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e J

DI

7 '^^

DIZIONARIO
ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPAtl SAWTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj Al

E PI

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PI SOLNTVI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

..^

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO

XV L

VOL. XVII

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLIL
Iwbemfvan^ Colte),

O^

*.

C_

Oi^

v#

V.JI

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CON
IjONSALVI Ercole, Cardinale. Ercole Consalvi d'una nobile famiglia orionda di Toscanella, nacque
in

CON
precedettero), fu annoverato

VI

tra

la

romana
la

prelatura,

da Pio dove
presa-

incominci

luminosa

carriera,

Roma

agli

marchese

8 giugno lySy, dal Giuseppe Consalvi, e da

di cui era stato in certo

modo

go, in alcuni poetici componimenti,

Claudia de' conti Carandini. Nella sua fanciullezza ebbe a modello le virt del Cardinal Andrea Negroni, e

che furono stampati insieme a queld'altri convittori del seminario suddetto nel 1772. Nel corso di
li

pervenuto alla prima adolescenza fu


collocato dai genitori nel seminario
di Frascati allora forentissimo. Ivi
si

sedici

anni
e

successivi

con

attivit,

diligenza

fedelt soddisfece

alle

cariche conferitegli da Pio VI, cio


di

guadagn
del

la

stima e la benevo-

ponente di
della

buon governo
segnatura

di

duca di Yorck, che gli port sempre molto affetto sinch visse. Tornato
vescovo
in

lenza

Cardinal

votante
zia,

di giusti-

e di uditore della
il

sagra rota.
talen-

Oltre a ci
re
ti,

Pontefice, conoscitode' suoi

Roma, entr nell'accademia


a perfezionarsi
discipline;

eccle-

del

suo zelo,

siastica

ne' pi gra-

e della

destrezza sua, gli affid


dell'ospizio apostoHco

vi studi e nelle

dopo
il

l'amministrazione del grandioso sta-

aver egregiamente compiuto


so
degli

cor-

bilimento
s.

di

studi (ne' quali diede

non

dubbie prove di quel felice , ed alto ingegno che un giorno doveva renderlo celebrato a segno da superare nella
Cardinali
perizia

Michele, e lo destin segretario della congregazione deputata all'e-

same

del

nuovo

piano economico

della provincia bolognese, e dell'altra congregazione stabilita pel buon regolamento delle milizie pontificie

diplomatica

segretari di stato che lo

CON
ilei

CON
Carelezione dovette
fare
nella restaupontificio,
sia

colla qualifica di assessore

dinal

segretario di stato. In questo


il

razione
nelle

ultimo ministero mostr

Consalvi
difficolt

regime promulgazioni
del

di

leggi

sia

animo eguale

alla

somma

in utili

riforme

sia nell'

ammini-

de'tempi: e siccome era

riguardato

strazione, ed ogni altra provvidenza,

come

valido ostacolo all'abbattimen-

to della sovranit pontificia, gli fu


insidiata
la

che sembra supei'fluo l' enumerarle, comech ridonderebbero ad encomio


del nostro Cardinale, che per la
limitata
fiducia
il-

vita.

1798,

detronizzato

Nei primi del Pio VI dalle


di Francia,
il

del

Pontefice,

armate repubblicane
Consalvi

per la sua operosit ne port sempre per ragione


pal peso.
della

pot

evadere

dal

giogo

carica
si

il

princi-

straniero, e viaggiare in estere con-

Altrettanto

dica degli
del celebre

trade per sua particolare istruzione. Intanto nell'agosto 1 799, essendo

affari ecclesiastici,

come

morto

in Valenza di Francia

il

glo-

rioso Pio

VI, venuto
i

il

Consalvi in
dargli

cognizione che
si
il

Cardinali dispersi

concordato tra Pio VII, e la repubblica francese [Vedi). Ma per gli stessi meriti del Cardinale, per la benevolenza del Papa, pel geloso uffizio,

adunavano a Venezia per


citt,

e pi di

tutto

per

l'acerbi-

successore, siccome trovavasi in queegli


si

t de'tempi;

fu bersaglio di poten-

sta

pose a disposizione
,

che lo nomin prosegretario del conclave incaridel sagro Collegio


,

ti nemici, che indussero con pena Pio VII a distaccarlo dal suo fian-

co, accettando la di

lui

rinunzia al

co equivalente a segretario di stato. In questo tempo tra gli altri ebbe

posto di segretario di stato, e conferendogli invece


la

prefettura della

ad

ammirare e
,

la

meravigliosa

segnatura di giustizia nel


l'abbazia di Grotta ferrata

1806,
in

istancabilit

prelato,

monti,

mente del il Cardinal Barnaba Chiarache sublimato nel marzo


e
la

bella

com-

menda, che godette sin che visse. Non and guari, che, occupata nuovamente

1800
di

al papale
gli

triregno, col
affid
il

nome

Roma dai

francesi nel

809^

Pio VII,

difficile

incarico della
nella sua
1 1

segretaria di stato, e
degli
lo

e portato via prigioniero Pio VII, i Cardinali tutti furono o esiliati o


imprigionati.

prima promozione

Consalvi stette

confi-

agosto del

medesimo anno,
colla

nato trentatre mesi a Reims, e tredici

cre Cai-dinale di santa Chiesa dell'ordine


di
s.

de' diaconi,
alla

diaconia

Agata

Suburra.

Quindi
di

a Beziers. Ricomposte per nel le cose, e restituiti i domini! della santa Sede a Pio VII, il Car18 14

dichiarollo segretario di stato, e perci prefetto delle

dinale raggiunse
tefice

congregazioni

consulta

della

lauterana
del
s.

non
e

che
di

membro

di quelle

offizio,

a Rimini il Ponmentre l'cstituivasi a Pioma, e giunti che furono in Foligno venne nuovamente da Pio VII dichiarato segretario
di stato, ed

della

concistoriale, del

concilio,

ambaCardi-

propaganda fide,
visitatore

dichiarandolo

sciatore straordinario al re di Fi'ancia Luigi

altres

apostolico del no-

XVIII.

Subito

il

minato ospizio di s. Michele, che govern sino alla sua morte. Sono troppo note le grandi opevazioni che Pio VII dopo la sua

nale part alla volta

con monsignor Raffaele Mazio, che poi


di Parigi

si

e con

merit la dignit cardinalizia, Giuseppe Evangelisti cifrista

CON
della

COx\
il

segretaria

di

stato,

quale
precolle

sino al suo ritorno in


st utili servizi

Roma

gli

col suo

zelo,

sue cognizioni, e colla


istancabile.

sua attivit

Giunto a Parigi, tratt coir imperatore Francesco I, e col

re Luigi
clesiastici

XVIII su
che

gravi affari
,

ec-

politici

fra'

quali la

restituzione delie legazioni di Bolo-

Romagna, e marche di Ancona, di Macerata e di Fermo, non che del ducato di Camerino
gna, di
e della
delle

ForH

Provincie

delle

e di quello di Benevento,

e Ponte

Corvo. Siccome poi Alessandro I imperatore delle Russie, e Federico Guglielmo UT di Prussia, do-

molla di tutti i numerosi affari che si dovettero trattare coi diversi sovrani , e dei concordati che si conchiusero. Quindi legislazioni provvedimenti, ed innumerabili cose opei' sempre con rettitudine d'intenzioni, con estremo amore di Roma, e con incomparabile attaccamento all'i m mortai Pio VII, di cui procur sempre la gloria, ed una fama perenne. Oper ancora molte cose grandi ed utili, ma il timore de' tempi, e quello di comparire insaziabile di dominio, lo dissuasero da altre operazioni che non minor onore gli avrebbero partorito.
Integro, e d'indole generosa e

vevano partire per Londra per Io sfesso argomento, il Cardinale li raggiunse in quella citt, ed ivi tratt pure col re d'Inghilterra Giorgio IIL Quindi si rec a Vienna ove erasi adunato il famigerato congresso qual consiglio di pace Europea,
inteso a ristabilire la fermezza dei

gnanima,
di tutti
i

di

modi

cortesi,

maamico
dei

principali regnanti,

pi
voli,

illusti'i

uomini, e pi
degli
artisti

autoree
dei industria

mecenate

letterati,

non

risparmi

per guadagnarsi l'ammirazione degli


stranieri, e se loro

perch

Roma

si

rendes-

un soggiorno gradevole, e

governi di essa. Presso

sovrani in
il

Vienna
so,
il

riuniti, e presso

congres-

Cardinale pose in opera tut-

comparisse regina dell'universo. Pianta la morte di Pio VII, il Cardinal Consalvi commise al com-

ta la sua operosit,

perch

definiti-

Sede apostolica restituite le menzionate legazioni, e le Provincie, che aveva essa per necessit dovuto cedere nella pace di Tolentino. Tutto ottenne oltre la
fossero alla

vamente

mendatore Thorvaldesen, a memodi eterna gratitudine, un magnifico sepolcrale monumento, da


ria

collocarsi nella

basilica vaticana, e
al

che
rio.

brevemente descrivemmo
p.

Volume XII,
Scaduto
di

3io

del Dizionadalla
rest

restituzione
artistici,

degl' insigni capolavori

per Consalvi
palatina
di

che da Roma erano stati trasportati in Francia , n risparmi


nel temporale, e
stata
si
il

somma
colla

tanto ministero, e

carica

segretai-io

proteste per ci che la santa Sede


s

de' brevi
frire
le

pontificii,

dovette sofdella

nell'ecclesiastico

conseguenze
vicende.

variet

fosse

pregiudicata. Pieno
al

di

delle

umane

fama che

gloria

restitu

Pontefice

Pio
este-

se fosse ulteriormente vissuto sareb-

VH,
sto

quale

gli

accord pi
fino ai
di

be
ta

stato riportato al ministero del-

sa fiducia.

Laonde

20 agoil

lo stato

1823, epoca
lo

sua

morte, con

nel

da Leone XII. Tuttavolgennaio 1824 quel Ponconfer la

autorit illimitata, govern


Siilvi
l

Conabbel-

tefice

gli

cospicua

pre-

stato

pontificio

fettura della congregazione di pro-

Roma,

fu

l'anima, e

la

gran

paganda Jicle^ che godette per p-

8
chi giorni.
fatiche

CON
Logoro
dalle
afflitto

CON
immense dal male
vere
nella

chiesa

cji

s.

Marcello,

sostenute,

(che in un alla sezione dei cadavere descrive il numero 8 del Diario di Roma del 1824)5 il Cardinale
del
to

Consalvi spir nel bacio Signore a' 24 gennaio di det-

il suo corpo fu posta in un tubo di latta, giusta il costume, l'iscrizione necrologica, che pure riporta il citato Diario. Il detto artista che invent ed e-

e nella cassa che

racchiude

segu

il

monumento, lo compose
iscrizione, e
la

di

un

Poche ore prima della sua morte, avendo mandato a chiedere a Leone XII V apostolica
anno.
benedizione,
singoiar
il

basamento con

sopra vi

pose un'urna, avente


la del

medaglia nel
tutto

centro coll'effigie del Cardinale,e quel-

Papa per

tratto di

marchese suo
la

fratello;

il

distinzione,

volle

che

il

secondo

volont del porporato.

Ma

Cardinale Castiglioni (poi Papa Pio Vili ) penitenziere maggiore gliela portasse personalmente.

l'esecutore testamentario, e lo sculto-

re per far

memoria di quanto il granla Chiesa, cre-

Non va

d'uorao avea fatto per


dell'

taciuto,

che recandosi il duca di Lavai Moutmorency, ambasciatore di Francia, nell' appartamento del Cardinale per domandare sue notie trovatosi presente

dettero bene di aggiugnere nel davanti

urna

la statua

appunto
il

del-

la

Chiesa tutta vestita di vari panni,


in atto mesto guarda
ri-

e che

zie,

quando

gli

tratto del defunto, e tiene


stra la croce,

con

la de-

fu somministrata la estrema unzione,

che appoggia sulla mela

ademp anche

al pietoso officio

desima
chiavi.

urna, e con
Il

sinistra

le

di rispondere alle preci

recitate in

monumento
ss.
s

fu collocato
Crocefisso.
fu-

tale funzione dal sagro ministro.

Le

nella cappella del

solenni esequie furono celebrate in

Tanta
pianto, e

virt, e

belle doti

detta chiesa,
sagriflzio
Il

e vi offri l'incruento

rono premiate
si

coli'

universale

com-

il Cardinal Bertazzoli. testamento del Consalvi fu una nuova dimostrazione del suo gran-

in Italia, che fuori, gli


onori.

furono furono

resi molti

In R.oma
coniate

alla

sua
i

memoria
suoi

d'animo, dappoich, oltre diversi legati, generosamente accord pensioni vitalizie a' suoi famigliari, prescrisse

medaglie,
tore

ed

estimatori

ed

amici, coir
leggiadro
cio

opera del lodato sculThorvaldesen gli eressero un

gri

compimento di alcuni saedifzi, nomin esecutori testail

monumento
chiesa
di cui
il

nel Pantheon,
s.

nella

di

Maria ad
suo

mentari monsignor Buttaoni uditore del Papa, e il conte Parisani, lasciando la sua eredit al benemerito istituto della congregazione di Propaganda la quale per entrar non ne poteva in possesso che alla
,

Martyres^

defonto porporato
Il

era divenuto diacono.


ria lo

nome

risuoner sempre celebrato, e la stodinali

ha scritto tra quello dei CarXimcnes, Richelieu, e MazVis-

zarini, grandi ministri di stato.

estinzions
dispose,

di

tutti

legati.

Inoltre

se

anni sessantasette, e circa ventinella

che

in

un modesto marscultore

quattro
nel qual

dignit

cardinalizia,
volle ac-

moreo

avello, eseguito poscia egredall'

tempo non mai


I

giamente

esimio

pa-

cettare protettorie.
e

pubblici fogli,

dovano Rinaldo Rinaldi, unitamente alle ceneri di un premorto suo


fratello,
si

molti biografi ne

esaltarono

le
l'e-

gestc, fra' quali

rammenteremo

tumulasse

il

suo cada-

logio letto

nella pontificia

accade-

COxN
mia romana
pato
di

CON
di
s.

9
vescovi,

archeologia dal eh.

Lizier

da uno de'suoi

cav. Luigi Cardinali, che poi fu stam-

con questo titolo; Elogio del Cardinale Ercole Consalvi, Roma, e Pesaro, 1824. CONSCIENZIOSI, o COSCIENZIOSI. Appellazione di eerti eretici, i quali non conoscevano per regola delle azioni che la propria coscienza. Nel secolo XVII fu rinnovato r errore da certo Mattia Kunlzen, che pass quindi all'ateismo.

che mori nel 7 52. che ^fa/r/t5, per cui

Fu
i

chiamata anil

vescovi, sino al
ti-

duodecimo
t eranvi

secolo, portarono

tolo di vescovi d' Austria. Nella cit-

due cattedrali dedicate uV. Maria, l'altra al santo vescovo Licerio, servite entrambe da eguale numei'o di canonici. Ma Bernardo diMarmiesse, avendone una
alla B.
niti
i

capitoli nel

1680,

scelse

per cat-

tedrale la chiesa di Nostra Signora


del Sisge, posta in

cima
Il

alla citt,

CONSERANS,
vitas

o S.

LIZIER,

Cis.

presso l'episcopio.

capitolo

com-

Conseranorum,

et

Fanum

ponevasi di otto dignit, di dodici


canonici, di
petui,

Licerii. Citt vescovile di

Francia nel

due

rettori

vicarii per-

dipartimento dell'Arrige, capo luo-

go

di

cantone, che sorge sulla riva

non che ,di ventiquattro prebendati. Dapprima la diocesi era


formata da ottanta parrocchie;
all'

destra del Salat, o Sarlat.


in alta e
bassa,

E divisa

ma

ed posta sopra una piccola montagna, ai piedi delquale scorre la detta riviera, del

epoca della soppressione, pel concordato fatto nel 1801 tra la repubblica Francese e Pio VII, le parroc-

la

da un ponte, nel mezzo del quale avvi una torre che prima si custodiva. Possiede una
Salat, attraversata

chie
oltre

si

erano ridotte a settantadue,


e

ad un'abbazia,
e

ad alcuni conreligiosi.
Il

venti,

monisteri
l'

di

bella

cartiera,

e miniere

di

rame

vescovo godeva
ventiquattromila

annua rendita

di

e di piombo. Ne' dintorni trovansi ancora banchi di marmo grigio, nero e bianco. Questa antica citt della Guienna, chiamala pure Cense-

lire,

sa di mille fiorini.

con vuia tasV. Gallia Christ.

tom.
zione.

I,

pag.

123, della nuova edi-

rans, e Coserans, fu gi la capitale dei

CONSERVATORI
O

DI

ROMA.
SeNATO

Consorani

e poi del paese di

Guascogna, cio dopo la distruzione di Conserans fatta da Bernardo di Comminges. Il popolo dei Consorani dell' Aquitania faceva parte della NovenipO' pidonia. Nel decimo secolo questo
nell' alta

Conserans

MAGISTKATO RoMANO. K, E MAGISTRATO RoMAJfO.

CONSERVATORII
piet

di Roma. La romana fond numerosi luo-

ghi di ricovero, d'istruzione e di edu-

cazione per fanciulle e donzelle, ed

paese

era una contea

distinta del

anche per donne, principalmente per sottrarle alla corruzione de' tempi
,

Comminges: divenne dominio


particolari visconti.

dei

alcuni

de' quali

in

progresa' rispetti-

conti di Barcellona, e poscia fu sotto

so
vi

come

si

pu vedere
divennero
in
,

articoli,

monisteri, e
la

La

sede vescovile di

Conserans

per

conservare

parte

pri-

fu eretta nel quinto secolo, e secon-

maria

istituzione

continuarono
convittrici,

a o

do Commanville l'anno 5o6, divenendo sufFraganea della metropoli di

tenere delle fanciulle in educazione,

che perci chiamansi

Auch. Quindi prese

il

nome

educande, pagando ciascuna

discretcn

IO
dozzina,
lite

CON
e vestendo
abiti di stabi-

CON
locamento , in o congiungendosi matrimonio, o facendosi monache. Quando Clemente XI era Cardinale, gi a sue spese aveva stabilito

prammatiche. Alcuni di questi monisteri sono con clausura, altri non l'hanno; ve ne sono pel ceto
nobile,
dizione.

come per

quelle di civil con-

alcuni di questi

luoghi

di

si-

In questi monisteri,
le

come

curezza, pel

sovvenimenlo de' quavolta

nei conservatorii,
affidate

educande sono
istruzione,

alla tutela, alla

qualche dare i suoi


li

fu

costretto

a
il

mobili, a

diminuire
i

ed

alla

educazione

di

particolari

numero
cessari,
gli

de'suoi famigliari

pi ne-

l'eligiose

e maestre, che

insegnano

non che persino a vendere


,

un metodo di vita divota e civile, e ammettono le educande a molti


degli atti propri

ornamenti
;

gli

argenti della

sua cappella

e,

di

tutta la reli-

giosa comunit.

vando cento ad un' opera che non


s

divenuto Papa, tromila scudi destinati


si

faceva,

li

L' origine de' conservatorii


cettuato quello delle
tuito

ec-

applic tutti pei conservatorii. Co-

Projette

isti-

Roma
si

Innocenzo III ) sembra rimontare ai primi anni del secolo XVI per le provvide cure
e pel costante
tefici,

da

zioni

pie

qual
la

anche per queste istitued utilissime primeggia, conviene alla capitale ed

al centro del cattolicismo,

come

fu

zelo
la

de'sommi Pongenerosa piet di

prima

in questo genere di educa-

nonch per

zione, che
talia,

porgesse

esempio

all'I-

Quindi nel fine di quel secolo vediamo occuparsene anche Sisto V, il quale eresse un conservatorio per le vedove, e per le zitelle nella regione de'Monti, presso il monistero di applicandovi l' eredit s. Bernardo, di Marc' Antonio Moreti, e di Maddalena Strozzi Anguillara. Nel setanti benemei'iti istitutori.

e all'Europa.

E
di

nel

pontifi-

cato di Pio VI, ebbero pur


diverse fondazioni
vatorii,
utili

luogo
conser-

mentre

altri

ne

sperimende'con-

tarono la generosit.
Dell'utilit e della storia

servatoiui
ri.

trattarono

diversi

auto-

Rammenteremo

pertanto

Cam-

colo seguente Alessandro VII,

comche

te le

millo Fanucci, nel trattato di tutopere pie della citt di Roma;

passionando
e

lo stato

abbandonato
zitelle,

Carlo

Bartolommeo

Piazza

nelle

pericoloso di

tante

diverse erudite sue opere, massima-

ad onta de'numerosi conservatorii di Pioraa vagavano per la citt,


fece aprire
jjerch ivi

scuole per tutti

rioni

mente neW Eusei'ologio Romano, e Opere pie di Roma, trattato \\\ De' conservatorii di zitelle, donnelle

ad

esse s'insegnasse lutto

ci che concerne la santa nostra religione, e le arti

domestiche proprie

ne penitenti, e fanciulle. A' nostri Guglielmo Costanzi pubblic l'Oi'.re/vato re di Roma ec.,ove
giorni d.

del sesso. Indi, per


tri

non

dire di al-

nel libro

Vili, tratta delle

Istitu-

benemerito dei conservatorii Clemente XI creaPontefici,

fu

assai

zioni pie per l'educazione delle donzelle.

Monsignor Carlo Luigi Monel


libro
intitolato:

to nel
il

1700,

sia

numero,
altre

sia col

aumentarne costituire ad alcuni


coli'

nchini
istituti

Degli

di pubblica carit e d'istru-

le dotazioni, e sia
le

perch

assegnandone delle donzelle con


prendere

zione primaria in
te seconda, al

Roma, nella parVili di sua erudita


dei

lucili l

potessero

un

col-

prefazione

parlando

conserva-

CON
torli
>

CON
:

II

Sebbene stimi che piuttosto domestica


,

COSI

si

esprime

>

>

j
5

debba essere l'educazione delle donne, perch appunto domestica la loro destinazione, laddove pubblica per gli uomini; ci non ostante utile certamente

qualche congregaziocarit , per esempio le figlie del rifugio (di cui parlani mo al voi. Vi pag. 272, e seg. del Dizionario) , e l' educazione sarebbe senza pregiudizi. Leone
a

scritte ne di

l'istituzione

de'conservatorii,
del

XII volle dare ai conservatorii un comune centro; or per vi

poich

molte

donzelle

pod'es-

>

polo non avrebbono


glie. I

modo

" hanno tanti superiori quanti so no gl'istituti ".


Molti conservatorii hanno
dinal per protettore
,

>

sere educate nelle proprie fami-

>

conservatori! ne

pongono

in

salvo molte, che o


5

prive di ge-

Noi

un Caro superiore. andremo compendiosamente a


i

>

o da loro crudelmente abbandonate, cadrebbero presto o tardi vittima della seduzione. L'istruzione religiosa, l'ammaestranitori,

descrivere

principali

conservatorii,

che al presente fioriscono in Roma con l'autorit dei sunnominati scrittovi e di altri, riportandoli qui appresso per ordine, e secondo l'epo-

mento
j

ne'lavori donneschi,
il
l'

il

vit-

to sobrio,

vestir

semplice

ed

ca della individuale loro istituzione.

uniforme
uffici
j

impratichirsi

negli

L' amministrazione, e

la direzione

di

dispensa, cucina, bucato

de'conservatorii, nel corrente secolo,

j *

affidato alle

che nelle famiglie donne, rende buone madri quelle che vanno a matutt'altro

>
j

rito.

Che
a

se
le

conservatorii conzitelle

gedassero
fossero

giunte che
il

"

maturit,
si

bene di
d'in-

queste istituzioni

dilTonderebbe

sopra un maggior
dividui; in
gi

numero

luogo di quelle che compirono 1' educazione ed


et

hanno
se,

da reggersi da

s stes-

subentrerebbero altre pi giosoccorso.

vinette, che

no questo mine che


il

invano or domandaE quelle femvi dimorano, certe che

a cagione delle note vicende, and soggetta a cambiamenti. AH' epoca dell' invasione delle armate imperiali francesi, cio nel i8og, i conservatorii di Roma furono riuniti ed assoggettati ad una commissione amministrativa , composta di monsignor Giovanni Fornici, del p. Polani, parroco della chiesa di Maria del Popolo, e del cav. s. Francesco Bernini. La commissione amministrativa si occup tanto della disciplina morale, che dell' eco-

conservatorio
si

non

la

loro

nomico dei conservatorii, e siccome la maggior parte delle rendite consisteva in Luoghi di Monti {^Fcdi)y\xx
assegni sulla cassa della Dateria apostolica, della

stanza perpetua,

darebbero magsi

gior carico d'apprendere, e

ren-

Elanosineria
(

dd Papa,
ed
altre

derebbero pi preveggenti. N sarebbe ardua cosa trovar loro un


collocamento, poich se non ad altro potrebbero acconciarsi nelle pri-

dei

Vacabili

Fedi)

che erano addette

al cessato gover-

no
te,

pontificio, e perci

ammortizzail

cos

valutandone

totale

fu

vate famiglie, che invano or chieg-

assegnato ai conservatorii un com-

gono
le
'

fanles(;he abili

ed oneste. Al-

vecchie che fanno da priore, e maestre, supplirebbero donne a-

gare

penso, che mensilmente doveva pala Mairii sul prodotto dei cosi
il

delti odivi, ossia

dazio, e

consumo.

13
Nell'anno

CON
i8i4,
ripristinato
il

CON
Michele a Ripa (Fedi), ove esistono pi centinaia di donne,
torio di s.

governo pontificio provvisorio, sebbene Pio VII a' 24 maggio rientrasse gloriosamente in Roma da

non
alla

fu riunito

alla

amministrativa,

ma

rest

commissione annesso

dove
pato

era
a'

stato

dalla forza strap-

luglio

i8og,

fu

egual-

sua propria amministrazione, vale a dire dell'ospizio apostolico,


affidata in quell'epoca al generale dei Somaschi.
p.

mente per modo provvisorio confermata la commissione amministrativa

Isaia

dei

conservatorii

di

Roma

venendo per cambiati i soggetti Ne fu fatto che la componevano presidente monsignor Ercole Dandini che poi venne creato Cardinale, e vennero eletti membri il can. Luigi del Drago, al presente Cardinale
.

Succeduto nel pontificato a Pio VII, il zelante Papa Leone XII,


nella vista di richiamare
vatorii di
i

conserdella
dissi-

Roma

allo

spirito

loro primitiva istituzione,

parne
di

gli

abusi che
vi
si

in

progresso

di santa Chiesa,
il

il

canonico Luzi, e

Questa nuova commissione dur undici mesi, mentre nel febbraio del i8i5, fu didi Pio VII, il sciolta per ordine quale coli' organo della segretaria di stato, restitu l' amministrazione
cavaliere

Nuzi.

erano introdotti, e a pi util lente sistemarli, con suo moto-proprio de' 1 4 novembre 1826, decret che tutti i conservatorii di

tempo

Roma
ti

fossero

da quell'ora in avanregolati,
diretti,

esclusivamente

e amministrati da
dinal presidente,
sori,

una
di

deputazio-

ne permanente, composta
e di

parziale d'ogni conservatorio di

Ro-

di un Carquattro asses-

ma,
nali,

agli antichi

protettori.

Cardi-

un

segretario con

voto.

prelati, deputati,

superiori, e
il

precisamente secondo
le

sistema, e

individuali

norme anteriormente
1809.
notare, che in detta

Per presidente dichiar quel Pontefice il Cardinal Ludovico Micara, per assessori i monsignori Giovanni
Soglia arcivescovo
elemosiniere,
di Efeso

esistenti nell'anno

e suo

Qui conviene

ora Cardinale,

Carlo

amministrazione rest compreso il Conservatorio delle Borroniee ( P^edi) escluso nella seconda riunione ordinata da Leone XII, della quale

Chicherio, Francesco

Capaccini, al
apostolico nel

presente internunzio

Portogallo

Stefano

Scerra, at-

andiamo a
si

parlare.

L' esclusio-

ne

fu per la caducit, stabilita dal

fondatore Cardinal Vitaliano Bori'Oineo, il quale nel suo testamento

tualmente vescovo di Orope, e segretaio della congregazione della Immunit. Per segretario nomin poi il canonico Giovanni Maria
Mastai-Fen-etti, ora Cardinale, che

determin, che se per fatto sovrano fosse cambiato l'amministratore del


conservatorio, (che

nomin

in perpedell'ora-

da monsignor AntonMaria Cagiano-de-Azevedo, ora segretario di consulta; mentre per


fu succeduto

tuo

il

direttore

pr tempore

computista fece
Volle
de' detti
il

Germano
fosse

Doria.
incaricato

torio del p.Caravita,il quale all'epoca


della fondazione era sotto la direzione

Papa Leone XII che uno

assessori

dei sacerdoti secolari) restasse abolito


il

della soprainlendenza allo spirituale,

conservatorio, e devolute fossero le

e al disciplinare di tutti

cone

rendite all'ospedale di Milano.


osservarsi ancora,

E da

servatorii, l'altro all'incremento dell'

che

il

Conserva-

industria,

e delle manifatture,

, ,

CON
destin
gli

CON
assessori

i3

altri
all'

due
ed

a
,

Vili,
rere di

egli

sopravvegliare
alle
se.

amministrazione
alle

dopo aver udito il pauna commissione di Cardeputasue


lettere

sue rendite,

sue spe-

dinali espressamente a ci ta,

Per semplificare poi l'amminidei


conservatorii
venis-

con

apostoliche:

strazione ordin quindi, che lo sta-

bilimento

se considerato

dichiarando
sto

addetti a
i

per modani imius, questo valocali

Litlerae apostolicac quibus coenohia puellarum Urbis ^ vulgo conservatorii, ad pristinum statum revoa' 28 agosto 1829, e che incominciano colle parole: InUrbeni decoter praeclara quae

cantur, date

stabilimento

conosciuti

sotto le denominazioni

di

Conser-

vatorio di

della

Paolo primo eremita; divina Provvidenza j delle


s.

rant

christianae

charitatis

monu-

Pericolanti; de' ss. Clemente e Crescentino detto le zoccolette


;

menta, etc, dichiar, che, conosciutosi dalla temporanea riunione dei


conservatorii di

di san
il

Roma,

e dalla

comci

Pasquale; delle mendicanti;


servatorio Pio,

con-

parazione degli uni

cogli

altri

e quelli

di

s.

Eu-

femia, del Refugio, di s. Caterina de'Funari, ec. N lasci ancora Leone XII di prescrivere le norme per
la organizzazione dell'imponente sta-

che fosse necessai'io di emendare in ciascuno di essi, a conservare nel miglior modo integre e salve, secondo le
disposizioni dei pii fondatori, era espe-

diente ordinare, che a tutti fossero


restituite le proprie case, e toi'nasse-

biUmento

requisiti

delle

alunne

educande, e convitti'ici , affinch possano essere ammesse nei conservatorii,

secondo
;

la stabilita classifi-

cazione

il

sistema

di educazione

ro a fare come prima separate famiglie. Volle per altro il plaudente Pontefice, che l'assegnamento annuo di scudi ventoltomila e cin-

le qualit dei lavori in

che debbono

quecento
i*iunitisi

fatto dal suo predecesso-

le donzelle istruirsi;

il

numero da
conservato-

re allo stabilimento de'conservatorii


sulla

ammettersi in
rio,

ciascun

cassa

del

pubblico

ed altre provvidenze. A sostegno de' suoi pesi appropri allo


i

stabilimento tutti
te,

beni, le

rendi-

gli

effetti

de' singoli conservariuniti, e

torii

di

Roma
fine
l'

ne form
a

nuove provvidenze, e ripartito in proporzione de' bisogni di ciascun conservatorio. Il pubblico erario continu a pagare ai conservatorii di
erario, fosse continuato sino a

una generale amministrazione. Chia-

in

erario

pontificio

Roma la detta somma, conforme a quanto tuttora ricevono per mezzo


della direzione generale del

soccorrere

lo

stabilimento

stesso,

debito

somministrandogli un

sussidio an-

pubblico, che incominci per mas-

nuo di scudi ventotto mila e cinquecento, e facendo in pari tempo


cessare ai conservatorii tutti
corsi
i

sima generale
naio i833.

a pagare dal

gen-

soc-

che percepivano in vari moelemosineria


apostolica

di

dalla

Conservatorio delle Pro/ette, presso


l'ospedale
sia.

dalla dataria,
de' lotti,

dall'amministrazione

di

s.

Spirito

in

Sas-

da altre casse,

non che

dal

medesimo

erario pontificio.

Passato agli eterni riposi Leone XII, nel 1829, e succedutogU Pio

Al gran Pontefice Innocenzo


si

HI

deve principalmente

il

cele-

i4
di
s.

CON
Spirito in

CON
zione di farsi monache, comparivano
abbigliate

bratissimo, e benemerito Ospedale

Sassia

{Vedi), e
del

come

tante spose, le altre

suoi annessi, e l'orif^ine

vasto

conservatorio delle Projette, situato


in

incedevano vestite in abiti semplici, e gli svizzeri del Papa in doppia fila
le

una parte

del grandioso palazzo

accompagnavano. La processione
l'egolari dell'Ordine

congiunto datore d

allo

spedale,

di

cui

si

terminavasi coi cantori, e coi canonici


rito.

parl anche
s.

all'articolo

CommenII

di

s.

Spi-

Spirito [Vedi).
III,

me-

Tutta

la citt

accorreva a vede-

desimo

Innocenzo

con

saggio

re

tali

processioni,

principalmente

divisamento, prepose

alla direzione

dell'ospedale, ed all'assistenza degli

infermi

canonici regolari

di

s.

Sprito in
si

Sassia {Vedi),
la

e,

come

dice a quell'articolo, affid l'edu-

cazione, e

direzione delle espo-

ste figlie illegittime,

o nate da poo snaturati genitori, a certe monache pur bastarde, che presero
veri,

sceglierne una matrimoni erano frequenti, e nel 1 647 se ne celebrarono settantacinque. Tuttavolta le processioni vennero abolite nei primordi del secolo XVIII. Clemente Vili prese cura delle
quelli che

bramavano
i

per moglie- Perci

monache
santa

di

s.

Tecla, edific a questa


e

per uso loro,

per quello

il

nome

di

s.

Tecla.
le

delle Projette

Per rendere
utili

monache anche
stabili

do
ro

alle

una chiesa, concedenmonache 1' uso del velo nee secondo


il

all'ospedale,
et

che quelsi

sul capo,

p.

An-

le

giunte ad
g'

matura
i

recas-

nibale da Latera,

Compendio della

sero

a fare in esso
di

servigi

ed a
tolto

soccorrere
gresso

infermi.

Ma

in pro-

p. 33,

tempo venne

loro

questo
de.

incarico, ed

esclusivamente

ebbero quello di educare le bastarL'istituto si propag altrove,

degli Ordini regolari, t. I. Clemente Vili ampli anche il locale in forma di monistero. Di poi nel pontificato di Innocenzo X, incolpate le monache di qualche dis-

Storia

ordine, secondo alcuni, restarono soppresse.


di

massime

in Polonia,

ma

senza claugli in-

sura e pel solo fine di servire


spetto

fermi, divenendo anzi sotto tale ail

modello a
ospitaliere,

simili

istituti

di

religiose

che in progresII oi'din

so

si sono fondati. Nel secolo XV, Pio

che in

giorni determinati,

si

facessero ogni

anno tre processioni, cio nella seconda domenica dopo la festa dell'Epifania
s.
,

Nel precedente pontificato Paolo V e nel 16 16 erasi pubblicata la Notificazione sopra le varie provvidenze riguardanti il buon regolamenlo del conservatorio di s. Spirito. V. il p- Bonanni, Catalogo degli Ordini religiosi delle Vergini a Dio dedicate, par. II, capo LXIV, monache di s. Spirito in Sassia, ove

pure

ai

25

aprile

in quella
festa

di di

Marco, e nella seconda

se ne vede la figura. Ma dal Cardinal Petra, Comnientaria ad Const. Apost. t. II. p. 254 num.

Pentecoste perch fossero

le Pi'ojette

vedute dal pubblico. La processione veniva aperta dai bastardi maschi, che allora dimoravano nel pio luogo,
e seguivano due a due
fanciulle
le

numerose

precedendo alle minori le maggiori. Quelle che avevano voca-

20 edizione di Roma 1706, si rile monache ancora esistevano col voto di clausura a differenza delle polacche che non l'avevano. Si legge ancora che il prelato commendatore alla nuova superiora consegnava un piccolo bastone in seleva che

CON
anodi
le
Il

CON
dote quando
si

i5

ci misdizione,

a differenza delil

maritano.

La

dote

abbadesse che usano

pastorale.
s.

che d loro
te

commendatore

di

Spirito,

scudi, e l'abito

monsig. Virgilio Spada, per miglior educazione delle bastarde, rare parsimonia e per avvezzarle alla

quando

di cento che usano le Projetescono dal conservatola pia casa

rio

di lana

color scuro

lionato,

ed

al

lavoro, apri

un nuovo conProjette

servatorio

per

le

che

si

portando in capo im velo bianco. Leone XII fece ristampare nell'anno 1827 le loro regole con questo
titolo:
le zitelle Projette

restituivano dalie nutrici, ed in es-

so stabil
di,

telai di

lana e canape; quin-

Regole sul conservatorio deldi s. Spirito, emaapostolica

perch

le

donzelle lavorassero di

nate dalla sagra visita


del

buona
ulici

voglia,

diede loro parte del


gli

26 giugno 1827.
delle

guadagno, e dispose ancora che


di

cucina

si

facessero per tur-

Conservatorio

Neofite.

V.

medesime, affinch diventassero abili fantesche. Si osserv che


dalle
il

no

l'articolo Neofiti.

desiderio nelle Projette di faticar


star

Conservatorio

di

s.

Caterina dei

meno, o

meglio, le

spronava

Funari.
Nel rione
chiesa, e
il

a contrarre matrimonio, o ad accomodarsi a servire nelle case private, cosicch in breve tempo la famiglia

XI

s.

Angelo evvi
s.

la

conservatorio di

Ca-

della

pia

casa

sarebbe

stata

ridotta
il

met. Per in seguito numero delle Pi-ojette talmente


alla

si

aument che Benedetto


il

XIV
di

fe-

terina de'Funari, del quale volendo meglio far conoscere l'origine, parleremo prima della chiesa, oltre quanto e del conservatorio e della

ce ampliare
gervi

locale

coli'

aggiunquat-

chiesa stessa

si

detto da noi

al

una fabbrica capace

volume IX pag. 146 del


rio,

Dizionadella
si

tro dormitorii, e diede alle Projette

allorch

parlammo

cap-

tutto quello spazio presso

il

Tevere

pella cardinalizia, che ivi


ai

celebra
festa

che occupava Tantico cimiterio (come dicemmo al voi. XIII pag. i52 del Dizionario) ricingendolo pure di muro. Sotto i dormitori furono costruiti alcuni portici,

25 novembre per
Caterina

la

di

santa

vergine e

martire.

o loggie coperte,

Diremo qui adunque che nel XII secolo ivi esisteva una chiesa intitolata a santa Maria Dominae Rosae, forse dal

per

distendervi le

biancherie

nei

nome

di chi

l'avea

giorni piovosi, ed edificata fu pure

fondata.

Dicevasi pure

in Castello

una

stufa.

Il

bucato,
s.

per tutta

la

pia e vasta casa di

Spirito, af-

circo

ureo, perch era nelle rovine del Flaminio. Cencio Camerario,

fidato alle Projette, alcune delle quali

tessono

le fascie
il

pel baliatico

de-

neir ordine Romano , nomina un monistero annesso monasterium Do-

gli

esposti,

treliccio

per

materassi
si

dell'ospedale,

mentre

altre

occu-

pano

in cucire, aggricciare cotte e

rocchetti, ricamare in seta d'oro


esercitarsi

ed

minae Rosaej ma, secondo altri, abbiamo che nel secolo XIII, e nel bel mezzo del circo Flaminio, gi esisteva una piccola chiesa dedicata
a
s.

in altri donneschi lavori,


profitti,

Rosa

di Viterbo, detta in
,
i.

Ca-

da cui traggono

che spen-

stro
si

ureo

cui
il

vestigi

tuttora

dono per loio

uso, o ripongono per

veggono dentro

contiguo

mo-

lU
nistero.
cliiesa

CON
Quindi
fu
s.

CON
un'altra
ri.

eretta

L' interno

della

chiesa

ricco

che volgarmente fu detta de' Funari dappoich restando ancora nel sesgombra in gran parte l'acolo rea del circo Flaminio, del quale eziandio duravano la forma, e l'andedicata a
Caterina,

di cui

marmi,

pitture

ed

ornati,

per

riesce assai elegante. Il

quadro
il

dell' altare
si

maggiore, sotto
i

quale
marti-

XV

venerano

corpi de' santi

ri

Saturnino, Sisinnio,
diverse
vi figur

Romano,
di

oltre

reliquie,
il

Livio
dipin-

damento
zio

dei

sedili,

il

lungo
ai

spa-

Agresti, che
di
s.

martirio

disabitato

serviva
delle

funaiuoli

Caterina. Egli inoltre


i

pel

lavorio

corde.

Da

ci

se lateralmente
lo,

ss.

Pietro e Paoss.

la chiesa di

s.

Caterina, ch'era nel

e al di sopra la
delle

Annunziata.
i

centro del circo, fu delta iQFuna'


ri.

La
le

volta del detto altare, e quelcappelle,

Ridolfino Venuti,
t.

Roma

na,

II,

pag.

847

; il

Piazza,

re ec. p. iSj, delle


terina de'Funariy

zitelle

moderOped s. Cascrittori,

non che
dipinti

qua-

ed

altri

asseriscono che

s.

Ignazio

Lojola,

fondatore della compagnia di Ges,


nel i536, ottenne dal Pontefice Paolo HI la chiesa di s. Caterina, e che restauratala colle limosine di
pii benefattori,

da Annibale Caracci, dal Muziani, da Federico Zuccari, da Scipione Pulzoni, detto Gaetano, da Marcello Veda nuti, da RafFaellino da Siena, Giovanni Zanna, detto il Pizzica,e da Girolamo Nanni. Per opera adunque di s. Ignazio
dri di esse, sono

fabbric

l'

annesso
per
l'e-

Lojola fu fondato
re le figlie di

questo conserva-

conservatorio

monistero

torio, affine di preservare

ducazione di povei-e donzelle, esposte alla seduzione. Il

Cardinale Fede-

rico

prese

i544> intraa fabbricare magnificamente la chiesa con architettura di Giacomo della Porta , lavoro che fu compito sotto Pio IV nel i564. Oltre a ci il benefico Cardinale vi colloc alcune campane che feCesi, nel

Donato

ed istruidonne che si erano abbandonate al mal costume , o di quelle estremamente povere. A


questa
istituzione
si
,

verso

l'anno

1543,

un

una

congregazione

pie e nobili,

o confi'aternita composta di persone per aiutare il santo

nel

buon governo
al

delle donzelle, e
delle

neir amministrazione

limosi-

ce venire dalla
certo delle
pili

Germania,
riusciva

il

con-

quali

armoniosi e pi belli di

uno dei Roma.

