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VOLUME II CONTINUAZIONE DEL DIARIO SECOLARESCO PARTE PRIMA (11 marzo 1780-2 agosto 1785) IESUS MARIA1 11 marzo

1780 11 marzo 1780, essendo il sabato Sitientes, nel suo castello di Trento, ha tenuto una molto copiosa Ordinazione di cherici maggiori secolari e Regolari monsignor Pietro Vigilio nostro vescovo, tra' quali fu ordinato diacono il mio nipote Benedetto Tovazio di Volano2. Nella susseguente domenica poi di Passione ha ordinato li cherici minori. Il medesimo vescovo ultimamente ha ottenuto dal Papa Pio sesto per sei anni seguenti di poter andare secondo il suo solito a Vienna, e Salisburgo. 24 marzo 1780 24 marzo, venerd Santo di sera il lodato vescovo fu in s. Bernardino a sentire nel presbiterio il Mattutino armonico de' poveri Frati, o piuttosto adorare nostro Signor Ges Cristo nel sepolcro. 29 marzo 1780 29 marzo 1780, si ha inteso, che il detto vescovo si ritrova molto male di salute per infiammazione di petto. 30 marzo 1780 30. Fu raccomandato come gravemente infermo alle orazioni de' Religiosi dal nostro padre Guardiano. 31 marzo 1780 31 di sera fu portato alle chiese di Trento un cartello, perch li sacerdoti tutti aggiungano nella santa Messa la colletta pro antistite nostro infirmo. Furono fatte pubbliche orazioni di altra sorta nelle chiese principali della citt. 4 aprile 1780 4 aprile 1780, si recit la colletta pro gratiarum actione, ritrovandosi fuori di pericolo il detto vescovo, bench ancora obbligato a letto. In questo stesso giorno ho letto, che essendosi scoperta nella valle di Fiemme sui confini del Tirolo tedesco una miniera di sale, l'augustissima imperadrice vedova regina Maria Teresa tosto ha assegnato due mila fiorini per farne le necessarie prove; e qualora queste riescano felici, ne risentir un grandissimo vantaggio il Tirolo italiano, ed un tal sale potr essere altres trasferito con poca spesa ne' Ducati di Mantova, e di Milano. Il celebre monsig. Honthein Suffraganeo di Treviri, ha regalato la superba sua biblioteca all'universit di quella piazza. L'imperatore della China ha permesso a que' missionari di predicare il santo Evangelio di N. S. Ges Cristo ne' suoi Stati, e di battezzare que' chinesi, che volessero abbracciare la religione cattolica, a condizione per, che nessun figlio de' grandi, ossia Mandarini venga battezzato senza il consenso de' loro genitori. Questa permissione fu accordata a contemplazione di un missionario lorenese, il quale oltre altre sue belle qualit sapendo perfettamente il linguaggio tartaro, che parlasi alla Corte di Pekin, trovasi incaricato dal
*Tovazzi, Continuazione del diario secolaresco. Parte prima, Trento, BSB MS 66, pp. 225-986/3. Ricevette la Tonsura e li due primi Ordini ai 20 dicembre 1777; li due ultimi Minori 4 aprile del 1778; il suddiaconato nel marzo del 1779; il diaconato nel marzo del 1780 ed il sacerdozio nel settembre del 1780.
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predetto imperatore della China, di tradurre tutti li dispacci inviati alla sua Corte, e massime quelli che gli arrivavano da Pietroburgo scritti in latino. Leggo, che nel museo clementino vaticano sono osservabili le pitture del celebre pittore sig. Cristoforo Unterperger (o Underberger), il quale si fiemmasco; ed intendo, che oggid partito per Roma il rev. sig. don Antonio Longhi di Varena fiemmasco, prete predicatore quaresimale, altro pittore eccellente. Monsig. don Andrea Benedetto Ganassoni bresciano, gi abate benedettino casinese, ed arcivescovo di Corf, ed ora vescovo di Feltre, ha mandato ai perginaschi ed ai borghigiani secolari e Regolari un suo editto, col quale sotto pena di scommunica latae sententiae proibisce a tutti di ascoltare le confessioni sagramentali dopo lo spazio di un mese a die publicationis, se prima non saranno da lui approvati di nuovo. Egli fecesi cacciare da Venezia, e da Corf per il suo troppo fervore. Forse gli succeder lo stesso anche a Feltre. Vedi sotto al 2 giugno. 9 aprile 1780 9 aprile domenica seconda post Pascha, non fu fatta in Trento la processione della Madonna Dolorata, perch il tempo fu pioggioso. 18 aprile 1780 18 aprile 1780, leggo, che secondo vuol farsi credere, monsig. arcivescovo di Tolosa in Francia, o sia Linguadoca, Stefano Carlo de Lomenie de Brienne3, nato in Parigi l'anno 1727 e fatto arcivescovo li 21 marzo 1763, dopo che fu vescovo di Condom nella Guienna, si sia proposto di presentare alla prossima assemblea del clero gallicano una memoria, nella quale pretende di provare la necessit di richiamare gli Ordini religiosi alla loro primitiva istituzione. Egli riduceli a quattro, quello di s. Bernardo coi Certosini, e quello di s. Benedetto: il primo col nome di monaci bianchi, ed il secondo di monaci neri. Il terzo li chierici regolari cogli Ordini mendicanti, ed altri canonicali, per fare le funzioni ecclesiastiche, e servire da corpi ausiliari al clero secolare. Il quarto li cavalieri di Malta. Egli sopprime le abazie, li priorati, egli ospizi di monaci situati nel recinto della citt, e per tema, che nelle campagne, ove li mette, l'imbarazzo degli affari non dia loro qualche distrazione, toglie loro qualsivoglia amministrazione del temporale, dandola ai vescovi. Non vuole, che alcuno sia promosso agli Ordini sacri, neppure l'abate. Rimette in vigore il lavoro manuale, e tutti gli esercizi dello stato monastico, come era nella sua origine. Li santi misteri siano celebrati nelle abbazie dai curati, o Vicari delle parrocchie, li quali amministrino anche li sagramenti. Finalmente suggerisce, che sia pregato il re di Francia perch ottenga tal riforma il suo vigore anche dal Papa. Cos l'arcivescovo, cui potrebbe opporsi, che prima stabilisca, ed eseguisca una buona riforma de' vescovi, e de' parrochi, e preti secolari, e che faccia dimettere ai cardinali e vescovi tante Commende di abbazie monastiche etc. Il Lomenie nel 1791 fu scardinalato e condannato come apostata etc. 19 aprile 1780 19 aprile 1780, cadde la neve sopra li monti vicini a Trento, sotto Sardagna, recando un gran freddo. Ne cadde anche nei giorni antecedenti, e si sent pi freddo nell'aprile, che negli ultimi giorni di marzo. 8 maggio 1780 8 maggio avanti giorno partito per Salisburgo il nostro vescovo Pietro Vigilio di Thunn. Le novit fatte intorno ai dazi fanno molto dire li popoli. Fu dato principio a tali novit il primo di questo mese. Leggo in questo giorno, che l'imperadrice regina Maria Teresa li 12 marzo 1769 ha tassato per li suoi sudditi gli scritti di credito al quattro per cento: e che parimente al quattro per cento li ritir per li suoi con editto dei 30 maggio 1772 Monsignor Cristoforo Sizzo vescovo e principe di
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Lomenie, questi divenne apostata e si uccise per disperazione.

Tento. Questo dispiacque a quelli, che tiravano li censi al principe, perch furono loro ristituiti li capitali. 1 giugno 1780 Nei primi di giugno di quest'anno 1780 dall'imperadrice vedova Maria Teresa ebbero ordine li monaci benedettini, detti gli Spagnuoli Neri di Vienna, che in termine di quattro settimane debbano evacuare il loro monistero, una parte del quale sar convertita in una casa di lavoro per li servitori sfaccendati, e l'altra in uno spedale per li fanciulli esposti, o sia bastardelli. Questo fu suggerito dal di lei figlio Gioseppe secondo. In questo mese di giugno sono venuti a Trento li commedianti, e vi esercitano la loro arte infame. Da loro sono derivate le mode scandalose degli uomini, e molto pi delle donne, che da poco in qua si vedono con dello stomaco. 2 giugno 1780 Ai due di questo mese in Londra nacque una gran rivoluzione de' Protestanti contra il Parlamento acciocch questo rivocasse l'atto dell'anno 1778 in favore de' Cattolici Romani. Capo de' Protestanti fu il lord Giorgio Gordon, il quale radun per la detta rivoluzione cinquantamila Protestanti, li quali presto crebbero di numero, gridando tutti ad alta voce: Non vogliamo papisti. L'arcivescovo di Jorch fu tirato fuori della sua carrozza ed a stento pot salvarsi in una casa vicina. Al vescovo di Lichtfield sono stati cavati di dosso li vestimenti. Al Duca di Northumberland fu levata la saccoccia, e l'orologio, molti Lordi furono oltraggiati, scapigliati, sborsati. Furono maltrattate le cappelle dell'ambasciatore sardo e del ministro bavaro, le scuole romane. Fu minacciato per fino il palazzo del re, e maltrattato il palazzo superbo del cavaliere Giorgio Seville autore dell'approvazione del menzionato atto favorevole ai cattolici. Il Gordon present alla Camera bassa una supplica soscritta da cencinquantamila Protestanti. Il vescovo di Feltre, di cui sopra ai 4 di aprile, ha mutato pensieri, ed ha riscritto ai diocesani suoi trentini, ed ausugani, che seguano ad ascoltare le confessioni sagramentali finch egli stesso verr in visita. Ebbe qualche avviso da Trento e da Insprugg. In Londra continu la sollevazione del popolo e fece de' gran mali anche dopo li sopraccennati, specialmente col fuoco. Ai nove di questo mese di giugno fu arrestato il capo de' sollevati Lord Giorgio Gordon, e rinserrato in una stretta prigione. Per altro egli nacque di padre cattolico ed stretto parente di un rispettabile prelato della Francia. Con lui furono arrestate molte altre persone. In questo stesso tempo qui si discorre di una congiura ultimamente scoperta in Venezia contra quel pubblico Governo, trattandosi di rinnovare il Vespro siciliano. Uno de' capi fu un patrizio Pisani, il quale pochi giorni dopo di essere stato ammesso tra' procuratori, fu mandato prigione a Verona, dove gi dicesi esser morto; ma non morto. Il Lord Giorgio Gordon rinserrato in una torre sta infermo di febbre ardente. In caso, che venga decapitato, egli sar il decimo della sua famiglia, sebbene una delle principali della Scozia, che termina la vita su di un palco infame. 4 giugno 1780 Ai quattro di giugno, e ne' giorni seguenti a Mohilow sonosi abboccati l'imperadrice delle Russie vedova Catterina II Alexiowna, e Gioseppe II imperadore de' Romani sotto il nome di Conte di Falchenstein. Dicesi, che a Vienna in breve sortir un editto per frenare l'abuso de' titoli di nobilt, cosa certamente molto degna: ma non s' ancora veduta eziandio nel 1784. 9 luglio 1780 9 luglio. Abbiamo cominciato a recitare la colletta nella Messa per impetrare la necessaria pioggia, la quale ci fu subito da Dio donata nella sera stessa, e ne' giorni seguenti. La congiura veneta fu tramata sette anni, e dovea effettuarsi nella vigilia, o nella festa di s. Pietro di quest'anno. Li congiurati furono circa quattrocento veneziani. Capi principali furono

un Pisani, ed un Contarini. Tre di loro manifestarono il tutto avanti che seguisse, chiedendo insieme l'impunitade. Niuno de' Frati n'ebbe parte. Aggiungo, che anche un Diedo, ed un Dandolo furono de' principali, e quindi sono stati catturati, ed ora gi credonsi morti. Li congiurati furono nobili Barnabotti4, cio poveri, e altri cittadini. Avevano stabilito di dar fuoco alla citt in vari luoghi ad uno stesso tempo, e poi assaltare, ed ammazzare il Doge, gl'inquisitori di Stato, e li dieci consiglieri quando fossero tutti congregati. Ora diconsi mancare cinquecento veneziani, senza sapersi dove siano. Negli scorsi giorni caduta gran tempesta in Riva, in Fiemme, e in Valsugana, ed in Pinedo. 20 luglio 1780 20 luglio 1780, gioved, fu rappresentata una tragedia comica intitolata Trento liberata dalla tirannia d'Ezzelino, non pi recitata, e cavata dalla storia degli Ezzelini ultimamente pubblicata in tre volumi dal sig. Gio. Battista Verci bassanese, il quale come autore della stessa tragedia si ritrova in Trento. 25 luglio 1780 25 luglio, leggo, che ai quattro di questo mese, alle ore dieci di sera, nel castello di Tervueren nelle Fiandre cess di vivere Carlo Alessandro Duca di Lorena, e di Baar, Gran Mastro dell'Ordine Teutonico, governatore e capitano generale de' Paesi Bassi austriaci, primo gran Croce dell'Ordine militare di Maria Teresa sua cognata, feldmaresciallo dell'impero cattolico, e della predetta imperadrice regina Maria Teresa, fratello del gi imperadore Francesco, e zio dell'imperadore moderno Gioseffo. Egli nacque li 12 dicembre 1712, ottenne il titolo di altezza reale nel 1745, fu governatore delle Fiandre trentasei anni e nella guerra contra il re di Prussia fece molto parlare il mondo. Fu seppellito in Brusselles, nella chiesa de' ss. Michele e Guduto li dieci di questo stesso mese. Fu inetto a tutto. 1 agosto 1780 Il primo d'agosto leggo, che l'imperadrice Maria Teresa ha mandato a suo figlio imperatore esistente nella Moscovia non pochi altri regali da distribuire.ed ha ordianato ai suoi tesorieri, che gli spediscano in cambiali, dugentomila Ongari. Dicesi che ha gi distribuiti quelli, che ha portato da Vienna, li quali non saranno stati n pochi, n piccioli. 3 agosto 1780 Ai 3 di agosto nel seminario vescovile furono distribuiti li premi soliti. Francesco Tecino da Val di Non ne ha riportato tre. Antonio de Andreis da Val di Sole tre. Bartolommeo Conte Bertolazzi di Trento uno. Gioseffo Angelini di Trento uno. Bartolommeo Menotti di Tenno tre. Aloisio Dordi da Borgo di Valsugana tre. Gioseppe Maria Morandi da Riva uno. Giorgio Simeoni di Trento uno5. Giorgio Piazzi da Fiemme tre. Giambattista Stenech di Trento due. Giambattista d'Anna de Cel da Valsugana tre. Stefano Bertolini di Trento uno. Tommaso Alberto cavalier de Angelis de Lizzasadorf di Trento uno. Fato Conte Terlago de Fatis di Trento due6. Alberto Ferrari da Val di Non uno. Giambattista Sardagna d'Hochenstein di Trento uno. Gioseppe Zamboni da Vigolo uno. Giambattista Armani da Tenno uno. Gasparo Baroni de Cavalcab da Bronzolo uno. Pietro Alessandrini de Newenstein di Trento uno. Gioseppe dal Ponte di Trento uno. Giambattista Valentini di Trento due. Francesco Steffenelli di Trento uno. Giacomo Casal da Cavriana uno. 10 agosto 1780 Ai 10 di agosto in Strigno due putti suonando le campane furono uccisi da un fulmine, ed altri feriti.
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Barnabotti abitanti a s. Barnaba. Questo Simeoni ora sacerdote Filippino. Poi secolare. 6 Fatus factus est miles austriacus anno 1785 a genitoribus suis; sed eodem anno domum rediit.

In questo mese, cio li sette agosto, a pieni voti stato eletto coadiutore dell'elettor ed arcivescovo di Colonia l'Arciduca Massimiliano Saverio d'Austria, generale di cavalleria e gran Mastro dell'Ordine Teutonico, nato in Vienna li 18 dicembre 1756. Il coadiuto Massimiliano Federigo Conte di Knigsegg-Rothenfels nato l'anno 1708. Iddio gli doni lo spirito ecclesiastico. Amen. L'elettore Knigsegg non avea bisogno di coadiutore. Ho inteso, che i levicani hanno esibito cento mila fiorini al vescovo principe di Trento se ottien loro di ritornare sotto la di lui giurisdizione; e che gli alani parimente gli hanno esibito diecimila fiorini annui se fa levare il dazio nuovo di Borghetto. La parrocchia di Pergine vaca, tuttavia, perch essendo stato presentato dal vescovo di Trento come principe il sig. Francescantonio Santoni di Ceniga arciprete di Arco, molestato da alcuni suoi canonici della Collegiata, fu trattenuto in Arco con onore dai medesimi canonici, e dal popolo. Fu poi nominato l'arciprete di Condino Angiolantonio Pellizzari di Condino, insinuatosi appresso il principe, ma il popolo di Condino gli ha proibito l'accettare, e partire da loro contando gi sessantadue anni compiti di et. Pietro Uhrmacher breziano7, parroco di Romeno, morto fallito, per aver fatto troppe spese nel possesso con invito, e regali, e per aver dovuto pagare pensione all'antecessore Lionardo Tonioli pinetano. Ai 13 di settembre si terr il concorso per Romeno, e Flavone. Il Papa Pio sesto sta duro e non vuole confermare in vescovo Suffraganeo di Trento l'eletto Conte canonico Francescantonio Filippo degli Alberti da Poia di Trento. Egli ha tutta la ragioine, e la fa propriamente da Pio. L'expodest di Roveredo Carlo de' Mauri da Bozzolo mantovano ancora trattenuto in custodia nel castello di Roveredo. Egli voleva far bastonar alcuni signori roveretani, e bramava di esser confermato nell'officio. Fu accusato di aver fatto dell'estorsioni. Confess di aver violato alterius thorum. Si finse oppresso da dolori di ventre, rinunci l'officio, e disse la sua colpa al capitano del Circolo, al comandante del castello, ed altri, si finse pazzo, si ritir nel Cappuccini chiamandosi fra Carlo da Bozzolo, bench ammogliato, e secolare, nella Quaresima. Di l dovette uscire per forza militare, fu chiuso nell'archivio del palazzo pretorio, e poi venne trasportato nel castello. Presentemente in Roveredo vi una commissione regia che esamina il caso. Uno de' commissari il sig. Gio. Pompeo Besenella di Pressano8. 30 agosto 1780 30 agosto 1780, mercoled sera, dopo Compieta, il rev.mo sig. provicario generale Francescantonio Redolfi nella nostra cella mi ha favorito scrivendo l'Imprimatur su' due miei Direttori, ed essendo subito andato direttamente a casa sua in citt, cio a Casa del sig. barone Giambattista Gentilotti rest sorpreso e mezzomorto da colpo apoplessia, con dispiacere universale. Sperasi per che ancora si rimetter per piet di Dio signor nostro. Non pi parl, e mor li 9 settembre alle 7 di mattina. 4 settembre 1780 4 settembre sono stato in citt a portar, e leggere due lettere al sig. Bonifacio Bonelli di Cavalese, consegliere aulico di Trento, scritte al nostro Padre Benedetto di lui fratello, ed al sig. don Benedetto prete di lui figliuolo, da monsignor Giuseppe de' Conti Garampi di Rimini, arcivescovo di Montefiascone e Corneto, e nunzio apostolico appresso Cesare, date in Vienna li 28 agosto 1780. Con tali lettere il detto sig. don Benedetto viene costituito professore, direttore, e capo del nuovo convitto ecclesiastico eretto in Gradoli nella diocesi di Montefiascone dal detto Garampi, in un palazzo, gi residenza deliziosa di Casa Farnese, distante circa tre ore da Montefiascone, con una chiesa parrocchiale e Collegiata. Il detto convitto sar unito al seminario, di cui sar come un'appendice, ed un secondo, e pi sublime seminario, in cui
*Di Brez. Questo Mauri finalmente avendo sborsato molto danaro fu liberato nel maggio di quest'anno 1782; part di notte in una carrozza e fu rimandato a Mantova. Nel novembre dello stesso anno 1782 gli succeduto il sig. Gio. Pompeo Besenella di Pressano.
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staranno li migliori alunni del medesimo seminario, acciocch riescano buoni predicatori, missionari, confessori e parrochi. Il Bonelli far le lezioni teologiche, presieder alle conferenze, ordiner il tutto s rapporto agli sudi letterari, che alle cose de' costumi. Quando gli alunni saranno copiosi potr fare le lezioni nel seminario, e l pure presiedere alle pubbliche dispute. Ha ottenuto un tal posto, perch dopo di essere ritornato dal collegio germanico di Roma, il nostro Padre Benedetto con sua lettera letta prima anche da me, preg il Garampi, che gli procurasse qualche cattedra nella Germania. Per poter ritornare in Italia ebbe bisogno il Bonelli di dispensa Papale ottenuta dal Garampi per mezzo del cardinale Antonio Casali romano benaffetto al Bonelli, nel quale io vorrei che comparisse un esterno pi ecclesiastico, giacch io non veggo l'interno, e neppure lo vedranno li di lui discepoli, ed alunni. Faccia Iddio, che l'impegno contratto l'obblighi a comporlo. Part per Montefiascone nell'ottobre. 12 settembre 1780 12 settembre 1780, fu in Trento monsignor vescovo di Verona don Giovanni Morosini quondam Alvise, monaco benedettino casinese, nato li22 luglio 1719. Egli di statura grande, maestosa, cortese, garbato, modesto. Io ho avuto il contento di mostrargli alcuni manoscritti antichi, ed altri libri di questa nostra biblioteca bernardiniana. inviato per Bolgiano con un prete, due nobili giovani, e due servidori. Nella visita graziosa, che fece a questo nostro convento fu accompagnato dai suddetti, e dal sig. barone Giangiacomo Piccini canonico di Trento, dal sig. Giangiuseppe Premer arciprete di Ala, dal sig. Bartolommeo Malanottti arciprete di Lizzana, dal sig. barone Giambattista Gentilotti, dal sig. Barone Sigismondo Trentini, dal sig. consigliero Gaudenzio Antonio Gaudento. Vedi sotto 17 settembre. Egli ha stampato delle sue omelie. 13-14 settembre 1780 13 e 14 settembre, nel castello di Trento fuvvi il concorso de' preti alle due pievi di Romeno, e Flavone. Furono circa cinquanta, e gli esaminatori dieci, cio don Giacomo Tabarelli rettore del seminario, don Gioseffo Menghini di Brezzo prof. di dogmatica nel seminario, don Giampietro Pini ex rettore del seminario, don Premer arciprete di Ala, don Sardagna piovano di Meano, don Malanotti arciprete di Lizzana, il P. Staidelio, il P. Bonelli nostro, il P. Vincenzo Fortunato Slopp di Trento Cappuccino, il Santoni arciprete di Arco. Ne' giorni antecedenti fu nominato arciprete di Pergine il sig, Giambattista Mersi di Trento parroco sin dal 1760 di Folgaria. 17 settembre 1780 17 settembre, di sera tardo fu di ristorno a Trento il lodato vescovo Morosini di Venezia, e part nella seguente mattina a buon'ora, per andar a cresimare in Brentonico, e poi a tener Ordinazioni in Verona. Nello stesso giorno ho inteso, che in tutto il Tirolo non vi vescovo, che possa ordinare, perch n il trentino, n il bressanonese ha Suffraganeo: il trentino a Salisburgo, ed il bressanonese non ancora impossessato del vescovado, perch non ha peranche ottenuto da Roma il permesso non volendo pagare quanto vogliono li Romani, a motivo, che dur tanto poco il di lui fratello. Ha per il possesso del principato. Ho pur inteso, che ne' dazi austriaci de' nostri contorni un paio di buoi si paga nove fiorini, e ne' dazi del principe di Trento un fiorino. Di pi vengo accertato, che le acque acidole di Levico poco fa scoperte riescono buone e salutifere. Cos pure quelle di Carano in Fiemme. In Roma trovansi moltissimi febbricitanti, cosicch fu scritto di l, che ascendono al numero di circa cinquanta in sessanta mila. Nel solo convento nostro di s. Bonaventura alla Polveriera tra settantacinque Frati sacerdoti, tre soli si contano, che non l'abbiano avuta. Perci il Papa ha ordinato pubbliche orazioni in diverse chiese di Maria Santissima, e che ad una certa ora di notte si suonino tutte le campane della citt, e che a tal tempo i fedeli recitino certe orazioni. Anche in Borgo Valsugana dicesi essere da circa quattrocento infermi. In Cles pure dell'Anaunia vi sono molti ammalati. Nello scorso agosto morto in Roma in et di 84 anni l'ex gesuita Forastier gi assistente francese dell'estinta Compagnia. Egli lasci in deposito la sua voluminosa libreria al Padre

procuratore generale della Certosa fintanto che risorga la detta Compagnia, cui dovr restituirsi. Che speranza! Ma da lettera del procuratore certosino si ha, che la libreria non fu lasciata a lui, n al suo monastero neppure in deposito. 21 settembre 1780 21 settembre 1780, passato per Trento senza punto fermarsi l'eminentissimo sig. cardinale Francesco de' Conti di Herzan ed Harras, boemo, inviato per Roveredo e Roma. In Vienna diede varie istruzioni ecclesiastiche all'Arciduca Massimiliano generale di cavalleria, ed eletto coadiutore dell'arcivescovo l'elettore di Colonia, il quale in breve sar ordinato cherico, e poi sacerdote, cosicch possa cantare la sua prima Messa nella festa di s. Teresa e comunicare sotto di essa l'imperadrice vedova madre Maria Teresa. Il che per non segu, neppure nel 1784. 23 settembre 1780 23 sabato delle quattro Tempora, in Trento non furonvi Ordinazioni per mancanza di vescovo. Parecchi trentini colle dimissorie sono andati a Verona. Tra di loro fu ordinato prete il mio nipote Benedetto, di cui sopra. In 33 mesi fu laico, e sacerdote. In questa settimana, cio li 20 giorno di mercoled, sono stati distribuiti li premi agli scolari del ginnasio di Roveredo nella chiesa parrocchiale di s. Marco, e fu stampato con eleganti caratteri, e bella carta un foglio piegato in quarto con questo titolo: Quod felix faustumque sit! Nomina iuvenum in gymnasio roboretano sub auspiciis caesareo-regiis, humanioribus litteris studentium, ex ordine classium, in quas anno scholastico elapso referri meruerunt, publice proposita ad diem XII calend. octobr. Anno MDCCLXXX. Roboreti, ex typographia imperiali regia Marchesani. Voglio qui trascriver tutto, giacch non sar un d superfluo. Segue dunque subito: "In poesi praemiis donari meruerunt. 1. Matthaeus Pergher, civis roboretanus 2. Iacobus Galvagni, civis rob. 3. Iacobus Inzegneri saccensis9. Classis I nob. Benedictus a Rosa muriensis. Classis II Pernecher Petrus rob., Plancher Ioseph rob. Questi sei diconsi anche tentati ex graeco. In rhetorica praemiis donari meruerunt. 1. Ioan. Bapt. Pedersani villensis. 2 Ioannes Bapt. Galvagni iseriensis. 3. Ill. Prosper de Cosmi S.R.I. eques et civis rob. Proxime accessit praenobilis Leopoldus de Baroni de Berghoff civis rob. Anche questi quattro diconsi tentati ex graeco. Classis I. Biasi Anton. civis rob. Isnenghi Anton. civis rob. Classis II. Praenob. de Gasperini Caroli de Monte Vineato civis rob. Nob. Zambonati Augsutini civis rob. In suprema grammatices classe praemiis donari meruerunt. 1. Ioseph Scrinzi civis rob. 2. Ioannes Goio civis rob. 3. Praenob. Daniel de Baroni de Cavalcab saccensis. Classis I. Illustris. dominus Coelestinus S.R.I. comes de Mayerle iseriensis. Praenob. de Volani Hierinymus civis rob. Praenob. de Antonini Andreas civis rob. Costa Petrus civis rob. Classsis II. Birti Dominicus civis rob. Classis III. Praenob. de Avancini Ioannes levicensis. Elena Alexius volanensis. Roversi Hieronymus civis rob. In media grammatices classe praemiis donari meruerunt 1. Nob. Hieronymus Parisi civis rob.
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*Di Sacco.

2. Nob. Clemens Cobelli civis rob. 3. Philippus Zanella rob. Classis I. Battisti Bartholomaeus rob. Birti Antonius rob. Ill. de Carpentari Ioannes Baptista de Mittemberg S.R.I. eques et civis rob. Nob. Parisi Ioseph civis rob. Classis II. Perill. dominus Aloysius S.R. I. liber baro de Eccaro civis rob. Lenzi Georgius rob. Manzoli Ioseph rob. Nob. Zandonati Ioannes Baptista civis rob. Zanella Carolus muriensis10. Classis III. Alberti Ioseph rob. Barbieri Ioannes Baptista licianensis11. Bettini Ioseph rob. Nob. Chiusole Aloysius chiusolensis (sic). Fedriga Adamus iseriensis. Fedrigoni Antonius civis rob. Prezzi Antonius iseriensis Ravagni Ioannes iseriensis. San.Nicol Dominicus trembellensis12. Scottini Petrus licianensis. Nob. Tacchi Bernardinus civis rob. In infima grammatices classe praemiis donari meruerunt. 1. Caietanus Tacchi rob. 2. Ioseph Abriani venetus. 3. Nob. Franciscus Ferrari civis rob. Classis I. Baldessarini Franciscus villensis. Eberle Sylvester rob. Ill. de Carpentari Ioseph de Mittemberg S.R.I. eques et civis rob. Dallazia13 Bartholomaeus civis rob. Nob. Ferrari Ioseph civis rob. Classis III. Amort Ioannes rob. Nob. Candelpergher Andreas civis rob. Candioli Iacobus iseriensis. Locatelli Ioannes Baptista civis rob. Marcobruni Lucianus rob. Mutinelli Franciscus rob.
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*Da Mori. *Da Lizzana 12 *Da Trambilleno. 13 Idest Dalla Zia.

Raffaeli Ioseph volanensis, detto Canova. Mor nell'agosto 1784 caduto nell'Adige. Praenob. de Rosmini Christophorus civis rob. Nob. Salvadori Clemens muriensis. Schrott Franciscus rob. Villi Ambrosius villensis. Nob. Zollestein Franciscus roboretanus. O.A.M.D.D.V.H.E.G." Cos termina il detto manifesto. Tutti li nominati scolari sono 61 de' quali 45 roveretani, 2 sacchesi, 3 moriesi, 3 villesi, 5 iseriesi, 1 levicese, 3 volanesi, 3 lizanesi, 1 chiusolese, 1 Trambellenese, ed uno veneto. 21 settembre 1780 21 settembre 1780 leggo, che quindici canonici dell'alto Capitolo di Mnster hanno protestato contra l'attentato di eleggere in coadiutore del vescovo loro l'Arciduca Massimiliano, perch fu loro proposto in un Capitolo privato il detto soggetto, e senza lasciar loro alcun tempo da pensare, fu destinato il giorno dell'elezione e furono spedite le circolari convocatorie degli assenti. Li protestanti si appellarono all'imperadrice madre del proposto, all'elettor arcivescovo di Colonia, vescovo di Mnster, ed a Federigo re di Prussia come elettore dell'impero, e consiglier nato dell'imperadrice. Il prussiano li 29 luglio rispose loro favorevolmente, ma nondimeno l'Arciduca fu eletto, o piuttosto ammesso per forza. 30 settembre 1780 30 settembre, sabato mattina il nostro vescovo fu di ritorno in Trento, donde partito era per Salisburgo gli otto maggio. Nel medesimo giorno 30 sono ritornati da Roveredo verso Bolgiano li signori commissari austriaci sopra le controversie daziali il sig. Conte d'Heister, ed il sig. barone Conforti. Questo secondo si suppone il principale architetto delle odierne intollerabili gabelle, e nell'ultima fiera di Bolgiano da un mercatante d'Italia in una caffetteria, presente, et tacente Heistero, fu molto acremente ripreso, e battezzato coi nomi pi esecrandi. Al dazio di Grigno il nostro vescovo per li panni da vestire li suoi servidori dovette pagare trecento fiorini. 4 ottobre 1780 4 ottobre, mercoled, ho inteso, che per certissimo, che dal suddetto nostro vescovo furono trascelti li due parrochi nuovi, cio per Romeno il sig. don Francesco Aliprandini di Preghena, maestro attuale della quarta nel seminario vescovile, e per Flavone il sig. curato di Mastellina della val di Sole, Giangiacomo Zorzi di Samoclevo, il quale venne al concorso, con protesta, che veniva per l'ultima volta, e quindi comunemente fu subito preconizzato parroco d'una delle due accennate pievi. Ho pur inteso che in Feltre fu rigorosamente e lungamente esaminato il nuovo arciprete di Pergine Giambattista Mersi di Trento, sebbene sia parroco attuale di Folgaria sino dal 1760. Nel medesimo giorno quarto partito per castel Thunn dell'Anaunia inferiore il menzionato nostro vescovo Pietro Vigilio di Thunn. Onde potr dirsi che ha risieduto senza risiedere, verificandosi di lui quanto scrive il Papa Benedetto XIV, To. 1, sui Bullarii Constit. 26, 2, e sta da me riferito in meo Sententiario num. 3014. Il Papa nello scorso settembre ha creato moltissimi vescovi, e arcivescovi, tra' quali un benedettino, un Carmelitano Scalzo, ed il P. F. Filippo Antonio Buffa de' Minori Conventuali Guardiano attuale nel monastero, nativo per della diocesi di Acqui nel Monferrato. Sar Suffraganeo di Ostia, e Velletri per il cardinale decano Gianfrancesco Albani di Urbino, e

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*Tovazzi Giangrisostomo OFM, Miscellanea, Trento BSB MS 94, Sententiarium sive apophtegmata moralia et literaria, pp. 9-114: contiene 1167 sentenze varie.

successore nel suffraganeato di monsig. Antonio Vigliaroli. Del Suffraganeo eletto di Trento non si parla. Nel predetto giorno 4 di ottobre ho inteso, che finalmente ha preso possesso del cavalerato di Trento Santo Tolomei Sotto di Cles15, dopo qualche difficolt recatagli dal Magistrato consolare. Dicesi, che gli apporter due mila fiorini annui, e che ne dar circa settanta all'antecessore rimandato all'Avis. Dicesi pure, che il Tolomei si ha procurato tal posto per ottenere in isposa una figlia del misser Grando di Venezia, che la spos nel 1780. 7 ottobre 1780 7 ottobre. Leggo, che Papa Pio sesto ha dispensato dal ricevere gli Ordini sacri il suddetto Arciduca Massimiliano eletto coadiutore delle chiese di Colonia e di Mnster, e che potr aspettare a mettersi in sacris quando avr trent'anni di et, il che non succeder se non se ai 18 dicembre 1786. Leggo pure, che il barone di Lehrbach andato a Wrtzburg, o sia Erbipoli, per trattar, ed ottenere al medesimo Arciduca eziandio la coadiutoria di quella chiesa vescovile, quantunque il vescovo e principe di Bamberga Francesco Luigi barone di Erthal sia stato eletto solamente nell'anno 1779. Per altro il buon ordine vuole, che il pastore dia pascolo alle sue pecore, non gi che le pecore dianlo al pastore. Basta. Li vescovi creati da Pio sesto ai 18 settembre sono questi: il P. Filippo Antonio Buffa della diocesi d'Acqui nel Monferrato Minor Conventuale vescovo di Zenopoli nella Cilicia e Suffraganeo d'Ostia e Velletri. Don Gio. Antioco Serra Urru arciprete della metropolitana d'Oristano, vescovo di Gastelly Nori nella Sardegna, vescovado eretto dal detto Papa. Don Melchiorre Zen Ruffinen decano, ora vescovo di Sionne nel Vallese. Monsig. Antonio de' Conti Revay vescovo di Rosnavia nell'Ungheria fu trasferito a Nitria nella medesima Ungheria. Don Antonio de' baroni Andrassy della diocesi di Strigonia, vescovo di Rosnavia. Don Sebastiano Carlo Filiberto de Royer de Cahuzac de Caux della diocesi di Carcassona vescovo di Assuroni in Affrica e coadiutore del vescovo di Ayre in Francia. Don Gioseppe Lodovico di Mollinedo vescovo di Palenza in Ispagna. Don Gio. Garcia Montenegro parroco di s. Croce in Madrid, vescovo di Urgel in Catalogna. Don Agostino Rubin de Caballo, canonico di Cuenca, vescovo di Jaen in Andalusia. Il P. Anselmo Rodriguez ex abate generale dell'Ordine di s. Benedetto, vescovo di Almeira nel regno di Granata. Mons. Gio. Domenico Gonzalez de la Regnera vescovo di s. Croce della Siera nell'Indie Occidentali di Spagna fu trasferito all'arcivescovado di Lima nel Per delle medesime Indie. Mons. Lorenzo di Lancaster vescovo di Elvas fu trasferito al vescovado di Leiria in Portogallo. Mons. Antonio Gaetano Maciel Calhelros prelato mitrato della patriarcale di Lisbona, e Vicario generale del patriarca, fu fatto arcivescovo di Lacedemonia, o sia Sparta nella Morea, e Suffraganeo di Lisbona. Don Gio. Teixeira de Carvalho vescovo di Elvas in Portogallo. Il P. Gioseffo del Bambin Ges Carmelitano Scalzo vescovo di s. Lodovico del Maragnano nelle Indie occidentali. Don Francesco Saverio Ryolzinski della diocesi di Posnania, vescovo di Nilopoli nell'Egitto e Suffraganeo di Posnania in Polonia. Nello stesso tempo fu pur nominato vescovo di Assisi don Carlo Zangari patrizio riminese. Leggo di pi, che li dicidotto settembre intorno alle tre di sera, la bella, e ricca citt di Gera nella Sassonia, famosa per le sue fabbriche di stoffe dette cammellotti, da un terribile incendio fu ridotta in cenere in guisa che restarono soltanto quindici case non affatto consunte. Perirono pure molti uomini. Leggo, che li 24 settembre 1780, li Conti Ottolini di Verona sono stati aggregati alla nobilt patrizia di Venezia. Leggo, che in Napoli nel settembre fu arrestato un sedicente Libero muratore colla conseguenza di altre simili persone. Di pi, che in tal tempo nelle contrade di Reggio calabrese fuvvi una terribile alluvione, la quale desol abitazioni, campagne, piantagioni, e bestiami, con danni grandissimi, ed eziandio con mortalit di molte persone. Leggo, che presentemente in Gibilterra vi sono 155 case di Protestanti; 144 di cattolici, e 107 di ebrei. Che il numero degli abitanti inglesi in essa 506, de' cattolici 1.832, degli ebrei 836.
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Tolomei, originario senese.

Cosicch tutti sono 3.201, ma io dir meglio 3.174 qualora non sieno fallati li numeri precedenti. Leggo, che la citt di Straubingen li 13 settembre pat un furioso incendio, che la ridusse un terzo di essa in cenere. Leggo finalmente, che in Piacenza fu stampata un'opera intitolata: La Religione Cristiana vindicata dalla taccia di fanatismo, e d'impostura, Ogni tono sar di pagg. 600 in 8 grande. 17 ottobre 1780 17 ottobre in Trento un manganaio sano e salvo si coricato sul letto la sera con la sua moglie. In un subito gli sopraggiunto del catarro, ed essendosi alzata la detta moglie per accender il lume, lo ritrov morto. 24 ottobre 1780 24 ottobre. Il nostro vescovo ritornato da castel Thunn pochi giorni sono, partito oggid dopo il pranzo per Santa Massenza a spasso. [L'elenco dei professori e servitori del seminario per l'anno scolastico 1777-1778 erano stati posti a questo punto del manoscritto; l'elenco stato posto nel novembre dell'anno 1777]. 6 novembre 1780 6 novembre 1780 di era ritornato a Trento il nostro vescovo, con intenzione di presto ritornare nell'Anaunia a castel Thunn. Ierid domenica di mattina morto in Pergine il medico Baldassare degl'Ippoliti e nello stesso giorno pigli il possesso solennemente di quella chiesa arcipretale il cavaliere Giambattista Mersi di Trento parroco attuale di Folgaria, datogli dal barone Giuseppe Buffa scurellitano, canonico di Trento, e delegato del vescovo di Feltre. 7 novembre 1780 7 novembre di sera oscura cominci a nevicare, e seguit anche tutto il giorno seguente, cosicch rest coperto tutto il piano di Trento, con freddo notabile. Il nostro taumaturgo s. Antonio di Padova in quest'anno avanti li 15 di agosto ha operato in Venezia due strepitosi miracoli, avendo resa feconda di due gemelli una sterile, ed avendo dato la vista ad un cieco con avergli scritto una lettera in vantaggio di una giovane, che andava per annegarsi a motivo de' mali trattamenti, che riceveva dalla sua madrigna. Le vendemmie di questo anno sono state molto abbondanti universalmente. Nel castello di Trento si fabbrica, essendo stata fatta una scala di pietra sopra la scala, che porta nella sala detta de' vescovi, e fatte delle stanze sopra la cancelleria. Le immagini de' vescovi e degl'imperatori vengono rinfrescate, ed in parte rifatte da un pittore Bortolo [?] giovine Zeni16. Leggo, che ai quattordici di settembre un terremoto ha molto danneggiato la citt di Patti, ed altri paesi circonvicini nella Sicilia, cio Racuia, Montalbano, Milazzo, San Pietro sopra Patti, ed altri. Leggo, che li 12 ottobre festa di s. Massimiliano, in Bonna17 citt della Germania inferiore al Reno, han celebrato la loro festa onomastica Massimiliano Federico Conte di Knigsegg Rothenfels elettore, ed arcivescovo di Colonia, e Massimiliano Saverio Arciduca d'Austria di lui coadiutore non ancora in sacris. Intervenne alla medesima festa Clemente principe reale di Sassonia elettore arcivescovo di Treveri con sua sorella Maria Cunegonda abbadessa di Essen e Thorn. Pranzarono ad una tavola di cento coperti fra l'armonioso concerto di una numerosa sinfonia. Poi nella notte fuvvi una splendidissima cena di dugento coperti, ed una festa di ballo cui intervennero mille dugento persone, tutte trattate con abbondanti rinfreschi. Nella notte de' 13 tutta quella citt fu illuminata. Leggo pure, che tutti parlano dell'eminenti virt, e prerogative
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*Il Weber e altri scrivono Domenico Zeni. *Bonn.

del predetto Arciduca coadiutore, ma non si specificano tali virt. Povere rendite ecclesiastiche! in che si consumano! Mangiar, bere, ballare. Leggo che nel d trenta settembre fu nel porto di Trieste ritornato dalla China il primo vascello spedito alle Indie Orientali sotto bandiera imperiale austriaca. Era partito da Porto Oriente nel marzo del 1779. S'intitola il Principe di Kennitz. Ebbe per capitano Angelo Leep. Il d lui carico valutato a circa due milioni e 500 mila fiorini. Sembra, che il porto di Trieste voglia rovinare quello di Venezia. 9 novembre 1780 9 novembre 1780, in Trento morta la signora Teresa Bassetti di Trento, moglie settuagenaria dell'ecc.mo sig. Niccolao Gottardo Zucchelli Tressa cittadino di Riva, e di Trento, e medico fisico stimatissimo18. Fu seppellita in s. Pietro li dieci coll'accompagnamento di due soli preti, e di cento poveri colla limosina di dieci soldi ad ogni povero, cos avendo ella ordinato nel suo testamento. Da parecchi anni abitava in Casa Monte situata presso il Canton, la quale fa angolo alle due strade, che portano alle chiese di s. Marco e del Suffragio. Stando ella con la sua famiglia nell'appartamento superiore, pi volte disgust la nobile sig. vedova Monte, nata Alberti Poia di Trento, e madre della sig. Teresa del sig. Giacomo Salvadori, per cagione degli strepiti, che succedevano nel camminare, e quindi pi volte contese colla medesima signora Monte. Prima dunque di morire come cristiana mand a chiederle perdono e non essendo mai andata a visitarla sul letto, quantunque abitante nella stessa casa, la fece pregare pi volte di una sua visita, per chiederle nuovamente compatimento di propria bocca. La Monte sempre ricus di andare, e finalmente disse, ch'ella non va dove stanno sterco, e pidocchi. Avanti che morisse la Zucchelli, cominci la Monte a sentirsi piena di pidocchi, ed a trovar dappertutto sterco. Credendo, che ci provenisse dalla serva della Zucchelli, la sgrid, e le diede uno schiaffo. Vedendo, che il pedochismo, e stercorismo seguitavano, si mise su la scala per vedere chi passava per casa sua, e frattanto preparava de' panni da soppressare. Avendo poi mandato la sua serva a pigliare dal fuoco il ferro caldo, questo non pot ritrovarsi nel fuoco, ma bens fu trovato in un caldarino sopra il fuoco pieno di sterco. La Monte fu subito dopo questo condotta fuori di citt perch si svagasse, ma fu inseguita dal meritatosi castigo, non avendole giovato la benedizione del Rev. signor pievano di s. Pietro don Domenico Prada, de' Padri cappuccini, e di altri sacerdoti. Il caso vero verissimo. Tutta la citt ne parla, e ne fu parlato ai nostri padri anche nel giorno dodicesimo. Dopo scritto questo li 19 novembre col R. P. Don Giacomo Brugnara da Verla somasco, e vice piovano, o sia cappellano a s. Maddalena. Egli mi ha detto, che pi volte ha stimolato la signora Monte, perch vada a visitare la sig. Zucchelli, ma in vano. Che dalla medesima Monte le fu mostrato lo sterco posto sopra gli snolli degli usci esteriori, ed interiori della casa. Dalla medesima gli fu detto, che un d su di una panca di casa fu veduta sedere una brutta vecchia, con una berretta bigolata, e che questa dopo di aver dato uno schiaffo ad una ragazza, che per serva tiene in sua casa la Monte, spar senza sapersi come. Che lo stercoramento viene rimesso dieci dodici volte al giorno. Che fuvvi rimesso senza potersi sapere il come, malgrado l'essersi posto guardie apposta. Che dappertutto la Monte ritrova sterco fino ne' fiaschi e nelle tazze da bere. Ch'ella stessa and a cavarsi del vino dalla botte con un vaso da s ben bene lavato, e ci nulla ostante cav tutto sterco; quantunque cavandone per s un altro sacerdote, cav vino. Che lo stercorismo cominci avanti la morte della Zucchelli. Che li pidocchi sono in grande quantit, onde le vengono anche sulla faccia, ne ritrova nel letto, nelle casse, e nulla le giova il mutarsi. Che sulle porte delle stanze furono poste in vano delle sacre immagini, vedute anche dal P. Brugnara. Che la Monte voleva dare alla donna governatrice dell'inferma, supponendo ch'ella fosse la stercoratrice, ma non la percosse perch la donna le mostr animo da guarentarsi. Si dice, che la Monte fu per altro una donna di poco giudicio per essere Saracina. In somma il caso vero verissimo, e pare, che sia un manifesto castigo di Dio signor nostro. Vedi sotto 19 dicembre in fine.
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Nato nel 1714.

Leggo, che l'Arciduca Massimiliano pigli il possesso di Gran Mastro dell'Ordine Teutonico in Morgenthein li 22 ottobre scorso con una pompa straordinaria, e che arriv in Monaco di Baviera li 7 novembre, dove a di lui riguardo nella sera fuvvi opera al nuovo teatro di Corte vagamente illuminato. Nella sera degli otto una gran cena di cento dame, e cento cavalieri. Nella sera dei nove una grandiosa festa di ballo. Che bei preludi per chi destinato arcivescovo! Cosa si pu sperare? 16 novembre 1780 16 novembre 1780 in Roma si ritrova un gigante smisurato detto Matteo Jvansewick di Pietroburgo citt della Moscovia. Egli d'anni trentasei, alto nove palmi romani e mezzo, ben fatto, e proporzionato, possede dieci lingue diverse, fu alle Corti di Versaglies, Madrid, Portogallo, Torino, ed altre. Ha un figlio suo seco bravo violinista. Ogni persona civile, che vuol vederlo, deve pagare un Paolo romano, ogni artista e simili mezzo Paolo, ogni persona grande di qualit paga secondo che le piace. 22-23 novembre 1780 22 e 23 novembre, nel castello di Trento vi fu un concorso generale de' preti alla parrocchia di Folgaria, e sort parroco il curato di Storo nella Giudicaria maggiore donn'Aloisio Bevilacqua da Maleto sollando. Li concorrenti furono 40. 24 novembre 1780 24 novembre, oggid capitata in Trento la notizia che monsig. Girolamo Aloisio Crivelli di Trento, vescovo di Nepi e Sutri, morto di veleno li diciassette di questo mese in ora mattutina, senza poter ricevere il sacro Viatico per aver la lingua troppo malconcia. Di tal morte, che segu in un convento di Frati Carmeliatni, nel luogo detto Monte Virginio della diocesi di Sutri, ne parla tutto Trento, e dicorresi anche di quel sacrilego, che la procur per vendicarsi del buon prelato, di cui si dicea, che fosse in aspettazione di passare al vescovado di Orvieto, ed alla nunciatura di Vienna. Nel giorno 28 fu portato per le case nobili di Trento l'avviso di tal morte col seguente viglietto stampato: ANTONIO, e GIUSEPPE CRIVELLI danno parte della morte di Monsignor GIROLAMO Vescovo di Nepi, e Sutri loro Fratello seguita li 17 del corrente Mese in Monte Virginio Diocesi di Sutri. Egli forse non sarebbe morto dal trangugiato veleno se avesse usato il rimedio, che Maria Santissima insegn al nostro Beato Amadeo Portoghese, autore de' Frati Amadeiti, morto in Milano li dieci d'agosto 1480, anch'egli fu avvelenato con una focaccia mandatagli per istigazione de' suoi emoli; ma essendogli comparsa la Madonna mentre stava preparandosi per morire, gli disse, che si ravvolgesse in un lenzuolo pieno di foglie di noci e che cos scamparebbe la morte. In fatti eseguito il consiglio della gran Signora, subitamente si ritrov sano, e visse ancora molto tempo. Lascio ai medici terrestri l'esaminare un tal recipe19 venuto dal cielo; e dico soltanto, che Girolamo nato in Trento li... giugno 1746. Di lui ho parlato nell'anno scorso, e nella mia Mitrologia tridentina20; e nel mio Confessore perpetuo21 delle
*Ricetta. *Tovazzi, Mitrologia tridentina seu catalogus ecclesiasticorum civitatis ac dioecesis tridentinae qui cardinalitia, patriarchali, archiepiscopali, episcopali et abbatiali mitra decorati fuerunt. Cum appendice complectente tridentinos, qui alia munera ecclesiastica extra dioecesim tridentinam obtinuerunt. Trento 1792, pp. [2] XXII-266. Le pagine 188-200 sono bianche. Contiene 164 persone insignite di dignit ecclesiastiche, con cenni biografici, dall'anno 400 al 1797. Nell'appendice sono registrati i sacerdoti trentini che ricoprirono qualche carica importante fuori diocesi, dall'anno 1204 al 1803. Tutti i nominativi senza ordine cronologico, Trento, BSB MS 32.
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monache trinitarie. Egli era destinato assessore del sant'Officio in Roma. Fu annunziata la di lui morte nella Gazzetta di Trento foglio 49 dei cinque dicembre 1780, nella data di Roma 25 novembre in questi termini: "Nella fresca et di anni 34 compiti per febbre putrida ha cessato di vivere monsig. Girolamo Crivelli de Creizberg nativo di Trento, vescovo di Nepi, e Sutri uniti, avendo governato quella sua diocesi con molta prudenza, e zelo due anni, e due mesi. La perdita di questo pio prelato, le cui eminenti qualit facevano sperare di vederlo inalzato a cariche pi sublimi, venne generalmente compianta". Cos la Gazzetta, e nulla pi. La voce del vescovo di Orvieto fu falsa. L'assessore dovea passare a Orvieto. 5 dicembre 1780 5 dicembre 1780. La medesima Gazzetta con data di Trento 5 dicembre, dice che la notte di domenica decorsa, cio ai tre venendo li quattro, pass per Trento corriere coll'infausta nuova, che S. M. imperadrice vedova Maria Teresa regina d'Ungheria e di Boemia, nata Arciduchessa d'Austria etc. pass li 29 novembre a ore undici di notte agli eterni riposi in et di circa 64 anni. Nella data di Vienna si dice, che fu aggravata da male di petto, e sacramentata li 26 novembre. Nella sera soltanto dei tre ho inteso, che stava male. Ella disse pi volte, che volea risegnare il comando, e ritirarsi; ma non venne mai all'atto. 8 dicembre 1780 8 dicembre 1780, monsignor nostro vescovo Pietro di Thunn ha tenuto Ordinazioni nel castello di Trento soltanto per un secolare Fontana, per un Conte Majerle d'Isera canonico della cattedrale di Mantova, e per li Regolari. Della Provincia nostra furono quattro. Altri furono Cappuccini, ed altri Domenicani. Della tirolese non vi fu alcuno. Per li due secolari suddetti tenne Ordinazione anche nella domenica precedente, che fu ai tre di questo mese, e nella domenica seguente, che fu ai dieci. In questa ordin anche due Canonici Regolari di San Michele. 12 dicembre 1780 12 dicembre leggo, che la suddetta imperatrice negli ultimi giorni di novembre fu sorpresa da una grave flussione di catarro, che fu munita del sacro Viatico li 26 alle 4 vespertine, che in seguito le fu dato l'Olio Santo, e che fin di vivere li 29 feria quarta, di sera alle ore otto e tre quarti. Leggo in oltre, che quando le fu dato il Viatico furono sospesi gli spettacoli, e ordinate pubbliche preci, massimamente nella chiesa metropolitana di Santo Stefano. Il Viatico le venne dato da monsignor nuncio appostolico Giuseppe de' Conti Garampi di Rimini, arcivescovo gi di Berito, e vescovo di Monte Fiascone e Corneto. Le fu portato processionalmente dalla cappella di Corte, precedendo li Padri Cappuccini, poi li Padri Agostiniani, indi li paggi, le guardie de' trabanti, e gli uffiziali di Corte. Poi li consiglieri, e ministri, tutti con torcie accese. Dopo li cappellani di Corte similmente con candele accese. Poi monsig. nuncio sotto un baldacchino sostenuto da quattro cavalieri della Chiave d'oro. Dietro a questo andarono il Duca Alberto di Sassonia Teschen, l'Arciduca Massimiliano, e finalmente l'imperatore Gioseffo secondo, tutti con torcie accese in mano. Seguirono le arciduchesse Maria Anna abbadessa del Capitolo delle dame di Praga, Maria Cristina moglie del detto Duca Alberto, e Maria Lisabetta, tutte figlie della moribonda, seguitate dalle loro maggiordonne, dalle dame di Corte, da quelle della citt, e da gran folla di gente. In Roma li 2 dicembre sabato, il signor donno Stanislao Manzo portoghese dopo di aver celebrato la sua Messa nella chiesa di s. Maria in Campitelli, e di aver comunicato diverse persone, nel riporre il corporale nella borsa sorpreso da colpo apopletico cadde improvvisamente, batt la testa su li gradini dell'altare, e subito rest morto in et di ottantun anno, con molto spavento de' circostanti.

*Tovazzi, Il confessore perpetuo cio memoriale del padre confessore delle RR. MM. clarisse alla ss. Trinit di Trento. Trento 1779, pp. [2] + 97, Trento, BSB MS 78.

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13 dicembre 1780 13 dicembre 1780, in questa sera ho inteso qui in Trento la prima volta, che finalmente fu destinato Provicario generale in spiritualibus di Trento il R. S. don Gioseffo Antonio de' Manghini d'Arsio, dottore di sacra teologia e professore attuale di dogmatica nel seminario vescovile, gi cappellano del R.S. don Cristoforo de' Menghini arciprete d'Arsio suo fratello; ma continuer l'impiego di professore pubblico. Fu cappellano nel 1775 e predic la Quaresinma in Sarnonico, Fondo e Romeno. In quella del 1776 a Maleto nella Sollandia. In quella del 1777 in Enno e Flavone nell'Anaunia inferiore. In quella del 1778 in Garduno nella Lagaria. Nel 1779 nullibi, ma nel novembre del medesimo anno consegu la suddetta cattedra teologale. Si pensa, che quando partir per qualche buona pieve il rettore Tabarelli, diverr rettore esso del seminario. Niuno lo ha preconizzato Provicario. Neppure succedette al rettore Tabarelli fatto parroco di Mori. Sono professori, maestri, e ministri nel seminario vescovile i seguenti. Rettore del seminario, e prefetto degli studi don Giacomo Tabarelli de Fatis da Roveredo, esaminatore prosinodale. Poi arciprete di Mori. Ministro, don Francesco Fenici da tenno. Direttore spirituale, don Giovanni Puzzer di Taufers. Ha 80 fiorini e la tavola e l'abitazione. Questi fu pedagogo de' baroni Trentini figliuoli del barone Sigismondo. Sagristano della chiesa, don Pietro Gramola di Trento. Professore de' sacri canoni don Antonio de Mulis da Cembra con 50 studiosi. Si chiama Simone Antonio. Prof. di dogmatica, don Gioseppe Antonio de' Menghini d'Arsio dottore di sacra teologia con 60 studiosi. Prof. di morale, don Gioseppe Donati di Cembra con 95 studiosi. Prof. di Sacra Scrittura, P. Maestro Gio. di Dio Francesco Staidelio di Trento Minor Conventuale, ed esaminatore prosinodale, con 40 studiosi. Prof. di sacra eloquenza, P. Giampietro Fedrigotti di Sacco Cappuccino, con 30 studiosi. Prof. di logica, e metafisica, P. Francesco Saverio Battisti da Fondo Minor Riformato, con 55 studiosi. Prof. di fisica, ed etica, P. Maurizio Felder da Borgo Minor Riformato, con 45 studiosi. Prof. di rettorica, don Giuseppe Quaresima da Tueno anauniaco, con 35 studiosi. Maestro. della Quinta, don Antonio Pomarolli di Trento, con 30 studiosi. Maestro della Quarta, don Francesco Aliprandini da Preghena. Poi essendo stato fatto parroco di Romeno gli fu surrogato circa la met del novembre il sig. don Francesco Sicher di Corredo anauniaco; ha 35 studiosi. Maestro della Seconda, don Giambattista Pedroni di Tosio anauniaco, con 31 studiosi. Maestro della Prima, don Antonio Tabarelli da Cembra, con 50 studiosi. Gli studiosi alunni sono 24, li convittori 70. Professore pubblico di legge il dottor Gianfrancesco Barbacovi di Taio anauniaco. Il rettor magnifico del Collegio de' dottori, e notari si il dott. Giambattista Sardagna Tessari d'Hocenstein, nobile del S.R.I. ed il massaro il sig. Leonardo dall'Aquila. Li dottori sono 37, e li notari 44. Podest il dott. Alfonso Marini de Ceresara giureconsulto mantovano. 16 dicembre 1780 16 dicembre 170, fu mandato a questo nostro convento un cartello manoscritto di questo tenore: "Domenica sera dopo l'Ave Maria al tocco del campanone di questa cattedrale si soneranno le campane di tutte le chiese per lo spazio di un'ora, dando interpolatamente due segni, onde si annunzia la morte di sua maest l'imperatrice vedova Maria Teresa etc. Dalla cancelleria vescovile li 15 dicembre 1780". Aggiungo io, che tal domenica sar li 17 dicembre e che a Roveredo furono gi suonate le campane per tal morte avanti li 16. Vedi sotto marzo 1790. 19 dicembre 1780

19 dicembre, leggo, che immantinente dopo la morte della suddetta imperatrice furono spediti corrieri a Parigi, Napoli, Firenze, Milano, Parma ed altrove. Che li 30 novembre fu aperto il di lei corpo, ed imbalsamato, il primo dicembre fu esposto nella cappella di Corte vestito di un abito monacale, con a canto le corone e gli scettri di Ungheria, e di Boemmia, e colle divise della dignit imperiale, ed ai piedi un Crocifisso d'argento. Ai cinque altari eretti nella medesima cappella celebravansi continuamente delle Messe. A lato del letto funebre in una coppa d'argento stava il cuore, ed in un altro le viscere. Terminato il triduo fu portato il cuore nella cappella di Loreto alla chiesa imperiale de' PP. Agostiniani Scalzi, e le viscere nella chiesa metropolitana di s. Stefano. Ogni giorno furono suonate luttuosamente le campane della citt, e de' sobborghi. Nella sera dei tre, giorno di domenica verso le ore sette il corpo fu trasferito alla chiesa de' PP. Cappuccini sopra un feretro a cristallo coperto di grande strato di velluto nero. Preceduto da uno staccamento di corrazzieri d'Anspach cominci a sortire dalla chiesa degli Agostiniani la comitiva de' poveri degli spedali, seguirono il clero secolare e Regolare, gli uffiziali della Corte, i consiglieri di tutti li dipartimenti aulici, il corpo de' magistrati civici, li cavalieri della Chiave d'Oro, e gran numero di nobili. Il cadavero, circondato dai paggi di Corte, con torcie accese, scortato dalle guardie nobili tedesca ed ungarese. Le dame di Corte in abito di lutto. Arrivato il corpo alla porta del convento de' PP. Cappuccini fu ricevuto dal cardinale Cristoforo Migazzi di Trento arcivescovo di Vienna, e condotto in chiesa. Coll'arcivescovo furono li cappellani di Corte, il Capitolo della cattedrale, e sedici prelati, il rettore ed i decani delle quattro facolt della universit con torcie accese nelle mani. Dietro alla bara immediatamente seguirono l'imperatore, l'Arciduca Massimiliano, il Duca Alberto di Sassonia Teschen vestiti con mantelli lugubri, accompagnata dai ministri principali. Li granatieri della guarnigione, ed uno staccamento di cavalleria. In Trento ai 17 furono suonate tutte le campane, ut supra. Nella mattina poi de' dicidotto nella chiesa cattedrale apparata a lutto, ed illuminata da varie torcie di cera, vi cant Messa de Requiem monsig. nostro vescovo per la suddetta defunta, coll'intervento de' canonici, de' consiglieri aulici, de' consoli e di molti nobili, in abito di scorruccio, essendo anche in tal tempo state chiuse tutte le botteghe. Nello stesso giorno fu pubblicato, che la biblioteca vescovile di Trento al cominciarsi dell'anno nuovo sar aperta ad uso pubblico degli studiosi, e letterati ne' giorni, e nelle ore che saranno indicati di mese in mese sulla porta della medesima, e che potranno anche servirsi della stuffa del custode in tempo di freddo. Custode sar il sig. abate Bassetti di Trento. Nello stesso novembre nella Russia intorno a Jamacow da certi villani avidi di danaro furono ammazzati in una selva alcuni italiani, che giravano per li paesi guadagnando col mostrare orsi, marmotte, e scimie. Furono pure con loro ammazzate le dette bestie fuorch una scimia, la quale si salv sopra di un albero. Li corpi furono sotterrati per occultare il delitto; ma poco dopo passando per di l con un carro un fattore di villa, scese dall'albero la scimia, fece mille carezze al fattore, e tirollo per l'abito al luogo dove giacevano seppelliti li corpi. Vedendo il fattore la terra smossa trov li cadaveri, e divulg l'assassinio ad altri, tra' quali essendovi de' complici, la scimia si avvent contra di loro, ed a stento poterono distaccarla. Quindi furono scoperti, ed arrestati dalla giustizia. La scimia fu richiesta, ed ottenuta dal padrone del fattore; ma se pu scampa, e ritorna dal fattore, cui mostrasi manierosa e riconoscente. Avanti e circa la met di questo mese ha finito di vivere in Verona Pietro Colonna Pamfili di Roma, prete cardinale di s. Maria in Trastevere creato li 26 settembre 1766 essendo nato li 7 dicembre 1725. Egli fu fratello del cardinale Marcantonio Colonna Vicario del Papa in Roma, e venne a Verona ritornando dalla Savoia con li due principi suoi nipoti don Fabrizio e don Filippo gran conestabile del regno di Napoli, e colla nuova sposa di questo la principessa Catterina di Savoia Carignano, intenzionato di passare per Venezia. Stette infermo ventun giorni, e mor sabato gli sei dicembre a cinque ore di notte d'anni 55 compiti. Non si parla pi da parecchi giorni in qua del caso succeduto alla signora Monti, e riferito di sopra li 9 novembre, anzi dal sig. don Francesco Zucchelli mi fu detto esservi fondato sospetto, che la stercoratrice sia stata la ragazza servente della Monte. In queste Tempore autunnali non ha tenuto veruna Ordinazione il nostro vescovo. Quindi sono andati a Verona per esser ordinati due nostri cherici della Provincia leopoldina.

Ho veduto un sonetto satirico manoscritto contra l'exgesuita Socrella badiotto, prefetto nuovo del ginnasio di Roveredo, perch ha insegnato il farsi il segno della Santa Croce in una maniera nuova per noi cattolici, voglio dire di passare colla mano dalla spalla destra alla sinistra. Su di questo si legga l'opera de Cruce del gesuita Giacomo Gretsero. Nello stesso tempo, che fu parlato della morte della predetta imperatrice ho sentito dire, che il principe Kaunitz, primo ministro nella Corte della medesima, fu di lei marito dopo la morte dell'imperatore Francesco22. Ho pur sentito dire, che subito dopo tal morte sort dal suo ritiro l'imperatrice Gioseffa di Baviera con un suo figliuolo, quantunque sino dal 1767 siasi divolgata come morta li 28 maggio alle sette di mattina, e per essa sia stata cantata Messa de Requiem nel Duomo di Trento dal vescovo Sizzo li 2 luglio 1767. Anche in tal anno 1767 stando in Venezia ho inteso lo stesso, e pi volte l'ho sentito replicare nei seguenti, dicendo altri che fu rinchiusa in un monistero, ed altri in un castello, e che l'imperatore Gioseffo II quando fu a Roma procur la licenza di ripudiarla per poterne pigliare un'altra23. In questi giorni ho sentito parimente che il medesimo imperatore tratta di ammogliarsi con una nezza dell'imperatrice scismatica di Moscovia. Ma poi non l'ha fatto. L'imperadrice regina defunta nel suo testamento ha lasciato tre signorie ungariche al suo figlio Pietro Leopoldo Granduca di Toscana. All'Arciduca Massimiliano finch prender possesso dell'elettorato diecimila fiorini annui. All'arciduchessa Marianna sinch partir per Klagenfurt ottanta mila fiorini. All'arciduchessa Elisabetta rimanendo in Vienna ventimila annui: andando a Insprugg quaranta mila; ed andando a Praga sessanta mila. Alla sua dama di Corte Berchtold tre mila fiorini annui: all'altra sua dama Werschowitz tremila fiorini annui. Alla sua damigella Gioseffa di Guttenberg tremila fiorini annui. Ad ogni altra sua dama di servizio mille e dugento fiorini annui. Alle sue cameriere mille fiorini annui. Alle sue sottocameriere cinquecento fiorini annui. Al consigliere Grainer mille Ungari. Al principe di Schwartzenberg, ai Conti di Rosenburg, Diestrichstein, e Staremberg, ed al conseglier barone Kienmayr, ad ognuno una superba tabacchiera. Alla vedova principessa di Trautson, ed alla contessa di Logie un buon legato. Ed ai poveri Frati, e Religiosi? Noi aspettiamo il paradiso dalla misericordia, e liberalit infinita della Maest del nostro Dio. Il principe Carlo di Lorena ha lasciato suo erede universale l'imperadore Giuseppe II, suo nipote, ma con tanti legati, e con tante pensioni, che credevansi eccedere la quantit e somma dell'eredit, bench dopo un diligente bilancio fu ritrovata sovrabbondante. Il medesimo imperatore ha fatto distribuire dugento fiorini a cadauno de' comici della truppa francese, che sono in Vienna, perch a cagione della morte di sua madre debbono star qualche tempo senza esercitare la loro arte diabolica. Questo sar un buon suffragio alla defunta. 21 dicembre 1780 Nel giorno 21 di dicembre in Roma furono battezzati due turchi e un ebreo. ANNO DI N.S. GES CRISTO 1781. Nella prossima Quaresima predicheranno nel vescovado trentino li seguenti destinati da monsignor vescovo Pietro Vigilio nel mese di gennaio subito dopo l'Epifania, anzi nella stessa festa. Aldeno, Garniga, e Cimone, don Primo Somalvigo di Trento. Arsio, e Castel Fondo, don Antonio Zechini di Ledro. Banale, don Nicol Torresani curato di Termone. Bleggio, o sia s. Croce, don Gioffenatonio Monauni di Trento. Calavino, don Gasparo Poda cappellano Ricci di Povo.
Wenceslao Antonio principe di Kaunitz Rietberg nato 2 febbraio 1711, vedovo e padre di 4 figliuoli. Vivo anche nel 1782, 1783, 1784, 1785, 1786, 1796. 23 Vedi sotto all'anno 1782, paragrafo "Ho inteso dal sig. F.P.D.R,, che ..."
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Cembra, don Antonio Lunelli da Torchio. Civezzano, e Cognola, don Giovanni Antonio Fontana curato di Villazzano. Condino, don Domenico Poli da Storo. Corredo, e Smarano, don Michele Aliprandini curato alla Nave. Denno, e Flavone, don Filippo Chiusole da Chiusole. Garduno, o si a S. Felice, don Giambattista Festi di Roveredo. Livo, don Gioseppe Sizzo cappellano di Maleto. Lizzana, ed Isera, don Domenico Ricci cappellano di Lizzana. Maleto, don Vincenzio Maccani di Cles. San Michele, don Francescantonio Fenici ministro del seminario. Mori, don Antonio Voltolini cappellano di Cavedine. Nago, don Giacomo Tabarelli di Cembra. Ossana, don Leonardo Steffenelli di Torbole cappellano di Mattarello. Povo, Villazzano e Mattarello, don Antonio Conte Melchiori di Trento, figlio del Conte Sigismondo fratello del canonico. Rendena, don Saverio Papaleoni di Giudicaria. Rev, e Clotz, don Giacomantonio Largaioli curato di Bolentina. Sarnonico, Fondo, e Romeno, don Pietro Tamburini d'Arco. Spor, e Vigo, don Domenico Conci di Maleto. Taio, e Torri, don Matteo Ceschi primessario di Pri. Tassullo, don Leopoldo Eller curato di Verv. Terlago, e Baselga, don Paride Rigotti Filippino. Tegnale, don Giambattista Gilli cappellano di Rev. Tione, don Francesco Claus di Trento. Valdibono, don Giovanni Nicolini di Prasio. Valdiledro, il proprio parroco don Giambattista Sartora. Villa Lagarina, don Gasparo Delaiti curato di Ronagnano. Volano, e Besenello, Frat'Antonio Gazzoletti di Nago cappellano di Malta. S. Zeno, e Dambel, don Antonio Giuliani curato della Zambana. In altri luoghi predicano altri, specialmente Regolari. Il medesimo vescovo d la sua patente stampata ai nostri quando predicano la Quaresima in Trento, in Arco, in Riva, in Roveredo, in Lomaso, in Melombardo, in Cles, ed in Cavalese. 2 gennaio 1781 Ai due di questo mese circa le tre dopo la mezza notte in Toscana nei contorni di Monte Oliveto Maggiore, di Molte Pulciano, di Montalcino, di Asinalunga, e di altri luoghi fuvvi una fiera scossa di terremoto, con notabile danno degli edifici, delle case, del monistero olivetano. Fu preceduta da un'altra minore li dieci dello scorso dicembre. 20 gennaio 1781 Li 20 gennaio 1781 dalla lotteria principesca di Trento, che ha sessantamila di capitale, nell'estrazione di questo giorno, sono sortiti settecento e novanta zecchini di grazie in danaio ai giuocatori. Nello scorso autunno un frate Agostiniano piemontese abitante in Trento con poco guadagn circa novecento Ongari nel lotto austriaco di Bolgiano; ma insalutato ospite part da Trento per timore del vescovo principe24. A quest'ora la lotteria di Trento ha guadagnato circa quattordici mila fiorini netti. Ora parlasi continuamente della guerra prossima tra gli olandesi e gl'inglesi. Da Riva sono capitati in Trento sette soldati di quella rocca vestiti elegantemente di nuovo, per custodire il Zuchthaus25 nuovo di Trento, che si sta allestendo con premura, e cominciasi ad abitare.

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Fu il padre Ratti. Guadagn egli 3.666 fiorini; ma molti ne regal alla posta di Trento. Zuchthaus, seu domus correctionis (casa di correzione, prigione).

Il nostro imperatore Gioseppe secondo in questo mese ha regalato otto mila fiorini, e pi consistenti in una tabacchiera d'oro, ed in un anello brillantato al principe Wolkonsky mandato a Vienna dall'imperatrice delle Russie per far l'atto di condoglianza al detto imperatore in occasione della morte dell'imperatrice Maria Teresa. 8 febbraio 1781 8 febbraio, ne l'estrazione di questo giorno dalla lotteria trentina sono sortiti tre mila quattrocento e novantacinque fiorini, e carantani cinquantuno di grazia. 13 febbraio 1781 13 febbraio. Leggo, che ai trenta dello scorso gennaio in Roma rest bruciato tutto il teatro famoso di Tordinona con danno di circa quarantamila scudi. Nella sera precedente vi fu commedia in esso. Leggo pure, che in Roveredo appresso l'ill.mo sig. Giuseppe de Trentinaglia consigliere dell'Austria Superiore, e capitano Circolare qual commissario delegato vi sar li quindici di marzo la licitazione, o sia l'incanto della giurisdizione civile e criminale di Levico a titolo di Feudo mascolino, unita al lago di Levico, alla caccia, ed ad ogni altro emolumento comunale. Il primo prezzo sar di sette mila fiorini di moneta patente camerale, e darassi a chi offerir di pi, sia poi terriero, sia estero. Al vescovo di Feltre, che pensa di visitare la sua diocesi nello Stato austriaco furono tassati trenta fiorini per giorno, e dicesi, che dall'imperatore nostro chiamato a Vienna. Ma non andovvi. Il medesimo imperatore ha dispensato li suoi sudditi dallo scorruccio26 per la morte di sua madre, e nelle tre ultime settimane di questo carnevale ha permesso li teatri, li festoni27, e le maschere in Vienna, in Milano, ed in tutti gli altri suoi Stati ereditari. Li signori per di Roveredo gli hanno rescritto, ringraziandolo bens, ma dicendogli, che non si sentono voglia di ballare, e stare allegri, e di far maschere attese le loro miserie cagionate dalle gravezze de' dazi nuovamente imposti, e li fallimenti da ci seguiti. Intendo, che a tale rescritto si sono soscritti li proveditori, il podest, ossia vice-podest, il capitano, e diversi altri mercatanti. In Trento non ha voluto accordare le maschere monsignor vescovo, quantunque sia stato importunato, e pregato di accordarle anche da suoi fratello Conte Matteo. L'imperatore ha mostrato molta compassione per li comici, ed ha compensato con danaro le loro vacanze28. Ma chi morto, morto. Nelle Fiandre austriache veggonsi delle medaglie di oro e di argento col ritratto del medesimo imperatore da una banda, e colla seguente inscrizione dall'altra: Josephus II. Imperii Materni, et Virtutis Haeres 1780. 15 febbraio 1781 Ai quindici di febbraio 1781, alle sette di mattina morta in Lisbona sua maest donna Maria Anna Vittoria infanta di Spagna, regina vedova del fu Gioseppe re di Portogallo, nata il d 31 marzo 1718. Mor per un reumatismo datole nel petto. Giorgio terzo re d'Inghilterra nel gennaio ha pubblicato un suo editto, che nel giorno ventuno di febbraio siavi digiuno pubblico, ed umiliazione in tutta l'Inghilterra, nel principato di Galles, e nella citt di Berwick, per ottenere dal cielo la prosperitade alle armi sue britanniche belligeranti. Cos prescrive un eretico luterano, mentre li nostri cattolici abborriscono il digiuno, e la penitenza. 27 febbraio 1781 27 febbraio 1781, leggo nel foglio nono della Gazzetta monauniana, che il sig. Niccol Ambrosi nativo di Villa poco distante dalla citt di Roveredo, e nipote del rev.mo sig. don Domenico Bettini consigliere di Passavia29, a di cui spese esso impar la scoltura, ai sette di questo mese
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*Lutto. *Veglioni. 28 *Per le interruzioni delle loro rappresentazioni causa il lutto. 29 Domenico Bettini di Villa direttore del Consistoro passaviense nel 1789, d'anni 58.

acquist a preferenza di tutti il primo premio nell'Accademia viennese della bell'arte di scoltura, che gli fu aggiudicato a pieni voti. Detto premio consiste in una moneta d'oro del peso di ventiquattro Ungheri, e ottenne inoltre la graziosissima patente, in virt della quale egli dichiarato membro meritevole dell'Accademia prefata con tutti i privilegi ad essa spettanti, e con assicurazione di conseguire quanto prima emolumenti maggiori. Il cardinale arcivescovo di Milano Gioseppe Pozzobonelli con sua lettera pastorale dei sedici febbraio ha fatto pubblicare l'indulto per la citt, e diocesi sua milanese di poter mangiar carne nella prossima Quaresima, eccettuato il mercoled delle quattro Tempora, il venerd, ed il sabato di ciascheduna settimana, e gli ultimi giorni della Settimana Santa dal mercoled inclusive a tutto il sabato, salva per la indispensabile obbligazione del digiuno, inculcando insieme con maggior fervore di vita cristiana, gli atti di singolare piet, e l'esercizio di salutare penitenza, a chi si prevaler del detto indulto. Non si allega verun bisogno, si dispensa da una legge precettiva, e particolare, ed in contraccambio s'inculca il maggior fervore senza specificarlo. Si eccettuano il primo mercoled solo dopo la domenica prima, e li venerd e sabati, che sono eccettuati in tutto l'anno. Si eccettuano quest'anno gli ultimi quattro giorni, laonde io tempo, che presto neppure essi verranno eccettuati. Gi tutti sanno, che li signori milanesi sono scandalosamente voluttuosi, dati alle conversazioni, ai teatri, ai balli, alle pompe, agli scialacqui. Nella seguente sera dei diciassette fu posto su le scene del gran teatro milanese alla Scala il nuovo ballo di Salomone, che in altra stagione da altri soggetti rappresentato riport l'applauso, ed il singolar piacere di tutti gli spettatori. Cos riferiscono li seguaci del mondo. Trovo parimente scritto, e stampato, che nello scorso gennaio in Roma la signora donna Costanza Falconieri futura sposa di sua ecc.za signor Conte don Luigi degli Onesti nipote ex sorore del moderno Papa Pio sesto Braschi fu largamente regalata da molti cardinali, prelati, ed altri personaggi, cosich fu calcolato essere stata regalata per il valore di cento e pi mila scudi, o sia pi di dugentomila fiorini, e che fu regalata ancora dopo il gennaio. Ecco dove vanno li proventi ecclesiastici! Ella poi vorr mostrare la sua gratitudine appresso il suo zio sommo Pontefice, senza scrupolo di commettere simonie. In questo mese di febbraio avanti li sei Ferdinando quarto re di Napoli, e Sicilia, figlio di Carlo re attuale di Spagna, ha pubblicato una sua Costituzione, in virt della quale tutti i parrochi, e le Curie ecclesiastiche dovranno farsi mostrare in iscritto il consenso de' genitori, o di chi far le loro veci, da tutti quelli, che vorranno contrarre sponsali, e che tal consenso sar necessario per la validit de' detti sponsali, oltre la presenza del parroco, e dei testimoni. Ma si dichiara, che tal consenso sar necessario per li maschi fino agli anni trenta, e per le femmine fino ai quindici. Altrettanto dicesi essere stato stabilito in Napoli nell'anno 1771. Ai detti parrochi e curiali s'intima la pena dell'indignazione reale in caso che non usassero il pi esatto adempimento dell'accennata Costituzione. Il simile intendo essere stato comandato ultimamente ne' domni austriaci coll'aggiunta di dover avere con che mantenersi. Egli ora, che anche per la molteplicit de' matrimonianti si ponga qualche impedimento, e che si lascino in pace li claustralizzati. Ma questo poi non succeduto. 17 febbraio 1781 Ai 17 di questo mese per non avere sette troni da dar al rev.do signor parroco sono venuti due nostri vicini poveri a pigliare la benedizione nuziale, ed a contrarre matrimonio in questa nostra chiesa di San Bernardino avanti il nostro Padre Guardiano delegato a tal effetto; ma che? nella notte poi sono stati a ballare, e spendere in citt. 26 febbraio 1781 26 febbraio 1781, nel borgo di San Martino di Trento cominci un incendio, e bruci una casa. 27 febbraio 1781 27 febbraio, ultimo giorno del carnevale in Pedecastello appresso Trento fuvvi festino nuzziale, e dopo le dodici di notte verso le quattro il fuoco abbrucci cinque famiglie unite con disturbo de' vicini abitanti nella citt, che corsero per ismorzarlo.

In questo carnevale in Trento furonvi de' festini privati, de' ricchi soup, e de' molto lauti convitti. In Borgo di Valsugana volendo uno ferire con arma bianca un altro nascostosi in una stalla dietro ad una mussa30, fer, ed ammazz la stessa povera mussa. 28 febbraio 1781 28 febbraio mercoled delle Ceneri, e primo giorno della sacrosanta Quaresima nel Duomo di Trento dal pulpito il nostro Padre Bartolommeo de Bonis da Bolgiano di Novara predicatore ha pubblicato l'indulto di poter mangiar carni nella stessa Quaresima, ottenuto da monsig. Gioseppe de' Conti Garampi nuncio apostolico in Vienna, arcivescovo titolare, e vescovo di Monte Fiascone, e Corneto. Fu segnato in Trento dalla cancelleria vescovile il d 15 febbraio 1781 con nome di monsignor Vicario generale Simone Albano canonico Zambaiti. Preventivamente fu stampato un libricciuolo con questo titolo: Notificazione per la Quaresima 1781. In Trento, per Giambattista Monauni stampat. vescovile in 8, pp. 16. Comincia: "In seguito de' rispettosi ricorsi da principali luoghi di questa diocese avvanzati alla sagra Nunziatura di Vienna, degnossi la stessa di accordare a noi l'autorit di potere nel corso della futura Quaresima concedere l'indulto delle carni, purch sui verifichino le cause esposte d'una grave penuria, e notabile incarimento de' cibi di magro, come in fatti tanto dall'ottenute attestazioni de' mercanti, quanto da vari altri sicuri canali abbiamo rilevato, che o i sopraddetti motivi pur troppo sono veri. Veramente era desiderabile, che si vedesse quest'anno esattamente osservata l'astinenza delle carni, onde non si avessero quasi a perpetuare fra noi simili concessioni, le quali non solo erano del tutto ignote ne' tempi pi felici del cristianesimo, ma ne' tempi eziandio da noi non tanto lontani erano al certo assai rare. Commiserando tuttavia lo stato infelice di tante povere famiglie in un anno oltre modo scarso, e mancante di danaro, prevalendoci dell'autorit a noi concessa dalla suddetta sagra Nunziatura, accordiamo la licenza a tutti que' luoghi, che a noi in debita forma sono ricorsi, di potersi cibare di grasso entro l'imminente Quaresima sotto le condizioni per, che qui sotto a chiara intelligenza di tutti anderemo esponendo. Le quali condizioni chi fedelmente non le osservasse, sappi, che non pu in coscienza valersi del presente indulto, e mangiando carne, diverr reo al tribunale di Dio, e della Chiesa di non aver osservata la Quaresima. Notifichiamo dunque, primo, che la licenza di mangiar carne avr principio la domenica prima di Quaresima sino al venerd dopo la domenica di Passione, eccettuati fra questo tempo tutti li mercoled, venerd e sabbati. Sicch sono proibite le carni nei detti tre giorni di ciascuna settimana, nel giorno delle Ceneri, e tre susseguenti, e finalmente dal venerd dopo la domenica di Passione sino al giorno di Pasqua. Secondo. Che sotto nome di carni lecite a mangiarsi in questo tempo s'intendono carni salubri, come comanda il sommo Pontefice Benedetto XIV, nella sua Lettera all'arcivescovo di Compostella, e come pure espressamente prescrive la sagra Nunziatura nell'indulto dell'anno corrente. Che se le povere famiglie hanno bisogno di qualche carne salata pe 'l condimento de' loro cibi, dovranno rivolgersi al proprio confessore, il quale conosciutane la vera indigenza, potr concederne l'uso. Terzo. Che proibito sotto colpa grave ne' giorni di digiuno il far pi d'un pasto al giorno s di grasso, che di magro, dovendosi, non ostante l'indulto, osservare l'essenza del digiuno, che consiste in una sola refezione. Quarto. Che parimenti proibito sotto colpa grave nella collazione della sera, che deve essere assolutamente parca, il prendere cibi di grasso, o brodo fatto con carne. Quinto. Ch' finalmente sotto colpa grave proibito non solo ne' giorni di digiuno, ma anche nelle domeniche il meschiare nell'istesso pasto co' cibi di grasso alcuna sorte di pesce. Sesto. I lauti pranzi ne' giorni di digiuno sono opposti al fine della Quaresima, che consiste nella mortificazione. Onde Benedetto XIV nella Notificazione XV, num. 10, Se taluno dice, mangiando pesci (ne' giorni di digiuno) eccede nella quantit, o qualit, o nei condimenti, sappi, che se non reo, trasgredendo il precetto della Chiesa quanto alla sostanza, reo della trasgressione del precetto di Dio colla sua intemperanza. La dottrina di s. Tommaso nel 4,
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*Asina.

dist. 15, 1. 3, art. 4. In fatti del ricco del Vangelo si legge che faceva ogni d lauti pranzi, e poi: mor il ricco, e fu sepolto nell'inferno. 7. Essendo poi cosa giusta e ragionevole di compensare con altre opere di penitenza, e di piet il benefizio dei dispensati cibi di carne, espressamente ordiniamo a tutti quelli, che intendono far uso di tale dispensa, di dovere in ciascun giorno, in cui si ciberanno di grasso, recitare tre Pater, ed Ave: come pure di doversi entro il tempo della Quaresima una volta confessare, il che intendere si deve oltra la confessione, e comunione prescritta al tempo di Pasqua. Quest'obbligo non deve sembrar gravoso ad alcuno, giacch etc. In tal guisa potranno i confessori prendere le loro giuste misure, e prescrivere i dovuti rimedi a ciascuno, onde possa degnamente accostarsi alla comunione pasquale. 8. Esortiamo inoltre ciascun fedele a fare in tal tempo pi copiose limosine, secondo la propria possibilit, ad udire con assiduit maggiore la divina parola etc. etc.". Tralascio il resto della Notificazione, perch qui non necessario. Tralascio pure que' riflessi, che potrei fare sopra di essa, e dico soltanto, che la gran caristia di danaro proviene dall'esorbitanza nuova de' dazi. Tralascio in oltre di dire, che il barone di Prato, alla Morte31, ha tenuto festino nella sera di gioved grasso, nella sera della seguente domenica, e del seguente marted, con poco gusto di quei molti, che sono intervenuti ad esse per certe simult, e che la spesa delle cere cost sette troni per testa ogni sera. Per tale spesa vi fu danaro: per osservare la Quaresima non se ne trova. Oh Dio! la caristia vera si quella dell'amore di Dio, del rispetto alla Santa Chiesa, della premura per le anime, della buona volont. 9 marzo 1781 Ai nove di marzo 1781, giorno di venerd, risplendendo il sole, fuvvi un grande incendio in Salorno borgo notabile dell'Atesia Knigsberghese32. Forse lo spiegher pi sotto. Dicesi, che sono restate consunte quaranta case, tra le quali la nuova bella del sig. Lutterotti, e che il sig. capitano Bombarda restato coi soli abiti, che avea in dosso. Vedi sotto. Il Papa Pio sesto ha conceduto, che in Roma e nelle di lei vigne, e casali tutti gli abitanti anche Religiosi di ambidue i sessi (eccettuati soltanto quelli, che hanno voto di mangiare soli cibi quaresimali) possano mangiare uova, e latticini dalla prima domenica di Quaresima, sino al marted Santo inclusive, eccettuato il mercoled delle Tempora , e tutti li venerd, e sabbati. Tale indulto servir per quest'anno a motivo della scarsezza di molti generi di cibi. Per lo contrario ha ordinato, che dal primo giorno di Quaresima sino alla terza festa di Pasqua, ad un'ora di notte per qualche spazio di tempo si suonino le campane di tutte le chiese, ed a chi divotamente reciter tre volte a tal segno la Salve Regina alla Madonna, ed un Pater, Ave, Gloria alli santi Apostoli Pietro e Paolo, ha conceduto sette anni, e sette quarantene d'Indulgenza per ogni volta. Il vescovo di Feltre Ganassoni si ritrova infermo. Egli destinato di andare a Vienna per complimentare l'imperatore a nome della sua Repubblica veneta. Si dice, che il medesimo imperatore vuol mettere un vescovo a Insprugg, e quindi torre al Feltrino quanto ha sull'austriaco per darlo al Trentino in compensa di quanto gli torr per causa del vescovo d''Insprugg. Mi viene scritto, che il fuoco di Salorno ha lasciato intatte solamente la chiesa parrocchiale, e cinque case. Altri dicono, che tal borgo fu abbrucciato due terzi. Anche in Clotz luogo dell'Anaunia superiore circa il quattro di questo mese furono incenerite dal fuoco cinque case. Ai tredici poi circa le sei e mezza di sera in Trento presso la piazza Pretoria cominci un incendio, ma fu subito spento al primo tocco delle campane. L'incendio di Salorno cominci circa l'una pomeridiana. Ebbe origine dal fuoco acceso da una putta per far lisciva. Presto si estese, e sono rimaste consunte sessantaquattro famiglie. Niuna persona per rest morta. Sarebbe stato ancor maggiore lo sterminio se non fossero accorsi de' forastieri, specialmente moltissimi lavoranti di Lavarone. Al signor capitano Bombarda dicesi, che avr recato il danno di circa trentacinque mila fiorini, ed al sig. Lutterotti di venticinque
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*Nella Contrada della Morte. *Del castello di Knigsberg.

mila. Al sig. Tieffenthaler rimasta con evidente miracolo intatta la stanza detta de' Frati Riformati di s. Francesco, appunto come simili stanze sono rimaste intatte nella cada del sig. Giuseppe Alimonta di Borzago randenese, e de' signori Gottardelli di Mori. Delle bestie sono restate vittime del fuoco solamente due vacche, e quattro cavalli. Niuna persona perita, ma una sola donna inferma trasportata altrove, fin di vivere il giorno addietro. Il sig. Lutterotti ha distribuito in limosine ai poveri subito pi di cento fiorini, li signori Gummer, e Fritz di Bolgiano gli hanno mandato da dar ai poveri circa trenta buone coperte di lana, ed altri del grano. Negli ultimi giorni del carnevale in Salorno ha celebrato le sue replicate nozze il sig. capitano Bombarda con apparato straordinario, e molto solenni convitti. Il sig. don Giuseppe Gartner di Salorno predicando il secondo giorno del sacro Triduo minacci agli uditori suoi de' castighi di Dio, ed ebbe il vantaggio di preservare la casa sua dal fuoco, che la circondava. Il fuoco non cess nella prima sera, nella quale corsero a Salorno apposta il nostro Padre lettore Pietro Damiani da Borgo e Fra Leonardo da Tesaro Terziario, dal quale rimasto in Salorno sino al marted, ho ricevuto le riferite infauste notizie in questo d 16 marzo. Nel foglio XX della gazzetta monauniana de' 20 marzo, nell'ultima data di Salorno 16 marzo, si dice, che rimasero preda del fuoco una chiesa, cio quella di s. Gioseppe, trentatre case, ventotto fenili, con la maggior parte delle sostanze di cinquantacinque famiglie, e che la citt di Bolgiano ha mandato ai salornitani disgraziati de' comestibili, danaro, vestiti, e coperte. Da altri ho inteso, che negli ultimi giorni di carnevale i salornitani han fatto maschere, e che comparve su di un festino una maschera incognita straordinaria, ma per poco, e che la stessa poi fu veduta ridere in tempo dell'incendio tra le fiamme. Gli editti cesarei nuovi circa li Regolari sono nell'altra parte ecc. 24 marzo 1781 24 marzo sabato mattina in Garniga, luogo montuoso della nostra Valle Lagarina, rest bruciata tutta la villetta del Zobbio, consistente in circa dieci case, rimasta essendo una sola, ch' coperta di coppi. Ebbe origine tale incendio dall'aver messo a seccarsi presso il fuoco del canape da gramolare33 una donna. Restarono vittime del fuoco anche un fanciullino, ed un paio di buoi, vacche, capre. Nove case. 25 marzo 1781 25 marzo domenica dopo il Vespro in Trento fuvvi un gran bisbiglio per causa di un altro incendio che fu presto estinto. L'imperadore Giuseppe ha ordinato, che siano venduti trecento cavalli delle sue scuderie imperiali per motivo di risparmio; ai palafrenieri per, che quindi si troveranno disimpiegati, saranno date delle pensioni. A quelli che hanno servito trent'anni saranno dati due terzi del salario, e agli altri la met. A tutti poi sar lecito il procacciarsi altro impiego per vivere pi comodamente. Anche alle vedove di quelli che hanno avuto qualche impiego nel servizio imperiale verr data una sufficiente sussistenza. Luigi XVI re di Francia ha creato cappellano dell'Ospital reale della marina di Brest con pensione di mille e dugento (1.200) franchi il Padre Eustachio Delfini da Dronero piemontese Carmelitano calzato poco fa ritornato dall'Olanda, e dalla Fiandra. 28 marzo 1781 28 marzo 1781 in Metodesco accaduto un altro sinistro accidente. Lo stallaio del signor Vicario Pilato nella sera fece il suo ministero coi cavalli e buoi del medesimo Vicario, e poi chiuse la stalla e se ne part andando a visitare una sua amica. Nella mattina seguente ritorn alla stalla e ritrov venti e pi capi delle dette bestie morti, ed altri quasi morti, perch soffocati dal fumo cagionato dall'aver lasciato la candela accesa nella medesima stalla. Buon per il paese fu, che la stalla fu a volta, ed il fuoco non pot uscir fuori, per esser tutta ben otturata. Iddio fa pagare la carne, che mangiano i lupi, e gli avari, ed i cattivi cristiani.
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*Da maciullare, per estrarre le fibbre.

31 marzo 1781 31 marzo 1781, il nostro vescovo essendo il sabato Sitientes, nel salone del suo castello di Trento ha tenuto una numerosa Ordinazione di cherici maggiori. Li sacerdoti furono quindici. Gli nostri vigiliani34 furono sei, tutti suddiaconi e diaconi. Quattro Domenicani tedeschi. Un canonico di San Michele. Un Cappuccino tedesco. Tutti li sacerdoti furono secolari. 1 aprile 1781 1 aprile, domenica. Il medesimo vescovo ha tenuto un'altra copiosa Ordinazione di cherici minori. Ha tenuto queste Ordinazioni in tal tempo perch dopo Pasqua partir per Salisburgo a fare la sua residenza canonicale, e qui non ha Suffraganeo, non essendo ancora stato ammesso il Conte canonico Francescantonio degli Alberti di Poia, quantunque goda il salario di Suffraganeo trentino, consistente in secento fiorini annui, senza verun merito. 4 aprile 1781 4 aprile 1781, mercoled a Bologna, Rimini e Imola, Forl ed a Faenza e Modigliana fu sentita una molto gagliarda scossa di tremuoto35, essendo perci a Faenza cadute alcune case, cinquantadue chiese parrocchiali, e perite cento persone. 12 aprile 1781 12 aprile gioved Santo in Insprugg fuvvi un orribile incendio, da cui rimasero distrutte sei case. 17 aprile 1781 17 aprile, marted dopo Pasqua innanzi giorno il nostro vescovo Pietro Vigilio partito per Vienna, dove complimenter l'imperatore nuovo monarca austriaco, in nome del Capitolo di Salisburgo. In questo mese fu promulgato un nuovo editto dell'imperatore nostro circa il pi rigoroso adempimento del regio Placito, ed Exequatur a tutte le Bolle, Brevi, ed Ordinazioni provenienti da Roma. La di lui data di Vienna 26 marzo 1781. Il medesimo imperatore ha pur ordinato, che nell'arciducato d'Austria il clero non possa pi pretendere che la met di quello esigeva innanzi per li Battesimi, Matrimoni, e Funerali, e che li poveri siano seppelliti gratis. Voglio qui trascrivere intero l'editto dell'Exequatur come sta nella Gazzetta trentina foglio 18 del primo maggio. "Noi Gioseppe II ec. ec. Annunziamo a tutti e a ciascun de' nostri magistrati, e superiori sotto il nostro dominio di qualunque condizione la nostra imperial e regia grazia, e loro facciamo sapere, che siccome tutte le Bolle, e Brevi, ed altre Ordinazioni della Sede Romana possono essere relative allo Stato pubblico, cos troviamo necessario, che avanti la loro pubblicazione ne sia a noi partecipato il tenore per esser avvalorate col sovrano nostro regio Placito, ed Exequatur. Comandiamo quindi tanto a tutti i nostri arcivescovi e vescovi de' nostri Stati ereditari, come Ordinari, quanto agli altri ecclesiastici superiori, ed a ciascun suddito di qualunque condizione, che: I. Tutte le Ordinazioni Papali, sieno poi in forma di Bolla, Breve, Decreto, e Costituzione, o in qualunque altra forma, che riguardino il nostro popolo, civili, ed ecclesiastiche, comunit, o persone particolari, e per secolarizzazione di qualche professo, tanto in materia dogmatica, che ecclesiastica, o disciplinare, vengano sempre, avanti la loro pubblicazione, prima di tutto presentate con un ricorso, e con una copia delle medesime autenticata da un pubblico notaio del paese, ai competenti nostri dicasteri politici di ogni Provincia, per ottenere il nostro regio Placito. I detti dicasteri dovranno per ci subito comunicare tali presentazioni ai nostri procuratori camerali, e fiscali, acci consultino in poco spazio di tempo se per sorte non sieno tali Papali Ordinazioni contrarie allo Stato pubblico, alle leggi provinciali, e ai diritti di qualche terzo, ovvero ripugnanti alle sovrane risoluzioni relativamente alle diverse Costituzioni delle
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*cio appartenenti alla Provincia francescana di s. Vigilio dei frati Riformati. Fu sentito anche in Arco nello stesso giorno ed in Trento.

nostre Provincie. Tali esibiti dovranno insieme con le consulte esser rimessi a questa nostra aulica cancelleria di Boemia, e d'Austria per la nostra sovrana risoluzione, la quale sar poscia insieme alle Bolle originali rimandata ai rispettivi dicasteri provinciali, ove sar restituita col sovrano decreto in iscritto al vescovo Ordinario, e la superiore dell'Ordine. II. La stessa legge deve parimente valere in tutti i sopracitati casi e materie riguardo a quelle Ordinazioni, e concessioni Papali, che provengono per il canale di vescovi, e prelati esteri, le diocesi dei quali si stendono nel nostro Dominio, dovendo per essi richiedere il nostro regio Placito nel modo prescritto. III. Per ci tutti i dicasteri provinciali, procuratori camerali, e fiscali dovranno osservar accuratamente questa legge, ed invigilare attentamente, che non venga da chichessia trasgredita, per indi subito darne parte a questa cancelleria di Corte, giacch ci che sar fatto contro quest'Ordinazione non avr nessun valore, ed i contravventori saranno puniti. Tale la nostra volont. Vienna li 26 marzo 1781. Giuseppe. Enrico Conte di Blumeggen supremo cancelliere di Boemia, e d'Austria.- Enrico Conte di Avesperg". 29 aprile 1781 29 aprile 1781, domenica seconda dopo Pasqua, fu fatta in Trento la processione della Dolorata; ma per cagione della pioggia fu molto spedita, ed anche accorciata. Nella Sassonia un violento incendio ha consumato la picciola citt di Lunzenau con la chiesa, e sono rimaste soltanto trenta case con un mulino. Gli abitanti trovansi perci indotti alla mendicitade. Successe gli 8 aprile. 6 maggio 1781 6 maggio domenica terza dopo Pasqua sono stato alla solenne processione di s. Simonino con tutti gli altri Regolari, coi canonici del Duomo, col Magistrato consolare etc. Fu portato in essa eziandio il nostro bacile, in cui fu lavato il sanguigno corpo del Santo martire36, e fu portato da quattro uomini forti, spalleggiati da quattro cherici, ed accompagnato da quattro altri cherici con quattro torcie. Noi stemmo parte avanti, e parte dietro, e lo tenemmo in mezzo, sentendo spesso spesso dire dal popolo, che cos lo custodiamo, perch nostro proprio. Siccome in fatti, tenendolo anche sempre nella chiesa nostra sull'altare di s. Antonio sotto chiave. Nel mezzo de' Padri Cappuccini fu portata su di un fercolo piramidale la camicia, con cui fu vestito il Santo dopo il sanguinoso martirio. 7 maggio 1781 7 maggio 1781, in Trento morta la nobile signora Metilde Cosmi di Roveredo, vedova Saracini di Trento, in et di cinquantacinque anni, e fu seppellita gli otto dopo il Vespro in s. Marco nella sepoltura saraciniana. Ella vivendo fu l'idolo degli occhi trentini per la sua venust singolare, ma in fine divent deforme dai mali. Fu aperta e trovata con pietra renella, sciri37 ecc. Se fosse stata monaca, sarebbe stato detto, che morta troppo presto perch fu monaca, perch fu casta, perch fu austera. A lei non mancato un buon trattamento, ed ogni agio, e contentezza mondana. Fu di eccezione all'Erberstein perch non diventasse vescovo di Trento. In esecuzione del sopra riferito Statuto austriaco li salornitani hanno mandato a Vienna un Breve Papale di poter benedire a nome del Papa le loro campagne infestate da insetti; ma fu loro risposto molto aspramente, e che non pi ricorrano a Roma per tal fine, tenendo gi le processioni rogazionali. Il nostro vescovo ultimamente ha piantato beccaria nel suo castello di Trento per s, e per tutti li suoi cortigiani, e dipendenti, dando la carne a prezzo un poco inferiore di quello che si esige dalla beccaria civica, cio un quattrino meno la carne buona, ed un soldo meno l'altra. Di tal beccaria principesca pu servirsi anche ogn'altro che abita fuori della Pretura di Trento, non per chi sta nella detta Pretura, e non dipendente immediato del principe. Quindi avendo il
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*Fra le righe: "martirizzato il Santo fanciullo". * Tumori.

beccaro principesco venduto della carne ad alcuni cittadini con licenza del sig. capoconsole Giambattista Manci, giacch gli avanzava tostamente fu rivocata tal licenza, e dagli sbirri fu levata la carne ai compratori, anche quella, che stava gi nelle pignatte a cuocersi. Il vescovo ha piantato la detta beccaria per ismaltire li novanta burlini ed 800 castrati, che pu avere dalla Pusteria senza verun costo di dazio. Ne' tempi passati prendettero tali animali li consoli di Trento, dando al vescovo cento talleri; ma ora gli hanno rinunziati, perch tutti li dazi interni del Tirolo sono esenti dal pagare, cio perch anche li consoli hanno li burlini senza costo di dazio. Nel cimitero di s. Maria Maggiore di Trento i cani hanno scoperto un bambino morto, e siccome credesi strozzato. Le semipubbliche38 in Trento sono moltissime. 9-10 maggio 1781 9 e 10 di maggio, mercoled e gioved, nel castello di Trento vi fu il concorso alla parrocchia di Tione vacante per la morte del Carello. Il nostro vescovo partito da Vienna per Salisburgo nel giorno quinto di questo mese. Il Bevilacqua eletto parroco di Folgaria non ha peranche pigliato possesso di tal parrocchia, perch il dicastero austriaco pretende, che tal parroco esser debba nativo suddito austriaco, quale non il Bevilacqua. Dicesi, che li tionesi per aver lo stesso Bevilacqua sonosi esibiti di pagare essi la pensione assegnata all'ex parroco Antonio Sizzo di Trento. 12 maggio 1781 12 maggio 1781, qui in Trento si fanno commedie, dovendo pagare cinque traieri ognuno che le vuole vedere ogni volta, che v'interviene. Per queste spese non manca danaro, bens per osservare la santa Quaresima, e per altre simili opere di piet. Li commedianti sono capitati a Trento nella settimana Santa, e sono stati necessitati di prendere del danaro ad interesse da un signore trentino con patto di pagar il dieci, e di pagar presto presto. Hanno preso mille fiorini. Hanno sedici zecchini di male spese ogni giorno. Uno di loro d lezioni di ballo, e si fa pagare un zecchino ogni dodicina di lezioni, e conseguentemente sette traieri circa ogni lezione. Anche in Riva si fanno presentemente delle commedie da altri commedianti italiani. L'arciduchessa Elisabetta, sorella dell'imperatore Giuseppe secondo, partita da Vienna per Insprugg nella mattina del giorno trentesimo dello scaduto aprile. Poco prima part per Clagenfurt citt capitale della Carintia l'altra sorella Marianna. Nell'avvenire faranno il loro soggiorno in dette citt, con buon equipaggio. La seconda nata li 6 ottobre 1738 e fu eletta abbadessa nel nobile monistero di Praga gli undici febbraio 1766 subito che si port ad esso. La prima, cio Elisabetta, detta Maria Lisabetta, dama cavaliera crociera, nata li 13 agosto 1743. Ierid ho inteso da un gentiluomo, che in Vienna fu dipinto su un quadro l'imperatore, che colla scuria39 caccia tutti da Vienna; e che avendo egli ci inteso, volle vederlo, e tenerlo esposto nella sua stanza. Ho pure inteso, che nel fare il suo Regolamento nuovo circa li Regolari ha tenuto per suoi consiglieri sette tenenti officiali di guerra. Di pi, che voleva ordinare, che in Vienna tre sole Messe al giorno venissero celebrate. Item, ch'essendo insorte delle dispute fra l'arcidiacono di Bruna40 citt della Moravia, e que' partitanti degli estinti Gesuiti, dopo di essere stata portata la causa al cardinale arcivescovo di Vienna Cristoforo Migazzi, fu dal predetto imperatore abolita in tutti li suoi Stati la celeberrima Bolla di Clemente undecimo, che comincia Unigenitus, Dei Filius, data in Roma l'anno 1713, agli 8 di settembre, colla solita clausola Si quis autem hoc attentare praesumpserit etc. Item, che avendo detto l'imperatore al nunzio apostolico Gioseffo Garampi, che aspettava di essere scomunicato dal Papa, il nunzio gli rispose, che anzi esso imperatore co' suoi editti scomunica il Papa. Item, che li cardinali Migazzi e Firmian sono in disgrazia dell'imperatore, e che in Vienna insorta una gran sollevazione. 29 maggio 1781
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*Donne paragonabili alle prostitute. *Frusta. 40 *Brno.

