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C 3 7-Z&

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI,,


PI

VI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
CHIESA

DELLA

CATTOLICA,

ALLE

CITTA
AI

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

CONCILII

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL.
IV.

XVI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


il 1)

C C C

L,

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STO RICO -E CC LE SI ASTICA

B
BAA
BAB
del

AANITI.

Eretici

secolo

IX,

quali abbracciarono gli erro-

ri dei manichei. Il loro capo chiamavasi Baanes, o Baani , che si diceva discepolo di Epafrodito.

causa della cattolica fede e della ecclesiastica disciplina. Noi non riporteremo che un sol fatto per mostrare quanto gli stesse a cuore l'osservanza delle leggi ecclesiastiche. L'imperatore Filippo conduceva una vita cosi dedita
zii
,

BABIA
vile
nell'

BABRA.
,

Citt

vesco-

Africa

nella

provincia
di

di

Numidia, sotto

la metropoli

ad ogni sorta di vida recar grave scandalo non

Cirta.

solo ai cristiani,

ma

eziandio agi' inSi avvicinava


il

BABILA(s.). Le notizie, che ne danno gli scrittori di questo santo


prelato, son

fedeli pi dissoluti.

tempo

poche ,

ma cosi

luminose,
dei

da

farlo riguardare

come uno

pi celebri vescovi del suo tempo. occup la sede di Egli, nel 237 Antiochia, che prima di lui era stata governata da undici vescovi ; e con tanta prudenza e zelo sostenne la sua dignit da mostrarsi degno successore di quell' Ignazio, che due secoli prima era stato il modello di
, ,

quantunque reo di gravi delitti, e fumante ancora del sangue di Gordiano, ebbe la temerit di presentarsi al temdi Pasqua,

ed

egli,

pio ad assistere alle divote funzioni.

Come

tutto sentissi

Babila ebbe contezza di ci, animato dal pi arden-

te zelo, e nulla

temendo
recossi

pericoli

a cui
so

si

esponeva, per

incontro
1'

a Filippo
in quel

impedirgli
dalla

ingres-

luogo sacro.

L' imperacostanza
si

tutte

le

virt

episcopali.

Govern
anni
cir,

tore

fu

colpito

di

la sua diocesi

per tredici

quel prelato, e ben presto


prescritto.

sotto-

ca

sotto

g'

imperatori Gordiano

Filippo e Decio, ai quali egli si oppose mai sempre con eroica fermezza,

qualora trattavasi di sostenere la

mise a quanto gli venne da esso lui Fece pertanto a' suoi pieossia confessione di 1' exomologesi de' suoi falli, dopo la quale unisci
,

4
ai

BAB
pubblici penitenti, e
si

BAB
ferm
al-

BABILONIA. Patriarcato
Caldei

dm

la porta della chiesa.

Ma
nere
to.
le

diciamo qualche cosa intordi

no l'impegno
verit

Babila

per soste-

[Babylom-n. nalionis Chaldacoruni in Mesopotamia). Diverse sono le citt di questo nome. Babilonia,
citt

della

cattolica reli-

celebre

dell'Oriente
la

gione, della quale fu martire invit-

posta

sull'Eufrate,

capitale

impero di Filippo la Chiesa godeva di molta pace, e quinl'

Sotto

del pi antico

impero del

mondo.

di

il

numero

dei

credenti di gior-

no in giorno aumentava. and guari di tempo, che


cuzione torn
ai

Ma non
la perse-

ad incrudelire,
si

e la

L'opinione pi probabile che Nemrod l'abbia fondata, e ne sia stato il primo re. Per dir qualche cosa della sua sontuosa magnificenza, basti ricordare, che le sue celebrate mura aveano
cento porte di bronzo massiccio. Pre-

bella sposa di Cristo

vide esposta

L'infame Decio, alla met del terzo secolo, ne fu l'autore, dopo essersi imbrattato le mani nel sangue di Filippo. Chiunfieri travagli.

pi

tendono alcuni che l'idolatria abbia avuto origine in Babilonia. In questa


citt gli ebrei soffrirono settanta

anni

di schiavit.

Babilonia presa nella

que era
cristiano
,

fregiato

del

carattere
ai

di

scrittura per

un luogo
onde
si

di disordini,

trovavasi

esposto

pi

e di delitti

dice questa

crudeli tormenti,

qualora non rinI


i

negasse la fede.

prelati poi furo-

una Babilonia per esprimere in generale un luogo pieno di confusione, di disordine


di
delitti.
,

no

quelli contro

quali

si

scagli

di

libertinaggio e

con maggior furore l'empio tiranno.


Il nostro Babila fu arrestato, e rin-

chiuso in tetra prigione , ove consumato dai disagi, termin la sua gloriosa carriera, nel forto di

tempi della Chiesa Babilonia era sede episcopale, e per conseguenza della diocesi
di

Nei

primi

Caldea

25

col dolce con-

de' Caldei.

ed ora un patriarcato V. Caldei.


di Egitto. Citt veseconda Augustamnica

Chiesa.

morir martire per la cattolica latini ne celebrano la festa


i

BABILONIA
scovile della

nel d

24 gennaio, ed
I

greci ai

di

nel patriarcato

di Alessandria,

che

settembre.

cristiani

innalzarono

un

fu fabbricata

ai

tempi

del

re Se-

tempio sopra la sua tomba, e poscia Gallo Cesare ne eresse un altro nel borgo di Dafne, cinque miglia lontano da Antiochia, nel quale riposano le reliquie di cotesto martire.
S.

sostri dai prigionieri,

che questo prin-

cipe avea condotti

da Babilonia
,

di

Caldea , e che oppressi da' lavori i quali venivano loro imposti, eransi
impadroniti
il

di

una

fortezza

lungo
si

Gio. Grisostomo,
scrittori

Teodoreto ed

fiume, avevano fatta la guerra aegiziani loro vicini,

altri

pio

ne assicurano, che quel imperatore fece costruire un tempio in quel borgo, affine di rimediare alle superstizioni, ondepredai ciechi gentili di onoSi

gli

e in fine

erano mantenuti in questo luogo, che essi chiamarono Babilonia dal

nome

della loro patria.

senza foni

tendevasi
rare

damento
sua

l'opinione di alcuni
s.

quali

Apollo.

crede,
il

Cremona abbia
dere
il

che oggid vanto di posse-

vogliono che

Pietro abbia scritto la


in questa
citt.
fi-

prima

lettera
di

corpo di Babila, cui molte chiese di Francia, di Spagna e della


nostra Italia venerano

Essa era

la sede

un vescovo
i

come

patrono.

no dal V secolo. Il Cairo si mato nelle sue rovine sotto

for-

prin-

BAB
cipi

BAB
citt

romani,
la

e questa ullima

nella fede,

il

divenuta
dei
sultani
la

sede degli

emiri,

d'Egitto.

Le

genti del
Jlis-

vamente la hanno poi sempre soggiornato


triarchi cattolici

qual patriarca pose nuosede in Diarbekir, dove


i

paai

paese

chiamano Mesrara, o

de' Caldei

fino

ram, dal nome di Mesram figlio Chain. Questa fu poscia la sede

di

giorni

nostri.

Quindi

del patriarca

di

un vescovo

giacobita,

a cui vennemetropolita-

ro conferiti i diritti di no. V. Cairo.

Provincia della Calo dell'Assiria, di cui Babilonia era la capitale, e cbe oggi vien chiamata Yeract. Bisogna osservare, che

BABILONIA.

dimorante nel Curdistan non si era avuta pi nuova fino al tempo del Pontefice Clemente XIV, in cui altro Mar-Simone mosso dalla divina inspirazione si dispose ad abiurare gli
errori del nestorianismo, e ricercare

dea

l'unione colla sede apostolica. Scrisse


egli

pertanto

a Clemente

XIV

alcuni

danno
cpiel

il

nome

di Babilonia
il

una

lettera de' io aprile


il

1770, nelvivo desidella

a tutto
le

tratto di paese,

qua-

la quale manifestavagli

trovasi fra la
il

Mesopo tamia, l'Arail

derio di rientrare nel

grembo

bia,

Tigri, e
fatto

Golfo Persico, codivise la

vera Chiesa, usando que' termini pi


espressivi,

me

ha

Tolomeo, che

che

si

esigono nella prolettera

Babilonia in tre contrade. Quella vicina all'Eufrate la chiama

fessione di fede, solita proporsi in simili occasioni.

Auraniti-

Questa

obbe-

de 3 quella posta non lungi dall'Arabia deserta, Caldea, ed A mordacia, o

dienziale
rio
di

fu presentata dal segretaal santo


Ss.

Propaganda
della

Padre
del

Amordocia j a quella piena di paludi d il nome di Mussol. Continuarono


i

nel

giorno

Trinit

patriarchi successori del Sulacha a


il

177 1, ed egli con sommo piacere ne die' parte al sacro Collegio nel
concistoro de'
1

fare

loro soggiorno in Diarbekir sino

giugno,

in

cui fu

all'anno i58i, in cui

Simone Denha,

applaudita
triarca

la

riunione di questo pa-

cedendo

alla

prepotenza del patriar-

alla

romana
e

Chiesa.

Erano
vescochie-

and a ritirarsi neli' Acaria, paese compreso nel Cuvdistan, confini del dominio e posto tra turco, e della Persia, dove poi hanno stabilmente collocato la propria
ca eretico,
i

ad
tre
vi
,

esso soggetti

nel secolo passato


venti

metropolitani,

ma
di

ora

fuori

della
,

sua

sa

Giuliamerch
risiede,

nuamente
risdizione,
loi,

dove continon ha che sei


dalla

sede
ri
si

patriarchi
al

lui

successo-

vescovati dipendenti

sua giue

fino

tempo

presente.

Questi

che

sono Salamast, GeCostroava,


di dieci mila
di-

conservarono uniti alla santa Sede fino al i653, in cui si trovano lettere di ubbidienza, scritte da MarSimone III al Pontefice Innocenzo X. Dopo quell'anno non vi pii documento di tal' unione,' onde convien credere che i patriarchi venuti

Gaver,
i

Beroaii,

Sciamesdin,
famiglie,

con pi

cui rispettivi vescovi

chiararono nel tempo medesimo


triarca.

di

voler seguire l'esempio del loro pa-

BABILONIA, Bagdad, Bardatimi.

di poi ricadessero nell'eresia; tan-

to

fu da che nell'anno 1 68 Innocenzo XI creato un terzo pa-

pi

Citt con residenza di un vescovo di rito latino, suifraganeo del

patriarcato di Babilonia.
tale
dell'

la

capi-

triarca caldeo

sopra
rimasti

vescovi, cle-

Jrak Arabi,
,

sulla

spon-

ro

popolo

ancora

saldi

da orientale del Tigri

o Babiloni-

6
turco
dell'

BAB
impero
parte
se
,

BAB
ne impadron
il

de, o Caldea provincia dell'

principe Turco-

che comprende

gran
,

manno

Hassan, e nel
:

antico impero Assiro

e le ro-

Ismaele re di Persia
guinose discordie fra
persiani
,

i5o8 Schach da quel temdi sani

vine di Ninive,

e di Babilonia gi

po divenne Bagdad oggetto


per cui
i

capitale dell' Oriente, e di Iesifonte.

turchi

Bagdad

piccola
le

distanza
cui

della
si

turchi neh' im,

antica Babilonia,

rovine

pero

scuoprono nelle sue vicinanze.


bilonia era sull'Eufrate,
sul Tigri,
ivi
si
i

Ba

di Amuratte IV presero Bagdad nell'anno i638, dopo aver-

Bagdad

quali due grandi fiumi


le

vi perduto quaranta mila uomini per espugnarla. Quindi fu assediata

avvicinano per confondere

tre volte nel decorso secolo dai persiani

loro acque, e

non sono uno

dall'al-

inutilmente, e molto soffri nel

tro lontani, che sei ore circa di

cam-

Abugiazar AlmanBagdad cio citt di pace, nell'anno di Cristo 762, ed


mino.
Il

CalilTo

terremoto del 1769. Nell'anno i632, il


fice

Sommo

Ponte-

sore

edific

Urbano Vili, Barberini, fiorentino, istitu in Bagdad il vescovo di


Babilonia, con giurisdizione sui cattolici dell'Assiria di

impieg quattro anni, onde divenne


la

metropoli
del

del

califfato

sotto

Mesopotamia, ora
boschi
servirono

saraceni

XII secolo.
i

Vi sono
fondachi

molti Bazar, ove stanno


de' mercanti
,

Diarbek ( i di legname

cui

alle flotte di

Alessandro,

essendo il suo commercio attivissimo, e cinque moschee, due delle quali pi. vaste, ed adorne. Evvi pure una cappella pei greci

e di Traiano),

di

Bassora, o
citt,

Te refon-

do n j grande e popolosa
data dal
di
califfo

Omar

III

nel

636,

eretiei-nestoriani.

turchi

della

setta

di

Ah

ritengono
vi

che questo

loro profeta vi abbia dimorato,


in gran

numero
alla

si

recano
profeta

ed quanesi-

do vanno
stervi

Mecca.
del

Vuoisi

la

tomba

Ezee
pic-

Mosul, o Durbeta , dal cui luogo presero il nome i 3Iussolini pei copiosi edificii di cotone, ne' quali singolarmente si distingue ; ed Emid, o Amida, vasta ed antica citt, che poscia ebbe vescovo particolare. Questo vescovo esercit la giurisdizione anco
sul

chiele visitata spesso dagli ebrei,


fra
i

vescovato

d'Hispagiuris-

molti sepolcri

vi

una

han, che designato ne'


dizionali

limiti

cola torre, sotto di cui ne' primordi i del

da Urbano Vili,
eretto

soltanto
sacra

IX

secolo racchiuse Zobeide,

nel
di

1694 fu

nel Pontificato
la

celebre

sposa

del
il

califfo

Haroun
ri-

Innocenzo XII, per cui


di

Eiraschid. Sotto
sidi,

regno degli Abes-

per cinque secoli

Bagdad
di

splendette
te

come
,

capitale
delle

potene

Propaganda colla sua autorit impose ai due vescovi, di Babilonia e di Hispahan, che
congregazione
si

impero
tre

sede

scienze

dovessero
giorni
il

contentare
prescritti

de'
.

limi-

delle arti, delle

e centro del
parti

commercio
allora

ti

anteriormente

A' no1 824 ammi-

del

mondo
,

stri

Leone

XII nel

conosciute.

Fu
dai

presa e saccheggiata
tartari

fece

vescovo di Babilonia

nel

268

onde da
diminuire

quell'
la

o mongoli epoca incominci a sua celebrit Nel


.

nistratore della
nella Persia,

sente

non
fu

chiesa di Hispahan ove per altro al pretrovansi che alcune polatine.


Il

1398 Timur Beg la prese ai tartari, e dopo varie vicende nel 1470

che

famiglie

primo

suo
car-

vescovo

Giovanni

du Val,

BAB
jnelitano scalzo

BAB
ria

7
chiesa pei
1'

Ordine

chiamato nel suo monsignor Bernardo di s.


,

e la Media.

La

cat-

tolici

grande, e vi
di
i

ospizio che

Teresa; fu consacrato

in

Boma

sei-ve

residenza
siri,

al

vescovo.

giunse alla sua residenza nel

1640.

caldei,
lici

e gli

armeni
I

catto-

questa chiesa
tel

plicato

di Bagdad fu ap1696 un legato di sei

vi

hanno

delle cappelle,

con

sa-

cerdoti del proprio rito.


tani scalzi vi

carmelie chie-

mila doppie, fatto alla congregazio-

hanno

ospizio

ne

Propaganda dall' insigne piet d' una dama francese chiamata vedova di Gue-Bagnols Bicovart
di
,

con rendite; e il defonto vescovo monsignor Coupperri istitu a


sa

proprie spese due


fanciulli,
l'

scuole,

una

pei

pel sostentamento d'


in

un vescovo

ed

altra per le fanciulle cat-

vigore di
essere

un breve

Pontifcio de-

toliche.

nominati a questo vescovato solamente francesi. Alla medesima congregazione Cardinalizia appartiene Y eleggerli , ed al Sommo Pontefice 1' approvarli ed istituirli. Correndo l'anno 1785 monsignor Meroudot de Youborn, della Franca Contea, vescovo di Babilonia, si rec ad A leppo, per siste,

vono

BABOLENO
di certo

(s.).

Nulla abbiamo
gesta
di san

intorno
;

alle

Baboleno

imperocch lo scrittore della sua vita viveva quattro secoli dopo di lui, n fu molto sollecito di attignere le memorie da fonti sicure. Si aggiunga inoltre, che alcuni lo confondono con altre persone, che aveano lo stesso nome
o consimile. Ignorasi pertanto qual fosse la sua patria, che alcuni cre-

mare
cesi,

gli

affari
si

della sua vasta dio-

e qui

trov alla morte

del

patriarca di Antiochia de' Siri,

onde
il

dono Borgogna, n
rezza
se fosse

si

sa con sicu-

prese occasione d' impegnare

ve-

scovo
Giarve,

d'

A leppo

Ignazio

Michiele
fede,

convertito di fresco dal necattolica

storianismo alla

per

tentar di essere eletto


patriarcato, ci che
sc

nel

vacante
gli riu-

appunto

ai

i5

dicembre
vescovi

1783,
siriaci
,

per
detti

primo

servizio reso alla Chiesa, con-

di s. Colombano, quantunque lo si possa affermare con qualche fondamento. Quello, che si pu asserire senza tema d' inganno si , che essendosi Baboleno recato in Francia venne eletto abbate di s. Pietro delle Fosse. Cotesto monistero era sta-

discepolo

vert quattro

to eretto nel
Blidegisillo

638 merc
di

le

cure di

giacobiti, col loro clero, e

molti di

diacono

Parigi,
citt

quella nazione.
il

Bisolvette

pertanto
di

era

lontano

da

quella

ed due
pi

predetto vescovo di Babilonia


le

leghe soltanto.
tea cadere
;

La

elezione

non po-

recare da s stesso
tizie

consolanti noil

sopra

un

soggetto

al

Pontefice Pio VI,

quale

penetrato di tanta compiacenza, oltre a molti privilegi, che gli accor-

degno imperocch non appena ebbe egli assunto il governo di quella

famiglia

si

diede

alla

prati-

in vantaggio del suo gregge,

lo

ca

di tutte le

virt

pi

eminenti,
i

fece decorare del pallio

per

mezzo

dell'arcivescovo di Parigi.

Attualmente nella citt di Bagdad risiede il vescovo con pi di due mila cattolici la diocesi ora comprende la Mesopotamia , 1' Assi:

suoi per informare ad esse anche Egli unissi a s. Furseo di Lagny, e con esso impieg l'opera
religiosi.

sua in varie circostanze, affine di giovare alla diocesi di Parigi, il cui

vescovo Andoberto,

ammirando

le

BAC
studii,

BAC
e perci
gli

virt di Baboleno, lo eccitava a per-

spagnuoli lo apil

severare nelle sue imprese, e lo proteggeva nel disegno, che avea for-

pellano Licenciado, e

concilio

di

malo
tali.
Il

di

fondare

chiese

ed
di
lo

ospi-

desiderio, che avea


al

preparidusse

rarsi

gran passaggio,

a rinunziare alla sua dignit, per terminare la vita in un ritiro. La morte di lui avvenne nell'anno 660 o 670 addi 26 giugno, nel qual giorno se ne celebra la memoria
dai

Trento Licentialus. Revano d'avviso, che silfatto nome provenga in origine da baculus, o bacillus (bastone), imperocch ai Baccellieri ponevasi fra le mani un bastone, siccome simbolo o della loro autorit o della libert loro accordata dappoi che avessero compiuti gli studii. Per non avvi esempio, che a questo mo,

do venissero
fossero cos

eletti

Baccellieri.
i

De

martirologi.

Lauriere pretende, che


Citt vescovile neh"
,

Baccellieri

BACANARIA.
Africa
della

nominati

dalla

eguale
di-

occidentale

nella

provincia

appellazione con che

una

volta

Mauritania Cesarea.
o

stinguevansi in guerra coloro, che ser,

BACANCELD
Baccenceld.
ro tre
f>Q7
il

accanitici
in

vivano per ottenere avanzamento, e


perci la

Luogo

Inghilterra,

crusca

definisce

la

voce

nella contea di
concilii,

Kent, ove si tenneil primo nel 693 sui


il

Baccelliere: graduato

in

armi od
i

in lettere. Nel XIII secolo fu intro-

beni della
sulle

Chiesa:

secondo

nel

dotta una distinzione


lieri

tra

Baccelil

immunit

ecclesiastiche;

semplici, che

assumevano
cursori
i

ti-

terzo nel
di;'
I!

799

per la conservazioCitt
citt

tolo di baccellieri

bacca-

ne

beni della Chiesa.


vescovile nel-

laurei cursores), e

baccellieri for-

ACATIIA.

l'Arabia.
s.

Questa

o borgo
al

da
nei del
di

Epifanio posta neh Arabia


di l

dintorni di Filadelfia

Giordano. Trovasi
concilii.

un vescovo
di

Bacatila nella soscrizione

alcuni
e
il

mali [baccalaurei formati). Dicevausi Baccellieri semplici quelli, che dopo erano ammessi sei anni di studii a intraprendere il loro corso, e da ci venne ad essi la denominazione di cursori. E siccome eranvi due
,

Carlo di

s.

Paolo,

p.

corsi

di studii

imo

de' quali de-

Labb credono, che Bacatha


siesta

sia

la di

stinavasi alla spiegazione della Bib-

che

Bazcata nella trib


Ifexoi'oli.

bia per lo spazio di tre anni,

1'

al-

'inda.

V.

tro alla spiegazione del maestro delle


scienti-

BACCELLIERE. Grado
fico,

sentenze per
lieri,

che vuoisi istituito nelle accademie, o universit dal Pontefice

bia,

Eugenio
grado
dalle
le
si

III

creato nel

i45.

Bail

rei

un anno, cos i Baccelche facevano il corso della Bibvenivano denominati Baccalaubiblici, Baccellieri della Bibbia,
si
,

ccifere quegli, che ha conseguito


di

e quelli che

baccclleria,

baccalaureus,
col

delle sentenze
ti

dedicavano al corso Baccalaurei sentensentenze.

bacche dell'alloro,
coronava, quasi
si

dicesse

quaBacimpesciotal

ai

ii,

o Baccellieri delle

Coloro poi,
questi

che

avessero

compiuti

calaurealus.
ratore
il

Da

Giustiniano
greco
chi

Baccelliere viene

chiamato

Lyta
gliere

forse dal
,

verbo
acquista

perch

due corsi, assumevano il titolo di Baccalaurei formati, Bacquali dovevano cellieri formati, sempre aver impiegato un deceni

grado

vicue ad essere libero dagli

nio negli studii

cio

sei

anni

in-

BAC
Itami
di applicarsi alla

BAC
spiegazione
spiegazione

9
che
i

non

nobili

cos la sola differenza,


i

della Bibbia, di essa,


tenze.

tre

nella

esisteva fra

nobili e

plebei nelle

ed uno
fu

in quella delle sen-

universit, riducevasi a questo, che


i

nobili essendo Baccellieri,

dopo

tre

Dopo che
gli

studii

in

mutato l'ordine deFrancia, chiunque ail

anni di studii nella scuola di diritto, potevano conseguire le patenti di

vesse ottenuto
re,

grado di Baccellie-

nomina
gevansi

dall'universit, laddove

esi-

secondo

le

formalit assegnale nel

pei

plebei

cinque anni di
l'

regno, consideravasi qual Baccelliere

studio innanzi di ottenere


lazione di graduato, che

appel-

formato, ed era distinto dai Baccellieri

proveniva

versit

ai quali alcune uniaccordavano la patente di Baccelleria, non avendo riguardo al-

graziati

da

tali

patenti di nomina.

V. Unisottile,

versit.

BACCHETTA,
ne, a

o mazza

lo spazio di

tempo da

essi

consu-

verga. In alcune chiese

come a Lio-

mato
quali

negli studii,

ed era pur anche


legati

Bouen, ed

in alcuni monisteri,

distinto dai Baccellieri privilegiati, ai


i

come
sioni

in quello di Clugny, havvi codi portare in certe proces-

Papi, o
e
i

concedeva-

stumanza

no
I

il

titolo

privilegii della

Bac-

delle Bacchette bianche, o d'al-

celleria.

tro colore. Quest' uso

nobili per parte di

padre e di
il

deriva

dai

bastoni

(Predi'),

probabilmente che si

madre potevano conseguire do di Baccelliere nel diritto canonico, dopo averne fatto
per
Io
la

gra-

civile e

studio

spazio di

tre anni, provan-

do

loro nobilt mediante

un

cer-

tificato del giudice ordinario del luo-

go, ov'ebbero

natali,

convalidato

da quattro
di

testimonii.

Ci potrebbe

indurre a credere, che la dispensa

usavano nelle processioni, talvolta lunghe e gravose, per reggersi nel cammino. Ai 12 di maggio, giorno della limosina di s. Martino in Francia i religiosi di Marmontiers si recavano processionalmente alla chiesa di s. Martino con Bacchette bianche fra le mani, che deponevano all' en,

due anni

di studio fosse

un
i

pri-

trare in chiesa, e ripigliavano


l'uscire;

nel-

vilegio della nobilt,

e che

plebei

e questo

si

faceva da essi

ne fossero

esclusi,

la

qual cosa era

per gratitudine
di
s.

dell'

aver

canonici

da
alle

tenersi

per

vera
del

analogamente
concordato.
il

Martino

offerto
si

asilo a quelli

disposizioni

de' loro fratelli, che


al

erano
e
di

sottratti

per da osservarsi, che


to in tanto

concorda-

furore dei normanni


,

dei da-

non esigeva che cinque


,

nesi
alla

dopo che
,

la

citt

Tours

quanto richiedevasi un corso quinquennale di studii prima di poter conseguire un grado qualunque nelle universit; ed essendosi questa pratica in molin te di
esse riformata,
soli

anni di studii

quale avevano quei bai-bari pofu per intercessione di


liberata.

sto assedio
s.

Martino

Per
V'.

la

Bacchet-

ta dei penitenzieri,

Penitenzieri.

BACCHETTA Divinatoria. Ramo


forcuto di nocciuolo, mediante il quale si pretendeva scuoprir le miniere,
e le sorgenti d'acque nascoste sotto
la superficie del suolo.

ridotto

il

regolamento a
le

due anni per


,

ot-

tenere la facolt

di professare bel-

lettere e filosofia
il

tre

per

Fuvvi

diffe-

conseguire

me

grado di Baccelliere, copure quello di licenziato anche pei

renza di opinioni intorno alla Bacchetta


divinatoria.

Contendono
2

al-

io
cani
sui
fatti,

C
negano
la
gli

BAC
anni santi ad acquistarvi
il
il

de' quali
li

giu-

possibilit; altri

spiegano con araccagiotrascor-

bileo, molti de' quali sotto

manto
di spein-

gomenti
del

fisici

della traspirazione, e

della religione,

e colf apparenza

molo ; altri infine ne nano il demonio. Nel secolo


so
alla
si

piet
se

andavano girovagando a

del prossimo per quel

modo

stesero

molti

sci itti

intorno

gannato. Bergier alla voce Bacchettone o Bigotto, dice


l'origine di
:

Bacchetta divinatoria stata sco-

Qualunque sia

nosciuta sino al secolo

XV.
s.

Giaconel

tale parola, significa

un

mo
fatto

Aimar,

villico

di

Veran

divoto superstizioso,
gotteria

chiamasi bidiretta e po,

Delflnato, ottenne celebrit per l'uso


di tale Bacchetta,
le

una
e

piet

mal
l'

colla quale
sotter-

co illuminata.
increduli
di
i

Ma

abuso

che

gli

pretendeva scoprire
ranee,
della
i

acque
gli

cattivi cristiani

fanno
il

metalli sepolti nelle viscere

questa

voce

per ispirare
in

dis-

terra

e persino

assassini.

prezzo

della

piet

genere,

non

Baccontasi pure che certo Beaucaire, nell'anno 1692, trascegliesse tra dodici

prigionieri

uno

degli scellerati,

deve imporre: costoro sono cattivi giudici, che non conoscono n la religione, n la virt.

che trucidarono un bettoliere di Lione e sua moglie. Grazie al cielo,


tali

BACCO (s.) V. Sergio. BACCONE Giovanni, inglese


s.

na-

superstizioni, che la Chiesa

ha

to
re

Norsfolck.

sempre condannate, sparvero coli' avanzamento dei lumi. Altre prove, che la filosofia si congiunge colla religione pura, ed i motivi della credibilit offerti dal vangelo non vengono mai smentiti dalle vere sperienze naturali. V. il p. le Brun,
Istovia critica delle pratiche superstiziose j
e

della

Era teologo dottoprovinciale Sorbona e


,

dei carmelitani.

Pubblic parecchie

opere,
tordici

come
libri

del

commentarli sui quatmaestro delle sendella regola dei


,

tenze;

un

trattato

carmelitani ec.

mori

verso

il

i346.

BACCONE
chiamato

Ruggero, inglese

fran-

Vallemont

la

Fisica

cescano nato nel


dottore

1214 a

Elchester,

occulta, o trattato della

Bacchetta
che
o-

ammirabile.

Era

divinatoria.

peritissimo in parecchie scienze, enei


Colui,
spirituale,

BACCHETTONE.
stenta
la

vita

religionis

ostentator,
di
culto.

ovvero ipocrita in cose vuol derivato questo vocabolo dalla bacchetta, colla quapenitenzieri percuotono leggerle mente que'tali, che loro si presentano, anche senza bisogno di conSi
i

1267 propose a Papa Clemente IV correzione del calendario, che non riusc per ragionevoli motivi, se non molti secoli dopo. Vedeva molto in fsica matematica meccanica ed Specula ottica. Le sue opere sono mathematica et perspectivaj Specula
, , :

luni alchimice:
le

De

mirabili potestaEpistola^ curii

fessione;

onde bacchettoni
si

si

dissero

artis

et naturce j

quei, che troppo di frequente a tal

notis,

pratica
lo

assoggettarono.

crede originato da
bacchetta,

baculus ,

Menagio da
lo

Opus majus, in fol. Londini 1733. Mor nel 1294 a Oxford.


fosse

Bench

eccellente

scrittore

cui

indi bacchettone,

che bordone, bastone lungo usato da'romei e pellegrini, cio da quelli, che si recavano a Roma nestesso

cadde per suo secolo.

in alcune

puerilit

del

BACHI A. Vescovato in Ungheria. Bachi in, Bach o Baes, contea di Tolu

BAC
palude Mosztonya, ove si veggono ancora le tracce delle antiche fortificazioni, fxi sovente il teatro
presso
la

BAC

che vien dato nel mezzo della sacra mensa dal sacerdote, che celebra la messa. Se questa solenne, il sacerdote bacia
1' altare distintamente per dieci volte, altrimenti soltanto nove. E prima, subito che sia asceso

di

sanguinose battaglie coi turchi.

La

maggior parte de' suoi abitanti sono serviani; fu presa dall' imperatore Leopoldo I, nel 1686, e tolta a Maometto IV; ma la sede episcopale
risiede

dopo
dell'
etc.

1'

introito,

mentre pronunzia
reliquia; hic sunt,
te,

le parole

quorum

a Colocza, eh' costi-

orazione,

Ora/nus

Domine,

tuita in dignit metropolitica, giac-

S. Giustino sul fine dell apolo-

ch anticamente Bachia era suffraganea dell'arcivescovo di Colocza. V. Colocza.

gia seconda insegna, che allora vien

posto

il

Bacio in profonda

venera-

zione delle sante reliquie


collocate.

nell' aitar

BACIO.
getto
forza.
,

un
aprirle

appressare
siasi

le

In alcune chiese v' era la


di

chiuse labbra a qualunque


poscia
Il

og-

costumanza
a' piedi

aggiungerne un altro

con qualche costume di porgere il Ba-

del Crocifisso, dicendo ado-

ramus
tibi ,

cio antichissimo

non

solo nel

mercio della vita civile, ma anche nelle cerimonie della Chiesa. Esso venne dato comunemente o
qual segno di venerazione, e di benevolenza o siccome un saluto.
,

coms ben

te , Christe , et benedicimus quia per sanctam crucem titani

redemisti

mundumj

in alcune altre
,

per

si

usavano altre orazioni


in quella di
:

co-

me

p. e.

Ed
che

infatti

la

tradizione

ci

ricorda,

ramus etc. e Domine etc. Il secondo Bacio vien posto dopo l' inno Gloria in excelsis etc.
,

Tours Adopoi Respice, queesumus

fino

dal principio

del cristiafedeli
,

o
,

se

il

rito
i

della

messa

nesimo non meglio sapeano i ossequiare, se non col Bacio


gloriose
cicatrici

Io esclude

dopo
il

Kyrie
si

eleison

o le

prima che
salutare
il

sacerdote

rivolga a

de' confessori

che

avean sostenuti per la fede i tormenti o i sacri tumuli che ricoprivan le spoglie de' martiri o le loro reliquie, o gli altari, o le immagini sante. S. Paolo amorosa, ,

biscum.
rit.

11

popolo col Dominus voGavanto (Thesaur. sacror.


II.
tit.

part.

5)
la

dia per ottenere

vuole, che si pace da Ges


affin

Cristo, nell' aitar figurato,


saluto
terzo

di

poterla comunicare con pienezza nel


Il assemblea. Credo, ovvero, se non vien detto, dopo il vangelo; il quarto immediatamente prima dell' Orate, fratresj il quinto al principio del canone dopo le parole supplices rogarnus ac petimus j il sesto prima

mente scrivea
che
si

a'

novelli

convertiti,
il

alla

raccolta

mostrassero col Bacio


e
i

mu-

dopo

il

tuo fratellevole affetto,


in pari

s.

Pietro

modo animava

credenti

a salutarsi col santo Bacio: salutate,

invicem in osculo sancto.


pratica
giunta
la

L'antica
fino
ai

stessa

giorni nostri.

guarda

le sacre

Anzi, in ci che risfunzioni la Chiesa


,

del

Memento
ex hac
la

pe' morti

allorch

dice

altaris

participatione
il

ha

stabilito
,

quando praticar

Io

si

nell'orazione Supplices etc.j

set-

debba

a tenore delle diverse circostanze, ne assegn il mistico, significato.

ed

BACIO

dell' altare.

quello,

messa solenne, e non sia de' defonti dopo la prima orazione innanzi la comunione. Questo dicevi propriamente Cacio di pace
timo, se
,

12
(

DAC
L' ottavo dopo
il

BAC
versetto
ter-

fedi ).

do

[Note

al Sacramentario
p.

di

s.

appellato

Communio j
j
il

il

nono,

minata che

sia l'orazione detta

Post-

communio
prima
bito

decimo

finalmente
L' altare

della

benedizione.

baciato

ancora dal sacerdote su-

che
fare

T abbia asceso ne' vespri


incensarlo,
la

solenni

per

allorch

377); Merati (tom. I p. 1). Quell'uso tuttavia dur sino a' tempi d'Innocenzo III, eletto nel 1 98, e non pi, che troppo i rei costumi avean saputo pervertire una pratica cos santa. Oggid invece si presenta ai laici da baciare una talGregorio,
1

deve pure

solenne

benedizione

voletla d'argento, in cui impressa

delle candele,
il

delle

palme;

cos

venerd e sabbato santo priliturgia.

ma di cominciare la BACIO di pace.


d iu
santo

quello, che

si

segno

di

uno

scambievole

amore o, in segno di pace. Quando il Papa fa Pontificale, nel


-vieu

l'immagine del Crocifisso. Ci succede dopo che il sacerdote, baciato l'altare prima di terminare le orazioni per la comunione, d l'amplesso di pace al diacono (V. Pace). JN'el monistero di s. Gregorio, nella diocesi di Basilea,

era

il

rito,
,

recarsi all'Altare,

baciato nel
carit

Bacio
a' sacri

di

pace

per cui dopo il dato dal sacerdote

Tolto e nel petto dai tre ultimi Cardinali preti,

ministri
egli

significando
di

la

nione,

prima della comudovea dire: Habete vinet charitalis,

inculcata da Cristo
col proprio fratello,

riconciliarsi

culum pacis
stis

ut

apti

prima

di ascen-

sacris

misteriis.

Lo

stesso f-

dere
era
il

l'

Altare.

Consimile a questo

ceasi in

altre chiese,

come

in

Ma-

l'altro

antichissimo rito, con cui

primicerio della scuola de' canto-

ri

incontrava

il

Pontefice,

quando

In quella poi di Catalogna, ove celebrasse il vescovo, prima del Bacio di pace, il diacono

gonza

ecc.

iiM iva

spalla

dal segretario, e baciavagli Ja destra , per dinotare 1' an-

baciava
del

l'altare

l'omero

destro

annunzi la Simile Bacio neh' antica disciplina si porgea110 scambievolmente i fedeli, che assistevano a' sacri misteri, prima che il sacerdote facesse la comunione.
gelo
,

che

a'

pastori

vescovo; e, data la pace, gli porgea un Bacio nel petto. Nella


liturgia

nascita

del

Redentore.

di
il

Salisburgo

il

vescovo

impartiva
della
Chrisli,

Bacio
,

di

pace prima
:

confessione

dicendo

Pax

ouam

nobis per

Evangc-

menzione Giustino martire nelle sue orazioni ad Antonino Pio, ove dice: precibus infinitis nos nvicem osculo salutamus , ed aggiugne, che dipoi si amministrava 1' Eucaristia. Similmente s. AgostiXIII de diversis 3 no, Semi. L lo ricorda: Post oralionem do/nidici tur : Pax vobiscum, nicam

Di

esso fa

da

lium suum tradititi, conservet cornostra et corpora in vtiam ceternam.


XIII,

Amen. Martene De
4
5

antiq.

eccl. rithiSj lib. I,c.

A.

12,

Ord.

XVI, XXIII.

XX
se

Bacio di pace dicesi quello ancora che nella consecrazione de' vescovi dato dal consecratore e dai
vescovi assistenti
al novello

conse-

crato per due volte.

La prima

do-

et

osculantur

invicem christiani

po che venne
pale
autorit,

investito
affin di

dell' episco-

in osculo sancto.

tarono

negli ultimi

Sopra di tempi
lib. II
e.

ci tratil

predicare
;

il

Bona

vangelo

all'affidatogli

popolo

la se-

(Rer. Liturgicar.

16); Le-

Biim (tom.

I p.

63);

Ugone Menar-

conda al termine della funzione dopo che il consecrato ha fatto per

BAC
tre

BAC

volte
:

l'augurio al consecratore

dicendo
rito

ad

non

lecito dubitare,

midlos annos. Questo che sino

da' primi tempi

non

sia stato intro-

dotto tanto nella Chiesa latina, che nella greca. li' autore delle apostoli-

rando {Rationalis lib. II, e. io) dice, che un tempo il vescovo dava ali ordinato quel Bacio prima di amministrargli la comunione. V. Catalano, Co/nm. in Pont. Rom. T. I. Egualmente il Bacio di pace vien
porto dal vescovo nella solenne benedizione degli abbati. Questo si d

che costituzioni prescrive, che, posto

il

vescovo consecrato nel possesso del suo trono, gli venga dato il Bacio collocelur throno suo ab di pace
:

per due volte


gli
gli
tif.

aliis

episcopi?
lib.

ipsum
Vili,

in
e.

Domino
Di quel

osculantibus,

5.

Bacio
chia)

s.

Dionisio {de ecclesiast. hierarspiega,

tal

dopo che dopo augurii ad midlos annos. V PonRoman, ad lume loc. Per di Bacio non si ha memoria che
:

il

primo

fu conferito l'anello, l'altro

ci

come

sia

desso

un com-

ne' recenti pontificali. Presso


il

greci,

pimento

della seguita consecrazione,

un simbolo

della

scambievole conIl

cordia e giocondit dello spirito.

vescovo stando nel monistero riceve l'abbate col Bacio, indi gli d il bacolo pastorale. Cos'i il loro Eucologio.

vecchio Pontificale di Magonza ordina il Bacio di pace con la seguente

Quel Bacio vien dato anche


le

dal-

formula

ter,

ora

Pax tibi, carissime fraDeum pr me. L'eucolo:

gio nella rubrica prescrive

il

Bacio

monaclie loro soggette allorch vengono, dopo la solenne benedizione, collocate in posalle

abbadesse

nella consecrazione del vescovo, ove


dice:

sesso del

Deinde ordinatimi Pontifex

ordinans exosculatur, sicut et reliaui episcopi. Per l'antico Ordine Ilomano voleva che il consecrato desse il Bacio al consecratore, agli assislenti

monistero. V. Rit. Rom. de benedici, abbalissae. E Bacio di pace anche quello che nel termine de' concilii prima
di partire
quelli,
si
li

danno a vicenda

tutti

che

aveano composti.

ed
il

al clero.

Con

esso accorIl

questo
si

un
e

rito assai antico, di cui

dasi

Pontificale di

Leone.
dal
n.

ri-

parla anche
nel

nel vecchio Ordine

tuale
(

dei greci,

riferito

Goar
e-

Romano

vetusto

codice

di

in

ordinai,

episeopor.
il

io)
di

sige

anch'esso

Bacio

pace.

V.

Catalano,
I.

Rom. T.
Il

Comment. in Pontif Comment. in capite de


.

Fleury (In ordin. adagend. synod.). Nell'ultimo concilio generale di Trento fu praticato dopo le acclamazioni {Vedi).
Il

cerimoniale de' vespiega


il

consecr. episeopor.

scovi per, siccome

Ga-

Bacio di pace si d anche dal vescovo nella ordinazione del prete.

vanto
II,

(in

praxi synod.
3, n. 27),
si

dioeces. part.

sess.

Dopo che ha

egli

ricevuta dall' ordell'


le

nodi

diocesani
lascia
Il

possa
all'

pensa che ne' siomettere


:

dinato la promessa e riverenza, prende


fra le sue, e gli
:

obbedienza
di lui

peraltro
vescovi.
ciale di

ci

arbitrio dei

mani
il

concilio

quinto
stabil

provinla

porge

Bacio, di-

Milano ne

regola
il

cendo Pax Domini sit semper terum. Anche di questo fa parola s. Dionisio loc. cit. Secondo l'Ordine Romano, venia dato dopo la particolare benedizione Pontificale. Du-

per

osservarlo.

Terminato

si-

nodo, sono le precise parole vol garizzate, tutti si levino, e con


gran riverenza ricevano dal ve scovo il Bacio di pace; dipoi se

i4

BAC
ti-

BAC
BACIO
nel Battesimo.

lo dieno scambievolmente con

quello,

more ed amore di Dio. Che se >> il numero delle persone tale

che anticamente nelle chiese dell'Africa si accostumava di porgere ai


battezzati
rituale

che la cerimonia andasse troppo >> allora i preposti e gli a lungo arcipreti soli lo ricevano dal ve scovo, e di poi lo porgano alla
,

subito
.

dopo
Di

il

loro spifa
testi-

lavacro
s.

ci

monianza

Cipriano

nella lettera

LIX
so

:>

porzione

de' preti loro

soggetti.,

a Fido. Nondimeno, mancandone per ogni modo menzione prestutti


gli

allineile questi se lo porgano a vicenda. S. Carlo Borromeo egregiamente spiega il significato di quel Bacio dimostrando com' esso, oltre che un segno dell' unione dei sentimenti, anche una promessa di eseguire con pace e carit tutto ci, che vi fu stabilito ed approvato. Qual Bacio di pace riguardar fi deve eziandio quello, che g' infermi a morte solean porgere a' loro padopo che aveano renti ed amici ricevuta la Comunione. Tal consuetudine ebbe vigore in ispezial mo-

altri

scrittori

eccle-

siastici,

puossi argomentare, che fosrito proprio soltanto di quel-

se
la

un

chiesa.
ritib.

V.
lib.

Marlene,
I, e. I,

De
a.
1

nnliq.
1

Eccl.

5, n.

BACIO
dasrli

dell' Anello.

Si

porge
an-

ecclesiastici

e da' secolari

cora all'anello del Cardinale, del ve-

scovo e dell'abbate mitrato in segno


della profonda riverenza loro dovuta.

Cosi pure

si

bacia prima di riceve-

re la Eucaristia dalle

mani
ne'

del Pa-

pa e

di loro,

in luogo di baciare la

sacra particola,
tichi si

come
1'

tempi anal

do presso
morire

monaci, che prima di voleano cos\ dimostrare la


i

accostumava. V. Eucaristia.
anello
ve-

Si

bacia parimenti

loro carit verso


loro accomiatarsi.
ti

fratelli,

e cosi

da

scovo, allorch conferisce la cresima.

Anche alcuni

san-

BACIO

di

Mano.

Si dice quello,

vescovi l'ebbero a praticare negli

ultimi loro istanti. S. Paoliuo,


scrive

come

che vien dato alla mano del superiore qual saluto, o qual professione
di ossequio.

Uranio nella vita


i
;

di lui, lo

Quindi
al

Cardinali ba-

porse a tutti
la

preti e ministri delcos'i


s.

ciano

la

mano
la

Pontefice, oltre

sua chiesa
altri.

pure

s.

Belinodi Ber-

che

ne
tiq.

di Meissen,

Gugiiemo
i

letto,

ry ed
n.

V. Marlene,
t. II, lib.

De
i, e.

Eccl.

ritib.

anXI,

12, e lib. Ili,

e
si

i5, ord. Vili


diceva di pace,

e XII.

Un

Bacio, che
i

accostumavano
porgere
lorch
li

re d'Inghilterra di

a'

vescovi del loro regno al-

egli, appena eprima adorazione. Cos pure gliela baciano sotto Taurifrigio del manto, quando si tiene cappella Papale (V Ubbidienza), e allorch ricevono da lui le ceneri, le candele e gli agnus le palme Dei dopo aver baciato l' oggetto benedetto ed il ginocchio del Ponil

piede quando

riceve

ricevevano. Infatti cosi ven-

tefice.

ne accollo s. Tommaso di Cantorbery da Enrico II nell' anno 1 1 63, e nella stessa guisa Enrico III ricevette i vescovi del regno nel suo ritorno da trasmarine provincie. V. ThoVelus et nova Eccl. discipl. mas*.
,

L'eletto a vescovo, nella sua consecrazione, genuflesso dinanzi al

consecralore

gli

bacia la mano, ter1'

minato che
Roni.

sia

esame (V.
electi in

Pontif.
episc.).

De
gli

consecr.
rito

Di questo
tutti

lib.

HI,

p.

2, e.

58

e 64.

antichi

abbiamo parola in Pontificali non


,

BAC
meno che
s.

BAC
manoscritto di

i5

in quello

La mano

del

vescovo o del sa-

Leone, ove anzi

si

prescrive, che
le

cerdote vien anco baciata dal dia-

sieno baciate
Pontificale

ambedue

mani.

Il

Romano
il

della biblioteca

Colbertina aggiugne in tal proposito,

cono nel servigio dell'altare, qualunque volta gli porge un qualche oggetto, cui egualmente deve baciare.

che se
il

consecratore
bocca,

il

Papa,
ve-

Lo
gli

stesso

dee
si

eseguire

al-

allora
il

consecrando deve baciargli


e
la

lorch

viene restituito l'oggetto.


pratica in vesacerdotale.

piede

se poi

Questa cerimonia
nerazione della

mano e la bocca. V. Catalano, Comm. in lume loc. La mano si baciava al vescovo


scovo, la

mano
porge

BACIO
quello, che

del
si

Piede.
al

Appellasi

piede del

da tutto
sunte
dalla
le

il

clero

prima

ch'egli, as-

Sommo

Pontefice in omaggio della


possiede. Giu-

pontificali

divise,

partisse

suprema potest, che


seppe Stevano,
lai
rillo

sagrestia per

celebrare solen-

De

adorat. et oscue Ci-

nemente. Perci aspatico in greco,


e salutatorio in latino appellavasi quel luogo. Di quest'uso

pedum Stimmi Pontijcis,


Alessandrino in un

passo dei
il

antico

rima-

suoi

Commentarli sopra
derivare
dell'

Levitico,

sta consuetudine nella chiesa di Biseglia,

facevano
gli

quest' uso

dadai

dove, parato
i

il

vescovo per

esempii

antico

testamento
fino

la

messa,
gli

canonici egualmente pala


.

introdotto
delle

nella

Chiesa

rati
nelli,
let.

mano. Tr SarLtttere ecclesiastiche, tomo III,


baciano
si

suoi primi tempi.

siccome

una
del

due donne
gli

riconoscitrici

i.

Messia,

baci

piedi, glieli asciu-

Anticamente
del vescovo, ed
nell'atto
ristia.

baciava

la

mano

S.

l'omilia

anche del sacerdote che porgeva la ss. EucaGiovanni Grisostomo nel60, ovvero 83 in Ma (ih.

g coi capelli e glieli unse col balsamo, e l'altra gli tocc le frangie della veste per ottenere la guarigione di
si

un male

incurabile, cosi

ricorda la pia pratica, e soggiugne,

che
la

si

eseguisce in venerazione delstessa

stim sempre dovere di coloro, che hanno abbracciato il Cristianesimo di baciare il piede al roma-

mano

di

Ges

Cristo

da

quella del sacerdote

rappresentata
liturgia

no Pontefice, Vicario e Luogotenente di Ges Cristo. ( V. Cristiano

Egli nell'antica sua


ai

intima

Lupo

in

Scwl.

ad

Dictat.

diaconi la pia cerimonia: Diaco-

Greg.

VII

Opera Tom. V.

pag.
t.

nus exosculans porrigentem sibi manunij accipil sanctum panem. L'antico Ordine Romano ne fa parimente memoria, e Durando (Rationalis lib.
II,
e.

196
II,

ediz.

veneta). Dal Baronio,

io) riferisce, che


nella
la

il

diacono e
del vescotal
a'

ad ami. 294? raccogliamo, che fu baciato il piede a s. Cajo Papa, eletto nel s83, quando, riunita lassemblea de' fedeli in casa di un certo
di
s.

suddiacono
vo, che
li

loro

ordinazione
di-

dovean baciare

mano

Gabinio, si Susanna.

f'

noto

il

martirio

Lo

stesso atto ven-

sciplina ristretta al
dinali, a' vescovi,
trati,

comunicava. Ora Papa,

ne eseguito dall'imperatore Costan-

Car-

e agli abbati

mi-

cui invece della

mano
la

si

bacia

Papa s. Silpu vedere presso Anastasio bibliotecario. Per


tino, il

Grande, verso
1

il

vestro del 3

6,

come

si

l'anello nel

ricevere

comunione

quella costumanza per qualche secolo


fu

e in altre circostanze.

comune anche

verso

vescovi. In-

16
fatti
il

BAC
l'Ordine

BAC
prescriveva che
il

Romano

di

lui

figlio,

nell'SiG,

per
il

tre

diacono, prima di cantar


al vescovo. S.

vangelo

volte

prosteso a terra baci

pie-

nella

de

messa solenne, baciasse il pieGirolamo nell'Epist.


che, es-

6 ad Pa mina chi uni, ricorda

sendo venuto in Gerusalemme s. Epifimio, concorsero a lui persone di


ogni sorla per baciargli
allora
i
il

piede.

In

vescovi

tal

oggetto por-

tavano sopra de' sandali ricamata, siccome oggid


Pontefice sulle scarpe
quel
di
il

una croce
la tiene
il

Vedi).

Ma

costume

san Gregorio

quale

dur fino a' tempi VII, del 1078, ordinando non doversi

de a Papa Stefano IV, mentre uSc da Beims per incontrarlo; Siginulf, principe di Benevento a Sergio II neh' 844 > Stefano, re d' Ungheria, a Benedetto VIII dell' anno io 12; Federico I, Barbarossa, ad Adriano IV nel 1 1 55 quando trovavasi a Sutri, e dipoi in Venezia ad Alessandro III. E per non dire di tanti altri, Sigismondo imperatore li baci ad Eugenio IV, nel1' anno i433, allorch ricevette da
,
,

lui

le

insegne imperiali; Carlo VIII,

chiamar Papa che il supremo Gerarca, prescrisse ancora che a lui solo, e non ad altri, fosse riserbato il bacio del piede. V. Catalano.

re di Francia, ad Alessandro

VI

nel

Comm.

in

Pontif.
1,

Rom.

t.

II,

tit.

i495; Carlo V d'Austria, a Clemente VII, nel i53o, ed al successore di finalmente Carlo re di lui Paolo III Napoli, e poi della monarchia spa;

XXIV,

n.

3.

gnuola col

nome

di

Carlo

III,
1

al

Abbiamo
te

dalla storia, che tal atto

Pontefice Benedetto

di ossequio fu

sempre religiosamenil

XIV, nel 744Dopo quest'epoca non cessarono sifesempi, che anzi nel glorioso del regnante Gregorio
oltrech
si

osservato verso
stessi

Pontefice ani

fatti

che dagli
ti.

sovrani

pii

poten-

Pontificato

Non

sia

discaro all'erudito averserie de' principali. Oltre


il

XVI,
p.

ne' precedenti,

ne qui

la

pi volte

rinnovellarono.
,

ben V. il

Costantino

Grande, l'imperatore
il

Giacomo Povyard

Dissertazio-

Giustino, nel 5i5, baci

piede a

ne sopra (autorit
piedi de"

del

Papa

s.

Giovanni

1^

allorch giun-

Sommi

Pontefici ec.

Bacio dei Ro-

se alla corte di Costantinopoli.

In

si-

mil guisa Giustiniano I al Pontefice s. Agapito I, del 535, mentre


trovavasi presso
la

ma, 1807, e la lettera del Card. Brancadoro all'ab. Cancellieri sulla


dissertazione del p.
chini in Notis
bliolh.
t.

Povyard; BianBi-

corte di
il

lui

ad Anastasium

Giustiniano
tino
I,

II

verso
usci

Papa Costan-

IV; Gianfederico

quando

ad incontrarlo

De
ni,

osculo
Lipsiae

Mayer peduni Pontificis Roma17 12; Andrea Saussaio, Pontificis deosculalione

Nicomedia, l'anno 710. Luitprando re de' longobardi lo stesso fece verso s. Gregorio II, nel 73o, quando si recava verso Peonia per
nella citt di

De Stimmi
ve,

pedani, Parisiis 1628; Stefano Este-

De

osculalione pedani

Romani

prenderla
successore

colle

sue

armi.

Rachis,

Pontificis, Venetiis

di

Luitprando,
nel

baci
si

il

no Cenni,

De

1578; e Gaetaosculo peduni Ro1

piede a
al

s.

Zaccaria allorch

rec
as-

mani

Pontificis j

di lui

campo, che

749

delle sue

nel tom. I p. 1 3 Dissertazioni postume.

sediava Perugia, aflin di stornarlo da quell'impresa; Carlo Magno nel

Ben sappiamo non


vata dagli eretici
di baciare
il

essere appro-

siffatta

costumanza

79 ad Adriano I; Lodovico Pio,

piede

al

Sommo

Pon-

BAC
tefice,

BAC
essa siavi

17
ai

quasi

che in

im-

che
ti;

si

conserva nella chiesa

MonI,
si

plicita

una adorazione.

in

un'immagine

di

Onorio

Tuttavia, anche secondo la Scrittura, v'

creato Pontefice nel 625, che

ve-

hanno due
si
,

sorta di adora-

zione; quella che


te

deve solamenche non


solo

de nel mosaico della chiesa di santa Agnese fuori le mura; in quella

a Dio
si

l'

altra

di

san Cornelio

Papa
della

del 2 54
basilica di

senza
anzi
sta

peccato,

ma

virtuosamente
molti

nell'altro
s.

mosaico
in

tributa agli uomini.

seconda abbiamo
nel
al

Di queesempi
libro dei

Maria

Trastevere.

Che
non

a'

vescovi

ancora
i

si

bacias-

nel Genesi, e

primo

sero anticamente

piedi

crucigeri,

Paralipomeni
gregato
si

parlandosi di tutto
dice
:

capo ultimo, dove il popolo con-

pi. dubbio, dacch Gregorio

VII, del
si

1073, slabi l

che

il

solo

Adoraverunt

Deum

romano Pontefice
vi siffatto uso,

potesse chiamar-

et deincle

Regem. L' adorazione quinche in questo mo-

di e la riverenza,

do

si

fa al Pontefice,
si

non
d'

la stessa

che

fa

a Dio

ma

un ordine
;

Papa, e proib negli altri vescosiccome avverte il Catalano (Pontif. Rom. tom. II, tit. XXIV, 1, num. 3). Anzi oltre i
vescovi, molti altri ecclesiastici por-

inferiore e di un'altra specie

tut-

tavia ridonda in Dio


di

ed in Cristo
Il

tavano

calce'

crucigeri

come

si

cui

il

Pontefice vicario.

ricava da una pittura pre.^a da

un

perch Tertulliano ( de pcenitenta, capo X) dice: Ergo cimi le adfratruni

codice evangeliario della


scritto

\ alliccila,
e ripor-

prima del secolo X,


sue

genua
Pietro

protendis
(Act.

Chrislum

tato dal
la

commendalor Vettori

nel-

contrectas ,
se
s.

Christum exoras.

25

Che 26)
di

parte seconda delle

Disserpittu-

tazioni flologielic. In quella

non

volle

ammettere l'adorazione

Cornelio Centurione, fu perch roz-

zamente voleva adorarlo siccome un Dio in terra, od una cosa sovrumana; errore pur comune a que' di Listri, che volevano adorare come
Dei
gli

Lorenzo ed il suddiacono Gioveniano con i calcei ornati di una crocetta. V. Scarpe


ra sono
effigiati
s.

e Saldali dei Papi.

apostoli

Nondimeno
le

la

Paolo e Barnaba. modestia dei Papi


acci quel-

Sotto i menzionati aspetti di divozione non solo repula a gran ventura ogni cattolico, che si conduce
a

Roma

baciare

il

piede al Pontrova in B.oma

pose sui sandali prima, e poscia sulproprie scarpe


la croce,

tefice;

ma

quest'uso piissimo viene


si

esercitato
ai piedi

da chi

le
ti,

non

piedi loro venissero bacia-

del cadavere del Pontefice

lebre gesuita Possevino

siccome ebbe a dimostrare il cenunzio di Gregorio XIII in Bussia allo czar


,

allorch vestito pontificalmente colle

giorni

scarpe crucigere rimane per tre esposto nella cappella del


della basilica vaticana,

Basilio.

E
il

ci

antichissimo

uso,

Sacramento
cellata

dacch

Panvinio ebbe

quel segno salutare

a vedere sul sandalo di

e coi piedi alquanto fuori della can-

chiusa

della

cappella
al

me-

un Pontefice
in

antico, neh" occasione

desima, per soddisfare


dei fedeli.
fici.

desiderio

cui fu dissotterrato per la nuova fabbrica della chiesa di s. Pietro. Lo stesso segno si vede in un sandalo di Martino I, Papa del 649,
VOI..

V. Cadaveri
degli
spois-sAii.

de'

Ponte-

BACIO

Si dava vigli

cendevolmente da'eontraenti
3

spon-

IV.

feo

i8
sali

BAC
insieme
collo
stringersi

BAC
della

BACOLO
nari amente

o Bastone.

ordina-

destra in confermazione del solenne atto conchiuso. Tertulliano

un istrumento

fatto

per

(De

ve-

riposarvi sopra nel camminare. Pecoli' avanzarsi de' tempi divenne anche segno di giurisdizione o di onore e come tale vien usato da

land, virgin.

ne;
cod.

cos

n), ne e. pure Costantino

fa

menzio-

(lib.

XVI,

De

donalonib. ante nupt.), la

qual costituzione la legge V, riportata nelle Basiliche lib. XXVIII ,

parecchie persone costituite in qual-

Quest'uso assai antie III, n. co venne abbandonato da' latini, non per da' greci, come si raccoglie dal Mazzocchi in adnot. ad Muscettu16.

che dignit. Quindi, a seconda delche la persona sostiene, o l' officio del grado che la innalza, il Bacolo
cangia di forma e di ornamenti.
ricorda nel liIl Cardinal Bona bro delle Liturgie, che se qualcuno adoperava il Bacolo in chiesa per dovea deporlo nel sua comodit mentre venia letto il vangelo. L'antica disciplina mirava con ci a far conoscere a ciascheduno la prontezcon cui doveva animarsi alla za
,
,

lae dissert. de
I,

spons. etc.

Distrib.

n.

et seq.

BACOLARI.
sti,

Setta

di
la

Anabatti-

la

quale

infest

Chiesa

nel

secolo decimosesto. Questi eretici in-

non andava esente da peccato chiunque portava qualche arma, dai bastone in fuori e che non era lecito di respingere la forza colla forza. Cos la pensavano
segnavano, che
;

osservanza
cerdoti
cos

di

quello.
il

Egualmente
tutti
i
,

doveano deporre
pure
i

Bacolo
all'

sa-

neh' accostarsi
laici

altare

costoro,

male

interpretando

quelle

nella sacramentale

parole del Vangelo,

manda
a colui,

di offrire la sinistra

con cui si coguancia

confessione.

In

Roma

qual segno di giurisdi-

che avesse percosso la destra. Inoltre asserivano, che essendo G. C. venuto a portare la pace sopra la
i

un bastone foderato di velluto bianco il sagrista, quando a cavallo seguiva ne' viaggi la ss. Euzione usava
caristia
,

terra,

cristiani

si

opponevano
ai tribunali.

allo

che

precedeva
in

Sommi
bastone

spirilo di loro vocazione, se citava-

Pontefici.

Ora

Roma
dal

il

no qualcuno dinanzi
opinione, che in

Co-

qual' insegna di autorit e di pote-

storo erano cos tenaci della propria

re vien adoperato

Germania giunsero
di ogni che non ab-

di piazza e da' suoi uffiziali.


stesso

comandante Per lo

tale

eccesso, da privare
tutti

sostanza
fessata, e

quelli,

colo,

bracciavano

la dottrina da essi proda portare la desolazione e la morte in que' luoghi, ove trovavano resistenza. Altri al contrario

di questi eretici, appoggiati ai


principii
,

loro
di

si

lasciavano

privare

ogni facolt e della vita medesima, senza punto difendersi. I Bacolari


trassero
il

loro
si

nome

dalla voce

lati-

na baculus, e
Siabberiaci ,

chiamarono eziandio
paiola
tedesca

motivo gode il diritto del Bane usa, il capitano della guardia svizzera Pontificia. 11 bastone di quest' ultimo foderato con velluto cremisi, e con ornamenti di oro. Riguardo a questo da osserper la quale, varsi la cerimonia ove sia mancato a' vivi il capitano, i di lui uffiziali prendono il Bacolo, lo pongono sopra il feretro durante 1' esequie, indi lo consegnano al loche lo custodisce fino ro tenente

ma non

dalla

alla

novella elezione. Gli esenti poi

Stabj che significa bastone.

della guardia nobile Pontifcia,

che

CAC
hanno
grado di colonnelli, allorch neir anticamera del Papa sono di guardia portano anch' essi un bastoncino qual segnale, che sono di fazione ; e quando seguono il
i!
,

BAC
li

19
del Por-

hanno pure

lo

stemma

porato, e sono di color verde o paonazzo, cio del primo, se il Cardinale non creato dal Papa morto, e del secondo colore se il Cardinale creatura del definito
tefice.

Pontefice a cavallo,

affinch

si

co-

Pon-

nosca, che sono di guardia, ne por-

tano uno lungo un terzo di palmo appeso al petto. Il Bacolo usato anche dal governatore
di

del ceremonista. E una bacchetta diritta foderata con drappo di colore violaceo od anche, se-

BACOLO

Roma come
emblema
bastone

vice-ca-

condo
no,
fregio

luoghi,

di

velluto cremisi-

merlengo, qual

del potere,

avente nella

sommit qualche
o d'oro, oppure

e perci chiamasi

del co-

d'argento,

mando. Esso lungo


due
to
fregi

circa tre pal-

mi, foderato di velluto cremisi con


di

metallo

dorati

nelle

qualche figura. Viene in alcuni luoghi adoperato dal ceremoniere mentre esercita il suo officio nelle solenni funzioni, ed considerato co-

estremit,
dello

cordone
colore
la

con fiocchetintarsiati

stesso

di

me un
nel

oro.
tefice

Succedendo
,

morte del Pon-

ben

segnale della autorit di lui dirigere le cerimonie.

il governatore porta il suo Bacolo nella prima congregazione generale che si tiene dal sa, ,

segno della che hanno i Cardinali di poterlo deporre nondimeno, confermatolo nel suo posto, gli
cro Collegio
e ci in

del cantore. Era una che adoperava il corista per contenere il coro, regolare il canto, ed anche intimare silenzio a
bacchetta,
coloro, che
si

BACOLO

suprema

potest,

trovavano

in chiesa.

Egli perci, che in qualche luogo evvi il costume, che uno o pi cantori

viene immediatamente restituito.


stesso vien

Lo

passeggino con quel Bacolo per

praticato

nella

elezione

chiesa durante le sacre funzioni. V.

del novello Pontefice. Questo Bacolo


nelle funzioni solenni viene portato

Cantori.

presso

il

governatore

da un fami-

Da non dubbi documenti mo, che nell'antica abbazia


nestier,
il

rilevia-

di

Mo-

gliare dell'
l'

anticamera nobile, o dal.

territorio di

Pay-en-Velay

aiutante di camera
di

natore
s.

Roma

Vedi GoverCamerlengo di
color

chetta di
flessibile

Bacolo del cantore era una bacosso di balena, lunga e


coli'

Chiesa.

estremit

coperte

di

Un
verde,

piccolo Bacolo dipinto

gentilizio,

vien
nel

paonazzo collo stemma anche lasciato dai

lamine d'argento. Vedi De Vert, Ceremon. de V Eglise 3 tomo II,


pag.
i5.

Cardinali
a'

tempo

del

conclave
l'

BACOLO
asta su cui
processioni.
le

loro parafrenieri,

affinch sia co-

della croce. E quelsi porta la croce nel-

me
poi
il

segno per cui possano passare alle ruote dello stesso conclave. Quando
il dapfero porta con formalit pranzo al suo Cardinale dal proprio palazzo alle ruote due parafrenieri precedono la carrozza con
,

Da
il

questa

la croce

allora
ta.

prende

nome

di croce asta-

Vedi.

BACOLO

DELLE CONFRATERNITE.

quello, che nelle processioni portano i guardiani colla immagine del santo titolare del sodalizio, avente dal-

due lunghi Bastoni

in

mano,

qua-

2
l'

BAC
altra parte lo

BAC
di esso in-

stemma
o
il

luoghi
guale.
ritto

tempi non fu sempre

e-

tagliato

dorato,

dipinto; per

Appellavasi

pedum

se era di-

cui nel dar loro


rica,
si

possesso della caessi

colla

cima

ritorta

ed aguzzo

pone ad

in

mano

dal

nella punta; ferula

cambuta o cam-

primicerio.

brica se era diritto senza curvatura,

B ACOLO pastorale. un bastone d'oro, o d' argento ricurvato nella sommit, e fornito di fogliami

ma

fornito

con

piccola sfera nella

e con una sommit portante

nodi

ed

altri fregi,

che, siccome segno di


si
i

spirituale scovi

autorit,

porta dai vequali ne hanle

o dagli abbati,

no

l'uso,

mentre esercitano
o impartiscono
era
la

sacre

funzioni,

solenne

una croce; croccia se avea la forma T, oppure invece, dalimmagini la parte trasversale, le di due serpenti, che si guardavano l' un l'altro. Della prima maniera, cio pedani , quello di s. Saturdella lettera

benedizione.

nino

discepolo

degli

apostoli,

che

Da

principio

solamente un

bastone di legno, che serviva di aiuto a' vescovi, od anche a' principi

immagine antichissima del santo; quello di s. Agostino, di cui parlammo, che si


avvi in Tolosa colla

per appoggiarvisi, allorch intrapren-

conserva
giusta
il

in

Valenza

o
an.

piuttosto,

devano un lungo viaggio. Per coled l' andare del tempo adornato arricchito, pass a divenire anche la insegna del loro ministero. Nondi-

Baronio,
cosi
il

ad

5o4, in
s.

Sardegna; doro che


,

pure quello di

Isi-

meno tutti i vescovi non 1' ebbero ad un tempo della stessa materia. Sappiamo che il pastorale di s. Agostino era composto di legno e di
avorio (V.

Gavanto ( loco citato ) asserisce di aver veduto in Bologna. Della seconda forma, cio ferula,
fu
il

pastorale usato per molto tem-

po dal
parisce

Sommo
Magno,
,

Pontefice.
di

Ci aps.

da un' immagine
del

Gre-

Ga vanto,

Tliesaur.

sa-

gorio

5go,
di

riportata

park II. tit. i, ed Oanimee lib. I). Di legno soltanto era il Bacolo di san Burcardo vescovo di Viburgo, quancrorum.
rit.'

dal Magri
II, del

da quella
riferita

Gelasio

norio,

Gemma

1118,

dal Ciampini

nella
lifex

dissertazione

An

Roni.

utatur past. Baculo,

PonB_omae
,

tunque ricchissima fosse chiesa. V. Tommassino,

la

di

lui

Discipli-

na
n.

eie.

part. I,

lib.

II,

cap.

58,
di

i.

Coperto di lamine d'oro era


di
s.

Di pi ancora si rileva dai in ed Ordini romani cui si legge, che nel possesso dato al novello Pontefice gli si dava la
1790.
ceremoniali
ferula, pronunziando
rigere
l'
,

quello

Remigio

vescovo

le

parole:

di-

Rebus, che Andrea Saussai (Panoplia; episc. lib. II ) dice di aver veduto
in quella citt,

sancfcare et regere. Delultima figura, cio croccia,


al

d'argento erano

quello che usarono sempre, ed usa-

due , che giusta 1' autorit di Corrado vescovo (in C/ironico reque'
,

no anche
ci
,

presente
,

vescovi grealtri

siri

moscoviti

armeni ed
esempi
il

rum
si

Moguntinar.), nell'anno io^i,


nel

orientali.

conservavano

tesoro

della

Dai sopra accennati


dal conservarsi

chiesa di
Il

Magonza.

ancora
s.

nella chiesa

gine

Bacolo pastorale sino dall'orivarie denominazioni, a sort


della

antica patriarcale di Aquileia colo pastorale di


in

Ba-

Ermagora, che

tenore

forma, che ne' diversi

uno

alla

episcopale consecrazio-

BAC
ne
l'

BAC
,

1
,

ebbe da

s.

Pietro

si
1'

pu
uso

fa-

vatura della sommit


vuoisi
il

dicon
,

essi

cilmente
pastorale

rilevare

come
si

del

indicare

l'

amore

con
gli

cui

ripeter

debba

da' primi

vescovo deve attrarre


nella
la
,

erranti

tempi della Chiesa; anzi da quest'ultimo fatto si conosce, cbe fin da queir epoca venia conferito allora soltanto, che seguiva la consecrazione. Tal disciplina fu sempre osservata
nella

all'ovile;

lunghezza
nel

del

ba-

stone,
i

vigilanza

custodire

fedeli

nell'
il
l'

aguzza

punta

con

cui termina,

rigore col quale de-

ve svegliare
zione

accidia.

Cbiesa.

Oltre

le

tante

vien

molto
s.

Tale spiegabene compresa


Cur-

testimonianze, cbe se ne potrebbero

nel verso, che sta impresso nel prefato pastorale di

addurre, abbiamo
Toledo,
il

il

concilio

IV

di

Saturnino:
regit^

quale nel canone 28 ordina


a'

va traini 3 quos
ultima pungit.

virga

pars

espressamente, che

vescovi ingiuresti-

stamente
tuite
le

deposti
pontificali

vengano
insegne,
e

Anticamente

solevano

vescovi

con queste il Bacolo pastorale, perch 1' ebbero quia nella consecrazione
:

in qualche solenne

comparsa, o in qualche viaggio, portar innanzi, o


portare
il
i

farsi

Bacolo

pastorale

in

ordinatione

perceperunt.
ecclesia*.

Altri

nel qual caso

notai ne adempivacit.

esempi ne riferiscono Isidoro Ispalense

no
a.

l'ufficio.

V. alartene, loco
lib.

De

offic.
s.

Lib. II

e.

io,

e Cipriano che nel


s.

II,

2j; Ugo da Sacramenti,?


tene
e.

Vittore nel libro de


1

in

Vita

Cesarei Arelat., ce ne

e.

1,

ed
le

altri.

Il

alarlib. I.

offre

un esempio.

Anche

greci

[De Antiq.

Eccles.

ritib.

in qualche particolare

incontro ac-

8. a 11) riporta

formule tratte
,

da antichissimi pontificali che si usavano nel darlo a' vescovi consecrati.

Secondo
ficale
,

l'attuale

romano

ponti-

il

Bacolo vien consegnato al


nella di lui
si

costumavano seguire la stessa cerimonia. Narra Silvestro Sguropolo (Historia Synod. Florent. lib. IV. i4), che Giuseppe patriarca di e. Costantinopoli recatosi in Ferrara presso Eugenio IV, giunto al palazzo
Papale, prese in

vescovo

consecrazione,
la

mano

il

pastorale,

dopo che
se

fatta

benedizione
fos-

dello stesso,
stato

quando prima non


Il

benedetto.
la

consecratore

che sino allora gli aveva portato dinanzi il suo servo, e che dipoi, ritornato dal Pontefice, volle che si
occultasse in

nel darglielo dice


cipe
sis

formula:

Acut

Bacidum

pastorali*

offici ,

Ma
ancora

un fodero. non furono i vescovi


Bacolo,
abbati

soltanto

in corrigendis vtiis pie sceviens,

insigniti del

che

lo

ebbero
i

judicium sine ira tenens, in fovendis virtutibus auditorum animos demulcens , in tranqullitate severitatis censuravi non deserens. Da questa formula ben si vede qual
mistico senso abbia inteso la Chiesa
di

alcuni

come segno
Benedetto

della loro autorit

nel governare

monaci

loro

soggetti.

simboleggiare
di siffatte

nel

Bacolo.

Gli

scrittori

materie vollero
nella figura,

partitamente spiegarlo

ch'esso pastorale presentemente ottiene nella Chiesa latina. Nella cur-

Hefteno (Disquisii, monastic. , libro IV, trattato V, disq. 5), dice che i monaci primitivi, sebbene in altra forma, lo usavano ad imitazione de' personaggi dell'antico Testamento. Egualmente scrive Cassiano (Instit. lib. I. e. 7), e Ruperto Ab. lib. 3). Chec( in Regul. s. Bcncdcti,

22
che ne
tosto
sia di tal'

BAC
opinione, o se piul-

BAC
da
altri all'altare del santo. Ivi

giun-

gli

abbati l'abbiano per conantichi

to, lo

investivano dell'abbazia col toil

suetudine degli

monaci,

o
clic

gliere
glielo

per quella

certa

somiglianza,

in

Bacolo dal sepolcro e darmano. A tenore della vigli

hanno

coli'

autorit

episcopale, egli

gente disciplina ecclesiastica,


bati

ab-

certo, che lo usavano prima che ottenessero le insegne pontificali. S. Bernardo scrive disapprovando, che
alcuni abbati del suo

che usano
il

Pontificali, ricevo-

no

Bacolo nella
Il

solenne

benedi-

zione loro.

vescovo

funzionante

tempo

si

ma-

neggiavano per conseguir quelle insegne, per non fa menzione di sorta del pastorale.

prima cendo
lis

lo
:

benedice, poi glielo d di-

Accipe
quein
_,

Baculum pastoraprceferas
caterve?
ut sis in corrige n-

offlcii,

Da

ci

si

pu deadopepunto
di sola

libi

commissos
vitiis

durre, che a
rassero per

que' giorni

lo

dis

pie sceviens, et cani iratus

uso

antico,

fueris

misericordice
alla

memoreris.
gli

Il

come
si

segnai d'ambizione,

ma

Macri poi
ce,

parola Canibula

di-

autorit.

Che antico ne fosse l'uso, prova col Martene (Op. cit. lib.
2),
il

che era un Bacolo che

ab-

II, e.

quale

nell'Ordine VI,
di
s.

tratto

da un manoscritto
il

Re-

migio vissuto nel secolo quinto, rapporta


rito

con
il

cui, nella solenne

consegnavano ai decani de' monisterii qual contrassegno di autorit sopra gli altri monaci. Oltre agli abbati, il Bacolo pastorale fu accordato qualche volta anbati

benedizione degli abbati, venia loro

che

alle

abbadesse, e venia loro da-

consegnato
autore
ni tratti

pastorale.

Lo
altri

stesso

to nella solenne istallazione.


ne, loc.
cit.,

Martegli

riferisce

parecchi

Ordi-

distesamente riporta
dagli
antichi

dai libri Pontificali di


si

non

Ordini
cali,

tratti
si

pontifi-

minore autorit, dai quali


guere
il

rileva

in cui
si

legge la formula colla

la stessa cosa. Tuttavolta per distin-

quale

dava.
certi altri prelati distinti,

Bacolo degli abbati da quel-

Anche a
il

lo de' vescovi, venivagli apposto

un

coll'andare del

tempo

fu
ai

accordato
canonici

bianco sudario

che per non averito,

pastorale

cosi

pure

vano

gli

abbati esenti.
il

di qualche
gli
altri

insigne

cattedrale.

Tra

cava
bate

singolare

nel
si

monistero

che si praticomeriacense
al
Il

mentre
il

consegnava

novello abcitato

suo pastorale.

Mar-

esempi, nel 1724, Benedetto XIII lo concesse a quelli della metropolitana di Lucca. Inoltre, per singoiar privilegio, fu permesso
a qualche sovrano
cio II del
;

teue cosi ne descrive la

cerimonia.

ed

infatti

Morto che

fosse l'abbate,

o rinunziato

11

44

lo die '

LuBuggero

che avesse, tosto i monaci portavano il Bacolo nella chiesa di s. Mare lo depotino vescovo di Tours
,

Normanno
ad

re di Sicilia

altre insegne prelatizie.

l'ebbero ancora certi


di Ordini militari
vaes,
t.

unitamente Del pari gran maestri


equestri.

nevano
nunzio

al

destro

lato
ci

del

di quel santo.

Dopo

tumulo davano anoccorsa va-

od

No-

al capitolo della

97, ricorda, che il priore dell'Ordine militare di CalaIli,

p.

canza, e chiedevano licenza di passare alla nuova elezione. Fatta che


fosse, l'eletto

tila va

(Vedi)
con
la

istituito

nel

11
il

58,
Pa-

usava
storale.
Il

mitra

anche

dava

il

poscia era condotto

giuramento, dal decano e

Sommo

Pontefice non fa uso del

BAG
Pastorale. Innocenzo III, in
e.

BAG
unic.

23
autori, scris-

Oltre

gli

accennati

De

sacra

unti,

fa

derivare quest'uso
storia cio, e dal

sero diffusamente del Bacolo pastorale,


lib.
I, e.

da due ragioni, dalla


storia,
s.

Andrea
1

Saussai, Panopl.Episc.

mistico significato del bastone. Dalla

2; Ciampini

P et. mommi,
Iaculo

part.

perch
,

v'

la tradizione che

5, et Dissertalio hislorica

An

Pietro

consecrato

a
nel

vescovo di

Ponifex
(e
lo

Romanus

utaturt

Treviri

s.

Eucherio,
gli

mandarlo
il

sostiene

parlando

de'

tempi

a quella volta

consegnasse

suo

bastone. Cos rimastone egli privo, n

avendolo dopo mai pi ripreso, dicesi, che i di lui successori si asten-

Bomae 1690; Giorgio, Liturg. Rom. Pontif. lib. I, e. 29; Catalano, Prolegomena ad Pontif. Rom.
antichi),
t.

I, e.

28,

tit.

XIII 6,

De

consecr.

gano anch'

essi

ckuTusarlo in

memo-

elecli in

episc.

ria di tal fatto. In Treviri si conserva quel bastone con grande ri-

BACOLO
cello,

usato dai Papi. Baston-

baccllua. Bastone, che per loro

verenza; perci se

il

Pontefice fun,

zionasse in quella citt

allora egli

appoggio adoperarono alcuni de' romani Pontefici, e particolarmente Benedetto XIII.

adoprerebbe
Ferrarii

il

Pastorale.

V. Lucii
etc.

Che

infatti si servisse-

Bibloth.

canonie,

Pel

ro di esso, apparisce dal conservarsene ancora qualcheduno


in

mistico significato non usa poi quel Bacolo, perocch significando anche
nella curvatura della

Boina;
di aiuto

gi

non tanto

era loro

tere ristretto,
so
il

sommit un ponon pu aver luogo pres-

Papa, eh' il pastor de' pastori, non ha sopra di s che Ges Cristo. Di pi dinotando ancora la

ed

altri

spirituale giurisdizione ricevuta

dal

Papa non lo adopera perch non riceve da alcun uomo il suo potere, ma soltanto da Dio. S*. Thom. sitppl., i. 4o, a. 7, ad 8. E vero che per molto tempo Papi usarono un bastone, ma questo piutsuperiore,
il
i

et, che anzi parecchie ne fecero uso a loro comodo nelle villeggiature. Il Bastone, che vuole adoperato da Giulio II , si della Rovere, eletto nel i5o3, dal Cardinale Placido Zurla venne donato al regnante Pontefice Gregorio XVI. Questo Bastone di avorio

nell'ultima
volte

bianchissimo, alto pi di cinque pal-

mi,

con

pomo

liviera

dorati.

Il

Cardinale Zelada conservava nel suo

museo un Bastone lavorato


grotteschi,

parte a

tostoch pastorale,

si

potea considealtro non come dicem-

e parte con intagli rapfatti

rare

uno

scettro.

Infatti

presentanti cinque

della vita di

era che

la ferula {Vedi),

Ges
distici.

Cristo, spiegati

mo

di sopra. di

Che
,

se

ritroviamo la
col

Sotto

il

con altrettanti pomo avea scolpite


di
s.

immagine

qualche Pontefice

varie azioni

della vita

IVicol

Bacolo ricurvo com' quella di Giovanni X, del 91 5, riportata dal Cavalieri nelle sue immagini dei Papi, hassi molto a dubitare sulla loro verit, raccolte avendole il citato autore il pi delle volte, a capriccio. Forse per tal ragione 1' 01doino nelle addizioni al Ciacconio
,

da Tolentino, con
sa.

le iscrizioni in
il

pro-

In fine del Bastone, v'era

nome

espresso con queste paFrater A. A. de civitale Cephaludi siculus Ordinis s. Augustini. Siccome tra gli altri stemmi
dell'artefice,

role:

vi

si

presenta
del

quello
cos

di
si

Sisto

V,

espose la immagine del detto senza Pastorale.

Papa

suppone che venisse lavorato o per una commissione o per fargliene regalo. Lo
Peretli,

i585,

24
Collegio
di

BAC
museo
del
le

BAD
simboleggiare
la

stesso Cardinale regal al

mansuetudine
la

romano due Bastoni: uno


incisa

di quel Pontefice.

Sotto

capra

si

canna

meravigliosamente a

bulino con figure e rabeschi rilevati

da una vernice nera, e con pomo


avorio; l'altro di legno intagliato
varii

veggono tre bassi rilievi, parimenti d'oro di ben inteso disegno ed elegante esecuzione. Nel primo si rappresenta
l'

di

attentato
di

sacrilego

della

con
del

rabeschi

figure

collo

deposizione

Pio

II

dal regno

stemma

del Pontefice Clemente XI,

temporale, col testo scritturale


adattatogli: Peccatimi

ben

di quest' opera ne conserva uno di canna simile a quello, che il detto porporato die' al museo

1700. Il compilatore

non

est
il

in eo.

Nel secondo
grafe,

"vien

espresso

glorio-

so di lui ritorno in

Boma,
el

coli' epi-

Dlectus

Deo

hominbus.
la ri-

del collegio

romano,

ma

cogli stem-

Nel terzo viene rappresentata


pristinazione della

Esso in esquisito lavoro figura con sette rappresentazioni


le

mi

di

Alessandro VII.
geste

compagnia
:

di

Ge-

della

Ven.

s colla breve iscrizione Societatem Jesu restituii. Sotto questi bassi rilievi

serva di Dio suor Orsola Benincasa.

sonvi l'anello e

il

fiocco d'oro.

Abbiamo dal Diario di Boma nel 174.1 num. 3774, che Benedetto XIV, stando nella villeggiatura
di Castel-Gandolfo,
di

In fine del Bastone avvi una


liviera di

lunga

lama d'oro,
Salva

in cui

da una
uni_,

parte stata incisa l'epigrafe, tolta


da' salmi:

venne presentato

cornibus

un Bastone con pomo di diaspro ed una miniatura con ornamenti di argento, lasciatogli a memoria da
mons.
Nicol Maria Tedeschi, vescovo di Apamea. Lo stesso Diario, a'G ottobre 1702, fa menzione di

meani e nell'altra il millesimo dell' anno in cui fu donato in numeri romani MDCCCXIV. Lavoro cos distinto
corniuni

humilitalem

un

altro simile

dono

offerto al

pre-

opera del chiarissimo artefice Carlo Sarge ni. (Baeovien.). Citt con

BACOW

fato Pontefice dal Cardinal

Albani.

residenza vescovile nel principato di

Era questo Vili, morto

il

Bastone di

Urbano
il

Moldavia, tributario della Turchia,


confina colla Vallachia, e la Transilvania,

nel
e

i644;
la

teneva

pomo
.sette

d'avorio
chiese
di

pittura
in cui
le

delle

Boma,

indulgenza per chiunque

v'ha visita da
villeg-

me
una

ed situata sulla riva del fiuMisow. Bacow occupa il luogo di


citt

dello stesso

nome,

assai fio-

un vespero all'altro. Anche Pio VII nella sua


giatura
gli

rente, eh' era pure la residenza d'un

vescovo cattolico
tora
le

usava

del Bastone.

Questo
vice-

, e si vedono tutrovine della sua cattedrale.

era stato umiliato


p.

dal reveren-

L'attuale citt, capoluogo di distretto,


miserabile
to
,

dissimo
preposito
di

Luigi

Panizzoni,
della

fu eretta in vescova-

generale

compagnia

da

Clemente

VIII,
i

eletto

nel

Ges. La materia corno di unicorno con l'altezza di circa cinque palmi. La cos detta capra, ove si posa la mano per istringer il Bastone, d'oro con lo stemma Pontifcio da una parte, e dall' altra

1392, per favorire 1' abitavano, e fu


ca di

cattolici

che
alla

sottoposta

metropoli di Colocza, ed
Costantinopoli.
Citt

al patriar-

BADAJOX.

con residenza
Augusta.

vescovile nell'Estremadura nella Spa-

una

testa di agnello, in cui

si

vol-

gna, detta anche

Pax

B
essa capitale della

D
le

BAD
e
di
s.

25 Sulla gran
cattedrale
la

Estremadura, provincia della Spagna che form gi parte del regno di Castiglia^ ed anticamente era nota col nome di Be,

Cristoforo.

piazza evvi la magnifica

dedicata a

s.

Giovanni,

quale ha
pre-

un

capitolo composto di sei dignit,

llina. In vece del

nome

di

Pax Au-

quindici

canonici,
,

quattordici

gusta, datole dai romani per traman-

bendati

dieci semiprebendati, venti


ec.

dare
delle

la

memoria
,

della pacificazione

cappellani,

Badajox ritiene quello impostole dai mori, che la tolsero ai goti nell'ottavo secolo , dopo che questi se n erano impadroniti nel quinto. Giace questa grande e forte citt sopra un bel piano bagnato dal fiume Guadiana , ed ammirabile il ponte di pietra costruitovi sotto l'impero romano, il quale e-

Spagne

collegio di gesuiti,
religiose

Eranvi in essa un ed undici altre case

era formata
chie

d'ambo i sessi. La diocesi da sessantatre parrocdivise in due arcidiaconati e


;

tre parrocchie

costituivano Badajox,

che pur vanta tre comodi ospedali e caserme. Un tempo Badajox ebbe titolo di ducato, e pi volte sostenne memorabili assedii con glorioso
successo.

stendesi per mille ottocento e sessan-

Oltrech

nel

1661

dai
nel

taquattro piedi in lunghezza e ventitre in

portoghesi, fu

assediata invano

larghezza, sostenuto da venil

totto archi. Sotto

regno di Filip-

1705, nella guerra della successione di Spagna, dai confederati inglesi e


portoghesi, regnando Filippo
trattato di

po

II

d'Austria, che fiori nel i555,

fu tutto riedificato,
sotto
il

non meno che


Filippo IV. Sul

regno

di

medesimo
disfatti
i

ponte, nel

1661, furono

portoghesi da d. Giovanni
sul loro trono

d'Austria fratello naturale di Filip-

po

II,

mentre sedeva

V. Il Badajox del 1801 pacific Carlo IV re di Spagna e Giovanni VI re di Portogallo, che diversamente parteggiavano per la rivoluzione francese. Occupata poi dagli eserciti di questa nazione, nel 1 8 1 1
sostenne l'assedio contro quello di Giorgio III re della Gran Bretta-

Alfonso
fonso
glia
,

VI di Braganza. Avendo AlIX re di Lione e di Casti,

di

conquistato nel 1228 le citt Merida e Badajox, occupate dai mori saraceni, il Sommo Pontefice Gregorio IX conte d' Anagni nel
,

gna

occupandola

g' inglesi

solo per
il

capitolazione, nell'anno

seguente

giorno sesto di aprile.