La

facciata esterna di travernino riguardata dagl' intendenti per una


delle migliori del
tetto,

mantenimento. La divina Provvidenza suscit molti generosi benefattori, e pel primo, beil lodato Cardinal Cesi, che in
ne relative
loro
neficio dell'istituto fabbric la chiesa nel

nominato archi-

venendo decorata la porta, nei due lati esteriori, da due bellissime

modo narrato^ n mancarono Romani Pontefici a soccorrerlo, ed


arricchirlo di grazie e privilegi, co-

colonne di

marmo

paonaz-

me

zetto. Altri Cardinali,

che nominam-

liche colle

Paolo IH nelle lettere quali approv

aposto1'

istitu-

mo

nel succitato articolo, ristaura-

to; Paolo

IV

ai

2 novembre

del-

rono ed abbellirono s la chiesa, che il monistero, n vogliono essere senza menzione il Cardinal Gio.
Battista Altieri,

i558, e con la bolla de' 2 gennaio del i56o, Pio IV, e poscia Pio V, e Clemente Vili ec. Sotl'anno
to quest'ultimo lo stabilimento fio-

ed

altri

benefatto-

CON
riva a
tal

CON
conteneva
gi alcu-

17
ec.
:

sei;no,

che

ricamare, nell'aggricciare
citano anche
stiche,

si

eser-

centosessanta donzelle.

Ma

nelle faccende

dome-

ne maestre assegnate alla istruzione delle giovinette, trenta anni circa

dopo

la

fondazione, vollero assumere

r abito

monastico di
autori,

s.

Agostino, e

quindi professarne la regola. Secon-

do

diversi

anche

s.

Filippo
istitu-

Neri concorse a questa utile


tione,

suo inci'emento, per ricoverare, educare, mantenere e dotare le povere fanciulle esposte a pericoli. 11 Cardinal Antonio Barberini fratello di Urbano Vili, cliiamato s. Onofrio dalla sua chie-

ed

al

sa titolare, lasci al conservatorio rendite pel

mantenimento

di

due

nobili

per essere poi utili alle loro famiglie. Anticamente il conservatorio concedeva le figlie del luogo per fantesche , col patto pei che chi le prendeva dovesse ritenerle sei anni , e dar loro scudi centocinquanta di dote quando si maritavano. Contigua al monistero eravi una casa per accogliere le figlie del luogo se divenivano vedove, le quali vi restavano finch passavano a seconde nozze. Vi si ritiravano eziandio le figlie del luogo, che maldai mariti non potevano trattate sevizie, ed esse vi risoffrirne le

donzelle povere e pericolanti nell'onest, la cui scelta

manevano
ficazione.

sino alla reciproca paci-

spetta al

Car-

In

questo

conservatorio

dinal protettore,
al

il

quale subentr
al

prima
le

governo
che sono

del luogo,

mancar
le

teneva anche scuola per fanciulle di onorate famiglie,


si

della confraternita. Egli per questo

senza

che
le

potessero

pernottarvi
le figlie

nel

Cardinale

fa-

Tanto

educande che
abito di

del

colt della

nomina
si

dei deputati del

luogo vestono
nero. L'edifzio

conservatorio, e delle figlie del luogo. L'istituto

prammatica un fabbricato ben


diarista

compone

di

mona-

murato, e meglio scompartito.

che, di orfane,

ed anche di civili donzelle, che pagano una mensile pensione di cinque scudi, e sono affidate alla cura delle monache. Le orfane sono chiamate figlie del luogo, e vengono gratuitamente alimentate, n da esse si richiedono
le

Abbiamo
Gigli nel

dal

Giacinto
dai

Diario

1608

al

1657,
di
s.

che che a'

scrisse
7.5

novemzitelle

bre, festa
di questo

Caterina, le

conservatorio uscivano dal


vestite
le

monistero,
testa,

maggiori,

di

roverso lionato, e
e precedute

panno bianco in
dalle pi piccole

qualit

volute

nella

primitiva

fondazione, bastando loro la povert,


civile condizione, e lo stato di orfane.

vestite

da

angeli e

da
si

sante.

Quindi
alle

processionalmente
chiese del Ges,

recavano
s.

Ma s queste
il

che

le

educande godono
e se le
fi-

di

Maria sopra

medesimo trattamento,
luogo
si

Minerva, e dei
si

ss.

XII

apostoli, e poi

glie del

maritano,

hanno

restituivano al conservatorio.

Ma
una

una dote di cinquanta scudi^ e se si monacano nello stesso monistero, devono somministrargli una dote
di quattrocento scudi.

nel

16 IO,
si

essendosi smarrita

donzella,
cessione.

tralasci di fare la pixi-

Tuttavolta, dopo ventidue

Esse lavorano

tanto pel pio luogo, che per

qua-

lunque committente, ed in questo secondo caso per loro il profitto.


I

di primo maggio 1640, il tornarono le zitelle ad uscire dal monistero, ed in processione anda-

anni,

rono tutte
visita

vestite

come
2

sopra, alla

lavori

consistono nel
VOL.
XVII.

cucire,

nel

della detta

basilica de'ss.

XH

^jS^y^n^ih

Covvecp,

i8
apostoli, in
tasette,
sa.

CON
numero
di centocinquan-

CON
sulla strada a destra della via
pia,

Ap

essendo altre rimaste in caTermina il racconto il Gigli


dire che
uscita
la
si

che
Il

pur chiamasi
castello,

del

Divino
iso-

Amore.
al

che

d nome
colle

col

causa

di

questa

fondo, sorge su di

un

nuova

fu perch

non

es-

lato,

avente

il

recinto coronato da

sendo piti vedute , pi non si maritavano Le costituzioni della


.

torri quadrilatere

pienamente
si

in ro-

vina.
agli

La

costruzione

attribuisce

compagnia
di
s.

delle

vergini

miserabili

Orsini, forse

nel declinare del


i

Caterina

della

Rosa di Ronegli

secolo

XIII;

ma

fabbricati

del-

ma, furono
1601,

stampate

anni

e nel 1700. Agostino per le monache di s. Caterina della Rota, si pubblic in Roma nel i63o, nel 1700, e nel 1785. K. il Ragguaglio delle opere pie stabilite in Roma da s. Ignazio Lojola IV. Monistero e casa per le fanciulle

1607,

i655,
s.

La

regola

di

sembrano opera del secolo XV. Il nome di Leva deriva da Olibanuni, nome comune a moll'interno

fondi ne'bassi tempi, e voce barbara significante incenso, e data probabilmente a quei fondi assegnati alle chiese per le spese dell'incenso.
ti

Fu
stel

detto ancora quel lenimento Cadi

Levano,
la

da
si

mons.
,

Oliba-

pericolanti.

ni.

Entrando

nel cortile

che pre-

Appartiene a questo monistero lenimento nell'agro l'omano chiamato Castel di Leva, p\h volgarmenil

cede
ta nel
le,

chiesa,

vede incastraanti-

muro una
si

lapide, dalla qua-

e da alcuni

frammenti di

te conosciuto col

na del
ivi

nome di MadonDivino Amore per la chiesa


siccome
il

chitj

rileva che ne'dintorni abesistito

bia forse

una

villa

antica

dedicala alla Vergine sotto questo

della gente Faccia.

titolo.

luned dopo la
di

Venendo
ri di

alla chiesa, e alla proi numeri e Dia' 36o5, e 36 4 dell'anr

Pentecoste ad essa concorre in gran


folla
il

digiosa immagine,

popolo di Roma, quello


di altri

Roma

Albano e
la

luoghi,

cos

per
della

no 1740,

riportano la

descrizione

tanta
storico

celebrit

popolare

del riconoscimento dell'antichissima

chiesa,

non

riuscir discaro

un censulla
si

no

sul

lenimento, e
ivi

immagine della Madonna del Divino Amore, dipinta sul muro del
diruto castello di
t delle

miracolosa immagine, che


nera.
lo
Il

ve-

Leva, di propriedi
s.

cenno storico sul primo deduciamo dal Nibby, Analisi

monache Agostiniane

de'dintorni di
e quella sul

Roma,

l.

I,

p.

4^^

Caterina de'Funari, pei copiosi mil'acoli operati. Vi si recarono il Cardinal

Roma, di numero 4^*


pendiosa

secondo dai Diari di cui citeremo i numeri. Il


^^^

Guadagni
tagliato

vicario di

Roma, e
la

monsignor Spada vicegerente. Quindi fu


il

18 14
della

ci

la

comdel
di

muro
la

ov' era

istoria

chiesa,

sacra immagine,
cessione venne

quale in
alla

provi-

monistero, e
s.

del conservatorio Caterina de'Funari. Castel di Leva, diviso dal


di

trasportata

cina
della

tenuta,

detta la

Falcognana,
Cenci, e coldella

Il

mon-

nobile famiglia
nell'altare

te

Leva, appartenente alla noGavotti, contiene cir-

locata

maggiore

bile famiglia

chiesa dedicata ai santi re magi. I

ca rubbia
glia

fuori

149, e si trova sette midi porla s. Sebastiano

numeri

dei

Diari di

Roma

^"iiQ
la nar-

e 439.9 dell'anno

174 fiumo

CON
razione della chiesa fatta fabbricate dalle monaclic, e dai loro superiori,
sito precisamente ove fu tolta l'immagine della Beata Vergine, e

CON
l'altro, del

19

ro presso Colonna Trajana {Fedi), della demolizione dell' una e delpassaggio che fecero
nel
le zis.

nel

telle

prima

conservatorio di

parlano anche
to,

del solenne

traspor-

Caterina
nel
[)iazza

de'Funari, poi nel

181

e processione colla quale la imstessa,

magine

dalla

chiesa

della

Falcognana,

ov'era stata temporaneamente depositata, venne stabilmente collocata nella propria chieIl

monistero di s. Ambrogio a Tartaruga, quindi nel 1828 per disposizione di Leone XII nel conservatorio delle Trinitarie a s. Paolo primo eremita, e finalmente
nel

sa.

trasporto essendo seguito nelfesta

1840
s.

nelle

medesime

vicinan-

con in diligenza plenaria concessa da Benedetto XIV a tutti quelli che in


la

seconda

di Pentecoste,

ze del foro Trajano, presso la chiesa di


vi,
si

Lorenzo, a

Macel de'Cors.

detto volgarmente
tratta nei

Lorenzolo,

tal

giorno visitavano
la

la

divota in-

magine,
stabilita

ne venne a quel giorno festa ogni anno col presante indulgenze. Final-

mio

delle

mente, dal num. 5i3o dei Diari di Roma del lySo, il Cardinal Rezzoni00, che poi fu Papa Clemente XIII,
si

rec

consagrare l'altare della


del

Divino Amore assida monsignor Castelli vicario del monistero de' Funari , e poi Cardinale, avendo esposte il giorno

Madonna
stito

precedente
te
le

le

sagre reliquie
vigilie,

e fat-

consuete
vescovo

Torio
sa

di

monsignor Monopoli La
.

divozione verso la

detta miracolo-

pre viva:
co,

immagine si mantenuta semimmenso n' il concorso,


al

ed intorno alla chiesa ed veggono appese le si


nianze
delle

porti-

testimo-

grazie

ricevute

ex

voto.
Conservatorio de'ss. Quattro.

V. gli articoli Chiesa de'ss. Quattro Coronati , e Collegio SalVIATI.

volumi IX pag. 2o3, e 204 ; e XII pag. 9 del Dizionario. Solo qui aggiungeremo , che protetto dai l'istituto fu sempre Pontefici, e ricolmo di privilegi ed esenzioni, massime da Urbano Vili, che privativamente gli assegn gli uUrbana (Fetili della Depositeria di ), ne conferm protettore in perpetuo il Cardinal camerlengo pro-ternpore , e volle che il precamerlengato , e lato uditore del cavalieri deputati ne fossero gli i amministratori, e deputati anche del monistero delle cappuccine di Urbano. Come uditore del camers. lengato ne fu amministratore monsignoiv Bra.'^chi divenuto Pontefice col nome di Pio VI. Continu egli la sua propensione al conservatorio, e per la divozione che aveva alla vergine, e martire s. Eufemia, ogni anno ne visitava la chiesa nel di della festa, accordandole alcuni proventi nel 1785, come abbiamo da una iscrizione lapidaria del celebre Morcelli. Brevemente vogliamo dar un cenno sulla chiesa contigua al

nuovo conservatorio
Conseri'aton'o di
s.

intitolata

s.

Eufemia.
luogo,

Dell'origine di questo pio


della sua antica

chiesa e moniste-

Lorenzo detto puranco s. Lorenzuolo. Posta nel rione Monti fu gi una delle antiche parrocchie di Roma. Clemente XI nel 1704 la
,

20

CON
p.
io(),

dioilc ai pp. Pii Operai, i quali, a cagione della ristrettezza del luogo,

Delle

COi\ mal

maritate

alla

Maria

passarono alla casa e chiesa di s. de'Monti. Rest soggetta al

Longara. Al p. Domenico di Gesj Maria,


carmelitano scalzo
l'anno 16 1 5
la
,

dobbiamo

nel-

vicariato di

Roma, ma mentre
alle zitelle

era

vicario
chi fu

il

Cardinale Carlo Odescaldel cons.

fondazione del monistero, o conservatorio di s. Croce, ove


introdusse alcune donne, che aveva
raccolte in

ceduta

servatorio di
la

Eufemia, riducendo
il

una

piccola casa, e
lui

dove

camera

apostolica

contiguo

con apposite regole da

scritte le

locale, antica

abitazione del parrodell' altare

manteneva
rando
cato
le

colle limosine

co, e poi del rettore della chiesa stessa.

raccogliendo.

Ebbe per

fine

che andava il vene-

Le
di

pitture

maggioA' io afesta

religioso di togliere dal pec-

re,

e quelle

della

volta furono oAlberti.


la

donne

di vita disonesta sen-

pei'a

Giovanni
si

za obbligarle a voti ed a clausura,

gosto
nuti,

ivi

celebra

del

permettendo ad
altri

esse di entrare in
reli-

santo titolare,

e dice Ridolfino
1.

Ve-

monisteri a vestire l'abito

Roma

moderna,

1,

pag. 80,

che questa chiesa di buona forma, dalla sua piccolezza chiamasi s. Lol'enzolo

Conservatorio di
nilcnza

s.

Croce della Pedello del

o di maritarsi. Ajut mirabilmente questa pia opera Baldassare Paluzzi nobile romano, con generose somme. Dopo qualche tempo le donne ivi recluse vollero assumere per divozione un abito monacale nero
gioso,

alla

Longara

e tagliarsi

capelli,

ci che in pro-

Buon

Pastore.

gresso fecero con qualche solennit.

Quindi
s.

il

p.

cora dai copiosi soccorsi


11

Domenico, ajutato andel duca


godeva
la prote-

conservatorio di

Croce, det-

di Baviera, di cui

to le Scalette,

un

pio luogo ove

zione, pot
il

fabbricare

la chiesa, e

dal
le

Cardinale vicario si pongono femmine di cattiva vita. Sogliono ivi pur anche ritirarsi le mal maritate, e quelle che abbandonando la vita licenziosa, si vogliono
salvazione della propria anima. Simili
ricetti

monistero, al quale fu pure genebenefattore


Barberini,
il

roso

Cardinale

AnUrba-

tonio

fratello di

dedicare al servigio di Dio, ed alla

sono in

Roma

molto
si

no Vili. Il governo del luogo venne poscia affidato ad un Cardinal protettore, ad un prelato, e ad alcuni deputati, e da ultimo cio nel 1802,
al

antichi,

e fino
il

da Leone

era

collegio de'parrochi di
si

Roma,

co-

aperto

monistero delle Coiivertile


del Corso, di cui parlamI

nella via

mo
del

ai

voi.

p.

i35,

e li p.
s.

3oi

Conservatorio della divina Clemenza (Fedi). Ma mentre di questo luogo


dice

me

parlando

del

Dizionario.

Quindi

Ignazio

era vicario
scalchi,
col

il

Cardinal Carlo Odeapostolico


alle
la

Lojola nella stessa via della Longara, sotto Paolo III nel iS^i,
istitu
il

beneplacito

ne

fu

affidata

direzione

maritate,

mal che non volevano, o non


conservatorio
coi

delle

monache di Nostra Dama di Carit del buon Pastore di Angers, dette


perci
del

potevano stare
esso

loro

mariti.

Di
pie,

Buon
si

Pastore (Vedi).
dice

tratta

il

Piazza,

Opere

quell'articolo

che l'ammi-

CON
ti iili

CON

2t

azione

del consei" valori o fu o-

10 alfidata nel 1889, che il numero delle penitenti si aumentato,


clic molte di esse richiesero di rimanervi, altre di ritirarsi , ed al-

per la comunit, corispondente al coro delle monache ed all'altare, che perci fu eretto isolato. 11 monistero
viene chiamato delle Scalette, perch due piccole scale danno accesso al medesimo, ed alla cliiesa. Sopra

tve

finalmente

rientrarono

nelle

vie della grazia, e ritornarono

nel
re-

seno

delle proprie famiglie.

Il

gnante Pontefice per animare


lo delle

lo ze1

porta esterna del monistero si ora collocata la statua rappresentante il Buon Pastore, il quale sulle
la

monache

nel febbraio

842

spalle porta

una pecora smarrita


all'istituto.

visit la loro chiesa,

quindi nel con-

locch fa allusione

tiguo
le

monistero e conservatorio, ammise al bacio del piede. Ora


le

per

donne penitenti non

vesto-

lico

Conservatorio deWospizio apostodi s. Michele a Ripa grande,


Ospizio

no pi come
nacale,

le antiche l'abito

moalla

V.

apostolico

di

s.

Mi-

ma

vestono

conforme

CHEtE.

loro condizione. Nel


nistero

evvi ancora

medesimo moun convitto di


o
corre-

Conservatorio delle mendicanti.

giovani per
zione
di

l'educazione,

qualche lieve
classe

mancanza,
tutto
divise

Questo pio luogo


dicanti del
ss.

si

chiam con-

che

chiamasi

d preserva-

servatorio delle povere orfane

men-

zione. Esse

sono

del

dalle penitenti, e

non hanno comulavori propri del


Il

nicazione veruna colie medesime, e


s'

istruiscono

nei

sesso

femminile.

medesimo Pa-

regnante ha stabilito, che il Cardinal protettore delle monache,

pa

Sagramento, ad teniplum pacis, ed anche del p. Garavita, e del p. Paolo, per quanto andiamo brevemente a dire. Nel pontificato d' Innocenzo X, e nell'anno i65o, una pia donna, che
frequentava
ta del
ss.

la

divozione della visiesposto


in
ore,

e di questo pio luogo Cardinal vicario pr


quale nomina

sia

sempre
,

il

Sagramento
quaranta

tempore

il

forma
alcune
per
li,

di

un

prelato deputato.

fanciulle

andar

vedendo vagando

prende il nome della ss. Croce perch ad essa dedicata quando nel 16 19 fu fabbricata. Nel-

La

chiesa

le
si

chiese con disturbo de'fede-

mosse con lodevole zelo a rac-

coglierle presso di s, acciocch


pili

non
sera

l'altare principale eravi dipinto

Ges

andassero

girando, e
i

la

Cristo,

ra

di

che porta la CrocCj opeTerenzio da Urbino: poi vi


il

a dormire sotto

pubblici portici.
s

Una
beli'

signora fiorentina tratta da

quadro col ss. Crocefisso del cav. Francesco Troppa, dal quale venne pur dipinto quello dell'Annunziata a destra, mentre la tavola rappresentai) le s. Maria Maddalena
fu posto

esempio

vest

le

donzelle

in

numero
di

di dodici, e

con permissione

monsignor Ascanio Rivaldi vicegerente assegn ad esse uniforme


abito bianco con pazienza rossa, col

penitente a sinistra di Ciccio Oraziani

quale incedevano per

la

citt

caninsie<-

napolitano.
il

Da ultimo
ss.

fu

ri-

tando canzonette

spirituali,

ed

mosso

(|uadro del

Crocefisso,

ine raccogliendo limosine,

donde fu-

e trasportato

dentro

al monistero,

rono chiamate mendicanti,


quale tuttora
si

nome

col

ed in vece

vi

una grande grata

appellano.

12

CON
le volle
Il

CON
concorrere al
s"i

Essendo nato qualche disordine, ne prese cura e protezione la duchessa di Latera, ed acciocch fossero meglio custodite, le affid ad una savia donna, che ahitava in Tordinona, il cui marito era addetto a quelle prigioni, ed il numero
si

divisamento

con pretendere
palazzo e

moderata somma.

giardino trovansi pas-

sata la piazza delle Carrette d'appres-

so al tempio celebre, che

romani

eressero alla pace: e siccome era


vasto, e bello edifizio,

un

fu convertito

accrebbe a venticinque. Termi-

in

comodo

e regolare conservatorio,
de' migliori scale

nato l'anno, l'elemosine diminuirono,


se

per cui uno


ni

di

Roo

ma

la divina

Provvidenza mos-

ma. Vi sono alcune


chiesina interna
di
te
,

con buo-

il rinomato gesuita p. Pietro Garavita a supplire al mantenimen-

dipnti a fresco, e l'oratorio,

to,

alla

direzione

delle

povere

mendicanti.
cui
egli
vi

Tanta
,

premura pose, che aiutato da


fu
la
il

aveva un quadro Giovanni Bigatti, rappresentanAlessanla sagra Famiglia.

dro VII
brasse la
nelle feste

molti

benefattori

loro

numero

permise che vi si celemessa nei di feriali, e

ben presto arriv a cento, e la duchessa vi prepose al governamento due monache. Quindi dovendo partire il p. Pietro Garavita per Genova sua patria per darvi le missioni,

con adempimento del prerendite del conservatosi

cetto per le donzelle, che l'ascoltassero.

Le poche

rio, e le

llmosine che ad esso

daal

vano non essendo proporzionate

fu affidata

la

direzione delle

donzelle allo zelo fervoroso, e all'in-

bisogno e al numero delle alunne, la congregazione deputata a tutte


le
zitelle
11

Paolo MerGiovanni dei Fiorentini, degno di perenne memoria perch principalmente da lui
telligente carit

del p.
s.

bisognose preferiva quelle


p.

cati

sacerdote

di

orfane.

Paolo poi v'introdus-

se molti, e vari lavori di seta, frangio,

cordoni, calze, guanti ed altre


lino,

il

conservatorio
donzelle

ripete

lo

stabili-

opere di canape, e di
Piazza
re pie.

che

il

mento, e
port
chiesa
tini,

la perfezione.

Prima
alla

tras-

enumera
Ci fece

a p. 166 delle opeil

le

vicino

sua

di

san Giovanni

de'Fioren-

rettore anche per agevolare

benemerito diil mari-

e poi

essendosi accresciute al

taggio alle donzelle, ed ubertosi

ne

numero

di centoventicinque, col pa-

furono

buoni

effetti.

Ma

quello,
il

rere di monsignor
renle, furono

Rivaldi
in

vicege-

che sopra tutto rese celebre


te della

con-

collocate

pi

co-

servatorio, fu l'introduzione dell'arlana, che con poco sucavevano gi tentato in Roma s. Pio V, Sisto V, ed Urbano Vili. Si cominci col tessere le mezzelane per vestire donzelle, poi si pas-

moda

abitazione a piazza Margana,

ridotla perci a

forma di conservatorio. Intanto, nel 1660, a' io marzo, mor il detto prelato Rivaldi
lasciando erede
il

cesso

pio luogo di cinil il

quantamila scudi,
considerato

perch ne viene
fondatore.

s
alle

ai

telai

pei

loversi,

alle

saie,

come

Fu-

acquistati per ventidue mila scudi, bench, come osserva il Venuti, Roma moderna t. I, p. 76, ne valessero ottantamila, il palazzo ed il giardino del Cardinal Pio, il qua-

rono allora

stame, e ad altre specie di laopposizione dei vori , non senza mercanti e tessitori ; quindi s'introla

dusse

fabbricazione degli scarlatti

con vero color cremisi, e panni di altri colori ad uso di Francia, per-

CON
che un
benevolo
tintore

CON
francese
sesso,

0.3

massime

in

manifatture
piti

di

ad de
le

utile dello
i

stabilimento ne dielavori
del-

cotone: non lavorano

le

lane,

relativi

insegnamenti. Alessani

dro VII vedendo che


lane andarono

e siccome tuttora godono del privilegio di fornire di drappi il go-

vieppii perfezio-

verno,

il

pio luogo

li

fa

lavorare

nandosi, ad incoraggiamento delle aliinne,

dai lanari nelle

ampie

sale del

mesi

con

breve
il

dei

27

luglio

desimo

stabilimento.
il

Le

zitelle

i665, esent

conservatorio dal
sen-

ritengono

denaro

ritratto dai lo-

consolato dell'arte della lana, e Cle-

mente IX, animato dai medesimi


timenti
b
ri,

ognuna pensare
mestiche
.

ro lavori e fatiche, dovendo per alle vestimenta do-

del

predecessore
di

con

un
este-

l>ando menzionato dal Piazza, proi-

di saja di colore cenei'ino,

Quello di prammatica che in


altri

r introduzione
i

panni

uno

agli

arnesi

ai

due

e concedette al conservatorio la

fazzoletti

bianchi con cui rcoprono

privativa di fornire
stire
la

drappi per ve-

guardia svizzera pontificia,

e i condannati alle galere di Roma, porto di Anzio, e Civitavecchia. Inoltre Clemente IX soccorse il pio

le spalle e il capo , e coi quali incedono in pubblico, si fornisce ad esse dalla casa. Nell'anno 1780

Pio VI soccorse
conservatorio, che

generosamente
si

il

trovava in bi-

luogo ed abilit
il

le zitelle

sussidio dotale,

a godere che annualmente


ss.

sogno, assegnandogli annui scudi duemila; indi nel 1790 tass di


altrettanta

dispensa l'arcicon fraternit della

somma

monisteri di
istituto.

Annunziata.

Roma,
a' 3
r

per aiutare questo


della
s.

Clemente X, prov le leggi,


conservatorio,
l'acolo ivi
il

agosto,

ap-

e le costituzioni del

Conservatorio

quale per 'un mioperato da Dio ad inter-

vidciza. e

Divina ProvPasquale.
piet

s. Filippo Neri , elesse questo santo per protettore princi-

cessione di

Ad
per

onta

che

la

romana

avesse istituito molti conservatorii

pale.

Di poi il p. Paolo Mercati dopo avere sofferto, bench innocente,


ricco
di

conservare la pudicizia delle povere zitelle, e preservaila dai pedella loro et

alcune differenze,
e di et, mori di
gosto

meriti,
a' 7

ricoli

condizione,

90 anni

a-

tuttavolta a cagione della popolosa

1690. Il pio luogo sempre progressivamente ha fiorito, prima


e diretto
di

Roma

il

zelante sacerdote

romano

Francesco Paperetti, vedendo molproprie pieno di fiducia nella divina Provvidenza, e


te zitelle

governato
gregazione

da

una con-

trascurate

dalle

dodici

deputati che

madri,

abbandonate,
di

aveva per capo un prelato, ed ora dal Cardinal pro-datario, il quale


vi

neir aiuto
le

caritatevoli

persone,

tiene

due deputati,

uno
Il

eccle-

volle riunire alcune di tali donzel-

siastico, l'altro secolare.


le accetta le

Cardina-

alunne, per lo pi orfane, e queste non vengono poste

fuori del conservatorio,

che

spose,

in una casa, ch'egli apr nel marzo 1674, regnando Clemente X, nella via di Tor de' Specchi. Le affid alla cristiana istruzione di

o monache. Al presente le donzelle ascendono circa ad un centinaio, si occupano di lavori proprii del

alcune
per

maestre,
istruirle

le

quali

dovevano
neschi,

ne' lavori

pur donpel

trarne

vantaggio

a4
conscrvatono
,

CON
e

CON
conservatorio a Clemente XII, non

per le donzelle stesse. Il Papa generosamente concorse alle pie intenzioni del fondatore: anzi osservando che ogni
giorno si accresceva il numero delnell'anno santo 1675 le alunne,
le trasfer

ebbe pih luogo. A' 23 marzo 1684, con dolore delle zitelle, mor il fondatore Paperetti.

Pio Vili assoggett

il

conserva-

torio al Cardinal vicario

pr

tenh-

ad una qasa pi
la

gran-

pore
sati

che facendo

le

veci dei

pav

de, presso

chiesa

di

nella via di Ripetta, e

Orsola diede allo


s.

Cardinali protettori, questi no,

mina due deputati


stico disciplinare,

uno
l'alti-o

ecclesia-

Conservatorio della divina Provvidenza. Di poi il locale venne successivamente ingrandito, giunse a contenere duestabilimento
il

nome

di

econo-

mo;

il

pi-imo

ha cura

del culto,

cento donzelle, e riusc forse il pih vasto de' conservatorii di Roma, pei
suoi numerosi, e

ed invigila sulla disciplina interna ed esterna; il secondo amministra le rendite di esso. Al presente sono cento le zitelle povere ma di civil
,

comodi dormitori,

condizione: esse, oltre all'esser istruite


nella

e migliore infermeria.

musica
i

possono

abilitarsi

a
e

Innocenzo XI ne fu egualmente benefattore dappoich attribu al conservatorio, per l'acquisto della


casa,

quasi tutti
ra,

lavori della

loro

sfe,

ad ogni
s

sorte di tagliatura
di

un

legato

di scudi

diecimila

lasciato

pias causas, e nomin in protettore il Cardinal Alderano


rettore

ad

Cibo suo segretario di stato, e dimonsignor Domenico Maria Corsi, che vi pose un rettore, e poi
Narra
il

che di vesti ; ad ogni soita di ricamo di aggricciatura , di composizione di fiori, e di altre galanterie, che alla giornata sono in uso. Il guadacucitura

biancheria,

cucivano

gno tutto a loro proftto. Prima con privativa i guanti,


altri

dal detto Papa fu creato Cardinale.

ed eseguivano
e tutt'ora in

lavori di pelle,
sala

Cancellieri nel suo

Mer-

ampia

ammetto-

cato

pag. 63, che Innocenzo XI, con chirografo del 1682, convert

no
le.

a scuola alcune piccole fanciul-

Quando escono

dal conservatofaz-

una contribuzione, che annualmente pagavasi


ta,

rio vestono

un abito nero, con

dai mercanti di Ripet-

zoletto, e cappello

dai barcaiuoli, navicellari, chio-

darol ed altri per la festa di san

Rocco, in vantaggio
torio,

del

conservasi

con velo nero. Sono dirette da una priora. Alcune zitelle vi dimorano in qualit di convittrici, pagando la mensile
dozzina
"eli

giacch

la

contribuzione

scudi
si

cinque

allorch

erogava^ in palli per le corse delle barche, e pei strappacoUi dei paperi
nel

le

Tevere,
e
se

ed

altri

simili

maritano, o si fanno monache, hanno in dote cento scudi. La suddetta chiesa di s. Orsola

alunne

trastulli,

profanit

secolaresche,
di popolar

fu resa di solo diritto delle alunne,

le

quali

servivano
cui

ed dedicata a Maria
del Rosario.

santissima

sollazzo,

erano inconvenienti ad osanto,


la

Fu

fabbricata con di:

norare
nella

il

chiesa

medesima contrada. Aggiunge il medesimo Cancellieri, che nel 1738 si voleva rinnovare il trastulloj

segno del marchese Theodoli i quadri dei tre altari sono di Placido Costanzi, cio il s. Giuseppe, il Crocefisso, e la ss. Annunziata
coir Angelo
dai
lati

ma

ricorrendo

superiori

del

dell'

alture

CON
maggioro, mentie la volta fu dipinta da Giacomo Triga, come dice Ridolfno Venuti , Roma moderna tom. I, par. II, p. 4*5 ' J" questo conservatorio, sotto il pontificato di Leone XII, furono trasportate tutte le zitelle^ ch'erano nel conservatorio di s. Pasquale in Trastevere, e contemporaneamente vi furono trasportate anche alcune da s. Caterina de' Funari, ed altre dal conservatorio di s. Maria dei Rifugio presso s. Onofrio, chiamato volgarmente del p. 'Russi. Dal citato Venuti, tom, II, par. II, p. io4o, si rileva che le zitelle del conservatorio di s. Pasquale, erano stale altra volta rimosse da quel luogo. Nel locale di s. Pasquale
parrocchia di
sto sotto
il

CON
s.

25

Martino ai Monti, nel settembre del i668 fond quetitolo


le

dell'

Immacolata

Concezione, per
e di
ci vii

donzelle povere

condizione, cui a motivo

dell'et
altri

non era
ivi

dato entrare in

conservatorii di

Roma,

per
di

mantenerle

nella

istruzione

una cristiana educazione, finch non si fossero maritate, o fatte monache. A tale effetto non solo Clemente IX approv l' istituto

ma

abilit le donzelle a poter con,

seguire qualunque dotazione

seb-

bene non toccasse la distribuzione al rione ove slavano, giacch da tutti i rioni della citt erano prese le zitelle. In oltre Clemente IX
pose
il

conservatorio sotto

la

pro"vi-

furono

istituite in

seguito

quattro

tezione, e direzione del prelato

una casa di convitto per le donne provette, che amano vita ritirata, e quasi monastica, col pagamento di tenue penun luog^o di educazione per sione
belle opere, cio
;

cegerente pr tempore, e

gli

diede

in ajuto quattro deputati, fra' quali


il

p.

Girolamo

Serafini, cai-melita-

no
di

le

civili

donzelle, con picciola cor-

risposta;
rituali,

una

casa di

esercizi

spi-

parroco , Martino. Quindi siccome furono poste a dirigere il conservatorio alcune maestre, avendo quedell'antica

osservanza

s.

particolarmente

per
la

le

po-

ste

preso r abito di oblate

carme-

vere, che

bramano

fare

prima

litane.
le

Clemente

X
le
le

nel confermare

comunione; ed una scuola di fanciulle, diretta da quattro maestre.


Conservatorio della
detto delle
ss.

concessioni di

Clemente IX, acindulgenze e gra-

cord loro tutte zie, che godono


litane professe.

monache carme-

Concezione

Viperesche.

Poco dopo

la

fondazione fu fabil

bricata una piccola chiesa presso

Livia Vipereschi, nobile romana,


allo splendoi'e dei natali,

conservatorio, e a questo oggetto la


principessa d. Maria Camilla Orsini

ed
i

ai

be-

ni di fortuna

aggiunse

pregi di

Rorghese,

anch'essa

benemerita
di

esemplare integrit di costumi, e di zelo per la salute de' suoi simili.

del conservatorio della Divina Cle-

Mentre

la

pia matrona esercita-

menza, contribu quemila scudi.


trice d.

la

somma
zelante

cin-

La

fondaai

vasi

in opere di piet cristiana, ed aveva donato una casa in Trastevere al conservatorio della divina

Livia Vipereschi con edifi-

cazione di tutta

Roma mor
oltre

di-

cembre 1675, ed
fatto
lasci
di

quanto aveva
vita, le

Clemenza per
gione
s.

istabilirvisi,

nella
l'

re-

per queste donzelle in


sue eredi

de'
,

Monti,
e

presso

arco

di
la

coH'annua entrata
le

Vito

precisamente

sotto

scudi trecento, per cui

alun-

id
ne presero
Oltre
le
il

CON
nome
di

CON
Viperesche.
del luoso

Questo
ca,
il

utile

conservatorio

sus-

donzelle figlie

sistette sino al

sono ricevute nel conservatorio con mensile pensione altre zitelle per la educazione, le quali vestono uuiformemente tutte di lana nera, e

1802, nella qual epoCardinale Giulio dalla So-

maglia vicario di Roma, apri la sagra visita nel monistero di s. Croce


detto anche delle Scalette, ora del

vengono
condotta

istruite nella piet, e nella


civile.

Buon Pastore
se

alla
le

Lungara, e rimoscol

da questo

monache
ss.

man-

darle a quello delle

Rullna e Se-

Conservaton'o della Di\>ina Clemen-

za

detto

anche del Rifugio in

conda nella via chiamata della Litngarina nella stessa regione di Trastevere.
se
Il

Trastevere.

medesimo Cardinale pola

sotto

direzione

del

collegio

Nel
in
s.

pontificato di

Clemente IX
piazza di

de' reverendi parrochi di


le

Roma

ta-

una casa posta


chiesa in

nella

locale,

destinandolo a ricevervi
pei loro trascorivi

Calisto, precisamente incontro al-

quelle donne, che


si

la

Trastevere donata da

sarebbero state

poste

Livia Vipereschi nobile


.latrice

romana

fon-

tribunale del
richiesta

vicariato,

o dal o anche a

delle

Viperesche,

fu eretto

dei loro mariti.

Contemi

questo pio luogo chiamato del E.ifugio, dell'Assunta, e pi

poraneamente per, stante


de' quali era gravato
il

debiti

comunemente

conservatocase

Maria della Clemenza, dalla s. miracolosa immagine di questo nome, che si venera nella prossima basilica di s. Maria in Trastevere, dapdi

rio della divina clemenza, lo disciolse,

rimandando

alle

loro

le

quale aveva il conseravuto la primaria origine. Il pio luogo riconosce per fondatori alcuni zelanti parrochi di Roma, che
presso
alla

poche donne, che vi erano, e disponendo che , pagati i debiti , nuovamente si aprisse sotto la stessa
direzione
del
collegio

vatorio

de'parrochi.
la

Al presente

n'

prossima

riaper-

tura, essendo

ormai

estinte

quasi

colla

direzione

di

monsignor Giadi Urbi-

tutte le passivit.

como de A ngelis arcivescovo

no, vicegerente, poi fatto Cardinale

Conservatorio di

s.

3Iaria del

da Innocenzo XI, col soccorso di cinque mila scudi, ed altre generose limosine della principessa Maria Camilla
della

Rifugio del p. Bussi.

Orsini Borghese

membri

e nel
si

Nel pontificato di Clemente XI, maggio 1708, Alessandro Buspatrizio di

quale casa furono


alla
di

poi anche

Viterbo, e sacerdote
dell'

benefattori del luogo), diedero principio


cito

della

congregazione

oratorio

pia

opera. Col beneplavi

Clemente IX, che

con-

volendo istituire il conservatorio per le donzelle particolarmente orfane (rimpetto alla chiesa di
gio
della
di
s.

tribu con mensile soccorso nel 1669,

Bianel

furono ivi raccolte donne si zitelle che vedove, le quali non avessero taccia che le disonorasse; vi si am-

Pagnotta,

e poscia

mese

maggio 1703 avendo acquistato il palazzo del Cardinal Antonio Glori), che pentite dei loro trascorsi,

mettevano anche maritate, e quelle


specialmente, che volevano sottrarsi
ai cattivi trattamenti dei loro mariti.

te raccoglimento,

bramassero vivere in penitenprima radun al-

CON
cune donzelle
in
la

CON
tredici ai ventisei anni, e

27
devono
es-

una casa posta via Giulia di Camerino, presso chiesa di s. Onofrio sul monte
in
.

Quindi coH'autorit di Clemente XI il fondatore prepose al governo del pio luogo d. MaGianicolo
ria
Vittoi'ia
la

povere di condizione, e bisognose di custodia. 11 vestito tanto delle convittrici, che delle alunne,
sere
le quali

prima vestivano
col
sesso,

di
si

color

tan, uniforme nero, che


dalle

cava
lavori
rica-

Ciccolini,

nobile

o-

alunne
del

profitto

di

simana,
gia delle
sei

quale con gran vantagzitelle

propri

come

dal

lo resse quaranta-

mentre il p. Alessandro dopo aver meritato la stima di Clemente XI, e Benedetto XIII mor compianto a'22 marzo 1728 in et di settantaciiique anni. Queanni,
Bussi,
ste

mare, cucire, stirare, lavorare maglie, paramenti sagri ec. Il conservatorio ha pure chiesa interna di piccola forma, in cui si venera una

alunne per lui

chiamaronsi

le

immagine della beata Vergine dida d. Ferdinando Sanfelice; ha pure oratorio, infermeria e repinta
golare abitazione
,

penitenti del p. Bussi.

Dopo

la

me-

oltre

giardini.

t del decorso secolo


di

il

celebre Cardelle

N' sempre protettore, e superioi*e


il

dinal Marc' Antonio Colonna vicario

Cardinal vicario pro-tempore, che

Roma, a vantaggio
un monistero
le

don-

vi destina al
ecclesiastici.

governo due deputati

zelle del conservatoi'io, stabin pres-

so questo

di carmeli-

tane scalze, dette


voti
sen)plici,

Teresiane, con
le
zitelle,

Conservatorio

de'

ss.

Clemente
delle

acciocch

CrescentinOj detto
lelte.

Zocco-

che
ivi

avessero

bramato
loro

monacarsi,

potessero agevolmente
effetto la

mandare

ad

vocazione. Nelle
notabilrest

La

sua origine rimonta

al

1699

ultime

vicende,

essendosi
le

mente diminuite
soppresso
superstiti,
il

rendite,
le

1700, che incominciato da Innocenzo XII,


fu

nell'avvicinarsi

l'anno santo

monistero, e

monache
del

compito

da Clemente
zelo,

XI.

Il

secondo

le disposizioni

sommo
il

Pontefice

Innocenzo
e

XII,

Cju'dinal

benefattore, furono unite

quale per lo
si

per
il

la carit

alle zitelle del conservatorio. Il

me-

apostolica

acquist

glorio-

desimo Cardinal Colonna fu pure benemerito, col fondo che assegn al monistero delle Carmelitane di
Tolentino, acciocch vestissero gratuitamente quelle zitelle di questo
conservatorio, che

so

titolo

di

padre

de' poveri,

vepri-

dendo tante povere giovinette


ve
di genitori

miserabili

e tras-

monacarvisi,

avesseix) amato come tuttora esiste. Annualmente vi dimorano una

una cristiana educazione, le quali andavano accattando per Roma non senza
curati
nel

dar

loro

grave

pericolo

di

molti

disordini,

divis di riunirle in qualche

luogo.

trentina d'individue, comprese la sule quattro assistenti o maenon per le convittrici,cheascendono ad una ventina, e pagano la

Pertanto ne diede l'incarico al suo


elemosiniere,

periora e
stre,

monsignor

Girolamo
altri

Berti, ecclesiastico di edificante piet,


il

quale, in uno

ad
s.

eccle-

pensione

mensile

di

paoli

qua-

siastici,

ne un un qualche
presso

nume-

rantacinque.

Le giovani, che ivi si ammettono, ordinariamente sono dai

ro ne' granari

Eligio dei

Ferrari, e precisamente incontro al-

28
la chiesa di
s.