29 maggio 1781, leggo, che l'arciduchessa Maria Elisabetta giunse a Insprugg nel giorno settimo di questo mese verso le ore cinque di sera, sotto il suono di tutte le campane, ed allo strepito di trombe, timpani, e dell'artiglieria. Che all'ingresso della citt fu incontrata da S.E. il generale Conte Migazzi accompagnato da' suoi aiutanti, e da parecchi uffiziali, e da' suoi soldati a tamburo battente schierati. Avanti la porta della sua residenza fu complimentata da S. E. il Conte Heister presidente, e capitano del paese, e dai consiglieri e nobili primari. Nel gran salone fu ricevuta dalle nobili dame del Capitolo, li quali tutti poi furono ammessi al baciamano. Leggo, che ai dieci di aprile 1781 con data di Monaco l'elettor palatino Duca di Baviera Carlo Teodoro ha proibito come contraria ai principi del cristianesimo, ed alla parola di Dio un'opera tedesca stampata con questo titolo: Riflessioni filosofiche di un cristiano sopra la tolleranza in materia di Religione, per servire di fondamento alla riunione di tutte le Religioni cristiane. Fu pure ordinato, che tutte le copie di tal opera dai librai, e dai particolari, che ne hanno, sieno tantosto portate al cancelliero delle reggenze bavariche sotto pena di cento scudi ai contravventori. Tal ordinazione fu principalmente diretta al Consiglio intimo de' Ducati di Giuliers, e di Berg. Leggo, che in Madrid fu pubblicato un Breve pontificio di Papa Pio sesto dato li 28 giugno 1780 in vigore del quale tutti li sudditi del re di Spagna sono dispensati dal ricorrere a Roma per ottenere dispense matrimoniali, avendo nell'avvenire li vescovi spagnuoli la facolt di accogliere tutti li casi, che insorgeranno su tal materia. Vedi infra al 27 ottobre 1781. Leggo, che li 26 di questo mese dalla lotteria principesca di Trento sono sortite molte grazie, le quali in tutto ascendono alla somma di fiorini 3.200. Uno di Ala Lagarino con la spesa di soli otto carantani ha ricavato un terno di cento e tre Ongari. Leggo, che in Vienna li 26 dello scorso aprile fu pubblicata una notificazione, con la quale resta proibito a tutti i sudditi degli Stati ereditari di Germania, e di Boemmia il presentare direttamente all'imperatore, o ai suoi dicasteri aulici, rappresentanze, suppliche, e memoriali, quando non sieno estesi, e sottoscritti da un agente autorizzato a tal effetto, essendovene di questi un determinato numero pagati a tale uopo dall'erario cesareo per vantaggio de' sudditi poveri, e ci per iscansare, che non vengano in avvenire umiliate suppliche malconcepite, insussistenti, e non ammissibili. Quello, che non saranno soscritte dall'agente, non verranno accettate in verun dipartimento, e quando ne giungesse qualcheduna nelle mani dell'imperatore, verr considerata come non presentata, e immeritevole di riflessione. Quelli, che senza le opportune permissioni eserciteranno indirettamente l'ufizio di agente, veranno castigati con rigore. Nello stesso giorno 26 arrivata in Clagenfurt l'arciduchessa Marianna. Il re di Napoli Ferdinando quarto, cognato dell'imperatore mander un certo numero di suoi uffiziali, e cadetti ne' reggimenti delle milizie austriache per apprendere gli esercizi militari, e particolarmente la disciplina economica, e meccanica de' corpi. Ho inteso, che il cardinale Leopoldo Conte di Firmian vescovo di Passavia non ha potuto conseguire udienza in Vienna dall'imperatore, il quale gli ha mandato a dire, che ritorni alla sua diocesi e che quando lo vorr, lo far chiamare. Il cardinale Cristoforo Migazzi arcivescovo di Vienna caduto in disgrazia dell'imperatore, perch ha scritto al Papa esortandolo a dissimulare, e temporeggiare circa le novit dell'imperatore. Il medesimo Migazzi ha scritto pure al vescovo di Lubiana suo per altro amico Giancarlo Conte di Herberstein da Gratz, e questi rimand a' ministri di Vienna la lettera del Migazzi; il quale ora s' ritirato al suo vescovado di Veitz, o sia Vaccia nell'Ungheria. L'imperatore ora andato nelle Fiandre, dove si tratterr un mese, ordinato avendo, che frattanto siano pubblicati li suoi editti nuovi. partito per Brusselles improvvisamente nella notte de' 22 maggio, sotto il nome di Conte di Falckenstein, in compagnia del barone Terzi general maggiore. Pass per Ratisbona, Norimberga, Francfort. Visiter tutta la Fiandra austriaca, forse andr eziandio nell'Olanda. 25 maggio 1781 25 magio 1781, in Milano fu pubblicato un editto approvato dall'imperatore gli 8 maggio, in vigore del quale resta, e sar aperto in tal citt un'aggregazione al Monte Santa Teresa un

Monte, o sia depositorio, che ricever in pegno qualunque quantit di sete nazionali ed estere, con certe regole, e condizioni, che per brevit qui tralascio. 29 maggio 1781 29 maggio 1781 di mattina, le ore otto e nove in Mantova, dopo d'essersi terminato circa le ore sei della passata notte tranquillamente nel regio ducal teatro la prima festa di Ballo, si manifestato un orribile incendio nella gran sala detta de' Cristalli, che poi presto comunicatosi al detto teatro lo ridusse affatto in cenere insieme colla nuova sala del ridotto41. Le fiamme sormontarono li pi alti campanili, e se non fossero stati tagliati li muri di comunicazione con il palazzo ducale, coll'archivio secreto, con Duomo, e colla Collegiata di s. Barbara, avrebbe fatto ancora maggiori mali. Rec certamente una costernazione molto grande a tutti. Per tal accidente accorse subito da Milano l'arciduca Ferdinando governatore dello Stato lombardico, ed ordin, che subito fosse allestito il teatro vecchio, perch si potesse continuare l'Opera nella sera della susseguente domenica. Comand pure, che si allestisse il salone del palazzo ducale per tener in esso le feste di ballo, ed il ridotto. Se tal accidente fosse toccato al Duomo, alla chiesa di s. Barbara, o a qualche sacro chiostro, cosa s'avrebbe fatto ne' tempi presenti? Non per alcuna persona. In questo stesso tempo il Papa in rotta col re di Napoli Ferdinando quarto, ed anche coi bolognesi. 2 giugno 1781 2 giugno 1781, abbiamo cominciato a dir nella santa Messa la colletta per ottenere la serenit. Il tempo non poco fresco. Il Papa Pio sesto Braschi con un Breve speciale dato gli ultimi dello scaduto maggio ha ordinato al suo nipote S. E. Conte don Luigi Onesti, che in avvenire si chiami Luigi Braschi Onesti. L'ultimo giorno di maggio in Roma nell'appartamento della nobile signora Mobilia Falconieri ava della sig. Costanza Falconieri, alla presenza di venti eminentissimi cardinali, e di molti prelati furono solennemente sottoscritti li Capitoli matrimoniali tra il detto Luigi, e la detta Costanza. Furono poi celebrate le nozze ai quattro di giugno seconda festa della Pentecoste. Leggo scritto da Milano li 30 maggio 1781, che in Gorgonzola un contadino venne creduto morto, e quindi nella stessa sera fu trasportato il di lui cadavero alla chiesa parrocchiale. Nella mattina seguente furongli fatte le esequie, in tempo delle quali fu veduto alzare il capo dal cataletto. A vista il popolo si mise tosto a fuggire di chiesa. Fece altrettanto il creduto morto, il quale corse subito ad una fontana, e bevette. Poi fu condotto al grande spedale, e fu confortato. Negli ultimi giorni di maggio dalle stampe di Vienna sortito un libro segnato dall'imperadore il primo del medesimo mese, con questo titolo: Metodo generale pratico-forense per gl'individuati Stati della Boemia, Moravia, Slesia, Austria Superiore, ed Inferiore, Stiria, Carintia, Carniola, Gorizia, Gradisca, Trieste, Tirolo, e paesi anteriori, la di cui esecuzione dovr avere il suo effetto col prossimo capo d'anno 1782. Questo metodo diviso in 437 e non avr luogo, che nel foro civile ordinario, venendo per ora espressamente eccettuati il Montanistico, il Mercantile, ed il Militare. Nel 410 prescrivesi che nessuno potr in avvenire esser avvocato, se non avr prima ottenuta la laurea in una universit de' detti Stati. Leggo, che l'imperatore in data de' 20 aprile 1781, per mantener in pieno vigore gli ordini di sua madre intorno alla Bolla detta in Coena Domini, ha pubblicato un suo editto di questo tenore: "Sua maest imperiale reale apostolica ha sentito con molta sua sorpresa, che fra le cos dette facolt di dispensare ed assolvere, concesse dalla Santa Sede agli Ordinarii, vi sia ancor quella di assolvere dai casi riservati espressi nella Bolla della Cena. Siccome una tal facolt di assolvere presuppone l'obbligazione di domandarla, come se fosse ricevuta, e accettata in tutte le sue parti l'indicata Bolla, e siccome sua maest non pu, e non vuole tollerare una somigliante supposizione, cos viene ad ordinare nei modi pi risoluti, ed i pi efficaci, che gli Ordinarii da qui in avanti riguardino per nulla, e di niun valore questa facolt di assolvere, come quella, che
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*Edificio o complesso di edifici adibiti a conversazioni, gioco o altre manifestazioni.

fondata sopra un supposto totalmente falso, e che immediatamente diano al clero a loro soggetto le relative e opportune istruzioni". Il medesimo imperatore con un altro suo decreto de' 19 aprile ha ordinato che sia tolta da tutti li Rituali la stampa della suddetta Bolla in Coena Domini, e dell'altra Unigenitus. 3 giugno 1781 3 giugno domenica della Pentecoste alle undici italiane di mattina nella Romagna si fece sentire una tanto gagliarda scossa di terremoto, che la citt vescovile di Cagli nell'Umbria rest rovinata quasi affatto, ed a Pesaro nel Piceno sono caduti vari edifici, e perite tre persone. Da altri ho inteso, che in una chiesa sono perite moltissime persone, non per del clero, che rest illeso. Il gran maresciallo Conte Branicki ritornato da Pietroburgo a Varsavia colla sua novella sposa, ha subito dato principio alle spese nuzziali, distribuendo dicidotto mila zecchini fra i Luoghi Pii di Varsavia senza distinzione di religione. Sul Trentino quest'anno li bigati, detti cavalieri, che fanno le gallette per la seta, hanno generalmente finito male assai. Uno mi ha detto che naturalmente parlando dove fare dugento libbre di gallette; ma ne ha fatto soltanto cinquanta. Un altro mi ha detto, che la foglia in fine fu pagata anche dodici troni. Leggo, che in Pesaro il terremoto ha prostrato solamente alcuni camini, e danneggiato delle fabbriche. A Cagli caduta la cattedrale mentre il vescovo Lodovico Bertozzi di Fano vi stava per cresimare. Egli rest illeso, ma perironvi dugento e pi persone. A Santangelo in Vado caduto un monistero colla morte di alcune monache. In una villa presso Canziano caduta la chiesa parrocchiale, con morte della gente. In Urbino, e Pergola tutti gli edifici hanno patito, ma si sono salvati gli abitanti. Nel giorno quinto di giugno la terra non era ancora ferma. Il detto terremoto ha pur fatto gran strepito nelle tre provincie toscane de Casentino, Romagna, Valdarno superiore, ed Aretino. Alla pieve di Santo Stefano alcuni sacerdoti fuggirono dall'altare. A Monte Varchi rest fesa la volta della Collegiata. A Borgo San Sepolcro patirono molto il seminario, il Duomo, il convento de' Minori Osservanti, la chiesa de' Frati Serviti, e tutte le case della citt. La vicina Citt di Castello parimente va piena di rovine. Molte terre intorno a Cagli sono desolate. Nella Polonia la piccola citt di Opola per un casuale incendio stata ridotta in un mucchio di sassi. La pioggia non ha permesso il fare in Trento la processione del Corpus Domini alla cattedrale. In Pietroburgo si ritrovano tre persone di straordinaria grandezza, cio due uomini ed una donna di 30 in 40 anni nati ed educati in Ispaham di Persia. Sono fratelli. Sono alti nove piedi, e cinque pollici di Allemagna. Mangiano cibi assai grossolani, e dormono quindici ore. Sono pigri, e poco atti al lavoro. Vengono mantenuti in una casa a spese della Corte di Pietroburgo. Negli ultimi di giugno il medico Massara italiano abitante in Trento essendo alla commedia fece plauso ad una cantatrice e fece istanza, che replicasse il suo canto. Avendo ci proibito altri, gli strapazz con parole e gli sfid a duello. Riferito il caso al Magistrato consolare sort decreto, che dovesse pagare cinquanta fiorini, e che mai pi non intervenisse alle presenti commedie. Non contentandosi li commedianti dell'uditorio vanno ad invitare in persona li signori, e le signore, e vanno tanto gli uomini, quanto le donne in carrozza. Cos guadagnano di pi, perch vien loro dato anche un tallero per bollettone: anzi un ill.mo e rev.mo signor canonico dell'insigne cattedrale di Trento, s' mostrato pi generoso dando loro in una volta due zecchini. A giusta gloria per dell'ill.mo signor consigliere Vigilio Stefano degli Angeli de Lizasadorff di Croviana sollando, accasato qui in Trento con la sua famiglia, signore ancora molto fresco, e ricco, avviso ch'egli non lasci metter piede nella sua casa alle dette donne infami, ma quando seppe, ch'erano su la porta, cal subito, e le rimand via, dicendo, che n esso, n le sue figlie, n altri suoi voleano andare alle loro commedie. Bravo! Gli altri quando verr la Quaresima diranno, che non hanno danaro, e ci specialmente quel signore, che a quest'ora ha consumato dugento fiorini per le commedie. Li danni cagionati dal riferito tremuoto furono maggiori degli accennati. Il cielo era serenissimo, ma in un istante si sent tremare gagliardamente la terra. Cadde la cupola del Duomo di Cagli, e vi restarono morti il celebrante canonico Ugolinucci con tutti li molti astanti.

Monsignor vescovo, ch'era nel presbiterio scapp con molti illeso. Poco dopo segu un'altra scossa, e restarono quasi tutte le case o in tutto, od in parte rovinate. Tutti li vivi scapparono in campagna, dove furono sussidiati da sua ecc.za monsignor Carlo Livizzani presidente di Cagli. A Santangelo in Vado han patito le case e pi di tutte il convento de' Minori Osservanti, quello de' Minori Conventuali, ed il monistero di s. Catterina, cadendo la chiesa con morte di alcune monache e persone. Anche nella campagna di Cagli e di Santangelo sono diroccate le case. La citt di Urbino ha patito molto negli edifici. Cos pure la citt di Urbania, nel cui territorio caduta la chiesa di s. Donato colla morte del parroco e di settanta e pi persone. Ha patito molto Canziano, Palcano, Chiaserna, Fossombrone, Pergola, Mont'Aiate, Sestino, Carpegna, Mercatello, ed Appecchio, s. Martino, e s. Leo. Non ho tempo di scriver tutto. Il lutto per la morte dell'imperadrice regina notasi finito in Vienna li quattro di giugno. Il Conte Branicki colla principessa sua sposa partito dalla Polonia per gli Stati austriaci, seco trasportando 200 mila rubli in danaro contante, oltre molte preziose gemme. Ai 13 di giugno di mattina in Roma nella pubblica piazza di Campo Fiore, alla presenza di numeroso popolo, per mano del carnefice per ordine del Papa Pio sesto venne dato alle fiamme un libro stampato in Cosmopoli nel 170, di fogli 188 intitolato Memoria cattolica da presentarsi a Sua Santit, opera postuma, e ci perch contiene proposizioni scandalose, temerarie, ingiuriose, e sospette di eresia. 26 giugno 1781 26 giugno 1781, solennit di s. Vigilio protettore di Trento vi fu la processione solita. Per mancanza di vescovo cant la Messa monsignor decano Mancio42, e sull'orchestra cantarono due cantori de' commedianti, e cantarono tanto, che noi ritornammo a s. Bernardino solamente alle dodici. Fu detto, che tirarono tanto lungo il canto per far onta al lodato decano, il quale non voleva, che cantassero punto; ma ottennero il permesso da otto altri canonici. Nella sera non vi furono li soliti fuochi, perch il tempo minacciava pioggia: la quale per non imped alle cantatrici l'esercitare la loro diabolica arte anche nelle strade pubbliche. 29 giugno 1781 29 giugno venerd, e festa de' ss. Apostoli furono fatti li fuochi impediti dal tempo nella festa di s. Vigilio; ma gli spettatori non restarono soddisfatti, Furono moltissimi. Con mio rammarico ho inteso, che nella macchina de' detti fuochi vi una statua di Venere, la quale butta fuoco da ogni parte anche pi brutta. Ci si tollera bench negli anni addietro sienvi stati presenti anche de' sacerdoti, e de' vescovi. 3 luglio 1781 3 luglio 1781, leggo, che ai 15 di giugno, giorno di venerd, verso le ore nove pomeridiane in Parigi si attacc il fuoco al teatro dell'Opera, appena finita la scena. Da tal fuoco propagato rest illuminato tutto Parigi come se fosse stato l'ora di mezzogiorno, e carboni accesi vederonsi cadere in contrade rimote. Sicch tutto quel teatro rest consunto: ed insieme sonovi morte dieci dodici persone tra operai, ballerini, e ballerine; li cadaveri de' quali sinosi ritrovati ridotti ad un braccio di minore lunghezza. Furono seppelliti fra incredibile folla di popolo. Alcune ballerine furono bruciate essendo in camicia, giacch ci accadde, mentre gli attori stavano svestendo gli abiti scenici. Ai dodici di giugno la regina di Francia Maria Antonietta arciduchessa d'Austria nata nel 1755 cadde ginocchioni, e quindi due volte le fu cacciato sangue. L'imperatore andato a Niuport, e Ostenda. A Brugges ha avuto un lungo colloquio col principe Guglielmo Enrico Duca di Glocester fratello del re d'Inghilterra. Li 21 di maggio in Cagliari capitale della Sardegna fuvvi un terribile incendio cagionato dalla polvere preparata per fuochi di gioia. Perirono stranamente alcune persone. Li 12 di giugno in Toscana fu sentita un'altra picciola scossa di terremoto di consenso delle altre due precedenti. Per il terremoto nell'Umbria verso
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*Manci.

Monte Leone si aperta con gran fragore una voragine, la quale non fa altro che gettar di continuo neri globi di fumo, con un odore assai forte di zolfo, e bitume. Gli otto di giugno l'imperator nostro partito da Mons per Ath citt dell'Annonia nelle Fiandre. Fu anche a Luxemburgo. Ora in Vienna non trovasi alcun individuo della famiglia austriaca, cosa che non pi succeduta dopo l'anno 1683 in cui fu assediata da trecentomila turchi e tartari. Il Papa ha donato quarantamila scudi al suo nipote Conte Luigi Braschi, gi Onesti, e diecimila scudi alla di lui moglie nel giorno de' loro solenni sponsali. Lo ha pur creato principe e generalissimo delle sue milizie. Voleva comperargli quel palazzo, che abita in Roma: ma le monache padrone di esso non vogliono venderlo. Nello scaduto giugno in Verona morto quel vescovo Morosini di Verona lodato sopra ai 12 settembre 1780, dopo di aver tenuto le Ordinazioni. Mi fu riferito, che mor per aver fatto troppo uso di cioccolata. La pigliava cinque volte al giorno dopo il pranzo. Per altro mi fu anche lodato come sollecito dell'esecuzione del suo pastorale officio. Andava fuori a confessare infermi. Faceva delle belle esortazioni in lingua volgare a' cherici nell'atto di ordinarli. Dopo scritto questo sento dire, ch'era vivo ancora nel giorno trentesimo. Vive, ma infermo anche nell'agosto. Anche nel 1782, 1787. In Borgo di Valsugana nella chiesa arcipretale d'ordine del vescovo di Feltre, che fu in Vienna, stato pubblicato l'editto imperiale contra la Bolla della Cena, con il paragrafo, che sia levata da tutt'i libri, e che tali carte vengano mandate ai dicasteri. Nel foglio trentino 28 dei 10 luglio si legge: "Nel distretto di Roncegno, nella valle detta Chiavona, fu scoperta una ricca miniera di rame ed argento, ed essendo il filone di essa assai grosso, in conseguenza vi travagliano molti operai, che hanno gi scavato pi di quattro mila lire di detta terra metallica. Dalle prove fatte si rilevato, che d il venticinque per cento, e che contiene anche dell'oro. Gl'inventori di questa miniera fanno perci sapere che riceverebbero nella loro societ qualche compagno, ovvero che a giuste condizioni si risolveranno anche di farne una vendita assoluta. Al qual effetto, se taluno si aspira potr dirigersi all'ill.mo sig. Bartholomedi vicario minerale di Pergine". Nel medesimo foglio si dice, che l'imperatore ai 15 di giugno pervenne a Gand, essendo nello stesso giorno partito da Bruges. Che nel diciottesimo part per Audenarde, Alost, Dendermonde, Anversa, e Malines. Si nomina Gioseppe II, il Traiano della Germania. Nel medesimo giugno la picciola citt di Schneidemhl nella Prussia occidentale per fortuito incendio stata quasi del tutto ridotta in un mucchio di sassi. Da monsig. Giacomo barone Kloz di Trento, protonotario apostolico partecipante, furono mandate in dono a sua ecc.za il sig. don Luigi Braschi Onesti due magnifiche navicelle d'argento ad uso di bicchieri di vini forastieri, ed una scatola col coperchio e fondo di mosaico, e controfondo di porfido, legata in oro. Il Papa ha mandato a monsig. Livizzani presidente di Urbino dodicimila scudi per li danneggiati dal terremoto gi soprammentovati. Il cardinal Antonelli per li medesimi ha fatto una buona questua nel Collegio de' cardinali. Ai 25 di giugno in Roma furono proposti, e preconizzati molti vescovi, arcivescovi, ed un patriarca della Cilicia armena. Negli scorsi giorni avendo pigliato della carne dalla beccaria principesca di Trento un livellario del principe, gli fu tolta dai consoli. Essendo poi ricorso dal sig. Gentilotti cancelliero, questi gli diede torto: ed essendo ricorso dal rev.do sig. direttore camerale Vincenzo Pisoni gli diede ragione43. Il medesimo Pisoni si port a Salisburgo dal vescovo principe. Si sparla molto del Pisoni come autore di gabelle ecc. Leggo, che l'imperatore ha conceduto alla nazione ebrea stabilita ne' suoi domini tra le altre prerogative, quella di esercitare ogni sorta di arti, e mestieri, d'applicarsi all'agricoltura, di frequentare le universit, e di godere in generale dei vantaggi della societ come gli altri cittadini. Fu in Ostenda li 12 giugno.

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Pisoni, che nel 1787 fu deposto, e messo in arresto.

Nella notte de' 24 venendo li 25 giugno il fuoco acceso per imprudenza di un palafreniero ubbriaco in Parigi spavent il quartiero della piazza reale. Brucci ventotto cavalli, carrozze, co' fornimenti loro,fieno, ed altro ad un noleggiante. 27 giugno 1781 Li 27 giugno Czernowitz citt capitale della Buckowina, fu in pericolo di essere saccheggiata da una grossa truppa di masnadieri, se uno di loro pentito non rivelava un poco avanti l'ordito disegno. 15 luglio 1781 Li 15 luglio, domenica sera, poco dopo cena, essendo serena la Valle Lagarina, quasi all'improvviso venuto dalla parte di Cognola un turbine nero gagliardissimo con dirotta pioggia, e tempesta. Dur circa una mezz'ora, e rec molto danno alle campagne sopra Trento. In tal sera circa le dieci nella piazza del Duomo di Trento dovea farsi un'accademia, la quale fu in vece fatta quivi nella notte del d seguito 16 luned. Rapporto a ci che ho scritto di sopra ai dodici di maggio, qui giudico bene notare quanto leggo nel Foglio 28, 9 luglio 1781 di Lugano intitolato Nuove e diverse Corti, e Paesi. Dunque nella data di Vienna si ha: "Un certo abate Ploner svizzero di nazione, dopo aver fatti gli studi della teologia nel Collegio elvetico di Milano, si port molti anni sono a Vienna dove dal quell'arcivescovo (Conte Cristoforo Migazzi di Trento aggiungo io) che non era allora troppo portato a favorire la Scuola della Societ (suppliscasi Gesuitica) fu ricevuto in qualit di suo teologo. Cangiato avendo l'arcivescovo cardinale genio, e dottrina, l'abate Ploner, che ben se ne accorse, per non tradire la verit, cred bene l'abbandonarlo, e dopo vari giri per la Germania, ed una continua applicazione agli studi ecclesiastici, fu fatto direttore del seminario di Brinn44 in Moravia. Ci mal soffrendo il cardinale arcivescovo di Vienna, scrisse una lettera a quel vescovo, nella quale lo avvertiva si stare attento al suo seminario, perch aveva un direttore giansenista, che avrebbe guastato il suo clero. Il vescovo messo a leva da questa lettera ordin, che gli fosse fatto contro un processo, e venissero esaminati in esso gli scritti de' seminaristi; al qual processo presed il canonico Conte Wetten arcidiacono della cattedrale, ed amicissimo della dottrina, e delle massime molinistiche (cio Gesuitiche). Nell'estensione del processo alter le deposizioni degli alunni del seminario. Nel tempo stesso due exgesuiti dal pulpito de' PP. Conventuali predicarono pubblicamente, che nel seminario s'insegnavano degli errori, e lo stesso and spargendo dalla pubblica cattedra un professore domenicano. Il povero abate Ploner vedendosi oppresso da tante parti, cred di dover implorare la giustizia del Governo di Moravia, dove ben esaminate le cose, e trovata vera l'oppressione del ricorrente, l'imperatore con suo viglietto scritto di proprio pugno al principe di Kaunitz sino dagli undici aprile 1781, determin, che il seminario di Brinn si tenga per innocente. Secondo che il canonico Conte Wetten sia immediatamente deposto dall'arcidiaconato. Terzo che li due exgesuiti siano privati del pulpito: il professore di teologia deposto dalla cattedra, e tutti tre dichiarati inabili per l'avvenire. Quarto che il Ploner faccia le sue scuse coi due vescovi di Olmutz e Brinn per la sua disubbidienza, ma che per li suoi alti talenti sar trasferito direttore in Vienna. Quinto che li PP. Conventuali saranno ripresi per la loro mancanza di penetrazione, e per zelo indiscreto. Sesto che le Bolle In Coena Domini, ed Unigenitus saranno strappate dai messali. Settimo che tal ordinazione sia intimata in forma in Boemia, Moravia, e Slesia. Ottavo che si presentino all'imperatore le Fondazioni, ed Instruzioni di tutti i seminari de' suoi Stati. Nono che al cardinale arcivescovo di Vienna si faccia sapere la sua sovrana disgrazia per essersi mescolato s inconvenientemente nella direzione di un seminario, che non affatto di sua appartenenza, e per aver voluto, mentre il medesimo trovavasi in pace, eccitarvi disunione". Cos il ho ristretto il Foglio.

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*Brnn, Brno.

A Bolgiano la tempesta ultima rapporto ai soli vetri ha recato un danno di circa mille fiorini: o come altri dicono di quattro mila. In Trento, ed Arco fu sentita una picciola scossa di terremoto ai 15 di questo fra le tre, e le quattro pomeridiane. 26 luglio 1781 26 luglio 1781, li commedianti, e le commediantesse oggid sono andati a Pergine per esercitare anche in tal borgo la loro arte infame. Ultimamente le dette donne sono girate per Trento vestite immodestamente da uomini. Ad una un cavaliere vecchio di Trento ha dato giornalmente undici troni, e perci ebbe sempre libero l'accesso ad essa. Ad un'altra da un altro fu esibito un abito nuovo. Avendole portato due mostre di drappo, perch ne scegliesse una, rispose, che le piacevano ambedue, e quindi li fece due abiti in vece di uno. Per tali spese non manca danaro in Trento: bens mancher nella prima Quaresima, come si disse mancante nell'ultima sopra 28 febbraio. L'impresario de' commedianti per li debiti contratti scappato. Un trentino ha dato ad una commediante una stanza da abitare, e poi vedendo, che il concorso di uomini, anche qualificati era troppo copioso, cominci ad avere scrupolo. In Trento vi del mormorio per li peccati manifesti commessi per le commedie. Ai diecisette di luglio in Fiorenza fu sentita una violenta scossa di terremoto, che fece sonare li campanelli pendenti. Fece maggiore strepito a Bologna, Berzighella, Rossa s. Cassano, For, Faenza, Meldola, ed altri luoghi della Romagna pontificia, e Toscana. Ai dodici dello stesso mese si fece pure sentire in diverse parti della Toscana verso l'Umbria e della Toscana pontificia, dove perci gli abitanti dormono in campagna. Ai tredici arrivato in Amsterdam l'imperator nostro. 28 luglio 1781 Ai ventotto la lotteria principesca di Trento fece la sua estrazione in Cles, cavando al solito cinque numeri, che furono 16.13.54.27.38 ma con suo danno. In questo mese furonvi delle inondazioni, caddero delle tempeste, e dei fulmini in molte parti del mondo, ma specialmente nella Moravia, e nell'Austria Superiore. All'imperator nostro creppato45 un cavallo sotto la carrozza, e quindi gli convenne fare a piedi un quarto di lega per arrivare a Spa. Nella sera dei quattordici luglio in Brusselles essendosi festeggiata con illuminazioni, e fuochi artificiali la cerimonia dell'omaggio prestato da Brussellesi all'imperatore, avvenne, che appiccatosi il fuoco ad un palco, ed alla macchina eretta dirimpetto al palazzo della reggenza, sei operai rimasero in un istante divorati dalle fiamme, e non pochi altri restarono semivivi. Dalla calca poi del popolo un uomo, ed una donna restarono schiacciati, e altri non pochi pieni di smaccature46, e cogli abiti stracciati, ed a stento liberati da maggiori disgrazie. La costernazione fu indicibile. Cos verificossi, che extrema gaudii luctus occupat. Ai diecisette di luglio 1781, alle quattordici ed un quarto in Forl citt della Romagna fu sentita una orribilissima scossa di terremoto, che rec danni grandissimi; e dicesi essere stata pi grave di quella toccata a Cagli. La citt restata tutta rovinata, di modo, che la gente fa il fuoco nelle strade, e le donne tengono nelle medesime strade le loro cunne47 coi fanciulli. Il danno recato alla citt dicesi, che sar di un mezzo milione di scudi romani, e pi; o che per risarcire il palazzo Albicini vi vorranno 4.000 scudi, e per un altro 10.000. Ha patito molto il convento di s. Girolamo de' nostri PP. Osservanti. In seguito si sono l sentite altre scosse, massimamente li 22 a 22 ore, e tre quarti. Onde si tiene in piazza il Santissimo Sacramento giorno e notte, e vi stanno cinque sei altari per celebrar le Messe, minacciando ruina quasi tutte le chiese. Finora per non perita veruna persona. In questo mese fu pubblicato nell'Ungheria un editto dell'imperatore Giuseppe secondo, che in avvenire nessun tribunale tanto secolare, che ecclesiastico possa infliggere la bench minima
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*Morto. *Ammaccature. 47 *Culle.

pena, e castigo alle ragazze incinte, seppure non sar certo e provato, ch'esse abbiano tentato di abortire. Leggo, che fu inviata nell'Ungheria una circolare imperiale data li 20 aprile 1781 contra la Bulla Coenae, affinch venga dagli Ordinari considerata come nulla, e che venga tolta per sempre dai Rituali, ed altri luoghi dove si trova, perch non fu accettata, e ricevuta negli Stati austriaci in tutti i suoi punti, ed articoli. Ordina agli Ordinari, che di ci ne istruiscano il clero, e tutti li loro dipendenti. Item che tutti gli ecclesiastici secolari, e Regolari, diano la nota de' beni, che posseggono, Leggo, che l'imperatore ai 9 di luglio arriv all'Aja. Agli undici arriv a Leida, e poi ad Harlem. Li 12 arriv a Helder. Li 13 arriv ad Amsterdam. Li 14 arriv a Utrecht. Li 16 a Maestricht. Li 17 a Ruremonda. Li 18 ad Acquisgrana. Li 18 stessi part per Limburgo, con intenzione di arrivare a Spa li 19. 4 agosto 1781 Li quattro agosto, giorno di sabato in Trento, furono distribuiti li premi agli scolari del pubblico ginnasio. Li premiati furono questi. Giammaria Morandi rivano rettorico due. Bartolommeo Menotti di Tenno rettorico. 2. Aloisio Dordi da Borgo uno. Pietro Saibandi d'Arco rettorico uno. Antonio Bertoldi da Valdinon rettorico uno. Giovanni Battista Stenech di Trento umanista uno. Giorgio Piazzi fiemmasco umanista tre. Giambattista d'Anna de Cel da Valsugana umanista due. Bonaventura Tessadri pinetano umanista uno. Nella Quarta Tommaso Alberto degli Angeli di Lizzasadorf cavaliere trentino, nativo per altro di Croviana 4. Fato Conte Terlago de Fatis trentino 2. Matteo Alberto Ferrari da Valdinon uno. Aloisio Danielli da Calavino uno. Pietro Maria Alessandrini di Newenstein trentino uno. Giambattista Sardagna di Hochenstein trentino uno. Nella Seconda Domenico Zanoni da Campodenno quattro. Gio. Battista Zamboni da Vigolvattaro48 uno. Gio. Battista Mersi trentino uno. Gioseffo Kastwalder da s. Michele adigino uno. Antonio Battaglia da Ponte altro trentino uno. Gioseffo Romen bolzanese uno. Nella Prima Giambattista Miori da Lono49 2. Francesco Saverio de' Venturi da Rendena 2. Francesco Pruchmayr trentino 2. Andrea Sebastiani avisiano uno. Ne Princpi Francesco Muraglia d'Aldeno 2. Battolommeo Berti avisiano uno. Ognibene Bellotti archese uno. Tutti gli scolari furono 175, oltre li filosofi, teologi e canonisti.

9 agosto 1781 9 agosto 1781 nella notte venendo li dieci fuvvi qui un gran temporale con tempesta ed acqua. Fece molto male nel territorio di Cognola, port via li cannoni50 dell'acqua nostra, de' PP. Carmelitani, del baron Klotz. Danneggi molto le vigne ecc. Nel luglio a Pulckau ne' contorni di Vienna dalle acque furono portate via 18 case, con uomini, fanciulli cunanti51, e molto bestiame. Ai nove quivi furono seppellite 18 persone annegate, e mancano ancora pi di cento. Di quelle persone, che in Brusselles rimasero ferite, ut supra, sono morte 19 ed altre stanno nell'ospedale con poca speranza di guarire. Nell'Ungheria furono eccessivi li calori, li quali hanno cagionato frequenti colpi apopletici, massime tra la gente di campagna; per il che fu ordinato di mischiare dell'acetto nell'acqua, che bevono gli operai, onde prevenire tali accidenti funesti. Anche nella Polonia furonvi de' calori eccessivi. Onde la Corte regia di Varsavia rest quasi disabitata, essendosi li magnati trasferiti alle loro terre. Li pi vecchi polacchi non si sovvengono di averne giammai provato di consimili, mentre in vece di respirar aria pareva, che vomitassero fuoco. gi abbruciato tutto nelle praterie, campagne, giardini e quindi temono di avere in quest'anno una gran penuria di grani.
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*Vigolo Vattaro. *Lon. 50 *Tronchi forati per il trasporto dell'acqua dalla sorgente. 51 *nella culla.

L'imperator ritornato dall'Olanda, dalla Geldria e da Limburgo a Brusselles li 22 luglio, ed partito per Valenciennes, e Parigi li 27. Ha fatto pubblicare un suo editto a Presburgo, che vieta a chiunque l'inviar, o depositar in paesi esteri senza l'espressa sua licenza qualunque grossa somma di danaro. Li 29 luglio nel Collegio germanico ungarico di Roma sotto l'assistenza del padre maestro Cristianopulo domenicano ha difeso solennemente una disputa canonica il sig. Vigilio Battaglia di Pont'Alto da Trento cavaliere del S.R.I. Fu lodato nella Gazzetta trentina de' 14 luglio foglio 43 del 178152. Nel medesimo luglio 1781 da Vienna fu partecipato a tutti que' supremi tribunali, e dipartimenti cesarei un ordine sovrano, che in avvenire li Protestanti, e Riformati allorch abbiano gli opportuni registri, potranno aspirare, ed ottenere gli stessi onori, impieghi, e prerogative come li Cattolici, a riserva del culto divino, col non potere fabbricar nuove chiese ecc. restando rivocato qualunque altro ordine emanato in contrario. Leggo, che in Transilvania verr eretta una nuova commissione di studi, e scuole sotto la presidenza del vescovo d'Hermanstadt, capitale di quel principato, ma gli assessori saranno parte cattolici, parte luterani, e parte greci, tutti per con voto, e posto eguale. 14 agosto 1781 Ai 14 di agosto fu bandita solennemente in Trento una donna commediante, che stava in Trento con grandissimo scandalo, e danno delle anime. Fu bandita con pena di cento fiorini in caso di ripugnanza, ed anche della testa. Innanzi essendo debitrice a non so chi di cinque zecchini, dal bargello a forza le fu levato l'equivalente in arnesi di camera. Quella, che ora sta in Pergine si vanta, che quantunque non nobile, n bella, col suo tratto tira a s ognuno. Infatti anche li nobili trentini straciechi vanno fuori apposta per essa. Una di tali donne ha lasciato il suo marito perch brutto. Si lamentata una de' trentini quasi fossero con essa spilorci; ma uno le rispose, che quando ella venne a Trento era tanto povera, e malfornita, che mostrava li calcagni nudi. Dicono, che si mostrava tanto immodesta, che stomacava gli stessi poco modesti. Un trentino le mand un pranzo a Povo, ed essa lo rifiut, perch le pareva troppo scarso. Un altro le mand dodici zecchini, acciocch gli desse accesso, ed ella lo rifiut come troppo pochi. Onde gliene mand ventiquattro, ed ebbe l'intento. Tutti ne parlano, e straparlano, e niuno si cura d'impedire tante sceleratezze, tanti peccati. Oh Dio! Aggiugnesi, che monsig. Giuseppe conte Garampi arcivescovo, vescovo e nunzio apostolico in Vienna, ultimamente ha scritto a monsig. Sigismondo Conte Manci decano di Trento, che in Germania la religione cattolica agonizzante. Ci va di accordo colle notizie riferite qui sopra, e nell'altro mio Diario monastico circa questi stessi tempi. L'imperator nostro arrivato a Parigi li 29 luglio. Nel giorno 30 and a Versaglies, donde part li quattro agosto. Ai dieci passato per Augusta de' Vindelici. In questo mese una quantit grande di locuste ripartite in due colonne dalla Vallacchia penetrata nella Transilvania, ed ha dato il guasto a tutte le frutta della campagna. Nel foglio 33 di Lugano 13 agosto 1781 si riferisce, che comparsa alla luce, e trovasi vendibile per quattro Paoli la risposta al Libro scandaloso intitolato Memoria cattolica. La risposta ha questo titolo: Parere d'un imparziale sopra il libro, che ha per titolo Memoria cattolica da presentarsi a sua Santit, opera postuma ecc. Vedi sotto alla data 7 dicembre 178853. 24 agosto 1781 Circa li 24 agosto la suddetta commediante ha aperto il suo bordello in Avis54. Avvisatone per il signor Vicario subito le mand ad intimare, che partisse di l senza veruno indugio. Non avendo ubbidito alle parole, la fece condur via dagli sbirri per forza, e con sua grande vergogna,

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Battaglia trentino poi prete Beneficiato del Duomo trentino. *A pagina 1185 del seguente volume manoscritto. 54 *Lavis.

avendosi anche fatto del male al corpo col resistere agli sbirri. Un Conte55 prete giovine di Trento per tal caso subito corse ad Avis, ed ebbe la intollerabile audacia di rimproverare il detto Vicario; ma con suo scorno, disdoro, vituperio, e senza verun pro. Un altro prete di Trento qualche tempo avanti scrisse alla medesima donna una compitissima lettiera di lodi, e ringraziamenti, e promesse; promettendole in particolare, che sar sempre memore di lei al sacro altare. Oh Dio, che Messe! Ritornata a Trento la donna, mostr la lettera ad altri in pi conversazioni geniali. Un capo di famiglia di Trento ha protestato, che se venissero a Trento missionari apostolici, egli manderebbe la sua famiglia fuori di citt, perch non intervenisse alle istruzioni sacre, e non diventasse scrupolosa. Il Conte Matteo di Thunn, fratello del nostro vescovo, l'autore principale degli spassi, ed ha mandato un prete a suonare su la sala de' commedianti. Il nostro imperatore Gioseppe secondo nella sera de' 14 agosto verso le ore 8 giunse a Vienna sano dopo di aver viaggiato per le Fiandre, per l'Ollanda, e per la Francia. Part li 19 per Pest citt dell'Ungheria. Qui mi piace di notare, che vive in Francia una donna, la quale per molti anni ha fatto comparsa di maschio molto celebre. Ella nacque li cinque di ottobre 1728 a Tonnerre nella Sciampagna di genitori nobili, li quali occultarono il di lei sesso, e la fecero battezzare come se fosse un maschio, perch un cavaliere a titolo di gratitudine promise alli medesimi di voler esser padrino del primo figlio, che erano per avere, siccome poi fece. Ella dunque fu battezzata col nome di Carlo, ed in seguito fu nominata cavalier Carlo d'Eon de Beaumont, dell'Ordine reale, e militare di s. Luigi, capitano de' dragoni e de' volontari dell'armata, aiutante di campo del maresciallo Conte di Broglio, dottore in ius civile, e canonico, avvocato del parlamento di Parigi, censore reale per l'istoria, e per le belle lettere, ministro plenipotenziario alla Corte di Londra ecc. Studi nel collegio Mazzarino. Fu dottorata nel gius civile e canonico con dispensa dall'et, che le mancava. Ancora giovine stamp varie sue composizioni, e pi tomi con sorpresa de' letterati. In et di 27 anni dal re di Francia Luigi XV fu mandata ad Elisabetta imperatrice di Russia per trattare la pace, e ricus di restare al servizio della medesima imperatrice per non abbandonare il suo re. Ritorn in Francia, ed un'altra volta nella Russia, dove stette cinque anni sono al 1759. Poi fu mandata in Londra segretario di ambasciata, e nel 1763 fu dichiarata ministro residente alla Corte plenipotenziario, dove stette 14 anni, ma disgraziata. Ricus di naturalizzarsi cogl'inglesi. Fu scoperta femmina da Luigi XVI nella Corte di Luigi XV l'anno 1777, ed obbligata a vestirsi da femmina, e siccome avanti si nomin Carlo, Geneviefa, Luigi, Augusto, Andrea, Timoteo d'Eon de Beaumont, cos ora si nomina Carlotta, Genoviefa, Luisa, Augusta, Andrea, Timotea d'Eon de Beaumont. Fu disputato in Londra se fosse maschio, o femmina quando stava in tal citt, e furono fatte grandi scommesse; ma egli studi di annullarle, dicendo, che non voleva avvilirsi col mostrare il suo sesso. Egli stava quindici ore al giorno nella sua libreria. Non dava ascolto a visitanti se non le domeniche dalle dieci di mattina sino alle due pomeridiane. Mangiava poco, ed un sol pasto al giorno. Dormiva pur poco. Il caso vero verissimo. Vedi sotto febbraio 178256. Intendo essere stato scritto da Insprugg, che in tal citt li signori meno lascivi, e meno libertini hanno due, tre, quattro concubine. Chi sa qualche poco di aritmetica pu far il conto degli altri. Lo scrittore fu don Giacomo Herlicher di Coredo ex gesuita57. Io sono persuasissimo, che abbia scritto il vero. Anche qui in Trento vi tal peste. 4 settembre 1781 Li 4 settembre 1781 in data di Vienna 25 agosto, leggo che l'imperatore ai 20 di sera partito verso Pest, e che la di lui incoronazione farassi nell'Ungheria in aperta campagna, alla testa di centomila soldati. Leggo pure ch'egli ha secolarizzato l'abazia di s. Dorotea, coll'assegnazione di quattromila fiorini al moderno abate finch viver, e di cinquecento fiorini a cadauno individuo
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Birtalo. *A pagina 456 del manoscritto. 57 Questo Erlicher morto nel principio del 1787 a Innsprugg.

della medesima; e che la stessa sorte toccher a tre altre abazie. Leggo, che per decreto del medesimo imperatore li giovani cavalieri de' Paesi ereditari austriaci, li quali erano soliti di andar viaggiando in paesi esteri dopo di aver terminato i loro studi, non potranno pi abbandonare la patria innanzi di esser arrivati all'et di ventisette anni. 5 settembre 1781 Ai cinque di settembre 1781 di mattina ritornato a Trento il nostro vescovo Pietro Vigilio. Vedi sopra ai 17 aprile 1781. Il Gran Duca di Toscana Pietro Leopoldo arciduca d'Austria, fratello dell'imperatore, con lettera scritta da Vincenzo degli Alberti, e data in Firenze li dieci agosto 1781, ha insinuato a tutti li suoi sudditi, particolarmente nobili di ambidue i sessi, che aggradir molto la moderazione in quel che riguarda la sontuosit del loro vestiario, e che usino tutti abiti scuri, ed anche neri con la massima semplicit di ornamento, e ci eziandio quando si presenteranno alla sua Corte in occasione di gale. Dice, che conviene assai meglio alla decenza, ed alla propriet il vestito semplice, che l'ornamento caricato, e teatrale. Dice, che non valuter la nobilt dal pi ricco vestito, ma dai sentimenti onorati, dal buon uso delle sostanze, e dalla generosit utilmente diretta. Dice, che former il carattere di ogni individuo guardando la moderazione, o l'eccesso nel vestire, e che di ci si servir nel distribuire le sue beneficenze, e gl'impieghi. Dice, che intorno a ci egli non vuol fare alcuna legge per non costringere la libert delle azioni de' suoi sudditi; ma che confida nel rispetto de' medesimi, e spera che seconderanno le sue paterne cure. Condanna specialmente il lusso delle donne. 7 settembre 1781 Ai sette settembre il nostro vescovo partito per Metodesco58, dove sono venuti anche gli altri Conti di castel Thunn, perch nel medesimo castello vi sono alcuni allettati con male assai cattivo. Poi andato nell'Anaunia. Negli ultimi giorni di agosto diversi temporali accompagnati da grandine hanno danneggiato non poco le campagne dell'Ungheria. Un fulmine ha incendiato sette villaggi, ed un altro ridusse in cenere cento e pi case colla morte di cinque persone. Il principe di Kaunitz cancelliere della Corte di Vienna riceve un'annua pensione di tredicimila fiorini dall'erario privato della morta imperatrice Maria Teresa, oltre l'altra pensione, che tira dalla Cassa pubblica. Gli fu confermata dall'imperatore dopo la di lui fatta soppressione delle pensioni, perch il principe gliene fece instanza. Habenti dabitur etc. Ai cinque di settembre le acque del lago di Garda con sommo impeto, ed instantaneamente si sono alzate pi di tre piedi, e poco dopo sono precipitosamente calate, e ci fecero per otto, o dieci volte di seguito. Il simile da' vicini al medesimo lago non fu veduto se non se nel 1757 quando accadde il gran terremoto di Lisbona. Ai quindici di agosto di quest'anno 1781 verso le ore dicidotto di sera in Lisbona fu sentita una scossa violenta di tremuoto, la quale dur alcuni minuti. L'imperatore da Pest ritornato a Vienna li 29 agosto, e due giorni dopo partito per Mnckendorf, insieme col suo fratello Massimiliano, ed alcuni generali di guerra. In questo mese di settembre 1781 ho veduto la Nota de' regali avuti da S.E. la signora donna Costanza Falconieri, e S. E. il signor don Luigi Braschi Onesti in occasione de' loro gi seguiti sponsali. In Roma, nella stamperia Cracas 1781, in 4 minore, pp. 15. Li regalatori della sposa sono 91 e dello sposo 64, tra' quali si nominano cardinali, arcivescovi, vescovi, prelati minori, marchesi, Conti, prncipi romani, nunzi apostolici ecc. tutti intenzionati di far piacere al zio Papa Pio sesto. 20 settembre 1781 20 settembre 1781 essendo gioved, la sera tardo ritornato da Metodesco a Trento il nostro vescovo Pietro Vigilio. Li 22 sabato nel salone del castello ha ordinato settantadue chierici tra
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*Mezzocorona.

secolari e Regolari. Li 24 luned di nuovo partito per castel Thunn, dove si divertir colla caccia. L'imperatore ai dieci di questo partito per la Moravia. Nell'agosto ai 16 e in Boemmia vi furono de' temporali spaventosi con tuoni, che fecero tremare la terra, e fulmini tanto frequenti, che uno non aspettava l'altro, per cui si appicc il fuoco in quattro, o cinque luoghi della citt di Praga. A Pruhonitz un fulmine ha incenerito diverse case, e gran quantit di pecore, con un diluvio di acqua, che fece temere gli abitanti di restare annegati. A Leutomischel in cinque ore di tempeste cadde molta grandine, e tanta acqua, che seco trasse uomini, e bestiami, riemp tutte le cantine, e mise a nuoto merci, e mobili, port via tre ponti, sei case, diversi granari, ed alberi, oltre a molta gente, e bestiame, cosicch furono ormai trovati pi di dugento cadaveri. In Lisbona il fuoco ha consunto il monistero delle Dame di s. Giovanna, ch'era uno de' pi ricchi del regno, e manteneva ordinariamente pi di trecento Religiose. Anche cinque di esse perirono in tal disgrazia. Ai dieci di settembre verso le ore diciassette in Milano fu sentita una scossa non indifferente di terremoto con non picciolo spavento de' cittadini, ma senza verun danno. Ne' villaggi per contigui allo stesso tempo fu sentito pi gagliardo, e caddero alquanti cammini. A Vailate nella Gera d'Adda fu danneggiata la chiesa principale, a Caravaggio, ed a Triviglio fu sentito ancora pi fortemente. Le acque del Lago Maggiore si sono alzate di molto. Lo stesso pochi giorni prima fecero le acque del Lago di Como. Nello stesso giorno decimo di settembre alle ore dieci, e tre quarti il Lago di Como si ritirato braccia cinque ed oncie nove lasciando alla riva le barche in asciutto, ed altrettante braccia debord sopra l'arena sei volte di seguito. L'acqua de' pozzi, e del Lago fu intorbidita il giorno avanti, e mand dal fondo un'esalazione tanto mofetica [sic], che a certe rive non se ne poteva soffrire la puzza. Nel medesimo d decimo alle ore 17 mattutine fu sentita una scossa di terremoto ondulatorio orizzontale, che dur circa un minuto. Il Gran Duca di Toscana in seguito del suo editto circa il vestiario accennato di sopra, ha ordinato, che le ragazze monacande dal tempo della loro accettazione fino al vestimento facciano uso di un abito di seta, o di altro drappo di un sol colore, liscio, senza ornamenti, e che non portino trine, o gioie. L'imperatore da Turas della Moravia, dove fu a vedere le evoluzioni militari, partito li 18 settembre per la Boemmia per vedere un altro accampamento presso Haupetin ne' contorni di Praga. Per due giorni fece dare doppia paga a' soldati evoluzionisti di Turas. Il medesimo imperatore ha ordinato, che a tutte le stazioni austriache, dove passeranno il Gran Duca, e la Gran Duchessa di Russia istradati per Vienna, Trieste, e l'Italia, siano divertiti con superbi festini, commedie, o fuochi artificiali. In Vienna saranno fatte delle sale per le feste di ballo, che possano capire quindici mila persone. Ai quattro di settembre, giorno destinato alla fiera, la citt di Zwittau nella Moravia, con una parte del sobborgo da un orribile incendio fu ridotta quasi interamente in un mucchio di sassi, non avendo potuto metter in salvo le loro merci esposte nella pubblica piazza li mercanti esteri. 7 ottobre 1781 Ai sette di ottobre 1781 giorno di domenica, di mattina poco dopo le nove, da Roveredo, dove pernott in casa del barone Orazio Picini, arriv a Trento Maria Carlotta Antonia principessa reale di Savoia, sposa di Antonio Clemente Duca di Sassonia, con pi di cento e trenta cavalli, e molte carrozze. Fu complimentata in carrozza nella contrada Larga innanzi al palazzo Thunniano dal nostro vescovo principe, venuto apposta da castel Thunn, corteggiato dai suoi gentiluomini aulici, ed altri nobili. Poi mutati li cavalli di Posta, la medesima principessa continu a dirittura il suo viaggio per Bolgiano. Ella figlia di Vittorio Amedeo re di Sardegna, e Duca di Savoia, nata li 17 gennaio 1764. Lo sposo fratello dell'elettore Duca di Sassonia, e figlio del gi re di Polonia, nato li 27 dicembre 1755. Fu procuratore dello sposo in Savoia il Conte Marcolini. Ai dodici di settembre verso le ore otto di sera per trascuraggine di una putta il sobborgo di Petervaradino detto Mayerhven fu incendiato, ed il fuoco spinto da vento gagliardo consum pi di cento e venti case, oltre a varie stalle, ed aie. L'accampamento della Boemmia, che dovea

durare sino ai trenta di settembre per puro esercizio, fu sciolto ai venticinque attesa la stagione piovosa. In esso un cannonista dell'et di trent'anni perdette tutte e due le braccia. Onde l'imperatore lo regal, gli assegn un vitalizio di venti carentani al giorno, ed un uomo per servirlo. 13 ottobre 1781 13 ottobre 1781, l'estrazione della lotteria trentina di questo giorno fu fatta per quella di Mantova, perch la precedente fu molto svantaggiosa alla lotteria trentina. Ultimamente l'imperatore ha permesso il ritirarsi a tre uffiziali vecchi della sua guardia nobile Alemania, avendo uno servito 51, l'altro 49 ed il terzo 48 anni; ma ha loro accordata la continuazione de' loro stipendi, e conferite insegne dell'Ordine del Merito. Noi poveri Frati dopo molte fatiche speriamo il paradiso. Nella Baviera infierisce una sterminata moltitudine di masnadieri, li quali abitano nelle selve, ed hanno per loro punto di regola il cavare gli occhi a tutti quelli, che offendono, assaltano e svestono. Diconsi originati dall'aver il nuovo Duca dimessi molti di suo servizio. 23 ottobre 1781 23 ottobre 1781 di sera dall'Anaunia ritornato a Trento il nostro vescovo. 24-25 ottobre 1781 24 e 25 ottobre, mercoled e venerd, nel castello di Trento, fu tenuto il concorso generale per le due parrocchie, vacate per mortem, di Ossana e di Condino. Li concorrenti furono cinquantaquattro. Gli esaminatori l'arciprete Premer, l'arciprete Malanotti, l'arciprete Tonioli, l'arciprete Gramola, il piovano Sardagna, il P. Staidel, il nostro P. Bonelli, il P. Fortunato Vincenzio Schlapp Cappuccino, il Provicario, ed il Vicario generali, e forse qualche altro. Nella sera de' 26 si seppe, che furono trascelti per nuovi parrochi don Lionardo Cimonati di Trento per Ossana, e don Giannantonio Giacomoni di Povo, premissario di tal luogo, per Condino, bench quest'ultimo sia stato rifiutato per curato di Storo condinese quando gli fu proposto dalla Curia vescovile. L'imperatore ritornato a Vienna dalla Boemmia li cinque ottobre. 27 ottobre 1781 Li 27 ottobre 1781 dalla cancelleria vescovile di Trento fu scritto agli esaminatori prosinodali, che dal Governo d'Insprugg fu partecipato al vescovo di Trento il decreto dell'imperatore Gioseppe secondo, in cui si comanda, che tutti li vassalli, e sudditi austriaci nelle materie matrimoniali non pi debbano far ricorso a Roma, o alle nunziature apostoliche; ma unicamente a propri arcivescovi, e vescovi, li quali dovranno dispensare iure proprio senza alcuna dipendenza, mediante una moderata tassa da pagarsi alle loro cancellerie. Si comanda ai parrochi, e curati, che non ardiscano di congiungere alcuno in matrimonio con altra dispensa, che con quella del proprio vescovo sotto pena di perdere le rendite de' propri Benefici. Si dice, che vuolsi osservato tal decreto a fronte di qualunque rimostranza, e che si sosterr col mezzo del braccio secolare. Si dice, che Sua Maest lo ha fatto dopo di avere inteso il parere de' vescovi della Provincia, e che troppo importa al bene dello Stato, che li vescovi indipendentemente si servano dell'autorit loro data da Dio, e che gli obblighi da loro incontrati colla Sede pontificia non si devono intendere che salvo iure tertii, e perci salvo iure regio. Il Rev.mo concistoro di Bressanone ha risposto a monsig. Vicario di Trento li 28 ottobre 1781 conchiudendo la sua lettera con: Et dictis, aliisque ponderosis argumentis statuere non hesitavimus, in praesentibus liberam esse episcopis dispensnadi auctoritatem, redireque interim saltem provisionaliter ad epsicopos antiquam dispensandi potestatem, quae in primis ecclesiae saeculis episcopis indubitate competebat, at invalescente tandem consuetudine, et iure mere positivo ad Sedem apostolicam devolvebatur. Vide supra 29 maggio 1781.

Negli ultimi di ottobre e primi di novembre il nostro vescovo principe fu a diporto nella sua villa di s. Massenza presso il Lago di Toblino. Nell'Ungheria il caldo dell'estate fu tanto intenso, che non si pot lavorare la terra se non in tempo di notte, e tutta la neve, che copriva gi da pi di un secolo i monti Carpazi, si dileguata. Il Papa nell'ottobre ha comperato per il suo nipote Conte Luigi Braschi Onesti li beni, che gli exgesuiti possedevano a Tivoli, ed a Villa Madama per la somma di 85.000 scudi romani, che fanno 170.000 fiorini tedeschi. Gli ha dato in oltre il feudo di Nemi acquistato dal marchese Frangipani con un sontuoso baronale palazzo, lago, molini, villaggio ecc., e dicesi che coster molto il riattare e render una comoda abitazione il detto palazzo. Povero Papa, acciecato dall'amore nipotico, specialmente in questi tempi! Le vindemmie di quest'anno furono mediocri, ed in certi luoghi scarse. L'imperatore al corriero, che in 166 ore gli ha portato da Vesaglies la notizia, che la regina sua sorella ha partorito il delfino di Francia Luigi, ha regalato una tabacchiera smaltata con entro 400 ori, ed al sig. segretario d'ambasciata un anello del valore di mille zecchini. Ha soppresso il convento de' Camaldolesi di Maverbach presso Vienna, che dovranno ritirarsi in altri loro conventi. Le rendite del medesimo saranno impiegate per l'erezione di un ospitale de' nati illegittimi, ed il convento sar ridotto in caserme per la cavalleria. In Trento la Compagnia del SS. Sacramento eretta nel Duomo, col consenso de' canonici ha decretato, che pi non siavi discorso all'esposizione, che del medesimo Sacramento si far secondo il solito ne' gioved dell'Avvento, e Quaresima, e ci perch il concorso de' fedeli scarso, e le limosine parimente scarse si ravvisano. Dalle cose gi notate s'impara dove vada il danaro, e se amino li trentini l'udire discorsi spirituali. 17 novembre 1781 Nella sera de' 17 novembre 1781, il nostro vescovo da s. Massenza venuto a Trento, ma nel giorno 18 in cui si celebr la dedicazione della chiesa cattedrale non fu ad uffiziare nella detta chiesa. Detto avendogli il sig. Bellesino, che bramava, che uno de' suoi figliuoli si facesse o prete o frate, gli rispose tosto Frate no. Che buon cuore ha per noi! Si ha per fatto frate agostiniano nel 1793. L'imperatore ha proibito ai suoi sudditi l'andare a Roma nel Collegio germanico, ed ha rivocato a s tutti li Benefici ecclesiastici de' suoi Stati, volendo far di alcuni la nomina esso, altri sopprimerli, ed altri disporli in altri usi. Per altro il detto Collegio teneva due grosse possessioni nella Lombardia austriaca. Il medesimo imperatore ha soppresso il Collegio ungarico di Bologna, ed ha fatto vender subito li di lui beni dal conte Marulli suo Ministro. Per grazia speciale dello stesso imperatore le persone, che aveano perdute le pensioni, le hanno di nuovo ottenute. Nella scorsa estate sono partite dalla Lituania pi di trecento famiglie di ebrei per andare nella Palestina, giacch il Gran Turco loro accorda privilegi grandi. Onde si stabiliranno in Gerusalemme. Di questo si pu dubitare, mancando le conferme. Il nostro vescovo parlando confidentemente col Padre Fulgenzio Meichelbeck di Borgo, Priore degli Agostiniani di Trento, lo ha esortato a darsi ultroneamente alla giurisdizione vescovile; ma il Priore ha ricusato. 24 novembre 1781 24 novembre 1781, sabato, il medesimo vescovo partito da Trento per castel Thunn dell'Anaunia bassa. 25 novembre 1781 L'imperatore ai 25 di novembre, giorno di domenica, dar una festa di ballo nel castello di Schnbrunn a riguardo delle loro altezze imperiali Paolo Petrovitz Gran Duca ereditario di Moscovia, e di Maria Federonowna di lui consorte. Ha fatto distribuire tre mila biglietti d'entrata in tal ballo.

Il medesimo imperatore ai quattro di novembre in Vienna ha festeggiato la memoria di s. Emerico titolare dell'Ordine di s. Stefano, primo re apostolico59. Cos la Gazzetta 47, 19 novembre 1781 di Lugano. Ma con errore perch S. Stefano re d'Ungheria non fu apostolico, ma apostolo dell'Ungheria. Dalla Gazzetta 48, 26 novembre di Lugano si avvisa, che l'imperatore oltre di aver accordato il culto privato ai Protestanti, accorder loro, ed avranno anche il permesso di maritarsi coi cattolici, e che in materia di divorzio saranno giudicati secondo i principi della loro religione. Nella medesima Gazzetta leggo, ch' arrivato a Vienna Milady Darby inglese, e che le di lui nozze pochi anni fa celebrate costarono 350 mila fiorini tedeschi, ed il matrimonio dur soltanto nove mesi. Leggo in oltre, che il re di Napoli ha sequestrato le rendite di tre badie, una delle quali goduta dal cardinale Pasquale Acquaviva napolitano di 25 mila ducali. Un'altra goduta dal cardinale Francesco Caraffa napolitano di sette mila ducati. La terza goduta da monsig. Ferdinando Spinelli napolitano governatore di Roma di tre mila ducati. Sono sul Napolitano, ed ultimamente furono dichiarate di padronato regio, e quindi li frutti loro voglionsi applicare dal re. L'imperatore nel d 21 novembre ritornato Vienna dalla Moravia insieme coi Gran Duchi di Russia. Solennizz ai 25 la festa di s. Catterina vergine martire in grazia di Catterina imperadrice delle Russie, con un ballo, e con altri divertimenti a Schnbrunn. L'arcivescovo elettore di Magonza Federico Carlo barone di Erthal, per rendere la sua universit pi florida, ha soppresso tre conventi, cio la Certosa, il monistero di Alten-Mnster e quello di s. Chiara, ed ha assegnato tutti li loro beni mobili, ed immobili alla detta Universit. L'imperatore ha pubblicato una sua legge, la quale non permette pi in avvenire ai Capitoli canonicali in tempo di sede vacante, che il poter fa ci, che di precisa necessit, solamente per provisionalmente. Li vescovi poi, essendo tutti vassalli dell'imperatore vengono a ottenere un'autorit illimitata, ed il diritto di considerare li Capitoli come loro primi sudditi senza attendere, n ammettere ordini da altre parti. Tal legge consiste in diciannove articoli, ogn'uno de' quali diretto ad abolire qualunque preteso interregno, o correggenza, e stabilisce ai Capitoli una semplice, e precaria amministrazione. Fu pubblicata coll'occasione di una controversia tra il Capitolo di Spira, e quel vescovo principe Augusto Filippo Carlo de' Conti di Limburg-Styrum, eletto 29 maggio 1770 e nato 16 marzo 1721. Il medesimo imperatore li 23 novembre 1781, in Vienna ha fatto consegnare un pennino, o sia gruppo di brillanti di un valore quasi inestimabile alla serenissima principessa Elisabetta di Wirtenberg futura sposa del suo nipote Francesco Giuseppe Carlo principe ereditario di Toscana. Nella sera dello stesso giorno principiarono in Vienna le feste di ballo coll'intervento di tremila persone. In tutte le stazioni austriache, dove si fermarono li due Gran Duchi della Russia furonvi sontuose feste di ballo, cui trovaronsi presenti almeno sette ottocento persone. Sono arrivati a Vienna li 22, e poco dopo il loro arrivo furono condotti al teatro. Si dice, che dopo li 23 dicembre passeranno a Venezia, poi a Ferrara, Loreto, Roma, Napoli, Fiorenza, Genova, Parigi. Nel corrente novembre 1781 l'imperatore ha rinnovato con un suo editto la proibizione gi da lui fatta alla giovent di non sortire dal paese innanzi li 28 anni di et. Fu spedita una circolare in tutti li Circoli della Boemmia, con cui si avvisa, che l'imperatore ha risoluto di accordare ai Protestanti degli Stati suoi ereditari una maggiore tolleranza, che in addietro, e che vuole qualmente tutti gli emigranti spatriati per motivo di religione li quali ritorneranno nel paese, vi debbano essere ricevuti senza il minimo ostacolo. Ha pure pubblicato in Praga una sua risoluzione a favore degli ebrei per renderli pi giovevoli a comun bene dello Stato, ed incivilirli. Vuole, che scrivano i libri, attestati, contratti ecc. nella lingua usitata nella Boemmia, e che dell'ebrea si possino servire soltanto nel loro uffiziare sacro. Vuole, che mandino li loro giovani alle scuole normali cristiane. Vuole, che li cristiani maestri delle normali abbiano libri, che non offendano gli ebrei, e che contengano istruzioni pure e semplici di morale, e de' buoni
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Due sono gli Ordini cavallereschi di s. Stefano, uno pisano, l'altro viennese.

costumi, e che si prescinda dalle cerimonie giudaiche per non offendere li genitori giudei. Dunque Ges Cristo ecc. 14 dicembre 1781 Leggo ai 14 dicembre, che al sig. Bartolommei Vicario minerale in Pergine gi venuto l'ordine cesareo, in virt del quale concedesi agli ebrei, ed agli eretici Protestanti un amplissimo privilegio60 di potersi accasare in tutti li domini austriaci, di aver chiese, e cimiteri pubblici conforme il rito loro, e di potersi ammogliare con cattoliche, e con la libert ai figliuoli di attenersi a quella fede, o setta, che piacer loro. Dicesi, che altrettanto gi da qualche tempo venuto anche al Conte Pio di Wolchenstein capitano di Trento, ed al vescovo nostro. Nel medesimo giorno dopo il Vespro ho accompagnato alla sepoltura in san Pietro il cadavero della signora Teresa Gionga di Trento, morta ieri l'altro. Ella visse soltanto diciassette anni, e sette mesi fa si marit con un signor Ciani mercatante di Trento. Se fosse morta in un monastero quante parole sarebbero stata fatte contra la vita monastica! Simili casi di spose giovani, comode, e fortunate secondo il mondo, come fu la Gionga, occorrono spesso, quantunque io non li noti; ma li mondani sono ciechi. Fu soggetta a dolore di testa, dal quale ultimamente fu aggravata in modo straordinario. Essendole stato aperto il cranio, fu ritrovato il cervello troppo grande, e sproporzionato, cio libre quattro, e due oncie. 16 dicembre 1781 Ai sedici dicembre 1781, dopo il Vespro ho accompagnato alla sepoltura in s. Maria Maggiore il cadavero del nobile sig. Pietro Consolati, figlio del quondam sig. medico Orazio Giuseppe, morto di 38 anni ierid, etico marcio, Se fosse stato frate li mondani avrebbero detto, ch' morto etico, e cos giovane perch fu frate. Nello stesso giorno mi fu detto, che il lotto di Trento tiene cinquantamila fiorini netti di guadagno, oltre le male spese: e che il canonico Giambenedetto barone Gentilotti ha pubblicato manoscritto un suo libercolo di 36 fogli contra il nostro vescovo per il medesimo lotto, ed altre novit trentine. Intesi pure, che il Gran Duca di Toscana Pietro d'Austria ultimamente ha dato ai nostri Padri Riformati un monistero, ch'era de' monaci benedettini. Leggo, che nella sala, in cui l'imperatore ai 25 di novembre ha dato il ballo in maschera fuvvi tanto sfarzo di brillanti, che costarono pi di cinquanta milioni di fiorini, e che furonvi rinfreschi da appagare ogni appetito. Nella sera dei 17 dicembre, giorno di luned, ritornato a Trento il nostro vescovo, venuto da castel Thunn. 22-23 dicembre 1781 22 sabato, e 23 domenica il medesimo vescovo nel castello di Trento ha tenuto Ordinazioni private per secolari, e Regolari non pochi, tutti degli Ordini maggiori61. Della Provincia nostra non vi fu alcuno, perch non seppesi a tempo, che vi fossero tali Ordinazioni. A due nostri tirolesi furono conferiti gli Ordini nel sabato, ed anche nella domenica. In Insprugg presentemente vi una Dieta provinciale, cui per parte del vescovo nostro vi si trova il Conte Alberto degli Alberti vice-cancelliero trentino. Questa Dieta ha offerto all'imperatore una rimostranza per persuaderlo, che il miscuglio da lui permesso degli ebrei, e Protestanti co' cattolici sar pregiudizievole non solamente alla religione cattolica, ma eziandio all'interesse politico: ed inoltre ch' contra tal permissione alla Pace di Westfaglia. Ho inteso da buona mano, che gli Ungheri non vogliono incoronarlo re loro, se non conferma i loro privilegi: che avendo ricercato da un suo confidente, che gli notificasse quello, che di lui vien detto in Vienna, gli fu risposto, ch'egli riguardato piuttosto come un tiranno, che un padre, e che subito egli rispose, esser ci vero adesso, ma che poi far da padre. Ho pur inteso,
Veggasi il Muratori begli Annali d'Italia all'anno 1740, dove parla degli ebrei ammessi sul Napoletano. 61 Nel sabato furono 21.
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che un Conte Strasoldo avendo tolto trenta mila fiorini dalla Cassa, cui presiedeva, con intenzione di poi rimetterveli, e che non potendo rimetterli avendone presi altri dieci mila, si ritir negli Stati del Turco. Avendolo chiesto l'imperatore al Turco, questi disse al Conte, che se si faceva Turco l'avrebbe protetto, altrimenti dovea darlo all'imperatore. Il Conte non volle turchizzarsi, ed essendo nelle forze dell'imperatore, venne marcato in faccia colla forca da una banda e colla rota dall'altra, e condannato in vita ai lavorizi pubblici. Chiese di esser piuttosto privato di vita secretamente; ma l'imperatore gli ha risposto, che vuole la giustizia, e non la morte di alcuno. Ho anche inteso, che il re prusso non vuole, che alcun ebreo ne' suoi Stati abbia sinagoga, e vuole che li vescovi e Regolari sieno interamente soggetti al Papa e li Regolari anche al loro Generale. Ho inteso, che il vescovo e principe di Costanza Massimiliano barone di Roth non vuole la inspezione sopra de' Regolari comandata dall'imperatore. Cos pure il cardinale Giuseppe Pozzobonelli arcivescovo di Milano, e Bartolommeo Olivazzi milanese, vescovo di Pavia. 27 dicembre 1781 27 dicembre 1781, festa di s. Giovanni Evangelista caduta in citt di Trento della neve la prima volta in questo inverno; ma presto spar dove tocc fisso il sole co' suoi raggi: ma non altrove. Ho inteso, che tremila diocesani di Passavia, considerando il favore, che agli ebrei, ed agli eretici Protestanti compartisce Cesare, hanno dimandato anch'essi la libert di coscienza. In Trento fu permesso ad una vedova, restata tale di fresco, il maritarsi presto, avanti il tempo legale, con uno assai giovine. Presto dopo partor, e soffoc il parto nel letto. Nella sera de' 18 dicembre in Vienna l'imperatore in grazia de' principi russi ha dato una magnifica festa di ballo, con una gran cena di ventidue tavole, la prima delle quali ebbe trenta coperte, e le altre tutte dodici. Anche il barone di Bretevil ambasciadore di Francia ha dato loro una simil festa, cui intervenne anche l'Arciduca Massimiliano Gran mastro dell'Ordine teutonico, e coadiutore dell'arcivescovo di Colonia. L'imperatore ha stabilito per legge segnata in Vienna 9 novembre 1781, che qualunque sacerdote Regolare, il quale mediante la dispensa abbandona il suo primo Instituto per incorporarsi nel clero secolare, possa esser capace di ricevere qualsivoglia eredit, a fare altri acquisti per via di donazioni; ma non possa pretender alcun diritto contra quelli, che gi ereditarono avanti, ch'esso si secolarizzasse. Agli 8 di dicembre 1781 fu intimata la soppressione del monistero di Pavia de' Padri Rocchettini lateranesi, li di cui beni consistenti in un milione dall'imperatore furono regalati al pubblico spedale. Dicesi, che la fabbrica del detto monistero servir per formare un nuovo Collegio germanico simile a quello di Roma, ed al gi soppresso di Bologna. L'imperatore non vuole, che risieda pi in Vienna verun ecclesiastico col titolo di nunzio apostolico; ma soltanto una persona laica come ministro del sovrano di Roma, nel temporale. Item che il primo giorno del seguente gennaio tutti li presidenti e consiglieri de' suoi dicasteri d'Insprugg rinunzino i loro uffizi. Ai dieci dicembre Pio sesto Papa ha preconizzato nel Consistoro segreto molti vescovi, cio il vescovo di Montalto, vicegerente di Roma Francescantonio Marcucci dell'Immacolata Concezione62 in patriarca di Costantinopoli. Gedeone Hurkaki vescovo di Prusco, e Turova chiese unite di rito greco Ruteno in Lituania per coadiutore delle metropolitane di Kiovia63, ed Halitz nella Russia dello stesso rito. Francesco de Pierre de Bernis Vicario generale di Alby in vescovo di Apollonia in Macedonia. Pietro Lodovico de la Rochefouchault Vicario generale di Beauwais in vescovo di Saincty nella Guienna. Il Padre Michele di Pamplona missionario apostolico in vescovo di Arequipa nelle Indie Occidentali di Spagna, ed altri di Francia, di Aragona, di Madrid, o sia Spagna, di Polonia.

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Si chiama dell'Immacolata Concezione per effetto della sua divozione. *Kiev.

In Napoli si aspettano li due principi russi viaggiatori, e perci il banchiere Rossi ha ordine di tenere in pronto per loro servizio secento mila ducati. Che spese! Essendo stati li consoli della citt di Trento in corpore a render omaggio a S.A.R. monsig. vescovo, e principe nostro, ed augurargli un felice capo d'anno, furono da lui ricevuti con molta seriet, e poi rispose loro, che reciprocamente augurava loro un buon capo d'anno, e subito soggiunse, che finora gli ha trattati da Padre, ma che in avvenire li tratterebbe da principe, e che esso finirebbe le controversie, e senza pi li licenzi. Poi mand ad avvisare il Duomo, ch'esso non avrebbe uffiziato nella solennit dell'Epifania. Di ci parla tutto Trento, ed in sostanza pi che certo. Nella festa dell'Epifania cant la Messa nel Duomo. ANNO DI GES CRISTO 1782 7 gennaio 1782 Ai sette di gennaio ho ricevuto un foglio col responsorio, che dicesi venire recitato in Roma per li presenti bisogni di santa Chiesa. Cos sta scritto: Responsorio a s. Pietro Apostolo di monsignore Stay64. Si vis patronum quaerere, Si vis potentem vindicem, Quid iam moraris? invoca Apostolorum Principem. O Sancte Coeli Claviger Tu nos precando subleva, Tu redde nobis praemia, Aulae supernae limina. Ut ipse multis poenitens Culparum rigasti lacrymis, Sic nostra tolli poscimus Fletu perenni crimina. O Sancte Coeli Claviger etc. Sicut fuisti ab Angelo Tuis solutus vinculis, Tu nos iniquis erue Tot implicatos nexibus. O Sancte Coeli Claviger. O firma Petra Ecclesiae, Columna flecti nescia, Da robur, et constantiam, Error ne Fidem subruat. O Sancte Coeli Claviger. Romam tuo qui sanguine Olim sacrasti protege, In teque confidentibus Praesta salutem gentibus. O Sancte Coeli Claviger. Tu rem tuere publicam, Qui te colunt Fidelium, Ne lassa sit contagiis, Ne scissa sit discordiis. O Sancte Coeli Claviger.
Benedetto Stay di Ragusa, arciprete, professor pubblico di rettorica, di umanit, e di storia, secretario delle lettere latine, e per Pio sesto secretario de' Brevi ai prncipi.
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Quos hostis antiquos dolos Instruxit in nos destrue, Truces et iras comprime, Ne clade nostra saeviat. O Sancte Coeli Claviger. vel Quos hostis in nos callidus Dolos paravit, destrue, Irasque atroces comprime Ne clade nostra saeviat. Contra furentis impetus In morte vires suffice, Ut et supremo vincere Possimus in certamine. O Sancte Coeli Claviger. Gloria patri,et Filio, et Spiritui Sancto. O Sancte Coeli Claviger. Antiphona Tu es Petrus ovium, Princeps Apostolorum tibi traditae sunt claves regni coelorum Tu es Petrus Et super hanc Petram aedificabo Ecclesiam meam. Oremus Oratio Apostolicis nos, Domine quaesumus, beati Petri Apostoli tui attolle praesidiis: ut quanto fragiliores sumus, tanto eius intercessione validioribus auxiliis foveamur, et iugiter Apostolica defensione muniti, nec succumbamus vitiis, nec opprimamur adversis. Per Christum Dominum nostrum. Amen. Pio Papa sesto concede Indulgenza di cento giorni a chi reciter ogni giorno il soprascritto Responsorio, e Plenaria nel giorno 18 di gennaio, e primo di agosto a chi confessato, e comunicato visiter in que' due giorni o altare o chiesa dedicata al detto Santo"65. Cos l'accennato foglio. Io per farei cos nel principio. "Si quem potentem vindicem, Et advocatum nobilem, Inquiris, ora, et invoca, Apostolorum Principem". 8 gennaio 1782 Gli otto gennaio 1782 dal foglio 2 della Gazzetta monauniana dello stesso giorno ricavo dalla data di Augusta 1 gennaio, che l'imperadrice di Russia ha inviato in dono alla principessa Elisabetta di Wrtenberg futura sposa del primogenito di Toscana, nipote dell'imperatore Giuseppe secondo, centottanta mila rubli in gioie. Dalla data di Vienna 29 dicembre, che il Gran Duca di Russia avendo perduto un anello del valore di circa 40.000 rubli, mentre stava osservando a Simaring l'evoluzioni militari, don due mila rubli a quel uffiziale basso, che lo ritrov, e l'imperatore Gioseppe lo cre subito capitano, e gli assegn un'annua pensione di secento fiorini. Item che il medesimo imperatore ha mandato alla reggenza un biglietto scritto di
San Pio V fece recitare il Salmo 78 Deus venerunt, contra i Turchi ecc. Altri ne' bisogni recitarono il Salmo 108 Deus laudem del sabato al Mattutino.
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suo pugno, con il quale abolisce senza distinzione i conventi delle monache esistenti in tutta la monarchia, eccettuati quelli di santa Elisabetta, e di sant'Orsola, e d la permissione alle monache di vivere nel mondo, dove loro sar assegnata da lui una pensione, o di entrare in quei conventi che non saranno soppressi: quelli per, che sono riservati, non potranno essere aumentati, ed il numero delle monache non potr oltrepassare quello della fondazione. Ai parrochi della Schiavonia e Croazia ha tassato la pensione annua di trecento fiorini per uno, ed ai cappellani loro cento per uno. Nel foglio aggiunto alla menzionata Gazzetta si ritrova ci che qui penso bene di trascrivere interamente; voglio dire: "Legge, ossia invariabile decreto novellamente emanato dall'augustissimo imperadore, e fatto di suo ordine pubblicare in tutti li suoi regni, e provincie rapporto alla cristiana toleranza del differente esercizio di religione. E siccome importa moltissimo che sia ad ognuno resa manifesta una tal legge, si stimato cosa doverosa il qui inserirla per esteso tradotta fedelmente dalla tedesca nell'italiana favella. Vienna. Persuasa sua maest imperiale regia apostolica da una parte del danno, che cagiona la coazione della coscienza, e dall'altra del grande profitto, che risulta per la religione, e per lo Stato da una vera toleranza cristiana, ha graziosamente stabilite e prescritte a chi appartiene le seguenti regole direttrici, per la puntuale ed inalterabile loro osservanza. Primo. Sar permesso agli acattolici, cio alli consorti delle confessioni augustana ed elvetica, come pure ai greci non uniti alla Chiesa romana, ne' luoghi, ove essi si trovino in sufficiente numero, ed ove in proporzione delle loro facolt sar praticabile l'esercizio privato della loro religione da per tutto, e senza abbadare se in passato tale culto vi sia stato mai praticato, o no. Secondo. Con questo esercizio privato di religione non s'intende accordato ai Protestanti, e non uniti di aver campane, e campanili allo loro chiese, o agli oratori, n di farvi tale forma d'ingresso, che dia loro l'apparenza di chiesa: potranno per del resto fabbricarli ove loro piacer e dovranno avere una piena libert nell'esercizio del culto della loro religione, tanto nel recinto di tali chiese, o oratori, che fuori de' medesimi, e presso gli ammalati ovunque questi si trovino. Terzo. Nei luoghi, ove essi Protestanti e non Uniti gi godono una maggiore libert, questa rimarr illesa. Quarto. Accorder sua maest in avvenire senza difficolt, ed ogni volta in via di dispensa a tutti i consorti delle suddette religioni, anche nelle provincie, e nelle citt, ove per motivo della loro religione finora non erano abilitati, il diritto di possedere l'incolato, la cittadinanza, la maestria, gli onori accademici, ed impieghi civili. Quinto. Non saranno essi mai astretti ad altra formola di giuramento, se non a quella, ch' conforme ai principi della loro religione, n obbligati ad intervenire alle processioni, o funzioni della religione dominante, quando gli medesimi non volessero assistervi. Sesto. Nelle elezioni e concessioni d'impieghi non si avr alcun riguardo alla diversit della religione, ma come nello stato militare praticato con molto frutto, e senza il minimo inconveniente, si prender unicamente in considerazione l'onoratezza, l'abilit, e la cristiana e morale condotta de' concorrenti. Questa sovrana determinazione gi stata intimata a tutti i dicasteri, offizi de' Circoli, alle universit, ai dinasti e magistrati per la dovuta immancabile osservanza, coll'ordine d'invigilare, che venga puntualmente eseguita. La stessa determinazione stata rimessa da sua maest alle cancellerie d'Ungheria, e della Transilvania, al Consiglio aulico di guerra rispetto a tutto lo stato militare ed ai distretti confinari da esso dipendenti: cos pure a' due dipartimenti de' Paesi Bassi d'Italia, senza pregiudizio per de' maggiori diritti gi spettanti nell'Ungheria, e nella Transilvania ai Protestanti in virt della Costituzione del Paese, ed agli non Uniti in forza de' privilegi rispetto all'esercizio pubblico di religione". Cos l'accennato Foglio monauniano trentino uscito dalla stamperia vescovile con licenza de' superiori. Oh Dio! 0h Dio! oh Dio! Sino dal giorno tredicesimo dello scorso novembre nella casa del sig. Giacomo Mendini della pieve di Sanzeno dell'Anaunia vi si vede un ferro tagliente con manico, il quale ha per s un regolato moto senza l'aiuto di alcuna causa estrinseca, il quale moto a tutti visibile anche in distanza di alcuni passi. Fu levato dal quel luogo per evitare il concorso de' curiosi, e cos pi non si muove posto altrove. Continua eziandio in questo giorno 8 di gennaio quantunque sia

stato levato dal suo primo luogo, e posto in un altro. Diverse persone della detta valle sono andate a vedere un tal portento, che fu descritto nel detto Foglio. In altro Foglio leggo, che in Vienna nella sera dei nove dicembre, giorno di domenica, nella sala del ridotto66 furono contate pi di tremila e cinquecento maschere, e che vi fu festa di ballo dopo il teatro coll'intervento de' principi di Russia, e di Wrtenberg. Item che nella sera degli undici dicembre vi fu festa di ballo nella Corte cesarea di Vienna coll'intervento di cinque maschere vestite alla strasburghese, alla tartara, all'eroica, all'ungarese, ed alla marinaresca. L'imperatore ha creato Conte il barone di Fuschs con li di lui discendenti per incoraggiarlo a commerziare. In Fiorenza gli ultimi di dicembre fu osservata una nuova cometa ensiforme67, la quale da parecchi si crede uno de' satelliti di Giove. Fu veduta nella sera circa le ore nove. Ad occhio nudo sembra una stella della terza grandezza, e molto accesa. Fu guardata eziandio da me alla predetta ora sopra Ravina. 10 gennaio 1782 Ai 10 gennaio dopo il mezzod caduta in Trento della neve per la seconda volta, cui nella mattina seguente succedette della pioggia. Il cardinale Vicario Marcantonio Colonna ha ordinato, che dal primo giorno di quest'anno 1782 sino ad altro nuovo ordine in tutte le Messe, che si celebreranno in Roma nelle patriarcali, collegiali, ed altre chiese, in luogo della colletta ad petendam serenitatem si dica l'orazione Deus refugium, e che li Religiosi dell'uno e dell'altro sesso, ed altre persone pie preghino Sua Divina Maest secondo la pia mente di Sua Beatitudine Papa Pio sesto. Li predicatori destinati dal nostro vescovo per la prossima Quaresima sono i seguenti: Aldeno, Garniga, e Cimone festivo don Francesco Antonio Fenici ministro del seminario vescovile. Arsio, e Castelfondo, Bartolommeo Menghini di Arsio. Banale, Giovanni Niccolini di Prasio. Blegio, o S. Croce, Antonio Picinini di Levico, che mor in Levico per mal di petto nel 1788 circa i primi d'agosto. Calavino, Pietro Pedrini curato di Padergnone. Cavedine, Giambattista Ioriati di Pinedo. Cembra, il P. Vincenzio Maccani di Cles Minore Conventuale. Civezzano, e Cognola festivo, Giambattista Maistrelli. Condino, Luca Ravelli curato di Breguzzo. Corredo, e Smarano, Pietro Sicher cappellano di Corredo. Denno, e Flavone Giacomo Telch curato di Lisignago. Gardumo, o s. Felice, Niccol Oradini di Ledro. Livo, Giambattista Gilli cappellano di Rev. Lizzana, ed Isera festivo, Giambattista Festi di Roveredo. Maleto, Antonio Zecchini di Ledro. S. Michele festivo, Giacomo Covi di Fondo. Mori, Michele Cortellini da Valdisole. Nago, Pietro Tamburini di Arco. Ossana, Vincenzo Maccani di Cles. Povo, Villazzano, e mattarello festivo, Francesco Antonio Claus di Trento. Rendena, Giuseppe Sizzo cappellano di Maleto e fratello del piovano di Rendena. Rev, e Clotz, Filippo Chiusole da Chiusole. Sarnonico, Fondo, e Romeno, Francesco Botto di Genova exgesuita. Spor, e Vigo Giambattista dal R cappellano di Torri68. Tassullo, Giannantonio Largaioli curato di Bolentina.
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*Edificio o complesso di edifici adibiti a conversazioni, gioco o altre manifestazioni... *a forma di spada. 68 *Torra.

Taio, e Torri, Antonio Conte de' Melchiori di Trento. Terlago, e Baselga, Vincenbzo Cortelletti. Tignale, Giovanni Malossini curato di Saone. Tione, Mattia Eller curato di Verv. Valdibono, Gio. Battista Santi di Ledro. Valdiledro, Antonio Gazzoletti di Nago. Villa Lagarina, Antonio Voltolini di Trento. Volano, e Besenello, Antonio Levri curato ai Ragoli. S. Zeno, e Dambel, Giambattista Dorna di Rendena il vecchio. Nel seminario vescovile di Trento continuano li professori, maestri ed uffiziali dell'anno scorso, eccettuato il solo Padre Francesco Steidel Conventuale, di s. Francesco, che ha rinunziato la sua cattedra di sacra Scrittura, e cos vaca69 tal cattedra. 17 gennaio 1782 Li diciassette gennaio caduta in Trento la neve per la terza volta in questo inverno. 18 gennaio 1782 Li 18 venerd, molti trentini in sedici calessi sono andati a Sacco di Lagaro70 per vedere l'opera teatrale, che fanno alcuni signori saccardi colle loro signore. E cos hanno continuato poco pi, o poco meno. Nella sera dei 30 dicembre (1781) giorno di domenica il Conte d'Anguillar ambasciatore di Spagna in Vienna ha dato una gran festa di ballo, che dur dalle otto di sera sino alle sei della mattina seguente. Intervenne alla medesima anche l'Arciduca Massimiliano Saverio coadiutore dell'arcivescovo di Colonia, e del vescovo di Munster, e Gran Maestro dell'Ordine Teutonico, insieme col Duca non cattolico di Wirtenberg, e coi ciamberlani scismatici di Russia ecc. Su la mezzanotte diede loro una gran cena di dugento coperti. L'imperatrice delle Russie ha scritto di proprio pugno una lettera al Papa per annunziarli l'arrivo de' suoi figliuoli a Roma. La principessa Elisabetta di Wirtenberg sta in un monistero di Vienna per essere instruita nella religione cattolica, che poi professer per diventare sposa del principe Francesco Giuseppe primogenito del Gran Duca di Toscana Pietro Leopoldo Arciduca d'Austria, fratello di Gioseppe II imperatore. Il re di Prussia Federico II ha conceduto al principe Federico di Wirtenberg proprietario di un reggimento prussiano con tanto malgarbo l'andare a Vienna, che la di lui madre dal dolore cadde indisposta. Li 21 dicembre dello scorso anno 1781 in Presburgo capitale dell'Ungheria fu solennemente pubblicato il sistema cesareo intorno alla tolleranza delle tre religioni accattoliche, cio l'Augustana, Elevetica, e Disunita in tutto il regno ungarico, e nelle provincie annesse. Dicesi, che sua maest cattolica ha fatto notificare ad alcuni dicasteri de' suoi Stati, specialmente nella Boemia, che tutti quegli Ordini regolari, li quali si occupano soltanto nella vita contemplativa, e nella pura salmodia, e non sono utili alla societ, vengono aboliti. Che ai Capitoli de' Regolari sussistenti assister un rappresentante vescovile, cui dovr esser mostrata ogni cosa risguardante la religione, la disciplina, e l'economia. 24 gennaio 1782 24 gennaio, gioved, dal vescovo nostro fu mandato a Roveredo il sig. don Simon Carlo vice cancelliero Bertinalli per intimare alle monache nostre di s. Carlo, ed alle Carmelitane Teresine la loro totale soppressione ordinata dall'imperatore, e mandatagli con una premurosa staffetta. Ma non tenendo alcun avviso previo intorno a ci il capitano del Circolo Trentinaglia, non fu eseguita la commissione in forma, bens notificata come imminente. Tal notizia fece un grande,
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* vacante. Vallagarina.

e universale bisbiglio anche qui in Trento, e tutti mostrarono di disapprovare una cos fatta novit Leggo in data dei 20 gennaio, che a Clagenfurt nella Carintia fu pubblicato l'editto cesareo de' 4 dicembre 1781 il quale richiama tutti que' sudditi, che a motivo della religione se n'erano fuggiti. Leggo pure, che l'incoronazione boemica dell'imperatore dicesi fissata per il prossimo maggio avanti dell'Ungheria71. Che presso Brusselles s' cominciata la fabbrica di un castello, che servir di residenza reale per la stagione estiva. Li principi russi sono arrivati a Venezia li 18 gennaio, e subito sono andati al casino de' Filarmonici, e poi al teatro. 31 gennaio 1782 Nella notte del d 31 gennaio caduta in Trento la neve per la quarta volta, non essendo ancora svanita tutta la terza. In Trento dopo la domenica di settuagesima, cio dopo li 27 gennaio sono state dispensate le maschere diaboliche. Li quattro di gennaio sono partiti da Vienna per Trieste e Venezia li due principi russi, accompagnati fino a Neustadt dall'imperatore, e dall'Arciduca Massimiliano. Siccome vanno col nome di Conti del Nord, cos appellansi ospiti incogniti. Il Papa ha conferito una dignit di Spagna, che frutta la pensione annua di 1.500 scudi al cardinale Innocenzio de' Conti Romano, naturalizzato spagnuolo da sua maest cattolica Carlo terzo. Fu creato vescovo di Caserta dal re di Napoli il Padre Pignatelli exgenerale de' Cherici Regolari Teatini, attesa la morte seguita pi mesi avanti di don Niccolao Filomarino vescovo casertino, e monaco Celestino. Li suddetti Conti del Nord hanno regalato la servit della Corte di Vienna con mille e cinquecento zecchini, e cinquecento alla gente di stalla: ad altri cortigiani poi tabacchiere, orologi, ed anelli preziosi. L'ambasciatore spagnuolo in Vienna li sei di gennaio, domenica, e festa dell'Epifania, ha dato una seconda festa profana pi splendida della prima, essendosi contati in essa trecento e trenta coperti. L'imperatore ha confermato li privilegi degli ebrei di Trieste, e gli ha abilitati a coprire delle cariche di deputati, ed assessori del Corpo mercantile. Nella Gazzetta di Lugano num. 3, 21 gennaio 1782, leggo questa data: "Innspruck 27 dicembre. Le reverende monache della religione contemplativa di s. Chiara in Roveredo hanno qui mandata a questo eccelso Governo una nota, con la quale lo pregano d'inoltrare a sua maest cesarea la loro volontaria risoluzione di essere pronte, quando ci piaccia all'augusto sovrano, ad aprire scuola per l'ammaestramento della giovent, e rendersi in tal maniera pi benemerite, e pi utili allo Stato, ed alla umanit, che con le sole loro orazioni". Nella medesima Gazzetta leggesi quest'altra data: "Guastalla 26 dicembre. Gioved 13 del corrente alle ore sei della mattina pass agli eterni riposi per replicato colpo d'apoplesia il Padre Lorenzo da Zibello Cappuccino in et d'anni 86, di Religione 65, il quale per il corso di cinquantatre anni, che pass in questo convento de' Cappuccini, si meritata la stima e l'affetto non solo di questa citt, e luoghi vicini, ma anche in lontane parti, e presso li personaggi pi riguardevoli, non tanto per le sue esimie virt, che l'adornavano, quanto per li benefici da Dio impetrati a vantaggio s spirituale, che temporale, massime a pro degl'infermi, col mezzo delle sue orazioni, cos che veniva comunemente preconizzato il Santo. In attestato del concetto che questa citt nutriva per il suddetto Religioso, ha ordinato a sue spese i pubblici funerali con apparato, quantit di cerei, e magnifico catafalco, coll'esposizione del cadavere per due giorni continui, il quale attesa l'affluenza del popolo ivi concorso per ottenere qualche memoria del defunto, per ben quattro volte stato rivestito, ed in seguito rinchiuso in cassa foderata di piombo, e seppellito in luogo separato, con rogito, et intervento del governatore, e deputati della citt. In questo frattempo si sono ottenute da Dio non poche grazie dai concorrenti, affidati alla
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N l'una, n l'altra incoronazione ancora seguita in quest'anno 1784, 1790.

intercessione del Religioso defunto". Cos la Gazzetta opportunamente al tempo, che corre, e che riprova la vita religiosa, e contemplativa, ed anche la Cappuccina. Dalla stamperia del sig. Giambattista Briolo in Torino uscita alla luce l'Annotazione sopra l'umanit del secolo XVIII dell'abbate Giambattista Conte Roberti 1781, in 8. Nella sagristia del Duomo di Trento un canonico parlando della soppressione ordinata delle monache, ha detto pubblicamente, ch'esso non permetterebbe ad alcuna donna il fare voto di castit. Ma tutti gi sanno il perch egli abbia un tale sentimento. F.A.F. Alberti de Poia. La suddetta data di Lugano risguardante le monache trovasi anche nella Gazzetta di Vienna, ed in quella di Fiorenza. Fu posta in quella di Vienna ad instanza del sig. Bettini dimorante in Vienna, fratello della moderna abbadessa di s. Carlo in Roveredo, e roveretano. 31 gennaio 1782 31 gennaio, gioved sera, il sig. Trentinaglia capitano Circolare ha notificato alle monache suddette di s. Carlo la loro soppressione totale, e nella seguente mattina del primo febbraio entrato nel monistero col capitano Tacchi di Roveredo, e con un notaio, ed ha fatto l'inventario di tutto, standovi dentro dalle otto di mattina sino alle tre di sera, vale a dire sette ore continue. Ha loro assegnato cinque mesi da poter stare nel detto monistero con mezzo fiorino al giorno per testa. Alla novizza poi, che ha vestito l'abito gi cinque mesi, ha promesso di lasciarla starvi quattro settimane, e di darle poi cento e cinquanta fiorini di regalo per una volta sola. Saranno soppresse anche le Teresine di Roveredo, le Agostiniane di Sacco, e le Servite di Arco. Oh Dio! oh Dio! non posso dir altro72. La nuova legge di Gioseppe secondo soppressiva de' Regolari, tradotta dal tedesco, questa: "Il riflesso, che la sussistenza di quegli Ordini claustrali d'amendue i sessi, che menano vita contemplativa, nulla contribuisce a vantaggio del prossimo, e societ civile, mi ha mosso di fissare da questo punto la soppressione di quegli Ordini Regolari d'amendue, che non fanno scuola, n servono agli infermi, n predicano, n ascoltano confessioni, n si applicano, o producono in qualche guisa in istudi utili. Fra questi Ordini intendo compresi tutti li Certosini, Camaldolesi Eremiti, e del sesso feminino quelli di Carmelitane, Clarisse, Cappuccine, e simili, che non educano giovent, non fanno scuola, e non servono agl'infermi. Ho rilassato gli miei ordini alla cancelleria di Boemia, che li tribunali delle rispettive provincie per mezzo de' commissari prendano in nota li monasteri colle loro rendite, ed averi, o sia facolt, come segu con quelli de' Gesuiti, che fissino agl'individui una pensione, che lascino loro la libert o di andare nei conventi della loro Religione senza pensione fuori di Stato, qualor siano pochi, o di chiedere al loro diocesano la dispensa de' voti per secolarizzarsi, o passare ad altro Ordine. Ho parimente incaricato essa cancelleria di presentarmi il suo progetto intorno il modo dell'esecuzione, ed il riscontro delle entrate per poterle quindi impiegare in maggiori utilit unicamente a vantaggio della Religione, e profitto del prossimo. Intendo nel tempo stesso fare noto quest'ordine al Consiglio camerale aulico, acciocch mi faccia presente se siavi il bisogno d'impiegarle nei rispettivi distretti, ed essendovi, mi esponga la maniera di effettuarlo; che venga ordinato ai Regolari, che nella festa della Porzioncola non espongano pi la solita tavoletta colle parole Toties quoties: e che instruiscano a dovere li penitenti ne' confessionali intorno a questa Indulgenza, ma eziandio riguardo ai Terziari, alle Confraternite de' Cordigeri, del Cuor di Ges, e simili, alle generali assoluzioni, comunioni, benedizioni Papali. Sar carico dei vescovi diocesani d'invigilare sull'esatta osservanza, assicurandoli, che in caso di renitenza, avranno l'assistenza, ed il braccio de' tribunali laici, e dare quindi riscontro del risultato, e degli ordini su di ci rilassati". Cos la copia ricevuta da me li 29 gennaio 1782 scritta a penna. Ella concorda con la pubblicata in Milano, e riprodotta in data di Milano 26 gennaio nella Gazzetta veneta intitolata Notizie dal mondo num. 9, mercord 30 gennaro 1782, poich alla pag. 69 dice cos: "La considerazione di quegli ordini de' Religiosi di ambedue i sessi, i quali fanno solamente la vita contemplativa, e per conseguenza non contribuiscono apparentemente al bene del prossimo ed al bene del pubblico, ha dato a noi occasione di determinare l'abolizione in tutti
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Le Teresine sono tramutate in Anglicane. Le saccarde soppresse nel 1784.

i nostri Stati delle Religioni dell'uno, e dell'altro sesso, le quali non tengono scuola, non predicano, non confessano, e non servono agli ammalati, n si distinguono nello studio. Noi intendiamo sotto queste Religioni i Certosini, i Camaldolesi, gli Eremiti, ed altri Ordini, come pure del sesso femminile, delle Carmelitane, Chiarine, Cappuccine ecc., e di pi quelle, che non tengono scuola, e non servono le ammalate. Abbiamo perci data la nostra suprema risoluzione alla cancelleria austriaca, Boema ecc. poich sia preso il possesso dello loro entrate, e poderi, come avvenne co' Gesuiti, perch a' rispettivi individui sia data la pensione, o sia in loro arbitrio, se essi non sono in gran numero, di potersi trasportare fuori dello Stato nostro in qualunque monastero della loro ancora esistente Religione, ma senza pensione; o di fare istanza presso i rispettivi loro vescovi per essere assoluti, e dispensati dai voti religiosi per unirsi al secolo, o per subentrare i qualche altra Religione. Abbiamo ricercato dalla cancelleria il suo parere per il metodo dell'esecuzione, come pure di conservare a noi l'esatta nota delle entrate per applicarle in aumento della cattolica religione. Vogliamo pure, che la nostra camera aulica dia a noi contezza se ne' distretti militari a noi soggetti sia applicabile la nostra risoluzione, nel qual caso si dia a noi ragguaglio per il metodo dell'esecuzione. Noi vogliamo altres, che si diano gli ordini opportuni espressamente ai Frati di non esporre pi nella festa della Madonna degli Angeli, festa della Porzioncola la tabella delle parole toties quoties, e che i medesimi spieghino nel confessionario ai penitenti il vero senso di quell'Indulgenza, come pure presso la Religione de' Terziari l'abuso della Confraternita della Cintura, e del Sacro Cuore di Ges, e delle altre simili Confraternite, non meno che l'abuso delle assoluzioni, delle Comunioni generali, e delle benedizioni Papali. I vescovi saranno incaricati dell'esatta osservanza de' nostri ordini, e nel caso, che trovassero resistenza, potranno assicurarsi dell'assistenza de' nostri rispettivi ordini, e saranno altres obbligati all'esecuzione, ed a pubblicare ci, che fu da noi comandato". Cos la Gazzetta veneta: in cui v'ha pure il principio di una lettera circolare scritta da Leopoldo ab Hay vescovo di Koniggratz in Boemia al clero secolare, e Regolare, perch sia eseguito puntualmente il nuovo sistema di tolleranza ordinato dall'imperatore rapporto ai Protestanti della confessione augustana, ed elvetica. V'ha pure, che dopo di essere stata permessa dall'imperatore in Boemia, ed in altri luoghi, la libert di Religione, molti sudditi, li quali credevansi d'altra Religione, sonosi appalesati per Protestanti. Io temo, che altrettanto succeder eziandio in questi nostri paesi. Di fatto pochi giorni fa una persona ha detto ai suoi domestici: L'ho pur detto, che la nostra Religione non certa. L'imperatore finalmente la ha scoperta. Cos disse quello. 5 febbraio 1782 Ai cinque di febbraio caduta in Trento la quinta neve di quest'anno. Non mai per alta. Li prncipi del Nord sono stati in Venezia da' 18 di gennaio sino ai 25, poi sono andati a Padova. Negli ultimi giorni di gennaio nell'Austria fu intimata la soppressione ai Padri Camaldolesi di Calemberg, ed ai Padri Certosini di Maurbach, e di Gaumingen. Furono pure spedite staffette perch siano soppresse in tutti li domini dell'imperatore le monache Clarisse, Cappuccine ecc., che non attendono all'educazione delle giovinette, e che perci come dice la Gazzetta trentina, sono oziose. In oltre fu intimato a tutti gli eremiti, che nello spazio di quattordici giorni depongano il sacro abito. Nell'Ungheria stato pubblicato un editto cesareo risguardante la cristiana tolleranza, in cui si ordina, che rimangano ai Protestanti le chiese filiali, che attualmente esistono, e che non possano esser loro tolte. Che si possa predicare in quelle chiese. Che li Protestanti e greci non Uniti possano anche ne' feudi de' nobili, e magnati visitare le case di orazione, e fare il loro servizio divino come si usa nell'esercizio privato di Religione. Che li vescovi cattolici in occasione delle loro visite canoniche non abbiano da esaminare, come costumavano, li parrochi protestanti circa l'amministrazione del Battesimo; ma ci appartenga ai rispettivi soprantendenti. Che li soprantendenti possano tenere un Sinodo, cui intervengano due commissari uno cattolico e l'altro luterano. Che nessuno possa essere castigato n con pena corporale, n in danaro per motivo di Religione, qualora non disturbi la pubblica quiete, e le leggi civili. Che li cattolici non biasimino, e rimproverino li Protestanti, e viceversa; e che nelle loro suppliche tolgano di mezzo tutte le espressioni ironiche ecc. ecc.

La soppressione del monistero suddetto di s. Carlo segu in questa forma. Il giorno primo di febbraio entrarono in esso tre commissari austriaci, cio il Trentinaglia capitano circolare in Roveredo, il capitano militare Francesco Tacchi, ed il notaio Battisti roveretani. Intimarono subito nel refettorio a tutte le monache chiamatevi il decreto della soppressione dicendo tre volte il Trentinaglia con voce sonora e con un colpo forte su la tavola: D'ordine del sovrano questo monastero soppresso. Non vi pi Provinciale, n Badessa. Poi diedero il giuramento tacto pectore alla Madre Badessa, ed alle discrete di non nascondere niente. Visitarono tutte le celle, la cucina, la dispensa, la caneva, la sagristia, notando tutto all'ingrosso, e cos pure stimandolo. Ma non entrarono altro che nella cella della Badessa, perch restarono ammirati della somma povert della medesima. Ritornati nel refettorio stesero il decreto della soppressione con queste clausole: 1. Che dentro a cinque mesi debbano partire le monache fuori del monastero. 2. Che andando al secolo non si sa se avranno pensione: e cos andando fuori di Stato, o sul Trentino. 3. Che andando in monasteri di altra religione avranno fiorini 150 di annua pensione. 4. Che andando in un altro monastero, e facendo comunella da loro posta, avranno un direttore ecclesiastico per loro governo spirituale, e temporale. 5. Che ottenute le legittime dispense da chi si deve, non saranno pi tenute al voto di clausura. 6. Che le mobilie di loro uso potranno tenerle. 7. Che possano finch restano in s. Carlo consumare il bisogno di legna, e servirsi de' medicinali per le inferme. 8. Che la biancheria profana del monastero sia divisa un poco per ciascheduna, bench fosse pochissima. 9. Che il danaro, li capitaletti, e li donativi fatti da persone divote, e graziate alla venerabil Madre Giovanna Maria della Croce andranno quibus de iure. 10: Che il monastero di s. Carlo in avvenire si chiamer Casa di s. Carlo. 11. Che le monache andando in paese lontano avranno pagate le spese del viaggio. 12. Che la novizza suor Petronilla Prezza di Lizzana debba partire entro quattro settimane, e che le saranno dati 150 fiorini. Le monache diedero al commissario Tentinaglia quando intim loro la soppressione questa risposta in iscritto: "Non potendo noi povere monache per il sommo dolore rispondere a viva voce, ci esprimiamo in questa carta. 1. Che riceviamo con tutto il rispetto l'ordine sovrano. 2. Che noi non possiamo dimandare dispensa dal voto fatto volentieri a Dio della clausura. 3. Che se il sovrano comanda di andar fuori, noi obbediremo. 4. Ma se possibile, genuflesse lagrimanti supplichiamo di poter restare qui dentro per questo poco di tempo, che Iddio ci dar di vita, od almeno fin a tanto, che per mezzo de' nostri parenti, e benefattori possiamo ritrovare un congruo alloggio al nostro sesso, e condizione. 5. Che resteremo qui come donne secolari senza coro, senza clausura, senza nessuna forma pubblica Regolare. 6. Che chi vorr partire, sar sempre in libert a suo piacimento. 7. Che preghiamo di lasciarci da vestire, ed in seguito di contribuirci da vivere, e poi si prendano pure tutto, che noi consegniamo, e sacrifichiamo tutto per amore di Dio. Umilissima obbligatissima ossequiosissima serva, ed oratrice La povera abbadessa colle sue addoloratissime Religiose". Cos la carta. 4-5 febbraio 1782 Nei giorni poi 4 e 5 febbraio li commissari entrarono di nuovo nel monistero, e proseguirono l'inventario della sagristia, della cucina e delle altre officine, notando casse, cadreghe, scabelli, tavolini, lavamani, orologi, quadri, calici camici, pianette, paramenta, mostranza73, panno da vestiario, medicinali, ed ogni altro mobile. Poi nella casetta del gastaldo notarono quanto vi era di ragione del monistero. Cos pure nel confessionale notarono li tavolini, le cadreghe, gli scabelli, lavamani, avelli, Santi, stramazzo, coperte, candellieri, in somma notarono e inventariarono tutte le cose mobili del monistero, avendo seco schlosseri74, tisleri75, ed altri periti per valutare ogni cosa. Finalmente si fecero dare i libri degli stabili, capitali, crediti, e debiti cogl'instrumenti corrispondenti. Trovarono ogni cosa ottimamente ordinata, e restarono di ci molto ammirati. Passando li commissari presso la cella della Venerabile Madre Giovanna Maria disse il Trentinaglia, ch'era la cella della Superiora, e quindi non entr punto in essa.
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*Ostensorio per l'adorazione del Santissimo Sacramento. *Fabbri ferrai. 75 *Falegnami.

