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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S, PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRIIVCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI
ARCIVESCOVILI E
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,


CONCILII ,

Al RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVL

VOL. XIV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MD C C C XL 1 1.
.f
4,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

c
CIV CIV

Ai
-nche l'immortale Pio VII vol- vi fu r erezione di un arco trion-
le onorare Civitavecchia di sua pre- fale. Agli I I aprile osservò il lavo-
senza nel i8o4, fermandovisi alcuni rio, e dalla loggia della sua resi-

giorni dare luogo a diverse


per denza diede l'apostolica benedizione.
provvidenze, ed istituendo una fab- Nel dì appresso fu a dire la mes-
bricazione di telerie nella darsena, sa dai domenicani, andò alla sco-
nella quale in poco tempo agirono gliera, e visitò i religiosi Benfratel-

cento furono impiegati due-


telari, e li. Ai 1 3 ammise alla sua presen-
cento sedici che prima o-
forzati, za gli uffiziali militari, visitò le chie-
ziavano, siccome nota Pistoiesi, Pila se del sodalizio della morte, e di
di Pio VII, t. I, p. i83. Dai nu- s. Maria della Stella, e in barca
meri poi 3o, e 3i Aq Dìarii di passò a vedere due navi imperiali,
Roma di quell' anno, rilevammo venendo salutato dalle artiglierie.
quanto segue. Lunedi 9 aprile Pio Finalmente ai i4 aprile partì per
VII con monsignor Lante, tesorie- Roma.
re generale, e con monsignor Ber- Sino al 1809, Civitavecchia fu
tazzoli elemosiniere, con convenien- governata da un prelato governa-
te corteggio, partì per Civitavecchia tore, il quale terminò in tal anno
dove ricevette ogni dovex'oso omag- a cagione dell'invasione francese.
gio. Visitò la chiesa de' domenicani, E.itornata questa città nel 181
e quindi ascese al palazzo aposto- al paternodominio di Pio VII
lico. Nel dì seguente disse messa questi la elevò al grado di delega-
nella chiesa di s. Francesco^ osser- zione apostolica, e capo della pro-
vò il conservatorio della camera vincia. Leone XII però la riunì al-
apostolica e la fortezza ; orò nella la delegazione di Viterbo, finché
chiesa de' cappuccini, e fra le ma- il regnante Gregorio XVI le resti-

nifestazioni di gioja degli abitanti tuì la delegazione che esercitasi da


,

6 CIV CIV
un distinto prelato, sino dal i83i. vano perciò distaccati cavalli. Cir- i

Avendo poi lo stesso regnante Pon- condarono la carrozza dodici capita-


tefice stabilito nel maggio i835 di ni di navi pontificie, colle bandie-
recarsi nella provincia di Civita- re de' loro bastimenti spiegate. Alla
vecchia, la quale risponde a due porta della città monsignor Giusep-
delle antiche Lucomonie etrusche, pe Ugolini, ora Cardinale, ed allo-
ove i popoli Ceriti e i Tarquinii ra presidente delle armi, presentò
stanziavano, per prendervi in consi- le chiavi di essa, che il Pontefice
derazione luogo parecchi og-
sul restituì al capitano aiutante mag-
getti di molta importanza e con- , giore cav. Bonafede, come coman-
solarvi di sua presenza quella e le dante della piazza. Essendo in quel
altre vicine divotissime popolazioni, punto assente dalla provincia il pre-
partì da Roma a' 20 maggio avendo Iato delegato Mario Felice Peral-
seco in carrozza i prelati Costantino di, la congregazione governativa, il
Patrizi maggiordomo
, e Adriano segretario generale della delegazio-
Fieschi maestro di camera , ora ne, il gonfaloniere cav. Paolo Vi-
Cardinali, con decoroso seguito. Lun- dau alla testa della magistratura
gi dal fare dettagliata descrizione i membri componenti i tribunali
del soggiorno di Gregorio in XVI di prima istanza e di commercio,
Civitavecchia, che si può leggere nel quelli della camera di commercio,
supplwiento del numero 46 del Dia- il corpo della uflSzialità, e molti
rio di Roma, de' io giugno i835, ragguardevoli personaggi, in abi-
ci limiteremo ad accennar qui le to secondo il proprio grado ,

cose principah. espressero il voto della popolazione,


All' annunzio che Gregorio XVI di l'ispetto, fedeltà, e gioia. Indi ri-
portavasi in Civitavecchia nella gior- cevette gli omaggi di monsignor An-
nata di mercoledì 20 maggio, la tonio Tosti tesoriere generale ^ ora
città di Corneto, le terre di Mon- Cardinale, e del conte Oreste Mac-
talto, di Allumiere, di Tolfa , di chi rincontro camerale. Allora di-
Ceri, e di Cerveteri rimasero quasi scese il Papa dalla carrozza fra gli
deserte, per far omaggio al co- evviva de' civitavecchiesi , il rim-
mun padre e sovrano, sì lungo bombo fragoroso de' cannoni, il lie-
la strada ove tragittò, e sì in Ci- to suono delle campane, e quello
vitavecchia. Ai confini del territorio delle bande musicali trovandosi ,

il Pontefice fu incontrato dalla de- schierata la guarnigione sotto il

putazione civica , che composta di comando del cav. maggiore Leouo-


Paolo Guglielmotti , e Gioacchino ri. A sì commovente spettacolo , il

Valentini, volle compiere i dovuti Pontefice corrispose con benedizione,


atti di venerazione. Quindi mos- paterno gradimento. Ac-
si ed alti di
sero ad incontrarlo i Cardinali Pier colto sotto il baldacchino , le cui
Francesco Galeffi vescovo di Porto aste sostenevansi dal civico magi-
e Civitavecchia, e Vincenzo Mac- strato, il Pontefice s' inoltrò a pie-
chi , quali furono dal Papa presi
i
di per le vie, passando sotto l' ar-
nella propria carrozza. Questa a co trionfale erettogli dal comune.
qualche distanza della città fu ti- , Nella chiesa cattedrale di s. Fran-

rata da quarantotto giovani delle cesco, ricevette la benedizione, che


primarie famiglie, i quali ne ave- colla ss. Eucaristia compartì il Car-
,

CIV CIV 7
flinal Giuseppe Maria Velzi, vescovo sentatogli dalla camera di commer-
di Montefiascone, e Corneto, e quin- cio un bel calice, indi passò a godere
di in sagrestia sedente in trono della splendida illuminazione della
Gregorio XVI ammise al bacio del città, e del porto. Nella seguente
piede il clero, il corteggio, ed altri. mattina 11 maggio, Gregorio XVI
Poscia andò a venerare Firmina s. onorò di sua presenza Corneto ; e
nella sua chiesa, ricevuto dai dome- ritornato in Civitavecchia, nelle ore
nicani e dal p. CipoUetti loro gene- pomeridiane sali sul battello a va-
rale, dopo di che si condusse al pa- pore il Francesco I di regia ban-
lazzo apostolico precedentemente pre- diera napolitana, non che sull'altro
parato dal menzionato rincontro ca- battello a vapore il Sally di regia
merale, e dalla loggia di esso diede bandiera francese; come ancora volle
la pontificia benedizione. men- Alla ascendere la suddetta goletta ponti-
sa ammise i Cardinali, monsignor intanto che in mare aveva luo-
fìcia,

Vincenzo Annovazzi sufFraganeo del- go la corsa delle barchette, e il no-


la diocesi ora vescovo di Anagni, i minato giuoco detto la trave a
principali della corte, il cav. conte mare.
Giuseppe Sebregondi, il gonfaloniere, Nel d'i 23 si fece nel porto la pe-
ed altri primarii della città, ciò che sca. Il Papa visitò la gran caserma
pur fece ne' seguenti giorni. Nelle ore accompagnato dal prelato Ugolini;
pomeridiane, il Papa ascese una lan- dal tenente colonnello Lorini, dallo
cia della marina pontifìcia e ser- , ispettore cav. Farina, dal tenente co-
vito al timone dall' ispettore conte lonnello cav. Stewart, ricevuto dal
Egidio Falzacappa, percorse le acque comandante la guarnigione cav. Leo-
del porto salutato dalle artiglierie non, e da tutta l'ullizialità. Quin-
della cittadella, de' tre fortini che di il Pontefìce s'imbarcò sul battel-
fiancheggiano lo stesso porto, e dal- lo a vapore il Bledilerraneo di re-

la goletta pontificia , il s. Pietro. gia bandiera francese per visitare


Nella sera ricevette il Papa i con- lo stabilimento delle saline diCor-
soli esteri residenti nella città, che neto, che si deve a Giuseppe Li-
fu vagamente illuminata, portando pari, e poscia felicemente rientrò nel
la parola quello di Russia cav. A- porto. Nel dopo pranzo Gregorio
rata. XVI visitò la fortezza annessa al
Nel di seguente il Pontefice vi- braccio del molo e la sua cappella.
sitò le Allumiere, ricevuto dal ca- Nella sera ricevette la magistratu-
pitolo e magislratura della Tolfa ra, che gli offri un bellissimo fiore,
sotto baldacchino. Nella chiesa del- e poscia ricevette gli omaggi del
l'Assunzione delia b. Vergine rice- Cardinal Giuseppe Sala e di mon-
vette la benedizione col Santissimo ; signor Pianetti vescovo di Viterbo
e nel palazzo camerale ima refezio- ora Cardinale, non che quelli di
ne, passando poscia ad osservare le monsignor Sisto delegato di quella
preparazioni dell'allume.Nel dopo città e provincia. La mattina dei
pranzo in Civitavecchia fuvvi lo , 24 il Pontefìce celebrò la messa
spettacolo detto del iroK-e a mare, nella cattediale, ed ascoltò quella
e della cuccagna. Quindi il Papa vi- di monsignor Giuseppe Arpi suo
sitò l'arsenale e il molo, e in lan- caudatario. Vi assisterono il Car-
cia percorse il porto. Nella sera pre- dinal vescovo, gli altri Cardinali, fra
,

8 CIV
i quali l'Odescalchi di venerabile ri- torio, aumentò i lavori, e 1 miglio-
membranza, la magistratura, le au- ramenti dell' edifizio ; accoi'dò alla
torità, oltre la corte Pontificia, e città aree per erigervi fabbricali al-
poscia nel contiguo episcopio, gustò la crescente popolazione ; ingiunse
il rinfresco, fatto imbandire dallo restauri integrali all'antemurale del
stesso Cardinal vescovo, ammise al porto cioè alla punta del Marzoc-
bacio del piede ed il il capitolo co, le riparazioni dei locali del laz-
clero, e dalla loggia compartì Kapo- zaretto, ed altre molte opportune
stolica benedizione ad immenso po- quanto generose disposizioni, riguar-
polo. Passò quindi a visitare il con- danti le fortificazioni, e la fortezza,
servatorio camerale delle povere or- il pubblico passeggio, e l'atterra-
fane, ricevuto dal prelato tesoriere mento di una porta , e di alcune
generale, da monsignor Annovazzi mura che deturpavano; dispo-
la
direttore spirituale dello stabilimen- sizioni che furono prontamen-
tutte
to, e dal conte Macchi. Dopo il te eseguite dal maggior Provinciali,
Pontefice si diresse alla darsena, ri- il quale fece sempre piìi conoscere
cevuto dal direttore di essa tenen- la sua perizia architettonica sì nelle
te colonnello cav. Domenico Palom- operazioni civili, sì nelle militari, co-
ba, e dai religiosi cappuccini addet- me da ultimo ne fece esperienza
ti alla cura spirituale dei detenuti. nella Ancona. Ma di
fortezza di
Visitò il loro ospizio, i magazzini questo argomento egregiamente scris-
dei materiali della marina pontifi- se il cavaliere Pietro Manzi nel-
cia, la fabbrica delle cotonine injie- la Descrizione dello stato antico
gnosamente posta in ordine dai con- ed attuale del porto , città e pro-
dannati, che furono benedetti dal Pon- i'incia di Civita^'ecchia, Prato 1887,
tefice da un balcone della sua re- e principalmente a pag. 63 e seg.
sidenza avendo fatto loro distri-
, Nobilitata Civitavecchia da tanti
buire copiose elemosine, ed avendo- miglioramenti, più decoroso e bello
ne alcuni graziati. L' illuminazione n' è ora l'aspetto, per cui meritò
generale della sera fu più splendi- che nel i836 si coniasse una me-
da delle precedenti perchè ordinata daglia colla effigie di Gregorio XVI
dalla provincia. Nella mattina del da un lato, e nel rovescio venisse
25, Gregorio XVI parti per la ca- rappresentata la città personificata,
pitale, lasciando il sua nome in be- in una figura sedente sul porto
nedizione perenne. indicando colla destra gli edifici!
Note sono le tante beneficenze eretti e riparati. All'intorno in giro
elargite dal Pontefice nella sua per- si legge r epigrafe : cextvmcell. vr-
manenza in Civitavecchia; pure a BE AMPLIFICATA e SOttO : PORTV RED-
rammentare le principali diremo , DITO TVTIORE.
che a megho provvedere alla pub- Finalmente nell'orientale l'iviera
blica istruzione , concesse 1' edifizio di Civitavecchia a pubblica difesa
camerale di s. Nicolò ai pp. dot- sono le toiri Cliiariiccia , che so-
trinari, perchè vi trasferissero le vrasta al Capo-Linaro, Santa Se^'e-
scuole, concesse alcuni attigui edi- ra, Flavia, Perla, e Maccarese; nel-
fìzii al seminario vescovile esone- la occidentale le altre, come Tor-
randolo dai canoni enfiteutici or- ; re-Nuova, e Bertoldo : sull'orlo del-
dinò un regolamento pel conserva' la valle d'Aliga, Santo Agostino ^
,

CIV CIV r)

Casnccìe. Pontone di Spine, Mar- r76r opera lodata per l'efficacia


;

cella, Monlalto Torretta, e Gratic- che dimostra dei detti l)agni. Da


ciarla. Appartengono poi alla dele- Generoso Salomoni fu stampata in
gazione i governi di Corneto, e i Roma, Dissertazione, in cui si di-
i'eudi Manziana, e di Monte Ro-
di mostra il modo di ridurre la città
mano; mentre alla città apparten- di Civitavecchia molto popolata. Ol-
gono le comuni di Allumiere, ài tre Giovanni Blavio, Cìvìlatum, et
Tolfa, di Cerveteri, Castel-Giuliano, adniirandorum Italiae, ed altri au-
e Canale, amministrandovisi la giu- tori, scrisse di Civitavecchia Anti-
stizia dai tribunali di prima istan- gono Frangipani, Istoria della città
za, e del commercio. Per ciò che di Civitavecchia, Roma 1761.
riguarda le miniere delle Allumie- Chi bramasse leggere le notizie
re discoperte nel 1467 ne' mon- degl'importanti dintorni di Civita-
ti della Tolfa da Giovanni de Ca- vecchia, molti de' quali celebri an-
stro, nel modo che racconta Pio II ticamente , oltre il eh. A. Nibby
ne' suoi Cornnientarj, lib. VII. p. nella erudita opera. Analisi de' din-
i85, tanto quel Pontefice che i suc- torni di Roma, va consultato il dot-
cessori ne stabilirono il ricavato in to Antonio Coppi nelle sue Opere,
difesa della l'eligione contro gli ot- leggendosi nei tomi VII, ed Vili
tomani; laonde l'appaltatore chia- delle Dissertazioni della Pont. Ac-
mavasi appaltatore della s. Cro-
: cad. Romana di Archeologia, stam-
ciata; e Leone X, per la retta am- pate in Roma nel i836, e nel i838,
ministrazione delle rendite, instituì un quelle eruditissime ed interessanti,
ordine quattrocent\mo uomini
di su Ceri, Cerveteri, Castel Campa-
detti i cavalieri o soldati di s. Pie- nile; Galera, Loria, e Castel di
tro [Vedi). Da ultimo nel i835 in Guido; Alesio, Palo, e Palidoro;
Civitavecchia, dai torchi dello Stram- Selva Mesia, Selva Candida, e Boc-
bi uscirono i Cenni sulle miniere ceaj Frege ne, Maccarese, Villa s.
delle Allumiere. Giorgio, e Campo Salino; dei ca-
Perciò che riguarda le acque di stelli di Pirgi, Santa Severa, San-
Civitavecchia, V. Antonio Giulia- ta Marinella, Loterno, Castel Giu-
nelli , Esame dell' acqua di Ci- liano, ec. ec.
i'itavecchia
, e di Trevi , Pioma La luce del vangelo nel primo
170 I, non che Filippo Leti, e Ber- nascere della Chiesa fu predicata in
nardo Preti, Relazione dell' acces- questi luoghi siccome vicini a R.o-
so , e descrizione del condotto di ma, ove s. Pietro fondò la sua Cat-
Civitavecchia e sua perizia, Roma tedra. Dai fasti ecclesiastici si ha
1649. Dall'esame del Giulianelli ri- che a Cento Celle l'imperatore Gal-
sulta essere l'acqua di Civitavecchia lo rilegò in esilio il Pontefice s.

superiore in bontà a quella di Tre- Cornelio, il quale tra i patimenti


vi. Abbiamo poi da Gaetano Tor- vi terminò suoi giorni
i a' i4 set-
raca, Dell' antiche terme Taurine tembre dell'anno "xSo , donde fu
esistenti nel territorio di Civitavec- trasportato in Roma. A Cento Celle
chia, Dissertazione in cui si pre- s. Cornelio ricevette lettere di con-
mettono le memorie cronologiche ed solazione per la sua costanza nei
avventizie, e la qualità della sua travagli da s. Cipriano vescovo di
atmosfera , Roma pel Pagliarini Cartagine. Gli successe a' 20 otto-
,

IO CIV CIV
bre s. che probabilmente
Lucio I, to Sarzana ; ma non considerando-
Ili creato Papa in Cento Celle, ovo si legittima tale unione, il sommo
avea seguito s. Cornelio nell'esilio, Pontefice Celestino III dipoi nel
ed ove eransi riuniti i primari del I 193 unì la sede di Civitavecchia,
clero l'ornano. Nel quarto secolo si insieme a quella di Bieda, all'epi-
fa rimontare l' erezione della sede scopale sede
Viterbo e ne fu di

vescovile a Cento Celle, conoscen- vescovo il Cardinal Giovanni di


dosi un'Epitetto vescovo, che sotto nazione lombardo. Tale unione du-
Costantino imperatore e il Pontefi- rò sino al pontificato di Leone XIL
ce s. Silvestro I, intervenne al con- P^. il citato Sarzana, a pag. ^11
cilio di Arles. Commanville dice e seg ; e il Cardella nella vita di
che nel quinto secolo si unì al ve- detto Cardinale. Dopo la morte del
scovato di Cento Celle quello di Cardinal Gabriele Severoli, vescovo
Bieda, o Blera. I BoIIandisti asseri- di Viterbo e Toscanella, il Ponte-
scono che il vescovo Martino di fice Leone XII nel 1826, mentre
Cento Celle si sottoscrisse al conci- era Cardinal vescovo suburbicario
liodi Latcrano, celebrato l'anno di Porto e santa Ruffina Bartolo-

649 dal Pontefice s. Martino I. Se meo Pacca, con autorità apostolica


i ss. Secondiano, Marcelliano, e Va- di nuovo eresse in cattedrale Civi-
riano protettori di Toscanella, sie- tavecchia togliendola dall'unione di
no stati martirizzali in Cento Celle, Viterbo, ed unendola alla detta se-
e da questa chiesa trasferiti a quella de suburbicaria, la quale è sempre
cattedrale, si può vedere nell' opera devoluta al sotto decano del sagro
del citato Eugenio Sarzana, Della Collegio ed è immediatamente sog-
capitale de titscanìcnsi, e. del suo getta alla santa Sede. Non solo Ci-
vescovato a pag. 178 e seg. vitavecchia Leone XII vide
sotto
Abbiamo dall' Ughelli, Italiae sa- con religiosa gioia una nuova era
crae tomo X. p. 55, che il secon- cristiana, ed onorata da vescovi co-

do vescovo che si conosca di Cento stituiti in sì sublime dignità, ma li

Celle fu un altro Epitetto del 355, accoglie spesso nell' episcopio della
poscia registra Pascasio del 4^73 città e ne sperimenta la pastoral
Molensio del 499> Caroso del 53 i sollecitudine e le beneficenze. Dalla
Lorenzo cui il Papa Pelagio spedì medesima epoca incominciò pure a
un decreto, Domenico del 595, Civitavecchia il vantaggio spirituale
Martino suddetto del
649, Pietro di vedersi permanentemente risie-

deU'SaG, Domenico dell' 853, Va- dere un vescovo suffraganeo. Pel


lentino del 940 che consagrò la primo elevato a tal dignità fu l' il-

chiesa di s. Maria in Minioiie, Pie- lustre monsignor Vincen-


cittadino
tro del ioi5, Azzo del io37, e zo Annovazzi che Leone XII fece
,

Riccardo del ioq3 Centiuncellicus nel concistoro de' 3 luglio 1826,


et Bleranus Antìstes. in un a vescovo di Leros in parti-
La chiesa di Civitavecchia^ in- bus, il quale prelato dal regnante
sieme a quella di Bieda, dall'anti- Pontefice nel i838 fu traslatato alla
papa Clemente III nello scisma con- rispettabile sede di Anagni.
tro s. Gregorio VII, fu nell'anno Tra i Cardinali vescovi suburbi-
1 086 imita a quella di Toscanella cari che finora ebbe Civitavecchia
scu P'itcrbicnsisj secondo il nomiua- a sagri pastori, merita special men-
CIV CIZ it

zione il Cardinal Emmanuele de Gre- città vi sono tre altre parrocchie.


gorio, che degnamente nel iSSy suc- Fra le diverse chiese, grandiosa è
cesse al Cardinal vescovo Pier Fran- pur quella di s. Maria dei religiosi
cesco Galieffi; dappoiché, come narra domenicani. Dei domenicani mede-
il eh. cav. Giulio Barluzzi: Elogio sto- simi , dei cappuccini, dottrinari e
rico del Cardinal E. de Gregorio, benefratelli , non che del conserva-
Roma i84o, alla pagina 36 e seg, torio o orfanotrofio, e dei due o-
appena egli prese possesso del ve- spedali per ambo i sessi, noi par-
scovato, subito con prudenza , atti- lammo superiormente, e solo qui
vità ed avveduto consiglio rivolse aggiungiamo, che pei bisognosi evvi
tutti i suoi pensieri alla diligente il monte di pietà. Del convento di

amministrazione della diocesi, e in s. JMaria tratta Vincenzo Maria


,

peculiar modo al seminario, dei Fontana, de Roin. prov, ord. praedic,


quale i suoi antecessori avevano per e di quello di s. Francesco, Bonaven-
così dire gettate le prime fonda- tura Theuli, neW Apparato minorili-
menta; e concorrendovi generosa- co della prov. di Roma. Aphoserio
mente del proprio, ebbe la soddis- Osminio , nel lySi pubblicò iu
fazione di aprirlo con solenne pom- Roma De antiqua Centunicellarum
pa ecclesiastica a' io decembre del dignitate , et episcopalibiis infulis,
i838. Quindi fece la sagra visita, Dissertatio episcopalis. Egualmente
ampliò il palazzo episcopale e la ca- in R.oma e nel 1840, si sono stam-
nonica rendendosi benemerito in
, pate, le Constitutiones Ecclesiae Ca-
più modi del pubblico comodo, e thedralis Civitatis Centumcellarunij
degli interessi de' cittadini. Promos- per lo zelo del Cardinal vescovo
se caldamente la prosperità , e il Gianfrancesco Falzacappa di ono-
ben essei'e materiale della città , e revole ricordanza, e coli' approva-
per non dire di tutto il resto, è be- zione del Papa regnante. Degli
nemerito delle nuove tre poste da Ci- uomini illustri di Civitavecchia, fa
vitavecchia a Roma, e promosse la ri- menzione uno di essi , il eh. cav.
forma ed il regolamento postale affine Pieti'O Manzi, nella sullodata descri-
di rendere più rapide, ed economiche zione di sua patria.
le comunicazioni colla capitale. E CIZ ICO [Cyticen.). Sede vescovi-
come quello che con le sue nobili le in partibus, dell'Asia, nella Ana-
e gentili maniere seppe conciliarsi tolia, nella piccola Mista, presso al
r affetto d' ogni classe di persone, monte di tal nome, chiamato anco
da tutti ne fu compianta la morte. Mons Dindyma, che si avanza nel
La cattedrale, grandioso edifizio mare di Marmala, a forma di ca-
eretto da Clemente XIV a' suoi con- po, rimpetto l'isola detta Arctonne-
ventuali, è dedicata a Dio, sotto la sos o degli Orsi. L'antica Cyzicus
invocazione di s. Francesco di As- ora rovinata, fu una delle più con-
sisi. Si compone il capitolo delle siderabili città dell'Asia, per gran-
dignità del pi'evosto, e di otto ca- dezza, bellezza ed antichità. Essa fu
nonici compreso il teologo, e il pe- fondata settanta anni dopo Roma, ed
nitenziere, e di alcuni beneficiati, e era situata in una bellissima isola

chierici inservienti all' uffiziatura della Propontide, che due gran ponti,
della chiesa. 11 prevosto è pure da Alessandro il grande,
fabbricati
parroco della cattedrale ; e nella coDgiungevano colla terraferma. Gli
,

,2 ciz CLA
abitanti, avendo trattato duramente stanza, arcivescovo di (juelja metro-
i Romani, furono puniti da Augu- poli, avendo seco condotto molti ci-

sto, che tolse loro la libertà, per la priotli nell'Ellesponto, il detto impe-
quale tanti aveano combattuto. L'im- ratore nel concilio Trullano sta-
peratore Severo in questa città fece bilì che il vescovo di Cizico, e le

morire Pescenio Negro, ch'erasi ri- sedi da lui dipendenti, si assogget-


bellato in Egitto. De'suoi magnifi- tassero all'arcivescovato di Costan-
ci edifizii, ed alte torri di marmo, za, cui dal suo nome chiamò Giusti-
dei tre suoi grandi arsenali e can- nianopoli. Tal decreto ebbe effetto
tieri nulla più esiste; appena rima- sinché a Cipro fu resa la sua me-

sero d'un vasto anfiteatro


le vestigia tropolitana. A
cinquantanove vesco-
di figura ovale. vi si fa ascendere il numero di quel-

La sua sede episcopale fu fon- li, ch'ebbero sede in Cizico. Oriens


data nel quarto secolo, e fu sotto- Clirist. t. I. p. 749"
posta nel decimoterzo alla provin- DE CHOISEUL
CLAIRAD ,

cia di Ellesponto, sotto il patriarca- BEAUPRE Antomo Cardinale. ,

to di Costantinopoli, e fu chiamato Antonio Clairad de Choiseul Beau-


l'esarcato di Ellesponto. Ecco come prè, nobile francese, nacque nella
Commanville enumera le sue sedi diocesi di Angres a' 28 settembre
vescoviU, molte delle quali divenne- 1706. Avendo spiegato vocazione
ro in progresso arcivescovili. Prico- per la carriera ecclesiastica, dopo
niso , Pario , Lampsaco , Ahido , aver fatto regolarmente gli analo-
Germa, Meletopoli, Occa, Paina- ghi studi, e dato saggio di sua lo-

ìiiurn, Bara, Dardano, Ilio ovvero devole condotta, meritò che il som-
Tro/a, Troade, Piania, Srepsis, Ve- mo Pontefice Benedetto XIV, nel
nalionum Adriani, o Achirae, e concistoro de' 17 marzo 17^5, lo
Daphimsio. Attualmente la s. Sede promovesse alla sede arcivescovile
conferisce seguenti vescovati ìnpar-
i di Besancon nella Borgogna. Quin-
.^«9, dipendenti da questa antica chie- di il successore Clemente XIII, nel
sa metropolitana. Ahido, Dardana, concistoro de' 2 3 novembre 1761,
Lampsaco, ìMeh' topoli , Pario, Troa- il creò Cardinale di santa romana
de e Antigona. Veramente si dubita Chiesa, annoverandolo nell' ordine
che Cizico avesse avuto prima ve- de' preti. A rimettergli in Parigi la
scovi latini, perchè solo dopo la berretta cardinalizia, il Papa nomi-
sua presa fatta dai crociali si par- nò in ablegato apostolico monsi- ,

la di alcuni. Da ultimo vi risiede- gnor Antonio de' duchi Lante, che


va un arcivescovo greco, colla so- piu'e venne fatto Cardinale. Non es-
la chiesa dedicata a s. Pietro per sendosi mai recato in R.oma, nep-
cattedrale. pure al conclave per morte di Cle-
Neil' anno 373 in Cizico fu te- mente XIII nel 1769, e successiva
nuto un falso concilio o concilia- elezione di Clemente XIV, non gli
bolo, perchè fu in favore dei Semi- fu conferito titolo Cai'dinalizio. Fi-
Ariani, Macedoniani ed Eunomei , nalmente, giunto all'età d'anni set-
come si ha dal solo Arduino, nel tantadue, essendo ancora arcivesco-
t. I. Allorquando Saraceni prese-
i vo di Besancon, mori a' 7 gennaio
ro l'isola di Cipro, mentre regna- 1774 nel suo castello di Cy, da
va Giustiniano II, Giovanni di Co- dove fu trasportato e sepolto nella
CLA CLA i3
propria cattedrale. La di lui virtù P hìlomelium , e Piscia. Presente-
e lo zelo pastorale lasciarono la sua mente Amorio è soltanto vescovato
memoria in benedizione. in partibus.
CLAMECI o CLAMECY ( CU- CLARIO Isidoro. Scrittore eccle-
miciacum ). Città di Francia, nel siastico del secolo decimosesto, nato
dipartimento della Nievre , capo- nel castello di Chiari vicino a Bre-
luogo di circondario e di cantone scia, l'anno i^<^^- Abbracciò da
al confluente del Yonne, e del Beu- principio r istituto di ]Monte-Cassi-
•vron, posta in fertile contrada. In no, dove apprese le lingue greca
uno de' suoi sobborghi, nel 1180, ed ebraica, e studiò la sacra Scrit-

Guglielmo IV, conte del Nivernese, tura con somma lode. Paolo 111 gli

allorché furono espulsi i cristiani conferì il vescovato di Fuligno, e


dalla Palestina, diede asilo al ve- eia rio disimpegnò i suoi doveri co-
scovo di Betlemme, per cui il sob- me s' addice a vigilante pastore. In-

borgo ne prese il nome, e per lun- tervenne al concilio di Trento, e là


go tempo fu la residenza del ve- pur vi lasciò una memoria di sé.

scovo di Betlemme in parlibics, an- Mon neir i55i. Abbiamo di lui:


zi, come si disse al voi. V, p. igS
del Dizionario, fu il vescovo ele- 1. Una versione della Bibbia.
vato al grado di arcivescovo titolare. 2. Un Trattato sulla correzione del
CLANGA, CLANGO, o CLAUX, testo della Vulgata.
seu CLANCUM. Sede episcopale del- 3. Note letterali sui luoghi difficili

la seconda provincia di Galazia, nel- della Bibbia.


l'esarcato di Ponto, la cui erezione 4. Scholia in Cantica Canticoriim.
rimonta al nono secolo, sotto la me- 5. In Sernionem de monte, oratio-
tropoli di Fessene
o Pessinunte. nes 69.
Due vescovi vi ebbero sede. 6. In Evangelium Luca , sermo-
CLANGULARII. Setta degli ana- nes 59.
battisti. Diceano costoro, che non fa 7. Orationes diversce in epist. Pan-
di mestieri parlare mai in pubbli- li etc.

co sui dogmi di fede. Tutti dovea- 8. Discorsi della giustificazione del-


no tener nel segreto ciò che crede- l' uomo, e della gloria, pronun-
vano si opponevan dunque alla ve-
; ciati nel concilio di Trento.
rità della Chiesa cattolica, la quale 9. Discorso delle ricchezze, e della
dietro la scorta dell'Apostolo insegna riunione della Chiesa.
la necessità di confessar colla bocca 10. Una traduzione latina del libro
la nostra fede, affin di ottener la di s. Nilo, De Christiana philoso-
salute : Ore confessio Jìl ad salu- phia, che trovasi nel tomo 9
tem. Si appellarono anche fratelli dell' amplissima collectio dei pa-

giardinieri, perchè si raccoglieano nei dri D. Mar tene e Durand.


giardini.
CLANGUM. Sede vescovile della CLARENDON. Città e contea
seconda Frigia salutare, nell'esarca- dell' Inghilterra, ove ancora si veg-
to d'Asia, eretta nel nono secolo, gono gli avanzi di un sontuoso pa-
e soggetta alla metropoli di Amo- lazzo, siccome già favorita dimora di
rio, alla quale erano pure soggette alcun re inglese. Dappresso havvi il
le sedi di Doremeum , Polybolus ,
parco di Clarendon. Ora non è che
i4 CLA CLA
villaggio, ed è rinomato nella sto- ce loro abbracciare la regola de'ce-
ria ecclesiastica pel concilio Claren- nobiti. Cosi fu il primo abbate di
tlonense,perchè vi si stabilirono quel celebre monislero, il quale pren-
massime conformi ai pretesi diritti dendo anche il nome di lui chia-
d'Inghilterra, e contrarie alla libertà mossi d' Oyan, o (ì'Jugmus, non
della Chiosa. S. Tommaso, arcive- che Eligendo, dal santo di tal no-
scovo Cantorbery, vinto dalle
di me, che alcuni dicono essere stato
importunità degli altri vescovi e terzo abbate. In questo monistero
de' grandi del regno, sottoscrisse si ritirò s. Claudio arcivescovo di
,

agli articoli, chiamati pratiche rea- Besancon, dopo avere rinunciato al


11, e COSTITUZIONI DI Clarendox. vescovato ne prese l'abito , e me-
;

Però, pentitosi s. Tommaso della ritò di esservi eletto abbate , mo-


sua condiscendenza, ne scrisse al rendovi l'anno 698 , o 696, e fu
Pontefice Alessandro III, e soltanto sepolto nella chiesa abbaziale. Disco-
dopo avere ricevuta la di lui asso- perto il suo corpo nell'anno 1 243,
luzione, si accostò al santo altaie; la collocato in una cassa d' argen-
ma il Papa ricusò di confermare il to, e talmente i fedeli confidavano
decretato contro i diritti della Chie- nel suo patrocinio, che da lontane
sa e del clero, giacché il re voleva parti vi si recavano in divoto pel-
che i giudici secolari procedessero legrinaggio per baciare i piedi di
contro i chierici accusati di qual- lui. Fu allora che l' abbazia di Con-
che delitto, e quindi, se convinti, dat, o di Eugendo, prese il nome
fossero dati in potere della cura di s. Claudio, che in idioma fran-
laicale. Augi. t. I. cese dicesi Claude.
CLARENINI. r. Chiareni o Chia- In progresso di tempo la regola
renini. benedettina dai monaci non fu più
CLAT o CHELAT. Sede vesco- osservata con diligenza , e la disci-
vile in Armenia, sotto la metropo- plina e il fervore del primitivo spi-
li di Van, nel patriarcato di Ez- rito s' illanguidì ,
principalmente a
miazin. Fu già importante città cagione dei signori, che prendevano
presso il lago di Van. la cocolla, giacché i monaci dove-
CLAUDE (s.) {S. Claudii). Città vano provare sedici quarti di no-
con residenza vescovile in Francia, biltà, per essere ricevuti, cioè otto
dipartimento del Jura capoluogo di paterni, e otto materni. Ventiquat-
circondario e di cantone, in riva al tro erano i posti monastici, oltre i

Lison, tra alti monti, e spavente- conversi, ed altri inservienti. Intorno


voli precipizi. Questa piccola città all'abbazia poco a poco erasi forma-
deve la sua origine all'antica abba- ta la città e godeva grandi privile-
,

zia di s. Claudio, detta Coiulat, del- gi, quando il Pontefice Benedetto


l'Ordine di s. Benedetto, la cui fon- XIV, nel regno di Luigi XV, soppresse
dazione si deve ai fratelli s. Roma- l'abbazia nel i74'j ^^ eresse in ve-
no, e s. Lupiciano, ne'primordii del scovato suftraganeo della metropoli
quinto secolo. Vivendo ivi da soli- di Lione, dichiarò cattedrale la chie-
tari, per la loro pietà e virtù, fu- sa dedicata a s. Claudio patrono
rono imitati da altri, che in sepa- della diocesi, e secolarizzò i mona-
rate celle, menarono vita religiosa, ci, ed a' 22 gennaio 742 preco- 1

faichè s. Oyau avendoli raccolti, le- nizzò in concistoro per primo ve-
CLA CLA i5

SCOTO Giuseppe de Meallett de Far- e la dottrina gli meritarono di es-

gues, della diocesi di s. Flour. Il sere eletto a successore di (yervasio


capitolo di venti canonici composto nell'arcivescovato di Besanzone, al

dal Papa, continuò ad esercitare coi quale incarico non si sottopose che
vassalli soggetti alla mensa episco- per obbedienza ,
giacché temendo
pale i precedenti diritti. Prima che di non adempiere le gravissime ob-
s. Claude venisse nel 1799 distrut- bligazioni di quel ministero,avea
ta da un incendio, era bene fabbri- tentato di nascondersi prima della
cata, e meglio distribuita. La po- sua consacrazione. Resse con zelo
steriore riedificazione è inferiore ;
apostolico per sette anni quella dio-
tuttavolta è decorata di molte fon- cesi, ma poi seguendo la voce di-
tane, e la chiesa di san Pietro è de- vina che Io chiamava alla vita mo-
gna di osservazione, come lo è la nastica, rinunciò all'episcopato per
cattedrale. Nell'era repubblicana del ritirarsi nel monistero di s. Eug(*n-

1797, il corpo di s. Claudio venne do sul monte Tou, di cui fu abba-


bruciato dai rivoluzionari ,
per cui te. Era egli così distinto nelle pra-

l'incendio fu riguardato come un tiche di questa suanuova vita, che


castigo divino, perchè accadde al- venne chiamato coi nomi di Antonio
cuni anni dopo , nel giorno anni- e di Pacomio. La sua morte accadde
versario del sacrilego misfatto. l'anno 696. Soltanto nell'anno i 243
Da ultimo, cioè nel 1828 allor- fu scoperto il corpo di lui nella

ché ne fu fatto vescovo l'attuai chiesa abbaziale del monistero di

pastore monsignor de Chamons ,


s. Eugendo, fu chiuso l'anno me-
il capitolo componevasi di quat- desimo, in una cassa d'argento; e
tro dignità , la prima delle qua- reso celebre per la sua incorruzio-
li era decano, di venti
il canoni- ne, da tutta la Francia accorreva-
ci compresi il teologo, e il peni- no i fedeli per venerarlo. Durante
tenziere, oltre altri preti e chie- la rivoluzione francese, le di lui spo-
rici addetti al servigio divino. La glie preziose furono bruciale dagli
cura parrocchiale esistente nella cat- empi, né Iddio lasciò impunito un
tedrale era disimpegnata da un vi- simile oltraggio, poiché alcuni anni
cario deputato dal capitolo. Nella appresso nel giorno stesso in cui fu
città eravi un'altra parrocchia con consumato questo delitto,, accadde
monisteri di monache, e di religiosi, quel grande incendio, che ridusse
non che un seminario, sodalizi, ospe- in cenere la città che portava il

dale, ec. La mensa poi era tassata nome di questo santo. V- Clau-
ne' hbri della cancelleria Apostolica de (s.).

in fiorini mille e cinquecento. CLAUDIO (s.) martire. F. s.

CLAUDIANISTL Eretici scismati- Neone.


ci de' donatisti. Pigliarono il nome CLk\}Ti\OVOlA{ClaiidiopoUtaii.).
da certo Claudio, del quale nulla Sede vescovile in partibus, dell'Ar-
ne dice la storia ecclesiastica. Fa menia minore, nella Bitinia , chia-
menzione di essi s. Agostino sul mata anche Bithynium, da Tolo-
salmo 36. meo, e Dione Cassio. E posta sul
CLAUDIO (s.), arcivescovo di Be- fiume Sangar. Essa fu metropoli
sanzone, nacque a Salins nella Bor- sino dal quinto secolo, e divenne
gogna, l'anno 60 3. La virtù di lui, esarcato della provincia Onoriade
iG CLA CLA
Pontica, così chiamata da Teodosio bcro sede. Gli ultimi vescovi in par-
II iu onore dello zio Onorio. Fu ro- tibus, sono monsignor Gio. Gaeta-
vinata dai barl)ari prima del secolo no Giuseppe Maria Gomez Poi'tu-
XII, ed allora fu trasferita altrove gal, che il regnante Papa ai 23
la sua dignità. Il Commanville per febbraio i83i traslatò alla chiesa
altro è di avviso, che ciò sia avve- di Mechoacan ; e Antonio Majthe-
nuto nel secolo XIII in Ponto-Era- nyi arcidiacono Camaromiense, fat-
clea, la quale era sede episcopale to dal medesimo Gregorio XVI nel
sino dal IV. avea per
Claudiopoli concistoro de' i4 dicembre 1840, e
suffraganee le chiese di Prusa, Te- dato per ausiliare all' arcivescovo di
io, Grazia, ovvero Flaviopoli, e di Stiigonia, come si ha dalle propo-
Adiianopoli. Ora quelle chiese co- sizioni, ed atti concistoriali.
me metropoli in partibus sono sol- CLAUSTRO e CLAUSTRALE,
tanto Eraclea, e Prusa, i quali Chiostro, Claustralis, Coenobiticus.
titoli soglionsi conferire dalla santa Chiamasi claustrale ciò che appartiene
Sede. Oggidì Claudiopoli si vuole al chiostro. ì^. Cenobio, Clausura,
rimpiazzato dal villaggio chiamato e Chiostro. Un priore claustrale è
Caslrainena presso il mar Nero. quello che regola e governa il nio-
IMaiio Niger dice però, che Castra- nistero (f^edi). Gli ulficii claustrali
mena succedette piuttosto all'antica nelle antiche abbazie, erano cariche,
Claudia, una delle sette città di che conferivano i rispettivi abbati,
Melitene, egualmente nell' Armenia come procuratore, cellerario, sagri-
minore, che furono distrutte nel sta ec.
secolo decimo terzo. Claudia ne'suoi CLAUSURA [Clausura). La clau-
dintorni avea i monisteri di Mo- sura presa nel senso materiale è il

dick, e di Barsuma, e si conoscono luoiro


o dove si rinchiudono le mo-
due de' suoi vescovi. Vuoisi che nache, ed i religiosi, e si suole chia-
r imperatore Claudio desse il nome mare monistero, o convento. Con-
a Claudiopoli, seppure non è quella siderata poi nel senso formale ri-
d' Isauria. L' imperatore Costantino guarda la con cui si proibi-
legge,
la chiamò metropoli de'Mariandinei, sce che s' introducano nei monisteri,
dai popoli che abitavano il paese. o nei conventi di religiosi, persone
Certo è, che venti vescovi ebbero di sesso differente da quelle che Io
sede in Claudiopoli. abitano ;
monache
e proibisce alle
CLAUDIOPOLI ( Claudiopolilan.). di uscire dai monisteri loro, come
Sede vescovile in partibus dell'Ar- ancora che nei medesimi non pos-
menia minore nell'Asia, sotto la me- sano entrare ed ammettersi persone
tropoli di Seleucia, sino dal quarto anche dello stesso sesso, eccettuati
secolo, in cui fu eretta. Essa fu fio- alcuni casi contemplati nelle cano-
lente città, ed è posta ne'confini della niche disposizioni. Evvi poi la clau-
Cilicia, fra Comana, e fiume
il sura più o meno stretta, come la
Cydno. Questa città, come qualche Pontifìcia, e la vescovile, delle qua-
altra, avea preso il nome da Clau- li specie parleremo in appres-
due
dio Cesare, iiglio di Diuso, il quale so.Noi non intendiamo darne qui
civea stabilito molte colonie in di- un trattato, ma solo, secondo lo sco-
verse parti dell' impero, ma soprat- po del Dizionario, riunire alcune
tutto nel levante. Sei vescovi vi eb- erudizieni suU' origine, e sulle princi-
,

CLA CLA 17
pali leggi emanate sulla clausura congiunta, e con gran modestia,
stessa, la quale non ò meno antica senza farsi scambievoli donativi. II

dappoiché appena
dello slato religioso; discorso doveva eziandio essere spiri-
vi fuiono persone, che si obbligaro- tuale, e sulla salute eterna di en-
no ad osservare la vita celibe, e trambi, e veniva anche proibito di
continente, si ordinò la clausura più prendervi cibo o bevanda.
o meno rigorosa, siccome un mez- Il patriarca del monachismo di

zo indispensabile di porsi in siciu-o oriente s. Basilio il grande, proib\


dai pericoli inseparabili dal com- ai monaci, ed alle vergini di uscire
mercio del mondo. T . Celidato, e dal nionistero senza necessità, e fuo-
Monache. ri del tempo assegnato dalla sua
Descrivendo Filone ebreo la san- regola. S. Cesario poi assolutamen-
ta vita, che menavano gli Esseni, te vietò alle monache di uscii-e dai
dei quali, secondo alcuni, nella pri- proprii monisteri sino alla morte.
mitiva Chiesa ve ne furono anche / . Basii. Deinstit. iiionach.; Cesario
di ciistiatii e di religiosi , e parlan- ni vcgìila ad
Molto virg. cap. I.

do delle esortazioni spirituali scani- notabili sono le parole di Ago- s.

jjicvoli solite farsi ad essi, dice che slino sulla clausm-a delle monache,
Ira eli uomini e le donne era un nel libro De moribus Ecclesiae
muro divisorio alto alquanti cubiti, cap. 3 1 ove dice che la separazio-
,

per cui impediva ad ambo i sessi


s' ne dagli uomini era esattissima, e
la comunicazione ed ingresso ne'luo- che a' monisteri delle monache non
ghi ove stavano, non però la voce si accostavano né entravano religio-

di chi ragionava. Dalla vita di s. si, sebbene vecchi e di sperimenta-

Anastasio, che pali il martirio l'an- ta virtù, se non nel solo caso di
no 2G2 di Cristo, i cui atti scrisse necessità, appena sulla soglia
ed
il Metafrasle sotto li 28 ottobre, si della porta, non permettendosi tra
legge che i gentili per entrare nel le monache ed i religiosi alcuna
nionistero fèccio violenza alle porte, corrispondenza, e conversazione, sal-
e le apriremo a viva forza. Dal vo che per comune edificazione ed
(juale racconto \uolsi ricavare qual- ajuto. Di questo grave argomento
che probabile congettura della clau- si occuparono i romani Pontefici, i

sura delle monache. Nella vita di vescovi, e i concilii sino dai primi
s. Pacomio abbate, il quale fiori secoli della Chiesa, con decreti, e
nel IV secolo, si ha che aveva una canoni santissimi. Non si dee qui pas-
sorella, la quale, ad imitazione del sare sotto silenzio, che a'tempi aposto-
fratello, congregò molte vergini, e lici alcune donzelle vivevano ritiratissi-

fondò un nionistero. Dicesi al capi- me nelle proprie abitazioni, in ista-


tolo 28 di quella vita, che se alcu- to di vita secolare, ma con propo-
no de' monaci avea tra le monache sito, o anche voto di verginità. Ta-
qualche sorella, o parente, volen- li si vuole che fossero le quattro
do visitarla, gli si dava per com- fìi;lie di s. Filippo Diacono, delle
pagno un religioso di sperimentata quali si fa menzione nel cap. II

virtù, con cui, arrivato al nionistero, degli Aid Apost. Tali poi furono
si chiamava l' abbadessa, alla cui le ss. Maicella e Sofronia ricordate
presenza, o a quella delle monache da s. Girolamo neli'ep.?/. 16; locchè
provette, si parlava colla sorella o della s. Marcellina sua sorella ac-
,

i8 CLA CLA
cenna s. Ambrogio neWEpìst. 65 ad zio di terra circondato di mura ma
Syagriimi. V. i' annalista Baronio senza tetto, bersaglio alla varietà
all'anno 877, n. 12; Suarez, De re- delle stagioni, e alle intemperie dei

ligione tom. Ili, lib. 8, cap. VII, tempi, come si ha dal citato Teo-
n. 3; e Seilogo, in cantica vesiig. doreto. A questi possono aggiugner-
3. n. 19. si gli Stiliti, che abitarono sopra
E noto che s. Antonio, fiorito colonne. Giuseppe Gebali-
J^. il p.
nel terzo secolo, abbandonata la pa- no nel suo trattato De clausura rr-
tria, si recò al deserto, e prese gidarì disp. 4j P^g. 43'» ^
3, e.