CON
eotto di lui

CON
Vaticano, come elemosiniere di Cle-

Giovanni Decollato. Poste cos in sicuro molle povere fanciulle, Innocenzo XII assegn loro pel mantenimento, e per primo
fondo
l'annua

mente XII, alcuni credettero che


fosse

stato

fondato

il

conservatorio.

pensione

di

scudi

impose sulla mensa vescovile di Osimo. La qual pensione il successore Clemente XI trasmille, che
fer

to di

Sino al 1748, ed Benedetto XIV


vita di

al
si

pontifica-

sa dall'au-

tore della

Maria Maddain

lena Laudadio, gi alunna del conservatorio


di santit,
,

poscia

carico della

dateria

morta

concetto

apostolica, e nello stesso


sto

tempo queal

ultimo Papa,

dichiar che

nascente pio luogo presiedesse sem-

pre monsignor elemosiniere apostolico pro-tempore, ed anche come capo della congregazione di persone saggie ecclesiastiche, e secolari.

che queste zitelle vestivano tonaca di grossa lana, da loro medesime tessuta in doppio colore, perci rassomigliante al nero e al cinericcio, non che sopravveste
bianca
spalle,

di

lino,

velo

bianco

sulle

e zoccoli a'piedi,

donde

vol-

In progresso di
il

tempo

si

aument

numero delle akinne per cui non essendo il luogo sufficiente a contenerle, il medesimo Clemente XI comper il sito ove al presente
esiste
il

garmente furono chiamate zoccoRoma la seconda lette. Occupata volta dai francesi nel tempo della loro amministrazione, ai 3o settem^
bre 181
se
1,

le

alunne furono rimosdal


conservatorio:

conservatorio,
,

cio

nel

rione

Regola

presso l'ospizio

ed alcune
trarono

espulse
si

dispersero, ed alcune
in
altri

en-

detto de'Cento Preti, ora ospedale


dell'

conservatorii. Ri-

Ordine gerosolimitano per


il

le

tornato

milizie pontificie a ponte Sisto. Ri-

dotto
nel

locale in

forma
si si

di

conser-

vatorio, le alunne vi

trasferirono

felicemente Pio VII nel 18 14) per le cure del pio ed esemplare suo elemosiniere Francenell'anno seguente sco Bertazzoli
,

1715,

come

legge nella la-

fece riaprire

il

conservatorio, e re-

pide posta sulla porta dell'ingresso.

stituirvi le donzelle.

Quindi
per

Clemente

XI

diede

loro
I,

L'edifizio

ha nell'interno cinque

santo

protettore

Clemente

Papa e martire, santo del suo nome, cui poi fu aggiunto s. Crescentino, e volle

dormitori, infermeria, refettorio, ec. cappella , e giardino sulla riva del

Tevere.
re del

Questo pio

luogo per

le

chiamate
s.

le

che le alunne fossero Povere Mendicanti di


il

zelanti cure

del prelato elemosinie-

l'egnante Pontefice, cio di


arci-

Clemente, e
s.

conservatorio la

monsignor Ludovico Tevoli,


vescovo di Atene,
ticano,
fiorisce

cos di

Clemente,

come abbiavita di
p.

canonico Va-

mo

dal Novaes nella

quel
Il

grandemente. Dap-

Pontefice, re

tomo XII,

246.

poich, migliorata la condizione delle

preciso loro istituto fu di attendeal

buon regolamento
ed
al

dello spi-

nistrazione, restaurato
torio,
l'aliare, e la

alunne, regolata meglio l'ammiil conservacappella, o chieai


ss.

rito,

lavorio dei fustagni. Sic-

come

poi ne fu zelante prelato or-

sina eh' dedicata

Clemente
inoltre
il

dinario, monsignor

Nicola Saverio

Crescentino

fornita

di

Albini di Benevento, arcivescovo di

sagri arredi, e paramenti,

conser-

Alene, e canonico di

s.

Pietro

in

vatorio sempre

pi

prova

grandi

CON
vantnqgi

CON
soggetto
alla

29

per

essere

clemosineria apostolica, e per aver

sempre per superiore U elemosiniere


del

Papa

[Feiii^
si

In questo conservatorio

rice-

ma, cio sulla porta di s. Maria ad Martyres, insieme cogli altri poveri al presente , quando escono dal conservatorio, vestono affatto di nero , e la questua non ha pi
:

vono
ci

le fanciulle,

mssime
di

le

orfane,

luogo.

ordinai iamente dai sette agli undi-

y. Regole da
zitelle

osservarsi dalle

anni, per

nomina
essere

monsignor
di

del ven.
e

conservatorio de' ss.


in

elemosiniere, e
telle

nell'ingresso le zi-

Clemente,
dette
te

Cresentino

Roma,
il

devono

corredate

le

zoccoletle

presso

pon-

quanto abbisognano, nelle vestimenta, nelle biancherie, ed altro occorrente,


altri

come
si

si

pratica in

tutti

gli

conservatorii, corredo che vol-

i8i5. Queste regole nella suaccennata riprislinazione del conservatorio furono meglio stabilite ed ordinate da quelSisto,
le

Roma

garmente
successivo

chiama
dei
i

1'

acconcio.
ricava
delle

Il

antiche

dal

lodato

monsignor
di

vestiario

si

poi

Bertazzoli,

arcivescovo

Edessa,

dal prodotto

lavori

me-

e poi

amplissimo Cardinale, insiedeputati, e ministri del

desime
ciare

alunne,

quali consistono
stirare,

me

ai

me-

nel cucire, lavare,


,

aggric-

desimo conservatorio.
Conservatorio Pio.

ricamare, ed

altro.

Prima
nei

erano valenti
tessuti di lino,

queste

donzelle

e canape detti fusta-

gni di molta durata, ma dopo che a buon prezzo si fabbricano eccellenti


telerie in

Antonio Casali fu prelato

comverso

mendato per
i

la

sua

carit

diversi luoghi dello

poveri e per

custodire la pudiciistituto menRoma. Quin-

stato pontificio, naturalmente

come pi costosi, commercio. Oltre a ci le alunne per turno fanno pel pio luogo il bucato, la cucina, ed altri uffizi;
stagni ,
di

fucaddero
i

zia

delle oneste zitelle, al qual ef-

fetto

promosse questo

tre era governatore di


di

fu

creato Cardinale, e continu

nella carica di

pro-governatore

si-

quindi
te
le

le

pi savie, e

le

pi adat-

divengono maestre, e dirigono non che le fanciulle estranee, che sono ammesse nel conservatorio, solo per alle scuole di lavori muliebri, ad apprendere a leggere, ed esercitarsi in opere di piet. Al presente la comunit si compone di circa cinquanta individue, e r a rcicon fraternit dell' Annunziata
alunne,
e
il

no al conclave per morte di Clemente XIV. Eletto nel medesimo


Pio VI, per le istanze del Cardinale stabili di aprire un nuovo conservatorio,
glio

locch
alle

effettu

a'5

lu-

1775

falde

del

monte
par-

Gianicolo, cio dappresso un luogo


delizioso,
te del
le

che prima
fatto dal

faceva
Il

giardino Corsini.

Cardina-

venne

Papa protettore
eh' egli

capitolo vaticano sogliono som-

del conservatorio,

nomin

ministrare
ne, che
si

una dotazione
maritano,

alle
si

alun-

Pio, o Piano, per averlo posto sotto la protezione di

fanno

monache.
gnate

Prima le donzelle vestivano, come dicemmo, ed accompadalle

qual santo Pontefice


to
il

nome
la

Pio V, del aveva assunnell'psere eletto Papa,


s.

maestre

alcune

desti-

per
so

sua particolare divozione ver-

nale andavano questuando per Ro-

il

medesimo.

Form

il

magna-

3o
nimo

CON
Pontefice la comunit di tut-

COi\
Attualmente
dirette
stre
le

alunne fanno

di-

to roccoli-ente pel ben essere delle

versi lavori propri del sesso, e sono

alunne, ed

il

Cardinale

si

mostr

da una priora, e dalle maesi

finche visse caldo zelatore del

mede-

che

scelgono tra
s.

le

simo conservatorio, per cui da alcuni ne fu tenuto per fondatore. Aumentandosi il numero delle donzelle,

me.
il

Un

Cardinale di

protettore

dell' istituto

medesiChiesa che vi
1'

tiene

due deputati, uno per


,

am-

quindi

bisogni della

coil

ministrazione economica, l'altro per


lo

munit, ne prese

peculiar cura

spirituale

da

lui

dipendono

medesimo Pontefice Pio VI, che ingrand l'edifizio il quale si compone


ec.

di tre
,

dormitori, dell'infermeria
pel passeggio.

di

un giardino

ultimo poi fu costrutto un cammino secondo i recenti metodi economici.


i

Da

ammissioni delle alunne. Quando queste talvolta escono dal conservatorio per camerate, usano abito uniforme di saja nera, pannoHno bianco in testa, e fazzoletto pur bianco sulle spalle. I propri parenti,
le

Inoltre Pio

VI

prescrisse

ed

alti'i

come

si

pratica ne'con-

regolamenti del pio luogo massipel

servatorii, possono visitare le zitelle,

bene spirituale delle alunnon partono se non per prendere marito o monacarsi. Gli accrebbe ancora l'assegnamento, e siccome le donzelle lavoravano tovaglie damascate di molto pregio
ne, che

me

per non si permette di andare a pranzo fuori del conseralle quali

vatorio.

Conservalorio della Ss.


detto delle

Trinit

Trinitarie.

nor

e grandezza, quando il Papa le odi sua presenza, esse gli umiliarono

Nel pontificato di Pio VI, Caterina Marchetti nobile e possidente

una

di

tali

tovaglie

con

intorno bellissimi

rabeschi,

ed in

romana, raccolse alcune oneste donzelle di buona indole nella sua


,

mezzo lo stemma gentilizio di lui. Il Papa ne gradi 1' offerta, ed ammir l'artifizio del lavoro. Quindi lo stesso Pontefice, ad ulterior vantaggio del luogo
riere generale
,

casa presso la chiesa di

s.

Prasse-

de, e le offri alla direzione dei religiosi

Trinitari scalzi della Reden-

zione degli schiavi [Vedi),


la

perch

per consiglio

di

pia

donna era
la

terziaria di quel-

monsignor Fabrizio Ruffo allora


,

tesovi le

l'Ordine, e ne vestiva l'abito. Vuoisi,

poi

stahih

un

lanifizio.

Cardinale , AI presente

che

Marchetti volesse formaaltrettante


il

re in detto luogo
delle
zitelle
,

donzelle

non lavorano pi
la

le lane,

un monistero, e monache
tesoriere ge-

e siccome
ta copia d'
colle,
vi

situazione
il

dello sta-

Trinitarie

quando

bilimento gode

benefizio di molgii

nerale d' allora monsignor Fabrizio


E.u{ib, poi Cardinale,

acqua che scorre furono introdotte


la

dal
pri-

modific

le

le

idee della fondatrice, e la persuase

me macchine provenienti dalla


cia
,

Fran-

a ricevere nella novella comunit


orfane de' ministri della R.

le

per

lavorazione delle lane

Camera
erario

dei panni ec. per

conto
il

del

mar-

apostohca, provvedendo
di

coli'

chese Guglielmi,

perch divenne
l'af-

vm' opificio utilissimo, che rende al

luogo non poco vantaggio per ftto, che ne ritrae.

mantenimento. Aumentandosi progressivamente il numero delle alunne, il luogo divenne un conservatorio, che s'intitol
questa
al loro

CON
della Ss.

CON
circondavano questo sontuoso
,

3i

Trinila, e le donzelle fule

mo-

rono cliiamate
la

Trinitarie

sotto

numento, erano

state collocate pris.

direzione spirituale del viccregen-

ma
s.

nel conservatorio di

Caterina

te

pr tempore^ e
tesorieri

la

temporale dei

de' Fuiiari, poscia nel monistero di

prelati

generali.

Ambrogio per
in
il
,

volere di Pio VII,


tras-

1789 mori la istitutrice, che e le succesfaceva da superiora se una certa Patrizi , che era beNel
,

da dove furono da Leone XII


ferite

questo
locale

conservatorio. Riu-

scendo
famiglie
dell'

angusto

alle

due

nemerita del luogo, per aver cooperato alla defonta s nell' eriger-

per lo zelo ed impegno

attuale Cardinale pro-tesoriere


il

che in regolarlo. Per non and guari , che pel numero delle
lo,

generale Antonio Tosti,

Cardinal
cedette

Odescalchi vicario di
la

Roma
s.

donzelle essendo la

casa

divenuta
le

casa e chiesa
de'

di
alle

Lorenzo
s.

angusta,
cesse
s.

il

Pontefice Pio 'VI


e
il

con-

Wacel
femia.

Corvi

alunne, e alla

la

chiesa,

monistero di

prefetta del conservatorio di

Eu-

Paolo primo eremita nella via che dalle quattro fontane conduce alla basilica Liberiana, la quale anticamente apparteneva ad alcuni religiosi

Queste col beneplacito del regnante Gregorio XVI , vi passarono a dimorare nel 1840. Oltre a ci il lodato Cardinal Tosti, fece
operare
al conservatorio delle Tri-

eremiti della regola di detto


,

santo, di nazione ungari


chi.
Il

e polac-

nitarie molti necessaii restauri.

generoso Papa avea gi prichiesa, e


il

ma

fatto restaurare la

s.

In quanto alla chiesa Paolo primo eremita,

antica di
la

cui fe-

monistero, che venne ridotto ad uso di conservatorio. Sebbene le regole fatte compilare dalla Marchetti fossero lodevoli,
il

sta ivi celebrasi ai


rasi

25 gennaio, ignoedificata

quando
al

sia

stata

dedicata

primo santo

e , eremita

tesoriere

della cristianit. L' odierna poi^ do-

Lorenzo Litta, poi Cardinale, ordin delle regole parziali per la disciplina interna. Le alunne s'impiegano a cucire, e gricciare, ricamare ed altro ed lo guadagno lo impiegano nelle vesti menta , le quali
,

po

la

demolizione della precedente,

fu fabbricata verso la

met

del se-

colo decorso, con architettura, che


g'

intendenti qualificano per bizzar-

ra.

L'ingresso decorato da un a-

quando escono

dal

conservatorio,

.sono di color turchino,

con

lo stem-

ma

in petto dei pp. Trinitari. Contiguo al conservatorio evvi il giar-

vancorpo semicircolare a portichetesso to , sostenuto da colonne sovrastato da un albero di palma con sopra un corvo avente a' fian:

chi

due

leoni,

cose
il

tutte

allusive

dino.

alle geste del

santo,

tutto di tra-

Nella riunione dei

conservatori!

vertino. L'interno della chiesa

operata da Leone XII, questo Pontefice un alle alunne Trinitarie in


questo medesimo luogo
del
,

croce greca, decorato


e pilastri
,

di
la

colonne,
cupola.

che reggono

le

zitelle

Le

volte sono abbellite

da stucchi,

Conservatorio
,

di

s.

Eufemia
le

e neir altare maggiore evvi la sfa-

fFe*^/^

neir anno

1828,

quali

tua in
le

marmo

di

s.

Paolo primo
la

demolizione della loro chiesa e conservatorio presso Colonna Trala

dopo

eremita, entro

una caverna,
che
si

quaagli

artificiosamente illuminata da
finestra
,

jana, per isgombrare gli edifici

che

una

nasconde

32
occhi
fle'

CON
riguardanti; lavoro lodalo
Rilevianaie,

CON
l'acquisto

del palazzo

Vilel-

come buona composizione.

leschi, alle falde del

Gianicolo pres-

mo

da

Eidolfino

Venuti,

Roma
demo,

so

la

porta

Settimiana.

La met

moderna tomo
lita

I, p. 162, che nel-

l'altare principale della chiesa

verme ridotta a conservatorio, con interna cappella, ed una parte fu


destinata alla erezione di
so
rio
filatojo
,

eravi
il

un

dipinto del

Cesi
,

grandio-

che

monistero

od

ospizio

era

idraulico

d'

incannatoper
e
la-

l'unico che fosse rimasto in


ai suddetti anacoreti.

Roma

e distinto
di
sete

torcitore

vorare
le

grezze

ridur-

Conservatorio delle Pericolanti.


sacerdote Giuseppe Barlari, ed

Il
il

secolare Fi-ancesco Maria Cervetti

in organzino ad uso del Piemonte, per dare cosi alle alunne una occupazione, ed anche il modo di procacciarsi un guadagno. Questa macchina veramente maravigliosa,

gi

ambedue genovesi ( e quest'ultimo compagno di Tata Giovanni,


ed
orfanotrofio detto di Tata Giovanni
),

e sorprendente. I
alle

recano
seterie,

cio Giovanni Borghi nell'ospizio

ed

il

mercanti alunne i lavori delle quinto del guadagno


il

serve per le vestimenta,

resto pel

dimorando

in

Roma,
di

consi-

mantenimento
Il

della macchina, e in

derando quanto
e

fosse gradito

a Dio povere
strade

benefizio del pio luogo.

salutare al
pericoli

prossimo
del

togliere

passaggio delle alunne dal pa-

dai

mondo
e di

le
le

lazzo Leoni

a quello de'Vitelleschi

fanciulle,

che vagano per


genitori,

prive

di

direzione,

segui a'26 giugno 1794. Ma nell'agosto per morte del Cervetti, Pio VI
si

divisarono istituire

un

conservatorio,
r

dichiar protettore del conserva-

ed a
la

tale oggetto,

a'22 febbraio

788,

torio,

ed

esort
l'intera

il

Barlari

ad
11

as-

presero a

pigione una

casa dietro

sumerne

direzione.

pio

chiesa di s. Maria della Pace, ove riunirono alcune donzelle. In breve tempo il loro numero talmente si aument, che i fondatori le

luogo allora per le pontificie largizioni contava cento alunne, e perci Pio VI si compiacque di approvarlo con suo chirografo. All'e-

trasferirono nel palazzo Leoni sulla

poca
blica,

infausta
si

dell'effimera
il

repub-

Maria in Trastevere, cui egualmente presero a pigione. Il conservatorio andava sussipiazza


di
s.

pu
il

dire che

Barlari

manscudi.

tenesse
le

conservatorio,

pel qua-

impieg circa
al

otto mila

stendo pei soccorsi


del
Cervettij e
Barlari,

dei

benefattori,

Assunto
ch'egli

pontificato Pio VII, anil

principalmente del
la

visit

conservatorio

di

quando ebbe

ventura

cui

dichiarossi protettore, e gli as-

di procacciarsi la protezione di Pio

segn scudi

mensili trecento venti-

VI, che in persona poscia visit il pio luogo, ove stanno attualmente le alunne, col divisamento di collocarvi
le
figlie

cinque
di

per organo monsignor Lorenzo Litta poi Cardel suo erario,

dinale, che

siccome tesoriere geneera e

orfane

de'ministri

rale era superiore di questo pio luo-

camerali. Quindi somministr generose somme, e volendolo provvedere


di locale

go
lo

nel

temporale, come lo
il

nello spirituale

prelato vi-

sorieie

pii.i ampio, ordin al teFabrizio Ruffo, poi Cardi-

cegerente. Quindi

do

nel

Leone XII, volen1828 riunire tutti i con-

CON
sei'vatorii

CON
una
sola

33
nell'

di

Roma
il

sotto

liane

Borromeo, che mor


il
il
,

an-

amministrazione,
le

conservatorio del-

no 1793, a soccorrere
conservatorio

nascente

Pericolanti cess di aver per supe-

laonde

generoso

riore il tesoriere generale; e quando Pio YllI con lettere apostoliche de'?.8 agosto 1829 disciolsc la deputazione permanente de' conservatorii

Porporato acquist le case contigue al suddetto luogo, che ridusse in forma di conservatorio, gli assegn rendile,
dei suoi
legati.

e lo
,

dichiar erede

rimettendo ogni conservatorio


sistema, questo

beni liberi

meno

alcuni
il

all'antico

ebbe

al-

Per questo motivo


il

con-

lora a superiore
la

un

presidente nel-

servatorio prese

nome

di Borro-

persona del
della R. C.

commissario geneApostolica.

rale

In

se-

guito torn a presiedere a detto pio

meo, e le alunne furono chiamate Borromce. Ordin per altro , che oltre la priora, un ecclesiastico ne
dovesse essere
si il

stabilimento
della R. C. A.

il

tesoriere

generale

superiore,

il

quale

pr tempore. Le alunne sono ordinariamente una cinquanoltre la superiora, e


si

tina,

eserci-

opera coadiuvare da un compagno, per cui da questi superiori dipende l'ammissione delfacesse nell'

'tano oltre che


cizi

nei suddetti lavori,

nelle faccende domestiche, e in eserdi piet, vestono uniformemensecondo le prescrizioni del fondatore Barlari, cio di saia nera, te

alunne, l'amministrazione, e la Il medesimo ne affid la cura allo stesso Giuseppe Marconi con le seguenti parole, che si trascrivono ad verhum dal testamento
le

disciplina.

fazzoletto

bianco, e bauttino nero;


il

suddetto.

siccome per un fine

ed osservano

divieto di

non pran-

zare mai in case particolari.

Conservatorio Borromeo.
Il

s santo necessario , che un probo e pio sacerdote raccolga le dette fanciulle disperse , e ne M abbia la direzione, come ora
il sig. D. Giuseppe Marconi che " con vero zelo, e carit ci pre siede, ed invigila, da cui sono

sacerdote d. Giuseppe Marconi

lo,

e dottrina,

commendato per apostolico zemorto nel pontifivedendo alcune


perch
,

" state anche formate " dette scuole


:

le

regole per
il

cato di Pio VII,

cos

quando

me-

fanciulle di tenera et oppresse dalla

miseria

dall'

infermit
di

siccome

prive

soccorso

erano

abbandonate alla strada, caritatevolmente le riun in un locale terreno sul colle Esquilino presso via
Graziosa, ove imprese non solo ad alimentarle, e vestirle, ma a farle
curare, ed istruire,

desimo sacerdote D. Giuseppe Marconi o non voglia , o non '> possa pi prestarsi, sia in d lui libert, ed arbitrio scegliere il
"

nuovo

direttore, e successore,
affidi

ed

" a quello se ne

la

cura, e
,

fu detta

la

" cos si osservi in perpetuo cio M che ciascun direttore abbia di ritto di scegliersi il suo succes-

casa

delle

povere fgliuole
Il

della

scuola della divina carit:

volgo

sore, possa

non essendovi
conoscere

chi meglio

qual

sacerdote

chiam

allora

queste zitelle col no-

me

di

Cenciose.

Aumentandosi
^ il
il

il

sarebbe pi opportuno e adatto, che r attuai direttore, che si tro-

numero
cerdote

delle donzelle

pio sa-

va in esercizio,

ed ha cogniziose

impegn
VOL.

Cardinal Yita-

ne degli

altri.

Che
3

mai qual-

xvu.

34
M

CON
ehe direttore venisse a mancare senza aver nominato il suo successore, in tal caso la scelta apta

CON
virt, e d.

Ciro, ricco, e zelante


raccolsero in

sacerdote

spagnuolo,

una

casa

provveduta dal secondo


presso alla
s.

partenga al prefetto pro-tempore deU' oratorio detto del p. Cara>

al vicolo delle colonnelle,

chiesa ed ospedale
degli

di

Giacomo
di quelle

vita ".

Inoltre

il

dinale ordin, che

provvido Carse per qualunbeni, o ad es-

Incurabili,

alcune

donne
lattie

nubili, che infestate

da manuo-

que caso avessero


corpo morale,
lano:
il
i

veneree eransi curate nel detalla dissolu-

sere distratti, o accumulati

ad altro
fossero

to ospedale, giacch solevano

beni

stessi

vamente abbandonarsi
tezza,

devoluti all'ospedale militare di Mi-

senza badare alla salute del-

perch quando Leone XII desiderava riunire anche questo agli


conservatorii, conosciuta la pia
il

l'anima, e del corpo.


sa fu
,

Maria Tere-

costante

nella
la

altri

ra

associ a s

pietosa opepropria sorella


l'uff-

disposizione, ne dimise

pensiero.

Clementina, che poi esercit


zio di sottopriora,

Le alunne sono
si

circa cinquanta,

esercitano

in

pie osservanze;
se

alcune particolari attendono a diver-

nel

giugno

morta piamente i833; ed insieme al

specie

di

lavori,

come

in far

buon sacerdote spagnuolo dispose, che una zelante maestra della casa
si

calze,
altro.

cucire, incannare la seta,

Quando

nelle

ed domeniche, o
conservato-

recasse

di

frequente

alla

visita

delle inferme del


nell'

suddetto

morbo

altre feste
rio,

escono

dal

hanno una veste di saia color paonazzo, un fazzoletto in testa, ed


altro sulle spalle, ed in tutto sono

menzionato, per incon saggie, e religiose riflessioni, a ritirarsi con lei dopo la
ospedale
vitarle

guarigione.

esemplarissime.

Pio VII
d.

visit

l'istituto,

ossia

il

ritiro al vicok delle Colonnelle, cui

Conservatorio o Ritiro della Crocej di s. Francesca Raniana.

Ciro avea dato il Croce, ed apprezzando


utilit
,

nome di s. la somma
e

la santit dell' opera,

Quel Dio , che tanto ardentemente desidera la salvezza delle


unirne, a quelle

creatuie

che

pi
la-

delle altre
sciato di

l'

offndono

non ha

vedendo che prosperava, con suo breve apostolico dato nel 1804, gU concesse la chiesa, ed ospizio o convento di s. Francesca Romana dei
pp. Trinitari del riscatto della provincia lombarda fino d'allora estinta,

somministrare gli aiuti i pi opportuni , ed i mezzi i pi valevoli a salvarle Per togliere


.

queste miserabili dalla strada della perdizione, e per allontanare tante


pietre d' inciampo alla
cieca

umail

Fehce alla falda del Questa chiesa venne edificata nel i6i4 in onore della Ross. Trinit, e di s. Francesca
situato in via

monte

Pincio.

nit

ha voluto che
,

si

fondasse un

mana

dai detti religiosi

che

vi

si

nuovo conservatorio
detto

chiamato

trasfei'irono

da

s.

Tommaso

in For-

Conservatorio o ritiro della Croce, di s. Francesca Romana.

misj ove stavano. Sotto

Innocenzo
in miglior

XI

la

chiesa fu ridotta

di Pio VI, e nel 1792, suor Maria Teresa Sebastiani terziaria carmelitana di seiiuala-

Nel pontificato

forma, con archilettui-a


de' Rossi.

di

Vi

si

pose un
,

bel

Mattia qua-

dro dipinto dal Cozza

rappresea-

,,

CON
Vergine, in mezzo a due angeli vestiti con abito del riscatto; ed il coro venne decorato con alcuni medaglioni. La confraternita di Ges e Maria, di cui si tratta all' articolo Confraternite ,
tante
la

CON
la

35

B.

In questo ritiro le vittime delseduzione vivono tranquillamenper


la

te

via

della

virt

di-

ottenne dai Trinitari

una parte
il

del
il

deputato ecclesiastico dipendiente dal Cardinal vicario, che pur sopraintende all' amministrazione economica. Questi sceglie
rette

da

un

convento, dove nel 1712


proprio
oratorio.
t.

stabili

fuori della
le

Cos
I,
,

Venuti,

comunit due maestre, e la

la

supei'iora,

portinaia, per-

Roma moderna,
stodita,
si

p. 198.

sta chiesa piccola

ma

Queben cu-

sone di esperimentata probit, e religione, acciocch insegnino alle alunne

apre nella mattina per

comodo
tari,

del pubblico, ha. cinque al-

\i si celebi'a

con solennit la
si

festa del

sagro Cuore di Ges, e

diano ad esse Il regolamento interno tende a rendere le zitelle esemplari: e sebbene sia lecila
,

sana morale

un' ottima istituzione.

fanno altre
fondatrice
libati

festivit. Il fratello della

to alle donzelle

di

uscire

dal pio

Pompeo

Sebastiani, d'il-

luogo

se

ad

alcune

venisse

noia

costumi,

volle

abitare

dap-

della recluisone, tuttavia quasi tutte

presso alla pia casa, edific nel mez-

perseverano, anzi alcune di esse do-

zo della chiesa una sepoltura, per-

po

moltiplici prove di fermezza,

ch

servisse

per

s,

sorelle,
effetto,

come

alla

due loro morte ebbe


e

per

le

di vero

proponimento

tono nel conservatorio


abito penitente, ed
all'

ammeta vestire un
si

essendo accaduta quella della benemerita, e virtuosa suor Maria

esercizio di

particolari rigori di mortificazione.

Sebastiani nel

1839

ai

16

feb-

Va
se

braio,

come

si

legge nella lapide se-

ancora notato, che molte di essono passate a vestire l'abito

polcrale.

religioso

con solenne professione


s.

In questo
la

luogo

l'

istituto

prese

delle agostiniane convertite,


nitenti

forma di conservatorio. L' edifizio con giardino buono, e regolare, ma non vasto, per cui ordinariamente sonovi
liora e
di
,

del raonistero di

e peGiacotrat-

mo

alla

Longara, delle quali


I,

si

ta al

volume
Esse

pag.

i35 del Didiverse


della

oltre
,

la

supe-

zionario.

meritarono
onorate

due maestre

una ventina
del sud-

volte di essere

pre-

nubili di ricovero scelte dal de-

putato, e dalla superiora


detto
le

ospedale

di
le

vedove, che

Giacomo. S maritate vi sono


s.

Papa che regna, il quale, a' 29 ottobre i832, visit pure questo conservatorio, come si legge nel numero 88 del Diario di Rosenza del

escluse.

Vivono filando
px'oprio
,

la lana

per

ma

di quell'anno,

in

occasione di

un privato
no
di

fabbricatore, nulla han-

comune

perfetta.

menando una vita Quando escono dal


poco
fre-

conservatorio per istrado


quentate, le

aver visitato lo studio del valente scultore cav. Giuseppe Fabris, che si trova dappresso al pio luogo. Quindi il deputato del luogo pio
e la superiora, per
pontificia
visita
,

donne vestono abito unicaff

memoria
ingresso

della

forme di color
zoletto bianco,

o tan, con

faz-

nell'

del

ed una piccola

cuffia

conservatorio, fecero erigere apposita


iscrone in

in testa.

Ai parenti pi prossimi
visitarle

marmo.

permesso

una

volta

il

mese.

36

CON
che
al
le

CON
alunne ricavano nel
paoli
filare la

Conservatorio del Refus^io di santa

Maria
Quasi
questo

in

Trastevere.

lana,

danno

undici

al mciv:

eguale
istituto,

al

precedente

('

giacfch

come

le

pio luogo: quando escono a diporto in luoghi remoti, vestono abito uniforme, e sono accompagnate
te

donne che escono dall'ospedale trovano un luogo s. Giacomo,


eccellente ricovei'O nel
ritiro

di
di

da una maestra.
la
fiiniiglia
si

Ordinariamendi

compone

una

della

ventina d'individue.
Conservatorio
della
dell'

croce di
le

s.

Francesca Romana, cos


zitelle, quanto maritache escono dalle pri-

donne tanto
,

Addolorata ,

te e vedove

Sagra Famiglia.

gioni di
recidive,

s.

Michele, escluse per le

compiuta

che abbiano la

condanna subita quasi

sempre per
rinchiudersi
di

di Bracciano,

mal costume, possono


in questo pio luogo.
esso nel

Fondatore
p,
s.

D. Baldassare Odescalchi , duca mosso a compassione di due povere fanciulle, ordin che si nutrissero, ed educassero nel suo
palazzo presso
la
i

1806

fu

il

Fi'ancesco

ss.

Apostoli.
de' suoi
Cai'lo

Dopo
rispet-

Girolamo della Carit, nel 18 19 fatto d Pio VII vescovo di Segni, uomo di seStracchini, sacerdote di

sua morte uno


figli,

tabili

monsignor

Ode-

scalchi, poi

gnalato

zelo
si

per

l'

onore di Dio.

questo

pu unire anche mon-

signor Belisario Cristldi, poscia Car-

non solo era compagno al primo, ma inoltre essendo grandemente limosiniero, e prodinale, perch

teggitore dei pii


efletto questi

istituti, fece altret-

tanto con questo del Refugio.


piazza
di

tale

s.

due personaggi sulla Maria in Trastevere


l'ospizio gi

acquistarono

apparte-

amplissimo Cardinal vicario di Roma, che santamente mori coll'abito de' gesuiti, credette pi conveniente affidare le due donzelle ad una. maestra nel conservatorio delle mendicanti. Poco dopo alla stessa maestra furono date ad istruire altre giovanette , e siccome il conservatorio non poteva contenerle, monsignor Odescalchi procur loro una casa presso il monistero delle Oliale Filippine (Vedi), al

nente

Ges

pp. della compagnia di portoghesi, il quale era comoai

do, e con buon giardino.

monte Esquilino, dove ai 2 1 giugno t8i6; giorno sagro al protettore della giovent s. Luigi Gonzaga,
le

Le suddette donne
in diverse opere

si

esercitano

trasfer

tanto

la

maestra che
di
for-

di cristiana piet,
;

alunne, col divisamente

e nei lavori di lana

si

trattengoloro be-

no poi nel conservatorio a


nirsi

marne un utile istituto, o convitto, col pagamento di quattro o cinque


scudi mensili. Stabil, che
vi

neplacito, restando in libert di riuco' mariti,

fosse-

o coi parenti.

So-

ro ricevute
riori

le

donzelle anche supe-

no dirette da una superiora, e da due mastre, non che da una societ di ecclesiastici addetta particolarmente alla istruzione spirituale,

neir et ad
presto
il

anni dodici

per
fusot-

cui

numero

delle indivi-

due ascese a quaranta. Queste rono poste in uno all'istituto


to
la

tildonne

mentre una deputazione di gensi occupa in provvedere le biancherie, ed altro. Dal guadagno

special

protezione
col

della

b.

Vergine

Maria,

professare

uu

particolare culto a'suoi dolori, e la

CON
comunit prese
Partito
il
il

CON
di

37

nome

conser-

oscuro con fizzolclto bianco e


to

vatorio dell' Addolorata.

simile

in

testa.

manLe medesime
diversi be-

Cardinale Odescalchi

vengono

mantenute da
il

da Roma per entrare nella compagnia di Gesi, il conservatorio si disciolse, al modo che dicesi a Conservatorio, o pia casa di Carit in Via di Borgo sant'Agata ( Vedi), e venne ivi sostituito l'al.

nefattori, ed

pio luogo,

sebbene

senza rendite, fiorisce pure col pro-

dotto
mensili.

delle

succennate
tal

elemosine
si

Per
tante

maniera

ten-

gono

lontane

dalla

corruttela del
pericolanti,

mondo

fanciulle

chiamato Conservatorio della Sagra Famiglia. Profitt del locale suddetto una pia persona per nome Marianna Allemand, che gi a sue spese, e coli' aiuto di qualche altro benefattore aveva aperto un asilo ad un qualche numero di fanciulle povere, e derelitte in una ritro
stretta casa

che sarebbero preda del mal costume. Lo scopo principale di detto pio istituto di educare le giovani, e
renderle capaci a
sliane famiglie,

servire nelle cri-

come

gi alcune vi

sono state collocate.

Conservatorio, e Monistero di
ria

Ma-

presso l'alberata

di

s.

Maria
fatti
il

Santissima

in

s.

Maggiore.

Vi

Dionigio

trasport

di

suo nuovo conservatorio, dal


esent, ritirandosi a convive-

alle quattro

Fontane.

quale la medesima dopo alcun tem-

po

si

Questo
cesi

pio

istituto

prima

era

re in

un

vicino monistero.

Fu

al-

diretto dalle. monache Orsoline frandella


ss.
s.

lora che la direzione del conservatorio

Concezione,
Basilio,

sotto la

nominato

della

Sagra

Fami-

regola

di

chiamate

co-

glia fu
d.

intrapresa dalla principessa

munemente

le

dame

apostoline, che

Maria Doria Pamphily, coadiu-

vata dalla baronessa prussiana Federica di

Kimsky,

oltre

il

rispetti-

vo deputato ecclesiastico, che si nomina dal Cardinal vicario di Roma. Questo stabilimento d'allora in poi venne a fiorire, come anche adesso
si

, con mezcon bordura bianca ; dal loro collo pendeva un cordone di color bleu , con

vestivano di scotto nero

zetta di color violetto,

una croce d'argento

doi'ato.

Hanno

un
te,

velo bianco, che cuopre la fronin

mezzo
era

alla

quale usavano

scorge, per

rabile di

un numero considealunne, che vi sono ammes,

se. Queste vengono presiedute localmente da una superiora ed i-

da gnano ad
struite

abili

maestre,
i

che insedel

esse

lavori propri

forma greca. pur coperto da doppio velo bianco, e nero, ed i fianchi si cingevano con cordone nero. La dama Eumelia Sanbucy francese fu bramosa di fondare in Roaltra
Il

croce nera

di

capo

loro
che;

sesso, e

le

faccende

domestipra-

ma un

monistero,

e conservatorio

ma

pi

le istruiscono nella re-

ligione,

e le esercitano

nelle

a maggior gloria di Dio, e perch all' insegnamento delle fanciulle nelle


cose
di

tiche della cristiana piet.


le

Quando

nostra santa
l'educazione,

religione,

si

alunne escono, bench di l'ado, dal conservatorio per diporto , o altro, hanno sempre un abito uniforme secondo le stagioni di colore

unisse

e
il

l'

istruzione

coir insegnare
scrivere,
la

ad

esse

leggere, lo
ai'it melica,

l'ortografia,

hugua

italiana, e francese, la geo-

38
grafa,

CON
la storia,

CON
tutti
i

e
di

lavori
di

per l'inverno, e di nanckin

bianco
edi-

che
civile

sono

propri
nel

fanciulle
tal

per

l'estate.

condizione.

effetto la

La
tari

chiesa di

s.

Dionisio fu

fondatrice,

pontificato
il

VII, ottenne la chiesa, e

Pio convento
di
ai
reli-

ficata nel

16 19 dai religiosi Trinifrancesi, che la dedicarono al

che

avea gi appartenuto

santo areopagita.

Di poi

fecero or-

giosi Trinitarii
to, della

riformati del Riscatfrancese.

nare

il

prospetto esterno con dise-

medesima nazione
a'g

Laonde
in cui
la

ottobre

i8i5,
si

giorno
celebra

nella detta chiesa

festa del

santo titolare Dionisio


la

l'Areopagita,

Sanbucy apr
dopo due anni

il

Antonio Macquadro dell'altare maggiore fu dipinto da Carlo Cesi che vi effigi in alto la ss. Trinit, e in basso 1' Immacolata Concedell'architetto Gio.
il

gno

ci.

Neil' interno

conservatorio, del quale fu la pri-

zione, e

s.

Dionigio

inginocchiato.

ma

superiora, e

ivi

Nelle pareti laterali di questo altare,

mor piamente. Al presente l'insegnamento, che


ricevono
disse;
le

a conili epistolae, un affresco


vedesi

in cui

espresso

un sommo

educande,

quale

si

Pontefice, che veste dell'abito religioso

nel i834 nel mese di monache, o dame apostoline, cambiarono regola coll'apostolica approvazione del regnante Papa Gregorio XVI, e presero quella delle i-eligiose di Maria Santissima Nosti-a Signora, Notre Dame i^J^edi), entrando in quell'Ordine fondato da madama di Lestonnac nel 1610, ed approvato da Paolo V- A tal effetto fecero venire da Tolosa tre religiose francesi per
aprile le

ma

un

frate Trinitario del l'iscatto.

Nell'altra parte, cio a


gelii, si

osservano due

frati

cornu evanpure del


turchi
il

riscatto,

che

pagano

ai

prezzo degli schiavi da essi redenti. Questi due affreschi sono del me-

desimo

Cesi.

Inoltre sonovi tre al-

tri altari, cio

quello della cappellina

a destra entrando in chiesa, che

ha

per quadro
buito a
lato

un Ecce
nel

Homo
;

attri-

Luca Giordano

quello dal

dell'epistola,

incorporarle alle
roonistero:
di

monache
il

di

questo
lai-ghe,

presero

loro vestiario

monsieur Giovanni
la
ss.

quadro David rappresent i ss. de Matha , e in alto


cui

scotto nero, con

maniche

Triade,

innanzi

alla

quale

cinta di
di
tela,

lana nera, soggolo bianco

veggonsi inginocchiati due


cui

schiavi,

benda bianca
sotto, cui

di sopra, e

nera di

sovrapposero un
crocefisso pic-

angelo, che

vengono tolte le catene da un ha indosso lo scapolare


finalmente
parte
nel
terzo
si

velo fino nero.

Dal collo pende da


questa descrizione

del riscatto;
altare, dalla

un cordone nero un
colo di cocco.

del vangelo,

Da
si

venera

del vestiario,
sista
il

vedr in

che consud-

bo

il

Vergine avente in grembambino, in mezza figura,


la b.

cambiamento
Al presente

di quello
il

buon
servasi

dipinto

del secolo

XVI.

A
os-

descritto.

conservatorio
fio-

sinistra di quest'ultimo altare,

stato molto ampliato perch


risce,

pendente
in cui
si

dalla

parete

un

numerose sono le educande che pagano la mensile pensione di scudi sette e mezzo, vestendo a piacere in casa, e quando escono hanno
e

quadro
rizione

basso
sieur

s.

esprime un'appae in del ss. Sagramento, Dionigio, e s. Luigi IX re


opera attribuita a monRidolfino Venuti,

di Francia,

per abito uniforme

di scotto

nero

Le-Bruu.

CON
Jioma moderna, tomo I, pari. I, pag. 162, narra che nel giardino contiguo al monistero, chiamato orto del greco, nel pontificato di

CON
ove
le

39

(Fedi) non poteva riceverle tutte, divisarono di stabilire un locale,


donzelle

che
la

uscivano dal-

Cle-

l'ospedale, fossero trattenute a vita


migliore.

per

mente Vili, da un greco di Scio la prima volta si introdusse in


la

Laonde

tCj e pia principessa

nominata zelanda Leone XII, ai

Koma

coltivazione

della

pianta

ortense chiamata

Sellaro,
si

che pel
propag.

grato suo sapore cotanto

12 agosto dell'anno santo 1825, ottenne a questo nobile oggetto il suddetto ospizio, mediante aposto'

lico

breve,

in

uno

alla

contigua

Conservatorio del Eifugio della

piccola chiesa, diritti, e ragioni del

Lauretana.
JVei

medesimo.

congregazione
nella via
di
s.

primi anni del secolo XVIIT, che conduce alla basihca

Quindi formatasi una di dame, s' intitol Congregazione Lauretana, dal titoche insieme all'alMaria
direzione del

lo della chiesa,

Giovanni in Laterano, e presso la chiesa di s. Clemente, il ven. p. Angelo Paoli da Argigliano, diocesi di Sarzana, carmehtano dell'antica osservanza, nel convento di s. Martino di Roma istitu un ospizio per ricevervi poveri convalescenti, che dopo guariti dalle loi'O infermit erano licenziati dagli ospedai

tare principale dedicata a


ss.

di Loreto, sotto la

Cardinal vicario jw-tenipore.

Ridotto
ricevute
le

il

locale,

furono in esso che


avessero

convalescenti dell'Ospe-

dale di s. Giacomo, bramato menare vita


re laccolte con Dio.

ritirata, e sta-

escluse

Non vennero neppure quelle donzelle, che


si

li,

per cui
di

il

pio luogo prese


p.

il

no-

erano gravide,
del parto
si

me

Ospizio del

Angelo. Rlor-

to santamente il fondatore nel 1720, Clemente XII nel lySg fece introdurre presso i sagri riti la causa pel riconoscimento

air

quali al tempo le mandavano a sgravarospedale di s. Rocco, dopo


si

di

che

ricevevano

nel conservail

torio,

che aveva preso

titolo di

delle

sue eroi-

che virt,
di

poscia
la

nel

1756 ne
stampe
il

Casa del refugio della Lauretana. Si ricevettero anche maritate, che


pei

fu pubblicata

vita colle

loro

trascorsi

eransi

separate

Propaganda /?^e; Mancato

prin-

dai
sata

maritij e pentite della vita pas-

cipal sostegno dell' utile ospizio, col-

ad

essi

poi

ri uni vansi.

