in

Secondiano, Marcelliano, e Vadi

nuovo

cattedrale Civi-

riano protettori

Toscanella,

sie-

tavecchia togliendola dall'unione di

no stati martirizzali in Cento Celle, e da questa chiesa trasferiti a quella cattedrale, si pu vedere nell' opera del citato Eugenio Sarzana, Della
capitale

Viterbo, ed unendola alla detta sede suburbicaria, la quale sempre devoluta al sotto decano del sagro Collegio ed immediatamente soggetta alla santa Sede.

de titscancnsi,

e.

del suo

Non

solo Ci-

vescovato a pag.

178 e

seg.

Abbiamo

dall' Ughelli, Italiae sa-

crae tomo X. p. 55, che il secondo vescovo che si conosca di Cento


Celle fu

Leone XII vide con religiosa gioia una nuova era cristiana, ed onorata da vescovi covitavecchia
sotto
stituiti

in

sublime dignit,
nell' episcopio

ma

li

un

altro Epitetto del

355,

accoglie spesso
citt

della

poscia

registra

Pascasio

del

4^73
i

ne

sperimenta

la

pastoral

Molensio del 499> Caroso del 53 Lorenzo cui il Papa Pelagio sped

sollecitudine e le beneficenze. Dalla

medesima epoca incominci pure a


Civitavecchia
di
il

un

decreto,

Domenico

del

595,

vantaggio spirituale
risie-

Martino

649, Pietro deU'SaG, Domenico dell' 853, Valentino del 940 che consagr la chiesa di s. Maria in Minioiie, Pietro del ioi5, Azzo del io37, e Riccardo del ioq3 Centiuncellicus et Bleranus Antstes.

suddetto del

vedersi

permanentemente
vescovo
suffraganeo.
dignit fu
tal

dere
lustre

un

Pel
l'

primo elevato a
cittadino
,

il-

monsignor Vincenche Leone XII fece zo Annovazzi nel concistoro de' 3 luglio 1826,
in

un a vescovo
il

La

chiesa di

Civitavecchia^

in-

bus,

di Leros in partiquale prelato dal regnante

sieme a quella di

Bieda, dall'anti-

Pontefice nel i838 fu traslatato alla


rispettabile sede di

papa Clemente
tro
1

III nello

scisma con-

Anagni.

s.

Gregorio VII,
imita a quella

fu di

nell'anno
Toscanella
il

Tra
cari

Cardinali vescovi suburbi-

086

scu

P'itcrbicnsisj

secondo

nomiua-

che finora ebbe Civitavecchia a sagri pastori, merita special men-

CIV
zione
gorio,
il

CIZ
citt

it

Cardinal

Emmanuele de Gre-

vi

sono tre altre parrocchie.

che degnamente nel iSSy successe al Cardinal vescovo Pier Francesco Galieffi; dappoich, come narra il eh. cav. Giulio Barluzzi: Elogio storico del Cardinal E.

Fra le diverse chiese, grandiosa pur quella di s. Maria dei religiosi domenicani. Dei domenicani medesimi
,

dei
,

cappuccini,

dottrinari e

Roma
appena
vit
tutti

i84o,
egli

alla

de Gregorio, pagina 36 e seg,


del
,

benefratelli

non che

del

conserva-

torio o orfanotrofio, e

dei

due
solo

o-

prese possesso
consiglio
alla

veatti-

spedali

per

ambo

sessi,

noi par-

scovato, subito con prudenza

lammo

superiormente,

qui

ed
i

avveduto
suoi

rivolse

pensieri

diligente
in

amministrazione della
peculiar

diocesi, e

modo
gettate

al

seminario,

dei

aggiungiamo, che pei bisognosi evvi il monte di piet. Del convento di s. JMaria tratta Vincenzo Maria Fontana, de Roin. prov, ord. praedic,
,

quale
cos

suoi antecessori avevano per


le

e di quello di

s.

Francesco, Bonaven-

dire

prime fonda-

tura Theuli,

menta; e concorrendovi generosamente del proprio, ebbe la soddisfazione di aprirlo con solenne pompa ecclesiastica a' io decembre del
i838. Quindi fece la sagra visita, ampli il palazzo episcopale e la carendendosi benemerito in nonica pi modi del pubblico comodo, e
,

co della

neW Apparato minoriliprov. di Roma. Aphoserio


nel lySi pubblic iu antiqua Centunicellarum
et

Osminio
dignitate

Roma De
,

episcopalibiis

infulis,

Dissertatio episcopalis.
in

Egualmente
si

R.oma

e nel

1840,

sono stam-

pate, le Constitutiones Ecclesiae

Ca-

thedralis

Civitatis

Centumcellarunij
Cardinal
coli'

degli interessi de' cittadini.


se

Promos,

per

lo

zelo

del

vescovo
di

caldamente
essei'e

la

prosperit

e
,

il

Gianfrancesco
revole
zione
del

Falzacappa

onoDegli
fa

ben

materiale

della citt

ricordanza, e

approva-

per non dire di tutto il resto, benemerito delle nuove tre poste da Civitavecchia a Roma, e promosse la riforma ed il regolamento postale affine di rendere pi rapide, ed economiche
le

Papa
di

regnante.

uomini illustri menzione uno


Pieti'O

Civitavecchia,
essi
,

di

il

eh.

cav.

Manzi, nella sullodata descri[Cyticen.).

zione di sua patria.

comunicazioni

colla

capitale.
le

E
le

CIZ ICO
tolia,

come

quello che con

sue nobili
conciliarsi

in partibus, dell'Asia, nella

Sede vescoviAna-

e gentili

maniere seppe
d'

nella

piccola Mista, presso al

r affetto

ogni

classe

di

persone,
la

monte

di tal

nome, chiamato anco


che
si

da

tutti

ne fu compianta

morte.
edifizio

Mons Dindyma,
mare
di

avanza nel
di

La
eretto

cattedrale, grandioso

Marmala, a forma
Orsi. L'antica

ca-

da Clemente
di
s.

XIV

a'

suoi con-

po, rimpetto l'isola detta Arctonnesos o degli

ventuali, dedicata a Dio, sotto la

Cyzicus

invocazione
sisi.

Francesco di Asil

Si

compone
il

capitolo

delle

ora rovinata, fu una delle pi considerabili citt dell'Asia, per grandezza, bellezza ed antichit. Essa

dignit del

pi'evosto, e di

otto cail

fu

nonici compreso

teologo, e

pe-

fondata settanta anni dopo


era situata in
fabbricati

Roma, ed
isola

nitenziere, e di alcuni beneficiati, e


chierici

una

bellissima

inservienti
11

all'

uffiziatura e

della Propontide, che

due gran

ponti,

della

chiesa.

prevosto
;

pure
nella

parroco

della

cattedrale

da Alessandro il grande, coDgiungevano colla terraferma. Gli

,2
abitanti,
i

ciz
poli,

CLA
stanza, arcivescovo di (juelja metro-

avendo trattato duramente Romani, furono puniti da Augu-

avendo seco condotto molti


il

ci-

sto,

che tolse loro la libert, per la quale tanti aveano combattuto. L'imperatore Severo in questa citt fece morire Pescenio Negro, ch'erasi ribellato
ci

priotli nell'Ellesponto,

detto impe-

ratore
bil

nel
il

concilio

Trullano stadi

che

vescovo

Cizico, e le
si

sedi

da

lui

dipendenti,

assogget-

in Egitto.

De'suoi magnifitorri
di

tassero
za, cui

all'arcivescovato di Costan-

edifizii,

ed

alte

marmo,
can-

dal suo

dei
tieri

tre

suoi

grandi arsenali e

nianopoli.

nome chiam GiustiTal decreto ebbe effetto

sero
di

le vestigia

nulla pi esiste; appena rimad'un vasto anfiteatro

sinch a Cipro fu resa


tropolitana.
vi

figura ovale.

La sua

sede

episcopale

fu

fon-

li,

la sua mecinquantanove vescosi fa ascendere il numero di quelch'ebbero sede in Cizico. Oriens

data nel quarto secolo, e fu sottoposta nel decimoterzo alla provincia di Ellesponto, sotto
il

Clirist.

t.

I.

p.

749"
, ,

patriarca-

DE CHOISEUL BEAUPRE Antomo Cardinale.


CLAIRAD
pr, nobile

to di Costantinopoli, e
l'esarcato di Ellesponto.

fu

chiamato Ecco come


sue sedi

Commanville enumera

le

Antonio Clairad de Choiseul Beaufrancese, nacque nella diocesi di Angres a' 28 settembre
1706. per la

vescoviU, molte delle quali divenne-

ro in progresso arcivescovili. Prico-

Avendo spiegato vocazione carriera ecclesiastica, dopo


regolarmente
gli

niso

Pario

Lampsaco

Germa,
iiurn,

Meletopoli, Occa,

Ahido , Paina-

aver fatto

analolo-

ghi studi, e dato saggio di sua

Bara, Dardano, Ilio ovvero Tro/a, Troade, Piania, Srepsis, Venalionum Adriani, o Achirae, e Daphimsio. Attualmente la s. Sede conferisce seguenti vescovati npar.^9, dipendenti da questa antica chiei

devole condotta, merit che

il

somnel
lo

mo

Pontefice

Benedetto

XIV,
17^5,

concistoro de' 17

marzo

promovesse alla sede arcivescovile di Besancon nella Borgogna. Quindi il successore Clemente XIII, nel
concistoro
il

sa

metropolitana. Ahido,

Dardana,

de' 2 3

novembre
di

1761,

Lampsaco, Meh' topoli , Pario, Troade e Antigona. Veramente si dubita che Cizico avesse avuto prima vela scovi latini, perch solo dopo
sua presa
la di
fatta

cre Cardinale

santa

romana
ordine
la

Chiesa,
de' preti.

annoverandolo

nell'

rimettergli in Parigi
il

berretta cardinalizia,

Papa nomi,

dai

crociali
vi

si

par-

alcuni.

Da ultimo
a
s.

risiede-

va un arcivescovo
la chiesa

greco, colla
Pietro

so-

dedicata

per

cattedrale.
Neil' anno 373 in Cizico fu tenuto un falso concilio o concilia-

monsin in ablegato apostolico gnor Antonio de' duchi Lante, che piu'e venne fatto Cardinale. Non essendosi mai recato in R.oma, neppure al conclave per morte di Clemente XIII nel 1769, e successiva elezione di Clemente XIV, non gli
fu conferito titolo Cai'dinalizio.

bolo, perch fu in favore dei Semi-

Fiset-

Macedoniani ed Eunomei come si ha dal solo Arduino, nel t. I. Allorquando Saraceni presero l'isola di Cipro, mentre regnava Giustiniano II, Giovanni di CoAriani,
, i

nalmente, giunto

all'et

d'anni

tantadue, essendo ancora arcivescovo di Besancon, mori a' 7 gennaio 1774 nel suo castello di Cy, da

dove

fu

trasportato e sepolto

nella

CLA
propria cattedrale.

CLA
di lui

i3
Presente-

La

virt

P hlomelium
in partibus.

Piscia.

e lo zelo pastorale lasciarono la sua

mente Amorio

soltanto vescovato

memoria
miciacum

in benedizione.

CLAMECI
).

CLAMECY
di

CUnel

CLARIO
siastico

Isidoro. Scrittore eccle-

Citt

Francia,

del secolo decimosesto, nato

dipartimento della Nievre , capoluogo di circondario e di cantone


al confluente del

nel castello di
scia,

Chiari vicino a Brei^<^^-

l'anno

Abbracci

da

Yonne, e del Beuvron, posta in fertile contrada. In uno de' suoi sobborghi, nel 1180, Guglielmo IV, conte del Nivernese,
allorch

principio

no,

r istituto di ]Monte-Cassidove apprese le lingue greca


Scrit111 gli

ed ebraica, e studi la sacra tura con somma lode. Paolo


confer
il

furono

espulsi

cristiani
al

dalla Palestina,

diede

asilo

ve-

eia rio disimpegn

vescovato di Fuligno, e coi suoi doveri

scovo di Betlemme, per cui il sobborgo ne prese il nome, e per lungo tempo fu la residenza del ve-

me

s' addice a vigilante pastore. Intervenne al concilio di Trento, e l

pur

vi

lasci

una memoria

di

s.

scovo di Betlemme in parlibics, anzi,

Mon
1.

neir i55i.

Abbiamo

di lui:

come
al

si

disse al voi.

V,

p.

igS
ele-

del Dizionario,

fu

il

vescovo

Una

vato

grado di arcivescovo

titolare.

2.

Un
Note

versione della Bibbia. Trattato sulla correzione del

seu
la

CLANGA, CLANGO, o CLAUX, CLANCUM. Sede episcopale delseconda provincia di Galazia, nel-

testo della Vulgata.


3.

letterali sui

luoghi

difficili

della Bibbia.
4.
5.

l'esarcato di Ponto, la cui erezione

Scholia in Cantica Canticoriim.

rimonta
tropoli

al

nono

secolo, sotto la

me-

In In

Sernionem de monte, oratio-

o Pessinunte. Due vescovi vi ebbero sede. CLANGULARII. Setta degli anabattisti. Diceano costoro, che non fa
di di mestieri parlare

Fessene

nes 69.
6.

Evangelium

Luca ,

sermo-

nes 59.
7.

Orationes diversce in
li

epist.

Pan-

mai

in

pubbli8.

etc.

co sui dogmi di fede. Tutti doveano tener nel segreto ci che credevano si opponevan dunque alla ve;

Discorsi della giustificazione dell'

uomo,

della gloria,

pronun-

ciati

nel concilio di Trento.

rit

della Chiesa cattolica, la quale

9.

Discorso delle ricchezze, e della


riunione della Chiesa.

dietro la scorta dell'Apostolo insegna


la necessit
la

di

confessar colla bocca


affin

10.
di

Una
s.

traduzione latina del libro

nostra fede,
:

di

ottener la

Nilo,

De

Christiana philosonel

salute

Ore confessio
appellarono
si

Jl

ad

salu-

phia,
dell'

che

trovasi

tomo 9

tem.

Si

anche

fratelli

amplissima
D.

collectio dei pa-

giardinieri, perch
giardini.

raccoglieano nei

dri

Mar tene

Durand.
e

CLANGUM.

Sede vescovile della


nel

CLARENDON.
dell' Inghilterra,

Citt

contea
si

seconda Frigia salutare, nell'esarcato d'Asia, eretta

ove ancora

veg-

nono

secolo,

gono

gli

avanzi di un sontuoso pa-

e soggetta alla metropoli di Amorio, alla quale erano pure soggette


le

sedi di

Doremeum

Polybolus

lazzo, siccome gi favorita dimora di alcun re inglese. Dappresso havvi il parco di Clarendon. Ora non che

i4
villaggio, ed

CLA
rinomato nella
sto-

CLA
ce loro abbracciare la regola de'cenobiti.

ria ecclesiastica pel concilio Claren-

Cosi fu

il

primo abbate
il

di

tlonense,

perch massime conformi


S.

vi
ai

si

stabilirono

quel celebre monislero,

quale prenlui

pretesi diritti

dendo anche
mossi d'

il

nome

di

chia-

d'Inghilterra, e contrarie alla libert

Oyan, o ('Jugmus, non


tal

della Chiosa.

Tommaso,

arcive-

che

Eligendo, dal santo di

nostato

scovo

Cantorbery, vinto dalle importunit degli altri vescovi e


di

me, che alcuni dicono


terzo abbate. In
si

essere

de' grandi
agli
11,

del

regno,

sottoscrisse

ritir

s.

questo monistero Claudio arcivescovo di


,

articoli,

chiamati pratiche reaDI

COSTITUZIONI

Clarendox.

Besancon, dopo avere rinunciato al vescovato ne prese l'abito , e me;

Per, pentitosi s. Tommaso della sua condiscendenza, ne scrisse al


Pontefice Alessandro
III,

rit

di

esservi

eletto
,

abbate
o

moe fu

rendovi l'anno 698


perto
il

696,
1

e soltanto
lui

sepolto nella chiesa abbaziale. Disco-

dopo avere ricevuta


luzione,
si

la

di

asso-

suo corpo nell'anno

243,

accost al santo

altaie;
il

la collocato in
to,

una cassa
i

d' argen-

ma
sa

il

Papa ricus
i

di confermare
diritti della
il

e talmente

fedeli

confidavano

decretato contro

Chie-

nel suo patrocinio,


parti vi
si

e del clero, giacch


i

re voleva

che da lontane recavano in divoto pelbaciare


l'
i

che

giudici
i

secolari

procedessero
qualse

legrinaggio per
lui.

piedi

di

contro

chierici

accusati di

Fu
o
s.

allora che
di

abbazia di Conil

che

delitto,

quindi,

convinti,

dat,
di

Eugendo, prese

nome

fossero
laicale.

dati in

potere
I.

della

cura

Claudio, che in idioma fran-

Augi.

t.

cese dicesi Claude.

CLARENINI. r.
renini.

Chiareni o Chia-

In progresso di tempo la regola benedettina dai monaci non fu pi


osservata con diligenza
plina e
rito
s'
il
,

CLAT
vile
li

in

di

o CHELAT. Sede vescoArmenia, sotto la metropoVan, nel patriarcato di Ez-

e la disci-

fervore del primitivo spi,

illanguid

principalmente a

miazin.
presso
il

Fu

gi

importante
{S. Claudii).

citt

lago di Van.
(s.)

cagione dei signori, che prendevano dovela cocolla, giacch i monaci

CLAUDE

Citt

vano provare
bilt,

sedici

quarti

di

no-

con residenza vescovile in Francia, dipartimento del Jura capoluogo di


circondario e di cantone, in riva al Lison, tra alti monti, e spaventevoli

per essere ricevuti,

cio otto

paterni, e otto materni. Ventiquattro

erano

posti monastici, oltre

conversi, ed altri inservienti. Intorno


all'abbazia
ta la citt
gi,

precipizi.
la
s.

Questa piccola

citt

deve
zia

di

sua origine all'antica abbaClaudio, detta Coiulat, del-

poco a poco erasi formae godeva grandi privilequando il Pontefice Benedetto


,

l'Ordine di s. Benedetto, la cui fondazione si deve ai fratelli s. Romano, e


s.

XIV,

nel regno di Luigi

XV, soppresse
in ve-

l'abbazia nel

i74'j

^^ eresse

Lupiciano, ne'primordii del

scovato suftraganeo della metropoli


di Lione, dichiar cattedrale la chiesa

quinto secolo. Vivendo ivi da solitari, per la loro piet e virt, fu-

dedicata

s.

Claudio patrono
i

rono imitati da
rate celle,

altri,

che
vita

in separeligiosa,
le-

della diocesi, e secolarizz


ci,

mona-

menarono

ed

a'

faich

s.

Oyau

avendoli raccolti,

nizz in

742 precoconcistoro per primo ve22 gennaio


1

CLA
SCOTO Giuseppe de Meallett de Fargues, della diocesi di
s.

CLA
e la dottrina gli meritarono di

i5
es-

Flour.

Il

sere eletto a successore di (yervasio

capitolo di venti canonici composto

nell'arcivescovato di

Besanzone,
si

al

dal Papa, continu

ad esercitare coi vassalli soggetti alla mensa episcopale i precedenti diritti. Prima che
ta

quale incarico non

sottopose che

per
di

obbedienza
di

giacch
le

temendo

non adempiere
quel

gravissime ob-

s.

Claude venisse nel 1799 distrutda un incendio, era bene fabbricata, e meglio distribuita. La poriedificazione

bligazioni

ministero,

tentato di nascondersi

sua consacrazione.
cesi,

avea prima della Resse con zelo


la

steriore

inferiore

apostolico per sette anni quella dio-

tuttavolta decorata di molte fontane, e la chiesa di san Pietro de-

ma

poi seguendo

voce di-

gna

di osservazione,

come

lo la

cattedrale. Nell'era repubblicana del

vina che Io chiamava alla vita monastica, rinunci all'episcopato per ritirarsi nel monistero di s. Eug(*n-

1797,

il

corpo

di

s.

Claudio venne
,

do
te.

sul

monte Tou,
egli

di cui fu

abba-

bruciato dai rivoluzionari


l'incendio fu
castigo divino, perch

per cui
al-

Era

cos

distinto nelle pra-

riguardato come un

accadde
giorno

cuni anni dopo

nel

anni-

nuova vita, che venne chiamato coi nomi di Antonio e di Pacomio. La sua morte accadde
tiche di questa sua

versario del sacrilego misfatto.

l'anno 696. Soltanto nell'anno


allor-

243
di

Da
ch

ultimo, cio nel

1828

fu scoperto

il

corpo
del

di

lui

nella

ne

fu

fatto

vescovo

l'attuai
,

chiesa abbaziale
s.

monistero

monsignor de Chamons il capitolo componevasi di quattro dignit , la prima delle quapastore


li

Eugendo, fu chiuso l'anno medesimo, in una cassa d'argento; e


reso celebre per la
ne,

era

ci

decano, di venti compresi il teologo, e


il

canoniil

da
i

tutta

la

sua incorruzioFrancia accorreva-

peni-

no
la

fedeli

per venerarlo.

Durante

tenziere,
rici

oltre

altri

preti

chie-

addetti al

servigio

divino.

La

rivoluzione francese, le di lui spoglie preziose furono bruciale dagli

cura parrocchiale esistente nella cattedrale era disimpegnata da un vicario deputato dal capitolo. Nella
citt eravi un'altra

empi, n Iddio

lasci

impunito

un

simile oltraggio, poich alcuni anni appresso nel giorno stesso in cui fu

parrocchia con

monisteri di monache, e di religiosi, non che un seminario, sodalizi, ospedale, ec.

consumato questo delitto,, accadde quel grande incendio, che ridusse


in cenere
la

citt

che

portava

il

La mensa

poi era tassata

nome
de
(s.).

di

questo santo.

V-

Clau-

ne' hbri della cancelleria Apostolica


in fiorini

mille e cinquecento.
Eretici scismatiil

CLAUDIO
nome

(s.)

martire.

F.

s.

CLAUDIANISTL
ci

de' donatisti. Pigliarono

Neone. CLk\}Ti\OVOlA{ClaiidiopoUtaii.).

da certo Claudio, del quale nulla ne dice la storia ecclesiastica. Fa menzione di essi s. Agostino sul salmo 36.

CLAUDIO

(s.),

arcivescovo di Be-

Sede vescovile in partibus, dell'Armenia minore, nella Bitinia , chiamata anche Bithynium, da Tolomeo, e Dione Cassio. E posta sul fiume Sangar. Essa fu metropoli
sino dal

sanzone, nacque a Salins nella Bor-

quinto
della

secolo,

divenne

gogna, l'anno 60 3.

La

virt di lui,

esarcato

provincia

Onoriade

iG

CLA
onore dello
zio

CLA
Fu
ro-

Pontica, cos chiamata da Teodosio


II iu

Onorio.

vinata dai barl)ari prima del secolo

bcro sede. Gli ultimi vescovi in partibus, sono monsignor Gio. Gaetano Giuseppe Maria Gomez Poi'tugal,

XII, ed allora fu trasferita altrove


la

che

il

regnante

Papa

ai

23

sua dignit.

Il

Commanville per
in

altro di avviso, che ci sia avve-

nuto nel secolo XIII


clea, la

Ponto-Eraepiscopale

i83i traslat alla chiesa di Mechoacan ; e Antonio Majthenyi arcidiacono Camaromiense, fatfebbraio
to dal

quale

era

sede

medesimo Gregorio
all'

XVI

nel

avea per suffraganee le chiese di Prusa, Teio, Grazia, ovvero Flaviopoli, e di Adiianopoli. Ora quelle chiese come metropoli in partibus sono soltanto Eraclea, e Prusa, i quali
sino dal IV.

Claudiopoli

concistoro de' i4 dicembre

1840, e
propo-

dato per ausiliare


Stiigonia,
sizioni,

arcivescovo di
dalle

come
atti

si

ha

ed

concistoriali.

CLAUSTRO

CLAUSTRALE,
ci

Chiostro, Claustralis, Coenobiticus.

titoli

soglionsi conferire dalla

santa

Chiamasi claustrale
al chiostro.
^.

che appartiene

Sede. Oggid

Claudiopoli
villaggio
il

si

vuole
Nero.

Cenobio, Clausura,
priore claustrale
il

rimpiazzato

dal

chiamato

e Chiostro.

Un

Caslrainena

presso

mar

quello che regola e governa


nistero (f^edi).

nio-

IMaiio Niger dice per, che Castra-

Gli

ulficii

claustrali

mena

succedette piuttosto all'antica

nelle antiche abbazie, erano cariche,

Claudia,
Melitene,

una

delle

sette

citt

di

che conferivano
sta ec.

rispettivi

abbati,
sagri-

egualmente nell' Armenia minore, che furono distrutte nel secolo decimo terzo. Claudia ne'suoi dintorni avea i monisteri di Modick, e di Barsuma, e si conoscono

come procuratore,

cellerario,

CLAUSURA
dove nache, ed i
luoiro o
si

[Clausura).

La
le

clauil

sura presa nel senso

materiale

rinchiudono
e
si

moConri-

due

de' suoi vescovi. Vuoisi che r imperatore Claudio desse il nome a Claudiopoli, seppure non quella
d' Isauria. la

religiosi,

suole chia-

mare monistero, o convento.


siderata poi
nel

senso

formale

L' imperatore

Costantino
paese.

guarda
sce che

la
s'

chiam metropoli de'Mariandinei,


abitavano
il

con cui si proibiintroducano nei monisteri,


legge,
religiosi,

dai popoli che

o nei conventi di
di sesso differente

persone
Io

Certo

che venti

vescovi ebbero

da quelle che
alle

sede in Claudiopoli.

abitano

CLAUDIOPOLI ( Claudiopolilan.).
Sede vescovile in partibus dell'Armenia minore nell'Asia, sotto la metropoli di Seleucia, sino dal quarto
secolo, in cui fu eretta. Essa

monache loro, come di uscire dai monisteri ancora che nei medesimi non pos;

e proibisce

fu

fio-

sano entrare ed ammettersi persone anche dello stesso sesso, eccettuati alcuni casi contemplati nelle canoniche disposizioni. Evvi poi la clausura pi o

lente citt, ed posta ne'confini della


Cilicia,

fra

Comana,

Cydno. Questa citt, altra, avea preso il nome da Claudio Cesare, iiglio di Diuso, il quale civea stabilito molte colonie in diverse parti dell' impero,
tutto nel levante.

fiume come qualche


e
il

meno

stretta,

come

la

Pontifcia, e la vescovile, delle qua-

ma

sopratvi

specie parleremo in appresNoi non intendiamo darne qui un trattato, ma solo, secondo lo scopo del Dizionario, riunire alcune
li

due

so.

Sei vescovi

eb-

erudizieni suU' origine, e sulle princi-

CLA
pali

CLA
sulla

17

leggi
la

emanate

clausura
antica

congiunta,

con

gran modestia,
donativi.
II

stessa,

quale non

meno

senza farsi scambievoli


sulla

dappoich appena vi fuiono persone, che si obbligarono ad osservare la vita celibe, e continente, si ordin la clausura pi o meno rigorosa, siccome un mezdello slato religioso;

discorso doveva eziandio essere spirituale,

salute

eterna di en-

trambi, e veniva anche proibito di

prendervi
Il

cibo

o
del
il

bevanda.

patriarca
s.

monachismo
grande,

di

zo indispensabile di porsi in siciu-o


dai
pericoli

oriente
ai

Basilio

proib\

inseparabili

dal

come

monaci, ed
del

alle

vergini di uscire

mercio del mondo.

Celidato,

dal nionistero senza necessit, e fuori

Monache.
Descrivendo Filone ebreo
ta
vita,
la

tempo assegnato

dalla

sua

san-

regola. S. Cesario poi assolutamente

che

menavano

gli

Esseni,

viet alle

monache
sino

di uscii-e dai
alla

dei quali, secondo alcuni, nella pri-

proprii monisteri
/
ni
.

morte.
Cesario

mitiva Chiesa ve ne
di
ciistiatii

furono
,

anche
scani-

Basii. Deinstit. iiionach.;

di

religiosi

e parlan-

do delle esortazioni
jjicvoli

spirituali

solite

farsi

Ira

eli

uomini e
s'

le

ad essi, dice che donne era un

muro

divisorio alto alquanti cubiti,

impediva ad ambo i sessi la comunicazione ed ingresso ne'luoghi ove stavano, non per la voce
per cui
di

chi

ragionava.
Cristo,

Dalla vita di
il
i

s.

Molto Agoslino sulla clausm-a delle monache, nel libro De moribus Ecclesiae cap. 3 1 ove dice che la separazione dagli uomini era esattissima, e che a' monisteri delle monache non si accostavano n entravano religiosi, sebbene vecchi e di sperimentavcgila
virg.

ad

cap.

I.

notabili sono le parole di

s.

Anastasio, che pali

martirio l'anatti

ta

virt,

se

non

nel

solo

caso

di

no 2G2
il

di

cui

scrisse
si

Metafrasle sotto
i

li

28

ottobre,

legge che

gentili

per entrare
viva
forza.

nel

appena sulla soglia della porta, non permettendosi tra monache ed i religiosi alcuna le
necessit,

ed

nionistero fccio violenza alle porte,


e
le

corrispondenza, e conversazione, sal-

apriremo

Dal

(juale racconto \uolsi

ricavare qual-

vo che per comune edificazione ed ajuto. Di questo grave argomento


si

che probabile congettura della clausura delle monache. Nella


s.

occuparono
i

romani Pontefici,
sino dai

vita

di

vescovi, e
secoli

concilii

primi
e

nel

Pacomio abbate, il quale fiori IV secolo, si ha che aveva una sorella, la quale, ad imitazione del
congreg molte vergini,
al

della Chiesa,

con
si

decreti,

canoni santissimi.

Non

dee qui pasritiratissi-

sare sotto silenzio, che a'tempi apostolici

fratello,

alcune donzelle vivevano

fond un nionistero. Dicesi


tolo

capi-

me
sito,

nelle proprie abitazioni, in ista-

no

de'

28 di quella vita, che se alcumonaci avea tra le monache


sorella,

to di vita secolare,

ma

con propo-

qualche

o parente, volen-

do visitarla, gli si dava per compagno un religioso di sperimentata virt, con cui, arrivato al nionistero, si chiamava l' abbadessa, alla cui
presenza, o a quella delle
provette,
si

o anche voto di verginit. Tavuole che fossero le quattro li si Filippo Diacono, delle fi;lie di s.
quali
degli
le
ss.
s. si

fa

menzione nel
Tali
poi

cap.

II

Aid Apost.
Girolamo
s.

furono

monache
o

da

Maicella e Sofronia ricordate neli'ep.?/. 16; locch


Marcellina sua
sorella

parlava colla sorella

della

ac-

i8

CLA
s.

CLA
zio di

cenna

Ambrogio neWEpst. 65 ad
V.
i'

terra circondato di
tetto,

mura ma
variet

Syagriimi.

annalista

Baronio

senza

bersaglio

alla

all'anno 877, n. 12; Suarez, De religione tom. Ili, lib. 8, cap. VII,
n.
3.

delle stagioni, e alle intemperie dei

tempi,
doreto.
si

come

si

ha dal

citato

Teosopra

3; e Seilogo, in
n.

cantica

vesiig.

questi possono aggiugner-

19.

gli

Stiliti,

che
il

abitarono

noto

che

s.

Antonio,

fiorito
la

nel terzo secolo, abbandonata rec al deserto, e tria, si

pa-

Giuseppe Gebalino nel suo trattato De clausura rrcolonne.


J^.

p.

prese

gidar disp.
seg.,

stanza in

un

castello diruto e disa-

bitalo, e senza
te

venti anni

mai uscirne vi stetnon ammetteva viporta chiusa con piesenza


proferire

site,

teneva
del

la

tre,

e riceveva pel tetto la provvibiscotto

4j P^g. 43' ^ Cella de' frati. I 11 sommo Pontefice Gregorio creato nel 5go, proib agli uomini e alle donne di entrare ne' monisteri di monache. Sull' entrare le
3,
e.

e l'articolo

sione

donzelle allorch

si

focevano monasul

parola.

Questa rigorosa l'eclusione fu imitata da molti santi eremiti come aiferma anche s. Girolamo, uella vita di s. Paolo primo eremita, al capo 5, e come asserisce Matteo Rader di diversi ereil p. miti, nella terza parte del suo Viridario cap. 5. Le cause, che mossero
i

che nella clausura, e


seguiva l'inclusione
autorit del
te)

modo onde
dell'

(con licenza ed
,

vescovo
le

abbae
i

trattano

antiche storie,
jVella

canoni de'
b.
I

concilii.

vita della

vetta,

ecco quanto analogamen:

te

si

legge

In

cella,

quam

pa-

tri

quondam

santi ex'emiti a

severa

siam
>

suo construxerat

prope
per

eccle-

manum

rigorosa

separazione
varie,

dalla

societ,
togliersi

venerabilis viri abbatis Aureae \'allis,

furono

come
di

per

'

qui praesens tunc aderat, se feincludi

dall'occasione

offendere

Dio, di
vivere

cit

columba
fosse

Christi".

la

meditarlo, di fare orazione, penitenza,


ec.

cerimonia di questa inclusione e chiusura pare che

jVelle
si

donne poi
raccolta
illeso
il

il

accompagnata

rinchiuse,

attribuisce per

menare
Dio,
e

dalla benedizione del vescovo o dell'

una

vita tutta

in

per conservar
pudicizia.
sta,

fu per

candore della conservar quevergine


stette

abbate, che Balsamone in Schol. Concilii Trullani, chiaad can. 4


' ?

ma
pi

consueta cantica.
ne' pi antichi

che

Alessandra

Quantunque
fosse

tem-

dodici anni ritirata in

un

sepolcio,

in uso

che

le

monache non
ad ogni
caugiuste

come racconta Palladio; mentre, siccome narra Teodoreto, le ss. ]Marana e Gira per lo spazio di ({uarautadue anni stettero rinchiuse. In quanto a quelli, che vollero essere
rinchiusi isolatamente, ve

uscissero fuori de' chiostri,

modo
se
,

se

intervenivano
era

interamente disdetto r uscirne, giacch la monastica clausura delle vergini non era per anco
ordinala

non

ne furono

alcuni

quali

si

fecero

murare
loro
il

la

per

porta della stanza da dimora, ricevendo

scelta

tome legge. Di fatti, per non riportare altri esempi, allorch s. Leone III, nell' 800, fece la sua
solenne entrata in Fioma, racconta nella sua vita l' Anastasio, che gli

cibo
si

da
rin-

una

piccola

finestra

altri

che; ed

chiusero in sepolcri, e nelle spelonaltri entro alcun piccolo spa-

andarono incontro Proceres clericorum, optiniateSj senalus, cunctac/uc

CLA
vililia,

CLA
col IV, del
et

19

et universus

populus romadiatesti-

nuSj

cum

sanctimonialihus ,
di Donizone, in

coiissis.

Nell'anno
fra gli altri

11 11, per
f^it.

monianza
thildis,

Me-

che furono inviati incontro ad Enrico V, il quale veniva in Roma a prendere la coroquoque na, vi furono Monacluv lainpadihus multis cum centum,

1288, intese nella sua bolla Exiit qui semnat la clausura dell'Ordine francescano, di cui fu il primo Papa. Gli estranci violerebbero la clausura entrando nel,

l'

interno

di

que' muri
al

recinti,

cio ne' cortili, giardini, orti ed altri

luoghi

contigui

monistero,
coro, la sa-

nei quali vanno, e frequentano pei

dar lumi/ie swnptis. La clausura delle monache


giammai
vera

loro usi, e molto pii


es-

il

grestia interna ec.


le

ed perci che
la

senzialmente consiste nel non uscire dal monistero senza ragioni ben legittime, fondate sopra mia
necessit

monache,

le

quali escono dal re-

cinto delle

loro

mura, violano
poi
vi la

clausura,
gli

siccome
,

violano
senza

ed

urgenza,

come

esteri

che

entrano
santa

l'incendio del monistero, la caduta di esso, r allagamento di acque per


lo straripamento di qualche
l'

speciale

licenza

della

Sede,
clausu-

del vescovo, o del superiore regolare, ra,

fiume,
altri

secondo

la qualit della

incursione

de' nemici,

e-

cio papale, o episcopale,

sti'emi disastri,
tie
tri

non che per malatec.

Gregorio IX,
di Brescia

acci

le

monache
la

epidemiche, peste
casi,

Negli

al-

non andassero mcndicancitt,

specialmente di grave
si

maconla

do

per

la

ingiunse loro
Epist.

latlia,

che non
si

possa curare nel


sagra

clausura. Reg.

Anni X,

no.

chiostro,

ricorre alla

Le

Clarisse

furono anticamente chiainclusae,

gregazione de' vescovi e regolari,

mate Sorores, o Dondnae

quale, verificata la vera necessit, a

seconda

delle

circostanze,

accorda

r opportuno permesso pi o meno prescrivendo le opportune esteso, cautele, per evitare qualunque inconveniente.

perch rigorosamente osservavano la clausura. Abbiamo dal Thiers neltmtlaio sulla clausul' erudito suo
ra, che

Bonifacio

Vili, colla
nel
lib.

ceJ,

lebre decretale, inserita


t.

16,

cap. Perculoso unico


in

de

slale

Consiste

ancora
le

la

clausura

nel di

tu

regular.

sexto,

astrinse
la

non potere
miti, lasciar

monache,
che

anche

monache ad

osservare

clausura,

congregazione

osserva

regole

entrare veruna perso-

per cui ne riportiamo qui un estratto, giacch la detta costituzione


serv di base, e di

na nel loro monistero, senza l' opportuno permesso, e senza una necessila reale, dappoich pel disposto delle costituzioni apostoliche, in

norma

alle

prov-

videnze, prese poscia dai


vescovi, dai concilii ec.

Papi, dai

pochissimi

casi

il

vescovo

\\

Volendo noi provvedere con salutare rimedio, allo stato peri>^

superiore regolare pu permetterne

coloso e detestabile di certe religiose,


le

r
il

ingresso. Si

comprende poi

sotto

>>

quali, rigettando

sfron-

nome

di clausura,

tutto lo spazio

eh' circondato e chiuso dai


del monistero, e nel

muri

quale abitano,
le

latamente le leggi del decoro e della modestia religiosa usano :> talvolta correre e vagare qua e
,

si

recano continuamente
tal

mo-

l fuori dei loro


>.

monisteri,
spesso

per
at^

nache. In

mudo

il

Pontefice Ni-

le

case de' secolari, e

20
..,

CL A
obbrobrio della religione, nonch
55

CLA
maledizione, a
lutti
i

patriarchi,

55

ad enorme scandalo

della

mag-

fedeli, ricevono nei loro jnonisteri persone sospette, con grande offesa d'Jddio a cui han consagrato di loro sponta-

gior parte de'

primati, arcivescovi e vescovi di provvedere al pi presto che po Iranno, cadauno nella loro citt
> e diocesi, ai monisteri di religio se che loro sono soggette per la

,5
y,

nea
colla

volont

la

loro

verginit;
costituzio-

55

autorit loro j)ropria

e a quelli

presente nostra

che
getti

sono

unniediatainente sog-

ne, che varr e sussister perpetuamente, ordiniamo a tutte e a ciascuna delle religiose presen5, ti, e future di qualunque Ordine religioso esse sicno, ed in qiia55 limque parte del mondo esse a}, bitino, di rimanere ne' loro mo35 55 nisteri sotto la legge di una per5,
55

55

alla Chiesa

romana per aus

5)
55

torit apostolica, e agli abbati, e


agli
altri

prelati,

privilegiati

55
55

che non privilegiati di qualsiasi chiesa, ordine o monistero, ordi-

5 55 55
55

niamo pure

di

provvedere

accu-

ratamente ai conventi di religiose che sono loro soggette, con una


clausura conveniente,

petua

clausura,

talch

non

sia,

quando

gi

n possa essere permesso a M runa religiosa, tacitamente o


}>
.5

ve-

5)
55

non
le

vi

fosse,

a spese de' medesicol


i

e-

mi monisteri, o
limosine che
subito

soccorso del-

spressamente professa, per qualsivoglia causa o ragione, lo uscire


in avvenire dal monistero, salvo-

55
'5
5

fedeli loro
le

prore-

55
55

cureranno, e di chiudersi
ligiose

che

comodamente
evitare

55

})
.'5

che per avventuia taluna di esse non fosse evidentemente travaf;liata da tale e s gran malattia,

lo potranno, se
la

vogliano

55
5

forza dell' indegnazione di Dio,


della

nostra,

reprimendo
ostante

gli

da non poter restare colle altre 55 senza gran pericolo o scandalo e che nessuna persona onesta e il libata possa in verun modo mai, M senonch per una causa ragione55
;

55 55

oppositori e ribelli colle


ecclesiastiche,

censure

non
,

55
55
55

lunque anche
braccio

appello
all'

invocando
il

quapur
del

uopo

soccorso

J5
5
55

vole e manifesta, e colla permissione speciale di cui appartenesse,

entrare

dopo

loro,

ed

acco-

55
.-5

starle, aflaich separate dalla vista

}> t>

3>
55

del mondo, possano servire Dio con maggiore libert ; e rimosse da ogni pericolo di seduzione, gli conservino con maggior cura i

loro corpi in tutta


il

sniilil.

per-

che
j) >5

fare
vi

se

non

ima legge non basta, sieno nel tempo mela


;

Questa costituzione dopo pochi anni fu rinnovata e confermata da Benedetto XII, colla bolla Per unh'crsuin. E vero, che prima della bolla di Bonifacio Vili si trovano canoni, ed altre ordinazioni per la clausura delle monache; ma senza che s'imponesse pena a chi la trasgrediva, perch a ben ponderare queste leggi, ad altro allora non tendevano che a ralTrenare le uscite intempesecolare".
stive,

desimo persone che

facciano

e senza
il

un qualche

giusto

mo-

esattamente osservare
55 5'

noi seve-

rissimamente ordiniamo e comandiamo in virt di santa ubbidicnza


,

che permise Bonilcio Vili, dispensando nella sua riferita cotivo,

stituzione delle

monache

dalla clau-

f
55

in

nome

del

tremendo

sura, qualora cos richieda alcuna giusta e legittima causa.

giudizio divino, e sotto la eterna

Su

di ci merita-

CLA
capo IX del concilio provinciale di Benevento, celebrato nel i3ii dall' arcivescovo Monaldo Monaldeschi ed i capi q,
no
di essere Ietti,
il
;

CLA
j'

^.t

" neppure per poco tempo, n sotto

qualsivoglia pretesto,
fosse

quando
legitti-

non

per qualche causa


dal vescovo,

>

ma approvata
Non
sar

non

o-

IO

tit.

II
di

dell' altro concilio

pro-

stante tutti gl'indulti in contrario.

vinciale

Benevento, convocato
dall'arcivescovo

parimenti

permesso a

nel

i374
i

Ugone

chiunque

di qualsiasi nascita, con^

Guidardi. Sino dai primi tempi della

Chiesa

concilii

canoniche sulla
dosi pei pi

emanarono leggi clausura, nominani

dizione, sesso ed et l'entrare nel " recinto di verun monistero senza permissione in iscritto del vescovo

antichi,
,

concilii

di

o del superiore, sotto pena di sco-

Cartagine del 897


iia

quello di Epaodel

"

munica, che sino d'allora sar

in-

del

7,

quello di Orleans
di

549, quello
lo di

Macon
altri.

lo di Siviglia di

Tours del 567, quel58 1, o 582, queldel 619, per non diro
del
il

" corsa effettivamente; e questa [>er missione non sar data dal ve scovo o dal superiore che nei

casi

necessarii
in
,

senza che verun

molti

altro,

alcun altro
in virt di

modo
veruna
sia stato

pos~
fii-

Nel i563 anche


to,
et

concilio di

Trenil

"

sa darla

col cap. 5, sess.

iS de Regalar,

"

Monialihus, rinnov e conferm


esso

od indulto che qui accordato, o che


colta

(in

esserlo potr-

decretato di Bonifacio Vili, forman-

sa in avvenire ".

done

licismo.

pure una regola pel cattoEccone il decreto. " Il sagro concilio, rinnovando la costituzione di Bonifacio Vili, che

Tuttavolta questa clausura principalmente ordinata, e stabilita da


Boniflicio
alle

Vili

dal

Tridentino

monache a Dio
professione

consecrate col-

comincia Perculoso,
tutti
i

comanda a
minaccia

la
ti
,

vescovi,
di

sotto la

a
cui

tempo

del giudizio

Dio che prende

era tanto

de' tre voPio non rigorosamente osservata,

solenne
di
s.

a testimonio, e della maledizione eterna, che, coU'autorit della se-

per

sussistevano

ancora

molti

pretesti,

per
del

violarla

de apostolica, abbiano cura particolare di fare ristabilire


la clau-

a cagione

impunemente radicato abuso. Voil

lendo adunque
ni

Pontefice opporsi

sura
in
ta

delle

religiose

ne' luoghi
fosse sta-

cui

trovassero

che

violata,

che

invigilino va-

lidamente a conservarla nella sua


integrit nelle case in cui fosse stata

da ci provenivano, colla costituzione Circa Paslorals qfficii, data a' 29 maggio i566, Bull. II, p. i83, da lui stesso Rolli, t.
disordini, che

poi ampliata colla


cori del

mantenuta, reprimendo con censure ecclesiastiche, e con altre pene, senza rispetto a verun appello, chiunque potesse lecarvi opposizione o contraddizione, e perci chiamando per anco, quando vi fosse di bisogno,
il

din

costituzione Deprimo febbraio 1570, orsotto pena della scomunica

maggiore, che per niun altro


testo fosse lecito alle

preusciso-

monache
non che

re dalla

clausura,
in caso

se

lamente
lattia, di

d'incendio, di
e di peste,

ma-

concorso del bracsar

lebbra,

con obla

cio secolare.

Non

permesso
dal

bligo per di ritornare al moniste-

nessuna

religiosa

l'uscire

ro subito che
sa,

fosse cessata

cau-

monistero dopo

la sua professione

per

la

quale

ne

fossero

uscite.

11

CLA
monistcri
,

CLA
tanto
o-"

Indi, per rimediare ancora all'abu-

so de' conventi e
di

Gregorio XV a' 5 febbraio 162 3 quella che incomincia Inscrutabili,

monache, quanto di religiosi, ve le donne si facevano lecito


coH'autoriti

di

saiictiim, data a'

Urbano Vili la bolla Sacro27 ottobre dell'an-

entrare,

della

costitu-

no
i

1624detti

Con
leggi
i

quelle costituzioni

zione
ta
a'

Reg ilarili ni pen^onariini, da28 ottobre i5G6, viet sotto

zelanti

Papi
sulla

emanarono
clausura,
di-

savissime

pena di scomunica alle donne di qualunque condizione un tal ingresso. Ma venuto poscia Pio V in cognizione dell'inesatta interpretazione, che
si

chiarando, che
Pontefici

permessi anche dei

non

valessero, se

non

era-

no
sa,

ricevuti
la

comunit religioquale poteva escludere dallo


dalla
lo ave-

dava alla bolla Regulariiint, a.' 16 luglio 1570 pubblic la bolla Decet
Pontificein
,

ingresso nel monistero, chi

va

conseguito

Oltracci

Gregorio

Romanum
le dichiar

colla

qua-

XV

meglio

il

contenuto delle costitu-

la precedente.

Ambedue

con breve, emanato a' 6 dicembre 1621, prescrisse le condizioni, che debbono osservare le mo-

zioni

furono approvate da Gregorio XIII immediato successore di s.


Pio
cris,

nache neir uscire dal loro monistero, e per viaggio, nel recarsi a fondare
di

mediante

la

bolla

Deo Sacolla
a'
ri-

altro

monistero.

Su

questo
i

emanata nel i^ya, e sposta che nel i58i die'


del concilio

punto emanarono regolamenti


cili

con-

padri

Costantinopoli del 6r)i, can.


di
1

provinciale
poi

Colla bolla

giugno
c tutti

1575,
i

di Rohan. Uhi gratiae de'i3 Gregorio XIII rivodi

46,

quello

Treveri, e
^
^-

JMagon-

za dell'

permessi

entrare

nei

^'' ^'^ 549, Quindi Benedetto le bolle Decori. XIV, nell'anno santo 1750, accord
alle

anno

monisteri di
lui,
se,

religiose, accoi'dati

da

monache benedettine

di

Cam-

o da' suoi predecessori a duches-

po Marzo,
chiese di

di poter visitare le sette

tre

marchese, e contesse, ec. ed aldonne di qualunque grado e condizione. Egualmente proib agli abbati,

del corpo di

R.oma, in considerazione Gregorio Nazianzes.


Concezione in

no, che

prima custodi vasi nella loro


ss.

abbadesse e
i

altri superiori

d'am-

chiesa della

Cam-

bo
tali

sessi

di lasciare entrare ne'

modi

nisteri chicchessia, sotto pretesto

permessi,

che

furono rivocati

di poi.

Nel i588 Sisto V, con severissidi editto pi'oib a chiunque trattenere le monache alla porta

mo
del

po Marzo, donde Gregorio XIII lo trasfei' alla basilica Vaticana. QuinBenedetto XIV, con di lo stesso apostoliche de' So agosto lettere 1756, conferm il rescritto emanato nel detto anno i75o, e concesse alle stesse
la

monache

in perpetuo

monistero

alle

grate

del

licenza di portarsi

una

volta al-

parlatorio con

ragionamenti, per mettere freno alla hcenza, che allora regnava, dalla quaerano avvenuti s gravi scanle dali, da essere alcuni persino stati sentenziati all'estremo supplizio. Dipoi Paolo V, a' IO luglio 1612, publunghi
1)1

due giorni alla visita delle medesime sette chiese, cio nel primo giorno alla visita della basil'anno, e in
lica

Vaticana, e nel seguente


chiese,

alla

visita delle altre sei

e sem-

pre accompagnate da

due deputati
or-

del monistero, e dal confessore


dinario. Prescrisse inoltre, che le

ic la costituzione

Monialium statu,

mo-

CLA
nache dovessero
visitare
le

CLA
predette
bandinelle,

23

ta dall'Ordinario del luogo, con alcu-

chiese in carrozza colle

e tendine serrate, e col velo calato

dinanzi alla faccia. Permise loro bens

ne eccezioni, e col patto espresso che non avessero ivi a mangiare. Visitando il sommo Pontefice i
luoghi di clausura, vi ammette
individui componenti la sua
gli

re la refezione

Benedetto XIV, che potessero in qualche villa

fa-

camenel di

vigna,

ma sempre

che in quel palazzo


stare,

ra
lui

segreta,

che ha

luogo

o abitazione, sotto pena di scomunica,

treno, e altri intimi famigliari,

niun altro potesse


il

neppu-

oltre quelli
ca.
I

che espressamente indi-

re

confessore, e
inoltre,

deputati; e pre-

vescovi,

bench Cardinali, ed

scrisse

che
le

giorni dovessero
tuirsi

ambedue i monache restiin

superiori regolari nei

monisteri lo-

ro soggetti, non possono entrarvi se

monistero avanti il tramonto del sole, Tuttavolta ogni anno le monache prima di fare visita alle sette chiese, ne danalla

clausura

del

non

nei casi permessi dal diritto,

forma della costituzione

di Gregorio

XIII, Duhiis, colla quale quel

Pa-

no parte
apostolico.

al

Papa pel beneplacito Prima solevano in Roma


la

pa zelante della clausura, delle pene anche contro


>

minacci
i

vescovi

Cardinali, con questi termini.


circa universos, et
scopali, seu

Quo
epi-

anche conseguire

licenza di
le

visi-

singulos,

tare le sette chiese, tanto

mona-

majori ac etiam Car-

che domenicane de' ss. Domenico, e Sisto, che le monache orsoline. Finalmente il medesimo Benedetgennaio dell' anno to XIV , a' 3
Salutatom. I, pag. 106, e colla costituzione Regularis cliscplinae , data nello "stesso giorno, loco cit. p. io3, confer1

diualatus dignitate prteditos

mo-

nemus scrisse un
"

".

Giambattista
trattato
sulla

Thiers

clausura
sulla clau-

delle religiose,

ed un altro

742
,

colla

costituzione

sura del coro.

re

Bull.

Bened.

XIV

Ecco poi

la

differenza, che passa

tra la clausura Papale,

la

clau-

sura vescovile.

La

clausura Papale

quella, che stata prescritta dalle


li moniove si emettono i voti solenCirca ni. Secondo la costituzione. non pastoralis offcii, di s. Pio vi potrebbe essere monistero senza

m
sori

le

costituzioni de' suoi predecesre-

costituzioni apostoliche per


steri,

sulla clausura de' monisteri

golari,

togliendo

tutti

la

facolt
fece

di dispensare;

come

altres

riguardo
le

alle

monache,

per rivocando
entrare
abol

licenze

straordinarie

di

la

clausura papale, e senza voti so-

nei loro monisteri. Colla stituzione Benedetto

prima coe
e

lenni.

Ma, non ostante


si

tal

costitu-

XIV
di

zione,
le

tollerano
in
voti

monisteri delsi

revoc

privilegi

dei

fondatori

terziarie,
i

cui

emettono
;

fondatrici

de' monisteri

potervi

soltanto

semplici
le

anzi

entrare, cio in quelli delle

monabenefat-

specialmente dopo
della

ultime vicende

che, mentre colla seconda conserv


alle

Francia,

la

santa

Sede ha

mogli de' fondatori

tori
ti

insigni de' monisteii, e convenil

approvato molti istituti di voti semnon sono complici. Questi per


presi nella legge generale della clau-

di religiosi,

diritto di entj-arvi

ma

a condizione che avessero


la

otte-

sura, prescritta dai

sagri canoni,

nuto dalla Sede apostolica


fciiua di
tal

con-

costituzioni apostoliche,
vi

ma

vesco-

concessione, autentica-

possono di propria avitorit im-

24
porre
si

CLA
la

CL:V
quale
perci

clausura,
vescovile.

la

dizione che la inserviente sia


e to

celilje,

chiama

la

Quindi , clausura vescovile si deve

che
ripe-

non ne
si

risenta pregiudizio lo sta-

economico

tere dall'autorit del

solo vescovo,

volta

del monistero. Talpermetto una inserviente a

de, e

che pu dispensarla, come pi crepu quindi entrare quando vuole in tali monisteri. La Pontificia clausura poi,

qualche monaca in particolare, e vi concorra una forte causa, o pure se sia


stero,
solito
le

nello
religiose

stesso

prendendo, come

che

moniabbiano la
in-

dicemmo,
solo

la

sua forza dalle apostoPontefice,


stati

inserviente;
serviente

ma

in tale caso la

liche costituzioni, dispensabile dal

non deve
il

essere

mantenudi en-

romano

eccettuati

ta a spese del monistero.

que'casi che sono


l'arbitrio degli

rimessi

al-

Altre chiedono

permesso

Ordinarli.

In questi

trare nel monistero, bench

abbia-

ultimi tempi peraltro la sagra congregazioxie de' vescovi e regolari

no compito l'anno vigesimo quinto


di

accordato
monisteri,

la

ha clausura papale a due


si

loro et,
;

per

provare

la
si

loro
chia-

vocazione

queste don/elle

ne' quali

professano

mano
il

voti semplici.

Non

riuscir

finalmente

super-

fluo l'accennare

come

la

detta sa-

probande, e loro si accorda permesso per un anno, sotto alcune condizioni. Non mancano poi delle donne pie e religiose, le quali

gra congregazione de' vescovi e regolari, concede le licenze per entrare nei luoghi di clausura delle

desiderano

ritirarsi

ne' sagri chiovita

stri,

per menare una

lontana

nache, principalmente di dello stalo Pontifcio. In

moRoma, e

mondo, senza per professare i voti. Queste si chiamano couvittridal


ci,

sci classi si

e loro

si

accorda

il

permesso
di

possono dividere

le

persone, che im-

per

un

sessennio, coli' obbligo

ploi'ano di entrare nella clausura delle

monache,
cande,

cio le probande, le edu-

pagare gli alimenti. La sacra congregazione de' vescovi e regolari

le couvittrici, le inservienti,

non trova neppure


cordare
za
di
si
il

difficile

di

ac-

quelle donne che entrano a fare

gli

esercizi spirituali, o per prepararsi ed istruirsi alla prima comunione ed infine quelle che chiedono di entrare perch hanno nel monistero una parente sia educanda, sia monaca. Per le educande si accorda il permesso senza difficolt, per
;

permesso a quelle donne, o fanciulle, che implorano la licenritirarsi

per

alcuni

giorni,

di una pagella stampata, che vende nella stamperia camerale, nella quale pagella vi sono espresse dieci condizioni. Allorquando in un monistero per mancanza di converse vi necessit di qualche inserviente, che abbia a dimorare nel monistero, la sagra congregazione dei vescovi e regolari accorda tale permesso temporaneamente, colla consi

mezzo

accenn di sopra, in alcun monistero tanto per attendere agli spirituali esercizi, che per ricevere la santa comunione. La medesima congregazione per con difficolt concede la facolt di eufralie ne'luoghi di clausura, pel solo fine di visitare le parenti, e

come

presentemente

si

suole accordare pel caso d'Infermit

che impedisca alla monaca malata di discendere al parlatorio. Tale licenza

da

essa

conceduta

ai
,

parenti
e |)ro-

nel giorno della

vestizione

fessione della congiunta, e in qualche


altro caso.

Queste

concessioni

per

CLA
allro
si

CLE
ad
occa-

a5

limitano per una sola giorortii

nata a sols
SUI.

usqne

Va

inoltre notato, che talvolta alil

cuna clama implora


ligiosi, in

permesso

di en-

trare in monistero o convento di re-

cui siavi qualche particola-

venne penisola. I Romani donarono a Clazomene delle franchigie, e agli abitanti l' isola di Dryiuja. Si conoscono due vescovi, che ebbei'o la sede in Clazomene. Anassagora, ed altri celebri filosofi, riconoscono Clazomena per loro patria.

re oggetto da vedersi,

come sono

le

biblioteche, e gli archivi.

Tal pcimes-

CLEMENTE
scovo e martire.
sto santo tra
i

(s.)
I

d'

Ancira, ve-

so
te,

non

si

suole concedere facilmensi

greci

hanno quepenosisl'

e per Io pi

limita al

monaall'ere,

pii
il

grandi dei loro


sotto

stero di

Monte

Cassino, della Cava,


s.

martiri, e pat

lungo e
reliquie

alla Certosa di

Martino,
di

simo
si

suo

martirio

impero
di
lui

mo

dei Camaldolesi

Napoli

di Diocleziano.

Le

qualche volta all'eremo di Pisa. In questi casi s' ingiunge, che le dame siano accompagnate dal rispettivo
superiore, e da
ri,

conservavano a Costantinopoli fino al decimoterzo secolo, cio fino allora che i latini impadronitisi di
quella citt, fra le altre cose,
tras-

due

religiosi

senio-

di

che l'ingresso si faccia a suono campanella, acciocch gli altri


si

portarono
regina

il

cranio di

a Parigi, che

Clemente fu poi donato dalla


s.

religiosi

possano
;

ritii'are
si

nelle

Anna

d'Austria alla badia di

proprie celle

ed inoltre

vieta di

Val

di

Grazia.

prendere
altres,

alle

dame

in detti luoghi

CLEMENTE I (s.). Papa IV.


sto Pontefice
di

qualunque

refezione,

prescrivendosi

Quenacque da Faustino e
Sardegna.
s.

che 1' ingresso sia in ora da non recare disturbo agli esercizi comuni, e sempre che si debba uscire prima che tramonti il sole.

Matidia, e secondo alcuni fu vescovo


Cagliari
il

nella

Rice-

vette

battesimo da

Pietro, cui

prest l'opera sua


di

CLAZOMENA
Sede vescovile
d'

CLAZOMENE.
secondo
sotto la

dal

come diacono, inmedesimo principe degli apoinsignito

Asia nel
cui

stoli

venne

della dignit

esarcato del suo

nome,

me-

sacerdotale e vescovile, dopo di che


segu l'apostolo
tiche. Eletto
s.

tropoli di vSmirnc, la

erezione

Paolo nelle sue

fa-

rimonta al quinto secolo. Oggi non che un villaggio sul golfo di Smirne, chiamato Vourla. Questa citt
fu
celebre
,

no
gli

c)3,

sommo Pontefice nell'aninstitu in Roma sette notaincombeva


di raccogliere
registraili

ri, ai

quali

come
Lidia,
sul

una

delle

sei

atti

de'martiri, e

nei

Jonie
l'anno

della

fondata

veiso

fasti
i

della Cbiesa. Cos ebbero origine


i

&56

avanti l'era volgare, fra

Martirologi, ed

protonotari apostoasserisce
il

Smirne

e Scio

mare Egeo.
si

Si

liei

(Pedi),

come

Baronio.

vuole, che anticamente

chiamasse

Alcuni

sono di
le

avviso,

che

egli

Grynes, dove eravi un tempio di Apollo rinomato pegli oracoli. Il timore dei Persiani costrinse gli abitanti a ritirarsi in
cina,

abbia prescritto
messa, ed
altri

vesti sacre nella

lo

fanno autore del


benedizioni
ch'egli
i

canone, e

delle

delle

una
il

citt

vi-

campagne.
rali

Si

crede,

abbia

che da Alessandro
stata

grande,
di-

essendo

unita

al

continente,

corpocomandato doversi lavare in un vaso particolare, che i


sacerdoti

per mezzo di terre trasportate,

dicessero

nella

messa

il

iG

CLE
,

CLE
clie

oniiiius vobisciim

abbia con-

Pontificio, tutto
fiorire
i

si

applic a far

ri-

r,cduto ai vescovi
le,

il

bacolo pastorai

l'amitto,

sandali,

guanti, e agli
si

arcivescovi

il

pallio. Altre decretali

attribuiscono a questo Papa,

molti

si

credono
dieci

apocrile.

da In due
undel-

ma

buoni costumi nella Chiesa di Dio. A questo fine convoc nel 1 047 un concilio prima per purgare la Chiesa dai simoniaci che la infestavano, e poscia per provvedere alla controversia insorta tra
arcivescovi di Milano
gli

ordinazioni nel dicembre cre (juindici dici

vescovi,
diaconi.
fu

preti,
terza nel
,

ed

di

Raven-

Nella

persecu-

na, ed

il

patriarca di Aquileia cir-

zione
la

sommerso
Tartaria
del
a'

mare
,

ca
di.

il

posto pi onorevole nei sinocontroversia


fu

piccola

presso Clier-

Tale
II

da Clesedesse al

soneso,
stato

citt

esiliato,

ove era Ponto 2 3 novembre del-

mente

composta, ordinando, che


di

r arcivescovo
destro lato
nel qual

Ravenna

lanno 102. Il suo Pontificato fu di nove anni, sei mesi, e sei giorni.

del

sommo

Pontefice

dove r imperatore non


te,

fosse presen-

Si rese

celebre
Il

nella filosofia e
lui nell'an-

caso aver

dovesse

il

nella teologia.

corpo di

lato sinistro.

no 807 venne
e dedicata nel
olii

trasportato in

Roma,
esso

In quell'anno medesimo parli Cle-

riposto nella cliiesa gi

ad

mente

II

per

la

Puglia
del

coli'

impesco-

Monte
clie

Celio;
sia
1'

ma

v lia

ratore, a

richiesta

quale

pretende,

stato trasfe-

munic

cittadini di

Benevento,

rito

a Giugni verso

La

santa Sede
mesi,

vac
II,

anno dopo

1026.
di
lui

quattro

e nove giorni.

passando di poi in Germania, canonizz la vergine s. Viborada, martirizzata dagli ungheri nel 925. R.itornato dalla

CLEMENTE
ma

Papa

CLVI,

Germania

ai

di ot-

nativo di Sassonia, e nominato pri-

Ruggero, o Svedero di IVIayendorf Signore era egli di Morsleve, e di Ombin-g, e fatto canonico di Atberstat, divenne anche cappellano
dell'arcivescovo di
celliere

tobre di quell'anno 1047, nella terra di s. Pietro presso Pesaro, se-

condo la comune opinione ( F^. Romualdo di, Salerno in Cliron. pag. 168), mor attossicato per opera di
Benedetto
virt

Brema,
III, e

indi can-

IX,

Il

corpo

di

lui

in

di

Enrico

secondo vechiesa

del suo

testamento
di cui

fu

tras-

scovo di Bamberga, titolo e

portato nella cattedrale di

Bamberil

che ritenne anche

nella esaltazione

ga in un sepolcro,

Pape-

Gregorio VI, fatta nel concilio di Sutri, a persuasione del detto Enrico III re di Germania, suo malgrado, ma con unanime consenso, venne eletto
al pontificato. Nella rinunzia di

brochio d l' immagine nel Propylaeo pag. 186. Vac la santa Sede ventinove giorni fino alla terza usurpazione del Pontificato fatta da Be-

nedetto IX, e
giorni sino
alla

nove mesi
creazione
si

e
di

sette

21, e coronato ai 1% dicembre del 1046, dopo aver goduta per circa einquant'amii la diPontefice ai

Daed
il

inaso

II.

Non
II

hanno

notizie che

Clemente

creasse Cardinali,

gnit Cardinalizia.

Cardella non ne registra veruno.

Nel d della sua coronazione coron anche imperatore Enrico III,


insieme alla di
lui

CLEMENTE
Nato

III,

Papa CLXXXI.

sposa Agnese, e
sul

come

si

vide

collocato

trono

mediocre lignaggio chiamavasi prima Paolino Scolari. Abitava la sua famiglia nel
di

romano

CLE
rione
so
scia
la

CLE
educato
e e
i

27 Lorenzo fuo-

Pigna

fu

pres-

dine
ri

il

chiostro

di

s.

basilica

Liberiana

dove po,

Tenne
sua

fatto

canonico
dottrina

per
profu

la

prudenza,

bit da Alessandro III nel


fatto

179

delle mura, e rialz il palazzo di Laterano che fece ornare di pitture. Sped ad un tempo legati in Alemagna, in Francia ed Ingliil ter,

vescovo Cardinale di Palestri-

ra, e tutte

le

disposizioni

per

far

na. In quel

tempo

fece

fabbiicare
s.

predicare la crociata in
ti

tutti gli sta-

un

palazzo accanto alla chiesa di

della cristianit.

IMaria Maggiore, donandolo per uso


dei canonici della medesima,

di

Diede l'esempio una riforma generale nelle spese


li-

come

della sua tavola, de' mobili, de' treni ec, affine di poter assistere pii

consta da una bolla di Celestino III


{Bull.

Rom.
a'

tom.

III

p.

46)ai
i

A
19,

Pisa venne eletto


e coronato

Pontefice

III. ed ebbe il Subito dopo la sua incoronazione applicossi Clemente III a ristabilir la pace tra Promani, che da oltre cinqiiant'anni erano in discordia co' Pontefici perch aveano rimosso i Papi dal governo di Roma, per dari

20 dicembre del nome di Clemente

187,

beralmente i crocesignati. I Cardinali si recarono a dovere d'imitarlo; e la famosa decima Saladina, cos chiamata per essere stata imposta per la guerra contro Saladino, fu
estesa a quanti
signati.
ra, tra

non

si

fossero

croce-

Sopraggiunta per una guerre di Francia e d'Inghilteri


la

ra,

che ritard

partenza loro per

lo

con suprema autorit, ai senatoe ad un patrizio, che era considerato il capo degli altri. Per questo fino da Innocenzo II, i Pontefici furono costretti a vivere fuori di Roma, ed a soffrire il bando e mille
ri,

Clemente III sped il Cardinal Giovanni d'Anagni, acciocch terminasse una contesa cos iaiterra santa,

portuna.

se

quel
i

Cardinale noa
tale con-

seppe recidere
tesa,
le

nodi di
le

circostanze

posteriori

amilo

carono per altro


aiuto delle quali
tribu alla

due corone,
di

Venuto quindi a concordia R.omano col suo concitil popolo tadino Clemente, stabil che come
insulti.
il

soprammodo con-

d'Acri

innanzi

solito

si

eleggessero
patrizio,

senatori; che

mente

s. Giovanni morte di CleHI, avvenuta a' 29 marzo

caduta

alla

in luogo del

come per

lo

innanzi, fosse eletto


i

un

prefetto; che

1191. Ricevette Laterano avanti


canonici.

egli
il

sepoltura

in

coro antico dei

senatori giurassero

fedelt al

Pai

pa, in
tributi

podest del
coll'obbligo

quale fossero
di cederne

una

Canonizz questo Pontefice s. Ottone vescovo di Ramberga ed apostolo della

terza parte al popolo^ e che dovesse


il

Pomerania
s.

s.

Piodesin,

Papa permettere

la

distruzione

do vescovo,
e
s.

Stefano

di JMoreto

del

Tusculo, prestando aiuto al po-

polo

Romano

nell'impresa, rimanen-

Malachia ai-civescovo di Armadi nella Irlanda, che altri dicono canonizzato dal successore.

do ne

quei cittadini sotto la proteziodella

Ed

in tre

Romana. Soggettati cos romani all'ubbidienza del Papa, ai 3 marzo del 1188 Clemente entr co' Cardinali
Chiesa
i

pi'omozioni, cre Clemente III ven-

tuno Cardinali, uno de' quali divenne il grande Innocenzo III. Non vac la santa sede dopo la sua morte,

in

Roma

ricevuto

con ogni dimo-

perocch ricevette per immediasuccessole Celestino III.

strazione di gioia. Mise tosto in or-

to

20

(j Li ti

CLE
CXC. Cofu coronalo a' 23 dello stesso mese
in

CLEMlvNTE
si

IV, Pnp^

era chiamato per essere nato nel giorno di questo santo; dapprima per si appellava Guido Gross. Era
egli figlio

Viterbo dal Cardinale Riccardo Annibaldi arcidiacono di S. C.


Si

applic

incontanente

questo

di Fulcodio e di
s.

Germaal allo

Pontefice dell'alfare della

Sicilia, ri-

na, famiglia illustre di

Gilles sul

Rodano. Dopo

essersi
si

applicato

mestiere delle armi,


del celeJjre

diede

guardato come uno de' pi importanti della Chiesa romana. Quella corona da Innocenzo III e da Alessandro

studio delle leggi sotto la direzione

IV

suoi predecessori era stata

Durando quindi ponen;

accordata ad

Edmondo, secondoge-

dosi nella professione di avvocato,

si

nito del re d' Inghilterra;

ma

ab-

acquist
ge, e

il

nome
di

di

lame della
di

leg-

bandonando quel principe


tensioni,

nelle pre-

r onore
Luigi
i

essere
i*e

annoverato
Francia
e
pri-

Clemente

IV

la

diede

da

s.

IX

mo
cuni
in

tra

suoi
fatto
,

consiglieri,

poscia

Carlo conte di Angi e di Provenza , il pili giovane dei fratelli di


s.

di essere

suo

segretario.

Al-

Luigi IX. Malgrado tutte


di

le pre-

dicono

che
si

dopo

la

morte

cauzioni
di

Manfredi
corona,

usurpatore
di

della moglie
ci

fece

certosino;

ma

quella
il

affine

ime

v'ha equivoco con Fulcodio suo padre, il quale rimasto vedovo si fece certosino, ed in quella religione visse, e mor santamente. Doj) la morte della moglie, dalla quale

pedirgli

passaggio

per

terra

per mare, Carlo approd ad Ostia, ed il Papa, che trovavasi a Perugia,


gli

mand

quattro Cardinali, che

diedero in

Roma,

nella

chiesa

ebbe due
fu posto

figli,

abbracci Guido

io stato ecclesiastico e recatosi in

Ro-

Laterano 1' investitura del regno ai 20 maggio, col feudo andi

ma,

tra gli avvocati

conci-

nuale
(

di

otto

mille
d'

oncie
)

d'

oro

storiali.

In seguito venne promosso

40000

scudi

oro

di

una

al vescovato di

Puy, donde in apall'

presso fu trasferito
di

arcivescovato

Chinea [Pedi) da pagarsi ogni anno nella vigilia o festa di s. Pietro


alla

Narbona. Creato in Viterbo da IV nel dicembre 1261 Cardinale vescovo di Sabina, venne

Chiesa romana

di

pi

un

Uibnno

palafreno bianco, bello, e jjuono in


Storia triennio ( V. Borgia dominio temporale della santa Sede nelle due Sicilie pag. 167 e dell'anno seseg.). Ai 6 gennaio

ogni
del

spedito
istabilire

legato
la

in

Inghilterra

per

pace tra quel


di
si

sovrano

Simeone conte sebbene da alcuni to a Boulogne sul


e
lestre,

Monfort. E dice, che giungli

guente
la

1266

nella chiesa di

s.

Pie-

mare,

fosse

tro fu Carlo incoronato insieme al-

interdetto l'ingresso dal conte di Le-

consorte Beatrice, da cinque Car;

per cui
i

ei

fulminasse di ana-

tema
anzi
gli

ribelli,

pur Giorgio Eggs nel


tra
,

suo Pontificium doclutn sostiene, che

da Clemente IV e col suo esercito verso Napoli, e presso Benevento, in


dinali deputati

subito

dopo s'avvi

compose ogni controversia


ostinati di quel regno.

una
ria

battaglia data ai

26

del seguenvittoi

Certo
in

te febbraio ottenne

compiuta
lui

che
letto
lui

mentre

si

trovava

quella
c-

sopra Manfredi, che rest tra


insorse

missione, a'

5 febbraio i265 fu

morti. IMa invece di

Pontefice.

Fece quanto era da

per sottrarsi al grave peso,

ma

competitore di Carlo, Corradino figlio del re Corrado, e nipote dcll'im-

e LE
pelatole
Fctlerico II
,

il

quale non

darono
portava

pii

titolo di le di Gerusalemme, voleva pur chiamarsi re di Sicilia, il che Clemente IV gli vie-

conteiilo del

OLE 29 sempre crescendo. Non dormiva sopra pannilini


; ,

un letto durissimo e per lungo tempo non mangi carne, e zelante


al

tava non solo,


to
lui

ma

nel giovedTi sandi

sommo

della

frequenza

dei
es-

del

268 pronunzi contro


1 ,

Sacramenti, che cominciava


fratelli

ad

formale sentenza (Rinaldi Ann. ecclcs. an. 268 ) e lo priv di

sere trascurata, die' obbligo ai condel gonfalone


di

Roma

(F!

ambi

regni di Siciha e di

Geru-

ARCIGONFRATEP.mTA
di

DEL

Go>FALONe),

salemme. JN'ondimeno Corradino, tornato dalla Germania, mosse gueira a Carlo, il quale avendolo superato e vinto, secondo i presagi del Pontefice,

confessarsi e comunicarsi almeno per tre volte all'anno. Severa fu la

lo

lece

giustiziare
altri

pubblicadel

mente con
suo partito

molli
ai

seguaci

29
il

ottobre,

termili-

nando

cos

in lui

nobilissimo

gnaggio degli Svevi. Alcuni scrittori accusano lo stesso Pontefice come fomentatore di quella morte ; ma s grossolana calunnia, smentita dalle minaccie posteriormente fatte da Cle-

ed il suo disinteresDi che abitiamo un testimonio nel breve da lui scritto da Perugia, a' 7 marzo 265, a suo nipote Pietro Gross ; breve che fu il primo ad essere sigillato coli' anello Pisca(Fedi). Intim con un tal torio breve a Pietro che n egli, n il fratello di lui, n alcun altro pasua modestia,
se.
i

l'cnte

si

recassero presso di s, senza


espresso
;

un ordine
di Pietro

che
ni

la

sorella

mente IV a Carlo, non merita che


troppo oltre sovr' essa
s'

maritata
cavaliere
d'

figliuolo

di

insista.

semplice
dalla
to

Clemente
di gloria

IV
di

indebolito

lornesi
le

avrebbe trecenargento (5o scudi)


;

vecchiaja e dalle malattie,


e

ma

pieno
santa

che

due
, i

figlie

medesime
e Cecilia,

del

meriti

nella

Pontefice
dessero
si

Mabilia

prene
di-

amministrazione della Chiesa,


ai

mor

mariti, che avrelibero prechierico,

29 novembre 1268

in

Viterbo,

se fosse rimasto

ove fu sepolto nella chiesa dei domenicani. Di l fu trasferito nel duomo della citt medesima; ma venne di nuovo restituito ai Domenicani, per ordine del suo successore. Govern questo Pontefice, senza mai passare a Roma, tre anni, nove mesi, e venticinque giorni. Nel 267 canonizz in Viterbo s. Edwige dui

fatti

non poterono aver marito per


della dote.

la tenuit

questo pro-

posito racconta l'Hocsemio all'anno

268, che a molti personaggi i quacercavano in matrimonio la figlia di Clemente IV per nome Cecilia,
1

li

egli

sorridendo diceva, che non CeVa


il

cilia,

Papa
figlia

cercas'ano:

ma

pure dovevano essere persuasi, che


essa

chessa di Polonia

morta nel
1

243;

non era

ad

istanza di

s.

Luigi

X
d'

re di Fran-

di Guido Gross.
in

del Papa, ma La provvide per


vivere

cia, concesse tre

anni
i

indulgenza
di

modo, che

potesse

one-

a chi pronunziasse
e di Maria, col nos
ec.;
il

nomi

Ges

stamente, ritirata in
di

un monistero

cum

prole pia

ed aggreg al senato apostolico

solo Cai'dinale

Bernardo Aiglerio
Clemente IV
an-

francese.

Le

viit

di

in fivu nipote Nimes. Ad quale possedeva tre preil ne bende ordin, che l tenuta quella che pi gli fosse in grado, rinunziasse tosto alle altre due fTrite,

, ,

3o
i-zGq toni.
in
Il,

CLE
ad
il

CLE
an.
di-

mio, in Chnvi. irirsaugiense


p.

mettere
scovi

allo

scrutinio

tre

arcive-

i5). S

grande fu

questo

sommo

Pontefice

staccamento dal proprio sangue! Vac dopo di lui la santa Sede due
anni,

oltremontani e creature di Bonifacio Vili , il primo dei quali era il detto arcivescovo di Bor-

nove mesi,
Claudio

due

giorni.

tefice

questo PonClemente, gesuita francese, che la pubblic in Lione nel i6i3; e Claudio Picquet francescano pur francese, la quale mss.
Scrissero la
,

vita di

deaux, contrario al re di Francia a cagione di alcune olfese fatte da Filippo IV a' parenti di lui nella
guerra
di

neamente

il

Guascogna. ConlemporaCardinal di Prato sic-

come uomo di finissima politica non contento di avei'e indotto il


Gaetani a
il

si

conserva presso

signori

Gr(jss,

tal

partito,

per favorire
nascosto
si

in

un

alla traduzione fatta in fran-

re di

Francia,

di

gli

da Giuseppe Pasturel. CLEMENTE V, Papa CClII. Era egli chiamato prima Bertrando de Got, e fu figlio di Bertrando cacese
valiere o signore di Villaudraut nel-

sped

un

corriere perch

acquiarci-

stasse l'amicizia del

medesimo
al

vescovo di Bordeaux,
gli

proponendopontificato.
s.

di farlo eleggere
di fatti nella

badia di

Giovanl'

Bordeaux. Fatto nel 1295, da Bonifacio Vili, vescovo di Cominges, venne nel 1299 trasfela diocesi

di

di d'Angeli in

Xaintonge

arciveil

scovo che nulla


regno, accolse di
e

disprezzava

tri-

rito

dallo stesso Pontefice

all'

arci-

buon animo quella proposizione dal re Filippo IV,


promise fin d' allora con gli giuramento sei grazie, quattro delle quali riguardavano le differenze avute dal re con Papa Bonifacio Vili, e la promozione di alcuni Cardinali , mentre colla quinta gli prometteva di levare per cinque anni le decime sul clero di
Francia, riservandosi
gli

vescovato di Bordeaux.

Morto Be-

nedetto XI, la sede Pontificia stette vacante oltre a dieci mesi perch il
viso in

conclave tenuto in Perugia era didue partiti. Dell'uno erano

capi
del

i Cardinali Napoleone Orsini, Monte, e Nicol del Prato, che inclinati al re di Francia Filippo IV il Bello, pretendevano crear

di

dichiarar-

un Pontefice
i

il

quale

ristabilisse

Colonnesi
loro, e

insieme

agli

aderenal-

ti

fosse

tutto contrario

dopo la coronazione. In tale maniera dopo trentacinque giorni, cio a' 5 di giugno i3o5, del
la

sesta

la

memoria
lato

di Bonifacio

Vili; delsostenitori

eh' era

la
il

vigilia delle

Pentecoste

l'altro

poi

erano
di

ritornato
all'

corriere

dalla

Francia
il
il

IMatteo Rosso degli Orsini, e Francesco Gaetani, nipote

insaputa del

sagro

Collegio,

Bonifacio

Cardinal di Prato strinse


tato, e fu

tratta-

Vili,
di

la

cui

onorare, eleggendo

memoria procuravano un Pontefice


I
i

conchiusa l'elezione
nella

del

Pontefice

persona

del

detto

favorevole al partito loro.


gini

nondimeno
Per
la

costrinsero

PeruCar-

arcivescovo di Bordeaux, bench


fosse

non

fregiato

della

porpora Cardiove
ricevette
il

dinali a terminare cosifflitta discordia.

nalizia.

qual cosa dai Cardinali


di

Gaetani ed Albertini detto


to fu preso
il

Pra-

Da Bordeaux nuovo Pontefice


elezione,
si

la notizia della
a'

sua

ripiego

per

opera
di

rec a Lione. Ivi

i4

specialmente

di

quest' ultimo)

uovembi'e dello stesso

anno

chia-

CLE
mali a s
i

CLE
tificato
tica
si

3i
I

Cardinali, piuttosto che


di

fu quella di liberare

an-

aderire alle loro istanze


egli stesso a

recarsi

sua chiesa di
degli

Bordeaux

dalla
di
di-

Perugia,

si
s.

fece incoro-

giurisdizione

arcivescovi
i

nare nella chiesa di


Caidinale

Giusto
Orsini

dal
colla

Bourges, che ne pretendevano


ritti

Napoleone

corona papale, che con gran pompa gli era stata recata da Roma
dal

dell' Aquitania.

supremazia insieme al resto Fece dipoi, a'i5 dicembre i3o5, una promozione di
di

Cardinale

Teodorico
S.

Ranieri

dieci Cardinali,

tutti

francesi,

ri-

quale camerlengo di

R. C.

Som-

serva di
passato
il

un

inglese.

dopo

di aver

mo
non

lustro acquist
solo

tale

cerimonia
la

forte dell' inverno a

Lio-

per
le

l'

immenso concorso
;

ne, in sui primi di febbraio del se-

da tutte copo re

parti

ma

per

pre-

senza eziandio primieramente di Jadi

guente anno i3o6, tornossene a Bordeaux. Innanzi di partire, con una


costituzione del piimo febbraio dichiar che per la bolla Uiirini Saictani di Bonifacio Vili
cesi,

Aragona, che trovandosi


al

a Montpellier rese
gna, ed

Papa l'omagsino a Liodel


l'e

gio per la Corsica e per la Sarde-

accompagnoUo
di

n
il

il

re loro

n i franerano pi sogdi quello

ne, e di poi per quella


Francia, di Carlo

di

getti

alla

Chiesa romana

Valois,
del re
la

e di

che

fossero innanzi a detta bolla,


Clcricis, di

Luigi d'Evreux,
desimo,
di

fratelli

me-

e rivocando quella

non che

per
di

presenza
osservar

nifacio stesso, stabih

Boquanto aveano
e
i

Giovanni duca
il

Bretagna. In

ordinato
concili i

Pontefici predecessori nel


,

quella occasione Clemente


volle

concilio Lateranense

negli
laici,

altri

costume

di passare

con soal-

generali contro

che

leine cavalcata

dalla chiesa ov' era

esigessero indebiti tributi dalle chiese,

seguita la incoronazione,
tra,

ad un'

o dagli
in

ecclesiastici.

Messosi quin-

che, invece della basilica Latc-

di

cammino

recossi

da prima a

ranense, era destinata per


re
to
il

prende-

possesso

siccome fu pratica-

nella

Celestino

di Aquila da san V, Tale cavalcata per,


citt

Clugny, ove soggiorn cinque giorni. Pass successivamente a Nevers, a Bourges, a Limoges, e Perigueus.

Cammin

a cagione della gran calca die' luogo a diverse sciagure, che riusciro-

l'arcivescovo di Cantorbery
ziato alla santa

facendo aveva fatto citare denun-

Sede dal re Eduardel regno, e

no

di tristo preludio:

rovesci

un

do,

come perturbatore

muro
tiara,

in

vicinanza

del

Papa, per
,

cui egli cadde di cavallo

dalla

fautore delle ribellioni che lo avevano agitato. Il prelato inglese conj-

caduta in terra si stacc un rubino del valore di seimila fiorini

parve a Bordeaux, ove il Papa erasi recato, ed ivi fu interdetto dalle

d'oro; morirono dodici


il

che marciavano accanto


i

quali Giovanni
gli

II,

baroni, Papa, tra duca di Breil

purgato

sue funzioni, finch non si fosse lui dalle censure contro

intentate.

tagna che

addestrava

cavallo,

e Gagliardo de

Got
il

fratello del

Pu-

pa medesimo; ed
Valois restarono

re con Carlo di

Da Pressach , presso Bordeaux ove Clemente V era andato per ricuperare le forze indebolite da una
,

feriti.

pericolosa malattia, diede


la

una bolre Filippo

Una
mente

delle

prime cure di Cleappena fu assunto al pon-

in

cui rimedi

agli
il

abusi delle

commende, ed

invilo

32
a
ix;

CLE
a Poitiers per conferiseco lui intorno

CLE
Tolosa, a Cominges, ivi fece la traslazione delle ceneri di
di
s.
il

trasferirsi

ad

affari

deli-

Bertrando,

cati.

Vers

({nella

conferenza sul
della
togliere
cri-

cui

prima portava
il

nome

mettere lipnro
stianit nella

alle cose

continuando

viaggio

per Carcas-

Soria,

ai

sona, Montpellier e Nimes, accom-

greci scismatici l'imperio di Costantinojjoli


;

fu confernata
il

in

essa la

pace tra

re di Francia e Rober;

pagnato da nove Cardinali verso la line del mese di marzo del iSog, si rec ad Avignone, ove avea gi

to conte di Fiandra

fu conchiusa

molto innanzi determinato


quell'epoca
si

di

voler

quella che
tra la

si

andava

maneggiando

trasferire la residenza pontifcia.