stanza in un castello diruto e disa- seg., Cella de' frati.


e l'articolo
bitalo, e senza mai uscirne vi stet- 11 sommo Pontefice Gregorio I ,

te venti anni : non ammetteva vi- creato nel 5go, proibì agli uomini
site, teneva la porta chiusa con pie- e alle donne di entrare ne' moni-
tre, e riceveva pel tetto la provvi- steri di monache. Sull' entrare le
sione del biscotto senza proferire donzelle allorché si focevano mona-
parola. Questa rigorosa l'eclusione che nella clausura, e sul modo onde
fu imitata da molti santi eremiti seguiva l'inclusione (con licenza ed
come aiferma anche s. Girolamo, autorità del vescovo , o dell' abba-
uella vita di s. Paolo primo ere- te) trattano le antiche storie, e i

mita, al capo 5, e come asserisce canoni de' concilii. jVella vita della
il p. Matteo Raderò di diversi ere- b. I vetta, ecco quanto analogamen-
miti, nella terza parte del suo Vi- te si legge : » In cella, quam pa-
ridario cap. 5. Le cause, che mos- » tri quondam suo prope eccle-
sero i santi ex'emiti a sì severa e » siam construxerat per manum
rigorosa separazione dalla società, •> venerabilis viri abbatis Aureae \'al-
furono varie, come per togliersi » lis, qui praesens tunc aderat, se fe-
dall'occasione di offendere Dio, di ' cit includi columba Christi". E la

meditarlo, di fare orazione, peniten- cerimonia di questa inclusione e chiu-


za, ec. jVelle donne poi il vivere sura pare che fosse accompagnata
rinchiuse, si attribuisce per menare dalla benedizione del vescovo o del-
una vita tutta raccolta in Dio, e l' abbate, che Balsamone in Schol.
per conservar illeso ilcandore della ad can. 4 Concilii Trullani, chia-
' ?

pudicizia. E fu per conservar que- ma consueta cantica.


sta, che Alessandra vergine stette Quantunque ne' più antichi tem-
dodici anni ritirata in un sepolcio, pi fosse in uso che le monache non
come racconta Palladio; mentre, sic- uscissero fuori de' chiostri, ad ogni
come narra Teodoreto, le ss. ]Ma- modo se intervenivano giuste cau-
rana e Gira per lo spazio di ({ua- se , noninteramente disdetto
era
rautadue anni stettero rinchiuse. In r uscirne, giacché la monastica clau-
quanto a quelli, che vollero essere sura delle vergini non era per anco
rinchiusi isolatamente, ve ne furono ordinala tome legge. Di fatti, per
alcuni i quali si fecero murare la non riportare altri esempi, allorché
porta della stanza da loro scelta s. Leone III, nell' 800, fece la sua
per dimora, ricevendo il cibo da solenne entrata in Fioma, racconta
una piccola finestra ; altri si rin- nella sua vita l' Anastasio, che gli
chiusero in sepolcri, e nelle spelon- andarono incontro Proceres clerico-
che; ed altri entro alcun piccolo spa- rum, optiniateSj senalus, cunctac/uc
CLA CLA 19
viìlilia, et universus populus roma- colò IV, del 1288, intese nella sua
nuSj cum sanctimonialihus , et dia- bolla Exiit qui semìnat la clau- ,

coìiissis. Nell'anno 11 11, per testi- sura dell'Ordine francescano, di cui


monianza di Donizone, in f^it. Me- fu il primo Papa. Gli estranci vio-
thildis, che furono in-
fra gli altri lerebbero la clausura entrando nel-
viati incontro ad Enrico V, il quale l' interno di que' muri e recinti,
veniva in Roma a prendere la coro- cioè ne' cortili, giardini, orti ed al-
na, vi furono Monacluv quoque tri luoghi contigui al monistero,
centum, lainpadihus multis cum nei quali vanno, e frequentano pei
darò lumi/ie swnptis. loro usi, e molto piìi il coro, la sa-
La clausura delle monache es- grestia interna ec. , ed è perciò che
senzialmente consiste nel non uscire le monache, le quali escono dal re-
giammai dal monistero senza ragio- cinto delle loro mura, violano la

ni ben legittime, fondate sopra mia clausura, siccome poi la violano


vera necessità ed urgenza, come gli esteri , che vi entrano senza
l'incendio del monistero, la caduta speciale licenza della santa Sede,
di esso, r allagamento di acque per del vescovo, o del superiore regola-
lo straripamento di qualche fiume, re, secondo la qualità della clausu-
l' incursione de' nemici, e altri e- ra, cioè papale, o episcopale,
sti'emi disastri, non che per malat- Gregorio IX, acciò le monache
tie epidemiche, peste ec. Negli al- di Brescia non andassero mcndican-
tri casi, specialmente di grave ma- do per la città, ingiunse loro la
latlia, che non si possa curare nel clausura. Reg. Anni X, Epist. no.
chiostro, si ricorre alla sagra con- Le Clarisse furono anticamente chia-
gregazione de' vescovi e regolari, la mate Sorores, o Dondnae inclusae,
quale, verificata la vera necessità, a perchè rigorosamente osservavano la
seconda delle circostanze, accorda clausura. Abbiamo dal Thiers nel-
r opportuno permesso più o meno l' erudito suo tmtlaio sulla clausu-
esteso, prescrivendo le opportune ra, che Bonifacio Vili, colla ce-
cautele, per evitare qualunque in- lebre decretale, inserita nel lib. J,

conveniente. t. 16, cap. Perìculoso unico de sla-


Consiste ancora la clausura nel tu regular. in sexto, astrinse le
non potere le monache, anche di monache ad osservare la clausura,
congregazione che osserva regole per cui ne riportiamo qui un e-
miti, lasciar entrare veruna perso- stratto, giacché la detta costituzione
na nel loro monistero, senza l' op- servì di base, e di norma alle prov-
portuno permesso, e senza una ne- videnze, prese poscia dai Papi, dai
cessila reale, dappoiché pel dispo- vescovi, dai concilii ec.
sto delle costituzioni apostoliche, in » Volendo noi provvedere con
pochissimi casi il vescovo , o \\ » salutare rimedio, allo stato peri-
superiore regolare può permetterne >^ coloso e detestabile di certe reli-
r ingresso. Si comprende poi sotto » giose, le quali, rigettando sfron-
il nome di clausura, tutto lo spazio >> latamente le leggi del decoro e
eh' è circondato e chiuso dai muri » della modestia religiosa usano ,

del monistero, e nel quale abitano, :> talvolta correre e vagare qua e
e si recano continuamente le mo- » là fuori dei loro monisteri, per
nache. In tal mudo il Pontefice Ni- >•. le case de' secolari, e spesso at^
20 CL A CLA
.., obbrobrio della religione, nonché 55 maledizione, a lutti i patriarchi,
55 ad enorme scandalo della mag- » primati, arcivescovi e vescovi di
„ gior parte de' fedeli, ricevono nei » provvedere al più presto che po-
« loro jnonisteri persone sospette, » Iranno, cadauno nella loro città
„ con grande offesa d'Jddio a cui »> e diocesi, ai monisteri di religio-
„ han consagrato di loro sponta- » se che loro sono soggette per la
,5 nea volontà la loro verginità; » autorità loro j)ropria ; e a quelli
y, colla presente nostra costituzio- 55 che sono unniediatainente sog-
„ ne, che varrà e sussisterà perpe- 55 getti alla Chiesa romana per au-
5, tuamente, ordiniamo a tutte e 5) torità apostolica, e agli abbati, e
„ a ciascuna delle religiose presen- 55 agli altri prelati, sì privilegiati

5, ti, e future di qualunque Ordine 55 che non privilegiati di qualsiasi


55 religioso esse sicno, ed in qiia- 55 chiesa, ordine o monistero, ordi-
}, limque parte del mondo esse a- 5» niamo pure di provvedere accu-
35 bitino, di rimanere ne' loro mo- 55 ratamente ai conventi di religiose
55 nisteri sotto la legge di una per- 55 che sono loro soggette, con una
55 petua clausura, talché non sia, 55 clausura conveniente, quando già
}>né possa essere permesso a ve- 5) non vi fosse, a spese de' medesi-
M runa religiosa, tacitamente o e- 55 mi monisteri, o col soccorso del-
.«5 spressamente professa, per qualsi- » le limosine che i fedeli loro pro-
55 voglia causa o ragione, lo uscire 55 cureranno, e di chiudersi le re-
55 in avvenire dal monistero, salvo- '5 ligiose subito che comodamente
55 che per avventuia taluna di esse •5 lo potranno, se vogliano evitare
}) non fosse evidentemente trava- 55 la forza dell' indegnazione di Dio,
.'5 f;liata da tale e sì gran malattia, •5 e della nostra, reprimendo gli

55 da non poter restare colle altre 55 oppositori e ribelli colle censure


55 senza gran pericolo o scandalo e ; 55 ecclesiastiche, non ostante qua-
« che nessuna persona onesta e il- 55 lunque appello , invocando pur
« libata possa in verun modo mai, 55 anche all' uopo il soccorso del
M senonché per una causa ragione- 55 braccio Questa costi-
secolare".
J5 vole e manifesta, e colla permis- tuzione dopo pochi anni fu rinno-
5» sione speciale di cui appartenes- vata e confermata da Benedetto
55 se, entrare dopo loro, ed acco- XII, colla bolla Per unh'crsuin.
55 starle, aflaiché separate dalla vista E vero, che prima della bolla di
.-5 del mondo, possano servire Dio Bonifacio Vili si trovano canoni,
}> con maggiore libertà ; e rimosse ed altre ordinazioni per la clausura
t> da ogni pericolo di seduzione, gli delle monache; ma senza che s'im-
3> conservino con maggior cura i ponesse pena a chi la trasgrediva,
55 loro corpi in tutta sniililà. E per- perchè a ben ponderare queste leg-
» che il fare ima legge non basta, gi, ad altro allora non tendevano
j) se non vi sieno nel tempo me- che a ralTrenare le uscite intempe-
>5 desimo persone che la facciano stive, e senza un qualche giusto mo-
» esattamente osservare ; noi seve- tivo, che permise Bonilàcio Vili,
il

55 rissimamente ordiniamo e coman- dispensando nella sua riferita co-


5' diamo in virtù di santa ubbi- stituzione delle monache dalla clau-
f dicnza , in nome del tremendo sura, qualora così richieda alcuna giu-
55 giudizio divino, e sotto la eterna sta e legittima causa. Su di ciò merita-
CLA CLA ^.t

no capo IX del con-


di essere Ietti, il " neppure per poco tempo, nò sot-
cilio provinciale di Benevento, cele- j' to qualsivoglia pretesto, quando
brato nel i3ii dall' arcivescovo » non fosse per qualche causa legitti-

Monaldo Monaldeschi ed i capi q, ; » ma approvata dal vescovo, non o-


e IO tit. II dell' altro concilio pro- >» stante tutti gl'indulti in contrario.
vinciale di Benevento, convocato » Non sarà parimenti permesso a
nel i374 dall'arcivescovo Ugone M chiunque di qualsiasi nascita, con^
Guidardi. Sino dai primi tempi del- » dizione, sesso ed età l'entrare nel
la Chiesa i concilii emanarono leggi " recinto di verun monistero senza
canoniche sulla clausura, nominan- » permissione in iscritto del vescovo
dosi pei più antichi, i concilii di »» o del superiore, sotto pena di sco-
Cartagine del 897 ,
quello di Epao- " munica, che sino d'allora sarà in-
iia del 5 1
7, quello di Orleans del " corsa effettivamente; e questa [>er-
549, quello di Tours del 567, quel- « missione non sarà data dal ve-
lo di Macon del 58 1, o 582, quel- » scovo o dal superiore che nei
lo di Siviglia del 619, per non diro « casi necessarii , senza che verun
di molti altri. « altro, in alcun altro modo pos~
Nel i563 anche il concilio di Tren- " sa darla , in virtù di veruna fii-

to, col cap. 5, sess. iS de Regalar, » coltaod indulto che sia stato (in
et Monialihus, rinnovò e confermò il " qui accordato, o che esserlo potr-
decretato di Bonifacio Vili, forman- » sa in avvenire ".
done pure una regola pel catto-
esso Tuttavolta questa clausura prin-
licismo. Eccone il decreto. " Il sa- cipalmente ordinata, e stabilita da
gro concilio, rinnovando la costi- Boniflicio Vili , e dal Tridentino
tuzione di Bonifacio Vili, che alle monache a Dio consecrate col-
comincia Perìculoso, comanda a la professione solenne
de' tre vo-
tutti i vescovi, sotto la minaccia ti , a tempo Pio
di s. non V
del giudizio di Dio che prende era tanto rigorosamente osservata,
a testimonio, e della maledizione per cui sussistevano ancora molti
eterna, che, coU'autorità della se- pretesti, per violarla impunemente
de apostolica, abbiano cura par- a cagione del radicato abuso. Vo-
ticolare di fare ristabilire la clau- lendo adunque il Pontefice opporsi
sura delle religiose , ne' luoghi ni da ciò provenivano,
disordini, che
in cui trovassero che fosse sta- colla costituzione Circa Pasloralìs
ta violata, e che invigilino va- qfficii, data a' 29 maggio i566, Bull.
lidamente a conservarla nella sua Rolli, t. II, p. i83, da lui stesso
integrità nelle case in cui fosse stata poi ampliata colla costituzione De-
mantenuta, reprimendo con censu- cori del primo febbraio 1570, or-
re ecclesiastiche, e con altre pe- dinò , sotto pena della scomunica
ne, senza rispetto a verun appello, maggiore, che per niun altro pre-
chiunque potesse lecarvi opposizio- testo fosse lecito alle monache usci-
ne o contraddizione, e perciò chia- re dalla clausura, se non che so-
mando per anco, quando vi fos- lamente in caso d'incendio, di ma-
se di bisogno, il concorso del brac- lattia, di lebbra, e di peste, con ob-
cio secolare. Non sarà permesso bligo però di ritornare al moniste-
a nessuna religiosa l'uscire dal ro subito che fosse cessata la cau-
monistero dopo la sua professione sa, per la quale ne fossero uscite.
11 CLA CLA
Indi, per rimediare ancora all'abu- Gregorio XV a' 5 febbraio 162 3
so de' conventi e monistcri , tanto quella che incomincia Inscrutabi-
di monache, quanto di religiosi, o-" li, e Urbano Vili la bolla Sacro-
ve le donne si facevano lecito di saiictiim, data a' 27 ottobre dell'an-
entrare, coH'autoritìi della costitu- no 1624- Con quelle costituzioni
zione Regì ilarili ni pen^onariini, da- i detti zelanti Papi emanarono
ta a' 28 ottobre i5G6, vietò sotto savissime leggi sulla clausura, di-
pena di scomunica alle donne di qua- chiarando, che i permessi anche dei
lunque condizione un tal ingresso. Pontefici non valessero, se non era-
Ma venuto poscia Pio V in cogni- no ricevuti comunità religio-
dalla
zione dell'inesatta interpretazione, che sa, la quale poteva escludere dallo
si dava alla bolla Regulariiint, a.' 16 ingresso nel monistero, chi lo ave-
luglio 1570 pubblicò la bolla Decet va conseguito . Oltracciò Gregorio
Romanum Pontificein , colla qua- XV con breve, emanato a' 6 di-
le dichiarò meglio il contenuto del- cembre 1621, prescrisse le condi-
la precedente. Ambedue le costitu- zioni, che debbono osservare le mo-
zioni furono approvate da Grego- nache neir uscire dal loro moniste-
rio XIII immediato successore di s. ro, e per viaggio, nel recarsi a fon-
Pio V mediante la bolla Deo Sa- dare altro monistero. Su questo
cris, emanata nel i^ya, e colla ri- punto emanarono regolamenti i con-
sposta che nel i58i die' a' padri cili di Costantinopoli del 6r)i, can.
del concilio provinciale di Rohan. 46, quello di Treveri, e JMagon-
Colla bolla poi Uhi gratiae de'i3 za dell' anno
549, ^'^
1 ^°'' ^ ^- ^
giugno 1575, Gregorio XIII rivo- le bolle Decori. Quindi Benedetto
cò tutti i permessi di entrare nei XIV, nell'anno santo 1750, accordò
monisteri di religiose, accoi'dati da alle monache benedettine di Cam-
lui, o da' suoi predecessori a duches- po Marzo, di poter visitare le sette
se, marchese, e contesse, ec. ed al- chiese di R.oma, in considerazione
tre donne di qualunque grado e con- del corpo di s. Gregorio Nazianze-
dizione. Egualmente proibì agli abba- no, che prima custodi vasi nella loro
ti, abbadesse e altri superiori d'am- chiesa della ss. Concezione in Cam-
bo i sessi di lasciare entrare ne' mo- po Marzo, donde Gregorio XIII lo
nisteri chicchessia, sotto pretesto di trasfei'ì alla basilica Vaticana. Quin-

tali permessi, che furono rivocati di lo stesso Benedetto XIV, con


di poi. lettere apostoliche de' So agosto
Nel i588 Sisto V, con severissi- 1756, confermò il rescritto emana-
mo editto pi'oibì a chiunque di to nel detto anno i75o, e conces-
trattenere le monache alla porta se alle stesse monache in perpetuo
del monistero , o alle grate del la licenza di portarsi una volta al-
parlatorio con ragionamen-
lunghi l'anno, e in due giorni alla visita
ti, per mettere freno alla hcen- delle medesime sette chiese, cioè nel
za, che allora regnava, dalla qua- primo giorno alla visita della basi-
le erano avvenuti sì gravi scan- lica Vaticana, e nel seguente alla

dali, da essere alcuni persino stati visita delle altre sei chiese, e sem-
sentenziati all'estremo supplizio. Di- pre accompagnate da due deputati
poi Paolo V, a' IO luglio 1612, pub- del monistero, e dal confessore or-
1)1 icò la costituzione Monialium statuì, dinario. Prescrisse inoltre, che le mo-
,

CLA CLA 23
nache dovessero visitare le predette ta dall'Ordinario del luogo, con alcu-
chiese in carrozza colle bandinelle, ne eccezioni, e col patto espresso
e tendine serrate, e col velo calato che non avessero ivi a mangiare.
dinanzi alla faccia. Permise loro ben- Visitando il sommo Pontefice i
sì Benedetto XIV, che potessero fa- luoghi di clausura, vi ammette gli

re la refezione in qualche villa o individui componenti la sua came-


vigna, ma sempre che in quel palazzo ra segreta, che ha luogo nel di
o abitazione, sotto pena di scomuni- lui treno, e altri intimi famigliari,
ca, niun altro potesse stare, neppu- oltre quelli che espressamente indi-
re il confessore, e i deputati; e pre- ca. I vescovi, benché Cardinali, ed i

scrisse inoltre, che inambedue i superiori regolari nei monisteri lo-


giorni dovessero le monache resti- ro soggetti, non possono entrarvi se
tuirsi alla monistero
clausura del non nei casi permessi dal diritto, a
avanti il tramonto del sole, Tutta- forma della costituzione di Gregorio
volta ogni anno le monache prima XIII, Duhiis, colla quale quel Pa-
di fare visita alle sette chiese, ne dan- pa zelante della clausura, minacciò
no parte al Papa pel beneplacito delle pene anche contro i vescovi
apostolico. Prima solevano in Roma Cardinali, con questi termini. » Quo
anche conseguire la licenza di visi- >» circa universos, et singulos, epi-
tare le sette chiese, tanto le mona- » scopali, seu majori ac etiam Car-
che domenicane de' ss. Domenico, e » diualatus dignitate prteditos mo-
Sisto, che le monache orsoline. " nemus ". Giambattista Thiers
Finalmente il medesimo Benedet- scrisse un trattato sulla clausura
to XIV , a' 3 gennaio dell' anno delle religiose, ed un altro sulla clau-

1 742 , colla Saluta-


costituzione sura del coro.
re , Bull. Bened.
tom. I, XIV ^ Ecco poi la differenza, che passa
pag. 106, e colla costituzione Re- tra la clausura Papale, e la clau-
gularis cliscìplinae , data nello "stes- sura vescovile. La clausura Papale
so giorno, loco cit. p. io3, confer- è quella, che è stata prescritta dalle
mò le costituzioni de' suoi predeces- costituzioni apostoliche per li moni-
sori sulla clausura de' monisteri re- steri,ove si emettono i voti solen-
golari, togliendo a tutti la facoltà ni. Secondo la costituzione. Circa
di dispensare; come altresì feceper pastoralis offìcii, di s. Pio non V
riguardo alle monache, rivocando vi potrebbe essere monistero senza

le licenze straordinarie di entrare la clausura papale, e senza voti so-


nei loro monisteri. Colla prima co- lenni. Ma, non ostante tal costitu-
stituzione Benedetto XIV abolì e zione, si tollerano i monisteri del-
revocò i privilegi dei fondatori e le terziarie, in cui si emettono
fondatrici de' monisteri di potervi soltanto i voti semplici ; anzi
entrare, cioè in quelli delle mona- specialmente dopo le ultime vicende
che, mentre colla seconda conservò della Francia, la santa Sede ha
alle mogli de' fondatori o benefat- approvato molti istituti di voti sem-
tori insigni de' monisteii, e conven- plici. Questi però non sono com-
ti di religiosi, il diritto di entj-arvi ; presi nella legge generale della clau-
ma a condizione che avessero otte- sura, prescritta dai sagri canoni, e
nuto dalla Sede apostolica la con- costituzioni apostoliche, ma i vesco-
fciiua di tal concessione, autentica- vi possono di propria avitorità im-
24 CLA CL:V
porre la clausura, la quale perciò dizione che la inserviente sia celilje,
si chiama Quindi è,
vescovile. che e non ne risenta pregiudizio lo sta-
la clausura vescovile si deve ripe- to economico del monistero. Tal-
tere dall'autorità del solo vescovo, volta si permetto una inserviente a
che può dispensarla, come più cre- qualche monaca in particolare, «e
de, e può quindi entrare quando vi concorra una forte causa, o pu-

vuole in tali monisteri. La Pontifi- re se sia solito nello stesso moni-


cia clausura poi, prendendo, come stero, che le religiose abbiano la
dicemmo, la sua forza dalle aposto- inserviente; ma in tale caso la in-
liche costituzioni, è dispensabile dal serviente non deve essere mantenu-
solo romano Pontefice, eccettuati ta a spese del monistero.
que'casi che sono stati rimessi al- Altre chiedono il permesso di en-
l'arbitrio degli Ordinarli. In questi trare nel monistero, benché abbia-
ultimi tempi peraltro la sagra con- no compito l'anno vigesimo quinto
gregazioxie de' vescovi e regolari ha di loro età, per provare la loro
accordato la clausura papale a due vocazione ; queste don/elle si chia-
monisteri, ne' quali si professano i mano probande, e loro si accorda
voti semplici. il permesso per un anno, sotto al-
Non riuscirà finalmente super- cune condizioni. Non mancano poi
fluo l'accennare come la detta sa- delle donne pie e religiose, le qua-
gra congregazione de' vescovi e re- li desiderano ritirarsi ne' sagri chio-
golari, concede le licenze per entra- stri, per menare una vita lontana
re nei luoghi di clausura delle mo- dal mondo, senza però professare i
nache, principalmente di Roma, e voti. Queste si chiamano couvittri-
dello stalo Pontifìcio. In sci classi si ci, e loro si accorda il permesso
possono dividere le persone, che im- per un sessennio, coli' obbligo di
ploi'ano di entrare nella clausura delle pagare gli alimenti. La sacra con-
monache, cioè le probande, le edu- gregazione de' vescovi e regolari
cande, le couvittrici, le inservienti, e non trova neppure difficile di ac-
quelle donne che entrano a fare gli cordare permesso a quelle donne,
il

esercizi spirituali, o per prepararsi o fanciulle, che implorano la licen-


ed istruirsi alla prima comunione ;
za di ritirarsi per alcuni giorni,
ed infine quelle che chiedono di come accennò di sopra, in alcun
si

entrare perchè hanno nel moniste- monistero tanto per attendere agli
ro una parente sia educanda, sia spirituali esercizi, che per ricevere
monaca. Per le educande si accor- la santa comunione. La medesima
da il permesso senza difficoltà, per congregazione però con difficoltà
mezzo di una pagella stampata, che concede la facoltà di eufralie ne'luo-
si vende nella stamperia camerale, ghi di clausura, pel solo fine di vi-
nella quale pagella vi sono espresse sitare le parenti, e presentemente si

dieci condizioni. Allorquando in un suole accordare pel caso d'Infermità


monistero per mancanza di converse che impedisca alla monaca malata di
vi è necessità di qualche inservien- discendere al parlatorio. Tale licen-
te, che abbia a dimorare nel mo- za è da essa conceduta ai parenti
nistero, la sagra congregazione dei nel giorno della vestizione , e |)ro-
vescovi e regolari accorda tale per- fessione della congiunta, e in qualche
messo temporaneamente, colla con- altro caso. Queste concessioni per
CLA CLE a5
allro si limitano per una sola gior- venne penisola. I Romani dona-
nata a solìs ortii usqne ad occa- rono a Clazomene delle franchi-
SUIÌÌ. gie, e agli abitanti l' isola di Dry-

Va inoltre notato, che talvolta al- ììiuja. Si conoscono due vescovi, che

cuna clama implora il permesso di en- ebbei'o la sede in Clazomene. Anas-


trare in monistero o convento di re- sagora, ed altri celebri filosofi, ri-
ligiosi, in cui siavi qualche particola- conoscono Clazomena per loro pa-
re oggetto da vedersi, come sono le tria.

biblioteche, e gli archivi. Tal pcimes- CLEMENTE (s.) d' Ancira, ve-
so non si suole concedere facilmen- scovo e martire. I greci hanno que-
te, e per Io più si limita al mona- sto santo tra i piìi grandi dei loro
stero di Monte Cassino, della Cava, martiri, e patì il lungo e penosis-
alla Certosa di s. Martino, all'ere- simo suo martirio sotto l' impero
mo dei Camaldolesi di Napoli , e di Diocleziano. Le reliquie di lui
qualche volta all'eremo di Pisa. In si conservavano a Costantinopoli fi-
questi casi s' ingiunge, che le dame no al decimoterzo secolo, cioè fino
siano accompagnate dal rispettivo allora che i latini impadronitisi di
superiore, e da due religiosi senio- quella città, fra le altre cose, tras-
ri, che l'ingresso si faccia a suono portarono il cranio di Clemente s.

di campanella, acciocché gli altri a Parigi, che fu poi donato dalla


religiosi si possano ritii'are nelle regina Anna d'Austria alla badia di
proprie celle ; ed inoltre si vieta di Val di Grazia.
prendere alle dame in detti luoghi CLEMENTE I (s.). Papa IV. Que-
qualunque refezione, prescrivendosi sto Pontefice nacque da Faustino e
che 1' ingresso sia in ora da
altresì, Matidia, e secondo alcuni fu vescovo
non recare disturbo agli esercizi co- di Cagliari nella Sardegna. Rice-
muni, e sempre che si debba usci- vette il battesimo da s. Pietro, cui
re prima che tramonti il sole. prestò l'opera sua come diacono, in-
CLAZOMENA o CLAZOMENE. di dal medesimo principe degli apo-
Sede vescovile d' Asia nel secondo stoli venne insignito della dignità
esarcato del suo nome, sotto la me- sacerdotale e vescovile, dopo di che
tropoli di vSmirnc, la cui erezione seguì l'apostolo s. Paolo nelle sue fa-
rimonta al quinto secolo. Oggi non tiche. Eletto sommo Pontefice nell'an-
è che un villaggio sul golfo di Smir- no c)3, instituì in Roma sette nota-
ne, chiamato Vourla. Questa città ri, ai quali incombeva di raccogliere
fu celebre , come una delle sei gli atti de'martiri, e registraili nei
Jonie della Lidia, fondata veiso fasti della Cbiesa. Così ebbero origine
l'anno &56 avanti l'era volgare, fra i Martirologi, ed i protonotari aposto-
Smirne e Scio sul mare Egeo. Si liei (Pedi), come asserisce il Baronio.
vuole, che anticamente si chiamasse Alcuni sono di avviso, che egli
Grynes, dove eravi un tempio di abbia prescritto le vesti sacre nella
Apollo rinomato pegli oracoli. Il messa, ed altri lo fanno autore del
timore dei Persiani costrinse gli a- canone, e delle benedizioni delle
bitanti a ritirarsi in una città vi- campagne. Si crede, ch'egli abbia
cina, che da Alessandro il grande, comandato doversi lavare corpo- i

essendo stata unita al continente, raliin un vaso particolare, che i


per mezzo di terre trasportate, di- sacerdoti dicessero nella messa il
,

iG CLE CLE
ììoniiiius vobisciim , clie abbia con- Pontificio, tutto si applicò a far ri-

r,cduto ai vescovi il bacolo pastora- fiorire buoni costumi nella Chiesa


i

le, l'amitto, i sandali, i guanti, e agli di Dio. A questo fine convocò nel

arcivescovi il pallio. Altre decretali si 1 047 un concilio prima per pur-


attribuiscono a questo Papa, ma da gare la Chiesa dai simoniaci che la
molti si credono apocrile. In due infestavano, e poscia per provvede-
ordinazioni nel dicembre creò (juin- re alla controversia insorta tra gli

dici vescovi, dieci preti, ed un- arcivescovi di Milano e di Raven-


dici diaconi. Nella terza persecu- na, ed il patriarca di Aquileia cir-
zione fu sommerso nel mare del- ca il posto più onorevole nei sino-
la piccola Tartaria ,
presso Clier- di. Tale controversia fu da Cle-
soneso, città del Ponto ove era , mente II composta, ordinando, che
stato esiliato, a' 2 3 novembre del- r arcivescovo di Ravenna sedesse al
lanno 102. Il suo Pontificato fu destro lato del sommo Pontefice
di nove anni, sei mesi, e sei gior- dove r imperatore non fosse presen-
ni. Si rese celebre nella filosofia e te, nel qual caso aver dovesse il

nella teologia. Il corpo di lui nell'an- lato sinistro.


no 807 venne trasportato in Roma, In quell'anno medesimo parli Cle-
e riposto nella cliiesa già ad esso mente II per la Puglia coli' impe-
dedicata nel Monte Celio; ma v lia ratore, a richiesta del quale sco-
olii pretende, clie sia stato trasfe- municò i cittadini di Benevento, e
rito a Giugni verso 1' anno 1026. passando di poi in Germania, ca-
La santa Sede vacò dopo di lui nonizzò la vergine s. Viborada, mar-
quattro mesi, e nove giorni. tirizzata dagli ungheri nel 925. R.i-
CLEMENTE II, Papa CLVI, tornato dalla Germania ai 9 di ot-
nativo di Sassonia, e nominato pri- tobre di quell'anno 1047, nella ter-
ma Ruggero, o Svedero di IVIayen- ra di s. Pietro presso Pesaro, se-
dorf Signore era egli di Morsleve, condo la comune opinione ( F^. Ro-
e di Ombin-g, e fatto canonico di mualdo di, Salerno in Cliron. pag.
Atberstat, divenne anche cappellano 168), morì attossicato per opera di
dell'arcivescovo di Brema, indi can- Benedetto IX, Il corpo di lui in
celliere di Enrico III, e secondo ve- virtù del suo testamento fu tras-
scovo di Bamberga, titolo e chiesa portato nella cattedrale di Bamber-
che ritenne anche nella esaltazione ga in un sepolcro, di cui il Pape-
al pontificato. Nella rinunzia di Gre- brochio dà l' immagine nel Propy-
gorio VI, fatta nel concilio di Su- laeo pag. 186. Vacò la santa Sede
tri, a persuasione del detto Enrico III ventinove giorni fino alla terza usur-
re di Germania, suo malgrado, ma pazione del Pontificato fatta da Be-
con unanime consenso, venne eletto nedetto IX, e nove mesi , e sette
Pontefice ai21, e coronato ai 1% giorni sino alla creazione di Da-
dicembre del 1046, dopo aver go- inaso II. Non si hanno notizie che
duta per circa einquant'amii la di- Clemente II creasse Cardinali, ed il

gnità Cardinalizia. Cardella non ne registra veruno.


Nel dì della sua coronazione co- CLEMENTE III, Papa CLXXXI.
ronò anche imperatore Enrico III, Nato romano mediocre lignag-
di
insieme alla di lui sposa Agnese, e gio chiamavasi prima Paolino Sco-
come si vide collocato sul trono lari. Abitava la sua famiglia nel
CLE CLE 27
rione Pigna , e fu educato pres- dine il chiostro di s. Lorenzo fuo-
so la basilica Liberiana dove po- ri delle mura, e rialzò il palazzo di
scia Tenne fatto canonico , e per Laterano che fece ornare di pit-
,

la sua prudenza, dottrina e pro- ture. Spedì ad un tempo legati in


bità da Alessandro III nel i 179 fu Alemagna, in Francia ed Ingliil ter-
fatto vescovo Cardinale di Palestri- ra, e tutte le disposizioni per far
na. In quel tempo fece fabbiicare predicare la crociata in tutti gli sta-

un palazzo accanto alla chiesa di s. ti Diede l'esempio


della cristianità.
IMaria Maggiore, donandolo per uso di una riforma generale nelle spese
dei canonici della medesima, come della sua tavola, de' mobili, de' tre-
consta da una bolla di Celestino III ni ec, affine di poter assistere piìi li-

{Bull. Rom. tom. III p. 46)- A beralmente i crocesignati. I Cardi-


Pisa venne eletto Pontefice ai 19, nali si recarono a dovere d'imitar-

e coronato a'20 dicembre del i 187, lo; e la famosa decima Saladina, co-

ed ebbe il nome di Clemente


III. sì chiamata per essere stata imposta
Subito dopo la sua incoronazio- per la guerra contro Saladino, fu
ne applicossi Clemente III a ristabi- estesa a quanti non si fossero croce-
lir la pace tra Promani, che da ol-
i signati. Sopraggiunta però una guer-
tre cinqiiant'anni erano in discordia ra, tra i re di Francia e d'Inghilter-
co' Pontefici perchè aveano rimosso i ra, che ritardò la partenza loro per
Papi dal governo di Roma, per dar- terra santa, Clemente III spedì il
lo con suprema autorità, ai senato- Cardinal Giovanni d'Anagni, accioc-
ri, e ad un patrizio, che era consi- ché terminasse una contesa così iai-
derato il capo degli altri. Per questo portuna. E se quel Cardinale noa
fino da Innocenzo II, i Pontefici fu- seppe recidere i nodi di tale con-
rono costretti a vivere fuori di Ro- tesa, le circostanze posteriori ami-
ma, ed a soffrire il bando e mille carono per altro le due corone, lo
insulti.Venuto quindi a concordia aiuto delle quali soprammodo con-
il popolo R.omano col suo concit- tribuì alla cadutas. Giovannidi
tadino Clemente, stabilì che come d'Acri innanzi morte di Cle-
alla
il solito si eleggessero i senatori; che mente HI, avvenuta a' 29 marzo
in luogo del patrizio, come per lo 1191. Ricevette egli sepoltura in
innanzi, fosse eletto un prefetto; che Laterano avanti il coro antico dei
i senatori giurassero fedeltà al Pa- canonici.
pa, in podestà del quale fossero i Canonizzò questo Pontefice s. Ot-
tributi coll'obbligo di cederne una tone vescovo di Ramberga ed apo-
terza parte al popolo^ e che dovesse stolo della Pomerania , s. Piodesin-
il Papa permettere la distruzione do vescovo, s. Stefano di JMoreto
,

del Tusculo, prestando aiuto al po- e Malachia ai-civescovo di Armadi


s.

polo Romano nell'impresa, rimanen- nella Irlanda, che altri dicono ca-
do quei cittadini sotto la protezio- nonizzato dal successore. Ed in tre
ne della Romana.
Chiesa pi'omozioni, creò Clemente III ven-
Soggettati così romani all'ubbi-
i tuno Cardinali, uno de' quali di-
dienza del Papa, ai 3 marzo del 1 venne il grande Innocenzo III. Non
1188 Clemente entrò co' Cardinali vacò la santa sede dopo la sua mor-
in Roma ricevuto con ogni dimo- te, perocché ricevette per immedia-
strazione di gioia. Mise tosto in or- to successole Celestino III.
20 (j Li ti CLE
CLEMlvNTE IV, Pnp^ CXC. Co- fu coronalo a' 23 dello stesso mese
si era chiamato per essere nato nel in Viterbo dal Cardinale Riccardo
giorno di questo santo; dapprima Annibaldi arcidiacono di S. C.
però si appellava Guido Gross. Era Si applicò incontanente questo
egli figlio di Fulcodio e di Germa- Pontefice dell'alfare della Sicilia, ri-

na, famiglia illustre di s. Gilles sul guardato come uno de' più impor-
Rodano. Dopo essersi applicato al tanti della Chiesa romana. Quella co-

mestiere delle armi, si diede allo rona da Innocenzo III e da Alessan-


studio delle leggi sotto la direzione dro IV suoi predecessori era stata
del celeJjre Durando quindi ponen- ;
accordata ad Edmondo, secondoge-
dosi nella professione di avvocato, si nito del re d' Inghilterra; ma ab-
acquistò il nome di lame della leg- bandonando quel principe nelle pre-

ge, e r onore di essere annoverato tensioni, Clemente IV la diede a


da s. Luigi IX i*e di Francia pri- Carlo conte di Angiò e di Proven-
mo tra i suoi consiglieri, e poscia za , il pili giovane dei fratelli di
di essere fatto suo segretario. Al- s. Luigi IX. Malgrado tutte le pre-

cuni dicono , che dopo la morte cauzioni di Manfredi , usurpatore


della moglie si fece certosino; ma di quella corona, affine di im-
in v'ha equivoco con Fulcodio
ciò pedirgli il passaggio per terra e
suo padre, il quale rimasto vedovo per mare, Carlo approdò ad Ostia,
si fece certosino, ed in quella reli- ed il Papa, che trovavasi a Peru-
gione visse, e morì santamente. Do- gia, mandò quattro Cardinali, che
j)ù la morte della moglie, dalla qua- gli diedero in Roma, nella chiesa
le ebbe due figli, abbracciò Guido di Laterano 1' investitura del re-
io stato ecclesiastico e recatosi in Ro- gno ai 20 maggio, col feudo an-
ma, fu posto tra gli avvocati conci- nuale di otto mille oncie d' oro
storiali. In seguito venne promosso (
40000 scudi d' oro ) e di una
al vescovato di Puy, donde in ap- Chinea [Pedi) da pagarsi ogni an-
presso fu trasferito all' arcivescovato no nella vigilia o festa di s. Pietro
di Narbona. Creato in Viterbo da alla Chiesa romana , e di più un
Uibnno IV nel dicembre 1261 palafreno bianco, bello, e jjuono in
Cardinale vescovo di Sabina, venne ogni triennio ( V. Borgia Storia ,

spedito legato in Inghilterra per del dominio temporale della san-


istabilire la pace tra quel sovrano ta Sede nelle due Sicilie pag. 167 e
e Simeone conte di Monfort. E seg.). Ai 6 gennaio dell'anno se-
sebbene da alcuni si dice, che giun- guente 1266 nella chiesa di s. Pie-
to a Boulogne sul mare, gli fosse tro fu Carlo incoronato insieme al-
interdetto l'ingresso dal conte di Le- la consorte Beatrice, da cinque Car-
lestre, per cui ei fulminasse di ana- dinali deputati da Clemente IV e ;

tema i ribelli, pur Giorgio Eggs nel subito col suo esercito
dopo s'avviò
suo Pontificium doclutn sostiene, che verso Napoli, e presso Benevento, in
anzi compose ogni controversia tra una battaglia data ai 26 del seguen-
gli ostinati di quel regno. Certo è, te febbraio ottenne compiuta vitto-
che mentre si trovava in quella ria sopra Manfredi, che restò tra i

missione, a' 5 febbraio i265 fu c- morti. IMa invece di lui insorse a


letto Pontefice. Fece quanto era da competitore di Carlo, Corradino fi-
lui per sottrarsi al grave peso, ma glio del re Corrado, e nipote dcll'im-
e LE OLE 29
pelatole Fctlerico II , il quale non darono piìi sempre crescendo. Non
conteiilo del titolo di le di Geru- portava pannilini dormiva sopra
;

salemme, voleva pur chiamarsi re di un letto durissimo e per lungo ,

Sicilia, il che Clemente IV gli vie- tempo non mangiò carne, e zelan-
tava non solo, ma nel giovedTi san- te al sommo della frequenza dei
to del 1 268 pronunziò contro di Sacramenti, che cominciava ad es-
lui formale sentenza (Rinaldi Ann. sere trascurata, die' obbligo ai con-
ecclcs. an. 268 ) e lo privò di
1 , fratelli del gonfalone di Roma (F!
ambi i regni di Siciha e di Geru- ARCIGONFRATEP.mTA DEL Go>FALONe),
salemme. JN'ondimeno Corradino, tor- di confessarsi e comunicarsi almeno
nato dalla Germania, mosse gueira per tre volte all'anno. Severa fu la
a Carlo, il quale avendolo superato sua modestia, ed il suo disinteres-
e vinto, secondo i presagi del Pon- se. Di che abitiamo un testimonio
tefice, lo lece giustiziare pubblica- nel breve da lui scritto da Perugia,
mente con molli altri seguaci del a' 7 marzo 265, a suo nipote Pie-
i

suo partito ai 29 ottobre, termi- tro Gross ; breve che fu il primo


nando così in lui il nobilissimo li- ad essere sigillato coli' anello Pisca-
gnaggio degli Svevi. Alcuni scritto- torio (Fedi). Intimò con un tal
ri accusano lo stesso Pontefice come breve a Pietro che né egli, né il
fomentatore di quella morte ; ma sì fratello di lui, né alcun altro pa-
grossolana calunnia, smentita dalle l'cnte si recassero presso di sé, senza
minaccie posteriormente fatte da Cle- un ordine espresso ; che la sorella
mente IV a Carlo, non merita che di Pietro maritata ni figliuolo di
troppo oltre sovr' essa s' insista. semplice cavaliere avrebbe trecen-
Clemente IV , indebolito dalla to lornesi d' argento (5o scudi) ;

vecchiaja e dalle malattie, ma pieno che le due figlie medesime del


di gloria e di meriti nella santa Pontefice , Mabilia e Cecilia, pren-
amministrazione della Chiesa, morì dessero i mariti, che avrelibero pre-
ai 29 novembre 1268 in Viterbo, si se fosse rimasto chierico, e di-
ove fu sepolto nella chiesa dei do- fatti non poterono aver marito per
menicani. Di là fu trasferito nel duo- la tenuità della dote. A questo pro-
mo della città medesima; ma venne posito racconta l'Hocsemio all'anno
di nuovo restituito ai Domenicani, 1 268, che a molti personaggi i qua-
per ordine del suo successore. Go- li cercavano in matrimonio la figlia
vernò questo Pontefice, senza mai di Clemente IV per nome Cecilia,
passare a Roma, tre anni, nove egli sorridendo diceva, che non Ce-
mesi, e venticinque giorni. Nel 267 i cilia, Vìa il Papa cercas'ano: ma
canonizzò in Viterbo s. Edwige du- pure dovevano essere persuasi, che
chessa di Polonia morta nel 1 243; essa non era figlia del Papa, ma
ad istanza di s. Luigi 1 X re di Fran- di Guido Gross. La provvide però
cia, concesse tre anni d' indulgenza in modo, che potesse vivere one-
a chi pronunziasse i nomi di Gesù stamente, ritirata in un monistero
e di Maria, col nos cum prole pia di Nimes. Ad vuì nipote in fi-
ec.; ed aggregò al senato apostolico ne ,il quale possedeva tre pre-
il solo Cai'dinale Bernardo Aiglerio bende ordinò, che lù tenuta quella
francese. che più gli fosse in grado, rinun-
Le viitù di Clemente IV an- ziasse tosto alle altre due fTrite-
,,

3o CLE CLE
mio, in Chnvi. irirsaugiense ad an. mettere allo scrutinio tre arcive-
i-zGq toni. Il, p. i5). Sì grande fu scovi oltremontani e creature di
in questo sommo Pontefice il di- Bonifacio Vili , il primo dei quali
staccamento dal proprio sangue! Va- era il detto arcivescovo di Bor-
cò dopo di lui la santa Sede due deaux, contrario al re di Francia
anni, nove mesi, e due giorni. a cagione di alcune olfese fatte da
Scrissero la questo Pon-
vita di Filippo IV a' parenti di lui nella
tefice , Clemente, gesuita
Claudio guerra di Guascogna. Conlempora-
francese, che la pubblicò in Lione neamente il Cardinal di Prato sic-
nel i6i3; e Claudio Picquet fran- come uomo di finissima politica
cescano pur francese, la quale mss. non contento di avei'e indotto il
si conserva presso i signori Gr(jss, Gaetani a tal partito, per favorire
in un alla traduzione fatta in fran- il re di Francia, di nascosto gli
cese da Giuseppe Pasturel. spedì un corriere perchè si acqui-
CLEMENTE V, Papa CClII. Era stasse l'amicizia del medesimo arci-
egli chiamato prima Bertrando de vescovo di Bordeaux, proponendo-
Got, e fu figlio di Bertrando ca- gli di farlo eleggere al pontificato.
valiere o signore di Villaudraut nel- E di fatti nella badia di s. Giovan-
la diocesi Bordeaux. Fatto nel
di di d'Angeli in Xaintonge l' arcive-
1295, da Bonifacio Vili, vescovo scovo che nulla disprezzava il tri-
di Cominges, venne nel 1299 trasfe- buon animo quella
regno, accolse di
rito dallo stesso Pontefice all' arci- proposizione dal re Filippo IV,
vescovato di Bordeaux. Morto Be- e gli promise fin d' allora con
nedetto XI, la sede Pontificia stette giuramento sei grazie, quattro del-
vacante oltre a dieci mesi perchè il le quali riguardavano le differenze
conclave tenuto in Perugia era di- avute dal re con Papa Bonifa-
viso in due partiti. Dell'uno erano cio Vili, e la promozione di alcu-
capi i Cardinali Napoleone Orsini, ni Cardinali , mentre colla quin-
del Monte, e Nicolò del Prato, che ta gli prometteva di levare per cin-
inclinati al re di Francia Filippo que anni le decime sul clero di
IV il Bello, pretendevano crear Francia, riservandosi di dichiarar-
un Pontefice , il quale ristabilisse gli la dopo la coronazione. In
sesta
i Colonnesi insieme agli aderen- tale maniera dopo trentacinque gior-
ti loro, e fosse tutto contrario al- ni, cioè a' 5 di giugno del i3o5,
la memoria di Bonifacio Vili; del- eh' era la vigilia delle Pentecoste
l'altro lato poi erano sostenitori ritornato il corriere dalla Francia
IMatteo Rosso degli Orsini, e Fran- all' insaputa del sagro Collegio, il

cesco Gaetani, nipote di Bonifacio Cardinal di Prato strinse il tratta-


Vili, la cui memoria procuravano tato, e fu conchiusa l'elezione del
di onorare, eleggendo un Pontefice Pontefice nella persona del detto
favorevole al partito loro. I Peru- arcivescovo di Bordeaux, benché non
gini nondimeno costrinsero i Car- fosse fregiato della porpora Cardi-
dinali a terminare cosifflitta discor- nalizia.
dia. Per la qual cosa dai Cardinali Da Bordeaux , ove ricevette il

Gaetani ed Albertini detto di Pra- nuovo Pontefice la notizia della sua


to fu preso il ripiego per opera elezione, si recò a Lione. Ivi a' i4
(

specialmente di quest' ultimo) di uovembi'e dello stesso anno chia-


,

CLE CLE 3i
mali a sé i Cardinali, piuttosto che tificato si fu quella di liberare I an-
aderire alle loro istanze di recarsi tica sua chiesa di Bordeaux dalla
egli stesso a Perugia, si fece incoro- giurisdizione degli arcivescovi di
nare nella chiesa di s. Giusto dal Bourges, che ne pretendevano i di-
Caidinale Napoleone Orsini colla ritti supremazia insieme al resto
di
corona papale, che con gran pom- Fece dipoi, a'i5 di-
dell' Aquitania.