Restarono pure edificati, che le monache furono pronte nel mostrar tutto, anche ci che non veniva loro chiesto, cosicch pi volte il Trentinaglia disse loro, che non manifestassero se non se quanto loro veniva dimandato. Il medesimo signore viet loro l'andar in coro la notte a dire il Mattutino, e quindi lo dicono nel coro la sera. Seguitano pur a dir in coro il restante dell'officio, e ricevono li sagramenti dal Padre Fortunato di Trento nostro Frate loro ultimo confessore creato li 23 dicembre 1781, per la subitanea partenza verso Napoli del padre Francesco Borgia Zucchelli di Riva. In quelle sere calamitose furonvi degli uomini intorno al monastero a tendere, che non fosse portata via cosa alcuna, ed hanno assaltato alcuni sospettando, che portassero via roba. Noi Frati non abbiamo preso alcuna loro cosa. Circa l'abito delle monache quando saranno uscite di s. Carlo il Trentinaglia ha risposto, che il visibile dovr essere uniforme al luogo, dove andranno. In voce ha detto loro il sig. Trentinaglia, che faranno cosa grata all'imperatore uscendo dal monistero entro due mesi. Nello stesso tempo in Roveredo succeduto il fallimento del gran negozio de' signori Sicheri norimberghesi luterani, da molti anni domiciliati in Roveredo. Nella medesima citt si tratta di erigere un sontuoso teatro, e gi sono stati esibiti per ci diecimila fiorini da' roveretani. Continuano li signori trentini ad andare in molto numero a Roveredo, e Sacco per divertirsi all'opera teatrale, con loro molta spesa. Anche qui in Trento fanno continuamente maschere, e festini, e schiamazzi di giorno e di notte. Per lo contrario in Povo regnano febbri mortali, e maligne in molte case. Leggo, che in Madrid capitale della Spagna dal primo giorno di dicembre del 1780 sino a gli ultimi di novembre del 1781 sonosi celebrati matrimoni 1.599 e che quindi furono 80 pi che nell'anno antecedente. Leggo pure, che ivi sono nate 4.842 creature ragionevoli, delle quali 836 sono entrate nella casa Pia dell'Inclusa. Le prime 4.842 furono 27 meno dell'anno scorso; e le seconde 836 furono 132 pi di quelle dello stesso anno scorso. Ivi sono morte 1.739 persone nelle parrocchie; ne' tre spedali poi generali della Passione e di s. Giovanni di Dio 4.363 e cos 98 meno che nel 1780. Fra' morti per non si contano li bambini, e le comunit Regolari. Il re di Francia ha accordato un assegnamento annuo di tre mila doppie a don Simone de Las Casas suo ministro plenipotenziario alla Corte reale di Berlino. Leggo pure, che Carlo Gerin (Garain) di Betschart svizzero soldato spagnuolo nell'assedio del forte di s. Filippo nell'Isola di Minorica li 27 dicembre 1781 fu ammazzato dai nemici sanfilippesi, e che dopo morto fu scoperto essere una ragazza di 18 in 20 anni. Serv la milizia un anno, con valore, e costanza delle fatiche, e nei rischi incontrati nel piantare le batterie, e fu di una modestia singolarissima. Ricevette prima li santissimi Sacramenti, fu riconosciuta da' professori vergine intatta, e seppellita con grandi onori. Fu figlia di Pietro e Carlotta Willic di s. Geragn nella repubblica del Vallese. Visse anni 17 e milit... L'imperatore tra gli altri ricchissimi regali, che ha fatto alla Gran Duchessa di Moscovia uno fu un tavolino di argento lavorato a mosaico, e guarnito di pietre preziose, come pure una toelete da viaggio in oro. Ha pubblicato un nuovo sistema delle reclute militari, nel quale si contiene tra pi altre cose, che se alcuno vorr entrare in un Ordine religioso, il convento, che lo ricever dovr pagare 200 fiorini alla cassa delle reclute. Item che se un soldato o per eredit, o per compera, o per matrimonio arriver al possesso di un negozio civile, o economico, sar congedato, ed il padrone della terra sar obbligato a dare un altro uomo. Che l'et di ogni soldato sar tra gli anni 17 e li 40 eccettuati li mulattieri, che potranno arrivare ai cinquanta. Che non saranno ammessi alla milizia gli'infami, ed i rei di enormi delitti. Che li padroni delle terre non potranno dar uomini forastieri alla milizia, ma dovranno dare della gente propria. Che li forastieri giranti senza passaporto saranno consegnati al militare come reclute. Leggo inoltre, che gli ebrei forastieri non saranno pi obbligati di pagare un fiorini passando per le citt dell'Austria. Item, che l'imperadrice russa Catterina II ha creato in Roma suo agente, e console generale il sig. Gaspare Santini, ch'era l suo banchiere: cosa insolita. Item, che a Benevento furono sentite alcune forti scosse di terremoto, con danno di chiese, e palazzi. Item, che dal Papa PioVI stato destinato ponente della causa di beatificazione del Padre Francesco da Bergamo

Cappuccino il cardinale Scipione Borghese. Fece fare li processi in Roma per il medesimo Padre il Papa Urbano ottavo. In Trento si fanno continuamente maschere con abiti anche sfarzosi, e dispendiosi. Vi sono due pubblici ridotti. Chi vuol entrare nel pi civile dee pagare ogni volta ventun carentani. Per entrare poi nell'altro, che per disprezzo si chiama la Malga, debbonsi pagare ogni volta dieci carentani, e mezzo. Niuno si lamenta di tale spesa, anzi la fanno volentieri tantissimi a centinaia, e centinaia; essendo stati in uno anche settecento persone in una sera. Oh che cecit! Nella Quaresima poi non vi sar danaro, perch non vi volont di vivere cristianamente. Ho inteso dal sig. Francesco Perini da Riva, che fu pi volte in Vienna, qualmente l'imperadrice Gioseffa di Baviera non altrimenti morta, bench sienle state celebrate l'esequie anche in Vienna; ma che per il Danubio sia stata mandata all'imperatore de' Turchi, acciocch la tenga nel suo serraglio; e che da lui poi sia stata mandata al Papa, e che sta presentemente in Roma con un suo figlio, di cui fu gravida da due mesi, quando part da Vienna. Forse il tempo decider il dubbio. Leggo nel Foglio quinto di Lugano 4 febbraio 1782 in data di Vienna 23 gennaio, che l'imperatore ha mandato alla cancelleria di Boemia questo dispaccio: "Essendo in tutti li nostri Paesi ereditari aboliti i monisteri de' Certosini, Camaldolesi, ed Eremiti, insieme con quelli delle monache di s,. Chiara, Carmelitane, Cappuccine, e Francescane, concedesi alli di essi individui, che possano ancor restare ne' conventi loro per cinque mesi dopo la presente abolizione. In questo frattempo saranno somministrati giornalmente ad ogni soppresso monaco sacerdote 40 karantani, ad un prelato due fiorini, e ad una monaca 30 karantani. Con questa sovvenzione si forniranno di tutto l'occorrente per il di loro mantenimento, eccettuata solamente la legna, ed il quartiere. Fra un tal tempo sar pure libero ai monaci ed alle monache, o di entrare in un altro monastero del paese, o fuor di esso, ovvero di ricorrere ai rispettivi loro Ordinari per essere secolarizzati. Que' soggetti per, che non sono ancora sacerdoti, dovranno evacuare il monastero nello spazio di un mese, e riceveranno per sempre 150 fiorini, e di pi un viatico nel caso, che volessero trasportarsi fuor del Paese. Ai sacerdoti per verr somministrata fuor del viatico una sovvenzione particolare, quando volessero trasferirsi fuori degli Stati ereditari. In ciascuna provincia li superiori dovranno prestare il giuramento di manifestazione delle loro sostanze nelle mani del capitano Circolare. Gl'impiegati per dovranno parimente prestare il giuramento di fedelmente amministrare tali beni, e questi saranno sottoposti alla regia direzione de' beni Gesuitici. Resta incaricato ai commissari delegati di prenderne il possesso, non meno che delle cose preziose, obbligazioni, e del danaro contante, il resto per dovr essere sigillato. La surriferita somministrazione pel vitto de' sacerdoti, e monache dev'essere consegnata anticipatamente in ragione di una mezza mesata ai superiori, li quali dovranno in oltre dare una specifica dell'importo di quelle somme state portate nel monastero dagl'individui, che presentemente non sono ancor sacerdoti. Tosto, che lo stato de' beni ecclesiastici sar regolato ne' detti Stati, la risoluzione finale dell'imperadore intorno a' detti Religiosi non tarder a comparire, ed allora si sapr solamente come saranno mantenuti". Cos la Gazzetta ad literam. Nella medesima Gazzetta in data di Augusta 17 gennaio leggo pure, che sentesi essere stato ammesso dall'imperadore al rango de' magnati d'Ongheria il sig. Paolo Iesienack gentiluomo ungaro, stabilito in Presburgo, luterano della confessione augustana, cosa, che non fu mai accordata in questo secolo ad alcun altro Protestante. Monsignor Garampi nunzio appostolico in Vienna li 30 dicembre ha presentato all'imperadore un Breve del Papa Pio sesto, col quale gli dimostra la sua pi viva sensibilit su le determinazioni del medesimo imperatore fatte riguardo agli Ordini religiosi, ai diritti della Chiesa, alle prerogative, ed all'autorit della Santa Sede, e gli dichiara il suo desiderio di secolui abboccarsi su tali oggetti, e che perci pensa di passare a Vienna in persona. A tali espressioni l'imperatore ha risposto, ch'era sensibilmente penetrato da una risoluzione s straordinaria di Sua Santit, e che quantunque fosse per essergli gratissimo il trattare con lei in persona, non desiderava per, che Sua Santit intraprendesse con tal viaggio nella presente stagione, e nella sua avanzata et, ma che avrebbe avuto il piacere di scrivere pi diffusamente su quest'oggetto. Anche al cardinale Vicario Marcantonio Colonna il Papa ha manifestato la detta sua risoluzione di andare a Vienna. Un d poi ha conferito due ore continue

col cardinale Francesco de Bernis francese, e si suppone, che abbia implorata l'interposizione del re di Francia per comporre le vertenze coll'imperatore. 13 febbraio 1782 Li tredici febbraio l'Adige ha cominciato a menare ghiaccio. Cos ha fatto anche li 14, 15 e fu passato da pi ragazzi da parte a parte sul ghiaccio a Trento. Anche nella Quaresima di quest'anno nella citt, e diocesi di Trento si manger carne. La dispensa non venuta n da Roma, n dal nunzio appostolico residente in Vienna. Fu data dal nostro vescovo con una circolare stampata in latino. Fu pubblicata in s. Maria Maggiore di Trento nella domenica di Quinquagesima, e nel Duomo dal Padre predicatore Cappuccino Aloisio Pavese nel venerd dopo le Ceneri, essendovi presente anch'io. Non ha detto espressamente, che sia data dal vescovo, ma da chi vi presiede nello spirituale e corporale: n ha allegato alcun motivo, n limitata veruna sorte di carne. Soltanto ha eccettuato li quattro giorni avanti la prima domenica di Quaresima, tutti li mercoled, venerd, e sabati, e tutta la settimana Santa. Ha ingiunto che in tutti gli altri giorni chi mangia carne reciti sette Pater, ed Ave, ed ha esortato a fare altre opere pie. Sicch per digiunare non vi n volont, n danaro; e cos non si distingue quasi la Quaresima dal carnevale. Non passer molto, che verr levato anche quel pochetto di memoria, che resta della santa Quaresima. Iddio ci abbia misericordia. 17 febbraio 1782 17 febbraio, domenica prima di Quaresima, con cinque carri furono condotte da Volano al castello di Trento tre grosse campane per uso di quella chiesa parrocchiale, buttate di fresco dal sig. Gioseffo Ruffini reggiano, acciocch sieno benedette, e consagrate domani dal nostro vescovo. Le ho vedute condurre io stesso. In questa notte essendosi gonfiati li rivi, che corrono per la citt a cagione del ghiaccio, in un fondaco sono restate rovinate circa quaranta some di grano, ed altrove della seta e farina pure han patito. L'Adige conduce continuamente ghiazzoni grandissimi, essendo di essi coperto tutto.

19 febbraio 1782 19 febbraio leggo, che il Papa li 27 gennaio ha pubblicato un invito sacro per il primo e secondo giorno di febbraio ad implorare il patrocinio di Maria Santissima per li presenti bisogni di santa Chiesa tribolata fortemente dall'imperatore. Ha ordinato, che in tali giorni alle ore 22 e tre quarti si dia un segno colla campana lungo un quarto d'ora, e che in certe chiese dedicate a Maria Santissima si reciti dal popolo la terza parte del Rosario, le Litanie lauretane, un Pater ed Ave a' santi Pietro e Paolo, coll'orazione Deus refugium, e lasciando in arbitrio de' parrochi il far l'esposizione del Santissimo e dare la benedizione. Il Papa per tal divozione ha conceduto trenta anni d'Indulgenza ogni volta, e plenaria a chi v'interverr in amendue i giorni. E lo stesso ha conceduto alle monache, ed altre donne rinchiuse, ed a chiunque non pu uscire di casa, recitando le dette preci avanti qualche sacra immagine di Maria Santissima. Leggo pure, che l'imperatore s' alquanto mutato circa li favori conceduti agli ebrei. Ha pubblicato un editto ultimamente di 24 articoli, tra' quali si nota, che non sar loro accordato alcun culto pubblico, n sinagoga, n stamperia propria, e dovranno aver licenza per var venir libri da paesi esteri; e che non sar loro permesso di andare ad abitare dove avanti non esistevano: e che gli esteri passando per l'austriaco dovranno dimandare licenza, e pagare una certa imposizione. Non potranno andare a stabilirsi nelle campagne, se non in caso di erigervi qualche manifattura, o di assumere il lavoro di qualche terreno incolto. Leggo nel Foglio 6, 11 febbraio 1782 di Lugano in data d'Inspruck 1 febbraio la seguente circolare: "Giuseppe Conte di Spaur per la grazia di Dio vescovo principe di Brixen, al clero della nostra diocesi salute in nome nostro, ed ogni bene. Avendo la Bolla Unigenitus dato luogo nel marchesato di Moravia a delle opinioni false riguardanti la dottrina, e a delle turbolenze contrarie al buon ordine pubblico, dal che avvenuto, che alcuni sentimenti irreprensibili per

tutti i riguardi sono stati tacciati di errore: Noi per mantenere la pubblica pace, e per uniformarci ai decreti di sua maest imperiale apostolica, che ci sono stati comunicati, colla presente ordiniamo a tutto il nostro clero di non far menzione del Molinismo, n del Giansenismo nelle dispute, nei sermoni, e nei catechismi. Vogliamo di pi che non si faccia mai uso della Bolla Unigenitus atteso non essere in essa fissato alcun dogma cattolico, n alcuno errore specificato: che tutti si uniscano fermamente agl'insegnamenti della Chiesa universale chiaramente definiti nei santi Concili, e alla Tradizione fondata sul consenso universale de' Padri: che nelle scuole trattino le questioni con tutta la moderazione e seguano per decidere i sentimenti ricevuti nelle universit degli Stati austriaci: che finalmente ciascuno si applichi nelle occasioni ad ispirare al popolo il rispetto dovuto al capo visibile della Chiesa, e al principe. Dato dalla nostra residenza a Brixen ecc." Leggo pure ivi, che il medesimo prelato nella stessa occasione ha fatto affigere il seguente ordine: "Sebbene la Bolla in Coena Domini non sia pi di alcun uso nella nostra diocesi, dopo che Clemente XIV di santa memoria e Pio VI felicemente regnante hanno tralasciato di promulgarla, tuttavia in conseguenza degli ordini di sua maest imperiale recentemente comunicatici, ordiniamo a tutto il nostro clero di non pi far uso alcuno di questa Bolla tanto nel foro esterno, che nell'interno. Dato dalla nostra residenza ecc.". Leggo, che il Rosario fu indetto dal Papa in ventisei chiese della Madonna. Che nel prossimo marzo in Roma sar tenuta la Congregazione de' Sacri Riti per la causa di beatificazione del venerabile servo di Dio fra Lorenzo da Brindisi sacerdote Cappuccino sopra il dubbio de' miracoli. Leggo in data di Vienna 30 gennaio, che li monisteri sinora aboliti negli Stati ereditari austriaci della Germania, non compresi quelli dell'Ungheria sono sessantasette. Che in Vienna furono aboliti tre monasteri di monache, uno de' quali fondato dall'Arciduchessa Elisabetta celebrava appunto il secondo secolo di sua fondazione in quel giorno, che venne abolito. Leggo, che uno de' detti monasteri sar ridotto in un conservatorio di pupilli, e vedove, con risparmio dell'erario regio per le pensioni, che dar suole massimamente alle vedove de' militari. Si pensa pur di ergere uno spedale per li bambini esposti. Nella medesima data di Vienna leggo altres quanto segue: " qui comparso l'estratto d'una lettera circolare di monsignor Leopoldo ab Hay vescovo di Koniggratz (Knigsgraz), indirizzata al suo clero secolare, e Regolare, in coerenza del sistema di tolleranza, stato per sovrano comando test pubblicato nella Boemia. Ed il seguente: Considerando il nostro augusto monarca quanto al ben pubblico sia dannosa la disuguaglianza delle religioni, e la diversit del dogma, e bramoso di togliere un tale sconcerto, e di riunire in un corpo i dissenzienti sudditi, onde fu loro vieppi godere della pubblica felicit, ordina perci, e comanda, che tutte le penali costituzioni, che in materia di religione erano in addietro state pubblicate, sieno affatto cassate, ed annullate, compartendo nello stesso tempo a' Protestanti tanto della confessione augustana, che a quella dell'elvetica una piena libert di coscienza, e di culto religioso privato. Questa sovrana legge adunque noi vi pubblichiamo affinch voi senza ritardo, e senza eccezione la facciate palese nelle rispettive vostre pievi. Qui ci sembra soverchio il raccomandarvene l'esecuzione, giacch ciascuno di voi sa molto bene il suo dovere verso la superiorit, ma siccome si ritrovano de vostri cooperatori, i quali mossi, ed accesi da un indiscreto zelo, pensano di fare cosa assai grata a Dio, se colle loro prediche, dispute, e scritti dileggiano coloro, che in vece di unirseli nella carit, gl'inaspriscono maggiormente, li rendono pi ritrosi, ed ostinati, e da s gli allontanano: pensammo noi di qui aggiugnere alcune opportune istruzioni, tratte dalla nostra religione, dall'umanit, e dalla regione medesima, delle quali ciascheduno ne potr comprendere il vero senso, e la forza, e tutti egualmente dovranno uniformarvisi. Intender ciascuno di voi la forza de' nostri insegnamenti, e vi si accomoder pi facilmente, se vorr internarsi a contemplare i veri caratteri della nostra religione, il cui sodo fondamento si la carit, ed il perdono. Il divin nostro Legislatore per viemaggiormente imprimerci queste massime, non solo le ha in diverse occasioni replicatamente comandate; ma le ha egli stesso con una infinit di esempi comprovate. Imperocch tutto il suo vivere tra' mortali non fu che un far del bene, un perdonare, cos del figlio prodigo, della pubblica peccatrice, della donna adultera, del giudeo ecc., ogni suo passo, ogni parola, ogni azione, ogni movimento, tutta la sua vita non sono, che un modello a noi lasciato di amore, di

moderazione, e di perdono. Dietro questa divina scorta, e su queste pedate camminarono gli Appostoli, ed i santi Padri. Volgete le sacre Carte, e le sentenze dei santi Padri, altro non troverete, che una legge di carit, di perdono, di beneficenza, e di una piena tolleranza. Ascoltate il principe del Apostoli, di amarci, ed onorarci scambievolmente, di accogliere piacevolmente senza trasporto chiunque si trova fuori della vera credenza, e si sopportarci a vicenda, se vogliamo adempiere la Legge di Ges Cristo. La fede un puro dono del Cielo, che appartiene al solo intelletto: la podest di dispor del quale non ai re, n ai principi, ma a Dio solo riservata. Quindi noi, per uniformarci alla nostra santa Religione, non dobbiamo con altre armi assalire, e combattere questa libert di coscienza, che con indirizzare le nostre preghiere a Dio, e ad esempio del divin Maestro pazientemente tollerare quelli, i quali e nel culto, e nella credenza sono da noi divisi. La carit nostra non dee essere simulata, ma eguale e sincera con tutti i nostri concittadini, affinch in questa guisa venga promessa, e mantenuta l'unione della Chiesa, e la pubblica tranquillit. Da questi principi ne caviamo i seguenti punti da esattamente osservarsi. 1. Vi asterrete da qualunque discorso, che possa dispiacere o a' cattolici, od agli acattolici, poich i primi ad ogni menomo sospetto si risentono, ed i secondi con dispiacevoli dispute vieppi s'inaspriscono. Laonde nei giorni di domenica, ed altre feste spiegherete al popolo quella parte soltanto di Vangelo, che riguarda i doveri de' vostri parrocchiani per renderli pi morigerati, pi ubbidienti alla superiorit, pi tolleranti, e pacifici nella societ, e concittadinanza. Insegnate, che i dogmi della vostra santa Religione derivano da veri fonti, cio dalla Rivelazione, e dell'antica Tradizione, e cos egualmente insinuate essere semplici, e senza abusi li precetti, e costumi istituiti dalla Chiesa. Passate sotto silenzio gli atti del Concilio di Trento, ne' quali si fa menzione dei nomi di Lutero, di Calvino, e d'altri antesignani, bastando predicare la sola verit. Non bisogna, dice il Grisostomo, beffeggiare, ma ammonire, e consigliare senza rimproveri, non da nemici ricercare la vendetta, ma da medici additare mezzi valevoli a risanare. 2. Sebbene col sovrano decreto dei 4 ottobre sia stata rigorosamente proibita ogni ricerca, e visita di libri, che in addietro si faceva, noi per abbiamo stimato opportuno di ripetervelo, come convenevole ai principi della stabilita tolleranza. Nessuno adunque ardisca pi di mettere discordie nelle famiglie, d'ingerirsi nelle loro domestiche cure, e di togliere loro a forza alcun libro sotto qualsiasi ombra, o pretesto, poich l'impiegare simili mezzi appartiene a chi ha dato la libert di coscienza, e di culto privato. Se qualcheduno avvedutosi del suo errore da se solo li recasse, voi a nostre spese dovrete provederlo di altri libri di sana dottrina; ma se mai girassero nascostamente intorno libri proibiti dal sovrano, empi, corruttori de' costumi, sediziosi, od infamatori, voi ne dovrete ragguagliare il giudice secolare, al di cui braccio questa cura riservata. 3. I Protestanti atteso il proclama di tolleranza vorranno probabilmente per non avere ancora alcun oratorio, tenere delle private adunanze per fare le loro lezioni, canti, e preghiere: e perci vi avvertiamo di non recar loro in questo fatto il minimo disturbo; ma se costoro sotto titolo di religiose adunanze tenessero de' complotti nocevoli al ben pubblico, avvisatene tostamente il politico Governo: ci che farete ancora rispetto ai cattolici, se veniste a scoprire tali inconvenienze ecc. 4. A chi dal sovrano permesso di fomentare nel suo cuore la acattolica religione, e confessarla apertamente, a questi s'intende ancora permesso di morire pacificamente nella medesima. Quindi trasgredirebbe la sovrana legge ciaschedun pievano, od altro sacerdote, il quale senza essere chiamato andasse da un moribondo, e cercasse a forza di esortazioni d'ismuoverlo dalla sua falsa credenza permetterlo sul buon sentiere. Questo non zelo del Signore, ma uno spirito di persecuzione odioso, e a chi vive, e a chi sta per morire. In simili casi a noi non ci resta, che raccomandare un'anima tale alla divina misericordia. 5. Egli non mai lecito di ristringere come fra lacci e ceppi l'altrui coscienze: perci voi, sia nello spiegare, sia nell'amministrare i Sacramenti ai Protestanti, come battezzare le proli, benedire le nozze, introdurre le donne in santo dopo il parto, accompagnare alla sepoltura ecc. osserverete soltanto quello, che constituisce l'essenza del Sacramento, tralasciando quelle formole, che sono dai cattolici adoperate e diametralmente opposte ai dogmi dei Protestanti, come sarebbe al battesimo di domandare credete nella Santa Chiesta cattolica? o pregare per li defunti di coloro, che non ammettono il Purgatorio, aspergere i corpi con l'acqua benedetta, dare a baciare il Crocifisso ecc. E ci vi serva frattanto di provisoria istruzione, finch da noi vi sar sopra tale

materia trasmesso un nuovo Rituale. 6. Voi ben sapete quanta forza abbiano le parole del pastore nel cuore del suo gregge: onde vi esortiamo e vivamente preghiamo acciocch, e per l'accrescimento della Chiesa nostra, e per il miglior bene del pubblico vogliate spiegare, e far comprendere questa legge di tolleranza rappresentando loro esser fondata nelle divine Scritture, e Tradizione, ed essere necessaria ed utile all'umana societ: rinforzate col vostro esempio il vostro parlare, e studiate di togliere di mezzo ogni occasione di risse, odi, rancori, e tutto ci, che pu distruggere, o intorbidare la pubblica pace". Cos finisce la Gazzetta rapporto al vescovo di Knigsgratz; ma promette il resto nel prossimo ordinario. Veggasi sotto. 23 febbraio 1782 23 febbraio dopo il mezzogiorno nevic: e cos fu anche nel giorno 24 di mattina. Poi si mitig il freddo. Li due principi moscoviti, detti Conti del Nord, sino arrivati a Roma li cinque, e partiti per Napoli ai sette di questo mese. Hanno parlato pi volte col Papa, ma non nel palazzo, bens a s. Pietro coll'occasione, che il detto Papa and per fare le sue orazioni. 26 febbraio 1782 26 febbraio leggo in data di Vienna 16 febbraio, che li Corpi delle arti debbono in breve aspettarsi de' cambiamenti, essendovi progetto di ovviare a vai abusi. In data poi di Brunn della Moravia 6 febbraio, che secondo gli ordini cesarei dei 18 gennaio furono soppressi in tal citt li due conventi delle monache Clarisse di s. Giuseppe, e dei Certosini, e che sono andati de' commissari a sopprimere anche li Certosini di Olmtz, e le Clarisse, ed a Znaym altre Religiose Clarisse. Tali monache dovranno sortire dai monasteri nello spazio di cinque mesi. In tal tempo ad ogni monaca sar ogni giorno data un pensione di trenta carantani, e di due fiorini alle superiori loro. Se si ritireranno in altri monasteri ognuna avr una pensione annua di 200 fiorini; e se ritorneranno al secolo di soli 120 fiorini, perch potranno vivere a miglior mercato, ed aiutarsi col lavoro delle proprie mani, come dice la Gazzetta. Li Frati poi, de'quali gi stabilita la diminuzione, avranno ne' detti cinque mesi 40 carantani al giorno, e dopo ognuno avr 300 fiorini, ed 800 li loro prelati, o superiori. Leggo pure in data di Modena 13 febbraio tutta intera la rappresentanza fatta da sua ecc.za monsig. Garampi nunzio apostolico con suo biglietto indiritto al principe di Kaunitz Gran cancelliere di Corte, e Stato, dato in Vienna 12 dicembre 1781 colla risposta del Kaunitz data li 19 dicembre 1781. Item una lunga lettera di Pio sesto Papa a Gioseppe imperatore data in Roma li 15 dicembre 1781, con una risposta brevissima dell'imperatore. Non avendo tempo qui trascriver soltanto la cesarea. conceputa cos: "Beatissimo Padre. Persistendo Vostra Santit nella determinazione di trasferirsi qua, posso assicurarla, che sar ricevuta con quella venerazione, e rispetto, che proporzionato alla sua dignit, e rappresentanza. Se poi le cose per lei pendenti per me decise, fossero l'oggetto della sua mossa, superflua. Io nelle mie determinazioni mi regolo colla ragione, coll'equit, colla umanit, e colla religione. Prima di risolvermi ad operare consulto sempre savie, oneste, ed illuminate persone in quelle materie, che sono proporzionate agli affari, che tratto. Assicuro Vostra Santit che sono pieno d'ossequio per lei, e per la santa Sede come vero cattolico, ed apostolico, ed implorando la sua paterna benedizione mi dico ecc. Giuseppe". Il Garampi accenna due altre sue scritture indiritte al Kaunitz li 25 marzo, e 18 aprile 1781. Il Papa ne accenna una sua all'imperatore de' 25 agosto 1781 colla risposta cesarea de' 6 ottobre. Replico non ho tempo. Ora tutti li Frati cherici, e sacerdoti debbono presentarsi innanzi al vescovo per esser esaminati quali abilitadi76 abbiano per la cura pastorale delle anime. 26 febbraio 1782
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*Abilit.

Oggid 26 febbraio fu esaminato qui il nostro P. Guardiano di Bolgiano, ed il di lui compagno fu esentato come attuale ministro Provinciale. Ho inteso, cheil nostrove scovo ha ingi unto ai predi cato ridellechie se austri achedinon tocca relema teriedi fe77. Nella notte de' 24 venendo il 25 di febbraio nella canonica di Calavino nella propria stanza furono date cinque coltellate al sig. don Pietro Dorna di Vigo Randenese, cappellano dell'arciprete di Calavino, perch ha persuaso una giovane, che non dia terzo78 ad un giovine. Mor nel primo di marzo. Leggo nel Foglio 7 di Lugano, che ai 4 di febbraio il Papa ha tenuto una Congregazione di vari cardinali col segreto del sant'Officio di non parlare, sebbene credesi relativa agli affari coll'imperatore. Fra' detti cardinali furono Gianfrancesco Albani decano, Giancarlo Boschi da Faenza, Antonio Colonna romano, Giacinto Gerdil da Samoen ginevrino savoiardo Barnabita, e Lazzaro Opizio Pallavicini genovese. Leggo in data di Vienna 6 febbraio che gli Agostiniani Scalzi di Vienna devono incorporarsi con altro loro convento ne' sobborghi. Che la loro chiesa sar officiata dal parroco di Corte, e che in essa sar trasportato il sepolcro austriaco, ch' presso li PP. Cappuccini. Che li PP. Carmelitani dovranno incorporarsi con altro loro convento. Che li Francescani Riformati saranno trasportati da Vienna nel sobborgo di s. Leopoldo. Leggo, che nella Boemia gli eretici Ussiti attesa la nuova tolleranza hanno commesso degli eccessi contro le sacre immagini; e che perci l'imperatore ha dichiarato ch'esso vuol favoriti soltanto li tre riti wesfalici, e che gli stessi Ussiti dovranno unirsi ad alcuno di loro. Che all'incontro Federico re di Prussia favorisce moltissimo li cattolici, e che pretendesi, che sia per ricevere negli Stati suoi un nunzio apostolico. Che in Ratisbona gli elettori ecclesiastici per mezzo de' loro plenipotenziari formano un Piano di consistenza per una concorde riforma di alcuni Ordini Regolari de' loro Stati. Leggo il fine della circolare del vescovo di Kinisgsgratz cos: "7. Quantunque la chiesa cattolica avesse ordinato, che chi muore fuori della Comunione, non possa aver luogo nel cimitero de'suoi fedeli; noi perch il ben pubblico lo ricerca, troviamo buono si sopprimere questa ordinazione del tutto disciplinare, ordinando, che i Protestanti coi quali viviamo in amichevole tolleranza, possano aver in morte tra noi il luogo di riposo. Vegliate sopra tutto adunque, che in simili occasioni non nascano delle turbolenze per parte de' cattolici, i quali facilmente ricuseranno l'aver morti per compagni quelli, che non ebbero vivi nella Comunione de' Santi; e perci gli esorterete a quest'opera di carit cristiana; ma trovandoli ostinati e disposti a cagionare effettivo tumulto seguiterete il loro volere e seppellirete il cadavere del Protestante in altro conveniente luogo. 8. Finalmente se fuori de' casi qui accennati altri ne nascessero nella nostra diocesi di considerazione e d'impegno, noi v'incarichiamo rigorosamente di farvi consapevoli con la maggior sollecitudine, n mai averete da voi stessi a disporre in tali cose senza il previo nostro consiglio. Ci affliggerebbe poi assai se alcuno del nostro clero suscitasse delle dissensioni, odi, e disturbi tra il popolo, e molto pi allorch fossimo sforzati di castigarlo, e di dimetterlo dal suo offizio. Speriamo per tutto il bene dalla vostra sperienza, saviezza, e consiglio, e ci promettiamo, che voi non vi scosterete punto da questa nostra Istruzione. Per mezzo de' nostri Vicari foranei ciascuno acquister una copia di questa Instruzione ed essi pure veglieranno attentamente, acciocch la presente volont nostra venga eseguita, e sopra tutto dovranno tener l'occhio addosso ai claustrali, che uscendo a cercare la limosina non isparlino, n si immischino nel pastorale governo: e se mai venisse scoperto un qualche imbroglione tra questi, sar vostro obbligo di subitamente avvertirci del nome, luogo, e circostanze. Vi parliamo, sono parole del Grisostomo, vi parliamo d'una cosa, la quale merita, che di lei si parli nella Chiesa di Dio, e che volentieri si ascolti: vi parliamo della pace. E a chi pi s'appartiene di persuaderla al popolo, che al sacerdote? Procurate adunque, che non nasca alcun disturbo, perch ci sar sempre grato e a Dio, ed al sovrano. Dalla nostra residenza il 20 novembre 1782". Il detto vescovo si chiama Gio. Leopoldo ab Hay. Nacque in Fulneck luogo della diocesi

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*Per avere il senso basta accostare le sillabe. *Dar terzo=assecondare.

di Olmtz li 12 aprile 1735 e fu fatto vescovo di Knigsgratz gli undici dicembre 1780. Non principe, e si dice exgesuita. 25 febbraio, giorno di Luned, fu intimata la soppressione anche al monastero delle nostre Clarisse di Sant'Anna in Borgo di Valsugana, colle formalit simili alle usate colle monache roveretane. Dicesi, che nello stesso giorno uscito di Roma il Papa Pio sesto con parecchi cardinali per andar a trovare l'imperatore in Vienna. Si dice pure, che il medesimo imperatore ha perduto un occhio, ed ha infermo l'altro e che il protomedico arciducale Giambattista Borsieri di Trento tiene avviso di portarsi da Milano a Vienna subito, che sar chiamato79. Il detto Papa se ne andr in viaggio con quaranta cavalli, e si denominer l'Abbate di San Giovanni in Laterano. Altri dicono che si chiamer il Conte Giannangelo Braschi. partito da Roma il 27 ma come Papa Pio sesto. Leggo, che ora gli ebrei nella Polonia austriaca sono eguali ai cristiani nelle imposizioni. Leggo che tutti li commissari destinati di andar a sopprimere li conventi sono usciti di Vienna li 21 gennaio, e furono cinque consiglieri con altri subalterni. Ai conventi di Vienna fu letta la loro soppressione li 24 gennaio. A quei di Praga li 29. Nell'editto tra altre cose si dice, che si lascino ai Religiosi tutti gli effetti, che avranno nelle loro celle, come libri, immagini, mobili ecc. Che li non professi debbano partire fra quattro settimane, e che siano loro dati 450 scudi. Che sar libero a tutti i Religiosi sacerdoti, e che hanno dignit maggiori, come pure alle superiore, e Religiose qualificate il ritirarsi in conventi esteri, cui sar dato un passaporto, con un viatico, ma senza pensione. Che a que' Religiosi, che passeranno ne' Fratelli della Misericordia, o ne' Religiosi delle Scuole Pie sar data una pensione annua di 300 fiorini ed altrettanti a quelle monache, le quali passeranno ne' monasteri dell'Elisabettine. Che quelli, i quali si secolarizzeranno avranno un'annua pensione di 300 fiorini fintanto che saranno proveduti di un Beneficio. Che la dispensa de' voti, la quale potr essere necessaria (tanto per l'uno, che per l'altro sesso) apparterr a' superiori, che sono d'altronde competenti. Le Religiose avanzate in et, ed ammalate potranno rimanere, e si avr di esse la cura conveniente. Le Religiose professe, che non vorranno passare in conventi di altro Ordine, potranno restare in convento, che ad esse sar assegnato; ma sar loro prescritto dal Governo provinciale di concerto col vescovo una Regola di vita per lo spirituale, e temporale, e sar dato ad esse un Preposito ecclesiastico, come altres alle avanzate in et, ed ammalate, che resteranno nei conventi degli uomini: il qual Preposito avr l'inspezione di detti Religiosi, e Religiose, e godr l'annua pensione di 600 fiorini. Cos l'editto, che io non intendo bene. Il Foglio di Lugano parla pi chiaro. In vece di Preposito dice direttore, e non si uniscono gli uomini con le donne. Gli astronomi Meyer, e Konig di Manheim dicono, che il nuovo pianeta osservato dai 3 di novembre sino ai tre febbraio sempre brillante, non la cede gran fatto nella sua luce a quella delle stelle fisse, e che egli dieci volte maggiore della terra, avendo 17.200 miglia di Germania, dove il nostro globo ne ha pi di 1.700. Cos la Gazzetta veneta 17 dei 27 febbraio 1782. 1 marzo 1782 Il primo di marzo nel Zuchthaus di s. Lorenzo morto un Taddei di Croviana sollando. Egli il primo, che ha finito di vivere in tal luogo tra li catenati, e detenti. Fu infermo soltanto pochi giorni. Venne seppellito nel cimitero parrocchiale di s. Maria Maggiore della citt. Egli per altro nacque a Verona. Leggo, che nella Polonia vi sono pi di cento mila famiglie ebree. Che in Vienna di notte tempo fu fatta una leva di reclute con tanto mal ordine, che sua maest poi fece notificare il suo dispiacimento, acciocch lo stato militare non divenga odiosi ai sudditi. 6 marzo 1782
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Non fu chiamato.

6 marzo, leggo in data di Roma 22 febbraio scritto da due dimoranti in Roma, che il Papa Pio sesto nel giorno 25 ha con un breve tenero discorso insinuato al sacro Collegio la sua partenza per la Germania, senza individuare alcuna citt, e che poi uscito di Roma effettivamente li 27 a tredici ore, giorno di mercoled, dopo la seconda domenica di Quaresima. Che ha preso seco quindici persone di equipaggio, ed altrettante di servizio, con tre calici, e pi paramenta. Con molte reliquie sacre, e molte medaglie di oro di gran costo. Uno scrive, che andr il detto Papa a Loreto, a Cesena, a Ferrara, ed a Padova, e poi non si sa se andr per il Friuli, o da altra parte. L'altro poi dice, che da Padova passer a Verona, e da Verona a Trento. Scrivono d'accordo uno dell'altro non sapendo che le persone di equipaggio non sono di alto rango, n di rara dottrina, e scienza, ma bens di piet singolare, e che una di esse essendosi scusata con dire, che non gran teologo, rispose il Papa, che avr seco due gran teologi, cio san Pietro, e san Paolo appostoli. Aggiugne uno, che probabilmente si fermer nella Germania in tutta la prossima estate. Io confido, che andr secolui anche sant'Antonio di Padova nostro gran taumaturgo, giacch va a visitarlo in Padova. Leggo nel Foglio 8 di Lugano 25 febbraio 1781 in data di Vienna 11 febbraio, che in conseguenza delle providenze imperiali a vantaggio dell'umanit80 si contano gi ritornate alle rispettive case paterne pi di 1.800 monache nel solo distretto di Vienna. Cos il Foglio; ma da altre parti ho inteso, che finora niuna ritornata alla sua casa paterna. Leggo in data di Parigi 15 febbraio, che in soli otto giorni sono arrivati a Versaglies quattro corrieri di Berlino, cio del re prusso. Leggo in data di Genova, che l'ultimo freddo fu poco minore di quello del 1709 e che l sonosi gelati gli agrumi, e seccati gli ulivi in parte. Leggo, che in Milano li soci degli spettacoli teatrali nell'Avvento, e Quaresima, eccettuata la settimana Santa daranno due accademie di canto, e suono ogni settimana, cio ogni domenica e mercoled, col prodotto delle quali formeranno un fondo per sussidiare le vedove e li pupilli de' musici. Ne' detti giorni saranno pure aperti li ridotti per li giuochi nella guisa stessa delle altre stagioni. Aggiungo al detto di sopra, che il Papa ha preso seco quattro preziose mitre, il triregno assai ricco, e mille medaglie di oro, delle quali ognuna costa quindici scudi romani. Si dice, che un solo cardinale81 abbia approvato, che faccia il detto viaggio. Sino dal secondo giorno di marzo il nostro Padre Provinciale tiene una lettera con questa inscrizione al di fuori: "Admodum Reverendo Nobis in Christo dilecto Patri Provinciali Ordinis s. Francisci Reformatae Provinciae Tridentinae" Dentro poi: "Nos Simon Albanus Zambaiti de Vezzanburg huius ecclesiae cathedralis canonicus, et in spiritualibus Vicarius generalis Tridenti etc. Admodum Reverende Pater. Prodiit nuperrime edictum caesaris Augusti, quo curae animarum suis in ditionibus maius auxilium cupiens clementissime adferre, antequam rem tanti momenti perficiat, mandavit, omnium monasteriorum, collegiorumque ditionis austriacae Regulares nemine excepto, examini ab episcopis subiici, ut singulorum scientia, atque ad id muneris idoneitas appareat. Ut caesareum propositum executioni mandemus, hisce nostris ab excellentissimo gubernio oenipontano requisiti praecipimus, ut monateriorum tui Instituti, quae in austriaca regione huius dioecesis sita sunt, Religiosi singuli intra trimestre examinandi huic Curiae se sistant. Sed ne confusionem pariat multitudo, primo dies ipsas examini praescriptas hic adnectimus 21 martii, 18 et 25 aprilis, 2, 16, 23 maii. Singulos autem hos dies immediate sequens praescriptus intelligitur, si adnotatis examini finis nequiverit imponi. Caeterum praefixis diebus examen adamussim hora sexta matutina in hoc episcopali seminario scriptotenus incipiet, qua hora si quis scriptioni non interfuerit, examen suum ad aliam diem praefixam differre cogetur. Secundo ex quolibet monasterio, atque collegio tres, aut ad summum quatuor examinandi qualibet die statuta compareant. Tertio denique singuli examinandi praeter nomen, cognomen, patriam, Institutum, aetatem, testes etiam literas adferent studii theologici cui, quovis in loco operam navarunt, relatique in eodem studio profectus. Prompto animo huic saluberrimo mandato
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L'imperatore crede contro l'umanit lo stato celibe ecc. l'Antonelli.

obedientiam ab omnibus praestandam non dubitamus. In quorum etc. Datum Tridenti die 27 februarii 1782. Zambaiti Vic. Generalis Presbiter Petrus Ios. Cloch cancellarius". In vigore di quest'ordine dovranno presentarsi al detto esame li nostri Padri, che attualmente si ritrovano ne' conventi di Arco, e Roveredo quantunque nativi certuni del principato trentino. Nel primo giorno di marzo fu intimata la soppressione a tre conventi di Pavia, cio a quello de' Vallombrosani, a quello de' Carmelitani, ed a quello de' Terziari francescani. 12 marzo 1782 12 marzo leggo, che tutte le Religiose professe de' monasteri soppressi desiderano di rientrare in altri monasteri piuttosto che ritornare al secolo, e che entrando ne' monasteri della Visitazione, o delle Orsoline verr loro accodata l'annua pensione di dugento fiorini. Leggo, che il Duca elettore Palatino di Baviera ha proibito a tutti gli ebrei forestieri di frequentare le fiere de' suoi Stati e dovendo transitare per essi colle loro merci dovranno farle bollare ai dazi rispettivi de' confini sotto gravi pene. Leggo, che li corrieri da Berlino a Costantinopoli, e viceversa sono molto frequentati. Leggo, che a' Luterani stato permesso da sua maest cesarea Gioseppe II, il far fabbricare in una piazza di Trieste a loro scelta una chiesa con campane, ed organo, come pure di praticare un ingresso, che annunzi quello di un tempio, e ci per la sola ragione, che Trieste porto franco, in cui trovasi gran quantit di famiglie luterane commercianti. Leggo, che li sette dicembre 1781 la Repubblica di Venezia in Pregadi ha pubblicato un suo rigoroso proclama contra l'eresia di qualunque sorta. Vuole mantenuto il cattolicismo puro, e che li pastori ecclesiastici seguano le norme sante, e sicure prescritte dal Concilio di Trento. Leggo, che nel febbraio in Firenze il freddo fu grandissimo. Ch' caduta molta neve in Siena, Volterra e nella Maremma. Che il freddo fu maggiore a Pisa, Livorno, Massa, Sarzana e nel litorale tutto di Toscana. Che diversi studenti andando a Pisa sono morti di freddo. Che nel Casentino la neve fu altissima, ed uno morto sotto di essa. Leggo, che l'imperatore comincia a ristabilirsi dalla sua grave flussione di occhi. Leggo, che nella Suecia si formata una compagnia de' vili fanatici popolari, li quali vanno scioccamente predicando essere vicino il fine del mondo, se non viene adottato il nuovo modo da loro additato circa il culto divino. Leggo, che il Papa li 26 febbraio celebr la sua Messa nella basilica Vaticana all'altare de' santi Apostoli Pietro, e Paolo. Nel d 27 ascolt Messa nella medesima basilica all'altare della cattedra. Poi nella sagristia si trattenne in affettuosi discorsi coi Conti del Nord, ossia co' principi imperiali di Moscovia, i quali diedero gli la mano nel montare in carrozza, e distaccandosi da lui piansero con lagrime agli occhi. Poi and dai Filippini di Vallicella smont, entr in chiesa, ador il SS. Sagramento, e poi and all'altare di s. Filippo Neri appostolo di Roma, e se gli raccomand. Finalmente usc di Roma dalla porta del Popolo, in una carrozza tirata da sei cavalli, con monsig. Francesco Antonio Marcucci dell'Immacolata Concezione patriarca di Costantinopoli, e vicegerente di Roma, e con monsig. Giuseppe Maria Contesini veneto arcivescovo di Atene, suo elemosiniero segreto. Lo seguit un'altra carrozza parimente a sei cavalli con entro monsig. Domenico Nardini segretario delle lettere latine, monsig. Giuseppe Dini primo maestro delle cerimonie pontificie, monsig. Giacinto Ponzetti caudatario, e confessore, e Giuseppe de' Rossi medico segreto. In altra carrozza stavano monsig. Pietro Spagna crocifero, Stefano Brandi aiutante di camera, e Filippo Morelli scopatore. Indi un calesse col facocchio82, ed un palafreniere. Nel giorno avanti sono preceduti in un calesse il sig. Annibale Nelli affittuario di Albano come provisionere del viaggio, ed in una carrozza uno scopatore segreto, un cameriere, un cuoco, un credensiero, ed uno strascino83 col grosso bagaglio per il Papa, e per la di lui Corte. Il medesimo Papa nella sera de'27 si ferm in Otricoli: nella sera de' 28 in Foligno: nella sera del primo marzo in Tolentino; e nella sera de' 2 marzo in Loreto.

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*Artigiano che fabbrica o ripara cocchi, carrozze, *Traino.

Leggo, che li Domenicani, li Francescani, e li Trinitari di Lemberg citt della Polonia austriaca hanno avuto ordine di uscire di citt, e ritirarsi nei sobborghi, e che fu intimata la soppressione alle monache Carmelitane. Item che in Parigi il freddo di febbraio fu dieci gradi sotto il punto di congelazione come nel 1740, e che la Senna fu gelata in doversi luoghi. Un corriero francese presso Monte Fiascone rest coperto dalla neve circa 19 ore, e ne fu liberato da quel governatore coll'aiuto di 26 uomini, e diversi cavalli Ho inteso, che in Ausgburgo vi ordine di notare quelli, che dicono male dell'imperatore, e che in Roveredo fu pubblicato un proclama, che proibisce parimente il dir male di lui sotto pena della testa ai controvenienti: ma non tutti cos riferiscono. 16 marzo 1782 16 marzo, sabato Sitientes, il nostro vescovo Pietro Vigilio nel salone del castello di Trento ha ordinato circa settanta cherici maggiori secolari e Regolari. Nella domenica seguente poi di Passione ha ordinato circa settanta altri cherici minori secolari e Regolari. Ad un nostro leopoldino84 ha conferito il diaconato sabato, ed il presbiterato domenica. Cos ha fatto anche con un Domenicano. Ha dimandato anche ai Regolari Domenicani, e Francescani Promittis mihi, et successoribus meis etc., ed avendo risposto promitto, li preti astanti han riso, e sogghignato. Un Domenicano per domenica fu dimandato quattro volte, ed egli non rispose, od almeno non pot ardirsi rispondere. La stesa dimanda fu fatta ai nostri Padri David da Tiarno, Gerolamo da Gardolo, ed Eusebio da Pinedo eziandio nella ordinazione dello scorso settembre, senza essere stati prima avvisati di tale novit, e quantunque nell'atto il vescovo sia stato avvisato dal cerimoniero, che usasse la formula per li Regolari. 18 marzo 1782 18 marzo 1782. Questa mattina con molta fretta passato per Trento, chiamato dall'imperatore da Roma a Vienna il cardinale Francesco d'Hertzan boemo. partito da Roma li 12 marzo, avvisato gli 8. 19 marzo 1782 19 marzo, leggo che ai cinque di questo mese sua ecc.za Conte Filippo di Cobenzel vicecancelliero di Stato austriaco d'ordine dell'imperatore andato da Vienna incontro al Papa sino ai confini, andando per la parte di Gorizia. Poco dopo gli ha tenuto dietro anche monsig. Garampi nunzio apostolico. L'imperatore vuole, che in ogni villaggio vi sia una scuola, e che li maestri abbiano un'annua pensione di trecento fiorini, oltre l'abitazione, l'orto, e le occorrenti legne, coll'obbligo d'insegnar gratis ai putti. Fu intimata la soppressione ai Padri Serviti, ai Trinitari, ed ai Carmelitani di Leopoldstadt. A quelli, che sono di et avanzata sar data una pensione, gli altri giovani che verranno trovati pi abili, saranno destinati come sacerdoti secolari a reggere qualche chiesa, volendo l'imperatore che quasi tutti i villaggi sieno proveduti di un parroco acciocch li paesani non debbano far lunghi viaggi per andare ad ascoltare la santa Messa. Leggo, che nella Lombardia austriaca saranno demolite le fortezze di Trezzo, Lecco, forte di Fuentes, Pizzighettone, e le cittadelle di Cremona, Lodi, Como, e Pavia, e resteranno solamente il castello di Milano, e la gran fortezza di Mantova. Il Papa arrivato a Bologna nella sera degli otto marzo, e perse alloggio nel convento de' Padri Domenicani. Nella mattina seguente de' 9 part per Ferrara, complimentato prima dal Duca di Parma Ferdinando primo di Borbone, venutovi apposta da Parma. Il detto Papa arriv a Ferrara nella sera de' 9 e perse albergo nel convento de' Padri Domenicani. Quivi ricevette un corriero mandato da Vienna, ed uno mandato dal re di Sardegna. Per causa del primo il Papa non celebr Messa nel giorno 10, ma part a buon ora per il Ponte Lagoscuro, e pervenne a Chiozza, dove
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*Della provincia francescana di s. Leopoldo del Tirolo.

alloggi nel palazzo del Grassi. Nel giorno undici and a Mestre, ed alloggi nel palazzo dell'Erizzo. Nel giorno tredici partito per Treviso. And poi a Sacile, ed Udine ecc. Dappertutto fu ricevuto con singolare rispetto, e ricevette onori, diede benedizioni ai popoli affollati e concorsi dai paesi circonvicini. Leggo una lettera di Gioseppe imperatore data in Vienna gli undici gennaio in risposta ad un Breve del Papa de' tre dicembre 1781. In questa dice tra pi altre cose, che ormai non si potr pensare, o addurre veruna cosa, che vaglia in alcun tempo a fargli cambiar massima, e distoglierlo dalle prese risoluzioni. 24 marzo 1782 24 marzo, domenica delle Palme, nella notte piovette assai, piovette pure nella mattina, ed anche nevic qualche cosa. Dopo il mezzogiorno poi si aggiunse un continuo, e cos gagliardo vento, che io non potei arrivare in citt, perch due volte gittommi per terra il compagno. Dur anche nella seguita notte, e cagion tanto freddo, che rest gelata l'acqua cadente dal monte di Sardagna, e la corrente nei rivi di Trento, e noi di nuovo fummo costretti a scaldare il refettorio. Vedi sotto. Nei primi giorni di marzo il borgo di s. Ulrico distante da Vienna circa due miglia fu quasi del tutto distrutto da un orribile incendio. L'imperatore ne' primi giorni di questo mese con un suo biglietto di proprio pugno ha interamente abolita la reggenza dell'Austria inferiore, o sia viennese. Il biglietto fu scritto il giorno prima. A Lemberg nella Polonia austriaca furono soppressi otto conventi di monache. Furono loro accordati cinque mesi da vivere unitamente alle loro abbadesse, colla pensione giornaliera di un fiorino e mezzo ad ogni badessa, e di trenta carantani ad ogni monaca. Sar permesso ad ogni professa l'entrare in altri conventi della repubblica di Polonia, o in quelli dell'Austria polacca. Si scrive, che quelle, le quali avessero qualche scrupolo rapporto ai voti, potranno indirizzarsi all'arcivescovo, il quale esaminer i loro dubbi, e subito sciolte dai voti riceveranno un'annua pensione di 200 fiorini, che saranno loro dati anche se si maritassero. Alle novizze poi saranno dati 150 fiorini per una volta sola con la loro dote portata nel convento da loro. Il re di Prussia con suo editto dei 4 altri dei 5 marzo diretto ai Priori de' conventi, alle badesse de' monasteri, e case religiose situate nel Ducato di Gheldria, ha ingiunto, che debbano soggettarsi ai decani rurali di cadaun distretto esistenti sotto la ispezione generale del vescovo di Ruremonda, senza pi riconoscere alcun altro superiore estero. Che in otto giorni diano una esatta nota del numero de' Frati professi, de' novizzi, de' laici, delle monache coriste, e converse, del luogo nativo di ognuno, ed ognuna, dell'et, cognome, convento di loro accettazione, e del tempo della loro dimora nella Gheldria. Item che non ammettano alcun Religioso mandato o da' Paesi Bassi, senza la previa licenza del re. Che impediscano il questuare nella Gheldria prussa que' Religiosi, li quali hanno li conventi fuori di essa. Item che in otto giorni diano l'inventario di tutti li loro beni mobili, ed immobili, e delle rendite, che hanno dentro, e fuori della Gheldria. Il freddo eccessivo de' primi di febbraio a Pietroburgo cagion una malattia epidemica s generale, che gli ammalati furono circa 58.000. In un giorno solo si sono ammalati 130 soldati tra dugento ch'erano in guardia. In Vienna gli undici marzo alle ore otto di mattina la damigella Stckel, giovane d'illustre schiatta, in et di 19 anni fu barbaramente ammazzata nel proprio letto dalla sua cameriera, malcontenta del suo salario di cinquanta fiorini, pretendendone sessanta. Adoper una mannaia, ed un gran coltello, ma subito avendo ella stessa gridato come una furia fu presa e carcerata. Leggo in data di Vienna 6 marzo, che ai Padri Teatini fu ordinato di prepararsi all'esame per essere impiegati in provincia alla cura delle anime. Ci si dice de' Teatini di Vienna. Leggo pur ivi nel Foglio undecimo di Lugano 18 marzo 1782, che il nuovo ordine giudiciale formato l'anno scorso, stampato per ordine della Corte di Vienna, tradotto in varie lingue, e persino venduto per uso delle provincie ereditarie della Germania austriaca, stato talmente combattuto dalla facolt giuridica di Vienna, e da vari altri consiglieri, e pratici legali, che alla fine l'imperatore si risoluto di sospenderne l'esecuzione, e di lasciar correre l'amministrazione della giustizia sull'antico piede. Leggo, che ai tre di marzo in tempo di notte nella citt di Benevento,

e nel di lei Ducato si sentirono quattro scosse di terremoto cos forti, che il popolo impaurito fugg dalle proprie abitazioni nelle piazze, e vi alz delle tende. Lo stesso fu fatto nella campagna. Leggo, che ai 9 di marzo in Milano fu pubblicato un nuovo editto cesareo sull'immunit ecclesiastica locale, o sia sacro asilo, abrogativo di ogni altra legge, pratica consuetudine, e segnatamente della Bolla pontificia de' 9 dicembre 1757. Il Papa Pio sesto ha scritto all'imperatore un'altra lettera con data di Roma li 9 febbraio 1782 tutta umanit, amore e rispetto annunciandogli il prossimo suo viaggio. Gli ha tosto ai 26 febbraio risposto l'imperatore parimente con una lettera civile, nulla dicendo rapporto alla medeme differenze. Non ho tempo di trascriverle. Leggo, che sonovi de' sudditi austriaci qua e l, li quali si fanno lecito di opprimere tanto in parole, che con fatti la cattolica religione, attesa la tolleranza accordata dall'imperatore. Leggo, che il Papa Pio arrivato in Vienna nel giorno ventesimo secondo alle tre di sera. Nella stessa sera pur arrivato in Vienna il cardinale Francesco d'Hertzan de Harras, gi sopra rammentato. Il Papa fu incontrato tra Stuppach e Neustadt dall'imperatore, e dall'Arciduca Massimiliano. A Neukirchen fu incontrato dal cardinale Cristoforo Migazzi arcivescovo di Vienna. A Neustadt dagli ambasciatori di Spagna, e di Venezia. Entr in Neustadt sedendo nella carrozza dell'imperatore a mano destra del medesimo. Smont al palazzo imperiale, e fu posto nell'appartamento dell'imperatrice Maria Teresa defunta, contiguo a quello dell'imperatore. Nel superiore poi sono stati collocati li prelati di seguito. Nell'oratorio poi aulico fu la stessa sera cantato il Te Deum coll'intervento del Papa, dell'imperatore e dell'Arciduca Massimiliano. Il medesimo Papa arrivato in Cesena sua patria li cinque marzo, e smont alla chiesa de' Padri Serviti. Poi and al proprio palazzo paterno accompagnato dal cardinale Bandi suo zio vescovo d'Imola e da cinque altri vescovi, dai suoi parenti, e da tanti altri. Nel d 7 part per Faenza et arriv a Imola, dove pernott col cardinale suo zio. Gli otto giunse a Bologna. Li 10 pervenne a Ferrara e smont nel convento de' Domenicani. Gli undici arriv al Ponte di Lago Scuro, s'imbarc sul Po, ed arriv a Chiozza. Li 12 giunse a Mestre. Li 13 part per Treviso. Li 15 fu in Gorizia, dove pernott. Leggo, che il Gran Duca di Moscovia in Roma ha pagato un quadro fatto dal pittore Cavaliere Pompeo Battoni con 1.500 zecchini: e con 150 zecchini altre pitture del di lui figlio; e che ha dato cento zecchini alle figlie del detto Battoni per avergli cantato lo Stabat mater del Pergolesi. Leggo, che l'imperatore vuole impiegate le facolt de' monisteri soppressi unicamente all'accrescimento della religione, ed in cause pie, nominatamente per pagare le pensioni ai Religiosi soppressi, ed ai parrochi. Ma infatti ecc. Leggo, che in Roma li 19 febbraio 1782 nella Congregazione de' sacri Riti furono proposte le cause de' venerabili Carlo da Matrone missionario apostolico, ed Ignazio da Santi sacerdote tutti e due Minori Cappuccini, e sortirono a pieni voti favorite. Leggo, che ottanta mila scudi sono stati depositati al Monte di Piet di Roma da spendersi nel viaggio germanico del Papa Pio sesto, levati da diverse casse dell'erario pubblico. Leggo, che a Stockolma nella Suecia85 sino dallo scorso dicembre nata una setta popolare de' Fratelli ben intenzionati. Hanno per capo un certo Collin operaio di una fabbrica di seta. Si fondano su li principi mistici del Bohm, e di altri scrittori coetanei al medesimo, li quali si oppongono ai dogmi pi essenziali. A Dublino nell'Irlanda, o sia Ibernia li sei febbraio, trovandosi pi di 400 persone nella gran sala dell'Accademia per trattare l'elezione di un rappresentante al prossimo parlamento, cadde tutto il pavimento, e quasi tutte restarono malconcie assai, bench nessuna morta, e sebbene cadute all'altezza di venti piedi. Leggo, che li principi moscoviti sono stati in Napoli dagli 8 sino alli 23 di febbraio, e che hanno lasciato mille zecchini d'oro alla sala ed ai domestici della Corte di Napoli, oltre altri regali di gran prezzo a vari personaggi.

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*Svezia.

Leggo, che una mascherata di dame e cavalieri fatta per loro ai dieci, cost quattordici mila ducati, ed un'altra dello stesso giorno dodici mila ducati. Tralascio le altre male spese, e pazzie fatte in Napoli per loro. Agli Ussiti di Boemia stato intimato, che si dichiarino o per la confessione augsutana, o per l'elvetica, se vogliono essere partecipi della tolleranza conceduta ai Protestanti. Leggo, che il Papa da Mestre86 pass a pernottare a Sacile nel palazzo di monsig. Lodovico Flangini auditore di Rota; e che li 13 arriv a Udine, dove smont al palazzo Antonini. Pass poi a Gorizia li 14 ma non vi si trattenne, andato essendo a Gradisca, e poi a pernottare in Vipaco. Leggo che simili viaggi sono stati fatti anche da altri papi, cio da Stefano II che and in Francia a Pipino re. Da Leone III che and a trovare Carlo Magno a Paderbona87. Da Paolo III che nel 1537 and a Nizza di Provenza per pacificare Carlo V austriaco e Francesco primo francese tra di s nemici. Leggo in data de' 23 marzo, che nella citt di Milano sono stati soppressi sei monasteri di monache Francescane, cio s. Antonio di Padova, s. Apollinare, s. Bernardino, s. Chiara, s. Maria del Ges, e s. Orsola. Quattro di Cappuccine, cio s. Barbara, s. Maria degli Angioli, s. Maria di Loreto, s. Prassede. Uno di Carmelitane Scalze, cio de' santi Giuseppe e Teresa. Uno detto le Turchine all'Addolorata, ch' di Concezioniste. Nella diocesi poi di Milano sono stati soppressi li monasteri di s. Chiara d'Abbiate Grasso di Domenicane, di s. Chiara di Legnano di Francescane Scalze, di s. Pietro di Treviglio di Francescane. Le monache soppresse velate sono 466, converse 147. Tutte sono 613. Le nostre monache di s. Carlo e di s. Anna sono state obbligate a dichiararsi subito, se vogliono andare colle Agostiniane di Sacco, oppure colle Servite di Arco. L'orto delle caroline situato dentro la monastica clausura fu affittato per cinquanta fiorini al gastaldo delle medesime. Anche le Clarisse di Trento a s. Chiara, ed a s. Trinit temono delle novit dolorose. 2 aprile 1782 2 aprile, festa terza di Pasqua, e nel giorno seguente il nostro vescovo ha cresimato nella chiesa seminariale, cominciando la mattina alle nove. Anzi ha cresimato anche nei giorni 4-9 in castello. Il tempo fu piovoso, e freddo, essendo caduta della nuova neve sotto Sardagna, poco sopra Ravina. Ho inteso, che alle monache nostre di s. Anna saranno lasciati tutti li mobili, ch'erano a loro uso, acciocch se li dividano, cio la biancheria, il vestiario, gli utensili ecc. Tredici monache sonosi elette di andare colle Agostiniane di Sacco, le altre 15 poi di andare alle proprie case. Le coriste per vestirsi di altro abito avranno una volta fiorini 100 e le converse 50. Le coriste, che andranno in altro de' nominati tre monasteri avranno la pensione annua di fiorini 200 e le converse di fiorini 150. Lo stesso avranno anche andando al secolo separate. Andando poi al secolo unite, e formando comunitade avranno le coriste fiorini 150, e le converse fiorini 100. Ho anche inteso pi volte, che sta in Vienna e s'interessa nelle moderne dolorosissime novit l'empio gi condannato Carlo Antonio Pilato di Tassullo anauniaco, autore del libro scandalosissimo intitolato di Una riforma d'Italia, e di altri. Ho inteso altres, che uno degli architetti di tali novit si l'exgesuita Enrico Giovanni Kerens di Mastricht vescovo prima di Ruremonda, ed ora dai 3 di aprile 1775 di Neustadt viennese, nato li 23 maggio 1725. Finalmente ho inteso, che gi sono stati soppressi alcuni conventi anche di Religiosi in Milano, ed in Mantova. Se non si verificher in questo mondo, si verificher nell'altro ci, che Chiesa Santa Santa canta nell'antifona al Magnificat nel vespro della feria sesta del Salterio, dove dice Deposuit potentes, Sanctos persequentes: et exaltavit humiles Christun confitentes. Egli pu far tanto in ictu oculi. Fiat Domine Iesu. Nella domenica Laetare, quarta di Quaresima in Roma, nel palazzo apostolico del Vaticano, coll'intervento di diciassette cardinali, di molti prelati, de' capi delle Religioni e di altri soliti, fu tenuta la completa cappella Papale, e vi cant Messa il cardinale Scipione Borghese, recitando
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A Mestre fu complimentato da 26 vescovi. *Paderborn.

in fine di essa la solita orazione latina il Padre maestro Giuseppe Maria Ippoliti Carmelitano reggente del Collegio di s. Maria in Trastevere in vece del suo P. Procuratore generale; ma non vi fu fatta la solita benedizione della Rosa d'oro, perch non vi fu il Papa. Tal Rosa per fu tenuta in vista pubblica sull'altare in tutto il tempo della Messa. 9 aprile 1782 9 aprile leggo, che il Papa Pio sesto ha per suo costume costante di non mangiar niente affatto se non ogni ventiquattro ore una volta sola. Pervenne in Vienna li 22 marzo. Li 23 diede udienza agli ambasciatori, e ministri esteri delle Corti cattoliche, ai cardinali Migazzi, Firmian, Batthiani, ed Hertzan, ed a molti altri prelati, cavalieri, e Religiosi Regolari. Ai 25 luned e festa della Nunziata celebr la sua Messa nella chiesa de' PP. Cappuccini, ed ascolt quella del suo cappellano; e poi nel sotterraneo della medesima, dove sono i sepolcri reali, ginocchione per pi di un quarto d'ora preg Dio in suffragio de' defunti di Casa d'Austria. Dopo and nel refettorio, chiam le dame, che stavano in chiesa e permise loro il bacio del piede. Cos fecero poi anche tutti i Padri Cappuccini. Ritornando al palazzo di suo albergo diede la benedizione al folto popolo, che stava su le strade. Ai 29 ricevette gli ossequi di alcuni ministri acattolici per la prima volta. Nel detto giorno 23 ebbe una conferenza per pi di due ore da solo a solo coll'imperatore. Fu ricevuto in Vienna senza clero, senza spari di artiglieria, e senza suono di campane della citt per aver egli preventivamente chiesta una tal grazia. Li 27 fu tutto il giorno ritirato nel suo appartamento, dando udienza a molti. Li 28 gioved Santo celebr la sua Messa privata nella cappella aulica di camera, in cui comunic l'imperatore, l'Arciduca Massimiliano, ed altri. Finita la Messa l'imperatore ritorn alla sua stanza: ma il Papa coll'Arciduca and nella chiesa de' PP. Agostiniani, dove insieme co' cardinali Migazzi, Batthiani, ed Hertzan, stette alla Messa solenne celebrata da monsig. Garampi nunzio apostolico assistito da tutti li canonici e sacerdoti della metropolitana. Port in processione il Santissimo lo stesso Papa; il quale poi nelle sue stanze servito dal Garampi come diacono, e dall'Artz Suffraganeo di Vienna come suddiacono, alla presenza dei cardinali, di monsig. Contesini, di monsig. Dini, ed altri, fece la consueta cerimonia di lavare i piedi a dodici uomini vecchi, e di servirli a tavola, essendo presente anche l'imperatore e l'Arciduca. Ai medesimi uomini ha dato il solito vestito, e 12 zecchini soliti l'imperatore; il Papa poi diede ad ognuno due medaglie, una di oro, e l'altra d'argento. Li 29 venerd Santo intervenne all'officio divino celebrato da monsig. nunzio nella chiesa de' PP. Agostiniani, coll'Arciduca, co' prelati del suo seguito, con altri prelati e ciamberlani. Dopo le tre pomeridiane preceduto dai ciamberlani di Corte, dai suoi prelati, e dal nunzio, in compagnia dell'Arciduca e seguitato dai cardinali Migazzi, e Batthiani portossi a piedi alla visita de' sacri Sepolcri. Visit prima la chiesa della nazione italiana. Dopo quella de' PP. Minori Conventuali. Quella de' PP. Benedettini detti degli Scozzesi. Quella de' Sette Cori Angelici. Quella di san Pietro. Quella finalmente de' PP. Barnabiti a s. Michele. Le strade furono affollatissime ed appena bastarono due distaccamenti, uno di cavalleria, e l'altro d'infanteria per contenere la calca. Il Papa nel giorno di Pasqua pontificher in Santo Stefano, e dar la benedizione Papale al popolo sotto lo sparo del cannone. Non sar accompagnato dall'imperatore perch li medici non vogliono, che si esponga all'aria, non essendo ancor guarito dalla sua flussione d'occhi. Il vescovo principe di Cracovia Gaetano Conte di Soltyck stato per quasi nove anni seguenti solitario nel suo appartamento senza lasciarsi vedere da alcuno. Perci essendo pochi mesi in qua comparso mutato alquanto, fu ordinato dal Capitolo, che il coadiutore Michele Conte Poniatowski vescovo di Plocko faccia da amministratore plenipotenziario finch il Soltyck guarisca affatto. Anzi volendo questi trasportare a Tarnow nella Polonia austriaca i suoi tesori, fu impedito dal Capitolo, e messo sotto custodia. Fattone poi l'inventario delle di lui sostanze, gli furono trovati pi di 24.000 zecchini in danaro, e circa altri zecchini 7.000 in gioie. Somma totale 32.000 zecchini circa. Leggo, che il vento de' 24 marzo ha gonfiato il mare a Genova, e danneggi tutti i bastimenti di quel porto per circa trentamila pezzi. Cessato poi il vento nello stesso giorno cadde copiosa neve, e succedette un rigoroso freddo. Parimente leggo, che innanzi li 18 di marzo nel regno di

Napoli si fatto sentire il freddo tanto grande replicatamente, che tutti gli agrumi di Sorrento, li quali formano una delle migliori raccolte di quelle cose, sono infracidiati e caduti dalle piante, e quindi fu giudicato espediente il sotterrarli subito perch non ne venga fatto uso. Leggo, che l'imperatore ha proibito in tutta la sua monarchia le prediche di controversie ed il disputare di religione tanto ai cattolici, quanto agli accattolici. Leggo, che il medesimo imperatore ha cassate le seguenti fortezze ne' suoi Stati, cio nell'Ungheria. Presburgo. Raab. Comorra. Leopoldstadt. Treublsthin. Erlan. Zoluoch. Groslingen. Cassau. Segedin. Esperies. Groswaradin. Nella Transilvania. Hermanstad. Clausenburg. Zamasugeval. Malcswarsathelii. Fogaras. Cronstadt. Cziekzedacs. Nell'Austria Superiore. Coslanz. Bregenz. Nella Gallizia. Lamberg. Nella Croazia. Zing. Carlobago. Nella Stiria. Gratz. Nel Tirolo: Inspruch. Chrenberg. Roveredo. Sohalitia. Rothenberg. Covolo. Lientz. Beutestein. Bolzano. Nella Moravia. Iablunga. Nell'Italia. Pizzighettone. Cremona. Pavia. Como. Lecco. Forte Fuentes. Trezzo. Ne' Paesi Bassi. Brusselles. Gand. Ostenda. Malines. Mons. Namur. Con tutte le citt di Baviera. Cos la Gazzetta luganese num. 13. Leggo, che l'editto prussiano rammentato sopra sotto li 24 di marzo, comincia cos: "Federico per grazia di Dio re di Prussia ecc. Essendoci stato notificato che con l'editto imperiale pubblicato ne' Paesi Bassi austriaci sia stata proibita ogni comunicazione alle comunit religiose d'ambi li sessi con li conventi de' paesi esteri, e tolta ogni dipendenza dai loro Generali. Noi perci, riguardo ai convento della Gheldria prussiana, Stati finora dipendenti dai superiori esistenti ne' Paesi Bassi austriaci, ordiniamo quanto segue", cio come riportato sopra. Leggo assai lodato nella Gazzetta luganese il P. Giangiuseppe Ferrari Provinciale de' Minori Conventuali della Lombardia austriaca per aver predicato la seconda volta in Lugano con universale aggradimento per la sua piet, e dottrina. Quindi fu pure onorato con diversi componimenti poetici. 10-11 aprile 1782 10 ed 11 aprile, mercoled, e venerd nel castello di Trento vi fu il concorso generale de' RR. Preti secolari alle due parrocchie di Mori nel Lagaro, e di Bono nella Giudicaria maggiore, ambedue nel principato di Trento. La prima fu data al nobile sig. don Giacomo Tabarelli de Fatis di Roveredo, esaminatore prosinodale, gi professore di teologia morale, ed ora rettore del seminario vescovile di Trento. L'altra poi al sig. don Bernardino Pasi di Trento arciprete di Banale nella Giudicaria minore. Li concorrenti furono 55 incirca. Ma poi il Pasi rinunci. 12 aprile 1782 12 aprile. Il nostro vescovo principe andato a Santa Massenza, luogo di suo divertimento, perch gli cessi il concorso di cresimandi, e per divertirsi, come ho inteso, colla caccia delle anitre. Avea destinato di partire per Vienna; ma si trattiene per aspettare il Papa di ritorno. Leggo in una data di Vienna 21 marzo, che in vigore di un nuovo editto imperiale, ciascun accattolico, che vorr stabilirsi ne' Paesi austriaci dovr insinuarsi al rispettivo capitalo Circolare da cui gli sar data una cedola, in vigore della quale nessuno ardir d'inquietarlo, o proibirgli la dimora nel luogo fissato: e che quando in un luogo vi saranno cento famiglie di accattolici allora la Corte permetter loro un tempio, ed un pastore, il quale dovr esser suddito austriaco88. Per questo e per le altre cose dette antecedentemente, non so da chi, sono stati composti questi due versi: Tollendos tolerat, tolerandos Austria tollit. Vel: Tollendos tolerat, tolerandos tollit Ioseph. Sic tollens, tolerans, intoleranda facit. Vel: Tollens, et tolerans, intoleranda facit. 14 aprile 1782
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Vedi pi sotto.

14 aprile, domenica seconda dopo Pasqua, in Trento non fu fatta la solita solenne processione della Madonna Dolorata, perch piovette tutto il giorno. 16 aprile 1782 16 aprile leggo, che l'imperatore nel sabato Santo ha dovuto farsi trar sangue, e che quindi nella seguente mattina di Pasqua non ha potuto andare col Papa alla metropolitana viennese di Santo Stefano. Per questo il medesimo Papa andato con treno mediocre tenendo seco nella sua carrozza li due cardinali Migazzi e Batthiani, colla scorta di quattro guardie nobili del Corpo ungherese, e quattro polacche. Fu seguitato da altre carrozze de' suoi prelati domestici, da monsig. nunzio Garampi, dagli uffiziali domestici de' predetti due cardinali. La chiesa fu piena, specialmente di nobilt, ch'ebbe li biglietti di entrata. Nella tribuna grande di Corte furono le dame. Nella tribuna arcivescovile l'Arciduca Massimiliano. Fece l'officio di arcidiacono il card. Migazzi, di diacono il card. Batthyani, di suddiacono il card. Francesco d'Hertzan. Di assistente al suddiacono il Conte di Artz anauniaco89 Edmondo vescovo di Teia Suffraganeo di Vienna. Assistettero pure monsig. Dini maestro delle cerimonie, monsig. Marcucci patriarca di Costantinopoli, monsig. Contessini arcivescovo do Atene, e gli altri prelati Papali, e tutti li vescovi e prelati mitrati, che si trovano in Vienna, con tutti li canonici, e Beneficiati di quella metropolitana. Li principi Adamo di Aversperg, e Nepomuceno di Swartzenberg servirono il Papa col bacile, ed asciugatoio delle mani. L'Epistola e l'Evangelio furono cantati in latino ed in greco. Dopo l'Evangelio il Papa recit una sua omelia latina sopra il testo Pax vobis. Moltissimi cavalieri, e dame furono osservate, che contemplando la maest del cerimoniale pontificio, e la naturale umiliazione e raccoglimento del Papa nel celebrare versarono lagrime di tenerezza, e di edificazione. Dopo la Messa il Papa vestito degli abiti pontificali col triregno in testa, ed assistito dai cardinali, e prelati suoi domestici, diede la sua Papale benedizione dalla loggia di quella chiesa, della piazza d'armi, all'affollatissimo popolo, il quale geometricamente calcolato oltrepassava le trenta mila persone. Anche l'Arciduca Massimiliano comparve per riceverla ad una finestra della nunziatura. Il popolo fu innumerabile, perch oltre quello della citt, e de' sobborghi, e de' paesi circonvicini, vi furono moltissimi forestieri venuti dalla Boemia, dalla Moravia, e molti pi dall'Ungheria. Perch non nascessero disordini fu proibito l'andare quella mattina per citt in carrozza; e le strade furono custodite da corazzieri, e granatieri. Nel sabato Santo e nel seguito luned il Papa stette sempre ritirato nel suo appartamento. Marted li 2 aprile co' suoi prelati e colle guardie ungheresi, o polacche nobili and al convento de' PP. Domenicani, vi celebr la sua Messa, ammise al bacio del piede que' Religiosi nella sagristia, ed alle dame nel refettorio. Poi and a vedere la chiesa gi de' PP. Gesuiti, ed ora de' PP. Benedettini della Congregazione Spagnuola di Monserrato. D'indi pass al castello, e giardino reale di Belvedere, poi alla chiesa di s. Carlo Borromeo, e ritorn in citt. Ne seguiti giorni attesa la pioggia non usc di palazzo. Disse ogni mattina la sua Messa nella cappella aulica di s. Gioseffo; pass qualche ora coll'imperatore o coll'Arciduca, e molte in dare udienza ai pi cospicui ecclesiastici, alla nobilt, e ad altra gente, concedendo loro a chi il bacio dell'anello, ad altri quello del mezzo della palma di mano, e ad altri del piede. Due volte al giorno esce sul poggiuolo a dare la benedizione ai molti fedeli forastieri che vi stavano sotto. Ai 4 di aprile arrivato in Vienna monsig. Antonio Pietro Conte Prizicowski arcivescovo di Praga, e principe, primate della Boemia, legato apostolico nato, Gran Croce stefanista e consigliere intimo imperiale, nato li 28 agosto 1707, ed eletto 26 ottobre 1763. Leggo in data di Milano 8 aprile, che si continua col la soppressione de' monasteri, e conventi, e che li padri Paolotti, e Serviti debbono ridursi in un convento solo. Item che li Cistercensi di Chiaravalle hanno gi avuto l'ordine di ritirarsi nel monastero di Milano, lasciando in libert li mobili, e stabili etc. Sento, che stato vietato il presentare memoriali frateschi al Papa finch dimora in Vienna; e che in Ungheria pure gi dato principio alla soppressione delle monache.
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*D'Arsio nelal Valle di Non, o Anaunia.

16 aprile 1782 16 aprile, marted, nel monistero di s. Chiara di Trento hanno vestito solennemente l'abito della medesima Santa in qualit di coriste le signore Bonora e Baldirona di Cavalese90, officiando monsig. Vicario generale canonico Simone Albano Zambaiti. Un mese avanti, cio li 14 marzo, nel medesimo ha professato come corista la signora Giuliani di Torbole. Anche questo notabile, attesa la iniquit de' tempi correnti. Monsig. Ridolfo Giuseppe Conte d'Ebling, arcivescovo e principe di Gorizia, nato il primo agosto 1723, ed eletto li 27 giugno 1774, dopo di aver operato appresso il Governo di Gorizia sua patria, perch nella sua residenza, e diocesi non venisse pubblicato l'editto cesareo della tolleranza, fu chiamato a Vienna, ed ebbe ordine o di dimettere l'arcivescovado, e due prebende, o di far pubblicare il mentovato editto. Quindi subito cedette, ordin al suo Vicario generale la pubblicazione dell'editto, e subito, cio nel sabato 23 marzo, senza punto poter parlare col Papa dovette partire per Gorizia. In Praga sino dai primi di marzo sono soppresse le monache Benedettine del Capitolo di s. Giorgio, la cui badessa principessa concoronatrice della regina boema. Le Premostratesi, le Cisterciensi di Fraventhal, le Celestine di Citt-Nuova (Neustadt), le Domenicane e le Figlie della Maddalena. Nessuna di tali Religiose potr entrare in un altro monastero senza professarne la Regola. Resta in tal citt il Capitolo reale delle dame nobili, l'altro delle dame inglesi. L'imperatore ha aggiunto alla sua circolare dei 16 gennaio rapporto alla tolleranza, perch non sia interpretata falsamente, che gli accattolici dove saranno tollerati legalmente, dovranno mandare i loro figliuoli alle scuole cattoliche per imparare a leggere e scrivere, e dovranno ricorrere ai parrochi cattolici tanto per l'amministrazione de' Sacramenti del Battesimo, e del Matrimonio, come per la sepoltura de' morti, e ci sintanto che li medesimi accattolici avranno un proprio loro pastore, un maestro, ed un oratorio. Di pi, che li curati cattolici possano andar a visitare una volta gli ammalati accattolici, e se non sono ammessi dagli ammalati, partano quietamente. Item che ne' luoghi dove trovansi 500 persone accattoliche, quantunque non vi fossero 100 famiglie di esse, possa, e debba a loro richiesta esser loro permesso l'erigersi un oratorio, ed una scuola. Item, che quando gli accattolici presenteranno qualche pastore, o maestro, o la permissione di erigere un oratorio, li magistrati non ricerchino se siano in istato, o no di mantenerli. Item che non si ammettano a dichiararsi accattolici comunit, o Corpi interi, ma ognuno tanto maschio, che femmina si presenti ad uno ad uno avanti al Magistrato, dove alla presenza di un ecclesiastico delegato dal vescovo siano esaminati diligentemente sopra la loro religione, ed i principi della loro credenza. Con questo, che non si ammettano altro, che le tre religioni nominatamente espresse nelle Costituzioni di tolleranza. Nella citt di Praga in luogo delle monache soppresse vi saranno le Orsoline per istruire le fanciulle, e le Elisabettine per assistere agli ammalati. Per altro rapporto a queste ultime io leggo nel Familiare Regularium stampato in Napoli l'anno 1706, pag. 195 la Forma professionis monialum Tertii Ordinis concepita in questi termini: "Ego soror N. voveo, et promitto Deo Omnipotenti, beatissimae Mariae semper Virgini, beato Patri nostro Francisco, beatae Elisabeth, ac omnibus Sanctis, et tibi pater, toto tempore vitae meae servare Regulam Sororum Pauperum Tertii Ordinis a Sancto Patre nostro Francisco institutam, vivendo in obedientia, sine proprio, in castitate, et clausura". Il voto di clausura non si conf coll'andare per la citt ad assistere agli ammalati, n quello di castit coll'assistere etc. La santa Elisabetta nominata la nostra gran Terziaria di Ungheria; ma non so bene se le Elisabettine sieno le Terziarie, che fanno li detti voti. 21 aprile 1782 21 aprile, domenica, nel monistero della santissima Trinit, hanno vestito l'abito della Madre santa Chiara due novizze serventi, cio suor Crocifissa del P.S. Francesco, Rosa Guadagnini
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Profess poi a suo tempo la sola Baldirona.

fiemmasca, e suor Serafina del Crocifisso, Maddalena di Mais, tedesca. Vedi sotto al 21 ottobre del 1783. Nel medesimo giorno tre Padri Filippini dell'Oratorio veronese, cio il P. Vecellio, coi PP. Bertolini, hanno cominciato a dare pubblicamente nella chiesa del seminario di Trento gli esercizi spirituali ai sodali delle Congregazioni maggiore e Minore, ed agli scolari, e ci a proprie spese, abitando per altro nel seminario. Vedi sotto al 29 maggio. In Bolgiano ai nove di questo mese fu intimata la soppressione a quelle monache Annunzialiste della Beata Giovanna Valesia, ed alle Terziarie nostre. Cos ho inteso ma... 23 aprile 1782 23 aprile leggo esser tanti li forastieri, che per vedere il Papa vanno giornalmente a Vienna, che appena trovano albergo anche ne' sobborghi. Nella domenica in Albis, che fu ai sette, si trovarono presenti alla benedizione Papale circa sessanta mila persone forastiere. Il Papa sortito sul poggiuolo a darla in tal giorno sette volte, e li fedeli per riceverla stettero sotto la pioggia per non perdere li posti su li bastioni di rimpetto alle finestre Papali sino a tre ore continue. Gli otto, giorno di luned dopo il pranzo il medesimo Papa andato nella chiesa de' PP: Agostiniani Scalzi a vedere le picciole urne, in cui si conservano li cuori de' morti di Casa d'Austria, e preg per loro. Ai nove dopo pranzo and a vedere la cesarea regia armeria, accompagnato dai suoi prelati, e da quattro guardie nobili. Poi and nella casa della nunziatura apostolica, e diede la benedizione a tutte quelle persone dipendenti da monsig. nunzio. Ai 10 dopo pranzo a tiro di sei, e col solito suo corteggio, e colle solite guardie and nel sobborgo Rossau a vedere la fabbrica regia delle porcellane, seco avendo in carrozza monsig. arcivescovo di Praga, e monsig. Carlo de' Conti Ezsrerhazy Galanta vescovo di Erlavia nell'Ungheria. L venne ricevuto alla porta dall'Arciduca Massimiliano, e dal Conte Francesco di KollowrathNoworadski presidente della regia camera delle finanze, e dell'ufficio montanistico. D'indi pass al convento de' PP. Serviti, visit la cappella del miracoloso s. Pellegrino, e nel refettorio ammise al bacio del piede que' Religiosi. Poi and a vedere la villa del principe di Liechtenstein. Agli undici dopo pranzo and a vedere l'ospitale degli orfani, ricevuto alla porta dall'Arciduca Massimiliano. Vi and col solito suo corteggio, e col vescovo principe di Frisinga, e vide le militari evoluzioni di que' ragazzi. Ai 12 dopo il pranzo in carrozza andato a visitare il Collegio Teresiano degli educandi nobili, ricevuto in esso dall'Arciduca Massimiliano. Ai 4 di questo il cesareo regio pittore Giuseppe Hickel fu dal Papa e deline il di lui ritratto. Ai sette il Papa intorno al mezzogiorno fu ad osservare l'aulico gabinetto fisico-matematico, ed osserv particolarmente la figura, che colla mano scrive bene l'una e l'altra cosa, figura inventata dall'attuale direttore del medesimo gabinetto sig. Federico de Kautz. Nell'anticamera del Papa stanno sempre due ciamberlani di servizio, due aiutanti di camera, due uscieri imperiali, ed una divisione delle guardie nobili tedesca, Unghera e polacca. Quando esce fuori tanto a piedi, che in carrozza, tiene sempre un certo numero di granatieri, che raffrenino la folla del popolo. Tutte le spese della Casa pontificia si fanno per conto della Corte imperiale. Vi sono giornalmente tre tavole imbandite, una per il Papa, una per li vescovi, ed una per il seguito pontificio. Molti vescovi sono andati a Vienna per ossequiare il detto Papa. Otto sono venuti dalla sola Ungheria, cio il card. Gioseppe Batthyani arcivescovo di Strigonia e primate del regno. Carlo Esterhasi de Galanta vescovo di Agna, ed Eerlaw. Il vescovo di s. Croce. Il vescovo di Sabaria Giovanni Szily. Il vescovo di Maccaria. Il vescovo di Zagabria in Croazia Giuseppe Gallyuff. Il vescovo di Reab, o sia Giovannino Francesco Zichi. Il vescovo di Rosnavia Antonio Andraffy. Ultimamente, cio ai 9 aprile vi andato anche il vescovo di Frisinga nella Baviera Lodovico Giuseppe barone di Welden augustano. Il Papa partir da Vienna per Monaco, Insprugg, Trento ecc. circa gli ultimi di questo mese di aprile. In Vienna verso la mezzanotte de' 12 venendo li tredici morto l'abate Pietro Metastasio di Assisi poeta cesareo italiano. Egli nacque li 3 gennaio 1698 in Assisi: and a Vienna nell'aprile del 1729 ed in essa consum 53 anni in qualit di poeta cesareo. Il suo vero cognome fu Trapassi. Non fu prete, ma vest da prete. In nome del Papa gli ha portato la benedizione in articulo mortis monsignor nunzio Garampi. Poeta anche sul letto degli ultimi suoi giorni

recitando sonetti, e ottavine sopra il corso della vita umana, sopra la morte, sopra i medici ecc. Fu infermo dodici soli giorni. Fu seppellito nella chiesa parrocchiale di s. Michele de' PP. Barnabiti. L'imperatore ha comandato con un suo editto de' 21 marzo, che tutti li capitali di fondazioni e doti delle chiese debbano in avvenire essere collocati su li fondi e Casse pubbliche dello Stato suo, e non pi sopra stabili de' particolari, quantunque tali ipoteche non soffrissero veruna eccezione. In Vienna li 14 aprile l'ambasciatore di Francia per festeggiare la nascita del reale Delfino oltre tre fontane di vino nero, e tre altre di vino bianco eretti fece alle ore 4 pomeridiane gettare da due palchi eretti nel Prater una grande quantit di presciutti, carni salate, pane ecc. all'affollata plebaglia. Tale festa, o cuccagna dur pi di un'ora e mezza, cui successe un fuoco artificiale, che cost quattromila fiorini. Li quindici poi ha dato un veglione in maschera con splendido soup, ed illuminazione nel palazzo Liechtenstein nel sobborgo Rossau. Lo stesso ha fatto due altre sere. Nell'Abbruzzo ai 25 di febbraio un'ora avanti l'Avemmaria della sera per quasi tutta l'estensione della citt vescovile di Ortona, che riguarda il mare Adriatico cominci la terra a separarsi dalle fabbriche, ed a tre ore di notte tutto ci, che prima era colle, apparve una voragine spaventosa, ed il terreno coperto dalla neve, precipit rapidamente nel mare. La citt, che siede sul colle rimasta uno scheletro compassionevole, e le fabbriche tutte, che guardano il mare, minacciano di sprofondarsi d'ora in ora senza rimedio alcuno, essendo voto il terreno di sotto. Gli abitanti tutti scapparono spaventati. Niuno morto, ma credesi che li cittadini dovranno abbandonare la detta cadente citt. Un simile accidente le occorse anche nel 1526 in cui la terza parte di essa cadde nel porto, che lo rese inservibile. In Milano ai 15 di questo a 21 ora sono capitati li due principi moscoviti, e nella stessa sera sono stati condotti al teatro illuminato a giorno alla Scala, dove poco fa era un santuario. Non ho ancora letto, che l'imperatore sia sortito dal suo palazzo di Vienna dopo che in esso sta il Papa. Nella Gazzetta di Lugano 15 aprile in data di Vienna 4 aprile leggo, che all'imperatore dopo la cavata del sangue i dolori degli occhi sono molto mitigati, ed cessata l'infiammazione, e che col rimedio applicatogli dall'oculista professore Barth di una pastiglia emolliente si molto scemata eziandio l'enfiagione delle palpebre. Di pi, che avendo consultato il medesimo Barth coi medici barone Storch e col chirurgo Brambilla, fu stabilito che sua maest faccia una purga per addolcire il sangue, e che si guardi frattanto dall'aria, e dalle assidue applicazioni. Leggo, che ai due di questo, terza festa di Pasqua, il Papa ebbe una formale conferenza coll'imperatore coll'intervento del principe di Kaunitz, e de' due cardinali Migazzi, ed Hertzan nel gabinetto imperiale, in cui fu introdotto dal card. Migazzi colle cerimonie prescritte, siccome leggo, dall'etichetta. Dicesi che il Papa fece una patetica, ed energica parlata all'imperatore su le presenti vertenze, e che l'imperatore sostanzialmente rispose "ch'egli credeva, che le risoluzioni prese concernenti la Chiesa ne' suoi Stati, gli saranno gi state notificate, e che il card. d'Hertzan suo ministro gli avr palesate le rette sue intenzioni: che in quanto si era eseguito ha avuto di mira il bene de' suoi Stati, che per obbligo della sua coscienza dee promovere con tanta maggiore costanza, dacch erano indispensabili i nuovi regolamenti, per li quali non erano stati certamente lesi i dogmi della fede e della religione: che se il Papa bramava una risposta pi ampia, si compiacesse di far esporre in iscritto le sue dimande, e che allora dal suo cancelliere di Corte gli sarebbero date le risposte ministerialmente, e le avrebbe anche fatte stampare ad istruzione dei sudditi". Finita tale parlata il Papa diede all'imperatore la sua benedizione, e si ritir nel suo appartamento. Nel resto il Papa e l'imperatore si fanno visite scambievoli, e si trattano con i pi distinti contrassegni di reciproca stima e cordialitade. Leggo pure in data di Napoli il primo aprile che il re di Napoli e Sicilia con suo dispaccio spedito al vicer di Sicilia ha tolto affatto i tribunali dell'Inquisizione dalla sopraintendenza dei Regolari, rimettendo per l'avvenire l'esame di tali materie ai rispettivi vescovi, e altre persone secolari con le opportune regole e prescrizioni.

Leggo, che l'imperatore col suo fratello Massimiliano sabato sera li tredici di questo ritornato al teatro per vedere la rappresentanza della cantatrice Bernarsconi. Che domenica 14 dopo il mezzo giorno l'imperatore andato fuori a spasso in un superbo carrozzino col Papa nel sobborgo di Leopoldstadt, ed altrove, accompagnati da quattro carrozze, e da guardie a cavallo. Leggo, che per ossequiare il Papa sono venuti a Vienna monsig. Adamo Patachich de Zaiesda arcivescovo di Colocza, e Bachia in Ungheria, ed altri vescovi, ed abati ungaresi. Monsig. Michele Romano Sierakowski Suffraganeo di Primislavia nella Galizia. Monsig. Antonio Conte di Colloredo arcivescovo di Olmtz nella Moravia. Leggo, che il Papa ha regalato mille fiorini all'ospedale degli orfani di Vienna per le spese che han fatto que' ragazzi nell'esercizio a fuoco eseguito a riguardo dello stesso Papa. Il cardinale Migazzi ai 18 ha benedetto nella chiesa parrocchiale di s. Michele de' Padri Barnabiti l'altar maggiore rifabbricato colla spesa di circa sessanta mila fiorini. Il Papa li 20 aprile andato a vedere il ben convento, o sia castello residenziale de' canonici lateranesi a Klosterneuburg lontano una lega da Vienna. Il primo di maggio si dar esecuzione al nuovo sistema giudiciale cesareo. Il Papa ha regalato l'auditore dell'appostolica nunziatura di Vienna monsig. Lorenzo Conte Caleppi dichiarandolo suo prelato domestico di Mantellone e camerioro segreto. L'imperatore ha pubblicato un suo decreto indicante l'abolizione dell'attuale reggenza dell'Austria inferiore, e l'erezione in vece di un dicastero d'appellazione in seconda istanza. Il Papa ai 19 ha in Vienna dato il cappello cardinalizio al card. Leopoldo Firmian, ed al card. Gioseppe Batthiani, con pompa solenne, avendo loro innanzi chiusa ed aperta la bocca, cerimonia solita e significante. Furono presenti l'imperatore, l'Arciduca, molti ministri, ed altri. L'imperatore ha regalato ai prelati e ministri del Papa degli anelli, delle scatole, e medaglie, ed agli infimi del danaro. 22 aprile 1782 Li 22 aprile, giorno di luned, alle sette e mezza di mattina il Papa partito da Vienna per ritornare a Roma. Fu accompagnato dall'imperatore e dall'Arciduca Massimiliano sino a Mariabrunn luogo distante da Vienna tre miglia. Quivi smontati entrarono nella chiesa de' PP. Agostiniani Scalzi, adorarono il SS. Sacramento, e nella tribuna esteriore si congedarono con vicendevoli segni di stima e di affetto, e con lagrime agli occhi si separarono. L'imperatore e l'Arciduca ritornarono a Vienna, ed il Papa s'avvi verso la Baviera, Monaco, Insprugg, Trento, Verona, Venezia ecc. Nella notte degli otto venendo li 9 aprile li borghesi di Ginevra si sono impadroniti della citt, con morte di pi persone, La storia troppo lunga; ed io non ho tempo di trascriverla. In questo stesso tempo ho veduto un foglio stampato in Trento di questo tenore: "Nos Petrus Vigilius Dei gratia episcopus et S.R.I. princeps Tridenti etc. Marchio Castellarii etc. Ex Comitibus de Thunn, et Hochenstein etc. etc. Venerabili clero austriacae ditionis animarum curae in hac nostra tridentina dioecesi exposito. Augusti imperatoris recens edictum, quo augustanae, helveticaeque religionis asseclis, atque graecis schismaticis, dummodo centum familiae collectae inveniantur, privatum eorumdem religionis exercitium, certis sub conditionibus. in Statibus etiam haereditariis toleratur, notum esse vobis certo accepimus. Itaque, ne quidquam eorum, quae muneris nostri sunt, praetrmisisse videamur, vos, quibus in partem sollicitudinis vocatis salus animarum commissa est, admonendos esse duximus, ut si forte intra paroeciae vestrae confines hoc genus homines domicilium figere contingeret, quomodo vos gerere debeatis, minime ignoretis. Dolendum equidem, amarisque lacrymis deploranda misera tot acatholicorum conditio, qui cum sacro Baptismatis lavacro, Ecclesiae Christi fuerint inserti, atque a peccato purgati, ob aliqua fidei capita ab Ecclesia segregati, in aeternae damnationis certo discrimine versantur. Quapropter populum vestrum ante omnia docete Deum, qui dives est in misericordia, incessanter esse invocandum, obsecrandunmque, ut et iis verae fidei lumen, et conversionbis gratiam largiatur. Obsecro igitur primum omnium, fieri obsecrationes, orationes, postulationes, gratiarum actiones, pro omnibus hominibus... Hoc enim bonum est, et acceptum coram Salvatore nostro Deo, qui omnes homines vult salvos fieri, et ad

agnitionem veritatis venire91. Quis scit, an non ea sint inscrutabilia Dei iudicia, ut per preces fidelium ad verum ovile Christi sint perducendi, ut fiat tandem unum ovile, et unus Pastor? Nobis certe, quorum unicuique a Christo Domino cura proximi est demandata, nullum hunmanitatis et claritatis officium praetermittendum est, quo tamquam fratres eos complectamur, et omnigenae virtutis christianae splendore eosdem ad catholicam Christi fidem invitemus, atque alliciamus. Debemus enim nos firmiores imbecillitatem92 infirmorum sustinere, et non nobis placere. Unusquisque vestrum proximo suo placeat in bonum ad aedificationem. Vae etenim catholico, cuius forte opera mala offendiculum adferrent aliis, quo fieret, ut verae fidei amplectendae texerent. Induite vos ergo, sicut electi Dei, sancti et dilecti, viscera misericordiae, benignitatem, humilitatem, modestiam, patientiam... Super omnia autem haec charitatem habete, quod est vinculum perfectionis. Et ne quis inter vos intempestivo zelo obreptus charitatis christianae vinculum solvat, videte, ne quisquam contentionibus, litibus amarisque disputationibus acatholicos lacessat, et irritet. Servum enim Domini non oportet litigare, sed mansuetum esse ad omnes, docilem, patientem, cum modestia corripientem eos, qui resistunt veritati, ne quando Deus det illis poenitentiam ad cognoscendam veritatem et resipiscant. Si quis autem inter eos, catholicos provocaret, errando nolite quasi inimicum existimare, sed corripite ut fratrem. Quod si acatholicorum quisquam, praecipue dum morti proximus est, Deo inspirante, catholicae fidei profitendae desiderio flagrat, atque ab institutione et assistentia vestra spirituali praepeditus a quovis dignoscitur, eum, qui hoc facinus ausit patrare, quantocius nobis, vel etiam saeculari potestati denuntiate, ut et libera sit volenti professio catholica, et qui eius conversioni adversatur prout in caesarei edicto cautum est, debitam poenam luat. Ad ovile autem revertentem ovem ambabus ulnis amplectimini, atque fovete, memores illius divini Pastoris, qui centum oves reliquit in deserto, ut perditam recuperaret. Caeterum ne ab uno deflectentes in aliud impingatis, in eo vel maxime studium curasque vestras satagite impendere, ut ab oviculis vobis concreditis, subversionis periculum omne, quoad fieri potest, amoveatis. Fideles propterea monete, ne ab acatholicis se ullo modo seduci patiantur, verum seipsos in fide confirment, illud Apostoli alter alteri repetentes: tu vero permane in iis, qaue didicisti, et credita sunt tibi, sciens a quo didiceris. Eum in finem parentibus praecipite, ut prolem suam catholicae fidei elementis probe imbuant, eamque ab acatholicorum conventiculis remotam sedulo custodiant. Verum vos praecipimus nulli parcite labori, ut cuiusvis aetatis fideles publicae cathechesi in ecclesia intersint, atque in ea fidei catholicae dogmata e Sacris Litteris et Traditione eruta, atque ab Ecclesia universali definita perfecte addiscant, et viriliter profiteantur. Demum super omnia vos ipsos praebete exemplum bonorum operum in doctrinam in integritate, in charitate non ficta, ut ii qui ex adverso sunt, nihil debeant mali dicere de vobis. Vigilate super gregem vestrum, state in fide, viriliter agite, et confortamini. Commendate fidelibus ut stabiles sint et immobiles in ea fide, quam per Dei misericoirdiam siusceperunt. Pax interim et charitas cum fide a Deo Patre, et Domino Iesu Christo, cum pastorali nostra, quam vobis perhumaniter impertimur, benedictione. Datum Tridenti ex arce nostrae residentiae hac die 22 februarii 1782. Ad mandatum celsissimi et rev.mi domini domini proprium P. Petrus Ioseph Cloch cancellarius etc.". In questo mese il rev.mo Provicario Gioseffantonio Menghini col sig. cancelliero stato a Roveredo ad esaminare li Padri nostri, e chierici di Roveredo e di Arco, li PP. Cappuccini, e li Padri Carmelitani per l'esercizio parrocchiale, a tenore dell'editto cesareo. Avanti fu a Bolgiano per quei Regolari ed a s. Michele per que' canonici Regolari. Altri nostri e Cappuccini furono esaminati qui in Trento venuti apposta, o di passaggio. Fu da noi e dagli altri pagata la spesa di tal viaggio piuttosto, che li Frati venissero in tanto numero a Trento. 7 maggio 1782

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2, Tim. 2 falso, ma 1 Tim. 2, vers. 1 e 3. non imbecillitatem, sed imbecillitates, Rom. 15.