BADABACA
vescovile in
gi

i23o, con autorit apostolica eresse ambedue in vescovati. Badajox ha la


rendita di diciottomila ducati annui,

o BADRAJA. Citt Caldea non molto lun-

o nove mila scudi, secondo altri, ed suft'raganea alla metropolitana di Compostella, detta Sa n tfago. Questa citt si avuta sem-

secondo alcuni

da Seleucia. Era 1' undecima sede vescovile, che fu poi soppressa ed unita alla metropoli di Cascara, e chiamavasi con altro vocabolo Dair-Cunij ed anche Dai Kecca. BADEMO (s. ), trasse i natali da
nobile e ricca famiglia, che nel secolo

pre in conto di piazza forte, ed oltre le

mura

guernite di torri, viene

quarto dimorava nella piccola


siani.

citt di

difesa

prima da un elevato ed anmori, ove


la regina
II,

Belhlafat, soggetta al dominio de'per-

tico castello costrutto da'

Dopo aver

distribuite ai poveri

nel

i58o mor

Anna mos.

quasi tutte le sue ricchezze, deside-

glie di Filippo

e poscia da due

separati baluardi, detti di


voi,.
IV.

Miche-

rando di consecrarsi al servizio di Dio, eresse presso al luogo di sua

, ,

a6
.nascita
il

D
del quale fu

BAD
palatinato
del
il

un monistero,

lungo

la

sponda destra

moderatore con molta prudenza,

Beno;

nel circolo dell'alto B.eno,

zelo e carit.
lo teneano

Le

virt pi eroiche

principato di Bruschal, e con esso

continuamente, e la perfezione era lo scopo, a cui tendevano le azioni tutte della sua vita. A quei tempi la chiesa di Persia era oppressa da una crudele persecuzione. Sapore n'era l'autore, ed altro non sembrava desiderare che il sangue de' cristiani. Anche Bademo venne preso con sette suoi
esercitato

maggior parte dei patrimonii dei mediatizzati di Frtemberg , di Aversberg di Schwarzenla

principi

berg, di Leiningen, di Lewenstein-

Wertheim

ec.

Organizzato per

tal

modo
gran
all'

il

Ba-

dese, viene circoscritto al N. dal re-

gno
gno

di Baviera

dal
,

ducato
dal
la-

di Assia
di

Darmstadt

E. dal reS.

discepoli, e rinchiuso in orrida pri-

Wrtemberg

al

gione,

ove

per quattro
Alla

mesi
sorta

tol-

ler coraggiosamente ogni

di

tormenti.
apostata

fine colse la

del martirio per


,

mano

di

palma un empio
la

il

quale
la

rinneg

fede

go di Costanza e dallo sbocco del Beno, mediante il quale diviso dalla confederazione elvetica, ed all' O. in tutta la sua lunghezza dal Beno, che lo separa dai paesi bavari
transrenani e dalla Francia.
11 gran ducato di Baden si divide ne' sette circoli seguenti. 1. Jllurge Pftiz, che ha Carlsruhe

per isfuggire

morte. Gl'infedeli
il

trascinarono fuori della citt

cor-

po

di

Bademo, ma

cristiani gli

diedero onorifica sepoltura. 11 martirio di lui accadde nel giorno no-

citt capitale del

gran ducato, fondata

no dell'anno 876.

nel

7
il

BADEN.oBADE.Gran ducato,
uno
degli stati

ed

rico,

5 dal gran duca Carlo Fedeprimo che prese tal titolo, e


fissata
la

della confederazione

nobilitata dalla presenza del sovrano,

titolo

germanica. Portava esso altre volte il ed era gi di margraviato


,

che vi ha
in

sua residenza

diviso nei

due margraviati j

di

Ba-

den-Baden
iceli nel

nel circolo di Svevia, di

ampio e magnifico palazzo. Possiede essa un liceo, un'accademia, ed altri letterarii istituti. Durlach
altra

religione cattolica, e di Bade/i

Duril

bella

citt

di questo

circolo,

medesimo
religione

circolo presso

Beno

di

luterana

Tali

margraviati fanno ora parte del gran ducato di Baden. Dietro gli ultimi
accordi
,

il

gran ducato

di

Baden

possiede oggid nel circolo di Svevia,


il

margraviato di Baden, il principato di Ettenheim, il vescovato di Costanza, una piccola parte di quello di Basilea, la Brisgovia. 1' Orte-

dimora del margravio di Baden Durlach , dov' la zecca ducale, e dove nel tesoro si conserva il cilicio del b. Bernardo margravio di Baden, nato da Giacomo I. Rastadt una piccola citt di questo primo circolo, con munito castello. In essa fu congi

cluso
la

il

celebre trattato di pace tra


e
nella quale

Francia,

nel

1714?
il

l'impero germanico, molto ado-

nau
l'

ed

il

landgraviato di Nollemal-

perossi

Pontefice

Clemente XI
,

burg. paesi una volta appartenenti


lingen,

acci

nelle

condizioni

nulla

fosse

Austria, le citt imperiali di Uber-

diGengenbach,

di

Ofinburg,

cambiato rapporto alla religione cattolica. Nel 1799 vi si tenne altres

di Zeli, e di Pliillendorf; nel circolo

del basso

Beno, una parte del basso

un congresso ranti. Baden

fra le potenze bellige_,

Thermos

inferiore;

BAD
cos distinte

B
superiori
citt gi libera.

D
piccola,

27

dalle

Terme

luogo OjTeidnirg,

ma

va^i.

nella Svizer, Baden-ober Baden', o Aquce Helveticce , e dalle Terme austriache presso \ ienna che portano volgarmente lo stesso nome di Baden. Da questa citt, cos deno,

V. Circolo di Treisam. La Brisgovia propria,


dionale
tal

ossia la parte

meridi

dell'antico

landgraviato

nome,

costituisce questa provin-

minata da un antico

castello, prese

il

cia.

Due

delle quattro citt,

dette

nome
pitale,

il

margraviato, di cui fu cale

forestiere , perch trovansi all'ingresso


della Selva nera, cio

ed celebre per

sue acque

Secklingen

e-

calde e per le ubertose vigne.


II.

Circolo di Ncekar.
citt

Esso ha

Waldshut, sono comprese nel circolo. Friburgo, gi capitale della Brisgovia, e vescovato,

Marheim 3

un

d capitale del
dell' elettore,

fondata nel

11 20,
al-

Palatinato e residenza
no, ed

innalzasi alle lide di


l'

un monte

oggi seconda sede dell'attuale sovra-

ingresso

della Selva nera.

Spicca

una
Il

delle

pi belle

d' Ale-

in lontananza la torre del principale

magna.
sofferse

palazzo
lo

sovrano

molto
fran-

suo tempio. Possiede


dovizioso
,

l'

universit
intedi e-

per

bombardamento

un

gabinetto

fisico

cese del
citt,

iycp.

Heidelberg, antica

gi residenza dell' elettore pa-

ed alcuni ducazione. Brisacco


ressante
s

instituti
il

vecchio, coBrisacco, che

latino,

incominci a decadere, quan17 19,


trasfer

distinto dal

nuovo

do
la

nel

Manheim

gli sta

dirimpetto nel territorio fran-

sua corte.

E
1

celebre l'universit
,

cese,

una piccola

citt,

fondatavi nel
dal Pontefice

386 ed approvata Urbano VI. Philipsburcitt,

delle migliori fortezze

ed era una alemanne, le


1

cui difese furono distrutte nel

74 r

go, Philippoburgum ^ piccola

che per le sue fortificazioni riguardava come uno degli antemurali dell'impero germanico. Sotto le sue mura nel 1734 cadde il duca di Berwick;
fu assediata, nel

V. Friburgo.
VI.
cato

Circolo del Danubio. Questa

provincia meridionale del gran du,

posta tra

Wrtemberg

e la
il

Svizzera, racchiude quasi

tutto

796, dai francesi, e bombardata, nel 1800, vide i suoi ripari interamente demoliti. V. Ei1

principato mediato di Fiirstembcrg,


e varie
citt

imperiali.
il

piccola citt n'


fesa

Willingcn, dicapoluogo
,

DELBERGA.
III. Circolo del Meno, e Tauber. Questa piccola provincia forma l'estremit settentrionale del gran ducato. IVertheim n' il capo luogo, citt cinta da solide muraglia che dividesi in quattro rioni. Durante la
,

da

fosse

Abbonda
gli

di

austriaci

mura. sorgenti termali, ed ivi nel i8o5, furono bat,

e da duplici

tuti

dai francesi.

VII.
le rive

Circolo del Seckreis.

Lnn^o

del lago di Costanza, si esten-

de

la

estrema parte, meridionale pro-

confederazione
te, e

del B.eno

fu aggre-

gata ai dominii del principe primane' trattati del


al

corporata

18 15, fu ingran ducato di Baden.

gran ducato. Costanza capoluogo fu gi vescovato sovrano, ed ebbe i privilegii eli citt imperiale, ed
vincia, del
difesa

da mura
di

da

fosse.

La

cat-

IV.
desi

Circolo di Kintzig.

ComprenOrte-

tedrale contiene molti cospicui

mo\arii

in esso

gran parte dell'antico


e la signoria d'

numenti
Attila
la

scultura
la

gotica,

margraviato,

avvenimenti

resero

famigerata.

nau

col suo territorio.

Ila per capo-

saccheggi

barbaramente;

28

BAD
ni

BAI)
e

nel g38 sostenne contro gli ungheri un rigoroso assedio ; raa ci, che la rese pi celebre, fu la pace concili usa, nel i 89 tra Federico I Barbarossa, il suo figlio Enrico A I, e varii magnati da una banda e dall'altra le citt di Lombardia, della Romagna e della Marca. Con ci venne posto il suggello alla libert dei municipii italiani, mentre rinunciando quell' imperatore alle Regalie ,
1 , ,

dagli slavi,

dialetto durissimo dell'alto

onde parlano un aleman-

no. L'antico

non era
to

in origine

margraviato di Baden che una signomargravia-

ria particolare, eretta in

sanzion alle comuni

la

facolt di

emanar

leggi

stabilire imposizioni
il

da Enrico I, l'Uccellatore, che divenne imperatore nel g 8. La casa di questi margravi antichissima. Gli uni la fanno discendere dai re goti, ma il maggior numero si accorda nell'assegnarle per istipite quell'Ermanno 1, secondo figlio di Bertoldo I, duca di Zahringen, mor1

eleggere magistrati, avere

diritto

to nel 1074, ai 2 5 aprile, e disceso

di guerra, di pace, di alleanze e di

da Eticone
quale visse
ta di

duca

d'Alemagna,

il

ne alla piena ed assoluta indipendenza altro si oppose dipoi, che la necessit delle investiture, segnale di vassallaggio, che ben
fortificazioni,

684
I,

anni dopo la nasci-

Ges

Cristo.

Ermanno
spos
in dote

Giuditta

o Hennau di Baden, figlia di Adalberto,


gli

presto a
t
si

mera

e inefficace formali-

conte di Calvv, o Calb, che


i

rec

famoso concilio poi, celebrato dal i4*4 a ^ i4 I ^? e che fu il principale avvenimento nel
ridusse.

Del

beni della contea di Ulfgan.


del

Egli
dell'

si

trova mentovato nei diplomi

Alemagna
della
Il

io52

sotto

il

ti-

secolo

XV

si

parla

all'

articolo

tolo di marchese. Si ritir verso la fine

('nsTANZA.
citt, nel
)

Carlo

occup
gli

questa
nel

sua vita nell'abbazia

di

i548, e

svedesi

Clugny.
siede
il

gran duca

di

Baden pos-

533 inutilmente l'assediarono. Reirhenau, isola non grande, ma la pi ragguardevole del vasto lago di Costanza , decorata da una ricca abbazia, ove fu sepolto l' imperatore
Carlo
il

ritratto di questo

Ermanno

1,

Grosso.

vede rappresentato in figura di santo pastore, cio ornato di aureola nella testa e con pecore ai evvi ancora un santo di Bapiedi den, chiamato s. Wendelin.
ove
si
,
:

Nel ducato di

milione di abitanti,
luterani,
ebrei.

Baden contasi un due terzi dei

successori

di
in

questo

Ermanno
i

aumentarono
possedimenti.
prese
di

progresso

loro

quali sono cattolici, quasi

un

terzo

con circa quindici mila Piena in esso la libert dei culli. 11 gran duca, che occupa il settimo luogo nella confederazione germanica, ha tre voti nelle assemblee generali della Dieta , ed uno nelle assemhlee ordinarie la sovrani:

per

la

Suo figlio Ermanno II prima volta il titolo


,

margravio, o marchese di Baden, tenuta nel nella dieta di Basilea

mese

di

febbraio
il

ii3o,
titolo, e

alla
il

quale
il-

epoca principi
viato
di

nome

lustre della casa di

Baden.

Il

margra-

Baden molti possedimenti


la

ereditaria
e,

nella

famiglia
di

del

perdette per
l'atto di

guerra della rivolu-

gran duca,
della

in

mancanza
,

maschi
col-

zione francese,

ma

nel

1802,
titol
>

col-

linea

retta

passa

alla

recesso

ricevette delle inil

laterale.
J

deunizzazioni, ed ebbe
leltorato. Alla

di

E-

Badesi discendono dadi alcman-

formazione della con-

BAD
federazione renana cangi ossi un
titolo in quello di
tal

BAD
che
la
ficiali

2 !)

gran ducato, divesuoi limiti


di

serenissima principessa col suo figlio fossero a vedere i fuochi artidella

nendo membro

della confederazione.
i

girandola

dal
li

torrione
fece trat-

Dopo
no
col

il

1806,
quali

furo-

del palazzo vaticano, ove

fissati

sono

presente
ter-

tare dal
freschi.

mezzo

de' cambi

ed aumenti

In questo

maggiordomo con lauti rintempo Clemente


infermo, e la
si

ritoriali.

XI cadde gravemente
di
la

Ermanno VI
sposato
figlia
,

Badai, avendo di Leopoldo VII,

pia principessa

distinse per le pre-

ghiere fatte per

la
I

conservazione di

lui.

per mediazione di Pupa Innocenzo IV, ottenne l' inveche poi fu stitura di quel ducato tolto alla casa di Badai. Il margravio Giacomo I, padre del b. Ber-

duca

d'

Austria

Ad Ernesto

margravio

di

dn-Durlach successe il fratello gravio Giorgio Federico I, che mor nel i638, avendo preso con calore
la

Bamar-

difesa de' protestanti contro


I

nardo,

lii

assai lodato dal Pontefice

Massimiliano

duca

di

Baviera.

Pio

II,

e fu chiamato
I,
1

Filippo
ne, nel

Salomone. duca di Baden, intervenil

Federico
gio
di lui

di lui figlio fu pi sag-

52

1, alla dieta di

Worms,

enei i526, a quella


conferenze
religiose

cendo le veci dell' \ Alla sua morte la casa di Baden si divise, nel i533, in due rami. Bernardo II, che stabil la re.

perle Lutero, faimperatore Carlo


di Spira

di

e nel 1649, dopo divenne margravio Federico II da lui nato. Federico III ebbe il soprannome di Grande per le sue belle azioni, ed ebbe a successore il figlio Carlo Guglielmo I, il quale, dopo la pace di Rastadt, intradel padre,
prese, nel 17 i5,
lazzo,

ad

edificare

un
citt

pa-

ligione protestante ne' suoi stati, fu


il

ed

a
in

fondare

una

a
in

capo del ramo di Badai- Baden,

Carlsruhe,

una

foresta,

una lega

ed Ernesto I di quello di Baden-Durlach, che attualmente possiede tutti gli stati di Baden. Guglielmo I, che mor nel 1677, fu appellato il Fortunato. Successe a lui il nipote Luigi Guglielmo I nominato per militari

lontana da Durlach: instituendo

memoria

di quella fondazione l'Or-

dine della fedelt. Mor

nel

1738,

lasciando erede suo nipote. Giorgio

Simperto, ultimo margravio del ra-

mo

di

Baden

Baden, cess di
a'

vi-

imprese.

Il

Sommo

Pontefice

vere a Rastadt
senza lasciar
il

2 2 ottobre

1771,

Clemente X, nel concistoro dei 24 agosto 167 1, annover al sacro Collegio

figli.

In
di

lui

fu estinto

ramo

cattolico

Baden.

Fu egli,

un individuo

di questa nobile

stirpe,

che fu Bernardo o Bernardino Gustavo Adolfo de' principi o

che fece confermare la beatificazione del b. Bernardo, fatta gi da

Papa

marchesi di Badai.
ISel
si

Fedi.
di
la

ancora
di

Pontificato
in

Clemente XI,
principessa

rec

Roma

IV nel 1481, viventi madre ed i fratelli del beato. Clemente XIV, nel 1771 con decreto de' 24 marzo, concesse l'uffiSisto
la

Baden, nell'anno 17 19. Il Papa la regal del corpo di s. Giusto, di molti Agnus Dei da lui benedetti,
e
di

zio di quel santo e la

una
dei

cassetta

di

manna
e

di

s.

Nicol
festa

di Bari.
ss.

Ricorrendo poi

la

messa con rito doppio pel clero di B.astadt, per lo stato di Baden, e per la citt di Moncalieri nel Piemonte, ove il b. mor di luglio i458, allorquando a' 25
si

Pietro

Paolo, volle

recava

Roma

dal

Pontefice

3o
turco

BAD
il

BAD
gran duca
Carlo
Luigi

Calisto III per la crociata contro


(

Federico,
la

V.

b.

Bernardo Margravio

Stefania Luisa Adriana, professa


religione cattolica. Neil' attuale
tificato del

Giorgio Simperto successe Carlo Federico I, il quale uni alla sua corona i beni della casa di Baden-Baden, e divenne gran duca.
di Baden).

Ponla

regnante Gregorio XVI,


visitare

recossi

essa a

in

Roma

Nella sua morte, accaduta

a'

io giu-

tomba del principe Dal i834 in poi

degli Apostoli.
il

prefato

gran
in-

gno

8 1 1, gli successe il primogenito Carlo Luigi, il quale, a' 9 dicembre 18 14, diede una costituzione ai proprii sudditi. Sotto cotesto gran
1

duca Carlo Leopoldo tiene

un

caricato d'affari presso la santa Sede.

duca, nel Pontificato di Leone XII,


la

provincia

ecclesiastica

cattolica

BADEN, Bernardino Gustavo Adolfo, Cardinale. Gustavo nacque a Durlach di Germania nel i63i. Mentre egli veniva istituendosi
nelle
lettere

dell'alto B.eno

ebbe vita finalmen-

negli

esercizii

te

1827. Con troppa acerbit aveva per lo innanzi preteso quel principe di sostenere la nonell'anno
di

militari, incapp

errori di
si

miseramente negli Lutero. Se non che allora


di proposito la ve-

fece

a ricercar

mina del barone


vescovato
di

Wesemberg

al

rit,

la ritrov, e

ferm seco

stesso

Costanza rifiutata da Pio VII, e nel 18 18 avea presentato alla dieta di Francfort una sdegnosa nota contro il contegno della
santa

Sede.
e

Si

conciliarono
il

dis-

costantemente seguirla a dispetto di chi si fosse appressato a lui per distornelo. Vi riusc per siffatta maniera , che dopo d' aver rigettato il luteranismo , nel viaggio che fece
di
dell'Italia e della Francia,

sapori allorch gli successe


lo Luigi,
il

fratel-

venuto a
pronel

si

convenne tra

esso

ed

Roma,
istruito

e quivi pure meglio ancora


nella

Pontefice
il

Leone XII, che, soppres-

vera
di

religione,

so

vescovato di Costanza, venisse

fess
vesti

la

fede

cattolica
s.

romana, e
,

Friburgo in sede arcivesconominandosi monsignor Boll ad arcivescovo di Friburgo e di Baistituito

l'abito

Benedetto,
di

vile,

del Fulda qua! monistero, come pure di quelcelebre

monistero

den.

Si stabili

in esso

la giurisdi-

lo

di

Campidona divenne abbate.


divenne
principe
del
I.

zione ecclesiastica altres sopra quattro sedi simraganee


,

In
S.

appresso

cio

Magonza,
e Fulda.

R.

Tali cospicue

dignit per

Bottemburgo

Limburgo

La

provincia ecclesiastica del gran

ducato di Baden rimane divisa tra


diversi principi della confederazione,

non tolsero a lui il pregio di fervente e perfetto religioso. Il perch divenuto caro a Leopoldo imperatore , a cui era congiunto per
sangue, fu per intercessione di lui Cardinale prete del titolo di s. Susanna da Clemente X, nelche fece nel la seconda promozione
creato
,

ma

il numero maggiore de' cattolici appartengono al gran duca di Baden , giacch sommano a pi di settecento mila sopra l'intera popolazione del gran ducato, che ora si fa da alcuni ascendere circa ad un

67

li

24

di agosto.

Non

vest la sa-

cra porpora che per sei anni, poich,

milione e centotrentamila abitanti.

ritornando dal conclave


zo

d'

Innocen-

A'3o marzo i83o sah


il

sul trono

XI

in

Alemagna, perdette quasi

regnante

gran
.

poldo

Federico

duca Carlo LeoLa vedova del

d'improvviso

tando

il

la vita nel 1677, conquarantesimo sesto anno del-

BAD
l'et sua.
Il

BAD
ristabilimento della
sciplina.

3i
ecclesiastica

Pontefice del pari che


la

di-

Cesare intesero amaramente


dita di tanto soggetto,

peregli

Inviato poi, nel

i54o, dal

dacch

era
di

un

principe di qualit eminenti,

Pontefice al colloquio di Vormazia, dimostrossi valoroso nel confutare


gli

fermo e sodo pensamento, destro ne' maneggi, dotato di non comune


generoso e magnanimo.
Citt vescovile in Africa,
situata

eretici

sostenere

diritti

del

Pontefice.

premio

di tanti meriti

affabilit,

fu

nominato
s.

Cardinale

prete

del

BADIA.
che
nia
si

titolo di

Silvestro in capite, nella

crede

nella Maurita-

Cesarea. Potenzio

uno

de' suoi

settima promozione, che fece Paolo III li 3 1 maggio i542. Secondo Ales-

vescovi,
di

intervenne
concilio
s.

alla

conferenza
nei

Cartagine, ed un
al

altro fu pre-

sandro Tassoni seniore, che fu contemporaneo a lui, egli ricus tal dignit ;

sente

di Cartagine

ma fu costretto ad accettarla. Rinunzi


di pi alla chiesa di
tri

tempi

di

Cipriano.
Citt vescovile della pronella diocesi di Caldi

BADIA.
vincia di

Urbino e ad alnon pochi vantaggiosi benefici!


,

Mosul
la

ecclesiastici

contento

del

semplice

dea,

sotto

metropoli

Mosul.

necessario al proprio sostentamento.

Questo solo sappiamo di essa, quando per non fosse la stessa che Beth-Dialj di cui si parler a suo
luogo.

Venne
segno
tesse
lui

in seguito deputato sopra la


s.

congregazione del
dell'

Offizio, coll'as-

abitazione

nel

palazzo

vaticano, perch pi facilmente

BADIA Tommaso,
dia

Tommaso

Cardinale. Baappartenente ad an-

servire

al

Pontefice,

poche di

tica famiglia

modenese

luce nel i483. Si e riusc a tale


siastica

venne alla fece domenicano,


,

in erudizione eccle-

che pi di una volta voleano eleggerlo a generale del suo Ordine. Bench

ed

illibatezza di costumi,

reggimento della il Tournon, nel IV tomo della sua opera degli Uomini Illustri dell' Ordine dei predicatori , ed il Fontana nel suo Teatro Domenicano pag. 444 scrive , come dagli atti concistoriali
valevasi

nel

Chiesa.

Ne

avvisa

raccomandato due volte dai romani Pontefici prima da Clemente VII nel capitolo tenuto nel i53o, e poi da Paolo III in quello, ch'ebbe luogo nell'anno i53c), tutta,

6 ottobre 5^i apparisce, che fosse uno dei tre legati destinati al concilio in un ai Cardinadel
il
1
1

Badia

via perch era

caduto
alcuni

in
,

sospetto

di troppo rigore ai frati

come

scrissero
,

sebbene senza gran

fondamento venne escluso dalla suprema prefettura dell'Ordine. Se non che nel i52 3 fu da Clemente VII trascelto a maestro del sacro
palazzo;
e

Parisio e Polo, e poi aggiugne, che fermossi a Boma perch il Papa si determin di trattenerlo ad oggetto di esaminare ci che proponeasi ed agitavasi a Trento ; e che di pi incaricollo il Papa di esaminare l' istituto di s. Ignazio, che
li
,

fu

quindi dal

medesimo Pontefice

Paolo
il

III

volle valersi

approvato. Dello stesso parere trovasi anche il Pallavicini nella Storia del
Concilio di Trento.
dinale
sci
il

del Badia nei pi interessanti affari

del Pontificato,

perch lo volle fra quelli, che, prima della convoalla

nostro

Divenuto CarBadia non trala-

cosa

alcuna rapporto al teno-

cazione del generale concilio, desti-

re di vita da lui praticata,

mentre

nava

riforma

del

clero ed al

vivea in qualit di semplice religio-

32

BAD
il

BAD
Lodovico re di Ungheria, perch
inducesse alla sacra guerra
1
,

suo tempo tra lo studio e l'orazione, e si rese di questa maniera pi chiaro per la
santit de' costumi che per la dignit

so; quindi dividea

lo

nel
lo

377,

suoi meriti
al

distintissimi

sollevarono

generale

magistero

della porpora Cardinalizia.

Dopo

ses-

dell'Ordine a Verona, bench vogliano


i

santaquattro anni di \ita non peranco compiti, e sei di Cardinalato nel


1

Bollandisti essere ci avve-

nuto nel
lo

13^8. Poco dopo fu detito-

54",

in

odore

di santit,
gli

and a

ri-

corato della sacra porpora col


di
s.

cevere la corona, che


chiata.
alla

era apparec-

Le

sue ossa furono riposte


di
s.

la

da Urbano \ I, nelprima promozione che fece nel


Cecilia
gi,

porta della chiesa


,

Maria

so-

1378, non

come vogliono

al-

pra Minerva
egli

presso alla

tomba
Il

del

Cardinale Gaetano, sepoltura,

che

medesimo

erasi eletta.

fratello

di lui

Francesco Badia vi f' sovrapporre as*ai onorevole iscrizione.

promozione del dicembre 1 38 1 Errarono poi il Panvinio il Ciacconio ed i Bollandoti nel fissarne l'epoca nel i384, dacch trovasi il Badoario sottoscritcuni, nella terza
.

scovile,

BADICI A o BADICIUM. Citt veche il Wadingo dice essere suf-

to

come Cardinale
Urbano VI
1

alla bolla

della

concessione del regno di Sicilia, cui


fece
1

fraganea della metropoli di Creta, e pretende, che Papa Clemente VII


affidasse,
a'

al re

Carlo

III,

nel

23

settembre

i53o

ad un suo confratello francescano denominato Giacomo: con tutto ci non avvi alcun vescovo suffraganeo
di

quella

metropoli, che

porti

sif-

fatto

nome.

dinale.

Bonaventura, CarBonaventura Badoario nacque a Padova nel i332 da chiara famiglia,


nella

BADOARIO

primo di giugno: di pi l'antipapa Clemente VII neldue bolle del 1378 e 79, le sue chiama il Badoario Cardinale di Urbano VI; e s. Caterina da Siena, che mori nel giorno 29 aprile del i38o, scrisse a lui una lettera quando era gi Cardinale. Se non
38
nel giorno
si

tiene per certa la legazione ono-

revolissima

commessa

al

Cardinale

secondo lo Scardeonio Storia degli nomini illustri


e l'Ossinger nella Bi-

novello da farsi a Ladislao re di Polo-

di

Padova,

blioteca
gli

agostiniana.
s.

Ascritto
si

fra

eremitani di
tanto

Agostino,
agli

ap-

non si questiona per minimamente di quella, ch'ebbe per l'Ungheria, come apparisce anche da alcune indulgenze da lui concesse in
nia,

plic

seriamente

studii

Neustadt

d'

Austria

soggetta in alIl

nell'universit di

Parigi, che, ripor-

lora all'arcivescovo di Salisburgo.

tata la laurea,

fu per ben dieci anteologia.

ni lettore di sacra

Torna-

to in Italia,

s'impieg con

somma

lode

s nel predicare dal pergamo, che neh insegnare dalla cattedra, se-

Badoario fu il primo che decorasse il suo Ordine dellonor della Porpora. Francesco da Carrara il Vecchio Io odi sommamente perch zelava l'immunit ecclesiastica, mentre questo tiranno di

gnatamente in Bologna per ordine d Innocenzo VI che lo ascrisse a que'nove insigni dottori da lui destinati ad erigere un collegio nell'u,

Padova

affliggeva la

Chiesa
sistette

di

Dio.

A
il

lui

sempre

re-

da forte

nostro Cardinale
ingiu-

negando d'accordargli alcune


ste

niversit

di

Bologna.

Da Gregorio
apostolico a

domande
ed in

anzi riprendendolo a
delle

XI

fu

spedito nunzio

voce

iscritto

manifste

BAD
e pubbliche violenze, che operava.
Il

BAD
meriti, lo ordin sacerdote, e
fer
gli

33
con-

tiranno lo fece uccidere per

mezzo
contro
il

nella sua chiesa

un canonicato.

d'un

sicario,

che

gli

scocc

una
te di

freccia

mentre passava

pon-

Quindi Luigi Contarmi doge di Venezia nominollo alla dignit di primicerio nella chiesa ducale di
co,
s.

Castel sant'Angelo per andaconcistoro, e con


tale segre-

Marcono-

re

al

e per la sua integrit

tezza,

che non fu mai possibile scos

sciuta virt Innocenzo XI, nel 1688,


lo

prire l'autore di
se

orrendo

delitto,

elesse a patriarca di Venezia.


i

Ad

non per mezzo eli congetture. Perch il Badoario fu morto a difesa dell'ecclesiastica immunit, molti lo riconoscono martire, e lo onorano
del
titolo lo

oggetto di riformare

costumi nel suo popolo, ebbe in mira di confea


sacer-

rire le parrocchie vacanti

di

beato

tra'
il

quali abil

biamo

Scardeonio,

Tritemio,

Volterrano, Paolo Cortese ed

altri,

per la qual cosa


gli

continuatori delo

che per dottrina e piet fossero distinti e perch non credeva sufficienti quelli, che teneva presso a s, ne chiam buon numero da altre parti, e per non abbisognadoti
, ,

atti

dei

santi

hanno
s.

riposto

re in seguito di ci,

apr

seminari
zelava as-

nell'opera loro al giorno io giugno.

ed accademie a pubblico ammaestra-

Fu

sepolto nel chiostro di

Agosti-

mento

dei

giovani.

Egli

no, ove presentemente ritrovasi nella


s. Nicol da Tolentino, ed a manca della stessa vedesi rozzamente espressa la sua effigie inca-

saissimo la salute delle anime, e perci insegnava la dottrina per le piaz-

cappella di

ze e per le strade
latissima metropoli
,

della sua popo-

strata nella

vicina parete, attorniata

predicando sovente dai pergami, e pontificalmente

da una
co.

iscrizione in carattere goti-

Fu

dottissimo

il

Badoario ed
all'occadi
lui,

amicissimo del Petrarca, a cui fece


nella universit di

esponendo le divine verit maniera da muovere a compunzione pi traviati. A tal


vestito,

per

siffatta

Padova,
esequie

fine

manteneva a proprie spese misRigido e


sesi

sione

delle

solenni

sionarii e predicatori.

funebre orazione, quando non era ancora insignito della porpora. I pi.
riputati fra
i

vero seco stesso,

accontentava di

un

vitto assai

frugale, d'

un

brevis-

suoi

scritti

sono

simo riposo, e maceravasi


flagelli

concilicii e

commenti
e quelli

sulle epistole

canoniche 3

sul maestro delle sentenze.

BADUARO Giannalberto,
nale.

Cardi-

Baduaro Giannalberto ebbe a


delle

patria Venezia, e venne a luce nel

in modo di versar sangue a grande copia. Il perch venne in grande considerazione presso ai romani Pontefici e specialmente a Clemente XI, che lo promosse al Cardinalato,
,

i658 da una

prime famiglie
Alberto

col titolo presbiterale

di questa nobilissima citt.

lo,
fece
fer

nella
li

di s. Marcelseconda promozione, che

Baduaro, suo zio e vescovo di Crema, lo ebbe seco nei primi anni della sua educazione, e gli confer l'arcidiaconato di quella cattedrale. Morto lo zio, rest Giannalberto erede
di tutte le sostanze di lui, e pass a

al

17 maggio 1706, e lo trasvescovato di Brescia. Di (fatti


er-

questa citt abbisognava di un zelantissimo pastore, per causa degli


rori
l'

dei quietisti

disseminati

dal-

empio
alle

Beccarello.

Fu

di pi ascrit-

Padova, dov'era vescovo


rio Barbarigo.

il

b.

Gregoi

to

primarie
nell'anno

Congregazioni di
stesso

Questi conosciutine

Roma

VOL.

IV.

1706, 5

nel

34

BA

G
Iib.

BAG
3 e 4 contra Crcscen.j

quale fu eletto Cardinale. A mezzo del Baduario venne purgata Brescia

Baro-

da ogni errore

e ridotta alla purezza

nio an. 394, n. 43, 44- Labb t. 2. BAGDAD. V. Babilonia vescovato


nell' Asia.

ed unit della cattolica fede, essendo condannato tra gli altri solenne-

mente

il

Beccarello nella piazza della

cattedrale. 11 Baduario fece in oltre da uomini dottissimi confutare l'eretico Picenino, che con varii libri infami stampati in italiano, procurava

BAGGEMIO. Filosofo, che fioriva in Lipsia nel secolo decimosettimo. Costui insegn che Dio si era determinato a creare le creature per amore alle medesime; e, seguendo
il

sistema

platonico

asseriva,

che
sol-

diffondere

il

veleno de' suoi errori.


gli er-

l'Ente

Supremo
le

erasi indotto
1'

ad a-

Combatt valorosamente anche


ligiose e

mare
tanto
tava.
,

sue opere per

idea

rori di Giansenio. Azioni cotanto re-

che

a
(s.)
s.

Lui

le

rappresen-

magnanime
livore e
l'

gli

eccitarono
di

contro
pochi
farlo
,

il
i

invidia

non

B AGGIO
nale. Baggio

Anselmo,

Cardi-

non valsero a deviare neppure di un punto


quali per
anzi
gli

Anselmo nacque a

dall'opera incominciata,

rad-

doppiava

il

suo zelo contro


le

empi,

e la vigilanza pel suo gregge. Intro-

dusse nella diocesi


Sales.

religiose della
s.

Francesco di Nel terzo anno del suo vescovato and a visitare Luigi Ruzzini vesco-

Visitazione istituite da

Milano dalla nobile famiglia Baggio, secondo altri, Badagio, nel io36, come afferma il Muratori negli Annali d Italia, a cui soscrivono il Vadingo, il Picinelli, i Bollandialsti il Fiorentini, 1' Argelati ed tri. Ci provato ad evidenza dal
o,
,

Tiraboschi nella Storia della Lette-

vo

di

Bergamo,

eh' era
le

infermo.
sa,

Da

ultimo

gravemente enormi fatiche


sua chie,

chino taluni
tovano,

ratura Italiana, bench non manche il vogliano man-

incontrate pel bene della


gli

come
,
.

il

Passerino
,

il

Vo-

procurarono

una malattia

che nel 1714 1 condusse al conseguimento del premio eterno con contangrido di santit e prodigi
,

1' Agnelli nesmondi il Bellarmino ed altri Egli fu innalzato alla sacra porpora da Alessandro II circa il 1070, ed illustr la Chiesa non

do

egli sessantasei

anni di vita ed
piansero
lui
;

meno

colla

integrit

dei

costumi

otto di Cardinalato. Tutti

amaramente

la

perdita

di

fu
ti-

sepolto nella chiesa del

proprio

che collo splendore della dottrina, per cui venia chiamato il martello degli scismatici. Nel 1067 interven-

tolo nella cappella di s. Antonio con un breve epitafio , spirante modestia ed umilt, come quello, che vivendo egli si era composto. BAGA, o BAGAIA (Bagy, Vaga o Vagai). Citt vescovile della Numidia in Africa. Primiano, vescovo donatista di

ne al concilio di Mantova, in cui fu condannato lo scisma di Cadaloo. Dal Pontefice Alessandro II suo zio

fece

Cartagine, neh" anno 3o,4, vi adunare un concilio contro il diacono Massimino suo competitore. Trecento dieci vescovi vi assistettero e s. Agost. condannarono Massimino.

107 3, in Germania all' imperatore Enrico IV, e con generosa fermezza rinunzi al vescovato, che quel sovrano offerivagli massimamente per non convenire circa gli enormi abuvigevano in quelsi simoniaci, che
fu spedito, nel

per gravissimi

affari

la corte.

Nello stesso anno fu pro-

mosso

al

vescovato di Lucca, e da

BAG
molto fu consacrato solennemente da Gregorio VII, e dal detto Enrico IV n'ebbe la investitura. Ma dappoi pentitosi di simile al

BAG

35

a non

finalmente la sua mortale carriera contrassegnata da virt e miracoli,


ai

11

di

marzo del 1086,

nel cin-

quantesimo anno di

et, ed

ebbe

zione, lasciata quella chiesa,

si

ritir

onorevole sepoltura nella cattedrale di

a farne austera penitenza nel moa Mantova, o, secondo altri, in quello di Clugny.
nastero di Polirone

Mantova, che con somma venerazione ne conserva tuttora incorrotto il sacro deposito. Dice Leandro Alberti,

Se non che

strinse a passare

Gregorio VII lo coal governo della sua chiesa, ove procur di promuovere possibilmente la riforma del
s.

e con lui Raffaello


fosse

Volterraseppellito

no,

che

dapprima
a

nel monistero di

Polirone,

dove
di

il

Signore

operava

mezzo

lui

conducendo un tenore di viveramente esemplare ed accompagnato dalla pi rigida penitenza.


clero,

meravigliosi portenti,

ta

bitando
vicini
lo

il perch dumantovani, che i popoli

avessero

rapire
gli

se

lo

Ma
sa

alcuni de' canonici di quella chiesi

recarono a Mantova, e

diedero

ribellarono contro

il

santo pa-

sepoltura nella cattedrale.

Compose
le

store,
al

perch procurava ritornarli primiero loro istituto allon,

questo Cardinale varie opere, tra


quali

tanandoli da ci, che non conveniva alla loro condizione nobilissima. Avvenne in quella ribellione,

che in luogo del

legittimo pa1'

un egregio Commentario sopra alcuni salmi, di cui non abbiamo che un frammento inserito nella vita di s. Gregorio VII, ed un altro sopra il profeta Geremia. Scrisse inoltre
a favore del PonteGregorio VII, contro l'antipapa Giliberto, ed una Collezione di canoni divisa in tredici libri, di cui si serv Graziano, e della quale esistono molte copie nelle bifice

store fosse consacrato vescovo

arci,

un' apologia

diacono Pietro capo dei ribelli il quale lacer e sconvolse quella chiesa con

uno scisma mostruosissimo.

Dovette Anselmo, nel io83, lasciare la sua sede, n pot ritornarvi


se
al

non quando la citt venne sotto dominio della pia contessa Matilde.
tredici an-

blioteche

vaticana

barberina

Ma

questa collezione sembra

opera

Dopo aver governato per


ni

santamente quella chiesa, pass a


fu eletto vicario apostoin tutte le citt di

molto posteriore, perch non viene ricordata dal suo penitenziere,

Roma, ove
lico

autore della vita di


di
altri

lui,

e perII

Lombardia,

ch* contiene decreti


e di
Pontefici

Urbano

che mancavano di vescovi cattolici, con facolt di assolvere gli scismatici

vissuti

molto

dopo.

Egli

teneva perfettamente a

di

quella provincia separati dal-

la

vera religione,

ma

che ravveduti

memoria tutta la divina Scrittura non solo, ma, interrogato di un


medesima, esponeva a veduta come era stato interpretato da ognuno dei padri.
passo
della

domandavano
cattolica

d'essere

ammessi

alla

comunione.
diretta
s

La
santo

conlessa

prima
Il

Matilde

dal

prelato

negF

interessi

spirituali

che temdi
lui

porali,

don per

consiglio

logio

molte ricchezze, e compart


lati

segna-

18 marzo nel martiroromano la Chiesa onora la memoria di lui La sua vita fu


giorno
.

benefcii alla chiesa di

Lucca ed

scritta

con molta esattezza dal

p.

An-

al

monistero di Polirone.

Termin

drea Rota gesuita, e nella bibliotc-

36

BAG
Roma
se
ficia
te,

fi

AG
dal Novaes

ne conserva una di antica data. L'Oldoino ne parla a lungo nel tomo secondo
ca casanatense a
del suo

cento fiorini d'oro annualmen-

come abbiamo
pag.

tomo

i53. Barbiano nel decimomolti eccelfra'

Commentario

degli scritto-

quinto secolo produsse


lenti

ri ecclesiastici.

capitani,

quali

Giovanni,

BAGHIDSECA.
de' giacobiti in

Citt

vescovile

principale sostegno di Galeazzo Vi-

Antiochia. Alcuni la
del pae-

considerano
se di
INI

come un borgo

ardi presso

Cafartuta.
Citt
dello

BAGNACAVALLO.
stato

Pontificio

Tiberiacum

Ga-

beum) o, come leggesi negli antichi documenti di B_avenna. ad Caballos. Bagnaca vallo fu decorata del titolo di citt dal Sommo Pontefice Leone XII, della Genga, che ascese il trono del Vaticano nel 1823. Essa viene attraversata da un torrente,
e
giace presso
la

primo duca di Milano. Za memorabile per la battaglia combattuta tra i fiorentini comandati da Carlo Malatesta, e le truppe del duca milanese, Filippo Maiia Visconti, che dal valore di Angelo della Pergola furono consconti

gonaria

dotte a trionfale vittoria. Gli esteriori villaggi di Bagnacavallo, fra


i

quali meritava menzione

Traversala, castello de' signori, che


lentani,

riva
al

del

fiume

dominavano Ravenna prima dei pone accrescono Ja popolazio-

Senio.

sottoposta

distretto di

Lugo, legazione di Ferrara, e diocesi di Faenza. Alcuni marmi dissotterrati nel i6o5 provano la sua
esistenza
fino

ne fino a circa dodici mila individui, mentre dall'indice alfabetico di


tutti
i

luoghi dello stato Pontifcio,

dal

tempo

della rei-

stampato in che la citt


ta
Il

Roma
di

nel 1829, si ha Bagnacavallo ne con-

pubblica romana, e tre analoghe


scrizioni
si

conservano nell' universit di Ferrara. La sua cattedrale, dedicata a san Michele, gode l' o-

4999. famoso pittore Romcorghi preil

se
il

nome

di

Bagnacavallo.

Oltre

professore di rettorica

Domenico

nore

di

un

arciprete
di

concessione

mitrato per Benedetto XIV, ema-

nata nel
ottobre

Morto nel primo di 1 749. dell'anno santo i4^> il


Leonello
d' Este,

il professore di eloquenza Giuseppe Ignazio Montanari, ed altri distinti soggetti, si onora grandemente Bagnacavallo per a\er dati
i

^ accolmi,

marchese
per
la
s.

vicario

natali,

Sede della contea, e poscia del ducato di Ferrara, il Pontefice Nicol V, Parentucelli con bolla de' 4 novembre costitu vicario della stessa citt di Ferrara e contea, il fratello di lui Borso di Este, co' figli di lui merc l' annuo cen,
1

prio

a' 17 marzo 1801, al provescovo Gio. Benedetto dei


il

conti Folicaldi, che


tefice

Gregorio

XVI

regnante Ponfece vescovo


la

di Faenza, e che attualmente verna con pastoral zelo, ed


stolica sollecitudine.

go-

apo-

Bagnacavallo, ai

so alla

Camera

apostolica di cinque-

io dicembre 1778, diede i natali eziandio al Cardinale Anton Francesco


Orioli,
di
il

cento fiorini
la

d'oro.

Con
s.
,

altra bol-

quale

essendo consultore
in sacra teodi
s.

dello stesso giorno,

JNicol

vi

varie congregazioni Cardinalizie,

aggiunse Bagnacavallo,
i

territorii

di

Barbiano
alla

di

Agata ed Cuneo,

esaminatore de' vescovi


logia,

reggente

del

Collegio

gi contea, e
li

di Zagonaria, pe' qua-

dovea pagare

camera Pon ti-

Bonaventura, e deinitore generale del suo Ordine de' minori conven-

, , ,

B
tuali, dal

g
fa

BAG

37

regnante Pontefice Gregofu

rio

XYI

prima

fatto vicario apo-

Ordine nel i832, 5 aprile indi nel concistoro dei 1 833, fu promosso al vescovato di Orvieto, ed in quello de' 12 febbraio i838 alla sublime dignit del Carstolico dello stesso
1

menzione della lavanda di Bersabea moglie di Uria. Di Susanna parimenti si parla nel capo X11I
di Daniele
sa

profeta, essere ella

sce-

nel giardino per lavarsi,

accom-

pagnata da due delle sue ancelle ed aver loro comandato che andassero a pigliare dell'olio e del sapo-

dinalato, col titolo presbiteriale


s.

di

Maria sopra Minerva.

BAGNI. Col nome


terme, s'intende

Bagno e quel luogo dove


di

di
si

trovano acque naturali, o conduttori per artifcio manuale, o per industria


di strumenti
,

ad uso

di

bagnarsi

Di Giuditta si diche lav il corpo suo , e 1' unse di ottima mirra. Di Ester nel capo II scritto che, scelta per moglie dal re Assuero, essa per sei mesi si unse con olio
ne per
astergersi.

ce nel

capo X,

Balneum. Diconsi anche terme, no-

di

mirra.
I

me

derivante dal greco, che significa

Bagni

si

facevano dagli antichi

caldo,

per indicare
applicossi
ai

bagni

caldi

tuttavolta

quel

nome

in

appresso anche

bagni in generale.

Sembra che gli orientali, siccome ancora mantengono 1' uso dei Bagni
cos fossero ancora
i

primi a costruisiffatto

ed erano il cibo, due maniere, una di acqua fredda, e l'altra di acqua calda. Si servivano della prima per levarsi il sudore e la polvere; ma perch l'acqua fredda ha la facolt di costiavanti di pigliare
di

re appositi
]

edifzii

per

uso.

pare e chiudere
si

non tardarono a seguirne l'esempio. Sebbene dica Plinio (Stogreci

fa

i pori del corpo adoperava poi l'acqua calda, che l'effetto contrario ; e si ungeva-

ria

XIII, cap. I), non esservi ai tempi della guerra di Troia stato l' uso di ungersi
naturale
lib.
,

no con qualche olio odoroso come di nardo spicato, non solo per levare
gli

odori ingrati dei corpi,


1

ma
e
la

ed essersi introdotto dappoi trovavansi per bagni caldi ne' tempi

anche perch
virt

unzione
e

riscalda

mollifica; e se l'olio caldo


discussiva,
viziosi.

ha

pi anteriori. Diodoro Siculo racconta

digestiva

degli

nel principio

del

libro II

che

umori
libro

Quindi in
Iliade,
si

Omero

nel

Meride re dell'Egitto, slato molti secoli prima dell' epoca troiana, impose sop a uno stagno d'acqua certa gabella, la quale si riscuoteva a benefizio della regina
,

dell'

dice di Dio-

ricavandosi

un

talento ogni giorno, che serviva per


le unzioni e ornamenti della medesima. Neil' Odissea poi sono tanti gli esempii del lavarsi e dell'ungersi,

e di Ulisse, che si lavarono acque del mare, perocch, al dire di Eustazio, l' acqua marina giova tanto a deporre ogni sordidezza, quanto a ricreare l' animo. Tuttacolle

mede

volta
la
1'

in

Omero medesimo
lavanda
,

si

parcol,

di

un' altra

fatta

acqua dolce
la

riscaldata al fuoco
il

che sembra gran meraviglia che Plinio potesse dire,


versato
nella
,

dopo

quale, scrive

poeta,

si

let-

tura di quell' insigne poeta


la

che

ai

tempi trojani, de' quali appunto par-

unsero e sedettero a tavola per cenare. L'uso per di tali lavande fu introdotto dalla necessit di que'
le

Omero, non

fossero in uso. Nella


II,

Sacra Scrittura (Beg.

cap. XI),

si

tempi, ne' quali ancora non usandosi tele di lino, costumatasi di la-

,, ,

38
vare
blici
i

BAG
corpi

BAG
ne'

ogni

giorno

pub-

bagni
,

dare

per nettarsi dalle lorche restavano sopra le carni

terme pi grandiose furono quelle di Caracalla non compiute se non


,

sotto

Eliogabalo.

Ad

esse

furono

a cagione dei vestimenti di lana.

aggiunti portici magnifici da Alessan-

Ma
stire

siccome
introdotti

il

per

mangiare e il vemantenere la
,

vita
il

e per

cuoprire

difendere

dro Severo, che stabil nuove tera canto di quelle di Nerone d'onde il complesso di quelle fab-

me

corpo a poco a poco si ridussero al lusso pi splendido cosi avvenne ancora de' Bagni. Prima con privata modestia incominciossi a co,

briche
ziano
i

ricevette

il

nome
e

di

terme.

Alessandrine.

Aureliano
gli

Diocle-

furono

ultimi

imperatori
;

quali ne facessero

costruire

ma

struirsene

di

pensili

nelle

case

e
il

quelle di Diocleziano superarono in

nelle ville, finch crebbe a tanto


lusso,

grandezza tutte
Quelle

le

altre.

che arriv all'estremo, siccome si pu vedere presso il medesimo Seneca neh' epistola citata. I Bagni converlironsi in edificii immensi destinati al lavacro non meno che ai giuochi ginnastici ed altri

terme erano per lo pi cinte di forma quadrata oblunga all'intorno da mura; ma lo spazio in esse contenuto aveva tre altri
,

recinti,

cosicch l'uno trovavasi rinIl

chiuso nell'altro.

primo contene-

giungendo sotto i corrotti imperatori a dar asilo alle pi studiate oscenit. Clemente Apiacevoli esercizii,

Jessandrino nello stesso libro III del

va le camere dove sovente i filosofi disputavano od insegnavano, e quelIl le dove esercitavansi gli atleti. secondo conteneva spazii liberi, passeggi
,

le

Pedagogo, capo V, fa menzione delsedie d'oro e d'argento, e dei

viali, biblioteche,
ec.
Il

sale di

de-

clamazione

terzo

nel

mezzo

vasi innumerabili degli stessi metalli, che vi erano nei bagni. E le due sedie di porfido, delle quali i Papi
si

dell' edifizio,

mente
cortili,

detti

avea i Bagni propriaframmezzati da portici

oppure

(come
)

nelle
l'

terme

servivano
si

nel

loro

possesso
e che

al

di Alessandro Severo
fcio

intero edi-

Laterano,
vito pei

vuole che avessero serstessi,


il

era

circondalo da
contribuiva
I

un parco
all'

Bagni

fora-

che
diosi

molto
erano

abbelli-

me

servisse per iscolatoio dell'acqua,

mento

generale.

bagni pi grandi
sei

dopo il bagno. Dione Cassio


gusto
riferisce
i

composti

parti

nella

vita

di

Aufece

che

Mecenate

La prima era quella, nella quale coloro che andavano a lavarsi


principali.

edificare
blici;

ma

primi sontuosi Bagni pubsi sa che Marco Agrippa,

deponevano

le

vesti

perci

con

genero di Augusto, quando fu edile


,

voce greca diceasi assoditerio, e con romana voce spoliatorio. Ivi i capsarii aveano
vesti.

apr

beneficio

del

popolo

cura di custodire le
parte era
ai
il

centosessanta Bagni pubblici. Nero-

La seconda

frigi-

ne in appresso, Vespasiano, Tito, Domiziano, e quasi tutti gl'impeeressero Bagni ratori ornati dei

bagni freddi. Il tepidario era la terza, perch col mezzo dell' aria temperata predario, cio destinata
venisse gli effetti perniciosi del pas-

marmi pi

preziosi,

colle

della pi bella architettura,

forme ed essi
di
le

saggio subitaneo
do.

dal

caldo

al

fred-

medesimi compiacevansi talvolta bagnarsi col popolo. Por altro

La quarta era il sudario o laconi cum , specie di stufa secondo

BAG
l'

BAG
La
quinta era

39

uso della Laconia.

il

balneum,
a

od

il

bagno propria-

mente
sino

detto, che conteneva talvolta

pi antiche di tutte; le Antonianc erette da Antonio Caracalla non lungi dalla porta Appia; quelle di Tito,

duecento individui. ed untano dai romani nominavasi la sesta camera nella quale conservavansi gli olii, ed Quanto agli ornamenti, i profumi.
tremila
dai

e di

Trajano, ambedue
,

edifica-

Eleotesio

greci

te neh' Esquilino

sugli
le

avanzi

dei

palazzi Neroniani

so la pi orientale

Domiziane verpianura del camle

po Marzio;
re
;

le

Severiane, e
di
alla

Au-

terme dei romani erano per lo pi abbellite da statue , da bassi rilievi , e da pitture, come rilevasi
le

reliane nel quartiere


le

Trasteveporta

Gordiane vicino

negli avanzi ancora esistenti in B_o-

Esquilina; le Costantiniane sul Quirinale, le amplissime Diocleziane fra


l'antica porta Collina,
e

ma.

Le

citt

d' Italia

imitarono

il

l'odierna

lusso e la splendidezza dei romani,

Pia
to
,

e quelle finalmente di JVova-

splendidezza

da

tutte le altre citt

pur presa ad imitare dell' impero


un' idea
della

e di

Olimpio, delle quali incer-

romano. Per avere


tri

copia
al-

tamente s'indicano le traccie verso la Suburra. Vedi tutte queste terme illustrate, riunite in un corpo e pubblicate

di colonne, sculture,
squisiti

marmi ed

a Londra da Cameron nel

ornamenti profusi, basti dire che degli avanzi dissotterrali da una sola anzi reggia che terma
,

molti

e
si

molti

edifcii

esuberante-

del lavarsi era dal mezzo giorno fino alla sera, perch era preparazione al cibo, giacch usavano
gli antichi di

1772. L'ora

mente

abbellirono, e quanto alla

mangiare una

sola vol-

grandezza si ricorda solo che le misure delle terme di Caracalla e di Diocleziano sorpassavano una circonferenza di quattromila duecento piedi.

ta

il

giorno, cio verso la sera.

Ma
al-

perch
sti,

un grande
il
i

incentivo
le

la libidine

trarsi di dosso

vedei

e rendersi nudi,

cristiani

quali

era pi severa la

disciplina,
1'

Alcune Terme erano senza prezin altre si dava un quattrino onde disse Giovenale (Satyra 6) lavarsi fino alla perfezione , con un quattrino. I fanciulli che non avevano ancora quattordici anni, non pagavano; onde volendo dire lo stesso Giovenale [Satyra 1 3), che una tale cosa non la credevano altri, che i fanciulli, disse Nec pueri credimi, rasi qui nonzo a tutti aperte:
:
:

procurarono di moderare
Bagni.

uso dei
Basilio

Abbiamo
il

dalla vita di
fiorito nel

s.

Grande,

329, che fra

le
il

mortificazioni

onde

macerava

suo corpo,

si

asteneva dal Bagno,


privazione ne' paesi
egli

cosa di grande
caldi
,

di Cesarea di Cappadocia. Pure il Bagno fu concesso anche ai monaci, i quali lo

essendo

usavano
coloro,

dum
delle

cere

lavantur.

compieta.

Contami sino a dodici gli avanzi terme che ancora sussistono in


:

dopo
santi
di

la

e di ora di prima Teodoro rampognava che si recavano al Bagno santa comunione, e molti
fra
l'
,

S.

Roma

Alessandrine che appartennero a Nerone e ad Alessandro Severo poco distanti dal civico Agonale; le Agrippine prossime al Panteon, e le
le

se

ne

astennero
l'annalista
ne'

per

ispirito

penitenza.

Secondo

Baronio,

le

dame avevano

Bagni

pubblici

, ,

4o

BAG
sono in
efficace

BAG
Roma
attualmente
,

luogo separato da quello degli uomini ; ma s. Girolamo nell' epistola

Bagni

dell'acqua santa

la

quale molto

XLVII non approva,


si

che

le

vergini

bagnassero pel pericolo della pu-

rit e del virginale candore.

Quindi

furono poi affatto tolti i Bagni e le terme, introducendosi universal-

mente l'uso delle camicie di lino, onde in s. Giacomo apostolo, primo vescovo di Gerusalemme scritto Giacomo fratello del Signore, nominalo il giusto, fin dalla prima et non bebbe ne vino, ne birra, n
:

per varie malattie, e perci ne beve in gran copia. Papa Pio VI nel 1778 accord un imprestilo all' Arcispedale di s. Giovanni cui appartengono per renderli pi comodi ed utili. In varie citt e
se

luoghi dello Slato Pontificio


si

come

sono Bagni di acque salubri e Clemente XI, del 1700, presso quelli di
dice a' rispettivi articoli
,
,

vi

adoper unguento, n balsamo. Egli


stesso

Nocera, fabbric delle case per comodo degl' infermi che vanno a bagnarsi,

adoperava
il

vesti di lino.

ed a beverne
effetti

le

acque.

Parlando
ste

Butler nelle sue FeAltra


fiata

Sui buoni

del

Bagno

e so-

Mobili, del Gioved Santo, ec:

pra

le

cautele

di

che devesi

usare

co quanto dice

ca-

tecumeni si lavavano e purificavano il corpo in questo giorno per presentarsi con maggior decenza la vigilia di Pasqua al santo fonte ove dovevano ricevere il battesimo. Parecchi altri, che non volevano far
uso del bagno in tutta la quaresima lo facevano il gioved santo affine di purgarsi dalle brutture, che avessero potuto conti-arre per le austerit della santa quaresima.
,

per evitarne i vanni Floyer.

pericoli, veggasi

Gio-

BAGNO
s.

(s.)

di

Fontanelle.

V.

Vandreoesilo.

BAGNO,

Ordine, equestre. Anti-

camente tra le diverse maniere di creare un cavaliere una ve n' era, per la quale, rasa prima la barba al candidato, si metteva poscia nel Bagno, donde, rimastovi alcun tempo,
si
si

passava in

un
si

letto,

all'alzar-

dal

quale

gli

dava una veste


la

Molte Terme furono


chiese,

ridotte

in

con cappuccio. Trascorreva


in
la

notte

come quelle di Novato, e di Timoteo convertite nel titolo di Pastore o


s. il

orazione,

dopo aver ascoltata


letto.

messa, rimesso veniva nel


fosse,
,

Pudenziana. Ivi dimor


degli

Destato che

lo

si

vestiva
cinto,

prima
poi
s.

principe

Apostoli,

una
colui,

veste

rossa

ed era

con con

Giustino martire.

di Diocleziano in

Le Terme Roma, che al padai soldati

bianca
diue alcune

ro di quelle di Massimiano in Cartagine furono fabbricate


cristiani

cintura. Cos conducevasi a che doveagli conferire l' OrQuesti davagli cavalleresco
.

dapprima un abbracciamento, indi


piattonate

condannati e

dai

martiri

sopra

le

spalle e

e quindi erette col


ti,
il
1

lavoro dei san-

facevagli attaccare gli speroni d'oro.

vennero in chiese. E fu Pontefice Pio IV, che nel 559, convert in sontuosa chiesa a memoria ed onore di Maria Vergine e degli Angeli quella di Dioclerivolte

Sommo

Tale pratica vigeva in Francia, in Inghilterra, in Italia ed altrove, con alcune variazioni per nelle cerimonie,
giusta
il

costume

dei paesi.

Ma ci, che

ziano.

era una semplice cerimonia negli altri paesi divenne in Inghilterra un Or-

Fuori

di

Porta

s.

Giovanni

vi

dine particolare equestre. Vorrebbo-

BAG
no alcuni che primo ad
stato Riccardo
1

BAG
istituirlo fosse

4
la

divino sagrifizio, che qui per brevit sa


si
il

II

re d'Inghilterra, nel

omettono. Terminata

meslet-

377, ed altri Enrico IV nel 1399. Al giungere alla corte di colui, che
esser
ti

novizio veniva rimesso nel

to coperto

da gran copertone d'o-

dovea creato cavaliere, assegnavenivano due scudieri, acciocch dirigessero tutta la funzione. Se
gli
il

ro, in inglese detto Sigleton.

Ad
i

ora
suo-

acconcia prescriveva
natori
alla

il

re,
si

che

ed

cavalieri

recassero

arrivava alla corte innanzi l'ora del

stanza di lui per


dei

isvegliarlo e

pranzo, doveva servire

re in ta-

per vestirlo.

vola per la prima portata solamente, fornita la qual cerimonia

Ognuno

cavalieri

gli

dava

scudieri conducevanlo

nella

due camera
i

quindi una parte


leresche, indi
vallo.
Il

delle vesti cavaltutti a ca-

montavano

lui

destinata, ed

un barbiere, ver-

cavallo per del novello ca-

so sera, gli radeva la barba intanto che ogni cosa si andava preparando pel Bagno. Per ordine del re alcuni cavalieri entravano allora nella stanza onde ammaestrare ad uno ad uno genuflessi il candidato sulle leggi della cavalleria, ed intanto altri cavalieri,

valiere era in

maniera particolare a

fornimenti bianchi e neri addobbato.


Cos
ceduti da

moveano tutti alla reggia preun giovanetto scudiere che


gli

portava
Alla

speroni, la spada e l'elmo.

reggia

venivano
dagli

ricevuti

dai

rimasti sulla porta, saltavano,

danzavano e cantavano. Ci compiuto cavato era il candidato dal Bagno, e posto nel suo letto
finch fosse asciugato; indi veniva vestito

con apposite cerimonie. E giunto che fosse il re, gli fcea porre da due cavalieri gli speroni, ed egli medesimo lo cingea della spada, nel mentre che
marescialli e
uscieri

ancora ed adornato con veste rossa a foggia di eremita, acciocch


vegliasse tutta la notte.

nuovo cavaliere alzate in alto le mani giunte, lo abbracciava. Batteail

gli

poscia

il

re sul collo, e resolo

buon
il

Entravano
condurre
candidato
saceril

cavalere3 lo baciava eziandio. Allo-

a questo fine
tra
i

cavalieri per
i

ra la comitiva accompagnava
vizio

no-

suoni ed

canti

alla cappella sino all' allo del-

nella cappella,
si

dove rimanevano chiu-

con esso
il

due
.

scudieri,

doti,

primo cavaliere padrino ed Finch albeggiava pregava il nuovo cavaliere tutta la notte impetrando dal Signore di sostenere onorevolmente la nuova

una

sentinella

dove giurava genuflesso di diritti della Chiesa per i tutta la vita. Levatasi di poi da s stesso la spada ed offertala a Dio ed al sostegno delle vedove e dei pupilli, prendea una zuppa di vino, con che finita la cerimonia ecclel'altare,

sostenere

dignit, e
tato,
si

come

il

giorno fosse spun-

siastica,

all'uscire

della cappella

gli

confessava, ascoltava mattu-

tino e messa, e se avesse voluto, era

comunicato. Durante la messa ardea innanzi a lui un cereo sino al vangelo; al vangelo portato veniva dallo
stesso candidato, e

erano tolti gli speroni, e gli si diceva, che dove commettesse cosa disdicegli sarebbero stati vole all' Ordine Bicondotto sui suoi talloni. rotti
,

dopo sino
il

al

ter-

mine
nie

della

messa era
in

cereo rimes-

so dinanzi a lui. Varie altre cerimo-

mensa co' cada essi di ogni cosa; ma n mangiava, n beveva, n mai si moveva. Alzatosi il re
nella sala,

ed

assiso a

valieri,

era servito

compivansi
VOL.
IV.

vari

punti del

dalla tavola,

il

novello cavaliere ac-

4*
mitiva
stanza.

IAG
dalla

BAG
maggior cosino
alla

compagnato era
dei
Ivi

esser

cavalieri

sua
e

congedavasi

da

tutti

civile) ed in commendatori (centottanta). L'Ordine del Cagno, nel 1 8 3 4>

presi dal

pranzava.

Poscia spoglialo
essi dati

de' suoi

oltre
glia

a quattro principi della fami,

o ad un amido o ad un suonatore con una, con due, o con pi marche d'argento, secondo la condizione. La cappa rossa della notte era per donata o ad una sentinella, o ad un nobile. Quindi vestito con una veste cilestre, gli si faceva pendere dalabbigliamenti, erano
la

reale annoverava sessantuno gran croci nella milizia venti nel civile e nove gran croci onorarii stranieri; di pi centocinquanta commendatori, dodici dei quali erano
,

al

servizio

della

compagnia

delle

Indie Orientali, e sedici


tori

commenda-

onorarii stranieri.

spalla sinistra
laccio

un

laccio di seta

BAGNO.
di:

Cardinal dei conti Gui-

bianco,

che portava sempre

Gio. Francesco.

V. Guidi.

sopra qualsivoglia abito, finch acqui-

BAGNOLI
retici del

BAGNOLIAN1. Ecitt di

onore tra le armi fosse stao da un principe, o da qualche dama. Fornito il pranzo, i
statosi

secolo ottavo, che ricevet-

to

sciolto

tero

il

nome

dalla

Bagnol

nella Linguadoca.

Furono chiamati
gli errori dei

ed i gentiluomini si recavano ancora presso il nuovo cavacavalieri


liere
,

eziandio Concordesi ovvero Cazochesi.

Costoro seguivano
to, e parte del

mani-

il

quale condotto
di

al

re

te-

chei; rigettavano l'antico testamen-

neva
Alcuni

discorso

ringraziamento.
altre

dicono, che
del laccio

volte

in

luogo

riferito,

portasse-

nuovo; sostenevano che Dio non crea le anime quando le congiunge ai corpi e che il inon;

ro

que' cavalieri

per insegna usua-

le uno scudetto d'oro con tre corone a significare le tre virt teologali, e con questo motto: tria in unum, per alludere ai tre regni uniti

do eterno. Nel secolo decimoterzo si diede questo nome anche ad una


setta
di
cattali.

BAGNOREA
t con residenza

(Balneoregien.) Citvescovile nello sta-

d'Inghilterra.

Nondimeno
le

dalle

fi-

gure, rappreseli tanti

antiche cericreazione di
ci

monie
siffatti

praticate
cavalieri,

nella

pare che

non

fosse.

V.

Nicol.

Upton de

studio

cos nominada alcuni viene appellata Bagnarea, ed anticamente fu conosciuta sotto la denominazione di Flovempagi. Fu poi chiamata

to Pontificio.

Bagno rea

ta negli atti

officiali,

Edoardi Bissei; Schoonebeck nelle Storie degli Ordini militari, non che Francesco Redi nel suo Bacco in Toscana. Quest'Ordine fu dimenticato in
militari
notisj

cum
,

Giustiniani

Bhoda e Ch'ita 3 coi quali nomi si chiamano ora le sue principali contrade. E una piccola citt di circa tre mila abitanti ed esiste sopra un colle
alle cui lide scorre

Chiaro.
ti,

cinta

1' umile torrente da cupi dirupamen-

Inghilterra sotto

glielmo

III

la
il

regina
d
il

Giacomo II, GuAnna; ma


7

e perci soltanto pel ponte, eretsi

tovi dal celebre Vignola,

ha
I

in-

fu rinnovato,

giugno 172^,
de' suoi

gresso per la porta principale.


torni di

din-

da Giorgio
cavalieri
fu

I,

ed

numero

Bagnorca sono rimai


le

clic voli

fissato

a trentasei.

Nel
(set-

per un vulcano spento, e

sue ro-

181 5 era diviso in gran croci

vine sono bizzarre e degne dello -Indio de' geologi per essersi ivi subissa-

tantadue

dodici dei

quali possono

BAG
te le antiche
si

B AG
il

43

rinomate terme, da cui


derivasse

poich nello stesso giorno in cui fu

crede
essa

le

nome

di

dato
se,

il

Bagno
in

Regio.

Ora
polla

rimasta
d'

solo

gli

abitanti

vescovo alle due unite chiedi Bagnorea, otten-

ima

acqua acido-

nero

dal

medesimo Nicol
i

V un
come
Vati-

sulfurea efficace pei mali della cute.

proprio e particolare vescovo,


scrivono
cano,

Sebbene i terremoti abbiano pi volte orrendamente scossa questa citt dalle fondamenta, ed in singoiar modo, nel i<3o '>, nel Pontificato di
/

compilatori del
di
II
s.

Bollano
in

del capitolo

Pietro

tomo

pag.

100.

Innocenzo XII, anzi interamente devastata,

nondimeno

essa

ha alcuni

regolari edificii con la cattedrale^ de-

dicata a san
ficiata

se

Donato martire, ed ufda sette canonici. Altre chiebastantemente ornate in essa pudi

Bagnorea cadde , come afferma Paolo diacono lib. IV, sotto le arverso 1' anno mi dei longobardi Agilulfo quarto loro 606, legnando re. Di que' tempi, ovvero de' tempi
,

nel

re esistono, oltre

monte
stero
,

piet,
varii

stre pie,

un maeconventi, un moni-

un

seminario,
di

si rinvenne in questa citt, 1727, un raro anello d'oro, di cui tratta il Muratori nella disserta-

gotici,

una casa

zione
liane.

XXXV
d'

sopra

le antichit ita-

Quell' anello

rappresenta

il

un ospedale recentemente fabbricato. La diocesi contiene alcue

busto
lettere

un uomo barbaro, con


Aufredo, per

le

AVFRETI,

lo

ne

piccole citt e borgate.

che
stre

La sede

vescovile di Bagnorea, che

600, da tempo immemorabile soggetta immediatamente alla Sede Apostolica, e


vuoisi istituita avanti l'anno

sto

ha prova, che qualche illulongobardo, o goto abbia postanza, e sia morto in questa
si

citt,

avvegnach
i

la capigliatura,
le

la

barba, ed
ta

davi, cio
effigie,

vestimen-

vanta l'origine dall'epoca dei discepoli di G. C. Viene ricordata, in

di quella

non che l'uso

di quegli anelli, sono segni caratteristici

una
sino,

lettera

da

tefice

ad Eulogio vescovo chiuGregorio I, Magno Pondel 590, e fu resa illustre da


s.

dei grandi signori settentrio-

nali.

Allorch
alla
s.

Carlo
tutti
i

Magno

restituiva

parecchi insigni suoi vescovi,


quali
cilio

fra

Sede
e

suoi stati, e ro-

da s. Ildebrando, che nel conromano, celebrato neh' 868 da Adriano II Papa, per la terza volta scomunic l'arrogante Fozio pseudopatriarca di Costantinopoli {V. s. Ildebrando).
pag.
1 1

vesciava
sotto

distruggeva,
I,
il

nel

773,

Il

3 , riporta Pontefice Eugenio


fece

vescovo

Novaes, nel tomo che il Sommo IV, nel i44^, di Bagnorea, Nicol
dell'

regno dei anche Bagnorea venne longobardi accolta all'ombra del pacifico dominio della romana Chiesa. Le successive lagrimevoli vicende la im-

Papa Adriano
,

mersero nondimeno nel sangue, la fecero segno alle tremende fazioni,


e
la

rapivano talora,
la restituivano

e vicendevola'

Boggieri

romano,

Ordine

dei

mente
tefici.

sovrani Ponla

minori francescani, ch'era stato due


volte penitenziere in
silica

Come
il

celebre
l'

restitu-

Roma
il

nella ba-

zione che ne

fece

imperatore Ot-

vaticana

i449 Nicol
scovato

morto V, un
di

quale nel
ve-

tone III,
all'anno
pari
eletto
il

quale
cos

regn dal 983

celebre del

questo

1002,
lamento

a quello

Viterbo.

Tale

unione per altro dur poco tempo

nel

che Pasquale li. 1099, fece all'impala

44
tore Enrico

BAG
IV,
fiss

BAG
la

IV, perch volesse ritornare al patrimonio di s. Pietro varii dominii, fra' quali Bagnorea, tolper
il

festivit di

8.

tura nel

della

sua morte,
quelli,

Bonavencon
che in

indulgenza plenaria a
essa visitassero

ta
tra
le

la

grave

differenza insorta

una

chiesa di france-

sacerdozio,

l'impero,
nel

per

investiture ecclesiastiche.

rea. Nella cattedrale di

Sorpresa

Roma,

una

fiera

pestilenza,

un'inondazione del

da da Tevere, che somi4y6,


cagionata
cit-

e in BagnoBagnorea si conserva un codice da lui scritto sulla sacra Scrittura, ed il brac-

scani in Lione, in

Roma,

cio

destro.
solo

Il

medesimo
s.

Sisto

V
ma

merse
t,
il

tutti

luoghi piani della


la diserzione,

non
titolo

orn

Bonaventura col
della Chiesa
,

Pontefice Sisto IV, della Ro-

di dottore

vere,

vedendo

che

se-

fond in

Roma un

collegio pel suo

guiva nella citt, usc anch' egli da quel soggiorno di morte, a' i o giugno, accompagnato da sei Cardinali ed

Ordine, sotto il nome del santo, che tuttora fiorisce, come ancora fece stampare le opere di lui.

and alla volta di Viterbo. Ma essendo anche col penetrata la peste, si rec a Campagnano, e poscia da Aquasparta si condusse, a' 22 agosto, a Bagnorea donde si diresse per
,

La

citt

di

Bagnorea

si

gloria di

molti altri

illustri cittadini,

che

si

di-

stinsero nelle dignit

ecclesiastiche

nel foro, nelle scienze e nelle armi.

Merita per speciale

ricordanza

s.

Assisi.
Il

Sarzana,

Cardinal Filippo Calandrili! di fratello uterino di Nicol

Bernardo ultimo vescovo di Voscia, e primo di Castro, egregio antenato


della famiglia Janni tuttora esistente.

summentovato, vescovo di Porto e penitenziere maggiore come testifica il padre Costantino Baby, mor in Bagnorea dov' era allog,

Anticamente Bagnorea reggevasi con proprie leggi, e sceglieva a suo piacimento un podest per le quistioni civili

e criminali.

In appres,

giato per
rito in

seguire Sisto IV. Trasfeil

so ebbe

un

prelato governatore

Roma

suo corpo, fu
s.

se-

tra

molti

Cardinali

governatori,

polto nella chiesa di

Lorenzo in

che

la
i

onorarono, meritano menziopenitenziere maggiore,


III, nel

Lucina,

gi suo titolo Cardinalizio.

ne

seguenti: B_oberto Pucci fioren-

Il menzionato Pontefice Sisto IV, a'i4 aprile 1482, canonizz solennemente, mediante la costituzione Superna, che si legge nel tomo III

tino,

creato

parte III del Bollano

romano pag.

Bonaventura Fidanza, chiamato nel battesimo Giovanni, nato in Bagnorea nel 122 1, e fatto pri182,
s.

1542, morto in Boma nel i547, con fama di singolare innocenza e fedelt negli impieghi esercitati Beginaldo Polo de' duchi di Suffolch, parente del re

da Paolo

d'Inghilterra,

uno

de' pi grand' uo-

mini, che abbia prodotto

quel

reIII

ma
rio

generale de' minori, indi Cardidi

gno,
nel

fatto

Cardinale

da Paolo
ricusato

nal vescovo

Albano, da Grego-

nel 1273, e morto nel tempo che assisteva al concilio generale XIV

nel

i536 e morto in i558, dopo aver

Inghilterra
di

Lione, a' 14 luglio 1274, dopo aver introdotto nella Chiesa le conin

succedere a Paolo III; e Gio. Girolamo Albani bergamasco, celebre


giurisconsulto e famoso capitano, e-

fraternite
le'

de' secolari.

Sisto

poi
Sisto

levato alla porpora, nel

1570, da
di

s.

minori

conventuali,

come

Pio

V.

Fu

mecenate

Torquato

BAG
Tasso, e mor nel 1^9
r
,

poco man-

la

stagione.

BAI 43 Dopo aver disimpegnato


pel

cando che non fosse successore di Gregorio XIV, come dice il citato Novaes tomo VII pag. 23 1. Attualmente Bagnorea retta da dipendente un governatore laico
,

al

suo

ufficio

corso

di

ventisei

anni, termin di vivere ai 21

gen-

1706. Il Baillet lasci alcune opere, nelle quali sebbene si


naio del
possa desiderare maggiore purit di
stile,

dalla

delegazione apostolica

di Vi-

tuttavolta

si

riconosce, quanto

terbo, e nel

1660

vi

si

pubblicaro-

egli

fosse erudito.

Tra queste
degli

si

an-

no
rio
glio

delle ordinanze sinodali assai stiIl

noverano:

gudzii

eruditi

mate.

regnante Pontefice Gregonel concistoro


de'

sulle principali opere degli autorij

XVI,
1

29

lu-

833, prepose a vescovo di Bagnorea monsignor Gaetano Balulh d'Ancona, che poscia invi per Internunzio e delegato apostolico nella

Della divozione alla b. tergine e del culto a lei dovuto j Dei fanciulli

divenuti celebri pei loro studii e


scritti j

pe loro

Delle satire persodi

nali j contro
renti, presi

V and- Baillet
sotto

Mediffe-

Nuova Granata.

nage; Autori celati


la cul-

nomi

BAILLET
la,

Adriano. Sort
,

ad

imprestito, supposti
in cifre,
rivoltali
lin-

nel

1649, a Neuville

villaggio

fatti

a piacere,
in

poco distante
derio, che la

da Beauvais. Il desiegh mostrava di fornire


cognizioni,

trasportali, o cangiati

da una

gua

mente

di

indusse

suoi genitori

ad
ed

affidarlo

ad alcuni
In segui-

francescani, affinch lo informassero


alla scienza alla piet.
il

un altra; Vita di Cartesio; Storia d' Olanda, dalla tregua del 1609, fino alla pace di Nimega del iGjqj Della condotta delle anime, sotto il nome di Daret de Viileneuve j Vite dei santi j Storia del3 le feste, mobili j Vile de santi deltestamento j Cronologia e l' antico topografia
s.

to Adriano

prosegu

corso degli

studii nel collegio di Beauvais,

ove

tanta lode

si

proccaci, die

ben preumanit.

gio fu eletto professore di

de" santi j

Massime di
Vita di

Quindi venne insignito degli ordini


sacri,
1'

Stefano

di

Gr ammoni j

e per qualche
di

tempo sostenne
.

Edmondo,

Richer, e di Goffredo
delle questioni del

ufficio

parroco

Ma

siccome
gli

Hermantj Storia

le

cure della parrochia non

per-

Papa
il

Bonifacio

Vili con

Filippo

mettevano di consecrarsi all' acquisto di nuove letterarie e scientifiche


cognizioni, egli rinunzi alla sua di-

Bello re di Francia j Relazione curiosa, e nuove della Moscovia.

Avvi

da ultimo

un'opera, che
:

si

gnit affine di applicarsi con


gior

mag-

attribuisce a Baillet, intitolata

Nuo-

agio

a quegli

studii, la

che for-

va relazione contenente
s.

viaggi di

marono mai sempre


occupazione.

sua pi cara
1'

Tommaso Gage
tradotta

nella

nuova Spadall' in-

gna,
presso
,

in francese

Pass
generale

quindi

avvocalo

glese,

da Beaulieu Huet
(s.).

Oncil.

Lamoignon che gli commise la custodia della sua biblioteca. Contento il Baillet di aver conseguitomi impiego conforme al proprio
genio, diedesi
allo studio,
zia degli

BAINO
secolo
scovile
di

Verso

la la

met
sede
ai

del

sesto

illustrava

ve-

Terovana, che
di
s.

nostri

giorni

chiamasi

Audomaro.
nutriva
a
al-

con tutto l'impegno


si

L' amore
la

per

eh' ei

procacci l'amicieruditi di quel-

solitudine,
alla

lo

indusse

rinunnel-

uomini pi

ziare

mitra, per

ritirarsi

40
la

BAJ
badia di san \ "andregesilo in Norsua vocazione,
di lutti, e

BAJ
a Malines nel territorio di

Ath Tan-

mandia. La fedelt con cui corrispose Ja alla


gli

no

3,

malgrado
tali

procacci
lo fece

golare e la
manifestati

condotta restudiata modestia, aveva


la

stima

ben presto
le

sentimenti da inspidel suo baccelcancelliere

innalzare alla dignit di abbate.

La

rare sino dal


lierato,
giusti

tempo
di

sua divozione verso

reliquie dei

timori al

santi era assai tenera; e

molto

si

ado-

dell' universit

Lovanio,

per cui

perava affinch si rendesse alle medesine il debito onore. Per la qual cosa mentre sedeva sulla sede vescovile, trasfer le reliquie di
s.

Amanella

to

dal

monistero
ai

di

Brneil

lungamente s a lui, che allo stretto suo amico, Giovanni Hessels, ossia Giovanni di Lovanio differita venne la laurea dottorale. In quel tempo molto agitavansi le questioni
,

chiesa di Donai,

e diede onorevole
dei
s.

della

grazia

del

libero

arbitrio,

sepoltura

corpi

Luglio e

per cui Domenico Soto,


altri

professore

Luciano, i quali erano stati barbaramente uccisi dagli assassini. Dopoch fu abbate, trasport solenne-

dell'universit di Dilinga insieme

ad

uomini sommi, presagiva

pre-

mente
ili

corpi dei santi Vandregesilo,


,

Ansberto
s.

Wulfrano
i

nella chiesa

Pietro, ove

monaci celebra-

vano i divini uffizi]. In seguilo il duca dei francesi Pipino affid il governo della badia di Fleury a san Baino, che dopo cinque anni comp la sua carriera mortale, nel 711. I martirologi francesi ne fanno menzione nel giorno 20 giugno. BA1ZINA. Sede vescovile metropolitana della diocesi di Servia.

che per quelle questioni repotevano alla dottrina degli antichi padri, ed a quella singolarmente di s. Agostino. Tanto bast a Baio ed al suo amico Giovanni di Lovagiudizi!,

car

si

nio per comporre

un sistema,
di
si

pel

quale

veniva accagionato
ci,

semiconfor-

pelagianismo

che non
essersi

mava

alle idee loro,

anzi proclamarisvegliata

rono apertamente
s

nella Chiesa quella eresia. Principii

mal fondati
,

si

sarebbero ben pre-

sto introdotti nell universit di

Lofosse

BAIA
sile.

ni

tutti

sarti.

Citt con

vanio

dove

un

argine

non

residenza di

un

arcivescovo, nel Bradi

stato opposto

dai vecchi dottori di

V.
I

S.

Salvatore deila Baia


Citt

quella scuola. Se

non

che, chiamati
di

TUTTI

SAXTI NEL BbASLLE.


vescovile
in

que' sapienti
della
.

al

concilio

Tren-

BAIANA.
provincia di

to

Baio
al

ebbe
,

modo
prima

di entrare

Numidia
Felice

Africa

11

nell

universit

come sup-

suo

vescovo
di

intervenne
sotto
citt,

al

plente
sels,

vecchio Giovanni d" Hes-

concilio

Cartagine

Grato.
fu

e poi

come

professore cfttivo.

Beiano, vescovo di questa

In seguito Giovanni di Lovanio di-

condannato nel 1' anno 3o,4-

concilio

di

Bagaia
respi-

BJANESIMO. Comech
rasse la Chiesa dalle ferite,

onde fu
del
al di

venne rettore dell'universit subito dopo la morte del cancelliere Buardo Tapper. La morte di quel grande uomo, quella di Bavestein, in
seguito accaduta,
pii

lacero

il

suo
,

seno
terger

per

mano

la

nomina
misero

dei

luteranismo

tutto le lagrime pel


eresie uscito

non poteva nuovo ramo

rispettabili dottori a

diversi veil

scovati

dei Paesi

Bassi,

ceppo del luteranismo medesimo. Michele Bajo, nato


dal

colmo alla disgrazia dell'universit, ed un campo ai due novatori di-

BAJ
schiusero a poter promulgare
niciose dottrine.
le

BAJ
pernecessario per adempiere ad

47 un pre-

cetto, poi spesso ricusato ai fedeaffine di

Dapprima Baio,
fendere
finse di
i

non

of-

li,

talvolta ai giusti, e generalmente


lutti gl'infedeli, finch tali
la fede,
si

discepoli

ed

colleglli,

riman-

combattere piuttosto il metodo dell' insegnamento antico, che


la

gono, perocch
rn,

secondo Ba-

la

prima

grazia,

n havvi altra

sostanza delle cose. Inveiva conscolastica,

fede vera da quella in fuori che o-

tro la
sofa,

contro

la

filo-

pcra per
senza

la carit.
1'

Di pi, diceva, che


forza

mostrava
e

sommo
,

zelo per la

la grazia

uomo non ha
sue
azioni,

Scrittura
te

pei padri

specialmen(del
le

che per peccare


te in tutte
nell'

che pecca realmenpersino


,

per

sant'Agostino
lette

quale
)

le

pi volte aveva
faceva
i

opere

orazione,

nella elemosina
i

nel

pompa
dove
sia

di

voler

convertire
s

rispetto verso

genitori, ec, e

che
o-

protestanti.

Con un metodo

pi

forte

ragione

tutte

le

saggio,

acconciamente ado-

pere
zione.

degl'

infedeli

perato;
novatori

ma

che spesso in

mano

dei

peccati,

causa

sono altrettanti sono di danna-

un manto per nascon-

dere i fini fallaci, infett anche Baio gran numero di giovani, che sparsi dopo il corso degli studii per le citt per le provincie e persino
,

Siffatta

orribile dottrina,

per

la

quale Dio rappresentalo come un tiranno, che punisce colpe commes-

ne' chiostri

seminavano

la
s.

zizzania.

Le

case dell'Ordine di
le

Francesco
delle

furono

prime ad avvedersi

opinioni serpeggianti in esse,

e fu-

rono

le

prime a raccogliere
di

diciotto

per insuperabile necessit, era parimente sostenuta da Giovanni di Lovanio, amico di Baio, dicendo: non esservi alcun male nel commettere ci che non si poteva evitare, giacch tale impotenza era stata data
se

proposizioni, e ad inviarle alla universit


giudizii

in

pena del

peccato

originale.

Su

Parigi,

cui

dottrinali

questa base
e

comune

del luteranismo
si

scuole cristiane.
tisi ai

passavano per oracoli nelle I dottori, congregaproposizioni, e

del semi-luteranismo e

eresse-

ro altre scandalose asserzioni intorno


alla perfetta

27 giugno i56o, dichiararono


quelle

contrizione, alla
alle

immasiffat-

false

quindici

colata
del

Concezione, ed
,

afflizioni

ne censurarono come eretiche. Baio replic con artificiosa apoa logia in forma di osservazioni
tali

giusto

si

diffusero

tamente, che il celebre vescovo di Arras, Antonio di Gran velie, passato


all'

censure

stabilendo
la

in sostanlibert

arcivescovato
di

di

Malines

ed

za,

che

la

volont e

sono

alla carica

primo ministro

delle

una
fetti
,

cosa

medesima quanto
quanto

agli ef-

che

volontario
sufficiente
:

Fiandre, fu costretto ad invitare nella sua duplice qualit, i due novatori


Hessels
e Baio,
sgridarli
testi mOnii,

libero di

una

libert

alla

pre-

meritar premii e castighi che l'uomo, il quale pecca necessariamente,


vale a dire che

senza di alcuni

e proibi-

commette un pec:

re loro un linguaggio cos alto ad eccitare lo scandalo. Quel rimedio dive-

cato cui non poteva evitare, incontra


1'

niva troppo debole;

ma

la

Fiandra
gli
d<.<

eterna dannazione

clie
il

il

pec-

eia in condizione da non poter ten-

cato inevitabile senza

soccorso

della grazia_, e che questo soccorso,

tarne uno pi rigoroso. Tanto innumerabili settarii, che colle

48
trine

BAJ
dalla

BAJ
desolata
patria
stretta
il

recate dalla Germania, Francia e dall'Inghilterra, l'andavano tormentando, quanto il generale malcontento della nobilt contro il governo spagnuolo, ivi allora dominante, erano tali semi da poter

tra

la

du-

rezza
suoi.

di

Spagna, ed
i

furore de'
i

Ma

giorni
pei

del terrore,

pi

preziosi

novatori, lo furoi

no pur anco per Hessels e Baio,


quali tra quelle angustie
si

misero

fcilmente
se

congiungersi
principii, ai
i

d' interessi,

a consolidare meglio
Iguoti

il

sistema loro.

non

di

due

faziosi

non erano
i

alla

Sede Apo-

novatori, e strascinare

popoli alla veai

stolica quei

mali, anzi era gi interimedii. Pio


il

turbolenza.

sa a recarne
allora
cio

V, che
Pontifidelle

Adoperate pertanto da quel


scovo
le

occupava

soglio
l'

vie della dolcezza

us

non

solo affrett

esame

novatori mille guise di distinzioni e


di benevolenza, facendoli persino de-

proposizioni stategli denunziate,


assistette egli

ma
dot-

medesimo a

quell'esai

putati al concilio di Trento, di cni assistettero


alle

me, a
ti

cui ebbero

pur parte

tre ultime sessioni, e


i

tori di tutte le nazioni,

non

sospet-

dove male repressero


timenti diretti a sopire

torti loro sen-

a Baio.

ad estinguerlo. te il male progrediva. Mentre Baio pascevasi a Trento degli onori, il suo
partito
trattati

non Nondimeno cupamenil

male,,

Compiuto l'esame sopra ogni opera di


lui,
il

Pontefice pronunzi de-

finitiva sentenza, anzi


tasei

sopra

settandi-

proposizioni, che sopra le

spargeva
di
lui

pei Paesi Bassi


libero

ciotto censurate a Parigi.


ta,

Tuttavol-

sul

arbitrio,

dicendo
tali

la bolla:

sebbene alcune

sulla carit, sulla giustificazione ; trattati

di

proposizioni 3

nei quali le

dette

proposizioni

qualche
le

modo

sostenersi,

possano in prendendo-

erano vestite di colori


ti
i

insidiosi.