pa gli era stata recata da Roma cembre i3o5, una promozione di


dal Cardinale Teodorico Ranieri dieci Cardinali, tutti francesi, a ri-

quale camerlengo di S. R. C. Som- serva di un inglese. E dopo di aver


mo lustro acquistò tale cerimonia passato il forte dell' inverno a Lio-
non solo per l' immenso concorso ne, in sui primi di febbraio del se-
da tutte le parti ; ma per la pre- guente anno i3o6, tornossene a Bor-
senza eziandio primieramente di Ja- deaux. Innanzi di partire, con una
copo re di Aragona, che trovandosi costituzione del piimo febbraio di-
a Montpellier rese al Papa l'omag- chiarò che per la bolla Uiirini Saìi-
gio per la Corsica e per la Sarde- ctani di Bonifacio Vili né i fran-
gna, ed accompagnoUo sino a Lio- cesi, né il re loro erano più sog-
ne, e di poi per quella del l'e di getti alla Chiesa romana di quello
Francia, di Carlo di Valois, e di che il fossero innanzi a detta bolla,
Luigi d'Evreux, fratelli del re me- e rivocando quella Clcricis, di Bo-
desimo, non che per la presenza nifacio stesso, stabih quanto aveano
di Giovanni duca di Bretagna. In ordinato i Pontefici predecessori nel
quella occasione Clemente osservar concilio Lateranense , e negli altri

volle il costume di passare con so- concili i generali contro i laici, che
leiìne cavalcata dalla chiesa ov' era esigessero indebiti tributi dalle chie-
seguita la incoronazione, ad un' al- se, o dagli ecclesiastici. Messosi quin-
tra, che, invece della basilica Latc- di in cammino recossi da prima a
ranense, era destinata per prende- Clugny, ove soggiornò cinque gior-
re il possesso , siccome fu pratica- ni. Passò successivamente a Nevers,
to nella di Aquila da san
città a Bourges, a Limoges, e Perigueus.
Celestino V, Tale cavalcata però, Cammin facendo aveva fatto citare
a cagione della gran calca die' luo- l'arcivescovo di Cantorbery denun-
go a diverse sciagure, che riusciro- ziato alla santa Sede dal re Eduar-
no di tristo preludio: rovesciò un do, come perturbatore del regno, e
muro in vicinanza del Papa, per fautore delle ribellioni che lo ave-
cui egli cadde di cavallo , e dalla vano agitato. Il prelato inglese conj-
tiara,caduta in terra si staccò un parve a Bordeaux, ove il Papa e-
rubino del valore di seimila fiori- rasi recato, ed ivi fu interdetto dal-
ni d'oro; morirono dodici baroni, le sue funzioni, finché non si fosse
che marciavano accanto Papa, tra
il purgato dalle censure contro lui

i quali Giovanni II, duca di Bre- intentate.


tagna che gli addestrava il cavallo, Da Pressach , presso Bordeaux ,

e Gagliardo de Got fratello del Pu- ove Clemente V era andato per ri-
pa medesimo; ed il re con Carlo di cuperare le forze indebolite da una
Valois restarono feriti. pericolosa malattia, diede una bol-
Una delle prime cure di Cle- la in cui rimediò agli abusi delle
mente V appena fu assunto al pon- commende, ed invilo il re Filippo
,

32 CLE CLE
a trasferirsi a Poitiers per conferi- Tolosa, a Cominges, ivi fece la tras-
ix; seco lui intorno ad affari deli- lazione delle ceneri di s. Bertrando,
cati. Versò ({nella conferenza sul di cui prima portava il nome , e
mettere lipnro alle cose della cri- continuando il viaggio per Carcas-
stianità nella Soria, e togliere ai sona, Montpellier e Nimes, accom-
greci scismatici l'imperio di Costan- pagnato da nove Cardinali verso la
tinojjoli ; fu confernìata in essa la line del mese di marzo del iSog,
pace tra il re di Francia e Rober- si recò ad Avignone, ove avea già

to conte di Fiandra ; fu conchiusa molto innanzi determinato di voler


quella che si andava maneggiando trasferire la residenza pontifìcia. Da
tra la Francia e l' Inghilterra, ed quell'epoca comincia a contai'c il
si

ascoltato finalmente Carlo II re di iRmcsto soggiorno de' Papi in Avi-


Sicilia, gli ct)ndonò la terza parte gnone, e dal i3o5 in poi la loro
delle grandi somme da quel prin- assenza da Roma.
cipe dovute in tributo alla santa Fu adunque in Avignone, che
Sede , che poscia Clemente V stes- per soddisfare alle reiterate suppli-
so rimise del tutto a Roberto figlio che del re di Francia, pronunciò
di lui, coir autorità di una bolla il Papa ìq pubblico concistoro es-
concistoriale. V^. Baluzio tom. II, sere lecito a chiunque il promuo-
p. i68. vere la causa contro la memo-
Nel congresso medesimo il re Fi- ria di Bonifacio Vili; nominò i

lij)po IV pregò ancora il Pontefice a CardinaliFredol Freauville ed , ,

mantenergli la promessa fattagli pria Joce o Joica per ricevere le ac-


che divenisse Papa, di condannare cuse ed altri ne inviò a Roma
,

cioè la memoria di Bonifacio \ III, per udire i testimoni. In seguito i

a cui da quel re apponevano an- si messi del re di Francia, ed ostinati


che falsi capi d'accusa. Clemente V calunniatori di Bonifacio VIII, ridotte
però fremendo alle proposizioni del le accu>e in forma di scrittura le ,

re, col consiglio dello scaltro Car- consegnarono a Clemente V, ed esse


dinale di Piato, gli rispose di vo- si conservano tuttora neh' archivio
hr differire la trattativa di quel- Vaticano. I re di Castiglia e di
l'tiigomentù prossimo concilio
nel Aragona se ne mezzo
dolsero col
generale di\ienna. Ma FdippoIV, di ambasciatori col santo Padre per
Leu avvedendosi di essere deluso lo scali Udo, che si andava a produiue

tentò di assicurarsi del Pontefice nel cristianesimo , accusando un ze-


il quale come se ne accorse stu- lante sommo Pontefice di eresia ; ma
diossi di uscire da Poitiers trave- prevedendo egli che più splendida do-
stito, per restituirsi a Bordeaux. Sco- vesse riuscire la memoria di Donifa-
perto però dalle guardie, fu costret- cio VII! dal conflitto delle opinioni,
to a ritornare a Poitiers col suo deputò anzi nel seguente anno i3ro
seguilo, e co' suoi muli carichi di ancora dei giudici criminali, acciocché
tesori; il che gli cagionò pel ram- continuassero il processo, ed impose
marico una lunga e seria malattia, scomunica a chiunque impedisse la li-
la quale per altro non lo rese piti bera testimonianza nella causa di Bo-
docile alle sollecitazioni del re. nifacio Vili. Un numero infinito di
Nel iSoQ, Clemente partì da Poi- teologi e di giureconsulti di tutta
tiers, e passando j)er Bordeaux e la cristianità esercitarono le loro
,

CLE CLE 33
penne causa
in difesa di questa la tà di Ferrara (Piceli), appartenente
più celebre de' secoli passati, e Fi- alla santa Sede, il Pontelìcc fulmi-
lippo IV convinto del suo ripro- nò contro di essi la scomunica e
vevole odio contro quel Ponte- l'interdetto, e vi spedì di poi il

fice, non si oppose a Clemente V Cardinale Arnaldo, il quale ricupe-


di poterla terminare senza attende- rò quella città con perdita grande
re il concilio di Vienna, 11 perchè delle truppe veneziane. I ferraresi,

il Papa, in quell'anno i3io, di- nel i3io, spedirono un'ambasceria


chiarò Bonifacio innocente su tutte di santo Padre, nella quale in pub-
le accuse formate contro di lui, lo blico concistoro confessarono essere
riconobbe pienamente cattolico , e la città di Ferrara del dominio del-
quindi vero Pontefice. Dichiaiò an- la santa Sede, per cui il Pontefice
cora per altro non aver avuta il redi accogliendoli come fedeli vassalli

Francia la menoma parte nelle violen- fece in perpetua memoria una bolla,
ze contro Bonifacio Vili ; ma averle nella quale mostrava come quella
solo commesse Colonna, ed il Ne-
il città fosse Sede
stata della santa
gare t per proprio impulso senza or- fin da quando Carlo Magno l'avea
dine del re ( /^. Bonifacio Vili). liberata dalla tirannia di Desiderio
Quest'ultimo pagò alla camera del re de' longobardi. I veneziani chie-
Papa centomila fiorini per compen- sero perdono al Papa, ma non ebbe-
sarla delle fatiche, e delle spese ro l'assoluzione se non dopo tre anni,
>o^tenute quell' alTare. Giacché
in e dopo che loro ambasciatori l'an-
i

Clemente V
avea nominati per di- davano costantemente chiedendo in
fensori del suo predecessoi-e dodici Avignone, cioè a' 26 gennaio i3i3.
procuratori, alla cui testa era Ja- Visitata da Clemente, nel 3 o, la i i

copo di Modena, non si deve ta- provincia del Venaissino o Venosino,


cere che due cavalieri catalani, Ca- accordò ad essa il titolo di contea, fa'
rocci, e Guglielmo Deboli si reca- battere delle monete, nelle quali s'in-

rono in Avignone, per sostenere in titolava conte del Venosino, e per


campo aperto 1' innocenza del ma- sollevarsi dalle cure del Pontificato
gnanimo Bonifacio Vili. Ma No- scelse un luogo sul territorio di

garet convinto di quanto gli s'im- Malaucene, ove fabbricò un castello.


putava, avendone implorato il per- Celebre fu reso il suo pontificato
dono, il Papa gli tolse la scomu- pel decimoquinto concilio generale
nica, imponendogli per penitenza tenuto a Vienna di Francia nel
il viaggio per terra santa, ove do- i3ii, nel quale particolarmente si

veva restare cinque anni. Quindi, estinsero i cavalieri templari , e fu-


essendosi nel i3o8 incendiata la rono condannati i Fraticelli, i Dol-
basilica lateranense, il Pontefice ac- ciiìisd, Beguardi ed i Beguini (^Ve-
i

corse per la riedificazione con gran- di). Nel I 3 2 Clemente V dai Car-
i

di somme di denaro, e col premio dinali legati fece coronare in Ro-


delle indulgenze invitò i fedeli a ma r imperatore Enrico VII la ,

cooperarvi. cui elezione avea approvata sino dal


Del pari colla clamorosa causa di i3og. Sul principio dell'anno i3i4
Bonifacio Vili, andava nel mondo la afflitto Clemente dalle nuove d'Italia
scomunica praticata contro i vene- lacerata dai Guelfi e dai Ghibellini,
ziani. Presa da essi colla forza la cit- trasportò la sua corte a Carpentras-
VOL. XIV. 3
34 CLE CLE
so, capitale Jel Venosiiio ; ma egli cuse contro questo Ponlcfìco for-
si fermò prima a Monteiix, e po- se avranno avuto origine da Dan-
scia si mise in viaggio per trasfe- te, nemico giurato de' Pontefici e
rirsi a Bordeaux. Giunto però a della Francia , il quale come poe-
Riquemaure nella Linguacloca, passò ta condannò nell' inferno chi più
agli eterni riposi a' 20 aprile i3i4j gli piaceva. 11 Villani, s. Antonino,
tlopo un governo di otto anni, dieci r Amalrico, ed il Masson scrissero
mesi e quindici giorni, ignorandosi le geste di Clemente V, e il Ba-
la sua vera età. luzio raccolse le opere de' suoi bio-
Aveva egli fatte tre promozioni di grafi. L' Amalrico commenda la
Cardinali, nel i3o5, i3io, i3i2, o morte di questo Papa il quale fu ,

1 3 1 3 , nelle quali creò ventiquattio amorevole co' suoi parenti, e ne ci-eò


Cardinali , o , come alti'i dicono ,
cinque Cardinali, tre de' quali era-
ventotto ; non che canonizzò s. Pie- no suoi nipoti : ma nella sua mor-
tro Morone , ossia s. Celestino V te i congiunti per un tempo tras-
nel i3i3. Alcuni attribuiscono i curarono di seppellirne il corpo,
suoi mali e la sua morte ad una pensando piuttosto a dividersi le
costituzione da lui fatta contro i re- ricchezze, che aveva lasciate.
ligiosi mendicanti dopo la quale , CLEMENTE VI, Papa CCVI, det-
avca perduto l'appetito, ed era op- to prima Pietro Roger, della nobilis-
presso da molli malori. Ma ciò non sima casa Beaufort, e zio di Grego-
può essere che una invenzione, dac- rio XI. Nacque egli nel I5C)( nel
ché ei sempre sostenne que' religiosi, villaggio di Malmonte nella dioce-
e nel concilio di Vienna liberoUi si di Limoges in Francia, ed in età
dalla giurisdizione, a cui i prelati di dieci anni vesti l' abito de' bene-
volevano sottometterli. Morto quin- dettini neir abbazia della casa di
di di naturai morte il suo corpo , Dio neir Alvernia. Di trentun anno
fu portato in Carpentrasso dove , fu professore di teologia in Parigi ;

restò alcun tempo senza sepoltura. indi fu fatto precettore di Carlo


Ai 27 però del i3i4j fu
agosto marchese di Moiavia, che poi di-
trasferitoad Usesta diocesi di Ba- , venne imperatore col nome di Carlo
zas nella Guascogna, e fu sepolto VI, e provisore della Sorbona. Fatto
nella collegiata de' canonici legolari in seguito prima priore di s. Bau-
fondata da lui , e nella quale nel dilio di Nemours, e dipoi abbate
1 356 il nipote Gailardo de
di lui del monislero de Fescanips nella
la Mothe dipoi gli fece un superbo Normandia, spedito venne da Gio-
deposito, che profanato venne in vanni XXII qual nunzio alle corti
appresso dai calvinisti nel 1577, di Londra e di Parigi per estin-
e furono sparse al vento le ceneri guere la guerra, che ardeva tra
di Clemente V. Vacò la santa Se- que sovrani. Creato, dopo quelle
de dopo di lui due anni, cinque missioni, vescovo d' Arras, ed insie-
mesi e diciassette giorni per la ra- me guardasigilli e cancelliere del re,
gione, che si dirà in (jiovajvm XXII nel promosso all'arcive-
1329, fu
suo successore. Vedi. scovato di Sens, ma prima di esse-
Era Clemente V di straordina- re consecrato, ad mia col Cardina-
ria statura, e splendeva la fermez- le Pietro Bertrand, nel regio palaz-
za tra le belle sue qualità. Le ac- zo di Parigi confutò egregiamente
,

CLE CLE 35
alla presenza del re Filippo Vi, dei dolcezza i loro popoli ; indi volle
vescovi di Francia e de' principi del che nello spazio di due mesi fosse-
sangue, Pietro Cugnerio, grande ne- ro gratuitamente spedite tutte le gra-
mico immunità e giurisdizione
della zie, che gli fossero domandate. Il

ecclesiastica. Era vescovo di Piouen, perchè tutti gli ecclesiastici dell'Eu-


quando nell'anno i338 venne da ropa in numero di oltre a centomi-
Benedetto XII promosso al Cardi- la recatisi ad Avignone, ritornarono
nalato col titolo de' ss. Nereo ed alle loro case ricolmi di grazie e di
Achilleo ; ma quella dignità egli benefizi.
avrebbe anche innanzi conseguita Giunta in Roma la nuova della
dal Pontefice Giovanni XXII, se non elezione di questo Pontefice, i ro-
gliela avesse contrastata il re di mani, come aveano fatto con Clemen-
Francia, che privarsi non voleva te V, con Giovanni XXII, e con Be-
degli utili e fedeli suoi consigli. nedetto XII, gli spedirono diciotto
Tredici giorni dopo lamorte del ambasciatori scelti dalle primarie ca-
suo predecessore, a' 7 di maggio se di Roma, alla testa de' quali e-
del 1342, fu eletto in Avignone il rano Stefano Colonna, e Francesco
Roger neir età di cinquanta anni al de Vico. Replicarono però un'altra
sommo Pontificato, siccome gli era ambasciata alla cui testa era Fran-
stato predetto da Stefano Aldebran- cesco Petrarca, ornato nell'anno pre-
do, priore, secondo alcuni, dell' ab- cedente colla corona poetica. Il Pe-
h;izia di Casa di Dio. Impei'occhè trarca prego Clemente VI a voler
venendo da Parigi Pietro Roger, fu trasferirsi in Roma ; ma egli se ne
spogliato dai ladri ma provveduto; scusò per attendere con maggior op-
dal detto priore degli abiti neces- portunità alla riconciliazione dei
sari gli domandava : quando avreb- principi cattolici, e specialmente dei
be ricompensato sì opportuno bene- re d' Inghilterra e di Francia. Ma
fizio, a cui Stefano prontamente ri- comechè molto a tal fine si ado-
spose; quando sarete Papa. Infatti perasse Clemente VI, nulla piti potè
appena vide avverato il presagio, ottenere da essi che una tregua di
fece prima Stefano suo cameriere di tre anni, quasi subito però violata
onore, e poi arcivescovo di Ailes, e che conchiusa. Morto nel 1 343 Ro-
finalmente di Tolosa, ove morì nel berto il savio re di Napoli, nella
i36o. minorità della regina Giovanna I
Preso adunque dal nuovo Ponte- sua nipote, e di Andrea re d' Un-
fice il nome di Clemente VI, a' 19 gheria marito di lei, fece ammi-
maggio, giorno della Pentecoste, fu nistrare quel regno da un suo le-
coronato in Avignone nella chiesa dei gato perchè Andrea venne stroz-
,

domenicani. Maestosa fu la pompa zato, non senza sospetto sulla stes-


con che egli si condusse ad ima tal sa regina. Quindi, nel i344) Cle-
cerimonia per le strade di quella mente VI coronò re delle isole
città, tenendogli Giovanni conte di Canarie Ludovico della Cerda; e
Normandia, futuro successore alla nel 345, obbligò Pietro re di Ara-
1

corona di Francia, la briglia al de- gona a restituire il regno visurpato


striere. Diede subito dopo parte delia a Jacopo le di Majorica; nell'an-
sua esaltazione a tutti i sovrani di no 13465 vedendo inutili le pater-
Europa, esortandoli a governare colla ne esortazioni perchè Lodovico di
36 CLE CLE
Baviera lasciasse l'amministrazione Estese Clemente VI la sua solle-
«leir impero, comandò agli elettori citudine fino nell' Armenia, e nel-
dell' impero di eleggere in vece di r alta Asia col difendere i dirit-
lui Carlo IV Liixem-
della casa di ti di quella chiesa, e col dilatare
burgo, e marchese di Moravia; nel la santa fede. A meglio però pur-
i347 '^'^'^ *olo depresse dalla sua gare l'Armenia da diversi errori, e
tirannia Cola di Rienzo, che fattosi lidurla alla purità della fede catto-
tribuno del popolo romano spaccia- lica, prese il mezzo di obbligare
va di voler ristaurare 1' antico splen- que' popoli con benefizi, procurando
dore della i-epubblica romana ma ; che da alcuni principi cattolici ve-
lo scomunicò, ed il fece carcerare nissero soccorsi contro i saraceni,
e trasportare in Avignone, benché dai quali erano molestati. Odoar-
venne poscia liberato sotto Inno- do, re d' Inghilterra, frattanto, ad
cenzo YI (f^edi), e finalmente nel onla delle esortazioni fattegli da
I 348 comperò per 80000 fiorini d'o- Benedetto XII, occupava i benefici
ro la città di Avignone dalla regina de' Cardinali, e di altri ecclesiastici.
Giovanna I di Napoli , e nella stes- Di che ammonillo Clemente VI in
sa città ampliò il palazzo Pontifìcio. prima, e poscia nel f3r')2 procedette
Ma nel mezzo di tante ciu-e po- contro di lui colle pene ecclesiasti-
litiche intendea con zelo più gran- che, che rimosse però furono non
de ed efficace all' amminislrazione sì tosto Odoardo risarcì ogni danno
dell'apostolico minisiero. Nel i34o recato.
condannò la setta de' Flagellanti Contemporaneamente alle predet-
(fedì), nata in Italia, e propaga- te cure non lasciava Clemente VI
Germania ed in Francia, pre-
tasi in eziandio di adoperarsi a pacificare i

dicando che nessuno potesse salvar- genovesi co' venezianicadde ; ma


si se non battezzato nel proprio in quel mentre malato per una feb-
sangue cacciato a torza di llagelli. bre continua, che lo fece languire
E come da' romani sin dal princi- per molto tempo. Ma un giorno,
pio del suo Pontificato era stato intanto che era solo con un came-
richiesto di tre cose : i." di voler ac- riere soprappreso da un accesso, re-
cettare vita durante, non come Pa- se lo spirito al Creatore a' 6 dicem-
pa, ma come Pietro Roger, le cari- bre del 352 dopo aver governa-
I ,

che di senatore, di capitano, ed altre to dieci anni, e sette mesi meno


della città; 2." di venire a fissarsi un giorno. Vogliono alcuni essere
nella chiesa di Laterano ;
3." di ri- Clemente VI stato il primo a met-
durre il giubileo dai cento ai cin- tere ne' diplomi le armi della pro-
quant' anni ; alla prima rispose ac- pria famiglia, e che facesse privile-
cettar quelle cariche, dacché già ne giato il mercordì delle ceneri, ordi-
era il padrone; alla seconda fece nando che fosse trasferita in altro
la discolpa più innanzi già esposta, giorno qualunque festa in esso ca-
ed aderì interamente alla terza ri- desse. Il suo corpo, nel i353, hi
ducendo il giubileo a cinquant' an- trasportato da Avignone al moniste-
ni ed aggiungendo alle basiliche di
, ro della Casa di Dio, (in cui s' era
s. Pietro e di s. Paolo da essere fatto religioso, e vivente s'era fat-
visitate quella di s. Giovanni in to erigere un mausoleo), accompa-
Laterano. f^. An\o Santo. gnato da cinque Cardiiuili, dal con-
CLE CLE 37
te di Beaufort suo fratello, da tre tri, giacché fece Cardinale pro- il

nipoti, da un parente, e da altri prio fratello, sei nipoti, e quattro


personaggi. Costò al Pontefice suo parenti. Due soli santi canonizzò nel
successore quel trasporto da 5ooo 134/ cioè s. Ivone di Trequier
j

scudi d' oro ; ma quelle ceneri per morto quarantaquattro anni prima ;

la rabbia degli Ugonotti, al paro e Roberto fondatore, e primo ab-


che quelle di Clemente V, furono bate del monistero di Casa di Dio,
dipoi sparse al vento. ove Clemente VI avea professato
Era Clemente VI dotato di pro- la regola monastica. Altri aggiun-
fondo sapere, mercè una memoria gono s. Eleazaro di Savran, il qua-
tenacissima, e per la quale mai non le piuttosto pare canonizzato da
dimenticava ciò, che una volta a- Urbano V nipote del santo. Do[)o
\esse letto; memoria che vuoisi gli di lui la santa Sede vacò undici
provenisse da una ferita da lui ri- giorni.
cevuta sul capo, onde gliene era ri- CLEMENTE VII, Papa CCXXIX.
masta grande qua-
cicatrice. A tali Chiamato prima questo Pontefice
lità della niente univa questo Pon- Giulio de'JMedici, era figlio di Giu-
tefice la dolcezza, la compiacenza, e liano de' Medici, stato ucciso a' 26
la grazia nel tratto, e per la sua aprile dell'anno 147^ dalla fazione
clemenza ebbe ragione il Petrarca di dei Pazzi, e di Antonia o Antoniet-
lodarlo come Clemente di nome e di ta del Cittadino o dei Gorini. Al-
fatti. Portato egli era sovrattutto cuni lo tenevano per figlio naturale,
alla liberalità ed alla magnificen- finché Papa Leone X, suo cugino,
za, che spiccare faceva persino nei secondo alcuni, e suo zio, secondo
suoi famigliari, stipendiandoda sei altri, noi dichiarò legittimo sopra
in sette medici ad un tempo, ed prove plausibili di un malriinonio
in tutto vivendo anzi da gran prin- segreto tra Giuliano ed Antonietta,
cipe che da Pontefice , persuaso che altri chiamarono Fioretta. Sof-
che lo splendore era dovuto alla fri Giulio da cui per opera dei
l'esilio,
grandezza del sublime posto che oc- Pazzi fu colpita la schiatta dei Me-
cupava. Spese coi poverelli oltre a dici, ed in quel fiattempo nell'età
centomila fiorini, sebbene assai piti di diciotl'anni entrò nell'Ordine dei
ne spendesse a prò de'suoi parenti. cavaheri di Rodi, ovvero di Malta, che
Sei antichi storici della sua vita, amò e sempre protesse. Ma Leone
presso Baluzio, tom. II. p. 263,
il X, subito dopo la sua elezione al
rilevano più le virtù che i vizi di si pontificato, gli fece abbracciare lo
chiaro Pontefice, quantunque tutti stato ecclesiastico, e nel giorno me-
convengano nella sua prodigalità, desimo della sua incoronazione lo
nelle immature sue promozioni al nominò ali arcivescovato di Firenze,
Cardinalato, e nella sua inclinazione ed alcuni mesi dopo creollo Cardi-
all' esaltamento della propria fami- nale diacono di s. Maria in Dom-
glia, e della propria patria. Quattro iiica, promovendolo successivamente
promozioni di Cardinali fece egli, a Cardinale prete del titolo di s. Lo-

in cui ne creò venticinque , cioè renzo in Damaso, a vice-cancelliere


nel 134^, nel 1
343 , nel i348 e di S. R. C. ad amministratore
, e
nel i35o; ma in tutte antepose i della chiesa di Giroua nella Spa-
francesi ed i piopji paienti agli al- gna, di Agrra nella Germania di ,
. ,

38 CLE CLE
Narbona nelle Gallie , e di Asco- do alla dieta, eh' essi tenevano in
li in Italia. Celebrò Giulio in Fi- Norimberga, il Cardinal Campeggi,
renze un concilio provinciale , e il più destro dei Cardinali nel ma-
qual Cardinale si trovò presente iu neggio degli affiiri ; malgrado però
quello di Laterano, rimanendo de- la sua destrezza non potè quel Car-

corato eziandio delle legazioni di dinale far neppure giustizia con-


Bologna, di Piavenna e di Firenze. tro alcuni preti, i quali, secondo
Per lui in Roma fu instituita l'ar- le innovazioni di Lutero, si erano
ciconfraternita della Carità a sov- ammogliati pubblicamente nella dio-
venimento de' poveri , de' carcerati cesi di Strasburgo. Resi inutili i suoi
ec.,e durante tutto il Pontificato di sforzi a Norimberga, passò il le-

Leone X, a lui era addossata la mo- gato ad un'altra assemblea, che do-
le degli affari. Succeduto però A- veasi tenere a Ratisbona; ma frat-
driano VI a Leone X, dall'invidia tanto il Papa protestava contro l'e-

del Cardinale Sederini fu dipinto sito di Norimberga, alle quali pro-


sinistramente al nuovo Pontefice teste faceva pur eco Carlo im- V
siccome quello che avesse raccolti peratore.
per sé i tesori, cui la camera a- In mezzo a tali dissidii se Cle-
veva profusi nel pontificato di Leo- mente VII provava il conforto da
ne X. Tutta volta riconosciuta la sua un lato di approvare l'Ordine dei
innocenza, da Firenze, ov' erasi ri- Teatini [Vedi), instituito da Ginn-
tirato, fu richiamato a Roma, accol- Pietro Caraffa, in una a Bonifacio
to con sommo onore, e nella morte del Colle, a Paolo Consiglieri, ed
di Adriano VI, da'Cardinali congre- a s. Gaetano Tiene l'anno iS^/J.,
gati, dopo cinquanta giorni di con- di celebrare nel iSsj l' ottavo
clave, ai i8 novembre iSiS, per Anno santo (Vedi), e di veder l' in-
atto di adorazione eletto venne Pon- stitdzione dei cappuccini per ope-
tefice. Volle nondimeno egli che fat- ra di Matteo Boschi l'anno i^iG,
to venisse l'usato scrutinio, nel qua- si era esposto dalP altro lato a sì
le rimanendo confermato, fu coro- terribili frangenti non mai dal-
nato col nome di Clemente VII in la Chiesa provati dopo la sua ori-
s. Pietro ai 26 del detto mese, né gine. L'ascendente preso in Europa
mai prese possesso della basilica La- dall'imperatore Carlo V dopo la fa-
teranense mosa battaglia di Pavia, fece assai
Affatto pacifiche furono le inclina- temere nelle principali potenze per
zioni di Clemente VII appena fu ri- l'equilibrio generale politico. Laonde
vestito della dignità Pontificia, ed in a persuasione del re d'Inghilterra,
sulle prime adoperossi studiosamen- fu sottoscritta a Cognac la così det-

te a ristabilire la concordia tra i ta lega santa, tra il Papa, i francesi,


principi cristiani, affine di rivolger- gl'inglesi, i veneziani, gli svizzeri ed
li poscia contro i nemici del cristia- il duca Milano contro gl'imperiali.
di
nesimo; ed ammise alla sua grazia Quest'alleanza offese grandemente
il Cardinal Soderini, suo antico e- l'animo di Carlo V, che tosto pub-
mulo, per cui lo riebbe amico, e blicò la guerra contro Clemente
panegirista. Nel primo anno della sua VII. I primi a darne principio fu-
esaltazione tentò di guadagnare lo rono i Colounesi, nel modo che di-
infermo spirito dei Tedeschi^ invian- cesi all'articolo Colonna (redi).
CLE CLE 39
ajalali Napoli Ugo
tlal viceré di do dell' assedio Filiberto principe
Moncada. Per cui sorpresa la città d' Grange luterano, e la capitale del
Leonina, il Papa si rifugiò in Ca- mondo cattolico, secondo le predi-
stel s. Angelo, ed il palazzo vati- zioni del celebre conladino Barto-
cano andò saccheggiato. lommeo Garosi, detto il Brandano
Ria i soccorsi ritardati dai fran- dalla forza del suo brando, ai 6 di
cesi e dagl'inglesi, e lo spirito so- maggio suddetto si arrese all' inimi-
verchio di economia del Pontefice co, e fu abbandonata al più spietato
indussero quest' ultimo a sottoscri- saccheggio. Per due mesi interi i sol-
vere una tregua di otto mesi col dati imperiali, per la maggior parte
Moncada viceré di Napoli, ed a li- luterani, spogliarono Roma di tutto
cenziare le proprie truppe. Il conte- il sagro, ed il profano, e commise-
stabile di Borbone, che avca abban- ro ogni sorta di scelleraggini. Ra-
donato il servigio dei francesi, affi- dunati finalmente in una delle cap-
ne di passare a quello di Carlo pelle del Vaticano , e rivestiti del-
V , non soffri quella tregua , ed le cappe deposero sa-
Cardinalizie,
agendo di concerto con Giorgio con- crilegamente Clemente VII, e proce-
te di Francspeig o Fronsbcrg, si dendo all'elezione di un nuovo Pon-
prevalse dell'inerme slato Pontificio tefice, contraffecero in tutto le osser-
per saccheggiare la città di lloma. vanze del conclave, e proclamarono
Non toccò per altro al conte di Lutero. Intanto Clemente VII, che
Fronsberg, ad onta che il fanatico al sopravvenire de' nemici s'era ri-
luterano avesse impegnato il pro- tirato nel Castel di s. Angelo, vi
prio patrimonio per arrolare gen- stette per sette mesi, cioè dai 6 mag-
te, di venire a capo de' suoi per- gio ai 9 dicembre, soffrendo somma
versi disegni, pei quali faceva por- miseria ed angustie indicibili. Era
tare tra le sue bandiere un ca- rigorosamente proibito il sommini-
pestro di seta e d' oro, destinalo, strargli cosa alcuna al segno che una
secondo il suo dire, a strangolare donna mossa da compassione, aven-
il Papa
collo stesso onore die sì fa dogli calate alcune lattughe dalle
in Turchia agi' illustri scellerati. Dopo mura del castello, fu fatta impicca-
aver egli trascorso il Bolognese por- re dal comandante delle truppe spa-
tando ovunque stragi e desolazione, gnuole a vista del Papa. Costretto
fu colpito da un tocco di apople- al fine ad arrendersi a durissime
sia sulle frontiere della Romagna. condizioni, pagar devette il riscatto
Ma il contestabile, raccolte in un con 400,000 scudi d' oro, dare in
tratto le genti di quello sciagurato, ostaggio alcuni de' suoi più cari, ed
alla 40,000 uomini assa-
testa di essere con tredici Cardinali guarda-
lì 6 maggio iSi'j la città dalla
a' to a vista. Però agli 8 dicembre,
collina, che guarda la fortezza di s. dubitando de' suoi nemici, sotto la
Angelo verso lo spedale di s. Spirito. scorta di Luigi Gonzaga di notte
Se nonché al primo, o, come altri tempo ne fuggì in abito di mer-
se
dicono, al terzo attacco, mentre ap- catante ad Orvieto, dove l' ebbe ad

poggiava una scala al muro della ospite per sei mesi il Cardinale Ni-
città presso il palazzo Salviali, fu colò R.idolfì suo parente e vescovo
colpito da una palla di cannone, che di quella città, donde passò a Vi-
lo stese morto. Sottentrò al comau- terbo, né fece l'itorno a Roma che
4o CLE CLE
ai 6 <\\ ottohic (Icir anno seguente vrebbe mai acconsentito alle voglie
di Enrico, se non nella condizione
Il Pontefice però uscito da un di ìnoglie legittima, comechè aves-
cattivo passo andava a cadere in se già con altri prostituito il pro-
un altro bene diverso dal primo, prio onore.
ma non meno pericoloso. Sin da Ben sino dai "ìi dicembre i533
«]uando si trovava ad Orvieto En- Clemente VII avea fulminata con-
rico Vili re d'Inghilterra, già per- tro il re la scomunica se non si fos-
duto negli amori di Anna Bolena se ricongiimto a Caterina separan-
geneialmente tenuta per naturale dosi dalla Coiena, ma nulla valse;
figlia da lui avuta dalla viscontessa per lo che in un concistoro tenu-
di Rochefbrt nel tempo che il suo to a' 2 3 marzo i534 fu sentenzia-
consorte era ambasciatore a Parigi, ta la validità del primo matrimo-
chiese al Pontelìcc Clemente VII di nio di Enrico Vili, e quindi fece ca-
"voler annullare come invalido il suo dere sopra di lui le censure, nelle
matrimonio con Caterina d'Arago- quali era incorso col secondo nodo
na, zia di Carlo V, ad onta che ancora occulto. Montò in furore il

avesse con essa vissuto per ven- re; con im decreto degli stati d'In-
l'otto anni. Fondavansi le sue pre- ghilterra abrogò interamente l' au-
tese suir essere stata Caterina mo- torità Pontificia da tutto il suo rea-
glie di Arturo fratello di Enrico, me negò il tributo annuale, che
;

e «juindi sul doversi considerare co- sin dal tempo del l'e Ina l' Inghil-
rno invalida la dispensa, che da terra pagava alla santa Sede; inti-
Papa Giulio li aveva allora ottenu- mò pena di morte a chiunque a-
ta per contrarre secolei il matrimo- vesse riconosciuta nel Papa la su-
nio. Teologi e cortigiani venduti prema autorità ecclesiastica; estin-
all' appoggiavano quelle fal-
interesse se tutte le preci pel romano Pon-
se ragioni ma il santo Padre or-
; tefice, sostituendo invece nelle lita-
dinò, che una congregazione sotto nie : db episcopi Romani tirannide,
la presidenza dei due Cardinali Cam- et dctcstandìs enorinitalibns, libera
peggi e Volsei esaminasse in Inghil- nos Domine; costrinse gli ecclesia-
terra quella vertenza. Tuttavolta stici a riconoscerlo con giuramento
Caterina si appellò alla santa Sede come capo della Chiesa , e come
contro quella congregazione, dimo- costituito immediatamente da Cri-
strando come troppo secondasse le sto. Il perchè fece una nuova ordi-
sfrenatezze del re. Il Pontefice com- nazione di vescovi; stabilì molti er-
mise questa causa famosa a Paolo i-ori de' luterani, e filialmente, to-
Capizucchi decano della ruota. E- gliendo da tutte le sette un miscu-
saminata però lentamente col fine glio di dottrine, bandì dal suo re-
che il tempo recando qualche novi- gno la Religione cattolica.
tà, costringesse il re a desistere dal- In questo mezzo sempre maggiore
l' ingiusta pretensione, il re invece strage flìceva nellaGermania la e-
costituendosi arbitro, decise la cau- resia diPer arrestarne i
Lutero.
sa a suo favore, scacciò il Cardinal progressi, venne nel i529 celebra-
Campeggi, privò della sua grazia il ta in Spira una dieta, a cui il Pon-
Volsei, e sposò segretamente nel 1 533 tefice inviò il proprio nunzio, affin-
la liolena, come quella, che non a- chè riconciliasse gli animi. Ferdi-
CLE CLE 4r
nanclo, fratello di Carlo V, aveva la a quanto fosse stato tralasciato in
stabilito in quella dieta, colla mag- quella occasione, di ciò che i riti

gior parte dei principi delle città antichi prescrivevano per la coro-
imperiali, che osservato venisse il nazione dei Cesari, e, seguendo l'e-

decreto da Cesare pubblicato in sempio di Leone X, permise che il


Worms contro gli eretici ; ma mol- regno di Napoli, durante la vita di
ti altri principi della Germania in- Carlo V, fosse congiunto ed imito col-
ietti del luteranismo ,
protestarono r impero germanico. Seguita la con-
contro un tale decreto, si appella- cordia tra il Pontefice e Carlo V,
rono imperatore ed al futuro
all' questi uniti spedirono contro i fio-

concilio, per la quale protesta acqui- rentini un esercito comandato da


starono i luterani il nome di Pio- Ferrante Gonzaga, il quale li co-
tcstanti [Fedi), che li distingue da- strinse a ricevere i Medici, a mu-
gli altri eretici. tare governo loro politico in
il

E come tante sciagure non ba- monarchico ed a nominare per


,

stassero ad aflliggere l' animo di primo duca di Firenze Alessandro


Clemente VII, giunsegli la notizia de' Medici figlio naturale di Lo-
,

che Solimano con inusitato apparec- renzo II, e c|uindi nipote di Cle-
chio militare disponevasi contro il mente VII , comechè altri sos-
regno Ungheria. Ferdinando, re di
di tengano, che ne fosse figliuolo pri-
quel regno, ricorse per soccorsi al san- ma che divenisse Cardinale Nel .

to Padie, il quale gli concesse le de- 153 1 essendo stato eletto Ferdi-
cime ecclesiastiche, e promulgò una nando re d' Ungheria fratello di ,

bolla per tutto il mondo cattolico, Carlo V, in re de' romani. Cle-


in cui concedeva piena indulgenza mente VII ne confermò la elezione
a quanti avessero aiutato quel pe- per la salute dell' impero, e della
riclitante reame, o con denari , o lepubblica cristiana, come si espres-
col sussidio militare. Nondimeno se nella sua bolla.
Clemente VII non perdeva di mi- Erano inoltre due anni che si

ra la pace con Cailo V, al qual parlava del matrimonio di un fi-

fine il Papa si recò nella città di glio di Francesco I re di Francia


Uologna l'anno i52f>, ed ivi fu con Caterina nipote di Clemente
Carlo V ad incontrarlo, rimanendo VII; ma impossibile sembrava a
intanto il governo di Roma a quat- tutti, e dallo stesso Carlo quasi V
tro Cardinali. Celebrata la pace lui giuoco era stimato. Tuttavolta
tra Cesare, i veneziani, ed i duchi la ricuperazione del Milanese pro-
di Milano, di Savoja, e di Manto- messa da Clemente VII a Francesco T,
va, il Papa ai 24 febbraio i53o colla riunione di altre grandi signo-
diede solennemente la corona im- rie, cotnpcnsò la sproporzione di un
periale a Carlo, e fu egli l'ultimo tal nodo. Né sì tosto fu conchiuso
imperatore, che dal romano Ponte- r affare, che il Pontefice partì con
fice la ricevesse. Secondo l'antico Caterina sua nipote dell'età di tre-
rito, Carlo V colla corona in testa <lici anni per recarsi a Marsiglia.
tenne la stalla ed addestrò per al- Le galere di Francia andarono a
quanto tempo il cavallo su cui Cle- Pisa a riceverlo. Nella prima di
mente VII era montalo, e dopo pochi (juelle galere precedeva il ss. Sacra-
giorni il Pontefice supplì con ima lx)l- mento, coli' uso solito de' Pontefici
, .

42 CLE CLE
che viaggiano, ctl entralo a Marsi- dussero al sepolcro. Alcuni credel-
glia fece il solenne suo ingresso tero che gli fòsse slato dato il ve-
preceduto da tutti i corpi ecclesia- leno; altri medico
incolparono il

stici e secolari, e da tutù gli ufli- della sua morte cangiandogli maniera
ziali della corte Pontificia, e dalla di vivere ; ma qualunque ne sia
maggior parte di quelli del re, ed stata la cigione, egli cessò di vi-
accompagnato dai duchi d' Orleans, vere neir età di cinquantasei anni,
e d' Angoulème figli del re. Nel dopo sei mesi di malattia, avendo
giorno seguente due Cardinali sic- governata la Chiesa dieci anni, die-
come legali, seguiti dal sagro Col- ci mesi, e sette giorni, a' 25 settem-
legio s' inchinarono al re per parte bre del I ')34. Lasciò ai Cardinali
del Papa, e lo condussero all'udien- Cibo , RidolQ e Medici
Salviati , ,

za di sua Santità. 11 re portò la suoi esecutori testamentan , certa


liberalità in quell'incontro fino a somma di denaro per l' erezione si
dare pensioni a tutti i Cardinali, del suo sepolcro e s'i di quello di
eccettuato il Cardinale de' Medici Leone X, sepolcri che furono fab-
e diede al Papa la celebre tappez- bricati nella chiesa della Minerva
zeria o arazzo, tessuta di seta d'oro, dei padri domenicani, e in cui furo-
e rappresentante la Cena del Signo- no trasferite le ceneri di Clemente
re, eseguite presso il disegno di Lio- VII, insieme a quelle di Leone X
nardo da Vinci, la quale tuttora a' 6 giugno i5\-i, come descrivesi
si ammira in Vaticano, nel modo all'articolo Chiesa di s. Maria so-
che si disse al volume IX, pag. pra jìlinerva. Vedi.
5o del Dizionario. Il Pontefice dal Fu Clemente VII Pontefice d'in-
suo canto donò al re un corno fausta memoria, ma d'invitta co-
di rinoceronte legato in piede d'o- stanza nelle calamità. Se fu fortu-
lo, che passava jier una singo- nato come Cardinale, fu sfortunatis-
lare maravigUa , facendo inoltre simo come Pontefice, sia che ciò
(piatirò Cardinali francesi, oltre i provenisse dalla severità de' suoi mi-
sei che già esistevano nel sagro Col- nistri, troppo austeri colla plebe,
legio. Il Papa medesimo fece poscia per cui questa si mostrò indilfe-
la cerimonia del matrimonio di Ca- renle alla difesa di Roma; o sia che
terina de' Medici con Enrico duca ne avesse parte il suo naturale,
d'Orleans, e contro l'antica consue- ora poco, ed ora troppo risoluto
tudine de' suoi antecessori , s' assise Certo è che il suo pontificato venne
a mensa colla regina consorte del funestato tanto dalla propagazione
re Francesco. della eresia luterana, quanto dallo
Ritornato a' io dicembre dalla scisma d' Inghilterra, e dal memo-
Fi'ancia a Roma , il Pontefice pro- rando sacco di Roma. Per tali

pose a' protestanti le condizioni per cagioni fu tristamente dipinto da


celebrare il concilio generale; con- molti scrittori, benché ninno pos^
dizioni, che da essi furono rifiutale, sa negare essere stato grave nelle
essendo principale loro studio di ef- sue azioni, sagace e di grande inge-
ficacemente impedirlo. Frattanto Cle- gno, dove non gli avesse fatto velo
mente VII cominciò a provare dolori il timore.
<li stomaco, a' quali sopravvenendo Approvò Clemente 1' offizio della
la febbre ed altri accidenti, il con- Concezione della 13. V. composto
.,

CLE CLE 43
tlal Cardinale Francesco Quignonez; toghese, spedito quale an>l)asciatore
confermò la confraternita del Ro- da Davidde imperatore di Etiopia,
sario , e ne ampliò le indulgenze detto il prete Giovanni, per rencler-
concesse da Sisto IV , e da Leone gli obbedienza, siccome a capo del-
X a quelli che lo recitassero ; rati- la Chiesa universale.
ficò i privilegi da' suoi predecessori Clemente VII procurò l'ingran-
accordati molto
a' carmelitani. Fu dimento della sua famiglia Medici,
benemerito del santuario di Lore- promosse al cardinalato il cugino
to, nella cui santa cappella celebrò Ippolito, che non lo meritava, e
la messa. Concesse l' ufìizio della due parenti. Fra quelli poi, che
beata Montepulciano;
Agnese di scrissero la vita di questo Papa
perfezionò le strade da Leone X Jacopo Zieglero Laudavo la compi-
incominciate, e che da Eoma con- lò con que' neri e falsi colori, coi

ducono alla porta Flaminia Affi- . quali i settarj sogliono descrivere


ne d' impedire i maggiori piogres- le azioni de' principali ministri del-
si del luteranismo, ordinò agl'in- la Chiesa Romana, ed è riportata

quisitori del s. ofiizio di procedere da Giorgio Schelhornio nelle sue


in materia di fede contro i regola- Amenità della Storia Ecc. e Let-
ri di qualsivoglia religione; rivocò teraria, tomo II, p. 287.
la costituzione di Alessandro III, CLEMENTE Vili, Papa CCXLT.
proibendo che i figli spuri de' preti Chiamato prima questo Pontefice
potessero in tempo alcuno succede- Ippolito Aldobrandini, di un' anti-
re ai benefizi dei loro padri; bea- chissima famiglia di Firenze (/'^. Al-
tificò i."Lorenzo Giu-
nel i524 s. DOBRAJfDiNi Famiglia), nacque nella
stiniani ad istanza del doge Andrea città di Fano. Il padre suo Sil-
Grilli; 2." nel iSay il b. Pietro vestro Aldobrandini bandito da Fi-
di Luxemburgo de' conti di Ligny; renze dal duca Alessandro de' Me-
e riconobbe, sebbene non solenne- <lici nell'anno 1527, si trovava
mente, il tìtolo di beato avuto nel in detto luogo in qualità di go-
martirologio di Francia dal Cardi- vernatore pontificio. Nella città di
nal Lodovico Alemanni, vescovo di Ferrara e di Bologna sotto la di-
Arles, ed il b. Pietro Gambacoila rezione di Gabriele Paleotti si ap-
fondatore degli eremiti di s. Girola- plicò Ippolito alla giurisprudenza,
mo, concedendo ancora coli' oraco- nella quale saPi in molta fama
lo ^'ivae vocis al convento de" do- Quindi passato a Roma, occupò il
menicani di Forlì di fiìie l'uffizio e posto di avvocato concistoriale la-
la messa del b. Jacopo Salomon! sciato vacante dal padre suo. Fatto
nell'anniversario della sua morte; dipoi da s. Pio V uditore di R.ota in
approvò mentre era in Bologna, ai luogo di suo fratello creato Cardi-
i8 febbraio i533, l'Ordine de' chie- nale nell'anno i J70, insieme al
rici regolari di s. Paolo volgarmen- nipote di s. Pio V detto il Cardina-
te Bariiahid [Piteli), e fece
detti
i le Alessandrino, inviollo legato in
tredici promozioni di Cardinali, nel- Ispagna, in Portogallo ed in Fran-
le quali trentatre ne annoverò al cia. Da V fu nominato data-
Sisto
sagro Collegio. Eb])e per ultimo la rio a' 17maggio i585, ed ai 18
paterna soddisfazione di veder giun- dicembre dello stesso anno fu creato
gere a sé Francesco Alvarez por- prete Cardinale di s. Pancrazio, ve-
44 CLE CLE
ìiciido neir anno seguente fatto pe- tre precedenti Pontefici accaduta
ijil(Mi7.ic>i'e ma^iiiore, e nel iSbiH spe- nello spazio di sedici mesi.
dito legato in Polonia per procac- Prima di accettare la dignità, a
tiure la iibeità dell' aicidnca d'Au- cui neppur pensava, prostrato l'Al-
stria, prigioniere de' polacclii , e dobrandini dinanzi l'altare, chiese a
tornato in Roma colmo di glo- Dio che arida si riducesse la sua
ria ottenne la badia delle tre fon- lingua innanzi che desse il consen-
tane. so, laddove dovesse recar un dan-