Da

Francia e l' Inghilterra, ed ascoltato finalmente Carlo II re di


gli

comincia a contai'c il iRmcsto soggiorno de' Papi in Avignone, e dal


assenza da

Sicilia,

ct)ndon

la

terza

parte santa
stes-

delle grandi

somme da
in

quel prinalla

i3o5 Roma.
in
alle

in poi

la

loro

cipe dovute

tributo

Fu adunque
per soddisfare

Avignone, che
reiterate suppli-

Sede
di

che poscia Clemente


coir autorit di
V^.

so rimise del tutto a Roberto figlio


lui,

una bolla
tom.
II,

che del re di Francia, pronunci Papa q pubblico concistoro esil


sere lecito

concistoriale.
p.

Baluzio

a chiunque

il

promuo-

i68.

vere
ria

la

causa

contro

la

memoi
,

Nel congresso medesimo il re Filij)po IV preg ancora il Pontefice a


la promessa fattagli pria che divenisse Papa, di condannare

di

Bonifacio Vili;
,

nomin

mantenergli
cio la

Fredol Freauville ed Joce o Joica per ricevere le accuse ed altri ne invi a Roma
Cardinali
,

memoria

di Bonifacio \ III,
si

per udire

testimoni.

In seguito

a cui da quel re

apponevano anche falsi capi d'accusa. Clemente V per fremendo alle proposizioni del
re,

messi del re di Francia, ed ostinati


calunniatori di Bonifacio VIII, ridotte
le accu>e in forma di scrittura consegnarono a Clemente V, ed esse neh' archivio si conservano tuttora le
,

col consiglio dello

scaltro
di

Carvoquel-

dinale di Piato, gli rispose

hr

differire

la

trattativa

di

Vaticano.

re

di

Castiglia
col

di

l'tiigoment

prossimo concilio generale di\ienna. Ma FdippoIV, Leu avvedendosi di essere deluso


nel

Aragona
di
lo

mezzo ambasciatori col santo Padre per scali Udo, che si andava a produiue
se

ne

dolsero

tent di
il

assicurarsi
se

del

Pontefice

nel cristianesimo
lante

accusando un
;

ze-

quale come
di uscire

ne accorse stuPoitiers
trave-

sommo

Pontefice di eresia

ma

diossi
stito,

da

prevedendo
cio

egli

che pi splendida do-

per

restituirsi

a Bordeaux. Sco-

vesse riuscire la

memoria

di Donifa-

perto per dalle guardie, fu costretto a ritornare a Poitiers col suo


seguilo, e co' suoi muli
tesori;
il

carichi

di

che

gli

cagion pel ramseria malattia,


piti

VII! dal conflitto delle opinioni, deput anzi nel seguente anno i3ro ancora dei giudici criminali, acciocch continuassero il processo, ed impose

marico una lunga e


la

quale per altro non lo rese

scomunica a chiunque impedisse la libera testimonianza nella causa di Bonifacio Vili. teologi e di
la

docile alle sollecitazioni del re.

Un numero
giureconsulti

infinito di

Nel iSoQ, Clemente part da Poitiers, e passando j)er Bordeaux e

di
le

tutta

cristianit

esercitarono

loro

CLE
penne
causa pi celebre de' secoli passati, e Filippo IV convinto del suo riproin difesa di questa
la

CLE
t di

33
appartenente

Ferrara
di

(Piceli),
il

alla

santa Sede,
e

Pontelcc fulmila

n contro

essi
vi

scomunica
di

e
il

vevole
fice,

odio
si

contro

quel

Ponte-

l'interdetto,

sped
il

poi

non

oppose

Clemente
11

V
di-

Cardinale Arnaldo,
delle truppe

quale ricupe-

di re
il

poterla terminare senza attendeil

r quella citt con perdita


veneziane.
I

grande

concilio di Vienna,
in

perch

ferraresi,

Papa,

quell'anno

i3io,
lui,
,

nel
di

i3io, spedirono un'ambasceria


santo Padre, nella quale in pubessere
di Ferrara del

chiar Bonifacio innocente su tutte


le

accuse formate contro di

lo

blico concistoro confessarono


la la

riconobbe

pienamente cattolico

citt

dominio delil

quindi vero Pontefice. Dichiai ancora per altro non aver avuta il redi

santa Sede, per cui

Pontefice
vassalli

accogliendoli
fece in

come

fedeli

Francia
solo

la

menoma
il

parte nelle violen;

perpetua memoria una bolla,

ze contro Bonifacio Vili

ma

averle

nella
citt
fin

quale
fosse

mostrava
stata

come
santa

quella

commesse

gare t
dine

Colonna, ed il Neper proprio impulso senza or-

Sede da quando Carlo Magno l'avea


della
di Desiderio
I

del re ( /^. Bonifacio Vili). Quest'ultimo pag alla camera del Papa centomila fiorini per compensarla
delle

liberata dalla tirannia

re de' longobardi.

veneziani chie-

sero perdono al Papa, ro l'assoluzione se


e
i

fatiche,

delle

spese

ma non ebbenon dopo tre anni,

>o^tenute

Clemente

quell' alTare. Giacch avea nominati per difensori del suo predecessoi-e dodici

in

procuratori, alla cui

testa

era Ja-

copo di Modena, non si deve tacere che due cavalieri catalani, Carocci, e Guglielmo Deboli si recarono in Avignone, per sostenere in

dopo che loro ambasciatori l'andavano costantemente chiedendo in Avignone, cio a' 26 gennaio i3i3. 3 o, la Visitata da Clemente, nel provincia del Venaissino o Venosino, accord ad essa il titolo di contea, fa'
i
i

battere delle monete, nelle quali


titolava conte del
sollevarsi

s'in-

Venosino, e per
Pontificato
di

campo

aperto

1'

innocenza del ma-

dalle cure del

gnanimo Bonifacio Vili.


garet convinto di quanto

Ma
gli
il

Nos'imper-

scelse

un

luogo

sul

territorio

putava, avendone implorato

Malaucene, ove fabbric un castello. Celebre fu reso il suo pontificato


pel decimoquinto
concilio
di

dono,
nica,
il

il

Papa

gli

tolse

la

scomu-

generale
nel
si

imponendogli

per
anni.

penitenza

tenuto

Vienna
i

Francia

viaggio per terra santa, ove do-

i3ii, nel quale particolarmente


estinsero
cavalieri templari
i
,

veva restare cinque


essendosi
nel

Quindi,
la

e fui

i3o8

incendiata
il

rono condannati
ciiisd,
di).
i

Fraticelli,

Dol-

basilica lateranense,

Pontefice ac-

corse per la riedificazione con grandi

Beguardi ed i Beguini (^VeNel I 3 2 Clemente V dai Cari

somme

di denaro,

e col
i

premio
fedeli

dinali

legati

fece

coronare

in

Ro,

delle

indulgenze

invit

ma

cooperarvi.

Del pari colla clamorosa causa di


Bonifacio Vili, andava nel

la r imperatore Enrico VII cui elezione avea approvata sino dal i3og. Sul principio dell'anno i3i4
afflitto

mondo

la

Clemente dalle nuove

d'Italia

scomunica praticata contro i ziani. Presa da essi colla forza


VOL.
XIV.

venela cit-

lacerata dai Guelfi e dai Ghibellini,

trasport la sua corte a Carpentras-

34
so, capitale Jel
si

CLE
Venosiiio
;

CLE
ma
egli

cuse
se
te,

contro

questo

Ponlcfco

for-

ferm prima a Monteiix, e poscia si mise in viaggio per trasferirsi a Bordeaux. Giunto per a

avranno avuto origine da Dannemico giurato de' Pontefici e


,

della Francia
ta
gli

il

quale

come poechi pi Antonino,

Riquemaure
agli

nella Linguacloca, pass

condann
piaceva.
11

nell'

inferno
s.

eterni riposi a'

20

aprile

i3i4j

Villani,

un governo di otto anni, dieci mesi e quindici giorni, ignorandosi la sua vera et. Aveva egli fatte tre promozioni di
tlopo
Cardinali, nel i3o5,
1

i3io, i3i2, o
alti'i

nelle quali cre ventiquattio


,

Cardinali

come
ossia
s.

dicono
s.

r Amalrico, ed il Masson scrissero le geste di Clemente V, e il Baluzio raccolse le opere de' suoi biografi. L' Amalrico commenda la morte di questo Papa il quale fu amorevole co' suoi parenti, e ne ci-e cinque Cardinali, tre de' quali era,

ventotto
tro

non che canonizz


,

Pie-

no suoi
te
i

nipoti

ma

nella sua

mortras-

Morone
i3i3.

Celestino

V
i

congiunti per un
di

tempo
il

nel

Alcuni
e la sua

attribuiscono

suoi mali

morte

ad una
i

curarono pensando

seppellirne

corpo,
le

piuttosto

dividersi

costituzione da lui fatta contro


,

re-

ricchezze, che aveva lasciate.

ligiosi mendicanti dopo la quale avca perduto l'appetito, ed era op-

CLEMENTE
to rio XI.

VI,

Papa CCVI, detdella nobilisdi

prima Pietro Roger,

presso da molli malori.

Ma

ci

non

sima casa Beaufort, e zio

Grego-

pu
ch

essere che
ei

una invenzione, dacreligiosi,

sempre sostenne que'


concilio
di

e nel

Vienna
a cui
i

liberoUi
prelati

Nacque egli nel I5C)( nel villaggio di Malmonte nella diocesi di Limoges in Francia, ed in et
di dieci anni dettini
vesti
l'

dalla giurisdizione,

abito de' benedella

volevano sottometterli. Morto quinil suo di di naturai morte corpo dove fu portato in Carpentrasso
,

neir abbazia

casa

di

Dio neir Alvernia. Di trentun anno


fu professore di teologia in Parigi
indi
;

rest alcun

tempo senza
,

sepoltura.

fu

fatto

precettore

di

Carlo

trasferito

per del i3i4j fu ad Usesta diocesi di Bazas nella Guascogna, e fu sepolto

Ai 27

agosto

nella collegiata de' canonici legolari

fondata
1

da

lui

e nella
di
lui

quale nel

356 il nipote la Mothe dipoi


deposito,

Gailardo de gli fece un superbo che profanato venne in


calvinisti

marchese di Moiavia, che poi divenne imperatore col nome di Carlo VI, e provisore della Sorbona. Fatto in seguito prima priore di s. Baudilio di Nemours, e dipoi abbate nella del monislero de Fescanips Normandia, spedito venne da Giovanni XXII qual nunzio alle corti
di

appresso
e

dai

nel

1577,

Londra
la

di

Parigi

per

estin-

furono sparse al vento le ceneri di Clemente V. Vac la santa Sede dopo di lui due anni, cinque mesi e diciassette giorni per la ragione, che si dir in (jiovajvm XXII suo successore. Vedi.

guere

guerra,

che

ardeva

tra

que

sovrani.

Creato, dopo

quelle

missioni, vescovo d' Arras, ed insie-

me
nel

guardasigilli e cancelliere del re,

scovato di Sens,

Era
za tra

Clemente
le

di

straordinala

promosso all'arcivema prima di essere consecrato, ad mia col Cardina1329, fu


Pietro Bertrand, nel
regio palaz-

ria statura, e splendeva

fermez-

le

belle sue qualit.

Le

ac-

zo di Parigi

confut

egregiamente

CLE
alla

CLE
Vi, dei
del

35
;

presenza del re Filippo

dolcezza

loro

popoli

indi volle

vescovi di Francia e de' principi

che nello spazio di due mesi fossero gratuitamente spedite tutte


zie,
le

sangue, Pietro Cugnerio, grande ne-

graIl

immunit e giurisdizione ecclesiastica. Era vescovo di Piouen, quando nell'anno i338 venne da Benedetto XII promosso al Cardinalato col titolo de' ss. Nereo ed
mico
della

che
in

gli

fossero
gli

domandate.

perch

tutti

ecclesiastici dell'Eu-

ropa
alle

numero

di

oltre a centomi-

la recatisi

ad Avignone, ritornarono

loro case ricolmi di grazie e di

Achilleo

ma
anche

quella

dignit

egli

benefizi.

avrebbe
gliela

innanzi

conseguita

Giunta in
elezione

Roma

la

nuova

della
i

dal Pontefice Giovanni XXII, se


avesse

non
di

di questo

Pontefice,

ro-

contrastata
privarsi

il

re

Francia,

che

non voleva
consigli.
la

degli utili e fedeli suoi

Tredici giorni dopo

suo
del

predecessore,

a' 7

1342, fu eletto in Roger neir et di cinquanta anni al sommo Pontificato, siccome gli era stato predetto da Stefano Aldebrando, priore, secondo alcuni, dell' abh;izia di Casa di Dio. Impei'occh venendo da Parigi Pietro Roger, fu spogliato dai ladri ma provveduto
;

morte del maggio Avignone il


di

mani, come aveano fatto con Clemente V, con Giovanni XXII, e con Benedetto XII, gli spedirono diciotto ambasciatori scelti dalle primarie case di

Roma,

alla

testa de' quali

e-

rano Stefano Colonna, e Francesco de Vico. Replicarono per un'altra ambasciata alla cui testa era Francesco Petrarca, ornato nell'anno pre-

cedente colla corona poetica.


trarca prego Clemente
trasferirsi

Il

Pene
dei

VI a
egli

voler
se

in

Roma

ma

scus per attendere con maggior op-

dal detto priore degli


sari
gli

abiti

neces-

portunit

alla

riconciliazione

domandava
s

quando avrebbeneri-

principi cattolici, e specialmente dei

be ricompensato
fizio,

opportuno

re d' Inghilterra e di

Francia.

Ma

a cui Stefano prontamente

spose; quando sarete Papa. Infatti appena vide avverato il presagio, fece prima Stefano suo cameriere di onore, e poi arcivescovo di Ailes, e

comech molto a tal fine si adoperasse Clemente VI, nulla piti pot ottenere da essi che una tregua di
tre anni, quasi subito

per

violata

finalmente di Tolosa, ove mor nel

che conchiusa. Morto nel 1 343 Roberto il savio re di Napoli, nella


minorit
gheria
della

i36o.
Preso adunque dal nuovo Pontefice il nome di Clemente VI, a' 19 maggio, giorno della Pentecoste, fu coronato in Avignone nella chiesa dei

regina
di

sua nipote, e di

Giovanna I Andrea re d' Unlei,

marito

fece

ammi-

Maestosa fu la pompa con che egli si condusse ad ima tal cerimonia per le strade di quella citt, tenendogli Giovanni conte di
domenicani.

da un suo legato perch Andrea venne strozzato, non senza sospetto sulla stesnistrare quel regno
,

sa

regina. Quindi,

nel

i344)
delle

Cleisole

Normandia,

futuro

successore

alla

corona di Francia, la briglia al destriere. Diede subito dopo parte delia sua esaltazione a tutti i sovrani di

della Cerda; e 345, obblig Pietro re di Aragona a restituire il regno visurpato a Jacopo le di Majorica; nell'an-

mente VI coron Canarie Ludovico


1

re

nel

Europa, esortandoli a governare colla

no 13465 vedendo inutili le paterne esortazioni perch Lodovico di

36

CLE
citudine
fino

CLE
Estese Clemente
nell'

Baviera lasciasse l'amministrazione leir impero, comand agli elettori


dell'

VI

la

sua

solle-

Armenia,
i

e neldirit-

impero

di

eleggere in vece di

r alta
ti

Asia

col

difendere
e
col

lui

Liixemburgo, e marchese di Moravia; nel i347 '^'^'^ *olo depresse dalla sua tirannia Cola di Rienzo, che fattosi tribuno del popolo romano spacciaCarlo
della casa di

IV

di quella chiesa,

dilatare

la

santa

fede.

meglio per pure

gare l'Armenia da diversi errori,


lica,

lidurla alla purit della fede catto-

prese

il

mezzo

di

obbligare

va di voler ristaurare

1'

antico splen;

que' popoli con benefizi, procurando

ma dore della i-epubblica romana lo scomunic, ed il fece carcerare e trasportare in Avignone, bench
venne poscia
cenzo
I

che da alcuni principi cattolici venissero soccorsi contro i saraceni, dai quali erano molestati. Odoardo, re
d' Inghilterra,

liberato
e

sotto

Inno-

frattanto,
fattegli
i

YI

(f^edi),

finalmente nel
fiorini d'o-

onla

delle

esortazioni

ad da

348 comper per 80000


I

Benedetto XII,

occupava

benefici

ro la citt di Avignone dalla regina

de' Cardinali, e di altri

ecclesiastici.

Giovanna
sa citt

di Napoli

e nella stes-

Di che ammonillo Clemente


prima, e poscia nel
contro di
tosto
lui
f3r')2

VI

in

ampli il palazzo Pontifcio. Ma nel mezzo di tante ciu-e politiche intendea con zelo pi grande ed efficace all' amminislrazione
dell'apostolico minisiero.

procedette
ecclesiasti-

colle

pene

che, che rimosse


s

per furono
risarc ogni

Odoardo

non danno

Nel
e

i34o

recato.

condann
tasi in

la

setta

de' Flagellanti

(fed), nata in

Italia,

propaga-

te

Contemporaneamente alle predetcure non lasciava Clemente VI


i

Germania ed in Francia, predicando che nessuno potesse salvarse

eziandio di adoperarsi a pacificare

si

non

battezzato

nel
di

proprio
llagelli.

sangue cacciato a torza

E
pio

come
del

da'

romani
:

sin dal

princi-

suo

Pontificato
i."

era

stato

richiesto di tre cose

di voler ac-

cettare vita durante,

non come Pale cari-

pa,

ma come

Pietro Roger,
di capitano,

che di senatore,

ed altre
a fissarsi
di

della citt; 2." di venire nella chiesa di Laterano


;

3."

ri-

durre il giubileo dai cento ai cinquant' anni ; alla prima rispose accettar quelle cariche, dacch gi

ne

era
la

il

padrone;

alla

seconda

fece

discolpa pi innanzi gi esposta,

ed ader interamente alla terza riducendo il giubileo a cinquant' anni ed aggiungendo alle basiliche di
,

cadde in quel mentre malato per una febbre continua, che lo fece languire per molto tempo. Ma un giorno, intanto che era solo con un cameriere soprappreso da un accesso, rese lo spirito al Creatore a' 6 dicembre del 352 dopo aver governato dieci anni, e sette mesi meno un giorno. Vogliono alcuni essere Clemente VI stato il primo a mettere ne' diplomi le armi della propria famiglia, e che facesse privilegiato il mercord delle ceneri, ordinando che fosse trasferita in altro giorno qualunque festa in esso cadesse. Il suo corpo, nel i353, hi trasportato da Avignone al monistero della Casa di Dio, (in cui s' era
genovesi
co' veneziani
; I ,

ma

s.

Pietro e di

s.

Paolo
s.

visitate

quella di
f^.

da essere Giovanni in

fatto

religioso,

e vivente s'era

fat-

to erigere

un mausoleo), accompa-

Laterano.

An\o Santo.

gnato da cinque Cardiiuili, dal con-

CLE
te di Beaufort
nipoti,

CLE
da tre e da altri
tri,

37
il

suo

fratello,

da un

parente,

Cost al Pontefice suo successore quel trasporto da 5ooo scudi d' oro ; ma quelle ceneri per la rabbia degli Ugonotti, al paro

personaggi.

proprio fratello, sei nipoti, e quattro parenti. Due soli santi canonizz nel cio s. Ivone di Trequier 134/ morto quarantaquattro anni prima
j

giacch fece Cardinale

e Roberto fondatore,

che

quelle di

Clemente V, furono

bate del monistero di

primo abCasa di Dio,


professato

dipoi sparse al vento.

ove
la

Clemente VI avea
s.

Era Clemente VI dotato di profondo sapere, merc una memoria tenacissima, e per la quale mai non dimenticava ci, che una volta a\esse letto; memoria che vuoisi gli provenisse da una ferita da lui ricevuta sul capo, onde gliene era rimasta grande
qualit della niente univa questo Pontefice la dolcezza, la compiacenza, e
cicatrice.
tali

regola monastica.
piuttosto

Altri

aggiunil

gono
le

Eleazaro di Savran,
pare
del santo.

canonizzato

quada

Urbano V nipote
di
lui

Do[)o

la

santa Sede

vac undici

giorni.

CLEMENTE VII, Papa CCXXIX.


Chiamato
liano

prima questo Pontefice Giulio de'JMedici, era figlio di Giude' Medici, stato

ucciso a'

26

la

grazia nel tratto,

e per

la

sua

aprile dell'anno

147^

dalla fazione

clemenza ebbe ragione il Petrarca di come Clemente di nome e di fatti. Portato egli era sovrattutto
lodarlo
alla za,

dei Pazzi, e di Antonia o Antonietdel Cittadino o dei Gorini. Alcuni lo tenevano per figlio naturale, finch Papa Leone X, suo cugino,
ta

liberalit

ed

alla

magnificen-

che spiccare

faceva persino nei

da sei in sette medici ad un tempo, ed in tutto vivendo anzi da gran principe che da Pontefice , persuaso
che lo splendore era dovuto alla grandezza del sublime posto che occupava. Spese coi poverelli oltre a
centomila
fiorini, sebbene assai piti ne spendesse a pr de'suoi parenti.

suoi famigliari, stipendiando

secondo alcuni, e suo zio, secondo altri, noi dichiar legittimo sopra prove plausibili di un malriinonio
segreto tra Giuliano ed Antonietta,

che
fri

altri

Giulio

l'esilio,

chiamarono Fioretta. Sofda cui per opera dei

Pazzi fu colpita la schiatta dei Medici, ed in quel fiattempo nell'et


di

diciotl'anni entr nell'Ordine dei cavaheri di Rodi, ovvero di Malta, che

Sei antichi

storici

della

sua vita,

am
X,

Baluzio, tom. II. p. 263, rilevano pi le virt che i vizi di si


il

presso

subito

sempre protesse. Ma Leone dopo la sua elezione al


fece abbracciare
lo

pontificato, gli

chiaro Pontefice, quantunque


nelle

tutti

stato ecclesiastico, e nel

convengano nella sua prodigalit, immature sue promozioni al

desimo

della
ali

giorno mesua incoronazione lo

nomin

arcivescovato di Firenze,

Cardinalato, e nella sua inclinazione all' esaltamento della propria famiglia,

ed alcuni mesi dopo creollo Cardinale diacono di s. Maria in Domiiica,

e della propria patria. Quattro


di

promozioni
in cui

Cardinali

fece
,

egli,

a Cardinale prete del titolo di

promovendolo successivamente s. Loin

ne

cre
1

venticinque

cio
e
i

renzo
di
S.

Damaso,
,

a vice-cancelliere

nel

134^, nel nel i35o; ma


ed
i

343

nel

i348

in tutte

antepose

della

francesi

piopji paienti agli al-

gna,

ad amministratore chiesa di Giroua nella Spadi Agrra nella Germania di


e
,

R. C.

38
Narbona
li

CLE
nelle

CLE
,

Gallie

e di Ascoin Fi,

in

Italia.

Celebr
si

Giulio

renze

un

concilio

provinciale

qual Cardinale
corato
eziandio

trov presente iu

quello di Laterano,

rimanendo delegazioni
di

delle

do alla dieta, eh' essi tenevano in Norimberga, il Cardinal Campeggi, il pi destro dei Cardinali nel maneggio degli affiiri ; malgrado per la sua destrezza non pot quel Cardinale far neppure giustizia contro alcuni
le

Bologna, di Piavenna e di Firenze. Per lui in Roma fu instituita l'arciconfraternita


della

preti,

quali,

innovazioni

di

Lutero,

si

secondo erano
suoi
il

Carit
,

sov-

ammogliati pubblicamente nella diocesi di

venimento de' poveri


ec.,e durante tutto
il

de' carcerati

Strasburgo. Resi inutili

Pontificato di
la

sforzi

Norimberga,

pass

le-

Leone X, a
le

lui

era addossata

mo-

degli affari.

driano VI a Leone
del

Succeduto per AX, dall'invidia


fu

gato ad un'altra assemblea, che doveasi tenere a Ratisbona; ma frattanto


sito
il

Papa protestava contro

l'e-

Cardinale

Sederini
al

dipinto

di

sinistramente

nuovo

Pontefice

teste

Norimberga, alle quali profaceva pur eco Carlo im-

siccome quello che avesse raccolti per s i tesori, cui la camera aveva profusi nel pontificato di Leo-

peratore.

ne X. Tutta volta riconosciuta la sua innocenza, da Firenze, ov' erasi ritirato, fu richiamato a Roma, accolto con sommo onore, e nella morte di Adriano VI, da'Cardinali congregati, dopo cinquanta giorni di conclave,
ai

In mezzo a tali dissidii se Clemente VII provava il conforto da un lato di approvare l'Ordine dei Teatini [Vedi), instituito da GinnPietro Caraffa, in una a Bonifacio del Colle, a Paolo Consiglieri, ed a s. Gaetano Tiene l'anno iS^/J., di celebrare iSsj l' ottavo nel

i8

novembre

iSiS,
egli

per

Anno

santo (Vedi), e di veder


cappuccini

l'

in-

atto di adorazione eletto venne


tefice.

Ponfat-

stitdzione dei

per

ope-

Volle nondimeno

che

ra di Matteo Boschi
si

to venisse l'usato scrutinio, nel


le

qua-

era

esposto

l'anno i^iG, dalP altro lato a s

nato col

rimanendo confermato, fu coronome di Clemente VII in s. Pietro ai 26 del detto mese, n mai prese possesso della basilica LaAffatto pacifiche furono le inclina-

terribili

frangenti

non

mai
la

dal-

la

Chiesa provati dopo

sua ori-

gine. L'ascendente preso in

dall'imperatore Carlo

Europa dopo la fa-

teranense

mosa

battaglia

di

Pavia, fece assai

temere

nelle principali

potenze per

Clemente VII appena fu rivestito della dignit Pontificia, ed in sulle prime adoperossi studiosamenzioni di
te a
ristabilire
la

l'equilibrio generale politico.

Laonde

a persuasione

del

re d'Inghilterra,
la cos deti

fu sottoscritta a
ta lega santa, tra
gl'inglesi,
il
i

Cognac
il

concordia

tra

Papa,

francesi,

principi cristiani, affine di rivolgerli poscia contro i nemici del cristianesimo; ed ammise alla sua grazia il Cardinal Soderini, suo antico e-

veneziani, gli svizzeri ed

mulo, per cui


panegirista. Nel

lo

riebbe

amico,

primo anno della sua esaltazione tent di guadagnare lo

infermo spirito dei Tedeschi^ invian-

Milano contro gl'imperiali. offese grandemente l'animo di Carlo V, che tosto pubblic la guerra contro Clemente VII. I primi a darne principio furono i Colounesi, nel modo che diall'articolo Colonna (redi). cesi
di

duca

Quest'alleanza

CLE
Napoli Ugo Moncada. Per cui sorpresa la citt Leonina, il Papa si rifugi in Caajalali
tlal

CLE
do
d'
dell' assedio

39
principe

vicer

di

Filiberto

Grange

luterano, e la capitale del

mondo
lommeo

cattolico,

stel

s.

Angelo,

ed

il

palazzo

vati-

zioni del

celebre

secondo le prediconladino Bartoil

cano and saccheggiato.


Ria
cesi
i

Garosi, detto

soccorsi ritardati dai

fran-

dalla forza del suo brando, ai

Brandano 6 di

dagl'inglesi, e lo spirito sodel

verchio di economia

Pontefice

indussero quest' ultimo a sottoscrivere una tregua di otto mesi col

maggio suddetto si arrese all' inimico, e fu abbandonata al pi spietato saccheggio. Per due mesi interi i soldati imperiali, per la maggior parte
luterani, spogliarono
il

Moncada
cenziare
le

vicer

di

Napoli, ed a
Il

li-

Roma

di tutto

proprie truppe.

conte-

sagro, ed

il

profano, e commise-

stabile di Borbone, che avca abbandonato il servigio dei francesi, affine di passare a quello di Carlo non soffri quella tregua , ed , agendo di concerto con Giorgio conte di Francspeig o Fronsbcrg, si

ro

ogni sorta di scelleraggini. Radunati finalmente in una delle cap-

pelle del
le

Vaticano

rivestiti

del-

deposero sacrilegamente Clemente VII, e proceCardinalizie,

cappe

dendo
tefice,

all'elezione di

un nuovo Ponle osser-

prevalse

dell'inerme slato Pontificio


la

contraffecero in tutto

per saccheggiare

citt

di

lloma.

Non tocc per altro al conte di Fronsberg, ad onta che il fanatico luterano avesse impegnato il proprio patrimonio per arrolare gente,

di

venire a
disegni,

capo de' suoi perquali faceva por-

vanze del conclave, e proclamarono Lutero. Intanto Clemente VII, che al sopravvenire de' nemici s'era ritirato nel Castel di s. Angelo, vi stette per sette mesi, cio dai 6 maggio ai 9 dicembre, soffrendo somma
miseria ed

versi

pei

angustie

indicibili.

Era

tare

tra
di
il

le

sue

bandiere un

ca-

pestro

seta

e d' oro,

destinalo,

secondo
il

suo dire,

strangolare

rigorosamente proibito il somministrargli cosa alcuna al segno che una donna mossa da compassione, avendogli
calate

in

collo stesso onore die s fa Turchia agi' illustri scellerati. Dopo aver egli trascorso il Bolognese portando ovunque stragi e desolazione,

Papa

alcune

lattughe

dalle

mura

del castello, fu fatta impicca-

fu colpito
sia

da un tocco
frontiere

di

apople-

sulle
il

della

Romagna.

Ma
alla
l

contestabile,

raccolte in

un

tratto le genti di quello sciagurato,

40,000 uomini assa6 maggio iSi'j la citt dalla collina, che guarda la fortezza di s. Angelo verso lo spedale di s. Spirito. Se nonch al primo, o, come altri
testa di
a'

re dal comandante delle truppe spagnuole a vista del Papa. Costretto al fine ad arrendersi a durissime condizioni, pagar devette il riscatto con 400,000 scudi d' oro, dare in ostaggio alcuni de' suoi pi cari, ed essere con tredici Cardinali guardato a vista. Per agli 8 dicembre,

dubitando de' suoi nemici, sotto


scorta di

la

Luigi

Gonzaga

di

notte

tempo

dicono, al terzo attacco, mentre ap-

catante ad Orvieto, dove

poggiava una
citt presso
il

scala

al

muro

della
fu

palazzo
di

Salviali,

colpito
lo stese

da una palla

cannone, che
al

morto. Sottentr

comau-

ne fugg in abito di merl' ebbe ad ospite per sei mesi il Cardinale Nicol R.idolf suo parente e vescovo di quella citt, donde pass a Viterbo, n fece l'itorno a Roma che
se

4o
ai

CLE
6
Il
<\\

CLE
anno seguente
uscito

ottohic

(Icir

vrebbe mai acconsentito


di

alle

voglie

Enrico, se non
noglie legittima,

nella

condizione
avesil

Pontefice

per

da

un
in

di

comech

cattivo passo

andava
diverso

cadere
dal

se gi

con

altri

prostituito

pro-

un

altro

bene
si

ma non meno
]uando
rico Vili

pericoloso.

primo, Sin da

prio

onore.

trovava ad Orvieto

En-

re d'Inghilterra, gi per-

Ben sino dai "i dicembre i533 Clemente VII avea fulminata contro il re la scomunica se non si fosse

duto negli amori di Anna Bolena geneialmente tenuta per naturale figlia da lui avuta dalla viscontessa di Rochefbrt nel tempo che il suo consorte era ambasciatore a Parigi,
chiese al Pontelcc
"voler

ricongiimto

a Caterina

separan-

dosi dalla Coiena,

ma

nulla valse;

per
ta

lo

che in un concistoro

tenu-

to a' 2 3
la

marzo i534 fu sentenziavalidit del primo matrimodi


lui le

Clemente VII
invalido
il

di

nio di Enrico Vili, e quindi fece ca-

annullare

come

suo

dere sopra

censure,

nelle

matrimonio con Caterina d'Aragona, zia di Carlo V, ad onta che


avesse con essa
l'otto

quali era incorso col secondo

nodo
il

ancora occulto. Mont in furore


re;

vissuto

per

ven-

anni. Fondavansi le sue pre-

tese suir essere stata


glie di

Caterina
di

mo-

Arturo
la
li

fratello

Enrico,

con im decreto degli stati d'Inghilterra abrog interamente l' autorit Pontificia da tutto il suo reame neg il tributo annuale, che
;

e juindi sul doversi considerare co-

sin

dal

tempo

del

l'e

Ina

l'

Inghil-

rno invalida

dispensa,

che

da

terra

Papa
ta

Giulio

aveva allora ottenu-

pagava alla santa Sede; intipena di morte a chiunque anel

per contrarre secolei il matrimonio. Teologi e cortigiani venduti


se ragioni

vesse riconosciuta

Papa

la

su-

prema
se
tefice,

autorit

ecclesiastica;

estin-

appoggiavano quelle falma il santo Padre ordin, che una congregazione sotto la presidenza dei due Cardinali Camall'

interesse
;

tutte le preci

pel

romano Ponlita-

sostituendo invece nelle


enorinitalibns,
gli

nie

db episcopi Romani tirannide,


libera
ecclesia-

et dctcstands

peggi e Volsei esaminasse in Inghilterra

nos Domine; costrinse


stici

quella
si

vertenza.

Tuttavolta

Caterina

appell alla santa Sede

come capo
costituito
sto.
Il

a riconoscerlo con giuramento della Chiesa , e come

contro quella congregazione,

dimole

immediatamente da
stabil

Cri-

strando come troppo


sfrenatezze del
re.
Il

secondasse

perch fece una nuova ordimolti erto-

Pontefice com-

nazione di vescovi;
i-ori

mise questa causa famosa a Paolo Capizucchi decano della ruota. Esaminata per lentamente col fine che il tempo recando qualche novit,
l'

de' luterani,

e filialmente,
le

gliendo da tutte
glio di

sette

un miscure-

dottrine, band dal suo

gno

la

Religione cattolica.

costringesse

il

re a desistere dalil

In questo mezzo sempre maggiore

ingiusta pretensione,

re

invece

costituendosi arbitro, decise la causa

a suo favore, scacci

il

Cardinal
il

Campeggi, priv
la

della sua grazia


1

Germania la ePer arrestarne i progressi, venne nel i529 celebrata in Spira una dieta, a cui il Ponstrage flceva nella
resia
di

Lutero.

Volsei, e spos segretamente nel


liolena,

533
a-

come

quella, che

non

tefice invi il proprio nunzio, affinch riconciliasse gli animi. Ferdi-

CLE
nanclo,
fratello

CLE
la a

4r
ci che

di

Carlo V, aveva

quanto

fosse stato tralasciato in


i

stabilito in

quella dieta, colla


dei principi
delle

magcitt
il

quella occasione, di
antichi prescrivevano

riti

gior parte

per

la

coro-

imperiali, che

osservato

venisse

nazione dei Cesari,

decreto

da

Cesare

pubblicato
;

in

Worms
ti

contro

gli eretici

ma

molin-

altri

principi della
,

Germania
si

ietti

del luteranismo

protestarono
appella-

e, seguendo l'esempio di Leone X, permise che il regno di Napoli, durante la vita di Carlo V, fosse congiunto ed imito colr impero germanico. Seguita la con-

contro

un
all'

tale

decreto,

cordia tra

il

Pontefice e

Carlo V,
i

imperatore ed al futuro concilio, per la quale protesta acquistarono


i

rono

questi uniti spedirono contro


rentini

fio-

un

esercito

comandato
il

da
co-

luterani

il

nome
li

di

Pio-

Ferrante
tare
il

Gonzaga,
i

quale

li

tcstanti [Fedi),
gli

che

distingue da-

strinse a ricevere

Medici,

mu-

altri

eretici.

come
ad

tante

sciagure
l'

stassero

aflliggere

non baanimo di

Clemente VII, giunsegli la notizia che Solimano con inusitato apparecchio


militare disponevasi contro
di
il

governo loro politico in ed a nominare per monarchico primo duca di Firenze Alessandro figlio naturale di Lode' Medici
, ,

renzo

II,

e c|uindi
,

nipote

di Clesos-

mente

VII

comech

altri

Ungheria. Ferdinando, re di quel regno, ricorse per soccorsi al santo Padie, il quale gli concesse le de-

regno

tengano, che ne fosse figliuolo prima che divenisse Cardinale Nel


.

cime
in

ecclesiastiche,
il

promulg una
cattolico,

bolla per tutto


cui

mondo
piena

concedeva reame,

indulgenza
quel
,

53 1 essendo stato eletto Ferdifratello di nando re d' Ungheria Carlo V, in re de' romani. Clemente VII ne conferm la elezione
1 ,

a quanti avessero aiutato


riclitante

pe-

o con denari
di
al

o
mi-

per la salute dell' impero, e della lepubblica cristiana, come si espresse nella sua

col

sussidio

militare.

Nondimeno
qual
di

bolla.

Clemente VII non perdeva ra la pace con Cailo V,


fine
il

Erano
glio di

inoltre

due

anni
di

che

si
fi-

parlava del matrimonio

un

Papa

si

rec

nella

citt

Uologna l'anno i52f>, ed ivi fu Carlo V ad incontrarlo, rimanendo intanto il governo di Roma a quattro
tra

Francesco I re di Francia con Caterina nipote di Clemente VII; ma impossibile sembrava a quasi tutti, e dallo stesso Carlo

Cardinali.

Celebrata

la
i

Cesare,

veneziani, ed

pace duchi

lui
la

giuoco era

stimato.

Tuttavolta

di Milano,

di

Savoja, e di Mantoai

va,

il

Papa

24

febbraio
la

i53o
im-

diede solennemente
periale a Carlo,

corona

e fu egli

l'ultimo

ricuperazione del Milanese promessa da Clemente VII a Francesco T, colla riunione di altre grandi signorie, cotnpcns la sproporzione di un fu conchiuso tal nodo. N s tosto

imperatore, che dal


fice

romano Ponte-

la ricevesse.

rito,

Carlo V tenne la stalla quanto tempo


giorni

Secondo l'antico colla corona in testa ed addestr per alcavallo su cui Clee

r affare, che il Pontefice part Caterina sua nipote dell'et di


<lici

con
tre-

anni

per recarsi

Marsiglia.

Le
Pisa

galere di

Francia

il

a riceverlo.

Nella

andarono prima
il

a
di

mente VII era montalo,


il

Pontefice suppl con

dopo pochi ima lx)l-

(juelle

galere precedeva
coli'

ss.

Sacra-

mento,

uso

solito

de' Pontefici

42
che viaggiano,
glia

CLE
ctl

CLE
dussero
tero che
al
gli

entralo a Marsi-

sepolcro.

Alcuni credel-

fece

il

solenne
tutti
i

suo
corpi

ingresso
ecclesiagli
ufli-

fsse slato

dato
il

il

ve-

preceduto da
stici

e secolari, e

da tut
quelli

ziali

della corte Pontificia,


di

dalla

medico della sua morte cangiandogli maniera di vivere ; ma qualunque ne sia


altri

leno;

incolparono

maggior parte accompagnato


e
d'

del re,

ed
Nel
sic-

stata la cigione, egli

cess

di

vi-

dai duchi d' Orleans,


figli

vere neir et di cinquantasei

anni,

Angoulme
legali,
s'

del

re.

dopo
ci

sei

mesi di malattia,
la

avendo

giorno seguente

due Cardinali
al

governata bre del

Chiesa dieci anni, die-

come
legio

seguiti

dal sagro Colre per parte

mesi, e sette giorni, a'


I

25 settemCardinali
,

inchinarono
Santit.
in

')34.
,

Lasci

ai

del Papa, e lo condussero all'udienza di sua


liberalit
11

re

port
fino

la

quell'incontro

RidolQ e Medici suoi esecutori testamentan , certa somma di denaro per l' erezione si
,

Cibo

Salviati

dare pensioni
eccettuato
e diede al
il

tutti

Cardinali,
de' Medici

del suo sepolcro

s'i

di quello di

Cardinale
la

Leone X,
bricati

sepolcri

che furono fab-

Papa

celebre tappez-

nella

chiesa della

Minerva
Clemente Leone X
descrivesi

zeria o arazzo, tessuta di seta d'oro,

dei padri domenicani, e in cui furo-

e rappresentante la
re, eseguite presso

Cena
il

del Signo-

no
a'

trasferite

le

ceneri di

disegno di Lioquale
nel

VII, insieme a quelle di

nardo da Vinci,
si

la

tuttora

6 giugno
jlinerva.

i5\-i,

come
s.

ammira
si

in Vaticano,
al

modo
pag.

all'articolo

Chiesa di
Vedi.

Maria

so-

che

disse

volume
Il

IX,

pra

5o
suo
lo,
lare

del Dizionario.

Pontefice dal
re

Fu Clemente
fausta

VII Pontefice d'in-

canto

don
passava
,

al

un corno
una
singo-

memoria,

ma

d'invitta

co-

di rinoceronte

legato in piede d'ojier

stanza nelle calamit.

Se fu fortu-

che

maravigUa

facendo

inoltre
oltre
i

(piatir
sei

Cardinali francesi,

che gi esistevano nel sagro ColIl

legio.
la

Papa medesimo

fece poscia

cerimonia del matrimonio di Caterina de' Medici con Enrico duca d'Orleans, e contro l'antica consuetudine de' suoi antecessori , s' assise
consorte
del

nato come Cardinale, fu sfortunatissimo come Pontefice, sia che ci provenisse dalla severit de' suoi ministri, troppo austeri colla plebe, per cui questa si mostr indilferenle alla difesa di Roma; o sia che ne avesse parte il suo naturale, ora poco, ed ora troppo risoluto Certo che il suo pontificato venne
funestato tanto
della dalla
eresia luterana,
d' Inghilterra,

a mensa colla regina re Francesco.


Ritornato
Fi'ancia a
a'

propagazione quanto dallo


e dal

io
,

dicembre
il

dalla

scisma

memotali

Roma
il

Pontefice procondizioni per

rando
cagioni

sacco
fu

di

Roma.

Per

pose

a' protestanti

le

tristamente
stato

dipinto

da

celebrare

concilio generale;

con-

molti

scrittori,

bench ninno pos^


grave
nelle

dizioni, che da essi furono rifiutale, essendo principale loro studio di efficacemente impedirlo. Frattanto Cle-

sa negare essere

sue azioni, sagace e di grande ingegno, dove non gli avesse fatto velo
il

mente VII cominci a provare


<li

dolori

timore.

stomaco,

a'

quali

sopravvenendo
il

Approv Clemente
Concezione
della
13.

1'

offizio

della

la

febbre ed altri accidenti,

con-

V.

composto

.,

CLE
tlal

CLE
del

43

Cardinale Francesco Quignonez;


la confraternita

toghese, spedito quale an>l)asciatore

conferm
sario
,

Ro-

da Davidde
detto
gli
il

imperatore di Etiopia,

ne ampli

le
,

indulgenze

prete Giovanni, per rencler-

concesse da Sisto

IV

da Leone
;

a quelli che lo recitassero


i

rati-

la

obbedienza, siccome a capo delChiesa universale.

fic

privilegi da' suoi predecessori


a'

molto benemerito del santuario di Loreaccordati


carmelitani.
to,

Fu

nella cui santa cappella celebr

la

messa.

Concesse
di

l'

ufizio

della

Clemente VII procur l'ingrandimento della sua famiglia Medici, promosse al cardinalato il cugino Ippolito, che non lo meritava, e due parenti. Fra quelli poi, che
scrissero
la

Montepulciano; perfezion le strade da Leone X incominciate, e che da Eoma conducono alla porta Flaminia Affine d' impedire i maggiori piogressi del luteranismo, ordin agl'inbeata

Agnese

vita

di

questo

Papa

Jacopo Zieglero Laudavo la compil con que' neri e falsi colori, coi
quali
le
i

settarj

sogliono

descrivere

azioni

de' principali ministri del-

quisitori del

s.

ofiizio

di

procedere
i

in materia di
ri

fede contro

regola-

la Chiesa Romana, ed riportata da Giorgio Schelhornio nelle sue Amenit della Storia Ecc. e Let-

di

qualsivoglia
di
i

religione;

rivoc
III,

teraria,

tomo

II,

p.

287.

la

costituzione

Alessandro

CLEMENTE
Chiamato

Vili,

Papa CCXLT.
Pontefice
un' anti(/'^.

proibendo che
potessero in

figli

spuri de' preti

prima

questo
di

tempo alcuno succedebea-

Ippolito Aldobrandini,

re ai benefizi dei loro padri;


tific
i."

chissima famiglia di Firenze


DOBRAJfDiNi
citt

Al-

Lorenzo Giustiniani ad istanza del doge Andrea Grilli; 2." nel iSay il b. Pietro
nel
s.

i524

di

Famiglia), nacque nella Fano. Il padre suo Sil-

vestro Aldobrandini bandito da Fi-

di

Luxemburgo
il

de' conti

di

Ligny;

renze dal
<lici

duca Alessandro
1527,
si

de'

Megodi
di-

e riconobbe, sebbene

non

solenne-

nell'anno
detto

trovava
di

mente,

ttolo di

beato avuto nel


Cardi-

in

luogo
di

in qualit

martirologio di Francia dal


Arles, ed

vernatore

pontificio.

Nella citt
sotto
la
si

nal Lodovico Alemanni, vescovo di


il

Ferrara e
rezione di
plic

Bologna
alla

b.

Pietro

Gambacoila
s.

Gabriele Paleotti

ap-

fondatore degli eremiti di

Girola-

Ippolito

giurisprudenza,

mo, concedendo ancora


lo
^'ivae

coli'

oraco-

vocis
di

al

convento de" dofiie

la

menicani messa

Forl di
b.

l'uffizio

del

nell'anniversario

Jacopo Salomon! della sua morte;

approv mentre era


rici

in Bologna, ai i8 febbraio i533, l'Ordine de' chie-

quale saPi in molta fama Quindi passato a Roma, occup il posto di avvocato concistoriale lasciato vacante dal padre suo. Fatto dipoi da s. Pio V uditore di R.ota in luogo di suo fratello creato Cardinella

nale

nell'anno
s.

J70,
detto

insieme
il

al

regolari di
detti

s.

Paolo volgarmen-

nipote di
le

Pio

Cardinain

i Bariiahid [Piteli), e fece promozioni di Cardinali, nelle quali trentatre ne annover al sagro Collegio. Eb])e per ultimo la paterna soddisfazione di veder giungere a s Francesco Alvarez por-

te

Alessandrino,

inviollo

legato

tredici

Ispagna, in Portogallo ed in Fran-

V fu nominato datamaggio i585, ed ai 18 dicembre dello stesso anno fu creato


cia.

Da

Sisto

rio a' 17

prete Cardinale di

s.

Pancrazio, ve-

44
iciido
ijil(Mi7.ic>i'e

CLE
neir anno seguente fatto pema^iiiore, e nel iSbiH spein

CLE
tre

precedenti

Pontefici

accaduta

nello spazio di sedici mesi.

dito legato

Polonia per
dell'

procace

tiure la iibeit
stria,

aicidnca d'Au,

cui

Prima di accettare la dignit, a neppur pensava, prostrato l'Al-

prigioniere
in

de' polacclii
di

tornato
ria

Roma colmo

glo-

ottenne la badia delle tre fon-

tane.

Morto Innocenzo
ci^mbre del
i

IX
i

ai

3o
i5c)2

di-

'19

sacri

elettori
al
1

dobrandini dinanzi l'altare, chiese a Dio che arida si riducesse la sua lingua innanzi che desse il consenso, laddove dovesse recar un danno alla cristianit. E fu allora notato eziandio che nel cambiare le
vesti

passarono
i'ardinali
liti.

ai

io

gennaio
divisi

Cardinalizie
tolti

nelle

Pontificie,

conclave per dargli un successore.

volle che

fossero

dalla

tasca

erano

in

due partra

della sua sottana e conservati, quai

La maggior parte
il

per, e

stromenti di divozione^

la

corona
usati

essi

Cardinale
a

Marcantonio Coil

lonna, voleva per via d' adorazione


eleggere
l'ontefce
s.

che da

r
lui,

ullcio

della

Madonna
il

indi

prestato

consenso,

Cardinale

chiamossi Clemente Vili;


col pontificato
gli

nome che

Santorio detto di
tre gli
altri

Severina, men-

era stato predet-

volevano escluderlo.
si

A
lo

to

da

s.

Filippo Neri.

tanto avanzossi l'ardore delle parti,

die

primi
gli

adunarono
nella
di

per

Ai 2 febbraio dal Cardinale Alfonso Gesualdi, decano del sagro

scrutinio nella solita

cappella Sisti-

na, e

altri

Paolina
In

con

grave pericolo
txjnfusione
il

scisma.

quella

Cardinale tiecano
di
11

non
voti

Clemente Vili fu ordinato ai 9 dello stesso mese privatamente venne coronato dal Cardinale Sforza primo diacono, menCollegio,

vescovo, ed

trovava
M'iiza

modo
al

numerare
Cardinale

tre ai

2 aprile prese solenne

pos-

errore.

Ascanio

sesso della basilica lateranense

monpos-

Colonna

ricevere

un

biglietto del

tato sopra
sesso,

una mula, in

tale

suo parente Cardinale Marc' Antonio Colonna di contrario partito, sorse improvvisamente in piedi, e mosso da interno impulso disse ad alla vxjce: Ascanio Colonna ?ion vuole s. Severina Papa, perch non dato da Dio, e ci detto, comunque fosse
tlagli

desciitto dal

monie Giovanni
stribuito dietro
i

maestro Mucanzio,
Pajja
delle

di ceii-

fu

di-

consigli

del
il

Carsolito

dinal

Gesualdi

dal

medaglie d'oro e d'argento da molti anni intramesso, bench dal cerimoniale


prescritto.

presbiterio, o

dono

altri

trattenuto cos da
il

quasi
usc.

stracciarsi

rocchetto,

se

ne

Allora furono proposti


voci alcuni altri
accettati,

per

diverse

redini del

tinche

che non vennero dopo con generale


anni
cinquantasei

Tosto che Clemente Vili prese le governo pontificio, stabd ima congregazione detta della visita,

applicandosi egli

medesimo a
le

vi-

consenso fu eletto Ippolito Aldobrandini


a'

sitare

personalmente tutte
e

chiese,

nell'et

di
i

monisteri, spedali e confraternite di

3o gennaio
gli

')()?..

Condotti a ci
solo peila

Roma,
terano,

(tuono

elettori
in

non

sa pati'iarcale di
allineile

cominciando dalla sua stesGiovanni in Lus.


su
quell' csenqiio

molta stima
t di lui
,

ma

che tenevano le virancora per la stessa


precipitata

tutte le chiese della cristianit aves-

memoria

della

morte

dei

sero emendati

gli

abusi

sia

ne' co-

CLE
stami, e sia nel culto
divino.
di

CLE
Per
alla

4^
ai

per

lo

addietro ristretta
a
tutti
gli

soli

ge-

questo

medesimo
di

fine

purgare

suiti,

ogni semeute

male
i

incit

principalmente ai
l'

Ordini religiosi, mendicanti, coli

piet ed allo studio


ti

giovani studenquelli

obbligo solo di dover


essere
inviati

missionaai

nei seminari,

come

ch'esser

ri

pel

Portogallo
Indie

debbono il propugnacolo della religione: nondimeno moder le severe legmal progi, che contro i chierici
mossi agli ordini
sacri,

rispettivi
rientali.

superiori

nelle

O-

contro

vescovi promo venti erano state emanate da Sisto V. Similmente con altra bolla ordin ed insti tui in Ro-

Queste provvidenze prese per Io prosperamento degli Ordini religiosi andavano del pari in lui con ogni altra misura che tendesse a
pi'omuovere in qualunque guisa lumi e culto, ed a diffondere
i

il

ma

r esposizione volgarmente detta delle quaranta ore, ed utili regolamenti pose in varii Ordini religioAssegn ai padri domenicani si.
il

la la

piet.

Quindi approv

in

Roma
;

confraternita della B. V. del sulfiaeresse poco prima instituita pure in Roma, con notabile van-

gio

luogo

pi

degno
Ordini

dopo
antichi
di
;

ca-

nonici, chierici regolari e secolari, e

taggio della religione

cattolica,

un

monaci ferm
cilia

degli
la

coni

collegio per la nazione scozzese, ac-

congregazione
s.
;

tutti

ciocch in essa istruiti


patria

giovani nel-

monisteri di
e

Basilio in Italia, Si-

la piet e nelle lettere,

tornando in
il

Spagna

rimise

in

sistema

potessero

ristorare

culto

l'Ordine de'Benefratelli eretto da Sisto V (anno i5c)7.); rinnov la proibizione gi fatta ai regolari dell'
e dell'altro sesso, di

distrutto della fede;

un
per

altro collela

gio eresse in
italiana,

Roma
dal

giovent
lui

uno
i3

che

nome
e

di

fu

non

far donativi
ai

detto

dementino,
e

che fu posto

o regali (anno i594); ^PP^'ov


ottobre
rici

sotto la direzione
schi,

dei padi'i

i5g5

voti semplici de'chie-

confermalo

l'anno
di
d' Italia

Somai6o4;
abitare

secolari clAla

Madre
si

di Dio, e

viet a tutti g' italiani

nel

i6o4 permise che

propagas-

in que' luoghi fuori

dove
essere

sero in pi luoghi;

pubblic molti

pubblicamente
i

non sono
dichiar
il

esercitati

decreti per la riforma di


istituto,

qualunque

riti

cattolici;

non

ed approv

la

congregazio-

lecito a

veruno

confessarsi per let-

ne

de' Trintarii scalzi della ss. Tri-

tere

nit della redenzione degli schiavi;

assente,

ad istanza del Cardinal Baronio,


dell' inclita
stitu

e
ins.

dama

Fulvia Sforza
le

in

Pvoma
mentre

monache
zitelle

di

Chiara, che erano


sperse,

povere die-

o per internunzio al confessore n da questo ottenere l'asapprov il pontificale soluzione romano, il breviario, ed il cerimoniale de' vescovi; riun alla Chieruteni, e disa gli egiziani, ed
; i

un'

istituzione

chiar lecito
tir

a' cristiani

il

sen-

guale
fatta

quattro
pei
stati

anni
i

innanzi
quali

avea
es-

giovani,
raccolti

per

messa fuori delle chiese parrocchiali, e s il confessarsi da altri,


che lon fosse il proprio parroco. Per uno stesso zelo religioso conferm le leggi di Paolo IV, e di s. Pio V contro gli ebrei, scacciandoli prima da tutto lo stato, fuorch da

sere
ro,

da

un

povepofa-

ma

pio letterato,

dicevansi
estese
la
i

veri letterati; di pi
colt di
poli del

propagare

la

fede tra
della

po-

Giappone

China,

e LE
(

OLE
anno
o
o-

Roma, Ancona ed Avignone


iSc)i), pioibentlu
le a
liitli
il
i

Parigi colla fame, per cui


sto

nell'

anno

sci^nen-

Papa SiV, contrario dajprima ad Enri-

ciisliani

di

leggcrt;
alili

co IV,

mut
della

consiglio,

ed incaric

rilcnt'io

Talmud, con

libri
i'

suoi legati a nulla pii curare che gli


interessi
tire

gi condannati, clic

attaccano

religione,
il

e consenre,

nore di Dio e dei Santi.

a tutto purch a
scegliere
la

cui

a-

Ma
prirsi
la

a segnalali conforti dovea a-

vesse

Francia, fosse

l'animo di Clemente Vili col-

conversione di Enrico
i

IV

re di

caro alla nazione, e sottomesso alla Chiesa. La morte per di quel Pontefice,

Francia. Gli Ugonotti, gno, non aveano potuto


zione
nella

quali av-

e la rapida fine de' tre

suoi

volsero in glandi calamit quel recos'i

successori

Urbano VII,
i

solFo-

XIV, ed Innocenzo IX
tempo a ricomporre
agitavano
la

Gregorio non diede


che

care la grande maggiorit della na-

torbidi,

sua ferma

cattolicit,

Francia.
sal

non altri volesse quel regno non un re cattolico. Morto Enrico III l'anno 1^89 succedevagli naluralmcnle il Borbone re di
che
se

Ma non

appena

Clemente

VIH

al soglio Pontificio,

quei della lega,

che gli spagnuoli e tentando di trarlo al

loro partilo con ogni


tro, giunsero a far

mezzo pi

scal-

Navarra,

il

quale

nell' et

di

tren-

tasei anni prese il titolo di re di Francia e si fece chiamare Enrico IV. La pili general porzione del regno convenne per di non riconoscerlo per re di Francia, se non
,

che indirizzasse un breve al Cardinal di Piacenza ( il quale faceva in Francia le funzioni di legato), acciocch indus

cesse

francesi cattolici

scegliersi

abbandonava
gonolli.

il

calvinismo e
egli

gli

U-

sebbene

non
,

fosse

un re della credenza loro. Le camere del regno citarono il legato, e fecero un decreto contro la registratura
fatta

molto attaccato al calvinismo che altra volta avea abbandonato non voleva che il suo secondo cangia-

del breve,

ch'era
Parigi.

stata

mento
pegn
sei

comparisse
l)ens

strappato

dalla

Se non che Enrico IV, avvedendosi di non dover ripetere la corona che
dal parlamento di
dalla spada,

forza, e diretto dall'interesse.

S'imentro

continu

le

sue

condi

di farsi istruire

quiste, trattando ad

un tempo con
il

mesi da persone

illuminate,

ed

in

un

concilio nazionale, se ne fosse

stato mestieri,

e frattanto
il

promise
cattoli-

di conservare in Francia

persuadevano ad istabilire un patriarca in Francia. Clemente Vili rigett pubblicail

E.oma, e rifiutando alcuni vescovi, che

progetto

cismo in tutta

la

sua integrit. Nonalla

mente
vava

tali

negoziazioni,
;

ma

le colti-

dimeno
gli

ci

non bastava

formi-

dabile lega dei cattolici fomentata daspagnuoli, contrari agli Ugonotti,


la
il

che diede campo ai partiti degli spagnuoli e della lega di convocare, ai 26 gennaio
di nascosto
il

quale proclam a re dal suo canto vecchio Cardinale di Borbone sotto

i5c)3, gli stati

generali affine di ecattolico.

leggere
ci

un

re

Tuttavolta

il

nome
altri

di

Carlo X.

Pur

sceso egli
sei

nella
si,

tomba dopo cinque o


si

me-

suscitarono per quel tro-

no.

Enrico

IV,

esaltato

da

molti

dover ritardare almeno il trionfo di Enrico IV, serv invece ad accelerarlo. Perocch scopertisi palesemente i disegni degli

che

sembrava

prosperi combattimenti, avea stretta

spagnuoli,

che,

sotto le

specie di

CLE
religione,
cia,

CLE
di

47
diceva a

volevano aggiogale la Franfu fatto un decreto dal parladi Parigi, e fu vietata


l'ele-

Rota che cosa

si

Roma

dei torbidi della

mento

risposta: Si dice che

Francia, ebbe in Clemente VII

vazione al trono di alcuno straniero per ci che si opponeva alle leggi

ha perduta V

Inghilterra per la

sua

precipitazione, e clic Clemente

Vili

rendeva

fondamentali del regno. Ogni cosa quindi necessaria la conversione di Enrico IV; e Davy-duPerron, letterato illustre, e stimato assai da Enrico IV medesimo ebbe

per la sua lentezza perder la Francia. Tali parole fecero un grande


elfetto

suir
il

animo

del

Ponteljce

presso
il

quale adoperandosi inoltre


rito nel

gesuita Cardinale Toledo, accord

ad incominciarla dapprima, per mezzo di semplici conversazioni, che insensiiiilmente divennero regolari conferenze, alle quali
i

ad Enrico IV con solenne


luzione.
11

portico Valicano la sospirata

assodi-

Papa, oltre ad altre


fece

furono chiamati
celebri
dottori.

mostrazioni di gioia ordinate allora


in

vescovi,

ed

pi

Roma,

battere

una

meda-

Enrico IV,
dolalo
di
di

libeio

da prevenzioni,
e
la

glia col

uno

spirito eccellente

suo ritratto da ima parte, e con quello di Enrico IV dall'altra.

fermezza, conobbe e confess


tosto

In tale occasione

il

re diede
,

il

verit

che l'ebbe considerata, ma non ascrisse che alla grazia del Signore il cambiamento del suo
essa
s.

titolo di

cugino

ai

Cardinali

che

fino allora

avevano quello

solo di

cuore. Risoluta cos l'abiura, fu fatta

pubblicamente nella chiesa di


desistettei'O

caro amico. La lega cadde cos del tutto, n pi si nominata se non per detestare i falsi consigli di quei
francesi,
i

Dionisio.

quali .sedotti da

una

lar-

Won
nuovo

por

altro

quei
il

va di religione avevano dato


ai

mano

della lega dalle denigrazioni contro


re,

nemici della
1'

e dal dimostrare che


al

l'as-

ridotta
il

aveano

Francia stessa, e per quarant' anni


scelle-

soluzione stata data vescovo di Bourges,


gli
t'rt

re dall'arci-

teatro dei disastri e delle

di

concerto co^9^/-

ratezze.

altri prelati, colla

formula:

l'autorit della santa


,

stolica

Sede apodiveniva nulla Clemcnle


.

Vili, dietro
della lega, e

le

istigazioni

di

quei

Prima che seguisse l'assoluzione di Enrico IV, due fanatici, Pietro Barriere da marinaro fatto soldato e Giovanni Chatel figlio d' un panat,

degli sp;ignuoli, incli-

tiere di
la

Parigi,
il

attentarono

contro
,

nava pure in tale seiitimeiilo ; il che diede animo a quei della lega
di
vi,

vita di lui,
i

e l'altro nel

piimo nel l 'jgS 594. Questo secondo

dichiarare anatematizzati
i

vesco-

quidi gliela avevano


il

accorda-

ta.
il

Nondimeno
duca di

re invi a

R.oma

con una coltellata gli colp il labbro inferiore, e spezzogli un dente, di che accagionati grinnocenti gesuiti scacciati

Nevers per suo

amba-

furono dalla Francia.

sciatore insieme
te

ad un segreto agenapportatore di una lettera piena


di

Tuttavolla
perossi

premurosamente adoClemente Vili presso il mos

di sentimenti

fede e di preghieIl

narca

francese,

che Eiuico
gli

IV

nel-

re per ottenere l'assoluzione.


to

san-

anno
del

Padre procrastinava a concedersinch un giorno dimandando a Serafino Olivieri uditore


gliela
,

1604, malgrado Parlamento ebbe


,

sforzi

a
il

richia-

marli, ed a fondar loro

magnifi-

co collegio della Flechc

dove

do-

48
p
la

CLE
morte
,

CLE
tlepositai'e
il

volle

Roma come
dinale
vi
si

vice-Pontofice

suo ciioic. Frattanto nel 1^98 non avendo Enrico IV alcuna successione da Margherita di Yalois, colla quale si
era quasi violentemente sposato, ottenne dal Pontefice il divorzio, e la

Innico
rec
il

il CarAragona, Papa con grande co-

Avalos

d'

mitiva di Cardinali e di altri personaggi. Ivi spos l'arciduchessa

Margherita d'Austria
l'assente Filippo III

presente colre di Spagna,


di

permissione di
iVIedici
,

sposare
del

figliuola

Maria dei granduca di


letizia

ed

il

presente

Alberto arciduca

Austria con Isabella sorella di Filip-

Toscana. In questo mentre


rec

po; dopo

di

che fece rimanere


il

le-

all'animo

di

grande Clemente

gato

latore in Ferrara

Cardi-

Vili

nale Pietro Alilobrandini suo nipote,

l'arrivo in

Roma

d'Ignazio Pocien,
ve-

insieme al Cardinale Blandrata qual

vescovo di Woldomir, nella Russia


Polacca, e di Cirillo Terlecki
scovo di
,

governatore
ritorno a
Neil'

della

citt

e poi

fece

Roma.
1

Lucko

portatisi

ambedue

anno appresso
pace
al

399

resti-

espressamente al santo Padre ailiChiesa romana iie di riunirsi alla iell'anno iSgS, ed abiurare gli antichi errori.

tuita la
coli'

editto di

regno di Francia Nantes [Fedi), il sanvescovi di quel re-

to

Padre invi una pastorale esori

Se non che tornali


poterono
palatino

alle

tazione a tutti

proprie diocesi, non


cogliere
il

rac-

gno, animandoli
ogni
fede
la

procurare

con

frutto del loro

zelo per
di

l'opposizione fatta

dal

r accrescimento della cattolica , e l' osservanza delstudio

Kiovia, e dalla maggior parte dei magnati della Russia. Nello stesso

tempo arrivarono
tori

in

Roma due

ora-

disciplina ecclesiastica. Nell'anno 1600, celebr il duodecimo giubileo dell'anno santo {V. Anxo Santo

egiziani spediti dal patriarca di

XII), e nell'

anno seguente, pel


fascie

pri-

Alessandria, ed ai piedi del

sommo
li

mo
rico

invi

le

benedette

pel

Pontefice,

che
gli

teneramente

ac-

delfino Lodovico XllI, nato

colse, fecero professione di fede, e ri-

ad F^nIV dal matrunonio con Maria


affare richiam nel

gettarono

errori dei greci

sulla

de' Medici.

processione dello Spirito Santo, sulla reiterazione

Un grave
le

del battesimo, e sul

cure

del zelante Pontefice.

numero
fine

de' sacramenti,

pregando

in

dal i583 era uscito colle

1602 Fino stampe di

per la riunione delle chiese di

Egitto alla Chiesa apostolica.

L'opera

per

altro

pii

gloriosa

del pontificato di Clemente Vili

Lisbona un libro intitolato: della concordia della grazia e del libero ardi Lodovico di Molina, gebitrio suita spagnuolo. Denunziato quel li,

certamente l'unione immediata del ducato di Ferrara allo stato della santa Sede, fatta col favore di Enrico IV, e contro
Cesare
d'

Este

il

quale

dell' imperatore coronar duca. V. Ferrara. Indi volendo consolare di sua presenza i suoi nuovi vassalli fino

per

l'

aiuto

se n'era fatto

bro air inquisizione di Roma, volle Clemente Vili che fosse rigorosamenquali te esaminato da otto teologi, mostrarono esservi in esso da sessanta proposizioni erronee e temerarie. Risposero i gesuiti, ed un'altra congiegazione , a cui vennero
i

allora soltanto feudatari, lasciato in

aggiunti due esaminatori a venti le proposizioni.

ridussero Allora
il

CLE
santo

CLE
coU'assisten-

49
i

Padre ordin che

naie non se ne fid, ed


tigiani restarono in

suoi par-

za de' Cardinali della

suprema

in-

timore fino alla


si

quisizione, degli esaminatori deputati

e de'

due generali

degli Ordini
gesuiti, le

li-

morte di Clemente VIII, che deva vicina.

cre-

tiganti,

domenicani e
ragioni
loro.

due

parti proponessero alla

za

le

congregazioni furono
tale oggetto,

sua presenQuarantasette celebrate per

N falsi furono que' presagi. Nel i6o5 Clemente Vili cadde malato,
suo male, con delirio continuo repentinamente della memoria e dell' intelletto, ed and cre-

ed

il

lo priv

ma per la morte di Clemente Vili, fu deciso l'affare da Papa Paolo V suo successore. Frattanto morta Elisabetta regina d'Inghilterra, e salito sul trono Jacopo re di Scozia, sperava Clemente Vili che con lui salisse pure
la

scendo in maniera, che


zo mor nell'et di

a'

3 di marsessantala
,

oltre

nove
Chiesa

anni

avendo
anni,

governato

tiedici

un

mese

quattro

giorni.

In

sei

pi'omozioni

fede di Cristo
le

ma
Il
,

infruttuose

canonizzati furono

cre cinquantatie Cardinali, e perlai Giacinto di s.


:

restarono

pie sue pratiche a tale

Polonia l'anno
fondatore
de'

i5g4,

s.

Romualdo
l'

uopo

introdotte.

re profess
e fu
i

la

camaldolesi
di

anno

religione anglicana

il

primo

eziandio ad esercitare
solo Vicario di Cristo.

diritti del

Che

se gran-

de amarezza
doglio
e

ci

i-ecava

all'

animo
fu

del Pontefice, cagione di grave cordella

morte
,

sua

vm

disgustoso
sottrarsi

accidente.

Un
e

reo pot
ricoverarsi

dai

birri

nel palazzo del Cardinale

Odoardo

Farnese, perch
dinale
gliene
i

cortigiani del Car-

aveano
birri
il

dato

modo
i6o3).
di
ri-

maltrattando

(anno

Montato

in

collera

Pontefice, co-

mand

al

governatore di

Roma

Pegnafort cio il di Barcellona l'anno 1601 primo l'ultimo solennemente, e s. Romualdo per equipollenza. Permise r uffizio e la messa al b. Lorenzo Giustiniani, e a s. Gio; Gualbeatific la b. Agnese di berto Montepulciano, e fece mettere nel martirologio l'omano i nomi del b. Ambrogio Sansedoni da Siena, del b. Gherardo Sagredo martire veneziano, e di s. Calogero eremita. Fu sepolto Clemente Vili nel Vaticano, donde venne poi trasportato a' 2 3

i5q5,

s.

Raimondo

procedere contro que' domestici,


soluto di riprendere
il

aprile

1646 ad un prezioso
di
s.

avello

signor loro.

fabbricatogli nella cappella Borghese nella basilica

In difesa di esso

si

presentarono alre catil

Maria
la

Magsanta

l'adirato Pontefice vari principi ro-

giore da Paolo

V.

Vac

mani, e l'ambasciatore del


tolico,
il

che riuscendo invano,

Sede ventotto giorni. Era Clemente Vili fornito


te virt, e zelante

di

mol-

Cardinale usc da E.oma, seguito da molti del suo partito. Ci valse a


pi accendere
il

per
la

la

propagazio-

ne del vangelo
dell'eresie, e
gli

Pontefice, e a voler
tulti

per

per 1' estirpazione conversione deInfatica,

pi fermamente
Tuttavolta
il

nel poter suo.

scismatici dell'Oriente.
i

duca

di

Parma Randel

bile in tutti

suoi

doveri

umile

nuccio Farnese, fratello


Pontefice, ed ottenne

Cardi-

di cuore, seppe

nondimeno manteoltrepassi

nale, corso in fretta in Pi^oma, plac


il il

nere
sarli.

pi'opri diritti senza

perdono
Cardi-

Pi volte

vide al tribunale

a'

dehnquenti. Per
VOL.
xiv.

altro

il

di penitenza; al divino

quotidiano

So
sagrifizio
,

CLE
preceduto
fatta
al

CLE
sempre
pio
dalla

dinal Pietro Aldobrandini,


di

la tratta

confessione

Cardinale

dodici mila rubbia di grano, por

Baronio, spargeva lagrime di piet;

ed un cilicio di che sempre cingeva il suo corpo, attestava la qualit

pagare col ritratto della medesima, il palazzo da lui compralo dal duca di Urbino della Rovere nella
,

delle sue penitenze.

Spesso anpreci

via del

corso

presso

s.

Maria

in

cora appariva alle


co' piedi

pidjbliche

ignudi,
si

massime nel temconvergior-

po

in cui

trattava della

Via Lata, che poi divenne propriet dei Doria Pamphily. /". Chiesa DI s. Maria sopra Minerva, ove
si

sione di Enrico

IV

ed ogni
sua

parla della

cappella

degli Aldo-

no teneva accanto
ni del

alla

tavola
gli

brandini, in cui sono sepolti diversi

tanti poverelli quanti

erano

anloro

personaggi di questa distinta e be-

suo
e

pontificato.

Dava
di

l'acqua alle mani, ne benediceva la

nemerita famiglia, non che colo Borghese.


questo Pontefice

l'arti-

nensa

li

regalava
quali
nel

qualche
altres
i

Alle cose fin qui dette intorno a


,

piatto della sua.

Visitava

bisognosi
f;anlo

ai

solo

anno
il

tuno di

riportare
tre

crediamo opporla compendiata


funesti
il

distribu
gli

trecentomila scudi,
afflitti
,

descrizione dei

avveni-

consolava

e durante

menti, accaduti sotto


tificato,

di lui pon-

suo governo

riscatt molti dalle

mafece

pei

quali le tre nobilissime

ni degl' infedeli.

famiglie
nel

romane

Cenci, Santacroce,

Clemente

Vili

i^gS

e Massimi, ebbero a vivamente

com-

Cardinale Pietro
nipote, cui afld
ministrazione
cio;
del

Aldobrandini suo
l'universale

piangere alcuni
,

dei

loro

individui

am-

governo

pontifi-

quindi cre

Cardinale Cinzio
segreta-

Passeri Aldobrandini, nipote suo per

che morirono o violentemente , o per la punitiva inesorabile giustizia, la quale colp pure Troilo Savelli di anni dieciotto, che fu decapitato
in

canto materno, lo nomin

Castel
f^.

s.

Angelo

a'

18

aprile

rio di stato, e volle che col Cardi-

l'g'j.

Cancellieri,

Mercato di

nal Pietro esercitasse l'autorit del

governo. Esalt alla porpora Giambattista Deti, della famiglia di Lisa Deti sua madre. Di sedici anni annover pure al sagro Collegio d

pronipote Silvestro Aldobrandini, e promosse alle primarie cariche pai

286, e i suoi Possessi, Quindi dovr per la verit convenirsi, che Clemente Vili non fu troppo severo , considerate le circostanze de' tempi , ma solo giusto ed imparziale a sua doverosa lode, ed in ossequio della pupag.
1

Romaj

a pag. 3

4-

renti secolari.

ra storia,

Puporta
sessi,

il

Cancellieri ne' suoi Pos1

Francesco Cenci, unico

figlio

di

54, erudite notizie suir acclamata elezione di Clemen-

pag.

te

Vili, e fa menzione del palazzo Aldobrandini incontro la chiesa dei

ss.

Domenico

e Sisto

in

Roma

e
in

della celebre Villa

Aldobrandini

Frascati.

pag. poi

5o5

racconta,

che Clemente Vili con chii'ografo de' 24 agosto 160 r, concesse al Car-

monsignor Cenci, che fu tesoriere di s. Pio V, era uomo di molte ricchezze, avendo ottantamila scudi annui di entrata; ma si lasciava dominare dai vizii pi enormi. Quemoglie ebbe sette sti dalla prima seconda Lufigli, e nessuno dalla crezia Petroni. Tanto egli odiava i
suoi
figli,

che nell'anno iSySavea

CLE
fabljiicata nel cortile del

CLE
suo palazzo,
il

5i
della uc-

governo in

cognizione

la

una chiesa dedicata a s. Totumaso, quale divenne anche parrocchia,


col solo pensiere di seppellirveli lutti.

cisioTie di

Francesco, cominci a fare


i

indagini per discoprirne


di

rei; quin-

Questa chiesa,
s.

la

quale chiamasi di
tuttora jus

Tommaso
de'
,

a'

Cenci,

patronato
gnetli

conti

Cenci
dai

Rolo-

fu

anticamente
il

Cenci
po-

venne carcerato in JNapoli Olimpio, il quale confess il delitto. Avvisato pertanto il governo di Roma, fece carcerare in Corte Savella, Giacomo, e Bernardo Cenci fi-atelli
,

edilicata sopra

monlicello formai

Beatrice

sorella, e

Lucrezia
,

to dal teatro di Balbo, dove


tenti

madrigna. Monsignor Guerra


si

pre-

Cenci costruirono
E.0CCO
,

le

loro case,

gli

abili
la

di

un carbonaro,

sfi-

e chiamossi da Fraterni tale.


figli
,

fu

ammazzato

Di tali da un

gurata
ui
se

sua bellezza col carbone,


in

rasa la bella capigliatura, col pane

Paolo Norcino e Cristoforo da Corso, mostrandone il padre empio la maggiore piacere. Delle figlie
,

bocca, e una cipolla

mano
fra
i

ne

igg"i,

passando

franco

birri.

per iscatisare
tenne con un
di

le

sevizie paterne otal

Fallo
lisse

il

processo dal giudice Ui

memoriale

Papa

Moscati, e confessi lutti

rei,

essere maritata a Carlo Gabrielli


di

gentiluomo

Gubbio

e
,

Beatrice

fuorch per molto tempo Beatrice, Clemente Vili che l'aveva esaminato, ordin, secondo le leggi d'allora,

pi giovane rest

in casa

non

a-

vendo
alla

potuto ottenere della prima. Or questa

la
figlia,

grazia

che fossero strascinati a coda


;

vmita

di cavalli
la

ma

per

le preci
si

di tutta
il

matrigna Lucrezia, a (iiacomo fratello gi padre di sei figliuoli cospir ad uccidere Francesco nella rocca della Petrella ove col permesso di Marzio Colonna, al quale
, ,

nobilt di

Roma,

trattenne

severo Pontefice per venticinque giorni,

di

mandare ad
i

etltto

la

sendifesi

tenza. Intanto

rei

furono
i

dai migliori avvocati, fra

quali dal

apparteneva,

si

era ritirato per

l'e-

celebre Farinaccio, che in presenza


del

state lo slesso Francesco Cenci, gi

settuagenario, colla famiglia.


ratori,

cospi-

favor

Papa eloquentemente peror a una notle loro. Per tutta


scrit-

per mandare ad eCfetlo que,

Clemente Vili studi queste


ture col Cardinale
grazia, se
di
s.

sto attentato

si

servirono

di
,

due

Marcello,

suoi vassalli chiamati

Martino ed settembre iSgB, trovando Francesco gi disposto dalle donne coli' oppio, entrarono nella camera dove dormiva, e col premio di mille scudi per
Olimpio,
i

e pai'eva quasi disposto


la

a far loro

quali agli

i i

tempo non l'avesse esacerbalo grandemente il matricidio allora commesso da Paolo per cui chiamando a Santacroce s monsignor Taverna governatore
in questo
;

ciascuno, gli conficcarono nell'occhio

di

Roma,

gli

rinunzi
la

la

causa, e
di

un pugnale e Le due donne


,

nel collo

un

altro.

questi

pronunzi

sentenza

strascinarono

cru-

il cadavere ad una loggia un orto, e lo diruparono sopra un sambuco, perch si credesse fosse traboccato casualmente da un necessario che slava sopra. Venuto

delmente

sopra

morte, che fu eseguita ai 9, o agli settembre 1^99. Giacomo nelI I l'et di ventisei anni fu tanagliato
neir esser condotto al patibolo sulla piazza di Ponte s. Angelo, indi ven-

ne mazzolato

scannato

e squar-

5i
tato.

CLE
Bernardo giovane
in di quindici

CLE
aveva sessanta anni, e fattasi la sezione al suo cainfelice

Queir

dama

anni dimostrato innocente dal Farinaccio, fu ricondotto

prigione,

donde lo liber dopo tre giorni r arciconfraternita del Crocefisso di


s.

davere fu ritrovata idropica, e perci innocente. Paolo subito fugg la

Marcello, pel privilegio

deva,

con

obbligo

di

che gopagare fra


scudi alla

mondo, non quella di Dio, sapendosi che non molto dopo


giustizia del

un anno venticinque mila


arciconfraternita
della
ss.

fece una trista fine. Il Papa Clemente Vili indignato, ordin su-

Trinit

bito

il

processo, nel

quale

produdi

de' Pellegrini. Lucrezia di anni cin-

cendosi la suddetta risposta


e per nel tornare a casa
partita di giuoco del

O-

quanta, vestita di
decapitata;

cotone
in

nero, fu

nofrio, fu questo creduto complice,

come pure
avendo
alla

Beatrice di
conforteria

anni
il

venti,

pallone

da una che
,

fatto testamento, nel quale lasciava

avea

fatta

nel

palazzo
(

Orsini

a
al)

suo cadavere
all'

chiesa

di

s.

Monte Giordano
fu carcerato in

divertimento

Pietro Montorio, quindici mila scudi

lora prediletto de' nobili

romani

arciconfraternita

mate, e la dote per quanta povere zitelle. cagion somma commozione

Stimmaritare cinPi di tutti


delle
nel-

Tordinona, ove monsignor Taverna governatore di K.oma, per ordine del Cardinal Aldobrandini , nipote di Clemente
fece in persona il proOnofrio poco dopo confess, che per le parole surriferite, voleva dire al fratello, che togliesse la vita alla madre, per togliere cos'i l'infamia, ch'essa cagionava alla famiglia. Fu dunque Onofrio decapitato sul ponte s. Angelo nel 1600,

popolo spettatore questa spiritosa ed avvenente zitella, in veinfinito

Vili,

gli

cesso.

derla sul palco, vestita


talfettano berettino, con

in abito di

un panno

d'argento sulle spalle, ed una sottana di drappo.

Nel ten)po poi che


processo
agli

si

faceva

il

uccisori

del

Cenci

Paolo Santacroce, avendo pi volte richiesto a Costanza sua madre, che


lo costituisse erede delle sue facolt,

per

o nel i6of, lasciando una figlia nome Valeria dotata d' ogni
,

bellezza, per

morte della quale tordonato


ai

e non potendola a ci persuadere, mentre con essa dimorava in Su-

n a
croce.

casa Orsini l'Oriolo, che era

stato dai loro avi

Santa-

biaco atrocemente risolv


git scrisse

di

ucci-

derla, e per colorire la sua

malva-

Fra

le

pi nobili famiglie di Ronel


la

ad Onofrio Santacroce,
Oriolo
,

ma

risplendeva

pontificato

di

marchese

dell'

suo fratello

Clemente Vili,
visa in diversi

Massimi, che di-

maggiore, che allora stava in detto feudo, che la loro madie contaminava lo splendore della loro famiglia,

rami discendeva da

Domenico Massimo il pi ricco cittadino di Roma, cui fu bruciata la


casa nel sacco di

col darsi in
,

lutezza
gli

preda alla dissoche era incinta e perci


,

Roma

del

iSay.

Domenico

da

Giulia

Capodiferro

domandava come

regolarsi.

O-

nofrio gli rispose, che facesse quello ch'era dovuto ad un cavaliere.


se

ebbe dieciotto figli , tre de' quali formarono tre linee, cio Angelo, Pietro, e Luca. Da Angelo discen-

Questo bast perch Paolo uccidesla madre a colpi di pugnale

dono

le

odierne splendide famiglie

de' principi

Massimo

alle

Colonne,

CLE
e
dei

CLE
all'

53

duchi

Massimo

Araceli.

Pietro non elibe successione, e Luca da Virginia Colonna ebbe Lelio

ed abbracciando il quinto, ancor piccolo ed innocente, chiamato Pompeo, questo costitu

erede
il

de' suoi

marchese

di

Prassedi,

il

quale

beni
in

liberi,

pregando
solo

Cielo,

che
egli

sposandosi a Girolama
sandro, e

Savelli eb-

questo

dovesse
dal

cadere la
;

be Luca, Girolamo, Ottavio, Alesper rimase vedovo coi detti cinque figli maegli

successione della sua casa

ed

Pompeo;

schi,

ne' quali la
li

bellezza

al

pari
tutti.

continuo piangeie, in breve tempo mor, inconsolabile per la perdita dell'amata consorte, e per
1'

quasi divenuto cieco

dello spirito

rendeva cari a

orribile avveni-

Dopo

il

viceregnato di Sicilia, essen-

mento, mentre
dito
i

il

Papa aveva bande' Colonnesi


,

do tornato in Roma Marc'Antonio Colonna, port seco Eufrosina bellissima dama di quel regno colla
quale avea amorosa confidenza, per
cui se fosse rimasta in
Sicilia
,

figli

uccissori.

Coir appoggio
col

pretesto specioso di aver delin-

sa-

rebbe da' parenti stata uccisa. 11 marchese Massimi frequentava il suo parente Colonna e nella sua casa trattando la dama, se ne invagh, ed essa al pari del vecchio; laonde si determinarono di sposarsi , ma i figli di Lelio che mal volentieri videro tale matrimonio, n potevano soffrir questa infamia, ri,

quito per istimolo di riputazione trovarono i banditi fratelli Massimi la maniera di rimuovere il Papa Clemente Vili dalla costanza di mantenerli nel bando, di cui li assolvette,
stizia

ma non

di scansar la

giu-

divina, e la paterna

maledi-

zione. Tornato a Roma Girolamo, che altri chiamano Marcantonio secondogenito avido di esser capo
,

solvettero di
la sposa in

vendicarsene.
casa Massimi,

il

Venuta mar-

chese nella mattina seguente al se-

guito sposalizio, giusta

il

consueto

and

al

palazzo Pontificio,
d'

essendo
di di
luifisi-

pens di attossicare Luca primogenito e lo esegu dopo di aver provato il veleno in un suo cocchiere, che subito ne mor, come poi successe al fratello. Scopertosi dalla giustizia il suo reato, fu
di casa
, ,

cameriere
gli

onore

di

servizio
i

arrestato a
si

Monte Giordano mentre


del

Clemente Vili. Intanto


profittando di sua

divertiva al giuoco

pallone.

assenza,

mulatamente alla matrigna mandarono un' ambasciata per presentarsi

lei,

e complimentarla.

Voai

lentieri Eufrosina

accondiscese alla

richiesta,
figliastri,

ma
essi

nel farsi

incontro
di

con un colpo

pi-

stola in

petto, o secondo altri

con

una

salva di pistolettate

la stesero

morta, e fuggirono da Roma. Tornato il padre in casa e visto lo


,

Quindi Marcantonio, che per avvezzarsi a disprezzare i tormenti, si faceva prima dare la corda da' propri servitori, tuttavolta appena nelsubito la carcere vide la corda confess il suo delitto, ma il Pontefice lo fece decapitare sul ponte s. Angelo a' i6 giugno 1599. Il terzo figlio di Lelio fu miseramente estinto da una cannonata de' turchi, facendo le caravane nelle ga,

spettacolo,

acciecato

dall'amore e
terribili

lere della sua


11

religione ucciso

di

Malta.

dalla vendetta,
cefisso

impugnato un Croimfigli

((uarto

fu

da un' archi-

maledisse con
i

bugiata nel

precazioni

quattro

delinquenti,

alla portiera di

tempo che cavalcava una dama, la quale

"il

CLE
comlolta
la
gli

CLE
conciliarono

l'aveva invitato alla villeggiatura di

talmente

un suo

castello.

Rest in
il

vita

il

grazia del re Filippo IV, die, ol-

f|Unto figlio

Pompeo,

quale ere-

tre altri

de della sua casa prese per moglie Brigida de Magistris, morta la quale dopo avergli dato una sola figlia , che marit ad Agostino Buongiovanni,
si

favori, ottenne da Ini la perpetua annuale pensione di (piat-

tiomila scudi pei canonici della hasilica Liberiana, come si disse al


voi.

XII,
soglio

p.