Tutnel

rigore e nel senso proprio del-

dottori ortodossi

gemevano

silenzio e la corte sperava la guari-

Noi pero le condanniamo come rispettivamente eretiche } errole

parole,

gione del male, perch non ne udiva

pi
I

lamenti.

nee j sospette , temerarie , scandalose ed offensive le pie orecchie, co-

mali
dall'

umori del popolo


odio
recarsi
al

bel-

me pure condanniamo

tuttocib clic

gio,

cagionati dalle riforme religio-

slato detto o scritto in loro favore.

se e

governo di
egli

Spa-

Da
la

ci insorsero

alcune dispute sulla

gna, giunsero a segno da voler Filippo II


stesso

pretesa omissione di

una virgola
e

tra

a met-

parola
rigore.

sostenersi

prendendole
la bolla di

tere ordine in que' paesi. Pure, pre-

a
s.

Gli apologisti del baiane-

ne die la cura al duca d' Alba, il pi gran capitano che avesse allora la Spagna, ma il carnefice ad un tempo il pi spietato. Di forche, di ruote si empierono le piazze, principali fuggivano in Germania, intanto che i ribelli, favoriti dagli ugonotti di Franso
consiglio,
i

nuovo

simo pretendevano, che


Pio

permettesse

sostenere a ri-

gore e nel senso proprio degli autori alcune delle proposizioni condannate.

Ma

siccome
le

la

condanna
quindi

complessiva,

cavillazoni

non potevano distruggere il valore di una bolla dogmatica avente per oggetto
tutti
i

cia

dai protestanti degli altri stati


allestivano
sulla

il

senso proprio e naturale di


testi

dall' Inghilterra

due
stessa

che dannava.

eserciti,

piombavano

.Mezzi soavissimi furono

nondime-

BAJ
no adoperati per mettere ad quella bolla in essa non Tennero nominati n i due novatori, n i tieffetto
:

BAJ
del

49

Sarebbe avvenuto il medesimo forse anche dell'universit di Lovanio, se ingenua fosse stabaianesimo.
ta la condotta di Baio.

toli

dei libri

loro

anzi

la

condi-

Idolatra pe-

scendenza giunse a segno da non pubblicare la bolla n a Roma, n in Fiandra, n in Lovanio medesimo, ove l'errore era nato. Contento
il

r egli delle

opinioni

proprie,

era

caduto in un
stezza al
i

misero stato di trivederle dannate; accusava

suoi giudici, o perch

non

lo avea-

Pontefice
gli

di

soffocarlo

senza

no

ascoltato

innanzi

di

giudicarlo,
estratte
le

pregiudicare
1'

autori di esso, affid

o perch male avevano


ignoravasi, al suo dire,

esecuzione dei decreti al


gli

nato Cardinale
ciuto
servirsi.

menziodi Granvelle, od a
fosse

proposizioni da' suoi libri, o perch

che
dalle

molte
scuole

quel delegato, di cui

pia-

erano

state

sostenute

Di

latti

quel

Cardi-

cattoliche, e persino insegnate

da

s.

dinale,

trovandosi allora in B-oma,

Agostino e da

s.

Prospero.
gli

al proprio vicario generaMassimiliano Moriglione che facesse accettare la bolla da Baio e


le
, ,

commise

glione pazientemente

Moridimostrava

come

fossero a torto quelle accuse;

Baio pur non sapeva persuadersene,


anzi con aria minacciosa prometteva
di scrivere contro la bolla. Ci di fatti

che lo

inducesse
i

proscrivere

le

proposizioni ed

libri

da cui furo-

no estratte. Il duca d'Alba continuava ad inondare di sangue le diciassette


provincie de' Paesi Bassi, e cos per-

egli

mantenne, ed

indirizz l'apo-

logia al Cardinale Simonelto, e per-

fino

al

Sommo

Pontefice.

Questi,

seguitava indistintamente tutti


vatori, che
la

no-

acciocch niun argomento


sottoporre ad altro esame

rimanesdan-

niun eretico osava levarmaschera. A quel commissario apostolico fu quindi facile allora di indurre Baio alla sommissione. Adusi

se di doglianza a quel settario, fece


le gi

nate proposizioni,
trovate

le

quali vennero

nata ancor dallo stesso Baio


colt teologica di Lvanio, fu
luto, che tanto a voce

la

fa-

riso-

come
e dai

in iscrit-

nuovamente degne di condanna, e quindi il Pontefice conferm la sentenza contro esse pronunciata, e ne notific la conferma con
breve, datato
il

to

ognuno dovesse
si

astenersi e dalle
libri

i3 maggio i566.

proposizioni dannate

on-

Dato pure

dal Pontefice incarico al

de

trassero.
il

La

bolla

Pontifcia,
,

primo ottobre del i56j ebbe la piena sua esecuzione a Lovanio ai 29 del susseguente dicembre.
datata

Cardinal di Granvelle di spedire quel breve a Moriglione suo vicario apostolico, affinch fosse a Baio consegnalo per l'abiura delle proposizioni e per
la ricerca dell'assoluzione dalle

censual

avvenimenti posteriori, e la fortuna avuta dai ribelli, fecero cangiar faccia alle cose e mostrarono
di qual sorta
fosse
la

Ma gli

re,

Baio

al riceverlo si

mostr,

suo

solito,

ubbidiente, chiese l'assoluzione,


vicario dovette rifiuta-

si

pose ginocchioni per riceverla.

sincerit

di

Ma

quando
,

il

Moriglione purgava frattanto l'Ordine di s. Francesco dalle noviBaio.


t insinuatevi, faceva deporre qual-

re di farlo

finch
si

non

abiurasse alle
:

proposizioni, ei

rialz, e disse

poterlo fare dove


virt

non non avesse copia


della

che provinciale resistente, ed obbligai sommessi all'abiura solenne


i

della bolla per distinguere quali proposizioni,


in

medesima

voi..

IV.

5o
vicario

BAJ
e

BA J
quali no.
Il

potevano sostenersi
soggiunse
il

bolo devoto, divise


false

le
:

sue proposi

allora

non aver
copia
,

zioni in quattro classi

."

in quelle

volato dare
la

Pontefice
ai

delagli

bolla,

novatori
affine

avversarii

loro,

di

seppellire

ben condannate, ma da lui a non mai sostenute; 2. in quelle rese ambigue e maliziose, perch non si
e
era penetrato
3.
'

ogni cosa nel silenzio.


tali

disposizioni,

Contento di Caio preg che pi

il

senso de' suoi


estratte e
a

libri;

in quelle

male
le

condan-

non si disputasse siili* argomento a Lovanio, ed introdusse cosi nella Chiesa quel simulacro di rispetto divenuto cotanto celebre sotto
il

nabili per

sole appendici fattevi

dai compilatori; 4- in quelle confessate da lui, odiose soltanto per

ma

no-

essere enunziate col linguaggio

dei

me
di

di silenzio rispettoso, eh'

quan-

padri, piuttosto che


gli scolastici.

con quello dein ulla

to a dire
ci,

una venerazione
si

esteriore

che

disprezzava

internadi

tima
la

analisi

Per le quali cose rimproverava egli


per
la

Se-

mente.

Faceva

quindi

mestieri

de della verit e della religione, per


negligenza,

stringere e minacciare; al che, do-

ignoranza

po molle
bolla
,

tergiversazioni,

acconsenti

per

la iniquit manifestate ne' suoi

Baio di accettare assolutamente la sebbene non volesse sottoscrivere l'atto, dicendo bastevole la verbale sua adesione. Per
formalit,

giudizii. Quest'orgoglio, velato da un'apparente modestia, non sedusse

punto

cattolici illuminati,

che ben
il

un riguardo
a
il

videro invece
l'indulgenza
ta
le

un
la la

fu sorpassato da Moriglione a quella

volgeva contro
e
lui.

quale podest Pontifcia


ipocrita,

ma non

and guari

longanimit usa-

conoscere quanto fosse pericoloso


transigere con

verso di
istanze

Laonde portarono

un novatore.

al

governatore acciocch

Frattanto, per la morte gi indicata del dottore Ravestein, divenuto

facesse pubblicare la bolla nelle scuole

di

Lovanio, ed inducesse Baio a


gli

decano dell' universit n avendo per colleghi altro che


Baio
il

sottoscriverla insieme a tutti


tri

al-

dottori.
Il

propri
(.lotti

discepoli

attaccati
di
lui,

alla

sua
re

ina,

e teneri

credet-

il

duca d'Alba, inteso a estinguefuoco della ribellione fomen,

te

quello

per
glia,

rientrare

un opportuno momento nel campo di battale

tato dalle sette protestanti


friva
al

non

sof-

certo la formazione di nuoche,

obbliar

promesse,
le

le

reite-

va
to.

setta,

unita
la

alle

altre,

po-

rate sommissioni, l'abiura ed infine

teva

cagionar
alle

rovina

dello stadi dar

audacemente sostenere
zioni condannate.
fese
gli

proposi-

Immediatamente
decisioni
e
coli'

risolse

Tale condotta ofortodossi. Ne portarono i


vescovi della

rigore

della

Santa
i

Sede,
scovi

opportunit che

ve-

lamenti
i

ai

provincia,

quali obbligarono Baio a giustifi-

adunati in un concilio nazionale a Malines per


del

Belgio erano

carsi sulla recidiva, e


la

ad esporre
sugli

ali

dare esecuzione
to,
la

al

concilio di

Tren-

presenza dei dottori congregati


suoi

scrisse

loro affinch ordinassero

veri

sentimenti

articoli

proscritti dalla bolla.

Finse
niversit

Baio

di

cedere

al

parere

dei vescovi, ed al cospetto della uraccolta,

dopo un prcam-

promulgazione di quella bolla. I aderirono di buon animo, e vollero innanzi tutto, che due vescovi andassero a trovar Baio come deputato del concilio, per coprelati vi

o i

BAJ
municargli
il

BAJ
del gi
conclio"

m
La
sua
nei fasti

decreto
dottore,

formidabile

duca
rest

d'Alba.
registrala

medesimo.

Il

formato
prosue in-

ignominia
della

alla dissimulazione, fu largo di

sua universit;
ei

ma

non perfedele alle

messe a que' vescovi, che sidie doveano deludere. comunicare


blic
il

le

tanto

non divenne pi
ai
il

sue promesse ed
Sconfitto

suoi giuramenti.

Moriglione intanto, incaricato di


decreto
del concilio
alla facolt teologica di

Lovanio, pub:

duca d'Alba, e chiesto dilaniata la Fiandra da cinque fazioni, che richiamavano


il

suo

ritiro,

solennemente
qfflictionibus,

la bolla

ex omla

vescovi a guarentire
errori
della

popoli loro
e della

nibus

ed

ottenne

dagli

Francia

pronta ubbidienza per parte di tutti


que' dottori
;

Germania, ebbe quindi Baio aperto


il

ma

sull'esempio del loro


essi

varco a poter disseminare un'altra

maestro, usavano

sutterfugi, per

non sottoscrivere la bolla, dichiarando persino che n il Papa, n il concilio

le sue dottrine, e stringersi con Marnix, signor di sant'Algonda, con-

volta

fidente

del

principe

d'Orange

esigevano
necessaria

tale

sottoscrizione
lettera
,

dotto

calvinista.

Non vedendo
Baio e

egli

Fu

una

espressa
e di

che un
tal

passo

tra

Calvino,

dei vescovi di Vessori

d' Ipri

tent di farglielo fare, e riunire per

Gand,

sfacciataggine.

rendere pubblica quella E forse che al vedersi cos smascherati avranno ubbidito i a
Lovanisti;

modo

il

semi-calvinismo al cal-

vinismo

rigoroso.

Accordava

Baio

ma
della

non

esiste

vermi do,

cumento

sottoscrizione

che

con Marnix essere la sacra Scrittura di tvitte le tradizioni l' unico giudice ecclesiastiche, e cedeva sopra alcuni
testi

per avventura col tempo sar stata rimossa dai discepoli di Baio.

riguardanti

la

presenza

reale,

Tale era

lo stato dell'affare,

do
a

il

Papa

esort

il

finirla,

facendo
tutti

quanduca d'Alba emanare dalla

per cui avvicinavasi agli eretici sotto pretesto di convertirli. Se non che
il
il

vortice in cui la guerra

signor di sant'Algonda
lo

immerse non fece


intanto

facolt
scritto

teologica

da

un decreto, sottomembri e dichiacondanna


di tutte

progredire

scandalo

ma

rante legittima
le

la

pronto il ritiro degli scritti, che le contenevano. Avendo il duca di Alba scritto alla facolt in termini da voler essere
proposizioni,

Baio pubblicava apologie contro il padre Horance francescano , ed il rimproverava d'aver tradita la causa
de' cattolici
affine
di

giustificare

le

equivoche

sue relazioni
vide

col

signor

di sant'Algonda.

ubbidito,

dottori

si

raccolsero,

ad

Ma
delle

allorquando

il

tumuli

eccezione di Baio. Egli per, atterrito

dal serio aspetto delle cose, avea dichiarato in sul finire di


teologico, che
si

un

esercizio
al

sarebbe attenuto

armi allontanarsi da Lovanio, ed il rimanente della Fiandra in preda alla discordia, tutto si volse contro la bolla Pontificia ed ammutinarono
contro essa
fieri
i

giudizio della facolt, la quale una-

suoi

seguaci
il

nimamente
costituzione

ubbid, e sottoscrisse alla


di

divenuti pi

per essere

loro

Pio V,
al

il
l'

che Baio
autorit

maestro
liere

salito

al

grado

di

cancel-

pur
di

fece.

In tal guisa

ostinazione

e di conservatore dei privilegi


Gli ortodossi rappreil

lui

cedette

peso

dell'

dell'universit.

riunita del capo


clero

della Chiesa e del

sentarono allora, che


zo di reprimere

miglior mez-

nazionale, e

soprattutto

del

e sconcertare

quei

5b
nemici della
loro

BAJ
Chiesa era
di
toglier

BAJ
al
volo

senza

le

ali.

tenebrosi

qualunque speranza di veder rivocata la bolla di Pio V, facendola sancire da Gregorio XIII suo immediato successore, e pubblicare

suoi partigiani continuarono a scredi-

tare la bolla di

Roma, e pretendevasiil

no,

pii

meritasse solamente quel

nuovamente a Lovanio. Il re di Spagna fece appoggiar


tali
il

quale non obbliga che ad una riserva di convenienza,


lenzio rispettoso,

senza aver alcun influsso sul giudizio e sull' adesione

domande

presso

il

santo Padre,

quale

vi ader,

pubblicando, ai 29

interna. In tal forma, con un laberinto di cavillazioni,


si

gennaio 1^79, una costituzione in conferma della bolla di Pio V, e facendola bandire solennemente per ricavare di bel nuovo da Baio una

fece strada

il

giansenismo,

stabilendosi sotto altri

nomi un

se-

mi-calvinismo che, malgrado la Chiesa, parve ai men veggenti una porzione di essa. V.

Taincombenza fu da lui affidata al padre Toledo, gesuita spagnuolo, esritrattazione formale in iscritto.
le

La

Storia del

Ba16

fanismo del
Baio pass

p.

Duchene.
di

questa vita

il

perto teologo e mediatore eminente,

e Baio rest
zioni

infatti

ad
le

lui cos

connel

settembre 1^89, nel settantesimo anno dell'et sua, e le sue opere fu-

vinto, che riguard

sue proposi-

giustamente

condannate

rono stampate per la maggior parte in Lovanio nel i566 e 1077, ed


in

de' suoi scritti. Ci da Toledo, raccolse la facolt teologica, e richiesto prima Baio

senso naturale

Colonia
,

nel

696

insieme

ai

ottenuto

documenti

indi

il

resto dell'assemblea, se reli-

che si riferiscono alla storia della sua vita. Consistono esse in opuscoletti versanti sul peccato
originale j
sul

giosamente
bolla,

avrebbero osservata la concordi gridarono riceverla con sommissione e promettutti

modo con

cui e ri-

messo j sul merito


la
giustizia

delle opere j sulsulle


virili

originale j

tere di ubbidirla.

degli

empi j sulla

libert j sulla ca-

Non
di

restava che la sottoscrizione


cos

rit j sulla giustizia j sulla giustifi-

Baio
si

ricalcitrante

ad ogni
fosse
ti-

sottoscrizione;
ta vi

ma

anche quella volfinch


,

cazionej sul sacrificio^ sulle indulgenzej sulle preci pei defunti e sui

rifiutava

more, o destrezza per parte del commissario, mostrassi di verso

da

me-

desimo,

diede

una
super

ritrattazione

sottoscritta,

che

qualunque
oppure

sacramenti in genere. Compose alcontroversia di tres molte opere sulla Chiesa j sul potere del Papa, ed alcune lettere. Trovansi ancora inediti alcuni commentarli di Baio
sul

speranza. Tutta volta, o per incostanza,

maestro

delle

sentenze

sui

o per cattivo
l'

consiglio,

salmi.

per ostinazione e cattiva


trascorse

fede

non
il

BAJONA.
dipartimento

Citt con residenza ve-

anno

eh' ei

ristabil

scovile in Francia, nella

Guascogna,
.

cardine

del

favorito suo
bel

sistema

dei
,

Bassi - Pirenei

Il

ed

avanz di pubbliche tesi

nuovo

alcune

nome
Baja
sca

di

Bajona
del

col dire,

che essen-

ricca e forte

Lapurdum, citt Beam, deriva da


,

do
il

stalo

creato

V uomo per fare

bene come gli uccelli per volare, era inetto al bene dopo la rovina
delle sue forze, cos

ona, che in lingua bao buon significa Baja buona


e

porto.

Una

colonia di baschi essenin Irlanda


,

come

l'uccello

do passata

vi

port

il

15

BAJ
desi

>3

suo idioma,
descrizione

il

che sappiamo da Giralil

presso l'isola di
il

Finlandia;

do Cambrense,

quale

ci

offre

una

in

somma

suo traffico per mare


importantissimo
circostante
di
,

molto curiosa delle armi, degli abiti, e dei costumi di questi popoli. Questa citt, riputata molto pel suo commercio, giace sui fiumi AdaUr e Niva, lungi una lega circa dal mare
golfo
di Biscaglia. in vicinanza del

e per terra
esteso assai.
Il

ed

paese

Labour
cantabri,
si

cos appellato

da Lapurdem, fu abiorigine

tato da' baschi di


i

quali cacciati dalla patria quivi

Viene essa divisa dal JVive, che internamente l'attraversa in tre parti, mentre all'esterno l'Adour ne rade le muraglia. Il tratto pi grande racchiude uno
antico castello guernito di torri ro-

stabilirono.

Tale
dall'

paese

estendevasi
sino

anticamente

Adour

a san

Sebastiano nella provincia di Guipuscoa. Intorno a questo paese veggansi


Plinio
e

Pomponio

Mela

tonde:
dotta

nella parte

pi piccola
in foggia

(ri-

che parlano Sembra che


li

dell' origine

de' baschi.

la

lingua di que' popoin parte


di
.

dai

due fiumi
vedesi
altro

di

sia

in sostanza quella degli antisi

penisola)

forte circon-

chi bretoni, la quale

e
di

dato da quattro formidabili bastioni.

conservata
nella

nel

paese

Galles,

Isolato sorge

il

terzo quartiere,

Bassa-Bretagna

si

Il

paese
e

che riguardasi come sobborgo, e che chiamasi dello Spirilo Santo, n comunica col rimanente che per aiu-

Labour da ogni
soltanto

sterile,

che va esente

ordinaria gabella,
al

paga

re

un

piccolo

tributo.

vede

d'un ponte di legno. In esso si la maggiore cittadella, che in forma quadrilatera s'erge sopra una altura, e domina tutta la citt, il porto e la circonvicina campagna. Le
to
tadella

Alcimi autori sostengono, che la citdi Bajona abbia avuto dei vescovi fino dall'anno
gesi

38

1;

ma

leg-

nella

Gallia
avuti

Christiana nova,

non averne

prima

del 980.

principali fortificazioni di questa cit-

La sua
nea
gi

sede vescovile, gi suffraga della

sono

opera

del

rinomato
forte di

di Tolosa, ora lo

me-

Yauban. In Bajona, piazza


prim' ordine e eh'
la

tropoli di

chiave della
vi

sono i predella sua cattedrale. Decorala

Auch, e

distinti

Francia

dal lato

di Spagna,

Bajona
blioteca,

altres

da
di

una

scelta

bi-

una direzione generale di artiglieria, ed un vasto arsenale. Il porto viene dai due fiumi formato, ed offre comodo asilo, comunque sia di accesso
difficile,

dalla

zecca,

dalle

scuole

di

nautica,

e
si

disegno.

Questa

diocesi,

che

to

fino

alla

estendea per lo passacitt di s. Sebastiano

n altro

che

navi

in Ispagna,

non contiene ora che


parrocchie
di
,

mezzane possano costruirsi ne' suoi cantieri. Bajona ha il vantaggio unico in Francia, di aver due riviere, e ne' due suoi fiumi osservasi il fenomeno del flusso e riflusso. Si
deve a questa
le

settantadue
nella
le

che

sono

parte nella terra

Labour, parte

altre ventinove,

bassa Navarra. Fontarabia, e che le appartealtre volte,

nevano

ora dipendono

citt l'invenzione del-

dal vescovo di

Bajonette. Molte furono le barche di Bajona, che per la prima volta tentarono, nel i6o5, la pesca delle balene nelle acque groenlan-

Pamplona e di Calahorra. Questo smembramento lu fatto da Papa s. Pio V, del i566, ad


istanza di

Filippo

II
s.

re di Spagna.

Bajona fu patria

di

Leone vesco-

54
vo
eli

T*

AJ
dei

BAJ
baschi,
s.

essa,

apostolo

con

gran

pompa

segu

il

giura-

martire, nato nell'856. V.

Leone.

Dominata
secolo, dei

in principio

Bajona da
I

particolari signori, ebbe, fino dal


visconti
,

mento prestato dai due re Filippo IV e Luigi XIV, affine di perpetuamente conservarla. In Marac, bel
castello
di

sino al calo di

120 5. Guienna, ebbe a sostenere


potenti
i i

che dorarono Unita poscia al duvi-

jona,

Carlo

volere di

BaSpagna per Napoleone, nel maggio del


delizia

contiguo a

IV

re di

vigorosi assedii da' suoi


cini, cio
ti

1808, rinunzi

il

trono, che

a'

17

re d'Aragona, ed
I

viscon-

marzo avea

gi ceduto in Aranjuez

del Bearn. Alfonso


1

re

d'Ara-

gona, nel

104., l'assedi

e la prese:

a Ferdinando VII suo figlio. Custodito era gi Ferdinando VII a Bajona, allorch per ordine dello stes-

Gastone principe del Bearn l'assedi pure liei 12.53. Nel i^.5i la
tolse
il

re di Francia Carlo VII,

il

Vittorioso, agli inglesi nel regno di Enrico VI, e ne arricch la corna. Il re Carlo IX esegu nelle sue mura l'abboccamento con Elisabetta re-

imperatore de' francesi vi fu Carlo IV e la reale famiglia ingiungendosi a Carlo IV di disapprovare l'atto di Aranjuez, e cedere i propri diritti a favore
so
,

trasferito
,

della Francia.

Dopo

di che

il

re fu

gina di Spagna sua sorella, moglie


di Filippo III, nel
negli

mandato a Roma, e Ferdinando VII


fu racchiuso nella fortezza di Valencay, e venne obbligato poscia a Bor-

anni

susseguenti

i5gg, e vano fu ogni sforzo


tentare
,

degli spagnuoli

per

la

fesi

deaux a prestare
l'atto suddetto.

la

sua adesione

al-

delt delle sue genti

che salde

Gli studiosi comizii

famosa lega, anche nell'avvenimento al trono di Enrico IV, il Grande, gi re di Navarra e signore del Bearn. In Saint Jean de
la

mantennero contro

a favore della

legittimit,

Bajona proclamarono Giuseppe Bonaparte fratello di Napoleone per re di Spagna e dell'Indie; ma ben presto, insorta tutta la provincia, ebbe principio l'eroica guerra,
di
,

Luz (Lusius

sficus)

piccola citt in

sostenuta
1

1660, fu celebrato il matrimonio di Luigi XIV, con Maria Teresa d' Austria infante di Spagna, figliuola di Filippo IV , ci che poi fece risolvere il
,

riva alla Nivette, nel

fino al intrepidamente 8 1 4 nel qual anno gli spagnuoli,


l'

collegati agl'inglesi, intrapresero

as-

sedio della citt di Bajona, che

non
il

ebbe a

cessare

se

non dopo

trattato di Parigi, pel quale

ritor-

fratello della sposa Carlo


sciare, nel

II a la1700, per testamento la corona spagnuola al re di Francia, per cui Luigi XIV vi prepose il suo nipote Filippo V. Tale matrimonio fu conseguenza della celebre pace de' Pi-

n Luigi XVIII sul trono di Francia, e Ferdinando VII su quello di


Spagna.

BAJULI,

capitolari.

Nell'Ordi,

renei
la

trattata e concili usa nell' iso-

de' Fagiani, nel

mezzo

della Bi-

dassoa, dal Cardinale Mazzarini per


la

si ne di Malta o gerosolimitano chiamano con tal nome quelli che posseggono de' Baliagi dell' Ordine. Diconsi poi Baiali conventuali capi delle otto lingue, che hanno i

Francia, e da d. Luigi de Flato


la

residenza nel convento della relazione


di Malta.

Spagna nel iG^c); pace che apport tra i due popoli stabile
per
concordia.

BAJULI
ti.

de' vescovi, e degli arda-

Fu

a'

luglio

1660, che

Sono

ciucili

che dai francesi

si

ap-

BAR
pellano baillis capilulaircs e che sole

BAR
istanze di Uladislao

55

re di

Un-

no
gli

uffiziali

domestici degli uni, e de-

gheria

della

repubblica

veneta,

altri.

Chiamami pure Bandi


che
i

servitoli e domestici,

Cardinali

conducono seco
lifica

in conclave colla

quade'

venne da Alessandro VI, nell'ottava promozione fatta in Roma l' anno i5o2, creato, bench assente, Cardinal di S.

d'inservienti.

Niuno per
il

Romana

Chiesa, riceventitolo

Cardinali pu eleggere vendo nominare quello di

suo, do-

do poi
s.

il

presbiterale del

di

uno

l'alsi

tro Porporato, bench in conclave

Martino, fatto legato a latere di pressoch tutto il Settentrione do-

facciano servire dal proprio.

ve
ec.

BAJULI, CERCOSTARI,
Uffiziali,

STAUEOFERI,
la croce,
i

cui

che portano

can-

non vi fu citt o provincia in non penetrasse. Ottenuta poapposita facolscia da Leone X


,

delieri

ed altro

nelle processioni.

t
il

di predicare

la

crociata contro

BAJULO.

Uffiziale

conventuale,
i

turco, che minacciava l'Ungheria,


vi volle

legati che riceveva, o distribuiva ed il denaro offerto pei divini ser-

non

meno, che tutta


del

l'au-

torit

saviezza
le ruine,

Cardinale a

vigi

e pegli anniversarii.

stornare
rivate

che sarebbero de-

BARACZ
poveri

Cardinale ed

o BACOCZI Tommaso, Bacoczi Tommaso da


parenti

ignobili
la

ebbe

da un esercito di sessanquali, invece che i ta mila uomini combattere i musulmani , rivolse,

natali circa

met

del secolo de-

ro
l'

le

forze

contro

ai

grandi

del-

cimoquinto ad Herdoulk nella diocesi di Vesprin neh' Ungheria, come affermano il Garimberte nelle vite di alcuni Cardinali3 e Simone Sa-

Aiut assai Leone a stabilire la pace tra i principi cristiani; nel i5i3 and a Roma per
Ungheria.
la

muel nella Porpora canonica. Fino dai primi anni applicossi seriamente
to
agli studii,

corso

seconda volta per ottener socvisit e contro i turchi


,

prima
alla

in Bolo-

gna, quindi a Ferrara ed in segui-

venne

ammesso

corte

del

devotamente il santuario di Lofu presente alle reto. In Vienna eh' ebbero luogo tra nozze solenni Anna figlia di Uladislao re d' Un,

Cardinal Ippolito d' Este, vescovo di Agria, in qualit di segretario. Fu da ci, ch'egli crebbe a tanto di potere e riputazione, specialmente pres-

gheria e l'imperatore Massimiliano, cos'i pure a quelle di Maria nipote


dello stesso Cesare, e

Lodovico re di

so

il

re Mattia Corvino, che in bresolo fu


eletto

Ungheria. Amabile e dolce era l' indole di lui ; usava belle maniere
verso
strava
tutti
,

ve

non

cancelliere

specialmente
nel
in
in
,

si

moa

del regno e regio segretario,

ma

di

generoso
carico

sostenere
,

pi venne promosso alla dignit di vescovo di Alba e di Agria nel 1 497

proprio

gonia ed anche

StriVienna Italia buon nu-

ed ascese anche alla cattedra della metropolitana di Strigonia. Non si sa donde abbia attinto il Fleury che
questo Cardinale
sia

mero
dissero
le

di giovani

affinch

progree
nel-

nei

lettere.
i

buoni Di pi,

costumi

affine di proteg-

stato eletto ve-

gere

confini dell' Ungheria

man-

scovo
rie

di

Torino, dacch nella separla mi-

dei pastori di quella Chiesa tessi

teneva armato numerosissimo esercito. Intervenne da ultimo ai conclavi


di Pio III, e

suta dall' Ughellio, non

nimamente

del Bacoczi.

Bens, per

arricchito di feudi

Leone X, ed avendo suoi, mori nella


i

56
sua patria
gliesi

B
nel
i

A 51

L
1 ,

BAL
come
raccodi legno, che sono destinate a chiudere il cancello di una cappella, il coro d'una chiedi

pietra,

di

ferro,

da un manoscritto} che conserdi Cal-

vasi nella biblioteca vaticana.

BAKERDA. Citt vescovile

sa.

dea, sotto la metropoli di Nisiba collocata entro un'isola del Tigri, londodici miglia da

tana

Mossili.

Fu

poscia eretta in arcivescovato.

V. Basilica Chiesa. Baaxbek o El-Bekaa. Citt vescovile della Turchia Asiatica nella Siria e propriamente nella valle di Beka tra il Libano e l'Anti-Libano.
,

BALBEK,

BALADA.

Citt vescovile di Cal-

dea nella provincia di Nisibi, sottoposta alla metropoli di questo nome. Cinque citt sono chiamate con questo nome, che in arabo significa
paese. Quella, di cui ora
situata
si

Diviene interessante pegli avanzi dei monumenti di Eliopoli cio citt


_,

del

Sole,
il

della

quale

credesi

occupi
vile

luogo.
le

Non
,

se

che ne vedono
vesco-

ora che
dei

rovine.

Era

citt

parla,

giacobiti

dipendente

da

nel Diar-Rabia

nella

Meso-

Antiochia, alla quale erano soggetti


coloro, che
fino a

potamia, sulla sponda occidentale del


Tigri, nella pianura di Bekino, per
la quale si va a Nisibi, ed distante da Mosul a settentrione sei o sette

dimoravano
,
,

ne' dintorni

paransaghe, ognuna

delle quali so-

Damasco e che, diminuito si sono riuil numero de' giacobiti niti in una sola diocesi, cio a Damasco. Vedevasi per ancora un
vescovo
giacobita
nel

no cinquanta

stadi.

XYI

secolo
,

BALANDA.
non
si

Citt vescovile, di Li-

nel monistero di

Deriloomor
cristiana

vici-

dia nella diocesi di Asia, della quale


fa

no ad
ne

Eliopoli.

Sotto Costantino se
,

menzione che nei conci li i.


Citt
vescovile della

fece

una chiesa
fu

che

BALANEA.

sussistette fino all'irruzione

de' bar-

seconda Siria nella diocesi di Antiochia, sotto la metropoli d'Apamea, che, secondo Commanville, ebbe un
vescovo latino all'epoca delle crociate.
Alcuni ritengono,
lidi

bari.

Balbeck

presa

da Abou

capitano generale del


nel i4or.

califfo

Omar

clic

fosse posta ai

Tamerlano s'impadron di questa citta, la quale nel 1759 soggiacque ad un terremoto, che la distrusse.

del

mare.

S.

Gio. Grisostomo
esser que-

avvisa, a ci che
sta la patria

sembra,

BALBISSAoBARBALISSI.
vescovile
di

Citt

chiamandolo Bataniotes, senza alcun dubdi Porfirio,

Ponto

nella

seconda
verso
il

Cappadocia.
11

Trovasi

che

bio in vece
sostennero,
nella
dall'

di

Balanocotes.

Altri

43

Basilio Tianeo,

innanzi ad un
patriarca Mi-

eh' essa fosse

compresa
stabilita
;

concilio presieduto dal

teodoriale provincia,

chele Oxita,

imperatore
tale provincia

Giustiniano

ma

Saseme,

denunzi Clemente di Leonzio di Barbalissa


colpevoli
dell'

una

non

considerata

come
sto

fattisi

eresia

nella distribuzione dello stato ecclesiastico.

de' bogomili.

Furono

essi

per quedi

Balanca oggi non che


villaggio

motivo deposti, in vigore

un

un meschino
mare
di Siria.

situato

nel

decreto riportato da Leone Allazio. Leonzio non meno che Clemente,

Bolustrum balustrum , cancelli , dathri clathralum septum colunnellariim seplum. E una sene di colonnette
. _,

B AL AUSTR AT A

furono
loro
le

astretti

a confessare
Chiesa.

che

la

ordinazione erasi
della

fatta

contro

leggi

BALTUJ11A. Citt

vescovile di Li-

BAL
eia nella diocesi di Asia sotto la

BAL
meecclesiastici; tuttavia

57
rileviamo,
i
,

che

tropoli

di Rodi.

Innocenzo

III, eletto nel


si

BALDACCHINO.
o coperto
per
l ci e

una tenda

memoria, che
sopra
venia
delle
il

portava

la

198 fece mappula.

tessuto

in

seta

lo pi

di forma

ed oro, quadra, con


Esso

o drappelloni pendenti.

Pontefice. In quel torno adoperato anche ne' funerali persone cospicue. Cherubino

di

due sorta; l'uno stabile, l'altro primo si tiene affisportabile Il so sopra gli altari o sopra i troni
.

Ghirarducci, nella Storia di Bologna

all'anno

1620,
in

scrisse

che morto
nelle
il

essendo Guglielmo Guidozagni, uo-

del Pontefice,
bati,

de' vescovi, degli ab-

mo
quie

celebre
gli

lettere,

ese-

de' principi

de' gran

perso-

fu posto

sopra
la

Baldacsecolo

naggi qual segno di


il

onor distinto;

chino,

secondo

costumanza di
sin

secondo,

aste
ss.

o Sacramento,
le

che viene sostenuto da si porta sopra il bastoni


,

quell' et.

Che

poi

dal

nelle

processioni,

decimoquarto venisse portato sopra la ss. Eucaristia , ne fa testimonianza


ritib.
il

sopra
lati

preziose

reliquie

ed anche
,

il

Martene (De
Ili
,

antq. ecel.

sopra la persona del


incontri

Papa

de' pre-

lib.

e.

25),

ove descrive
ss.

e principi secolari, che in certi

rito della
,

processione del
si

Sale

vengono
il

ricevuti

accom-

cramento

che

faceva secondo
s.

pagnati sotto
il

Baldacchino. Veggasi
p. 3.

antiche consuetudini di

Dionigio.

Pontificale

Romano

Le
sopra

regole generali su' Baldacchini


i

Da
bile,
si

principio,

quando era immo-

prescrivono, che quelli


gli

quali stanno
essere

faceva di bronzo, o di altro

altari

debbano

di
in-

metallo, di legno o di qualche altra

sufficiente

grandezza per coprirli


all' uffizio

materia, con figure ed ornamenti.


In

teramente, e debbano pur essere del


colore
relativo
,

appresso

venne
,

fabbricato

di
,

quando

stona

ricchissima

di

broccato

di

per non constino di legno dorato

stato

damasco, ed a questo sembra essere pi propriamente applicato il nome di Baldacchino; sebbene esempi non manchino, che in qualche incontro sia stato anche di semplice lino. V. X Ordine di Benedetto canonico 4Parecchie appellazioni ebbe sortite negli antichi rituali. V. Mabillon alle Note dell' Ordine Romano.

di altra materia. Quelli degli ab-

non possono essere tessuti in oro , e non deggiono essere alzati che nelle feste pi solenni, in cui
bati

celebrano
di questi

pontificalmente.
il

molti

Baldacchino fu concesso da Urbano Vili; agli Olivetani cio

colla costituzione

Exponi

nobis

etc.,

de'

4
;

aprile

1629;

a' cassinensi col1 1

l'altra
1

Exponi

nobis, degli

luglio

Fu

chiamato /annone, mappula 3 velo ed anche ombrella. Cos nel1' Ordine di Benedetto Amelio vien
detto

panno,

palio nel

Diario
dal

di Stefano Infessura,

riportato

Cancellieri ne' suoi Possessi.

V. Om-

con una nuova Exponi nobis, de' 26 settembre 1629, ed a' camaldolesi colla costituzione Nuper, de' i5 settembre i63?.. Egualmente venne accordato dalla S. C. de' riti, 5 gennaio i633, a' pre-

629

a' celestini

brellino insegna di dignit.

lati

della congregazione de' canonici

Non
lire

troppo facil cosa lo stabiin

regolari lateranesi,
della mitra e del
s'

che hanno l'uso


bacolo.

precisamente
cominciato
voi.
iv.

qual' epoca

si

Laddove
trono

abbia

ad usarlo

ne' riti

innalzi

il

Baldacchino sul

58
degli

EA L
accennati
,

BAL
anche
su

come

Nelle altre funzioni ecclesiastiche;


nelle quali interviene
il

quello de' vescovi, il suo colore deve conformarsi a quello dell'uffizio.

Papa

sotto
ot-

Baldacchino,
to
,

le

aste,

che son

Ma
in

veniamo

alle

rubriche di

Roma

vengono sostenute da

differenti

riguardo a' Baldacchini. o In questa citt presentemente vieportato sopra


la

qualit di persone, a seconda della funzione medesima. Nella processio-

ne

persona

del

ne del Corpus Domini


coli'

Pontefice allorch parato delle sacre


vesti
lica

si portano ordine seguente. Dalla cappellai

prende
lateranese

il
,

possesso nella Basi-

Sistina del Vaticano sino al secondo

quando
i

in

pubblico

ripiano della scala regia

le

sostengo-

discende per celebrare


nella

Pontificali,

no

prelati referendarii vestiti di roc-

processione

del
le

Corpus Dofunzioni delle

chetto e inantelletta.

questi vengo-

mini, in quelle per


benedizioni,
sepolcro
nelle
le

no consegnate

da' mazzieri nella cap-

candele e delle palme, nelle solenni


canonizzazioni
e
il

pella accennala.

Dal detto

ripiano

sino alla porta della Catena, ove stan-

quando ripone
nella

quarant'ore ed

cappella Paolina del

no sempre gli svizzeri, gli alunni del collegio germanico in sottana e


,

suo

palazzo,

nonch

in altre cir-

costanze.

soprana rossa. Dalla Catena, fino alla met del colonnato destro, gli alunni del collegio urbano, in veste

A' tempi, che ne'possessi dei Papi usava la solenne cavalcala co' paramenti sacri, il Pontefice partiva
si

dalla basilica

vaticana
le

sotto

il

Bal-

negra cinta da una fascia rossa; lino al termine del colonnato gli alunni del collegio inglese in vesti negre;
fino al

dacchino, e
da' romani

aste veniano portate


alla

mezzo

della piazza inferiore

fino
le

basilica laterai

otto sacerdoti in abito lungo negro;


fino al quartiere de' soldati,
sti

nese,
di

dove
dal

prendevano
poi

canonici

con veseta nei

quella.

Cessato
? 3
1

quell' uso,

succinte,
i

e mantello di
di strada
;

fino

Pontificato di
i
,

Leone X,
la

gro
stri

maestri

ed

mini-

eletto nel

ultimo che fece


il

del loro tribunale

a questi suc-

cavalcata,

venendo
,

Pontefice alla

basilica del

paramenti
della

Laterano senza i sacri li assume nel portico


chiesa
;

cedono per tutto il colonnato sinistro in abito di spada i deputati della


nazione fiorentina, gl'individui delle
arciconfraternite di
di
s. s.

stessa

quindi

sol-

Gio. Decollato e

tanto vien ricevuto sotto

un nuovo

Giovanni de' fiorentini: dal porin abito di spada,


i

Baldacchino da quei canonici, che tuttora ne sostengono le aste fino all'altare Papale, e, terminata la funzione,
dall' altare

tico sino all'ingresso del vestibolo, e-

gualmente
tati della
essi

depu-

nazione sanese, privilegio ad


li

fino alla loggia

dove

il

accordato da Pio

loro concitta-

Papa

sotto

altro Baldacchino antel'a-

dino, nel i458, cio ad alcuni

mem-

riormente preparato, impartisce


gie in cui

bri dell' arciconfraternita della stessa

postolica benedizione. In tutte le logil

nazione, eretta nel


al

i5io,; fino poi


,

Pontefice
si

la

solen-

mezzo

della
s.

basilica

cio
gli

alla

ne benedizione,
dacchino.
ne' Possessi de'

alza

un

tal Bal-

cappella di
ni

Sebastiano,

alun-

Talvolta

quello

portato
lo-

Romani rimase a
a'

ro, quindi fu devoluto


a'

canonici

quali

rimane

in

propriet.

accademia ecclesiamantello di seta negro; in ultimo fino all'altare Papale, il senatore ed i conservatori di
della nobile
stica,

in sottana e

AL
,

B
e
i

L
immobile
in

9
Rodelle

Roma

col

priore de' caporioni

Il

Baldacchino
ricopre
gli

giudici capitolini in
in rubone. Ivi giunto
sta
il

toga, e
il

Papa

col

ss.

primi talamo su cui Sacramento, i


i

ma
li

altari

Papali

patriarcali basiliche, e cosi

pure queldelle altre basiliche minori e colinsigni chiese,

dodici parafrenieri lo calano a terra,

legiate di altri

come

ed

prendouo le aste del baldacchino, che conseguano a' confrati del Corpo di Cristo, i quali lo
i

mazzieri

ripongono a suo luogo. Quest'Ordine per non ebbe principio che sul cominciare del secolo XVI , prima del cpiale diversamente esegivasi la cerimonia. V. Francesco Maria Torri gio Costituzioni dell' Arciconfralernita
s.

ancora nella chiesa di s. Maria sopra-Minerva e in diverse Chiese dove gli altari principali sono isolati. Non sia discaro avere a questo
luogo un' idea del pi magnifico de' s. Pietro in Vaticano lavoro che attrae la
Baldacchini, quello cio di
,

curiosit e l'ammirazione de' pi in-

del

Corpo di Cristo in
Trattato
di

Pietro j Camillo Fanucci,

delle

opere pie
lib.

Roma,
ai

Roma
Ce-

1601,
sena

Ili, e. 45 Biagio di

14 ghigno i534, e Francesco Mucanzio a' io giugno i574.


ne' suoi

Diarii

Desso fu fatto fabbricare il celebre Bernini ne fu l'artefice. Egli per formarlo impieg cent' ottantaseimila trecento e novantatre libbre di metallo. Vien sostenuto da quattro smisurate colonne spirali. Al di sopra
telligenti.

da Urbano Vili, ed

porta quattro

statue

di

angeli

iu

Nelle processioni poi delle basili-

piedi con varie altre figure e quat-

che lateranese e vaticana,


l'

fatte nel-

ottava

del

Corpus Domini ,

cui

interviene il Papa, le aste del Baldacchino vengono sostenute da'monsignori

camerieri segreti e di

onore

vanno ad reggono sopra di s una palla dorata con la croce in cima. Le colonne sono in parte scannellate ed in parte coperte di
tro altissimi costoloni che
unirsi nel mezzo,

in loro

mancanza
il

dagli aiutanti di

rabeschi superbi tutti dorati,

com'

Camera. Lo
lorch
tro
e

stesso vien praticato alsi

dorato tutto

il

Baldacchino. L' oro

Pontefice
del

reca in

s.

Pie-

od
ri

altra basilica alla esposizione


Ss.

posizione

per
la

le

quarant' ore.
nel

Ma

Sacramento quando il
porta

venne a quest' oggetto cosi profuso, che ne furono impiegati quarantaseimila scudi. Per concepire qual
sia

la

sua vastit, basti


l'altare,
si

il

dire che

Pontefice
ss.

gioved

santo

Eucaristia dalla cappella Sisti-

coprendo a coprire
de'
ss.

estende

la

confessione,

anche o sepolcro

na
le

alla

Paolina pel santo sepolcro,

Apostoli.

otto aste del Baldacchino vengorette da' vescovi assistenti al sovestiti

no
glio

di piviale

bianco, ed in

Baldacchino cogli stemmi del Papa regnante ne'drappelloni, o fregii posto ancora sopra l'Altare ed il
Il

loro
stolici
si

mancanza dai protonotari apoin cappa.


le
,

trono nelle cappelle Pontificie

cos

colla quale gli stesil

vescovi
nella

sostengono quando

pure nelle cappelle domestiche del Papa e nei palazzi apostolici. In queultimi ve ne sono tre per ogni appartamento; cio due, uno nella camera di udienza, l'altro nella camera di pranzo il terzo in quella dove si tengono concistori, congregaziosti
,

Papa

prima domenica dell'Avvento posta nella detta cappella Paolina il Ss. Sacramento in forma di quaranta ore. V. Cappelle Pontifcie.

6o
ni,

BAL
esami de* vescovi,
ec.

BAL
Nella camera
tore di

Que' Baldacchini son di damasco o velluto di seta chermisi con frangie e galloni d'oro. Ne'palazzi Pontificii

eziandio

del sena-

Roma,

per

concessione di

poi

e nelle case religiose


alzar

il

Baldacchino

non

si

pure nella

pu nella sala, e nepcamera di udienza o del


si

Clemente XII, v'ha eretto il Baldacchino. Cos pure i conservatori di Roma in Campidoglio l'hanno di damasco rosso e giallo, avente nel sopraccielo lo

stemma

del se-

trono, cosicch tanto in queste che


in quella vi
dossello colle

nato
arazzo
il

romano

colloca alle pareti

il

per dossello un rappresentante Roma, sopra


,

armi

gentilizie

nella

quale evvi
I

l'effigie

del

regnante

prima, e
fice

Pontenella seconda. Nella mattina del


coli'

immagine

del

Pontefice.

concistoro pubblico, in cui


lo

il

novelal

sciatori lo

Cardinale
dalle

riceve

il

cappello

trono
tilizio,

mani

viene scoperto lo
pello Cardinalizio,

Papa allora stemma suo gendel nel dossello del

romani e gli ambapur essi tanto nella sala che nella camera del Irono. Nella prima collo stemma
principi

erigono

gentilizio della loro famiglia

nella
il

sovrastato appunto dal cap-

seconda

principi vi

tengono
e gli

ri-

tratto del

Papa regnante,

am-

Baldacchino della sala. Il Baldacchino sta adunque eretto sopra il trono che tengono i Cardinali

basciatori quello del proprio sovra-

no.

Quel Baldacchino

di seta ce-

leste trinato d'oro.

camera di udienza, e nella loro Il primo di damasco rosso con frangie e trine d'oro. Di sotto v' ha il ritratto del regnante Pontefice dipinto in oglio con cornice dorata. Il secondo di panno rosso con trine e frangie di seta gialla. Il dossello, fondo, o coltre sotto
nella
sala.

In aggiunta agli accennati personaggi, in


nelle loro

Roma

alzano Baldacchino
nobili

camere alcuni

mar-

chesi, cio,

simo , punto perci chiamansi Marchesi di


Baldacchino:
glia

Theodoli, Cavalieri, MasCostaguti e Patrizi , che ap-

ma

nella seconda fami-

di questo Baldacchino porta lo stem-

ma
Il

gentilizio

del Cardinale ornato

ora pi non esiste, e la terza ha pure divenuta principesca. un conte detto di Baldacchino, che,

del cappello

Cardinalizio.

oltre

le

tante

prerogative de' suoi


privi-

Baldacchino viene alzato ancora nella camera di udienza e nella


sala dell' uditore generale della Ca-

antenati gode anche di quel


legio.

Questi

il

conte

Soderini

discendente
glia,

dalla

nobilissima fami-

mera, siccome primo tra i prelati de' fiocchetti. Esso di damasco paonazzo con trine d'oro, un poco pi piccolo di quello de' Cardinali,
e nella camera di udienza tiene di
sotto
tefice,

che

fiori

in Firenze, legata in

parentela co' Medici.

BALDERICO
fioriva nel
al

BAUDRY
settimo.

(s.),

secolo

Intorno

l'immagine del regnante Ponnella sala poi


il

scita,

luogo ed all'anno della sua nasono incerte le notizie. Alcuni


sostengono,
parentela
ch'ei

dossello

col

per
to
in

discendesse

di lui

stemma. Per siccome questo

da regia prosapia, e
col

fosse

congiun--

prelato abita nel palazzo


toiio,
cos

Monte

Ci-

che

si

considera

Pontificio

non

alza Baldacchino in
i

verun

Dagobcrto. Balderico, ardendo del pi vivo zelo insti tu un per la gloria di Dio
re
,

luogo,

ma

soli

dosselli.

monistero a Montfaucou pei maschi,

BAL
e nel 627,
le

BAL
Vedovata
proprio
vescovato
la

6
di

un

altro ne fond pel-

chiesa

Perugia del
all'arci-

femmine.

quest' ultime

diede

pastore,
di

trasferito
,

per direttrice sua sorella s. Bovia la quale a stento ne assunse l' incarico.

Monreale

fu questa

Egli

all'

incontro

fiss

sua

da Urbano conferita al Cardinale Monaldi Baldeschi, sebbene non potesse

stanza nel monistero di Moutlucon,

secondo alcuni, n' ebbe il governi;. Dopo parecchi anni di vita veramene,

na
la

alla

per allora attendere in persocura del suo gregge attesa


,

te esemplare, ei fu colto dalla

verso

il

673 j

nella citt di

morte Reims,

ottenuta legazione di Bologna due mesi prima. Nel 1637, a per-

petuo monumento
santissima e
partire,
f'
s.

di sua
la

devozio-

ove
rella

si
s.

era recato a visitare sua soBovia, e la nipote s. Doda.


la

ne e riconoscenza verso
innalzare,

Vergine

Francesco, prima di
innanzi alla

La

sua spoglia mortale ebbe

tom-

ba a Montfaucon. BALDESCHI Benedetto, MonalCardinale. Balcleschi Benedetdi, da Perugino patrizio, to nacque nel i588. Si consacr con impegno
agli

chiesa di esso santo nella piazza dei


francescani,

postavi

una colonna con sovrapuna statua rappresentante

studii nel seminario e nel cols.

P immacolata Concezione, nella base della quale volle che si apponesse una iscrizione latina. Stabilitosi a Perugia
,

legio di

Bernardo iu Perugia sua

visit la diocesi,

patria, e quindi fu condotto dallo zio

sinodo, attendendo con tutta

radun un premudoveri.

Francesco Baldeschi (che fu poi uditore di Puiota) in Avignone, dove

ra alla esecuzione dei

suoi
,

ferm per due anni, e poscia ritornato in patria ottenne la laurea. Passato a Roma , studi indefessi

per timore cinque anni dopo di non poterli esattamente adempiere, rinunzi il vescovato ad Orazio

Ma

samente
legge,

per sedici e pi. anni la e giunse a tanto da poter


l'uffi-

molto onorevolmente sostenere


cio di avvocato.
zio
si

suo fratello, che fin dal i63o, occupava la sede di Gubbio, e che nel i643, fu da Urbano Vili trasferito alla chiesa di Perugia. N err nel suo

Succedette poi allo

provvedimento
nel

il

Cardinale, dacch
nel

nelle ricchezze

come

nella ca-

1644 infermato gravemente,


cinquantasei

rica di giudice della

Ruota romana;

detto anno venne a morte, nella et


di

indi fu assegnato per uditore e datario al

anni

ed undici di

Cardinale Antonio Barberini

Cardinalato.

nella legazione che nel


in

1628, sostenne Lombardia, e nel i63o, in Urbis'

BALDESCHI
le.

Federico, Cardina-

no, e tanto
siffatto

acquist di merito in
,

Baldeschi Federico nacque a Perugia, nel 1625, dalla nobile famiglia Baldeschi, e

impiego

che

il

Barberini

a mezzo del Car-

per dimostrarsi a lui riconoscente, gli rinunzi la pingue abbazia di san


Bevignate, vicino a Perugia, mentre
il

dinale Pancirolo, segretario di stato d' Innocenzo X, pass a Roma. Es-

sendo
in

molto

dotto nella
di

legge ed

Pontefice

Urbano \

III credette,

per

oltre

fornito

non

ordina-

vie meglio premiarlo, sollevarlo al-

ria erudizione, di

fu preposto alla citt

l'onore

della

porpora Cardinalizia

creandolo diacono Cardinale dei

ss.

ito,

Modesto, nella settima proa'

mozione del i633,

28 settembre.

di Sabina ed in oggi citt di Fabriano. Fu dappoi mandato nunzio agli svizzeri, quindi da

Faenza, della provincia

e della in allora terra,

6-2

BAL
scienze

BAL
masca, che nella sua patria informavano la giovent alla piet ed alle
.

Clemente X, fu eletto segretario di Propaganda e poscia assessore del marzo del 1673. s. Offizio, il 22 A cagione poi del matrimonio che fece il Pontefice di una sua pronipote
col

Compito appena
si

il

deci-

mo
che

settimo anno di et,

ascrisse

a quella! congregazione.

Dopo

qualdi

principe Egidio
il

Colon,

tempo fu
,

fatto

professore
,

na

di Sciarra,

Baldeschi

colla

rendita di tremila scudi e col


di Federigo

nome

Colonna, creato venne

prete Cardinale del titolo di


cello
,

nella

Marquinta promozione dei


s.

che insegn per dodici anni in Milano. ove In appresso recossi a Roma fu insignito di varie dignit; e conrettorica
e poscia di filosofia
,

dottosi a Tivoli, vi

2 3 giugno del 1673. Ci fece Cle-

autore delle
le

mori nel 1765. opere seguenti: i.


forze viventi, stamdell'

della sacra

mente X, perch volendo onorare Porpora uno della illuColonna, n trovandonessuno in essa che fosse atto al

Lettere sopra

pate nella raccolta di Caloger, voi.

stre famiglia
si

IV.
reale

1 Relazione
veduta
in

aurora boil

Roma

di

Cardinalato,
fu
scelto
il

come uno
Baldeschi

degli affini,

che prese

il

dicembre 1737, venendo il 17, Roma 1738. 3. Dissertazione sopra


vasetti

nome

della famiglia.

Veune
,

in ap-

presso dichiarato prefetto della con-

trovati
4-

gregazione del concilio


str

ove dimoaltres nello

creta in gran numero una camera sepolcrale. Dissertazione sopra un antica

di

in

pi che

mai

suoi talenti e

piastra di bronzo.

doti singolari.

S'impegn

iinperatorum

5. Numismata romanorum praeslan-

accomodare le controversie, che vigevano fra il Cardinale Paluzzo Altieri

prima romana, plurimis rarissimis nummis


liora per Jo. Vaillunt, editio

gli

ambasciatori delle corone,


nella

auctor.

ed era

cosi stimato

curia di
leggi,

Roma
che
coli.
i

per
suoi

la

perizia

nelle

voti

tenevansi

per ora-

Concorse all'elezione d'Innocenzo XI, di Alessandro Vili e di Innocenzo XII compi i suoi gior,

Pietro de Ubaxdis, giunacque a Perugia nel secolo XIV, ed era discepolo al famoso Bartolo. Lesse con profitto in patria, a Padova ed a Pavia, ove arreconsulto
,

BALDO

riv preceduto dalla fama. Ivi giunto,


si

ni a
tasei

Roma,
,

nel

1691,

di

sessan-

dice

che meravigliando delstatura


:

anni di et e diciotto di Care


fu sepolto nella chiesa

la

sua

piccola

gli

astanti

dinalato
di

Propaganda.

sortito

Avea il Baldeschi un naturale molto fervido,


ra-

Minuit prcesentia fa mani , a cui egli senza punto Augebit ccesconcertarsi soggiunse
abbiano esclamato
:

ma

moderato per sempre dalla


il

tera virlus.

Teniamo

di

lui

alcuni

gione. Capacissimo, negli affari avea

Commentarli
tri trattati,

sulle decretali ,

ed al-

nobile

tratto,

amabili

le

maniere,

raccolti in foglio
e nel

a Ve-

a cui univa un contegno grave e maestoso.


natali

sempre

nezia nel

1593,
a
la vita

1600;
di

ma
u

non

salirono

molta
pel
il

rinomanza.
i4oo, e se-

BALDINI Giovanni Francesco,


1677, molto si rese commendabile per la sua profonda dottrina. Ebbe a precettori i chierici regolari di So^
sorti
e.

Rjli lasci

morso

in Brescia nel

rabbioso cane, verso

condo
lito in

la

sua disposizione, fu seppel(s.),

abito di francescano.

BALDOMERO

chiamato al-

BAL
tres

BAL
BALDREDO
Glascow verso
sto.
(s.)

63

Valdimero o Garmier, nacque


la

Fu

vescovo di

in Forez, e fino dai primi anni ab-

la

fine del secolo se-

bandon
ne.

patria recandosi a Liocitt


egli

Fond
santa

In

questa
e

faceva

il

zia, e
la

molti monisteri in Iseoverso l'anno 608, termin

chiavajuolo,
delle

col

tenue

prodotto
molti

sua

vita

nella

provin-

sue

fatiche

soccorreva

cia di

Laudon. Alle
divoto
in

reliquie di que,

poveri, agli estremi bisogni dei quali

sto

prelato

prestavasi

un tempo
chiese
di

diede spesse fiate persino gl'istrudel

culto
Scozia.

molte

suo mestiere. A questa carit aggiungeva tenero amore al-

menti

BALDUINO,

Cardinale.

Baldui-

la
ni,

preghiera

ed

alle

mortificazio-

ne

nonch una perfetta sommessioai voleri di Dio. L'abbate di s.

no nacque da nobile pisano, dopo la met del secolo decimo primo, secondo il Baronio il Pagi
,

Giusto, che poscia fu innalzato alla


dignit episcopale, avendo veduto la
divozione, con cui pregava
il

nostro

ed altri. Checche ne go ove ebbe i natali fu il primo che tra


venisse

sia
,

del

luo-

certamente
cisterciensi

Baldomero,
co.

lo invit
esit
1

ad

unirsi seistante

decorato
II
,

della porpora,

da
nel

Non

egli

un
e

ad

Innocenzo
concilio di

locch

avvenne
nelle

accettarne
al

invito,

lieto

rinunzi

Clermont
fa

Gallie
1
1

mondo

per consecrarsi alla medelle cose celesti,

nel
S.

i3o, o secondo

altri,

nel

33.

ditazione
pratica

ed

alla

Bernardo

onorevol menzione di
lettera,

della penitenza.

In

seguito

lui in

una sua

chiamandolo

fu promosso
conato,

all'ordine
la

del suddiadel secolo

unico suo conforto, come quello che

e verso

met

settimo, termin la sua santa carriera

ebbe anche a discepolo e segretario. Non fu il Balduino abbate del monistero di


ti,
s.

nel giorno
di lui fu

ba
ti

27 febbraio. La tomben presto visitata da un

Pastore nella diocesi di Rie-

come pensa il Baronio; accompagn


il

frequente concorso di gente, e molmiracoli operati per sua intercessione,

indivisibilmente

Papa

nel suo viag-

gio in Francia, e, ritornato in Italia,

diedero

a divedere
le

il

grado
sue re-

fu

dal

medesimo

eletto arcivescovo
il

eccelso di santit cui era pervenuto.

di Pisa nel
tei; di

11 38, secondo

Mal-

Ma

nel secolo sedicesimo

pi primate della Corsica e


,

liquie furono disperse dagli

ugonotti.

BALDOVINO,
Martino
di

BALDUINO
nel Brabante,

Cam peri
secolo

fioriva nel

XVI, ed
al

era veconcilio

ove and come legato Al suo tempo Corrado II imperatore, ad istanza di s. Bernardo, f' dono alla chiesa di Pisa di

Sardegna

Pontificio.

scovo d'Ipri.

Intervenne

molte terre e
cenzo
II,

castelli.
il

In seguito Inno-

Tridentino

nel

i562,

ove pot edi

mergere
lines nel

come

straordinariamente

dotto. Presiedette a quello

Ma-

1570, e nel 1577 tenne un sinodo ad Ipri. Di lui abbiamo il

Balduino con Rainaldo Colimetano abbate, a Montecassino per istornar quei monaci dall'obbedienza all'antipapa, e ridurli alla
spedi

soggezione verso

il

legittimo Pastore.

Manuale Paslorum,
ra
tario
sul
di

notissima

ope-

e degnissima: poi

un Commensentenze
il
.

maestro delle
peste

Mori
tobre

s.

Omer

ot-

i583.

onorato il maniera , si mantenne nulladimeno sempre, quale fu nei primi anni del chiostro, non deviando minimamente dal tesi

Quantunque
Balduino

vedesse

per

siffatta

64
nore
di

B
vita
il

L
avca
intrapreso.
tori
/
.

BAL
ecclesiastici di assai

cui

antica data.

Secondo
ottobre

Malici, termin Ja
r
i

tale carriera nel


,

\ j,

mornel mese di
indichi

bench

vi

sia chi

l'epoca della sua morte nel


S'ignora per se
sia

n/6.
in Sar-

morto

degna
la

parte,

ovvero per viaggio a queldopo sedici anni di Car-

Beda in Canlicor. cap. 1. Per non mancano autori, che vogliono essersi introdotto l'uso del Balsamo pel s. crisma, soltanto dopo il secolo sesto; ed infatti prima di quell' epoca non se ne trova memoria
negli scrittori di cose sacre.

dinalato.
di

Mor con
che alcuni
fra' sanli,

lale

estimazione

piet,

lo

hanno anil

noverato

e nel martirolo-

gio cisterciense lcggesi


col titolo di beato.

suo

nome
da
alla

BA.LECA.

Baleca, denominata
citt

Plinio Balera 3

vescovile in

una provincia d'Asia soggetta


mezzo ad
simo
sii,

metropoli di Efeso. Ella posta nel


altre terre,

Gii armeni, secondo che scrive s. Gregorio VII (lib. Vili, ep. 1. ad archiepisc. Sjnnaden.) componevano il crisma col burro piuttosto che col Balsamo. Tal errore, sebbene sgridato ripetutamente da' Romani Pontefici, avca prese salde radici, e persever per qualche tempo. Se la mescolanza del Balsamo
coli' olio

ed

assai
il

lon-

sia necessaria alla


si

validit
il

tana dal mare, come nota


Plinio.

medemi-

del sacramento, in cui

adopera

Fu

occupata dai
la

crisma

oppure se
i

sia

soltanto

di

allorch,

abbandonata

Fran-

precetto ecclesiastico,

cia,

entrarono in Asia. Oriens Christ.


I.

questione

teologi. Il

mossero gran Catalano (Coni,


Ili

tomo

in Pontific.

Rom. T.

14),

BALIA NA.
vescovo,

Citt vescovile

della

con
tori,

lui

la

maggior parte

degli

au-

Mauritania. Pancrazio,

che

ne

fu
di

intervenne

al

concilio

Cabarsussa.

BALISTA. Citt vescovile di Servia.

BALLA

Filiberto. Filiberto Balla

nacque a Bagnasco nel Piemonte l'anno 1703. Cresciuto negli anni, e sentendosi chiamato allo stato ecclesiastico si arruol alla compagnia di Ges. Scrisse alcune lettere teologiche, e queste in difesa della dot-

sostengono che non si deve riguardare se non di necessit di precetto. Tale giudizio viene convalidato da quanto sul proposito scrisse Innocenzo III (De Sacram. non iterami, cap. pasloris 1.) Interrogato egli se ripeter si dovea la confermazione ad uno, cui era stata ammininistrata colf unzione di olio semplice benedetto,

rispose

In

talibus

non

est

aliquid

ilerandum,

sed
fide-

trina che professava Y instituto a cui


si

caule supplendum
rat omissum.
cit.)

auod

incaute

era dedicato.

Mor nell'anno 1760.


Sostanza oleosa, restilla

Il

lodato Catalano (he.

BALSAMO.
sinosa,

fa

riflettere
il

che sulla necessit


coll'olio

odorosa, che

dalle inci-

di mescolare
s.

Balsamo
vino

pel

sioni di certe piante, e


sa

che dalla Chieper consc-

crisma,

lo stesso

deve
per

dirsi

che

viene infusa
il

nell' olio

dell'

acqua

col

la

conse-

crare

Che tal costumanza da gran tempo sia stacrisma (Pedi).


dalla
ta
lo

crazione del Sangue di G. C. Questa

dove mancasse non


,

renderebbe

praticata

Chiesa
i

latina
sacri co-

invalida la consecrazione

ma

gibbo-

provano apertamente
sacramentarli,
manoscritti,
i

ne

illecita
,

pel grave precetto


si

della

dici

primi

libri

pon-

tificali

nonch

gli scrit-

peccherebbe omettendola. V. ACQUA NEL VISO.


Chiesa
e

BAL
Balsamo s' infonde nell' olio dal vescovo, quando egli nel gioved santo consacra il crisma. Secondo il
Il

BAL
una
le

G5
ecclesia-

raccolta di

ordinanze

Pontificale

Romano
da

si

fa

col
il

rito

del seguente tenore.

Portato

va-

so col

Balsamo
dell'

e riposto sulla

un suddiacono mensa preparata col


,

mezzo
tando

arcidiacono
lo

il

vescovo,
leggonsi

levatasi la mitra,
le

benedice recidipoi bene-

tre

orazioni, che
:

compose altre opere, nelmostra nemico della chiesa romana. Furono pubblicate eziandio due lettere di questo autore, una delle quali versa sul digiuno, e l'altra sulla maniera, onde si devono accogliere i novizii ne' monisteri. La maggior parte degli scrittori sono di avviso che Balsamone
stiche; e

quali

si

nel prefato Pontificale

abbia compito
santi

suoi giorni nel

204.

dice l'olio;

quindi, estrattane

una

BALSEMIOoBOSSENZIO. Due

porzione

dall' ampolla, lo mescola col Balsamo, e di poi versa tutto nella am:

mo

polla dell' olio; dicendo haec conimxtio liquorum fiat omnibus ex ea

portano questo nome. Il pripatrono di Rameru nella Sciampagna, e di lui sappiamo sol
il

tanto, che sub

martirio nel 47>


la
festa
si

peruncls propitialio et custodia sa'


lularis in saccula saeculorum.

del

quale

si

celebra

nel

Amen.

giorno

16 agosto. L'altro

dedic
virt

Questo
lo

rito

stesso

nella

per altro non fu sempre Chiesa latina. La


in

alla vita eremitica,

e fioriva nel sedelle

colo VII.

Ammiratore
s.

chiesa

di

Soissons

Francia

al

e della penitenza di

Basolo,

ab-

tempo
tor,

di Nivellone II di lei vesco-

bandon Limoges sua


eroe
,

patria, affine

vo, soleva cantare l'inno

Veni Creala

di ricopiare in s le geste di questo

prima che

si

facesse
il

infusio-

che

lascio! lo

ne.
s.

Al contrario

sacramentario di

pria cella.

Dopo

parecchi

erede della proanni im-

d santo,

Gregorio, dove tratta del giovedice che il vescovo deve


il

infondere

Balsamo

prima

della

piegati nella santificazione della sua anima, Balsemio mor nel bacio del Signore addi i5 agosto, non si sa
di qual anno.

messa, stando tutti nel segretario, e


nulla proferendo in quell'atto.
Il

BALTIMORA.

Citt con residen-

Balsamo

si

mescola

coli' olio

per indicare l' odore soavissimo della grazia di G. C, oppur anche l'o-

za arcivescovile nelle provincie unite dell'America settentrionale ( Bal-

deve spirare quegli il quale degnamente ha ricevuti i sacramenti. V. Innocenzo III lib. I. de sacra unctione. Dei benedetti , e Rosa ( V. Agnus
dore delle

opere buone,

che

Questa citt contea d'America, la pi considerabile del Maryland, situata su d' una piccola
titnoren.).
riviera
di

che , Patapsco

si

precipita

in

quella

alla distanza

di circa

d'oro benedetta), usandosi del Bal-

con

venticinque miglia dalla sua unione la baja di Chesapeak. fab-

samo

nella loro benedizione.

bricata

Teodoro, celebre canonista del secolo XII. Era diacono, archivista della chiesa di Costantinopoli,

BALSAMONE

all' interno del bacino , che viene riguardato come uuo de' mi-

gliori

porti dell'
la

America.
casa
di

Contiene
correzione

questa citt

e poscia

patriarca

di

Antiochia pei greci. Illustr con note


il

Nomocanon
voi.
IV.

di Fozio,

che nel
fece

dello stato, un palazzo di giustizia un museo, un teatro, una dogana, un ospedale con gabinetto anatomico,

1672

fu stampato in Oxford;

una

biblioteca di circa diecimila

r6

13

AL
,

BAL
la

volumi, una scuola di medicina


universit di Maryland,
,

se dichiarati

inabili agl'impieghi, fu-

un collegio, una borsa bellissima e tre mercati. Vi sono diverse chiese, delle
episcopali, cinque metodiste, tre batti-

si

rono cacciati i preti loro, forzandoad avere de' ministri protestanti.


Tali contraddizioni
fetto

quali cinque cattoliche, cinque

dalla

persecuzione
fede
lo
si

non ebbero l'efbramato


conserv in Bal-

giacch la

due presbiteriane, due di riformati olandesi, due separatiste, due quacbere, una luterana, una indipendente, una detta dunker , una unitaria, una svedenborgiana. Nella America settentrionale penetr la
ste,

timora per
narii,

zelo di alcuni missio-

si

ristabil

appieno

al

mo-

mento
ta
sul

della

rivoluzione

delle Pro-

vincie unite

dell'America,
del
secolo

accadu-

declinare

XVIII

cio

religione

cattolica

co'

primi

coloni,

che
sotto

vi
il

arrivarono

dall' Inghilterra
I
,

poco prima di quella francese. Bi mossi furono dal nuovo governo repubblicano g' impedimenti posti
ai cattolici

regno

di

Carlo

che

vis-

per l'esercizio della loro


di essi,

se sul trono dal

1623

al

1649, ^

quale

die' la

provincia di
,

Maryland
ritirarvisi

lord

Baltimore
allora

per

co' cattolici,

perseguitati

nel

fond la colonia di Baltimora, che poscia divenne una fiorente citt. Altri abitanti

loro paese, onde vi

vennero le leggi peed i preti poterono applicarsi senza timore alla pratica delle funzioni. Ma il gran numero degli emigrati della Franreligione, abolite
nali contro
cia,

per fuggire

la

tirannia della lo-

ro nuova repubblica, accrebbero assai

dell'
si

Inghilterra

dell'

Irlanda,
ca-

pi in Baltimora
americani.

il

numero

dei

vi

rifuggirono

per

la stessa
il

fedeli

gione, e vi portarono

loro attac-

camento alla fede. Gli accompagn nel i63i il gesuita p. Andrea Uvifhe,
te
il

Nello stesso tempo le tredici nuove provincie unite dell' America settentrionale, per appagare i voti dei
cattolici,

quale fu poi successivamenaltri

specialmente

della

provinal

rimpiazzato da

missionari,

cia di Massacuset,

domandarono
vi caino

quasi tutti levati dalla


gnia.

sua compache

Papa Pio VI un

apostolico,

Ma

cattolici,

avevano

sperato di essere al coperto di ogni

con autorit, e plenipotenza assoluta nelle cose spirituali, n indugi


Pontefice, nel concistoro dei 6 novembre 1789, ad erigere una nuova cattedra vescovile in Baltiil

persecuzione in queste lontane contrade,


si

videro pure soggetti a mol-

te vessazioni. Baltimora fu spogliata

da Oliviero Cronnvel, che


ver fatto decapitare
p,
col
titolo

dopo
1
,

a-

Carlo

usur-

di

protettore, la so-

vranit dell'Inghilterra, e priv Bal-

timora delle concessioni fattele dall'infelice monarca. Assunto per al


trono nel 1660,
lo
II,
il

di

lui figlio

Car-

la ristabil

ne' primi diritti,

comunque per
sero nel regno

altro contesi le fosdi


1

mora, dove si contavano circa cinque mila abitanti, che seguivano la religione romana. E per primo vescovo Pio VI vi nomin l'ex gesuita Giovanni Carroil, nato in Baltimora agli 8 gennaio 1736, capo de' missionarii di quel paese. Diede a lui facolt di recarsi all'Avana., o a Quebech, per farsi consacrare, ed
afhdogii
nel

incominci
tanto allora

nel
i

684-

Giacomo II, che Furono perdi quel

tempo

stesso

la

direi

zione degli affari cattolici in tutti


vasti paesi soggetti ai tredici stati

cattolici

pae-

u-

BAL
iti

fi

AL

67

d'America, rivestendolo ancora

ro

fondatrice.

legato apostolico. Dopo aver ricevuto le sue bolle, porti il nuovo vescovo per l'Inghilterra, dove fu consacrato a Londra ai 16
dell'uffizio di

piantato
cattolico
,

Questo stabilimento diretto da un zelante


il

diveniva

contrapposto
sofferte

vivissimo

delle persecuzioni

dai religiosi

nella Francia per ope-

agosto

1790, colla

pi

solenne

ra dell'assemblea del

1790.
stata

pomposa cerimonia, da monsignor Walsmesley vescovo di Rama, e decano de' vicari apostolici d'Inghilterra.
Nel suo ritorno
il

Una
to di
altro

colonna

di

marmo

eretta in Baltimora

a Baltimora
1 1

fu

come monumenonore a Vashinglon; ed un monumento fu pure innalzato


i3 e

prelato seguito nel

ti ecclesiastici,

per

la

79 da molmaggior parte

che pei torbidi della loro portarono il loro zelo in un paese sprovveduto di operai evanfrancesi
?

che perirono nelle giori4 settembre 1 8 1 4 P er difendere quella citt contro gl'inai cittadini,

nate

patria

glesi.

Il
,

concilio nazionale di Balti-

gelici.

La nuova

diocesi

non concir-

tava
ca,
suiti

che quarantacinque preti


la
,

presieduto dall' arcivescovo mora Giacomo Wiethfield, l'anno 1829, lo fece palese a tutto il mondo
straordinario e rapido progresso della

maggior parte antichi


sparsi

gedi

per

un
di

territorio

fede cattolica in America.


il

Fu

es-

mille cinquecento leghe di lunghez-

so

primo

concilio tenuto in

quedie-

za

e novecento

larghezza.

Le

sta parte del


ci

nuovo mondo. Di
Te
sei,

prime cure del nuovo prelato furono impiegate ad istabilire un seminario pel quale fu acquistata una
,

vescovi

degli Stati Uniti

ne
il

intervennero

ed
si

uno mand

procuratore. Vi

trattarono tre ar-

casa,

in
,

cui

si

ricevettero

alcuni

alunni

ed
a

collegio

a formare ancora un Georges -Joun presso a


Nell'anno
stesso 1 79 r primo sinodo, che du-

gomenti, la fede, la disciplina, i Sacramenti; e si prescrissero alcune regole intorno alla condotta degli
ecclesiastici.

Baltimora.
egli

Indi

si

scrisse

una

cir-

tenne

il

colare

ai

cattolici

animandoli

alla

r quattro

giorni,

a cui
,

interven-

nero
sinodo

diciotto

preti

senza

contar
In quel

fondazione di nuovi seminari, e rendendoli cauti intorno alla lettura di


libri
Il

quelli arrivati dalla Francia.


si

perniciosi.

stabilirono diversi articoli

di disciplina sugli oggetti di

maggior

vinciale di Baltimora,

secondo concilio, o sinodo profu tenuto in

importanza,

come

si

Jaulfret Shemoires,

pu vedere in tomo II pag.

delta Citt, dai 9.0 ai

27 ottobre del

349, e seguenti. Monsignor Corroil, nel ritornare al suo vescovato coi due preti inglesi Planket e Nikel condusse se,

i833, e vi assisterono oltre l'arcivescovo di Baltimora Wiethfield, nove vescovi degli Stati Uniti di America.
fu ceIl terzo sinodo provinciale, lebrato in Baltimora dai 16 ai 22 api ile del 1837, e v'intervennero,

co un nuovo stabilimento
dre,
di

di quat-

tro religiose carmelitane delle Fian-

domandate per

la

fondazione

arcivescovo di Baltimora Samuele Eccleston, nove vescovi dei


oltre
1'

un convento
le

del loro Ordine in

MaryJaiid, dove gi alcune fervorose


neofite

medesimi Stati Uniti. B A LTO G anfrancesco, nato a Metz


nel
1

aspettavano

per mettersi

667

divenne gesuita
quindi

poi letesercit

so Lio la

regola di santa Teresa lo-

tore dei medesimi;,

G8
molti
i'u

BAL
gravissimi
uffizi,

BAL
e da ultimo
4;

la esatta
s.

revisione delle ope-

bibliotecario di Reims, ove

mo-

re di

Cipriano.

li

nel

mo

di lui

1743. Le opere, che abbiasono Risposta alla Sto:

ria degli oracoli del signor di Fontenelle,


8.
j

Strasburgo 1707, 1709 in Continuazione alla sua Rispo-

Giovanni, Cardinale. S'iluogo preciso ove nacque, poich alcuni sono d' avviso, che abbia veduto la luce nel ducato d'Angi,

BALVE
il

gnora

altri in

sta;

Difesa

dei

santi

Padri acerudi:

chi lo crede nato

cusati di platonismo,
tissima
,

opera
in 4.

chi

Verdun, ed altri in Poitiers ; da un ciabattino, da un racconci atore di panni, e chi

Parigi

17 11

Reli-

gione

cristiana

provata dal com-

da un mugnaio. L'epoca per del suo nascimento viene da molti segnata all'anno 1421. Mancante di nascita cospicua, di scienza e piet, trov nul-

pimento delle profezie, Parigi 1728 in 4-"; Difesa delle profezie della
religione

cristiana,

tre voi. in

12.

lostante in quello spirito di cabala,

dei santi Padri sulla morale della filosofia pa-

1737,

col

Giudizio

ond' era
la

fornito ,

con che appagare

gana, Strasburgo,
e gli Attidi
s.

17 19 in

foglio,

sua ambizione. Guadagnatosi pertanto il favore di Giangiovenale


Orsini, patriarca di Antiochia, a mez-

Barlaam

tradotti dal

greco in francese, con osservazioni. BALUZIO Stefano, nato a Tulle nel

zo della pi raffinata scaltrezza, ot-

mo

era letterato accettissiall'arcivescovo di Tolosa, biblio,

i63o,

tenne di essere, secondo alcuni, fatto suo vicario, canonico della cattedrale,

tecario al signor Calbert

quindi nel

1670 nominato
lui
s'
1

lettore di

canonico

ed esecutore testamentario, e giunse, secondo il Maan, a profittare del pingue patrimonio, cui aveva disposto
quel signore a favore dei poveri e delle

diritto nel collegio


institu

reale,

ove

per

quella cattedra, e
ottantott' anni.
la

nel

718

di

mor Pub-

cause pie. Pass dappoi

al servigio

blic nel

1708

Storia genealogi-

Giovanni Bellavalle vescovo d'Angers, dal quale, secondo il Fleury, fu


di

ca della famiglia d' Overnia j De concordia sacerdotii et imperiij la


edizione bellissima dei Capitolari dei re di Francia, colla collezione di Ansegisio e di Benedetto diacono
nel 1677; le Lettere d 'Innocenzo III nel 1682; la Marca Hi'spanica nel

fatto canonico e vicario generale nel

i46i.
sare a

Ma

dovendo
,

il

Bellavalle pas-

perch incaricato da Carlo VII dell'ambasceria a Pio II, non pot il Balve occultare il suo carattere

Roma

maniera,

che

l'

oculatissimo

Cardinal di Pavia non se ne


desse.

avve-

1688;

le

Vite dei

Papi d'Avignoil

Ritornato

il

Balve in Francia
re

ne, che sono proibite;

Salvia/io

per
in

conferire
il

col

Luigi

XI

si

de Ferrierej Agobardo Camolonj Leidradoj un Trattato di Floro diacono.; quattordici Omelie di s. Cesario di
4rles_:
i

Vincenzo Lirincsej Lupo

guadagn

favore di questo principe

modo che gli diede la carica di intendente delle finanze e di segretario,

e poscia lo

elesse

a suo con-

concilii della

Gallia

Nar-

fessore, limosiniere e tesoriere, dac-

ionesej

Reginon j

la

correzione di

ch compiacevasi a promuovere persone di oscura nascita; e nel


sotto Paolo
II,

Graziano-,
scellanee j

Mario Mercatore j Mi-

i465
vesco-

Supplemento ai concilii del p. Labb i683 in fogl.; da ultimo


la llistoria

lo

nomin

al

tutclcnsis

in

vato di Evreux dal quale, nel 1467, fu trasferito a quello di Angers,

BAL
e non,

BAL
,

69

come
di
lui

il

Riuy osservava
il

quello

ma

di

Angi, errore avea adottato


al

che pri-

Galimimpu-

monarca, a segno tale di incrudelire barbaramente contro quelli, che credeva non condi cui

godeva presso

al

berti.

Per giugnere

Cardinalato,

formi al suo
i

modo
dice

di pensare, fra
il

a cui di continuo

aspirava,

quali,

come

Maan,

fece

gn ch
usc

la

di
,

prammatica sanzione, e bensubito non ne ottenesse lo


ebbelo
in

effetto

seguito

poich

condannare alla morte ingiustamente Giovanni conte di Melun, cui accus al re di peculato, bench da lui
dovesse riconoscere
il

un ordine
dovea
dello
il

del re in vigore del

suo esaltamento

quale
re
la

sanzione

parlamento abolistessa; dappoi ad


principe
,

ed

il

principio delle sue fortune. Rifei

istanza

stesso

fu

promosso al Cardinalato col titolo di s. Susanna, da Paolo II, nella prima promozione, che fece a Roma li 18 settembre del i4^7 con gravissima ripugnanza del Pontefice, attesa la sua condotta morale poco conforme al suo stato; ma il Fu-

Sammartani nella Gallio, mentre una notte per Parigi cavalcava una mula in abito
riscono
cristiana, che
Cardinalizio, sia stato assalito

da

al-

cuni armati di bastoni e di

coltelli

per cui ne riport una grave ferita. Ma ci, che lo fece tracollare,

mea ambasciatore
to a
tale

di

Francia spedi-

furono alcune lettere intercette, cui avea egli scritte nel 1468, al duca di Berry Carlo fratello del re Cristianissimo,

Roma

dalla corte di Parigi a

esortandolo a dispetto
fratello

del

uopo, procur di persuadere al Pontefice, che quanto diceasi del Bai ve era invenzione della invidia pi nera, locch procur di provafalsit
,

monarca

a continuare l'introdotta corrispondenza col duca di Borgogna, per timore che venendo alla corte del fratello non si diminuisse la sua autorit,
priva,
eh' era
il

re con una avea udito


fice

asserendo

egli stesso

che

il

non dava udienza ad


assai difficilmente,
felice
il

che Pontealcuno
,

o almeno

quando
dimoil Pa-

una

esperienza aveagli
;

dacch scopoco sensibile all' amicizia, e che si sarebbe mantenuto nella grazia di lui, finch ne avesse abbisognato, nel che non anre

strato

contrario

perloch

dava

gran
il

fatto

lungi
di

dal

vero.

pa rimase ingannato da una eloquenza tanto seducente. Diffatti il Balve appena fu Cardinale spieg
quel
re,

Persuase
guerra,
ti

duca

Borgogna a non
muovergli

pacificarsi col re, anzi a

superbo

borioso
assai

caratte-

ammonendolo che altrimenverrebbe intimata a lui. Per metrama


si

onde, appassionato

per

la

glio riuscire in questa

col-

guerra,
si

non avea

difficolt di recar-

colle militari

divise alla rassegna

con Guglielmo di Harancourl vescovo di Verdun, uomo di simile


leg
carattere.

delle truppe, locch diede

motivo a
di

Chabannes, conte
di

di

Dammertino,

domandare

al re permissione

ordinar sacerdoti, del che meravigliando il re, soggiunse il conte come non converr a me ordinar
:

A tale uopo spedirono un messo al duca di Berry e di Borgogna con lettere in cifra per persuaderlo a non comporre mai la
pace
,

che

veniagli

progettata

dal

re fratello.

ecclesiastici, se

conviene
1'

al

vescovo

v di Evreux rassegnare

esercito ?

Egli abus del grado della autorit,

Se non che port l' accidente che il messo fosse arrestato a Dlaia nel territorio di Duma, e scoperti i fogli ed esaminato il mes-

70
so, confess
il

BAL
fatto;

BAM
perlocli
il il

re

che

il

Balve da Innocenzo
dalla

VIII fu

chiamati
sima,

il

Cardinale ed

vescovo
neris-

trasferito

sede

di

Albano a
legazione

e rinfacciata la loro perfdia


li

quella
della

di

Palestrina colla

primo a Moabaron, poi ad Onzain, da ultimo a Loches nella Turenna; il vefece incarcerare
il

Marca,

poich

dall' epitaffio

posto alla sua

tomba

risulta,

ch'egli

scovo poi a Ratton-chatel


la

indi al-

mori vescovo albanese. Dopo la morte di Luigi XI al Balve riusc


di far ritorno in Francia col carattere di legato,

dove fu ritenuto per quattordici, ovvero per quindici anni; il Cardinale poi fu chiuso in una
Bastiglia

e Pietro

de Marca
il

aggiunge
che non
dotta

che fu col mandato,


si

gabbia
detto

di

ferro

per

undici

anni
il

sa

della quale credesi inventore

sud-

che avesse
,

comprendere, meno cambiato la sua conritornare


in
fiore
la

vescovo

di

Verdun

pi

per

probabilmente lo stesso Balve, bench alcuni non ne sieno al tutto persuasi. Poich ii Papiense scrittore contemporaneo asserisce che la
,

disciplina ecclesiastica, che avea de-

perito di molto in quel regno.

Eb-

be dappoi
di

la protettoria de' cavalieri

Rodi,

la

custodia di Zizimo fra-

dignit Cardinalizia fu causa al Bal-

tello

di Baiazette

imperatore de' tur-

ve,

ch'egli

fosse

rinchiuso

in

un

chi colla rendita di dodicimila scudi,

carcere molto ristretto

ed incomoa lungo

do. Al parere del Papiense soscrive

anche

il

Fleury, parlando
scrittori

di simile faccenda.

Da
si
il

questi

sembra che
dedurre
,

possa

sicuramente

che
nella

Balve non fu rinchiuso gabbia di ferro, ma al pi


il

da Sisto IV. Finalmente mor in Bipatransone nel i49 x dopo ventitr, ovvero ventisei anni di Cardinalato. L'Alby per errore scrive che sia morto in Ancona nel i4995 ea il Suaresio per errore di stampa nel i49 J Trasfeassegnatigli

settuagenario

vi

fu

rito poi

a
s.

Roma

fu

sepolto

nella

vescovo
il

di

Verdun. Fece per-

tanto

re cristianissimo trattare a

Roma

causa del Balve, e la Santa Sede spedi in Francia alcuni soggetti di gran conto per decidere l' affare. E assai poco appoggiata l' asla

serzione del Ciacconio, che dice co-

con un onorevole epitaffio del Cardinale Antoniolto Pallavicini. Conviene leggere con molta cautela il Cardinale Papiense che descrive i fatti del Balve, perch la poco soddisfacente dipintura, che fa di esso pu essere
chiesa di

Prassede

me

il

Balve

sia

stato

liberato

dal

carcere ad istanza del Pontefice Sisto IV, mentre dall' orazione recitata
nei funerali di Giulio II

derivata o dallavversione concepita a causa della sua ambizione, o per


la

naturale

antipatia che avea verlui.

da

Tommaso
,

so la persona di

Fedro Inghirami
alla

si

raccoglie

che
ca.

BAMACURES.
della provincia di

Citt

vescovile
in Afri-

mediazione

di Giulio II

nella le-

Numidia

gazione che sostenne

in Francia in

ricordata da Plinio, e da lui

qualit di Cardinale, devesi la libert

appellasi

Vamacurre. AI

concilio di
s.

ottenuta dal Balve,


cransi impegnali
ni,
i

al

quale oggetto

Cartagine convocato da
fu presente

Cipriano

Pontefici
i

romadi

e presso che tutti

regnanti

Europa, ma sempre inutilmente. Del pari s' ingann l' Ughellio dicendo,

anche un vescovo di Vamacurre, per nome Felice. Il signor Dupin pretende che si legga
in vece

Ramacurre.

BAM
BAMBERGA.
za di
Citt con residen-

BAM
garsi dalla cattedrale di

7i

Bamberga.

un arcivescovo nella Baviera, Bamberga 3 Panibcrga Paperga , Bandenberga (Bambcrgen.). Questa citt fondata verso l'anno 8o4, s * crede che ricevesse un tal nome da Bab figlia di Ottone II, la quale
,

ne

accrebbe

l'

estensione.
al

posta
del

Papa Benedetto Vili, ai 14 feb1014, coronando Enrico II imperatore colla sua sposa s. Cunegonda, gli regal uno scettro imperiale, consistente in un pomo d'oro, o globo cinto di gioie, con una crocome rice nella parte superiore
braio
,

nella

Franconia

confluente

porta Glabro Rodolfo,


poi nel
ce in

lib.