Fu

sta-

l'andar del tempo rest chiuso. Intanto permise la diviiia Provvidenza,

una priora per


bilita

priora,
la

ed
si

una

sotto

direzione delle alun-

che

si

recassero

alcune
le

dame,
inferme
quelle

ne, e dei
la

lavori che

facevano

insieme colla principessa d. Teresa


Doria-Orsini,
all'ospedale di

a
s.

visitare

Giacomo. Queste

met doveva essere del pio luogo. Accompagnate dalla priora, e velate uscivano una volta la setti-

pie diame considerando

come

mana
moti.

al

passeggio

in

luoghi

re-

vittime della seduzione, mentre cura vansi dal

morbo

venereo, poi

ivi

Ma
nuova

nell'odierno
l'

pontificato

di

ritornavano a curarsi per essere

ri-

Gregorio XVI,

istiltUo

ha

preso
gli

cadute nei primieri disordini, giacch il Conservatorio o ritiro di s.

vita e vigore, perch

stala data alti-a forma.

La

direzio-

Croce

in

s.

Francesca

Romana

ne e cura

del

medesimo

stata

4
afiiilata

CON
alle

CON
del

monache
che
vi

Buon

Pastore
in

{^Vccli),

risiedono

da in Trastevere. V. Sagro Cuore di Ges,

1'

articolo

Dame.

numero

di tre, olti-e

una conConservatorio , o pia Casa di Carit in

versa, giacche
fitto

si vide con qual proed impegno dirigevano il Conservatono di s. Croce della Longara ^P^edi). Con nuovo metodo si qui stabiUto, che si ricevano le zitelle, le quali hanno sof-

via di

Borgo

s.

Agata.
sotto

La

pia societ, che milita


degli

la speciale

protezione di Maria Verapostoli,


eretta

gine regina
in

ferto mali prodotti dai loro cattivi

Roma

nell'anno

i835

per la

costumi, e quelle

zitelle,

che essen-

conservazione, e accrescimento della piet, e

do

state
figli

sedotte,

avessero

anche
abban-

della fede cattolica, coni

avuto

nel loro nubile stato, e in fine,

siderando, che fra

mezzi

condu-

quelle zitelle

che

centi al suo nobile intento

non

te-

donando

il

mal
il

fare sono bi'amose

di ravvedersi, e

menar

vita cristia-

na. Perci

luogo divenuto un nionistero, le alunne non escono pi, il giardino contiguo venne am-

neva r ultimo luogo la educazione delle donne, nell'anno i836 incominci a raccogliere delle piccole donzelle per lo pi abbandonate nelle pubbliche contrade di Roma,
per torledai moltiplici pericoli, riu-

pliato per

comodo
ha

delie alunne, la

chiesa che
tina
si

tre altari, ogni

mat-

nendole piamente in una casa privata di propriet di


bri

apre al pubblico per la santa messa, ed il Cardinal vicario vi

uno
,

dei

mem-

della

pia societ

quindi in

nomina un
alla

prelato

deputato
,

per

altro

locale

presso

s.
l'

Maria Mag-

vegliare sul conservatorio

in

uno

giore in via detta

Alberata.
e

Ma
si fe-

prima

la

delle

dame
di

della congre-

suscitata qualche tribolazione,

gazione Lauretana, che attualmen-

ce

una

classificazione

restando
santa
trasfe-

Bracciano d. Anna Torlonia-Sforza, che benefica il luogo col suo zelo, colla sua generosit, e col procurare ad esso
te

duchessa

parte della comunit


rita in

presso

Maria Maggiore, che ora


altro locale

non lungi
alcune

dal
pie

raonistero delle Filippine,


sero

ne pre-

Jimosine colle altre dame, e col der


putato.

cura caritatevole

persone, che con gran zelo ne proto

Conservatorio delle

dame
le

del sagro
donzelle

mossero l'avanzamento. Fiorisce sotnome di Conservatorio delil

Cuore di Gesti per


Trinit al
articoli

l'

nobilij presso la chiesa della ss.

monte Pincio. V. Gli Sagro Cuore di Ges, DaSS.

Addolorata, ovvero della sa^ra Famiglia. Fedi. L' altra porzione rest affidata
alla pia societ,

che mancando
locale,

al-

me e CHIESA DELLA MOMTE PlNClO.

lora del

necessario

colloc

TrINITa' AL

le ragazze in

Conseivatprio delle

dame
per
le

del sagro
donzelle
la

educaGiovanni pagando un mensile in Latex-ano assegno e di l, essendo morta la


di

una casa

zione nello stradone di


,

s.

Cuore di
di
civil

Gesti,

promotrice di detta casa,


r

le

trasfe-

condizione,
ss.

presso

in altro locale in

via

del

Bo-

chiesa delle

Raffina e Secon-

schetto nella regione de' Monti.

Ma

, ,

CON
ili

CON
veniente, se
dai

4i
richieste
si

fine crescendo di giorno in gioril

no
la

numero
,

delle

alunne
fu
afflitta

della

non vengono loro parenti o non


,

crede
essi

pia societ
citt

specialmente dopo che

espediente di
si

consegnarle ad
in

di

Roma

dal
,

procura collocarle

onesto

ma-

si morbo asiatico detto Cholei'a api"! una casa pi ampia e deco-

trimonio, o farle entrare in qualche

rosa, ch' la presente, col

titolo di

Pia Casa della Carit, posta in via di Borgo s. Agata numero g, presso monte Magnanapoli. In questo locale fu gi
cioli
il

monistero, se abbiano vocazione per lo stato religioso, o s'impiegano per cameriere presso pie persone, ove

Collegio

Fiic-

{Vedi); quindi pass in propriet delle monache riformate di


Francesco, e ritenuto in enfiperpetua della Camera Apostolica. Per il regnante Papa Gregorio X\'I, con venerato rescritto de' 2 5 marzo i838, diede il los.

o prendono oppure si ritengono nella pia casa, se si credono utili per la medesima. Finalmente da questo conservatorio ebbe orisia
il

minore

pericolo,

altra destinazione,

gine
di

teusi

il Conservatorio o ritiro del sagro Cuore di Ges alla salita

s.

Onofrio (Vedi).

Conservatorio
Onofrio.

cale alla

medesima pia

societ,

merpre-

a Ritiro del sagro Cuore di Ges alla salita di s,

c una convenzione firmata dal Cai'-

dinal IVIario Mattei in


e dal sacerdote

allora

sidente della commissione de' sussidj


,

cenzo Pallolti,

Vinzelante e benemerid.

romano

to rettore della stessa pia

societ,

dicembre i84o, V opportunit di comperare un ampio locale, che gi appartenne al sacerdote d. Fidi

Nel

mese

essendosi

presentata

caricandosi la commissione de' sussidj

lippo Ludovisi
frio
la

alla salita di

s.

Ono-

di

pagare

il

canone, e
la pia

il

quin-

presso la via

della

Longara

dennio relativo, e
tenere aperto
il

societ di

detto locale a van,

taggio della classe povera


l'

o del-

superiora del Conservatorio , a Pia Casa di Carit in via di Borgo S. Jgata (Fed), con annuenza,
e cooperazione di quella pia societ,

uno, o

dell' altro

sesso.

Le alunne
no
ca
s.

di

questa pia casa sod' Assisi, e

e sotto la speciale protezione di

sotto la protezione del patriar-

Francesco

porta-

Maria SS. regina degli apostoli, si accinse alla compera d detto locasi trasfer quindi nel medesicon un buon numero di ragazze della Pia Casa di Carit, per
le,

prammatica, cio di lana bigia, con cordone ai


di

no abito uniforme

mo

lombi, e velo parimenti bianco in lesta. La superiora , e le maestre


vestono
di
il
s.
l'

dar principio ad

una novella

co-

abito

del

terzo

Ordine

Francesco. Conta al presente


circa
si

conservatorio

settanta in-

dividui. In esso
ti

fabbricano tessuscarpe,

di tela, e cotone, coperte imbotsi

munit , sulle norme , e lo spirito della mentovata pia casa donde partivano. Questo conservatorio fu denominato Ritiro del sagro Cuor di Cesie perch la comunit si de,

tite,
si

orlano
,

le
si

si

ricama,

aggriccia
si

cuce in
si

ogni

mar

dicava specialmente al culto del sagro Cuore. Il numero attuale degli

niera,
ri.

lava e
le

fanno

altri lavor

individui

del

conservatorio
Il

Giunte

donzelle ad et con-:

di circa quaranta.

nobile, e ca-

4a
ritatevolc

CON
commendatore
la
d.

CON
Carlo
col in Carcere, sua altra diaconia,
cui era stato trasferito

Torlonia assunse

tutela, e la di-

presso

l'al-

rezione pei temporale della comunit, mentre la pia societ anzidetta

premurosamente attende
si

allo spi-

rituale. Dalle donzelle


ri!

fanno va,

Sagramento. Da Ludovico Jacobilli si ha la vita dello insigne Cardinal Consiglieri, che altri chiamarono Ghislieri.
tare del
ss.

lavori propri! del sesso


delle

tali

CONSOLI PONTIFICII.

go-

da rendere ciascuna
capace di procacciarsi
tui'a
il

alunne

verni tutti bene ordinati, a protezione della loro marina mercantile,

nell' et raa-

necessario sostentamento, e
ai

hanno creduto
re ne' principali
loro

necessario di stabiliporti esteri alctmi

provvedere
glie.

bisogni

delle fami-

rappresentanti

sotto titolo di

Giambattista, Cardinale. Giambattista Consiglieri di Roma ebbe da legittimo matrimonio due figliuole.
egli eh' era

CONSIGLIERI

consoli o agenti consolari,

come

di

vice-consoli,
de' luoghi

secondo l'importanza ove debbono risiedere.


il

Morta

la moglie,

Cos ha fatto, e fa anche

gover-

fornito di ogni maniera

no

pontificio;
s.

Cardinali camer-

di letteratura, e dotto nelle lingue

lenghi di

Romana

Chiesa han-

divenne presidente della camera, e a mezzo di suo fratello Paolo Consiglieri , ch'era camerier secreto di Paolo IV, poi canonico nella basilica vaticana, fu dallo stesso Papa promosso al Cardinalato colla diaconia di s. Lucia jn Selci, a' i5 marzo del iSSj. La sua promozione avvenne pei'ch suo
greca e latina
,

no avuto sempi-e su di essi giurisdizione, ed hanno tuttavia la libel'a nomina e direzione di siffatti
rappresentanti
pontificii,

spedila

scono loro

patente

di nomina,

quale

si

l'innova ad
I

ogni Cardinal
,

camerlengo.
particolari

consoli porftificii

ec-

cettuato qualche rai'issimo caso per


circostanze,

fratello

Paolo, uno de'quattro fonda-

soldo od

onorario alcuno,
dal
loro

non hanno e non


altro

tori collo stesso

Papa

dei

Teatini,

ritraggono
profitto

ufficio

essendo stato chiamato nel palazzo


apostolico
all'esaltazione
le

di

Paolo

or

che quello, or maggiore, minore, proveniente dalle tasse

IV, che gU confer


lifiche,

narrate quaesaltare al

consolari sui legni ivi approdati, passaporti, fedi ec. In considerazione di

e poi

il

voleva

cardinalato, con eroica virt lo ricus,

questo gratuito servizio,


pontificio
li

il

governo
ogni

proponendo in vece
tello

il

degno

fra-

compensa,

al fine di

Giambattista,

siccome

dotto,

anno, delle spese fatte per suo ordine, o in suo servizio, cio di carteggio,
mili.
I

ed affezionatissimo alla santa Sede. Quindi fu spedito legato a Intere a Filippo II re cattolico per urgentissimi affari, e vi riusc felicemen-

di

stampe

trasmesse, e

si-

consoli
di

pontificii
i

sono

incari-

te; dipoi dallo stesso Pontefice ven-

cati
il

ne

eletto

con
le

altri

saggi uomini, a stato della

decidere

cause dello
di

ed commercio pontificio, e siccome debbono risiedere nei porti esteri,


proteggere
naviganti

chiesa con facolt senza limiti.

Do-

per lo
ri

piii

si

scelgono tra

gli

este-

po due anni
to da tutta

Cardinalato, piannel
i

dimoranti in detti porti, ovvero


gli

Roma, mor

SSg,
Ni-

tra
sti

statisti ivi

domiciliati.

Que-

e fu sepolto nella chiesa di

s.

consoli pontificii, a aigione che

CON
la

CON
nunzi od
in-

43

santa

Sede tiene
in

Elenco de Consoli Pontificii negli


stati esteri.

ternunzi

pochi

regni,

talvolta

trattano qualche
te Ja
ca, la

affare risguardan-

diplomazia, la sanit pubblipolizia,


il

NB. Dove non


sole

indicato

il

titolo si

commercio, ed anco affari ecclesiastici; il perch i consoli pontifcii sono in corrispondenza, oltre che col Cardinale camerlengo, coi Cardinali segretario di stato, e segretario per gli afiari
di stato interni, col tesoriere generale,

deve intendere che

vi

un Con-

non generale.
in

Albana

Dalmazia. Agente couf

solare.

Algeri. Console generale.


Alicante,

e con altre
civili

autorit

ecclesia-

Amsterdam. Console
gio.

generale.

stiche,

e militari del

Ponti-

Anversa. Console generale nel Bel-

ci governo, essendo per subordi-

nati

e dipendenti
nei

ai

nunzi ed invi

Bahia
lato.

nel Brasile. Vice-console.

ternunzi

luoghi ove questi


pontifici

Barcellona.
Bari.

Coadiutore

al

conso-

sono.

consoli

non han-

no unifoi-me; per sogliono ottenedi marina dalla presidenza delle armi, per mezre quello onorario

Vice-console.

Barletta. Vice-console.

Beleni in Portogallo.

zo della segretaria di stato.

Bona
i

di Algeri. Agente

consolare.

Va
soli
,

notato che non tutti


e

conpos-

Brindisi. Vice-console.

vice-consoli pontifcii,

Cadice.
Cagliari. Console generale.

sono indossare l'uniforme della Marina Pontificia [Fedi), non aven-

Carlo Forte
console.

in

Sardegna.

Vice-

do

essi

un

tal

diritto.

Questo onoin

re viene

loro

concesso

via

di

Cartagena.
Catania. Vice-console.
Cefalonia.
rio.

grazia speciale presso

domanda che

ne fanno,
finora siasi

il

accordato

grado pi elevato, che a qualcuno,

Vice-console

provviso-

stato di colonnello onorario di marina. Presentemente godono questo

Cette in Francia. Vice-conole.

Chioggia nel regno


neto.

Lombardo- VeCon-

grado

consoli generali di

Micondelle

Vice-console.

lano, e di

Palermo:

come hanno
i

Citt di Porlo in Portogallo.


sole deputalo.

quello di maggiore onorario


soli

del

Belgio, della Grecia,

Corsica. Console generale.

Isole Ioniche, di Marsiglia, dei


si

Pae-

Filadelfia,

negli Stati

Uniti

d^

A-

Bassi

e di

Venezia.

Vi
e tra

sono
vi-

merica.

degli altri consoli pontifcii

col grai

Fiume, e Buccari. Console


diutore.

col coa-

do

di

capitani onorari

ce-consoli vi

sono

di

quelli

che lo

Gaeta. Vice-console.
Gallipoli.

hanno
tenente

di

tenente,

come
detta

di sotto-

onorario di

Marina

Pontifcia.

Genova. Console generale, con coadiutore con futura successione, e


vice-console esercente.
Gibilterra.

Girgenti in Sicilia.

Vice-console.

44
console.

cOi\
Vice-

CON
Per. Console generale, residente in

Giulia nel regno di Napoli.

Lima.
resi-

Grecia. Console generale con denza in Atene.


Ischia. Vice-console.

Pescara. Vice-console, Porto Re nel littorale ungarico. Vice-console.

Isole Ionie. Console generale, resi-

dente in Corf.

Lavagna. Vice-console.
Lisbona.
Livorno. Consle generale, con coadiutore con futura successione, ed

Porto Ferrajo. Vice-console. Porto Maurizio. Vice-console. Ragusi.


in Ispagna. Reggio in Calabria. Vice-console. Rio Janeiro nel Brasile.

Reus

insieme vice-console.

Rovigno nell'Istria. Agente consolare.


iS.

Loano. Vice-console. Lucca. Malaga. Malta.


Marsiglia.

S.

Maura. Vice-console. Remo. Vice-console.


Vice-con-

Console generale. ManfTdonia nel regno di Napoli.


Vice-console.

Savona. Vice-console. Sebenico in Dalmazia.


sole.

Segna

Mascali Giarre. Agente consolare. Marsala. Melazzo. Vice-console. Messina. Vice-console. Milano. Console generale nel regno

in Dalmazia. Vice-console, con coadiutore, con futura suc-

cessione.

Setubal. Vice-console.
Sira. Vice-console.

Spalatro
sole.

in

Dalmazia.
Golfo

Vice-con-

Lombardo- Veneto.
Molfella. Vice-console.

Spezia, ossia

della

Spezia

Monopoli. Vice-console.
Napoli. Console generale di Napoli,

nel Genovesato. Vice-console.

e dei porti nella linea


diterraneo.

del

Mepoi'ti

Stockolm. Taganrog, Vice-console.

Napoli. Console generale dei


tico

Tarragona. Terra Nuova in


sole.

Sicilia.

Vice-con-

di Napoli nella linea dell'Adria-

con provvisoria residenza

in

Tine in Grecia. Vice-cousole.


Tolone. Vice-console.
Tortoli in Sardegna.

detta capitale, e console coadiu-

tore del precedente.

Vice-console.

Napoli di Romania. Vice-console.


Nizza.

Tortona.
Tran. Vice-console.

Nuova Orleans f
di America.

negli

Stali

Uniti

Trapani. Vice-console.
Trieste.

Odessa.

Valenza.
d' Algeri.

Orano
lare.

Agente

conso-

Vasto. Vice-console.

Venezia.
Ventimigla nel
Guizols
in
Si-

Ortona. Vice-console.

Geno\'esato. Vice-

Palamos

s.

Felice de

console.
P^igo in Galizia.

in Ispagna. Vice-console. Palermo. Console generale cilia, con vice-cousole.

Zante.

Zara.

CON
Milano cvvi nn

CON
Lombartal
tal

45
di
le

Siccome poi in
do- Vendo senza
citt

vranit vi venne introdotta in for-

console generale pel regno

za dell'atto finale del congresso

che vi sia in porto di mare, e siccome

Vienna. Per conseguenza


attivit,

anche

le passivit

del

monte
tra
si

console

ha un

carattere di rappre-

di
le

Milano dovevano
suddette sovranit,
finale anzidetto.
d' Italia

ripartirsi

sentante diplomatico Pontificio, cosi

come

predel-

sembrano necessarie

le

seguenti

scrisse negli articoli


l'atto

97

anologhe nozioni. Durante il regno d'Italia, nei primi anni del corrente secolo, fu
in

e io3 Quindi i
in
i

so-

vrani

interessati

tale

riparto inviarono in Milano


rispettivi

loro

Milano

istituito

un monte detto

plenipotenziari per tenere

dall'ii^iperatoro
Italia

de'francesi, e re di

un

congresso relativo
del

soltanto agli

d'allora.

ne.

perch

al

Monte Napoleomedesimo furono


alle cor-

applicate tutte le attivit, ossia capitali

fruttiferi, gi spettanti

porazioni religiose, ed ai luoghi pii


soppressi

dal

governo

italico

in

tutta la estensione del


rio,

suo

territo-

che prima della invasione franfurono


attribuite

cese appartenevano a vavie sovranit, cos\

tutte

le

monte, e conchiudere un trattato, che formasse la base delle operazioni future per la soddisfazione del debito ripartito, e spettante a ciascun governo interessato. Per la santa Sede furono incaricati ed inviati a Milano cjuali plenipotenziari monsignor Pacca, poi governatore di Roma, e monsignor Castaldi poi Cai'dinale, l'avvocato Vera,
affari

passivit che

derivano
e

dalla
dal

sop-

per

contabile

l'agionatore

Gio.

pressione

anzidetta,

nuovo

Battista

Franceschi.
i

ordine di

cose in

allora

stabilite.

Riunitisi tutti
ziari

detti plenipoten-

Queste passivit consistevano principalmente nel pagamento delle pensioni a'frati,


ri,

in

Milano,
i

conchiusei'o

una

preliminare,

e generale convenzio-

monache

preti secola-

ne in data
quale
si

giugno 18 16, colla


i

dotazioni a'capitoli ed

a'parro-

stabilirono generalmente

chi gi spogliati
le pensioni

de'loro beni, nel-

modi
lizie,
i

di soddisfare le pensioni

vita-

e giubilazioni,
civili
,

ad

anti-

debiti

lasciati

dalle provvisi

chi

impiegati

giudiziari

sioni,

amministrazioni ec, e

trat-

militari che

avevano prestato
e
perpetui,
,

ser-

t di ogni altro oggetto relativo alle

vizio ai governi anteriori, ed in altri


pesi
vitalizi

disposizioni
succitati.

degli articoli

97

come per
,

io3

In
si

seguito, ai 12 de-

assegni

alle

universit

ginnasi

cembre i8i6,
venzione

conchiuse altra consoli

pubblici

stabilimenti.

particolare sui
il

pleni-

Da

questo

breve cenno

facile

potenziari pontificii,

tenore della

immaginare come presto ingigantisse questo, monte, che, cessato il governo italiano nel i8i4, venne chia-

quale, per maggiore intelligenza delle


si

cose

dei'i

vanti dal citato

monte,

riporta qui
di
i

appresso

sostanzial-

mato
11

in

appresso Monte di Milano.


del gi
sa,

mente,
la

territorio

regno

d'Italia,

soggetti,

come ognuno
gli

fu ripartito

tra

coi nominati avendo ultimata loro plenipotenza, tornarono in

concerto

quali

antichi legittimi sovrani che


al

ne
so-

Roma

coi

protocolli dei
e con

congressi

tornarono
estesamente,

possesso pi o

meno

tenuti in Milano,

una gran

qualche

nuova

parte dello stralcio

di carte e p-

46
szioni,

CON
e registro; spettanti al
Pontiilcio.

CON
goe

ma mente
sume

verificato e
di

liquidato as-

verno

l'obbligo

pagarlo

come

Non
le

cessarono per
gi

gli

aiTari

debito del suo stato.


Articolo

consultazioni del

monte
il

di MiII.

lano, ch'era stato


COSI

centro di

ed intralciata amministrazione. Questo centro rimase e rimane tuttora per lo scioglimenvasta


,

Sua Maest imperiale


striaca

reale au-

to delle questioni allora restale sos-

pese, e per le

massime
fissare

ulteriori;

che

al sopravvenire di casi sarebbe sta-

per parte sua rinunzia ia favore di sua vSantit ad ogni suo diritto su qualunque propriet, e d'Italia credito del cessato regno
esistente nel territorio Pontificio.

to necessario di

in seguito.

Ogni governo italiano cointeressato nomina uno o due savi commissari

Articolo III.

diplomatici

residenti

in Mila-

no, per parte della commissione ge-

nerale diplomatica del monte, colla

getti
ti

quale

le

rispettive direzioni
stati

del

Tutte le carte relative agli ogcontemplati nei due precedenil articoli saranno subito dopo
delle ratifiche

debito pabhlico degli

diversi

cambio
te

del

presen-

(su cui ricadono le parti di debito a ciascuno stato spettante) hanno sempre corrisposto e corrispondono tuttora. 11 commissario Pona Milano, oltre la corrispondenza per gli affari singolari, che secondo le convenzioni, e successivi regolamenti debbono risolversi dalla commissione centi-ale di Milano, invia periodicamente gli atti, e le
tificio

atto

consegnate

ai

commissari

pontificii,

alla

persona ch'essi indi-

cheranno, dal governo austriaco, i cui impiegati si presteranno anche


nel caso a dare
tutte
le

dilucida-

zioni ulteriori su detti oggetti.

Articolo IV.

deliberazioni delle oi'dinarie sessioni


,

Per
st

la

che

si

fanno

dai

commissari

denti articoli, saranno

piena esecuzione dei preceda sua Maereale


austriaca,

delle

varie sovranit.

imperiale
di

ad
nel

istanza

sua

Santit,

liberate le

Articolo

I.

ipoteche che potessero esistere


territorio austriaco.
Si

11

governo austriaco resta piena-

ommettono gU

altri

articoli di

mente esonerato da qualunque debito proveniente dalla sua amministrazione provvisoria, ed occupazio-

formalit.

Questa convenzione fu
dal Pontefice

ratificata

Pio VII

li

io

giu-

ne militare delle
Legazioni,
nelle Legazioni

Marche, e
i

delle

gno

1817;

e ne venne

commessa

compresi

beni annessi

l'esecuzione

da quel governo provtuttora esistente,


credito delcapitali, e

generale del debito

plenaria alla direzione pubblico, dan-

visorio

austriaco
i

dosi al commissario Pontificio, resi-

e restando
la

amministrazione a favore del governo Pontificio, questo tiene


per suo
il

detta

dente in Milano, il titolo e le prerogative di console generale Pontificio nel regno Lombardo Veneto. L'at.

detto debito,

e legitti-

tuale insignito

col

grado di co-

CON
lonnello onorario della
tifcia.

CON
marina Ponnate sono dai
11

47

collezione delle leggi marittime, che


fatti.

avvocato Cesarini, ncll'apPiincipii dilla plautina sua opera giurisprudenza coinmerciale esaminati, seconda edizione con molle
II

eh.

medesimo avvocato Cesarini


noto suo sapere dei
pix

ai vocaboli consolato, e console trat-

ta col

im-

portanti argomenti.

variazioni

ed aggiunte,

Macerata

Dall'opera: // consolato del


solali di

mare

1840, capo VI, Del console e del Consolato, pag. 204, dice che la denominazione di console, data dai Romani ai primi magistrati in sostigiorni

colla spiegazione, con note ai con-

nova

tuzione della regale dignit, a'nostri si conferisce a quel magistrato


il

Barcellona , Venezia, Gedi Ges Maria Casa regi Livorno 1788, si rileva quando, e dove furono concessi i seguenti caec.

pitoli

ed ordinazioni

riguardanti

governo invia in altra nazione per ivi slare a favorire il commercio dei propri sudditi, o cittadini, che ci vadano ad approche
dare. Per r importanza del commercio, da cui principalmente de-

consolati che

andiamo a nominare.

Roma. L' anno dell' Incarnazione di Cristo 1075 a cai. di Marzo furono concessi in Roma nella basilica di s. Giovanni in Laterano ,
e giurati dai
i

si

bene onora col nome di console quegli , che a vantaggio de' suoi concittadini, e dei sudditi, del sovrano che rappresenta, si manda anche in esteri paesi a proteggerlo. Sicriva la floridezza dei popoli,

Romani

di

osser-

vare sempre
ordinazioni.

relativi articoli, e

Acri. L' anno


nel

a cai. i i x i tembre furono concessi


passaggio
di

di in

Set-

Acri

Gerusalemme

come
di

inoltre l'oflcio del console in


si

pel re Ludovico, e pel conte di

massima parte mare, cos


Il
l'

esercita nei porti


ivi

ordinariamente

egli risiede.

consolato, fuori del-

Tolosa , e giurarono osservarli sempre. Majorica. L'anno 1 1 1 2 furono concessi in Majorica per i Pisani, e giurarono di osservarli sempre.

Italia

della

Provenza

_,

cangia
si

spesso denominazione, poich

chia-

ma

nel resto di

Francia lapport,

Pisa. L' anno


in Pisa in

8 furono concessi

in Inghilterra Protest, in

Olanda

s.

Pietro del

mare

in

ed in
texex.
Il

altri

paesi del

Nord Zee-Preantichissimo

podest di
Marsiglia.
di

Ambrosio

Migliari, e

giur osservarli.
consolato

le

di

L'anno 1162,
,

nel

mese
in

stile

presso tutte
legge,

nazioni. Olire

agosto

furono

concessi

la

che questo consolato prescrive, se ne aveva l'ingiun-

nuova

Marsiglia nell' ospedale, nella potest di ser

Gaufr Antoix, e giu-

zione
gi
j

anche

dalle nostre antiche leg-

r di osservarli sempre.

le

quali tuttora sono in vigore

in quelle parti,

a riforma.

che non sono soggette Siccome quanto accade

nei marittimi viaggi


tlagli

comprovato
rilasciano dal

attestali
,

che

si

Almeria. L' anno 1 1 74 furono concessi in Almeria pel conte di BarcellQna,e per i Genovesi, e si giur di osservarli sempre. Genova. L'anno 1186 furono concessi

consolato
ciato
si

cos

nel

vocabolo conl'antica

in

Genova

nella potest di

esprime

ancora

ser Pinel Miglers, ser Pier

Am-

4H
brosi, e ser

CON
Gio.
di
s.

CON
tino, e

Donato, e ser Guglielmo di Caimosino, ser Baldotii, e ser Pier d'Arenes, i quali giurarono al capo del molo di sempre osservarli. Brandi. L'anno i 187 a cai. di febbraio furono concessi in Brandi pel re Guglielmo, e giur di osservarli sempre. Rodi. L' anno 1 90 furono con1 cessi in Rodi pel Galeta, e giur di osservarli sempre. Morea. L'anno 1200 furono concessi pel principe di Morea, e
giur di sempre osservarli.
Costantinopoli. L'

giurarono di osservarli sem-

pre.

Ma/orica.li'avno 1270 furono concessi pel re Jacopo di Aragona,


in Majorica, e giur di farli osser-

vare sempre.
P^.

il

eh. Martinetti nel suo Co-

dice de'i^oi'enpag. 447j Del


,

Com-

mercio Marittimo il quale ci avverte che tra i libri pi famigerati per gli usi marittimi , si citano il cosi detto Consolato del mare j il Targa, Della contrattazione marittima j e Giovanni de Lucca, De j'ure marilinio.

anno

no

concessi pel
in

comune

5 furodi Venella

V.

titoli

del codice

Giustiniano,
vihus

De

naufragiis, de na'
,

nezia

Costantinopoli,
s.

chiesa di

Sofia pel re Giovan-

ni incontinente, che furono cacciati


li
i

de navicude nautico foenore, de naulis tyhe.rinis. V. allariis


seii

non excusandis
naucleris
,

greci, e giur di osservar-

tres

il

celebi'e pubblicista

Francesco

sempre.

Risicato^

Alamania. L'anno 1224 furono concessi in Alamania pel conte, e giur di sempre osservarli. Messina. L'anno i22 5 furono concessi
s.

tom. IL
stata,

De stata hominum in rep. De nautica arte et nautaruni


i52
edit.

p.

Panormi 1673.
,

Aggiunge
circa
i

lo stesso Martinetti

che

doveri degli ammiragli, quali


dei ministri della
di

in

Messina nella

chiesa di

supremi giudici e magistrati navali,

Maria Nuova

in presenza del

come pure
rina
e

maolan-

vescovo di Catania per Federico II imperatore d'Alemania, e giur di osservarli.


Parigi. L'anno
cessi

uomini

mare,

oltre la

raccolta delle leggi inglesi ed


desi, tratte in

i2 5o

furono
di

con-

gi rodie, vi

gran parte dalle legsono importanti cogni-

per Giovanni
in quel

Belmonte

zioni
5.

nel
1

Mastrillo
3
;

De

magislr.

lib.

sopra l'anima del re di Francia,

cap.

nelle

prammatiche
Sicilie, specialI.

che

tempo non era ben

del regno delle

due

sano, in presenza de' cavalieri del-

mente
re 91
rio

nella

Pramm.

De

officio

rOst, e dei templari^ e degli spedaheri, e dell' ammiraglio di levante, per osservarli sempre.
Costantinopoli,
concessi in Costantinopoli in

portulani,

come pure
dotto

nel Capitola-

del re Giovanni j ed in

Ma-

h'anno 1261 furono s. An-

gelo per Paleologo imperatore, e

giur di osservarli seinpre.

Sona

e Costa/Uinopol.h'anao
Sii'ia

[270

furono concessi in

per Fe-

derico, re di Cipro, e in Costantinopoli per r imperatore Costan-

commentatore , tom. 6. ediz. di Napoh, e Palermo, nel commento di detto capo 91. V. pure il Codice per la veneta Venezia mercantile marina 786, con r Editto pubblico di navigazione mercantile austriaca , Venezia 1816. Nel volume li. p. 197, e
, i

Muta

seg. Pratica della

Romana

Curia,

si

CON
tra Ha del
({nello

CON
Anoonaj
e di

49

consoli) to di

in Civitavecchia.

Finalmente riporteremo alcuni argomenti descritti dalle Schede Vaticane nell'archivio della santa Sede, che pi
consoli,

dicaturam haberet. Bernardus de Binis consul sub Leone X. Paupraed. ind. et Ilis III confirmat alia slatuta a mei'c. facta. Philippus del Bene Consul. hoc anno.
i5i49- ^ot. propr. de confirmat. consulis pr mercatoribus Urb. subditis Caroli V. Anno i55o. Martinus de Ajala fit

tano ai
gli stati

da vicino riguardano i o in qualunque modo spetmedesimi, tra' quali si vedr


Pontificii.
1'

Anno

l'origine di alcuni consoli esteri ne-

Per ultimo
dei

ri-

porteremo
attuali
,

elenco

consolati

consul in

e dei luoghi ove sono.

Urbe nautarum subditorum imperatoris.

Anno
Ripettam.

i5oo.

Deputatur

consul
et

Anno i552. Consules Tabernarior. Anno i554. Il re delle Gallie rinforza le


esorta
il

nationis galicanae

apud Ripam

truppe nel

Senese

ed

console de' fiorentini in


l'impresa.
Jo.

Anno i5i4,

Julius Castellanus con-

Urbe ad aiutare

frmatur consul mercatorum Januen. et corsorum in Urbe.

Anno i574-

Anno 1576.
ris

Litterae consulatus

ma-

regni Neapolitani in Urbe.

de Cunig Oratoris Reg. Hisp. literae quibus Alexandrum Buoncuore deputai consulem Hisp. donec rex aliter
staluerit.

Anno

i5i2.

nus, consul Neapoht.


Tiberis.

Hieronymus CastroV. Flum.


Castellanus ci-

Anno iSy^.
gna, con
sciatore di

Lettere del re di Spacui

Anno i5i4.
vis

Julius

romanus a natione Januen.


Capitula

ordina all' ambadar l'ufficio ad Alessandro Buoncuore.


i5'j5.
Jo.

et Cors., electus consul.

Anno

Oratoris hisp.

li-

Anno i5i5. Confirmant.


circa mercatores in

hic adnotata edita a Florentinis

Urbe degen.

et electionem consulis Fiorentini.

Buoncuore, juxta mandatum regium consulem hisp. confirmat. per obitum Martini de Ajala, qui illud
terae, quibus Alexand.

Anno i52o. Breve, quo


rentin. in curia

Rinaldi de Ricasohs alias primo consuli Floconstituto


,

obtinuit a Carolo imperai.

Anno 1576. Camer. renovat Mot.


a Pio
dri

qui

concessum Martino de

se absentaverat,
sis

mandat, ut vpraesentibus , ad curiam se


iSiS.

Ajala Cons. hisp. favore Alexan-

Buoncuore, qui

eidem suc-

confera t.

cessit.

Anno

Camer.

Franciscum
a
roercato-

Anno 1576.
nis factae

Cincium

Civ.

Rom.

ribus, sive navilium patronis con-

sulem nationis Corsicae deputatum, per priv. Bartholomaei de


Valle confirmat.

Anno i535. Leo


sulem Florentin.
siliariis,

Mercat.

Flo-

rentin. ind. concessit eligendi con-

mot. concessioPii pr Martino de Ajala consule Hispan. Anno 1578. Querelae Philippi Castilioni consulis Januen. in Civita vetula contra quemdam proxenotam, qui mercedem praetendebat ex contractibus, eo inscio,
et absenlCj facti5.

cum duobus concancell.

et

uno

qui ju-

voi,.

xvn.

5o

CON
esteri
.solato.

CON
Grecia.
Inghilterra,
vice-

Elenco degli agenti e consoli


negli slati Pontificii.

console. De'Levanlini. Lucca.


sico,

Mesvice-

vice-console.

Napoli,

Roma.

Consoli generali

della e di

con-

console.

Paesi-Bassi.

Portogallo,
vice -console.

federazione Elvetica,

Dani-

vice-console in detto porto, e suo


distretto.

marca;

di

Francia,
di

col caratte;

Prussia,

re di agente consolare
terra col grado
solare
SI

d'Inghilcorili-

Russia.

agente

Sardegna, vice -console. Spagna. Stati uniti di America,


e

in

Roma, che

nella

vice console. Svezia

Norvegia,

nea del Mediterraneo sottoposta ai dominii pontifcii; di Lucca


console
le
;
;

in detto porto e sue dipendenze.

Toscana,

console

generale, con

del Messico,

vice-conso-

vice-console.

del principe di

Monaco, convice-con-

Coniacchio. Austria
lare.

agente consoStati

sole in

Roma
;

e nei dominii del-

Napoli

vice-console.

la santa Sede
sole;
le:

Napoli

uniti di

America
,

vice -console.

Portogallo;

Prussia

conso-

Cornelo. Francia
Inghilterra,
vice- console.
sole.

agente consolare.
Napoli,

Sardegna, console generale,

vice-console.

con vice-console; Sassonia, agente regio; Spagna console, con un


vice-console
:

Sardegiia, vice-con-

Stati

uniti

di

A-

Fano. Danimarca. Francia,


consolare.

agente

merica, console; Svezia e Norvegia

console; Toscana, console; Wui-temberg, console per tutto


,

Napoli, vice -console. Prussia. Svezia, e Norvegia, vice-

console.

lo stato

Pontifcio.

Ancona. Austria, console


col cancelliere del

generale,

Fermo. Austria, agente consolare. Danimarca , vice-console. Francia


,

consolato. Al-

vice-console.

Napoli,
Norvegia,

vice-

bania
la

Baviera

Belgio. Brasile,
in tutta

console. Russia, vice- console. Sar-

vice-console.

Danimarca,

degna. Svezia e
console.

vice-

linea dell'Adriatico.

Francia.

Toscana, vice-console.
Sarconsole,

Grecia. Inghilterra, vice-console.

Ferrara. Napoli, vice-console.

De' Levantini. Lucca. Napoli, convice-console. sole generale, col


Poi'togallo,

degna
sole.

con

vice-con-

viceconsole

in dotto

Fiumicino. Francia,
lare.

porto e suo distretto. Prussia Russia e regno di Polonia, console generale. Sardegna. Spagna. Stati uniti di America. Svezia e Norvegia. Toscana console generale,

agente consoLucca, incaricato consolare. Sardegna, incaricato consolare.

Coro. Napoli, vice-console. Stati Uniti di America, vice-console. Grotlamare. Austria, agente consolare.

con vice-console.
agente consolare.
agente
conso-

Napoli, vice-console.

Ascoli, Francia, vice-console.

Loreto.

Francia.

Toscana, agente
,

Cervia. Austria
Cesenatico.
lare.

consolare.

Cesena. Austria, agente consolare.


Austria
,

Magnavacca. Napoli
sole.

vice-console.

Stati Uniti di America, vice-con-

Civitavecchia.
gio.

Austria. Baviera. Belvice-console.

Montalto. Francia, agente consolare.

Brasile,

Dani-

Napoli,

vice-cousole.

Sarde-

marca. Francia, gerente del con-

gna, vice -console.

, ,

CON
Nettuno. Francia, vice-console. Spagna, vice-console.
Ostia. Sardegna,
vice-console. vice-console.

CON

5i

CoNGBEGAZIOM CaRD1NAL!Z1E, C tutti singoli di Ognuna di esse. I prii mari consultori sono quelli della
Congregazione, del
s.

Pesaro.

Austria,
.

Da-

Offzio {Vedi),

nimarca

Francia,

vice-console.

ove

IngliilteiTa

vice-console.

Napoli.

Sardegna, vice-console.
Norvegia, vice-console.

Svezia e

riportiamo molti esempi di quelli promossi al Cardinalato, come si dice, che nella loro morte
congregazione
fa

la
.

celebrare
s.

le ese-

Ponte Lagoscuro. Austria


vice-console.

Napoli

quie nella chiesa di

Maria sopra

Minerva.
nale.

Porto d'Anzio. Austria, agente consolare.

Francia, vice-console. Invice-console.


vice
-

ghilterra,

Lucca

in-

]Matteo, CardiMatteo Contarelli nacque nel iSig a Moi'annes presso il fiume

CONTARELLI
d'Angi.

caricato

consolare.

Napoli

Sarte

\ci)uto

fortuita-

vice-console. Sardegna, incaricato


vice-consolare. Toscana, vice-console.

mente

in Italia, ricovr presso

An-

drea de' Bovi, laurealo in legge, e prelato di Paolo 111, il quale, spedito dal
to, lasci

Priniaro. Stati
vice-console.

Uniti di

America

Papa
il

al

concilio di

Tren-

Ravenna. Austria,

vice-console.

Fran-

rente

Ugo

ContareUi al di lui paBuoncompagni, poi Gre-

cia, vice-console. Portogallo, vice-

gorio

console in detta citt, e suo distretto.

Svezia e Norvegia, vice-

XIII. Nel i56o venne dal Buoncompagni raccomandato, e proposto a Pio IV come datario al Car-

console.

dinal

Ippolito

di

Este
di

legato
il

iu

Recanati. Napoli, vice-console. Spagna, vice-console. Toscana, agente


consolare.

Francia. Poi dovette seguire


dinal Bonelli nipote
s.

Car-

Pio V,
destinato

che dallo zio


consolare.
legato

era

stato

Rimini. Austria, agente

Francia, vice-console. Napoli. Svezia,

e Norvegia, vice-console.

alle prime corti di Europa. Per le sue qualit sempre pi divenne caro al Buoncompagni gi Car-

Sant'Alberto. Austria,
solare.

agente

con-

dinale: anzi guadagnossi l'animo di


siifatta guisa, che divenuto Pontefice, lo elesse a datario, essendo stato anche chierico d'i camera: e poi, a' 12 dicembre i583, lo cre Cardinal prete di santo Ste-

questo per

Sinignglia. Austria. Belgio, vice-console.

Francia

agente consolare.
Napoli,

Inghilterra, vice-console.

viceconsole.

Prussia.

Sardegna,

vice-console. Svezia. Toscana, vice-console.

fano nel Montecelio, colla carica di


prefetto alla segnatura de' brevi.
II

Terracina.

Francia

Lucca

vice-

Contarelli a sue spese costru la bellissima facciata della chiesa di

console. Napoli, vice-console. Portogallo, vice-console in detto porto,

san

e suo distretto. Sardegna, vi-

ce-console.

donoUa di diecimila scudi ad ornare l'aitar maggiore. Dopo il conclave


e
di

Luigi de' francesi

a E.oma,

Volano.

StiUi

Uniti

di

America

Sisto

V, mori a
i58*>.
s.

Roma

di

scs-

vice- console.

santasei anni,

dopo due

di Cardi-

CONSULTORI
ziOM Cardinalizie.

DELLE CoNGREGAT'.

nalato nel

Fu

sepolto nella

gli

articoli

detta chiesa di

Luigi, nella can-

^>.

CON
di
s.

CON
ta
lato.