124

del

Dzionnrio.
,

spos

in seconde

nozze
al

Passati undici

anni

sollevato

con una

dama

di casa

Rebiba, niquesto

pot del Cardinale di

no-

me, da
figli

cui fu arricchito

di molti
le

Innocenzo X, dai ministri di quel Papa, dai quanon era amato, fu richiamato a li
Pontificio

maschi. Queste sono

giusti-

Roma

zie rigorose,

che fecero tremare i romani, ed imposero potentemente nei loro animi a segno, che ancora da tutti se ne parla con trepidazione, ed interesse. CLEMENTE IX, PapaCCXLVUI, chiamato prima Giulio Rospigliosi,
era discendente da
aiiolia).

per vivere come semplice canonico di s. Maria maggiore. Morto per Innocenzo X,
il

sacro

CoUe-

gio riconobbe

merito di Giulio, e lo fece governatore di Roma, ed a!sunto al Pontificato Alessandro


il

VII, nel
prete di
s.

16)7,
Sisto.

creollo

Cardinale
di

Ma
di

cessando

una nobile
lui

fa-

vivere Alessandro VII, ai

no

giu-

miglia toscana. {^V. Rospigliosi fa-

gno 1667
anni,
letto col
il

nell'et

sessantotto

Terminato da

nel

se-

Cardinale Rospigliosi fu eai

minario
de' gesuiti

romano
,

lo

studio
la

delle

scienze inferiori

sotto

disciplina
di

pass

all'universit

Pisa, nella quale ricevette le insegne

dottorali in

nel qual

ambi diritti nel 1623, tempo era pure professoi

20 giugno 1667, e Clemente IX fu coronato nel Vaficano ai ^(5 di detto mese, e nella domenica seguente 3 luglio, in lettiga aperta si rec con

Papa

nome

di

magnifica
nense.

pompa a prendere
della
basilica

solen-

re straoi'dinario di filosofia
iiiversit

neh' uin

ne possesso

Latera-

medesima. Ritornato

Ro-

ma, entr

nella corte del Cardinale


la sti-

j\ntonio Barberini, ed ottenne

ma
ma

di

Papa

Urbano Vili

per

la

Cominci Clemente IX il suo governo dal diminuire in gran parte i suoi tributi, da cui erano aggravati
i

vasta sua erudizione, e per la

somguari,

sudditi,

principalmente
ci

quello

del

sua letteratura.

N and

macinato, eh'

riscatt con

denaro

che quel Pontefice il fece referendario dell'una e dell'altra segnatura l'anno i632, indi segretario della

da
le

chi

ne aveva l'appalto. N volil

per, che nell' editto di quest'ul-

timo benefizio comparisse


suo,

nome
gi
Cle^'''"^

congregazione dei
s.

riti,

canonico,

ma

quello
il

del

predecessore

e vicario di
dice

IVIaria

Maggiore, giai

Alessandro VII,

quale
l'

avea
di poi

a
nel

Intere della legazione di Avi-

adunato

il

denaro per

estinzione

gnone, segretario dei brevi


cipi
16/j.i,

prin-

di silFalta gabella.

Aboh

sigillatore della

pe-

mente IX, nel

1(367, a cagione

nitenzieria, e finalmente arcivescovo

spesse dissensioni

provenienti
il

dalla

di

Tarso, e nunzio apostolico nell'anno i644 ^^^^ corte di Spngna.


le

moUiplicit dei tribunali,

gover-

natore del
citt

Ivi

sue virt, e la prudente sua

borgo di Leonina, gi nel

s.
1

Pietro,
5 )o

sialo

CLE
inslituito

CLE
e
le

55
capi
del

Ja Giulio

111,

con-

Icntemente dall'Arnaud e dal Nicole


,

segn
tore di
INIa

la

giurisdizione

al

governa-

due

principali

gian-

Roma.
l'animo valoroso di Clemensi

senismo,

non

pot durare

lunga-

te al

IX

inoltre

appales nell'opporsi
nella

danno cagionato
i

Francia dai

cjuattro vescovi,

quali abbracciato
de' giansenisti.

aveano
ro
vi
^1

il

partito

mente, come si vedr nella vita di Clemente XL Vedi. Bene per un esito felice ebbero le esortazioni di Clemente IX verso Jactopo patriarca di Armenia maggiore, acciocch mettesse in
le regioni
il

favore di que' quattro vescovi scrisse-

uso in quelgli

Pontefice

altri

diciannove vescola

rito della

Chiesa Piomana
errori

l'anno 1667, dicendo, che

Chie-

abbandonato per seguire


degli

non pu definire con infallibilit fatti umani da Dio non rivelati, e che in tal caso non pii pu esigere, che un rispetto a' suoi decreti. Voleva il santo Padre, che ai quatsa tro vescovi
si

Armeni
concilio

scismatici,

condannati
nel

dal
di

fiorentino
Il

tempo

Eugenio IV.
di

zelante Pontefice

costrinse ancora Arduino, arcivesco-

vo

Parigi, di rimettere
stati
tolti

giorni

facesse

il

processo, e

festivi

senza

il

consenso

deposti fossero dal grado che occu-

pavano. Se non che

quattro ve-

della santa Sede , e per la stima, che professava pel re Cristianissimo,


gli

scovi incoraggiati dagli altri dician-

concesse

la

facolt di

poter no-

nove

scrissero
i

una

lettera circolare

minare
vinole

ai benefizi vacanti nelle pro-

a tutti

vescovi

del regno,

accioc-

state

nuovamente aggiunte

ch impedissero l'esecuzione del breve Pontificio.


gi
Il

a quel reame. Tutto faceva per ve-

re Cristianissimo Luitale enciclica

XIV

condann

come

ed ordin a tutti i vescovi punto non attendervi. La regia risoluzione ed i consigli dati dagli
sediziosa,

di

der diffusa la fede, e mantenere la pace nel mondo. A questo secondo fine cooper grandemente alla conclusione della pace di Aquisgrana
fatta ai
cipi

2 maggio
e
si

1668

tra

prin-

amici loro costrinsero


scovi di promettere la

quattro vesottoscrizio-

ne
la

del

formolario

di

Alessandro
risparmiata
le

VII, purch fosse


confusione di
storali.

loro

ritrattare

pa-

adoper col re cristianissimo, perch fosse distrutta la piramide stata alzata in Roma nel 1664 in obbrobrio della nazione Corsa, e fece egli stesso levare
cristiani,

Acconsenfi

Clemente IX, e
attestato di avere

richiese solo
sottoscritto

vm
il

r iscrizione posta nella piazza di s. Maria Maggiore contro Enrico IV


re di Francia.

formolario prescritto

da

Alessandro VII con sincerit e senza frode. Che se tutto fu eseguito,


la

La
cogli

stessa diligenza

adoper
i

Cle-

mente IX per

conciliare

portoghesi

non ebbe a mancare per altro temuta frode, dappoich negli altri atti diocesani aveano aggiunta la
dirtto, e

cessione del Portogallo, e


tott'

spagnuoh contendenti per la sucdopo venla

anni di guerre ostinate,


ai

pa-

consueta distinzione del


fallo.

del

ce conchiusa

5 febbraio

1668

Nondimeno Clemente IX ingannato dalle apparenze, gli ammise alla pace, che fu chiamata pace di
Cleinenle IX,
nel
e che fu conchiusa 1669. Maneggiata per fraudo-

pose termine a quelle contese, e la regia casa di Braganza pacificamente si consolid nel trono che le apparteneva, nella persona del re Giovanni

IV.

V.

PoRTOGAIiO

Ma

56

CLE
che del

CLE
suo le aveva rinunziato. In tre promozioni cre dodici Cardinali, tra' quali il suo nipote Ja-

r isola di Candia, che dopo un ostinato assedio pass dal dominio veneziano a quello dei tinelli, afllisse per modo il santo Padre, gi prostrato da grave infermit, che per-

copo

nella

dette la vita ai

9 dicembre

iG6r),

nell'et di sessantanove anni,

dopo

meriti, che ebbe molti voti pel pontificato. Fece pure Clemente IX generale delle milizie ponPiospigliosi di
tali

morte dello

zio

due

anni, cinque mesi, e diciannove


di

tificie,

il

proprio fratello Camillo.

giorni

Pontificato

Fu

sepolto

nel Vaticano, donde


sore Clemente

il

suo succes-

lo

trasfer

ad un

di Clemente IX erano fondate sull'umilt, per cui avea egli proibito che nelle fabbriche da lui

Tali

virt

magnifico deposito nella


s.

Chiesta di

Maria Maggiore
pax'Ia della

{^Vcdi), al qual

articolo se ne fa la
si

descrizione,

sua umile disposizioalle

in Pioma venisse incisa la sua arma, ovvero il suo nome. Bens dopo la morte di lui venne ci fatto per ordine di Clemente X, cio
fatte

ne

per

riguardo

sue

ceneri.

nelle basi delle statue degli


di
t'

angeli

Heatific egli santa

i5 aprile solennemente ai 28 aprile dell'anno iGGps. Pietro d'Alcantara, e s. Maria Maddalena de' Pazzi. Era Clemente IX fornito di somma piet: usava due giorni per settimana di amministrare il sacramento della penitenza in un confessionale della basilica Vaticana a chiunque se gli
nizz
fosse presentato; visitava di

Rosa di Lima, li dell'anno 1G68, e cano-

marmo, che sono sul ponte sanAngelo. Vac la santa Sede quat-

tro mesi, e diciannove giorni.

chiamato Emilio

X, Papa CCXLIX, Altieri innanzi che venisse sollevato al Pontificato. Nacque questo Pontefice in Roma , ai i3 luglio iSqo da Lorenzo Altieri, e da Vittoria Delfini, dama Veneziana.
di,

CLEMENTE

Dopo aver

terminati
si

gli

stu-

frequen-

da Urbano VIII

riform la sua tavola assegnandone il risparmio per limosine ai poverelli; e per estinguere molte gabelle, delle quali Roma,
te gli spedali
;

uditore a
nella

per Giambattista Lancellotti nunziatura di Polonia nel


diede
in

1623. Ritornato
e dallo stesso

Roma, promosfu fatto

so venne al vescovato di Camerino,

lo

stato

ecclesiastico

erano
institu

molti

anni

aggravati,

da una

Urbano Vili

congregazione, che gli merit nella sua morte le lagrime dei sudditi.
Un'altra
trattare,

governatore di Loreto, e di tutta r Umbria, deputato eziandio in Ra-

venna per riparare


Innocenzo
poli,

il

congregazione

institu

per

alluvioni recato a quelle

secondo

le

regole

de' sacri

spedillo

danno dalle campagne. nunzio a Nal'

canoni, le materie

delle indulgenze

nella qual condizione vi rest


;

e delle reliquie. Co' suoi parenti era

per otto anni


perturbazioni
rest

ma

l'imanendo
citt,

u-

moderato e austero, che con ripugnanza acconsent al matrimonio di suo nipote, ed alla sua famiglia neg quelle ricchezze, che secondo il costume de'passati tempi le avrebs

nico fratello suo


di

avviluppato
quella
della

nelle
egli

non

solo

privato

nun-

ziatui'a,

terni,

bero potuto appartenere. Perci era solito dire, che la sua famiglia era provveduta abbastanza con quello

ma spogliato de' beni paper aver ricusato di pagare 18000 scudi, a cui condannollo
sagro Collegio, in tempo di sede

Innocenzo X. Morto quql Pontefice,


il

CLE
\acante
gli

CLE
gi stile la

57

diede commissione di se-

quell'ambasciatore. All'incontro cancoite Romana, che per timore di ofliindere la Spagna non aveva mai voluto ricevere un ambasciatoi-e di Portogallo sino dal

dare i' liimidti della Lombardia, e da Alessandro VII fu spedito nunzio alla corte di

Polonia,
la

dandogli
carica di

quel Pontefice nel 1607,

segretario de' vescovi e regolari. Cle-

1640, e ad onta delle replicate


stanze di quella regia
corte

i-

dopo lo fece suo fu maestro di camera e come presso a morire 1' anno 1669 lo cre Cardinale, Ma dopo le solite
dieci anni
,

mente IX

non vi aveva aderito; laonde Clemente X fu il primo Pontefice ad ammettere


alla sua

esequie

latte

al

defunto

Pontefice
e-

Icttori

Clemente IX, entrarono i sacri a' 20 dicembre del 1669


conclave, ed
il

in

sentimento universale

fu pel Cardinale Altieri, la cui u-

milt
di

gli

faceva opporre la sua et


:

80 anni, ed andava gridando vedete bene di' io non sono abile a


portar questo peso^ ed anzi addita-

udienza il conte di Prado, che in tal qualit ed a nome di Giovanni IV di Braganza, prescntossi con s magnifico apparato che quasi tenea del trionfo. Ricevette ad un'ora due religiosi domenicani recanti la risposta del re di Persia, che prometteva di muover la guerra al turco, come lo avea slimolato Clemente IX suo antecessore.

va come pi

utile e adatto

il

Cardidai
ai

nale Brancacci. Costretto


migliori teologi,
aprile
di

per

acconsent

29

1670, prendendo il nome Clemente X. Fattosi coronare in Vaticano agli i i maggio, agli 8 di giugno prese in lettiga il solenne possesso nella basilica lateranense.

In quell'anno 1673, continuando con maggior ardore la guerra dei francesi contro le provincie vinile dell' Olanda, si adoper il Pontefice
a l'idurre le cose alla pace.

Per

le

sue diligenze

Colonia
;

fu

scelta

a
di

luogo di congresso

ma

in
del

questo
re
gelo-

mezzo
la sua

continui trionfi

Poco dopo
pontificato,
lU

esaltazione

al

Francia Luigi
sia

XIV producendo
coli'

pubblic

Clemente
si

X
ap-

nell'imperatore, fu stretta
lui

inve-

giubileo straordinario, e

ce da
ra
,

un'alleanza

Inghilterdi

plic con ogni studio


principi
cattolici
alla

ad indurre i pace scamil

colla

Spagna,
questi

col

duca

Lotal

lena, e
le

cogli
di

Olandesi.

sebbene
per
il

bievole, ed alla guerra contro


co.

tur-

cose

ultimi
fccia nel

questo secondo
i

fine,

per

modo mutassero
le

1674,
B.e-

iscacciare

turcbi dalla Polonia, al

armate

francesi passarono

5 novembre 1672
tro

pubblic un al-

giubileo
11

per

implorare
di

l'

ajuto

no, e gravi danni recarono ai principi dell' impero. Invano continua-

divino.

Moscovia Giovanni BasiloAvitz aveva spedito nel 1673 un ambasciatore in Roma per ottenere dal Pontefice il titolo di
Czar, che

gran duca

va Clemente
ce
;

a procurare
frenarsi.

la

pa-

Luigi

XIV

orgoglioso delle sue

vittorie

non sapeva
la

Frattanto una misura troppo


gorosa prese
corte

ri-

usurpava, e per aver soccorso contro turchi nella lega,


si
i

Romana,

e ne

nacquero
Cardinale
di

disgustose

in cui era entrato col re di

Polo-

emergenze. Il Antonio Paluzzi Altieri,

ma.

da una splendida accoglienza in fuori, nulla pixonsegu

Ma

nella sua condizione di


s.

Camerlengo

Chiesa, impose nuova gabella

58
del tre pei'
ci,

CLE
cento
a tutle
le

CLi:
merdegli
leclacliiaja,

in

che fu assunto

al

ponti-

che

entrassero

in lloma, coii-

ficato,

e la podagra dalla quale era

prese quelle dei

Cardinali e

spesso afUitto, lo obbligarono

ambasciatori.

Questi ultimi
sillalta

marono contro
il

misura;

ma

Cardinale
il

Altiei'i

rispondeva essenel suo

ad abbandonare le redini del governo nelle mani del menzionato Cardinale Pai uzzo Altieri, perlocch non and
guari che
nal Altieri
la

re

Papa padrone

domi-

Roma
Papa
un
per
l'

diceva

essere Cleil

nio di ordinare ci che pi giovasse sebbene cercassero al suo stato.

niente Papa di diritto, ed


di
s

Cardi-

fatto.

Il

perch

gli

e Venezia
za dal

ambasciatori di Francia, Spagna, data loro udien, che fosse


Pontefice, fu ris[)Osto ai
lo-

morte

di

esimio

Pontefice

accaduta
nell'et
luglio

estrema

vecchiaja
ai

di

ottantasei

anni,

22

ro gentiluomini che il Papa era impedito, e il Cardinale non volle riceverli,

iGyG, trasse poche lagrime:


era
il

tanto

il

mal umore concepito

e fece

aumentare
pontificio.
offesi
gli

le

guarche

contro
Altieri
te

die al

palazzo

Di

Cardinale Paluzzo divenuto l'arbitro della cordetto

pi stimandosi
tori

ambasciacorti.
11

Romana,

e per essere

stato

dal

scrissero alle

proprie

Pontefice adottato

per nipote sina


prelato. In quel

Cardinale Altieri dal suo lato scriveva ai nunzi pontificii residenti

da quando
fratello
di

egli era

tempo adott pure


tal

per

nipote
cio

il

appo le corti di Europa significando loro come erano grandi gli abusi

Cardinale,

Ga-

spare Paluzzi degli Albertoni, marito di sua e lo fece

degli

ambasciatori
delle

nella e

intro-

nipote
generale

Laura
di
s.

Caterina,
Chiesa, e

duzione
so.

merci,
il

perci a-

veano indotto

Dur un
varie

Papa anno

a quel pastale

castellano di Castel

contro-

In

sei

s. Angelo. promozioni cre Clemente

versia, sulla quale

cate

scritture.

vennero pubbliMa Clemente


pace,
rimise

X
sini

venti

Cardinali, fra' quali l'Or-

X
vi

per r amore della

Papa Benedetto XllI, come parente della sua pronipote


poscia

l'affare

ad

una congregazione,
l'anno
il

che

Luisa, e Federico Baldeschi Colonna, perch adottato


nella
,

diede

fine.

famiglia

Giunto

167?, Clemente
giubileo dell'an-

dei

Sciarra

Colonna

della

quale

X celebr
no santo
(

XV

Clemente

era pure parente, per

T^.

Anno Santo

XV

),

essere maritata

un' altra

pronipote

ove dimostr in tutto il loro splendore quelle virt, che segnalarono


la

in quella casa. Inoltre


ai

Clemente X,

sua

vita.

ore in
tificato

Ogni giorno passava sei santissimi esercizi; moder e


suo pondel
gli

tolse fin dal principio del


le
;

spese

superflue
tutti

suo

14 agosto dell'anno 1670, beaequipollentemente il p. Pietro Pascasio; ed ai 28 gennaio dell'anno 167 1 la beata Lodovica Albertoni, nobilissima vedova romana
tific

palazzo
liuienti

ordin che

emosua

dell'odierna famiglia Altieri; canonizz ai

spettanti alla

privata
nel

12

aprile

1671

santi

Jujrsa fossero depositati


di

monte

Gaetano

Tiene, Francesco

Borgia,

Piet, con

animo
;

di

rivolgerli a

Filippo Benizio,

Lodovico Beltran,
e per equipollenza,

pubblico

vantaggio
all'

fu

piuttosto
de" suoi
vec-

Rosa
e per

di

Lima

avverso

ingrandimento
1'

la

suddetta

parentela
s.

parenti. jN^ondimcno

estrema

marzo deirauuo 1674

a' i4 Brunone,

CLE
Ccalific

CLE
54
novembre Pio V, Frandalla

59
notte
del
scia-

ancora

a'
i

narra,

che nella
vi
si

stessa

dell'anno
cesco

1675
,

ss.

giorno in cui

giunse,

uno

Solano
,

e
i

Giovanni
martiri

me

di api

attaccasse alla finestra

Croce

non che
cio

Gorcoe

della sua camera.

Fu
i

tosto introdotto

miensi,

undici

francescani,
si

pegli studi nel collegio

romano, ove,

cjnatiro sacerdoti. IV

deve tacere

non

toccati

ancora

diciassette anni,

che Clemente X istiti l'ospizio dei Converlendi, incontro la chiesa di s. Giacomo a Scosacavalli, il quale
tuttora
fiorisce
.

latino in una parte del Mcnologio dei Greci, ch'era stato composto per ordine dell" imperato-

tradusse

Fu

sepolto

que-

re Basilio Porfrogenito, e che da lui


si

sto Pontefice nella

basilica

Vaticafattogli

rinvenne nel monistero


latinit

de'mona-

na
tieri

in

un vago mausoleo
dal

ci

greci di Grottaferrata. Rese altres

erigere

Cardinale
la santa

sul disegno del cavalier

Paluzzo AlMattia

in elegante

un

elogio di san

de' Rossi.
la

Vac

Sede dopo
e ventinove

Marco, fatto da ed un'omelia di


di
li

Procopio diacono, s. Sofronio, vescovo


i

sua morte

un mese

Gerusalemme, sopra
Pietro
e

ss.

aposto-

giorni.

Paolo,

premettendovi
aline di

CLEMENTE XI, Papa CCLIII. Chiamato era prima questo Pontefice Gianfrancesco Albani, e nacque in Urbino a' 23 luglio 1649 da Carlo Albani, che fu senatore di Roma, e da Elena Mosca, dama illustre di Pesaro. Oltre quanto dicemmo sulla famiglia Albani ( T edi). qui aggiungeremo, che un diligente genealogista
la fa

vma erudita
ni

dissertazione,

investigare a quale dei

due
la

Sofro-

debba quell'omelia
Tale era in

essere aggiulette-

dicata.

somma

raria
sin

fama

acquistatasi

dall'

Albani

dalla giovanile et, che la dotta

regina Cristina di Svcziaj prima ancora ch'egli compisse


il
il

quarto lustro
accail

volle ascritto a quella sua

discende-

demia, a cui era aperto

varco so-

re da d.

Alfonso

Enriquez,

primo
vedersi
di

lamente
nazione.

a'pii distinti scienziati

re di Portogallo, per
ta

linea separa-

teinnati

d'ogni primi studi,


applicarsi
iniiversit

ma

legittima,

come pu

pass
nella

Giaufrancesco
giurisprudenza
di

ad
all'

alla

biblioteca del Colletrio o

Rodal-

ma
l'

neir opuscolo, Notizia

genealo-

Romana, ricevendone
ziandio

in

gica di linea reale, .separata


invitto re d.

Alfonso
signor

Enriquez

grado per compiacere


il

dottore,

Urbino eanche

a' suoi

concittadini,

re di PorlGgallo, sino all' Uhi striss.

desiosi

di conoscere
lui.

da vicino Tal-

ed

eceellcntiss.

principe don
di

lo intelletto di

Orazio Albani senatore

Roma,

Roma, per Gio. Francesco Chracas 1720. Le notizie di questa famiglia


tivi
,

oltrech

in

diversi
si

rela-

articoli del

Dizionario,
di

pos-

Tornato in Roma neh' et di ventun anno fu fatto canonico di s. Lorenzo in Damaso, e di ventotto entr in prelatura, venendo nominato da Innocenzo XI referendario di

sono leggere nelle opere


cellieri,

Cans'

amcndue

le

segnature, e consultore

come anche

atParticolo Cl-

della congregazione concistoriale.

Po-

io

{^Ved), colla cui famiglia

im-

chi mesi dipoi fu

mandato per gover-

parentarono gli Albani. Ncirct di undici anni Gianfrancesco


fti

natore a Rieti, indi nella Sabina, e poscia

condotto

Roma,

si

e a'

ad Orvieto, donde torn a Roma ; 20 maggio 1G88, fu fatto vi-

6r,

CLE
Siro.

CLE
Gii diede
inoltre
la

cuio dillii liisilica vaticina, litenendo nondimeno il canonicato di s. Lorenzo in Damaso. Nel medesimo anno fu nominato canonico di san ma sino dall' anno precedenJ^ielro te era stato nominato segretario dei
;

badia

di

Casamare, alla quale si rec subito per ristaurarla, e beneficarla. Innocenzo XII poi, succeduto ad Alessandro Vili, lo fece membro della

congregazione del santo


i

uffizio,

e,

brevi

carica che esercit sino

alla

per aver pi pronti


gli

suoi consigli,

sua elezione al pontidcalo. Ed allorquando assunse la segreteria dei


brevi, la detta regina di Svezia eb-

diede abitazione nel palazzo a-

postolico.

Dopo
a'

funerali d' Innocenzo

XII,

be a scrivergli essere non tanta la sua gio/a per veder lui salito a s grande carica, quanto per {'edere la grande carica occupata da uo:

1700, i cinquantotto Cardinali, raccolti per eleggergli un successore, rimasero per alcim tem-

9 ottobre

mo

.si

degno.

Alessandro
a'
1

Vllf,

di

cui era

amicissimo,

febbraio
di

1690, creoUo Cardinal


s.

diacono

po discordi. Bene Galeazzo Marissarebbe tostamente stato eletto, se la Francia non si fosse opposta; il perch i partiti stavano divisi tra
cotti
i

Adriano, dal quale titolo pass a


s.

Cardinali Panciatici,
s.

quello prosl)iterale di

Silvestro in

Spinola
fu
il

Cesareo.
pel
la

CoUorcdo e Unanime per


Albani,

Capile, e prima di entrare nel conclave,


in
l'

voto

Cardinale
molti

cui

venne creato Papa,

ri-

malgrado

fresca et di cinquani

cevette

ordine sacerdotale.

tun anno, ed

parenti
di
lui

suoi.

memorabile il modo con cui r Albani fu da Papa Alessandro Vili piomosso alla porpora. Tre f;ioriii piima del concistoro destinato al conferimento
pelli
;iir

Che

se

sommi
il

talenti
il

va-

levano a vincere

a rimuovere
del

primo ostacolo, secondo per opera


il

medesimo Cardinale Albani,


una
bolla,

di

dodici

cap-

Pontefice predecessore avea gi stesa


il

cardinalizi,

il

Pontefice ordin
il

Albani di
Jiel
i

scrivergli

discorso

nepotismo. Se
sacro

lelativo,

quale

dovevansi comque' nocer-

all'Albani la
del

che aboliva del tutto non che portata nuova della concordia
nell'

prendere
(ili

nomi

de' nuovi Cardinali,

Collegio
l'

eleggerlo
so-

dello anche undici di


;

Pontefice,

estrema
gli

angustia

mi

ma
l

f tcendo sembianza di

pravvenutagli

cagion
affine di
;

la febbre.

t:;Me

ultimo nella mente, fnse una


nello scrivere, e gli disse

Per

tre

giorni

adoper

ogni
venir

arte,
sol-

meraviglia nel vedere sospeso l'Albani


:

ogni preghiera,
levato
logi

via

dal

peso

ma
suo

quattro
spirito

teo-

continuate
JjJ

scrivere
.

il

duodecimo.
l'

gravissimi col loro consiglio poin

chi questi

soggiunse

Albani.

nendo
fecero

pace

il
il

gli

Che?
te

replic Alessandro,
il

non sape-

prestare

suo consenso
in

ai

scrivere

vostro
si

noniel

tali

detti

r Albani

prostr

a' piedi

del

23 novembre 1700, ed del Papa Clemente I,


quel d correva
la

memoria
cui
in
il

di

Pontefice, e scongiurollo a

nominare

festa,

prese

uno

pii^r

degno;

ma

caiihiai pili volte

Papa gli rispose: nella mia lista i noil

mi di
nali
in
;

quelli, die

voleva far Cardi-

non mai mi e venuto pensiero di mutare il nome voper)

Clemente XI. Ai 3o di quel mese fu consacrato vescovo, e nel giorno medesimo ne diede avviso a diversi principi con lelteie scritte di proprio pugno. Solennedi

nome

CLE
Vaticano agli 8 dicembre ^ ed ai io aprile dell'anno susseguente 1701, con nobile cavalcata pass a prendere possesso della basilica Lateranense sopra un cavallo regalatogli dal prinnel

CLE

61

niente fu coronato

Innocenzo XII sul nepotismo, e che rifiutassero que' donativi, che altra
volta solevansi ricevere dai parenti
de' Pontefici.

Qui

che
casa,

il

detto Carlo continu

per noteremo, la sua


d.

unendosi in

matrimonio a
figlia

cipe Chigi,
interrotto.
Il

secondo

l'uso

de' suoi

Teresa Borromei,

del conte di

maggiori, comech da lungo tempo


pasci del Cairo, ed

Arona
scana

vicer di Napoli,
Il

di di

Ca-

milla Barberini.
il

granduca
s.

To-

goverdi na-

lo

fece

cavaliere di

Stefa-

natore della Bitina,


scita

turchi

no, e dipoi nel


cipe assistente

1721
soglio

a'

i4

rn^g-

di professione,
l'

dissimulare

essere soggetti

non poterono invidia loro di non al soave dominio di


distinto, e gli ere-

gio Innocenzo XIII lo dichiar prinal

pontificio,
di

ed eresse
in

il

suo feudo

Soriano

un sovrano
tici
il

cos

principato.

stessi

di

Norimberga palesarono
la

giubilo

per

sua

esaltazione,

Le prime cure di Clemente XI, non appena fu eletto, indirizzaronsi


a bene conoscere tutto
indi a
il

coniando diverse medaglie d'oro e e pubblicandole con acconcie iscrizioni tanta era la fama, che divulgava dovunque le virt di
d' argento,
:

suo clero;

chiaro Pontefice.

dar saggi provvedimenti sul termine della celebrazione dell' JnI [Vedi). Tolse ad un no santo tempo r abuso delle franchigie fat-

XF

Cominci bentosto Clemente XI


l'esercizio

to

dagli
la

del pontificato

col pre-

Roma

ambasciatori , institu in Congregazione del sollievo,

miare nella sua corte diversi soggetti di merito tenne all' apposto lontani dalla sua intima benevolen:

eresse nel
di Belle b

Campidoglio l'accademia
Arti (/^. Accademie); proi-

l'estrazione de'capo-lavori antichi;

za

parenti

a' quali

non

confer

e form una congregazione, alla testa


della quale mise
tico
il

benefizi e dignit, sinch per molti

celebre

matemas.

anni non ebbe sperimentato

esser-

Francesco Bianchini, perch sul


della chiesa di

ne meritevoli. Comand subito, che Annibale e Carlo maggiori figli di suo fratello Orazio e di Bernardi,

pavimento
degli

Rlaria
fatta

Angeli di
disse

Roma

fosse

una
tefice

linea meridiana (che dal


si

na Ondedei dama pesarese


guissero
nel
collegio
studi, per divenire degni

prosegli

Ponappunto dementino),
il

Romano
modo

affine di

regolare

tempo per

la

della sua

celebrazione della Pasqua.

considerazione. In egual

co-

Intimato l'anno
leo straordinario,

1701 un giubisi

mand ad
che
siasi
si

Orazio ed a sua moglie, astenessero di prendere qualonore, che per lo pasalle

tenne
il

sospeso

nell'accordare in quell'anno
fice r investitura
Sicilie, richiesta

Ponte-

titolo di

del regno delle

due

sato
de'

erasi
;

accordato

famiglie

ad un'ora da

Filip-

Papi

che non usassero insegne

principesche,

che non

si
,

mischiase
nella

sero negli affari

pubblici

corte, contentandosi della

condizio-

ne

di nobili

privati.
la

Ricord

loro

po duca d'Angi, e dall'imperatore Leopoldo, ponendo altres ogni studio per tenere lontana la guerra, che si temeva per la successione anzi a questo ultimo della Spagna
;

di \oler

seguire

costituzione di

scopo pubblic

un

altro

giubileo

62
^Iraoiclinario.

CLK
Quindi volendo come
in

CLE
della Sorbona,
Liegi.
e

che

si

stamp
si

in

padre comune
trale,

tutto essere neui

Sostenevasi con quel

caso di

ricus
i

le

onorificenze e

van-

coscienza, che negar

non

dovesse

taggi che
li

francesi, e gli spaglino-

gli

offrirono

pei

di
gli

lui

parenval-

ti.

Nondimeno
n
le

studi

sero,

pregliieie

del

zelante
colle-

Pontefice, ritroso ognora dal

garsi colle parti contendenti, a segno

r assoluzione ad un ecclesiastico il quale, comech condannasse !e cin(jue proposizioni di Giansenio in ttitli sensi, in cui la Chiesa le ha condannate, credesse bastare quanto al fatto una sommissione di sii

da rifiutare persino il tributo della Ghinea [inceli), olFertagli a gara da entrambe, quasi un pegno dello scambievole loro diritto sul regno delle due Sicilie. Tuttavolta dichiar che se a procacciare pace alla cristianit, rifiutava la Ghinea, non
s'

lenzio, e
fosse

di rispetto,

finch

non
al-

convinto di aver sostenuta


tenere per sospetta
la

cinia di quelle proposizioni^


versi

non dosua
fe-

de.

Clemente XI adunque condann, con un breve 11 febbraio lyoS,


la

decisione di quel caso,


d'

come

con-

intendeva per ci pregiudicato

il

supremo dominio tenuto


sa sopra fjuel regno.

dalla Chie-

Ne
si

queste sole

tudini di
di bel

erano le inquieGlemente XI. Suscitaronle

Innocenzo X, di Alcssaniho VII, e d' Innocenzo XII gi ricevute dall' assemblea del clero nel 1700. Dalla quale
traria alle costituzioni
,

nuovo

discordie
di

tra la

santa Sede, e la

corte

Torino,
sino
delle

che avevano avuto dall'anno 1697, a

principio

pontificia condanna ne provenne, che dei quaranta dottori, i quali ebbero sottoscritto al trattato, trentasei se ne ritrattarono, due restaro-

cagione
,

no

ostinati, e

gli

altri

due premol'af-

immunit
se
si

ecclesiastiche

ad

es-

rirono alla condanna.

unirono altre due controverRiguardava la prima i riti di onore prestati nella Cina al nome di Confucio riti permessi prima
sie.
:

N
se
il

si

ferm a questo punto


,

fare del Giansenismo; perocch insorp.

Pascasio Quesnelio
il

sacerdote

dell'oratorio di Francia,

corifeo dei

dai

gesuiti,

e riprovati

dipoi

dai

Giansenisti

dopo

la

morte dell' Arnaud.

missionari

domenicani.

In

quella
i

questione Glemente
decreti

XI conferm
riprov

antecedenti, stette

alla sen-

Nel suo nuovo testamento colle aggiunte si s^og conlro le potenze pi cattoliche, e procur di propagare le

tenza dei
fatto quelle

domenicani,

af-

massime, che gi da cinquanta anni


affliggevano la Chiesa. Dietro denunzia del re di Francia,

cerimonie nel

modo che

dicesi

air articolo
la

propose
to,

che

Cina ( Vedi ), e formula del giuramensi doveva prestare dai


per
l'

Clemente XI, con un breve de' 1 3 luglio 1708, condann in generale quell'opera per quatsi

missionari
della

esatta

osservanza
,

tro motivi, che

riferiscono nel bre-

medesima La seconda controversia, onde Clemente XI veniva agitato, riguardava


costituzione

il

torbido sistema dei Giansenisti,

quali proposero, a'

20

luglio

1701,
fatto

medesimo. Ma volendo il re di Francia una qualificazione pi estesa, ebbe Clemente XI, coU'aiuto d'insigni teologi, ad estrarre da quell'opera cento e una proposizioni, ed a conve

un

caso di coscienza, che

fu

dannarle come non cattoliche, e co-

sottoscrivere

da

quaranta

dottori

me

contenenti

il

pretto

riprovato

CLE
Giansenismo.
bolla

CLE
la

G3
l,

Fu

questa

famosa

suo

figlio

Giuseppe

che intimanbenefzi

Uiugeuitiis, ricevuta dal clero

do

ai

tedeschi di

conferire

gallicano adunato nell'assemblea del

a coloro soltanto, che fossero da lui

tutto

171 3, e che pubblicata venne per il regno. P^. il libro Delibera*

raccomandati, diede motivo


razione
tra
la

all'alte-

delle

amichevoli
la
il

relazioni

tions

de V Assemblee des CardinauXj

santa Sede, e
11

corte impe-

ArchcK'equeSj et

Paris l'anu
Vacceptalion

Evenne s j tenue a 1718 et 1 7 4 ""'


1

riale.

Fenarese ed
tornarono
dai

Bolognese

frattanto

nel

1706 ad

de

la

conslitiiton

en

forine de bulle Unigenitus de N. S.

P.

le

Pape Clement XI.

Morto il re di Francia Luigi XIV, non si niosti egualmente propizio a


questa bolla
il

duca
;

d'

Orleans tul'

tore del regno

il

perch

affare

mut

faccia.

La

uuiAersil di Pari-

gi cominci ad attaccare la bolla medesima; mille ragioni furono po-

ste in campo per formare proseliti al Giansenismo, con grande rammarico

pur impadronirono di Comacchio. Il Pontefice si oppose colle scritture dapprima a quella conquista, indi si mise in sulle armi fomentalo dalle altre potenze, e dalla Francia specialmente, che avea spedilo il maresciallo Tessi, perch lo esortasse ad impegnare i principi italiani ad una lega comune, e perch ricevesse il comando delle truppe de' confederaessere assaltati

tedeschi, che

s'

ti.

INIa

la

pace, conchiusa a'i> gen-

del Pontefice,

il

quale un giorno nel-

naio

la piazza della

Minerva
del

fece abbrui

ciare per
libri

mano

boja

copiosi

1709, interruppe ogni ostile disegno sebbene non fu restituito Comaeelno [Fedi), coni' erasi sta,

dai Giansenisti in quell'incontro

bilito.

pubblicati, e con la bolla Pasioralis


de'

Nondimeno

quei casi assai contri-

27 agosto 17 18, dichiar segregati dalla Chiesa quanti non ubbidisalcuni vescovi

sero alla bolla Unigenitus. Di che atterrili

contumaci,

si

buivano ad alterare la salute di Clemente. Sebbene, pel detto editto imperiale di Giuseppe, con cui pretendeva di nominare ai benelzi vacanti, avesse lasciata la

arresero alle spiegazioni volute dalla

cura dappri-

santa Sede, e nacque la pace, clie spian ogni ostacolo alla diffusione
in

ma

a monsignor Corradini, poi Car-

dinale, di scrivere

una dissertazione

Francia

della

bolla

Unigenitus

menzionata. In pari tempo varie sapienti misure prendeva Clemente XI e sull'uso dei benefzii, e sulle missioni

contro quella novit, pure volle egli medesimo il Pontefice con immensa
fatica
farsi

a riscontrare

le fonti sulle
il

quali l'imperatore stabiliva

prounita

prio diritto.

La

quale

fatica,

da

spedirsi nelle terre

nuovamente
e
sul-

alle altre occupazioni assidue, gli al-

scoperte alle isole Filippine,

terarono per

modo

la

salute,,

che

r indurre in fine
al

il

re di Portogallo

pagamento
di

dei

Quindenni
ai

alla

santa Sede.
vi

Viet altres
oratorii

vescofuori,

stentando a reggersi in sulle gambe, gli origin un male, da cui fu accompagnato fino al sepolcro. A chi per
lo esoitava
lievo,

alzare
il

privati

abrogando
golari,

privilegio di alcuni re-

rispondeva
i

a prendersi qualche solch'egli in tal guisa


:

che alzavano altari portatili. Frattanto l'imperatore Leopoldo I,

finiva

suoi

giorni, e
altrvii
il

sgomberava

pi utilmente ad
gio
;

sommo

seg-

morto nel 1705, ebbe a successore

ch'egli quindi

volea morire in

64
sul

CLE
letto dell' onore, e

CLE
volea spirare

XI a nuove
li

traversie

era

esposta-

nelle fatiche proprie dell' uflizio suo.

Con

uguali sentiuienli continu


il

ad

osservare

digiuno della quaresima,

regno di Napoli faceva luogo ad innovazioni contro l'immunit ecclesiastica, ed il Pontefice con petto
forte rifiutava
fattigli

ed a sostenere ogni dovere dell'apostolico ministero. Se non che sid principio del 1 7 o, attaccato da una specie di languore congiunto ai mali violenti di stomaco, e da una flussione in una gamba, fece assai temere della sua vita. Tuttavia coi

persino

gli

augurii

nuovo anno dal vicer di quel reame, n voleva accordi di sorta, dove non si fosse emendato dei molti, e de' gravi danni recati all' ordine ecclesiastico. Pure non si cessava in quel regno dai
pel

munque
che
si
i

avesse (ine quel male, in Clesi

nuovi attentati: in

Sicilia

il

tribu-

mente XI limasero
medici
il

tenui

le forze,

nale detto della Monarchia, esami-

consigliarono a pas-

nava
solti

le

sentenze
gli

dei

vescovi

as-

sare a Castel

Gandolfo, ove meglio


esercizi
di piet.

venivano
;

scomunicati

dai
delac-

diede agli

Fece

vescovi
la

un tribunale chiamato
s'

fare in quell' incontro

una missione

Quinta

instituiva eziandio,

ad Albano ed a Castel Gandolfo, ed in una mattina in quest' ultimo luogo distribuii, come dice il Novaes, la comunione a molte persone accorse
dai paesi vicini.

ciocch provvedesse perch ninno n


ricevesse,
tifcio

n eseguisse decreto ponil

senza

regio

exequatur.

molti ecclesiastici, ubbidienti ai decreti


pontificii,

cante

distribu

A ciascun comuniuna medaglia e vi


,

venendo gi da quei
di quattrocento e

tribunali esiliati, trovarono asilo in

applic indulgenza plenaria in articolo di morte.

Roma

in

numero

tredici, e dal zelante

Pontefice ebdi
ses-

Comech

nel soggiorno di Castel

bero sussidi per la


troversia della
lia

somma

Gandolfo si riavesse Clemente XI dal male, pure di tempo in tempo ne


risentiva gli acciacchi.

santa mila scudi. Cosi stava la con-

Ma

il

suo co-

monarchia in Siciquando Filippo V re di Spagna

raggio noi faceva

punto

rallentare

dalle zelanti fatiche,

ad ogni umano
1'

che superiore evento considerava


suoi

apostolica sua missione sulla terra.

riprese il dominio del suo regno. Divoto egli per ognora alla santa Sede tratt bentosto col Pontefice sulla concordia, che difatti fu con-

Che
i

cosa divenivano ai
stessi
i

occhi

chiusa
ticoli.

a'

7 aprile

17 19 in dieci arse riceveva quello

legami

del

sangue.''

Stim

Ma

se siffatti conforti ricevelato,

d' interrogare

Cardinali, per rico-

va da quel

Annibale Albani, il quale lodevolmente avea sostenute le nunziature di Vienna e


noscere, se
il

suo

nipote

dell'abiura data al luteranismo dal principe Augusto, primogenito del

duca di Sassonia e re
ai

di
:

Polonia

di Francfort, fosse

degno

della por:

12

pora.
la

E per la risposta loro essere porpora pi presto onorata da lui, che da essa ricevesse onore si
,

nelle

novembre 17 12 abjui-a fatta mani del Cardinal Casoni leBologna,


opporsi
1

gato di

doveva

persuase
sesta sua

a crearlo Cardinale

nella

canto nel i 7 2 ai decreti della dieta di Varsavia, tendenti esdall' altro


si

promozione
I
.

de' 2 3

dicem-

pure
all'

percuotere

l'

bre

ecclesiastica.

Di che

scrisse

immunit Ponil
ac-

Intanto la fermezza

di

Clemente

tefice

imperatore Carlo VI,

Ct
ciocch sventasse e quelle e tutte
altre
le

OLE
tetti,

65
l'

detta perci

maiia
ri

trame degli onde i ;

eretici

della

Ger-

mentina, e
air

Accademia Cleconfermando istituto


quella citt, lo

vivi

suoi

deside-

delle scienze di

un

ebbei'o qualche effetto.

Per parte
dato

Accademia

degli inquieti. V.

Ac-

del

duca di Brunswich
sudditi
libero

fu

cademie.
I

quei
e

esercizio

della
ti

turchi resi intanto pii insolen-

cattolica religione,

dal re

medesimo
gi

dalle continue vittorie

danno

da Enrichetta sua

figliuola

dei Veneziani,

spinsero

il

Pontefice

stata abbracciata.

Avvenuta vma grande epidemia


di

bovi per
di

l'Italia,

il

santo Padre,
il

a maggiori sollecitudini. Processioni si ordinarono per lui in tutte le diocesi due galere si spedirono da
;

alne

allontanarne

flagello,

lui sotto la

condotta de' cavalieri di


lega fu pure

pubblic un giubileo

ed una
e

pro-

Malta

una sacra
lui

com-

cessione generale a cui egli medesi-

binata da

mo
le

co' Cardinali

assist,

rinnov
iustituita

provvidenze

sulla

congregazione

a favore de' Veneziare di ni, nella quale entrarono il re Spagna Filippo V, Giovanni

dell'Annona e Grascia, gi da Paolo V nel 1 6 1 i

di Portogallo,

Con nuovo
lui

uffizio proprio, pur da composto, ordin Clemente XI,

gran duca di Toscana, e la repubblica di Genova. Le flotte della lega unite vennero a quelle dei Veneziani, e perch
il

che, lasciato l'uffizio del

comune,

si

una

forte diversione
il

fosse

fatta

ai

celebrasse in tutta la Chiesa la festa

turchi, rimosse
esistenti

Pontefice

le gelosie

del

patriarca

s.
,

particolai

protettore

Giuseppe suo ed accordanintervenisse


nei

tra

il

re di Spagna, e l'im-

peratore, stringendo questo secondo

do
all'

indulgenza
esposizione

a
del

chi

ad entrare

nella

lega

co'

Veneziani

Santissimo

nove giorni precedenti


la
all'

alla festa nel-

chiesa di

s.

Ignazio, diede motivo

introduzione delle novene ad osanti, di

ed a portare le sue armi per terra contro i turchi. Di fatti sotto il comando dell' immortale principe Eugenio di Savoja, l'armata imperiale
piesso Petervaradino sconfisse
chi per
i

nore dei
bertini,
II, cap.

cui
ss.

il

Papa Lamlib.

tur-

de Canon,

IV, par.

modo, che

levato fu persino

20, non trova memorie an-

teriori.

Era

in

quel tempo

anno

lyiS), che il turco s'apparecchiava con formidabili forze contro la re-

pubblica di Venezia,

ed

il

santo
i

Padre non pure


vrani di
di

fece accorti sulle

so-

Europa

conseguenze
egli

queir assalimento,

ma

me-

desimo invi molti soccorsi ai veneziani, ed intim un giubileo universale per ottener un felice successo contro le armi ottomane. N Clemente XI trascurava perci le lettere,
le arti

da essi 1' assedio a Corf. Mand in queir incontro il Pontefice lo stocco ed il berrettone da lui benedetti al principe Eugenio, il quale, nel seguente anno 17 17, assedi, e s'irnpadroni eziandio di Belgrado. Pure a gravi angustie dovea trovarsi l'integro animo di Clemente L' intervento dell' imperatore XI. nella lega era avvenuto sulla parola data al

Pontefice

dal
gli

re

di

Spagna
contro
trario,
toi-e

di

non

turbare

stati

imperiali, finch durasse


il

la

guerra
al

e le scienze. In

Bologna

turco. Filippo

con-

contemporaneamente 1' accademia de' pittoii, scultori ed archieresse

viste le

vittorie dell'
la

impera-

Carlo

VI, sotto

sembianza

VOL.

XIV.

66
di

CLE
rivolgere
i

CLE
gli

suoi sforzi contro

ottomani, mise tacitamente in piedi

un formidabile
ta la promessa,

esercito,

e trascura-

corte. Pure stette fermo il Pontefice; ma con tale prudenza adoper co' due regi con-

zione colla

sua

col

pretesto

della

tendenti la forza, che l'imperatore,


vista

prigionia di monsignor Molines su-

r innocenza
di

sua
,

permise

al

premo
in

inquisitore di Spagna,
dagl'

fatta

nunzio

Vienna
,

l'

esercizio

del

Milano

imperiali,

come

sconvolgitori a loro

danno

di quelle

suo ministero e Filippo V si adoper cercando una riconciliazione


,

contrade, volt

le

armi contro l'im-

per
al

peratore, e pose r assedio a Cagliari

restituita

la quale fu eziandio primario stato la nun-

nella Sardegna.

Sebbene
la

il

Papa
al

ziatura

di

Spagna
contro

rivolse
ritratti
,

gli

scrivesse parole di

risentimento
violata

emolumenti
suo regno

ecclesiastici
i

dal

re Cattolico

per

fede,

saraceni

che

l'imperatore, cedendo alle suggestioni de' ministri, riguard invece quel tradimento come opera di Clemente XI, Il perch viet al nunzio di

sconfsse in diverse battaglie, invian-

done
con

al

Pontefice
stato

lettere di

alcune bandiere suo pugno.


a

Ei'a
culto,

sospeso

que' d

il

Vienna
corte
,

di

pi
il

accostarsi

alla

sua
fece

ed

vicer di Napoli

partire quel nunzio entro ventiquat-

tro ore, e sequestrare fece le


dite di ogni beneficio, che nali
i

ren-

Cardi-

che prestavasi in Monza alla corona di Ferro, con cui venivano altre volte, e da Napoleone in qua vengono incoronati i re d' Italia. Clemente XI, coll'organo della congregazione de' riti , decret potersi conservare questa corona tra le reliquie,

ed

prelati

forestieri

possede-

vano

in quel regno.

Ma

quanto

innocente
si

fosse

il

e potersi venerare e portare

Pontefice bene
zioni

avvide l'imperato-

re allorch, scorte nulle le


al re cattolico,
i

ammonid'
gli

proccssionalmente. In questo mezzo fu conchiuso il matrimonio tra il cattolico re

perch cessasse

Jacopo

III d'Inghilterra colla


fi-

contro
stria,

ai
gli

domini! della casa i3 gennaio 17 17,

Ausos-

principessa Clementina Sobiesky,


glia del principe di Polonia,

gi dal
fonte.

pese

emolumenti

delle

decime
infor-

santo Padre tenuta al

sacro
in

ecclesiastiche, concedutegli colla Bol-

Per, mentre essa

era

viaggio

la della crociata {^Fcdi)

ed

mato aver avuta


dizione
stria

oi'igine quella spe-

militare a

danno

dell'

Au-

per unirsi in Roma al suo sposo, venne assalita ad Innsbruck, e per forza arrestata ed impedita a poter
proseguire
il

dagli artifizi del Cardinal Al-

viaggio.

Clemente XI

heroni, ricus di trasferirlo dal ve-

scovato di Malaga
di
Siviglia,

all'arcivescovato

come
il

dallo stesso re era


la

mise pratiche coli' imperatore perch fossero rimossi quegli ostacoli, e teneva desta ad un tempo la costanza nel cuore di
lei.

stato richiesto.

Per

quale dispo-

sizione

si

attir

Pontefice le ven-

intanto, travestita
le

Se non che ella da uomo, deluse


si

dette di Filippo

V,
gli

che

richiam

vigilanze delle guardie, e

tras-

incontanente

tutti

spagnuoli di-

moranti
diti

in

Roma,

e proib ai sudricorso alla coril

prima in Romagna, indi a Roma, dove fu alloggiata al moniste ro


fer

suoi

qualunque

delle orsoline.

Il

re Jacopo III, torsi

te Pontificia, facendo cessare


zio apostolico

nunrela-

nato dal viaggio di Spagna,

fer-

da qualunque

a Moutcfiascone, dove condotta

CLE
s'era
la

CLE
dove dal vevennero sposa-

67

principessa, e

leans, reggente della Francia, di ri-

scovo di quella citt


ti.

Clemente XI da quel giorno aument l'assegno annuale, che dava


al

vocare un editto promulgato in nome del re con grave danno della


disciplina ecclesiastica e della pontifcia

principe, e chiamati gli sposi in

autorit circa

Roma,
degno.

destin loro

un palazzo con-

benefizi appartenenti

priorati ed i ad alcune con-

gregazioni regolari
le
1

di

quel
ai

regno_,

Tra r anno

apostoliche curCj che nel7


1

e un' esortazione diresse

vescovi

9
vi

Pontefice,

tennero vigilante il furono quelle dirette

Ruteni [P^ed), di rito greco, acciocch diligentemente estirpassero gli


errori
trade.
introdottisi

all'accrescimento delia cattolica Chiesa nell'impero della Cina.

in

quelle

confu
di

tal fi-

ne

scrisse

a
il

quell'

imperatore

per

Ad Urbino
di favori
il

sua

patria

largo

significargli

suo desiderio di spedi cospicuo

magnanimo
vedersi
all'

Pontefice,

dire a lui

una legazione

come pu
quella citt.

articolo

prelato, e di alcuni religiosi missio-

Pure

gli

anni, e molto

Ma intanto sparsasi la voce che queir imperatore bandiva un editto, con cui scacciava i missionari dal
nari.

pi

fiequenti incomodi dell'asma


vicina

annunziavano
tante
,

suo impero, e proibiva


diti

a' suoi

sudreli-

l'esercizio
il

della

cattolica
lo

gione,

Papa cadde per


febbre,
e di
della

dolore
vita;

in mezzo a morte di Clemente XI che avvenne appunto a' i g marzo 172 1. Prima di morire, fece chiamare il Cardinale Annibale

cure

la

malato
assai

di

asma che
sua
felici

Albani, e d. Carlo, suoi

nipoti, e

fece
egli

temere
si

mostr loro che


lui

la

moderazione da
era
stata

ma

tosto

riebbe non appena

usata

nel

beneficarli

nuove pi
tirono
na.
le

po.sitive e

pi

smenre di
alle
i

regolata dalla sua


toUi

coscienza.
santi, e

Esor-

prime

sul conto della Ci-

divenir
al

chieden-

Allora

scrisse

anche

al

do perdono
ed
al

Cardinal

Annibale,

Persia perch mettesse


ingiurie che
i

riparo

Cardinal Paolucci
i

sommo

pe-

cattolici

armeni, ed

nitenziere,

quali pi che altri avea-

missionari
Teflis,

cappuccini

soffrivano in

no seco
di
s.

lui faticato nel

suo governel giorno

capitale della

Georgia.
il

no, spir,

come

si

disse,

Con

tre editti proib

santo Pal'intro-

dre nello stato ecclesiastico

duzione de' panni e delle sete lavorate, e con altri editti molte cose prescrisse

sul

modo

di

tenere

registri

Giuseppe di cui avea composto l'uffizio, che si recita nella Chiesa. Mori neir et d'anni settantuno, mesi sette, e giorni venticinque, dotre mesi e ventipo venti anni
,

delle messe,

ingiunto

ai

non che suU'obbligo gi parrochi da Papa Urdi far

quattro giorni di pontificato.

Con

quindici promozioni cre setil

bano Vili,

apprendere cio la dottrina cristiana, secondo il metodo del ven. Cardinale Bellarmino. V. Dottrina Cristiana. Giunto l'anno 1720, esort il re
di Polonia perch

tanta Cardinali, compreso


tese Filippucci,

macerail

che dare

virtuosamente

ricus la porpora, la quale


tefice

Pon-

non

volle

all'altro ni-

pote Alessandro

ordinasse

il

li-

bero culto cattolico nella provincia di Lusazia preg il duca d' Or,

nunzio zelante di Vienna, bench da molti supplicato. Clemente XI fu sepolto nel Vaticano vicino
al fonte

battesimale,

68
ove era
ile

CLE
stato Alessandro Vili,

CLE
donNegli
spedali,

che

poi nel seguente

trasportato al
presceltosi nel

anno 1722 fu sepolcro da lui stesso

visitava,

nella

basilica

frequentemente Vaticana

vidiva spesso le confessioni,

massime

pavimento del coro Iella stessa basilica con una semplice iscrizione, composta da lui medesimo, nella quale segn il pontificato di venti anni lasciando a quel capitolo il peso di aggiungervi il mese, ed il giorno della sua morte, in ricompensa dei libii corali,
,

nella settimana santa. Elegantissime

omelie, nelle quali vedeasi riprodotta la eloquenza di


s.

Leone
,

I,

face-

va nella basilica medesima e ad onta che tormentato fosse da complicati malori, con sorpresa de' medici,

anche negli ultimi anni seguiprocessioni


,

tava a piedi lunghe


tutti

di cui egli provvide

il

coro mede-

ammetteva
era solito
il

all'udienza.
i

Per

te-

simo per le funzioni ecclesiastiche. Fu Clemente XI di alta statura, veramente ben fatto e di tale figura da tosto prevenire in suo favore. Fu egli il primo che dopo Clemente VII andasse raso senza barba era di capo e di sembiante
, ,

nere poi in soggezione


nistri,

suoi
essere

midi

non il praticare ogni cosa, facendone uso


opportuno nelle circostanze.

un principe

a dire sapere ,

ma

Tenace
di

dell'ecclesiastica disciplina,

lunghi, di colore
tli

pressoch pallido,
,

ed occhi neri di voce sonora, d'ingegno acuto, di memoria tenace, alieno dall'ira e dalcapelli
l'

odio, osservantissimo

del

segreto,

peritissimo nelle lingue greca e latina,

rado dispensava dalle prescrizioni de' sagri canoni ; avea la massima inoltre di ornar benefizi con uomini degni anzich ornare gli uomini co' benefizi onde spesso diceva Indegno del vescovato chi se lo procura. Chi di rea condotta,
i , ,
:

sommamente
pu

erudito. Nella

non

si

migliora col benefizio;

anzi

virt cristiana

con sicurezza , che se incoriotti e pii erano stati i costumi di lui fin da giovinetto, si conservarono maggiormendirsi

te

ritava

Egli meun pontificato pi felice; ma appunto sembra che per tempi coinnocenti col triregno.

con esso va di male in peggio. 11 perch di ottocento e cinquantatre vescovi titolari scelti da lui durante il suo pontificato ninno diede motivo di lamento, e molti morirono
in concetto di santit. Nelle riprensioni era pieno di

dolcezza,

e sem-

tanto

tempestosi
nei

Iddio

lo

avesse

pre manifestava tanta grazia, e detti


cosi arguti,

formato di un carattere
nelle disgrazie,

cos\

fermo
nelle

che passarono

ai posteri

travagli,

infermiti, e nel riposo. Ai suoi


nistri

mi-

come segni dell' acuto suo ingegno. Non conobbe mai altra vendetta,
non quella di ricambiare col bene a chi gli faceva male, e perci diceva, che il vendicarsi co' nemici
se

diceva sovente:
la felicit,

il

trai' aglio,

non

(fucilo

che Dio
,

desidera da noi ; io vi avverto che quindinnanzi chiamer il mio palazzo la casa di Giobbe.
Recitava sempre
chioni, e
l'

uffizio

ginocsi

facendo loro del bene era vendicarsi in una maniera divina. Estremamente generoso sovvenne in Roma
ottomila
poveri
nella
carestia

due

volte al giorno

ap-

del

plicava alla meditazione; parca era


la

sua mensa, durante

la

quale

si

luceva leggere qualche

libro santo.

1721: nella peste di Marsiglia del 1720 mand al vescovo di quella citt duemila rubbia di grano da

CLE
(listi

CLE
prese gran-

().)

ibuirsi

ai

poveri, e

che

le

lingue orientali possono tor-

di

piecaiizioiii

perch non penetras-

nire di

pi raro.

Mand
in

a tal uo-

se

quel flagello anche in

Roma. Con

po a farne ricerca
Soria
i

Egitto ed iu

grande
l'esilialo

somma
dopo

di

denaro soccorse
di lui tu pro-

tre celebri letterati

Abramo
il

Giacomo
la

II re cattolico d'In-

Massard, Andrea Scandar, ed

fa-

ghilterra. e

morte
III

moso

Elia Giuseppe
zio del

Simeone Asse-

digo col le
lo, cui

Giacomo
di

suo figliuo-

man

Massard.
il

La

l'accolla

concedette dapprima per sogla

loro porta appunto


blioteca

titolo

di

Bi-

giorno

citt

Urbino, e poscia
il

Orieiilale- Cleiiicniuio-Vat-

quella di

Roma, assegnandogli

padi

lazzo Sacchetti, ed

una pensione
al

dodici mila scudi sulla camera, oltre

centomila

regalatigli

suo
pii

caiia. L'Asseman ne fece il catalogo con tanta erudizione e con si bel metodo, che questo lavoro passa oggimai per un capo d'opera in
,

arrivo in R^oma.

Ma

la

prova

tal

genere.

Ma

la

meraviglia

pii

concludente delle sue

liberalit,

di-

ce Lafiteau scrittore della sua vita,


si che dopo la sua morte gli furono trovati sessanta soli scudi, ed

grande si che xeile calamit, onde fu alili tto il suo Pontificato, abbia egli potuto supplire a tante spe.se.

Pure a

tutto

suppliva

il

suo

vnia nota di

seicento
colle

famiglie, che

coraggio.

campavano
sine.

segrete sue linjo-

che

diremo
la

dell'

instancabile
?

suo zelo per


s

fede cattolica

Ne

Una munificenza
estese

segnalata

si

anche a quanto poteva aver


delle

sono testimoni duecento ottani' una bolle gi pubblicate nel Bollano tornano, mille quattrocento dodici epistole e brevi raccolti
le

riguardo all'abbellimento di Roma.

Parlando

chiese

nella sola

iu

due tomi,

Roma

venti se

ne contano che furo-

no da lui o edificate, o ristaurate, od abbellite fond il collegio o accademia nobile degli ecclesiastici; fab;

omelie e le orazioni concistoriali stampate in altri due tomi ; testimonii ne sono gli operai evangelici

da
al

lui

inviati

nell'

India, alla Cina,

povere giovani il conservatorio che chiamasi la casa di s. Clemente, ed ingrandi il monistero


bric per
le

alla Persia,

all'Etiopia, iu Moscovia,
in

Mogol ed
il

Egitto, e la consovolta,

lazione che provava ogni

che

del

Bambin Ges. Molta cura ebbe


s.

vedeva
la
illustri

pi piccolo progresso del-

pegli ospedali di
pi,
stici

Marta, degli EtioPegli


ecclesia-

fede medesima.

gi parecchie

e degli

Armeni.

seconda nazione fabbric nuove case, non meno che pei


di questa

tificato,

per

il suo Ponva pure celebrato grandi tentativi fatti da lui

conversioni conta
il

quale

vescovi
religiosi

della

Mesopotamia,
s.
,

e pei

affine di
la

riunire la Chiesa greca al-

maroniti di

Antonio. Fabe nuovi


di Diodi

latina.

bric

il

porto di Ripetta
gli

Co' suoi
sopra
si

soli

parenti

come

pii

pubblici granai alle


cleziano, ristaur

Terme

dimostrato,

non

fu libera-

acquedotti

Roma,
salubre

e di nuovi ne fece costruire a

Civitavecchia, che resero l'aria pi


,

le Clemente XI. Orazio suo fratello, che pur amava teneramente, mor senza aver mai da lui carica, o se-

somministrarono
alla
citt.

acqua
la

gno

di

nobilt

alcuna.

Confer

il

abbondante

Arricch

biblioteca dei Vaticano di

tuttoci,

camerlengato di S. R. C. al Cardinale Annibale Albani suo nipote

72

e
apostolica,
alla

LE
ed
allo
sfato.
i

CLE
Reposti

mera
stiti

quale promettendo perdono


giosi

ai

reli-

nobilt

romana

apostati, se in
al

un determinato
seno della Chieloro
il

di

lancie

spezzate, e di cavalieri di
stati tolti

tempo tornavano
sa,

cappa e spada, che erano


e soppressi.

accordava pur

pacifico
di

possesso dei benefizi

ecclesiastici,

Nel

lySi
il

concedette
della

Clemente

che avessero
nari sped

goduto.

Vari
il

missio-

XII

ai

canonici

cattedrale di

ad un tempo
nel

zelante

Firenze
alla

privilegio di

protonotari
,

Pontefice

Tibeth^
fece
le

regno della
di sessan-

apostolici

partecipanti
l'

e
di

restitu

Toscana
in

ufllzio

notaro

gran Tartaria, e tamila scudi per


tali,

dono

missioni

orien-

che, per disposizione

di

Leone X,
leggi

in

virt

delle quali

furono

aveva

Roma. Varie
lo

proveco-

convertiti diecimila Copti,


so
il

compreinsi-

vidissime vennero da lui pure pubblicate per

loro

patriarca

Alessandrino,

miglior essere

sempre
ci solo;

resistente alle paterne

nomico de' suoi sudditi, ed accord ai prelati votanti di segnatura


il

nuazioni dei Pontefici anteriori.

N
tol-

ma

per
il

le

preghiere di Cle-

mantellone,
e
gli

il

cappello pontificauditori di
i

mente XI 1
il

patriarca

armeno

le,

altri

ornamenti, che usano


Rota,

se l'anatema dai sacri dittici contro

nelle cavalcate gli


i

concilio di Calcedonia, e contro


s.

il

non che chierici ed presidenti della Camera, ed accrebbe loro le rendite annuali quando esistevano
fino
ai

Pontefice
di
s.

Leone
,

I;

benedettini

Mauro

in Francia,

con amplisla

sima formola
ta

ricevettero

bolla
tol-

cinquecento

scudi al

deca-

Unigenitus di Clemente XI, e fu


suscitarsi

no, e trecento agli


lati
11

undici altri pre-

una controversia, che stava per


colla

votanti.
lotto pubblico,

che Innocenzo

testo

che

la fabbrica

Francia per lo predelle Galanc,

XIII aveva permesso nello stato ecclesiastico, ma che Benedetto XIII aveva proibito, da Clemente XII nel detto anno lySi fu di nuovo permesso, provenendo alla Camera per
esso sino dal
ri

e la coltura del tabacco


to
alle

di

del ducaAvignone, dessero occasione


delle regie gabelle.

frodi

Desideroso Clemente XII di rendere


fertili,
te,

come

lo

erano

le

altre

vol-

primo anno

netti e

pu-

le

paludi Chiane non lungi dal


i

scudi 4'^, 74^- I^i^'olse per Clesolle-

lago Trasimeno, fra


stato pontificio,

confini dello
fece

mente XII questa rendita per


to,

e la Toscana,
fosso
al

vare dal debito molte citt dello staper molte limosine a favore dei
e
la

aprire nel
tordici

1784 un
fino

per quat,

miglia

Tevere

ri-

poveri, e delle comunit religiose,

per abbellire di molte fabbriche


citt
I

volgendo nell'animo eziandio il progetto di rendere navigabile lo stesso

di

Roma.

Tevere da Perugia

sino

a Ro-

Corsi ribellatisi dalla repubbli-

ma;

cosa, che per la sua

difficolt

ca di Genova erano ricorsi a Clemente XII, affinch li riammettesse al dominio della Chiesa ( V. Corsica); ma il santo Padre rifiut r offerta, e si fece piuttosto mediatore della pace. Una bolla eman nell'almo appresso lySa, colla

non pot mandare ad effetto. Fabun ampio lazzaretto con un molo nel porto di Ancona ( porto cui nel 1732 avea reso libero da franchigie ), ed istitu una perpetua congregazione di Carbricar fece per
dinali,

perch

attendesse

al

buon

CLE
regolamento di quel porto. A rendello ancor piti frequentato nel commercio, da Nocera, per Fabriano, e per Jesi, apr una strada consolare, che dal suo nome si chiama Clementina. Di che in grata memoria
gli

CLE
corte di

-3
di alcuni

Spagna
che

motivo

spagnuoli,

all'insaputa

ingagil

gi vano per la guerra di

Spagna

basso popolo
rati
i

romano

Trasteverini

che adisarebbero corsi


;

di

a fare strazio

anconitani

coliocarongli

nella

sopra la stessa casa dell'ambasciatore di Spagna, se non


fossero state
difesa.

piazza loro
Jesi

una statua, e quelli di un arco trionfale. La morte di Federico Augusto


re di Polonia, succeduta nel pri-

II

misure di ci a notizia di tremila spagnuoli, che da Velletri passarono a Napoli, si ferprese


forti

Nondimeno giunto

mo

febbraio 17 33, tolse la pace a quasi tutta l'Europa. Appiccatasi la

marono
li

a Velletri

commettendo

ta-

disordini, che quel popolo ricorse

guerra per

la la

successione

quella

alle

armi,

onde seguirono
Il

corona tra
contro

Francia

e la Spagna
il

scaramuccie.

alcune Cardinale Acquaviva,


di

l'imperatore^

l'egno

di

ministro del re
teverini,

Spagna,

voleva

Napoli cadde in parte in potere dei


spagnuoli. Quindi imperatore a sostegno dei propri diritti faceva pagare il censo della
francesi e degli
l'

a soddisfazione del tumulto de' Tras-

che
al

il

senato

recasse a

Madrid

per
;

romano si domandare

perdono

re cattolico

ma

il

fer-

chinea, che pur presentavasi per parte


dell' infante

mo

Pontefice nulla volle accordare,


i

d.

Carlo di Spagna. In

tale frangente,
tefce
l'aitare

commesso

dal

Ponfu

ad otto Cardinali,
quello
la

risoluto di rifiutare l'offerta dell' infante,

Quindi ministri di Spagna e di Napoli partirono da Roma, e ne intimarono ai sudditi delle rispettive nazioni la immediata partenza;
i

come

che non

avea

per anco ricevuta

investitura di

quelle corti,

nunzi Pontificii furono cacciati da ed agli spagnuoli fu


ro-

quel regno. Se non che, ridotto dal-

vietato ogni ricorso alla dateria

r infante all'obbedienza tutto


cerimonia
dell' investitura;
il

il

rela

gno, sollecitava dalla santa Sede


pel contrario offeriva

Cesare
tri-

mana. Clemente XII non oppose altre armi che quelle della mansuetudine, e della pazienza. Vinto da esse,

solito

Filippo

re di Spagna, e dalla
dalla

buto della chinea, nel quale miovo cimento, rimessa ancora la cosa
a dodici Cardinali, fu deciso di

ragione che

stava

parte

del

non
il

accettare

da veruno

il

tributo, fin-

che

la

vittoria

non

avesse deciso

vincitore.

Nell'anno 1735, termin Clemente

XII

in

diano, nella diocesi


Calabria,
il

di

Bisi-

gnano, nella

collegio

Papa, desistette dalla richiesta soddisfazione, ed a poco a poco le cose furono ricomposte. In mezzo a queste controversie approv Clemente XII l'erezione delFamiglia di la congregazione della Ciisto [Vedi), fondata fuori delle n)ura di Napoli per l'educazione
religiosa degl' indiani,

italo-greco, dal

suo
la

cognome
cattolica

chia-

e dei cinesi,
di

mato
se

Corsini, perch propagata fos-

da Matteo Ripa a
rendo
i7'>7
la rese

similitudine

nella Grecia

fede a

quella di S.Filippo Neri. Quindi corla a'

mezzo

dei giovani
si

greci ivi allevati,

festa

della

ss.

Trinit, nel

Una

discordia

andava intanto susanta

16

giugno,

Clemente XII

scitando tra

la

Sede,

la

pii

celebre colla solenne ca-

72 mera
stitu
tli

e
apostolica,
alla

LE
v.d

CLE
stato.
i

allo

Reposti

quale promettendo perdono


giosi

ai

reli-

nobilt

romana

apostali, se in
al

un determinato
seno della Chieloro
il

lancia

spezzate, e di cavalieri di
stati tolti

tempo tornavano
sa,

cappa e spada, che erano


e soppressi.

accordava pur

pacifico
di

possesso dei benefizi

ecclesiastici,

Nel

1731
il

concedette
della

Clemente

che avessero
nari spedi

goduto.

Vari
il

missio-

XII

ai

canonici

cattedrale di

ad un tempo
nel

zelante

Firenze
alia

privilegio di

piotonotari
,

Pontefice

Tibethj
le

regno della
di sessan-

apostolici

partecipanti
l'

e
di

restitu

gran Tartaria, e fece dono


tamila scudi per
tali,

Toscana
in

uHlzio
di

notare,

missioni

orien-

che, per disposizione

Leone X,
proveco-

in

virt

delle quali

furono

aveva

Roma.
lo

Varie leggi
miglior essere

convertiti diecimila Copti, so


il

compreinsi-

vidissime vennero da lui pure pubblicate per

loro

patriarca

Alessandrino,

sempre
ci solo;

resistente alle paterne

nomico de' suoi sudditi, ed accord ai prelati votanti di segnatura


il

nuazioni dei Pontefici anteriori.

N
tol-

ma

per
il

le

preghiere di Cle-

mantellone,

il

cappello pontificauditori di
i

mente XII
il

patriarca

armeno

le,

e gli altri ornamenti, che usano

se l'anatema dai sacri dittici contro

nelle cavalcate gli


i

Rota,

concilio di Calcedonia, e contro


s.

il

non che chierici ed presidenti della Camera, ed accrebbe loro le rendite annuali quando esistevano
fino
ai

Pontefice
di
s.

Leone
,

I;

benedettini

Mauro

in Francia,

con amplisla

sima formola
Unigenitiis di

ricevettero

bolla

cinquecento

scudi al

deca-

no, e trecento agli


lati

undici altri pre-

votanti.

11 lotto pubblico, che Innocenzo XIII avevar permesso nello stato ecclesiastico, ma che Benedetto XIII aveva proibito, da Clemente XII nel detto anno lySi fu di nuovo permesso, provenendo alla Camera per

Clemente XI, e fu tolta una controversia, che stava per suscitarsi colla Francia per lo pretesto che la fabbiica delle Galanc,
e la coltura del tabacco

to
alle

di

del ducaAvignone, dessero occasione


delle regie gabelle.

frodi

Desideroso Clemente XII di rendere


fertili,
te,

come

lo

erano

le

altre

vol-

esso sino dal


ri

primo anno

netti e

pu-

le

paludi Chiane non lungi dal


i

scudi 41B5 "4^- I^i^o'se per Clesolle-

lago Trasimeno, fra


aprire nel
tordici

confini dello
fece

mente XI 1 questa rendita per


to,

stato pontificio, e la Toscana,

vare dal debito molte citt dello

sta-

1734 un
fino

fosso per quatal

per molte limosine a favore dei


e
la

miglia

Tevere

ri-

poveri, e delle comunit religiose,

per abbellire di molte fabbriche


citt
I

volgendo nell'animo eziandio il progetto di rendere navigabile lo stes-

di

Roma.

Corsi ribellatisi dalla repubbli-

ca di Genova erano ricorsi a Clemente XII, aftinch li riammettesse al dominio della Chiesa ( l^. Corsica); ma il santo Padre rifiut r offerta, e si fece piuttosto mediatore della pace. Una bolla eman nell'anno appresso lySa, colla

Tevere da Perugia sino a Rocosa, che per la sua difficolt ; non pot mandare ad effetto. Fabbricar fece per un ampio lazzaretto con un molo nel porto di Ancona ( porto cui nel i73'2 avea reso libero da franchigie), ed istitu una perpetua congregazione di Cardinali, perch attendesse al buon
so

ma

CLE
regolamento
di

CLE
A
rencorte di

73
di

quel porto.

Spagna
che
la

motivo

alcuni

derlo ancor pi frequentato nel

com-

spagnuoli,

all'insaputa

ingagil

mercio, da Nocera, per Fabriano, e

giavano per
basso popolo
rati
i

guerra di Spagna
;

per

una strada consolare, che dal suo nome si chiama Clementina. Di che in grata memoria
Jesi,

apr

romano
sopra
prese

Trasteverini

che adisarebbero corsi


di
la

a fare strazio

stessa

casa

gli

anconitani

collocarongli

nella

dell'ambasciatore di Spagna, se non


fossero state
difesa.

piazza loro
Jesi

una statua, e quelli di un arco trionfale. La morte di Federico Augusto


re di Polonia, succeduta nel pri-

II

misure di ci a notizia di tremila spagnuoli, che da Velletri passarono a Napoli, si ferforti

Nondimeno giunto

mo

febbraio 17 33, tolse la pace a quasi tutta l'Europa. Appiccatasi la

marono a
li

Velletri

commettendo

ta-

disordini, che quel popolo ricorse

gueiTa per la successione a quella corona tra la Francia e la Spagna contro r impei'atore, il regno di Napoli cadde in parte in potere dei
francesi e degli

alle

armi,

onde seguirono
Il

alcune voleva

scaramuccie.

Cardinale Acquaviva,
di

ministro del re
teverini

Spagna,

a soddisfazione del tumulto de' Tras,

spagnuoli.

Quindi
propri

che

il

senato

r imperatore a
diritti

sostegno dei
il

recasse a

Madrid

per
;

romano si domandare

faceva

pagare
d.

censo della

perdono

al re cattolico

ma

il

fer-

chinea, che pur presentavasi per parte


dell' infante

mo

Pontefice nulla volle accordare.


i

Carlo di Spagna. In

tale frangente,
tefice
l'aitare

commesso

dal

Ponfu

ad otto Cardinali,
l'ottiirta

risoluto di rifiutare
fante,

dell'in-

come

quello
la

che non

avea

per anco ricevuta

investitura di

ministri di Spagna e di Quindi Napoli partirono da Roma, e ne intimarono ai sudditi delle rispettive nazioni la immediata partenza; nunzi Pontifcii furono cacciati da i quelle corti, ed agli spagnuoli fu
vietato ogni ricorso alla dateria ro-

quel regno. Se non che, ridotto dall'infante all'obbedienza tutto


il

re-

gno, sollecitava dalla santa Sede la

cerimonia
pel

dell' investitura;
il

Cesare
tri-

contralio otleriva

solito

mana. Clemente XI I non oppose altre armi che quelle della mansuetudine, e della pazienza. Vinto da esse, Filippo V re di Spagna, e dalla
ragione che
stava
dalla

buto della chinea, nel quale nuovo cimento, rimessa ancora la cosa
a

parte

del

dodici Cardinali, fu deciso di

non
il

accettare

da veruno

il

tributo, fin-

che

la

vittoria

non

avesse deciso

vincitore.

Nell'anno

735, termin Clemente


di
Bisi-

XII

in Ullano, nella diocesi

gnano, nella

Calabria,

il

collegio

Papa, desistette dalla richiesta soddisfazione, ed a poco a poco le cose furono ricomposte. In mezzo a queste controversie approv Clemente XII l'erezione delFamiglia di la congregazione della disto [Vedi), fondata fuori delle n>ura di Napoli per l'educazione
religiosa degl' indiani,

italo-greco, dal

suo
la

cognome
cattolica

chia-

e dei cinesi,
di

mato
mezzo

Corsini, perch propagata fos-

da Matteo Ripa a
lendo
la a'

similitudine

se nella Grecia

fede a

quella di S.Filippo Neri. Quindi corfesta

dei giovani
si

greci ivi allevati.

della

ss.

Trinit, nel

Una

discordia

andava intanto susanta

1757
la rese

16

giugno,

Clemente XII

scitando tra

la

Sede,

la

pi celebre colla solenne ca-

74
nonizzazione di
li,
s.

CLE
Vincenzo de' PaoGio. Francesco Regis, s. Cas.

CLE
di Venezia, affinch unissero le loro

anni
la
tri

terina

Fieschi

Adorni,

s.

Giuliana

a quelle dell'imperatore, e concesse cento mila scudi tratti dal-

Falconieri.

zazioni solenni

Passando dalle canonizad una equipollente.

Camera
dodici
altri

apostolica

dandone

al-

Clemente XI 1 canonizz in tal modo s, Geltrude sorella di s. Matilde; beatificando poscia con solennit la b.

ed

mila del propi-io peculio, trentamila furono contribuiti

sul suo

e prelati di
la

Caterina

Piicci,

facendo

esempio da tutti i Cardinali Roma. Se non che, fatta pace, mentre era rimasta la terza
di

altre beatificazioni equipollenti, cio

parie

questi

sussidii,

il

santo

del beato Giovanni


lacco,
della
b.

de Dakla poMichelina della noPardini

Padre ordin che


per
le

fosse

distribuita
dell'

parrocchie

povere

Un-

bile famiglia

de' Metelli, e

gheria.

di Pesaro, della b. Rita


rita

di

Cascia, della
del
b.

b.

o MargheChiara di

IVIontefalco,

beato Gio. Angelo

Andrea Caccioli o de Lacchis; dando culto in fine in altri tempi ad altri servi di Dio, Controversie ebbe questo Pontefice con le corti di Toscana PorPorro, del
,

Fulmin Clemente XII colla scomunica le leggi a' Liberi Muratori [Vedi), e nel 1789 ampfi la biblioteca Vaticana con nuovo edifizio,

con armadii, scansie, pitture, con


ventotto
de' re greci,
egizi,
lui

vasi etruschi, e trecento e

medaglie
te

e dei

romani imperatori, da
per

acquista-

togallo, e
le

Piemonte, per motivo delecclesiastica;

gran

prezzo

dal
Si

investiture ai vescovati, e per la

Alessandro Albani.
far menzione che simo chiam a

Cardinale deve ancora

immunit
la

ma

sempre
lo fecero

neh'

sua destrezza, e la sua fermezza

Roma

anno medei monaci

opportunemente adoperate
uscire dalle prove
tra
difficili.

GrecO'tnelchiti [Vedi)

della congre-

La pace

gazione del

monte Libano, dando


s.

r imperatore e

gli

spagnuoli a-

loro coU'annuenza del Cardinal dia-

vendo fatto cadere il regno delle due Sicilie e col titolo di re di Gerusalemme, a Carlo di Borbone, Clemente XII gliene concedette la
,

cono, la chiesa di

Maria
o,

in

Do-

mnica. Accolse
della santa
s.

ancora,

per dir
di
il

meglio, conferm sotto la protezione

Sede
(^Vedi),

la

repubblica

investitura insieme a' suoi discendenti

Marino

disapprovando

in

linea maschile

femminile

coir obbligo di pagare solennemente

contegno tenuto colla medesima dal Cardinal Alberoni, e confermando


gli

ogni anno

in riconoscenza del feu-

antichi privilegi concessi

ad

essa

do

della

santa

Sede,

mille

ducati

dai suoi predecessori.


del

d'oro, ed

data

Coiist.

unachinea riccamente barad excelsum Bull.

1789,

Clemente

Sul fine poi XII ebbe la

piacevole notizia, che l'accademia di

Rom. toni. XIV, pag. 24B. Cos\ il nunzio fece ritorno a Napoli, donde per le passate discordie s' era ritirato a Nola.

Parigi aveva accettata la bolla Uiiigenitus,

come

giudizio

della Chiesa universale, e

dommatico come legl'

ge del regno,
di

confessando

errore

Stava per suscitarsi nuova guerra tra il turco, e l'imperatore, per cui

avei'ue

Ma

prima appellato. cominciavano gi

gli

anni

Clemente XII

scrisse

premurose

lette-

re al re di l'uloniu ed alla repubblica

ad aggravarsi sul vecchio Pontefice, a cui s'aggi ungeva la sua assoluta

CLE
cecit.

CLE
a'

75
fa-

Fu

presso a morire

3 di ot-

tico

della basilica Lateranensc,

tobre

lySg,

ma

si

restitu
pii

in salute,
alzarsi dal

cendo

erigervi

internamente
cappella
al

una

comech non potesse


letto.

splendidissima

glorioso

Assalito

poscia

del

continuo
fi-

suo antenato

dalla podagra, questa lo attacc

ualmente
se la

negl'intestini

con

tal

vio-

s. Andrea Corsini. Per maggior ornamento della curia Innocenziana, ne fece pi ampia la

lenza, che a' i6 febbraio

1740 giunnel palazzo

piazza;
retto a
vittoria

restaur l'arco

trionfale

ela

sua ora suprema

Costantino

magno
,

per

mentre contava ottantasette anni, dieci mesi, ed un giorno di et, e nove anni, sei mesi, e venQuirinale,

contro Massenzio
il

fabbric

nel

1734

magnifico palazzo del;

la consulla

a IMonlecivallo
colloc
in
di statue

a pr

ticinque giorni

di Pontificato,

per
cie-

degli
glio

artisti

Campido,

quasi otto de' quali


co.

fu affatto

una raccolta

iscri-

Vaticano sopra la porta, che conduce alla cantoria, per essere poi trasportato, come aveva prescritto, alla basilica
Laterauense nel mausoleo di porfido, che s'era fatto costruire vivente nella sua cappella. Tale trasporto
si

Rest sepolto nel

zioni ec, acquistate per sessanta mila scudi dal lo stesso


difzio

Cardinal Albani, e nelei'esse


.

Campidoglio
1'

un

e-

per

agricoltura

Lastric

di

pietre quadrate le strade di Pto-

ma, e restaur le consolari, che conducono alla citt medesima fabbri;

effettu ai

20

luglio

1742.
cre

c
de'

l'edifizio

per

la

correzione delle
rifece la

Con
nali,

quindici

promozioni

donne delinquenti;
ss.

chiesa

Clemente XII

trenlacinque

Cardi-

lasciando vacante

pello Cardinalizio.

un solo capEra Clemente XII


di

abbelh la sontuosa fontana di Trevi ; decor


di

Celso e Giuliano;

bella facciata la chiesa di

s.

Gio-

di statura pi. che mediocre, di tem-

vanni
altre

Battista

della

sua

nazione

peramento robusto,
piuttosto
bello,
di

sembiante
libei'ale,

faccia

di color bianco

e rosso,
cilestri, di

di

capelli

biondi, di occhi

naso lunil

go ed adunco, ed
superiore

avea
senza

labbro

pi
al

esteso
,

dell'inferiore.

oltre molte ed utili opere, ampli nel 1736 ed indirizz buona parte della Via Lata, o via dtl Corso. Per riguardo a'suoi parenti. Clemente XII appena esaltato diede la

fiorentina; finalmente,
belle

Giunto

trono

spogliarsi
il

prefettura

della

segnatura
al

da

lui

dell'affabilit usata,

assegn

lu-

prima
nal

esercitata,

parente Cardifece capita-

ned di ciascuna settimana per dare udienza. Liberale con tutti, e pi

Alemanno

Salviati:
il

ni de'cavalleggieri

duca
e
il

Strozzi al-

peculiarmente
assai
il

co' letterati,

amava

popolo.
si

Molto
to di
stico.

adoper per l'ornamen-.

marchese Bartolomeo Corsini suo nipote; dei memoriali l'altro nipote Neri Corcongiunto,
sini,

tro suo

Roma, e dello stato ecclesiaNel 1780 termin le ampie


gi

e generale delle poste

il

suo

af-

scuderie del Quirinale,


ciate

comin-

da Innocenzo XIII; dal Vati-

cano condusse l'acqua a Castel s. Angelo per comodo di quel presidio; nel

marchese F'ilippo Pati'izj. Indi nella prima promozione cre Cardinale lo stesso Neri Maria Corsini, siccome dotato di rara prudenza e
fine

maturit di

consiglio,

come

poi lo

1733

fece

porre la prima

pietra alla maestosa facciata e por-

dimostr nella sopraintendcnza generale del pontificio governo, massinjc

76

CLE
la

CLE
giurisprudenza, e riport in Pale

negli ultimi otto anni del pontificato

dello zio, divenuto cieco, per cui di ra-

dova
di

insegne di dottore. JVell'et


si

do celebie intervenne Clemente XII


alle sagre funzioni,

ventidue anni
nel

trasfer
f^i

R.oal-

siccome

dicemmo

ma, ove

17 14

ammesso
tia
i

all'articolo

Cappelle Pontificie. Inol-

l'accademia ecclesiastica, e due anni


appi-esso fu annoverato

tre Clemente XII fece Cardinale fr. Giannantonio Guadagni altro suo nipote, ad onta della di lui virtuosa ripugnanza indi lo nomin vicario di Roma. Tuttavolta si fanno enco;

pro-

derazione

mi a questo Papa per la sua moco'parenti, non volendo

Clemente XI mandollo governatore a Rieti, donde pass nel 1721 a Fano, e nel 1725, fu chiamato a Roma fra i ponenti di consulta mentre nel 1729 venne fatto uditore di Rota
tonotari partecipanti.
, :

a loro riguardo dispensare cariche,

posto ch'egli esercit per otto anni


cos\

ma

solo

promovere

benemeriti.

lodevolmente, che dal Ponlelicol

Quindi
telletta

che, supplicato dal suddet-

ce

Clemente XII, nel 1737, fu precappello


Cardinalizio, e

to Cardinal Salviati a dare la


di

man-

miato

prelato

all'abbate Anli-

nominato
all'altro

Cardinal
,

nori,
il

stretto

congiunto de' Corsini^

Nicol in Carcere
titolo

diacono |di s. passando di poi


s.

quale poi divenne gran priore di

presbiterale di

]Ma-

Malta, e mor nel 1787, il Papa gli rispose, che non lo promoverebbe
se

ria

in

Araceli.