I,

scri-

Regnitz sul Meno, ed regolarmente costruita, e piena di begli edifizii,


fra
i

ptorurn hisloriarum Francorum. Di

1019 ritornando

il

Pontefisoc-

quali primeggiano la casa cor,

Germania, per domandar


al

rezionale
vescovile.

l'

ospitale
la

ed

il

palazzo

corso
tro

medesimo Enrico

con-

Per

sua

abbondanza

ed amenit fu chiamata l' Italia della Germania. Si vuole che l' imperatore

i greci che a poco a poco si appropriavano ogni cosa sino ai confini romani, fu ricevuto dall'impe-

Carlo

Magno

conducesse in

ratore nella citt di Bamberga.


nella cattedrale celebr

Ivi

questi contorni diverse famiglie slave.

con
e

lui la

Al tempo dell'imperatore Luigi IV,


ultimo della stirpe di Carlo Magno,
era Bamberga una contea ma siccome il signore di lei Alberto o
;

solennit
la

della
s.

Pasqua

consacr

Stefano edificata dalstesso, con un convenl' imperatore to di canonici, oltre ad un monistechiesa di

Adelberto alimentava la guerra cinella Franconia, Hatton arcivescovo di Magonza pervenne a sorprenderlo mediante uno stratagemma, e lo consegn all'imperatore, il quale lo pun dell' ultimo supplizio,
vile

ro di monaci di san Benedetto.

l'anno

<}o5.

La morte
alla

di

questo

Nel prestare soccorso all' Italia, Enrico II fu accompagnato dal Papa, e dopo aver disfatti i greci si trovarono ambidue nel monistero di Monte Cassino, a cui 1' Augusto fece grandi doni. Benedetto Vili inoltre

conte diede causa


de' suoi beni,

confiscazione

ed in ispecie della contea di Bamberga, che divenne feudo dell' impero, conceduto poscia dall' imperatore Ottone HI al figlio di sua sorella Enrico, duca di Baviera
e suo successore nell'impero.
di continenza
11

conferm l' erezione del vescovato di Bamberga, che dichiar sottopoal metropolitano di Magonza, accordando varie esenzioni al suo primo vescovo Eberardo. Papa Clemente II fu il secondo vescovo di Bamberga col nome di Ruggero, o Svedero, o Sindagero di Mayendorf. Eia sassone, e signore di Morsleve

sto

voto

mantenuto dal detto Enrico e da Cunegonda sposa di lui imped che avessero figli; laonde Enrico fece nel 1007 erigere la contea
di

e di

Omburg, canonico
cappellano
dell'

di Alberslad, di
III

poi

arcivescovo

Bamberga

in vescovato

il

Brema,
il

indi cancelliere di

Enrico
di

quale fruttava cent'ottanta mille lire, e rese la citt di Bamberga feudataria alla Chiesa
di

Negro.

durante
il

il

Pontificato
veil

ritenne Clemente II

titolo

romana

col

peso
caval-

scovo di Bamberga,

come

attesta

un

tributo annuale di

un

Papebrochio.
Nello stesso

magnificamente bardato e di cento marche d'argento da pa-

lo bianco

anno

della sua eleziola

ne Clemente

li

separ

chiesa di

,,

7i

BAM
dall'arcivescovato di

BAM
Mail

Bamberga
gonza
,

di

Bamberga

fu anche

s.

Ottone
le

a-

sottomettendola
alla

immediataaccord
e la facolt

postolo della Pomeriana nei


vestiture ecclesiastiche.
11

momenti
in-

mente

Santa Sede;
lei

dei gravi sconvolgimenti per

pallio ai di

vescovi,

di giudicare, nel territorio della loro diocesi,

vescovo di

Ottowe. Bamberga aveva la


s.

V.

tutte le cause e processi, co-

me
poi

fossero arcivescovi.
in

Passando
canonizz

di
la

Germania,
s.

vi

vergine
gli

Viborada, martirizzata daungari nel 920, e ritornato a


nel 1047,

preminenza su tutti gli altri vescovi di Alemagna, ma continue dispute insorgevano fra lui e il gran maestro delintorno al diritto l' Ordine teutonico
di precedenza.

lioma mor
die
il

comandando
alla

dipendevano
l'

Tutti suoi domimi immediatamente dali

suo corpo fosse trasferito

impero, tranne

quindici baliaggi,
in

sua amata cattedrale diBamberga,ove


fu collocato in

eh' egli

possedeva

Carintia

un
si

sepolcro,

l'imma-

quali erano governati

da un Vice-

gine del quale


il

vede incisa presso

Papebrochio. Gli successe


//

Damaso
s.

II,

Bavaro, che

visse soli tredici

giorni e fu eletto in sua vece

Leone

IX

Dapsburgo, parente di Enrico III, che impieg tutto il suo Pontificato in continui viaggi pel bene di s. Chiesa. Nello stesso anno, in cui fu eletto , part egli pine per la Gerdi

dominus, e ha essi trovavasi quello di Villach, dove il vescovo di Bamberga dovea fissare la propria residenza , ogni qual volta fosse stato eletto un imperatore, che non possedesse alcun dominio nelle terre nel qual caso 1' impedell' impero
,

ratore

avea
del

il

diritto di abitare

il

palazzo

vescovo

di

Bamberga.

mania, dopo aver celebrato in Colonia con Enrico III, la festa de' principi
degli apostoli, e diede a' canonici di

Questo amministrava la giustizia in via definitiva, n poteasi appellare


da'suoi giudizii al tribunale dell' im-

Bamberga
tra.

la

facolt di usare la mi-

pero.
circolo

Era
di di

eziandio

direttore
,

del
col

Nel io 52 per la terza volta torn in Germania ed abboccossi coll'imperatore in Vormazia, e nel dicembre, riserbandosi la Chinea, cambi
il feudo della citt di Bamberga per la citt di Benevento, a lui ceduta da Enrico III. Imperocch

Franconia
degli

insieme
stretti

marchese
in

Brandemburgo
accordi

Bareith,
fra

forza

loro nel i55o, alla dieta di Ausburgo.

Un

altro privilegio accord alla


di
II

chiesa

Enrico
il

Bamberga 1' imperatore con un editto denominato


seta
il

sebbene Leone IX fosse in possesso del ducato di Benevento, in virt


delle cessioni dei longobardi, tutta-

filo

di

di

s.

mediante
ai

quale
grandi

era

Cunegonda comandalo
dell'
uffiziali

_,

quattro
,

uffiziali

im-

via

ed i re d' Italia ancora ne conservavano l'alto dominio, n lo stesso imperatore Carlo


g'

imperatori

pero
e gli

che

si

riconoscessero

ereditarii del

vescovo di Bamberga,
di

facessero
,

Magno

pot mettervi in possesso

la

dignit

Santa Sede quando

ad

essa

don
lun-

dominii.

omaggio della loro una parte de' loro Perci il re di Boemia


e

quelle terre napoletane,

come

nella qualit di

gran
per

coppiere,
la
citt
,

gli

gamente dimostra
gia

il

Cardinale Bordel dominio


nelle

prestava

omaggio
1'

di

nella

sua

Storia

Praga

elettore di Baviera

sicco-

temporale della

Santa Sede

me

due

Sicilie

p.

77.

Insigne vescovo

gran maestro, lo prestava per 1' elettore di Sassonia Averbach


,

, ,

.,

BAM
gran maresciallo, per
e

BAM
Vittemberg di Brandenove
si

.3

colla catena del santo apostolo


Il

Trebitz, e l'elettore

venerava.

Cancellieri per, nelisteriche

burgo, gran ciambellano, per Crustin. Questi principi eleggevano de'vicarii


appositi
rioni
dell
,

le

Memorie
dei
ss.
1,

delle

sacre

teste

Pietro e Paolo,
dice,
basilica

Roma
di

per adempiere

tali

firn-

e per assistere alle solennit e della consacrazione


Il

1806 a p. 7 diviso colla

die tale possesso


di
s.

Marco

ingresso,

Venezia, coi greci,


e coi veronesi,
i

cogli spagnuoli

del

vescovo.
il

signore
di

d' Auffzecz

quali tutti picten-

Boemia, il barone di Truchses di Pommersfelden lo era del duca di Baviera, ed il signore di Rotenbann , del marchese di Brandenburgo. La chiesa cattedrale di Bamberga, sormontata da quattro torri
era
vicario del re

dono
tello,

l'uguale possedimento del Col-

o Spada predelta. In Bamberga si tennero delle diete imperiali negli anni 984. 1 24,
1

11

34,

11

38,

del circolo di

58, e delle diete Franconia nel 1 644?


ir

164^, e
grossa

1673.
e

Nel

iy58
i

fu

presa

maestose,

coperte

di

piombo,
essa
le

assai bella.

lamine di Veggonsi in

dai prussiani,

sottoposta

ad una
la

contribuzione:

francesi

tombe de' suoi fondatori s. Enrico II, morto nel 1024, e di s. Cunegonda, morta nel io4o, non che quella, come si disse pi sopra, di Papa Clemente II morto nel
,

presero nel
sostituito

1796.
liceo, e

Ebbe
alla
si

gi Barn-

quale ora vanta di una biblioteca di quattordici mila volumi, con ricco numero di preziosi mail

berga l'universit,

1047.
di

11

suo capitolo componevasi


canonici
capitolari,

noscritti,

posseduta dai
Il

religiosi

carce-

venti

di

melitani.

suo

dominio
alla

fu

quindici domiciliari.

Tutti avevano
la

duto

fin
i

dal

1804

Baviera, e

obbligo di provare
di sedici
il
il

loro

nobilt

quarti.

Le

dignit

erano,

proposto, il decano, il teologale, camerlengo e il cellerario. I prdi santo

posti delle chiese collegiali

Stefano,

di

s.

Giacomo,
scelti

e
i

di

san

anche di citt Finalmente nel concordato conchiuso, ai 5 giugno 18 17, tra il Sommo Pontefice Pio VII ed il re di Baviera Massimiliano Giuseppe, fu stabilita l'erezione in
privilegi!

godette

imperiale.

Gengolfo erano
della cattedrale.

fra

canonici

metropolitana

della

cattedrale
di

di

Un

canonico novi-

Bamberga
burgo
nel
,

coi

vescovati

che avesse un sol giorno 0111messo la celebrazione della messa per lo spazio dei primi due anni, perdeva due anni di anzianit. Gli hnperatori stessi di Alemagna erano canonici di Bamberga secondo l'istituzione di quel capitolo fatta da s. Enrico II. Riporta Novaes, toni. I, pag 3,
zio,

Eichstett, e
,

WirtzSpira per suf-

Papa pubblic 6 aprile 18 18. preconizzandovi per primo arcivefraganei


lo

che

il

concistoro

dei

scovo monsignor Giuseppe Altubenberg di Gratz, traslato dal vescorato di Eichstett.


In questa citt
lio,
si

celebr un concis.

in cui l'imperatore

Enrico racper
s.

conservarsi

in

Bamberga
quale
s.

il
il

Coltello

colse quarantasei vescovi, nel giorno


(

o Spada,
Getsemani,
\

colla

principe

maggio dell'anno 101


il

1,

la de-

degli apostoli

Pietro, nell'orto di

dieazione della chiesa

di

Giorgio.
ce-

tagli l'orecchio a

Mal-

Dopo

compimento
1

della sacra
uffizio

co, trasportatavi da Costantinopoli,


OL.
iv.

rimonia, nella quale

Giovan-

74
ni
lati

BAM
patriarca
si

BAM
quei prepi i atte al disegno,
te del

di

Aquileia,

e pi penetra-

unirono in concilio per definirvi alcuni punti, che si riferivano alla dignit loro. In esso concilio
furono interdette
episcopali
altres
le

suo

spirito,

e col loro ajuto


giunse a comin Rieti,

colle facolt

loro

porre un
in

istituto,

che in breve temSpoleto,

funzioni

po propagossi
strina, in

in

a Teodorico di LuxemImrgo vescovo di Metz fino a che non avesse distrutta l'accusa, che gli
veniva fatta di essere pervenuto alla

Sanseverino, in Ascoli, in

Paleluoghi,
li-

Firenze ed in
vedersi

altri

come pu
bretti
;

dai

seguenti

Cosimo
Convittrci

Berlintani

Istituto

sede vescovile per vie illegittime.

delle
Ge.^i,

del

SS.

Bambin
sotto

Reg.

XV. Ard. VI. Labb IX. BAMBIN GES' SS. Monache


zitella

principialo in
,

Roma
di

la

protezione.

e direzione del

Cardi-

dell'Ordine di agostiniane oblate. An-

nal
e

Carpegna

vicario

Roma,

na Morosi,
ti,

Lucchese, di

sin-

golar modestia, e di costumi illiba-

rimasta orfana di genitori, priva


tutti,

di parenti,

da

si

ed insieme abbandonata tolse dalla sua patria, e

i685; stampato in Roma nel Regole della congregazione, delle Convittrci del SS. Bambin. Gesti composte dal p. Cosimo Berlintani raccolte dal p. Federico Orsucci, Ro,

capit a

Roma

dove

si

diede a servir

ma

1711:

Regole

primitive

delle

Giunta all'et di quaranta anni incominci con molta carit a raccogliere ivi ed educaalcune
distinte.

dame

re nel

66 r,

sotto Alessandro VII,


zitelle.
l'

SS. bambino Ges, Rieti 171 3 e Pioma 172*2 e 172I; Carlo Antonio Erra Storia dell' immagine e della chiesa di s. AlaConvittrci del

Chigi s alcune

Per non poper

tendo sussistere
canza di rendite,

istituto
la

manimte-

fondatrice

pose alle educande

una mensuale

Roma 17^0 in 4f', Fondazione delle Convittrci del Bambino Ges pag. 99., e Venuti, Roma moderna, tomo I, p. i32.
ria in Portico,

nue

corrisposta, a titolo di alimenti.

Passato qualche
ne' loro

tempo

di

prova

Prosegui l'opera felicemente con

santi esercizii,

per rendersi

molta edificazione della


la

citt

sotto

pi grate a Dio, e nella vita e co-

direzione spirituale del p. Cosimo Berlin tani, o Berlinzani parroco di s.

Maria

in Portico in Campitelli, cheri-

co regolare della

Madre

di Dio. Il per-

stumi pi esemplari, fecero ai 2 luglio 1673, un fermo e stabile proponimento (senza per obbligarsi a verun voto di castit, povert ed
ubbidienza) di perseverare sino alla

ch Anna Moroni incoraggita anche dall' accrescimento continuo delle alunne,

morte
per cui
se

nella

virtuosa
tal

loro unione

non solo procur che


,

la

congre-

un

giorno

sacro

alla

gazione fosse approvata dal


Pontefice

sommo

Visitazione, di

ad imitazione della beata Angela da Foligno volle erisotto


il

ma

Maria Vergine, rimaper queste monache sempre mesostanza dell'istituto in quel-

morabile.

gerla in istituto particolare


titolo

La

di

Convittrci

del

Bambino
alle re?

l'occasione

meglio

stabilita

si

era,

Ges, sottoponendola poscia


gole di
s.

Agostino. Offerta tutta s

come abbiamo dal Piazza, nelle sue Opere Pie di Roma stampate nel
1670,,
di

stessa e le proprie sostanze per la pia

intrapresa, trascelse
tro
zitelle

delle ventiquat-

trentatre
tientatre

le

da

essa

raccolte,

dodici

non dover essere pi di monache, in onore dei anni, dal Verbo incarnato

B A IVI
vissuti in terra
:

fi

AM

75
proscritti
instisi

tuttavolta in seguito

la

professione.

In diversi

per indulto Pontifcio, vennero abilitate a riceverne oltre un tal numero. Do-

giorni dell'anno

tuto

si fanno neh' pubbliche mortificazioni

ein
,

po

tre anni di prova, e passata l'et di


il

sercitano in opere manuali,


diversi

ed

"ventunanni, devono lare pubblico

lavori

d'

ago
le

in

leggere

voto di perseveranza nella medesima congregazione, ed il fermo proponi-

scrivere, far conti.

In tutto questo
educandi; loro
al

pur ammaestrano
di trenta, e

mento

ed obbedienza; e volendo essere per giuste cause assolute dal voto, ovdi

perpetua

castit, povert,

che ascesero talora fino

numero
si

non

pi.

Una

volta

ap-

plicavano alla lingua latina,

al dise-

vero passare ad altra religione, non

gno,

alla

pittura, al canto gregoriaal

possono ripetere sotto qualunque


nel!'

ti-

tolo o di dote, o di limosina, ci che

no no

e figurato,
,

suono dell'orga-

e di altri strumenti.

ingresso

assegnarono

alla con-

gregazione.

Devono osservare

una

perfettissima comunit: vestire abito

semplice, e moderato di saia, o scoto nero, che


in

prima era

di color

tan

Ricevono per otto, o dieci giorni zitelle, che con l'approvazione del proprio parroco, o confessore, vogliano la prima volta accostarsi alla ss. Comunione, le istruiscono, e le
quelle

onore della B. Vergine del Carmi-

ammaestrano
bile

in tutte le cose neces-

Far debbono vita ritirata, non uscir di casa, se non in alcuni giorne.
ni,

sarie a sapersi intorno

venerail

mistero.

Era pur

loro fine

e in

luoghi solitari assegnati


uscir
di

tenere per qualche .mese,


rendite
zitelle

quando
,

le

particolari-mente

non

posso,

glielo

no

liei
,

giorni
vigilie
,

quaresima

avdi

povere,
fuori di

vento

venerd e

feste

to allestito
steri i

permettevano quelle le quali avendo tutper vestir l'abito ne' moni-

precetto.
in esse

Ogni giorno debito per un'ora e mezza di orazione


,

Roma, hanno bisogno


per
il

di

qualche

istruzione
;

coltivare

mentale
esereizii

oltre
di

le

vocali

ed

altri

lo spinto religioso

onde

piet cristiana,

fatti

in

nistero fu gi considerato

mocome un
loro

comune
gni

nel coro,
festivi
l'

recitando
uffizio

altres

seminario per chi bramava abbracciare vita religiosa.

ne' giorni

divino.

Ogli

Che

se
s

tempi vie,

anno
si

nella quaresima, e nell'av-

tano loro

un' opera
le

utile

accol-

vento
scun
Nella

ritirano
spirituali
,

celebrare
in

gono per

vedove

e le

maritate,

esereizii

mentre

cia-

mese
all'

hanno
interiore

un giorno
la

deSs.

che con licenza del Cardinal vicario, o di monsignor vice gerente, e di


consenso de' loro mariti, o maggiori
volessero per otto o dieci giorni
tirarsi
ri-

stinato

raccoglimento.

mattina,

che ricevono
il

Comunione portano
na,
ti

cilicio;

tre

per fare

gli esereizii spirituali.

volte la settimana fanno la discipli-

e digiunano e
i

venerd,

sabba-

In passato tenevano altres semplicemente a scuola le donzelle nobili,


di civil condizione, instruendole nella

le

vigilie

della

B.

Vergine,
di

oltre
sa.

digiuni comandati dalla Chie-

piet, e nei lavori donneschi.

Le giovani, che determinano


l'istituto,

Fu
go
in

istituito

prima questo pio luo-

abbracciar
di

fanno

sei

mesi

una casa a piazza Margana,


Rrassede, e finalmente vicino Trusin Paneperna.

to

prima prova, indi vestono l'abireligioso, e dopo un anno ili


noviziato, sono

vicino a Campiteli!, indi fu traslnto a


a
s. s.

.>tictlo

ammesse

ai-

Lorenzo

76
quella
di

BAM
di santa Galla a
la

BAM
prodigiosa
arcivescovo e uditole santissimo, nel i73i, si rec al luogo, lobenedi, col-

poi tata dalla chiesa

Campiteli!
di
s.

immagine
quindi
le

Maria in Portico, e case annesse a s. Galla ri-

locando
1

la

croce ove dovea erigersi


il

altare maggiore. Indi

celebre Car-

maste disabitate; il p. Berlintam vendette ai 5 maggio 1672, per tre


mille
se

dinal Corradini protettore, alla pre-

senza delle monache,solennemente pose la pietra

cinquecento

scudi

quelle

ca-

fondamentale, con
la

un'iscri-

ad Anna Moroni, fondatrice delle Qblate del SS. Bambino Ges di

zione latina sulla lamina di metallo,

che ricorda

funzione celebrata

il

Roma; ma
se

essendo inquilino di es-

Tommaso

Odescalehi

parente
della

d'Innocenzo XI, volle essere preferito

nella vendita,
di

in vigore

primo dicembre 1731. Furono posti nei fondamenti, entro una cassetta, alcuni agnus Dei benedetti e tre medaglie, una d'oro, una d'argen,

bolla

Gregorio XIII. Pertanto ai 16 settembre 1673, dalla benemerita Moroni per quattro mila scudi, e vi fece fondare un
acquistolle,

to, e
figie

1'

del

nel

con 1' efClemente XII, rovescio due epigrafi Die


altra di

metallo

Pontefice

qua fundamenta jaela

suiti

templi

pi ampio ospedale, affine di ricevervi,

MDCCXXXI,
rem
tificio

ed

in giro:

In honola

ad imitazione
s.

dell'antica proprietaria

Infanlis
cavalier
di

Jesu.

Proseguita

Galla,

poveri dispersi per


il

Roma.
del

fabbrica dal valente architetto pon-

In seguito fu trasferito
di

convitto

Ferdinando

Fuga
e stuc-

queste

religiose

alle

falde
la

ed ornata

varii

marmi,
,

monte Esquilino incontro


di
s.

chiesa

chi dorati, e

vaghe pitture, essen-

Pudenziana. 11 iVovaes nella Vita di Clemente XI, tomo XII, p. 2 38 e 246, dice che questo Pontefice elevato al trono del Vaticano nel 1700, fra i monisteri, che generosamente restaur, ebbe in mira quello

do poi terminata nella seconda domenica di settembre dell' anno 1736, il Papa la fece consacrare da monsignor d'Almeyda arcivescovo di Pirgi, il quale pose sull' aitar maggiore le reliquie dei santi martiri Erasmo, Valentino, Longino,
Silvio,

delle

oblate
,

agostiniane del

Ss.

Bambino Ges
ingrandito.
Il

da

lui

di

molto

Bonifacio

Vittoria;

e la

monistero

di

Ro-

ma
tore
,

ha un

Cardinale per

protet-

domenica seguente consacr l'altare dedicato a s. Andrea Corsini antenato


questa
del

con particolar solennit la festa di Ges Nazareno, del quale una prodigiosa immagine in esso monistero si venera. 11 Pontefice Clemente XII, Corsini,
e celebra
fiorentino,

Pontefice.
,

L' interno
graziosa
tre

di

chiesa

di

forma
,

croce

greca

con
al

altari

cupola a catino
tare
vit

di sopra.

L' alNati-

principale
di

dedicato alla
Cristo

essendo stato,

come Caresse
di

Ges
da

ha

il

quadro
a
s.

dinale, protettore delle Convittrici del

dipinto

Filippo

Evangelisti;

Bambino Ges, somministr ad


cospicue

destra evvi l'altare sacro a


stino,
il

Ago-

somme

per

l'

erezione

quale venne rappresentato

una
do
di

chiesa

contigua

al

monistero

dal pittore
tori
,

alle radici

dell'Esquilino, per

como-

ed a

Domenico Maria Murasinistra qxiello di s. An,

cominciata

medesime. Ed essendosi inla fabbrica con disegno Carlo Buratti, monsignor Passeri
delle

cui quadro venne drea Corsini il maestrevolmente condotto da Giaco-

mo

Zaboli.

BAM
Altro Pontefice benefattore di quosto istituto fu

BAM
loro sconcertata economia,
stessa sussistenza, a
ria,

77
anzi
la

Pio
la

VI

nel 1790.

Le

perpetua
all'

memoesteriore
di

monache
lo

del

Bambino Ges volenloro

eressero, in

mezzo

dimostrare

gratitudine

recinto del monistero,

una tavola
fosse

alla

munificenza di

Papa Pio VI,


il

marmo,
posta
la

e vollero clic vi
iscrizione

ap-

da cui riconoscevano

ristoro alla

seguente:

PIO

SEXTO

PONT

OPT

MAXIMO

QVt

DOMVI

1NFANTIS

JESV
.

COPIIS
.

FAMILIARIB
.

DESTITVTAE

GRAVIQVE

AERE

ALIENO
.

OPPRESSAE
.

CENT
A
.

ARGENT
XII
.

SINGVLIS
.

MENSIB
.

SODALITIO
.

APOST
.

EXSOLVI
.

DECREVER1T
.

SORORE8

LOCI

DOMINAE
.

TANTI

MEMORES
P
.

BENEFICI!

GRATI

ANIMI

MONVMENTVM
.

AN

SAL

MDCCXC con brevi ed adatte parole vieppi le infervora. Recitatosi con mesto canto il Confteor, quattro fanciulle educande, due a destra e due a siniangeli,

la

Siccome pi sopra dicemmo delprima comunione, che dalle donmonistero , zelle lassi in questo
qui
degli
la

crediamo che
la.

giovi

descriver-

Ne' giorni

esercizi!

adunfan-

que precedenti ciulle vengono


che,
to
il

funzione, le

istruite dalle
si

monaGiun-

come
d

gi

riferito.

stabilito
,

per
le

Sacramentato dopo aver assistito


ri,

Gecomunicando
ricevere
divini

con vesti turchine, a guisa di con ali alle spalle, vagamente coronato il capo di fiori, con edicompostezza, tengono chi ficante dalle comunicande, raccolti ceri
stra
1 ,

chi
l'

un vaso
la

col vino ,e coll'acqua per


fosse

ai

miste-

abluzione, dove ne

bisogno.
il

ed

alle

religiose pratiche di uso,

Segue
pianto,
zelle,

vestite di

na,

e di

una bianca tunica un lungo manto


cinte
il

di di

la-

comunione fra e la commozione

tenero

delle don-

co-

e degli astanti, che per lo pi


i

capo di corona, ascendono divotamente alla contigua chiesa, con candele accese in mano. Inchinato il celebrante, che per lo pi un Cardinale od un vescovo, segue il canto Pange lingua, quindi il Veni Creator, ed incomincia la messa bassa, assistita da chierici in cotta. Tutto richiama
lor celeste,
le

sono
nata

rispettivi

congiunti.
il

Termifa

la

ceremonia,

celebrante, o

predicatore con un il conoscere alle giovani

fervorino
la

segnalata

grazia in quel punto ricevuta, e, can-

tato il Te Deum e ricevuta la benedizione, le comunicande, col me-

desimo ordine con cui entrarono in ove chiesa, ritornano al monistero


,

innocenti donzelle
pii

ad

affettuosi

per tutto

il

giorno

si

esercitano

ni

pensieri

il

melodioso

suono

pratiche di piet,

dell'organo
sacrifizio,

accompagna l'incruento mentre un sacro oratore,


celebra

seguente
parenti.

alle

passando nel d loro case, condotte dai


di

o quello stesso che

messa,

Scrisse

anche

questo

istituto

7H
il

BAN
p.

BAN
gesuita
,

Filippo fonanni

nel

Catalogo (Irgli Ordini religioChiesa militante, stampato in Buina dal de Rossi nel 1741 , dove nel parlare della detta congresuo
si

ed ambasciatori davano loro l'acqua alle mani, servivano de' due


vrani
,

della

primi
re
ci

pialli,
la

e versavano nel bicchievolta


far
il

per

prima
a

vino) qui

limiteremo
nell'

menzione del
avea

gazione, riporta
(|iielle

le

vesti

usate

da

Banchetto splendidissimo, che


luogo
cio

Ci fu riprodotto da Giuseppe Capparoni, nella Raccolta degli Ordini religiosi, e delle vergizitelle.

elezione del

nuovo Papa,
avendone
gi

nella

sua coronazione, e nel-

l'anniversario di essa,

ni

a Dio

dedicate,

Roma

1828,

alla
si

indubitati esempii nel secolo IX. In-

pag. 21.

tutte

queste notizie

tervenivano ad esso
gli

il

sacro Collegio,
i

possono aggiunger
sopra
tizie
notte,

quelle, che l'e-

oratori de' principi,

principali

ruditissimo Francesco Cancellieri


il

ministri della Santa Sede, e gli ot-

detto istituto, nelle sue noalla


,

timati o maguati di

Roma.

intorno

novena vigilia, e festa di natale, stampate in


1

Tuttavolta, assunto di poi al Pontificato nel

i566

s.

Pio V, Ghislieri,

Roma nel 788. BANCHETTI,


viti.

conferm
cio splendidi Con-

le

disposizioni di Pio IV, di

dare cio a
si

Nel concilio generale

XI La-

gettava sulle scale di


il

teranense III, celebrato dal Sommo Pontefice Alessandro III, nel 1179
culi'

abol

denaro, che Pietro, ed consueto Banchetto, che soquel


s.

mano

leva imbandirsi

ai

Cardinali e
assistevano

agli alla

intervento

di

pi

di

trecento
deter-

ambasciatori
solenne

che

vescovi, fra le altre cose riguardanti

coronazione,

non che
si

agli

la disciplina ecclesiastica,
i

si

auniversarii di questa, e dispose che


i

min, che
ai

prelati

non
io.

assistessero
il

mille scudi, che vi

spendevano
distri-

Ranchetti,

come
pag.
1

riporta

Novaes

per detto Banchetto, fossero


buiti ai conventi,

al

tomo

lil

delle prime cure del PontcLeone X, fu quella di dar fine al concilio generale XVII, di Laterano V, incominciato dal suo
lce

Una

ed ai monisteri pi bisognosi: onde ebbe origine quella limosina, che si dispensa a' poveri di Roma nel gran cortile di Belvedere
in simili ricorrenze, essendovi unita

predecessore,

Giulio
1
.

11,

ch'egli

anche
tri;

la

somma, che
il

si

gettava sulle

termin nel

5 1 7 Fra le altre cose, determinossi, che la casa, famiglia, tavola, ed arredi de' Cardinali
della santa

scale vaticane.

Questo Pontefice inollusso

riform

degli

ecclesia-

stici,

particolarmente ne' Banchetti.


triresi

romna

Chiesa, dovesse-

ro essere specchio di modestia e di moderazione.


Olire poi quanto diremo distesa-

Anche Sisto V", sublimato al gno nel i585, non volle che
cesse
il

fa-

regio

convito

ai

Cardinali

ed ambasciatori, precipuamente per


la

mente
solenni
la

all'articolo Pranzi, su quelli

penuria de' viveri

ch'era allora

imbanditi

da' Pontefici

per

in

Roma,

dichiarandosi,
si

non perla

consacrazione de' vescovi, e indiverse circostanze, non che nelle magsolennit


sacri,

mettere, che
fatta

l'innovasse

satira

giori

persino

co' para-

menti
e
te
la

come

pel solenne possesso,

dopo aver celebrato pontificalmenmessa


(ne' quali

Ottaviano Augusto, il quale, mentre in Roma morivano i poveri di faine, banchettava con {splendidissimo lusso la nobilt. V.
contro
Conviti, e Caitelle del gioved, ve-

principi,

so-

BAN
NEEO SANTO, E DELLA NOTTE DI NATALE
in
sia

BAN
altro
col

79
direttamente,
terzo,
e
ci

luogo,
di

sia

ove
lico,

si

parla de' pranzi, e della cena,


Cardinali,
al

mezzo

un

che avea luogo nel palazzo apostopei

previo

un

determinato

compenso
verso
cosi
la

pei

principi

delle proprie cure, e del vantaggio,

assistenti

soglio

Pontificio.

Ri-

che

deriva alla
si

persona

guardo poi a' conviti r Agape. cristiani, T


.

de' primitivi

quale

obbliga.

Una

fatta

specie di

BANCHI
cessioni,

nelle Chiese.

Le con-

dannarsi,
fa

dei

che si riferiscono all'uso Banchi nelle chiese non ne


,

commercio non da conquando il profitto, che si dal Banchiere sia moderato, e


giudizio

nei limiti dalla legge prescritti. Tale del venerando PontePio V, dichiarato nella sua Bolla dei 27 gennaro i5yi. V. Usura.

il

trasferiscono

che

li

la propriet in coloro ottengono, n l'uso trasmisai

fice

s.

sibile

loro

eredi.

Non

che ai

fondatori, ai patroni, e per Io passato

BANCHIRE SPEDIZIONERE.
Nome
quelli,
la

anco
siasi

ai

giustizieri
il

superiori

altra volta dato in Francia a

che
sia

accordato

privilegio del

che

si

assumevano l'incarico
le bolle,

del-

Banco Banco

in perpetuo, sia nella navata,

spedizione di tutte
altri

dispense,

nel coro.
in

Nessun altro pu aver


fuorch
,

ed

atti

tanto di cancelleria, co-

chiesa

per

con-

me

di penitenzieria,

che
e,

cessione del curato

o di chi ha cura delle chiese, senza il concorso del


curato,

dalla corte di

Roma,

si emanano quando esi-

steva,

dalla

legazione di

Avignone,

come

praticavasi in Parigi.

L' editto delle piccole date, uscito in

in facolt

del vescovo, nel

corso

Francia nel mese di giugno i55o, prescriveva all'articolo quinto, che


chieri
i

delle sue

visite

diocesane
1'

di

preinter-

Ban-

scrivere la riduzione, o

abolizione

ed

altri,

che

s'

intromettessero

dei privilegi del pellare


il
i

Banco senza

nelle spedizioni degli atti della corte


di

particolari,

che ne hanno

Roma

e della legazione d'Aviobbligati


al

ed anzi malgrado la loro opposizione. Queste riduzioni o cangiamenti, potevano esercitarsi anche pei privilegi del Banco riservato ai patroni ed ai giustizieri superiori; a condizione per che fossero loro mantenuti quelli, che erano collocati nel coro. 11 Pontefice Benedetto XIV, riformando gli abusi delle musiche nelle chiese, viet ri golosamente ai superiori di esse, che vi tenessero Banchi o sedie
,

godimento,

gnone,

fossero

prestar

giuramento dinanzi
no, e
di esercitar

giudice ordiloro con

nario del luogo, nel quale abitaval'uffizio

fedelt,

non che

di tenere apposito

registro delle loro operazioni,


frire

ed

of-

una cauzione

di mille scudi. Il

regolamento sancito dal parlamento di Parigi, li 10 febbraio 16 19, contiene


I

disposizioni

pressoch

eguali.

nei giorni, che vi fosse

musica.
?.3o.

V.

doveano essere laici, dell'et non minore di venticinque anni, e non dipendenti,
Banchieri
spedizioneri
sia

Novaes, tom.

XIV,
o

p.

come
da

uffiziali,

sia

BANCHIERE,
Colui, che tiene
e contare denari

BANCHIERO.

stici,

verun

ecclesiastico.

come domeNon

Banco per prestare, ad altri. Chiamasi con tal nome un negoziante che ricevendo una somma di denaro, si obbliga di rimborsarne il pagatore
,

potevano possedere, n esercitare congiuntamente g impieghi di controllore, di Banchiere e di notaio; l'esercizio simultaneo de' medesimi
era

pur

vietato,

quando anche

fosse

80
diviso tra

A
e

In-

BAN
tra zio.
fratello,

padre

figlio,

genero,

nipote,

tra

cognati, o cugini germani, che di-

morassero
questi

in

Uno

stesso

luogo.

Banchieri

soltanto,

esclusa

contado VenesiCasa di Loreto e della citt di Fermo. Se non che, la sua salute mal ferma non gli permise di occuparsi a lungo delle nuove
della consulta, del

no, della

s.

qualunque
la

altra persona, riservava

cariche,

poich desideroso

di

ri

pa-

facolt di sollecitare la spedizione


atti,

lliare per ricuperare la perduta salute,

che si solevano implorare Santa Sede, e dalla legazione di Avignone. V. Spewzioxef.e.


degli

giunto appena in Toscana, mor


et, e

dalla

nel 1733, contando sessanta sei anni


di

cinque di Cardinalato.
il

Antonio, Cardinale. Antonio Banchieri nacque da genitori nobilissimi nel 1667, Pistoia, edera nipote di Clemente IX dal lato materno.

BANCHIERI

La

chiesa dei padri gesuiti fu

luo-

go destinato a ricoverar

le ossa.

BANCHIERI
be

(ti

axfp.ancesco,

Car-

dinale. Gianfrancesco Banchieri, ebvita da nobilissimi parenti, nel 1694, e vide la prima luce in Pistoia. Era nipote del Cardinale An-

Mentre era Pontefice Innocen-

zo XII, pass a

Roma

nel 1692, ove

fu eletto protonotario apostolico, ponente di consulta e prelato consultore

tonio Banchieri, segretario di stato di

della congregazione

dei

riti.

Suppl

dappoi

al

Cardinale Agostino Fabroni


lo

segretario di Propaganda. Nel 170.3

Clemente XI
nunziatura

onor della vice

le-

ga/ione di Avignone, e decornilo della


al re cristianissimo,
il

dalla

Clemente XII. Ascritto, nel 17 33, dalClemente XII tra i ponenti di consulta, dopo ott' anni, Benedet7 chierici di to XIV lo annover tra camera coli incarico di presiedere alle marine ed al Castel alle ripe
lo stesso
i
,

quale essendosi dispensato

Banchieri

sant'Angelo; quindi nel 1747


stin
alla

de-

per ingenti motivi, fu in quella vece


destinato, nel 1706, dallo stesso
tefice

carica

di

tesoriere della

a segretario

di

PonPropaganda

medesima camera

apostolica.

Da

ultis.

mo
in
lo

creatolo diacono Cardinale di

1707, ad assessore del s. Offizio, e da ultimo, nel 1712*, segretario di consulta. Benedetto XIII lo elesse, nel 1724, governatore di Roma in luogo del Cardinal Falconieri, e dopo due anni che pasnel
in quell'impiego, onorollo quel Pontefice della saera porpora, nella

Adriano nella quarta promozione fatta

Roma, li 26 novembre del 1753 ammise poi alla congregazione


consulta, della immunit, del
e

della

buongoverno
glior vita
il

ad

altre.

Passato a mi-

Cardinale Berni nel 1754, rest libera la legazione di Ferrara, la quale fu conferita al Banchieri
colla

sesta
li

promozione, che fece a


del
la

Roma

protctloria

della

religione dei

9 dicembre

1726, assegnans.

cavalieri di

Malta e dei monaci del-

dogli
cere.
tefice

diaconia di

Nicol in car-

l'Ordine betlemmitico nelle Indie occidentali.


stoia,

Per poco non fu eletto Ponnel conclave di Clemente XII,


del

Ritornato finalmente a Pi-

fu in breve colto dalla


il

morte

all'esaltamento
col

quale contribu
Il

nel

1763, sedendo

Pontefice Cle-

suo voto
lo

il

Banchieri.

nuovo

Papa
di

volle a proprio segretario,


le
il

presente.

e lo ascrisse a tutte

congregazioni
il

mente XIII, ai comizii del quale fu Mor di sessanta nove anni, avendone passali dieci nel Cardinalato, e

Roma. Sostenne

Banchieri
la

ca-

fu

sepolto

nella

chiesa dei

rico di

primo ministro,

prefettura

gesuiti di quella citt.

BAN
.-

BAN
Ad
es-

8r

BANDA. Ordine

Equestre.

sere ascritto a quest'Ordine cavalleresco antico


militare
le

doveasi
altare
,

deporre

della Spagna, armi sopra un

doveva battersi con uno dell'Ordine; rimanendo vincitore, era dichiarato cavaliere. Si radunavano tre volte
all'anno

per

gli

affari

dell'Ordine,

e tutta la notte vegliare in

orazioni.
tre
si

Nel giorno seguente,

men-

messa solenne, il supremo maestro dell' Ordine medesimo imponeva al novello cavaliere una Banda, o Benda, cio una striscia di drappo, larga quattro dita, rossa la di seta quale pendeva
celebrava
,

dovendo avere nel luogo dell'assemblea le armi ed i cavalli loro. Tenuti erano a far ogni anno il giuoco delle canne; una volta per setti-

mana

correre l'aringo, trovarsi ogni

dalla

spalla
il

sinistra

verso
il

il

fian-

co
l'

destro,

che era
,

segno delesal-

domenica alla reggia per battersi due contra due alla presenza del re. Ai tornei non era per ammesso u numero maggiore di trenta contro trenta, n alcuno poteva corrervi
pi di quattro volte, e chi ne' quattro corsi

onore ricevuto
cui
Il
si

e
il

del nobil gracavaliere

do a
tato
.

veniva

non avesse
morte
gli

rotta la lancia,

primo

autore

di questo

era obbligato a pagare la spesa del


torneo. Alla
tello

Ordine

dice essere

stato Alfonso
il

di alcun confraaltri

XI

re di Castiglia, sotto

Pontefice

vestivano

a lutto per

Giovanni XXII, verso l'anno i33o, quale volle esser chiamato gran il Maestro di esso, e usare della medesima Banda. Si vuole che il colore di essa fosse prima simile alla
pelle del pardo,
la

un mese, n
co per
tali

assistevano a verun giuotre mesi.

altri

Mancando a

come abbiamo

dal-

cadevano in determinate pene, alle quali giuravano di volersi sottoporre. Fu ampliato quest' Ordine da Giovanni I re di Caprescrizioni,
stiglia nel

vita di

di

Giovanni II. A tal titolo onore erano ammessi soltanto i


di

1379,

il

quale cre cento

cavalieri nel

d della

sua
I

incorofu

figliuoli

persone

nati

dopo

il

nazione.

Da Ferdinando
:

pur

primogenito, e di poche facolt; eglino dovevano aver militato o servita la corte per dieci anni o combattuto contro i mori Obbligati a prendere le armi per la
,
.

trasferito nel

ca

1'

regno di Aragona ciranno 1 4 1 2 in seguito fu a;

bolito
di

ma

venne

ristabilito

dal re

difesa della cattolica religione contro


gl'infedeli,

doveano

altres

mantener

la fede al re

costringendo sino a tace


lui.

Spagna Filippo V della casa di Borbone nei primordii del secolo XVIII. BANDA o SCIARPA. Ordine cquestre di donne. Mentre la nobilt
era
di
al

re chi avesse sparlato di

Doveano

in

servizio del
(

re

Giovanni

inoltre parlargli a favore degl' infelici,

Castiglia

non

dir

mai una menzogna od


n
bassa
,

1390),

la

che regn dal 1879 citt di Palenza, assestava


in pericolo

adulazione, conversare solo coi saggi

diata dagl'inglesi,

e coi costumati,

cogli

artisti

di essere espugnata.

e con persone di

condizione,

fenderla
bili, le

il

Suppl per dicoraggio delle donne no-

non
cibi

vantarsi
grossolani

mai
,

nunciare

me

di

dovevano Ges. Chi avesse portata


la
IV.

mangiare bevendo prosempre il non


la

amore della patria impugnarono le armi e non solamente resisterono, ma facendo una
quali per
,

generale sortita, obbligarono


glesi

g'

in-

Banda senza
VOL.

permissione del

re,

a fuggire.

Mosso

il

re Giovan-

8-2

BAN
I

BAN
chiamasi banderarius. Cencio Camerario lo appella bandulan'us baudonarii, e bandonerii enumerandone
, ,

ni

dalla eroica fedelt e valore di

esse, volle
te
il

ricompensarne degnamen-

merito; concedendo loro molti

privilegi, e per

memoria

de' posteri,

dodici con vessilli rossi, nel possesso

accordando loro l'uso d'una Banda o Sciarpa d'oro, che, appoggiata all'

che

Pontefici

prendevano della bariti. Il

silica

laleranense, cogli antichi


t.

omero

destro, s'allacciava al di sot;

Movaes,
resi.

IV p. 216

dice dei Bande-

to del braccio sinistro

ed attraveroltre concesse
,

sava cos
loro
zioni

il

manto. In

Pontificato di Gregorio V,
nel 998,
si

caporioni di Boni a, che nel il Sassone,

tutti

que' privilegi

distin-

chiamavano

col

nome

godute dai cavalieri della Banda, detti anche della Sciarpa, istituiti dal re Alfonso XI suo avo
paterno.

greco decarchoni o decarconi, ossia


il

collegio de' tribuni della piche, in

di Urbano V, nel i362. si dicevano con vocabolo tedesco Ban-

tempo

BANDELLI
nale
t
in
.

Bavdello
Bandelli

Cardipatrizio

deresi,

dalle bandiere che

Bandello

in guerra, di

usavano perch ciascuna decuria


distingueva
dalla

lucchese,

venne
secolo
le

alla luce circa la

me-

Roma

si

sua

del

XIV. Era

laureato

bandiera. Essendo la citt divisa in

ambe

leggi, collettore aposto-

pi decurie, ciascuna di esse aveva

il

lico nella

Spoleti, e

Toscana e nel ducato di da Urbano A I fu promosso


al

suo capo, e
lare,

la

sua insegna particoco-

sotto la quale militavano,

nel

i388

vescovato di

citt di

stituendo tutti insieme


to del popolo

un magistraoltre
il

Castello. Gregorio

XII

lo

pass poi a

romano,

sefi-

quello di rumini nel i47> e creollo prete Cardinale

natore, e

conservatori,

giacch

del

titolo

di

s.

Balbina e legato nelle terre del dominio veneto e nella Romagna, nella seconda promozione fatta a Siena iq settembre del 1408. Egli riceli
vette quel Pontefice nel giorno della

no dal Pontificato di Innocenzo II, quando i romani ribellaronsi a suggestione


di
la

Pietro Abailardo,
decarconi.

pro-

clamata

repubblica, crearono ven-

totto senatori, o

Questi

dunque
coi loro
sti,

si

denomiua\ano Banderesi
:

Epifania nella sua cattedrale con tutta


solennit, allorch
si

decurioni
si

dipoi

capi di quesi dis-

rifugiava presso

che

dicevano Banderesi,
e

Callo Malatesta suo amico e principe di quella citt. Intervenne il


Bandelli
al

sero

comunemente,

con

titolo

pi

proprio caporioni
quattordici,
i

[Vedi), ed erano
la

concilio

di

Costanza

perch altrettanti sono

e poco dipoi

l'elezione di

Martino
di

rioni

di

Roma, secondo

divi-

V, mor

nel

i4'7 dopo 9 anni


Banderese,

Cardinalato.

BANDERESI.
do
il

secon-

da Augusto primo imperatore romano. Ristretti poi dopo d 238 dal Pontefice s. Fabiano
sione fattane

dizionario della lingua italiana,

significa,

che ha la

Banda

di

una

sorte di cavalleria, o portatore di

romano a sette i rioni, ma poi divenuti al numero di tredici, Sisto V, del 1 585, li ritorn al numero di
quattordici, aggiungendovi quello di

un insegna 3 ovvero capo di una banda di soldati. Il alacri chiama

Borgo.

Vedi Vettori
illustrato p.

B anelimi
ra,

lo

stendardo e

la

bandie-

d'oro
dino
zione

nel Fiorino 373, e Bernar-

e dice che handoforus fu denol'

Bernardini
del

nella

sua Descridei

minato

alfiere

il

quale da

altri

nuovo

ripartirne/ilo

BAN
rioni di

B AN
per Geneil

83

Roma , Roma
Vite,

Bartolomeo 1 744de Pontefici, in quella di Gregorio XI, che fu creato in Avignone ai 3o dicembre l'i'jo, ecroso
Platina,

Salomone

governo della citt, mentre il senatore amministrava la giustizia. Mosso il Pontefice Urbano Y da
varii gl'avi riflessi, volle restituire la

residenza Pontificia

in

Roma,

ma

quanto dice de' Banderesi. In questo tempo in Roma il senatore, che rendeva ragione al popolo, ogni Ed i Bandesei mesi si mutava. resi guardavano la citt, ed avevano tutto il governo della repubQuesto nome di Banderesi blica. era venuto dai Gei-mani , che banco
diere

poco dipoi a cagione delle guerre di varii potentati, nel iSyo, fece ritorno in Avignone per sedarle
lasciando in Italia
gato.

un Cardinale
il

le-

Non and

guari, che ritenenPontificio le-

do

fiorentini avere

gato somministrato soccorso a quei


di Prato, co' quali erano in asprissima guerra, per vendetta spedirono a varie citt, eh' erano state ricuperate al dominio della Santa Sede, certi vessilli, o bandiere col mot-

chiamavano

vessilli,

che

portavano
gione
stinta.

neW imprese.
,

Perciocch

ogni decuria, che oggi capo di re-

cliiamano
Si

bandiera,
dice
p.

e segno

era con la sua od insegna dine' suoi

to Liberta.

veggono queste bandiere,


Possessi

con trasporto
divisa

il

Cancellieri

romani le accolsero ed essendo la citt in decuiie, il capo chiamanI


,

33, sopra lo stemma de' Banderesi in Campidoglio, nella base di

dosi decurione, o Banderese, ciascu-

no

ricevette
alla

una bandiera per


1'

te-

marmo
casa
in

della

mano

di

bronzo; in una
vino scudo

nersi

propria abitazione, donde


origine del no-

un marmo con
la

alcuni riconoscono

ed

effigie de'

Pavesatori, e Balestrieri
,

me
che
il

di Banderesi.
la

Finalmente dopo

presso

colonna traiana
vicino
alla
la
s.

ed

in di

residenza Pontificia fino dal


stata fissata in Avignone,
il

una colonnetta
fianco di
trada, che
nia.

porta

i3o5 era
de'

Ivo,

Scrofa,

con-

glorioso Gregorio XI,

settimo

conduce a porta FlamiVeggasi il Marini , Archiatri


t.

Pontificii,

I,

p.

106.
tri-

Papi col residente, ai 17 gennaio 1 377, si rec con tredici Cardinali in Roma, per ristabilirla definitivamente,

Dopo
buno
di ciso agli
tificato

la

morte del famoso


di
1

venendo

accolto, e

ri-

Roma, Cola
8 ottobre
Innocenzo
il

Rienzo, uc-

3 !>4

ne l Poncolla

cevuto da' magistrati, e dal popolo, colle maggiori dimostrazioni di gioia


e di
rispetto.

d'

VI

residente in

Non

tard

il

buon

Avignone,

popolo

romano

autorit Pontificia elesse successiva-

mente

varii senatori, tutti

con somdel Papa.

ma

autorit nell' assenza


sedi/ione

Nacque nuova mentre erano


tefice

nel

i358,

senatori
il
l'

e Pietro Capocci, n

Orso Orsini sovrano Ponaudacia


del

nuova dimora , perch non si vedeva in Roma ubbidito come richiedeva 1' autorit di un sovrano ; giacch i Banderesi, che al suo arrivo in Roma aveano deposte ai suoi
affliggersi

Pontefice ad

della

pot

domare

popolo col creare i senatori estranei; anzi questo popolo medesimo cre un magistrato, che chiamatasi
de' Banderesi,

piedi le proprie bandiere, insegne del loro potere, eccitali dai fiorentini a mantenersi in libert, le ave-

vano subito

riprese,

per

esercitare

ogni autorit

come

dianzi facevano.

presso

il

quale stava

Dall'altra parte quei, che favoriva-

84
no
se
il

BAN
Papa tramarono contro
per cui Gregorio
senatore
i

BAN
Ban-

deresi,

XI
d'

prescel-

elessero per Papa, Bartolommeo Bit' napoletano , che poi tlli Prignani

Gomez

Albornoz,
per
la

assunse

il

nome

di

Urbano VI
,

es-

dichiarandolo inoltre capitano generale del popolo

romano
la

si
,

pace

che

per

guerra

e lo fece

sendo arcivescovo di Bari secondo quanto aveano fissato prima di entrare il conclave. Seguita l'elezione,
i

inoltre rettore del ducato spoletino.

romani corsero armati


lo

al vatica-

Ci non produsse il desiderato effetto onde Gregorio XI fu costretto a cedere, per non esporsi alle violenze de' Banderesi. Addolorato il Pontefice di vedersi in mezzo ad una nazione, che sola disprezzava i suoi supremi comandi , mentrech questi erano con ossequio ricevuti

no,

gridando, romano lo vogliamo,

romano
rono

vogliamo j e scorrendo
pel conclave,
tutti
i

fu-

riosamente

minacciaCardinali.

di uccidere
riusc,

Ma

non senza
citt,

difficolt,
altri

ad
la

Agapito Colonna, e ad
personaggi della
furia

primarii

a calmare
1'

del
j

popolo.

All' articolo

Avidi

da

tutti
,

potentati del

mondo

cri-

gnone

descrivendosi
vi

elezione

continuamente malaticcio, cadde infermo, e mor


stiano

ed

essendo

sono le particolarit di questo avvenimento, che poco di


poi
serv
di

Urbano VI,

nel palazzo

vaticano

ai

28 marzo

pretesto

ai

Cardinali

i3 7 8. Ai 7 aprile entrarono in conclave nel detto palazzo apostolico sedici


ni,

Cardinali

cio quattro

italia-

bramosi di ritornare in Avignone, per ribellarsi, ai 20 settembre 1378, al legittimo Pontefice, con eleggergli contro l'antipapa Clefrancesi,

undici francesi, ed
:

uno spaglinode' Banderesi

mente VII;
Avignone,

il

quale recandosi

in di

lo

nel giorno medesimo, o nel se-

vi stabil

una cattedra
afflisse la
l'

guente,

un capo-rione
i

pestilenza, e die' vigore allo

scisma,

che

governavano

rioni

della

cit-

che per cinquant'anni


sa,

Chie-

t, vi si rec

per parte de' romani a fare una rappresentanza ai Cardi-

e desol
Il

Roma

Italia.

Pontificato di

nali elettori, per indurli

ad eleggere un Papa romano, che non partisse pi da Roma, esponendovi fra le altre
la

come tempo
Nel
1

di scisma, fu

Urbano VI, sicuna cone di ribellioni.

tinuazione di orrori

38
re

al senatore

Carlo

III
il

Du-

cose,

rovina
e

di

tutte

le

chiese,

senza

porte,

senza

tetto ridotte

suo luogotenente Lasso di Castiglionehio,


razzo
di

Napoli successe

a pascolo
se.

degli armenti, e

massime

per cui
deresi

a'

giugno
al

possenti Ban-

delle basiliche vaticana e lateranenil Cardinal che avrebbero procurato di scegliere il pi degno ed il pi atto al governo della Chiesa u-

corsero
al

palazzo senatorio

Rispose al Banderese

e dissero

luogotenente

che

non

di

Glaudeve,

ni versale

se

si

licenzi
:

parole
te

capo-rione Banderecon replicargli queste Voglia Iddo che ce lo dia;

il

intendevano ch'egli guastasse Roma, come avea fatto della sua terra, e pronil minacciarono della vita, se tamente non partiva dalla citt, il Irrequieti che suir istante esegu romani a motivo della prepotenza i
.

pentirete.

romano } poich Appena


consenso,

altrimenti
costui
i

ve ne
si

de Banderesi, di frequente

si

com-

riti-

movevano
dizione

tanto fu

fiera la sei

r co' suoi compagni,

Cardinali di

del

i382, che

Cardinali

commi

canonicamente

per iscampar la morte dai romani.

BAH
furono costretti a nascondersi; ed il Papa, intrepido, vestilo del paluda-

BAN
Abbiamo
s.

85
il

poi,

che
di

Cardinal

di

Angelo, legato

Roma

nell'as1

mento mano,

Pontificale

eolla
ai
li

Croce
li

in

senza
prile

presentatosi

sollevati nel-

l'atrio del palazzo,

plac, e

in-

dusse a domandargli perdono. Morto nel i 38g Urbano VI, i Cardinali della

di Gregorio XII, agli 1 ai48, cre di nuovo i Banderesi a cagione della guerra che minacciava Ladislao re di Napoli per impadronirsi di Roma. Tuttavia es-

sua ubbidienza cospirarono concordemente nell'elezione di Bonifacio IX,

sendo
mani,

riuscito

Ladislao

penetrar
co' ro-

nella citt,

fece alcuni

patti

Tomazelli, napoletano. Stanco questo Pontefice dell'insubordinazione dei

poi l'occup interamente;


,

onde
fzio,

dopo questo avvenimento

romani per averlo costretto


deresi a rifugiarsi

Banuofece

Banderesi dimisero l'insegna

e l'uf-

in Perugia,
si

mo
fu

di petto

forte coni' era,

ed il re nomin senatore Giovanni de Tostis. Da tal' epoca adun-

ubbidire,
il

e rispettare in guisa, ebe

primo Papa, eli' esercit maggior dominio temporale in Roma,


e nel patrimonio
di
s.

que la moria
altro
za,

storia di

non

ci

presenta mee

questi

audaci

potenti

magistrati, rinnovati poco dipoi sotto

Pietro. Pieai

nome
dei

e pi. moderata influen-

no
l'

di

coraggio
arbitrio

tolse
,

romani

cio

autorit

usurpala
i

ed

eleggendo

V. Rioni
delle

di

Capo -Rioni di Roma. Roma, ove, parlandosi

suo

magistrati,

come
ali

abbiamo
l'anno

dall' annalisla

Bzovio,

quali

i3o,4>

num.

1,

soppresse
,

d' ognuno, si vedr erano quelle de' celebri Banderesi, che un tempo furono cotan-

bandiere

potenti ed irrecpiieti Banderesi


fino allora

che
di-

to

formidabili

alla sovranit Ponti-

aveano audacemente

ficia.

sputato co'

Sommi

Pontefici,

il

go-

verno di Roma. Tuttavolla, stante proseguimento dello scisma, che il


indeboliva la sovranit di Bonifacio

IX,

fu

egli

nuovamente

costretto

Giancarlo, Cardinale. Bandi nobile cesenate e zio materno del Pontefice Pio VI, Braschi, nacque ai 1 7 luglio 1700. Era avvocato, ed uditore del
Giancarlo
,

BANDI

dai Banderesi ad allontanarsi da Ro-

Cardinal Ruffo
indi
nella

legato di Ferrara,

ma
ne
i

ma

avvicinandosi la celebraziosanto
iZjoo,

fu

fatto

vescovo

di

Imola

dell'anno

romani
,

profittare

dei

volendo tanti vanalla

quale citt eresse dai


la cattedrale.

fonda-

menti
di
s.

Quindi fu creapresbiterale
ni-

taggi

che

provenivano
de' forestieri

citt

to Cardinale

col titolo

pel concorso
grini
Assisi
larli
,

pelle-

spedirono

un' ambasceria
il

in

Maria del popolo dal suo pote ai 29 maggio 1775, ma


pubblicato agli 11

fu

ad invitare
di

Papa

a conso-

del seguente set-

sua presenza. Bonifacio

IX

tembre.
to,
nel

Ricevette nel suo vescova-

promise di esaudirli allorch avessero per sempre aboliti i Banderesi, e ricevuto il senatore Malatesta da
lui

1782, lo stesso Pio VI, che teneramente lo amava, allornella quando recossi a Vienna
,

nominato alle quali condizioni essendosi i romani sottomessi, il Pontefice torn in Pioma, assunse l'assoluto dominio di essa, e mun di
:

qual' occasione

consacr

il

Papa

la

detta cattedrale. Questo degno por-

porato
t,

mor

encomiato per in Imola ai

le

sue vir-

23

marzo

valido presidio

il

castel

s.

Angelo.

17845 con gran dispiacere del Pon-

8(j
tefice nipote.

B4K
V. B baschi; e Novaes
ci.
i

inesscni aveano la lettera greca

Mi

tomo XVI pag.

BANDI.
genisti,
i

Eretici,
1'

che nel XII seerrore degli oriessere

lacedemoni 1' A; e nel popolo del Signore, i maccabei v' aveano scritebraiche
del

colo rinnovarono
quali

te le iniziali
i t

versetto

sostenevano

cap.
I,

XV

dell'Esodo, cio,

anime state create al tempo medesimo in cui fu creato il mondo, ed aver esse peccato subito dopo la creazione. E vero che questi eretici tolsero il nome da quello del loro maestro Bando; non consta petutte le

dalle quali deriv lo stesso no-

me
gli

di maccabei.

antichi tempi

romani poi nenon ebbero stabiI

le

insegna

nella Bandiera.
il

Ora
il

vi

rappresentarono

lupo, ora
il

miin-

notauro,

il

cavallo,

cignale,

r che abbiano

fatti

grandi progres-

di l'aquila,

che

g'

imperatori dipoi

si, n si sa in qual luogo abbiano dommatizzato, o chi li abbia combattuti, n meno condannati. BANDIERA. Drappo legato ad una asta, entro del quale ricamate o dipinte si rappresentano le imprese de' capitani, le armi ed insegne de'principi, a diversi colori. L'uso della Bandiera

sempre ritennero. Questa essi aveano assunta prima dell' anno secondo del consolato di Mario, e non fu lasciata

che al

tempo

di Costantino

il

Grande. In luogo di essa egli vi aggiunse una croce col monogramma composto delle due lettere greche

P
il

intrecciate

assieme,

signifi-

e sonvi per antichissimo autori, che lo vogliono derivato dagli assiri, siccome quelli, che aveano
si

ritiene

ficanti

nome

Christs.
a'

Tale Bandiera
tino sort anche
il

tempi di Costan-

nome di Labarum,
romani non cono-

dipinta

drappo
spedita

una colomba sopra di un memoria della colomba da No a rintracciare se le


in
si

per
ta,

lo innanzi

da'

sciuto. Consisteva essa in un'asta dora-

acque del diluvio


Certo che
re,
gli

fossero ritirate.

preziosissima e al di

avente nella sommit una corono sopra il detto


in
retti,

ebrei per distingue-

monogramma. Un bastone
traversava ad angoli
sto

re le loro trib

aveano

le

Bandie-

cima la da que-

sulle quali vedeansi simboleggiale


,

Giacobbe a' suoi lgli e quella di Giuda area un leone. Il costume venne abbracciato in breve anche dalle altre nazioni, e presto si vide la Bandiera adoperata e da persiani, che vi dipinte

profezie

di

pendeva un ricco drappo di color porpora ornato d' oro e di gemme,


neir infima parte del quale deano i busti di Costantino
figli
si

vedei

di

lui.

Quell'imperatore
ciascuno
in

avea
giro

scelto
l'

cinquanta de' pi valorosi delo


la custodisse.

esercito affinch

sero

il

sole, o, secondo Senofonte,

la portasse

Eusebio,

un'aquila, e dagli ateniesi, ch'ebbero


la civetta,

De

s'ita

Constanlini cap. Vili, dice

rono

la

da tebani, che cimbri fenice. I


e
colla

vi la

segnaintro;

essere stato solito l'imperatore

medeil

simo
taglia

raccontare che in certa batquel


soldato

dussero
ecizii col

figura

del

toro

gli

che portava
la

drago; i corinti col cavallo alato, o pegaso g indiani col gallo ; gli etiopi col cane ecc. Non tutti per ebbero l'emblema di qualche figura ma piuttosto qualche
;
;

Labarum,

intimidito per

gagliar-

da impressione, che su di lui facenno i nemici, consegnollo ad un


altro e
si

ritir

per salvare la vita;

ma

lettera iniziale

o qualche sentenza.

non appena era uscito dal bollore della mischia che, ferito da un

BAN
mentre i colpi che avea ricevuti quando portava la Bandiera, non gli aveano potuto recare alcun danno, siccome non lo ebbe chi a lui successe. Gli scrittori non vanno d' accordo nello stabilire parola Labal' etimologia di quella rum. Alcuni la derivano dal greco lambanin, prendere j altri dal nolardo
,

BAN
stis

87
dove
tratta

mor

Rom.

Pontif.

di

Leone 111, creato nel 79^, anemia che non solo quel Papa avea benedetta e mandata anch' egli una
Bandiera a Carlo Magno , ma che di lui Stefano li, del 752, avea fatto lo slesso verso Pipino.

prima

L' anzidetto Pagi, in

Critica

Baroopen. 6,

niana, e Ottaviano Gentili


ra

nell'

me

lafjra

spoglie j

per a molti

De

Patriciis

lib. Ili,

e.

2,
si

piacque meglio di farlo derivare dal latino lab or , come se indicasse un

dimostrano che
Francia

la

Bandiera

manre di

dava dalla Chiesa Romana


,

a'

termine alle fatiche della guerra oppure, perch avendo al di sopra la croce, per la quale da Costantino
s'

perdi' erano

palrizii

ro-

era

posto

line
cos
,

alle

persecuzioni

de' tiranni,

addiveniva un em-

blema
cit
,

di pace un simbolo di feliche la terra potea ripromet-

mani, e di lei avvocati e difensori. Qual figura presentasse quella Bandiera, che Leone III avea mandala a Carlo Magno, si vedeva espresso in mosaico nel celebre antico triclinio che lo stesso Pontefice
i'ece

fab-

tersi

dal

vessillo

della

universale

bricare vicino alla basilica laleranese.

salute.

Yeggasi Baronio 3 1 2; Gretsero De cruce


i

ad
lib.

ami.
i ,

Vedevasi in
che

quello

il

principe

e.

degli apostoli seduto in trono colla

et seq.

Job

Mieli.

Weinrich
i

De
de

destra

porgeva

Leone una
Bandiera al
deil

vexillis et vexilliferis, Erfurti

7 io;

stola e colla sinistra la

Dan. Guil. Molleri,

Dissertano

principe.

Per quella fabbrica

Labaro

constanliniano, Altd

1696;

molita, e distrutto insieme anche

Sac. Frid.

Borchmanni, Disserlalio hy storico-critica de Labaro. V. BaxJN'EKITI.

mosaico, non ne rimane che l' incisione nelle opere del Pagi Ciani3

pini,

Alemani e
le

Gentili.
la so-

Cristo, la

Propagata la religione di Ges Bandiera cominci ad avedi sacro.

Che

bandiere precedessero
i

lenne cavalcata, con cui

Pontefici

re nelle nazioni cristiane qualche cosa


rito

La Chiesa

vi stabil

un

appositamente

per

impartirle

prendevano solenne possesso della basilica lateranense, ne abbiamo moltissimi esempi presso il Cancellieri
ne' suoi Possessi, e, parlando di quello

la benedizione,

e questo rito pure

Venia eseguito dal Sommo Pontefice, oppure dal vescovo, siccome osservasi anche oggid. Secondo 1' opinione di gravi autori, la prima Bandiera, che sia stata beneantichissimo.

preso

nel

19

da

Gelasio

li,

dice ch'erano le bandiere della fanteria

romana che sono rammentate


s.

nell'epistola

rum
ci e.

Petti,

Schismalica Canonicolib. 2. Hist. Roderi-

detta e spedita dal


pi
si

Papa

ai

princiIII,

66. Nicol Rosselio d'Aragona

fu

quella, che Gregorio

eletto

nel

73

1,

mand
v'

al

re

di

Francia. In essa
le

aveano figurate
o
se).

chiavi
di

della confessione,
s.

polcro
11

Pietro

V. Chiavi

che Signiferi cum Bannis precedevano Eugenio 111 del ii-p. Perci furono detti Bandonasii da Cencio Camerario, e Baudcrcnses da Pietro Amelio. Ma de'Banderedice,
si,

Pagi, nel suo breviario

De

ge-

portatori

delle bandiere

de' Bio-

88
ni
di

BAH
Roma, che specialmente
XIII,
citt

B
nei
in
,

secoli

XVI

esercitarono

quella

un' illimitata

autorit

e figurarono quali primari magistrati


,

si

trattato

all'

articolo

Baxdenel
i5,

eesi.

Dal

Galletto

poi rilevasi
i3.

suo Primicerio pag.


dodici
militi

che

de' quali

Draconarii, ciascuno aveva uno stendardo, che chiamavasi banda precedevano il


,

Papa
vasi
s.

allorch

dal patriarchio recain

a celebrare pontificalmente

V. Dufresne Glossar, rnediie et infima; latinitatisj Challon Storia di Francia Catalano Comm. in Pont. Rom. P. II, de Bentdict. J^exilli. Intorno alla cappa di san Martino, specie di mantello, o stendardo che era portato dall'esercito de' re di Francia della prima, e della seconda dinastia, V. Cappa. N solo a' re di Francia furono spedite leBandiere benedette dai Papi. Ci ricorda la storia che, tra gli altri, Adipinte.
;

me

Maria Maggiore; ed inoltre due Draconarii o Bandonari con V insegne de' Cherubini, e con lancie.

lessandro
ferisce
il

II,

eletto nel

06

come

ri-

Baronio,

mand

lo

stendardo

Qualche tempo dopo Carlo Magno divenne eziandio costume dei


prendere la Bandiera di san Dionigi prima che partissero per la battaglia Dessa chiamavasi Orifiamma j stava semil
,
.

o Bandiera benedetta a Guglielmo conte di Normandia, acciocch imprendesse la guerra contro


tro
il

gli eretici

e con-

re di Francia

tiranno Araldo invasore dell InSisto IV. del

ghilterra.

147G

nella

pre

appesa

presso

il

sepolcro

di

quel santo,
l'abbazia.

ed era

la

insegna delil

Da

principio

solo conte

del

\-cssinese,

come dipendente da
la

Paolo bened'i solennemente due Bandiere per la battaglia navale de' cristiani contro i turchi S. Pio V bened anch'egli la Bandiera che dovea portarsi contro ai turchi. Questa aveva dipinte le imabasilica di san
gini di
stoli

quell'abbazia,
ra

portava nella guerdi

Ges

crocifsso,

de' Ss.

Apo:

che occorreva

fare

in difesa

Pietro e Paolo col motto


signo vinces.

de' privilegi e delle terre del


stero.

Ma

moniavendo dipoi Luigi VI il


la

Ioc
fice

Lo

stesso
al

In Ponteconte

avea mandato anche


Fiora
,

Grosso, del 1108, unita alla corona, i re fecero

contea Oridelle

di

s.

fratello

del

Cardinal

dell'

Sforza, lo stendardo benedetto,

quan-

fiamma
no

la

principale insegna

do

colle

milizie

Pontificie lo spedi

loro armate.
l'uso di

Nondimeno conservaro-

prendere l'orifamma da quell'abbazia, dove all'uopo l'abbate,


celebrata la messa, gliela consegnava.
11

gli ugoed in aiuto del re Carlo IX. In alcune chiese di Roma si veggono parecchie Bandiere vinte ai ne-

capitano in Francia contro


notti

Sugerio

ricorda

to

da Lodovico
s.

che Vili,

ci

fu fat1

mici, e dalla piet de' principi offerte


al

nel

47

Romano
di
,

Pontefice o qual selui

da
per
gi

Luigi IX, prima

la

X,

che partisse guerra della crociata, da Luida Filippo VI e da altri.

gno

gratitudine per le di

preri-

stazioni

o qual

effetto

di filiale

verenza. .Nella
n'

basilica

lateranese ve
agli

Quella

Bandiera

appellavasi

Ori-

erano
le

ventisette
quali,

tolte

ugo-

fiamma oppure Aureafiamma,

ov-

notti,

dal prefalo conte di

vero in francese Oriflambe, perch portava de' ricami d'oro sopra un

santa Fiora,

col

mezzo del Cardifurono manda-

nal
te in

di

lui

fratello,
s.

fondo

rosso,

perch,

secondo

dono a
1

Pio

(^.Baronio ad
il

L'opinione d'altri, avea delle fiam-

ami.

56q). Nel vaticano

Pontefice

BAN
Innocenzo XI vi pose la Bandiera di Maometto, che Giovanni III, re di
Polonia, tolse
glia del
a'

BAN
La Bandiera
il

89
si

Pontificia

custo-

diva dal generale

supremo quando
reale
si

turchi nella batta-

Papa

partiva
di

da Roma. Questa
cala

i683, presso Vienna Lodovico Maracci Lo stendardo

(V

dal corpo
soltanto

guardia

otvi

tomanieo). Nella basilica liberiana

erano due Bandiere, ora custodite in quell' archivio , che insieme ad altre due, vennero a Clemente XI offerte dall'imperatore Carlo VI, che

quando passa il Ss. Sacramento, e quando passa il sovrano Pontefice; non mai per al passaggio de' principi forastieri, a' quali solo

s'inalbera.

Il

regnante Pontefice

Gregorio

XVI

diede Bandiera a que'

egualmente a' turchi 6 presso Pe1 7 tervaradino. Nella chiesa di s. Maria sopra Minerva evvi un' altra Bandiera presa a'turchi, ed allo stesso Pontefice con altre presentata nel 17 17.
le

avea vinte

corpi militari, che

non

l'aveano.

nella guerra del

La Bandiera o stendardo si porta anche nelle processioni. Sembra che


questo costume abbia cominciato nel

i4i4>

CIU

P er

a prima

volta
di

si

spieg Bandiera colla

immagine
delle

s.

Inoltre nella suddetta basilica latera-

Rocco
santo.

nella

canonizzazione di quel
arci-

nese v'ha una Bandiera di


tolta
a' tunisini

Maometto
maestro
col

Nelle processioni

dal

gran

confraternite e delle chiese di


si

Roma

dell'Ordine
riposta

gerosolimitano, e

da Innocenzo XIII. Parecchie altre di queste Bandiere si conservano nella chiesa di s. Maria
della Vittoria.

usano le Bandiere col rispettivo stemma. Dicono i maomettani che avendo


essi

una volta
cipale,
la
il

{Vedi).

co' cristiani

la

perduto in battaglia loro Bandiera prinla leg

In qualche luogo si accostum di porre in cima della Bandiera il simbolo della


ss.

loro generale tagli subito

coda ad un cavallo,
pertica,

ad

Eucaristia, per signifiil

una
e,

e grid:

Ecco questa

care che G. C.
nel mirarlo in

protettore
i

della
solda-

guerra giusta, oppure perch


ti,

mezzo ad
l'inimico.

essi, cre-

scessero nel coraggio, e pi forti che

mai impugnassero

certo

che Turstino, arcivescovo eboracense, lo colloc sopra la Bandiera delle ar-

mate del suo de antiqua


militice.

re.

V. Lupo, Dissert.
christiance

disciplina

La Bandiera
ficie,

delle truppe Ponti,

dopo Pio VII


bianco
,

consta di due

colori,

giallo.

Prima
Quella

di

quel Papa luogo nella


cio
rosso,

il

solo

bianco

avea
noi

Bandiera chi mi ama seguiti che avendo i turchi preso di nuovo coraggio ottennero la vittoria. Questa un' imitazione dello stratagemma di Romolo, ed i turchi chiamano questa coda Tug, dopo averla adottata per Bandiera. Le code dei cavalli, eh' essi adoperano come insegne sono stendardi di una mezza picca alti, dalla cui sommit pendono le code de' cavalli, sopra della quale e nella cima evvi un pomo dorato: il colore della medesima pu essere qualunque, ma non verde, pola

mej con

Bandiera.
turchino
e

della guardia svizzera

ha

tre colori,
giallo

tendosi per di questo colorire l'Asta. Non e a tacersi poi, che anco di

con
il

due stemmi: dall'una parte quello


del

queste code tolte a'turchi dagli esercapitani e prini citi cristiani ,


cipi

Pontefice regnante, dall'altra


VOL.

vincitori
;

fecero
che
nell'

donativo

ai
olto-

gentilizio del capitano degli


IV.

svi/zeri.

Pontefici

impero

12

9o
ri?,
i

BAN
tre coIo

BAN
scelse

mano chiamansi Pasci a


quelli

protettore dell'Ordine
lo fece pre-

della

prima

classe

fra

camaldolese, e nel 1666

Pasci, siccome

rivestiti eli

gran-

side al capitolo generale, cui

componedi

dissima autorit.

Ed

bulgari priil

vano tutte
1'

le

congregazioni di quelneh' eremo


il

ma

che abbracciassero

cristianesi-

istituto

tenutosi

mo, portavano per insegna militare una coda di cavallo, a cui Papa s.
Nicol
I

Frascati.

A Roma

corse

resto della

sua vita consumata in opere pie e religiose, e nel

fece surrogare la croce.

V.

1667 chiuse in pace

Gonfaloni.

suoi giorni in et di

circa settanta

BANDI NELLI
nale.

Rolando, CardiV. Alessandro III. Papa. BANDINELLI Volunnio Cardi-

anni e dieci di Cardinalato. Ordin


che
si

riponessero
s.

le

sue ossa

nella

nale.

Volunnio
i

Bandinelli
dall' antica

sort

Siena

natali

chiara

Giovanni in Laterano, appi della tomba di Alessandro III con una iscrizione suo congiunto
basilica di
,

stirpe di Alessandro III, nel

i5g".

piena di errori, tra

quali vien selui

Avea

nobili

maniere

ed era religiosissimo. Da mogliatosi ebbe prole numerosa, e visse lunga pezza alla corte del granduca di Toscana universalmente riverito ed amato.
col Cardinale
la

ed affabili, giovane am-

gnata

la

morte
1667.

di

nel

16

7,

anzich nel

Sebbene questo

Cardinale non fosse uomo di profonda scienza, ne sapea per molto e quindi il Pontefice di mondo
,

Le

nobili sue

mache
col chia-

conferiva

assai

volentieri

niere gli fecero strignere leale amicizia

ed era de' suoi


disfatto.

pareri

con lui molto sodCardinale.

Fabio Ghigi
sede
lo

appena occup

romana
,

B ANDINI Ottavio,
Ottavio Bandini,

nome

di

Alessandro VII

decoro

ed
,

orna-

m
io

a se, dacch era vedovato del-

mento
sort
i

della citt di Firenze


natali,

dove
dei

la moglie.

re

In et di sessanta anni di onoelesse suo cameriere e maestro di camera, e po-

un col candore
delle
la

costumi,
re,
coli'

colla soavit

maniecognicoltivate

elegante aspetto,
lui

scia

nominollo
e
il

patriarca

di

Co-

zione delle scienze da


in Firenze, in Parigi e

stantinopoli

Per metterne
ri
s.
,

maggiordomo. colmo ai suoi favosuo

Restituitosi alla patria,

si

Salamanca. condusse
la

lo

cre

Cardinale col titolo di


ai

a
sto

Pisa

per
si

apprendervi
apr un'
della

legge,

Martino promozione
20, aprile del
tefice

Monti
fece

nella

terza
li

nella quale fu laureato, e per que-

che

Roma
lo

mezzo
dignit

ampia strada
.

i658.

Lo

stesso

Pon-

alle

Chiesa

Recatosi

per

alcun tempo

ritenne

Roma

nel Pontificato

di

Gregodi

appresso di s col titolo di promag-

rio XIII, ottenne la qualifica di pro-

giordomo
t col

ma

di

poi

gli

confid
cui trat-

tonotario apostolico.
quindici

fama che

la legazione della

Romagna,

sommo

della dolcezza, piet e part di l con

prudenza, perloch

anni recitasse un' eloquentissima orazione funebre nella chiesa di s. Lorenzo, pel defunto gran
I,

grandissima laude e con molta soddisfazione di quei popoli, ritornati a

duca Cosimo

onde ne rimasero

maravigliati gli uditori. Sisto

nel

mezzo
turbata
ti.

della giustizia alla quiete perda' ladronecci


de' fuorusci-

i586
della

lo

destin, invece del suo niPeretti,


al

pote Cardinal
citt

governo
poi nel

Alessandro VII inoltre, nel 1609,

di

Fermo,

BAN
i5go
ea
,

BAN
affatto svanite,
i

91

alla

presidenza di tutta la Marsi

non avendo avuto


il

in cui

contenne con
fu

tale

in-

Cardinali considerazione alcuna pel

tegrit e valore, che


te di

Sisto

V,

dal sagro collegio

dopo la mordue volte eletto a prefetto, o go-

Sauli. Neil' esporre

proprio

sen-

timento era di ammirabile facondia, onde si merit il titolo di padre


eloquentissimo.
saviezza unite
gli

vernatore del conclave e della citt Leonina. Gregorio XlV si prevalse dell' opera e de' consigli del Bandi ni negli affari dello stato, ed avrebbelo fatto di buon grado suo

L' esperienza
al
l'aro

la

suo

talento

meritarono di
vescovi
,

far parte delle con-

gregazioni di consulta,

buon govers.
;

no,

regolari,

offizio,

datario, se

non

vi fosse stata la vali-

da opposizione

del conte Olivares ambasciatore di Spagna. Clemente Vili, che da Cardinale era amicisdi Ottavio,

simo
t di

appena, nel i5q2,


cit-

propaganda e molte altre ed ebbe le protettone deh' Ordine della Ss. Trinit della Redenzione degli Schiavi. Intervenne a'eomizii di Leone XI, di Paolo V, di Gregorio

fu fatto Papa, invidio a reggere la

XV,

e di

Urbano Vili.
,

questi

Bologna col carattere di vicelegato, dove le sue attrattive gli guadagnarono il cuore di tutto il
popolo.
11

provvide poscia nel i5g5


di

del vescovato

Fermo, ed
i

ai

5
:

giugno 1596
Cardinali,
lo fece inoltre

l'ascrisse tra di
s.

preti

Bandini si mostr contrario, tenendosi per certo, che sarebbe stato egli stesso fatto Papa, ma in vece ebbe uno scarso numero di voti, e dui' fatica a dissimularne il rammarico, pel quale
ultimi comizi!
il

col titolo

Sabina

alcuni

attribuiscono
del

il

detto

feno-

legato

della

Roma-

meno

1598, della Marca che spurg subito da' malviventi e banditi, n ebbe difficolt di penetrare tra le balze, e le nevose gole de'monti per eseguire con ardore l' incagna, e nel
rico

cambiamento del colore de' capelli. Nel 1606 rinunzi l'arcivescovato di Firenze, che da Paolo V fu in vece conferito a Paolo

Strozzi nipote del Bandini. Final,

mente
tempi

dopo
,

essere stato la

delizia

avuto, infrangendosi anzi

una
al-

de' Cardinali
,

1'

oracolo

de' suoi
d'

gamba.

Fu

ancora onorato di
le

essendo

vescovo
nel

Ostia

tre distinte commissioni, tra

quali

(chiesa ottenuta

1626 da Uril

memorabile

l'

incontro

che fece

bano Vili),
dini
in

cess di vivere

Ban-

nome
III

della Santa Sede, a


di

MarFilip-

Roma

nel

1629 qual deed in et


sue
chiesa
,

gherita di Austria, sposa

cano
di

del

sacro collegio

po

re

di

Spagna.

anni

settantuno.
collocate
al

Le

ossa
di

Essendo di capello biondo , in una sola notte, divenne questo Cardinale affatto

furono
san
al

nella

Silvestro
lato
sinistro
gli

Quirinale
eretto
,

dove
nobile

canuto,

per

la

veedi a-

della

cappella del-

mente apprensione concepita


cui

l'Assunta

fu

un

ver perduto quell' alto concetto,


era
presso
il

in

sacro

collegio
il

mentre

avendo

egli
lui

assicurato

Cardinal Sauli, da

giudicato de-

col busto di ed elegante avello marmo, e con un'iscrizione da lui composta. Fu di cuore grande e magnanimo d' ingegno pronto ed
,

gno

che avrebbe tutto posto in opera perch vi fosse esaltato, vide le sue speranze
del

Pontificato,

elevato,

Le persone dabbene
lui

ed 'assai dotto. trovarono in un costante prolettore, e Paolo


eloquente

92

BAI
dallo
stesso
,

BA
nale del titolo di

i\

V,

Gregorio XV, ed Urbano Vili vecchio venesolevano chiamarlo

Pontefice
s.

prete Cardi-

rando 3 delizia del sacro collegio, ed ornamento e splendore della


sua patria.

Lorenzo in Damaso, nella terza promozione, fatto a Monlefascone li 22 settembre del i368. Ma per brevissimo

BANDITI
bile

Francesco Maria, Carai

tempo
ch
,

vest

la sacra

porpora,

per-

dinale. Francesco Maria Banditi no-

riminese nato

9 settembre
chierici rego-

1705, era religioso de'


lari teatini e fu fatto

vescovo di

Mon-

tefascone,

donde fu

trasferito ali ar-

vogliamo credere al Baluzio ed al Contelorio , dopo un anno mor a Viterbo dalla peste, donde ne fu trasferita la salma a Mortomare nel Limosino, ricevendo
se

civescovato di Benevento. Creato in

poscia sepoltura nella chiesa dei ro-

petto Cardinale prete da Pio


luglio

VI

a'

mitani con
tichi
secoli

un

epitaffio nobilissimo.

1775,0 poi pubblicato a' i3 novembre seguente mor in Benevento a' 27 gennaio 1796 d'anni novantuno non compiuti.
,

BANNERITI

Cavalieri. Negli ani

solevano

principi,

per

molivo del proprio interesse, nobilitare i vassalli, concedendo loro la


facolt

BAJVGOR,
vescovile

BANCHEB.

Citt

di alzare bandiere

sotto

le

d'Inghilterra

(Bangorium

quali potessero condurre

uomini arregioni.

o Bangoria).
di

E situata nella contea Coernassan, presso lo stretto di Anglevey, e, tranne il suo vescovato, suftVaganeo di Cantorbery, nulha
che
sia

mati

alla

difesa

delle loro

Indi furono chiamati Cavalieri Banneriti dalla

bandiera che portavano.


il

Non
la

si

sa per

tempo

certo del-

la

meritevole
distante

di consisei

loro istituzione. Si crede forse in


dell'

derazione. Essa
glia dalla citt di

mi-

desi che
di

il

Coernassan, e eresuo vescovato sia quello


l'anno 53o.
antico gotico

tempo quando

scelse

imperatore Costantino cinquanta de' pi coper


la

spicui soldati,

custodia

del

iet

trasferito

cattedrale,
to,

La monumenGlendore

Labaro. V. Bandiera. Da quell'esempio tale


tutti
i

uffizio

in

fu demolita
la

da
1

Owen
o
dal

regni

si

wer, e

citt intera di

Bangor fu
Giodi no-

sone primarie.

dare a perVarie sono state le


suol
siffatti

abbruciata

nel

cerimonie
ri,
il

di
si

crear

cavalie-

vanni. Si ricorda

un vescovo

le

quali

possono veder presso


1

me

Mardois, o Marduitti, all'epoca

Giustiniani a pag.

35. Ai Bannee la

de' normanni, che vi risiedeva

prima

riti

era permesso usare l'elmo

del 943.

BNKACO,
Cardinale.
natali nella

KINACO
di
,

Pietro,
sort
i

Pietro Bankaco

erano detti cavalieri aureali per lo sprone d'oro, che loro si dava. Tal grado di cavalieri a poco a
visiera;

Marca

Limoges posul

poco

mancato
della

in

varie parti,

co lungi dal Belaco terno era


tro di

terminare

per l'abuso

loro autorit, fu
abolito,

del secolo decimoterzo. Dal lato

maOr-

da
le
t.

varii principi

a riserva

nipote

del Cardinal Piedell'

d'alcuni, a' quali per indulto speciasi

Mortomare, abbate
s.

concede

la

medesima

facol-

dine di
di

Benedetto nel monistero


Arles,

Ignorasi per se portassero divisi

Montmaieur presso
di

ed ese
refe-

sa propria; solo

sa che la bandiera

sendo vescovo di Chartres


rendario

loro eia

fregiata,

col

nome

Urbano V,

fu

creato

con l'arme

di ciascuno.

Quella ban-

BAR
dieta eia piccola e quadrala, e nel
conferirla
le
si

BAR
trario avviso.
le

93

tagliavano

punte nel-

Commanville riporta un vescovato col nome di Bara istituito nel


Cizico.

cjuali

terminava. V. Vessillifero.

secolo,

suffraganeo
di

di

BANiNES Domenico, domenicano,


spaglinolo.

Leggeva teologia in A lcal,


,

BARACACCHI. Nome
ta di religiosi sparsi

una

set-

Yagliadolid e Salamanca
sore di
del
s.

fu confes-

nel Giappone.

Teresa, e
nel

Campo

tasette.

Scrisse

mori a Medina 1604 di anni settanun commento in sei


in
foglio

BARACHISIO
di

(s).

Vivea questi
persecu-

nel secolo quarto, in cui Sapore re

Persia ruppe una fiera

grossi
della

volumi
dottrina

difesa

zione ai seguaci del Vangelo. Aven-

dell'Angelico;
della

chio-

s anche Aristotele e viene riguardato

stiani

do Barachisio inteso che molti cridoveano condannarsi all'estre-

come padre
i

famosa prede-

mo
in

supplicio,

partissi

terminazione
tato presso

fsica,

sistema accredi-

sua patria, e

recossi

da Bcth-Asa ad Hubaham
alla

domenicani per comdell'

compagnia

di suo fratello, chia-

binare
grazia

la

libert
colla

uomo
di

colla

mato Giona, ad
severanza coloro
,

esortare

per-

prescienza
si

Dio

quindi validamente
suita
la

oppose
di
s.

al ge-

Monte Maggiore, che


stilla
s.

assaliva

dottrina

grazia

Ago-

stino e di

Tommaso medesimo. BANZARA. Citt vescovile d' AIgnorasi in qual provincia fos-

frica.

se ella situata,
fatta

ma si sa che ne fu menzione nella conferenza di


Citt
vescovile
della

Cartagine.

BAPARA.
Mauritania

Cesarea in Africa.
ricorda
col

Todi

lomeo Babar.

la

nome

che doveano subire il martirio. La qual cosa come pervenne alle orecchie del giudice , questi comand che fossero condotti alla sua presenza i due Obbedirono essi con pronfratelli. tezza alla chiamata, ma si protestarono solennemente, che non sarebbero mai per prestare alle creature quell' onore, che al solo re immortale del cielo e della terra dovuto. Sdegnati i magi per tale risposta, comandarono che Barachisio fosse rinchiuso in
tetra prigione
soffrire
,

ed intanpe-

BARA.