7 maggio, leggo, che il Papa s' congedato dall'imperatore ed Arciduca in Mariabrunn, o sia alla Madonna del Fonte, luogo cinque miglia distante a Vienna e che il Papa dando la benedizione all'imperatore gli ha pregato dal cielo tutti que' lumi, e grazie, che la mano del Signore suole spargere sopra la testa de' suoi pi cari. L'imperatore poi ha significato al P. Martino exprovinciale de' PP. Agostiniani Scalzi, custodi di quel santuario, che gradir, che in quel luogo sia eretta una lapida per eternare la memoria del detto congedamento, e che sia inserita eziandio nelle loro croniche. Leggo, che il Papa ha dato col cappello il titolo di s. Pietro in Montorio al cardinale Leopoldo di Firmian, ed il titolo di s. Bartolommeo in Isola al card. Gioseppe Batthyani. Leggo, che il Papa li 22 dopo mezzod giunse al monistero mellicense, o sia di Mlck, dove fu ricevuto dal cardinale arcivescovo Migazzi, da quell'abate, e da que' monaci Benedettini; e che nella seguente mattina part per andar a pernottare nel monastero detto di s. Floriano. Che per tutto il Tirolo sino ai confini veneti sar compagnato d'ordine cesareo da sua ecc.za Conte Gundacaro de Sternenberg. Che il Papa arrivato in Monaco li 26 aprile di sera piovendo dirottamente, incontrato da una immensa folla di popolo. Che li 21 in Vienna sort otto volte sul poggiuolo a dare la sua benedizione al popolo, che senza esagerazione sar stato pi di cento e ventimila persone; e che dalla calca restata soffocata un donna. Che ha regalato 500 zecchini ai camerieri e cuochi destinatigli dall'imperatore e 1.000 alla gente di livrea e 200 agli uomini e donne del pi basso servizio. Ad ogni poeta, da cui fu lodato una medaglia d'oro o d'argento, ai custodi regi della galleria delle pitture di Belvedere, della biblioteca, della casa d'armi, de' gabinetti di storia naturale, delle medaglie, e delle matematiche del real tesoro etc. altre medaglie d'oro ed argento. Al Conte di Rosenberg, al Conte di s. Julien, al Conte di Dietrichstein, al Conte Ernesto di Kaunitz, al principe di Paar, al sig. di Heufeld, al sig. de Noble, delle corone preziosissime, e de' reliquiari ricchissimi, de' quali uno fu valutato 200 zecchini. L'imperatore ha ringraziato li vescovi ungheri delle attenzioni usate per il Papa, e gli ha eziandio regalati. Al card. Batthyani ha fatto un regalo del valore di 130 mila fiorini. Il Papa nel Consistoro tenuto in Vienna ai 19 aprile 1782 ha lodato li tedeschi, e l'imperatore lodando di questo in particolare la sua divozione verso Dio, l'eccellenza del suo ingegno, e la massima applicazione nella trattazione degli affari. L'imperatore ha pubblicato l'abolizione della reggenza dell'Austria inferiore, che quindi cessata il primo di maggio. Corre voce, che Federico re di Prussia settuagenario sia per andare ai bagni di Pisa nella Toscana, se il tempo, ed i suoi mali glielo permetteranno. Non and. Intendo, che corre a stampa una circolare di Giuseppe Francesco Conte di Aversperg da Vienna vescovo di Gurgg sopra la tolleranza degli eretici, ed altre nuove leggi, la quale non piace a tutti, e quindi si giudica in Trento indegna di ristampa. Egli nato li 31 gennaio 1734 e dal vescovado di Lavant fu trasferito a quello di Gurgg nella Carintia li 18 ottobre 1772. 7 maggio 1782 [sic] 7 maggio in Trento vi sono preparativi magnifici per la venuta del Papa; ma in questa notte capitata staffetta colla replica, che qui non si fermer se non se quel poco di tempo, che occorrer per poter mutare li cavalli, nel qual tempo andr a visitare la chiesa conciliare di s. Maria Maggiore. Le stazioni notturne destinate sono Bressanone, Bolgiano, e Roveredo. Questa cosa dispiace molto a tutti, e per essa il vescovo nostro piange. Quindi ancora oggi di mattina con tiro di quattro ha spedito incontro al Papa sino a Bressanone il Conte decano Manci, ed il Conte arcidiacono Spaur. Dopo il pranzo poi ha spedito dietro loro una staffetta. Li soldati venuti da Roveredo sono subito ritornati quasi tutti a Roveredo. Si dice, che in Roveredo il Papa allogger nel convento di s. Catterina de' Padri Cappuccini ed il di lui seguito nel palazzo del sig. barone Piccini. Tutti alloggiarono dal Piccini. 8 maggio 1782 8 maggio dopo il pranzo il nostro vescovo partito per Bolgiano incontro al Papa. 9 maggio 1782

9 maggio, questa mattina fu mandato a questo nostro convento trentino un cartello scritto a penna in questi termini: "Inteso lo sparro del cannone, ed al tocco della campana del castello si soneranno venerd li 10 del corrente mese di maggio in questa citt tutte le campane delle chiese, festeggiando con ci l'arrivo di Sua Beatitudine. P. Pietro Giuseppe Cloch cancelliere d'ordine ecc."93 Nella sera del medesimo giorno, che fu la festa dell'Ascensione, dal castello ci fu spedito ordine di presentarci domani nel Duomo tutti vestiti con cotta per ossequiare il Papa: e poco dopo da un altro messo fummo avvisati di andare senza cotta, ma col solo nostro vestito Regolare, e senza croce, alle dodici e mezza pomeridiana. Niello stesso giorno sono ritornati a Trento li due sopramentovati canonici Manci e Spaur colle nuove, che il Papa fermerassi qui due in tre ore. Leggo in data di Vienna 17 aprile, che l'imperatore fa continuare la soppressione di diversi altri conventi s di Frati, che di monache. Leggo pure, che ha gi pagati dicidotto millioni di fiorini di debito. Leggo, che in tal tempo si sono trovati in Vienna trentadue vescovi, tra' quali quindici dell'Ungheria; e che nulla si lascia traspirare di quanto possa essersi concertato, o sia per concertarsi tra il Papa, e l'imperatore sembrando ora le quistioni ridotte a due punti principali, cio la collazione de' vescovadi, e dell'abbazie della Lombardia, e certi casi di dispensa, che il Papa come capo della Chiesa pretende essere di sua privata giurisdizione, ad esclusione de' vescovi. Di pi, che l'abate poeta Pietro Trapassi, o sia Metastasio gi di sopra menzionato, nel suo testamento ha dichiarata sua erede la Casa Martinez, in cui alloggiava in Vienna, non solamente della sua libreria, e de' suoi mobili preziosi; ma eziandio di 140 mila fiorini in capitali. In lode del medesimo ex Mirabellano raptim Angelus Cardinalis Durinius, nato in Milano li 24 maggio 1727 e creato cardinale prete li 20 maggio 1776 ha composto tre epigrammi latini, stampati nel Foglio luganese 17 de' 29 aprile 1782. Leggo, che in avvenire nel Langraviato di Hassia Darmstadt li cattolici romani potranno introdurvi de' sacerdoti, e Religiosi per servizio del loro culto, cos concedendo il moderno Langravio Luigi nono nato li 15 dicembre 1719. Sino dalla scora settimana d'ordine di monsig. Vicario generale Zambaiti furono addobbate festevolmente tutte le chiese della citt, e de' sobborghi di Trento per la venuta del Papa. Il Duomo e Santa Maria furono evacuate quasi affatto de' banchi. In s. Pietro fu portato li 10 dopo il pranzo anche il nostro bacile intriso del sangue di s. Simonino. 10 maggio 1782 10 maggio, festa di s, Antonino, e giorno di venerd capitato finalmente in Trento il Papa Pio sesto col suo seguito. Arriv alle due passate pomeridiane. Smont al castello, ricevutovi dal nostro vescovo principe alla porta nobile, dove sino dalle dodici vi si trov preparata una grandissima folla di gente di ogni condizione. Molti furono sopra li tetti, altri su' muri, e torrioni, altri alle finestre delle case contigue, altri sugli alberi, ed il resto in terra. Vi erano pur diverse carrozze coi cavalli. Bench nella cappella aulica vi fosse la disposizione per esporre il Santissimo Sagramento, ci non si fece, perch il Papa and diritto al preparatogli appartamento, che fu il per altro abitato dal nostro vescovo. Li prelati, ed altri del seguito andarono presto nella Rotonda dove in fretta pranzarono. Il Papa frattanto ammise nel suo appartamento al bacio della mano li signori canonici vestiti in cappa canonicale, i consoli vestiti consolarmente, li consiglieri aulici, il capitano di Trento Conte Pio di Wolkenstein e tanti altri nobili. Nel salone poi circa cinquecento dame e nobili, dando a tutti e tutte la mano rovesciata. Da monsig arcivescovo nunzio Garampi furono introdotti con singolare grazia e finezza anche il nostro Padre Benedetto Bonelli, ed il nostro Padre Provinciale Epifanio Fioroni di Roncone, li quali ebbero il contento di baciare pi volte la mano, ed il piede al medesimo Papa, frattanto che il Garampi si degn di lodare il P. Bonelli allo stesso Papa come scrittore, ed editore delle opere di s. Bonaventura, e di una Provincia lodevole, ed il vescovo nostro si degn di avvisarlo che l'altro era il P. Provinciale. Questi due Religiosi ebbero tal grazia perch sua eccel.za monsig Garampi in Bolgiano disse al sig. Conte Matteo Thunn fratello del nostro vescovo, che bramava
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Quidam fuit Matthaeus Klock scriptor librorum.

di trovare nel castello di Trento il P. Bonelli. Quindi il lodato Conte ierisera mand il sig. don Pellegrino ad avvisare il P. Benedetto, che alle dodici si trovasse nel detto castello. Appena arrivato il Papa in esso, il Garampi dimand del P. Bonelli, ed introdotto nella Rotonda, dove il Garampi stava seduto a tavola, ebbe ordine dallo stesso Garampi di sentarsi appresso di lui, e quindi vi stette sedendo e parlando, bench tutti gli altri molti cavalieri e nobili stessero intorno in piedi. Finito il pranzo, il Papa col suo seguito and a S. Maria Maggiore dove il sig. Giambattista Roncher maestro di cappella gli fece una suonata ripiena di quell'organo. Da s. Maria venne in Duomo per la porta maggiore, o sia occidentale nella carrozza pi bella del nostro vescovo, e con lo stesso vescovo. And diritto nella cappella del ss. Sagramento, e del ss. Crocifisso scoperto in quel punto dando continuamente la sua benedizione ai circostanti nel camminare. Vi si trattenne tre soli minuti, cantando frattanto sull'orchestra li musici in bel contrappunto l'antifona Ecce sacerdos magnus. Monsig. decano Manci vestito col piviale, ed assistito dai due soliti leviti co' piviali cant alcuni versetti e l'orazione Deus omnium. Poi il Papa usc dalla detta cappella, e dal Duomo per la porta di mezzo, dando benedizioni, e nella piazza contigua mont nella sua carrozza di viaggio, e per la porta di s. Croce usc dalla citt verso Roveredo, essendo le tre e tre quarti e mezzo. Sedici soldati con baionetta in canna lo accompagnarono sempre fino ai PP. Cappuccini. Gli fecero pur guardia li bersaglieri del nostro principe vescovo, ed alcuni soldati del medesimo venuti dalla Rocca di Riva. Il Duomo fu pienissimo di ecclesiastici, ed anche di altri, eziandio da non poche signore. Li secolari ecclesiastici ebbero quasi tutti la cotta. Vi furono tutti li Frati cherici e laici, cio Agostiniani, Carmelitani Scalzi, Cappuccini, Minori, Conventuali, e noi Minori Riformati e Somaschi, ed alcuni Domenicani. Io gli sono stato vicinissimo tre volte, e l'ho veduto bene. Ha dato la benedizione al popolo anche dalla loggia, o sii ringhiera del castello coperta di drappo rosso. Monsignore Marcucci patriarca di Costantinopoli, e vicegerente di Roma, non ha punto mangiato, ed a chi lo stimol di mangiare ha risposto: Si mangia per vivere: non si vive per mangiare. Il tempo fu buono, bench la mattina fu nuvoloso, ed alquanto piovoso. Vi sarebbero stati pi forastieri se si fosse trattenuto di pi il Papa, e se fosse almeno venuto pi vanti l'avviso, che si sarebbe trattenuto quelle due ore, o se fosse stato sicuro il passaggio in tal giorno. Al medesimo Papa hanno baciato la mano in carrozza nel borgo di s. Michele adigino dieci de' nostri Padri del convento di Mezzolombardo, il prelato di que' canonici Regolari monsignor Gregorio Tasser, il sig. don Michele Dusini di Cles, e la sig. contessa Maddalena vedova di Spaur, e Melombardo, per grazia ottenuta dal nostro Terziario fra Leonardo Piazzi di Tesaro per mezzo di un servidore (cocchiero) di monsignor Garampi suo patriotta, e parente, nativo di Avarena94. 11 maggio 1782 11 maggio, sabato molto per tempo il nostro vescovo partito da Trento ed andato a Ala di Lagaro ad aspettare il Papa per augurargli un buon viaggio su' confini della sua diocesi. Fu di ritorno in Trento nello stesso giorno. Se il Papa non si fermava quel poco in Trento, la plebaglia diceva, che avrebbe disfatto il ponte della Fersina verso Roveredo, perch non potesse passare. In s. Maria vi and mentre pi non vi si aspettava, condisceso avendo di andarvi nel calare dal castello. Quindi non vi fu ricevuto, n servito dal clero, bench sienvi state accese le moltissime candele preparate. Or un pochetto nel genuflessorio preparato avanti l'altar maggiore, poi diede una modesta alzata degli occhi stando genuflesso, and a guadare il quadro rappresentante il Concilio spiegatogli dal solito campanaro cottato, da cui essendo stato nominato l'orator cesareo Sigismondo di Thunn, il Papa fece come motto di congratulazione al nostro vescovo Pietro di Thunn. Disse, che tal quadro meritava di essere meglio conservato. Non guard l'organo, bench dal sig. Roncher venisse suonato. Fu osservato, che si segn due volte distendendo le mani a tutte e quattro le solite parti divotamente. In Trento non lasci verun regalo. Tutti lo hanno ammirato come un bell'uomo, di ciera, ed aspetto amabile, gioviale, umano, e di alta statura. Nel Duomo accaduto questo di memorabile. Un servente laico di esso, vestito di cotta, sentendo
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*Varena.

picchiare alla porta settentrionale, and ad aprirla, e subito aperta disse al picchiatore una parola sconcia, e lombarda. Allora subito lo stesso picchiatore con modo di ammirazione disse: Anche colla cotta proferite tali parole! Ci fu sentito da me, e da tanti circostanti. Questo si un caso notabile, e di cui me ne servir pi volte nel confessionale, ed in altre simili contingenze. Il nostro vescovo in Ala fu ammesso dal Papa nella sua carrozza, dove stette con lui finch furono mutati li cavalli. In Trento poi domenica li 12 ha dato un solenne pranzo a quarantasette dame per consumare gli avanzi delle cose preparate a riguardo del passaggio Papale. Cos ho inteso a voce: ma in iscritto a stampa leggo, che ha dato uno splendido banchetto alla nobilt di trentasei coperti nella domenica e nel luned. Il nostro vescovo andato in Ala con monsig. decano Manci, col sig. arcidiacono Spaur, e col sig. Conte Vincenzo Alberti di Colico suo gran cavallerizzo di Corte. Ritornando a Trento incontr il cardinale Francesco d'Hertzan ritornante da Vienna a Roma. Anche il Magistrato consolare ha mandato due nobili soggetti Antonio e Giuseppe Crivelli fratelli, a complimentare il Papa prima a Bolgiano e poi a Roveredo. Tutto il giorno di venerd furono chiuse le botteghe della citt, e sgombrate le strade dai banchetti e da simili altri impedimenti. In s. Maria Maggiore fu fatto campan sino alla sera. Non si sa, che sia succeduto altra disgrazia, se non se che ad un cannoniere ha fatto male in faccia la polvere dello scudino di un cannone, che non spar, ed una ragazzina fu quasi calpestata dai cavalli di una carrozza. Al sig. maestro Roncher fu rubato... Dopo scritte queste cose leggo la Gazzetta trentina num. 20 de' 14 maggio. In essa v'ha una lunga data di Trento, per il passaggio del Papa. Non ho tempo di trascriverla. In sostanza non ha veruna cosa di pi. Si dice, che per lo stradone di Gardolo and lentamente dando la sua benedizione all'immenso popolo calato da' vicini paesi. Che il sobborgo di s. Martino fu tutto addorno di tappezzerie pendenti dalle finestre. Che alla porta del giardino del castello fu ricevuto e complimentato dal nostro vescovo, dai canonici, dai consiglieri aulici, e dai consoli, in abiti di cerimonia. Ch'egli non accett il pranzo lautissimo preparatogli, perch non costuma di mangiare che una volta sola al giorno alle otto di sera. Che nell'appartamento destinatogli ammise al bacio della mano il nostro vescovo, li canonici, li consiglieri, li consoli, e tutta la nobilt. Nel salone poi le dame e le gentildonne. Dopo questo and a benedire il popolo dal poggiuolo, che guarda la Mostra coperto di damaschi. Basta. arrivato in Augusta li 2 maggio. Li cinque, festa di s. Pio quinto, nel Duomo ascolt la Messa solenne cantata dall'elettore arcivescovo di Treveri Clemente Wenceslao principe di Sassonia vescovo e principe di Augusta, e part verso Insprugg nel giorno sesto, luned. Ha scritto all'ambasciatore di Venezia: Noi desideriamo alloggiare in una casa religiosa a Verona: a Padova nel monastero di s. Giustina; ed a Venezia nel monastero di s. Giorgio Maggiore; e generalmente ne' conventi de' Regolari, se si potr avere alloggio bastante per noi, e pel nostro seguito". Cos la lettera Papale data dal palazzo imperiale di Vienna li 15 aprile 1782 al sig. ambasciatore di Venezia, ch' Niccolao Foscarini quondam Alvise ai Carmini, nato li 23 agosto 1732 e destinato ambasciatore li 6 marzo 1777 appresso la Corte di Vienna. In Roveredo non alloggi altrimenti nel convento de' Cappuccini, ma bens nel palazzo del sig. barone Giangiacomo Piccini di Tyrberg canonico di Trento. Mentre il Papa stava nel castello di Trento capit alla porta del medesimo il Conte di Sternenberg mentovato sopra, e perch il nostro vescovo non cal a riceverlo, essendo col Papa, ma mand due suoi gentiluomini, rest tanto offeso, che senza fermarsi punto continu il suo viaggio verso Roveredo. Si dice, che li veneziani hanno differito all'ottava dell'Ascensione le loro feste ascensionali dello sposalizio marino in grazia del Papa. La lotteria di Trento, che viene regolata sul modello della mantovana, e genovese, cagiona danni gravissimi alle anime, ed alle borse, e tutto ci, che il celebre Lodovico Antonio Muratori modenese lasci scritto ne' suoi Annali d'Italia To. 16, all'anno 1727 della ristampa Ven. 1753 ove dice: "Lo zelantissimo pontefice Benedetto XIII con una sua Bolla del d 12 d'agosto 1727 severamente proib per tutti i suoi Stati il gi introdotto ed affittato Lotto di Genova, Napoli, e Milano, gran voragine delle sostanze de' mortali poco saggi, e troppo corrivi; e ci per avere la Santit Sua conosciuti gli enormi disordini, che ne provenivano per le tante superstizioni, frodi, rubamenti, vendite dell'onest, e impoverimenti delle famiglie. E perch ci nonostante, alcuni

poco curanti delle pene spirituali e temporali, osarono poscia di continuar questo giuoco contra di essi proced la giustizia, condannandoli al remo95, n poterono ottenere remissione dal Papa, risoluto di volere liberare i suoi popoli da sanguisuga cotanto maligna. La borsa pontificia ne pat, ma crebbe la gloria di questo santo pontefice". Cos il Muratori, il quale anche all'anno 1696 scrive, che Papa Innocenzo XII Pignatelli nel detto anno pubblic un rigoroso editto, con cui si proibiva a tutti i sudditi il giocare a far giocare ai lotti di Genova, Milano, e Napoli, giacch si toccavano con mano i gravi danni provenienti da queste invenzioni dell'umana malizia, per succiare il sangue de' malaccorti mortali: vedi pi sotto. 20 maggio 1782 20 maggio, luned e festa seconda della Pentecoste li gi mentovati padri Filippini Vecellio, e Bertolini hanno terminato nella chiesa del seminario di Trento la loro missione, ed esercizi. Per ci questa mattina alle sette monsignor vescovo nostro andato nella medesima chiesa a celebrare la sua Messa bassa. Dopo il Vecellio ha dato la benedizione papale ottenuta dal vescovo nel passaggio del Papa Pio sesto per tal giorno ultimo della sua missione. Circa le nove della stessa mattina il predetto vescovo nostro partito per Salisburgo a far l secondo il suo solito la residenza da canonico. In tutti li giorni precedenti dopo il passaggio del Papa ha tenuto trattamenti ai nobili trentini utriusque sexus per consumare ci che avea preparato per il Papa. Buon pro. Non dico altro. 21 maggio 1782 21 maggio. Nei primi di maggio l'imperatore ha creato suo commissario plenipotenziario imperiale in Italia il sig. Carlo Conte di Firmian trentino, lasciandogli anche la carica di ministro plenipotenziario presso il Governo generale della Lombardia austriaca, che da ventitre anni in qua tiene, dopo la morte del Conte Beltramo Cristiani, detto Gran cancelliere della Lombardia austriaca. Il medesimo imperatore li 20 marzo ha rivocato il suo regolamento prescritto ai fabbricatori di drappi setacei, ed ha loro accordato, che facciano in avvenire a loro talento. Li ginevrini sono ancora in rotta. Per la qual cosa il re di Francia, Berna e Zurigo spediscono soldati verso Ginevra. Leggo, che li conventi destinati ad essere soppressi nelle Fiandre austriache sono 160, tra' quali saranno compresi quelli delle Carmelitane, delle Brigittine, delle Annunziatiste, delle Clarisse ricche e povere, delle Cappuccine, ed altre, come pure tutte le Certose. Dicesi ancora che verranno soppresse le abbazie di Cortemberg, e di Avergen presso Brusselles, e li conventi di Gerico, di s. Pietro, e delle Maddalonette di Brusselles. Il Papa essendo partito da Roveredo sabato 11 maggio di mattina pervenne a Verona dopo le ore 22 dello stesso giorno. Poi and a Padova, dove celebr la sua Messa all'altare di s. Antonio francescano. Mi piace di qui aggiugnere ci, che in questo punto leggo nel To. 16 degli Annali d'Italia del sig. Muratori all'anno 1737 conforme al gi sopra descritto, ma pi caricato contra il lotto genovese. Leggo dunque ivi: "Merita memoria per istruzione de' posteri una delle pazzie di questi tempi, cio il gi introdotto lotto di Genova, che si dilat in Milano, Venezia, Napoli, Firenze, Roma, ed altri paesi. Dissi pazzia, non gi de' principi, che con questa invenzione mostravano la loro industria in saper cavare dalle genti senza lancetta il sangue; ma de' popoli, che per l'avidit di conseguire un gran premio, s'impoveriscono, dando una volontaria contribuzione agli accorti regnanti, con iscorgersi in fare, che di pochi era il vantaggio, la perdita d'infiniti etc.". Cos il Muratori, e cos succede anche qui a Trento. 25 maggio 1782 25 maggio, sabato delle quattro Tempora della Pentecoste in Trento non furonvi Ordinazioni, perch non fuvvi alcun vescovo, essendo andato a Salisburgo il vescovo di Trento come ho notato sopra, e non essendovi Suffraganeo, perch l'eletto Alberti Poia non pu ottenere la
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*Alle galere.

conferma del Papa, bench ci non ostante da sei anni in qua tiri il suo assegnamento come se fosse Suffraganeo. Quindi quattro nostri cherici per esser ordinati sacerdoti con molto incomodo sono andati a Feltre, dove furono ordinati nella domenica della Pentecoste come Regolari, perch quell'arcivescovo Andrea Benedetto Ganassoni non ha potuto conseguire dal nunzio apostolico di Venezia la licenza di ordinare nella vigilia della Pentecoste, sebbene volesse subito dopo partir da Feltre in visita canonica. 28 maggio 1782 28 maggio, leggo, che il Papa Pio sesto li 13 maggio di sera alle 23 e mezza da Vicenza pervenne a Padova, incontrato una posta avanti da sua ecc.za rev.ma vescovo e da sua ecc.za rappresentante di Padova. Alla porta della citt, detta Savonarola fu ricevuto dalla soldatesca e da ventiquattro paggi con torcie di 12 libbre. Fu accompagnato da 12 carrozze della nobilt padovana sino al monistero di s. Giustina di monaci Benedettini, dove prese alloggio. Tutta la citt per dove pass quella sera tirante quasi un miglio fu illuminata con cera, e le finestre e botteghe furono coperte di drappi. Anche il Prato della Valle, piazza cos detta in faccia di s. Giustina fu maravigliosamente illuminato. Li quattordici and a dir Messa privata in s. Antonio taumaturgo nella chiesa de' Padri Francescani Conventuali. Ai quindici partito dopo le ore 14 da Padova per Venezia, in un burchiello nobilissimo fatto apposta. Fu ricevuto nell'Isola di s. Giorgio in Alga dal Doge, e Collegio, dove entr nel peotone del Doge. Di l pass al convento de' ss. Giovanni e Paolo de' Padri Domenicani, dove giunse alle ore 24 in circa, accompagnato da un numero strepitoso di gondole, peotte, burchielli, ed altri legni aquatici. Li 16 nella detta chiesa de ss. Giovanni e Paolo alla presenza del Papa, del Doge, de' senatori, fu cantato un solenne Te Deum. Nello stesso giorno and a baciar il piede al Papa la nobilt veneta in abito patrizio. Li 17 venerd il Papa and all'arsenale servito da tre superbe barche dorate: poi alla cattedrale di s. Marco; indi al convento di s. Catterina di monache Agostiniane. Nello stesso giorno 17 ammise al bacio del piede le dame venete in abito nero. Leggo, che ne' primi di maggio in vicinanze di Civita Vecchia s' affondata una nave francese, in cui tra l'altro s' perduto l'equipaggio di don Diego de Lorugna nuovo ministro del re di Portogallo in Roma, nel qual equipaggio vi erano circa settanta mila scudi di argenti per di lui servizio. Leggo, che li 17 maggio l'imperatore col suo fratello gran maestro e col Conte di Urach Federico Eugenio principe di Wirtemberg, stato alla caccia degli aironi di Laxemburg. Leggo, che nella notte venendo li sei di questo alle ore otto e mezza, in diversi luoghi della Valtellina fu sentita una gagliarda scossa di terremoto, non senza qualche danno di alcune fabbriche. Leggo, che l'imperatore ha ringraziato e regalato li vescovi ungheresi, perch contra al Papa hanno sostenuti per quanto esigeva la ragione, i nuovi regolamenti dello stesso imperatore. E che cos ha fatto anche il card. Herzan. Il medesimo imperatore nell'anno scorso 1781 ha risposto ad un Religioso: "Padre io so, che vi sono molti paesi, ove non esistono le mie leggi, che a voi fanno tanta paura. Quando vi piaccia, potete andare a vivere in quelli, e se vi sono altri Religiosi, che abbiano lo stesso desiderio, potete far loro sapere, che io do permissione a tutti di andar a respirare quell'aria, che vogliono". Ad un vescovo poi rispose: "Monsignore, l'instruzione che ho da darvi si , che voglio essere ubbidito. Ci vi serva di regola". Tanto ricavo dal To. 51 dell'opera intitolata: Storia dell'anno 1781, divisa in quattordici libri, In Venezia a spese di Francesco Pitteri, in 8, lib. 3 pag. 209., dove pag. 210 si aggiugne, che in tal anno 1781 fu proibito ad ogni Religioso claustrale il vestir novizi fino a nuovo ordine, il che non fu a noi insinuato se non se in parte, come di sopra ho riferito. La detta Storia un ammasso di varie Gazzette. Non pu apportar molto buon frutto ai leggitori, ma servir per conservar la memoria delle cose accadute. 1 giugno 1782 Il primo di questo caduta della neve sul monte povano, ma sparita il giorno secondo. Lo stesso accadde ai 19 dello scorso maggio. Nel qual mese il prete Montalto bolognese ha fatto da se solo una Missione in Mori, dove in fine uno spirito forte con un pugnale si ha privato volontariamente di vita, e ci non ostante fu seppellito in luogo sacro.

Leggo, che il Papa li 18 maggio sabato ha visitato la basilica di s. Marco in Venezia; e poi fu nell'isola s. Giorgio Maggiore; indi alla Giudecca, ed alla Scuola di s. Rocco. Li 19 domenica della Pentecoste celebr Messa privatamente, e poi assistette alla Messa pontificale solenne celebrata nella chiesa de' santi Giovanni e Paolo de' PP. Domenicani da sua ecc.za monsig. Federico Maria de' Conti Giovanelli patriarca di Venezia, in presenza del Doge Paolo Renier, del Collegio, e senato e dopo tal funzione in Campo a s. Giovanni e Paolo diede la sua benedizione da un magnifica tribuna, accompagnato dai detti Doge, Collegiali e senatori. Nello stesso giorno visit il Doge nel suo palazzo Ducale, ed intorno a' 20 ore part da Venezia per Padova, dove arriv circa un'ora di notte. Nella seguente mattina de' 20 part per Ferrara, dove arriv circa le ore 23 incontrato ai confini veneti dal cardinale Legato Francesco Caraffa di Napoli sessagenario, e dall'arcivescovo Alessandro Mattei. Prese alloggio nel convento de' Padri Domenicani e fu visitato quivi dal card. Carlo Vittorio Amadeo de le Lanze venuto apposta da Torino, dal card. Legato di Bologna Ignazio Buoncompagni, e dal senatore romano Abbondio Rezzonico venuti da Venezia tutt'e due. Li 22 ud Messa nella cattedrale di Ferrara, e poi tenne Consistoro nella sagristia coll'intervento de' suddetti cardinali Caraffa, Lanze, e Boncompagni, e cre cardinale il mentovato arcivescovo di Ferrara Alessandro Mattei e subito se ne part per Bologna, d'onde part dopo alcuni giorni per Imola innanzi li 27. Leggo, che l'imperatore coll'Arciduca Massimiliano, col Conte d'Hurach, e con alcuni cavalieri ha pranzato e passato lietamente la seconda festa della Pentecoste nel suo giardino di Augarten. Di pi, che in Danzica vi un morbo epidemico venuto da Pietroburgo, e quindi chiamato comunemente la malattia russa, dove ogni settimana sono morte 96 ed anche 99 persone. Leggo altres, che in Francfurt, in Norimberga, ed i Augusta vi sono molte febbri cattarali, da cui poche famiglie sono esenti. Leggo, che li ginevrini sono ancora tumultuanti, e si dispongono a far guerra. Leggo, che in Roma li 17 maggio venerd avanti la Pentecoste dai padri Cappuccini fu tenuto Capitolo generale, e che venne confermato ministro generale il P. Erardo di Radkwersburgo stiriaco tedesco, di cui ho parlato in addietro, con dispensa Papale. Leggo finalmente, che Pietro Leopoldo Gran Duca di Toscana con sua circolare ha comandato a tutti gli operai de' monasteri, che dieno una nota esatta del numero delle Religiose coriste e converse le quali si trovano in essi, delle loro entrate, del loro stato attuale ecc. Leggo ancora, che l'imperatore ha ringraziato e regalato i vescovi ungheri perch hanno sostenuto li suoi nuovi regolamenti, e che cos ha fatto anche il cardinale Hertzan. Leggo, che per il primo di giugno le monache soppresse di Milano, e di quel Ducato debbono determinarsi a qual partito vogliono appigliarsi. Prendendo quello di ritornare al secolo saranno date loro dugento Lire milanesi a titolo di vestiario per una volta sola. Pigliando l'altro di passare in altri monisteri, ed ivi professare l'Instituto rispettivo sar dato ecc. Pigliando il terzo di trasferirsi fuori di Stato austriaco sar loro dato un viatico per una sola volta. Pigliando il quarto di entrare in una casa destinata dal Governo reale sar loro dato per una volta il vestiario e poi la sussistenza vitalizia ecc. In tal casa saranno soggette ad un ecclesiastico secolare, e riceveranno li Sacramenti dal parroco del distretto: potranno vestire senza obbligo di uniformit, senza clausura, potranno uscire sole, o accompagnate, restar fuori di giorno e di notte, anche lungo tempo; non avranno obbligo di coro, di digiuni, di cibi, di orazione. Basta, sono stanco. Oh Dio! Leggo, in oltre, che l'accomodamento tra il Papa e l'imperatore sar stipulato in questi termini. Che li vescovi dispenseranno nelle cause matrimoniali, eccettuati li casi spettanti alla Penitenzieria. 2. Che li Regolari soppressi dovranno osservare la castit, l'obbedienza ai vescovi, e la povert dando il superfluo ai poveri, e non facendo testamento. 3. Che circa la tolleranza ognuno dovr dichiararsi entro un certo tempo. 4. Che non vi sar appellazione alla nunziatura. 5. Che li Benefici della Lombardia austriaca saranno conferiti dal sovrano; e circa li vescovadi saranno proposti tre soggetti dal Papa, e l'imperatore ne sceglier uno, il quale sar approvato dal Papa. 6. Che li vescovi faranno il giuramento giusta il formolario de' francesi. Leggo che gli Ussiti nella Boemia sono inquieti per motivo, che debbono dichiararsi o luterani, o cattolici. Leggo, che il Papa dal palazzo dell'ill.mo signor dottore Orazio dei Pizzini Tyrberg li 12 maggio si port alla chiesa parrocchiale di s. Marco, accompagnato dal clero secolare, da cavalieri, e da soldati sotto baldacchino, ed a piedi, dove ascolt la santa Messa, essendo sabato

e poi subito part per Verona. Nel giorno antecedente ammise al bacio della mano il clero secolare, li cavalieri, e le dame. Leggo, nell'anno scorso 1781 quel re ha stabilito che per eleggere superiori Regolari, ogni famiglia di sacerdoti, e cherici in sacris con voti secreti elegga cinque soggetti, e li mandi al Capitolo o Congregazione, annuale, ed ivi a sorte si estragga il primo, il quale sar il Guardiano. Per elegger poi il Provinciale, il secondo Custode, e li quattro altri successivamente estratti saranno li diffinitori. Al Capitolo, o Congregazione interverr il vescovo, o il di lui Vicario generale. Per giustificare una tal legge l'avvocato Michele Maria Vecchioni ha pubblicato due tomi intitolati: Esame istorico e legale del diritto delle Famiglie religiose, e principalmente delle francescane sull'elezione de' propri locali superiori. Nel primo dimostra, che l'elezione de' superiori in mano del Definitorio contraria a tutti li principi del buon senso, e della ragion naturale, agli stabilimenti del diritto civile, ed ecclesiastico; alla giurisprudenza universale monastica, e particolare dell'Instituto francescano, e che perci deve essere in arbitrio delle Famiglie. Vuole, che gli esprovinciali ed esdefinitori non pi abbiano grado, o titolo tale, ma siano come ogni altro Frate. Dice, che li suoi raziocini sono approvati dal savissimo sovrano di Napoli. Basta. Leggo, che Carlo terzo re di Spagna moderno ha dichiarato cavaliere dell'Ordine della Concezione con l'annua pensione di quattrocento scudi il cavaliere Lorenzo Fabri, nipote del fu Papa Ganganelli Clemente XIV, e fratello di quel monsig. Fabri, che ad istanza del medesimo re port la berretta al cardinale Delgado e mor nello stesso tempo in Madrid, quando era in aspettazione di essere molto favorito dal predetto re spagnuolo, merc l'esser nipote del Ganganelli. Nello stesso aprile il freddo fu cos grande in Boemmia, che ai 28 furono trovate morte due persone per causa di esso, ed alcuni buoi gelati nelle foreste. Leggo, che sar trasportata a Vienna la miracolosa immagine, ed il ricco tesoro di Mariazell; e che dall'imperatore fu creato principe del S.R.I. il Conte Onesti Braschi nipote del Papa. Leggo, che nella zecca di Norimberga fu coniata una medaglia, che ha da una parte il busto del Papa coll'iscrizione Papa Pius sextus fama super aetera notus. Nell'altra parte ha li busti de' cinque Papi antecessori di nome Pii, cio s. Pio I, Pio II, Pio III, Pio IV e s. Pio V, coll'epigrafe Redivivi. Ed all'esergo: Peregrinus Apostolicus. Viennae Mense Martio 1782, con che si alluse al titolo, che tiene nella falsa profezia di s. Malachia arcivescovo di Armacano. Leggo, che il Te Deum cantato in Venezia per il Papa suonarono pi di cento strumenti musicali, e fu fatto un continuo sparro di mortaretti. Che fu ricevuto in Venezia collo sparro de' cannoni, e suono delle campane. Che fu a s. Catterina, perch vi badessa una Rezzonica nipote di Clemente XIII e finalmente, ch' partito da Venezia nella sera della domenica di Pentecoste, quantunque nel luned seguente fosse per farsi la funzione dello Sposalizio del mare differita a di lui riguardo dal giorno dell'Ascensione. Con lui anche il cardinale Herzan. Ho inteso, che li veronesi hanno avuto proibizione di venire incontro al Papa dai veneziani, e che poi essendosi accorto di ci, quando videsi venir attorno tanti cavalieri in Verona fece come maraviglia dicendo, che supponeva non esservene in Verona. Per questo si crede, che sia partito da Venezia avanti il tempo divisato. Il procuratore di s. Marco sig. Lodovico Manini ha speso quindici mila ducati per onorare il Papa, bench la Repubblica abbia vietato ai privati il fare spese. Egli disse, che ci non poteva essergli vietato. 7 giugno 1782 Ai sette di giugno il Conte Pio di Wolkenstein capitano della citt di Trento ha mandato a questo nostro convento un suo viglietto sigillato colla soprascritta Al Reverendo Padre Guardiano del Convento de' PP. Riformati a St. Bernardino. Dentro poi cos scritto si legge: "Con ordine in data delli 31 ultimamente decorso maggio l'ecc.mo Governo dell'Austria Superiore commette a quest'ufficio capitaniale della citt di Trento di far passare in suo nome seria ammonizione alli Superiori di tutti li conventi degli Ordini mendicanti esistenti nel Trentino, ed ai quali permesso il questuare in territorio immediato austriaco, acci inculchino con ogni rigore a quei Religiosi, che spediranno alla questua un doveroso prudente contegno nell'esercizio di questa loro incombenza, e particolarmente, che debbano astenersi da qualunque

parlar oltraggioso, e da tutti quei discorsi privi d'ogni fondamento, co' quali potrebbero disseminarsi fra il volgo idee erronee, e contrarie alle sovrane ordinazioni emanate in materie ecclesiastiche: al qual effetto dovranno usare tanto maggior cautela, atteso che le rispettive Superiorit laicali tengono preciso ordine d'invigilare attentamente sopra la loro condotta, e sar proceduto con tutto il rigore contro quelli, che in qual si voglia maniera contravverranno a quanto fu esposto, e di pi darebbero con ci motivo di levare la questua a quel convento, oppure all'Ordine medesimo, che sped un tal contraveniente. Il sottoscritto capitano partecipa adunque al reverendo Padre Guardiano con il presente il tenore dell'ordine surriferito, acci nell'incontro di simili spedizioni sappia regolarsi a norma di quello a scanso delle comminate pene, e per non rendere indegno l'Ordine suo dell'ulterior godimento di que' vantaggi, che in ora dalla sovrana clemenza gli vengono accordati. Sign. Trento li 7 giugno 1782. Pio Conte di Wolckenstein etc.". 8 giugno 1782 L'ho letto io nella sera degli 8 alla comunit religiosa in pubblica mensa. Con un altro viglietto ha dimandato il detto capitano la nota de' nostri conventi trentini, che vanno a questuare nel territorio immediato austriaco. Il Marchese di Via96 bolognese ora dimorante in Trento come rifugiato si vanta di aver esso fatto venire da Insprugg il detto divieto di sparlare per causa di un Cappuccino. Nella notte dei sette venendo gli otto per la via della Valle Sugana arrivato a Trento monsignor Giuseppe Garampi nunzio apostolico di Vienna, gi pi volte di sopra menzionato. Per non esser in Trento il nostro vescovo ordin per suo albergo l'osteria dell'Europa; ma il Conte Matteo di Thunn fratello del vescovo, lo volle appresso di s nel suo palazzo. partito per Vienna nella mattina dei nove. Siccome per mezzo del sig. Antonio Oliana da Varena suo precursore fece avvisato di tal suo arrivo il decano Manci, il canonico Piccini, ed il nostro P. Benedetto, cos anche il medesimo P. Benedetto ebbe il contento di ossequiarlo, e di secolui parlare lungamente in citt. Il Garampi sabato 9 giugno celebr nella cappella domestica di Casa Thunn, poi fu a visitare l'abate Gioseppe Crivelli, il principe Gioseppe Wenceslao di Liechtenstein canonico di Colonia abitante in Casa Alberti di Colico, poi il seminario vescovile. Pranz poi in Casa Thunn essendovi trenta coperte. L'arcivescovo di Ferrara Alessandro Mattei fatto cardinale li 22 maggio 1782 essendo riservato in petto sino dai 23 giugno 1777, nacque in Roma li 20 febbraio 1744. Il Papa arrivato in Imola li 25 maggio, accompagnato dai cardinali Lanze, Giovanelli, Caraffa, Valenti, e Boncompagni, e dal Garampi. Li 27 ha dato il cappello al cardinale Mattei, e li 28 ha consacrato il nuovo Duomo d'Imola dedicato a s. Cassiano. Negli ultimi di maggio in Vienna dai commissari imperiali fu fatto l'esame de' Regolari per metterli nelle nuove parrocchie di campagna. Furono ad essi proposti diciannove articoli da decidere sull'atto in iscritto. Nello stesso tempo cominciarono in Vienna e molto pi nella Boemmia, le febbri cattarali con fierezza. Li due principi della Russia in Lione hanno speso 50 mila scudi per liberare dalle carceri alcuni padri di famiglia detenti per debiti. Dicesi, che li carcerati in Vienna come rei di morte, saranno trasportati a Ostenda per lavorare in quel porto come forzati. Nello stesso mese di maggio li cannoni del castello di Roveredo sono stati trasportati nell'arsenale di Trento. 15 giugno 1782 15 giugno, ad insinuazione del nostro vescovo il Magistrato consolare di Trento ha decretato, che gli sbirri non possano pi portare cappello bordato, n usare abiti trinati d'oro, od argento, eccettuate soltanto certe feste grandi, come quella di s. Vigilio, sotto pena a' trasgressori di cinque ragnesi, ed anche di essere licenziati dall'officio. Gli ha pure solennemente sgridati come notati di lussuria. L'imperatore ad un ingegnere di guerra, cui il Consiglio avea destinato 500 fiorini di gratificazione, ne assegn 5.000.
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Davia.

Li 27 maggio il Papa ha tenuto Consistoro in Imola nel palazzo del cardinale vescovo Bandi, coll'intervento di sei cardinali, ed alla presenza di sei vescovi, e di molti altri prelati. In esso ha dato il cappello cardinalizio al cardinale arcivescovo di Ferrara Alessandro Mattei col titolo di s. Balbina. Li 29 il detto Papa giunse in Cesena. Li 30 giorno del Corpus Domini celebr la sua Messa nel Duomo, e poi nella processione port il Venerabile97, servendolo da decano e suddiacono li monsignori Bandi, e Locatelli. Nel Foglio 23, 10 giugno 1782 di Lugano trovo tradotta dal latino nell'italiano una lettera scritta dal Papa a monsig. Mattia Francesco Chorinzy primo vescovo di Bruna nella Moravia. Ella questa: "Al venerabile fratello Francesco vescovo di Brun. Le vostre lettere de' 24 marzo, e primo aprile ci hanno cagionata una grave tristezza. Ella pur deplorabile la risoluzione, con cui vengono qua e l sradicati alcuni Ordini Regolari, ed i Religiosi non meno, che le sagre vergini scacciate da' loro monasteri. Ma ci sembra, che anche voi vi siate fatta una soverchia premura con quella dichiarazione, con cui liberate, ed assolvete i monaci Certosini nella vostra diocesi dalle loro leggi, e Statuti, riducendoli alla condizione de' preti secolari; poich questa generale dichiarazione, che senza consultarne la Sede apostolica vi sembrata opportuna, a noi sembra quanto intempestiva, altrettanto pericolosa. Devesi in primo luogo procurare, che tutti rimangano nella loro vocazione, e che perci si ritirino in altri monasteri o del loro Instituto, o anche di un altro pi mite, dove rettamente conservino i voti solenni, co' quali si sono consacrati a Dio. Devesi unicamente aver cura della coscienza, e dell'eterna salute, non gi delle cose umane, che voi dite aver avute di mira nell'affare de' monaci. Ci significherete in nome nostro a quelli, a' quali si conviene, e confermateli nel loro proposito, se vedete, che declinino. Qualora poi qualcheduno non trovasse ricovero, in questo solo caso di disgrazia permettiamo, che possa rimanere nello stato di prete secolare, per quel tempo, che per sola necessit dovr vivere in tale stato. Chiunque intanto deve vivere nel secolo si ricordi della sua vocazione; osservi quella disciplina e vita regolare, che ha professata; custodisca diligentemente, e conservi li voti solenni, li quali debbon sempre restar fermi ed immobili; e sarebbe senza dubbio un sacrilegio se si derogasse in qualche cosa all'obbligo di una purissima castit. Siano anche tutti amanti della povert, per quanto gli permetter il nuovo loro stato di vita, affinch possa in loro tralucere un animo immune, e scevro dalla cupidigia delle fallaci terrene ricchezze. Siano finalmente obbedienti al vescovo; e portino sotto la vesta un qualche segno della professione Regolare, affinch si possa da ci conoscere, che non sono spontaneamente sortiti dai chiostri; ma ne furono forzatamente rimossi e discacciati. Eccovi pertanto, venerabile fratello, il nostro giudizio, cui dovete esattamente uniformare i vostri consigli. Da ci potete anche intendere, che noi non saremo mai per acconsentire a quelli che dimandano la dispensa dai voti solenni per legarsi in matrimonio, o per abilitarsi a far testamento. Guardatevi pertanto a non permettere nella vostra chiesa simili dispense, con le quali verrebbe a macchiarsi il decoro e la bellezza della Chiesa di Dio. N voi potete di vostro diritto ordinario accordarle, come rettamente pensate, n noi vi conferiamo il diritto, e la podest delegata di concederle. Abbiate pertanto sempre in mente il vostro sacerdozio, e state costante, impiegando le vostre incessanti preghiere presso Dio, per ottenere a noi un valido aiuto. Appoggiati a questa ottima speranza, diamo affettuosamente a voi venerabile fratello, e alla vostra greggia, l'apostolica benedizione. In Vienna 12 aprile 1782 l'anno ottavo del nostro Pontificato". Il medesimo Papa giungeva a Roma di ritorno li tredici di questo stesso mese di giugno. L'imperatore ha abolita la schiavit anche nella Polonia, ed ha ordinato di erigere nuove parrocchie e scuole normali, assegnando loro per fondo li beni degli aboliti conventi, e le decime e Benefici gi goduti dagli esteri nella Galizia. In Parigi hanno dato mille Luigi agli esposti li due principi russi gi pi volte rammentati. La schiavit de' cattolici romani nel regno d'Irlanda stata finalmente terminata col consenso del re all'atto, che accorda loro il diritto di propriet, ed il libero esercizio della loro religione.
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*Il Santissimo Sacramento.

Tanto leggo in data di Londra 24 maggio. Deo gratias, che si senta qualche buona nuova per la Santa cattolica nostra religione. Ai dodici di aprile gl'ingelsi hanno riportata una molto gran vittoria contra li francesi a forza di fuoco guerreggiando in mare. Li 28 maggio, giorno di marted, dopo la festa della ss. Trinit, il Papa ha consagrato il duomo di s. Cassiano d'Imola, fabbricato dai fondamenti, ed in tal occasione recit un'erudita elegante omelia. Nel giorno seguente a 18 ore part per Faenza. 20 giugno 1782 Li 20 giugno, ricevo un rescritto di questo tenore diretto alla giovane Maddalena Prezzi di Lizzana, che fu novizza corista in s. Carlo di Roveredo. Fuori: Maddalena Prezzi. Lizzana. Ex Officio. Dentro: Maddalena Prezzi. Lizzana. L'eccelso governo con decreto de' 31 scaduto maggio ha ordinato qui di notificare a Maddalena Prezzi, che avendo la stessa passato l'et d'anni ventiquattro, ed insistendo costantemente per la vita monastica, possa entrare in un convento trentino, giacch un tale convento non viene risguardato come estero. Serve perci il presente permesso per ulteriore dipporto della supplicante. Dall'Officio Circolare. Roveredo 6 giugno 1782. Franc. Saverio barone Ceschi etc... capitano regio Circolare" Leggo pure, che alle monache di s. Carlo senza chiederla fu mandata la proroga dell'uscita dal monastero, che dovea seguire il primo luglio, sino ai sei, perch manca il capitanio essendo in Valsugana per la visita canonica del vescovo feltrino Ganassonio, ed anche per esser alquanto infermo. Il Ceschi voleva far un nuovo inventario a s. Carlo; ma essendo ricorse al capitanio Trentinaglia le monache, ebbero in risposta, che per ora non venga fatta altra novit. Dopo di questo s' sparsa voce, che il cardinale Battiani ha scritto al suo fratello dimorante in Sacco, che l'imperatore s' cangiato, e che lascer le monache dove sono, e come sono. Di pi, che in Vienna vi fu un male cattivo e mortale detto il mal russo, e che vi pure in Insprugg, e che di esso attaccata l'arciduchessa d'Insprugg Lisabetta. Vedi sotto giorno 25. Il Papa Pio sesto entrato di ritorno in Roma per la porta del Popolo ai tredici di questo alle ore 22 et un quarto, sotto il suono di tutte le campane di Roma ed un continuo sparo di artiglieria di castel s. Angelo. And dritto alla basilica vaticana, vi ador il Santissimo, poi and all'altar di s. Maria Santissima e d'indi ai corpi de' ss. Apostoli Pietro e Paolo. Uscito di chiesa si port al palazzo suo vaticano, e l si ferm. Fu dappertutto incontrato da cardinali, prelati, nobili ed altri. Ed anche da' due suoi nipoti Onesti. Nelle due sere seguite de' 14 e 15 si videro illuminati tutti li palazzi degli ambasciatori, ministri regi, e di alcuni principi, e nobili e cittadini straordinariamente. Il vescovo di Massa Popolonia nella Toscana Pietro Vannucci andando dall'Isola dell'Elba nella Capraia per la visita con alcuni suoi canonici, e colla sua servit, essendo in tutti quindici, rest in potere de' barbareschi. Ai dieci di questo fu in Vienna l'arcivescovo e principe di Olmtz Antonio de' Conti di Colloredo col suo decano, e col canonico Francesco de' Conti Migazzi, e ottenne l'investitura delle regalie dall'imperatore. Leggo, che il principe Czartoninscki polacco di Varsavia, bench non sia sovrano ha un'entrata annua cos grande, che sorpassa due milioni di fiorini tedeschi, e cos credesi uno de' pi ricchi principi non sovrani dell'Europa. Dall'imperatore nostro, cui soggetto per aver de' feudi anche nella Polonia austriaca, fu dichiarato maresciallo, e capitano della sua nobile guardia polacca. In Vienna si studia di tenere nette, ed umide le strade e le piazze, si pensa di mutare li luoghi de' mercati de' comestibili ecc. Fu detto, che il Papa appena arrivato in Roma ha deposto dall'officio di segretario di Stato con maniera sgarbata il card. Lazzaro Opizio Pallavicini genevese, per aver avuto segreta corrispondenza coll'imperatore e che gli ha tosto surrogato il card. Battista Rezzonico veneto. Come pure che ha messo in arresto, o cosa simile quattordici cardinali, quattro generali

Regolari, ed altri. Ma di ci nulla ho letto io. Fu pure detto che Paolo Renier Doge di Venezia fu dal senato maltrattato perch ha avuto una conferenza segreta col Papa nel di lui passaggio; ma la voce presto cessata. 25 giugno 1782 25 giugno, abbiamo cominciato a recitare la colletta ad petendam pluviam nella santa Messa. Ho sentito leggere, che non il card. Battiani ha scritto a Sacco, ma il Conte cancelliero Blmigen ha scritto alla sua sorella ritirata nel convento di Sacco, che le nostre caroline sussisteranno. L'imperatore si diverte nella villeggiatura di Laxembburgo, andando sovente alla caccia dell'airone in compagnia di nobili utriusque sexus. Vuole, che in avvenire li vescovi, ed altri, che hanno da prender da lui investiture, vadano a prenderle non per sostituzione, ma in persona. Attesa la tolleranza gi descritta ora in Vienna non trovansi quasi pi luoghi per far botteghe, essendo tanti li bottegai accattolici, ed ebrei. Il medesimo imperatore ha delegata una commissione interinale per tutte le materie ecclesiastiche de' suoi Stati, composta dal barone Kresel presidente, dal professor e consiglier Martini, dal consiglier Heynke, dal consiglier Eybel, dal consiglier Sinnenfels, e dai canonici Vittola e Termes. Li Padri Cistercensi e Paolotti di Firenze hanno avuto ordine dal Gran Duca di non ricever altri novizzi, e di mandar via quelli che non hanno ancora professato. 27 giugno 1782 27 giugno, di mattina circa le quattro ritornando a Ravina in un bagherle98 il sig. Sardagna cola sua signora nata Piccini di Roveredo e con due sua figliuole, a s. Nicol il cavallo tir il bagherle nell'Adige e sono restate in esso le dette tre femmine, con settecento fiorini, col cavallo, ed il legno. Il Sardagna di nome Gioseffo figlio del fu sig. Carlo, e la Piccini era di nome Aloisia figlia del sig. barone Giulio e sorella del canonico trentino barone Giangiacomo Piccini di Tyrberg. Fu in prossimo pericolo anche il detto marito. Nella sera precedente sino alle undici sono stati in casa Manci per vedere li fuochi artificiali. Le due figlie furono trovate morte nell'acqua, la terza si perduta. 1 luglio 1782 Nel primo giorno di luglio ha esposto nel seminario vescovile di Trento Positiones ex universa philosophia, stampate in 4, il nostro P. Francesco Saverio da Fondo Minor Riformato e pubblico professore di filosofia. Il difensore fu don Francesco Tecini di Sarnonico cherico alunno del seminario. Nel medesimo giorno fu pubblicato il catalogo di tutti gli studiosi fisici auditori del detto Padre secondo l'ordine del loro merito divisi in due classi. Nella prima sono venerabilis clericus Franciscus de Tecinis annaniensis seminarii episcopalis alumnus et illustris dominus Iosephus Carneri de Eben, et Pergfeld nobilis provincialis tirolensis, che parimente difender tesi pubbliche. Dominus Vincentius Holzner utinensis, et dominus Antonius de Andreis annaniensis seminarii episcopalis alumnus. Dominicus Villotti segonzanesnsis. Franciscus Maistrelli annaniensis. Ioannes Puz Latzensis. Ioannes Sandri strignensis. Ill.mus dominus Christophorus S.R.I. liber baro Trentini de Wolgersfeld tridentinus. Alexius de Ferrariis annaniensis. Vincentius de Carolis perginensis. Ioannes Lechleitner insulanus. Aloysius Ciurletti de Belfonte tridentinus. Iosephus Betta de et in castro Manguli S.R.I. aulicus familiaris annaniensis seminarii episcopalis convictor. Ioannes Baptista Morandi arcensis. Iosephus Mayrhoffer Villandersiensis. Bartholomaeus Floretta annaniensis. Petrus Savera annaniensis. Ill.mus dominus Bartholomaeus S.R.I. comes Bertolazzi de Prunnenberg et Vattardorff tridentinus. Nicolaus Clauser annaniensis. Aloysius Aliprandini annaniensis. Franciscus dal Monego a Medio s. Petri99.
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*Calessino a due ruote. di cui sotto (p. 1758 del MS).

Classis secunda. Ioannes Giuliani annaniensis. Dominicus Stefenelli tridentinus. Nicolaus de Guelmis annaniensis. Dominicus de Armanis ripensis. Iosephus de Call eppianensis. Bartholomaeus Perugini nacensis seminarii episcopalis convictor. Petrus Seppi annaniensis. Bernardinus Vivori fravegiensis. Bernardinus Fogolari arcensis saminarii epsicopalis convictor. Felix Recla anmnaniensis. Michael Urmacher annaniensis. Ioannes Baptista de Bonis tridentinus seminarii epsicopalis alumnus. Dominicus Felix Mayrl a Myllen, et Sichelburg nobilis provincialis tirolensis eppianensis. Ignatius Wolgemuth de Ober et Unter Planitz caldariensis. Simon Hilprand meranesnsis. Antonius Sighell tridentinus. Ioannes Baptista Sardagna de Hochenstein tridentinus. Iosephus a Rivo annaniensis extra ordinem. In un altro foglio parimente stampato si danno li logici e metafisici auditori del nostro P. Maurizio di Borgo divisi in tre classi. Classis I. Petrus Saibandi bononianensis. Bartholomaeus Menotti tennesis seminarii epsicopalis alumnus. Ioannes Baptista Santi ripanus. Iosephus Maria Morandi ripanus seminarii episcopalis alumnus. Ioannes Baptista Braito flemmanus. Iosephus Sardagna de Hochenstein tridentinus. Martinus Borgognoni aldenensis. Petrus Benvenuti vallesoletanus100. Iosephus Bellesini tridentinus. Bartholomaeus Thaller perginensis. Ill.mus dominus Vincentius S.R.I. comes Terlago de Fatis tridentinus. Ioannes ttl bulsanensis. Ioannes Corradini annaniensis. Classis 2. Nicolsus Concini annaniensis. Carolus Roveretti de Freyberg tridentinus. Ioannes Baptista Tranquillini muriensis seminarii episcolaplis alumnus. Vincentius Stringari annaniensis. Ioannes Tolloi salurnensis. Franciscus Jeger castelbellensis. Ioannes Pitschaider gardenensis. Iosephus Lucas meranensis. Iosephus Pasotti annaniensis. Dominicus Baldessari iudicariensis. Iosphus Wolgemuth de Ober et Unter Planitz caldariensis. Antonius Cristofolini madranensis. Iosephus Hofner ex Valle Serena101. Dominicus Rigotti iudicariensis. Iosephus Fischer landechiensis. Thomas Caserotti vallesoletanus. Bartholomaeus Spagnoli leudrensis. Classis 3. Bernardus Bartoli leudrensis. Ioannes Bellesini tridentinus. Ioannes Baldessari randenensis. Carolus Gottardi tridentinus. Iosephus de Greiffenberg sollandus. Simon Pellegrinati iudicariensis. Carolus Tabarelli de Fatis trilacensis. Stephanus Tait a Medio s. Petri102. Ioannes Rosa iudicariensis. Aloysius Wolgemuth de Ober et Unter Planitz. Iacobus Knoll bulsanensis. Sequentes extra ordinem: Ioannes Baptista Iob. Iospehus Angelini tridentinus. Iosephus Barezzotti strignensis. Un d verranno buoni anche questi nomi, e cognomi per la storia nostra. 2 luglio 1782 2 luglio leggo, che nello scorso giugno il barone Carlo de' Martini di Rev, consigliere di Corte in Vienna, e celebre giureconsulto, ha ricevuto il titolo di consigliere di Stato con diecimila fiorini all'anno di pensione103. Leggo, che si parla di una prossima ordinanza rapporto all'amministrazione de' beni claustrali della monarchia austriaca, in vigore di cui ad ogni individuo Regolare sar data una certa pensione. Leggo, che le fortificazioni di Vienna saranno demolite, e rasate. Leggo, che in Vienna gli otto giugno fu chiuso il teatro nazionale, perch la maggior parte de' cantanti, e attori si trov attaccata dalla malattia russa; e che tal malattia cattarale epidemica venuta dalla Russia si estesa per tutta la Germania, e va giornalmente prendendo maggior vigore in Vienna cosicch senza esagerazione si pu dire, che attualmente li 22 giugno la terza parte degli abitanti si trov indisposta per si fatto male; da cui per altro quasi ognuno si va ristabilendo in perfetta salute. I sintomi mortali di tal malattia servono a decidere sul fine del secondo, o terzo giorno della sorte degli ammalati. In Pietroburgo il detto male ritorna ad infierire, cosicch le liste giornaliere de' morti in essa sono quattro volte pi numerose del solito. L'imperatore ha

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*Della Valle di Sole. *Serenthein. 102 *D Mezzolombardo. 103 porta 27 fiorini e 2 troni quasi al giorno, o troni 137 al giorno.

accordato il riposo al principe di Frstenberg governatore della Boemia coll'annua pensione di 4 mila fiorini. Il primo di questo mese, giorno ultimo delli cinque accordati alle monache nostre caroline di Roveredo dopo la loro dolorosissima soppressione, uscita per forza da s. Carlo la Madre suor Anna Margherita Pacherin di Bolgiano di 43 anni, ed andata fra le Teresine, ora Fraile104 Inglesi di Roveredo. Ma non vi dur molto. Nel giorno secondo parimente uscita di s. Carlo suor Anna Petronilla, detta nel secolo Maddalena Prezzi di Lizzana novizza corista, ed entrata in s. Michele di Trento mediante l'indulto trascritto di sopra alli 20 di giugno. 4 luglio 1782 Li 4 luglio uscita da s. Carlo, ed venuta a Trento in compagnia di due monache Terziarie di s. Domenico professa in s. Carlo tra le coriste. Andr a ritirarsi a sua casa paterna. Ma ora nel 1786 s'ha intrata fra le Salesiane, a costo. Ritorn a Trento nel 1789. Nello scaduto giugno il Gran Duca di Toscana ha mandato una circolare a tutti li capi delle Religioni esistenti nel suo Stato, comandando loro, che gli diano una nota distinta di tutti li Religiosi loro esistenti nella Toscana, divisa in tante tabelle quanti sono li conventi, col nome, cognome, patria, et,tempo della vestizione,professione, figliuolanza, nazionalit, impiego ecc. Nel suddetto giorno quarto dalla cancelleria vescovile fu spedita al nostro P. Provinciale e a quello della Provincia tirolese una nuova citazione all'esame teologico anche rapporto ai sudditi trentini, che hanno conventi nell'austriaco. 5 luglio 1782 Li cinque luglio fu portato a questo nostro convento un foglio stampato, con cui il vescovo ordina, che si facciano orazioni per impetrare da Dio della pioggia con cantar Messa, far esposizione del Santissimo ecc. de more, n giorni e luoghi seguenti;: 4 luglio gioved la chiesa del seminario. 5 venerd li PP. Agostiniani. 6. sabato li PP. dell'Oratorio. 7. domenica le Madri Orsoline. 8 luned li PP. Minori Conventuali. 9 marted li PP. Riformati. 10 mercoled li PP. Cappuccini. 11 gioved la Congregazione Mariana. 12 venerd le Madri di s. Chiara. 13 sabato li divoti di s. Pietro. 14 domenica la Compagnia de' Zappatori. 15 luned la Confraternita della Morte. 16 marted l'Oratorio di s. Filippo Neri in s. Maria Maggiore. 17 mercoled la Compagnia della Buona Morte. 18 gioved la Veneranda Casa di Dio. 19 venerd la Confraternita dell'Annunziata. 20 sabato la Confraternita del Suffragio. 21 domenica la Compagnia del Santissimo Sacramento nella cattedrale. 22 luned le Madri della ss. Trinit. 23 marted li PP. Carmelitani delle Laste. Avanti e dopo che da noi si leggesse tal foglio ha piovuto nello stesso giorno quinto, ed anche ierid. La mattina si canter Messa alle dieci, e la sera alle cinque si far ecc. Intendo, che alle monache Teresine di Roveredo venuta da Insprugg una rigorosa riprensione, perch non ancora hanno dato principio a professare l'Istituto anglicano, cio Institutum B.M.V. Anglicanum, le di cui monache si chiamano altre Domicellae, altre Virgines, ed altre Sorores, e vivono sub Superiorissa. Tal riprensione venne loro fatta per le triplicate instanze del vicecapitano Circolare Ceschi. Le nostre monache caroline pi non ricevono la giornaliera pensione, e debbono farsi difendere da soldati, perch non vengano loro fatte insolenze dai roveretani. Anche qui in Trento serpeggia il male russo. In quest'anno generalmente sul Trentino avanzata molta foglia de' morari con danno notabile di chi la possedeva, perch la stagione fu tardivata dal freddo. Il detto mal russo consiste in una specie di catarro, accompagnato da dolori di testa, e febbre intermittente: e non risparmia neppure gli uomini pi robusti. Continua nella Germania e travaglia una gran parte di essa. Il salasso facilmente lo rende mortale. Per l'opposito il fior di sambuco preso a guisa di the giova. Pretendesi, che nel 1580 una somigliante malattia sia stata
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*Dame.

in tutta l'Europa col nome di Pipita spagnuola, perch proveniente dalla Spagna. Io per altro trovo, che in tal anno fu nell'Italia un'epidemia detta il mal del montone. In data di Vienna 29 giugno leggo, che la sovrana ordinazione, in virt della quale i morti debbono esser seppelliti in cimiteri fuori dell'abitato, stata da sua maest estesa eziandio ai monasteri d'ambedue i sessi. Per lo che i Frati e le monache invece di seppellire i loro defunti nelle tombe de' rispettivi conventi, sono stati obbligati essi pure a mandarli ai cimiteri comuni. Leggo inoltre, che si sta operando il piano delle nuove parrocchie, ed abolendo alcune ricche prelature per aumentare vieppi i fondi della Cassa detta ecclesiastica. Si dice, che l'imperatore torr tutta l'argenteria delle chiese. Far che le sole chiese parrocchiali abbiano due campane, ed una sola le altre. Incasser li proventi de' Benefici ecclesiastici. Che il Papa sta ordinando una Bolla per diminuire gli Ordini Regolari anche nel suo Stato temporale. 9 luglio 1782 Li nove luglio, giorno di marted, in s. Chiara di Trento ha vestito l'abito di Clarissa corista la suddetta giovane Maddalena Prezzi col nome di Suor Marianna dell'Agonia di Cristo. Ha fatto la funzione privata senza solennit monsignor Vicario generale Simone Albano canonico Zambaiti. Leggo in data di Vienna 20 giugno, che estesa per tutta la Germania, va giornalmente prendendo maggior vigore in Vienna la malattia catarrale epidemica a segno tale, che le liste de' morti sono in detta settimana due volte pi numerose del solito. Leggo pure, che per ordine sovrano viene dato il permesso a qualunque uffiziale subalterno di accusare e liberamente denunziare alla Corte cesarea i suoi superiori, consiglieri, e presidenti, qualora si possa con evidenti ragioni provar in essi qualche errore, malvessazione, o ingiustizia nell'amministrazione della loro carica, e che a tali denunzianti promesso un premio, e si d sicurezza di tener celato il loro nome. In fatti poi un giovane particolare della cancelleria di Boemia stato premiato con 200 zecchini per aver accusato un ministro suo superiore. Lego, che il ceto ecclesiastico di Vienna si d tutta la premura per indurre il sovrano a modificare la libert della stampa, riuscendo di spiacevolissimi a' Religiosi i molti critici libercoli, che sortono in Vienna quotidianamente alla luce. Ma sin'ora sua maest sempre costante nel permettere una tale libert, colla quale si spera (cos dice il Foglio) di arrivare insensibilmente a sgombrare le tenebre della maggior parte della nazione germanica, ed a formare per l'avvenire de' sacerdoti meno prevenuti da' pregiudizi introdotti dalla storta politica, dallo spirito di partito, dall'interesse, ed anche dall'ipocrisia. Per comprendere a qual segno sia permessa in Vienna la libert della stampa, basti il dire, che ne' giorni scorsi stato impresso un libretto intitolato Giuseppe secondo, e Martino Lutero. Quello per, che spiace pi di tutto agli ecclesiastici si la libert, che una societ di critici si presa di censurare colle stampe le pubbliche prediche: cosa, che ha eccitata fra i due partiti un'aspra guerra letteraria. Il signor cardinale arcivescovo Migazzi ha perci replicate le sue instanze al sovrano, esponendogli, che qualora si vogliano censurare le prediche, una tale censura debba commettersi al Concistoro siccome competente giudice ecclesiastico e che nel resto venga proibito ai secolari di criticare le prediche. In fatti la cancelleria d'Austria e Boemia, cui fu abbassato il ricorso del detto cardinale, ha appoggiato con voto favorevole la dimanda del cardinale; ma questi non pertanto stato deluso nelle sue speranze, avendo l'imperatore decretato di volere, che la censura resti sul piede corrente. Li nove di giugno, giorno di domenica il predicatore ordinario della chiesa metropolitana di Vienna per ordine speciale del detto cardinale ha pronunziata una predica intorno al vero valore delle indulgenze, la quale fu prima esaminata dal lodato cardinale, e dal di lui Concistoro, e poi anche data alle stampe. Leggo, pure, che in Vienna stato stampato un altro libretto sopra le esenzioni ecclesiastiche, e li diritti de' sovrani sopra le medesime, composto dal consigliere aulico e referendario in rebus ecclesiasticis signor de Heinke, il quale si il primario incaricato dall'imperatore a porre in attivit il suo sistema disciplinare in cose risguardanti la religione e gli ecclesiastici. Si sta eziandio lavorando in Vienna un nuovo piano circa i dazi delle finanze.

Dagli Stati del Duca di Wirtemberg partono tanti di que' sudditi, e vanno a fissarsi altrove, che il medesimo Duca ha pubblicato contro di essi un rigorosissimo editto.. Attesa la gi rammentata perdita fatta da' francesi guerreggianti cogl'inglesi, oltre gli altri Corpi civili, il clero francese ha offerto al suo re Luigi XVI di Borbone, un dono gratuito di sei milioni per far diversi vascelli di primo rango. Fu accettato dal re un tal dono, ma con patto, che il danaro sia levato solamente dai vescovadi, dalle abbazie, ed altri Benefici pingui, senza la minima contribuzione del clero basso. In Francia, singolarmente nella Linguadoca, in Tolosa, Alby, Castres, Mirapoix ed altrove ha fatto molta strage un'epidemia terribile, detta il sudor maligno e sudor inglese, il quale morbo si manifesta con sudori violenti, forma una deposizione nella testa, ed in 24 ore porta all'altro mondo chiunque ne viene attaccato. Il Gran Duca di Toscana ha interamente abolita nel suo Gran Ducato per sempre qualunque tassa, che a titolo di spogli, vacanti, quindenni, o per qualsisiasi altra ragione si paghi a Roma dagli ecclesiastici tanto Regolari, che secolari, e da qualunque persona, o luogo pio. 12 luglio 1782 In questo giorno 12 luglio vi in Trento la Madre Compera105 di Besenello monaca clarissa, e gi tre volte abbadessa di un monastero ora soppresso in Mantova, dove fra breve dovr ritornare. vestita da secolare, ma modesta. Li nove di questo mese di luglio, giorno di marted, festa de' ss. martiri nostri gorcomiesi, alle tre di mattina in quattro calessi sono partite da san Carlo di Roveredo, ed andate al monastero delle Madri Servite di Arco dieci nostre monache Clarisse caroline, accompagnate dal P. Provinciale nostro Epifanio di Roncone, dal Padre Fortunato di Trento loro confessore ordinario, dal rev. sig. cappellano, e dal signor medico delle medesime. Restano in s. Carlo ancor alcune monache; ma con loro infinito disturbo, perch quel convento divenuto uno spettacolo di tutti i curiosi. In Roveredo vi un grande bisbiglio per questo e per molte altre novit dolorose. Un sartore ha dovuto andar per tutte le chiese a fare la stima delle tappezzerie. Gli esattori de' beni delle monache vessano gli possessori ecc. Alle dette monache dieci fu subitissimo intimato nel convento di Arco, che pi non potrebbero parlare con noi Frati Riformati106. Onde subito tre serventi e tre coriste si sono licenziate, e ritornarono verso Roveredo accompagnate soltanto da due preti di Arco li dodici di questo stesso luglio. Le quattro restate in Arco sono la Madre Maria Rosa Regina Eggerin pustera tre volte ex-abadessa nata nel 1699, la Madre Maria Rosaria Brochetta di Tenno, la Madre Rosa Maria Grienpacheria di Bolgiano, e la Madre Maria Eletta Maffei di Cles107. Oltre la detta causa n'ebbero delle altre per uscire d'Arco, e le converse ebbero d'essere trattate come vere serve, con troppe fatiche e senza verun tempo da far orazione. Le ritornate sono ancora in s. Carlo. Li sette luglio fu surrogato al Conte Carlo di Firmian defunto in Milano il Conte Giangiuseppe di Wilzeck. La citt di Ginevra si arresa alle truppe sarde, francesi e svizzere li 2 luglio. Leggo, che l'imperatore ha stabilito di erigere nell'universit di Vienna una cattedra di statistica, perch non s'abbia d'andar pi a Gottinga per tale studio. Che corre voce, come tal universit sar trasportata a Neustadt e che in Vienna verr stabilita un'accademia di scienze e belle arti a norma di quelle di Berlino e Pietroburgo. Che l'imperatore ha conceduto il pubblico esercizio della religione luterana a 400 famiglie dell'Austria Superiore108, le quali hanno gi eletto un pastore, e fabbricano una chiesa. Che la Giunta ecclesiastica di Vienna si regola sul piede del regio economato di Milano, e che quindi ha ordinato a tutte le prelature degli Stati ereditari un decennale ragguaglio delle loro entrate, delle quali si servir poi per mantenere li nuovi parrochi, e li Frati mendicanti, cui sar proibito il questuare. Che sono piene di mobili de'
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*Comper. dal prete don Catoni confessore, che poscia nel 1783 fu confusibilmente dimesso. 107 La Maffei nel giugno del 1783 fu fatta Vicaria. 108 cio del Tirolo ecc.

conventi soppressi le fabbriche camerali, e che l'imperatore ha ordinato siano distribuiti gratis ai parrochi, ed alle chiesa parrocchiali bisognose. Che si parla della soppressione di diverse case religiose della Sassonia Bassa, cio di Agostiniani in Halberstadt, di Domenicani, di Bernardini ecc. Altre ne vengono minacciate nel principato d'Hildesaheim. Che nella Lusazia ora libero l'esercizio cattolico e li cattolici godono tutti li privilegi di quegli abitanti. Che Maria Augusta principessa di Dresda neonata fu tenuta a Battesimo dall'imperatore nostro, dall'imperadrice russa, dal re di Prussia, dall'elettore, e dall'elettrice Palatini, e dalla vedova elettrice di Baviera. Che in breve saranno proibite le questue a tutti gli Ordini mendicanti nello Stato di Brunswich. Il male russo dilatato per tutto il Trentino. Finora non mortifero, ma cagiona disturbo. In Roveredo per causa di esso fu chiuso il filatorio Dossi non so per quanto tempo. A Borghetto sin sono annegati alcuni nell'Adige nell'atto che con contrabbandi volevano passare sopra la catena. Sonosi pure negati cinque nell'Adige passandolo per andare all'Acquaviva a ballare in quell'osteria nuova sul territorio di Beseno. Quattro altri si sono annegati nell'Adige sopra Salorno, perch li cavalli, ce tiravano il calesse si sono infuriati. Una putta caduta nell'Adige, e s' annegata fuori della porta di s. Martino di Trento. In Arco fu ammazzato un prete. In Garduno fu ammazzato don Tartarotti curato di Pannone, mentre voleva differenziare109 dei contendenti. Quest'ultimo falso. Alle monache di Roveredo fu intimato, che partano dal vice-capitano Ceschi a nome del capitano Trentinaglia; e poi dopo partite il Trentinaglia disapprov la loro partenza, e disse, che non potevano partire senza licenza sua, e del vescovo, ed obblig le restate di scriver al vescovo per la licenza, bench esse protestassero, che non bramavano di partire. Dopo la partenza delle dieci ha cessato di esser confessore di monache il P. Fortunato, cos ordinato avendo il Trentinaglia; and l'arciprete per comunicarle, ma lo rimandarono con dire che non s'erano confessate per non aver confessore. All'improvviso fu chiesta la chiave del confessionale, e tratto fuora ogni cosa vi entr come affittuale un barbiero. Quando sono partite per Arco furonvi de' roveretani che dissero loro dietro delle parole ingiuriose come se fossero state le donne pi triste. Le restate mantengono il lume al Santissimo a proprie spese. Io non posso dir tutto quello, che sarebbervi da dire di malissimi tratti indegni ecc. 110 Il Roveredo si lavora ad alzare un gran teatro a spese de' roveretani. 17 luglio 1782 Li 17 di questo mese nell'Anannia fuvvi un temporale spaventoso, che consistette in acqua, tempesta, e turbini. L'acqua ha portato via terreni, legnami ecc. La tempesta ha fracassato l'entrate, ha ucciso uccelli, galline, e feriti molti uomini, donne ecc. Il turbine ha portato in aria coperti di chiese e case, ha rotto il campanile di Rev, ha ucciso uomini e donne e bestie ecc., ed ha spaventato tutti. Anche in Fornasio, in Valsugana, ed altrove cadde della tempesta. Cos pure nella Sollandia. Il vescovo di Feltre don Andrea Benedetto Ganassoni in visita canonica nel principato di Trento. Li 28 giugno ha visitato la nostra chiesa di Borgo per la prima volta, in vigore delle leggi nuove austriache, sempre accompagnato dal commissario Trentinaglia. Fu ricevuto su la porta di essa dai Padri, and al preparato trono, ammise al bacio dell'anello tutti li Frati, celebr la sua Messa bassa assistito dai nostri Frati soli, visit il Santissimo e fece l'esequie ai morti. Visit li confessionali e la sagristia. Fece poi una passeggiata per il dormitorio111, vide la libreria, poi l'orto, e finalmente part lasciando i Frati carichi di lodi sopra la loro pulitezza, buona condotta e contegno edificante. Accord in visis la confessione a tutti li confessori vecchi e giovani. Li 30 visit le monache di s. Anna. Fu ricevuto su la porta di tal chiesa da' Frati. Alla Messa fu assistito da preti e Frati per ordine del commissario. Visitato il Santissimo and nel monistero accompagnato dai suoi e dal commissario, dal P. Confessore Carlo Felice, dal P.
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*Separare. *Fornace. 111 *Corridoio sul quale si affacciano le celle dei frati.

confessore Pietro Damiani e dal P. Massimo, dal sig. arciprete, dal sig. cappellano e dal sig. don Alpruni e poi anche da due altri preti. Fece brevissime esequie alle morte. Poi chiam nel refettorio tutte le monache ad una ad una, e fece loro delle ricerche sopra le presenti loro vicende. Interrog specialmente la Madre Carlina segretaria, se avea scritto di proprio talento le sue lettere. Questa interrogata perch non aggradiscono li confessori secolari, gli rispose, ch'esso essendo stato monaco poteva sapere quanta differenza passi tra li secolari e Regolari. Finalmente fece una passeggiata per il dormitorio, ed usc protestando che avea veduta verificata co' propri occhi quella buona fama, che da lontano avea udita della loro buona direzione, e del loro edificante, ed esemplare contegno. Non ha permesso ch'entrassero in tal tempo altri, che li sopra mentovati. Visitando la parrocchia di Pergine trentino, non ha punto visitato quel nostro convento. Fu commissario principesco il sig. consigliere Lodovico Lutti. Essendo morta in s. Anna di Borgo li 28 aprile la Madre Maria Coleta Troyera112 di Bolgiano, fu seppellita e fatta tutta la funzione dai nostri Padri secondo il solito, bench li preti abbiano dato qualche cenno alle monache di pretender essi la giurisdizione. 19 luglio 1782 Li 19 luglio venuto ordine al sig. Frapporti di Trento, che non mandi altro a Borgo per levar in tanti calessi quelle monache, perch potranvi restare sino ad altra determinazione. Il suddetto Padre confessore Fortunato avendo chiesto per lettera al sig. Trentinaglia il perch sia stato eccezionato e se abbia qualche accusa, ebbe in risposta, che non fu punto accusato, ma soltanto che cessava per esser finiti li cinque mesi accordati. Onde dalle monache fu preso ancora per loro confessore. 23 luglio 1782 Li 23 luglio nella Gazzetta trentina leggo, che inutilmente il ceto ecclesiastico di Vienna vorrebbe tolta la libert della stampa, riuscendogli molto dispiacevoli i critici opuscoli, che quotidianamente l si danno alla luce; ma l'imperatore sempre costante nel permettere una tal libert, soggiugnendosi che con essa si pensa di giugnere insensibilmente a sgombrare gli antichi pregiudizi del volgo, che a formare de' sacerdoti pi illumimati che per l'addietro. Leggo, che l'exgesuita Parhammer direttore di quell'orfanotrofio caduto in disgrazia, e gli stato ordinato di ritirarsi alla sua prelatura in Ungheria. Leggo che li Provinciali degli Ordini Regolari potranno bens notificare al Generale in Roma la loro elezione, e proporgli communiomem quoad suffragia, et preces, ma non potranno domandare, n ricevere da lui giurisdizione alcuna. Che queste lettere di partecipazione si dovranno consegnare aperte al Governo Provinciale, che le instrader col mezzo della segreteria di Stato al loro destino, e rimetter inoltre le risposte. Sentesi, che verr intimato ai teologi e professori di non pi prender alcun partito n contro, n favorevole alla Bolla Unigenitus, e che li vescovi dovranno fra giuramento nell'atto della loro consecrazione su la formola della Francia. Leggo, che nella Toscana fu abolito il tribunale della Inquisizione. Che il Papa ha dichiarato consultore del s. Officio il P. Ambrosio da Milano, di cognome Erba, Minor Osservante in Aracoeli. Leggo, che a Wising, luogo del Tirolo situato un'ora incirca sotto Schwatz, essendo caduto un fulmine su quel magazzino in cui erano 300 centinaia di polvere, salt tutto in aria insieme colle case contigue, con due sentinelle morte, e che tutti li cristalli anche mezz'ora lontani rimasero infranti. Che il podere degli aboliti Certosini a Kallenburg non lungi da Vienna fu comperato dal feld-maresciallo Las Conte, per 200 mila fiorini. Che il mal russo nell'Austria cessato. Che l'imperatore fa erger nuove case in Vienna, e vuol fare un palazzo a Belvedere, che sar uno de' pi grandiosi dell'Europa. Li 23 luglio fu finito il turno di orazione per ottenere la pioggia, di cui sopra, ma continua il caldo intensissimo, e soltanto due volte ne' giorni precedenti cominci a piovere per poco. Pare, che si cammini dentro un fuoco.
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*Troyer.

Intendo, che l'imperatore ha fatto arrestar, e custodire da' soldati un suo intimo segretario luterano sassone, perch ha rivelato al prusso li segreti. Di pi, che sono arrestati in Vienna quattro Domenicani, e due altri Regolari. Item che il segretario del nunzio Garampi scappato con molto danaro per aver rivelato li segreti pontifici. Questo segretario non pi don Leonardo Ciani di Trento, che gi da qualche tempo passato professore di teologia in Vaccia. Vedi pi avanti. Il suddetto P. Fortunato ogni volta, che vuol entrare nel confessionale di s. Carlo deve andar a pigliare la chiave dal capitano Tacchi, e poi partendo riportargliela. Il sig. Arciprete va, o manda qualche prete a comunicare le monache. A queste monsig. Vicario Zambaiti ha risposto che accorda loro il ritornare al secolo, ma con questo, che sempre ritengano la volont di ritornare nel detto monastero di s. Carlo, in caso, che venga rimesso, e che frattanto nel secolo osservino li voti solenni pi, che possono. Intendo, che tal risposta non piace al capitano Trentinaglia, per cui ordine assoluto fu chiesta. Il suddetto segretario di monsig. Garampi, detto l'abate Gio. Egisti romano accortosi, che il Garampi fosse per convincerlo di avere svelato il carteggio il medesimo Garampi colla Corte di Roma, per sottrarsi dal castigo l'abbandon ai confini dello Stato pontificio, e ritorn a Vienna per cercar protezione. Presentatosi all'imperatore disse, che voleva scoprirgli delle cose importanti allo Stato. L'imperatore lo mand dal principe di Kaunitz; ma vedendosi trascurato come un traditore se ne part non si sa per dove. N di lui scritti sonosi trovati de' dispacci pontifici di massima importanza scritti, o sia copiati da altrui mano. Il Papa gi detto aveva al Garampi, che avea inteso dall'imperatore certe parole le quali da lui non potevansi sapere senza tradimento. L'Egisti fu licenziato dal Garampi in Bologna. Li 28 giugno in Vienna fu arrestato d'ordine dell'imperatore il sig. Gunter concepista del Gabinetto, molto caro per altro al detto imperatore che seco lo avea condotto nella Russia, ne' Paesi Bassi, e nella Francia. Si tiene guardato a vista da quattro guardie nel dipartimento degli invalidi, col permesso per di potersi divertire col suo clavicembalo. Si dice, che ha tempo un anno da far manifesta la sua innocenza. Sono stati nominati tre soggetti per esaminarlo. Il di lui arresto fu segreto sino al primo di luglio, in cui fu pure arrestata in Vienna una bella, e ricca ebrea olandese, che ha il suo marito in Berlino. Essa abitava in Vienna con un suo fratello barbiere. Il Gunter praticava con essa e credesi, che per non dispiacerle abbiale manifestato de' segreti di Stato, che poi sieno andati al re prusso. Egli permetteva che sotto la coperta a lui venissero dirette ad essa delle lettere, ed anche ad un ebreo amico di essa, il quale per motivo di Stato qualche tempo avanti fu arrestato. Un altro ebreo olandese gi tre mesi fu mandato nella fortezza di Brunn, perch voleva sedurre degli artiglieri a passare in Ollanda. 27 luglio 1782 Li 27 luglio, sabato, siamo tutti stati in processione dal Duomo a s. Maria colla Madonna detta di s. Luca per impetrare la necessarissima pioggia. Continua ad esser infuocata l'aria al maggior segno. Nel giorno 22 di giugno il Papa ha approvato il decreto affermativo della Sacra Congregazione de' Riti fatto li 28 maggio, che si possa introdurre la causa fiorentina circa la beatificazione a canonizzazione del venerabile servo di Dio Fra Giovanni da Salerno sacerdote domenicano e fondator del convento di s. Maria Novella di Fiorenza. Li 27 luglio quelli di Sardagna sono stati in processione a Montagnaga di Pinedo, quelli di Cognola hanno fatto festa ecc. per impetrare la pioggia. Li 24 in Roveredo morta la Madre Teresa Catterina Piamarta di Roveredo coll'abito suo di Clarissa munita de' ss. Sacramenti con molta edificazione del popolo, ed assistita dal nostro P. Fortunato. Usc da s. Carlo ai 4 per essere stata importunata dai suoi signori parenti, e mor nella casa loro; ma fu il di lei cadavero trasferito in s. Carlo, e dai preti secolari le furono fatte l'esequie in quel coro essendovi un gran concorso di popolo. Visse quasi 70 anni e fu Badessa. Nel medesimo giorno 24 passando di ritorno per Borgo Valsugana il suddetto vescovo feltrino and a visitare le monache di s. Anna, e l'esort ad aver pazienza, aspettando dall'imperatore la Regola da prescriversi loro per mezzo suo, e che se vedranno di potersi accomodare alla

medesima se ne restino, perch quel monistero destinato per quelle, che sotto una tal Regola vogliono restarvi, e per quelle ancora degli altri monasteri soppressi, che in quello volessero portarsi. Quelle poi, che non si sentiranno di accomodarsi a tal Regola, potranno partire, ed andare o al secolo o in altri monasteri approvati; avendo perci data loro la dispensa da tutto ci, che non pu accordarsi colla vita secolare, in iscritto, dispensa chiesta dalle monache non liberamente, ma obbligate dal commissario Trentinaglia. Il medesimo vescovo lasci pur ordine alla canonica che l'arciprete nel giorno di s. Anna a buon'ora si porti al monisetro, e si faccia dare le chiavi del tabernacolo, della sacristia, e del confessionale. Onde noi Frati abbiamo finito per tal giorno di sentirle. Ora possono confessarsi da chiunque, ma chi sar chiamato dovr toties quoties prendere dal dazio la chiave del confessionale e riportarvela. Che caos! Oh Dio! 28 luglio 1782 28 luglio domenica, una processione di ragazzi, e ragazze si ha portata da Trento alla Madonna della Corona di Povo questa mattina per impetrare la necessarissima pioggia; ma il cielo continua serenissimo, ed infuocato. 29 luglio 1782 29 luned sono andati a Civezzano a quella Madonna in processione quelli di Cognola, e quelli di Mattarello, e quelli di Besenello, e Calliano. Dopo il vespro caduta una buona pioggia. Ha pur piovuto li 30, 31 luglio. Il primo agosto e 2-5. 30 luglio 1782 30 luglio leggo in data di Vienna gli undici luglio, che li Regolari e le monache de' conventi soppressi evacuarono ne' passati giorni li rispettivi loro chiostri. Li sacerdoti hanno avuto l'assegnamento di un'annua pensione di 300 fiorini e cento talleri per vestirsi da preti secolari. Le monache le quali si sono ritirate o in altri conventi, o in case particolari, dove vivono in comunit, vestite per da secolari, hanno un'annua pensione di 200 fiorini, ed una somma per una volta sola da vestirsi. L'imperatore con editto dei 6 giugno ha ordinato a tutti quelli, che posseggono Benefici senza cura d'anime, e generalmente a tutti li Beneficiati, ai magistrati, a coloro, che tengono catasti, alle chiese, conventi, confraternite, ai direttori di sagristie, e generalmente a chiunque ha parte nella collazione de' Benefici semplici, o amministra detti beni, ed entrate, non meno, che a tutti quelli, che influissero in simili cose, o avessero notizia di esse, l'annunziarsi entro il termine di due mesi al rispettivo Concistoro e fedelmente esporre il possesso del Beneficio, il diritto del padronato, e quanto egli sappia delle rendite del Beneficio, e altre circostanze, altrimenti in caso di non fatta denunzia, e se d'altronde venissero a scoprirsi delle occultazioni, il Beneficiato perder ipso facto il Beneficio, ed il padrone il gius padronato113. I capitali, e tutto quello che formasse l'entrata sar sequestrato, e coloro che avranno avute notizie, senza farne denunzia, saranno castigati esemplarmente. Quando il consigliere Kressel fu nominato presidente della nuova Deputazione sopra li conventi portossi a ringraziare l'imperatore e gli disse, che sua maest non poteva scegliere un soggetto per ci pi adattato di lui, dicendogli: "Io sono libero, non ho n famiglia, n parenti, e perci tutte le maledizioni che si scaglieranno sopra questi nuovi stabilimenti cadranno sopra di me solo". Si dice, che quando sar partito da Vienna l'imperatore, il che credesi succeder li primi di agosto, sortir una ordinanza tra le altre, in vigore di cui tutte le fondazioni e gli spedali per le persone vecchie verranno aboliti, ed in vece verr data un'annua pensione a ciascuno con cui potr vivere dove vorr, e cos si sparmieranno le spese delle fabbriche, de' direttori, fattori, preti, chiese ecc. In Costantinopoli regna una gran siccit, e fu ordinato, che in avvenire nessuno possa pi fumare con pipa n in strada, n fuori di bottega, sotto pena di essere sull'istante strangolato. Sul Genovese ai sette di questo un fiero temporale ha fatto danni grandi, che credesi oltrepassare un mezzo milione. Volarono in aria interi tetti di molte case, e palazzi, e massime del monistero,
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*Ius patronatus, diritto di presentazione del Beneficiato.

e chiesa di s. Teresa, dove anche furono schiantati quattro antichissimi cipressi, e rovesciate le mura della clausura. Il convento de' Cappuccini e la certosa resi inabitati: guastate le deliziose villeggiature. Molti uomini portati via non si sa dove, altri morti; altri feriti. Non ho tempo da descrivere tutto. Il male fu grande, succeduto circa le ore venti, in un tratto di dieci miglia tra Noli, ed Albisola. Il cardinale Migazzi per far cessare in Vienna la guerra letteraria tra' critici e predicatori ha proibito a tutt'i suoi sacerdoti l'entrare in alcuna contestazione coi profani. L'imperatore ha ordinato, che in avvenire in tutti que' luoghi, dove non si trovano giurisdicenti abbiano da essere pubblicati gli editti sovrani dai curati sul pulpito, o sull'altare e che questi siano obbligati si sottoscriverli pubblicati che gli abbiano, e poi rimandarli a quelli da cui li ricevettero, cio ai loro rispettivi superiori. Il Gran Duca di Toscana ha sottoposto ai vescovi tutti li Regolari del suo Stato, lasciando per ai superiori Regolari la disciplina interna del chiostro. Il convento delle monache Benedettine di s. Chiara in Spelto di Bologna stato soppresso e permesso alle monache di andare o in un altro monistero, o al secolo con pensione. Credonsi imminenti molte altre soppressioni di convenuti utriusque sexus nello Stato ecclesiastico, e cos pure dicesi imminente la soppressione di 40 conventi nel Veneto, dove non vuolsi, che le monache vadano mendicando per le case. Il Papa Pio sesto ritornato a Roma ha decretato, che li vescovi de' domini austriaci possano dispensare negli impedimenti del terzo e quarto grado per il matrimonio con autorit rivocabile ad libitun dall'apostolica Sede. In Avis e negli altri luoghi austriaci si pubblicano tutti gli ordini sovrani in chiesa dall'altare, o dal pulpito intra Missam parochialem, anche quelli affatto profani, che riguardano li tori delle mandre, e simili, che al popolo sembrano inconvenienti alla santit della chiesa e dell'altare. Con data d'Insprugg 7 luglio 1782 fu mandato al vescovo trentino e da questo in data de' 23 luglio spedito ai suoi diocesani austriaci l'ordine sovrano emanato in Vienna li 14 maggio, che condanna il superfluo abbigliamento delle chiese, e delle cappelle, e delle loro illuminazioni, ed anche delle illuminazioni che per motivo spirituale si fanno in certe case private, per il pericolo, che queste apportano d'incendi, essendo le candele vicine ad assi, carte, e tele. Io per qui giudico bene di notare, che non so esser mai accaduto alcun incendio per tali illuminazioni sacre. Bens per altre profane. recente il caso del teatro di Mantova, di cui sopra114; l'altro di Trento, o sia Pedecastello115; l'altro di Salorno116; l'altro del teatro di Parigi117; l'altro di Brusselles per l'imperatore118; l'altro di Moravia119 ecc. tutti all'anno 1781. 2 agosto 1782 Ai due di agosto, giorno di venerd, questi popoli hanno secondo il loro solito antico fatto festa e si sono confessati moltissimi uomini, donne, grandi e piccioli, ricchi e poveri, per acquistare il Perdono d'Assisi. Hanno cominciato gioved. In esecuzione del detto di sopra, l'arciprete di Borgo Stefano Trabmann, nella mattina di s. Anna li 26 luglio, andato al monistero di s. Anna, e nel confessionale ha intimato a quelle monache l'ordine, che avea di pigliare le chiavi. Poi celebr la Messa conventuale. Dopo la quale uscito di sagristia con camice e stola apr e serr il tabernacolo, apr e serr il finestrino della Comunione, e portato via l'Olio santo, and nel confessionale, dove aperto e subito chiuso l'uscio, consegn la chiave al sig. Gabriele Fiorentini regio amministratore. Niuna monaca volle comunicarsi in tal giorno per altro solennissimo, essendo troppo disturbate da cos fatte violenze, non facendo altro che piangere, senza poter trovare chi le conforti, dovendo anche li poveri Frati star molto guardinghi ecc. Essi soli finora furono chiamati ad udire le loro sacramentali confessioni.
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*pagina 364 del manoscritto. *pagina 337 del manoscritto. 116 *pagina 346 del manoscritto. 117 *pagina 374 del manoscritto. 118 *pagina 384 del manoscritto. 119 *pagina 404 del manoscritto.

3 agosto 1782 Li tre agosto, giorno di sabato, sono state cacciate fuori di s. Carlo tutte quelle sfortunate monache, rimasta essendo in esso soltanto la Madre Fiumi di Mori Vicaria attuale ed exbadessa, perch gravemente inferma, ed in istato di non poter neppure esser portata fuori. Che dolori! che conforti! Hh Dio! Anche le quattro restate in Arco sono presentemente inferme. A stento poterono le dieci andate l far capitare una loro lettera al Trentinaglia, perch quella Priora ne apr e trattenne tre, e le diede al sig. Confessore Catone di Cavedine, Dovettero scriver la quarta come volle il prete. Intendo, che avendo il Minucci arcivescovo di Fermo insinuato al Papa, ch' intenzionato di far un ospedale per li bastardi, subito il medesimo Papa gli ha risposto, che a tal effetto sopprima qualunque monistero gli aggrada. Intendo pure, che ordinato avendo il Papa, che il vescovo di Foligno sopprima un monistero di monache, li cittadini sonosi opposti al medesimo vescovo. Sicch da ogni parte Iddio si mostra malcontento de' Religiosi. Non si tratta, come altre volte, di riformarli e di ridurli al primiero fervore; ma di annientarli, quantunque li secolari non sieno niente affatto migliori. Oh Dio! non posso e non fido dir altro. Con data del primo di giugno in Vienna l'imperatore ha vietato a tutti gli ecclesiastici e Regolari esteri il mendicare ne' suoi Stati ereditari sotto gravissime pene, proibendo anche il questuare segretamente, e comandando il denunciarli non solamente ai dicasteri ecclesiastici e o secolari, ma anche ai capi de' Regolari, e che gli Ordinari, li parrochi, et predicatori, e tutti li catechisti insegnino al popolo, che facendo limosina agli esteri peccano, e che ne' propri loro poveri, ed infermi troveranno sempre oggetti pi degni dell'umanit, e carit cristiana, che negl'indicati Religiosi, essendo gi fondati e bastantemente proveduti secondo il loro grado. Ha fatto spogliare de' suoi domini, e beni considerabili il convento di Closter-Neubourg, ed ha ridotto quegli individui a dodici, assegnando al prelato due mila fiorini annui, ed a cadaun canonico trecento fiorini annui. Leggo, che sono stati liberati tutti li cattolici romani detenti nelle galere turchesche, per ordine del Gran Visir dato al patriarca scismatico Zaccaria, il quale ha dovuto promettergli di trattar in avvenire li cattolici con maggior prudenza. Leggo, che poche monache viennesi hanno scelto di rifugiarsi in altri monasteri. Leggo stampato un regolamento generale intorno alla disciplina del clero Regolare, e sua dipendenza dai vescovi diocesani nella Lombardia austriaca, datato in Vienna li 21 giugno 1782, pubblicato in Milano li 20 luglio e contenente XXXVII articoli. Il XV riguarda specialmente li Frati Minori Osservanti, Riformati, e Cappuccini, venendo eccettuati dal pigliare la laurea nell'universit di Pavia, volendosi soltanto, che si presentino a sostenere l'esame, e la licenza per essere ripetitori, o professori iniziali. Non ho tempo di trascrivere tutto. Da tal regolamento deduco, che sar permesso il vestir e professare anche in seguito anche a noi Riformati, sebbene l'ultimo foglio di Colonia dica, esser voce, che sia imminente la soppressione de' Francescani, e Cappuccini in tutti gli Stati austriaci. Sar quello che Iddio signor nostro clementssimo vorr, o permetter. 9 agosto 1782 Li 9 agosto ci fu detto come certo, ch' venuta una staffetta da Vienna a Roveredo colla soppressione di que' due conventi nostri de' Riformati e Cappuccini; ma non si ancora verificata. In data di Roma 27 luglio leggo, che il Papa ha decretato che le monache elvetiche, che hanno un monistero in Roma, e professano l'Instituto di orare continuamente avanti l'Augustissimo Sacramento, se ne ritornino ne' loro paesi, giacch fu rilevato, che non hanno modo alcuno di sussistere. Ma ci io lo credo un pretesto. Trattandosi di un monistero solo, in Roma non sarebbero mancate le limosine, tanto pi che potevasi piuttosto proibire l'ulteriore vestizione. Leggo pure, che dal medesimo Papa fu imposto una nuova tassa d'un milione e mezzo di scudi sopra le comunit e che stassi aspettando la descrizione dell'estimo de' terreni di tutto lo Stato

Papale, giacch da gran tempo vanno in giro per tal effetto molti agrimensori e commissari. Leggo di pi, che fu intimata la Congregazione antipreparatoria de' Sacri Riti per l'esame de' miracoli del beato Francesco Caracciolo napolitano fondatore de' Cherici Regolari Minori. In data di Vienna 25 luglio leggo, che in tutte le provincie della Germania austriaca viene eseguito il nuovo sistema giudiziale, a tenor del quale la prima istanza per gl'ignobili dovr farsi avanti al giudice de' villaggi, e delle citt; e per li nobili resta fissato un tribunale provinciale nella citt capitale di ogni provincia. In seconda istanza resta stabilito un tribunale d'appellazione, cio per la Polonia a Lamberg, per la Boemia a Praga, per la Slesia e Moravia a Brunna, per l'Arciducato d'Austria, per la Stiria, Carintia, Gradisca e Tirolo a Clagenfurt. In quest'ultima citt della Carintia fu aperto il detto nuovo tribunale ai due di luglio con grande solennit Il presidente il Conte Breuner, ed il vice presidente il Conte d'Eisenberg, detti eccellentssimi signori. Se le due prime sentenze saranno uniformi, non voi sar pi luogo a revisione. Se non saranno uniformi si devolveranno al supremo Consiglio di giustizia in Vienna. Leggo inoltre, che potendo gli ebrei in vigore dell'ultima patente pubblicata in Vienna introno alla loro tolleranza, concorrere da ogni parte a Vienna per la fiera, senza pagare il solito giornaliero aggravio di un fiorino per testa, con aprire banco e bottega, sono intervenuti alla fiera di s. Leopoldo pi di 5.000 ebrei. Una gran parte di essi furono della Boemia; ma gli altri furono li pi pitocchi della Slesia prussiana. Negli ultimi di luglio molti furono messi in prigione; e poscia tutti dovettero comparire presso un regio commissario per indagare come vogliono mantenersi in quegli Stati austriaci. Quelli che sono mercanti vendettero con discapito proprio alla fiera, e con danno enorme de' mercanti cristiani; supponendosi che questa sua un'astuzia maliziosa, di cui si servono gli ebrei per poi a tempo rifarsi con usura di quanto apparisce ora di loro scapito. Leggo che credesi da certuni essere stato condotto a Kuffstein il disgraziato segretario Gunter. Leggo, che essendo troppo vasto il monistero di Kloster-Neuburgo per dodici soli canonici regolari, saranno in esso trasferiti li Religiosi di s. Michele di Vienna, e la loro parrocchia sar data a preti secolari. Leggo che li certosini di Gitschin per mano del vescovo di Knigsgratz hanno ricevuto un Breve di loro soppressione, e che perci hanno dimesso l'abito del loro Ordine, ed assunto quello di preti secolari. Il giorno della loro soppressione fu l'anniversario della loro unione a quel convento dopo due secoli. Leggo, che nella Polonia succederanno de' gran cangiamenti riguardo al clero, ed agli Ordini mendicanti. Leggo, che in Napoli fu scoperta una Societ di zelanti cattolici, e fu proibita ogni loro adunanza. S'era fatto loro capo un certo Niccola Greco, che dispensava loro delle patenti. Dicesi girare per le mani de' milanesi una lettera del Papa, con cui esorta il cardinale arcivescovo Pozzobonelli alla vicendevole rassegnazione intorno agli affari presenti tra il sacerdozio e l'imperatore. Il cardinale non ha mai acconsentito alle nuoce leggi sopra riferite. Leggo, che il Gran Duca di Toscana ha soppresso due certose ed un convento di Agostiniani Scalzi. Alle monache di s. Anna di Borgo fu mandata la nuova Regola, di cui sopra al 27 luglio. In vigore di essa quelle che volessero abbracciarla potranno restare in quel convento; esso per non potr chiamarsi convento, ma casa secolare. Esse tute dovranno uscir fuori almeno tre volte ogni settimana, e dovranno andar cercando limosine per li poveri, andar pur ad assistere agl'infermi, Non potranno chiamarsi Clarisse, n monache, n professe, ma signore destinate a beneficio del pubblico. Avranno un ecclesiastico, che le diriger tanto nello spirituale, che nel temporale. Per quanto intendo nessuna vuol abbracciare una cos fatta Regola nuova, ed opposta al loro sesso, alla loro educazione, al loro buon nome, temendo, che poi vengano chiamate donne pubbliche ecc. In fatti niuna l'abbracci. Il vescovo nostro di Trento stato insinuato dall'imperatore che se si uniformer a tutti li suoi nuovi ordini fatti, e da farsi, gli far cosa grata. Ora egli in Salisburgo e stiamo attendendo la di lui risoluzione, temendo assai che ceda alla forza. Venendo dalle acque della Val di Sole due nostri Frati Riformati della Provincia bresciana, e passando per Avis, fu loro negata ogni limosina, cio per fino un sorso di vino, temendo di far

contra gli ordini dell'imperatore. La ricevettero poi oltre il ponte dal sig. Matteo degli Spini oste del territorio trentino. Leggo, che l'imperatore fra grandi preparativi per ricevere in Praga li due principi moscoviti, e che con sue circolari ha invitata la nobilt di quel regno boemico. Che ha stabilito di non conservare nella sua monarchia pi di sette universit. La prima sar in Vienna per tutte le provincie dell'Austria superiore ed inferiore. La seconda in Praga per la Boemia, Moravia, e Slesia austriaca. La terza in Pest per tutta l'Ungheria. La quarta in Lemberg per la Polonia. La quinta in Pavia per l'Italia. La sesta in Lovanio per li Pesi Bassi. La settima in Friburgo per l'Austria anteriore. Quest'ultima sar ridotta sul piede della Gttingana, volendosi che vi sia permessa una perfetta libert di filosofare, e di dare alla luce qualunque produzione dell'ingegno umano. Sono stati soppressi li Carmelitani di s. Plten e li conventi ricchi di s. Floriano di Drnstein e quattro altri. Il segretario Gunther ancora prigioniero in Vienna. Un'altra persona fu carcerata per quattro giorni in Vienna e poi amichevolmente le fu insinuato di presto sortire dagli Stati austriaci. Il gran turco ha regalato al nostro imperatore 26 bellissimi cavalli. Dicesi, che alla tavola pragense de' suddetti moscoviti vi saranno ogni giorno quaranta coperti. Si dice, che l'imperatore per avere li beni situati nel Piemonte del re savoiardo ed appartenenti ai sei conventi di monache soppresse in Pavia, manterr sessanta piemontesi nel collegio Ghislieri di Pavia. Leggo, che nella prossima Dieta generale della Polonia verranno proposte riforme della disciplina ecclesiastica: riduzioni di conventi, e monasteri di Regolari, e restrizioni dell'autorit pontificia, e di quella, che vi esercitava il nunzio del Papa; e che siccome la Corte di Vienna, per esser il vero secolare e Regolare di Polonia molto possente, teme molte turbolenze, cos ha spedito degli ordini pressanti ad alcuni reggimenti a portata di Galizia di marciare in quella provincia. E che cos faranno anche le Corti di Pietroburgo e Berlino ne' loro domini polacchi, gi membri del regno polonico. Continua eziandio li 26 agosto il caldo eccessivo, che ci fa essere sempre bagnati dal sudore; le campagne sono secche, gli alberi muoiono. Il mal russo pure va infestando ciascheduno, e si sa, ch' arrivato anche a Verona, Vicenza e Padova. Qui mi piace di trascrivere un pezzetto dello scritto presentato al Senato veneto li 22 agosto 1768 contra li Regolari. Dice cos: "Per altro non pu negarsi, che anche in mezzo al rilassamento pi lagrimevole de' mendicanti fiorirono in tutti i tempi soggetti insigni per dottrina, e santit; che molti conventi mantengono tuttavia qualche osservanza; e che le riforme venute sotto il nome di Questuanti hanno rialzato felicemente la maggior parte degli Ordini dalla loro decadenza, e riescono nella vigna del Signore utili, come oggid lo veggiamo con universale edificazione, e vantaggio. I Minori Riformati. Le Costituzioni stampate l'anno 1642. Il voto di povert restituito all'altissimo grado di povert e la pratica della vita evangelica proposta nella sua semplicit e perfezione" . Cos il detto scritto, che non nomina altri Frati espressamente. Aggiungo, che ho sentito molte volte lagnarsi li nostri Padri Riformati ed Osservanti, che la Repubblica non mai ha permesso ai nostri superiori l'esercitare il loro uffizio per rimediare ai disordini, e che gi tempo un nobile veneto accord, che un Frate fosse condannevole uscendo dal convento ogni notte per andar a peccare, ma non uscendo qualche notte ogni settimana. Proh pudor! Il nostro P. Vittorio da Cavalese visitando quella Provincia come commissario e volendo far il suo dovere, dovette cedere per non essere cacciato. Un altro superiore stimolato, ed impedito da un nobile veneto gli rispose, che avrebbe tolerato il Frate cattivo, ma su la coscienza del nobile. Questo per rispose, che non accettava tal impegno. In somma sono pretesti li proposti contra di noi, ai quali si potrebbe rispondere molto bene se vi fosse udienza, e se si potesse parlare con libert, e se Iddio non ci volesse mortificati. Pazienza. Leggo, che avendo i Corpi delle arti dimandata la conferma de' loro privilegi all'imperatore hanno ricevuta una risposta poco favorevole: e che l'arcivescovo di Praga dovr dare la lista di tutti li suoi exgesuiti ancor atti di presiedere alle cure. Che due terzi de' Religiosi soppressi nelle provincie austriache si sono secolarizzati, e gli altri ammessi in altri conventi sonosi riservato il diritto di sortirne a piacimento. Che a Pavia stata intimata la soppressione a quattro monisteri di Francescane col termine di soli due mesi, Non viene permesso alle Cappuccine soppresse de'

quattro conventi di Milano il restare in essi neppure sotto altro titolo di riforma. Che li Religiosi scozzesi di Vienna saranno ridotti a soli dodici, anzi si pretende, che verranno uniti agli Spagnuoli-Bianchi. 27agosto 1782 27 agosto oggid ha qui piovuto alquanto; ma non abbastanza. Negli scorsi giorni sono state in Trento alloggiate all'osteria le due monache Teresine di Roveredo, ritornanti da Merano, dove sono state per imparare quell'Instituto anglicano. Furono accompagnate dall'arciprete Malanotti di Lizzana. Negli scorsi giorni a Bolgiano morta una monaca domenicana sette giorni dopo, ch' uscita del suo monistero soppresso. Ella era molto vecchia, ed aveva gi fatta la sua seconda professione. In Insprugg li soldati in forma militare sono stati a considerare attentamente il molto bello convento de' Padri Serviti, per vedere se riuscir comodo per ridurlo in caserma militare. In Toscana furono soppressi li conventi de' Padri Minimi di Pistoia e di Pescia. Quel Gran Duca ha decretato, che in avvenire le monache non possano esegere alcuna dote dalle monacande, siano coriste, siano serventi; e che in vece le predette monacande debbano dare un tanto allo spedale del luogo. Item che per serventi non sieno ricevute forastiere in Toscana. In Roma fu stabilito il giorno per tenere la Congregazione de' Sacri Riti, in cui sar introdotta la causa romana, seu bergomensis del servo di Dio P. Francesco Passeri di Bergamo sacerdote cappuccino, cugino del fu cardinale Cinzio Passeri Aldobrandini. Leggo, che il Papa sta per convocare tutti li Generali degli Ordini religiosi affine di regolare con essi le riforme da farsi ne' rispettivi Instituti, e con ci prevenire quanto li sovrani dell'Europa potessero desiderare e risolvere su tali riforme. Leggo pure, che l'imperatore ha pubblicata una sua circolare riguardante ulteriori ordini sopra la tolleranza degli eretici, scismatici, ed ebrei, perch certuni hanno detto, che in vigore degli ordini precedenti rinnegando il cattolicismo si godrebbero delle prerogative e de' vantaggi temporali; il che l'imperatore dice essere un'assurdit. Leggo altres, che gli eletti ai vescovadi ed arcivescovadi prima di essere consagrati dovranno far all'imperatore alla presenza del governatore, e degli assessori pi anziani questo giuramento sottoscritto dall'eletto e dai tre detti testimoni: "Io sottoscritto N. N. giuro davanti a Dio Onnipotente, e prometto sulla mia fede, ed onore all'augustissimo imperatore come a mio solo legittimo, e sovrano principe, e Signore, di comportarmi da fedel vassallo e suddito nella mia futura carica episcopale: di non fare, e non permettere scientemente, che sia fatta cosa che direttamente, o indirettamente, di fatto, e per conseguenza, debba essere pregiudiciale e contraria alla persona di sua maest, alla sua augusta Casa, allo Stato, o si diritti della sovranit. Prometto ancora con giuramento di ubbidire con fedelt senza tergiversazione o eccezione a tutti i decreti, leggi, e ordini di sua maest e di farli osservare dai miei inferiori con quel rispetto che debbono, e generalmente di cercare e procurare in ogni occasione per quando sar in me la gloria ed il vantaggio di sua maest e d' suoi Stati. Sic me Deus adiuvet ecc." Alcuni vescovi ungari hanno ottenuto di non fare tal giuramento colla promessa di non fare neanche l'antico inserito nelle Bolle romane, e nel pontificale romano tit. de consecratione electi in episcopum. Nel suddetto giorno 27 ha fatto del gran male la tempesta caduta in Cimone, Calliano, ed altri luoghi vicini. Ho sentito riflettere, che in quest'anno ogni volta, che ha piovuto, anche caduta della tempesta120 in qualche luogo. Ho pur sentito che il Monte santo di Trento assaissimo frequentato, cosicch venerd scorso gli sono stati portati e deposti in esso 498 pegni. 31 agosto 1782 Li 31 agosto qui ha piovuto notabilmente. Nello stesso giorno ultimo di agosto, essendo sabato, sono uscite per forza dal venerabile monastero di s. Anna di Borgo quattordici monache, hanno pranzato in Pergine presso li nostri Padri, e circa il Vespro entrarono tutte con licenza del sig. Provicario Menghini nel monistero
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Spesso usata per indicare la grandine.

della ss. Trinit di Trento. Poi ancor quella sera in tre calessi sono partite in dieci verso Roveredo, Lizzana, e Sacco, accompagnate sempre ad instanza de' nostri Padri dal sig. don Carlo Ambrosi di Borgo. Non avendo cuore di uscire coi propri piedi dal monastero di s. Anna, fecero entrare in esso i calessi, e cos furono portate fuori. La Madre Salvadori di Pergine fu cacciata fuori dal capitano Trentinaglia nel giorno 24, ultimo, o piuttosto penultimo del quimestre dopo la soppressione conceduto. Tutte sono uscite vestite del loro primiero abito francescano, molto ben composte, ma senza mantello. La Madre Lupi e la Madre Sotherin sono andate subito in Margone. La Madre Sollera e la Madre Kolbin nella seguente domenica primo di settembre in carrozzza sono andate a visitare le Madri Clarisse di s. Michele, dove la Kolbin ha una sorella; poi sono andate in casa Sollera e questa notte partiranno per Bolgiano la Kolbin e la Sollera per Schennen, dove sta parroco un suo fratello. Piansero con loro anche le Madri Trinitarie nel separarsi. Le andate verso Roveredo furono tolte in Borgo, ed accompagnate dal sig. Parisi nipote della Badessa, e dal prete maestro del medesimo Parisi. A Levico furono battute dalla tempesta. Sono uscite da s. Anna alle tre e mezza di mattina in quindici. In Bologna li 17 agosto di sera furono sentite due scosse di tremuoto con ispavento di tutti. In marted li 26 luglio, festa di s. Anna cadde una tempesta delle pi orribili, accompagnata da un vento spaventoso, e da fulmini, cosa che dopo il 1730 non pi successe la simile. Ruppe tutti li vetri, devast li giardini e campi totalmente, sradic gli alberi. In Costantrinopoli nel quartiere di Samiata fuvvi nel luglio un incendio originato da un tappetto acceso casualmente da una pipa. Restarono incenerite intorno a 6.000 case, una cappella greca, e due chiese. Il danno delle sole case, quantunque picciole e di legname si calcola sei milioni di piastre; ed il valore degli effetti incendiati di una somma non rilevabile. Anche nel quartiere di Balat fuvvi un altro incendio non ancora estinto li 24 luglio, quando avea gi incenerite 3.000 case, per lo pi abitate da ebrei. Buon che quest'incendi non hanno avuto origine dalle sacre illuminazioni delle chiese cattoliche. Altrimenti ecc. Vedi sopra luglio 1782. Nel Foglio veneto 69 de' 28 agosto in data di Vienna 21 agosto, si d l'estratto di una circolare diretta ai diocesani di Lubiana da quel empio vescovo Giancarlo Conte di Herbstein, gi canonico di Trento. Ella contiene queste proposizioni. 1, Ch'esso cerca indefessamente, e si applica con tutte le sue forze per promuovere la cognizione del vero, unico Dio, e Ges Cristo suo Figlio unigenito, nostro Redentore e Mediatore. 2. Che l'esterno della religione sta sempre e strettamente con la Costituzione politica; e conseguentemente appartiene al sovrano la direzione e disposizione di essa, come un diritto essenziale. 3. Ogni vescovo nell'amministrazione della sua chiesa ha piena libert in quanto ai diritti essenziali; m la disciplina esteriore sottoposta al sovrano. 4. Per mantenere il buon ordine, e l'autorit, importa alla Chiesa, che uno tra' i vescovi abbia il Primato. 5. Questo dovuto al successore di Pietro. 6. Il Papa il centro dell'unit; veglia ed ha cura, che li vescovi conservino l'essenziale. Lo debbono in ci ubbidire; ma se osservano i doveri da Dio loro commessi, allora la sua soprintendenza rimane solamente un vivo testimonio dell'integrit loro. 7. Nelle savie, e prudenti disposizioni del nostro monarca nulla si trova, che oltrepassi n anche in apparenza il suo potere. Tutto concerne solamente la disciplina esteriore, e gli abusi introdotti nocivi alla religione, ed allo Stato. 8. Per via di esse non appare, che sia successa la minima variazione nella religione, nella fede, ne' buoni costumi. 9. Abbiamo ancora tutte le sorgenti della nostra fede nella loro purit, e tutte le sue salutari conseguenze. 10. Conserviamo la morale del Vangelo. 11. Vegliamo di pi sotto la direzione de'vescovi li curati. 12. Aveva li medesimi sentimenti il sempre memorabile pontefice Clemente XIV. 13. Pio sesto presentemente regnante nella sua bella, ed efficace orazione tenuta nel pubblico Concistoro in Vienna, ha non solamente approvato, ma anche lodato lo zelo di religione, la direzione, la profonda cognizione, e la diligenza straordinaria del nostro monarca. 14. Il monachesimo non una regola istituita da Ges Cristo, ma solamente una invenzione degli uomini. 15. Questa presentemente ha affatto degenerato dal suo forse da principio lodevole fine121. 16. La sua conservazione per la Chiesa non punto necessaria, e l'abolizione non niente svantaggiosa. 17. Non era nei tre primi secoli infelice la Chiesa, bench peranche non fossero comparsi li Frati.
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Haec non invenio ad literam in ipsa Epistola, scilicet illud forse da principio lodevole.