Morto Innocenzo IX ai 3o di- no alla cristianità. E fu allora no-


ci^mbre del i '19 1
, i sacri elettori tato eziandio che nel cambiare le
passarono ai io gennaio i5c)2 al vesti Cardinalizie nelle Pontificie,
conclave per dargli un successore. 1 volle che tolti fossero dalla tasca
i'ardinali erano divisi in due par- della sua sottana e conservati, quai
liti. La maggior parte però, e tra stromenti di divozione^ sì la corona
essi il Cardinale Marcantonio Co- che r ullìcio della Madonna usati
lonna, voleva per via d' adorazione da lui, indi prestato il consenso,
eleggere a l'ontefìce il Cardinale chiamossi Clemente Vili; nome che
Santorio detto di s. Severina, men- col pontificato gli era stato predet-
tre gli altri volevano escluderlo. A to da s. Filippo Neri.
tanto avanzossi l'ardore delle parti, Ai 2 febbraio dal Cardinale Al-
die i primi si adunarono per lo fonso Gesualdi, decano del sagro
scrutinio nella solita cappella Sisti- Collegio, Clemente Vili fu ordinato
na, e gli altri nella Paolina con vescovo, ed ai 9 dello stesso mese
grave pericolo di scisma. In quella privatamente venne coronato dal
txjnfusione il Cardinale tiecano non Cardinale Sforza primo diacono, men-
trovava modo di numerare i voti tre ai 1 2 aprile prese solenne pos-
M'iiza errore. 11 Cardinale Ascanio sesso della basilica lateranense mon-
Colonna al ricevere un biglietto del tato sopra una mula, in tale pos-
suo parente Cardinale Marc' Anto- sesso, desciitto dal maestro di ceii-
nio Colonna di contrario partito, sor- monie Giovanni Mucanzio, fu di-
se improvvisamente in piedi, e mos- stribuito dietro i consigli del Car-
so da interno impulso disse ad alla dinal Gesualdi dal Pajja il solito
vxjce: Ascanio Colonna ?ion vuole s. presbiterio, o dono
medaglie delle
Severina Papa, perchè non è dato da d'oro e d'argento da molti anni
Dio, e ciò detto, comunque fosse intramesso, benché dal cerimoniale
tlagli altri trattenuto così da quasi prescritto.
stracciarsi il rocchetto, se ne uscì. Tosto che Clemente Vili prese le
Allora furono proposti per diverse redini delgoverno pontificio, stabdì
voci alcuni altri che non vennero ima congregazione detta della visi-
accettati, tinche dopo con generale ta, applicandosi egli medesimo a vi-
consenso fu eletto Ippolito Aldobran- sitare personalmente tutte le chiese,
dini nell'età di anni cinquantasei monisteri, spedali e confraternite di
a' 3o gennaio i ')()?.. Condotti a ciò Roma, e cominciando dalla sua stes-
(tuono gli elettori non solo pei- la sa pati'iarcale di s. Giovanni in Lu-
molta stima in che tenevano le vir- terano, allineile su quell' csenqiio
tù di lui , ma ancora per la stessa tutte le chiese della cristianità aves-
memoria della precipitata morte dei sero emendati gli abusi sia ne' co-
CLE CLE 4^
stami, e sia nel culto divino. Per per lo addietro ristretta ai soli ge-
questo medesimo fine di purgare suiti, a tutti gli Ordini religiosi,
ogni semeute di male incitò alla principalmente ai mendicanti, col-
pietà ed allo studio i giovani studen- l' obbligo solo di dover i missiona-
ti nei seminari, come quelli ch'esser ri essere inviati pel Portogallo ai

debbono il propugnacolo della religio- rispettivi superiori nelle Indie O-


ne: nondimeno moderò le severe leg- rientali.

gi, che contro i chierici mal pro- Queste provvidenze prese per Io
mossi agli ordini sacri, e contro i prosperamento degli Ordini religio-
vescovi promo venti erano state ema- si andavano del pari in lui con
nate da Sisto V. Similmente con ogni altra misura che tendesse a
altra bolla ordinò ed insti tui in Ro- pi'omuovere in qualunque guisa il

ma r esposizione volgarmente detta culto, ed a diffondere lumi e i la

delle quaranta ore, ed utili regola- pietà. Quindi approvò in Roma la

menti pose in varii Ordini religio- confraternita della B. V. del sulfia-


si. Assegnò ai padri domenicani gio poco prima instituita eresse ;

il luogo più degno dopo i ca- pure in Roma, con notabile van-
nonici, chierici regolari e secolari, e taggio della religione cattolica, un
monaci degli Ordini antichi ; con- collegio per la nazione scozzese, ac-
fermò la congregazione di tutti i ciocché in essa istruiti i giovani nel-
monisteri di s. Basilio in Italia, Si- la pietà e nelle lettere, tornando in
cilia e Spagna ; rimise in sistema patria potessero ristorare il culto
l'Ordine de'Benefratelli eretto da distrutto della fede; un altro colle-
Sisto V (anno i5c)7.); rinnovò la proi- gio eresse in Roma per la gioventù
bizione già fatta ai regolari dell' uno italiana, che dal nome di lui fu
e dell'altro sesso, di non far donativi detto dementino, e che fu posto
o regali (anno i594); ^PP^'ovò ai i3 sotto la direzione dei padi'i Soma-
ottobre i5g5 i voti semplici de'chie- schi, e confermalo l'anno i6o4;
rici secolari clAla Madre di Dio, e vietò a tutti gì' italiani di abitare
nel i6o4 permise che si propagas- in que' luoghi fuori d' Italia dove
sero in più luoghi; pubblicò molti pubblicamente non sono esercitati
decreti per la riforma di qualunque i riti cattolici; dichiarò non essere
istituto, ed approvò la congregazio- lecito a veruno il confessarsi per let-
ne de' Trinìtarii scalzi della ss. Tri- tere o per internunzio al confessore
nità della redenzione degli schiavi; assente, né da questo ottenere l'as-
ad istanza del Cardinal Baronio, e soluzione approvò il pontificale
;

dell' inclita dama Fulvia Sforza in- romano, il breviario, ed il ceri-


stituì in Pvoma le monache di s. moniale de' vescovi; riunì alla Chie-
Chiara, che erano zitelle povere di- sa gli egiziani, ed ruteni, e di- i

sperse, mentre un' istituzione e- chiarò lecito a' cristiani sì il sen-


guale quattro anni innanzi avea tir messa fuori delle chiese parroc-
fatta pei giovani, i quali per es- chiali, e sì il confessarsi da altri,
sere stati raccolti da un pove- che lìon fosse il proprio parroco.
ro, ma pio letterato, dicevansi po- Per uno stesso zelo religioso con-
veri letterati; di più estese la fa- fermò le leggi di Paolo IV, e di s.
coltà di propagare la fede tra i po- Pio V contro gli ebrei, scacciandoli
poli del Giappone e della China, prima da tutto lo stato, fuorché da
j
u e LE OLE
Roma, Ancona ed Avignone ( anno Parigi colla fame, per cui Papa Si-
iSc)i), pioibentlu nell' anno sci^nen- sto V, contrario dajìprima ad Enri-
le a liitli i ciisliani di leggcrt; o co IV, mutò consiglio, ed incaricò i

rilcnt'io il Talmud, con alili libri suoi legati a nulla piìi curare che gli
già condannati, clic attaccano i' o- interessi della religione, e consen-
nore di Dio e dei Santi. tire a tutto purché il re, cui a-
Ma a segnalali conforti dovea a- vesse a scegliere la Francia, fosse
prirsi l'animo di Clemente Vili col- caro alla nazione, e sottomesso alla
la conversione di Enrico IV re di Chiesa. La morte però di quel Pon-
Francia. Gli Ugonotti, i quali av- tefice, e la rapida fine de' tre suoi
volsero in glandi calamità quel re- successori Urbano VII, Gregorio
gno, non aveano potuto cos'i solFo- XIV, ed Innocenzo IX non diede
care la grande maggiorità della na- tempo a ricomporre i torbidi, che
zione nella sua ferma cattolicità, agitavano la Francia.
che non altri volesse quel regno Ma non appena salì Clemente VIH
se non un re cattolico. Morto En- al soglio Pontificio, che gli spagnuoli e
rico III l'anno 1^89 succedeva- quei della lega, tentando di trarlo al
gli naluralmcnle il Borbone re di loro partilo con ogni mezzo più scal-
Navarra, il quale nell' età di tren- tro, giunsero a far che indirizzas- sì

tasei anni prese il titolo di re di se un breve al Cardinal di Piacen-


Francia e si fece chiamare En-
, za ( il quale faceva in Francia le
rico IV. La pili general porzione funzioni di legato), acciocché indu-
del regno convenne però di non ri- cesse i francesi cattolici a scegliersi
conoscerlo per re di Francia, se non un re della credenza loro. Le ca-
abbandonava il calvinismo e gli U- mere del regno citarono il legato,
gonolli. E sebbene egli non fosse e fecero un decreto contro la re-
molto attaccato al calvinismo che gistratura del breve, ch'era stata
altra volta avea abbandonato non , fatta dal parlamento di Se Parigi.
voleva che il suo secondo cangia- non che Enrico IV, avvedendosi di
mento comparisse strappato dalla non dover ripetere la corona che
forza, e diretto dall'interesse. S'im- dalla spada, continuò le sue con-
pegnò l)ensì di farsi istruire entro quiste, trattando ad un tempo con
sei mesi da persone illuminate, ed E.oma, e rifiutando il progetto di
in un concilio nazionale, se ne fosse alcuni vescovi, che persuadevano il

stato mestieri, e frattanto promise ad istabilire un patriarca in Fran-


di conservare in Francia il cattoli- cia. Clemente Vili rigettò pubblica-

cismo in tutta la sua integrità. Non- mente tali negoziazioni, ma le colti-

dimeno ciò non bastava alla formi- vava di nascosto che diede cam-; il

dabile lega dei cattolici fomentata da- po ai partiti degli spagnuoli e del-
gli spagnuoli, contrari agli Ugonotti, la lega di convocare, ai 26 gennaio
la quale proclamò a re dal suo canto i5c)3, gli stati generali affine di e-
il vecchio Cardinale di Borbone sotto leggere un re cattolico. Tuttavolta
il nome di Carlo X. Pur sceso egli ciò che sembrava
dover ritardare
nella tomba dopo cinque o sei me- almeno il trionfo di Enrico IV, servì
si, altri si suscitarono per quel tro- invece ad accelerarlo. Perocché sco-
no. Enrico IV, esaltato da molti pertisi palesemente i disegni degli
prosperi combattimenti, avea stretta spagnuoli, che, sotto le specie di
CLE CLE 47
religione, volevano aggiogale la Fran- di Rota che cosa si diceva a Roma
cia, fu fatto un decreto dal parla- dei torbidi della Francia, ebbe in
mento di Parigi, e fu vietata l'ele- risposta: Si dice che Clemente VII
vazione al trono di alcuno straniero ha perduta V Inghilterra per la sua
per ciò che si opponeva alle leggi precipitazione, e clic Clemente Vili
fondamentali del regno. Ogni cosa per la sua lentezza perderà la Fran-
rendeva quindi necessaria la con- cia. Tali parole fecero un grande
versione di Enrico IV; e Davy-du- elfetto suir animo del Ponteljce ,

Perron, letterato illustre, e stimato presso il quale adoperandosi inoltre


assai da Enrico IV medesimo ebbe il gesuita Cardinale Toledo, accordò
ad incominciarla dapprima, per mez- ad Enrico IV con solenne rito nel
zo di semplici conversazioni, che in- portico Valicano la sospirata asso-
sensiiiilmente divennero regolari con- luzione. 11 Papa, oltre ad altre di-
ferenze, alle quali furono chiamati mostrazioni di gioia ordinate allora
i vescovi, ed i più celebri dottori. in Roma, fece battere una meda-
Enrico IV, libeio da prevenzioni, glia colsuo ritratto da ima parte,
dolalo di uno spirito eccellente e e con quello di Enrico IV dall'al-
di fermezza, conobbe e confessò la tra. In tale occasione il re diede il

verità che l'ebbe considera-


tosto titolo di cugino ai Cardinali , che
ta, ma non ascrisse che alla grazia fino allora avevano quello solo di
del Signore il cambiamento del suo caro amico. La lega cadde così del
cuore. Risoluta così l'abiura, fu fatta tutto, né più si è nominata se non
essa pubblicamente nella chiesa di per detestare i falsi consigli di quei
s. Dionisio. francesi, i quali .sedotti da una lar-
Won desistettei'O por altro quei va di religione avevano dato mano
della lega dalle denigrazioni contro il ai nemici della Francia stessa, e
nuovo re, e dal dimostrare che l'as- ridotta 1' aveano per quarant' anni
soluzione stata data al re dall'arci- il teatro dei disastri e delle scelle-
vescovo di Bourges, di concerto co- ratezze.
gli altri prelati, colla formula: ^9^/- Prima che seguisse l'assoluzione di
t'rt l'autorità della santa Sede apo- Enrico IV, due fanatici, Pietro Bar-
stolica , diveniva nulla Clemcnle . riere da marinaro fatto soldato e ,

Vili, dietro le istigazioni di quei Giovanni Chatel figlio d' un panat-


della lega, e degli sp;ignuoli, incli- tiere di Parigi, attentarono contro
nava pure in tale seiitimeiilo ; il la vita di lui, il piimo nel l 'jgS ,

che diede animo a quei della lega e l'altro nel i 594. Questo secondo
di dichiarare anatematizzati i vesco- con una coltellata gli colpì il lab-
vi, i quidi gliela avevano accorda- bro inferiore, e spezzogli un dente,
ta. Nondimeno il re inviò a R.oma di che accagionati grinnocenti ge-
il duca di Nevers per suo amba- suiti scacciati furono dalla Francia.
sciatore insieme ad un segreto agen- Tuttavolla premurosamente ado-

te apportatore di una lettera piena perossi Clemente Vili presso il mo-


di sentimenti di fede e di preghie- narca francese, che Eiuico IV nel-
re per ottenere l'assoluzione. Il san- anno 1604, malgrado gli sforzi
to Padre procrastinava a conceder- del Parlamento ebbe ,
a richia-
gliela sinché un giorno diman-
, marli, ed a fondar loro il magnifi-
dando a Serafino Olivieri uditore co collegio della Flechc , dove do-
48 CLE CLE
pò la morte , volle tlepositai'e il Roma come vice-Pontofice
il Car-
suo ciioic. dinale Innico AvalosAragona,
d'

Frattanto nel 1^98 non avendo vi si recò il Papa con grande co-
Enrico IV alcuna successione da mitiva di Cardinali e di altri per-
Margherita di Yalois, colla quale si sonaggi. Ivi sposò l'arciduchessa
era quasi violentemente sposato, ot- Margherita d'Austria presente col-
tenne dal Pontefice il divorzio, e la l'assente Filippo III re di Spagna,
permissione di sposare Maria dei ed il presente Alberto arciduca di

iVIedici , figliuola del granduca di Austria con Isabella sorella di Filip-


Toscana. po; dopo di che fece rimanere le-

In questo mentre grande letizia gato a latore in Ferrara il Cardi-


recò all'animo di Clemente Vili nale Pietro Alilobrandini suo nipote,
l'arrivo in Roma d'Ignazio Pocien, insieme al Cardinale Blandrata qual
vescovo di Woldomir, nella Russia governatore della città , e poi fece

Polacca, e di Cirillo Terlecki , ve- ritorno a Roma.


scovo di Lucko ,
portatisi ambedue Neil' anno appresso 1
399 resti-

espressamente al santo Padre aili- tuita la pace al regno di Francia


iie di riunirsi alla Chiesa romana coli' editto di Nantes [Fedi), il san-
ìiell'anno iSgS, ed abiurare gli an- to Padre inviò una pastorale esor-
tichi errori. Se non che tornali alle tazione a tutti i vescovi di quel re-
proprie diocesi, non poterono rac- gno, animandoli a procurare con
cogliere il frutto del loro zelo per ogni studio r accrescimento della
l'opposizione fatta dal palatino di fede cattolica , e l' osservanza del-
Kiovia, e dalla maggior parte dei la disciplina ecclesiastica. Nell'anno
magnati della Russia. Nello stesso 1600, celebrò il duodecimo giubileo
tempo arrivarono in Roma due ora- dell'anno santo {V. Anxo Santo
tori egiziani spediti dal patriarca di XII), e nell' anno seguente, pel pri-

Alessandria, ed ai piedi del sommo mo inviò le fascie benedette pel


Pontefice, che teneramente li ac- delfino Lodovico XllI, nato ad F^n-
colse, fecero professione di fede, e ri- rico IV dal matrunonio con Maria
gettarono gli errori dei greci sulla de' Medici.
processione dello Spirito Santo, sul- Un grave affare richiamò nel 1602
la reiterazione del battesimo, e sul le cure del zelante Pontefice. Fino
numero de' sacramenti, pregando in dal i583 era uscito colle stampe di
fine per la riunione delle chiese di Lisbona un libro intitolato: della con-
Egitto alla Chiesa apostolica. cordia della grazia e del libero ar-
L'opera per altro piìi gloriosa bitrio di Lodovico di Molina, ge-
,

del pontificato di Clemente Vili è suita spagnuolo. Denunziato quel li-


certamente l'unione immediata del bro air inquisizione di Roma, volle
ducato di Ferrara allo stato della Clemente Vili che fosse rigorosamen-
santa Sede, fatta col favore di Enri- te esaminato da otto teologi, quali i

co IV, e contro Cesare d' Este ,


il mostrarono esservi in esso da ses-
quale perdell' imperatore
l' aiuto santa proposizioni erronee e teme-
se n'era fattocoronar duca. V. Fer- rarie. Risposero i gesuiti, ed un'al-
rara. Indi volendo consolare di sua tra congiegazione , a cui vennero
presenza i suoi nuovi vassalli fino aggiunti due esaminatori , ridussero
allora soltanto feudatari, lasciato in a venti le proposizioni. Allora il
,

CLE CLE 49
santo Padre ordinò che coU'assisten- naie non se ne fidò, ed i suoi par-
za de' Cardinali della suprema in- tigiani restarono in timore fino alla
quisizione, degli esaminatori deputati morte di Clemente VIII, che si cre-
e de' due generali degli Ordini li- deva vicina.
tiganti, domenicani e gesuiti, le due Né falsi furono que' presagi. Nel
parti proponessero alla sua presen- i6o5 Clemente Vili cadde malato,
za le ragioni loro. Quarantasette ed suo male, con delirio continuo
il

congregazioni furono celebrate per lo privòrepentinamente della me-


tale oggetto,ma per la morte di moria e dell' intelletto, ed andò cre-
Clemente Vili, fu deciso l'affare scendo in maniera, che a' 3 di mar-
da Papa Paolo V suo successore. zo morì nell'età di oltre sessanta-
Frattanto morta Elisabetta regi- nove anni , avendo governato la
na d'Inghilterra, e salito sul trono Chiesa tiedici anni, un mese , e
Jacopo re di Scozia, sperava Cle- quattro giorni. In sei pi'omozioni
mente Vili che con lui salisse pure creò cinquantatie Cardinali, e perlai
la fede di Cristo ; ma infruttuose canonizzati furono s. Giacinto di :

restarono le pie sue pratiche a tale Polonia l'anno i5g4, s. Romualdo


uopo introdotte. Il re professò la fondatore de' camaldolesi l' anno
religione anglicana , e fu il primo i5q5, s. Raimondo
Pegnafort di
eziandio ad esercitare i diritti del di Barcellona l'anno 1601 cioè il :

solo Vicario di Cristo. Che se gran- primo è l'ultimo solennemente, e


de amarezza ciò i-ecava all' animo s. Romualdo per equipollenza. Per-
del Pontefice, cagione di grave cor- mise r uffizio e la messa al b. Lo-
doglio e della morte sua fu vm renzo Giustiniani, e a s. Gio; Gual-
disgustoso accidente. Un reo potè berto beatificò la b. Agnese di
:

sottrarsi dai birri , e ricoverarsi Montepulciano, e fece mettere nel


nel palazzo del Cardinale Odoardo martirologio l'omano i nomi del b.
Farnese, perchè i cortigiani del Car- Ambrogio Sansedoni da Siena, del
dinale gliene aveano dato modo b. Gherardo Sagredo martire vene-
maltrattando i birri (anno i6o3). ziano, e di s. Calogero eremita. Fu
Montato in collera il Pontefice, co- sepolto Clemente Vili nel Vaticano,
mandò al governatore di Roma di donde venne poi trasportato a' 2 3
procedere contro que' domestici, ri- aprile 1646 ad un prezioso avello
soluto di riprendere il signor loro. fabbricatogli nella cappella Borghe-
In difesa di esso si presentarono al- se nella basilica di s. Maria Mag-
l'adirato Pontefice vari principi ro- giore da Paolo V. Vacò la santa
mani, e l'ambasciatore del re cat- Sede ventotto giorni.
tolico, il che riuscendo invano, il Era Clemente Vili fornito di mol-
Cardinale uscì da E.oma, seguito da te virtù, e zelante per la propagazio-
molti del suo partito. Ciò valse a ne del vangelo ,
per 1' estirpazione
più accendere il Pontefice, e a voler dell'eresie, e per la conversione de-
più fermamente tulti nel poter suo. gli scismatici dell'Oriente. Infatica-
Tuttavolta il duca di Parma Ran- bile in tutti i suoi doveri , umile
nuccio Farnese, fratello del Cardi- di cuore, seppe nondimeno mante-
nale, corso in fretta in Pi^oma, placò nere i pi'opri diritti senza oltrepas-
il Pontefice, ed ottenne il perdono sarli. Più volte si vide al tribunale
a' dehnquenti. Per altro il Cardi- di penitenza; al divino quotidiano
VOL. xiv. 4
So CLE CLE
sagrifizio ,
preceduto sempre dalla dinal Pietro Aldobrandini, la tratta

confessione fatta al pio Cardinale di dodici mila rubbia di grano, por


Baronio, spargeva lagrime di pietà; pagare col ritratto della medesima,
ed un cilicio di che sempre cinge- il palazzo da lui compralo dal du-

va il suo corpo, attestava la qua- ca di Urbino della Rovere nella ,

lità delle sue penitenze. Spesso an- via del corso presso s. Maria in
cora appariva alle pidjbliche preci Via Lata, che poi divenne proprie-
co' piedi ignudi, massime nel tem- tà dei Doria Pamphily. /". Chiesa
po in cui si trattava della conver- DI s. Maria sopra Minerva, ove
sione di Enrico IV , ed ogni gior- si parla della cappella degli Aldo-
no teneva accanto alla sua tavola brandini, in cui sono sepolti diversi
tanti poverelli quanti erano gli an- personaggi di questa distinta e be-
ni del suo pontificato. Dava loro nemerita famiglia, non che l'arti-
l'acqua alle mani, ne benediceva la colo Borghese.
»nensa , e li regalava di qualche Alle cose fin qui dette intorno a
piatto della sua. Visitava altresì i questo Pontefice , crediamo oppor-
bisognosi , ai quali nel solo anno tuno di riportare la compendiata
f;anlo distribuì trecentomila scudi, descrizione dei tre funesti avveni-
consolava gli afflitti , e durante il menti, accaduti sotto il di lui pon-
suo governo riscattò molti dalle ma- tificato, pei quali le tre nobilissime
ni degl' infedeli. famiglie romane Cenci, Santacroce,
Clemente Vili nel i^gS fece e Massimi, ebbero a vivamente com-
Cardinale Pietro Aldobrandini suo piangere alcuni dei loro individui
nipote, cui aflìdò l'universale am- che morirono o violentemente , o
,

ministrazione del governo pontifi- per la punitiva inesorabile giustizia,


cio; quindi creò Cardinale Cinzio la quale colpì pure Troilo Savelli
Passeri Aldobrandini, nipote suo per di anni dieciotto, che fu decapitato
canto materno, lo nominò segreta- in Castel s. Angelo a' 18 aprile
rio di stato, e volle che col Cardi- l'ìg'j. f^. Cancellieri, Mercato di
nal Pietro esercitasse l'autorità del Romaj 286, e i suoi Possessi,
pag.
governo. Esaltò alla porpora Giam- a pag. 3 Quindi dovrà per la
1
4-
battista Deti, della famiglia di Li- verità convenirsi, che Clemente Vili
sa Deti sua madre. Di sedici anni non fu troppo severo , considerate
annoverò pure al sagro Collegio d le circostanze de' tempi , ma solo

pronipote Silvestro Aldobrandini, e giusto ed imparziale a sua dove- ,

promosse alle primarie cariche pa- i rosa lode, ed in ossequio della pu-
renti secolari. ra storia,
Puporta il Cancellieri ne' suoi Pos- Francesco Cenci, unico figlio di
sessi, a 54, erudite notizie
pag. 1 monsignor Cenci, che fu tesoriere
suir acclamata elezione di Clemen- di s. Pio V, era uomo di molte
te Vili, e fa menzione del palazzo ricchezze, avendo ottantamila scudi
Aldobrandini incontro la chiesa dei annui di entrata; ma si lasciava
ss. Domenico e Sisto in Roma , e dominare dai vizii più enormi. Que-
della celebre Villa Aldobrandini in sti dalla prima moglie ebbe sette
Frascati. A pag. poi 5o5 racconta, figli, e nessuno dalla seconda Lu-
che Clemente Vili con chii'ografo crezia Petroni. Tanto egli odiava i
de' 24 agosto 160 r, concesse al Car- suoi figli, che nell'anno iSySavea
, ,

CLE CLE 5i
fabljiicata nel cortile del suo palazzo, il governo in cognizione della uc-
una chiesa dedicata a s. Totumaso, cisioTie di Francesco, cominciò a fare
la quale divenne anche parrocchia, indagini per discoprirne i rei; quin-
col solo pensiere di seppellirveli lutti. di venne carcerato in JNapoli Olim-
Questa chiesa, la quale chiamasi di pio, il quale confessò il delitto. Av-
s. Tommaso a' Cenci, tuttora jus visato pertanto il governo di Ro-
patronato de' conti Cenci Rolo- ma, fece carcerare in Corte Savel-
gnetli , fu anticamente dai Cenci la, Giacomo, e Bernardo Cenci fi-a-

edilicata sopra il monlicello forma- telli , Beatrice sorella, e Lucrezia


to dal teatro di Balbo, dove i po- madrigna. Monsignor Guerra ,
pre-
tenti Cenci costruirono le loro case, si gli abili di un carbonaro, e sfi-

e chiamossi da Fraterni tale. Di tali gurata la sua bellezza col carbone,


figli , E.0CCO fu ammazzato da un rasa la bella capigliatura, col pane
Norcino e Cristoforo da
,
Paolo ui bocca, e una cipolla in mano
Corso, mostrandone il padre empio se ne iùgg"i, passando franco fra i

piacere. Delle figlie la maggiore , birri.


per iscatisare le sevizie paterne ot- Fallo il processo dal giudice U-
tenne con un memoriale al Papa lisse Moscati, e confessi lutti i rei,

di essere maritata a Carlo Gabrielli fuorché per molto tempo Beatrice,


gentiluomo di Gubbio , e Beatrice Clemente Vili che l'aveva esami-
più giovane restò in casa , non a- nato, ordinò, secondo le leggi d'al-
vendo potuto ottenere la grazia lora, che fossero strascinati a coda
della prima. Or questa figlia, vmita di cavalli ; ma per le preci di tutta
alla matrigna Lucrezia, a (iiacomo la nobiltà di Roma, si trattenne il

fratello già padre di sei figliuoli


, severo Pontefice per venticinque gior-
cospirò ad uccidere Francesco nella ni, di mandare ad etlétto la sen-
rocca della Petrella ove col per- , tenza. Intanto i rei furono difesi
messo di Marzio Colonna, al quale dai migliori avvocati, fra i quali dal
apparteneva, si era ritirato per l'e- celebre Farinaccio, che in presenza
state lo slesso Francesco Cenci, già del Papa eloquentemente perorò a
settuagenario, colla famiglia. I cospi- favor loro. Per tutta una notle
ratori, per mandare ad eCfetlo que- Clemente Vili studiò queste scrit-
sto attentato , si servirono di due ture col Cardinale di s. Marcello,
suoi vassalli chiamatiMartino ed , e pai'eva quasi disposto a far loro
Olimpio, isettembre
quali agli i i la grazia, se tempo non
in questo
iSgB, trovando Francesco già dis- l'avesse esacerbalo grandemente il
posto dalle donne coli' oppio, en- matricidio allora commesso da Paolo
trarono nella camera dove dormi- Santacroce per cui chiamando a
;

va, e col premio di mille scudi per sé monsignor Taverna governatore


ciascuno, gli conficcarono nell'occhio di Roma, gli rinunziò la causa, e
un pugnale e , nel collo un altro. questi pronunziò la sentenza di
Le due donne strascinarono cru- morte, che fu eseguita ai 9, o agli
delmente il cadavere ad una loggia I I settembre 1^99. Giacomo nel-
sopra un orto, e lo diruparono so- l'età di ventisei anni fu tanagliato
pra un sambuco, perchè si credesse neir esser condotto al patibolo sulla
fosse traboccato casualmente da un piazza di Ponte s. Angelo, indi ven-
necessario che slava sopra. Venuto ne mazzolato , scannato , e squar-
. , ,

5i CLE CLE
tato. Bernardo giovane di quindici Queir infelice dama
aveva sessanta
anni dimostrato innocente dal Fari- anni, e fattasi la sezione al suo ca-
naccio, fu ricondotto in prigione, davere fu ritrovata idropica, e per-
donde lo liberò dopo tre giorni ciò innocente. Paolo subito fuggì la
r arciconfraternita del Crocefisso di giustizia delmondo, non quella di
s. Marcello, pel privilegio che go- Dio, sapendosi che non molto dopo
deva, con obbligo di pagare fra fece una trista fine. Il Papa Cle-
un anno venticinque mila scudi alla mente Vili indignato, ordinò su-
arciconfraternita della ss. Trinità bito il processo, nel quale produ-
de' Pellegrini. Lucrezia di anni cin- cendosi la suddetta risposta di O-
quanta, vestita di cotone nero, fu nofrio, fu questo creduto complice,
decapitata; come pure Beatrice di e però nel tornare a casa da una
anni venti, avendo in conforteria partita di giuoco del pallone , che
fatto testamento, nel quale lasciava avea fatta nel palazzo Orsini a
il suo cadavere alla chiesa di s. Monte Giordano ( divertimento al-
Pietro Montorio, quindici mila scu- lora prediletto de' nobili romani )
di all' arciconfraternita Stim-
delle Tordinona, ove mon-
fu carcerato in
mate, e la dote per maritare cin- signor Taverna governatore di K.o-
quanta povere zitelle. Più di tutti ma, per ordine del Cardinal Al-
cagionò somma commozione nel- dobrandini , nipote di Clemente
r popolo spettatore questa
infinito Vili, fece in persona il pro-
gli
spiritosa ed avvenente zitella, in ve- cesso. Onofrio poco dopo confessò,
derla sul palco, vestita in abito di che per le parole surriferite, voleva
talfettano berettino, con un panno dire al fratello, che togliesse la vi-
d'argento sulle spalle, ed una sotta- ta alla madre, per togliere cos'i
na di drappo. l'infamia, ch'essa cagionava alla fa-
Nel ten)po poi che si faceva il miglia. Fu dunque Onofrio deca-
processo agli uccisori del Cenci pitato sul ponte s. Angelo nel 1600,
Paolo Santacroce, avendo più volte o nel i6of, lasciando una figlia
richiesto a Costanza sua madre, che per nome Valeria dotata d' ogni ,

lo costituisse erede delle sue facoltà, bellezza, per morte della quale tor-
e non potendola a ciò persuadere, nò a casa Orsini l'Oriolo, che era
mentre con essa dimorava in Su- stato dai loro avi donato ai Santa-
biaco atrocemente risolvè di ucci- croce.
derla, e per colorire la sua malva- Fra le più nobili famiglie di Ro-
gità scrisse ad Onofrio Santacroce, ma risplendeva nel pontificato di
marchese dell' Oriolo , suo fratello Clemente Vili, la Massimi, che di-
maggiore, che allora stava in detto visa in diversi rami discendeva da
feudo, che la loro madie contami- Domenico Massimo il più ricco cit-
nava lo splendore della loro fami- tadino di Roma, cui fu bruciata la
glia, col darsi in preda alla disso- casa nel sacco di Roma del iSay.
lutezza , che era incinta e perciò , Domenico da Giulia Capodiferro
gli domandava come regolarsi. O- ebbe dieciotto figli , tre de' quali
nofrio gli rispose, che facesse quel- formarono tre linee, cioè Angelo,
lo ch'era dovuto ad un cavaliere. Pietro, e Luca. Da Angelo discen-
Questo bastò perchè Paolo uccides- dono le odierne splendide famiglie
se la madre a colpi di pugnale de' principi Massimo alle Colonne,
,

CLE CLE 53
e dei duchi Massimo all' Araceli. ed abbracciando il quinto, ancor
Pietro non elibe successione, e Lu- piccolo ed innocente, chiamato Pom-
ca da Virginia Colonna ebbe Le- peo, questo costituì erede de' suoi
lio marchese di Prassedi, il quale beni liberi, pregando il Cielo, che
sposandosi a Girolama Savelli eb- in questo solo dovesse cadere la
be Luca, Girolamo, Ottavio, Ales- successione della sua casa ; ed egli
sandro, e Pompeo;
però rima- egli quasi divenuto cieco continuo dal
se vedovo coi detti cinque figli ma- piangeie, in breve tempo morì, in-
schi, ne' quali la bellezza al pari consolabile per la perdita dell'ama-
dello spirito li rendeva cari a tutti. ta consorte, e per 1' orribile avveni-
Dopo il viceregnato di Sicilia, essen- mento, mentre il Papa aveva ban-
do tornato in Roma Marc'Antonio dito i figli uccissori.
Colonna, portò seco Eufrosina bel- Coir appoggio de' Colonnesi , e
lissima dama di quel regno colla col pretesto specioso di aver delin-
quale avea amorosa confidenza, per quito per istimolo di riputazione
cui se fosse rimasta in Sicilia , sa- trovarono i banditi fratelli Massimi
rebbe da' parenti stata uccisa. 11 la maniera di rimuovere il Papa
marchese Massimi frequentava il Clemente Vili dalla costanza di
suo parente Colonna e nella sua , mantenerli nel bando, di cui li as-
casa trattando la dama, se ne in- solvette, ma non di scansar la giu-
vaghì, ed essa al pari del vecchio; stizia divina, e la paterna maledi-
laonde si determinarono di sposar- zione. Tornato a Roma Girolamo,
si , ma i figli di Lelio che mal vo- che altri chiamano Marcantonio se-
lentieri videro tale matrimonio, né condogenito avido di esser capo
,

potevano soffrir questa infamia, ri- di casa pensò di attossicare Luca


,

solvettero di vendicarsene. Venuta primogenito e lo eseguì dopo di


,

la sposa in casa Massimi, il mar- aver provato il veleno in un suo


chese nella mattina seguente al se- cocchiere, che subito ne morì, co-
guito sposalizio, giusta il consueto me poi successe al fratello. Scoper-
andò al palazzo Pontificio, essendo tosi dalla giustizia il suo reato, fu
cameriere d' onore di servizio di arrestato a Monte Giordano mentre
Clemente Vili. Intanto i di luifi- si divertiva al giuoco del pallone.
gli profittando di sua assenza, si- Quindi Marcantonio, che per av-
mulatamente alla matrigna man- vezzarsi a disprezzare i tormenti, si
darono un' ambasciata per presen- faceva prima dare la corda da' pro-
tarsi a lei, e complimentarla. Vo- pri servitori, tuttavolta appena nel-
lentieri Eufrosina accondiscese alla la carcere vide la corda subito ,

richiesta, ma nel farsi incontro ai confessò il suo delitto, ma il Pon-


figliastri, essi con un colpo di pi- tefice lo fece decapitare sul ponte
stola in petto, o secondo altri con s. Angelo a' i6 giugno 1599. Il
una salva di pistolettate la stesero terzo figlio di Lelio fu miseramente
morta, e fuggirono da Roma. Tor- estinto da una cannonata de' tur-
nato il padre in casa e visto lo , chi, facendo le caravane nelle ga-
spettacolo, acciecato dall'amore e lere della sua religione di Malta.
dalla vendetta, impugnato un Cro- 11 ((uarto fu ucciso da un' archi-
cefisso maledisse con terribili im- bugiata nel tempo che cavalcava
precazioni i quattro figli delinquenti, alla portiera di una dama, la quale
"il CLE CLE
l'aveva invitato alla villeggiatura di comlolta gli conciliarono talmente
un suo castello. Restò in vita il la grazia del re Filippo IV, die, ol-
f|UÌnto figlio Pompeo, il quale ere- tre altrifavori, ottenne da Ini la
de della sua casa prese per moglie perpetua annuale pensione di (piat-
Brigida de Magistris, morta la quale tiomila scudi pei canonici della ha-
dopo avergli dato una sola figlia , silica Liberiana, come si disse al
che maritò ad Agostino Buongio- voi. XII, p. 124 del Dìzionnrio.
vanni, si sposò in seconde nozze Passati undici anni , e sollevato
con una dama di casa Rebiba, ni- al soglio Innocenzo X,
Pontificio
potè del Cardinale di questo no- dai ministri di quel Papa, dai qua-
me, da cui fu arricchito di molti li non era amato, fu richiamato a
figli maschi. Queste sono le giusti- Roma per vivere come semplice ca-
zie rigorose,che fecero tremare i nonico di s. Maria maggiore. Mor-
romani, ed imposero potentemente to però Innocenzo X, il sacro CoUe-
nei loro animi a segno, che anco- gio riconobbe merito di Giulio,
il

ra da tutti se ne parla con trepi- e lo fece governatore di Roma, ed


dazione, ed interesse. a«!sunto al Pontificato Alessandro
CLEMENTE IX, PapaCCXLVUI, VII, nel 16)7, creollo Cardinale
chiamato prima Giulio Rospigliosi, prete di s. Sisto. Ma cessando di
era discendente da una nobile fa- vivere Alessandro VII, ai no giu-
miglia toscana. {^V. Rospigliosi fa- gno 1667 nell'età di sessantotto
aiiolia). Terminato da lui nel se- anni, il Cardinale Rospigliosi fu e-
minario romano lo studio delle letto Papa20 giugno 1667, e
ai

scienze inferiori sotto la disciplina col nome Clemente IX fu coro-


di
de' gesuiti ,
passò all'università di nato nel Vaficano ai ^(5 di detto
Pisa, nella quale ricevette le insegne mese, e nella domenica seguente 3
dottorali in ambi diritti nel 1623,
i luglio, in lettiga aperta si recò con
nel qual tempo era pure professo- magnifica pompa a prendere solen-
re straoi'dinario di filosofia neh' u- ne possesso della basilica Latera-
iiiversità medesima. Ritornato in Ro- nense.
ma, entrò nella corte del Cardinale Cominciò Clemente IX il suo go-
j\ntonio Barberini, ed ottenne la sti- verno dal diminuire in gran parte i
ma di Papa Urbano Vili per la tributi, da cui erano aggravati suoi i

vasta sua erudizione, e per la som- sudditi, principalmente quello del


ma sua letteratura. Nò andò guari, macinato, eh' ci riscattò con denaro
che quel Pontefice il fece referen- da chi ne aveva l'appalto. Né vol-
dario dell'una e dell'altra segnatu- le però, che nell' editto di quest'ul-
ra l'anno i632, indi segretario del- timo benefizio comparisse il nome
la congregazione dei riti, canonico, suo, ma sì quello del predecessore
e vicario di s. IVIaria Maggiore, giù- Alessandro VII, il quale avea già
dice a Intere della legazione di Avi- adunato il denaro per l' estinzione
gnone, segretario dei brevi ai prin- di silFalta gabella. Aboh di poi Cle-
cipi nel 16/j.i, sigillatore della pe- mente IX, nel 1(367, a cagione •^'''"^

nitenzieria, e finalmente arcivescovo spesse dissensioni provenienti dalla


di Tarso, e nunzio apostolico nel- moUiplicità dei tribunali, il gover-
l'anno i644 ^^^^ corte di Spngna. natore del borgo di s. Pietro, o
Ivi le sue virtù, e la prudente sua città Leonina, già nel 1 5 )o sialo
CLE CLE 55
inslituito Ja Giulio 111, e lìe con- Icntemente dall'Arnaud e dal Nico-
segnò la giurisdizione al governa- le , due principali capi del gian-
tore di Roma. senismo, non potè durare lunga-
INIa l'animo valoroso di Clemen- mente, come si vedrà nella vita di
te IX inoltre si appalesò nell'opporsi Clemente XL Vedi.
al danno cagionato nella Francia dai Bene però un esito felice ebbero
cjuattro vescovi, i quali abbracciato le esortazioni di Clemente IX verso

aveano il partito de' giansenisti. A Jactopo patriarca di Armenia maggio-


favore di que' quattro vescovi scrisse- re, acciocché mettesse in uso in quel-
ro ^1 Pontefice altri diciannove vesco- le regioni il rito della Chiesa Piomana
vi l'anno 1667, dicendo, che la Chie- abbandonato per seguire gli errori
sa non può definire con infallibili- degli Armeni scismatici, condannati
tà fatti umani da Dio non rivelati, dal concilio fiorentino nel tempo
e che in tal caso non piìi può esi- di Eugenio IV. Il zelante Pontefice
gere, che un rispetto a' suoi decreti. costrinse ancora Arduino, arcivesco-
Voleva il santo Padre, che ai quat- vo di Parigi, di rimettere i giorni
tro vescovi si facesse il processo, e festivi stati tolti senza il consenso
deposti fossero dal grado che occu- della santa Sede , e per la stima,
pavano. Se non che i quattro ve- che professava pel re Cristianissimo,
scovi incoraggiati dagli altri dician- gli concesse la facoltà di poter no-
nove scrissero una lettera circolare minare ai benefizi vacanti nelle pro-
a tutti i vescovi del regno, accioc- vinole state nuovamente aggiunte
ché impedissero l'esecuzione del bre- a quel reame. Tutto faceva per ve-
ve Pontificio. Il re Cristianissimo Lui- der diffusa la fede, e mantenere la
gi XIV condannò tale enciclica come pace nel mondo. A questo secondo
sediziosa, ed ordinò a tutti i vescovi fine cooperò grandemente alla con-
di punto non attendervi. La regia clusione della pace di Aquisgrana
risoluzione ed i consigli dati dagli fatta ai 2 maggio 1668 tra i prin-
amici loro costrinsero i quattro ve- cipi cristiani, adoperò col re
e si

scovi di promettere la sottoscrizio- cristianissimo, perché fosse distrutta


ne del formolario di Alessandro la piramide stata alzata in Roma
VII, purché fosse loro risparmiata nel 1664 in obbrobrio della nazio-
la confusione di ritrattare le pa- ne Corsa, e fece egli stesso levare
storali. Acconsenfi Clemente IX, e r iscrizione posta nella piazza di s.
richiese solo vm attestato di avere Maria Maggiore contro Enrico IV
sottoscritto il formolario prescritto re di Francia.
da Alessandro VII con sincerità e La stessa diligenza adoperò Cle-
senza frode. Che se tutto fu esegui- mente IX per conciliare i portoghesi
to, non ebbe a mancare per altro cogli spagnuoh contendenti per la suc-
la temuta frode, dappoiché negli al- cessione del Portogallo, e dopo ven-
tri atti diocesani aveano aggiunta la tott' anni di guerre ostinate, la pa-
consueta distinzione del dirìtto, e del ce conchiusa ai 5 febbraio 1668
fallo. Nondimeno Clemente IX in- pose termine a quelle contese, e la
gannato dalle apparenze, gli ammise regia casa di Braganza pacificamen-
alla pace, che fu chiamata pace di te si consolidò nel trono che le ap-
Cleinenle IX, e che fu conchiusa parteneva, nella persona del re Gio-
nel 1669. Maneggiata però fraudo- vanni IV. V. PoRTOGAIiO . Ma
56 CLE CLE
r isola di Candia, che dopo un osti- che del suo le aveva rinunziato.
nato assedio passò dal dominio ve- In tre promozioni creò dodici Car-
neziano a quello dei tinelli, afllisse dinali, tra' quali il suo nipote Ja-
per modo il santo Padre, già pro- copo Piospigliosi dimeriti, che
tali

strato da grave infermità, che per- nella morte dello ebbe molti
zio
dette la vita ai 9 dicembre iG6r), voti pel pontificato. Fece pure Cle-
nell'età di sessantanove anni, dopo mente IX generale delle milizie pon-
due anni, cinque mesi, e diciannove tificie, il proprio fratello Camillo.
giorni di Pontificato . Fu sepolto Tali di Clemente IX erano
virtù
nel Vaticano, donde il suo succes- fondate sull'umiltà, per cui avea egli
sore Clemente X lo trasferì ad un proibito che nelle fabbriche da lui
magnifico deposito nella Chiesta di fattein Pioma venisse incisa la sua
s. Maria Maggiore {^Vcdi), al qual arma, ovvero il suo nome. Bensì
articolo se ne fa la descrizione, e dopo la morte di lui venne ciò fat-
si pax'Ia della sua umile disposizio- to per ordine di Clemente X, cioè
ne per riguardo alle sue ceneri. nelle basi delle statue degli angeli
Heatificò egli santa Rosa di Lima, li di marmo, che sono sul ponte san-
i5 aprile dell'anno 1G68, e cano- t' Angelo. Vacò la santa Sede quat-
nizzò solennemente ai 28 aprile tro mesi, e diciannove giorni.
dell'anno iGGps. Pietro d'Alcantara, CLEMENTE X, Papa CCXLIX,
e s. Maria Maddalena de' Pazzi. Era chiamato Emilio Altieri innanzi che
Clemente IX fornito di somma pie- venisse sollevato al Pontificato. Nac-
tà: usava due giorni per settimana que questo Pontefice in Roma , ai
di amministrare il sacramento della i3 luglio iSqo da Lorenzo Altieri,
penitenza in un confessionale della e da Vittoria Delfini, dama Vene-
basilica Vaticana a chiunque se gli ziana. Dopo aver terminati gli stu-
fosse presentato; visitava di frequen- di, da Urbano VIII per si diede
te gli spedali riformò la sua ta-
; uditore a Giambattista Lancellotti
vola assegnandone il risparmio per nella nunziatura di Polonia nel
limosine ai poverelli; e per estingue- 1623. Ritornato in Roma, promos-
re molte gabelle, delle quali Roma, so venne al vescovato di Camerino,
e lo stato ecclesiastico erano da e dallo stesso Urbano Vili fu fatto
molti anni aggravati, instituì una governatore di Loreto, e di tutta
congregazione, che gli meritò nella r Umbria, deputato eziandio in Ra-
sua morte le lagrime dei sudditi. venna per riparare il danno dalle
Un'altra congregazione instituì per alluvioni recato a quelle campagne.
trattare, secondo le regole de' sacri Innocenzo X spedillo nunzio a Na-
canoni, le materie delle indulgenze poli, nella qual condizione vi restò
e delle reliquie. Co' suoi parenti era per otto anni ; ma l'imanendo l' u-
sì moderato e austero, che con ri- nico fratello suo avviluppato nelle
pugnanza acconsentì al matrimonio perturbazioni di quella città, egli
di suo nipote, ed alla sua famiglia restò non solo privato della nun-
negò quelle ricchezze, che secondo ma spogliato de' beni pa-
ziatui'a,
il costume de'passati tempi le avreb- per aver ricusato di pagare
terni,
bero potuto appartenere. Perciò era 18000 scudi, a cui condannollo
solito dire, che la sua famiglia era Innocenzo X. Morto quql Pontefice,
provveduta abbastanza con quello il sagro Collegio, in tempo di sede
,

