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Nel 1950 fu condannato con la condizionale a otto mesi di carcere nel processo p

er vilipendio al Capo dello Stato, Luigi Einaudi. Alcune vignette sul Candido avev
ano messo in risalto che Einaudi, sulle etichette del vino di sua produzione (un
Nebbiolo), permetteva che venisse messa in evidenza la sua carica pubblica di "
senatore". Guareschi non era l'autore materiale della vignetta (l'autore fu Carl
etto Manzoni), ma fu condannato in quanto direttore responsabile del periodico.
All'epoca il diritto alla satira era molto limitato.[11]
Nel 1954 Guareschi venne condannato per diffamazione su denuncia di Alcide De Ga
speri (De Gasperi era stato a capo del governo ininterrottamente dal dicembre 19
45 al 1953). Guareschi era venuto in possesso di due lettere del politico trenti
no risalenti al 1944. In una di esse il futuro presidente del Consiglio, che all
'epoca viveva a Roma, avrebbe chiesto agli Alleati anglo-americani di bombardare
la periferia della citt allo scopo di demoralizzare i collaborazionisti dei tede
schi[12].
Secondo Guareschi le missive erano autentiche. Prima di pubblicarle, aveva sotto
posto le lettere addirittura a una perizia calligrafica affidandosi a un'autorit
in materia, il dottor Umberto Focaccia. Al processo afferm di aver agito in buona
fede. Focaccia, perito dello stesso Tribunale di Milano, afferm in aula di avere
effettuato un lungo, attento e scrupoloso esame di confronto con molti altri scr
itti sicuramente autentici del De Gasperi , per poi dichiarare in piena coscienza, d
i riconoscere per autentiche del De Gasperi la scrittura del testo e la firma di
cui sopra [13], con riguardo alla seconda lettera, e di riconoscere per autentica
anche la firma apposta in calce alla prima[14].
Sul piano probatorio, mentre la prima lettera era dattiloscritta e risultava aut
ografa solamente nella firma, la seconda era integralmente autografa, risultava
di pochi giorni successiva alla prima e ad essa strettamente connessa, anche sot
to il profilo contenutistico. Il fatto dunque che, a differenza del primo docume
nto, fosse qui peritabile non solo una firma, ma un manoscritto interamente verg
ato a mano, avrebbe potuto potentemente comprovare, o al contrario demolire, le
tesi di Guareschi.
Da parte sua, lo statista trentino, che aveva dapprima concesso la pi ampia facol
t di prova in ordine alla genuinit dei documenti in contestazione, in seguito si s
ment a pi riprese attraverso il proprio difensore, l'avvocato Delitala. A giudizio
del penalista, non aveva infatti senso
questa la chiave di volta del processo e
ffettuare perizie sui documenti[15]. Delitala fece il possibile per eludere ogni
verifica sulle lettere: ben pi del giudizio di altri periti, afferm l avvocato, ril
evavano, sul piano processuale, il giuramento[16] dello stesso De Gasperi e le p
rove - di cui una chiara, l altra, di contro, equivocabile - fornite dai graduati
inglesi che avevano sostenuto la tesi dell onorevole democristiano[17]. Se il Trib
unale proprio ritiene di non poterne fare a meno, faccia pure, ma una perizia peror Delitala, appellandosi alla coscienza dei magistrati milanesi
sconta pur semp
re il rischio di un errore peritale[18], ma soprattutto l'avvocato di De Gasperi
si oppose alla perizia per evitare ritardi nel processo che si svolgeva per dir
ettissima.
Guareschi, di contro, mise argomentatamente in dubbio l'attendibilit delle dichia
razioni di provenienza britannica, facendo presente di essere sgradito al Govern
o inglese per la sua polemica sulla contesa di Trieste fra l'Italia e la Jugosla
via di Tito; evidenzi, ex adverso, che De Gasperi era un vecchio, fedele alleato
degli angloamericani[19].