Da

per la morte del


ni,

Benedetto XIV, Cardinal Ottobo-

non a misura
J^.

delle

di

lui

qua-

fu

promosso

al vescovato di

Pa-

lit.

Corsini famiglia. Monsignor

dova, dove esercit per sedici anni

Angelo Fabroni compose un bellisConimciitarius de Vita Cleiiciitis XII, Romae 1761: Giordano de Yicariis, La perfezione del
simo,
ministero, e del reggimento di Cle-

mente XII^ Salerno 1732; e monsignor Gio. Battista


forlivese,
blici:)

Gaddi
in

patrizio

nel

1786

Roma

publa

Roma

nobilitata nelle sue fab-

briche

da Clemente Xli. Vac

esemplarmente l' utizio di pastore. Per la morte accaduta a' 3 maggio 17 58 del Pontefice Benedetto XIV, eletto Pontefice a' 6 il Rezzonico fu luglio, dopo sessantacinque giorni di sede vacante, ed in memoria di Clemente XII, da cui fu promosso alla porpora, prese il nome di Clemente XIII. A' i6 luglio coronato venne solennemente nel Vaticano, ed ai
I

Chiesa
giorni.

Romana

sei

mesi

dieci

novembre
colla solita

dello stesso

anno preil

se,

pompa
in

e solennit,

CLEMENTE
fice

XIII,

Papa CCL\
,

III.

possesso della sua


di
s.

patriarcal chiesa

Chiamato era prima questo PonteCarlo Rezzonico


a' 7

Giovanni

Laterano.
in

Per

nacque

in

tutta
zione,
nezia,

Italia

si

solennizz

tale ele-

Venezia
patrizi

marzo 1693

da' nobili

ma

particolarmente
la

Ve-

Giambattista

Rezzonico,

ove giunta
si

nuova

nell' a-

Vittoria Barbarigo. In

et di dieci

dunato senato,
tanente,
le

sciolse esso incon-

anni pass Carlo in Bologna per istudinrvi


to
la
la

ed

senatori
al

corsero

per
della

rettorica e la filosofia, sot-

congratulazioni

palazzo
,

direzione de' gesuiti


s.

nel

col-

nobile famiglia

Rezzonico

intanto

Francesco Saverio. Tornato in patria s' applic per due anni alla teoIo!]ria dotrmalica ed allegio di
,

che
del

d.

Aurelio

Rezzonico, fratello
fatto
s.

nuovo Pontefice

veniva

cavaliere e procuratore di

Mar-

CLE
co, e

CLE
in

77

venivano dichiarati
i

perpe-

sta

Carbone, e
gesuita

vi si

mantenne con

tuo cavalieri
casa.
Il

primogeniti di quella

assoluta
l'

autorit

altro

per opera delGiuseppe Moreire

senato

dal

17^4 avea pubcon


che
,

ra,
gina.

confessore del

e della
suoi vasti

redi-

blicato
a' suoi

un

editto,

vietava

riuscire
il

nei

sudditi di cercare

senza

il

segni studi

Carvaglio di allondel

permesso del principe, cosa alcuna dalla curia Romana, che non ispettasse alla sola penitenzieria.

tanare dai
prese di
della

fianchi

re

tutte le

persone, che potevano illuminarlo;

Queltra

mira

gesuiti

confessori

l'editto cagione
la

di
la

dissensioni

corte, e

li

fece

esiliare nella

repubblica
la

santa

Sede, e

del quale

invano

tent
,

XIV

livocazione

Benedetto per opera del

nuovo Pontefice

fu rivocato intera-

mente. Ai vescovi tutti diresse pure Clemente XIII la lettera circolare

cjuo die, de'

nella quale

4 settembre lyoS, rammentava l'esercizio


1
,

settembre dell' anno ad onta che il re ne provasse somma scontentezza. Di pi estese il suo odio a tutta la compagnia con una scrittura stesa da lui stesso, nella quale le imputava qualunque pi enorme delitto. Ai
notte de' 19

1757,

reclami

fatti

dal provinciale contro

dei doveri loro

ed ariine

di

pro-

quelle calunnie

muovere
nit,

il

culto della santissima Tri-

provare
la

con decreto de' 3 gennaio 17^9


vi

minacciava di far sdegno del re a tutta compagnia se alcun gesuita aveslo


il

ordin, che in ogni domenica, nella

se scritto contro quella carta.

quale non
lazione
lennit,

fosse

nella

propria
si

della

Messa preconente so-

Convinse inoltre
verit di
tale

mondo

sulla

scritto,

dicesse
ss.

da' celebranti la
Trinit.

prefazione della

cendo breve

la

corte

prima induromana a far un


estini'.ione,

di

riforma al corpo gesuitico,


pretesto di

Ad esempio
d

di altri Pontefici spe-

e poscia a volere la sua

Venezia

sua

patria

la

rosa

cogliendo

il

cinque ardel 3

d'oro benedetta Tanno 17^9, che fu presentata solennemente al doge


dal prelato domestico moiisig. Firrao,

chilugiate tirate nella notte

accordando eziandio
il

alla

veneta
no-

settembre 1708 alla carrozza del colpito certo re, comcch abbiano Pietro Texeira suo famiglio e suo
fivorito.
fitt
il

repubblica

diritto

di

poter

Di

tale

disgrazia

si

appro-

minare perpetuamente un veneziano ad uditore della romana Rota. Ma egli si fu nel principio dell anno 1760, in cui cominciarono le differenze famose tra la corte del Portogallo e la santa Sede per cagione de' gesuiti. Il rinomato Sebastiano Giuseppe di Carvaglio , che durante la vita del re Giovanni V di Portogallo non avea mai potuto
conseguire
stato,
il

Carvaglio,

per

fingere

una

congiura, nella quale involse molte persone di alto affare, ed i tre ge-

Gabriele Malagrida Giovanni Alessandro, e Giovanni de Mattos. Tutti condotti furono nella notte
suiti
,

precedente

a'

i3 gennaio

le carceri dell'

Inconfidenza, ove

1759 alnon

per vennero mai interrogati, n esaminati, e come se avessero per complici


i

posto di segretario di
quel sovrano, merc
Giambal,ti-

gesuiti

tutti

del

Poitogallo
le'

ebbe ad ottenerlo da Giusepfiglio

e delle lontane sue colonie,

loio
i

pe
le

I,

di

confiscare tutti
collegi.

beni
di

e bloccar
v\\\

pratiche del gesuita

Ollenne

pii

luiovo.

78

CLE
A
il

CLE
tale rottura,

breve da Clemente XIII in data 1 agosto 17% col quale assoggettati


furono all'esame della mensa di coscienza, tanto
to
gli gii

pontificato di

che dur per tutto Clemente XI II, sucadoperate dal

cessero

nuove

ostilit

ecclesiastici

Ordini

militari,

quanconferendo

Carvaglio, divenuto conte di Oeyras,


e marchese di

Pombal.
l'

Nel

1761
convo-

eziandio

a quel tribunale la facoli

avea

egli

mandato

ultimo

t di punire

rei,

che cospirassero

glio de' gesuiti nello stato pontificio

contro

la

famiglia reale,
i

contro
pre-

senza dar loro alcun sostentamento.


In quel tempo la Spagna avea pure esiliata la

Io stato, eccettuati
lati.

vescovi, e

compagnia da'suoi
segreti faceva la

stati,

Ma
luzione

ci

che

pi

importava
si

al
so-

maneggi
la

Francia
di
essa.

Carvaglio era,
della

come
Il

disse, la

per

totale
al

distruzione

compagnia

di

Gesi

La Spagna,
lo, gli

modo

del

Portogal-

nel Portogallo.
scritto al

Papa avea bene


s'i

avea diretti allo stato Ponti-

re dissuadendolo dal giun-

fcio;

ma

quello era

troppo povespesa.
gli

gere ad un
centi

atto

precipitoso,

ro

a
il

sostenere

tanta

non confondere

la causa degl'innocon quella dei rei ; poter la compagnia essere all'uopo purgata,

de
li,

Pontefice rigett

Laonspagnuoi

i|

e prese

gesuiti di
tale

massima qualunque

di

rigettare

altro stato. In

ma non
sciolta
;

esser giusto

che

fosse
Il

di-

frangente deluse

Carvaglio

il

per tutto fu

inutile.

Car-

Pontefice, inviando a
trentasette
li

Civitavecchia

vaglio, quasi in derisione della viva

gesuiti,

perocch

dove
fatto

intercessione del Pontefice a pr dei


gesuiti del Portogallo,

avesse

l'ifutati,

come avea

con nuovo
nello
essi
il

e-

degli spagnuoli, poteva spargere pel

sempio
tire

li

mand

tutti

stato

regno che

il

pontificio.

Cominciando

parset-

t de' gesuiti,

Papa, riconosciuta la reinon li voleva pi amstati


;

quindi dal Porlogallo


del detto

16

mettere ne' propri


differenza degli
si,
li

dove

poi,

tembre

anno 17^9, giun-

anteriori portoghe-

sero a Civitavecchia, dove furono amorevolmente accolti, e mantenuti a spese della camera apostolica. Di quella benevola accoglienza ebbe pure grave dispetto il Carvaglio, ed
in vendetta, per

avesse accolti, lo avrebbe mescorte


stata

so in grande imbarazzo colla


di

Madrid,

la

quale
la
fatti

sarebbe

pi offesa per
Porlogallo. Di

deferenza usata al
la

Spagna ebbe

romperla con Rocui


d.

a dolersene col Papa;

ma, colse r occasione in matrimonio tra l'infante


e
la

pel

pose
lito

ma egli opche da principio aveva stabii

Pietro

di ricevere
,

gesuiti

del

solo
altre

principessa del Brasile sua niil

Portogallo

non
colpa

quelli

delle
ei'a
li

pote,

nunzio non avvisato


altri

al

pa-

monarchie
di
lui,
,

quindi

non
di chi

colpa

ro degli

ministri
il

esteri,

non

ma
se

man-

volle illuminare

proprio

palazzo.

dava
via,

non

Dimostr Carvaglio al re quella mancanza come ingiuriosa, ed il fece


cacciare dal regno
;

quelli giunti pi tardi.

venivano ricevuti Questa sari-

non meno che concludente


il

richiamando indi
Porto-

sposta, lasci convinto

ministro di
dall'

a poi anche e tutti

il

ministro del

Spagna, e liber
barazzo, in cui
il

il

Papa

im-

gallo residente presso la santa Sede,


i

Carvaglio

voleva

sudditi

portoghesi

dimo-

condurlo.

ranti nello stato pontificio.

Seguit nondimeno

la

rottura tra

CLE
le

CLE
Cristiana, stampata a Napoli

79
negli

comech Clemente XIIT, con un breve 3o agosto 1768, ne


due
corti,

cercasse

la

conciliazione.

Il

re

di

dal francese, e

anni 17^8, 1759, e 1760,6 tradotta per tener maggiori

Portogallo

protest

di

non

voler

mente lontani
se dottiine,
ai

fedeli

da quelle
loro
di

fal-

pace con una corte, nella quale risiedeva il centro del governo de'gesuiti, e nella quale si proteggeva altamente la condotta loro. Ma dopo quelle angustie altre ne cagion al Pontefice la repubblica di

con vma lettera diretta


ser-

vescovi ingiungeva
del

Genova per
questa dalla

l'

isola di Corsica. Toltasi

soggezione di Genova, nacquero tra i corsi ed i genovesi lunghe guerre, producitrici di gravi
disordini spirituali, e
dell' irreligio-

Catechismo romano, il quale fulminando le eresie insorte a que' d'i form un corpo di regolamenti sulle materie da credere, e da fuggire intorno alla nostra fede. Per opporlo anzi alla condannata Esposizione ec. , fece pubblicare il santo Padre il catechismo medesimo in latino ed in italiano coi torvirsi

ne in queir isola. Inviato fu adunque il visitatore Crescenzio de Angelis,

chi della stamperia camerale.


Il

governo della
nipoti,
di
i

citt
si

di

Fermo,
il

nel

vescovo di Segni, a rimediare 1760 a que'mali, ma la rela

che da Eugenio
dinali
titolo

IV
quali

diede a'Car-

portavano

pubblica genovese mise

taglia

di

Cardinal Padrone, da
si

In-

6000

scudi a

favore
e

di

chiunque
in

nocenzo XII
gregazione,

assegn ad una con-

lo avesse ainestato,

condotto

nella

quale

entrava
le

il

Genova. Clemente XIII dal suo canto con un breve de' i5 maggio di detto annOj condann, annull,
e proscrisse quell' editto.

segretario di stato. INIa

seguenti

mutazioni dei prelati, che la componevano, facendo intavolare di bel

In questo
di

nuovo

le

cause

gi
rese
le

decise,
stabile
il

quindi
quella

mezzo s'inteipose
ina
il

il

re

IVapoIi;

Benedetto
politico

XIV

Pontefice protest
il

non

voler

congregazione, e

diede

governo

richiamare

visitatore

apostolico

dove non
genovesi

fosse stato

rivocato
se

per paite dei l'editto. In tale

Clemente

meno
mo,
al

ed economico di Fermo. XIII la soppresse nondial tutto, ed assoggett Ferparo


che

maniera,
quelle

non furono calmate vertenze, presero almeno un


pi
placido.
alle

gH

altri

luoghi

dello stato ecclesiastico, alle congre-

aspetto

gazioni

della Consulta e

del

Buon

Per giovare
gatorio,
glio,
il

santo

anime del purPadre col consi-

Governo. V. Fermo.
Sul principio dell'anno
i

762, Clenella

e col voto della congiegazione

mente XIII dichiar perpetuo


fessore
della

ig maggio 1761, col pubblic un decreto quale concedeva in perpetuo che la messa delta da qualunque sacerdote nel
delle indulgenze a
,

religione de'serviti l'impiego di con-

famiglia pontificia,
il

confer a quel confessore


tivo e passivo nei
le

voto ate

capitoli,

nel-

giorno della commemorazione de'defunti,

abbia a godere

lo

stesso pri-

vilegio

come

se

fosse

celebrata

in

adunanze generali della congregazione medesima. Recatosi nella primavera quell'anno a respirare
l'aria

altare privilegiato.

marittima
fu ivi

di

Civitavecchia,
Castel

Condann Clemente XIII


intitolata
:

l'opera

piuttostoch quella di
dolfo,

Ganaccol-

Esposizione della dottrina

splendidamente

8o
to,

CLE
ed
ivi
s

CLE
si

esercit la sua piet sincolle

golare,

limosine,

colla
le

per sedici anni, sped ventisette crO'ci da essere distribuite a que'canonici

fondazione di uno
zitelle,

spedale

per

perch fossero da
di

essi

portate
col-

con varie Civitavecchia.


e
s

largizioni.

e trasmesse ai loro successori. Affi-

ne

rimuovere
dei

litigi

sulla

Tornato a Roma, fece intimare un giubileo di una settimana dal 3o maggio, in cui cadeva la festa
di

lazione

regno di Polonia, con bolla degli 8 agosto dell'anno 1764, conferm le bolbenefizi

nel

Pentecoste,

e
al

per

mostrare
per

la

le

di

Leone

di
i

Clemente
benefizi
a-

sua benevolenza
sagra Piota,
nel

tribunale

della

VII, e decret che dove


vacassero nei mesi
prile,
si

quale

molti
costi-

di

febbraio,

anni aveva seduto,


tuzioni provvide al
collegio,
iie

con due decoro di

giugno, settembre, e novembre,


mesi, dal
de'

quel
ezian-

conferissero dagli Ordinarii, e doaltri

ed

alla retta amministiazio-

ve negli

Pontefice.
stesso

della giustizia, riducendo


pii

Con
tita

altra bolla

3o

dello

dio a
le

elegante e nobile
destinate

forma

mese, dichiar che

la facolt

impardi

nel

ad esso tanto Vaticano quanto nel Quirinale ; per lo che gli uditori della Rota gli fecero collocare a proprie spese un busto di metallo, opera del celebre scultore cavaliere
stanze

da
al

lui

agli

Ordini
la

regolari

palazzo

dare
zione,

popolo

solenne

benedialla

non dovesse aver

effetto

insaputa de' vescovi,

dai quali

do-

vevano ottenere la permissione in iscritto almeno tre giorni prima. Ai


religiosi
ss. Trinit conaggiungere nelle litanie, nel Confiteor della messa, e

le

Brun.

scalzi

della

Ma
ro in
fieri

nuove angustie sopraggiunsequest' anno al Pontefice pei


colpi
dati
di

cesse di

poter

in

Francia

alla

neir
di

uffizio

nomi

de' santi loro fon-

compagnia

Ges, notata come iniqua, comunque buoni fossero stimati i suoi seguaci. Appena ne ebbe sentore, scrisse Clemente XIII al re
di Francia

datori Giovanni di Matha, e Felice


Valois.
1

un breve commoventispermettesse
dal
si
il

furono le provvidenze prese da questo Pontefice per alleviare i mali recati dalla carestia,

Somme

simo, accioccli non

che

afflisse

tutto

lo

stato

ecclesia-

bando dei Nel tempo


ti
i

gesuiti
stesso

suo

regno.

stico negli

rivolgeva a tut-

buzione

anni 1763, 1764: distridi farine ai poveri ; apri-

vescovi della Francia acciocch


col

mento
rituali,

di

nuovi forni
della

esercizi

spifine

sostenessero la Chiesa

loro

co-

istituzione di

case

in

raggio, e colle preghiere. Inutili pei

pel ricovero
la

poveraglia sotto

furono
te

le
;

sollecitudini di

Clemen-

direzione dei gesuiti.


si

Ma
il

cessato

XIII
la

no

quale per salvare almeLorena, illesa ancora dalle


il

quel flagello,
in processione

rec

Pontefice
di
s.

nella

basilica
di

false dottrine di

Francia, scrisse al
costituzione In hac,
interporsi
col

Pietro
all'
si

rendere

azioni

grazie

re di Polonia,

la

Altissimo, e lo stesso ordin che


facesse nelle altre chiese. Intanto,
si

esortandolo
Cristianissimo

ad

re

suo genero.
alia

come
alla

disse,

le

ammonizioni date

In

tali

cure, per dimostrare l'an-

tico suo

amore

chiesa
sedette

di

Pa-

dova,

nella

(piale

vescovo

Francia da Clemente XIII intorno alla persecuzione de' gesuiti, tornando inutili, l'arcivescovo di Pari-

CLE
i

CLE
blic

8r

che difendeva quella illustre cotnpagnia , veniva esiliato; ed il


,

un

editto

pel quale permette-

va di trasportare da luogo a luogo


dello
fuori
neri,
i

Parlamento, estratte dai libri della morale de' gesuiti alcune proposizioni, che giudicava perniciose, le man-

stato,

di

esportare

al

di

grani, le biade e simili ge-

con

grande

vantaggio

degli

in

catalogo

ai

vescovi del reoculati so-

agricoltori, e dell' agricoltura.

gno, afinch rendessero

pra esse

loro diocesani.
il

Ma

il

veos-

scovo d'Angers fu

primo che

servasse quella prescrizione, ed altri

Grandi afflizioni provava ClemenXIII e pel pregiudizio, che apportava alla cattolica religione della Polonia r esempio della protezione
te

esemil suo ebbero con un breve, Ltcta Pastofalis ig settembre 1764, alte rivescovi, che seguirono
pio,

accordata
e pel

ai

protestanti ed agli scis-

matici dalle potenze

non cattoliche, bando che andavano ricevenoltre

prensioni dal Pontefice.


Cresciuto
matici nella
nell
(hlso
il

do
di

gesuiti,

che

di

Francia,
li

numero

de' vescovi scis-

della

Spagna
i

eziandio, che
vascelli

faceva
alle

nuova chiesa

Utrecht

sopra

suoi

trasferire

Olanda, certo Meindarts, vescovo


di

Deventer, essendosi arroga-

spiagge Pontificie. Scrisse egli a quel re Carlo HI un breve di lamento

to nel
litano,

1763

il

diritto di

metropo-

per

la

ingiusta

espulsione;
in

ma

con
,

convoc e tenne

un

sinodo

generali

termini ebbe
motivi,
i

risposta

provinciale nella sagrestia della chiesa parrocchiale di


le conciliabolo

che

giusti

quali per

sem-

Utrecht, nel quastabiliti

furono
e

canogli

no
di

pre resteranno sepolti, ce Io avevaastretto, ed anzi ordinava al re

ni

intorno alla fede, alla disciplina,


ai

ed
alti

coslumi,

pubblicatine
si

colla

stampa,

ebbe

l'ardi-

mento di parteciparli al Pontefice, e domandarne la conferma. Ma consapevole Clemente XIII delle ree nias-

Napoli suo figliuolo di cacciarli pure dalle due Sicilie, come fu eseguito a' 3 di novembre 1766, scorsoldati da di l nello stato tandoli
i

ecclesiastico.

Non pot
l'

dissimulare

Clemente XIII
ci riceveva, ed

sime

di questi scismatici,

con apostoli-

che per ordin a monsignor


affronto,
quella
diocesi.

co breve dichiar nullo, illegittimo e detestabile quel conciliabolo, e ne


proscrisse gli atti, vietandone la let-

Sanseverino di abbandonare
corte,

ritirarsi

nella

sua

Tutta volta, sotto pretesto di


re di

essere

tma e la distribuzione. Una forte sincope


to

V. Utrecht. avea ridotil

quel prelato stato eletto a confessoquel sovrano, non pot n pure avere siffatta soddisfazione; anil re di Napoli zi per rappresaglia fece marciare un corpo di truppe verso Benevento, e trasportare nella

que' di

agli

estremi
cui

sol-

lefcito

Pontefice,
gli

per
i

amminidel

strati

furono

sacranienli

estrema unzione, e letta gli era stata la formula della professione di fede , che in queviatico

e della

regia zecca tutti

gli

argenti

dei

soppressi collegi de' gesuiti.

gli

ultimi

istanti

suolsi

sottoscri-

Frattanto Clemente XIII, che dal


Cielo aspettava ajuto nelle sue conti-

vere
ra

anche da' Pontefici. Se non che brevemente ricuper la primiesalute.

nue ambasce, per aver


intercessori, ai

piti

efficaci

Intanto,

giunto

1'

anno

ai

1766, rivolto sempre Clemente XIII maggior bene de' suoi sudditi, pubVOL. MV.

16 luglio r767 solennemente canonizz i santi Giuseppe Canzio, Giuseppe Calasanzio, Giu-

82

CLE

CLE
zione assoluta de' gesuiti, e per la

seppe da Copertlno, Girolamo Miaui

od Emiliani, Serafino d'Ascoli, Giovanna Francesca Fremiot baronessa


di Chantal. Altre beatificazioni

rivocazione del monitorio contro di

Ai 2 i solennemente quella del beato Gregorio Barbarigo Cardinal suo parente ; ed ordin al senato romano, che nel giorno seguente si recasse in forma pubblica a vene-

per

fatte innanzi.

avea settembre

1761

fece

Parma. In pari tempo un corpo di prendeva possesso improvvisamente di Avignone e di Carpentrasso nel contado Vcnosino, ed
francesi

un

altro corpo
s'

di

truppe

napole-

tane

impossessava

di Ponte-Cor-

rarlo

nella

basilica

vaticana.

Pur
Si1

solenne fu la

beatificazione, che ai
b. ai

19 maggio 1766 celebr del meone da RoxaI; mentre maggio 1768 beatific pur

solen-

nemente
ne.

il

b.

Bernardo da CorleoXIII

vo ne' confini dello stato ecclesiastiducato di Benevento. Clemente XIII per stette fermo nel rifiutare la ritrattazione del breve contro Parma e pronto piuttosto avrebbe sofferto il martirio, qnal nuovo Tonunaso di Cantorbery, che cedere ai diritti dell'i ni munita eccleco, e del
,

Con
,

diverse beatificazioni equi-

siastica.
I

approv l'antico culto a vari servi di Dio,


pollenti
fra* quali

Clemente
al

ministri delle

corti

osservando

veneto
,

teatino

beato

Giovanni Marignoni e alla beata Benvenuta Bajani di Udine. Ma ad aggravare le angustie del travagliato Pontefice venne 1' editto Ferdinando duca di dell' infante Parma, il quale dopo aver, ad esempio della Francia, della Spagna, del Portogallo e di Napoli, or-

si appoggiava particolarmente sulla bolla In coena Domini, cosi tutti si

per altro, che quel monitorio

adoperarono nel sopprimerla dai


ro
tri

loal-

stati.

Alcuni vescovi aderivano,


rivolse

resistevano, ed intanto
si

Clemente
INIa-

XIII
ria
si

all'

imperatrice

Teresa per indurla ad interporpresso


i

regnanti

della

casa

di

dinato
stati,

il

bando
esser

de' gesuiti
le

da' suoi

Borbone, afllnch ponessero termine alle vertenze, che agitavano la santa

voleva tra
bolla

altre prescrizio-

Sede.
,

La imperatrice
contese

conside-

ni,

dovesse

nullo

qual inique

rando
nistri
,

per consiglio
quelle

de' suoi

miquali

scritto,

ec,

che
il

giunto
regio

da
cxe-

conseguenze

Roma
qiiatur.

non riportasse

dei diritti del principato, dei

tale

lesione

dell'immu-

giudice ciascun principe, non vulle

nit ecclesiastica fatta in


sul quale la santa

uno

stato,

punto
si

immischiarsene,

comech

Sede vantava diritti, dopo aver invano adoperati i mezzi pi dolci, Clemente XIII pubblic un breve nel 3o gennaio

pronta

mostrasse a tutto, che po-

tesse salvare la

pace alla religione,


stato

dove ne
pericolo.

fosse

imminente

il

1768,
incorsi
gli

nel
nelle

quale
di

egli
gli

dichiarava
autori
e

questa sovrana conferm Cleil

censure

mente XIII

titolo

di

apostolica,

esecutori
si

quell'editto, qualIl

siccome regina

d'

Ungheria.

ora non
ca di
le

fossero ritrattati. ricorse

dual-

Parma

per ajuto
di

A peggio angustiare il Pontefice, furono pubblicate dal senato veneziano varie ordinazioni, tra
si

corti

di
al

Borboniche Spagna, le quali


le

Francia e rinnovarono
per
l'aboli-

le

quali

prescriveva

ai

vescovi

del

dole

Pontefice

istanze

minio

veneto

di

poter

visitare

e
case
golari
rio,

LE
di
l'

CLE
tutti
i

83

e
,

le

chiese

re-

Pietro in Faticano {Fedi), nel

mo-

non ostante

uso

contra-

ed ai superiori de'conventi di non formar processi, o sentenziare


loro

do che dicemmo a Molte delle singolari

quell' articolo.

doti di questo Pontefice furono descritte nell'idio-

sudditi

senza

V assenso
quella

dei

ma

latino dal celebre


stile
,

Cordara
ricordate

col-

tribunali

secolari.

Clemente XIII
legge

r aureo suo

dal

che vedeva abbattere


l'autorit della santa
lari,

Cancellieri nella Storia


de' Pontefici a pag.
di

de' possessi

diresse

Sede sui regoprima una lettera di

5 14. Altre lodi Clemente XIII, e la descrizione

ammonizione a tutti i vescovi perch non trascorressero nelle visite


oltre l'autorit loro

del

monumento

sepolcrale,

si

ripor-

tano dal Cancellieri


e

alle pag.

388,

conceduta
delle
ai

dal

389

della stessa opera.

concilio di Trento, indi un'altra


diresse
ai generali

ne

Fece Clemente XIII una convenzione

religioni,

reciproca

per

l'

arresto
fra
lo

dei
stato

perch ricordassero
veneziani
gli

loro

sudditi

banditi e malviventi,
pontificio, e
i

obblighi contratti nelle


;

dominii della repubi

loro piofessioni

finalmente

scrisse

hlica di Venezia: accrebbe

pregi

un breve
ch,
gli

al

senato veneziano

per-

del

museo

capitolino

oper alcuni

dove avesse voluto riformare Ordini regolari, sapesse non appartenere questo alla podest secola-

abbellimenti ne' pontificii palazzi del Vaticano, e del Quirinale, anzi in


quest' ultimo ricostru l'altare della

re,

ma

alla Chiesa, e quindi chie-

gran

cappella

Paolina

ed eresse
la

deva la rivocazione dell'editto promulgato. Ma in questo mezzo, assalito il Pontefice con pi alacrit dai ministri di Napoli, di Spagna, di Francia per l'intera soppressione de' gesuiti,

quel vasto braccio presso


ria verso
il

date-

torrione

per abitazio-

ne della famiglia pontificia. JVel medesimo palazzo Quirinale tenne sodopo avere consalenne convito
,

grato nella chiesa di


il

ss.

Apostoli
in

oppresso

da' replicati petto,

insulti
ai

Cardinal duca di
di

Yorck
in

ar-

di aflanno nel

mor

28
sei

civescovo

Corinto

parlibus.

febbraio

tantacinque, cato
nel

769 nell' dopo

et

d'anni set,

dieci anni

Queste, ed altre opere, non che diversi abbellimenti ordinati da Cle-

mesi, e ventisette giorni di pontifi,

mente XIII
pontificio,
tori,

in

Roma,
la

e nello stato

zioni
li.

quale in sette promocre cinquantadue Cardinagiorni


il

sono descritte dagli


storia

au-

che fecero

delle pre-

Due

dopo

la

morte
dove

fu

clari,

e virtuose sue geste.

trasportato
tecavallo

suo cadavere da INIon-

al

Valicano
,

nel

facendogli algiorno 7 fu sepolto lora r orazione funebre monsignor

Clemente XIII, sebbene con moderazione si mosti amorevole coi parenti. Fece il nipote Carlo pri,

ma

segretario de' memoriali, e poi

Stay, raguseo, suo segretario per le


lettere
latine.

Cardinale, e
Chiesa. Per
di

Dopo
gli

alcuni anni, la

la

camerlengo di santa morte del senatore


nipote,

sua famiglia
fico

eresse

un

magni-

Pioma Bielke nomin a sua veinsieme


al

deposito che fu eseguito da An-

ce d. Abbondio, altro suo

tonio

ed una delle pi belle opere di quel rinomato scultore, che ammirasi nella chiesa di s.
,

Canova

che

fratello

di questo

Gio. Battista poi

amplissimo Cari

dinale, avea posto tra

convittori

84
ilei

CLE
seminario

CLE
Vac
la

Romano.

la

cui dedicatoria diede alla

benei

santa Sede tre mesi, e sedici giorni,

merita
nedetto

compagnia

di

Ges
col

pii

CLEMENTE XI V,

Papa CCLIX.

gloriosi e dovuti elogi.

Quindi Beposto di

Questo Pontefice chiamato nel battesimo Giovanni, Vincenzo, Antonio,


e poi dalla professione religiosa Loera oriundo di renzo Ganganelli
,

XIV

decoroUo
s.

consultore del

uffizio.

Clemente

di

Borgopace nella diocesi e Urbania. Nacque a' 3 1

distretto

XIII a'24 settembre lySp per le insinuazioni del Cardinale Spinelli, che Io dipingeva come il pi zelante favoreggiatore de' gesuiti,
al
il

ottobre
s.

promosse
s.

lyoS

nella grossa

terra

di

Ar-

Cardinalato col titolo di

Lo-

da Lorenzo Ganganelli, medico di s. Angelo in Vado, che avea per moglie una noSerafina de bile pesarese, Angela Maziis. Una lite avendo assorbite al padre tutte le sostanze, lo trasse per lo dolore ben presto al sepolcro, e lasci Lorenzo nell'infanzia senza sostegno. Prese cura di lui un suo
cangelo presso Rimini,
stretto parente per parte della

renzo in Paneperna, che poi mut con quello de' santi dodici Apostoli.
In quel convento de' dodici Apostoli

seguit egli a dimorare


sette

per

no-

ve anni,

mesi

ventiquattro
venti

giorni, finche fu assunto al Pontifi-

cato, fruendo la pensione

di

ma-

dre;

ma morto

samente, rest

pur egli improvviancora Lorenzo nel-

Vi de

l'impotenza di conlinuaie gli studi, suppl per il conte Barnaldi oriondi Milano, finch avesse potuto

che suol dare il Papa ai Cardinali religiosi perch sostengano con decoro la dignit Cardinalizia, Venuto a morte Clemente XIII, disposte furono le cose pel futuro conclave. Arrivarono in Roma a' 6 marzo 1769 Pietro Leopoldo granduca di Toscana, che and ad abitamila
lire,

pensare a collocarsi. Laonde fatti da Lorenzo primi studi a Rimini, neli

re nella sua villa Medici


gli

ben tosto
il

tenne
conte
in

dietro

l'imperatore Giu-

di diciotto anni fu ricevuto in Urbino, e vestito nel convento di coU'abito dell'Ordine s. Mondaino de' conventuali di s. Francesco, a cui diceva di essere chiamato, quando veniva consigliato a farsi gesuil'et
ta.

seppe
di
II

II, fratello di lui, sotto

nome
an-

di

Falcliestein.
di

Giuseppe

compagnia

suo

fratello

d pi
ai

volte al Vaticano a far visita

Cai'dinali rinchiusi

nel conclave,

Da Urbino

pass

a
e la

Pesaro,

ed un giorno avendo messo per accidente alla porta un piede dentro


il

Recanati, a Fano, ed a
jstudiare la filosofia

Roma

per

conclave,

il

teologia.

Albani

gli disse

Cardinale Alessandro scherzando: /^. il/, /la

Dopo

aver insegnate quelle

scienze

rolla la clausura.

padrone
braccio

di
lo

eii-

in Ascoli, in Milano, ed in Bologna,

Irare, e datogli

il

fece

dal Cardinal Albani


zione di

per l'insinua-

entrare col gran duca. Allora disse

un
il

gesuita, fu
s.

reggere

collegio di

chiamato a Bonaventu-

l'imperatore
Serbelloni,

dunque mi
rispose
il

lever la

spada? Anzi,
per nostra
col fratello

ra di Roma, di cui quel Cardinale


era protettore. Essendo reggente di

difesa.
si

V. M. la Entralo
trattenne

Cardinale dee rilenere


quindi
quasi

detto collegio,

il

p.

Ganganelli nel
p.

per

1743
nelli

fece sostenere dal

Marti,

due ore informandosi minutamente


del

una

conclusione
s.

di

teologia

modo come

seguiva

l'

elezione
cos

dedicata a

Ignazio di Lojola, nel-

del Papa.

Di questo accidente

CLE
raro se ne
steri

CLE
ai

8*?

lasci

memoria
posta
regia, che

pola

ci avreijbt* cagionato loro

qualche

colla

iscrizione

sopra

sconcerto.
fattagli

porta della sala


ce alla
scala

condudel

orazione funebre dall'ex gesuita Mattezell si


Nella
detto
piuttosto: Io

del

mai-esciailo

legge aver egli

conclave.

Un

partito considerabile de' sagri

elettori stava in sulle

prime pel Car-

non ho altra famiglia che i poveri, e questi sanno le nuove senza corrieri. Le tre sorelle di Clemente

dinal Chigi, pronipote di Alessandro

XIV, una
con
Tebaldi
,

era maritata
della

in Pesaro

VII,

n pi
tre

gli

mancavano che
esaltato
le

un gentiluomo
r;.ltra

famiglia

due o
al

voti

per essere

era maritata

con

triregno,

quando
del

cose cambia-

rono
tosi

d' aspetto cos,


il
il

che
Chigi
,

indeboliprescel-

Fabbri di Verrucehio, e la terza trova vasi monaca a Fossombrone.


Passati

partito

otto giorni dalla sua eleil

ig maggio di quell'anno 1769 nel tempo appunto il pi svantaggioso ai religiosi, fatti allora segno all'odio
religioso

to fu

Ganganelli ai

zione, e giunto
gio,

giorno

28

mag-

che cadde di domenica, il nuovo Pontefice fu consacrato vescovo nella basilica vaticana dal Cardinal

de' ministri,

de' filosofi.

Seguita
dal Car-

Laute
gio.

sotto

decano del sagro Colle-

l'elezione, gli fu

domandato

dinal

Cavalclini

decano, se voleva

accettare la dignit Pontificia, a cui


egli rispose
:

Erano da pi anni che in Roma non vedevasi quella funzione, cio dal trenta novembre 1700 in cui fu
consagrato, giacch
sori
i

non bisogna

ne

desi-

suoi

anteces-

derarla, ne ricusarla. Indi interrogato del nome, che voleva assumere, era inclinato

per quello di Sisto


la

Innocenzo XIII, Benedetto XIII, Clemente XII, Benedetto XIV, ed il predecessore Clemente XIII erano
gi consacrati vescovi della
al

VI,

per

rinnovare

rimembran-

momento
Per
volle
letta

za di Sisto V,
religioso.

che pur era stato Tuttavia in memoria di

elezione

al

Pontificato.

minor pompa
egli

Clemente

XIII

suo
di

benefattore,

si

che

la

ed messa

incomodo
fosse

anzi

fece pubblicare dal

Cardinale deca-

soltanto che solenne com' era


anteriore, e che
di
i

l'uso

no

col

nome
gli

Clemente

XIV.
dai

Cardinali, invece

Dopo
co,

l'adorazione

prestatagli

Cardinali,

fu chiesto se era stan-

a cui egli soggiunse:

non aver

paramenti sagri, vi assistessero colle sole cappe rosse, nella stessa forma, che si usa nelle capavere
i

mai vista questa, cerimonia pi comodamente ; tanto pili che si ricordava essere stato mandato indietro
(dagli svizzeri) in somigliante occasione (cio in quella del suo piedecessore)^

pelle papali.

quando ancor era sempli-

che A' 4 <^e' seguente giugno pur cadde di domenica, fu Clemente XIV solennemente coronato , e nel giorno 5 luglio si trasfer dal palazzo Vaticano con cavalcata ad
5

ce religioso.
Sollecitato a spedire
alle

abitare nel palazzo Quirinale. Indi,

un
ei
si

corriere

sue
la

tre

sorelle per

manifstnr

loro

sua esaltazione,

contenla

26 novembre di quello stesso anno 1769, prese possesso della basilica Lateranense recandovisi con
a'
,

t invece d'informarle
sta,
:

per

po-

dicendo eh' esse non erano avvezze a ricevere ambasciatori, onde

maestosa cavalcata dal Quirinale assistito da quindici Cardinali a cavallo, e servito ai

fianchi da' soliti

8f;

CLE
giovani
cavalieri

CLi:
per
gli

venticinque
fu esibita
le
,

gnnne, esacerbata era altres per la


tato

paggi. Arrivato al Campidoglio


col

consueto

e con e

breve
la

cerimoniaorazione l' obbesenato,

maniera colla quale era stato tratil duca di Parma ( V. Ci emette

XIII);

Napoli,

sostenuto dalle

dienza

fedelt dal

dette corone, riteneva Benevento e

dal popolo per mezzo del senatore di Roma d. Abbondio Rezzonico, nipote di Clemente XIII. Nello scendere per dal Campidoglio verso
il

Pontecorvo, e
oltre

minacciava

a'

danni

dello stato Pontificio di stendere


i

pi

Venezia esigeva di riformare di propria autorit le


suoi limiti
;

foro

Romano

detto volgarmente
al

campo Vaccino, giunto


Pietro,
tato,
il

carcere

comunit da Roma,
in fine

religiose senza

ci che fu poi di
;

Mamertino, in cui fu carcerato san


cavallo sul quale era

pernicioso ad altre corti

dipendenza esempio la Polonia

mon-

messo in ardenza dalle acclamazioni del popolo, e non ben regolato dai conservatori, che allora reggevano i cordoni della briglia, lo scavalc, e gettollo a terra. Per essere col la strada stata coperta
di

pensava di diminuire i privilegi della nunziatura, equindi di mettere

un

freno all'autorit papale. In tale

stato di cose di qual petto, di quale

condotta era mestieri per un Pontefice ? Clemente XIV in mezzo a


tale

tempesta

scrisse

una

lettera

al

arena, non si fece il Papa alcun male, per lo che disse non v'e contusione; ma un po' di confusione ^ e
:

re di Francia, in cui, fare

quanto

all'af-

de' gesuiti

dichiarava

essere

disposto
pel quale
giustizia,
suiti

perci entrato in lettiga aperta, seguit la funzione sino a


terano. Ricordandosi
s.

convocare un concilio tutto si esaminasse con


si

Gio. La-

e purgar

potessero

ge;

di questo av:

venimento disse il Pontefice di poi Salendo il Campidoglio, io sono comparso come s. Pietro ; piacesse a Dio che essendo stato rovesciato a teira, io di^'entassi come s. Paolo. Nel giorno precedente a quel possesso fece larghe distribuzioni ai po-

venivano accusati tanto pi che a que' d medesimi i re di Sardegna e di Prussia avensu quanto
dogli
scritto

in
egli

favore

de' gesuiti

non poteva

veri di

Roma,
i

e per

maggiormente
dell' agricol-

accrescere

vantaggi

comand, che negli anni di abbondante raccolta potessero essere


tura
esportati
i

sopprimere quelr Ordine d' altronde benemerito , senza recaie un dispiacere ad alcuni principi per compiacere alcuni altri. Il re di Francia se decisamente non rimaneva soddisfatto sul conto de' gesuiti, g' invi per in dono
la

raccolta

di

tutte le
la serie

grani

fuori

dello

stato

medaglie
ri

che formavano
re
di

senza pesi di gabelle. Scrisse ad

un
i

cronologica dei re suoi


;

predecesso-

tempo

di

proprio

pugno a

tutti

ed

il

Prussia

accord

sovrani cattolici

per avvisarli

della

al vescovo di
sitare

Breslavia di poter vide' suoi diocesani;

sua esaltazione.

una parte

niun tempo fu per la santa Sede cos tempestoso quanto quello


in

Ma

cosa negata a Benedetto


il

XIV; ed
sue
pra-

Portogallo

rinnov

le

cui

questo
e

Portogallo
suiti la

Papa fu eletto. Il la Spagna ad ogni


dei ge-

tiche

con

Roma,
un
la

cosicch a Lisbo-

na
la

fu inviato

un nunzio, ed a

Roma

costo volevano l'abolizione


;

fece ritorna,)
corte.

ministro per quel-

Francia in possesso d'Avi-

Per

quale riconci liazio-

CLE
ne
la

CLE
quello stesso

87
tutta

un Te
s.

Deum
ss.

fu inluonalo nelalla

mese elev per

chiesa de'

XII Apostoli,

chiesa di
alla
il

Antonino de'Portoghesi, quale poi il santo Padre fece


della magnifica rosa d'oro,
la

dono

Chiesa dal rito semidoppio al la doppio minore 1' uffizio e la messa delle stimmate di s, Francesco. Clemente XIV approv il culto

che aveva per


pubblica gioia

piima volta benedi

immemorabile

di

altri

santi,

co-

detla, e varie altre dimostrazioni


si

me
so

dire

fecero in

Con breve
conferm
da' suoi

del 12 aprile del


i

Roma. 1770

Bellacci

beato di Firenze,
del

Tommalaico

dei

conventuali, della b. Giovanna Scopelli,

tutti

privilegi
all'

accordati

monaca carmelitana
b.

scalza, e

predecessori
eretta

accademia

teologica

nella

Sapienza di

Antonio Primaldi ad una con ottocentoquaranta martiri otdel


tantini

Roma, e di pi stabil, che ciascun anno uno di quegli accademici che per un intero triennio fosse stato
il

martirizzati

dai

turchi
il

nel

1480.
della b.

Quindi

conferm

culto

Caterina

Pallanzia, e Giu-

pi assiduo agli esercizi teologici,

liana di Busso-Arsicio
s.

ed avesse date maggiori pruove del


suo sapere, venisse proposto per essere laureato gratis dal collegio dei
teologi.

monache di Ambrogio ad lYemusj e solenbeatific nella basilica


b.

nemente
ticana
il

Va-

Con

altro editto de'

6 di-

cembre ordin, che niuna donna potesse entrare in chiesa se non vestita nella maniera pi propria e
modesta, particolarmente
col

Francesco Caracciolo poi canonizzato da Pio VII. Questo Pontefice ebbe poi la consolazione che il patriarca cattolico dei Caldei residente nel Curdislan abiu,

capo

rata la eresia del Nestorianismo, a

ben coperto
Intanto

e velato.
la

Spagna nel principio di rimuovere gesuiti non solo da' propri stati ma da tutti
fissa
i ,

gli

altri

eziandio

sollecit

la beatificazione

del ven.

invano Giovanni

erano abbandonati i suoi predopo r anno 1681, era tornato all' ubbidienza della santa Sede. Con un breve del 16 marzo
cui
s'

decessori

177

il

santo Padre

concesse

allo

di

Palafox, vescovo di

Osma, come

stato Pontificio

quello che avendo sinistramente di-

pinto ad Innocenzo

ne

l'eligioso,

gli
il

X quell' Ordiavrebbe implicila-

un giubileo, a guisa di quello dell' anno santo, dal gioved santo alla domenica in Albis, per chiedere a Dio soccorsi nelle
afflizioni

mente recato
Bens

colpo pi terribile.

della Chiesa, e con

altro

con decreto 24 marzo di quell'anno 1770 concesse il santo Padie uffizio e messa con rito doppio del b. Bernardo marchese di Baden per lo stato di Baden, e per la citt di Moncalier nel Piemonte, dove il santo mor. Di pi, con decreto de' 8 agosto di detto anno, approv il culto immemorabile del b. Sante di Montefabro nella diocesi di Urbino, laico de' minori osservanti, e con decreto degli 1 di
1 1

breve de' io
ti

agosto
i

riun

a'

con-

ventuali francesi

minori osservan-

detti Cordellieri. Instituito in quel-

ancora l'Ordine della immacolata Concezione [P^edi) da Carlo III re di Spagna pel neonato suo nipote, il santo Padre tenne in suo nome a battesimo quel bambir anno
no, e nelle medaglie solite a distribuirsi per la festa di
s.

Pietro
al

nel

1772, ne fece memoria. Innalz Clemente XIV

grado

ss
di

CLE
governo
di

CLE
la citt di

breve

Terri-

dolori atroci, diede opera

prima

ai

racina,

con
l'

nuove
la

leggi
di

fece

bagni, e poi dietro


medici, a

il

consiglio
il

dei
si

sorgere

universit

Ferrara,
del

promuovere
al

sudore,

continuar fece
il

galleria

Vali-

esponeva
sole;
alla

continuo
fu
luglio,

ardore

del

cano, in cui doveva essere collocato

ma

tutto

inutile,

dacch

famoso Museo, che

egli raccoglie-

fine di

non pi era che

va facendo scelta squisita di preziose rarit, e che per l'accrescimento datogli poscia dal Pontefice Pio VI,
ricevette

si persuadeva di potere avere forze bastanti da sostenere il viaggio di Castel Gan-

nn' ombra. NuUostante

anche
i

il

nome

di Pio,

co-

dolfo,

me

che molto seguitassero

ad

acdi-

ne' mesi di

crescerlo

Pontelici successori,

Ma
la

dove ogni anno si recava maggio e di ottobre, nel di 8 settembre, quando per
s.

cendosi quella parte,


( Icnienlino.

Museo Piogiunti al-

cappella pontifcia della Nativit


beatificazione del

preconizzava a

Jn questo

mezzo siamo

la

Maria del Popolo ven. Bonaven-

anno 1773, in cui il santo Padre 1 venne alla soppressione della conipagnia di Ges, cosa da ognuno temuta dappoi eh' erano stati levati
1

tura da Faenza religioso suo conventuale (che poi fu eseguita da Pio

I),

fu

mestieri che venisse condot-

to al palazzo Quirinale,

donde poche

gesuiti dal seminai'io

romano, do-

volte pot uscire,

di
ti

ve la pi nobile e scelta gioventi Europa veniva educata. E di fat-

Clemente XIV, non potendo pi


inchieste
di

resistere alle insistenti

alcuni sovrani,

dopo
,

aver

resistito

A varie cagioni si attribuiva quel malore; all'infiammazione del sangue, e ad una scorbutica affezione uni versale, n era escluso il sospetto di un avvelenamento. Certo , che
quella costituzione vigorosa
in
si

per ben quattro anni mancante di mezzi per salvare gesuiti, con somi

trov

poco tempo
la

sconcertata

da

un

ripugnanza, e dolore del suo animo, distrusse quella compagnia con un breve Hex pacifcus da lui
,

ma

medesimo disteso nel primo periodo o esordio, e da lui sottosciitto


che fu soltanto pubblicato, eseguito ed intimato nella sera del 16 agosto a' gesuiti di
tutte
le

ingann l'arte de' pi abili medici. Egli nondimeno ravviv la sua mano inferma per sottoscrivere la bolla, che metmale,
cui attivit

teva
in

conventuali

suoi

confratelli
s.

a 21 luglio,

ma

possesso della penitenzieria di

Pietro di
di

Roma,
i

e della

Madonna
s.

Loreto, che fino


gesuiti.

da

Pio
fu

V
un-

case

di

Roma

colle

pi

godevano
al

Come

presso

solenni formalit,

e persino colla Ibrza armata, che per otto giorni li


finiva quella

morire, inutilmente fu pregato a


gli

calde lagrime di nominare


dici

tenne esclusi dal commercio esterno,


<-.os

Cardinali da lui in quell' anno


in petto
.

compagnia

nata

creati, e riservati

Per in
Cardina-

nel

i54o, e fatta sino dal nascere segno delle calunnie, e delle contraddizioni, riserl)andole
la

dodici promozicmi, egli aveva creati,


li,

e pubblicati

diciassette

Provvi-

il pii luminoso trionfo. Nell'anno appresso 17745 la salule lobusta di Clemente XIV comiu-

denza

immediato successore Pio VI. Cess di vivere a' 11 settembre 1774 nell'et di sessantotlo anni, e dopo cinque anni, quatfra'quali
l'

ci

ad essere

alterala.

Lacerato

da

Ir

mesi, e tre giorni di

Pontifica-

CLE
to.

CLE
per
la

89

Dopo
anner
a

la

morte,

grande

nis,

che nel principio dubit di queveleno, confess di poi di essein

acrimonia
si

de'sali
il

retroceduti, subito

sto

suo cadavere, e comincorrompersi di guisa, che


si
;

re stato convinto
il

contrario.

P^.

Beccatini
I,

Storia di Pio

VI, nel
poi dei
,

grandemente
nella stanza
incassato.
lettiga

sotiriva
lo

nell'entrare
tosto
solito

tomo
due

p.

34.

Gli attestati
,

per

che
al

fu
in

medici

archiatri

Saliceti
all'

Trasportato

Adinolti,

che

assistettero
,

aper-

dal palazzo Quirinale al

Va-

ticano, e quindi alla basilica, stette


ivi
ss.

esposta la cassa nella cappella del

tura del cadavere dichiarano di averne trovato il ventricolo, e gli intestini intatti, e perci venne risospetto, poich la morche segu poco dipoi del suo credenziere, fu cagionata da un'al-

Sagrainento
di

senza
i

la

consueta
pole

mosso ogni

lrmalit

mettergli

piedi fuori

te,

della cancellata, per essere dal

polo baciati. Gli fniono celebrate


esequie, e
gli

tro

fu data sepoltura nel

ta di

male. Oltre a ci, nella gazzetFirenze de'g settembre 1777,

deposito sopra la porta, che conduce ad


l'

fu pubblicato
nerale
sto

un

attestato

giurato
cui

una
al

delle

due

cantorie, ed al-

dal padre Luigi Maria Marzoni, ge-

archivio della cappella Giulia, in-

de'conventuali, in
confratello,
ii

que-

contro

mausoleo
suppliche

d'

Innocenzo
se-

suo

confidente
san.

III.

Ai

0.1

guito

delle
li,

gennaio 1802, in prodotte

protestava che
cnnistantia

nulla tempori.s cir-

da
evi-

Clem.
inilii

XIV

me.

Pio \
tare le
porti

da Carlo Giorgi per spese, che occorrono ai


de' corpi de'

P.

O.

M.

inquatn dixisse se

tras-

solenni

sommi

aut lasse veiieno proditum aut quojiiodocumque veneno laesum. V. pure


il

Pontefici, fu privatamente trasferito

Cancellieri
1

ne Possessi

pag.

nella chiesa
de'
ss.

de'minoii
e

conventuali
nel

Apostoli,

depositato

409, e 5 5. Avea Clemente


folte,

XIV

statura

or-

mausoleo, che il detto Giorgi gli aveva fatto erigere dal Canova colla
spesa di oltre
Il

dinaria, larga fronte,

ciglie

nere

occhi vivaci, viso


la
la

lungo.

Sasuoi

12000

scudi.

peva

lingua francese, quantunque


parlasse altro
tale era
l'

celebre chirurgo fiorentino Can-

non

che
le

coi

noni,
te

mentre

era infeimo
in

Clemenper

amici; e

inclinazione sua

XIV,

trovandosi

Roma

pei francesi che, secondo

testimosco-

fare un'operazione

ad un gran per-

nianze del padre Savorini suo


lare
:

sonaggio, fu consultato sopia la vacillante

si

nfyiiggeva ogni
sui

volta

che

salute

del

Papa
i

dopo
si

la Francia, essendo in guerra,

non

averne esaminati
chiar
butica
il

tutti

sintomi, dior-

riportava

vittorie

suoi

nemici.

male per un
per
certo
la

aifezione

universale,

nel sangue,
scrisse

troppo avanzata quale gli predi


vita,

Ebbe tal orrore al nepotismo, che non volle mai permettere al suo
nipote che studiava in
piedi,

Roma

giui

un

metodo

risprudenza, di portarsi a baciargli

che gli poteva giovare, ma non lo poteva guarire. Dunque molto pri-

ma
il

della morte di Clemente XIV, Nannoni n'escludeva il sospettato

veleno,

per causa

della sua

vicina

morte.

Lo

stesso

Cardinal de Ber-

n fu mai possibile di farlo risolvere a mandare qualche piccolo dono alle sue nipoti, ed alle sue sorelle, perocch, diceva egli ad un canonico di Fossombrone, ed al p. Bontempi, il maggior suo confidente,

90

CLE
nveriv rlnmanddlc
ch'Ile

CLE
bagat-

d ij)0
U'ile,

mi domanclcraimo cose pi importantij ed io mi abituer insensibilmente a


Qiiaodo,

ANTIPAPA

CLEMENTE VII, XXXV. CLEMENTE Vili,

Antipapa.

F.

Antipapa.

F.

non
a fare

poter

pile

negare.
fu
sti-

Antipapa XXXVII.

presso al

morire,

molato
se
:

testamento,

rispo-

CLEMENTE, Cardinale. Clemente, Cardinal prete di sant'Anastasia,

roba andr a chi tocca. Inquanto gli si trov dopo la morte tutto si distribu fra i suoi due nipoti Tibaldi, e Fabbri.
la
fatti

viveva nel 761, sotto


Si crede

s.

Paostato

lo

I.

per,

che

sia

Cardinile d'altro

titolo.

CLEMENTE
tore della Chiesa.

d' Alessandria,

dot-

Sommamente

sollecito era in fine

Atene, secondo la
autori
,

in ogni azione straordinaria, e

me-

opinione
patria
di

di

molti

fu

la

todico egli era scrupolosamente nelle

questo

erudito

scrittore,

ordinarie.

Da

molti furono de-

che

sortito

avendo

grandi

talenti

PonteGce Clemente XIV, dipingendole ciascuno come lo conduceva la sua passione. Fi'a questi vi y Esprit da Pape Clement XI f^
scritte le geste del

dalla natura, ed ardentissimo

desi-

derio di apprendere
ne, percorse

le

scienze

uma-

gran parte del

mondo

in cerca dei pi valenti maestri, che


lo

Amsterdam
santi

di

1775. Clemente

Lettere interes-

erudissero nelle filosofiche disci-

XI P^,

storia

pline.

Bene addestrato
gli

in (pieste, co-

della sua vita, az'oni, e


rigi

virtc,

Pa

nobbe
la

errori della idolatria, nelfin dalla

Lugano

alcune
pitria,

1776 tomi IV con spettatiti alla sua Venezia, 1778, Con giunte,
Notizie
i'ita,

quale era stato allevato


si

nascita, e

f'

seguace della verit


dirige-

del vangelo. Profitt cos alla scuola

Napoli 1784. Storia della


ni,

azio-

del celebre Panteno, che


le

vrtt

di

Clenitfnte

X[P^,

di

va

catechesi

in

Alessandria,
1'

nuovo arricchita di medaglie,


zioni,

iscri-

essergli

successore nel posto,


quegli

da anno

ed altri monuni'n'i, Firenze 1778, Fie da Papa Clement XI


le

189,

in cui

per

comando

del vescovo

par

m irquis

Caraccoli ,

Paris

per

le

Demetrio dovette partir Indie. Non a dire, quanto


sostenesse

1776^-

Fita di Clemente AY/^ tra-

bene
dra,

egli

questa

cattetorl'

dotta dal francese dal marchese Caraccioli, e arricchita di aggiunte e


correzioni, Fiveaze
di Clemente XI Venezia 1778.

e di

quanto
religione

vantaggio
cristiana

nasse alla

in-

ly/G; Elogio di Antonio Ludovico


In

segnamento di lui, che usava condurre g' infedeli alla luce della

Loschi
te

quanto
attribui-

fede

iistituendo

un

confronto
lui

alla raccolta delle Lettere

colla filosofia

pagana, da

conoquel

XIV, se ne fecero molte edizioni ed un anonimo pubblic le Conferenze del Papa Gana

Clemente
;

sciuta

perfettamente.

Fu
o

ordinato
in

sacerdote

l'anno 191,
la

torno, e costretto nel

202 ad abritirossi

ganelli, che ser\>ono

per continua-

bandonare

sua scuola, per la perSevero,


nella

zione alle lettere dello stesso autore.

secuzione di

La
di

sede Ponti (Icia

dopo

la

morte

Cappadocia.

Fu

indi a

Gerusalemlettera

Clemente XI V rest vacante quat-

me, dove
di
s.

sappiamo da una
l'

tro mesi e ventidue giorni.

Alessandro

vescovo di questa
apostolica pre-

CLEMENTE
Amuai'a XXIII.

III,

Antipapa.

F.

citt,

che sostenne

dicazione con grande zelo, e copio-

CLE
sissimo fruito.

CLE
si

()i

Da Geru'>alemme

ad Antiochia, e da Antiochia procurando sempre maggiore incremento alia religioil ne di Ges Cristo, e colla voce,
rese
in

chiamata Arsinoe dal nome della sorella, e della moglie di Tolomeo


Filadelfo, che
la

Alessandria,

fece

edificare.
i

di

conosciuta

pure sotto

nomi

Sersia, e Sersenia.

con

gli

scritti.

In

questa ultima

CLERA. Sede
gia

vescovile della Frid' Asia,

citt

egli

mori

circa

l'anno 217.
s.

Salutare,
la

nell' esarcato

sotto

metropoli di Sinnada.

Fu

Notizie degli scritti di

Clemente

eretta tal sede nel

Alessandrino.
I.

CLERMONT
mo,
Cardinale.

nono secolo. Francesco GuglielFrancesco


Gugliel-

La sua Esortazione
per oggetto
di

ai Gentili

ha
as-

mo
que
no

de' baroni di
in

Clermont,

nac-

far

vedere
suoi

l'

Francia da nobile

lignag-

surdit dell'idolatria.
II.

gio nell'anno

Compose

poscia
le

o Tappezzerie ,

quali
di

Stroma ti non sono

di

1478- Era arcidiacoNarbona quando Alessandro


alla chie,

VI, nel i5oi, lo promosse


sa di
s.

che una raccolta


III.
Il

miscellanee,

divisa in otto libri.

trattato intitolato,
?

sar salvo
volse ad

delle parole,

qual ricco una spiegazione che Ges Cristo ri


di

parla

il

un giovane ricco Vangelo.


compendio
si

cui

Tomieres e nel 1102, a quella di Narbona. Giulio II nel iSoy lo traslatt) alla sede di Auch ; quindi Clemente VII nel i53o lo prepose alla chiesa di Agde. IMa gi a' 29 novembre del i5o3
di
lo

Pons

stesso

Giulio

l
s.
il

l'

avea

creato
diadi-

IV.

li

Pedagogo
eccellente

diviso in tre libri,


di

un

moqual

Cardinal prete di conia cui allora


,

Adriano,
Pontefice

rale,

nel quale
i

vede

in

chiar presbiterale.
titolo
lio,

Poscia pass al

modo

buoni

cristiani

vivevano

di

san Stefano nel

Monteceprotettola

in qtiei primi tempi.

e nel

i5o7 ebbe

la

CLEOBIANI.

Eretici, discepoU di
di
la

ria del

regno di Francia presso

un certo Cleobio, fedel compagno Simone il mago. Negava costui


autorit de' profeti,
I'

santa Sede.

Troppo

libero nel par-

lare in favore del suo re col Papa,


e perch era partito

onnipotenza di

da

Roma
fu

sen-

Dio
pi,

e la risurrezione.

Fondato
di
la

sul

za

il

di

lui

permesso,

ritenuto

sistema della filosofia

que' temcreaziola

per qualche tempo a


gelo
il
;

Castelsantan-

attribuiva agli angeli

dipoi sotto Clemente VII ebbe

ne del mondo.
verginit
di

Negava
Gli

ancora
sforzi
a'

IMaria.

di

quest'empio
degli

per

opporsi
la

rapidi

progressi che facea

predicazione

apostoli^ furono distrutti insieme col nascere della di lui setta.

governo di Avignone, come leIntervenne al solo conclave e dopo di Clemente VII, essere stato vescovo tuscidano nel i524, e decano del sagro Collegio, mori in Avignone nel i,54i di sessantatre
gato. anni, e trentasette di Cardinalato, e

CLEOPATRIDE
de vescovile
triarcato
di
di

{Cleopatris). Seil

Egitto, sotto

pa-

fu sepolto

in chiesa de' celestini

al

Alessandria.

Divenne
e
cin-

ponte di Sorgia.

vescovato nel quinto secolo,

CLERMONT-TONNERRE, Anna
Antonio
Giitlio,

que sono

vescovi, che

si

conosco-

Cardinale.

Anna

no, e che alcuni

dissero Copti.

Fu

Antonio Giulio

Clcrmont-Tonncrrc,

<r
iiolile

e LE
francese,

CLE
coraggio
si

|)riino

del

nacque in Parigi il iJ^'J, ovvero nel ij^f),


Hist.
socie-

oppose
sul sui

alle

ordinanze

di

giugno
di

1829
e
la

piccolo
gesuiti,
al

seminano
incominministro
parole:

come scrive il Feller, Dict. Dopo avere appartenuto alla


cario del vescovo di Besancon

Parigi,

ciando
degli

sua risposta

t della Sorbona, divenne gran vi,

affari ecclesiastici, colle

ed

ottenne l'abbazia de Monstier nella diocesi di Chlons sur Marne, della

medesimo anno ad onta della sua avanzata et, fece ritorno in Roma, per
Eliatnsi ornnes, ego

non.

Nel

braio

quale nel concistoro de' 2 5 feb1782, fu fatto vescovo da Pio

concorrere col suo voto all'elezione


di

Pio Vili

ma

dipoi essendosi in

VI. Nelle note vicende, che agitarono il clero di Francia in sul declinare del secolo XVill, pubblic
nelle materie allora

viaggio nel ritorno in Francia rotto


il

collo del femore,

mor a Tofu

losa a' 21

febbraio

i83o, ove
arcivescovili.
i

controverse

la

esposto nella metropolitana, indi sepolto nelle

Lettre ed un Iiistrucdon pastorale,

tombe
difesa,

Il

chemeritf) di essere considerata. Qui ntli

suo zelo per


ti

la religione,

suoi scritle

ritirossi

nell"

Alemagna

pel

a di
cui

lei

non che
gli

virt

concordalo conchiuso da Pio VII colla Francia, rinunzi sommessamente la sede di Chlons, che per
la
si,

meriteranno sempre di essere da tutti encomiato.


di

era adorno,

CL ERMO NT
t di
vile

{Claromonten.). Citresidenza vescocui fu

nuova
in

circoscrizione

delle dioce-

Francia con
posta
capitale,

virt del

concordato, andava

nell'Alvergna di

a sopprimersi.

Nel

18 14

fu

fatto

pari

di BVancia, nel 1817 venne nominalo all'antica sua sede ma nel non venendo allora ristabilita 1820, a' 28 agosto da Pio VII fu
;
,

ed ora capo luogo del dipartimento Puy-de-Dme.


Quest'antica
torreggia
,

un tempo

considerabile
falde
di

citt

sulle

una
dai

monfiumi

tagna, ed

circondata

preconizzato
vile di
j'o

alla

chiesa

arcivesco-

Allier, e Bedat.

Alcuni desuoi rio-

Tolosa, quindi nel concisto-

ni

de' 2

dicembre 1822,
,

fu

da quel
dell'or-

bene

presentano qualche eleganza, sebl'aspetto della citt sia alquanper


la

Pontefice creato

Cardinale

to tristo

lava

nericcia

tratestinti

dine

de' preti
di
,

rimettendogli

per

ta dai

molti

crateri

degli

mezzo
ronieri
di

monsignor Chiarissimo Falora


,

vulcani dell'Ai vergna, di cui fabbricata.


le

C u-dinale

arcivescovo

per

considerevole

tra

Ravenna la berretta Cardinalinel zia. Per morte di quel Papa


,

altre cose

un ponte chiamato

Ti-

1823,
to

si

rec in

Roma
gli

per

assiste-

re ai sagri comizii, ne' quali fu elet-

Leone XII. Questi


Cardinalizio
al la

confer in

titolo
ss.

chiesa
,

della

Trinit

monte Pincio

lo

annover
visita
ti,

alle

congregazioni

della

formato naturalmente dai delle acque d'una fontana, e dalle molte acque termali. La maggior piazza viene decorata di una graziosa fontana, di architettura gotica, ed in altra piazza sorge l'obelisco innalzato al generelaine,
depositi

calcarei

apostolica, del concilio, de' ri-

i-ale

Dessaix. Oltre le autorit

amdi

e della reverenda

fabbrica di
in

s.

ministrative superiori, sonovi in Cler-

Pietro. Nella sua


sci'isse

dimora

Roma
piena

mont

un' accademia,

una scuola
i

una
;

Lettre

pastorale

medicina, un collegio reale, ed

tri-

di

energia

e tutti sanno con qual

bunali di prima istanza, e di com-

CLE
inercio,

CLL
biblioteca fonaltri

9-^

non che una

data
tica
la

dal celebre

Massillon. Un'anelevata,

piattaforma

chiamata
in

piazza delia Poterne, serve piut-

tosto al

pubblico passeggio,
un'

cui

godesi

amena

prospettiva sulle

chiamata eziandio Civilns un'ernia, e Arvenum. Molto soffri in diverse epoche dalle violenze de'goti, alani, vandali ed altri barbari. In progresso di tempo divenne Clermont la capitale del negato.
la
ti

Fu

circostanti
di gotico
ta,

stile,

campagne. La cattedrale sebbene non compichiese bellissime, fra


s.

contea

dell'
il

Alvergna,
titolo

cui con-

assunsero

di

Conti di

il

pi bello edifizio della citt:

Cltrmont. Tanto la
vergna, nel
1

citt,

che

l'Al-

ha pure molte
le

2 furono da Filipalla

quali quella di
le

Andrea, in cui
con-

po Augusto riunite
sta

corona

di

slavano
ti

tombe

degli antichi

Francia. Pi-ima di tale unione quecitt degli Arverni, o Clermont, com'era in pari tempo chiamata, aveva come Roma il suo senato. Quindi nel i374j Carlo V il Saggio vi

di

vergna. Si

Clermont, e dei Delfni di Algloria la citt di aver


i

dato

natali

a molti uomini
eresse

insi-

gni, e nel

iSaS
citt

due busti a

Pascal, ed a Delille.

convoc

gli

stati

generali.

Moiifer-

non fatta menzione sino alla met dell'ottavo secolo, ma noto che Pipino, dopo avere sconvolta la maggior parte
Di questa
dell'

rand n'era allora distaccata, formava una piccola citt difesa da un


castello fortificato,

ed era

la

miglior

piazza di guerra dell' Alvergna.

Per
il

Aquitania

si

rec

in

Alver-

un tempo avea pure assunto


tolo di

ti-

gna, e bruci

il

forte

o castello di

contea;

ma

avendo poi pera

Clermont, sebbene fosse abitato da uomini, donne e fanciulli. Da ci rilevasi,

dulo
versi
ti

la

sua

in)portanza

cagione

della distruzione del castello, in di-

che Clermont allora non era

tempi furono

suoi stabilimen-

citt,

ma

solo

un

castello,

citta-

trasportati a Clermont.

Ed

per-

della sopja

un monte
la

vicino,

come
degli
dei

ci,

opinarono
storici.

maggior
gli

parte

che Luigi XIII, con editto del i633 ordin la riunione di Clermont

Le

frequenti incursioni
abitanti

e di Monferiand,per

non formarne

nemici
curo per
ticata

obbligarono
la

a
si-

prendervi un rifugio, come luogo


naturale sua difesa.
sta -probabile opinione viene

Queauten-

che una sola sotto il nome di Clerniont- Feri and. Clermont fu onorata di persona da tre sovrani Pontefici, come si accenner pure parlan-

dai concittadini,
citt le

quali chia-

mano

sono sopra
sa

vigne e i campi, che Clermont. Certo che


1

questa citt non

antica e famosi

Geigoi'ia, di cui ancora


le

veg-

gono
Di

rovine nelle

sue vicinanze.

do poi de'suoi concilii. Urbano li nel logS trovandosi in Francia and a Clermont, ove celebr il concilio che dur dieci giorni, dopo i quali, a' So no\embre, part per Limoges. Innocenzo II non potendo resistere al
partilo di Anacleto II antipapa, nel

1' Gergovia elogio fa Cesare ne'suoi Commcnlari che da essa fu obbligato a levare l' assedio. Secondo il parere di molti, Clermont o Claro-Mons Augustonemetnm, che deve ad Aui>usto la sua origine, ci che per da

questa

Giulio
,

So pass in Francia, ricevuto con I grande onore da Ludovico VI; quindi dal monistero di Clugny si rec a Clermont, ove a' 28 novembre tenne un concilio, ed in esso fece promozione di Carla sua prima
I

94
tlinali,

CLE
non dire
to
di

CLE
altri,
s.
1

che furono il b. Baldiiino, Luca francese, Martino detto francese, o genovese, Pvoberto Pollan
inglese,

Donilo fiorita

nell'anno 710.

Nel

34o Benedet-

Odone

Fattiboni

di
,

Cese-

na,

Guido da Yico pisano


sanese, Pietro

Gui-

XII fece in Avignone vescovo di Clermont, Stefano di Albert del Limosino, il quale nel \ 34^ da Cle-

abbate di Montecassiiio, e Innocenzo romano. Quindi il Papa si trasfer ad Orleans, ove fu ricevuto dalla famiglia reale. Il terzo Pontefice, che in quel secolo fu a Clermont, Alessandro

do

mente VI nel i352


cato
col

fu creato Cardinale, e poi


gli

successe
di

nel

pontifi-

Innocenzo VI. Questa sede ebbe ancora de'Cardinali

nome

per

vescovi,

come

Bourbon,

Rochefoucault.
cattedrale di
edifizio

III,

il

quale

vi

giunse

a'

i4 agoss.

La
fico

sto 1162,

da dove nel seguente andi

era

Clermont magniprima dedicata ai

no
Il

i63 pass a Parigi. vescovato di Clermont, o

Vitale ed Agricola, ed ora sagra

alla
lo.

Alvergna, fu fondato l'anno 2^0, e sottoposto alla metropoli di Bourges, sebbene il vescovo per molto tempo

11

Beala Vergine assunta in Ciesuo capitolo gi numeroso, si


di otto

compone
senza
le

canonici

titolari,

non

riconoscesse interamente tal sog-

gezione

pretendendo
i

di essere
1

pro-

prebende di teologo e penitenziere, ha inoltre la dignit del gran cantore, i canonici ordina-

due

totrono, finch nel

60

si

dichia-

ri,

preti, e

chierici addetti

alla

r interamente soggetto e suffraga-

uffiziatura.

Nella cattedrale vi la
si

neo

dell'

arcivescovo
dal
titolo

di Bourges,

e
di

cessando

di

vescovo

Alvergna, assunse quello di vescovo


Tuttavolta il capitolo continu a reclamai-e l'esenzione. Tra
i

disimpegna da citt sonovi altre cinque parrocchie, con un grancura di anime, che

un canonico,

nella

di Clermont.

de seminario,

religiosi

della dot-

trina Cristiana, e

gh

ospedali, essen-

suoi vescovi

si

gloria Clermont,

com-

do

il

migliore

quello d'Htel-Dieu.

presi

quelU
dato

di

trasferirono la

che poi sede in Clermont, di


pastori,

Alvergna,

La mensa

vescovile

ad ogni nuovo
can-

vescovo tassata ne'libri della

aver

ventisei

Chiesa venera per santi. di Alvergna si riconosce s. Austriinoiiio chiamato are della sede
postolo primo, e

che la Fondato-

celleria apostolica in fiorini trecento

settanta, l^. Savaron, Origin. Claronioiit et

de Eccles. Monast. Clara-

moni

e le Branche, Vile dei santi

vescovo

dell'

AlverGallie
I

d' Alvergna,

non che

la Gali. Christ.

gna,

il

quale fu de'sette celebri mis-

nova. Celebratissima
t

poi la

cit-

sionari,

che

fiorirono del

nelle

di

Clermont pe'suoi

sedici coni

verso
pili

la

met

terzo

secolo.
s

cilii,

rinomati santi vescovi poi

di
i

che vi furono celebrati, indicheremo come segue.


Concili di
11 primo no 5i5, e

quali

Alvergna, che di Clermont, sono


to

seguenti: S. Alidio o Illidio quai-

Clermont
concilio fu
di

neW Alvergna,
adunato
l'an-

vescovo

di

Alvergna,

ossia
s.

di

Clermont, nell'anno 38o;


linare Sidonio del
;

Apol-

44^

^^-

Eufrazio,

esso tratta la Gallia

che mor nel 5 i4 s. Gallo del 627; s. Gentsio del Q>5(y; s. Gallo II del

662;

s.

PrcieUo

del

666;

per

t. IV, p. 519. secondo fu tenuto l'anno 53 j nel regno di Teodoberto re di Au-

Christ.
Il

CLE
strasia, e vi presiedette

CLE
l'arcivescovo
Il

95

Courges Onorato, con quattordici formarono sedici canoni. Il primo pi'escrive che tutconcili si dovranno occupare ti i
di

vescovi, che vi

1077, ed in esso vescovo d'Alvergna Stefano, peril ch aveva occupata la sede di Puy,
sesto
fu

nel

fu
col

deposto

facendosi

altrellanto

simoniaco Guglielmo,

eh' erasi

delle regole

dei

costumi

della

disciplina ecclesiastica.

Gli altri pridella Chiesa

vano

della

comunione
mediante
artifizi,
i

coloro, che

il

patrocinio dei
le

impadronito di quella di Alvergna, venendo eletto in vece di lui Durando abbate della Chaise Dieu. Arduino t. VI , e Baluzio t. VI
Miscellanonim.
Il

grandi,

gli

doni, e

mi;

nacce
colle

conseguiranno le proibiscono di cuoprire


ciano
li,

prelature
i

settimo fu adunato nel

1094.

cadaveri
;

biancherie dell'altare
le

minacse;

censure ecclesiastiche a quelrivolgeranno a'principi


beni di chiesa
gli

Gali. ChrisLi. Ili p. 354. L'ottavo si celebr nel 1095 dal sommo Pontefice Urbano li, a' 18

che

si

novembre
arcivescovi,

coli'

intervento di

tredici

colari per ottenere

vietano
ti

di

adoperare
per la

ornamendegli

per

la

duecento cinque prelati maggior parte francesi, e mied abbati. In esso

delle chiese
;

pompa

trati, cio vescovi


si

sponsali

emanano

la

scomunica

fecero molti canoni.


tutti
i

Primieramente
decreti de' con-

contro quelli che sposeranno perso-

confermaronsi
cili

ne
di

in

gradi
,

proibiti;

a' sacerdoti

sparsi
in

nelle

comandano campagne

tenuti dallo stesso

Urbano

II

in

Melfi, in Benevento, in Troyes, e iu

per celebrare maggiori solennit; e proibiscono s\ ai vescovi che ai preti, e diaconi di coabitare con
recarsi
citt

col

vescovo

nelle

Piacenza. Vi si conferm il giorno destinato alla pace e tregua di Dio,

ordinandosi, ch'essa debba esservi lutti


i

giorni a favore

degli

ecclesia-

donne

forestiere

Questo
di

concilio

stici,

dei monaci, delle donne, de'la-

chiamasi anco concilio Regia t. XI. Labbc t. duino t. II.


Il

Alvergna.

voratorij de'mercanti ec.

Venne

sco-

IV

ed Ar-

terzo

concilio

fu adunato nel

545

per la conservazione degli antit.

chi diritti della chiesa. Re^ia

XIV.

municato Filippo I re di Francia pel suo matrimonio con Bertrada moglie di Fulcone conte di Angers allora vivente. 11 Papa vi approv la primazia di Lione conforme alla

Labb
Il

t.

V. Arduino

t.

II.

bolla di

s.

quarto nell'almo 549 ^" composto di dieci vescovi, che vi pubblicarono dieci canoni, tratti dal quinmedesianno. Ibidem. Nel quinto concilio del 586, 587, o 588, si diede fine da Sulpicio
to concilio di Orleans, del

vescovo di
giurisdizione
;

Tours

Gregorio VII. L'arciricuper la sua


i

sopra

vescovi

della

mo

Bretagna e il vescovo di Dol, che avea il titolo di arcivescovo, fu condannato ad assoggettarsi all' arcivescovo di Tours. Si proib di usurpare
rici
i

arcivescovo di BourgeSj alla dispula


insorta tra Ursicino vescovo di Ca-

alla loro

beni dei vescovi e dei chiemorte, e si ordin che

Rodez per certe parrocchie pretese da ambedue. Reg. t. XIII. Labb t. V, e Arduino t. Ili.
hors, e Innocenzo vescovo di

sarebbono distribuiti quei beni in opere pie, secondo la loro intenzione, ovvero riserbati al successore; si viet pure di godere due dignit nella stessa chiesa, e due prebeu-

96
de
il

CLE
in citt diverse. S dichiar

CLE
che
vaviet
di
t.

nastica.
loriini.
il

Baluzio tom. VII Miscclla-

pellegrinaggio a

Gerusalemme
armi

le per qiialuiuiue penitenza. Si

la detenzione delle
stici;
ti
;

agli ecclesia-

esso fa

decimo si tenne nel 1097, e menzione la Gali. Chrst.

la

le

nomina dei laici ai vescovaimposte per diritto di sepolde'benefci


si

Ili p. 495. L'undecimo ebbe luogo nell'anno

ture;
le

l'investiture

dalproi-

mani
il

dei laici, e a questi

b
ti

tenere cappellani
vescovo.
S

dal

indipendenrinnovarono le
specie Sacrachi
ri-

leggi pel digiuno; s'ingiunse la co-

Ilio, per la causa di Mauriac, e passando per Clermont il Cardinale Riccardo vescovo d' Albano legato del Papa, mentre il vescovo teneva il sinodo, l'obblig a scomunicare quelli, che avevano insultato
l'abbate di
e
fatto
s.

munione
mentali
;

sotto le
si

due

dichiar

immune

Pietro Lebif di Sens,


alla

tiravasi presso

una

croce, e venne-

pregiudizio
t.

chiesa
t.

di

ro dichiarati infami coloro che imprigionassero


i

Muriac. Labb
Altri

X. Arduino

VII.
al-

vescovi.

riportano
1
1

questo

concilio

Ma

di tutti gli atti di


il

questo ce-

l'anno
ciato a'
11

20, e lo

dicono incominnel

lebre concilio,

quello

della

pi considerevole pubblicazione della


la

24 maggio.
i

duodecimo fu tenuto
dal
li,

124,

crociata per riconquistare

Terra

e fu celebrato
rio

legato di

Ono-

getto concepito da

Santa nella Palestina, secondo il pros. Gregorio VII.

cio dal

Cardmal Pier LeoAnacleto


li,

ne, poi

antipapa

ma

Papa Urbano li sollecitato da huT^o tempo per le zelanti rimostranze di


Pietro eremita, che
gli

s'ignora
11

ci che vi fu trattato. Ibid.


i

decimoterzo nel

aveva
i

fatta

to dal
11

sommo

Pontefice

i3o fu adunaInnocenzo
l'anti-

mia
de
di
tati
'

viva

commovente
pativano
,

descrizione
cristiani
ecci-

sulla

disciplina,

e contro
vi

mali

che

que' luoghi
i

dopo

avere

papa Anacleto II, e Corrado arcivescovo di


ed Eriberto di

ricevette

Salisburgo,

presenti a concorrere alla Cro-

ciata,

dichiar che tutti quelli


la

che
fos-

prenderebbono

croce,

dove

Munster, inviati di Lotario li re de' romani. Gali. Christ. t. VI p. 48. Baluzio Misceli, t. VII.
Il decimoquarlo nel 11 63 fu adunato da Alessandro III, contro l'antipapa Vittore IV detto V. No-

sero penitenti, sarebbero assoluti dai peccati e dispensati dai digiuni,


,

e da altre
li

opere penali, erano obbligati, e ci

alle

quagrazia

in

vaes,
Il

t.

ili p.

98.

delle fatiche
si

e de' pericoli ai quali esponevano in quel viaggio. Dichiatutti quelli


i

r inoltre che
fossero crociati,

quali

si

decimoquinto fu celebrato nel 1263. Gali. Christ. t. Il, p. 34o. Il decimosesto l'anno 1296, che
il

a compiere
t.

il

sarebbono obbligati loro voto sotto pena


Reg.
t.
t.

Leiiglet registra nel 1290, per sovil

venire
//

re di

Francia
IV.

Filippo

di scomunica.

XXVI. Labb
per

Bello, nei bisogni del regno.

IV Mar-

X.
fu

Arduino
celebrato

VI. In detto analtro concilio

lene,

Thtsaur.

t.

no

CLERO
comprende
vino, cio
il

(Clerus).

istabilire

una tregua
t.

nel regno.

Mar-

tutti quelli,

Questo nome che pel loro


ecclesiastici,

lene,
il

Thes.

IV.

p.
si

122.

stato sono consagrati al servizio di-

nono
nel

concilio

tenue in Cler-

corpo degli

mout

1096

sulla disciplina

mo-

tanto secolari, quanto regolari; e de-

CLE
che significa sorte, porzione, retaggio. Pertanto tutti gli chiamano Ecclesiastici si ( Pedi)
riva dal greco,

CLE
funzioni
;

97

Chierici (Fedi), e Clero, perch sono


la sorte

del Signore, e

il

Signore
la

la

loro porzione. iXell' antico testamento


la

pubbliche del culto divino che questo ministero deve essere affidato ad un corpo particolare di uomini, il quale ne facesse particolar studio, il suo espresso e la sua intera applicazione. La condotta
e l'esempio
dei

trib di Levi appellata

por-

Giudei,

de-

ovvero Veredit dtl Signore. Sebbene tutti i cristiaconsiderati; ni possano essere cos'i quelli per che il Signore ha scelti e consagrati specialmente al suo
zione del Signore,
culto, souo in
la

gh

Egiziani,

de' Greci, de'

Romani

e di altri popoli colti fu la stessa su

questo

importante punto. Ci era molto pi necessario nel cristianesimo per la predicazione dell'e vangelo, per
l'amministrazione de'sacramenti, per
la

un senso pi
e la

stretto

di lui porzione

eredit,

ed
Si-

celebrazione

dei

misteri dell'al-

abbracciando
stessi

questo
di

stato,

eglino
il

professano
loro

prendeie

non che per la cura delle anime. Quindi Ges Cristo ha istitare,

gnore per
t.

porzione, ed eredi-

tuito
la
li

il

sagramento dell'ordinazione,
il

Dall'antica disciplina della Chiesa

quale imprime

carattere a quel-

rilevasi,
lici

che sino dai tempi apostodistinzione


tra
i

che

la

ricevono,
articoli
.

vi

fu

chierici

rispettivi

come si nota Venendo poi


e

ai
il

laici,

venendo

pure

canonici,

primi chiamati perch il loro noi

Clero composto di persone insignite


di

particolari

gradi,

prerogative,
uffi-

me

era scritto in

un canone o
i

ca-

incaricate di
cii,

speciali e distinti

talogo in ciascuna chiesa, mentre ap-

costituenti

nella societ

una

o laici, vale a dire persone private. Sapientissime furono quindi le provvidenpellavansi


idioti

secolari,

particolare
sociale,

e rispettabile condizione

doveva essere un ceto partivenerabile e distinto. Al qual


si

colare,
ceto, se
te,

ze,

concilii

ia
lo

che dai Papi, dai vescovi e dai si presero per assicurarsi delfede e de'costumi, non che delstato di quelli

vuole,

come doverosamensi

e ragionevolmente
il

deve, avere

tutto

riguardo

alla

importante,

che

innalzavansi
e nel

anzi indispensabile, e quindi

sempre

al

Chiericato
dicesi agli

[Fedi),

modo

costante ed universal sua ordinazio-

che

analoghi articoli del


perci, che fu vieai

ne,
in

Dizionario.