CLE CLE 57
\acante gli diede commissione di se- quell'ambasciatore. All'incontro can-
dare i' liimidti della Lombardia, e giò stile la coite Romana, che per
da Alessandro VII fu spedito nun- timore di ofliindere la Spagna non
zio alla corte di Polonia, dandogli aveva mai voluto ricevere un am-
quel Pontefice nel 1607, la carica di basciatoi-e di Portogallo sino dal
segretario de' vescovi e regolari. Cle- 1640, e ad onta delle replicate i-

mente IX dopo lo fece suo


dieci anni stanze di quella regia non vi corte
maestro di camera e come fu , aveva aderito; laonde Clemente X
presso a morire 1' anno 1669 lo fu il primo Pontefice ad ammettere
creò Cardinale, Ma dopo le solite alla sua udienza il conte di Prado,
esequie latte al defunto Pontefice che in tal qualità ed a nome di
Clemente IX, entrarono i sacri e- Giovanni IV di Braganza, prescn-
a' 20 dicembre del 1669
Icttori in tossi con sì magnifico apparato
conclave, ed il sentimento universale che quasi tenea del trionfo. Rice-
fu pel Cardinale Altieri, la cui u- vette ad un'ora due religiosi do-
miltà gli faceva opporre la sua età menicani recanti la risposta del re
di 80 anni, ed andava gridando : di Persia, che prometteva di muo-
vedete bene di' io non sono abile a ver la guerra al turco, come lo a-
portar questo peso^ ed anzi addita- vea slimolato Clemente IX suo an-
va come più utile e adatto il Cardi- tecessore.
nale Brancacci. Costretto però dai In quell'anno 1673, continuando
migliori teologi, acconsentì ai 29 con maggior ardore la guerra dei
aprile 1670, prendendo il nome francesi contro le provincie vinile
di Clemente X. Fattosi coronare dell' Olanda, si adoperò il Pontefice
in Vaticano agli i i maggio, agli a l'idurre le cose alla pace. Per le

8 di giugno prese in lettiga il so- sue diligenze Colonia fu scelta a


lenne possesso nella basilica latera- luogo di congresso ; ma in questo
nense. mezzo i continui trionfi del re di
Poco dopo la sua esaltazione al Francia Luigi XIV producendo gelo-
pontificato, pubblicò Clemente X sia nell'imperatore, fu stretta inve-
lUì giubileo straordinario, e si ap- ce da lui un'alleanza coli' Inghilter-
plicò con ogni studio ad indurre i ra , colla Spagna, col duca di Lo-
principi cattolici alla pace scam- lena, e cogli Olandesi. E sebbene
bievole, ed alla guerra contro il tur- le cose di questi ultimi per tal

co. A questo secondo fine, e per modo mutassero fàccia nel 1674,
iscacciare i turcbi dalla Polonia, al le armate francesi passarono il B.e-
5 novembre 1672 pubblicò un al- no, e gravi danni recarono ai prin-
tro giubileo per implorare l' ajuto cipi dell' impero. Invano continua-
divino. 11 gran duca
Moscovia di va Clemente X a procurare la pa-
Giovanni BasiloAvitz aveva spedito ce ; Luigi XIV orgoglioso delle sue
nel 1673 un ambasciatore in Roma vittorie non sapeva frenarsi.
per ottenere dal Pontefice il titolo di Frattanto una misura troppo ri-

Czar, che usurpava, e per aver


si gorosa prese la corte Romana, e ne
soccorso contro turchi nella lega, i nacquero disgustoseemergenze. Il
in cui era entrato col re di Polo- Cardinale Antonio Paluzzi Altieri,
ma. Ma
da una splendida acco- nella sua condizione di Camerlengo
glienza in fuori, nulla piùxonseguì di s. Chiesa, impose nuova gabella
58 CLE CLi:
del tre pei' cento a tutle le mer- cliiaja, in che fu assunto al ponti-
ci, che entrassero in lloma, coiìi- ficato, e la podagra dalla quale era
prese quelle dei Cardinali e degli spesso afUitto, lo obbligarono ad ab-
ambasciatori. Questi ultimi lecla- bandonare le redini del governo
marono contro sillalta misura; ma nelle mani del menzionato Cardinale

il Cardinale Altiei'i rispondeva esse- Pai uzzo Altieri, perlocchè non andò
re il Papa padrone nel suo domi- guari che Roma diceva : essere Cle-
nio di ordinare ciò che più giovasse niente Papa di diritto, ed il Cardi-
al suo stato. E
sebbene cercassero nal Altieri Papa di fatto. Il perchè
gli ambasciatori di Francia, Spagna, la morte di un sì esimio Pontefice
e Venezia , che fosse data loro udien- accaduta per l' estrema vecchiaja
za dal Pontefice, fu ris[)Osto ai lo- nell'età di ottantasei anni, ai 22
ro gentiluomini che il Papa era im- luglio iGyG, trasse poche lagrime:
pedito, e il Cardinale non volle ri- tanto era il mal umore concepito
ceverli, e fece aumentare le guar- contro il Cardinale Paluzzo
detto
die al palazzo pontificio. Di che Altieri divenuto l'arbitro della cor-
più stimandosi offesi gli ambascia- te Romana, e per essere stato dal
tori scrissero alle proprie corti. 11 Pontefice adottato per nipote sina
Cardinale Altieri dal suo lato scri- da quando egli era prelato. In quel
veva ai nunzi pontificii residenti tempo adottò pure per nipote il

appo le corti di Europa significan- fratello di tal Cardinale, cioè Ga-


do loro come erano grandi gli abu- spare Paluzzi degli Albertoni, mari-
si degli ambasciatori nella intro- to di sua nipote Laura Caterina,
duzione delle merci, e perciò a- e lo fece generale di s. Chiesa, e
veano indotto il Papa a quel pas- castellano di Castel s. Angelo.
so. Durò un anno tale contro- In sei promozioni creò Clemente
versia, sulla quale vennero pubbli- X venti Cardinali, fra' quali l'Or-
cate varie scritture. Ma Clemente sini Papa Benedetto XllI,
poscia
X per r amore della pace, rimise come parente della sua pronipote
l'affare ad una congregazione, che Luisa, e Federico Baldeschi Colon-
vi diede fine. na, perchè adottato nella famiglia
Giunto l'anno 167?, Clemente dei Sciarra Colonna , della quale
X celebrò il XV giubileo dell'an- Clemente X era pure parente, per
no santo ( T^. Anno Santo XV ),
essere maritata un' altra pronipote
ove dimostrò in tutto il loro splen- in quella casa. Inoltre Clemente X,
dore quelle virtù, che segnalarono ai 14 agosto dell'anno 1670, bea-
la sua vita. Ogni giorno passava sei tificòequipollentemente il p. Pie-
ore in santissimi esercizi; moderò e tro Pascasio; ed ai 28 gennaio del-
tolse fin dal principio del suo pon- l'anno 167 1 la beata Lodovica Al-
tificato le spese superflue del suo bertoni, nobilissima vedova romana
palazzo ; ordinò che tutti gli emo- dell'odierna famiglia Altieri; cano-
liuìienti spettanti alla privata sua nizzò ai 12 aprile 1671 i santi
Jujrsa fossero depositati nel monte Gaetano Tiene, Francesco Borgia,
di Pietà, con animo di rivolgerli a Filippo Benizio, Lodovico Beltran,
pubblico vantaggio ; fu piuttosto Rosa di Lima ; e per equipollenza,
avverso all' ingrandimento de" suoi e per la suddetta parentela a' i4

parenti. jN^ondimcno 1' estrema vec- marzo deirauuo 1674 s. Brunone,


,

CLE CLE 59
Ccalificò ancora a' 54 novembre narra, che nella stessa notte del
dell'anno 1675 i ss. Pio V, Fran- giorno in cui vi giunse, uno scia-
cesco Solano , e Giovanni dalla me di api si attaccasse alla finestra
Croce , non che i martiri Gorco- della sua camera. Fu tosto introdotto
miensi, cioè undici francescani, e pegli studi nel collegio romano, ove,
cjnatiro sacerdoti. IVè si deve tacere non toccati ancora i diciassette anni,
che Clemente X istitiù l'ospizio dei tradusse in latino una parte del
Converlendi, incontro la chiesa di Mcnologio dei Greci, ch'era stato
s. Giacomo a Scosacavalli, il quale composto per ordine dell" imperato-
tuttora fiorisce . Fu sepolto que- re Basilio Porfìrogenito, e che da lui
sto Pontefice nella basilica Vatica- si rinvenne nel monistero de'mona-
na in un vago mausoleo fattogli ci greci di Grottaferrata. Rese altresì
erigere dal Cardinale Paluzzo Al- in elegante latinità un elogio di san
tieri sul disegno del cavalier Mattia Marco, fatto da Procopio diacono,
de' Rossi. Vacò la santa Sede dopo ed un'omelia di s. Sofronio, vescovo

la sua morte un mese e ventinove di Gerusalemme, sopra i ss. aposto-


giorni. li Pietro e Paolo, premettendovi
CLEMENTE XI, Papa CCLIII. vma erudita dissertazione, alìine di
Chiamato era prima questo Ponte- investigare a quale dei due Sofro-
fice Gianfrancesco Albani, e nacque ni debba quell'omelia essere aggiu-
in Urbino a' 23 luglio 1649 da dicata. Tale era in somma la lette-
Carlo Albani, che fu senatore di raria fama acquistatasi dall' Albani
Roma, e da Elena Mosca, dama il- sin dalla giovanile età, che la dotta
lustre di Pesaro. Oltre quanto di- regina Cristina di Svcziaj prima anco-
cemmo sulla famiglia Albani ( T e- ra ch'egli compisse il quarto lustro
di). qui aggiungeremo, che un di- il volle ascritto a quella sua acca-
ligente genealogista la fa discende- demia, a cui era aperto il varco so-
re da d. Alfonso Enriquez, primo lamente a'piìi distinti scienziati d'ogni
re di Portogallo, per linea separa- nazione. E teinùnati i primi studi,
ta ma legittima, come può vedersi passò Giaufrancesco ad applicarsi
alla biblioteca del Colletrio
o di Ro- nella giurisprudenza all' iniiversità
ma neir opuscolo, Notizia genealo- Romana, ricevendone in Urbino e-
gica di linea reale, .separata dal- ziandio grado
il di dottore, anche
l' invitto re d. Alfonso Enriquez I per compiacere a' suoi concittadini,
re di PorlGgallo, sino all' Uhi striss. desiosi di conoscere da vicino Tal-
ed eceellcntiss. signor principe don lo intelletto di lui.

Orazio Albani senatore di Roma, Tornato in Roma neh' età di ven-


Roma, per Gio. Francesco Chra- tun anno fu fatto canonico di s.
cas 1720. Le notizie di questa fa- Lorenzo in Damaso, e di ventotto
miglia , oltreché in diversi rela- entrò in prelatura, venendo nomi-
tivi articoli del Dizionario, si pos- nato da Innocenzo XI referendario di
sono leggere nelle opere di Can- amcndue le segnature, e consultore
cellieri, come anche atParticolo Cl- della congregazione concistoriale. Po-
io {^Vedì), colla cui famiglia s' im- chi mesi dipoi fu mandato per gover-
parentarono gli Albani. natore a Rieti, indi nella Sabina, e po-
Ncirctà di undici anni Gianfran- scia ad Orvieto, donde tornò a Roma ;
cesco fti condotto a Roma, e si e a' 20 maggio 1G88, fu fatto vi-
6r, CLE CLE
cuio dillii liisilica vaticina, litenen- Siro. Gii diede inoltre la badia di

do nondimeno il canonicato di s. Lo- Casamare, alla quale si recò subito


renzo in Damaso. Nel medesimo an- per ristaurarla, e beneficarla. In-
no fu nominato canonico di san nocenzo XII poi, succeduto ad Ales-
J^ielro ma sino dall' anno preceden-
; sandro Vili, lo fece membro del-
te era stato nominato segretario dei la congregazione del santo uffizio, e,

brevi ; carica che esercitò sino alla per aver più pronti i suoi consigli,
sua elezione al pontidcalo. Ed al- gli diede abitazione nel palazzo a-
lorquando assunse la segreteria dei postolico.
brevi, la detta regina di Svezia eb- Dopo i funerali d' Innocenzo XII,
be a scrivergli essere non tanta la : a' 9 ottobre 1700, i cinquantotto
sua gio/a per veder lui salito a sì Cardinali, raccolti per eleggergli un
grande carica, quanto per {'edere successore, rimasero per alcim tem-
la grande carica occupata da uo- po discordi. Bene Galeazzo Maris-
mo .si degno. Alessandro Vllf, di cottisarebbe tostamente stato eletto,
cui era amicissimo, a' 1 3 febbraio se la Francia non si fosse opposta;
1690, creoUo Cardinal diacono di il perchè i partiti stavano divisi tra
s. Adriano, dal quale titolo passò a i Cardinali Panciatici, CoUorcdo e
quello prosl)iterale di s. Silvestro in Spinola s. Cesareo. Unanime però
Capile, e prima di entrare nel con- fu il voto pel Cardinale Albani,
clave, in cui venne creato Papa, ri- malgrado la fresca età di cinquan-
cevette l' ordine sacerdotale. tun anno, ed i molti parenti suoi.
Èmemorabile il modo con cui Che se i sommi talenti di lui va-
r Albani fu da Papa Alessandro levano a vincere primo ostacolo,
il

Vili piomosso alla porpora. Tre a rimuovere il secondo per opera


f;ioriii piima del concistoro destina- del medesimo Cardinale Albani, il

to al conferimento di dodici cap- Pontefice predecessore avea già ste-


pelli cardinalizi, il Pontefice ordinò sa una bolla, che aboliva del tutto
;iir Albani di scrivergli il discorso il nepotismo. Se non che portata
lelativo, Jiel quale dovevansi com- all'Albani la nuova della concordia
prendere i nomi de' nuovi Cardinali, del sacro Collegio nell' eleggerlo
(ili dello anche undici di que' no- Pontefice, l' estrema angustia so-
mi ; ma f tcendo sembianza di cer- pravvenutagli gli cagionò la febbre.
t:;Me l ultimo nella mente, fìnse una Per tre giorni adoperò ogni arte,
meraviglia nel vedere sospeso l'Al- ogni preghiera, affine di venir sol-
bani nello scrivere, e gli disse : via levato dal peso ; ma quattro teo-
continuate a scrivere il duodecimo. logi gravissimi col loro consiglio po-
JjJ chi è questi . soggiunse l' Albani. nendo in pace il suo spirito ,
gli

Che? replicò Alessandro, non sape- fecero prestare il suo consenso ai


te scrivere il vostro noniel A tali 23 novembre 1700, ed in memoria
detti r Albani si prostrò a' piedi del del Papa Clemente I, di cui in
Pontefice, e scongiurollo a nominare quel dì correva la festa, prese il

uno pii^r degno; ma Papa gli rispose:


il nome Clemente XI. Ai 3o di
di
caiiìhiai pili volte nella mia lista i no- quel mese fu consacrato vescovo,
mi di quelli, die voleva far Cardi- e nel giorno medesimo ne diede av-
nali ; non mai mi e venuto
perì) viso a diversi principi con lelteie
in pensiero di mutare il nome vo- scritte di proprio pugno. Solenne-
CLE CLE 61
niente fu coronato Vaticano a- nel Innocenzo XII sul nepotismo, e che
gli 8 dicembre ^ ed ai io aprile rifiutassero que' donativi, che altra
dell'anno susseguente 1701, con no- volta solevansi ricevere dai parenti
bile cavalcata passò a prendere pos- de' Pontefici. Qui però noteremo,
sesso della basilica Lateranense so- che il detto Carlo continuò la sua

pra un cavallo regalatogli dal prin- casa, unendosi in matrimonio a d.


cipe Chigi, secondo l'uso de' suoi Teresa Borromei, figlia del conte di
maggiori, comechè da lungo tempo Arona viceré di Napoli, e di Ca-
interrotto. milla Barberini. Il granduca di To-
Il pascià del Cairo, ed il gover- scana lo fece cavaliere di s. Stefa-
natore della Bitinìa, turchi di na- no, e dipoi nel 1721 a' i4 rn^g-
scita e di professione, non poterono gio Innocenzo XIII lo dichiarò prin-
dissimulare l' invidia loro di non cipe assistente al soglio pontificio,
essere soggetti al soave dominio di ed eresse il suo feudo di Soriano
un sovrano così distinto, e gli ere- in principato.
tici stessi di Norimberga palesarono Le prime cure di Clemente XI,
il giubilo per la sua esaltazione, non appena fu eletto, indirizzaronsi
coniando diverse medaglie d'oro e a bene conoscere tutto il suo clero;
d' argento, e pubblicandole con ac- indi a dar saggi provvedimenti sul
concie iscrizioni tanta era la fama, : termine della celebrazione dell' Jn-
che divulgava dovunque le virtù di no santo XF
I [Vedi). Tolse ad un
sì chiaro Pontefice. tempo r abuso delle franchigie fat-
Cominciò bentosto Clemente XI to dagli ambasciatori , instituì in
l'esercizio del pontificato , col pre- Roma la Congregazione del sollievo,
miare nella sua corte diversi sog- eresse nel Campidoglio l'accademia
getti di merito all' apposto tenne
: di Belle Arti (/^. Accademie); proi-
lontani dalla sua intima benevolen- bì l'estrazione de'capo-lavori antichi;
za i parenti , a' quali non conferì e formò una congregazione, alla testa
benefizi e dignità, sinché per molti della quale mise il celebre matema-
anni non ebbe sperimentato esser- tico Francesco Bianchini, perché sul
ne meritevoli. Comandò subito, che pavimento della chiesa di s. Rlaria
Annibale e Carlo maggiori figli di degli Angeli di Roma fosse fatta
suo fratello Orazio e di Bernardi- , una linea meridiana (che dal Pon-
na Ondedei dama pesarese ,
prose- tefice si disse appunto dementino),
guissero nel collegio Romano gli affine di regolare il tempo per la
studi, per divenire degni della sua celebrazione della Pasqua.
considerazione. In egual modo co- Intimato l'anno 1701 un giubi-
mandò ad Orazio ed a sua moglie, leo straordinario, si tenne sospeso
che si astenessero di prendere qual- nell'accordare in quell'anno il Ponte-
siasi titolo di onore, che per lo pas- fice r investitura del regno delle due
sato erasi accordato alle famiglie Sicilie, richiesta ad un'ora da Filip-

de' Papi ; che non usassero insegne po duca d'Angiò, e dall'imperatore


principesche, che non si mischias- Leopoldo, ponendo altresì ogni stu-
sero negli affari pubblici , e nella dio per tenere lontana la guerra,
corte, contentandosi della condizio- che si temeva per la successione
ne di nobili privati. Ricordò loro della Spagna anzi a questo ultimo
;

di \oler seguire la costituzione di scopo pubblicò un altro giubileo


62 CLK CLE
^Iraoiclinario. Quindi volendo come della Sorbona, e che si stampò in
padre comune in tutto essere neu- Liegi. Sostenevasi con quel caso di
trale, ricusò le onorificenze e i van- coscienza, che negar non si dovesse
taggi che i francesi, e gli spaglino- r assoluzione ad un ecclesiastico il
li gli offrirono pei di lui paren- quale, comechè condannasse !e cin-
ti. Nondimeno né gli studi val- (jue proposizioni di Giansenio in ttit-
sero, né le pregliieie del zelante li sensi, in cui la Chiesa le ha
i

Pontefice, ritroso ognora dal colle- condannate, credesse bastare quan-


garsi colle parti contendenti, a segno to al fatto una sommissione di si-
da rifiutare persino il tributo della lenzio, e di rispetto, e finché non
Ghinea [inceli), olFertagli a gara da fosse convinto di aver sostenuta al-
entrambe, quasi un pegno dello cinia di quelle proposizioni^ non do-
scambievole loro diritto sul regno versi tenere per sospetta la sua fe-
delle due Sicilie. Tuttavolta dichia- de. Clemente XI adunque condan-
rò che se a procacciare pace alla nò, con un breve 11 febbraio lyoS,
cristianità, rifiutava la Ghinea, non la decisione di quel caso, come con-
s' intendeva per ciò pregiudicato il traria alle costituzioni Innocenzo d'
supremo dominio tenuto dalla Chie- X, di Alcssaniho VII, e d' Innocen-
sa sopra fjuel regno. zo XII già ricevute dall' assemblea
,

Ne queste sole erano le inquie- del clero nel 1700. Dalla quale
tudini di Glemente XI. Suscitaron- pontificia condanna ne provenne,
si di bel nuovo le discordie tra la che dei quaranta dottori, i quali
santa Sede, e la corte di Torino, ebbero sottoscritto al trattato, tren-
che avevano avuto principio sino tasei se ne ritrattarono, due restaro-
dall'anno 1697, a cagione delle no ostinati, e gli altri due premo-
immunità ecclesiastiche , e ad es- rirono alla condanna.
se unirono altre due controver-
si Né si fermò a questo punto l'af-

sie.Riguardava la prima i riti di fare del Giansenismo; perocché insor-


onore prestati nella Cina al nome se il p. Pascasio Quesnelio , sacerdote
di Confucio riti permessi prima
: dell'oratorio di Francia, il corifeo dei
dai gesuiti, e riprovati dipoi dai Giansenisti dopo la morte dell' Arnaud.
missionari domenicani. In quella Nel suo nuovo testamento colle ag-
questione Glemente XI confermò i giunte si s^ogò conlro le potenze più
decreti antecedenti, stette alla sen- cattoliche, e procurò di propagare le
tenza dei domenicani, riprovò af- massime, che già da cinquanta anni
fatto quelle cerimonie nel modo che affliggevano la Chiesa. Dietro denun-
dicesi air articolo Cina ( Vedi ), e Clemente XI, con
zia del re di Francia,
propose la formula del giuramen- un breve de' 1 3 luglio 1708, condan-
to, che si doveva prestare dai nò in generale quell'opera per quat-
missionari per l' esatta osservanza tro motivi, che si riferiscono nel bre-
della medesima
costituzione La , ve medesimo. Ma volendo il re di
seconda controversia, onde Clemen- Francia una qualificazione più estesa,
te XI veniva agitato, riguardava ebbe Clemente XI, coU'aiuto d'insigni
il torbido sistema dei Giansenisti, i teologi, ad estrarre da quell'opera
quali proposero, a' 20 luglio 1701, cento e una proposizioni, ed a con-
un caso di coscienza, che fu fatto dannarle come non cattoliche, e co-
sottoscrivere da quaranta dottori me contenenti il pretto riprovato
CLE CLE G3
Giansenismo. Fu questa la famosa suo figlio Giuseppe lì, che intiman-
bolla Uiugeuitiis, ricevuta dal clero do ai tedeschi di conferire benefìzi
gallicano adunato nell'assemblea del a coloro soltanto, che fossero da lui
171 3, e che pubblicata venne per raccomandati, diede motivo all'alte-

tutto il regno. P^. il libro Delibera* razione delle amichevoli relazioni


tions de V Assemblee des CardinauXj tra la santa Sede, e la corte impe-
ArchcK'equeSj et Evenne s j tenue a riale. 11 Fenarese ed il Bolognese
Paris l'anué 1718 et 1 7 4 ""' 1
frattanto tornarono nel 1706 ad
Vacceptalion de la conslitiitìon en essere assaltati pur
dai tedeschi, che
forine de bulle Unigenitus de N. S. s' impadronirono di Comacchio. Il
P. le Pape Clement XI. Pontefice si oppose colle scritture
Morto il re di Francia Luigi XIV, dapprima a quella conquista, indi si
non si niostiò egualmente propizio a mise in sulle armi fomentalo dalle
questa bolla il duca d' Orleans tu- altre potenze, e dalla Francia spe-
tore del regno ; il perchè l' affare cialmente, che avea spedilo il mare-
mutò faccia. La uuiAersilà di Pari- sciallo Tessi, perchè lo esortasse ad
gi cominciò ad attaccare la bolla impegnare i principi italiani ad una
medesima; mille ragioni furono po- lega comune, e perchè ricevesse il
ste in campo per formare proseliti al comando delle truppe de' confedera-
Giansenismo, con grande rammarico ti. INIa la pace, conchiusa a'i> gen-
del Pontefice, il quale un giorno nel- naio 1709, interruppe ogni ostile
la piazza della Minerva fece abbru- disegno sebbene non fu restituito
,

ciare per mano del boja i copiosi Comaeelno [Fedi), coni' erasi sta-
libri dai Giansenisti in quell'incontro bilito.

pubblicati, e con la bolla Pasioralis Nondimeno quei casi assai contri-


de' 27 agosto 17 18, dichiarò segre- buivano ad alterare la salute di Cle-
gati dalla Chiesa quanti non ubbidis- mente. Sebbene, pel detto editto
sero alla bolla Unigenitus. Di che at- imperiale di Giuseppe, con cui pre-
terrili alcuni vescovi contumaci, si tendeva di nominare ai benelìzi va-
arresero alle spiegazioni volute dalla canti, avesse lasciata la cura dappri-
santa Sede, e nacque la pace, clie ma a monsignor Corradini, poi Car-
spianò ogni ostacolo alla diffusione dinale, di scrivere una dissertazione
in Francia della bolla Unigenitus contro quella novità, pure volle egli
menzionata. medesimo il Pontefice con immensa
In pari tempo varie sapienti mi- fatica farsi a riscontrare le fonti sulle

sure prendeva Clemente XI e sul- quali l'imperatore stabiliva il pro-


l'uso dei benefìzii, e sulle missioni prio diritto. La quale fatica, unita
da spedirsi nelle terre nuovamente alle altre occupazioni assidue, gli al-
scoperte alle isole Filippine, e sul- terarono per modo la salute,, che
r indurre in fine il re di Portogallo stentando a reggersi in sulle gambe,
al pagamento dei Quindenni alla gli originò un male, da cui fu accom-
santa Sede. Vietò altresì ai vesco- pagnato fino al sepolcro. A chi però
vi di alzare oratorii privati fuori, lo esoitava a prendersi qualche sol-
abrogando il privilegio di alcuni re- lievo, rispondeva ch'egli in tal guisa
:

golari,che alzavano altari portatili. finiva i suoi giorni, e sgomberava


Frattanto l'imperatore Leopoldo I, più utilmente ad altrvii il sommo seg-
morto nel 1705, ebbe a successore gio ; ch'egli quindi volea morire in
,

64 CLE CLE
sul letto dell' onore, e volea spirare XI a nuove traversie era esposta-
nelle fatiche proprie dell' uflizio suo. li regno di Napoli faceva luogo ad
Con uguali sentiuienli continuò ad innovazioni contro l'immunità eccle-
osservare il digiuno della quaresima, siastica, ed il Pontefice con petto

ed a sostenere ogni dovere dell'a- forte rifiutava persino gli augurii


postolico ministero. Se non che fattigli nuovo anno dal viceré
pel
sid principio del 1 7 o, attaccato da i di quel reame, né voleva accordi
una specie di languore congiunto ai di sorta, dove non si fosse emen-
mali violenti di stomaco, e da una dato dei molti, e de' gravi danni
flussione in una gamba, fece assai recati all' ordine ecclesiastico. Pure
temere della sua vita. Tuttavia co- non si cessava in quel regno dai
munque avesse (ine quel male, in Cle- nuovi attentati: in Sicilia il tribu-
mente XI limasero si tenui le forze, nale detto della Monarchia, esami-
che i medici il consigliarono a pas- nava le sentenze dei vescovi ; as-
sare a Castel Gandolfo, ove meglio solti venivano gli scomunicati dai
si diede agli esercizi di pietà. Fece vescovi ; un tribunale chiamato del-
fare in quell' incontro una missione la Quinta s' instituiva eziandio, ac-
ad Albano ed a Castel Gandolfo, ed ciocché provvedesse perchè ninno né
in una mattina in quest' ultimo luo- ricevesse, né eseguisse decreto pon-
go distribuii, come dice il Novaes, la tifìcio senza il regio exequatur. E
comunione a molte persone accorse molti ecclesiastici, ubbidienti ai de-
dai paesi vicini. A ciascun comuni- creti pontificii, venendo già da quei
cante distribuì una medaglia e vi , tribunali esiliati, trovarono asilo in
applicò indulgenza plenaria in arti- Roma in numero di quattrocento e
colo di morte. tredici, e dal zelante Pontefice eb-
Comechè nel soggiorno di Castel bero sussidi per la somma di ses-

Gandolfo si riavesse Clemente XI dal santa mila scudi. Cosi stava la con-
male, pure di tempo in tempo ne troversia della monarchia in Sici-
risentiva gli acciacchi. Ma il suo co- lia quando Filippo V re di Spagna
raggio noi faceva punto rallentare riprese il dominio del suo regno.
dalle zelanti fatiche, che superiore Divoto egli però ognora alla santa
ad ogni umano evento considerava Sede trattò bentosto col Pontefice
1' apostolica sua missione sulla terra. sulla concordia, che difatti fu con-
Che cosa divenivano ai suoi occhi chiusa a' 7 aprile 17 19 in dieci ar-
i legami stessi del sangue.'' Stimò ticoli. Ma se siffatti conforti riceve-
d' interrogare i Cardinali, per rico- va da quel lato, se riceveva quello
noscere, se Annibaleil suo nipote dell'abiura data al luteranismo dal
Albani, il quale lodevolmente avea principe Augusto, primogenito del
sostenute le nunziature di Vienna e duca di Sassonia e re di Polonia
di Francfort, fosse degno della por- ai 12 novembre 17 12 abjui-a fatta :

pora. E per la risposta loro essere : nelle mani del Cardinal Casoni le-
la porpora più presto onorata da gato di Bologna, opporsi doveva
lui, che da essa ricevesse onore si , dall' altrocanto nel i 7 2 ai decreti 1

persuase a crearlo Cardinale nella della dieta di Varsavia, tendenti es-


sesta sua promozione de' 2 3 dicem- si pure a percuotere l' immunità
bre 1 7 I I . ecclesiastica. Di che scrisse il Pon-
Intanto la fermezza di Clemente tefice all' imperatore Carlo VI, ac-
.

CtÉ OLE 65
ciocché sventasse e quelle e tutte le tetti, detta perciò Accademia Cle-
altre trame degli eretici della Ger- mentina, e confermando istituto l'

maiìia ; onde i vivi suoi deside- delle scienze di quella città, lo unì
ri ebbei'o qualche effetto. Per parte air Accademia degli inquieti. V. Ac-
del duca di Brunswich fu dato a cademie.
quei sudditi libero esercizio della I turchi resi intanto piìi insolen-
cattolica religione, dal re medesimo ti dalle continue vittorie a danno
e da Enrichetta sua figliuola già dei Veneziani, spinsero il Pontefice
stata abbracciata. a maggiori sollecitudini. Processioni
Avvenuta vma grande epidemia si ordinarono per lui in tutte le
di bovi per l'Italia, il santo Padre, diocesi due galere si spedirono da
;

alììne di allontanarne il flagello, lui sotto la condotta de' cavalieri di


pubblicò un giubileo ed una pro- Malta ; una sacra lega fu pure com-
cessione generale a cui egli medesi- binata da a favore de' Venezia-
lui

mo co' Cardinali assistè, e rinnovò ni, nella quale entrarono il re di


le provvidenze sulla congregazione Spagna Filippo V, Giovanni re V
dell'Annona e Grascia, già iustituita di Portogallo, gran duca di To- il

da Paolo V nel 1 6 1 i scana, e la repubblica di Genova.


Con nuovo uffizio proprio, pur da Le flotte della lega unite vennero
lui composto, ordinò Clemente XI, a quelle dei Veneziani, e perchè
che, lasciato l'uffizio del comune, si una forte diversione fosse fatta ai

celebrasse in tutta la Chiesa la fe- turchi, rimosse il Pontefice le gelosie

sta del patriarca s. Giuseppe suo esistenti tra il re di Spagna, e l'im-


particolai protettore , ed accordan- peratore, stringendo questo secondo
do indulgenza a chi intervenisse ad entrare nella lega co' Veneziani
all' esposizione del Santissimo nei ed a portare le sue armi per terra
nove giorni precedenti alla festa nel- contro i turchi. Di fatti sotto il co-
la chiesa di s. Ignazio, diede motivo mando dell' immortale principe Eu-
all' introduzione delle novene ad o- genio di Savoja, l'armata imperiale
nore dei santi, di cui il Papa Lam- piesso Petervaradino sconfisse i tur-
bertini, de Canon, ss. lib. IV, par. chi per modo, che levato fu persino
II, cap. 20, non trova memorie an- da essi 1' assedio a Corfù. Mandò in
teriori. Era in quel tempo ( anno queir incontro il Pontefice lo stocco
lyiS), che il turco s'apparecchiava ed il berrettone da lui benedetti al
con formidabili forze contro la re- principe Eugenio, il quale, nel se-
pubblica di Venezia, ed il santo guente anno 17 17, assediò, e s'irn-
Padre non pure fece accorti i so- padroni eziandio di Belgrado.
vrani di Europa sulle conseguenze Pure a gravi angustie dovea tro-
di queir assalimento, ma egli me- varsi l'integro animo di Clemente
desimo inviò molti soccorsi ai vene- XI. L' intervento dell' imperatore
ziani, ed intimò un giubileo uni- nella lega era avvenuto sulla pa-
versale per ottener un felice suc- rola data al Pontefice dal re di
cesso contro le armi ottomane. Né Spagna di non turbare gli stati
Clemente XI trascurava perciò le let- imperiali, finché durasse la guerra
tere, le arti e le scienze. In Bologna contro il turco. Filippo V al con-
eressecontemporaneamente 1' acca- trario, viste le vittorie dell' impera-
demia de' pittoii, scultori ed archi- toi-e Carlo VI, sotto la sembianza
VOL. XIV.
66 CLE CLE
di rivolgere i suoi sforzi contro gli zione colla corte. Pure stette
sua
ottomani, mise tacitamente in piedi fermo il Pontefice; ma con tale
un formidabile esercito, e trascura- prudenza adoperò co' due regi con-
ta la promessa, col pretesto della tendenti la forza, che l'imperatore,
prigionia di monsignor Molines su- vista r innocenza sua ,
permise al
premo inquisitore di Spagna, fatta nunzio di Vienna , l' esercizio del
in Milano dagl' imperiali, come suo ministero e Filippo V si ,

sconvolgitori a loro danno di quelle adoperò cercando una riconcilia-


contrade, voltò le armi contro l'im- zione , per la quale fu eziandio
peratore, e pose r assedio a Caglia- restituita al primario stato la nun-
ri nella Sardegna. Sebbene il Papa ziatura di Spagna , e rivolse gli
scrivesse parole di risentimento al emolumenti ecclesiastici ritratti dal
re Cattolico per la violata fede, suo regno contro i saraceni , che
l'imperatore, cedendo alle suggestio- sconfìsse in diverse battaglie, invian-
ni de' ministri, riguardò invece quel done al Pontefice alcune bandiere
tradimento come opera di Clemen- con lettere di suo pugno.
te XI, Il perchè vietò al nunzio di Ei'a stato sospeso a que' dì il

Vienna di più accostarsi alla sua culto, che prestavasi in Monza alla
corte , ed il viceré di Napoli fece corona di Ferro, con cui venivano
partire quel nunzio entro ventiquat- altre volte, e da Napoleone in qua
tro ore, e sequestrare fece le ren- vengono incoronati i re d' Italia.
dite di ogni beneficio, che i Cardi- Clemente XI, coll'organo della con-
nali ed i prelati forestieri possede- gregazione de' riti , decretò potersi
vano in quel regno. conservare questa corona tra le re-
Ma quanto innocente fosse il liquie, e potersi venerare e portare
Pontefice bene si avvide l'imperato- proccssionalmente. In questo mezzo
re allorché, scorte nulle le ammoni- fu conchiuso il matrimonio tra il cat-
zioni al re cattolico, perchè cessasse tolico re Jacopo III d'Inghilterra colla
contro i domini! della casa d' Au- principessa Clementina Sobiesky, fi-

stria, ai i3 gennaio 17 17, gli sos- glia del principe di Polonia, già dal
pese gli emolumenti delle decime santo Padre tenuta al sacro fonte.
ecclesiastiche, concedutegli colla Bol- Però, mentre essa era in viaggio
la della crociata {^Fcdi) , ed infor- per unirsi in Roma al suo sposo,
mato aver avuta oi'igine quella spe- venne assalita ad Innsbruck, e per
dizione militare a danno dell' Au- forza arrestata ed impedita a poter
stria dagli artifizi del Cardinal Al- proseguire il viaggio. Clemente XI
heroni, ricusò di trasferirlo dal ve- mise pratiche coli' imperatore per-
scovato di Malaga all'arcivescovato chè fossero rimossi quegli ostacoli, e
di Siviglia, come dallo stesso re era teneva desta ad un tempo la costan-
stato richiesto. Per la quale dispo- za nel cuore di lei.Se non che ella
sizione si attirò il Pontefice le ven- intanto, travestita da uomo, deluse
dette di Filippo V, che richiamò le vigilanze delle guardie, e si tras-

incontanente tutti gli spagnuoli di- ferìprima in Romagna, indi a Ro-


moranti in Roma, e proibì ai sud- ma, dove fu alloggiata al moniste ro
diti suoi qualunque ricorso alla cor- delle orsoline. Il re Jacopo III, tor-
te Pontificia, facendo cessare il nun- nato dal viaggio di Spagna, si fer-
zio apostolico da qualunque rela- mò a Moutcfiascone, dove condotta
CLE CLE 67
s'era la principessa, e dove dal ve- leans, reggente della Francia, di ri-
scovo di quella città vennero sposa- vocare un editto promulgato in no-
ti.Clemente XI da quel giorno au- me del re con grave danno della
mentò l'assegno annuale, che dava disciplina ecclesiastica e della ponti-
al principe, e chiamati gli sposi in fìcia autorità circa i priorati ed i
Roma, destinò loro un palazzo con- benefizi appartenenti ad alcune con-
degno. gregazioni regolari di quel regno_,
Tra le apostoliche curCj che nel- e un' esortazione diresse ai vescovi
r anno 1 7 1 9 tennero vigilante il Ruteni [P^edì), di rito greco, accioc-
Pontefice, vi furono quelle dirette ché diligentemente estirpassero gli
all'accrescimento delia cattolica Chie- errori introdottisi in quelle con-
sa nell'impero della Cina. A tal fi- trade.
ne scrisse a quell' imperatore per Ad Urbino sua patria largo fu
significargli il suo desiderio di spe- di favori il magnanimo Pontefice,
dire a lui una legazione di cospicuo come può vedersi all' articolo di
prelato, e di alcuni religiosi missio- quella città. Pure gli anni, e molto
nari.Ma intanto sparsasi la voce che più i fiequenti incomodi dell'asma
queir imperatore bandiva un editto, annunziavano in mezzo a vicina
con cui scacciava i missionari dal tante morte di Clemente
cure la
suo impero, e proibiva a' suoi sud- XI che avvenne appunto a' i g
,

diti l'esercizio della cattolica reli- marzo 172 1. Prima di morire, fe-
gione, il Papa cadde per lo dolore ce chiamare il Cardinale Annibale
malato di febbre, e di asma che Albani, e d. Carlo, suoi nipoti, e
assai fece temere della sua vita; mostrò loro che la moderazione da
ma egli tosto si riebbe non appena lui usata nel beneficarli era stata
nuove più po.sitive e più felici smen- regolata dalla sua coscienza. Esor-
tirono le prime sul conto della Ci- toUi a divenir santi, e chieden-
na. Allora scrisse anche al re di do perdono al Cardinal Annibale,
Persia perchè mettesse riparo alle ed al Cardinal Paolucci sommo pe-
ingiurie che i cattolici armeni, ed i nitenziere, i quali più che altri avea-
missionari cappuccini soffrivano in no seco lui faticato nel suo gover-
Teflis, capitale della Georgia. no, spirò, come si disse, nel giorno
Con tre editti proibì il santo Pa- di Giuseppe di cui avea compo-
s.

dre nello stato ecclesiastico l'intro- sto l'uffizio, che si recita nella Chie-
duzione de' panni e delle sete lavora- sa. Mori neir età d'anni settantuno,

te, e con altri editti molte cose pre- mesi sette, e giorni venticinque, do-
scrisse sul modo di tenere i registri po venti anni tre mesi e venti-
,

delle messe, non che suU'obbligo già quattro giorni di pontificato.


ingiunto ai parrochi da Papa Ur- Con quindici promozioni creò set-
bano Vili, apprendere cioè
di far tanta Cardinali, compreso il macera-
la dottrina cristiana, secondo il me- tese Filippucci, che virtuosamente
todo del ven. Cardinale Bellarmino. ricusò la porpora, la quale il Pon-
V. Dottrina Cristiana. tefice non volle dare all'altro ni-
Giunto l'anno 1720, esortò il re pote Alessandro nunzio zelante di
di Polonia perchè ordinasse il li- Vienna, benché da molti supplica-
bero culto cattolico nella provincia to. Clemente XI fu sepolto nel Va-
di Lusazia pregò il duca d' Or-
,
ticano vicino al fonte battesimale,
68 CLE CLE
ove era stato Alessandro Vili, don- Negli spedali, che frequentemente
ile poi nel seguente anno 1722 fu visitava, e nella basilica Vaticana
trasportato al sepolcro da lui stesso vidiva spesso le confessioni, massime
presceltosi nel pavimento del coro nella settimana santa. Elegantissime
«Iella stessa basilica con una sem- omelie, nelle quali vedeasi riprodot-
plice iscrizione, composta da lui me- ta la eloquenza di s. Leone I, face-
desimo, nella quale segnò il ponti- va nella basilica medesima e ad ,

ficato di venti anni lasciando a


, onta che tormentato fosse da com-
quel capitolo il peso di aggiungervi plicati malori, con sorpresa de' me-
il mese, ed il giorno della sua mor- dici, anche negli ultimi anni segui-
te, in ricompensa dei libii corali, tava a piedi lunghe processioni , e
di cui egli provvide il coro mede- tutti ammetteva all'udienza. Per te-
simo per le funzioni ecclesiastiche. nere poi in soggezione i suoi mi-
Fu Clemente XI di alta statu- nistri, era solito a dire : essere di
ra, veramente ben fatto e di tale , un principe il non il
sapere , ma
figura da tosto prevenire in suo fa- praticare ogni cosa, facendone uso
vore. Fu egli il primo che dopo , opportuno nelle circostanze.
Clemente VII andasse raso senza Tenace dell'ecclesiastica disciplina,
barba era di capo e di sembiante
; di rado dispensava dalle prescrizio-
lunghi, di colore pressoché pallido, ni de' sagri canoni ; avea la massi-
tli ed occhi neri
capelli di voce , ma inoltre di ornar benefizi con i

sonora, d'ingegno acuto, di memo- uomini degni anziché ornare gli


,

ria tenace, alieno dall'ira e dal- uomini co' benefizi onde spesso di-
,

l' odio, osservantissimo del segreto, ceva Indegno è del vescovato chi se
:

peritissimo nelle lingue greca e la- lo procura. Chi è di rea condotta,


tina, e sommamente erudito. Nella non si migliora col benefizio; anzi
virtù cristiana può con sicu-
dirsi con esso va di male in peggio. 11
rezza , che se incoriotti e pii erano perchè di ottocento e cinquantatre
stati i costumi di lui fin da giovi- vescovi titolari scelti da lui durante
netto, si conservarono maggiormen- il suo pontificato ninno diede mo-
te Egli me-
innocenti col triregno. tivo di lamento, e molti morirono
ritavaun pontificato più felice; ma in concetto di santità. Nelle ripren-
appunto sembra che per tempi co- sioni era pieno di dolcezza, e sem-
tanto tempestosi Iddio lo avesse pre manifestava tanta grazia, e detti
formato di un carattere cos\ fermo cosi arguti, che passarono ai posteri
nelle disgrazie, nei travagli, nelle come segni dell' acuto suo ingegno.
infermitìi, e nel riposo. Ai suoi mi- Non conobbe mai altra vendetta,
nistri diceva sovente: il trai' aglio, se non quella di ricambiare col be-
non la felicità, è (fucilo che Dio ne a chi gli faceva male, e perciò
desidera da noi ; io vi avverto ,
diceva, che il vendicarsi co' nemici
che quindinnanzi chiamerò il mio facendo loro del bene era vendicarsi
palazzo la casa di Giobbe. in una maniera divina. Estrema-
Recitava sempre l' uffizio ginoc- mente generoso sovvenne in Roma
chioni, e due volte al giorno si ap- ottomila poveri nella carestia del
plicava alla meditazione; parca era 1721: nella peste di Marsiglia del
la sua mensa, durante la quale si 1720 mandò al vescovo di quella
luceva leggere qualche libro santo. città duemila rubbia di grano da
,

CLE CLE ().)