Matteo, cui egli medesimo avea fondata. Gregorio XIII eletto a dasi protest di averlo tario, perch lo conosceva di straorpella

anni

dopo

otto

di

cardina-

Portato a Venezia, lo seppellirono a s. Maria dell' Orto nella

tomba
e

de' suoi maggiori, con nobi-

dinaria integrit di
erudito.

vita,

molto
Cardipatrizio

lissimo epitaffio,

CONTA RINI
nale.

Gasparo,
Contarini

postovi da Luigi Gasparo Cornaro nipoti di lui. Monsignor Giovanni della Casa scrisse in latino
la

Gasparo

vita

di

questo Carope-

i483, divenuto celebre per ogni maniera di studi nella universit di Padova, dalla sua repubblica venne spedito ambasciatore a Carlo V, a cui riusc carissimo. Egli ebbe in seguito altre ambascerie onorevoli, e la capitaveneto, nel
nia di Brescia; quindi fu spedito ambasciatore a Roma, ed a Ferrara per la liberazione di Clemente VII.

dinale

che

fu premessa alle

re dello

stesso

Cardinale

stampa-

te in Parigi

nezia nel
la

nel i5ji, ed in VeiSSg, nella quale, oltre

purit della lingua latina, vi socose


,

no molte

importanti
e
letteraria

per

la

storia civile

di quei

tempi. Nello stesso idioma fu ancora

Tornato a Venezia,
tra
i

fu annoverato

composta da Antonio Gaetani , e pubblicata colle stampe di Padova nel i585. Si ha pure dal Cardinal
la Fila Cardinal Gasparo Contarini scritta da monsignor Ludovico Ceccatelli, e da esso Cardinal Quirini illustrata, Brescia ij^^. CONTE, Cardinale. Conte di Milano fu promosso al cardinalato da Urbano II, e, secondo Panvinio, da Pasquale II, colla diaconia di s. Maria in Aquiro. Onorio II Io

savi, e tra

consiglieri di quella

Quirini in lingua italiana


del

repubblica in appresso. Paolo III , riconoscendolo degno di far parte del sagro Collegio , a' 20 maggio
del

i535,
s.

lo

decor

assente
colla

della

dignit
di

cardinalizia

diaconia

Maria

in Aquiro. Il Contarini

poscia pass all'ordine dei preti col


titolo presbiterale

di

s.

Prassede

nel

i536

fu fatto vescovo
s.

di Bellu-

no, protettore della


e de'canonici di
Il
s.

Casa di Loreto,

annovei' trai Cardinali preti col


lo di
s.

tito-

Giorgio in Alga.

Sabina. Intervenne alla e-

suddetto Papa nel

i54i

lo sped

lezione di Gelasio II,

approv quella

alla dieta di Ratisbona,


to,

come
gli

lega-

di Calisto II, e concorse a quelle di

ove seppe

cattivarsi

animi

degli stessi protestanti, e riusc con

Onorio II, ed Innocenzo II, cui poscia abbandon per seguire 1' antipapa
Anacleto
se la
II, a nome del quale impocorona reale a Rogerio duca di Calabria. Senonch si ravvide a

somma

soddisfazione del Pontefice,

sebbene avesse de' nemici che g' imputarono essere stato condiscendente
co' protestanti
:

ma

il

cardinal Fre-

goso pienamente lo
tre in

giustific,

menne

tempo, e mor in seno mentr' era Pontefice lo


cenzo
II.

alla

Chiesa

stesso

Inno-

consistoro
le

il

Conlarelli
III.

convinse
1

stesso

Paolo

Dipoi nel

CONTE
tro Conte

Pietro, Cardinale. Pienella provincia di

542 ebbe

la legazione di

Bologna,

nacque
fu

e fu spedito

nuovamente a Cesare

Campagna,

monaco abbate
la

di
dei

per rimuoverlo dalla guerra contro la Francia ; ma la morte Io colse


a Bologna
nel
1

Montecassino, e per

santit

costumi, e per la eccellenza del sa-

543

di

5essan-

pere da Innocenzo

III fu

creato Car-

CON
dinaie.

CON
cante tulio
castella
il

53
al

Accolse dipoi molto onore-

lerrilorio con terre,

volmente a Montecassino Ottone IVj che gli accord un diploma, nel quale proibivasi a chicchessia di scacciare i monaci dal possedi-

e ville

sottoposte

co-

mando,
te.

e alla giurisdizione del con-

presero
bens\

Egli certo che non gi i conti tal nome da Comitatus, ma

mento

delle loro castella.

Mor
al

nel

12 io, ovvero
monistero,
lo

nel

121

i,

suo
aver-

mes.

Comitatus venuto da CoV. Conte Palatino , e Contequarto secolo


i

come abbate, dopo

stabile.
IVel

governato per diciotto mesi. Il Cardella pose questo Cardinale fra quelli d'Innocenzo III, di cui ignoto il tempo della promozione;
anzi egli protesta,

conti comin,

ciarono a diventar militari

e nel
i

quinto era gi stabilito

che

goil i

vernatori di Provincie portassero

che

veramente

nome

e la qualit di

duchi

non
nale
dice,

si
il

sa

qual Papa facesse CardiConte dappoich il Wion


_,

governatori di una citt o di


diocesi,

una
e
il

assumessero

la qualit,

Tritemio, cui pu aggiungersi r Ughelli , soltanto per congettura attribuirono ad Innocen-

che

il

Ai rispettivi articoli delle diocesi sono notate quelle, in


titolo di Conti.

cui

zo

III

l'esaltazione

del

Cardinal
di con-

tolo,

Pietro.

CONTE.
tea,

Comes. Signore

grado, e dignit; ed oggi per

lo pi
re.

semplicemente
era
il

La contea

titolo di onodominio, e lo
Il

primi vescovi portarono il tied esercitarono la giurisdizione di conte: anzi ad alcuni di essi ne rimasto il semplice titolo. Apprendesi dal Muratori , che nei detti tempi due erano gl'impieghi del conte:
i il

comandare
le
liti

alle

milizie, e

il

de-

stalo del conte


di

Coviitatus.

nome

cidex'e

del popolo, se erano

significava
tori.

conte deriva dal latino Comes, che compagno degli impera-

portate dai minoici tribunali al suo.

Quanto
niva da

all'autorit giudiciaria, veessi

Tra

primi

si

videro

conti del

esercitata
i

col

tenere
i

palazzo, comles palalii, e secondo chiamarono Comiles si il Dacier


,

di tanto in tanto
blici giudizi, e
lite
i

Malij,cio

pub-

placiti per qualche

quelli
cipi,

che erano della corte de'prino del seguito degli uffiziali o quali andavano a gomagistrati,
i

particolaie coli' assistenza degli

Scalini, e degli altri minori giudici,


col

consiglio

de' quali

proferivano

vernare
gli

le

Provincie, o a condurre

poi la sentenza, non gi unicamente

Erano questi propriaeserciti. cortigiani, che componevamente no le antiche corti. Alcuni scrittori
i

come a
t.

loro paresse. Presso l'an,

tico

Marcolfo
II.
I.

pubblicato
si

dal

Ba-

luzio,
lib.

Capitular.,

legge, al

fanno

risalire

l'origine del titolo di

cap. 8, la formola

de Du,

conte sino ai tempi degl'imperatori

cala, Patriliatu, vel Comitatu

cio

Augusto, ed Adriano, ed aggiungono, che presso va in quell'epoca


lo
i
i

come
zio
,

si

creava
,

un
e
si

duca,

un

patri-

romani

significa-

un conte

rileva

eh' era

favoriti dell'impe-

ratore, e quelli che ne' loro viaggi

tori,

accompagnavano. Dice il Murache dalla voce Comes, significitt, si for-

ben illustre la dignit, e condizione de' conti. Anche i conti entravano nel ruolo de' principi ed essi pure intervenivano co' duchi mar, ,

cante governatore della

chesi

e vescovi

all'

elezione del r

poscia

Ccmitatus

parola indi-

d' Italia.

54
Carlo
il
,

CON
Calvo, che fiori nel no-

core
comoda
cosa
i

sagri

pastori

l'

otte-

si dice no secolo essere stato il piimo che con un capitolare auto-

nere dai re ed imperatori anche il temporal governo delle loro citt


in

jizzasse la

successione de'conti nelle


allorch

un tempo che

principi, per es-

famiglie

pass

in

Italia

sere eletti
tori,

re d'Italia,

od imperadell' amicizia,

per

seconda volta. Veramente la successione durevole delle contee


la

avevano bisogno
e

ajuto
fino

fedelt de' vescovi.

Perci

delle

famiglie

incominci

nei pri-

mordi del
di.

diritto feudale.
i

F. Feu,

da prima del mille ottennero alcuni vescovi anche le signorie temcoli'

Carlo Magno,

suoi successori

porali delle loro citt


creati conti
,

esserne

ed altri sovrani di que' tempi, diedero in feudo a coloro, che li avevano assistiti nelle guerre, molte
terre pi o
tolo
i

come
p.
1

si

pu
del

vedere

nel
ri,

tomo HI
,

5 3

Murato:

Dissert. sopra le antichit Ita-

meno

vaste, e talvolta

intere provincie, le
di

une

sotto

il

ti-

ducali (ci che pur fecero


le

dissertazione LXXI Della potenza de' vescovi, abbati, ed altri ecclesiastici. Altro motivo della de-

liane

longobardi) e

altre sotto

il

ti-

pressione
l'

de' conti

nelle

citt

fu

Dal medesimo Muratori si rileva, che quando i conti non avevano in feudo le citt, ma solamente in governo dipendentemente dell'arbitrio del principe, un tal governo soleva nondimeno essere stabile, e durava tutta la vita loro; n chi una volta era conte deponeva quel nobile impiego se non per salire a gradi maggiori.
tolo di contee.
,

poco a poco introdotti i conti rurali, che dominando in qualche terra o castello, ottenevano daessersi
gli

augusti

il

titolo

e la giurisdizio-

ne di conti in quel luogo, senza rimanere pi soggetti all' autorit del conte che governava la citt.
,

Allorch poi nelle carte antiche


incontra la formola
niitatu,
il

si

Comes de Cosigno-

restando incerto se significhi

Anzi a poco a poco s'introdusse la consuetudine che i figli, o pei meriti del padre, o coli' ajuto della pecunia data nei bisogni, in cui per le guerre si trovarono i sovrani

conte, ossia governatore o

re della citt, o pure

un conte che
castella in

possedesse uno,

o pi

quel contado e distretto, ne rende

ragione
ra

il

prelodato Muratori, opedissertazione

massime
salire al

quelli

di

Germania per
succedeva-

citata,
,

Vili, Dei

trono d'

Italia,

Conti
barici.

Viceconti

de' secoli barci

no
riti.

nella carica stessa.

Non
pei"

si

ces-

L' Altaserra
et

ha dato:

De

sava di essere conte che

deme-

Ducibus

vincialibus ,
i

Comilibus Galliae proFrancofurti 1 7 3 1


ai conti rurali
,

Talvolta
curandosi
di

il

qualche

duchi e i marchesi proreggimento particolare citt furono contrasse-

Tornando
si

questi

trovano prima del mille, ed andarono siffattamente crescendo in

gnati col titolo di Conti, e ci tan-

numero, smembrando or questa, ed


or quella terra, castello e villa dal distretto delle citt, che si ridussero

to in Italia che in Francia.


diverse ragioni
troversie nate

La

de-

cadenza poi dei conti avvenne per


;

la

prima
i

fu le con,

ad aver poco territorio;


secolari
,

conti

tra

vescovi

poscia

vescovi creati
,

conti governatori delle citt, e del

conti per questa ragione

non pi
gi-

contado

loro.

Giudicarono

perci

istendevano molto lungi

la loro

CON
risdizione.

CON
i

55
primogeLuigi Fi-

Finalnunte svanirono
libert,

defonto duca
nito
del

d'

Orleans
titolo di

conti delle citl allorch queste ri-

re de' francesi
il

presero la

diventarono

lippo, fu dato
Parigi.
ri,

conte di

repubbliche. Oltre ai conti, furono

Conchiudiamo
il

col

Muratosi

aulicamente in uso i viceconti, dignit molto stimata.


Neil' Araldica

che

titolo di

conte

trova

cotanto moltiplicato, massime in Italia,

inglese

il

titolo

di

che ognuno se lo procaccia per


chi

conte
in

il

pi antico, essendo stato


i

far intendere ch'egli nobile:

uso anche fra


di

Sassoni invasori

dell' Inghilterra.

In

quei

tempi
sul

il

gode con ex feudo nobile unito, ritiene gran parte


poi
lo

nondimeno

titolo

conte era mia dignit, che

del pregio degli antichi conti.

aveva una giurisdizione


di

cui

portava
la

il

luogo nome. Poco temil

Allorch
tificio

si

voglia nello stato ponil

ottenere

titolo di conte,

po dopo
ni
si

conquista de'norman-

fondare vma contea

trova che

Guglielmo
molti
terzo

con-

per via della Camera apostolica, occorrono i sei."

quistatore

cre
loro
il

conti,

contasse

guenti attestati, e cautele,

La

cedendo
ti;

delle

persona
te,

che desidei-a fondare una


il

giudiziarie dei loro rispettivi distret-

contea, e prendere

titolo di con-

ma

una

tal

rendita da lungo

tempo cessata, ed in vece chi la godeva riceve una piccola annua pensione dal cancelliere dello scacchiere.
il

deve esibire gli attestati, che provino essere la sua famiglia nobilmente distinta nella popolazione
a cui appartiene
,

quali

attestati

Nella
titolo

medesima
di

Inghilterra poi
,

Visconte (Fedi)

di

possono procurarsi dai magistrati delle comunit, dal vescovo, ovvero


2. deve assegnarsi lui qualche entit e rispettabile, nel quale erigere la contea, avvertendosi, che in detto fondo deve esservi almeno una cappella. Coi nominati attestati si presenta sup-

un'epoca

dappoich abbiamo dalla storia che il primo visconte fu Giovanni Beaumont


pii recente,

dal

clero. di

fondo

creato dal re Errico

VI

nel 1439.
i

N deve
chi,

tacersi,

che talvolta

du-

e marchesi, principi, sovrani


si

di stati,

come
sa

vollero chiamare conti, gran contessa Matilde si grandemente benemerita della Chiela

plica
la di

al

Sommo
al

Pontefice,

il

quale
si

rimette
santa
il

Cardinal camerlengo
Chiesa, da cui

Romana

Romana, e del suo dominio temporale. Anche dipoi molti principi


di

rilascia

chirografo, o diploma della

contea. Questo chirografo deve registrarsi


all' uffizio

famiglie sovrane portarono

il
,

ti-

del segretario di

tolo di conte

con

giurisdizione

camera

e la spesa ascende a circa

talvolta senza, d'


vincia.

una
Luigi

citt
il

prore di

scudi trecento.

Lo

stesso

titolo

di

A' nostri giorni

fratello di

conte , ed erezione d'un idoneo fon-

Luigi

XVI,

di
il

XVIII

do

rustico in contea,

si

accorda dal
coli'

Francia, era
re Carlo

conte d' Artois, poi

Pontefice, ordinariamente
rit di

auto-

X;

anzi al presente nella

un breve
si

apostolico, ed in
esibire alla

real corte delle

due

Sicilie

alcuni

questo caso

debbono

portano i titoli di conti di Trant, di Castro-Giovanni, di Lecce, AaW Aquila , di Siracusa e di Trapani. Al primo figlio del
principi
reali

segretaria de'pontificii brevi qne'rae-

desimi documenti, di cui


lato di
tefice,

si

par-

Egualmente il Ponper mezzo della stessa segiesopra.

, ,

56
propensione e

CON
per premiare
rito reale.

CON
la virt,

tarla de'brevi, per dimostrare la sua

ed un me-

ad un qualche individuo, premiarne i meriti e le benemerenze da lui acquibenevolenza


state colla religione,

e colla

santa
senza

Sede, lo fregia del titolo personale,


e per discendenza di

Sembra, che l'origine de' Conti del Palazzo, o sia del Sagro Palazzo derivi dai re di Francia, nella corte de' quali sino dal secolo VI
fu
in

conte

uso

questa dignit;

quindi

che

egli

presenti

alcun

fondo per

dalla Fi-ancia pass in Italia allor-

essere eretto in contea.

CONTE PALATINO.
Palazzo Palazzo
,
,

Conte del ovvero Conte del Sagro


delV aula Lateranense.
cui

ch Carlo Magno occup questo regno ci che avvenne nel declinare del secolo ottavo. Incmaro, arcivescovo di Reims, cap. 2 1 de Ord.
;

Dignit, e titolo onorifico con


i

et

Offc.

Palat., cos descrive

l'

in-

Romani Pontefici e gl'imperatori di Germania graziarono certe pei-sone. Anticamente la potest di questi

carico del conte del palazzo:


tis

Palata, Inter
in

Comicetera innumerahisollicitudo erat,

lia,

hoc

maxime

conti

si

estendeva a conferire

il

ut

omnes

legales caussas, juste

ac

grado

di dottore, a creare notari

rationahiliter determinaret, seu per-

legittimare bastardi, dar corone d'al-

verse judicata,

ad

aequitatis trami-

loro ai poeti

nobilitare
,

borghesi

tem traduceret. Ampia per questo


era
l'

concedere stemmi autorizzare adozioni ed emancipazioni, accordar lettere di benefici


,

autorit del conte del palaz-

zo, perch
di tutte
le

non solamente giudicava


cause
dello
stato
,

di et etc.

Osserva

che

Lodovico Antonio Muratori, Z)/.9.9erf. J^II, Del Conte del sagro palazzo, che ai suoi tempi era in Germania in sommo onore e potenza, il conte palatino del Reno, uno degli Elettori del Sagro Romano Impero (Fedi) , titolo che negli antichi secoli denot una delle pi illustri dignit anche del regno d'Italia.

per appellazione venivano


nale del sovrano,

al tribu-

ma

quelle eziani

dio conosceva, che riguardavano


diritti

del principe e la quiete dei

suoi stati ; ne alcuna causa era portata al

sovrano, se prima non pasle

sava per

mani

del conte, a fine


,

di osservare, si necessitas esset

ut

G' imperatori poi dei bassi tempi, del


,

caussa ante regem merito venire deberet^ come soggiunge lo stesso Inc-

principalmente

secolo

XV
nome

maro. Grado

altres

sommamente

quelli de' seguenti

continua lo
far

stes-

cospicuo era quello dell' arcicappel-

so Muratori, per

monete proil

stituirono siffattamente

di
ri-

lano di corte, che precedeva i vescovi ed arcivescovi , ed anch' egli


riferiva al re le cause
siastici.

Conte Palatino, che


dotto ad
diletta di

lo

troviamo

degli

eccle-

un

miserabile
soldi

fumo comda
chi
si

Per, senza
il

un ordine

del

perato con pochi

re,

non poteva
le

conte del palazzo

carte pecore,

ossia

di-

terminar
si

cause de' potenti,

come

plomi procacciati con impegni e raccomandazioni , non vergognandosi taluno da domandarli di per s stessi mentre che le o,

ha dalla legge 43 di Carlo Magno, tra le longobardiche. Tal divieto proveniva


,

acciocch

il

conte

palatino

non

si

perdesse dietro alle

norificenze dovrebbono conferirsi spontaneamente dai principi sol


,

cause de' grandi, trascurando intanto quelle de' poveri e dei meno

CON
potenti, per
le
i

CON
avevano magaltri atti

5j
scorge,

quali

ancora

si

che

il

gior

premura

buoni principi.
fosse

conte del palazzo aveva


appellato perci
conti del sagro
solo

vm
,
,

vicario

Alcuni litennero che nella corte


dei re di Francia
"vi

Vicecomes
ancora
loro
il

oggid

un

Visconte. S scorge

che

conte del

sagro palazzo,

ma

inve-

palazzo
la

ordinaria-

ce in qualche

conti palatini, ed

tempo furono due i il TVlabillon ne ha


Diploni.
i4Il

mente facevano
in
d'Italia.

residenza

Pavia, dov'era
provincia
paese

palazzo dei re

portalo
lib.

gli

esempj, de re
II. n.

2.

cap.
,

bisogno
dei
re-

la

dei

popoli

e la

divisione

altri

Forse anche reggevano quelcon l' autorit onde duchi, o marchesi governava,

gni, diedero cagione all' introduzio-

no
poi

il
i

loro

assegnato.

Anco

ne di pi conti nel palazzo. Lo ebbero r Aqui tenia e la -Borgogna , ne* quali regni si divise l' impero de'Franchi. Questa dignit fu eziandio in uso ne' regni di Germania, Inghilterra, Polonia, ed Ungheria, tenendosi da per tutto in sommo onore. Cosi si ebbero conti palatini nel regno d'Italia, quando ne divennero dominatori i Fi'anchi, perch stabilendosi un re particolare, fu nominato un conte palatino, affine di

principi beneventani

avevano

il loro conte del palazzo; perci stim Pietro diacono di dover iden-

tificare

quello
Si

del

palazzo

dei

re

d'Italia.

rileva

dal Borgia,

Me-

morai? istoriche de

Benevento parte
essere
il

seconda

p.

106, che dopo


il

cessato in

Benevento
.

dominio dei
de' principi,

longobardi

palazzo

abitato dai rettori pontificii, conti-

nu
sco,

a chiamarsi palazzo

principe-

palazzo del Papa, e

palazzo

risparmiare

ai

popoli di por-

tare le cause nel centro della Francia.

L'autoi'it di

questo

conte
il

si

conosceva dal popolo

di tutto

relui
,

gno

che poteva appellare


e conti

a
,

romana. Quindi riporta che Falcone, nella sua Cronaca nel iiSy, parla di un certo Bernardo qui Comes palata vocahatur; il perch si vede chiaro che nel palazzo
della curia

dai duchi, marchesi

e in
e-

qualunque parte dei regno, dov'


gli
si

trovasse,

e con facolt ordidi

Beneventano, sotto pontifcii rettori, continuavano alcuni impieghi, che gi vi furono in tempo de'prini

naria potea
cause.

giudicare
se

tutte le

cipi

longobardi.
e

Uflllzio dei

conti del

grande fu l'autorit de' messi regali, maggiore fu quella

Che

palazzo di Benevento in tempo dei


principi
il

rettori menzionati
le

era

dei conti palatini. L'autorit dei


solo delegata
essi

giudicare

cause
in

che dai midi

messi era

tempo-

nori giudici della citt e dello stato


si

ranea, e da
ai

potevasi appellare

portavano

grado

appel-

conti palatini.
Il

lazione, o al principe, o al rettore


loc.
cit.

dotto IMuratori,

pag.

59. e seg., riporta una serie di conti palatini dell' Italia. Si deve no-

gia,

Avverte il medesimo Borche in Benevento negli accennati tempi vi erano vari giudici
pontificio.
i

guente

che nell'anno 878,6 nel seda due placiti viene commemorato Heribaldus Comes sacri Palata. Questo medesimo personaggio nell'anno avanti intitolato f icecomes Palnt dal che e da
tare,
,

quali, oltre l'adempiere alle parli

di

decurione

sia

senatore
,

oggid diciamo consigliere

, che compi-

vano quelle eziandio


la
le
liti,

di pretoie per cognizione della giudicatura del-

come da pi

luoghi del

ci-

, ,

58

CON

CON
pala/.zo,

quesii, e da altri nainori giudici si appellava al conte di palazzo, non


tato Falcone manifesto.

Da

sorsero in sua vece

conti

palatini delle particolari

provincie.
i

Nel regno- di Napoli, sotto

principi

credendo
tori

il

Borgia che sotto


fosse

ret-

Normanni, furono molto


i

in credito
i

pontifcii
titolo

in

Benevento
onorifico,

conti

di

Lauretello,

quali

si

questo

solamente

trovano

siccome divenne poscia

altrove, e

siccome dura tuttora. Imperocch questo uffizio, mancato il sagro palazzn, venne ripartito tra pi soggetti

Comiles II Galletti, Del primicerio pubblicando le cerimonie io46, per la coronazione


intitolati

Palatii.
p.

i6,

fatte nel
dell'

peratore Enrico
vuti dal prefetto

HI,
di

di

imAgnese
e

sotto
di

le

denominazioni in
e
di

altri

sua consorte dice, che furono rice-

tempi

vicario del rettore, e poi

Roma

dal

di luogotenente

uditore, per

conte del palazzo lateranense. Quest'

cui questi in certo

modo

subentra-

ultimo, a suo tempo, lev all'imi

rono neir incarico


lazzo.

di conte del pa-

peratore
e

sandali e le calze, quin-

di lo ricalz degli stivali imperiali,


ai

Ritornando
palazzo d'

conti

del

sagro

gli

pose

gli

speroni di

s.

Mauriil

dacch dopo l'anno mille cominciarono le citt di


Italia,

zio.

Anche

la

Toscana ebbe
il

suo

conte palatino nel secolo XIII. Parimenti


palatini

Lombardia, e di .altre parti d' Italia, ad alzare il capo per mettersi in libert, poco a poco and scemando l'autorit de' ministri imperiali, e tocc appunto questa disavventura ai conti di palazzo. Furono cacciati dai pavesi dal real
palazzo
di

ebbero
i i

titolo

di

conti
conti

potenti

una

volta
di

Guidi, e
e
i

conti Alberti

Praia,

cOnti Venerosi.
titolo,

simo
i

Questo medeed autorit conferirono


,

sommi

Pontefici

susseguenti
;

imperatori,
di

moltissime persone

Pavia, e
,

si

ricoverarono

Lomello terra ragguardevole onde la provincia, sommamente fertile di grani, prese il nome di Lomellina, e divenne
lare
il

maniera che lo splendore del tilolo and progressivamente a diminuirsi. Tanto i Pontefici , come
g'
g'

impei-atori nel creare

tali

conti

loro
i

partico-

intitolavano: Sacri
comites,

lateranensis

dominio.

Ma come

pavesi

palatii

anzi

occuparono puranco quella proviucia e ne smantellarono la terra,


,

lateranensis

palatii,

et

Sacri nostri aulae no-

strae ronianae coniiies.


ci,

Castruc-

costrinsero

il

conte

a dimettere

il

suo ministero, e secondo l'uso di que' giorni, a farsi cittadino, e suddilo della loro
citt.
si

duca di Lucca, nell'anno 1828 fu da Ludovico di Baviera creato


conies palatii lateranensis.
ritto

Niun
per

di-

tone

di

Frisigna

Anche da Otapprende la

restava
far

piti agli

imperatori ia
,

quei tempi sopra


potessero

Roma
che

cui

grandezza e l'autorit del conte palatino. Egli pertanto dice, ch'era


vicario in Italia degl' imperatori, e
che,

valere

siffatti
il

titoli,

Non
conte

poi vero,
palatino
-da

titolo di

fosse

inventato
I

la

dimorando nel palazzo


la

di

Pa-

prima volta
re
i

Federico

Barba-

via, stendeva

sua

giurisdizione
d' Italia

rossa nel secolo XII, per distingue-

sopra

tulte

quelle parti

che dipendevano dall'imperio.


Cessata la
dignit
di

letto

conte del

Su di che va Breve istoria del dominio temporale della santa Secoati del Reno.
il

Borgia,

CON
de, p. 32?. Degli antichi conti del palazzo, ne resta appena un'ombra
)ie'

CON
(Vedi). Dichiararono eziandio
pi
l'
i

59
Padelpresidenti

conti

palatini

conti

palatini

de' nostri

d,

'quali

prima concedevano, come


si

su-

Accademia di pe' quali Pio VII


che descrivcsi
del

s.

Luca
XI,
p.

(Vedi),

istitu

l'Oidine,

periormente

accennato, la lau-

al voi.

iGeseg.

rea dottorale, creavano notarii ec.

Dizionario,

come dichiararono
mezzo
di

Fino
latini,

agli

ultimi tempi

sommi
pa-

e dichiarano, per

un breve

Pontefici solevano creare conti

apostolico, conti Palatini que' perso-

cio conti del sagro palazzo,


i

naggi, che per benevolenza, o in pre-

e dclVaxda lateranense

conclnvisli

de' Cardinali (Fedi), ne' conclavi,


in cui
tificato,

mio dei loro pregi, e virti, vogliono decorare di questo onorifico ti-

erano

stati

sublimati al pon-

ed altrettanto facevano coi Dapiferi (Vedi), che sono quelle


nobili
,

Quando il capo della nobilissima famiglia Sforza Cesarini nominava, per privilegio pontificio, altolo.

civili

persone

le

quali

cun individuo
lizia

in cavaliere della

mi-

presiedono
dinali

in

tempo

di

conclave
ai

aurata, e dello sperone d'oro,


et sacri

al trasporto delle

vivande
palazzi.

Car-

lo
tii,

dichiarava altres
colle

pala-

dai

rispettivi

Egual-

aidaeqiie lateranensis coniid


,

pa-

mente, fino agli ultimi tempi, i Papi solevano creare cavalieri dello sperone d'oro (Vedi), e conti palatini
i

latino

analoghe prerogative

e distinzioni.

paggi

nobili

che

gli

ave-

Sino al pontificato di Pio VII, per indulto della santa Sede, i Cardinali legati,
i

vano
ta,

assistiti

nella solenne cavalca-

vescovi assistenti al

colla quale presero possesso nelbasilica

soglio Pontificio, ec,

godevano

la

la

lateranense.

Cos

face-

nomina

di

alcuni

cavalierati

dello

vano

cavalieri dello sperone

d'oro,

e conti del sagro palazzo,


lateranense
chiarolli Pio
nobili

(come per VI), loro


i

ed aula ultimo diintimi

sperone d'oro, non che di conti palatini. Il Parisi, nelle Istruzioni ec,

tomo IV, p. 5 Formula comitis


mililiae

seg.,

riporta la

palatini, et equilis
;

famigliari, cio

mo,

il

il maggiordomaestro di camera, l'elemo-

auratae
il

ed avverte che
il

sebbene

cavalierato sia titolo per

siniere,

il

sagrista

due

isegretari

s secolare, tuttavia solo conte palatino,


ecclesiastici
si

de' brevi a' principi, e delle lette-

diploma di d anche agli


che acdi

re latine,
rieri

il

sotto datario,

camespada

colle, limitazioni

segreti
i

partecipanti

di

cenna.

Non
si

riuscir discaro, che qui


riporti

e cappa,
greti,
il

cappellani e chierici se-

appresso

ima formola

maestro del sagro palazzo, il maestro di casa di esso, e gli aiutanti di camera, come si pu vedere all'articolo Famiglia Pontificia. Va ancora notato, che i Ponp.
tefici,

diploma

di conte palatino, usata

da

un vescovo assistente al soglio nei primi anni del secolo corrente.


>

Quel sincero
verso
la

affetto,

che porapostolica

"

ti

la

santa ed

nel creare

un
,

cavaliere

del-

Sede,
w

probit della vita e dei


e
gli
alti'i

la

milizia

aurata

ossia

dello spe-

costumi,

ornamenti
dottrina,
si

rone d* oro, lo creavano pure conte palatino, conte del sagro palazzo ed
aula
i

lodevoli di

virt e di

meritano
la

che

in

te

ritrovi

lateranense

tratta

argomento che all'articolo Sperone d' oro


:

"

capacit di ricevere

le

nostre

maggiori grazie, per lo che aven-

6o

COi\
do il santissimo nostro signore Papa Pio VII, a noi siccome prelato domestico, ed assistente
al

CON
condo gli articoli gi dalla san ta Sede proposti; altrimenti sie no nulle ed invalide le presenti

soglio

pontificio

in

vigore

nostre lettere. In fede delle quali

delle sue lettere in

forma

di breve,

ordinammo
e del

di

spedire queste
sottoscrit-

spedite
gli

il

giorno

altri

doni

i8o4, fra della sua munifila

lettere di nostra
te,

mano

'

nostro

sigillo

munise-

cenza, concessa

facolt

la

>

te

per

l'

infrascritto

nostro

potest di
simi

creare alcuni chiaris-

>

gretario.

personaggi per nobilt per>

Dato in
ta

Roma

fuori della por-

sonali, conti del palazzo -apostoli-

co e dell'aula lateranense,

come

parimenti cavalieri della milizia aurata; noi pertanto, volendo di-

mostrare a te special favore, e volendo decorare la tua persona con titolo di pi degno nome,
colla

Flaminia nell'anno i8o4..-. ' del pontificato di Pio VII anno " V. Finalmente il menzionato Pio VII, dopo il suo glorioso ritomo in Roma nel i8i4, comand che il titolo e grado di conte palatino
fosse affatto separato dal cavaliera-

predetta
a

autorit (come

si

detto

noi concessa),
col

facciamo
pre-

to dello sperone d'oro, e


risse

si

confe-

creiamo
te

tenore delle

per

mezzo

di

un

pontificio

senti,

conte del
e
dell'aula

palazzo apolateranense,

stolico,

breve separatamente, togliendo cos la promiscuit di cavaliere e conte.

e concediamo a te che possa servirti, godere, e possedere liberadella presente di


torit,
la

CONTENSON
re

Vincenzo. Scritto-

teolog del secolo decimosettirao

mente, e lecitamente,- col tenore apostolica aucroce d'oro


te

nato l'anno

giusta l'e-

1641 nel Condomese. Fece professione a Tolosa nell^Ordine di s. Domenico, ove si distinse per la

semplare a

consegnato, e poril

sua applicazione allo stuin esso


filosofia
.

tare la catena d'oro, ed

pallio,

dio, e pei grandi progressi


fatti.

con
ti

simile
singoli

croce, e godere tuti

Insegn
in

privilegi

indulti, di

teologia

Tolosa

Alby e Mor 1' anin


Creil nel-

esenzioni,
gli

prerogative

cui

no

1674

nella citt

di

altri cavalieri

dello stesso di-

la Francia,

ritto e

consuetudine, ed in qualunque modo posseggono, usano e godono ('eccettuate per le esenzioni tolte dal sagro concilio Tri-

dove predicava l'avvento. Il p. Contenson era pio e dotto: leggeva molto la Scrittura ed i padri, e specialmente s. Tommaso. Ci ha lasciata: Tlieologia mentis et

>

dentino ) Ti avvertiamo per, che prima che cominci a godere


.

cordis, nella quale

istruisce, e

ad

'

dell'effetto

delle nostre grazie

un tempo commove. CONTESSA, o Gran

contess.*.

privilegi

debba

prestare
di di

il

giu-

ramento consueto le nostre mani, o


sona
siastica,

fedelt nel-

Matilde. Questa eroina benemerita della santa Sede, sovrana della Toscana, e di

altra pereccle-

una parte

della

Lom-

'

costituita in dignit

bardia, nacque nel medio evo l'an-

da

eleggersi

dalla tua

persona;

e cos

ancora

emette-

no 1046 da Bonifacio III marchese di Toscana, e da Beatrice. Essendo morti un' altra
figlia

''

re la tua professione di fede se-

ed un

CON
figlio

CON
e
di Beatrice,
la

di

Bonifacio,
et
assai

citt

Leonina.

Pure Gottifredo,

Matilde in

giovane,

nel

coll'aiulo

de'romani, costrinse que-

io54

alla

erede di
d'Italia.

morte del padre rimase uno de'pi potenti slati

st'ultimo alla fuga, e per l'aiuto di

Cencio, figlio del prefetto di

Roma,

La Toscana, Lucca,
(che
\uolsi

dena, Reggio, la
tova, Ferrara

MoGarfagnana, Mandata

pot rifugiarsi nel Castel

s.

Angelo.

Tedaldo
tessa

bisavolo

della gran con-

dal Pontefice

Giovarmi

XVI

creato nel gSS), e forse anche Par-

ma
se.

re,

e Piacenza le erano sottommesMatilde aveva forza di carattecoraggio, e pronti talenti, atti a

Intanto nel 1073 successe ad Alessandro li s. Gregorio VII, che volendo abolire le investiture ecclesiastiche s' inimic con Eni-ico IV re de'romani, e nel 1076 lo scomunic. Matilde non visse lungamente col suo sposo, il quale per essere devo-

buon uso de'graudi mezzi che Matilde and immediatamente al possesso degh stati paterni. Sua madre
far

possedeva. In et di otto anni

Beatrice

conserv l'amministrazione
la

di tali stati, e

divise

anche

col

suo

secondo marito Goffredo il Barbuto duca di Lorena. Morto


questi nel 1070,6 Beatrice nel 1076,

ad Enrico IV, fu fatto assassinaAnversa nel febbraio 1086 da Roberto conte di Fiandra, nemico del re. Due mesi dopo la conMatilde perdette anche sua tessa madi'e, e da quel tempo si diede ad ornare gli stati suoi di magnito

re in

fici

edifici,

di chiese,

di
s.

castelli,

di

porti. Offri
il

pure a
cui

Gregorio
nelle

Matilde regn sola; d'allora in poi


tutta la sua esistenza

VII

suo

possente

aiuto

non ebbe che

gravi vertenze da

allora l'im-

imo
tefici

scopo, quello cio di difendere

pero era agitato


gere da Enrico

per

cagione
quel
re

del-

da Enrico IV, ed Enrico


Alessandro
111,
II,
s.

Pon-

l'antipapa Clemente

III,

fatto elegle-

Gregorio VII,

IV contro
I

Vittore
II,

Urbano II, e Pasquale non che di aumentare domii

gittimo Pontefice.

principi di Ger-

mania
sti

indussero
in
di

poscia

il

ad
quecui

nii ta

temporali, e

il

potere della sannelle

invocar perdono dal Papa, e


a passare

Sede.

Augusta
Treveri
,

per

prime nozze Goffredo, o Goltifredo, il GobbOy figlio del suo patrigno duca di Lorena.

Ebbe Matilde

r arcivescovo
sciatore

amba-

Egli

esercit in

nome

di

lei

del re, ne lo aveva istantemente pregato. Mosso s. Gregorio VII dagl'inviti di Matilde si pose in viaggio,

qualche

autorit

nella Toscana,

ma giunto
che

in Vercelli,

il

negli altri suoi dominii. Nella vita di

vescovo ch'era cancelliere del regno


d'Italia,
lo avvert

Alessandro

II,

creato nel 106


si

i, scrit-

Enrico
il

IV
Panel

ta dal Platina,

rileva

che quanII,

l'incontrava con

poderoso

esercito

do Enrico IV
e

fece eleggere contro

e con iniqui

disegni.

Allora

quel Pontefice l'antipapa Onorio

pa

retrocedette, e ritirossi nelT inesdi

quando
,

questi

si

rec
II

in

Ro-

pugnabile castello

Canossa
dalla

ma

venne

Alessandro

difeso

Reggiano
la
alti
ti

ricevutovi

gran
pi
dal

da Gottifredo. Abitavano entrambi il palazzo lateranense, mentre l'antipapa, nel suo ritorno in

contessa, che n'era la patrona, col-

maggior venerazione, e
riguardi.
Ivi
si

coi

Roma

con

recarono mol(edeschi
,

un

esercito,

occup

il

valicano e

vescovi

laici

6a
Papa
guaci
stati

CON
scomunicati

COiN
come
e che
se-

che ne fu compilato
1077, ^
bili

di
le

Enrico

IV,

elu-

'^

gennaio a' 28 conferm co'pi terriP^.


il

dendo
sa
si

guardie del re erano pe-

giuramenti,

Platina nel-

netrati nella Loaibaidia, e in

Canos-

la vita di san

Gregorio VII, pag.

scalzarono

piedi,

si

vestirono

1^1, e

seg.,

di lana sopra la carne, e in questo


stato

mole
rico

di

che i-iprodusse le forscomunica usate contro En-

andarono a chiedere

l'assolu-

zione al Pontefice. Egli rispose, clie nulla pi desiderava ardentemente,

quanto

la riconciliazione de'peccatori;

esigeva

una si lunga ostinazione una penitenza e prove convenienti, e dopo l'una, e le altre li assolvette, come si ha dal Bcrcastel
che
i5i, e seg.

ma

IV. Ricevette quel re il corpo di Cristo dalle mani del Papa, pranz con lui, e fu trattato con mollo onore. seguaci del re meI lombardi ,
desimo, all'udire la sua ritrattazione siccome ostinati nemici di s. Gregorio VII, e calunniatori di sua virt,
si

Storia del Cristianesimo toni. XII,


p.

ribellarono;
si

signori lomlui,

bardi
era pure di
t

ritirarono da

e le cit-

Enrico
farsi

IV bramoso

al qual fine ebbe assolvere; anche una conferenza con Matilde, che interpose i suoi uffizi, in uno a quelli della sua suocera contessa di Savoia, e di Adelao suo figlio, a quelli di s. Ugo abbate di Clu-

lombarde gli chiusero le porte. Per istabilire il suo credito coi lombardi, non curando che la Germania gli si ribellasse, Enrico IV, passali quindici giorni, ruppe il solenne
ricuper
fatto col Papa, e poco a poco l'animo dei lombardi , ed altri italiani del suo partito ; ma i principi di Ger-

trattato

ny,

de' personaggi

pi

cari
il

al

Pontefice, perch assolvesse

re alil

meno
Papa

dalla scomunica.
la leggerezza del

Temendo
re,
.

mania

il

deposero,

gli

sostitui-

ne proLasciato

crastin

r esaudimento

rono il duca di Svevia E.odolIV montato in furore fo. Enrico

perci dal principe fuori di Canossa

immagin
e
della

d'

impadronirsi del
Mafilde,

Papa
in

suo seguito, fu ammesso solo nella piazza, che aveva ti'e reil

contessa

che

vece

ritii'aronsi nelle gole delle

mon-

cinti

di mui*a.

Fu

fatto restare nel

tagne,

onde

s.

secondo, senza alcun segno di dignit


,

tre mesi presso


la

Gregorio VII stette per la gran contessa

coperto

semplicemente
di

di

un

quale, per consolarlo colla sua di-

panno grosso
to
il

lana. Ivi pass tut-

vozione esemplare della ribellione di


tanti altri snaturati figliuoli, fece alla

gli

rimanente di quel giorno, e due seguenti senza mangiare che un poco di pane, che gli si dava verso sera. Finalmente, alle
altri

Chiesa romana
ti
i

la
,

donazione

di

tol-

suoi

slati

riserbandone l'ude'

sufi'utto

pel

rimanente

suoi

replicale istanze della contessa


tilde

Manel

giorni.

In

tal

modo

la

santa Sede

di altri,

fu Eurico

IV

aggiunse a'suoi dominii


e gran parte della
sisleuLe

quarto giorno ammesso all'udienza pontificia. Dopo molte discussioni si

la Toscana Lombardia, con-

nella principal porzione

del

convenne
to colla

rimarrebbe assolucondizione, che riporta il


ch'egli

citato Cei Castel.

Accett

il

re tutl'atto

te

le

coudizioni,

sotlgscrisse

del Parmigiano Pieggiano, del Modenese, della Garfagnana ec; ci che per altro fu poi per la sauta Sede una sorgcu-

Mantovano,

del

CON
te di
si

CON
come
i

0)3

turbolenze

e calamit,

nemici

di

s.

Gregorio VII, molti


al
il

narra all'articolo Sovranil Pon-

vollero

ritornar
il

tificia

(Vedi).