Ed

tato di entrare nel clero


ai servij ai

soldati,

comici,
ec.

ai
_,

pubblici ga-

si dee pure ritenere pel primo grado ed ufficio nelle politiche societ, come quello eh' il pi augusto e il pi utile, il pi antico,

bellieri, ai
li

bigami

e a tutti quel-

il

pi

legittimo,

l'anteriore

alla

di bassa

condizione, ed esercitanti

una professione vile. Sotto la denominazione adunque


di

formazione delle attuali societ, e finalmente il pi legittimo per la missione ricevuta direttamente da Dio,
ed avente in terra per suo capo
sibile
il

Clero

si

comprendono

tutte

le

vi-

persone ecclesiastiche, e quelle addette al ministero e servizio della religione e del

di

lui

vicario, cio

mo

Pontefice

Romano.

somF. Geraril

culto

cristiano. Pres-

CUIA ECCLESIASTICA.

i popoli regolati da ottime conobbe che ogni cittadino non era adattato ad esercitare le

so tutti
si

Ges
la

Cristo diede ai pastori della facolt


i

leggi

Chiesa

d'istruire, di

ri-

mettere

peccati,

di

riprendere e

VOI..

XIV.

9B

CLE
disse nella
:

CLE
persoagli

cuireggerc. Loro

abbati Cistcrciensi una formola

ministro

na de' suoi apostoli Quegli clic mio sar onorato dal Padre
mo, Jo.
i'i

riportata in cap.

Ne Dei
vi

ecclesiam
la

de

Simon.,
di

dove

profes-

e.

12. V. voi

26.

Mio Padre
26.
v.

sione

ubbidienza,

soggezione,

ama, perch
Il

mi amaste, ed
e.

avete credulo in me,

27.
cor-

che ciascuno abbate prestava in mano del vescovo. Vero per che si-

Clero una milizia sagra, che

no

dal secolo VI, avendo incominvari

si

divide in corpo regolare, e


secolare,

ciato

monaci

ad

emanciparsi
si

po
no
re
i

come dicemmo da
secoli
i

pjin-

dall'arbitrio del vescovo nell'elezio-

cipio.

Ne'primi

monaci eranel

ne de'loro superiori, come


rescritto di

ha dal

fiiuii

del Clero, e venivano

Pelagio

del

sabbato, e nella domenica ad assistein chiesa ai divini


ufficii

come

capo ^bbatenij 18, qu. 2, rono a poco a poco a formare una


gerarchia tutta
la

555, nel comincia-

laici.

Quindi
ch'era

la

chiesa

fuori dello steccato


il
i

monaci stavano nelo dei


luogo de'chicrici,
cancelli

propria, e distinta,

cancelli,

ma

venivano dopo
e nel detto
le

laici;

giorno di
oblazioni

prima dei dome-

quale per diretta conseguenza, fece reclamare una esenzione nell'interna polizia claustrale dalla giurisdizione assoluta de' vescovi,
la

quale esen-

nica facevano
laici.

come

zione erasi di gi ottenuta fino dai

Le pene

ecclesiastiche

de'monella

tempi di
tato alla
5cjO.
I

s.

Gregorio
lui

I,

che fu esal-

naci non

consistevano prima

cattedra

apostolica l'anno

degradazione,

ma

nella scomunica

di

successori

mantennetal

come
cio del
ci

laici.

Crescendo
,

per

la

ro, e resero

pressoch universale
motivi
gravissimi

penuria

de' chierici

385,
essere
,

fece

Papa Sirientrare i monail

esenzione per

di

prudenza

meno

alcuni
di
si

diocesani

nel Clero,

permise,

che

po-

tessero

ordinati e servire la

Tuttavolta il diritto deve provarsi, e non

esenzione

approv Gelasio I 49^- ^^^ quell'epoca i vescovi cominciarono a togliere pel


Chiesa
lo

che

pu
le

presume, e riceveie qualche eccezione. Ai


articoli

creato

nel

rispettivi

dimostrasi

come
il

corporazioni religiose abbiano in

sacerdozio vari santissimi monaci. An-

gran parte contribuito a dilatare


cristianesimo, a correggere
i

ticamente l'abbate

si

collocava

imme-

costumi,
i

diatamente dopo l'ostiario, ch' l'infimo grado dei chierici secolari. Tuttavolta in progresso di

a combattere
della

l'eresie,

ed

nemici

tempo
corpo,

il

Clegli

ro regolare

prese

il

posto che

competeva,
il

ed

il

suo

come

secolare,

contiene una

gerarchia

con 1' eloquenza e coll'esempio a proteggere la languente umanit, non che a sollevare i vescovi neir amministrazione spirituale, giovando in ogni materia
religione
,

tutta propria e distinta, che nel suo

al

bene pubblico, ed

alle stesse
la

sotu-

regime suol essere esente dalla giurisdizione episcopale. Nei primi tempi i monaci per principio di umilt, erano sotto la piena giurisdizione episcopale; e nel pontificato di Onorio III eletto
nel

vranit temporali
tela,

col zelare

e l'istruzione della gioventi^i, e

col

formare

buoni e
giusperiti

rispettosi cit-

tadini.

Tocca
privilegi,

ai

il

parlare dei
cui

1216, esisteva
di
tal

immunit, e diversi gradi


e

ancora
zione,

un residuo
giacch

giurisdi-

di

autorit
il

giurisdizione

di

die' (juel

Ponteice

gode

Clero.

Per

ci

che spetta

CLE
ai principali

CL E
na prima
ncs, tut-

99

gradi, prerogative, e do-

nell'Egitto, poich dice:

veri del Clero, in

una parola a

Clerici illius Ecclesiae aedes

commu-

che lo riguarda, compendiosamente se ne tratta a' relativi articoli del Dizionario. Ci uon pertoci

communis mensa, omnia communiaj e lo


Possidio del

alia deninae
stesso afferma
s.

Clero di
di
lui

Agostino,
e.

tanto
col

termineremo

questo

articolo

leggendosi nella

vita

^5:

dire qualche cosa sulla vita codell'antico Clero.

Cuin ipso
tiani

mune

semper Clerici, una edomo ac mensa siimptihusque


Eusebio vescovo
s.

Sino dal nascere della Chiesa, acciocch


gli

cominiinibus alebantur et vesliehantar.


Cos'i
s.

ecclesiastici

non

restas-

di Vercelli, lonell'epist.

sero distratti per provvedere alle lo-

dato da
in
alla

Ambrogio

27,

lo quotidiane indigenze, ed al loro


necessario sostentamento, col pregiudizio del
cizio

cui

tratta perch

abbia

ridotto

vita

culto
loro

divino, e

dell'eser;

Clero. Cos
la

comune, e regolare il suo il venerabile Beda nelanglicana


riporta a-

del

sujjlime

ministero

sua
s.

storia

ed acciocch, conforme esige la giustizia, ri{)or tasser il sostentamento

da
al

quelli, pei quali

impiegavano
poteva

tut-

Gregorio I scritto ad Agostino vescovo ed apostolo di queldovere lui regolare il suo l'isola,
vere

te le

loro cure, ricevevano ci che

Clero a
della

norma
legge:

dell'antica
lib.

pratica

vitto,

al

vestito

absi

Chiesa, per cui nel


si

IV.

e.

bisognare

nel

modo

che tuttora
si

29.

Hanc
,

debet

conver-

adopera
in

in quegli Ordini,

e congre-

saonem
stris

iiisttuere

quae

gazioni religiose, nelle quali

vive

scenlis Ecclesiae fuit.

initio naPatrbus no-

perfetta comunit. Tale vita codel

Uune
san

Clero,

cominciata nella

chiesa gerosolimitana, descritta

da

in quibus nullus eoniin ex liis quae possidebant, aliquod suut7i esse dicebani , sed erant omnia coni-

Luca.
solfri

jNe'

primi tre secoli a cala vita

mania.
s.

Il

simile

leggesi

praticato

gione delle persecuzioni,

ne
sa

comunon poca mutazione, se non


gli ecclesiastici

verso la met del secolo settimo da

nel ricevere

dalla casil

suo Clero; ed

Rigoberto arcivescovo di Reims col il primo sinodo Versia

comune

e dal vescovo

necesnello

nense o
ta

di

Vernon,
nel

citt

dell'al-

sario

mantenimento,
e
ci,

almeno
primordii

Bretagna,
II

congregato
detto
III,

dal re

di

stare insieme,

vivere
nei

congregati.
del

Francia
Stefano
7 T?S,

Pipino

pontificato

di

Ad

onta di

e nell'auno

quarto secolo, e ne'seguenti, certo che si vide quasi da per tutto


quella

Clerici
i'ivant,

determin nel canone XI, Ut omnes sub marni episcopi


vel in monasterio sub ordine
si

comune

vita

interamente

ri-

stabilita. la

Si legge nella

Cronaca

del-

regulari, acciocch
la

togliesse dal-

chiesa di

Augusta, nella descrifa

Francia

quella

mostruosit, che

zione

che

si

d'una chiesa dedi-

cata alla santa martire Afra, e sotto Costantino Augusto:


iique Clerici iiistituli

Ibidem de-

sub Apocommuni vivtntes. Quindi abbiamo da Sozomeno che tal


siiiit

aveala deturpata, e forse anche deturpava nella medesima epoca la Spagna, ue'due generi de' chierici descritti -da s. Isidoro, t. II. de Offic

stolica

recala in

Da
coro
;.

questa vita
alla

comune
Chiesa

del Clero

ne provenne

utile, e

de-

fosse

la

vita de' chierici di

Rinocu-

dicendoci Cristiano

Lupo che
sanlissi-

tura, citt della provincia Mauritia-

produsse chierici dottissimi, e

oo
e

eLE
l'Europa numquam sanctior Se non che nel secolo decimo,
il ti,

CLE
o
sia
i

mi,
fiat.

primi cristiani

convertiti

dopo
le

pontificato

di

Formoso,
univer-

per
sale

barbarie dei tempi,


la

fu

cagione
flissero

decadenza del Clero a degli avvenimenti che afla

Marco. Pu adunque asserirsi che le chiese si chiamarono monisteri perch osservando i loro chierici la vita comune, erano

da

san

del tutto conformi a quella de'


naci, e claustrali.

mo-

Chiesa.
fu

Nell'infelicit
i

di

quel secolo,
pessero
fu

duopo che
bene
Clero,
il

preti

Pel mantenimento

poi della vita

fossero interrogati dai vescovi se sa-

comune
primi
deli,
bili,

del Clero,
le
i

supplivano nei
de'
fe-

leggere
del
cosi

latino

la

tempi
quindi

oblazioni
e fondi

corruttela
tale,

de' chierici

beni
di

immosi

generale anche nel


secolo,

alla divisione dei


il

quali beni

principio

del

seguente

che

diede

titolo

Benefcio

eccle-

per
la

le

triste
si

e dolorose vicende del-

siastico [Vedi),

come

dalla vita co-

dovevano promovere al governo delle chiese anco i meno degni, e talvolta que'che n' erano affatto indegni, come si pu vedere nel Baluzio nel Baronio all'anno 900, e in Reginone.
Chiesa
,

pure origine quella de' canonici regolari [Vedi), i quali non solo vivono in codel

mune

Clero ebbe

munit

sotto
si

una medesima

regola,

ma
si

vi

obbligano con voti religioIl

solenni, riunendo lo stato clerica-

rimettere pertanto

il

Clero nel

le e

regolare.
li

perch Benedetto
cleri saecula-

suo antico splendore, venerazione e dottrina , fu giudicato validissimo

XIV

chiam portio

ris et regularis.

mezzo,

il

ridurlo

ancora alla

vita

V. Bejji di chiesa. Per quanto riguarda e appartieai

comune. Ed perci che il santo Pontefice Leone IX constituit ut fiant claustra jitxta ecclesias ad disciplinam servandam E ci fu fatto per tutta l'Italia da s. Pier Damiani Cardinale, per la Francia da s. Ivone Carnotense, per la Germania da s. Annone Coloniese, da Ermanno Bambergense, e da Corrado Salisburgense, come da altri
.

ne
tri

Cleri delle cattedrali, e di al-

luoghi, se ne tratta ai particolari


articoli.
il

ed analoghi
poi

Per

ci

che
gli

pu riguardare
a
vedersi

Clero di

Roma,

sono

principalmente
de'

articoli,

Elezione

Romani Pon:

Camerlentefici : Vicario di Roma go del Clero Romano, Chiese di Roma ec ; mentre per ci ch' relativo al Clero regolare della stessa

zelanti prelati in
vincie.

molte

altre

prole

Roma,
degli
giose.

si

possono vedere

gli

articoli
reli-

Ecco perch anticamente


dette per lo pi
,

Ordini,

e congregazioni

chiese furono
nisteri
fiezio

mo-

nella

sa

di

secondo che riferisce Chisua storia della ChieBesanzone Nihil freqneiitius


:

CLERO ROMANO.
Clero.

V.

Roma

VI antiquis scriptis qiiani ut


s'ani

eccle-

appellarent.

qnamlihet inonasterii nomine Anzi abbiamo in Eusebio lib. II e. 16, che ritiene alnel

CLESIO o CLOSS Bernardo, Cardinale. Bernardo Clesio o Closs, nacque nel Tirolo circa il i4^4Consiglier intimo dell' impero, fu eletto
la

vescovo di Trento, sedendo sul-

tietlanto

nome

di

monistero,

cattedra apostolica Leone X. Dola

dato da Filone ebreo

a
i

quel luo-

po

morte

di

Massimiliano

re

go

in cui

convenivano

Terapeu-

de' romani,

da

Ferdinando

di

Au-

CLE
stria

CLE
divise
la

IO)
altrettante

ottenne la carica di gran can-

citt

in

par-

celliere,

presidente
di

del

consiglio

rocchie.

Da

ci

alcuni
s.

opinarono,
Pietro, fos-

reale dei regni

Boemia ed
fu

Un-

che
se

s.

Cleto vivente

gheria

ed
al

in

seguito

distinto

stato suo vescovo coadiutore, al-

con ambascerie
le altre

splendidissime; tra
di

meno
vero
lico

nei sobborghi di
lo

Roma
nell'

ov-

fratello

Ferdinando

avesse aiutato
Dicesi
,

aposto-

l'imperatore Carlo V, alla solenne coronazione del quale tenutasi a Bologna assistette quindi nell' anno
;

ministero.
le

che

abbia

iSiG fu alla dieta di Spira; poi ai 19 marzo del i53o Clemente VII
lo

o sagre visite alle chiese di Roma, che poi furono chiamate stazioni. Vuoisi eziandio che convertisse la propria
istituito

pellegrinazioni,

promosse

al

cardinalato col lito-

casa in ospedale, e in chiesa, detta


in

Io di
lio.

santo Stefano nel

monte Ceper

Menda ia. V.

Chiesa di

s.

Mand
,

a
i

vuoto,
disegni

quanto
dei

Matteo
giorni,

Merulana.

pot

tulli

perversi

Cleto dodici anni, sette


pat nella

Govern s. mesi, e due


persecuaprile del-

protestanli.

Essendo vescovo e prinabbell


eccelienli
la

seconda

cipe di

Trento,

citt

di

zione della Chiesa ai

26

vaghe fontane,
e

fabbricati,
il

l'anno

93

fu sepolto in Vaticano,

mun

la fortezza,
,

rifabbric

pa-

e vac la santa

lazzo vescovile
la

ed aggiunse a quelfeudi.

Gli successe

s.

Sede venti giorni. Clemente \. Grave


i

mensa parecchi

Cenando

questione fra

critici,

se

s.

Cleto

a Brixen, ove erasi recato a prendere il possesso perch di delta chiesa era amministratore,

abbia realmente esistito, ovvero se si confonda con s. Anacleto, il quale


fu

un colpo
tolse di

di
vi-

creato

Papa dopo
s.

il

glorioso
\.

apoplesia nel
ta,

iSSg

lo

martirio di

Clemente
II,

Oltre

di

cinquantacinque anni, e nove

quanto
di
s.

si

disse nel voi.

pag.

26

di

Cardinalato.

Ebbe tomba
si

nella

del Dizionario, ne' cenni biogiafei

cattedrale di Trento

con onorevorese glo-

Anacleto
s.

veggasi la vita del

lissima iscrizione, poich

Pontefice
francese

rioso nell'abbattere l'eresia.

Clemente I, scritta in da Antonio Teisserio e


,

CLESSELIO
nale.

Melcuiorbe, Cardi-

premessa

alla

lettera del
a'

medesimo
,

V. Klesselio.

Papa

inviata

Corinti
e

tradotta

CLETO
padre

Papa IH. Ebbe per Emiliano romano del vico


(s),

nella stessa lingua,

stampata in

Avignone
consultarsi
Cleto,
t.

nel
il

Patrizio, e fu

annoverato
di
si

fra

ca-

i685. Altres Pagi nella vita

pu
di
s.

nonici regolari da quelli, che fece-

I,

pag.

del
in

Breviarioj

ro derivare l'origine
Pietro,

essi

da

s.

r Oidoino,
in vita
s.

Addit.
Cieli,

Ciacconiim,
I,

come da

altri

tenne per

tom.

col.

88

fondatore de' Crociferi [P^edi), cos chiamati perch portavano una croce in

mano. Successe nel pontificato immediatamente a s. Lino, e contro sua voglia fu eletto Papa a' 24 settembre dell'anno 80. Siccome fu uno de' primi discepoli di s. Pietro,
per di
in
lui

Panvinio in Platina, a pag. 12. Per l'opinione inoltre, che conpontificati, e le persone di fonde Cleto, ed Anacleto, si possono ve-

ed

il

dere

il
,

Valesio,
il

il

Dupin
,

il

Tilleil

mont
p.

Pearsonio
,

il
,

Baillet,

Halloix

il

Cotelerio

Natale
il

comando aveva ordinato


venticinque
preti,

Alessandro, e principalmente

Pa-

Roma

cio

pebrochio,

In

conatu

ad

Calai.

I02
Poni. par.
I,

CLT
pag. 2
1

CTI
7,

namensis
multoruni
et
s.

de Cleto
post

la
s:

et

Anacleto in

Il

opinione uno alque eodem,

terfio

Petrum loco dando

Cle-

628. Labb t. V, Arduino t. H. secondo ebbe luogo nel 633, e vers sopra i fuggiaschi, nonch sopra r asilo di s. Dionigio. Lab-

menti, ove dice, che questa oramai

b
Il

t.

V, Arduino
si

t.

III.

pi

comune sentenza
II

degli

scrittori

francesi.

p.

zeri gesuita nel 17 55

Pietro Laztenne su que-

tenne nell'anno 636, da Landri, vescovo di Parigi, nel d


terzo

primo
s.

di maggio.

Vi

fu stabilito

sto
ta

argomento una pubblica dispunel


collegio

Cegilo per primo abbate di Re-

Romano

per

la

bais,

monistero nuovamente fons.

una erudita dissertazione: Catalogi duo Antiqnor. Pont. Rom. quos ad Ponlificiani histor. pror. IP^ s acculo r. explicandam .... exhibent pp. Soc.
quale fece distribuire

dato da
Il

Eligio.

Arduino

t.

IH.

quarto concilio ebbe luogo nell'anno 653, o 659, ed in esso ai 24 giugno fu sottoscritto il
privilegio di esenzione
della

ce-

Jesu; sostenne col Papebrochio che Cleto lo stesso che Anacleto, con
quella spiegazione, cui
all'articolo
s.

lebre abbazia di
re Clodoveo

s.

Dionigio, dal

riportammo Anacleto. Per l'altra


s.

opinione poi, che distingue


to
10

Cle-

li, cio da Beroaldo suo referendario, e da ventiquattro vescovi. Annales Francorunt, ad an. 65g, e Arduino
t.

da

s.

Anacleto,
in

V.
2
;

due Pagi,
illustr.
il

III.

Schelstrate,

Antiquit.

CLICTHONE

Jodoco Uno de'pi


.

Dissert. II, cap.

Sandini

in Dissert. IV. V. Cronologia dei Sommi Pontefici. CLICflY, o CLICHl. Villaggio di

famosi controvertisli del deciraosesto secolo. Era nativo di INieuport in Fiandra, e corse
di
i

primi studi nella citt


la filosofia nel

Lovanio. Studi poi

Francia, dipartimento della

chiamato

pure

Senna, Clichy-La-Garenne.
in

collegio del Cardinale

Le Moine

in

E
di

situato pi'esso Parigi, nel cantone


Nevilly,

cio

ima

pianura,

dov'ebbe a precettore Giacomo Lefevre di Etaples. Qualche anno dopo egli stesso la insegn in
Parigi,

sulla riva

destra

della

Senna.

Vi

quel collegio. Prese


torale a' 3

la

laurea

dote
fu

sono delle belle case di campagna. L' antico Cliphacum celebre per
essere stata

dicembre

i5o6,

rettore della casa, e societ di

Sor-

una casa

di delizie dei

primi re di Francia, ed ivi si vuole che Dagoberto I, il quale foi


nel

Venne riguardato dagli autocome uno de' primi teologi che abbiano scritto contro Lutero. Mobona.
ri r

628, sposasse Gomatrude, la prima sua moglie, ripudiata poscia .siccome sterile. Quivi il re GiovanII
istitu

in Chartres nel
il

1543.

Ivi

soste-

neva
1.

posto di canonico teologale.


Parigi

Le sue opere sono:

ni

della Stella.

i35i, i cavalieri S. Vincenzo di Paoli,


nel

V Anti- Lutero
Un
tico VISO
di

i52 3.
la

2.

Trattato, in cui difende l'an-

curato di questa parrocchia, nelr anno 6 1 2 vi fece ricostruire la


1

celebrare
al

messa,
degli
del

tratta

intorno

celibato

chiesa.

Nel suo
concilii.

castello,
i

nel secolo

ecclesiastici,

dell'astinenza, e

settimo, furono tenuti

quattro

.se-

digiuno.
3.

guenti
11

Compendio
riferiscono

delle
alla

verit

che

si

primo

fu

celebrato

nell'

anno

fede,

contro

le

GLI
enonee questa ima difesa
asserzioni
di

CLI
Lutero.

io3
Si fecero
la

allora menzione.

delle

del

concilio te-

esortazioni per

limosina, av-

nuto a Parigi ne!


4.

iS^S.
le

vertendo
proposi-

il

concilio,

che essa non


dalla
o-

Un

Trattato contro

dispensa dal digiuno, e

zioni erronee di
5.

Lutero.

razione quelli,

che

hanno

biso-

Varii
stia

altri trattati sulla

Eucariil

contro Ecolampadio, e sopra


;

gno di mortificare la carne. Si condann chi pretende col mezzo altrui soddisfare alle penitenze,

culto dei santi

molti sermoni an-

cora e diverse omelie. Quest'autore


scrisse

dappoich in

tal

guisa

ricchi

solidit

con molta combatte ;


la

erudizione
gli

salverebbonsi pi facilmente
i

che

errori,
le

ma
i

poveri, e la carne che


il

usa molti riguardi per

persone.

te

peccato,

commetnon sarebbe come


Trattaronsi
sui

Sapeva

Scrittura divina
diversi

ed

conviene

punita.

e-

padri; osservano

autori,

ziandio altri punti della discipli-

che mancava per di critica, e conosceva assai poco le lingue.

na

ecclesiastica, p.

e.

doveri
preti

de' vescovi, sul ricevere dai

CLIFFE,
'^ia).

CLYFF

(Cloveshonella

cosa alcuna nel battezzare


bini ec.
Si

Villaggio

d' Inghilterra

proib in
a'
il

fine

bam1' ub
ed

Kent, sulla riva destra del Tamigi, gi celebre non solo come luogo dell' antico regno dei
contea di
IMerciori
dell'
,

briachezza, ed

chierici,

ai

monaci
laici.
t.

si

viet

dimorare

coi

IVIerciani

residenza

Regia t. VI, Arduino


si

XVII
t.

Labb

III.

arcivescovo di Cantorbery,
stati

ma

Il

terzo concilio

tenne nell'anno

per esservi
ti

celebrati

seguen-

800,

colla

presidenza di Atelardo

sette conci lii.

arcivescovo di Cantorbery, e col-

Il

primo fu adunato nell' anno 742, e coll'intervento di Etebaldo re di Merciori, il quale conferm privilegi dal re Yitredo accori
dati alla Chiesa.

r intervento di
IMerciori.

Chenulfo re

dei

Vi

si

conobbe
ricevuta

la

fede

qual

era

stata

da

s.

Il

secondo
nel

ebbe
di

luogo

nel

7475

mese

settembre,

coli' in-

tervento di dodici vescovi, molti


sacerdoti, e chierici minori, oltre r arcivescovo di Cantorbery, che vi presiedette, e il re Etebaldo
co'
Il

Gregorio I ; e si tratt della usurpazione de' beni della Chiesa, cui diritti erano stati sconvolti. Augi. t. I, Regia t. XX, Labb t VII, ed Arduino t. IV. quarto venne celebrato nell' 8o3
i

in

presenza del medesimo re Cle-

nulfo, o Chenulfo, e dello stesso ar-

grandi del
in

regno.
trenta

Si

forma, i

civescovo di Cantorbery, con dodici


arcivescovi, cogli abbati, e co'preti

rono
quali

esso

canoni

contengono avvisi generali ai vescovi, affinch abbiano ad adempiere ai loro doveri, e seguire le regole antiche. Vi si

dipendenti.

Si

portarono

nuove
de'beni
le
s.

querele sulle usurpazioni


ecclesiastici,

si

fulminarono

censure

coli'
III,
il

autorit di

Papa

comand
feste

1'

esatta osservanza delle

Leone
re alla

quale fece
di

l'estitui-

dell'

tirologio

anno, secondo il marromano, o pure secondo


venerabile

quello del

Beda,
si

del
fece

Cantorbery i da Offa re de' Merciori. Angl. t. I, Regia t.


chiesa
privilegi

ad

essa

tolti

quale

la

prima

volta

XX, Labb

t.

VII.

io4
Il

CLO
s

CLO
propose
la

quinto
e

tenne nell'S^o o 821;

perfetta

osservanza
In seguito

dei

Walfridio, arcivescovo di Can-

consigli evangelici.

ebbe
che

toibery, fece restituire

una

terra,

campo a

fabbricare

un monistero,
quelli,
lei

che Clenulfo avea

tolta,

che

dove ricoverarono
vivevano sotto
S.
la

tutti

l'abbadessa Cinedrida, sua figlia ed erede, riteneva ancora. Reg.


t.
t.

di

condotta.

Clodissinda

govern quel moni,

XXI, Labb

t.

VII, Arduino

stero per sei anni

edificando

cia-

IV, Angl. t. I. Il sesto fu convocato nell'anno 822 per lo stesso oggetto, e sopra i costumi. Ibidem. luogo nell' 824, e Il settimo ebbe sopra Walfridio. Vi si termin ancora una differenza tra Erberto di Vorcester e i monaci di Berciai intorno al monistero di Vesturi, che fu renduto al vescovo. Il decreto in data dei 3o ottobre, e venne sottoscritto dal re Bernulfo, da dodici vescovi, da quattro abbati, da un deputato del Pontefice Eugenio II, e da molti signori. Ibidem. CLIMA. Analolicum. Sede episcopale della Fenicia del Libano, nel patriarcato di Antiochia. Evvi

scheduno in ogni maniera di eminenti virt. Mor in et di trenta


anni,

ma non

si

sa

di

preciso

se

nel settimo, ovvero nell'ottavo secolo.

CLODOALDO(s.) prete. primo principe del sangue dei re francesi,


il

che

la

Chiesa onor di un culto pub-

blico.

Nacque
s.

nel

52 2 da Clodomiil

maggiore dei Educato alla scuola di quella santa regina, ben presto crebbe in virt e sapere. Annoiato delle crudelt, che si commettevano per guadagnare le grandezze del secolo, da s stesso tagliosro re di Orleans,
figli

di

Clotilde.

si

capelli,

e dichiar voler

vivere

nell'

ombra

del santuario, rinunziandiritti


gli

do a quanti

spettavano
di cui
e-

pel conquisto del regno,

pure Clima Magludorum, sede sottoposta alla metropoli di Damasco,


eretta nel

ra legittimo possessore.
di a

And

quins.

mettersi sotto la disciplina di


ritir nella

lane del

IX secolo; e Cli/na-GaU' medesimo secolo, suffraga(s.),

Severino, che viveva nascosto presso Parigi


za
; ;

di l

si

Proven-

nee di Nazaret.

quindi nuovamente fece ritorno

CLODISSINDA
trone,

vergine, ba-

in Parigi,

dessa a Metz, figlia del duca

Wincre-

Ma
si

la

fama
a
lui

dove fu ordinato sacerdote. della sua santit, che


il

uno

dei principali signori del-

era diffusa in tutto

regno, chia-

la corte di

Austrasia.

Appena
il

sciuta in et manifest

suo ar-

gran gente e grandi onori. Di tutto ci punto non curandosi,

mava

dente amore per la vita perfetta e ne pose le fondamenta col determinarsi a viver vei'gine, cosa che
le
l'eco

ma
,

piuttosto
si

facendo

nobil

dispregio

rifugg a Nogent, ora


istitu

san Cloud, dove


lui

santamente
sotto
i

molte

contraddizioni

per

molte persone postesi

la

di

parte della
il

famiglia.

Prese
si

quindi
ritira-

condotta. Distribu tutti


villaggio di
S.

suoi

velo a Metz, dove


e di
l

era

beni alle Chiese e ai poveri, e do-

ta,

pass
.

presso

una sua
piena-

il

Nogent

alla

sede

zia

Treveri

Liberatasi

di Parigi.

mente

dalle opposizioni de' parenti,


ivi

56o, e

lasci

Clodoaldo mor nel per bella eredit i


di

fece ritorno a IMetz, ed

istitu

pi luminosi esempli

una

vita

una comunit

di donzelle, alle quali

consumata

in virt.

CLO
CLODOALDO
Metz, figliuolo di
le
s.

CLO
,

IO)

(s.)

vescovo di
il

Ainulfo,
II

quapasfatto

fondata nell'anno 4^5, e sottoposta alla metropoli di Armagli. Quindi


la

dalla corte di Clotario


alla

sede di LoiUhia o Loiit nel


si

MI
ve-

sando anche

vita

religiosa j
di

fu

secolo

un a Clogher, e nel XII


il

vescovo
presto
cosi di

Metz.
nelle

Allevato

ad Armagb. Nell'anno 5o6


scovo di Clogher pass a

sotto gli occhi di suo padre, creb-

risiedere

be

assai

come
in

ottime
virt.

inClunes, piccola
cesi,

citt della

sua dio-

discipline,

eccellenti

come

si

legge in

Commanvil-

Garzoncello

pochi

anni

venia
poscia
la

proposto a modello
vanetti suoi pari;

de' nobili gio-

le; ma ora fa residenza in Moiiaghano, Moiagdn, Monaghanuni, cit-

cresciuto

t dell' Irlanda, nella stessa


cia di
tea,

provin-

in

et,

ed

impiegatosi

presso

Ulster,

corte dei re d'Austrasia,

sostenne
tale
intesi

capo luogo della conbaronia del suo nome, la


regno
le

ragguardevoli posti
grit di virt, che
tir gli sguardi

con

quale ha un forte castello edilcato,


sotto
il

ben

tosto

at-

di Elisabetta, sul luo-

della pi alta

amdei
,

go

di un'antica abbazia.

mirazione.

Ma

disgustato

egli

Secondo

notizie

ecclesiastiche,

pericoli lusinghieri

della corte

se

ne

ritir

intraprendendo
Signore. Morto

una
il

vita

Cloger appartiene alla provincia di Ultonia. 11 vescovo attuale, dipendente dalla congregazione di Propaganda J?f/e, e dalla suddetta metropoli,

privata, nella quale potesse


servire
il

meglio
vescovo

di Metz, successore di
s.

suo padre Clodoaldo fu promosso a quella

monsignor Edoardo Kernan,

sede.

Dacch
gli

fu

consecrato, occu-

succeduto per coadiutoria nel 1824. Yi sono trentacinque parrocchie, e


trentaquattro vicarii
cattolici
:

possi

con santissimo zelo a corregabusi della


il

il

numero

dei

gere
go.

sua

diocesi,

riporre
I

buon ordine

in ogni luo-

poverelli divenivano l'oggetto


gli
afflitti,

pi caro del suo cuoi'e;

duecento mila. Secondo per il Catolic Directory del 1839, le parrocchie sono trentasette, oltre molte cappelle. II clero
di
circa

argomento
preghiere
le
; i

delle

pi

fervide

sue

vive coi proventi parrocchiali, e colle

peccatori. Io scopo del-

pie oblazioni de' fedeli.

sue premurosissime
carriei-a

cure.

Pieno

CLONFERT
con residenza
la

{Clonferten.).

Ci't

di meriti

e di gloria pose fine alla

vescovile

nell' Irlan-

sua

mortale
,

nel

696

in

daj nella provincia di

Connaught
a pai te,

et di

novantun anno

dopo

avex--

quale fu gi un regno
la

quaranta nell'episcopato. CLOGHER ( dogherai.). Citt con residenza vescovile nell' Irlanpassati

ne

ed
sola.

terza gran divisione dell'i-

da, provincia di Ulster, nella


tea di Tyrone,

con-

capo luogo di baronia, sul fiume Blachwater. Anticamente era assai commerciante, ed ora manda due membri al parlamento. Fu chiamata anche Clogeria, o Cloceria. Il regno la riguarda come un borgo, sebbene sia
antica citt.

venne chiamata pure ed baronia di Longford, che sorge presso una palude formata dai fiumi Schennon, Patrizio fond e Suir. Siccome s.
Clofert
Cloifort, e Clonefort,
le

nel 4^^? ^ poi sedi d'Irlanda da notarsi, che Commanville, nella Histoire de tous les Archev., et Eve-

qus, p- 74; d^^ lab les alphabetiques, questa sede venne istidice che
tuita nell'anno

La sede

vescovile

fu

56o, e che nel

se-

io6
la

CLO
do
in

CLO
calde preghiere

colo decimosettimo le fu unita quel-

per

la

con-

Kilmacduac, Celniacduacttm. Il vescovo sutfraganeo del metropolitano di Tuam, e dipende dalla congregazione di Propaganda fide. Egli, secondo il Oitholic Directory, risiede in Loughrea, citt della stesdi sa

versione del suo sposo, e tanto Clotilde fu accetta presso

alla per fine


dita,

il Signore, che merit di essere esau-

e Clodoveo vinto dalle continuate istanze della sua sposa, la quale non lasciava occasione per dimola

provincia, la quale nelle

notizie

strargli

vanit degl' idoli, ricev

ecclcsiasticlie dicesi

Connaria. Lou-

ghrea, contea e baronia del suo no-

me, situata sopra un'altura, che domina il lago Rea ben fabbricata, e rinchiude una bella chiesa, e gli avanzi di un vecchio castello. Nel i832 ne divenne vescovo per
:

il battesimo dalle maRemigio vescovo di Reims. Clotilde veggendo il marito discepolo di Ges Cristo, non cessava di confortarlo ad azioni gloriose per la gloria di Dio; e fu per di lei

solennemente
ni di
s.

istanza che quel

principe
alla

coadiutoria

mons. Tommaso Coen. Il clero composto di ventitre parrochi con altrettante parrocchie, di
ventisette vicari, e di

Parigi
sa

le

fondamenta
s.

pose in gran chieCes-

poi detta di

Genoveffa.
si

sato di vivere Clodoveo,

adoper

varie cappel-

le.

Il

numero
colle

de' fedeli

supera
il

con grande fortezza per comporre gli animi de'suoi figliuoli, che l'un
l'altro

cento sessantacinque mila, ed


ro vive
pie

cle-

faceansi
al
le

la

guerra

per

la

oblazioni,

e coi

successione
inutili

trono.
di
lei
i

Ma
suoi

furono
,

proventi parrocchiali.

tutte

prestazioni

CLOTILDE

(s.),

nipote di

Gon-

che

vide
il

anzi

sotto

occhi

debaldo re de' Borgognoni, e sposa di Clodoveo I, re di Francia. Allevata nella religione cattolica presso la corte di suo zio
,

bench
i

vi-

di un suo figlio Tante tribolazioni per l'animo di Clotilde angustiarono il suo cuore per maniera

scorrere

sangue

ucciso in guerra.

vesse in

mezzo

agli

ariani,

ricev

che, ritiratasi
gliatasi

dal

mondo,
corso
il

spo-

con grandissimo
di

frutto

principii

della regale
il

grandezza, andegl' illudi


s.

della fede e perfetta morale. Questi,

d a compiere
stri

mano

in

mano
lei

eh' ella

si

avan-

giorni
di

presso

sepolcro

zava negli anni, mettevano profonde


radici

Martino
rara

Tours.
alla

diede

l'ulti-

nel di
le

vano

pi brillanti
di

cuore e producevirt. Innoave

ma mano
virti
,

perfezione della sua

vivendo

con umilt
fosse
,

cente in mezzo alla seduzione,

cos semplice

come non

stata

venente
tosto
i

presenza, dolce

moben

giammai
le

assisa

sul trono

si

rese

desta di carattere, guadagnossi

specchio veramente d'esecuzione del-

una grande riputazione


nella

in tutti

grandi virt dal vangelo


Predisse la sua morte

incul-

regni vicini. Si spos a Clodo%'eo


religione
nella

cate.

trenta

col patto di vivere


cattolica
:

giorni

prima

innanzi

di
i

dare
suoi
quali

anzi

vi

accrebbe

l'ultimo anelito volle vedere


figli

piet e nel fervore per


gli

modo, che
costretti

Clotario e Childeberto,

a"

stessi

pagani

erano

diede tutte quelle ammonizioni, che

venerare quella

religione,

che sola
lagrinian-

potea produrre tanto ammiraljil virt.

poteano uscire dalle labbra di una gran donna che altamente sen.

Binava gran

tempo

tiva la

virt della religione, l'avea

(LO
obbedita niirahilmente in
va gi gi per
nel cielo.
vita, e sla-

CLU
que
chierici,
la

107

ricevere
a'

corona

Mori

3 giugno del 54'>,

ed una scuola, in cui viene educato un gran numero di giovani. I proventi parrocchiali, e
le

sa

ed ebbe gloriosa tomba nella chiedi s. Genoveffa

pie oblazioni de' fedeli sono mezzi di sussistenza pel clero.

CLOYjNE

(Cloyncn.). Citt

con
noti-

CLUGNY
Federico,

CLUNIACO

(de)

residenza vescovile nell' Irlanda, provincia di IVIunster, che


zie ecclesiastiche

Cardinali'.

V. Cluni ago

nelle

Federico, Cardiiialc.

chiamasi

Mommiin,
edifzii

CLUNI CLUCtNY,
[Cluniacitrn).
t di
la

CLUNY
cit-

baronia

d' Imokilly.
i'

Sono
che

Celebre abbazia, e
Loira,
sulla

considerevoli

antico

palazzo

epidi

Francia, nel dipartimento dele

scopale, e la cattedrale,

Saona

capo luogo
riva
si

di

gotico disegno. Cloyne,


zie

nelle

noti-

cantone, situata

sinistra

ecclesiastiche,
il

si

conosce anco

del fiume Grasne, che

passa

so-

sotto

nome

di

Cluainvaia,
di

non

pra
di

due ponti

di pietra.

cinta

che sotto quello


suffraganea
alla

Deunuanamun,
vescovile,

mura

rovinose, intorno alle quali

o Cluanum. La sua sede


di

trovatisi

ameni

passeggi.

Ha un
,

col-

Cashel,

soggetta

sagra congregazione di Pi'opaganda. Secondo Commanville, venne fondata l'anno 6o4. Abbiamo
per, che l'apostolo delf Irlanda
Patrizio, istitu
l' i

comunale, un ospedale ed sotto la diocesi di Macon. Essa divenne rinomata per la famosa ablegio

bazia di

s.

Benedetto,
osserva vasi
di

nella
la

quale
regola.

s.

strettamente
chiesa di

suoi vescovati nel-

Era degna pure


stile

osservazione la

anno
s.

^'i5,
I,

nel

pontificato

di

s.

gotico,

Celestino

sore
tino

ovvero sotto il succesSisto Hi. Dipoi Papa Marnel

grandi di

Francia.

una Aveva

delle pi

essa

la

forma
fatta

V,

i43o, l'un

Cork,

una croce primaziale, e fu fabbricare da s. Ugo, sesto abdi

dalla quale in seguito fu

separata,

bate di Clugny. Pretesero alcuni che


ivi
il
,

venendo poscia unita a Cloyne quella di Ross, Rossen (Fedi). Il vescovo ha la residenza a Cove, citt
e

nel

1026,

fosse
s.
l'

trasportato

Il

capo del Pontefice monistero era sotto


s.

Clemente
s.

l.

invocazione
Paolo.

porto

della

stessa

provincia

di

degli apostoli

Pietro e

Munster, sull' Oceano atlantico, che ha magnifiche strade, ed il titolo di contea. Deve Cloyne la sua grandezza alle flotte, che ivi si recano
a

Fu
la
il

quell'abbazia distrutta
rivoluzione,

durante
stabilito

ma venne
edilizi

collegio negli
1

dell'abbazia.
i

Nell'anno

5(S2

1592,

prote-

ed che ha pe' suoi bagni


provvigionarsi,
letto

al

concorso,

stanti calvinisti, e ugonotti

presero

di

mare. MoneIl

Cluny
barie,

signor

Bartolommeo Crotty ne fu vescovo a' 22 marzo i833.


di

l'abbazia, e

dopo aver saccheggiato commesse infinite barla

bruciarono
di

sua

antica, e

clero formato

cinquantaquat-

preziosa biblioteca.

tro parrochi con egual

numero
che

di
Il

L'abbazia
la

Clugny, capo di tutta


benedettina,
,

parrocchie, e di settanta vicarii.

congregazione
portava
il

che
lon-

numero

de' cattolici

vuoisi

a-

ne

nome

fu

fondata
i

scenda a trecento quaranta mila. Vi sono pure molte cappelle, il seminario vescovile con circa venticin-

verso l'anno 910, dopo che

gobardi e
lati
i

saraceni

aveano
e

desodella

monisten

dell' Italia

.o8
cia,

CLU
civili

CLU
della

Spagna. Le guerre
sul fine tlclla

Frantli

la direzione di

tre de' monisteri di


;

prima

stirpe

cui era abbate

que' re, cagionarono

parimenti

gran rilassamento; e i scorrendo quel regno terminarono di rovinar tutto. I monaci, che poterono sottrarsi a tanti disastri, dimisero l'abito, ritornarono presso i presero le armi , o loro parenti esercitarono qualche traffico per vivere, e se alcuni restarono ne' mo,

un normanni

defonto cio di il Clugny, cinque leghe lungi da Macon, di Massay, e di Deols nel Berry.

Egli fece
,

la

sua

residenza

nel

primo

il

quale

divenne rinoma-

tissimo per l'esatta osservanza della

che la congregazione venne riguardata co-

regola benedettina a segno,

me
dine

la

illustre.

primaria riforma di quell'OrIl perch molti moni-

nisteri,

non solamente non


loro regole
,

pratica-

steri di vari paesi

abbracciando sucs.

vano

le

ma

poco

le

cessivamente

la

riforma da

Odo-

sapevano. In questo stato trova vasi

ne introdotta
breve tempo

in

Clugny, e sottometgiurisdizione, in

r Ordine monastico nel declinar del secolo IX, e nel principio del X ambedue infelicissimi, quando Dio suscit Bernone, per esserne il ristauratore.

tendosi alla di lui


la

congregazione clu-

niacense divent
e fiorentissima,
dell'

molto
fu
il

numerosa primo ramo

Berno, o Bernone,
famiglia

di nobilissima
,

rest

borgognone

fece

la

sua

professione religiosa nell'abbazia di


s.

Martino d'Autun, secondo alcuni,


si

Ordine benedettino, e l'abbazia immediatamente soggetta alla santa Sede. Di fatti verso l' anno 936, il Pontefice Leone VII chiam da Clugny s. Odone o Odilone,
il

nientre altri dicono, che poi


casse a quello di

re-

quale
s.

si

in

Roma
s

nel monistero

Beaume,
il

poscia

di

Paolo, e

in vari

monisteri
colla

passasse a fondare

monistero di Gigny nel Lionese, del quale diven-

d'Italia, col suo zelo


virili,

sua

fece rifiorire

la

disciplina, e
di
s.

ne

il

primo abbate. Quindi


il

gli

fu

r osservanza della regola


nedetto.
s.

Be-

governo dell'abbazia di Beaume, ossia di s. Benedetto d'Aniano, finch avendo Guglielmo I, // Pio. duca d' Aquitania, figlio di Bernardo conte d' Alvergna, fondata, coir opera, di Bernone, l'abbazia di Clugny, Bernone medesimo n'ebbe il governo, e ne divenne primo
affidato

Furono degni

successori di

Odone nell'abbazia di Clugny, s. Ugo, s. Maiuoloj s. Odilone ec. Benedetto IX nel io4i, ad istanza de' polacchi, concesse
ro,

a Casimidiacono e monaco di Clugny, di succedere al regno e di prendere


,

moglie.

Il

Papa Gregorio VI
nel

sic-

abbate.

La sua

santit

gli

merit
placi-

come

eletto

simoniacamente, dappoi

l'amministrazione e direzione di sette abbazie, e

pentito, spontaneamente

1046
si

mori

in

Clugny

rinunzi nel concilio


ritir

di Sutri, e

damente nel gennaio del 927, venendo ivi sepolto nell'antica chiesa
di
gli
s.

a far penitenza in questo monistero , ove mor in concetto di


virt,
lib.

Pietro.
il

Da

alcuni martirologi
di

come
cap.
11

si

ha dal Clabro,
Duchesne,

Hist.
t.

dato

titolo

beato
i

e da

V,

5, ap.

IV,
re-

altri

di santo.

Allora
s.

vescovi del
di

pag. 58.

Pontefice Gelasio

II,

paese costrinsero

Odone
I,

Tours

monaco

di

Beaume,

e gi stato nella

corte di Guglielmo

prendere

domandare soccorso a Ludovico VI , contro l'imperatore Enrico V, e l'antipapa


candosi in Francia per

CLU
Gregorio Vili, da una puntura,
assalito
si

in

Macon
gennaio

fece
a'

portare a
monistero.

CLU 109 Icmaro monaco cluniacense, il quale in sua morte lasci la propria
eredit a questo monistero. In tale

Clugny

ove

mor

29

II 19, e fu sepolto

nel

estimazione erano nel


Cliiniacensi
cio
sta
il

Vac

la
i

santa Sede quattro giorni,


sette
il

perch

Cardinali

che

quivi
eles-

li,

XII i Papa Lunel 114^5 h chiam da quesecolo


il

(^f""edi),

che

trovavansi,

primo febbraio
II

abbazia in

Roma,

e diede loro

sero Calisto
ce,

in

sommo

Pontefii

approvandone

l'elezione

Car-

monistero di s. Sabba in Cellanuova, che dicesi fabbricato da s.

dinali di

Roma. Memore

Calisto II

Gregorio
cata

l,

perch in esso era mandella

di essere stato esaltato al pontificato


in questa abbazia, nell'anno seguente

r osservanza

regola

be-

nedeltina.

cre Cardinale Ponzio francese, che chiamare l' abbate degli si faceva

L'abbazia era cos vasta,


tuosa, che

e sonIn-

dopo avere

il

Papa

che per altro gli fu negato, perch non conveniva se non all' abbate di Montecassino, donde gli Ordini monastiabbati,
titolo
ci

nocenzo IV celebrato il concilio generale XIII, Lionese I, essendosi recato a Clugny nel

per abboccarsi con


oltre

novembre 1246 Lodovico IX s.


questi
fu

di

occidente

riconoscono

la

loil

re di Francia, e co' fratelli,


il

ro origine. Divenuto

in seguito
a'

Papa,

vi

Cardinal Ponzio insofferibile

suoi

alloggiato. Nello

comodamente stesso tempo moi i

monaci pel suo dispotismo , fu costretto a rinunziare nel 1122 il governo dell' abbazia, venendo invece
eletto
le.
il

naci senza sgombrare

luoghi

cui

abitavano, diedero eguale alloggio ai


personaggi, che seguivano
il

Papa,

celebre Pietro,

il

venerabiil

cio a dodici Cardinali che in

Clugny

Ma

dopo due anni, avendolo


II

Cardinale cacciato colla


armi, Onorio
tro in Clugny,

forza delle

ricevettero da lui il cappello losso determinato nel concilio; ai patriarchi


poli
di
,

ripose l'abbate Pie-

Antiochia, e di Costantinoa tre


arcivescovi
,

scomunic e depose
sic-

Ponzio da tutte le dignit , e come si mostr ricalcitrante a


tomettersi al castigo,
fu
in

vescovi, a diversi abbati; a

a quindici s. Luigi

sot-

IX, colla regina Bianca sua madre,


al

Roma

chiuso nella fortezza delle sette Sale,

sorella; a

ove
1'

fin

suoi giorni nel

1126.
II, nel-

Dopo

la

morte
d'

di

Onorio
II
,

elezione

Innocenzo
li,

insorse

duca d'Artois, suo fratello, e a sua Baldovino l imperatore d'Oriente, ai figli dei re Ferdinando III d'Aragona, e Jacopo I di Castiglia, al duca di Borgogna, a parecdi
tutti gli

l'antipapa Anacleto
di

gi

monaco

chi signori, e al seguito e corteggio


ospiti nominati.

Clugny, e Cardinale col nome di Pier Leone. Non potendo Innocenzo


cia
II

Fra

gli

altri

Pontefici, che

visitarono Clu-

resistere al forte partito delI

gny,
te

l'antipapa, nel

i3o, pass in Fran-

V,

rammenteremo ancora Clemenquale partendo nel 1807 il

sbarcando nella Provenza , da dove si rec a questa insigne abbazia, e poscia


si

avvi

per

Cler-

da Lione, vi si rec, trattenendovisi cinque giorni. Finalmente in questa abbazia


,

mont, dove

a'

un
nel

concilio.
I

28 novembre celebr Fra Cardinali fatti


i

come

si

dir
il

articolo,

meglio nel seguente gran priore di Veni, o

i4'?.

da

Innocenzo

II,

vi

fu

Leni, stabil nel 1621

una riforma

no
(il

CLU
congregazione
Il

CLU
Quelli,
di
s.

simile a quella della


s.

Vaiines, e di

s.

Mauro.

secondo abbate, e successore Bernone fu s. Odone, insigne


il

che non vollero adottarla nelle loro case, si distinsero col nome di antichi

per santit e scienza,

quale

ve-

dendo

rilassata la disciplina

monafeli-

monaci di
dell'

Clngiiy.

CLUiNIACENSI
monaslica
detto.

Congregazione Ordine di s. Bene.

'

stica , procur di ristorarla, e cemente ne consegu l' intento

col

riformare alcuni
e
coli'

antichi

monisteri,
.

Nella Borgogna

e nel
di

Maco-

erigerne
i

nese,

Cernone, abbate

Gigny, che

solo obblig

molti venerano per santo, colla protezione, e religiosa liberalit di

con

diligen2;a

molti nuovi Non monaci ad osservare la regola di s. Bene-

Gu,

detto,
colari

ma
riti

vi

aggiunse alcuni parti-

Aquilania e conte di Alvergna, fond in Clugny un'abbazia, che divenne celebra lisI

glielmo

duca

di

e cerimonie,

come
nelle

la

co-

munione
to
niche,

de' ministri dell' altai'c sotle

ambedue
e in

specie

domeF^.

sinia e luogo pnnci[)ale de'

cluniacensi, ed a cui
fattore assegn

il

monaci duca beneterre.

altri

giorni

festivi.

molte sue

Ci

avvenne verso l'anno 910, sebbene


alcuni facciano rimontare la fondazione airSiG, e
il

Ord. Roman, cap. 9. et 19. La riforma introdotta da s. Odone lo ricolm di gloria, e fu


Mabillon, in
imitata da altri abbati,
quasi da tutti
pa.
i

e accettata

Bonanni all'an-

monisteri di Euro-

no 890. Quest'ultimo aggiunge, che s. Bernone, abbate Belmense, perch lo era pure del monistero di Beaume presso Clugny, con dodici monaci diede principio alla congregazione, sotto la regola di
detto, la quale dal

Con questo mezzo


il

Clugny divenne
nedettino, e

l' Ordine di primo ramo begiunse ad un sommo

nome
di

bazia

monistero

BeneabClugny, o
s.

grado di eminenza^ di autorit, di opulenza e di dignit, concedendo Urbano li all'abbate di Clugny l'uso
della
gli

dell'

mitra

che

poi

ebbero anco

altri

abbati.

Cluni i^Fedi),
S.

si chiam Cluniacense. Bernone applic i suoi monaci

perci considerata
tica

La congregazione di Clugny fu come la pi andi in

principalmente alla preghiera, e li aggrav di tante salmodie, che loro


restava poco
le

tutte quelle

che vivevano u-

tempo pel lavoro delmani. Nella sua erezione l'abbadi

Francia sotto un solo capo, e che componevano un solo corpo di molti monisteri vmiti sotto la
nite stessa regola.

zia

Clugny

fu posta sotto la pro-

Anche
i

in Inghilterra

con espresso divieto ad ogni secolare ed ecclesiastico di turbare i monaci nei


Apostolica
,

tezione della

sede

fiorirono assai

Cluniacensi,

ed

ivi

loro privilegi, e principalmente nell'elezione dell'abbate.

gione pretesero
esenti

Per questa ramonaci di essere

dalla

giurisdizione del vesco;

pure si fece una religiosa riforma, e con facojt Pontificia ogni anno istasi congregavano i monaci per bilire sempre pii le discipline delBenedettino. Per tale ril' Ordine forma, si racconta dal Bonanni, che
circa

vo di

Macon

locch diede motivo


di avere la

ad alcuni

altri

medesi-

ma
con.

pretensione.

Ma

la

cosa fu poi

duemila monisteri ricuperarono r antico splendore. I monaci nell'abito non differivano dai Cassinesi.
Nei primordi
la

decisa in favore del

vescovo di Ma-

del

secolo

XV IH,
be-

fama, che

la

congregazione

CLU
nctlettina di
uell intera
ti

CLU
si

III

s.

Vannes
regno ne

procacci

benedettini, e furono per questa ra-

Francia, fece
del

che mul-

gione

chiamati

anlichi.

La

rifor-

abbati

adottarono

ma

delta della stretta osservanza di

la riforma.

Per
alla

unirli

tutti

le difficolt per di congregazione di s.

sol

Vannes, e di formare con essa un corpo, si determin nel capitolo


tenuto
1

Clugny, ebbe scritti i suoi regolamenti dal suo fondatore p. Giacomo, ed approvati dal Cardinal di Guisa, e dal re di Francia Luigi

generale

in
,

s.

IMansueto di
dei

Xlli con lettere

patenti

nel

detto
del

Toul

nel

618

che

monisteri,

anno 1621. Poscia, per opera

gi riformati, e

da riformarsi nella
un' altra
condi
s.

Fiancia,

si

formasse

gregazione, distinta

da quella
vi
la

Vannes, con questo per che


se tra

fos-

Cardinal de E.ichelieu, fu unita nel 1634 alla congregazione di s. Mauro, componendo con essa un corpo col titolo di Congregazione di san
Bcneelcllo

luna

l'altra

partecipa-

anlicanienle di Clugny, e

zione nelle opere buone.


cose erano in tal

JMeutrc
stabilite,

le
si

di

s.

3Iauro. Si mantenne cosi fmo

modo

all'anno

Vannes nella diocesi di Verdun, il p. Lorenzo Bernaid, priore del collegio di Clugny in Parigi,
rec a
s.

per unir questo a


zione,

quella congrega-

i65q, quando il Cardinal separandola dalla congregazione Maurina, la un a (|uelJ9S la di s. Vannes, istituita nel dal p. Desiderio de la Cour, e apMazzarini
, 1

ma
la

ed ai superiori della medesipromise egli intanto ubbidienza, riimovando la sua professione secondo
piatica,
;

provata da Clemente Vili, sul modello di quella di Monte Cassino ;


indi
di
il Cardinale le diede il nome Congregazione di Clugny, anlica-

alla

presenza di tutto
di

il

capitolo

dopo

che

ritornato

nienle di

s.

da alcuni rispettabili padri di s. Vannes, si adoper affinch si effettuasse quanto eia


Parigi, ed assistito
stato concertato nel capitolo di san

dal
steri

nome
della

de'

Vannes e di s. Idolfo, due principali monicongregazione di s. Vane nel

nes.

In seguito,

1644}

sepa-

ratasi

nuovamente da

questa, fu poi

Mansueto. Nel mese

di

agosto

del

approvata dal Cardinal Flavio Chigi,

1618

stesso,
si

ottenne

dal re

Luigi

Xill, che

erigesse la

gregazione col
discepolo di
s.

nuova contitolo di s. Mauro, Benedetto. V. Bene-

legato in Francia dello zio Alessandro VII, e finalmente, dopo vari avvenimenti, nel 1711, rest da
s sola nella

sua pace,

si

eslese

DETTIM

in pi monisteri della Francia, guari, che nella stessa


si

col

Non and

congregazione Chmiacense

oper

ima seconda riforma nel 1621, introdottavi dal p. Giacomo d' Arbouzes de Veni, e come altri dicono, gran priore di Veni, e poi abbate di Clugny. Quelli, che abbracciarono questa riforma, vissero presso a poco

Congregazione della stretta osservanza di Clugny, dov' ebbe la sua origine, ed il primo suo stabilimento. L'abito dei monaci era come quello de'Maurini, molto simile cio a quello dei primitivi Clutitolo

di

niaccnsi.

Consisteva

in

una
assai

tonaca
largo,

nera, in

uno scapolare

come

benedettini

di

s.

sopia

Vannes, e di s. Mauro mentovati, e queUi, che non vollero sottomettervisi,

quale in coro e per la citt portavano una cocolla con mail

niche larghe,
colore.

tutto

dello

stesso

vissero

siccome

gli

antichi

117.

CL

IJ

CLU
Bibliothe.ca

Ma
i

questa illustre congregazione,

Clunacien.

la
p.

Gallia
X'ji,e

cui gi furono unite le abbazie,

ed

Christiana nel
gli
gli

tomo

III,

celebri

monisteri

di

s.

Giustina

autori, che fecero la storia

de-

Padova, di s. Paolo di Roma, di s. Benedetto di Mantova, ed altri dei principali dell' Ordine benedettino, rimase estinta nelle note ultime vicende del declinare del se(li

Ordini

religiosi.

V.

Cluni aceivsi
poi

Monache.
di

AH' articolo
[Uedi)
ai
si

Chiese

Roma

tratta di quelle,

che furono date


l'ulziatin'a

in

custodia, e per

Cluniacensi,

non che
della

colo XVIII. Essa diede alla Cbiesa

de' loro

monisteri annessi.

moltissimi uomini illustri per


tit,

sanec-

CLUxXIACENSI. Monache
Essendosi moltiplicati per

dottrina, virt,

dignit

congregazione benedettina di Clugny.


tutta
la

clesiastiche; e d.
f'cie

Martino
Parigi

Marrier

stampare a
illustre

nel
di

i6i4
que-

Europa
gola di
in
tutti

la

biblioteca degli scrittori

sta

congregazione in un voAlcuni

monaci seguaci della reBenedetto, comech non s. sia stata uniforme l' osseri

lume

in

foglio.
la

sostengono
Sesi

vanza, e l'antico rigore,

s.

Odone
gran

ab-

aver dato
de,

congregazione cluniacenPontefici alla santa

bate di Clugny colle sue esortazioni

se quattro

ed esempi

ottenne,

che
della

nuIta-

cio

s.

Gregorio

VII, che
eletto nel
di

fa

mero
lia^
le

di

monisteri

Francia,

pure vallombrosano,
fatto

Urbano II , gi priore
da
s.

loyS; Clugny Ugone, creato nel io88;


eletto nel

Germania, Inghilterra, Spagna,


e di altri

luoghi abbracciassero
Pontefici.
si

riforme, che poi furono approvadai

Pasquale li,
Llrhano

1099;

ed
del

te

sommi
si

Cos

la

gi

cluniacense

congregazione cluniacense
g, e
rita della
le

propa-

priorato di Cherasco, poi abbate di


s.

rese infinitamente

Germano
nel

d'

Auxerre^

di

s.

disciplina monastica.

benemeFra

Vittore di Marsiglia, elevato al pontificato

i362. Venti poi sono

Cardinali cluniacensi, cio Alberico


francese;

Androno

della

Rocca

congregazioni ed abbazie, che ripetono r origine da Clugny, vi furono pure molti illustri monisteri di monache, che ne seguirono le regole, con diligente osservanza e furono chiamate le Benedettine Clu,

Egidio j Enrico di Marsiaco ; Gherardo B a varo: Gherardo del Poggio;

Giovanni d" Algrin, o Halgrin: Giovanni della l^orre ; Guglielmo d'Agrifoglio; Guglielmo d' Estouteville; Icmaro francese j Ildebrando da Saona poi Papa s. Gregorio VII Matleo
;

niacensi, e le Benedettine riformate.

Dell'abito

di

queste
il

monache
Filippo

ri-

porta

la

figura

p.

Bo-

d Reinis ;

Ollone di Chdlillon , poi

nanni della compagnia di Ges, nel Catalogo degli Ordini religiosi, e delle ler^ini a Dio dedicate, capo

Pontefice col

nome

di

Urbano

II;

Pietro Pierleoni, antipapa col

nome

di Anacleto II; Ponzio Margoliesij Raniero da Sieda, poi Papa Pa-

XVIII, delle Benedettine Cluniacensi. Di queste monache, che per le vicende degli ultimi anni del secolo
passato, cessarono di esistere, tratt
il

squale

II

Simone francese
sui

Stefa-

p.

Jo

Mabillon,

in

Aclis

ss.

no francese; ed Ugo di
Scrissero

Foglietta.

Ord.

Benedict.
;

ad

ann.

Christ.

Cluniacensi
l.

Auberto
Origin.
nella

940
hist.

ed

Agostino

Fiorentino,

in

Mirco, nel
Old.

libro
;

De

Bened.

il

Quercetauo

Camald. lib. I, e. 21. V. BerrEDETTINE MoXACHE, 6 ClUNIACENSI.

CLY
o CLUGNY Federico, Cardinale. Federico di Cluniaco, nacque in Autun nella Borgogna dai signori di JMonteleone, e di Raigny.

COA
ve
re
g' israeliti

ii3

CLUNIACO

traversarono quel

ma-

quando partirono dall'Egitto. Calmet la chiama Colsuma. A' tempi


de'romani
miziano,
stasio.
Il

la

Religione cattolica gi
pat

Laureatosi a Bologna, venne eletto a

eravi stabilita, perch


vi
il

vescovo
nel

di

Cavaglion
;

dal

capitolo

martirio

regnando Dos. Anafondato

poi da Sisto IV promosso alla chiesa di Tovu'nay poscia venne spedito dal duca di Borgogna, ambasciatore alle corti di Roma, Vienna, Francia ed Inghilterra. Paolo II voleva premiarlo di tanti buoni ufdi quella cattedrale

suo vescovato fu

1474

fu

nel quinto secolo, ed era suffraganeo


di

Oxyrineus Behnese.
tre

Si conosco-

no

vescovi, che

vi

ebbero

la

sede.

CNIDO, Cnidus
de
sia

seu Stadia. Secitt

vescovile,

ed antica
nella

dell'A-

fzi

col Caidinalato;

ma
IV
di

prevenuto
in

dalia morte,
in concistoro.

non pot pubblicaxlo


Sisto

quella

vece vi suppl a'5 maggio del 1480,

creandolo Cardinale

s.

Vitale

ma dopo
samente a
polo, con

tre anni

mor improvvis.

Roma
breve

nel i483, e fu se-

polto in chiesa a

Maria del Po-

iscrizione.

CLUNZO
I

Cardinale. Clunzo Car-

dinal vescovo Tusculano, viveva nel

Cnido o Guido sta sopra il promontorio chiamato prima Triopum, e poscia Capo-Crio. Strabene aggiunge, che si chiamasse pure Bipolis, come composta di due citt, l'una sul continente di Caria, l'altra in un'isola vicina, ma che vuiivasi alla prima col mezzo di un ponte. Il vescovato, dipendente dall'esarcato d' Asia, fu eretto nel V secolo, sotto la meDoride.
tropoli di Stauropoli, a cui nel sesto secolo fu unita quella
disiade.
di

minore,

123, sotto Calisto

II.

CLYPEA
scovile della

CLIPEA. Sede

ve-

Afrodii

provincia di

Cartagi-

Le

notizie ecclesiastiche

ne proconsolare, nell'Africa occidentale, citt propriamente situata sul promontorio Taphilis, detto di Mercurio, e costrutta

cono che Cnido conta

tre vescovi,

quali vi fecero residenza.

COADIUTORI A. Uffizio
qualit o carica
.

e dignit,

dai siciliani,
,

se-

del

Coadjulore, o

re

Italico che dice essechiamata Aspis dai suoi fondatori. Fu questa la prima cit-

condo

Silio

stata

Coadjutor Anticamente si concedevano coadiutorie per un abuso


pregiudizievole a'fanciulli, colla clau.sola,

t presa dai

romani
guerra
di

in

Africa, al-

fintantoch

potessero

entrare

l'epoca

della

punica.

Creassist

all'amministrazione del benefizio, ed

scenzio, vescovo

Clypea,
vescovo

a persone assenti, colia clausola, allorch fossero ritornale. Se ne accordarono pure per ogni sorta di Be^
nefiz ecclesiastici (Vedi).

nel

5-}.5 al

concilio di Cartagine sot-

to Bonifacio,
sottoscrisse

il

Stefano
in-

altra lettera sinodale

Le coad-

viata dalla provincia al concilio, che

iutorie furono in uso sino dai pri-

Papa

s.

Martino

celebr nel La-

mi
le

secoli

della

Chiesa, ad esempio

terano nel 649.

CLYSMA.

Sede vescovile d'Ar-

cadia, nel patriarcato di Alessandria,

quadavano aiutanti, coadiutori, e Soprannumeri {^Vedi), a certi uffiforse dell'impero l'omano, nel
si zi

nel fondo del golfo arabico nel


XIV.

ma-

e magistrature.

re rosso, posta, secondo Eusebio, doVOI..

Fu

gi

antichissima
..^

usanza nel-

1.4
la

co A
quando alcun miniderico
quali
III; e

COA
l'altro
I,

Chiesa, che

concordato staI,

o prelato, o altro ei'a divenuto impotenti; ad escici [a re il suo caristro,

bilito tra

Leone

e Francesco
al

dei

parlammo

co per vecchiezza, infermit o altra

Dizionario
pitoli

a pag.

volume V del 86 e seg. Nel


i che a'cae condi

causa,
aiuto,

egli

si

prendesse,
desse

ovvero

il

secondo venne
delle

statuito:

superiore

gli

un individuo

in

chiese cattedrali

che portasse il carico insieme con lui. Quest'aiutante per non avea a che fare coli ufizio, o beneviveva quello fzio, se non mentre
di cui era

ventuali

fosse
il

levata la

potest

eleggere

vescovo e l'abbate;
le

ma

vacando i vescovati , e il re nominasse persona


la

abbazie,

idoncci, alil

coadiutore,
si

il

quale

co-

quale fosse dal Papa conferito


2.

me
vo
si

fosse

morto,

faceva

un nuopratica
il

benefizio;

che

il

Pontefice

non

litolare.

lodevole

potesse dare
genei'ali

aspettative,

riserve

credette

vantaggioso, che

co-

e speciali.

adiutore succedesse perch esercitas-

suo carico precario con maggior zelo ed impegno; ma questa misura come ebbe de' difensori, cos fu
se
il

Le coadiutorie in progresso di tempo divennero odiose giacch


,

oltre l'essere grazie espettative, erano

contrariala

col

riflettersi

che ogni

successione nel beneficio ecclesiastico

dannosa, perch

desiderare, o procurare la

d occasione di morte del


per coadiutoquesti

coadjuto. S. Agostino, essendosi eletto


di settantadue anni

benequal cosa sempre stata condannata dai Papi, dai concili e dai padri. Ci non ostante, siccome vi possono essere buone e plausibili ragioni per ammettere alcuna coadiutoria, cos
vie indirette di trasueltere
i

fizii

quasi per

successione,

la

re Eradio, fu

immediatamente

se
la

ne leggono parecchi
storia
ecclesiastica
.

esempi

nelil

domandato
non
ceno;
gli

dal popolo

anche per suc-

Allorch

cessore nei vescovato;

ma
il

il

santo

concilio tridentino proib le coadiutorie,

mai

volle

acconsentire

tal
JNi-

le

grazie espettative, salva

successione, vietandola

concilio

l'autorit della santa Sedi:, aggiunse per altro,


le

la qual proibizione perch enon seppe prima, aveva accettalo il vescovato d'Ippona nella medesima forma, come osserva il Ber-

che se

la necessit del-

chiese cattedrali
utilit

e dei monisteri,
l'i-

ed una

certa e necessaria

chiedessero

un coadiutore
colle

assoluto
si

nini,

Compcnd.
il

dell'Eresie, p.

i6,

con futura successione, dal Papa


concedesse
clausole

giacch
lerio lo

di

lui

predecessore

Va-

richieste

avea

fatto

coadiutore con fu-

tura successione.
torie

In seguito furono date le coadiuanche con futura successione,


solo a' prelati ed altri, che te-

da'sagri canoni, e dopo aver preso piena cognizione dell'argomento. Le ragioni adunque, che possono formare la necessit, o la utilit se-

non

condo

nevano amministrazione, ma eziandio a'benefizii semplici, dove non ha luogo l'aiuto, per cui il coadiutore era di puro nome, non essendovi di reale che la successione. In parte
vi

sono grave et del vescovo, o beneficiato, la quale gl'inilo

spirito

del concilio,

principalmente
pedisse
di

la

esercitare le

funzioni eil

piscopali o
di

ecclesiastiche;
il

merito

un

soggetto,
utili

prese qualche provvidenza

il

con-

dere

quale potesse renservigi alla Chiesa; il prudi

C(;rdato celebre tra ^"icol

Y, e Fe-

denzial

liguardo

prevenire

con

COA
simile

COA
pregiudizietrono.

ii5
si

misura

qualclie

Le

coadiutorie, che

propon-

vole conseguenza,
tro,

maneggio,

al-

gono
cesis,
la

in concistoro

tanto delle cat-

e simili ragioni.

tedrali,

Generalmente nelle coadiutorie, non il coadiutore, che supplica per


conseguirla,

che dei monisteri nidliits dioequalche volta passarono per


debrevi. Per
esse
si

segretaria
il

ma

bens

il

coadiuto,
sia

il

forma
to

processo tanto per lo sta-

quale fa istanza, che

gli

accordel-

delle chiese, che

per

le

qualit

dato per
la
egli

coadiutore
,

un
e

tale,

del coadiutore, e non essendo vescovo,

cui

piet

probit,

religione

appunto
chiesa

si

deve
la

sia convintissimo.

In questo
la

moe-

una

titolare,

promovere ad ad effetto che


e-

do viene ad

essei'e esclusa

ripro-

possa
tito,

ricevere

consecrazione

vevole caralleristica
spettative, le quali,
nonisti,
la

delle grazie
i

piscopale.

Veramente va qui avveri

come dicono
a
il

ca-

che, pailtindo rigorosamente,

ve-

sono incenlivi

desiderare
III

scovi

non hanno propiiamente

il
i

co-

di Laler.

morte. Cos si espresse Gen. can. 8.

Conc.

adiutore,
li

ma
li

vescovi ausiliari,

qua-

Il

canonico

per

coadiuvano
il

nell'esercizio
.

poi giubilato
adiutore,
di

quando mette il conon gode pi dell'indulto giubilazione, e rilorna ad essere


egli,

delle

episcopali

funzioni

Quando

per muore
siliare

vescovo, cessa nelfau-

ogni

rappresentanza, e resta

soggetto alle puntature, qualora

soltanto vescovo in parlibus.


All' articolo

il

suo coadiutore
11

non vadano
dalla
citt

in

Concistoro,
segreti,

ed
si

al
ri-

coro.

canonico, che abbia coadiuesentarsi


di

IV De'

Concistori

tore

pu

portano

altre notizie sulle coadiutojN'el

sua residenza, soltanto nei mesi detti

rie concistoriali.

concistoro

di

conciliari.
Il

settembre 1780, Pio VI


il

ad

onta

coadiutore, giusta

Dizionaquelveci
di
le
i

dell'et

giovanile

in

considera-

rio

della

lingua

Italiana,

zione
liano

dell'alto

rango

di
,

Massimifratello
II,

lo

segnatamente, che fa

arciduca

d'Austria

un
gli

altro, senza riscuoterne

profitti,

dell'imperatore

Giuseppe
che
detto
i

fece

colla sola

ricompensa
,

di
,

succedere
dignit.

coadiutore
litana
di

della chiesa

metropocoadiutore
IVIunster
INIassimi-

nell'ufficio
si

carica

Colonia,

Tultavolta
coadiulori
le

deve avvertire che i debbono avere le singoti-

della chiesa

vescovile
il

di

nella
liaiio,

Westfalia

qualit richieste per divenire

giustificandone

motivi

con

o coadiutori dei vescovi di qualche sede in pavtihus


tolari. Gli ausiliari,

apposita allocuzione.

infdeliuvi altrimenti

non potrebbeli

ro esercitare
e perci
il

le

episcopali funzioni,
fa.

N deve passarsi sotto silenzio, che Papa Pio IV, con bolla data a' 18 gennaio i565, Bull. Rom. del Cherubini
t.

Papa quello che


i

II.,

rinnov
il

Secondo per
e
ri
i

luoghi, le
talvolta
al
il
i

persone,
coadiutodai

nifacio
to che
si

II,
il il

la legge di Boquale aveva comanda-

concoidati,

Papa non potesse

eleggeril

sono presentati
vi

Pontefice

successore (Vedi), n

co-

principi, e

vuole

consenso del
il

adiutore, bench in ci convenissero


i

prelato, al quale vuoisi dare

coadiu-

Cardinali. V.

il

Leurenio,

De

epi-

tore (V. YescovoJ,


adiutorie
vi vuole
dei
il

come

nelle co-

scoporum
Venetiiis

vicanis et coadiutorbus,

benefizi di

patronato
stesso pa-

1709;

il

Fagnano

sul libro
2.

consenso dello

terzo delle decretali, par.

Nulla

ii6
de
alla

COB
concess.

COB
La

praehend.;

Combe

sere posta la citt al confluente del

parola,

Coadiutore, a Coadiul'

Reno, e
latini
le

della Mosella, vuoisi che

toria,

non che

articolo

Caivoivico.

dessero

il

nome che

porta.

COBELLUZIO o COBELLUZZI Scipione, Cardinale. Scipione Cobelliizio

Cobelluzzi

nacque nel

La fortezza di Ebrenbreinstein sorge a difenderla da un'alta rupe formata di strati verticali, ed ha


alle

i565 a Viterbo. Educato a Roma


famoso legale presso Alessandro Gloriero, ed Cardinale Bernerio. Nel d delle il
nel collegio Nardini, riusc

falde

un borgo

il

del

medesimo
Ivi

nome, ov'

vecchio palazzo elet-

torale, ora quasi

abbandonato.

dimorarono
edifizi

principi elettori

arci-

ceneri recit eloquente orazione, alla

vescovi di Treveri. Si vedono molti


di lave, e

presenza

di

Clemente

Vili;

basalte

rinvenute
loro

divenuto poi segretario delle lettere latine, da Paolo V a' 19 settembre


poi

nelle vicinanze, che

danno
:

un

bello aspetto.
se,

Contiene diverse chieistituti

16 16, fu creato Cardinal diaconOj prete di s. Susanna, e nel i6ig

bibliotecario della Vaticana.


tit

La

san-

della vita, e la

dottrina di lui

decoravano sommamente la sacra porpora. Era assai amante degli uomini di lettere, e la sua casa era divenuta una accademia, ove trattavasi di quasi tutto lo scibile. Sov-

venne con grandi

somme

poveri
dei

un ponte con pietre sulla Mosella nel 1344 ^^ Baldo, o Baldovino, arcivescovo di Treveri, oltre al ponte volante sul Reno. Le sue antiche muraglie e fortificazioni furono considerabilmente aumentate dopo la pace del 18 14Vi si trovano bagni di acque termali dette di Teinstein, e rinomati
e diversi evvi
considerevole, fabbricato
i

schiavi, e per trarli dalle

mani

boschi di

Ems.

barbari, somministrava cento scudi

L'antichit di Coblentza rimonta


ai

Dopo conclavi di Gregorio XV, ed Urbano Vili, moper ogni anno.


a
i

vi

tempi romani, e gl'imperatori avevano un sontuoso palazzo.


diversi re Franchi
vi

Roma

nel

1627,

di

sessanta-

Anco
il

fecero
Cai'lo

due anni, e dieci di Cardinalato, ed ebbe tomba nella chiesa del suo titolo. Dal gesuita Angelo Galluzzi
si

loro

soggiorno,
cui

non che
de' suoi

Magno, ed alcuno
sori,

succes-

per

ha r Oratio in funere Seipionis


Tit.
s.

dell'impero.
chiesa di

Fu

divenne data

citt libera
alla
illustre

Cohelludi Cardinalis
nae,

Siisan-

Treveri {^f^edi), sotto

Menel-

Romae
).

1626.
{Conjlnentes, Condi

doaldo, che ne fu
l'anno 626.
rata nel
l'

arcivescovo

COBLENTZ
fluentia
diocesi
siani,

Quindi

venne
nel

restaudal-

Citt

Germania

nella

63 1,

e cinta di

mura
1

di Treveri, negli slati

prus-

arcivescovo

Arnolfo

240-

nella provincia del Basso-Re-

Mentre era dominio


tori

dei sovrani elet-

no

gi

capitale

dell'elettorato di

di Treveri, nel

i632
e poi

fu asse-

Treveri, ed oggi capo luogo di detta provincia, della reggenza


,

diata dagli svedesi,

bombarponel

e del

data dai

francesi,

che l'obbligarosenza

circondario del suo nome. Sulla foce,

no a

rendersi,

e poscia

per cui

il

IMoselIa

gittasi

nel

tersene di

nuovo impadronire,

Reno, sorge Coblentza, o Roblenz, in bella pianura, circondata da deliziose

passeggiate.

Appunto

dall'es-

168S, molto la danneggiarono. Soffr ancora assai nella guerra di trenta anni. Nel 1792 Coblentza

COB
divent
siani,
il

eoe
di
,

117

quarlier generale dei prusdella loro irruzione in

IO 12, coir intervento di Enrico re

prima
il

Francia, e
gli

luogo di riunione dedel principe di


in

emigrati francesi, destinati a for-

per la condanna di Germania Thierry vescovo di Metz, e degli Il concilio altri ribelli di Lorena.
sospese

mare l'armata
d.
la

Conla

Tierry

dalla
si

celebrazione
fosse giustifi-

Nel

794 cadde

potere del-

della messa,
cato.
Il

finch

Francia, e termin di essere

capitale,

e residenza dell'elettore di
1

tro

il

re suo cugino

vescovo erasi ribellato conperch avea


,

8 14} fu luogo del dipartimento del


e della IMosella.

Treveri, e sino al

il

capo

date alla chiesa di


re dotali
di

Bamberga
sorella.
t.

le ter-

Reno,

sua

Mabillon,
p.

Ora

sede di
,

un
di

Jnn.
si,
t.

s.

Benedict.

IV,

governatore della
re
di

provincia

Dizioiario de concili, p. gS, e


I,

280; Man-

una corte superiore


Prussia.

di giustizia, pel

Coblentz
concili.

celebre

COCCINO
nen.
).

anche pei seguenti


Il

1227. o COCHIN ( CoaciCitt con residenza vescovile


p.

primo fu celebrato

nell'

anno

nelle

Indie orientali

di

Portogallo,

incominci a' 5 giugno. V'intervennero cinque re, cio Luigi

86o, ed

ovvero nell'lndostan
pitale

inglese.

cadi
del-

della

provincia

stato

e Carlo Calvo suo fratello,


oltre tredici

coi

Cochin
se,

sulla costa

occidentale
il

loro tre nipoti Luigi, Lotario e Carlo,

rindostan.

Fu

questo

primo pae-

prelati,

trentatre

gran signori.
tra
i

S conchiuse la pace nominati principi , si stabil una formola di giuramento, e si fecero i patti di soccorrersi scambievolmente. Regia t. XXII, Labb t. Vili, e Arduino t. V. Il secondo si adun nell' anno

ove dai buoni indiani si permesso agli europei di formare uno stabilimento, ed i portoghesi furono pi solleciti a goderne il vantagi
gio.

Ma

il

Rajah

postosi nel

1791

sotto la protezione inglese, divenne

vassallo di quella nazione, e la con-

trada pass cos dal


l'

Portogallo al-

compose di otto vescovi, chiamati da Carlo // Semplice re di Francia, e da Enrico re di Ger922, e


si

Inghilterra.

Goccino,
trovasi sulla

costa

Cochin (Cochinurn), del Malabar di


in

mania. Degli otto canoni


formaronsi, ne restano
Il

che

ivi

qua dal Gange,


fertilissima,
all'

una

posizione

soli

cinque.
so-

estremit settentrio-

pra

primo proib il matrimonio il sesto grado di parentela,


alla

cio
Il

nale di un'isola separata dal continente mediante un canale. Essa

sino

settima
a' laici

generazione.
,

ben

fortificata,

di

forma semicir-

quinto viet

che avevano cappelle, di ritirarne le decime, le quali doveano spettare ai preti cap-

colare,
giustizia,

ed

sede

d'una

corte di

e di

una

ricettoria

gene-

pellani, pel servigio delle

medesime,
,

per

l'ospitalit
;

de' pellegrini

e pei

poveri

e l'ottavo fece de'provvedi-

menti sui beni delle chiese. Regia tom. XXV, Labb tom. IX, Arduino tom. VI, e Dizionario de' concili,
Il

Fra gli edifizi di Cocci no vanno rammentati quello del governatore, il palazzo pubblico, e le caserme. Vi sono una chiesa cattolica, due riformate, una sinarale delle imposte.

goga, e molti templi indostani. Il suo porto pericoloso a cagione di uu

p.

95.

banco, che ne attraversa l'ingresso

terzo concilio

ebbe luogo nel

ed ha un cantiere di costruzione.

ii8
Secondo
geografi,
la

eoe
maggior
fu

COG
parte
dei

toghesi ancora

missionari,
le
il

e prosi

Goccino

fondata

nel

fanate e distrutte
dette ben presto
perai
evangelici.
ristabilita
,

chiese,

per-

i5o3

dai portoghesi comandati dal

frutto degli ola

di Portogallo

rinomato Albuquerque, essendo re Emmanuello. Quivi nel 1626^ mori il celebre Vasco di Gama. Era assai florida Goccino allorch gli olandesi nel i663 l'assediarono sotto la condotta del loro generale

Tuttavolta

se-

de

ed ora trovasi vacante. Ne fu ultimo vescovo, per la consueta nomina del re, il p.
fu

Tommaso
1829.

de Noronha,
del

morto nel

Van-Goens,
fra
,

sul

momento
Portogallo

La
Golan

residenza

vescovo
dell'

appunto
ciliazione

in cui egli seppe la riconil

o
la

Gochin,
stali

citt

Indo-

re

di

stan negli

del radjah

di

Travuoisi

Alfonso VI e l'Olanda. Tenutasi per da esso segreta tale notizia,


sollecit
la piazza
le

vancore,
si

cui giurisdizione

operazioni

costrinse

ad arrendersi
partita

nell'

ottavo
rec

estenda su circa cento chiese. Ivi sono molti nestoriani ed ebrei, e i pi abili artisti del Malabar. La
cattedrale

giorno dell'assedio. Nel d seguente,

dedicata
s.

una
gli

fregata

da

Goa

r invocazione di
sisi,

Francesco

Dio sotto d' Aspiccolo

articoli della pace,


si si

rale

ma il genescus col dire, che quelli i


lagnavano del
suo conte-

presso la quale evvi

un

episcopio.

Non

evvi

capitolo; sonvi

quali

gno

mala fede, avevano pochi anni prima tenuta la medesima cone

per alcuni preti e chierici per l'ufficiatura. La cura delle anime nella
cattedrale
le
si

esercita dal vicario del-

dotta nel Brasile.

Gli olandesi

in-

missioni,

nalzarono

sommo

il suo commercio ad un grado di prosperit. Ma nel 1795 se ne impadronirono gl'inglesi, e r hanno sempre conservala.

sterio.

ed avvi anche il battiQuesto vi pure nell' altra


;

chiesa parrocchiale

ma meno
vi
ec.

qual-

che confraternita, non


nisteri
,

sono
I

mofrutti

seminario

La

fede fu introdotta
i

in

Goccife-

della

mensa

sono

tassati

ne' libri

no dopo che
cero padroni
lo
;

portoghesi se ne

della cancelleria Apostolica in fiorini cento sessantasei,

il perch Papa PaoIV, ad istanza del re di Portogallo Giovanni III, nel mese di feb-

mentre

la corte

di Portogallo somministra al vesco-

vo annualmente,
e trecento

la

somma
F^.

di mille

braio

i558, eresse Goccino in sede vescovile. S. Francesco Saverio gesuita convert Goccino alla cattolica
e
la

crociati.

la

costitutene-

zione di Pio VI, Implacabile

hrariun priiicipis, data

ai

27

luglio

religione,

fece

dal

Pontefi-

1778;

Facuhas

tributa

episcopo

ce dichiarare sutfraganea della


tropoli
tuttora.

me-

Coccinensi in Indiis regendi Ecclesiani et dioecesini

di

Ma

Goa, soito la quale la compagnia di OlanBatavia, nella


di molti

Goanani, licet non vacantem, attenta episcopi absentia.

da, che entrata in Giava, fabbric


il

GOCLEO

GiovAN.vi.