Citt vescovile della pri-

to

fecero
al

atrocissime
lui,
il

ma
za
lo

Augustamnica, patriarcato d'Alessandria, situata a poca distandi

ne
co

fratello

di

quale

poi

dopo termin
verit.

la

vita in

difesa

Damiata,

sulla

sponda ocil

della

Dopo qualche
e
g'

ora
di

cidentale del canale per cui

Ni-

magi chiamarono Barachisio


ro
fece

alla lo-

va

a gettarsi nel
il

mare

di

Da-

presenza,

imposero
di

sa-

miata. Verso
chita, siccome

nono

secolo era es-

crificare.

Arse

egli

zelo,

si

sa la residenza di

un vescovo melatti

appare dagli

del
il

sinodo

di

Fozio, tenutovi

sotto

a parlare con tanta energia sulla grandezza del vero Dio , che i magi ne restarono maravigliati.

Pontificato di Giovanni Vili.

bra che
tropoli.

fosse poscia eretta

Semin mesol ve-

Tanta virt non


li,

valse a convertiril

e per isfogare
al

loro furore, codi

La memoria
il

di

un

mandarono

carnefice

porgli
ferro

scovo di Bara giunse fino a noi;


questi Teofilo,

sulle braccia delle

lamine
occhi
di

di

quale approv

l'or-

arroventate, e poscia di versare sulle narici

dinazione di Fozio, e scagli l'anatema contro quelli, ch'erano eli con-

sugli

lui

del
dalla

piombo

fuso.

Ma

confortato

94
grazia,
il

BAR
infieriva
la

BAR
persecuzione,
li

nostro santo sostenne intrepido ed allegro questi tormenti, ai quali si aggiunse quello di gettargli

suscitata

da Sapore

contro

la

chiesa

di

Persia, questo santo diacono di

Ar-

in bocca della
,

e dello zolfo
vere.
fratelli

pece bollente per cui termin di vigloriosa


di questi

La morte

avvenne ai 24 dicembre dell' anno 327, ed il martirologio romano ne fa menzione nel giorno 29
di

marzo.

bella fu preso, e tormentato con ogni maniera di supplizii. Egli li sostenne con ammirabile coraggio, e di buon grado si sottomise al taglio di testa, piuttostoch mancare ai doveri, che g' imponeva la religione. L'empio apostata,che dovea eseguire la senten-

BARADATO
solitario

VARADATO
di

(s.),
il

za

non fu capace
;

di

spiccarne

il

della

diocesi

Ciro,

capo, quantunque per sette volte lo


avesse colpito
gli
jl

quale vivea nel secolo quinto, e

si

e perci trapassato,

rese celebre per le austerit cui sep-

pe praticare ad onta

di

un tempei

cuore colla spada lo uccise. Il martirio di Baradbesciabas avvenne


nel giorno

ramento

assai gracile.

Conduceva

20
i

luglio dell'anno

suoi giorni in

una

specie di gabbia

BARALOTTI.
in Italia, fra

Eretici di

aperta da ogni parte, cosicch era esposto a tutte le intemperie dell'

quali tutto

354Bologna era comufigli.

ne, persino le mogli

ed

Eb-

aria.

Il

patriarca di Antiochia, per


la

bero eziandio
ti,

il

nome

di obbedien-

mettere a prova
coniandogli
di

obbedienza di lui, la sua dimora. Obbed Baradato all' ordine del suo superiore , nel quale ricolasciare

per la

facilit

no

ad

ogni

onde acconsentivamaniera di dissolu-

tezza.

BARASIO.
via

Citt vescovile di Ser-

nosceva

la

voce di Dio

ma, sebbe,

dipendente dalla
I peli,

metropoli di

contine lontano dal romitaggio nuava nella pratica delle pi auste-

Petra.

BARBA.
le

che crescono suldi farsi cre-

re penitenze. se fornito di di
se

Quantunque si vedesuna rara saggezza e


santo

guancie
la

e
Il

nelle parti aggiacenti

alla faccia.

costume

una

perfetta cognizione delle coil

scere

Barba lunga da principio


:

celesti,

uomo

si

man-

era generale; in appresso comincia-

tenne nella pi profonda umilt, n mai permise che lo spirito dell' orgoglio entrasse a corrompere le sue
belle virt.
la

il

rono alcuni popoli a raderla quindi Signore avea comandato nel Leche gli ebrei si vitico al cap. XXI
,

Di queste si era sparsa fama dovunque, e giunse persino


imperatore Leone,
il

guardassero dall'assomigliarsi a quelli

alla corte dell'

quale
lo

gli

scrisse

una

lettera,
il

in cui

pregava ad esporgli
spettanti
la

proprio paChiesa.

secondo osserva Ateneo greci I dopo Crisippo, portarono sempre la Barba fino al tempo di Alessandro vissuto 334 anni avanti Ges Cristo.
.

rere intorno ad alcuni affari importantissimi


risposta di

Plutarco

aggiugne, che
ai

Alessandro
di

La

comand

macedoni
i

radersi

Baradato

soddisfece del

per timore che


sero per la
sia,

nemici
;

gli afferras-

tutto alle

brame
al
si

dell'

imperatore, e
della

Barba

ma
di

checch ne
lui

mollo "iov

bene

Chiesa.

noi troviamo Filippo suo padre,

La

sua festa

celebra ai

22

feb-

Aminta ed Archelao
cessori rappresentati

braio.

nelle

predemedaglie
si

BARADBESCIABAS

(s.)

Quando

senza Barba.

romani non

raser,

BAR
giusta

Vairne presso

Plinio, se

non

mani.

quanto

dopo l'anno 4^4 di Roma. Egli aggiugne che Scipione l'Africano, fu uno de' primi a darne 1' esempio , seguito poi da gran parte de' giovani.
I

vatori di tal

97 romani osseruso abbiamo da Sveai


la

BAR

tonio, tra gli altri esempi, che Giulio

Cesare come ricevette


di certa
si

trista

nuova

rotta
rase la

ricevuta

dai

primi imperatori romani


al

si

raser fino

tempo
nell'

di

assunto
sto
1 1

all'
,

impero

Adriano anno di Cripel


solo

il

quale ripigli la costu-

Barba^ ed il medesimo fece Augusto quando intese la sconfitta toccata a Varo in Germania. Ma veniamo al nostro
suoi soldati,

manza

della

Barba

ma

scopo, alle discipline cio della Chiesa in riguardo alla


clesiastici,

motivo, come dice Plutarco, di na-

Barba

degli

ec-

che avea sulla faccia. Giuliano 1' apostata, che divenne imperatore liei 36 1 portava s lunga barba, che per essa era motscondere
le

ferite

cosa

che

essendo

stala

soggetta a tante variazioni col

pro-

gredire de' tempi, ha ben giusto diritto

di

essere trattata.
fa

teggiato del continuo, e specialmente dagli

Prima
tosatura.

d'uopo distinguere ^altia


la

antiocheni.
s'

rivendicare
scrivere

essere la rasura della Barba, altra la

quei motteggi,

indusse a

Se

prima

significa

il

ra-

un'orazione intitolata Misopogon cio odio alla balsa colla quale


re di
,

dere qualunque pelo sino alla pelle,

al

dili-

Ammiano
i

Marcellino nel
,

bro XXII, etern


guire
ranei.

pi che redar-

seconda quel taglio di essa inad uniformare ed acconciare i peli, anzich adeguarli alla pelle.
la

teso

disprezzi de' suoi

contempo-

Nella chiesa latina


la pratica di

fu introdotta
sino da' suoi

Gli arabi, oltrech nudi-ire la

raderla

Barba con grandissima venerazione,


riguardano quali infedeli coloro, che
se la tagliano; perci
i

primi

tempi.

Non
1'

cosi

per nella
costu-

greca pi inerente
mi. Tuttavia

agli aviti

persiani

sonda
I russi

uso de'

latini, ne'pri-

loro tenuti in conto di eretici.

mi

portarono la Barba sino

al

princi-

piare del decorso secolo, in cui ven-

ne abolita con legge universale; tuttavia non si dur poca fatica per
farne mettere
in

esecuzione

il

co-

mando.

lombardi, allorch principiarono a regnare in Italia, nudrivano lunga la Barba, ed era presso
I

secoli, non fu sempre costante. Se vi si lasciava trapelare una qualche effemminatezza nel raderla, tosto provvidamente venia ingiunto di pormaestosa Barba tarla; e se nella spirava l'ambizione ed il fasto, subitamente un concilio, un canone, un decreto Pontificio ne togliea 1' occa-

sione.

Come
fedeli

poi l'uso di radersi fu


i

di essi

un segno
i

di

onore

giacch

stabilito specialmente presso


ni,
i

romagli

voleano che
dessero.

loro schiavi se la ra-

ed
si

in ispezial

modo

Per questo chiamavansi anzi Longobardi di lunga Barba corotti in seguito in Lombardi.
Presso alcune nazioni un segno
di lutto
il

uniformarono, e con essi tutto l'occidente. Infatti nel 63o, s. Amando vescovo di Mastricht,
ecclesiastici vi

ne' Paesi Bassi


s.

inizi

nel
lui

chericato
il

lasciarsi crescer la
il

Barba,
tosarla.

Bavone

e scrive

di

Surio

come

in alcune altre lo

Gli ebrei, osservatori di quest'ulti-

ma

costumanza, giunsero in qualche


sino

che depose la Barba a' piedi dell altare. E Sidonio Apollinare, lib. IV, ep. i3, riferisce che a' suoi tempi
i

incontro

strapparsela

colle

preti delle Gallie

1'

avevano rasa,

96

BAR
nodo
di

BAR
Siponto nel i5j8 lo vieta in egual modo, ed anzi impone la tassa

o tosala. Questa disciplina nel secolo

IX
zio,

s'era fatta cos generale, cl ie Fodell'

Michele Cerulario acremente rimproveravano la Chiesa latina come fautrice di una


Pont., e
di
lui

858, dopo

Epist.

ad

s.

Nicol.

disciplina
istituzioni.

opposta

alle

apostoliche

Quanto per andassero

lungi dal retto, lo dimostra Cristiano

che non almeno. ogni otto giorni. Il Tridentino, del i564, parla chiaro anch' esso sull' argomento. Il sinodo di Civita Castellana e quello di Amelia, ambedue del i5cp, proscrivono anche la piccola Barba, che da
di sei scudi a que' cherici,
la radessero

Lupo, Dissert. de Vili synod. ger. cap. V. Anzi dopo il secolo X consta da molli concilii lettere e de,

molti ecclesiastici

si

faceva crescere

mento. te noto come


sul solo

Ad ognuno
si

finalmens.

adoperasse
vocali e

Carlo
la

creti

Pontificii

che
e

furono

prese

Borromeo

e coi frequenti sinodi, e


,

delle

disposizioni

perch
di

la disciplina fosse

provvedimenti interamente
Il

colle insinuazioni

con

celebre lettera

pastorale dei

3o

di-

stesa a tutto l'occidente.

concilio

cembre 1^76,
la

affin di ristabilire nel-

Berry in Francia, can. VII, prescrive che tutti gli ecclesiastici si taglino la Barba. Cosi si ordin
nel
concilio Cosacense,

sua

diocesi,

oltre

alcune

altre

discipline, quella

ancora di radersi la
anti-

Barba

cosa che appariva da

tenuto
e in

in

chissime pitture essere stata per lo in-

Ispagna
lo di

l'anno

io5o,
1 1 1

quel-

Tolosa, del
s.

9,

canone X.

nanzi usata anche in quella chiesa. In quel torno l'esempio di s. Carlo ven-

Di pi,
epist.

gliari
la

Gregorio VII, del 1073, Canella Sardegna svegliandogli


io, scrisse al vescovo di

ne imitato
scovi, e tra

da
gli

altri

zelantissimi ve-

altri

da quello
raccolse

di

Tours, che
il

nel

i583

un

la

memoria come il rito di radersi Barba s'era stabilito nella chiesa


e
la

sinodo in cui estese anche a'monaci


precetto di radersi la

Barba

mo-

occidentale fino da' primi tempi,

quindi

lo

ripristinasse

in tutta

sua diocesi,

che per essersi assogavea preso il loro gettata a' greci costume della Barba lunga ed Alessandro III, del 1 i5o nel cap. VII
,

nachi omnes .... habeant Barbani r a sani. Sebbene l'uso di radere o tosare
la

Barba

ne'

Sommi
il

Pontefici

non

siasi

conservato

medesimo, nullada' primi seil

De

vita

et

honest.

clericor.

tras-

dimeno troviamo che coli molti Papi aveano

mento
cosa.

raso.

mette alcune sue lettere all' arcivescovo di Cantorbery, colle quali lo ammonisce pur a seguire la costu-

Le molte medaglie,
vano
raccolta
di

ch'esistono, prola

evidentemente
antiche

Una

transazioni dei
s.

manza
tardi
il

della

Chiesa

Romana. Pi
anno

Pontefici rappresenta

Aniceto, del
s.

sinodo
prescrive
si

bisantino, dell'

167, senza Barba, cosi pure


tero, del
s.

So-

1481
i

chierici

assolutamente che radano la Barba: quello

17^,

s.

Calisto

del 221,

Stefano
i

di Meldi, nel i4/3, vuole che spesso se la radino


:

tutti
lio

I del 257, e di poi quasi Papi sino al tempo di Giu-

Non
,

nutviant

proliIl

II,

eletto nel
lo

i.5o3.

Questi,

sic-

xam

Bar ani

sed serpe

rasi.

come nota
scer la

concilio generale lateranese,

da Leone

proibisce di

compito 5 4 sess. IX nudrire la Barba; il s'ir


,

Spondano, si lasci creBarba solo negli ultimi anni


la presa di

nel

del suo Pontificato; non certo poi se


(piai

segno di mestizia per

BAR
Bologna fatta da' francesi nel i5ii, oppure per accrescere la veneraziolui avanzata et. Leone Adriano VI, suoi immediati successori, non lo imitarono; il primo per essere ancor giovane ed il secondo per seguire il costume delBene imila belgica sua nazione. tollo Clemente VII, per esprimere il lutto e il dolore, donde era proso per l'orribile sacco, che i

nia,

97 Adimaro cabanense apud Beslium p. 328, fu praticata


al

BAR

dire di

ne

alla

di

con Giordano vescovo di Limoges.

X,

indi

V.

Catalani

Comment.

Pontif.

ad

he. de tond. Barba. Nola il Bonarotti ne' Vetri Cemiteriali ,

pag. 5o,
n.

5cj.

Diss.
gli

ep.

in

Tab. eburn.
cristiani

17,

che
di

antichi

praticavano
de' Santi e

figurare in
le

et giovanile e senza

Barba

im-

magini

del

Redentore,

luterani dell'esercito

imperiale die-

affine di significare

ch'essi

non sono

dero a Roma nel 1527. L'esempio adunque del menzionato Clemente VII venne seguito
,

soggetti alle variazioni dell'et;

ma

che

dagli

altri

susseguenti

Pontefici

si-

sempre godono di una florida Questo costume si giovinezza. usato anche nei bassi tempi nel
rappresentare in et giovanile
narchi, sebbene
tar
i

no a Clemente XI, eletto nel 1700, dopo il quale comparvero sempre colla Barba perfttamente rasa. 11 Cardinale Bessarione per la morte di Nicol

mopor-

costumassero

nel

i/\55 sarebbe sta-

Barba lunga. Per uno stesso motivo di significare 1' immortalit si rase ai morti la Barba e si to-

to eletto Papa, se la Barba, che delicatamente nutriva in un tempo in cui


i

come abbiasarono loro i capelli mo dall'anonimo Turonense nel suo


,

Cardinali erano tutti rasi,

non
di

lo

M.

Speculo Eccles. e da
farsi

s.

Dionisio
i

avesse dimostrato troppo greco.

AmaFeradere

alessandrino presso Eusebio,

quali

deo Vili, appena


lice
si

col

nome
,

affermano
segnare
ni,

questo per contras-

V
alla

fu

eletto

antipapa

la

fede dei defunti cristia-

fece la

Barba per non


che

dispiace-

come

quelli

che credono

dover
risurre-

re

moltitudine

ne

mor-

ringiovenire
zione.

nella

comune

morava.
Ne' tempi, che
la

usava da'eherici Barba soltanto tondata, prima


si
i

Scrissero dell'argomento Giuseppe

che

giovani venissero ammessi agli

Valeriano Card. Vannetli, Barbalogia , ovvero ragionamento intorno


alla

ordini

minori,

benedirla
darla.
Il

si accostumava di solennemente e poi on-

Barba

Roveredo

17%; MuA. Ga-

ratori Dissertazione

XXIII j

Pontificale

romano

p.

Ili

De
il

tondenda Barba, ne somministra

rito.

Anche
1

a'novizii, che
,

doman-

Rirchmann De gloria et majeslale Barbce j Giacomo Tommasi nella dissertazione de Barba j Piespare
tro Valeriano, apologia pr Saccr-

davano
dini del

abito religioso
si

venia be-

nedetta, e lo
dal rituale

ha

dalle Consuetus.

dolimi

monistero di

Benigno
altri

amanense

da
s.

do-

cumenti. V.
presso

La

vita di

Godardo

i Bollandisli a' 4 maggio. In qualche luogo vi fu l' uso ancora di benedire la Barba al nuovo vesco-

Barba j Burio RR. PP. Brepag. 262; Buono SperaDe Barba defensa. V. Cinelli ti Biblioteca nel tomo IV Permosero^ De cultu Barbarum septentrionalium et orientaliumj Docrdelino in monumento slavo-russico et in nummis
vis nolilia
3
;

vo prima

di tondarla.
IV.

Tal cerimo-

Germania; mediai
1

ed
o

altri

ancora

VOL.

98

BAR
liaiia,

BAR
parte dell'Africa, che
si

che troppo lungo sarebbe l' enumerare. V. Fabricio nella Bibliotheca antiquaria e. XVI II.

esten-

BARBALISSA

o BARIAR1SSA.
secolo,

de dall'Egitto fino oltre allo stretto di Gibilterra, lungo il mare mediterraneo, e per breve tratto lungo
l'oceano, divisa dal monte Atlante.

Sede vescovile fino dal XII

del patriarcato d'Antiochia nella provincia dell'Eufrate, dipendeva dalla

La

parte, che trovasi al

di

qua

del monte,

la

Barbarla propriaantichi sotto

metropoli di Jerapoli.

mente
il

delta,

che comprende tutto


agli
il

BARBARA
pervennero
questa

(s.).

Gli atti, che ci


alla

paese, noto
di

intorno

vita

di

nome
ca,

Libia esteriore, o Cirenaie


di

santa vergine, nonch sul tempo e sul luogo del suo martirio non hanno 1' impronta della
,

d'Africa propriamente detta, di

Numidia,

Mauritania,

che
odi

certezza.

Credesi ch'ella sia nata in


,

comprende altres, andando da riente ad occidente, la provincia


Dcrna, o Barca,
poli,

fticomedia

e che suo padre, chiafosse ravvolto in

regni di Tri-

mato Dioscoro,

mez-

di

Tunisi, di

Algeri e di

Madi
l

zo alle tenebre della idolatria. Senon-

rocco,

a cui

sottoposto quello di
al

ch Barbara, illuminata dalla grazia, conobbe la falsit della pagana religione ed abbracci quella del JNazareno. Il padre mont sulle furie per tale risoluzione , e non avendo potuto indurre la figlia a rinnegare la fede, la feri con un colpo di spada, che le tronc la testa. Alcuni sono di avviso, che questo fatto sia accaduto sotto il altri nel seregno di Massi mi no colo quarto, in cui regnava Valerio altri finalmente sotto Massimiano Massimiano Daia. Intorno poi al luogo del martirio , gli scrittori non convengono fra loro; imperocch v'ha chi pretende essere avvenuto a Kicomedia in Bitinia, e chi
, ,

Fez.
del

La

parte che trovasi

monte
11

contiene

il

Biledulgerid.
il

nome

di Barbarla chi

trae

dalla nazione
di
bi

primitiva ed indigena
dagli

quel paese, chiamata

araa-

Barabra
di

chi

dalla

parola

raba Bar, che significa grand' estensione

campagna;

chi finalmente

opina
arabi

aver avuto
stesai,

tal

nome

dagli

che venuti neh' Vili secolo a stabilirvisi, trovarono inintelligibile il linguaggio de' suoi abitatori,

e perci
di

il

dissero

barbar,
i

cio suono

chi parla tra

denti.

Checch
contrada
l'Asia

ne
sia

sia,

quantunque questa
pi antiche delconosciute, pure

delle

e delle pi
la

non comiucia
nesi.

sua storia se non


vi fecero
i

suppone
citt

essere

stata

Eliopoli

la

dall'arrivo, che

cartagii

onorata dal sangue di lei. Lasciando a parte ogni questione egli certo che il culto prestato

Per gli egiziani aveano navigato lungo


di mille
stra.

ed
le
1'

fenici

sue coste
era no-

pi

anni avanti

s.

Barbara
ottavo
i

risale
i

fino
greci,

al

seal

colo

presso
latini.

ed
s.

Una
nesi

colonia

adunque

di cartagi-

nono presso

Divenne

Bar-

(fenici

di origine) sotto la con-

bara la protettrice di molti, e principalmente de' bombardieri. Se ne


celebra la festa nel

dotta
in

di

Didone venne
verso

a stabilirsi

Barbarla

l'anno

886

in-

giorno

quattro

nanzi G.

C,
il

e vi fond la citt di
cui territorio, ristretto
dilat poscia per tut-

dicembre.

Cartagine,
nell'Africa. La Bar-

BARBARI A

dapprima,

si

BAR
to
il

BAR
che
sotto
frica.

,)9

quel tratto di paese,

Chiamarono bens molti


i

tur-

nome

di

regno

di

Tunisi

oggi

chi avventurieri,

quali anzich di-

che in potere di que' nuovi conquistatori sarebbe caduta tutta la Barbarla, dove i rosi

conosce. Forse

fenderli s'impadronirono

del

paese
quegli

fondarono

nella Barbara
ai
s"i

stati

marittimi sotto
e che per

quali

geme

mani non
gerli.

fossero venuti a distrug-

Essi

dapprima ne divisero
mori,
getuli,

il

possesso

coi

numidi,

lungo tempo furono temuti dalle potenze cristiane dell' Europa. La Barbaria culla
tuttora,

africani, libi, cirenaici,

marmari-

fu

di

uomini grandi, e tra


di Annibale,
di
s.

essi

di

di;

ma

poscia finirono

col ridurre

Asdrubale,
zio,

di

Teren-

l'Africa,

bagnata

dal Mediterraneo,

di Tertulliano,

Agostino
(b. ),
ve-

in

una vastissima provincia


divisa

roma-

e di molti altri ancora.

na,

come

si

disse,

in Cire-

BARE ARIGO
neto patrizio,

Gregorio
nel

naica,

Africa

propria,

Numidia e
di Costanti-

Cardinale. Gregorio Barbarigo

Mauritania.

Al tempo

nacque

no la parte all'est del golfo della Sidra dipendeva per dalla provincia

di Egitto; quella

situata all'oalla

vest della Mulliva apparteneva

Molto a lui deve la ne a Roma appena fu elevato al soglio il Pontefice Alessandro "VII, il quale nel congresso di Munster conoscendo di quali prerogative fosse da Dio favorito il giovanetto Barbarigo, lo ascrisse tra i prelati, grado che sostenne colla massima integrit. L'ardente sua carit si f' chiara nella presidenza alla cura degli infetti da morbo contagioso. Nel 1637 fu fatto vescovo della diocesi di Bergamo, di cui nel 1660 termin la visita, celebrando, al primo settembre il sinodo diocesano. Pel bene da
lui

1625. religione. Ven-

provincia di Spagna, e la parte del

mezzo formava una provincia particolare, sotto


I
il

nome

di

Africa.

romani rimasero
delle
i

tranquilli posal

sessori

loro conquiste fino

vandali sotto la condotta di Genserico, spinti dalle Spa-

428,

in cui

gne
le

nell' Africa,

tolsero

quasi senza

contrasto, ai deboli imperatori quelprovincie.


fin

Ma

dopo
la

la

morte di
e qua-

Genserico
si

anche

potenza van-

dalica di essere formidabile,

recato a quella diocesi

il

pre-

cent'anni dopo, Belisario genera-

lodato
prete

Alessandro
di
s.

creollo in

Cardinal

le

dell'imperatore ricuper facilmenI

Tommaso

Pa rione,

te quella porzione dell' Africa.


raceni,

sa-

ovvero

gli

arabi,

resi

pi

non meno pel loro fanatismo, che per la fama delle loro conquiste, vennero nel VII secolo
formidabili

promozione fatta in Roma, a' 5 aprile 1660, indi lo trasfer alla chiesa di Padova vedova di Giorgio Cornaro nel i663, non 1660, come scrive Petroni. Nel gonella quarta

a pubblicar quivi l'alcorano, e nel

697

sotto

il

califfato

di

Osmano

terzo successore

di

Maometto,
i

resero
cipi

despoti.

Sotto

se ne primi prin-

saraceni questo paese riacquist


l'antico splendore;
i

verno delle sue chiese il Barbarigo avea preso a modello san Carlo Borromeo. Quindi conduceva santissima vita, predicava sovente, istruiva ed alla pai fanciulli ed i rozzi;
zienza, univa
t.

quasi
ciati

saraceni dalle

seguitati anche di l

ma, scacSpagne e perdei mari, non


in

una

somma
i

affabili-

Accrebbe

di fabbriche

poterono quindi pi sostenersi

A-

minarli di Bergamo e di ed in questo secondo fece

due sePadova,
fiorire
le

ioo

BAR
migliore
di
sollecitudini

BAR
vita,

lingue greca, ebraica, e le orientali,


e lo arricch d'illustre biblioteca, di

lasciate

tutte
il

le

del

secolo,

die'

suo
pro-

buona stamperia, e di eccellenti professori. Egli medesimo presiedeva


alle

nome
le

al

chericato.

Eletto

in

gresso a primicerio
di san
,

della patriarca-

dispute
si

dei casi

di

coscienza,

che
ti
i

tenevano mensilmente da tutle decisio-

stima, che nel


lo

parrochi e confessori,

Marco si acquist tanta 1698 Innocenzo XII diede pastore alla chiesa di Ve-

ni dei quali vennero raccolte e pubblicate

rona.

Non risparmi

a fatiche di sorte gregge, a

da Chiericato

eresse

il

fa-

alcuna pel bene del suo


cui egli stesso frangeva
il

moso

collegio pei giovani nobili se-

pane

della

colari, affinch divenissero studiosi e

divina parola, che rendeva

efficacissi-

letterati

era mecenate agli erudi li,


1'

ma

de'quali godeva

amore

e la stima,

con una condotta L'amore alla altrui


ricovrati ed alfetti
i

la

pi edificante.

salute lo

condu-

specialmente

del Magliabecchi.

Pe-

ceva agli spedali a soccorrimento dei

netrando per che traltavasi di eleggerlo a Pontefice, procur con ogni

anche da' morbi


a'

pi pericolosi, ed amministrava colproprie

premura
le

di stornare

Cardinali dal
tra

le

maui
della
il

moribondi
religione.
si

gli

proposito. Splendeva

non ultima
ai

estremi aiuti

Desi-

sue virt, la compassione

verso
quali

deroso che
se allo

suo clero

applicas-

ai poveretti,

per sovvenire

studio dei padri, ordin che

giugnea, come s. Tommaso di Villanova, a portar vesti logore e rappezzate, e privarsi del proprio letto.

a sue spese si stampassero con la pi finita diligenza le opere di s. Zenone vescovo di Verona, divenute

Consunto da vita molto penitente mori nel 1697 di 72 anni e 37 di Cardinalato, e fra la commozione,
e le lagrime
delle

rarissime, nel che fu soccorso dui

dei poveri

sovvenuti,
e
dei difesi

Antonio Magliabecchi. Determin uomini dottissimi a tessere la storia della chiesa veronese, che
celebre

vedove

protette,
i

diede anche alla

luce.

Accrebbe di
al

pupilli, in fine di tutt'

buoni, ebbe

molto

il

numero

de' oberici e quello

tomba

in quella cattedrale.

Reso

cele-

eziandio de' professori


di quella citt,

seminario

bre per miracoli, da Clemente XIII

venne ascritto nel 1761.

al

numero

dei beati

BARBARIGO Gi.ojfraxcesco, Cardinale. Barbarigo Gianfrancesco, nato a

n considerandolo bastante, ne stabili uno nuovo, del quale per non pot vedere il compimento. procurava Zelante della religione
,

che

fossero

eletti

ministri

della

era nipote Venezia nel 1661 del b. Gregorio di questo nome, e congiunto di sangue al Cardinale Mar,

medesima uomini veramente


piissimi,

dotti e

tale

uopo.

n tralasci studio veruno a Visitava personalmente

Antonio della medesima famiglia, che fu poi vescovo di MontefiaServ Gianfrancesco in discoue. verse circostanze la veneta repubblica, che fra le altre cure, addossate al Barbarigo, lo spedi ambasciatore a Luigi XIV re delle Gallie. Se
e'

non

solo le chiese parrocchiali,

ma

anche gli oratorii, istruiva egli medesimo i pi rozzi sui fondamenti della religione; ed a mantenere pi fermo il frutto delle pastorali visite, provvedeva la diocesi di fervorosissime missioni appoggiandone il carico
ai

non che sentendo dentro a s ima voce, che lo chiamava a condizione

padri gesuiti.

Sollecitava la
e

promozione

degli studii

precedeva

BAR
esempio delle cristiane virt, e segnatamente d' una carit la pi ardente, cui dimostr a chiatutti

BAR
occhi, e distingueva
i

iot
migliori per

nello

ingegno e piet con premii condegni e col conferire loro ecclesiastici


beneficii.

re note nel
tosi

1702,

nella

sua

quando diocesi un
vittima

sveglia-

Fu

in seguito
al

da Innocenvescovato
di

morbo

zo XIII

trasferito

contagioso egli,
la sua,
si

della cari-

facea tutto a tutti per gua-

Padova, cui visit per intiero, netrando anche nei luoghi pi


ficili

pedif-

dagnarli alla religione e a Dio. L'e-

e quasi inaccessibili.

La

esten-

sempio di lui attraeva alla imitazione i pastori di secondo ordine nelle


loro l'ispettive parrocchie.

sione di quella diocesi lo indusse

ad

ampliarne

il

seminario, e a fondare
le

monisteri novelli per

sacre vergini,

Nel

17 12 introdusse

il

Barbarioratofa-

assegnando
Egli era
coi

loro

dote
poveri,

competente.
e gecui

co
rio
,

Verona
ai

i
,

padri

dell'

dotti
i

liberale,

quali

con

le

dovute
ss.

neroso
festivi

verso

nei

colt,

assegn la chiesa dei

Ferdi-

voleva raccolti nella chiesa di


fossero
istrutti

mo
glia

e Rustico.
i

Sosteneva a maravi-

sant'Agnese perch
veri della religione.

diritti

della sua chiesa e

nei misteri della fede, e nei primi do-

fese

la immunit ecclesiastica ad esempio del santo suo zio. Per le quali cose Clemente XI lo credette molto a proposito per la chiesa di Brescia, a cui il Barbarigo non sapeva condursi per lo amore, che portava alla diocesi di Verona, perloch non vi volle meno che un espresso coniando del Pontefice, il quale a merito della sua obbedienza, ma molto pi a vista di tante prerogative singolari lo fregi della porpora
,

mezzo

dell eru-

dito Paolo Galeandi, canonico di Brescia, raccolse gli

opuscoli di
di
li

zio,

di

Ramperto e
Pianse
la

s. GaudenAdelmanno

vescovi di Brescia, e
la luce.

fece dare al-

Chiesa la perdita
nella morte avvenuta nel

di

un

valido

sostegno
di anni

del nostro Cardinale,

1780, nell'et
di Cardinalato.

69

e dodici
in

Ebbe

sepoltura

quella cattedrale presso alla

tomba
tempo
col

del b. Gregorio suo zio, di cui aveva

Cardinalizia col titolo presbiterale dei


santi Pietro e Marcellino, nella deci-

promossa
del suo

la

beatificazione. In

Cardinalato, contribu
all'

maquarta promozione latta a Roma li 19 novembre del 1 7 (). Fino dal 1714 eia passato il Bar, 1

proprio suffragio
detto XIII.

esaltamento al

Pontificato d'Innocenzo e di

Bene-

barigo alla reggenza della novella diocesi,

ove con tutta

la

premura

si

dedi-

cava allo insegnamento della dottrina cristiana In una villa suburbana


.

fece fabbricare alcune cellette a

ma-

BARBARIGO Aggelo, Cardinale. Angelo Barbarigo era patrizio veneto, dal lato e nipote di Gregorio XII materno. Venne alla luce dopo la met del secolo XIV. Fu sopram,

niera
in

di

monistero, suo
clero.

ove

ri tiravasi

modo
ne
e

zelante della cattolica religiodella


ecclesiastica

tempo

di carnovale negli spirituali

disciplina,
nella

esercizii col

il

semina-

pur quivi ebbe l' ultimo luogo nelle cure dell' amorosissimo pastore, dacch vi aggiunse la cattedra
rio

come scrive il Quirini Porpora e tiara veneta.


lui conferito
nell' isola
il

sua

Venne a

vescovato di Cimer

di Negroponte, e dieciotto

della lingua greca.

Guardava
la

gio-

anni dopo, cio nel i.\o6, da Innocenzo VII fu trasferito alla chiesa di

vani cherici

come

pupilla

degli

io2
Verona,
il

BAR
per

BAR
alla re-

compiacere

tra di

Corfu. l'anno
egli

1678. Gover-

pubblica di Venezia, che,

secondo

nando

quella chiesa, ebbe

cavaliere Flaminio Cornalo, voleva

dissapore con
tivo di

un Barbone Morosini am-

ria,

rimuovere Iacopo de Rossi da Verocaduto in grave sospetto per affari

miraglio della flotta veneta, per

mo-

un

semplice
:

cerimoniale,

di stato.

Passato quindi
vi

il

Rossi

locch avvenne cos


rosini
la

Doveva
ed

il

Moaprir

alla

chiesa di Limi, ed a lui surroga-

salpare

dal

porto

to

il

Barbarigo,

si

distinse per le

campagna,
primi
al

ma

prima desiderava
intervenire

belle sue prerogative tra le quali pri-

coi
alla
farsi

dell'armata

meggiava

l'illibatezza de'

costumi e la
il

orazione

pubblica, che

dovea

santit della vita. Scrive

sullodato

duomo

colla esposizione del


i

Cornalo, ebe nel i3go ebbe nomina il Barbarigo alla metropolitana di

Ss.

generale

Sacramento. Pertanto apparecchiarono

servi del
lo

strato,

Candia ed

Aquileia nell'anno medesimo, ma per non conosciute ragioni non ebbe alcuna di tali dignit. Lui sedente, a Verona vennero ammessi i canonici regolari, della o lateranesi congregazione di s. Frediano di
al patriarcato

di

sovra cui doveva egli inginocchiarsi,


in luogo, che sovrastava a quello del1

arcivescovo. Si corresse l'alterazione


uflziali

del cerimoniale dagli


sa,

di chie-

ma
la

le

cose giunsero a tale che

l'arcivescovo sospese per quel gior-

no
il

funzione.

Del che informato


all'arcivescovo di

Lucca
fuori

e fu loro assegnato

il

mocitt.

senato, ordin

nistero colla
delle

chiesa di

s.

Leonardo
porpora

recarsi a Venezia,

dove furono a
le

lui

mura
il

di

quella
alla

sequestrate

le

rendite ecclesiastiche

Innalzato fu

Barbarigo

non

solo,

ma

anche

domestiche.

Cardinalizia col titolo presbiterale dei


ss.

Della qual cosa

sommamente ama-

Pietro e Marcellino nella seconda promozione, che Gregorio XII fece a Siena li 1 9 settembre del 1 4o8. Il
scrive
eh' egli

reggiato, salutata di volo la patria,

prese la strada di

Roma
il

a
di

Innocenzo
venuta.
riceverlo

XI

ed espone motivo della

Biancolini
alla

rinunzi

sede di Verona, e

dopo varie
Costanza

vicende andato e

al concilio di

ritornato dappoi in Italia con Martino V, come leggesi in Ciacconio mor a Genova nel 1418, dopo dieci anni che vestiva la sa,

cra

porpora. Furono

le

ossa

di lui

Mostr il Pontefice recon indifferenza stando pi presto disgustato perch si la quiete per fosse perturbata motivo s leggero. Tuttavia esaminato il fatto, trov che non potea condannarsi l'arcivescovo, che anzi doveasi ammirare e premiare per
sua
,

riposte in quella cattedrale.

la

sua fermezza
ecclesiastici.

nel sostenere

di-

BARBARIGO Marc\nto.yio, Cardinale. Barbarigo Marcantonio Fran-

ritti

Nulladimeno preil

vedendo
V avrebbe

che
pi.

senato

non

se

Gregorio dello stesso nome, nacque a Venezia da illustre famiglia e nobilissima nel 1620. Dopo che dal b. Gregorio fu annoverato tra canonici
b.
i

cesco consanguineo del

bene intesa col Barbarigo determin fermarlo a Roma, e fuor d'ogni aspettazione, a premio quasi della fermezza cui avea dimostrato in questa circostan,

della

cattedrale

di

Padova

Inno-

za, lo cre prete

cenzo
ti

XI

a vista de' suoi


lo

merirai-

di

distinti

decor

della

Cardinale del titolo Susanna, nella seconda promozione fatta in Roma il 2 settembre
s.

B
del

II
lo

BAR
sa
,

io3
,

1686,

e nello stesso leni p

non pure

in

Italia

ma

fece vescovo di Montefascone, e lo

fuori

volle

annoverare a molle congrega-

di essa, bench alcuni biano accusalo di troppa arditezza

anche lo ab-

zioni di
le

Roma

tra

le altre,

a quele rego-

nelle conghietture, e nella libert di

del concilio,

dei vescovi

sentimenti.

La morte

fu

sollecita,

lari,

di propaganda.

Insigni

mo-

che lo
la Villa
1

tolse

di vita nel

i4g4 n l"
Caraffa sul-

numenti
cenza
di

della liberalit
lui
si

e magnifi-

del

Cardinale

possono ammirare, nella antidetta citt, l'ampio e maIntervenne ai seminario gnifico (ondavi di Alessandro "Vili , Inno.

Esquilino, ove ritiravasi per evitail

re

contagio, e fu sepolto in chie;

sa di

cenzo XII, e Clemente XI, non di Clemente IX, come per isbaglio
scrive
di
il

s. M. del Popolo come scrivono Quirini nella Porpora e Tiara venerala R.ossi, e Zeno in una lettera,

Quirini, e ricolmo a dovizia

meriti, e di gio;-:

comp
nel

la

sua

carriera a Montefascone
in

1706,

et di ottantasei anni, e venti di

che riporta tutti i Cardinali venechecch ne dica Marini, il quale afferma the morisse nel 49^- Volterrano dice male, che sia morto di cordoglio per lo esilio dalla pallia,
li,
1

Cardinalato, ricevendo sepoltura in


quella cattedrale.

BARBARO Ermolao, Cardinale. Barbaro Ermolao nacque a "S enezia


nel \l\5i.; e fu

che anzi, secondo Giovio, Alcyonio, e Crinito, non istudi mai con tanto genio. Alcuni vogliono che componesse pi di dodicimila
le

versi.

Fra

profondo in erudizione.che [Nicol Lconiccno lo disse dottissimo sopra qualunque altro, che
s

che pubblic, la migliore la correzione delle opere di Plinio, in cui emend cinquemila pasopere,
si,

vivesse

a Venezia -prima di

lui.

Qua-

ed

altri

trecento

in

Pomponio

drilustre scriveva alcuni opuscoli, co-

me Fu

dicono G esnero, Vossio e Cave. ambasciatore a Federigo Cesare,

Mela. Nelle preziose miscellanee della biblioteca angelica^ si legge di


lui

un compendio
gli

di Elica, pubbli1 544con grave fon-

ed a Massimiliano suo figlio, re dei quindi al Pontefice Innoromani cenzo Vili, che, secondo Ciacconio,
;

cato a Venezia dal Cornino nel

Dubitano

storici

damento
dinale.

eh' egli

non

sia

creollo Cardinal prete, e patriarca di

pubblicato in concistoro,
no,

stato mai come Car-

Aquileia, nella prima promozione fatta

Crinito, Giovio, Apostolo Ze-

marzo il senato, che avea nomina1 to a patriarca di Aquileia Nicol Donato sdegnatosi al sommo, perch
a
i4, o meglio a'g
,

Roma a' 489. Ma

Bembo, Contelorio non ne


;

parin
fa

lano

Mancinelli
Vittorelli
al

neh' orazione
lui,

funere cui tesseva a

non ne

cenno

contro

le ai

sue leggi vietanti rigorosasuoi cittadini di accettare

aggiunte

opposto nelle Giovanni Ciacconio


all'
,

mente

dignit dalle corti estere, senza per-

missione del senato medesimo


li
il

esi-

Barbaro,

chiesa al
la

che rinunzi la sua Pontefice, il quale per non


di

Nomenclatore, Pietro Valeriano, Giovanni Arduino, ed il Ganlo vogliono Cardinale dolfi agostiniano, che volea provarlo

Roche,

Tritenio,

il

agostiniano e Cardinale, lo dice solo

volle accettare.

Cardinalem designalum.
si

Ma

questi

A ma

detta

Bembo,

avea

il

Barbaro acquistato grandissima

fa-

polla sua erudizione meraviglio-

sono ingannali; dacch l'eruditissimo Zeno, nella vita di lui, col de Rossi, dice, che il Barbaro p.
scrittori
si

tc4
non
vest

BAR
mai
la

BAR
Cardi-

porpora

nalizia.

BARBASCEMINO (s.). Questo santo

naro del 346. Dopo la morte di Barbascemino la sede di Seleucia rimase priva di pastore pel lungo
,

prelato

fu

uno

de' pi

illustri

corso di venti anni. Durante questa

personaggi, che abbiano decorato la


sede

epoca
te
le

infier

la

persecuzione in tutdella Persia,


nelle

metropolitana
I

di

Seleucia

provincie

nemici sfogarono il loro odio contro di lui, e lo accusarono come seguace di una reCtesifone.

suoi

quali innumerabile fu la moltitudi-

ne dei
tirio.

fedeli,

che sostennex-o

il

mar-

ligione,

che a quella dei persiani


tutto.
Il

si

BARE ASTRO
t

(Barhaslren). Cit-

opponeva del

re Sapore II

comand

eh' ei fosse catturato insie-

con altri sedici del suo clero, che nutrivano gli stessi magnanimi sentimenti del loro pastore. Sapore studiossi d'indurre questo illustre
prelato a rinnegare la fede del Na-

me

con residenza di un vescovo in Aragona nella Spagna, edificata sopra il fiume di Vero. Confina con Iibacorza, ed Huesca, ed quattordici leghe distante da Saragozza. Si chiamava altre volte Bergidum, e Belgida. E opinione che i fondatori di Barbastro fossero gl'iligerti, antichi popoli

zareno per abbracciare


paese
;

quella

del

e nulla ottenendo colle miricorse alle

naccie,

promesse,
avesse
gli

lo

Spagna al tempo de' goti, che anche era denominata Bigastro. Bardella

assicur che qualora


sceso alle sue

condi-

bastro

una sede

vescovile stabili-

brame, non
ricchezze,

man-

ta primieramente a fu trasferita

Roda,

in seguito

cherebbero n

Ma

il

santo resistette

n onori. con molto coil

ad Urgel,
ai d'
I

poi a Levida, e

finalmente a Barbastro. Essendo Ro-

raggio alle proposte del tiranno,

da stata ripresa
t col re

quale condannollo ad
puzzolente prigione,

una
la

tetra

Ervivaldo vescovo

ove per undici


fame, la se-

Ramiro

mori nel io4o, Urgel si lamend' Aragona, per,

mesi ebbe a
te e tutti

soffrire

ch avea separato questa chiesa


ra

quei tormenti, cui seppe

quella di Pubacorca dalla sua. Allo-

inventare la rabbia de suoi nemici.

quel
d'

principe

ordin

che
la

le

Di questa
se

il

nostro eroe non

usc,

dette diocesi fossero restituite al ve-

non per essere condotto nuovamente dinanzi al re. Questi tent


la

scovato
te

Urgel

ma

dopo

di R.amiro

I, il

re Sancio

morRami-

per

santo prelato,
lora egli
tri

seconda volta di sedurre il avvisando, che quaavesse


apostatato,
gli

al-

figlio ristabil la sede a I suo Roda, indi, ripresa Balbastro ai mori nel io65, diede la Chiesa di questa

ro

ne avrebbero seguito l'esempio.


lo

citt

Ma

scellerato

s'

ingann,

poich
invitta
sacrifi-

di Barbastro.
titolo
I,

a Salamon vescovo di Roda, e Non port per altro quel

Eaibascemino
costanza,

rispose

ch'era

con pronto a

care

la

vita,

anzich

dilungarsi

di

un solo articolo dalla sua fede, lina tale costanza accese lo sdegno di Sapore in modo, eh' ei ordin fosse decapitato co' suoi compagni,
i

lungo tempo, mentre Pietro al trono aragonese nel 1094, avendo ripreso una seconda volta la citta di barbastro fece eriche ascese
la

gere

sua chiesa in cattedrale dal

Pontefice
dichiarato
di

Urbano li, e poi ne fu primo vescovo. Il vescovo


si

quali tutti colsero la

pal-

Fluesca
all'

oppose per vigorosadi

ma

del martirio nel giorno

i\ gen-

mente

erezione

questa

sede,

BAR
pretendendo che
zievole.
stesso,
le
I

BAR
fosse pregiudisi

io')
il

gli

erano assunto anche

maneggio

suoi successori fecero

lo

delle cose temporali,

e che tentaro-

di

modo che

il

processo,

vertenze durarono fino all'anno i573, in cui Filippo II da Papa Gregorio XIII fece erigere Barbastro in vescovato, o per meglio dire, fece confermare l'erezione fatta da Urbano II. Filippo d' Urrias ne
fu fatto quella volta

no di padroneggiare i preti, sebbene non riuscissero nell'intento. Trovasi un Ordine intero denominato de Frati Barbati, in Alberico anno
1 1
1

3,

1240.
(s.)

BARBATO

Trasse

natali

nel territorio di Benevento sul prin-

primo vescovo.
1

D. Pietro II

re d'Aragona connel
1

vocando
re

gli

stati

96

fece da-

a Barbastro
di

molti privilegi.

La

Fino dalla prima et ei diede molti indizii, i quali davano a divedere a qual grado di santit ei fosse per arrivare.
cipio del secolo settimo.

citt circondata di
suscettibili

mura, che sono difesa, annoverandosi


;

Quando
stato,
ei

trattossi

di

scegliere

uno
sua

volle
si

il

Signore

per

pi di cinque mila abitanti


tropolitana di Saragozza.
ri

il

ve-

porzione e
ca

ascrisse all' ecclesiasti-

scovato ora suffraganeo della me-

Non ha guacom, ,

questa sede avea


sette
,

il

capitolo

posto di
canonici

dignitari

di dodici

sacerdote, si milizia. Divenuto adoper alla pratica di quelle virt che ad una dignit s eccelsa sono necessarie , e si diede con tutto lo
zelo alla

di

dodici

prebendati

predicazione
gli

della

divina
affida-

di diversi altri beneficiati.


cesi
si

La

dio-

parola.
to
l'

In seguito
di

venne
al

estendeva su centoventi par-

incarico
gli

parroco,

quale

rocchie,

avendo otto conventi, quatil

tordici romitaggi, e diecinove ospedali.

In questa diocesi evvi


titolo

moVit-

nistero con cura

d'anime dei monaci


il

benedettini, sotto
toriano, che
si

di

s.

omeri per obbedienza. Appena cominci ad esercitare il suo ministero, si avvide quante difficolt gli restavano a superare, e confidando nell' aiuto divino mise masottopose

provvede dal Papa in concistoro; e da ultimo il regnante Gregorio XVI in quello dei

no
re
i i

all'

aratro.

Ma

anzich seconda-

saggi consigli del loro pastore,

suoi parrocchiani se gli scagliarolo

28 febbraio

83

vi

prepose

il

p.

no contro,
lo

abbate Giuseppe Gorizalez, per nomina del re Ferdinando VII. La tassa camerale consiste in quattrocento fiorini. La chiesa abbaziale
e parrocchiale, dedicata a
s.

turbatore della
to furore

accusarono qual perpubblica quiete, e

colmarono di villanie. A tanBarbato opponeva una umilt senza esempio ed una ammirabile pazienta,

Be-

sperando di

ri-

nedetto; ha fonte battesimale, e varie insigni

reliquie,

fra

le

quali

il

condurre cos al loro dovere i traviati. Le sue speranze per anda-

corpo di
del
di
s.

s.

Vittoriano stato abbate

rono

fallite

si

vide
in

finalmente
la

medesimo monistero, e quello


,

costretto

ad

abbandonare

par-

Gaudioso vescovo di Tarragona. BARBATO. Barbatus chi porta la barba. Ebbero la denominazione di Barbati i frati conversi di parecchi ordini ed in ispecie quelli dell'Ordine di Grammont che
,

rocchia, per ritornare


to.

vi

BenevenAnche in questa citt erano gradisordini, e la religione era pur i

troppo oltraggiata dalle pi sciocche superstizioni. Lo zelo, onde avvampava Barbato pel bene delle

VOL.

IV.

'4

106

BAR
fede,

BAR
ozioso
Il

anime e per V integrit della non gli permise di restare


spettatore di tanti disordini.

per-

o BAR, Goffredo, Barbeau o Bar Goffredo nacque a Borgogna di Fran-

BARBEAU

Cardinale.

ch alz
le

la

sua autorevole voce,


gli

ma

cia, circa

il

termine del secolo un-

sue parole furono prive di

effet-

to; ed allora soltanto


stata fede,

venne pre-

quando

si

verific
sull'

una
asse-

od il principio del decimo secondo. Poco di lui abbiamo dalla storia. Fu decano della chiesa di Padecimo,
rigi

predizione che avea fatto,


ratore
Costante.
il

e vescovo di
Il

Evreux

nella Nor-

dio posto alla loro citt dall' impe-

mandia.

Pontefice Martino

IV

lo

era morto
t, e tutti

In tal frattempo vescovo di quella citle

ammirando

virt sin-

golari
pastore.

di Barbato, lo vollero a loro

Insignito pertanto del

ca-

rattere

episcopale

tutti

si

videro
quei
di-

brillare nella

persona

di

lui

pregi che
gnit
s

si

richieggono ad una

porpora cardinalizia nella prima promozione fatta ad Orvieto li 23 marzo del 1281 col titolo presbiterale di s. Susanna, donde pass a quello di s. Prassede. Concorse alla elezione di Onorio IV, e dopo non molto fu vittima d'un epidemico morbo, che svegliatosi a Roma,
fregi della
vi te

eminente. Egli rivolse ogni pensiero a distruggere del tutto la


superstizione,

menava strage orribilissima. La mordi lui

avvenne nel 1287^

sei

an-

ed ebbe il dolce conforto di venire a capo dei suoi santi desiderii. Nel 680 portossi a Roma per assistere ad uu concilio, e 1' anno appresso si trov presente
al

ni dacch era Cardinale.

La

spoglia

mortale di
titolare di

lui fu
s.

accolta dalla
:

sua

Prassede

sopra la sua

tomba non
stici,
il

n' scolpito

che

il

nome.
gno-

BARBELIOTTA.

Setta di

sesto concilio generale tenuto in

Costantinopoli.
i

Finalmente termin
19 di febbraio del

che meglio si conoscono solto nome di barboriani ( Vedi).

suoi giorni, ai
Il

BARBELIOTI
Setta
di

BARBORIANI.
che
errori
,

G82.

martirologio

romano

fa

gnostici,
ridicoli
le

spargevae
prace-

menzione di questo santo, e la chiesa di Benevento (Fed) lo onora come uno de' suoi principali patroni.

no

pi

ticavano

pi

abbominevoli

rimonie.
vi fu

Costoro

insegnavano, che

BARBATO
nevento.

(s.),

vescovo

Lo
,

zelo,

onde

si

di Beadoper C.
i

mortale

commercio tra un Eone imed uno spirito vergine

ad illuminare
lombardi

nella fede di G.

che

brancolavano

nelle
gli

chiamato Barbeloth, il quale in seguito venne insignito della prescienza,

tenebre e nelle

ombre

di

morte,

della incorruttibilit e della etervita.

merit il glorioso de Lombardi.

titolo di

Apostolo
o

na

Aggiungevano, che questo


vergine

spirito di Noto,

gener

la

luce

la

BARE AZIO
Messina, era
se a
zione.

Andrea,

giureconsulto

celebra:

quale perfezionata dalla unizione dello spirito creatore, chiamossi Cristo ;

tissimo nel secolo decimoquinto

les-

che questi ottenne l'intendimento,

Bologna con grande


Dicesi
di
lui

ammirase-

ed

unissi

alla

intelligenza,

alla

ra-

che morisse nel i4B4-

Abbiamo
condo
altre

un
i

trattato sul
decretali
;

libro

delle

sulle

clementine;

sopra

Cardinali,

ed

che la ragione e l' intendimento generarono Autogene, il quale poi gener Adamo; che questi e la sua congione ed
alla

incorruttibilit:

opere stampate a Venezia.

sorte generarono la materia

che

il

BAR
primo angelo gener
;

BAR
la

107
pubblic
ottobre
nella

Sapienza o

li,

fra'

quattro

che
ai 2

Prunico che questi avendo moglie gener Protareonte, o il primo principe, il quale fu sciocco ed insolente ; che costui gener le creature ed unitosi con arroganza fu autore di che i Barbetutti i vizii. fama
,

prima celebrata
vi

1623

fu

il

seguente:

BARBERINI
Cardinale.

Francesco seniore,

Barberini Francesco ni-

pote al Pontefice, nacque nel 1597. Giovane di vivace spirito, consumato


negli affari e ne' maneggi, ed erudito delle lettere sacre, risplendette singo-

liotti

spacciassero

tali

buffonerie

in

lingua ebraica, onde imporre

magopi-

giormente con
nioni.

queste

strane

BARBERINI
glia Barberini

Famiglia.

La

fami-

larmente pella illibatezza dei costumi. Neil' et di ventisei anni il suo zio Urbano Vili, nella promozione
fatta a

ebbe l'origine in Toscana dal Castello Barberino di Val


d' Elsa, posto su d'
la

Roma

li

2 ottobre del 1623,


si

lo decor,

come

disse,

colla digni-

una
,

collina nelivi

di

diacono Cardinale

di

s.

O-

strada consolare

ed

fondato

nofrio, titolo presbiterale gi tenuto

da' Barberini, che prima si chiamavano Castellini. Fior nella repubblica Semifontana, tra Siena, e Firenze, cinquecento anni prima che Fran-

dallo stesso

Papa

che

pel

nipote

fece allora diaconia finche egli la

go-

desse:

nominandolo

di poi arciprete

della basilica lateranense, e


gli

cesco Barberini, nato


nel

in Barberino,

successivamente

il

dandogoverno di

1264, passasse a soggiornare in ed oratore era quel Francesco, ed il primo che in Firenze si addottoquest' ultima citt. Celebre poeta
rasse in legge
(

Tivoli, di

Fermo,

la protettoria dei

regni di Aragona, Portogallo, Scozia,


Inghilterra, degli svizzeri, dell'Ordine
dei minori, di quello dei
sinesi
,

monaci casluoghi
pii

anno

per

di

moltissimi
alla

ebbe il titolo di giudice, col quale mor nel i34B. Antonio Barberini, discendente da lui trasport Roma, ed in la sua famiglia in
cui

di

Roma, insieme
alle

carica di bi-

bliotecario di S.

ed insieme
le

R. C. (an. 1627), abbazie di Grottaferrata e di Farfa nella seconda delquali nel


e

questa citt vogliono molti scrittori


accreditati della Toscana, che nascesse

1628, tenne
nel

il

sinodo
di

diocesano
gli

i632

finalmente
carica

Maffeo, e tra

essi

il

Piatti, Sto-

fu

anche conferita la
Giubileo
del

ria de'

romani Pontefici tomo XII,

vicecancelliere.

pag. 92, sebbene altri dicano che nascesse in Firenze nel i568 da An-

Nel

1625

questo

Cardinale

alloggi

tonio Barberini, e da Camilla Bar-

greci, scozzesi

generosamente e molti altri esteri che

badori

dama di 1623 col nome


tificale

quella
di

citt.

Urbano

Nel VIII

peregrinarono a
fece

Roma,
vitto,

e trattar

li

largamente di

servit ed
in

dalla porpora fu egli esaltato al pon-

abitazione.

Quando

era

tram-

paludamento.

Ed

perci

busti militari la Valtellina, egli, benet, di senno per maturo, fu inviato a Parigi in qua-

che dopo di lui la famiglia Barberini sal ad un grado distintissimo, particolarmente fra la nobilt romana.

ch giovane di
lit

V. Urbano Vili Papa. In nove promozioni avendo


ti

la

crea-

di legato a latere per trattare pace d'Europa, che per allora con suo rammarico non pot con.

Urbano Vili

settantotto Cardina-

chiudere

Fatto prefetto della segna-

io8

BAR
tagna,

BAR
Maria Enrichetta regina
moglie
re d' Inghilterra,
della Bretdell'infelice

tura, legato di Urbino e di Avignone, ed arciprete della basilica vaticana nel 1626, ad istanza di Filippo III, and legato a latere a Madrid pelle va re al

Carlo

I,

che ebbe a Londra mozzata pubblicamente la testa


di

sacro

fonte

nome

del

su

un palco
in

trentamila
spese

ne

Maria Eugenia, figlia di quel monarca, e per istabilire la pace ad un tempo. Al suo arrivo fu inconPontefice,

pass
nella

mano

al

duca

di Baviera

a sovvenirlo

nelle

contratte e
fi-

guerra coi

protestanti;
vistosissime

dal Cardinale Infante fratello del monarca, e nell'ingresso, il re


trato

nalmente
tribu
alla

somme
veneta
Candia.
in

con-

repubblica pella
Si

medesimo
occasione
la

lo

accolse

con magnifitra

guerra
egli

di

calcola

che
pie

cenza singolarissima. Sed in quella


le

spendesse

tante

opere
,

turbolenze insorte

cia e la

Savoia e Genova, tra la Franperloch glorioso Spagna


,

due milioni ornamenti di chiese


oltre a

di onore

ricolmo

di

regali

fece

ritorno a
ria

del

Roma. Rimane a memosuo amore per le lettere


Barberini piena
e
ricca di

ed in e limosine impiegasse somme di molta conseguenza. Nel Pontificato d'Innocenzo pass in Francia. Ritornato a Roma
di scudi
egli
tefice,

la celebre biblioteca

di

preziosi

manoscritti

originali di celebrati autori e di antichi

codici.

Testimoni
lingue
dodici libri

della

sua
lati-

god della grazia di quel Ponche meglio ratfermolla mediante il matrimonio di una pronipote di lui con uno dei Barberini. Lasciata la diaconia divenne vescovo suburbicario
,

perizia

nelle
i

greca e
dell'

pass nel

666

sot-

na
ti

sono

impe-

to Alessandro VII, al vescovado di

rator

Marco Aurelio da
nel

lui tradot-

dal greco

idioma e pubblicati a

voc

Ostia e Velletri, dove nel 1673, consinodo, molto stimato , e il

Roma

Dragoncelli.
ze e alle

1667 coi tipi di Iacopo N solo amico alle scienlettere, ma promotore fu


arti
belle,

stato impresso nella stamperia Bar-

berini

Rinunziata l'arcipretura di

san Pietro, dopo essere intervenuto


ai

ancora delle

avendo

conclavi d' Innocenzo

X,

di Ales-

un museo di rare medaglie, che non giunse per a


ziandio raccolto

compire.

sandro VII, dei Clementi IX e X, Innocenzo XI, mori a Roma e nel 679, in et di ottantadue anni

Divenne
di molti.

il

nostro porporato
e
sia, egli

l'

og-

cinquantasei
altri

di

Cardinalato;

getto delle lodi

delle maldicenze

checch
lato.

dicano, che sia

morto
l'

Checch ne

fornito

dopo cinquantotto anni


Nelle

di Cardinafu fatta
o-

era di bellissime prerogative

verso

sue esequie

ogni maniera di poveri. Pegl' infermi tenea aperta una spezieria in pr di

razione funebre dal gesuita


zio, e nel

Musan1680 fu stampata in Pesepoltura


nell'
;

molte
%.

famiglie
in

della parrocchia di

saro

Ebbe

antica

Lorenzo

Damaso,

della

quale

sagrestia

della

vaticana

urne vice-cancelliere era

commendale

quella di san

tario; in Sabina, suo vescovado, fonilo

come vuole
la

lo

Lorenzo in Sperandio;

non in Damaso,
ed
al-

un

conservatorio per

fanciulle

porta

della

maguifica sagrestia,

periclitanti,

ed edific un

monistedella

eretta dalla munificenza di


t'
il

io di sacre vergini, nel

monte

busto del Cardinale


,

Pio VI, con un

Paia

Trentamila scudi

diede

elogio illustre

che contiene (pianto

, ,

BAR
abbiamo finora di n la sua eredit
lui

BAR
narrato. Desti-

io<)
far palese
la

ottobre del

al

monistero delle
della

i6a4grande umilt sua


fice

A
lo

6tesso

Ponteaffine

monache
denza, da

di

s.

Maria
fondato

Provvicastello

dichiar di aver dovuta prolunla

lui

nel

gare

promozione generale,
il
,

della Fara. Chi desiderasse ulteriori

di vincerne la ripugnanza.

nozioni di questo
la

Cardinale,

legga

Assente
Barberini

Cardinale
di

Francesco
di

Storia dei governatori

di Tivoli

suppl alle

veci

su-

scritta
la

da Michele Giustiniani e quelscritta

premo ministro
atfari

stato
al

della chiesa di Velletri ,

appartenenti

ed agli governo del-

dal Borgia.
Nella seconda promozione
,

la
a'

Chiesa con nota di


integrit.

somma

pru-

denza ed

genuaro 1624 fatta dal medesimo Urbano Vili cre Cardinale il seguente di lui fratello. BARBERINI Antonio, Cardinale. Barberini Antonio denominato
seniore^

Nel 1625, fu promosso al vescovado di Sinigaglia,


e giuntovi

appena fece dispensare gran quantit di grano ai bisognevoli ed eresse un Monte frumentaperch ogni anno
ai
si

rio,

potesse di-

per distinguerlo

dall' altro

stribuire
artigiani

poveri

contadini

ed

Barberini di questo medesimo nome detto iuniore, e nipote al nostro Car-

del grano,

secondo

scrisse

Avuta comune la patria col fratello Pontefice Urbano Vili si fece cappuccino nel 1569. E comech, a detta di Teodoro Amidenio, non riuscisse uomo di gran scienza,
dinale.

Lodovico Siena nella Storia di Sinigaglia. Accrebbe le rendite del


seminario
cesi

nel

1627,

celebr

il

Sinodo, dettando leggi a quella dioconvenienti. Diciotto mesi

dopo

fu richiamato a

Roma
a

per

presie-

era

di

costumi

integerrimi

di

dere

al

capitolo

generale

tenutosi

eroica mortificazione. Anzich godere per


l'

elevazione

del

fratello

al

Pontificato,

se ne amareggi altamente, n per quante istanze avesse

convento di Araceli, dopo di che, volendo ritornare alla sua diocesi


dagli osservanti
nel
il

Roma

Papa non

glielo permise.
s,

Ma

egli

dal Pontefice seppe


si

giammai indur-

a portarsi in

sa ordinazione del
stretto.

Roma, se da espresPapa non vi fu

che volea governarla per per mezzo di vicari, nel


rinunzi al Pontefice
cettare
,

anzich
la

1628,
volle

ac-

lo

Fece a piedi quel viaggio e per pi di nottetempo affine d'iscausare


applausi.

una
a

considerabile

pensione
scudi

di quella Chiesa.

Tuttavolta fu ob-

gli

Giunto

al

Vaticano,

si

bligato

ricevere sei

mila

trattenne sconosciuto per lo spazio di

mille duecento dei quali segretamente


rilasci
al

due ore
gollo a

nelle

prime

anticamere.
pre-

vescovo successore.
dignit

Umiliatosi quindi al Pontefice

La eminente

che
gli

rivefa-

non dilungarlo dal suo connulla valse lo scusarsi

stiva questo porporato

non
la

vento, ove vivea con piena tranquillit.


\\

cea dimenticar punto

religione,

Ma

ed
ti-

resistere,

che

il

Papa

lo

volle a

la

forza crear prete Cardinale del


lora torn
terale,

tolo di sant' Onofrio, Chiesa che al-

che avea professata, dacch sotto porpora ne vestiva l' abito, usando nella mensa perpetua frugalit. e muniCoi poveri era generoso
,

ad

essere

titolo

presbi-

ficentissimo colle chiese e molti altri

nella
si

seconda promozione
fatta

come

disse,

Roma

li

luoghi pii, cui faceva a sue spese perfezionare ed anche costruire; e.res-

no
se
il

BAR
convento
il

BAR
ne, con

e la chiesa dei cap-

una

iscrizione, ordinata nel

puccini a Loreto, mentre a

Roma
la

fe-

suo

ce costruire

collegio della
i

Madoncasa

testamento, in lingua latina, che suona cos: Qui giace polvere,


cenere, niente.
1 funerali di lui vennero decorati dai singulti dei poveri, ed il popolo v'accorse cos frequente

na
per

dei
i

Monti per

neofiti,

catecumeni, e

restaurare la

chiesa dei ss. Sergio e Racco coll'annesso monistero dei monaci basiliani
ruteni, insieme al monistero dell'Invergini nobili po-

e tumultuante, che vi abbisognaro-

no guardie per impedirne


che poteano succedere
di
.

disordini
collegio
la

carnazione per
vere
.

le

Il

Compart memorabili
s.

bene-

Propaganda, ad eternarne
la

me,

fidi a quello di

Caterina dei Fu;

moria, colloc su

sua

effigie al

destro

nari per le fanciulle


convertite

alla casa delle

lato della chiesa

da

lui

fondata

don sei mila

scudi, ed altri

marmorea
Nella

base, ove leggesi

mafatta

cinquanta mensili ne diede in perpetuo: nel collegio di Propaganda fondi)


la

gnifica iscrizione.

quarta
il

promozione

chiesa, alla quale

don

tra in

dallo stesso Pontefice

Urbano Vili
iuniore,

vita ed in

morte duecentoquaranta mila scudi ed altre immense somme


distribuite
ai

fu creato

seguente suo nipote:

BARBERINI

Antonio

cattolici

dell'

Ibernia,

assegn anche
rendite
visita
a'

certe

determinate
alla

Cardinale. Barberini Antonio nobile fiorentino. Era nipote del Pontefice e fratello

vescovi
li

quando vanno
mini a

del Cardinale France-

dei sacri

Roma. Ve-

sco dello stesso cognome.

stiva
dici

ed alimentava ogni anno dopoveri


;

1607, fu

fatto

Nato nel prima gran priore a


dello
stesso

ogni

mese distribuiva
a'

Roma

dell'Ordine dei cavalieri gero-

mile scudi in limosina

luoghi pii

solimitani, e

grancroce

e bisognosi

alle ore

canoniche aggiu-

Oidi ne,
milizia
il

indi,

dopo aver

esercitata la

gnea
buita

l'officio

della B.

sario; anzi in tal


la

modo

V. ed avea

il

Ro-

distri-

giornata

essa un' ora che in santa azione


fosse applicata. Nell'inverno
si

da non aver in non


alzava
nella state

con fortunato riuscimento, diesuo nome alla ecclesiastica gerarchia, e contando appena quattro

de

lustri, nella

quarta promozione, del

due ore avanti giorno, e


col giorno istesso.

Impiegava un'ora

intera nell'orazione mentale, e pri-

ma

dopo

di celebrare, ascoltava pa-

recchie messe. Dal suddetto titolo pass

3o agosto del 1627, fu da Urbano Vili creato diacono Cardinale di santa Maria in Aquiro, donde poi pass alla diaconia di s. Agata. Da essa pass nel i665, sotto Alessandro VII, al vescovato di Palestrina,

a quello di

s.

Maria

in Trastevere,

ed

di

cui ristaur

il

palazzo

intervenuto

al

conclave di Innocendi

vescovile

ne avrebbe
la

rifatta dai

zo

rivestito degli onori

sommo
e

fondamenti

stessa cattedrale,

se

penitenziere, di provicario di

Roma,

di pi gli fosse durata la vita.

Ci

da ultimo nel i636, della vaticana dopo


Cardinal

di bibliotecario
la

rinunzia del

Francesco Barberini , fin santamente i suoi giorni a Roma nel 1646, contando settantasette anni di
et e ventidue di Cardinalato.

Ebbe

sepoltura nella chiesa del suo Ordi-

che non pot fare alla chiesa di Palestrina avea per fatto alla sua diaconia di s. Agata, cui, tranne le mura ed i fondamenti, rinnov ed abbell quasi per intiero. N perdette perci di vista l'altra sua diaconia pure da lui posteriormente occupata

BAR
d
s.

BAR
fel'

in

Maria

in

Via Lata, dacch ne

ce dipingere la volta e
suppellettili preziose, al

arricch di

Accompagnato da un solo de' suoi, sal sopra un brigantino, col quale


pass a Genova. Necessitato per
sta
il

paro di quanfu Arciprete.

il

to avea fatto colla basilica liberiana,


di cui,

brigantino da una ferissima tempe-

come diremo,

ad approdare a Livorno corse

alcuni anni fu provveduto dal Pontefice suo zio dell'abbazia del-

Dopo
le

Cardinale gl'ave pericolo di esse-

re arrestato.

tre fontane e di Nonantola,

ove

tenne per
to

Nondimeno vi si tratun giorno e mezzo in abi-

celebr

un sinodo

e lo fece stampare.

Fece pi volte
suoi vicari,
circa quel

a mezzo dei quella abbadia, divenuta


visitare,

da marinaro, e trasferitosi in tal maniera in Francia, accolto venne dal Cardinale Mazzarino e rimase
,

tempo teatro Veggasi il primo tomo


di
eletta
1

di battaglia.

in istima appresso tutti

grandi di

della Storia

quella corte.
gli

Il

Pontefice

per altro
le

Nel

abbazia, del Tiraboschi. 633, ebbe questo Cardinale la


;

fece

sequestrare tutte
nello

rendi-

te

godute

stato ecclesiastico

legazione di Avignone

e nel

i638
libe-

ma
non

dopo qualche tempo fu ammesso


solo in

fu eletto camerlengo della S. R. C.


coli'

grazia,

ma

all'

intima

arcipretura

della

basilica

riana.

In qualit di legato

ai prin-

confidenza dello stesso Pontefice. Decorato venne questo Cardinale dal


re
cristianissimo
dell'

cipi d'Italia,

and alla corte del dudove seppe manegca di Savoia giare a modo gli animi e g' inte,

Ordine

dello

Spirito Santo, arricchito di parecchie

abbazie, e fatto grande elemosiniere in

ressi,

che procur la pace

all'Italia,

ed ebbe in quella circostanza


Affidategli in seguito
le legazioni

un
di

Richelieu.

luogo del Cardinale Alfonso di Sotto lo stesso Innocenzo

congresso col Cardinale di Richelieu.

X
fice

nel

Poitiers, e nel

Bologna
quella
cui
,

Ferrara
stato

Ravenna
di

dello

nome
della

della

con Urbino, di Santa Sede


,

nomin vescovo di 1657, essendo PonteAlessandro VII, fu traslatato ali65a


lo

l'arcivescovato di

potesse

Reims tuttoch non mai ottenerne le bolle, quan;

prese possesso, ebbe altres


sidenza

la prela

segnatura
,

segre-

tunque ne fruisse le rendite, e ci per non aver voluto rinunziare, che dopo
dieci anni, al di lui nipote Cardinal Carlo nel Pontificato di Clemente IX

teria dei Brevi

la

protettola

del

regno di Francia e quella dell' Ordine dei predicatori, dei monaci di s. Bernardo, e dei canonici regolari del Salvatore,
oltre
,

la carica di

camerlengo della S. R. C, ed allora consegu le bolle. Ebbe il


nostro porporato nel Pontificato dello zio, oltre le

la

con-

gregazione del
ascritto.

s.

Offizio

a cui fu
il

mentovate, altre

cari-

Se non che, vedendosi Cardinale divenuto odioso e

che,

come

la

presidenza alle ecclesia-

te-

stiche milizie,
ralissimo.

ed

il

titolo

di gene-

mendo
te

moltissimo di s specialmenla

dopo

elezione

d'

Innocenzo X,
;

Narransi grandi
rosit di lui
;

cose della genesi

pens di
ra.

ritirarsi

in Francia

mand ad

effetto in questa

che manieil

fra le quali

dice che

Finse passare a Monterotondo verso cui inviava la servit, e di improvviso, sconosciuto, prese la via
di
s.

mentre a Civitacastellana pranzava, gli fu riferito che un povero uomo stava per annegarsi nel Tevere. Di
subilo accorse

con alcuni

altri

alla

Marinella,

verso

la

marina.

riva e liberatolo

fece contare cento

ii2

BAR
berini

li

A?,

doppie da compartirsi fra lui e chi ne lo avea tratto dal pericolo. Che se generoso era con tutti, segnatamente lo era co suoi familiari , dei quali volea fin anco dopo morte
5

male

interpretata, e peggio

calunniata, che Ratlaello delle Torre


public in Perugia nel

Da

1646. Carlo Barberini, fratello del

perpetuata la memoria,
vedersi nella chiesa di
s.

come pu
Onofrio nel
a
lui le

Papa, e da lui fatto generale di s. Chiesa, nacque Taddeo Barberini, pure generale delle truppe Pontifcie,
il

monte
opere

Gianicolo.

migliori letterati

quale dallo zio non solo come


all'

del suo

tempo

intitolarono

dicesi

articolo,

Prefetto
di

di

Ro-

loro,

e la sua magnificenza

ma,

fu

insignito

questa

antica

splendette nel gran foro agonale di

e cospicua carica,
gli die'l'abito,
il

ma

nel giorno che

Roma
un
una

dove fece far


i

sue

spese

e le insegne di prefetto
lo

torneo, e

giuochi dell' asta, cio

tenne
della

a pranzar seco,

rega-

finta battaglia

per esercitare
nei

la

romana giovent
dinale ai conclavi
di di

militari e ca-

vallereschi esercizii.

Fu
d'

questo Car-

Innocenzo

X
IX

Rosa d'oro benedetta, e sposollo dipoi solennemente in Castel Gandolfo (come descrivesi all' articolo, Sposalizi; fatti da' Ponl

Alessandro VII, di Clemente

tefici) con

Anna Colonna,
comper
,

figlia

del

Clemente X. Sotto

di

questo ultimo

Duca
to
sa
ci

di

Paliano, dal quale la famiil

rinunzi alla arci pretura della basilica

glia Barberini

principa-

liberiana, e passato alla chiesa


il

di

Palestrina

ancora

da

es-

di

ReimSj battezz a Parigi

Del-

posseduto. Veggasi Ignazio Brac-

fino figlio di Luigi


vi

XIV;

e nel

1669

celebr

il

sinodo, che poi fu pub-

blicato.

Da

ultimo trasferitosi a Ro-

ma
di

per essere presente al conclave

nell' Occulta corrispondenza tra Varine (che sono tre api) e il cognome de Barberini, con l'aggiunta di cinquanta epigrammi, Roma 1623

Clemente

al cui

esaltamento

contribu col suo voto, mor a Netti


diocesi di

denza
e
l'

i633; Carlo Strozzi, nella discendella casa Barberina da

sessantaquattro
sati

Albano nel 1671 in et di anni avendone pas-

circa cinquecento anni,

Roma 640
1

Carlo Moroni
origine ,

nel trattato del-

quarantatre come Cardinale. Trasil

e nobilt della

ferito

suo corpo a Palestrina, fu


nella

Barberini,
nensis

Roma

famiglia 1640; Barberina

sepolto

sua cattedrale

nella

Anice fornix
,

cappella
bellissima

di

s.

Lorenzo con questa


:

picturis

Romce , Petri Cortoadmirandusj DiPietro

iscrizione

II Peccatore

chiarazione delle pitture di

a norma

della

sua

testamentaria

da Cortona
eretto

nella sala del palazzo

disposizione. In seguito fu trasportato alla chiesa di sua famiglia de-

dal cava li er Bernini alla fa-

dicata a

santa Rosalia
cielo
il

Alcuni

le-

varono a
rato
il
;

nostro

porpo;

altri
si

lo depressero

di troppo

vero

che fu libralissimo

Roma 1640. Domenico Pauaroli, Musccum Barberinum Roma? 1 656 Index Bibliothecie , qua fr. Barberinus S. R. E. Cardinalium Vice- Cancellarius
miglia Barberini,
:

pi che mediocremente dotto,

ne fanno fede i suoi ti latini ed italiani, conservati nella


Biblioteca Barberina.

come componimenpoi a vedersi

magnificcntissimce

sua; familioe

ad

/Edes magnificentiores reddidit. Rumai 687; Pompilio TotQuirinalcm


1

ti

nel Ritratto

di

Roma moderna,
Bibliolea Barbe-

La fuga

del Cardinal Antonio Bar-

i638; e

l'articolo

, ,

BAR
ritti.
Il

BAR
nelle

n3

Pinarolo

antichit
,

ministrata a quella repubblica nella


tro

di

Roma

tom. II,

p.

83

fa

ri-

levare, vedersi nella corte del palazzo

due pezzi maggiore che dovea esser eretto avanti al ponBarberini

un

obelisco in
di

trovato

fuori

porta

guerra, che andava sostenendo coni turchi. Da esso Taddeo nacquero Carlo e Mall'eo il primo, rinunziuta la primogenitura, fu fatto, come si
:

dir, Cardinale
il

te contiguo al
edificato

medesimo

palazzo, gi

da Innocenzo X ed secondo fu maritato ad Olimpia


,

curiosamente

dal

cavalier

Giustiniani

figlia
,

di

Andrea prin-

Lorenzo Bernini; obelisco che da d. Cornelia Barberini fu donato a Cle-

cipe di Bassano

nipote d' Inno-

cenzo

Pam/ili.

mente XIV.
Racconta il Gigli nel suo Diario, che Urbano Vili soleva lagnarsi di aver quattro parenti, che a nulla valevano. Uno era santo, e non ficea miracoli, ed era il Cardinal Francesco Barberini : uno era frate , e non avea pazienza j ed era il Cardinal Antonio, detto di s. Onofrio uno era oratore, e non sapea parlare j ed era il Cardinal Antonio Juniore : ed uno era generale , e non sapea metter mano alla spada j ed era d. Taddeo principe di Paleslrina. Veggasi inoltre Tria Brevia Urbani Vili super erectonem Maforatus Domus Barbcrince. Essendo Cardinale Urbano Vili acquist da monsignor Visconti una villa in Castel Gandolfo, onde fatto
: ,

in Pa1647, i y i resto il suo cadavere, finch, nel 1660, fu trasportato a Monte Rotondo allora feudo dei Barberini, e dove ne ingrandirono il palazzo, intanto che Urbano \ III ne

Sorpreso Taddeo dalla morte

rigi nel

fabbricava

la

collegiata.

Trasferito

per nell'anno

1668
fu

nella

chiesa

dei cappuccini di Palestrina, ai

novembre 1704,
chiesa
della
di
s.

i5 tumulato nella
nelle

Rosalia

tombe
Pie-

famiglia

Barberini.

V.

tro-Antonio Petrini,
nestine pag.

Memorie Prei5o. La sua sposa d.


d'anivirile
il

Anna con somma grandezza

mo

sostenne
nelle

suo grado in molti


e

fastidiosi

incontri,

mostr
della

fortezza

avversit

casa

Barberini, nel principio del Pontificato


d'

Papa continu a

villeggiarvi,

edifi-

d
di

Innocenzo X. Rimasta vedova, fonin Roma a sue spese il monistero

candovi anzi il palazzo Pontificio, che fu poi abitato dai Papi, nelle villeggiature. Continu non pertanto
la famiglia Barberini

Regina Geli,

ov' sepolta,

con

l'altra confondatrice sua sorella Vit-

a recarsi nella
in

stagione

autunnale

quella
vedersi

sua
all'

abitazione, siccome
articolo
Il

pu

Castel Gandolfo.

suddetto

Taddeo Barberini

di-

Colonna carmelitana scalza Laura Tomacella sua parente. BARBERINI Carlo, Cardinale. Barberini Carlo nipote ai due Cardinali Francesco ed Antonio del medesimo nome, e quindi pronipote al
toria

e con

venne poi Grande di Spagna j


ei'editario nella

titolo

Pontefice

sua famiglia, e fu ded' oro


,

me
na.

corato del
alla

Toson

ed anno-

Urbano Vili, figlio era, coTaddeo e di d. AnNacque in Roma, enei i63o. Cesi

disse di d.

verato insieme a tutta la famiglia


nobilt di Venezia, nel
riporta
il

duti volontariamente

diritti di pri-

i652,

mogenito
rico,

al

fratello

minore Maleo,
si

come

Muratori ne' suoi

in et circa quadrilustre
e
di

fece chie-

Annali, in ricompensa di una gran somma di denaro, dai Barberini som-

venti tre
di

anni fu creato
s.

diacono Cardinale

Cesario nella

i5

n4
sesta

BAR
bate
ai

BAR
commendatario.
e

promozione, fatta a Roma da Innocenzo X, li 19 febbraio del 1(02, colla facolt di ritenere la

Intervenuto
VII,
dei
di
III
,

conclavi di Alessandro

due Clementi IX.

X,

Innocendi Inno-

carica di prefetto di
la

Roma. Bench
fosse

zo XI, di Alessandro A
dalla

corte

di

Roma

in

allora

cenzo XII, e Clemente

XI,

fu colto

decorata da due
berini,

altri

Cardinali Bar-

morte

nel

1704

in et di anni

pure

vide con grandissima

settantaquattro.

La

sua spoglia mors.

soddisfazione anche l'esaltamento del

tale riposa nella chiesa di

Andrea
della
sotto
,

nostro Carlo,
chiata virt.
colla
d'

come

quello eh' era frecol suo giudizio e

della

Valle

innanzi

l'

altare

giato di doti nobilissime e di spec-

grandiosa cappella Barberini

Dava

una magnifica
bella iscrizione.

lapide,

avente una
figlio di

sua
e
tale

prudenza

continui

saggi

un'et assai pi provetta, che la


,

Da

Maffeo Barberini poi

sua

nelle congregazioni

sponeva

con
s
il

modestia e basso sentire di

Taddeo pi sopra menzionato, nacquero quattro figli; ma noi non parleremo che dei seguenti BARBERINI Francesco iuniore, Cardinale, nobile romano, pronipote di Urbano Vili, e nato primogenito ai 27 maggio 1662. Applicatosi fin da giovinetto allo stato ecclesiastico, comper secondo l' uso di que' tempi, nel Pontificato d'Innocenzo XI, un chiericato di Camera, ed in seguito la carica di uditore della stessa Camera. Fu quindi ai 1 3 novembre 1 G90 da Alessandro Vili creato diacono Cardinale di s. Angelo in pescheria, e da Innocenzo XII, quantunque giovane
:

proprio parere, che di buona

voglia eia da ciascuno ascoltalo.


bell'assenza del Cardinale Antonio

iuniore suo

zio,

fu eletto amministra-

tore della basilica liberiana e del ve-

scovato di Palestrina, dove fond

il

seminario.

Da Clemente IX ebbe

no-

mina
lica

di arciprete
la

alla vaticana basi-

per

rinunzia dell'altro zio Fran-

cesco,

ed invece del detto zio Antofu camerlengo


,

nio

al

qual carico
spe-

soddisfece col

massimo impegno,

cialmente nella vacanza lunghissima , della Santa Sede per la morte dell'

antidetto Clemente IX. Ascritto fu

alle

congregazioni
del

dei

vescovi

per

l'et,

ma

vecchio per lo senno,

de' regolari,

concilio, dell'im-

munit ed altre, colla proteltora dei monaci celestini di quei di san Bernardo, de' canonici regolari la-. teranensi, della s. Casa di Loreto,
,

venne deputato alla legazione di Ravenna, a cui compart considerabili benefieii,

e tra gli altri restaur


il

con grande spesa


gato, e vi apr
il

palazzo del

le-

seminario. Riguar-

e dei regni d' lbernia e Savoia. Le-

dato

anzi

da que' popoli come pa-

gato

Intere

and
a

a Napoli per

complimentare,
tefice,
il

nome

re

cattolico

PonFilippo V,
del
col
lustro,
alla

gli fu eretta, a perpetua memoria. una iscrizione mar-

dre della provincia,

legazione che
ta Sede.

sostenne

morea contenente l'elogio virt. Compita la legazione,


conferite
le

delle sue
gli

furono
le

e col decoro conveniente


Gli
di Subiaco,

San-

prefetture

delle acque,

fu conferita l'abbazia

e de' vescovi

e regolari,

pro-

ove nel 1674 tenne un


1

sinodo, che dai dotti viene stimato,

tettone de' cisterciensi, de riformati, e de' cappuccini. Dimessa per la diaconia, pass successivamente
al vesi

mentre l'anno

685 un altro ne tenne


ove era ab-

nell'abbazia di Farla,

scovato d'Oblia e Velletri, dove

BAR
mostr padre de' poveri,
re in
rie
la ai
cpiali, ol-

BAR
le

n5

tre larghe limosine, faceva distribui-

questa che Matteo, nato nel 1699, e morto nel 1703, non che Cornelia,
la
illustre casa,

tempo

di malattia

necessa-

ed opportune
diocesi,

medicine. \isit

quale restata erede di s spos in et di do-

restaur la cattedrale di
le

Velletri,

fece

generoso

dono

dici anni non compiti, nel 1728, Giulio Cesare Colonna duca di Bas-

di molte sacre suppellettili; indi, pervenuto all'et di settantasei anni,

sanello, allora

assente delle guardie


fi-

del

re di

Spagna Filippo V, e

e quarantasette di Cardinalato, mori

glio secondogenito di
ria

Francesco Ma-

decano del sacro Collegio, venendo i 17 agosto 1738, e trasferito a Palestrina, ebbe sepolin
ai

Roma

6,

no.

Colonna, principe di CarbognaIl Valesio racconta questi singo-

tura nella
nella
egli

chiesa di santo

Rosalia,
.

tomba
presente

de' suoi antenati


all'elezione
de'

Fu

Ponte-

fici Innocenzo XII, Clemente XI, Innocenzo XIII, Benedetto XIII, e

Clemente XII.
Nel successivo conclave per l'eledi Benedetto XIV, eletto ai 17 agosto 1740, racconta il Novaes al tomo XIV, pag. 8. e io, che alcune volte negli scrutimi si lessero
zione
tre schedule
berini,

in favore

del p. Bar-

predicatore apostolico,

ex generale de' cappuccini, e bench non

pure nella stesOlimpia Giustiniani Barberini, nel seguente modo Luned 17 maggio 1728 ha preso il Cardinal Francesco Barberini iuniore, dal Pontefice Benedetto XIII, un breve di dispensa per la nipote, che non ha per anco terminati i dodici anni, mancandole sette mesi per poter contrarre gli sponsali, col primogenito della principessa di Carbognano. perche nella dispensa vi e la solita clausola de consensu parentum, la principessa vesa et, di d.
:

lari sponsali, contratti

ornato del cappello Cardinalizio. Rinunziandosi da lui per alla qualifica

dova di Urbano principe di PaleTeresa Boncompagno, madre della sposa, fece un nihil transtrina,
seat,

di predicatore del sacro palazzo,


la

negandole
renitente

volervi
il

prestare

il

per

brama

di riposarsi,

e di vi-

suo consenso, onde


str
il

Papa
far

si

mo-

vere quietamente, venne in vece da Benedetto XIV ricompensato coll'arcivescovato


di

in

voler

spedire

breve.

Ed

perci che il

Cardiin

Ferrara.

Ma
di

questo
fare

nale in questi giorni si

posto

personaggio non
eolla

ha nulla che

somma

agitazione. Mercoled, dieci-

famiglia

orionda

Firenze,

nove, alle

nove
la

ore,

ottenuta

dal
d.

n per altro ne abbiamo fatto qui menzione se non per non preterire

Pontefice

definitiva licenza, se-

gui alle dodici lo sposalizio di

un

fatto singolare.

L'altro figlio di Maffeo fu Urbano Barberini, che sposato prima a Cornelia Zeno nipote del Pontefice

Cornelia Barberini col primogenito del principe di Carbognano, assente,

e colonnello di

un reggimento

in

Alessandro VII! veneziano, per

morte di essa, si un in matrimonio ad Anna Maria Felice, vedova di Biagio Ventimiglia, e poi
la

funzione in sua vece fu fatta per carta di procura, da d. Alessandro suo zio: sposolli lo stesso Cardinal Barberini, alla pre-

Ispagna.

La

Teresa Boncompagno, figlia del principe di Piombino. Non ebbe da

senza de* due parrochi. Vi assistila principessa Barberini, vecchia

madre

del Cardinale, e la prncf*

iiG
sposo.

BAR
madre
p.

BAR
dello
2".

vessa di Carbognano,
Dice
nio
di

D. Antonio, che pass a


3".

mi-

glior vita ne' primordi) del


il

corrente

PSovaes,

tomo IX

191,

secolo

D.