(listi ibuirsi ai poveri, e prese gran- che le lingue orientali possono tor-
di piecaiizioiii perchè non penetras- nire di più raro. Mandò a tal uo-
se quel flagello anche in Roma. Con po a farne ricerca in Egitto ed iu
grande somma di denaro soccorse Soria i tre celebri letterati Abramo
l'esilialo Giacomo II re cattolico d'In- Massard, Andrea Scandar, ed il fa-

ghilterra. e dopo la morte di lui tu pro- moso Elia Giuseppe Simeone Asse-
digo col le Giacomo III suo figliuo- man zio del Massard. La l'accolla
lo, cui concedette dapprima per sog- loro porta appunto il titolo di Bi-
giorno la città di Urbino, e poscia blioteca Orieiilale- Cleiiicniuio-Vatì-
quella di Roma, assegnandogli il pa- caiia. L'Asseman ne fece il catalo-
lazzo Sacchetti, ed una pensione di go con tanta erudizione e con si ,

dodici mila scudi sulla camera, ol- bel metodo, che questo lavoro pas-
tre a centomila regalatigli al suo sa oggimai per un capo d'opera in
arrivo in R^oma. Ma la prova piìi tal genere. Ma la meraviglia piìi

concludente delle sue liberalità, di- grande si è che xìeile calamità, on-
ce Lafiteau scrittore della sua vita, de fu alili tto il suo Pontificato, ab-
si è che dopo la sua morte gli fu- bia egli potuto supplire a tante spe-
rono trovati sessanta soli scudi, ed .se. Pure a tutto suppliva il suo
vnia nota di seicento famiglie, che coraggio.
campavano colle segrete sue linjo- E che diremo dell' instancabile
sine. suo zelo per la fede cattolica ? Ne
Una munificenza sì segnalata si sono testimoni duecento ottani' una
estese anche a quanto poteva aver bolle già pubblicate nel Bollano to-
riguardo all'abbellimento di Roma. rnano, mille quattrocento dodici epi-
Parlando delle chiese , nella sola stole e brevi raccolti iu due tomi,
Roma venti se ne contano che furo- le omelie e le orazioni concistoriali
no da lui o edificate, o ristaurate, stampate in altri due tomi ; testi-
od abbellite fondò il collegio o ac-
; monii ne sono gli operai evangelici
cademia nobile degli ecclesiastici; fab- da lui inviati nell' India, alla Cina,
bricò per povere giovani il conser-
le alla Persia, all'Etiopia, iu Moscovia,
vatorio che chiamasi la casa di s. al Mogol ed in Egitto, e la conso-
Clemente, ed ingrandi il monistero lazione che provava ogni volta, che
del Bambin Gesù. Molta cura ebbe vedeva il più piccolo progresso del-
pegli ospedali di s. Marta, degli Etio- la fede medesima. E già parecchie
pi, e degli Armeni. Pegli ecclesia- illustri il suo Pon-
conversioni conta
stici seconda nazione fab-
di questa tificato, il va pure celebrato
quale
bricò nuove case, non meno che pei per i grandi tentativi fatti da lui
vescovi della Mesopotamia, e pei affine di riunire la Chiesa greca al-
religiosi maroniti di s. Antonio. Fab- la latina.
bricò il porto di Ripetta , e nuovi Co' suoi soli parenti , come piìi

pubblici granai alle Terme di Dio- sopra si è dimostrato, non fu libera-


cleziano, ristaurò gli acquedotti di le Clemente XI. Orazio suo fratello,

Roma, e di nuovi ne fece costruire a che pur amava teneramente, morì


Civitavecchia, che resero l'aria più senza aver mai da lui carica, o se-
salubre , e somministrarono acqua gno di nobiltà alcuna. Conferì il

abbondante alla città. Arricchì la camerlengato di S. R. C. al Cardi-


biblioteca dei Vaticano di tuttociò, nale Annibale Albani suo nipote
,

72 e LE CLE
mera apostolica, ed allo sfato. Re- quale promettendo perdono ai reli-
stitiù alla nobiltà romana i posti giosi apostati, se in un determinato
di lancie spezzate, e di cavalieri di tempo tornavano al seno della Chie-
cappa e spada, che erano stati tolti sa, accordava pur loro il pacifico
e soppressi. possesso dei benefizi ecclesiastici, di
Nel lySi concedette Clemente che avessero goduto. Vari missio-
XII ai canonici della cattedrale di nari spedì ad un tempo il zelante
Firenze il privilegio di protonotari Pontefice nel Tibeth^ regno della
apostolici partecipanti , e restituì gran Tartaria, e fece dono di sessan-
alla Toscana l' ufllzio di notaro tamila scudi per le missioni orien-
che, per disposizione di Leone X, tali, in virtù delle quali furono
aveva in Roma. Varie leggi prov- convertiti diecimila Copti, compre-
vidissime vennero da lui pure pub- so il loro patriarca Alessandrino,
blicate per lo miglior essere eco- sempre resistente alle paterne insi-
nomico de' suoi sudditi, ed accor- nuazioni dei Pontefici anteriori. Né
dò ai prelati votanti di segnatura ciò solo; ma per le preghiere di Cle-
il mantellone, il cappello pontifica- mente XI 1 il patriarca armeno tol-
le, e gli altri ornamenti, che usano se l'anatema dai sacri dittici contro
nelle cavalcate gli uditori di Rota, il concilio di Calcedonia, e contro il

non che chierici edi presidenti i Pontefice s. Leone I; i benedettini


della Camera, ed accrebbe loro le di s. Mauro in Francia, con amplis-
rendite annuali quando esistevano sima formola , ricevettero la bolla
fino ai cinquecento scudi al deca- Unigenitus di Clemente XI, e fu tol-

no, e trecento agli undici altri pre- ta una controversia, che stava per
lati votanti. suscitarsi colla Francia per lo pre-
11 lotto pubblico, che Innocenzo testo che la fabbrica delle Galancà,
XIII aveva permesso nello stato ec- e la coltura del tabacco del duca-
clesiastico, ma che Benedetto XIII to di Avignone, dessero occasione
aveva proibito, da Clemente XII nel alle frodi delle regie gabelle.
detto anno lySi fu di nuovo per- Desideroso Clemente XII di rendere
messo, provenendo alla Camera per fertili, come lo erano le altre vol-
esso sino dal primo anno netti e pu- te, le paludi Chiane non lungi dal
ri scudi 4'^, 74^- I^i^'olse però Cle- lago Trasimeno, fra i confini dello
mente XII questa rendita per solle- stato pontificio, e la Toscana, fece
vare dal debito molte città dello sta- aprire nel 1784 un fosso per quat-
to, per molte limosine a favore dei tordici miglia fino al Tevere , ri-

poveri, e delle comunità religiose, e volgendo nell'animo eziandio il pro-


per abbellire di molte fabbriche la getto di rendere navigabile lo stes-
città di Roma. so Tevere da Perugia sino a Ro-
I Corsi ribellatisi dalla repubbli- ma; cosa, che per la sua difficoltà
ca di Genova erano ricorsi a Cle- non potè mandare ad effetto. Fab-
mente XII, affinchè li riammettes- bricar fece però un ampio lazzaret-
se al dominio della Chiesa ( V. to con un molo nel porto di An-
Corsica); ma il santo Padre rifiu- cona ( porto cui nel 1732 avea
tò r offerta, e si fece piuttosto me- reso libero da franchigie ), ed istituì
diatore della pace. Una bolla ema- una perpetua congregazione di Car-
nò nell'almo appresso lySa, colla dinali, perchè attendesse al buon
CLE CLE -3
regolamento di quel porto. A ren- corte di Spagna a motivo di alcuni
dello ancor piti frequentato nel com- spagnuoli, che all'insaputa ingag-
mercio, da Nocera, per Fabriano, e già vano per la guerra di Spagna il

per Jesi, aprì una strada consolare, basso popolo romano ; che adi-
di
che dal suo nome si chiama Cle- rati i Trasteverini sarebbero corsi
mentina. Di che in grata memoria a fare strazio sopra la stessa casa
gli anconitani coliocarongli nella dell'ambasciatore di Spagna, se non
piazza loro una statua, e quelli di fossero state misure di
prese forti

Jesi un arco trionfale. difesa. Nondimeno giuntociò a no-


La morte di Federico Augusto tizia di tremila spagnuoli, che da
II re di Polonia, succeduta nel pri- Velletri passarono a Napoli, si fer-
mo febbraio 17 33, tolse la pace a marono a Velletri commettendo ta-
quasi tutta l'Europa. Appiccatasi la li disordini, che quel popolo ricorse
guerra per la successione a quella alle armi, onde seguirono alcune
corona tra la Francia e la Spagna scaramuccie. Il Cardinale Acquaviva,
contro l'imperatore^ il l'egno di ministro del re di Spagna, voleva
Napoli cadde in parte in potere dei a soddisfazione del tumulto de' Tras-
francesi e degli spagnuoli. Quindi teverini, che il senato romano si
l' imperatore a sostegno dei propri recasse a Madrid per domandare
diritti faceva pagare il censo della perdono al re cattolico ; ma il fer-
chinea, che pur presentavasi per parte mo Pontefice nulla volle accordare,
dell' infante d. Carlo di Spagna. In Quindi ministri di Spagna e di
i

tale frangente, commesso dal Pon- Napoli partirono da Roma, e ne


tefìce l'aitare ad otto Cardinali, fu intimarono ai sudditi delle rispetti-
risoluto di rifiutare l'offerta dell' in- ve nazioni la immediata partenza;
fante, come quello che non avea i nunzi Pontificii furono cacciati da
per anco ricevuta la investitura di quelle corti, ed agli spagnuoli fu
quel regno. Se non che, ridotto dal- vietato ogni ricorso alla dateria ro-
r infante all'obbedienza tutto il re- mana. Clemente XII non oppose altre
gno, sollecitava dalla santa Sede la armi che quelle della mansuetudi-
cerimonia dell' investitura; Cesare ne, e della pazienza. Vinto da es-
pel contrario offeriva il solito tri- se, Filippo V re di Spagna, e dalla
buto della chinea, nel quale mio- ragione che stava dalla parte del
vo cimento, rimessa ancora la cosa Papa, desistette dalla richiesta sod-
a dodici Cardinali, fu deciso di non disfazione, ed a poco a poco le cose
accettare da veruno il tributo, fin- furono ricomposte.
che la vittoria non avesse deciso il In mezzo a queste controversie ap-
vincitore. provò Clemente XII l'erezione del-
Nell'anno 1735, terminò Clemente la congregazione della Famiglia di
XII in diano, nella diocesi di Bisi- Ciisto [Vedi), fondata fuori delle
gnano, nella Calabria, il collegio n)ura di Napoli per l'educazione
italo-greco, dal suo cognome chia- religiosa degl' indiani, e dei cinesi,
mato Corsini, perchè propagata fos- da Matteo Ripa a similitudine di
se nella Grecia la cattolica fede a quella di S.Filippo Neri. Quindi cor-
mezzo dei giovani greci ivi allevati, rendo la festa della ss. Trinità, nel
Una discordia si andava intanto su- i7'>7 a' 16 giugno, Clemente XII
scitando tra la santa Sede, e la la rese piìi celebre colla solenne ca-
72 e LE CLE
mera apostolica, v.d allo stato. Re- quale promettendo perdono ai reli-
stituì alla nobiltà romana i posti giosi apostali, se in un determinato
tli lancia spezzate, e di cavalieri di tempo tornavano al seno della Chie-
cappa e spada, che erano stati tolti sa, accordava pur loro il pacifico
e soppressi. possesso dei benefizi ecclesiastici, di
Nel 1731 concedette Clemente che avessero goduto. Vari missio-
XII ai canonici della cattedrale di nari spedi ad un tempo il zelante
Firenze il privilegio di piotonotari Pontefice nel Tibethj regno della
apostolici partecipanti , e restituì gran Tartaria, e fece dono di sessan-
alia Toscana l' uHlzio di notare, tamila scudi per le missioni orien-
che, per disposizione di Leone X, tali, in virtù delle quali furono
aveva in Roma. Varie leggi prov- convertiti diecimila Copti, compre-
vidissime vennero da lui pure pub- so il loro patriarca Alessandrino,
blicate per lo miglior essere eco- sempre resistente alle paterne insi-

nomico de' suoi sudditi, ed accor- nuazioni dei Pontefici anteriori. Né


dò ai prelati votanti di segnatura ciò solo; ma per le preghiere di Cle-
il mantellone, il cappello pontifica- mente XII il patriarca armeno tol-
le, e gli altri ornamenti, che usano se l'anatema dai sacri dittici contro
nelle cavalcate gli uditori di Rota, il concilio di Calcedonia, e contro il

non che chierici edi presidenti i Pontefice s. Leone I; i benedettini


della Camera, ed accrebbe loro le di s. Mauro in Francia, con amplis-
rendite annuali quando esistevano sima formola , ricevettero la bolla
fino ai cinquecento scudi al deca- Unigenitiis di Clemente XI, e fu tol-
no, e trecento agli undici altri pre- ta una controversia, che stava per
lati votanti. suscitarsi colla Francia per lo pre-
11 lotto pubblico, che Innocenzo testo che la fabbiica delle Galancà,
XIII avevar permesso nello stato ec- e la coltura del tabacco del duca-
clesiastico, ma che Benedetto XIII to di Avignone, dessero occasione
aveva proibito, da Clemente XII nel alle frodi delle regie gabelle.
detto anno lySi fu di nuovo per- Desideroso Clemente XII di rendere
messo, provenendo alla Camera per fertili, come lo erano le altre vol-
esso sino dal primo anno netti e pu- te, le paludi Chiane non lungi dal
ri scudi 41B5 "4^- I^i^o'se però Cle- lago Trasimeno, fra i confini dello
mente XI 1 questa rendita per solle- stato pontificio, e la Toscana, fece
vare dal debito molte città dello sta- aprire nel 1734 un fosso per quat-
to, per molte limosine a favore dei tordici miglia fino al Tevere , ri-

poveri, e delle comunità religiose, e volgendo nell'animo eziandio il pro-


per abbellire di molte fabbriche la getto di rendere navigabile lo stes-
città di Roma. so Tevere da Perugia sino a Ro-
I Corsi ribellatisi dalla repubbli- ma ; cosa, che per la sua difficoltà
ca di Genova erano ricorsi a Cle- non potè mandare ad effetto. Fab-
mente XII, aftinché li riammettes- bricar fece però un ampio lazzaret-
se al dominio della Chiesa ( l^. to con un molo nel porto di An-
Corsica); ma il santo Padre rifiu- cona ( porto cui nel i73'2 avea
tò r offerta, e si fece piuttosto me- reso libero da franchigie), ed istituì
diatore della pace. Una bolla ema- una perpetua congregazione di Car-
nò nell'anno appresso lySa, colla dinali, perchè attendesse al buon
CLE CLE 73
regolamento di quel porto. A ren- corte di Spagna a motivo di alcuni
derlo ancor più frequentato nel com- spagnuoli, che all'insaputa ingag-
mercio, da Nocera, per Fabriano, e giavano per la guerra di Spagna il

per Jesi, una strada consolare,


aprì basso popolo romano ; che adi-
di
che dal suo nome si chiama Cle- rati i Trasteverini sarebbero corsi
mentina. Di che in grata memoria a fare strazio sopra la stessa casa
gli anconitani collocarongli nella dell'ambasciatore di Spagna, se non
piazza loro una statua, e quelli di fossero state misure di
prese forti

Jesi un arco trionfale. difesa. Nondimeno giuntociò a no-


La morte di Federico Augusto tizia di tremila spagnuoli, che da
II re di Polonia, succeduta nel pri- Velletri passarono a Napoli, si fer-
mo febbraio 17 33, tolse la pace a marono a Velletri commettendo ta-
quasi tutta l'Europa. Appiccatasi la li disordini, che quel popolo ricorse
gueiTa per la successione a quella alle armi, onde seguirono alcune
corona tra la Francia e la Spagna scaramuccie. Il Cardinale Acquaviva,
contro r impei'atore, il regno di ministro del re di Spagna, voleva
Napoli cadde in parte in potere dei a soddisfazione del tumulto de' Tras-
francesi e degli spagnuoli. Quindi teverini , che il senato romano si
r imperatore a sostegno dei propri recasse a Madrid per domandare
diritti faceva pagare il censo della perdono al re cattolico ; ma il fer-

chinea, che pur presentavasi per parte mo Pontefice nulla volle accordare.
dell' infante d. Carlo di Spagna. In Quindi ministri di Spagna e di
i

tale frangente, commesso dal Pon- Napoli partirono da Roma, e ne


tefice l'aitare ad otto Cardinali, fu intimarono ai sudditi delle rispetti-
risoluto di rifiutare l'ottiirta dell'in- ve nazioni la immediata partenza;
fante, come quello che non avea i nunzi Pontifìcii furono cacciati da
per anco ricevuta la investitura di quelle corti, ed agli spagnuoli fu
quel regno. Se non che, ridotto dal- vietato ogni ricorso alla dateria ro-
l'infante all'obbedienza tutto il re- mana. Clemente XI I non oppose altre
gno, sollecitava dalla santa Sede la armi che quelle della mansuetudi-
cerimonia dell' investitura; Cesare ne, e della pazienza. Vinto da es-
pel contralio otleriva il solito tri- se, Filippo V re di Spagna, e dalla

buto della chinea, nel quale nuo- ragione che stava dalla parte del
vo cimento, rimessa ancora la cosa Papa, desistette dalla richiesta sod-
a dodici Cardinali, fu deciso di non disfazione, ed a poco a poco le cose
accettare da veruno il tributo, fin- furono ricomposte.
che la vittoria non avesse deciso il In mezzo a queste controversie ap-
vincitore. provò Clemente XII l'erezione del-
Nell'anno 1 735, terminò Clemente la congregazione della Famiglia di
XII in Ullano, nella diocesi di Bisi- disto [Vedi), fondata fuori delle
gnano, nella Calabria, il collegio n>ura di Napoli per l'educazione
italo-greco, dal suo cognome chia- religiosa degl' indiani, e dei cinesi,
mato Corsini, perchè propagata fos- da Matteo Ripa a similitudine di
se nella Grecia la cattolica fede a quella di S.Filippo Neri. Quindi cor-
mezzo dei giovani greci ivi allevati. lendo la festa della ss. Trinità, nel
Una discordia si andava intanto su- 1757 a' 16 giugno, Clemente XII
scitando tra la santa Sede, e la la rese più celebre colla solenne ca-
,

74 CLE CLE
nonizzazione di Vincenzo de' Pao-
s. di Venezia, affinchè unissero le loro
li, s. Gio. Francesco Regis, s. Ca- anni a quelle dell'imperatore, e
terina Fieschi Adorni, s. Giuliana concesse cento mila scudi tratti dal-
Falconieri. Passando dalle canoniz- la Camera apostolica , dandone al-
zazioni solenni ad una equipollente. tri dodici mila del propi-io peculio,
Clemente XI 1 canonizzò in tal mo- ed altri trentamila furono contribuiti
do s, Geltrude sorella di s. Matil- sul suo esempio da tutti i Cardinali
de; beatificando poscia con solenni- e prelati di Roma. Se non che, fatta
tà la b. Caterina Piicci, e facendo la pace, mentre era rimasta la terza
altre beatificazioni equipollenti, cioè parie di questi sussidii, il santo
del beato Giovanni de Dakla po- Padre ordinò che fosse distribuita
lacco, della b. Michelina della no- per le parrocchie povere dell' Un-
bile famiglia de' Metelli, e Pardini gheria.
di Pesaro, della b. Rita o Marghe- Fulminò Clemente XII colla sco-
rita di Cascia, della b. Chiara di munica le leggi àa' Liberi Muratori
IVIontefalco, del beato Gio. Angelo [Vedi), e nel 1789 ampfiò la bi-
Porro, del Andrea Caccioli o de
b. blioteca Vaticana con nuovo edifi-
Lacchis; dando culto in fine in zio, con armadii, scansie, pitture, con
altri tempi ad altri servi di Dio, vasi etruschi, e trecento e ventotto
Controversie ebbe questo Ponte- medaglie de' re greci, egizi, e dei
fice con le corti di Toscana Por- , romani imperatori, da lui acquista-
togallo, e Piemonte, per motivo del- te per gran prezzo dal Cardinale
le investiture ai vescovati, e per la Alessandro Albani. Si deve ancora
immunità ecclesiastica; ma sempre far menzione che neh' anno mede-
la sua destrezza, e la sua fermezza simo chiamò a Roma i monaci
opportunemente adoperate lo fecero GrecO'tnelchiti [Vedi) della congre-
uscire dalle prove difficili. La pace gazione del monte Libano, dando
tra r imperatore e gli spagnuoli a- loro coU'annuenza del Cardinal dia-
vendo fatto cadere il regno delle cono, la chiesa di s. Maria in Do-
due Sicilie e col titolo di re di
, mnica. Accolse ancora, o, per dir
Gerusalemme, a Carlo di Borbone, meglio, confermò sotto la protezione
Clemente XII gliene concedette la della santa Sede la repubblica di
investitura insieme a' suoi discenden- s. Marino (^Vedi), disapprovando il

ti in linea maschile e femminile contegno tenuto colla medesima dal


coir obbligo di pagare solennemente Cardinal Alberoni, e confermando
ogni anno , in riconoscenza del feu- gli antichi privilegi concessi ad essa
do della santa Sede, mille ducati dai suoi predecessori. Sul fine poi
d'oro, ed unachinea riccamente bar- del 1789, Clemente XII ebbe la
data , Coiist. ad excelsum Bull. piacevole notizia, che l'accademia di
Rom. toni. XIV, pag. 24B. Cos\ il Parigi aveva accettata la bolla Uiii-
nunzio fece ritorno a Napoli, donde genitus, come giudizio dommatico
per le passate discordie s' era riti- della Chiesa universale, e come leg-
rato a Nola. ge del regno, confessando l' errore
Stava per suscitarsi nuova guerra di avei'ue prima appellato.
tra il turco, e l'imperatore, per cui Ma cominciavano già gli anni
Clemente XII scrisse premurose lette- ad aggravarsi sul vecchio Pontefice,
re al re di l'uloniu ed alla repubblica a cui s'aggi ungeva la sua assoluta
CLE CLE 75
cecità. Fu presso a morire a' 3 di ot- tico della basilica Lateranensc, fa-
tobre lySg, ma si restituì in salute, cendo erigervi internamente una
comechè non potesse piìi alzarsi dal splendidissima cappella al glorioso
letto. Assalito poscia del continuo suo antenatos. Andrea Corsini. Per
dalla podagra, questa lo attaccò fi- maggior ornamento della curia In-
ualmente negl'intestini con tal vio- nocenziana, ne fece più ampia la
lenza, che a' i6 febbraio 1740 giun- piazza; restaurò l'arco trionfale e-
se la sua ora suprema nel palazzo retto a Costantino magno per la
Quirinale, mentre contava ottanta- vittoria contro Massenzio , fabbricò
sette anni, dieci mesi, ed un giorno nel 1734 il magnifico palazzo del-
di età, e nove anni, sei mesi, e ven- la consulla a IMonlecivallo ; a prò
ticinque giorni di Pontificato, per degli artisti collocò in Campido-
quasi otto de' quali fu affatto cie- glio una raccolta di statue , iscri-
co. Restò sepolto nel
Vaticano so- zioni ec, acquistate per sessanta mi-
pra la porta, che conduce alla can- la scudi dal Cardinal Albani, e nel-
toria, per essere poi trasportato, lo stesso Campidoglio ei'esse un e-
come aveva prescritto, alla basilica difìzio per 1' agricoltura . Lastricò
Laterauense nel mausoleo di porfi- di pietre quadrate le strade di Pto-
do, che s'era fatto costruire viven- ma, e restaurò le consolari, che con-
te nella sua cappella. Tale traspor- ducono alla città medesima fabbri- ;

to si effettuò ai 20 luglio 1742. cò l'edifizio per la correzione delle


Con quindici promozioni creò donne delinquenti; rifece la chiesa
Clemente XII trenlacinque Cardi- de' ss. Celso e Giuliano;
abbelh la
nali, lasciando vacante un solo cap- sontuosa fontana di Trevi ; decorò
pello Cardinalizio. Era Clemente XII di bella facciata la chiesa di s. Gio-
di statura più. che mediocre, di tem- vanni Battista della sua nazione
peramento robusto, di sembiante fiorentina; finalmente, oltre molte
piuttosto bello, di faccia libei'ale, altre ed utili opere, ampliò
belle
di color bianco e rosso, di capelli nel 1736 ed indirizzò buona parte
biondi, di occhi cilestri, di naso lun- della Via Lata, o via dtl Corso.
go ed adunco, ed avea il labbro Per riguardo a'suoi parenti. Cle-
superiore più esteso dell'inferiore. mente XII appena esaltato diede la
Giunto al trono , senza spogliarsi prefettura della segnatura da lui
dell'affabilità usata, assegnò il lu- prima esercitata, al parente Cardi-
nedì di ciascuna settimana per dare nal Alemanno Salviati: fece capita-
udienza. Liberale con tutti, e più ni de'cavalleggieri il duca Strozzi al-
peculiarmente co' letterati, amava tro suo marchese
congiunto, e il

assai il popolo. Bartolomeo Corsini suo nipote; dei


Molto si adoperò per l'ornamen-. memoriali l'altro nipote Neri Cor-
to di Roma, e dello stato ecclesia- sini, e generale delle poste il suo af-
stico. Nel 1780 terminò le ampie fine marchese F'ilippo Pati'izj. Indi
scuderie del Quirinale, già comin- nella prima promozione creò Cardi-
ciate da Innocenzo XIII; dal Vati- nale lo stesso Neri Maria Corsini,
cano condusse l'acqua a Castel s. siccome dotato di rara prudenza e
Angelo per comodo di quel presi- maturità di consiglio, come poi lo
dio; nel 1733 fece porre la prima dimostrò nella sopraintendcnza gene-
pietra alla maestosa facciata e por- rale del pontificio governo, massinjc
76 CLE CLE
negli ultimi otto anni del pontificato la giurisprudenza, e riportò in Pa-
dello zio, divenuto cieco, per cui di ra- dova le insegne di dottore. JVell'età
do celebiòe intervenne Clemente XII di ventidue anni si trasferì a R.o-
alle sagre funzioni, siccome dicemmo ma, ove nel 17 14 f^i ammesso al-
all'articolo Cappelle Pontificie. Inol- l'accademia ecclesiastica, e due anni
tre Clemente XII fece Cardinale fr. appi-esso fu annoverato tia i pro-
Giannantonio Guadagni altro suo ni- Clemente XI
tonotari partecipanti.
pote, ad onta della di lui virtuosa mandollo governatore a Rieti, don-
ripugnanza indi lo nominò vicario
; de passò nel 1721 a Fano, e nel
di Roma. Tuttavolta si fanno enco- 1725, fu chiamato a Roma fra i
mi a questo Papa per la sua mo- ponenti di consulta mentre nel ,

derazione co'parenti, non volendo 1729 venne fatto uditore di Rota :

a loro riguardo dispensare cariche, posto ch'egli esercitò per otto anni
ma solo promovere i benemeriti. cos\ lodevolmente, che dal Ponleli-
Quindi è che, supplicato dal suddet- ce Clemente XII, nel 1737, fu pre-
to Cardinal Salviati a dare la man- miato col cappello Cardinalizio, e
telletta di prelato all'abbate Anli- nominato Cardinal diacono |di s.
nori, stretto congiunto de' Corsini^ Nicolò in Carcere ,
passando di poi
il quale poi divenne gran priore di all'altro titolo presbiterale di s. ]Ma-
Malta, e morì nel 1787, il Papa gli ria in Araceli. Da Benedetto XIV,
rispose, che non lo promoverebbe per la morte del Cardinal Ottobo-
se non a misura delle di lui qua- ni, fu promosso al vescovato di Pa-
lità. J^. Corsini famiglia. Monsignor dova, dove esercitò per sedici anni
Angelo Fabroni compose un bellis- esemplarmente l' utìizio di pastore.
simo, Conimciitarius de Vita Cle- Per la morte accaduta a' 3 maggio
ìiiciitis XII, Romae 1761: Giorda- 17 58 del Pontefice Benedetto XIV,
no de Yicariis, La perfezione del il Rezzonico fu eletto Pontefice a' 6
ministero, e del reggimento di Cle- luglio, dopo sessantacinque giorni di
mente XII^ Salerno 1732; e mon- sede vacante, ed in memoria di Cle-
signor Gio. Battista Gaddi patrizio mente XII, da cui fu promosso alla
forlivese, nel 1786 in Roma pub- porpora, prese il nome di Clemente
blici:) Roma nobilitata nelle sue fab- XIII. A' i6 luglio coronato venne
briche da Clemente Xli. Vacò la solennemente nel Vaticano, ed ai
Chiesa Romana sei mesi , e dieci I 2 novembre dello stesso anno pre-
giorni. se, colla solita pompa e solennità, il

CLEMENTE XIII, Papa CCL\ III. possesso della sua patriarcal chiesa
Chiamato era prima questo Ponte- di s. Giovanni in Laterano. Per
fice Carlo Rezzonico , e nacque in tutta r Italia si solennizzò tale ele-
Venezia a' 7 marzo 1693 da' nobili zione, ma particolarmente in Ve-
patrizi Giambattista Rezzonico, e nezia, ove giunta la nuova nell' a-

Vittoria Barbarigo. In età di dieci dunato senato, si sciolse esso incon-


anni passò Carlo in Bologna per istu- tanente, ed i senatori corsero per
dinrvi la rettorica e la filosofia, sot- le congratulazioni al palazzo della
to la direzione de' gesuiti nel col- nobile famiglia Rezzonico , intanto
legio di Francesco Saverio. Tor-
s. che d. Aurelio Rezzonico, fratello
nato in patria s' applicò per due
, del nuovo Pontefice fatto veniva
anni alla teoIo!]ria dotrmalica ed al- cavaliere e procuratore di s. Mar-
CLE CLE 77
co, e venivano dichiarati in perpe- sta Carbone, e vi si mantenne con
tuo cavalieri i primogeniti di quella assoluta autorità per opera del-
casa. l' altro gesuita Giuseppe Morei-
Il senato dal 17^4 avea pub- ra, confessore del re e della re-
blicato un editto, con che vietava gina. A riuscire nei suoi vasti di-

a' suoi sudditi di cercare , senza il segni studiò il Carvaglio di allon-


permesso del principe, cosa alcuna tanare dai fianchi del re tutte le
dalla curia Romana, che non ispet- persone, che potevano illuminarlo;
tasse alla sola penitenzieria. Quel- prese di mira i gesuiti confessori
l'editto cagione di dissensioni tra della corte, e li fece esiliare nella
la repubblica e la santa Sede, e notte de' 19 settembre dell' anno
del quale invano tentò Benedetto 1757, ad onta che il re ne pro-
XIV la livocazione ,
per opera del vasse somma scontentezza. Di più
nuovo Pontefice fu rivocato intera- estese il suo odio a tutta la com-
mente. Ai vescovi tutti diresse pure pagnia con una scrittura stesa da
Clemente XIII la lettera circolare lui stesso, nella quale le imputava

A cjuo die, de' 4 settembre lyoS,


1 qualunque più enorme delitto. Ai
nella quale rammentava l'esercizio reclami fatti dal provinciale contro
dei doveri loro , ed ariine di pro- quelle calunnie minacciava di far
muovere il culto della santissima Tri- provare sdegno del re a tutta
lo
nità, con decreto de' 3 gennaio 17^9 la compagnia se alcun gesuita aves-
ordinò, che in ogni domenica, nella se scritto contro quella carta.
quale non vi fosse nella Messa pre- Convinse inoltre il mondo sulla
lazione propria della conente so- verità di tale scritto, prima indu-
lennità, si dicesse da' celebranti la cendo la corte romana a far un
prefazione della ss. Trinità. breve di riforma al corpo gesuitico,
Ad esempio di altri Pontefici spe- e poscia a volere la sua estini'.ione,

dì a Venezia sua patria la rosa cogliendo il pretesto di cinque ar-


d'oro benedetta Tanno 17^9, che chilìugiate tirate nella notte del 3
fu presentata solennemente al doge settembre 1708 alla carrozza del
dal prelato domestico moiisig. Fir- re, comcchè abbiano colpito certo
rao, accordando eziandio alla veneta Pietro Texeira suo famiglio e suo
repubblica il diritto di poter no- fivorito. Di tale disgrazia si appro-
minare perpetuamente un venezia- fittò il Carvaglio, per fingere una
no ad uditore della romana Rota. congiura, nella quale involse molte
Ma egli si fu nel principio dell anno persone di alto affare, ed i tre ge-
1760, in cui cominciarono le dif- suitiGabriele Malagrida Giovanni ,

ferenze famose tra la corte del Por- Alessandro, e Giovanni de Mattos.


togallo e la santa Sede per cagio- Tutti condotti furono nella notte
ne de' gesuiti. Il rinomato Seba- precedente a' i3 gennaio 1759 al-
stiano Giuseppe di Carvaglio , che le carceri dell' Inconfidenza, ove non
durante la vita del re Giovanni V però vennero mai interrogati, né esa-
di Portogallo non avea mai potuto minati, e come se avessero per com-
conseguire il posto di segretario di plici i gesuiti tutti del Poitogallo
stato, ebbe ad ottenerlo da Giusep- e delle lontane sue colonie, le' loio
pe I, figlio di quel sovrano, mercè confiscare tutti i beni , e bloccar i

le pratiche del gesuita Giambal,ti- collegi. Ollenne di piìi v\\\ luiovo.


1

78 CLE CLE
breve da Clemente XIII in data 1 A tale rottura, che durò per tutto
agosto 17% col quale assoggettati il pontificato di Clemente XI II, suc-
furono all'esame della mensa di co- cessero nuove ostilità adoperate dal
scienza, tanto gii ecclesiastici quan- Carvaglio, divenuto conte di Oeyras,
to gli Ordini militari, conferendo e marchese di Pombal. Nel 1761
eziandio a quel tribunale la facol- avea egli mandato l' ultimo convo-
tà di punire i rei, che cospirassero glio de' gesuiti nello stato pontificio
contro la famiglia reale, o contro senza dar loro alcun sostentamento.
Io stato, eccettuati i vescovi, e pre- In quel tempo la Spagna avea pu-
lati. re esiliata la compagnia da'suoi stati,
Ma ciò che più importava al e maneggi segreti faceva la Francia
Carvaglio era, come si disse, la so- per la totale distruzione di essa.
luzione della compagnia di Gesìi La Spagna, al modo del Portogal-
nel Portogallo. Il Papa avea bene lo, gli avea diretti allo stato Ponti-
scritto al re dissuadendolo dal giun- fìcio; ma quello era troppo pove- ^

gere ad un atto s'i precipitoso, a ro a sostenere tanta spesa. Laon- i|

non confondere la causa degl'inno- de il Pontefice rigettò gli spagnuo-


centicon quella dei rei ; poter la li, e prese massima di rigettare i

compagnia essere all'uopo purgata, gesuiti di qualunque altro stato. In


ma non esser giusto che fosse di- tale frangente deluse Carvaglio il

sciolta ; però tutto fu inutile. Il Car- Pontefice, inviando a Civitavecchia


vaglio, quasi in derisione della viva trentasette gesuiti, perocché dove
intercessione del Pontefice a prò dei li avesse l'ifìutati, come avea fatto
gesuiti del Portogallo, con nuovo e- degli spagnuoli, poteva spargere pel
sempio li mandò tutti nello stato regno che il Papa, riconosciuta la rei-
pontificio. Cominciando essi a par- tà de' gesuiti, non li voleva più am-
tire quindi dal Porlogallo il 16 set- mettere ne' propri stati ; dove poi, a
tembre del detto anno 17^9, giun- differenza degli anteriori portoghe-
sero a Civitavecchia, dove furono si, li avesse accolti, lo avrebbe mes-
amorevolmente accolti, e mantenuti a so in grande imbarazzo colla corte
spese della camera apostolica. Di di Madrid, la quale sarebbe stata
quella benevola accoglienza ebbe più offesa per la deferenza usata al
pure grave dispetto il Carvaglio, ed Porlogallo. Di fatti la Spagna ebbe
in vendetta, per romperla con Ro- a dolersene col Papa; ma egli op-
ma, colse r occasione in cui pel pose , che da principio aveva stabi-
matrimonio tra l'infante d. Pietro lito di ricevere i gesuiti del solo
e la principessa del Brasile sua ni- Portogallo , non quelli delle altre
pote, il nunzio non avvisato al pa- monarchie ;
quindi non ei'a colpa
ro degli altri ministri esteri, non di lui, ma colpa di chi li man-
volle illuminare il proprio palazzo. dava , se non venivano ricevuti
Dimostrò Carvaglio al re quella quelli giunti più tardi. Questa sa-
mancanza come ingiuriosa, ed il fece via, non meno che concludente ri-

cacciare dal regno ; richiamando indi sposta, lasciò convinto il ministro di


a poi anche il ministro del Porto- Spagna, e liberò il Papa dall' im-
gallo residente presso la santa Sede, barazzo, in cui il Carvaglio voleva
e tutti i sudditi portoghesi dimo- condurlo.
ranti nello stato pontificio. Seguitò nondimeno la rottura tra
CLE CLE 79
le due comechè Clemente XIIT,
corti, Cristiana, stampata a Napoli negli
con un breve 3o agosto 1768, ne anni 17^8, 1759, e 1760,6 tradotta
cercasse la conciliazione. Il re di dal francese, eper tener maggior-
Portogallo protestò di non voler mente lontani i fedeli da quelle fal-

pace con una corte, nella quale ri- se dottiine, con vma lettera diretta
siedeva il centro del governo de'ge- ai vescovi ingiungeva loro di ser-
suiti, e nella quale si proteggeva al- virsi Catechismo romano, il
del
tamente la condotta loro. quale fulminando le eresie insorte a
Ma dopo quelle angustie altre ne que' d'i formò un corpo di regola-
cagionò al Pontefice la repubblica di menti sulle materie da credere, e
Genova per l' isola di Corsica. Toltasi da fuggire intorno alla nostra fede.
questa dalla soggezione di Genova, Per opporlo anzi alla condannata
nacquero tra i corsi ed i genovesi Esposizione ec. , fece pubblicare il
lunghe guerre, producitrici di gravi santo Padre il catechismo medesi-
disordini spirituali, e dell' irreligio- mo in latino ed in italiano coi tor-
ne in queir isola. Inviato fu adun- chi della stamperia camerale.
que il visitatore Crescenzio de An- Il governo della città di Fermo,
gelis, vescovo di Segni, a rimediare che da Eugenio IV si diede a'Car-
nel 1760 a que'mali, ma la re- dinali nipoti, i quali portavano il

pubblica genovese mise la taglia di titolo di Cardinal Padrone, da In-


6000 scudi a favore di chiunque nocenzo XII si assegnò ad una con-
lo avesse ainestato, e condotto in gregazione, nella quale entrava il

Genova. Clemente XIII dal suo segretario di stato. INIa le seguenti


canto con un breve de' i5 maggio mutazioni dei prelati, che la com-
di detto annOj condannò, annullò, ponevano, facendo intavolare di bel
e proscrisse quell' editto. In questo nuovo le cause già decise, quindi
mezzo s'inteipose il re di IVapoIi; Benedetto XIV rese stabile quella
ina il Pontefice protestò non voler congregazione, e le diede il governo
richiamare il visitatore apostolico politico ed economico di Fermo.
dove non fosse stato per paite dei Clemente XIII la soppresse nondi-
genovesi rivocato l'editto. In tale meno al tutto, ed assoggettò Fer-

maniera, senon furono calmate mo, al paro che gH altri luoghi


quelle vertenze, presero almeno un dello stato ecclesiastico, alle congre-
aspetto più placido. gazioni della Consulta e del Buon
Per giovare alle anime del pur- Governo. V. Fermo.
gatorio, il santo Padre col consi- Sul principio dell'anno i 762, Cle-
glio, e col voto della congiegazione mente XIII dichiarò perpetuo nella
delle indulgenze aig maggio 1761, religione de'serviti l'impiego di con-
pubblicò un decreto col quale , fessore della famiglia pontificia, e
concedeva in perpetuo che la messa conferì a quel confessore il voto at-
delta da qualunque sacerdote nel tivo e passivo nei capitoli, e nel-
giorno della commemorazione de'de- le adunanze generali della congre-
funti, abbia a godere lo stesso pri- gazione medesima. Recatosi nella
vilegio come se fosse celebrata in primavera quell'anno a respirare
altare privilegiato. l'aria marittima di Civitavecchia,
Condannò Clemente XIII l'opera piuttostochè quella di Castel Gan-
intitolata : Esposizione della dottrina dolfo, fu ivi splendidamente accol-
8o CLE CLE
to, ed ivi esercitò la sua pietà sin- per sedici anni, spedì ventisette crO'-
golare, sì colle limosine, si colla ci da essere distribuite a que'cano-

fondazione di uno spedale per le nici perchè fossero da essi portate


zitelle, con varie
e sì largizioni. V . e trasmesse ai loro successori. Affi-
Civitavecchia. ne di rimuovere i litigi sulla col-
Tornato a Roma, fece intimare lazione dei regno di
benefizi nel
un giubileo di una settimana dal Polonia, con bolla degli 8 agosto
3o maggio, in cui cadeva la festa dell'anno 1764, confermò le bol-
di Pentecoste, e per mostrare la le di Leone X e di Clemente
sua benevolenza al tribunale della VII, e decretò che dove i benefizi
sagra Piota, nel quale per molti vacassero nei mesi di febbraio, a-
anni aveva seduto, con due costi- prile, giugno, settembre, e novembre,
tuzioni provvide al decoro di quel si conferissero dagli Ordinarii, e do-
collegio, ed alla retta amministiazio- ve negli altri mesi, dal Pontefice.
iie della giustizia, riducendo ezian- Con altra bolla de' 3o dello stesso
dio a piìi elegante e nobile forma mese, dichiarò che la facoltà impar-
le stanze ad esso tanto
destinate tita da lui agli Ordini regolari di
nel Vaticano quanto nel
palazzo dare al popolo la solenne benedi-
Quirinale ; per lo che gli uditori zione, non dovesse aver effetto alla
della Rota gli fecero collocare a insaputa de' vescovi, dai quali do-
proprie spese un busto di metallo, vevano ottenere la permissione in
opera del celebre scultore cavaliere iscritto almeno tre giorni prima. Ai
le Brun. religiosi ss. Trinità con-
scalzi della
Ma nuove angustie sopraggiunse- cesse di aggiungere nelle li-
poter
ro in quest' anno al Pontefice pei tanie, nel Confiteor della messa, e
fieri colpi dati in Francia alla neir uffizio i nomi de' santi loro fon-
compagnia Gesù, notata come
di datori Giovanni di Matha, e Felice
iniqua, comunque buoni fossero sti- di Valois. 1

mati i suoi seguaci. Appena ne ebbe Somme furono le provvidenze l

sentore, scrisse Clemente XIII al re prese da questo Pontefice per alle-


di Francia un breve commoventis- viare i mali recati dalla carestia,
simo, accioccliè non permettesse il che afflisse tutto lo stato ecclesia-
bando dei gesuiti dal suo regno. stico negli anni 1763, 1764: distri-
Nel tempo stesso si rivolgeva a tut- buzione di farine ai poveri ; apri-
ti i vescovi della Francia acciocché mento di nuovi forni ; esercizi spi-
sostenessero la Chiesa col loro co- rituali, istituzione di case in fine
raggio, e colle preghiere. Inutili peiò pel ricovero della poveraglia sotto
furono le sollecitudini di Clemen- la direzione dei gesuiti. Ma cessato
te XIII ; quale per salvare alme-
il quel flagello, si recò il Pontefice
no la Lorena, illesa ancora dalle in processione nella basilica di s.

false dottrine di Francia, scrisse al Pietro a rendere azioni di grazie


re di Polonia, la costituzione In hac, all' Altissimo, e lo stesso ordinò che
esortandolo ad interporsi col re si facesse nelle altre chiese. Intanto,
Cristianissimo suo genero. come si disse, le ammonizioni date
In tali cure, per dimostrare l'an- alla Francia da Clemente XIII in-
tico suo amore alia chiesa di Pa- torno alla persecuzione de' gesuiti,
dova, nella (piale sedette vescovo tornando inutili, l'arcivescovo di Pari-
CLE CLE 8r
«i che difendeva quella illustre
, blicò un editto pel quale permette-
cotnpagnia , veniva esiliato; ed il va di trasportare da luogo a luogo
Parlamento, estratte dai libri della dello stato, e di esportare al di
morale de' gesuiti alcune proposizio- fuori i grani, le biade e simili ge-
ni, che giudicava perniciose, le man- neri, con grande vantaggio degli
dò in catalogo ai vescovi del re- agricoltori, e dell' agricoltura.
gno, afìinchè rendessero oculati so- Grandi afflizioni provava Clemen-
pra esse i loro diocesani. Ma il ve- te XIII e pel pregiudizio, che ap-
scovo d'Angers fu il primo che os- portava alla cattolica religione della
servasse quella prescrizione, ed altri Polonia r esempio della protezione
vescovi, che seguirono il suo esem- accordata ai protestanti ed agli scis-
pio, ebbero con un breve, Ltcta Pa- matici dalle potenze non cattoliche,
stofalis ig settembre 1764, alte ri- e pel bando che andavano riceven-
prensioni dal Pontefice. do i gesuiti, oltre che di Francia,
Cresciuto il numero de' vescovi scis- della Spagna eziandio, che li faceva
matici nella nuova chiesa di Utrecht sopra i suoi vascelli trasferire alle
nell Olanda, certo Meindarts, vescovo spiagge Pontificie. Scrisse egli a quel
(hlso di Deventer, essendosi arroga- re Carlo HI un breve di lamento
to nel 1763 il diritto di metropo- per la ingiusta espulsione; ma con
litano, convocò e tenne un sinodo generali termini ebbe in risposta ,

provinciale nella sagrestia della chie- che giusti motivi, i quali per sem-
sa parrocchiale di Utrecht, nel qua- pre resteranno sepolti, ce Io aveva-
le conciliabolo furono stabiliti cano- no astretto, ed anzi ordinava al re
ni intorno alla fede, alla disciplina, di Napoli suo figliuolo di cacciarli
ed ai coslumi, e pubblicatine gli pure dalle due Sicilie, come fu e-
alti colla stampa, si ebbe l'ardi- seguito a' 3 di novembre 1766, scor-
mento di parteciparli al Pontefice, tandoli soldati da di là nello stato
i

e domandarne la conferma. Ma con- ecclesiastico. Non potè dissimulare


sapevole Clemente XIII delle ree nias- Clemente XIII l' che per
affronto,
sime di questi scismatici, con apostoli- ciò riceveva, ed ordinò a monsignor
co breve dichiarò nullo, illegittimo e Sanseverino di abbandonare quella
detestabile quel conciliabolo, e ne corte, e ritirarsi nella sua diocesi.
proscrisse gli atti, vietandone la let- Tutta volta, sotto pretesto di essere
tma e la distribuzione. V. Utrecht. quel prelato stato eletto a confesso-
Una forte sincope avea ridot- re di quel sovrano, non potè né
to a que' di agli estremi il sol- pure avere siffatta soddisfazione; an-
lefcito Pontefice, per cui ammini- zi per rappresaglia il re di Napoli
strati gli furono i sacranienli del fece marciare un corpo di truppe
viatico estrema unzione, e
e della verso Benevento, e trasportare nel-
letta gli era stata la formula del- la regia zecca tutti gli argenti dei
la professione di fede , che in que- soppressi collegi de' gesuiti.
gli ultimi istanti suolsi sottoscri- Frattanto Clemente XIII, che dal
vere anche da' Pontefici. Se non Cielo aspettava ajuto nelle sue conti-
che brevemente ricuperò la primie- nue ambasce, per aver piti efficaci
ra salute. Intanto, giunto 1' anno intercessori, ai16 luglio r767 so-
1766, rivolto sempre Clemente XIII lennemente canonizzò i santi Giusep-
aimaggior bene de' suoi sudditi, pub- pe Canzio, Giuseppe Calasanzio, Giu-
VOL. MV. 6
82 CLE CLE
seppe da Copertlno, Girolamo Miaui zione assoluta de' gesuiti, e per la
od Emiliani, Serafino d'Ascoli, Gio- rivocazione del monitorio contro di
vanna Francesca Fremiot baronessa Parma. In pari tempo un corpo di
di Chantal. Altre beatificazioni avea francesi prendeva possesso improv-
però Ai 2 i
fatte innanzi. settembre visamente di Avignone e di Car-
1761 solennemente quella del
fece pentrasso nel contado Vcnosino, ed
beato Gregorio Barbarigo Cardinal un altro corpo di truppe napole-
suo parente ; ed ordinò al senato tane s' impossessava di Ponte-Cor-
romano, che nel giorno seguente si vo ne' confini dello stato ecclesiasti-
recasse in forma pubblica a vene- co, e del ducato di Benevento. Cle-
rarlo nella basilica vaticana. Pur mente XIII però stette fermo nel
solenne fu la beatificazione, che ai rifiutare la ritrattazione del breve

19 maggio 1766 celebrò del b. Si- contro Parma e pronto piuttosto


,

meone da RoxaI; mentre ai 1 j avrebbe sofferto il martirio, qnal


maggio 1768 beatificò pur solen- nuovo Tonunaso di Cantorbery, che
nemente il b. Bernardo da Corleo- cedere ai diritti dell'i ni munita eccle-
ne. Con diverse beatificazioni equi- siastica.

pollenti , Clemente
approvò XIII I ministri delle corti osservando
l'antico culto a vari servi di Dio, per altro, che quel monitorio si ap-

fra* quali al veneto teatino beato poggiava particolarmente sulla bol-


Giovanni Marignoni e alla beata , la In coena Domini, cosi tutti si
Benvenuta Bajani di Udine. adoperarono nel sopprimerla dai lo-
Ma ad aggravare le angustie del ro stati. Alcuni vescovi aderivano, al-
travagliato Pontefice venne 1' editto tri resistevano, ed intanto Clemente
dell' infante Ferdinando duca di XIII si rivolse all' imperatrice INIa-

Parma, il quale dopo aver, ad e- ria Teresa per indurla ad interpor-


sempio della Francia, della Spa- si presso i regnanti della casa di
gna, del Portogallo e di Napoli, or- Borbone, afllnchè ponessero termine
dinato il bando de' gesuiti da' suoi alle vertenze, che agitavano la san-
stati, voleva tra le altre prescrizio- ta Sede. La imperatrice conside-
ni, dovesse esser nullo qual inique rando ,
per consiglio de' suoi mi-
scritto, bolla ec, che giunto da nistri ,
quelle contese conseguenze
Roma non riportasse il regio cxe- dei diritti del principato, dei quali
qiiatur. A tale lesione dell'immu- è giudice ciascun principe, non vul-
nità ecclesiastica fatta in uno stato, le punto immischiarsene, comechè
sul quale la santa Sede vantava di- pronta si mostrasse a tutto, che po-
ritti, dopo aver invano adoperati i tesse salvare la pace alla religione,
mezzi più dolci, Clemente XIII pub- dove ne fosse stato imminente il

blicò un breve nel 3o gennaio pericolo.