Scrittore

folte, e la citt di
s'

teologo del secolo decimosesto., nato


in Norimberga, o, secondo altri, in Wendestein l'anno 1480. Fu pri-

suddetta epoca

impadron
di

luoghi e della

citt

Gochin, non
stesse

che

di

gran parte delle

In-

ma

d'3cano

della

chiesa

di

nostra

die orientali, con detrimento de' cattolici;

dappoich discacciati

coi por-

Signora in Francoforte sul Meno; poi canonico di s. Vittore a Mn-

eoe
gonza, dove
le fer
s

eoe
al

119

pose
a

coperto dalnella

persecuzioni degli eretici. Si trasin

venne promosso alla sacra porpora da Onorio II, nelle tenipora di di-

seguito

Breslavia

cembre

del detto anno.


(

Slesia,

ed

ivi

pur

ottenne

un

ca-

COCOLLA
e le

Cuculia

pallium
i

).

nonicato. In questa citt, giusta la

Veste esteriore, che usano

monaci

opinione
vivere nel

pi
r

probabile,

cess
stesso

di

552.

Egli

ha

pubblicato

il

cafalogo*delle sue o-

perCj oltre le dispute e conferenze

monache, detta cosi anco dal Cappuccio [Fedi), che alle cocolle si sovrappone, e dai monaci si disse anche pallio dalla parola palliare,

che sostenne contro Lutero, e molti

che significa
il

coprire,

come

os-

Quel catalogo vien riportato dal Moreri. Fia tutti i suoi


eretici.
scritti,

serva

Bonanni nella a pag. 112 e 117, ove


la

Gerarchia
riporta la

l'opera pi considerabile

testimonianza del Salviano, che pardegli antichi

Gli

scritti

gli

atti
si

Lutero. In questa

di Martino ha un comin

monaci

palliati.

Delco-

la

forma, specie e colore della


de' monaci,

pendio esatto e fedele di quanto fu


fatto e scritto in

colla

de' loro
,

conversi,

Germania

ri-

guardo

alle

contestazioni sulla relidi-

gione dal cominciamento della


sputa sino alla fine del
eleo conosceva assai
delle

i5^6. Colo

ne tratta ai genericamente se ne parla sugli abiti dei monaci. Tale veste ampia e con grandi
e
delle
se
rispettivi
articoli
,

monache

bene

stato
la

maniche.

quistioni

di

controversie,

Dicono alcuni che


sorta di cocolle, cio

vi

furono due
col cap-

dottrina della chiesa, e quella


gli

defaci-

una

eretici.

Scriveva con molta

puccio, e

perci

detta

cucullus, o

lit,

ma

con

uno

stile

piuttosto
si

cocolla, di color

bianco,
uffici!
;

per assuallorch
citt.
s'

negletto.

Nelle sue opere

trova-

mersi ne' divini


colore nero

e l'altra di
i

no molte
tici
:

invettive contro gli ereil

per

usarsi,
la

celebre

principio di

una

scritta da lui contro le due lettere di Lutero a Papa Leone X. In esso comincia ad imita-

orazione

monaci andavano per volta per cocolla non


il

Tal-

solo
lo

intende

cappuccio,
(f^edi).

ma

anco
voce

Scapolai

re

Dalla

Cucullus,

zione della seconda catilinaria di Ci-

cerone colle parole: Qnonsgue tan-

dem

ahutere, Catilina saxonice, pa-

chiamano kallus monacale per cui cuil cappuccio cullatus fu detto il monaco. Si legmonaci
maroniti
,

tientia

re dei
della

nostra? Era rigido difensocostumi e della disciplina chiesa; nemico egualmente


vo-

ge nel citato Bonanni, Catalogo degli

Ordini
:

religiosi,

p.

XV,

quanto

delle composizioni, nelle quali


levasi

transigere e

rallentare sopra

" Usano le monache una segue M sopravveste comunemente detta " cocolla. Varia stata la significazione di questo nome, come no t il p. Mabillon nella prefazio ne ai santi benedettini del secolo

qualche punto di essa. Non era gran fatto esperto nella critica; avea per qualche gusto di antichit.

COGLITI
Bennone

Bennone, Cardinale.
nobile di

V, a carte 4'mente V, nelle


Viennese, sopra
cale,

Il

Pontefice CleApostoli-

lettere

Coeliti,

Cesena,

" che spedite nel concilio


>

generale

divenuto vescovo della sua patria nel

lo

stato

mona-

1126, era celebre in letteratura, e

per fuggire, o evitare Tarn-

120
=> '>

eoe
pel

COI)
nome
abito

biguit, dichiar, che


di

cocolla

intendeva

un

lungo, e largo, privo di maniche, ' con altro nome detto scapolare " e che con la voce Fiocco inten;

serafini cuoprono il corcon cui po, ed esprimono la penitenza, e le virtuose operazioni, f^. Oclavii Ferrarli, De re Presti a ria, l?ata.\'ii i654i

>

deva mi abito, il quale aveva " maniche lunghe, e larghe. Or di


questo abito
alle
tutti
si

CODICE, o CODICO(Cof/(^x;. il nome di codice oggi generalmente

applicato agli antichi manoscritti.

>

vestono

le

mona-

Laonde Codice per


chiama
gi
il

che, quando

devono intervenire funzioni sagre, e adesso da

antonomasia si che contiene le legdell'antico diritto romano, cio i


libro,
le costituzioni, le leggi,
i

"
>>

comunemente
dall'autore

si

spiega col
fu de-

decreti,
scritti

re-

nome
scritta
dell'

di cocolla, siccome
!q\V

Apologia

imperatore

" stesso p. ' dice, essere stata


>

Enrico IV. Lo Mabillon eruditamente


per
tal
l'

addietro
In

varia la forma di

veste.

" qual tempo poi avesse principio r uso della cocolla appresso i mo" naci, varie sono le opinioni de" gli scrittori ". Il IVIacri, Notizia
de' vocaboli ecclesiastici, alla parola

cominciando da Adriano sino a Costantino. Tale raccolta si chiam anche Codice Gregoriano, e Codice Ermogeniaiio, dal nome dei compilatori. Quindi venne compilato WCodice Teodosiaiio, per volere dell'imperatore Teodosio Giovane, e pubblicato nelII, detto l'anno 4^4- f ^^*^ poscia nuovadegl'imperatori,
/"/
"^i

mente compilato per ordine


rico re de'goti,
il

di

Alail

quale nel
di

5o6

Cuculia, dice che la cocolla de' monaci fatta in forma di toga fu presa dalla veste degli
apostoli

Codice Teodosiano, e fu osservato siccome conpubblic col


Fiil diritto romano. nalmente fece fare un nuovo codi-

nome

cbia-

tenente tutto

mata Colohio [f^ecli), la quale era della forma della dalmatica, e performa di croce. Essendo la cocolla de' monaci fatta in egual
ci in

ce l'imperatore Giustiniano
lebre

dal ce-

modo, ecco
e

le

spiegazioni

mistiche
,

simboliche,
lib.
II,

che

ne d
iSy.
a'

citando

Gemm.

cap,

La
le

fordi

Triboniano di Sida nella Pamfilia, e pubbhcollo nel 528, e 534- Con esso vennero compresi i precedenti insieme ad alcune nuove costituzioni, e forma cogiuriconsulto
s

ma
do
dei

di croce

ricorda

monaci

la terza

parte del
11

diritto

civile,

mortificarsi, e correggere

concusei
le
il

o romano.
tiche

codice delle leggi an-

piscenze della carne


le parti

ed esprimenle

una
le

raccolta, che contiene le

della cocolla
,

ale

leggi dei visigoti,

un
de'

editto di

Teola

serafini

perci
si

che

due

dorico,

leggi

borgognoni,

parti colle quali


cio
te
il

velano

capo,
le det-

legge Salica, e quella de'Ripuariani.

cappuccio, significano
ali,

Degli altri
nostro scopo
ci

codici posteriori
il

non

due

e sono figura

della fe-

parlare,

limitando-

de, e della speranza,

maniche sono simbolo


colle quali
i

mentre le due delle due ali,


volano
,

a questo cenno. De'codici, o mapili

noscritti
ai

celebri

si

fa

menzione

serafini

si-

gnificano
zione.

il

duplice
parti

amore,
poi
il

e dile-

Le due
sono

principali

della cocolla, cio


di dietro

davanti,
alle

il

A' nostri giorni, e nel i833 stato pubblicato in Roma dal eh. avvocato Giuseppe Gaetano Martinetti, il Codice di ecorelativi
articoli.

simili

due

ali

nomia

pubblica,

ossia

Codice

uni-

COF
versale de' doveri,
i^er
le

COF
pene
ful-

12

minate contro
dici,

coiroinpitori de'co-

co del loro culto, mentre procurarono la totale estinzione del caltolicismo. Perci, siccome que' giacobiti
ti
,

a vedeisi, de Diris et adiii-

ratioiiibu'
flicts^

apposids

ad

Codices^
vel

iii-

erano quasi
assai

tutti

egiziani

naegi-

vel corruinpentibus ,
,

ini-

verosimile,

che

fossero

nueiiUbu.'!

vel eos snbrpicntibiis. P^.

propriamente chiamali Cofti o


ziani.

Fabricio in
p.

Bibl.

Graeca, tom. V.
o CYLA. Chersoneso di
suffias^anea

La

loro fede, le discipline ecle

74.

clesiastiche,

pratiche di religione

COELE, COELOS,
Sede episcopale del
nel secolo
alla

sono eguali a quelle degli Abissini (Vedi), eccetto alcune cose di leggera importanza.
dersi,

Tracia, provincia di Europa, eretta

Ma

non a
i

cre-

nono
di

e fatta

che oggid

sieno

Cofti

in

metropoli
tre

Eraclea. Si conovescovi;

possesso di tutti que' privilegi,

scono
vuoisi

de' suoi

quindi

tanto

li

fecero imbaldanzire
agli
si

che quan-

trasferita

Madyla
VI

o M:\\-

do

si

sottomisero

arabi.

Una

ton, chcj fondata nel

secolo, nel

volta che costoro

videro

in tran-

IX divenne metropoli.

quillo e sicuro possesso dell'Egitto,


Cristiani
di

COFTI

COPTI.

vietarono
strinsero a

il

pubblico esercizio della

Egitto, che appartengono alla setta

religione cristiana,

de inonosofiti, o giacobiti.
gli

Variano

ed i Cofti si cocomperare con esorbitanti


tolleranza del loro culto.
essi

autori neir assegnar l'origine del

somme
Anzi
i

la

loro

nome,

e la ragione per cui, a dei


la

saraceni divennero per


li

differenza degli altri cristiani e


cattolici,

persecutori spietati,

caricarono di

cos\

si

appellino.

Per

imposizioni

arbitrarie, e di eccessi-

opinione pi verosimile
la

vuole, che

ve contribuzioni. Le rivolte accadute


nell'impero de'
Califfi

etimologia dei-ivi dalla stessa gre-

non
si

poterodi

voce ylgyptos, e che a' giacobiti di cpiel paese sia in ispecial modo
ca
attribuita, perch
di

no raddolcire
vato sino
al

la

condizione

quel
in

popolo, che per altro

conser-

dopo

il

concilio

giorno d'oggi,

ma

Calcedonia

gli

egiziani nativi resta-

rono totalmente attaccati a Diodoro, ed a'suoi seguaci, che le leggi degli imperatori non valsero punto per ricondurre all' unione della Chiesa. Lo scisma tra di essi avea cominciato appunto ne' tempi di quell'eretico, e si and per tal maniera dilatando, e con passi cos giganteschi, che in breve tempo la massi-

numero assai minore di quello che era quando Amrou generale di Oniar conquist l'Egitto. Dipendono
i

Cofti dal

patriarca di Alessandria,
al

Cairo, ed hanno uno dodici vescovi. 11 clero numeroso, siccome frequenti sono i monisteri, che generalmente sono degli Ordini di s. Antonio, o di s.

che risiede

dici

Paolo, o di
la
se,

s.

Macario.

Celebrano
versione
essi
pix

ma

parte degli egiziani professava

il

uffiziatura nella

lingua del pae-

monosofismo.
contro
i

Allora

fecero

forza

ed hanno anche

una

greci ortodossi, che


li

domina-

della Bibbia.

Affettarono

vano
no,
la
li

in quei luoghi,

discacciaro-

volte la unione colla chiesa

latina,

oppressero; ed al tempo delle

ma sembra
va di
nel

guerra degli arabi consegnarono


essi

ro interesse, cessato
volto
il

a causa di qualche locadeil quale,


la

ad

citt,

che doveano difenpubbli-

maschera.
di

Anche
Alessan-

dere, e chiesero l'esercizio

i556

patriarca

123
legato al
tere nelle

COG
Roma un
suo
let-

COG
Cesco
I,

dria avea spedito a

e nel parco

si

vede
di
sii

anco-

Papa Paolo IV, con


quali

ra la statua di bronzo
principe. Quivi egli,
il

dimostrava la di lui sommessione al capo supremo, e vicario di G. C, e lo pregava insieme a volergli mandare un qualche dotto ecclesiastico per trattarvi la unione. Quindi Pio IV, successore di Paolo, nel i56i gli avea
spedito
il

gran giugno
Cledi

i526,

fece lega col

Pontefice

mente VII, con Enrico Vili re


svizzeri, e col

Inghilterra, co' veneziani, fiorentini,


di Milano, conCarlo V. Gravi conseguenze, e fune-

duca

tro

l'imperatore
le

ne furono

p.

qualit

di

Roderico gesuita, nunzio apostolico.

in

stissime per

Roma, che

fu crudel-

Ma

mente

saccheggiata

dagl' imperiali

questo religioso, dopo una conferenza tenuta co' deputati del patriarca,

venne a sapere, che

titoli

di

Padre

nel 1527. Questa citt, la quale, secondo alcuni, anticamente chiamavasi Campiniacuni o Compiniacim,

de' padri, Pastor de' pastori, e IMaestro di tutte le chiese, dal patriar-

un tempo

faceva

parte

della

Santongia, ed ebbe signori particolari

ca largiti al Pontefice nelle sue


tere,

let-

sino al secolo XII, essendo staallora

erano semplici parole di comdi


lui

ta
I

congiunta

all'Augomese.
e

plimento, ch'egli era solito di tenere

protestanti

calvinisti,

ugonotti

Conchiusero quindi que' deputati, che dopo


co' vescovi,

amici.

se

ne impadronirono nel
il

1069, in-

di
la
la

duca d'Anjou

l'assedi,

dopo
I

il

concilio di Calcedonia, e lo sta-

bilimento de' patriarchi indipendenti r uno dall'altro, ciascheduno era


il

trovandodifesa da una forte guarnigione,


vittoria di Jarnac.

Ma

fu obbligato a ritirarsi.

Venne puCoad,

capo e maestro della sua propria chiesa. Questa risposta venne dal
patriarca trasmessa al

re assediata dal principe di


il

quale

aver
di
carit,

ricevuta

Papa dopo una buona somma


titolo

ritirarsi,

parimenti costretto a battuto dalle truppe reali,


fu

danaro,

di

semplice

comandate dal conte di Harcourt. Cognac rinomata anche per la


celebrazione
de' quattro,

rimessagli per via del

conafe-

o cinque

sole veneto.

Forse
Cofti
le

in

progresso

seguenti
Il

concilii.

vrehbero

abbracciata la
superstizioni,

de romana; ma la ignoranza del


lo
spirito

clero,

e molto pi

di

puntiglio

che regna
moltiattaccata ai

primo si adun a' 12 aprile da Gerardo di Malemort, arcivescovo di Bordeaux, coli' intervento de' suoi sufFraganei. Vi si
i-zSS

ne' loro

monaci, tengono la

pubblicarono trentanove canoni


articoli

tudine indivisibilmente
suoi princip
ii.

di

riforma

dove

si

, o vede

come
cili

nella

maggior parte

de' conli-

COGNAC,
Citt di

Caudate, o Conacum. Francia, nel dipartimento

di quel secolo

lo spirito di

tigio
lio

della

Charente,
destra

capo luogo di
cantone,
della

cir-

dominasse nel clero. Il concioppose delle scomuniche generali


abusi esistenti, cio di valersi di
lettere
,

condario, e di
la

posta
,

sul-

agli

riva

Charente

in
sei-

false

e di

procedere contro

ridente ed

amena

situazione.

E
ed

una parte
gliere

pegli stessi motivi al tribu-

de

di

tribunali, magistrature

nale di giudici diversi. S vollero to-

slituti.

Nel vecchio castello nacque,


r

anche

gli

abusi dei
azioni

laici,

che

si

l'anno

493,

il

re di Francia

Fran-

facevano cedere

dai

chieri-

COG
ci,

COG
Labb
Il
t. XI. quarto concilio

J23

per

trarli
si

al

tribunale ecclesiasti-

fonto era interdetto o scomunicato.


fu

co; alcuni

dicevano giudici falsa-

mente
cevano

delegati, o suddelegati, e facitar le parti loro, senza poter


;

convocato

nel

1262 dal suddetto


si
i

arcivescovo,

mostrai'e commissione

altri

vantavalettere
;

in cui
statuti,

formarono

sette articoli
i

no un
davansi
to e le

diritto

in

virt

di

quali interdirono

luoghi

ottenute prima
ai

in altre

occasioni
il

ove

si
;

monaci in denaro
si

vit-

siastici

tenevano per forza gli ecclevenne imposto ai signori


costringere
;

vestimenta;

trascurava
entrate
del
le

ed

ai

magistrati di

gli

di render

conto

delle

scomunicali a ravvedersi
clesiastici
si

e agli ecin
gli

monislero, e
porte, per cui

di tenerne
i

chiuse

ordin

che

tempo
uflizi

religiosi

no senza
que, e

licenza,

ne uscivamangiavano ovun-

d' interdetto,

celebrassero

divini a porte chiuse,

come anche

soli

abitavano ne'priorati.
il

A
la

venne vietato

a'

parrocchiani di en-

tutto prese provvidenza

concilio,

trar nelle chiese interdette. ta inibizione alle

Fu

fat-

insieme ad altre cose riguardanti


disciplina.

dignit

degli arfu-

Labb tom. XI, Arduino tom. VII. II secondo concilio si celebr nel 1254 sopra la disciplina, ed anco
in questo
si
i

cidiaconi, arcipreti, e decani di

amministrare dai vicari


nefici.

loro

bet.

Labb

t.

XI

Arduino
pure

VII.
Il

canoni;

ma

formarono trentanove primi diciassette sono


i

quinto concilio fu
di
si

tenu-

to dall'arcivescovo Pietro nel

1263
arti,

una rinnovazione del concilio precedente. Vennero scomunicati preti che coabitassero colle donne sospette;
si

in

un luogo
il

Cognac, che non


fecero
sette

nominato. Vi
coli,

secondo de' quali

dichiara

regol
si

il

digiuno,

vietandosi

la

carne;
in

viet a' laici

di collocai'si

coro

co' chierici

nelle ufiziature;

che coloro i quali per un anno saranno rimasti scomunicati, si dovran riputare erefici, ed assoggettati

venne ordinato

alle

di confessarsi e comunicarsi

donne gravide prima

quindi alle pene temporali. Tan-

to in questo concilio

che nel
le

pre-

del parto, e fu proibito severamente alle

cedente,
fatte dal

si

notano

rimostranze
al

mire
Il

dall'

donne di tenere seco a dorfigli. Labb tom. XI. terzo adunossi l'anno 1260 arcivescovo di Bordeaux Piei

clero sulle

scomuniche

re

s.

Luigi IX. Dizioiiaio de conp.


9(3.
).

cili,

COGJy'OME (Co-/zo/m
che
cui

Nome,

tro di Piocidavalle. Vi

si

fecero di-

le

ciannove canoni, co'quali proibironsi notturne adunanze, e le vigilie


si

abbiamo dopo il ricevemmo dai nostri


tutti
il

proprio,
genitori

ed antenati, ed
alla

quale

comime

nelle chiese, e cimiteri;

abol

il

nostra discendenza,

e a quelli

disordine dei balli nelle


la

chiese per

festa de'

ss.

Innocenti, e di ele"-

gere ia quella circostanza delle persone col nome di vescovi ; venne


proibita la guerra
de' Galli
,

che adottiamo per figli, nipoti, ec, dacch li chiamiamo col nostro cognome. I cognomi si formarono dall'agnome, ossia soprannome, dalle

di

dignit, dai ti'ionfi militari, dalle

seppellire fuori della parrocchia

lunque cadavere, senza


de! curato
5

il

quapermesso
il

arti,

dalle

scienze,
,

dalle

scoperte,
,

dall' agricoltura

dalla
,

pastorizia

affin

di

sapere se

dc-

dal luogo di abitazione

dal

nume

134
de' feudi
.

^'^^
e delle ville
, ,

CO
da quello
,

( r

della

patria

della

nazione

dalle

Vopisci da quel Vopisco, uno dedue gemelli che nascendo rimav"


vo;
tri,
i

virt, dai

vizii,

dalle

imperfezioni,

Scipioni,

Torquati, e tanti aldal popolo, per

difetti

della

persona.

Osserva

il

che per diverse ragioni ebbero


le
il

Gori, nel suo Fiorino d'oro, pag. 478, che i cognomi delle famiglie

un soprannome

loro virt, valore e altre qualit,

non si dovrebbono mai declinare come nomi, per evitare frequenti


i i

quale poi rimase loro, e ne'discendenti in perpetuo. Ci accadde pure

equivoci, a cagione della variazione

presso
alle

che portano. primi, che imposero un cogno1 me alle famiglie o prosapie, presso popoli antichi, furono i romani i
del

che ancora ponevano l'agnome relativo alle individuali azioni, il perch il cognome di Soler venne da Salvatore;
i

greci,

persone

quello di
di

/y,z//iiVo dell'essere ciarliero;


;

primo
in
i

secolo, ed

ultimi a
i

rista-

Gripo dal naso adunco

di Fisco-

bilirli

Italia

furono
loro

longobardi,
I

normanni
trassero
i

conquistatori.

ro-

ne dalla pancia grossa; di Evergete dall'animo benefico, ec. Sui nomi e

mani

cognomi prindalla
essi

cipalmente
pastorizia,

dall'agricoltura, e

cognomi summentovati ed altri molti, preziosa erudiil Cancellieri ci d


zione
zie

tenute anche

da

in

nella Disseriazione
iscrizioni

epistolare
l'arie noti-

onoranza.

Tal fu

il

loro

amore per

sopra due
intorno

con

la campagna ed agricoltura, e per le analoghe cose rusticane, che per di-

ai

nomi

delle fiere

de' bruti usali dagli antichi

romani
cristia-

stinguere denze,

le

loro famiglie e

discencose
Leti-

non meno che dagli antichi


ni,
I

assunsero
il

dalle

stesse
i

Roma

campestri
tuli,
i

cognome, come
i

18 19. longobardi ed
anch'essi
i

Melj,

Fabj,

Pisoni

ec,

presero

loro

normanni cognomi

nomi

tutti

proprii della coltivazione

dri campi, che

bagnavano con onocolle pro-

principalmente dall'agricoltura e dalla pastorizia, cui tenevano in gran-

rato sudore, e lavoravano


prie mani.
Altri

de
dei

riputazione.

Non

solo

figli

romani dalla pastorizia presero il cognome, e lo imposeio e tramandarono alle loro famiJnvenglie; quindi sono pur noti
i

romani prendevano il pronome, o antinome che si usava avanti il servi sonome gentilizio, ma anco
i

levano prenderlo

dai

padroni, cio
in
libert.

ci,
i

Piluniiii,
i

Caprini,
ec.

gli

Equini,
di
essi
il

quando venivano
Gli schiavi ed
i

posti

V^itdlj,

Porzj
il

Presso

liberti

di frequente

specialmente

difetto della natura,


i

solevano assumere
rivante

un cognome

de-

vizio dell'animo, la bellezza,


si

virtuo-

costumi

si

presero per qualifiche,

colle quali

si

cognominarono
i

le

fail

miglie, per

cui

Crassi presero

loro dalle
ste
ti

che

le

persone quadre, e robucomponevano; Cincinnai

da quello del nome o cognome del proprio padrone, anzi del primo padrone che avevano servito, come osserva il p. Lupi, Dissertazioni t. II. p. 43- Vari esempli ne riporta pure monsignor Raffaele Fabrelti

dalla lunga

capellatura;
i

Na-

nel

suo dotto trattaP^.

soni dal difetto del naso;


vij per quello

Poslu-

to delle antiche iscrizioni. dita

l'eru-

che

morte del

padre^, e

nacque dopo la che solo dal suo


soccorso;
i

congettura dell'origine del


Cicero, che us
il

co-

gnome

gran Cit.

nome

poteva

sperare

cerone, del prof F.

Orioli nel

II

COG
del

COG
za degli

125
(Vedi), e
egli

Giornale Arcadico,

e seg.

Andrea

a p. 3 1 i Adami, Storia di Poi-

stemmi

gentilizii

coll'autorit di

Tiletto

seno, libro

nome come
so

172, dice del proquando assumevasi, notando,


II, p.

chiara

la

cagione,

il

ne ditempo. Ec-

co pertanto
tus ait,

si

legge nelle lapidi, che antile

camente
fetto

mogli portavano
del marito.
gli

Io

sles-

come s'esprime: Tilelfraucorum nobilex sub Ca roliiorniii exitii, hoc est anno gratiae
qHo,cogno}nina
riisticos,
villis

pronome

quest'ef-

sihi adscivisse
siiis

ple-

a sapersi, che
il

antichi roai gio-

rosque ab illustriorihus
et

feudis,
et

mani non davano vani finch non


toga
virile,

pronome
vestivano

seri'os

ministeri is

si

della

cio nell'

tesimo di loro et, n


donzelle

anno diciassetil davano alle


si

quae habebant; soggiungendo per che il costume degli stemmi, o arme gentilizie, corrispoiuleiiti al

finch non
conjugi
si

maritassero.

cognome

Quindi

nell'unirsi in matri-

monio non

chiamavano

coi

loro
si

proprj nomi,

ma

il

marito allora

nominava Cajo, e la moglie Caja, in memoria del matrimonio felicissimo


che fu tra Caja Cecilia, e Tarquinio Prisco re de' romani. Da quanto
poi riporta
il

o a qualche notevole avvenimento delle famiglie, pigliasCarlo se piede sino dal tempo di an]Magno, coronato imperatore no 800. cognomi si Ne' secoli di mezzo
,

1'

presero dal

nome
il

della

patria, co-

me
II.

si

ha
433,

dal Borgia,

Memorie
nel
t.

t.

medesimo Adami

p.

p.

quale

III

p.

176, sembra che in Toscana i giovani prendessero il pronome prima


dei quindici anni.

100, riporta altre notizie


lo

analoghe,
seco-

dicendo, che sebbene sino dal

invalesse in Italia l'uso de'co-

Altre denominazioni e cognomi

si

presero poscia dagl'italiani, dopo

l'in-

vasione dei
antichi
rati;
le

longobardi,

giacch
slati

gli

gnomi, non divenne generale che nel XV. Il Garampi, nelle Memorie eccoclesiastiche pag. 5o8, dice, che
i

cognomi erano
i

trascu-

gnomi

nel XIII

XIV

secolo

non

per cui

nobili lo presero dal-

castella,

e feudi che
nobili
il

possedeva-

erano per anco assunti da tutte le famiglie nobili, specialmente da quelle,

no.

Che
lasciato

nel

secolo

IX

che possedevano
le

signorie e feu-

X,
ro

proprio avito, prendessedalle possessioni, forse

di,

quali

dal

solo

nome

di

essi

il

cognome

per genio di vanit, e per affettare possanza, lo riflette Alberto Cassio


nelle

per il nome del feudo a quello della persona sempre Quindi, a pag. 243, si aggiungeva.
distinguevansi, n

Memorie
Silvia p.

istoriche

della

vita

di

s.

120. Aggiunse egli a

Med.

47j che, secondo il ]Muratori, t. 3. diss. 42, cognomi si tornarono ad assumere dalle famipag.
aev.,
i

riporta vari esempi, che il nome di un ascendente posto in genitivo in molti casi serv'i per cognome, siccome di-

glie verso

il

declinare del secolo IX,

ciamo gli Orsini, i Frangipani, gli Annibaldesi ec. ; e non pi di Orso, di Frangipane, e diAmbaldo, come
nostri antichi. In Roma spedissero cialmente dur lungo tempo questo costume. Osserva inoltre, che un noi

avendo conservato gli antichi solo poche famiglie. Anche lo Spelmann


avea
gi riconosciuto
de' cognomi
in detta epo-

ca l'uso

tra

gl'italiani.

me

proprio

posto in

secondo caso
retto,

Fu
mi

inoltre
l'altra

contemporanea ai cognonon meno lodevole usan-

dopo tm altro che sia in sempre significa il padre

wnn

di

quello

ra6
il

COG
teil

COG
si

che pu confeimarsi con un che stamento dell'anno 1279


,

diffuse,

propag

in

modo, che
e condi-

genti d'ogni nascita, grado

Gararapi vide nell' archivio Orsini, dove Matlhneus Ursinatus quondam


fi.

zione assunsero

Nepolionis
significa

Johiiimla
bens ch'era

Cajetani,
fosse figlio

ch la ragonare a quella della torre di Babele.


Il

un cognome: il perlingua de'cognomi si pu pa-

non

che Matteo

di Orso, di Orso.

ma

dei

figli

Vero per altro, che comunemente ogni nome proprio seguito da un altro in secondo caso
denota figliuolanza,
de'nobili

col

solo

sommo Pontefice si sottoscrive nome del pontificato ( V.

Nomi dei Papi). Cos fanno i sovrani, non usando neppur essi il co-

le

famiglie
ripe-

gnome
mente

delle
i

loro famiglie.

Anticasi

romani ereditando, e
di

Cardinali
e

(Vedi)

chia-

tendo spesso nella loro discendenza,


il

nome

qualche loro

antenato,

mavano col nome


tria,

sottoscrivevano

sempre
della pa-

della nazione, o

vennero poi a poco a poco a farselo vero loro cognome, siccome un chiaro esempio pu aversene nella
genealogia deBclioiii. della quale
il

o del

vescovato
titoli,

suburbicario,
;

o altrOj o dei

e delle diaconie
si

ma

vescovi tuttora

sottoscrivoil

no senza cognome. Dice


Leu. Eccl.
toscrizione de'vescovi,
t.

Sarnelli,

medesimo
5oi.
Infiniti

Garampi
sono
i

tratta

a
di

pag.

IX. p. 92, Della sotdi quella in genere e


i

cognomi

familo-

che

vescovi

debbono

glie italiane,

che lo presero dalle


il

sottoscriversi col

nome

della chiesa,

ro patrie, o
di, e diversi

citt, terre, castella, e feu-

non

col

cognome

della famiglia, co-

esempi ne riporta
t.

cita-

me

pi volte ha

prescritto la con-

lo l'orgia,
i

Ili p.

100, e loi. Cos


l'origine

gregazione de' vescovi e regolari, am-

Gaetani
delle

ripetono
famglie

dalla
si

monendone
gnome. V.

alcuni, che
il

avevano

la

citt di

Gaeta, ed altrettanto

di-

vanit di aggiungere
il

proprio co3:
sub-

ca

Acquaviva, San-

]\icolio

in fasciculis,

severino,

Sangro

ec.,

mentre
i

altri

il

alla voce subscriptio,

num.

presero dalle magistrature, e dignit esercitate,


f^iudici,
gli

scriplio episcopi Jieri debet cuni

no-

come

Comi Mastroaltri

Alfiei:

l'assunsero

mine Ecclesiae, non cum cognoniine fainiliae. V. Julius Aurelius, et Petr.

dalle arti e
avi,
i

mestieri esercitati dagli

Jac.

JMontefalchius,

De
si

cognorni-

come

Ferrari,

Cavalcanli,
pre-

nibus

deoruni,
t.

Perusiae
e.

i525.
legge,

In

Filasloppa; ed

altri in fine lo

Eusebio

II.

IV,
et

che

sero da un fortuito avvenimento, e per perpetuai-e la memoria delle cose, che meritarono la loro considerazione, e ailezione. Conchiudiamo, che l'uso di tramandare i cognomi
ai
figli,

Filone compose un
nuni niutatione,
ratori,

libro de Nomiquas ob causas nomina immutentur. Lodovico Mu-

nella dissertazione
e

XLI
degli

tratt

dei
chi,
l'

nomi

soprannomi
de' cognomi.

antidelin-

e
si

ai

discendenti,
le

acciocch
famiglie,
di

e nella dissertazione

XLU
Questo

meglio
neU'
nel

distinguessero

Origine

Italia

cominci meno

rado

signe scrittore in dette erudite dissertazioni


ci

primo,

po

decimo secolo, ma nel decimo e decimo secondo, e al temde 'Normanni divenne pii fre-

dice

quando

incomin-

quente, finch nei secoli XIII, e

XIV

ad usarsi nella nostra Italia; come essi formaronche i aprimi a si dai soprannomi i
ciarono
i

cognomi

COI
prevalersi dei

COI
in Italia
i

127

cognomi
;

fu-

rono

veneziani

come

nobili ini

cominciassero a prendere

cogno-

mi dai luoghi dei come siansi formali

loro
i

doniinii;

tempo ben ha che il vecchio castello, ancora fiancheggiato da qualche torre. Evvi un magnifico acquedotto, ed ima
fortificata,

ma oggid non

nome

di

qualche

ascendente,

cognomi dal non

che dalle dignit; e finalmente per qual cagione s' incontrino in varie citt i cognomi medesimi, locch principalmente deriv dalle arti, e dai soprannomi. Ma circa la denominazione dei

bella fontana fabbricata dal re Sebastiano sulla pi elevata cima con copiosa quantit di acqua, che sboc-

cando a
desi

guisa di
tutti
i

torrente, dilfon-

per

luoghi della
dei re di
titolo di

citt.

Diversi
togallo,

infixnti, figli

Por-

portarono

il

Duca
princi-

di Coiiihra, e questa per

due
di

volle fu

cognomi delle famiglie, donde sieintrodotti, no derivati e quando ed abbiaiio poi preso un fermo piede, pu consultarsi ancoia Pietro Giaimone nella Storia civile del re,

innalzata anco al

grado
sei

pato.
dei re
li

Fu
di

lungo

tempo residenza
dei qua-

Portogallo,

nacquero, e diversi vi sono sepolti, come Alfonso Enrico primo


vi

ffio
/^.

di Napoli,
l'articolo

lib.

Vili.

e.

II.

1.

notizie

gere in

Nome. Altre erudite sui cognomi si possono legMarco t baldo Bicci, nella
Notizia della famiglia
seg.

re portoghese, perch dichiarato tale nel I 39 da Innocenzo II. AlI

fonso

sepolto

nella
di
s.

chiesa del

celebre
lui

monistero

Croce da

interessante

l'ondato

e dotato. Sulla

som-

Boccapaduli, a pag. 2 e
i

Ma

cognomi dei santi, e loro patria, debbono levare dalle orazioni secondo il decreto della congregazione de' riti, emanato sotto Clemente XII a' 4 maggio. Vanno per
si

mit delle colline che circondano Coimbra, vi sono diversi monisteri,

conventi, ed altri

edifizi.

L'antica citt chiamata


la T eja, o cui

Cotidcxa
dalle

Coudeva

la T ieja,

rovine venne costruita la nuo-

eccettuati
s.

s.

Giovanni
ec,

Grisostomo,

va, trovasi tre leghe distante dall'a-

Pier Grisologo

no cognomi,

ma

perch non soebbero tale denomi-

rea dell'attuale.

Coimbra, che

pri-

nazione per antonomasia, per esprimere la loro mirabile eloquenza. /^.


il

ebbe il nome di Coliinbrica, oppure Conimhriga, da alcuni si pretende che sia la citt di egual no-

ma

Colti Dictionar.

lit.

Cog/ionii/ia.

me
re,

deirilinerario di Antonino, e di

COIMBRA
Comaica,

(Colimhrien.).

Citt

con residenza vescovile in Portogallo, capo luogo della provincia di Eeira,


e
di

antica
sul

ragguar-

parealtri sono di mentovata Condexa, o Coiideva. Sotto i romani divenne Coimbra importante piazza di guerPlinio,

mentre
sia

che

la

devole, edificata

pendio d'una
setivi

ra.

Dtii

goti

pass

in

potere dei
la
i

amenissinia
tentrionale

collina, sulla riva

moi-i allorch

invasero

Spagna,
princifii

Mondago, che si passa per un comodo ponte pietra a due ordini di arcate.
del

finch
pi

la

riconquistarono
i

di

del

Portogallo, sotto
poeti,
artisti
fra'

quali

teatro di
gli

un grave avvenimento, che


i

quel ponte al confluente del

Mon-

scrittori,

quali Ca-

dago medesimo, e delia Ceira. Coimbra a forma di anfiteatro, e domina una bella e fertile pianura. Era un

moens,
di

e gli

fecero

gara
ca-

rendere famoso, e commovente;.

Ines de Castro, discesa da

una

i'j.H

COI
[f^cdi),
gallo,

COI
che
lo

sa illustre di Castiglia, impnrenlata


coi re
cos^i
si

sola

esiste

in

Porto-

di

Spagna
si

e di Portogal!o_,
bellezza e

stabilimento

pi interes-

distinse per

per

sante della citt, anco pel suo grane magnifico cdifizio. Questa rinomata universit nel 1290 venne prima fondata in Lisbona dal re Dio-

ispirito, clic

procacci celebrit e

dioso

sciagura. Piimasto vedovo d.


figlio

Fedro

di

Alfonso

IV, segretamente

la

spos col beneplacito apostolico.

nisio, tefice

e nel

medesimo anno
IV, con
1

il

l'on-

Gl'invidiosi

temendo che Ines divedelitto,

Nicol

diploma daQuesti furole

nisse regina, dipinsero al re l'avveni-

to in Orvieto a'
cesse molti

3 agosto, le con-

mento come un gran


tre Ines
vi

men-

privilegi.

ritiratasi

Coimbra quiinfanti.

no dal Fapa accordati per


pliche di molti
prelati e

sup-

vivendo in solitudine avea dato


luce
tre

parrochi

alla

regi

Questi
sopial-

del regno, che ne

fecero le

prime

la

madre per un momento


la

spese, contribuendo persino l'onorario

rono

collera di
si

Alfonso IV,
citt.

lorch
i

rec

in questa

Ma
la

consenso fu V universit

consiglieri

ne aveano
1

giurata

morte, ed Ines nel

349 "^adde in Coimbra morta pel ferro inesorabile de'sicari. D. Fedro si ribell, e solo le lagrime della madre fecero sopire il di lui risentimento. Nel iSSy mont
sul

Quindi con reale 3oo nel trasferita alla citt di Coimbra. Ma non and guari, che essendo morai

professori.

to

il

re Dionisio, e salendo sul tro-

no, nel

i325,
si

il

di

lui

figlio

Al-

fonso

IV;

questi

ordin
a
fondata.
III,

che l'uLisbona,
Sotto
e
il

niversit

riportasse
stata

trono,

fece aspra vendetta degli

autori della morte d'Ines, ne onor

dove era regno poi


l'anno

di

Giovanni

nel-

straordinariamente
chiar
la
i

la

memoria,
succedere
il

dial-

figli

abili

bra, ove fiori in

i54o, fu restituita a Coimmodo, che la sua


esercitata
il

corona,

fece dissotterrare

ca-

giurisdizione
collegi,

su

diciotto

tlavere

d'Ines,
s.

gi
di

sepolto

nella

chiesa di

Chiara
colla

Coimbra, ed
degli
abiti

avendola

fatta

vestire

suo lustro al pii alto punto di rinomanza. Clemente XI, nell'anno 17 19, cre
fece salire

da regina, e

corona in capo, la fece porre sul trono, obbligando i grandi del regno a riconoscerla per sovrana, e a baciarle la ma-

Cardinale

Giuseppe
di

Fereira de la
Ficaglio,

Cerda,

de'signori

gi

professore di canoni nella detta universit.

Dice

il

dotto

Zaccaria,

no gi spolpata ed
luonistero reale
di

istecchita;

nel

Storia della Iclteralura d'Italia, voi.


I.

Aleobaca o

leobassa edific poi due sontuosi


solei

Amau-

p.

278, che

la scienza liturgica

una delle pi

importanti facolt
e molto

ta ni

uno per s, l'altro per l'amaconsorte. Coimbra segu destii

che ad un

cristiano,

pi

ad un

ecclesiastico possa convenire.

del PoitogallOj sostenne con vidiversi


assedi, e

Tuttavolta fuori di quelli, che particolarmente


scrittori
la

gore
soffri

grandemente

impararono, e

gli

nel terremoto, che nel

lySS
di Lis-

che

la illustrarono,

non

fu

i-ovesci la capitale del

regno

mai

stabilita

bona.

niversit

una cattedra nelle uper insegnarla. Laonde la


tale

La
dei

celebre universit di

Coimbra
s.

prima, che su
istituita,

scienza venisse

esistente nel

monistero

di

Croce

fu quella fondata in

Coim-

Canonici regolari di Coimbra

bra, che

merit

l'alta

protezione

COI
Benedetto XIV. Nella medesima universit Benedetto XIV fond pudi t
si

COI
due di monache,
il
,

129

contano altre otto parrocchie, monisteri di religiosi e tre


diversi
collegi
diretti

re

la

cattedra

di

storia

ecclesia-

stica

con entrate

convenienti

per
il

dai regolari, e diverse confraternite;

quattro maestri,

come racconta

seminario, due
'

ospedc,ili,

ed

il

monve-

celebre p. Azevedo gesuita portoghese


nella Lettera dedicatoria dell' edizio-

te

di

piet.
la

Ad

ogni nuovo
tassata

scovo
mille.

mensa

ne' libri
in fiorini

ne romana delle opere del medesimo Papa, come questi si espresse nel breve apostolico. Quindi il successore Clemente XIll colla bolla
Qitac,
Ai<\.<\

dell' apostolica

cancelleria

COIPtA
sidenza

(Curien.J.

Citt con re-

vescovile nella Svizzera, ca-

ferm
versit

gli

statuti

a'20 agosto 1759, condell' accademia e

po

luogo del cantone de' Grigioni,

della lega della casa di Dio, o

Le-

cattedra suddetta. In seguito l'uni-

ga Cadea,

cio della parte orientale

venne riformata, ed amplia1772; ed ora ha im osservatorio, con museo di stota nobilmente nel
ria naturale, un gabinetto di fsica, un laboratorio chimico, un teatro anatomico, ed una scella biblioteca. La sede episcopale di Coimbra

del cantone, e della giurisdizione del

suo nome. Questa grande


te de'fiuini Plessura, e

citt

si-

tuata in fertile territorio al conlluen-

Reno,

il

quale

nelle sue vicinanze incomincia


sere guadabile dai battelli;
sizione,

ad

es-

ed

in po-

fu

istituita

nel

VI

secolo, e

verso

l'anno 520, fu dichiarata sulfraganea della metropoli di Braga, donde pass sotto quella di Lisbona,

che rende vivo il commercio l'Alemagna e l'Italia. Coir, che in tedesco dicesi Chur, e in latino Curia Rhaetiornm, pure residenza
tra

delle principali autorit del cantone.

ma
ad
zio

in progresso

nuovamente torn

Viene

cinta

da mura, e da
n'
il

fosse,

essere soggetta all'arcivescovo di

ma
stile

iriegolare
gotico.
la
Il

fabbricato di

come lo tuttora. MauriBurdino francese fu vescovo di Coimbra, nel io venne promosso all'arcivescovato di Braga, e
Braga,
i
1

palazzo vescovile ocsuperiore della


citt,

cupa

parte

ove pure dimorano i cattolici. Questo quartiere chiuso da due porte,

quindi nel
rico

11 18 l'imperatore
fece eleggere

En-

e contiene la cattedrale eretta nel

V
II,

lo
il

antipapa,

secolo ottavo, che racchiude vui gran

contro
lasio

legittimo
e
col

Pontefice Gedi

numero
s.

di

monumenti
edifizi
il

sepolcrali. Dila

Gregorio Vili. La cattedrale grande ed elegante, dedicata alla b. Vergine Maria Assunta in cielo. Il capitolo si

nome

stinguesi tra gli

chiesa di

tempio principale de' calvinisti, e riguardevole anche per la sua torre. Merita menzione la
Martino, ch'
sala

prima decano con ventuno canonici, compreso il teologo, e


di

compone

otto dignit, la
il

delle quali

il

penitenziere, di dodici benedciae


diversi

ti,

cappellani. Nella catil

tedrale evvi

parroco,

che

si

e-

legge per concorso, sonovi in venerazione molte sagre reliquie, e l'episcopio

ad

essa vicino. Nella citxiv.

grande dell'episcopio, perch conun'importante raccolta di ritratti di personaggi celebri, non che palazzo della comune, dove evvi il una biblioteca pubblica; possiede pure stabilimenti scientifici e di beneficenza. I suoi dintorni sono veramente pittoreschi, ed offrono amene passeggiate; vi una sorgente miuctiene

voi..

i3u
rale,
le

COI
cui

COI
con
gozgotri
il

acque s'impiegano
il

successo pegl'ingorgameni dello sto-

to

il

dominio sovrano; ma, discopermaneggio, cost la vita all'abs.

maco, e specialmente contro


zo.

bate di
di
il

Lucia.

Nel
la

1622
citt,

quelli

Ne' passati

tempi

Coir

si

Prettigon

presero
del

sotto

vernava con leggi particolari, e fu capo luogo della mentovata Lega Cadea; anche adesso in ogin triennio
vi
si

comando

colonnello

Guler:

quindi se ne impadronirono nell'anno seguente gli austriaci, e solo la


lasciarono nel

aduna l'assemblea canto-

1624, quando un
e
francesi
di
vi

e-

nale.

sercito di svizzeri
se

po-

L'area, ove trovasi Coir, ha rimpiazzato l'antica

assedio.

Tuttavolta
gli

nuovo
ad
del

romana

colonia della

nel

1629 tornarono
cio

austriaci

Rezia.
di

Molti

attribuiscono l'origine
all'imperatore Co//

impadronirsene; e
secolo decorso,

negli

ultimi

questa citt al quarto secolo delvolgare, ed

dal

novembre

l'era

stanzo figlio di Costantino


de,
il

quale avendo fatta


e a
la

la

granguerra

1798, sino al termine dell'anno 1800, successivamente la dominaro-

no
si
;

gli

austriaci,

francesi, e
i

rus-

Chonodomaro,

manni, verso
t di detto

Vedone, re alemet o dopo la me;

ma dopo

tal'epoca

francesi l'ocg'

cuparono
li,

discacciandone

imperia-

avea preso i suoi quartieri d'inverno nel Milanese ed


secolo,

finch torn a

godere della sua

libert,

incominciata di poi la guerra, occu-

ed a far parte della confederazione elvetica. Soffri molto Co-

p quella porzione della Rezia, chiamata allora Campi Canini, avendo


in silFatto
cipio alla

ira nelle pestilenze in

nove

diverse

epoche, ed

ebbe

gravissimi

danni
181
r.

modo
citt,

dato origine e pringiacche a

per cinque

incendi,
ii

principalmente

cagione
contra-

per quello degli

maggio

della imperiale residenza la

La

sede episcopale di Coir,

se-

da era
riensis.

stata appellata Rhaetia

CuCo-

Non deve

tacei"si,

che alcusolo

condo Commanville, fu fondata nell'anno 35o, sotto la metropoli di


Milano, poi

ni autori

attribuiscono

al

divenne suffiaganea

di

stanzo

l'ingradimento

della citt, e

tempo
che

sostengono che preesistesse da molto col nome di Yinhuvg. Ceito


i

Rezii

abitavano
di

la

contra-

da avanti Quindi si
gi

Ges Cristo. sa che nell'anno 4^^ era sede d'un vescovo, il quale ne
la nascita

Magonza, e finalmente fu dichiarata immediatamente soggetta alla santa Sede , insieme alla sede vescovile di s. Gallo (Vedi), celebre abbazia eretta poi in vescovato, ed unita a
Coir.

La

cattedrale,

considerabile

edifcio gotico,
cio.
Il

dedicata
si

s.

divenne
progresso

signore

temporale;

ma

in

capitolo

compone

di
il

Ludue
pre-

non

solo

Coir

si

trasse

dignit,

prima

delle quali

dal dominio de'suoi vescovi,

ma

sib-

vosto con quattro canonici, senza pe-

bene dallo stesso impero geimanientrando nel i4i9 nella predetta lega della Casa di Do: e poscia nel 1460 conchiuse un trattato di alleanza con Zurigo, dopo aver conco,

le

prebende del

penitenziere, e

del teologo. Oltre a ci vi sono altri

quattro canonici Forenses, tre be-

neficiati,

ed

altri preti

addetti al ser-

vigio divino.

Nella cattedrale la cu-

seguito

dagl'imperatori
Il

privilegi

franchigie.

vescovo,

nell'anno
al-

ra d'anime da ultimo esercitavasi da un religioso cappuccino. Vi il

iSaS, voleva riconquistarne con

seminario ordinariamente con trenta

COL
chierici,
libri

COL
La mensa
nei

3i

e l'ospedale.

lendus,

maxime

honorandiis,
ci

come
si

della

Camera

Apostolica, di

us Cicerone.

Da

pu

rilevai-si

fiorini

800.
Eretici del se-

quanto
usa
e
il

impropriamente
colendissimo
d,

oggid

COLARBASSIANL

comunemente
alle

colo secondo, seguaci di certo Colar-

spesso, senza aver riguardo


si

basso, celebre discepolo di Valentino

persone cui

scrivendo lette-

r eietico.

Si sparsero gli

errori

di

re e biglietti, cio in alcuni paesi,

costui verso

l'anno i5o.

to egli di tutte le

Imbevumassime di quel
i

non valutandosi
il

l'intrinseco

signifi-

cato del titolo di Colendissimo, ed

celebre maestro, aggiugnea


cipii
dell' eresia

prin-

vero suo valore.

dipoi

sostenuta da

Eutiche e Nestorio. Dunque, negava in Gesi Cristo le due nature e vi

Veramente gli antichi romani non usarono il Colendissimo per titolo.


Il

celebi-e

Bembo

lo

diede nel-

ammette due persone.


al
pi.

Si

opponea
e la

dogma

della risurrezione de'corla vita

r intitolazione al cavaliere Luigi Mocenigo: Colendissimo signor mio


reverendissimo,
e

Insegnava che
vicende,

mordelle della

Colendissimo

si-

te di

pari che gli accidenti

gnor mio,

al

Cardinal Egidio; Re-

umane

sono

elTetti

verendissimo

ed
I

illustrssimo
al

signor

influenza

de' pianeti.

Sognava ansi

mio sempre Colendissimo,


nal di Capua.
dosi scambievolmente,
sciitta, nel

Cardi-

cora, che nel greco alfabeto,

con-

Cardinali scrivennella sopra-

tengono
Gesi

tutte
il

le

virt

peiloch
le

Cristo,
si

quale tutte

com-

titolo del biglietto

let-

chiama, diceva egli, \alpha e r omega. Tertulliano e s. Ireneo parlano di costoro come di
prende,

tera,

prima
la

della

sottoscrizione,

usano

formola: Eminentissimo

e reverendissimo signor

mio

osser-

un ramo
vescovile

de' Valentiniani.

COLBASA
della

CORBA SA.
seconda
sotto
la

Sede

Pamfilia

nell'esarcato d'Asia,

me-

Scrivendo poi al Cardinal nipote del Papa, se vi , al Cardinal decano del sagro Collegio, ai tre Cardinali capi d'ordine in
vandissimo.
conclave, ed alle congregazioni Cardinalizie,

tropoli di Pirgi, la cui erezione ri-

monta

al

quinto secolo. Trisone suo


al

usano per distinzione


quali
titoli,

il

Co-

vescovo intervenne
triaica IMenna.

concilio

co-

lendissimo in vece dell'osservandis-

stantinopolitano, presieduto dal pa-

simo;
(juasi

sebbene siano

eguali e derivanti da onoranil

COLENDISSIMO
tnus).
Titolo, che
si

Colendissi-

do, pure

Colendissimo di mag-

d per onoe

giore onorificenza.

Laonde,

se

un
ti-

ranza alle
guardevoli
Colere,
;

persone

nobili

rag-

aggettivo che viene da

Cardinale riceve da un altro il tolo di Colendissimo, che non

gli

venerare.

Quindi

si

disse

convella,
fesa

pu

l'estituirlo

senza ofceri-

reverendissimo padre
cellentissimo

e signor

mio

del

giusto

lodevole

colendissimo j illustrissimo^
lendissimo

ed ecsignore e padron cosignore signor padrone


ec.

moniale, che sul

reciproco
osservare.

tratta7'^.

mento debbono
SERVArroiSSIMO.
I Cardinali,

Os-

colendissimo

Cos

il

Dizionario
alla

scrivendo

a princi-

della lingua italiana. Nel vocabolario poi italiano

pesse ed altre signore,

massimamen-

latino

voce

te se scrivono di proprio

Colendissimo

si

legge

tnaxime co-

me

dice

il

pugno, cobravo Parisi, non haa-

i32

COL
il

COL

no

talvolta (llHcoIt di dar loro


di

titolo

Padrona
lo

anche di Co-

"
>>

lendissima,

non farebbero il medesimo autore, che le dame non fanno stato o norma nel cerimoniache

mai

co'loro mariti. Riflette

le,

e non ostante la scherzevole os-

i794> avrebbe un antichissimo esempio del Signore Signore, dato due volte ad Iperide, e allora avrebbe torto Augusto, che noi volle neppure una volta. Il qual titolo si forse intaria, edizione di

Roma,

tom.

III.

p.

60,

si

servazione del Settano, neppure nella

propria casa cedono

la

mano

" trodotto, di replicarlo cio due " volte ai personaggi, perch solen do
essi

chicchessia.
ni,

Anche

principi

roma-

restare iu
se

siti

molto

al-

almeno negli ultimi tempi, usavano il Colendissimo con parsimonia; bens lo danno a'Cardinali, meno alcuno appartenente a qualche
primaria
famiglia,
col titolo di

ti,

ed

elevali,
la

scoi tasser

mai non lo aprima volta, posmolti-

sano almeno sentirlo la seconda".


Sulla vanit
plicit di

ed
p.

esuberante
tratta
il

che si trattava Osseivandissimo.


cui
si
si

titoli,

medesimo
Per
il

Parisi,

loc. cit.
T^.

3, de titoli in geal-

coloro,

il

titolo

di

nere.

Titoli O.vorifici.

Illustrissimi,

usa

ancora

unirvi
chi poi

tre spiegazioni, e

per

la definizione

quello
si

di

Colendissimi.

A
le

del

Colendissimo, veggasi

verbo

debba dare,
il

secondo

regole

colo, nel lexicon totius latinitatis del


Foi-cellini.

dello stile epistolare,

simo o
si
t.

l osservandisColendissimo, pu vederIstruzioni
ec.

COLETTA

BoTLET
di
s.

(s.),

riforma-

nel citato Parisi,


III.

trice dell'Ordine

Chiara, era

pag. Q>5.

e seg,

capitolo 3

Siccome dicemmo di sopra, che si usa con troppa famigliarit, generalmente parlando, il tide' titolari. tolo Colendissimo, e che
si

figlia di un legnaiuolo , e nacque a Corbia in Picardia nel i38o. Non

appena fu capace
esercizii

di

conoscere Idsi

dio, che con ardore


di

diede agli
umilt,

fa

pre-

religione, e alla pratica


virt.

tolo di

cedere per due volte ripetuto il tiSignore [Fedi), su questa


ripetizione
in
,

delle cristiane
la

La sua
e

penitenza, la purit
i

la

misedi

ecco

quanto

leggiamo

ricordia verso

poveri
la

e g' infer-

pra

Francesco Cancellieri, Lettera sol'origine delle parole Domiims

mi

le

procacciavano

stima

e Domnus, e del titolo di Don, pag. 72: " Se non fosse dubbiosa una iscrizione greca, riferita dal mar-

Rimasta priva di genitori, riti rossi tra le Begidne {^Fedi), gi stabilite in Fiandra, in Picardia e in Lorena. Ma non and guari
tutti.

w chese

Maifei nel

Museo

U^ro-

eh' essa

prese l'abito del terz'Ordi-

nese in un testamento di Epitte ta, che ivi conservasi in marmoj il suo tutore chiamato due volte Signore, recandosi a questo proposito dallo stesso Mallei a p. 17, un passo d'Eschine, ove pure replicato. In questo caso, co me riflette graziosamente Franai

ne
vita
si

di

s.

Francesco, detto dei penidi

tenti,

desiderosa
pili

condurre
s.

una

austera.
le

Passati

tie anni,

rec fra

religiose di

Chiara,

perch il sommo Pontefice Urbano IV avea mitigadette iirlianistc,


to
la

loro regola

e poscia
delle

si

con-

dusse nel nionistero


di

Clarisse

Cesco

Parisi

Istruzione per
nella

la

gioventi

impiegata

Segre-

ravvolgeva

Amiens, ed in altri luoghi. Essa nell'animo il pensiero

COL
di
tiil

COL
,

i33

riformare questi monisleri

e a

i534e
ne
III,

poi l'arcivescovato di Tolosa,

uopo and a Nizza per


la

confe-

sotto Paolo III nel i535. Intervenalla elezione di

rire col

Cardinale Pietro di Luna,

Paolo, e Giulio
al

che

Francia riconosceva

per

le-

nel

i55o,
1

ed
1
.

collegio

di

Papa sotto il nome di Benedetto XIU. Questi non solamente


gittimo

Poissy nel
fetto dagli

56

Senoncli rest in-

errori di Calvino, e

ben-

approv

il

disegno di Coletta,

ma

dicliiarolla eziandio superiora gene-

ch non ancora sacerdote, nel giorno di Pasqua prese a Beauvais la

rale delle Clarisse, e le concedette la


facolt di
lei si

commimione
cie
;

sotto tutte

due

le

spe-

dettar le

regole, che

da

poi con gravissimo scandalo dei


si

credessero opportune.

La santa

cattolici

diede al mestiere delle


il

donna percorse

allora le diocesi di

armi.

N mancava

Pontefice

di

Parigi, Beauvais,
10 spirito di

Noyon

e Amiens,

affine di rimettere in
s.

pieno

vigore
scor-

paternamente richiamarlo sul buon sordo sentiere, ma perch sempre


alle

Francesco.
bersaglio

Ma

sue insinuazioni, dovette


in concistoro secreto del 3
i

il

gendosi
Toja

fatta

dell' altrui

pa
zo
1

Pamar-

malignit, pens di ritirarsi


,

in

Sa-

563, dichiararlo

eretico, e quindi

ove stabil la sua riforma che ben presto venne adottata in Borgogna, in Fiandra, in Francia, in Ispagna nonch da diciassette conventi da lei fondati, e da molte comunit di uomini. Le sue reli,

scaduto da qualunque dignit, uffizio e benefizio. Come il Coligny venne


di ci a cognizione, a disdoro della

santa E.omana

Chiesa, riassunse

le

insegne Cardinalizie, che avea


poste, e spos Isabella di

de-

giose

chiamavano poi'cre Clarisse. Finalmente, dopo essersi eseicitata in ogni maniera di virtj, mor nella cill di Gand a' 6 marzo i447j
si

Lor Signora di Hauteville, che quantunque diacono, teneasi a concubina. irritato da tali Il perch Pio IV
indegnit^ pubblic agli
11

settem-

in

et

di

sessantasei anni.
alla

11

suo
ve-

bre del
per tutta

i563
la

la

deposizione di lui

corpo esposto
del suo

pubblica

Francia, dalla

quale
spo-

nerazione nella chiesa del monistero

venne
glie di

esiliato.

Sotto

mentite

Ordine detto di Betlemme. 11 Papa Pio VII la canonizz a' 24 maggio 1807; ma i francescani ed altre citt gi da molti anni recitavano ad onore di lei un offizio particolare approvato da Clemente Vili, Paolo V, Gregorio XV e Urbano Vili.

marinai'o ricovr

presso la

regina Elisabetta in Inghilterra che

assegn a
sul

lui

ed
il

alla

sua
di
sia

donna
Sion

per abitazione

palazzo

Tamigi.

Dicesi

avvelenato dai
tuaria, ove fu

morto domestici in Cansepolto nel i56S di


che

COLIGNY
migliori

Odetto, Cardinale.

Odetto Coligny nacque da una delle


famiglie di Francia nel i523. Contava soltanto undici anni allorch da Clemente VII a' 7 novembre del 1 53 3 fu creato Cardinal diacono dei ss. Sergio e Bacco alVIarsilia,e provveduto di pai'ecchie abbazie; ebbe il vescovato di Beauvais nel

quarantacinque anni. COLIMETANO Rainaldo, CarPiainaldo Colimetano nacdinale.

que

da

illustre

prosapia dei conti


quindici

de' Marsi, e di
se la cocolla

anni pre-

monacale nel monistero di Montecassino ove fu eletto abbate a pieni voti. Nel dicembre
del
I

i4o

Innocenzo
ss.

II

lo

cre

Cardinal prete dei

Pietro, e

Mar-

, ,

i34
Cellino.

COL
Si

COL
intre-

mantenne sempre
maggiori

armi,

pido

nelle

strettezze,

sventure, e

dopo aver contribuito


Pontefici
CelestiII,

Massimiliano I, che incominci a regnare nel i493, il quale esempio fu seguito da tutti
stato
quelli,

alla elezione dei

no, e Lucio

Eugenio III, Anastasio ed Adriano IV ; ed Alessandro III, mor a Roma nel 1166, 26 anni dacch era stato insignito
della porpora.

mari
ch'essi

che furono decorati de' priOrdini cavallereschi, ovvero

medesimi

istituirono. Tutta-

volta

si

vuole, che Luigi

XI
1 ,

re di

Francia, pel primo


nel

introducesse tale
1

uso. Egli divenne re nel

46

mori

COLLANA. Ornamento ,
pone intorno
al
collo,

che

si

1483. Si
esso

legge

nel

Ilerolexi-

e sul

petto,
di

con del IMacri


esser

alla parola

Collare^

di varie forme, e materia,

come
i

un ornamento

che

si

oro, e di argento ec.

L' uso della


e

collana
e
i

antichissimo,

medi
;

babilonesi portarono collane di

oro, di argento e di
gli

gemme
greci e
collane,

cosi
i

pone intorno al collo, il quale non usavano gli antichi. Enrico I fu il primo a portarlo, sebbene i suoi maggiori non 1' usavano, eccettuato
Carlo
nel
1

ebrei, gli

egizi,

ro-

V
l'

//

Sapiente,

re di Fi'ancia

mani
loro

fecero uso di

ne
il

364. Nella repubblica di Venezia

diedero ai soldati per


valore.

premiare
i

eravi

Ordine equestre della Col'


s.

Presso
collane

romani
a'

si

lana detto di
si

Marco

{Fedi), che

distribuirono

cavalieri

conferiva dal doge e dal senato,

chiamandosi phalera quella che scendeva sino al petto, seppure non era quel collare, che imponevasi al
cavallo; e

Sansovino, inoltre Francesco Origine de' Cavalieri a pag. 2-2, Dei cavalieri d' Ordini, cio di Collana.
P^.

torques

si
il

nominavano
solo
collo,
il

In

Roma

ed altrove

patriarchi,

quelle, che cingevano

arcivescovi, e vescovi,

per cui Torquato

si

cognomin
tolto

romano Manlio per avere


i

la

collana d'oro al gallo da lui vinto.

Secondo costumi de'popoli, le collane furono di materie diverse si assegnaiono alle donne e agli uomini di condizioni differenti, tem;

bench sieno Cardinali, domesticamente per lo pi portano la croce vescovile,, appesa ad una collana, o catena d'oro, mentre altri usano si sull'abito corto, che sulla sottana, zimmarra,

mantelletta, e

mezzetta,

come

Cardinali
ti,

patriarchi, vescovi, abbadi


il

poranee, e perpetue.

commendatari
il

s.

Spirito ec.

Alcuni Ordini equestri, come dicesi ai loro articoli, usano la collana o collare, composta d' una catena
d'oro smaltato, massime
i

dignitari,

che

la

sovrappongono
al collo cifre,

al

mantello, o
talvolta

cordone di seta rossa, paonazza, e verde intaranzi i Cardinali vesiata con oro scovi suburbicari portano la collana anco sulla mozzetta. Il Senatosecondo
grado,
:

intorno

e sul petto,

re di

Roma

con parecchie

essendovi appesa

tivo vina collana d'oro, e


te

(Vedi) usa per distinil regnancol-

una ci'oce, una medaglia, o altro segno del loro Ordine; mentre sogliono porne la figura intorno
gli

Pontefice

ha concesso una

Camerieri segreti soprannumerari, e di onore di spada e


lana ai

stemmi

primo imperatore, che abbia messo collana di Ordine equestre intorno alle sue
gentilizi.
Il

Cappa
da

(Vedi), acci
e

si

distinguano

que' cavalieri,

gentiluomini

che usano egual vestiario.

COL
COLLANA.
di
s.

COL
del colore del proprio abito
li
j

i35
qua-

Ordine equestre, o
o

Marco. Vedi.

collari

COLLARE
gli ecclesiastici. to,

COLLARINO

de-

bianca.
la

Assumono

sono pure ricoperti di tela i Cardinali per

Parte del vestimenal collo, di


ri-

che
di

si

pone intorno

prima volta il collare di seta rosso quando assumono le calze di tal


colore, cio nella

seta,

lana, e di

vari colori,

mattina,
il

che

si

una striscia di tela bianca, per maggior pulitezza, legandosi con due fittuccie, o fercoperto

da

recano a pi'endere
dinalizio,

cappello Carcol-

lo

cambiano nel

lare di seta paonazzo, che per tutto


il il

jiiandosi
acciajo.

colla

fbbia

d'oro,
sinodi,

o di
e
il

giorno del venerd santo, e per tutto

Gli

antichi

Pontefice

Urbano

VIU
e

prescrissero,

tempo della sede vacante, bench non sieno creature del defunto
Pontefice.

che

il

collare degli ecclesiastici fosse

Veramente
parte

il

collare

semplice,

e bianco,
sinodi,
si

non troppo

siccome
lizio,

dell'abito

Cardina-

ed i concili , che occuparono di questo argomento, e i cui canoni sono


ampio.
I

principalmente

do
so
,

si

dovrebbe essere rosso, quandeve portare l' abito rosnella

rosaceo

quarta
e
nella

dometerza
allora

riportati dal
t.

Sarnelli, Lettere
il

Eccl.

nica di quaresima,
dell'

I,

del

75, sono i574, quello


p.
,

IV
di

Milano Ri mini del


di

avvento

paonazzo

quando un
vesti

tal

colore ricorra nelle

del quello di Cambray l557 i586, quello di Piacenza del 1389, quello di Aquileja del iSgS, quello di

Cardinalizie per le ragioni

da
qui

noi addotte nel volume VI, a pag.


avvertito, che anche

Augusta del 1610, quello


del
,

di

286, e 287 del Dizionario. prima


il

Va
di
i

rice-

161 g e quello di i65o. V. ilBonanni, Gerarchia Ecclesiastica, capo XXXIII, Della veste chericale ec. Mentre Benedetto XIV era Cardinale arcivescovo di Bologna, colla

Firenze

vere
dinali

cappello Cardinalizio,

Car-

Reims

del

assumono

il

collare e l'inte-

ro vestiario rosso, sempre per con un permesso speciale del sommo Pontefice, Si

Papa
stati

eletto pei

d sempre questo dal nuovo Cardinali, che sono

notificazione degli 8
nel

luglio

^'j'^'J,

regolare in

un modo conforme

ed il pi conveniente al loro grado r abito degli ecclesiastici della sua


diocesi, tra le altre cose stabili,

in conclave senza avere ricevuto il cappello, ai quali si d il permesso eziandio d'intervenire alle

cappelle, ed ordinariamente

si

d a
in-

che
in
col-

tut
signiti

Cardinali, che
della

vengono

ogni chierico,
sacris
lare,
Il
il

beneficiato o no,
il

dignit
di

CardinaUzia,

o no, debba portare che si dice da prete.

mentre sono fuori


sta
I

Roma, da u-

sarne sino al loro ingresso in que-

sommo

Pontefice usa
bianca,

sempre
ricoperto

citt.

collare di seta

patriarchi, gli arcivescovi,


il

di

una

striscia
I

bianco.

egualmente Cardinali usano il coldi lino

vescovi usano

collare di seta pao-

nazza, egualmente coperto da


fascia di
il
il

una

lare di seta rossa

e
i l'

di

seta

paol'eli-

tela bianca.

Per

in tutto

nazza,
giosi

compresi
che

Cardinali

hanno

uso

del

colore

giorno del venerd santo, e in tutto tempo della sede vacante, debdi

rosso

che non

mentre i Cardinali devono usarlo,

religiosi,
l'

bono portarlo
le

color nero,

come
reli-

hanno

calze.

vescovi di

Ordini

i36
t^iosi,

COL
ri

COL
poi de! Papa,

che non possono usare il colore paonazzo, portano il collare

come maestri
sede sede

del

le

cerimonie

della

apostoli-

del colore dell'abito,

come dicemtale

ca,

sempre, e persino in
e
il

va-

mo
Tutti

dei
i

Cardinali

di

specie.

cante, continuano
di mantellone,
zo.

ad usare
collare

l'abito

prelati della
l'

santa
collare
in

Sede,

paonazdei
catte-

che hanno
nazzo,
in tutto
to,
il

uso

del

paonero

Accordando
ai

il

cerimoniale
delle

debbono cambiarlo
tutto
Il
il

vescovi
drali
essi

cerimonieri

giorno del venerd san-

e in

vacante.

tempo della sede maggiordomo, il maegli

della sottana paonazza, l' uso usano pure il collare di seta di

tal colore.

stro di camera,
pontificii,

altri

lamigliari

Gli ecclesiastici del clero secolare

che godono l'uso del collare di seta, o saja paonazza, appena tumulato il Papa defonto,

usano
tro

il

coilare di seta, saja, o alistriscia

drappo nero, con


secondo
i

di

li-

no bianco, e presso alcune nazioni


diversifica
ni
tri

devono
sebbene
finche
il

prendere
i

quello

nero.

E
,

costumi. Alcu-

prolonotari

apostolici

regolari
lo

terra, portino

cadavere del Papa sopra il cordone rosso al


il

non lo portano, ed alhanno del coloie dell' abito,


11

colle distinzioni
lativi

cappello,
fice,

appena morto
il

Ponte-

e sino alla elezione del nuovo,


collare

deposto

paonazzo,
famiglia

pren-

die diciamo ai rePontefice Benedetto XIII, con editto de' 22 gennaio 1725, rinnov quello emanato da
articoli.
a'

dono
tificia

il

nero. Nella
quelli,

Pon-

Urbano Vili
e proib sotto

tutti

che hanno l'uso

16 novembre 1624, pena di venticinque


quali

della sottana e della fascia paonaz-

scudi d' 010, e di altre pene, a tutti


i

portano il collare del colore paonazzo con istriscia di tela bianca, sebbene alcuni non sieno chierici; per avvi la distinzione, che
za,

secolari
gli

(i

vestivano
coli'

co-

me

ecclesiastici,

abito

che

dicesi

portare
degli

volgarmente di abbate), di simile a quello il collare


giacch
i

alcuni famigliari pontificii


collare

hanno
altri

il

ecclesiastici,
gli

allora

non

di

seta,

ma

di saja

pao-

medici,
i

avvocati,
altri,

procuratori,
la

nazza. De' personaggi, ed


detti
alla

adsi

curiali,

ed
poi

per

camera

apostolica, e corte
il

parte conjugati
sendosi

lo

portavano.
tale

maggior Esabuso,

di

Roma, che

u,sano

collare,

rinnovato
rara

parla ai rispettivi articoli, come dei caudatari de' Cardinali, che godono
il
il

da ultimo Leone XII


to,

lo tolse affat-

meno alcuna

eccezione.

distintivo

del collare

paonazzo,
usa

quale

quelli,

generalmente si che per privilegio


che
i

da

vestono

Del collare usato dai secolari detto anche Collana (Pedi), si parla a queir articolo, n deve tacersi, che
alcuna volta
ne,
za,
lo
il

sottana violacea. Tultavolta va avvertito,

collare di distinzio-

caudatari

de' Cardial

oltre di essere di seta

paonazlo

nah, se non

appartengono
se

Col-

anche

rosso.

Pontefici

legio loro, nel

quale collegio

non
in
allor-

danno per

distintivo,

con
la

qualche
il

vengono ammessi,
ruolo

non sono

altra insegna di onore,

come

fioc-

del Cardinal padrone,

co paonazzo al cappello,
ta

mozzetd'

ch
re.

cessano

di

servire

un Carporta-

la

fascia

del

niedesinio colore,
capitolo

dinale,

non lo possono V. Caudatari I


.

pii

agi' individui

del

una

cerimonie-

cattedrale, basilica, collegiata, o al-

COL
non che di altre corporazioni, come collegi, seminari, universit, ed anche talvolta alle dignit de' capitoli, e ad altri personaggi. Da ultimo il regnante Poncameriere tefice, avendo dichiarato di onore il rettore pr ieinporc
tra

COL
i

107

chiesa,

lucchesi,

come
e

nel

Castruccio,

negli

1827 contro anni i336 e

Mastino della Scala Quindi nella signore di Verona. guerra, mossa nel i479 t*' fiorentini da Ferdinando re di Napoli, dai sanesi, e da Sisto IV, Colle

1337

contro

del seminario Gregoriano di Belluno sua patria, di cui stalo generosamente benemerito restauratore, con r uso dell'abito paonazzo,

co' suoi

dintorni

soffri

molto, e

fu

presa

dopo

una valorosa
da

resisten-

za degli abitanti,

Federico

ca

di

Urbino, da

Borghese
sanesc, e
il

duBor-

concesse
del

ai

professori

pr

(enij)ore

ghesi commissario
re di Napoli suo

da Alrest

medesimo seminario,
il

l'uso della

fonso duca di Calabria,

quale pel

fascia e

collare paonazzo.
[Collen.).

padre
per

ne

COLLE

Citt

con

re-

assoluto

signore

(jualtordici

sidenza vescovile, nel granducato di

mesi, cio sino alla conclusione della

Toscana, dipendente dalla provincia di Firenze, capo luogo di vicariato, e perci governata da un vicario di terza
classe.

pace tra

fiorentini, e

il

detto
circo-

re Ferdinando.
stanza,

In
gli

si

fatai

comech
che
la

abitanti
fosse

impe-

Colle

co-

dissero
dalle

citt

consunta

struita in parte sull'erta


lina,

della colsinistra

dappresso
e
si

alla

riva

and
senti

dell' Elza,

trova circondata

di

fiamme, pure gran parte ne incenerita, ed il contado ne funeste pel le conseguenze

mura, con vasto borgo, posto quasuo piano, mentre si al medesimo

alcuni anni di carestia e


rie,

guasto operatovi dai nemici, e per di mise-

un
sta

altro

borgo

nel basso sul


le

chiamato Spagna, fiume Elza, ove


cartiere,

che ne furono

la

conseguenza.
mali,
i

In

compenso

di

tanti

fio-

sono

l'inomatissime

in-

rentini
l'

trodottevi
turieri di

da alcuni

abili

manifat-

premiarono i Colligiani, ammetterli al godimento della


ai

colcit-

Fabriano, che riescono di


abitanti.

tadinanza di Firenze, e
privilegi.

relativi

molto
fioriva
sa,
ci,

utile agli
la

Quando

citt,
il

e repubblica di Pi-

Colle

si

vanta di avere avuto


discepolo
Colligiani
s.

il

Colle era

deposito delle mer-

dono
ci

della fede ne' tempi


s.

apostoli-

che

di

per

Siena

andavano
orisi

da

INIarziale,

di

s.

e venivano da gine dubbia ;

Roma. La sua

Pietro.

11

perch
di

eres-

ma ovunque
romani
abitanti
la

di-

sero in
antica
citt,
il

onore
chiesa

JVlarziale

una
dalla

scruoprono

vestigi,
I

che dimostrano la

poco

lontana
il

sua antichit.

chiama-

cui luogo chiamasi

piano

rono

Collis dalla sua situazione.


gli

Dopo che governarono

di Colle si

co'

propri statuti a forlasciato


il
1

ed ove sonovi dei bagni. 11 gran duca di Toscana Ferdinando I ottenne dal Pontedi
s.

JMarziale,

ma

di repubblica,

musi

fice

Clemente

Vili,

Aldobraiuini
a'

nicipale reggimento,

nel

348,

fiorentino, che nel

iSgs

giu^

sottoposero

ai

fiorentini,

co' quali

gno coir autorit


bilisse

della bolla

Cuni
sta-

erano
contri

stati

sempre

costanti

amici,
in-

super wiiversas orhis ecclesias,


la

avendoli anche
colle

ajutati in
i

vari

sede vescovile, con erigecollegiata


de'
ss.

armi contro

pisani, e

re la chiesa

Gio-

i38
tedrale, clie

COL
in catal

COL
Settari di Olanda,
i

vanni, Faustina, e Giovila

quali

si

venne dedicata

pa-

pongono
battisti.

di

Arminiani e
il

di

comAnadal

trono

s.

Marziale, e fatta suttVaga-

Hanno

loro

nome

nea della metropoli di Firenze, il Papa assegn per rendita della mensa episcopale annui scudi settecento, e form la diocesi col togliere

raccogliersi in collegio

ogni prima

domenica
le

di ciascun mese. In quel-

dalla

chiesa

sanese

alcune

parrocchie della Montagnola.

Ne

fu

primo vescovo Usimbardo


la

della stes-

sa citt di Colle, gi canonico del-

cattedrale fiorentina, cui

succes-

sero rispettabili pastori,

come Co,

simo
zi,

de' Conti

della

Tommaso
come
cra,
si

Salviati,

Gherardesca Roberto Stroz-

siccome non hanno un particolare ministro, cosi chi primo vi giugne alla mensa d la comunione; ma ci accade in due sole volte all' anno in cui si uniscono da tutta r Olanda a Ransbourg nelle altre unioni, mai si comunicano. Ognuno, presso di loro, ha la potest di pregare in pubblico a nome degli altri, nonch
assemblee,
:

Giovanni Battista Bonaccorsi ec,

di spiegare la

Scrittura,

la

quale
altri

ha

dall' Ughelli, Italia


III,

Sa-

a
gli

tenore

de' capricci

interpretano
;

tomo

p.

2o3, e

seg.
edifcio,

uni differentemente dagli


tal

La

cattedrale

un buon

e in

modo
tutti

fauno
si

spesso

che-

e fu restaurata da
Gentili.

ultimo dal
si

ve-

Iddio medesimo

contraddica. Ac-

scovo Giuseppe Stanislao


11

de' conti

colgono
misteri.
lo

nella lor

comunione,
battesimo, e

capitolo

compone

di

e tutti fanno essi partecipi dei lor

tre dignit, la

prima delle quali


quindici
il

Ammettono
,

il

l'arcidiacono, di
fra
il

canonici,

danno per immersione.

cui sono compresi

teologo, e
di
sei

COLLEGIATA
GIALE.
legialis.
pi.

penitenziere,

non che
altri

be-

Chiesa, che

o ha

COLLEcollegio e

neficiati,

e di

preti, e chierici

capitolo di canonici, Ecclesia

Colchiesa

addetti alla chiesa. Ivi dall'arciprete,

La

collegiata

la

terza dignit,
;

si

amministra

la

illustre

dopo

la cattedrale e le

cura parrocchiale
si

e fra le reliquie

venera quella insigne di un chiocui fu crocefisso


il

do con
sto,

Ges CriAlberto.

oltre
la

corpo del b.

Presso

cattedrale sta l'episcopio,

e nella citt vi sono altre

quattro
catte-

parrocchie, senza per


tesimale, eh'
drale.
I

il

fonte bat-

soltanto nella
vi

religiosi

hanno

tre con-

da canonici, ed anche dai canonici regolari, e da' monaci. Da questi ultimi ebbero anzi origine le coldisse al legiate, nel modo che si volume VII, pag. 287 e 238, ed al voi. XI, p. 264 del Dizionario. Alcune collegiate per altro sono anche basiliche, e perci ne godono le inbasiliche, uffiziata

una

volta lo era

venti, le donzelle

un conservatorio,
sodalizi,

segne,

prerogative.

Nelle

citt

ed
le

inoltre sonovi

ospeda tassa-

seminario.

La mensa
camera

che nei primitivi tempi del crisfianesimo non aveano vescovo, la pia

ta ne' libri della

apostolica,

brama
ri

di celebrare
stessa

divini

miste-

per ogni novello vescovo, a fiorini duecento settanta, perch la rendila ora si fa ascendere a circa mille e novecento scudi romani annui.

colla

pompa
chiese

ecclesiastica
,

come

nelle

chiese

cattedrali

fece

stabilire

delle

collegiali,

dei capitoli, che vivessero in

comu-

COLLEGIALI

COLLEGIANI.

ne sotto ima regola, come quelli del-

COL
le chiese

COL
Di
ci

i39
sufllcienti
l'a-

cattedrali.

fanno

sa (Vedi)
si

in collegiata, a saper-

testimonianza quelle chiese antiche,


le

che

vi

devono

essere

quali

Allora
si

hanno contiguo il chiostro. quando in alcune cattedrali


l'osservanza
i

rendite pel Capitolo (^Vedi), che


bito sia
tolo della cattedrale,
la

inferiore a quello del capi-

diminu

della

vita

come non pu
precedere
le

canonicale,

zelanti vescovi scelsero

novella

collegiata

dal corpo de' canonici

quelli

che

collegiate anteriormente erette, a te-

adempievano esattamente le regole, e ne formarono dei collegi, coi quali

nelle loro

citt

vescovili

stabili-

rono
rito

delle collegiate.

Ma

in

proClero

nore della precedenza, che compete Idi singnlis. In Roma anticamente le collegiate erano in gran numero, e furono gi uffiziate un tempo
dai
ridotte

gresso di
della
s

tempo
vita

s'

illanguid lo spi-

comune

nel

monaci regolali; ma ora sono a nove, secondo il novero,

(F'tdi)

nelle collegiate, che nelle

cattedrali, quindi

nacquero

le

con-

gregazioni de canonici regolari [Vedi), che seguitarono a vivere in co-

che ne facemmo al voi. XI, pag. 263 del Dizionario, le cui notizie riportammo per denominazione alfabetica, all'articolo Chiese
di

Ro-

mune.
nuitosi
fici

Ma
il

ancora
fervore,
i

in questi

dimicapitoli

ma, e tutte ufllziate dal clero secolare, cio

romani Ponte-

dai canonici, ed in alcubenefiziati,

secolarizzarono diversi
,

na anche dai
chierici.

ed

altri

di collegiate

ed eressero queste in
sedi vescovili, di cui
si
;

cattedrali, e in
ai

COLLEGIO
Nome
che
si

[ColU'gium, Corpus).

rispettivi articoli
i

possono

ve-

dei-e

tanti

esempi

meno

pei ta-

le elevazione, le collegiate

non hanno

d all'assemblea, compagnia, congregazione, adunanza di certi corpi, e societ di uomini costituiti

seggio episcopale.

in

Vi sono

collegiate
il

di fondazione
,

rit ecclesiastica e governativa.

eminente grado per autoSeb-

sovrana, per cui

principe

come

bene
dal
in

tal

nome
avea

vogliasi

derivato

patrono nomina

alle

prebende, e ve
pie persone,

vocabolo
Firenze

Colleglli,

nome
si

che

ne sono anche
siastica,

di

fondazione eccledi

un

magistrato
sa

e privata

coadiutore della signoria;


i

che

che

si

riservarono talvolta la nomi-

romani l'usarono indistintamente


indicare

na

di

qualche canonico. Per quanil

per

collettivamente

to riguarda

servigio divino

al-

nistri della religione, coloro

miche goi

cune

collegiate

seguono

1'

uffiziatu-

vernarono
dio che
arti

lo stato,

e quelli

eziannelle

ra della cattedrale, oltre quella se-

formavano un corpo
Valerio

condo
ni,

le

loro particolari costituzio-

liberali, e

nelle meccaniche. Al

approvate dalla santa Sede. Perd' insigne

dire di Plutarco, di

ch una collegiata acquisti l'onorevole titolo

simo, e di Plinio,
si

Wuma

MasPompilio

conviene

che

o perinsigne, ne abbia intrinsecai

considera

Collegi,

fondatore di cositlatti sebbene L. Florido attriquali costitu vansi

mente

le

qualit, e

requisiti,

in

buisca a Servio Tullio l'oiigine dei


Collegi artistici,
i

forza de' quali viene dichiarata tale

dalla sede

Apostolica,

non bastanassegni
tali

con deo'eto del senato.


artistico Collegio

ciascini
i

do, che

il

vescovo

le

presiedevano
,

capi

prerogative senza prove concludenti.

e maestri delle arti

chiamati quia-

Per r erezione poi

d'

una Chie-

quennal

perch

cinque anni du-

ii<)

COL
la

COL
ed ogni
Colvarii paesi

ravu
lei^io

loro carica),

aveva inoltre imo speciale proPalroiio.


posteriori
pii
il

anco
lustri

vi

Perci nell'Italia purebbero molti Collegi il.

tettole tlcUo

di

giurisconsLilti

di

me-

Ne" tempi

vocabolo
si

dici, fondati

Collegio, in senso

ristretto,

ficenze
principi,

per Io pi dalle benede' PonteOci , imperatori,


Cardinali, vescovi ed altri

denotare un luogo particolare fornito di alcune rendite,


applic a
in cui, oltre l'educazione,
si

personaggi.
Il nome di Collegio fu pure so vente attribuito alle case di educa-

insegnale
lit-

no

le

scienze,
ec.

le

belle

lettere,

lingue

Collegio
si

[gyamasium
quel

zione,

nelle

quali

giovani

si

rac-

tcraridi)

dice

pui'e

luogo
ec.
i

coglievano per ricevere l'opportuno

slabilito per insegnare pidjblicaineu-

insegnanaento
Collegi furono
cipali

molti

rispettabili
le

le

le

lettere divine

ed umane,
i

istituiti

presso

prin-

Gli

ebrei,

gli

egiziani,

gieci,

universit, per generosit dei


Il

romani, ed altre nazioni colte ebbero ed banno ancora Collegi per


listruzione della giovent, che per
lo

benemeriti fondatori.
legio,
si

primo Col-

che venisse fondato in Roma, deve al Cardinal Domenico Cadetto Ciipranicense, e per
auto-!'

pi

sono

stati

sempre

sotto la

pranica, che mori nel i458, e perci

direzione del clero secolare, o regolare


.

Quando
stabilito

il

cristianesimo
i

fu

bene
steri

in Francia, divennero altrettanti


i

moniCollegi,
Si

nomasia Alino. Tuttora esso fiorisce, sebbene sino dalla met del secolo XV fondato. (K. Collegi di
PcoMAJ.

ne'quali s'istruivano

fanciulli.