18. Un ammaestramento pi salutevole diventa benedizione per la Chiesa, e opera visibilmente sopra i costumi del popolo. 19. Se il nostro monarca abolisse ancora ulteriori, ed anche tutti li conventi non ne soffrirebbe non ostante la nostra santissima religione. 20. Egli avr tutta la cura di fare il possibile per formare pii, illuminati e discreti curati, che ispireranno al pubblico il vero sistema della religione, e di nominare pi pastori di anime, acciocch a nessuno de' villaggi troppo lontani dai parrochi, manchino li Sacramenti e la consolazione spirituale. 21. Le dispense matrimoniali sino al settimo secolo furono in potere de' vescovi. 22. Il Concilio di Trento non le concede al Papa. 24. La tolleranza stabilita dal nostro monarca non contradice alla religione cattolica. 25. Tutto parla in favore di essa, la ragione, l'esempio di Ges Cristo, le di lui dottrine, tutto lo spirito della sua religione. Dal gazzettiere lodato viene il vescovo come prelato degno e tutto ripieno di spirito divino. Io lo conosco, ho mangiato e bevuto con lui, ma non da lui; e so perch non fu ammesso in vescovo di Trento. Io non gli credo punto. Egli aspira all'arcivescovado di Vienna. Si scrive Carlo vescovo. A Stuttgard per li due principi russi straordinario il concorso di forastieri. Il quartiere pi mediocre costa sedici fiorini al giorno. Fansi ogni giorno feste, e divertimenti; e cos s'impiega bene il danaro. In Madrid li 26 luglio, verso le quattro pomeridiane in un subito si oscur il cielo, e tutti si costernarono dal timore sentendo nell'aria un fragore orribile somigliante a quello, che farebbe una moltitudine grande di carrozze correnti. Infinite persone scapparono all'aria aperta per tema di tremuoto; e nello stesso tempo cadde una tempesta cos grande che non videsi mai la simile. Li grandi erano pi grossi di un pollice e ne furono trovati anche del peso di mezza libbra. Fu accompagnata da un gran vento, dur quattro in cinque minuti e non lasci intatto un vetro delle finestre. Ha distrutto tutti li giardini, schiantato gli alberi, ammazzato bestie, uomini, donne e molti feriti. Le case rovinate, delle quali ognuna avr sofferto il danno chi di due in tre mila reali, chi di 20 e chi di trentamila. Il solo danno delle vetriate fassi ascendere a 200 mila piastre forti, e vi vorranno dei mesi prima, che Madrid abbia imparato il guasto, sembrando ora rovinato da un deposito di polvere da fuoco. Il re di Marocco per mezzo di un suo ambasciatore ha presentato al re di Napoli una lettera di questo tenore li 7 agosto: "Ringraziamo solamente il Signor Iddio. Nessuna cosa si pu fare in questo mondo senza la volont del Signor Iddio, ch' il pi grande. Dallo schiavo del Signor Iddio. Mahamet figlio di Abila schiavo del Signore Iddio, e sempre sia cos. Per sua maest napoletana, e monarca delle Sicilie, e tutti li suoi regni don Ferdinando IV salute al medesimo, che corrisponde al servizio del Signore Iddio. Abbiamo inviato a voi per nostro ambasciatore il dotto, venerato, fedele e segretario nostro, che scrive tutte le nostre determinazioni, ed ordini, il nobile Mahamet figlio di Ottomano, che far colla maest vostra la pace, ed unione nella medesima conformit praticata con sua maest cattolica principe invitto, padre ed amico nostro il re don Carlo III dove anche fu da noi inviato per ambasciatore prima di trasferirsi in codesta Corte ecc. ecc. ecc. Il tutto con la grazia del Signor Iddio, e con Pace. Da Marocco li 2 dicembre 1781". Nel conteggio arabo 195. Merita riflessione in questa lettera il santissimo nome di Dio tante volte replicato da un principe monarca turco. Li 25 agosto in Bologna il fuoco applicatosi alla fabbrica della maiolica, ridusse in cenere quanto ritrov in essa, e fece preda eziandio di cinque case contigue. Neppure questo incendio ebbe origine dalle sacre illuminazioni. Li 30 agosto in Lemberg, capitale della Polonia austriaca furono soppressi due monisteri di monache Brigidiane e Domenicane. Leggo in data di Vienna 24 agosto, ch' stata abbassata una sovrana ordinanza in virt della quale "tutti gli ecclesiastici Regolari e secolari di tutta la monarchia debbono lacerare dai loro Breviari la leggenda della vita del pontefice Ildebrando, ossia Gregorio VII sotto pene anco pecuniarie. Sua maest non ha fatto in ci che seguire l'esempio della immortale sua genitrice, e dell'augustissimo suo avolo Carlo VI. Alcuni mal istruiti ecclesiastici si dolgono di tali sovrane provvidenze, che con tanto vantaggio della religione e dello Stato vanno da sua maest emanando; ma li pi illuminati e li veramente pii riconoscendone la somma utilit, ne fanno dal

pulpito ancora gli elogi, e ne raccomandano l'esatta osservanza". Cos il Foglio. Ma convien notare che la genitrice ordin, che fosse messa carta bianca sopra la detta leggenda, e Carlo VI non la ha proibita. L'imperatore tutto il giorno 18 agosto stette occupato nel suo gabinetto e poi ha spedito un corriere a Stuttgard, ed uno a Praga con contrordini per quanto dicesi, circa il grande accampamento ordinato a Praga per divertire li principi moscoviti. Non si sa di certo il perch: ma dicesi esservi della probabilit di una guerra del turco colla Moscovia e dei disturbi nella Polonia per quella Dieta. Il re di Prussia li 15 agosto partito da Berlino per la Slesia per osservarvi l'evoluzioni delle sue truppe. Nella sera de' 20 agosto in Vienna morto il consiglier Federico barone di Binder in et di 74 anni. Da Napoli stato scritto, che l'imperatore ha proposto il suo sistema rapporto agli ecclesiastici al re di Napoli perch esso pure lo mettesse in pratica; ma ebbe per risposta, che da suo padre Carlo terzo re di Spagna teneva ordine di non far novit circa gli ecclesiastici secolari e Regolari. Il medesimo imperatore nell'agosto con un suo decreto ha abolito l'inveterato costume, che praticavasi dalle dignit e dal Corpo di quell'universit vindobonese di portarsi nel giorno ottavo dicembre festa dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine alla metropolitana per assistere alla Messa grande, ed all'Evangelio far il giuramento di sempre difendere Immacolata la detta Concezione; ed ha pur nello stesso decreto ordinato, che si ommetta tale particolarit in ogni atto, e formola di giuramento, in cui fosse specificata la detta protesta. Ci egli ha fatto considerando la cosa come una quistione meramente scolastica, e che mai verr decisa dalla Chiesa. Il principe di Frstenberg ha rinunciato la reggenza di Praga, e tutti gli altri suoi offici nello scorso luglio, e si ha ritirato nella Suevia presso il principe suo fratello. L'arcivescovo di Praga ha mandato il suo nuovo Suffraganeo a Vienna per esser esaminato. Nell'agosto tutti li governatori, comandanti, maggiori e aiutanti maggiori di tutte le piazze, e citt forti delle Fiandre austriache han dovuto lasciare e cessare dalle loro funzioni, eccettuati quelli di Luxemburgo, e del castello di Anversa. Nel Foglio di Lugano fu fatta menzione onorata del nostro Padre Pietrantonio dal Borghetto come celebre accademico, erudito predicatore e scrittore. Ho inteso, che alle monache venute da Borgo, di cui sopra, fu ordinato dal capitano, che non tengano il velo calato su la faccia come Religiose, ma vadano a faccia scoperta. Oh Dio! per non dir altro. Eppure passavano da un monastero ad altri. Negli scorsi mesi sono passati per Trento andando in gi, ed in su molti ebrei, merc li vantaggi che presentemente godono. Per altro io non so come si possa credere, che sia vantaggioso allo Stato il favorirli, l'affrattellarsi con loro, il conversare con essi familiarmente, e continuamente. Dal celebre Domenicano Sisto Senese, che fu prima molti anni ebreo, nella Bibliotheca Sancta dedicata nel 1566 al Papa domenicano San Pio quinto, e ristampata in Venezia l'anno 1675 con molte giunte postume dell'autore, si portano molti errori, molte bestemmie, e molte empiet degli ebrei contra Cristo, Mos, la legge naturale, e contra Dio, contra i Santi e contra la cairit e l'umanit. Credo qui a proposito il riferire tradotti nell'italiano gli ultimi come pi sensibili agli amatori del mondo. Sono tratti dal Talmud, o sia Codice delle leggi ebraiche e dicono: 1. Statuiamo, che ciascun ebreo tre volte al giorno biastemmi tutta la gente de' cristiani; e preghi Dio, che la confonda, e stermini con li re e principi suoi; e che ci facciano li sacerdoti degli ebrei nella sinagoga tre volte al giorno orando, in odio di Ges Nazzareno. 2. Che Iddio ha comandato agli ebrei, che in qualunque modo, con frode, con violenza, e sia con usura ossia furto si approprino le robe de' cristiani. 3. Si comanda di pi a tutti gli ebrei che tengano, e riguardino li cristiani come bestie, e non li trattino in altra maniera, come se fossero animali irragionevoli. 4. Se una bestia di un ebreo ammazzer una bestia di un cristiano, non obbligato l'ebreo di pagarla: ma se una bestia di un cristiano ammazzer una bestia di un ebreo obbligato l'ebreo di sforzare il cristiano, che la paghi. 5. L'ebreo non faccia n ben, n male ai gentili: ma con ogni studio ed industria si sforzi di levare la vita ai cristiani. 6. Se qualche ebreo mentre vuole uccidere un cristiano, per accidente ammazzer un ebreo, degno di assoluzione. 7. Se

qualche ebreo vedr un cristiano vicino a qualche precipizio, obbligato di precipitarlo subito. 8. L'impero de' cristiani il pi essecrabile dell'impero di tutte le altre genti, ed peccato pi leggero il servire ad un principe gentile, che ad un cristiano. 9. Le chiese de' cristiani sono case di perdizione, e luoghi d'idolatria, e gli ebrei sono tenuti a distruggerle. 10. Gli Evangeli de' cristiani, che possono intitolarsi L'iniquit rivelata ed il peccato manifesto, debbono abbucciarsi dagli ebrei, quantunque contenessero il nome di Dio. Cos l'accenato Sisto ivi To. 1, lib. 2, pag. 240, verbo Traditiones. Egli morto di 50 anni nel 1569122. 8 settembre 1782 Gli otto settembre, domenica, e festa di Maria Santissima monsig. Zambaiti ritornato dalle acque di Recovaro per Riva, e Tenno, ha dato il possesso della parrocchia di Bono al sig. don Domenico Antonio Daldin di Faver cembrano, curato di Sopramonte, giacch l'arciprete Pasi di Banale, attesa la sua infermit di gambe ha rinunziato alla sua elezione. In tal giorno ho veduto la prima volta bagnare la barba prima di raderla, col pennello, moda nuova. Ho pure veduta in pratica la polvere che buttata all'aria fuori della carapina prende fuoco. Leggo, che l'imperatore non andato a Praga come aveva ordinato per divertire li principi russi, e che quindi sono ritornati da Praga altrove quegli uffiziali e ministri ed altri che l lo stavano aspettando, con gran danno de' praghesi, che in vano aveano preparato molti comestibili. Leggo, che lo stesso imperatore ha comandato a tutti gli ecclesiastici Regolari e secolari della sua monarchia, che incollino una carta bianca sulla pagina, dove la lezione di s. Gregorio settimo, che parla della podest pontificia di deporre i monarchi. Il medesimo ha mandato nella Bosnia turchesca sedici mila soldati ungheri con ordine di rapirvi tutto il bestiame e di metter a ferro e fuoco quanto ritrovano, e specialmente di distruggere sei grossi villaggi turchi. Fu ci per rapressaglia de' bosniachi. Un magazzino di polvere a Cronstadt moscovitico ha preso fuoco con morte di tre persone e otto ferite. Un cannone in un vascello parimente ha ucciso pi di venti persone essendosi spezzato. La cittadella di Gppingen dal fuoco acceso da un fulmine stata ridotta in un mucchio di sassi li 25 agosto. Passa gran numero di corrieri di Pietroburgo, Berlino, Coppenhagen e Londra. Il sig. Cristoforo Nako ungaro nello scorso 1781 ha fatto acquisto di tre signorie camerali col prezzo di 700 mila fiorini. Il re di Sardegna, e Duca di Torino li 16 luglio di quest'anno ha pubblicato un suo rigoroso editto circa li matrimoni. Vuole, che non possano li putti contrarre matrimonio avanti gli anni trenta senza il consenso de' loro ascendenti e le putte avanti gli anni venticinque, sempre compiti; altramente contraendo li sottomette a pene. Ordina pure contra quelli, che dopo gli anni detti contraggono matrimoni disonoranti le loro famiglie. Il Papa con sua Bolla ha accordato ai vescovi degli Stati austriaci molte facolt. Non ho tempo da trascrivere tutto. Dir solamente che riguardano le licenze de' libri proibiti, l'assoluzione dall'eresia, e dall'apostasia, le dispense matrimoniali, degl'irregolari ecc. Concede, che possano dispensare e commutare li voti semplici in altre opere pie, eccettuati li voti di castit e di religione. Il delegare ai sacerdoti semplici la facolt di benedire li paramenti per la Messa e di riconciliare le chiese pollute coll'acqua benedetta dal vescovo, ed in caso di necessit anche con altra. Di conferire gli Ordini sacri extra tempora e non osservati gl'interstizi123 inclusive fino al sacerdozio. Di dispensare sul difetto di un anno d'et per iscarsezza di operari. Di celebrare due volte al giorno quando vi sia urgente bisogno: un'ora avanti l'aurora, ed un'ora dopo mezzogiorno, senza ministro, all'aria aperta, e sotto terra, quantunque sia rotto l'altare e senza reliquie di Santi, alla presenza di eretici, scismatici, infedeli, e scomunicati, non potendo altrimenti celebrare. Ma su di ci s'incarica la coscienza del vescovo, perch ecc. Si concede di
*Si veda l'edizione moderna di Pranaitis I. B., Cristo e i cristiani nel Tlmud, Roma-Milano, Tuminelli, 1939, pp. 151 e segg. Edizione con testi ebraici a fronte. 123 *Distanza di tempo stabilita dal diritto canonico tra una ordianzione e l'altra.
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portare agli infermi il SS. Sacramento occultamente, e senza lumi, ed anche di ritenerlo, quando stavi pericolo di sacrilegio per gli eretici ecc. Di poter recitare il Rosario, oppure altre preci, quando non possano recitare l'officio divino, o portar seco il Breviario. Di dispensare quando sia necessario sopra l'uso delle carni, ova, e latticini ne' giorni di digiuno e di Quaresima. Di vestir abito secolaresco quando altrimenti non possano passare per li loro luoghi curati. Tutte queste facolt essi le avranno ad libitum Sanctae Sedis, e le daranno sempre gratis affatto. Io temo, che le dilateranno col tempo. Si riferiscono nel Foglio 35 di Lugano in data di Roma 24 agosto124. 12 settembre 1782 Nella notte venendo li dodici ha piovuto qualche poco. 13 settembre 1782 Ai 13 hanno dovuto uscire dal loro monistero le monache Domenicane di Steinech della diocesi di Coira. 15 settembre 1782 Ai 15 pervenuta alle mie mani una copia di una lettera, che supponesi scritta dall'arcivescovo elettore di Treveri Clemente principe reale di Sassonia all'imperatore Gioseppe secondo. Parla cos: "L'arcivescovo di Treveri. Solamente, o sire, dopo d'aver con seriet riflettuto innanzi la presenza di Dio sopra agli obblighi del mio stato, io mi sono determinato di fare a vostra maest le mie rispettose rimostranze intorno gli editti, che ella ha pubblicato. L'oggetto era troppo importante, perch non si dovesse trattar con leggerezza. Quest' un rimprovero, il quale non ho a fare a me medesimo: qualmente sia l'idea, che vostra maest sembra essersi formata di me, son persuasissimo, che io sapeva ci, che aveva l'onore di scriverle. Comunque sia la cosa, o sire, leggendo la risposta, di cui vostra maest mi ha onorato, mi sono consolato sinceramente ad esempio degli Apostoli di essere stato trovato degno di soffrire qualche disprezzo pel nome di Ges Cristo. Compiuta sarebbe stata la mia allegrezza, se io avessi potuto occultare in quel momento a me stesso i mali estremi, da' quali minacciata la Chiesa; e gli amari disgusti, che vostra maest si prepara. S, o sire, lo dico con tutta libert del ministero affidatomi: qualunque sia al presente la fermezza, con cui ella sembra determinata a sostenere i suoi andamenti, verr un giorno che ella ne sar inconsolabile. Possa questo giorno non esser quello dell'eternit. Io sono con pi profondo rispetto della maest vostra ecc.". Questa copia ci venuta dal principe Giuseppe di Liechtenstein di Vienna, canonico di Colonia, ora dimorante in Roveredo. Iddio volesse, che tutti li principi ecclesiastici rispondessero cos all'imperatore! Riesce notabile, che questo arcivescovo fratello del Duca elettore di Sassonia e del principe Alberto di Sassonia, marito di Cristina sorella dell'imperatore, mantenuto da Casa d'Austria. pure vescovo e principe di Augusta, abate e principe di Prum, coadiutore del preposito d'Elwagen. Leggo, che in Vienna l'universit degli spaziali stata condannata a pagare 202 mila fiorini, furono annullati tutti li di lei privilegi; quattro principali impresari cassati dal libro della cittadinanza, il fattore attaccato alla berlina, e poi condannato per un anno ai pubblici lavori e con altre pene per le frodi praticate in tempo della breve guerra del 1778. Leggo, che in Boemia una comunit di ottocento famiglie non cattoliche sonosi dichiarate della cos detta Religione di Abramo. Nell'Ungheria poi sono stati giustiziati tredici zingari, perch mangiavano i corpi delle persone, che assassinavano. Furono decapitate quattro loro donne, sei uomini impiccati, due ruotati ed il loro corpo squartato vivo. Nelle prigioni si ritrovano altri centoquindici. L'imperatore ha ordinato una gran caccia per li principi moscoviti viaggiatori non ancor arrivati a Vienna li dieci settembre; ma vi si fermeranno poco, per andar presto dritti a Pietroburgo.
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Sta nella mia raccolta To. 1.

Il gran turco fa fortificare i Dardanelli, aumentare la sua marina, e levar truppe in Europa, ed Asia per render completa la sua armata. In Costantinopoli per un terribile incendio sono state distrutte sei mila case degli Armeni. Un altro incendio ha desolato in Costantinopoli il quartiero degli ebrei, essendo state consunte dieci mila case in ventun'ora, ed altre dopo. Nell'ospedale de' Franchi della medesima citt si manifestata la peste. 17 settembre 1782 Li 17 settembre ha piovicato qualche poco quasi tutto il giorno. Li 18 ha piovuto assai. Cos li 19. L'Arciduca Ferdinando colla sua consorte andato da Milano a Imola apposta per vedere quel nuovo teatro, e godere dell'opera teatrale. Egli ha tempo da perdere. Leggo nella data di Vienna luganese 25 agosto, che l'imperatore dorme tutte le notti fuori nell'Augarten, e che durante il giorno indefessamente travaglia nel suo gabinetto, e non sorte a prender aria, che verso le ore sei. Di pi, che il professore occulista Barth va regolarmente a visitarlo verso le ore cinque, perch ha ancora qualche incomodo negli occhi, attribuendosi da alcuni a tal male, che sia stato contrammandato il grandioso accampamento di Praga, il quale doveva consistere in sessanta mila soldati. Altri a voce mi dicono, che ha pur gonfie le gambe: ed altri che patisce tre mali. Nella predetta data si dice, che fu intimata la pena di cinquanta fiorini a chi non osserva la disposizione circa le lezioni di s. Gregorio settimo, specialmente circa la deposizione di Enrico quarto. Item, che per li sei novembre stato fissato l'esame degli exgesuiti abili alla cura d'anime nelle nuove parrocchie, e cappellanie. Leggo, che li 31 agosto il Papa in Roma nella chiesa di s. Giovanni in Campo Marzo de' Padri Scalzi della Mercede ha celebrato Messa, e poi ha pubblicato il decreto approvativo de' miracoli della venerabile serva di Dio suor Marianna di Ges monaca del medesimo Ordine, la quale perci sar presto beatificata. Il fuoco ha cagionato notabilissimi danni alle terre di Calvi, e Otricoli nella Sabina, bruciato avendo due macchie. Cominci e fu cagionato dall'abbracciamento delle stoppie, non gi dall'illuminazione sacra del Santissimo Sacramento. Gira per le mani di molti un Foglio, di cui qui voglio darne copia (sebbene lo creda falso, e capriccioso) perch resti memoria: "Profezie di Michele Nosso autore francese, stampate nel secolo XV e ritrovate in un convento de' Cappuccini. 1. L'imperator alemano dal 1780 sin al 1792 affligger la Religione, e la Chiesa. 2. Ridurr in angustia grandissima l'Italia, demolendo il Castel Sant'Angelo, e la citt leonina. 3. Anche la Francia e Borgogna patiranno molestia. 4. L'imperator far alleanza colle potenze orientali, e settentrionali. 5. Unito a queste far guerra alla Francia, ed all'Ollanda. 6. Il Papa sar spogliato del suo dominio temporale. 7. Tutti gli ecclesiastici secolari e Regolari di qualunque Ordine saranno d'ogni possidenza privati. 8. Per tali calamit e tribolazioni morir il Papa. 9. La Chiesa allora sar ridotta ad una penosa emergenza; poich per opera di tre potenze nemiche seguir l'elezione d'un Papa italiano, d'un alemano, e di un terzo greco. 10. Dopo ci passeranno acerbissimi dispareri tra le potenze orientali e settentrionali alleate e l'imperatore combatter contro gli stessi alleati. 11. Per opera del re di Francia si coroner il vero legittimo successore di san Pietro, e sar dello stesso Ordine monastico non estinto: avr nome Angelo: avr dottrina, e piet, e virt di ridurre la Chiesa nella sua primitiva purit. 12. Per le turbolenze di tutta l'Europa sar costretto il re di Francia a ricoverarsi in Roma, chiamatovi dai voti del popolo, dal quale verr coronato con corona di spine, ed alzato lo stendardo della Croce, ne former un poderoso esercito d'italiani, e francesi, coi quali dar una totale sconfitta all'imperator tedesco chiamato anticristo mistico. 13. Sar fissato un doveroso sostentamento al Papa, ed a tutti li ceti della Chiesa, e saranno disfatti d'ogni terrena avarizia, come nella primitiva disciplina. 14. Il Papa sceglier dal suo Ordine non estinto dodici uomini apostolici, e li mander a predicare per le quattro parti del mondo. Essi avranno il dono di convertire tutti alla cattolica fede e romana Chiesa, eccettuati gli ebrei riservati da Dio alla consumazione de' secoli. Si aggiunge che l'autore medesimo ha annunziata la soppressione de' Gesuiti nello stesso anno in cui accaduta. Cos letteralmente il detto Foglio, il quale fu divolgato anche per l'Italia ne' mesi preceduti. Non

trovo tra' francesi alcun Nosso, bens un Michele Nostradamus di San Remigio cittadella della diocesi d'Avignone, nato nel 1503, e morto nel 1566, seppellito in una chiesa di Frati Francescani. Questi fu medico, astrologo famoso, ed autore di molti libri. Parla di lui l'Advocat. Vedi sotto all'ottobre. In un'altra copia diconsi opera del P. Odoardo Vaticini monaco certosino, morto nel XV secolo, di nazione francese. In questo mese non vi furono Ordinazioni in Trento, perch non vi fu alcun vescovo. Quindi li chierici sono andati altrove fuori della diocesi, per fino a Venezia, con incomodo e scapito. 24 settembre 1782 24 settembre, nel Foglio di Trento leggo in data di Vienna li 14 settembre, che l'imperatore tuttavia soggiorna nel suo casino dell'Augarten, e che nel vicino Prater si diverte colla caccia del cervo. Leggo, che in Vienna stato dato principio al piano di abolizione di vari ospedali. Leggo, ch' stato intimato agl'individui della cancelleria e degli annessi dipartimenti dell'Italia e della Fiandra, che si astengano da ogni commercio colle genti della nunziatura, e dalla famigliarit, e conversazione col Corpo diplomatico. Item l'imperatore non pu portarsi a Praga per dare le investiture a que' suoi vassalli. Item, che li settari della Religione di Abramo hanno avuto ordine di circoncidersi, e di osservare tutti gli altri riti ebraici, o di ritirarsi fuori dello Stato austriaco. Io per gli avrei piuttosto esortati a farsi cristiani cattolici. Leggo, che li soldati austriaci han trovato nella Bosnia resistenza maggiore di quella che credevano di ritrovare. Item, che nella Stiria le locuste hanno cagionato gravissimi danni, guastando le campagne di Debrazin, Hathaz, Bozrmeny ecc. Le medesime una volta messesi a terra per riposare coprivano un miglio di terreno ammucchiate le une sopra le altre all'altezza di mezzo braccio. Li 4 settembre s'inoltrarono verso Gratz, ma furono sbaragliate dagli abitanti usciti al tocco delle campane con armi, ed altri stromenti, e distrutte coll'incendiamento di letame e di paglia aspersa di polvere zolfurea. Altrove leggo, che Costantinopoli ha molto patito dal fuoco appicciato in pi luoghi con pericolo di esser tutta rovinata. Il Gran Signore, col Gran Visir ed altri principali li 3 agosto stette 22 ore senza riposo per dar coraggio agli altri di lavorare ad estinguerlo. Si crede acceso da' malcontenti molti e disgustati dal Governo. Anche in altre Provincie turchesche vi sono state delle calamit, dissensioni, ribellioni ecc. Al ministro plenipotenziario dell'Ollanda, alla Corte di Parigi sono stati assegnati settantacinque fiorini al giorno per le spese del viaggio: e dieci mila per il suo equipaggio. In Napoli fu stampato un libretto intitolato Riflessioni sull'antica e moderna costituzione politica de' veneziani. Dicesi pieno di perversi sentimenti in ordine alla religione. Perci furono levati tutti gli esemplari, chiuse le stamperie dell'Orsini, e del Raimondi, che lo stamparono, e si va in cerca dell'autore da quel Governo. Il vescovo di Potenza nel Napolitano Andrea Serao125 ha stampato due opere. Fu accusato a Roma di pi errori contenuti in esse, e chiamatovi, ha risposto che non pu far tal passo se prima non se la intende col ministro del suo Governo. In Roma fu chiuso il monistero delle monache Svizzere, ed intimato loro, che verranno collocate in quattro monasteri di altro Instituto. Leggo finalmente come scritto da Roma, che il re di Spagna Carlo terzo ha ordinato una visita a tutto l'Ordine domenicano. Nel Foglio veneto 73 leggo, che in Vienna fu soppresso il seminario de' santi Ignazio e Pancrazio, e che dall'imperatore fu ordinata una nuova strada a traverso del monistero reale soppresso di s. Chiara. Leggo, che l'imperatore ha permesso al Conte di Wurmser tenente maresciallo, ed agli altri generali, ed uffiziali boemi protestanti, l'erigere un nuovo oratorio in Vienna per essi, e loro religionari. Il Wurmser ha perci assegnato alcune stanze del suo palazzo. Il Foglio dice empiamente, che tal opera si lodevole. Leggo, che in Bologna il fuoco appiccato alla fabbrica della maiolica ha fatto un danno grandissimo. Anche questo fu profano.
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eletto dopo il 1780, poich nel 1781 fu vescovo di Potenza Domenico Ruffo eletto dopo il 1761.

Leggo, che Luigi XVI re di Francia ha informato le spese della sua musica. Costava annualmente cinquecentomila Lire. Ora le ha ridotte alla met. Nel Foglio veneto 74 leggo, che l'Arciduca Massimiliano coadiutore di Colonia nel giardino reale di Schnbrunn tiene frequenti accademie di musica, ed in tal occasione distribuisce dei rinfreschi gratis a chiunque gode cos fatti divertimenti. Oh Dio! e frattanto li cristiani cattolici, li Religiosi e le Religiose piangono a patiscono. Leggo nel medesimo, che l'imperatore risoluto di ordinare, che in avvenire tutte le promesse matrimoniali negli Stati suoi non abbiano alcuna forza se anche fossero fatte innanzi al parroco e testimoni, avanti, che li due sposi abbiano ricevuta la benedizione nuziale dal sacerdote ai piedi dell'altare. Leggo, che in tutte le citt, terre e castelli della Romagna negli ultimi di agosto furono sentite altre scosse forti di tremuoto. Leggo, che Scipione Ricci vescovo di Pistoia126, e Prato ha determinato di erigere in Pistoia un'accademia ecclesiastica, o sii un convitto di cherici, e sacerdoti, e che il Gran Duca li 3 agosto gli ha concesso di sopprimere subito il monistero pistoiese de' monaci Olivetani, e mandar li monaci in altri monasteri del loro Ordine. Il vescovo prese il possesso del monistero, e de' di lui beni ai 18 agosto, ed il convitto sar aperto nel prossimo novembre. Leggo nel Foglio veneto 75, che le locuste in Ungheria hanno fatto danni grandissimi, furono tante, che al loro arrivo oscurarono il sole, ruppero col loro peso de' rami degli alberi, coprirono riposando un miglio di terra ammucchiate all'altezza di mezzo braccio. Distrussero li fiori, e li frutti delle campagne sino alle radici. 25 settembre 1782 Li 25 settembre nel cimitero del Duomo di Trento fu seppellita con abito di monaca Clarissa della ss. Trinit una putta folgaritana serva attuale del sig. ex arciprete Leonardo Toniolo. Questo notabile, mentre vengono costrette a deporre tal abito le vere monache professe, che l'hanno portato chi trenta, chi quaranta e chi pi di sessanta anni. venuto ordine da Insprugg, che il dazio al ponte di Avis dopo questo settembre non lasci passare vini di Trento, perch la citt di Trento non vuole, che li roveretani ne mandino in Valsugana. Poi si sono accordati. Li 24 settembre capit a Roveredo una staffetta e subito il Ceschi si port ad intimare la soppressione al monistero delle Vergini Inglesi, gi monache Teresine, fondato fuori di Roveredo verso Lizzana dalla signora Agnese Vanghera moglie del sig. Zanotti di Roveredo, tutti e due da me conosciuti viventi. Fra le dette Vergini vi sono una Clarissa di s. Carlo127 e tre Clarisse di s. Anna. Non si aspettavano tale disgrazia essendosi fatte Inglesi per sussistere e godendo la protezione del Trentinaglia per tener a scuola le di lui figlie. Esse non sono state soppresse n come ricche, essendo povere, n come oziose, ed inutili al pubblico, perch gi tenevano scuola. Tal soppressione segu colle formalit usate alle Clarisse, hanno cinque mesi da provedersi di altro luogo, e frattanto riceveranno la giornaliera pensione di 60 carantani la superiora, e di 30 ogni altra. Non so per altro come passer il negozio, perch la fondatrice Wanghera ha ordinato, che venendo mai soppresso il suo monistero, la dote assegnatagli vada ai parenti. Nell'anno 1750 non eravi ancor alcuna in detto monistero. Nel giorno della soppressione gli fu levato tutto il danaro. Sussistono anche in quest'anno 1783 e 1792. Li 31 settembre in Borgo fu principiato l'incanto delle robe restate nel monistero di s. Anna. Sussistono tutta via in tal luogo undici di quelle monache in case private, vestite ultimamente da non monache. Il vescovo di Feltre ha dato a tutti li nostri confessori di Borgo la sua nuova patente pro ecclesia conventus et pro parochia Burgi cum consensu parochi; ma pregato in persona dal nostro padre Geremia di Borgo lettore filosofo la mut, ed estese a tutta la diocesi. Ho inteso, che l'imperatore ha gi perduto un occhio, in pericolo di perder anche l'altro, che ha ernia, e non so qual altro male, cio le gambe gonfie. Ci non ostante continua le sue novit.
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vescovo ereticone pessimo, che poi dovette rinunciare. La Clarissa carolina uscita poi fuori.

Vuole, che in Vienna sienvi soltanto ventiquattro sacerdoti, che nelle chiese de' suoi Stati non siavi altro che un altare, che su di esso si dica Messa ogni mezz'ora. Ha ordinato una commissione di tre soggetti per il Tirolo ad inventariare li beni de' Regolari possidenti, volendo assegnare una pensione, la quale per non ecceda il valore de' loro rispettivi beni, ai medesimi. Nella Gazzetta monauniana del primo d'ottobre fu avvertito il pubblico con una lunga data trentina, che nel prossimo anno scolastico nel seminario vescovile di Trento avr la cattedra di matematica vacante da pi anni dopo ch' partito il sig. don Pietro Marzani di Villa sua eccellenza Giuseppe da Via128 Marchese patrizio di Bologna, generale militare di Modena, ed ex professore matematico, e Pari di Scozia. Sono alcuni mesi, che sta gi in Trento dopo, che fu in Ceneda, Bormio, Terzolaso, Cles, e Pergine. Ha 72 anni di et, e fu anche in altri molto lontani paesi. Vedi sotto. Non fin l'anno scolastico, essendo troppo bisbetico e notorio mezmatto. 2 ottobre 1782 Li 2 ottobre ho trascritto una lunga difficilissima pergamena rogato dal sindico di Lesignago, e la ho intitolata Causa Pascuaria inter Lisignacenses et Iuganos contestata et dirempta anno domini 1433 pro Lisignacensibus per arbitrum Osbaldunm Sengelium. Riempie nove pagine in quarto di mio sminuito carattere. Fo questa nota, perch li dottori e notari di Avisio ed altri non furono capaci di leggerla. Deo gratias, che li poveri Frati possano qualche cosa in servizio del pubblico. Simili altri servizi furono da me fatti anche ad altri diversi in questo e ne' precedenti anni, senza veruna ricompensa. 3 ottobre 1782 Li tre in Campo Trentino il fuoco ha bruciato una casa con tutto quanto era in essa per il valore di novecento o mille fiorini. Anche questo fuoco fu profano e non sacro. Ho inteso che l'imperatore vuol impedire il far testamento a chi non ha parenti prossimi (entro il quarto grado), perch la roba caschi al suo erario; e che essendo stato avvertito di aver riguardo al culto di Dio, ha risposto ch'esso non si cura punto di tal culto. Questo si vede in effetto pur troppo. Leggo nel Foglio 38 di Lugano, che ai dieci di settembre in Roma la Sacra Congregazione de' Riti ha approvato il culto immemorabile della beata Eustachia Calafato Romana129 fondatrice del monastero delle Vergini dell'Ordine di s. Chiara nella citt di Messina. Che dalla medesima Congregazione restarono approvati gli scritti del venerabile servo di Dio Frate Pietro da Bagnorea sacerdote professo dell'Ordine de' Minori Riformati di s. Francesco in Monte Fiascone; ed approvati li processi del venerabile servo di Dio monsignor Antonio Lucci vescovo di Bovino nel regno di Napoli dell'Ordine de' Minori Conventuali di s. Francesco. Queste notizie sono molto buone per li giorni correnti. Vedranno li posteri se le nuove riforme, o piuttosto diforme produrranno tanti santi come le vecchie. Leggo pure, che le gi rammentate monache svizzere allo Stradone di s. Giovanni di Roma furono collocate in cinque altri monisteri, cio parte in quello della ss. Concezione in Campo Marzo di monache Benedettine; altre in s. Cosimato di monache soggette ai Minori Osservanti; altre in s. Silvestro in Capite di Clarisse Urbaniste soggette a secolari; altre in s. Lorenzo Pane e Perna di monache soggette ai secolari. Nella mattina, che partirono dal loro monistero furono trattate in esso con un lauto pranzo a spese del cardinale Francesco Zelada. Leggo, che li preti di citt dovranno vestir di nero, e tonaca talare. In Vienna vengono condotti nelle prigioni e nella Casa di correzione circa 50 alla settimana. Nel 1778 furono arrestati 4.700 e nell'anno 1781 si contarono 11.500 teste arrestate. Leggo, che l'imperatore ha dichiarati liberi dalla schiavit personale li contadini della Carintia; e che godono ora tale libert eziandio quelli della Boemia, della Gallizia, e della Moravia ecc. L'Arciduca di Milano colle sua sposa fu a Imola col nome di Conte e contessa di Walemburg.

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Davia. Beata Eustochietta da Messina.

Viene scritto da Insprugg, che in Vienna sono gi state abolite pi di 40 chiese e cappelle, oltre quelle de' monisteri e che l'impetratone ne' suoi Stati vuole, che si levino dalle chiese gli altari minori, lasciandone il solo maggiore, su cui si celebri una Messa ogni mezz'ora del giorno. Tante sono le novit, che le penne si straccano a scriverle e le tralasciano. Leggo, che l'imperatore con editto segnato in Vienna li 30 agosto 1782, e pubblicato in Vienna li 25 settembre, ha stabilito, che nelle sue provincie ereditarie della Germania, Galizia, e Lodomiria le promesse matrimoniali de futuro non abbiano alcun vigore, n producano alcun minimo effetto avanti la benedizione nuziale; e cos pure non vuole, che porti alcun impegno matrimoniale la circostanza di deflorazione, o gravidanza accaduta dopo la conchiusa degli sponsali. Leggo, che n sobborghi di Vienna negli scorsi giorni di settembre un pericoloso incendio ha consunto una casa. Leggo, che li 21 agosto Costantinopoli fu bruciato due terzi di case, cio pi di 40 mila case, e restarono morte pi di 14 mila persone. Buono per noi, che tali incendi non furono cagionati da illuminazioni sacre. Leggo, che in Vienna il mal russo si fa sentire di nuovo attaccando quelli, che non l'hanno patito nella primavera. 9 ottobre 1782 Li 9 ottobre leggo nella Gazzetta di Lugano 39 in data de' 21 settembre, che la Sacra Congregazione de' Riti ha approvato il non culto del ven. servo di Dio Fra Casimiro di s. Giuseppe Wiczunski sacerdote professo dell'Ordine de' chierici Regolari Marianiti130; che ha approvata la revisione degli scritti del ven. servo di Dio fra Lorenzo da Barello dell'Ordine de' Minori Riformati di san Francesco di Torino. Nel medesimo foglio v'ha pure la seguente lettera, tratta dal Diario ordinario ebdomadario del Chracas di Roma con data de' 212 settembre: " Regnando nello Stato ottomano un'insolita siccit, il Divano, previo l'assenso del Gran Signore, venne in determinazione di mandare a chiamare il Provinciale de' Frati Francescani, al quale fu intimato dal Gran Visir, a nome del Governo, di ordinare ai suoi sottoposti individui di far delle orazioni per impetrar dal Cielo la pioggia. Il detto gli rispose che gi quello facevasi da gran tempo, essendo un dovere di loro Religione di pregar continuamente per la prosperit de' Principi, e per la felicit e bisogni attuali degli Stati, ne' quali si trovano; ma che siccome cos venivagli imposto a nome della Sublime Porta, avrebbe intimata una processione di penitenza, alla quale sarebbero intervenuti tutti li Francescani con corda al collo disciplinandosi ecc., ma che bene sarebbe stato, che vi avessero assistito ancora tutti gli schiavi cattolici Romani, che si trovavano detenuti nelle vicinanze di Costantinopoli, chiedendo infine una valida guardia di giannizzeri, e cavalleria acciocch non venisse la sagra funzione disturbata dal popolo. Cos adunque essendo stato eseguito il tutto, al ritorno, che fecero li Frati in processione, fu cosa prodigiosa il vedere annuvolarsi l'aria, e prorompere in una dirotta pioggia, che senza fragor di tuoni, n timore di grandine, continu per cinque giorni a gran consolazione de' cristiani, ed allegrezza de' turchi, che non trovansi adesso mancati d'un elemento s necessario. Il Gran Signore volendosi dimostrar grato ai cattolici, come riconoscendo da essi una grazia tanto segnalata del Cielo, ha fatto togliere la catena a tutti quegli schiavi; ma avendo mandata in dono al superiore de' Francescani una quantit di ova, quella fu da lui ricusata, allegando di non esser venali le orazioni de' cristiani, ma solo contentarsi della continuazione della sovrana assistenza tanto per li suoi Frati, che per gli altri della medesima sua Religione, che dimorano negli Stati del Gran Signore". Cos la lettera, di cui dice il gazzettista, che fu riferita eziandio da altri fogli pubblici periodici, come confermata da varie accreditate lettere. Aggiunge, che in un altro Foglio il lodato Provinciale si asserisce essere il Padre Prefetto delle Missioni de' Minori Riformati di s. Francesco, e che si nomina presentemente il M.R.P. Andrea Bettinelli di Brignano provicario apostolico francescano Riformato della Provincia di Milano. Aggiungo io, che il detto Gran Signore, o sia Gran Sultano, ed imperatore de' Turchi si Achmet quarto, nato nel 1724 e coronato nel 1774. Sono gi molti giorni che io ho sentito la riferita cosa, per mezzo

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Li Chierici Regolari di s. Maria si chiamano chierici minori per decreto di s. Sisto quinto frate

Minore.

di altre Gazzette; ma per esser cosa favorevole ai poveri Frati non si ha dato premura di pubblicarla il gazzettista trentino. Presentemente si trova in Trento il sig. Giuseppe Schreck di Trento in et di 73 anni, consigliere antico dal 1761 del Governo di Milano131. Egli venuto qua colle dovute licenze, e persuaso da' medici per mutar aria, e rimettersi in buona salute. Pure dopo di esser giunto qua ricevette avviso, che per tal sua assenza gli verranno negati venti fiorini al mese del suo salario. Per altro egli ha quattro mila fiorini all'anno, che importano 333 fiorini, 33 soldi, ed un quattrino al mese: o sia 1.666 troni, 13 soldi, ed un quattrino al mese; o sia fiorini undici e pi al giorno, o sia pi di 55 troni al giorno. Che spesa per un uomo solo! Vedi sotto 28 luglio 1784. Gli otto ottobre pass per Trento la Madre suor Maria Francesca Libardoni di Levico gi Clarissa in s. Anna sino dal 1742 e ritornante verso la sua patria, dopo che fu nel convento agostiniano di Sacco, dove ora sono altre sei Clarisse di s. Anna, due delle quali sono inferme non poco, bench vi sieno entrate sane. Chi non si ammalerebbe con tali trattamenti? La Libardoni andata a Borgo colle altre. 15 0ttobre 1782 Li 15 ottobre leggo nel Foglio trentino in data di Vienna 1 ottobre, che fu fissato in Vienna e nelle citt provinciali un certo numero di chiese, e che sono state soppresse sette piccole cappelle, o chiese superflue. Leggo in altra data, che l'imperatore andato li 2 ottobre incontro ai Conti del Nord verso la Baviera; che in Milano stato soppresso il monistero di Canonici Lateranesi, e di esso si former una collegiata di sedici canonici, e di un preposito. Di pi, che li 21 settembre in Pesaro furono soppresse otto confraternite laicali, e sequestrati tutti li beni, possessi e mobili delle medesime, avendo qualcheduna di esse pi di cinquecento anni di fondazione. li confratelli hanno fatto ricorso a Roma per esser rimessi, ma non si sa se otterranno la grazia. Il re di Prussia spesso chiama i suoi ministri a Pozdam, e tratta con essi di affari molto importanti. Il Conte d'Artois fratello del re di Spagna, trovandosi all'assedio di Gibilterra, ha ordinato l'esposizione del ss. Sacramento nella chiesa di s. Rocco per otto giorni con illuminazione di cinquecento candele a sua spese per impetrar dal Cielo la fortuna alle sue armi. Nello scorso giugno comparsa in Trento una lettera, scritta all'imperatore Giuseppe secondo da un Quachero italiano innanzi che il Papa arrivasse a Vienna. Comincia: "Cesare, non isdegnate. Ella molto modesta, ragionata e forte". Dicesi opera dell'avvocato Fabbri di Venezia, bench non manchino altri, che la credono di un Frate, perch contraria all'imperatore. In quest'ottobre comparve pure in Trento una Risposta d'Invisibile osservatore alla medesima, la quale principia: Quegli uomini dopo due versi di Ovidio e porta la data di Citau 1782, ma ella pessima per non dire di pi. Per altro il risponderle con fondamento non sarebbe troppo difficile. Pu essere stata composta da quello, che con scandalo in Trento disapprov il voto di castit e sebbene obbligato ad essa, gener un figlio che va per citt con esso, mirantibus omnibus. Ma io non l'asserisco. In questi giorni ho letta tutta la lettera sceleratissima del vescovo di Lubiana mentovata di sopra e tradotta in latino. Comincia: "Carolus Dei Gratia episcopus Labacensis venerabilibus nostris fratribus parochis, curatis, totique clero, et dilecto nostro universo gregi salutem etc. Utinam carissimi fratres etc.". Verso il fine si legge "Orate pro nobis, qui testimonium bonum conscientiae habemus, et plane confidimus, nostro officio non defuisse, et in omnibus recte agimus". Qui mi pare, che all'orante non segua una causale corrispondente. L'estratto della Gazzetta viennese, o veneta rammentato non mi pare in ogni parte sincero. In questi stessi giorni il Roner Vicario di Avis stato in Mori e Roveredo commissario enipontano per processare le monache caroline circa i loro mobili ad instanza de' Zanelli di Mori, fratelli di una laica monaca. Ho inteso, che in Roma vi un gran mormorio contra il Papa come favoreggiante l'imperatore. Ho veduto il libro in quarto basso pubblicato dal Papa col titolo Acta delle cose da lui operate
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nato il primo novembre 1709. Morto in Povo all'improvviso li 28 luglio 1784.

nel viaggio austriaco. In esso d lodi superlative al mentovato cesare. Lo ha pubblicato ai 23 settembre. Dai romani pasquinanti fu intitolato Acta martyrii Curiae Romanae. Leggo, che ai quattro di ottobre li Conti del Nord sono arrivati in Vienna col seguito di undici carrozze. Poco dopo di essersi riposati passarono al teatro. Si dice, che le Corti imperiali austriaca e russa procureranno, che il principe primogenito di Toscana sia dichiarato re de' Romani. Leggo pure, che le leggi di tolleranza, e l'abolizione della schiavit boemica, producono gran danno alle fabbriche della Sassonia e della Lusazia. 12 ottobre 1782 Li 12 ottobre nel porto di Genova s' affondato una nave danese con un carico del valore di circa 200.000 Lire genovesi consistente in grani, sete, manna e mandorle. Fu affondata da un fiero temporale. Anche in Roma li sette fuvvi un fierissimo temporale, e caddero alcune saette, una di cui cadde sopra il palazzo della famiglia pontificia a Monte Cavallo, una sopra il palazzo detto il Governo vecchio, ed altre altrove, ma con poco danno. A Milano fu pubblicato un divieto cesareo, che in avvenire non sia dato il regio Placet in tutta la Lombardia austriaca alle collazioni di Benefici ecclesiastici provenienti da Roma in vigore delle riserve spiegate nelle regole della cancelleria apostolica, o da delegati del Papa. L'arcivescovo di Salisburgo Conte Girolamo di Colloredo nato li 31 maggio 1732, con una sua circolare pubblicata nello scorso settembre ha ordinato, che venga tolto il superfluo lusso delle chiese e specialmente delle troppe candele, per poter col risparmio proveder ad un maggior numero di parrocchie, ed ai bisogni delle chiese povere. 2. Che li curatori d'anime non vengano presi se non dal seminario vescovile. 3. Raccomanda caldamente la lettura della storia sacra. 4. Comanda agli ecclesiastici lo studio della medesima. 5. Vuole, che s'introduca nelle chiese il canto di canzoni spirituali in lingua nazionale, affinch anche il pi idioto cristiano canti cogli altri le lodi del Signore. 6. Descrive le qualit ed i doveri necessari d'un curato. 7. Come debbano contenersi li predicatori nel loro importante officio. 8. Ammonisce sopra gli abusi nella venerazione de' Santi e delle immagini, e sopra le Indulgenze. Leggo, che li 23 settembre il Papa ha in Consistoro segreto proposto molti soggetti a chiese vescovili vacanti in diverse parti del mondo. Uno fu il P. Fra Antonio Maria Gardini veneto monaco camaldolese in vescovo di Crema lombarda. Il P. F. Francesco Saverio Cristiani di Fermo agostiniano eremita e sagristano Papale vescovo di Porfirio nella Fenicia. Il P. F. Gio. Ramos de Lora dell'Ordine di s. Francesco, missionario nel Messico, vescovo primo di Meridia nel Per delle Indie Occidentali. Il P. F. Antonio Malinowski vilnese domenicano missionario in Polonia, vescovo di Cinna in Galazia Suffraganeo nei decanati di Menyk della diocesi di Samogizia in Polonia. Leggo, che nella prossima Dieta di Polonia verr conchiusa una riforma delle Case Regolari di Religiosi e di monache in tutto quel regno e nella Lituania, e che il Papa ha spedito due suoi Brevi al re, ed agli Stati generali di quella Corona, con cui dal canto suo gli abilita per poter fare tal riforma. Essendo contrario ad essa il principe vescovo e primate di tal regno partito dalla Polonia, ed andato per la Germania e forse far lo stesso anche qualche altro. Leggo, che li 3 ottobre in Milano fu formalmente soppressa la Canonica Regolare della Passione. Furono assegnate tre mila e quattrocento Lire milanesi all'abate corale e due mila ottocento agli altri abati, mila e ottocento ai Canonici semplici. Leggo, che l'imperatore ha fatto rimettere a ciaschedun vescovo de' suoi Stati una copia della lettera pastorale dell'arcivescovo di Salisburgo; il qual arcivescovo ha ultimamente assegnati 4.000 fiorini sopra la sua Cassa privata per l'ingrandimento del civico spedale; altri 4.000 da unirsi al fondo destinato al mantenimento de' pazzi; ed altri 4.000 all'ospedale degl'incurabili. Di pi, che tutte le Casse pubbliche dell'imperatore hanno ricevuto ordine di non rimborsar capitali spettanti ad ecclesiastici, qualora venissero richiesti. Li Conti del Nord ai 7 di ottobre furono a Schnbrunn e per due ore si divertirono con altri cavalieri, e dame vindemiando l'uva. Il Gran Duca russo e l'Arciduca coadiutore dell'arcivescovo di Colonia servirono le principesse portando le corbelle o sia ceste.

L'imperatore vuole, che li Croati e Schiavoni militino tra' tedeschi per tre anni, e poi ritornino alle case loro, e sieno rimpiazzati dal altrettanti Croati e Schiavoni ogni triennio. Negli ultimi di settembre fu creato assessore del Governo di Roma monsignor Giacomo barone Klotz di Trento figlio del fu sig. Martino e della signora Francesca. La Sacra Congregazione de' Riti ai 10 di settembre ha decretato, che consta della validit de' processi costruiti con autorit apostolica, ed Ordinaria e ben esaminati li testimoni, e legittimamente riveduti gli atti prodotti, nella causa di beatificazione e canonizzazione del venerabile servo di Dio Antonio Lucci vescovo di Bovino dell'Ordine de' Minori Conventuali di s. Francesco. Nel medesimo settembre fu fatto arcivescovo di Napoli monsig. don Giuseppe Capece Zurlo Cherico Regolare Teatino, nato in Napoli 3 gennaio 1711, fatto vescovo di Calvi sul Napolitano li 24 maggio 1756 e soggetto dotto ed esemplare assai. Leggo, che tutti li sacerdoti forestieri dimoranti in Vienna per meno di 20 anni debbono partire per le loro diocesi. Che in breve sar fissato nelle chiese sussistenti il numero delle Messe, volendosi che nelle citt sia di una Messa ogni mezz'ora, e fuori ogni ora; e che siavi un solo altare per chiesa. Sento dire, che il Papa disprezzato dai romani talmente, che certuni non pi pigliano da lui la benedizione quando va per Roma. Leggo, che li polacchi nobili debbono mostrare con documenti la loro nobilt e la legittimit delle loro possessioni. A tutti tocca la sua. Leggo in data di Vienna 30 settembre che dicesi essere stata scritta una lettera dal Papa all'imperatore per distornarlo dal far coi Benefici ecclesiastici come si pratica in Moravia; e che l'imperatore abbiagli risposto gentilmente. Leggo pur esser mente dell'imperatore di trasportare le fondazioni de' Benefici dalle citt alle ville dove non si ritrovano tanti sacerdoti, n tante Messe. In data poi di Augusta 11 settembre, che il Papa fu consigliato di non rimproverare il vescovo di Lubiana con un Breve, mentre si sa, ch' preparato a rispondere, che la sua pastorale non contiene cosa alcuna contra la dottrina e disciplina della Chiesa, o contra il Papa; e ch'egli in essa ha preso per fondamento l'amore cristiano, perch Ges Cristo ugualmente ha mangiato con i farisei, sadducei, ed eretici di quei tempi, e perch la cattolica religione religione di grazia, di amore e di mansuetudine. Cos il Foglio, cui sarebbe facile il rispondere molto bene. In data di Vienna 5 ottobre nel Foglio veneto 83, leggo: "Presentemente affare deciso, che tutti i conventi occupati dai Frati mendicanti in tutti gli Stati austriaci, sieno alla vigilia d'esser soppressi. I pi dotti fra questi individui aiuteranno i curati di campagna nelle loro funzioni pastorali. Quelli, che altro non sanno, che salmeggiare, e dir la Messa, prima saranno pensionati, indi provveduti di piccioli Benefici fondati unicamente per dir delle Messe, e recitar delle preci per li defunti. Li Frati vecchi, ed infermi saranno collocati in conventi tuttora esistenti per ivi terminare in pace la loro carriera. Cos il detto Foglio. Ho inteso, che fu scritto qualmente l'arcivescovo elettore di Magonza Federico Carlo barone di Erthal, ha risposto all'imperatore che non vuole eseguire li di lui piani, ma vuol vivere all'apostolica. Deo gratias. 29 ottobre 1782 29 ottobre, nel Foglio trentino leggo, che tutti li preti forastieri dimoranti in Vienna debbono partire per le loro diocesi, se sono degli Stati austriaci; se poi esteri fuori de' detti Stati. Vien per permesso di restare in Vienna soltanto a quelli, che sono istruttori della giovent, a condizione, che non accettino limosina alcune delle loro Messe. Item che prima di far alcun ricorso a Roma per Bolla, o Brevi si dimandi la licenza al rispettivo Governo. Che fu soppressa in Vienna la prelatura di s. Dorotea di Canonici Regolari, e fuori di Vienna la prelatura di Monaci Benedettini detta la Piccola Maria Zell. Che verranno fatte altre abolizioni, e riforme degli Ordini monastici. Che ora non si sentono pi mormorare che donne vecchie e di cattivo umore. Che l'arcivescovo di Salisburgo presta tutta la mano ai nuovi regolamenti dell'imperatore, il quale ha fatto ristampare in Vienna la di lui celebre pastorale e mandarne ex

officio a tutt'i vescovi della monarchia per norma loro. Che presso Roma un fierissimo turbine ha cagionato danni considerabilissimi avanti li 19 ottobre scoprendo tetti, atterrando muri, sradicando e trasportando alberi. Che in Costantinopoli ordinariamente abbisognano 96.000 misure di grano alla settimana. Che la principessa Elisabetta di Wrtenberg acquartierata in Vienna presso il convento delle Salesiane, potr invitare ogni giorno alla sua tavola dodici persone. In questo stesso giorno 29 ottobre mi fu recato un estratto di lettera scritta da Roma, contenente 17 profezie le quali in sostanza sono le gi descritte di sopra al 31 agosto. Diconsi auricolarmente tratte da un libro ritrovato nella biblioteca de' PP. Cappuccini di Genzano132, ch' un luogo della diocesi di Acerenza nella Basilicata e nel regno di Napoli, Fu poc'anzi portato a Pio sesto, come opera di certo Padre Vaticini monaco Certosino francese, morto nel secolo XV e peritissimo astronomo. Tal libro conservasi ora nella biblioteca vaticana ed uscita scomunica a tutti quelli, che oseranno scrivere, o parlare sopra le dette profezie; le quali in questo Foglio romano nominano Pio sesto e Gioseppe secondo. Mettono la soppressione gesuitica nel 1774 e l'andata del Papa in Alemagna nel 1782. Diconsi scritte in latino con note toscane. Il libro manoscritto. stato stampato ultimamente avanti li 20 ottobre 1782 un libro intitolato Riflessioni sopra tre lettere del vescovo di T... riguardanti la sottoscrizione de' Regolari, e specialmente Domenicani al cesareo decreto che abolisce ogni loro dipendenza dal Generale, e superiori stranieri. In Pavia 1782. Per Pietro Galleazzi stampatore arcivescovile. Trovasi vendibile anche in Milano presso Giuseppe Galleazzi libraio. Il Foglio di Lugano tace il nome del vescovo e della di lui chiesa, dicendo soltanto vescovo di T... Onde io suppongo, che vada letto di Tortona, dove vescovo Fra Giuseppe Luigi d'Anduiar Domenicano, nato nel Forte di Fuentes nella diocesi di Como li 17 gennaio 1693 e traslatato da Bobbio gli undici marzo 1743. Non vi presentemente altro vescovo Domenicano di T. Leggo, che la principessa Elisabetta di Wrtenberg star qualche tempo nel monistero viennese delle salesiane per esser istruita nella religione cattolica: e che l'universit di Brunna sar di nuovo trasportata a Olmtz, d'onde fu levata gi tre anni. Che in Costantinopoli il fuoco ha levate tutte le sostanze a 60.000 famiglie, e fatto mancare pi di 40.000 persone. Che sono inestimabili i festosi magnifici trattenimenti, co' quali tiene in Vienna li Conti del Nord l'imperatore. Vengo assicurato da un tedesco forastiero, che sono state soppresse le Madri Orsoline d'Insprugg. 30 ottobre 1782 Li 30 ottobre l'Officio cesareo-regio di posta in Trento ha ordinato, che nella soprascritta delle lettere non pi si metta il da Trento. Lo mette esso con l'impronto nero. Poi fu ordinato di metterlo con la penna da chi scrive. Le vindemmie nella Pretura di Trento furono cominciate agli undici di ottobre. In certi luoghi sono abbondanti, in altri mediocri, ed in altri scarse. Ma il prezzo del brascato133 straordinariamente basso, e difficilmente si trovano compratori. Alle monache soppresse non si vuol dare la promessa pensione, se siano altrimenti provedute. La lettera dal Papa scritta a cesare comincia cos: "Sacra cesarea maest. Prevalendoci di quell'amichevole libert, che piacque alla maest vostra di gentilmente esibirci, che quando avessimo inteso fosse per farsi da vostra maest qualche mossa, che avessimo creduta discorde dalle buone regole, e pregiudiciale alla Religione, ne avessimo scritto confidentemente in diritura alla maest vostra. Quindi , che essendoci pervenuto all'orecchio, che vostra maest vada pensando togliere tutt'i fondi delle chiese, e degli ecclesiastici della sua monarchia, e ridurli a semplici pensionari, non possiamo dispensarci di porle in vista che se si effettuasse un tal pensiere, ridonderebbe alla chiesa una lagrimevole lesione, ed ai buoni uno scandalo
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un'altra copia di Genazzano, ch' nella diocesi di Palestrina. *Graspato.

irreparabile. Non di nostra... le diciamo, che il privare le chiese, e gli ecclesiastici del possesso de' loro fondi temporali in dottrina cattolica un errore manifesto condannato dai Concili, esecrato dai Santi Padri, e qualificato dai pi rispettabili scrittori dottrina velenosa e per dogma scellerato. E in fatti per sostenere una tal massima a pro del sovrano convien ricorrere ai falsi insegnamenti de' Valdesi, dei Vicleffisti, degli Ussiti, e di quanti altri sono di poi andati d'accordo con loro, e specialmente i libercoli infetti del tempo ecc. Fin qui ci siamo prevalsi di altra mano pi corrente e pi facile a leggersi della nostra per affaticare tanto meno la vista di vostra maest. Con questa rispettosa dichiarazione passiamo ad abbracciarla con pienezza di affetto, e con darle l'apostolica benedizione. Datum Romae apud s. Mariam Maiorem die 3 augusti 1782 pontificatus nostri VII. Affezionatissimo Padre nel Signore servitore ed amico Pio VI". L'imperatore con data di Vienna 19 agosto 1782 rispose Beatissimo Padre Ho l'onore di rispondere a posta corrente alla lettera, che la santit vostra viene di scrivermi nel supposto, che io voglia togliere tutti i fondi alle chiese, ed agli ecclesiastici, e ridurli tutti ad essere semplici pensionari. Le relazioni delle persone, che mi procurarono gi l'alto onore di vedere la santit vostra alla mia residenza, mi hanno senza dubbio procurata anche questa nuova testimonianza in iscritto della sua amicizia e del suo zelo apostolico. Non posso dir altro senza stendermi in lunghezze, se non che il supposto pervenuto alle sue orecchie, coma la santit vostra esprime, falso, e senza andare a cercare i testi tanto della Scrittura, che dei santi padri (per sempre soggetti ad interpretazioni) tengo una voce in me, che mi dice quello che come legislatore e protettore della Religione mi conviene fare, o tralasciare, e questa voce coll'aiuto della divina grazia, e col carattere onesto, ed equo, che mi sento, non pu mai indurmi in errore. Se la santit vostra vuol ben restar persuasa di questa verit, come lo spero, la prego anche di credermi con il pi figliale attaccamento, e rispetto ecc.". Ho sincopato la lettera per altro bella e buona del Papa, perch non ho tempo da scriver tanto, e non voglio perderlo. Leggo in oltre, che per decreto del Governo d'Insprugg notificato al vescovo di Trento il primo di giugno 1781, tutt'i libri Messali, breviari, corali, le opere, e carte relative alla instituzioni degli Ordini religiosi debbono essere stampati o dagli stampatori di Vienna, o da altri stampatori degli Stati austriaci ereditari. Di pi, che in vigore di altro decreto mandato al detto vescovo gli 8 agosto 1782 non si pu accettare dai Regolari alcun novizio, o novizia sinch dall'imperial regia Corte non sia loro prescritto un certo numero fisso di persone per ogni convento. Si dice, che in Roveredo nel soppresso monistero di s. Carlo il fuoco appiccatosi alle vestimenta di un ragazzino dell'ortolano, rimasto solo chiuso in esso, lo abbrustol in modo, che rest e fu trovato morto, e venne detto per citt, che ci sia stato un castigo di Dio per la profanazione di quel sacro luogo. Il fatto verissimo perch raccontatomi dallo stesso ortolano. Nella notte de' tre venendo li quattro di novembre cominci a nevicare in citt di Trento, e seguit quasi fino al mezzogiorno, cosicch rest alta circa un palmo. Poi seguit una pioggetta. Quindi nello stesso giorno si principi da noi a scaldare il refettorio; e si continu sino alli 13 di marzo inclusive. Il Conte e la contessa del Nord, tante volte rammentati, sono partiti da Vienna li 19 ottobre verso Brunna, e Pietroburgo, accompagnati fino a Brunna dal nostro imperatore; il quale ha ordinato, che le cause di separazione dal toro e dalla mensa, ed altre competenti ai Concistori, non si portino a Roma, ma si decidano dai propri vescovi, ed appellandosi dagli arcivescovi e finalmente occorrendo gli arcivescovo dimandino a Roma un giudice delegato, il quale sempre dovr essere un vescovo austriaco residente nell'Austriaco. Nello scaduto ottobre il nostro vescovo di Trento ha ricevuto da Insprugg l'abolizione delle lezioni proprie di san Bennone vescovo di Misna: ma esse non sono in uso presso li trentini, n trovansi nel Breviario per tutti; anzi nel detto Breviario antico non vi sono neppure in fine. Si usano per da' Bavari e dai Passaviesi. Furono proscritte perch s. Bennone monaco e vescovo,

morto di 96 anni nel 1106 fu contrario ad Enrico IV e aderente fedelissimo a s. Gregorio settimo. Celebre per l'ecclesiastica libert, e per avere scomunicato Francesco Gran Duca di Toscana imperator de' Romani, s' reso a' miei giorni Francesco Maria Piccolomini di Siena, nato li 22 dicembre 1695 fatto vescovo di Pienza nella Toscana li 3 luglio 1741. Egli si ritir dopo il 1767 a Roma, dove anche mor. Da lettera scritta in Roveredo si certifica la riferita morte del ragazzino in s. Carlo. Fu di trenta mesi, venne avvisato da sua madre di non accostarsi al fuoco, mentre essa era andata di sopra per accudire ad un altro suo figlio pi picciolo, e fu trovato da suo padre alla porta de' carri, o sia grande gi moribondo e poco dopo mor. Avvisato di ci il capitano Francesco Tacchi, mand a s. Rocco a pregare, che due nostri Padri andassero a consolare gli afflitti genitori, come in fatto andarono. Il caso funesto seguito nella festa di tutt'i Santi e giorno primo di questo mese. Nel giorno secondo in Cles un altro ragazzo di circa 14 anni aiutando nella cucina di quell'arciprete, che vi fece il pranzo per tutti que' preti, volendo levare dal fuoco un paiuolo pieno di acqua bollente casc in esso, rest pelato e morto subito. L'imperatore dicesi ritornato dalla Boemmia col suo male d'occhi e colla febbre. 10 novembre Li dieci novembre, giorno di domenica, alle dieci di sera, in Trento, in casa Schrecka, morto il sig. arciprete di Condino Giannantonio Giacomoni detto Baccochi da Panteo di Povo, gi lodato sopra al 24 ottobre 1781. Fu seppellito in s. Pietro nella sera degli undici senza Frati, e nevicando. Visse circa 33 anni, e mor indebitato. Venne fuori per visitare li suoi parenti, ed amici, and in Cembra per visitare quell'arciprete, ritorn a Povo con un raffreddore, guar alquanto, and in casa Schrecka e vi rest infermo con febbre maligna, e colle petecchie. Fu agonizzante pi giorni. 11 novembre 1782 Nel giorno undecimo ha nevicato assai qui in Trento, e poi segu della pioggia. Si discorre che il Papa siasi ritirato in castel s. Angelo e poi scappato a Fiorenza; ma non certo questo. In Roveredo vi sono tre commissari ad esaminare le monache carline, li Frati due rochisti134, ed il capitanio Circolare Trentinaglia e l'arciprete. Li commissari sono il Conte Kuen, il Vicario Roner, ed il dott. Bonetti di Nago. Sono partiti ai 19. 12 novembre 1782 12 novembre, leggo nel Foglio trentino, che in tutti gli Stati austriaci avanti l'abolizione vi erano 646 monasteri di donne, e 2.042 d'uomini; e che l'imperatore ritornato da Brnn s' messo in letto colla risipola e febbre, e che essa durava anche ai 2 di novembre. Di pi, che ai Frati mendicanti stato proibito il questuare senza licenza de' rispettivi Governi, in iscritto data. Tralascio altre cose per non perder tempo. A noi vigiliani135 fu risposto da Insprugg che questuiamo. 13 novembre 1782 13 novembre dopo il pranzo fu nel nostro refettorio il sig. Provicario Menghini col sig. vicecancelliero Simon Carlo Bertinalli, da cui fummo esaminati poro cura animarum d'ordine del nostro vescovo aderente ai sistemi dell'imperatore. Furono eccettuati il P. Guardiano, il P. Vicario, il P. Benedetto, il P. Gioseppe Maria ed il P. Massimiliano per grazia speciale non richiesta. L'esame consistette nel dover risolvere in iscritto due casi morali, e parlare sopra un testo evangelico. Il tutto passato con pace, e senza verun disgusto. Noi fummo li primi esaminati in Trento. Per la diocesi furono esaminati dai parrochi de' luoghi; ma le carte furono date loro sigillate.
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*del convento di s. Rocco. *Frati della Provincia di s. Vigilio di Trento.

Intendo, che a Strigno sono state soppresse due chiese, restando la sola parrocchiale. Leggo nel Foglio 43 di Lugano, che quando morta l'imperatrice regina Maria Teresa esistevano negli Stati austriaci 1.443 conventi di uomini, e 602 di donne; e che finora si contano circa cento soppressi, e si comincia a sopprimere li monasteri di Prelature. Poich furono soppressi li monisteri di Canonici Regolari Agostiniani di s. Dorotea, e di Benedettini di Maria Zell presso Vienna. Ai primi fu data la scelta o di unirsi a quelli di Closterneuburg, o di vestirsi da preti secolari colla pensione di 300 fiorini. Poi furono soppressi anche quelli di Closterneuburg. Leggo un lungo dispaccio cesareo spedito a Milano da Vienna li 30 maggio 1782 con cui si vuole eseguito quanto prima fu ordinato contra gli ecclesiastici, e Regolari ecc. troppo lungo da trascriversi qui da me, che ho altro da fare. Nello scorso settembre in Pesaro d'ordine di Pio sesto furono soppresse otto Confraternite. Coi loro averi e beni ascendenti al capitale di scudi 155.000 si far un conservatorio per le donne malmaritate, di cui sar sindaco l'abate Zuriglia exgesuita spagnuolo inventore di tale provedimento. Nell'ottobre ai 20 il clero di Francia ha offerto al re sedici milioni per li bisogni dello Stato, e furono accettati. Quando gli ecclesiastici non avranno rendite, offeriranno Pater nostri. Il re di Prussia Federigo terzo ha scritto al vescovo di Breslavia, che non sopprima verun monistero, sebben egli non sia cattolico. Vedi sotto. 20-21 novembre 1782 20 e 21 novembre nel castello di Trento vi fu il concorso per le due vacanti parrocchie di Corredo nell'Anaunia e di Condino nella Giudicaria maggiore. Li concorrenti furono 54 tutti secolari diocesani. In questo mese furono inventariate le robe delle monache Salesiane di Roveredo, e loro fu tassata una pensione. Vedi sotto. 22novembre 1782 Li 22 novembre avanti giorno caduta della nuova neve sul piano di Trento. Le monache Salesiane di Roveredo sono state obbligate a stipendiare, e mantenere sei maestre di ragazze, e poi sono stati levati loro tutti li beni, ed ora restano pensionate dall'imperatore. Leggo, che ai 19 di settembre, sono arrivate a Breslavia citt vescovile della Slesia prussiana alcune monache Celestine austriache, e che hanno ottenuto il permesso da Federigo re di Prussia di fabbricarvi un monistero a loro spese. Leggo pure, che il detto re nello stesso settembre ha scritto al vescovo Suffraganeo di Breslavia e vicario apostolico don Antonio de Rothkirch e Panten, che in suo nome assicuri il clero cattolico, specialmente le Collegiate e li monisteri, che stiano sicuri, che finch si comporteranno come fedeli e sinceri sudditi, non avranno da temere da parte sua, che non li toccher, n muter loro niente, non dimander veruna cosa, n confischer i loro beni; eccettuata per la contribuzione gi stabilita. Per tal dichiarazione in tutte le chiese cattoliche di Breslavia li 17 settembre fu cantato solennemente il Te Deum. Si avverte, che questo re non cattolico, ma eretico. Leggo, che l'imperatore ha annullata totalmente l'imposta di dodici carentani per ogni instrumento, che gi pagar doveano tutti gli suonatori dell'Austria in ogni festa di ballo, in cui suonavano, volendo ora che i suoi sudditi si divertano a loro piacimento, e li suonatori trovino pi facilmente occasione di guadagnarsi il pane. Si discorre, che volendo l'arcivescovo di Salisburgo Conte Girolamo di Colloredo viennese, effettuare li piani di Gioseppe secondo, li Canonici, ed il popolo si sono opposti fortemente. Altri per dicono esser falso, che il detto arcivescovo abbia cominciato ad effettuare. 29 novembre 1782

29 novembre, sabato sera ritornato da Salisburgo, e Vienna a Trento il nostro vescovo. Subito ci ha consolati avendo protestato a tutti, ch'egli intenzionato di non disfare n Frati, n monache nel suo principato. Deo gratias. 14 dicembre 1782 14 dicembre sono stati pubblicati li due nuovi parrochi. A Corredo fu messo don Pietro Menghini cappellano di Pergine; ed a Condino il curato di Rabbi don Giovanni Francesco Manini da Terziolasio. Leggo nel foglio dell'Agnelli in data di Vienna 20 novembre, che vengono attualmente levate dagli altari d'ordine sovrano le iscrizioni, e tavolette indicanti Altare Privilegiato; e che non potranno pi affiggersi su le porte delle chiese cartelli indicanti Indulgenze da acquistarsi in giorno di lavoro, sotto pene pecuniarie, e che tal ordinazione sar quanto prima estesa a tutta la monarchia austriaca, essendo stata appoggiata alla vigilanza del fisco regio. Leggo, che li zingari d'Ungheria gi mentovati non furono carnivori, ma soltanto ladri de' fanciulli d'ambi li sessi, che poi li vendevano ai turchi. Leggo, che il cardinale Legato di Bologna Ignazio Buoncompagni tiene un palco nel teatro dell'Opera in Bologna. Fui, Fui, Fui. In questo tempo si trovano molti ladri, che infestano le case, botteghe e strade dell'Ausugio, specialmente Superiore. Quindi per discacciarli andato l un distaccamento militare della guarnigione di Roveredo, cio venti soldati. Cos ho inteso. 19 dicembre 1782 Ai diciannove di questo in sera fu trasferito il corpo della venerabil Madre Giovanna Maria di Roveredo da San Carlo a s. Marco, accompagnato da un prete, e da due torcie accese. La chiesa poi di s. Carlo verr sconsacrata e profanata. Fu sconsacrata li 20 dicembre. Anche questi Padri Conventuali, ed Agostiniani di Trento sono stati esaminati come noi pro cura animarum. Saranno pur esaminati gli scolari del seminario vescovile, e resteranno li soli eminenti. Leggo, che le monache Carmelitane di un monistero soppresso in Germania coll'essersi private per dieci anni del miglior piatto, che dava loro il monistero, hanno fatto un paramento di broccato, e ricamo preziosissimo, del valore oltre 34.000 fiorini. Lo finirono poco avanti di essere soppresse, e cos lo perdettero. Leggo, che gli undici di settembre 1782 con data di Vienna l'imperatore ha totalmente soggettati tutti li Regolari ai rispettivi vescovi de' suoi Stati anche rapporto alle visite de' monasteri, ed alle correzioni in materia di disciplina monastica, ed all'assegnazione de' Religiosi alla cura delle anime. Leggo, che li Regolari dell'elettorato trevirense per esser liberi dalla soppressione hanno offerto a quell'arcivescovo elettore 1.800 fiorini annui da impiegarsi in case di educazione ecc. Leggo, che li due dicembre furono trasportate nel nuovo conservatorio di Pesaro dodici donne col titolo di malmaritate, e che ai due signori Priore, e Custode di esso conservatorio del vescovo furono assegnati 150 scudi annui per ognuno di salario. Fu eretto colle robe delle Confraternite soppresse. Intendo, che nelle Fiandre austriache sono stati soppressi anche de' monaci Benedettini, oltre li Cistercensi. Finisco quest'anno tralasciando infinite altre cose accadute, cos permettendo Iddio signor nostro, cui omnis honor, et gloria. Amen. ANNO DI N. S. GES CRISTO 1783 In Venezia li due nobili Barbarigo, e Basadonna hanno perorato in favore de' Regolari perch venga abolito il decreto del 1777. Quindi ottennero 91 voto contro 71 con questo, che niuno

possa esser vestito Regolare avanti l'et d'anni 18, n professare avanti quella de' 21. Ma li Regolari non si contentano ancora, e non vestono, cos consiliati. Al nostro convento di Roveredo fu intimato, che pi non si vestano Terziari claustrali, o sia nostri commensali136. Per la seguente Quaresima dal nostro vescovo trentino sono stati destinati predicatori li seguenti. 1. Aldeno, Garniga e Cimone festivo, don Giambattista Maistrelli. 2. Arsio, e Castelfondo, Matteo Zorzi primessario di Cagn. 3. Banale, Michel Aliprandini curato alla Nave. 4. Blegio, Giuseppe Sizzo cappellano di Mal. 5. Calavino, Giambattista Dorna il vecchio. 6. Cavedine, Francescantonio Claus di Trento. 7. Cembra, Bartolommeo Menghini di Brezzo. 8. Civezzano e Cognola festivo, Francescantonio Fenici ministro in seminario. 9. Condino, Valentino Bonenti curato di Darzo. 10. Corredo, e Smarano, Gasparo Poda di Flavone. 11. Denno, e Flavon, Domenico Ricci di Trento. 12. Garduno, o s. Felice, Felice Menapace di Rallo. 13. Livo, Giannantonio Largaioli curato di Bolentina. 14. Lizzana ed Isera festivo, Michele Caliari cappellano di Volano. 15. Mal, Leopoldo Eller curato di Verv. 16. San Michele festivo, Giovanni Rossi primissario137 di Mezotedesco. 17. Mori, Filippo Chiusole di Chiusole. 18. Nago, Giuseppe Villotti di Segonzano. 19. Ossana, il proprio parroco don Cimonati Leonardo. 20. Povo, Villazzano e Mattarello festivo, Giacomo Grisenti di Pin. 21. Rendena, Giuseppe Antonio Monauni di Trento, fatto curato di Villazzano nel 1783 figlio del sarto. 22. Rev, e Clotz, Paride Rigotti prete dell'Oratorio. 23. Sarnonico, Fondo e Romeno, il parroco di Fondo don de Pretis. 24. Spor, e Vigo, Vincenzo Maccani di Cles. 25. Taio, e Torri, Romedio Conci di Mal. 26. Tassullo, Padre Paolo Francesco Botto exgesuita. 27. Terlago, e Baselga festivo, Antonio Conte de' Melchiori. 28. Tegnale, Antonio Voltolini di Trento. 29. Tione, Domenico Poli di Storo. 30. Valdibono, Michele Tommasi di Trento cappellano di Banale. 31. Valdiledro, Antonio Zecchini di Val di Ledro. 32. Villa Lagarina, Giacomo Telch curato di Lisignago. 33. Volano, e Besenello, Antonio Cornali cappellano di Meano. 34. S. Zeno e Dambel, Antonio Lunelli di Torchio. 8 gennaio 1783 Agli 8 gennaio fu intimato dal giudice al nostro convento di Borgo, l'ordine sovrano, che in avvenire ne' conventi nostri austriaci di Borgo, Roveredo, e Arco non possano pi vestirsi Terziari commensali; che possano restar con noi sino alla loro morte li gi vestiti; e che poi per
* Il Terziario commensale era un laico che professava la Regola del Terz'Ordine di s. Francesco, ma che viveva nelle comunit francescane; in tempo non precisato fu accettato stabilmente anche in refettorio assieme alla comunit. Da qui il nome di commensale, cio di laico che mangia alla stessa mensa dei Religiosi; portava per l'abito religioso, ma senza cappuccio.. 137 *Primissario o premissario, prete che godeva di un Beneficio e celebrava la prima Messa nel paese o citt dove abitava.
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le occorrenze si possa far uso di altri uomini. Fu pur intimato nello stesso tempo, che gli editti sovrani nell'avvenire dovranno essere pubblicati anche nelle nostre chiese, come nelle parrocchiali; e subito furono consegnati tre da pubblicare. Il primo , che li zecchini Papali sieno soltanto del valore di troni 20, carentano uno, quattrino uno. Il secondo che si possano comperar e vender in ogni tempo li bestiami. Il terzo, che tutti li putti, e le putte non possano trasmigrare altrove fuori dello Stato austriaco. Le strade nostre sono infestate dai malandrini, che assaltano li passeggieri per tor loro il danaro. In Valsugana un passeggiero fu coltellato. Il re di Spagna si oppone alle idee cesaree circa il matrimonio di suo nipote Gran principe di Toscana colla principessa Wirtenberghese, nata ed allevata nell'eresia. Non vuole, come vorrebbe cesare, che il suo genero Pietro Leopoldo rinunci il Gran Ducato al detto suo figlio. Nel seminario vescovile di Trento continuano li professori, maestri ed officiali dell'anno scorso. Leggo, che la principessa Lisabetta di Wirtenberg ai 25 dello scorso dicembre in Vienna, nella cappella di Corte ha fatto la professione della fede cattolica. Ma non fu mai parlato di abiura del luteranesimo ne' Fogli trentini. Bens nella storia del Pitteri 1782, p. 293, in cui dicesi che abiur solennemente il calvinismo nel detto giorno. 19 gennaio 1783 19 gennaio, domenica e festa del ss. Nome di Ges, il signor don Pietro Menghini di Brezzo prese il possesso della chiesa di Corredo dal suo cugino Gioseppantonio Menghini provicario generale di Trento. Ai 15 e 16 gennaio in castello vi fu concorso per la pieve di Garduno, e sort eletto il sig. don Francesco Zuchelli di Trento, figlio del sig. medico Niccolao, che cominci a concorrere sino da chierico, e sempre si diport bravamente. 8 febbraio 1783 8 febbraio, il Manini prese il possesso della chiesa di Condino da monsig. Vicario Zambaiti. Negli ultimi di gennaio colle stampe del Monauni ha pubblicato d'ordine del nostro vescovo un suo libro il sig. consigliere Barbacovi contra li canonici Gentilotti, e Piccini, e conseguentemente contra li consoli di Trento. Li detti canonici aveano pubblicati li loro voti soltanto scritti a mano. La stampa sort ai 28. Vedi sotto 8 settembre. Circa la met di questo febbraio il suddetto canonico Giangiacomo barone Piccini di Roveredo ha ricevuto avviso di esser fatto prelato domestico del Papa con 80 scudi, e pi di pensione. Nell'Anaunia un figlio ha ucciso sua madre in Malosco, ed avanti in Ardine138 una donna fu gittata in un pozzo dal suo socero, e socera. In Vezzano ai 14 fu fatto un omicidio. Sono successe tante altre cose in addietro, ma io non ho n tempo, n voglia da notarle. Sono tutte dolorose. Nello scorso dicembre furono abolite tre certose di Pavia, Mantova e Garignano, ed ordinato, che que' Certosini debbano chiamarsi col nome battesimale e diportarsi in modo, come se mai non avessero vestito l'abito certosino. Oh Dio! 25 febbraio 1783 Li 25 febbraio il nostro vescovo principe si trasferito a Santa Massenza. Leggo, che un terremoto ai cinque di sera, e sei del corrente febbraio ha subissata tutta la citt di Messina nella Sicilia, essendo restato illeso il solo convento de' Padri Cappuccini situato in qualche distanza. Non potendo partire da Vienna per cagione de' suoi malori l'imperatore part li cinque del corrente il di lui fratello Arciduca Massimiliano, col Conte Hardeck suo maggiordomo. Giunse a Fiorenza li quindici. Il re di Francia nello scorso febbraio ha conferito l'abbazia di Gorzes, che rende 90.000 Lire tornesi annue, a monsig. nunzio Gioseffo Doria di Genova arcivescovo di Seleucia per aver fatta
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*Dardine.

la funzione con grandissimo lusso di presentare le fascie al Delfino in nome del Papa, valutate 10.000 scudi. Gli ha pur donato il suo ritratto tutto attorniato di brillanti. 21 febbraio 1783 [sic] Li 21 febbraio li canonici di Trento capitolarmente hanno decretato di sostenere nel suo voto il canonico barone Giambenedetto Gentilotti di Trento contra il vescovo. 24 febbraio 1783 [sic] Li 24 febbraio tra le sette, ed otto di sera, andando alla casa Bassetti appresso le beccarie di Trento il famoso Carloantonio Pilati di Tassullo, ricevette da due uomini tre fiere bastonate, e rest molto offeso nella testa. Era intenzionato di partire nel giorno seguente per Verona a far l in carnevale. Si pretese di ammazzarlo. 1 marzo 1783 Il primo di marzo, giorno di sabato, nella sera intorno all'Avemaria fu condotto in carrozza, guardato da parecchi soldati del nostro principe vescovo, il sig. dottore Giambattista de' Gervasi di Enno, attuale assessore in Cles, favorito per altro del medesimo vescovo. Fu pigliato in Metodesco, mentre stava disponendosi per ritirarsi nella Germania. Smont alla presenza di circa mille uomini, e fu chiuso nel castello. Si dice, che egli sia stato il mandante delle bastonate pilatine139. Questo certo ch'egli fu in Trento nella mattina dei 24 febbraio. Si dice per che sia stato catturato anche per altro. Per cagione delle dette bastonate fuggito colla sua moglie Santo Tolomei cavaler140 di Trento. Ma non si sa il certo. La cattura del Gervasi era gi stata decretata innanzi, che il Pilati venisse bastonato. Vedi sotto. 3 marzo 1783 3 marzo. ritornato a Trento da s. Massenza il nostro vescovo. Leggo confermata la disgrazia di Messina, col di pi, che nella Calabria sono stati rovinati dal terremoto circa 130 luoghi, borghi, castelli e citt anche grandi. Reggio citt non esiste pi. In Messina restato il solo convento de' Cappuccini, la chiesa dello Spirito Santo, e tre altre picciole case. Sono perite ivi circa 12.000 persone. Anche Napoli ha sentito pi scosse. 7 marzo 1783 7 marzo. Le robe del cavaler Tolommei dai soldati, essendo assistenti due consiglieri austriaci sono state levate dalla di lui abitazione, e collocate altrove in presenza di moltissima gente. Un bastonatore del Pilati sta gi catturato per accidente. L'ultimo di febbraio dal consigliere Conforti in Roveredo fu sospeso dall'officio il capitano Trentinaglia. Questi ai tre di marzo partito per Vienna. Ai 4 il sig. Pietro Ducati notaio, ed interprete tedesco, mandato a Roveredo dal nostro vescovo, ha in s. Rocco a suono di campanella, pubblicata la sentenza cesarea contra li due nostri Padri Antonio di Fondo e Pietro Grisologo di Roveredo per il consiglio dato circa le robe delle monache. Il nostro predicatore del Duomo ai sei, giorno secondo di Quaresima, ha pubblicata la licenza data dal vescovo di poter mangiar carne dalla prima domenica di Quaresima inclusive sono a quella delle Palme esclusive, eccettuati li soli soliti venerd, e sabati, ed il mercoled delle 4 Tempora, col solo obbligo di recitare ogni giorno cinque Pater ed Ave. Nella Lombardia austriaca li vescovi hanno tale autorit dal Papa. Addio Quaresima. In questi giorni morto dal vaiolo il primogenito del sig. Conte Matteo di Thunn, rammentato di sopra li 19 dicembre 1778. Poco prima ne ha avuto un altro dalla sua seconda moglie. Il primo morto in Passavia, dove ora sta il padre.

Li 27 settembre 1788 il Pilati passato per Trento andando a Napoli da Vienna. Cos fu detto, ma non vi and. 140 *Bargello, capitano degli sbirri..

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8 marzo 1783 8 marzo. Fu trovato morto nel fondo della torre Pretoria un uomo, per essere stato ignoto, a cagione della fuga del cavaler Santo Tolommei, custode de' carcerati. Nell'abitazione del detto cavaler fu trovata molta roba, e molto preziosa, bench abbia seco portato via molto, stentando a tirarlo nella carrozza quattro cavalli. Il mal russo ritornato nell'Ungheria, ed in Vattaro, e Vigolo regna un male per cui d'ordine del Magistrato di Trento, sono andati fuori de' medici trentini. In quest'anno non fu permesso, che il clero secolare dell'Ausugio austriaco faccia uso del direttorio stampato in Feltre. Quindi nel gennaio fu ristampato per la Val Sugana e Primiero in Roveredo dal Marchesani. Furono da esso tralasciati s. Gregorio settimo, li casi riservati, li casi morali, e Rituali, ed il comando solito di quel vescovo feltrino di osservare tal direttorio. Sono notati semidoppio s. Venceslao, s. Edvige, s. Giorgio e contiene moltissimi errori. Cos senza s. Gregorio VII e co' detti errori fu stampato anche in Feltre. Vidi. Leggo, che negli ultimi di febbraio l'imperatore ha soppresso il monastero di Vienna de' Padri Benedettini detti Spagnuoli neri. Leggo, che in avvenire nessuno negli Stati austriaci potr ottener parrocchie, se non sar stato addottorato teologo in un pubblica universit e nessuno potr ottenere canonicati e dignit capitolari se non sar uno de' parrochi pi benemeriti della diocesi: e nessuno potr diventar arcivescovo, vescovo, e prelato se non s'avr fatto del merito come parroco. E quindi viene abolita la legge della nobilt. Leggo, che il medesimo imperatore fa contare ogni giorno all'inviato di Marocco residente in Vienna cento fiorini per le spese ordinarie, e che alla di lui cucina ogni giorno fa somministrare un castrato, sei galline, sei piccioni vivi, buttiro, latte, mele, erbaggi, limoni, aranci ecc. Colla roba de' Regolari pagher li debiti. Leggo, che in Parigi la cantatrice Guerra morendo ha lasciato ottocentomila Lire di biglietti del tesoro reale, una terra, una bella casa, oltre immensi, e preziosi mobili acquisti fatti in poco tempo, con danno grande di vari personaggi distinti di lei adoratori, come dice la Gazzetta. Leggo, che il re di Francia ha assegnato 160.000 Lire annue al Conte di Adhemar suo nuovo ambasciadore a Londra. Item, che li borghi di Messina non hanno patito tanto, e che li morti si riducono a poche centinaia. Item, che il re di Napoli, e Sicilia vuole che tutti li Religiosi mendicanti tengano gratis scuola di giovani, instruendoli nel catechismo, nel leggere, scrivere, conteggiare, e ne' primi elementi della grammatica. Item, che li ultimi di febbraio il Tevere ha inondata Roma, la Sabina, e l'adiacente campagna, cosicch per recar da vivere ai chiusi nell'alto delle case si dovette far uso di barchette. Item, che il professor e scrittore Denina torinese, stato creato storiografo del re di Prussia coll'annua pensione di fiorini 4.000. Egli ha scritto le Rivoluzioni d'Italia. Leggo, che ai tredici dello scorso febbraio fu intimata la soppressione alle monache d'Insprugg della Casa della Regola, fondate da Anna Catterina Duchessa di Mantova, vedova dell'Arciduca Ferdinando secondo; la quale fond pure il convento d'Insprugg de' PP. Serviti, ed un monastero di monache in Insprugg soppresso nell'anno scaduto, cio come credo le Servite. La detta Casa della Regola in tedesco si chiamava Regkhaus, ed in latino Parthenon archiducale ad B. M. V. Praesentatam, in cui stava illustris domina superiorissa, dominae capitulares 22 et oblatae 9 circiter. Leggo in data di Londra 4 febbraio: "Dicesi, che sar assolutamente abolito e soppresso il giuoco del lotto, considerato come una peste distruttiva, che cagionava la rovina della pi bassa classe del popolo, e portava seco le pi funeste conseguenze". Cos la Gazzetta di Lugano 10. Leggo in lettera manoscritta di Venezia, che le bastonate date al suddetto Pilati si trovano riferite in Gazzetta pubblica. Leggo, che la notte degli undici, venendo li dodici di questo mese di marzo, in Venezia fuvvi un temporale con vento impetuoso, il quale cagion un accrescimento straordinarissimo d'acqua nelle lagune, e rest allagata tutta Venezia con danni di somma considerazione in tutte le merci,

ed in altre cose de' magazzini, e luoghi terreni, con danno di molti bastimenti, di diversi barcolami infranti. Anche nelle isole adiacenti seguirono de' danni non lievi. Pi barche furono sbalzate su la riva di Venezia. Leggo, che ai 28 di febbraio un fiero tremuoto di mare appresso il faro di Messina ha cacciato delle onde in quella spiaggia colla morte di pi persone, e con danni altri molti. Che molti calabresi partono dalla patria per cagione delle miserie l esistenti. Che ne' primi di marzo a Neustadt di Vienna fu sentita una scossa assai viva di tremuoto, ma di cortissima durata. Leggo, che nel marzo fu trovato esser morte nella Calabria dal tremuoto 52 o 91 persone in 39 luoghi, e che seguitano le scosse nella Calabria e Sicilia. Che il Gran Mastro di Malta ha spedito a quegli sventurati 300.000 scudi maltesi, quattro galere maltesi piene di comestibili, tavole ed altre cose necessarie. Che fu sentita una fortissima scossa anche a Cassino e che perci sono scappati que' monaci benedettini. Che fu sentita una scossa anche a Baaden, oltre quella di Neustadt d'Austria. Che in Marsiglia ritornando da un ballo tenuto in campagna una dama giovane, ed avvenente fu uccisa su la porta della sua casa stando ancora nella sedia portantina da una maschera, che le tir un'archibusta e la colp nella testa, e se ne fugg subito. Leggo finalmente, che in Vienna l'ambasciatore di Marocco, avente circa 50 anni, va calzato di zoccoli, come i Cappuccini, e senza calze coi calzoni discendenti sino ai piedi; e con un cappuccino presso a poco come quello de' Carmelitani. In quest'anno a Fondo un figlio ha uccisa la sua madre; in Ardine141 di Valdinon un uomo ed una donna hanno gittato in un pozzo la propria nuora. In Vezzano fu fatto un omicidio. In Roveredo un infanticidio. Qui a Trento un uomo ha dato ad una donna con un palo, le ha ucciso nel ventre una creaturina, e poi anch'essa morta142. In Cembra uno solito ubbriacarsi spessissimo essendo andato la sera in cantina secondo il suo tristo costume a cavarsi un fiasco di vino per la notte, rest morto su la scala nel ritorno senza verun segno di cristianit So il nome, cognome, e grado, ma lo taccio. Fu Donto Maslu Capret (=don Toma Sluca pret). 5 aprile 1783 Nel sabato Sitientes ai 5 di aprile in Trento, e nel salone del castello il nostro vescovo ha tenuto Ordinazione generale di secolari e Regolari. Furono gli ordinati circa ottanta. Molti furono rimandati per causa delle nuove leggi austriache. 1 aprile 1783 (sic) Il primo di questo mese fu cantata Messa da monsig. decano Manci nel Duomo di Trento per il defunto cardinale Leopoldo Ernesto di Firmian, alla presenza del vescovo nostro, che la celebr ivi bassa. In Parigi nella notte dei cinque ai sei di marzo fu sentita una scossa di terremoto; ed anche ai 14 pi forte. Nel detto giorno quinto furne sentita una fierissima nella Calabria ulteriore con rovine considerabili. E cos pure nella Calabria citeriore. Ai quindici di marzo giunto a Roma l'Arciduca Massimiliano detto il Conte di Burgau. Non volle pigliare albergo dal Papa, ma nel reale palazzo della villa Medici. In avvenire il vescovado passaviense avr d'entrata circa centomila taleri di meno, giacch dall'imperatore viene smembrato. Il nuovo vescovo risieder in Lintz, e sar il Conte di Erberstein finora vescovo Suffraganeo di Passavia in Vienna. In questi giorni il sig. don Francesco Zuchelli gi di sopra ricordato, prima di pigliare alcun possesso ha risegnata la parrocchia di Garduno, e quindi subito da monsig. vescovo fu conferita al sig. don Giacomo Telch di Faver, curato di Lisignago, e predicatore in Villa Lagarina. 11 aprile 1783 Agli undici di aprile il sig. Luigi Marchesani stampatore cesareo regio in Roveredo venuto qua, mi ha incaricato di comporre il direttorio del divin Officio pro Parochiis Vallis Ausugiae, et
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*Dardine. La ho visitata pi volte.

Primerii dioecesis Feltriensis, col consenso del mio Padre provinciale Epifanio da Roncone. Ci mi coster non poco, dovendo comporre un affatto nuovo calendario perpetuo, e trovare una nuova norma. Ma poi mi sono sbrigato. L'Arciduca Massimiliano giunto a Napoli nel giorno decimo di marzo; nel qual mese han continuato li terremoti nella Calabria, ed anche in Napoli. Nei primi di Quaresima in Parigi tra pi altri fu carcerata una donna vestita da Frate. Leggo, che continua il terremoto nella Sicilia e Calabria, con gran danni. Che da tutte le provincie austriache sentonsi omicidi, furti, ed altri eccessi. Che nel Brabante saranno soppressi 126 monasteri, specialmente di monache. 27 aprile 1783 Li 27 aprile, domenica in Albis, il nostro vescovo ha tenuto la Cresima nel castello di Trento. 30 aprile 1783 30 aprile, e primo maggio fuvvi il generale concorso de' preti per le due pievi di Povo, e Rev. Sortirono eletti don Romedio Ebbli parroco di Cavedine, e don Francesco Sizzo piovano di Randena. L'Ebbli concorse per ubbidire al vescovo. Tutti e due furono preconizzati prima dell'esame. Gli concorrenti furono 62. 5 maggio 1783 5 maggio, luned mattina il medesimo vescovo partito per Salisburgo. Nel medesimo giorno di sera passato per Trento, andando in Toscana ai bagni di Pisa, il Duca elettore di Baviera Carlo Teodoro Conte Palatino. In questo mese fu solennemente condotto nella Rocca di Riva il suddetto assessore di Cles Giambattista Gervasi di Enno dai soldati principeschi143. Il cavaler Santo Tolommei fu bandito, e creato cavaler di Trento il cavaler di Pergine. Li bastonatori del Pilati condannati al Zuchthaus, uno per 15 ed uno per sette anni. Questi furono banditi senza andare al Zuchthaus. 22 maggio 1783 22 maggio ho veduto un pessimissimo libro intitolato "Delle necessit, ed utilit del matrimonio degli ecclesiastici, in cui si dimostra, che il Papa pu dispensare dal celibato quelli che lo richiedono". Si aggiunge una lettera a' sovrani cattolici, con una breve dissertazione storica, e filosofica sopra il celibato; il progetto dell'abate di s. Pierre. Parte prima 1770, in 8 grande. Parte seconda 1770 in 8 grande sine loco, et typographo". Reca orrore il leggerlo. Quindi meritamente il nostro Padre lettore Pietro Paolo Montibeller di Roncegno, guardiano presentemente alle Grazie d'Arco, ha scritto: "Questo libro passa tutte le linee d'ingiusto disprezzo degli ecclesiastici; pieno di falsi supposti, di storte interpretazioni della divina Scrittura, d'ingiurie contro l'Appostolo s. Paolo, s. Agostino, e pi Concili. Per sostener la sua causa d al Papa un'autorit, che non gli conviene, n prova convenirgli che con un testo mal inteso, ed interpretato a capriccio; attribuisce alla concupiscenza una forza maggiore di quella che nel presente nostro stato ella abbia; misto d'inutili repliche sempre ingiuriose, e di progetti ridicoli, ed inetti ad ottenere il prefisso fine, ed in pratica tendenti a deturpare assai peggio la bellezza di s. Chiesa. Scritto con uno stile meschino, inurbano, e satirico; e composto da un autore presuntuoso in sommo grado, che non prezza altro, che li suoi vaneggiamenti e che col suo modo di scrivere d motivo di sospettare, ch'egli sia un Vesuvio di libidine, che misura gli altri col suo passetto secondo quel detto: Stultus cum sit insipiens, omnes stultos facit. Libro perci nelle sue mire e nelle sue sentenze assai pernicioso, che fa disonore al suo autore, e mette in pessima vista il clero, di cui l'unico bene, che ne pu derivare si maggior cautela nel promuovere i giovani allo stato ecclesiastico, l'usata facilit d'ordinar i quali viene giustamente riprovata da' saggi". Cos il lodato Padre. Io non ho tempo da scriver altro su di questo.
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Fu liberato nel settembre seguente del 1783 con decreto vescovile de' 20 settembre.

In questi giorni una donna in Trento, che ha quattro figliuole, ed ha fatto seppellire il suo marito quattro giorni fa, il qual era misuratore di grani, and a dormire poveretta tanto, che non ebbe altro da mangiare quella sera se non un pezzo di pane datole per carit dal suo piovano di s. Maddalena. La mattina poi divenne Contessa con tre mila ducati annui e pi, perch il Senato veneto ha sentenziato che il detto suo marito fu della casa de' Conti dal Vello di Vicenza. Egli venne a Trento per aver commesso un omicidio. Ma non sentola nominare Contessa in quest'anno 1786 bens che riceve annualmente del danaro. In Roma poco fa, cio li 16 aprile, morto un mendico cencioso volontario, gi novizio de' monaci Certosini, chiamato Benedetto Labr144. Oper de' miracoli anche in vita, e ne opera continuamente anche in oggi, siccome imparo da una lettera scritta in Roma li 14 del corrente maggio, la quale aggiunge, che alla di lui santit credono anche gli uomini pi circospetti e critici. Si loda in lui una volontaria e perfetta povert, una profondissima umilt, ed una continua orazione. In Trento gi trovasi la di lui effigie. Egli nato li 26 marzo 1748 in Amettes di Francia. Continuano le scosse di tremuoto a Camorra nell'Ungheria, onde non si pensa di riparare le fabbriche gi rovinate. Tralascio di notare altre novit dolorose, perch sono stanco di tal fatica. Leggo, che in Vienna gli eretici hanno aperto chiesa pubblica del loro empio rito, e che tal chiesa grande fu ultimamente di monache Clarisse. Nell'Ungheria tre citt considerabili sono state consunte quasi affatto dal fuoco. 31 maggio 1783 Nel giorno ultimo di maggio, essendo sabato, in Trento ha fatto la professione solenne di monaca Orsolina Suor Maria Gioseffa Salesia del Patrocinio di s. Michele Arcangelo, nata Gerloni di Trento, in qualit di corista. Ella nezza del sig. Bartolommeo Gerloni. Circa questo tempo il rev.mo sig. Exprovicario Bernardino Zambaiti di Trento ha scritto un ragionamento e progetto sopra la riforma de' chierici ordinandi, letto in Insprugg, ed approvato dall'exgesuita Gio. Nepomuceno Schnell amicissimo dell'autore, siccome imparo dalla lettera risponsiva. Sono gi pochi giorni, che si fa orazione per impetrare il sereno. 12-13 giugno 1783 Nei giorni 12 e 13 di giugno, nel castello di Trento fu tenuto l'esame generale de' concorrenti alle due parrocchie vacanti di Torri, e Cavedine. Li concorrenti furono cinquantatre. 14 giugno 1783 Nel giorno 14 di giugno, sabato Quattuor Temporum in Trento non vi furono Ordinazioni per mancanza di alcun vescovo. Continuano le pioggie, e quando non piove si vede una gran nube che cuopre li monti, e le valli. Leggo, che nell'Austria saranno soppressi trenta e pi conventi e che l'imperatore in Ungheria. La suddetta nube si vede per tutte le parti, anche sul Bassanese. 26 giugno 1783 Li 26 giugno, festa di s. Vigilio in Trento vi fu giuoco di pallone tra trentini, e roveretani. Quattro roveretani di bassa estrazione giuocatori deposero cinquanta zecchini, ed altrettanti cinquanta li quattro giuocatori trentini. Altri poi fecero disfide molto notabili. Vinsero li Trentini. Per giuocare vi danaro. Nella notte de' 26 venendo li 27 fu tenuto ballo nell'arsenale, o sia casa di munizione alla mostra di Trento, appartenente all'imperatore austriaco, e vi rest barbaramente ucciso un putto beccaio
*Santo Labreo di cui si vegga il mio Compendio della di lui vita: Tovazzi Giangrisostomo OFM, Miscellanea 1799, BSB MS 88, Compendio della vita del servo di Dio Benedetto Giuseppe Labr francese, morto in Roma li 16 aprile 1783. Trento 1785, pp. 46-79.
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con alcune coltellate e spillettate donnesche per causa di una donna, che non volle ballare con lui145. La detta casa poco fa fu venduta ai signori Ciani, e Figaroli; ma questi non sono ancora in possesso della medesima. La pagheranno cinque mila fiorini. 29 giugno 1783 Li 29 giugno, festa de' ss. Apostoli Pietro e Paolo sono ritornati a Trento li giuocatori roveretani, tra' quali un prete di Boiago benacense, invitati da' trentini, con quattro calessi, preceduti da due corrieri; ma non essendosi accordati ne' patti esibiti da' roveretani, non giuocarono. Portarono seco dei sonetti stampati in propria lode, ma non li divulgarono. Il vescovo di Feltre Andrea Ganassoni ha costituito suoi esaminatori del clero tirolese in Borgo il P. Guardiano nostro Pietro Damiani di Borgo, ed il Padre exdiffinitore Giantommaso di Borgo; in Pergine poi il P. Diffinitore nostro Carlo Felice da Trento, perch l'imperatore non vuole, che li suoi sudditi vadano a Feltre se non se per ricevere gli Ordini. Il P. Carlo fu costituito per isbaglio, supponendo che anche Pergine fosse austriaco. Onde poi fu levato l'ordine. Ne' giorni scorsi da un fulmine fu ammazzato un uomo nella montagna di Torcegno; e per Trento sono passati molti soldati austriaci vegnenti dall'Italia, ed andanti nella Germania per la guerra col Turco. 30 giugno 1783 Li 30 giugno in Trento una donna caduta gi per una scala e rest subito morta. Nello stesso giorno 30 ha sostenuto l'esame pubblico di logica e metafisica nel seminario di Trento Sua altezza serenissima Giuseppe Wenceslao de' prncipi di Liechtenstein, e Nikolsburg, Duca di Troppau, e Jaggendorff, canonico della metropolitana di Colonia, in et di sedici anni. Studi quest'anno sotto il nostro Padre professore Francesco Saverio Battisti da Fondo. Fu lodato con tre fogli di sonetti stampati dall'arciprete Pedri, dal cherico Michelotti, e da S. T.146 Per altro non fu inteso cosa egli dicesse parlando, e rispondendo ai quesiti, essendo difettoso nella bocca. Li 25 giugno in Cles caddero sette fulmini, ed altri molti nel restante della valle, cosicch si crede, che sieno stati circa sessanta. Da uno restarono uccise tre vacche; da un altro due buoi, e da un altro un bue. Continua la caligine, che n giorno, n notte ci lascia vedere chiaro il cielo, e li monti, e vedesi in tutte le parti del Trentino, ed anche fuori. Quando leva il sole, spande raggi straordinari, che fanno paura. 5 luglio 1783 Ai cinque di luglio cessata tutta in un tempo la predetta caligine, ed succeduto il bel sereno. 7 luglio 1783 Ai sette di nuovo ritornata la caligine, niente meno di prima. Ella per altro ritrovasi notata dai medici come un preludio della peste: aer caliginosus, nebulosusque cum pauca pluvia. Cos Galeno 1. de diff. febr. ex Thucidide appresso il Beyerlinck tomo 6 Theatri vitae humanae edit. Lugduni 1665, verbo Pestis pag. 300: aer nubilosus, nubes densae. Cos Marcello Ficino in Epidem. antid. c. 25, presso il detto Beyerlinck ibidem. Minatur futuram pestem aer nebulosus, et pulverulentus, et crassus, imbribus assiduis humectus. Cos Paolo Zacchia romano protomedico Quaestionum medico-legalium Lib. 3, tit. 3 de Peste, quaest. 3num. 2 edit. Venetae 1737, pag. 251, To. 1, dove porta versi di Ovidio Principio coelum spissa caligine terram pressit, e di Filonio ecc. Iddio ci guardi da un tal flagello. 10 luglio 1783
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La donna fu roveretana, e non venne punita. poi andata in Ungheria. Stefano Tetoldini stampatore.