1768, nel quale egli dichiarava A questa sovrana confermò Cle-
incorsi nelle censure gli autori e mente XIII il titolo di apostolica,
gli esecutori di quell'editto, qual- siccome regina d' Ungheria.
ora non si fossero ritrattati. Il du- A peggio angustiare il Pontefice,
ca di Parma ricorse per ajuto al- furono pubblicate dal senato vene-
le corti Borboniche di Francia e ziano varie ordinazioni, tra le quali
di Spagna, le quali rinnovarono si prescriveva ai vescovi del do-
al Pontefice le istanze per l'aboli- minio veneto di poter visitare le
,

e LE CLE 83
case e le chiese di tutti i re- Pietro in Faticano {Fedi), nel mo-
golari , non ostante l' uso contra- do che dicemmo a quell' articolo.
rio,ed ai superiori de'conventi di Molte delle singolari doti di questo
non formar processi, o sentenziare Pontefice furono descritte nell'idio-
i loro sudditi senza V assenso dei ma latino dal celebre Cordara col-
tribunali secolari. Clemente XIII r aureo suo stile , e ricordate dal
che vedeva abbattere quella legge Cancellieri nella Storia de' possessi
l'autorità della santa Sede sui rego- de' Pontefici a pag. 5 14. Altre lodi
lari, diresse prima una lettera di di Clemente XIII, e la descrizione
ammonizione a tutti i vescovi per- del monumento sepolcrale, si ripor-
chè non trascorressero nelle visite tano dal Cancellieri alle pag. 388,
oltre l'autorità loro conceduta dal e 389 della stessa opera.
concilio di Trento, indi un'altra ne Fece Clemente XIII una conven-
diresse ai generali delle religioni, zione reciproca per l' arresto dei
perchè ricordassero ai loro sudditi banditi e malviventi, fra lo stato
veneziani gli obblighi contratti nelle pontificio, e i dominii della repub-
loro piofessioni ; finalmente scrisse hlica di Venezia: accrebbe i pregi
un breve al senato veneziano per- del museo capitolino ; operò alcuni
chè, dove avesse voluto riformare abbellimenti ne' pontificii palazzi del
gliOrdini regolari, sapesse non ap- Vaticano, e del Quirinale, anzi in
partenere questo alla podestà secola- quest' ultimo ricostruì l'altare della
re, ma sì alla Chiesa, e quindi chie- gran cappella Paolina , ed eresse
deva la rivocazione dell'editto pro- quel vasto braccio presso la date-
mulgato. ria verso il torrione ,
per abitazio-
Ma in questo mezzo, assalito il ne della famiglia pontificia. JVel me-
Pontefice con più alacrità dai mini- desimo palazzo Quirinale tenne so-
stri di Napoli, di Spagna, di Fran- lenne convito dopo avere consa-
,

cia per l'intera soppressione de' ge- grato nella chiesa di ss. Apostoli
suiti, oppresso da' replicati insulti il Cardinal duca di Yorck in ar-
di aflanno nel petto, morì ai 28 civescovo di Corinto in parlibus.
febbraio 1 769 nell' età d'anni set- Queste, ed altre opere, non che di-
tantacinque, dopo dieci anni , sei versi abbellimenti ordinati da Cle-
mesi, e ventisette giorni di pontifi- mente XIII in Roma, e nello stato
cato , nel quale in sette promo- pontificio, sono descritte dagli au-
zioni creò cinquantadue Cardina- tori, che fecero la storia delle pre-
li. Due giorni dopo la morte fu clari, e virtuose sue geste.
trasportato il suo cadavere da INIon- Clemente XIII, sebbene con mo-
tecavallo al Valicano , dove nel derazione si mostiò amorevole coi
,

giorno 7 fu sepolto facendogli al- , parenti. Fece il nipote Carlo pri-


lora r orazione funebre monsignor ma segretario de' memoriali, e poi
Stay, raguseo, suo segretario per le Cardinale, e camerlengo di santa
lettere latine. Dopo alcuni anni, la Chiesa. Per la morte del senatore
sua famiglia gli eresse un magni- di Pioma Bielke nominò a sua ve-
fico deposito che fu eseguito da An- ce d. Abbondio, altro suo nipote,
tonio Canova
ed è una delle più
, che insieme al fratello di questo
belle opere di quel rinomato sculto- Gio. Battista poi amplissimo Car-
re, che ammirasi nella chiesa di s. dinale, avea posto tra i convittori
84 CLE CLE
ilei seminario Romano. Vacò la la cui dedicatoria diede alla bene-
santa Sede tre mesi, e sedici giorni, merita compagnia di Gesù i piìi

CLEMENTE XI V, Papa CCLIX. gloriosi e dovuti elogi. Quindi Be-


Questo Pontefice chiamato nel bat- nedetto XIV decoroUo col posto di
tesimo Giovanni, Vincenzo, Antonio, consultore del s. uffizio. Clemente
e poi dalla professione religiosa Lo- XIII a'24 settembre lySp per le insi-
renzo Ganganelli era oriundo di
, nuazioni del Cardinale Spinelli, che
Borgopace nella diocesi e distretto Io dipingeva come il più zelante fa-

di Urbania. Nacque a' 3 1 ottobre voreggiatore de' gesuiti, il promosse


lyoS nella grossa terra di s. Ar- al Cardinalato col titolo di s. Lo-
cangelo presso Rimini, da Lorenzo renzo in Paneperna, che poi mutò
Ganganelli, medico di s. Angelo in con quello de' santi dodici Apostoli.
Vado, che avea per moglie una no- In quel convento de' dodici Aposto-
bile pesarese, Angela Serafina de li seguitò egli a dimorare per no-
Maziis. Una lite avendo assorbite al ve anni, sette mesi e ventiquattro
padre tutte le sostanze, lo trasse per giorni, finche fu assunto al Pontifi-
lo dolore ben presto al sepolcro, e cato, fruendo la pensione di venti
lasciò Lorenzo nell'infanzia senza so- mila che suol dare il Papa ai
lire,

stegno. Prese cura di lui un suo Cardinali religiosi perchè sostengano


stretto parente per parte della ma- con decoro la dignità Cardinalizia,
dre; ma morto pur egli improvvi- Venuto a morte Clemente XIII,
samente, restò ancora Lorenzo nel- disposte furono le cose pel futuro
l'impotenza di conlinuaie gli studi, conclave. Arrivarono in Roma a' 6
Vi supplì però il conte Barnaldi orion- marzo 1769 Pietro Leopoldo gran-
de di Milano, finché avesse potuto duca di Toscana, che andò ad abita-
pensare a collocarsi. Laonde fatti da re nella sua villa Medici , e ben tosto
Lorenzo primi studi a Rimini, nel-
i gli tenne dietro l'imperatore Giu-
l'età di diciotto anni fu ricevuto in seppe II, fratello di lui, sotto il nome
Urbino, e vestito nel convento di di conte di Falcliestein. Giuseppe
s. Mondaino coU'abito dell'Ordine II in compagnia di suo fratello an-
de' conventuali di s. Francesco, a dò più volte al Vaticano a far visita
cui diceva di essere chiamato, quan- ai Cai'dinali rinchiusi nel conclave,
do veniva consigliato a farsi gesui- ed un giorno avendo messo per ac-
ta. Da Urbino passò a Pesaro, a cidente alla porta un piede dentro
Recanati, a Fano, ed a Roma per il conclave, il Cardinale Alessandro
jstudiare la filosofia e la teologia. Albani gli disse scherzando: /^. il/, /la
Dopo aver insegnate quelle scienze rolla la clausura. £ padrone di eii-

in Ascoli, in Milano, ed in Bologna, Irare, e datogli il braccio lo fece


dal Cardinal Albani per l'insinua- entrare col gran duca. Allora disse
zione di un gesuita, fu chiamato a l'imperatore : dunque mi leverò la
reggere il collegio di s. Bonaventu- spada? Anzi, rispose il Cardinale
ra di Roma, di cui quel Cardinale Serbelloni, V. M. la dee rilenere
era protettore. Essendo reggente di per nostra Entralo
difesa. quindi
detto collegio, il p. Ganganelli nel col fratello si trattenne per quasi
1743 fece sostenere dal p. Marti- due ore informandosi minutamente
nelli una conclusione di teologia , del modo come seguiva l' elezione
dedicata a s. Ignazio di Lojola, nel- del Papa. Di questo accidente così
CLE CLE 8*?

raro se ne lasciò memoria ai po- ciò avreijbt* cagionato loro qualche


steri colla iscrizione posta sopra la sconcerto. Nellaorazione funebre
porta della sala regia, che condu- fattagli dall'ex gesuita Mattezell si
ce alla scala del mai-esciailo del legge aver egli detto piuttosto: Io
conclave. non ho altra famiglia che i poveri,
Un partito considerabile de' sagri e questi sanno le nuove senza cor-
elettori stava in sulle prime pel Car- rieri. Le tre sorelle di Clemente
dinal Chigi, pronipote di Alessandro XIV, una era maritata in Pesaro
VII, né più gli mancavano che con un gentiluomo della famiglia
due o tre voti per essere esaltato Tebaldi , r;.ltra era maritata con
al triregno, quando le cose cambia- Fabbri di Verrucehio, e la terza
rono d' aspetto così, che indeboli- trova vasi monaca a Fossombrone.
tosi il partito del Chigi ,
prescel- Passati otto giorni dalla sua ele-
to fu il religioso ig Ganganelli ai zione, e giunto il giorno 28 mag-
maggio di quell'anno 1769 nel tem- gio, che cadde di domenica, il nuo-
po appunto il più svantaggioso ai vo Pontefice fu consacrato vescovo
religiosi, fatti allora segno all'odio nella basilica vaticana dal Cardinal
de' ministri, e de' filosofi. Seguita Laute sotto decano del sagro Colle-
l'elezione, gli fu domandato dal Car- gio. Erano da più anni che in Ro-
dinal Cavalclìini decano, se voleva ma non vedevasi quella funzione, cioè
accettare la dignità Pontificia, a cui dal trenta novembre 1700 in cui fu
egli rispose : non bisogna ne desi- consagrato, giacché i suoi anteces-
derarla, ne ricusarla. Indi interro- sori Innocenzo XIII, Benedetto XIII,
gato del nome, che voleva assume- Clemente XII, Benedetto XIV, ed
re, era inclinato per quello di Sisto il predecessore Clemente XIII erano

VI, per rinnovare la rimembran- già consacrati vescovi al momento


za di Sisto V, che pur era stato della elezione al Pontificato. Per
religioso. Tuttavia in memoria di minor pompa ed incomodo volle
Clemente XIII suo benefattore, si egli che la messa fosse anzi letta
fece pubblicare dal Cardinale deca- soltanto che solenne com' era l'uso
no col nome di Clemente XIV. anteriore, e che i Cardinali, invece
Dopo l'adorazione prestatagli dai di avere paramenti sagri, vi assi-
i

Cardinali, gli fu chiesto se era stan- stessero colle sole cappe rosse, nella
co, a cui egli soggiunse: non aver stessa forma, che si usa nelle cap-
mai vista questa, cerimonia più co- pelle papali.
modamente ; tanto pili che si ricor- A' 4 <^e' seguente giugno che 5

dava essere stato mandato indietro pur cadde di domenica, fu Clemen-


(dagli svizzeri) in somigliante occa- te XIV solennemente coronato , e
sione (cioè in quella del suo piede- nel giorno 5 luglio si trasferì dal
cessore)^ quando ancor era sempli- palazzo Vaticano con cavalcata ad
ce religioso. abitare nel palazzo Quirinale. Indi,
Sollecitato a spedire un corriere a' 26 novembre di quello stesso an-
alle sue tre sorelle per maniféstnr no 1769, prese possesso della basi-
loro la sua esaltazione, ei si conten- lica Lateranense recandovisi con
,

tò invece d'informarle per la po- maestosa cavalcata dal Quirinale as-


sta, dicendo eh' esse non erano av-
:
sistito da quindici Cardinali a ca-
vezze a ricevere ambasciatori, onde vallo, e servito ai fianchi da' soliti
,

8f; CLE CLi:


venticinque giovani cavalieri per gnnne, esacerbata era altresì per la
paggi. Arrivato al Campidoglio gli maniera colla quale era stato trat-
fu esibita col consueto cerimonia- tatoil duca di Parma ( V. Ci emet-
le , e con breve orazione l' obbe- te XIII); Napoli, sostenuto dalle
dienza e la fedeltà dal senato, e dette corone, riteneva Benevento e
dal popolo per mezzo del senatore Pontecorvo, e minacciava a' danni
di Roma d. Abbondio Rezzonico, dello stato Pontificio di stendere più
nipote di Clemente XIII. Nello scen- oltre i Venezia esigeva
suoi limiti ;

dere però dal Campidoglio verso di riformare di propria autorità le


il foro Romano detto volgarmente comunità religiose senza dipendenza
campo Vaccino, giunto al carcere da Roma, ciò che fu poi di esempio
Mamertino, in cui fu carcerato san pernicioso ad altre corti ;la Polonia

Pietro, il cavallo sul quale era mon- in fine pensava di diminuire i privile-
tato, messo in ardenza dalle accla- gi della nunziatura, equindi di mettere

mazioni del popolo, e non ben re- un freno all'autorità papale. In tale
golato dai conservatori, che allora stato di cose di qual petto, di quale
reggevano i cordoni della briglia, lo condotta era mestieri per un Pon-
scavalcò, e gettollo a terra. Per es- tefice ? Clemente XIV in mezzo a
sere colà la strada stata coperta di tale tempesta scrisse una lettera al
arena, non si fece il Papa alcun re di Francia, in cui, quanto all'af-

male, per lo che disse non v'e con- : fare de' gesuiti , dichiarava essere
tusione; ma un po' di confusione ^ e disposto a convocare un concilio
perciò entrato in lettiga aperta, se- pel quale tutto si esaminasse con
guitò la funzione sino a s. Gio. La- giustizia, e purgar si potessero i ge-
terano. Ricordandosi di questo av- suiti venivano accusati
su quanto ;

venimento disse il Pontefice di poi : tanto più che a que' dì medesimi


Salendo il Campidoglio, io sono i re di Sardegna e di Prussia aven-
comparso come s. Pietro ; piacesse dogli scritto in favore de' gesuiti ,

a Dio che essendo stato rovesciato non poteva sopprimere quel-


egli
a teira, io di^'entassi come s. Paolo. r Ordine d' altronde benemerito ,
Nel giorno precedente a quel pos- senza recaie un dispiacere ad al-
sesso fece larghe distribuzioni ai po- cuni principi per compiacere al-
veri di Roma, e per maggiormente cuni altri. Il re di Francia se de-
accrescere i vantaggi dell' agricol- cisamente non rimaneva soddisfat-
turacomandò, che negli anni di to sul conto de' gesuiti, gì' inviò pe-
abbondante raccolta potessero essere rò in dono la raccolta di tutte le
esportati i grani fuori dello stato medaglie , che formavano la serie
senza pesi di gabelle. Scrisse ad un cronologica dei re suoi predecesso-
tempo di proprio pugno a tutti i ri ; ed il re di Prussia accordò
sovrani cattolici per avvisarli della al vescovo di Breslavia di poter vi-
sua esaltazione. sitare una parte de' suoi diocesani;
Ma
niun tempo fu per la santa cosa negata a Benedetto XIV; ed
Sede così tempestoso quanto quello il Portogallo rinnovò le sue pra-
in cui questo Papa fu eletto. Il tiche con Roma, cosicché a Lisbo-
Portogallo e la Spagna ad ogni na fu inviato un nunzio, ed a Roma
costo volevano l'abolizione dei ge- fece ritorna,) un ministro per quel-
suiti ; la Francia in possesso d'Avi- la corte. Per la quale riconci liazio-
,

CLE CLE 87
ne un Te Deum fu inluonalo nel- quello stesso mese elevò per tutta
la chiesa de' ss. XII Apostoli, alla la Chiesa dal rito semidoppio al
chiesa di Antonino de'Portoghesi,
s. doppio minore 1' uffizio e la messa
alla quale poi il santo Padre fece delle stimmate di s, Francesco.
il dono della magnifica rosa d'oro, Clemente XIV approvò il culto
che aveva per la piima volta bene- immemorabile di altri santi, co-
detla, e varie altre dimostrazioni di me a dire del beato Tomma-
pubblica gioia si fecero in Roma. so Bellacci di Firenze, laico dei
Con breve del 12 aprile del 1770 conventuali, della b. Giovanna Sco-
confermò tutti i privilegi accordati pelli, monaca carmelitana scalza, e
da' suoi predecessori all' accademia del Antonio Primaldi ad una
b.

teologica eretta nella Sapienza di con ottocentoquaranta martiri ot-


Roma, e di più stabilì, che ciascun tantini martirizzati dai turchi nel
anno uno di quegli accademici che 1480. Quindi confermò il culto
per un intero triennio fosse stato della b. Caterina Pallanzia, e Giu-
il più assiduo agli esercizi teologici, liana di Busso-Arsiciomonache di
ed avesse date maggiori pruove del s. Ambrogio ad lYemusj e solen-
suo sapere, venisse proposto per es- nemente beatificò nella basilica Va-
sere laureato gratis dal collegio dei ticana Francesco Caracciolo
il b.
teologi. Con altro editto de' 1 6 di- poi canonizzato da Pio VII. Questo
cembre ordinò, che niuna donna po- Pontefice ebbe poi la consolazione
tesse entrare in chiesa se non ve- che il patriarca cattolico dei Cal-
stita nella maniera più propria e dei residente nel Curdislan abiu- ,

modesta, particolarmente col capo rata la eresia del Nestorianismo, a


ben coperto e velato. cui erano abbandonati i suoi pre-
s'

Intanto Spagna nel prin-


fissa la decessori dopo r anno 1681, era
cipio di rimuovere gesuiti non i tornato all' ubbidienza della santa
solo da' propri stati ma da tutti , Sede.
gli altri eziandio , sollecitò invano Con un breve del 16 marzo
la beatificazione del ven. Giovanni 177 1 il santo Padre concesse allo
di Palafox, vescovo di Osma, come stato Pontificio un giubileo, a guisa
quello che avendo sinistramente di- di quello dell' anno santo, dal gio-
pinto ad Innocenzo X quell' Ordi- vedì santo alla domenica in Albis,
ne l'eligioso, gli avrebbe implicila- per chiedere a Dio soccorsi nelle
mente recato il colpo più terribile. afflizioni della Chiesa, e con altro
Bensì con decreto 24 marzo di breve de' io agosto riunì a' con-
quell'anno 1770 concesse il santo ventuali francesi i minori osservan-
Padie uffizio e messa con rito dop- ti detti Cordellieri. Instituito in quel-
pio del b. Bernardo marchese di r anno ancora l'Ordine della im-
Baden per lo stato di Baden, e per macolata Concezione [P^edi) da Car-
la città di Moncalier nel Piemonte, lo III re di Spagna pel neonato
dove il santo morì. Di più, con de- suo nipote, il santo Padre tenne in
creto de' 8 agosto di detto anno,
1 suo nome a battesimo quel bambi-
approvò il culto immemorabile del no, e nelle medaglie solite a distri-
b. Sante di Montefabro nella dio- buirsi per la festa di s. Pietro nel
cesi di Urbino, laico de' minori os- 1772, ne fece memoria.
servanti, e con decreto degli 1 di 1 Innalzò Clemente XIV al grado
ss CLE CLE
di governo di breve la città di Ter- dolori atroci, diede opera prima ai
racina, con nuove leggi fece ri- bagni, e poi dietro il consiglio dei
sorgere l' università di Ferrara, e medici, a promuovere il sudore, si

continuar fece la galleria del Vali- esponeva al continuo ardore del


cano, in cui doveva essere collocato sole; ma tutto fu inutile, dacché
il famoso Museo, che egli raccoglie- alla fine di luglio, non più era che
va facendo scelta squisita di prezio- nn' ombra. NuUostante si persuade-
se rarità, e che per l'accrescimento va di potere avere forze bastanti da
datogli poscia dal Pontefice Pio VI, sostenere il viaggio di Castel Gan-
ricevette anche il nome di Pio, co- dolfo, dove ogni anno si recava
me che molto seguitassero ad ac- ne' mesi di maggio e di ottobre,
crescerlo i Pontelici successori, di- Ma nel di 8 settembre, quando per
cendosi quella parte, Museo Pio- la cappella pontifìcia della Natività
( Icnienlino. preconizzava a s. Maria del Popolo
Jn questo mezzo siamo giunti al- la beatificazione del ven. Bonaven-
1 anno 1773, in cui il santo Padre tura da Faenza religioso suo con-
venne alla soppressione della coni- ventuale (che poi fu eseguita da Pio
pagnia di Gesù, cosa da ognuno \ I), fu mestieri che venisse condot-
temuta dappoi eh' erano stati levati to al palazzo Quirinale, donde poche
1 gesuiti dal seminai'io romano, do- volte potè uscire,
ve la più nobile e scelta gioventìi A varie cagioni si attribuiva quel
di Europa veniva educata. E di fat- malore; all'infiammazione del san-
ti Clemente XIV, non potendo più gue, e ad una scorbutica affezione u-
resistere alle insistenti inchieste di ni versale, né era escluso il sospetto
alcuni sovrani, dopo aver resistito di un avvelenamento. Certo è, che
per ben quattro anni mancante di , quella costituzione vigorosa si trovò
mezzi per salvare gesuiti, con som-
i in poco tempo sconcertata da un
ma ripugnanza, e dolore del suo male, la ingannò l'arte
cui attività
animo, distrusse quella compagnia de' più abili medici. Egli nondime-
con un breve Hex pacifìcus da lui , no ravvivò la sua mano inferma
medesimo disteso nel primo perio- per sottoscrivere la bolla, che met-
do o esordio, e da lui sottosciitto teva i conventuali suoi confratelli
a 21 luglio, ma
che fu soltanto in possesso della penitenzieria di s.

pubblicato, eseguito ed intimato nel- Pietro di Roma, e della Madonna


la sera del 16 agosto a' gesuiti di di Loreto, che fino da s. Pio V
tutte le case di Roma colle più godevano i gesuiti. Come fu presso
solenni formalità,e persino colla al morire, inutilmente fu pregato a
Ibrza armata, che per otto giorni li calde lagrime di nominare gli un-
tenne esclusi dal commercio esterno, dici Cardinali da lui in quell' anno
<-.osì finiva quella compagnia nata creati, e riservati in petto . Però in
nel i54o, e fatta sino dal nascere dodici promozicmi, egli aveva crea-
segno delle calunnie, e delle con- ti, e pubblicati diciassette Cardina-
traddizioni, riserl)andole la Provvi- li, immediato successore
fra'quali l'

denza il piìi luminoso trionfo. Pio VI. Cessò di vivere a' 11 set-
Nell'anno appresso 17745 la salu- tembre 1774» nell'età di sessantot-
le lobusta di Clemente XIV comiu- lo anni, e dopo cinque anni, quat-
ciò ad essere alterala. Lacerato da Irò mesi, e tre giorni di Pontifica-
CLE CLE 89
to. Dopo la morte, per la grande nis, che nel principio dubitò di que-
acrimonia de'sali retroceduti, subito sto veleno, confessò di poi di esse-
si annerì suo cadavere, e comin-
il re stato convinto in contrario. P^.

lìò a corrompersi di guisa, che il Beccatini Storia di Pio VI, nel


grandemente si sotiriva nell'entrare tomo I, p. 34. Gli attestati poi dei
nella stanza ;
per lo che tosto fu due medici archiatri , Saliceti , e
incassato. Trasportato al solito in Adinolti, che assistettero all' aper-
lettiga dal palazzo Quirinale al Va- tura del cadavere dichiarano di ,

ticano, e quindi alla basilica, stette averne trovato il ventricolo, e gli


ivi esposta la cassa nella cappella del intestini intatti, e perciò venne ri-
ss. Sagrainento , senza la consueta mosso ogni sospetto, poiché la mor-
lòrmalità di mettergli i piedi fuori te, che seguì poco dipoi del suo
della cancellata, per essere dal po- credenziere, fu cagionata da un'al-
polo baciati. Gli fniono celebrate le tro male. Oltre a ciò, nella gazzet-
esequie, e gli fu data sepoltura nel ta di Firenze de'g settembre 1777,
deposito sopra la porta, che condu- fu pubblicato un attestato giurato
ce ad una delle due cantorie, ed al- dal padre Luigi Maria Marzoni, ge-
l' archivio della cappella Giulia, in- nerale de'conventuali, in cui que-
contro al mausoleo d' Innocenzo sto suo confratello, e confidente
\ III. Ai 0.1 gennaio 1802, in se- protestava che iìi nulla tempori.s cir-
guito delle suppliche prodotte da cnnistantia Clem. XIV san. me.
Pio \ li, da Carlo Giorgi per evi- P. O. M. inilii ìinquatn dixisse se
tare le spese, che occorrono ai tras- f
aut lasse veiieno proditum aut quo-
porti solenni de' corpi de' sommi jiiodocumque veneno laesum. V. pu-
Pontefici, fu privatamente trasferito re il Cancellieri ne Possessi pag.
nella chiesa de'minoii conventuali 409, e 5 5. 1

de' ss. Apostoli, e depositato nel Avea Clemente XIV statura or-
mausoleo, che il detto Giorgi gli dinaria, larga fronte, ciglie nere e
aveva fatto erigere dal Canova colla folte, occhi vivaci, viso lungo. Sa-
spesa di oltre 12000 scudi. peva la lingua francese, quantunque
Il celebre chirurgo fiorentino Can- non la parlasse altro che coi suoi
noni, mentre era infeimo Clemen- amici; e tale era l' inclinazione sua
te XIV, trovandosi in Roma per pei francesi che, secondo le testimo-
fare un'operazione ad un gran per- nianze del padre Savorini suo sco-
sonaggio, fu consultato sopia la va- lare : si nfyiiggeva ogni volta che
cillante salute del Papa ; e dopo la Francia, essendo in guerra, non
averne esaminati tutti i sintomi, di- riportava vittorie sui suoi nemici.
chiarò il male per un aifezione si or- Ebbe tal orrore al nepotismo, che
butica universale, troppo avanzata non volle mai permettere al suo
nel sangue, per la quale gli pre- nipote che studiava in Roma giu-
scrisse un certo metodo di vita, risprudenza, di portarsi a baciargli i

che gli poteva giovare, ma non lo piedi, né fu mai possibile di farlo ri-
poteva guarire. Dunque molto pri- solvere a mandare qualche piccolo
ma della morte di Clemente XIV, dono alle sue nipoti, ed alle sue
il Nannoni n'escludeva il sospettato sorelle, perocché, diceva egli ad un
veleno, per causa della sua vicina canonico di Fossombrone, ed al p.
morte. Lo stesso Cardinal de Ber- Bontempi, il maggior suo confidente,
90 CLE CLE
d ij)0 nveriìv rlnmanddlc ch'Ile bagat- CLEMENTE VII, Antipapa. F.
mi domanclcraimo cose più im-
U'ile, ANTIPAPA XXXV.
portantij ed io mi abituerò insensibil- CLEMENTE Vili, Antipapa. F.
mente a non poter pile negare. Antipapa XXXVII.
Qiiaodo, presso al morire, fu sti- CLEMENTE, Cardinale. Cle-
molato a fare testamento, rispo- mente, Cardinal prete di sant'Ana-
se : roba andrà a chi tocca. In-
la stasia, viveva nel 761, sotto s. Pao-
fattiquanto gli si trovò dopo la lo I. Si crede però, che sia stato
morte tutto si distribuì fra i suoi Cardinile d'altro titolo.

due nipoti Tibaldi, e Fabbri. CLEMENTE d' Alessandria, dot-


Sommamente sollecito era in fine tore della Chiesa. Atene, secondo la
in ogni azione straordinaria, e me- opinione di molti autori , fu la

todico egli era scrupolosamente nel- patria di questo erudito scrittore,

le ordinarie. Da molti furono de- che sortito avendo grandi talenti


PonteGce Clemente
scritte le geste del dalla natura, ed ardentissimo desi-
XIV, dipingendole ciascuno come lo derio di apprendere le scienze uma-
conduceva la sua passione. Fi'a questi ne, percorse gran parte del mondo
vi è y Esprit da Pape Clement XI f^ in cerca dei più valenti maestri, che
Amsterdam 1775. Lettere interes- lo erudissero nelle filosofiche disci-
santi di Clemente XI P^, e storia pline. Bene addestrato in (pieste, co-
della sua vita, az'oni, e virtìc, Pa - nobbe gli errori della idolatria, nel-
rigi e Lugano 1776 tomi IV con la quale era stato allevato fin dalla

alcune Notiziespettatiti alla sua nascita, e si fé' seguace della verità


pitria, Venezia, 1778, Con giunte, del vangelo. Profittò così alla scuo-
Napoli 1784. Storia della i'ita, azio- la del celebre Panteno, che dirige-
ni, e vìrtìt di Clenitfnte X[P^, di va le catechesi in Alessandria, da
nuovo arricchita di medaglie, iscri- essergli successore nel posto, 1' anno
ed altri monuni'n'i, Firenze
zioni, 189, in cui quegli per comando
1778, Fie da Papa Clement XI F del vescovo Demetrio dovette partir
par le m irquis Caraccìoli , Paris per le Indie. Non è a dire, quanto
1776^- Fita di Clemente AY/^ tra- bene egli sostenesse questa catte-
dotta dal francese dal marchese Ca- dra, e di quanto vantaggio tor-
raccioli, e arricchita di aggiunte e nasse alla religione cristiana l' in-
correzioni, Fiveaze ly/G; Elogio di segnamento di lui, che usava con-
Clemente XI di F Antonio Ludovico durre gì' infedeli alla luce del-
Loschi Venezia 1778. In quanto la fede iiìstituendo un confronto
alla raccolta delle Lettere attribui- colla filosofia pagana, da lui cono-
te a XIV, se ne fecero
Clemente sciuta perfettamente. Fu ordinato
molte edizioni ed un anonimo pub-
; sacerdote l'anno 191, o in quel
blicò le Conferenze del Papa Gan- torno, e costretto nel 202 ad ab-
ganelli, che ser\>ono per continua- bandonare la sua scuola, per la per-
zione alle lettere dello stesso autore. secuzione di Severo, ritirossi nella
La sede Ponti (Icia dopo la morte Cappadocia. Fu indi a Gerusalem-
di Clemente XI V restò vacante quat- me, dove sappiamo da una lettera
tro mesi e ventidue giorni. di s. Alessandro vescovo di questa
CLEMENTE III, Antipapa. F. città, che sostenne l' apostolica pre-
Amuai'a XXIII. dicazione con grande zelo, e copio-
CLE CLE ()i

sissimo fruito. Da Geru'>alemme si chiamata Arsinoe dal nome della


rese ad Antiochia, e da Antiochia sorella, e della moglie di Tolomeo
in procurando sempre
Alessandria, Filadelfo, che la fece edificare. È
il maggiore incremento alia religio- conosciuta pure sotto i nomi di
ne di Gesù Cristo, e colla voce, Sersia, e Sersenia.
e con gli scritti. In questa ultima CLERA. Sede vescovile della Fri-
città egli mori circa l'anno 217. gia Salutare, nell' esarcato d' Asia,
sotto la metropoli di Sinnada. Fu
Notizie degli scritti di s. Clemente eretta tal sede nel nono secolo.
Alessandrino. CLERMONT Francesco Gugliel-
mo, Cardinale. Francesco Gugliel-
I. La sua Esortazione ai Gentili ha mo de' baroni di Clermont, nac-
per oggetto di far vedere l' as- que in Francia da nobile lignag-
surdità dell'idolatria. gio nell'anno 1478- Era arcidiaco-
II. Compose poscia i suoi Stroma ti no di Narbona quando Alessandro
o Tappezzerie , le quali non sono VI, nel i5oi, lo promosse alla chie-
che una raccolta di miscellanee, sa di s. Pons
Tomieres di
e nel ,

divisa in otto libri. 1Ì102, a quella di Narbona. Giulio


III. Il trattato intitolato, qual ricco II nel iSoy lo traslatt) alla sede di
sarà salvo ? è una spiegazione Auch ; quindi Clemente VII nel
delle parole, che Gesù Cristo ri- i53o lo prepose alla chiesa di Agde.
volse ad un giovane ricco di cui IMa già a' 29 novembre del i5o3
parla il Vangelo. lo stesso Giulio lì l' avea creato
IV. li Pedagogo diviso in tre libri, Cardinal prete di s. Adriano, dia-
è un eccellente compendio di mo- conia cui allora
, il Pontefice di-
rale, nel quale si vede in qual chiarò presbiterale. Poscia passò al
modo i buoni cristiani vivevano titolo di san Stefano nel Montece-
in qtiei primi tempi. lio, e nel i5o7 ebbe la protetto-
CLEOBIANI. Eretici, discepoU di ria del regno di Francia presso la
un certo Cleobio, fedel compagno di santa Sede. Troppo libero nel par-
Simone il mago. Negava costui la lare in favore del suo re col Papa,
autorità de' profeti, I' onnipotenza di e perchè era partito da Roma sen-
Dio e la risurrezione. Fondato sul za il di lui permesso, fu ritenuto
sistema della filosofia di que' tem- per qualche tempo a Castelsantan-
pi, attribuiva agli angeli la creazio- gelo ; dipoi sotto Clemente VII ebbe
ne del mondo. Negava ancora la il governo di Avignone, come le-
verginità di IMaria. Gli sforzi di gato. Intervenne al solo conclave
quest'empio per opporsi a' rapidi di Clemente VII, e dopo essere
progressi che facea la predicazione stato vescovo tuscidano nel i524,
degli apostoli^ furono distrutti in- e decano del sagro Collegio, mori
sieme col nascere della di lui setta. in Avignone nel i,54i di sessantatre
CLEOPATRIDE {Cleopatris). Se- anni, e trentasette di Cardinalato, e
de vescovile di Egitto, sotto il pa- fu sepolto in chiesa de' celestini al
triarcato di Alessandria. Divenne ponte di Sorgia.
vescovato nel quinto secolo, e cin- CLERMONT-TONNERRE, Anna
que sono i vescovi, che si conosco- Antonio Giitlio, Cardinale. Anna
no, e che alcuni dissero Copti. Fu Antonio Giulio Clcrmont-Tonncrrc,
<r e LE CLE
iiolìile francese, nacque in Parigi il coraggio si oppose alle ordinanze di

|)riino del iJ^'J, ovvero nel ij^f), giugno 1829 sul piccolo seminano
come scrive il Feller, Dict. Hist. di Parigi, e sui gesuiti, incomin-
Dopo avere appartenuto alla socie- ciando la sua risposta al ministro
tà della Sorbona, divenne gran vi- degli affari ecclesiastici, colle parole:
cario del vescovo di Besancon , ed Eliatnsi ornnes, ego me- non. Nel
ottenne l'abbazia de Monstier nella desimo anno ad onta della sua avan-
diocesi di Chàlons sur Marne, del- zata età, fece ritorno in Roma, per
la quale nel concistoro de' 2 5 feb- concorrere col suo voto all'elezione
braio 1782, fu fatto vescovo da Pio di Pio Vili ; ma dipoi essendosi in
VI. Nelle note vicende, che agita- viaggio nel ritorno in Francia rot-
rono il clero di Francia in sul de- to il collo del femore, morì a To-
clinare del secolo XVill, pubblicò losa a' 21 febbraio i83o, ove fu
nelle materie allora controverse la esposto nella metropolitana, indi se-
Lettre ed un Iiistrucdon pastorale, polto nelle tombe arcivescovili. Il

chemeritf) di essere considerata. Qui n- suo zelo per la religione, i suoi scrit-
tli ritirossi nell" Alemagna , e pel ti a di lei difesa, non che le virtù
concordalo conchiuso da Pio VII di cui era adorno, meriteranno gli

colla Francia, rinunziò sommessa- sempre di essere da tutti encomiato.


mente la sede di Chàlons, che per CL ERMO NT {Claromonten.). Cit-
la nuova circoscrizione delle dioce- tà di Francia con residenza vesco-
si, in virtù del concordato, andava vile posta nell'Alvergna di cui fu
a sopprimersi. Nel 18 14 fu fatto un tempo ed ora capo luo-
capitale,
paridi BVancia, nel 1817 venne go del dipartimento Puy-de-Dóme.
nominalo all'antica sua sede ma ; Quest'antica , e considerabile città

non venendo allora ristabilita nel , torreggia sulle falde di una mon-
1820, a' 28 agosto da Pio VII fu tagna, ed è circondata dai fiumi
preconizzato alla chiesa arcivesco- Allier, e Bedat. Alcuni desuoi rio-
vile di Tolosa, quindi nel concisto- ni presentano qualche eleganza, seb-
j'o de' 2 dicembre 1822, fu da quel bene l'aspetto della città sia alquan-
Pontefice creato Cardinale dell'or- to tristo per la lava nericcia trat-
dine de' preti , rimettendogli per ta dai molti crateri degli estinti

mezzo di monsignor Chiarissimo Fal- vulcani dell'Ai vergna, di cui è fab-


ronieri , ora C u-dinale arcivescovo bricata. È però considerevole tra
di Ravenna la berretta Cardinali-
, le altre cose un ponte chiamato Ti-
zia. Per morte di quel Papa nel , relaine, formato naturalmente dai
1823, si recò in Roma per assiste- depositi delle acque d'una
calcarei
re ai sagri comizii, ne' quali fu elet- fontana, e dalle molte acque terma-
to Leone XII. Questi gli conferì in li. La maggior piazza viene deco-
titolo Cardinalizio la chiesa della rata di una graziosa fontana, di ar-
ss. Trinità al monte Pincio , e lo chitettura gotica, ed in altra piazza
annoverò alle congregazioni della sorge l'obelisco innalzato al gene-
visita apostolica, del concilio, de' ri- i-ale Dessaix. Oltre le autorità am-
ti, e della reverenda fabbrica di s. ministrative superiori, sonovi in Cler-
Pietro. Nella sua dimora in Roma mont un' accademia, una scuola di
sci'isse una Lettre pastorale piena medicina, un collegio reale, ed i tri-

di energia ; e tutti sanno con qual bunali di prima istanza, e di com-


CLE CLL 9-^

inercio, non che una biblioteca fon- altri è negato. Fu


chiamata ezian-
data dal celebre Massillon. Un'an- dio Civilns un'ernia, e Arvenum.
tica piattaforma elevata, chiamata Molto soffri in diverse epoche dal-
la piazza delia Poterne, serve piut- le violenze de'goti, alani, vandali ed

tosto al pubblico passeggio, in cui altri barbari. In progresso di tem-

godesi un' amena prospettiva sulle po divenne Clermont la capitale del-


circostanti campagne. La cattedrale la contea dell' Alvergna, i cui con-
di gotico stile, sebbene non compi- ti assunsero il titolo di Conti di
ta, è il più bello edifizio della città: Cltrmont. Tanto la città, che l'Al-

ha pure molte chiese bellissime, fra vergna, nel 1 2 1 2 furono da Filip-


le quali quella di s. Andrea, in cui po Augusto riunite alla corona di
slavano le tombe degli antichi con- Francia. Pi-ima di tale unione que-
ti di Clermont, e dei Delfìni di Al- sta città degli Arverni, o Clermont,

vergna. Si gloria la città di aver com'era in pari tempo chiamata, a-


dato i natali a molti uomini insi- veva come Roma il suo senato. Quin-
gni, e nel iSaS eresse due busti a di nel i374j Carlo V il Saggio vi
Pascal, ed a Delille. convocò gli stati generali. Moiifer-
Di questa non è fatta men-
città rand n'era allora distaccata, forma-
zione sino alla metà dell'ottavo se- va una piccola città difesa da un
colo, ma è noto che Pipino, dopo castello fortificato, ed era la miglior
avere sconvolta la maggior parte piazza di guerra dell' Alvergna. Per
dell' Aquitania , si recò in Alver- un tempo avea pure assunto il ti-

gna, e bruciò il forte o castello di tolo di contea; ma avendo poi per-


Clermont, sebbene fosse abitato da dulo la sua in)portanza a cagione
uomini, donne e fanciulli. Da ciò ri- della distruzione del castello, in di-
levasi, che Clermont allora non era versi tempi furono i suoi stabilimen-
città, ma solo un castello, o citta- ti trasportati a Clermont. Ed è per-
della sopja un monte vicino, come ciò,che Luigi XIII, con editto del
opinarono la maggior parte degli i633 ordinò la riunione di Clermont
storici. Le frequenti incursioni dei e di Monferiand,per non formarne
nemici obbligarono gli abitanti a che una sola sotto il nome di Cler-
prendervi un rifugio, come luogo si- niont- Feri and. Clermont fu onora-
curo per la naturale sua difesa. Que- ta di persona da tre sovrani Ponte-
sta -probabile opinione viene auten- fici, come si accennerà pure parlan-

ticata dai concittadini, i quali chia- do poi de'suoi concilii. Urbano li


mano città le vigne e i campi, che nel logS trovandosi in Francia an-
sono sopra Clermont. Certo è che dò a Clermont, ove celebrò il concilio
questa città non è 1 antica e famo- che durò dieci giorni, dopo i quali,
sa Geigoi'ia, di cui ancora si veg- a' So no\embre, partì per Limoges.

gono le rovine nelle sue vicinanze. Innocenzo II non potendo resistere al


Di Gergovia
questa fa 1' elogio partilo di Anacleto II antipapa, nel
Giulio Cesare ne'suoi Commcnla- I So passò in Francia, ricevuto con
I

ri che da essa fu obbligato a


, grande onore da Ludovico VI; quin-
levare l' assedio. Secondo il parere di dal monistero di Clugny si recò
di molti, Clermont o Claro-Mons è a Clermont, ove a' 28 novembre
Augustonemetnm, che deve ad Aui>u- tenne un concilio, ed in esso fece
sto la sua origine, ciò che però da la sua prima promozione di Car-
94 CLE CLE
che furono il b. Baldiiino,
tlinali, non dire di altri, s. Donilo fiorita
Luca francese, Martino detto fran- nell'anno 710. Nel 1 34o Benedet-
cese, o genovese, Pvoberto Pollan to XII fece in Avignone vescovo di
inglese, Odone Fattiboni di Cese- Clermont, Stefano di Albert del Li-
na, Guido da Yico pisano , Gui- mosino, il quale nel \ 34^ da Cle-
do sanese, Pietro abbate di Mon- mente VI fu creato Cardinale, e poi
tecassiiio, e Innocenzo romano. Quin- nel i352 gli successe nel pontifi-
di il Papa si trasferì ad Orleans, cato col nome
Innocenzo VI. di
ove fu ricevuto dalla famiglia rea- Questa sede ebbe ancora de'Cardi-
le. Il terzo Pontefice, che in quel nali per vescovi, come i Bourbon,
secolo fu a Clermont, è Alessandro e i Rochefoucault.
III, il quale vi giunse a' i4 ago- La cattedrale di Clermont magni-
sto 1162, da dove nel seguente an- fico edifizio era prima dedicata ai
no I i63 passò a Parigi. ss. Vitale ed Agricola, ed ora è sagra
Il vescovato di Clermont, o di alla Beala Vergine assunta in Cie-
Alvergna, fu fondato l'anno 2^0, e lo. 11 suo capitolo già numeroso, si
sottoposto alla metropoli di Bourges, compone di otto canonici titolari,
sebbene il vescovo per molto tempo senza prebende di teologo
le due
non riconoscesse interamente tal sog- e penitenziere, ha inoltre la dignità
gezione pretendendo di essere pro- del gran cantore, i canonici ordina-
totrono, finché nel i 1 60 si dichia- ri, i preti, e i chierici addetti alla
rò interamente soggetto e suffraga- uffiziatura. Nella cattedrale vi è la
neo dell' arcivescovo di Bourges, e cura di anime, che disimpegna da si

cessando dal titolo di vescovo di un canonico, città sonovi e nella


Alvergna, assunse quello di vescovo altre cinque parrocchie, con un gran-
di Clermont. Tuttavolta il capitolo de seminario, i religiosi della dot-
continuò a reclamai-e l'esenzione. Tra trina Cristiana, e gh ospedali, essen-
i suoi vescovi si gloria Clermont, com- do il migliore quello d'Hòtel-Dieu.
presi quelU di Alvergna, che poi La mensa vescovile ad ogni nuovo
trasferirono la sede in Clermont, di vescovo è tassata ne'libri della can-
aver dato ventisei pastori, che la celleria apostolica in fiorini trecento
Chiesa venera per santi. Fondato- settanta, l^. Savaron, Origin. Claro-
re della sede di Alvergna si rico- nioiit et de Eccles. Monast. Clara-
nosce s. Austriinoiiio chiamato a- moni ; e le Branche, Vile dei santi
postolo primo, e vescovo dell' Alver- d' Alvergna, non che la Gali. Christ.
gna, il quale fu de'sette celebri mis- nova. Celebratissima è poi la cit-

sionari, che fiorirono nelle Gallie tà di Clermont pe'suoi sedici con-


verso la metà del terzo secolo. I che vi furono celebrati,
cilii, i quali
pili rinomati santi vescovi poi sì di indicheremo come segue.
Alvergna, che di Clermont, sono i

seguenti: S. Alidio o Illidio quai- Concili di Clermont neW Alvergna,


to vescovo di Alvergna, ossia di
Clermont, nell'anno 38o; s. Apol- 11 primo concilio fu adunato l'an-
linare Sidonio del 44^ 5 ^^- Eufrazio, no 5i5, e di esso tratta la Gallia
che morì nel 5 i4 s. Gallo del 627; ; Christ. t. IV, p. 519.
s. Gentsio del Q>5(y; s. Gallo II del secondo fu tenuto l'anno 53 j
Il

662; s. PrcieUo del 666; e per nel regno di Teodoberto re di Au-


CLE CLE 95
strasia, e vi presiedette l'arcivescovo Il sesto 1077, ed in esso
fu nel

di Courges Onorato, con quattordici il vescovo d'Alvergna Stefano, per-


vescovi, che vi formarono sedici ca- chè aveva occupata la sede di Puy,
noni. Il primo pi'escrive che tut- , fu deposto , facendosi altrellanto
ti i concili si dovranno occupare col simoniaco Guglielmo, eh' erasi
delle regole dei costumi , e della impadronito di quella di Alvergna,
disciplina ecclesiastica. Gli altri pri- venendo eletto in vece di lui Du-
vano della comunione della Chiesa rando abbate della Chaise Dieu.
coloro, che mediante il patrocinio dei Arduino t. VI , e Baluzio t. VI
grandi, gli artifizi, i doni, e le mi- Miscellanonim.
nacce conseguiranno le prelature ; Il settimo fu adunato nel 1094.
proibiscono di cuoprire i cadaveri Gali. ChrisLi. Ili p. 354.
colle biancherie dell'altare ; minac- L'ottavo si celebrò nel 1095 dal
ciano le censure ecclesiastiche a quel- sommo Pontefice Urbano li, a' 18
li, che si rivolgeranno a'principi se- novembre coli' intervento di tredici

colari per ottenere beni di chiesa ;


arcivescovi, duecento cinque prelati
vietano di adoperare gli ornamen- per la maggior parte francesi, e mi-
ti delle chiese per la pompa degli trati, cioè vescovi ed abbati. In esso
sponsali ; emanano la scomunica si fecero molti canoni. Primieramente
contro quelli che sposeranno perso- confermaronsi tutti i decreti de' con-
ne in gradi proibiti; comandano cili tenuti dallo stesso Urbano II in

a' sacerdoti , sparsi nelle campagne Melfi, in Benevento, in Troyes, e iu


di recarsi per celebrare
in città Piacenza. Vi si confermò il giorno
col vescovo maggiori solen- nelle destinato alla pace e tregua di Dio,
nità; e proibiscono s\ ai vescovi che ordinandosi, ch'essa debba esservi lut-
ai preti, e diaconi di coabitare con ti i giorni a favore degli ecclesia-

donne forestiere . Questo concilio stici, dei monaci, delle donne, de'la-
chiamasi anco concilio di Alvergna. voratorij de'mercanti ec. Venne sco-

Regia t. XI. Labbc t. IV ed Ar- municato Filippo I re di Francia


duino t. II. pel suo matrimonio con Bertrada
Il terzo concilio fu adunato nel moglie di Fulcone conte di Angers
545 per la conservazione degli anti- allora vivente. 11 Papa vi approvò
chi diritti della chiesa. Re^ia t. XIV. la primazia di Lione conforme al-
Labbé t. V. Arduino t. II. la bolla di s. Gregorio VII. L'arci-
quarto nell'almo 549 ^" com-
Il vescovo di Tours ricuperò la sua
posto di dieci vescovi, che vi pub- giurisdizione sopra i vescovi della
blicarono dieci canoni, tratti dal quin- Bretagna e il vescovo di Dol, che
;

to concilio di Orleans, del medesi- avea il titolo di arcivescovo, fu con-


mo anno. Ibidem. dannato ad assoggettarsi all' arcive-
Nel quinto concilio del 586, 587, scovo di Tours. Si proibì di usur-
o 588, si diede fine da Sulpicio pare i beni dei vescovi e dei chie-
arcivescovo di BourgeSj alla dispula rici alla loro morte, e si ordinò che
insorta tra Ursicino vescovo di Ca- sarebbono distribuiti quei beni in
hors, e Innocenzo vescovo di Rodez opere pie, secondo la loro intenzio-
per certe parrocchie pretese da am- ne, ovvero riserbati al successore;
bedue. Reg. t. XIII. Labbé t. V, e si vietò pure di godere due digni-

Arduino t. Ili. tà nella stessa chiesa, e due prebeu-


96 CLE CLE
de in città diverse. Sì dichiarò che nastica. Baluzio tom. VII Miscclla-
il pellegrinaggio a Gerusalemme va- lìoriini.
le per qiialuiuiue penitenza. Si vietò il decimo si tenne nel 1097, e
la detenzione delle armi agli ecclesia- di esso fa menzione la Gali. Chrìst.
stici; la nomina dei laici ai vescova- t. Ili p. 495.
ti ; le imposte per diritto di sepol- L'undecimo ebbe luogo nell'anno
ture; l'investiture de'benefìci dal- Ilio, per la causa di Mauriac, e
le mani dei laici, e a questi si proi- passando per Clermont il Cardina-
bì il tenere cappellani indipenden- le Riccardo vescovo d' Albano lega-
ti dal vescovo. Sì rinnovarono le to del Papa, mentre il vescovo te-
leggi pel digiuno; s'ingiunse la co- neva il sinodo, l'obbligò a scomu-
munione sotto le due specie Sacra- nicare quelli, che avevano insultato
mentali ; si dichiarò immune chi ri- l'abbate di s. Pietro Lebif di Sens,
tiravasi presso una croce, e venne- e fatto pregiudizio alla chiesa di
ro dichiarati infami coloro che im- Muriac. Labbé t. X. Arduino t. VII.
prigionassero i vescovi. Altri riportano questo concilio al-
Ma di tutti gli atti di questo ce- l'anno 1 1 20, e lo dicono incomin-
lebre concilio, il più considerevole ciato a' 24 maggio.
è quello della pubblicazione della 11 duodecimo fu tenuto nel i 124,
crociata per riconquistare la Terra e fu celebrato dal legato di Ono-
Santa nella Palestina, secondo il pro- rio li, cioè dal Cardmal Pier Leo-
getto concepito da s. Gregorio VII. ne, poi antipapa Anacleto li, ma
Papa Urbano li sollecitato da huT^o s'ignora ciò che vi fu trattato. Ibid.
tempo per le zelanti rimostranze di 11 decimoterzo nel i i3o fu aduna-
Pietro eremita, che gli aveva fatta to dal sommo Pontefice Innocenzo
mia viva e commovente descrizione 11 sulla disciplina, e contro l'anti-
de '
mali che pativano i cristiani papa Anacleto II, e vi ricevette
di que' luoghi , dopo avere ecci- Corrado arcivescovo di Salisburgo,
tati i presenti a concorrere alla Cro- ed Eriberto di Munster, inviati di
ciata, dichiarò che tutti quelli che Lotario li re de' romani. Gali. Christ.
prenderebbono la croce, dove fos- t. VI p. 48. Baluzio Misceli, t. VII.

sero penitenti, sarebbero assoluti dai Il decimoquarlo nel 11 63 fu a-


peccati e dispensati dai digiuni,
, dunato da Alessandro III, contro
e da altre opere penali, alle qua- l'antipapa Vittore IV detto V. No-
li erano obbligati, e ciò in grazia vaes, t. ili p. 98.
delle fatiche e de' pericoli ai quali decimoquinto fu celebrato nel
Il
si esponevano in quel viaggio. Dichia- 1263. Gali. Christ. t. Il, p. 34o.
rò inoltre che tutti quelli i quali si Il decimosesto l'anno 1296, che
fossero crociati, sarebbono obbligati il Leiiglet registra nel 1290, per sov-
a compiere il loro voto sotto pena venire il re di Francia Filippo IV
di scomunica. Reg. t. XXVI. Labbé // Bello, nei bisogni del regno. Mar-
t. X. Arduino t. VI. In detto an- lene, Thtsaur. t. IV.
no fu celebrato altro concilio per CLERO (Clerus). Questo nome
istabilire una tregua nel regno. Mar- comprende tutti quelli, che pel loro
lene, Thes. t. IV. p. 122. stato sono consagrati al servizio di-
il nono concilio si tenue in Cler- vino, cioè il corpo degli ecclesiastici,
mout nel 1096 sulla disciplina mo- tanto secolari, quanto regolari; e de-
CLE CLE 97
che significa sorte, por-
riva dal greco, funzioni pubbliche del culto divi-
zione, retaggio. Pertanto tutti gli no che questo ministero deve es-
;

Ecclesiastici ( Pedi) si chiamano sere affidato ad un corpo particola-


Chierici (Fedi), e Clero, perchè sono re di uomini, il quale ne facesse
la sorte del Signore, e il Signore è la il suo espresso e particolar studio,
loro porzione. iXell' antico testamento la sua intera applicazione. La con-

la tribù di Levi è appellata la por- dotta e l'esempio dei Giudei, de-


zione del Signore, ovvero Veredità gh Egiziani, de' Greci, de' Romani
dtl Signore. Sebbene tutti i cristia- e di altri popoli colti fu la stessa su
ni possano essere cos'i considerati; questo importante punto. Ciò era
quelli però che il Signore ha scel- molto più necessario nel cristianesimo
ti e consagrati specialmente al suo per la predicazione dell'e vangelo, per
culto, souo in un senso più stretto l'amministrazione de'sacramenti, per
la di lui porzione e la eredità, ed la celebrazione dei misteri dell'al-
abbracciando questo stato, eglino tare, non che per la cura delle
stessi professano di prendeie il Si- anime. Quindi Gesù Cristo ha isti-
gnore per loro porzione, ed eredi- tuito il sagramento dell'ordinazione,
tà. Dall'antica disciplina della Chiesa la quale imprime il carattere a quel-
rilevasi, che sino dai tempi aposto- li che la ricevono, come si nota ai
lici vi fu distinzione tra i chierici rispettivi articoli . Venendo poi il

e i laici, venendo primi chiamati


i Clero composto di persone insignite
pure canonici, perchè il loro no- di particolari gradi, e prerogative,
me era scritto in un canone o ca- incaricate di speciali e distinti uffi-

talogo in ciascuna chiesa, mentre ap- cii, e costituenti nella società una
pellavansi o laici,
idioti i secolari, particolare e rispettabile condizione
vale a dire persone private. Sapien- sociale, doveva essere un ceto parti-
tissime furono quindi le provviden- colare, venerabile e distinto. Al qual
ze, che dai Papi, dai vescovi e dai ceto, se si vuole, come doverosamen-
concilii si presero per assicurarsi del- te, e ragionevolmente si deve, avere
ia fede e de'costumi, non che del- tutto il riguardo alla importante,
lo stato di quelli che innalzavansi anzi indispensabile, e quindi sempre
al Chiericato [Fedi), e nel modo costante ed universal sua ordinazio-
che dicesi agli analoghi articoli del ne, si dee pure ritenere pel primo

Dizionario. Ed è perciò, che fu vie- in grado ed ufficio nelle politiche so-


tato di entrare nel clero ai soldati, cietà, come quello eh' è il più au-
ai servij ai comici, ai pubblici ga- gusto e il più utile, il più antico,
bellieri, ai bigami ec. _,
e a tutti quel- e il più legittimo, l'anteriore alla
li di bassa condizione, ed esercitanti formazione delle attuali società, e fi-
una professione vile. nalmente il più legittimo per la mis-
Sotto la denominazione adunque sione ricevuta direttamente da Dio,
di Clero si comprendono tutte le ed avente in terra per suo capo vi-

persone ecclesiastiche, e quelle addet- sibile il di lui vicario, cioè som-


il

te al ministero e servizio della re- mo Pontefice Romano. F. Gerar-


ligione e del culto cristiano. Pres- CUIA ECCLESIASTICA.
so tutti
i popoli regolati da ottime Gesù Cristo diede ai pastori del-
leggi conobbe che ogni cittadino
si la Chiesa la facoltà d'istruire, di ri-
non era adattato ad esercitare le mettere i peccati, di riprendere e
VOI.. XIV.
7
.