Chiesa,
s.

perch
s.

grembo della Papa nomin


Lombardia.
a;

le

In seguito la contessa dovette colarmi difendere s stessa e il Papa contro gli scismatici, contro Enrico
l'antipapa

Anselmo legato
Nel 1086 a
Vittore
li.

di

Gregorio VII suc-

cesse

III,

ed

lui nel

1088
alllne

IV, e contro
lasciavasi
l'esercito

Clemente
sventure:

Urbano
di

Questi persuase nell'anla


al

HI. L'anima forte di Matilde non


piegare
dalle

no seguente dar foi"za


a sposare
li

gran contessa,

proprio partito con-

da essa l'accolto per cacciar da Ravenna l'antipapa, fu disfatto a'i5 ottobre 1080. Nell'anno seguente
la

tro l'antipapa, e contro Enrico IV,

Volfone V, ossia Guelfo


I

come

altri

sua patria Lucca, cli in allola

di

Guelfo

lo chiamano, figlio duca di Baviera, di

ra era forse
bile della

citt
si

piti

considera-

somma
ranta

potenza. Ci segu, sebbene

Toscana,

rivolt contro

la principessa avesse oltrepassati cpia-

ne segui l'esempio, 1082 Enrico IV devast il Modenese, e ne assedi in vano le


Matilde. Siena

anni

di et,

e colla coiuli-

e nel

zione, dallo sposo accordata, di con-

servare nel letto maritale


nest e
II la

illese

o-

fortezze,

che

la

contessa

ivi

posse-

pudicizia.

siccome

deva. In mezzo a tante procelle essa

Guelfo
d' Este,

era nipote del

marchese
contro

continuava a somministrare generosi soccorsi a s. Gregorio ^11, consacrando a questa guerra di religione
i

vennero

collegate

Enrico IV le case pi potenti di Germainia ed Italia. Irritato il re


per
tanto
nel
tale

tesori delle chiese,

do

dei feiidi in

concedencompenso. Dal canto


che sorpresa

unione,
Baviera,
:

port

la

guerra
stati

in

che
assedi

negli

suo Matilde riport non pochi vantaggi sull'armata imperiale,

della principessa

Mantova
a' ics

1090, a

se

ne impadron

in

luglio

denese,

1084, a Sorbara nel Mofu sbaragliata e posta in


il

aprile
fortezze

logi; indi prese tutte da Matilde possedute

le

al

fuga. Racconta
scismatici

Bercastel, che gli

piombarono all'improvviso
che
i

nord del Po, e con egual successo port la guerra nelle terre, che
stanno tra quel fiume, e
nini.
gli

sulle terre di Matilde, e


salli

vas-

Appen-

suoi sorpresi,
di radunare,
s.

non ebbero tem-

po

ma
al

che poca gente: Anselmo, vescovo di Lucca


col

In una dieta, che la contessa convoc a Carpeneto, quasi tutti i suoi teologi e baroni l' esortavano
alla

e direttore della principessa, suppl

pace;

ma un monaco
il

di

Casanta

numero

coraggio

che
il

ispi-

nossa le promise
lo,

soccorso dal ciein quella

r agli armati, e
pertanto
la

mand

suo pe-

se perseverava

nitenziere ad assolverli. Diedero essi

guerra.

Laonde

la

pia contessa imtimidi


consi-

battaglia

con

tal

pose silenzio
glieri
;

a' suoi

valore, che gli scismatici fuggirono


alla

ed Eurico

IV

fu costretto
le

prima

scarica, e

ne furono
il

fatti

in fatti a rivolgere altrove

sue

molti prigionieri, e copioso fu


no. Innumerabili furono
cisi,
ti,
i

botti-

armi. Cosi la

principessa
fortezze

ricuper

nemici uc-

ben presto
ghiere
bardia.

le

che

aveva

ed

cattolici

ebbero
feriti

soli tre

mor-

perdute, e nel
,

1094, a sue prel

ed

altrettanti

per manifesta

Urbano
Nel

visit la

Lompero

protezione del cielo. Cosi, diminuiti

seguente

anno

(S4

CON
re;
e
di
,

COiX
pi ancora Ferrara, che
tributaria
al

Gueifo II si separ sdegnato da lei perch non voleva ritirare a la donazione fatsno vantaggio
,

dopo
volo,

essere stata

alla

s.

Sede, era stata concessa

suo bisa-

ta

de' suoi

stati

alla

santa Sede.
il

come
il

di sopra

si

disse.

Agscri,

Anzi, essendosene perduto


atto
,

formale
di

giunge

Platina, che

alcuni

essa
li

nel

Pontificato

Pa-

vono

tra' quali

Vincenzo )

che

squale

lo rinnov nella sua for-

questa eccelsa donna morisse in Firenze in queir incendio, che bruci


la

tezza di
1

Canossa

a*

novembre

102.

La

deposizione e la morte avve-

maggior parte della citt colla morte di circa due mila uomini, e
il

nuta nel 1106 di Enrico IV, sembrarono liberare Matilde da ogni timore dalla parte della Germania, perocch Enrico V, figlio di lui, le dimostrava grande rispetto. Nondimeno "quando quel re de' l'omani nel Ilio si condusse in Italia, essa

che
di

di

lei

corpo fu trasportato in

Lombardia, e sepolto nel monistero


Benedetto lungi dodici miglia 11 Platina crede che la principessa morisse in Mantova, e per
s.

da Mantova.

suo ordine fosse sepolta per opera di Anselmo, persona di gran santit,

non
gli

volle recarsi alla sua corte;


gli

ma

e fondatore del

monistero, me-

spedi ambasciatori che

giura-

diante le generose
nistrategli

somme sommiI

rono in suo
contro
tutti,

nome

fedelt

verso e
la

dalla defonta.

lucchesi

fuorch contro

santa
i

Sede soltanto. Enrico V nel i i i , dopo avere imprigionato Pasquale II, e dopo essere stato da lui coronato imperatore,
castello
visitolla

nel suo

fortezza

di

Bibbianello

credevano possedere il corpo di MaGonzaga tilde; ma volendo Guido ritrorisarcire il detto monistero , v il corpo di essa, e lo ripose debitamente in luogo pi onorevole. I romani Pontefici tennero nella
pi alta considerazione
geste
le

presso Reggio, dove ebbero

un

col-

le

gloriose

loquio in tedesco,

giacch

Matilde

di

Matilde.

Per

gratitudine

parlava assai bene quella lingua, e

molte

altre.

Frattanto
i

essa

aveva
per-

ricupei'ato le citt, ed

castelli

dipingere nel palazzo apoVaticano, e Benedetto XIII, in contemplazione che Lucca sia la
fecero
stolico

duti neir ultima guerra,

era rientrata fino dal

Ferrara 102 nel suo


e

patria della

metropoli

quella

gran contessa, eresse in conferm sede


,

dominio. Mantova
li 14, prese ,
I

la

ricuper
ai

nel

ma

fu l'ultima delle sue im-

giacch
il

mor

24
s.

luglio

ed ampli i suoi privilegi. Urbano Vili nella basilica vaticana eresse a Matilde nel i635, un magnifico

i5; ed

suo corpo fu seppellito

monumento

di

marmo

sovrastato

nel sontuoso monistero di

Bene-

dalla statua di essa, la cui testa fu


scolpita dal celebre Bernino,
le
il

detto di

Polirone presso Mantova,


di beneficii.

quafra-

che essa avea colmato


II

diede
Il

il

disegno pure
di

pel depo-

Platina, nella

vita

di Pasquale
lui

sito.

resto opera
il

suo

li,

racconta che sotto di

mor

tello

Luigi, mentre

bassorilievo

la contessa
lasci

Matilde assai vecchia, e

per testamento alla chiesa di

rappresentante l'assoluzione ricevuta dal re Enrico IV da s. Gregorio


VII, venne eseguito da Stefano Speranza. Quindi Urbano Vili, per

lloma, quanto dal fiume Pescia, Quirico su quel di Siena, fino s.


al

a Caperano dall'Appennino

ma-

onorare

la

memoria

di Matilde,

da

, ,

CON
Mantova,
tarne
le

CON

65

fece nel

Vaticano traspor-

ceneri.

Volendo poi Urba-

no Vili restaurare il magnifico appartamento di Giulio 111, presso le camere dipinte da Raffaello , nella sala che lo precede , dal viterbese Gio. Francesco Romanelli, fece
rappresentare a fresco
i

Cosimo della Rena, dal Cardinal Bona, da Luca Olstenio, Antonio Pagi, Carlo du Gange, Lodovico
Antonio Muratoli, Goffredo Gugliel-

mo

Leibnitz, dal p.

e da quanti

Andrea Rota, hanno avuta occasione

di favellare delle cose di questa in-

fatti

della

signe principessa. Della stessa opera


ci

gran contessa, per cui la sala e il detto appartamento presero il nome


di

diede una seconda

edizione
il
:

ar-

ricchita di preziose giunte


si,

p.

Man-

appartamento della contessa MaDescritto esso viene dal Taja,


dal-

come

si

vede dal

titolo

Memo-

tilde.

Palazzo Vaticano, pag. 198, e


lo (Jhattard Descrizione

del Prati-

cano, pag.
pinti figura

186.

Il

maggioi'e de' di-

IV,

il

r assoluzione di Enrico quale si vede presentare da Ma-

tilde al

Papa

in atto supplichevole,

alla presenza de' Cardinali,

ed

altri

gran contessa Matilde realla patria Lucchese da stituita Francesco Maria Fioi'enlinij seconda edizione illustrata con note crile aggiunte di molti liciCj e con documenti ( alcuni de' quali si debbono correggere ed accrescere con che trovansi negli Ance, quelli,
rie della

personaggi, massime di Ugo,

od U-

meda
3o3,

aevi del p. Zaccaria a

carte

gone abbate cluniacense, che semmallevadore del pentibra farsi mento del principe. Siccome questo dipinto avea solferlo, cos per
conservarne regnante con
vi

309 e 3 io) appartenenti a Matilde, ed alla di lei casa, da Giandomenico Mansi della congre-

gazione della
ca

Madre

di Dio, Luc-

la

memoria
fatto

ha
e

Papa sostituire una


,

il

diligentissima copia a olio


perizia

eseguita
eh. cav,

Carlo Antonio Erra, della medesima congregazione, pubblic ancora colla sua nota erudi1756.
Il

p.

valore dal

zione

le

Memorie

storico-crtiche

Pietro Paoletti bellunese.

sicco-

me

nel pontificio palazzo di Castel

Roma 1768. Donizone, monaco del monistero di


della contessa Matilde,

Gandolfo eravi un quadro rappresentante Matilde con veste di porpora a cavallo, interessante s per le sembianze della contessa, che pel costume dei suoi vestimenti, l'istesso Gregorio XVI lo fece portare in

Roma,
della

collocare
della

sull'architrave
sala.

porta

menzionata

Le
s

geste di questa grand'eroina,

Canossa nel territorio di Reggio, vivendo ancora la contessa Matilde, prese a scriverne la vita in versi assai incolti ; e poich essa mor nel I 1 5 , vi aggiunse un capo a raccontarne la morte. Dopo altre edizioni, fra le quali ve n' una fatta dal Tegnagclio in Ingolstadt nel 1612, la pubblic di nuovo, ma
I

benemerita della Chiesa, furono


dal
ce-

assai

pi

accresciuta

corretta,
il

gi egregiamente descritte

con una bella prefazione,


toi'i

lebre Francesco

Maria

F'iorentini

ne' suoi Script. Rer. Ital.

Murat. V,

medico primario di Urbano Vili e stampate in Lucca nel 1642. il merito di quest' opera fu grandeniente celebrato con moltissime lodi dal Cardinale Sforza Pallavicini, da
vot. xvu.

pag.

337.

Della

thildis comitissae
il

Genealogia Maavea gi scritto


,

celebre Felice Contelori

in

un

libro pubblicato,

Interamnae i557.
5

Ma

a'

tempi pi a noi vicini sono

6
a
ricordarsi
i,

CON
Giuseppe di un antico

CON
sigillo

nali

due eruditi CardiGarampi noli' Jlludella

s trazione

Garfagnana, Roma 1759, e Stefano Borgia nel pregevole rame che


s immortale contessa. Queste opere mentovate sono da preferirsi al Trattato della vera origine, fatti, e costumi, lodi di Matilde la gran contessa d'Italia, di Demetrio di Gui-

do alcuni, erano quelli che noi chiamiamo grandi scudieri. In progresso di tempo il loro potere venne tanto esteso, che essi comandavano ai generali, ed anche ai principi del sangue. Questi dignitari facevano regolamenti che riguardai

pubblic della genealogia di

alla Mellini , Firenze 1 589 ; Cronica della vera origine, ed azioni della contessa Matilde, di Benedetto Lucchini pubblicata nel 1592 ;
alla

do

Lettera apostolica di

Domenico

ed avevano sotto un prevosto che giudicava delitti commessi dai militari. i Il Donali, De' dittici degli antichi, p. i58, riporta un esempio della dignit ex Comes sacri stabuli, o conte del sagro stabulo, ed aggiunge che da ci nei bassi tempi deriv la voce di Contestabile, come osserva Montle truppe,

vano

di loro

Mellini in difesa di alcune cose gi


scritte

faucoa, Suppleni. Antiq.expliq.


p.

t.

Ili,

da

lui,

appartenenti alla

233.

Il

conte

del sagro stabulo

contessa Matilde, e riprese da Be-

nel

nedetto Lucchini, stampata in

Man-

tova nel 1592,


nel
1

poi

in

Firenze
eroiche
d' I-

594

alle

Meraviglie

di Matilde la
talia,

gran contessa
in

del mai-chese Giulio del Poz-

codice Teodosiano, presso il Cange, Glos. lat. V. Comes, viene pnr chiamato Trihwius Stabuli, e dice che chiunque nel suo principio godeva di questa carica, non aveva altra ingerenza che sui

Du

zo, uscita alla luce

Verona
Vita
c\\q

nel

cavalli

di essere

scudiere

del

1678 con
scrisse

figure

alla

ne

principe;

ma

in progresso di

tempo

Antonio Beffa INegrini da Asolo nella Marca Trevigiana; a quella che in latino pubblic nel

essa divenne

una

delle prinae digni-

1614 Michele Lunigo, De insigni donalione coniilissae 3Iathildisj finalmente


Matilde,
zi

alla

scritta

Fita della contessa da d. Silvano Raz-

dappoich i conti del sagro stabulo erano i primi geueraU dell'esercito. Cos il Donati. Lodovico Antonio Muratori, nella sua quarta Dissertazione Det
militari,

gli uffizii della corte dei re antichi d'Italia, e degli imperatori, dice che
in

camaldolese, e pubblicala in Fi-

renze nel

1587.
,

un

placito tenuto in Spoleto nel-

CONTESTABILE
STABILE, Comes
dignit militare,
testabile

Stabuli.

CONENome di
principale

l'anno

860 da Lodovico
i

li

impera-

tore, fra

cortigiani imperiali eravi

come Gran ConQueComes


,

lo di dignit

Hechideus comes, et pincernus primus, conte e capo dei coppieri. Nel


palazzo degli augusti franchi, e dei
principi di Benevento, eravi
il

nelle corti de'grandi principi.


sto vocabolo deriva dal latino

rag-

Stabuli,

capo
detto

della

scuderia

pur
li,

fu

Praefectus

che Stabu-

Stratore,

(Fedi).

ed oggi Anticamente
la

Cavallerizzo
i

guardevole grado di Comes stabuli che ora diciamo Contestabile, cio prefetto delle stalle, o scuderie del
principe. Ci avverte
ist.
il

contestabili

Borgia,

Mem.

avevano

soprai n tendenza

delle

di Benevento,
ci

t.

II. p.

i6i, che

scuderie reali, ed in origine, secon'

in delta

U anticamente erano due

CON
primari
politico,

CON
Rettore, e
il

67
nelle
pi\)-

magish-nti,

il

era Palenno,
de' quali

ma
il

Conlcxtahile;a\
al

primo apparteneva il secondo spettava il ma-

vincie di tutto

anche regno
il

diedero

ad altri , comando di

neggio delle cose militari, con dipendenza per dal Rettore, come da quello che non volendo da per s stesso amministrare il militare,

stabile.

aveva facolt di eleggere il conteQueste erano le principali

cure de' detti due magistrati, giacche nel rimanente, salva l' autorit
del Rettore, di

qualche corpo di fanteria o di cavalleria, e ad altri il governo de' luoghi principali. Falcone nella sua Storia all'anno i i32, parla del contestabile di Montefulco, luogo sei miglia lontano da Benevento, dove da pi secoli eravi il tribunale della
,

provincia del Principato

Ulteriore.

comun

consenso ad-

distinzione per di questi conte-

operavano le cose, alio stesso modo, che essendo alla testa del governo il solo contestabile, quasi perch di suprema rappresentanza rivestito in vece del Rettore, adempiva ad ambedue gli impieghi. Stranamente poi, come osserva
il

stabili,

vincia, e

che risiedevano nella proche prendevano nome dal

luogo della loro dimora, dicevanassolutamente Regni comcstabuli quelli, eh' erano nella capitale, come maggiori degh altri , i quali dappoi si chiamarono Maestri consi

Francia

Muratori, fu trasferito in questo impiego a chi era

testabili,

e
il

Magni
citato

contestabili.

Av-

verte poi

Borgia
fu

condottiero di
in

armata.
del

Nelle

sue

Francia primieramente
titolo di
ri

che in dato il

giunlr alla Cronica Casaiiriense, e

Contestabili, ai condottie-

un
i

placito

840, tenuto pure


fra

cortigiani vi

suddetto anno da Lodovico II, un Adelbertum

degli eserciti.
Il

regno

di

Armenia ebbe
ebbe
il

un
di

contestabile,

Io

regno

ComUem
928,

Stabuli; e l'anonimo Saler-

Napoli, ed era
t

una

delle sette digni-

Paralipomeni , a pag. che Grimoaldo Storeseyz, principe di Benevento , disse ad uno di quei cittadini: Slabuhun nostrum pete, et qualem volueris
nitano, ne'
scrive

principali
le

ereditarie del regno,

esercitando

cariche di luogotenente del re negli eserciti, e di capi-

tano generale de' medesimi.


la

Ma

del-

carica

di

gran-contestabile

eqiutni exinde

tolle.

At

ille

ad

Co-

regno
si

di Napoli, esercitata

del per diver-

mitcni Stabuli properavit eie.


trovasse anche l'uffizio di

Che si MarescaU

secoli dalla

nobilissima famiglia ro(

jnana Colonna
stinte

Vedi)

e delle di-

co nella corte degli Augusti, e dei


se pure non che quello di Comes Stahidi. I marescalchi in Francia divennero marescialli, e gran marere,

sue prerogative
Negli

dicemmo a
ultimi tempi

sembra verosimile,
lo

queir articolo.

fu

stesso

scialli.
I

Normanni dopo che


che ora formano
terre
il

s'

impapro-

per le note vicende politiche. In Francia era stata gi tolta nel 1627 <1^' '"^ Luigi XIII, dopo la morte del duca di Lesdiguires ultimo contestabile in Francia.
testabile,

qusta dignit fu soppressa

dronirono della
vincie,

Sicilia, e delle

La

dignit di condelle

regno di
di

fu

una

principali

Napoli, sotto Ruggiero


quelle
,

primo re
i

posero

contestabili

nell'Ordine religioso ed equestre di s. Stefano.

non

solo nella capitale

che

allora

Non deve

tacersi,

che anche ap-

68
presso
i

CON
monaci
si

legge essere stato

^('.v

Eipc.rciirSj
p.

t.

V.

ar.

18. an. de' pre-

questo uHiciO d|

Contestabile
e.

che

368.
gi

4^- pai'la a lungo


Anicj,

Bernardo monaco,

din. clunicens. ms.i.

i3 con.sueluper lai modo

degli

ceppo

della

casa

Conti.

descrive nel citato Glossario del

Du
I.

Giampietro

Crescertzi

nella

sua

Gange. K. ConestaBulus: Est fra ter cui est commissa obedienlia, ut de equis curam habeat, et mu lis, quem nos Vulgariter ConeM slablum Vocaraus; ipse habet agasoneni suum, qui capit curam " de equis etc. habet autem in cu stodia sua tolara avenam, et hor>'

Corona dclld
Narraz.
i.

nobilt d' Italia par.

cap.

3. p.
1

46-, dell'e,

dizione di

Bologna
Gesuita

639

seguito
nello

poi

dal

Gmberti

Specchio della
casa
la
si

dice altres ch'essa

Anicia

70, proviene dalla Pierleoni Frangipani,

verit, par. i. p.

quale propagata nella Germania

diim monasteri! etc,

sellas,

cal-

chiam Austriaca. Per confermare


egli

ed

caria, frena, ferra, etc. ".

questa opinione
delle

l'iporta

CONTI

Fa.migIia.

La

nobilissima

720 un testimonio, prodotto


Cicconio
co scrittore
il

a p. dal

illustre famiglia Conti,

una

nella

vita

di

Gregorio

quattro che Sisto cospicue pi e


,

dichiar

le

pi

VI, di Alberto di

Argentina, anti-

antiche

deli' I-

dell' istoria

Germanica,

ebbe gloriosa origine , e siccome da essa derivarono le funigiie de' Conti di Segni, di Anagni,
lalia,

quale pretende che dalla famiglia Conti proceda l' imperiai casa d'Au-

e del Tuscolo, oggi Prnscali (Pedi),


le

rest per
di

antonomasia

me
glia,

Conti.

cognoPei' sentimento pi
il

comune

degli scritlofi, questa famila

tanto celebrata, ha

sua ori-

gine dalla antica famiglia


Anicia, ossia Oltaviana,
tente, la pi ricca, e la
la

Romana

pi popi nobile

che

si

avesse la citt di

Roma
tutti

nel

IV

secolo. Divisa fu essa in pi ragli

mi, ed esaltata venne da


antichi storici,

ancora Giovanni Seilrido da Breslavia monaco cisterciense , ed abbate dei monistero d ZweyArbor Anitai nella sua opera ciana , su Genealogia sercnissimonini augiislissimae Austriae domus principuni. ab Anicia autiquissnia, nobilis sima quc Urbis Roninc familia deducta^ stampata in Vienna d'Austria nel 161 3 in due tomi. Dopo aver confutato molte opinioni sull'origine della casa d'Austria: cos
,
:

e principalmente
il

fu

stria, nel

lib.

I,

cap.

6,

p.

27, sta-

gloriosa per aver dato

primo senacristia-

bilisce

la

provenienza di essa dalla


col

tore

romano

alla

religione

famiglia Conti, ossia Pierleoni, e lo

na (come rileva Prudenzio in Syni. I. p. 221); per aver dato i ss. \. Canzio Canziano , e Canzianilla ,
,

conferma
chi

sentimento
di

di

parec-

imperatori

quella

augusta

casa, e col voto di

molti scrittori

celebri
,

tra

martiri di

Dioclezia-

tedeschi, ed italiani, fino al

numevuol

no le famose dame e matrone Proba Giuliana e Demetriade, illustri anche esse nella santit, non
, ,

ro di sedici.

La

stessa origine

che

il

celeberrimo console

e con-

fessore

egregio Anicio Manlio


,

Se-

provare diffusamente il p. Diego Lequile religioso francescano nella Arciduca Ferdinando sua opera: Carlo Conti regnante, ovvero pane-

verino Boezio
parler.
II

ed altri di cui si Tillemont nell' Histoire

girici poetici in

sua senza data di

edizione.

CON
Tornando poi
fiunit^lia
all'

CON
origine
i

69
Appog-

della

alili

scrissero
le

Conte

di Segni.

Conti, da

mi

citali

au-

gi egli

sue asserzioni olle carte


degli

fanno procwiere la famiglia dearcidnclii di Austria, Marco gli Dionigi nella sua Genealogia di Catori

autentiche

archivi

di

Roma,
ed a
s.

principalmente del Vaticano,

quelle ch'erano prima in Castel


in

sa Conti, pubblicata in
dei genealogisti, ch'essa

Roma

nel

Angelo, ch'egli come prefetto aveva

1669, alfcruia, col comune parere deve il suo

principio a Gregorio console

romaCristo

di

mano. Per i tempi anteriori all' epoca Trasimondo sembra certo, al


,

no, che
800.

visse

nell'anno di

dire del Ratti, che

Conti discen-

Tolonieo , figlio di esso fu principe del Tuscolo, e Teodoro figlio

dessero dai governatori di citt, che

il

vero e genuino significato del

sa

Tolomeo, propag- la stesfuniglia divisa in due rami,


di
JNicola Ratti

loro
il

cognome

F. Conte

),

giacch
e

dominio loro

sulla citt di Segni

cio de'Conti di Tuscolo, e de' Conti


di Segni.
,

solo principi nel

i353;

che o

della fanti-

dijll'averne essi governala

(jualcuna
di

glia Sforza,

mo
gni,

li,

p.

Roma 1795, nel to217, volendo dare un


Conti
di

compresa
quistij sia
ria

nella

campagna
ivi

Roma,

o dall'aver
residenza

fatto

posteriori ac-

saggio delle famiglie


brer, e Bovadilla

Se-

derivata la

loro ordina-

Cesarini, Savelli, Peretti, Ca,

nelle note alle

in Segni,

ora ora in alciui altro di quei


vari de' loro sog-

ora

in Anagni,

ti,

due ultime Sforzesche Fulvia Cone Livia Cesarini, per mezzo delle quali le medesime s'innestarono
colla Sforza, coli' autorit di gravi

luoghi,
getti

donde poi

furono detti Anagni ni, Segnini, Campani. Al tempo d'Innocenzo III l'anzidetta famiglia, che
rapporto alla linea
di Segni,

scrittoli,

dice che la famiglia Conti

e Val-

una delie primaiie patrizie romane, e delle pi aniiclie, discendente dalla Ottavia

montone,
rapporto
cili

si

estinse nella Sforza,

all'altra

dei signori, e du-

poi

Anicia,

detta

di

Poli (che
il

all'epoca
sussisteva
d.

in cui

ancora

di

s.

Eustachio, dalla quale


ripetono
la

scriveva

Ratti

nella

similmente

Pierleona

persona del duca

e la Fiagipani, e (juella dei tanto

cominci

Michelangelo) a stabilmente fissarsi in

maniera che tutte queste famiglie sono in origine la medesima, ossia tante diramazioni dell' Anicia. Avverte per il dotto Ratti, come quello che compil l'erudita opera, coi documenti esistenti nella funiglia Sforcelebri Conti Tusculani
:

di

Roma

acquistando

nuovi

feudi

e signorie sal all'auge di sua gran-

dezza, conservata senza interruzione

per lo spazio

di

sei

secoli.

due

za Cesarini, di cui era primario ministro,


rici

nominati rami di Segni e Valmontone, e de' signori e duchi di Poli sono appunto i principali, che direttamente discendono dalla casa

che

il

pi discreto degi

isto-

nel

ricercare la famiglia Conti

slato il Gontelori, i| quale sebbene sembri congetturaie anch' esso siffatta origine, pure in sostanza non la ripete che da Trasi mondo
sia

d'Innocenzo I|I. Va per notato, che ninna delle dette terre e delle citt erano possedute dalla nostra famiglia Conti primach Innocenzo
III

nel

1198 ascendesse
di
s.

alla

vene-

padre del grande Innocenzo

III,

che

randa cattedra pure con etto il

Pietro.

Va

('iacconio, cui tea-

70
nero dietro
nali,

CON
altri

CON
giunti

biografi de'Cardi-

dentro
sua
il

limiti de!

giusto e

non
III,

solo

riguardo

cenzo
parle
di

ma

anche

ad Innoalla maggior
famiglia
de' conti

dell' onesto.

Nel

medesimo
cre

anno

della

de' Cardinali

della

dinaie
ti
,

Carsuo cugino Ugolino Conesaltazione


nel

Conti, che tutti

chiamano

che
al

iiij

venne
col

esalta-

giungendo perfino ad appropriarne certuni, solo perch diconsi di qualche feudo , che pSegni
,

to
di

pontificio

trono

nome

scia fu de' signori

Conti,

come un

Ottaviano de Polo, o de Poli, fatlo Cardinale nel i 182 da Lucio III, e che era di un'altra nobile famiglia romana, allora signora di quel castello, non che altri sempre ingannati del titolo di Conti. Conviene anzi dire che la maggior
parte delle antiche
di

Gregorio IX ( Vedi ) , il cui nome risuona in benedizione nella Chiesa. Innocenzo III cre quindi nell'anno 1200 Cardinale l'altro cugino Giovanni Conti, dichiarandolo cancelliere di
s.

Chiesa, e nel

i2o5

esalt pure al cardinalato

un
Il

terzo cugino,

Ottaviano

Conti.

Conlelori

assegna
III,

un
cio

sol

fratello

ad Innocenzo

Riccardo,
il

flmiglie

nobili

ma
nell'

vari altri ne assegna

Kircher
di

Roma

discenderebbe
protesta

dai

Conti
giusta

Hisloria
Dionigi

Eutstachio- Mariana,
nella

Tusculani. Noi per altro, dopo aver


fatto

il

Genealogia
attribuisce

questa

sulla

casa Contij gliene


per

uno
il

autorit del Ratti, riporteremo do-

nome

Pietro,

da

essi

voluto

p questo

articolo le

numerose
di

bio-

fondatore della tanto celebre Torre


de' Conti
in

grafie de' Cardinali

questo

conella

gnome con
Sloria
za

quelle
il

denominazioni,
Cardella
e
il

nostri giorni

Roma, che anche ai fa ammirare nel si


della

che loro diedero


in quella

rione Monti alla Suburra qual meraviglioso

de' Cardinali,

Novaes

monumento
que' secoli

granIl

de sommi Pontefici, senaffermare se convengano alla


Il

dezza

di

fazionari.

Ratti per con documenti dimostra

detta famiglia.

p.

Ratti,

a pag.

a pag. 229, che


dificata

la

torre venne
III,

e-

228, ne d analoghe ed opportune


spiegazioni.

da

Innocenzo

Innocenzo III dunque, chiamafu figlio del to prima Lottarlo, mentovato Trasimondo, e di Clarice Scotta, nobilissima

Riccardo fratello di lui, a ragione che la famiglia


sotto questo pontificato
stabili

da adducendo
e

Conti
si

soltanto

in

Roma.

Il

Nardini,

Roma

dama

ro-

antica, pag. re

che altri chiamano Clarina. S nello spirituale che nel temporale oltre modo giov alla Chiesa, ed alla Sede apostolica (come persino da ultimo prov Federico Hurter nell' applaudita Storia del Papa Innocenzo III ec. Amburgo i836, di cui il eh. Rovida ci ha dato la traduzione in idioma italiano, Milano iSSg), n fu ingrato alla sua famglia, ne alieno fu dal beneficare i suoi con-

mana,

149, dice che la tormolto bella ed alta, ma che minacciando rovina, fu dirocera
cata nel pontificato di

Urbano VIII.
il

Non va

qui taciuto, che

lodato

Gregorio IX, consanguineo d' Innocenzo III, volle essere anco emulo della sua magnificenza, dappoich un'altra grandiosa torre innalz per la sua famiglia, che quella stessa, che resta a monte Mngnanapoli, ora rinchiusa

nel
di

monistes.

ro delle domenicane

Catcri-

CON
na da Siena, chiamata Torre delle milizie da qualche presidio milita"re, che ivi si sar tenuto in tempo delle fazioni, e non gi perch e la torre ed il sito fossero una stazione delle antiche milizie romane sotto gl'imperatori, come alcuni
antiquari
prest
il

CON
discendenti. Riccardo in

ji
Ferentino
fedelt al

giuramento

di

Papa, e suoi successori per lo stato di Sora ; locch fu confermato con diploma nel 1 2 1 5 dal re Federico
II.

Il

possesso della contea e stato


nella

di

Sora

persona

del

conte

hanno creduto.

Riccardo, e della casa Conti,

dur

La nostra famiglia Conti, che al tempo d'Innocenzo III ebbe la sua


prima abitazione in Roma alia Suburra nel sito ancora detto Tor
de' Conti, ne' successivi anni
(

pochi anni, e termin nel successi-

vo pontificato di Onorio III, quando l'ingrato Federico II, dimenticando che ad Innocenzo III doveva fanciullo
stizia
il

forse

regno, e adulto l'imingiufratello

cominci a popolarsi pi verso il campo Marzo, e ne' luoghi ad esso vicini'), pass al palaazo annesso all'altra torre detta
la citt

quando

pero, ne spogli con aperta


il

di

lui

Riccardo,
isloriII, p.

come si ha
cie

dal Trizi:

Memorie

della cill di Sora, par.

87.

delle milizie,

il

che

istromento citato
telori.

da un dal medesimo Conrilevasi

Qualche anno innanzi al i%i5 Innocenzo III avea messo Riccardo


in possesso
di
altri

Questa seconda torre, eretta da Gregorio IX, appartenne ai conti di Segni, che continuamente la abitarono acquistando nel i48i le
case contigue dai Colonnesi.

castelli

nella

campagna di R.oma, pei quali nel 1208 Riccardo avea prestato.il


giuramento: Innocentio III in- frascripta castra scilicet Polum, - Fustinianum, Anticulum Roc- cham de Niblis, Montem ma,

Che Innocenzo
fratello Riccardo,

III poi

avesse a

chiaramente
,

apac-

parisce dalle

concessioni

investi-

gnum, Guadagnolum, Saracine-

ture

privilegi

dal

Papa
il

cordati
quali

alla

propria famiglia, nei

sempre
i

nominato
suoi
eredi,

solo

Riccardo con
cessori.

e suc-

Or

sopra Riccardo appunIII

to Innocenzo

vers

le

sue be-

neficenze,

quando lo pot, senza commettere con altri ingiustizia, n pregiudicare la Sede apostolica
Essendosi
ribellato

scum, Roccham de Soricis, Ca- stellum novum, quae alias fue runt tradita in feudum Oddoni de Polo a Borone sanctorum Cosmi et Damiani diacono Car- dinali camerario, concedit nobili viro Riccardo fratri germano re tinenda, donec de damnis, et M expensis, quae in iis fecerat, fuis>
>

Federico

II

set

eidem satisfactum, ut

in

lit-

gi investito dal

di

Papa del regno Napoli) Corrado conte di Sora,


spedito contro di lui Riccardo

teris dat.

Romae

7 idus octobris

e castellano della Rocca, fu tra gli


altri

> anno VII. Pro bis castris Ric cardus praestitit juramentum fi*'

delitatis

eidem Innocentio die 6

Conti, die

avendo ricuperata quella citt e fortezza dalle mani del ribelle, ne ebbe da Innocenzo III il dominio, e l'investitura, adendo prima ottenuto il titolo di conte
s,

octobris 1208 ind. XI". a sapersi, che Oddone signore di Poli, e degli altri mentovati castelli,
era debitore alla camera
ca
di

apostoli-

molte

somme

di

denaro.

dal re Federico II per

e suoi

Non avendo

altra successione,

che

rjl

CON
figlia

CON
Costanza, con-

una
de'

per

nome

venne
zione,

egli di

darla in moglie ad
colla

uno
a

figli

di Riccardo,

condiaccetta-

che
i

questi

si

obbligasse

pagare
to
il

suoi debiti.

Dopo
si

partito,

Oddone
non
giunse

pent del

padre Casimiro da Roma nelle erudite Aleinone dt-llc storiche chiese e conventi de'frali minori nella provincia Romana, r^po XXV, p. 4'' e s^g- Riccardo lasci tre figli. Paolo, e Giovanni, l'uno proil
i.

trattato, per cui


si

solo
alla

da

esso

console, l'altro

senatore
Il

di

Roma,

ritir,

ma

perfidia

e Stefano Cardinale.
gli

Ciacconio, e
vite de'Car-

di sollevare

contro
gett

il

sicuro la
al

il popolo di Roma Papa, e per mettere al sua terra di Poli, l'assogdominio del Senato Ro-

altri

scrittori

delle

dinali,

neir attribuirne,

come

di-

cemmo di
ti,

sopra, vari alla casa

Con-

che

le
,

mano
mente
to,

{P'edi).
irritato,

Il

Pontefice,

giusta-

rentela

appartengono solo per panon fanno menzione del


tratta
I

consegn a Riccardo

Cardinale Stefano nipote d'Innocenzo


III.

le anzidette terre

come
la

in
la

deposi-

Di esso
pag.

bens

il

Ratti
di

commettendogliene
fosse

custodia

alla

iBti.

due primi
i

figli

e la difesa finch
stolica

camera apo-

interamente soddisfatta

de' suoi crediti. Abbassato l'orgoglio


di Oddone, marit Costanza a Giovanni Conti secondogenito di Riccardo, e per mezzo di un tal matrimonio la casa Conti eredit la

Riccardo divisero beni paterni, col consenso del fratello Cardinale. Al primogenito tocc Yalmontone, Sacco,

Pluminaria

ec.
le

al

secondo

la

Torre, e tutte beni di

Roma, coi Ponte Mammolo, di Monte


case di
ec.
,

Fortino
la terra

lasciandosi per indivisa

terra di Poli, colle

altre

possedu-

di

Poli.
si

te da Oddone, ch'era nipote del sunnominato Cardinale Ottaviano. Bench la maggior parte de'mentovati feudi rimanesse alla casa Conti, ed ai successori di Riccardo e di Innocenzo III, a cagione delle con-

Da
le

questa divisione

formarono
si-

due

linee primarie dei Conti

duchi di Poli discendenti da Giovanni, secondogenito del conte Riccardo, e dei signori di Yalgnori, e poi
ti

dizioni

dell'investitura,

il

dominio
Peri

montone, e poi di Segni, discendenda Paolo primogenito. La serie


genealogica de'priini
si

in progresso poco

era

sicuro.

pu leggere
Moreri, che

ch dunque Riccardo, e
scendenti avessero

suoi di-

ne'citati
la

scrittri, e nel

uno

stabilimento
1

continu
dipoi

ov'essi

la

terminarono.

certo, e insieme decoroso, nel


il

209

Noi
negli

riporteremo

come

essa

di

Papa compr Yalmontone

il
,

grosso
allora

castello

posseduto

dai canonici regolari lateranensi.

Lo

strumento di

acquisto

si

conserva

tempi si estinse in Roma. Riguardo all'altra terminata negli Sforza, diremo qualche cosa di pi importante: prima per
ultimi

nell'archivio Sforza,

e questa

prima

signoria comprata dalla


serv
di

casa Conti,
linea primoI

noteremo che Corradino, figlio Corrado e nipote di Federico


alla

di
II, l'a-

distintivo alla

casa Conti diede per


il

arme

genita finita poi nella Sforza.


signori
le

conti

quila scncchiata,c
il

popolo

Romano

di

Yalmontone,

profusero

campo

rosso.

Dipoi

l'imperatore

loro

beneficenze
piet,

sopra

questo
in

loro principale feudo,

massime

opere di

sicccome

descrive

Ferdinando il concesse due stendardi, ed alcuni pezzi d'artiglieria a Torquato Conti per onorare le

, ,

CON
sue armi
servizi

CON
premio dei
i

73

gentilizie, in

et castrorum

Cuerceni et Collis

militari
gli

prestatigli contro

Danesi, e

Svedesi. Questo Torpontificio


la

Pardi Alatrinae dioecesis, et fru ctus ex supradictis castris et ex; " civitate Signina, Lariano, Pallia-i " no, et Serrone Velletren. et Prae- nestinac dioeces. perceperunt .... Dat.

quato fu
di

anche generale
per suo
il

Urbano Vili

sostenere

Valtellina; ed

figlio

Innocen-

zo venne fatto tribuno dell'imperio

Romae

idus

novembris

per la prode difesa della citt di Praga assediata dagli Svedesi, e poscia
il

fu generale de'veneziani contix>

Turco. Sino
alla

anno primo. Urbanus VI Adinul phum de Valle Montonis comi* tem civitatis Signinae, Palliani M et Serronis constituit capitanum
" in civitate Signinae, Palliano, et > Serrone etc. adbeneplacitum. Da-

met
di

del secolo
si

XIV

la linea primogenita

Conti
quindi

signori
il

chiam dei Valmontone ;

dominio, e la pubblica amministrazione della citt di Segni cominci nella casa Conti nell'anno 353, ceduta con solenne trattato da quel comune a Giovanni Conti pr console di Roma, nel pontificato d' Innocenzo VI. Da alcuni documenti si rileva, che gi la casa Conti possedeva nel
1

tam Romae quarto kal. junii anno tertio ". Qualche rovescio ebbero i Conti

rispetto

alle

sopraddette signosci-

rie, nei

tempi del lagrimevole


lo

sma,

sotto

stesso

Urbano VI,
del suo

poich neir anno


tificato,

XI
,

pon-

lerionis

commise a Nicol de Fiz de Pipemo di prendere il


da Adinolfo, ed
,

possesso di tutte le mentovate terYG, citt e castelli

territorio di

Segni

acquisti proba-

bilmente

fatti

mentre

alcuni

suoi

Ildebrandino
tuito

Conti

alla

cui

cu-

individui n'erano

podest.

La

lon-

stodia, e difesa fu dal

Papa

costi-

tananza de' Papi che risiedevano in Avignone, e la potenza di cui in Roma godeva questa famiglia Conti, pot rendere valida per allora una tal cessione confermata con

r istesso Nicol. IX, che nel 1389 gli


to reintegr
in
tutti
i

Ma
i

Bonifacio

successe, subi'p
fratelli

ambedue
loro

Conti
e

primieri

diritti,

giurisdizioni riguardo a Palliano, e

nuovo stromento de'i4 aprile i362 a Pietro uno de'figi di Giovanni. iSyy da Gregorio Restituita nel

Serrone
vicari

de' quali

luoghi

li

cre

ad 29 annoruin

sub

annuo

censii deceni
sto

XI

la

residenza pontificia in

Roma,

comodare

Conti dovettero procurare di acle cose loro coi Papi rap-

porto il dominio di Segni, e pare che vi riuscissero pi di quanto potevano desiderare, giacch ottennero da Urbano VI nel 1378 non solo detta citt, ma anil governo di che quello di varie altre, e di molti
j

lihrarum cerne in fc' Assumplionis B. M. Virginis. Pi generoso si mostr Giovanni XXI li, che confermando le investiture di Bonifacio IX, le estese sino alla terza generazione a favore
figli,
,

d'ildebrandino, e suoi
spetto alla citt di

tanto

ri-

Segni

che di
censii

Palliano, e Serrone sub

annuo

unius asturis

et

i5. librarum ce-

castelli

colle loro
,

rendite;

'>

11-

Adinulphus de " comite fratres Urbani VI susce perunt regimen civitatis Alatri,
debrandinus
et

rae in festa omnium Sanclorum. Veramente Giovanni XXIII non isped che le

bolle

di

tali

vicariati

giacch la concessione era di Ales-

74

co.\
M fensionc

CON
suscipil

Sandro V. Adinolfo, e IldebranJino Conti furono due rispettabili soggetti

pracfatum

U-

debrandinum, et hbcros eorum>*

della linea
,

di

Segni
i'a
1

valorosi

guerrieri

Valmontone e come

quc tcn-as

et subditos, vidclicet

H civitatem Signiae, Castrum Val-

padre loro Giovanni, cui nel il popolo romano , con ampio diploma, nomin capitano generale contro i ribelli. Questo Giovanni accolse in Valmontone prima Gregorio XI, e poi Urbano VI. Pi tardi i Conti ricevettero in Valmontone Carlo Vili re di Francia, e gli ambasciatori di Massimiil

356

lismontonis, Sacci cum Molendino, Pluminariae, Gabrinianicum Molendino Montis Lanici , Pruni
,

Montis Longi

Signi nae dioeces.,


turrc, et

Castrum Patriciae cum

cacumine, Praxedii, Postertii Fe-

rentin. dioeces., Castrum Rocchae Siccae Terracin. dioeces., Castrum

liano

re de'

Romani, e

di Ferdi-

Julian, et Tiberii Velletren. dioeM ces. Castrum Lugnani, Zanchili, Pi'aenestin. dioeces., Castrum Car pineti , Gurgae , Villae Magnae, 5 Castellum Mattihae Anagninac " dioeces. Dal. Romae, XIII, Rai. M martii 1428." Veramente in parte gi era

nando

re di Spagna. Si deve poi

riflettere

che Adinolfo, e Ildebrau-

dino non andarono sempre d' accordo , forse perch il primo interamente addetto al partito dei Papi, e l'altro alla fazione opposta, ed a quella del re di Napoli che gli die il feudo di S. Angelo nella Terra di Lavoro. Anche Adinolfo fu addetto alla corte di Napoli ed Carlo HI Dui'azzo, da cui ebbe il
gelosi incarichi

stata effettuata la ricon-

ciliazione di Alto Conti colla Chiesa,

mediante un onorevolissimo diploma, che gli spedi nel i4i7 il


di

e pensioni.