Benedetto
ai

Barberi-

e seguenti, che da questo matrimo-

ni nato in

Roma

22 ottobre 1788,
di Pio VII, e

Giulio

Cesare
nel

Sciarra,

morto

1787,

Colonna di con d.

fu maestro di
di

Camera
2

Leone XII, dal quale


ai

fu creato

Cornelia Barberini, nacquero, oltre


diverse femmine,
il il

Cardinale,

ottobre

1826,

principe d. Ur-

pubblicalo nel concistoro de'i5 di-

bano Barberini,
strina,

duca

di Monteli-

bretto d. Carlo, poi principe di Pale-

ambedue padri

di

numero-

cembre 1828, col titolo presbiterale di s. Maria sopra Minerva, donde nel i832 fu passato dal regnaute Pontefice

sa prole. D.

Urbano, che mori nel

Gregorio
in

XVI, a

quello

1796, continu la propria famiglia Colonna di Sciarra, ed ebbe per figli d. Maffeo Barberini Colonna di
Sciarra,
de' principi
di

di

s.

Maria

Trastevere, facendodella sacra con-

lo in oltre prefetto

gregazione
stica.

Palestrina,

Fra

dell'immunit ecclesiale altre protettone ha


della
ss.

principe di Carbognano, e d. Pros-

quella

del monislero
del

Indelle

pero principe di lioviano gran Croce dell'Ordine di


s.

carnazione
rina,

Verbo Divino

Gregorio, e
d.

d.

carmelitane scalze,

dette le Barbe-

Carlo
di

Colonna, Palestrina, maritato a

Barberini

principe

perch fondato nel


Vili,

i63g da

Giu-

Urbano
vi

stina

Borromei milanese, da' quali nacquero i seguenti: 1 D. Francesco Barberini nato, a' 5 novembre 1772,
.

entr la

Barberini, e perch moglie di d. Paolo Bardi

berini

fratello

quel Papa,

con

le sue figlie,

attuale principe di Palestrina, capi-

tano
le

comandante, tenente generaguardie nobili Pontificie, e

venute da Fireuze. Il Cardinal Francesco Barberini eresse dai fondamenti la chiesa consagrata

delle

poi ai

23

ottobre
veri,

decorato della gran Croce dell' Ordine di s. Gregorio Magno, dal regnante

Rituale del

1670. Veggasi monistero della Ss.

Pontefice Gregorio

XVI. In

virt

del testamento del suddetto Cardinal

Francesco Barberini, continua


serbare
il

egli

cognome Barberini
di
s

e la

Incarnazione del Verbo Divino in Roma, e dei monisleri del suo Istituto, Roma 1 74*25 e Venuti, Roma moderna pag. 180. 4- D. Amalia Carlotta nata ai 21 settembre 1771,
e maritata al

"-accessione

nobile

prosapia.

principe

d.

Agostino

Maritatosi nel

18 12
del

a d. Vittoria
contestabile
d.

Colonna,
Filippo

figlia

Colonna duca
7

di Palliano.

nata
le

ai

febbraio

1791,
la

da

tal

matrimonio nacque
:

seguente pro-

morta nel 1837. 5." D. Teresa nata ai 26 novembre 1776 e vedova del conte Scipione Chiaramonti di Cesena, nipote di Pio A li. 6. D. Maria nata ai 2 settembre
Chigi e

Carlotta Luisa nata nel


agli

18 15, e

1781, e finalmente
ligiosa carmelitana

d. Caterina,

re-

maritata
al

11

settembre

i838

scalza,
Coeli,

nel

moa'

marchese Raffaele Casali del Dra;

nistero

di

Regina

nata

go

Carlo Felice nato nel 18 17, e maritato nel 1889 a d. Giuliana Falconieri; Enrico nato nel i823; Giuntina nata nel 1825, e Filippo
nato nel

1783. Francesco Cancellieri nelle sue opere riporta squisite, ed interessanti notizie sulla ec-

dicembre

cellentissima famiglia Barberini, sin-

1827.

golarmente ne Possessi de' Papi, nel

BAR
Mercato, nella Basilica vaticana, e nel Tarantismo, Aria di Roma, e Castel Gandolfo. BARBO Gaufrido, Cardinale. V. Barbeau.

BAR
que' monaci benedettini,

ma

iscor-

gendo essere tutto

inutile,

della facolt apostolica,


se accettando in vece
i

munito ne li espulmonaci Oli-

vetani.

Tenne

in Aquileia

un provinl'

BARBO
Paolo
II

Pietro, Cardinale.

V.

ciale concilio,
lio,

come

avvisa

Ughelalla

Papa.

ove dett decreti

utilissimi

Marco, Cardinale. Barbo Marco, che nacque nel i438, fu


veneto patrizio e nipote
al

BARBO

Pontefice

Paolo li per parte di fratello. Suo malgrado fu egli promosso da Calisto III al vescovato di Trevigi; dappoi nel 1 4^4? dallo zio fu passato a quello
di Vicenza; in seguito,

da Innocenzo VIII vennero confermati. Generoso coi poveri non solo in vita, ma anche in morte, li volle eredi del suo
ecclesiastica disciplina,che

patrimonio.

Termin

suoi giorni

a Roma nel 1491, in et di cinquantatre anni, dopo ventitre, ovvero


ventisei anni
di

come

scrive

il

Cardinalato.
Suaresio,

Muratori, venne dalla repubblica di Venezia nominato a patriarca di


quella citt;

Non
nel
il

vero ch'egli finisse di vivere

i49> come scrive


e

il

ma
da

il

allontanarlo

s,

Papa per non non acconsenti

Ciacconio

come

apparisce dalla

l'epitaffio,

cui presenta
nelle note

sua tomvita

a questa nomina; per lo che nella prima promozione, fatta a Roma li j8 settembre del i4^7, o secondo
il

ba; poich
lui
si

alla

di

corregge l'errore, cornea tutil

ta chiarezza dimostra

Rossi nella
le

Ciacconio, del

4^4?

1 creo prete
s.

sua Storia di Ravenna. Riposano


sue ossa
nella nella chiesa
di
s.

Cardinale del titolo di

Marco,
il

ti-

Marco,

tolo gi dal Pontefice occupato nel

suo
stro
tefice

Cardinalato.

Nel i/65
dallo
di

no-

tomba, che s'apparecchi vivendo, del che ci assicura un breve


epitaffio.

Marco ebbe
il

stesso

Pone

patriarcato

Aquileia;

BARCE
vile della

da

1478, il vescovato di Palestrina. Fu a Paolo li utilissima l'opera del Barbo, siccome di uomo che versatissimo era nelle
lettere, fornito di piet e perito nel

Sisto IV, nel

o BARCA. Citt vescoLibia Pentapoli, eretta nel

IX

secolo.

Dipendente dal patriarsul

cato di Alessandria, era gi capitale

d'un regno,

Mediterraneo nele
Tripoli,

l'Africa, fra Alessandria

greco idioma
lede
le

secondo che ne fanno


lui
,

opere erudite di
affari.

ed era

eziandio dotato di gran senno nel

neggio degli

Da

Sisto

maIV fu

ed era gi sede vescovile de' copti secondo Commamville. Alcuni per dicono che sia situata nell'Oasis
degli antichi.

mandato
gna,
tra' re

alla

legazione dell'

Alema-

BARCEFA
chiamato
Forniti
di
gli studii

Mos
)
,

altrimenti
d'Assiria.

Ungheria e Polonia,
le differenze,

affine di

Severo

era

comporre
per
la

di questi

eheviaveano due ultimi domimi

suoi nel monistero


sul

Monte -Arido
per
la

Tigri,
de' suoi

fu

in

Boemia. E giunse in capo a trenta mesi a conciliarli, e ad


corona
di

breve,

fama

talenti

e del suo sapere, innalzato alla di-

allarmarli contro gli ottomani.

Era

abbate

commendatario all' abbazia di Sassovivo, e pi d'una volta ammoniva con paterna amorevolezza

Govern successivamente le chiese di Beth-Ramau, di Beth-Ceno e di Mozul, nel Diargnit episcopale.


bekir.

EA
Secondo
il

11

BAR
di

parere
il

Andrea Ma-

di

America. La regia

sio,

inori egli

giorno i3 febbraio

sed

un copioso arsenale

91 4- Scrisse nella natia lingua: un Trattato dell' Opera de sei giovani,

deria di

marina poscon foncannoni, e vasti cantieri da


dalla fami-

costruzione. Vuoisi die


glia la

un

libro
s.

dell'Anima, un Commento
Alatteo,

sopra

un'opera Sulla
divideva-

Barca cartaginese abbia preso citt il nome di Barcellona, e ebe


trecento

differenza delle sette, ebe

vanti per fondatore,

anni
,

no di que' giorni il cristianesimo, una Liturgia ed un Trattato del Paradiso Terrestre.

avanti la

nascita

di
di

Ges. Cristo

Amilcare padre
ni, divenne

Annibale.

BARCELLONA
Citt

(Barchinonen.).
nella

Soggiogata Barcellona dai romauna delle pi rinomate


colonie col

con residenza vescovile

loro

nome
),

di

Faventia.
nel

Catalogna in Ispagna, chiamata anello Barcellona, Bardito, e pili anticamente Faventia.


belle
citt

Alaulfo,

Adolfo
visigoti

(che
s'

41

divenne re de'
di

impadron

E una
,

delle pi

Barcellona;

ma

vi

fu assassinato

della

Spagna

ed

era

maggior suo fiume. Confina Barcellona con Valenza Evalonorum, ed i suoi popoli derivano dagli antichi catalani, ebe emigrarono dall' Aquitania.

il

gna. L'

un tempo la Ebro

capitale

della

Catalo-

mauri, o saraceni tolsero a' goti Barcellona, allorquando Cars' impadronirono della Spagna.
nel

4 12

lo
I

Magno per
i,

re di Francia, nel-

Barcellona dal giogo dei saraceni, e da quell'anno cominci ad essere governata dai conti partolse
ticolari,

8o

Giace Barcellona sul Mediterraall' imboccatura de' fiumi Lo, hregai e Boesos , ed ba la forma

dei

quali nel palazzo della


si

neo
di

deputazione
tratti
(

Leggasi

rivedono tuttavia Pujades , Dingo


i

primo conte, Bernardo il secondo nell' 820, Aldcrano il tei-zo neirS/p, Guiffrcdo il quarto mila armati, difesa da forti e nell' 848, Salomone il quinto nelbastioni dal lato orientale ebe guar'S'ji, Guiffredo II il sesto nell'880, da la terra mentre la riva del jlirone il settimo nel 911, Suigelmare viene munita da impenetra- fredo l'ottavo nel 928, Borello il bile muraglia. Il porto guarentito nono nel q6j, Raimondo il decimo da lungo molo, al cui termine si nel roSy, Raimondo Berengario IV eleva il Faro; ma l'accesso n' 1' undecimo nel 1081 il quale nel difficile, ed i grandi vascelli sono 1 090 don a Urbano II la citt di
l''oi

un semicerchio. La pi imporfortezza Mont-foun , ebe domina il mare, ed il lato occidentale. La cittadella, capace di ottotante

p.

Jornich e
fu
il

Marca

).

Bera

nel-

costretti a starsene lontani.


s.

11

forte

Carlo concorre a renderlo munito, e per una via sotterranea


colla cittadella

Tarragona, e Raimondo Berengario il quale 1 i3i, il duodecimo nel

comunica
conti

maggiore.
palazzi
dei

Ragguardevoli
sovrani
e

sono
di

Barcellona,
delle

della

municipalit

udienze.

Un

vero emporio si stima il suo commercio con tutte le nazioni, parti-

colarmente un tempo

colle

colonie

mor nel 1162. Questi sposandosi con d. Petronilla regina d'Aragona un i due stati, occupando nel 1 io 1 il trono d'Aragona, e succedendolo nel 1 1G2 Raimondo, detto Alfonso II re di Aragona. In questa citt e in tempi diversi morirono quattro re d'Aragona,
,

BAR
cio

BAR
di
s.

119

Alfonso III
II

nel

mo
Nel
nel

nel

13^7,

1291, GiacoAlfonso IV nel


II

Filippo Neri.
s.

La

cattedrale
si

<".

dedicala a

Croce; in essa
s.

con-

i33G,

Giovanna

nel

4?9par-

serva
lo di di
s.

il

corpo di

Enlalia, e ([neldi
s.

secolo

XVII

Barcellona
e fu

s.

Madrona,
s.

Oldegario,
s.

teggi per

la Francia,

presa

Vittore, di

Accio, di

Lu-

1649 dal conte di Martin; dopo quindici mesi, nel i(Jj2,


dagli

ma
fu

cio tutti nativi di Barcellona, e quello di


s.

Raimondo
vanta

di

Penna fort dofino

ripresa

spagnuoli

nel

regno
la

menicano.
Barcellona
secolo
la

di Filippo IV.

Nella guerra per

dal

terzo

successione della monarchia spaglinola,

serie
11

fu

nuovamente

occupata

nel

suoi vescovi.
sio,

non interrotta dei primo fu s. Teodo-

1705
e

dall'imperatore

nel

da milord 1706, e nel


e

Carlo Peterboruiig
,

VI,
indi

1
,

7 14-

da' fran-

cesi

dagl' inglesi

onde

dovette

ed uno de' principali fu s. Padano, fatto vescovo di Barcellona , nell'anno 373 (V. s. Paciavo), uno dei pii grandi uomini che la Spa-

sostenere molti assedii. Nella guerra

napoleonica, sotto pacifico aspetto, vi


s'introdussero
i

francesi

ed

italiani,

gna abbia dato alla Chiesa. Santa Eulalia nata a Barcellona, dove pat il martirio durante la
persecuzione di Diocleziano, assunto
al

quali
1

bastarono a sostenersi fino

al
vi

8 1 4-

Dal 1823
i

fino

al

1827

romano impero
quale,
le

nel 284? prin-

tennero

francesi

sostegno della

guarnigione a causa regia di Ferfra


i

cipal protettrice di questa citt, nella


si

dinando VII.
stri

Ma

maggiori disadi-

sue reliquie.

come dicemmo, conservanV'hanno altres

di Barcellona

vuol annoverarsi

la febbre gialla,

che nel 182


la

molte chiese, e molti villaggi che portano il nome di questa santa,


nella Guienna, nella

minu considerevolmente
zione
,

popoladegli

nonostante
delle

soccorsi
di

ospedali,

case

carit, dei

medici,
s.
il

delle

suore

francesi

di

Camilla. Presentemente oltrepassa

numero

di

centomila abitanti.
la cattedrale

Grandiosa e bella

Linguadoca ed tomo V, e Butler a' 12 febbraio). Tutta volta secondo la diversit de' paesi ha differenti nomi ed ora Eulalia, ora Oler, ovvero Altiera, ora 0lacia 3 ora Ocilla, Ocella, Julaziaec. Vinaltrove (V.

Tillemont

di Barcellona, sede vescovile snffra-

ganea
na.
Il

della metropoli

di

Tarrago-

cenzo de Beauvais l'ha presa senza fondamento, e contro la tradizione


delle chiese spaglinole per
lia
s.

capitolo della sua chiesa era


di

composto

undici dignitari; cio

di Mericla,

di

cui parla

EulaPru-

l'arcidiacono maggiore e sei arcidia-

denzio. Gli

coni subalterni,
re,
il

il
il

decano,

il

canto-

s. atti, che abbiamo di Eulalia di Barcellona non sono au-

il

sagrestano,
ai

sotto cantore, e
si

tentici.
11

tesoriere,

quali

aggiungeva-

primo

concilio

celebrato
vescovi
e vi
si

in

no ventiquattro

canonici, dodici pre-

Barcellona

con

sette

della
tratt
si

bendati, e parecchi altri beneficiali.

provincia fu nel 54o,

La
sei

comprendeva duecento parrocchie, due abbazie, e tre


diocesi

della disciplina ecclesiastica,

come

commende, ed
nove parrocchie,

eranvi

nella

citt

tredici conventi di

ha dal Labb tomo V, e dall'Arduino tomo II. Vi si decret dover gli uomini penitenti accorciarsi
i

ambo

sessi,

ed una congregazione

capelli

vestir

i'

abito religioso, e

i2o
passar
la vita

BAR
nel digiuno

BAR
e
nelle
il

cangiamento del
suoi canoni
si

rito.

Un

altro

preghiere. Vietalo

fu

loro eziandio

concilio fu celebrato
i

nel

i33f), ed

ed esermercatura: dover gl'infermi ricevere dal vescovo la penitenza, che implorano durante il corso della malattia, e doversi accordar
di partecipare ai banchetti,

citare

la

tomo 111 Spagna


il

della Raccolta

del

possono vedere, nel de concilii di Cardinal de Aguirrc,

quale nello stesso

tomo

descrive

il

concilio celebrato in Barcellona per

loro

la

benedizione

del Viatico.

Il

l'antipapa Clemente VII di Ginevra

secondo si adun nel 5r)9 sotto il regno di Recaredo, con l'intervento


di

nell'anno
Insorto

1387.
fin

dal

i3t8

lo

scisma

dodici

vescovi.

Vers contro
gli

la
i

del detto Pseudo-Pontefice

Clemente

simonia,

e ne riportano
I

atti

citati autori.
i

pi interessanti sono
ai

VII di Ginevra, contro il legittimo Papa Urbano VI, la Spagna segu le


parti dell'antipapa,

canoni che proibiscono


cosa

vescovi

a cui nel
delle

1394
XIII
ai
il

di ricevere alcuna

per l'ordiai

fu dato in successore Benedetto

nazione dei preti, e dei diaconi, pel


sacro Crisma che

de

Luna, d'una

pi

illustri

per

la

si d confermazione de'

preti,

famiglie d'Aragona, e

neofiti.

A en-

29 novembre
concilio
di

i4 2 4>

dove mor dopo che

ne
re

altres interdetto ai laici di ricevegli

Costanza nel

14 ! 7 ave "

ordini sorpassando glinterstizii,

va eletto in
tino

Sommo

Pontefice

Mar-

e l'innalzamento alla dignit episcopale,

V.
di morire,

a chi non abbia ricevuto

gli

Prima

altri ordini;

fu prescritto che le verfatto voto di con-

to l'antipapa Benedetto XIII, a


anticardinali del

avendo ordinadue
sotto

gini che

abbiano
e

suo partito,

tinenza,

ogni
la

altra persona

che

abbia ricevuto

benedizione della

penitenza, sia esclusa dalla comunio-

scomunica, di dover dargli ">, un successore, ai 1 o giugno \ 2 essi elessero in antipapa Egidio Sandi
1

pena

ne
t,

dei fedeli,

nel caso, che avendo

chez de Moguoz, canonico della cattedrale di Barcellona

contratto matrimonio di loro volonricusino


si

sua patria,

il

di separarsi.

Sei

altri

quale fu coronato

concilii

adunarono

in Barcellona,
si

conferm l'abbadessa Eunia nel possedimento


cio

nel

906

in

cui

mese, col nome prendendone la protezione Alfonso V possente re d'Aragona, per cui
la

17 dello stesso di Clemente Vili,


ai

di alcune chiese, e sopra le pretese

Chiesa vide con dolore rinascere

dell'arcivescovo

di

Labb al tomo al tomo VI); nel


nazioni
fatte

Narbona (/ edi IX, e l' Arduino 1009 sopra le dostessa

lo scisma,

che credeva affatto spento,


del

colla

morte
il

de Luna.

Premudi estin-

roso

zelante Martino

alla

chiesa
gli
;

di

guerlo onninamente invi nella Spa-

Barcellona; nel
surpatori

10T4 contro
ecclesiastici

unel

de' beni

1068 per opera


le Blanc.
rici

del

legato

Ugone
a' chieil

In esso fu ordinato

Cardinale il gna per suo legato e Pietro de Fois cugino del re dopo diverse tergiversazioni entr ai io maggio i4 2 9? m Barcellona
, ,

la continenza,

e fu sostituito
,

accolto con tutti

gli

onori dal clero

rito

romano

al

gotico
il

bench

al-

e dal popolo, e incontrato fuori della


i(5

cuni vogliono, che


to

concilio sia sta-

citt

dallo
si

stesso

Alfonso V. Ai
la

adunalo nel monistcro di Leira, ma che non vi si potesse stabilire

giugno

giur

concordia,
riconoscili-

convenendovi L'antipapa,

,, ,

BAR
to soltanto dagli
fatti

BAR
Picado.
to,

121
abbaziale in-

aragonesi;

ai

26
le

luglio

ed inrinunzi formal-

La

chiesa

titolata al

menzionato santo Cucufa


parrocchia,

mente
tesia,

insegne Papali ed in
,

Mon-

e siccome

ha

il

ebbe luogo la funzione, in cui prest ubbidienza a Martino V, rappresentato dal legato. Quindi ai 16 agosto Egidio
presso Paniscola

fonte
la

battesimale,

essendo

tassata

mensa

di quattrocento fiorini di

camera.
vanni,

Sanchez Mugnoz iuniore, nipote dell' antipapa , e da lui fatto Pseudo Cardinale di s. Maria in Cosmedin,
abiur lo scisma, e giur fedelt a

GioGuglielmo, giureconsulto del secolo XVI, nacque a Pont-a-Mousson, l'anno i582. Como
figlio

BARCLAY

BARCLAJO

di

piuti

gli

studii

appresso
averlo
egli

gesuiti

Martino V, deponendo
titolo

la

dignit e
riporta
il

questi

amavano
,

della

loro
si

Cardinalizio,
II

come
p.

compagnia
ghilterra.

ma
il

piuttosto

700. Tuttoci fu confermato dal concilio di Tortosa, ed il Pontefice Martino V promosse al vescovato di Maiorica l'ex
Ciacconio toni.
antipapa.
si

tolse a seguire

padre suo in Inincontr


I.
l'

Quivi

affetto

del

re

Giacomo
intitolata

latina

un'opera Euphormion che


per
_,

Ma

di

questo argomento
all'

pubblic nella incoronazione di quel


sovrano.

parla diffusamente

articolo an-

Le

strette

relazioni

con
,

tipapa
Il

XXXVII.
in Assisi,

parecchi di religione

anglicana

la

Pontefice Nicol V, mentre di-

cura

morava

ad

istanza del re

Alfonso V, con bolle de'3o settem-

bre i4^> istitu l'universit di Barcellona, cbe decor di molti privilegi, e che in progresso si acquist onorevole fama. Molti collegi, scuole secondarie, societ scientifiche, accade-

che si ebbe per la ristampa delle opere di suo padre, avverse ai principii d' oltramonte le sue proprie del medesimo sentimento rendendolo sospetto ad alcuni cattolici pi disposti a pensar male d'altrui, che atti a giudicar retta,

mente
fu

abbandon
,

1'

Inghilterra
,

mie, e varie biblioteche, ed un gabinetto di storia naturale vi sono inoltre in Barcellona.

a Parigi

indi

Roma

dove

Paolo
colle
fetto.

V
A

Cardinali lo accolsero

maggiori

dimostrazioni di af-

Presso di questa
netta,
citt,

evvi
bella

Barcelloe graziosa

cessare ogni dubbiezza sulla

piccola,

ma

purit

che pu riguardarsi come un sobborgo di Barcellona, e che trovasi


lungo
ni
la

de' suoi principii, consegn prima alle stampe un'apologia confondendo coi fatti ogni argomento

sponda marina fuori delle

degli

avversarli,

rese

inoltre di

sue mura. Conta solo ottantasei ancirca dalla sua fondazione, per-

pubblico diritto una sua oper contro


il

ogni setta di protestanti,

sotto

ch fu eretta sotto il re Ferdinando VI. In questa diocesi v' il monistero con giurisdizione, e cura di anime di s. Cucufato de Valle, dell'Ordine di
regia,
s.

titolo di

Paraeness

ad

Sectarios.

Colonia 16 17, in 8. Fermata la sua dimora in Ro-

ma,

Benedetto, di nomina
conferisce dal

che

si

Sommo

Pontefice in concistoro, e in quello


di

5 luglio i83o, Pio Vili vi promosse il p. abbate d. Lino Mattia


VOL.
IV.

ivi mor contando l'anno trigiorno il gesimo nono di sua et 12 agosto 162 1. Oltrech pei suoi rari talenti, si rese celebre per le controversie col Bellarmino e per una profondissima malinconia che
,

16

u
lo
ni.

BAR
I.

BAR
la

toglieva al consorzio degli uomi-

censura del Prendestinatus, del


gesuita
in
8."
if)/|.3.

Le opere sue,
le

in

giunta
f.

alle

p.
II.

Sirmondo
Risposta

accennate, sono
zio,

seguenti:

Un

ad un

estratto d'alcu-

commentario sulla Tebaide di StaPont-a-Mousson, i6or, in 8. II. Publcm pr Regbus, et privati? pr G. Barclaio parente vindicae,
1612. III. Poematum, libri duo, 1.6 1 5, in 4- IV- Una Storia Della congiura delle polveri , Oxford, i634- V. Icon animorum
Parisis,

settatori suoi ec.


l' autorit

ne proposizioni di Giansenio e dei III. Trattalo deldi s. Pietro e di s. Paolo, i645. IV. La grandezza della Chiesa romana, stabilita sul4-
s.

in

l'autorit di

Pietro e di

s.

Paolo,
dei

e giustificata

con

la

dottrina

Londra, 1614,

in 8.
sort
i

BARCOS
natali

(de) Martino,
nobilissima

Papi, in 4- 164?. V. Epistola ad Iniwcentum X, sullo stesso argomento. VI. Lettera alV abbadessa
e alle religiose di Portoreale.

da
i

famiglia

in

VII.

Baiona,
appresi
studi
quella to

l'anno

1600.

Come
s.

ebbe

Esposizione della Fede della Chiesa

primi elementi delle scien-

ze dal suo zio l'abbate di

Grano,
in

romana intorno alla grazia, e alla predestinazione, in 8. e in 12.

teologia
,

nella

universit di

B ARDA A
la diocesi di

Ci tt metropolitana del -

Lovanio
il

avendosi

maestro

Caldea,

eduna

delle pi

famigerato Giansenio, che in appresso fu vescovo d' Ipri. Moressendo


il

signor

d'Anguibert,
s.
1'

segretario dell'abbate di

de Barcos ne assunse ond' ebbe occasione di


il

Girano, impiego,

magMedia verso Covasan. Fu edificata 1' anno 87 dell'Egira, e 705 di Ges Cridistinte fra cjuelle dell'Armenia

giore

e Persica, nell'antica

sto,

nel
di

califfato di

Abdamalee,

fi-

profittare

glio

moltissimo in dottrina e piet, abbracciando pure lo stato ecclesiastico.

Mervan. BARDAXY de

AZARA

Dionisio,

Cardinale. Dionisio Bardaxy de Ain Puyarraego, diocesi Barbastro a'9 ottobre 1760. Dopo aver esercitato in Roma per la nazione spagnuola, con religiosa retdi

Dopo
ne

la

morte
il

dello zio fu

zara nacque

eletto a succederlo in cpiella digni-

prese

possesso

il

9
ri-

maggio i644 e venne


liberazione
d'

tosto in de-

introdurre
la

alcuna
alla

titudine, l'uditorato del sagro tribu-

forma.
s.

per lui, che


primitiva

regola di
austein s

nale della Rota,


\'II

dal Pontefice

Benedetto fu ritornata
sua
,

nel concistoro segreto

degli

Pio 8
s.

rit

dandone

marzo 18
ferendogli

16, fu creato Cardinale conil

stesso

V esempio, comech non mai astretto da voto solenne. Fu segno


all'

titolo presbiterale
le

di

Agnese fuori

mura.

Molto

fu

odio

di

non pochi
alla

attaccamento
re, che
lo
1'

causa di

reale attir sovra lui


esiliava
,

il suo Portoun ordine del


,

ed

commendato per piet ed attaccamento alla santa Sede. Reso prima estremamente sordo, mor in Ro-

in Bologna.

ma

ai

3 dicembre

1826.

Esposto
di
s.

cessarne

effetto

per alcun tempo


la

nella sua chiesa

parrocchiale
,

occultossi, ritornando poscia al suo

Salvatore in Lauro
cpiella

fu sepolto in
titolo

posto,

dopo

restituita

pace

alla

del

detto

suo

Cardiconcla-

Chiesa, l'anno 1669. Pieno di giorni e di meriti mori nella sua badia

nalizio.

Egli intervenne nel

ve per l'elezione di Leone XII.

l'anno 1678.

Le sue opere sono:

BARDESAPsISTI

Eretici,

che

BAR
trassero
il

BAR
certo Barse-

i23
la

nome da un
il

sole ogni

mese

si

conginngesse colla

dcsan'e siro,

quale vivea nel

luna, per
del genere
stino

operare

propagazione
s.

colo secondo sotto l'impero di

Mar376)3

umano.
al

Inoltre

Ago-

co Aurelio. Dapprima, secondo che


attesta
s.

assicura, che

questo

eresiar-

Epifanio

(1.

II,

t.

p.

ca
di

attribuiva

fu egli

uno

de' pi illustri difensori


,

azioni

umane
,

della cattolica fede

e .con

invitto

avviso

fato molte delle ed altri autori sono che Bardesane opinasse


,

coraggio

seppe
alle
il

resistere
di

alle lusin-

non avere
carne
vestito di

il

Figliuolo assunta vera


,

ghe ed

minaccie
pi.
,

Apollonio
volea
in-

umana

ma

soltanto

essersi

calcidense,

celebre filosofo di
il

un corpo aereo

e celeste,
essere

quella stagione

quale
le

e quindi aver egli patito ed


risorto in apparenza.

durlo

ad abbracciare

gentilesche

Altri aggiun-

superstizioni. Scrisse gag'iardamente

alcuni dialoghi contro Marcione co-

me
et,

esprime Niceforo [Hist.


gli

eccl.

1.

4)

e contro tutti Epifanio

eretici

di quella

gono finalmente, che neg la risur, ed attribu ai beati dei corpi celesti alla maniera degli angeli. Conviene per osservarezione della carne
re,

siccome attestano Eusebio, san


e principalmente
s.

che alcuni attribuirono

a
al

queispar-

Giro-

sto eresiarca errori ch'egli


se

non

lamo ( de Script, eccles. cap. 53). S. Girolamo dichiara che le opere di Bardasane da lui lette tradotte in lingua
greca risplendono di
essere eloquente
tal forza e calore

giammai; mentre
si

altri

con-

trario

studiarono di purgarlo da
opinioni, da cui era

molte
presto

ereticali

infetto realmente.
si

La
,

sua setta ben


sul

da dover desumere quanto dovesse


nella
siriaca
lin-

divulg
di

declinare

del secolo quarto avea corrotto quasi tutta la chiesa

gua. Se non che,

non and guari


opinioni

Edessa.

Da

Pri-

ch'egli oscur la gloria di sua vir-

scilliano fu introdotta nella

Spagna;

t colf adottare
di

le strane

ma
to

sembra che dopo

il

secolo quin-

Valentino
errori.

alle

quali

aggiunse
,

altri

dal suo
nisti.

Form una setta che nome chiamossi di Bardesa-

non ne rimanesse pi memoria alcuna, od almeno punto non fosse


curata dagli
stessi
eretici.

Costoro professavano la dottri-

BARDI
genie
glia

Girolamo,
conti
di

Cardinale.
fami-

na dei manichei, ed a questo errore altri ne aggiungevano. Imperocch il loro capo ardiva sostenere, che il Padre Eterno s'innamor di una donna, la quale vedendosi poi trascurata ne mosse querele con parole scritturali che
,
:

Girolamo Bardi, che


dei

discese dalla pro-

Vernio

nobilissima, nacque a Firenze

i685. Protetto dal Cardinale Lorenzo Corsini dappoi Papa col nome di Clemente XII, and a Roma dove Clemente XI nel
nel
,

il

Figliuolo

era

stato inviato sulla

17 15, lo ascrisse
lo

ai

prelati,

quindi

terra dal Padre, e che era divenuto

mand
dove
cattiv,

alla vicelegazione di

Fer-

uomo
lo
figlie:

per carnale generazione

che

rara,
si

per
in

le

sue prerogative
di

Spirito santo avea generato

che
di

il

sole
le

era

premo
n'era

tutte

due padre sucose, e la luna


il

men

un

triennio,

la

benevolenza

universale.

Richia-

mato a Roma,
ascrisse ai

la
i

madre.

Vi hanno
altres,

degli

Innocenzo XIII lo ponenti di consulta. Pasdiporto


il

scrittori,

quali avvisano, che Bar-

seggiava

un giorno a
ricinti

desane abbia insegnato

che

il

Bardi

di

una sua

villetta

, ,

i?4
condursi

BAR
potere

BAR
da credere che poeti e ministri fossero ad un punto. Pretendono alcuni che i primi Bardi non fossei'o noti se non presso i Celti ed anzi Freret crede che il nome di bardo fosse celtico. Il signor Sainte

presso Morltemaro, dove era solito


rarsi a quel
ni.

Benedetto XIII per riticonvento dei domenicaIncontratosi col Pontefice, venne


lui

con
le

colloquio

scorta
l'

in

quell' incontro

da Benedetto
e
gli

indointe-

amabilissima
,

la

somma
,

Foix, ne' suoi saggi

storici

dice

promise .quanto prima, una promozione. E mantenne la data fede nel 1728, conferendogli la carica di luogotenengrit del Bardi

che

Bardd

in

linguaggio

bretone

vale quanto poeta, e bardoneg un poema. Tuttavia nel paese di Galles si chiamano Bardi alcuni giro-

te
ra,

civile

dell'

uditore

della

Cameanni,

carica tenuta per cinque

vaghi poeti o cantori, che traducendosi di paese in paese cantano gli


elogi

finch Clemente XII lo fece segretario


della

dei
il

grand' uomini,

accompa-

consulta,

Benedetto

XIV

gnando

canto col suono dellarpa.

lo ascrisse poscia al sacro collegio colla diaconia di


s.

Adriano nella prima

promozione, fatta a Roma li 9 settembre del 1743. Venne in seguito


dato
il

Ma i Bardi antichi aveauo s grande riputazione, che presentandosi tra due eserciti azzuffati le truppe deponevano tosto le armi per ascollare le loro proposizioni.
11

suo

nome

alle

congregazioni

loro
le

del concilio, del

consulta,

buongoverno, della di propaganda ed altre.


in iole semplice, schietalla

posto nelle battaglie ed in tutte

pubbliche
al

feste

era sempre presso


della

Fu
ta
,

egli

d'un

re od al capo

nazione

nemico

simulazione ed
verso Iddio,

al-

ciascun capo o regolo aveva sempre

l'intrigo, religioso

com-

miserevole e generoso coi poveri, a favore de' quali lasci morendo


trentamila scudi per
to
di
lo

stabilimen-

uno spedale

ricovero.

Fu

al conclave di

Clemente XIII, ma dovette uscirne prima della elezione , obbligandovelo una malattia che di poi crudelmente lo rap nell'anno

bardo riguardato come di grado distinto. Esenti erano Bardi da tasse e dal militare servigio anche in occasione dei pi grandi pericoli. E mentre accompagnavano i principi nei combattimenti aveano i Bardi una guardia
il

proprio

un

ufficiale
i

per
del

la

sicurezza

delle loro
se

persone,
stati

trenta

subalterni

fossero

1765,
dell' et

nel

settanlesimosesto
,

primo ordine, e quindici

se del

anno
simo

sua

e nel

diciotte-

secondo.'

Ma

oltre che tali onori go-

del

suo

Cardinalato.
di
lui

Riposa-

devano
li

Bardi dei lucri considerabi-

no

le

ceneri
di
s.

nella
degli
,

sua

ti-

di

donativi, e di terreni destinati

tolare

Maria

Angeli

al

loro

a cui era stato trasferito rimpetto l'aitar maggiore, sotto a bella lapida, sovra cui sta scolpito
gnifico elogio.

Presso
toni,
ticolari

mantenimento. germani, i galli ed i brei furonvi collegi o istituzioni par-

un mainten-

BARDI. Con
devansi
i

questo

nome

per la educazione dei Barquale era affidata ai druidi. Insegnate venivano ai Bardi la stodi,
la ria,

poeti
i

guerra presso
i

ed i cantori della germani, i galli ed

l'eloquenza e

le leggi,

il

tutto pe-

r a mezzo e coll'accompagnamento
della poesia.
tres

bretoni, tra i quali i Bardi godevano tanta considerazione e tanto

La musica formava
parti essenziali

al-

una

delle

di

P,

R
Usciti
stiani.

BAR
canti alle lodi del vero

125
Dio dei
cri-

da quei ({nella collegi, nei quali rimanevano dodici anni i Bardi, si dividevano in varie classi. La prima era composta di poeti che animavano i soldati avaneducazione.
ti

combattimento e nella pugna il medesima e con odi e canzoni guercelebravano coloro che morti
conflitto
;

riere

fossero nel

servivano talnel
clas-

volta di araldi ed
i

accompagnavano
,

comandanti

campo
se era

di battaglia.

come si disse La seconda


legisti,

I Bardi si mantennero per lungo tempo con grande splendore nell'Inghilterra e formarono un ordine riputatissimo dello stato sino ad Eduardo I (anno 92 4) il quale mosso da qualche gelosia fece mettere a morte tutti g' individui di quell'ordine. Il celebre poeta Gray scrisse una bella ode sopra s triste av-

venimento.

composta di mulgare sovente le municare gli ordini


popoli
la
,

per proe per co-

Eduardo non avea che

fatta la

leggi,
alle

armate.

La

terza era destinata a richiamare ai


colle

maggior persecuzione a quei Bardi, gi anche in addietro perseguitati a cagione dell'insolenza da essi acquistata pegli onori, pei privilegi, e per
le

canzoni

e coi

poemi

memoria

dei piti illustri avveni-

immense
i

ricchezze

loro.

Volevasacri

menti e le genealogie degli uomini pi valorosi. Compiuti gli studi, conseguivano i Bardi il titolo di ollonach o dottore, ed atti erano a divenire o file (poeti che precedeva-

no ed

loro

possedimenti

come

inviolabili,

mantenuti
rante
la

pretendevano essere a spese dello stato du;

met dell'anno

insultava-

no
li
;

la

nobilt ed in qualche

momen-

no tra una compagnia


gli

di suonatori

to richiesero ornamenti simili ai rea-

eserciti

vestiti

di
le

lunghi

abiti

finalmente erano accresciuti di


cos,

bianchi ed aventi tra

mani un'ar-

numero

che formavano

la ter-

pa) breitheamh (legisti che promul-

za parte della nazione e quindi, per

gavano

le

leggi

con un canto mo-

mancanza
arti e
1'

di operai,

languivano

le

notono) e scannella (antiquari e genealogisti).

agricoltura per

lavoratori.
tre
classi,

mancanza di Fino dall'anno 58o in una


si

A
una
li ;

queste

credono

al-

pubblica assemblea
giunti in Irlanda,

propose dal re
conquistatori,

cuni scrittori che ne fosse aggiunta


inferiore

l'abolizione di quell'ordine. I danesi

composta dei JBardi

come

.suonatori di vari strumenti musica-

distrussero tutti

collegi e bruciaro-

ma

questi

non erano Bardi;


i

ma

no

libri dei

Bardi, e que' pochi che

si

seguaci dei Bardi. Tali strumenti


eletti

riducevansi, secondo

scrittori,

poterono salvarsi, si rifugiarono nelle montagne, ne' boschi e ne' deserti

a cinque, e quindi cinque differenti titoli avevano quei suonatori che in


generale
si

onde

salvarsi dalla cattivit. Si dis-

se perci,

che

le

arpe loro, ad imiisraeliti


,

chiamavano
i

oirfidigh.

tazione di quelle degl'

non
la-

Sebbene

druidi dall'Irlanda, dodel


cristianesi-

mandavano

allora se

non suoni

po

lo

stabilimento

mo
i

scomparissero si mantennero , Bardi e tutte le instituzioni loro,


differenza
g'

mentevoli nelle valli solitarie. Tuttavolta si narra che dopo l' espulsione dei danesi, il re Brien rendesse
1'

colla

che non pi indialle

antico splendore

all'

ordine dei

rizzavano

inni

divinit
i

del
loro

Bardi nell'Irlanda.

paganesimo,

ma

consacravano

Adelung

asserisce

che

germani

ia6 non avessero

BAR
ne' Bardi
li

BAR
ne' druidi
;

vincia

di

Hacbac
lei

Acbat,
alla
il

e le

ma
quei
certo

Tacito

pure
celtica.

ricorda
altri

presso popoli

Chiese a
strutte.

sulfraganec furono di-

popoli uniti

cogli

ora sottopasta

mepa-

di origine

Molti documenti

tropoli di

Grand- Vanch,

sotto

abbiamo che mostrano aver i germani, non meno che galli, ai

triarcato d'Ecmiazin.

BARELIO
Pietro Barello

vuti cantori negli eserciti loro,


li

qua-

P!etro, Cardinale. nacque nella Gallia


il

dili

cantavano canti militari detti baro barriti atti ad incitare i guera far presagire
l'inimico.
l'e-

JXarbonese
secolo

circa

principio

del

rieri all'eroismo,

decimo terzo, e fu religiso dell'Ordine della Mercede. G' indella sua religione servirono a fargli intraprendere il viaggio per
teressi

sito

della battaglia,

ed a spaventare
(Barden.).
Cit-

nel

tempo medesimo

BARDS-TOWN
ta

con residenza vescovile in Kentuky negli Stati-Uniti Americani.

trina

Roma. Pervenuto col, non meno che


costumi
gli

la sua dotla

purit

de' suoi

guadagnarol'

Bards-Town una

piccola citt, della

no

in brevissimo

tempo

affezione

contea di Melson , sulla riviera di Bollingbecch, cio che gira d'attorno al bosco di Htre, con sede vescovile eretta dal

ed il favore dei Cardinali Girolamo Mascio e Benedetto Gaetani entrambi assunti al Pontificato, il pri,

1808.
la
i

Pontefice Pio VII nel Sulfraganea a Baltimora ha


s.

mo col nome di Niccol IV, ed il secondo con quello di Bonifacio Vili.


Onde
Nicol IV,

cattedrale dedicata a
cattolici

Giuseppe:
se quel-

non prese appena


che
cre
il

superano
il

ventimila, e

le redini

della Chiesa,

sarebbe maggiore
sti

numero

Barelio Cardinale, nella prima pro-

lo copioso degli anabattisti,


,

metodizelante

mozione, fatta a
giorni

Roma

quacqueri

fosse

meno

dopo

la

quarantanove Pasqua del 1288.

della sua religione nel


vi l'istituto

Kentuky. Evamanti
di

Ebbe

a fare moltissimo questo Car-

delle

sorelle della cari-

t, quello delle sorelle


ria,

Ma-

s. OrDomenico, il quale ha un convento di frati, ed altri oltre il seminario e due collegii non che alcune scuole. Questa diocesi fino dal 1809 paternamente governala da monsignor Benedetto Haget, per nomina del medesimo Papa Pio VII, a cui il regnante Pontefice Gregorio XVI, nel concistoro de' 2 marzo i834, ha dato per coadiutore con futura successione monsignor Guidone Ignazio Chabrat, fatto ve-

e quello delle sorelle del


s.

comporre le discordie, che vigevano a quei tempi nel suo Ordine, per lo che imprendeva viaggi
dinale per frequenti e lunghi. In Ascoli
finii

dine di

la

sua vita, nel Pontificato di Bonifacio Vili,

Gaetani j ed
sua sepoltura.

in quella citt

ebbe
vile

la

BAR.ES, o BARIS.
di

Citt vesco-

Pisidia sino dal


alla diocesi

IV

secolo.

Appartiene
to
la

di Asia sot-

metropoli di Antiochia.

BARETTA

BURGASA.

Citt

vescovile eretta nel

secolo, nella

provincia, e nella diocesi d'Asia, sot-

toposta per alla metropoli di Efeso.

scovo di Bolena in partibus.

BARGALA.

Citt

vescovile

di

BARDUINEOS o BARTOLOMEO, vescovato d Armenia. Ques.


J

Macedonia, la quale appartiene alla seconda Macedonia nella diocesi


,

sta era sede arcivescovile nella diocesi dell'

dell' Illuda

orientale,

sottoposta a

Armenia Maggiore,

nella pro-

Tessalonica.

R
vescovile
di

BAR
nobbe Bari
il

li'

BARGILA.
Caria.
di

Citt

re di Napoli per pa-

Questa

sede

della provincia

drone. Questa citt stata


fu nello stesso

per Ire

Caria, diocesi di Asia, sottoposta

volte quasi distrutta, e per altrettante

alla

metropoli
sul

di

Afrodisiade,

sesi-

luogo riedificata.

condo Pomponio e Plinio, era


tuata
la

Bari nel secolo


giata

XV
ad

golfo

Tassiano.

Cicerone

dagli

sforzeschi

venne signoregFrancesco e
la

chiama Bargylisa. Citt con resi( Barai. ). denza arcivescovile nel regno delle due Sicilie, nella Terra di Bari , la decima provincia del detto Reame, nella Puglia, che ima volta si chiam Apulia Peuceta } da un capitano stabilitovisi nelle emigrazioni de' greci e bagnata dal fiume Ofanto, ed vagamente edi-

Lodovico;

ma

quest'ultimo
Isabella

con-

BARI

cedette in dote

d'

Ara-

gona, della quale pass a Bona sua figliuola per le nozze da lei celebrate
col

re Sigismondo

di

Polonia

asceso al trono nel i5oy. In seguito

per fece di nuovo parte integrante


del

reame
citt

di Napoli. di Bari, oltre


il

La

le

solide

mura, ha
la difesa.

castello

ficata su di

una lingua

di terra in

Angusto

che ne accresce il porto ma


,

riva

all'

Adriatico. In questa contra-

di sicuro asilo alle navi.

Grandiosa
1'

da abitarono gli antichi giapigi, onde talora tutto il littorale, tra i due promotori Gargano e Salentino, si disse Japyga, e quindi Bari si chiam prima Japix. Si govern Bari
in

la
na,

mole

della chiesa metropolita-

di bella architettura, e

eleva-

ta sua torre indica l'augusto


ai lontani.

tempio

In questa
s.

citt vi

il

corpo di
di

tempo

della

romana repubblica
e fu municipio
dell'

Nicol vescovo di Mira, metropoli


detto

colle proprie leggi,

della Licia,

comunemente
si

anno 54 dell'era cristiana. Esposta dopo il cader dell' impero alle prime invasioni
sotto

Nerone imperatore

Bari, cui
tare
in

popoli

recano a

visi-

divoto pellegrinaggio.

La

saracene, fu ricuperata dall'imperatore d'Oriente Basilio, nel Pontificato


di Benedetto VII, nel declinar del de-

grande venerazione, che si ha per da tanti secoli presso i s. Nicol greci ed i latini, e quella moltitudine di templi edificati sotto la sua
invocazione, dice
il

cimo
gue.

secolo,

citt, e

con gran danno della con molta effusione di sanverso l'anno

Butler

ai

di-

cembre
la

in cui la Chiesa

ne celebra

Ma

iooq un

pri-

festa, sono

prove incontrastabili
in cielo.

mario cittadino di Bari, denominato Melo o Meles emancip la patria


dalla greca soggezione, facendo sol-

della sua esimia santit, e della gloria che

gode

Ecco
lia.

in qual

maniera

si

fece la

levare la Puglia, e la Calabria


cui
si

di

traslazione delle sue reliquie in Ita-

rese

duca
Bari
pass

signore

In

Alcuni mercatanti di Bari s'im-

seguito
lari
,

ebbe

duchi
il

partico-

indi

sotto
i

dominio
il

de' duchi

normanni,

quali vi fissa-

rono
tefice

la loro

sede, tosto che s.Leone IX, nel io54,


,

Ponin,

gli

barcarono sopra tre navi alla volta della costa di Licia. Al loro arrivo pensarono ai mezzi di eseguire il disegno, che avevano formato, di portar via il corpo del santo vescovo
di Mira.

vest della Puglia

della Calabria
tolte

Colto perci
chiesa,

il

momento,
discosti,

e
al

delle

altre

terre,

da

essi

in cui

maomettani erano
alla

dominio dei greci:

in fine rico-

recarousi

nella

quale

128
conservavasi
il

BAR
tesoro,

BAU
unico
fine

Qttod natura non protulit

del viaggio loro. Quella chiesa posta


in

Marmor sudando
L'
ufficio
la

parturit.

un luogo

deserto

distante
di
s. Nicol si celebr Chiesa^ mentre non si

una lega dal mare, n avente che una piccola comunit di monaci per custodirla, diede modo ai detti
circa

per tolta

mercatanti di rompere

la

tomba
le

di

s.

celebrava d' altro confessore, che di Martino. Il santuario di s. Nicol


fu spogliato per la prima volda Ferdinando d' Aragona, fi-

marmo,
le

in cui

riposavano

ossa

ricco di donativi della piet de' fedeli,

del santo,

portaronlo

via

sopra

loro navi. Avvertiti del furto gli

ta glio

abitanti del luogo corsero dietro


essi,
li

mandando
lido

alte grida,
,

ma

ad non

naturale del re Alfonso d' Aras.

gona. V.

Nicol

di

Bari.

poterono raggiungere

perch aressi

rivati al

trovarono gl'italiani
a Bari
ossa, le

imbarcati.
Ji

Approdarono

Appena ebbe Gregorio XI trasferita nel 1377 la sede Pontifcia da Avignone a Roma, che venuto a morire nel agli

9 maggio

del 1087, e poich eble

seguente anno,
Prignani,

gli

fu dato

be ricevute l'arcivescovo
depose nella chiesa di Nicol e la tomba di
sto
s.

aprile, per successore Bartolo-

Stefano. S.

meo

Butilli

col

nome
Bari,

di

lui

dopo quecelebra-

Urbano VI,
politana
,

di famiglia illustre nadi


il

tempo sono

divenuti

arcivescovo

tissimi pel concorso

de' fedeli,

che

quale nel

1377

dal

vescovato

di

vanno in pellegrinazione. Abbiamo l' istoria autentica di questa


vi

Acerenza era stato dal medesimo Gregorio XI trasferito a questa metropolitana


supplire
celliere
,

traslazione

da Giovanni, eh' era

al-

avendolo
carica

inoltre
di
,

fatto

lora arcidiacono di Bari, e che scri-

nella
della

vice-can-

racconto

veva per ordine del suo vescovo. Il dell' arcidiacono Giovanni confermato da un'altra storia di

Chiesa

pel

Car-

questa traslazione composta da Niceforo di Bari verso lo stesso tempo per

da Monturco vescovo di Pamplona, rimasto in Avignone. E veramente l'arcivescovo di Badinal Pietro


ri

era degno

della

scelta,

essendo

ordine de' magistrati


di rapire
le

della citt.
il

versato nelle sacre lettere, nelle leggi, nelle pratiche di cancelleria, in ogni altra

veneziani avevano formato


reliquie
di

disegno
Nicol

ed

s.

ma

di Bari.

furono prevenuti dai mercatanti Si accerta, che esce un olio

mana
sto,

corte

consuetudine della roera d' animo pio, one-

zelante, giusto
della

ed acerrimo neegli

sacro, detto

manna,

e di grato odore

mico

simonia;

fu l'ulti-

da quelle reliquie e che pur si trova una grande quantit di questo olio nella sua tomba presso Mira nella Licia. Se ne dispensa in Bari ognora a' divoti del santo, e innumerevoli ne sono i prodigiosi effetti, siccome leggiamo nel Breviario Toletano.

mo, che non


dinalizia
all'

avesse la dignit Car-

atto della esaltazione al

trono Pontificio. L' insurrezione popolare,


e
la

diserzione
del

dei Cardinali,

tremendo scisma, contro Urbano VI, mediante l' elezione dell'antipapa Clemente VII,
l'origine

diffusamente

si

trattano agli articoli


si

Avignone e Scismi dove pur

ri-

tumba Jert oleum Matres olvae nesciuntj


Cuj'us

feriscono altre particolarit

risguar-

danti questo Pontefice.

BAR
E
tanto antica la sede di Bari, che
nel
cinerarii di

BAR
lavoro etrusco
dintorni
di
si

n<)

sono

un suo vescovo intervenne


concilio di Sardica.
tropoli,

Fu

eretta in

347 a medi

'

scavati
il

nei

Bari,

ed

suo
di

governo

pastorale

attualecclesia-

nel Pontificato di Felice

IV

mente
stico
dell'

affidato allo zelo

del

5z6, da Epifanio

patriarca

Giovanni XI accord il pallio ai prelati di lei nel q3i, onde da quell' epoca in poi assunsero il titolo di arcivescovi , cui soCostantinopoli.

monsignor Michele Ordine di s. Basilio, nato

Clari,

in

Ro-

ma

nel 1778, traslatato a questo ar-

civescovato nel

1823 da Papa Leone


:

no
to,

suffraganei

vescovati

di Bitet-

di Bi tonto, di Cattaro,

di Gio-

XII, dalla chiesa di Catanzaro sonaggio encomiato anco per opere letterarie.
Concilii di Bari.

per-

le

sue

veuazzo, di Minervino, di Ruvo, di Conversano, di Lavello, di Polignano, e di Canosa, stata fondata nel1'

8x8

dopo

la

distruzione fatta

Il

primo

concilio di Bari fu

ce-

dai saraceni

unita a

Bari
II,

unione
rec
in

lebrato nel

1064 da Arnoldo
fu

vicaIl

che conferm Urbano

allorquansi

rio del Pontefice Alessandro

II.

do

nell'

ottobre
Pontefice
il

1089

Bari a visitar
col.
Il

le reliquie

di san NiBenedetto XIV,

convocato nel 1097, o 1098, ritornando Urbano II a Bari, dove accompagnato da


concilio
di Cantortenne un concilio nel mese di settembre a cui intervennero i83, o 195 vescovi per la riunios.

secondo

come riporta con 52 p.


,

bolla

Novaes tomo XIV degli 8 agosto

Anselmo arcivescovo
,

bery,

nici

743, concesse alle dignit e canodella metropolitana chiesa di Bari, l'uso dei Pontificali. Il clero
1

ne
S.

della

chiesa

greca

alla

latina.

della cattedrale di
sto
di

Bari era compoecclesiastici


,

centoventi

di

Anselmo vi sostenne con molta dottrina una disputa contro i greci


sulla processione dello Spirito santo,

quaranta canonici,

e fra

questi di
cio,
te-

due
e
l'

dignitarii,
arciprete.
I

l'arcidiacono
benefci!
le

danno

nui

rendite,

per

vicende a

cui

essendo imperatore di oriente Alessandro Comneno, come riporta il Novaes tomo II, p. 291, e 296, ed
il

soggiacquero.
sta

Evvi ancora in quecattedrale una prelatura nultitolo di priorato di


s.

Labb

nel

tomo

de' concilii,

l'Arduino nel tomo VI.


cilio

Un

terzo con-

lus col

Nicol

diocesano
di

ebbe qui luogo nel


discussi

di Bari.

1607,
di osservazione in

e Xl furono

alcuni
I

Sono degni
ri,

Ba-

punti

ecclesiastica di

disciplina.

pel

decoroso trattamento, e per


il

monarchi
per
si

Napoli
si

di

Sicilia

la

sontuosit della fabbrica,


il

regio

lungo
farsi

tempo
le

recarono

in

liceo,
il

seminario arcivescovile

ed

Bari a

coronare, e tuttora vi
insegne per la so-

molti sono
bisognosi
,

nobile collegio fondato nel 18 17: i benefici stabilimenti pei


pegl' infermi
il

conservano

lenne funzione.
dal

per

gli

orfani, oltre
li

monte
di

di piet.

Ba-

BARIANA. Citt vescovile sino IX secolo, nella provincia di


,

patria di molti

uomini

celebri,

Tessaglia

nella diocesi dell' Illiria

e fra gli altri

Andrea detto di

sottoposta alla metropoli di Larissa.

cini

Bari, e del maestro di musica Picmorto in Parigi. Alcuni vasi

BARISPA BARA

o BARIS. Cit'7

t vescovile d' Ellesponto eretta nel

i3o

BAR
carcere
,

BAR
ove meritossi
segnalate.

secolo nella diocesi d'Asia, sotto-

posta alla metropoli di Cizica.

grazie pi
scia
si

da Dio le Condotto po-

BAR JESU. Mago


feta.

e falso pro-

alla presenza del giudice,

non

denomina Elymas, che in lingua araba significa mago. Dimorava egli nell'isola di Cipro,
S.

Luca

lo

corrompere n dalle minacele, n dalle promesse, e sostenne con animo invitto la crudele flalasci

ed

era

famigliare
,

del

proconsole

gellazione, alla

quale fu condannato.

Sergio

personaggio fornito Paolo di prudenza e di sapere. Questo


desideroso
di

Dopo

di ci ricondotto in prigione.

non molto dopo

proconsole
la

ascoltare
in traccia

divina parola,

mand

fu costretto ad uscirne per ordine del governatore, che volea indurlo ad offrire incensi alle

Paolo e di Barnaba apostoli. Bar-Jesu volle opporsi agli argomenti di questi due banditori del
di

divinit dei pagani.

Ma

il

santo, sor-

retto dalla grazia divina, ebbe tanta

costanza da tenere immobile la

maposti

vangelo,

faceva ogni sforzo per-

no
dei

sulla

quale

erano

stati

ch Sergio non abbracciasse la fede di Ges Cristo, ma u' improvvisa


cecit

carboni accesi. Gli spettatori a tal vista furono presi da grande

venne a

colpirlo,

per

un temlo

po, e gli fu forza aggirarsi da ogni


lato per trovare

una mano che


spettacolo
il

guidasse.
sole

A tale

procon-

ammirazione, e l' inclito eroe del vangelo poco dopo vol a cogliere la palma del suo martirio. Secondo 1' opinione de' pi accreditati scrittori,

si convert. Origene e s. Gio. Grisostomo sono d'avviso che anche Bar-Jesu abbracci il vangelo e fece

questo fatto successe sotto pero di Diocleziano.

l'

im-

BARLETTA.
rolum
o

iSapoli,

penitenza.

Citt vescovile (BaBarolium) nel regno di

BARLAAM.
confondeva
effetti
1'

Eretico,
di

il

quale
cogli

piazza

forte

di

quarta
Si

essenza
della

Dio

classe, cinta di solide muraglia.

esterni

sua
le

asserendo
ferenza
fra

non
lui

esservi
,

potenza alcuna difsue


falsi

rimarca
ca
ti

sulla

piazza maggiore

una

statua colossale di bronzo, alta cirdieciotto


piedi,

e
i

opere.

che

gli

abitanl'

Barlaam spacciava
all'

suoi

domini
nel-

assicurano

rappresentare

im

incominciar del

XIV

secolo,

peratore Eraclio.
sostenuta
di

Una
la

cattedrale di
cui navata

l'epoca del concilio di Vienna, aduna-

bella architettura,

to da Clemente

V
e

nell'anno

1.

da

alte

colonne
altra
frati

antiche
chiesa,

BARLAAM
V.
S.

GIOSAFAT
(s.).

(ss.).

granito,

qualche

GlOSAFAT.

molti conventi di

e di
pcgli

monaorfani

BARLAAMO
come appare,
so Antiochia. in
I

Nacque,

sic-

che

un

beli' ospizio

un

villaggio pres-

suoi genitori, ch'e-

un collegio fondatovi da Ferdinando IV, sono gli edifizii pi considerevoli di questa citt. Il suo porto

rano
bero
figlio
Il

poveri,

gli

diedero una edudi

cazione veramente cristiana, ed ebil

naturalmente comodo,
laberinto
di

divenne

conforto

vedere
del

il

loro

un
tica

molti

seni,

ove

fedele

seguace

vangelo.

bastimenti danno fondo. Questa an-

coraggio, ch'ei dimostr in varii


il

incontri di confessare

nome
la

del

Redentore,
di

gli

procur
in

gloria
tetro

essere

rinchiuso

un

chiamata da Strabone citt Baretwn, fu fondata neh' XI secolo da Pietro conte di Trani, uno dei dodici capitani normanni, che con,

BAR
quistarono
in
il

BAR
Napoli.

i3i

regno

di

Fu

Napoli, Mariano da Sarno,


nello
,

Roma-

ingrandita ed abbellita imperatore Federico li, e dai re di Aragona nel ii5i, e crebbe a tal segno, che fu compresa fra i quattro celebrati castelli d'Italia nel secolo. Ferdinando I d'Aragona vi fu coronato dal legato aposeguito
dall'

da Forl Lodovico Aminale da Terni Francesco Salamoile e Guglielmo Albinaccato siciliani, Miale da Troja, il Riccio ed il Fanfulla da Parma.
,

XV

Il

general Lautrec

occup BarI

letta

pel re di Francia Francesco

stolico a tal effetto speditovi dal


tefice

Pondalle

nel

i528, e pugn
dell'
nell'

in

que' din-

Pio
di

II.

Nella

discesa

torni contro Filiberto

d'Orange ge-

Alpi

Carlo VIII

re

di
II

Francia
in pe-

nerale

fu data

da

Ferdinando

gno
disi

ai

veneziani, con Trani, Brin-

quale presa

imperatore Carlo V, il anno precedente avea


pace
tutte le terre

Roma; ma dopo un anno,


,

ed Otranto, per sostenere la Gonsalvo di Cordova, capitano di Ferdinando V il Cattolico, nel i5o3, vi radun la sua armata per attaccare i francesi , e dopo
guerra.
averla ripresa,
delle

per la seguita
dai
veneziani,

napolitane, occupate
degl' imperiali.
l'

da' francesi e
in

vennero
s'

potere
lega al-

Dopo una

est

di Barletta

incontra la foce

ne form
i

il

centro
affine

sue operazioni

militari

di

discacciare

francesi

stessi
coli'

dal
e

Ofanto, onde viene divisa la Puglia Peucezia dalla Puglia Daunia , ossia la Terra di Bari dalia
dell'

regno, e ne venne a capo


degli
illustri

aiuto

Capitanata.

Un
S.

bello
rive.

e solido ponte

capitani

Prospero

congiunge
e

le

due

Fabrizio Colonna.

mezza

al
le

O.

In questa circostanza ebbe luogo clamorosa disfida di tredici italiani guerrieri, con altrettanti francesi a sostegno del patrio onore
la

trovano

vestigia

A due leghe da Barletta si di Canne, sulla

riva destra dell'Ofanto, luogo cele-

vilipeso.

Fu

pari lungamente
colle

il

va-

berrimo per la disfatta, che i romani vi ebbero da Annibale, l'anno 2t6 prima della nascita di Ges
Cristo.
11

lore

nel combattere

lancie a
la vit-

campo
il

di battaglia an-

campo aperto, ed ambigua


toria.

cora nominato

campo
terra

di sangue.
si

Ma
,

essendo
accorse

stato

smontato
1'

Col

rompersi
di

la

trovano
lancie

di

sella

da un francese
il

italiano

scheggie
speroni,

cimieri
altri

di

Albi monte

suo collega

ed

avanzi

d'armi,

Salamoile,
1

gli

riusc di uccidere

bench sieno
secoli.

trascorsi

pi di venti

aggressore.

Ambedue
fecero

poi col Miale

Dopo
il

che nel XIII secolo fu

sopravvenuto
la

balzar di sella

distrutto
si

regno

di

Gerusalemme,
l'

maggior parte de' francesi , uccidendone i cavalli, e renduti questi interiori si arresero, e furono tratti
prigioni in Barletta, fra l'universale
esultanza.

rifugi

in Barletta

arcivescovo
e diven-

latino di

Nazareth [Vedi),

ne sede arcivescovile titolare , senza suffragane!. Clemente IV concesse


all'

Ecco

nomi

di que' treitaliana:

arcivescovo

il

privilegio di farsi

dici sostenitori della gloria

precedere ovunque colla croce avanti;

Ettore Fieramosca da Capua, Giovanni Capoccio da Tagliacozzo, Giovanni Bracalone, ed Ettore Giovenale

ed in progresso di tempo rono le sedi vescovili, nel Canne (Vedi) e nel i53i
te

gli si

unidi

i<!\.55,

di

Mon-

romani

Marco

Carellario di

Verde (Vedi), per

disposizione

i32
di Calisto III

BAR
la

B\R
e
di Cle-

prima,

profeta A gabo, desol la Giudea per

mente VII
stoli,

la

seconda.

ben quattro
deprimi apochia,

anni.

fedeli di

Antiocarit,

BARNABA (s.). Uno

mossi dallo

spirito

di

appartenente alla trib di Levi, e nativo dell'isola di Cipro. Primach lo Spirito Santo discendesse

sopra
seppe.
lo

gli
Il

apostoli,

si

chiamava Giuovvero
della

una somma considerevole, e la mandarono ai loro fratelli di Gerusalemme col mezzo di s. Barnaba e s. Paolo. Dopo aver disraccolsero

suo

nome

significa figliuo_,

impegnato
torno
seco
in

al

loro

uffizio,
,

fecero ri-

di

consolazione

Antiochia

condussero

profezia.
di lui,

La

Scrittura ci

racconta
le

che dopo

aver

venduto
il

un certo Giovanni soprannominato Marco, cugino di Barnaba.

sue possessioni, ne deposit

prezzo

La
le
sti

preghiera
principali

ed
e

il

digiuno
di

erano
quee
chie-

a' piedi degli apostoli, e ce lo

dipinge

occupazioni
di in
altri

come un uomo buono, pieno di fede, ripieno dello Spirito Santo. A-

due
,

santi

dottori

profeti
sa.
sti

fiorenti

quella
tutti

vendo egli frequentata la scuola del famoso Gamalielo in Gerusalemme, chbe opportunit di trattare con s. Paolo. Tre anni dopo la sua conversione fece ritorno
citt;

Mentre un giorno
illustri

queoccuSpiri-

personaggi
divoti
fece

erano
lo

pati nei

esercizii,

to Santo

loro conoscere
e

come
stati
gli

in quella illustre

doveano separare Paolo


pel ministero,
al

Barnaba

ma

fedeli

metterlo

nelle

loro adunanze,
,

mori del furore ha guari perseguitato la Chiesa. Barnaba assicurato del sincero ravvedi-

non voleano ammeonde avea non

quale

erano

da

lui

destinati,

di essere cio

apostoli

de' gentili.

Obbedienti

alla

mento
ti

eh Paolo,

lo

present
il

ai

san-

voce del Signore, dopo aver passato qualche tempo nel digiuno e nell'orazione, imposero le mani sopra
i

primo dei quali lo accolse nella sua casa. Dopo quattro o cinque anni, fu manPietro

e Giacomo,

due

apostoli,
il

li

mandarono a
a'

predicare
tri.

vangelo

popoli idola-

dato dagli apostoli in Antiochia affinch rassodasse nella fede i neofiti e provvedesse ai bisogni di quella chiesa.

ra
loro
cui

Paolo e Barnaba partirono alloverso Seleucia, conducendo in

compagnia quel Giovanni, di


sopra abbiamo
fatto

menzione.
di

Le sue

apostoliche fatiche ebbero


successo, ed
i

Poscia s'imbarcarono alla volta


Cipro,

un ottimo
no.

seguaci del

Nazareno crebbero

di giorno in gior-

da dove passarono a Salamina, a Pafo ed a Perge. Fu in


questa citt che Giovanni
da'
si

Avendo

bisogno

di

qualche
res.

separ
a
fatiche.

coadiutore, nell'
cossi a
il

anno appresso
farsi

Tarso, ove trovavasi

Paolo,

due apostoli per Gerusalemme, stanco


,

ritornare
dalle

quale eccit a
nel
lui

suo

compain

Da

Perge intrapresero
essendo
stati

il

viaggio verdalla qual


si

gno
seco

sacro ministero.
in

Ritornato
vissero

so Antiochia di Pisidia,
citt,

Antiochia

cacciati,

reca-

compagnia per un anno,


tante conversioni, che
ivi

oprando
i

novelli

rono ad Icona metropoli della Licaonia, ove predicarono con qualche


successo.

credenti ricevettero per la prima volta


il

Ma
ed

il

livore
la

de' giudei

li

nome

di Cristiani [Vedi).

Verso

1'

costrinse

ad iscuotere
Deibi.

polvere dai

anno quarantaquattro dell'era volgare una fiera carestia, predetta gi dal

loro piedi, poscia

a recarsi

a Listri e

Finalmente

dopo

BAR
aver percorse diverse altre citt, ove
di

BAR
Padova, s'indusse
egli

,33
invece ad

oprarono molte e strepitose conversioni,

ritornarono
della

in Antiochia.
la

In
e

abbracciare lo stato ecclesiastico, nel (piale diede tosto grandi prove d


carit

quel frattempo sorse


l'osservanza
s.

disputa sulPaolo,

luminosa.

Sovvenir

miseri

legge mosaica,

predicare,

Barnaba,

insieme

con

s.

no

segni,

poveramente vivere?, eracui mirava del continuo.

sostenne che non era d'uopo sottomettersi alle pratiche cerimoniali della legge antica.

Una

tal

questione fu

cagione dei beni posseduti da lui in Milano, recandosi spesso a dimorarvi, strinse amicizia con alcuni nobili e
alla

poscia decisa nel concilio di Gerusa-

pietosi

uomini
di

ascritti

lemme,
rono
i

in cui gli apostoli confermanostri

confraternita
la

quella

citt,

due

santi nella

loro

missione.

Dopo

siffatto

avvenimenle

to, essi si divisero

per ispargere
in

ve-

rit

del

vangelo

varie

conti-a-

de. S.

Barnaba

recossi nell' isola di

Cipro con Giovanni, il quale termin il suo corso apostolico in Biblis, citt della Fenicia. In quanto a san Barnaba, la Scrittura non non ne fa ulteriore menzione. Si crede che fosse lapidato nella sua patria dai giudei, imperocch il suo corpo fu scoperto in quell'isola ai tempi dell'imperatore Zenone. Gli storici non convengono nel fissare l'anno del suo martirio. Se ne celebra la festa nel giorno
1 1

Sapienza eterna. Tra i primi erano Bartolommeo Ferrari, e Iacopo Morigia , e ad essi f' accogliere un suo divisamento tendente ad instituire una congregazione che pegli studii da lui fatintitolata
ti

sopra

gli

scritti

di
gli

s.

Paolo,
auspicii

ri-

coverar volle sotto


quell' apostolo,

di

della quale volea

che

fosse

scopo la
della

predicazione, la

istruzione

giovent,

ed ogni
del

cosa che

promovesse
il

la salute

prossimo.

Non
lersi

volle

p.

Zaccaria prevaa'

primieramente delle concessio-

ni Pontifcie;

ma

suoi

giugno.
reli-

prescrisse solo vita povera e

compagni comu-

BARNABITI. un Ordine
la congregazione di
s.

gioso detto dei chierici regolari del-

Paolo. Mol-

ne. Acquistata una piccola casa presso la porta di Pavia nel i534, diede loro regole, e l'abito della religione, cio quello

to disputano gli

eruditi sull'autore

comune

a' preti

di quest' Ordine. Chi


il

merito a

d.

ne attribuisce Serafino da Fermo


della

secolari di

que' tempi.

Per l'esem-

canonico
zione

regolare

congregaa
s.

plare vita loro si procacciarono quei padri di leggeri l'ammirazione universale.

lateranense,

chi

Carlo
sia

Ora con un pesante


si

croce-

Borromeo, chi vuole non altro


zione alla regola
chi a quella di
di
s.

fisso sulle spalle

vedevano prediabbietti

quest'Ordine se non una modificas.

car

penitenza,
vestiti

ora ne' pi
si

Agostino, e

Benedetto. Tut-

ta volta la generale opinione

ne riguarda fondatore il venerabile p. Anton-Maria Zaccaria, nato a Cremona nel 1S01, e con grande solerzia educato religiosamente e civil-

scorgevano chiedere limosina. Vivea allora la contessa Luigia Torelli di Guastalla, la quale qualche anno innanzi (i.13o)

modi

avea raccolte nella propria casa air cune vergini ed, ordinatele in congregazione, avea ottenuto per esse
il

mente
la

dalla
in

madre

sua.

Riportata
nella
citt

titolo
),

di

Angeliche

laurea

medicina

geliche

anzich quello

di

V. Andonne

i34
o suore.

BAH
La
virtuosa

B
Emmaimele
di

R
nel
1

matrona non fu ultima a soccorrere con generose largizioni ne' virtuosi suoi disegni
il

Savoia,

>5o,

permise loro di stabilirsi nel Piemonte. Aveano quindi altre volte


sei

p. Zaccaria,

sigliere

ed guida

il

volle anzi conla

nel condurre
delle

provincie, in Roma, Milano, Toscana, Piemonte, Francia e Ger-

propria congregazione
liche.

Ange-

mania. N appena si estesero a questo modo, che furono posti sotto la direzione di
rico per la
p.

te

Nel i^3? Papa Paolo III concedetampli privilegi alla congregazione del p. Zaccaria, ed esentatala dalla

un generale: prima volta affidato


Salili.

caal

Alessandro

giurisdizione dell'arcivescovo di
lano, la mise
della

Miap-

Nel capitolo generale ad ogni


anni celebrato
so confermato.
tra
il

tre

sotto

la

protezione

essi

interviene
vi

Santa

Sede.
le

Nell'anno

sempre d generale,

quale

spes-

presso passate
ta

Angeliche da porl

Ma

per un altro trienil

Venellina, ove soggiornavano, a


nel luogo
esse

nio soltanto pu essere confermato


supcriore di ogni casa professa.
sto capitolo generale
si

porta Lodovica, entr


di
il

Que-

p.

Zaccaria co'propri comil

pagni.

Quivi, giusta
III,

disposto della

bolla di Paolo
to a preposto
ligiosa
titolo,
il

era stato egli elet-

non celehravadapprima che in Milano, pure avendo Alessandro VII fatto stabilire

della

nuova sua

re-

Roma
i

il

generale loro,
ivi
si

ordi-

famiglia;

ma

rifiutando quel

n che
ed a

capitoli
effetto

tenessero

fu prescelto

cpiale nel

il p. Morigia i538, fece fare un nuo-

tal

divise la

Congregav'inil

zione in provincie, acciocch


tervenissero soli
i

vo passaggio
trasferendola

alla
nell'

sua congregazione,
antico
s.

provinciali ed

monastero

accanto la chiesa di
di Barnabiti j

Barnaba, per
il

deputato di ciascuna provincia. Variossi nondimeno siffatto sistema da

cui derivato alla religione

nome

Innocenzo XI,
capitoli
si

il

quale decret che

che trasse in errore il Cusenio, perocch diceva aver essi rinnovato l'Ordine di s. Barnaba
e degli apostoli o apostolini [Fedi),

nome

tenessero alternativamente

in

Roma ed in Alilano. In antico il Cardinale protettore dell'Ordine interveniva esso pure;

ma dopo
i

la

mordi

comunque
versa.

d' instituzione

tanto

di-

te del Cardinale Serbelioni,


fici

Ponte-

Rinnovato fu per essi il nuovo onde la chiesa fu mestieri che un'altra volta venisse consacrata nel i546.
ospizio del tutto,
S.
affetto

permisero

ai

questi religiosi

eleggersi a presidente

uno

de' capi-

tolari loro. L' arme di questa congregazione composta da tre mon-

Carlo Borromeo
ritirava ira

nutriva tale per questa congregazione, che


si
i

tati

sovente
la

Barnabiti, e

fama

loro

si

accrebbe talmente
voleva udirfiliali

in campo azzurro sormonda una croce nel mezzo delle lettere P. A. significanti Paulus Apostolus. Rimase sempre sotto i
ti

rossi

che ogni luogo

d' Italia

Barnabiti

la

direzione delle

mona-

ne ad

le

missioni ed aver collegi

essi.

Enrico IV, nel 1608, chia-

molli anche in Francia,

dopo aver
calvinismo;
gli

abiurato
se in

nel
11

i5o,3

il

che Angeliche, come quelle, che regolate erano dalle medesime discipline, avevano ricevuta e vita ed incremento dal medesimo fondatore
,

Ferdinando

imperatore
;

accol-

n mai lasciavano di accompai

Germania

ed

il

duca Carlo

gnare

Barnabiti nelle missioni, pr-

BAR
cacciando esse
la

BAR
delle

3 7

conversione
ch'essi

elevato alla sacra porpora nel


(

fmmine, intanto

attendevano
l'abito talail

a quella degli uomini.

V. Morigia): il p. Gavanto consultore della


riti,
il

1698 Bartolommeo
sacra con-

Vestono questi padri

gregazione de'
Sauli
Aleria, e che

b.

Alessandro

re de'prcti secolari, portano

roc-

genovese,
si

stato

vescovo
il

di
di

chetto invece della cotta,

meno

in

merit

titolo

Pontefice. Le loro osservanze sono le seguenti digiunano tutti i venerrispetto al


:

Pioma per

Sommo

apostolo della Corsica

{V. Sauli);

simo
pii

Giacinto Sigismondo Gerdil amplisCardinale, uno degli uomini


illustri

d dell'anno,
di

carnovale e
dell'

nica

due ultimi giorni prima domeAvvento sino a Natale


ne'

nel

secolo passato

{V.

dalla

Gerdil).
legio fu

Altro lume del sacro col-

pure

il

barnabita Francedi

fanno

astinenza

tutti

mercoled
silen-

sco

Luigi

Fontana

Casalmag-

dell'anno; osservano rigoroso

zio dopo l'esame della sera sinch non abbiano nel susseguente giorno

recitato

il

mattutino. Ai tre voli di


castit

fiducia onorato della del Pontefice Pio VII, lo giov dei suoi consigli nel periodo piti tempestoso del Pontificato, e che fu con-

giore,

che

povert,

ed ubbidienza ag-

giunto

in grande e tenera amicizia

un giuramento di non procacciarsi mai alcuna carica, n


giungono
dentro n fuori della congregazione,
senza
il
i

col regnante

Gregorio
il

XVI

V. Fon-

tana)

in

fine

vivente porporato

e segretario di Stato

permesso del Papa.


conversi

Non
dimo-

mana
to in

di Santa RoChiesa Luigi Lambrusclihii

sono
se

ammessi

all'abito
di

un nuovo

lustro de' Barnabiti.

Nagiudel-

non dopo cinque anni


In Pdilano
essi

Sestri di Levante,

diocesi di

ra nei loro collegi.

ebbero per lungo

Brugnato nel Genovcsato ai 2 gno 1776, e fattosi religioso


la
ri

tempo

la direzione delle scuole det-

te Arcmbolcle dal

nome

di

monsi-

congregazione de' chierici regoladi s. Paolo, si distinse per feli-

gnor Arcimboldi loro istitutore, e che ora formano il ginnasio ed il


liceo imperiale di
tri
s.

ce

ingegno e per
in
tal

profondit

nelle

scienze

modo, da

meritare

Alessandro. Aldella rivoluai

che

il

stabilimenti,

prima

rasse

Pontefice Pio VII il dichiaprima consultore della supreInquisizione e segreta-

zione francese, erano


nabiti nella

affidati

Bar-

ma romana
rio della

Lombardia ed
,

altrove;

congregazione Cardinalizia
per nomina del re di Sarnel con,

avevano cattedre nelle universit di Milano e di Pavia ed erano i


precettori
dei principi.

degli affari ecclesiastici straordinarii;

quindi

Consultori

degna Vittorio Emanuele


cistoro de'

del sant'uffizio in molte citt d'Ita-

27 settembre

18 19,

lo

gran duca di Toscana penitenzieri maggiori, tutto dimostrava in quanta stima fossero generalmente tenuti i lumi e le
lia,

teologi
,

del

preconizzasse arcivescovo di Genova,


chiesa che govern con pastoral zelo.

Papa Leone XII, promovendo


sacra

alla

porpora
il

ai

ottobre
in

virt dei religiosi di questa congregazione. Molti furono di fatti


i

1826 monsignor Macchi, nunzio


Francia presso
re

chiari

uomini

fiorili

tra essi;

ma

vogliono

diede in successore

X, gli monsignor LamCarlo


ritenere l'arci-

pi specialmente essere annoverati i. il Morigia gi che fu citato,

bruscliini, facendogli

vescovato di Genova. Sollevato alla

i36
cattedra
di
s.

BAR
Pietro
il

BAR
regnante
2 febbraio
affidategli le sue

Operette spirituali

Pontefice Gregorio

XVI,

ai

da

1 83 1, poscia ai 3o settembre del medesimo anno, cre il Lambruschini per primo Cardinale, conferendogli

compilate, e che gi due volte videro la luce, il collocarono fra i


lui

migliori ascetici de' nostri tempi. Sur-

rog

il

medesimo Pontefice

il

Lam-

il

titolo presbiterale,

che

egli

stesso

avea nel Cardinalato, cio della chiesa di


s.

bruscbini per la consacrazione della chiesa insigne di s. Maria degli Angeli


presso Assisi fatta risorgere splendi-

Calisto, gi onorata
il

da Pio

VII. Decorato
dal regnante

novello Porporato

damente,
consecrare,

che voleva

egli

stesso

Carlo Alberto re di Sardegna della gran croce dell'Ordine equestre de' ss. Maurizio e Lazzaro e
della protettoria degli antichi, e nuovi suoi regii stati, successivamente il medesimo Pontefice lo

come risulta dal breve Ubi primum magno, appositamente


in

emanato
venne
bile

Castel

Gandolfo

a'

18

agosto 1840. Tale consecrazione avagli

anno 1840

8 settembre del presente in mezzo ad innumeradi popolo.

promosse
cariche
:

alle

seguenti

rispettabili

ed edificante concorso

di prefetto della sacra con-

Ma

l'Ordine de' Barnabiti, che ha

gregazione della disciplina regolare, nel i832, e nel seguente anno, d abbate commendatario ed ordina-

lasciato grata

lanesi coi

rimembranza tra i minomi dei padri Quadrufratelli

pani e dei due


e, tra
i

De- Vecchi
scienze
fi-

Farfa e di s. Salvatore maggiore. Quivi profuse


s.

rio di

Maria

di

coltivatori

delle

siche e naturali, coi


Frisi,

nomi

dei padri

egli le pastorali sollecitudini, e ritor-

all'antico lustro

il

celei>re

semi-

due mila inda s. Salvatore maggiore, a Poggio Mirleto, luogo dipendente dal monistero farfense, provvedendolo di ottimi regolamenti composti da lui medesimo e pubblicati colle stampe. V. la
circa

nario, abitato

da

dividui, trasportandolo

Pino e Reccagnani, conta pudue vescovi, cio monsignor Antonio Maria Cadolini, nato in Ancona ai io luglio 177 1, fatto vescovo da Pio VII ai io aprile 1822 ed inre attualmente con onore
,

di
io
1

nel

concistoro

dei

febbra-

Dissertazione epistolare, dedicata a questo Cardinale da monsignor Marino Marini, che la pubblic in Pio-

ma
lo

nel i836. Quindi lo stesso Gre-

gorio

1 8 3 4 nominolSanta Promana Chiesa, prefetto della congregazione

XVI

nell'anno
di

bibliotecario

838, dall'odierno Pontefice trasferito alla sede vescovile di Ancona di lui patria. L'altro monsignore Stanislao Vincenzo Tomba, nato in Bologna ai 1 7 aprile, fatto dal medesimo Gregorio XVI li 17 dicembre i832, vescovo di Rodiopoli in partibus, e vicario e visitatore apostolico di Forl,

alla

cui

chiesa lo

degli studii e segretario

di stato, e

nel 1839, gran priore in Pioma, del sacro militare Ordine gerosolimitano,

e segretario de' brevi Pontificii, qualifiche tutte, che l'ottimo Cardinale esercita col

massimo
religiosi,

zelo,

diffondendo la
varii

benefica sua protezione sopra

promosse nel concistoro del primo febbraio i836. In oltre progredisce la causa del venerabile servo di Dio p. Francesco Saverio Maria Bianchi barnabita, nato in Arpino diocesi di Sora, li 2 dicembre 1 743, e morto in Napoli li 1 3 gennaio
18 io; per la quale
concistoriale, conte

Ordini
pii

accademie, collegii e

gi l'avvocato

luoghi.

In mezzo a tante cure

Bonaventura Or-

BAR
ha perorato due volte innanzi il Sommo Pontefice, ne' due concistoi ri pubblici dei 1 1 febbraio, ed luglio dell'anno 18.39, ne " e au e (' c ^ Vaticano e del Quirinale. V. Francesco Maria Barelli, Memorie dell'origine, fondazione, ed uomini illustri Barnabiti, in due tomi in
fei
i
'

BAR
piet, e quindi pegno, affinch
si
il

i3 7

del lignaggio univano la pi esimia

diedero tutto l'imloro figlio fosse e-

ducato nelle cristiane virt, e nelle lettere amene. Allorch giunse all'anno decimo ottavo della sua et,
lo

mandarono Magno, ov'egli

alla
visse

corte

di

Carlo

una

vita riti-

foglio

In
il

Roma hanno
collegio

Bardi

rata,

e consecrossi

all'

esercizio delle
le

nabiti
s.

la

chiesa

pi eroiche virt, passando

notti

Carlo de' Catinari conceduta loro da Gregorio XIII nell' anno

intere in orazione, praticando frequenti

rigorosi digiuni, e distribuendo ai

i5j5, e fatta
Sisto

titolo de' Cardinali

da

poveri le sue facolt.

Per condiscen-

nel

nabiti con

i585. In essa i Barmolto frutto esercitano


di piet,

dere

alle istanze de' suoi genitori, pre-

ed in essa si conserva la corda portata da s. Carlo Borromeo in segno di penitenza


al

arie opere

ma poco dopo avendo ottenuto da questa il permesso di vestire l' abito religioso, diede un addio al
se moglie;

secolo nell'et di venticinque

anni,

tempo

della peste di Milano. At-

ed entr nel monistero di


nai nel Bugey,
prattutto
di cui
si

Ambouril

gregazione
sotto
1

tualmente v'ha nella medesima conde' professori di musica


invocazione di
s.

era stato

fondatore. Quivi egli


nell' umilt,

esercit so-

Cecilia, di cui
il

non ha guari era protettore


done ora
il

sullo-

che questa
altre tutte;

il

ben persuaso fondamento delle

dato Cardinale Lambruschini, essenzelantissimo Cardinal An-

si

diede alla pratica


austerit.

di ogni sorta

di

Dopo

la

tonio Testi romano. Intorno ai pp. Barnabiti V. Anacleto Sicco e Valerio

morte dell' abbate, a lui fu affidato del suo monistero, del il reggime
quale perfezion
la
la disciplina

Mosio Synops. de
s.

Cler. Regul. Cong. Paulij Silvestro Maurolico, Ma-

ed acdel-

crebbe gl'individui.

Ma

la

fama

re

Oceano di
lib.

tutti

religiosi;

Mole

ri gi,

Storia dell' origine di

tutte

sua santit non fu ristretta alle mura del chiostro che si divulg
,

7, cap. 65; Hermat. Etabilissem. des Ordres relig. cap. 62 ; Schoonebeth Hist. des Ord:
religioni
Relig. j Pietro

per lungo tratto,


fu
eletto

per cui
di

nell'

817

successore

WolfeTurbossi

ro arcivescovo

di \ienna.

Crescenzio,
A. C.

Presidio

Romano j Sponde
i4; Le Mire,

i533 num.

Congr. cleric.j finalmente Prcestantium virorum qui in Congregatione s. Pauli vulgo

De

Barnardo a tale annunzio, e protest di non voler sottomettere gli omeri ad un peso s formidabile. Se non che, riconoscendo nel comando del Papa la voce di Dio, vi prest
il

Barnabitarum nostra Jloruerunt, Bonomo?, ij5i, ed Helyot. List, des


Ord.
Relig.
(s.),

suo assenso, e tutta ripose


Il

la

sua

fiducia in quel Signore, al cui volere


si

era sottomesso.
I gli
i

Sommo
il

Pontefi,

BARN ARDO
Ilart, trasse
i

che

da

altri

ce Pasquale

mand
diritti

pallio

chiamasi anche Bernardo,


natali nel

o Bern-

conferm
la

tutti

accordati alzelo e

778 da una

sua chiesa.
egli

Con quanto
abbia

delle pi ragguardevoli famiglie del

prudenza
il

disimpegnato
facile

Lionese.

suoi genitori alla nobilt


IV.

suo officio,

pi
18

inima-

VOL.

i38
rit

BAR
La sua
caalla

BAR
BARIVI Giambattista, Cardinale.
Giambattista Barni dai conti
di

ginarlo che descriverlo.


lo

rendea talmente tenero


delle

Ron-

vista
relle,

delle miserie

sue peco-

cadello Lodi sort natali illustri nel

che nulla ometteva per porvi

rimedio, specialmente qualora erano


spirituali. Questo santo prelato ebbe la disgrazia di lasciarsi sedurre da coloro, i quali erano stati gli au-

tori

della

deposizione

di

Luigi

il

Buono. Allorch questi pot ritornare sul trono, Barnardo si rifugi in Italia con Agobardo cui avea ordinato arcivescovo di Lione.

1676. A Piacenza, sotto la disciplina dello zio vescovo di quella citt, principi gli studii, che termin a Pavia ove fu laureato. Essendo Pontefice Clemente XI, and a Roma, dove die' saggi tali d prudenza ed assennatezza, negl'impieghi
,

svariati a
ci

lui

affidati,

che colle doldi

ed insinuanti maniere ottenne


sincera e solida
il

Ma

do-

conciliare la pace, e ridonare a tutti


la

po qualche tempo,

essendosi Lotario
il

tranquillit.

riconciliato col padre,

nostro Bar-

solo fu

nardo ritorn alla sua sede, e con vero pentimento espi il suo fallo.
In seguito eresse
il

ma

Barni accetto a Clemente XI, Innocenzo XIII, Benedetto XIII,

e Clemente

XII

lo

ebbero in tanta

monistero di B.o-

stima, da commettere a lui varie prefetture e

mans, nel quale

di

quando

in

quan-

legazioni,

come

quelle di

do

per poter lungi dai tumulti prepararsi alla morte. E gi accorgendosi, che poco gli resi

ritirava

stava di vita,
volta
il

mont per l'ultima pergamo della sua catteal

Perugia e dell'Umbria nel 172! e di Macerata nel 1725. Poscia fu fatto visitatore generale di Loreto nel 1 73o, nelle circostanze pi difficili e malagevoli.
Ivi per

ispeciale

dispensa fu

drale, affine di impartire la pastoral

consecrato arcivescovo di

Edessa.