Sullo

spirito

sull'origi-

diede

il

nome

di

Collegi anche a

quelle adunanze religiose, ch'erano

ne dei Collegi, va consultato monsignor Leonardo Cecconi; Istiluzioie

appresso
legiali e
le,

le chiese,

dette perci col-

dei seminari vescovili, principala pag. Q^, e

collegiate, e a quelle scuo-

mente
Il
tit.

243.
4e.

che nella stessa Francia erano annesse alle chiese, ai capitoli, e ai monisteri. Abbiamo dai Cauitoid!/v di Carlo Magno, 1. i. e. 22, la ingiunzione ai monaci di educare
i

concilio di Colonia del i53t,


3, ordin

delle Scoi. art.

doversi
legi

provvedere

che

nei

Col-

giovani, e d'insegnare loro la


la

mu-

sica,

grammatica, e
il

l'aritmetica;

ina siccome
dall'esercizio

magistero e l'educai

persone di abilit, e di buona vita che vi si spieghino soltanto buoni autori, affine di dare saggi e cristiani regolamenti agli scolari. Il concilio di
vi sieno delle
;

zione troppo distraevano


della

monaci

loro professata

Ausburgo dell'anno 154^ {l^cg- 24 inculc che si debbano introdurre


ne' Collegi

regola, in progresso di

tempo venne

professoi

soltanto

di

allldata la cura e la direzione delle

buoni costumi, e

di sana

dottrina.

scuole
liuniti

e dei Collegi, e de'giovani

Un

altro concilio tenuto in Colonia


^-

presso quelle case, a perso-

nel 1549,

^5

raccomand che
affidare
la

si

ne

che

non avevano

altre

inge-

avesse cura

di

educadi nota

renze, ed occupazioni, hi Italia vera-

zione de'giovani a persone


piet, purit di fede
le

mente non si applic generalmente, come in Francia alle scuole il


,

e di costumi,

quali

si

nome

di

Collegi,

bench molti

so-

nare

dal

vescovo,

dovranno prima esamio da qualcuno

Mijglianti

stabilimenti soigessero in

da

lui

deputalo. Di pi ordin, che

COL
j

COL
lologico.

i4i
cavallere-

vedere nei Collegi ed universit verun autore sospetto, ma solo libri approvati dal de-

non

si

faccia

Cos

de' Collegi

schi,
fici

istituiti

sotto la
s.
,

dai romani Pontedenominazione di san poscia


relativi

cano della facolt delle arti. Il condi Trento, sess. 5, otip. i, de refor. , ordina che si diano lezioni
cilio

Pietro, di
retani ec.
li,

Paolo, del Ciglio, Laudivenuti


i

vacabiarticoli.

sono a vedersi

di sagra Scrittura nei


,

pubblici Col-

Lungo sarebbe
i

il

legi,

che quelli

quali

saranno

Collegi

istituiti

dai

rammentare qui Sommi Pon-

incaricati di fare queste lezioni, sie-

tefici

per varie parti del

mondo
;

al

no esaminati ed approvati dai vescovo. II concilio di Bourges del 1 584 conferm tale l'egolamento e quello di Tolosa del 1090 proib alle donne, anco sotto pretesto
di

dilatamento, propagazione e mante-

servizio,

di

abitare nei

Collegi.
leggi ge-

nimento della fede cattolica quindi limiteremo ad indicare soltanto quelli instituiti da Gregorio XI II, senza nominare quelli di Roma, che pure a lui debbono rorii:,ine, o il
ci

Innumerabiii
nerali,
legi

sono poi

le

consolidamento,
noverato
il

fra

quali va

an-

particolari
principi,

fatte pei

Colaltri

Collegio

Romano. Fedi.

dai

vescovi

ed

superiori, o fondatori di essi.


niveesita'.

f^.

Usi

La
disse

pai'ola

Collegio viene,

come

Nel i574 fond il menzionalo Gregorio XIII il Collegio di Vienna d'Austria, come si ha dal Maflib. fei, Annali di Gregorio XI 11,
Ili

superiormente, dalla unione di persone


costituite

p.

parecchie

nella

nella
la
il

Stiria,

1)6, quindi quello di Gralz quello di Praga nel-

stessa dignit, ed occupate nelle medesime funzioni, com'era il Collegio denrli Elettori del sa^ro T'ornano impero (Vedi), il quale eleggeva l'imperatore; e come il Collegio apo-

Boemia nel 107 5,


Malfei nel
lib.

come

riporta
Isti-

IV, p.

1.57.

pure i Collegi di Olmutz nella Moravia, di lrunsberga nella Prus\ihia nella Lituania, e di sia, di
tu

stolico dei

Cardinali

di

santa
il

mana

Chiesa,

chiamato
e di cui
p.

RoSagro
tratta

Claudiopoli o TemesAvar in Transilvania

nel

|i584, come
Maffei,
si

si

legge

Collegio

(Fedi),

si

nel

medesimo
A. lui

anco nel
sto

volume IX,
i

ayS, di que-

38o.

pure

XllI, p. debbono le fonlib.

Dizionario.
Collegi d'istruzioi

dazioni dei Collegi di Dilinga nella

InPioma, oltre
legi

Svevia, di Fulda nell'alto circolo del

ne, e di educazione, vari sono


di cospicue

Col-

Reno,
di
di

corporazioni addetCollegi de' pro-

di Reims nella Sciampagna, Pont -a-I\Iausson nella Lorena,


pegl'
Illirici,

te all'immediato servizio della santa

Loreto
la

di
.

Mila-

Sede,
del

come sono

no per
st'

nazione

elvetica
lib.
i

Quep.

tonotari apostolici, degli


ri

abbreviatoe di
altri

ultimo
si

dal Malfei,

Vili.

parco maggiore, ancora


al

76,

dice
allo

fondato nel

J79.

prelati; cos
sistenti

dei vescovi asdegli


tutti

bastando

zelo di quel
le

Sommo
sue cula

soglio pontifcio, e

Pontefice l'Europa, stese


re al Giappone,
sa professa
legi

avvocali concistoriali,
si

de'quali
articoli;

dove fond
i

ca-

tratta ai rispettivi

men-

de'Gesuiti e
in

tre

Col-

tre a quello di

Universit

Romana
Collegi,

(Fedi),

dice

ancora
,

dei

medico-chii urgico

filosofico,

fi-

Arima, in Anordinando inoltre che ogni anno fossero mandati in


pei
neofiti
suri,

e in Funai,

.42
oio che
poli

COL
di

COL
salutare
tefici

Hiell'impero quattro mila sentii


pel
si

mezzo
li

Collegi, questi

Pongran

manteiiiinento di

quelli,
i

istituirono in

Roma

in

applicavano ad istruire
di

po-

numeroj

protessero, beneficarono,

nella dottrina

Ges

Cristo.

e ricolmarono di privilegi, veglian-

Oltre di che estese


sit
gli
ai

la sua

generotra

do costan^emente

al

commendevole
,

Collegi gi

istituiti^

come

altri

al Collegio degl'inglesi fon-

dato

in

Dovi nella

Fiandra

dal

scopo per cui furono istituiti ed accordando perci a protettori amplissimi Cardinali, ed a vigilanti
superiori, prelati di specchiata proibita, e deputati,

celebre Guglielmo Alano poi Cardinale, coll'assegno di cento scudi

d'o-

animati

da

uno

ro

al

mese.
i

ventitre

si

fanno a-

spirito

religioso e benefico.

scendcre

Collegi fondati con esor-

Dell'origine degli antichi Collegi

da Gregorio XIII, dei quali fa diligente memoria il \ ittorelli nelle Addizioni al Ciaccobitanti spese
lio,
t.

parlammo

al

precedente

articolo,

laonde quelli che

vennero

fondati

per l'istruzione della giovent, con


apposite regole, e costituzioni, oprescritte

IV,

col.

17.

e seg.
far

Ma

co-

munque non vogliamo


ne de'Collegi
istituiti

menzio-

da altri Pontefici in case religiose, diremo per che Gregorio XV, nel 1621, fond il Collegio di s. Bonaventura nel convento de'minori conventuali della

dai Pontefici, o stabilite dai benemeriti fondatori, incominciaro-

no

in

Pioma dopo

la

met

del se-

colo

decimoquinto, e progressivamente fiorirono e crebbero in nu-

mero, ed

in

proporzione
della

alla

gran-

citt
il

di

Praga. Inoltre in quelistitu,

dezza, e dignit

capitale del

l'anno
so
s.

medesimo Papa

pres-

cattolicismo.

Ma

Cecilia in

detto dal

Roma, il Collegio, suo nome Gregoriano , pei


i

te lagiimevoli

vicende, che

siccome nelle nosegna-

larono
e
il

il

termine del secolo XVIII, o soppressi


esistere,
cos,

monaci benedettini. COLLEGI di Roma. Fra


e scientifici
ca,
fasti di

principio del corrente, molti Col-

sagri,

legi

restarono

Roma

ecclesiasti-

di mezzi

per

o privi perch

luogo

occupano certamente un eminente le tante pie ed istruttive istitu-

non
ria,

zioni, principalmente dei Collegi, per educare ed istruire nella piet, e nelle scienze
s

se ne perda la illustre memocronologicamente per ordine dei tempi della loro istituzione, ne fa-

remo qui appresso compendiosa menzione.

la

romana giovent che


di
tutti
gli

Per ordine per alfabetico, dei

l'estera.
altri
i

Conoscendo pi

scriveremo poi brevemente


stiti

super-

sommi
dello

Pontefici

l'insegnala

Collegi che tuttora fioriscono,


i

mento

Spirito

Santo che

tra

quali gode
il

il

vanto di essere

il

condotta, la quale intraprende l'uonella sua tenera et, quella che pur mantiene sino alla vecchiezza, furono sempre solleciti perch la giovent fosse instituita nella buo-

pi antico

Collegio Capranicense,

mo

perch fondato dal Cardinal nico Capranica morto nel


Collegio che ebbe poi
nel
il

Dome14^85
teologo

compimento

pontificato di

Sisto IV,

na morale,

e nelle letterarie disciutili

acutissimo, ed
Collegi
tori,

egregio oratore. Dei


scrissero storia
gli

pline, e riuscissero

a s

stessi,

di

Roma
la

aupre-

e di consolazione ai genitori,

come
conse-

che fecero
dell'alma
scrissero

dei

anche

di

onore

alla patria.

gi
li

citt,

non che quelpie


istituzio'

guire tuttoci

essendo opportuno e

che

sulle

1 ,

COL
mcn/ioiie ni. Meritano sovra tutti Camillo Fanucci, Cario Bortolomeo Piazza, Filippo Bonanni, ed altri, ed
a'nostri
sta n zi.

COL
rendite, e perch gli eredi

143
non potemente dei pio
ridussero a
del se-

vano corrispondere
fondatore,
sei
;

alla

collegiali

si

giorni

d.

Guglielmo

Co-

e poscia veiso la
il

met
e,

colo decorso, rest

Collegio per tal

motivo
DEI PRIjrCIPALI ANTICHI COLLEGI
DI

affatto soppi-esso;
t.

come

di-

ce

il

Novaes,
furono

VI, p.
uniti
i

II, per
collegiali
il

un
al

ROMA.
Nardiiii.

tempo
le

Collegio dell'
Collegio

Umbria (Pedi),

qua-

Stefano Nardini,

nobile forlivese,

da benemerito arcivescovo di Milano fu da Sisto IV, nel i473, fatto


Cardinale prete di
tevere,
s.

venne unito da Pio VI al ColFuccioli (Vedi), che rimase pure estinto nelle note vicende. Gli alunni del Collegio Nardini, in quanlegio

to alla disciplina

diretti

dal rettore

Ilaria in Tras-

che nominavasi dall'arciconfraternita,

mor

in

Roma

agli

non avevano abito


vestivano

particolare,
ecclesiastici,
si

ma
per-

ottobre

14*^4

"^^ pontificato d'In-

come

gli

nocenzo Vili. Lasci ordinato nel testamento, che in una parte del
suo palazzo, presso
Parione, da
fraternit
lui
s.

ch

il

testatore voleva che

faces-

Tommaso

in

lasciato
ss.

a\V Arcicon-

anche Nel palazzo form la la teologia. sua residenza monsignor governatosero sacerdoti,
e

studiassero

del

SaU-atore,

detto

re di
fizi

Roma

(Vedi), in un agli ufsotto

ad Sanata Sanctoruni ( Vedi), si fondasse un Collegio, che dal nome di sua famiglia venisse chiamato Nardini, avesse una proporzionata dotazione, e fosse sottoposto a' guardiani

civili,
;

e ci'iminali del suo tribu-

nale

ma

siccome

XIV,

lo stesso palazzo

Benedetto venne acquigovernatore

stato dalla dateria,

il

pass a risiedere

ed
ti

uffiziali

della

detta

arciconfra-

ternita.

Dispose, che fossero

ricevu-

in esso ventiquattro

buoni e ben

costumati giovani nobili caduti in bassa fortuna, perch per sette anni
si

applicassero agli studi e


discipline.
la
Il

alle

Madama, a quello del Nardini rimase il nome di Governo vecchio. V. il PiazPie di Roma, p. 209, za, Opere del Collegio Nardini a s. Tommaso in Parione j Ridolfino Venuti, Roma moderna, toni. I, parte II,
al

palazzo

buone

pio istitutore ne
ai

accord

nomina

seguenti.

Tre

pag. 499' ^ ^00; e Panciroli, Tesori nascosti di Roma, p. 4S<^Collegio


Crivelli.

dovevano essere eletti dai guardiani menzionata arciconfra terni ta, della due dagli arcivescovi di Milano

uno

dall'abbate

di

s.

Ambrogio

di

Alessandro
nese, nel

Crivelli,

nobile mila-

Milano, due dalla citt di Forh, tre dalla sua famigliaNardini estinta, do-

i562j fu
nel

fatto

Cardinale

da Pio IV, e
fece nel

testamento,

che

po

la

quale

si

devolse la

nomina

al

i573

sotto Gregorio XIII,


l'

Pontefice,

parroco di

uno

dal

uno dal capitolo insieme al Maria in Trastevere, s. rione di Parione, e due dai
romano. In tempo per mancanza di
del popolo

lasci dei

beni stabili per

erezione

di

un
sua

Collegio, su cui aver doveva-

no
di

luogo pei

primi

discendenti
esser

conservatori

famiglia.

Esso dovea

progresso di

sottoposto alla cura ed al

governo

i44
tore

COL
ss.

COL
Salvanazione, chiamata

(lell'arciconfraternita del

de'Maroniti da
e che

s.

ad

Sa/icta Sanctoru/n.

Ma

il

(Giovanni Marone,

da questo

sodalizio osservando, che le

rendite

santo nelle

turbolenze
il

dell'orientej

non erano sulllcienli allo scopo, mantiene con esse dei giovani della stessa famiglia
in altri

nate dopo
si

concilio di Calcedonia,
al-

mantenne quella nazione unita


della
al

Crivelli

del
il

fondatore,

l'ubbidienza

santa

Romana
i

Collegi.

F.

Piazza,

OpeCri-

Chiesa;
gesuiti

mand

monte Libano

ra

pag.

222,

Del

Collegio

Gio: Battista Eliano, e Gio-

velli.

vanni Ijruno, per assicurarsi sull'ortodossia della nazione. Questi aven-

Collegio

degli

Armeni.

do adunato un sinodo
detta di

nella

chiesa
dei

Chanubina_,

residenza

TI

magnanimo
siccome
volle

Pontefice Gregorio

patriarca della

nazione, riconobbero

\1II,

amorevole verso
(ondare in

gli

oriinilali,

Roma un
armenel

che professavano la fede cattolica. Il perch Gregorio XIII, con bolla del

Collegio di
JH r
la

educazione
a
tal

ecclesiastica

gioventi della nazione

na,

pnbblicando
bolla.

efietto

i5(S4j la

Romana

Ecclesia

584 de'27 giugno, Humana, Bull. Rom. tom. IV, p. i^Q, stabil di fondare in Roma un ospizio, ed un collegio pei Maroniti, in cui si man1

sai

cuiictanim geniiwn. Tal bolla asonorevole pegli armeni, e vantaggiosa alla propagazione
delle

tenessero dei giovani di tal nazione,

ed ammaestrati fossero
e disci[)liiie
di

nelle scienze

verit

ecclesiastiche, per quinla

cattoliche tra la loro


.si

nazione.
t.

Essa

propagare ne' loro paesi


i

vera

legge nel Bull. liom.


p.

IV, part.

fede,

dommi

definiti

dalla

Sede
le

i\^
iies.

i8, dell'edizione

fatta in

Roma
per
le

del 1747j da Carlo Cocqueli-

Apostolica, ed insieme
eresie dei
tal
efl'elto

confutare
giacobiti.
il

nestoriani, e
nel

Ma

vicende de' tempi, e

rione di Trevi

det-

per
to

la sopravvenuta morte del detGrcgoiio XIII, non ebbe ellctto la fondazione del Collegio armeno. Perci il Collegio Urbano di Propa-

ganda si limit a ricevere tra i propri akmni, alcuni giovani armeni,


molti de'quali salirono alle primarie
dignit ecclesiastiche della nazione, e
fra
essi
a'

to Gregorio XIII, presso la strada nuova, stabil il Collegio, dandogli la chiesa dedicata a s. Giovanni, detto della Ficoccia, forse da una pianta di fico selvatico, che anticamente

era avanti di essa.

gi parrocchiale, e poi

Quella chiesa fu venne unita

a quella di

nostri

va

nominato
o Maruchiedi

Fratte. s. Andrea delle F. Ridolfino Venuti, Roma modert.

monsignor
.sa

Paolo

]\Iarusci

na

I.

p.
il

It)0.

scian, attuale arcivescovo della

Mentre
fu

zelante Pontefice andala

metropolitana primaziale

Co-

va perfezionando
rapito
dalla

sua fondazione,
1

stantinopoli per la nazione armena.

Collegio

d& Maroniti.
il

morte nel 585 ; ma succedutogli Sisto V, con breve de' 2 agosto i585, e con altro
de' 7

febbraio

i586,

assegn

al

Gregorio XIII ne fu
le

principa-

Collegio copiose rendite. Tuttavolta

fondatore.

Avendo saputo
delle

quel

Papa, che nella catena

mon-

tagne del Ma/itc Libano, viveva una

molto benemerito ne lu eziandio il Cardinale Antonio Caralla, che essendo stato diciiiaralo pel primo

COL
protettore
egli

COL
Collegio
pel
del
la

i4j
Nelufllziava

del
gli

medesimo
assegn
de' giovani

santo in idioma caldaico.

pure

rendite

domenica
rami

delle

palme
la

si

mantenimento
ti
,

maronidi sua

in caldeo, facendosi

benedizione
singolare e

fece rifabbricare la chiesa, e in


gli

dei

d'ulivo

con

morte

lasci

gran parte

eredit.

Indi dai Pontefici Paolo V,

Gregorio XV, Urbano Vili, ed altri ancora fu ricolmato di beneficenze


e privilegi indicibili, per cui fiori so-

Su di che abbiamo. Orcio benedctionis palmarini juxla rituni ecclesiae nationis maronitanini a syriaco texiu la lini tale donatus ab Elia Simone
misterioso rito orientale.

prammodo

il Collegio, e da esso uscirono alunni chiari per piet e dottri-

na, alcuni de' quali divennero patriar-

Ma per le vicende ultime, diminuite notabilmente le rendite, fu ridotta ad uso profano la chiesa, manomesso venne il
chi di loro nazione.
Collegio, n
si

maronitarum alumno, E.omae 1 69^. Messa che si celebra dai maroniti nel giorno delle palme, Roma 1788. Per altre notizie sul Collegio
Ilersenita, collegii
si possono consultare Mauoniti, il Piazza, Opere, pag. 227, del Collegio de' 3Ia-

de' 3Iaronili,

l'articolo

pot riaprire. Perci

con

le

rendite superstiti la congredi

roniti
cia,

gazione

Propaganda
di
,

mantiene

in

un numero
ne maronita
[J^edi)
,

alunni

della nazio-

suo

Giovanni della Ficocs. Strada Nuova, non che nel Santuario Romano^ alle pag.

nel

Collegio
li

Urbano
alle

69

e 466.
Collegio Mattei.

quindi

spedisce

missioni, e alla cura d'anime de'lo-

ro connazionali.

maronierano diretti dai gesuiti, frequentavano le scuole del Collegio RomaGli alunni del Collegio
ta

no [Fedi), e vestivano sottana,


prana, e fascia nera, nel
il

so-

modo

che

Bonanni riporta a pag. 43 del tom. Ili Del cntnlngo degli Ordide' diversi

ni religiosi.
IVella

Collegi ec.

Istituito venne questo Collegio, nel i6o3, dal Cardinal Girolamo Matdal suo notei romano, il quale me lo intitol a s. Girolamo. Fondello nel pontificato di Paolo col fine principale di dare alla Chiesa operai zelanti ed istruiti ministri per la cura delle anime. Ma verso

delta

chiesa

del

Collegio
la

si

la

met
il

del secolo decorso,

come
p.

di-

celebrava solennemente
s.

festa di

ce

Venuti,

Roma moderna

197,

Gio. Battista, con messa in


e
nelle ore
in

rito

caldaico,

un discorso
orientali.

pomeridiane lode del santo, con


linguaggi
cele-

a cagione delle diminuite rendite. Questo Collegio fu


rest soppresso

aperto

sotto

al

giardino

pontifcio
s,

prose e poesie in diversi


Cos'i,

del Quirinale, presso la chiesa di

a'

9
s.

febbraio,

Nicola in Arcione, cos detto corrot-

bravasi

rone, di

Giovanni Clamenzione nel martirologio romano, nelle annotazioni al Baronio sotto li 2 otla

festa

di

tamente, dall'esservi

ivi

stato

il

fo-

cui

si

fa

ro, e vico Archimonio. Stabil

il

pio

Cardinale saggi regolamenti pel godi

tobre.

Nella mattina,

inler

niissa-

verno del Collegio sotto la ispezione un direttore, e la perpetua amsorveglianza de' suoi

nini solemnia,
rito siriaco,

che avea

luogo
in

in

ministrazione e
fratelli

ed
XIV.

in linguaggio

ara-

Ciriaco ed Asdrubale Mattei,

bo, recitavasi un' orazione


VOI,.

lode

loro discendenti, insieme al prepo-

10

46
pr
deli'

COL
tempore della chiesa di
Anello,
le
s.

COL
manae
sic

sto

ferunt.

Dispose

che

vi

Biagio

cui
s.

ragioni

fossero ricevuti otto alunni di Castel

passarono
Catinari
,

a quella

di

Carlo a

con facolt di riformare i regolamenti, ed altro pel maggior incremento del Collegio stesso. Dispose r istitutore, che per alunni si ricevessei'o poveri romani di nobile condizione, ovvero cittadini romani per privilegio. Carlo Bartolomeo Piazza, nelle sue Opere pie di Roma, parlando a p. 278, del Collegio Dlattei, aggiunge che ai romani
si

suo

Bolognese sua patria, ed anche del territorio, i quali avessero vocazione per la vita ecclesiastica ,
la cui
l'cdi,
ti,

nomina
il

spettasse a' di

lui

e-

ed

governo ad otto deputaper l'amministrazione


,

cui destin

assegnando anche congrue rendite pel mantenimento. Escluse da quel Collegio i figli dei
del

monistcro

suoi eredi

istituiti

e sostituiti, e

lo-

ro
il

successori, a' quali per

accord
consi-

dovevaio preferire

giovani
di

del-

privilegio di essere

sempre

Lamole, di cui era abbate il Cardinadovevano avere dile. Gli alunni ciassette anni di et, e dovevano atle

abbazie

di

Nonantola, e

derati nativi di Castel Bolognese.

In
di

progresso di tempo,

diminuitesi

molto

le

rendite del Collegio, e

non

essendo

pi

sufficienti
,

al

manteni-

tendere allo studio delle scienze, principalmente della teologia, e del gius
civile e canonico, nelle scuole del Col-

mento
nedetto

de'collegiali

Pontefici Be-

XIV, e Clemente due chirografi, emanati,


a'26 aprile ly^G, ed

XIV
il

con

primo

nera

romano. Vestivano una sopra iia portavano una veste pi corta, avendo per distinlegio
talare, e di sotto

il secondo a'3 i dicembre lyyS, ne ordinarono la temporanea chiusura, decretando che

zione

le

soprana, come

mostre di seta rossa alla si vede nella figina,


ci

colle residuali

rendite fossero

prov-

visoriamente mantenuti quattro giovani in altri Collegi di

che
pag.

il

p.

Bonanni
f'cl

d nel

t.

Ili,

44

suo

Catalogo j

trat-

sopravvanzi
plico
pitali

si

formasse

Roma, e coi un molti-

tando del Collegio Matle.


Collegio

perduti.

per la reintegrazione dei caTale attualmente


di

Ginnasi,

la

situazione

questo

Collegio.

Fondato fu questo Collegio nel i636nel pontificato di Urbano Vili, dal Cardinal Domenico Ginnasi di
Castel Bolognese,

vengono amministrati dal rispettabile monsignor Annibale Ginsuoi beni


nasi,

discendente della famiglia

del

fondatore,
li

ma

non
il

si

pu

coi picco-

decano

del sagro

sopravvanzi

delle

sue

rendite

Collegio. L'insigne porporato,


riedificata
le di
s.

avendo

far progredire

moltiplico, che

la

chiesa,
alle

gi parrocchia-

to lentamente. Ridolfino Venuti,

molRo,

Lucia
le
il

acquist

case

vicine,

Botteghe oscure, ed ivi fece

ma

moderna, nel t. II, parte 664, parla di questo Collegio.


oltre la

p.

Il

Bo-

fabbricare

locale pel Collegio, che

nanni,
del

figura

<\e\V Alunno

prese

il

suo cognome, mentre altro ne

collegio

assegn per monistcro delle monaclie


Teresiane, poscia trasferite a quello
presso la chiesa de' ss. Marcellino, e
Pietro.

p.

Ginnasio 3 che riporta 4o del Catalogo, dice che l'abiquesti alunni era nero,
di

to di

cio

La

fonda/ione

fu fatta col-

un giustacuore, e sopra na giubba lunga sino ai


ta nella parte

esso u-

piedi, aper-

l'aulorit della pontificia bolla

Ha-

anteriore, ed

orlata

COL
mostre di saja paonazza. V. Piazza, Opere Pie di Roma, a pag. 200.
di

COL
Le
rendite
fui-ono

t47
lasciate

dal

fondatore per dodici alunni, non che


pel rettore, picfetto,
e
i

altri

mini-

Collegio Fiiccoli o de' ss.

Giovanni

stri,

ed

inservienti

quali tutti in

Carlo.

un agli

alunni, dipendevano dal

men-

di Citt di Castello, nobile

Monsignor Gio: Antonio Fuccioli romano,


si

zionato p. gesuita. Dispose egli inoltre, che otto degli alunni dovessero
essei'e
tri

di Citt di Castello, e gli al-

come
bedue
prima
nelli,

legge nel

suo

testamento,

protonotario e referendario di amfond questo le segnature ,


Il

quattro di citt immediatamendominio temporale te soggette al


della
lui

Collegio.

degno prelato,
l'

che fu

famigliare del
detto

Cardinal

Bo-

santa Sede. La nomina fu da ceduta ai seguenti. Uno ne potea nominare il vescovo di Citt di

Alessandrino,

nipote

Pio V, poi segretario di Leone XI e di Paolo V, si distinse per


di
s.

cognizioni
legale, e
ta,

non comuni

nella scienza

la

per somma integrit di viquale ebbe fine agli 8 settem-

due il p. generale de'geuno il p. generale dei teatini, uno il capitolo della cattedrale uno il rettore del di detta citt, Collegio di s. Antonio di essa, uno
Castello,
suiti,
il

rettore

del

Collegio de' gesuiti

bre

1623, regnando
sua

Urbano

Vili.

di Citt strato
patria,

di Castello,

Con

testamentaria

disposizione,

civico

della

uno il magimedesima sua


i

lasci pingui

rendite per la
di
ss.

fonda-

uno

deputati dell' arciconcarit, e quattro

zione in
to
il

Roma
de'

un

Collegio, sot-

fraternita della

Giovanni e Carlo, chiamato poscia dal proprio cognome, Collegio Fuccioli, che in seguito venne aperto nel borgo di s. Agata a'Monti, sotto
il

nome

pi prossimi parenti del fondatore. Gli alunni dovevano essere giovani d'anni diciassette,
abili riori

diciotto,

ed

allo

studio delle

scuole supe-

pontificato d'In-

di filosofa e
la

teologia,

non che
i

r anno 1 646 , cio nel nocenzo giorno sagro alla festa di s. Carlo Borromeo, uno de'patroni dell'istituto. Il testatore dispose, secondo Marche quando fosco Ubaldo Bicci
,

avere
siti

prima tonsura,

requi-

idonei necessari all'ammissione.

Ma essendo diminuite le rendite di questo Collegio, da Pio VI fu unito al Collegio dell' Uinhria[T ff//^, egualmente
fondato per dodici giovani
di quella provincia, e pel quale

mancata la sua famiglia, venisse raccomandata la fondazione, e perpetuamente si affidasse il governo e regolamento del Collegio al p. generale della compagnia di Ges. Ma il Piazza dicono, il Bonanni e che monsignor Fuccioli lasci il Collegio
se

era
gi

slato acquistato nel

1763

il

palazzo

o locale
posto
le

alle

botteghe

oscure,

del Caidinal Ginnasi, dov'egli avea

monache
esso

teresiane.

rimase
vicende,

estinto
ivi

per

le

Dipoi note

sotto la cura, direzione, e protezio-

ed

colloc

Leone XII

ne del
le

p.

generale de'gesuiti,

il

quadel-

quello irlandese, che poscia dal retrasferito a

perci deputava

un

religioso

la

compagnia per l'effetto, ed insieme con ampie facolt di fare costituzioni, regole, ed ordini pel ben essere del Collegio stesso.

gnante Pontefice nell'anno i836 fu s. Agata alla Suburra ,

da
le

dove

passarono

al

detto
le

loca-

del Collegio

Umbro

maestre

Pie. Dall'unione del Collegio Fuccio-

i48
li

COL
la

COL
clenomlna-

all'Umbro, deriv
(li

zione

Collegio
lale

Umbro- Fuccoli.
politi-

bene per disposizione del testatore si chiami aucoia Collegio di Nicela.

Dopo
gli
ci,

riunione sopravveiincio

Lassi, dal

nome

della

maihe
il

di

accennati

sconvolgimenti
secolo,

lui.

Fu

nel ponlilicato di

Clemente
pa-

che ebbero
passato
il

principio nella fine


e terminarono

XI che
gola
si

nella piazzetta, dietro

del
sotto

lazzo Costaguti, nel rione della Ile-

Pontificato di Pio VII. Laon-

aperse questo Collegio

mea

de, essendo al Collegio mancata la maggior parie delle rendite, dovette restare chiuso.

diante la pingue eredit


molti[)lico dal

lasciata

lodato Lassi. In essei

Presentemente l'am-

so venivano

mantenuti

alunni,

ministrazione dei beni dei Collegio viene esercitata dal prelato segretario della congi-egazione degli studi,

e colle scarse rendite, che


riunire,

si

so-

no potute

vengono mante-

che dovevano essere delle citt umbre di Narni, di Col Valenza diocesi di Todi, e di Foligno, e vi dimoravano fino al termine de' prescritti studi. In seguito, essendosi diminuite
diid
bro,
niti
le

lo nel patrio seminario,


tri

nuti sei giovani di Citt di Casteled iu alstabilimenti


di

rendite

del

Collegio

Nar-

(^Vedi),
i

chiamato anche

Um-

pubblica

istru-

pochi suoi alunni furono u-

zione.

Sono

essi

nominati a fruire

di tal beneficenza dal Cardinal prefetto

cos\

di detta

tre

procura

l'

Congregazione, menamministrazione di

a questo in numero di tre, che si form il numero di none aveva prescritto il ve, quanti fondatore Lassi, il quale nella sua
testamentaria disposizione, ordinalo

rinvestire ogni anno qualche somma, per venire poco a poco alla rein-

aveva eziandio non

solo,

che
si

tali

a-

tegrazione

de' capitali

perduti.

Gli

limni esser dovessero dei detti luoghi,

alunni del Collegio Fuccioli studiavano nelle scuole del Collegio ro-

ma
i

che

la

preferenza
zie di

avessero

parenti delle

lui

Eusebia
di-

mano,

e nelle feste frequentavano la

e Tarquinia Lassi, e

per quello di
preferiti
i

congregazione ivi istituita in onore della ss. Concezione. Del loro vestito
il Bonanni a pag. Catalogo ec. Esso consisteva in giustacuore lungo sino alle ginocchia, con sopravveste lunga

Col Valenza
<{ue
il

fossero

scendenti di Valentino Salterini. Piacinoltre


al

ci

la figura

testatore

di lasciare
colle

26

del suo

diritto

delle

nomine,

prevescole
s.

messe condizioni,
vi

ai rispettivi

delle tre diocesi.

Ma quando
Scalze
di

aperta davanti, e tutto di color nero. J^. il Piazza Opere p. 2 7 1 , capo XIX, del Collegio Fuceioli; e
lidolfno Venuti,
1.

monache Carmelitane
Teresa,
dette

Roma

nioderna

t.

p.

i37, del Collegio Fuccioli.

perch il Cardinal Ginnasi nel suo palazzo alle Botteghe oscure aveva loro fondato il monistero, passarono da queGinnasie,
sto

Collegio dell'Umbria, o

Umbro-

de'

ss.

Fuccioli.

no

quello contiguo alla chiesa Marcellino e Pietro, nell'an1763 sotto Clemente XIII, venil

ne acquistato

monistero loro dai

Giovan-Carlo Lassi da Spello, curiale in Roma, fond questo Collegio a vantaggio della nazione
bra, per cui ne prese
il

deputati

del

Collegio
,

-Umbro per
si

uso

degli
di

alunni

e
l

ridusse

in

Um-

forma

Collegio

dove

prima

nome, seb-

era a piazza Costaguti,

come nota

COL
a p. 177 il Bernardini, Descrizione de Rioni di Roma. Coitribi a
ci

COL
tore

i4c)

Fiorentini. Esso riconosce per fonda-

Bartolomeo Bandinelli

fiorentidistin-

generosamente

il

Cardinal Gia-

no, fornaro in

Roma,

il

quale

como Oddi perugino, vescovo di Viterbo e Toscanella, come quello che


era

guendosi per piet, ne diede solen-

zelante

munifico

protettore

del Collegio stesso, e

dal quale fu

pianto allorch mori nel


fice

1770. Digli

poi al Collegio, per volere del Ponte-

ne prova colla sua ultima testamentaiia disposizione, ex Act. Qiantil. Larg. Notar, capital, x, maii 1617. Con essa lasci crede di tutte le sue facolt la ven. Arciconfraternit
ta di
ili), s.

Pio VI,
il

si

riunirono
di

alunni

della

Misericordia, del(fac-

del Collegio FuccioU i^Fedi), e cos

Giovanni Decollato

prese

nome
]\Ia

Collegio Jjmhro-

Fuccioli.

anco questo Collegio, a

motivo
afflissero

delle vicende politiche^ che


il
i

sua nazione fiorentina, coir obbligo di erigere un Collegio, da chiamarsi Collegio di Bartolodella

declinare del secolo de-

meo Bandinelli

cittadino fiorentino.
si

primordi del corrente, Tu chiuso, n si pot pi riaprire. Leone XII assegnollo per locale del Collegio Germanico- Ungarico ma non venne accettato come non atto allo oggetto, ed invece si fece occupare prima dal Collegio Irlandese, ed ora dalle IMaestre Pie di Roma. J^.
corso,

Egli dichiar che


dai

dovessero

man-

tenere dodici giovani studenti, prescelti


figli

dei confrati di detto


uffiziali

sodalizio,

agli

del

quale

spettasse la nomina. Dispose


ra,

ancodi

che in
si

mancanza
scegliessero

dei
gli

figli

confrali

alunni

dai

figli

di altri

fiorentini,

egualufll-

Mariano Vasi, Itinerario di Roma,


t.

mente per votazione


ziali

di

delti

II. p.

382, e
t.

il

Venuti,
I.

Roma
666.
di

superiori

dell' a rei con fratergli

moderna,

II.

parte

p.

nit, e

che

gli

uni e
sei

altri

fos-

Ora l'amministrazione
partenenti al
Collegio

dei beni ap-

sero
dici,

almeno
e

dell'

et di

anni quini

Umbro,
della
i

durassero

anni

loro

Nicela
dal

Lassi,

sono

amministrali
congiovani

studi nel Collegio. Nel


fu disposto per
legio,
l'

prelato

segretario

1674, tutto apertura del Col-

grega/ione degli studi, ed


stabiliti

e definitivamente fu posto in

dal

fondatore

in

numero
di
si

attivit ne' primi di

novembre

del

di sci

godono r annua pensione

scudi cinquanta, colla quale

man-

1678, nel pontificato d'Innocenzo XI. I giovani collegiali sono gover


nati

tengono agli studi, migliorando progressivamente lo stato economico


spettante al Collegio.

da un

rettore,

vanno

alle

scuo-

le del

seminario l'omano, e con abi-

to nero decente. V^. Carlo

Bartolom-

meo
Collegi che presentemente fioriscono IN Roma, o che non sono
soppressi.

Piazza nelle sue Opere pie di


p.
s,

Roma, a dinelli a

35o, Del collegio BanGio. de' Fiorentini.


di
in

Le
si

costituzioni

questo

Collegio
nel

stamparono
Collegio Bandinelli.

Roma
per del
,

17^9.

Per
gi

le

vicende

declinare

del passato secolo

de' primordi

situato nella

via

Giulia,

del

nostro,

rest

chiamata Fia Reda, e P'ia Florida, presso la chiesa di s. Giovanni dei

chiuso,

ma da

per un tempo ultimo venne ria-

perto, e fiorisce

come prima, con

i5o
Ir alunni.

COL
con
soli

COL
qnattorretta, precisamente accanto
alla

diversi cojivilloii, e
11

pio istitutore

Uarlo-

chiesa de'

ss.

Apostoli, col pagainensuoi minori


s.

lommeo
chiesa di
lio,

Uandinelli fu sepolto nella


s.

to di quindici mila scudi d'oro, vi

Gregorio
legge
l'

al

monte Cenestessa

fond un Collegio pei


conventuali, sotto
il

e se

ne

iscrizione

titolo di

Bo-

crologica sotlo
uhiesa.

l'atrio

della

naventura. Destinollo

per

un nu-

mero
s,

di

collegiali

studenti di detto

Collegio di

Bonaventura

Ordine, non minore di venti, che volle soggetti ad uno special Cardinaie protettore, diverso
dell'

o Sislino.

da quello
d' inter-

Ordine,
le

con

facolt

Questo Collegio si trova nel convento de' minori conventuali presso la Chiesa de' santi XII Apostoli [T^edi). Non solo il Pon,

pretare, di riformare,

e di
i

rinno-

tefce

Sisto

IV

francescano,
t. s.

colla

bolla Superna (Bull. Boni.


par.
Ili,

IH,

p,

182) canonizz

Bo-

generale

naventura Fidanza di Bagnorea, gi de' minori francescani, e Cardinal vescovo di Albano; ma


del santo
tra

regolamenti dello stesso Collegio. Nel tempo medesimo il benefico Sisto V, con bolla del primo gennaio iSBy, lo provvide di stabile entrata di oltre duemila scudi, e vi pose una copiosa biblioteca, che chiam col nome da kii portato mentre era religiovare
costituzioni, e
so, cio

Felciana,

mentre

il

Colvie-

fece inserire la festa

legio dal suo

nome

pontificio

quelle del palazzo apostolico, e concesse alla detta chiesa dei


ss.

XII
stesse

Apostoli pel giorno 7 marzo, festa


tli

ne appellato anche Sistina. Il fine principale, per cui Sisto V fond in Roma questo Collegio, fu per-

s.

Tommaso d'Aquino,
di
s.

le

indulgenze, che godeva

quella

dei

domenicani

IMaria sopra
la

Mi-

nerva. Assegn inoltre

seconda

domenica
la

di luglio per

celebrarne

festivit,

permise

all'Ordine

francescano di farne l'uffizio dirilo doppio coUottava. Sisto

poi,

che in esso si spiegasse la dottrina di s. Bonaventura, al qual eifetto fece imprimere le sue opere nella stamperia Vaticana nel i588, col titolo: Dii>i Bonai'enturae Opera, edizione bellissima molto stimata, riprodotta in Venezia nel i'/5i, da un anonimo, che vi premise una
diligente vita del santo,
f^.
il

francescano al paro che


stabiPi
tal

Sisto
luglio
quelli,

IV,

vo-

festa

ai

i4
a

indulgenza
visitassero
ni,

plenaria

con che
e

lume V,

Lo

3 17 del Dizionario. stesso vSisto V, nel modo che


p.
all'

una

chiesa
in

de' francesca-

dicemmo
ventura
Apostoli,

articolo Cappelle Cars.

in

Bagnorea,

Lione,

in

dixalizie per la festa di


nella

Bona-

.Rou)a, e

mediante la costituzione Triuniphans Jcnisaleni ( dat. Bobasilicam


ss.

hasiliea de" ss.


tal

XII
per
servo
e sxc-

istitu

cappella

mae apud
slolor.
il

XII Apo-

onorare maggiormente
di

quel

die

i4
t.

niartii

i588, presso

Dio;

la dichiar papale,

Bull. Boni.
s.

orn

IV, par. IV, p. ^o^), Bonaventin'a col titolo di

dottore della Chiesa. Quindi aven-

do

Sisto

acquistato un pezzo di

andata poscia inosservata, da Urbano Vili fu rimessa colla ([ualifica di Cardinalizia, o semi-papale, facendosi per essa
fosse
l'

come sembra

palazzo dei

Colonna,

chiamato

la

invito del sagro

Collegio dal Car-

COL
dinal prolelloie. nienlie al
iie
ili

COL
teimireligioso
a

i5i

annoverato
/

fra

collegiali di

questa cappella da

un

naventura, nel concorso del


.

BoiG34.
s.

studente delio ste>so Collegio,

iene

Fr. Maria

Gasparri,

Lo

stato

ponunziato un sermone in latino in onore di s. Boiiaventui'a. Avendo Sisto V stabilito, che il Cardinal -protettore pr tempore del Collegio fosse
il

geografeo della

Marca

d' Ancona,

Cardinale
era nato^

pii

anzianella

no defa Marca
cui proincia

Anconitana,
nel

per V intendimento delle tre bolle di Sisto V, sopra il pi anziano Cardinale della Marca, chiamato alla protezione della cappella SiDiaria stina nella basilica di s.

Pio VI dichiar, che in


di lui simile porporato,

1780 mancanza

supplireb-

due Collegi MonBonaventura di Roma, r>.oma 1726: e Jo. Franchini,


Maggiore, e
de'

taho, e di

s.

be

il

Card'nal prolettore de'ruinori


sotto la dipenden-

Status

religionis

franciscanae nnet conventuiini,

conventuali. Regola e governa per-

norum

conventualiuni cxpressus nu-

tanto

il

Collegio,

nier. provinciaruni,

za del Cardinal protettore, uno dei


j)i

Bomae 1682. Di
tratta

questo

Collegio

dotti e pi

biavi religiosi conil

anche
di
12.

il

Piazza nel suo


,

Ka-

ventuali, che porta

titolo di

Regdi

sevologio
cap.

Roma

trattato XI,

gente e
s.

di Rettore del

Collegio

Bonaventura, e che per concessione di Eenedetto XIV, pure definitole generale dell' Ordine.
11

Collegio Capraniea.

Caidinal

Alessandro

Peretti,

Nella piazza di

nipote di Sisto \, fu il primo protettore dato da quel Pontefice al


Collegio,
il

ro

della
il

presso

Maria in AquiCapraniea , e teatro di tal nome, cols.

ancora

qual porporato
esso
il

scelse

locato questo Collegio, che essendo


il primo fra quelli fondali in Roma, si acquist l' onorevole titolo

in reggente di
Centiiii, cht poi

p.

Felice

Paolo V fu creato Cardinale nel 161 r. Nel seda


colo decorso
il

di

Almo

Primario
il

fondatore

di

Cardinal

Albani,

questo Collegio fu

Cardinal Dofa

protettore del Collegio, dichiar reg-

menico Capraniea nobile romano,


delle cui celebri gestc
si

gente del medesimo nel


p.

1742, il Lorenzo Ganganelli, che da Clenel

parola
del Difu

nella sua biografa, die riportasi al

mente XIll
dinale, e

1759
gli

si

cre Carnel
di

che poi

successe
col

zionario.

pontilcato nel

1769

nome

volume IX, p. 21 4) e seg. Suo divisamento concorrere ad una saggia e

di

scienti-

il

Clemente XIV. Xel corrente secolo Caidinal Brancadoro, protettore


il

chierici, fica educazione per quei principalmente romani, e dello stato


pontificio,

del Collegio, fece reggente

p.

An-

che

volendo

proseguire
fossero

tonio Francesco Orioli, che dal Pa-

nella
slati

carriera
di

ecclesiastica,

pa l'egnanle venne creato Cardinale nel i838. Da questo Collegio uscirono insigni
santit di
religiosi,

povera

ma

civil

condizione,

di

buoni costumi, e

d'

ingegno ca-

chiari per

vita, dottrina,

e dignit,

fra'quali meritevole di special


zione
via,
il

menslato

pace a trarre profitto dagli insegnamenti, che ivi si fossero lor daEgli pertanto nella stessa casa ti.
di sua nobile famiglia
legio, e lo

Cardinal Brancati di Lau-

apri

il

Col-

che in sua giuvenli era

dot di rendite, pel gra-

i52
tuito
Iiinni,

COL
mantenimento
i

COL
di trentuno aes-

ma
il

avendo poi
si

quali

non potiebbono

XIV,

Sisto aggiunto diede luogo a far credere


autori, essere
Il

sere

ammessi che

diciassette anni di et.


scrisse in
le,

avendo compiti Quindi ne


le

ad alcuni

gli

stessi

trentadue alunni.
to

vescovo di Acna-

purissimo latino
di

rego-

cona ne dovea nominare uno,


ili

lo

arricch

una

biblioteca,

insigne per codici, che per in segui-

sua diocesi, o in Roma ; uno l'arcivescovo di Fermo, nato o in


o in

to in parte passarono alla na, e parte in vari

Vatica-

quella citt,

Roma

ec?

imo

a cagione delie ultime vicende de'tempi.

luoghi

l'abbate di Settimo, diocesi di Firenze, purch fosse nato v


diocesi

quella

Le

dette regole furono

di

poi

o in Roma,

ec.

stampate in Roma dal Cracas nel 1 7o5. hi queste il fondatore comand, che
ni
i

conservatori

di
i

Roma,

il

priore de' capo-rioni, ed


dell'ospedale
del
ss.

guardia-

Salvatore

ad Sancta Sanctonun,
i

ne
e

fossero
i

governatori,

patroni,

pro-

tettori,

ed

espressamente

ordin,

Morendo il Cardinal Domenico Capranica nel 1458, lasci al fratello Angelo vescovo di Rieti, che poi nel 1 460 da Pio II fu creato Cardinale, col nome di Cardinal di Ric/iy la cura di compiere la fondazione del Collegio, dove vuoisi che un tempo sia stato alunno
Enea
eletto
II.

che questi nel di della festa di s. Giovanni visitassero il Collegio, si facessero rendere conto dell' amministrazione e del suo andamento, correggessero, e cambiassero quelle ordinazioni, che stimassero pi opportune pel miglioramento della sua benefica istituzione. Inoltre dispose, che ogni anno dagli alunni se ne eleggesse uno per rettore, previa l'approvazione de' nominati superiori.
Il

Silvio Piccolomini, nel

i4t'8

Pontefice
col

col
vi

nome

di

Pio

Certo eh' egli


questi

entr per se-

gretario

Cardinal
si

Domenico,
al

quando
Cardinal

rec

concilio

di Basilea.

Dopo

l'esaltazione

del

Angelo, considerando la famiglia Capranica non rimanere a


lui,

a cagione del sito che occupail

va

Collegio, conveniente abitazio-

ne, ottenne

una bolla da
locale
il

Sisto IV,

colla quale fu autorizzata di erige-

Piazza nelle Opere pie di Ropag. 207, del Collegio

re

un

apposito

accanto

al

ma,
nicaj

Capradice

palazzo del fondatore,

quale ve-

a piazza
il

Capraidea,
,

nendo
alunni.

infatti

edificato,
si

appunto
gli

avere
nica

Cardinal Domenico Capradisposto ancora che la nodegli

quello dove tuttora

trovano

mina
guenti

alunni
eleggere

spettasse

ai

se-

Allorch
salto alle

a'

individui,

cio
i

dovessero
di
altri

ne Colonnesi, o
quattro

contestabile di

6 maggio iS'j il Bourbon diede l'asdi R.oma,


il

mura
alunni

retto-

de' loro slati o de' nati in

Roma, o

re e

gli

del Collegio

Ca-

luoghi;

tre

discendenti

pranicense, valorosamente

procura-

della famiglia

Capranica,
sette,

poi

per

consuetudine

ro nominare
nativo di

sebbene ne solessee che per uno


la

rono

respingere

il

nemico dalla
s.

parte della porta di

Spirito, in-

tanto che Clemente VII dal

Vati-

Roma

avesse

ciascuno de' capo-rioni di


quali al suo

nomina Roma, i
tredici;

cano
lo;

si

ritirava in
sopraffatti
trafitti

Castel

ma,

dal

Angenumero,
s.

tempo erano

caddero

ouoratamcate.

Per

COL
queste ed altre benemerenze
,

COL
pri-

i53
Francesco

incaric
ria

il

Cardinal
di

Ma-

ma

Pio
si

li,

e poscia molli suoi suc-

Pignatelli, della

visita

apostolica

mostrarono benefattori del Collegio ; e s. Pio V di moto processori

all'ospedale

Sancta

Sanctorunt,
il

ed in pari tempo

ripristin in lui

prio provvide
zi

gli

alunni di benefipoi
tradizione,
concilio
stati

protettore del Collegio Capranicensc,

ecclesiastici.
i

ponendo a disposizione del Collegio


stesso le
fetto

che fra
del

padri

del

di

rendite superstiti.

tal efle

Trento, molti
Collegio,

siano
quali

alunni
simile

furono pure diminuite

no-

riconoscendo
di

mine

degli alunni ridotte a dodici, ac-

per

esperienza

l'utilit

fondazione, promossero l'istituzione


de' Sem ina ri, che poi
lio

fu dal

couci-

ordinata in tutte le diocesi.

Per breve
gio,

di

Clemente Vili

fu

introdotta la protettoria del

Colle-

persona del Cardinal nella Michele Bonelli, nipote di s. Pio V, e chiamato l' Alessandrino, la quale poi per le questioni insorte,

cordandosene sei allo stesso Collegio, purch cadessero su giovani romani due alla famiglia Capranica una all'arcivescovo di Fermo, una al vescovo di Ancona, una al principe Sciarra-Colonna , ed una al contestabile Colonna. Ai detti alunni fu permesso aggiungere i convittori col pa;

gamento mensile
so

di

scudi dieci, sen-

za prescrizione di luogo.

Nello

stes-

massime

sotto
il
i

Urbano Vili,
Liscia

nel
vice-

1627, fra
protettore,

Cardinal
di

anno 1807, Pio VII onor il Collegio col privilegio, che un alunno
avrebbe pronunziato
il

conservatori di Iloma

discoiso lati-

Sancta Sanctorum, fu alfatto tolta da Alessandro VII nel 1661. Quel Pontefice, coe
i

guardiani

no

nel d\ dell^ Ascensione, nella ba-

silica

Lateranense, avanti
il

il

sommo
ce.

Pontefice,

sagro Collegio,

su di

me

asserisce

il

citalo Piazza, a

p.

che va
citato
alla

letto (pianto

208, decret non


si

solo che

il

ret-

Volume IX
il

diciamo nel sucdel Dizionai io,


nel

tore del Collegio dovesse approvarcol pontificio beneplacito;

pag. 38, e 39.


Collegio,
nella

prov-

Riaperto

videnza
stolica,

derivata

dalla

visita

apodal

non and guari che


glio

1807, secomlu

da

lui
altri
i

ordinata
saggi

sino

invasione francese, avvenuta nel lu-

1659;
ni
agli
si

ma

prescrisse, tra

regolamenti quali, che gli alun-

1809, il Collegio pass sotto la dipendenza della commissione di pubblica

incedessero
altri

con

abito

comune
che
Ili
t.

istruzione;

ma,

ritornato

nel

Collegi, a quella guisa


p.

vede nel

Bonanni

nel

del suo Catalogo, alla pag.


luiiio

35, del Collegio Capranica.


si

A-

18 14 gloriosamente in Roma Pio VII, ne riassunse l'intera amministrazione il Cardinal Bartolommco Pacca,
attuai decano del sagro Collegio, colla

mantenne sempre in onoranza, sino al 1798 fu diretto dal magistrato romano, e dai guardiani dell'ospedale di SanctaSanQuesto Collegio
cloriim
;

qualifica di pro-visitatore, a

mo-

tivo dell'avanzata
Pignatelli,

et

del

Cardinal

il quale morendo nel i8i5 a'i4 agosto, lasci al Collegio Ca-

ma

in quell'anno per l'in-

pranicensc
iDieria.

la

sua piccola,
il

ma

scelta

li-

vasione repubblicana fu chiuso e spogliato di

Ed

alloi-a

medesimo Pio
isti-

molti

clfetli

di sua

pro-

VII, per gran ventura di questo


tuto, dichiar con pontificio
il

priet, e di preziose
di

nel

1807,

il

memorie. QuinPontefice Pio Vii

breve,

protettore del Collegio

lodalo Car

i54
clinal

COL
Pacca, clie in

COL
un
al

suo degno vicario, monsignor Giuseppe 15ofondi, decano della Rota,

ve

il

maggior

lustro, e decoro,

ne promocon

gran vantaggio de'giovani. Gli alunni, dopo un settemiio che sono nel
Collegio,

Subiaco dalla cappella del palazzo, allora di propriet di monsignor Pietro Garroni, sotto-guardaroba, e cameriere extra del Pontefice Pio VI, ed adesso appartenente ai conti Lucidi

della stessa citt. Quella chiesa

debbono ricevere
le

la

laurea

dottorale; tVeqncntano

scuole del

Collegio
tifica,

romano

per l'istruzione sciendei


si-

e nelle feste la chiesa

gnori della Missione a


rio,

monte
con

Ci todili-

i56i, da una compacon un ospedale pei poveri pazzi, i quali essendo stati poi trasportati da Benedetto XI il, e da Clemente XII all'ospedale di s. Spifu eretta nel

gnia di

fedeli,

a fine di

esercitarsi

rito in Sassia nella via

della

Lun-

genza

nell'officiatura
riti.

ecclesiastica,

gara,

la

chiesa che

l'

ospedale ven-

ne'sagri
sopi-ana,

\ estono ora sottana, e o maiitellone di saja nera,


clericale.

nero acquistati dXV Arciconfraternita de'ss. Bartolonimeo ed Alessandro

con cappello

de'Bergamasehi
a vedersi
il

[f^edi), sulla

quale
pie, p.
istitusta-

In questo Collegio in tutte le epo-

Piazza,

Opere
la

che fiorirono uomini

distinti

per pie-

578.

Il

sodalizio

dopo

sua
si
s.

t e dottrina, alcuni de'quali diven-

zione elfettuala nel


bilito presso
la

i538,

era

nero Caidinali, vescovi, superiori di Ordini religiosi, e senatori di Roma.


II

chiesa di

Macuto,
suoi

ed

ivi

aveva un

ospedale pei

Dicci,

nella Notizia della famiglia

connazionali. Ai connazionali mede-

Boccapaduli, riporta alcune notizie


sul Collegio

simi destin quindi

il

nuovo

edifizio,

Capranicense,

come

la

dopo averlo
la

rialzato

insieme

alla

nomina, che fece di un alunno il caporione di Campitelli Boccapadunel i58i. Delle conclusioni ivi li
tenute, dei guardiani

Chiesa, collocando da una parte del-

magnifica fabbrica,
a dire,
i

come andia-

mo
lutti

il

Collegio Cerasoli con


l'assistenza neces-

del
i

summenquali nel
in

comodi, e
F'.

tovato illustre sodalizio,


Collegio talvolta
si

saria per l'istruzione dei giovani Ber-

adunavano
gli

con-

gamaschi.

Ridolfino Venuti, Rot.

gregazione per

eleggere

uffiziali,

ma

moderna
Cerasoli.

I,

p.

Sog, del Colsi

non che
all'

di altre interessanti

memorie,
Ridolfi-

legio

trasportate dall' ospedale lateranense

L'origine del Collegio


la

deve

al-

archivio del Collegio,

1^.

generosit del conte Flaminio Ce-

no Venuti, Roma modtrna t. I, pag. 32 3, del Collegio Capraiiica.


Collegio
Cerasoli.

canonico di Bergamo. IXelr istituirsi da lui nel 1640 epoca di sua morte, una primogenitura, ordin che da essa si sottraessero ogni anno trecento scudi, e che quanto
rasoli,
si

Questo stava presso la chiesa de'ss. Bartolomeo, ed Alessandro de' Bergamaschi in piazza Colonna, detta volgarmente la IMadonna della Piet,

ricavasse dalla vendita de' suoi be-

ni,

non compresi nel fidecommisso


i

nonch
si

mobili,

gli

argenti,

ec.

mettessero

moltiplico

sinch

non

solo

dallautico

titolo

della e

giungesse a

formarsi

chiesa,

ma
si

anco da una

divota

miracolosa

immagine

della IMadonna,

capace di poter fondare gio in E.oma, in cui si

un capitale, un Collemantenes-

che

ivi

veucni, trasportatavi

da

sero sei nobili alunni bergamaschi,

COL
i

GOL
le

i55
e
sotto
,

([uali

vi

potessero apprendere
in

Ma

nell'anno
di

l'joS,

il

scienze.
J'

Non dimorando
nipote
del

Roma
furono

erede

conte,

deputali all'amministrazione de'raenzionati fondi,


i

guardiani della con-

Clemente XII come riporta il Novaes nel t. XIII, p. 144? gli alunni bergamaschi furono levati dal Collegio Nazareno,
pontificato
e posti nel proprio stabilimento pres-

fraternita
stessa

di

s.
i

nazione,
nell'
gli

Bartolommeo della quali non furono


a
al

so la chiesa, e sodalizio di

s.

Barto-

fortunati

amministrazione^
ei'edi

lommeo. Non pass per

altro lungo

segno che
no.
lite

dal

1641
essi
i

1708 non percepirono


Quindi
ai

frutto alcu-

intentarono

una
quali

guardiani depvxtati,

furono condannati a dover reintegrare il moltiplico ordinato dal testatore per l'erezione del Collegio,

tempo, che il Collegio medesimo venne sospeso per le diminuite rendite, il pei'ch Papa Clemente XIII, con chirografo de' 5 gennaio 1765, nuovamente un al Collegio Nazareno i nobili convittori bergamaschi.
Posteriormente per le luttuose vicende del 1798, e per le successive della seconda invasione francese, perduti

cio nella
la

somma

di

scudi ottomi-

cinquecento uno, per non essere


a tempo debito;

stati investiti
lite

ma

la

avendo l'amministraCerasoli
il

assorb quasi tutta l'eredit. Tut-

zione del
capitali,

Collegio

molti
i

tavolta volendo l'ultimo erede del

e persino

locale,

guar-

conte Cerasoli mandare


la

ad

ell'etto

diani dell' arciconfraternita de' ber-

volont di quel pio benefattore,


col p.

gamaschi, nei

quali

risiede

l'

amcon

convenne
gio
religiosi

rettore del

Colle-

ministrazione delle residuali rendite,

Nazareno [Fedi), governato dai


scolopi,

ottennero dal Papa

regnante,

di unire al

reno
si

il

Collegio che

Nazaincominciavacontiguo
di

un

rescritto de'

aprile i834, l'aai

bilitazione

di

nominare
residenti

posti di
i

ad

istituire nell' edifzio


s.

alunni del Collegio Cerasoli,


dei

figli

alla chiesa di

Bartolomeo, e
l'iscrizione:

nazionali

in

E^onia,

far

porre

in suU' architrave

della

collocandoli nel Seminario

Romano

porta

grande,

Colle-

[Pedi), con annuo assegno.


Collegio

GiuM Cerasoli. In

esso

si

mantenClcmenlino.
nella piazza di Ni-

nero otto nobili alunni bergamaschi, nominati a tenore del pio conte da' suoi eredi,
i

quali

si

obbli-

Questo
cosia,
cos

esiste

garono

Nazareno, o ad un annuo corrispondente censo, da pagarsi in ogni trimestre, ovvero


col Collegio

detta,

per aver
tore di

ivi

abitato

secondo alcuni, un ambasciasecondo


altri,

Ragusa sua patria chiamaovvero,

ad assegnare per pagamento alcuni


luoghi di monte.
to

to Nicosio,

Da
a'

quel

momendel
della

e pili probabilmente dall' avervi a-

venne

levata

guardiani

bitato Giovanni Nicot ambasciatore


di

sodalizio
eredit.

r amministrazione

Plancia
l

in

Portogallo,

il
1'

quale
erba,
i\7<-o-

Tutto fu fatto coli' approvazione di Benedetto XIII con un


chirografo de' 18 febbraio 1729, diretto al suo uditore monsiirnor o

di

tornando port seco


delta

che dal suo nome fn ziana o Nicoziana e


di),

dall' isola

di
11

Tabag [FeTabacco tionde fu


Pontefice

Francesco Maria Pitoni, che si legge nel Bull. Roin. t. XII, p. 25 1.

trasportata.

sommo

Clcuicule Vili, Aldobrandni, sino

i56
tliil

COL
piincipio del suo pontificalo orI;i

COL
Ma
zo

siccome
160'),
i
i

il

Papa
li

moi- a'3
si

mares-

din
Ulti

visita

delle

Scuole

di Ilo-

creditori

rivolsero

(^l

cdi), e

volle essere infornia-

verso

to

di

tutto ci

ma, e
rcjLjolar

che meritava riforprovvidenza, dappoich ia


si

pellere dal
stati

somaschi e luogo;
in

volevano

ma

essendo essi

autorizzati

da Paolo
censo,

V
il

a pren-

detto scuole

mancava
Quindi

allora

di

dere

denari

Collegio
il

disciplina.

volendo

rimase in loro propriet, ed

fe-

istituiie

un luogo ampio ed opportuno, un Collegio pe'giovani delin


pii

cero riedificare in appresso da Gia-

como

della Porta.
il

le

distinte famiglie

nobili d'I-

S'ingannarono

Ciacconio, e

il

talia,

di

altre parti

d'Europa,
ri-

Palazzi nella vita di Clemente Vili,

ove potessero essere


ti

raccolti, istrui-

come

nelle scienze, e

ben educati,
la

sohetle di affidarne
religiosi

direzione ai

II, p. 78, Rot. ogni stato, nel dire, che il Collegio dementino fu istituito per

l'Ai veri nel

ma

ili

Sor/laschi (Pedi), assai be-

raccogliervi
Illirica
,

giovani della nazione

nemeriti per r eccellente


ne, che
citt

educazioalti-e

davano

ai

giovani in

d' Italia, e

principalmente
legge
Ili,

in

Venezia. Colla bolla,


del
i

Ubi primiim
nel
p.

S()\,
t.

che

si

Bidl.

Roin.
voli

V,
la

ilicliiar

56, ne fondazione cogli onorepart.

nomi

di

Collegio

dementino,

nobile, e pontifcio. Quindi fu pre-

schiavoni , perocch ninna menzione fece di essi Clemente Vili nella sua bolla. Il Collegio Illirico venne fondato da Gregorio XIII in Loreto; ma divenutone poi protettore il Cardinale Antonio Gallo d'Osimo, che nel dementino aveva collocato due suoi nipoti, bram ed ottenne che nel
ossia

so
zi

il

palazzo Jacovacci o Gincobazscudi


i

detto Collegio fossero trasferiti


dici

doin

a piazza di Sciarra, per l'annua


trecento
ottanta,
il

alunni del Collegio


per,

Illirico,

pigione di

modo

che

fossero
i

separati

ed ivi entrarono primo novembre


rettore fu
il

soinaschi
i5()5.
11

di

da' cavalieri

convittori,

quali a-

primo
Cesare

p.

d.

Giulio

Volpino napoletano, confessore di Clemente Vili, teologo, esaminatore, ed uomo di santa vita, il quale ebbe in successore il p. d. Biagio

Ganna

milanese.
convittori ^9^ numero di sessanta, a' 28 giugno, di pii i

Essendo nel
arrivati gi al
fii

concluso,
il

gliare
jNicosia

palazzo

Pepoli

in
il

piazza

per trasportarvi
il

Collegio,
i

e per ordine di

Clemente Vili,
Quindi,

somaschi ne presero 2f) novembre; 1600.

possesso ai

scendevano ad un risp. ttabile numero. Anzi i detti alunni erano gi stati trasferiti da Loreto a Roma nel seminario romano, quando, ad istanza del menzionato Cardinale, Clemente Vili nel iSgg ordin che dal seminario si trasferissero al dementino laonde a' 3 gennaio 1600 furono fssati i capitoli, e patti, che li l'iguardavano. Dipoi Urbano Vili ritorn gli alunni nel Collegio Illirico a Loreto da lui ristabilito. Nel i6o4, ebbe luogo il solenne
: i

nel

stabilimento del Collegio, e la for-

primo febbraio 1601, fu fatto l' istromenlo di compra, e di donazione al Collegio, dovendone soddisfare il prezzo la camera apostolica.

male conferma^ approvandone Clemente Vili pure le leggi, come


rilevasi dalla iscrizione,

che

la

con-

giegazione somasca pose sotto al di

COL
lui

COL
e moltissimi
legio
i

i57

liiratto.
il

dichiar
te

Clemente Vili Collegio immediatamenInoltre


gli

Cardinali che dal Cole


religiosa.

medesimo ebbero educazione

soggetto alla san la Sede,


tutti
i

con-

scientifica, cavalleresca,
Il

che godevano gli altri Collegi di Ptoma, e dispose che il protettore fosse sempre im Cardinale della famiglia Aldohrandini,o uno ad essa congiunto in parentela, e qualora non ve ne
cesse
privilegi,
fosse

detto p. Paltrinieri nel nominato suo elogio a p. 1 1 1 delle Notizie de' com'illori illustri del Collegio

Cleuientiiw d

Roma,

tesse

un lun-

go catalogo
colle loro

stoi'ico

de' convittori di

alto lignaggio educati nel Collegio, interessanti


notizie,

diede abilit al rettore, e

ai

in-

convittori del Collegio stesso di

e-

cominciando dal gran Papa


detto

Benenel

leggerne uno

per

voti.

Indi

Clefe-

XIV, Lamhertni,
vi
;

bolognese,

mente Vili, a'i4


di
s.

aprile

i6o4,

che
1

entr

per

convittore

ce l'unione della chiesa e

de' beni

689

e proseguendo con Gio. Fe-

Cesareo al Collegio, acci sera luogo di sollievo pei


nobili

derico

Carlo

de' conti

d'IIolstein,

visse

convittori, con

perpetua
Ai

esenzione

da ogni
gio poi
di

giurisdizione.

un al Collegio

i5 magV abbazia

s. Angelo di Lamole, detta in Lamulis, de' benedettini, nello stato di Urbino, locch approv nel 1609 Paolo V; ma in seguito, per impegno del duca di Urbino, l' abbazia fu commutata col priorato di s. Egi-

1706, il quale divenne elettore sovrano arcivescovo di Magonza ; con Francesco Corrado barone di Stadion, convittore nel 169'), che fu vescovo
convittore leU'anno
e principe di

seppe
berg,
il

Bamberga con GiuDomenico de' conti Lam;

quale vi

entr

nell'

anno

1694, e poscia fu
venne Cardinale.
pag.
de' convittori
Il

eletto

a prinpoi di-

cipe vescovo di Passavia, e

dio di Citt di Castello. Sistemato


il

lodato stoiico a

Collegio

nel

i6o5, ne

divenne

rettore d. Gabriele
ra,
il

Lopez
per

Noguea
p.

7 descrive ancora le biografe annoverati al sagro

quale

ebbe

successori

Collegio, a p.
vicer, a pag.

27

de' dogi,

e
1

capi

qua' rispettabili
eh.

religiosi,

che
cenni

di diverse repubbliche, a p. 3

dei

5i, registra con alcuni


grafici
trinieri
il

bio-

p.

Ottavio Maria Paldel nocollegio

33 de' marescialli ed ammiragli, a p. 37 di altri ministri


e guerrieri, a a p.

Somasco dove parla


ivi

pag.

5o

de' prelati,
p.

bile e pontificio

Clemenlino

69

de' letterati,

ed a

io5

di

Roma,

pubblicato colle stam-

de' convittori distinti in diverse classi.

pe neir anno 1795.


Sino dalla sua fondazione uscirono da questo celebre Collegio grandi

Sta egli ultimando inoltre altro


del Collegio

Elogio Storico

ove

si

leggeranno

interessanti biografie di

uomini per

piet, dottrina,
civili

di-

oltre seicento convittori illustri.

gnit ecclesiastiche,
ri.

e milita-

Non

solo

somaschi

resero ce-

Ancora

in esso furono posti per

lebre questo Collegio co' loro allievi,

educazione
d'Italia,

ed istruzione

primari
e

ma
vi

in progresso di

tempo ne aml'edifizio,

e pi cospicui signori di ro di
lo,

Roma

pliarono e ne abbellirono
edificarono

comech pur ce ne fosseGermania, Spagna, PortogalFrancia,


Belgio,
i

un
di

teatro, vi aggiun-

sero

una

scelta

biblioteca, e

da Lodi

Polonia,

ec.

renzo David
pingere
la

Lugano

fecero di-

Laonde inuumerabili sono

prelati

maestosa

cappella

1^:8

COL
de' medesimi.
l'

COL
Il

con bella cupola, (Utlicaiitlola alla Assunzione cL-lla b. Vergine in Cielo, per la qual festa il Collegio celebrava una nol>ilissima

forma rotonda

numero
descrive

8?.
il

8G

del-

anno lyyr
il

ci

possesso

preso dal protettore (cardinal Borghese, e

numero 8298,
dai
nobili

la

festa

accademia, ed un oratorio
coli'

accademica di
data a
ri

lettere, e cavalleresca

sagro in musica,
Cardinali, della

intervento dei
della

lui

convittori
dei
i

prelatura, e

mentre nel numero 2 181


del
1

Dia-

primaria nobilt s romana che cstera. /\ il Verniti, Roma moderna

79*^1,

si

leggono

pregi, e

la storia

del

medesimo

Collegio. Alla

tomo
legio
sclii.

I,

parte

li,

p.

^l'i,

Del

col-

la

grande
dell'

accademia per
Benedetto
colla
il

detta

dementino

de"

padri somadell'esercizio

festa

Assunta, soleva interveni-

Delle pratiche religiose eserci-

re anche

XIV,

che,

sic-

tate dai convittori, e

come dicemmo,
tore,

n' era stato convit-

delle belle lettere, studi, accademia,

e che

sua

qualifica

vi

ed istruzioni cavalleresche convenienti ed analoghe al distinto ceto de' convittori, tratta Carlo Bararti,

pose nel

1752

suo

pronipote

Giuseppe Lambertini, con proibizione che gli fosse usata alcuna distinzione,

tolommeo

Piazza

Opere
,

pie

di

come

si

legge nella

con-

Roma,
collegio
JNcl

pag. io\, e seg.

e Camil-

tinuazione degli Annali del


tori

lo Fanucci,

Opere pie di Roma, Del


i58.
nel Col-

al detto

anno.
si

p.

Mura85 del
i

Clc/neitino, a p.

citato

Elogio,

leggono

titoli

secolo

XVII venne
che

delle teatrali rappresentazioni, fatte

legio istituita un'accademia chiamata


de' Veglianti,

dai

convittori.

Clemente

XI,

nel

adott

per

impresa un colle coperto di fiori, il motto Sponte Sua. Verso l'an-

1701, diede il privilegio al Collegio, che uno de' suoi convittori sermoneggiasse nella cappella pontificia nella festa della ss.

no 1678, un'altra ivi se ne fond, promossa dalla dotta Cristina AIcssandra regina di Svezia, e che
assunse
il

Trinit, cofosse

mech

in

addietro

ne

dato

l'incarico
rlo della

ad un
ss.

religioso

mercedap.

nome

de'

Stravaganti.

Trinit,

argomento che

Per impresa ebbe essa un arco f(jrinato da due palme con cui alludeva
armi della regina, e col motto Oraziano Placidis coeant immitia. Le feste accademiche, che quindi si
alle
:

trattiamo nel volume

IX

^1, e

43

del Dizionario.

Ma

dal

1825
tal re-

in poi,

non ebbe pi luogo

citazione, solendosi

stampare quan-

do

si

faceva, e dispensare
Il

dopo

la

celebrarono, per lo

pii

si

compo-

nevano
beli'

di

orazioni,
italiano,

e poesie nel e nella antica

lodato p. Paltrinieri, a p. qi, e seg., riporta il novero delle


cappella.

idioma

dette

Orazioni,

pubblicate

colla

lingua del Lazio.

stampa.
delle
lettere
dell'

La

descrizione
di

cavalleresche

accademie ed armi,

11

Collegio speriment sempre

le

beneficenze, ed amorevoli
dini
ai

sollecitu-

che in vari tempi


])ravansi

anno
con

cele-

de' Pontefici.

Pio

VI

accorse

molta magnificenza, principalmente per la festa dell' Assunta veniva pubblicata dai Diari di Roma, e si legnel
Collegio
,

di lui bisogni col fargli

sommi-

nistrare la

sonuna

di scudi tredici-

mila per estinguere un debito incontrato per fabbriche aggiunte al


Collegio e per la villeggiatura. Die-

ge

nella

preziosa

rara

raccolta

GOL
(le

COL
per corrispon-

159
Intansi

egli

tali largizioni

gazione degli studi fosse approvato,

dere al clono

che
delle

somaschi
si

gli

non
v

fu

mandato

in attivit.

avevano

fatto,

due rarissime

to la congregazione somasca

ser-

vasche di basalte, che ora

ammiprimo
va-

del fabbricato per lo studio dei


professi

rano nel museo vaticano al


lo,

giovani religiosi
finch per
p.
le

novizi,

ingresso del cortile detto dell'Apole del Laocoonte.


al

cure e per lo zelo del


preposi to
glo-

Le

quali

Marco

Morelli, allora
il

sche, appartenenti

Collegio

de-

generale, fu

detto

Collegio
agli

mentino, erano ricercate dagli stranieri, pel prezzo di dodici mila scudi.

riosamente riaperto

8 ottobre
del

1834
do

sotto

gli

auspici

Papa

Le vicende sofferte dal Collegio dementino dopo la sua fondazione sono le seguenti. Invasa Roma, nel sotto Pio VI dai repubblicani 1 7q8
francesi, rest

regnante Gregorio
delle famiglie

XVI

per como-

nobili e civili, le

soppresso
riaprirsi

il

Collegio,

non hanno mancato di profittarne. Laonde fiorisce a vantaggio della giovent s romana che straquali
niera. Di tal riaprimento parla il Diario di Roma numero 80 dell'anno 1834, a pag. "20, ove fra le altre cose dicesi, che nel pontificato di Leone XII, vivevano dodici

e solo

pot

nei primordi
il

del pontificato di Pio YIl,


le detronizzato nel luglio

quaColef-

1809, e
il

trasportalo da Pvoma, anche


legio
fetti,

ne

risenti

lagrimevoli

e venne chiuso nel


Piitornato

anno.

medesimo poi nel i8i4 fePio VII,


fu
il

Cardinali,

ch'erano

stati

nobili

convittori nel Collegio


de' quali tuttora vivono
li

dementino,
i

licemente in
so.

Roma

Cardina-

Collegio riaperto

nell'anno appres-

Nel restituire Leone XII alla compagnia di Ges, il palazzo Borromeo, meno alcuna parte occupato dalla dogana di terra, siccome
luogo
gi

Pacca decano del sagro Collegio, Testaferrata vescovo di Sinigaglia, e Px^ivarola primo dell'ordine de'diaconi.

appartenente

all'
il

antico
Colle-

Collegio Germanico- Ungarico.

seminai'io romano, v'istitu

gio de' nobili, e voleva in vece collocare nel

S.

Ignazio Lojola spagnuolo, fon-

Collegio

anno provinciale, formato ti pii per educai-e ed

no

dall'

dementino si1826 il Collegio


di tanti istruire
i

datore della benemerita


di

compagnia
i

Ges,

il

cui
il

zelo apostolico no-

lega-

to a tutto
vi

giostato

danni cagionati
di

mondo, vedendo granella Germania


detestabili

vani

delle

Provincie

dello

dalle lagrimevoli e
sie

ere-

pontificio nella stessa capitale;

Colnocer-

Lutero, Calvino, e Zuinglio,


di

legio che

me

di

doveva prendere Leone - dementino


,

il

medit
col

opporre a tanti

errori la
in

fondazione di

un Collegio
Collegio

Roma

tamente sarebbe
utiht a

riuscito di

somma
dei

nome
si

cagione

della perizia

in cui

Germanico, mantenesse, educasse, ed


di

Somaschi in s difficile incumbenza. Ma la morte di quel Pontefice avvenuta nel febbraio 182C) imped che si mandasse ad effetto il progettato

istruisse

per alcuni anni


scienze
di

nella pie-

nelle

ecclesiastiche

buon numero
affine
fatte

giovani
le

tedeschi,

di risarcire

tante perdile
dalla Chiesa
sa-

Collegio provinciale, e seblui,

nella

Germania

bene da

e dalla

sagra congre-

cattolica.

Quei giovani ordinati

iGo
vevano venire
delle chiese di

COL
preposti al governo Germania, acciocch
i

COL
Postqiimn Deo placuit, data a'G agosto i^yS, Bull. Roin. tomo iV,
parte HI, p.
legio,
9,5f),

ccrdoti, tornnli nllc loro patrie do-

conferm

il

Col-

poi illuminassero

sedotti,

e con-

e gli assegn l'annua rendita

fermassero nella purit


quelli,

de'

dommi

di

scudi diecimila, pel

mantenimen-

che si erano serbati fedeli alla immacolata religione de' padri loro. Quindi s. Ignazio incominci

cento cinquantotto giovani tedeschi, tia' quali fossero trenta unto di


glieri, le si

ad adunare
e tanto egli

in
si

Roma

vari tedeschi,
col celebre

che per, come diremo, volchiamasse Collegio Gerinani-

adoper

co-Viigarico. Quindi nel

medesimo
chiesa,
il

Cardinal Giovanni Nloroni,

allora

anno 1073,
sa
d
,y,

gli

diede

la

legato apostolico in Germania, col

palazzo, e le case annesse alla Chie-

sommo

Pontefice Giulio

ili,

e col

ApGllinare
a

(Vedi), colle
a

sagro Collegio, che nell'anno SSt.

rendite e prebende de'canonici della collegiata,

avendo dato ])rincipio ad opera s il Papa assegn santa ed utile


,

mano

mano

che

vacassero,

come

rilevasi dalla

Ijolla,

al

Collegio cinquecento

scudi

an-

che perci

pubblic

nel

seguente

suo privalo peculio, e a esempio trentatre Cardidi lui nali, a misura delle proprie forze, e del zelo proprio egualmennui del
te vi concorsero, per cui to
lii

anno i574 a'9 gennaio, e come si legge nel p. Mafl'ei, Annali di Gregorio XTII, all'anno layS, lib. IV,
p.

206. U\}^o\\\o, Stazioni di

Roma,

forma-

trattando di detta chiesa a pag. y.SG,


dice ch'era parrocchia col fonte bat-

r annuale assegno di scudi tremila e sessantacinque. Quindi Giulio HI, con breve de' 3 1 agosto dello stesso anno i552, commise la
cura, e la direzione
del

medesimo

Collegio a

s.

Ignazio, ed in seguito

bench fosse del Collegio Germanico. Di questo Collegio Gregorio XII f, a'25 luglio iSj^, si dichiar protettore, lo volle provvedere di tuttesimale,

a'suoi religiosi

gesuiti, che in quel bieve venivano ricolmali di lodi. Dopo la morte di Giulio III,
al Collegio
il

to

il

l)isognevole, spesse volte lo vi-

sit
la

informandosi minutamente del-

mancando
al

bisognevole

mantenimento degli alunni, e sojnavvcnuta in Pioma la carestia, s.


Ignazio
distribu
gli

alunni

in di-

versi Collegi del

suo Ordine, procu-

rando nello
re
ti,
il

stesso

tempo
nobili

limosine
giovanet-

per sostentarli. In questi Collegi pusi


i

onde gli alunni erae procurando di vivere economicamente per impiegare pi il che poteva in favore di esso, il siccome racconta il Piazza, Opere pie pag. 234, Del Collegio Germanico - Ungarico all' Apollinare. V. pure il Pallavicini, Histor. Concil.
maniera
no
trattati,

l'icevevano

Trid.
]ioi

lib.

Xlll,

cap.

8.

Piilevasi

quali

quando

Pio

IV

eresse

dal

Cordara,

Collegii

Gemi.

seminario l'omano in esso furono collocali, e trattali diversamente dagli

alunni. Assunto dipoi al

pontiin,

ficato

Gregorio

XI li, prese
la
l

se-

ria considerazione

grande

utilit

Ung. aver Gregorio XIII disposto che l'oblazione di cinquecento scudi d'oro, che soleva pagare ogni nuovo Cardinale per l'anello, si consegnasse a questo Collegio, al quale
poi la tolse Sisto \, sebbene la concessione
fosse

che poteva recare


di
coli'

istituto, e

quin-

autorit

della

costituzione

dichiarata

perpetua.

COL
La
la

COL
la

i6r
di
s.

bolla per di Gregorio XIII sulfondazione del Collegio Ungari


dei

chiesa

patriarcale

Pietro

co

23
I

febljiaio
al Collegio

i^yy;

l'altra

d'unione

Germa-

nico, dei

do poi il giii anno occorrevano pel Collegio


l'ii

3 aprile i58o. Vedenzelante Pontefice, che o-

in Vaticano, evvi la chiesa di s. Stefano minore degli ungheri, la quale SI vuole, che fosse fatta fabbricare

di quindici mila scudi, colla bol-

ne'primi del secolo XI da s. StefaI, re d' Ungheria, e dove fu instituita ancora una collegiata di

no

la

Apostolici niimeris sollicitudo divina dispe?isatione, data il

canonici, che poi da Gregorio XIII fu unita al Collegio Germanico-Ungarico,


gli

primo

marzo 1578,
to,

alunni
agosto,

del
si

Bull. lom. loco cita-

anno,

a'

p.

385 (sebbene
la

20

alcuni dicano

quale ogni recavano a

'sscre
h1
(;i

data

del

1579), accord

Collegio le entrate, e la Chiesa


s.

celebrare la festa del santo re. che dal MafFei ne'suoi Annali,

Anlib.

VII, n.

i5,

^'l,

Stefano al monte Celio ( Fegi de religiosi di s. Paolo prila

abbiamo che Gregorio

come diciamo molto dal Coll'^io riparata ed abbellita. Egualmente Gregorio XIII incorpor al
quale,
a f|nellarticolo, ili di

mo

eremita,

XIII un\ al Collegio la chiesa e ospedale, che gli ungheri avevano

presso la basilica di s. Pietro, coll'obbligo al Collegio di allevare sotto le sue disciphne dodici

ungheri,

e ci

anche per
al
lAIoiite

Collegio le rendite, e la Chiesa di

la

chiesa

donata
s.

s.

Sabba
I

colle entrate al

{T'edi), die gli alunni uffiiano nel d festivo del santo, e sicil

Collegio di
Celio,

Stequella

fano

come

come non godono pi


riola,

nella quale

delizioso,

e suburbano locale, chiamato la Pache loro Gregorio XIII avea

prima eranvi de'religiosi ungheri, dellOrdine di s. Paolo primo eremita. in questa chiesa
al

dato
volta

per
si

giusto

Celio, che gli alunni a' 3 agosto

soUievo,
s.

si

qualche
situato

recano a sull'ameno monte


bazia di
s.

Sabba

Aventino.

L'ab-

Sabba era dell' ospedale di s. Spirito quando fu data al Colh'gio, come pu vedersi all'articolo Commendatore di s. Spirito. Quindi
lo stesso

a celebrare la festa della invenzione del corpo del santo titolare. F. il Pmzza, Dello spedale

recano

degli

Ungheri a

s.

Pietro,

cio

Gregorio XIII ordin, che perpetuo un alunno pronunziasse nella Cappella pontificia degli Ognis-

a pag. 97 delle Opere pie di Roma. Va per notato, che nell' erigere Pio VI la nuova sagrestia di
s.

Pietro, la
gli

chiesa di

s.

Stefano
:

de-

santi,
vit,

il

discorso analogo alla festi-

fu demolita le dieci colonne, che la decoravano, servono di

ungheri

come meglio si dice al volume IX, p. 88 del Dizionario. Di taseguitano tuttora gli alunni a godere, portandone poi coprivilegio

ornamento
ta sagrestia,

nelle

gallerie di dete nel contiguo archi-

le

un

vio; e sotto la chiesa fu rinvenuto antico cimiterio, con effigie


di dipinti sul

santi

pia al

Papa

muro. Finalmente
col

scritta

in

pergamena
ricevere

con miniature,
dal

Gregorio
co,

XIII,

disposto

solendo

della

costituzione

Pontefice una medaglia di argento colla effigie di lui. Racconta l'Averi, Fxoma in ogni
''tato,

Ex
il t.

Collegio

Germanipubblic
si

emanata

primo aprile i584,


p.

Bull. Pioni,
le

IV,
gli

49,
quali

costituzioni,

tomo
vor,.

colle

II,

p.

2,8, che

dove-

pres.o

vano regolare

alunni.
1
1

xrv.

, ,

Gt.

col
stesso

COL
accanfei

Lo

Gregorio XIIT,
s.

slituzione

to alla diiesa di

Apollinare,
palazzi

VII,
gli

p.

Ciim sicut, Bull. Rem. l. 191, Clemente X ordin che

ce eilificare per uso

del Collegio,
,

due sontuosi e
sito di

solidi

sul

alunni dovessero nel loro ingresso giurare di partire dal Collegio,

quello del Cardinale

Pietro

antipapa Benedetto XIII, restaurato dal Cardinal d'E-

de Luna,

poi

stoLiteville,

allorch costru la chiedelle

sa di case

s.