Urbano
della

VI

lo

avea

fatto

capitano

Costanza, come a retMarittima, e Campagna. E pure da notarsi, che il governo di queste provincie fu
concilio

tore delle Provincie di

provincia di Campagna.

quasi ereditario per alcune generazioni

Adinolfo
maschile.

manc senza successione Non cosi Ildebrandino

che tra gli altri suoi figli ebbe il Cardinal Lucido, creato da Giovanni XXllI, ed Alto capo della famiglia rinomatissimo capitano, che ed onorificenze di nuove signorie accrebbe la sua casa. Ildebrandino, siccome aveva soccoi'so i ribelli della Chiesa, dovette soffrire alquanto nei
suoi dominii.
Il

prima avevano esercitato lo zio Adinolfo, ed il Cardinale Stefano per delegazione d' Innocenzo III suo zio. Martino V, nella concessione non comprese Palliano, e Serrone perch queste comunit avevano fatto istanza di passare sotto il dominio
nella famiglia Conti, e
di Alto lo

de' Colonnesi suoi


egli

parenti, per cui


nipoti Antonio, e

ne infeud
in

Cardinal Lucido, presalla cui elezione

Odardo

vicariato

perpetuo. In

so Martino

V,

con-

vece compens la

famiglia

Conti

corse, ottenne

per al rifeiire del

con ampliare
to,

alla terza

generazione

Contelori: remittit omnes offenw sas plenarie ad omnia et singu la, terras, castra, privilegia, et " bona restituii, et reintegrai, et
insuper sub sua, et Romanae Ec ci^siae protectione, tutela, et de-

l'investitura di Segni, e suo distret-

che prima le avea accordato per soli tre anni. Ne' medesimi termini invest Ildebrandino de' castelli delle Grotte , di Canino , Gradoli dell' abbadia di Ponte nella diocesi
,

CON
di Montefiascone , e Castro. Di pi prese al soldo della Chiesa Romana
la linea

CON
gna persona del duca
Conti
d.

y5

Lorenzo discendente da In-

ancora carica di Maestro del l' onorifica Sagro Ospzio {^Vedi), che rimase
Alto

Conti,

gli

confer

nocenzo

III. Sulla adozione, e arrogazione della famiglia Sfoi-za nel-

la Conti di

Segni invita

il

Ratti a

in

questa

linea

sino al

principio

doversi particolarmente

osservare,

del secolo

XVIf,

cio sino

a Fe-

derico, figlio di Stefano, e cugino


di

Gio: Battista ultimo signore di

che la medesima non si elettu per mancanza totale di quest' ultima , mentre non solo eravi la linea dei
duchi di Poli,

Segni di casa Conti, estinta la quale, pass alla linea dei duchi di Podi Carlo
(

che

si

tuta sostituire a quella

sarebbe podi Segni;


vari cugini

h nella persona di Appio Conti, e padre cT Innocenzo XIII


Fedi).

ma

in questa eziandio vi era suc-

cessione, continuata
di Gio: Battista

da

Ritornando
gni, Alto fu

ai

un ingrato

Conti vicari di Seche per ,

ed

in ispecie

padre di Fulvia, da Federico maestro


di

del sagro ospizio,

cui fu

figlio

mezzo

del ribelle conte Antonio di

Pontedera commise in
te ci'udelt
,

Roma

mol-

essendo

potentissimo.

Camillo Conti, duca di Carpineto, che visse nella met del secolo XVII, e che fu 1' ultimo Conti della casa

Quindi Pio II rinnov 1' investitura di Martino V a Giovanni e Bruno figli di x\llo sub annuo censu
iinius

lbrae

argenti.

questa

r ultima che si abbia sino a quella di Paolo III a favore di Fulvia Batfiglia unica ed erede di Gio
:

premorto maschio Federico. All'altro Federico, nel i^f^ pass Valmontone per morte di Gio: Battista mentovato. Qui noteremo, che nel i5i'j Valmontone molto soffr
di Segni, giacch gli era
di lui

r unico

dall' esercito

crudele

di

Carlo

Bruno. Il Pontefice Paolo HI perpetu ne' discendenti il vicariato di Segni


tista,

nato da Mariano

figlio di

di

Fulvia e di Mario Sforza di

lei

marito; in vigore del qual privilegio,

confermato poscia da Giulio HI,


nella

rimasta in feudo perpetuo


casa Sforza signoria
,

una

ragguardevole

goduta

dalla

medesima
nuoV. La sud-

aucoi-a col titolo di ducato per

va concessione
fu
le la

di Sisto

detta Fulvia, col Cardinal Baronio,

nuove sciagure piovo sotto Paolo IV, quando Gio: Battista ne apr le porte al duca d'Alba. Presa fu allora Valmontone prima dalle truppe del Papa, poi dalle Spagnuole, e da quelle di Marc' Antonio Colonna, fu posta a sacco, ed incendiata nel 1634. Mario II Sforza vend Valmontone e Pimpinaro a d. Taddeo Barberini , donde nel i65i pass in casa Pamphyli {Vedi) insieme ad altri castelli.
e
.

fondatrice del monistero dels.

L' elenco degli altri feudi di que-

Cappuccine {Vedi) di

Urbano

in

Roma,

e fu ancora singoiar be-

nefattrice
l'

della

congregazione deldi

Oratorio.

primogenita Conti, duchi pu vedere presso il si Contelori. Questi feudi servirono di appannaggio ai cadetti che prensta linea

di Segni

Col mezzo pertanto


s'

Fulvia

devano
tal

innest la famiglia
e

Conti di Se-

da quel feudo che toccava loro in proil

nome

il

titolo

gni

Valmonte
si

nella Sforza, dalla

pria porzione.

Cos
di

alcuni

si

chia-

quale

propaga tuttora nella de-

marono Signori

Moutefortiuo

76
altri

COxN
d
,

CON
gni, e
III,

Carpinelo altri di Rocca Massima ce. Tal divisione fu il motivo per cui la casa Conti perdette

perci pai-ente

in

morte
fu

d'

d' Innocenzo Innocenzo IV, nel


col

1254

crealo

Papa

molte sue signorie


lince particolari,
alla

all'estinzione delle
i"i

Alessandro
santit di

IF
vita.

(Fedi).

nome Fu egli

di
di

tornando

feudi

mirabile umilt,

mansuetudine, e

Camera

apostolica, o passando

in altre famiglie per

mezzo

di

masostiti,

Da

trimoni, o di testamenti.

La

linea retta

tuzione della casa Sfojza alla Conti

IV discese per beato Alessandro Conuno de' primi luminari dell' inAlessandro
il

sembr eseguita appositamente per dare alla prima una nuova diramazione, che in mancanza ancora, sic-

clito

Ordine

francescano;

Ordine

come

ne' primi del corrente secolo

avvenne della linea superstite dei duchi di Poli, Guadagnolo ec, potesse ereditarne in parte
i

che tanto pur deve alla casa Conti per r approvazione e protezione avutane da Innocenzo III, e da Gregorio IX. Aggiungeremo, che alla
,

linea di

Valmontone
la

e Segni va ri-

distintivi,

cordata

figlia

di

Filippo

re dei

e Je possidenze, e propagarne le glol'ie ne' secoli futuri. Perci ne'figli, e nipoti di Fulvia trovasi qualche
volta in
ti

uno

il

solo

cognome Conil

quasi dimenticato

proprio ca-

sato Sforza.

Prima

di passare a parlare della

linea di Poli, per

non interrompe-

re la narrazione dell'iuiinediata di-

romani, maritata a Paolo primogenito di Riccardo fratello d'Innocenzo III ; e Luciana , figlia di detto Paolo, data in moglie a Boemondo V, principe d'Antiochia, e conte di Tripoli, il quale le don la met della contea di Tripoli nel caso che avesse successione dal suo matrimonio, e trentamila bizantini di
Tripoli in caso contrario. Luciano

scendenza d' Innocenzo HI, diremo di Gregorio IX, di Alessandro IV, e de'loro congiunti del-

alcuna cosa
la

ebbe
cipi di

successione

superstite,
la serie

dalla

quale fu continuata

de'priu-

stessa

linea

di

Valmoutone

Antiochia nella persona di


I
,

Segni.

Boemondo V
in

che

si

spos

con

Ugolino da Anagni, de' conti di


Segni, come lo chiamano g' istorici, nipote cugino d' Innocenzo III
fatto

Sibilla figlia del

redi Armenia.

Ed

ultimo rammenteremo la consanguinit, che Conti ebbero fino dal


i

da

lui

diacono Cardinale di
le

s.

pontificato d'Innocenzo

HI con Vulat-

Eustachio, per
i-avigliose doti,

sue grandi e

me-

cano re
tcstata

di Diocle e Dalmazia.,
lui

merit di essere su-

da

medesimo,

in

una

blimato al trono pontificio nel 1227, e vi sedette glorioso sino al 124' nel modo che si dir alla sua biografia.

Papa. Interea noverit " paternitas vestra quia augustali stemmate insignimur, et quod
lettera al

Accrebbe
e

egli

colle

sue preil

gloriosius

et beatius

est

nostri

clare geste,

suprema

dignit

lustro della casa Conti, e cre Cardinali Rinaldo o

generosi sanguinis affinitatem ha bere cognovimus. " Veggasi Epipistolar. Innocenli ITI.
lib.
II.

nipote, colla diaconia di


chio, e Nicol Conti
tanto, nato

Orlando Conti suo s. Eustade' Conti di

ep.

176. Da tultoci si pu dedurre la grandezza, e la nobilt della famiglia

Segni nato in Anagni. Rinaldo per-

Conti, anche innanzi

il

Ponti-

da Filippo Conti di Sc-

ficato d'

Innocenzo

III.

, ,

CON
Passando ora
ducili
tli

CON
linea dei conti
ec.
,

77

alla
,

Poli

Guadagnolo
nei

estinta

in

Michelangelo

primi
di so-

del corrente secolo,

abbiamo

che Fausliniano , ritenendo Poli Oddone conserv sino al pontificato di Adriano IV, il quale verso l'anno II 58 lo rivendic alla Chiesa

pra \eduto, come il ducato di Poli venne in casa Conti sotto Innocenzo III; e come tocc a Giovanni
senatore di

Roma,

figlio di Riccar-

Papa, per avere sposato Costanza, figlia ed erede di Oddone signore di Poli, in uno ad altre sue terre. Cosi dicemmo, che nella divisione fraterna, tcco a Giovanni stipite di questa linea , la

do

fratello del

Romana. Poco dopo ritorn Poli alla Oddone, che alcuni vogliono appartenente ad un ramo dei conti tusculani, e nel 1208 n'era enfitetua e proprietario Oddone nifamiglia di

pote del precedente, dal quale, come si disse, pass in casa Conti
pel

maritaggio di Costanza. In querimase Poli alla famiglia

sta guisa

Conti fino alla morte di d. Michelindi venne acquistato da , Giovanni Torlonia duca di Bracciano, formando un ducato, del quaporta il titolo il primogenito le

torre detta delle Milizie,

col con-

angelo
d.

tiguo

palazzo,

tutte

le

case di

Ponte Mammoec. Quindi non riuscir discaro uu cenno su Poli, e Guadagnolo , prima di najrare

Roma,
di

coi beni di

lo,

Montefortino

della famiglia,

cio
Il

il

benefico d.

Marino Torlonia.
di

colle sul quale

alcuna
questa

delle linea
,

principali

notizie

di

sorge questa terra di tufo litoide


color
lionato
,

che

siccome estinta,

che presenta
il

la

non
pi

interessa

tanto

come T altra,
in proporzione

pianta di
tice

un

triangolo,

cui ver-

sulla quale
diffusi.

fummo

verso la strada romana, e la

base occupata dal palazzo Conti,

Poli, Pollini^

una

terra situata nella


,

Castnim Polis ^ Comarca di


di

oggi Torlonia, grandioso


i

come
terre

tutti

palazzi

baronali
;

delle

in-

Roma

nel distretto

Tivoli

torno a
parte
al

che racchiude circa due mila abitanti, lungi da Roma circa ventiquattro miglia, e fu detto ne' bassi

Roma nel XVI


che
si

palazzo che in gran


secolo
,

fu ridotto
dedella

modo
di

vede, essendo

corato

pitture

arabesche

tempi CaslelUint s. Pauli. Nel secolo r imperatore Ottone III ne conferm il dominio al monistero di s. Andrea al clivo di Scauro, ora de' camaldolesi, cio de' ss. Andrea, e Gregorio. Quindi nel secolo XI e nel io5i fu dato dai monaci in enfiteusi a Giovanni Conte. Nell'anno per iiSi), Pietro, abbate di s. Gregorio, mosse quci-ela contro

scuola di Giulio
bell,

Romano. Lo abil

e lo restaur Innocenzo XII,

quale eziandio miglior grandemente la strada,

che da

Roma
la

vi

con-

duce.
te,

La

parte che guarda l'oriene


pii andeve forse

opera saracinesca,
dell' edificio,
si

tica

al

Val montone
Poli.

XIII secolo, quando divennero

conti
signori

di

di

Oddone

di

Poli,

al

concilio lali,

Guadagnolo, Giiadiiniolum, Giiadagnioluni,


ca di
villaggio della

teranensc adunato da Innocenzo

Comar-

come invasore e detentore di Poh, Fausliniano, e Guadagnolo terre


tutte del

Roma

nella diocesi e distret-

monistero di s. Gregorio. Dopo molte difficolt fu restituito

to di Tivoli, appodiato a Poli, e che contiene circa duecento e cinquanta abitanti. Esso posto su

78

CON

CON
Eblje monistero annesso
,

d'una delle cime del monte Volelevaili iella o Mentorella, la pi ta di quelle che dominano la campagna romana. Se ne fa rimontare
l'origine
al

di

cui

si

osservano ancora oggi le vestigia, e fu soggetto al monistero de* ss. Benedetto, e Scolastica di Subiaco. Nel luogo ove s. Eustachio ebbe l'apparizione, l' imperatore Costantino

secolo

X,

a cagione
trovarvi

dell'aspra sua

cima onde
nelle

un

sicuro

asilo

devastazioni

Magno

fabbric

una chiesa

di quel secolo,

ed trenta

miglia

distante

da Roma. Le sue vicende andarono unite con quelle di Poli, e coloro che in esso dominarono, signoreggiarono pure in Gudagnolo, che rimase feudo del secondo ramo de' Conti. Estinto quel ramo, pass in potere del duca d. Giovanni Torlonia , che 1' assegn pel primogenito della famiglia godendolo ora il duca d. Marino Torlonia suUodato. Non si deve poi pas,

che dal Papa s. Silvestro I venne consagrala. V. il p. Rircker, De

primae

ecclesiae

Deiparae

in

monte

fundatione a Constant tino facta, pag. 107; et de secundae ecclesiae Deiparae Eustachianae
Volturello

instauratione
et

s.

Benedicto coepta,

posteris suis successu


i i l
:

tempons

perfecta, pag.

de hodiernae ecclesiae Mariae Eustachianae constitutio'ne accurata descriptiOj p. 118. La chiesa, e il monistero diet

sare sotto silenzio

l'

antichissimo, e

vennero in progresso di tempo com-

celebre santuario

della Mentorella,

menda
Conti.

dei Cardinali della famiglia

che diede origine a Guadagnolo, ricordandosene qui brevemente l'istoria,

Questo

santuario

possiede
secolo, di

arredi sagri del

IX o

X
11

diffusamente gi scritta dal p. Atanasio Kirker gesuita nell' eru-

grandissimo pregio;

secoli cosi scarsi

per

di

monumenti.

regnante

ed interessante Hislora Eustachio-Mariana^ stampata in Roma nel i665, di cui facemmo menzione con analoghi cenni storici all'articolo Chiesa di s. Eustachio
dita,

Pontefice, con breve del

6 maggio

1837,

atid l'amministrazione dei

beni della chiesa al duca d. Marino Torlonia, il quale col noto religioso zelo
,

ci

fa

fiorire

il

divin

{Vedi).
Il luogo detto la Bultarclla o Mentorella era gi celebre ai tempi di s. Giovanni Damasceno, il quale parla della visione che quivi

culto,
tabili

avendovi anche
restauri.

operalo no-

La
ri

.seconda linea de* Conti signoPoli


,

di

Guadagnolo

ec.

fiori

ebbe

s.

Eustachio

nobilissimo

ca-

per uomini valorosi, e grandi personaggi, non che per molti Cardinali,
le

valiere

romano,
la

dalla cui

famiglia

cui

biografie

vengono
articolo.

ri-

discende

Conti, allorch

andando
tra le

portate dopo questo


le

Fra

a caccia di

un

cervo,

vide

corna di
vatore.
la

lui

l'immagine
Tivoli circa

del

Sal-

La Mentorella

situata nel-

diocesi di

un

miglio

ad essa linea disnoteremo quella avvenuta sotto il Pontificato di Paolo II. Repressa in sul rinascere da quel Ponvicende per
astrose,
tefice
celli

distante

da Guadagnolo
s.

alle radici

la

malvagia
Piceno
,

setta

de' Frati-

di un' altissima rupe, ov' tuttora

nel

e nella

terra

di

che si trova detta de Voltuvilla, de Vull'antica chiesa di


,

Maria

Poli, contentandosi,
lerati

che questi sceldel


suppli-

comunque degni

tuillay

de

Voltiirella^

e Bulturella.

zio di fuoco, fossero castigati alciui

CON
coU'esilio
di

CON
altri

79

seffe

anni,

wl

2I0

carcere di Campidoglio, fece metter

Stefano Conti, fautore di quella setta in


egli

Castel

s.

Angelo, dopo
figli

aver

duca di Poli, per esso, e a' suoi nati maschi laici e legittimi , per con riservare le ragioni ai figli maschi di d. Camila Lottano Conti
lo, se
li

ceduto

a' suoi

la terra di

avesse avuti.

Laonde

dalla

Poli, e gli altri dominii.

Dicemmo superiormente, che Martino

linea de' conti di Segni, pass la detta rispeltabile carica a quella de'duchi di

confer

ad Alto Conti,

della

linea di Segni, l'onorevolissima carica di Maestro del sagro ospizio, che rimanendo ereditaria nella famiglia, l'ebbe poi il suo figlio Gio-

goduta Appio Conti, che con Giovanni Nicol cavalcarono nel possesso d'innocea*
Poli, avendola

e Carlo zo

Dopo la morte di questi nel i522 l'ottenne, da Giulio 11, Stefano sua vita durante. Nel i5i6 Leone X, con moto proprio, dato in Poli, l'estese ai figli ed al nipote
vanni.
di

tra i baroni romani ) padre Innocenzo XIII, ed altri discendenti sino a d. Michelangelo , che mori nel pontificato di Pio VIId'

Quello che pi
rific la linea

di

ogni altro glo-

de' Conti

duchi

di

detto

Stefano

signore

di

Vallegit-

montone
timi e

e di Segni, maschi

che nacque primogenito di d. Carlo Conti duchi di Poli, e d'Isabella Muti a' i3
Poli
fu Michelangelo,

laici, la

qual grazia nel i535

maggio i655
si

in

Roma. Michelanecclesiastica,

fu confermata
risce
il

da Paolo
pag.

III.

Rife-

gelo abbracci la vita

Contelori a

35, che

essendo nata disputa tra i figli di Stefano , nipote di Alto, qnis in ma^istratu sacri hospitii succedere
natii

mise in prelatura, fu nel 1706 creato Cardinale da Clemente XI, ed alla sua morte, agli 8 maggio 1721 giorno suo onomastico, ven-

Patdus III declaravil ad majorem qffcium pertinere, ut ad eum laicum qui pr tempore
deheret,
,

erit

i j'ulii i542. Federico figlio di Stefano nacquero Camillo ed Orazio, e questo

major natu, die

Da

ne eletto Papa, prendendo in memoria d' Innocenzo III , principal splendore di sua famiglia, il nome d'Innocenzo XIII. Indescrivibile fu la gioia de' romani nel vedere sul
pontificio soglio

un

loro

concitta-

secondo per essere il primo chierico, n'ebbe l'amministrazione, e gli emo-

Dopo Orazio morto in maggio, Camillo successe con rescritto di Clemente Vili nel i59g, ancorch inabile per essere chierico, sotto pretesto che non vi fosse verun altro della famiglia Conti cahiraenti.
,

con solennissime feste, e nobili apparati ne celebrarono l'avvenimento, come si pu vedere nel Cancellieri, Storia de' Possessi pag.
dino
:

341 e

seg.
la

mare
fece

ed a pag. 5 io. Nel forsua corte Innocenzo XIII


dei

capitano

cavalleggieri

fr.

pace per tale


quali presero
la basilica

uffizio.

Questo

Ca-

millo cavalc nelle cavalcate, colle


il

Carlo cavaliere gerosolimitano, e d. Marcantonio Conti suoi nipoti. Quindi, a' 20 giugno del medesimo an-

solenne possesso nel,

no

nella

sua

prima promozione,
il

lateranense

Paolo V, maggio 162

Quindi, il I, Gregorio XV, vivente ancora il duca ;d. Camillo, confer la carica di maestro del sagro ospi.

Leone XI di primo

soltanto cre Cardinale


tello

suo fra-

d.

Bernardo Conti, de' duchi


Terracina,
penitenziere
a'
il

di Poli, gi vescovo di

poscia

dichiar

maggiore. Susseguentemente

19

8o
novembre
assistente
fratello d.
al

CON
17^1

CON
Innocenzo XI 11, siccome d'animo grande, di carattere grave, e pieno di maest, intraprese, a' 26 aprile

nomin principe

soglio l' altro minore Giuseppe Lottarlo Conti, che avea sposata d. Lucrezia Colonna, vedova di Stefano Colonna, e figlia di Marc' Antonio Colonna contestabile del regno di Napoli. D. Marc' Antonio Conti capitano dei cavalleggieri duca di Guadagnolo, e figlio di detti coniugi, venne dallo zio Pontefice, a' 16 febbraio 1722,
,

17^3,

tal

piccolo

viaggio in

sedia

a mano, con sontuoso corteggio, e corrispondente formalit , seguito dal suo nipote

monsignor Stefano

Conti, primo cameriei'e segreto partecipante, e protonotario apostolico,

(lui

pronipote monsignor Ruspoli


de' memoriali.

segretario

Fu

inai

nella cappella

segreta

del

palazzo

contrato
tlove

dal

principe

Strozzi

Quirinale, congiunto in matrimonio

confini della tenuta


si

di Lunghezza,

con d. Maria Faustina, figlia di d. Giuseppe Mattei Orsini, duca di Paga ni ca

ferm
il

desinare.

guendo

viaggio, giunse

ProseInnocenzo

Xin

Essendo Innocenzo XIII estremamente pingue e di mal ferma

j)roprio fratello d. rio alla testa d'

a Villa Catena, ricevuto dal Giuseppe Lotta-

una
alti-a

compagnia
di
il

di

dopo aver sofferto nel pontificato una malattia per consiglio de' medici, si rec prima a Villa
salute,
,

cavalleggieri,
Indi, a'
la
il

ed

fanteria.

29
di

aprile,

prosegu
e
vi
il

Papa

sua gita per Poli,

ritorn

Catena signoria
a
Poli

di sua casa, e poi

primo
in

maggio, ed

seguente
si

suo

diletto

soggiorno.
la

La
gli

giorno, mentre ai 3
stitu

maggio

re-

Villa

Conti,

detta

Filla

Cate-

Roma. La

descrizione

di

na, ed ora Villa Torlouia


pendici del

per

questo
s

viaggio essendo intei'essante

acquisti sunnominati, posta

sulle
,

monte

di

s.

Maria

presso

il

colle Faustiniano. Edificata

venne dai duchi di Poli, e fu resa da essi deliziosa e nobile, con fabbriche, acquedotti, fontane, laghi, parchi, e giardini.

per i cerimoniali, che per alcune notizie che riguardano la Villa Catena e Poli, si riportano all'articolo Viaggi , e Filleggiature dei
Pontefici {Fedi).

Poco
a'

pi

oltre

visse
i

Innocenzo
suoi giorni
vissero

La

descrisse

Anni-

XIII, giacch termin


7

bai Caro nelle sue Lettere, allorch


il

marzo 1724: poco pur


altri

duca

la

Torquato Conti nel i563 ridusse pi amena con magnid.


,

fiche decorazioni

cagione della

per cui il suddetto Stefano , per continuare l'illustre casa, prese moglie, e poi
gli

suoi

parenti

sua salubre posizione;

il perch Innocenzo XIII, avanti il Pontificato, soleva andarvi a villeggiare. La

mor
figli

nel
d.

1763, essendosi recati suoi Michelangelo duca di Guai ,

dagnolo
stiti

monsignor Innocenzo
di Poli

Villa prese
le

il

nome

di

Catena per

Conti, poi Cardinale, ultimi superdella prosapia Conti

catene, che ne sbarrano ai legni r accesso sulla strada di Poli, a cui vicina, mentre distante da Ro-

a Castel Gandolfo nel mese di giu-

gno a darne parie a Clemente XHI.


Gi
d.

ma
di

venticinque miglia. Ne' tre suoi


si

Michelangeio, sino dal 1739,


unito in matrimonio

deliziosi casini,

gode

la bella vista

erasi

tutta la vastissima

campagna

ro-

con d. Girolama Publicola Santacroce, che


port in dote quarantamila scu-

mana.

gli

CON
(li
,

CON
successione.

81
Il

senza

poter
lui

avere
la

del lodato

duca

d.

Lorenzo.

du-

Si

termin in

linea di
il

Poli

ca Francesco nato dall'onorevole

e Guadagnolo, perch

Cardinal

matrimonio contratto

dall'illustre ge-

Innocenzo suo fratello era morto sino dal ijS5, e per ultimo manc a vivi la consorte, cio nell'anno

nitore con d. Carolina Schirley, di

una nobilissima famiglia


chi
sassoni,

di

pari di
anti-

Inghilterra, discendente dagli

i8i5.
Il

ed
d.

imparentata
di lui

colla

palazzo
di

Conti,

ossia

di

Poli
dal-

famiglia reale.
la

Prima
pochi

nacque
es.sen-

a fontana
l'anno
za
,

Trevi, che
il

fino

primogenita

Bianca, che
giorni,

1643 d
sua
il

nome

alla piaz-

do bienne da
nel pianto
i

lasci

colla

fronte

meridionale

teneri genitori nel feb-

forma
tovata.

prospetto della fonte menF^u

braio
nel

architettato da Martiil

1 84 Essa al primo apparire mondo, vinceva tutto quello che


1

no Lunghi
partenne gi
agli

vecchio, e

ca di eleganza e di grandiosit.
ai

non manApPoli

pu

essere di pi raro ne'bambini

di belle

forme,

di

lieto

esteriore,

duchi di Cesi, indi


da'quali
l'eredit

.sempre ilare, affabile, e giaziosa eoa


tutti;

Orsini, poscia ai duchi di


,

pronta, giudiziosa, di meravi-

e
la

Guadagnolo

glioso intendimento, e di eccellente


la madre. Merit r ammirazione, e l'amore della regina vedova d'Inghilterra. Giustamente ne celebr le infantili e singolari prerogative, il eh. Pietro Gior-

casa Sforza-Cesarini,

erede della

memoria come

linea de'Conti di

Segni, da cui ac-

essa

quistollo

il

defoiito principe di
il

Piomquale

bino
ai

d.

Luigi Boncompagni,

nostri giorni lo

ha

restaurato.

La

villa

poi, che

Conti

avevano in
[Vedi),
casa

dani, in

una

lettera

scritta

al

se-

Frascati,
si

piima
fu

de' Ludovisi, di cui


faille

gretario del duca Lorenzo, l'egregio


Raffaele Caraffa,
e

parla

all'articolo

riportata
1

nella

anch'essa

ereditata

dalla

Sfrza Cesarini.

Dall'attual duca d. Lorenzo, degno erede de'suoi preclari maggiori fu per convenzione ceduta alla pi'opria sorella d. Anna
,

Strenna Piacentina dell'ottobre 84 1 Le onorificenze della famiglia Conti vennero descritte al pari che la sua potenza, e la sua grandezza, da molti

autori.

Nella storia della citt di


il

Marino Torlonia duca di Bracciano, di Poli e di Guadagnolo, ec. per cui si pu dire
maritata a
d.
,

Roma, dopo
ti

secolo

XI I,
che
i

Con-

fecero costantemente la primaria

figura in egual
nesi,
gli

che tutti i possedimenti della casa Conti sono passati dalla linea Sfoi-za alla Torlonia a cagione del maritaggio di
d.

ni ec.
tele
i

ColonGaeta In ordine alle illustri parenloro matrimoni sono stati


Orsini,
i

modo

SaveUi,

Anna

Sforza, e pcgli

sempre
Italia,

celebrati

colle principali di

e
di

acquisti del suo suocero

duca Torin

pi potenti
e
il

famiglie
alti-ove.

Roma,
pu

lonia
si

il

perch
poscia

detti

possedimenti
questa
e
le

di

Grandissimo
si

sono

riuniti
Il

poi

numero, come

rile-

benemerita famiglia.

titolo,

vare

dalle seguenti

biografie,

dei

prerogative di duca di Segni, ora

Cardinali, di notizie certe, secondo


il

portato da d. Francesco Sforza Cesarini signore di

egregia indole,

di

vaes,

molta intelligenza, e perci di grandi

liete

speranze, siccome xvn.

figlio

voL.

novero del Cardella, e del Nonon che degli arcivescovi, dei vescovi ed abbati. Molti ancora furono i maestri del sagro ospizio, 6

82
selle
i i

CON
prefotli di
di
essa.
al

CON
e

Roma,
I

cinque

senatori

laici

della fa-

Pi ebhe questa famiglia tre antipapi, cio Benedetto X del io58;


Vittore
III,

miglia

sino

secolo

XVII, pu
tutti

detto

francamente
eccellenti

dirsi,

che
e

furono
geessi

Vittore
lutti

IV,

detto

guerrieri

valorosi

e tre stati

del 11 38; e V, del 11^9, prima Cardinali.

IV

nerali di

armata, e
di
s.

tredici di

Altri

distinguono
i

registrano

furono generali
storici

Chiesa.

T^.

gii

come
li,

appresso,

Pontefici di questa

di
il

casa

Conti, e Felice

principal-

famiglia, facendo distinzione da quel-

mente

dotto

Contelori;

che

appartennero

'alla

famiglia
il

Genealoga familiae Comitum Romanorum, Romae i65oj e FranceTur ri Conti tutu, sco Valesio de
Dissert.

Anicia, da allora che prese


di

nome
Anicia,

Conti.
s.

Finch fu
I

detta

ebbe
II,

Leone

del

nel

tomo

XXVIII

degli

detto III,

del

44oj s4^^; ^^

Felice
alcuni

lori

opuscoli di Caloger p. 3i. Il Conteha raccolto, e cita tutte le mede'pii


illustri

vi
II
i

morie

soggetti della

aggiungono Giovanni If; Pelagio del 577; s. Gregorio I Magno, quali tutti insieme regnarono cin-

casa Conti, estratte tanto dagli archivi di

Roma, che

dalle opere di

quantatre anni nella sedia pontificale. Quando si cognomin Conti

s stampate che manoscritte. Distesamente poi leggono le loro imprese presso si

autori

contemporanei,

gli

scrittori

delle cose d'Italia,

nel-

gran raccolta del Muratori. Alcuni autori assegnano alla famiglia Conti (cio quelli che li fanla

no discendere
scolo,

ed

altri

dai signori del Turammentali nel prin)


i

cipio di

questo articolo

seguenti
11, det-

sommi
no
te

Pontefici, cio Felice

to III, gi Cardinale prete, dell'an-

4*^3; Giovanni

II,

che da prefu eletto Pa-

Cardinale nel
s.

533
I

ebbe questa famiglia Sergio III, Giovanni XI, Giovanni XII, Benedetto V, Benedetto VI, detto VII, Benedetto Vili, Giovanni XIX,detto XX, Benedetto IX, Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV, che tutti insieme regnarono anni centodiciotto. Laonde Pontefici dei due cognomi governarono la Chiesa universale per senza comanni centoseltantiuio prendervi Innocenzo XIII, nel cui possesso sulla piazza di Campidoglio si vedevano eflgiati, in altrettanti dodici medaglioni, questi ultimi
i

pa;
di

Gregorio

diacono

Cardifiglio
I

Pontefici della
tre
ivi
si

famiglia Conti. Inol-

nale del

590

Benedetto

IV

vedeva

appoggiata con

Mammolo

del c)Oo; Nicol


;

dia-

cono Cardinale dell'858


gi prete Cardinale
del

Sergio III

904; Gio-

vanni XI del 931; Giovanni XII diacono Cardinale del 956; Benedetto V diacono Cardinale del 964 ; Benedetto VII Cardinal vescovo di
Sutri del
ni

975; Benedetto VIII


detto

dei

Couli Tusculani del 1012; Giovan-

XIX,

XX,

del

1024; Bedel

nedetto

IX diacono Cardinale
III,

io33; Innocenzo

Gregorio IX,

una mano allo stemma una donna, che mirava il ritratto d'Innocenzo XIII, con l'iscrizione: SicuT AQUILA UMILIA DESERIT, ALTA PETIT, COELORUM VICINA CONSCENPIT. Ecco Cardinali di cognome Conti, oltre quelli summentovali, secondo r ordine cronologico della loro promozione al cardinalato. CONTI, Cardinale. V. S. Giovanni li Papa. CONTI, Cardinale. V. S. Nicol
i

iVlessaudro IV, ed Innocenzo

XI l.

Papa.

CON
CONTI,
Cardinale. V. BenedetCardinale. V.

CON
CONTI
tello

83
fra-

Lotario, Cardinale. LoSegni romano


,

to IV Papa.

tario Conti di

CONTI,
ni

Giovan-

XI Papa. CONTI, Cardinale. V. Giovanni


Papa.
Bonifacio, Cardinale. Bo-

XX

CONTI

Benedetto VIII, detto IX, eletto nel io33, venne da lui promosso a Cardinal diacono di S.R.C. CONTI Bonifacio, Cardinale. Bonifacio Conti, creato nel Jo49 vedi

nifacio Conti di Segni, lonoano, le-

scovo Cardinal Albanese


s.

dal

Papa
lo a

gittimo figliuolo di Deusdedit, era

Leone IX, fu
II,

forse

il

pi dotto

vescovo di Segni, e poi da Marino

nel suo

barbaro secolo
tenuto
il

per

che
Fi-

ovvero Martino venne fregiato della


li,

III

943, dignit CarV.

del

Vittore

concilio

renze per richiamare all'antico lustro


il

dinalizia.

celibato degli ecclesiastici


del
,

si

CONTI
Sergio
III.

Sergio,

Cardinale.

servi

Conti
e

per

conseguirne
dalle

r effetto
Sergio, Cardinale. Ser-

per allontanare
sia

CONTI

loro chiese alcuni vescovi simoniaci.


Si crede,

gio de' Conti

Tusculani

romano

che

morto

nel

067

era Cardinal prete crealo da Sergio


III.

diciotto anni

dacch' era Cardinale.

Mor

nel

910, e fu

sepolto

CONTI Giovanni, Cardinale. Giovanni creduto da alcuni della famiglia

onorevolmente.

CONTI

Sergio, Cardinale. Serdi

Conti, vescovo di

Toscanella,

gio de' Conti Tusculani

Segni

romano, viveva

nel 9*28, e fu crea-

to Cardinal diacono da

Leone VI.
Cardinale.

CONTI Ottaviano
V. Giovanni XII.

divenne vescovo di Porto. Fu creato Cardinale da s. Leone IX ed intervenne ad un concilio tenuto a Roma sotto Nipoi nel

1049
,

col

II.

Ebbe

forte controversia col


la giu-

CONTI
vanni

Giovanni, Cardinale. Giode' Conti Tusculani creato


,

vescovo di Selvacandida per


risdizione delle chiese de'
ss.

Adalil

Cardinale da Giovanni Xllf, fu


to

fe-

berto e Paolino nell' isola di Trastevere,

delissimo all'imperatore Ottone,, detil

detta Licaonia

ma
,

Pai

Grande y

e vide la coronaziolui
all'

pa decise a suo favore


limiti

e segn

ne solenne di 968. Resistette


Se(}ii

nel

Natale del
s.

della
di

sua

giurisdizione.

Da

invasore della

vescovo

Toscanella,
legato

Giovanni
apostolico
in

Bonifacio VII, detto Franca-

Vili
a

lo

spedi

ne, e foce assai,


liato;

perch venisse
a

esi-

presiedere ad

un sinodo

Pont-

ma

ritornato

Roma

1'

in-

i^ois.

Pi

di

una

volta fu media-

degno uiuipatore, dopo aver fatto morire di veleno Giovanni XIV ,


fece

tore tra Cesare e la santa Sede.

CONTI
CONTI

Giovanni, Cardinale. V,
Sasso,

cavare

gli

occhi a questo Car-

Benedetto X.
Cardinale. Sasso
Conti, che alcuni

dinale,

che preso da profonda ma-

linconia,

985, fornito delle migliori virt, che possono adornare un principe della Chiesa.
nel

mori

chiamano Sasso,

ne, nato in Anagni, scrittore e cap-

pellano pontificio
eletto

da Pasquale
1099,
titolo di
s.

II

Giovanni, Cardinale. V, Benedetto VIII.

CONTI

Papa
nel

nel

fu creato

Cardinale prete col


fano

Stel'e-

Teofiiatto V. Benedetto IX.

CONTI

Cardinale.

Montecelio.

Promosse
di

saltazione al pontificato

Gelasio

84
li,
sti
,

CON
Calisto
II,

CON
taviano Conti era nobile romano
degli antichi signori di Poli.
fatto segretario del concilio
,

in

uno a

Onorio II. Quedue altri Cardiall'imperatore


le

Venne
Latera-

nali,

lo elesse legato

Enrico
la

V, per terminare

gravi

nense, e fu familiare di
III,
il

differenze,

sospirata pace, che

ed a stabilire una volta si conchiuse


lui.

Papa Lucio quale nel dicembre 1182 lo


ss.

cre diacono Cardinale de'


gio e Bacco. Nel

Servelo

specialmente per opera di


sta gloriosa
si

In que-

ambasceria tanta fama acquist, che dopo la morte di


II,

scovo di

1189 divenne Ostia; ed Urbano III


in

mand

Calisto

tutti

lo

voleano elegge-

per coronare re d'Irlanda Giovanni filegato


Inghilterra
glio di

la sua ostinata adesione allo scisma di Anacleto II,

re

a Pontefice.

Ma

che lo fece cancelliere della Chiesa

Romana,
credito.

gli

fece perdere tutto


dell'

il

Enrico II: indi fu legato in molte provincie. Tornando da quella di Normandia, nella quale lo aveva spedito Celestino III per
in

Moi partigiano
I

antipa-

comporre
fu

alcune controversie, per


nel
castello

pa nel

iSy.

ordine di Conrado duca di Spoleto imprigionato


castello
di
s.

CONTI

Gregorio, Cardinale. V.

Vittore IV Antipapa. CONTI Ottaviano Cardinale. V. Vittore V Antipapa.


,

Maria;

CONTI Giovanni, Cardinale. Govanni Conti da Sutri, nel 1 1 5o fu creato da Eugenio III Cardinal prete dei ss. Giovanni e Paolo, la qual
chiesa
egli

che poscia fece demolire Innocenzo III nel i 198. Corrado inutilmente avea procuraCardinale colla to riconciliare il
Chiesa, insieme

a Marcualdo
e

sini-

scalco dell'imperio.

Dopo un anno
,

ricuper
vicario

la libert,

benefic

moltissimo.
spedito le-

in

Roma

venne fitto ove consagr


basilica

Sotto Adriano gato


di

IV venne

quattro altari
cana.

della

vatile-

latere

all'

imperatore, al fine
alla

Nuovamente

fu dichiarato
il

pacificarlo con la Chiesa. Dipoi,


fedeli

gato, per indurre

re Filippo Au-

a mantener
orientali,

Chiesa

gli

gusto a riprendere la sua legittima


moglie, ed avendo ottenuto
to,
l'

pass

legato in

oriente;

intenl'in-

ma
iio

avvisato del suo arrivo BaldoiIII

tolse

dal regno di Francia

re di

Gerusalemme,

gli

or-

terdetto.
te dall'

Passato in Sicilia ricevetil

din di fermarsi fino a che, tenuto vm sinodo a Nazareth, si conchiuse


di riconoscere

imperatrice Costanza
di fedelt
alla

giu-

ramento

santa

Secen-

Alessandro
s.

III

per
,

le-

de, oltre l'obbligo dell'annuo

gittimo successore di

Pietro

in

so pel regno di Sicilia.

Finalmente

confronto

dell'antipapa Ottaviano,

che aveva preso il nome di Vittore V. Poscia tornato a Roma, il Papa Alessandro III lo elesse a suo vicario in Roma medesima, ed arciprete
della basilica vaticana;

pieno di meriti mori nel 1206 in circa, dato avendo il proprio voto
per r elezione di cinque Pontefici. CONTI Lotario, Cardinale. V.

Innocenzo

III.

ma dopo

es-

CONTI CONTI

Ugolino, Cardinale. V.
Giovanni, Cardinale. Gio-

sere intervenuto alle elezioni di

A-

Gregorio IX.
vanni Conti di Anagni era cugino ad Innocenzo III, suo cappellano,

naslasio IV, ed Adriano

sandro

III,

e Lucio III,

IV, Alesmor dopo

trenta anni di Cardinalato.

CONTI

Ottaviano, Cardinale.Oi-

ed uditore di

rota,

secondo Ber-

CON
dicembre del i3oo, dal nini. medesimo Innocenzo III venne creato Cardinal diacono di s. Maria in Cosmedin, e vicecancelliere della S. R. Chiesa. Scrisse molte lettere pel Pontefice che lo invi legato ad Orvieto a comporre le fazioni dei
Nel
guelf,

CON
sa
,

85
,

e sottodiacono apostolico

nel

dicembre del 1262 da Urbano IV venne creato Cardinal diacono dei ss. Cosimo e Damiano, e governatore della provincia di

Campagna.