I.

benedizione

suo

diletto

gregge.

Dopo

quest'atto,

che a
rec al

tutti fece
insie-

ponenti di consulta lo teneano in gran conto sotto Clemente XII; gli svizzeri.
nel
1

spargere lagrime di tenerezza

73

lo

riconobbero come nunzio

me
io

e di dolore,
ritiro,

si

suo capassati

Pontificio,

enei 1739,

la

corte

di

quivi

avendo

tre giorni

e tre notti

in orazione,

spir l'anima benedetta,


stato corroborato col
geli.

dopo essere pane degli ananni


,

Madrid, che lo ricevette come nunzio, il fece da Benedetto XIV nella prima promozione de' 9 settembre del 1743, nominare prete Cardinale
del titolo di
s.

Visse sessantaquattro

di

Tommaso

in Parione.

cui trentatre ne impieg

nelT eser-

cizio del pastorale ministero.

Fu

sej

polto
nel

ai

23
sua

di

gennaio

dell'

84 2

Nel 1700 inviato legato a Ferrara, si contenne con tale soddisfazione del Pontefice e del popolo, che gli fu prolungata
la carica

qual giorno
la

venne poscia

sta-

bilita
lui

festa.
si

Le

reliquie di

nio, scorso

ad un intero appena il quale, firn

trien-

di vi-

un tempo

mans; ma no smarrite
gonotti.
11

conservavano a B.onel secolo XVI andaronel saccheggio degli udi questo vescovo

vere nel 1754, hi et di settantotto anni non compiti ed undici di Cardinalato.

Tutti ne piansero
perdita.

amara-

nome
egli

mente

la

Riposa

in quella

non
gio

fu inscritto

mai nel martiroloper altro


officio

romano;

onodio-

rato con
cesi di

solenne

nella

metropolitana alla cappella della Madonna, con una breve iscrizione, cui ripporta Giambattista Molossi nella

Vienna, Grenoble,

di Die, ec.

seconda parte delle sue Memorie di

.,

BAR
alcuni uomini
il lustri

BAR
della citt di
in antico
le

i3g

era ancora questa qualificazione nelprovincie meridionali dell'

Lodi.

Europa

BARONE,
capo Dal
di

Baro, valeva

nell'

XI

secolo,

ed

in quel secolo so-

oltre che in significato di barattiere,

qualche
di

banda

d'

armati
formarsi

nome

Baro pot

quello di Barone, che in Italia ap-

lamente dal re Malcolmo III creati furono nella Scozia diversi Baroni. Molto splendore acquist il titolo di Barone nei secoli XII e XIII, ed
in Francia furono
cipi
i

tempi ad un signore con giurisdizione od anche ad un uomo di grande qualit: il perch in questo secondo senso s. Antonio fu detto Barone. Presso il Villani, Baroni erano quelli che sedevano
plicossi negli antichi

tenuti per prin-

Baroni del regno; cosicch nelle volendo questi asselettere dei re gnare appanaggi ai loro figliuoli o fratelli si esprimevano che quelle ter,

re dovessero essere tenute in qualit


di

nei parlamenti,

Barone

fu detto

anche talvolta
rito.
il

in significato di

ma-

contee o baronie. In Italia vocabolo di Barone fu piuttosto


tolo
titolo

il

ti-

In quest'ultimo significato dice

di

onore che
g' inglesi

non segnale o
si

Boville che
i

che
te

fiamminghi, pi assai francesi l' ebbero usato chiai

di dominio.

Tra
in

molto

propag

mando

le

donne
vir
3

ivi

indifferentemen-

meus

mou Baron, donde

pass poi questa voce in significato


di nio, che

pi recenti il titolo di Baronetto, diminutivo di Barone, del quale al di sotto. Crealo venne

tempi

dominio traendosi da quel domil' uomo esercita sulla donna. Riconosce per il detto scrittore che il vocabolo di Barone non originalmente latino; ma bens\ fattizio, e quindi tanto potevasi formare in Italia quanto in Francia. Ragionevolmente si dubita sull'asserzione
di

per
nel

la
1

61

prima volta da Giacomo I i si conferisce con lettere


;

patenti
eredit.

passa

ai

discendenti

in

Nella cappella Pontificia, e nelle


il Papa non intervenendo pi formalmente

funzioni solenni che celebra


in luogo distinto
si

sta

il

Baronaggio
leggere al
ri-

alcuni

scrittori

quali

romano, come

pu

dicono
titolo

non aver
ad
essere
in

cominciato

quel
citano

spettivo articolo,

viene esso rappre-

onore sino dal

sentato dal principe assistente al soglio Pontifcio.


I Baroni romani non prendevano l'investitura de' propri feudi dal sovrano Pontefice, n prestavano l' omaggio di fedelt come altrove , ma tramandata si pratic

sesto secolo, perocch

non

si

in appoggio

se

non

se

Fredegario

Gregorio
i

Turonense,

secondo

quali

gna

grandi del regno di Borgosenza che si accenni l' epoca

precisa, sarebbero stati

nominati BaCer-

rones o farones,
gli

il

che secondo que-

n'era la giurisdizione sui feudi da padre in figlio. Per le ultime vicende, e per la
i

scrittori significava lo stesso.

nuova
i

legislazione oltre

to che nel
di

IX

secolo

il

nome

feudi Baronali del popolo

romano

Barone fu dato in Francia ed in Germania ai primarii membri dello


stato,
l'

pochi sono

Baroni che nello stato

Pontificio conservano giurisdizione.

ed impero

ai

grandi del regno e del-

in generale, senza

che con

esso

volesse

distinguersi
di

un nome
Sconosciuta

BARONI Andrea, Cardinale. Andrea Baroni adottato dalla famiglia Peretti, della quale prese anche il
nome,
era da Montalto nella

particolare

nobilt.

Mar-

i4o
ca
e

BAR
ni

BAR
di Cardinalato ed ebbe sepoltura nella basilica di s. Maria Maggiore a' pie di Sisto V.
;

venne alla luce nel i5y3. Educato presso il Cardinale di Mon-

trentatre

da Clemente Vili, promozione di B.oma de' 5 giugno del 1096 creato diacono Cardinale di s. Maria in Domnica, pel riconoscimento a Sisto V, da cui fu esrli elevato alJa porpora. Bench non tosse il Baroni uomo di gran lettere, pure
talto istesso, fu

nella

seconda

Fu

ai

conclavi e contribu alle ele-

zioni di

Paolo V, Gregorio
Cesare,

XV

ed

Urbano Vili.

BARONIO
Cesare Baronio
1

Cardinale.

538

nacque a Sora nel da genitori piissimi ed one-

colla

illibatezza

dei

costumi,
colle

colla

Studiata a Napoli la teologia e la legge, pass a Roma nel i557,


sti.

venust della persona,


dolci

maniere

ove diretto da
quei

s.

Filippo Neri, fece


il

ed

affabili

guadagnossi in bre-

prodigi
.

ben noti a tutto


cosi
i

ve

1'

amore

di

tutta

Roma. L' Ami:

mondo
carit

Era
verso
di

sollecita

la

sua

denio

di lui scrive cos

Fu

il

Car-

poveri,
li

che anche

dinaie Peretti
-'

uomo

di aspetto leg-

malato
essi
g'

febbre,

visitava e

con
ver-

giadro, di

equa

statura,

ben

fatto

infermi negli spedali. Gelosis-

della persona, nulladimanco ca sto ed illibato, ed alieno sempre mai da que' tutti sollazzi a cui
>>

simo custode del suo candor


ginale,

non

solo evitava ogni occa-

sfrenatamente tien dietro


sigliata

la scon-

>
->

giovent,

che a guisa di
in

che glielo potesse offuscare, con mortificazioni e macerazioni continue procurava d' infrenare il
sione
,

ma

mal cauto destriero, dirompe ogni maniera d' inciampi ed

briglia aperta corre alla

senso ribelle, entro ai limiti del dovere.


si

a propria

In

casa

del Paravicino,
sette anni,
,

ove
tolse

trattenne

per

ruina.

modesto della decorosamente 1 onor della porpora a modo che non vi fu chi male tagliasse di lui ; che se fece poco di bee

Grave

persona,

sostenea

ne,

fu perch scarsa

autorit

il

forniva.

Con
il

saviezza e prudenza

sponeva
;>

proprio
la

parere

nelle

con colori da alcuni ritratti ci che non si addiceva alla cristiana modestia. Sermoneggi per trent'anni, tre, o quattro volte alla settimana in s. Giovanni dei fiorentini, in s. Girolamo della Carit, e nella chiesa di s. Maria della Vallicella, ascoltando anche le confessioni, nel
qual
l'

congregazioni alle quali

apparte-

uffizio vide

nel

neva. Dopo

prima Diaconia nel 1600, pass a quella di s. Angelo in Pescheria; chiesa che defor-

anima

della propria

i58o in ispirilo madre volarBaronio celebre avvenii tempi

sene al Cielo.

Ma

ci

che rese

il

me

sua antichit fu quasi per lo intiero ristaurata a sue spese, rifabbricandone pressoch di nuo-

per

la

e renderallo in tutti

re immortale, l'opera degli

Annali

della Chiesa, tenuta da Giano Nicio

vo
nel

la

tribuna.

Lasciata

nondimeno

Eritreo,
sa

come un portento operato


la

1627, quella chiesa; pass al vescovado Tuscolano donato finalmente ai poveri, luoghi pii ed anche a' suoi domestici il pingue suo patrimonio, termin i giorni a Roma
:

dal Signore a favore della sua Chie.

Il

primo volume vide

luce

nel i588, e vi lavor intorno a qua-

ranta anni, per ubbidire a

s.

Filipalla

po

Neri.

Gi erano
1

comparse

nel

1629

in et di

cinquantasei an-

luce

nel

585,

altre opere di lui

BAR
sopra
il

BAR
Romano,
e
codi
le

i4
L'arricch

Martirologio

quei

ss.
s.

Martiri,

del-

me

saggio del gran lavoro degli

ossa di

annali,

per
le
il

le

quali cose

molto
patria

ferite

Flavia Domitilla, trasAdriadalla diaconia di s.

pi per
gli
offri

sue virt Gregorio XIII,


vescovato della
di Chieti
,

no pomposamente a quella basilica, ne ristaur la tribuna, rinnovandone


il

Sisto

V, quello

e Grei

pavimento,

spendendovi settemila
festivi

gorio
quali

XV
tutti

quello
l'

di
di

Sinigaglia,

scudi.
la

Nei giorni

vi

celebrava

uomo

sare,
le,

temente ricus ; bench ne


il

ma
,

Dio costannon pot ricuil

facesse
col

possibi-

messa, assisteva ai divini uflizii, e vi teneva dotta e fervorosa omelia. Ma pieno di merito mori a Ro-

Cardinalato
dei
ss.

titolo pre-

ma

nel

1607

di

sessantanove anni,

Nereo ed Achilleo a cui a forza lo volie promuovere Clemente Vili nella seconda promozione fatta in Roma ai 5 giugno i5o,6, minacciatolo delle censure, se non ubbidisse. Quindi
sbiterale
Io fece bibliotecario della vaticana,

ed undici di Cardinalato, e si riposa in chiesa di s. Maria in Vallicella,

con elogio comune

col Cardinal

Tamigi, entrambi ornamento predarissimo alla congregazione dell' oratorio di

Roma.
la

Non

sola
la

corte

di

Roma
il

ne

e lo deput a tutte le congregazioni

piagneva

perdita,

ma

cristia-

Roma. Divenuto Cardinale, non ne avea che l'esteriori divise; e fece voto di non dir mai o far cosa che potesse appianargli la via al
di
,

nissimo Enrico IV ancora, che tenevaio in grand' estimazione, volle, che alla sua presenza, gli fossero fatte a Parigi esequie solennissime. bei
dell'
dell'

Sommo

Pontificato, pel quale nella

Dal

p.

ebbe trentadue voti, ed il Cardinal Montalto, suo gran promotore, procurava di persuadere ai Cardinali di esaltarlo a Pontefice. Delle quali cose temendo Raronio, supplic vivamente a Dio, di liberarlo dall' imminente procella, e preg i Cardinali a volgere sopra di altri le loro mire;Iocch oselezione di Paolo

oratorio

Girolamo abbiamo

Bernala

vita
la

immortale Cardinal Baronio,


il

quale pubblicata in latino in


presso

Roma
in 4-

Mascardi nel

65

fu accresciuta da Gregorio Fritz, e stampata in Vienna nel 1 7 1 S. La

servato dal Cardinal di Gioiosa, de-

cano del sacro collegio, sclam che per questo solo meritava il Baronio Grande. il titolo di Essendo abbate commendatario di s. Gregorio nel Montecelio, ne abbella chiesa, ed espose l il Baronio
il

con note dal p. premessa alle lettere dello stesso Cardinale pubblicate nel 1759 colle stampe del Komarel in Roma in tre tomi in 4. Nel tom. i. di essa si vedono
stessa" fu
Piai

illustrata

mondo

Alberici, e

diverse orazioni fatte


di

nelle

esequie

esso Cardinale alla chiesa

nuova

dal p. Michelangelo Bucci dell'oratorio ai i3 luglio 1607, nel collegio

primo

alla

pubblica venerazione,
di
s.

Romano
ai

dal

Gesuita

Giuliano

la

memoria

Silvia

madre a
in

Sanna
in
dell'

quel gran Pontefice.

Fond

Sora

9 agosto dell' anno stesso, Napoli dal p. Girolamo Binago


oratorio e al sagro collegio da

un convento
sa

ai

cappuccini, ristaur

pressoch di nuovo la ruinosa chiedel

suo

titolo,
le

ornolla
azioni

di

pit-

Giambattista Mucanzio. BARONZIO (s.), che credesi discendente dalla nobile


famiglia
del

ture

esprimenti

precipue

i4*
Berry, e che
secolo settimo.
in

BAR
illustr
la

BAR
Chiesa nel
egli
si

di la

Mi rapisce o Mirepoixs nacque


diocesi di

nol-

Dapprima
,

un

Rodez

circa

il

principio
nel i3?7,

matrimonio e n' ebbe anche Ma figlio chiamato Agloalclo. Dio avea formato degli alti disegni

del secolo

XIV. Laureato

un

quindi da Gregorio XI fu promosso


al

vescovato di Autunnella Borgogna,

sopra questo personaggio,


inspir
se

al

quale
le

colla

un

tale disprezzo

per

cola

Ostuni.

amministrazione della chiesa di Pvicus la sacra porpora

tutte della

terra,

che

prese

risoluzione di rinunciarvi interamente,

onde attendere pi

di proposiRiti-

to alla propria santificazione.


rossi pertanto

con suo figlio nella badia di Lonrey, detta anche di s. Grano ; che dopo qualche tempo abbandon onde portarsi a condurre

Urbano VI nella terza promozione fatta a B.oma nel dicembre del i38i, ma non arross di vestirla per le mani del pseudo-Pontefice Clemenoffertagli dal legittimo Pontefice

te VII.

una

vita pi perfetta in
Italia,

un dee pasin

serto.

Poscia venne in

Tratt dello scisma contro Giovanni di Lignano, che difendeva Urbano VI, come leggesi nel tomo IV della Storia dell' Universit di Parigi. Fin in Avignone
1

s a

Roma, donde
del

si

ritir

un
in

nel

383

e ripos

in quella Cat-

luogo
cui
si

territorio

di

Pistoia

tedrale.

costrusse una cellelta posta due montagne. La fama delle sue virt invit s. Desiderio ad
tra
,

BARRO Pietro, Cardinale. Barro Pietro Cardinale, sort i natali in Francia verso il termine del decimosecondo
sterciense;
secolo.

unirsi a quel santo,

che poscia

al-

Fu pria monaco cipriore


del

tre quattro persone imitarono nella

indi

celebre

maniera
ticato

di

vivere.

Dopo

avere pra-

una compagnia
Baronzio
ra,

vita divota e ritirata in


di questi
la

compagni,

s.

monistero di Chiaravalle, ed abbate in altri monisteri. Creato prete Cardinale, col titolo di s. Marcello da

fini

fu

sua mortale carriesepolto nella Chiesa cui

Innocenzo IV,
zione
del
si
,

nella

fatta

a Lione nel

prima promodicembre

avea fabbricato. Nel principio del secolo XI venne costrutto in quel luogo un monistero che dal nome di questo santo venne appellato. La chiesa di Pistoia ne celebra la festa ai 27 marzo. BARRATA Giovanni, Cardinale. Giovanni Barrata romano nacque
circa
il

i244>
la

nella circostanza che vi


il

celebrava

do per

concilio generale e quanprima volta venne accordail

to ai Cardinali

cappello

rosso; e

poscia fu eletto vescovo di Sabina.


stesso

Lo
da

Innocenzo IV

onorollo della
nel

legazione di Spagna
lui

ia5i,

principio
III

del

secolo

XII.
ter-

disimpegnata con somma lode. Finito il generale concilio di Lione


,

Da Clemente

fu creato diacono
S.

a cui intervenne
col

ritornato in
cess di vive-

Cardinale della

R. C, nella

Italia

Pontefice,

za promozione, dal medesimo fatta


il

settembre 1190. Se non che, tenne egli cotal dignit per as-

mese

di

anni otto di Cardinalato, re dopo a Perugia nel 1202, e quivi otten-

ne sepoltura.

sai

tempo morendo guente anno 1 iqi.


scarso
,

il

se-

BARRERIA

Pietro,

Cardinale.

Pietro Barreria, altrimenti appellato

BARRY Landolfo o LodoviBarry Landolfo Cardinale co vanta la sua origine dai duchi di Berry e nacque in Francia verso
, ,
.

BAR
la

BAR
Il-

143
assai
la cattedrale

met

del secolo decimoquarto.


,

dell'

antipapa, per cui profuse

lustre per le cospicue parentele

coi

denaro nel rifabbricare


di

monarchi

di Francia,

di

colla casa di Austria,


eletto a vescovo
i

Aragona e fu dapprima
alla

Verdun a

lei

dedicata.

Fece di

di Poitiers, indi nel

pubblico diritto alcuni sinodali decreti per la chiesa di Langres, da lui


arricchita di alcune ricche e preziose
reliquie.

39 5, da Bonifacio IX fu trasferito
,

chiesa di Langres dove, nel

44> ten-

ne un solenne e copioso sinodo diocesano, nel quale si pubblicarono de-'


creti utilissimi, conservali poscia

BARRY
ry,

Stefa.vo
dei

Cardinale.
di

Stefano Barry,

Conti

Bar-

ma-

noscritti a
1 4. 1

la

memoria dei posteri. Nel Giovanni XXIII, confer a lui chiesa di Chlons; e nel 1^0,
3,
.

ebbe da Martino V, quella di Verdun Bench l' antipapa Benedetto XIII, nel

1397,
s.

col titolo della

Agata , lo facesse pseudo-cardinale, mosso nulladimandiaconia


di

co dal desiderio di vedere una volta


estinto quello scisma,
lasciato nella

sua ostinazione l'antipapa, and al concilio di Pisa, e col suo voto contribu all'esaltamento di Alessandro V, che lo conferm Cardinale e gli
assegn
il

Montebeliando in Francia, nacque sul terminar del secolo XI. Era nipote al duca di Lorena; consanguineo all'imperator Federico Barbarossa, e per lato di sorella, nipote anche a Calisto II, da cui poi venne fregiato della porpora Cardinalizia, in qualit di diacono Cardinale del titolo di s. Maria in Cosm edili, nella prima promozione, cui fece lo stesso Papa nel dicembre del 1120. Dal medesimo Pontefice ebbe il vescovado di Metz, col privilegio del Pallio. Non and per altro a quel vescoo
di

titolo

dei

ss.

apostoli.

vato se non un biennio dopo, causa


la resistenza a
lui

Cardinali del detto Pontefice l ra-

fatta

dall'

impe-

gunati a concilio, lo spedirono alla


dieta di Francfort al fine di procu-

ratore Errico

V
s.

suo nimicassimo.

rare l'unione della chiesa. Ritornato,

a Bologna

ai

comizi di Giovanni XXIII,


il

Bernardo, pose la prima pietra dei fondamenti di un monistero delF Ordine Cliiniacense ;
eresse parecchie chiese e monisteri,
tra quali
1'

Metz, presente

che
se,

gli

confer

vescovado Portuenal

intervenne in seguito
la

concilio

Alteriaco pei canonici res.

di Costanza e favor

elezione di

Martino V. Da ultimo nel i43o, a Verdun, o, secondo altri, a Varano, luogo di sua diocesi , in cui avea stabilito un convento ai frati di s. Francesco, termin di vivere dopo trentatre anni da che indossava la sacra porpora. Riposano le sue ossa nella chiesa di santa Maria nella cappella di
s.

Agostino, che convenientemente dotava. Morto il Pontesi ritir a fice, Metz, ma quei
golari
di

popoli chiusero

lui

le

porte,
quelli

nobili segnatamente,
si

come

che

erano impadroniti delle rendite e n fu riammesso che in capo u. nove anni, merc
dei fondi episcopali,
l'aiuto
di

Reginaldo, fratello di

lui.

Elisabetta, con

un

Passato dappoi in Palestina con Luigi

barbarissimo epitafio in versi analo-

re di Francia per la guerra sa1

go

alla infelice condizione dei tempi.


alla

cra nel

147

ritornato, che fu in
1'

Vergine Beata dalla quale, scrivono alcuni, che fosse ammonito ad abbandonare il partito

Era devoto

Francia, volle vestir


sterciensi, senza

abito dei Ci-

per rinunziare alla diocesi. Avvenne la sua morte, pr-

i44
labilmente nel

BAR
1 1

BAR
re virt.

63, dopo quarantatre anni di Cardinalato, e fu seppellito nella sua cattedrale.

Dapprima
del

egli

si

ascrisse

tra
s.

g'

individui

monistero
a

di

Sexidone

presso

Gaza

nella

BARSABIA
Persia, e

(s.). Era abbate di molto segnalavasi per la

Palestina, e quivi pass alcuni anni

sua piet, e per lo zelo nel convertire


i

penitente.

conducendo una vita santa e L'amore che nutriva alla


tale,

persiani ed

saraceni.

Al principio

contemplazione era

che
per

egli si

della fiera persecuzione suscitata

da

determin nel 54o


in una cella
ritiro
i

di
,

rinchiudersi
tutto

co' suoi

Sapore contro la Chiesa, fu preso monaci, e tormentato coi pi crudeli supplizii. Il governatore, vedendo che tutte le sue arti non
a
dieci
distorli

appartata

consecrarsi al suo Diletto.

In questo

compose un
i

trattato

contro

valeano
posito,
sta.
I

dal

santo

prote-

condannolli al taglio di
suoi
discepoli
di lui decapitati,

aveano abbracciato le dottrine di Origene; ed in tale scritto brilla mirabilmente lo


quali
zelo del nostro santo per la verit

monaci,

furono

prima
sti

ed a que-

della fede.

greci gli prestano

un mago, il quale si offr spontaneamente al carnefice. La faunissi


tal-

singolare

venerazione; e
in
la

presso

a Siponto

una ad Oria, Italia, se ne

miglia di quest' ultimo eroe fu

celebra

mente da
sti

ci

commossa,

che

ab-

febbraio,
protettore.

memoria nel giorno 6 come di un principale


dei primi

bracci la religione cristiana.

Quegiudi
s.

dodici martiri ottennero la paldel martirio nel giorno 3


Il

BARSENORO(s.). Uno
abbati
del

ma

monistero
si

della
s.

gno dell'anno 342.

nome

fondato presso Evreux. da


fredo.
JNiente
sul

Croce Leu-

Barsabia registrato nei


de' greci, e nel martirologio

menologi romano.
de-

sa di lui

se

non

che

mori
Il

terminare del secolo

BARSAMIANI
gli

SEMIDULITI.
seguaci
e
dei Teo-

ottavo.
diversi
rerie

suo corpo fu portato in

Eretici del secolo VI,


errori dei Caiani ti
S.

luoghi al
dei

tempo
si

delle scor-

normanni.

La

maggior
custodisce

dosiani. fa

Giovanni Damasceno ne menzione nel suo libro delle


e dice

parte delle sue reliquie


oggid a

Fuam

nel paese eh Caux.

eresie,

che

loro
nel

sacrifzii

La

festa di

questo santo indicata


breviari
a'

consistevano soltanto
colla estremit di

prendere

negli antichi

i3

di set-

un

dito alcun po-

tembre.

co di fior di farina, cui poscia met-

BARSIMEO
dessa
si

(s.).

La

citt di

E-

tevano in bocca.

gloria di avere avuto a veil

BARSAKLFIAM) eretico. Barsanufiano (Barsanitphianus), questo il nome che il Fleury d agli


eretici, delti
ni.

scovo questo santo, che fu

terzo

dopo

s.

Taddeo ad

essere
si

fregiato

di questa dignit.

Ei

distinse pel

comunemente Barsania-

suo zelo nel predicare

le

verit del

Ci potrebbe indurre a credere che Barsanufio monaco d' Egitto di


il

vangelo

cui avrebbe voluto


della

sparterra

gere in tutte le parti

specchiala santit,
nel

quale

viveva

col sacrifizio eziandio della vita.

La

IV

secolo, fosse autore di qual.

sua costanza
sto ministero,

nell' esercizio

di

quepre-

che setta eretica, lo che non

risvegli

ben presto
il

BARSAMJFIO

(s.).

Illustr

la

il

furore de' suoi nemici, ed

chiesa nel secolo sesto colle sue ra-

sidente Lisin condannollo a

morte

15

AK
di

BAR
molti,
e straordinarii

145
favori
;

anno le reclini dell'impero erano nelle mani di Traiano. 11 martirologio romano, ed il monologio dei greci fanno menzione di questo martire nel d 3o gennaro. I siri lo chiamano Barnel
i
i

4j

nel qual

mandato a Roma ad Innocenzo IV,


a fine di procurare
alcuni.
la

deposizione

del vescovo di Winchester, secondo

Fatto ,
di
l'

che promosso
,

al

vescovato
piacere

Sisteron

lasci
la

con
sua
tras-

saunas.

Inghilterra

dove

BARTANA.
frica
,

Citt vescovile

d'A-

virt,

e scienza gli avea acquistato

di cui

provincia.
alla

Un

per non nota la suo vescovo trovossi


Citt
vescovile

degli emoli invidiosi. Nel


ferito
all'
il

i25o
d'

arcivescovato

Embrun,
i

conferenza di Cartagine.

celebr

concilio provinciale pres-

BARTEMISA.
della
ca.
re,

so Sedon, a cui intervennero


scovi della provincia
di Arles,

venel
ca-

Mauritania Cesarea in AfriUn suo vescovo, chiamato Vittoassistette alla

quale furono pubblicati


polo,
sta,

dodici

conferenza di Car-

noni. Predicava sovente al suo po-

Questa chiesa pure denominata Vardimissensis.


tagine.

BARTO
IV.

(s.

),

martire del secolo


la fede sotI

Fu

abbruciato per
e
in cui

to Valentiniano

Valente,
dei
goti

nel

tempo
va
la
dell'

maggiormente

infieri-

persecuzione

fuori

Furono compagni del suo martirio un sacerdote chiamato Verca, un certo Arpiimpero romano.
la
ni,

essendo non meno gran legiche eccellente teologo, e famoso oratore. Avanti l' esaltazione alla porpora, fu canonico di Vienna nel Delfinato, benefcio che ritenne fino alla morte, e fu arcidiacono di Parigi, e prevosto di Gratz. In ricompensa del suo merito fu assunto al Cardinalato, col vescovato d'Ostia,

solitario,

e altri ventitre cristia-

da Urbano IV Inel 1261, o nel maggio 1262. La sua saviezza, e


dottrina ei pose

che rimasero
in

me

raccolti.

una chiesa V. Niceta.

preda delle fiam, ove si erano

BARTOLOMEI Errico,
le.

Cardina-

Errico Bartolomei, che alcuni vo-

principalmente in opera nella legazione di Lombardia, dove colla sua eloquenza ottenne da quel clero considerabili sussidii pei bisogni della Chiesa Romana , vessata

gliono della famiglia Bartolomei, de-

nominato l'Ostiense a motivo del vescovato d'Ostia, che ottenne nel 1262, nacque in Susa citt del Piemonte, e dopo aver appresa l' una e 1' altra legge sotto eccellenti precettori,
la

sua

da armi nemiche. Dopo la promozione comp per consiglio gi avuto da Alessandro IV, Commentari sul libro delle dei
, ,

cretali

_,

che

lasci

titolo

di le;

gato
pi

all'

universit di Bologna
,

ma

insegn prima in Bologna, e poi

riputata
la

pregevole
delle

viene

in Parigi,

con
1'

tal credito,

che

fu

ritenuta
li

Somma
,

decreta-

detto ,

giusta

uso di

que' tempi

da

lui

composta
Ostiense j

detta la

Somdiritto

Fontana

Prima di essere Cardinale, in compagnia del nunzio, si trasfer in Inghilterra dove non affatto fuori di probabilit
della legge.

ma
rit,
ritto

dell'

che nel

ecclesiastico

ha

la

medesima auto-

che quella di Azzone nel dicivile, la quale vide la pubblica


1

che

aprisse

scuola

di

canoni;

ed

luce in Basilea nel


te del
1

certo che

fu

dal

re Enrico III,

che

assai

lo

apprezzava,
IV.

ricolmato

537, colle noGuari ni, e poi in Lione nel 588, e nel 1397. Dopo essersi
r

voi..

146

BAR
ai

BAR
Carinsi

trovato in conciare, insieme


dinali elettori di

posti fra

Clemente IV,
all'

dell'

tramontana e ponente Asia, da dove poscia pass nel-

tervenne in Viterbo

elezione

di
ini

Gregorio X,

(col

quale era stato

caricato dal re inglese a trattare

pi assidui affari del regno presso Alessandro IV), dove prolungandosi di soverchio i comizii, attaccato Errico da pericolosa malattia, doman-

granove fu coronato del martirio, come ne fa fede s. Gregorio di Tours. Gli storici greci moderni, nonch i latini, sostengono, che fu condannato alla morte di

la Licaonia. Indi si port nella

de Armenia,

croce in Albanopoli, ed altri asseriscono, che sia stato scorticato


vivo.

d in grazia
conclave
diritto,
,

di

poter

uscire
,

dal

locch ottenuto

col ri-

Intorno
nulla
v'

al

tempo
di

di

questa

nunziare formalmente a qualunque che a lui si apparteneva in


se

ha

sicuro.

morte Vi gran
riposa
il

questione

del

luogo ove

([uelF elezione,

ne and a Orte,

consiglio de' medici in Francia dove incontr la morte con volto ilare ed animo tranquillo in Lione nell'anno 127 1. La sua spoglia mortale trov riposo
,

quindi per

corpo di s. Bartolomeo, se sia in Benevento [Vedi), o in Roma sotto l'altare della chiesa a lui consagrata,
vanti.

ed

uffiziata da'

Su

di

Minori Osserche abbiamo erudite,


toni.

e critiche notizie del Novaes,

nella chiesa de' predicatori, in ono-

XIII, p.
sto,

147si

La

festa poi
ai

di san

revole sepoltura. Alcuni lo vogliono

Bartolomeo

celebra

24 agogreci
se

morto
disse

soltanto

nel

1274.
,

Tolomeo da Lucca
teologo,

Di lui che fu
ec-

ma
fa

nei

martirologi
il

ne

menzione

giorno

1 1

giugno.

grande nella scienza delle


cellente

leggi,

BARTOLOMEO
ganza.

egregio
e

oratore,

(b.), da BraTrasse la sua origine dalla

uomo

di lodata vita,

d' inconta-

nobile
di

ed antica famiglia dei conti

minato costume.

BARTOLOMEO
dodici apostoli
,

(s.).

Uno

dei

nativo di Galilea
altri

Braganza, e vide la luce in Vicenza sul principio del secolo XI li. Ancor giovane fu mandato a perfezionarsi
negli stridii nella

testimonio cogli
di

della gloriosa

rinomaquesti

risurrezione e delle principali

geste

ta universit
dedicossi

di

Padova.

G. C. Dopo la discesa dello Spirito Santo , recossi nelle pi barbare contrade dell' Oriente a disseminarvi il vangelo, e, secondo l'opinione di parecchi
nella Persia
scrittori,

con tutto il calore; ma persuaso che la scienza disgiunta


dall'umilt ad altro non serve, che

a
la

gonfiare,

dicssi

con molto impe-

penetr

gno
le

all'acquisto di questa virt, al-

lino nell'Indie, nell'Arabia Felice,

quale seppe unire la pratica delaltre

ed anche neh" Abissinia. Eusebio ne assicura, che nel secolo III , s. Panteno si rec Dell' Indie, ove rinvenne molti vestigi
del cristianesimo, e vide
del

opere

di

piet.
recossi

Il

santo
in

una copia

Vangelo di s. Matteo in lingua ebraica, che quella gente asseriva


essere
stata

Padova allora appunto quando Bartolomeo volgeva nell' animo il disegno di consecrarsi al servizio del suo Signore. Questi due santi personaggi strinsero ben presto fra loistitutore
,

Domenico

portata
Il

dall'

apostolo

ro una beata

amicizia,

e Bartolo-

Bartolomeo.
cossi

santo apostolo re-

a predicare eziandio nei

pae-

meo, ammirando la dottrina e santit di Domenico, delenninossi di

BAR
rinunziare alle
vanit
l'

BAR
del

147

mondo,
croce

primere
stri.

la religione
la

onde seguire
nell' istituto

umilt

della

Per

ed i suoi miniqual cosa, seguendo la dotsi

domenicano.

Fino dal

trina del vangelo,

rifuggi Bartoil

primo momento della sua vestizione ei si propose a modello il suo


precettore,
le

lomeo a
dre,
il

Roma
gli

presso
affid

santo Pa-

quale

offizii

impor-

virt del quale


stesso,

cosi

tantissimi,

e lo

mand

legato pres-

seppe ricopiare in s
riputato degno
da,
del

che fu

so

re di Francia e d' Inghilterra.

sacerdozio.

La
a

Dopoch ebbe disimpegnate queste


cariche con felice
alla
al

sua dottrina poi era tanto


clie

profon-

successo,

ritorn
riunirsi

venne
spedito

eletto

dapprima

cara

sua

patria

per

precettore di sacra Scrittura, e poscia

fu

ad

annunziare
molti

le

t
si

evangeliche verit in
della

luoghi

suo diletto gregge. In questa citaperse largo campo agi' impuldel suo zelo apostolico. L' eresia e
si

Lombardia

e della

Romagna,

la discordia vi

in quella infelice stagione infetti da

fonde
ci,

le radici

aveano piantato proed egli tanto si adogli ereti-

multi errori, e rosseggiami, del san-

per che giunse a convertire


a frenare
le contese,

gue sparso

dalle fazioni,

onde

l'Italia
1'

ed a rimettei

era straziata. Bartolomeo alz


revole sua voce,

auto-

re nel sentiero della salute

traviati.

l'

integrit della

Tanto

ei

procacciossi

l'

amore

de'

fede e la pace furono da lui in pi

connazionali, che lo pregarono istan-

luoghi rimesse.
chie
rio

Ma

la

fama

delle

sue virt era pervenuta alle


del

orec-

Sommo

Pontefice

Grego-

IX.
il

Questi lo chiam a

Roma

verso

stro del

12 35, e lo elesse a maesacro palazzo, carica cui


stabilito in favore

Onorio III avea di s. Domenico.

Innocenzo IV lo avea in tanta stima, che seco lo condusse a Lione per averlo a
,

temente di assumere eziandio il governo civile della loro citt. Zelante anche del culto esteriore edilc una magnifica chiesa, alla quale aggiunse un convento di domenicani, e la intitol della Corona, perch vi avea collocato vina spina della corona del nostro Redentoi-e ed un pezzo della vera croce: preziose reliquie, che gli avea date in
,

compagno

nel concilio tenutovi nel

dono

s.

Luigi re di Francia.

Dopo

es-

1240. S. Luigi, re di Francia, ammir esso pure le virt di questo santo religioso, e lo scelse a suo confessore. Nel i25o, o due anni prima, fu creato vescovo di Nimesia nell' isola
alla

con mirabile costanza e fervore nel suo ministero pel corso di due lustri, termin la sua gloriosa carriera in Vicenza nell'anno
sersi esercitato

di

Cipro,

suffraganeo

1270. Prima comand di


sa della
rituali
gli

di chiudere

gli

occhi
in

essere

sepolto

un

metropoli di xSicosia. Sostenne questa dignit con molto zelo, fin-

luogo oscuro nella mentovata chie-

Corona

ma

suoi

figli spi-

ch Alessandro IV lo nomin vescovo di \ icenza. In quel tempo il


tiranno Ezzelino,

cominciarono tosto a renderpubblico culto. E gi, dopo otil

avido di

sangue,

tant'anni, ottennero di farne la tras-

infestava le belle contrade d' Italia,

lazione del corpo,

quale fu trovato

e gi era divenuto padrone di Vicenza. Il nostro Bartolomeo fu ben

incorrotto. Finalmente divulgatasi la

presto perseguitato da quest' empio, che nulla lasciava intentato per op-

fama dei miracoli da questo prelato operati in vita, e di quelli, che per
sua intercessione vennero
fatti

do-

i48

BAR
lo

BAR
ascrisse

p morte, Pio VI

nel

numero
(b.),

de' beati.

meo, che il frutto delle sue fe biuta non sarebbe stato di lunga durata, se

BARTOLOMEO
cos\
i

da Bologna chiamato dal luogo, ove


Fioriva nel principio

non
to,

vi

al

avesse stabilmente provvedupubblico culto fece innalzare

sort

natali.

templi e monisteri

per

modo, che
daliberamen-

del secolo

XIV
il

ed ancor giovanetdi

anche
quelle

a'

nostri giorni ai cattolici in

to

form
tal

disegno

voltare le

contrade
di

permesso

spalle ai beni

caduchi
nel

del

mondo.
facendo

gl' infedeli

esercitare

A
s.

fine

entr

convento di
,

te

il

culto loro. Allo zelo per la condegl' idolatri


,

Nicola di Bologna dove


progressi

versione

accoppiava

rapidissimi

nella cristiana

Bartolomeo molto impegno per mantener la fede ne' credenti, e per conservare la pace. Ne risparmi fatica

perfezione, avea recato a tutti il pi alto stupore. La fama di lui pervenne alle orecchie del Sommo

veruna
s.

affine di unire

religiosi

di

Pontefice Giovanni XXII, il quale, verso il i3i8, lo invit ad Avi-

Basilio a quelli

di

s.

Domenico,

gnone
tra
gli
il

ed il consecr vescovo di Maraga o Maratha citt situata


, ,

paese dei parti e quello


Insignito di
gli
,

de-

d' onde ebbe origine la congregazione dei frati-uniti che indossavano 1' abito di s. Domenico, e professavano la regola di sant'Agostino,
,

armeni.
,

questa didallo
stesso

le

costituzioni
essersi

gnit

fu
l'

affidato

Dopo

dei domenicani. adoperato con tanto


il

Pontefice

incarico

delle missioni

studio al bene della Chiesa,


to vescovo

sannel

in Oriente, delle quali


to

venne

elet-

Bartolomeo spir

Bartolomeo sottopose di buon grado le spalle a questo pecapo.


so,

bacio del Signore, nell'anno i333. Egli autore di una somma, e da


alcuni brevi trattati

come

quegli che

zelava soltanil

intorno

ai

sa-

to la gloria di

Dio ed

bene del
fatiche

cramenti. Tradusse in lingua arme-

prossimo.

Le sue apostoliche

na

il

salterio,

quattro
i

libri di

san
bre-

ebbero ben presto il pi felice successo, imperocch moltissimi idolatri rinunziarono alla loro stupida credenza, per abbracciare il vangelo.
Adoperossi
eziandio per

Tommaso
parte della
viario e
il

contro

gentili,

la terza
il

somma

teologica,

messale del suo Ordine.

In queste letterarie occupazioni eb-

indurre

monaci di s. Basilio a prestare obbedienza alla Santa Sede, da cui si erano separati e lo stesso zelo mostr affine di ricondurre a questa unit la maggior parte de' popoli
;

be a compagni un religioso, e l'abbate di Cliernac superiore di un monistero di s. Basilio. Quest'ultimo


si

co' siisi

li abitu monaci, merc le premine del beato Bartolommeo.

avvide dei suoi errori e

d' Oriente.

Trasferito di poi
alla

il

san-

BARTOLOMEO,

antipapa.

Ve-

to
le

prelato
di

sede

arcivescovi-

di Antipapa XXXIII.

rallent

Naxivan, in Armenia, non punto il suo fervore, per


1*

BARTOLOMEO, Cardinale. Bai

cui ottenne, che

infedelt, lo scisdi vizii e di

ma, ed ogni maniera


stranezze

consecrate

dal

codice di

Maometto, non pi infestassero quella citt. Conoscendo per Bartolo


-

tolomeo francese di origine fu da Papa Onorio III nel 12 19, o nel 1220, creato prete Cardinale del titolo di s. Pudenziana. Si sa che viveva nel 1229, contando nove anni di Cardinalato, ma non si ha

DAR
precisa notizia della sua morte.

BAR
E
ispettori diocesani,
al

y, che invigilano in
1

certo per,
clave
attesa

che intervenne

con-

ciascuna
sugli altri

diocesi

sui

parrochi
del loro

e
isti-

di Gregorio
la

IX,

dal

quale,
perizia

ecclesiastici

di

lui

profonda

tuto,

li

visitano ogni anno, e


delle loro
visite

fanagii

nelle leggi, fu deputato per giudice

no relazione
re
soggetti
ai

che agilavasi tra monistero delle tre Fontane, ed


in
causa,

una

il

Ordinari cui sono soggetti. Sono pupresidenti


i

il

diocesani
eserci-

capitolo

di

s.

Maria

di

Orbetello.

alcuni decani rurali,

quali

Conferm
prio

colla soscrizione del pro-

tano nel
ni,

nome

alcune bolle spedite dal

che

decanato le funziopresidenti sostengono in


loro
I

Gregorio IX, riportate dal Ciacconio ed una tra le altre si legge nel Bollarlo Valicano, spedita in Perugia nel 1228. BARTOLOMITI. Chierici regolari. Alcuni sacerdoti dell' Alemagna, volendo menare una vita di
,

mentovato

tutta la diocesi.

Bartolorniti handi parrochi, e

no un gran numero
quasi
in

ciascuna parrocchia
in

due

sacerdoti del loro istituto a coadiuvarli.

Hanno pure

alcune dio-

cesi fino

col

a tre comunit, mantenute e colle superfluo delle cure


,

perfezione conforme

al

loro

stato,

donazioni fatte
le

alla

congregazione.

verso la

met

del secolo

XVII
per

prese-

ro a sottomettersi al proprio vescovo

Queste comunit sono di tre sorta: prime sono seminari diretti all'educazione dei giovani chierici dell'istituto; le seconde sono desiniate a
ricevere
i

con
resto

tale
,

indifferenza

tutto

il

che

a suo

beneplacito

po-

teva disporre di essi nel pi tornasse acconcio alla


fedeli. Il

modo

che

parrochi
,

beneficiati

utilit de'

dell' istituto

chiamati

dai

lo-

primo, cui Dio inspirasse il lodevole pensiero si fu certo Barto-

ro affari alla
stinate per

citt,

desiderosi di

darsi al ritiro; le ultime


quelli,

lomeo Holzauter (Pedi),

il

cpiale a-

dunati alcuni sacerdoti p ose i fondamenti del suo instituto in Saltzboug


il

penitenza,

sono deche mettonsi in che non sono pi

in stato di continuare le loro funzioni.

primo agosto 1640.

Q uell' institusi

to,

che dal suo fondatore fu denominato dei chierici regolari Bartolorniti,

BAPJJLA

(s.).

Questo santo anil

cor giovanetto
atto eroico

sostenne

martirio

dopo
nia,

la

morte del fondatore


1'

dif-

per la religione di Cristo.


st'
s.

A
si

queera

fuse per

Aleinagna
le istanze

per l'Ungheria,

per la Poloper la Catalo-

venne incoraggito da
il

Romauo

esorcista,

quale

gna^

per

dell'imperatore

portato in Antiochia al tempo della

e di molti principi di Germania, fu

persecuzione di Diocleziano
di sostenere
i

affine

approvato da Papa Innocenzo XI

cristiani nella loro fenell'

prima nel 1 680, e poscia


te aggiunte.
lorniti

nel 1 684 per aver ricevute quelle costituzioni mol-

de. S.
di

Barula
si

antico breviario

Toledo
.

chiama anche Teodulo,

Sono

ordinati

Barto-

buoni ecclesiastici e buoni pastori per le citt e per le campague. Hanno ancora la direzione dei seminari, e sono governati

a formar

parola greca che significa servo di Dio Il giorno del suo martirio
fissato a' 18

novembre.
, i

da un presidente
re
di

generale

ispetto-

tutta la

congregazione, e da

quali sosteBABCJLI. Eretici nevano non aver Gesti Cristo preso veramente la carne umana, ma soltanto un corpo fantastico. Seguondo

i5o
gli

BAS
le
lari,

A S

Origene diceTano inoltre che le anime furono create innanzi al mondo, e che tutte aveano peccato in una sol volta. V. Bareirori di

congregazioni dei vescovi e rego-

DESAMTI, BaSILIDEIAM.

dell' immunit, della consulta ed altre, intervenne alla elezione di Innocenzo XI, e mori a Roma nel 1684, contando settantasette anni di

BASADONNA
le.

Pietro,

Cardinanel-

et.

Fu

sepolto
al

nella

chiesa di

s.

Sorti pregevolissimi natali

Marco,
gnifico

manco

lato, in

un mavi-

l'anno 1607, in Venezia da famiglia molto cospicua. Applicatosi alle lettere, divenne oratore commendabilissimo, ed alla amenit degli studii uni grande perizia nella
lingua
greca.

mausoleo col suo busto vamente espresso.

BASILA. Citt vescovile unita a Marcelliana nella provincia proconsolare di Cartagine


dell'

Africa ocdi
fa

Fu

perci

alla

re-

cidentale,

sotto
.

la

metropoli
citt
si

pubblica utilissimo in diversi carichi

Cartagine

Di questa

segnatamente in quello di ambasciatore al re cattolico, nel i'iJJ'S, da cui riport centottantamila ducati per le spese della guerra, che il senato avea allora contro il turco. Nel 1660, ovvero nel 1661, come ambasciatore and a Roma, dove si procur l'amore e la estimazione generale e la confidenza
,

importanti,

menzione
gine.

nella conferenza di Carta-

BASILEA

(Basileen.). Citt con

residenza vescovile. Basilea la pi

grande citt della Svizzera, e capoluogo del cantone dello stesso nome.

situata presso le rovine dell'antica

Augusta Rauracorum,
paese dei raurachi,
gli

capitale del

avanzi della

degli stessi ambasciatori delle corti,

quale

si

scorgono ancora nei contorni


Il

che

alla fedelt,
lui

natezza di

prudenza ed assenaffidarono gli affari pi

del villaggio di Augst.

fiume
parti

Pie-

no
ne

la

divide

in

due

inecolli-

gelosi e lo
siglio.

addimandavano di conDovca il Pontefice Clemente promuovere alla sacra porpora,


il

guali.

Quella, che giace sulle

alla sinistra,

chiamasi

la

grande

Basilea, pi antica
stra,

e pi conside-

secondo
nezia.

costume

allora

vigente,

rabile dell altra, che trovasi alla dee che


dicesi la piccola.

un suddito

della repubblica di

Ve-

Sono

Conoscendo a fondo il Basadonna procuratore di s. Marco per


di

riunite col

mezzo
nel

di

un
a

elegante

ponte
di,

di

legno, lungo seicento pie-

uomo
ria in

non ordinarie

virt, lo cre
s.

costruito

1220

cura di
e di

diacono Cardinale assente di

Ma-

\\ al (.ber

di Pioctenlein, vescovo di

Domnica, nella quinta promozione da lui fatta a Roma li i3 giugno del 1673. Com'era il Basadonna scarso di rendite, il Papa gli
assegn quelle, che la Camera apostolica

quella citt.
fosse,

E
La

cinta di

mura
dirsi

ed in generale pu
cattedrale,

ben

fabbricata.

dedicata

a Nostra Signora,

suole assegnare

ai Cardinali
il

che ora si chia, e che fu fatta fabbricare da Enrico II imperatore

ma

Miinsterkirche

poveri, rendite che per

novello
Il

porporato generosamente

ricus.

dall'anno ioio al 1019, una delSvizle pi belle e sontuose della


sposa

perch oltre ogni dire soddisfatta da questa azione magnanima la repubblica,

ne

lo

provvide abbondevolal-

Contiene i sepolcri di Anna di Rodolfo d Hapsbourg, da cui ebbe origine l' augusta casa di
zera.

mente. Annoverato in progresso

Austria

V. Austria), del dotto E-

BAS
Rotterdam, di Giovanni Eeolampadio , e del matematico
rasino di
dici
to.

BAS
nava, a cagion d'esempio
,

i5i
alle

un-

antimeridiane e cosi di segui-

Bernoulli

basileese.

La

sua torre

Verso

la fine del secolo


difficolt, si

XVI li,
perven-

alta pi di
di.

Oltre
:

menzione
nero nel
si

duecento cinquanta piedi di essa sono degni ." il palazzo comunale, i


sala
le

non senza grave


ne ad
abolirlo.

Non
castello

fu Basilea in origine che


fatto
I,

un

cui appartiene la
1

dove

si

ten-

costruire
al

43

conferenze

pel

tiniano

assunto

da Valenromano impe-

famoso concilio di
le vi la statua

Basilea, del quale

fa pi sotto parola,

e nella qua-

di L.

co fondatore di

Munazio PlanAngusta Rauracoogni


3.

ro nel 364, dopo che fu distrutta Augusta. Gran numero di cittadini di quest'ultima si rec ad abitarlo,

per cui divenne tosto di qualche


gli

rum:

i.

l'arsenale fornito di

considerazione. Si crede che Giulia-

sorta d'armi, dove

conservasi l'ar-

no l'apostata

abbia dato

il

matura
la

di Carlo

il

Temerario
fondata

me

di

Basilia, in onore della


Basilina
il
.

nosua

celebre

universit,

nel

madre
sotto

i4^Pj dal Pontefice Pio II, Piccolo/nini, sanese, con una biblioteca ricca di curiosi ed importanti mss.,
e che possiede inoltre
tutti
silea,
gli
i

dominio

di

Pass in seguito Clodoveo pri-

mo

re cristiano di Francia, insieme

ritratti

di

uomini

illustri

nati in

Ba-

varie tele di Holbein,


d' antichit
,

ed un
di

con tutte le altre citt bagnate dal Reno, e la sede episcopale, stabilita dapprima in Augusta Rauracorum, vi fu trasportata durante la
sua reggenza in Basilea. Distrutta Basilea quasi
intera-

museo

ricco

una
pre-

collezione

di

dodicimila
di

medaglie
altri

romane
ziosi

diversi

oggetti

ritrovati
citt

in

sta

Nella

piccola

Augudobbiamo
dove an-

mente dagli unni nel 917 regnando Rodolfo II, videsi a poco a poco ristabilita recandosi ad abitarla
in gran
torni.

rammentare:
tita in casa

i.la Certosa, converdi correzione,

numero

la nobilt

dei con-

che

a spese pubbliche allevansi molte povere orfane, e dove si ve-

dono molti
di altre

sepolcri di

Cardinali e

Dai re di Borgogna pass a Corrado II, che ascese al trono nel 1024; hi quindi citt imperiale, ed ottenne privilegi, resi sempre pi
considerabili, dagli altri

rante
di
s.

il

persone distinte, morte duconcilio ; 2. il monistero


destinato
soltanto

imperatori.
riposi

Passato
Nicol
II,

agli
gli

eterni

Papa
succesAlesi

Agostino,

fu

eletto

per

le

nobili donzelle. fu quasi tutta rovesciata


1

sore, nel

Basilea

sandro
cri
1'

II

primo ottobre 1061, Badagio, senza che


curassero
dagli
d'

sa-

dal terremoto nel

336, e nel i3o,2.


sola citt, dalla ebrei.

elettori

ottenerne
;

La grande

Basilea unita alla piccola,

approvazione

imperatori
la

non formarono ebe una


quale sono esclusi
fu anche
il

dal che pur nacque che

Chiesa

gli

Questo

rest in seguito indipendente, al paro

primo luogo
si

della Sviz-

dei primi quattro secoli, nell'elezio-

zera, in cui

cominciasse a stam-

ne de' suoi Pontefici.


ricevettero
la

Con isdegno
della
l'

pare. Fino dal


di far

medio evo era


gli

in-

notizia
s

nuova
Enrico

valso in questa citt l'uso singolare

forma

di

elezione

imperatrice
lei
il

precedere
il

orologi
vi
si

tutti

di un'ora;

mezzogiorno

suo-

Agnese, e s il figlio di IV, perch eseguita senza

loro con-

s
sentimento.

BAS
Ed
i

BAS
Lomil

vescovi della

na

di

Napoli.

11

Pontefice perci lo
le

bardia, volendo che dalla loro provincia in preferenza


fosse

disciolse, e

dopo

calamit

della

creato

pestilenza, lo tradusse in Basilea, che

Papa, colsero
di

quel

destro
col

per

far

allora

dipendeva

dal metropolitano
fu prorogato

eleggere altro Pontefice


Giliberto da
to potente, e cancelliere

favore

di Besanzone, e dove

Parma, persona moldi

per
Il

altri

sette anni.
di febbraio del

Enrico

IV. L'imperatore vi ostava in sulle prime; ma adunato un concilio, proclamato venne in antipapa, ai 28 ottobre 10G1, Cadolao Pallavicini, veScovo di
col

i43 1, Mara latere il Cardinal Giuliano Cesarmi romano, actino

primo

V dichiar

legato

ciocch con amplissima facolt vi presiedesse in


a'

suonome.Morto Martino V,
i

Parma,
di

conosciuto
II, il

anche

20

di quel mese,
il

Cardinali entrali

nome

Onorio

quale dai

due vescovi di Vercelli, e di Piacenza venne consacrato con unzione


scismatica
in

primo marzo, a'3, elessero concordemente il Cardinal Gain conclave

briele

Condulmieri, veneziano,
il

che

Basilea

nel

gior-

prese

nome

di

Eugenio IV, e che


la
,

no medesimo dedicato ai santi ApoSimeone, e Giuda come riportano Leone Ostiense (in Chronicon
stoli

conferm subito
del Cardinal

convocazione del
e
la

concilio di Basilea

presidenza
solo
ai

Cesarmi.

Fu

Casin.
lur 3

lib. Ili

Muratori
vacs

capo 21, presso il Scripiorum Berlini lla-

2 3 luglio del

detto anno,

che

nel

palazzo pubblico incominciossi a celebrare quel concilio. Passati alcuni

tomo IV pag. 4-i), '' ^" II, p. 207 e 26^), il ( tomo


(

mesi

il

Cardinal
il

presidente
del poco

rag-

Lenglet

Tavolette

cronologiche)

guagli

Papa

numero
e

il Labbc (Sloiia de Concilii altom. IX) e l'Arduino (al tom. VI) V. Antipapa XXII ed Alessandro II Papa.

nonch

dei prelati sino

allora

concorsi,

della poca sicurezza del

concilio in

quella

Era

stata decretata nella sessione

XLIV

del

celebre

concilio
di

di

Co-

stanza la celebrazione

un

altro

concilio per estirpar le reliquie dello scisma di

Avignone

rintuzzare

delle guerre promosse specialmente dagli eretici ussiti ( V. Ussiti ). Opposti si eiano anzi essi a quel concilio pubblicamente con lettera circolare. Il perch Eugenio IV, con bolla de' 1 2 novembre, sottoscritta dai
citt,

a cagione

circonvicine

l'eresie rinascenti, e restituire nel

suo

Cardinali,
scioglierlo,

die' facolt

al

legato di

rigore la disciplina ecclesiastica.


lino

Mar-

trasferirlo a

Bologna

V Sommo
nell'anno

Pontefice aveva con-

col consentimento degli stessi greci,

vocato quel
di),

concilio
xl^i'.

Ma

Pavia (Vesopravvepiacque ai
gli

nuta in

Pavia
ai

la

peste,

che volevano trattare la causa della loro riunione alla Chiesa cattolica. Bicevuta la bolla, il Cardinale
legato erasi ritirato dalla presidenza;

padri di trasferirlo in Siena, dove

fu

dato principio

[T
cila

Sien

\ ).

22 agosto del 1423 Semi di discordia era-

ma
lori

numero
di

sopravvenuto bentosto un gran di vescovi e di ambasciaprincipi

no nondimeno sparsi in quel conda Alfonso V re d'Aragona, contrailo a Martino V, perch avea approvata l'adozione di Lodovico d'Angi fatta da Giovanna II regi-

con

alcuni

Cardiessi

nali, gi creati

in concistoro privato

da

Martino V,
contro
l'

riassunsero

il

concilio

intenzione di

Eu-

genio

IV,

il

quale,

non

volen-

, .

BAS
do che
i

BAS
i

i53

boemi

vi

disputassero

lo-

ro errori gi dagli antecedenti Papi e dai concilii condannati, aveva ordinato che
il

ebbero sempre per costante costume di radunare un sinodo di prelati

immediatamente

soggetti al pa
ivi

concilio,

dopo un anscioglimento,

Inarcato romano, ed

esaminarli

no

mezzo dal

suo

venisse trasferito in Bologna.

A
il

poter coonestare
delle

il

proseguisi

mento

sessioni loro,
i

fecero

minutamente prima di procedere alla conferma come si legge di Papa s. Silvestro I, allorch approv i decreti del primo concilio genera,

presidente ed

padri del concilio

le,

che avea fatto


e

celebrare in Ni-

deprimere l' autorit del Pontefice, e ad esaltare quella del concilio sopra il Papa. Eugenio IV, mosso dalle violenze di Filippo Maria Visconti duca di Milano, dalle ribellioni dei romani, e dalle macchinazioni di Alfonso V re d'Aragona, e quindi
basileese a

come, in tempi pi moderni^ Clemente V non volle apcea nel 3 2 5,

provare
rale

decreti del concilio gene1

Vienna nel 1 3 SeEugenio IV aveva dichiarato nulla la dissoluzione, non fu perch mancelebrato in
1

casse

della

potest

di

sostenerla

dalla

defezione
,

di

molti
e

Cardinali
stesse

perch erano risultate gravi dissensioni, e pi gravi ancora se ne

ma

corrotti

non meno che


basileesi

dalla perti-

temevano.
e.

11

Pontefice Nicol
7.5
gii.

(in

nacia

de'

dalle

s allentici

7), disse

loro lusinghiere promesse, s'indusse

tentiam
tnus
in

Romance

seclis

Sennon nega:
'

a rivocare
cilio,

la

dissoluzione del conle

melius posse

commutari

ad annullare

censure e

le

cimi aut surreptum aliquid fuerit

-,

privazioni fulminate contro di esso.

aut ipsa

pr consideratone aela-

Per
vava

altro se

confermava
emanati

il

concilio

lu/n et temporiini, seu gravili/ti ne-

di Basilea,
i

non per questo approda


esso in

cessitatimi dispensatorie ijiuvdani or-

decreti

dinare decreverit. cjuoniani


gin/il

et

egre-

pregiudizio della sede Pontificia, che


anzi protest di voler piuttosto
rire,

jdpostulimi

Paulit ni

ciucedani

mogli

fecisse dispensatorie legimus, ipica p&-

che
e

confermarli. Veggansi
di Bzovio,
al

stea legitur revocasse. Voleva

Euge-

Annali

ecclesiastici

dano

Rainaldi

Spondetto anno.
i

nio

si

proseguisse

il

concilio
,

con ogni
giuste
la

divozione e fervore
e

ma
,

in riguar-

Non
ploma
di

tralasciarono

basileesi
il

di
di-

do a quelle cose soltanto che


ragionevoli
si

interpretare a loro vantaggio


di

fossero

salva

Eugenio IV.

11

Cardinal

fede cattolica, e la riverenza all'au-

Turrecremata, il pi gran teologo della sua et, elevato alla porpora nel i4^9? trattandone diffusamente ne' suoi dottissimi libri de Ecclesia^ dopo aver mostrato, che la dichiarazione fu estorta con violenze e minaccie rintuzz le loro illazioni Fece conoscere che Sommi Pontefici i neh' aver a confermare i decreti dei legitti,
.

Santa Sede. L'adesione di Eugenio IV, e la concordia tra lui ed il concilio, ebbe elfetto ai 5 febbraio i434- E siccome fin da Martino V era stato progettato il trattato della unione dei greci colla Chiesa latina, sotto Eugenio IV vi fu pure proseguito. I conciliari] di Basilea aveano a tal
torit della
fine spediti ambasciatori
alla

corte

mi concilii ecumenici non aveano assistito in


,

ai

quali

greca, che in ricambio altri ne

man-

persona

dava aBasilea per

significare che, stantia

vot.

IV.

54
il

BAS
difficile

BAS
lio

te

accesso di quella citt


greci,

nella citt

loro, ciocch

si

raccoai

per parte
perch,

dei

non pot vasi


1

glie

dalla lettera di

Eugenio IV

in essa trattare la sospirata unione.


Il

ai t..\

settembre del

j,

Cardinali suoi legati in Basilea, registrata nel lib. Brev. p. 147. Ricevuta

unanimi concordarono gli ambasciatori ed i conciliarii, che il concilio


per l'unione
dente,
si

una ripulsa,
nesi
ai

si

rivolsero gli avigno,

conciliarii

ed
il

offersero

a
di

celebrasse nell' Occi-

tempo

determinato

prestito

cona,
ria,

od od

in Calabria,
in altra terra

od

in

An-

settantamila fiorini d'oro per interessarli alla


lio

marittima

celebrazione del conci-

dell'Italia,

od

in

od in Buda di UngheVienna d'Austria, op-

loro

pure nella Savoia. Si dolse Eugenio IV, con suo breve


dato in Firenze ai io novembre del detto anno, e registrato nel lib. Brev.
p.

Aderivano alle mentre Giovanni Bissipato, ambasciatore e pronella loro citt.

brame

basileesi,

curatore dell'imperator greco, sollecitava!! liei principio del 4^7 a determinar finalmente un luogo dei nominati nel primo decreto. Alta1

86, che avessero, senza sua notistabilite


i

zia e consulta,

conciliarii

mente
dell'

si

doleva

egli dell'infedelt

quelle convenzioni,

mentre diverse

incostanza de' padri di Basilea,


i

poteva averne concluse in Costantinopoli Cristoforo Garatone suo secretano e nunzio. Sperava cos\ che,

perch mentre
perati
se,
i

prelati orientali

su-

pericoli e le distanze
dall Egitto,

immene dalla

dalla Siria,

maggior numero

di padri greci con-

Puissia

erano giunti

in

Costantino,

correndovi, pi durevole avesse ad essere l'unione, di quella che fu stretta


concilio di
vi

nel

pochi, che
avvis
Basilea

Lione del 1272 dai si erano recati. Ne


i

pronti a solcare aspri mari , per passare in occidente, il poco zelo de' basileesi, con tante tergiversazioni, impediva la congiunzione
poli

Eugenio IV conciliarii di 20 febbraio i4-35 ; ma ai


prestarono orecchio,
e con

delle chiese
le;

occidentale

orienta-

solo condotti dalla bassa


all' Italia,

avver-

non

vi

sione

come

quella nella

lettera diretta al

Papa,

in data dei
la

5 maggio

riprovarono

celebra-

quale pi che altrove potea risplendere la maest Pontificia. V. Rainaldi all'anno


1

zione del concilio di Costantinopoli, e mandarono nuovi nunzi all'imperator greco perch
di
si

4^6.
,

Fra
vincere
legati

simili

altercazioni

lasciatisi
i

piegasse al luogo

dallo

studio

della pace,

Basilea

V.

in

append.

conci 1.

Basii.);

ma

trovatolo inflessibile, lo
alla

sollecitarono

ratificazione

del

primo concordato,
di alcun luogo
lia,

cio alla

nomina
dell' Ita-

marittimo
all'

ed i prelati loro aderenti convennero colla parte avversa de'faziosi nella determinazione che sborsassero gli avignonesi certo promesso sussidio e che nel patapostolici
,

come pi comodo
al patriarca,

imperain

tuito
risse

intervallo di
in

tempo
il

si

trasfe-

tore,

ed

al

Papa

Avignone

concilio,

ovveper la

persona.

ro

si

stabilisse

altro luogo

Scorse per gran tempo senza che


avesse effetto il concordato, e vignonesi intanto spedirono i
gli a-

traslazione del

medesimo.
1'

loro

Rimasto pagamento
scritto
( il

senza
il

esecuzione del

ambasciatori ad Eugenio IV perch cooperasse al trasferimento del conci-

secondo termine prequale dice lo Spondano


giorni), la par-

fosse di

quarantadue

BAS
te

BAS
la

i55
nella dio-

sana del concilio, schiene

me-

del monistero
cesi di

di

Mervel

no numerosa, conchiusc
che
ze,
si

finalmente

Treveri, poi amplissimo Car-

dovesse trasportare a Firenin

dinale.

Questi
cogli
ivi
si

visitarono

prima
greci

il

ad Udine, od
ed i greci. Cooperarono a

altro luogo di
il

Papa
lui

in

Bologna,

e concertati con
gli

quelli convenuti tra


cilio

Papa,,

il

con-

ambasciatori

affari,
siffatta

risoluzione

gli

ambasciatori di Carlo

VI

re di

unirono con Cristoforo Garatone vescovo coronense, e nunzio Pontificio, e passati in Venezia,

Francia, che pospose Avignone agli

s'

imbarcarono
quattro

per

Costantinopoli,

Di che gliene seppe grado Eugenio IV, il quale conferirlo il


altri luoghi.

sopra

decreto con bolla data


ai
2()

in

Bologna

comandate approda Antonio Condulmiero dandovi ai 3 settembre dello stesgalere


,

parte conciliare avversa


la
,

giugno i4^7- Nondimeno la al Papa, e pi numerosa composta di poprelati,

so anno.

Presentate

all'imperatore
le

Giovanni
togli

VII

Paleologo

lette-

re Pontificie,

ed

il

denaro
difesa

inviadi

chi

dei loro

famigliari ecdelal

dal

Papa

per

Co-

clesiastici,

di semplici sacerdoti

stantinopoli durante la sua

assenza,

le

terre

circonvicine

ammessi

immantinente acconsent
alla

l'augusto

suffragio decisivo,

contro l'uso

dei

passati concilii, e di moltitudine di ple-

proposta della citt di Ferrara, luogo compreso nella prima convenzione,


accesso

be,

guidata dal Cardinal Ludovico


arcivescovo d' Arles fatto
del
concilio,

come

quello di

piti

facile

Alamand
presidente

subor-

ed avvalorata da Alfonso V re di Aragona, da Filippo Maria Visconti duca di Milano, e da Amadeo Vili duca di Savoia, denata
cret che,

breve navigazione per l'Adriatico, e per le barche del Po. Di ci certificato Eugenio IV con

con

lettere del

Garatone, convoc senza


concilio universale di Fer-

indugio
rara,
torit e
silea

il

disciogliendo con

ammesse
,

le istanze

degli

avignonesi
altra
restasse
citt

quali

chiedevano
gi
fatta
se
i

un

suprema auformalmente quello di Bacon bolla dei 18 settembre


in asedi-

proroga per
l'elezione
di

lo esborso,

ferma
della
citta-

1437, nella quale si diffuse mare querele pel tumultuario,


zioso
,

Avignone.
essa

Che

ingiurioso e

scismatico prodel Garatone

dini di

neppur
il

quella

volta

cedere dei basileesi.

avessero adempiuto alle


si

trasferisse

promesse, concilio in alcuna


parte dei faziosi

Poco dopo

l'arrivo

cogli ambasciatori greci, e

con due
Costandei

citt di Savoia.

Nella stessa sessione,


la

vescovi nunzi del legittimo concilio


di Basilea, giunsero

dei

7 maggio,

ancora

in

promulg un decreto per assicurare


agli

tinopoli quattro
faziosi

vescovi

nunzi

avignonesi

il

rimborso

della

somma di settanta mila fiorini d'oro, ed in esso dichiararono che la citt d'Avignone ne aveva gi sborsata

persuadere i greci per Avignone. Ma inutile torn l'andata loro, poich l' imperatore ed il patriarca, dopo aver confermata la
ailine di

una porzione. Frattanto

la

parte

risoluzione d'entrare
tificii,

ne' legni

Pondele

sana del concilio deput suoi


zi

nun-

esortarono
le

basileesi, che,

a Costantinopoli, Pietro vescovo

poste

animosit

composte
col ai

di

Dignc

ghese, e

Antonio vescovo portoNicol de Cusa preposto

differenze, andassero seco loro in


nezia.

Vefeb-

Giunsero

difalli

56
1

BAS
348, ed ai 4 marzo enFerrara colmati nslluno luogo di grandissimi o).

BAS
soggetta interamente alla dello sposo, eh'
il

braio del

potest

trarono in
e nell'altro
nori
leesi
(

Papa

Che

codel

me
re,

la

madre
la

del re suddita

Fere \ra

faziosi

basisde-

cos

Chiesa madre del Papa,


e

al

contrario

si

ritirarono

come uomo
sa,

gnati a Marsiglia. Si fecero in seguito

dita del Papa, a cui solo


il

come come

fedele, sud-

principe di es-

a Ferrara sedici sessioni, l'ultima delle quali ebbe luogo ai io gennaio

de

Signore

immediatamente diepotest la suprema


che
e<di

i43 9

delle chiavi,
fedeli
:

esercita

sui

Carlo VII re di Francia, avendo nel i43S formata in trentotto articoli

Che
del

la

Chiesa

forza

che

la
:

cada,
torit

ogni volta ch'

smossa l'auquale

la

famosa Prammatica Sanzione


)
_,

Papa
cui

il

Te di

cavata

da' decreti

del

pietra

su

essa

fondala

conciliabolo, fu
torit

condannata con auapostolica da Eugenio IV. I


si

Che

la

Chiesa bellissima e
sol
il

senza

macchia

quando

detti trentotto canoni, di cui

comleg-

suo, eh'

Pontefice

Ornata viro Che quanto


delle
,

pone
gonsi
li

la

Prammatica Sanzione,
il

registrato nelle sacre lettere

presso

Ferrari

nella

Bi-

prerogative della Chiesa


essa
si

tutto

di

Hot.

timi

Canon. , Gallicnm
si

verbo
dei

Concordaprincipi, e

verifica sol

quando
,

congiun-

ta al

Papa suo
di

sposo,

suo capo,

Gli ambasciatori

vicario

molti prelati

erano a poco a pocui

co

ritirati

dal conciliabolo, per

in quell'ultima sessione, tenuta ai 16,


o,

come

altri

vogliono, ai

19 mag-

gio

1439,
Arles,

esso rest

composto del
arcivescovo

solo Cardinale
di

Alcmand

onde senza lui quella Chiesa, ch' chiamata Santa nel simbolo degli apostoli, non sarebbe congregata In nomine Christi, non sarebbe corpo, ma canon sposa , ma adultedavere ma sinagoga non ra ; non chiesa
Cristo
; ,
:

una moltitudine di sacerdoti bordine inferiore, occupando questi ultimi


di sette vescovi e di
i

talamo Satana
sto,

di
:

Cristo,

ma

postribolo di

seggi episcopali
in

con
si

sacre

reliquie
di

mano.

Argomento
fu

precipuo
il

quella

sessione

fulminare

Che quanto conviene a Cricome capo invisibile della Chiesa, tanto, con proporzionata comunicazione, si deve al Papa, come capo visibile della medesima Chiesa,
e perch visibile,

Eugenio IV per la deposizione del Papato; non considerando costoro che


i

per capo
:

necesCri-

sario della Chiesa visibile


sto,
il

Che

fratelli

minori soggiacciono
della
:

alla giu-

risdizione

primogenitura
la

del

nel
in

quale ha promesso di trovarsi mezzo delle persone radunate


assiste
l'

Pontefice

Che

casa di Cristo

suo nome,
nel
le

nei

concilii
la

sottoposta al

Sommo
:

Pontefice, pa-

come
negli

corpo
sue

anima,

quale

Che non dre di famiglia universale della la greggia sa , che le pecore particolari
no restar subordinate
del

meno
Chiedevo-

esercita

principali

funzioni

alla direzione

organi del capo, come Cristo principalmente co' suoi lumi nel Paj3a, eh' capo del suo corpo mistico, cio della
il

Che il corpo mistico della Chiesa, come il corpo fisico non pu dipendere, che dal suo
Pastore:

Chiesa

Che sebbene

regno superiore al re , come disse Gersone nel concilio di Costanza, e

capo

che

la

sposa, cio la Chiesa,

come

replicarono

faziosi di

BAS
Basilea,

BAS
per
dell'
;

,5 7
(

proposizione
offensiva

che

in

nome

di

Felice
).

V. Antipapa

molti luoghi sarebbe data alle fiam-

XXXI X

Accompagnato poscia da
di Savoia, dal conte
figli,

me
della

come

autorit

Lodovico duca

contuttoci monarchia laica la Chiesa non pu essere superiore al Papa, perch il Pontefice ha la autorit immediatamente da Dio, laddove i re 1' ebbero primieramente dai popoli
:

del genevese, suoi

da trecento
il

gentiluomini dei

suoi stati, fece

solenne suo ingresso in

Basilea
il

il

24 giug l1f>

443

e<i

24

luglio

fu consagrato e
dinal d' Arles.

coronato

dal Car-

Che

la celebrazione

de' concilii

non

stala istituita codel-

me
le

necessaria per la decisione

La Germania, nel congresso di Magonza, ricevette tutti i decreti


per a molle modificazioni, eccettuati quelche appartenevano al giudizio li
de' basileesi assoggettandoli
fatto
cia

materie della fede, poich bail

stevole per deciderle senza errore

Sommo
sore di

Pontefice,
s.

legittimo succes-

Pietro, pel

quale,

per
te

la

Chiesa Cristo preg ut

non non
facile

contro

il

Pontefice.

La Fran-

parimenti nel concilio nazionale

defceret fides, ina

come convenienla

necessaria

per

pi
a

esecuzione de' decreti, ne' quali tutti

influiscono,

come
nelle
Silvio

scrisse

Maril

tino

Mayero

sue

epistole

Cardinal

Enea

Piccolomini,

poi Pontefice Pio II; e perch an-

cora piace al Signore che tutti operino per


curi
le

Bourges ne ammise alcuni assoaltri con modificazioni. E lo stesso regno ed il re riconobbero quel concilio, ma non per 1' antipapa , n la sentenza di deposizione del Papato fatta contro di Eugenio IV. JNella risposta, che diede Carlo
di

lutamente, ed

vie

umane, ancorch
,

si-

VII
col
fece

agli

ambasciatori
di voler

di

Felice

della divina assistenza

coi

mezzo

del vescovo di Clermont,

mezzi proprii della prudenza, non tentando senza essi il Signore Iddio. Per la qual ragione i re si vagliono de' loro consigli e i Papi
,

conoscere

supplicare

Eugenio IV a celebrare dentro un anno un concilio generale in Francia per

togliere dalla Chiesa lo scisi

consultano

giornalmente

col

sacro

ma. Pregava intanto


silea,
s

padri di Ba-

collegio de' Cardinali, che loro assi-

ed

il

signore di

Savoia
le

(co-

stono nel governo,

come

gi

assi-

chiamava Felice V)
parte
le

che, lasciate

stevano

i settanta seniori a Mos. Pronunciata quella sentenza, conciliarii deputarono i tre triumviri, perch nominassero dal loro corpo trentatre elettori d'un nuovo Papa, diciotto dei quali erano sudditi di Amadeo Vili duca di Savoia, per testimonio di Flavio Biondo dee.
i ,

censure e
alla

minaccie,
,

pensassero

concordia

in

modo
di zi

alcuno molestassero con giuecclesiastici

gli

del suo

regno.

Aggiungeva, essere il signore di Savoia per sangue suo congiunto, e non piacergli che fosse ingiuriato da alcuno ; ina che in questo affare, in cui trattavasi della fede, pre-

X. Rinchiusisi quindi in un luogo gi fabbricato nel mezzo di Basilea, ad uso delle danze pubbliIli lib.

tendeva solo la giustizia, e quindi sperava, che il di lui consanguineo

che, lo

fecero

servir

di

conclave;

nel quale elessero

Amadeo Vili du-

ca di Savoia, divenuto antipapa col

avrebbe trattato l'affare colla soliAppena, ai 26 ottobre del i443 furono tali cose riferite
ta prudenza.

i58
ai
1

BAS
scienza,
eletti

BAS
o per
nobilt,
di

padri di Basilea ed a Felice V,

per

esser

l'animo di tutti. Alfonso V re d'Aragona, e sovrano di Sicilia e di Sardegna non riconobbe da principio n Eugenio IV n Felice V ; ma dipoi ader ad Eugenio IV. La Germania, apafflizione invase
, ,

Cardinali

santa

Romana
gli

Chiesa, acciocch godessero, oltre

emolumenti, degli onori, e delle insegne proprie di tal dignit. Nel


consecutivo mese
gli

di settembre poi permisero, che per quella volta

pigliatasi

alla

neutralit,

ricus

di
il

soltanto,

ne potesse nominare due

ascoltare nella dieta di

Magonza

o tre ancora di una stessa diocesi.


Felice
le
,

Cardinale d Arles
nali di

e se

Felice

V,
gli

due anticardiepiesti prima

per, nel
,

mese

di apri-

presso
nel
:

nou deponevano
si,

abiti Cardinali-

scritti

Thonon avea di numero de' Cardinali i

gi
se-

e quello gli ornamenti di legato


Intere.

guenti

a
te

Lo
III

stesso

avvenne nella
sti

Lodovico della Pala,

de' conti di

dieta di Francfort, essendovi presen-

Varambone,
to, e,

francese di origine.
s.

One-

Federico

re dei romani, anzi

profess nell'Ordine di

Benedet-

avendo mandati ambasciatori Felice V, ordin loro di venerare il primo come vero Papa, di chiedergli la conquesti

secondo

altri, in

quello di Ci-

ad Eugenio IV ed a

stcllo, e

quindi fu eletto prima vesco-

vo

di

s.

Giovanni di Morienna

poi amministratore di Losanna. Nel


concilio di Costanza ottenne la

vocazione di altro concilio, e di trattar col secondo per internunzi, senza


tenerlo

ca-

rica di custode

sia

governatore

per Pontefice.
la
si

Deposta
,

fi-

del conclave, che ivi fu tenuto per

nalmente

neutralit

tutta

la

Germania
del
(

sottopose, nel principio

i447j a d Eugenio IV. L'Italia

senza escludere Filippo Maria Vi-

sconti

duca

di

l'antipapa), la Spagna, la
l'Inghilterra,

Milano genero delProvenza


la

Martino V, e in queper la sua attivit faceva le prime parti, onde Felice V lo cre Pseudo-Cardinale; ma terminalo lo scisma, il Pontefice Ni1'

elezione di

sto di Basilea

col

lo

riconobbe per vero, conil

l'Ungheria,

Polonia,

ferendogli

titolo

di

s.

Anastasia,

e
1'

gli

altri
,

regni settentrionali, con


lo
gli

ed alcuni scrivono che poi passasse


a quello
anni,
di
s.

Oriente

seguirono
svizzeri,
i

in

tutto.

Cecilia.
il

Dopo due
Contelorio
,

La
il

Savoia,

basileesi,

come
fii

vuole

Piemonte,

alcune

universit, e

contraddetto dal Frizonio

che

scri-

quei d' Argentina parteggiarono per


Felice V;

ve
in

sci,

il

corso de' suoi giorni


j

furono dipoi costretti a venerare ed ubbidire al legittimo

ma

Roma
la

nel

14^1, ne l
nella

4^^j ea
vati-

"

ebbe
cana.

tomba

basilica

Romano
Nel
colle

Pontelce.

i44

(cos

il

Ciacconio
e Cardinali
di

Bartolommeo di Novara,

fratello

nelle vite dei Pontefici

note di Agostino Oldoino 1677, toni. II, p. 938) il giorno 29 gennaio, fu conceduto a Felice V
nella
di
citt

Scaramuccia consigliere di Filippo duca di Milano, eh' era genero dellantipapa, aggregato alla famiglia dei

dai congregati
lea, che

di

Basi-

prima

recarvisi

per es-

sere coronato,

potesse

scegliere al-

cognominato Vida Mai-tino V, Pontefice romano, vescovo di Novara l'anno 1429. Egli aggiunse non pochi edifiVisconti, e perci
sconte, fu creato
zii,gi fatti dal

cuni soggetti

illustri

per lama, per

vescovo Guglielmo suo

BAS
predecessore nel castello di Vespolati
,

BAS
3>

i5g
in

davere

cos'i

d' allora

poi

come

rilevasi

da' suoi

stemmi
colli,

travagliali

con

mattoni
cose

varie importanti
lazzo

fece nel pa-

comincio a servire con migliori auspicii a Filippo, dal quale fu 33 arricchito e tanto amato che
33
,

vescovile

Da

Eugenio
,

IV
ili

n
53
-3

venne
il

ascritto fra
fratello

chiamato
to
lui,

in

giudizio

convin-

di lui

e i \ isconti Barlolommeo fu
,

di fu

aver

cospirato

contro
e

fatto vescovo.

questo

vescovo

spogliato

dell'onore

della

-3

ho

servilo ancor io allorch Iro-

dignit episcopale. Laonde, per evitare lo


gii)

va vasi in Basilea assai famigerato


in riguardo
al

sdegno del Pontefice,


il

si

rifug,

53

duca

con

lui

au-

presso
l'

concilio di Basilea

35
55 55

dai a Milano, e per tre anni gli


prestai
rese.

presso
re

imperatore. Si present pure


la

fedel

servigio
lo

nel IN'ova-

ad Alberto

de' romani,
di

dal
tutti

Poscia

seguii

a Firenze

quale ottenne
que' privilegii
di

conferma

55
33
5

speditovi dal

accordati
e c\\ essa

alla

chiesa

Novara

attualmente

possedeva.

Cos'i,

sebbene privato da

duca in legazione. Uno scellerato mostro di malignit fngendosi nemico di Eugenio IV, lo tir a s con in-

Eugenio IV del vescovato, si conteneva come se fosse vescovo ordinario, e in quella conferma Bartolommeo viene nominato principe del sacro romano impero. Per verit
ricevette occultamente le insegne del

E
IV
3 53 53 53

ganno 33 dopo aver narrato


,

la cospira-

zione

circa la cattura di

Eugenio
Di
fu
li
li-

in Firenze, soggiunge.
a pochi giorni
il

vescovo
quale

berato, e and a Milano col Cardinal Santacroce,


il

Cardinalato

dategli
di

da
averle

Felice

V,

avea

ma

protestava

pubblica-

mente
gli

ricusate per ottenerle


li

da Eu-

genio IV. Pio


alla

afferma aver quenella curia romana in Firenze


presenza di Eugenio IV, rinun-

qualche affare col duca, e quin di dovea trasferirsi ad Arras per trattarvi della pace tra il re di 33 Francia, e il duca di Borgogna. 33 Ancor questo seguii, e per di lui
3

ziato gli
cos'i


33


>
>>

ornamenti di tal dignit, parlandone nei commentarli: Barlolommeo di Visconti vescovo di Novara, fratello di Scaramuceia , fu da giovane promosso al vescovato, non tanto per merito proprio, quanto pel favore del fratello. Imperocch Scaramuccia, detto anche Giorgio, nato di basso lignaggio servi

comando mi

recai

nella Scozxi;

3
-3

ma

essendone tornato

non
in

volli

avvicinare Eugenio
gna, per

IV

Bolo-

33 35

tema

me

le azioni del

che imputasse a Novarese. Dimoin Basilea,

rai lungo
33

tempo

33 55 55 5. 35 53

presente a tuttoci, che fu operato contro Eugenio IV; quinstetti

di fui ricevuto per segretario

da

garzoncello

Felice

di recente creato
il

anti-

Gabriele Visconti,
alla

ed

in

seguito

papa, presso
nella

quale mi adoprai

53

decapitazione di costui avvenu-

ta presso
si

33 33
33
)

rivolse a

di

Genova, tuttor giovinetto, Giovanni Visconti duca Milano ; fu seco lui mentre
venia
lui

33
33

promozione de' Cardinali affinch ancor questo Novarese fosse fatto Cardinale, locchavvenne.
ti

Ma

poi cambiate

le cose,

tut-

ancor
alla

percosso
uccisione,

trovossi

33
33

abbandonando Felice V, n
il

di

fu

veea-

volendo riconoscere
pato,
io

di lui

Pa-

duto lagrimare sopra di quel

53

mi

recai presso L'inope-

160

BAS
cono Cardinale

BAS
di s. Eustachio. Es?li rinunzi lo splendore di tai titoli,

ratore Federico III, ne amai pas>> sar subito da un partito all' al tro. Il vescovo di Novara poi ri nunzio le insegne del Cardinala to, non senza speranza di ottev nerle nuovamente da Eugenio IV, speranza eh' egli nutre tutt'ora

come
di
fati

consta

dagli atti del

concilio
i

Basilea,

ove

leggesi,

che

pre-

quattro

falsi

Cardinali

furono

approvati dal sinodo di Basilea. Gaspare Porregni confonde quest' Alfonso falso Cardinale, coli' altro Alfonso Carillo gi detto: imperocch
l'Alfonso designato da Benedetto XIII,

Bartolommeo adunque

cogli sforzi

del duca di Milano, fu restituito alla

sua primiera chiesa ove mori

se-

condo Ferdinando Ughelli


dizioni al Ciacconio, l'anno

nelle ad-

1^6,

o,

mor nel ifi\, laddove l'altro fu scritto da Felice V nel numero dei
Cardinali l'anno
Felice
falsi

secondo

altri,

nel

i4^7- Esiste una

lettera del Cardinal

Enea

Silvio Pic-

V
il

inoltre

colomini, ed la trecentesima decima

Cardinali

i44annover tra Sbgneo vescovo

di

nona, ad Andrea Visconti, nella quale si condol della morte di Bartolom-

Cracovia,

quale sebbene fosse sta-

to creato Cardinale da

Eugenio IV,
il

meo

vescovo suo

fratello.

In questa

pure
ri,

si

condusse, secondo
di Felice

Contelole-

lettera

confessa Silvio andar lui di


il

da creatura

V, cui

tutto debitore alla di lui casa,


fa credere essere stato

che

se grazie in Basilea

col

mezzo
giorno
negli

di di
atti

segretario di

un messaggere,
ottobre del
del concilio.

l'

ultimo

Bartolommeo. Avvi un'altra lettera del medesimo Enea, diretta a Bartolommeo stesso, ed nell'elenco la vigesima seconda. Esiste un pubblico istromento
ti,
l'
,

i44g come

Nell'anno
tipontificato,

V. Scismi. i44j primo


il

dell'

an-

giorno
nella

12
i

ottobre,

con cui questo

vescovo

Felice
ti

cre in Basilea
,

seguen-

prese possesso del castello di Vespola-

anticardinali
:

seconda sua

ed un altro col quale eresse, nelanno i44$> a piazza da mercato


^

di Gaudiani.

Valdr amo
Baer, che
il

di

Morsa

signore

di

promozione Alessandro Zanowitz polacco, figlio del duca di Moscovia, secondo alcuni patriarca di Aquileia, ed amministratore della chiesa di Trento,

Panvinio ed il Ciacconio chiamano Urbano, tedesco, elet-

fu chiamato

prete Cardinale

di

s.

to vescovo di Mastricht, assente ven-

ne da Felice
le
:

appellato Cardina-

ma
,

egli

rifiut

gnit

e scrisse

Y offertagli diche sarebbe venuSotto Nivescovato di

Lorenzo in Damaso da Felice V. Per comando di lui and legato in Polonia, alfine di stogliere quel regno dall'ubbidienza di Eugenio IV, e
assoggettarlo
all'

to al concilio di Basilea.
col

antipapa. Nulla pelegazione,


re,

rinunzi

il

Ma-

stricht;

nessun' altra menzione tro-

r concluse in tale ch trov lo stesso


ti

poi-

ed

prima-

vasi fatta di lui presso gli scrittori di


quell' epoca.

del regno contrarli

a Felice
s

V.
alla

Poco dopo diede un addio


dignit Cardinalizia,
di legato,

so da quello

Alfonso Cardio spagnuolo, diverche l' antipapa Benedetto XIII arruol nel numero dei
falsi

che

quella

per

la

qual

cosa Nicol

Cardinali, da protonotario apo,

stolico

fu eletto

da Felice

dia-

conferm vescovo di Trento 8 novembre i44^- Ferdinando Ughelli non annovera questo Aleslo
agli

CAS
sancir fra
i

BAS
datato
li

,61
1

patriarchi di Aquileia:
si

22 settembre

44^- Quindi

e per verit se

osserver

atterv-

tamcnte
difficile

sulla
fissar

loro
l'

serie, sar

ben
quale

mori nella sudditanza di Felice Y. Francesco nativo di Francia il


,

epoca

nella

abbia
sa.
Il

egli

preseduto a quella chieaprile

quale ancor giovanetto avea professato la vita monastica secondo le regole di


s.