Li dieci luglio ha fatto solennemente la professione di Clarissa corista in s. Michele di Trento suor Marianna Prezzi di Lizzana, di cui sopra luglio 1782. Uffizi monsignor Vicario Zambaiti. Questo notabile per esser in tempo, in cui vengono condannati, e disfatti li voti religiosi e li monisteri. 11 luglio 1783 Gli undici di luglio ho inteso la prima volta, che stato eletto parroco di Torra il sig. don Simone Antonio dalle Mule di Cembra professore canonista del seminario. Fu preconizzato sino avanti il concorso, e dicesi aver egli aspirato alla chiesa piuttosto torritana, che alla condinese, perch quella fu lasciata comoda dal defunto Tommasi. Nel medesimo giorno vi fu vento gagliardo, strepitarono dei tuoni, e cadde un poco di pioggia. Ho inteso, che ai dazi austriaci devesi pagare l'acqua minerale, che bevesi per ricuperare la sanit, sei carantani per bozza. 12 luglio 1783 Ai dodici ho sentito dei tuoni, ha piovuto alquanto, ha soffiato del vento, e nella sera alle nove ho veduto la luna piena tutta rossa come una bragia. 13 luglio 1783 Ai tredici di sera parimente strepitarono li tuoni, ma non cadde pioggia in Trento, n si lasci veder punto la luna. 14 luglio 1783 Ai quattordici di sera non si vide luna, n stelle; ed ho inteso, che la Repubblica veneta ha dato parte al Magistrato di Trento, che nella Dalmazia vi la peste. Ho pure inteso, che da diversi fu osservato il sole nel tramontare far cose straordinarie, giuocare con una nuvoletta, e buttar fuori come molte balle di fuoco. In questa sera de' 14 passato per Trento di ritorno da Roma in Baviera quel Duca elettore Carlo Teodoro. Qui avrei da riferire molte novit cesaree conformi alle gi notate di sopra; ma non voglio, son troppo stanco, ed annoiato. Non c' alcuna cosa buona. 16 luglio 1783 Ai sedici di sera ha piovuto un pochetto con tuoni, e s' alquanto sminuita la caligine, ma non il caldo grandissimo. 17 luglio 1783 Ai diciassette cess la caligine; ma ritorn ai diciannove, non per cos densa, n tanto estesa. 20 luglio 1783 Ai 20 di luglio, giorno di domenica, in Roveredo fuvvi giuoco pubblico di pallone, e palla tra roveretani e trentini disfidati con gran concorso di curiosi da' paesi circonvicini, con grande spesa di pesto, di scommesse, di musiche, sinfonie, vetture, mangerie, anime. Vinsero li trentini. Cos sono profanate le sante feste senza che alcuno reclami. Per tali profanit vi danaro in abbondanza, ed a bizzeffe. Oh Dio mio! ho inteso leggere scritto da Roveredo, che tal giuoco abbia costato ai roveretani sei mila fiorini. Un solo trentino ha guadagnato ventiquattro zecchini. 22 luglio 1783 Ai 22 cess ancora la caligine; ma nella notte seguente venendo li 23 si sentirono tuoni tanto gagliardi, e continui, con lampi, e pioggia tale, che recarono spavento grande. Ai 16 del corrente in Altorivo147 di Fiemme un fulmine ha ucciso otto vacche, ed un altro ha offeso il campanile di
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*Panchi.

Ora dell'Atesia. Ho pur inteso, che l'imperatore vuol sopprimere due conventi in Bolgiano di Frati. Che in Vigol Vattaro vi fu tempesta dannosa, e cos anche altrove. Nelle suddette scommesse per il giuoco roveretano il sig. Giuseppe Maria Fedrigotti di Sacco ha guadagnato circa mille fiorini. Il sig. barone Giangiacomo Piccini di Roveredo, canonico di Trento, e prelato pontificio, ha perduto circa 600 fiorini. L'oste della Rosa di Trento ha perduto trenta zecchini. Li trentini sono partiti da Trento per Roveredo avanti giorno la domenica, e sono ritornati di notte avanti giorno nel d seguente. Che santa festa ha fatto! In questo mese dall'imperatore fu soppressa la cesarea austriaca Casa della Vergine in Halla d'Insprugg, fondata gi dall'imperatore Ferdinando primo, e dalla di lui figliuola Regina Maddalena per tante dame vergini, e vedove nobilissime. La superiora di tal ceto si chiamava illustrissima signora colonella del regio Partenone in Ala d'Insprugg. Ad ognuna delle soppresse furono assegnate soltanto dugento fiorini annui di pensione. Anche da questo pu dedursi, che actum est di ogni pia fondazione. E ci nulla ostante il Papa dorme. Intorno ai 20 di questo fu evacuato il monistero delle monache benedettine di Gorizia, fondato come intendo gi novecento anni, e dovettero uscire nel giorno anniversario della loro fondazione, con raccapriccio di tutti, ma senza verun aiuto. Fecero la sacra Comunione, subito fu evacuata la sacra Pisside, e consegnata in altre mani, smorzata la lampada, e subito senz'altro le monache dovettero uscire, e ricevute in dicidotto carrozze andarono disperse non so dove. Cos ha raccontato un Padre Carmelitano, che fu presente presentissimo, e dice, che sa per certo, che in due anni saranno disfatti tutti tutti li Regolari nella monarchia austriaca. Pazienza. 27 luglio 1783 Li 27 luglio dal sig. don Cristiano Rigoni prete di Asiago proccuratore della causa per la beatificazione della beata Giovanna Maria Bonomi di Asiago vicentino, abbadessa benedettina in Bassano, ho ricevuto l'immagine della medesima beata, e la relazione della solenne beatificazione di essa celebrata nella basilica vaticana di Roma li 9 luglio 1783, in vigore del decreto di beatificazione segnato dal moderno Papa Pio sesto li 2 giugno 1783. Fui regalato di tali cose, perch ho somministrato delle notizie trentine risguardanti la detta beata essendo stata orionda da Trento, ed educata nel monistero trentino di s. Chiara, o sia di s. Michele. Possono vedersi nel mio Epistolario num. 160, 186, 212, 245, 247, 252, 257. 28 luglio 1783 Li 28 luglio ho ricevuto dallo stampatore Monauni un foglietto intitolato Avviso per vindicare le famose minerali acque acidole gi da secoli scoperte, e nascenti nella valle di Sole principato di Trento, altres denominate di Peio, dalle poco favorevoli voci, anzi da una troppo invidiosa maldicenza in varie parti sparsasi ecc. contra le medesime. Fu stampata ne' giorni scorsi. Nello stesso giorno 28 ritornata la caligine densa come prima, e nella sera venne un poco di pioggia. Ne' giorni scorsi sono passati per Trento li soldati di Roveredo inviati di mala voglia per la Germania. Perch non fuggissero furono messi degli altri soldati alle porte della citt. Nel detto giorno 28 ho inteso, che fu messo in arresto il confessore delle suddette monache di Ala detto Giacomo Erlicher di Corredo exgesuita, da me pure gi conosciuto in Trento. Li 28 luned, circa le sette di sera fu sentito il terremoto in Riva, in val di Ledro ed a Campo Lomasino, ed alle Grazie d'Arco. Fu gagliardo. Gitt a terra camini, ed altro. Il nostro P. Provinciale, inerendo ai cesarei comandi ha mandato al Governo d'Insprugg una sua lettera, con cui dava relazione al nostro P. Ministro generale dell'elezione nostre capitolari, cio de' PP. Ministro, Custode, e Diffinitori nuovi. Ma che? dopo due mesi e pi la ricevette di ritorno con ordine di riformarla, cio di nominare il solo Provinciale, e che si raccomanda ai suffragi. In Roveredo fu incantata la casa del fu gastaldo di s. Carlo, la casetta del confessore, e l'orto del gastaldo, e la ha levata il barone Orazio Piccini, che sta vicino di sua casa. Il P. Provinciale ha ricevuto ordine di far mettere le ferrate, e de' catenazzi a delle celle per custodire li discoli. Far e disfar, tutto far.

Li Padri Serviti d'Insprugg hanno ricevuto ordine cesareo di evacuare quel loro convento. Ho inteso, che dalle suddette dame di Ala veniva mantenuta circa la met di detta cittadella gratis, e che essendo stato detto all'imperatore che per tali dame, anche principesche e figlie, o sorelle di gran ministri, troppo picciola la pensione di dugento fiorini, ha risposto, che si provedano coll'andare a servire altri. Ho inteso, che il tremuoto ha buttato a terra de' camini e sfesa la casa del sig. Colodi in Ledro, e che ha fatto muoversi il nostro campanile di Arco. In Roma morto Giambattista Rezzonico di Venezia cardinale diacono di s. Niccol in Carcere Tulliano, Gran Priore in Roma dell'Ordine Gerosolimitano, pro secretario de' memoriali del Papa, protettore de' Canonici Regolari Lateranesi, dell'Ordine de' Minori Conventuali di s. Francesco, della citt di Sinigaglia ecc. Fu gobbo, fratello del cardinale vescovo Carlo Rezzonico, e nipote del Papa Clemente XIII. Nacque il primo di giugno del 1740 e fu creato cardinale da Clemente XIV ai 10 settembre 1770. Mor ai 21 luglio a 13 ore d'asma vestendosi per andar dal Papa. 31 luglio 1783 31 luglio. In questa sera sono arrivati a Trento processionalmente li perdonisti assisiani148 di Riva per visitare la chiesa trentina di s. Francesco in vece dell'assisiana, secondo l'indulto di Pio sesto impetrato dal vescovo di Trento Pietro Vigilio. 1 agosto 1783 1 agosto. Li Terziari perdonisti di s. Maddalena di Trento sono andati a Pergine, per visitare la chiesa nostra di s. Francesco in vece dell'assisiana. 2 agosto 1783 2 agosto. Per l'indulgenza assisiana vi fu il solito concorso de' fedeli d'ambidue i sessi, e di ogni condizione qui in Trento, ed anche in Avisio, dove furono al solito due nostri e due Padri Cappuccini per ascoltare le confessioni. Dopo il vespro il cielo s' disturbato, e tutt'ad un tempo comparve la Fersina grande assai nel suo alveo per altro affatto secco. Anche l'Adige s' molto ingrossato, e port delle legne. 3 agosto 1783 3. La caligine sparrita; ma dopo il vespro strepitarono de' tuoni e soffi il vento. 4 agosto 1783 4. Questo giorno fu strano. Piovette un poco la mattina, e con grandissimo fragore caddero due, o pi saette. Nella sera venne un impetuoso turbine, e seguit a piovere tutta la notte. Leggo, che il Priorato romano di Malta frutta al Priore dodici mila scudi romani annui; e che la caligine sul Napolitano nel luglio era molto densa. Che a Montecorvino presso Amalfi furono ammazzate circa 40 persone da vari fulmini. Che l'imperatore manda soldati, ed altre cose guerresche nell'Ungheria su li confini de' Turchi. 6 agosto 1783 Li sei d'agosto, mercoled sino, alle nove pomeridiane, in Avis, il fuoco ha cominciato a bruciare le case di mezzo, e seguit alle undici con fiamme tanto alte, che furono vedute dal seminario di Trento. Ai quattro di questo in Borgo di Valsugana fu principiato l'incanto de' beni stabili del fu monastero di s. Anna. Ed i buoni ausugani per la gola di averli li pagano pi di quello, che dagl'incantatori viene preteso. Nello scorso luglio da Alla d'Insprugg fu scritta e mandata una lettera tedesca, stampata, e da li 3 maggio, con cui ricercasi con qual titolo ricevano del sale da quella salina li nostri conventi Vigiliani, quello delle monache di s. Michele e quello de' PP. Agostiniani di s. Marco di Trento.
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*I pellegrini che andati a Trento per lucrare l'Indulgenza della Porziuncola, o Perdon d'Assisi.

A questo proposito qui mi piace di notare, che Maria Teresa d'Austria, contessa del Tirolo ecc. nel suo manifesto dato in Vienna li 14 aprile 1744 e stampato in un gran foglio, col quale intim la guerra per la conquista del regno di Napoli, e dell'altro di Sicilia, tra pi altre cose che promette ai napoletani una questa: "Restituiamo il decoro, ed autorit cos ingiustamente tolta all'ordine ecclesiastico, con.... ordinare immediatamente di darsi la solita limosina del sale alle case religiose, e della lana ai PP. Cappuccini, ed Osservanti Riformati, secondo l'antico stile dell'austriaca piet, di cui professiamo tener pi conto, che dell'ampiezza, ed estensione de' domini, al qual effetto protestiamo a coloro, che presedono in qualunque tribunale la venerazione abbiamo sempre avuta per il ceto ecclesiastico, incaricandoli perci di trattargli con quel rispetto, ed onore, che merita il loro carattere. 12 agosto 1783 12 agosto, essendo assente da Ravina quel curato, ed infermo il prete supplimentario, fu chiamato in tutta fretta un nostro Padre per seppellire un morto. And subito quantunque piovesse fortemente, e vi si trattenne anche ne' giorni seguenti. Un prete s' scusato perch aveva di tener compagnia ad una gentildonna, quantunque avesse qualche obbligo di andarvi. Ecco se li poveri Frati sono inutili. Nello stesso giorno ci capitato avviso, che in avvenire dovremo pagar il dazio per la teriaca, per il pepe, per le corone, per il vino e tante altre cose. 13 agosto 1783 Li tredici agosto di mattina circa le sei sono caduti due fulmini sopra Carice149 nella Giudicaria blegiana, e l'hanno bruciato mezzo. Un altro ha fatto del male alla chiesa di s. Marco in Roveredo, e ad un prete ch'era in essa. Un altro alla sig. Sloppa in Cadine. 14 agosto 1783 Li quattordici ritornato da Salisburgo a Trento il nostro vescovo Piervigilio. 18 agosto 1783 Li dicidotto, giorno di luned, il medesimo vescovo partito per castel Thunn dell'Anaunia. Da un Padre Carmelitano Scalzo delle Laste ho inteso, che dal medesimo vescovo fu loro vietato il suonar, e recitare il Mattutino a mezzanotte, e che quindi pi non suonano, n orano in tal tempo, come solevano. 21 agosto Li 21 ho veduto ancora la caligine; ma non tanto densa, n estesa come in addietro. In questo mese l'imperatore ha proibito ai Frati trentini Cappuccini, e nostri Riformati il mendicare sull'austriaco; e per lo contrario ha conceduto, che gli austriaci proseguano le loro cerche finch loro venga assegnato una dotazione. In Gorizia, siccome ha riferito un goriziano ultimamente venuto da Gorizia, fu soppresso un monistero di monache, ed essendo assai povere, furono assegnati soltanto sette carentani al giorno di pensione a ciascheduna. Tanto vero, che si cerca la roba, non di aiutare li poveri col soverchio de' ricchi. 27 agosto 1783 27 agosto ho ricevuto di ritorno da Insprugg il mio direttorio Vigiliano fratesco, con ordine del Governo di tralasciare, e totalmente levare la festa e l'officio nuovo sanctarum Reliquiarum in ecclesiis trium Ordinum s. P. Francisci asservatarum. Non si vogliono pi sentir, e venerar le sacre reliquie de' Santi. Continua la caligine, ma non tanta come prima.
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*Cares.

31 agosto 1783 31 agosto, domenica mattina sono partiti da questo nostro convento di Trento a piedi verso Insprugg li nostri due Padri Francesco Saverio di Fondo ed Udalrico di Traspo, mandati dalla nostra Provincia per impetrar grazia rapporto all'ultimo editto risguardante le nostre questue sull'austriaco. Se poi non troveranno buon'aria in Insprugg, potranno andare anche sino a Vienna. In questi ultimi giorni il P. Vincenzo Slopp Provinciale de' PP. Cappuccini, essendo in procinto di andare a Ala per celebrare la sua Congregazione, ha ricevuto ordine di tostamente separare li conventi tirolesi da' mantovani. Anche li nostri Croati han dovuto separarsi dai Carnioli; e cos altri da altri, che non ho tempo di riferire. Perci il detto P. Provinciale ha sospesa la detta sua Congregazione annuale. Li conventi suoi mantovani sono sei. Li tirolesi pure sono sei, ma due soli trovansi nell'austriaco. 3 settembre 1783 Li tre settembre di sera ritornato da Castel Thunn a Trento il nostro vescovo. 4 settembre 1783 Li quattro di sera venuto a s. Bernardino il nostro P: Antonio di Fondo dopo di essere stato nel convento di s. Marco sino dal gioved Santo del corrente anno, che fu li 17 aprile, per ubbidire all'imperatore. Il P. Pietro Crisologo di Roveredo per sottrarsi da tale ubbidienza partito da Roveredo, dove era Guardiano, per Venezia, e la Romagna, sino dai 19 di febbraio di quest'anno. 8 settembre 1783 Circa ed avanti gli otto fu veduta in Trento la risposta del canonico barone Giambenedetto Gentilotti al libro del consigliere Barbacovi accennato gli otto febbraio, stampata in Verona colla data di Vienna. Si dice, che il Gentilotti ebbe li fogli del Barbacovi di mano in mano, che sortirono dal torchio. Ma la risposta del Gentilotti non si pu vedere in pubblico 8 settembre 1783 Nella sera degli otto, festa di Nostra Signora, mons. nostro vescovo andato in Dostrento alla caccia de' cervi. 9 settembre 1783 9 settembre. Siamo stati alla solita processione dal Duomo a s. Maria; ma fuvvi pochissima gente, assai meno del solito. In questi giorni ho sentito delle altre soppressioni austriache di Ordini religiosi, e di conventi, e cose simili. Continua qualche cosa di caligine. Ultimamente dal Papa fu beatificato il venerabile P. Lorenzo da Brindisi confessore cappuccino. Perci li Cappuccini circa la met di settembre in Bassano, e circa il fine in Vicenza celebreranno il solito solenne triduo in onore del medesimo. Cos viemni scritto da Asiago con data de' 9 settembre dal sig. Rigoni. Il nostro vescovo ritornato in castel Thunn; d'onde ritornato a Trento li 19 settembre. 20 settembre 1783 20 settembre, sabato delle Tempora nel salone del castello di Trento il detto vescovo ha tenuto una copiosa Ordinazione di cherici secolari e Regolari specialmente rapporto agli Ordini maggiori. Al cherico Gioseffo Belesini di Trento Beneficiato di Vezzano ha dato licenza di andar a ricevere il suddiaconato in Feltre. A due nostri tedeschi ha dato la tonsura, e li Minori, ed ha loro conceduto di andar altrove per ricevere il suddiaconato. Gli ordinati furono circa cinquanta. Uno de' due detti Frati fu ordinato suddiacono e diacono, l'altro suddiacono, diacono

e sacerdote in Venezia, dal vescovo di Caorle Stefano de' Conti Sceriman domenicano eletto nel 1776. 21 settembre 1783 21 domenica, il detto vescovo ritornato in castel Thunn. 26 settembre 1783 26 venerd sono ritornati a questo nostro convento li due Padri Saverio e Udalrico, colla grazia ottenuta in Insprugg di poter continuare le questue come innanzi sull'austriaco anche li conventi trentini, finch venga fatta la divisata dotazione ecc. Deo gratias. Hanno avuto un viaggio molto incomodo, e per le dirotte pioggie, e per esser andati sempre a piedi. Pi volte ho inteso dire, che il nostro vescovo ha dato tre mila fiorini al consigliere Barbacovi quando gli ha presentato il libro scritto d'ordine di lui, e rammentato sopra all'8 febbraio; anzi ho inteso, che avendogli dimandato il vescovo quanto voleva per esso, gli abbia risposto, che non veniva pagato con meno di tre mila fiorini, e che il vescovo gliegli abbia fatti dare subito aegre. Per altro il libro viene comunemente disprezzato. 5 ottobre 1783 5 ottobre, festa del ss. Rosario mi fu detto, che nell'austriaco non pi lecito il portare processionalmente la statua di Maria Santissima o di altro Santo. Ho pure inteso, che la signora contessa Barbara Sizza di Trento, moglie del Conte Giambattista Benedetto Sizzo di Trento, viventi anche oggi, e sterili, ne' 43 anni, che conta di matrimoniale stato, ha sostenuto 417 salassi. Al chirurgo in citt ha sempre dato per ognuno tre troni, ed a Castelliero fuori di citt sette troni e mezzo. morta in Trento li 2 marzo 1789. Leggo, che la Polonia rappresenta un chaos, e gli ebrei, che levano tutti gli appalti dirigono tutto lo Stato, e lo riguardano come una nuova terra di promissione. Centomila Turchi sono alle frontiere dell'Ungheria. Nello scaduto settembre alle ragazze d'Insprugg, che vanno a scuola dalle monache Orsoline fu intimato l'ordine cesareo, che fino agli anni quattordici di et non usino busti, sotto gravi pene anche alle monache se lo permetteranno. Ai tre di ottobre furono cominciate le vendemmie in questi contorni. L'uva molto marciosa. Non vi abbondanza. 11 ottobre 1783 Agli undici ritornato a Trento il nostro vescovo, ed ritornato in castel Thunn li 14. Nel maso del seminario vescovile in Villazzano lasciato dall'abate Giacomo Malfatti, nato un zucco, che nel detto seminario non pot esser abbracciato dal nostro P. Maurizio, e fu pesato libbre 147. Fu di forma poligona, e tendente al rotondo. In Cles quattro rape mogiane hanno pesato quaranta libbre. Anche in Valsugana venuto ordine cesareo, che le giovani non portino busto; che tutti li cani debbano aver l'armella al collo col nome del loro padrone, sotto pena di esser tosto ammazzati, e condannati li padroni a pena pecuniaria. Item che le donne non usino ucchioni150, e spadine d'argento in testa. Quasi ogni giorno capitano somiglianti ordini. 21 ottobre 1783 21 ottobre, marted mattina nel monistero di s. Trinit di Trento hanno professato solennemente la Regola delle Clarisse urbaniste in qualit di serventi suor Crocifissa, e suor Serafina, delle quali ho parlato al 21 aprile del 1782. Abbiamo cantata la santa Messa, ed uffiziato al solito noi Frati bernardinisti. Fu differita tanto tal professione da monsignor vescovo. Questo si notabile attese le dolorose novit moderne. Ma vedi pi sotto.
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*Spilloni.

Ritornando al convento di s. Bernardino ho parlato con un bassanese venuto da Bassano, da cui ho inteso, che nello Stato veneto regnano dei mali nelle bestie, e che v'ha timore della peste vicina. Ch'egli fu rimandato indietro per tal timore andando a Mantova. Che gi vi sono li cancelli separatori. Che girano attorno de' soldati. Che niuno de' nobili veneti uscito a villeggiare. Ho pur inteso, che nella nostra Sollandia regna del male ne' porci. Item che nella Valle Lagarina le vendemmie sono scarse assai, cosicch chi soleva fra cinquantaquattro brente ne ha fatto solo quattro, e ci specialmente ne' luoghi magri. Item, che li nonesi non hanno legumi. Che fu ammazzato un uomo in Margone da chi tendeva a' ladri dell'uva. Il male veneto fummi poscia ratificato anche dal nostro Terziario fra Lionardo ritornante da Venezia. Cos pure da altri il mal porcino de' sollandi coll'aggiunta di febbri maligne. Anche in Aldeno vi il mal bovino, cosicch fu d'uopo, che andassero a pigliare il nostro vino l questuato, li buoi di Romagnano. 25 ottobre 1783 25 ottobre, sabato, il nostro vescovo ritornato a Trento da castel Thunn. 27 ottobre 1783 27 luned sera passato per Trento andando a Pisa nella Toscana Gustavo re di Svezia, Duca d'Holstein, della famiglia Gottorp, Gran Mastro dell'Ordine della Spada, e dell'Ordine de' Serafini, nato li 24 gennaio 1746, intronizzato li 13 febbraio 1771, sposato con Sofia Maddalena principessa reale di Danimarca, e padre di due figliuoletti. Preventivamente furono ordinati per esso da questa posta ventotto cavalli. Fu in s. Maria Maggiore, e dimand se in essa siavi stato il Papa. Smont all'Osteria della Rosa. Nacque dal re Adolfo Federico e dalla regina Luisa Ulderica di Brandenburgo. eretico luterano, nipote del re di Prussia. 28 ottobre 1783 28 marted il nostro vescovo partito per s. Massenza. Il suddetto re cammina sotto il nome di Conte di Hagar. Ha dato sei zecchini al campanaro di s. Maria che gli ha mostrato il quadro del Concilio, mentre il maestro di cappella suonava per altri l'organo. Pranz nell'osteria. Ebbe seco un Duca suo fratello. And poi a pernottare in Roveredo. Era vestito assai trivialmente. Part da Stockolm li 27 settembre. Ebbe seco un suo vescovo. Nel fu monisetro di s. Carlo di Roveredo ora sonvi quattro cinque osterie infami, nelle quali ultimamente fu ammazzato un uomo da una donna con cinque coltellate, perch non ebbe pronti quattro troni, che le doveva. Un italiano, credo veronese, venuto a Roveredo, ed stato circa quindici giorni nelle dette osterie sollazzandosi impudicamente senza mai uscir fuori. Questi, e simili sono li vantaggi, che ora ne ritraggono li roveretani dalla tanto da loro bramata soppressione di quel per altro molto pio monistero. Il re di Prussia Federico moderno ha ordinato che in avvenire li suoi sudditi di condizione ordinaria non genuflettano quando gli presentano le loro suppliche, volendo, che tal atto di rispetto sia riservato al solo Dio. L'imperatore ha ordinato ancora la soppressione di altri sessanta monasteri di claustrali, e monache nella Boemmia. Di pi per facilitare li matrimoni ha ordinato, che li coniugati nuovi ne' primi due anni siano esenti da ogni gravame, e che siano loro dalla Corte somministrati de' danari occorrendo, con obbligo di rimborsarli entro dieci anni. Da questo si scorge il fine ecc. Avvisato dal consiglier Carlo Martini di Rev, che il pubblico mormora per le dette soppressioni, rispose, che dopo la sua morte saranno rimessi li Regolari ma non tutti. Nel seminario trentino sono questi soggetti. Rettore don Gioseffo Carpentari di Roveredo. Ministro don Fenici gi lodato sopra nel dicembre 1780. Direttore spirituale don Puzzer, che fassi aiutare da don Antonio Sani di Meano. Sagristano don Gramola. Professore de' sacri canoni don Giannantonio Tonioli di Pinedo, venuto in quest'anno da Gratz. Prof. di teologia dogmatica don Menghini Provicario.

Prof. di morale don Donati. Prof. di s. Scrittura fra Francesco Staidel, che fa le sue lezioni nel suo convento di s. Francesco. Professore di sacra eloquenza fra Fedrigotti Cappuccino. Prof. di logica e metafisica fra Saverio Riformato. Prof. di fisica ed etica fra Maurizio Riformato. In avvenire questi due non faranno pi a vicenda nella cattedra, ma ogn'anno insegner logica il primo, e fisica l'altro. Prof. di rettorica don Quaresima. Prof. della Quinta don Pomaroli. Maestro della Quarta don Sicher di Coredo. Maestro della Seconda don Pedroni. Maestro della Prima don Tabarelli. Prof di legge il dottor Barbacovi di Taio. Attesi gli editti cesarei sono cessati gli studi di teologia, e canonica nei nostri conventi di Arco, Roveredo, e Borgo, e quei chierici vanno per la dogmatica ogni giorno al seminario vescovile di Trento, cos avendo comandato il vescovo. 9 novembre 1783 Ai nove di novembre, correndo il plenilunio, un vento freddo fece gelare l'acqua di Sardagna, della Fontana trentina, e delle strade. 10 novembre 1783 Ai dieci di sera cominciammo a scaldare il refettorio nostro. Finimmo li 13 inclusive di marzo. 11 novembre 1783 Agli undici di sera ritornato a Trento da s. Massenza il nostro vescovo. Nello stesso giorno venuto a Trento per abitarvi il nuovo consigliere Festi di Villa Lagarina. Gli undici novembre nella Gazzetta di Trento con un elogio notabile fu annunziata la morte qui seguita li 28 ottobre del nostro Padre Benedetto Bonelli da Cavalese, letterato illustre. Non fu dettato da noi, ma da' di lui amici secolari di Trento nominatamente dal rev.mo sig. ex Provicario Bernardino Zambaiti, e dal sig. don Francesco Claus. Un signore venuto da Vienna ha riferito, che in quella citt, non vi pi chi voglia predicare, eccettuato il nostro Padre Riformato, attese le satire continue che vengono fatte ai predicatori. Ha pur detto, che quelli condannati al Zuchthaus, ed a spazzare le strade sono vestiti in modo, che sembrano Frati Minori col cappuccio e che quindi li nostri Padri vengono scherniti. 14 novembre 1783 14 novembre venerd nel Consiglio aulico di Trento vi furono due soli consiglieri. Cosa notabile. 15 novembre 1783 15 novembre sabato circa le undici di mattina il nostro vescovo partito da Trento per castel Thunn, dove si divertir colla caccia di lepri, avendone li suoi quest'anno ammazzato cento. Ultimamente il famoso Pilati fu chiamato in castel Brughiero dal Conte Vigilio di Thunn per certo affare. Ricus d'andarvi per tema di venire ammazzato. Quindi per assicurarlo della vita il detto Conte lo fece accompagnare da Bolgiano al castello Brughiero, e da questo castello a Bolgiano da un suo confidente, e da dieci suoi uomini armati. 17 novembre 1783 17 novembre luned, sono comparsi per la prima volta alle scuole di questo seminario vescovile anche li chierici de' Padri Cappuccini. 18 novembre 1783

18 novembre, oggid colla posta partito per Gratz il sopra menzionato professore canonista Giannantonio Tonioli, chiamato, come dicesi, dall'imperatore perch l sia vice rettore di quell'universit coll'appannaggio di ottocento fiorini, e l'abitazione. Nello stesso giorno al detto Tonioli fu surrogato il nobile sig. don Giangiuseppe Volani di Roveredo, che da molti anni in qua insegn con lode nella propria casa la teologia morale. venuto a Trento li 26, ma non fece buona figura, essendo troppo timido, ed umile. 1 dicembre 1783 Il primo dicembre, luned, da castel Thunn ritornato a Trento il nostro vescovo, per ricever posdomani il Conte d'Heister governatore del Tirolo, vegnente da Insprugg. 3 dicembre 1783 3 dicembre mercoled, circa le 12 di mattina arrivato a Trento il detto Conte Heister a tiro di quattro. Pranz in castello, e poi circa le quattro part per Roveredo. Non ebbe alcun canonico commensale, oltre monsig. Vicario generale. Ma furono invitati altri cavalieri. Lasci al vescovo degli editti gioseffini. 4 dicembre 1783 4 dicembre, gioved, fu intimata la soppressione del convento di s. Maria fuori Roveredo de' Padri Carmelitani calzati, dove in avvenire risieder il capitano Circolare con altri uffiziali austriaci. Delle altre novit portate dal detto Heister mi riservo a scrivere. La intimazione suddetta non fu veramente fatta. 7 dicembre 1783 7 dicembre, domenica, molto a buon ora passato per Trento di ritorno il predetto Conte di Heister, che punto non si ferm, ma seguit il suo viaggio. Si dice, che li nostri Riformati d'Insprugg dovranno lasciare alla Corte il convento di s. Croce, e passare a quello delle monache Orsoline soppresse a s. Maria Visitante; poi ai Cappuccini. Si discorre, e dice come cosa certa, che monsig. Vicario generale, col consigliere Consolati, e con un notaio stato alle Laste ad inventariare quel convento de' Padri Carmelitani Scalzi. Ogni giorno si sentono nuove di simil sorta. Ma non fu vero il detto inventariamento. 12 dicembre 1783 12 dicembre, venerd, tra le undici e le dodici passato per Trento l'imperatore in una carrozza a sei molto caricata. Si ferm soltanto circa un quarto d'ora nella bottega de sig. Gazzotti aspettando, che fosse lavata la carrozza, e mutati li cavalli. Frattanto fu ossequiato dal nostro vescovo. Alle dame, ed altri affollati nella Piazza postiera non diede verun ascolto, ma corrispose con un solo atto di rispetto. Part per Ala Lagarina, dove sar arrivato ancora questa sera. Erano stati portati solo 28 cavalli in Trento per lui. La comitiva fu tutta su legni, altri passarono avanti, ed altri dopo. Avanti pass la sua cucina, forse perch ora teme di essere tradito da' malcontenti d'Italia. Dicesi partito da Vienna li sei di questo mese, e che va in Toscana. Non ha seco alcuna persona riguardevole, fuorch un Palatino polacco. In Roveredo fu a vedere il nuovo teatro, pregato a ci dal Conte Francesco Alberti, e dal cavaliere Carpentari. Vedutolo chiese quanto costasse, ed essendogli stato risposto, che costava diciotto mila fiorini, disse, che aveano fatto una spesa superflua, e la disapprov con altre caricate espressioni giuste. Allora que' due signori lo pregarono, che desse loro licenza di tener in esso almeno il giuoco del Faraone: ed egli neg loro assolutamente tal grazia, dicendo che sarebbe lo stesso, che dar loro un coltello da scannare i propri figli. Rimont nella carrozza, e mentre alla Posta fu fatta la mutazione de' cavalli stette nella medesima carrozza. Passato Marco scese per leggere una inscrizione fatta su un sasso, ed allora il postiglione ginochiatosegli avanti si azzard di dirgli, che in vece di andar a vedere il teatro, avrebbe fatto meglio andando a vedere la Banca del pane, essendo picciolo. Arrivato a Ala, vi pervennero anche li due signori roveretani suddetti, chiesero udienza, ma fu loro negata, e fece dir agli stessi, che in avvenire sar egli il soprastante al teatro.

Sono dunque ritornati confusi, e si sentirono beffeggiare. Poi da Mantova scrisse di proprio pugno al Magistrato di Roveredo, che si giustifichi rapporto alla picciolezza del pane. In Roveredo dimand al sig. Carpentario qual sarebbe il primo dramma recitato nel nuovo teatro, ed ebbe in risposta: Due petizze. Vedi sotto. 20 dicembre 1783 20 dicembre, sabato delle Quattro Tempora nel castello di Trento il nostro vescovo ha ordinato alcuni cherici sudditi austriaci ma come segretamente. Bench nello stesso giorno furono perci pubblicati dei sonetti in lode del novello prete Simone Francesco Munding figlio del sig. Giov. Battista Munding, alunno del Collegio germanico di Roma, ordinato per in Roma. Egli figlio di un sartore tedesco accasato in Trento. L'imperatore ha detto, che in questo suo viaggio non ha ricevuto memoriale pi indegno del presentatogli in Ala dai roveretani. Subito d'ordine del capitano Trentinaglia cresciuto quattr'oncie il pane di Roveredo. Il Padre Gio. Alfonso da Mendrisio nostro Riformato milanese andando a Vienna per predicarvi nella prossima Quaresima, destinato avea di fermarsi in Passavia sin dopo l'Epifania; ma S.A. Girolamo Conte di Colloredo arcivescovo e principe di Salisburgo lo ha invitato e stimolato a trattenersi in Salisburgo, e l'ha trattato a tavola e fuori di tavola con istraordinarie finezze; ed in seguito fu altres trattato bene dalla nobilt salisburghese. Si dice, che in Passavia le cose sono molto confuse per le novit di Gioseppe secondo, e che vi si trovano pi di trecento petecchiati. Da un nostro Padre Recolletto della Turingia ritornante da Gerusalemme ho inteso, che anche nella Palestina vi fu la caligine, di cui ho parlato gi di sopra. Nella notte venendo il giorno 23 antivigilia del santo Natale, cadde la prima volta la neve, ma poca nel nostro convento, ed in citt di Trento. Altra cadde venendo il giorno 27. Nella Bosnia sono morte poco fa pi di 160.000 persone di peste. Ci fu notato nel novembre. 18 dicembre 1783 [sic] Ai 18 l'imperatore arrivato a Fiorenza sotto il nome di Conte di Falckenstein, a tutti per noto come imperatore. In Ala di Lagaro alberg nell'osteria degli Angelini. In Bolzano fu molto ben veduto, essendo stati consolati li mercanti colla tariffa de' dazi ridotta all'antico. 15 dicembre 1783 [sic] Ai 15 dicembre il Papa nel Consistoro segreto tenuto nel palazzo vaticano per provvedere diverse chiese, partecip al sacro Collegio, che sono ritornati al seno della santa romana Chiesa quattro vescovi, il clero e buon numero di laici del Patriarcato antiocheno della nazione siriaca, gi seguaci degli errori de' Giacobiti. Ci segu per il zelo di monsignor Dionisio Michele Giarre vescovo di Aleppo. 31 dicembre 1783 Ai 31 dicembre il nostro vescovo ha pubblicato una sua circolare latina con data de' 14 giugno di quest'anno, con la quale inculca, e comanda l'osservanza dell'editto pubblicato nel 1774 ai 18 gennaio da monsignor Cristoforo Sizzo vescovo di Trento contra li chierici, e sacerdoti che non vestono abito nero, specialmente andando alla chiesa, ed uscendo di casa. Lo ha riprodotto tutto ad literam. L'imperatore stato a Roma per poco, ed ha parlato col Papa; e poi partito per Napoli. All'ex-Domenicano Malisana, gi professore del seminario vescovile, ed ora dimorante in Roveredo appresso li signori Cosmi, stato intimato, che dopo alcuni giorni esca dallo Stato austriaco, essendo legge austro-gioseffina, che niun Regolare secolarizzato forastiero stia nel detto Stato. Ci dicesi eseguito col detto Malisana per opera de' trentini, acciocch non venga a stare nel castello di Trento come teologo, e censore vescovile ecc. Il Papa ha posto una contribuzione ai romani, chiedendo un millione di scudi dai secolari, e due millioni dai Regolari. Che mal esempio per li principi secolari!

In quest'anno fu dato principio ai palloni aereostatici in pi citt con grandi spese, e senza verun vantaggio al pubblico.

ANNO DI GES CRISTO MDCCLXXXIV 1784 BISSESTILE 1 gennaio 1784 Nel primo giorno di quest'anno ha predicato la prima volta alle Fradaglie di Trento il nostro P. Illuminato Gritti di Cles studente di teologia in questo nostro convento, licenziato predicatore nell'ultimo giorno dell'anno scaduto 1783. 6 gennaio 1784 Ai sei di gennaio ho inteso, che gi stata pubblicata negli Stati austriaci la smembrazione delle parrocchie austriache della diocesi di Feltre, e che sono annesse alla trentina. Ho pur inteso, che in Roveredo sono state soppresse le Confraternite del Suffragio, di s. Giuseppe, e del Redentore, erette in tre chiese; ed altre Societ spirituali. Fu tutto inventariato, e dicesi, che importano 800 mila fiorini. Ho pur inteso, che la chiave di quel nuovo teatro stata consegnata al capitano Circolare Trentinaglia, e che esso finora costa non solo 18 mila fiorini, ma 31 mila fiorini. Il sig. Marchesani ha stampato in Roveredo il direttorio del divin Officio pro parochiis vallis Ausugiae et Primerii composto in Feltre, ma con tanti sbagli del compositore, che fa stomaco, e merita il fuoco. Serve anche per tutto il restante della diocesi feltrina, eziandio per la cattedrale, e per la parte veneta151. Furono soppresse tutte le Confraternite laicali anche in Arco, e negli altri luoghi del dominio austriaco, ed inventariati li loro beni tutti, anche gli arredi sacri. In questo Mese di gennaio al principio, anzi nel giorno di s. Silvestro, fu cacciato Antonio Tognoti alano dal monistero soppresso di s. Carlo di Roveredo, dove era ortolano, con suo gran danno; e cos ogni altro, che stava in esso. Me lo ha detto egli stesso in questo d 12 gennaio; e mi fu replicato da altri. 11 gennaio 1784 Agli undici di questo gennaio, giorno di domenica, in Pradazzo152, terra grossa di Fiemme, sono state bruciate cento e dieci case. Il fuoco ebbe origine da uno scaldaletto lasciato da una donna nel letto. 16 gennaio 1784 Ai 16 la Madre Sardagna di Avis con dispensa Papale ha lasciato il monistero delle Orsoline di Trento, ed ritornata a sua casa153. Vedi sotto ai 26 di questo. Nello stesso giorno questi Padri Cappuccini segregati dai sei conventi mantovani per ordine del Governo sovrano, hanno fatto li nuovi Guardiani di questi sei conventi trentini. Furono segregati dai mantovani in questo stesso mese. Anche li mantovani conventi sono sei. Si discorre, che con Bolla di Pio sesto sar per tutti levata affatto e per sempre la sacrosanta Quaresima, e l'astinenza sabatina di tutto l'anno, e resteranno soggetti all'astinenza, ed al digiuno tutti li venerd dell'anno. Va tutto, va tutto, va tutto, Oh Dio! L'imperatore ha ordinato, che niuna casa secolare tenga argenteria, che superi il valore di cento fiorini, e che il di pi sia dato a lui, con promessa di contribuirle il quattro per cento, sotto pena agli occultatori se saranno scoperti, di dovergli essi pagare li detti annui quattro per cento.

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Li predicatori sono dopo il 17 aprile. *Il Tovazzi scrive sempre rettamente Pradazzo e non Predazzo; cio grande prato e non grande Suor Maria Eleonora di s. Gioseppe , Orsolina di circa 18 anni di professione, letterata e spiritosa.

pietra.

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Il medesimo con data di Vienna li 26 novembre 1783 ha vietato, che pi non si suonino le campane per causa di temporali, a motivo di cos evitare le morti de' suonatori, e gl'incendi de' campanili e delle chiese. Leggo, che ai 14 dicembre 1783 in Parigi in occasione di certe feste profane celebrate per la pace, sono rimaste ferite quattro cinque persone, ed succeduto gran disturbo tra un cavaliere di Malta sottotenente delle guardie francesi, ed un avvocato, che recava qualche incomodo a certe dame vogliose di vedere il popolo danzante. L'imperatore arrivato a Roma li 23 dicembre col sig. generale Kinski, ed altri. Il re poi di Suecia vi pervenne ai 24. Tutti e due li 25 sono stati presenti alla Messa Papale in s. Pietro appresso l'altare. L'imperatore partito per Napoli ai 29. Lasci le seguenti mancie: alla famiglia del cardinale Herzan 300 zecchini. Al suo vetturino 30 zecchini, oltre li due zecchini al giorno. Al servidore di piazza 60 zecchini. Alla lavandiera del suo seguito cento zecchini, oltre li tre zecchini per ciaschedun giorno. All'impresario del teatro di Torre Argentina, che gli prepar il libretto del dramma, regal cinquanta gigliati. Leggo, che nello scorso dicembre la citt di Tessalonica, capitale della Macedonia, rimasta totalmente distrutta da un terremuoto, e quindi ora un mucchio di sassi, e rottami, con morte di molti italiani, francesi, ed inglesi, con gran danno de' negozianti. Anche a Cambrai li nove dicembre, e nei di lui contorni con grande spavento fu sentito molto romore e muoversi la terra. Caddero de' camini, e degli edifici. Leggo pure, che ai 14 dicembre, dopo le dieci di mattina sino all'una dopo il mezzogiorno Amsterdam si trov in una folta nebbia mai pi veduta dai viventi, e cos densa, che rec gran confusione, niuno potendo vedere dove camminasse, e perci non poche persone, e varie carrozze essendo cadute nei canali. Anzi si dice, che cos fu in tutta l'Olanda. Ai 16 gennaio passato per Trento un corriero da Vienna mandato all'imperatore. In questi giorni monsignor Vicario generale di Trento ha chiamato in castello una persona che la ha ammonita perch si emendasse de' suoi difetti: ma ebbe per risposta, che prima correggesse quelli del castello, non essendo in esso altro, che due non degni di correzione. Riferito ci a sua altezza rev.ma chiese questi chi fossero que' due, e monsignor Vicario rispose, che supponeva fossero accennati essi due vescovo e Vicario. Richiamata la detta persona perch nominasse quei due da lei eccettuati, rispose, che sono que' due lioni lapidei, che stanno alla fontana della Piazza del castello sotto le fenestre dell'appartamento vescovile. Questo fatto si dice verissimo. Ai nostri Frati di Vienna gi stata assegnata l'annua pensione di 230 fiorini per cadauno, e quindi devono pagare la posta, ed ogni altra gabella. Ventisette di essi sono stati messi fuori in cura d'anime con 250 fiorini annui per ciascuno, e devono andare vestiti in curto alla militare. 26 gennaio 1784 Li 26 gennaio ho osservato, che nel Duomo di Trento fu appesa una tabella votiva del 1782 all'arca di s. Adelpreto esprimente una donna, che prega s. Adelpreto vescovo martire per un uomo giacente nel letto. Nel medesimo giorno, essendo luned, uscita dal monistero suo di Trento per secolarizzarsi con dispensa Papale la Madre Maria Eleonora di san Giuseppe Orsolina, nata Sardagna di Avis, monaca spiritosa e letterata, ed amante del parlatorio, di circa dicidotto anni di professione, e 42 di et. La causa di tal metamorfosi viene data ad un collare. Si divulg, ed intesi tale cangiamento ai 16 del corrente. Ritirerassi a Bronzolo con una sua sorella. Ora si chiama fraila Giuditta, ma si pente e patisce assai. Nei conventi fuori di Vienna pi non si dice nel coro il Mattutino a mezzanotte bens la sera, oppure la mattina. Le quattr'ore prime si dicono insieme, cos pure vespro e compieta. In Insprugg vi sono molti infermi. Nella Germania e nell'Italia fa molto freddo. 28 gennaio 1784 Li 28 gennaio dall'Italia non venuta la posta per cagione del freddo straordinario. E cos altre volte.

Ho inteso da uno di Volano mia patria, che ivi pure sono state soppresse le Confraternite e svestita la Madonna; ma che niuno volle in deposito l'abito bello della medesima. 30 gennaio 1784 30 gennaio ho veduto un'ucchietta da pomolo154, che da un putto di circa quattordici anni fu ficcata in un pomo, perch mangiandolo la sua madrigna le facesse del male. Questo fatto certo. Conosco il putto, e la madrigna. Iddio la preserv, perch lo smezz, e ne diede la met ad una sua figlia, ed il putto la dissuase subito dal metterlo in bocca. Ho inteso, che l'imperatore ha stabilito, che in avvenire in Vienna pi non venga celebrata la memoria sacra della di lei liberazione dall'assedio de' Turchi dell'anno 1683. 4 febbraio 1784 4, mercoled in Trento hanno cominciato le maschere, ed i festoni155: quantunque non si far Quaresima al solito di questi nostri ultimi calamitosi tempi, non per causa di caristia, ma per mancanza di volont. 6 febbraio 1784 6 venerd ho inteso da persona secolare, che l'imperatore in Roma parlando con non so chi di Messe celebrate pe' defunti, e da celebrarsi, disse, che gi le anime sono o salve, o dannate, e che quindi sono per loro superflue le Messe. Dalla medesima persona roveretana ho pur inteso, che in Roveredo per ordine dello stesso imperatore fu disfatta la sacra lega de' Preti, e levato dalla sagristia il catalogo di essa, ed incamerati que' cinquanta fiorini, che teneva per aiutare li preti poveri, e necessitosi. Di pi, che quivi sono state vietate le pubbliche recite di Corone, e Terzetti in onore di Maria Santissima, che non sono di obbligo. Da altri ho inteso, che andato a Genova. 7 febbraio 1784 7 sabato caduta tutto il giorno grande quantit di neve. Nel medesimo giorno per ubbidire al suddetto imperatore partito per Insprugg il nostro cherico fra Giandomenico Galvagni di Roveredo, per continuare lo studio teologico in quel nuovo seminario regio: bench dai primi di novembre in qua studiasse nel seminario vescovile di Trento con altri nostri cinque trentini, li quali essendo trattenuti dal vescovo, non potranno pi essere di famiglia ne' conventi austriaci. Il suddetto fu accompagnato a Insprugg dal Padre lettore nostro Gioseffo Antonio di Cles, con molto disagio. Pazienza per amore di Dio. Il Padre lettore ritornato a Trento nella notte de' 16 venendo li 17 febbraio. Nei giorni scorsi alla Nave di Melombardo in occasione di nuziali trastulli, e feste, un putto rest ucciso da un'archibusata, ed un altro ferito da coltello. Per questi disordini non si parla, bench siano frequenti. Quella donna, che nella notte di s. Vigilio in Trento ammazz un uomo, passata ultimamente per Trento, gloriandosi senza veruna tema del commesso delitto. Giudico bene ora di notare anche cose di tal fatta. Eziandio il suddetto ferito era sposo de futuro, ed egli fu l'uccisore dell'altro. Pi altri sono rimasti feriti nella detta occasione. 9 febbraio 1784 9 febbraio, luned mattina sono stato ad accompagnare alla sepoltura in s. Maria Maddalena il cadavero del prete Antonio Foglia di Trento, abitante al Macello. Egli viveva separato dai suoi e ierid essendosi con loro riconciliato, con protesta di non ricordarsi pi del passato, gl'invit a pranzo, e per maggiormente cattivarsegli ordin, che fosse loro portato del vino dolce. Ne bevette anch'esso, e subito preso rest sul colpo morto.

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*Piccolo ago con capocchia. *Veglioni.

11 febbraio 1784 11 febbraio cominci a gelarsi l'acqua santa negli avelli del nostro coro e del presbiterio, dopo di esser caduta molta neve. Per altro dicesi che dal freddo sono morte delle persone nell'Austria, ed in Parigi. L'Adige da molto tempo mena ghiaccio continuamente, e copiosamente. Ho inteso, ch' rimasta bruciata la villa di Fiera in Primiero, e che due volte fu studiosamente appiccato il fuoco non so da chi alla villa di Melombardo. Nell'Ungheria bassa le inondazioni hanno cagionati grandi calamit. Cos al Reno. Il Danubio sempre gelato. In Vienna caduta tanta neve, che li pi vecchi non si ricordano di averne mai veduta di tanta altezza. Dieci slitte di cittadini di Gruunten dell'Austria Superiore sono rimaste ingoiate dal vicino lago, su cui per divertirsi sono andate. Le poste e li corrieri sono restati impediti dalla neve, e dal freddo. A Metz una giovane avendo trovato un soldato di sentinella quasi interizzito dal freddo, lo mand nella sua vicina stanza, ed ella vestito il di lui cappotto, col fucile in ispalla si mise di sentinella; ma scoperta dalla guardia, fu sentenziato il soldato ad essere impiccato. Anche in Roma caduta straordinaria neve, che ha impedito le poste, sebbene il prelato governatore di Viterbo abbia impiegato pi di 600 uomini a pulire le strade. Il corriere di Milano Gaetano Longhi restato morto in Viterbo. A spese dell'erario regio si sta formando una sala da ballo nel Collegio degli exgesuiti di Livorno per divertimento dell'imperatore e de' Gran Duchi di Toscana. Il sig. Valentino d'Antoni ha inventato una macchina la quale girata da un solo cilindro, e una sola ruota mette in moto cento furloni, o sia setacchi che separano a perfezione ogni qualit di tabacco, e risparmiano il travaglio di cento e pi persone. Dall'altra parte dello stesso cilindro nel medesimo tempo si stacciano tutte le sorta di ballini, e vengono separati li buoni dagl'inutili. Tal macchina si pu agevolmente trasportare da un luogo ad un altro. Lodasi dalla Gazzetta trentina de' 17 febbraio, ma fu lodata anche un'altra volta prima. L'autore meccanico di Trento. Il sig. Conte Filippo Sizzo andando per Trento in una sua slitta, fu maltrattato dal suo cavallo, che infuriato ruppe la slitta, ed and per la citt senza freno e fece correre un prete, ed altri. L'imperatore passando per Clausen tirolese vide un uomo, che stava lavorando, ed avendogli chiesto quanto guadagnasse, ebbe in risposta, che guadagnava quattordici carantani al giorno. Poi gli dimand se aveva famiglia, ed inteso avendo, che avea la moglie, e quattro figli da mantenere coi detti carantani, gli don alcuni zecchini dicendogli nello stesso tempo, che pregasse Dio per l'imperatore. Allora l'uomo non conoscendolo, e credendolo un signore della comitiva cesarea, soggiunse, ch'egli non avrebbe mai pregato per quel Mattarello. Ci udito dall'imperatore gli chiese perch lo chiamasse Mattarello, ed ebbe la risposta, che tale lo chiamava per le sue novit; e stimolato a pregare, pi altre volte replic con calore, che non volea pregare per quel Mattarello. Finalmente l'imperatore disse che pregasse almeno per lui, e l'uomo credendolo un gentiluomo rispose che avrebbe pregato per lui molto volentieri, ma piuttosto che pregare per l'imperatore gli avrebbe restituiti li zecchini. Il detto uomo poco dopo seppe, che avea parlato collo stesso imperatore. In Trento si fanno continue mascherate. Nelle sere vi sono festoni156, uno de' quali si chiama la Malga. Per entrare nella pi nobile bisogna pagar ogni volta subito ventun carentani, e la met per l'altro. Vengono anche da Roveredo. Li Padri Paolotti di Vicenza han dovuto evacuare il loro convento, e ritirarsi a Padova. Le monache di Loreto di Feltre avendo chiesto qualche sussidio al Senato veneto, sono state levate da quel monistero e collocate in due altri monisteri feltrini di Ordini diversi. Nel novembre del 1783 dal Magistrato camerale del Ducato di Milano fu scritta una lettera ai cancellieri ducali acciocch facciano le pi diligenti ricerche su i motivi, che nel detto Ducato danno ostacolo all'effettuazione de' matrimoni, essendo stata rilevata una troppo rimarchevole minorazione de' medesimi dalla Pasqua del 1781 sino a quella del 1783, con dannose conseguenze per lo Stato: volendo la sovrana sollecitudine promuovere una maggiore frequenza. Io senza far altre ricerche rispondo, che tal minorazione proviene dal troppo grande libertinaggio. In addietro ho notato il numero grandissimo de' bastardi milanesi.
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*Veglioni.

In un pallone aerostatico, de' quali ho parlato sopra, sono state ritrovate morte quattro persone ultimamente. Sono di grandissimo costo, e dispendio. Merita di esser lodato un'altra volta da me il sig. consigliere Vigilio degli Angeli, perch non ha veruna parte nelle maschere, e pazzie moderne de' trentini, e non vuole averne. In fatti pregato, che lasci andare in maschera le sue figlie, ha risposto negativamente; ripregato, che lasci andarvi almeno la sua figlia maritata in Levico, rispose ancora di no dicendo, che mangiando in casa cos vuole. Per altro impresari di tali pazzie sono tre ill.mi e rev.mi canonici dell'insigne cattedrale di Trento, parenti stretti del vescovo ecc. Affogato nell'Adige fu trovato un contadino ammazzato con bastonate. Fu trovato presso il casino de' bersaglieri a s. Lorenzo. 20 febbraio 1784 20 febbraio nella nostra sagristia un sarto di Trento ha rubato li due sugamani esposti, avendoli tirati fuori dal vicino fenestrino con un rampino, tra le dodici, e due pomeridiane, Scavalc la clausura. Egli ha pure rubato nello stesso tempo la ferrata de' nostri morti. Anzi anche prima di tal giorno ha rubato altre cose, e fatte delle insolenze a questo nostro convento. Per questo, e per pi altri suoi delitti fu carcerato li 22 febbraio. Sono stato accertato, che l'empio Pilati sta stampando nell'Olanda una sua opera della politica romana ecclesiastica in pi tomi; e che dar fuori anche un'altra opera cattiva sopra la riforma del clero, com'egli dice: ed un'altra de vita e moribus del sig. dottore Gervasi gi di sopra rammentato, ed ora dimorante a sua casa in Enno. Vedi poco sotto. In Trento si fa carnevale sfrontatamente, e con gran concorso de' circonvicini, cui non rincresce la perdita del tempo, e del danaro. In un giorno fu fatta una mascherata contadinesca, e fu rappresentato lo sposalizio di una contadina, che fu celebrato sposalizio nel castello in vista del vescovo. Oggid 23 febbraio luned grasso fu fatta una mascherata di molinari, a' quali tutti diede un pranzo il signor Giuseppe Cazzuffo. dando ad ognuno un cotorno, e spendendo circa cento talleri: anzi pi di 300 fiorini. Poi ha fallito vergognosissimamente. L'opera pilatistica, di cui sopra, della politica, sar divisa in tredici tomi, de' quali gi sono stampati trequattro. L'altra sar intitolata Riforma della Religione cattolica, luterana, e calviniana. Saranno uniformi alle altre pessime opere del detto autore, che vive lautamente a spese del re luterano di Danimarca, e di altri simili. Leggo, che viene permesso agli alani del nostro Lagaro il mandare li loro velluti nell'Austria, nella Boemia e nella Gallizia austriaca, ma con molte cauzioni, tra le quali una si , che ogni pezza abbia nel fine tessuto il nome del fabbricatore. Leggo, che l'imperatore di Moscovia ha regalato il generale Conte d'Anhalt con una grossa pensione, un superbo servigio mensale, ed una tenuta di 160.000 rubli, ed altre cose. Leggo, che li Cappuccini, Osservanti e Riformati napoletani sono adesso circa 13.000 e che in avvenire dovranno essere soltanto tre mila in quel regno. Leggo, che il vescovo di Capri stato il primo a dispensare da s senza dipendenza da Roma tre matrimoni tra parenti in quarto grado. Leggo, che l'imperatore con li Gran Duchi di Toscana stettero li 20 di questo venerd dalle 12 di sera sino alle otto e mezzo del sabato seguente di mattina, nel nuovo stanzone del soppresso Collegio gesuitico di Livorno a pubblica festa di ballo, con rinfreschi squisiti. Leggo, che nelle sere 7 ed 8 l vi fu sorprendente illuminazione, e che dall'imperatore fu regalato l'impresario d'essa con cento zecchini. La nuova Provincia sveva de' nostri Padri Riformati divisa dalla tirolese nell'anno scorso, si chiama essa pure Reformata Provincia d. Leopoldi Ordinis Fratrum Miniorum S.P.N. Francisci come la tirolese, servendo per tutte e due un solo direttorio dell'Officio divino. Nell'ultimo festone tenuto in Trento fuvvi una contesa tra due signori, la quale fu sopita da un rev.mo Conte canonico, che vi si trov presente. 29 febbraio 1784

Nell'ultimo giorno ad un ragazzo fu franto un braccio dalla calca di altri nell'atto, che tutti si davano sollecitudine per acquistare il danaro, e pane, che prodigalmente fu buttato per terra. Furono buttati molti danari, molte some di pane, e molti limoni. Le mascherate furono di cento persone, cinquanta di uno, e cinquanta dell'altro sesso. Furono accompagnate da' musici, e suonatori, e precedute dal dottor Verde, detto il dottor Balanzon Bolognese, cio dal dottor Francesco Manfroni sollando. Distribu e gitt danaro e pane anche il principe di Liechtenstein canonico di Colonia, studente in Trento. Nell'ultimo giorno di carnevale con alcune coltellate fu uccisa una putta, e gittata in una fossa alle Albere in un sacco. 27 febbraio 1784 [sic] Luned 27 giorno di venerd fu condotto all'ospedale di Trento in una benna un uomo ferito da molte coltellate, e nero dalle lividure. Negli ultimi giorni di carnevale il Conte canonico ed eletto Suffraganeo Alberti di Poia, ha dato un lauto pranzo a parecchie dame. Nel primo giorno di Quaresima il predicatore del Duomo ha pubblicato la licenza di mangiar carne dalla prima domenica sino a quella delle Palme, eccettuati li soli mercoled, venerd e sabati, coll'obbligo di cinque Pater et Ave al giorno, data dal nostro vescovo. Per far Quaresima non vi danaro. 2 marzo 1784 2 marzo leggo, che l'imperatore ha tolto affatto l'impedimento matrimoniale della parentela spirituale. Che ha ottenuto dal Papa di poter fare nella disciplina ecclesiastica quanto gli sembrer bene, e nominare li vescovi, che saranno sempre confermati dal Papa. Che in Praga, ed in altri luoghi della Boemia ora vi sono 25 pubbliche chiese e comunit di calvinisti, e nove di luterani. In Austria il freddo straordinario tanto, che in questo secolo non fu sentito il simile. Si trovano morti gli animali, gli abitanti privi di legna, il Danubio gelato. Che il prusso arma. Che dal freddo sono morti degli uomini nella Boemia. Che in Parigi vi sono 65.000 lacch, e servidori; 18.000 carrozze; 15.000 carrozzini. Che in Parigi per negligenza di un confettiere li 4 di febbraio venendo li 5 di notte fuvvi un grande orribile incendio, che consum tutte le botteghe alla fiera San Germano. L si dovette molto lavorare per isbarazzare le strade dalla neve. Un terremoto alla Rocella li 17 gennaio fece gran danni, caddero camini 200, case, alberi ecc. Sono periti nel mare 27 bastimenti con morte di 300 e pi uomini. Anche nell'Inghilterra si esagera il freddo. A Grainsburg essendo andate sul gelato fiume Trent molte persone a spasso, sono restate soffogate dallo stesso cento persone. Tralascio altre grandi disgrazie occorse in Sicilia, ed altrove; come pure li doni distribuiti in varie congiunture di teatri ecc., dall'imperatore, consistenti in 50 e 100 zecchini alla volta. 11 marzo 1784 11 marzo, gioved sera circa le nove, ho sentito de' tuoni con pioggia e vento. Nel medesimo giorno dal castello furono secretamente, ed improvvisamente chiesti, e levati alle monache di s. Michele i libri economici, perch suppone, che siano ricchissime, e possano arricchire anche le monache della ss. Trinit. Ognid si sentono disprezzi, e calunnie de' poveri servi di Dio. Deo grtaias. In Avis predica le feste quel curato Canonico Regolare, perch l'imperatore non vuole, che pi sieno presi li Cappuccini e vuole, che predichino li parrochi. In Pressano ha predicato il nostro Padre Geremia sino alla seconda domenica inclusive; ma ora gli venuto proibizione per il detto motivo. Ho inteso, che l'imperatore ha dato cento zecchini a quella casa dove ha pernottato in Trevigi ritornando verso Vienna in questo suo ultimo viaggio. 16 marzo 1784

16 marzo, leggo, che non vero essere stato conchiuso un concordato tra il Papa, e l'imperatore, come fu scritto innanzi. E che in Vienna il freddo rigidissimo ha durato tre mesi e 25 giorni sino li 26 di febbraio. Li 29 febbraio il Danubio ha allagato li sobborghi di Vienna, portato via ponti, e formato come un mare di ghiaccio, coperto di barche rotte, e di legni. Fu soppresso il convento delle Dame Inglesi a s. Ippolito nell'Austria, e quelle dame spartite in altri conventi di quell'Istituto. Anche li fiumi Meno, e Nocker hanno recato gran danni. A Heidelebrg furono rovesciate pi di 50 case. A Neckerhausen pi di 60, con molte persone perite. Cos a Magonza, Ratisbona, Manheim furonvi de' danni dai fiumi. L'imperatore in Cremona ha dato cento zecchini agl'infermi dell'ospedale maggiore. In Lodi agli ammalati presso li PP. Fatebenefratelli dieci zecchini; a quelli dell'ospedal grande 60, a quelli dell'ospedal militare dieci zecchini. Alle orfane 22 zecchini. Alla Casa di Provvidenza 4 zecchini. Agli orfanelli sette. In Milano al curato della metropolitana 500 zecchini per li poveri. Al controlore una ricca tabacchiera con 100 zecchini. Al foriere un'altra tabacchiera con 100 zecchini. Ai servi della Corte di Milano mille zecchini. Alle guardie svizzere 50 zecchini. Ai cursori 40 zecchini. Ai facchini 20 zecchini. Al suo facchino 40 zecchini. Ad una donna di servizio dieci. Al servidore di Piazza 60. Al vetturino 60. Al cocchiere 40 e cos ad altri. Fanno a dir poco 2.233 zecchini. Cui aggiungansi 24 zecchini dati all'ospedale del castello di Milano, e sei ai cuochi del medesimo. In Vienna non si poterono unire 2.000 fiorini per fare una macchina grande aereostatica, e quindi fu dimesso l'impegno. Da lettere particolari si riferisce, che in Vienna morto improvvisamente il principe Wenceslao Kaunitz Ritberg cancelliero, e primo ministro imperiale, nato li 2 febbraio del 1711. Egli a' miei giorni era soltanto Conte. Dicesi che tirava una pensione di novanta mila fiorini. Dai gazzettieri non si dice morto. Vive anche nel 1790. moravo di nazione, luterano. 18 marzo 1784 18 marzo in Trento fuvvi concorso, ed esame per la cura di Bronzolo della parrocchia di Ora. Fu concorrente anche il Padre Romedio Andreis di Mechel Domenicano di Bolgiano, perch in breve sar soppresso quell'antichissimo convento, e non ve ne sono altri di tal Ordine nel Tirolo. Si diport egregiamente nell'esame. Dicesi, che fuvvi anche un Riformato nostro, e due Cappuccini, Ma questo non si verific. La cura toccata all'Andreis con 500 fiorini di pensione. 21 marzo 1784 21 domenica nella Piazza di Trento S.A.R. ha fatto pubblicare d'ordine di sua maest cesarea, che alla casa di Correzione pi non istiano soldati con livrea militare, ma possano starvi come uomini di servizio senza abito militare. Veramente non facevano onore a cos detto abito, e sembravano di star l pi per aver da mangiare, che per servire. Venivano pagati bene, ed ancora non si contentavano. Cos mi fu riferito; ma la verit si , che non fu pubblicato il divieto in Piazza; ma soltanto dal Conte Pio Fedele di Wolchenstein capitano della citt fu insinuato al vescovo principe nel Consiglio di Stato tenuto venerd scorso. Onde non ancor eseguito. Ho inteso, che ai nostri Frati del convento di s. Croce in Insprugg l'imperatore non vuol pi passare quell'appannaggio, che loro fu dato finora come ai cappellani aulici, n permettere che almeno vadano come gli altri conventi per limosina, e fu loro risposto, che se vogliono vivere, lavorino; bench abbiano sempre assai lavorato come Religiosi francescani, senza zappare la terra, o andare al bosco. Quelli di Villamontagna con licenza del vescovo vanno in giro cercando limosine per erigersi una nuova chiesa curata, essendo troppo picciola quella, che hanno. Questo notabile, anche per esser in un tempo, nel quale vengono disfatte tante chiese sul Trentino, ed altrove. Fu cominciata nel 1786. Il re di Prussia Federigo, sebbene eretico, ha piacere, che li cattolici suoi sudditi vadano a studiare nel Collegio germanico di Roma, ed ha protestato, che li favorir. Anche questo notabile, giacch l'imperatore non vuole, che vadano li suoi sudditi. Si dice, che il Papa ha rispettato l'imperatore in Roma con protesta di farlo non come Papa, ma come Conte Braschi.

Leggo in data di Vienna 7 marzo, che il ghiaccio del Danubio fa mali grandissimi a migliaia di abitanti, che patiscono la fame, e sono in pericolo di restare seppelliti sotto le rovine delle loro case. Che la citt di Baden, e la reale villeggiatura di Layenburgo con molti villaggi dell'austriaca monarchia sono sott'acqua. A Bamberga il nuovo grande e bellissimo ponte, con due altri di pietra fu portato via dalla corrente, con circa 300 persone, che erano sopra per curiosit di osservare l'innondazione. Altri interi villaggi furono distrutti dalle acque; tra' quali notabile Khler, dove tutte le case sono state diroccate, e vi perirono gli abitanti con tutto il bestiame. Il Meno ha portato via mulini, ed altri edifici colle persone loro, e per due giorni, e notti si vide coperto di legnami, tetti, botti vinarie, matterassi, letti, corti, e suppellettili di ogni sorta. Le poste dell'Ungheria, e li corrieri del Nord o mancano, od arrivano tardi. Troppo vi sarebbe da descrivere per minuto tali disgrazie. L'innondazione viennese ha durato sette continui giorni; ed ha rovinato li giardini pi belli, e smosse le fondamenta delle case. Tutta la gente di Schenau villaggio distante due leghe da Vienna perita tutta col suo bestiame, perch sorpresa, e coperta dal ghiaccio ad un'ora di notte. L'innondazione della Moldavia in Praga fu ancora pi terribile. Ha portato via tetti, uomini, bestie, e moltissimi libri. Il Meno ha rovinato il bellissimo ponte di Aschafenburgo nella Franconia, ha distrutto que' deliziosi giardini con danno di oltre 10.000 fiorini. Ha portato via un carrozzino con un baule e coi cavalli. Una donna tenente una cassetta con entro 300 fiorini. A Midlenburgo tredici case. A Meissen l'Elba cagion indicibili devastamenti. A Leumeritz port via tre mulini con circa 45 case, con non poche persone, e bestie. Nell'Ungheria da un incendio durato due giorni sono stati consunti li militari magazzini di Esseck. Un grandissimo fallimento seguito in Costantinopoli recher gravissimi danni a' veneziani, e livornesi, ed olandesi. Il Reno ha rovesciato delle case. A Mulheim fece danni grandi rovesciando pi di 150 case ed anche la chiesa luterana con entro dugento persone annegate. Quindici e pi navigli olandesi furono affogati ed infranti. Li 15 marzo partito da Milano per Roma a ricevere la sua consacrazione monsignor don Filippo Visconti eletto arcivescovo di Milano col Padre don Ignazio generale de' Barnabiti suo fratello, e diversi altri. In Milano ai 13 andato in aria con universale stupore in un suo pallone aereostatico il cavaliere don Paolo Andreani, con grandissima spesa fatta nel trattare la nobilt accorsa, ed altri. L'ascesa fu fatta in Moncucco villeggiatura dell'Andreani otto miglia distante da Milano. Fu assai lodato, ma senza verun pro del pubblico, o di lui stesso. L'imperadrice Catterina di Moscovia ha fatti grandissimi regali per la pace conchiusa col Gran Turco. Al Conte di Cobentzel ministro austriaco in Pietroburgo ha dato 4.000 zecchini, con una scatola valutata 6.500 rubli, e alla di lui dama un gruppo di brillanti valutato 4.500 rubli, e delle pellicce valutate 4.000 rubli. Al barone Herbert internunzio di Costantinopoli 2.000 rubli ed una scatola valutate 4.500 rubli. Al generale Wasinskoi russo 100.000 rubli. Al vice cancelliero 60.000 rubli ed una terra di 200 presani. E ad altri altri regali grandissimi. Carlo terzo re di Spagna ha regalato al Gran Turco sedici cassoni con 800 libbre di cioccolata lavorata, 24 fardelli di caccao di Caraccas del peso di 186 arobe; 4 cassoni di China del peso di 12 arobe; 4 cassoni di tabacco dell'Avana da fumare, di 400 libbre al pulito; 5 cassoni di legno squisito con serratura d'argento, con entro due servizi, uno d'oro, l'altro d'argento del peso di 74 arobe al netto; otto libbre di vaniglia in baccelli; 21 cassoni con diverse pezze di scarlato e panni fini di vigogna; 13 cassoni con entro varie pezze di seta tessute con oro ed argento. Un padiglione di campagna di 1.180 arobe, ed il maestro per armarlo. Che spese! 24 marzo 1784 24 marzo, ho inteso, che monsignor Daverio deputato principale dell'imperatore per le cose ecclesiastiche in Milano, stato dallo stesso imperatore in Milano perch lo esenti da tal officio e finalmente addusse per motivo, che avea scrupolo nell'eseguire li di lui ordini ed ebbe in risposta, che restasse nell'officio mentre non avrebbe pi occasione di scrupoleggiare. Ho pur inteso, che in Venezia essendo stati levati li voti nel Senato circa li Regolari, li tronisti furono pochi, cio 18 e gli altri favorevoli ai Regolari cento e pi, e cos sort il decreto, che li Regolari possano vestire, ma con patto, che aspettino l'anno 21 per professare.

Nel medesimo giorno 24 capitato in Trento il sig. Andrea Cancelli della diocesi di Foligno, inviato per Monaco di Baviera per guarire un ricco mercante dalla gotta. Egli dice, e mostra documenti ch' di quella famiglia privilegiata da' ss. Apostoli Pietro e Paolo di guarire colla sola sua benedizione dalla gotta, dai dolori articolari, dalla sciatica, e dai reumatismi, a patto di non ricever alcun stipendio a titolo di pagamento, e che gl'infermi abbiano fede. Dice il manifesto stampato, che tal grazia fu conceduta a tal famiglia perch diede ricovero a' detti Santi. Il lodato signor Andrea pregato fu in questo nostro convento di s. Bernardino li 25, ma non volle pranzare con noi nel comune refettorio, essendo suo costume di non mangiare coi Religiosi dove sono novizzi e giovani, perch a di lui riguardo non venga rotto il religioso silenzio. Egli non d la benedizione con alzare la mano, ma dopo di avere recitato in ginocchio un Pater ed Ave si segna colla santa Croce, e poi col suo pollice della mano destra segna l'infermo sul viso, sulla spalla sinistra, su la spalla destra e su la parte offesa, toccandola leggermente senza punto scoprirla, e dicendo ne' tre primi luoghi: Io ti segno in nome de' Santi Pietro, e Paolo Apostoli benedetti, e poi ingiunge al toccato, che per tredici giorni reciti ogni giorno un Pater ed Ave in onore de' predetti Santi Apostoli. Cammina a piedi, ed in abito di pellegrino, ma senza mendicare. Alloggia ordinariamente presso de' Religiosi mendicanti, giacch anche la casa sua ospizio de' medesimi. Ha preso albergo a s. Croce dai PP. Cappuccini. Il Conte Pio di Wolkenstein capitano della terra in Trento non voleva, che passasse in Germania col detto abito, ma risposto avendo, ch'egli non incomoda alcuno con cercar limosine, ed avendogli mostrato una buona provisione di cambiali, ed il passaporto del Conte Giacomo Durazzo ambasciatore austriaco in Venezia, gli accord la licenza. La villa detta Cancelli situata cinque miglia discosta da Foligno sopra le montagne di Trevi. Parlano in conferma di detto privilegio conceduto alla lodata famiglia dai santi Apostoli il P. Ferdinando Ughelli nell'Italia sacra To. 1, col. 681 in Epsicopis fulginatensibus; il dottore Gianfrancesco Pivati di Venezia nel To 4 del suo Dizionario scientifico pag. 379-380; il Salmon nel To. 21 dello Stato presente di tutti i paesi, e popoli del mondo, pag. 590, ed altri. Il detto sig. Andrea non ha voluto toccar alcuno de' nostri prima di sentirsi dare l'espressa licenza dal P. Guardiano. Rapporto poi ai secolari vuole il permesso del vescovo diocesano. Presso il Muratori trovo memoria di un Ludovicus Cancelli capitano di soldati nel 1396 in Romandiola. Nel predetto giorno 25 ho inteso, che li romani abborriscono il Papa Pio sesto come giosffista, e pi non pigliano da lui la benedizione quando va per Roma e che egli perci tratta di trasportare la sua Sede in Avignone citt della Francia. Guai se ci venga effettuato. Iddio ci aiuti. Io protesto qui, che se venisse eletto ipso vivente, et non renunciante un altro Papa, questo nuovo lo riguarderei come antipapa, e Papa illegittimo. 27 marzo 1784 27 marzo, sabbato Sitientes, il nostro vescovo Pietro Vigilio nel salone del castello di Trento ha ordinato molti cherici minori e maggiori. Fuvvi tra essi un solo Frate Cappuccino di Arco, e quattro nostri sudditi trentini. Gli ordinati sacerdoti furono sette. Gli ordinati suddiaconi molti, diaconi pochi, minoristi molti. In tutti furono ottantaquattro, tra' quali niun secolare suddito austriaco.

28 marzo 1784 28 marzo ho sentito un gran tuono, con pioggia, neve e gragnuola. Non vi fu la processione della Spina. 29 marzo 1784 29 marzo nella notte venendo il d 30 piovette assai con gran tuoni, e finalmente, essendo soverchiamente cresciuta l'acqua della Fersina, rovesci parte del muro meridiano e tutta tutta prese il corso per li campi del sig. Voltolini, e di altri, con gran danni. La rottura segu non molto lungi dal ponte di legno, per cui si va nell'Italia veronese, forse perch avendo l'acqua

portato via tre, o pi case della villa di Canezia, ed il ponte di Pergine, si stu157 al Ponte Alto di Povo, e poi venne gi con dei legni, e con grand'empito. Intendo, che con la detta rottura notturna, ed improvvisa abbia soffogato sessanta pecore, impedita la strada regia ecc. Nel medesimo giorno 30 ho inteso, che ultimamente nell'Atesia nostra tedesca un uomo nella sua stanza fu trovato chiuso, ferito da pi coltellate, decapitato, sventrato e con cuore diviso in quattro parti. 2 aprile 1784 2 aprile ha nevicato anche in Trento, e ci comincia a recitare nella santa Messa la colletta ad petendam serenitatem. Fece anche del vento assai gagliardo, e freddo tanto, che cagion del ghiaccio. Ma si recit pochi giorni la detta colletta. In Trento vi del mormorio, perch sua altezza parlando con due consoli delle rovine fatte dalla Fersina ha detto, ch'egli non si cura del pubblico, n del privato. Lascio per la verit a suo luogo. Il castello ha vietato alle monache trinitarie158 il fare le solite funzioni del triduo secondo della settimana Santa per motivo di risparmio delle spese. Ma poi ha conceduto di far secondo il solito persuaso che li Frati non guadagnano, n recano danno. 6 aprile 1784 Li 6 marted Santo siamo stati a far l'ora di adorazione del Santissimo nel Duomo. Subito dopo sono venuti li nostri Terziari maddeleniani159 accompagnati dal loro cappellano somasco, bench per altro sempre furono accompagnati da due nostri Religiosi. In quest'anno sono stati a far il simile anche li PP. Carmelitani lastensi160, e li PP. Filippini. Li Carmelitani sonovi stati questa mattina. Le inondazioni nella Boemia sono state molto dannose. A Lasitz villaggio di 102 case, restarono atterrate 56, a Lancken 28, a Grosnuschitz 40, a Kleinnusschitz 10, a Rothschitz 12, a Prosan 8, a Webka 15 ed a Bhmuschkoblitz di 53 case una sola rest illesa. I villaggi poi di Botshelitz, di Krisibelitz e di Melkovitz sono stati distrutti affatto, e tanto, che di loro non rimane pi alcun vestigio. Sicch sono perite 221 case, oltre li detti tre villaggi. Il cardinale Cristoforo Migazzi di Trento arcivescovo di Vienna ultimamente ha distribuito mille zecchini ai poveri di Leopoldstadt, Erdberg, Rossau, e Lichtenthal danneggiati dal Danubio. Il Gran Signore de' Turchi ha fatto aprire una pubblica libreria in Costantinopoli, e riaprire la stamperia stata chiusa qualche tempo avanti. Egli portatissimo per li libri europei. Il Reno ha rovesciato edifici pubblici, destrutto case particolari, soffogato uomini, e donne, e bestie. Ha portato via quasi 274 piedi del ponte sopra l'Yssel appresso Campen, ch'era di 713 piedi lungo, fatto nel 1448 e cos ha recato il danno di circa 100.000 fiorini con questa sola ultima disgrazia. Presso l'isola di Scilly con molti altri s' annegata la famosa comica Eargil, che aveva in Bombay come attrice di teatro radunate immense ricchezze. Da una sola recita ricav 12.000 rupie. Fu poi ritrovata morta in camicia. Il terremoto ha recato gravissimi danni a Guatimala citt del Messico. Tralascio altre disgrazie straordinarie, perch non ho tempo da descriverle, e sono minori di quelle, che patisce la santa Fede cattolica. Il fu Padre Frisinghelli secolarizzatosi gi un anno per aiutare, com'egli disse, la sua madre, ora da pi mesi infermiccio tanto che appena pu parlare, e stare in piedi, non celebra Messa, non ist colla detta sua madre, ma con una sua zia, non pu guadagnarsi da vivere, non potendo pi andar per le case ad istruir putti, e non tirando pi li sessanta fiorini, che gli avea promesso
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*fece diga. *del monastero della ss. Trinit. 159 *cos detti perch avevano come loro chiesa quella di s. Maria Maddalena, affidata ai Somaschi. 160 *del convento delle Laste.

come suo cappellano la Confraternita del Suffragio, essendo stata soppressa con tutte le altre da Gioseppe secondo. Ora si pentir di non aver voluto accettare l'offerta, che gli ha fatto la sua Religione di mantener lui, e la madre, stando egli nella detta Religione. Fu malconsigliato dai roveretani suoi amici; e presto anche da loro abbandonato, ed abborrito. Il P. Zanella di Sacco Cappuccino in questo mese si secolarizzato con licenza del nostro vescovo, ma non come vescovo. Un diocesano di Trento avendo provato con attestati falsi da lui esibiti, che il marito di una donna, era gi morto in lontano paese, pigli per sua moglie la detta donna e poi venne scoperta la falsit. Non so quello, che gli toccher. 17 aprile 1784 17 aprile, sabato in Albis, il nostro vescovo partito da Trento per Isera, e Riva, per amministrare in tai luoghi la santa Cresima. Pigli seco il suo cerimoniero don Antonio Cimonati, ed il sig. Provicario generale Gioseffantonio Menghino, per il quale frattanto supplir nel seminario l'officio di professore dogmatico il nostro Padre professore logico Francesco Saverio da fondo. And diritto per Calliano a pranzo dal Conte di Lodrone arciprete di Villa, dove fu ricevuto collo sparro de' mortaretti. In Isera prender l'albergo nella casa estiva del cavaliere Clementino Vanetti di Roveredo. Ritorn a Trento nel seguito sabato. In Riva alberg bel convento dell'Inviolata de' PP. Girolimini. In questa ultima Quaresima furono predicatori presentati dal nostro vescovo li seguenti. Aldeno, Garniga e Cimone, don Gasparo Poda abitante in Povo, essendosi ammalato poco avanti don Fenici ministro del seminario destinato predicatore di tai luoghi. Arsio, e Castelfondo, Giannantonio Paoli curato alla Nave de Melombardo. Banale, Michele Tomasi di Trento cappellano di Banale. Bleggio, Antonio Voltolini cappellano di Cavedine. Calavino, Leonardo Zanella di Povo, premissario di Povo, per la prima quaresima. Cavedine, il P. Cristoforo Giovannini di Pinedo Filippino. Cembra, Giuseppe Villotti di Segonzano. Civezzano, e Cognola, Francesco Klaus di Trento. Condino, Giovanni Niccolini di Prasio. Coredo, e Smarano, Francesco Inama di Corredo. Denno, e Flavone, Romedio Conci di Maleto. Garduno, Michele Calliari di Volano cappellano di Volano. Livo, Matteo Zorzi premissario di Cagn. Lizzana, ed Isera, Gioseppe Zaiotti di Gazzadina cappellano di Folgaria. Maleto, Gioseppe Sizzo di Trento cappellano di Maleto. S. Mcihele e Giovo, Giambattista Maistrelli di Trento. Mori, don Giambattista Pellegrini curato di Bolbeno avendo ricusato l'arciprete Franceschini, ed il suddetto Calliari. Nago, e Torbole, Antonio Gazzoletti di Nago. Ossana, Niccol Oradini di Ledro. Povo, Villazzano e Mattarello, Pietro Pedrini di Lasino, curato di Padergnone. Randena, Luca Ravelli curato di Braguzzo. Rev, e Clotz, il parroco di Rev Romedio Ebbli. Roveredo, Carlo Birti, detto il Monego, di Roveredo, professore di rettorica in quel ginnasio; ma per 3 soli giorni alla settimana. Sarnonico, Fondo e Romeno, Felice Menapace di Pavillo cappellano di Tassullo. Spor, e Vigo, Matteo Ceschi premissario di Pri. Taio, e Torri, Giambattista dal R cappellano di Torri. Tassullo, Vincenzio Maccani di Cles. Terlago e Baselga, Primo Somalvigo di Trento. Tione, il proprio parroco. Valdibuono, Giambattista Gusella curato di Davone.

Valdiledro, don Giovanni Malossini curato di Saone. Villa Lagarina, Michele Cortellini cappellano di s. Maria Maggiore. Volano, e Besenello, don Valentino Salvadori di Pergine. S. Zeno, e Dambel, Giacomo Covi di Fondo. 20 aprile 1784 20 aprile il castello di Trento ha scritto alle monache di s. Michele, che s'eleggano uno di questi tre punti. 1. O di ricevere nel loro monistero le Trinitarie. 2. O di andar esse a s. Trinit, con questo che anche le Trinitarie vestano come le stesse Micheline. 3. O che sborsino alle Trinitarie dodici mila fiorini. Fu loro assegnato lo spazio di dodici giorni a risolversi. Qui bisogna notare, che il medesimo castello dopo di aver co' propri occhi veduto i libri, rest persuaso, che non aveano niente di superfluo, e protest, che non avrebbe fatto loro alcuna novitade. Parimente non avvert, che il cangiar abito riuscirebbe di grande spesa, essendo ventisei le Trinitarie. Nel medesimo giorno ho letto, che l'imperatore ha assegnato sessanta mila fiorini per far un teatro a Trieste, che ha abolito quel convento de' PP. Cappuccini, e destinato, che quel vescovado sia trasferito a Gorizia. Che ora va in Boemia, e poi andr in Ungheria. Ho pur inteso da due PP. Carmelitani Scalzi, che questo loro padre Priore chiamato a Capitolo provinciale in Vienna bench correva voce, che quel loro convento fosse stato soppresso. Dura tuttavia la neve bassa, gira vento, ed fresco assai, e strano tempo. 25 aprile 1784 25 aprile, domenica seconda dopo Pasqua, dopo il vespro in Trento fu fatta la solita solenne processione dell'Addolorata per tutta la citt. Nella medesima citt, e festa ha cresimato il nostro vescovo. In Primiero una donna avendo chiesto del danaro da chi l'avea ingravidata, ricevette in vece molte coltellate, e la morte. In Levico, ed in Nivoledo regna una grande mortalit, morendo due tre al giorno. L'imperatore ha proibito ad ogni uno del clero secolare, e Regolare il mandar pecunia ai monasteri trentini per Messe, o altre cose di devozione. Tal proibizione fu spedita al nostro P. Guardiano di Borgo dal vescovo di Feltre con data de' 23 aprile. Fu intimato, che le scuole normali di Borgo ausugano vengano tenute nel monistero soppresso di s. Anna. 2 maggio 1784 2 maggio domenica terza, in Trento fu fatta la processione solenne di s. Simonino. Nel nostro convento di Pergine ho veduto effigiata la processione del medesimo Santo, che fu fatta nell'anno 1724. Giulio Doria di Boiago ha fatto un pallone aereostatico con intenzione d'innalzarlo a Trento; ma inteso avendo li consoli, che altri simili palloni altrove han cagionato degl'incendi, gli han proibito tal operazione. In Roma ultimamente una donna venuta di Napoli, dopo aver esercitato in abito virile il ministero di lacch, di servitore, e di soldato, collo stesso abito virile spos un'altra donna; ma nella prima notte scapp, seco portando via le cose pi preziose della sposa. Inseguita e raggiunta si manifest femmina, e si seppe, che come femmina avea avuto tre mariti. 5-6 maggio 1784

Ne' giorni 5 e 6 mercoled e gioved di questo mese in Trento vi fu il concorso, ed esame per la parrocchia di Volsana161, essendo precorsa voce, che toccher all'arciprete di Tegnale Francesco Fiorio rivano. Li concorrenti furono 58. Tocc subito al Fiorio. Nella sera del giorno sesto partito da Trento per Salisburgo il nostro vescovo con due carrozze, una tirata da quattro, e l'altra da tre cavalli. Ultimamente in Roveredo furono levate dagli altari le tabelle votive, levati gli ornamenti alle sacre statue, e proibite tutte le benedizioni, che non sono nel Rituale romano, verbi gratia quelle del Rosario, del Carmine, della Cintura ecc. In questi ultimi giorni morto un putto alla presta per aver mangiato dicidotto ova dure di seguito. In Vienna il cardinale arcivescovo Migazzi ad istanza de' nostri Frati ha fatto delle buone ordinazioni per li nostri cherici, che vanno al seminario pubblico, acciocch non troppo si svaghino e non si rilassino dalla monastica osservanza; ma sua maest subito ha ordinato l'opposto. Avendo le monache Michelitane di Trento risposto, che piglieranno seco in s. Michele le monache Trinitarie, in vigore del comando accennato di sopra162; nella sera delli 12 del corrente sono stati dentro in s. Michele per vedere se sienvi celle in numero sufficiente monsignor Vicario Zambaiti, il sig. Provicario Menghini, ed il sig. cancelliere aulico Giambattista Gentilotti. L'imperatore ha comandato, che li parrochi, ed i curati del Tirolo austriaco contribuiscano annualmente una certa quantit di danaro per il mantenimento del nuovo seminario istituito in Insprugg, bench si dicesse, che sarebbe stato mantenuto dalla Cassa di Religione. I parrochi dovranno dare un tallero; i curati poi, e li Beneficiati un fiorini. Ho pur inteso per certo, che il medesimo imperatore quando ritornato a Vienna dall'Italia ultimamente ha ritrovato mesta la principessa Lisabetta di Wirtenberg, destinata sua nezza, ed avendo inteso, ch'era cos mesta, perch il confessore datole dallo stesso imperatore, le ha detto, che non pu salvarsi chi non vive da cattolico, ed avendo ella perci riferito, che li suoi antenati eretici erano dannati, procur di consolarla, rimosso il detto confessore, e gliene ha assegnato un altro. 15 maggio 1784 15 maggio, giorno di sabato, dopo il vespro sono stati nel monistero della ss. Trinit li signori Conti e baroni di Prato colle loro mogli, sorelle, figlie, servidori, donzelle ecc., ma non essendone prima state avvisate di ci le monache, cui riusc affatto improvvisa tal visita. Avendo perduto un occhio il famoso Carloantonio Pilati, ora dimorante nella Germania, venuto ordine, che gli contribuisca secento fiorini ogni anno il fu assessore Giambattista de' Gervasi, ora fissato in Enno, sua patria, e mancante di mente dalle tribulazioni. Fu mandato un consigliero aulico di Trento a fargli tale intimazione. In Croviana, villa della nostra Sollandia, in questi giorni, cio li quindici di maggio stato barbaramente ammazzato il sig. dottore Donato Beltrami di Vermiglio, marito giovine d'una signora Voltolini di Trento. Gli furono tirate delle archibusate, fu coltellato, e finalmente scannato, sventrato ecc. Li masnadieri furono tre. Il caso segu non in Croviana, ma alle Pendegge. Nel 1785 in marzo fu preso a Bolliaco l'uccisore e condotto sul Trentino. Ma poi rilassato come innocente. Vedi sotto gennaio 1789. Nell'anno scorso 1783, in Roveredo fu cominciato a fare le tre processioni rogazionali senza uscire di citt, con andare a s. Catterina, a s. Rocco ed a s. Maria, chiese di tre conventi, cio de' Cappuccini, Riformati, e Cramelitani, e co' secolari dovettero andare anche li detti Regolari. In quest'anno 1784 cominciarono ad intervenire a cos fatte processioni anche li nostri Frati in Borgo di Valsugana. Leggo, che l'imperatore nel 1783 ha vietato il celebrare la santa Messa nella notte del Santo natale, e che nella settimana Santa non si facciano pi sepolcri, ma si metta il Santissimo in un
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*Ossana. hanno risposto cos, supponendo che la cosa non arrivasse ad effettuarsi.

altare decente. Ordin, che ai Santi cessino ne' monasteri le cattedre di filosofia, e teologia, e che li Religiosi vadano a studiare ai licei regi a spese della Religione loro, se non sar mendicante; e se sar mendicante a spese della Cassa di Religione. Cos allora, ma poi non tutto si effettu, come sopra ho ritoccato, e potrei anche qui provare con altri monumenti. Non ho tempo, n voglia di notare tutto quello, che leggo scritto e stampato. Nel regno di Napoli furono numerate esattamente le persone esistenti in esso l'anno 1783, e furono trovate in questo numero. Due millioni 187.086 uomini. Due millioni 230.262 femmine. 85.203 fanciulli, 81. 653 fanciulle. 45.525 ecclesiastici secolari. 24.694 Regolari. 20.973 monache. Tutte persone: quattro millioni 673.396, meglio 675.396, non comprese le militari. Con Breve di Pio sesto 23 agosto 1783 nel Genovesato fu diminuito il numero delle feste di precetto, ma resta l'obbligo di udire la Messa nelle soppresse; di non aprire nella mattina gli offici pubblici. Nel medesimo anno 1783 per la prima volta andato in Moscovia come ambasciatore apostolico monsig. Giovanni Andrea Archetti di Brescia, nunzio apostolico in Polonia, ed arcivescovo di Calcedonia dagli undici di settembre 1775, nato gli undici settembre 1731. Circa la met di questo mese 1784, ho trascritto diciannove pergamene assai difficili della chiesa, e comunit di Civezzano, pregato da quell'arciprete, e sindico Pietro Filippi, scritte ne' secoli XIII, XIV, XV e XVI. Tredici furono stampate subito nelle Memorie di Civezzano. L'imperatore ha soppresso il vescovado di Pedena ed il vescovado di Trieste, e l'arcivescovado di Gorizia; e mette un vescovo a Gradisca. In Gorizia ha soppresso li Carmelitani, e li Minori Conventuali, e manda questi ultimi coi Conventuali di Trieste. Nel convento de' Conventuali di Gorizia mette li nostri Riformati del Monte Santo presso Gorizia. Ultimamente in Dalmazia s' manifestata la peste, particolarmente a Spalato, la quale consiste in un tumore accompagnato da febbre violenta, che fa morire nel giorno appresso. Leggo, che l'imperatore ha intimata la soppressione anche alle monache Lisabettine di Vienna, bench siano spedaliere, e non sieno contemplative. E cos a' Frati infermieri. 26 maggio 1784 26 maggio in Roveredo fu dato principio alle opere nel nuovo gran teatro, che dicesi costare circa sessanta mila fiorini. Impresari di esso sono il cavaliere Carpentario, ed il Conte Francesco Alberti Piamarta. Sono andati gi perci tanti trentini, che noi siamo stati defraudati di molto pane nella questua del mercoled; e cos continuano ad andarvi in gran numero, anche con sedici, e dicidotto calessi. Lo stesso fanno li rivani, archesi, alani, ed altri. Tutti spendono, e spandono allegramente, n sentesi alcuno scusarsi e lamentarsi, che non siavi danaro. Gli attori sono forasteiri utriusque sexus, molto bene pagati. Leggo, che all'arciduca Massimiliano il Papa Pio sesto ha accordato, che possa stare ancora dieci anni senza pigliare l'ordine del suddiaconato, e che ci nonostante possa godere le sue dignit ecclesiastiche di arcivescovo coloniese, e vescovo monasateriese. Frattanto acquister lo spirito ecclesiastico, e governer da ecclesiastico. Oh dio! Ma li coloniesi non tacquero. Il re di Suecia partendo da Venezia regal chi lo serv, distribuendo scatole brillantate, e danari. Fattane la somma rilevo, che ha distribuito pi di 1.300 zecchini in regali. Poi andato a Padova e Verona, Milano, Mantova ed a Torino. Ai quindici di maggio alle quattro pomeridiane in Argentina163 da' signori Adorno e Winter fu innalzato 500 piedi un pallone aereostatico; ma poi cadde sopra le palizzate, che circondavano un regio magazzino di legname, ed appicc il fuoco alle dette palizzate, ed al magazzino, in modo tale, che gli spettatori restarono sopraffatti da un indicibile spavento, e vi volle molta fatica per estinguere il fuoco. L'imperatore voleva partire da Vienna li quindici per Buda di Ungheria, ma per essergli sopraggiunta la risipola nella testa, dovette sospendere tal suo viaggio. Per altro egli continua le sue soppressioni di monasteri nella Lombardia, ed altrove.
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*Strasburgo.

2 giugno 1784 Li due giugno, mercoled sera fu mandato alle monache Trinitarie di Trento l'ordine del nostro vescovo segnato Trento li 19 maggio, che tutte si dispongano per trasferirsi ed incorporarsi colle Micheline, allegando per ci l'indulto di Papa Pio sesto164. Tutte quindi sono molto afflitte, e conturbate, Ma nulla giovano le repliche, conviene ubbidire. Se ci si effettua, io pronostico la rovina eziandio delle Micheline. Iddio non lo permetta. Hanno chiesto di essere ascoltate, ma fu loro risposto, che se hanno qualche difficolt in contrario la scrivano. Continuano li trentini ad andare a Roveredo per godere di quel teatro, e vanvi anche di quelli, che non dovrebbero attesa la scarsezza de' loro beni; ma le opere non riescono di pieno aggradimento, e quindi gl'impresari scapitano molto. Anche in Trento ogni sera vi sono commedie. Sei carentani ogni volta dee contribuire chi vuole vederle; ed in oltre li commedianti sono ancora regalati con altro danaro. 5 giugno 1784 5, sabato delle Quattro Tempora in Trento non furonvi Ordinazioni, perch non vi fu alcun vescovo. Quindi il nostro frat'Anacleto di Casezzo165 per farsi ordinare sacerdote s' portato a Venezia da quel patriarca Federigo Maria de' Conti Giovanelli preventivamente supplicato dal nostro P. Provinciale. Al detto nostro chierico il vescovo di Trento ha dato le lettere dimissoriali stampate come se fosse stato un secolare suo suddito, non gi come prescrivono le Costituzioni pontificie rapporto ai Regolari, e come fu sempre praticato in addietro. 6 giugno 1784 6, domenica della ss. Trinit in s. Maria di Trento fu solennizzata la festa di s. Filippo Neri dall'Oratorio Filippino. in essa gi da gran tempo eretto di persone secolari. Fece il panegirico il sig. don Gerloni di Trento, e cant la Messa ed i vespri monsignor Giangiacomo barone Piccini canonico di Trento, e prelato domestico di Papa Pio sesto, il quale fece venire da Sacco de' musici, e suonatori, e ottenne dal detto Papa l'Indulgenza per tal giorno, essendo stata, ed occorsa la festa nel giorno dell'Ascensione li 26 maggio. In questa sera la suddetta compagnia di commedianti ha terminato le sue faccende diaboliche in Trento, e sono venuti altri commedianti pi bravi, chiamati dal Magistrato civico. Oggid fu portato alla nostra sagristia il cartello ed ordine di aggiugnere nella santa Messa la colletta ad petendam pluviam, bench abbia piovuto poco fa. Le monache della ss. Trinit non hanno solennizzata la loro festa con canti di Messa, e vespri, ma soltanto con Messe basse e coll'esposizione del Santissimo Sacramento, per motivo di povert. Ne' tempi addietro venivano aiutati li monisteri perch sussistessero. Ora s' trovato altro ripiego, e ci per solo otto mila fiorini. In Ambio166, villa dell'Anaunia ultimamente fu ammazzato un uomo da due altri in un prato con una zappa, o simile istrumento rusticano, con cui gli hanno spaccata la testa. A Bordeaux di Francia li 30 aprile per causa di un pallone aereostatico nata una gran turbolenza negli spettatori, ed alcuni sono stati ammazzati dal popolo, e otto impiccati per ordine de' giudici. Ultimamente la Madre suor Elisabetta Baroni di Sacco gi badessa in s. Anna di Borgo stata creata Priora delle Agostiniane di Sacco. 3-5 giugno 1784 Ai 3,4,5 del corrente fu tenuto l'esame de' concorrenti alla parrocchia de' Masi di Novaledo nella canonica di Borgo. Li concorrenti furono due, cio don Angeli di Clotz Vicario parrocchiale, e don Varesco di Fiemme. Gli esaminatori l'arciprete di Borgo, l'arciprete di Roncegno, l'arciprete di Torcegno, ed il nostro P. Guardiano di Borgo Pietro Damiani di Borgo in vece dell'arciprete
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Trovasi tutto ad literam in mea Chronologia vigiliana, n. 245. *Casez. 166 *Dambel.

di Strigno, che si scus. Li punti dell'esame sono venuti da Insprugg, e l furono mandate le risposte, e di l si deve aspettare la scelta del nuovo parroco. Per altro il luogo insalubre e povero. Nello scaduto tempo pasquale con pi tridui fu solennizzata la beatificazione della beata Giovanna Maria Bonomi vicentina monaca in Bassano, in Asiago, ed altrove. Quando non vi saranno pi monache, neppure vi saranno tante sante. 8 giugno 1784 Gli otto di sera monsig. decano Manci stato al monistero della ss. Trinit per trattare di farlo sussistere e che non venga soppresso. Vedremo in seguito quello, che far Iddio signor nostro. 10 giugno 1784 10 gioved del Corpus Domini sono stato cogli altri soliti Regolari alla solenne processione del Duomo, in cui offici il lodato monsig. decano, essendo assente il vescovo. Vi fu qualche trica tra' sartori e molinari per la precedenza, perch li sartori non volevano ceder la mano ai molinari, bench la Scuola di questi fosse pi antica in Trento. La vinsero i molinari, ma fecero arrestare tutta la processione nella piazza un gran pezzo di tempo, battendoci frattanto assai fisso il sole co' suoi cocenti raggi. Ci reca stupore non essendo la prima volta, che tali Scuole v'intervengono. Sua maest cesarea li tre di questo stava meglio di salute, avendosi fatto vedere al pubblico li 25 aprile quasi guarito sul teatro. Egli ha ordinato, che gli studiosi de' suoi licei, ed universit debbano ogni mese pagare un tanto per mantenere gli studenti buoni, ma poveri; e che ne' conservatori di donne non siavi alcun segno di monachismo, cio veli, voti solenni ecc. Monsignor decano continua le sue operazioni a favore delle Trinitarie, cui le Micheline hanno promesso quattromila fiorini subito. Un cavaliere ritornato ultimamente da Vienna a Trento ha detto in questo d 16 giugno, che in quella citt chi pi si mostra antiscristiano pi stimato, e che per tal pessimo fine vi gara. Leggo, che ai 24 di aprile nei contorni di Raab o sia Giavarino citt dell'Ungheria, per lo spazio di sessanta secondi caduta una pioggia sulfurea, la quale bruciava i peli alle bestie, che si ritrovavano in campagna. Questo fenomeno fu accompagnato da continui terremoti, che atterrirono e sconvolsero que' popoli. Leggo altres, che il contagio infierisce a Spalato, e Smirne, ed in altri luoghi della Repubblica di Ragusi, e perci il Papa ha mandato ai suoi commissari della marina delle lettere perch raddoppino le loro attenzioni. Ho inteso, che in una Gazzetta di eretico tedesco si riferisce, come essendo andati de' commissari austriaci per isvestire la Madonna della Mercede in Vienna, questa mostr resistenza, ed essendo andati a riferir ci all'imperatore ebbero in risposta, che la lasciassero stare, e che ci disse loro con un sorriso. 24 giugno 1784 Nella sera de' 24 fuori della Porta di s. Croce ho ritrovato un uomo valtellinese malsoddisfatto de' trentini, perch portando egli intorno in un armaretto una bella statuetta della Madonna per farla vedere, suonando uno stromento, e cantando delle canzonette spirituali, dal signor capoconsole167 per mezzo di uno sbirro fu cacciato dalla citt con ordine, che subito subito se ne vada via. Egli era venuto supponendo di fare qualche guadagno in occasione del gran concorso per l'imminente festa di s. Vigilio. Per altro egli mi ha mostrato un attestato del fu sig. arciprete di Volsana168 Leonardo Cimonati dato li sei agosto 1783, circa li suoi buoni costumi e mi ha detto, che sul Bresciano fu rispettato, e ricevette molti doni, de' quali ne ho veduto non pochi intorno alla stessa statuetta. Oh Dio! si cacciano li divoti, e si ammettono li commedianti, e le commediantesse, li saltimbanchi, li burattinisti, e simili profani.

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Barone Sigismondo Trentini. *Ossana.

22 giugno 1784 [sic] Li 22 giugno nel liceo di Trento ha difeso tesi ex universa physica sotto la presidenza del nostro P. Maurizio da Borgo i principino Gioseppe Wenceslao di Liectenstein, dedicate a monsig. Giuseppe de' Conti Garampi nunzio apostolico in Vienna. Ha risposto con franchezza, ma senza esser inteso, essendo assai difettoso nella bocca e lingua. 25 giugno 1784 25 giugno, oggid un uomo di villa o sia contadino di questi contorni in Trento ha venduto le sue gallette, e messo nella scarsella in un fazzoletto cento fiorini di buona moneta. Cammin per Contrada Larga, ed arrivato sul Cantone non pi ritrov nella scarsella il fazzoletto coi danari, e subito sospett, che gli siano stati tolti da due uomini, che nulla esso pensando allora di male, gli aveano tenuto dietro. Rest molto afflitto, sclam, e fece dello schiamazzo; ma senza verun vantaggio. La festa di s. Vigilio suol esser profanata da birbanti, e cos detti sborsaruoli. 26 giugno 1784 26 giugno, festa di s. Vigilio protettore principale di Trento, e sua diocesi, fu giorno tutto bello. Fu preceduto col campan triduano del Duomo, e col suono parimente triduano di tutte le campane della citt, e de' sobborghi nella sera. Fu fatta la solita processione intorno al Duomo, e cant la Messa monsignor decano Manci non essendovi vescovo. Sotto di essa furono sbarati de' mortari. Fuvvi gran concorso di forasteiri, ma non di nobili roveretani, perch da' trentini fu detto male delle loro commedie. Perci li roveretani affine d'impedire il concorso ai trentini in questa festa, volevano dare loro lo spettacolo della caccia del toro, e dare accesso gratis ad ognuno alla commedia, ma nulla fecero per mancanza di danaro. In Trento vi fu commedia dopo il vespro, ed anche dopo le undici di notte quando terminarono li fuochi artificiali. A tutte e due queste funzioni profane, per non dir altro, vi fu sterminato concorso. Ma rest morto un uomo su la macchina de' fuochi. Nello stesso giorno di s. Vigilio in Maleto capitale della Sollandia fu dato principio ad un solennissimo quattriduo in onore del nostro beato Lorenzo da Brindisi confessore Cappuccino ex generale, morto in Lisbona li 22 luglio 1619, dai Padri Cappuccini, essendovi Guardiano il Padre Gabriele Coppa di Ala. Nel secondo giorno ha panegiricato il nostro P. Gioseffantonio Dusini di Cles Vicario di Cles. Il detto Beato fu soltanto Vicario generale soggetto al Ministro generale de' Minori Conventuali, poich solamente nel 1627 li Cappuccini cominciarono ad avere Ministro generale. Lodasi nel Leggendario, nel Martirologio e nella Biblioteca dell'Ordine nostro169. 11 luglio 1784 Gli undici del corrente, giorno di venerd, in Roveredo caduta una saetta nel convento di s. Maria, ed ha ammazzato un padre Carmelitano, e feriti due altri di quei Religiosi. Dicesi sesta saetta caduta in quel convento. Eppure non furono suonate le campane, ci essendo ora proibito da Gioseppe secondo, per evitare gli omicidi. Ultimamente in Caldaro fu svestito d'ordine del predetto Giuseppe il taumaturgo nostro sant'Antonio padovano de' suoi ornamenti datigli dai devoti fedeli cristiani, e furono levate le molte tabelle votive. Il detto imperatore non ha potuto intervenire alla processione del Corpus Domini per motivo della sua flussione d'occhi. Ora andato a Laxemburgo in villeggiatura. Da Firenze sono gi partiti per Vienna Pietro Granduca, ed il di lui primogenito Francesco.

In onore del Beato Lorenzo da Brindisi e del Beato Bernardo da Corleone Cappuccini fu fatto in Maleto. Tal festa fu definita dal dottore Francesco Manfroni nel suo Indovino filosofo del 1785, pag. 58 e segg. dove lo dice Triduo cominciato li 27 e che nel primo d predic il Dusini, nel secondo il Gigli, nel terzo il Muli. Che ha fatto l'introduzione il Pancheri. Ogni sera predic Luigi Bevilacqua parroco di Folgaria. Finisce pag. 67.