9B CLE CLE
cuireggerc. Loro disse nella perso- agli abbati Cistcrciensi una formola
na de' suoi apostoli Quegli clic mio : riportata in cap. Ne Dei ecclesiam
ministro sarà onorato dal Padre de Simon., dove vi è la profes-
mìo, Jo. e. 12. V. 26. Mio Padre sione di ubbidienza, e soggezione,
i'i ama, perchè voi mi amaste, ed che ciascuno abbate prestava in ma-
avete credulo in me, e. 26. v. 27. no del vescovo. Vero è però che si-
Il Clero è una milizia sagra, che no dal secolo VI, avendo incomin-
si divide in corpo regolare, e cor- ciato vari monaci ad emanciparsi
po secolare, come dicemmo da pjin- dall'arbitrio del vescovo nell'elezio-
cipio. Ne'primi secoli i monaci era- ne de'loro superiori, come si ha dal
no fiiuii del Clero, e venivano nel rescritto di Pelagio I del 555, nel
sabbato, e nella domenica ad assiste- capo ^bbatenij 18, qu. 2, comincia-
re in chiesa ai divini ufficii come rono a poco a poco a formare una
i laici. Quindi i monaci stavano nel- gerarchia tutta propria, e distinta,
la chiesa fuori dello steccato o dei la quale per diretta conseguenza, fe-
cancelli, ch'era il luogo de'chicrici, ce reclamare una esenzione nell'in-
ma venivano dopo i cancelli prima dei terna polizia claustrale dalla giurisdi-
laici; e nel detto giorno di dome- zione assoluta de' vescovi, la quale esen-
nica facevano le oblazioni come i zione erasi di già ottenuta fino dai
laici. Le pene ecclesiastiche de'mo- tempi di s. Gregorio I, che fu esal-
naci non consistevano prima nella tato alla cattedra apostolica l'anno
degradazione, ma nella scomunica 5cjO. I di lui successori mantenne-
come i laici. Crescendo però la ro, e resero pressoché universale tal

penuria de' chierici , Papa Siri-


il esenzione per motivi gravissimi di
cio del 385, fece entrare i mona- prudenza , meno alcuni diocesani
ci nel Clero, e permise, che po- Tuttavolta il diritto di esenzione
tessero essere ordinati e servire la deve provarsi, e non presume, e si

Chiesa approvò Gelasio I


, lo che può riceveie qualche eccezione. Ai
creato nel
49^- ^^^ quell'epoca i rispettivi articoli dimostrasi come
vescovi cominciarono a togliere pel le corporazioni religiose abbiano in
sacerdozio vari santissimi monaci. An- gran parte contribuito a dilatare il

ticamente l'abbate si collocava imme- cristianesimo, a correggere i costumi,


diatamente dopo l'ostiario, ch'è l'in- a combattere l'eresie, ed i nemici
fimo grado dei chierici secolari. Tut- della con 1' eloquenza e
religione
tavolta in progresso di tempo il Cle- coll'esempio a proteggere la lan-
,

ro regolare prese il posto che gli guente umanità, non che a solleva-
competeva, ed il suo corpo, come re i vescovi neir amministrazione
il secolare, contiene una gerarchia spirituale, giovando in ogni materia
tutta propria e distinta, che nel suo al bene pubblico, ed alle stesse so-
regime suol essere esente dalla giu- vranità temporali col zelare la tu-»

risdizione episcopale. Nei primi tem- tela, e l'istruzione della gioventi^i, e


pi i monaci per principio di umil- col formare buoni e rispettosi cit-
tà, erano sotto la piena giurisdizio- tadini.
ne episcopale; e nel pontificato di O- Tocca ai giusperiti il parlare dei
norio III eletto nel 1216, esisteva privilegi, immunità, e diversi gradi
ancora un residuo di tal giurisdi- di autorità e giurisdizione di cui
zione, giacché die' (juel Ponteiìce gode il Clero. Per ciò che spetta
CLE CL E 99
ai principali gradi, prerogative, e do- na prima nell'Egitto, poiché dice:
veri del Clero, in una parola a tut- Clerici illius Ecclesiae aedes commu-
tociò che lo riguarda, compendio- ncs,communis mensa, alia deninae
samente se ne tratta a' relativi ar- omnia communiaj e lo stesso afferma
ticoli del Dizionario. Ciò uon per- Possidio del Clero di s. Agostino,
tanto termineremo questo articolo leggendosi nella di lui vita e. ^5:
col dire qualche cosa sulla vita co- Cuin ipso semper Clerici, una e-
mune dell'antico Clero. tiani domo ac mensa siimptihusque
Sino dal nascere della Chiesa, ac- cominiinibus alebantur et vesliehantar.
ciocché gli ecclesiastici non restas- Cos'i s. Eusebio vescovo di Vercelli, lo-
sero distratti per provvedere alle lo- dato da s. Ambrogio nell'epist. 27,
lo quotidiane indigenze, ed al loro in cui tratta perché abbia ridotto
necessario sostentamento, col pregiu- alla vita comune, e regolare il suo
dizio del culto divino, e dell'eser- Clero. Così il venerabile Beda nel-
cizio del loro sujjlime ministero ; la sua storia anglicana riporta a-
ed acciocché, conforme esige la giu- vere Gregorio I scritto ad Ago-
s.

stizia, ri{)or tasserò il sostentamento stino vescovo ed apostolo di quel-


da quelli, pei quali impiegavano tut- l'isola, dovere lui regolare il suo
te le loro cure, ricevevano ciò che Clero a norma dell'antica pratica
al vitto, e al vestito poteva ab- della Chiesa, per cui nel lib. IV. e.

bisognare nel modo che tuttora si 29. si legge: Hanc debet conver-
adopera in quegli Ordini, e congre- saùonem iiistìtuere , quae initio na-

gazioni religiose, nelle quali si vive scenlis Ecclesiae fuit. Patrìbus no-
in perfetta comunità. Tale vita co- strisin quibus nullus eoniin ex liis
Uìune del Clero, cominciata nella quae possidebant, aliquod suut7i es-
chiesa gerosolimitana, è descritta da se dicebani , sed erant omnia coni-
san Luca. jNe' primi tre secoli a ca- mania. Il simile leggesi praticato
gione delle persecuzioni, comu- la vita verso la metà del secolo settimo da
ne solfri non poca mutazione, se non s. Rigoberto arcivescovo di Reims col
nel ricevere gli ecclesiastici dalla cas- suo Clero; ed il primo sinodo Ver-
sa comune e dal vescovo il neces- nense o sia di Vernon, città dell'al-
sario mantenimento, almeno nello ta Bretagna, congregato dal re di
stare insieme, e vivere congregati. Francia Pipino nel pontificato di
Ad onta di ciò, nei primordii del Stefano II detto III, e nell'auno
quarto secolo, e ne'seguenti, è cer- 7 T?S, determinò nel canone XI, Ut
to che si vide quasi da per tutto Clerici omnes sub marni episcopi
quella comune vita interamente ri- i'ivant, vel in monasterio sub ordine
stabilita. Si legge nella Cronaca del- regulari, acciocché si togliesse dal-
la chiesa di Augusta, nella descri- la Francia quella mostruosità, che
zione che si fa d'una chiesa dedi- aveala deturpata, e forse anche de-
cata alla santa martire Afra, e sot- turpava nella medesima epoca la Spa-
to Costantino Augusto: Ibidem de- gna, ue'due generi de' chierici de-
sub Apo-
ìiique Clerici iiistituli siiiit scritti -da s. Isidoro, t. II. de Offic
stolica communi vivtntes.
recala in Da questa vita comune del Clero
Quindi abbiamo da Sozomeno che tal ne provenne alla Chiesa utile, e de-
fosse la vita de' chierici di Rinocu- coro ;. dicendoci Cristiano Lupo che
tura, città della provincia Mauritia- produsse chierici dottissimi, e sanlissi-
I oo eLE CLE
mi, e l'Europa numquam sanctior ti, o sia i primi cristiani convertiti
fiat. Se non che nel secolo decimo, da Marco. Può adunque as-
san
e dopo il pontificato di Formoso, serirsi che le chiese si chiamarono
per le barbarie dei tempi, univer- monisteri perchè osservando i lo-
,

sale fu la decadenza del Clero a ro chierici la vita comune, erano


cagione degli avvenimenti che af- del tutto conformi a quella de' mo-
flissero la Chiesa. Nell'infelicità di naci, e claustrali.
quel secolo, fu duopo che i preti Pel mantenimento poi della vita
fossero interrogati dai vescovi se sa- comune del Clero, supplivano nei
pessero leggere bene il latino : la primi tempi le oblazioni de' fe-
corruttela del Clero, e de' chierici deli, quindi i beni e fondi immo-
fu tale, e cosi generale anche nel bili, alla divisione dei quali beni si

principio del seguente secolo, che diede il titolo di Benefìcio eccle-


per le triste e dolorose vicende del- siastico [Vedi), come dalla vita co-
la Chiesa dovevano promovere al
si mune del Clero ebbe
pure origi-
governo delle chiese anco i meno ne quella de' canonici regolari [Ve-
degni, e talvolta que'che n' erano di), i quali non solo vivono in co-
affatto indegni, come si può vedere munità sotto una medesima regola,
nel Baluzio nel Baronio all'anno
, ma vi si obbligano con voti religio-
900, e in Reginone. si solenni, riunendo lo stato clerica-
A rimettere pertanto il Clero nel le e regolare. Il perchè Benedetto
suo antico splendore, venerazione e XIV li chiamò portio cleri saecula-
dottrina , fu giudicato validissimo ris et regularis. V. Bejji di chiesa.
mezzo, il ridurlo ancora alla vita Per quanto riguarda e appartie-
comune. Ed è perciò che il santo ne ai Cleri delle cattedrali, e di al-
Pontefice Leone IX constituit ut tri luoghi, se ne tratta ai particolari
fiant claustra jitxta ecclesias ad ed analoghi articoli. Per ciò che
disciplinam servandam E ciò fu . poi può riguardare il Clero di Roma,
fatto per tutta l'Italia da s. Pier sono a vedersi principalmente gli
Damiani Cardinale, per la Francia articoli, Elezione de' Romani Pon-
da s. Ivone Carnotense, per la Ger- tefici : Vicario di Roma Camerlen- :

mania da s. Annone Coloniese, da go del Clero Romano, Chiese di Ro-


Ermanno Bambergense, e da Cor- ma ec ; mentre per ciò ch'è relati-
rado Salisburgense, come da altri vo al Clero regolare della stessa
zelanti prelati in molte altre pro- Roma, si possono vedere gli articoli
vincie. Ecco perchè anticamente le degli Ordini, e congregazioni reli-
chiese furono dette per lo più mo- giose.
nisteri , secondo che riferisce Chi- CLERO ROMANO. V. Roma e
fiezio nella sua storia della Chie- Clero.
sa di Besanzone Nihil freqneiitius
: CLESIO o CLOSS Bernardo,
VI antiquis scriptis qiiani ut eccle- Cardinale. Bernardo Clesio o Closs,
sì'aniqnamlihet inonasterii nomine nacque nel Tirolo circa il i4^4-
appellarent. Anzi abbiamo in Eu- Consiglier intimo dell' impero, fu e-
sebio lib. II e. 16, che ritiene al- letto vescovo di Trento, sedendo sul-
tietlanto nel nome di monistero, la cattedra apostolica Leone X. Do-
dato da Filone ebreo a quel luo- po la morte di Massimiliano I re
go in cui convenivano i Terapeu- de' romani, da Ferdinando di Au-
,

CLE CLE IO)


stria ottenne la carica di gran can- divise la città in altrettante par-
celliere, e presidente del consiglio rocchie. Da ciò alcuni opinarono,
reale dei regni di Boemia ed Un- che s. Cleto vivente s. Pietro, fos-
gheria , ed in seguito fu distinto se stato suo vescovo coadiutore, al-
con ambascerie splendidissime; tra meno nei sobborghi di Roma , ov-
le altre al fratello di Ferdinando vero lo avesse aiutato nell' aposto-
l'imperatore Carlo V, alla solenne lico ministero. Dicesi , che abbia
coronazione del quale tenutasi a Bo- istituito le o sagrepellegrinazioni,
logna assistette quindi nell' anno
;
visite alle chiese di Roma, che poi
iSiG fu alla dieta di Spira; poi ai furono chiamate stazioni. Vuoisi
19 marzo del i53o Clemente VII eziandio che convertisse la propria
lo promosse al cardinalato col lito- casa in ospedale, e in chiesa, det-
Io di santo Stefano nel monte Ce- ta in Menda ìia. V. Chiesa di s.

lio. Mandò a vuoto, per quanto Matteo m Merulana. Governò s.


potè , tulli i disegni perversi dei Cleto dodici anni, sette mesi, e due
protestanli. Essendo vescovo e prin- giorni, patì nella seconda persecu-
cipe di Trento, abbellì la città di zione della Chiesa ai 26 aprile del-
vaghe fontane, eccelienli fabbricati, l'anno 93 : fu sepolto in Vaticano,
e munì la fortezza, rifabbricò il pa- e vacò la santa Sede venti giorni.
lazzo vescovile , ed aggiunse a quel- Gli successe s. Clemente \. Grave
la mensa parecchi feudi. Cenando questione è fra i critici, se s. Cleto
a Brixen, ove erasi recato a pren- abbia realmente esistito, ovvero se
dere il possesso perchè di delta chie- si confonda con s. Anacleto, il quale

sa era amministratore, un colpo di fu creato Papa dopo il glorioso


apoplesia nel iSSg lo tolse di vi- martirio di s. Clemente \. Oltre
ta, di cinquantacinque anni, e nove quanto si disse nel voi. II, pag. 26
di Cardinalato. Ebbe tomba nella del Dizionario, ne' cenni biogiafìei
cattedrale di Trento con onorevo- di s. Anacleto , veggasi la vita del
lissima iscrizione, poiché si rese glo- Pontefice s.Clemente I, scritta in
rioso nell'abbattere l'eresia. francese da Antonio Teisserio e ,

CLESSELIO Melcuiorbe, Cardi- premessa alla lettera del medesimo


nale. V. Klesselio. Papa inviata a' Corinti , tradotta
CLETO Papa IH. Ebbe per
(s), nella stessa lingua, e stampata in
padre Emiliano romano del vico Avignone nel i685. Altresì può
Patrizio, e fu annoverato fra i ca- consultarsi il Pagi nella vita di s.

nonici regolari da quelli, che fece- Cleto, t. I, pag. 5 del Breviarioj


ro derivare l'origine di essi da s. r Oidoino, Addit. in Ciacconiìim,
Pietro, come da altri si tenne per in vita s. Cieli, tom. I, col. 88 ;

fondatore de' Crociferi [P^edi), così ed ilPanvinio in Platina, a pag.


chiamati perchè portavano una cro- 12. Per l'opinione inoltre, che con-
ce in mano. Successe nel pontificato fonde pontificati, e le persone di
i

immediatamente a s. Lino, e con- Cleto, ed Anacleto, si possono ve-


tro sua voglia fu eletto Papa a' 24 dere il Valesio, il Dupin , il Tille-
settembre dell'anno 80. Siccome fu mont , il Pearsonio , il Baillet, il

uno de' primi discepoli di s. Pietro, p. Halloix , il Cotelerio , e Natale


per di lui comando aveva ordinato Alessandro, e principalmente il Pa-
in Roma venticinque preti, cioè pebrochio, In conatu ad Calai.
I02 CLT CTI
Poni. par. I, pag. 2 1 7, Ànamensis 628. Labbé t. V, Arduino t. H.
de Cleto et Anacleto in multoruni Il secondo ebbe luogo nel 633, e
opinione uno alque eodem, et terfio versò sopra i fuggiaschi, nonché
post s: Petrum loco dando s. Cle- sopra r asilo di s. Dionigio. Lab-
menti, ove dice, che questa oramai bè t. V, Arduino t. III.

è la più comune sentenza degli Il terzo tenne nell'anno 636, da


si

scrittori francesi. II p. Pietro Laz- Landri, vescovo di Parigi, nel dì


zeri gesuita nel 17 55 tenne su que- primo di maggio. Vi fu stabilito
sto argomento una pubblica dispu- s. Cegilo per primo abbate di Re-
ta nel collegio Romano ,
per la bais, monistero nuovamente fon-
quale fece distribuire una erudita dato da s. Eligio. Arduino t. IH.
dissertazione: Catalogi duo Anti- Il quarto concilio ebbe luogo nel-
qnor. Pont. Rom. quos ad Ponli- l'anno 653, o 659, ed in esso
ficiani histor. prìor. IP^ s acculo r. ai 24 giugno fu sottoscritto il
explicandam .... exhibent pp. Soc. privilegio di esenzione della ce-
Jesu; sostenne col Papebrochio che lebre abbazia di s. Dionigio, dal
Cleto è lo stesso che Anacleto, con re Clodoveo li, cioè da Beroal-
quella spiegazione, cui riportammo do suo referendario, e da venti-
all'articolo s. Anacleto. Per l'altra quattro vescovi. Annales Fran-
opinione poi, che distingue s. Cle- corunt, ad an. 65g, e Arduino
to da s. Anacleto, V. i due Pagi, t. III.
10 Schelstrate, in Antiquit. illustr. CLICTHONE Jodoco Uno de'più.

Dissert. II, cap. 2 ; e il Sandini famosi controvertisli del deciraosesto


in Dissert. IV. V. Cronologia dei secolo. Era nativo di INieuport in Fian-
Sommi Pontefici. dra, e corse i primi studi nella città
CLICflY, o CLICHl. Villaggio di di Lovanio. Studiò poi la filosofia nel
Francia, dipartimento della Senna, collegio del Cardinale Le Moine in
chiamato pure Clichy-La-Garenne. Parigi,dov'ebbe a precettore Gia-
E situato pi'esso Parigi, nel cantone como Lefevre di Etaples. Qualche
di Nevilly, cioè in ima pianura, anno dopo egli stesso la insegnò in
sulla riva destra della Senna. Vi quel collegio. Prese la laurea dot-
sono delle belle case di campagna. torale a' 3 dicembre i5o6, e fu
L' antico Cliphacum è celebre per rettore della casa, e società di Sor-
essere stata una casa di delizie dei bona. Venne riguardato dagli auto-
primi re di Francia, ed ivi si vuo- ri come uno de' primi teologi che
le che Dagoberto I, il quale fìoiù abbiano scritto contro Lutero. Mo-
nel 628, sposasse Gomatrude, la rì in Chartres nel 1543. Ivi soste-
prima sua moglie, ripudiata poscia neva il posto di canonico teologale.
.siccome sterile. Quivi il re Giovan- Le sue opere sono:
ni II istituì nel i35i, i cavalieri 1. V Anti- Lutero , Parigi i52 3.
della Stella. S. Vincenzo di Paoli, 2. Un Trattato, in cui difende l'an-
curato di questa parrocchia, nel- tico VISO di celebrare la messa,
r anno 6 1 2 vi fece ricostruire la
1 tratta intorno al celibato degli
chiesa. Nel suo castello, nel secolo ecclesiastici, dell'astinenza, e del
settimo, furono tenuti i quattro .se- digiuno.
guenti concilii. 3. Compendio delle verità che si

11 primo fu celebrato nell' anno riferiscono alla fede, contro le


GLI CLI io3
asserzionienonee di Lutero. E allora menzione. Si fecero delle
questa ima difesa del concilio te- esortazioni per la limosina, av-
nuto a Parigi ne! iS^S. vertendo il concilio, che essa non
4. Un Trattato contro le proposi- dispensa dal digiuno, e dalla o-
zioni erronee di Lutero. razione quelli, che hanno biso-
5. Varii altri trattati sulla Eucari- gno di mortificare la carne. Si
stia contro Ecolampadio, e sopra il condannò chi pretende col mez-
culto dei santi ; molti sermoni an- zo altrui soddisfare alle peniten-
cora e diverse omelie. Quest'autore ze, dappoiché in tal guisa i ricchi
scrisse con molta erudizione e salverebbonsi più facilmente che
solidità ; combatte gli errori, ma i poveri, e la carne che commet-
usa molti riguardi per le persone. te il peccato, non sarebbe come
Sapeva la Scrittura divina ed i conviene punita. Trattaronsi e-
padri; osservano diversi autori, ziandio altri punti della discipli-
che mancava però di critica, e na ecclesiastica, p. e. sui doveri
conosceva assai poco le lingue. de' vescovi, sul ricevere dai preti
CLIFFE, o CLYFF (Clovesho- cosa alcuna nel battezzare i bam-
'^ia). Villaggio d' Inghilterra nella bini ec. Si proibì in fine 1' ub •

contea di Kent, sulla riva destra briachezza, ed a' chierici, ed ai


del Tamigi, già celebre non solo monaci si vietò il dimorare coi
come luogo dell' antico regno dei laici. Regia t. XVII , Labbé
IMerciori , o IVIerciani , e residenza t. VI, Arduino t. III.
dell' arcivescovo di Cantorbery, ma Il terzo concilio si tenne nell'anno
per esservi stati celebrati i seguen- 800, colla presidenza di Atelardo
ti sette conci lii. arcivescovo di Cantorbery, e col-
Il primo fu adunato nell' anno r intervento di Chenulfo re dei
742, e coll'intervento di Etebaldo IMerciori. Vi si conobbe la fede
re di Merciori, il quale confermò qual era stata ricevuta da s.

i privilegi dal re Yitredo accor- Gregorio I ; e si trattò della u-


dati alla Chiesa. surpazione de' beni della Chiesa,
Il secondo ebbe luogo nel 7475 i cui diritti erano stati sconvolti.
nel mese di settembre, coli' in- Augi. t. I, Regia t. XX, Labbé
tervento di dodici vescovi, molti t VII, ed Arduino t. IV.
sacerdoti, e chierici minori, oltre Il quarto venne celebrato nell' 8o3
r arcivescovo di Cantorbery, che in presenza del medesimo re Cle-
vi presiedette, e il re Etebaldo nulfo, o Chenulfo, e dello stesso ar-
co' grandi del regno. Si forma- civescovo di Cantorbery, con dodici
rono in esso trenta canoni , i arcivescovi, cogli abbati, e co'preti
quali contengono avvisi generali dipendenti. Si portarono nuove
ai vescovi, affinchè abbiano ad querele sulle usurpazioni de'beni
adempiere ai loro doveri, e se- ecclesiastici, e si fulminarono le

guire le regole antiche. Vi si censure coli' autorità di Papa s.

comandò 1' esatta osservanza delle Leone III, il quale fece l'estitui-

feste dell' anno, secondo il mar- re alla chiesaCantorbery i di


tirologio romano, o pure secondo privilegi ad da Offa re
essa tolti
quello del venerabile Beda, del de' Merciori. Angl. t. I, Regia t.
quale la prima volta si fece XX, Labbé t. VII.
,

io4 CLO CLO


Il quinto sì tenne nell'S^o o 821; propose la perfetta osservanza dei
e Walfridio, arcivescovo di Can- consigli evangelici. In seguito ebbe
toibery, fece restituire una terra, campo a fabbricare un monistero,
che Clenulfo avea tolta, e che dove ricoverarono tutti quelli, che
l'abbadessa Cinedrida, sua figlia vivevano sotto la di lei condotta.
ed erede, riteneva ancora. Reg. S. Clodissinda governò quel moni-
t. XXI, Labbé t. VII, Arduino stero per sei anni , edificando cia-

IV, Angl. t. I.
t. scheduno in ogni maniera di emi-
Il sesto fu convocato nell'anno 822 nenti virtù. Morì in età di trenta
per lo stesso oggetto, e sopra i anni, ma non si sa di preciso se
costumi. Ibidem. nel settimo, ovvero nell'ottavo secolo.
Il settimo ebbe luogo nell' 824, e CLODOALDO(s.) prete. È pri- il

sopra Walfridio. Vi si terminò mo principe del sangue dei re francesi,


ancora una differenza tra Erber- che la Chiesa onorò di un culto pub-
to di Vorcester e i monaci di blico. Nacque nel 52 2 da Clodomi-
Berciai intorno al monistero di ro re di Orleans, maggiore dei il

Vesturi, che fu renduto al ve- figli di s.Educato alla


Clotilde.
scovo. Il decreto è in data dei scuola di quella santa regina, ben
3o ottobre, e venne sottoscritto presto crebbe in virtù e sapere. An-
dal re Bernulfo, da dodici vesco- noiato delle crudeltà, che si com-
vi, da quattro abbati, da un de- mettevano per guadagnare le gran-
putato del Pontefice Eugenio II, dezze del secolo, da sé stesso taglios-
e da molti signori. Ibidem. si i capelli, e dichiarò voler vivere
CLIMA. Analolicum. Sede epi- nell' ombra del santuario, rinunzian-
scopale della Fenicia del Libano, do a quanti diritti gli spettavano
nel patriarcato di Antiochia. Evvi pel conquisto del regno, di cui e-

pure Clima Magludorum, sede sot- ra legittimo possessore. Andò quin-


toposta alla metropoli di Damasco, di a mettersi sotto la disciplina di s.

eretta nel IX secolo; e Cli/na-GaU' Severino, che viveva nascosto presso


lane del medesimo secolo, suffraga- Parigi ; di là si ritirò nella Proven-
nee di Nazaret. za ;
quindi nuovamente fece ritorno
CLODISSINDA (s.), vergine, ba- in Parigi, dove fu ordinato sacerdote.
dessa a Metz, figlia del duca Win- Ma la fama della sua santità, che
trone, uno dei principali signori del- si era diffusa in tutto il regno, chia-
la corte di Austrasia. Appena cre- mava gran gente e grandi o-
a lui

sciuta in età manifestò il suo ar- nori. Di tutto ciò punto non curan-
dente amore per la vita perfetta dosi, ma piuttosto facendo nobil
e ne pose le fondamenta col de- dispregio , si rifuggì a Nogent, ora
terminarsi a viver vei'gine, cosa che san Cloud, dove istituì santamente
le l'eco molte contraddizioni per molte persone postesi sotto la di
parte della famiglia. Prese quindi lui condotta. Distribuì tutti i suoi
il velo a Metz, dove si era ritira- beni alle Chiese e ai poveri, e do-
ta, e di là passò presso una sua nò il villaggio di Nogent alla sede
zia a Treveri . Liberatasi piena- di Parigi. S. Clodoaldo morì nel
mente dalle opposizioni de' parenti, 56o, e lasciò per bella eredità i
fece ritorno a IMetz, ed ivi istituì più luminosi esempli di una vita
una comunità di donzelle, alle quali consumata in virtù.
, ,

CLO CLO IO)


CLODOALDO (s.) , vescovo di fondata nell'anno 4^5, e sottoposta
Metz, figliuolo di s. Ainulfo, il qua- alla metropoli di Armagli. Quindi

le dalla corte di Clotario II ,


pas- la sede di LoiUhia o Loiit nel MI
sando alla vita religiosa j fu fatto secolo si unì a Clogher, e nel XII
anche vescovo di Metz. Allevato ad Armagb. Nell'anno 5o6 il ve-
sotto gli occhi di suo padre, creb- scovo di Clogher passò a risiedere
be assai presto come nelle ottime inClunes, piccola città della sua dio-
discipline, cosi in eccellenti virtù. cesi, come si legge in Commanvil-
Garzoncello di pochi anni venia le; ma ora fa residenza in Moiia-
proposto a modello de' nobili gio- ghano, Moìiagdn, Monaghanuni, cit-
vanetti suoi pari; cresciuto poscia tà dell' Irlanda, nella stessa provin-
in età, ed impiegatosi presso la cia di Ulster,capo luogo della con-
corte dei re d'Austrasia, sostenne tea, e baronia del suo nome, la
ragguardevoli posti con tale inte- quale ha un forte castello edilìcato,
grità di virtù, che ben tosto si at- sotto il regno di Elisabetta, sul luo-

tirò gli sguardi della più alta am- go di un'antica abbazia.


mirazione. Ma disgustato egli dei Secondo le notizie ecclesiastiche,
pericoli lusinghieri della corte , se Cloger appartiene alla provincia di
ne ritirò intraprendendo una vita Ultonia. 11 vescovo attuale, dipen-
privata, nella quale potesse meglio dente dalla congregazione di Propa-
servire il Signore. Morto il vescovo ganda J?f/e, e dalla suddetta metro-
di Metz, successore di suo padre poli, è monsignor Edoardo Kernan,
s. Clodoaldo fu promosso a quella succeduto per coadiutoria nel 1824.
sede. Dacché fu consecrato, occu- Yi sono trentacinque parrocchie, e
possi con santissimo zelo a correg- trentaquattro vicarii : il numero dei
gere gli abusi della sua diocesi, e cattolici è diduecento mila.
circa
riporre il buon ordine in ogni luo- Secondo però il Catolic Directory
go. I poverelli divenivano l'oggetto del 1839, le parrocchie sono trenta-
più caro del suo cuoi'e; gli afflitti, sette, oltre molte cappelle. II clero
argomento delle più fervide sue vive coi proventi parrocchiali, e col-
preghiere ; i peccatori. Io scopo del- le pie oblazioni de' fedeli.
le sue premurosissime cure. Pieno CLONFERT {Clonferten.). Ci'tà
di meriti e di gloria pose fine alla con residenza vescovile nell' Irlan-

sua carriei-a mortale nel 696 in daj nella provincia di Connaught


età di novantun anno , dopo avex-- la quale fu già un regno a pai te,
ne quaranta nell'episcopato.
passati ed è la terza gran divisione dell'i-
CLOGHER ( dogherai.). Città sola. venne chiamata pure
Cloììfert
con residenza vescovile nell' Irlan- ed è baronia di
Cloiìfort, e Clonefort,
da, provincia di Ulster, nella con- Longford, che sorge presso una pa-
tea di Tyrone, capo luogo di ba- lude formata dai fiumi Schennon,
ronia, sul fiume Blachwater. Anti- e Suir. Siccome s. Patrizio fondò
camente era assai commerciante, ed le sedi d'Irlanda nel 4^^? ^ poi
ora manda due membri al parla- da notarsi, che Commanville, nella
mento. Fu chiamata anche Cloge- Histoire de tous les Archev., et Eve-
ria, o Cloceria. Il regno la riguar- qués, p- 74; d^^ lab les alphabetiques,
da come un borgo, sebbene sia dice che questa sede venne isti-
antica città. La sede vescovile fu tuita nell'anno 56o, e che nel se-
io6 CLO CLO
colo decimosettimo le fu unita quel- do in calde preghiere per la con-
la diKilmacduac, Celniacduacttm. versione del suo sposo, e tanto Clo-
Il vescovo è sutfraganeo del metro- tilde fu accetta presso il Signore, che

politano di Tuam, e dipende dalla alla per fine meritò di essere esau-
congregazione di Propaganda fide. dita, e Clodoveo vinto dalle conti-
Egli, secondo il Oitholic Directory, nuate istanze della sua sposa, la qua-
risiede in Loughrea, città della stes- le non lasciava occasione per dimo-
sa provincia, la quale nelle notizie strargli la vanità degl' idoli, ricevè
ecclcsiasticlie dicesi Connaria. Lou- solennemente il battesimo dalle ma-

ghrea, contea e baronia del suo no- ni di Remigio vescovo di Reims.


s.

me, è situata sopra un'altura, che Clotilde veggendo il marito disce-


domina il lago Rea è ben fabbri- : polo di Gesù Cristo, non cessava
cata, e rinchiude una bella chiesa, di confortarlo ad azioni gloriose per
e gli avanzi di un vecchio castello. la gloria di Dio; e fu per di lei
Nel i832 ne divenne vescovo per istanza che quel principe pose in
coadiutoria mons. Tommaso Coen. Parigi le fondamenta alla gran chie-
Il clero è composto di ventitre par- sa poi detta di s. Genoveffa. Ces-
rochi con altrettante parrocchie, di sato di vivere Clodoveo, si adoperò
ventisette vicari, e di varie cappel- con grande fortezza per comporre
le. Il numero de' fedeli supera i gli animi de'suoi figliuoli, che l'un

cento sessantacinque mila, ed il cle- l'altro faceansi la guerra per la


ro vive colle pie oblazioni, e coi successione al trono. Ma furono
proventi parrocchiali. inutili tutte le di lei prestazioni ,

CLOTILDE (s.), nipote di Gon- che vide anzi sotto i suoi occhi
debaldo re de' Borgognoni, e sposa scorrere di un suo figlio
il sangue
di Clodoveo I, re di Francia. Al- ucciso in guerra. Tante tribolazio-
levata nella religione cattolica pres- ni per l'animo di Clotilde angu-
so la corte di suo zio , benché vi- stiarono il suo cuore per maniera
vesse in mezzo agli ariani, ricevè che, ritiratasi dal mondo, e spo-
con grandissimo frutto i principii gliatasi della regale grandezza, an-
della fede e perfetta morale. Questi, dò a compiere il corso degl' illu-
di mano in mano eh' ella si avan- stri giorni presso il sepolcro di s.

zava negli anni, mettevano profonde Martino di Tours. Là diede l'ulti-

radici nel di lei cuore e produce- ma mano alla perfezione della sua
vano le più brillanti virtù. Inno- rara virtìi , e vivendo con umiltà
cente in mezzo alla seduzione, av- così semplice come non fosse stata
venente di presenza, dolce e mo- giammai assisa sul trono , si rese
desta di carattere, guadagnossi ben specchio veramente d'esecuzione del-
tosto una grande riputazione in tutti le grandi virtù dal vangelo incul-
i regni vicini. Si sposò a Clodo%'eo cate. Predisse la sua morte trenta
col patto di vivere nella religione giorni prima , e innanzi di dare
cattolica : anzi vi accrebbe nella l'ultimo anelito volle vedere i suoi
pietà e nel fervore per modo, che figli Clotario e Childeberto, a" quali
gli stessi pagani erano costretti a diede tutte quelle ammonizioni, che
venerare quella religione, che sola poteano uscire dalle labbra di una
potea produrre tanto ammiraljil vir- gran donna che altamente sen-
.

tù. Binava gran tempo lagrinian- tiva la virtù della religione, l'avea
.

(LO CLU 107


obbedita niirahilmente in vita, e sla- que ed una scuola, in cui
chierici,

va già già per ricevere la corona viene educato un gran numero di


nel cielo. Mori a' 3 giugno del 54'>, giovani. I proventi parrocchiali, e
ed ebbe gloriosa tomba nella chie- le pie oblazioni de' fedeli sono i

sa di s. Genoveffa mezzi di sussistenza pel clero.


CLOYjNE (Cloyncn.). Città con CLUGNY o CLUNIACO (de)
residenza vescovile nell' Irlanda, pro- Federico, Cardinali'. V. Cluni ago
vincia di IVIunster, che nelle noti- Federico, Cardiiialc.
zie ecclesiastiche chiamasi Mommiin, CLUNI CLUCtNY, o CLUìNY
baronia d' Imokilly. Sono edifìzii [Cluniacitrn). Celebre abbazia, e cit-

considerevoli i' antico palazzo epi- tà di Francia, nel dipartimento del-


scopale, e la cattedrale, che è di la Saona e Loira, capo luogo di
gotico disegno. Cloyne, nelle noti- cantone, situata sulla riva sinistra
zie ecclesiastiche, si conosce anco del fiume Grasne, che si passa so-
sotto il nome di Cluainvaiùa, non pra due ponti di pietra. E cinta
che sotto quello di Deunuanamun, di mura rovinose, intorno alle quali
o Cluanum. La sua sede vescovile, trovatisi ameni passeggi. Ha un col-
suffraganea di Cashel, è soggetta legio comunale, un ospedale ed è ,

alla sagra congregazione di Pi'opa- sotto la diocesi di Macon. Essa di-


ganda. Secondo Commanville, ven- venne rinomata per la famosa ab-
ne fondata l'anno 6o4. Abbiamo bazia di s. Benedetto, nella quale
però, che l'apostolo delf Irlanda s. strettamente osserva vasi la regola.
Patrizio, istituì i suoi vescovati nel- Era degna pure di osservazione la
l' anno ^'i5, nel pontificato di s. chiesa di stile gotico, una delle più
Celestino I, ovvero sotto il succes- grandi di Francia. Aveva essa la

sore s. Sisto Hi. Dipoi Papa Mar- forma di una croce primaziale, e fu
tino V, nel i43o, l'unì a Cork, fatta fabbricare da s. Ugo, sesto ab-
dalla quale in seguito fu separata, bate di Clugny. Pretesero alcuni che
venendo poscia unita a Cloyne quel- ivi , nel 1026, fosse trasportato
la di Ross, Rossen (Fedi). Il ve- il capo del Pontefice s. Clemente l.

scovo ha la residenza a Cove, città Il monistero era sotto l' invocazione


e porto della stessa provincia di degli apostoli s. Pietro e s. Paolo.
Munster, sull' Oceano atlantico, che Fu quell'abbazia distrutta durante
ha magnifiche strade, ed il titolo la rivoluzione, ma venne stabilito
di contea. Deve Cloyne la sua gran- il collegio negli edilizi dell'abbazia.
dezza alle flotte, che ivi si recano Nell'anno 1 5(S2 o 1592, i prote-
a ed
provvigionarsi, al concorso, stanti calvinisti, e ugonotti presero
che ha pe' suoi bagni di mare. Mon- Cluny , e dopo aver saccheggiato
signor Bartolommeo Crotty ne fu e- l'abbazia, e commesse infinite bar-
letto vescovo a' 22 marzo i833. Il barie, bruciarono la sua antica, e
clero è formato di cinquantaquat- preziosa biblioteca.
tro parrochi con egual numero di L'abbazia di Clugny, capo di tutta
parrocchie, e di settanta vicarii. Il la congregazione benedettina, che
numero de' cattolici vuoisi che a- ne portava il nome , fu fondata
scenda a trecento quaranta mila. Vi verso l'anno 910, dopo che i lon-
sono pure molte cappelle, il semi- gobardi e i saraceni aveano deso-
nario vescovile con circa venticin- lati i monisten dell' Italia e della
,

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Spagna. Le guerre civili della Fran- la direzione di tre de' monisteri di
cia, sul fine tlclla prima stirpe tli cui era abbate il defonto cioè di ;

que' re, cagionarono parimenti un Clugny, cinque leghe lungi da Ma-


gran rilassamento; e i normanni con, di Massay, e di Deols nel Ber-
scorrendo quel regno terminarono ry. Egli fece la sua residenza nel
di rovinar tutto. I monaci, che po- primo , il quale divenne rinoma-
terono sottrarsi a tanti disastri, di- tissimo per l'esatta osservanza della
misero l'abito, ritornarono presso i regola benedettina a segno, che la
loro parenti presero le armi , o
,
congregazione venne riguardata co-
esercitarono qualche traffico per vi- me la primaria riforma di quell'Or-
vere, e se alcuni restarono ne' mo- dine illustre. Il perchè molti moni-

nisteri, non solamente non pratica- steri di vari paesi abbracciando suc-
vano le loro regole , ma poco le cessivamente la riforma da s. Odo-
sapevano. In questo stato trova vasi ne introdotta in Clugny, e sottomet-
r Ordine monastico nel declinar del tendosi alla di lui giurisdizione, in
secolo IX, e nel principio del X breve tempo la congregazione clu-
ambedue infelicissimi, quando Dio niacense diventò molto numerosa
suscitò Bernone, per esserne il ri- e fiorentissima, fu il primo ramo
stauratore. dell'Ordine benedettino, e l'abbazia
Berno, o Bernone, di nobilissima restò immediatamente soggetta alla
famiglia borgognone , fece la sua santa Sede. Di fatti verso l' anno
professione religiosa nell'abbazia di 936, il Pontefice Leone VII chia-
s. Martino d'Autun, secondo alcuni, mò da Clugny s. Odone o Odilone,
nientre altri dicono, che poi si re- il quale si in Roma , nel monistero
casse a quello di Beaume, e poscia di s. Paolo, e sì in vari monisteri
passasse a fondare monistero di il d'Italia, col suo zelo e colla sua
Gigny nel Lionese, del quale diven- virili, fece rifiorire la disciplina, e
ne il primo abbate. Quindi gli fu r osservanza della regola di s. Be-
affidato governo dell'abbazia di
il nedetto. Furono degni successori di
Beaume, ossia di s. Benedetto d'A- s.Odone nell'abbazia di Clugny, s.
niano, finché avendo Guglielmo I, Ugo, s. Maiuoloj s. Odilone ec.
// Pio. duca d' Aquitania, figlio di Benedetto IX nel io4i, ad istan-
Bernardo conte d' Alvergna, fonda- za de' polacchi, concessea Casimi-
ta, coir opera, di Bernone, l'abbazia ro, diacono e monaco di Clugny, di
di Clugny, Bernone medesimo n'eb- succedere al regno e di prendere ,

be il governo, e ne divenne primo moglie. Il Papa Gregorio VI , sic-

abbate. La sua santità gli meritò come eletto simoniacamente, dappoi


l'amministrazione e direzione di set- pentito, spontaneamente nel 1046
te abbazie, e mori in Clugny placi- rinunziò nel concilio di Sutri, e si

damente nel gennaio del 927, ve- ritirò a far penitenza in questo mo-
nendo ivi sepolto nell'antica chiesa nistero , ove morì in concetto di
di s. Pietro. Da alcuni martirologi virtù, come si ha dal Clabro, Hist.
gli è dato il titolo di beato , e da lib. V, cap. 5, ap. Duchesne, t. IV,
altri di santo. Allora i vescovi del pag. 58. 11 Pontefice Gelasio II, re-
paese costrinsero s. Odone di Tours candosi in Francia per domandare
monaco di Beaume, e già stato nella soccorso a Ludovico VI , contro
corte di Guglielmo I, a prendere l'imperatore Enrico V, e l'antipapa
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