1402 occup quelper comando del PonAntonio Pantefice Bonifacio IX, ciatino. A questo legittimamente succedette nel 14 B Lodovico Tecchj

29

Benedetto, l'anno i43s fu

la cattedra,

eletto vescovo di Ginevra, citt della

Savoia posta in vicinanza del lago di Ginevra. E gi molto innanzi era addetto agli
uffizii

della curia

romana.

il

quale nel

435

lasci questa se-

Assistette agli atti del concilio di Basilea,

de vacante a Gio: Vitellio Vitelleschi. Alla morte del Vielleschi la ottenne Lodovico Scarampi, al quale succedette Marco Barbo, che ritenne
il

come uno
fu presente

de' francesi conai comi/.ii


,

vocati,

nei

quali fu creato

antipapa Felice

V,

patriarcato

di

Aquileia

fino

al

da cui ricevette nello stesso concilio l'ostro e la nomenclatura di preteCardinale di


di
s.

1490. Forse tutti quelli, che abbiamo nominato, ebbero il patriarcato di


Aquileia
dai

Marcello.

Fu uomo

romani

Pontefici,

poca facondia, ma di molto intendimento. 11 suo giudizio in ogni


difficile affare dicesi

questo Alessandro polacco,

dall' anti-

meritevole di predi Felice


la

papa Felice V potrebbe essere stato decorato di una tal distinzione nel medesimo tempo in che gli altri godevano e lo stesso titolo e la cattedra. Ottone spagnuolo vescovo di Torlosa,

ferenza.

Dopo

il

ritiro

anch' egli

depose

porpora

V, che

avea indossata.

uno

degli

otto spagnuoli, che,

Bernardo francese il quale in verde et abbracci e profess l'islituto di s. Benedetto, fu celeberrimo


,

intervenuti in Basilea, elessero


Felice

Papa medesimo nominato prete Cardinale di s. Pudenziana nel i44j nia ne ^ giorno i3 aprile del i44^S a ^ a presenza dello stesso Eugenio IV Pontefice romano e dei Cardinali rinunzi le insegne del Cardinalato, come consta dal diploma dello stesso Eugenio IV.

fu

dal

scovo
di

giurisconsulto di quel tempo, e vedi Acqs. Si rec al concilio Basilea

come uno

degli

elettori

francesi

a quello prescelti;

ma

sic-

come soffriva il mal di podagra, non volle intervenire all'atto della nomina di Felice V, e gli fu sostituito Lodovico di Marsiglia.

Nondime-

no Felice
Collegio,
ss.

V
quasi

lo intruse

Giorgio spagnuolo vescovo di


si

\ ich
pel

nel sacro prete Cardinale dei


egli

rec

al

concilio

di

Basilea

Nereo ed Achilleo ;
le

per po-

regno di Aragona, e fu uno degli spagnuoli, che diede il voto per Fepreti lice V, il quale contollo tra Cardinali primieramente col titolo di s. Anastasia, dipoi con quello di s. Maria in Traspontina. Ma Eugei ,

co dopo ne gett
gentino di Eger,
prete Cardinale di
to

insegne.

Giovanni tedesco, da vescovo Arfu celebrato qual


s.

nio IV, privatolo non solo della por-

ma quanfama s'ignora: gli scrittori contemporanei non ne parlano, e ne' codici vaticani non
Sisto;

tempo godesse

di tal

pora

ma

ancora del vescovato

lo

si

rinviene

di

lui

che

il

semplice

rimand a casa sua , come rilevasi dal diploma dello stesso Eugenio IV
VOL.
IV.

nome. Giovanni Gruuemeldcr } o Grum21

i6a

BAS
giorni nell'

BAS
amor
stabil

malder, detto anco Germulder, bastardo di Giovanni, o piuttosto di Alberto duca di Baviera, era dottore
in decreti e sacra teologia, e

di Dio.

Egli train

dusse

in

latino

l'alcorano,

cui

Maometto

una

falsa

mol-

qual ca-

nonico, o prevosto, intervenne al concilio

le religione, e ne confut le menzogne con argomenti e ragioni vere-

di

Costanza, e

si

vanni Hus. Diretto


lio

oppose a Gioda quel concidi


Frisi-

Inoltre fece una collezione delle concordanze delle parti del discorso indeclinabili

alla cattedra

vescovile

della

Bibbia,
luce
gli

in

due
del

gna, non tard

ad esserne cacciato

volumi

die' alla

alti

da Martino V. Felice V lo aggreg a' Cardinali col titolo de' ss. Silvestro e Martino a' Monti altrimenti detto Equizio. Deve dirsi per che cedesse simile ascrizione, ed ottenesse da Eugenio IV il vescovato
,

concilio di

Basilea.
falsi

Terza creazione de'


li,

Cardina-

ossia pubblicazione
Il

de'medesimi.
del
1

giorno

novembre
lettere

44>
dalla

ricevuta

per

notizia

Francia, che

g' infrascritti
il

avrebbeFelice

di Frisigna,

poich
di

si

sa

di certo
il
1

ro accettato

Cardinalato,
assiso in

che mori in Vienna vescovo,

se-

condo giorno
gnuolo
di quel
di

dicembre del
,

453.

Giovanili de Prilla Vezzosa, spa-

Segovia

insigne teologo
di

mezzo alla congregazione sinodale di Basilea, consultando per la prima volCardinali da lui ta i presenti tra
V, pseudo Pontefice,
i

tempo, arcidiacono

Ospa-

creati,

cre Cardinali

di

santa roassenti,

viedo, intervenne al concilio


silea

di Ba-

mana
come

Chiesa

alcuni,

tutti

come uno
il

degli elettori

leggesi negli Atti del concilio

suo voto a Felice V, seconda proclamazione de' padri, fu iscritto nel novero de Cardinali col titolo di s. Magnuoli, die'

Basileese,

tomo
i

li

libro
:

XVI, capo

dal

quale, nella

36, e sono

seguenti

A ina eleo
quale

da

di Thalaru francese, il Giacomo Severzio, nella


,

lia in Trastevere, e

fu

spedito alla
la
riti-

adunanza
rata
di

di

Berry.

Dopo
cess

Felice

di

usare

porpora e titoli. S. Antonino scrive, che questo Giovanni fu alunno dell' Ordine de' predicatori e che moli appena ricevuta la nomina al Cardinalato Enea Silvio Piccolomini poi, nella sua Storia del con,
.

Cronologia de' vescovi lionesi viene descritto per uomo nobilissimo, Sort sublimi religioso ed erudito. natali nel territorio di Lione dalla famiglia de Thalaru ragguardevolissima per
1'

antica sua nobilt,

fu

nipote

di

chiamato VII falso Pontefice,


di

Giovanni de Cardinale da

Thalaru.,

Clemente

ed arcidiacono
Costanza.
Ivi

cilio

di Basilea,

a chiare note as-

Lione, e prescelto da quel clero,


pel

serisce,

che
nelle

questo
e

uomo,
,

illustre

part

concilio
gli gli

di

per letteratura

piet

depose
.Nicol

la

dimorando
colle

pervennero
si

lettere
la
1

porpora

mani

di

quali

notificava

sua

dopo
le

il

recesso di Felice
il

V,

e che

elezione,
1

fatta

dal

capitolo

anno
se

ottenne

vescovato di Cesarea neldegl'infedeli.

5>,

al

grado del defunto Filippo


di

regioni

Comunque
il

arcivescovo
nel
ni,

Lione,

la

quale,

sia la cosa, si tiene

per certo, che abe

crediamo a Parodino, fu approvata

bandonata
si

la

dignit

mondo
e

medesimo
delle

concilio ila tre nazio-

ritir

in

una
visse

solitudine,
il

con

cinque

che componevano

gran santit

resto

de' suoi

quell'augusta assemblea.

Tornato a

BAS
Lione, dai suffragane! di quella provincia,

BAS
i

i63

che giunsero
di
essa,

a'

3 gennaio al-

bianco del peso di due libbre, e dopo la mezza notte un altro pezzo
dello stesso peso, e gl'inservienti all'altare

la capitale

fu nella catteil

drale consacrato con solenne rito

un

altro pezzo.
ila

16 dello stesso mese ed anno i4i6. A lui Martino V rinnovo


giorno
i

Dionisio

Moidin, o de Molenori ondo

dino francese,
canonico e

di

Meaux,
chiesa

fu
di

privilegi

di primate,

come

costa

cantore della

dal diploma spedito per tal primala

Vienna

ed

ebbe
di

canonicati

nelle

che conservasi nell'archivio deldi Lione. Intervenne all'adunanza di Berry, dalla quale fu
zia,

chiese di Chartres, di Reims, di

Tu-

chiesa

rena, di Alby e
fatto consigliere

Ambrun.
re
di

Dipoi,

del

Francia

spedito

legato

ad Eugenio

IV

ro-

mano
per

Pontefice, unitamente agli

am-

VII e ne' palagi di Carlo Delfino di Vienna e reggente in FranCarlo


,

basciatori del re di Francia, o solo

Papa, tanto a nome del re, quanto del clero, che nulla facesse contro i padri di Baimpetrare
dal
silea,

cia, fatto referendario de' memoriali finalmente fu promosso alla cattedra di s. Stefano arcivescovile di Tolosa,

per elezione del capitolo,

ai

21 aprile

ma

che anzi

vi

approvasse

il

1421;

indi fu trasferito a quella di

concilio.

Bench
preti

assente,

venne

se-

gnato da Felice
Cardinali
visse
lifica,

nel

numero

dei

l'anno
giorno

i44 0: non
in tale quai i

per lungamente
poich
il
il

febbraio

i443 mor, e
pella di
ro.
s.

corpo di

lui fu sepolto

Parigi nel 14^9, nella quale venne confermato dal Pontefice Eugenio IV, con analogo diploma dei io giugno. Quindi venne insignito dal medesimo Pontefice del patriarcato d'Antiochia. Nello scisma, ascritto da Felice

nella cattedrale di

Lione nella cap-

tra

Cardinali preti, intervenne

Pietro a sinistra del codi

In vita die' molte prove di sua

all'adunanza di Berry, chiusa la quaParigi a' i5 settembre le, mor in


se Pho in quella catteuna tomba di bronzo nel coro, a lato dell'aitar maggiore. Auvedendo nella lapide bens, non sepolcrale alcuna menzione di Car-

piet.

Sono ben
i

noti

lui

atti

i447j e fLl

contro
gli

bestemmiatori.
nel
1

poich
espulsi

drale in

ebrei

furono

dalla citt di Lione, allorch ne oc-

cupava

la cattedra

Filippo di Savoia,
loro

Amadeo,
intraprese

eccitato dal di lui esempio,


l'

dinalato,

lo escluse

dal
;

numero

dei

atterramento della

Cardinali di Felice

V ma
quelli

a torto,

sinagoga
na.
te,

in Trevoux, citt diocesaFinalmente, prossimo alla morcomand con approvazione del ca-

perch negli
silea

atti

del concilio di Ba-

pitolo,

per

usare

l'espressione
sei

del
setti-

suo testamento,
vicina
cesi al

che nelle
nella

Vanominato. Forse avendo spontaneamente lasciata la porpora prima della sua


manoscritti, conservati nel
ticano, trovasi fra

mane (che cominciano


a
s.

domenica
si

morte, non
quella
zioni

se

ne

fece
le

memoria
altre

in

Fercole)

nelle quali di-

lapide.

Fra

fondain

presente
le

esser

vacanza,

havvi
si

questa,
canti

che

ogni

messe appena finiti i mattutini, e quelli che assistono alla messa del coro, se saranno intervenuti al mattutino, riceveranno (specialmente i detti cappellani) un pane
celebrino

gabbato

dai

musici
s.

una

messa ove scorgesi l' effigie di questo Cardinale, ed inoltre pel di lui riposo De-prqfundis alil salmo si reciti
,

nella cappella di

Dionisio,

,. ,

iG4

I3AS
si

BAS
celeaitar
lice

lorch nelle feste pi solenni

V, che

allora era alla testa del

brano

sagrifizii

riti

nell'

maggiore.
Filippo de Caerquis, o de
kiz francese della

sinodo di Basilea, decorato delle insegne cardinalizie.

Coat-

Fr.
tri,

Nicol di Tudisco, o

Tude-

Brettagna, cittadi-

sco, siciliano, di Catania, e,secondo al-

no
to

di

Lione, versassimo nell'uno

palermitano, discendeva da nobile

e nell'altro diritto,
s

bene addottrina-

schiatta.

Era celeberrimo professore


detto

di

che nelle sacre lettere, ammirevole per non ordinaria eloquenza, fu appellato
il

nelle profane,

dh'itto,

comunemente abbate

Fran-

palermitano, o soltanto abbate, e fin dall'adolescenza avendo in Catania


abbracciato
l'istituto di
s.

cese de' Francesi, per la superiorit del suo ingegno. Innalzato primie-

Benedetto,
del dottis,

fu discepolo in Bologna

ramente
<e
,

alla sede vescovile


1'

leonen-

simo Francesco Zabarella

insegn

ingresso in detta citt il luned santo, 17 marzo i^36, indi


alla

fece

dieci anni in Siena, quindi in

Par-

ma,

finalmente in Bologna coll'emodi


il

ascese
di

cattedra

metropolitana

lumento
Attesta

ottocento

scudi d' oro.


esser

Tours, fu direttore del consiglio


e

Trittemio
di

questo
nel

secreto,

come

presidente de' conti


re

stato famosissimo,

fino ingegno,

concistoriali

primo ministro del

di pronto

fermo consiglio,

di

Fi-ancia.
di

And
,

sovente
in

amba,

discorso limpido e chiaro, ed essere


stato predicato

sciatore

Carlo VII, e legato al

Luminare di Legge.
fatto

Sommo

Pontefice

Germania
e
di

Primieramente venne
si

abbate

presso altre

estere nazioni,
concilio

spe-

Maniacense, o Moniacense, nella diocedi

cialmente

nel

Basilea

Messina, poi referendario e udi-

ove, in occasione delle contese circa


le

precedenze

fra

gli

ambasciatori
e di

de' duchi di Brettagna

Borgoche

gna, con tanta


favore del duca
fu

veemenza peror a
di

Camera apostocome vuole il Panvinio, uditore della rota romana regio commissario. Venne consigliere e
tore generale della
lica
,

o,

Brettagna,
il

in fine

eletto

dal

re Alfonso arci1

reciso

ed annullato

decreto,

vescovo

di

quale era stata aggiudicata e confermata la preferenza al Borgocol

confermato
al

Palermo, nel 4^7, e da Papa Martino V.


di

Per comando

Alfonso,

si

rec

gnone rappresentante
to e affisso
cui conferivasi

e fu ordina-

concilio di Basilea, in cui peror

un altro decreto, con un tal onore al Brila

a difesa di Eugenio IV, anzi, come riferisce Enea Silvio Piccolomini


si

tanno.
e

Passando poco dopo per

sforzava col

Brettagna, fu
ziato

sommamente

ringra-

dimostrare, che Eugenio


allatto
,

favorito

onorificenze da quel duca.


in Parigi assist
alla

con ogni sorta di Tornato


conferenza di
constesso

massimo impegno di IV non era ricaduto e sostenne una

quella sacra facolt intorno alle controversie Pontificie,


cilio

grande controversia coi tre teologi , il vescovo di Eger , Giovanni di Segovia e Francesco di Foix
,

e difese
lo

il

nella
tutti

quale
pi

il

suo discorso

fu

da
che
paca-

di

Basilea
nel

contro
qual

lodato

che
fu

approvato
effetto,
la

Eugenio IV,

sentimento

Pure
nelle

produsse
conclusioni

questo

persist pertinacemente

anche dopo che quel Pontefice avea scritto in


al

tolta

rola
duto.

ricaduto

sostituendole
trattandosi

proposito

re

laonde fu da Fe-

Imperocch

della

, ,

BAS
l' arciveconferma delle proposte scovo di Palermo, uomo fornito di sommo ingegno e singoiar facon,

BAS
riconciliato

16S

co
lice

con Eugenio IV. Podopo avendo ricevuto da FeV il nome di Cardinale, ri tur,

dia,

re

e primo ambasciatore del suo con una splendida orazione


la

n verso Basilea,
dosi Felice
il

e fu caldo difen-

sore del concilio. Pel resto, ritiran-

chiese

dilazione
la

dell'affare;

ma
con-

V, per

togliere lo scisma,

grande essendo
trast per molti

discordia,
giorni:

si

Palermitano, bench pregato,

non

finalmente
il

volle

prevalse

il

partito contro
egli

Paler-

mai deporre un tal nome. E mentre con vari pretesti andava


portando
la cosa a lungo , gli sopraggiunse la morte, e morendo si

mitano, per lo che


opuscolo,

con erudito

che ha per titolo: Questioni inforno al concilio di Basilea, magistralmente le discusse. Dopo
tultoci,
si

dolse molto di aver, a suggerimento


de' nipoti
,

abbandonato,

coin' egli

tornato Nicol in
presso
il

Roma

diceva, la verit del concilio.


la

Compi

trasfer
il

re Alfonso d'A-

ragona,
di

quale, per sopravvenute

Eugenio IV, nuovo rimand il Palermitano con Lodovico al concilio di Basilea


cause, sdegnato contro

mortai carriera nel mese di luglio i44^j e fi-1 sepolto nella cattedrale di Palermo. 11 Panvinio e s. Antonino riferiscono che dopo alcuni anni della di lui morte, Ni,

per

impugnarvi
Pontefice
,

il

partito

del

ro-

col
di

romano

Pontefice, successore
legit-

mano

ove

pubblicando

Eugenio IV, ebhe cara e


la dignit cardinalizia di

molte Risposte a Questioni ammass gran denaro e pi cose indegnamente oper secondo che scrive Guidone Panziroli nella sua Storia J de famosi Professori di Diritto.
,

tima

questo
leg-

Nicol.

Proclive

al

punire
i

di

geri, sentenzi contro

rei,

per lo

che da certuni chiamato crudele. Pel resto interpret i decreti dei


Pontefici
trina
,

Tra
dall'

le altre

cose dicesi, che corrotto

oro
di

fece

vato
sata,

promovere al vescoBergamo Isidoro da Roe

nato
del
to
za.
,

con tale solidit di dotche merit di essere nominuovo Bartolo tra' professori
Pontifcio
,

ignorante, ignobile,
Inoltre
fece

pieno

diritto

commendasua
sul

di vizi.

un

panegirico

sopratutto

per
scrisse

la

chiarez-

a favore di Marco Milanese,

uomo

Oltre

le
,

Opere
le

Concilio

sebbene creato dottore in legge imperito ed inetto, esaltandolo qual altro s. Agostino, e persuase al sinodo che fosse eletto vescovo di Alessandria locch gli frutt non leggera macchia d' infamia. Laonde nacque dissensione fra lui e Lodovico Pontano. E molto pi fu il travaglio
,

di

Basilea

dette

Que-

ed erudite Risposte , che furono fatte pubbliche da Lodovico Bolognino. Scrisse inoltre cinstioni

que tomi
torno
di
all'

sopra

il

Decreto
Verit

le in-

Decretali:, sopra le

Clementine:
,

Autorit ,

ed I-

sliluzione de' Concilii , specialmente

posto a pacificar costoro, che a richia-

quello di Basilea: la
ossia
la

Procedura

mare boemi alla fede cattolica, secondo 1' autorit del citato Enea Silvio.
i

Giudiziaria ,
il

pratica circa

modo

di procedere ne' Giudizii Ci-

Riusc inoltre a persuader molti di deporre Eugenio IV. Ma allorch si giunse a tal atto, parti dal sinodo per

comando

del re d'Aragona, ch'erasi

Fece centoquattro Consigli, distribuiti in due volumi, varie Dispute intorno alla Potest Papale, Conciliare, ed Imperiale: Ripetizioni,
vili.

iB6
e

BAS

BA.S
sima famiglia , e procacci decoro ed ornamento a lui stesso. Pass
la

una questione tenuta nel Ginnasio di Panna ed un Trattalo a favore dell'autorit del ConLetture:
cilio
ili

puerizia

la
;

giovent
inoltrato

nello
nel-

Basilea.
il

studio delle

scienze

Gherardo Mariet, che


nio,

Panvi-

l'et

disimpegn con lode per pi


l'

il Ciaccolilo ed altri chiamano Giovanni francese, da confessore di Curio VII, il Vittorioso, re di Francia fu fatto in primo luogo vescovo di Castres poi Cardinale prete da
,

anni

onorevolissimo
fu

officio di

pri-

mo
di

presidente nella camera de'conti

Nantes
Bricux. a

quindi decorato del


chiesa
vescovile di
tras-

pastorale
s.

della

Poco dopo venne


Nantes,
nel
r

Felice

nella

terza

iscrizione dei
Il

padri, seguita in Basilea.


il

Frizonio,

quale, aderendo

al

Ciacconio

ed

i4 9? e d eletto cancelliere del duca di Brettagna nel qual tempo vendette


ferito
,

al

Panvinio chiama Giovanni questo Gherardo, scrive che il Gherardo Ma-

quel

duca

Giovanni

V
che

alcuni

municipii.

Ma

a cagione delle estre-

riet succedette a

Giovanni
s

nel vesco-

me

sue ricchezze dal duca di Alenzon


;

\ato di Castres, e
confessore regio
;

nell'impiego di

fu tratto in carcere

di

il

duca
co-

ma

che Giovanni
della

brittanno

sommamente
una
le

irritato

e non Gherardo

fu decorato

mand
dati
,

tosto

leva, arruol solterre


,

porpora dal V. Ma non


tati

falso
si

Pontefice Felice
co' ci-

saccheggi
del

do-

pu convenire
i

mimi
forza

autori,

attesi

codici mss.

del

duca di Alenzon, e colla armi lo costrinse a delle

Valicano,

ne' quali

non Giovanni
tra

ma
i

Gherardo viene annoverato


del

falsi

Cardinali dell'antipapa. Colla

scorta

Frizonio

si

assegna

questo Gherardo per istemma rosso

scudo
otto

con croce d' oro rilevata da punte all'estremit, rigettan,

dosi l'altro attribuitogli dal Ciacco-

il vescovato di Nantes compensarlo dei danni che gli avea cagionati insieme al capitolo della sua chiesa Questo Giovanni, vescovo celebre in Francia, fu spedito da Carlo VII qual suo ambasciatore a Rai mondo d'Angennes, e da Felice V fu inscritto fra

restituirgli

ed

che appartiene a quel Giovanni Borgognone, il quale fu creato Cardinale da Nicol V. Giovanni de iMalestroict , o de Maleslrot, francese nacque di nobinio,
,

Cardinali preti, col titolo di

s.

O-

nofrio l'anno

i44

m
'

Basilea;

ma
im-

non

visse

molto in

tale qualifica,
J

perocch nel i443, a

settembre,

mori presso Nantes,


francesi

e fu sepolto in

lissima

famiglia

della

Brettagna,

quella chiesa cattedrale. Gli scrittori

che trasse il cognome da Malestroit rinomatissima baronia della diocesi di Vaunes presso il fiume Oliste. genitori furono Giovanni I di lui di Castelgirone, e Giovanna di Dol signora di Combret, non gi duchi
di Brettagna,

lodano

altamente l'equit,

e probit di quest'insigne personaggio. Pregato da Arlusio conte di Puchemont, poi duca di Brettagna, di

cedere, attesa

la

senile

et

sua,

il

come vuole
falsamente

il

Ciacasse-

vescovato al nipote Guglielmo, con grandissimo stento pot venire a ci


indotto
terava
;

conio

il

quale

gli

gn gli emblemi brittanni. Questi dunque tenne tale condotta, che


gloria accrebbe alla sua specchiatiN-

le istanze,

mentre ad Artusio che reirispondeva con inil

culcargli molte volte, che

nipote

non era idoneo

tanto

carico.

A-

BAS
Giovanni nello scudo del suo stemma nove bisunti d'oro. Alcuni bau dubbio sul titolo di s. Onofrio, che gli attribuiscono il Contelori, Agostino de Paz, e Frizonio ; imperocch non leggiamo che quella chiesa, eretta da Eugenio IV,
vea
fosse assegnata
se
a'

BAS
Portogallo
al

167
V,
,

Alfonso
di

intervenne
e

conclave
della
in

Basilea

come
seil

uno
dette

nazione

spagnuola,
,

que' coinizii

e die'

suo
ter-

voto per Felice V,

dal quale

minato

il

sinodo,

fu ascritto al sa-

cro Collegio.
Inoltre negli atti dello slesso concilio

diaconi

Cardinali

non

all'epoca di
se

preti

Cardinali

Leone X, ed ai non dal tempo


la

basileese,

trovami

resi

famosi

di

Sisto

V. Per
ed
il

qual

cosa

il

Cardinali gl'infrascritti, cio: Vincenzo Dolivac, polacco,


stre per
le

illu-

Panvinio
rie

Ciacconio,

sebbene
nella se-

ingegno e dottrina,
sino

il

quafio-

riferiscano questo
de' preti

Giovanni

applicossi

dal

primo
che

Cardinali

celebrati da
il

re

degli

anni

in

diverse

accadeal-

Felice
tolo.

V, non

indicano per

ti-

mie, alla piet non


le

meno
gli

Seppure non vogliamo dire,

lettere.

Compiti
patria tesoro
,

studii,

tor-

fice,

che lo stesso Felice V, falso Ponteper cagione di Eugenio IV, es.

nando
stode

in

fu
della

eletto

cudi

del

chiesa

rigesse in titolo Cardinalizio la chie-

sa di
sto

Onofrio, e l'affidasse a quedi

Giovanni.

Gnesna, indi a poco a poco nel consiglio di Vartz, per pubblica scelta di tutti gli ordini, a lui venne
affidata la cura e
figli
l'

nali, latta

Quarta creazione il giorno 6

falsi

Cardi-

educazione dei

aprile i444>

del re Uladislao, occupato presesercito.

Ginevra,
lio
1'
;

come

negli atti del conci-

so

l'

ma, secondo il Ciacconio, nelanno 1 44^, anno quarto dell' anV. In essa cre
quattro prefalsi

incarico
za,

Esegu questo geloso con quello zelo e saggezil

che produssero alla repubblica


aspettati.

tipontificato di Felice

prezioso godimento de' frutti

cinque
ti,

Cardinali,

degno educatore

da si Sebbene

ed uno diacono, de' quali due soltanto ne pubblic, che sono Giovanili Arsio, o sia degli Arsi
:

non and esente dal morso dell' invidia, intenta ad intralciar la via alla vir-

uomo

di

tanto distinto merito,

di nazione francese,

arcivescovo di
al

colla

quale saliva

alle

pi lu-

Tarantasia

intervenne

concilia-

bolo di Basilea, dove ader al partito dell'antipapa Felice V, che lo cre anticardinale. A fine per di

minose dignit del regno di Polonia. Di fatti, quando prelati e canonici uniti a consulta per
la

va-

smorzare
a'

affatto

del passato scisma, fu

qualunque scintilla da Nicol V,

canza della mitra metropolitana di di Gnesna, unanimi lo acclamaro-

no primate, non pochi magnati


la

del-

19 dicembre i4io? crealo prete Cardinale del titolo de' ss. Nereo ed
e dopo cinque anni dalla
fin
1
i

repubblica

si

opposero, giudicando

Achilleo,

dine,

aver diritto a tal dignit, per ore per grado, Uladislao vesco-

sua promozione,
nella Savoia nel

suoi

giorni

vo

di Wladislavia,

col pretesto

che

4^4? e "ella sua metropolitana rimase onorevolmente


sepolto.

era provveduto dalla legge alla successione de' prossimiori nelle vacanze degl'impieghi del regno, quasi-

Lodovico portoghese
Viscu,

vescovo

di

ch una legge
se

civile

regolar dovesdignit

come ambasciatore

del re di

ancora

1'

ecclesiastiche

i68

BAS
gli

BAS
alla

Fra

applausi pertanto della mas1

cattedrale

di

Gnesna

moltissidi

sima parte, Vincenzo nell'anno

4 ^7

prese a reggere la metropolitana di

me sacre gemme ed

suppellettili

ornate

oro. Visse nella dignit

Gnesna

affidatagli

da Eugenio IV

arcivescovile, secondo alcuni, fino al

romano
no
di

Pontefice. Nel secondo an-

arcivescovato, a

nome

del re

di Polonia,

and

in legazione pres-

so l'imperatore Alberto, che allora trovavasi in Breslavia, e vi tratt di

concedere

ai

boemi

la facolt di sceglie-

re liberamente in re chi volessero.

Im-

perocch alcuni della Boemia aveano prudentemente eletto Casimiro fratello

i448, e secondo altri, sino al i4^9j anno mori, e fu sepolto nella chiesa cattedrale di Gnesna. V. Polonia, ove si portano alcune notizie riguardanti questo scisma. Ugo Guglielmo di Stagno., nato in Verdun nella Lorena, monaco di s. Benedetto nel monistero di s.
nel qual

Vittore di Verdun,
gnit
di

ottenne la dinel
capitolo

del

re Uladislao,

donde nac-

arcidiacono
di

que occasione di guerra contro i boemi. Dopo la morte di Uladislao, l'arcivescovo Vincenzo, nell'anno
i

della cattedrale di Metz, e in quello

eziandio

Verdun.

Segu

il

44?;

il giorno 27 giugno, unse con rito solenne in re di Polonia il fratello Casimiro IV, nella qual solennit i

vescovi ebbero la distinzione di oc-

cupare, in confronto dei duchi


savi,
siso
il

Mure as-

che lo elesse anticardinale dignit, che quantunque di pura ombra ed immaginaria, fu da lui ricusata sul motivo di non aver rendite sufficienti a sostenerla col dovuto departito dell' antipapa Felice V,
:

lato destro allorch


il

il

coro.

Papa

Nicol

V
del

per,

a'

29
les.

ricevette da' cittadini

pubbli-

dicembre 144)? creollo vero


gittimo Cardinale
titolo

e
di

co giuramento. Frattanto l'antipapa


Felice

V, per

cattivarsi

la

benevo-

Sabina, e

liei

1^1

vescovo di Sion
lui

lenza dei polacchi, che


sto
tito,
si

ad ogni co-

nella Vallesia,

che fu da

poi ri-

sforzava di trarre al suo par-

nunziato, in luogo di che ottenne la

annover tra

suoi Cardinali
in ap-

amministrazione della chiesa di Freius


,

l'arcivescovo Vincenzo, che

dove

fece edificare

una chiesa
d' Estain.

presso rinunzi agli ornamenti

del

parrocchiale nel villaggio

Cardinalato sotto
l

il

legittimo Nico-

Intervenne

ai

comizii di Calisto III,


de' Cardinali
al

ottobre 1 447? come si diploma di questo venerando Pontefice. Questo arcivescovo fu impegnatissimo per estendere la religione ortodossa perseguit sempre l' eresie ; ebbe diligente cura

V,

il

dove
tori

nell'

elenco

elet-

rileva dal

di

quel Pontefice, viene

suo

nome

aggiunto

il

titolo

di

arcive-

scovo di Metz,

chiesa sia vescovile soltanto, e

quantunque quella non


vita

metropolitana, della qual rimarchevole circostanza nella sua


si

dell' ecclesiastica

disciplina,

e fu zedella

non

lantissimo

difensore

de' beni

fa

alcuna

menzione.

Contrasse

Chiesa. Fabbric da' fondamenti

un
,

stretta

e singolare amicizia col Car-

tempio in onore della ss. Vergine Maria e delle sante Caterina e


Barbara.
Coli'

dinal Pietro Barbo, che fatto


nel

Papa
II,

i464

si

nomin Paolo
si

approvazione del rocollegiata

stando in

Roma

prese

cuore

mano

Pontefice eresse in
s.

g' interessi

della chiesa di

Verdun,

la chiesa di

Nicol

vescovo,

dei

canonici regolari

laleranensi.

Don

ottenendo tra le altre cose da Nicol V la conferma di due statuti

BS
del

BAS
,

169
.

capitolo

di

Verdun

in

virt
.

Corneto

Montejascone

Questi
zio

de' quali

que' canonici

nelT atto

di

dopo

la

morte violenta

dello

ammessi in quella cattedrale, debbono giurare d' essere nati di


essere

essendo stato preso da Papa Eugenio IV in sospetto di ribellione,


fugg
di

legittimo

matrimonio,

di

libera

condizione. Lasci di vivere in

Roti-

insieme con Lilio Laitellano Corneto in questa citt, ed avendi s le

ma

nel

i455 dopo
nella

sei

anni di Cardel Rosario

do ritenuto presso

spoglie

dinalato,
tolare,

e fu sepolto nella sua

dello zio, chiamato in giudizio,

cappella

dove

al

destro lato della medesima,


effi-

volendo venirvi, fu spogliato da Eugenio IV del vescovato nel i44 2


-

vedesi sul pavimento la di lui


gie impressa in

Ma
lio

egli,

impaziente dell'ingiuria

ri*

marmo, con

intor-

cevuta, essendosi appellato al concidi Basilea


,

no ad

essa

una breve

iscrizione scol-

non

solo

da Felice

pita in carattere gotico.

V
o de' Vi-

fu restituito nel vescovato,

ma

di
ti-

Bartolomeo T
tellesi,

itellesc

pi fu crealo
tolo di
s.

anticardinale
;

del

italiano di Corneto, nipote del

Marco

la

qual denomi-

celeberrimo Cardinal Giovanni,


(creato

da

vescovo di Corneto e Montefascone,

nazione ritenne fino alla morte di Eugenio IV; e quindi Bartolomeo,

da Eugenio IV),
Marcello
:

fu

da Felice
egli
il

come
la

di

animo moderato,
all'

lasciando

predicato
lo

prete Cardinale

del tito-

porpora, torn

ubbidienza di

di

san

ma

non

Nicol V,
tefascone.

dal quale

venne reinte-

accett l'offerta, secondo


nio.
ri

Ciacco-

grato nella chiesa di Corneto e

Monl'i-

Felice Contelori poi, coll'auto-

In

seguito

avendo

l de'

monumenti
vestito
la

vaticani, afferma

aver
sistito

egli

porpora ed

as-

al concilio di Basilea,

traspoi'-

tato a Losanna. Presso Marcello Vitelleschi

amministrazione della sua chiesa, la dot di regolamenti cotanto salutevoli, che anche al presente fanno legge le di lui costituzioni, e per
preso
l'

giore,
telleschi

germano

Maria MagMuzio Vipreposito generale della comcanonico di


s.

la loro utilit in

appresso

si

diedero

del

p.

alla

stampa nel 1592 da Girolamo


e Corneto. Ordin, che tutti
all'
i

Bentivoglio vescovo di Montefasco-

pagnia di Ges
del Vittorelli,
di

per testimonianza

ne

esisteva

una
il

lettera

venerd
passione
chierici,

ora nona
in
,

si

suonasse

la

Felice

diretta

giorno

24
s.

maggior campana
del

memoria
ed

della
i

gennaio, a questo Bartolomeo in

Signore

allora

Domenico

fuori delle

mura
1

della citj

e tutte le persone istruite;


in
lavo:

t di Ginevra, l'anno

44-7

setti-

comunque occupate anche


ri
,

mo
cos
letto

dell'
:

antipapato, che cominciava

dovessero

recitare

l'

orazione

Servo de/ servi di Dio, al difiglio Bartolomeo Cardinale

Christus faclus est pr

nobis

obe-

diens usque
auteni crucis

ad mortem ,
:

mortein

di Santa

Romana

Chiesa, e vescoe

vo delle chiese unite di Corneto


benedizione.

Montejascone, salute ed apostolica

nella sentenza
lite

da

lui

proferita nella

fra

il

prelato di

Torino, e
toscrisse
:

abbate di Rivoli, si sotBartolomeo prete. Cardi1'

Kyrie etc. Pater noster, Ave Maria, e Respice, quaesumus Domine super liane familiam luam, ec. I laici poi, o gl'ignoranti, un Pater ed Ave, richiamando alla memoria il benefzio della
,

redenzione.

Inoltre nelle ore disoc-

nale di

s.

Marco
IV.

vescovo

di

cupate

scrisse

molte cose, e stamp

VOI.

22

i7o
Ja

BAS
di

BAS
alla
eia,

un opuscolo intorno
cui

morte, per meditazione, stimandola


s stesso,
coli'

come conveniva
dignit
de'

a principe

crial-

stianissimo, avea
la

sempre favorito
concilii
,

imminente a
Tino fervore,

mosso da diannuenza del Pain


visita

generali

e
,

soprattutto
nel
suoi
sai

quello

di

Basilea

pa Pio
santi.

II,

and a Gerusalemme
ritorno

quale
legati
:

avea

pellegrinaggio alla

de' luoghi

sempre tenuto i Che avea sofferto asle

Nel
i3

ne

li

mori in Mododicembre i4^3, avendo

di

malincuore
il

discordie nate
:

tra'

padri ed

Pontefice

Che avepa-

prima di partir dall'Italia fatto testamento, ed istituiti gli eredi. Portato


il

va ammonito e pregato
dri spessissime volte e con messaggi
, ,

gli stessi

e con lettere,

corpo in patria fu sepolto a pienella catte-

di dello zio Cardinale,

sero

nel

giudizio

onde soprassedescontro Eugenio

di Corneto. Narrasi che il corpo di Bartolomeo si conserva tut-

drale

IV: Ch'eglino tutto ci sprezzando,

non

tora incorrotto.

Tommaso de
rigi,

Corcelle, ovvero de

non aveano soprasseduto pi lo aveano deposto, surrogandogli un altro. Laonde per consolo

ma

di

Courcelle, francese, era canonico di Pagiusta


il

Contelori, e di Amiens,

a parere del Panvinio e dell'ubens.

Qual

teologo, assist

al

concilio

di

e de' grandi del avea risoluto di perseverare nell' ubbidienza ad Eugenio IV, n riconoscere alcun altro Pontefisiglio

de' prelati
,

suo regno

ebbe disputa contro Eugenio IV, e fece una lunga dissertaBasilea,

zione per provare

che

il

romano
concilio,

ma voler anzi supplicarlo a cele; brare dentro un anno un concilio generale in Francia, per togliere dalla
ce

Pontefice

sottoposto

al

Chiesa lo scisma

ed alla Chiesa. Fu uomo dotto e modestissimo a segno che nel disputare tenea sempre gli occhi bas,

padri di Basilea,

Savoia

(cos

de, lasciate

intanto pregare i ed il signore di chiamava Felice V) ona parte censure e mi:

si

verso

terra

senza mai

volgerli

nacce, pensassero alla concordia,


in

ai

circostanti.

Fu uno

degli elettori

modo
gli
:

alcuno

molestassero
del

n con
re-

francesi,

che nei

comizii

diede
e

il

giudizii

ecclesiastici
il

suo

voto per Felice V.


tore del concilio
l'

Come

ambasciadel-

gno

essere

signore di Savoia per

di Basilea

trov al congresso di Berry, in cui si sforz a tutta posantipapa,


si

sangue congiunto al re, non piacere a sua maest che fossegli fatto ingiuria

da alcuno

ma
di

in questo affare,

sa:

ma
i

inutilmente, di sostenere tanconcilio


,

in cui trattasi

fede,

il

re

non
:

to

decreti del
egli
il

de' quali

pretendere
sperare

altro

che

la
il

giustizia

era

stato

autore

principale

tuttavia, che

di lui conl'

quanto

partito di Felice V.

Im-

sanguineo avrebbe
colla solita

trattato

affare

perocch, dopo varie dispute ed alterazioni, sopraggiunse alla fine lo


stesso re Carlo

di lui

prudenza.
del

Appe-

na;
tali

li

24 ottobre

i44j furono
invase l'aritorn in

VII

con gran nuprincipi,

cose riferite

a'

padri di Basilea

mero
gli
ti,

di prelati e

e uditi
le

ed a Felice V,

l'afflizione

ambasciatori d'

ambedue

par-

nimo
fu

di

tutti.

Tommaso
;

con tutta maturit ponderato e 1' affare co' suoi, rispose per mezzo del vescovo di Clermont in questi termini che il re di Frandiscusso
:

Basilea,

susurrato
l'

ove dallo stesso Felice Cardinale ma questi


sufficienti

rifiut

oblazione,

dicendo di non
a
sostener-

avere rendite

BAS
ne il deeoro. Non fassi di lui alcuna menzione dal Ciacconio, e dal Panvinio. Ne fecero per rimembranza Felice Contelori nell'elenco
tratto
da'

BAS
che
si

coron col

nome

di

Nicol
lo

V.

La Germania immantinente

vener per legittimo Papa, confermandosi, da Federico III re dei ro-

monumenti

vaticani,

ed

mani

e dai principi dell' impero, la

Aubery.

abi'ogazione della neutralit, e d'o-

l'

Giovanni de Raguso, alunno delcpuale Ordine de' predicatori il avea disputato contro i boemi, fu da Felice V inserto nel computo de' Cardinali, a seconda de' mss. di
,

gni commercio con Felice V antipapa e co' sediziosi di Basilea. Si adoperarono quindi, nel i449> c l massimo impegno i principi cristiani a secondar le zelanti
ni sollecitudi-

Pio

II,

Piccolomini, risguardanti

il

del

Sommo

Pontefice,
serenit

per renalla

concilio di Basilea.

dere una piena


sa.
dell'

Chie-

Cosa poi avvenisse degli anticardinali di Felice V, lo dice Pio II,


gi

Felice V,

amante
e

della pace,

e
d'

unit

cattolica,

temendo

Enea

Silvio Piccolomini, ne'suoi


al concilio di

altronde di rimanere senza niun se-

commentarii intorno
Basilea.
la pace, cos
ti:

guace,

Intavolate le trattative delsi

Felice rassegni

convenne tra le paril Papato, e sia

il primo tra i Cardinali e ne'suoi domimi legato perpetuo: Lodovico,

perdere la Savoia, avea esposta all' occupazione delle armi di Carlo VII re di Francia, depose ai 7 aprile spontaneamente il Pontificato, ed i padri del conciliabolo basileese, per
anzi
di

che Nicol

Cardinal d Arles, conservi la primiera dignit, e ricuperi la cattedra pontificale: Lodovico de Varami) one Tigone di o de Palu, Metz di Stagno, e Tarascon, cio d' Artus, o Arsio , rimangano nel
,

ordine
ciati

di

Federico

III,

emanato
in

nella dieta di Aschaffemburgo, scac-

da Basilea,

si

trasferirono
lo

Losanna, restringendo
i

scisma tra
ivi

confini della Savoia.

Elessero

si

Cardinalato: Gli altri, secondo che potr, siano promossi.

per salvare il loro decoro, e per togliere ogni apparenza di scisma,


ai

Mor intanto Eugenio IV in Bo-

25 aprile, il medesimo Nicol V come Sommo Pontefice, ed in conseguenza sciolsero la loro congregazione. Questo fu l' esito del congresso
basileese
trasferito

ma

illustre ai 2 3 febbraio 1 447> per santit di costumi, glorioso per molti fatti insigni, e singolarmente

a Losanna.

per aver trionfato di tante tempecontro dal conciste, scaricategli liabolo di Basilea, e per aver, malgrado gli scismatici ed altri gravissimi impedimenti, condotto felicemente al sospirato termine 1' ecu-

Amadeo, gi detto Felice V, fu dal Papa creato Cardinal vescovo


di Sabina, e costituito perpetuo le-

gato a latore della Santa Sede nella Savoia, nel Piemonte, nel Monferrato,

nel marchesato di Saluzzo,

menico
ze
e
greci,

concilio

generale
,

di

Firen-

dei coli' unione Lateranense degli armeni, dei giacobiti,


etiopi
, ,

nella contea d'Asti, nel Lionese, di qua della Sona, e nei territorii di

degli

de'

mesopotami
alla

dei

caldei

e dei

maroniti

Chiesa
il

Augusta, di Losanna, di Basilea, di Costanza, d'Argentina, di Sedune ecc. col privilegio di poter occupare
il

romana.
Cardinal

Si elesse ai

di di

marzo
Sarzana

primo luogo dopo

il

Pontefidistret-

Parentucelli

ce, e

quello di portare nel

172
Papali^

BAS
gli

BAS
ornamendiadescarpe
le

to della sua legazione


ti

parte alla Santa Sede.

fu senza

toltine

il

triplice

ma,
ne

l'anello pescatorio,

motivo quella esortazione, perocch, al nell' anno appresso, fu mestieri

crucigere,

l'ombrella,

e la delaziooltre altre

medesimo Pontefice
fortemente
stabilita

di

riprendere

della Ss. Eucarestia,

quel

vescovo per avere


insaputa della Se-

prerogative.

certa

transazione col canall'

Nicol V, coll'autoril della Bolla

tone

di

Berna

pacis che

assolse

dalle

censure

de Apostolica. Laonde Clemente

XI

quelli

erano
poi in

stati

radunati in
il

ne condann e dichiar
i

nulli tutti

Basilea e

Losanna, sotto

capitoli.

domini! del vescovo di

nome

di concilio generale,

come

ri-

Basilea,

nel

portano Labb toni. XIII, p. 1 347 e Fleury lib. capo IV, dichia-

francesi in Basilea,

1798, all'entrar dei ed al sopprimere

no

l'antica costituzione dell'intero cantone, vennero uniti alla Francia for-

rando nullo tutto


detto
l'

ci eh' era

stato

scritto

contro

l'antipapa,
i

mando
di

parte

del dipartimento del


la

assemblea basileese, ed

loro ade-

Beno. Nel 18 15
essi fu

maggior parte

renti. Tutti gli alti originali del


cilio

con-

di Basilea e di Losanna si conservano nella libreria della regia ca-

data al cantone di Berna. Tuttavolta un recente concordato


vescovato

sa di Savoia.

Nel 1438., e
florida nel secolo

nel

1481

Basilea
Assai

Santa Sede ha riordinato il di Basilea in modo che comprende nello spirituale le popocolla

fu flagellata dalla

pestilenza.

lazioni cattoliche dei cantoni di

Lu,

avea acquistato un territorio, ed era divenuta una repubblica indipendente, fino a che fu ricevuta nei Cantoni Svizzeri ai 9 giugno dell'anno i5oi. Nel 5 9 fece professione di religione riformata per opera di Giovanni Ecolampadio, che vi fece
1 1

XV,

cerna

Berna

Soletta
Si

Argovia
la

Zug

Turgovia.
la

fiss

resi-

denza del vescovo e del capitolo a


Soletta,

Solodurum

antica

ragguardevole citt, capoluogo del cantone dello stesso nome posta in riva all'Aar. La sua chiesa di s. Vis
fu eretta perci
si

in

cattedrale e vi
ripartiti su tutti

escludere
lora

la

cattolica.

Cacciato

al-

formato

un

capitolo diocesano

dalla citt il vescovo Filippo Gandolpheri, fu trasportata la sede a Porentruy dove i suoi successori

di
i

ventun canonici,

cantoni concordanti,

con un sufe

fraganeo nominato

dal vescovo,
cio

continuarono
il

risiedere,

comech

con due dignitari


sto

un prepo-

capitolo

si

stabilisce
Il

a Friburgo

nella Brisgovia.
lea,

vescovo di Basivoce
nel
di
colle-

ch'era
altre

principe dell'impero, avolte


diete

vea

gio dei
tisbona.

principi

alle 7
1 1

Ba-

Clemente XI esort con una lettera in forma di


Nel
1

nominalo dal cantone di Soed un decano di nomina delSanta Sede. Nel 179^ la Franla cia conchiuse in Basilea due trattati di pace, uno con Carlo V re di Spagna, l'altro con Federico Guglielmo III re di Prussia.
letta

breve

il

vescovo di Basilea a manil

BASILIANE. Monache dell'Oriente e dell' Occidente.


S.

tenere con tutto

calore la purit

Basilio, tor-

della religione cattolica,

ed astenersi

nato dalla Siria e


scelto

dall'

Egitto avea

dal contrarre obbligazioni cogli eretici

per luogo di

ritiro la provins.

confinanti

senza

prima darne

cia del

Ponto, perch

Emelia ma-

BAS
drc di
la
lu,

BAS
di
lei

73

con
vi

s.

Macrna

figliuo-

riente,

(Vedi)
S.

s'erano ritirate e v'adi ver-

che non ne avesse uno. Dichiaratosi per l'imperatore Co-

vano fondato un monistero


gini.

pronimo nemico
gini,

delle sante

imma-

Basilio scrisse

allora

alcu-

circa
di
li

il

ne

regole

non
gli

solo
altri

per

questo

maniera
Basiliani;

ma

per

tutti

monisteri di

74 ', perseguit ogni monaci e di monache band dall'impero, sterferro


;

vergini da lui fondati, siccome egli

minolli

col

ne saccheggi

sermone VII de List. Monadi. Tra gli altri monisteri uno presero a fondarne in Cesarea due
afferma
nel
nipoti del santo, le quali
s'

conventi, cosicch vennero tutti no-

tabilmente a diminuirsi abbraccian-

appella-

do per sopra ppi l'eresia e ma. Possono nondimeno


si

lo

scis-

arguir-

vano

canonichesse,

come

apparisce

le

osservanze regolari delle Basidel

dal trattato delle penitenze religiose

liane orientali dalle costituzioni

poslo in fine delle piccole regole di


s.

monistero, che l'imperatrice

Irene,

Basilio.
liiferisce
il

moglie dell'imperatore Alessio ComneNisseno nella lettera


no, fece fabbricare a Costantinopoli

ad Olimpio, che quelle monache vivevano quasi angeli. Qual veste per usassero non certo. Si sa solo che la veste loro interiore era di
cilizio

nell'anno

11 18, in onore di santa

Maria Piena
Doveano

di grazia.

in quel

monistero abitare

ventiquattro religiose,numero che sino

od almeno
s. il

di lana.

La

esterio-

re usata da

riporta

Macrina, era quale la Bonanni nel suo catalogo Vergini


1

a quaranta poteva essere accresciuto dove le rendite lo avessero permesso.

Non

era

il

monistero soggetto a ve-

degli Ordini religiosi nella parte se-

conda

delle

a Dio

dedi-

cale, tavola

3,

tratta da pitture

runa podest laica od ecclesiastica, ed avea per proteggi trice la stessa Irene, e dopo la morte di lei, una
principessa
religiose

antiche, e posta pure al


in Parigi

num.

i5

della

sua prosapia.

Le

nel catalogo delle sante donne, pubblicato

nel

1660
lib.

dal p.
della

Beurier,
Allazio

non
al

meno capo VI
Quella

che da Leone
Ili

doveano essere ammesse senza dote, ed accettare potevano quanto venisse loro donato. Albi tre
eli

eleggere

deporre

l'

abbadessa,
affari

Concordia della chiesa orientale ed


occidentale.

aveano un
temporali,
sacerdoti,

era

per

lo

pi

adunque nera non tinta


veste

economo per gli un padre spirituale


i

due

ad arte, ma di colore nativo. Il Masorio ( cio un pallio angusto , che volgarmente si dice scapolare o pazienza ) era del colore medesimo ; le maniche della veste coprivano le braccia e quasi tutte le mani la
;

convivevano colamministrar loro le monache per Non avevano le rei sacramenti.


quali

ligiose

stanza particolare,

corican-

dosi tutte in

un dormitorio comune,

cocolla, ed

il

sopraiunerale, cio so-

praveste erano quasi senza ornamento e tutti


pelli

erano di lana
poi

ed

ca-

lavoravano insieme e durante il lavoro una di esse faceva la lezione spirituale. Veniva loro raccomandata la povert, e nulla difatti possedevano in particolare. Prendevano anche in

loro erano tosati.

comune
in
di

la refezione.

Dove

giorni del
festa,

Tanti
i

sono
v'

stati

seguito
s.

digiuno fossero caduti in qualche


in quel

monisteri

delle seguaci

Ba-

era moderata l'astinenza; condivano

silio,

che non

era

citt

dell'

O-

caso

le

vivande

coli' olio

74
,

BAS
mangiavano pesce
proibite
,

BAS
vesser abbisognato, facilmente tronegli altri

bevevano vino
cose tutte

loro

vavano limosino
ritativa.

in quella citt
il

ca-

giorni di digiuno.
nistero

Uscivano dal moi

Ben

fabbricato era

prin-

per andar a trovare

loro

cipal

loro

monistero;

osservavano

parenti infermi.

Le donne potevano
ricevuti

clausura, e l'arcivescovo, avente l'episcopio dirimpetto al monistero, e-

entrare

nel monistero per visitarle,


gli

mentre
alla

uomini venivano
coli' assistenza

porta

di

qualche

monaca attempata. Una


entrar potevano quelle

volta al mese monache nel

bagno
Il

e le inferme tutte le volte che

ci venisse loro ordinato dal medico.

non avendo La maggior parte di quelle monache viveva secondo i dettami della natura, non aveva regole non recitava uffizio e come erano poche le ricche che
ra
il

loro

superiore

esse

superiora

alcuna.

medico esser doveva o eunuco o Essendo il monistero alquanto ristretto, avevano la sepoltura
vecchio.
in altro luogo, detto Cellarea, ed ot-

si

facessero religiose,

cos'i

quasi tut-

erano miserabili, e ci eh' pi, ignoranti, null'altro sapendo che recitare qualche orazione e le litanie.
te
I

tenuto per cura dell'imperatrice Irene


dal patriarca, ed alla cui custodia ella

monisteri delle

tali

Basiliane situati sotto

monache oriendomimi
i

mise quattro religiose del monistero delle Grazie con un sacerdote secolare, affinch vi celebrasse
zi.
i

divini uffi-

meglio regolati. Se vogliamo credere a Leone Allazio, religiose dell' isola di Scio sua le
cristiani

erano

Ivi trasportavansi

funte, ed ivi

monache deandavano ad assistere


le

patria,

menavano

vita osservantissile

ma

recitavano

stesse
i

orazioni

alle esequie quelle religiose,

che

dall'
I

dei monaci, osservavano

medesimi
il

abbadessa fossero state destinate.


ni stabili del monistero

be-

digiuni,
desse.

ed avevano

le

proprie bapar-

non potevano
i

Ciascuna di esse aveva

esser alienati

ma
tali

bens

mobili in
monisteri

ticolare

appartamento che compera,

caso

di

necessit.

Molti

condotti
distrutti

con

discipline furono
,

dai turchi

tanto in Euro-

va a proprie spese e nel quale le pi ricche tenevano serve ed educavano fanciulle loro parenti. Erano
eccellenti
al

pa quanto
quello

in Asia; alcuni per tutsi

nei ricami.
tutte
le

L'abito loro,
altre

tora sussistono, e

crede tra

gli altri

paro di
,

monache
quello
dei

del gran-Cairo

dove

entrar

orientali

era

simile
di

potevano cento
altro

religiose.

monaci, a riserva

un gran manloro in-

In Gerusalemme ve n' aveva


,

un
li-

to,

che dal capo

scendeva

posto sotto
,

la

protezione del

sino ai piedi. JNon portavano

n velo

patriarca

e che sostenevasi colle

mosine de' pellegrini. Erano tutte le quali ad onta donne attempate


,

n benda come le religiose d' occidente, ed usavano nella vestizione le stesse cerimonie praticate dai monaci.

della clausura uscivano dal moniste^

Veniva
alla

la novizia

in chiesa sino
ella
si

io sempre che i greci od i latini festa particolare facessero qualche

porta del coro ove


per tutto
il

fer-

mava

tempo

dell' uffizio.

dentro o fuori di Gerusalemme. Altri monisteri somiglianti pur vi erano in Atene, e che viveano o coi
fondi lasciati dai pii cristiani, o coi
lavori delle

Di poi andava
pelli sparsi

sino all'altare colla

testa scoperta, co' piedi scalzi, co' ca-

ligiosa,

che faceva

accompagnata da una rele veci di matrona,


i

monache. Dove per

a-

e che aveva cura d' impedire che

BAS
capelli

BAS
quando
il

5
di

non

le

scendessero

si

,il

Papa
di
s.

s.

Simmaco,

fu fondato quella

prostrava a pie del vescovo,

quale,

lo
s.

Galla presso
quali
,

basilica

dopo averle
ni,

fatte

alcune interrogaziole

Pietro, e quello in
,

Campo Marall'

e recitate alcune preci,

tagliava

zo

delle

parlasi

articolo

che venivano dalla sua matrona raccolti per fare una cintura che
capelli,

Benedettine
ss.

non che

quello della
s.

Annunziata, detto di
dell'Annunziata
altrove.

Basilio

la

monaca

novella dovea portare nelfste solenni

e che ora delle

monache domeni(Pedi), ed

le sue

comunioni, nelle

cane
altri

e perfino nella
scia cogli

tomba.

Vestita poulti-

abiti della religione,

La

veste di queste

monache non

mo

era

Dato le dovea tenere sul


se

gran manto veniva in fine


il

collo strascico.
il

vangelo, die

petto, perch

da ogni

religiosa, recante

un cereo

acceso, fos-

baciato. Finite tali cerimonie dila

da quella delle orientali in quanto alla forma, bench in alcuni monisteri varii nel colore, usandolo alcune nero , altre bianco di lana semplice, e portando in capo una
differisce

morava

novizia per

sette

giorni

legatura all'usanza greca assai


desta,

mo-

nella chiesa in

orazione, senza mai

come

asserisce

Camillo Tuti-

essere svestita degli abiti ricevuti.

no

nella sua Storia.

Nondimeno
1

le

vere religiose del-

Ordine

di

s.

Basilio sono in occi-

dente. Alcune ve ne sono in Polonia,


in

Germania, in

Italia

principalmente,

in Napoli
il

ed in Sicilia, ove celebre monistero reale delle monache di

Verso l'anno i56o cominciarono ad usare le vesti nere, con uno scapolare e un velo grande nero dal capo fino alle gambe, e attorno al volto un altro velo, che pende sopra
si
il

il

petto

eccettuate

quelle che

Palermo, nel quale soggiornano ordinariamente circa cento


s.

Basilio di

dicono converse,
velo bianco
.

le quali

portano

Vedi Bonanni, Or-

religiose

tutte

dame
regno.

delle famiglie

dini religiosi; Apollinare d'Agnosia,


J ita d
s. Basilio; Goar Eucholog. Graecor.; Sigysmund. Baro in Hcr-

principali

del

Ne' principii
uffiziavano in

della

lor

fondazione

greco,

ma
le

per la

difficolt,

vavano

siciliane nell'

che proapprendere

bestein
inent.;

Rerum moseovitarum comPaul. Oderborn Vita Joaiin.

quella lingua, ne furono dispensate da Alessandro VI, che loro concesse


di
ufiziare

Basii.; Olearius

col

rito

latino

e pro-

priamente di recitare 1' uffizio dei domenicani. Papa Innocenzo XI per, con suo breve del 1680, co-

Veyage da Moscov. Thevent Voyage du Levant. BASILIANI. Ordine monastico instituito nel 362 in circa, da san
il

Basilio

Grande
di

arcivescovo, di Ce-

sarea nella Cappadocia, e patriarca


de'
s.

mand
altres

loro di servirsi piuttosto del

monaci

Oriente.
scuola
di

Nel

355

breviario romano, permettendo loro


di

Basilio

apr
si

reltorica

celebrare
s.

tutte

le

feste

in Cesarea, e

diede ad

arringare

dell'Ordine di
l'

Basilio e di farne
di

nel
i

foro

Dappoich
,

temeva

che

uflziatura.

Le monache
il

Mes-

sina

mantennero sempre
tutte le
il

rito gre-

grandi applausi lo facessero cadead istigazione re nella vanagloria


di

co, mentre

altre

d'Italia

sua sorella
s.

seguono

rito latino.

amico
nel

Macrina e del suo Gregorio Nazianzeno des.


,

A
di
s.

Napoli nel

365

fu fondato quello

liber di
di darsi

rinunziare

al

mondo

e
ai

Patrilia; in

Roma

5o4

sotto

alla perfezione.

Ceduta

176
poveri
la

BAS
maggior parte
che a Dio.
de' suoi

BAS
In quelle regole ripete sovente che re ci che vi

beni, e rendutosi religioso,


le
pix

non

vol-

vivere

Imprese
Egitto

un monaco deve aprire al superioha di pi segreto nella


sua anima, e sottomettersi
alle in tutto

nel
nella

3^7 un viaggio Mesopotamia e


visitare

nella Soria
nell'
i

sua decisioni; prescrive


i

l'ospi-

collo scopo di
gli

monaci e

talit verso

forestieri,

proibisce

eremiti abitatori di que' deserti,

e per acquistare conoscenza perfetta dei doveri


,

cui
lo

la

sua

nuova
.

che loro si dieno cibi delicati, perocch ci sarebbe tanto ridicolo , quanto se i monaci cambiassero
abito per riceverli.

maniera

di

vita

assoggettava

Vuole che con


i

Ritornato nell'anno appresso

nella

ima

vita austera sieno sciolti

suoi

Cappa ciocia, da Dianeo suo vescovo,


che pur lo aveva battezzato, ordinato venne lettore. Bentosto ritirossi

religiosi

dalle visite inutili, e stieno


i

nel Ponto, dove scelse per do-

mondani. dalle case loro Scendono quelle regole a parlar della sobriet dovuta nella tavola anlunge

micilio la casa di sua ava, posta in

dove Emelia sua madre, e Macrina sua sorella avevano fondato un monistero di sacre vergini {V. Basili avk). Basilio ne fond un altro per gli uomini all'opposta parte del fiume, avendone egli stesriva all'Iris,
e so la dilezione per quattro anni, cio
fino al
la

che pegli stranieri, fa l'enumerazione altres delle ore canoniche, e ne dimostra l' eccellenza. 11 Cardinale Bessarione, nel secolo XV, compil
quelle regole, e le distribu in ventitr
articoli.

N
Nel

diverso era l'austero suo vi-

vere dalle austere


ritiro

sue

prescrizioni.

362,

in cui

rinunzi a queldi
s.

carica in favore
fratello.

Pietro di

Sebaste suo
affine

una sola tonaca, una cintura ed un mantello tutto di grossa materia. Dormiva
portava

Costretto a lasciare la solitudine,


di

per terra, vegliava per alcuna


le

fiata

recarsi

Costantinopoli,
,

notti

intere,

si

asteneva

dal

e di l ritornato a Cesarea trattenne qualche

vi

si

bagno, ch'era

tempo pregato da

Eusebio che n'era vescovo;


gelosito poi questi
il

ma

in-

grande mortificazione ne' paesi caldi, e massime innanzi che si facesse uso di panni lini.

di

Basilio,

fece

Di notte cuoprivasi
dere agli uomini
penitenza.
il

di

un

cilicio,

santo ritorno alla solitudine. Olil

cui lasciava di giorno

per nasconalla

tre
s.

Basilio

monistero in essa piantato, ne avea fondati parecchi

suo amore

Accostumossi,

malgrado

altri, s"i per gli uomini che per le donne, in diversi luoghi del Ponto,

tutte le ripugnanze della natura, a


soffrire
il

dei quali ritenne la soprainten-

gna
iacea

sulle

denza generale,

anche

durante

il

suo episcopato. Compose inoltre per


loro istruzione le sue
tiche,
fra
le

Opere ascesedici picstato de'ce-

quali le cinquantacinle trecento

que grandi, e
nobiti,

poca il d con acqua e pane, cui aggiungeva alcune erbe ne' giorni di festa onde divenne cotanto pallido che il suo corpo sembrava appena animato.
;

montagne che un pasto

freddo eccessivo, che redel Ponto. Non

cole regole j univa allo

A edesi dalle sue lettere aver


talo
il

lui trat-

quello degli eremiti, bench


il

suo corpo

come uno
sovente

schiavo, ed

a lui sembrasse

primo

di

un

ge-

essere

andato
infermit.

soggetto

nere assai pi sicuro del secondo.

gravi

La

mortificazione

BAS
de' sensi

BAS
accompagnata
la

177

era

in

lui

da quella della

volont,

quale

barba, e colla corona di capelli. Tutta volta ricevettero alcune modificazioni nel vestire, a seconda degli usi
dei paesi nei quali

avea del prodigioso. Per effetto della sua straordinaria umilt desiderava vivere sconosciuto, e seppellirsi in una solitudine ; eppure era
di un' inalterabile

dolcezza

tempenuovi
spe-

vennero introdotti. Pertanto i Monaci Basiliani in Grecia vestono tonaca nera cinta ne' lombi. Sopra questa ne portano

rata da un'amabile gravit. Ripassato


in
Cesarea,,
vi

fond

monisteri,

e tra gli altri

uno

maniche larghe circa palmi, aperte nella parte anteriore, e con l'estremit foderata di
un' altra colle
tre

dalej chiamato dal suo amico Gregorio Nazianzeno

una

lista

di diverso colore,

che pos-

una novella
in

citt,

sono chiudere con bottoni. In capo

e dal suo fondatore, Basiliade.

Ma

toccando

la

meta,

cui doveansi

coronare tante fatiche, mori il primo gennaio del 379 in et di cinquantun anno. V. s. Basilio.
,

In breve
si

l'

insti tuto

di

s.

Basilio

portano sempre un berrettino, da cui sono coperte le orecchie, e aggiungono un ampio cappuccio, al quale sono attaccati due pendoni larghi quattro dita, che cadono sopra le braccia e dai quali dicono
,

sparse per tutto l'oriente, oscur


altre

significarsi

la croce.
i

Lasciano crescee la barba.

le

regole

che

vi

si

professa-

re in fine

capelli

Que-

vano, e quasi in s stesso le assorb tutte, onde anche presentemente

st'Ordine

fiori

per molti anni,

ma
i

poi divent scismatico.

Sono

divisi

maggior parte che prendono da


la

di

quegl' instituti,
l'appel-

Basiliani in Grecia in tre classi.

La

altri santi

non conoscono e non osservano se non la regola Basiliana. Per questo s. Basilio riconosciuto pel patriarca de' monaci orientali quantunque la sua regola passasse
lazione,

ancora bentosto nell'occidente, dappoi che Ruffino 1' ebbe tradotta


dalla

greca

nella
s.

lingua

latina

prima di quelli, che senza voti vivono ove vogliono, la seconda di quelli, che vivono ne' monisteri , la terza vive pure ne' monisteri, ma con vita pi solitaria n mai escono da quelli portando per segno un cappuccio pi ampio, e sopraveste senza maniche. Tutti salmeggiano e fanno voto, astenendosi dalla
,

anzi pria

che

casse la sua,

v'

Benedetto pubblierano in Italia, ed


molti

carne;

celebrano
,

nel e

rito

greco in
tutti
si

pane fermentato
professino

bench
alcuni

in altre parti

dell' occidente,

scismatici,

pochi
re-

monaci
ni

di

s.

Basilio.

Scrivono alcusuo

credono
tolica.
ligiosi

donimi
di

della Chiesa cat-

morire si vedesse il santo institutore padre di ben nonantamila monaci nel solo oriente: altri per d'assai ne accreinnanzi
al

che

Erano
i

questi ultimi

di molti

monisteri d'
il

Italia.

Danno
geri, ch'
tichi
ai

greci

nome

di

Calo-

scono quel numero.

quanto a dire Buoni anloro monaci. Forse che

Nessuno
triarca

in oriente

poteva essere pa-

parroco, se

od arcivescovo, e neppure non appartenesse all'ordiBasilio, o di


s.

dapprima quel titolo sar stato dato ad alcun superiore; in seguito


si

estese

tutti

coloro,

che

pro-

ne

di

s.

Antonio.

fessavano vita monastica.


di

Basiliani, a similitudine del loro institutore,

gradi vi
novizi
,

vestono in cocolla,
IV.

senza

voi.

Tre sorte sono tra essi: Archari Michrochemi o professi a3

78
,

BAS
e Regalochemi o
perfetti.

BAS
restante del
in Cenobili,
I

ordinari

Si dividevano

eziandio

ro
la

rito.

popolo seguace del loLa prima, cio quella dele

Anacoreti, e Rinchiusi.
stavano
ristretti

Rinchiusi

Risurrezione del Signore


,

che
vino,
in

da cui non uscivano mai, abbandonandosi


in

grotte

durando otto settimane


di olio.

sempre
il

vietato ai religiosi

affatto

alla
si

Provvidenza.

Gli
dall'

coreti

appartavano
abitavano
monisteri
la
,

Anaumano
eremi

dal sabbato,
fuori.

e dalle domeniche

consorzio,
presso
i

negli

cui

non

si

portavano cbe
stere
ai

festa
I

per

assi-

divini sagrifizi.

Cenobiti,
,

Tale quaresima si rigorosa, che dove accadesse di nominare per fino latte, o burro ec. aggiungono una parentesi dicendo : salvo il rispetto della quaresima.

dopo un uffizio particolare chiamato Mesonycticon, che cantavano e che durava due a mezza notte
,

La seconda quaresima
de' ss. Apostoli.

quella

ore,
lari

recitavano tutte
del loro uffizio

le

ore regose

sino alla

pieta,

che
il

non
festa

dicevano
stavano

comnon
Nelle

Comincia otto giorni dopo la Pentecoste, dura quando pi, e quando meno, essendo in alcuni anni di tre ed in alcuni altri

di

pi settimane.

dopo
vigilie

tramonto del
spuntar del
la

sole.

essa pesce, e
ticini

Mangiano in bevono vino; ma i lat-

della

in

coro

sino

allo

giorno

imche

piegando
e nel

notte
.

nel salmeggiare, Quell' uffizio

non sono permessi. La terza quaresima quella dell'assunzione di M. F. e dura quattordici giory

leggere
le

ni,

in cui

vien loro vietato

il

pesce,

comprende
si

lezioni di

tante ore

fuorch nelle domeniche, e nel giorno


della Trasfigurazione di N. Signore.

appella

Compiuto o
detti

Olynichon de Calogeri. l' uno o l' altro dei


notturni., ciascun rela

Nei monisteri, nei quali


l'antico spirito,

sia fiorente
si

due
,

uffizi

dove alcuno
sui

presenti

ligioso

per

regola di

s.

Basilio,

per abbracciare la vita monastica, pi


volte

dovea ritirarsi nella sua cella; e tornar alle cinque in chiesa per dire mattutino, laudi e prima, e alle nove
ore,
terza,

richiesto

motivi

della

sua risoluzione, e dove esso li mostri legittimi con alcune formule


,

sesta

e la messa. Passa-

rituali

gli

vengono

tagliati

capelli

vano dal

refettorio oalle celle,

od

al

modo

di croce, indi gli data la


il

lavoro, secondo che pi. loro piaceva,

tonaca, gli posto in capo


rettino,
novizii.

ber-

riducendosi poscia nella

chiesa

an-

cos

riceve

V abito dei

cora per dire vespero.

Fatto qual-

Portato
gli

che piccolo esercizio


fizio

dopo

la

cena

anni
si
,

il
il

che l' abbia tre dato quello de profes-

rientravano in chiesa per dire un uf-

cio

piccolo abito. Per ricenovizio fuori della chiedel novero dei

che appellasi Apodipho , terminato il quale andavano a riposar per


alzarsi

verlo sta
sa

essendo ancora

mezza

pi

osservanti

monaci dicono anche ogni


notte.
I

penitenti.
glia

Giunto
tonaca
la
i

al

liminare

si

spo-

della

di

novizio, e per
sta colla
te-

sera le colpe prostrati a' piedi

del
della

quanto dura
sta scoperta,

messa
piedi

superiore
chiesa.

posto

alla

porta

nudi,

e senza

cintura.
si

Entrando

in chiesa canlau-

Molte sono le mortificazioni a cui si danno qne' monaci. Hanno tre principali quaresime, osservate anche dal

delle antifone, e condotto al san-

tuario, fatte gli

vengono alcune dol'

mande

significargli

importanza

BAS
dell'atto,

BAS
sione,,

179

a cui

si

espone, e riconospirito
gli

le

sigle

IC

XC NC
vincit.

signifi-

sciuta la franchezza del suo

canti

Jesus Chris tus


a
tali

(sempre con apposite formule)


si

Torniamo

ripetere, che notia-

tagliano

capelli,

gli
gli

e data

la

mo

cerimonie

come
Basilio,

prescritte

tonaca e

la cintura,

posto sul viene


il

dalle regole di san

capo
crante

il

berretto,
ec.

coperto

vate dai Calogeri; ghi

ma

ed osserper molti luoso-

col mantello,
:

proferendo

sari-

come perdute, perocch pochi


i

il

nostro fratello

N. ha

no
la

monisteri, dai quali sieno osser-

cevuto la caparra del piccolo ahitOj

vate, essendo entrata lindisciplina, e

nel

nome

ec.

ignoranza
monisteri

nella

Compiuta

tale cerimonia,

diconsi

dei

basiliani.
i

maggior parte Quindi


monici
vesti,

si pone in nuovo professo il libro del Vangelo, una croce, ed un cereo, se ha gli ordini sacri, e se laico, gli si danno solamente il cereo o

alcune orazioni, e poscia


del

che
ti

pochi
del

sono
e

mano

piccolo

del

grande
per
lo

angelico

abito;

ma
di

o pi

hanno
scuro

una

vesta

color

bigio

la croce.

Il

superiore bacia

il
il

pro-

fesso; gli altri religiosi


lo, la

baciano

vange-

croce e l'abito del nuovo proil

che scende sino a' nocciuoli del piede, e che si chiama doliman. Fermata da una cintura di tela scura che con pi giri s' avvolge intorno
alla vita

fesso,

esce dalla

quale per cinque giorni non chiesa per meditare ed


il

hanno sovra
ist

il

sotto abito

un'altra veste o tonaca avente le

ma-

orare. Oltre

berrettino,

novizi, ai professi gli


colla,

comune ai dato una cole spalle, la-

niche che non


ni,

mai

serrata.

calzo-

facendo molte pieghe, arrivano lo6110 al

ovvero un velo, che, posto sul

ro

berrettino, e gettato
scia

dopo

attaccate
calze di

due

soli

pezzi

pendere

al

di-

nodo del piede, portando calzoni medesimi le ai marocchino violetto. Invece


appuntale

nanzi.

di scarpe calzano pianelle


al

Riguardo
abito, dato
la

grande
lo

ed angelico

all'usanza de' levantini,


la

non portano

a chi
Si

richiede, ecco

cocolla

ed

il

velo di cui abbia-

cerimonia.

in

mettono gli abiti mezzo all'altare, aggiungendo al


alle laudi,

mo

parlato.
necessit
in

La

che sono questi


le

mattutino ed
tici.

molti canla

Calogeri di coltivare

terre

da s
stanno

Chi

lo riceve

durante

mes-

medesimi,
laici,
i

fa

che accettino molti


e
la

sa sta senza cocolla, e co' piedi scalzi.

quali

quasi sempre
,

Fattegli

le

stesse interrogazioni
il

alla

campagna
al

sera

soltanto

che nel dargli


pi
gli

piccolo abito,

l'e-

ritornano

monistero.
e

Nonostante

sortazione diviene per pi lunga, e

la fatica sostenuta,

assistono ad

nna

sono
i

le preci

che
gli

si

cantano.

Ancora

sono tagliati ; medesimi e di pi gli aggiunto Y Anable, ovvero un pezzo di panno largo un palmo, che s' attacca alle spalle con alcuni
capelli

molte genuflessioni dette Metanai, cio prolunga


orazione

fanno

sono dati

gli abiti

strazioni sino

terra.

Sovrastano a
dal patriarca

questi

religiosi

gli

Esarchi, specie di visitatori incaricati

spogliarli

del gua-

cordoncini cuciti ai quattro angoli,


e dentro
braccia.
i

quali
in

si

fanno passare
esso

le

dagno, che fruttarono Gli Eugemeni , o


monisteri,
nei

le fatiche loro.

superiori

dei

Sono

impressi

la

gran monisteri

ben
in

croce e

gli altri stronfienti

della Pas-

regolati sono tenuti dai

religiosi

1S0
molta stima
rio
;

BAS
nei piccoli
al contra-

BAS
perta davanti con mantello

ed

un

sono costretti a grandi artifizi, ed a leggere penitenze per avere ubbidienza , affinch i religiosi non s' inducano ad abbandonare, la vita religiosa preferendo persino di dichiararsi turchi. Questi

cappuccio
del

alquanto
parte

aguzzo, tutto

medesimo

colore, e sopra quesinistra,

ste vesti, dalla

pon-

gono

una croce rossa con alcuni


il

caratteri per esprimere

desiderio

loro di spargere

il

sangue

per la

Eugumeni devono

essere confermati

fede di

Ges
gli

Cristo.

dal vescovo, che a tal fine si reca appositamente al monistero recitan-

do orazioni,

riti

peculiari.
di
s.

armeni si unirono alGiovanni Vartabiedo, vedendo il decadimento della

Quando

Chiesa cattolica

Comecb l'Ordine
abbia perduta
nisteri
le

Basilio
di

l'Ordine di

s.

Basilio nell'Armenia,

un' infinit

mopure

voleva riformarlo;

ma

poi ne fond
negli

nell'Asia, e nell'

Europa per
,

uno nuovo, perch mantenesse

invasioni fatte

dai turchi

se ne conserva. CoXGREGAZIOXE DI S. BASILIO DEGLI Armeni. I monaci armeni sono di due sorte: altri eretici ed altri cattolici detti Franchi Armeni, ri-

un gran numero

armeni la fede cattolica, a cui diede il nome di Fratelli uniti. Lasciata pertanto la regola di s. Basilio,

presero

essi

quella di

s.

Agostino,

dotti

alla

cattolica

religione

nel

Domenico da Bologna domenicano. Fra gli armeni scismatici v'ha moltitudine di monai33o
dal p.

cambiarono l'abito dei monaci armeni basili ani in quello dei frati conversi di s. Domenico, approvando tutto Papa Giovanni XXII. Aggiunsero ai tre voti, il quarto,
e
cio, di

ubbidire

in

ogni

cosa al

monache. Professano alcuni l'Ordine di s. Antonio, ed altri Tutta volta quello di san Basilio. sul fine del passato secolo, avendo alcuni di essi abbandonati i proprii errori, inviarono nel i 706 due moci

e di

romano Pontefice, come a capo supremo di tutti cattolici. Comecb


i

molto

si

dilatassero,

pure nelle innella

vasioni dei turchi

ritiraronsi

provincia di Naxivan nell'Armenia maggiore, e finalmente, nel 1 356,

naci a

Roma, per

prestare ubbidien-

passarono nell'Ordine di

s.

Dome-

za al Pontefice Clemente XI. Abi-

tano questi

religiosi
citt

nelle vicinanze

nico colla permissione d'Innocenzo VI, e tutto l'Ordine loro si convert

Naxivan dominio del


di

dell'Armenia nel

in

una provincia

di

padri dome-

ed in una parte, detta Abrener, ove sono dore di Persia,


dici villaggi cattolici.

nicani, che chiamasi tuttavia di si vari.

Na-

Fanno due

an-

Movaci Armexi
nova.

Basiliaxi di
fuggiti

Gedal

ni di noviziato, ed alcuni aggiungo-

Questi monaci,

no
le

ai

tre voti

comuni quello
Turchia.
si

di far

missioni nell' Armenia, nella Pere nella


;

monistero Basiliano di Monte Nero nell'Armenia per la persecuz'one


del soldano
nel

sia

limosina

nei digiuni

Vivono di conformano
consacrano
il

d'Egitto, approdarono

i3o7

in

Genova dove

edificarono

alla Chiesa

romana

nell'azzimo bench seguitino

rito

una chiesa, che intitolata a s. Bartolommeo, li fece appellare eziandio Bartolomiti.

Portano tonaca di color nero, legata con cintura di cuoio ed un' altra di sopra pi corta a-

armeno.

Altri religiosi in seguito agessi in

giungendosi ad

Genova, e poruffizi a re

tando seco

libri

per

secon-

.,

BAS
do
il

BAS
si

181
si

rito

armeno
,

dilatarono a
altri

Da
glie

questa Congregazione
l'

sce-

mano

mano

fondarono

monisteri in diverse citt

d'Italia,

In seguito lasciarono l'abito antico, e presero pur essi quello dei converal domenicani abbandonando paro di quelli d'oriente, la regola di s. Basilio, assumendo coll'approvazione d' Innocenzo VI, quella di s. Agostino, e dicendo l'uffizio sesi
, ,

archimandrita ( V. Archimandrita) ovvero iL metropolita di tutta la Russia , che viene con-

anche

fermato dal Sommo Ponlelce, e per opera del metropolita si eleggono gli altri vescovi a lui subordinati Tutti questi religiosi Ruteni atten-

dono a
rola,

coltivare, e
sia

promuovere
colla

la

fede cattolica,

divina
i

pa-

condo messa

il

breviario

romano

la

e sia amministrando
pel

sacra-

all'uso

de' padri

domenicani,

menti;

qual
che,

fine

molti
nel

Papi

Finalmente, conscio nel i65o Papa


In nocenzoX,Ptf /?////, che erano ridotti que' monaci a
soli

hanno voluto,

collegio

quaranta, e che edi

greco di R.oma, ed in quello de Propaganda di Roma, di Olmiitz,


di Vilna,

rano discordi
sul

fra

loro e rilassati

ed altrove

si

alimentas-

costume, gli estinse colla bolla i43 Commissanobis, emanata ai 29


si

sero alcuni giovani da loro inviati.

ottobre, che

legge nel

tomo VI

del

co,

Bollario
i

Romano, p. 2 56, applicando beni loro ad altre pie opere.


Congregazione
de'

Celebrano que' Ruteni con rito gredicono 1' uffizio in lingua schiavona, hanno veste nera con una piccola cocolla, o cappuccio, come
gli

Monaci Ruteil

antichi
in

Basiliani orientali.

Han-

Ni

Basiliani. In

Russia

cristia-

no

Roma un

procuratore gene-

nesimo
so di
il

fu introdotto dai greci veril

987, o 989 sotto

governo
si

Wolodimaro.

Una

prodigiosa

rale nel rione de' Monti, ove Urbano Vili assegn loro la chiesa de' ss. Sergio e Bacco, per li meriti del

quantit di
sparsero,
il

conventi Basiliani vi

santo martire Giosafat,


la

ucciso

per

che comunque ritenessero pure in gran rituale dei greci,


le

fede cattolica dagli scismatici.

rendere viva la memoria del quale


beato,
col

parte ne alterarono

consuetudini,

Volle

il

Signore,
Pontefice

Sommo
nell'anno

che vivendo il Clemente Vili


Michele

i5g5,
di

Ragora
ri-

metropolita
conosciuti
i

tutta la Russia,

Urbano Vili, nell'anno 1643, Costituzione In Sede, riportata nel tomo VI, pardel Bollano, conceste II, p. 38 se che tanto dai monaci Basiliani
disposto della
1

proprii
vescovi
si

errori, insieme

con

tutti

monaci
per

di

quelle contrade,

unisse al centro

dell'unit, e riconoscesse

universale
si

il

capo Sommo Pontefice. Spar-

viveano que' monaci Basiliani ruteni Velammo Rutski e Stefano


,

quanto nella diocesi di Polocz se ne facesse l' uffizio, e la messa ( V. b. Josaphat l' ita Iacopo Susza Kuncavicii archiepiscopi Ploceusis Romae typographia Varesii i665. Papa Benedetto XIV, Larnbertini, voleva per mezzo della Propa:

metropolita ottenne da Urbano VI il di poterli ridurre in una congregazione, a cui


il

ganda che

vescovi
i

curassero di unire

Ruteni promonaci Basilia-

Pontefice nell'anno

ni di rito ruteno in

1624 conced facolt di eleggere un abbate generale, rileggibile ad ogni quattro anni dal capitolo generale,

In sulle prime,
so
si

Novaes al opponevano, temendo pregiudica-

un sol corpo. come riporta lo slestomo XIV p. 44? v *

182

BAS
sui

BAS
monaci
Calabria
,

ta la giurisdizione loro

del

regno

di

Napoli.
la

medesimi;

ma

con

la

lettera

Et

si

Usavano
al

lutti

questi

monaci e

dubitare, dei 27 novembre 174^, che presso ii Bollarlo Magno tomo

veste, e la ufficiatura de' greci;

ma
lati-

tempo
la

di Sisto IV, dalla


il

Rovere,

XVI

pag.

120, avendoli

assicurati

nell'anno 1473, elessero

rito

Benedetto
diminuita
fece
l'

XIV non
la

essersi

perci
si

no, e

veste degli altri

monaci
Gregorio
la negli-

giurisdizione

loro,

cio tonaca, cintura di pelle, cocol-

unione in due Congregazioni della Ss. Trinit nella Lituania, e del Patrocinio di Maria Vergine nella Polonia, unione che dal Pontefice stesso fu confermata colla costituzione
,

la, scapolare,

cappuccio.

XIII, nel

i573, scorgendo
cui

genza

in

que' monisteri
l'

erano

caduti, e

come
gli

ignoranza del greindifferenti

co idioma
alle regole

rendesse

Inter plures,
il

data

ai

2
ci-

di

cui facevano profesdi

maggio

744? presso

Bollano

sione
essi

procur

riaccendere
e
fece

iu
tra-

tato a pag. 198, dove prescrisse gli


statuti pi opportuni.

ii

fervore antico,

Bens, in forza

della

costituzione,
ai

Inclitum , ema-

nata
proib

12 aprile

1753, come da

durre in italiano le regole da essi professate. Bidusse in un solo corpo tutti i monaci Basiliani sparsi per
l'Italia,

pag. 47> a que' monaci di fare come per lo innanzi il quarto voto, cio
di

detto bollano,

tomo XIX

altre provincie

Sede
si

Spagna, e per le alla Santa ordin che ad ogni tre anni


per
la

soggette

non brogliare

alle

dignit.

Solo

tenesse concilio, in cui fosse eletto

esortolli

a fuggire quel broglio, gi

un abbate generale,
vincie subordinate alla

che assogChiesa
lati-

da Benedetto XIII, Orsini, del 1723 condannato, e tanto contralio a' ministri
rivestiti

gettate ad esso fossero tutte le pro-

del

sacro

carattere.

na.
i

Esent

altres

monisteri

ed

Finalmente con altra costituzione amiliani , dell'anno 1756, Super f spedita ai 3o maggio 1756^ riportata nel detto Bollano a pag. 2 1 7, stabil qual fosse l'autorit del metropolita , e del proto - archimandrita sui monaci di quest' Ordine. V. Butexi, Polonia, e Bussia. Movaci Basiliam d'Italia. Mentre viveva
s.

religiosi dalla giurisdizione dell'Or-

dinario, degli archimandriti, e degli

abbati commendatari, mettendo


e
delle chiese,

a carico di questi ultimi la ripara-

zione de' monisteri ,


e

separando

le

mense
;

abbaziali,

dalle cesse

conventuali

finalmente con-

ad essi molti altri privilegi, che confermati vennero da Clemente

Basilio, la

sua regola

propagatasi,
parti

come

si

detto, nelle
stabil

occidentali,
S.

si

anche

in Italia.

Agostino afferma aver

in Roma molti uomini, e molte donne vivere insieme congregati al modo orientale. Nel Tusculo

veduti

Vili, e da Paolo V. Per un breve di Paolo V, dei i5 maggio 1620, il capitolo generale si teneva ogni sei anni, ed ogni anno in ciascuna provincia radunavasi una dieta o definitorio
,

antico, vivente

s.

Basilio,

l'abbate

Giovanni di Cappadocia fond il monistero detto di s. Agata, come che altri monisteri si piantassero per le contrade della Sicilia , della

a cui assisteva l' abbate ed i visitatori provinciali ecc. Tutta volta, sebbene l' elezione del generale dovesse farsi ogni sei angenerale generale
ni,

spesso accadevano che per brevi

pontificii

pi oltre venissero confer-

BAS
mati
vita.
i

BAS
nardo
il

i83

generali,

ed alcuno anche a

della Crux.

Alcuni anni dopo

che risguarda l' origine, il progresso e vicende dell'Ordine Basiliano in Italia, merita d'essere

Per

ci

p. Matteo della Fuenle diede una riforma a quest'Ordine, e fond l'uno a Tardon due monisteri
,

l'altro a Valle

consultata
pilio

1'

opera
nella

di Pietro

Pom-

de Guillos; ma Papa Gregorio XIII, come aveva fatto


le

Rodot

biblioteca Vati-

per
un

varie divisioni d' Italia, cos

cana, intitolata: Dell' origine, progresso 3 e stato presente del rito

fece di questi

insieme

greco

in

Italia,

Roma

17.58
il

pel

Vergine
lio,

due di Spagna, e gli con quello della Ss. d'Oviedo, li costitu in


il

Salvioni, e specialmente

libro II
cri-

provincia sotto

nome
i

di

s.

Basi-

ove con profonda erudizione, e


tica giudiziosa

a cui volle che

monisteri suc-

tratta

assai

diffusa-

cessivi fossero uniti

e soggetti all'ab-

niente di

siffatte

materie. Pel cele-

bre monistero poi ed abbazia di Grottaferrata [Vedi), ove rifiorisce l'Ordi-

bate generale dell'Ordine di s. Basilio d'Italia. Tuttavolta, riconosciuta


tale unione alla riMatteo Fuente, come in appresso sar riferito, Clemente Vili, del i6o5, torn a separare i riformati dalle due provincie non riformate, proibendo a questi ultimi di ricevere novizi, e far nuove

pregiudizievole
p.

ne, oltre

mentovato Rodot, da vedersi Io Sciommari ned' opera che ha per titolo Note ed osservazioil
:

forma del

ni istoriche spettanti

insigne

badel

dia di Grotta/errata,

Roma
De

1728.

Pu ancora
p.

osservarsi
intitolata:

l'opera

Cardocci

lano

M.

T.

Cieeronis

Tuscununc Cru-

fondazioni. Inseguito per, tolta


fatta proibizione,
si

sif-

anche quei

religio-

pta ferrata adversus p. Jo. Lucani Zuzzeri S. T. Disputatio Apologetica, Romae i^^j, ove con invitti argomenti sostiene l'antica tradizione dell' esistenza della celebre villa di Cicerone