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29 giugno 1784 29 giugno, festa de' ss. Apostoli in Trento vi fu giuoco solenne del pallone fra trentini, un borghesano, un perginasco e due roveretani. Cos si santificano le feste ora di molto sminuite. 30 giugno 1784 30 giugno. Il principe di Liechtenstein, che in questo stesso mese come studente ha difeso Tesi di fisica in Trento, oggid nello stesso luogo fu mecenate di Tesi logiche, e metafisiche difese dal Conte Fato di Terlago trentino e da un nobile Merl atesino, contra delle quali ha pure argomentato, senza per esser punto inteso, per difetto organico della di lui bocca storta. Ho inteso, ch' venuto ordine cesareo, qualmente tutti li chierici non in sacris depongano l'abito clericale; che tutti gli ecclesiastici siano soggetti ai giudici laici; e che niuno dica male degli ordini cesarei sotto pena d'esser subito impiccato, se sar uomo, e di esser decapitata subito se sar donna, con un buon regalo all'accusatore. Ho pur inteso, che 72 Cappuccini dell'Austria sono stati levati all'Ordine, e messi fuori nelle parrocchie. Item che a Milano sono stati soppressi altri molti monisteri. Che si dimandano nuove fassioni dai Regolari. Che ecc., non ho n tempo, n lena da scriver altro. Oh Dio! oh Dio! Ora vengono toccati sensibilmente anche li secolari, si teme di qualche sollevazione popolaresca. 6 luglio 1784 Li sei luglio fu da me Antonio Tognoti gi rammentato sopra. Egli per impazzire per essergli stato levato l'orto gi di s. Carlo, non potendo in altro modo procacciarsi il sostentamento, e pagare li suoi debiti. Non fida ritornare a Roveredo, n lasciar sapere dove sia alla sua moglie, mancando da essa gi da non pochi giorni. In s. Carlo gli fu bruciato un figlio, la moglie ha abortito dalla passione, ed ha dovuto spender per guarirla, gli morto un porcello. Il capitano Trentinaglia gli dice, che ha ragione di lagnarsi. Altrettanto gli dice il Podest Gio. Pompeo Besenella. Ma tutti e due dicono, che non possono aiutarlo. Nel detto orto ha piantato molto tabacco l'amministratore regio Francesco Tacchi. Sopra di questo caso vi sarebbe da riflettere. Ma non voglio. 7 luglio 1784 Li sette luglio, giorno di mercoled, risplendendo il sole, dal fuoco accesosi per disattenzione di una donna rest incendiata tutta la villa di Valsorda, situata fra Villazzano, e Vigolo, eccettuate tre sole case disgiunte, e la chiesa curata. 8 luglio 1784 Gli otto abbiamo cominciato a recitare nella santa Messa la colletta ad petendam pluviam. 9 luglio 1784 Li nove ho inteso da persona degna di fede, ch'essendo andato a Spor un commissario cesareo per far levar a quella Madonna miracolosa gli ornamenti e le tabelle votive, il sagrestano ed ogni altro sporese ricus di salire in alto per eseguire l'ordine. In fine vi sal uno sbirro, ma dovette presto calar a basso, perch si sent mancare il cervello, ritorn la seconda e terza volta, e sempre gli successe lo stesso accidente. In Trento continuano le commedie ogni sera con gran concorso, intervenendovi settecento e pi persone utriusque sexus, e pagando ogni una ogni volta dieci soldi. Continua pure la siccit grande, che minaccia caristia. Ma vi sono de' granisti in Trento, che gioiscono, giacch hanno ancora del grano radunato nell'anno scorso. Negli ultimi di giugno fu spedito ordine al Governo di Moravia, che sopprima altri trentacinque monisteri, tra' quali il monistero de' PP. Benedettini di Prugg, che dicesi avere 90.000 fiorini di annua rendita. Fu pure soppressa la Prelatura di Canonici Regolari di Plten, cio della citt di Sant'Ippolito nell'Austria inferiore ed il convento viennese delle monache Lisabettine, perch non hanno voluto andare ad assistere le inferme dello spedal grande, essendo ci fuori del loro Istituto. In Vienna furono abolite cinquantasette Confraternite, con che fu accresciuta la

cosiddetta Cassa di Religione di 30.000 fiorini, colla terza parte de' quali si pagheranno de' debiti dello Stato. Si fanno ancora vedere le nebbie dell'anno scorso nell'Austria, ma in minore quantit. In Versaglies su la sala di ballo per tre ore continue sonovi state accese cinquemila candele. Un parigino di 22 anni ad Aranquez in presenza del re, e d'immenso popolo ha tentato di andare per l'aria in un pallone, ma dopo varie prove infelici, nell'ultima cadde dall'altezza di 40 braccia, si ruppe le gambe e la testa con ispavento di tutti. Perci il re ha proibito cos pericolose esperienze. Li veneziani soldati sono partiti per Cattaro, Corf, e Tunisi li 27 giugno, giorno di domenica, contra gli Algerini. Da Vienna si mandano continuamente cannoni e munizioni nella Boemia; ed in Ungheria si fa provisione grande di biade. Continua il sereno, ed il caldo eccessivo. Li trentini continuano pure a frequentare ogni sera le commedie, e niuno si lamenta del caldo di quel luogo, n della spesa, che debbon fare. Niuno di loro pensa di pregare Iddio. La sede vescovile vaca. Si dice, che li pi diligenti alle dette commedie si mostrano li canonici, e preti. Si dice pure, che vien trattato di ergere in Trento un teatro, con far in esso un palco speciale per il vescovo, e di ergerlo nella chiesa della ss. Trinit delle monache Clarisse. Se lo facessero nel Duomo risparmierebbero certuni un viaggio. Per degni rispetti non nomino li progettanti. 8 luglio 1784 Gli otto di luglio il fuoco ha incenerito una casa presso Riva con grande spavento de' rivani, ed anche de' nostri Frati delle Grazie, che in otto sono corsi per dare aiuto. Le donne, che stavano in essa per tirare la seta, furono liberate con metter loro delle scale alle finestre. Per altro a motivo di divertire le dette donne ed altri, ogni sera in detta casa si facevano de' suoni e balli, e tripudi. Fu giorno di gioved. 9 luglio 1784 Li nove in Arco un Zanco di Dro, che da quindici mesi stava prigione con un suo fratello, essendo coram iudice all'esame, tutt'ad un tratto rest morto. Per altro ne' giorni precedenti aveva avuto della febbre, e meritava la morte, siccome mi viene asserito. 14 luglio 1784 Li 14 ho letto un lungo catalogo di libri spirituali proibiti da Giuseppe secondo, con ordine al vescovo di Trento, che non permetta la ristampa nel suo distretto. Ma tal catalogo molto mal composto, cosicch di pochi libri si pu da noi aver notizia certa. conforme agli editti precedenti, e cos basta. Il Bolgiano quel popolo voleva fare una processione colla Madonna per impetrare la necessaria pioggia; ma il capitano Franzini non lo ha permesso. Poi sono comparsi tre giovani al medesimo minacciandolo se non lo permette. Non so poi con qual effetto.

16 luglio 1784 Li 16 giorno di venerd, e festa della Madonna carmelitana, la pieve di Besenello, che non austriaca, ma trentina, stata processionalmente a visitare la miracolosa Madonna di Civezzano per impetrare la necessarissima pioggia. 18 luglio 1784 Li 18 per la prima volta ho inteso, ch' venuta da Vienna la sentenza in favore del Magistrato consolare di Trento, e contra il vescovo di Trento, circa la beccaria del castello. Ho pur inteso, che il Consiglio aulico di Trento ha sentenziato, che venga mutato il corso del Fersina, e le sia dato in avvenire per Borgaro, come tante volte ella stessa se lo ha perso. Per fare una tale sentenza non furono ammessi li consiglieri interessati, cio che hanno beni nella campagna borgarese. Vedi sotto.

20 luglio 1784 Li 20 di mattina fu a visitare questa nostra Via Crucis e chiesa processionalmente la pieve di Pedecastello, colla sua cura di Ravina per ottenere dal Signor Iddio la necessaria pioggia. Leggo, che Pio sesto, ha proibito per quest'anno la fiera di Sinigaglia, e la funzione dell'Indulgenza della Porziuncola, perch dalla Schiavonia non sia portata la peste. Questi sono pretesti, come tante altre scuse tendenti alle novit germaniche. 12 luglio 1784 [sic] Li 12 di questo per ordine sovrano in Borgo di Valsugana fu dato principio a tenere le scuole normali nel monistero soppresso di s. Anna. Il mio fratello P. Massimo insegna nel lavorizio, ed il P. Gerardo nel refettorio. 19 luglio 1784 [sic] Li 19 di notte in Borgo fuvvi un turbine cos forte, che lev del tutto un'ala del coperto della nostra chiesa, ed insieme colla trave lo trasport nel primo chiostro, distacc mezzo finestrone sopra la porta della chiesa, butt a terra mezza pergola nell'orto, e fece mille altri mali. Le monache Trinitarie sono ancora su la corda. Non sanno dove andare, n cosa risolvere, perch chi loro parla ad un verso, e chi all'opposto, e quindi sono nel buio. Questo vieni loro detto per certo, che dovranno ad ogni patto evacuare quel loro amato chiostro. Ho letto una bella lettera scritta dal cardinale arcivescovo di Malines Gio. Enrico di Franckenberg slesita alle monache soppresse della sua diocesi, colla quale compiange la loro disgrazia, e le esorta alla pazienza, ed a far quanto potranno per esser Religiose anche fuori del sacro chiostro. La ho trascritta altrove per memoria; cio in Chronologia Vigiliana num. 246170. Nel 1785 ha scritto un'altra bella e buona lettera a sua maest cesarea. In Praga da Gioseppe II, stato soppresso il monastero de' Padri Cisterciensi molto ricco. Lo stesso Gioseppe II fa vendere i beni stabili delle parrocchie della Boemia con intenzione di assegnare ai parrochi una prebenda in contanti. Al principe Francesco suo nipote, ora dimorante in Vienna, ha assegnato per istruttore nella giurisprudenza il barone Carlo Martini di Rev, consigliere di Stato. Ha abolito il generale comandante del Tirolo, e lo ha incorporato a quello dell'Austria Inferiore in Gratz. Non v'ha cosa, che non venga toccata, e svoltolata171. Si tratta di crear novo elettore dell'imperio romano il Duca eretico di Wirtenberg, al qual fine si mostra impegnata l'imperatrice della Russia, il di cui figlio ha una figlia del detto Duca. Il nostro vescovo ha stabilito di pigliare nel suo seminario anche otto, o dieci convittori giovani nobili sotto una uniforme vestitura da secolari, ed in una camerata separata da quella de' cherici, e sotto un particolare prefetto. Gli ha poi presi. In Trento si continuano le commedie e si fanno anche altri spettacoli di mondano divertimento, bench il cielo sia di bronzo, e non voglia darci la necessarissima pioggia. Si fanno anche orazioni pubbliche per ottenere la detta pioggia, essendo stato stampato il solito foglio con ordine, che si faccia l'esposizione del Santissimo mattina, e sera, e si canti Messa nelle chiese seguenti, dopo, che lo stesso fu fatto nelle quattro parrocchiali della citt, cio Li 22 gioved. Dal seminario. Li 23 venerd. Dai PP. Agostiniani. Li 24 sabbato. Dai divoti di s. Pietro. Li 25 domenica. Dalla Compagnia del ss. Sagramento nella cattedrale. Li 26 luned. Dai PP. dell'Oratorio. Li 27 marted. Dalla Congregazione Mariana. Li 28 mercoled. Dalla Confraternita della Morte.
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Tovazzi, Chronologia Vigiliana, Trento, BSB MS 70. *Capovolta, avvoltolata, scompigliata.

Li 29 gioved. Dall'Oratorio di s. Filippo Neri in s. Maria Maggiore. Li 30 venerd. Dalla Compagnia della Buona Morte. Li 31 sabbato. Dalla Confraternita dell'Annunciata. Il primo agosto domenica. Dalla Compagnia de' Zappatori. Li 2 luned. Dalle Compagnie esistenti nella chiesa del Carmine: cio la Carmelitana e Rosariana. Li 3 marted. Dalla Confraternita del Suffragio. Li 4 mercoled. Dalla veneranda Casa di Dio. Li 5 gioved. Dalle Madri della SS. Trinit. Li 6 venerd. Dai PP. Riformati. Li 7 sabato. Dai PP. Minori Conventuali. Li 8 domenica. Dalle Madri Orsoline. Li 9 Luned. Dai PP. Cappuccini. Li10 marted. Dalle Madri di s. Chiara. Li 11 mercoled. Dai Padri Carmelitani alle Laste. Vedremo a chi toccher di ottenere la bramata grazia. Alle Madri di s. Chiara, o sia di s. Michele ora confessore straordinario il Padre Domenico de' Paoli Filippino. 28 luglio 1784 Li 28 di mattina la pieve povana172 stata processionalmente in Duomo a visitare il ss. Crocifisso per impetrare la pioggia. Nella medesima mattina in Povo andando di l da Ultracastello a cavallo solo smontato in terra, ed restato subito morto il sig. consigliere Giuseppe Schreck lodato di sopra all'ottobre 1782. Egli ogni mattina soleva fare quel passeggio per pigliare quell'aria. Nella medesima mattina aveva ascoltato due Messe. Come consigliere giubilato tirava ogn'anno la met del suo salario, consistente tal met in due mila fiorini. Quando and a Milano come quistore trovavasi direttore camerale del vescovo principe nel castello di Trento. Consegu quel posto di quistore per mezzo del Conte Carlo di Firmian ministro plenipotenziario della Lombardia austriaca. Divent consegliere avanti l'anno 1769. Fu uomo grave, divoto, modesto, savio. Resta la di lui moglie Teresa figlia del fu consiglier Francesco Ignazio Sizzo di Trento, con due figliuoli, e cinque figliuole, con due fratelli preti, e tre fratelli Agostiniani, ed un fratello nubile. Non ha ammogliato alcun suo figlio, n maritata alcuna delle sue figlie. Uno de' di lui figli cherico tonsurato ha un Beneficio sul Milanese, che gli frutta cento zecchini annui. Egli pu servir quest'esempio per provare, che la santa Chiesa non nuoce alle famiglie secolari. Si riflette, che li signori Schrecki furono sette fratelli, e che di essi cinque sono sacerdoti. Il di lui cadavero fu riposto nella cappella di s. Pantaleone di Oltrecastello, e poi nella mattina dei trenta venne trasferito nella parrocchiale di Povo, accompagnato da molti preti, e da noi Riformati in 10 colla croce. Cant la Messa de Requiem il nostro Padre diffinitore Carlo Felice Pino di Trento, e noi cantammo in coro, ed il Benedictus, in contrappunto. Nel resto fece da officiatore il sig. don Leonardo Zanella primessario, essendo nella Sollandia il sig. Piovano Francesco Sizzo. Il detto Padre avrebbe anche sermoneggiato in lode del defunto se dal Zanella gliene fosse stato dato un picciol cenno. Continua il sereno serenissimo con un caldo eccessivo. Altrove per piove. Ho inteso, che all'imperatore capitata una deputazione del regno d'Ungheria perch gli ristituisca la Corona di Santo Stefano, e non tenti altre novit. Di pi, che gli capitata un'altra deputazione del regno di Boemia contra di lui. E che Pio sesto con una sua circolare sotto pena della scomunica ha vietato ai vescovi austriaci il mutare vescovado senza sua previa licenza. Che l'imperatore ha esibito i beni delle povere monache di s. Carlo e di s. Anna al vescovo di Trento con patto, che faccia un ospedale per li bastardi. Ma non sort alcun effetto.
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*di Povo.

Ho inteso che quattro signori trentini hanno invitato ad una lauta cena di cibi magri all'Osteria dell'Europa quattro commedianti colle loro dame. Queste per non vollero intervenirvi. Tal cena cost ai trentini quaranta fiorini. Ho pur inteso, che un signor trentino ha mandato ad una dama commediante una tabacchiera d'oro in regalo, e che la donna non l'accett, ma la rimand indietro, ed essendo andato lo stesso signore in persona, lo fece subito partire, dicendogli, che se fosse stato presente il suo marito, forse non sarebbe partito colle gambe sane. Un altro trentino ha mandato ad una commediante alcune bottelie di vino navigato173; ma essa le ricus, e rimand, dicendo, ch'essa non usa tali vini, e non riceve regali. Tralascio il resto. 1 agosto 1784 Il primo ho inteso per certo, che li commissari austriaci hanno vietato ai nostri Riformati del Tirolo il celebrare Messe in suffragio de' nostri, o sia loro Frati defunti, e che soltanto per ogni frate che muore sieno cantate tre Messe nel solo convento dove muore. Di pi, che solamente la met delle Messe domenicali sieno in libert de' Padri sacerdoti. Di pi, che le Madonne svestite debbano essere rivestite. 2 agosto 1784 Nel giorno secondo noi abbiamo avuto il solito concorso all'Indulgenza della Porzioncola; e due de' nostri sono stati chiamati secondo il solito ad Avis per ascoltare le sagramentali confessioni. Li Terziari per nostri a s. Maddalena in quest'anno per la prima volta non hanno fatto alcuna funzione. 3 agosto 1784 Nel giorno terzo colle stampe del Monauni sortita una lettera del sig. consigliere Romedio Chilovi Intorno alla sentenza imperiale emanata nella causa de' macelli ecc. in quarto, pagg. 4 senza data e luogo, e stampatore. Si prova con essa, che falsamente fu divolgato essere stato solennemente sentenziato in favore del Magistrato civico di Trento contra il vescovo principe. Tal lettera si distribuisce insieme colla Gazzetta ebdomadaria di Trento. Leggo, che agli otto di luglio in Messina fu sentito un orribile terremoto, preceduto da un forte tuono simile ad una cannonata. Di pi, che un professore di fisica in Parigi non essendogli riuscito bene l'esperimento di un gran pallone aereostatico, ed essendo perci stato malsoddisfatto il pubblico, si conturb tanto, che gli sopravvennero le convulsioni, e rest in pericolo di morte. Item, che il Conte Giacomo Durazzo genovese, ambasciatore austriaco in Venezia, ha ottenuto la sua dimessione, e che il successore sar nominato soltanto Inviato. 4 agosto 1784 Nel giorno quarto fu in Trento la pieve pinetana processionalmente per implorare la necessarissima pioggia. Anche la Valle di Rabbi fu a visitare il nostro s. Antonio di Cles per il medesimo fine. Ierid li cognolotti hanno fatto festa per la stessa causa. In questo stesso giorno quarto sono stato accertato, che il caso sporense riferito sopra al 9 luglio, non fu in tutto come si disse. La verit si , che lo sbirro cominci a svestire la Madonna, e non avendo voluto alcuno de' presenti ricever ci, che lev da essa, ripose nel primo luogo il tolto, e discese dall'altare infecta re174. Deo gratias. Ho inteso, che in questi ultimi giorni, atteso il gran bisogno, che il Signor Iddio muovasi a piet di noi, e ci conceda una buona pioggia, sono state sospese in Trento le commedie. Per altro egli scrutator cordium, e vede le nostre pi intime intenzioni. 5 agosto 1784 Li cinque i cognolotti han fatto festa, e sono andati processionalmente in Pinedo alla Madonna Caravaggiana di Montagnaga per ottenere la pioggia. Nel giorno antecedente cominci a farsi
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*D'oltremare. *Senza fare ci che doveva..

veder densa l'aria, poco meno che nell'anno scorso. Nel medesimo giorno quarto [sic] furono distribuiti in Trento i premi agli scolari del liceo vescovile. Li premiati furono Domenico Zanoni, e Giambattista Belfanti di s. Angelo, anauniaci. Giambattista Pedroni anauniaco, e Pietro Guarinoni de Hoffberg e Folderthurn cavaliere trentino. Giangiorgio Schmid stubacense, cio di Telffes, e Pietro Alessandrini de Newenstein trentino. Francesco Ferrando trentino, tutti rettorici del secondo anno. Giovanni Miori di Lono, Biasio Pardatscher da Egna, e Gioseppe Ricci di Castel Corona anauniaco, e Francesco Stefenelli trentino, rettorici del primo anno. Giambattista barone Trentini di Bolgheresfeld trentino, Giorgio Tecini anauniaco, Francesco Weber da Egna, Gioseppe Zanotti rivano, Valentino Baldessari da Baselga di Sopramonte, e Giovanni Calliari di Giudicaria, scolari della suprema grammatica. Salvator Tecini anauniaco, ed Antonio Perger trentino. Pietro Marani di Giudicaria. Gioseppe barone Taxis di Valnegra e Bordogna trentino, Sigismondo Guarinoni di Hoffberg e Folderthurn cavaliere trentino. Giacomo Bisdomini filius Lazari, trentino, scolari della grammatica media. Bernardino Sartori di Ledro. Giulio Sardagna di Hochenstein trentino. Carlo Sardagna di Hochenstein terntino, filii Iosphi. Gisueppe Bertelli di Caderzone, Monte Giglio e Castel Volsana cavaliere trentino. Giambattista Conte Manci d'Ebenheim trentino, scolari dell'infima grammatica. Simone Giuseppe Consolati di Fontana Santa trentino, Pietro Fraporti trentino, principianti. Li rettorici furono 58. Li grammatici 85, Li principianti 22. Tutti 165. Gli alunni del seminario furono Domenico Zanoni di Valdinon, Gio. Battista Belfanti da Enno. Gioseppe Zamboni . Francesco Calderoni. Antonio Battaglia de Ponte Alto trentino. Gasparo Plachi. Federico Ghezzi de Thuenno. Antonio dalle Mule. Gio. Battista Zanetti. Pietro Belfanti. Giovanni Maria Costanzi. Bartolommeo de Maffei cavaliere. Li convittori. Gioseppe Raswalder (Kaswalder?). Giangiorgio Schmid. Biagio Pardatscher di Egna. Gioseppe Ricci. Alessandro Bonelli. Alberto Santuari. Paolo Candioli. Niccolao Leonardi. Domenico di s. Niccolao. Giorgio Tecini. Gioseppe Zanotti. Giacomo Belfanti di s. Angelo. Faustino Vanetti. Gioseppe Calderoni. Giulio de Sluca. Antonio d'Anna de Cel. Antonio Muzzi. Salvatore Tecini da Valdinon. Bernardino Tacchi. Gioseppe Bertelli cavaliere. Gregorio Menapace. Agostino Giuliani. Tralascio gli altri scolari logici, fisici, canonisti, legisti, teologi ecc. Gli alunni per altro sono ventiquattro. 7 agosto 1784 Li sette, giorno di sabato, li povesi175 han fatto festa per ottenere la pioggia. Ho inteso, che il Conte Francesco Alberti di Roveredo ha perduto circa mille zecchini per non essere riuscite di aggradimento le opere teatrali. 8 agosto 1784 Gli otto, giorno di domenica, di mattina ho veduto un'affluenza straordinaria di uomini, e donne alla sorgente del boschetto sopra la Fersina di rimpetto alla sega. Anche negli anni scorsi ho veduto del concorso ad essa, ma non mai tanta. Intendo, che anche l'acqua di Santa Colomba sopra Civezzano si fa nota, va gente a beverne, ed a pigliarne per portarla altrove. Furonvi circa 400 persone. 11 agosto 1784 Gli undici ha terminato il turno di orazioni per ottenere la pioggia, ma non piovette altro, che nella notte de' 23 di luglio e nella sera degli otto agosto, nella quale cadde della neve sui monti, e segu tanto freddo, che ci obblig ad indossare il mantello. Ai dieci, giorno di s. Lorenzo per altro detta dalla gran caldura, soffi continuamente un vento freddo, e gagliardo, e continu sino alla mattina di questo giorno undecimo. Nel medesimo giorno undecimo ho letto scritto da Roveredo, che l'altro ieri, cio ai nove, sono state soppresse le monache Agostiniane di Sacco, tra le quali vi sono alcune nostre Sclarisse176
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*abitanti di Povo.

di Roveredo e Borgo, essendo Priora la Madre Elisabetta Baroni di Sacco gi badessa in Borgo. Si scrive pure che saranno soppressi li Cappuccini di Roveredo, anzi di tutti gli Stati austriaci, con licenza loro data di unirsi a noi Riformati, o di secolarizzarsi. Di pi, che tutta la carta, che vorr usarsi per fare scritture pubbliche dovr essere bollata. Si dicono imminenti altre novit, ma non si scrivono. Fu pur letto nella Gazzetta di agosto, che sua maest sta male. 12 agosto 1784 Li 12 agosto leggo, che l'abate Puerot originario d'Italia dall'imperatore della Cina stato elevato alla dignit di Mandarino, e di segretario per la corrispondenza colla Russia; e che nel medesimo tempo ha ottenuto un decreto, col quale l'imperator chinese gli d licenza di predicare in tutti li suoi domini la Religione cattolica romana, permettendo ai suoi sudditi di abbracciarla, senza eccettuare i Mandarini, e Primari dell'imperio, purch questi ne dimandino prima la permissione. Cos diconsi portare le ultime lettere venute da Peckino a Roma. Deo gratias. La fede, che parte dai nostri paesi, trover luogo, ed albergo altrove. Sopra il caso della China veggasi sopra all'anno 1780. Leggo, che la citt di Trieste ha spedito due deputati a Vienna per insinuare all'imperatore che l'editto suo di 22 articoli, col quale vieta l'introdurre tutti li prodotti, e mercanzie di manifatture estere ne' suoi Stati, cio oli, pesci, sale, uve, manifatture di lana e seta, riesca molto pregiudicevole al commercio triestino. Continua il sereno, e la siccit, per la quale si teme una grande carestia, essendo bruciate le campagne. Ora per l'aria molto rinfrescata. Continuano pure in Trento le diaboliche commedie con grande concorso, ed applauso. La sig. Capitania Gioseffa Malfatti nata Melchiori ha mandato de' molto notabili regali alla principale commediante. Iddio le perdoni. Furono valutati circa quattrocento fiorini. Si parla per Trento, che un uomo ha rovinato una sua nezza177 peccando carnalmente con essa in modo, che essa deve morire dal male attaccatole. Ha sette anni soli. Intendo, che il Corpo mercantile di Vienna ha insinuato all'imperatore la sua proibizione di non pigliare prodotti estranei, manda in malora il loro commercio, e negozio. Anche li canonici di Trento sono disturbati, perch sono stati tolti loro i beni, che hanno sull'austriaco nominatamente in Termeno, bench tra di loro vi sieno sudditi austriaci. Niuno si trova esente da disturbi, chi pi, e chi meno e ci tocca perfino alle bestie domestiche. In questi giorni ho veduto ardere terribilmente la montagna di Zambana e Terlago. Il fuoco dura tuttora, e fu attaccato alla zambanese dai zambanesi senza mal fine, ma imprudentemente. Oggid 17 agosto sono andati i terlagini178 per impedirgli il corso. Anche un'altra montagna dell'Atesia s' bruciata, nella qual congiuntura sono periti due uomini. 17 agosto 1784 Nella mattina de' 17 giorno di marted sono stato alla processione generale per la pioggia179 in cui fu portata l'immagine di Maria Santissima, detta di s. Luca, dal Duomo a s. Maria Maggiore. Tal processione cominci nel Duomo, usc dalla porta laterale de' due lioni, and dirittamente a s. Maria, entrando in essa per la porta maggiore. Fu quivi cantata la Messa festiva dell'Assunzione, coll'orazione sub una conclusione pro pluvia. Poi usc dalla porta epistolare180, and per la Contrada Lunga, Contrada Larga, Piazza Pretoria, e rientr nel Duomo per la porta grande. Finite le Litanie della Madonna Lauretana fu data a tutti la benedizione colle detta immagine, e finalmente tutti andarono alle loro magioni, essendo l'ora undecima. La detta sacra Immagine fu portata da due leviti vestiti con tonicelle bianche. Cant la Messa monsig. canonico Zambaiti Vicario generale, ma fece da officiatore alla processione il sig. piovano del
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*ex Clarisse. *una nipote. 178 *abitanti di Terlago. 179 Altre simili processioni il 1777, 17778, 1782. 180 *in cornu epistolae, cio la leterale sud.

Duomo. Intervennero quattro canonici, il Magistrato consolare, tutte le parrocchie, tutti li Regolari, cio gli PP. Agostiniani, Riformati, Conventuali, e Cappcucini. La chiesa di s. Maria fu pienissima, e vi dovemmo stare sempre in piedi per la gran calca. Ma il cielo non si mosse punto. Nella sera per cadde qualche goccia. Nella seguita mattina venne un guazzetto picciolo. Dopo il pranzo un altro grande. Cos nella notte. Cos nel giorno 19, 20. Nello stesso giorno 17 leggo, che in Vienna il vescovo di Osnabrugg Federico figlio del re luterano d'Inghilterra, ed esso pure luterano, in et d'anni 21, riceve molti spassi di balli, e conviti, caccie, ed evoluzioni militari, dandogliegli specialmente l'imperatore. Reca orrore il sentir nelle Gazzette cattoliche, che al detto vescovo piace molto la caccia, ed il militare. Che vescovi! Leggo pure, che essendo morto l'arcivescovo di Colocza nell'Ungheria, sono state destinate alla Cassa di Religione in gran parte le rendite di quel vescovado. Leggo, che l'Arciduca Massimiliano ora intento a sistemar il militare del suo arcivescovado di Colonia, e del vescovado suo di Mnster, uniformandosi totalmente alle massime di suo fratello Gioseppe. Che vescovi! Ho inteso, che l'imperatore vuole da ogni prete un fiorino al mese, e da ogni parroco cinque fiorini al mese, e ci annualmente. Ho letto, che il medesimo imperatore vuole il quaranta per cento dagli Ungheri, ma ho inteso, ch'essi ricusano di obbedire. Ho pur letto, che lo stesso imperatore vuole levate le tabelle votive dagli altari, in vece delle quali permette l'attaccarsi alla porta della chiesa un cartello testificante la grazia ricevuta. Pi chiaramente mi fu detto esser voce pubblica in Trento, che gli Ungheri dopo di aver fatto un congresso generale hanno spedito all'imperatore quattro magnati, li quali dissero al medesimo, che non vogliono altre novit, e che con quelle stesse spade, con cui finora hanno difeso la Casa d'Austria, in avvenire difenderanno le loro libert, e che a questo l'imperatore non rispose, ma stette mutolo. Continuano per altro a scrivere da Insprugg, che in breve saremo soppressi tutti Frati, e monache di ogni genere, ed Instituto. Alle monache soppresse di Sacco viene permesso di stare in quel convento, perch sono utili a quel paese tenendo scola, ed educande; ma con questo patto, che depongano l'abito religioso, che non si chiamino monache, che non osservino clausura, n alcuna Regola monastica, ed in una parola vivano da secolari. Oh Dio! 21 agosto 1784 21 agosto, abbiamo cessato dal far altre orazioni per ottenere la pioggia, essendo caduta sufficientemente, ed essendo ancora piovoso il tempo. 22 agosto 1784 22, domenica, siamo stati alla solita processione, e Messa solenne in Duomo per la festa del voto della citt fatto per la liberazione dal contagio del 1630. Ma non furono sparrati mortaretti. Sono stati condotti nelle carceri clesiane tre uomini sollandi carbonari, pigliati a Caldes181, come mandatari, ed uccisori del sopra mentovato signor Beltramo. Il padre del medesimo signore sta ritirato gelosamente per timore di essere parimente ucciso. Cos pure il fratello dell'ucciso, essendo loro stata minacciata l'uccisione. Si parla comunemente per ci del sig. medico Vescovi ora dimorante in Salisburgo col nostro vescovo, e si sa, che il medesimo nostro vescovo molto serioso, e malinconico al giorno d''oggi. In Trento si continuano le diaboliche commedie. 24 agosto 1784 24 agosto leggo, che il ministro prussiano in Vienna s' congedato per alcune settimane dal principe di Kaunitz, dicendo, ch' chiamato dal suo re di Prussia. Che in Vienna morto per indigestione un gigante nativo di Schwartzwald frontiera degli Svizzeri, alto nove piedi vivo, e dieci morto. Che il nuovo arcivescovo di Milano Filippo Maria Visconti stato dichiarato consigliere intimo attuale di Stato dall'imperatore, Duca di Milano. Che in Milano sono stati
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altri dicono uno solo. Fu un solo, ma poi venne rilasciato dopo molto tempo.

soppressi li due luoghi Pii di s. Catterina, e di s. Pelagia, con assegnazione alle Religiose di Lire 600 annue a ciascheduna: alle converse Lire 450, e Lire 200 una volta tantum per il loro vestiario e che quelle figliuole, che si educavano in detti pii luoghi passeranno al conservatorio detto della Stella. Che ai nove di questo in Napoli un'orribile tempesta con vento ha rotti li vetri di tutte le finestre a libeccio, e danneggiati molti tetti ed edifici. Che avanti di tal giorno il magazzino della nuova fortezza di Pless nella Boemia fu incenerito da un fulmine con danno di cento mila fiorini e pi. Che con decreto cesareo stato levato a tutti i dinasti e nobili possessori di terre nella Germania austriaca il ius gladii, e qualunque giurisdizione criminale; e che perci in ogni Circolo sar istituito un giudicio criminale. Che ora Gran Cancelliere di Boemia, ed Austria il Conte di Kollovrar. Che in Vienna si continuano i conviti, e balli e festini sontuosissimi per il vescovo di Osnabruck. Al ballo in maschera datogli dall'imperatore nella sera de' 10 furono invitate quattromila persone. Basta. Tralascio li riflessi. 28 agosto 1784 28 agosto sono stati licenziati, e liberati dalla casa di Correzione di Trento due uomini, e subito andati dopo Dostrento, luogo circa un miglio piccolo lontano, hanno assaltata una casa, e le han portato via per la valuta di circa 200 fiorini, o sia cento talleri. Poi sono andati a Gardolo e l pure han fatto de' furti. 30 agosto 1784 30 agosto nella medesima casa morto un altro galleotto muto, e sordo fiemmasco. In Trento si continuano le commedie bench ancora faccia bisogno, che Iddio ci mandi della pioggia. In questo giorno in Trento morto un molinaro, perch sabato ha ricevuto tre coltellate dal servidore del canonico Bordogna Taxis. Leggo che, Gioseppe continua a sopprimere conventi di Religiosi nella Moravia, e che dicesi intenzionato di sopprimere degli altri anche di Francescani Conventuali, Riformati, e Cappuccini. Leggo pure, che il barone Messina vicecapitano di Roveredo quando fu ad intimare la soppressione alle monache di Sacco, voleva, che subito deponessero l'abito religioso; ma esse gli risposero, che non hanno da poter fare tanta spesa. Fu loro intimato, che depongano l'abito religioso, che pi non abbiano clausura, n alcuna Regola. Quindi ora in vece della cintura agostiniana portano e tengono raccolta la loro tonaca con una corda. Il Trentinaglia in Folgaria ai freschi, e non ebbe l'animo di andar esso a fare tal figura infame, dopo che avea mandato l le Religiose Clarisse come al sicuro. Anche il vescovo di Trento vuole soppresso ad ogni patto il monistero della SS. Trinit, quantunque l'altro di s. Chiara siasi esibito di pagare e contribuire quanto occorreva per farlo sussistere, e di nuovo siasi interposto monsignor decano Manci. Leggo eziandio, che da Vienna sono partiti due altri ambasciadori, cio quello di Savoia e di Spagna, col pretesto di andare a casa propria per li negozi loro propri. Si dice per certo, che il nostro vescovo chiamato da Salisburgo a Vienna da Gioseppe. Ho inteso da persone degnissime di fede, che il vescovo di Feltre Andrea Ganassoni nella sua indegnissima visita della Valsugana continuamente, e con espressioni superlative lodava Giuseppe secondo; e che altrettanto fa il moderno vescovo di Mantova Giambattista di Pergen Boemo nato li 17 aprile 1720, e gi uditore di Rota romana dai 10 di maggio 1763. Ho pur inteso, che sono stato costituiti tre inspruchesi, come amministratori de' beni del soppresso Stift Alano182, con salario di mille fiorini annui per ciascheduno; e che questi tre ogni settimana debbono congregarsi in Insprugg, e che ogni volta, che si congregano ricevono quindici fiorini, ognuno cinque. Parimente ho inteso, che Federigo re di Prussia eretico spontaneamente, e senza esser pregato, ha ordinato, che sia dato tutto il bisognevole per ristorare un convento di Frati Giandidiani, o sia Fatebenefratelli. Questo si nota in una Gazzetta tedesca, non gi nella trentina, in cui non si
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*di Hall.

mette cosa veruna, che possa dispiacere alla Corte vindobonese183, cui si mostra opposta la prussiana di Berlino bench luterana. Ho inteso, che Gioseppe voleva soppressi tutti li conventi di Regolari entro lo spazio di questi quattro mesi. Essendogli per stato soggiunto, che in cos breve tempo non si pu effettuare tal sua volont, rispose, che ci facciasi almeno dentro quest'anno, voglio dire dentro un anno. 6 settembre 1784 Li sei settembre di sera ho pur inteso da un borghesano (Giacomo degli Ambrosi)184, che ierid giorno quinto e domenica, fu intimata la soppressione al nostro convento di san Francesco in Borgo di Valsugana, unico convento in tutta quella gran popolazione, scarsa per altro di sacerdoti e che al fine di un mese verr assegnata una pensione a ciascheduno di quegl'infelici Frati, tra' quali per sua somma disgrazia ritrovasi anche il mio carissimo fratello germano Padre Massimo maestro attuale delle scuole normali, e quello, che pi ancora rende ci rincrescevole, colla febbre gagliarda doppia terzana. Ora si vede verificarsi il detto altrove, che va tutto tutto tutto, ed anche la santa Fede cattolica. Gi il popolo minuto dubita fortemente. Non voglio dir altro oggid, se non se Iddio mi doni pazienza, e forza per resistere ad ulteriori assalti, e tentazioni. Nella suddetta sera de' sei sono stati nel monistero trentino della ss. Trinit li signori Provicario Menghino, e cancelliero Cloch a cominciare l'inventario delle robe mobili esistenti nel detto monistero, con orrore e spavento di quelle infelici Religiose, delle quali una, detta la Madre Mariangela Pacherin da Lienz, giace in letto moribonda, e gi estremata185. Vuolsi assolutamente evacuare in breve, malgrado le difficolt straordinarie, che vi occorrono. Nella Gazzetta dei sette trentina fu fatto cenno della suddetta beneficenza del re prusso verso li Fatebenefratelli, ma con un aspetto tutto diverso, e conforme ai sentimenti gioseffistici di favorire gli eretici.

9 settembre 1784 Li nove siamo stati alla solita processione del Duomo, e s. Maria per il voto gallico186. Fuvvi molto poca gente. Cant la Messa in s. Maria il canonico Gentilotti, profanandola sull'orchestra il prete, poco fa Cappuccino Padre Ermenegildo de' Carli di Trento, con canti teatrali, affettati, e troppo lunghi, ed aspri. Mi ha moltissimo annoiato. Partimmo da s. Bernardino alle otto, e tre quarti, e vi ritornammo alle undici e tre quarti. Per cosa insolita l'officiatore and a sedere dopo l'Epistola: cosa insolita presso li trentini. 10 settembre 1784 Li dieci di sera dopo l'Avemmaria il sig. Provicario Menghini ha consegnato al P. Epifanio nostro le chiavi della porta del monistero della santissima Trinit, tolte alla badessa, ed una lettera con ordine di leggerla alle monache tutte radunate nel refettorio dopo la collazione. La lesse dunque, contenendo l'ordine di dover uscire alle quattro della seguente mattina per essere trasportate nel monistero di s. Chiara le quindici nominate in detta lettera. Io frattanto stetti assistendo alla povera moribonda Madre Maria Angela, e sentii la voce del detto Padre leggente. Nulla dico de' pianti, singulti, ed urli di quelle povere Religiose. Pochissimo si acquietarono in quella funesta notte dal dolore, e dalla sollecitudine di preparare le loro coselle. 11 settembre 1784
*viennese. novit falsa per la Dio grazia, ma fondata su la voce pubblica della soppressione di tutti li Religiosi ecc. 185 *cio munita del Sacramento dell'estrema Unzione. 186 *voto per la liberazione dai francesi nel 1703.
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Gli undici, giorno di sabato, avanti le quattro comparvero alla porta del monistero li RR. signori Provicario Gioseffantonio de Menghin, cancelliero Pietro Giuseppe Cloch, ed Antonio Sani. Entrarono col gastaldo, e qualche altro. Poi venne una carrozza del castello con due cavalli perch le monache non vollero uscire dalla porta a montare in essa. Sentate in essa le prime quattro usc nella strada, ed entr un'altra carrozza; nella quale montate altre quattro, parimente si ritir nella strada. Poi entr un calesse, e finalmente un altro calesse, e montate nell'ultima per empire il decimosesto luogo anche la gastalda Anna de' Paoli, tutte insieme andarono a s. Chiara, stando di fuori molta gente spettatrice senza compassione, e noi di dentro piangendo colle undici monache rimaste, cio colla moribonda, e cinque destinate ad assisterla, e cinque destinate per altri luoghi. Tutte smontarono nel cortile di s. Chiara, e poi a piedi entrarono nel monistero, stando sulla porta a consegnarle il sig. Provicario, il quale poi entr nel monistero a collocarle nelle celle. Uscirono da s. Trinit alle quattro in punto. Dopo vespro pass per la contrada un povero vecchio con un bastone, di et settuagenario, e medico. Si trattenne a parlare con un signore alla finestra, e con due putte in strada. Biasim la soppressione. L'ho inteso dire, che vogliono mangiar essi. Poi entr nella chiesa dicendo su la porta: voglio vedere se hanno spogliata anche la chiesa. Vi si trattenne un buon pezzetto. Usc brontolando, e sgridato da uno stante su di una finestra, si volt verso s. Chiara, e disse due volte menando le mani, che in un anno forse sar disfatta anch'essa, e seguit il suo viaggio borbottando. In tutto lo stesso giorno girarono dei carri conducendo da s. Trinit a s. Chiara le lettiere, pagliaricci, genuflessori, tavolini, casse, quadri, paiuoli, sacchi, piatti, boccali, manipoli, ed altre cose simili. Per mia disavventura sono stato presente a tutto; ma non posso qui riferir tutto. Il peggio si , che la tragedia non ancora finita, n per quelle monache, n per le altre, n per noi, ed altri poveri Religiosi. Iddio ci abbia misericordia. 12 settembre 1784 Li 12 mattina, giorno di domenica, innanzi giorno ritornato a Trento da Salisburgo il nostro vescovo, il quale comand, che prima del suo ritorno fosse fatta la descritta novit, e traslazione. Non terr Ordinazioni in queste prossime ferie delle Tempora; e quindi il nostro fra Giorgio di Cles per esser ordinato sacerdote partito per Verona. Cos faranno anche altri non pochi, cio circa trenta chierici. Questo si un gran disturbo, il non esservi alcun Suffraganeo, o vescovo in queste nostre contrade, bench il Suffraganeo eletto indegnissimo riceva il solito salario. Nella Gazzetta di Augusta si legge, che il primo bastardo nato nell'ospitale di Vienna destinato da Gioseppe secondo per li bastardi, fu tenuto al Battesimo dal primo mastro di stalla del medesimo imperatore, e gli ha imposto il nome di Gioseppe, ed il cognome Zweyter, che vuol dire Secondo, per comando dello stesso cesare. Onde si chiamer Gioseppe Secondo in memoria dell'imperatore Gioseppe secondo. Alla madre poi, ch' una giovine Kizner, cio impiegata in aver cura di bambini, trastullarli, e ninnarli, ha fatto dare un regalo di cento zecchini. Che cose degne di eterna memoria! Che degno uso de' beni tolti alle sacre vergini, alle chiese, ai Religiosi, a Dio! Basta. Ora gira intorno un libro stampato contra il detto cesare, il quale ha promesso la mancia di dodici mila fiorini a chi ne riveler l'autore. Nel suddetto monastero della ss. Trinit io ho contato ventidue celle nel dormitorio vecchio, e dicidotto nel nuovo. Sei altre nella fabbrica vecchia, chiamate le cellette. Nell'infermeria sei stanze. La speciaria, due cucine nell'infermeria, il lavorizio, la stuffa del noviziato, il confessionale di dentro, il salone della Via Crucis, l'altro de' panni, il refettorio grande, la cucina della comunit, altre pi altre officine, volti, gallinaria, bollidora, stabi, cappelle, comuni, loggie bellissime, corridori lunghissimi, atri, oratori, coro, sagristia, Capitolo grande ecc. Tutto comodo, bello, piano, ed insieme da Religiose povere. La Via Crucis fu eretta colla licenza del nostro P. Provinciale Serafico Galvagni di Roveredo dal P. Anselmo Sartori di Trento confessore trinitario nell'anno 1729. Per lo contrario nel monistero di s. Chiara ora pi monache debbono stare due per cella, bench prima sia stato detto, che sarebbero avanzate delle celle, cosa, che io non ho mai potuto credere.

20 settembre 1784 Li 20 giorno di luned mattina, fu assalita da febbre mortale infiammatoria la Madre Giulia Francesca Diodata Sizza nobile di Trento nel detto monistero trinitario, cagionatale dalla passione di dover uscire dal lodato monistero, e dal vedersi derelitta ed abbandonata dai suoi congiunti al maggior segno. Nella stessa mattina s'ha buttata nell'Adige, e rest volontariamente annegata una putta vistosa, ch'era a servizio de' Conti di Trapp nella Prepositura. Si butt gi dal ponte di s. Lorenzo in vista di parecchi. Circa lo stesso giorno il signor don Francesco Claus, sognandosi, che gli conveniva scappare dal fuoco, si cal gi da una finestra e rest offeso in un piede non poco, che fu obbligato a letto lungamente. 21 settembre 1784 Li ventuno di mattina il nostro vescovo partito da Trento per castel Thunn della Valle di Non, al solito suo diporto, frattanto che le monache di s. Trinit, e di s. Chiara gemono, piangono, e patiscono affanni di morte per suo comando. Nella stessa mattina alle monache trinitarie capit ordine del detto vescovo dato li 20 che le Madri Maria Teresa d'Ulzbach, Maria Chiara Marchiori, Giulia Francesca Sizza, e Maria Arcangela Canella si ritirino per ora in un luogo religioso, o almeno collegiale dentro tutto questo mese di settembre, colla promessa di quaranta fiorini per il primo loro vestiario decente di colore oscuro, e di centocinquanta fiorini annui in quartali anticipati. Nella medesima mattina fu trovata sul sacco gravemente inferma la detta Madre Sizza dalla passione di dover partire, e non poter trovare alcun albergo n in chiostri, n in case secolari, n appresso de' suoi nobili fratelli. 22 settembre 1784 Li 22 mercoled di sera dal sig. Provicario in parlatorio fu intimato a Suor Lucia Graffia187 di Frassilongo conversa, che parta ella pure dentro questo mese, e vada a lavorare, e che le sar data la dote, che ha portato al monistero, consistente in quattrocento fiorini, oppure se ella vorr, l'interesse annuo di tal dote. Per assistere alle due inferme, non potendo reggere le monache, fu tolta in convento la gastalda, e la Beppa Ongara: ma punto non servirono. 23 settembre 1784 Li 23 fu da noi dato il Viatico alla madre Sizza. 24 settembre 1784 Li 24 venerd, festa della Madonna della Mercede la Madre Mariangela and in agonia pi angosciante, e fu tolta in convento li sig. vedova Heyderin per assisterla: ma non serv punto. 25 settembre 1784 Li 25 alle dodici e quasi tre quarti di notte, venendo il detto giorno 25 e sabato, la detta Madre Maria Angela, essendo presentissima a se stessa spir la sua bell'anima, e mor, alla presenza di tutte le poche rimaste Religiose, delle dame secolari, del Padre confessor Epifanio da Roncone, e di me Fra Giangrisostomo. Io secondo li patti fatti circa un'ora innanzi, le ho dato l'assoluzione sagramentale da essa richiesta nello stesso punto, che si sent venir meno, e ricevuta con presenza di spirito. Ella desider di morire piuttosto che uscire dal monistero; desider pur di morire in un giorno di Maria Santissima, o di sabato, ed in tutto fu graziata. Ella per altro nella festa di Maria Santissima riceveva qualche grazia. Le venne il primo sbocco di sangue li 26 maggio 1783, festa della Madonna di Caravaggio. Ricevette l'olio Santo nella vigilia della Visitazione. Fu comunicata per Viatico ancora nella vigilia dell'Assunta e nella vigilia della Mercede, mor tra la festa della Mercede, ed il sabato. Faceva delle buone cose in onore di Maria. Ella fu pur graziata nella sua dimanda di patir mali corporali piuttosto che scrupoli spirituali. Non posso dire di pi in questo luogo. Dopo, che i conobbe la prima volta nel 1777,
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*Graff.

come confessore ordinario del suo monistero, non volle mai lasciarmi, quantunque io per li miei giusti motivi abbia fatto stranezze per non aver altra cura di essa. Per altro ebbi licenza, ed autorit dalle Madri badesse, dai PP. Provinciali, PP. Guardiani, e da monsig. Vicario generale Zambaiti. Spero di cuore, che Iddio l'abbia tolta in paradiso, od almeno, che sia in luogo di salute. Deo gratias. Fu figlia del sig. Martino Pacher, e di una nobile signora Talpain di s. Vigilio Badiotta. Nacque in Lueg dove fu daziale suo padre. Il fratello e la sorella sono nati in Sacco Lagarino, dove pur fu daziale il padre. 26 settembre 1784 Li 26 giorno di domenica fu da noi al solito fatta in s. Trinit la funzione tutta della sepoltura del cadavero della detta monaca col canto della santa Messa de Requiem in contrappunto, e l'esequie. Fuvvi concorso di gente straordinario. Fu picciolina di statura, ma vivace di spirito assai. La cassa emortuale fu di nove mezzi piedi miei, o sia di nove spanne. Negli scorsi giorni il signor don Francesco Klaus prete di Trento sognandosi, che brucciavasi la sua abitazione cal gi da una finestra per iscappare, e si fece molto male ad un piede, per cui ora dee stare sul letto. Gi detto sopra. 28 settembre 1784 Li 28 leggo, che a Milano furono soppressi due altri conservatori di donne. Leggo pure li cinquantotto articoli di Gios. II sopra li sponsali, e matrimoni estesi a tutta la Lombardia austriaca li 30 luglio 1784 e pubblicati in Milano li 17 settembre 1784. Con essi tutte le cause di tal sorta voglionsi riservate ai giudici civili, non a Roma, n alle Curie ecclesiastiche. Furono gi nel 1783 intimati ai tedeschi. Non dico altro. 30 settembre 1784 Li 30 gioved, ed ultimo giorno di settembre, con una carrozza di castello furono alle quattro di mattina trasportate alle Pinzochere, o sia Terziarie domenicane di Trento, le Madri trinitarie, che non hanno voluto andare a s. Chiara, cio la Madre Maria Teresa baronessa d'Ulznach da Mezzo Tedesco188, attuale abbadessa per la terza volta, la Madre Maria Chiara Marchiori di Trento, la Madre Maria Arcangela Cannella da San Michele, e suor Lucia Graff da Frassilongo conversa. Restano ancora la Madre Giulia Sizza di Trento inferma, e cinque infermiere. Le dette Pinzochere sono sette presentemente, e gi tengono l'ordine vescovile di loro soppressione per quando saranno quattro sole. La detta Madre Cannella nella sera dello stesso giorno andata all'Avis per istar quivi con un suo sig. fratello, perch non pu mangiare come le altre ecc. Avendo suor Lucia presentate al vescovo in iscritto le sue doglianze, finalmente le furono promessi venti fiorini per il primo suo vestiario, e cinquanta fiorini annui vita sua durante. Le monache dunque di s. Michele in quest'anno dovranno sborsare alle cinque secolarizzate 830 fiorini, e negli anni seguenti ogn'anno 650 fiorini. Ne hanno tolto a censo mille, ma non basteranno. Han venduto il brascato dell'orto trinitario al sig. Ciani per nove troni la brenta. Tutti disapprovano il partito preso dalle dette Madri Micheline; e temono, ch'esse pure in breve soccombano. Iddio per sua piet non lo permetta. 2 ottobre 1784 Li due ottobre dopo una buona pioggia caduta della neve su li nostri monti, anche su quello di Povo, ed seguito del vento freddo. 3 ottobre 1724 Li tre, domenica del ss. Rosario, per beneficio de' popoli siamo stati ventidue Frati fuori convento una eademque hora, ed uno fu a Cles per altro titolo spirituale. Giova il notar questo per quelli, che ci vogliono scemati di molto.
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*Mezzocorona.

Il Governo d'Insprugg ai 25 di agosto ha scritto all'officio Circolare di Rovereto, che per decreto di Vienna de' cinque agosto, sieno pagate le pensioni alle ex monache in egual modo che vengono somministrate agli ex Frati. Ci fu significato all'ex monaca Tommasi con data di Rovereto 8 settembre. Si dice, che in vigore di tal legge sar data la pensione tangente ogni mese, e che per le monache sar minore dell'assegnato loro nella soppressione. Non poco hanno da patir, e spendere per avere tal pensione le nostre ex monache189. Nello scaduto settembre in Bagolino fuvvi un gran tumulto, e sono restati uccisi quindici Bagolinati, e due feriti. L'imperatore poi essendo alla caccia fu assalito da un cervo, e venne maltrattato. Fu pur detto, che sia stato ucciso nella propria stanza il cardinale arcivescovo di Ferrara Alessandro Mattei romano; ma questo non si verific altrimenti. 9 ottobre 1784 Li nove ottobre, giorno di sabato, sul mezzod, con una portantina fu levata dal letto del monistero della ss. Trinit la Madre Giulia Francesca Sizza, e portata in casa Alessandrini in Borgonovo, dove star come secolarizzata, non avendola voluta n li suoi fratelli, n le Orsoline, n altri. Alle sette poi di sera, piovendo, e nevicando sui monti di Vigolo, Povo e Sardagna, furono trasportate da s. Trinit a s. Chiara le cinque Religiose rimastevi infermiere, con due carrozze di castello, stando in una colle Madri Maria Gioseffa, e Anna Francesca il sig. Provicario, e nell'altra colla Madre Gioannina Hadera e le suore Maddalena, e Crocifissa il sig. cancelliero Cloch. E cos rest evacuato totalmente il detto monistero trinitario; per custodia di cui, e delle robe in esso ancora esistenti fu commesso di dormirvi dentro nella seguente notte ai nostri Padri confessore Epifanio da Roncone, e di lui compagno P. Mariano da Bordiana; li quali nella seguente mattina celebrarono ivi la santa Messa, consegnarono le chiavi del monistero e del confessionale al gastaldo trinitario, e ritornarono stanchissimi a questo loro convento di s. Bernardino. Il motivo di tal soppressione preteso fu la povert, essendo indebitato il monistero di sette mila, trecento e pi fiorini, malgrado l'avere mobili, e stabili in abbondanza; ma il vero motivo fu l'esser applaudito il sistema di Gioseppe secondo anche da Pietro Vigilio, e da' di lui ministri, e confidenti. Iddio ha permesso cos. Pazienza. Da persona, che ha molta parte negli affari delle monache Micheline ho inteso, che l'accennata unione far spendere alle medesime monache trenta mila fiorini. 12 ottobre 1784 Li dodici ottobre in Trento un signor Weber, detto Fincato, malgrado l'assistenza di quattro medici, restato quasi morto, cosicch dopo d'essergli stata suonata l'Avemmaria sono partiti dalla di lui casa il piovano di s. Maria, li medici ed altri190. Volendo partire anche il medico Antonio Andreis meclitano191 fu stimolato di ritornar a vedere il cadavero. And, si ferm un poco a considerarlo, e poi ordin con replicate instanze al chirurgo, che gli applicasse le ventose dietro alle orecchie, e che gli fricasse il petto e le braccia. Con questo il morto si svegli, e con maraviglia universale ancora vivo. Mor li 15 alle 10 di mattina. Nello stesso giorno leggo, che negli ultimi di settembre il fuoco ha incenerito quattrocento case a Nickolsburg in Moravia; e che in Vienna un panniere ha dato 40.000 fiorini di dote ad una sua figlia sposata con un chirurgo regio. E che l'imperatore dal suo grande scudiere ha fatto tenere al santo Battesimo il primo bastardo nato nella casa viennese di educazione, facendogli mettere il suo nome di Giuseppe, e regalando cent'ori alla ragazza, che lo ha partorito. 13 ottobre 1784 Li tredici ottobre nella chiesa della ss. Trinit fu consumato il Santissimo Sacramento dell'altare; continuando per il rev. sig. Bartolommeo Ongaro gi cappellano delle monache a
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*Cio quelle soppresse dal vescovo. Mi fu raccontato come se fosse stato affatto morto. 191 *da Mechel.

celebrare la santa Messa in detta chiesa, ha ottenuto di rimettervelo, compromettendosi di ritrovare da illuminarlo. Vedi sotto nel novembre. Ho inteso per certo, ch'essendo andato il sig. consigliere Bonelli per ossequiare il nostro vescovo, quando ritornato da Salisburgo, e per ringraziarlo, che gli ha soscritto il suo memoriale di proroga nel consiglierato sino al primo s. Michele, appena entrato nella stanza si sent dire dal medesimo vescovo, che ha fatto bene cavando dalla nostra religione il suo figlio, dicendo ci con un modo, che mostr quanto ami la detta nostra Religione. Iddio gli usi misericordia. Tutto Trento ne parla. Il Ganassoni vescovo di Feltre continua il suo contegno di non dar alcuna risposta alle lettere, e dimande, che gli vengono scritte, e fatte dai diocesani tirolesi. Al nostro Padre Felder ha fatto rispondere, che non risponde. Ma che se gli portano danaro, lo riceve. 17 ottobre 1784 Li diciassette di questo, essendo giorno di domenica mentre il popolo stava alla Messa grande192 il fuoco ha incenerita tutta la villa di Carano in Fiemme, con morte di un uomo. Fu acceso per incuria di una ragazza. Leggo, che li dodici di settembre ha pure ridotta in cenere il fuoco la citt di Rokizan in Boemia co' suoi sobborghi, eccettuate soltanto otto case, e sei granari; e ci in meno di due ore di tempo. Leggo, che l'ambasciatore di Spagna partito da Vienna con premura per Madrid. Che l'imperatore ha regalato mille zecchini alla gente di suo servizio in premio del buon ordine, e dell'accuratezza, colla quale hanno diretta ala grandiosa festa di ballo data in Praga in onore del real principe vescovo di Osnabruck Federico figlio di Giorgio terzo re d'Inghilterra, eterodosso, nato li 16 agosto 1763, ed eletto vescovo li 24 febbraio 1784 nelle fascie. Leggo, che ai primi di ottobre passato per Vienna un corriero Papale, portante la beretta cardinalizia a monsig. Giannandrea Archetti di Brescia nato gli 11 settembre 1731, fatto arcivescovo di Calcedonia gli 11 settembre 1775, nunzio apostolico in Polonia dimorante a Grodno, citt della medesima, ed insieme nunzio straordinario, e primo in Moscovia. Venne fatto cardinale ad instanza di Catterina imperatrice scismatica di Moscovia, con contraddizione delle altre corone. Leggo finalmente, che Federico Carlo Giuseppe barone di Erthal arcivescovo, ed elettore di Magonza, e vescovo di Worms, eletto nei 1774 vuole, che li Frati laici nei conventi non possano far voti, che per due anni, e che stiano vestiti da secolari. E che le monache non possano fare altro, che voti semplici per un anno, e che soltanto arrivate all'et di cinquant'anni possano fare voti perpetui. Oh Dio! Oh Dio! Leggo, che ne' contorni di Parigi va girando una truppa di banditi, il cui capo detto Poullallier predica, e vuol far mettere in pratica la morale dell'uguaglianza, ruba ai ricchi, e d ai poveri. Anche in Parigi vi una truppa di fuorusciti circa 200 li quali commettono giornalieri misfatti. Anche nei contorni di Murcia nella Spagna si trovano tre bande di assassini composte di pi di cento uomini diretti dal signor Meca di Lorca; ma questo capo per salvarsi dopo di aver ucciso due soldati ha ucciso se stesso scaricandosi nella testa una pistola. 20 ottobre 1784 Li 20 ho inteso, che l'orologio grande gi delle monache di s. Anna in Borgo fu venduto all'incanto per dodici fiorini, e che chi lo tiene ora lo ha pagato cinquanta fiorini, sebbene egli confessi, che ne vale assai pi, essendo ottimo, e grande. Ecco come viene trattata la roba de' poveri Religiosi! Cos credo, che succeder eziandio con quelle delle monache trinitarie. So, che cos fu fatto anche con quella delle Orsoline. In questa sera ritornato da castel Thunn a Trento il nostro vescovo. Non va a s. Massenza perch aspetta suo fratello Matteo. 22 ottobre 1784
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cantata da un nostro Religioso.

Li 22 ottobre, in Trento un signore ricercato da un altro, come stesse la sua signora, come buon cristiano subito rispose: Ben per grazia di Dio. Allora l'altro gli soggiunse, che non occorreva dire per grazia di Dio, essendo la sanit cosa naturale. Ecco quasi sentimenti ora regnano in Trento! Ho inteso, che l'imperatore in abito sconosciuto con un suo ministro andato a visitare una donna creduta profetessa. Introdusse il discorso sopra l'imperatore e la donna gli rispose come se l'avesse conosciuto. Le dimand cosa spettante ai di lui ministri, ed allora la donna parl col detto ministro. Le dimand quanto avea da durare il regno dell'imperatore e la donna disse, che col suo lapis tirasse delle linee su di una tavola; e nel tirare la terza il lapis rest rotto. Gli disse che lo aggiustasse e che tornasse a tirar linee, e similmente nel tirare la terza si ruppe; Aggiustato ancora, disse l'imperatore che tirasse ella delle linee, ma leggermente, e nel tirare la terza parimente il lapis si ruppe. Poi le chiese cosa credeva dell'anima dell'imperatore ed ella gli rispose, che guardasse in uno specchio, ch'era ivi. Dopo di aver guardato esso, egli disse al suo ministro, che guardasse anch'egli. Guard e ricercato dall'imperatore cosa vedesse in esso, finalmente rispose, che vedeva l'imperatore con due diavoli a canto. In fine la donna come maga fu posta in prigione. Cos ho inteso. 23 ottobre 1784 Li 23 di sera ho veduto la luna con una stelletta picciola sotto, andante di egual passo, pochissimo ma visibilmente distaccata, non vedendosi altre stelle. Fu Mercurio. Nella sera de' 24 fu pi lontano. Nella stessa sera ho inteso, che stata soppressa la Prelatura di Wiltau presso Insprugg di Canonici Regolari Premostratensi, molto illustre e ricca. Ho pure inteso, che fu fatta questa inscrizione IOSEPH US ROM IMP volendo indicare, ch' ussita. In questo mese d'ordine dell'imperatore sonosi congregati in Insprugg tutti li capitani Circolari del Tirolo, tra' quali anche il capitano di Trento Conte Pio di Wolckenstein. Il primo giorno del loro congresso fu quello dei tredici. Si crede, che ci sia succeduto per empire di soldati il Trentino e restante del Tirolo. Nello stesso mese ai tredici partito da Trento per Roma monsig. Giangiacomo barone Piccini di Roveredo canonico di Trento, e Prelato domestico di Papa Pio sesto, per fare la sua residenza in Roma. 26 ottobre 1784 Li 26 ottobre leggo, che Catterina imperatrice scismatica di Moscovia ha conceduta l'erezione di una chiesa per li cattolici in Caffa, o sia Teodosia, citt capitale della Tartaria Crimesa da lei ultimamente tolta ai Turchi, e che ivi nel 1266 vi era chiesa cattolica mentre apparteneva ai genovesi. Leggo essere stabilito, che l'Arciduca Francesco in Vienna debba pranzare colla principessa Elisabetta di Wirtenberg, sua futura sposa ogni domenica, marted e gioved; e che fuori di tale incontro non pi si vedano se non se al teatro. Leggo, che ai tre di questo partito da Vienna il Conte d'Aguilar ambasciatore di Spagna. Che il re di Polonia Stanislao II Poniatowski, ha dichiarato primate di quel regno il suo fratello Michele Poniatowski vescovo di Plocko in Polonia, e coadiutore di Cracovia nella medesima Polonia, e che di ci ne fu dato avviso al Papa con un corriero speciale. Che l'imperatore ha fatto leggi severe per impedire la direzione de' suoi soldati. Che la nuova Gazzetta greca, la quale si stampa in Vienna, ha dato motivo al Divano de' Turchi di rinnovare gli ordini antichi contro i Fogli periodici provenienti alla Turchia da paesi stranieri. Leggo, che un bastimento austriaco volendo passare per la Schelda contro la espressa volont della repubblica olandese, fu fermato a forza di cannoni ai sei di questo, e che ci pu essere il principio di una gran guerra contra l'imperatore Gioseppe secondo, fomentata dall'Inghilterra, e dalla Francia. Leggo, che la madamigella d'Eon, gi di sopra menzionata, che fu molto tempo creduta un maschio, ora in procinto di maritarsi con un gentiluomo del seguito del principe Enrico di Prussia, dimorante in Parigi. Le vendemmie di quest'anno sono state generalmente assai scarse, cosicch molti non hanno fatto n meno la met dell'anno scorso. L'uva per fu sanissima, ed il vino sembra molto buono.

Li poveri avranno da patire pi del solito, perch la grande aridit della terra non ha lasciato raccorre li formentacci, li fagiuoli, li formentoni, le rape e simili grani e proventi della gente rustica. 27 ottobre 1784 Li 27 nella notte venendo il giorno caduta della neve su li nostri monti vigolano, povano ecc. 28 ottobre 1784 Li 28 di notte caduta dell'altra neve ancora pi bassa. Li 28 arrivato a Trento, avendo sloggiato da Passavia, il Conte Matteo di Thunn, con tutta la sua famiglia, eziandio colla contessa Barbara di Firmian sua cognata e suocera. Poco dopo il di lui arrivo and a visitarlo sua altezza rev.ma suo fratello nostro vescovo. Questi ha detto allo scappuccino de' Carli, che ha fatto bene a scappuccinarsi, e che in breve dovranno portare la pazienza su le spalle li Cappuccini. Ha pur detto al P. Brugnara somasco, che per li Somaschi non vi sar veruna novit, perch essi sono utili al pubblico; e che per lo contrario egli disfar li Cappuccini, e Riformati al primo minimo motivo, che se gli presenter, eziandio avanti, che vengano disfatti da Gioseppe secondo. Un gran che! ogni giorno mi conviene sentire cose dolorose! Rapporto all'utilit de' Somaschi potrei dire, che il P. Maccani Conventuale va ogni festa a cantare dai Somaschi, perch essi non cantano, e noi ogni festa andiamo a celebrare la santa Messa, mentre essi sono a villeggiare ed uccellare. Fummo anche da loro settimane a fare da cooperatori, o sia cappellani. Tralascio il resto, che potrei dire, non essendo questo il luogo, e tempo da scrivere apologie, ed essendo a tutti nota la differenza grande, che passa tra noi, e li Somaschi. Ora qui vi il solo P. Pini comasco, che come piovano conta assai; ma non esce di citt, e non fa pi del suo dovere gran fatta. Oggid mi piace di notare, che nello scorso agosto in Roveredo sono cessati li proveditori, ed il podest, e vennero creati un borgomastro, con cinque consiglieri, li quali faranno in avvenire le veci de' soppressi. Fu creato borgomastro il signor Besenella attuale podest, nativo di Pressano, che nel 1773 fu perillustris, et clarissimus domnus Ioannes Pompeius de Besenella iruisconsultus et Vicarius generalis Knigsbergi etc. Avanti fu pro-fiscale. Ho sentito anche da altri, che sua altezza rev.ma essendo al suo solito giuoco della contessa di Wolckenstein ha detto, che in breve saranno disfatti anche in Trento tutti li Regolari. Tanto ha replicato anche al nostro P. Gabriele, lodandolo, che vuole secolarizzarsi di proprio moto, e dandogli ampia autorit da assolvere dai casi riservati in diocesi. 2 novembre 1784 Li due novembre in Trento sono stati in congresso per decidere se aveano da andare in castel Thunn, oppure a s. Massenza il nostro vescovo, ed i di lui fratelli canonico Filippo, e Conte Matteo. Un gran negozio per verit! D'ordine di Gioseppe secondo si stanno notando tutti que' putti, che sono atti per la milizia in questi paesi austriaci, eccettuandosi soltanto li primogeniti. Si notano pure li cavalli, i buoi, ed altre bestie. Nella Dieta ultima d'Insprugg il vescovo di Bressanone ha protestato contro questa coscrizione. Il Trentino differisce il rispondere, perch ha il Capitolo contrario. Essendo stati nel castello per ossequiare il nostro vescovo li nostri due Padri professori pubblici del seminario P. Saverio, e P. Maurizio, il detto vescovo a chi gl'insinu chiese, se venivano per secolarizzarsi. Per altro egli ha detto, che noi soli Riformati l'onoriamo ginocchiandoci, e chiedendogli la benedizione quando lo incontriamo nelle strade; cos non facendo verun altro. Da un signore trentino ho inteso, che per cosa rara il medesimo vescovo parte da Trento, e ritorna senza, che alcuno si muova per accompagnarlo, od incontrarlo alle porte della citt. Ora si loda il vescovo Sizzzo prae successore. Nella chiesa della ss. Trinit continua il Santissimo Sacramento. Viene illuminato a spese delle povere monache. Cos pure a loro spese celebra quivi il cappellano Ongher, fa da sagristano il

gastaldo Antonio de' Paoli, e viene mantenuta la chiesa, e sagristia. Il cortile di s. Chiara pieno di mobili trinitari venali. Ho inteso, che il cardinale Batthiani vescovo di Strigonia e primate dell'Ungheria stato posto in arresto da Gioseppe secondo, perch ha ricusato di aderire alle di lui novit in materia ecclesiastica; e che un altro principe Batthiani magnate dell'Ungheria per simile renitenza fu privato del suo uffizio, dichiarato inabile per l'avvenire, e multato con 72 mila fiorini. Novit di questa fatta non si leggono nella Gazzetta trentina, perch non piacciono ai gioseffisti. Ho pure inteso, che l'imperatrice defunta Maria Teresa comparsa al cappellano di suo figlio Giuseppe col segno del suo anello, come nella comparsa al Padre Guardiano de' Cappuccini. 5 novembre 1784 Li cinque, giorno di venerd, dopo vespro il fuoco ha bruciato alcune case in Melombardo193. 9 novembre 1784 Li 9 leggo, che la Corte di Baviera ha proibito l'introdurre ne' suoi Stati li vini tutti dell'Austria, ed il mandar fuori de' detti Stati legne. Che l'imperatore con suo viglietto ha ordinato, che un suo brigantino passi per la Schelda senza soggettarsi ad alcuna dogana, o a qualsivoglia vascello degli olandesi. Che il ministro austriaco nell'Olanda sta preparato per ritirarsi e cos pure il ministro d'Olanda in Vienna. E finalmente, che seguito un secondo atto di ostilit tra l'imperatore e l'Olanda. 10 novembre 1784 Li dieci ho inteso essere venuto ordine imperiale al nostro vescovo, che levi la clausura alle monache Salesiane di Rovereto. Ma non si effettu. Nello scaduto ottobre fu eseguito l'ordine di Gioseppe secondo di seppellire li morti chiuso in un sacco a Bolgiano, a Cembra, ed in altri luoghi austriaci. A Bolgiano uno fu portato da due uomini alla sepoltura in un sacco senza cataletto, e senza cassa, bench sia stato ordinato, che ogni parroco abbia sette otto cataletti. Ora per intesi che il detto ordine fu rivocato. Nel seminario di Trento sono li professori, e maestri, e ministri dell'anno scorso, eccettuato il solo professore canonista, mentre essendosi licenziato il signor don Giangiusppe Volani di Roveredo, gli succeduto il sig. don Giuseppe Antonio Aierle194 di Bolgiano, il quale ha terminato li suoi studi poco fa nel Collegio germanico di Roma, ed ha recitato la sua orazione d'intronizzazione nel detto seminario nello scaduto luned otto del corrente novembre. Erasi insinuato per tal cattedra il sig. don Leonardo Ciani di Trento, gi segretario del nunzio apostolico Garampi in Vienna, e poi professore di teologia nel seminario di Vaccia in Ungheria; ma non fu ammesso, perch pretendeva un salario troppo alto195. Ora per dall'ottobre canonico della cattedrale di Vaccia nominato dal cardinale Cristoforo Migazzi di Trento arcivescovo di Vienna, ed amministratore del vescovado di Vaccia. Pi volte ho inteso, che col nostro vescovo pranzano ogni giorno in castello i di lui fratelli canonico Filippo, e Conte Matteo colla loro famiglia utriusque sexus; e che la sera il menzionato vescovo va sempre a cena ed al giuoco in casa sua paterna coi detti suoi fratelli, e colla famiglia loro. Quando poi non vi sono essi in citt, va in casa Wolckenstein a divertirsi giuocando con quelle dame. Tanto ho inteso da diversi, e diverse volte. Anche in castello giuoca colle dame dopo il pranzo. Finora non mai stato a visitare n le monache Clarisse, n li poveri Frati. In questi giorni io ho trascritto due antiche difficilissime pergamene al sig. Giambattista Baldovini di Trento; ed un'altra alla Comunit di Sottopieve del Bleggio. A questa ho dato il seguente titolo: "Locatio triennalis montis Chadrioni ad pasculandum facta hominibus Mansibeni ab hominibus de Subplebe Blecii die 24 aprilis 1385". Ho fatto un libricciuolo in
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*Mezzolombardo. *Eyrl. 195 Cos mi fu supposto come certo; bench ora vienmi asserito come falso.

quarto, pp. 9. Anche questa fu assai difficile. Fo questa memoria, perch ora sembra, che li poveri Frati non sieno di servizio al pubblico. Altri hanno protestato di non poter leggere tali carte. Si bramano per decider liti196. 16 novembre 1784 Ai sedici leggo in data dei 31 ottobre, che la guerra tra l'imperatore e l'Olanda gi dichiarata formalmente. Che l'armata veneta sotto la condotta del sig. Emo fa fatto de' buoni progressi appresso Tunisi citt di Barbaria, ed ha distrutto il porto di Susa. Che il Gran Signore de' Turchi non vuol cedere alcuna cosa delle pretese da Gioseppe secondo circa i confini; e che nell'agosto in Bulgaria vi erano 96.000 soldati turcheschi. Finalmente leggo, che in Vienna presso un venditore di libri vecchi fu trovato un mazzo di manoscritti tutti originali, legati confusamente insieme, li quali contengono tutto il carteggio ch'ebbero li cesareo-regii commissari al Concilio di Trento colle istruzioni, e lettere dell'imperatore Ferdinando a Papa Giulio. Tali manoscritti furono poscia da chi li comper, regalati alla cancelleria cesareo-regia sperando di venire copiosamente ricompensato da Gioseppe II. 17 novembre 1784 Li diciassette dopo il vespro con licenza di suo zio ed insieme cognato Pietro Vigilio stata nel monistero di s. Chiara la contessa Antonia di Thunn, moglie del Conte Matteo di Thunn, con un suo figliuolo bimolo197, ed un altro semestre in braccio, con una donzella, e due chiznere198. Vi entr senza prima insinuarsi, come per altro fanno le dame quando vanno a far visite ad altre dame, e come per entrare in monisteri prescrivono le leggi canoniche. Entr dietro ad un carro senza saputa della Madre badessa. 19 novembre 1784 Li 19 il nostro Terz'Ordine di Trento, bench portante il titolo di s. Elisabetta ongara non ha fatto alcun segno di festa in questo suo giorno. Per altro si cantava Messa da noi tanto quando li Terziari erano a s. Margherita, quando a s. Maddalena. Neppur hanno fatto cantare la Messa solita nell'ottava de' morti. Tutto se ne va in malora dietro all'esempio di Gioseppe II. Ho inteso da pi d'uno in citt, che Pietro Vigilio lever da s. Chiara i Frati, e vi porr i preti nella prossima primavera. Di ci fu parlato anche molto prima in modo, che pi trinitarie sonovi andate a patto espresso, che vi durino li Frati. Ma comandano i preti, e li frati debbono ubbidire per amore di Dio. Noi se saremo senza cura di monache, avremo meno da travagliare, e saremo meno invidiati dai preti secolari. Fino al 1794 non succeduta novit rapporto a questo. 21 novembre 1784 21 novembre, domenica il freddo fu cresciuto dal vento tanto che oggid si vide l'acqua gelata nelle strade di Trento, ed io stesso l'ho calcata, e trovata durissima. 22 novembre 1784 22 novembre luned cominciammo a scaldare il refettorio di questo nostro convento, ed io per la Dio grazia cominciai l'anno cinquantesimo quarto dell'et mia. Abbiamo finito di scaldare il refettorio gli otto di aprile. Ho letto, che l'imperatore ha intimato ai Turchi, che mandino dei commissari per costituire certi termini di Stato, sotto pena di prendere altrimenti le sue misure contra di loro. Ma ho letto anche in seguito, ch'essi non vogliono mandare commissari. Ho pur letto, che gli olandesi sono risolutissimi di difendersi ad ogni costo contra il medesimo imperatore. Ho inteso, che il nuovo Magistrato costituito in Roveredo, come sopra all'ottobre, non piace al popolo. Egli ha messo in arresto un roveretano, il quale subito, che fu liberato si port a
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Ristituita ai Blegiani in Trento li 19 novembre senza veruna ricompensa, bench promessa. *Di due anni di et. 198 *Bambinaie.

Clagenfurt, d'onde ritorn colla sentenza, che il detto Magistrato gli dia soddisfazione e risarcisca i danni. Il medesimo Magistrato ha fatto le tasse199 dell'uva in modo, che niuno voleva comprarne, ci riuscendo di grande scapito a chi ne aveva da vendere. Perloch dovette fare una tassa interina il capitano Trentinaglia. Fuvvi grande abbondanza di uva. Ho inteso, che per evacuare le carceri del palazzo Pretorio furono trasferiti li quattro vallarseri nell'ospedale di s. Tommaso, essendo gi morto il quinto; e che stando alla loro custodia alcuni soldati paesani detti miliziotti, mentre questi non furono attenti, due de' detti vallarseri pigliarono i loro schioppi, e fuggirono. Ho inteso, che sul roveretano vi sono molti ladronecci, essendo in particolare stata totalmente derubata la cucina ricca della vedova baronessa Piamarta col mezzo di due scale unite. Ho inteso, che nella Giudicaria minore fu ucciso un chierico Armanini di Primione, dopo ch'egli tir tre volte ad un altro per ammazzarlo. Che fu ammazzato un altro nella Giudicaria maggiore, ed un altro da una donna in Riva. Ma troppo avrei da scrivere, se volessi riferire i molti delitti, che vengono commessi in questi tempi. Pi, e pi volte ho inteso, che al principio di questo secolo, a ricordo di uomini da me conosciuti, e che vivono anche oggi in Trento non eravi alcuna caffettaria, e che il primo caffettiere fu un ebreo convertito al cristianesimo, e battezzato nel Duomo di Trento, il quale apr caffetteria nella casa Zambaiti alle Beccarie. Ci accadde circa il 1730. Ora sono molte. Le osterie poi, e bettole sono quasi senza numero. Ho pur inteso, che essendo state ultimamente erette e stabilite da Gioseppe II le postali stazioni di Nave sopra Pressano, ed all'Acquaviva fra Trento e Roveredo, queste per essere troppo vicine a Trento, ed alle altre poste riescono di gran danno ai postieri, e di grande incomodo ai viandanti. In questo mese di novembre il sig. Giacomo Barbacovi di Trento mercatante, figlio del quondam sig. Giacomo, e genero del quondam sig. Cristoforo Fuiteri, ha comperato la gran casa Monte con dicidotto mila Fiorini in rate, e cinquanta di regalo al sensale. Tal casa situata presso il Cantone, fa angolo, ed unita alla Contrada delle Osterie chiamate tedesche, e della chiesa del Suffragio. Della nobile famiglia Monte, cio originaria da Montevaccino, sopravvive la sig. vedova, ora ritirata alle Orsoline; vivono pure alcune figlie di essa maritate. 27 novembre 1784 Li 27 di mattina sono passati per Trento due corrieri mandati da Giuseppe II nell'Italia. Hanno detto, che Vienna non pi Vienna; e che uno de' principali ministri cesarei sar condannato al Zuchthaus. Egli gi molto tempo, che ho inteso essere stato condotto nel castello di Kufstain tirolese un vescovo polacco per ordine di Gioseppe secondo. 29 novembre 1784 Li 29 novembre qua a Trento capitata l'ubbidienza molto onorifica, e pressante di portarsi a Napoli come Guardiano del regio monistero di s. Chiara, al nostro P. Arcangelo dal Lago di Cles ex Provinciale, bench replicatamente l'avesse ricusata, e si fosse anche scusato col vero pretesto di trovarsi attualmente infermo. Gli viene data speranza da Roma, che gli giover per ristabilirsi in salute il clima napolitano, e vuolsi ad ogni modo. Io aggradisco l'onore, che gli vien fatto; ma spiacemi, che la nostra povera Provincia resti priva di lui. 30 novembre 1784 Li trenta leggo, che la guerra di sua cesarea maest cogli ollandesi inevitabile, e che gi dicesi cominciata. In un fatto d'armi sono restati morti due ollandesi, e sessanta austriaci. Leggo pure, che nel nostro Ausugio inferiore, o sia Valsugana austriaca, vi sono alcuni commissari cesarei, li quali notano tutte le case, tutte le persone di ambidue i sessi, ed anche li Frati. Sento poi essere stato scritto da Vienna a Trento, che in un luogo del dominio austriaco sono stati ammazzati tutti li commissari mandati a fare una simile coscrizione. Item che il curato
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cio i prezzi.

di Avis tiene ordine di scrivere ogni mese la nota di quelli, che nascono, e che muoiono, e mandarla a Insprugg. E parimente il Vicario di Avis deve riferire a Insprugg ogni vendita, e compera che vien fatta nel suo distretto, notando il nome di chi vende e compera, cosa vendesi, o si compera, ed a qual prezzo, s' un bue, o una vacca, un cane, o un porco. Ho pure inteso per certo, che li tre vescovi di Verona, Padova e Feltre, li quali colle loro diocesi si estendono sul principato di Trento, hanno scritto al vescovo di Trento, che dal Doge veneto sono autorizzati di convenire col Trentino circa le parrocchie del di lui principato; e che il Trentino ha loro risposto di non aver alcuna autorit, ma che rimette la cosa al Papa. Di pi, che l'imperatore ha esibito circa venti parrocchie della valle Venosta al vescovo di Trento, a patto, ch'esso ne rinunci alcune di terra tedesca, e che il Trentino ha rifiutato tale offerta. Vive tuttora in Tione una buona putta quadragenaria, Domenica Benvenuti, senza punto mangiare, o bere alcuna cosa materiale da tre anni in qua, essendo cinque anni, che giace inferma. Tre medici giudicariesi, cio il Corradi, il Marchetti, ed il Chesi nell'anno scorso per loro particolare impulso han voluto sincerarsi se sia vero, che nulla affatto mangiava, e beveva. Sono dunque andati insieme, l'hanno esaminata, ed osservata continuamente per nove giorni; hanno svoltolato il letto, le casse, gli armari, e tutta la stanza, han sigillato tutto il sigillabile, hanno fatta diligente inspezione del corpo, ed han rilevato esser certo, che non mangiava, n beveva, e che soltanto metteva in bocca tratto tratto dell'acqua, e poi la sputava tutta, e masticava qualche grosta dura di cacio, o cosa simile. Han rilevato, che il corpo quasi tutto mortizzato, avendo del caldo solamente sotto le braccia, ed appena movendo le dita de' piedi. Che ha voce debole, che non deturpa le lenzuola, e che la camicia pochissimo segno d di essere usata. Le fu data da inghiottire la quarta parte di una particola d'Ostia non consecrata, coll'avviso, che non era consecrata e non pot inghiottirla; e che per l'opposito inghiottiva la particola consecrata. ella umile, paziente, divota: non fu mai cattiva, n seguace del mondo, e delle di lui vanit, siccome tutti attestano. Ma ultimamente l'arciprete di Tione Andrea Comino dalle Cappelle livane della Val di Sole, ha disprezzato il sentimento de' predetti medici, ed ha negato li sacramenti alla detta putta. Fu dunque fatta istanza dagli stessi medici alla Curia vescovile, perch faccia diligente processo a spese di chi avr torto; e quindi dalla mentovata Curia fu mandato il sig. Ferrari piovano di Rendena, il Prati di Tenno Vicario di Tione, il medico Bergamasco di Riva, il notaio Floriani, lo speciale di Tione Speranzino Speranza, li quali han fatto un voluminoso processo favorevole alla Putta. Ora si sta aspettando la sentenza. Tanto ha riferito a questi nostri Padri di s. Bernardino oggid il lodato notaio, ed attuario Floriani. La detta putta fummi lodata eziandio dal nostro P. Cesario de' Paoli da Mezlombardo, ora Guardiano a Campo, che la ha visitata. Su questo proposito converrebbe leggere Fortunio Licato di Rapallo genovese, medico insigne, morto nel 1656, nell'opera intitolata De iis qui diu vivunt sine alimento; o almeno Benedetto XIV, nell'opera De canonizatione Lib. 2, c. 24 e L, 4 part. 1, c. 27. Giacomo Pignatelli To. 4 Consult. 43. Paolo Zacchia, e Lucio Ferrari nostro in Bibliotheca prompta verbo abstinentia, num. 14. Vedi sotto al marzo 1785. 29 novembre 1784 (sic) Li 29 novembre, giorno di luned in Trento una putta si buttata nell'Adige apposta; ma siccome fu veduta da altri, che furonle vicini, cos fu subito presa e salvata viva. Stava con essa per buttarsi gi nell'Adige anche la di lei serva, ma fu impedita. Il motivo di ci fu perch fu promessa con grande impegno ad un putto da suo padre contra la sua espressa volont, e contra il genio di sua madre; e perch il sig. Tommaso Bommero200 speciale non ha voluto darle del tossico. Portata a casa malconcia fu maltrattata, e battuta dal furioso suo padre. Cos mi fu riferito da persona grave di questa Contrada, la quale mi ha pure aggiunto, che in questa settimana una donna di Trento disperatamente ha chiamato il diavolo, perch la portasse via. Si dice, che avendo l'imperatore mandato sei mila soldati nella Transilvania per far ubbidire que' popoli, furono tagliati a pezzi mille, e gli altri sonosi salvati colla fuga. Diconsi pi altre cose; ma non mi fido di ogni relazione. Ho pur inteso, che vedendo l'imperatore non fruttargli quanto
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Il Bommero mor nel febbraio 1785.

vorrebbe la soppressione de' monasteri, perch troppo gli costano gli amministratori secolari, gli fu suggerito li lasciare li monisteri a patto, che li Religiosi si contentino della pensione, che verr loro assegnata, e diano all'imperatore il di pi de' loro beni, e cos abbiano l'imbarazzo, ed incomodo di amministrare i beni senza pro loro. Ma ci non segu. Alle monache di s. Michele fu ordinato, che tengano registro separato de' proventi trinitari. Le secolarizzate poi piangono e sono inconsolabili per la loro disgrazia, e per essere prive di ogni buona compagnia, ed aiuto. A suor Lucia non si vuol accrescere la pensione di cinquanta annui fiorini, e negasi anche l'ascolto. Ma Madre Melchiori passata in casa Fortina li 6 gennaio 1783, perch alle Pinzochere non poteva star sana. Leggo, che la citt di Arad nell'Ungheria da un incendio terribile fu ridotta in cenere; che gli anversani austriaci sono stati assaissimo danneggiati dagli ollandesi; che il re di Francia ha mandato cento mila soldati contro l'imperatore in favore degli ollandesi; che l'imperatore non vuol partire da Vienna per le Fiandre finch non sia quietata la sollevazione de' transilvani, de' quali si ha fatto capo un certo contadino nominato Hozia, e fintosi un Conte di Sales. Leggo pure un manifesto degli ollandesi contro l'imperatore. In quest'anno li canonici di Trento hanno decretato che nel Duomo per l'avvenire si cominci il vespro mezz'ora pi tardo del solito, cio alle due e mezza. Non so il perch; bens che questo a noi Frati riesce molte volte d'incomodo, perch andando a morto quando i giorni sono curti, ritorniamo assai tardo al nostro convento. Ho inteso, che il sig. Celestino Alessandrini inspettore della Casa di Correzione ha cinquecento fiorini di annua pensione, oltre gli orti contigui, e l'abitazione per tutta la sua famiglia, ch' la pi comoda di quel gi convento. E che il sig. Angeli tenente, di lui genero ivi ha mezzo fiorino al giorno, che fa 162 fiorini e mezzo all'anno, oltre l'abitazione per s, e la sua famiglia, ch' nella parte superiore del detto gi convento. Il sargente ha trenta soldi al giorno. Cos pure ognuno de' due aguzzini. Ogni uno de' 20 e pi soldati dieci carentani. Il capitano Conte degli Alberti di Poia non so quanto. E ci oltre una quantit di vino, oltre il vestito ecc. In questo mese fu regalato un bastardello al signor piovano di Povo, in tempo di notte, da persona incognita. Tutti a bocca piena in Trento, e fuori di Trento, dicono, che l'imperatore matto. Tutte le merci sono a prezzo carissimo, e tutti gemono. Dallo Stato veneto non pu venire e a noi neppure un grano da far farina. 7 dicembre 1784 Con data di Roveredo 7 dicembre 1784, Francesco Tacchi amministratore cesareo de' beni dei monasteri soppressi, e capitano delle milizie paesane, ha insinuato a suor Michelina Tommasi di Trento gi monaca in s. Carlo di Roveredo, che in avvenire mandando a Insprugg gli attestati suoi per la sua pensione dovr usare carta bollata da tre carentani il foglio. Cos dovr fare anch'ogni altro, che vorr per legittime sue scritture sull'austriaco. E cos pure dovranno essere le stampe. Questo d molto fastidio, perch reca molta spesa. In conseguenza di ci il mio direttorio diocesano, che finora cost otto carentani la copia, ne coster venti, essendo di quattro fogli. Anzi 32 perch sar 6 carentani il foglio. 9 dicembre 1784 Li nove la prima volta caduta la neve in citt di Trento, ma non si ferm, perch venne insieme con dell'acqua. Bens fermossi quella, che cadde nel giorno decimo. 10 dicembre 1784 Li dieci ho trovato, che il famoso Aldrovando fu in Trento, dicendo egli stesso. Allorch era in Trento, ho veduto uno struzzo inghiottire del ferro, ma lo restitu senza alcuna digestione. Cos dopo il testo latino riferisce Tommaso Brown inglese nel To. 1 degli Errori popolareschi stampati in Venezia l'anno 1737, lib. 3, capo 22, pag. 350. Ulisse Aldrovando professore di medicina in Bologna sua patria, gran viaggiatore, ed autore di tredici volumi in foglio, mor cieco nell'ospedale di Bologna l'anno 1605.

12 dicembre 1784 Nella notte, e mattina dei dodici caduta molta neve, che sorpass il ginocchio, e butt a terra delle nostre pergole, e non ci permise l'uscire di convento, neppure per andar a predicare. Le venne dietro della pioggia, che rovin le strade. Tre nostri predicatori usciti dovettero farsi condurre. Ho inteso, che dei soldati del reggimento tirolese Migazzi inviati contro gli olandesi, sono disertati quasi cinquanta, tra' quali tre erano graduati; e che il Papa ha condannato il libro stampato in Vienna contra la Confessione auricolare. 14 dicembre 1784 Li 14 leggo, che il barone di Preiss generale delle armi nella Transilvania, ed il barone di Bruckenthal governatore della medesima provincia sono stati deposti da sua maest perch tacciati di negligenza nella sollevazione dei Vallacchi; e che a tutti que' villaggi di Vallacchi, e turchi saranno inviati de' Religiosi zelanti perch l'instruiscano ne' dogmi della religione. Leggo, che ormai si dispera di alcun accomodamento tra sua maest e gli ollandesi; e che li soldati austriaci sono in marcia verso l'Ollanda; verso dove si porter eziandio l'imperatore. Che l'elettore di Colonia Massimiliano d'Austria pensa di ricevere finalmente gli Ordini sacri. Che a Lens uniransi ottanta mila francesi a favore degli ollandesi. Leggo, che il trasporto de' cannoni verso l'Ollanda coster circa 800 fiorini per cannone per lo meno, e che tali cannoni saranno circa 400. Leggo, che gli austriaci tentando di superare gli ollandesi dovettero ritirarsi. Leggo, che il re di Napoli ha fatto un assegnamento di 300 annui ducati per uno a due medici, che hanno assistito il suo figlio, oltre altri regali; e che s' mutato circa il sopprimere certi conventi. Leggo nella Gazzetta trentina, che fino dal primo del corrente sono arrivati a Roveredo il Padre Alessandro Gentili, ed il P. Lodovico Vuoli monaci Celestini napolitani mandati dal re di Napoli per essere istruiti nel metodo delle scuole normali, ed erigerle poscia sul Napolitano201. Furono deputati ad informarli don Giovanni Marchetti direttore normale202, ed il maestro Pietro Luigi Perger, attesi gli ordini venuti da Vienna. Leggo finalmente, che in Francia si parla di una imminente riforma de' Regolari, e di una gran soppressione di conventi. Sar quello, che vorr Iddio signor nostro. Amen. Qui da noi continua il nevicamento, e comincia il freddo, e ghiaccio. Con posta straordinaria in fretta andato da Vienna a Anversa il tenente colonnello Turati, con sei altri ufficiali, ed ingegneri. Vorrei sapere la patria di questo Turati, perch il ceppo de' Turati in Volano patria mia. 18 dicembre 1784 18 sabato Quattro Tempora, il nostro vescovo, bench sia qui in Trento, non ha tenuto Ordinazioni. Oggid monsig. Vicario Zambaiti ha detto in questo nostro convento, esser venuto da Roma, che la Curia vescovile di Trento proveda il bisognevole interim ance per le parrocchie tirolesi delle diocesi venete, venendo da loro ricercata. Vedi sotto al gennaio 1785. Passano per Trento dei soldati inviati a Mantova. Da Insprugg sino a Trento sono scappati circa cinquanta. In Valdinon la neve alta mezzuomo, o sia tre piedi. Li clesiani hanno speso cento e cinquanta fiorini per far la rotta verso il ponte di Astori e li tuenati patiscono molto perch non possono boscheggiare nel Tovelo203 per causa della gran neve. Alle monache soppresse venuto ordine, che se vogliono riscuotere in Insprugg la loro pensione, ogni volta facciano la ricevuta in cara bollata, che costa tre carantani al foglio, Vedi sotto al 21 gennaio 1785.
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Sono vestiti da preti secolari, ed abitano nel convento di s. Maria de' Carmelitani. Gli ho veduti. Al Marchetti poi fu tolto tal incarico, e dato ad un altro pi atto. 203 *Tovel.

Ho inteso, che in Roveredo, ed anche in Trento moltissimo e pubblicamente si mormora contro le leggi di Gioseppe secondo, e che questi non vuol aderire ai consigli di suo cognato re di Francia Luigi XVI, ma vuole assolutamente la guerra contro l'Ollanda per avere il passo libero della Schelda. Item, ch'essendo stato pregato il medesimo cesare da certi magistrati di mettere freno ai libertini disonesti, che peccavano pubblicamente facendo in piazza come le bestie, ha loro risposto, che cos egli brama perch si moltiplichino li suoi sudditi. Di pi, che sono partiti dal Milanese moltissimi per sottrarsi dal di lui giogo, e che quindi egli ha fatto severe proibizioni contra quelli, che ancora partiranno. Item, che va girando con gesti, che lo dimostrano impazzito, e furioso. Cos ho inteso. Ho pur inteso confermarsi ci, che ho notato pi avanti circa il confessore della principessa Lisabetta di Wirtenberg, mesta per la cognizione ricevuta dal detto confessore, che fuori della Chiesa cattolica non si pu salvarsi. Onde si manifesta, che ella ha bens fatta la pubblica professione della religione cattolica in Vienna, in presenza dell'imperatore e della Corte, li 26 dicembre 1782, ma non l'abiura dal calvinismo, della quale non ho mai sentito parlare, bench sia stato attento. Leggo, che quattro mila negozianti olandesi con pubblica scrittura si sono vicendevolmente impegnati di contribuire cadauno tre mila Lire tornesi all'anno, che formano dodici milioni, per mantenere un'armata di quaranta mila francesi al servizio della Repubblica ollandese. Leggo che l'imperatore ha risposto al re di Francia: O Schelda libera, o guerra. Leggo pure, che li 13 maggio di quest'anno la citt vescovile d'Arequissa, o Arequippa nelle Indie occidentali di Spagna, da un subitaneo terremoto in meno di cinque minuti fu rovinata tutta, essendo restate atterrate tutte le case, fabbriche, chiese, bench edificate a volta, e di forte costruzione, ma restato il solo convento di san Francesco. Anche il gran ponte pietra contiguo, che porta a Lima del Per, rimase distrutto. Cos pure molte ville e case di campagna. Cos le ville di Cumana, e di Moquegna. Tutti dovettero ritirarsi sotto tende. Tenere il Santissimo Sacramento, e celebrare li divini offici nelle piazze, e ne' giardini. Li Regolari per sonosi frattanto accomodati ne' loro orti con case di legno. Li morti di Arequippa diconsi soltanto circa trecento. Leggo, che sua maest dopo la lettera ricevuta dalla Francia non s'ha pi lasciato vedere all'opera neppure una volta; e che continua a chiamarsi offeso dagli olandesi. Leggo, che un vascello prussiano proveniente da Canton della China s' affondato, e che sonosi salvati soltanto settanta uomini di 120, che in esso si trovavano. E che con lui sono periti molti altri bastimenti per una terribile tempesta insorta nella Manica. Intendo, che l'imperatore da tutto il suo Consiglio militare fu dissuaso dal far la guerra contro gli ollandesi, e ch'egli ci non ostante ha risposto, che vuol farla. Incendio pure, che di nuovo venuta la sentenza del tribunale cesareo di Wetzlar contra il nostro vescovo principe in favore della citt di Trento rapporto al macello del castello di Trento. Intendo altres come cosa certa, che una contessa Ferrari d'Insprugg essendo ai bagni di Pisa s' ammazzata nella propria stanza con due pistolate, avendo, e tenendo preparate quattro pistole. Pativa di razza. Ha lasciato dopo di s due figliuole. 26 dicembre 1784 26 domenica nel suo castello di Trento sua altezza rev.ma nostro vescovo Pietro Vigilio ha ordinato otto chierici, cio don Pino di Trento sacerdote, don Monauni di Cles, Fra Gregorio, e Fra Vigilio nostri, tre Cappuccini, ed un Girolamino dell'Inviolata di Riva. Il freddo in questi giorni fu grandissimo, bench la terra fosse coperta di neve. Finisco quest'anno, protestando, che ho tralasciato moltissime cose per motivo di brevit, per mancanza di tempo, e per noncuranza. In una delle feste natalizie alle quattro di mattina in Trento furono toccate le campane a martello, perch la Roza dei Molini di s. Francesco non potendo entrare in citt nel solito suo luogo, impedita dal ghiaccio, corse per il gran campo della Fiera, ed entr in citt per la Porta Veronese di s. Croce, con danno delle cantine ecc.

ANNO DI GES CRISTO MDCCLXXXV. 1785. 1 gennaio 1785 Nel primo giorno ha predicato alle Fradaglie di Trento il nostro Padre Epifanio. 2 gennaio 1785 Nel secondo giorno ho letto un libricciuolo intitolato: Damnatio, et prohibitio libri germanico idiomate editi, cui titulus... Latine vero: Quid continent documenta antiquitatis christianae de auriculari confessione? ab Eybel. Vindobonae apud Iosphum nobilem de Kurzbeck & 1784. Romae 1784. Ex typographia rev. Camerae apostolicae, in folio parvo. Incomincia: Pius Papa sextus ad futuram rei memoriam. Mediator Dei, et hominum Christus Iesus, quo plenius in nos misericordiae suae divitias effunderet & &. Editum sane recens, nec sine acerbo doloris sensu accepimus libellum germanico idiomate, cuius haec est latine reddita inscriptio: Quid continent documenta & Ediderat iam scriptor iste paucis ante annis introductionem in ius eccelsiasticum catholicorum, quem librum decreto sub die 16 februarii currentis anni Indicis Congregatio, maturo adhibito examine, censuit inter damnatos libros referendum &. Antedictum librum, cui titulus latine redditus Quid continent documenta... ab Eybel? tamquam continentem doctrinas, et propositiones respective falsas, captiosas, temerarias, scandalosas, seditiosas, sanctis Patribus contrarias, et iniuriosas, sapientes haeresim, erroneas, haereticas et a Concilio tridentino uti haereticas damnatas, reprobamus, damnamus, ac pro reprobo, ac damnato in perpetuum haberi volumus, ac decernimus &. Datum Romae apud s. Mariam Maiorem die XI novembris 1784. Pontificatus nostri anno X. I. Cardinalis de Comitibus. Fu pubblicata ne' soliti luoghi pubblici di Roma li 18 novembre 1784 da un cursore apostolico. Io tralascio le pene della scomunica ipso facto etc. ed altre cose per li miei soliti motivi: ed avviso, che poco fa ho pur letto con orrore un altro libro del predetto Eybel intitolato nella stampa italiana di Pavia 1784 Cosa devesi tenere intorno le dispense matrimoniali? Vedi la mia Biblioteca tirolese, To, I, pag. 365, in Giuseppe de Thunn. Finalmente s' scoperta l'eresia manifesta. Nel medesimo giorno secondo ho pur letto un altro simile libricciuolo, che porta questo titolo: Damnatio et proibitio libelli germanico idiomate editi, cui titulus... Latine vero Universalis professio fidei omnium religionum 1784, sano hominis intellectui dicata. Romae 1784. Ex typographia rev. Camerae Apostolicae, in folio. Comincia: Pius Papa sextus ad futuram rei memoriam. Debito apostolatus nostri officio vix functi, quo paucis ante diebus perniciosi libri necessaria quidam, sed paterno cordi nostro acerba damnatione recrudescentes adversus auricularem Confessionem errores proscribere, catholici dogmatis depositum sertum, tectum custodire &. &. Emersit nuper e tenebris mole quidem exiguus, totus vero atro felle, ac veneno suffusus ignoti scriptoris libellus, cui propositum non unum tantum, aut alterum caput petere christianae doctrinae (tametsi nefas quicquam de Verbo Dei detrahere) sed plane omnem christianae revelatae religionis formam, ac speciem e medio tollere, funditusque delere. Libelli titulus latine redditus: Universalis proefssio fidei omnium religionum 1784, sano hominis intellectui dicata, addita in fronte ad inanem ostensionem brevi hac sententia: Agnosce Deum, et esto honestus vir. Quae sententia simulata &.&. Antedictum libellum Universalis professio Fidei &.&. tanquam continentem doctrinam, et propositiones respective falsas, temerarias, scandalosas, perniciosas, erroneas, impias, haeresi faventes, haereticas, totiusque revelatae religionis subversivas damnamus, ac pro damnato, et repropbato in perpetuum haberi volumus atque decerninus. Sotto pena agli ecclesiastici della sospensione a divinis, ed agli laici tutti tutti della scomunica riservata al Papa ipso facto incurrenda. Datum Romae apud s. Mariam Maiorem die XVII novembris 1784. Pontifcatus nostri anno X. I. Card. de Comitibus. Publicata Romae ne' soliti luoghi die 29 novembris. Il mentovato anonimo scrive: "Nullibi praeceptum esse, nec praecipi posse recte sentire, sed recta facere, beatumque illum, qui hoc praestat, sit deinde iudaeus, turca, ethnicus, christianus, aut naturalista". Nella condanna dell'Eybel contra la Confessione si dice, che in tal libricciolo si fa noto e manifesto quo tendant eorum consilia, qui omni scriptionum genere student fidelium animos alienare ab ea sede, cum qua ecclesias universas et fideles, qui undique sunt, omnes oportet convenire. Il suddetto Eybel ora

consigliere regio in Linz. Fu parecchi anni gesuita, et venne privato di una cattedra sotto il governo di Maria Teresa regina. In questi primi giorni in Trento fu dato principio alla conscrizione ordinata da Gioseppe II, ma fu anche ritardata ad instanza del Magistrato civico, essendo andato da Insprugg a Vienna per impetrar che non sia fatta nel Tirolo trentino il Conte Godifredo d'Heitser. La prima casa segnata fu quella del Conte capitano Pio di Wolckenstein, deputato a fare tal cosa insieme col soldato Benigni di Vezzano, perch sia fatta da due trentini. 7 gennaio 1785 Li sette morto un Nardelli di Meano in Trento, perch nelle scorse feste fu ferito dagli sbirri. Perci gli sbirri ora sono in molto tristo passo, ed uno gi scappato, un altro a letto ferito dal Nardelli. Ho inteso, che in Roveredo sta prigione un uomo, perch in campagna ha spaccata la testa ad un suo figlio, ed occultamente lo ha sotterrato. Ho pur inteso, che un trentino dimorante in Vienna ha scritto, esser ora cosa obbrobriosa l'accostarsi in Vienna al Sacramento della Penitenza, e doversi ci fare furtivamente. Di pi avendo il cardinale Migazzi arcivescovo di Vienna detto a sua maest d'ordine del Papa, che reprima gli attentati dell'Eybel contra la Confessione auricolare, sua maest gli abbia risposto, che ora non pu accudire a cos fatte bagatelle. Li sette gennaio ho veduto il catalogo de' predicatori quaresimali destinato dal nostro vescovo di Trento, il quale come segue: Aldeno, Garniga e Cimon festivo, don Leonardo Zanella primissario di Povo sua patria. Arsio, e Castelfondo don Luigi Flamacini di Trento. Avio: vedi sotto Banale, don Francesco Zanetti ex frate conventuale. Blegio, s. Croce, P. Agostino Schreck di Trento Agostiniano. Borgo: vedi sotto. Brentonico: vedi sotto. Calavino, don Pietro Lazzari dall'Ischia perginese. Calceranica: vedi sotto. Cavedine, don Antonio Conte de' Melchiori di Trento. Cembra, don Primo Somalvigo di Trento. Civezzano, e Cognola festivo, don Gioseppe dalla Rosa di Canzolino, cappellano di Pergine. Condino, don Antonio Lunelli di Torchio. Corredo, e Smarano, don Giacomo Grisenti di Pinedo. Denno e Flavon, don Cristoforo dal Piaz. Gardumo, o s. Felice, don Stefano Antonio Marchetti. Grigno: vedi sotto. Levico: vedi sotto. Livo, don Giannantonio Comini Lizzana, ed Isera festivo, don Leonardo Steffenelli di Torbole, curato di Torbole. Mal, don Antonio Cornalli di Calliano, cappellano di Meano San Michele festivo, don Cristoforo Franceschini da Tres, arciprete di Taio abitante in Trento. Ma non poi andato perch cascato da una scala avanti Quaresima, e perch li canonici non lo han voluto tenere a costo tutta la Quaresima. Mori, don Antonio Zecchini di Ledro. Nago, don Francesco Gazzoletti di Nago. Ossana, don Gioseppe Sizzo di Trento, cappellano di Maleto. Pergine:vedi sotto. Povo, Villazzano, e Mattarello festivo, don Vincenzo Nella di Rendena, repetitore di fisica nel seminario. Primiero: vedi sotto. Rendena, don Francesco Sembiante da Verv.

Rev, e Clotz, don Domenico Poli di Storo. Rovereto, il P. Celestino di Cavalese Cappuccino ma soltanto tre giorni alla settimana, e andando dal suo convento. Sarnonico,Fondo, e Romeno, don Giovanni Antonio Largaioli. Spor, e Vigo, don Alessandro Oliva Taio, e Torri, don Leopoldo Eller Vicario di Taio. Tassullo, don Romedio Conzi di Maleto. Terlago, e Baselga festivo, don Tommaso Brutti, curato di Vezzano. Tegnale, don Gio. Battista Santi da Enguiso di Ledro Tesino: vedi sotto. Tione, don Valentino Bonenti da Rendena , curato di Arzo. Val di Bono, don Domenico Pruder di Serso. Val di Ledro, don Francesco Antonio Claus di Trento. Villa Lagarina, don Felice Menapace da Rallo. Volano, e Besenello, don Domenico Ricci di Trento, cappellano di Nago. San Zeno, e Dambel, don Giacomo Pauli da Mezzolombardo. Dei seguenti sono scritti a mano anche li paesi e sono destinati dal vescovo trentino in vigore dell'indulto Papale gi di sopra mentovato. Primiero, don Gioseppe Villi di Levico. Tesino, don Gioseppe Monauni di Trento, curato di Villazzano. Strigno, Padre Paride Rigotti di Godenzo prete Filippino di Trento. Grigno, don Martino Catturani di Randena. Borgo di Valsugana, don Francesco Botto genovese ex gesuita in Trento. Nel principio del 1787 andato a Venezia per pi non ritornare a Trento. Levico, don Antonio Piccinini di Levico abitante a Trento presso il baron Gentilotti204. Calceranica, e Vigolo, don Michele Tommasi di Trento, cappellano di Banale. Pergine, don Francescantonio Fenici di Pranzo ministro del seminario di Trento. Avio, don Antonio Voltolini di Trento, cappellano di Cavedine. Brentonico, don Valentino Salvadori di Pergine Questo si il primo atto pubblico, ch'esercita il vescovo di Trento sopra le parrocchie de' vescovi di Verona, e Feltre. Vedi sopra al 18 dicembre 1784. Nel medesimo giorno settimo pervenuto alle mie mani questo sonetto tuttizzante. Il Turco fiero pon sossopra tutto. La Moscovia in poter minaccia tutto. L'imperator novello tenta tutto. La Germania in furor s'espone a tutto. La Prussia accorta preparata a tutto L'Olanda spera s, ma paga tutto. L'Inghilterra a dover ridotta a tutto. La Francia a poco a poco mangia tutto. La Spagna in fin vuol trionfar di tutto Portogallo sconvolto osserva tutto. La Savoia sta in guardia, e bada a tutto. Venezia indifferente ascolta tutto. L'Italia in generale pensa tutto. E Roma a due man benedice tutto. Ed alla fin di tutto Se Dio pietoso non rimedia a tutto Il diavolo da ver porta via tutto.

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Il predicatore di Levico ha 70 fiorini oltre la tavola, ed abitazione in canonica.