Agostino, e nel sito

appena terminati gli studi per la Germania, senza fermarsi ulteriormente in Roma. Tale e tanto poi fu il profitto che gli alunni fecero sotto l'esem,

da questo ultimo fabbricate. RidoIHno Venuti, nella sua Roma


noderna tomo 1, parte II, pag. 4^7 parlando della mentovata chiesa e
del
III

plare, e saggia
della

istruzione
di

de'padri

compagnia

Ges, e de'rispeti

tabili rettori gesuiti,

quali successi-

vamente
ne,

fui'ono preposti a dirigerli,


alla citt di edificazio-

Collegio,

asserisce

che

Giulio
s. si

che riuscirono

concesse
il

Ignazio

iddz a luogo. Tuttavolta non


nell'anno

dee passare sotto silenzio, che il secondo palazzo, cio quello il quale rimane presso s. Luigi de' francesi,
fu ridotto nello stato in cui trovasi,

da essi con singoiar diligenza esercitato nella suddetta chiesa di s. Apollinare con musica scelta , osservanza de' sagri riti, modestia e maest ecclesiapel divin culto
stica.

massime

Grande era

il

concorso

dei

a tutte spese del

Collegio Gerdi-

manlco-Ungarico,
retto,

allorch era
dai

come

si

dir,
il

sacerdoti

secolari, cio sotto

pontificato di

E.omani che dei forestieri a queste funzioni, siccome attestano il Piazza, il Bonanni ed altri, dandoci questo ultimo a pag. 38 del mentovato Catalogo,
la

VI, per porvi gli uffzi della congregazione del Buongoverno, con abitazione pel Cardinal prefetto, pel
Pio
prelato segretario ec.

figura dell'alun-

no
l'

in cotta,

e berretta clericale, alI

atto

dell' ufficiatura.

Diari d
fe-

Roma
ste
al

pubblicarono
essi

le

decorose

XIII agli alunni per vestimenta, il cappello nero clericale, sottana, e mantellone di lana rossa, colore che forse dee ricordar loro l'obbligo di essere pronti a
spargere anche
ni nel suo
il

Prescrisse Gregorio

da

celebrate.
,

Per riguardo
alunni
fecero

proftto

che
s

gli

nell'istruzione
siastica, e nei

scientifica

che eccleinsi-

sentimenti di caldo zedelle


illustri

lo

per la salute

anime
ne'

sangue in
Il
t.

difesa

delle cattoliche verit.

p.
III.

Bonanp.

nuato loro dagl' basti il dire che


del secolo

precettori

gi
il

primordi

Catalogo,
dell'

alunno Germanico- Ungarico, ce ne d la figura. In appresso Clemente X nel 1671 a' 14 gennaio, col disposto
della costituzione
,

trattando

87, del Collegio

per suo lustro e gloria, noverava cinque


Collegio
i quali avevano sparso il sangue per la fede di Gesi Cristo, cio Giovanni Vi Ilario, Roberto Giansont, Giovanni Goffino, Leone HolTmann, e Matteo Stefano Crisino. Uscirono egualmente dal Collegio pii

XVIII

alunni,

Romanus

Ponti-

fex, che
34, del
esenzioni

si

legge nel tom. VII, pag.

Bull. Ro7i.,

conferm
Collegio
bolla

le

accordate

al

Gregorio
luglio del

XIII

colia

da de' i5

di

tredici

Cardinali, sei elettori so-

vrani

del

sagro

romano impero
chiese

1574, e poscia a' 16 ottobre del 1672 per mezzo della co-

pi di

venti arcivescovi e primati,

pi di centoventi di

deter-

COL
minate, e pi
tolari

COL
vescovi
ti-

i63

di cento

gio stabilito dal governo in Pavia.

in

parlbus,

euffraganei,

Nel 1781
la

gli

alunni sostennero nelApollinare due soteologiche,


le

quarantotto abbati, preposti, e presidi supremi di Ordini religiosi, diciannove principi nati; e un gran

chiesa di

s.

lenni

dispute

quali

numero
impieghi

di

soggetti
,

cospicui

pegli

esercitati

cinquantacine
in

que

illustri

in

piet

dottrina, e
difesa

dedicarono a Papa Pio VI, che vi mand in sua vece a presidente il Cardinal Pallavicini segretario di stato, siccome pu vedersi nel Diario di

ventiquattro
fede, o

morti

della

Roma,
dopo
le

n.

esercitando

uffizi

caritate-

702 di detto anno. Ma ultime estranee invasioni di


1798,
e
dal
il

voli. In una parola, nell'anno 1770, vivevano trentasei vescovi nella Germania, e neir Ungheria, educati in questo celebre Collegio. Ne'tempi addietro dimorarono in esso anche dei convittori italiani, fra'quali pare molti ne uscirono chiari per santit

Roma,
dal

e fino al
la

Collegio

rimase chiuso,
sagrestano,

chiesa fu uffiziata

parroco, e
alla chiesa

sotto l'amministrazione francese, nel

18 12
arti

il

palazzo

vicino

fu destinato per le scuole delle belle

di

vita,

dottrina,
cio
il

e dignit

dell'accademia di s. Luca la quale vi rimase sino all'anno 1824,


,

ecclesiastiche,
tefice

sommo Ponundici

allorch

Papa Leone

XII

avendo

Gregorio

XV,

Cardi,

traslocato quelle scuole nell'universit

nali

e tra questi

Michele Bonelli
ec.

romana, e
trasport

restituito alla
il

comil

Cinzio Aldobrandini,

Lodovico de
,

pagnia di Ges

Collegio
s.

Roma-

Torres,
vescovi,

Carlo
e
si

Conti,

quindici

no

A.pollinare

ventisei

Laonde
gio

pu

uomini illustri. francamente conistituti

seminario romano, dandogli la chiesa e


il

contiguo

palazzo

mentre

chiudere, essere stato questo Colle-

nell'altro palazzo stabil la residenza

uno de'pi benemeriti


abbiano recato aiuto
pei

del Cardinale vicario, e de' suoi uf-

che

alle

ani-

me, e

gloria e vantaggio alla


_,

Sede
o-

apostolica perai da
tutto
zi
il

tanti venerandi
usciti

luogo della PaFlaminia che Gregorio XIII aveva dato al


fizii. Il

delizioso

riola,

fuori

della

porta

esso

a beneficio di

settentrione.
in

Accadde
diete
di

an-

che

alcune
volle
si

Ger-

Germanico-Ungarico da Leone XII fu concesso al medesimo Seminario Romano (Pedi). TutCollegio


,

mania pi
settanta

trovassero sino
in questo

ta volta

ora

il

Collegio possiede pres-

membri
si

educati

so la Pariola,
la

una vigna chiamata

Collegio. Molli ritratti de'pii celebri alunni,

piccola Pariola, e gi luogo di

conservano nel Colle-

diporto del Collegio


gli

Urbano

ove
al-

gio stesso.

alunni

si

recano una

volta

Nella soppressione della compagnia di Ges, da Pio VII fatta risorgere vieppi gloriosa, il Collegio

l'anno a ricrearsi.
pristinare

Germanico-Ungarico fu
direzione
de' sacerdoti

affidato alla

secolari

Leone XII volendo riCollegio GermanicoUngarico, con chirografo del primo novembre 1824 da avere effetto il

Lo

stesso

il

poco dopo per leggi imperiali, fu impedito ai sudditi austriaci di potervisi


essi

recare, venendo in vece ad imposto di studiare nel Colle-

primo gennaio 1825, restitu alla compagnia di Ges tutti i beni del comprese le medesimo Collegio
,

chiese di

s,

Stefano

al

monte Ce-

i<H
lin,

COI]
s.

COL
e
i

e di

Sal)l)a al
s.

monte Avenlino,
Apollinare,
lo-

meno
locali

quella di
annessi,

dando invece per


il

cale al Collegio quello


cioli

Urabro-Fucquale

alle

botteghe oscure,

non fu accettato, perch conosciuto non opportuno all'oggetto. Gli alunni continuarono a dimorare nella casa professa della compagnia di Ges. Va qui rammentato che prima di
questa epoca
lescrilto di

e precisamente con Pio VII de' 3o maggio


,

Giuseppe Pasquali. J);i ultimo, il dotto e eh. d. Agostino Theiner, nell'Appendice del suo Seminario Ecclesiastico, ha riprodotto la l)olla di Gregorio XIII Ex Collegio Germanico, e il privilegio imperiale, in favore del Collegio Germanico di Roma , che eman in Vienna l' imperatore T'erdinando II, a' i4 settembre 1628: Quod alumni ibidem pronioli gaudere debeaiit
,

1818,

il

Collegio Germanieo-Ungarisi

iisdeni privilegiis, rpdbus ii, qui in aliqua Italiac vel Gernianiae uni-

00, era slato riaperto, e

erano amdiocesi

versitale

gradus susceperunt,
dignitates

et

ad
in

messi alcuni
di

giovani

della

omnes

ecclesiasticas

Sion

studiare prima nel Col-

Germania

possinl pronioveri, etc.

legio della
l'Y'i-rara,

compagnia
nella
,

di

Gesi

a
Collegio
Ghislieri.

e quindi

detta

casa

professa in

Roma
Ges.
i

e contigua alla

chiesa

dei

Piinnov

Leone

XII
pella
delle

agli alunni

loro privilegi, fra'

quali quello d' interveniie alia cappontifcia

nella

distribuzione

candele,
al

ceneri,

palme ed
ricevere
dalle

yJgnus Dei benedetti,


il

per

tutto

pontificio

trono

mani
incede

del

Papa, non che

di portare
il

le aste del
il

baldacchino sotto

quale
nella

dee confondere con quello da s. Pio V, colla bolla Copiosus in misericordia Domtius, nell'anno i5(jf) in Bosco sua patiia, da lui unito all'accademia di Pavia e che dal suo cognome chiam Ghislieri; e nel quale Clemente VIII nel 1598 colla bolla, Erexeral Plus eslinse le liti ,
si

Non

istituito

Somn>o Pontefice
ss.

insorte sul patronato.

Nella

strada

solenne processione del Corpus Dotnini, portando il Queste aste sono

Giulia presso la chiesa dello Spirito

Sagramento.
dagli

Santo, ed

il

palazzo Ricci

v'ha

ii

sostenute

Collegio Ghislieri, fondato

da Giucelebre

alunni del Collegio Germanico-Ungarico, vestiti col consueto abito di

seppe

Ghislieri

romano

dottore in medicina, dal quale prese


il

sottana, e soprana

di

lana

rossa,
re-

suo nome. Tuttora esso

fiorisce

dal primo ripiano


galleria destra

della

scala

per ottima educazione, e pegli studi

gia sino alla porta del


della

vestibolo, o

che egregiamente dagli alunni

si

basilica

vati-

cana. Dal celebre gesuita Giulio Cesare Cordara

manici,

IV

abbiamo Collegii GerUngarici Historia lihris comprehensa. Acceclil catalogxis


ci

apprendono nel Collegio romano. Va qui notato non esser vero, come alcuni dicono, che Giuseppe Ghislieri fosse medico di s. Pio V, non solo per la

ex hoc Collegio prodierunl, Romae 1770. Ne tratta ancora il medesimo autore nelle sue Opere latine, e italiane,
viroriim illuslriiim, qui

stampate nel 1804.

Venezia

da

ma anco perch il diligentissimo Marini ninna menzione ne fa ne'suoi Archiatri Ponmedesimo per fra i pii tificii. Il legati, ora in pieno vigore, secondo Bartolomeo Piazza, dispose che
conlraddizionede'tempi,

COL
la

COL
Torre
a
tlel

i65

propria

casa

Grillo servisse di abitazione

sei

povere vedove,

la cui

nomina

spet-

tasse air arciconfralernita di

Sancta

Sdnctonun. Cos dice il detto Piazza, Opere pie, pag. 148, Casa detta Santa delle vedove Ghslierc a Torre del Grillo. Il vero per si che la casa disposta dal fondatore
Ghislieri a
zitelle

pr tempore. Ordin il fondatore che lutti gli alunni dovessero essere dello stato ponlidcio di nobili caduti in bassa fortuna, e che dovessero rimanere nel Collegio per cinque anni, escludendo quelli, che passavano l' et d' anni diciotto, e
,

quelli

che non fossero arrivati

allo

studio dell' umanit, lasciando per

favore di

sei

vedove, e
chiesa

ognuno

in libert di abbracciare

il

vecchie era dietro la

proprio stato, secondo l'individuali!


vocazione. In quanto poi al
degli

di

s.

Angelo

in

Pescheria:
chiej-ici

acquiregolari

numero
il

stala

poi dai pp.

alunni

ne

prescrisse

pio

della
s.

Madre
in

di

Dio

della

casa

di

fondatore ventiquattro, potendosene


dai deputati

Maria

Campitelli, fu cambiaGrillo,

accrescere
della

il

numero
Sei

ta in

un'altra all'arco del

iu

proporzione

rendita.

ovvero arco de' Pantani presso il luogo ove stava piinia il Collegio Irlandese. In quanto poi alla no-

per essere dovevano ammessi senza alcun pagamento, e la nomina


loro
essere
al

conferita

ai

seguenti.
,

mina delle suddette donne per essere ammesse nella nominata casa,
essa

Una
dopo

Cardinal
lui
a'

Flavio Chigi

e
di-

di

Cardinali

ai

spetta

scaipre

alla congregazioni; segreta del


lizio
Il

appartenne soda-

scendenti della stessa famiglia, alla

quale raccomand
tra ai

il

Collegio

al-

del

ss.

Rosario.

benemerito istitutore Ghislieri


il

duchi Salviati , e loro discendenti, con facolt di nominare

fond
il

Collegio
Grotti,

Ghelmino

a persuasione di che il Bonanni e

un

estero, e in loro
si

mancanza
al
;

tal

nomina

devolvesse

Cardinal

Piazza dicono di Civita Castella-

na, mentre altri

dicono essere
il

di

Citt di Castello, ed

quale gene-

rosamente

vi

concorse, in
rendite

modo da
dal
luo-

primo prete protettore altra nomina al Cardinal Fabi'izio Savelli, dovendosi dopo la sua morte praticare quanto fu detto per la famiglia

aumentare
Ghislieri.

le

stabilite

Chigi; la quarta fu

a disposi-

La fondazione ebbe

zione del popolo

go nel i63o, ed ebbe elfetto nel i656 regnando Alessandro VII,


Cliigi,

conservatori di
la

romano, cio dei Pioma pr tempore;


della

quinta del

ramo
la

fimiglia
s.

nella casa

del

fondatore in
poi
Il

Ghislieri di Bosco, patria di

J*io
fi-

piazza Kicosia, donde

fu tras-

portato in via

Giulia.

Collegio

V, Ghislierij e nalmente venne


del benefattore

sesta

nomina
agli

stabilita

ei-cdi

venne posto

sotto la px-otezione dei

Ghelmino
alle

Crolli,

per
doli
le

duchi Salviatl pr tempore, e sotto il governo de' guardiani e supe,

un
che

di lui concittadino.
il

Delie
zitelle,

Collegio d

riori

di
ss.

Sa/icta

Saneloruin
alle Scale

cio

quali

hanno
s.
il

l'

oljbligo

di

assistere

del

Salvatore
di

Sante.
alla

alle esequie del

In

mancanza

discendenza

sa di

Silvestro

fondatore nella chiea Montccavallo

casa Salviati, per egual

disposizio-

parla
l'ji,

Piazza,

Opere

pie, pag.

ne del

testatore,
il

ne

fu

dichiaralo

Del

Collegio Ghislieri in stra-

protettore

Cardinale primo prete

da

Giulia. Anticamente gli

alunni

i66

COL

COL
venivano nominati dal Papa, quindi dal Cardinal protettore.
Collegio

vestivano di abito nero lungo otto le ginocchia, e sopra di esso por-

tavano una sapravveste talare egualdella forma di quella degli altri Collegi, secondo la figura

mente nera,
riportata
nel tom.
logo, ec,

Greco.

Ili,

dal p. Filippo Bonanni, Catap. 3f) del suo


e de' diversi
Collegii

Allo zelo apostolico

XIII deve
si

la

di Gregorio sua fondazione, come

di

legge nella costituzione, In

Apo-

Da questo Collegio uscirono rispettabili prelati, Carduiali, e altri personaggi, che si distinsero per
alunni.
virti,

stolcae sedis,

data

a'

gennaio

i577, Bull. Rom. t. IV, l. IH, p. 324. Eretto venne da quel Pontenella via del Babbuino, che conduce a piazza del popolo, detta anticamente Paolina, perch aperta da Paolo IH; e dedicato, in uno alla contigua chiesa pure da lui edificata, a s. Atanasio vescovo Afice

dottrina, e belle doti.

F.

il

Venuti,
parte
lieri.

Roma moderna,
pag. 554,
-^^^

tom. I,

II,

Collegio Ghis-

Negli ultimi anni del secolo decorso, essendosi estinta la nobilissima fa-

miglia Salviati, per la morte del Cardinale diacono Gregorio Salviali

lessandrino,

uno

de' principali santi

e patroni della nazione

greca
di

ze-

avvenuta nel

1794

'^

protettos

lantissimo sostenitore della dottrina

ria cess

nella casa Salviati,


della

pei
alla
s

ortodossa

per

lo

spazio

circa

dibattimenti

successione

quarantasei

anni,

per cui

ebbe
,

eredit di cos illustre prosapia,

per r invasione delle armate repubblicane di Francia, che s' impadronirono di Roma, e dello stato pontificio. Quindi divenuto Papa il glorioso Pio VII, neir anno

combattere contro gli ariani ed a soffrire lunga e grave persecuzione. 11 perch nell'elogio fattone da s. Gregorio Nazianzeno, viene chiamato Occhio luminoso del mondo, gran
presidente
e

norma
e

de' sacerdoti

1801 subentr
Collegio
fa
il

nella protezione del

Cardinal Francesco Caraf-

Trajetto,

come primo
i

dell' ordi-

ne de' preti residenti in Roma, ed ebbe per successori Cardinali Gallerati


,

della fede, secondo precursore. Fu s. Atanasio che compose il simbolo, cui conosciamo col suo nome , e recatosi in Roma

voce sublime,

sostegno

lucerna

d Cristo,

Scotti

Gabrielli

Fesch.
princi-

verso

r anno
l'

34o

vuoisi

che

vi

Morendo
a'
1

poi quest'ultimo nel i83f)


,

piantasse
l'Egitto,
al

istituto

de'
il

monaci
suo
Col
della
1'

del-

maggio

siccome

il

e recitasse
s.

simbolo
disegno
Porta,

pe d. Francesco Borghese mancato ai vivi nel medesimo anno, qual


fslio

Papa

Giulio

I.

pertanto

di

Giacomo

di d.
di

Marianna
sua

Salviati ere,

Gregorio XIII eresse

edifizio pel
s.

ditaria

famiglia

istitu

il

Collegio, e la chiesa di

Atanasio
facciata
,

principato Salviati in persona di d.

Scipione suo terzogenito, questi ot-

buona forma con due campanili


di
;

ma
di

la

buon gusto

tenne dal Papa regnante


grazione della protettoria
legio Ghislieri, nella
viati. I

la reinte-

//

architettura
vecchio.
Il

del Col-

Martino Longhi Cardinal Giulio Sandi

sua casa Sal-

torio la bened, e gett nelle

fon-

deputati,

del sodalizio di

dopo l'estinzione Sancta Sanctorunt,

damenta la prima pietra a' vembre i58o, terminandosi

23

no-

la fab-

COL
Liica
nel
1

COL
in

167
era
protet-

583

sebbene
(Collegio

ap-

per protettore. Mentre


tore del

presso quella

del

venisse

medesimo

il

Cardinal Mafdi
il

ampliata e rinnovata. L'interno del-

feo Barlierini, che nel 162"^ diven-

ha cinque altari di ordine con dipinti di FVancesco Tiahaldese, e del cav. d' Arpino. L' altare maggiore separato dalla iliiesa da una specie di barriera (li noce chiusa secondo il rito greco, non diverso forse dal penetrale
la

chiesa

ne Pontefice col
VIII, ne affid

nome
la

Urbano
goverdi
di-

corintio,

cura e

no

a' religiosi
i

della

compagnia
lo

Ges,

quali

zelantemente
la

ressero sino

dopo
,

met
di

del

se-

colo decorso

sotto

loro fre-

con tre porte partizione che propriamente chiamasi il pronao, che divide la chiesa dal folyagios, o sia dal santuario. Ivi il detto Trabaldese dipinse nel freui'2;li

antichi, e

quentavano quegli alunni le scuole del Collegio romano. Abbiamo per dal eh. gesuita Jul. Caes. Cordala
la
Flist.

soc. Jesii, pag.

347,

^'^^

cura del Collegio greco


ai

affidata

da Gregorio XIII
essi

gesuiti, fu
la

da

2 io le teste de' dodici Apostoli,

l'im-

dimessa,

ma

che

ripigliaro-

inagine della b. Vergine col divino


l'iinciullo,
^allti
s.

Gio. Battista, e
greci.

due

dottori

Nel detto altare

no nel 1622 sotto Gregorio XV, immediato predecessore di Urbano Vili. Questa istituzione ebbe lo
stesso mirabile scopo degli altri Collegi
,

maggiore evvi un ciborio in legno di buon modello , che vuoisi disegno del menzionato Giacomo della
Porta.

fondati

per

la

propagazione
L' abito
degli
\

della fede cattolica.

A
zione
il

benefizio

adunque

della

na-

alunni venne prescritto in una sottana talare, cinta ne' lombi con cintura di lana rossa, sopra la quale portano una veste pi lunga aperta nella parte davanti pure con maniche lai'ghe all' usanza de' monaci
,

greca
,

fond

Gregorio
ivi

XIII
fossero

Collegio

acciocch
giovani

istruiti

nelle scienze, e nelle verit


i ,

cattoliche
sacerdoti,

che, ordinati

tornando alle loro patrie, confermassero nella fede greci cattolici, procurassero la conversione
i

greci

del

colore

della sottana,

cio paonazzo.

In casa

usano

una
il

berretta di greca forma, e fuori

degli

scismatici ed eretici
la

preal

cappello clericale.
ni
,

Il

gesuita

Bonanne d

stassero

dovuta
si

ubbidienza

descrivendo
figura.

nel

suo

Catalogo

Romano

Pontefice.

perch
l'

poi

l'alunno del Collegio greco,


altres
la

con diligenza
rito greco,

osservasse

antico

comand Gregorio XIII che col rito medesimo nella contigua chiesa
facessero
le
si

In questo Collegio
allevati

furono
rito

anco
s.
,

alcuni ruteni, monaci di


,

celebrasse,

ed

ivi

si

Basilio

seguaci

del

greco

sagre

ordinazioni
effetto
il

dal
ri-

quali divennero utili alla Chiesa, ed

vescovo greco, che a tal


siede in Pioma. Arricch

alcuni furono innalzati alle dignit


ecclesiastiche,

magnail

fecero

nimo fondatore
gio
,

di rendite

Colle-

nella Russia, nella

gran bene Polonia e nella


che
descrive

gli
i

concesse

molti

privilegi

Lituania,
il

nel

modo

esent

suoi alunni
,

dallo

studio

Piazza, nelle

Opere pie di

Roma

pubblico della citt


sotto

e ricevendolo

a pag.

santa Sede,

l'immediato patrocinio della gli diede un Cardinale

2i5, parlando del Collegio Greco. Fra gli alunni che fiorirono per piet, dottrina ed egregie

G8
(loti,

COL
vanno
il

COL
Colla celebrazione dei divini
cli
iill-

Velamina,
lita della

Giuseppe qtiale divenne metropozelo,

rammentati

nel rito greco, fatta dagli


nella

alunsi

Russia; Pietro Arcudi, com-

ni

chiesa

di

s.

Atanasio,

mendevole per
Matteo
lettere

ed opere pubblicate a vantaggio della Tede Gio.


;

una

manifesta

testimonianza
vene-

della concordia ed unione della Chie-

Cariofoli

peritissimo

nelle

sa greca colla latina, e della

greche
libri,
il

latine, autore di

razione che professa


al
la

la

Chiesa greca
tutta
si

molti

conio;

morto arcivescovo d' ILeone Allazio, il cui nome un elogio pel gran
celebre
,

romano
Chiesa
il

Pontefice capo di
cattolica.

In rito greco

celel)ra

solenne pontificale in detfesta dell'Epifania,

numero
alla

di

dottissime
la

luce, e per

opere date sua profonda ecustode

ta chiesa, per la

rudizione.

Egli fu primo

della biblioteca vaticana, e soprain-

maggio per quella del santo titolare, dal vescovo greco. Clemente XI non solo accrebbe considerae a' 2

tendente
di

della rinomata stamperia Propaganda, ed il Cancellieri ha

bilmente
to,
la
si

le

rendite del Collegio,

ma

ogni anno del suo lungo pontifica-

registrato gli scrittori della sua vita


in

recava in quella
s.
;

chiesa per

Cotnolaphium
2 3.

Antonelli, etc.
distinti

festa di
la

Atanasio a

celebrari

pag.

Gli
di
,

altri

alunGiosa-

vi

messa

ed perci che
e

pa-

ni sono

Nicodemo Gorgoginio meGristianopoli


;

triarchi

greci di Costantinopoli,

An-

tropolita
fat
ci

tiochia, Alessandria,

Gerusalemapocrisari

Azales
della

che

ridusse
all'

mona-

me
a

gli

spedirono
Universale

loro

Tessaglia

ubbidienza

ringraziarlo,

chiamandolo
.

Pasolenve-

del

Papa
il

Paolo

Francesco
il

store

L' altra
si

Cocco,

quale convert
;

patriar-

ca Pialello
feta

Ignazio Mendoni, che

ne funzione nerd santo

che
in
,

fa

nel

detta

chiesa

dai

merit essere chiamato il santo proCostantino Filomati ; Nicefo; ro Melisseno metropolita di Paro
JVaxia
ta, e
;

medesimi alunni il divotissimo funerale ad un'immagine di stucco rappresentante


sta sopra
Gestii

Cristo, po-

Filippo JMoretti di santa visi

sontuosa

bara.

In

quel

che
;

fece

monaco a Grotta-

il

vescovo greco, che fa la funal

ferrata

Neofto Piodin zelantissi-

zione
sce

mo
rito

missionario, vescovo e beneme-

secondo popolo
rito,

il

rito,
,

distribui-

fiori

melangoli.

autore di opere; Francesco Gozzadini vescovo di Zante, e Cefalonia


;

Nello stesso venerd santo, secondo


l'antico

Benedetto
dire

XIII
vangelo
della

nel

scovo di
il

Geremia Barberigo arciveParo Naxia, il quale sparse


la

1725
il

nella cappella pontificia


il

dopo
in

Passio, fece

sangue per

fede;

Canacchio

greco,
zwiie,

come avea

fatto

Le-

Rossi, lettore di lingua greca nella

da due alunni

del

Collegio

romana

ed altri molti registrati onorevolmente dal citato Piazza, pag. 221, fra' quali Nicol Alemanni, che divenne primo custode
della biblioteca vaticana, peritissimo in tutte le scienze, e Giovanni Cot-

universit;

greco.

siccome anticamente nella


la

stessa cappella pontificia

prima

profezia del sabbato santo pronunziavasi in greco, e ripetevasi in latino,

prima funzione
lui

tunio,

primario lettore di nella celebre universit di

filosofa

Benedetto XIII nella del sabbato santo da celebrata, volle che un alunno del
lo stesso

Padova.

Collegio greco leggesse la prima pr-

COL
fezia in lingua greca, tlopo di essere stata pronunziata in Ialino da
usava,

COL
non
i

169
il

avendo

suddiacono

presso

greci abito proprio, e

non

un cantore della medesima cappella. Su di che a consultarsi il Rodot,

accostandosi neppure all'altare, per-

Origine del

rito

greco in

I-

talia, pag.

240.
Sisto

ch non di un ordine sagro. Forse Benedetto XIII avr voluto seguire r esempio del concilio di Lione, celebrato

A due

alunni poi di questo Col-

da Gregorio X,

nella

V, con sua costituzione del primo settembre i586, che appartenesse 1' onorevole uffizio del diacono, e del suddiacono grelegio stabil

cui messa solenne celebrata dal

Pa-

pa
di

alla

presenza di Michele Paleo-

logo imperatore greco, in aigomento


sincera unione della Chiesa latina
alla greca,

co nei pontificali solenni, cui celebra il sommo Pontefice per la sua


corona7one, per
la

furono cantati

il

vange-

lo e l'epistola greca

in abiti sagri, e

canonizzazione,
s.

dai Cardinali e prelati latini veni>e

per

le

feste

di

Natale, Pasqua, e

cantato
lino,
il

il

Pietro,

non che per circostanze straordinarie, permettendo Sisto V colcostituzione,


si

quale fu recitato in
di

simbolo della fede, in lagreco


Costantinopoli,
della

dal patriarca

la stessa

che

la

loro

dai

vescovi

greci

Calalnia,

ordinazione
co da un

potesse eseguire anlatino,

come
Ili,

vescovo

affinch
al

racconta il citato Rodot, Origine del rito greco in Italia, t.

non debbano mai mancale


i

ser-

vigio della cappella pontificia,

come
pag.

legge nel

t.

V,

parte

I,

\6o, del Bull.

AHI

che nel

Rem. Fu Clemente i595 destin il veconferire


gli

p. 243. Non sono poi nella messa del Papa comunicati il diacono, e suddiacono greci, perch molte volte sono sacerdoti, e per

non

farli

variare nel rito senza bii

scovo greco a

ordini

sogno, comunicandosi

greci in

i'av-

sagri agli alunni greci d'Italia.

V.

il

mentato,
Historia

/^.

Jo.

Gottfr. Ilermanni,

Maitene
t.
I.

De

antitjuilate Eccl.
il

etc.

concertationuni

de pane
Cappelle

p.

878, e 38o;
t.

Giorgi Z/-

azynio
mni,

et

fermentato in Coena Do-

turgia
il

Rem. Pont.

II, p.

140, ed
p.

Lipsiae

1737.

K.

p. Gattico

Acta Caerem.

pg.

PoxTiFrciE.
Il Pontefice Clemente XII fu talmente amorevole co' greci, che colla

Pompilio Totti nel Ritratto di Roma moderna a pag. ^^n, dice che nel iG38 si cantava l' evangelo in
greco da uno scrittore
biblioteca
vin

autorit della bolla, Inter mulliplicis,

greco della
1'

data

agli

11

ottobre
p.

1732,

vaticana, e

epistola

da

Bull.

Reni tomo XII


il

3 i4j fonBisignano,

alunno del Collegio greco.


di

Fu
della

d
co,

in Ullano, diocesi

di

poi Benedetto XIII, che

introdusse
abiti

nella Calabria,

Collegio italo-gres.

r uso
no,

vestire
il

cogli

cio nel palazzo abbaziale di

chiesa greca
i

diacono e suddiaconella

Benedetto, colla dote di quella antica abbazia, di

quali

debbono cantare

e di

altri

seimila scu-

messa pontificale del Papa, e nel greco idioma il vangelo, e 1' epistola, che presso la chiesa greca cantasi dall' Anagnoste con un abito suddiaconale, di

perch propagata fosse vieppi nella Grecia la


datigli del proprio,

fede cattolica per


ni
cattolici,

mezzo

di

giova-

che dispersi

nelle

Cadel

nuova

foggia, diverso

labrie, e nella Sicilia, in esso fosse-

dalla tonicella latina, che

prima

si

ro educati. Molti desi

alunni

170
Collegio greco
loclii de'greci,

COL
tli
i

COL
furono parcui facciata sonovi pitture a chiaro

Roma
quali

gran numero nel


Sicilie.

regno delle

dimorano in due

scuro di Polidoro

te
il

da

Caravaggio,

Collegio inglese, e precisamen-

accanto dove prima era la chie-

la

Nel pontificato di Clemente XIV, direzione del Collegio greco pasdai


gesuiti
ai

sa di

Tommaso arcivescovo di s. Cantorbery. Volendo prima parlare


essa
fu
degli

s
ri,

sacerdoti
politiche

secola-

della chiesa,
alla
ss.

gi

dedicata
,

lincile

lidie

vicende

Trinit
il

scozzesi

delle invasioni di lloma, rest chiu-

secondo

Vasi, Itinerario di

Ro-

so

come

tanti altri

pii

istituti.

Ri-

ma,

stabilite le

cose

dal

glorioso
il

Pio
cele-

t. II, p. 5 IO, nell'anno venne fabbricata da Offa re

63o
d' In-

VII, ed aperto nuovamente


bratissimo Cnllcgio
colle superstiti

ghilterra.
tefici

Nelle

vite

per
i-e

de'

Pon-

Urbano (Fedi),
si

leggo che

Olfa,
si

de'sassoni

rendite

poseio in

orientali, nel

709

rec in Roil

esso alcuni giovani greci per alunni,


lincile

ma, ed avendo rinunziato


ricevette da

regno,
l'abi-

ne' primi
il

anni

dell'odierno

Papa Costantino
Quindi sotto
in
il

pontificato
in
attivit,
lo

Collegio greco fu posto


gli

to monastico.

Adria-

frequentando

alunni
il

no

I,

e nel 793, giunse


di

Roma
quale
1'

per

studio delle scienze


Collegio

nobi-

altro

Offa re de' merciori,


rendite
la

mi nato Collegio Urbano. Conserva


ancora
zio,
il

accrebbe
ospizio

scuola e
inglesi,

greco

la

pei

pellegrini

gi

blioteca del sullodato

da esso

lasciata

per

Leone Allamemoria

fondata
gorio
II.

da Ina

re
al

de' sassoni

o-

rientali nel

725

tempo
pu

di

s.

GreOlii

di esservi stato alunno. Fu da ultimo egualmente disposto dalla sagra congregazione di Propaganda, da cui dipende che il Cardi,

Laonde
si

piuttosto

ad

re dei merciori

attribuire ia

erezione della
ss.

antica

chiesa

de'la

Trinit detta volgarmente, seconil

nal protettore

del Collegio
il

grec(>,

do

Panvinio, degli scozzesi

ma

sarebbe sempre
le

prefetto genera-

piuttosto Scottornm,

come

la chia-

pr tempore,

dell' istessa

cardipoi

mano
no, e
le
il

il

Mallio, Giovanni

Piaco-

nalizia

congregazione.

Non deve
chiesa
si

Baronie

nel catalogo delil

passarsi
sa

sotto silenzio, che nella cala

religiosa presso

di

s.

abbazie di Roma, presso Casimiro da Roma, Memoria

p.
,

ee.

Silvestro al Quirinale,

vuole che
let-

della chiesa di Aracoeli. Opiia egli

Giano
terati

Lascaris,

uno

de' famosi

aver

essa

presa

una

tal

denomi-

esule dalla

Grecia,

aprisse
di

sotto

Leone

un Collegio

gio-

vent, per istruirla nelle scienze e


nelle lettere greche, dalla
l'

come sembra
premise
al-

nazione da una nobile famiglia romana cosi chiamata. Certo che fu gi una delle venti abbazie priabbate cui vilegiate di Roma, il
assisteva
il

prefazione,

che

sommo

Pontefice allor-

antico Scoliaste di

Omero, stam-

pato in

Roma

nel

iSi'j.

Collegio Inglese.

ch celebrava solennemente. Il Panciroli, Tesori nascosti p. 794? dice esservi tradizione, che quivi abitasse s. Tommaso arcivescovo di Cantor-

bery allorquando
Nella via di

si

rec in

Roma,

Monserrato, in

vi-

per difendersi dal re d' Inghilterra

cinanza del bel palazzo Ricci, nella

Enrico

II,

che opprimeva

la libert

COL
ecclesiastica.
egli ritornato

COL
bridge ambasciatore in
ciis
II,

171

Ed

perci che essendo

Yorck Cristoforo Ursovico o Barn-

inlnghilterra,ed avendo

Roma
di

del

sofferto glorioso martirio, fu la chie-

re d' Inghilterra, et castris pontijl-

sa a lui dedicata, e, secondo

il

ci-

praefectus , in
si

tempo
;

Giulio

tato Vasi, vi

fu

aggiunto da

Gio-

vanni Shephard

un

ospizio di pelle-

come numento

legge nel suo bel


il

mo-

sepolcrale

Cardinal Gu-

grini inglesi, nel

modo

che descriec.
,

glielmo Alano; monsignor Audonio


sano,
il

ve
l'

il

Piazza,

ospedale

Opere pie degV Inglesi,


i

Del8q, e

p.

Lewis, o Ludovisi vescovo di Casuomo di gran zelo, e piet; e

seguenti. Egli, e la propria


vi

moglie
e
;

assegnarono

loro
le

beni,

vi

dedicarono tutte
versi

loro cure

e di-

p. Roberto Personio gesuita, famigerato nella storia ecclesiastica di Inghilterra pei seminari istituiti, pel

vescovi, e connazionali ne imi-

ricetto dato

agli

esuli

connazionali

tarono l'esempio.
11

nella religiosa persecuzione,

per

la

jNovaes,

ge,

che

l'

Vili, p. 1 6, aggiunospizio o spedale contit.

sua dottrina, e per

le

fatiche soste-

l'anno i358. La chiesa, dopo che Gregorio XIII


vi
istitu
il

guo, venne fondato

Collegio, fu

restaurata,

un modo pi decoroso lo fu ancora, in un al Collegio nell' anno i68o, dal Cardinal Filippo
in

ma

nute a vantaggio del cattolicismo. In questa chiesa, per memoria del suo antico titolo, si celebrava la festa dell'ineffabile mistero della ss. Trinitj ed a' 29 dicembre quella
dell'attuale titolare
s.

Tommaso

ar-

civescovo di Cantorbery, con cappella


Cardinalizia, ed intervento de' Cardinali,

Howard

dei

glese, benefico protettore di

duchi di Norfoick, insua na11

e ministri addetti alla Condell'

zione presso la santa Sede.


to Cardinale
tetti
si

det-

gregazione
stica
del Collegio,

serv

degli
Il

archi-

(T^edl),

immunit ecclesianon che del rettore

Legenda, e Fontana.

Poma-

rancio, ossia Nicola Circignani,

con pitture a fi esco vi rappresent molti campioni della fede, che soffriro-

modo

no per essa terra, dopo


dro
cio

il

martirio nell' Inghil-

ed alunni in cotta, nel che descriviamo al volume IX, p. i47 del Dizionario. IMa nelle ultime invasioni de' francesi, la chiesa and distrutta, per cui la
si

la

lagrimevole

riforma
Il

detta cappella Cardinalizia

celebra

di quel floridissimo regno.


dell' altaje

qua-

nella cappella interna del Collegio,


il

maggiore

rappre-

cui

quadro rappresenta
s.

il

marti-

sentava Dio padre, avente in biacGesi Cristo morto,


angeli,

rio di

Tommaso.
il
i

Nel Collegio fudi

circondato
diversi

da

ed

al

basso da

santi.

Essa una delle belle opere

eseguite

da Durante Alberti
Il

di

borse-

go

s.

Sepolcro.
del

monumento

polcrale

baronetto

Tommaso

quadro Deheram, Ursovico, e d'altri, non che il quadro attribuito a Luca Giordano lava i della Maddalena, la quale piedi al Salvatore, che prima stava
rono
trasferiti

nominato

dell' Alberti,

monumenti

Deheram, disegnato dal cav. Fuga, fu scolpito da Pietro della Valle, e stava a pie della chiesa. Quivi furono

nel refettorio. Questo, e la cappella

furono dipinti a fresco dal


p.

celebre

Pozzi gesuita.
All'

pure
zione,

sepolti

illustri

personaggi

in-

glesi, fra'quali
il

meritano special menCardinal arcivescovo di

allo zelo di
le

immortale Gregorio XIII, e Guglielmo Alano, nobiinglese della provincia di Lanca-

\Ti
ster,
giii

COL
j)iil)l)lico

COL
tli

professore;

Ka-

gcdolti, e confermassero

cattolici

gra Scriltiira

in

Diivay, dubl)iumo
rispettabile,

nella

vera credenza, e nella costan-

ristiluzionc del

e l)e-

te ubbidienza al

romano
il

Pontefice.

iiemeiito Collegio inglese. JNellanno

Afld Gregorio XIII


la

Collegio al-

i579,
Bull.

^ colla autorit della

bolla

QuaiUam

honitas data

a'?,

3 aprile,
Colle-

Rom. tomo IV,

parte IV, p.
il

35c), Gregorio XIII fond

cura e governo della compagnia Ges, per le cui ottime regole ebbe principio, e progresso glorioso, dappoich a cinquanta ben predi
sto ascese
Il
il

gio Inglese nella eliiesa, ed ospizio


tiella

numero

degli

alunni.

stessa

nazione
III

ospizio ch'era

Pontefice istitutore, oltre quanto


al Collegio,

dopo che regno d'Inghilterra avea miseramente abbracciato la riforma religiosa. Gli applic le
divenuto pressoch
inutile,

aveva assegnato
altri
gli
ss.

ed oltre
della

per Enrico \

il

soccorsi
dati,

che
nelle
s.

amorevolmente
festivit

avea

Trinit, e di
gli

Tommaso Candonare
Gli

lendite
ilale,

diillo stesso ospizio,


gli

ed ospe-

tauriense,
le

soleva
festa.

mil-

assegn scudi

ti

emila

doro

scudi

per

concesse

stolica,
fici

aimui da pagarsi dalla dateria apolincile da lui, o dai Pontesuccessori

molti privilegi,

lo

dichiar

imme-

non

si

provvedesse

al-

diatamente soggetto alla santa Sede, e diede facolt al rettore di poter


conferire
il

trimenti per egual


gli

somma, dando-

grado

di

dottore

agli

per primo protettore il celebre Cardinale Giovanni Moroni, uno

alunni, allorch avessero terminato


il

corso degli studi, premesso

il

con-

de" presidenti del concilio di Trento,

sueto esame, e salve

le prescrizioni

e per primo

rettore non il lodato Guglielmo Alano, che tanta parte ebbe in eseguire le benefiche mire

del concilio di Vienna.


dini

Abilit

gli

alunni ad essere promossi agli orsagri

sino al

saceidozio,

mecon
il

del zelante l*apa,


rizio

ma

sibbene I\I;m-

diante r esame ed attestato del rettore, e del Cardinal protettore,

Clenoch, prete secolare inglese,


i

prima che
liti.

gesuiti vi fossero stabi-

quelle facilitazioni, che


Piazza,

descrive

Nello stesso tempo Gregorio XIII pssegn cento scudi al mese al Collegio della
glese,

medesima

nazione

In-

che V Alano insieme ad altri pii connnzionali aveva fondato in Duay citt della Fiandra. dell'erigere Gregorio XIII questo Collegio, ebbe in mira di fondare un valido propugnacolo della fede cattolica pel regno d'Inghilterra, ed

Opere pie di Roma, p. ^85 e .seguenti, capo XXIV, Del Collegio inglese presso piazza Farnese. Dopo la morte di Gregorio
XIII,
di
s.

fu

sublimato

alla

cattedra

il quale facendo gran conto di Guglielmo Alano, e pieno di ammirazione per lui che avea ricusato dal predeces-

Pietro

Papa

Sisto V,

sore

il

cax'dinalato,

ne

lo

promosse

mi seminario

di

utili

missionari,

nondimeno senza

ch'egli potesse im-

quali istruiti nelle scienze nel Colle-

gio romano, eruditi nelle discipline


ecclesiastiche e nelle verit cattoli-

maginarselo, a' 7 agosto 1087. Di questo insigne porporato descrisse le


geste Nicol Filiberto,
blic in

che

le

pidj-

che a tenore dell' emesso giuramento, ed a costo di versare il proprio sangue, propagassero i donimi di
posila santa religione, illuminassero

Roma,

nel 1088, con que-

sto titolo,
ta.

De Alani
se

Cardinalis

vi-

Tutta volta

Sisto

merita-

mente premi

quello, che tanta par-

COL
te

COL
istituzione
tlel

avea

avuto nella

note al Mariirologio

173 Romano, a'^q

Collegio, bisognoso di

denaro per
la

le

grandi cose che


tissimo,

il

resero

celcbra-

dicembre, dicendo che il suo secolo avea meritato vedeine molti coronati

diminu

al Collegio

penXIII.

del martirio, molti divenire eroi

sione assegnata da

Gregorio
i5r)0
di
il

d'intrepidezza sacerdotale, e

molti

Ma divenuto

Papa nel
al
il

Carscudi

rimaner vittima
lo spirito di

delle

persecuzioni

dinal Sfrondati, col


lio

nome
mese.

GregoIstituita

accanite de' riformatori, seguaci del-

XIV, assegn
d'

Collegio

Enrico Vili,
figlia.

della

cinquanta
])oi

oro

regina Elisabetta sua

gregazione di
tutti

la sagra conda Gregorio Propaganda, questo Collegio fu sottoposto al paro di


gli

XV

Non
do
se,

solo nella

santit, e nel calfio-

zelo

perla salute delle anime


gli

rirono

alunni del Colle;io

in;le-

esteri alle sue cure,

ed

alle

ma

sue sollecitudini.
Prodigiosi e di
gio furono
pegli operai
i

lettere,

anco nelle scienze, e nelle divenendo parecchi vescovi


i

sommo

vantag-

e vicari apostolici dei distretti d'Inghilterra. Cos

progressi del Collegio,

suoi rettori, che doeli

che in numero cospicuo somministr alla vigna del


Signore,
e
pegli

po
ti

il

pontificato

Clemente XIV,
e quintli

sono preti secolari inglesi presentadai detti


vicari,

uomini

insigni per

piet,

per dottrina, per 0])ere fatte, e date alla luce in confutazione deerrori

nati,
si

e scelti dalla
distinti

nomiSede apostolica,
cure e
altri

sono

per
di

le

solleci;

gli

de'seguaci della riforma, e

tudini nell'esercizio del loro ufizio


e per

pei gloriosi confessori della fede.

ranta di questi ultimi gi nel

Qua1647

non

dire

E.oberlo

avevano patito il martirio, il perch prima che i francesi li cancellassero,


vedevansi molti
ritratti di essi nelle

tore,

Giadwcll, che ne fu il primo retdopo r invasione francese, per


distinto in piet,

essersi

dottrina, e

prudenza, da Leone
vescovo.
II

XII

fu

fatto

pareti interne del Collegio. In


stessa gli alunni convertirono

Roma
i

pro-

regnante Pontefice fece suo cameriere segreto soprannumerario Nicola

pri

confratelli,
i

li

fecero

abjura-

Wiseman, noto

[)er la

re

perniciosi errori.
gli

Sino dall'orialunni meri-

sua

dottrina,

opere, e vaste cogni-

gine del Collegio,

zioni,

quindi lo promosse a vescovo

tarono
s.

la

benevolenza del Cardinal


il

in parlbiis,

ed a coadiutore del vica-

Carlo Boiromeo,
a trattenersi

quale
nella

g' in-

rio

apostolico del distretto orienta-

vitava

sua ca-

sa e alla

mensa

altrettanto
il

amoPale-

cessore

re avea per loro

Cardinal
in

il suo degno sucmonsignor Carlo Baggs, cameriere segreto soprannumerario,

le;

dichiarando

otto

arcivescovo di Bologna.
giovani,

s.

per

Filippo Neri accarezzava


particolare
dire,
j

modo
loro

solendo

Salvele flores aiiYium. Anzi


i

esemplare condotta, e la sua per quanto ha pubblicato colla stampa. L'abito degli alunni quale ce lo presenta il Bonanni, nel suo Crz(alogoj a p.

fu osservato che quelli,

quali rice-

34,

Dell' alunno

del

vettero da lui maggiori cortesie, ri-

Collegio yliiglicano, cio

sottana e

portarono poi
rio.

la

palma del
di

martiil

sopravveste in forma di

manlellocheri-

E
il

degno poi

memoria
nelle

lu-

ne

di

lana nera, e cappello

minoso
fece

elogio, che di quegli alunni

cale.

Cardinal Baronio

sue

Del discorso che gli alunni pronunziano nella cappella pontili-

174
eia per la
fa
1 1

COL
festa di
s.

COL
Stefano,
si

legio

vi

sono
de'

diverse
Pontefici
;

iscrizioni

parola al citalo

volume
,

IX

p.

marmoree
;

cio

di

8 del
68,
si

Dizionario

mentre

alla

p.

dice che nella

processione

del
la

Corpus Doiuini gli alunni, dalmet del colonnato vaticano dalparie del palazzo pontificio, sino
fine del

Clemente XI, che onorollo di sua presenza di Pio VII per avere ristabilito il Collegio, ed aver
prescritto che
il

rettore fosse
;

scel-

la
al

to dal clero inglese che,

di
nel

Leone XII,
Diario
di
ai
re-

medesimo, sostengono
il

le

come

si

legge

aste del baldacchino, solto


il

quale

Roma numero
2g

87,

del

1827,
si

Papa porta
Il

in

alto

il

ss.

Sagra-

ottobre, partito da Pioma,

niento.

c appositamente,
e dal rettore del
il

Papa, supplicato dai vicari aCollegio

con parte della sua nubile famiglia a Monte Porzio

postolici,

nel

luoijo della villenr^iatura del


ivi

ne nomina

Cardinal

protettore.
del Collegio

Collegio, ed
niensii
i

ammise
ed
i

alla

sua

Uopo

il

ristabilimento

superiori,

collegiali.

ne furono prolettori
Zurla, e

gli

amplissimi

La
era

visita

poi fatta al Collegio dal

(.ardinali Ercole Consalvi,

Placido
inglese,

regnante Gregorio
protettore
il

Tommaso Weld
lo

Cardinal

XVI, mentre ne Weld,


iscri-

ed ora
nal

il

benemerito

Cardi-

venne celebrata colla seguente


zione:

Giacomo

Giustiniani. Nel Col-

QUOT)

GREGORIO MAX. XVI PONT CATHOLICAE RELIGIOMS PROPAGATORI IH NONAS FEDRUARIAS AN MDCCCXXXVII
.
.
.

COLLEGIVM
A1.V!U\0SQVE
.

ANGLORVM
.

INVISENS
.

EJVS

ADLOQVIO
.

EV OMNI
.

BENIGNITATE

SOtA

STVDIOSISSIMAM

ANIMI
.

SVI
.

VOLVNTATEM
DECLARARIT
.

CATHOLICOS
.

anglos

vniversos
.

PVBLICO

HOC

testimonio
.

NICOLAVS

"WISEMAN

COLLEGII
.

RECTOR

EJVSDEMQVE
.
.

ALVMNI
.

AD MEMORIAM AVSPICATISSIMI DIEI ANGLORVM CATHOLICORVM ANIMIS ALTE


.

DEFIXAM

POSTERITATI

THOMAS

WELD
.

PRESE

COMMENDANDAM PATRONO CARD


. ,

SVFFRAGANTE
.

DEVOTI

SANCTITATI

MAJESTATIQVE
a.

EJVS

Angelo Rocca scrisse. De Anglicano Coli Roni. Comnientarius. Romae 1^82; Eccl. Anglicanae Trophaea, sive ss. nini, qui Christo,
Catholicaeqiie
fide.i

T. i58i.
e

B.

de

Cavalleriis,

Romae
degli

Dell' antico

ospedale
i

Inglesi,
ti,

ove si ricevevano marinari brittanici,


a pag.

mercanil

citato

veniate

asse-

Piazza tratta

89,
nel

mentre

renda, antiquo, recentiorique persecutionuni tempore, morteni in An-

p.

63, dice che un altro spedale


fu
eretto
la

nazionale

i3o6
s.

in

gba suhierunt, passiones, Roniae in Coli. Anglico per ^ic. Circinianwn


depiclae aenes typis reprae.sentatae

Trastevere dietro
suoi paesani,

chiesa di

Gri-

sogono da un mercante inglese pei


dedicandolo,
in

uno

COL
alla delta chiesa, a
s.

COL
Etlmonio re
caltolicismo
, i

,75

d' Inghilterra. di

tempo

nel

Questo in progresso i463 venne soppresfurono


unite

procur in vece di aiutare con somme di denaro celebri e valorosi

capitani
i

conti

di

so, e le

rendite

a
s.

Tirone, e Tirconel,

quali per ben


li-

quelle del Collegio ed ospizio di

quindici anni sostennero la loro

Tommaso

Cantuariense,

alla

cui

chiesa furono trasferite le

reliquie,

bert religiosa, contro la potenza e persecuzione della regina Elisabetta.


Differ

quando Alessandro VII


lire
la

fece

demoper-

Gregorio XIII

la

pia inten-

chiesa di

s.

Edmondo
;

ch minacciava rovina

anzi a

mes.

moria
a
s.

di essa,

fu eretto

un
e

altare
di

venne invece elfettuata dal degno nipote di Gregorio XV, il Cardinal Ludovico Luzione, la quale

Edmondo
Delio

nella

chiesa

Tommaso.

spedale

chiesa

de' goti in Piazza

Farnese, e della
ss.

dovisi arcivescovo della sua patria Bologna, a persuasione del dottissimo p. Luca Wadingo minore os-

annessa chiesa della


versa dallo spedale
inglesi,

Trinit, dichiesa
degli

servante riformato
di

di

s.

Francesco,
della

nazione
fine

irlandese,

quale
di

parla

il

sopraddetto Piazza

appunto era protettore


11

il

Cardinale.
tale
ir-

N si deve tacere a pag. loo. che quando Innocenzo III fond r ospedale di s. Spinto in Sassia
{^Fedi)^ vi riun
i

della

fondazione
gli

Collegio fu d istruire
nel

alunni
lettere,

landesi nella piet, nelle

beni
gi

deir antica
ivi

modo

di

difendere

la

religione

scuola

de' sassoni

esitente,

cattolica dai suoi

persecutori, e per

Giovanni d' Inghilterra lettere, che confermano l'alienazione dei medesimi beni. Onorio III poi, nel 12 16, concesse ad una comunit di preti ingleottenendo dal
re
si
s.

preservare
gestione
saldi

connazionali dalla sugeretici


,

degli

tenerli
istitu-

neir unit

cattolica.

L'

zione ebbe incominciamento nei pri-

la

chiesa, e

la

contigua casa

di

mi del G'B Urbano Vili,


I

sotto
in

il

pontificato

di

una

casa incontro
s.

Pantaleo, ora Scolopi (Fedi).

appartenente agli

il

convento e
sei

la chiesa di

Isidoro

presso piazza Barberini, col


ro di alunni, e
coli'

nume-

assegnamen-

Collegio Irlandese.
II sommo Pontefice Gregorio XIII grandemente amorevole colla nazione Ibernese, voleva fondarle in Roma un Collegio, come avea fatto

to di cinquanta

scudi al mese.
il

Ne
allo

commise
stesso
p.

la

cura

Cardinale
coi

Wadingo,

guardiani
di
irlandesi.

pro-tempore del
s,

detto convento

Isidoro, de' francescani

Allora questa pia


il

istituzione

prese

con altre, per confermare figli di quella nazione nella fede, che immacolata e pura costanteniente avevano conservata nel regno, dopo che
i

nome

di

Collegio
il

Liidovisiaiio.

Voleva

accrescere

Cardinale
il

di

lendite, e di

alunni
del suo

Collegio in

modo degno
ne
di varie

il

Papa

s.

Celestino

I
il

avea loro mansanto

e dell'inclita nazione;

grande animo, ma a cagio-

dato per apostolo


Patrizio.

vescovo
iri-i-

vicende, dovendo parti-

vedendo i buoni landesi combattere colle armi i


formatori,
e
risoluti

Ma

re pel suo arcivescovato, poco

dopo

mor nel i634- Tutta volta, mediante

piuttosto

di

testamentaria disposizione, lasci


Collegio
la

perdere

la

vita

che

rinunziare al

al

vasta vigna che pos

COL
sedeva in
l)lig
il

COL
ed
ol)-

Castel-Gandolfo,
principe

Collegio
le

ebbe termine

come

tutte

Nicol

Ludovis

''UO

nipote ad

acquistare una casa

per istabilc abitazione degli alunni,

Se non che avendo la divina Provvidenza esaltato al soglio pontificio Leone XII, ad
altre pie istituzioni.

assegnando al Collegio mille scudi annui di l'endita. Inoltre comand


il

istanza

degli arcivescovi

d' Irlanda

rappresentati da monsignor Blake, a


effetto mandato in Pioma, il benigno Pontefice, coU'amplissimo bretal

Cardinale;, che

il

Collegio fosse afe governo dei

fidato alla direzione

padri della compagnia di Ges, con

ve de'

gennaio

1826, fece
i

risor-

dipendenza dal solo generale medesima.


Pertanto presso
ca del Grillo,
al
il

della

gerlo sotto auspicj

pii
il

felici.

Gli

assegn per residenza


alle

locale,

che

palazzo del du-

e nella via incontro

monistero delle monache domess.

nicane della
gio,

Aimunziata, fu comil

perata la casa, e stabilito

Colle-

siccome afferma
,

Ridolfino VeI.

avea occupaCollegio-Umbro colla contigua chiesa di s. Lucia de'Ginnasi, e sLabifi a rettore monsignor Blake dandogli per protettore il Cardinal Francesco Eerlazzoli. Alla morte di lui
l)otteghe oscure
to
il

nuti

Roma moderna tomo


numero
col

p.

succedette nella protettoria


nal d.

il

Cardiprefet-

83.
a

Il

sette,

de^li alunni si fiss o rettore gesuita, due


ser-

Mauro

Cappellari,

come

to generale della

congregazione

di

suoi correligiosi, ed allretlanti


venti.
ni
le

Nellingresso devono
prescritte

gli

alun-

giurare di ordinarsi sacerdoti, e


altre cose
,

dai

regolanel

apprendendo gli Collegio romano. Compiuti


menti
gio de'rispettivi
vescovi,

studi

gli studi,

Propaganda, giacch venne stabilito, che attesa la dipendenza di questo Collegio da detta congregazione, al suo prefetto pr tempore si devolvesse la protezione del Collegio medesimo. Nel i83 venne esaltato il CarI

(anno ritorno nell'Irlanda in

servi-

dinale protettore alla


stolica,

cattedra apo-

molli

dei

ed

il

regnante

Gregorio
feb-

quali sono slati alunni, giacch sem-

XVI.
Quindi nell'anno i836, a'i5
braio
in
si

pre fra
piet,
in

essi

molti

ne fiorirono
ecclesiastica,

in

esemplarit
stabilito

ed

rec

il

medesimo Papa
ricevuto dal
del

scientifiche

cognizioni.

L'abito
dei
or-

detto locale, vi fu

venne

in sottana e soprav-

Cardinal

Fransoni

protettore

veste di lana nera, della


collegiali
;

la

forma seconda era prima


di

Collegio, e prefetto di Propaganda,

da

d.

Paolo
gli

Cullen rettore,

da

lata nella parte interiore


rosse.

fascie

Nel Collegio usf.no la berretta,


il

e fuori

cappello chericale. Presso


e

il

siccome abbiamo numero 16 dal Diario di Roma, del medesimo anno i836, ove pur
tutti

alunni,

]jonanni, Catalogo ec,


Collegi

dediverd
III,

si

legge l'iscrizione

marmorea,

che

di

alunni,

tomo

pag.

fu stabilito di collocare nel Collegio

42,

ne vede la figura. con zelo governarono il Collegio sino al 1778, nel qual anno pass sotto la cura di un rettore e de'preti secolari della nazione irlandese. Quindi occupata PvOse
I

a perenne
fice.

gesuiti

memoria di tanto PonteAmorevole per egli della nazione irlandese e premuroso del maggior incremento del Collegio, per dargli un locale piti ampio, col,

l'autorit

della costituzione
ai

Romagiugno

ma

nel

179H da

forza straniera,

il

nani Juclesiam, data

COL
i83(), Bull,

COL
t.

inn

de Prop. Fide

V^

p.

142, gli concesse il monistero, e la chiesa di 5^. A^ata alla Snhwra (Vedi),

antica diaconia
le

cardinalizia, e

Cullun irlandese, il quale, essendo alunno del Collegio Urbano, dedic un atto pubblico a Leone XII, che vi assistette in persona, e pie-

trasfer

maestre pie che l'occupalasciato

no
11

di zelo

si

occupa del ben essere


affidali.

vano, nel Collegio


landesi.

dagl

Ir-

degli alunni alla sua cura

Quindi benefic in diversi modi gli alunni permettendo loro che nella solenne canonizzazione, e nella annuale processione del Corpus Domini, per un tratto di strada , cio dal fine del colonnato
dalla parte del

medesimo Gregorio XVI pose poscia il colmo alle sue beneficenze,


allorquando onor di sua
presenza anche
il

sovrana

palazzo

apostolico,

da lui dato al Collegio, lo che avvenne a' 3i gennaio 1837, come si legge nel Diario di Roma numero 4 di detto anlocale
i

sino al portone del

palazzo
le

Accodel

no.
il

A memoria poi
marmo
nel

della concessione,

ramboni,
poi'ta
il

portassero
il

aste
il

detto benemerito rettore fece por-

baldacchino, sotto
ss.

quale

Papa

re in

Collegio

un

bel
se-

Sagramento. Decor del grado di suo cameriere d'onore in abito paonazzo, il rettore d. Paolo

busto del medesimo Papa colla guente iscrizione:

QVOD
IX
.

XVI PONTIFICI GKEGOEIO MAXIMO HIBERNORVM EX COLLEGIVM GINNASIANO DOMICILIO AMPLIOEES ET AMOENIORES . AEDES TRANSTVLERIT HAS ET D GEEGORIVM MAGNVM IMITATVS TEMPLI M S AGATAE VIRO ET MART SACRVM A mVTVRNO NEGLECTV ASSERENDVM ET POPVLVM ROMANVM AD YETEREM ERGA MARTYEEM PIETATEM
.

EXCITANDVM
COLLEGII
.

CVRAVERIT
PRAESES

ANNO

MD eoe XXX VII


gno
la

Carlo Bartolomeo Piazza, nelle sue

di

Napoli, nella provincia del-

Opere pie

di

Roma,

a pag.

tratta del Collegio irlandese,

263 quando

Terra di Bari, chiesa la quale avcndo riunite, sino al pontificato di


Pio VII,
le

risiedeva presso la torre del GiiUo.

sedi vescovili

di

Can-

ne, e Montevcrde, fu da

quel Pa-

Collegio Nazareno.

pa, colla bolla


sa in

De

Mcliori, soppres-

un

alle sue concattedrali, e riu-

Ne
na,
cri

fu fondatore

il

Cardinal Mi-

nita
di

perpetuamente

alla

metropoli

chelangelo Tonti oriundo di Cese-

Trani. Quindi ritoinando al no-

ma

nato in Pmini da medioRecatosi in

stro Tonti, nello stesso


a' 24

genitori.

Roma,

anno 1608 novembre, fu da Paolo V crea.

presa relazione e servizio colla famiglia Borghese, merit che Paolo

to

Caixlinale
le

Ma

procacciandosi
il

per

sue virt e belle doti

fa-

promovesse alla chiesa arcivescovile di Nazareth nel renel


lo

1608

vore di quel gran Pontefice, diven-

ne bersaglio alla invidia,


12

ne

fu

VOL. XIV.

lyS
fianco di

COL
Paolo
che per torlo dal V gli fu dato il
so
venissero

COL
perato dal duca di Sermonetta Alessandro Caetani, e volle che in esalimentati, ed
istruiti

vittima a segno,

Cesena. Tornato in di per l'elezione di Gregorio XV, vi mori nel 1623, dopo aver fatta per rogito del notaro Lorenzo Bonicon-

vescovato

Roma

dodici

alunni, ed anche pi, se lo


le entrate, scelti

permettevano
giovani poveri
di

fra

di

civil

condizione,

tro ai 19 aprile l'ullinia sua testamentaria disposizione, lasciando le

buona

indole, e di pronto inge-

sue spoglie mortali alla chiesa


tare
di

del

gno, con l'obbligo che due di questi alunni fossero della citt di Ri-

Gesti, per cui fu sepolto presso l'als.

Ignazio.

Oltre l'articolo

Tomi Cardinale
sultarsi

[Vedi), possono con-

mini sua patria, e volle che vi potessero nel tempo istesso aver luogo quanti giovani convittori avessero
creduto di accettare
dri scolopi
scisse
;

per

le

gcste di questo egreil

suddetti pail

gio porporato l'Aniidenio,


zi
t.

Palazt.

perch

tutto

i-iu-

IV,

p.
il

28,

il

Cardella,

VI,

felicemente,

raccomand

l'o-

Novaes t. IX, p. 208. nel Allorquando Gi'Cgorio 162 I, deput una congregazione di Cardinali per l'erezione delle Scuocui cliiele Pie in Ordine regolare, rici regolari sono volgarmente chiamati Scolopj [Vedi), il Cardinale Tonti, che era ponente della causa, sul principio si mostr contrario, ma dovendo per tal circostanza conversare sovente con s. Giuseppe Calasanzio fondatore di quel benemerito istituto, ebbe occasione di ammirarne le luminose virt, e di cop.

145, e

XV

pera alla valida protezione degli uditori di Rota. Spirato appena nel

1622
cia di
lo

il
s.

pio Cardinale fra


questi
il

le

brac-

Giuseppe Calasanzio
,

che
di in-

assisteva

desiderava
volere,

eseguirne ben tosto


sorsero tante
targli
liti

ma

e contese a dispu-

quell'eredit, che dovette pro-

crastinarne l'apertura per vari anni.

Finalmente
il

nel

i63o,

regnan-

do Urbano
nit
stri,

Vili, con molta solen-

santo in compagnia dei maegiovanetti


collegiali,
si

e dei

rec processionalmente
sa
di
s.

dalla chie-

noscere gl'immensi vantaggi che derivavano alla societ dalla nascente quindi concep tanta sua opera
;

Pantaleo
Tonti, ed

al
ivi

palazzo

del

stima, e tanto
to,

amore verso

il

san-

e verso i suoi religiosi, che contribm moltissimo a far dichiarare

Ordine
sto,

religioso di

solenni

voti
di

il

inaugur il Collegio Nazareno, essendone egli il primo rettore. Ne compil i regolamenti, che scritti di suo pugno si conservavano nel Collegio qual preziosa reliquia, e qual testimonio delCardinal
la

di lui istituto.

N contento
sua

que-

profonda
dell'

cognizione

che

avea
di

nella

succennata
di

testamentaria
eredit
sotto

quel santo del cuore umano, e qual

disposizione destin la
all'erezione
il

prova

arden

te

suo desiderio

vm

Collegio,

governo e la cura dei padri delScuole Pie, il quale dall'antico suo arcivescovato di Nazareth si dovesse appellare Nazareno. Lasci il Cardinal Tonti a tale oggetto il suo palazzo presso la chiavica del Bufalo, che egli aveva comle

formarlo alla virt, alla piet, ed alla scienza. A questo fine pose la sua
diletta famiglinola sotto
il

patroci-

nio della B. Vergine di Nazareth, della quale fu s divoto il Cardinal


Tonti, che fond nel di
rio di
lei

santuadella

Loreto una cappellania, con


in

messa perpetua

sulfragio

COL
propria
re pie di

COL
Piazza, Opefu stabilito da quel

79
Papa, che un
Collegio, do-

anima.

J^.

zareno, pag.

Roma, Del Collegio Na269 e seg. Continuane

nobile convittore del


vesse ogni
la

anno sermoneggiare
di Risurrezione.
si

nelfe-

do

le

liti,

consumando queste
le

in

cappella pontificia, nella terza

gran parte

rendile

stesse,

s.

Giu-

sta di

Pasqua
si

Il

di-

seppe Calasanzio credette opportuno


di tiasferire altrove il Collegio, per diminuire le spese, e per trar van-

scorso

suole stampare e

dispen-

il

taggio dall'

aflitto

del palazzo Tonti.


il

ha luogo in cappella. Dipoi conduce l'oratore a presentarne un esemplare al Pasa a chi


p.

rettore

Per qualche tempo

Collegio

re-

pa,

il

quale
di

suol

donargli

una

st nel palazzo Ruslicucci in

Borgo,

medaglia
eflgie;

argento colla

propria

quindi Tu trasferito nel palazzo del Cardinal Angelo Giori alla salita di
s.

privilegio

che ebbe origine

nel

Onofrio, cio dalla parte sinistra

della via che


sa,

conduce a quella
l'

chie-

1727. Nel 1729, con l'autorit d'un pontificio chirografo di Benedetto XIII,
consenso del p. rettore del furono collocati otto ivi nobili alunni bergamaschi, appartee col

come afferma
t.

Alvcri,

Roma

in ogni stato,

II,

p.

281, ed ove

Collegio,

rimase per mezzo secolo. Intanto fia personaggi, che in tal tempo abitarono nel palazzo Tonti, sono a
i

nenti al

Collegio

Cerasoli

(F'edi),

nominarsi donna

Olimpia Maidalchmi Pamphily, cognata d' Innocenzo X, ed il celebre Cardinal Guido Ben ti voglio di Ferrara autore
della
classica

Storia

delle guerre

di Fiandra, ove era


apostolico.

stato

nunzio
si

Ed

perci che
fia'

opi-

che diciamo a quell'articolo. Tuttavolta nel seguente PonClemente XII, furono tificato di tolti gli alunni bergamaschi dal Col1765 per un legio, che per nel chirografo di Clemente XIII vi furono riammessi, finche per le vicende del 1798, restarono di nuonel

modo

na da molti,
lieri,

quali dal Cancelil

vo
si

divisi.

Il

nobile

Collegio

Na-

nella sua

Lettera sopra

ta-

zareno, sino alla invasione

francese

rantismo e l'aria di Roniaec, a pag.

compose

di

un corpo
di

di

alunni,

380, che in quel tempo fossero eseguite da Federico Zuccari le belle pitture, le quali decorarono la gran
sala del palazzo

che, secondo la volont del


tore,

fondaaltra

vestivano

sottana violacea,

sulla

quale

sovrapponevano

Tonti,

rappresenpre-

veste di mantellone dello stesso colore,

tanti l'assedio, e la

memoranda

sa di Anvei'sa.

rossa
bili

con mostre, e bottoni di seta non che di un corpo di nodi

Alla fine, composte le liti ed ampliato grandemente il locale nel pontificato di Alessandro Vili, e
nell'ottobre

convittori, che vestivano in abi-

to
la

corto
figura

color

nero.
il

Riporta
Bonaiuii

dei

primi

p.

1689, il Collegio Nazareno dal palazzo Giori, pass stabilmente ad abitare nel suo palazzo
presso la
chiavica
del

nel suo Catalogo, ec. pag. ^5, Del-

l'alunno del Collegio Nazareno.


All'epoca infausta della suddetta

Bufalo,

invasione
perduti
i

repubblicana
beni

essendosi
al

ove non ha cessato mai di crescere ia riputazione. Nel pontificato di Benedetto XIII, come si disse nel

che

servivano

volume IX,

p.

34

del

Dizionario^

mantenimento degli alunni, cessarono essi col cominciare del corrente secolo, n pi vennero ammessi che

i8o
giovanetti

COL
nobili,
i

COL
casione ch'essi passano a villeggiare
in Castel Gandolfo.
I

o di civile conquadizione, s romani che esteri, Iniili vestono di nero con calzoni
is}\\.

convittori, do-

po
e

essere stali amiiessi col rettore,


cogli altri

padri delle scuole pie se ne


in

padri

al

bacio del pie-

diedero

ogni

tempo

tntta

la

de,festeggiano l'onorificenza ricevuta,

cura, e a facilitare l'apprendimento


delle scienze, e d'ogni

ramo

d'istru-

zione fornirono
sei

il

Collegio di

mude-

e di valenti professori.

Non

ve quindi recar maraviglia, che sia salito ad alto grado questo Collegio,
e che
si

con apposite poetiche composizioni, le quali benignamente furono sempre ascoltate dai Pontefici, che sogliono donarli di paste, dolci o commestibili. Nei Diari di Roma, si fa parola
tanto delle
visite

fatte

in

Albano

glorii

suoi allievi
ti

annoverare tra i quaranta Cardinali, moldi

dai Papi al Collegio Nazareno, che dei Pontificii doni, e delle poesie recitate dai convittori,

vescovi
i

chiarissimi

letterati,

tra

quali

un

rotti,

un

Verri,

un Algaun Devoti, un FanParadisi,


altri,
i

che latino

non che di qualcomponimento del dot-

tissimo p. Giambattista
zelante professore di

toni, e,

per tacere di tanti


Marchetti
e

due
te

viventi celebralissimi poeti con,

Rosani, gi eloquenza nel Collegio, e meritamente al presenpreposi to

Giovanni liere Angelo

cavail

te

generale

delle

scuo-

Maria
elogio.

Ricci,

cui

le pie.

nome

un
i

Quivi convittori apprendono i primi rudimenti, le belle lettere, la filosofia, ed anco se vogliono le lingue oltramontane, il suono, la scherma, ed altre arti ed ornamenti cavallereschi
le
,

dando

annualmente nelFioriscono
nel

sale

del Collegio, saggio pubbli-

co dei

loro

studi.

tempo stume

stesso in piet, e

buon
e lo

cozelo

sotto la

vigilanza

del p. rettore, e de'suoi religiosi col-

Sempre i padri scolopi, per maggiormente promovere nei convittori l'esercizio dell'amena letteratura^ li coltivarono anco nella poesia suscitando in loro la lodevole e vantaggiosa gara di onorata emulazione. Perci sino dall'anno i658 venne solennemente instituita nel Collegio l'accademia degVIncolli, avente per impresa un giardino in parte incolto, ed in parte coltivato, con due fontane, ed intorno col motto:
Iiiciilti

laboratori
nei

tutti

intenti

giovanetti, ottimi

cittadini,

formare ed

prosperabiintur.
progi'essi
l'

Final-

mente

fece

accademia,

onorati cristiani.
secolo

Sul

principio del
di

XVIII
e

gli

uditori

Rota

17 19 il celebre Crescimbeni, che presiedeva all'insigne


e nell'anno
Pontificia

rinunziarono
legio,

alla

protezione del Col-

accademia
titolo
iielV

di

Arcadia,

le

da quel tempo ne divenne protettore il Cardinal vicario pr


tempore.
Nei mesi di settembre e di ottobre,
i

confer

il

di

Uapprtseiilunza

Nazarena

Arcadia
i'

Romana,

quindi e nel

i74'
di

eh. Lorenzini

elev l'accademia Nazarena, al gra-

convittori

sono

condotti

do

di

Colonia

villeggiare in Albano, in
di propriet del

un
il

locale

nome

d'Incolta. Nel

Arcadia, i83o,

e col
gli
il

acse-

Collegio,

quale

cademici Incolti celebrarono

pi volte stato onorato della presenza de'sovrani Pontefici, e di quella

condo anno secolare del Collegio Nazareno^ con bellissime poesie, in


cui

pure del Papa che regna, nell'oc-

ne

lodarono

distinti

pregi.

COL
Gli argomcnli
tiattano,

COL
ivi
si

i8i
in vari hio-

analoghi, che

quindi pass a

risicflcre

vengono pubblicati

colle

ghi, e dipoi fu trasfoiito nel bcllis-

stanipe.

simo palazzo
chiesa di
s.

Borromeo, presso
Maculo.
de^ Rioni
il

la

Il

Ccrnardini,

Collegio de Neofili,

Catecumeni.
e Canel
se-

Descrizione

di

Roma,

p.

6S, dice che


/^.

palazzo

apparten-

gli
Il

articoli

Neofiti,

TEcuMENi.

primo fu

istituito

iSyy da Gregorio XIII, ed il condo dal suo predecessore Paolo neir anno i54o.
Collegio

III

de Nobili.
IV, do-

ne anche ai conti Gabrielli di GubPer primo rettore fu eletto il gesuita Gio. Battista Perusco Bomano, e pei convittori fu stabilito, che dovessero essere cavalieri o gentiluomini delle primarie famiglie, che si accettassero dai nove ai dieci anbio.
ni,

rimanessero

in

seminario

sino

Il

sommo

Pontefice Pio

all'et di diciassette,

o diciotto anni, e
legge, ec.

p avere, ad istanza de' padri del concilio di Trento, approvato questo colla Bolla Bencdictus Deus, siccome promotore del compimento
del n)edesimo, istitu secondo
scrizioni
le

potessero studiare oltie la rettorica,


la
filosofia,
la teologia, la
si

Principalmente
piet,

ordin
di

che nella
religione
[)er-

e negli

esercizi

pre-

fossero

perfettamente
di

istruiti,

del

concilio
la

il

Seminario
fondazione
in cura

che
e
re,

servissero poi

edificazione,

Romano
segu
il

[yedi),

cui

primo febbraio i565. Diestesso

buon esempio, e sapessero e comandare con carit


i

dirigecristia-

de

il

seminai-io

na,

loro

soggetti,

dipendenti,

direzione della

compagnia
di

di Ges,
istru-

servi.

Venne permessa qualche

istru-

permettendole
re in esso,

educare ed

zione cavalleresca, propria della nobile, tori,

ma

separatamente, cone di qualunque pari

to convittori figliuoli di persone nobili

e agiata condizione de' convitnon che qualche onesta ricrea,

di

Roma,
mondo,

zione

e
i

sollievo.

Floridissimi

ne

te del

quali

si

ricevevano

furono

progressi,

e indescrivibile lo

tuilo

prima dai gesuiti nel Collegio isti da s. Ignazio, che fu il Collegio Germauico-L agarico [fedi),
e dal quale nel
trasferiti.

immenso vantaggio
ti

derivatone. Mol-

ascesero a'pii sublimi onori civi-

seminario

vennero

vestimento,

Ai convittori assegn per zimraarre nei'C di forcappello cherica-

militari, ed ecclesiastici, e diverdivennero prelati, vescovi e Cardinali, come meglio si dir all'artiH,
si

colo Seminario

Romano. Soppressa,

ma
le,
sti

modesta, con
paonazze,

nel
il

e agli alunni del seminario le ve-

17 73, la compagnia di Gesi, seminario, e la direzione degli alunconvittori

dovendo

apprendere
del

le scienze nelle scuole

Collegio

Romauo, come

descrive Carlo Bar-

tolomeo Piazza, Opere pie di Ro-

ma, pag. 198. Fu aperto il seminario nel palazzo Pallavicini nella

furono assegnati ai per le straniere invasioni, il seminario si disciolse, e sebbene nel 18 14 Pio VII gloriosanicnte ripristinasse la benemerita compagnia di Ges, il seminario
ni

preti secolari;

ma

via di

Campo Marzo,
s.

alla

pre-

non venne
pei nobili,

l'iaperto,

il

convitto

senza di

Francesco

Borgia, terzo

generale della compagnia di Ges;

Meotre da

tutti

si

bramava

l'ere-

i82
zionc
del

COL
seminario
col romano Papa Leone XII
,

COL
toro recitasse un' orazione nella festa
dell'

convitto pei nobili,

Assunzione di

INIaria

trasport

nella chiesa

di

s.

Apollocale,

gine, nella cappella papale, che

Verha

linare, e nell'annesso

vasto

luogo
le

a'

gi del
rico,
i

Collegio

Germanico-UngaPtomano, in
in

basilica Liberiana

i5 agosto nella patriarcale ; orazione che suodalle

sacerdoti secolari che dirigeil

stamparsi, e dispensarsi, ricevenil

vano
ed

Collegio

uno

do

nobile convittore

mani
di

agli alunni
ivi

die
il

esso

vivevano,

del Papa,

allorch gliene presenta


ardi

colloc

seminario
alla

no. Indi restitu

romacompagnia di
e in pa-

un esemplare, una medaglia


gento colla pontificia
efllgie.

Su

Ges
ri

il

Collegio
a'

Romano,

che a vedersi

tempo,

l'autoiit
istitu nell

della bolla

19 maggio 1824, colCuii mulla,

volume IX, p. 86 del Dizionario. Il primo rettore gesuita del nuovo Collegio dei
il

antico palazzo Borromeo,

Nobili, fu
Il

il

p.

Giuseppe

Ferrari.

gi del seminario

romano, ini Collegio de' Nobili, a cui pur diede la contigua chiesa di s. Macuto, affidandola al governo dei pp. gesuiti, ed ordinando che venisse restituito al
Collegio
il

Cancellieri celebr questa istitu-

zione coir Elegia,

De

Collegio

bilium

adolescentium

post

Noannos
sin-

LUI
M.
Dal nae

palribus societalis

Jesa

gulari benejcentia

Leonis

palazzo di villeggiatura,
de'nobili aveva a Ti-

fansie

feliciter

XII P. Anno restitiito


Pisauri

che
voli,

il

primo

CUDCCCXXVI,
societalis

per diporto nelle vacanze autunnali; e tutto ci ebbe luogo

Calalogus provnciae
Jesa,
ineunte

1826. Ronia-

anno

mentre era preposito generale della compagnia di Ges, il p. Luigi Fortis. Subito il nuovo Collegio de'Nobili ("u popolato di numerosi convittori s romani che forestieri
delle primarie

1841, si rileva alle pagine 25, Romaniis Cowictus Nobiliuni, che la


religiosa

famiglia

si

compone

del

rettore, del

ministro, di altri quatcindelle camerate,

tro padri, di tre ripetitori, di

famiglie,

fiorisce

que

prefetti

di tre

in

modo che il saggio regnante monarca delle due Sicilie il re Ferdinando II non ha pvmto dubitato d'inviarvi all'educazione,

religiosi

coadiutori,

senza nomina-

re gl'inservienti secolari.
sa,
gli
s.

La

chie-

ove

nobili convittori esercitano


religiosi,
filiale

ed

is-

ulizi

la contigua

di

truzione, lo stesso proprio real fratello,


il

Macuto,

della basilica va-

principe

d.

Francesco
In

di

ticana,

Paola, conte di
sto locale
cati
le

sono

quenobili giovani edualle lettere,

Trapani.

il cui capitolo a' i5 novembre, festa del santo , si reca ad ufficiarla. Questa chiesa, dedi-

alle scienze,

ed

al-

cata a questo santo vescovo di Brettagna, che


fior

arti

cavalleresche,
alla

principalle

nel settimo
s.

secolo,

mente

piet;

frequentano

fu chiamata anche

JMaclovio

scuole del vicino

Collegio romano,

san Malo. Essendo

divenuta
dei

pross.

hanno particolari ripetitori, ed ogni anno sogliono dar saggio pubblico


de' loro
studi, e progressi.

priet dell' arcicon fraternit

Bartolomeo ed Alessandro
gamaschi, fondata nel
i

de' Ber-

538, venne
pas-

Lo
l'

stesso

Leone XII, nel 1828,


in poi,

dedicata ai detti Santi, finch

concesse al Collegio de'Nobili, die dal-

sando

il

sodalizio a quella, che tut-

anno seguente

un

convit-

tora possiede

in

piazza

Colonna,

COL
negli

COL
di

i83
P\.avvi\>ati,

ultimi del pontificato

Be-

seppe,

col

nome
i

di

apie-

XI H, rimase la chiesa di s. Maculo libera, e fu data all'antico seminario romano. Indi, dopo
nedetto
le

vente per impresa

un giardino
sole;

no
rati

di

fiori,

quali vengono

indo-

note suindicate vicende, la chiesa


concessa
e
la ai

fu

alla

confraternita
di

dei
i

curiali,

procuratori

Roma,

ed il primo saggio accademico fu dato dai convittori nel 1841, nel giorno dopo il patrocinio di s. Giuseppe,
dai l'aggi del

quali

dovettero
gesuiti,

restituire

nel

con poetici componimenti.


Collegio

1824

antichi

proprietari

della medesima. La chiesa con disegno di Onorio Longhi fu riedifi-

Pampliily.

cata nel principio del

secolo

decial-

Il

sommo
di

Pontefice

Innocenzo
P^i'

niosellimo, ed ha
tari
ti,

quadri degli

X, Pamphily, creato nel i644>


grandezza
sua
famiglia

dipinti

da Michelangelo Cerru-

sontuo-

che viveva nel pontificato di Be3 e

nedetto XIII. V. Ridolfino Venuti,

samente rifabbric il palazzo che aveva in piazza Navona, in un alla

Roma moderna
la chiesa di
s.

t.

I,

p.

7,

Dtlse-

magnifica
s.

chiesa,
all'

per la
articolo

quale,

Maculo, minario romano.


Il

del

come dicemmo
di
.Agnese

Chiesa
di

in

piazza Navona
il

regnante

Pontefice
visitata

non
la

solo

[Fedi), gett la prima pietra


lui

ha diverse
chiesa e
il

volte

detta

pronipote Giambattista Pamphily.


sinistro poi di
il

Collegio,

date varie

Dal lato
la chiesa,

chi

guarda

prove
lito

paterna amorevolezza ai nobili convittori, ma essendo stabidi

medesimo Papa
secondo
il

eresse

un

edilizio che,

il

diarista Giacin-

che

dopo

la

ripristinazione

il

to Gigli,

destinava per la fondazio-

loro abito nero

fosse

corto, perch

ne

di

un

Collegio,

quale dal suo no-

prima come dicemmo vestivano zimniarre, ha permesso i calzoni lunghi,

doveva chiamare Jnnocenziano, e che per protettore doveva


si

me

la

forata

dell' abito
altri

come
Colconi

avere
glia;

quella dei convittori degli


legi.

ma non

un Cardinale di sua famiavendo per lui effet-

distinguere dagli altri

vittori del Collegio de' Nobili,

il

me-

desimo Gregorio XVI ha concesso una medaglia d'oro del diaraetio di un grosso, che appendono al petto ad un nastro di seta rossa, e nella quale da un lato sonovi incise
le

a cagione della morte, vi supil detto principe Giambattista, dichiarandolo Jus patronato di sua
to
pl

illustre

famiglia, che oggi la

Do-

ria-Pamphily. L'editizio architettura del cav. Borromino, secondo

Mariano Vasi, Itinerario di


t.

Roma

iniziali

lettere

in

cifra

C.

II,

p.

374; sebbene

il

vicino pa-

la

N. cio Collegio dei Nobili, e nelsua circonferenza vi sono dei


raggi.

lazzo sia stato eretto dal cav. Eainaldi, ed

erezione della chiesa.


taciuto,

ambedue operassero alla Lo scopo di

Finalmente non va
i

che

questa lodevolissima fondazione, che

nobili convittori ogni

anno fanno

pubblico saggio de' loro studi, e che


nel Collegio da ultimo fu con saggio consiglio istituita
sotto

ebbe principio nel 1672 nel pondi fortificato di Clemente X, fu mare un luogo ove educare e istruire
la

un'accademia gU auspici del glorioso s, Giu-

alle

scienze,

e preparare ali

vocazione ecclesiastica

giovani

i4
ly,

COL
Pamphis.

C