Gli scolari del seminario dopo l'Epifania per otto giorni hanno fatto tutti gli esercizi spirituali, loro dati dal nostro Padre professore fisico Maurizio di Borgo, e dal padre Paride Rigotti di Godenzo Filippino di Trento e dal sig. don Gio. Puzzer di Tauffers. Il Magistrato civico di Trento ha ordinato, che sia bruciata un portantina pubblica, che fu adoperata per portare uno sbirro ferito nella zuffa col soprammenzionato Nardello. Nel sudetto seminario vi sono i seguenti soggetti. Don Giuseppe Carpentari di Mittenberg Conte del S.R.I. di Roveredo, rettore del seminario, prefetto degli studi, ed esaminatore prosinodale. Don Francescantonio Fenici di Tenno ministro. Don Gio. Puzzer di Tauffers direttore spirituale. Don Pietro Gramola cittadino di Trento sagrestano. Don Giuseppe de Menghini d'Arsio dottore in sacra teologia, prof. dogmatica, Provicario generale ed esaminatore prosinodale. Don Giuseppe Donati di Cembra professore di Morale ed esaminatore prosinodale. Don Giuseppe Antonio Eyrl de Waldgries et Liebeneich da Bolgiano, dott. di sacra teologia canonico dell'imperiale Collegiata di s. Maria alla vecchia cappella di Ratisbona, e prof. de' sagri canoni, succeduto al signor Volani. Si dice Aierle volgarmente. P. maestro Francesco Gio. di Dio Staidelio di Trento Minore Conventuale Guardiano esaminatore prosinodale e prof. di Sacra Scrittura. P. Giampietro Fedrigotti di Sacco Cappuccino prof. di sacra eloquenza. Cess nel 1787 al fine. P. Francesco Saverio Battisti da Fondo Minore Riformato prof. di logica e metafisica. Fatto esaminatore prosinodale nel 1788. P. Maurizio Felder di Borgo Minore Riformato prof. di fisica ed etica. Don Giuseppe Quaresima da Tueno prof. di rettorica. Don Antonio Pomaroli di Trento prof. della Quinta. morto in Trento li 17 aprile 1788, gi giubilato. Insegn anche prima d'entrare nel seminario. Don Francesco Sicher da Corredo maestro della Quarta. Don Gio. Battista Pedroni da Tos maestro della Seconda. Don Antonio Tabarelli da Cembra maestro della Prima. Gli alunni sono 26. Li convittori del seminario 38. Tutti gli scolari del liceo e del ginnasio 190. Prof. di legge il sig. Barbacovi. Non pi si odono ballonisti aereostatici: bens leggo lodato da Francesco Michelotti di Drone negli Sguatteri di Parnasso del 1785, il nobile sig. Pietro Canella di Riva trentina, perch fino dall'estate del 1784 fece saltar in aria felicemente molti globi aereostatici di diversa struttura nella citt di Riva, di Arco, di Roveredo, di Verona, nella piazza del palazzo Archetti sul lago di Garda, ed altrove. Vedi sotto settembre 1786. Nella Gazzetta trentina degli undici leggo, che sua maest ha permesso ad un gran signore luterano forastiero il comperare beni stabili nella Boemia, il che per avanti non era lecito. Leggo pure il comando fatto dalla medesima maest, che in avvenire li Regolari non abbiano Diffinitori, n discreti, che li superiori locali siano eletti dai Religiosi del proprio convento, che il Provinciale sia eletto nel prossimo maggio, li Guardiani nei tre giorni ultimi di dicembre scorso, e che li Frati non possano essere mutati di convento senza cause urgenti, che il Provinciale non possa far visite ecc. Leggo, che gli Vallachi fanno stragi de' nobili, e degli ecclesiastici secolari, e Regolari. Tralascio al solito altre notizie. Ho inteso, che l'altra sera in Chiusole di Lagaro andato essendo un uomo giovine a ripetere quattro troni da un altro, rest ammazzato dal debitore con un coltello senza neppur poter ricevere alcun sacramento. In Trento van girando di notte delle persone per altro civili, chiedendo limosina, ed anche levando per forza dalle altrui spalle i tabarri. Da Campo di Giudicaria il nostro padre Aniceto d'Isera ultroneamente mi ha scritto una lunga lettera intorno alla donna astinentissima di Tione gi mentovata di sopra al 30 novembre 1784. Ella si di questo tenore: "Campo 28 dicembre 1784. Ritrovasi nella parrocchia di Tione una giovine inferma, la di cui fama si gi sparsa eziandio in lontani paesi. Dopo vari discorsi,

sentimenti, e giudici, che mangiasse, o non mangiasse, che le fu fatta l'inspezione da tre, o quattro signori medici per lo spazio di quindici giorni, si venne finalmente all'ultima conclusione in questo modo. Per ordine di sua altezza rev.ma monsignor vescovo, e principe di Trento furono su d'un tal affare deputati inspettori il rev.mo signor piovano di Rendena don Martino Ferrari, il clarissimo sig. Prati di Tenno Vicario di Tione, e l'eccell.mo signor medico Bergamaschi di Riva. Questi insieme con un notaro, uno speciale, una donna, e due altri testimoni, per lo spazio di dieci continui giorni eseguirono diligentissimamente la incombenza loro imposta, invigilando giorno e notte a tutto ci, che succedeva. Siccome l'inferma abbisogna di quando in quando le siano inumidite le fauci; cos pi volte al giorno le diedero in bocca una dramma di triaca, una dramma di poina, ed un p di acqua, pesando prima il tutto colle bilancie della speciaria. La donna teneva in bocca le dette cose per qualche tempo e poi senza di averle inghiottite le mandava in una tazza, e di nuovo venivano pesate come sopra, e dal notaio si faceva registro. Cos fu fatto ogni giorno; al fine poi del decimo, fatto calcolo di ogni cosa, non manc altro che un'oncia e mezza di acqua. Li due testimoni furono sempre presenti, e custodirono sempre la porta del vlto, posto in piano terra, dove giace l'inferma; la qual porta ogni volta che si chiudeva, veniva pur sigillata con sigillo pubblico; col qual sigillo fu munita eziandio la finestra, che d un p di luce al detto vlto, per impedire ogni sospetto, che entrasse qualche persona per portar all'inferma da mangiare, o da bere. Finalmente tutti li suddetti giurarono solennemente esser il fatto come sopra, e l'autenticarono pubblicamente. Ci fece anche il clarisimo signor giudice Prati, quantunque per l'addietro non avesse potuto persuadersi, che detta donna inferma non mangiasse, e non bevesse. Lo stesso giuramento fece anche la medesima inferma, la quale conta quaranta anni in circa di et. Ella sino da' suoi primi anni visse come buona e morigerata cristiana. Fu soggetta a gravi, e varie malattie; mangi sempre poco, ed avanti, che si allettasse e fermasse sul letto, non viveva di altro, che di sugo di pomi fracidi. Ora sono passati gi tre anni e mezzo, che non mangi, n bevette alcuna cosa, eccettuiate la particola consecrata, che da lei facilmente si riceve, ed inghiottisce. No pu alzarsi da letto. Bench sia povera, e meschina di condizione, non riceve altro da quelli che la visitano, fuorch qualche denaruccio per provedersi un p d'olio, che le faccia lume in tempo di notte, senza di cui non pu stare. La faccia, e le mani di lei hanno alquanto di calore, e sono molli; ma nel rimanente della vita ha la pelle incrostata e rugosa. Si dice, che la spesa fatta nella inspezione descritta, consista in fiorini circa dugento. Io pure fui due volte a visitare la detta inferma. Mando a sua paternit reverenda questa vera verissima relazione, perch mi nota la sollecitudine, che ha di raccogliere ecc.". Cos il detto P. Aniceto. Ora essendo stato portato il processo alla Curia vescovile si trova in Trento il sig. Gio. Andrea Comino dalle Cappelle di Livo, arciprete di Tione, per difendere il suo sentimento, che la detta donna non sia vera astinente, e che non viva senza mangiare. Fu parlato di essa eziandio in Antibo terra celebre della Provenza, vicina a Nizza. Per ordine del vescovo fu esaminata eziandio dal sig. Carlo Leopoldo Torresani di Cles, essendo immediato antecessore del sig. Prati in Tione, e diede relazione al vescovo favorevole alla donna, bench avanti di esaminarla non le credesse. Ora egli luogotenente di Stenico nelle Giudicarie. Vedi sotto al 17 gennaio. 12 gennaio 1785 Li dodici pervenuto a Trento al sig. barone Martino Klotz, che monsignor Giacomo suo fratello morto li 28 dicembre, festa de' santi Innocenti in Napoli, dove era andato per guarire. Teneva dal Papa l'indulto di poter vendere la sua Prelatura, che gli costava dodici mila scudi romani; ma non trov chi la volesse comperare. Egli ha consumato pi di centotrenta mila fiorini in pochi anni, e senza verun suo vantaggio vero. stato anche a Vienna per esitarla. Poi fu creato assessore del governatore di Roma. Indi s' sparsa voce, ma falsa, che il sig. Triangi gli rinunciava il canonicato di Trento, e che poi avrebbe ottenuto anche il suffraganeato trentino. Negli scorsi giorni il sig. don Valentino Frisinghelli di Lanzima, gran cacciatore, e curato di Ronzo e Chianis in Garduno, essendo andato alla caccia con un suo prete, rest sorpreso da colpo apopletico, e mor senza poter dire neppure un Ges-Maria. Per lui sarebbe forse stato meglio il morire in chiesa.

Essendo morti due signori cappellani in Ampezzo valle austriaca della Contea goriziana, furonvi mandati nel fine dell'anno scorso due Regolari in loro luogo, cio un Domenicano gavotto, ed un Cappuccino. Ai dieci dello scaduto dicembre 1784 la Repubblica veneta ha approvato uno statuto del Difffinitorio di quella nostra Provincia Riformata di s. Antonio, che niuno sia ammesso al noviziato de' laici, se prima non ha servito in qualit di Terziario per cinque anni. Io credo, che sia stato fatto per ottenere il permesso di vestire anche de' laici. Ma non lo credo di quell'utilit, che da altro si suppone, per li motivi, che qui non occorre di rammentare. Per vestir chierici fu loro data licenza nel principio dello scorso anno 1784 a patto per, che non professino avanti gli anni ventuno di et. Quindi ne hanno subito vestito alcuni. 9 gennaio 1785 (sic) Li nove di questo mese di gennaio in Roveredo un figlio del capitano Trentinaglia fu sopraffatto da cos fiere convulsioni, che sembrava pazzo. In vano sonosi affaticati pi medici per fermarle. Quindi la di lui madre gli mise sotto al capo un coscinetto di sant'Anna, e subito cessarono. Levato il coscinetto ritornarono, e rimesso il coscinetto cessarono ancora con maraviglia di tutti glia stanti. Questo si notabile, giacch ora si mettono in discredito, e derisione tutta le divozioni de' pii cristiani, e specialmente quelle, che risguardano le reliquie de' Santi. Il Trentinaglia fu regalato dalle povere monache di s. Anna di Borgo, quando le ha soppresse per ordine di Gioseppe secondo. Ma vedi sotto 29 gennaio. Sino dallo scorso dicembre si trova in Trento il sig. Francesco Felice de' Conti Alberti di Enno canonico di Trento, ed abate commendatario di s. Croce in Milano. Egli venuto da Vienna per esser presente alle nozze celebrate in Trento subito dopo l'Epifania tra il suo nipote Cristoforo figlio di Gervasio suo fratello, e la contessa Maria Filippina figlia del Conte Gianvigilio di Thunn, la quale da qualche anno stava rifugiata presso le Madri Orsoline di Trento contra la voglia di suo padre. Con tal occasione ha portato alla cattedrale di Trento un calice di grandissima valuta mandatole in dono dal suo zio cardinale Cristoforo Migazzi arcivescovo di Vienna, e gi canonico di Trento. Egli ora studia indefessamente, andando in castello ogni giorno, e dettando a due copisti non so su qual materia. 17 gennaio 1785 Li 17 gennaio abbiamo in questo nostro convento albergato un Padre Domenicano di Milano, assai religioso, ritornante da Vienna, dove fu da cesare per essere di nuovo ricevuto in Milano, giacch essendo stato trattenuto in Piacenza per continuare le sue prediche annuali allorch venne a Milano l'ordine cesareo, che li Frati assenti ritornassero dentro certo tempo sotto pena in contrario di non esser pi ricevuti, il suo Provinciale temendo di fallare, non pi lo voleva. Ottenne favorevole rescritto merc la buona grazia di un ministro, barone Gioseffo di Spergs205. Egli racconta le grandi miserie di Vienna, e della Germania cagionate dalle odierne novit, e che tutti sclamano, e gemono; e che l fa un freddo orrido, e che vi moltissima neve, e che molti Frati sono fuori nelle parrocchie vestiti da secolari affatto. Non posso dir tutto. Negli scorsi giorni fu in Trento il sig. piovano di Randena per la causa dell'astinente tionitana gi di sopra rammentata. Vedi sotto al 4 giugno. 18 gennaio 1785 Li 18 gennaio leggo, che li 25 dello scaduto dicembre festa del santissimo Natale nella sua cappella di Corte ha celebrata la sua prima Messa l'Arciduca Massimiliano arcivescovo ed elettore di Colonia. Leggo, che l'Olanda ha nominato generale d'infanteria il Conte di Maillebois collo stipendio di centomila scudi all'anno in tempo di guerra, e di centomila Lire in tempo di pace. Leggo, che il generale Slop fu nominato al comando delle truppe di Bengala nelle Indie. Leggo, che l'imperatore ha regalato al Bass di Belgrado un coltello brillantato, e valutato ottomila fiorini. Che le nuove due fortezze austriache di Pless, e Teresiastadt costano pi di
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Part per Rivoli li 21.

diciassette milioni di fiorini. Che gli editti cesarei tendono a sopprimere tutti gli Ordini religiosi d'ambi li sessi, e di ristringere il numero dei preti secolari. Cos leggo stampato. Il suddetto Padre Domenicano mi ha raccontato, che l'imperatore fu dissuaso dal sopprimere le abazie sul riflesso insinuatogli dal barone consigliere Giuseppe di Spergs d'Insprugg, che sopprimendole non farebbe quel guadagno, che pretende, siccome non l'ha fatto neppure colla soppressione delle altre Case religiose. Cos gli ha detto lo stesso barone di Spergs. Il motivo di ci si , che la roba incassata non frutta, bisogna pensionare li Religiosi, cui vien tolta, e profusamente stipendiare li ministri cesarei. Ma sua maest si lascia sedurre da altri. 20 gennaio 1785 Gli 20 ho inteso, che la roba del soppresso monistero della ss. Trinit viene venduta per molto miserabile prezzo. Nominatamente una casa in citt fu venduta per cinquecento fiorini, bench fosse stimata mille. Ecco s' vero il riflesso spergesiano! In questa settimana, cio li 17 sono andati a Sacco molti trentini in pi carrozze per trastullarsi col teatro saccardo. Per queste spese non manca danaro, bens per fare Quaresima, che non vuol farsi col pretesto, che la roba troppo cara. 21 gennaio 1785 Li 21 finalmente ho veduto due fogli di carta bollata comperati all'Avis. Ognuno costa sei soldi, bench secondo il bollo siano tassati ognuno cinque soldi. La carta tedesca, grossa, grande, brutta, rotta. Conviene usare un tal foglio per formare un attestato di ricevuta per cui basterebbe, e bastava per l'addietro, un solo quarto di foglio ordinato. Oh che calamit di questi nostri giorni! Li cherici delle parrocchie tirolesi feltrine non hanno ricevuto il direttorio dell'officio divino dal vescovo feltrino. Quindi ha loro conceduto, che usino quello di Trento il vescovo trentino pro interim. Ma non tutti l'hanno preso. Per altro si discorre a piena voce, che l'imperatore sia per ceder ai Veneti la Valsugana perch a lui diano il passaggio per Mantova, il che ai Veneti non sarebbe utile, mentre disgiungerebbero il bel pezzo del loro Stato che forma il Bresciano ecc. Si dice altres, che gli archesi dimandano la soppressione del monistero delle loro monache Servite, per formare in esso un pannificio, ed ospitale. Che saranno soppresse le abbazie tirolesi di Wilthau, di Stambs, di Neustift, e di Mariaperg. Che li nostri frati d'Insprugg in breve dovranno abbandonare quel convento, malgrado le instanze fatte per la sussistenza di esso dalla citt, dal presidente Heister, e dall'arciduchessa d'Insprugg. Pian piano si vuole disfatta ogni buona fondazione. Ho inteso dire pi volte, e da diversi, che monsignor Piccini canonico di Trento, gi pi volte da me rammentato, ora in Roma parla, e tratta col Papa contro la soppressione di s. Trinit fatta dal vescovo di Trento. Ho inteso altres, che se alcuna trinitaria vorr lasciare s. Michele, sarebbe permesso il lasciarlo, ma non le verr dato n pure un soldo di pensione, quantunque sia stato promesso a tutte, che andando a s. Michele, e poi non piacendo loro di starvi sarebbe data loro una pensione vitalizia pi buona dell'assegnata alle altre non andate in s. Michele. Oh che mondo ! Oh che fare! 22 gennaio 1785 Li 22 giorno di sabato arrivato a Trento, ed and diritto all'Osteria dell'Europa col suo equipaggio di quindici cavalli, venendo dalla Polonia il cardinale Giovanni Andrea de' Conti Archetti di Brescia. Egli nato gli undici settembre 1731, fu creato arcivescovo di Calcedonia gli undici settembre 1775 e mandato nunzio apostolico ordinario in Polonia206. Poi nunzio apostolico straordinario nella Moscovia; e finalmente a petizione di Catterina seconda imperatrice scismatica di Moscovia venne creato prete cardinale da Pio VI li 20 settembre 1784, con qualche contraddizione delle altre Corti, non essendo ancora stati fatti cardinali i nunzi
Nel catalogo de' cardinali posto nel Diario bresciano per l'anno 1793, pag. 76, v'ha Gio. Andrea Marchese Archetti nobile bresciano, creato cardinale nel 1784.
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apostolici dal detto Papa, per causa delle novit dell'imperatore. Sento dire, che li signori Archetti a niun patto hanno potuto conseguire il titolo di nobili bresciani, perch sono mercatanti, e che circa trecento mila ducati hanno speso per ottenere la Prelatura al lodato Giannandrea. Hanno fatto le loro ricchezze col ferro in Campione, dove tuttora tengono bottega. 23 gennaio 1785 Li 23 domenica un uomo adulto solo fu a dottrina nella chiesa curata di Cognola. In Trento poi sulla sera fu dato principio al carnevale colle maschere. Le prime, che si fecero vedere, scesero dal castello residenza del vescovo. Fu stimolata a chiedere la licenza delle dette maschere la contessa Maria Filippina di Thunn, nuova sposa del Conte Cristoforo Alberti; ma ella si scus dicendo, che se avea da chieder grazie a sua altezza, voleva chiederne di altra sorta. Martino Frigieri impresario de' festoni avea tassato sette traieri per testa alla sera; ma il Magistrato consolare ha tassato sei traieri. Non poco, ma niuno si aggraver di pagarli, e di pagarli subito subito. Poi non vi sar danaro per la Quaresima. 25 gennaio 1785 Li 25 leggo, che monsig. Giacomo Klotz assessore del Governo di Roma, e protonotario apostolico partecipante, essendosi trasferito da Napoli a Capo di Monte, li 21 dicembre festa di s. Tommaso ricevette il sacro viatico, li 25 festa del santo Natale l'Olio santo, e li 28 dicembre mor. Leggo altres che il cardinale Archetti fu complimentato d'ordine del nostro vescovo, ed invitato a Corte, ma rifiut, ed ascoltata la s. Messa in s. Maria Maggiore part li 23 mattina per Roma. Leggo, che il Papa s' aggiustato col re di Sardegna Duca di Savoia rapporto alla nunziatura di Torino da molto tempo vacante, colla promessa di creare due cardinali sudditi torinesi. Leggo finalmente, che il gi notato Gioseppe Horia capo de' tumultuanti vallacchi fu proditoriamente preso e condotto a Carlsburg, Leggo ancora, che in un sol giorno furono spediti sette corrieri da Vienna per diverse parti; e che le chiese della citt di Mons nell'Annonia sono ridotte in tanti magazzini per la guerra tra l'imperatore e gli olandesi, L'Horia dicesi anche Hozia. 29 gennaio 1785 Li 29 da una persona pratica di Trento ho inteso, che le maschere di quest'anno sono sfrenate, e che il luogo del festone vedesi ricchissimamente addobbato, e fornito di cere, e che volendo una persona intervenire al festone deve spendere ogni volta intorno ai dodici troni, dovendosi vestire in gala, pigliare caff ecc. Il tempo che viene perduto non si conta. Cos pure li peccati di scandalo, di pensieri, di parole, di omissioni e di fatti non si computano. Per li poveri e per le divozioni non c' danaro, si esagera la caristia degli anni correnti. Oh Dio! A questo si aggiunge, che molti trentini vanno a Sacco, ed a Roveredo apposta per godere delle opere teatrali, che fansi nell'uno e nell'altro di tali luoghi. Da pi di uno ho inteso, che il sig. Andrea Rensi li 23 di questo ha presentato un suo sonetto al cardinale Archetti sopralodato, e che dal medesimo cardinale fugli tosto detto Amico, non irritare Pallade. Tanto egli tristo poeta! Li 29 dal nostro P. Gio. Vincenzo di Roveredo Vicario a san Rocco di Roveredo, venuto a Trento per predicare in questo Duomo, mi fu confermato distintamente il caso miracoloso di s. Anna rammentato di sopra al 9 gennaio. Giova il ripeterlo qui pi minutamente. Giuseppe figlio del sig. Giuseppe Trentinaglia da Telve capitano Circolare di Roveredo, fu accusato da un servidore di sua casa al suo genitore di non so qual difetto. Perci fu mandato a fare gli esercizi spirituali a s. Rocco presso il detto Padre Vicario Gianvincenzo. Essendo per innocente, molto rest disgustato contra il servidore, cosicch sopraffatto dalle convulsioni, alle quali prima non fu mai soggetto, bench conti diciassette anni di et, pi volte proruppe in lamenti contra il detto servidore. Per guarirlo dalle dette convulsioni furono chiamati pi medici, ma in vano affatto. Una notte stettero ad assisterlo il sig. Goio chirurgo, ed il sig. Filippi. Mentre questi stavano legandolo, entr nella stanza la cuciniera di casa con un coscinetto, ed una carta, cose datele da una sorella dell'infermo, la quale avevale ricevute dalla signora Pergera coll'avviso, che serviva

il detto coscinetto per diversi mali, essendo non so di qual divozione per s. Anna. Il Goio supponendo, che la cuciniera portasse da mangiare, la rimand indietro dispettosamente, ed ella mise l sul tavolino il coscinetto, e la carta di autentica, e si ritir. Dopo, che l'infermo fu legato, il Goio and al tavolino, pigli il coscinetto, lo mise sul letto dell'infermo, ed ivi appresso si ferm per leggere la carta. Allora l'infermo rasserenato cominci a parlare quietamente, e disse: Che fate qui Goio? Il Goio a tal dimanda rest stupito, e rispose: Mi ha veduto soltanto adesso? non mi ha veduto ne'giorni passati? Non intendendo bene la carta, e non pensando a miracoli, anche per esser difficile in creder miracoli secondo il fare de' fisici, e degl'illuminati moderni, rimise sul tavolino la carta, ed il coscinetto. Ritornarono subito le convulsioni, ed il Goio avvisato dal Filippi rimise il coscinetto sopra l'infermo. Cessarono ancora le convulsioni, ed avendo detto il Filippi, che le virt di farle cessare stava nel coscinetto, lo lev il Goio dal letto, e subito ritornarono le convulsioni. Allora il Goio cominci a credere, rimise sull'infermo il coscinetto, e vedendo, che stava quieto con esso, glielo lasci fisso, e part per casa sua a risposare anch'esso. Ritorn la mattina dall'infermo, e lo trov che riposava quieto. Confess dunque ingenuamente, che credeva il miracolo. Ma chiamato il medico Fontana, questi ricus di crederlo, e fece dell'esagerazioni contrarie. Il Goio si adoper per persuaderlo. Gli fece vedere, che levando il coscinetto ritornavano le convulsioni, e rimettendolo cessavano. Il Fontana se ne rideva. Il Goio gli fece palpare il polso, e sotto al braccio, ed ottenne, che il Fontana confess esser vere convulsioni. Frattanto essendosi mosso l'infermo, si stacc dai di lui piedi il coscinetto senza che gli astanti se ne accorgessero, ed essendosi infuriate le convulsioni disse il Goio: Volete vedere, che non ha attaccato il coscinetto? Venite qua, testimoni, guardate attentamente. Alz le coperte, ed infatti videro tutti, che il coscinetto s'era dilungato dall'infermo. Infine il Fontana part, and per Roveredo, e confess, che il caso era sorprendente, ma non volle dirlo miracoloso. Poi l'infermo disse, che in tal giorno gli sarebbero ritornate le convulsioni due volte, una sul mezzod, e l'altra alle sei di sera. Infatti sul mezzod gli ritornarono. Per impedire poi, che altrettanto non succedesse la sera, temendo li domestici, che ci fosse una finzione, chiamarono il nostro padre Basilio d'Albiano, perch con buoni discorsi tenesse divertito tutta quella sera l'infermo, e chiudendo le finestre fecero venir sera innanzi al suo tempo. Il Padre fece bene il suo uffizio: ma che? all'ora predetta l'infermo rest di nuovo sorpreso da gagliarde convulsioni, ed avendo chiamato aiuto dai domestici il P. Basilio, accorse la madre dell'infermo, e non sapendo cosa far altro, disse, che gli mettessero sotto al capo il coscinetto. Messo dunque sotto al capo, cessarono subito le convulsioni, e mai pi non ritornarono sino al giorno d'oggi, cio sino a questo 29 di gennaio. Dei gratias. Il P. Vincenzo ha veduto il coscinetto, ha visitato l'infermo, ed ha inteso il caso dallo stesso Goio. 31 gennaio 1785 Li 31 ultimo giorno di gennaio fu detto in Trento che in questo giorno li nostri Frati avranno evacuato il convento di s. Croce in Insprugg, secondo il comando avuto, bench molto siensi adoperati gl'inspruchesi perch que' Frati non fossero disturbati. Tengo nelle mani un nuovo decreto del Papa Pio sesto, di cui piacemi darne qui la copia. Eccola. "Decretum Urbis, et Orbis. Ex audientia sanctissimi die 15 maii 1784. Ut erga sacrosanctam individuam Trinitatem, et erga Incarnationem Domini nostri Iesu Christi praecipua catholicae fidei mysteria, itidemque erga Deiparam Virginem in fidelium animis altius defigatur, et adolescat in dies pia devotionis affectio, laudentque Dominum omnes gentes, et omnes populi: Sanctissimus dominus noster Pius PP. VI enixis nonullorum precibus libentissime annuens, omnibus utriusque sexus Christifidelibus, qui ducti spiritu veritatis ultro in sanctam societatem convenientes terni ad honorem sanctissimae Trinitatis, ed ad quamdam huius mysterii significationem, tribus distinctis diei horis, nempe antemeridianis, pomeridianis, et vespertinis, sive coniunctim, sive seorsim singuli septies Gloria Patri &, et semel Salutationem angelicam corde saltim contriti, ac devote recitaverint, Indulgentiam centum dierum qualibet die, septem vero annorum, totidemque quadragenarum diebus dominicis benigne concessit. Praeterea iis omnibus, qui piam susceperint consuetudinem huiusmodi preces fundendi quotidie, Indulgentiam plenariam bis in mense acquirendam, duobus videlicet

cuiuslibet mensis diebus dominicis ad arbitriunm eligendis, in quibus vere poenitentes, confessi, ac sacra communione refecti iuxta mentem sanctitatis suae oraverint per aliquod temporis spatium, amantissime impertitus est. Quod si trium sodalium quavis de causa quispiam defecerit, qui supersunt, ternarius perpetuo ut constet numerus alium deinceps in eius locum sufficere curabunt. Itaque fideles omnes sanctitas sua vehementer in Domino hortatur, ut a sancto hoc, atque adeo salutari pietatis in Deum exercitio tantam percipere utilitatem non praetermittant. Quicumque enim id assidue fideliterque praestiterint, sperandum sane iisdem est, fore ut praesertim Deiparae Virginis patrocinio ea divinae gratiae consequantur auxilia, quorum ope ad coelestium amorem conversi, et christianam in terris vitam constanter agant, et euntes de virtute in virtutem, gaudiis tandem perfruantur aeternis. Voluit demum eadem sanctitas sua hanc gratiam perpetuam fore, sine ulla Brevis expeditione, et non obstantibus in contrarium facientibus quibuscumque. Romae ex secretaria sacrae Congregationis Indulgentiarum. L. S. V. Card. Borromeus Pro-Praefectus Iulius Maria de Somalia sacrae Congregationis Indulgentiarum secretarius. Romae ex typographia camerae apostolicae 1784. Cum facultate Ordinariatus Augustani Augustae apud Ioseph Simonem Hueber epsicopalem, et civicum typographum". Quest'esercizio ebbe principio in Francia coll'approvazione e protezione di monsig. Cristoforo di Beaumont arcivescovo di Parigi, dal 1746 al 1781 in cui m mor. Questa Societ dai moderni sar disprezzata, ma non potr venir abolita, giacch non fa Corpo esterno, e non maneggia danaro. Nelle parrocchie lagarine ed ausugane sono nati de' disordini grandi per causa degli ordini venuti nuovamente dalla Germania. Non fido spiegarmi. Il sig. Conte Massimiliano di Lodrone arciprete di Villa, e canonico di Bressanone non vuole neppur un ago de' beni, che vengono strapazzatamente venduti del soppresso monistero di San Carlo, dicendo, che non vuol comperare cosa rubata. In Roveredo, ed in Sacco fansi opere teatrali, e sono frequentate anche da non pochi trentini, essendovi andati apposta in un sol giorno anche cinque reverendissimi signori canonici dell'insigne cattedrale di Trento; sebbene anche in Trento siano diligenti nell'assistere a' festoni notturni diabolici. Ho inteso, che all'exgesuita Socrella badiotto come a prefetto del ginnasio di Roveredo vien data un'annua pensione di quattrocento fiorini; al sig. don Pasqualino di Borgo come ad ex cappellano del monistero soppresso di s. Anna cento e novanta fiorini annui, ed al fu servente delle Messe dello stesso monistero cinquanta fiorini annui. Uno scolare del seminario contendendo con un altro scolare pens di mortificarlo dicendogli, che tacesse mentre ha un zio frate, il qual Frate per non nostro Riformato. 6 febbraio 1785 Gli sei ho inteso per certo, che sono stati soppressi ventiquattro conventi nel Tirolo sopra Trento. Per ora non dico il resto doloroso, n gli specifico. 8 febbraio 1785 Gli otto leggo, che ai quindici di gennaio da un incendio accidentale rest interamente consunto il teatro di Brnna nella Moravia. Non per questo per saranno proibite le sontuose illuminazioni de' teatri. Leggo pure, che nello stesso gennaio in Vienna fu pubblicato un decreto aulico, in vigore del quale tutti li calendari prima di darsi alla stampa debbono essere sottoposti alla censura di quell'ecclesiastiva figlial-commissione rispetto alle feste, divozioni, e funzioni sacre, che sogliono contenere tali calendari, e che verr cancellato fuori tutto ci, che vi si trover dentro di contrario alle ordinazioni sovrane, ed alla presente ecclesiastica disciplina. Di pi, che lo stesso dovr praticarsi rispetto agli avvisi ed inviti sacri di feste, Indulgenze, processioni scritti, o stampati, che si affiggono alle porte delle chiese. Circa i calendari gi si faceva da qualche anno in qua.

Li festoni diabolici di Trento sono stati molto frequentati. Un molinaro in una sola notte ha guadagnato circa venti fiorini conducendo con una carrozza delle persone ai detti festoni, e riconducendole a casa. Ogni condotta gli ha fruttato quattro Lire. Furono aperti ad ogni condizione di gente perch avesse sul cappello almeno qualche segno di maschera. Quindi senza verun ribrezzo vi furono li rev.mi signori canonici soliti, e molti reverendi preti. Sonosi vedute delle maschere ritornare a casa nella mattina avanzata delle Ceneri. Gioseffo essendo andato improvvisamente ad un tribunale, vide mancare il consegliero Mller. Differendo questi il suo ritorno, guard Gioseffo sul posto dell'assente, ed avendovi trovata una lettera ad amicum, in cui diceva e finiva con dire: Qui non c' niente di nuovo, continu Gioseffo scrivendo, se non che il consiglier Mller stato deposto. Cosa simile dicesi aver fatta anche con un altro suo ministro andato a pigliare una chicchera207 di caff. 9 febbraio 1785 Li nove, giorno delle Ceneri, e primo di Quaresima, il nostro P. Gio. Vincenzo di Roveredo, predicando nel Duomo di Trento ha pubblicato la dispensa della carne accordata dal nostro vescovo per li soliti motivi, de' quali non parlo. Sicch tutti potranno mangiar carne dalla prima domenica di Quaresima sino alla domenica delle Palme, eccettuati li soli venerd e sabati, e l'unico mercoled delle Tempora; con obbligo di recitare ogni giorno de' Pater nostri, e che faccia limosina chi pu, e di non frammischiare col grasso il magro. In Trento non c' abbondanza di cibi quaresimali esteri, perch si mangia sempre carne; tanti essendovi, che sebbene sani mangiano sempre di grasso. 10 febbraio 1785 Li dieci ho ricevuto come venuta da Vienna una cartuccia, che dice: "Abolizione de' conventi nel Tirolo. 1. Horatz-Norbertini. 2. Scefeld-Agsotiniani. 3. s. Michele-Canonici Regolari. 4. Gries-Canonici Regolari. 5. Mariaberg-Benedettini. 6. Iosephberg-Girolamini. 7. RiedCapuccini. 8. Kizbichel- Capuccini. 9. Roveredo-Capuccini. 10. Oltre Sarca Arco-Capuccini. 11. Bolgiano- Capuccini. 12. Lana- Capuccini. 13. Eppan-Capuccini. 14. Mals-Capuccini208. 15. Inspruck-Francescani. 16. Caldaro-Francescani. 17. Volberg- Servi di Maria. 18. Waldrast-Servi di Maria. 19. Lizzana-Carmelitani. 21. Lienz-Carmelitani209. 22. Bolgiano-Domenicani". Bench qui non sieno nominati li nostri tre conventi di Arco, Roveredo, e Borgo, temo fortemente di dover dire Hodie tibi, cras mihi. Si dice, che li nostri di Insprugg saranno trasportati a Lienz nel convento de' Carmelitani, e quelli di Bolgiano nel convento de' Domenicani della medesima citt. Sono alcuni giorni, che tengo copia sincera di una carta scritta dal sig. Francesco Santoni arciprete di Arco, per motivo della quale fu bandito dal palazzo del sig. Conte Gio. Battista d'Arco e dalla Curia vescovile con buona lettera ripreso, non che da pi, e pi altri, che ne restarono sorpresi, e scandalizzati meritamente biasimato. Ella porta questo titolo: Piano presentato all'imperial regio Governo dell'Austria Superiore. "1. Che la citt d'Arco seguendo i provvidi sovrani eccitamenti fa lavorare una montagna, la quale in breve spazio di tempo sar convertita in ottimo pascolo per qualche miliaia di pecore da tenervele sopra nella stagione calda, avendo poi ogni comodo nella pianura il restante dell'anno. 2. Ad effetto di rendere al possibile utile della pubblica necessit, e cos pure al comercio quelle pecore abbisogna la citt d'Arco d'un sito amplo da tenervi la scuola per insegnar l'arte di filar bene ed assai vantaggiosamente la lana colli mulinelli, come si usa con panni del nobil Tron sul vicentino.

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* Tazza Altri scrivono, che dieci conventi di Cappuccini saranno soppressi tra' quali quello d'Insprugg. 209 Lienz nella Pusteria. Cos un bolgianino scrive oggi.

3. All'effetto suddetto rendesi necessario ad essa citt un altro sito ampio da tenervi un lanifizio col suo follo e tintoria per compimento de' panni, quai due ultimi luoghi debbono essere a canto d'un vaso notabile d'acqua corrente ed atta alla tintoria delle lane. 4. Lo spedale d'Arco in assoluta necessit d'essere non solo restaurato, ma eziandio accresciuto, al qual effetto bisognarebbe impiegare alquante miliaia di fiorini e diminuire cos notabilmente il fondo necessario al sostentamento degl'infermi e dei poveri quali ognid sempre pi temesi che sieno per aumentarsi. 5. L'esperienza manifestamente dimostra che la scuola normale delle fanciulle di quella citt attesa la situazione del convento di quelle Madri Servite dove ora si tiene riesce molto pregiudizievole s al profitto, che alla salute corporale, e molto pi spirituale d'esse fanciulle, perch essendo quel convento alquanto lontano dalla citt ne viene, 6. Che molte di loro nei tempi cattivi, e nella fredda stagione non ci vanno assolutamente. 7. Che quelle che ci vadono in tempo freddo e caldo patiscono, e che in generale nell'andarvi e ritornare succedono degl'inconvenienti nocivi al buon costume. A tutti questi pubblici gravi verrebbe rimediato, se sua maest degnar si volesse di sopprimere le predette monache Servite d'Arco, e regalare alla citt d'Arco il convento e beni molto per altro aggravati di Messe legatarie prima della fondazione di esso convento, ed altri pi ancora, e ci per i seguenti motivi. Per la poca lodevole osservanza della regola e la discordia ove regna in esso monastero da qualche tempo in qua stata introdotta per l'ambizione d'alcune poche tra loro, e la non buona condotta dell'antecedente confessore col quale persevera un frequente carteggio venendo anzi questo regalato non tante rare volte da quelle con licenza pure della superiora, de che si devono temere degli inconvenienti come infatti ne avvennero con l'alterazione della regolare disciplina ed osservanza. Il piano superiore di quel convento pu con niuna spesa, od almeno pochissima ridursi in un comodissimo ampio spedale a benefizio e soglievo degl'infermi di tutta la Contea lor ministri e cappellano. Oltre tutto quello che di lui piantereno pu abbisognare per commodo e serviggio dello spedale, e di lui ministri vi rester ancora tutto l'occorrente per piantarvi la sopraddetta scuola e lanifizio col follo pure e tintoria scorrendo anche a mattina d'esso convento, e dentro il di lui recinto un vaso notabile d'acqua necessaria al follo, e tintoria quale in pratica ci osservata molto confacente alla tintoria delle lane. Colle vendite de' beni d'esso convento si sodisfer primo ai pesi che vi sono annessi. Quindi si pagher il salario delle due maestre delle scuole normali delle fanciulle e quello sopravanzer ander in aiuto dello spedale e dei poveri della Contea. La nave della Chiesa del presente ospitale, che da questo non poco disgiunta anzi separata colla crociara di due pubbliche strade, ed posta dentro la citt, pu con pochissima spesa tramutarsi in due commode e lucide stanze per la scuola normale delle fanciulle restandovi ancora la cappella per celebrarvi la Messa per esse loro, che ascoltar la potranno senza uscire di scuola essendovi anche il modo d'avere senza la menoma spesa il celebrante stabile. Che in si fatto modo viene a cessare in favore del reggio erario l'annua pensione de' fiorini mila e settecento, che da lui pagasi alle monache Servite d'Arco, quella pure d'altri fiorini cinquanta per provedere il sale a loro similmente contribuita. Qual soppressione viene implorata non per mal'animo verso le dette monache, ma per effetto di pubblico necessario bene della citt in ispecie, e di tutta la Contea in generale assolutamente povera, e per l'infelice di lei situazione posta fuori di comercio"210. Dice, che ci non si domanda per mal animo verso le dette monache dopo che ha detto male di loro, e dell'antecedente loro confessore, che fu don Francesco Cattone di Cavedine. Li suoi pensieri sonno molto fiacchi, e potrebbe confutarsi con sua gran vergogna. Ma ora bisogna
Copia fedelmente descritta di parola in parola dall'originale di proprio pugno scritto dal rev.mo sig. arciprete Santoni.
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tacere. Iddio ci aiuti. Un sacerdote, un arciprete, un soggetto dotto, e che fu rettore del seminario vescovile, ed esaminatore prosinodale! Basta. Dice, che essendo quel convento alquanto lontano dalla citt, molte fanciulle ne' tempi cattivi e nella stagione fredda, o calda non ci vanno: e che quelle, che vi vanno patiscono, e che nell'andarvi e ritornarvi succedono degl'inconvenienti nocivi al buon costume. Questi sono forse motivi per distruggere un convento di Religiose? Ora si condanna la ristrettezza de' Religiosi, e la clausura delle monache, e vuolsi, che le claustrali escano dal chiostro almeno due volte per settimana di giorno e di notte, accompagnate, e sole, e che vadano per le case de' secolari, e vi stiano finch vogliono e poi per le ragazze secolari, che stanno tutto il d alle finestre, nelle botteghe pubbliche e sulle strade, s'avr tanto zelo, che non vengano scandalizzate su la strada causa la scuola, solendo per altro andare accompagnate a pi e pi e non sole? Dice che patiscono, ma senza il troppo. Patiscono anche altre ragazze andando al filatorio, al fondaco, alle caldare di seta e simili lavori, e pur niuno le compatisce? Ma torno a dire, basta. Ho inteso, come detto da uno nominatomi de' pi intimi del castello, che ora il nostro vescovo si pente di aver soppresso il monistero della ss. Trinit. Ma troppo tardo. Nello scaduto gennaio ha cominciato il dare alle stampe del Marchesani di Roveredo una sua Gazzetta intitolata: Avvisi di armi, e di lettere il sig. Clementino Vannetti di Roveredo, e finora ne ha divolgato due fogli ogni settimana, uno nel marted, ed uno nel venerd. Ne ho veduto uno, ma parmi, che non meriti tanti elogi. Mi basta il saperne l'autore. Anche altri secolari associati la disprezzano211.

15 febbraio 1785 15 leggo, che sua maest con decreto de' 27 gennaio ha abolito l'altro suo decreto de' 23 agosto passato, permettendo, che chi non vuol farsi seppellire come aveva ordinato senza cassa, si faccia seppellire come pi gli aggrada. 20 febbraio 1785 20 domenica seconda di Quaresima cominciammo a recitare nella santa Messa l'orazione pro antistite nostro infirmo. Si ha fermato sul letto nel secondo giorno di Quaresima col male dell'emorroidi. Fu chiamato subito subito da Bolgiano il chirurgo Molinari di Trento con un altro. Fu curato col ghiaccio, ma con cattivo effetto. Ne' giorni scorsi caduta tanta neve, che li nostri Padri non han potuto uscire di convento per andar a predicare nella corrente domenica, nella quale ancora nevica grossamente. Ella alta anche qui in Trento in forma straordinaria. Conviene buttarla gi dai tetti. 21 febbraio 1785 21 luned, noi Riformati in questa nostra chiesa di san Bernardino ultroneamente abbiamo cantata Messa votiva pro epsicopo nostro infirmo: avendone ierid celebrata pro eodem una bassa. Domenica fu cantata Messa pro eodem in Duomo. Luned in s. Maria Maggiore, e marted in san Pietro, mercoled a s. Maddalena. 22 febbraio 1785 22 leggo, che sua maest in Vienna ha dato una tavola di cinquantasei coperti ai primari cavalieri, e dame, con musiche, teatri, balli ecc. Leggo pure, ch' stata segnata la soppressione di venti conventi nel Tirolo, quattro Prelature e due Prepositure. 25 febbraio 1785 25. Ho inteso, che a sua maest in Vienna fu tirata un'archibusata, ma senza offesa, ritornando da un festone profano.
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La parte delle armi si compone dal sig. don Pietro Fischer.

L'altezza della neve ha impedito il corso delle poste in Germania. In Trento si lavora per isgombrare le strade, e scaricarne li tetti. Nella via di Vela sono stati circa trecento uomini a spianarla. Il freddo grande. 26 febbraio 1785 26, fu portato a questo nostro convento un foglio stampato, contenente un Avviso, che per impetrare da Dio al nostro vescovo il perfetto ristabilimento nella primiera salute, si continuino le pubbliche orazioni gi fatte nella cattedrale, nelle parrocchiali e nella seminariale di Trento, anche nelle seguenti chiese, la mattina alle 9 e la sera alle tre: cio 26 febbraio sabato dalla Compagnia della Guardia del Corpo di sua altezza rev.ma in s. Marco; 27 domenica dai PP. Agostiniani; 28 luned dalla Confraternita della Morte; il primo di marzo marted dai Padri dell'Oratorio; 2 mercoled dalle Madri Orsoline; 3 gioved dalle Compagnie esistenti nella chiesa del Carmine; 4 venerd dalla Compagnia dell'Annunziata; 5 sabato dalla Compagnia del Suffragio; 6 domenica dai Padri Conventuali; 7 luned dai Padri Riformati; 8 marted dai Padri Cappuccini; 9 mercoled dalle Madri di s. Chiara; 10 gioved dai Padri Carmelitani Scalzi; 11 venerd dalla Congregazione Mariana nel seminario: Cos finisce il detto foglio. Leggo, che sebbene sua maest avesse stabilito di sopprimere tutti li tribunali di Mantova, ora ha notificato, che sussistano ancora per tutto il corrente anno 1785. Leggo pure, che ai quattordici del corrente il Papa Pio sesto ha pubblicato tredici nuovi cardinali cio Giuseppe Garampi nunzio di Vienna, Giuseppe Doria nunzio di Parigi, Niccolao Colonna nunzio di Madrid, Vincenzio Ranuzzi nunzio a Lisbona, Gregorio Barnaba Chiaramonti vescovo di Tivoli, mons. Livizzani, M. Riminaldi, M. Gregori, M. Muzio Gallo d'Osimo, M. Carrara, M. Spinelli, M. Antonio Doria fratello del nunzio, M. Massei. Altri cinque se ne ha riservato in petto. Leggo pure, che ha nominato primo vescovo di Sant'Ippolito nell'Austria passaviense Enrico Giovanni Kerens, gi vescovo di Neustadt ex Gesuita, e primo vescovo di Lintz nell'Austria Ernesto Giannepomuceno Conte di Herbstein vescovo di Eucarpe in partibus (infidelium), vescovo di Monopoli sul Napoletano il P.F. Raimonso Fusco Provinciale de' Minori Conventuali di Napoli, che nel 1764 predic in Trento, vescovo di Lodi nella Lombardia austriaca Gio. Antonio della Beretta milanese, con cui ho parlato qui in Trento a s. Bernardino. Sono stato assicurato, che la comunit di Arco ha fatto una scrittura contra la scrittura del suo arciprete rapporto al convento di quelle monache, pi di sopra riferita, e che gli archesi stessi dicono essere piena di falsit la composta dall'arciprete; e ci hanno scritto a Insprugg. Il freddo di questi giorni ultimi di febbraio e primi di marzo molto sensibile. L'acqua di Sardagna, che cade dall'alto a Ravina, tutta gelata, e l'Adige mena ghiaccio assai grosso. In Ulten la neve fu pi alta di un uomo, sul monte Brenner fu quindici piedi. 3 marzo 1785 Li tre marzo in Trento vi fu congresso tenuto nel castello per l'ordine venuto da Vienna, che tutti li trentini paghino il quaranta per cento. 4 marzo 1785 Li quattro ho inteso, che uno d cardinali creati da Pio sesto ai 14 dello scaduto febbraio, e riservato in petto, si monsig. Giangiacomo barone Piccini di Roveredo, canonico di Trento, e Prelato domestico residente in Roma. Se ci si verifica, riuscir di grande scorno alla Corte di Trento, che proib al Piccini l'ascoltare Confessioni, gli neg l'accesso, e disse pubblicamente, che in Roma pure si avrebbe fatto conoscere un ragazzo. 6 marzo 1785 Li sei dalla neve fu gittato a terra un tetto alla sega sotto questo nostro convento bernardiniano. Ho inteso, che monsignor Piccini ha ottenuto immediatamente dal Papa una dispensa matrimoniale per un sollando senza un soldo, bench la Curia romana avesse chiesto trecento fiorini, e la trentina cinquecento.

7 marzo 1785 Li sette giorno di luned, abbiamo cantata la santa Messa ordinataci in questa nostra chiesa di s. Bernardino pro antistite nostro infirmo coll'esposizione del Santissimo Sacramento; e la sera di nuovo abbiamo fatta l'esposizione del medesimo, e cantate le Litanie de' Santi, col salmo XV Conserva, due versetti, e l'orazione pro infirmo. Nelle Litanie fu ordinata la giunta replicata Ut antistiti nostro sanitatem concedere digneris. 8 marzo 1785 Gli otto han fatto lo stesso i Padri Cappuccini di s. Croce; ma per farlo pi solennemente, giacch essi non sanno di canto, han fatto far tutto tutto da parecchi preti secolari. 9 marzo 1785 Li nove han fatta la stessa funzione li nostri Padri nella chiesa delle monache di s. Chiara secondo il solito, colla sola giunta dell'organo. Fin dallo scaduto dicembre circa le feste del santo Natale, venne ordine cesareo, che subito nei tre ultimi giorni dell'anno ogni convento Regolare si elegga il suo superiore locale, senza ingerenza de' diffinitori, che voglionsi aboliti, e che poi nel maggio il Provinciale venga eletto dai soli superiori conventuali. Fu eseguito nella Germania; ma non sul Trentino, perch non fu intimato n a noi, n ai PP. Cappuccini. Ultimamente fu scritto, e chiesto da Insprugg, perch non gli sia stata notificata l'esecuzione di tal ordine, e la nuova elezione de' superiori. A noi Riformati fu accordata la met del solito sale; e ci fu risposto, che non ci vien dato tutto il solito, cio per tutto l'anno, perch in mezz'anno saracci assegnata una pensione. Li nove ho inteso, come scritto da Roveredo, che ierid fu intimata la soppressione a quell'antico convento di s. Maria de' Padri Carmelitani Calzati, situato nella parrocchia di Lizzana, e che ai nostri tre conventi di Roveredo, Arco, e Borgo tassato il numero de' Frati, che potranno abitare in essi, e che poi verranno altri ordini. Li sei di questo fu intimata la soppressione al convento de' Padri Domenicani di Bolgiano, con ordine, che in termine di sei settimane l'abbiano totalmente evacuato. Si dice, che sua maest si mostra impaziente, perch non vengono disfatti tutti li Religiosi pi presto. Li tetti nostri, e della citt non servono per guarentarci dall'acqua, che fa lo squagliamento della neve. Mai pi ho veduto tanta miseria. Non giovano mastelle, secchie, scodelle, boccali, e simili ordigni. Anche ai dodici del corrente mese abbiamo dovuto far gittare dai tetti la neve alta. 12 marzo 1785 Li dodici abbiamo recitata la colletta pro gratiarum actione, trovandosi fuori pericolo il nostro vescovo. Ierid per tal motivo fu cantata una Messa nella chiesa seminariale. Forse ora gli verr presentata dal Capitolo canonicale di Trento quella scrittura, che poco avanti della di lui malattia fece per distoglierlo dal vendere il monistero della ss. Trinit. Oggid, bench sia il sabato Sitientes, il detto vescovo non ha ordinato alcuno, attesa la sua infermit. Onde conviene, che aspettino un altro giorno li nostri chierici, ed anche que' chierici secolari, che gi esaminati, ed approvati hanno fatto gli esercizi spirituali nel seminario sotto la direzione del sig. Romedio Ebbli arciprete di Rev. Che disturbi per non esservi suffraganaeo! eppure l'eletto Poia riceve ogn'anno secento fiorini come se servisse alla chiesa. Questi sono disordini intollerabili. Il vescovo per non guarito, n fuori di pericolo. Sta ancora gelosamente ritirato, e non d accesso a veruno. Anzi sta molto malamente. Si tratta di piantare una sega su la Fersina sotto a questo nostro convento nel mulino del sig. Norberto Heyder. Havvi dell'impegno il Magistrato consolare. Quindi noi poveri Religiosi, attese le presenti miserie, abbiamo protestato al sig. barone Sigismondo Trentini arciconsole, che non vogliamo opporci, e disgustare il detto Magistrato, bench tal sega potr riuscire di nocumento al nostro sacro ritiro. Cos rispondemmo li dodici di questo212.
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Si cominci la fabbrica nello stesso marzo, e la casa sopra nel 1786.

13 marzo 1785 Li tredici domenica di Passione in Trento non fu solennizzata nella cattedrale la festa della Santa Spina di nostro Signore Ges Cristo n colla Messa in musica, n coi vespri solenni, n colla processione, che soleva farsi per tutta la citt, bench fosse accennata tal funzione secondo il solito nel calendario detti l'Indovino inglese. Anzi n pure solennizzerassi negli altri anni, e ci per decreto de' cattolici trentini gioseffisti. Si allega la scarsezza, e caristia degli anni; ma soltanto per le opere di piet. Gi ho notato di sopra quanto liberali sono stati li trentini per le commedie, per li festoni, e simili diavolecci. Aggiungo qui, che un prete Conte di Trento andato apposta a Venezia per fare il carnevale, e trovasi ancora l molto indebitato. Ha ingannato un galantuomo con un imprestito chiesto. Ho inteso, che ai Padri Carmelitani di Roveredo stato sigillato tutto, fuorch la legna, ed assegnato lo spazio di tre mesi a sloggiare da quel convento. Frattanto hanno quaranta carantani al giorno per testa. Ho pur inteso, che da sua maest stato vietato ad una putta di Roveredo il maritarsi con un vicentino perch estero, quantunque il partito fosse per essere molto vantaggioso alla medesima; e minacciate al padre di lei pene gravi se la detta figlia partir da Roveredo fuori di Stato. Leggo, che sua maest nell'Ungheria ha abolito li comitati, ed in loro vece istituiti dodici capitaniati, volendo, che il capitanio latinamente si chiami Praeses districtualis. Leggo pure, che fu intimata la soppressione de' PP. Paolini levati da un altro, destinato seminario. Nella notte seguente il giorno tredici caduta dell'altra neve in quantit. Eziandio nell'Italia vi ancora della neve, e fa freddo. 14 marzo 1785 Li 14 ho inteso, ch' stato chiamato da Bressanone a Trento il medico Trentinaglia di Telve per il nostro vescovo ancora gravemente infermo; ma non poi venuto. Di pi che il Conte F.F.A.D.E.213 canonico di Trento ed abate commendatario, non celebra Messa da tredici mesi in qua, bench sano di corpo. 15 marzo 1785 Li 15 leggo, che in Vienna caduta della neve per sette giorni continui, e che essendo tanto alta non han potuto camminare li carriaggi, n le poste. Di pi, che il convento di s. Marco de' PP. Agostiniani di Milano stato destinato ad essere un magazzino, ed una forneria per le truppe, e che li detti Padri saranno trasferiti a uno de' conventi aboliti. Che in Pavia sono stati soppressi due altri convento di monache. Che in Londra li 23 febbraio furono impiccati diciannove malfattori, e che il ventesimo destinato alla forca morto in prigione due giorni prima. Si parla eziandio di guerre; ma troppo tempo avrei da impiegare, se volessi riferire tali faccende. Nel giorno undecimo fu intimato al nostro convento di s. Rocco in Roveredo, che in avvenire in esso si avr per fissato il numero di Religiosi diciotto, non compresi li destinati alla cura d'anime, e gl'invalidi, o sia pi vecchi, e cagionevoli, che avranno da esser mantenuti come prima nello stesso convento; ma morendo non potranno essere rimessi altri in loro luogo. Bens per si concede, che quando un Frate valido diventa invalido, sia trattato, e mantenuto nel numero separato degl'invalidi, detti sopranumerari. Si concede pure che morendo uno de' 18 si possa accettarne un altro, e che dopo fatto il corso de' suoi studi nel seminario generale possa esser ammesso ai voti, per poter (come dice il decreto) in questa maniera aver, e conservar sempre i necessari allievi s per il convento, che per la cura d'anime. Lo stesso decreto fu intimato anche al nostro convento delle Grazie tra Riva ed Arco, col solo divario, che a quel convento fu tassato il numero di sedici Religiosi validi. Si dice poi, che al convento di Borgo saranno tassati li Religiosi validi quattordici; ma in verit furono tassati solamente dodici nel decreto intimato al detto convento nel giorno quindicesimo.
*Francesco Felice de' Conti Alberti di Enno canonico di Trento, ed abate commendatario di s. Croce in Milano.
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20 marzo 1785 Nel giorno 20 domenica delle Palme ho inteso da uno di Val di Buono venuto a Trento, che nello stesso giorno ottavo di questo, in cui fu intimata la soppressione al convento roveretano de' Padri Carmelitani d'ordine di cesare, fu pur intimata la soppressione d'ordine del vescovo di Trento al conventino di Strada Val di Bono de' medesimi Padri Carmelitani, che ora erano quattro. Oggid sono partiti verso Verona tre nostri Frati diaconi per farsi ordinare sacerdoti da quel vescovo, essendo impotente il nostro. Questo ci riesce molto scomodo e per causa della stagione invernale, e per essere la settimana Santa. Eppur bisogna tacere. Pazienza. Nello scorso giorno 18 sono capitate quattro letterone da Insprugg al nostro P. Provinciale, perch ne' due ultimi giorni di questo sieno eletti li Guardiani dalle rispettive famiglie, nel maggio poi sia eletto il Provinciale, e che pi non sianvi n Diffinitori, n Padri perpetui, n maestri, e che li destinati alla cura d'anime avranno trenta fiorini da mettersi in equipaggio, e che delle dette elezioni se ne dia parte all'Ordinario.

21 marzo 1785 Li 21 ho inteso, che sua maest cesarea quando fu in Trento nella bottega del Gazzotto ha detto al nostro vescovo, che il vivere cost cosa troppo difficile anzi impossibile. Qual risposta le abbia dato il detto vescovo non lo so; ma si pu arguire dal di lui contegno ecc. Continua il freddo, ed il travasamento de' tetti, non essendo esenti dall'acqua n pure gli altari della chiesa. Il suddetto Gazzotto, che aveva due botteghe, una di pannina214, e l'altra di grassina215, ultimamente ha fallito con 23 mila fiorini di debito, e 33 mila di credito. 27 marzo 1785 Li 27 leggo, che con decreto viennese de' 20 febbraio li nove conventi nostri Riformati esistenti nella Stiria, Carintia, e Carniola, finora uniti alla nostra Provincia dell'Austria, furono separati da essa, e formata di loro soli una nuova Provincia. L'austriaca ne contava 27 di Frati, e quattro di suore. Che ultimamente nella Germania sono morte delle persone di freddo; che s'ha gelato il Danubio; e che l'altezza della neve nel salisburghese se ha chiusa ogni comunicazione tra il Tirolo, e l'Austria. Che Bernardo Riscowenger orologiaro in Praga ha inventato un orologio di sole due rote, ed un solo contrappeso, il quale batte le ore, i quarti, ripete ad ogni quarto le ore, indica il giorno, e non ha bisogno di essere caricato se non se ogni otto giorni. Che l'Horia, ed il Gloska capi della sollevazione transilvana furono arrotati vivi, e poi squartati, ed altri loro complici furono giustiziati in altri modi, sopportando ci loro con inaudita fermezza di spirito. Che il terzo capo Krisan-Gyors s'ha soffocato sul letto premendosi il collare di ferro, che aveva. Che sua maest cesarea ha chiesto alle provincie belgiche quattro milioni di fiorini ad imprestito per far guerra agli olandesi, e che le furono accordati coll'interesse del quattro per cento. Che nell'Olanda per fino li curati maneggiano il moschetto per addestrare le loro pecorelle, e ci talvolta appena calati dal pulpito tenendo ancora la sacra Bibbia in mano. Che in Vienna, ed in Fiume furonvi due grandi incendi in due negozi mercantili. Che la regina di Napoli austriaca ha chiamato a Napoli alcune cameriste viennesi per istruire le sue figliuole ne' costumi esteri, e nella lingua tedesca.
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*Panni vari. *Salumi.

Che Pio sesto in breve pubblicher una Bolla ad istanza di tre sovrani, colla quale conceder di poter mangiar carne in tutto l'anno, a riserva delle Quattro Tempora, e delle principali vigilie della Madonna, e degli Apostoli. E supponesi, che tal Bolla sar per una gran parte dell'Italia, per la maggior parte della Germania, e per quasi tutta la Spagna. In questi nostri paesi gran pezzo di tempo, che si mangia carne anche nella Quaresima, e nelle vigilie degli Apostoli, eppure la povert non cala, ma anzi giornalmente va crescendo a dismisura. 22 marzo 1785 Li 22 marted Santo dopo il pranzo sono stato cogli altri nostri Religiosi nel Duomo a fare la nostra Ora di adorazione innanzi all'Augustissimo Sacramento esposto. Aveva secondo il solito degli altri anni 26 candele accese, due torcie, e due lumini d'olio. Giova ora il notar questo perch Gioseppe non vuole pi tanti lumi, neppure al Re de' re. 24 marzo 1785 Li 24 gioved Santo il nostro vescovo non ha potuto fare gli Oli santi, neppure celebrando privatamente nella camera. Onde fu mandato a Bressanone il signor don Gio. Pietro Pini di Trento, esaminatore prosinodale, dottore d'ambe le leggi, e gi rettore del seminario vescovile, acciocch li faccia fare da quel vescovo anche per Trento. Il vescovo voleva mandare il suo cappellano, e cerimoniero signor don Antonio Cimonati, e questi s'era gi preparato per tal viaggio; ma il Capitolo de' canonici s'ha opposto, ed ha mostrato che a lui tocca il mandare. Ha nello stesso tempo avvisato, che gli Oli saranno distribuiti domani alle nove di mattina; anzi alle 4 ed alle 5, 6, 7, 8, 9. Ho inteso di certo, che il chierico del Duomo, il quale in questa Quaresima ha tenuto la panca sul pulpito al predicatore, ha raccolto di limosina per tal fatica nove fiorini e mezzo. Oggid mattina fu molto freddo, essendovi anche del venticello. 25 marzo 1785 Li 25 venerd Santo, a tenore delle rubriche non si fece alcun atto di festa per l'Annunziata. Alle due venendo questo giorno di notte fu di ritorno da Bressanone cogli Oli Santi il sig. don Pini; e ne ha portato circa 95 libbre. Ho inteso, che nella scorsa domenica delle Palme in Roveredo fu al solito esposto il SS. Sacramento per le 40 ore nella chiesa del Redentore; ma poco dopo d'ordine del capitano Circolare Trentinaglia, malgrado ogni ripugnanza, dovette esser levato, e levato ogni apparato di adorazione. Non so ancora con quale scandalo, e raccapriccio de' buoni cristiani. Nello stesso giorno andando in citt ad un mortorio216 ho incontrato un Rev.mo canonico di Trento F.F.C.A.D.E.217 in abito secolaresco laicale affatto, cosicch io lo credeva un qualche dottore di legge. Oh Dio! Egli non pu vedere di buon occhio li Frati. 26 marzo 1785 Li 26 sabato Santo il nostro vescovo per esser infermo non ha tenuto Ordinazioni. 27 marzo 1785 Li 27 domenica di Pasqua in Trento presso al Duomo tra le sette, ed otto di sera pensatamente nella strada con una pistolata di tre balle fu ammazzato un putto per altro abitante come servo a Pedecastello, da un pubblico spione degli sbirri. Non ebbe altro tempo l'offeso, che di dire Ges Maria, e dovette morir subito. Tal sua disgrazia ebbe origine dall'essere stato in tal festa ad assistere al masadore di sua altezza rev.ma nel palazzo madruziano delle Albere, che in tal giorno, e nella domenica di Pentecoste tiene osteria scandalosa, e molto frequentata da' trentini. Il detto spione trov da dire col figlio del masadore, e sentendosi rimproverare, ch' uno spione gli minacci di volersi vendicare. Avendo dunque trovato il detto putto, e credendolo il figlio
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*Funerale. *Vedi sopra alla stessa sigla.

del masadore, giacch simile, scaric sopra di lui la sua bile. Cos mi fu riferito in citt. Ho veduto il cadavero esposto nel cimitero del Duomo in questo giorno 28 di marzo. Li tetti nostri ancora ci molestano col travasare l'acqua. 28 marzo 1785 Li 28 luned di Pasqua sono stato alla processione del Santo Monte di Piet con tutti gli altri Regolari, co' canonici, e consoli. Fu fatta dentro del Duomo a causa della stagione fredda. 29 marzo 1785 Li 29 leggo, che nel febbraio la montagna vicina a Kaminieck s' spaccata con fragore spaventoso sentito fino a Choczim citt turchesca, e che di tanto in tanto da quella crepatura escono delle scintille di fuoco, od almeno del fumo. Leggo, che sua maest ha ordinato, che non pi le distribuzioni quotidiane de' canonici assenti della metropolitana di Vienna vadano in accrescimento de' presenti, ma bens a pro de' poveri. Leggo, che l'arcivescovo di Parigi ha vietato il vestire Benedettini di Douval de Grace perch si mostrano attaccati alla morale di Giansenio. Leggo, che ora sua maest cesarea in vece di Mastricht vuole parecchi milioni di fiorini dagli olandesi, la contea di Vroenhoven, ed il paese di Oltremosa; e che gli olandesi riconoscano la sua assoluta sovranit sopra una parte della Schelda, e che sieno demoliti due forti, e che due altri sieno dati a lui, ed altre cose ecc. Leggo, che nella notte de' 13 in Venezia non pochi colti per istrada da impetuoso turbine improvviso con neve furono spinti nelle acque, e vi si annegarono. Nel giorno 14 per lo stesso vento perirono diversi legni vicino al porto del Lido. Nel giorno 16 di notte s'abbrucci una nave uscita poc'anzi dall'Arsenale di Venezia, ed il barile di polvere, ch'era in essa ruppe i vetri delle finestre de' contigui palazzi, e spavent gli abitanti tutti. Il fuoco della nave bruci pure un vicino bastimento carico di merci per Cipro di circa centomila ducati. 30 marzo 1785 Li trenta nevic e rest alta la neve su la terra pi di un palmo nel nostro convento, e ne segu freddo grande. In citt di Trento furono esposti quattro cartelli ne' quali si diceva, che il podest non proceder contro quello sbirro venturiero, che nella domenica di Pasqua, come sopra ho notato, ha ucciso quel putto, egli torr di mezzo. 1 aprile 1785 Il primo di aprile ha nevicato, ma poco, anche in Trento. Si trova in Trento un Conte Lecchi di Brescia ultimamente scappato dai camerotti di Venezia, dove stava rinchiuso sotto i Piombi da pi anni per aver, come dicesi, fatto ammazzare circa cento uomini. Sta presso il barone Klotz, da cui fu vestito, e cui fu raccomandato dal Conte Giacomo Durazzo ambasciador cesareo in Venezia. Si dice pure, che la sua moglie avanti fu da Giuseppe secondo per ottener la liberazione col di lui mezzo, e che il nostro vescovo principe gli ha promesso di tenerlo sicuro sul Trentino. Vedi sotto al 4 maggio. 2 aprile 1785 Li due aprile nevic pi di ieri, ma dopo il pranzo spar la neve ai raggi del sole, e continu il travasamento de' tetti. Il Papa Pio sesto ha dimandato al nostro P. Arcangelo di Cles quando fu a baciargli il piede andando a Napoli come passino le cose in Trento, ed inteso avendo, che noi non possiamo vestire novizzi neppure nel principato di Trento, egli soggiunse, che il vescovo di Trento troppo timido. Cos fu scritto a Trento da monsignor Giangiacomo Piccino. Si discorre, che l'Arciduca Ferdinando residente in Milano stato posto in arresto d'ordine di suo fratello Gioseppe secondo.

Ho inteso, che il medesimo imperatore ha perduto assaissimo nel fallimento della Compagnia di Trieste; e che ha stimolato il Conte Rodolfo d'Edling a rinunciare l'arcivescovado di Gorizia, ma finora non l'ha potuto indurre a ci; e che tale arcivescovo ora sta in Roma. Che l'abate da cesare, ad insinuazione dell'imperatrice scismatica di Moscovia, dato per istruttore all'Arciduca Francesco, uno sgesuito218. 3 aprile 1785 Li tre aprile ha piovuto continuamente tutta la notte, ed anche quasi tutto il medesimo giorno, cosicch la Fersina s' ingrossata, e diramata; ed i tetti hanno travasato assai. 4 aprile 1785 Li quattro ha nevicato tutto il giorno, ed restata la neve alta pi di quattro dita.

5 aprile 1785 Li cinque leggo, che molti soldati austriaci sono morti nelle Fiandre per un'epidemia tra di loro da qualche tempo scoperta; e che nel giardino reale di Vienna saranno celebrate le seconde nozze di due vecchi poveri a spese di alcuni cittadini, con invito di trecento altri poveri, tutti assistiti dal direttore e capo dell'Istituto della Carit del Prossimo (unica Confraternita esistente ora in Vienna) e dai dieci preti collettori delle limosine. Di pi, che sua maest ha cresciuto il salario a' segretari e cancellieri della sua cancelleria privata; onde li segretari avranno tre mila fiorini, ed i cancellieri mille e cinquecento all'anno. Che il Religioso consigliere di Gioseppe Brentano genovese, ricco negoziante in Palermo, non sia claustrale, si deduce chiaramente dal riferirsi, che la di lui casa fu trovata grandiosamente ammobigliata, piena di argenti, di molte cose preziose, e di tutt'i comodi possibili, oltre oncie tremila in contante. Il gazzettiero nostro non sa la vera diffinizione della voce Religioso. Molti resteranno ingannati. Rapporto alla festa di san Gioseppe non fu fatta alcuna parola ne' Fogli, come per altro si praticava negli anni addietro. Nella scorsa domenica di Pasqua li 27 marzo, le monache trinitarie di s. Michele sono comparse finalmente tutte vestite affatto da Micheline, eccettuata la sola Madre Sollera, e sor Teresa Lunella. Le cinque fu da me un uomo povero assai afflitto, perch ultimamente gli morta la moglie, ed avendo sette figliuoli non ha con che sostentargli. Mi disse, che fu in citt, e preg di qualche limosina parecchi nobili ricchissimi, nominatimi, ma non pot aver da loro neppure un soldo. Essi per ebbero molto da spendere ne' festoni, e da regalare profusamente le commedianti, siccome ho inteso da altri. Il vescovo di Brescia nel giorno quarto di questo ha cominciato ad aver giurisdizione interina e provisionale sopra Bagolino, e Tegnale rinunziati provisionalmente dal vescovo di Trento, il quale gli avrebbe rinunziati assolutamente, se cos avesse voluto fare anche il vescovo di Verona rapporto a Brentonico, ed Avio, ed il vescovi di Feltre circa la Valsugana. Quello di Padova per l'opposito ha rinunziato assolutamente Brancafora. Cos m'ha detto il sig. Provicario generale Menghino. Li cherici secolari andati a Verona da Trento per essere ordinati sono ritornati a Trento senza esser ordinati, perch quel vescovo era fuori di Verona, e non ha voluto tenere Ordinazioni. Li nostri tre Frati sono andati a Vicenza, ma han trovato moribondo quel vescovo. Sono poi passati a Padova; ma quel vescovo aveva gi dato le dimissorie a dei suoi per non tenere Ordinazioni. Finalmente sono andati a Venezia, e con moltissima carit, e benignit furono accolti, trattati, ed ordinati da quel santo patriarca Federico Maria de Conti Giovanelli nel sabato Santo, il quale ordin nello stesso tempo alcuni altri, e protest, che s'avesse fatto d'uopo gli avrebbe fatti ordinare da un altro vescovo, appunto come nell'anno scorso ha fatto col nostro P. Anacleto.
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*Ex Gesuita.

Dopo dunque un lungo, disastrosissimo viaggio, difficoltato da nevi, e pioggie, sono stati di ritorno in Trento li sei di questo; ed essendo qui li parenti loro, cantarono la loro prima Messa nel giorno settimo in questa nostra chiesa di s. Bernardino il P. Gregorio da Caldese, ed il P. Vigilio da Fondo. Il P. Romedio poi andato per cantarla in Cles sua patria nella prossima, che sar li 10 del corrente. Andati essendo dirittamente dal lodato patriarca nella mattina del venerd Santo, senza essere stati al nostro convento di Venezia, il buon patriarca li rifocill subito col cioccolato, e collo accender loro egli stesso il fuoco, come se fosse stato un uomo di camera; poi da un suo servente li fece accompagnare sino al convento. Nel sabato Santo dopo le Ordinazioni di nuovo diede loro il cioccolato, lod la nostra Provincia, e non permise, che gli baciassero la vesta, o le mani, alzandoli da terra, e protestandosi indegno di tale rispetto. Nell'esortazione che fece familiarmente a tutti gli ordinati avendo toccata la dolorosissima Passione di Ges Cristo Signor nostro, rest tanto mosso, che proruppe in pianto, e lagrime. Siane grazie a Dio, che si trovi ancora un prelato di cos edificante contegno. Ho parlato di lui anche di sopra. Ultimamente venuto ordine al Trentinaglia capitano di Roveredo, che venda i beni delle povere monache di Sacco, ed assegni soltanto cento fiorini di annua pensione a ciascheduna di loro219. Questo riuscir di gran dolore, e scapito alle nostre Clarisse rifugiate in quel monistero, giacch forse perderanno di quello, che avrebbero avuto se da principio si fossero secolarizzate. Ma sar loro rimesso il tutto in paradiso dalla infinita fedelt, e liberalit del nostro Signore Iddio. Ne' giorni 2, 3, 4, 5 di questo il sig. Provicario Menghino, col sig. cancelliero Cloch fu nel nostro convento roveretano di s. Rocco per ultimare l'erezione delle nuove parrocchie roveretane, ma trovato avendo tutto tenebre, ed oscurit negli ordini cesarei anche appresso il capitano Trentinaglia, non ha conchiuso altro, se non se, che il medesimo Trentinaglia prepari tutto, chiesa, casa, territorio, sudditi, utensili, e simili, e poi l'Ordinario destiner li parrochi. L'ordine dice soltanto, che facciansi le nuove parrocchie, senza riguardo a quello, che manca, e fa d'uopo. Ho inteso, che l'ordine di seppellire nel sacco fu fatto col pretesto del ben pubblico, ed il contrordine, perch ci nulla rileva per il ben pubblico. 8 aprile 1785 Gli otto mi fu riferito, che li roveretani non approvano il far parrocchia nel nostro convento di s. Rocco, sul motivo, ch' lontano dalla citt, il che non mi pare tutto vero, essendo bens fuori, ma non lontano, specialmente in caso, che servir debba eziandio per Sant'Ilario. Niente meno potrebbe dirsi anche di s. Maria gi de' Padri Carmelitani, ora soppressi. Si dice, che il Conte Wilzegg gran cancelliere austriaco in Milano sia stato deposto per quello stesso motivo, per cui dicesi arrestato l'Arciduca, cio di aver lasciato scappare uno sbirro, che ha offeso una sentinella. Ma fu poi rimesso. Si dice pure, che l'empio Eibel sia in ferri per aver intaccata la Cassa pecuniaria cesarea. Ho inteso, che il nostro vescovo stato in questi giorni nel casino de' bersaglieri all'Adige per divertirsi nel vederli tirare nel tavolazzo; e che li regal generosamente. 10 aprile 1785 Li dieci domenica seconda dopo Pascha, nel Duomo di Trento avanti la Messa conventuale ha sermoneggiato in lode di Maria Dolorata il sig. don Felice Menapace di Rallo, me audiente. Dopo li vespri poi fu fatta la solita solennissima processione per tutta la citt. Ultimamente in Giudicaria nato del disturbo, perch un putto rispose al soldato coscrittore cesareo, che aveva 33 anni, ed avendo soggiunto un altro paesano, che mentiva, e che dicesse 23, tosto il soldato diede uno schiaffo al mentitore. Questi non disse parola, n punto di mosse, ma soltanto tenne fisso l'occhio sopra del percussore. Dimandato perch cos lo guardasse, non rispose, ed avendo ordinato l'altro soldato, che lo battesse col bastone, il putto gli diede un
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Il Capitolo del monistero saccense porta soltanto 60 fiorini annui alle monache viventi per

ognuna.

pugno ne' denti, gli tose il bastone, e batt tutti e due li sodati. Questi ricorsero al luogotenente di Stenico, ma ebbero risposta, ch'essi aveano trasgredito l'ordine di non disturbare alcuno. Cos pure ha risposto Trento. Non so ancora qual fine avr tal faccenda. Il libertinaggio ne' nostri paesi cresce ogni giorno, ed impunemente. Dir solamente, che nel gioved Santo nell'Anaunia fu mangiato un capretto rubato. 12 aprile 1785 Li dodici leggo, che in Vienna nella seconda festa di Pasqua furono riaperti li teatri, e nell'aulico fu rappresentata una tragedia del Voltaire, autore scelleratissimo. Che nella detta seconda festa, cio li 28 marzo, nella cappella di Corte in Vienna cant Messa monsignor Conte d'Artz Suffraganeo di Vienna, e poi sua maest cesarea pose in testa al nuovo cardinale Gioseppe Garampi la beretta cardinalizia, presentatale da monsig. Caleppi ablegato pontificio, essendo presente il cardinale Migazzi, con molti principi, Conti e nobili. Cantato il Te Deum, il Garampi diede la benedizione pontificale. Che ne' primi giorni di marzo fu tanto grande il freddo nella Polonia, che nei contorni di Leopoli in una sola mattina furono trovate dieci persone gelate su la strada. Che il re di Danimarca Cristiano settimo ha vietato ai suoi soldati l'uso della polvere da capelli. Che a Lisbona nel febbraio sonosi sentite due spaventose scosse di terremoto. 13 aprile 1785 Li tredici di mattina, in vigore di quanto ha insinuato al nostro Padre Provinciale il nostro vescovo di Trento a viva voce, abbiano stabilito, che anche li nostri sei conventi trentini si uniformino ai tre austriaci rapporto all'elezione de' Guardiani, ed alla soppressione del Definitorio, ed elezione del Provinciale. Il detto vescovo non ci diede comando assoluto per timore de' suoi canonici; ma si spieg abbastanza col modo di consigliarci. Nel medesimo giorno ho inteso da uno220, che lavora per fare sul Trentino la perequazione ordinata da Gioseppe secondo, cio un nuovo estimo di tutti li beni stabili del Tirolo, che tale novit coster al Tirolo circa dugento mila fiorini, ed alla sola citt di Trento circa otto mila. Il predetto relatore lavorando sei ore ogni giorno con un suo garzone, ha ventisette troni alla giornata. Egli molto tempo, che lavora, ed ha da lavorare ancora molto. E sonovi molti altri impiegati nello stesso affare. Nel medesimo giorno tredicesimo, essendo mercoled, fu tenuto nel castello di Trento il concorso generale alla parrocchia di Ala, essendo gi precorsa voce, che sortir il parroco del Bleggio Andrea Pegoretto povese. In fatti egli intervenuto all'esame, ma fu collocato solo ad un tavolino in vista degli altri, e subito nel giorno seguente fu pubblicato eletto per Ala. Li concorrenti furono circa 45. 15 aprile 1785 Li quindici nel castello di Trento fu tenuto un solenne Consiglio coll'intervento de' consiglieri aulici, de' consoli, de' canonici, per determinare quid agendum rapporto alle intollerabili gravezze, che vengono imposte da quel Gioseppe, che quando perseguitava i soli Religiosi era un monarca illuminatissimo, e lodevolissimo. Troppo tardo lo conoscono. Nello stesso giorno venuta notizia, che il medesimo permette ai preti secolari, ed ai Religiosi secolarizzati il contrarre matrimonio; che manda nel Tirolo quattro carrette di boghe221; e che in Insprugg fu solennemente chiusa la nostra chiesa di s. Croce, e che ai quattordici doveano uscire affatto da quel gran convento li nostri poveri Frati, essendo state gi consegnate le chiavi della predetta chiesa al tristo prete Albertini di Brezzo. Di pi, che l'empio Pilati fu escluso in Vienna dal Congresso, cui interveniva in favore degli anaunitani.

Il signor Matteo Zamboni di Mattarello, alias di Vigolo Vattaro. morto in Mattarello ai 21 dicembre 1788. 221 *Ceppi, catene per prigionieri.

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In Trento vive scandalosamente una Erodiade vedova con un Erode. L'eletto Suffraganeo continua niente meno di prima il suo tenore di vita, scientibus omnibus. Suor Lucia Graffin partita dalle Domenicane ed andata a salesianarsi222 in Roveredo; ma non vi dur sino il fine di quest'anno. 17 aprile 1785 Li 17 domenica terza dopo Pasqua, correndo la festa di s. Simone trentino, ha recitato un panegirico del medesimo in s. Pietro di Trento il nostro P. Cirillo da Rev Guardiano di questo nostro convento bernardiniano. 19 aprile 1785 Li 19, leggo, che diversi parrochi austriaci da sua maest sono stati alleggeriti fino a 60 Messe di meno all'anno; e che li 28 marzo il Danubio fu tanto gelato a Closterneuburg, che su di esso que' cittadini pranzarono, ballarono, e giuocarono ai zoni223; e che in Vienna fu accolta con istraordinario applauso la comica Celestina Coltellini venuta da Napoli al servizio della cesarea regia direzione teatrale di Vienna; e che nella Polonia sono stati contati 276.870 ebrei, li quali pagando otto grossi per testa all'anno, vengono a pagare annualmente 92.290 scudi di testatico; e che il re di Francia ha conceduto al Conte di S. Priest gi suo ambasciatore a Costantinopoli 200 mila Lire per gratificazione, e 25 mila Lire annue di pensione. 20 aprile 1785 Li 20 ho inteso, che in Levico continua la mortalit di uomini e donne molto copiosa, cagionata da malattie verminose, e brevi. In quest'anno, cio in questi primi tre mesi sono morte circa settanta persone. 21 aprile 1785 Li 21 di mattina abbiamo confermato Guardiano di questo nostro convento bernardiniano a pieni voti il P. Cirillo da Rev, a tenore delle risoluzioni di sopra menzionate. Fu presidente il P. Provinciale, ma senza voto attivo. Fu scritto da Insprugg, essere sul tapetto cesareo, che il vescovo di Trento con dodici mila fiorini di annua pensione trasferiscasi a Bolgiano, ed il vescovo di Bressanone a Insprugg: ma... Fu pure scritto da Insprugg al nostro P. Provinciale, che il prossimo nostro Capitolo sia congregato da lui se non ha terminato il suo provincialato, e se lo ha terminato sia congregato dal primo Guardiano. Li signori d'Insprugg non sanno, che il provincialato dura sino al Capitolo inclusive, quantunque si celebrasse anche mesi dopo il triennio. Scrivono da Milano, che sono stati soppressi degli altri monasteri nella Lombardia. 3 maggio 1785 3 di maggio continua il freddo, e la terra vorrebbe un p di pioggia. Leggo, che sua maest ultimamente ha derogato alle sue disposizioni circa il cangiare domicilio entro li suoi Stati ereditari, e concede, che si possa mutare. Che la terra di Spaa celebre per le sue acque acidole, e per li suoi bagni ai 14 d'aprile da un incendio inaspettato in poche ore fu ridotta tutta in cenere. Leggo, che la galera posta sul Tamigi ha moltiplicato di gran numero i ladri; perch dopo esservi stati quattro, o sette anni uscivano risoluti di rifarsi del tempo perduto. Cos eziandio la galera di s. Lorenzo. Il re d'Inghilterra non vuol pi la tamigiana, ma spedir i ladri in un'isola dell'Africa. Leggo, che tutti gli olandesi per implorare il divino aiuto contra l'imperatore hanno sollennizzato il giorno 27 d'aprile, essendo mercoled, col digiuno, e coll'orazione. Intendo dire, che sulla Gazzetta di Leyden, si riferisce una cosa molto notabile, cio che il Duca elettore di Baviera Carlo Teodoro ha vietato severamente tutti i libri scritti contra la cattolica religione, ed ha destinato dodici commissari, che vadano per tutto il suo
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*A farsi suora fra le Salesiane. *Birilli.

Ducato a raccoglierli ovunque si trovino per poi tutti dispettosamente abbruciarli. Questo si trasenda nella Gazzetta vescovile di Trento. Intendo pure, che l'imperatore vuole ricuperare la Borgogna; e che ai PP. Cappuccini di qui fu intimato, che gli austriaci vadano ne' conventi austriaci, il qual ordine fu loro spedito dalla Corte di Trento. Leggo pure, che in Mantova stato dato principio al disseccamento di alcune paludi. Il detto ordine trentino fu spedito, perch li poveri Cappuccini di Arco, e Roveredo sono stanchi, ricevendo quasi ogni giorno cattive nuove, e sempre temendo la loro soppressione. 1 maggio 1785 (sic) Il primo di maggio, giorno di domenica, comparso nel castello di Trento un fante veneto di riguardo, e chiese di poter parlare al serenissimo principe. Ricercato chi egli fosse ricus di dirlo, ed inst di essere ammesso all'udienza, dicendo, che avea da consegnarli dispacci d'importanza. Finalmente si manifest al fratello del nostro principe Conte canonico Filippo, come a fratello, e questi lo introdusse. Consegn al principe delle lettere nobilmente legate, colle quali dimand in nome della Repubblica veneta il Conte Lecchi bresciano, di cui sopra al primo aprile. Gli fu subito risposto con bugia, che pi non era in Trento, e chiesto un attestato della sua dimanda col giorno e coll'ora, in cui l'ha fatta, ritorn verso Venezia donde era venuto con somma fretta. Il Lecchi poi scappato dalla casa del barone Klotz nella seguente notte circa le dodici. Questo si un caso straordinarissimo. 5 maggio 1785 Li cinque, festa dell'Ascensione il nostro vescovo ha tenuto Ordinazioni nel castello di Trento. Un ordinando fu riprovato dagli esaminatori, ma ammesso dal vescovo. Un altro pure fu ammesso, bench riprovato dagli esaminatori come ignorantissimo. Questi ha risposto, che quando l'ostia consecrata si divide in due parti, Ges Cristo sta nella parte pi grande, e che non ist nella particella del Pax Domini, che si cade nel calice, perch troppo picciola. Gli ordinati furono quarantaquattro, e sarebbero stati 45 se non fosse mancato uno, che fu aspettato mezz'ora. Tutti furono promossi agli Ordini maggiori, e nove al sacerdozio. Il vescovo di Lubiana Carlo Conte dei Erberstein ha permesso il secolarizzarsi ad un frate Cappuccino nativo della diocesi di Passavia senza patrimonio. Andato poi essendo dal vescovo di Passavia Giuseppe Conte di Aversperg, acciocch gli assegnasse un vitalizio, ebbe in risposta, che se lo facesse assegnare da quello, che lo ha secolarizzato. Fu dunque obbligato l'Erbstein a provedere all'ex Cappuccino. La Madre suor Maria Chiara Melchiori trinitaria, di cui sopra, ha chiesto con molta umilt, ed instanza di essere tolta nel convento delle Madri Orsoline di Trento a costo, e come servente della fu sua badessa Madre Maria Teresa Ulzbachia224, e con altri molto buoni patti, ma non ebbe favorevole risposta. Ora piange, e strapiange la sua disgrazia di dovere star nel secolo, essendo stata rifiutata eziandio dalle Madri di s. Chiara, e non potendo stare colle Domenicane. Suor Lucia negli ultimi dello scaduto aprile s' trasferita a Roveredo, e la s' fatta Salesiana. La Madre Ulzbachia nello stesso tempo s' ritirata fra queste Orsoline. La Melchiori li 13 di maggio 1785 andata a Roveredo, dove sar come ritirata fra le Salesiane a costo. Ma vi morta presto. Ho inteso, che il vescovo di Pistoia, e Prato toscano un fervorosissimo gioseffista, ed ha ordinato delle mutazioni nel Pater noster, nell'Avemmaria, e nel Credo, non volendo che Maria santissima sia chiamata Mater Dei, Mater misericordiae ecc. Fu chiamato perci a Roma, ma non vi andato, mercech protetto dal suo principe Arciduca Pietro Leopoldo. Si chiama Scipione Ricci. Ho pur inteso, che l'Herbstein vescovo di Lubiana fu due volte lapidato dal suo popolo, e sarebbe morto, se la carrozza, e la fuga spedita non l'avessero salvato. Una volta ci gli

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*Ulzbach.

avvenuto, perch dopo di avere spogliata una Madonna di gran divozione, le diede un dispettoso calcio225. 10 maggio 1785 10 maggio leggo, che al nuovo cardinale Garampi di partenza da Vienna fu regalata dall'imperatore una croce ed un anello del valore di undici mila fiorini; ed al di lui auditore monsignor Lorenzo de' Conti Caleppi una tabacchiera stimata cinquecento zecchini. Leggo, che nell'ultimo giorno di aprile sono partiti per Livorno il re e la regina di Napoli con una gran flotta, e con sontuosi regali di ogni genere ascendenti quasi alla somma di cinquecentomila ducati, oltre una grande quantit di servigi di porcellana napolitana dipinta dai pi bravi professori dell'arte. Leggo finalmente, che ai 18 di aprile poco vi manc, che l'Arsenale di Venezia non restasse incenerito. Furono dappertutto ritrovate delle miccie accese presso a pezzi di catrame. Una putta fu la prima, che si accorse, e che grid fuoco fuoco, il quale perci fu prestamente smorzato. Leggo ancora, che il colonnello Brentano ha ordine di far alto [sic] nella Baviera austriaca, e che due sobborghi di Vienna sono gi in gran parte sotto acqua, minacciando il Danubio di allagare tutti li suoi contorni a cagione delle gran nevi. Leggo altres, che si tiene per certo essere imminente la soppressione di un Ordine Regolare in tutta la monarchia austriaca; od almeno, che il loro convento di Vienna verr convertito in un collegio in vece del soppresso teresiano. Con data de' 27 aprile il Governo d'Insprugg ha risposto al nostro P. Provinciale rapporto al nuovo Guardiano di Arco, dicendolo Provinciale del Tirolo Italiano, titolo nuovo, come fu anche l'altro di Provinciale ai confini d'Italia, usato nel 1784. 13 maggio 1785 Li 13, giorno di venerd mattina furono in questo nostro convento li coscrittori cesareovescovili, segnarono la nostra porta fuori, e dentro col num. XV, notarono li nomi e cognomi di tutti li Religiosi, ed invitati restarono a pranzo con noi. Furono il sig. Marcello Marchetti segretario tedesco del nostro vescovo, un tenente, ed un soldato, ed un altro uomo. Il tenente dett i nomi, e gli scrissero in due libri il Marchetti ed il soldato. Col tempo si vedr a qual fine ci facciasi. Dal detto segretario ho inteso, che in avvenire dal Trentino andranno annualmente 48.000 fiorini in contanti a Vienna senza verun pro de' trentini. E ci per le steure sole. Il capo console baron Trentini mi ha detto, che saranno 49.000, de' quali mille ne pagheranno i soli Malfatti di Trento. Nel medesimo giorno cominci a segare la nuova sega dell'Heyder sotto san Bernardino. 15 maggio 1785 Li 15 domenica della Pentecoste, il nostro vescovo mattina, e sera ha cresimato nel salone del castello di Trento; ma non ha officiato punto nel Duomo. 16 maggio 1785 Li 16 di mattina ha ordinato dei cherici minori, e dopo il vespro ha di nuovo cresimato nel castello. Gli ordinati furono circa 40. 17 maggio 1785 Li 17 leggo, che il nuovo vescovado di Budweis in Boemmia conferito al canonico Conte di Schofgotsch, conter 590.711 anime; 246 parrocchie secolari e 39 Regolari, 84 cappellanie locali, 32 conventi, 60 picciole citt, 52 grosse terre e 2.778 villaggi. Leggo pure, che nell'Austria s'ha fatto sentire molto freddo ai primi di maggio, e non ancora capitata la primavera. Di nuovo sono stato assicurato, che l'Albertini direttore del seminario
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morto miseramente in quest'anno 1787.

d'Insprugg non tiene lunga la sua Messa pi di sette minuti. L'Alberti canonico ritornato a Vienna. 19 maggio 1785 Li 19 ho inteso, che nello scorso luned della Pentecoste che fu ai 16 di questo, in Arco un nipote del sig. canonico Aloisi, scherzando con una putta, sua futura sposa, praeter intentionem, con un archibusata la ha uccisa, e fatta restar morta senza che potesse dire un Ges Maria. Da una lettera scritta in Venezia gli undici del corrente mi piace di estrarre quanto segue: Saranno circa due mesi, che un napoletano ard fondare nascostamente in questa Dominante una setta, o congregazione chiamata de' liberi muratori. Prese a pigione per tale oggetto una casa appartata in situazione di poco passaggio affine di stare con pi sicurezza, ed ivi a tempo determinato convenire co' suoi discepoli a fare le cos dette loro Loggie o conferenze. Il giuramento di fedelt, e secretezza, cui ogni membro sotto pena della morte era tenuto ad osservare, non furono bastevoli per occultarsi alla indefessa sollecita vigilante cura, che per la vera religione hanno questi nostri ben degni padroni. Sabato, cio ai sette de corrente, appena penetrata la cosa, mandarono la sbirraglia alla detta casa, e fecero prigioni alcuni di loro, tra' quali il capo, che per grazia speciale costituito, e confesso, in ferri fu condotto fuori di Stato. La casa poi fu totalmente spogliata di quegli arredi, utensili, vestimenti ecc. de' quali servivasi quella malnata gente nelle sue adunanze, e col carico di due non picciole barche, il tutto fu rassegnato agli eccellentissimi inquisitori di Stato, i quali sentenziarono saviamente, che ogni cosa, eziandio di valore considerabile, fosse consegnata al fuoco. Ieri adunque nella piazza, o sia cortile ducale, esposta qualunque cosa per tutta la matitina alla veduta dell'immenso popolo, che vi concorse, fu tutto abbruciato. Accidentalmente mi vi trovai anch'io; ma per cagione della gran folla del detto popolo non mi riusc di poter veder, e considerare ciascheduna cosa. Ci, che ho potuto vedere si questo. Un gran trono di panno fino del colore blo, appunto come quello, che usano i vescovi nelle loro funzioni, ma tutto guernito di gallone d'oro fino della grandezza d'un palmo e pi, ornato di fiocchi, pendenti, e cordoni parimente d'oro, con diversi vestimenti curiosi del medesimo panno, ed ornamento. Quattro ferraioli, o tabarri di seta nera, aventi una specie di cappuccio attaccato, con un gran collaro turchino di seta. Una guglia, o piramide, che alla base portava una inscrizione, che io non potei leggere, n capire. Un fazzoletto bianco tutto intriso di sangue. Una gran cesta di armi da fuoco, e da taglio. Diversi tavolini indorati, sopra il pi grande de' quali coperto di panno verde stava una bellissima bussola da levare i voti. Uno specchio coperto con velo, sopra del quale stava scritto: Se brami conoscerti, alza questo velo, e mirati. Cosa vi fosse di sotto non lo so. Diversi candellieri di legno piccioli, e neri. Sei, oppure otto quadri rappresentanti delle teste da morto. Due, o tre teschi da uomo. Una lucerna ottangolare, fatta in modo curioso. Quattro, o sei fiasche nere, che sembravano da polvere, con certi altri quadri, de' quali niuno sa il significato. Uno strato assai grande nero, a guisa di quello, che si usa facendosi la segnatura sopra le sepolture. Questo era fornito, e circondato da famose romane di seta bianca, ed in mezzo aveva dipinta una Croce. Molte altre cose vi furono, che io non potei vedere; come pure certi libri contenenti le regole, o leggi della mentovata setta. Tutto fu donato al fuoco con una infinit di evviva del popolo spettatore. Tutti quegli stromenti, ed utensili aveano il loro significato, che non si pu sapere. Si dice poi, che in una cassa furono ritrovati sei mila ducati, li quali verranno goduti dai poveri. Sin qui la detta lettera. De' Liberi Muratori tratta lungamente il Pivati verbo Muratori. Negli scorsi giorni in un cesso di una bettola di Trento fu trovato morto un bambino triduano. 24 maggio 1785 Li 24 maggio leggo, che ai tre di questo fu pubblicato un ordine dato li 28 aprile 1785 dal vescovo principe di Liegi Cesare Constantino Francesco de' Conti di Hoensbroeck d'Oest eletto nel 1784 con quale concede a tutti li suoi diocesani sudditi dell'imperadore, la licenza di mangiar carne tutti li sabbati dell'anno eccettuati quelli della Quaresima, dell'Avvento, delle quattro Tempora, e quelli, che cadessero in giorno di digiuno prescritto. Leggo, che il Papa

andato a visitare le bonificazioni delle Paludi Pontine a Terracina. Leggo pure, che negli Stati prussiani le inondazioni sono state straordinarie, ed hanno cagionato immensi danni. In questi giorni vi del mormorio in Trento, e nel Lagaro per li tristi effetti cagionati dal testamento del nobile Lorenzo Marzani di Villa Lagarina, morto senza prole nel febbraio di quest'anno 1785. La causa si tratta nel Consiglio aulico di Trento. Pretendono di esser eredi anche il sig. Valentini di Calliano, ed il sig. consigliere Festi di Villa. Si dice, che questo secondo sia stato dal sig. don Pietro Marzani esecutore testamentario con parecchi bulli; e che a vista di essi ne abbia raccolto, e tenuto in sua guardia non pochi anche il sig. don Pietro226, il quale fu in persona nel detto Consiglio. 25 maggio 1785 Li 25 gioved, sono stato alla solenne processione del Corpus Domini. Cant la Messa, e port il ss. Sacramento monsig. decano Manci. Il vescovo non si ha lasciato vedere. 28 maggio 1785 Li 28 giorno di sabato in esecuzione degli ordini di Gioseppe secondo, adottati dal vescovo Piretro Vigilio, li Padri Cappuccini hanno celebrato il loro Capitolo nel convento di s. Catterina di Roveredo, coll'intervento de' soli Guardiani; ed io ho lasciato il titolo, e posto di diffinitore della Provincia nostra. 29 maggio 1785 Li 29 giorno di domenica in questo convento di s. Bernardino li nostri nove nuovi Padri Guardiani congregati a Capitolo cesareo hanno confermato Provinciale il P. Gioachino da Pressano a pieni voti, e pregato prima da tutti ad accettare. Nella sera del medesimo giorno 29 ha piovuto, e tonezzato molto, ed caduta della gragnuola227 notabile; e l'Adige a s. Apollinare ha traboccato. Cos in Campo Trentino. 31 maggio 1785 Li 31 di notte ha nevicato sui monti vicini a Trento. Leggo, che il vescovado di Neustadt fu incorporato all'arcivescovado di Vienna, ed il vescovo trasferito a s. Ippolito vescovado nuovo. In questa sera alle nove capitato in Trento l'imperatore, ed partito nella seguente mattina alle tre per Mantova ad unirsi al re, ed alla regina di Napoli. Alloggi all'Europa, cui diede trenta, e pi zecchini: altri dicono sessanta. 1 giugno 1785 Il primo di giugno su li monti nostri nuovamente caduta della neve. 4 giugno 1785 Li 4 giugno, giorno di sabato in Carano di Fiemme una donna maritata contra sua voglia un mese avanti circa, si ha impiccata, ed ammazzata. Nel medesimo giorno fu condotta a Trento, e riposta in una stanza della Ca di Dio, ospitale italiano, d'ordine del nostro vescovo, l'astinente tionitana Domenica Benvenuti, di cui sopra al mese di gennaio. Fu portata da uomini in una cassa, ed accompagnata da pi soldati principeschi, e da pi uomini stenicensi. Ha pernottato a s. Massenza. Vedi sotto. 5 giugno 1785

Il sig. don Pietro s' appellato a Vienna, ed partito per Vienna li 5 luglio, insieme con al vedova Felicita Marzani sorella, con un suo nipote ecc. Ritorn a Trento li 19 marzo 1786 vittorioso. Poi ritorn a Vienna. 227 *Grandine.

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Li cinque, giorno di domenica, monsig. Vicario generale Zambaiti ha dato il possesso della pieve di Ala al sig. arciprete blegiano Andrea Pegoretti di Povo. 7 giugno 1785 Li sette, marted, li Padri Carmelitani Calzati hanno evacuato, ed abbandonato d'ordine di Gioseppe secondo il loro antico, e bel convento di s. Maria presso Roveredo. 8-10 giugno 1785 Gli 8, 9 e 10 in Trento, nel castello fu tenuto il concorso alla pieve di Blegio, ed alla pieve di Melten, alle pievi nuove di s. Rocco e di s. Maria di Roveredo e di altre future austriache. Li concorrenti furono 103 tra' quali 22 austriaci, e tra questi un Carmelitano del suddetto convento, e li nostri Padri Amedeo, e Gianvincenzo roveretani, per ubbidire a Gioseppe. Ho inteso, che l'imperatore in Mantova in un sol giorno ha fatto celebrare cento matrimoni228, e che egli ha fatto le spese nuziali. Ho pure inteso per certo, che quando fu nell'Osteria dell'Europa di Trento, disse alla figlia dell'oste infermiccia, che se volea guarire si maritasse. Li dieci, venerd, finalmente fu data la sacra Comunione alla suddetta tionitana astinente, negatale avanti dal parroco Comini. Ora di lei confessore il sig. don Antonio Sani. Vedi pi sotto. 12 giugno 1785 Li dodici, domenica, il nostro vescovo nel suo castello ha ordinato due chierici secolari. 14 giugno 1785 Li 14 leggo, che li matrimoni celebrati in Mantova a spese dell'imperatore furono dodici. Leggo pure, che l vi furono moltissimi divertimenti di teatri e balli ecc. Nello scorso maggio in Tullamora piccola citt dell'Irlanda cento e pi case, con diversi altri edifici restarono incendiate, essendo giorno di fiera. L'incendio fu cagionato da un pallone aereostatico lanciato in aria da un inglese. Li 12 domenica in Cremona l'imperatore improvvisamente ha obbligato le monache Orsoline di andare con lui a Messa nel Duomo, bench siensi scusate, che per altro non uscivano di monastero, ed avendo detto la superiora, che certe non potevano camminare, l'imperatore le fece condurre in carrozza. La Gazzzetta trentina non rammenta altro, che divertimenti dati all'imperatore al re di Napoli, ed agli altri principi soggiornanti ora nella Lombardia. Il nostro vescovo vuole, ed ha ordinato, che li Padri Filippini vadano ad abitare il monastero trentino della ss. Trinit, pagando alle monache di s. Chiara dieci mila fiorini, soddisfacendo ai legati, che importano il capitale di circa cinque mila fiorini, e tenendo sei stanze per li preti a disposizione del medesimo vescovo. Li detti Padri vi andranno per ubbidire. 21 giugno 1785 Li 21 fa piuttosto freddo rispettivamente alla stagione. Si dice, che nell'Italia sia caduta un'orribile tempesta229. Altri dicono, che simile tempesta caduta nell'Austria intorno a Lintz. Nel medesimo giorno fu pubblicato arciprete del Blegio il sig. Niccol Torresani da Campo Tassullitano, curato di Termone nella parrocchia di Enno, il quale conta 45 anni di et, ed ha fatto 45 concorsi. 22 giugno 1785 Li 22 fu suonata l'agonia all'astinente di Tione, la quale dalla gente di Trento si crede santa, e vien detta la Santa. Domenica Benvenuti quadragenaria230.

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Vedi sotto. *Grandinata. 230 Subito, che qui in Trento le fu dato da inghiottire due cuchiari di limonata cominci a patire.

24 giugno 1785 Li 24, giorno di venerd e festa di s. Giovanni Battista, alle cinque di mattina, la predetta astinente tionitana morta nella mentovata Ca di Dio. Fu subito aperto il di lei cadavero alla presenza di quasi tutti li medici, e chirurghi di Trento; ma non fu trovato verun difetto organico, siccome in questo stesso giorno mi ha detto nella medesima Ca di Dio il di lei Priore signor medico Benigni; il quale da me interrogato mi ha pur detto, che qui non ha mangiato alcun cibo solido, ma soltanto ha preso dell'estratto di rane e delle rossumate231. La cosa si ancora dubbiosa, e cos durer eziandio sempre. Il certo si , ch' morta la donna, ed morta cos presto, perch fu portata a Trento. Io l'ho predetto fin quando intesi, che avene fatto tale trasporto, che fu li quattro di questo stesso mese. La donna fu troppo da bene, elimpe gnofutro pogran de232. Sotto al 12 giugno. Fin la guerra col finire della sua vita. Card. Ursius agens de s. Chrysostomo, Historia ecclesiastica, L. 22, n. 1, ad an. 401. 25 giugno 1785 Li 25 fu scoperta, ed esposta al pubblico la gran lapida eretta nel salone del castello di Trento per memoria del passaggio di Papa Pio sesto. Costa pi di secento fiorini. Fu scultore Francesco Jongo (Giongo) di Trento, detto il gobbo bench sia diritto. 26 giugno 1785 Li 26, domenica, e festa di s. Vigilio ha pontificato in Trento sua altezza rev.ma nostro vescovo Pietro Vigilio per la prima volta in tal festa, per soddisfare a quelli che brontolarono, ed ha dato la benedizione Papale non data da Pasqua. Nella sera il medesimo calato in citt per vedere i fuochi artificiali; ma non sortirono bene, perch la macchina fatta in quest'anno nel monastero evacuato della ss. Trinit, da Antonio de' Paoli gi gastaldo delle monache trinitarie, poco dopo il principio della funzione pigli fuoco, e si bruci tutta con ispavento degli spettatori adunati in istraordinario numero sperando di vedere cose straordinmarie, e con danno notabile della vicina fontana. Guai se vi fosse stato del vento. Dicesi, che il danno arrecato dal detto incendio sar di circa mille fiorini. 27 giugno 1785 Li 27 di sera passata per Trento la cucina di Gioseppe II, che si dice ritornare a Vienna dalla Lombardia per la via di Trieste con molta premura per non ave ricevuta una lettera nella Lombardia dalla Moscovia. Nella suddetta festa di san Vigilio fu dato principio in Trento alle commedie d'italiani. 28 giugno 1785 28. Leggo, che un contadino di Ludlow nell'Inghilterra lavorando un campo ritrov una pignatta piena di monete d'oro, e d'argento per il valore di 800 Lire sterline. Lasci subito il lavoro, allegro and all'osteria e s'ubbriacc tanto, che in 24 ore mor per una febbre gagliarda sopraggiuntagli. Leggo pure, che due aereonauti sig. Pilastre de Rozier, e sig. de Romain a Bologna di Piccardia volendo andare per aria nell'Inghilterra in un pallone, li 15 di giugno, dopo d'aver camminato un poco sono caduti dall'altezza di circa 200 tese morti, schiacciati, e sfigurati in una maniera orribile, con universale spavento degli spettatori. Ho inteso, che li Padri Carmelitani sono ancora nel loro convento di s. Maria fuori di Roveredo; ed uno di loro graduato fu trasportato all'ospedale pubblico. 3 luglio 1785 Li tre di luglio il nostro vescovo partito da Trento per l'Anaunia, dove cresimer in Enno, Sanzeno, e Maleto della Sollandia.
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Rossumata era una bevanda a base di tuorlo di uovo frullato nel vino. *Cio: e l'impegno fu tropo grande.

7 luglio 1785 Li sette fu trovata nell'Adige annegata una bambina nata di fresco, al ponte di s. Lorenzo di Trento. 10 luglio 1785 Li 10, giorno di domenica, gli 1 e 12 questi Padri Cappuccini hanno celebrato un solenne triduo per la nuova beatificazione del fu loro Generale Lorenzo de' Rossi da Brindesi di Calabria, morto nel 1619. Furono molto favoriti, e provveduti da' signori trentini. Domenica cant Messa monsig. Zambaiti canonico e Vicario generale a panegiric il sig. Aloisio Bevilacqua parroco di Folgaria. Luned non vi fu Messa solenne. Marted cant la Messa monsig. decano Sigismondo Conte Manci e panegiric il Padre Vincenzo Fortunato Slopp di Trento Cappuccino. Tal festa fu riferita nella Gazzetta trentina.

12 luglio 1785 Li 12 di mattina in Trento fu trattenuta per forza una donna malmaritata, che correva all'Adige per annegarsi. Ho letto, che nell'Austria le acque hanno fatto mali molto grandi, anche a' borghi di Vienna, all'Augarten cesareo, ed al castello di Laxemburgo, e che sono rimaste annegate delle persone. Ho pur letto, che nella processione del Corpus Domini al vescovo di Lodeve nella Linguadoca Giovanni Felice Enrico de Fumel tolosano nato nel 1715 e creato nel 1750 fu tirata una pistolata, e rest ferito dal fratello di uno poc'anzi carcerato. Ho inteso, che la Repubblica veneta ha ottenuto dal Papa l'assoluta incorporazione di Bagolino, e Tegnale, luoghi rinunziati provisionalmente dal vescovo di Trento, al vescovado di Brescia. Sono pi mesi, che nel castello di Trento viene ogni settimana a far beccaria il sig. Romani di Calliano per il solo castello. In questo mese d'ordine di Gioseppe II, dovranno uscire dall'antichissimo e nobilissimo loro monistero di s. Maria in Sonnenburg di Pusteria, della diocesi di Bressanone, quelle monache benedettine che nel 1763 furono 25. L'abbadessa chiamavasi Ill.ma, et Rev.ma Domina, e la Decanessa Domina. Cos pure le altre monache Dominae. Le converse Sorores. Va tutto pian piano, va tutto, non essendovi alcuno che osti. Anche in Pavia sono stati licenziati dal loro gran convento di s. Croce li nostri PP. Riformati ultimamente. Ma vi sono anche nel 1787. Ultimamente il sig. don Giovanni Marchetti direttore delle Scuole normali di Roveredo ha ottenuto da Insprugg, o da Vienna, di poter chiamar all'esame coram se tutti gli ecclesiastici della Pretura roveretana, per vedere se sono atti ad insegnare la dottrina cristiana; ma il clero non l'ha ubbidito, rispondendo che sa far il suo dovere al par, od anche pi di lui, e fu favorito dal vescovo. Ho inteso, che l'astinente tionese stando alla Ca di Dio ha dimandato di poter parlare a sua altezza rev.ma, ma non ha potuto venir esaudita, avendole in sua vece mandato il sig. Provicario. Ho pure inteso, che l'imperatore ed anche il Granduca suo fratello sono infermi nella testa. Parimente ho inteso, che in Insprugg s'insegna pubblicamente nulla giovare alle anime de' morti le Messe, e le altre preci della Chiesa militante. Cos ha riferito uno, ch' stato alla pubblica lezione con suo raccapriccio. 19 luglio 1785 Li 19 tra le undici, e le dodici di notte, venendo li 20 si ha sentito una gagliarda scossa di terremoto qui in Trento, in Garniga, ed altrove. In Povo, in Roveredo. Continu circa un Pater nostro.

20 luglio 1785 Li 20 cominci a piovere, e li 21 piove