Dopo

il

conclave di Clemente IV,


sei

mor nel 1269,


Cardinale.

anni dacch era

e ghibellini, delle quali era-

lippi.

no capi le famiglie Monaldi, e FiMor dopo dodici anni. CONTI Ottaviano , Cardinale.
,

CONTI
B. Andrea.

DI

Segni, Cardinale. V.

Ottaviano Conti di Anagni, cappellano pontificio e canonico di s. Pietro, nel dicembre del 206 da Innocenzo III suo cugino, venne creato Cardinal diacono dei ss. Sergio e Bacco, camerlengo della S. R. C. , e legato nella Marca per allontanare da essa l'usurpatore Mar1

CONTI Lucio, Cardinale. Lucio Conti de' signori di Poli, romano,


protonotario apostolico. Per la sua

giugno i4ii> Giovanni XXIII lo cre Cardinal diacono di s. Mai'ia in Cosmedin, poscia divenne arcidiacono di S. R. C. Al concilio di Costanza promosse quanto poteva Mardel

vastissima erudizione, a' 6

cualdo.

Dopo
alle

aver

concorso
di

col

suo voto

elezioni

Onorio
arcidia-

III, e Gregorio

IX, mori

V,e recit elegante orazione circa pace della Chiesa, per cui perdon quel Papa al padre di lui, ed ai fratino
la
telli

cono
ni

della Chiesa

Romana, 24

^n-

qualunque

ingiuria praticata

dacch era insignito della sublime dignit Cardinalizia.

verso alla Chiesa; restitu loro alcune


terre

e castella, ed

inteudolli
altri

fino

CONTI CONTI
cappellano

RijfALDo,

Cardinale. V. Cardinale. Nie


,

alla terza

generazione di

fondi

Alessandro IV.

del

dominio

pontificio: inoltre lo spei

Nicol,
pontifcio

d legato a tener in freno


ribellati
te
al Pontefice.

Bolognesi
la

col Conti da Anagnij suddiacono,


,

Dopo

mornella

canonico
fu

di

questo fu ai comizi di Euge-

della basilica

vaticana
di
s.

creato

nio

IV

che

lo

conferm

Cardinal

prete

Marcello da
pacifica-

sua legazione, e lo
fini

mand

ai

con-

Gregorio IX nel dicembre del 1228.

dello stato

ecclesiastico

And
re
di di
il

legato in

Armenia a
re

nipote di quel

col

conte

Tripoli, a

Antiochia;

motivo del pi-incipato ma dato troppo soil

contrar r imperatore che recavasi a Roma, a ricevere la solenne incoronazione da quel Pontefice.

ad inSigismondo

Eugenio IV

lo fece arciprete

spetto di favorire

conte

oltre

il

della basilica

vaticana, quindi della


le quali

dovere,
il

il

re di

Armenia supplic
Fece un dono
di

lateranese.

Dopo

cose nei

Pontefice, perch deputasse giu-

1437 mora Bologna


ni

ventisei

an-

dici

meno

sospetti.

di

sessanta

libbre

argento alla

dacch vestiva la sacra porpora, ed ebbe tomba in chiesa dei frati


Serviti.

basilica

vaticana, e mori nel

dopo

dieci

1239, anni di Cardinalato.

CONTI
nel

Giovanni, Cardinale. Gio-

CONTI

Giordano

Cardinale.

vanni Conti, patrizio romano, nacque

Giordano Pirunto Conti di Terragna, vicecancellieie di S. R. Chie-

i4'4-

F"

arcivescovo di Gon-

za nel

i4^6

sotto Calisto III; poi ai

86
al
ss.

CON
verno
dell'

CON
Uml>ria e Perugia, ove
col
titolo dei

i5 novembre 1482 venne ascritto


senato apostolico

lasci eterna

memoria

di

nelle

Nereo ed Achilleo da Sisto IV,


cui pass a quello di
s.

costituzioni dette

Coniilulc.

Poscia

da
s.

Vitale,

colla

commenda della diaconia di Adriano. Dopo essere intervenuconclavi


d'

Clemente Vili lo elesse a quello della Marca, ed a nunzio straordinario alla corte di Vienna. Accolse
nel suo palazzo di

to ai

Innocenzo Vili, e di Alessandro VI, mor\ a Roma nel 1493 di 79 anni e i r di Cardinalato,
s.

e fu sepolto in chiesa
in Araceli.
,

di

Ancona lo stosso accompagn a Ferrara; poi nel iSgg fu legato di Avignone. Finalmente dal Papa
Clemente Vili, e
lo

Maria

Francesco Cardinale. Francesco Conti , romano di generosa prosapia


,

CONTI

celebre per dottrina

e piet, fu sotto Alessandro

VI

nel

Ranuccio Farnevenne creato li 6 giugno del i6o4 Cardinal prete di s. Grisogono. Poi pass a quello di s. Lorenzo in Luper
le

istanze di
di

se

duca

Parma

1494
le

fatto arcivescovo di

Gonza, cui

cina.

govei'n a

mezzo

de' suoi vicari. Dal,

ficienti

Bench privo di rendite sufsostenne sempre il deco,

che accompagnavano Carlo Vili al possedimento del regno di Napoli , fu saccheggiato il palazzo di lui, poich passarono per di l. Quindi dopo venfrancesi

truppe

ro

della

sua

dignit
villa

e giunse a

fabbricare

una

a Poli

grecanegli

mente
poich

detta icrocomion,

Borgo sacro,
i-

valea

moltissimo

tidue anni, Leone


del
s.

nel

primo

luglio

diomi greco, e latino. Mor a Roma improvvisamente nel i6i5,

i5i7

lo cre

Cardinal prete di

dopo
sepolto

1 1

anni di Cardinalato, e fu

Senonch dopo 4 anni, nel i52i, mor a Turrichio di Velletri; ma ebbe tomba nella sua titolare
Vitale.

nella chiesa del suo titolo,

dopo
vi

essere intervenuto ai concla-

di

Leone XI, e Paolo V.


GiANNicoL
,

di

Roma. Fu lodato per indole

e-

CONTI

Cardinale,

gregia, e rispettabile nella piet, e


nella perizia legale.
vita cos povero,

Giannicol Conti, de' duchi di Poli

Termin la sua che non eravi mo


i

do

di

celebrargli

funerali.

Lasci

erede Leone

col

Jacopo suo
vanni altro
naturali.

fratello,

raccomandargli Mario, ed Efigli

romano, nacque nel 1617, Fu commissario delle armi nelle legazioni Ferrara e Ravenna ; di Bologna presidente della Marca, e sotto Innocenzo X, vicelegato di Avigno,

vangelista suoi nipoti


fratello,
si

di

Giofigli

ne, e governatore di

Roma. Essencari-

e quattro altri

do abilissimo
che,
a'

in tutte queste

individui che

dissero

suoi

CONTI Carlo, Cardinale. Carlo Conti della nobile famiglia di Poli, percorse primi studi nel collegio germanico, e si laure a Perugia; quini

i4 gennaio del 1664, Alessandro VII lo cre Cardinal prete di s. Maria della Trasponlina; poi nel 666 vescovo di Ancona, che govern
1

di fu vicelegato di Viterbo, e della provincia del Patrimonio; poi presiedette a quella di

da ottimo pastore, e dove accolse splendidamente Cristina regina di Svezia, e l'arcivescovo di Ragusi con 74 monache scamper 33 anni
])ate

do
al

Sisto

Camerino, quanV, nel i585, lo promosse

dalle scosse orribili del terre-

vescovato di

Ancona,

co|

go-

molo avvenuto a Ragusi medesima. Conduceva il suo gregge nell'eser-

CON
cizio delle

CON
com-

87
febbraio

migliori
i

virt, e la

ma
Fatti

il

primo
gli

di

passione verso

poveri non era cei-

studii

1781. regolarmente si
,

tamente

l'

ultima, che fregiavalo al-

dedic allo stato ecclesiastico; quindi,

tamente. Intervenne ai conclavi dei

sotto Benedetto
alla

due Clementi IX e X, d' Innocenzo XI, Alessandro VIII, e Innocenzo XII, ed in quello di Clemente X ebbe favorevoli 2 2 voti. Nel 1691
pass al
di

noverato

XIV, venne anromana prelatura, e


indul-

poscia fu segretario della sagra con-

gregazione cardinalizia delle

vescovato di

Sabina

ri-

tenuta in amministrazione

la chiesa

Ancona, ove mor nel 1698 di 81 anni, dopo 34 di Cardinalato. CONTI Michelangelo, Cardinale. V. Innocenzo XIII. CONTI Bernardo Maria, Cardinale. Bernardo Maria Conti era nobile romano, e fratello di Papa Innocenzo XIII, Nacque egli a' 26

Clemente XIV, nel concistoro de' 18 dicembre 1 769, lo dichiar arcivescovo di Tiro in partibus, e nunzio apostolico in Portogallo, dappoich per dieci anni era rimasta quella nungenze
,

e sagre reliquie.

ziatura vacante per le vertenze insorte

nel

pontificato
la

di

Clemente
e
quella

XIII tra
li.

santa Sede,

rcal corte,

dopo
la
il

Tanto
, ,

nunzio Accia juocorte , che il primo


il

marzo 1664, e nel 1680 vest l'abito dell' Ordine di s. Benedetto.


abbate di Farfa nel 1 7 io fu promosso da Clemente XI al vescovato di Terracina, cui rinunzi dopo dieci anni per motivi di salute. Dal Pontefice suo fratello venne all'im])a

ministro

famoso

marchese
piacere
,

di
la

Pombal nomina

intesero

con

del prelato

Conti

sia pel

pacifico suo carattere

provviso fatto Cardinale nel


nel concistoro de'

1721,
e
gli

che per la , lodevolmente esercitata in quel regno dal pro-zio Innocenzo XIII. Nel febbraio del 1770 part per Lisbona il nostro Innonunziatura
cenzo, visitando prima,
istruzioni ricevute, le

fu conferito

26 giugno, inoltre prima il


s.

secondo
di

le

titolo

certi

Fi-

presbiterale di

Bernardo
di

ebbe

anche la maggiore
Paolucci
sino
a'
,

dignit
in
la

penitenziere

luogo
aprile

del

Cardinale
egli

Parma , Torino , e Madrid. , Giunto alla frontiera del Portogab lo venne ricevuto colle pi lusinrenze
ghiere distinzioni, che continuarono,
e crebbero successivamente. F^. Bercastel,

qual carica

copr
cui

22

lySo,

in

mor di apoplessia nel conclave per morte di Benedetto XIII nell' et d'anni 66 in circa. Era intervenuto anche al conclave per la di
lui

Storia del cristianesimo


pag.

XXXIV,

33 e
lieto

seg.
,

Il

tomo Papa
parte

ne fu oltreraodo
posita allocuzione
ai

con ap-

ne
di
,

diede

elezione.

Il

suo cadavere fu

tras-

Cardinali in

concistoro.

Quindi

portato nella chiesa della


delia Montorella presso
il

Madonna
feudo di
di

creollo

Cardinale

santa Chiesa
e poi
r

riserbandolo in petto

pub-

Guadagnolo,

juspatronato

sua

blicandolo nel concistoro de' g aprile

nobile famiglia.

1773.

siccome in
il

compagnia

CONTI

Innocenzo

Cardinale.

del Cardinale eravi


c'

fratello p.

Mar-

Innocenzo Conti , figlio di Stefano duca di Poli e Guadagnolo, e fratello di

Antonio Conti somasco, cos Clemente XIV lo deput in ablegato


alla

Michelangelo, ultimo duca


,

presentazione

della
effetto

berretta
gli

di

questa famiglia

nacque

in

Ro-

cardinalizia.

tal

fece

88
spedire due

CON
brevi
apostolici
,

CON
con
.segretario della

congregazione cardidi cui

vino de' quali dichiarollo cameriere

nalizia

del

buon governo,
,

secreto

bench

religioso,

coli' al-

era stato ponente


di assessore del
s.

e poi a quella
offizio.

tro gli affid


tosi

r ablegazione.

Recala

Clemente
al

poscia in
titolo

Roma

il

Cardinale
chie-

XIII, volendolo aggregare


Collegio, nel concistoro de'

sagro
set-

ebbe in
sa di
s.

cardinalizio
,

24

Maria d' Araceli e nel 1775, dal nuovo Pontefice Pio VI,
de' brevi

tembre 1759,
per titolo
al
la

lo

cre Cardinale deldi

l'ordine de' preti, e poi gli confer

fu fatto segretario
fcii.

ponti-

chiesa

s.

Stefano
alle

Fece parte delle congregazioni dell' esame de' vescovi, de' sagri
riti,

monte

Celio, e lo

annover

del concilio,

delle
,

indulgenze,
della
ceri-

congregazioni cardinalizie del buon governo, dell'immunit, delle acque,


ripe,

e delle sagre

reliquie

e Tevere.
s.

Fu

protettore della

moniale, e della concistoriale.


le

Fra

chiesa di

Venanzio

ed

Ansuino

protezioni

ch'egli

mineremo

le citt

accord, nodi Anagni, e di


,

de' camerinesi in

Roma,

allora par-

rocchiale, e

Narni, l'Ordine de' cappucx:ini i monaci della congregazione di Monte-Vergine,

moi d'anni ottantadue non compiti, a' 1 4 dicembre 1770, compianto per le sue egregie qualit.

non che
,

vari monisteri,

Soffr

con

somma
Il

pazienza

l'ul-

confraternite,

ospedali, luoghi pii


e

tima
la

e lunga malattia, che lo por-

ed
di
gli

altre citt

terre dello stato

t al sepolcro.

suo corpo, dopo

pontificio.

Ma,

nella fresca sua et


,

consueta sezione

ed imbalsamaanticamere
solito letto

cinquantaquattro anni mor enella sua villa di Frascati a' i5

tura, fu esposto, vestito degli abiti

paonazzi, in

una

delle
il

novembre 1785. Il suo cadavere, trasferito in Roma, fu esposto nella


chiesa di
s.

del suo palazzo sopra

ricoperto di
rocchiale di
te,

nobile

coltre,

donde
par-

Marcello

ove

si

celeses.

fu trasportato alla sua chiesa


s.

brarono

l'esequie, e poi

venne

Andrea

delle Frat-

polto nella sua chiesa titolare di

ove

gli

Maria
rio di

in Araceli,

con iscrizione
del

ri-

esequie. Clemente

furono celebrate solenni XIV l'onor di


recandovisi in pubcon due Cardinali in

ferita dal

numero 1166
de'
si

Roma,
doti,

4 marzo

Dia1786,

sua presenza,
blica

forma
;

nel quale pur


le belle

legge l'elogio delvirt di cui

e delle

era adorno.

assistette in trono alla messa, e dopo fece l'assoluzione intorno al cadavere, il quale, secondo

carrozza

CONTI
le.

Pietro Paolo, Cardina-

la

testamentaria disposizione del de-

Paolo Conti, nobile di Camerino nacque in quella citt a' 24 febbraio 1689. Ricevuta una educazione proporzionata alla sua
Pietro
,

fonto,
te
ivi

alla

venne trasportato privatamenchiesa di s. Venanzio, ed


Cardinale fu
di

tumulato. Questo

uomo
viste

sommi
,

talenti,

ebbe delle
sul
si-

condizione, entr nell'accademia ecclesiastica


di

politiche

e colla sua schiet-

Roma

abbracci lo
in serfatto

tezza molto parl, e scrisse

stato

clericale,

dedicandosi

vigio

della

santa Sede.
finch

Fu

prelato, e percorse lodevolmente la

sua

carriera

da

Benedetto

XIV

venne promosso

alla carica di

stema governativo. Ebbero una celebrit i suoi due opuscoli pubblicati colle stampe, intitolati l'uno: Vir desiderio rum, cio desiderii di un zelante suddito da umiliarsi al

CON
sommo
Pontefice, i-accomandali
al

CON
rare
;

89
di,

quindi eh' era necessario

sagro Collegio radunato in conclave per la sede vacante di Benedetto

chiararsi
dell' altro.

bene

dell'

un

partito

XIV.
:

titolo
terc,

L' altro opuscolo ha per Domini principem voto expe-

CONVENTO,
steriuni,

Convcntus,

Mona-

Coenobiiun.

quel luogo,

cio discorso dell'ambasciatore

dello stato ecclesiastico al conclave,

per

la

sede

vacante

di

Clemente
l'

o casa, che racchiude religiosi e reed altre comunit regolari. Non solo per convento s' intende
ligiose,

XII. Si vuole, che molte variazioni


nel sistema di governo, e
di

l'abitazione delle
naci, dei frati ec,

monache,

dei

mo-

alcuni
si

uffici,

impianto da questo Cardinale

ma

questo

nome
Macri,

vale anche per qualificare la congregazione, e l'adunanza. Dice


il

bramati,
tica.

vedano posti ora in praPer darne un cenno basti il

che
rio,

dire,

eh' egli desiderava per la retta amministrazione della giustizia, che


i

voce convento, appresso Cesasignifica convenire insieme, o


la
,

radunarsi

come

scrive nel

lib.

ben pagati dall'erario e severamente puniti nelle loro mancanze, e che si stabilisse r officio delle ipoteche , le quali agiudici fossero
,

de miracoli3 cap. 22. Per convento si dicono ancora i frati stessi che
,

abitano in convento, onde vivere a convento vale vivere in comune. Il

vessero forza per tanti anni, e


pi,

non
il

termine poi conventuale, che concerne al convento, in uso rispetto


ai
religiosi

per

cui

far

se

ne doveva

nuovo impianto.

che dimorano

nel

con-

CONTINO,

Cardinale. Contino

vento, quali

membri
,

di esso, a dif-

Cardinal vescovo di Sabina ai tempi di Pasquale II, che fu eletto nel

ferenza degli ospiti

cio di quelli

che avevano benefzii dipendenti dai


conventi.
rispetto
alla casa
ligiosi,

1099, conferm quanto quel Papa


stabih a
re,
circa

Si dice
all'

favore di Errico

Cesa-

entrate

pur conventuale del convento


abitata dai realtri
,

l'investitura dei benefici

medesima
ed

ecclesiastici.

religiose

ovvero
chiesa
la

CONTOBABDITI
DiTi.

Contobade
di

rispetto

ad alcuni

uffizii

di

Eretici del secolo sesto, disce-

che

poli di

Severo
I

di

Antiochia

fanno nel convento, come messa conventuale vale a dire


si
,

la

Teodosio.

loro errori erano a

un

dipresso quelli de' maestri, ed anzi

messa conforme all'uffizio del giorno, che la comunit deve udire, a


differenza delle messe che
si

per soprappi rigettavano i vescovi. f^. Agnosti, e Teodosiani. CONTROPJMOSTRANTI. Eretici

dico-

no per anniversarii, o
ni.

pie fondazio-

Conventualit finalmente dicesi


societ
de' religiosi, che

XYIII, che sortirono l'appellazione da un loro libello


del secolo
de' ri-

la

vivono

insieme regolarmente

in

una me-

intitolato Control iinostranza, scritto

desima casa.
L'erudito

per opporsi all'altro libello


mostranti, che
stranza.
sette
i

Pompeo
seg.,
ci

Sarnelli, nelle
eccl.
al
t.

si

chiamava
essi

Rimo-

sue interessanti
Ili,

Lettere

Nacquero

dalle stesse

p.

128 e

preziose

de' protestanti

rimostranti,

notizie de' conventi abitati

da nudistinta-

erano legati assieme negli argomenti di fede. Sostenevano che


(piali

merosissimi religiosi
migliaia di
essi,

e persino da

come narra

tal

comunione non

si

potea

toUc-

mente

coll'autorit deiili storici, ed

90

CON
non tanto
lontani.

CON
sino vi furono celebrati
i

altri scrittori. Noi qui daremo solo alcune poche analoghe nozioni di

conclavi.

tempi

Trite-

inio abbate benedettino di Ilirsauge,

Benedetto XI mori in Perugia a' 6 luglio i3o4) nel convento de' suoi domenicani da lui abitato, per cui
fu

che visse nell'anno i48o, dice del suo Ordine, che il numero de' monisteri, detti abbazie, superava quindici mila senza comprendervi le
,

sepolto

nella

chiesa

contigua.

Clemente V, nel marzo rec in Avignone per


tare
il

iSog,
fissarvi

si

la

residenza pontificia, e pass ad abi([uello de'

prepositure, e

monistcri delle

mo-

nache. Folengio

aggiunge constare dalle bolle pontificie, che in uno stesso tempo ei-ano ti-entasette mila abbazie; il B uccelli no , nel Me.nologlo

convento de' domenicani. In medesimi religiosi in Lio-

ne fu tenuto il conclave, nel quale, dopo quaranta giorni , venne eletto a successoreGiovanni XXII. Neil 335,
agli

benedettino

riferisce

essersi

gennaio. Benedetto

XII

si

numerati nel concilio di Basilea ottantaduemila settecento quarantuno


monisteri.

fece coronare nel

Abbiamo

dal

Sabellico,

convento de' domenicani d' Avignone. Eugenio IV, e Nicol V, nel XV secolo, furono
esaltati al

domenicani al suo tempo avevano ventuna provincie con molche


i

pontificato

nei
s.

conclavi

tissimi conventi, e

un numero

assai

convento di sopra Minerva di Roma;


tenuti
nel
II,

Maria
,

e Giulio
al-

grande di frati, de'quali mille e cinquecento erano maestri di teologia. Lo stesso autore dice dell' Ordine francescano Raro et nescio an unquam verius dexerim, ullum humanae pietatis insti tutum ma jora sensit incrementa totum or" bem terrarum una haec imple:

ritornando in questa citt


s.

loggi nel convento presso la Chiesa

di

Maria del popolo

{^^edi),

ove

'> vit faniilia ". Erano a suo tempo quaranta provincie dell' Ordine

Papi che ivi albergarono. Clemente IX in tempo di carnevale si ritirava nel convento de' domenicani di s. Sabina sul monte Aventino; e Benedetto XIII, una volta all'anno si ritirava nel
dicesi degli altri
,

piccolo convento del suo Ordine do-

de' minori, divise in custodie, e le

custodie in conventi, abitati da sessanta mila


delle sue
frati.

citavasi

Azorio, nel

lib.
e.

l
I,

menicano, a Monte Mario, ove eserin penitenze ed orazioni vestendo l'abito religioso, ed essen-

istituzioni

morali

do

racconta che a suo tempo


famiglia de' minori

la sola

osservanti

nucon-

merava centomila frati. Su tuttoci che riguarda


venti
ticoli,

vanno consultati

relativi ar-

il primo ad eseguire gli esercizi comuni, non meno di giorno che di notte. Nel medesimo convento si recava ancora diverse volte fra la settimana , o per qualche giorno, o nel solo dopo pranzo per

principalmente Comunit' ec-

prendervi

aria.

Andava
,

altres

clesiastiche,

MoNisTERo
la
ec.

Clausura, Chiostro, Congregazione delREGOLARE, RELIGIOSI,


ri-

desinare co' suoi religiosi anche nel

convento della Minerva


differenza in l'efettorio
di
,

senz' altra

DISCIPLINA

che quella
tra lui, e

un vacuo
p. generale.

di

un luogo

Nei conventi talvolta furono


legati

il

grandi personaggi
sovrani,

come

vi
l'

CONVENTUALI
Ordine
di

Minori,
Francesco.

del-

alloggiarono

Papi, e per-

san

V.

CON
Francescani
,

CON
coriTentuali.
s.

91
III.

minori
(

Felice
il

II,

detto

Gli successe
concilio
,

CONVERSANO

Com'crsan.

Ilario,
il

quale fu

al

che

Citt con resilienza vescovile nel re-

Papa Simmaco adun


bella

nel

5o

gno delle due Sicilie nella provincia della Terra di Bari, capoluogo di
cantone. Essa posta
collina,

La
ria

cattedrale

di

antica co-

struzione dedicata alla beata

Masi

in

deliziosa

Assunta in
di

cielo.

Il

capitolo
,

circondata da

fertili

campi,

compone
dell'

quattro dignit

cio

ove fra i molti prodotti principalmente prospera il cotone. Conversano, chiamata pure Conversa , e

arcidiacono, dell'arciprete e di
:

due cantori o primiceii pi, no venti canonici compresi


nonico teologo, e
il

vi
il

soca-

Cupersanum, vanta remotissima antichit,

canonico peni-

attribuendosi la sua fonda-

tenziere, oltre diversi preti, e chierici.

zione agli etruschi. In

progresso

Nella cattedrale vi la paiToc-

capo luogo del loro governo, e la metropoli dei conijuistati domimi. Quindi divenne contea, e fu data in feudo

normanni ne

fecero

il

chia amministrata dal capitolo per

mezzo
fonte

di

due

preti
.

amovibili, con

battesimale

L' episcopio
vi

presso la cattedi'ale, oltre la quale


in

agli

Acquaviva duchi
sofTri

d' Atri.
la

Concat-

Conversano
di

non

versano molto
tedrale. Ila

per

peste
la

parrocchie.
nisteri
rio,

Esistono

sono altro per tre moe


pie u-

e per altre vicende.


i

Oltre

monache, un conservatoil

suoi edificii nieiitano

diverse confraternite
,

menzione

altri

templi.

distante

nioni

ed

seminario.

La mensa
libri

una
tico
la

lega dalla riva del

mare Adriatrovasi

vescovile

tassata, nei
,

della
cin-

ove
citt

in
di

rpido

scoglio

camera

apostolica

in

fiorini

Polignano,
abitanti

cinquemila
natali
al

che conta circa. Diede i


eruditissimo

quantatre.

CONVERSIONE
zione DI
s.

celebre,

ed

Paolo.

V.

CommemoraS. Paolo

monsig.
Biseglia.

Pompeo Sarnelli vescovo di Fu gi marchesato: ha una


:

apostolo.

CONVERSO
versi.

collegiata con altre chiese, conventi

Converso

ed una abbazia reale a pie si vede la cos detta grotta del palazzo, che ha duecento cinquanta piedi di profondit, e nelec.
,

porta l'abito di
in
laico
ligiosi

o Convertito. Condicesi quegli che un Ordine religioso


alla

della citt

un convento o monistero, ed
che serve
dice,

chiesa, e ai reIl

negli uffici

minori.

Mura-

le

vicinanze di essa sopra

una

lin-

tori

che conversione significa

gua
tro

di teri'a, che sporge assai denil

abbracciare lo stato religioso, e nella

mare, giace
s.

il

magnifico con-

sua

dissei't.

LXVI,

Dissertazio-

vento di

Vito.

ni sopra le antichit Italiane, dice

L'origine della sede vescovile di

Conversano rimonta al quinto secolo, ed suffraganea dell'arcivescovo


di Bari.

che nelle bolle di Alessandro III, e Innocenzo IV, cio in una del

L' Ughelli
p.

Italia

sagra, tom. VII,


le

700, ne riporta
de* suoi vescovi,

1175, e in altra del 1247, trov questa formola: Praeterea liceat vobis et mulieres liberas, et ab solutas quae sui compotes se " monasterio vestro reddere volue rint, ad conversionem recipeie,
>

notizie storiche

e pel

primo

registra Simplicio, che

intervenne al concilio

romano adu'^^^

nato neir anno

4^7

Pontefice

et eas

absque conlradiclione

ali-

9^

CON
giunge.

CON

qua retinere ". Significava adunque la parola conversione il rinunziare al secolo con abbracciare la
vita monastica, e vestire l'aliito religioso.

M
> -

tore, che delle

Soggiunge il medesimo auanticamente monisteri monache tenevano al loro seri

come il primo esempio di frati conversi, che il santo abbate di Vallombrosa riceveva, erano soggetti distinti per condizione dai monaci di coro, i quali fino d'allora erano quasi tutOsservasi
ti

chierici,

o destinati a divenirlo.
il

vizio dei

laici

portanti

l'abito
i

moquali
fuori

Tanto era
gli

rispetto, in cui avesagri,


i

nastico,

appellati
la

conversi,

va

>

Ordini

che ne escluquali prima

avevano

loro

abitazione

deva tutti colox'o,

del chiostro, e prestavano alle

mo-

della loro conversione fossero stati

nache quei
alla

loro

servigi, che occorrevano economia, come oggid

concubinari, simoniaci, o macchiati

di qualche altro vizio vergogno".

praticano tanti servi secolari. Anche


al

so

Della diversa specie di conlaici,


si

presente, in luogo vicino al

mo-

versi o

del loro abito, e par-

nistero delle

monache, suole abitadel

ticolarit,

tratta

ad ogni

articolo
i

re

alcun

converso

Ordine

religioso delle

medesimo monache qual

di

Ordine

religioso d'

ambo

sessi

in questo Dizionario.

compagno ed aiuto al p. confessore, non che pei servigi delle monache stesse, come nelle funzioni
ed
uffiziatura

CONVITO, Convivium.
comune a
i

Splendido

desinare o cena. L'uso de' conviti fu


tutte le

nazioni di tutti

della

chiesa,

per

la

secoli.

Fino dai tempi pi remogrande appadice,

questua, ed altro.

ti

avevansi occasioni, segnalate per


di convito, di

Sino

al

secolo

XI
che

si
si

da no

altri

scrittori,

anche chiamarosa

mezzo
che

rato, e di allegria.

La Scrittura

convei'si, vale a
gli

diie convertiti,

abbracciavano la vita religiosa e monastica, per distinguerli dai fanciulli che si chiatutti

adulti

che

mavano
perch
i

Oblati (Vedi), cio


loro parenti
li

ojferti^

stabilivano

nei monisteri offrendoli a

dalla infanzia. JVel

Dio sino medesimo secolo

ad un banchetto que' tre angeli, che alai comparvero in forma di giovani, e che tenne un gran convito nel giorno in cui si comp l'allattamento d'Isacco. Labano ancora invit gran numero de' suoi amici ad un conospitalit invit

Abramo per

vito preparato

per

le

nozze

della

XI
la

s.

Gio. Gualberto, fondatore del-

congregazione monastica dei Vallomhrosani (J^edi), colla regola di


Benedetto, cominci a ricevere Laici (Fedi), o Frati (Fedi) conversi, unicamente destinati ai lavori
s.

con Giacobbe. Questo connuziale ci conferma quelli vito simile occasione da tutte fatti in
sua
figlia

le

nazioni, e

che

progressivamen-

del corpo,
ligiosi

e distinti dagli altri re-

destinati al coro

ed

al

chie-

ricato.

F.

il

p.

Mabillon, Saeculi

sexd hened. pracf.

2, n. 2, e n. 90. L'ab. Berrastel, Storia del Cristiane-

ti

simo, tomo XII p. 109: Primi fraconversi, parlando delle mirabili


s.

geste di

Giovanni Gualbeto, sog-

ed incremento. Giuseppe imband vm lauto convito ai suoi fratelli, allorch si fece ad esriconoscere. Il santo Giobbe persi metteva che i suoi figliuoli s'invitassero scambievolmente nelle loro case, sebbene non mancasse di offrire sagrifizi pei peccati, che i medesimi avessero potuto commettere colla lingua, come dice san Gregote ricevettero lustro

CON
rio
I,

CON
che
e
egli

93
ad

in

tali

occasioni,

nella

Spagna,

di accostarsi

un

provocava
solidare
la

per
di

rinnovare

con.

convito di

gentili,

fu

gravemente

fraterna

benevolenza
nel

accusato d'idolatria, e deposto me-

Per
to
il

mezzo padre

un grande
famiglia

convi-

ritamente dal vescovato.


Il

di
il

Vanci

gelo celebr

ritorno del figliuol


se fosseio

nel

prodigo. Per sapere poi no frequenti, con altre


osservazioni,
si
:

o opportune
il

concilio di Coyac, celebrato io5o, prescrisse agli ecclesiastiche si troveranno ai conviti fu-

nebri, di fare qualche opera

pu leggere
Stuore tom.

paI,

per
sti
i

le

buona anime de'morti, e che a ques'

dre Menochio

p.

conviti

invitassero

poveri,
;

ed

370, capo XVI, dove esamina se sia probabile, che li figliuoli di Giobbe fra di loro facessero conviti ogni d tutto l'anno. Il Sarnelli, nel

convalescenti di malattie

preti

non

si

trovassero

e che i alle nozze

tomo VII,
vito

pag.

17

Leu.

Eccles.

tratta nella lettera Vili:

Nel con-

di Assuero niuno
e

era forzato

bere,

donde

detto farsi brin-

per mangiare , ma solamente per dare la benedizione. Il Berlendi, Delle oblazioni p. 264, dice che Ruperto vescovo di Bamberga, comand che in Anniversario ejus fratribus consolatio inde exhibea:

disi.
Il

V.

l'articolo Brindisi.

tur j alla quale refezione corrispon-

nostro divino Salvatore mededifficolt

de quel Plenum
vente
di
si

servitiuni,

che soquelli

simo non ebbe


nire pi volte

d'interve-

legge neir istituzione degli


in

co' suoi

Apostoli ai

anniversarii doversi dare

conviti di nozze,
Galilea, o piu-e
dei
farisei,

come
dei

in

Cana

di

pubblicani

morte ai manza pu
la

religiosi.

dirsi

Tale costuche abbia avuta


pratica

servendosi di queste oc-

sua

origine

dalla

an-

casioni per insinuare pi


te nei

dolcemenceleste

tica

d'imbandirsi solenni conviti nei


parenti,

loro

animi
vi

la

sua

giorni de' funerali, nella casa del de-

dottrina.

Non

dubbio pertanto

funto, a tutti quei

amici,

che
citi

conviti

ed

sono per s stessi leonesti, purch si facciano

con quello spirito di carit e di temperanza, che si richiede. I conviti de'gentili

che vi erano intervenuti; come pi anticamente si era costumato di fare sopra gli stessi sepolcri. Ma in progresso di temecclesiastici,

ed anche

non erano frequentati

dai primitivi cristiani,


il

come osserva
costumi dei
pag.
I,

po, avendo vescovi vietato al clero r intervento ai convili anche funebri,

padre Mamachi,
cristiani

De
t.

massimamente a
all'

quello

regonei

primitivi

289.

lare,

incontro

benefattori

" Noi (dicea Minucio Felice) facciaM mo dei conviti non solamente ca'5

ordinavano che al vitto consueto fosse aggiunta per loro confunerali


to

sti

ma
ci

ancora sobri. Imperciocch


saziamo, u
". ci

una pietanza.
Oltre quanto
si

non mo,
la

ubbriachiacolla gravit

disse all'articolo

ma

temperiamo

Banchetti {^edi) su quelli degli ecqui aggiungeremo che Girolamo, scrivendo sopra il capo secondo di Michea profeta fa ima
clesiastici,
s.
,

allegrezza

Somiglianti cose
e.

scrive

Tertulliano nel

XXXIX
ed

del suo ^apologetico.


il

V. Agape

VII dell'articolo Comumoive. Nel terzo secolo della Chiesa, avendo a-

gagliarda invettiva contro


clesiastici,
viti

gli

ec-

vuto l'ardimento Marziale, ve.scovo

che eccedono in far cona persone secolari. Egregiamen-

94
Iti

CON
spiegate

CON
speditamente al termine del pranzo. Iiendute a Dio le dovute grazie, impiegavano il resto del giorno nell'occuparsi de' loro mestieri ed
uffizii,

ancora s. Basilio, nella inlerrof^azionc ventesima delle regole pi


dilFusamentc
tutti
i

ammaestra , ed insegna loro il modo come debbano, senza superreligiosi,

e nell'esercizio di opere caritatevoliIl

fluit,

accarezzare

e banchettare
Sai-nelli

Savio

nell' Ecclesiastico

al

e-

forasticri.

Pompeo
la

nel to-

mo

VII dedica

lettera

IX, Se

suppone, che ne' conviti si parli avvisando che non si ripren3


1
,

1 5

ne'com'iti degli ecclesiastici si deb-

ba tacere, o parlare, e racconta che


s.

Ambrogio convitava
,

nel

IV

se-

da veruno, n si disprezzi con improperii: In convivio vini non rguas proxiniant , et non despicias
euni in jucundilate
illius:
illi: et

uomini chiarissimi e con tali iifTici di carit egli si venne a guadagnare l'amore anche de' duci dell' esercito, come manifesto da quanto andava dicendo Arbogasto conte, e valoroso capitano, che gloriavasi di essere stato pi volte convitato da s. Ambrogio, e di altrettanto pregiavasi Vincenzo prefetto
colo
delle Gallie.
Il

verba

ini-

properii non dicas

non preDice in
i

mas

illutn

in

repctendo.

Convivio vini, perch anco

greci

chiamano
invitano

il

convito Syniposius, cio

conipotatoneni. In molti luoghi


al

non

desinare,

ma
si

solo al
pranzi.

bere quantun({ue
I

allora

citato

Mamacii
gli

t.

II.

p.

53

racconta che

antichi cristiani desi

medesimi greci chiamano ancora il convito Syndipnos, cio concoenationcm ; meglio per dicono i latini Convivuin, perch aniicorum et
vilae

sinando facevano che

cantassero
Gio.
sal-

con/unclionein
il

habet.

()uello

loro degl'inni, e de' salmi. S.

per che avvisa

Savio, che sia

Crisostomo nella esposizione del

Convivium

non

Convitiuni,

come

mo
alle
tici,

4' esorta mogli, ed

fedeli
figli

d'insegnare
loro de' cansi

dice Cicerone in

Ferrem, cum ma-

ai

e degli inni, affinch


tessono, o fanno

avvezaltro
desi-

xinio clamore, et convicio. Si deve adunque nel convito tenere silenzio


finch

zino a cantarli,

non solamente quanqualche

do

giore

il maggiore tace; ed il magdeve fare parola acciocch

lavoro,

ma

eziandio

quando

nano, o stanno a cena. Volendo bere, prima di salutare i compagni, scgnavansi col segno della santa

all'onesto convito non manchi la modesta allegrezza del parlare dei

convitati;

il

perch

stesso vSavio nel

Termirendevano grazie al Signore, cantando degl' inni e dei


nata
la

croce, e invocavano Cristo.


tavola,

qucre

major

soggiunge lo capo seguente: lonata , decet cnini te


ne' con-

primuin verbuni. Per la parte del taceie


viti,

salmi, e leggendo qualche parte della sagra Bibbia,


le

molti

sono

difensori.

Nella

quali
s.

cose con-

mensa de'
ri
si

prelori, e degl'imperato-

fermano Tertulliano,
altri

Cipriano, ed
fiorirono

taceva.

Essendo Solene a

ta-

gravi

scrittori,

che

nei primi

secoli

del

cristianesimo.

vola con Periandro tiranno de' Corinti, e standosi quieto, fu dal ti-

In questa guisa que' buoni cristiani si guardavano di non mangiare e bere pi del dovere, pei'ch poi

dovevano

essere

pronti

a leggere

ranno interrogato, se il silenzio procedeva da povert di parole , ovvero da stoltezza. Solene subito rispose, che chi pu tacere alla mea-

CON
.sa,

95

non

stolto.

Arcliiclamo,

vo-

lendo calunniare 1' oratore Ecato perch non aveva mai parlato in un convito, ne prese le difese, e disse:

che quelli che sanno ben parlare conoscono anche il tempo di tacere.

Panteo nell' introduzione all' opei'a de Fonlihus Calderianis , narra che in Hermolai Barbari conviviis solum lectoris acroatna auditur. Nusquani cnini apud cuni sine
Il

lectioneprandelurcoenaturve, ut conter oblectet.

Iperide parimenti,

in egiial ca-

so,

essendo richiesto perch non par-

vivarum ventreni, ut aninuun panAnche Francesco I re


si

lasse,

soggiunse:

il

discorrere delle

di Francia

faceva leggere,

menil

cose alle (juali io sono acconcio,

non

tre pranzava,

qualche opera degna

(juadrano a questo tempo; e quelle

della

sua

attenzione.

Di

fatti

che quadrano a questo tempo non

Gragneo ebbe l'onore


inter
di

di spiegargli,

quadrano a me". Gli ambasciatori


del re di Persia, essendo a convito

prandendum^

Commentai]

e in casa di un grande di Atene vedendo Zenone celebre fdosofoa non dire cosa veruna , cominciarono ad accarezzarlo, e ad invitarlo a beic,dicendogli: e di voij o Zenone, che diremo al nostro re ? Non altro, rispose il filosofo, se non di aver veduto un vecchio die si taceva a tavola. Si aggiunge che i caldei, i medi e i persiani non parlavano mentre sedevano a tavola ma sol,
,

tanto
ni.

si

facevano intendeie a cenin favore del silenzio

Primasio vescovo di Utica, o di Adrumetico , sopra l' epistola di s. Paolo. Racconta poi Bei'nardo Tasso, che Luigi Pulci lesse di mano in mano alla mensa di Lorenzo de' Medici i ventotto canti del poema romanesco da lui composto per insinuazione di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, intitolato il Morgante. Ritornando al silenzio ne' conviti, e a quelli che lo lodano, di temo cVie altri esortano ancora al
,

Tuttocl

diletto dell'onesto e
re,

savio ragionare]igio>;i,

ne' conviti;
lare

ma

dalla parte del par-

sull'esempio di alcimi

sono molto maggiori i difensori. Sogliono vero religiosi osservare il silenzio mentre mani

che verso il fine della mensa danno luogo all'onesto parlare, per cui abbiamo il grazioso proverbio ///
:

giano

ma uno

intanto legge qual-

principio silentiun

che libro
cilla
il

spirituale, di

sagra Scritsi

tura etc, acciocch

mentre

rifo-

medio stridor denlium, in ultimo rumor gcnliuni. Il medesimo sembra aver pra,

in

r animo ancora sia pasciuto. V. Frane. Sacchini, Epistola de utilitate bene legcndi ad corpo
,

ticato

s.

Agostino, perch alla sua

mcnsanif Mediolani 1621. Theoph. Raynaudus, de Anagnostc ad mensam rclgosani., i.lLiW. Oper. Lu^duni i665; Sarnelli, della Lezione alla mensa , e qual inno dicesse Ges Cristo finita la cena, tom. VI. Leti. Eccl. p. III. Se poi nei conviti ecclesiastici si debba tacere o parlare , si ti-atta da tale autore nel

mensaj dopo essersi alquanto letto, dava luogo al parlare, non al mormorare. Altri insegna che ne' condopo la sagra leviti ecclesiastici zione, n si dee parlare troppo, n tacere affetto. Ed in quanto agli impei-atori romani si legge nel Baronie all'anno 4^> ^' ' ' che Au,

gusto per l'ordinario ne' conviti,


quali erano frequenti e quasi
diani,
si

quoti-

recava a memoria quello che


da' filosofi,

luogo succitato.

aveva imparalo

ovvero

t)6
|K'r la

CON
convei'sazione di

CON
uomini
iu-

"

tendenli, ch'egli teneva in casa.


stesso laronio, all'anno
dice, che fia
i

Lo
33

67

n.

da queste vivande (jualunque cosa, che in esse vi sia di maliM gno, e di nocevole". Se trovavato
si

cristiani

ne' conviti

presente qualche sacerdote, a lui


atti
il

soleva proporsi alcuna questione in-

toccava benedire la tavola,

torno

alle

sagre lettere.

V.

il

p.

dimostra negli
martire, presso

di

s.

come Teodoro
.si

Menochio, Sluorc toni. III. p. 200, capo XIX, Se ne' conviti sia vicglio lo stare in silenzio, o il parlare. Al seguente capitolo riporta t istoria, Gregorio di Tours riferita da s. sulla benedizione de' cibi. Su questa va letto la pag. 64 del voi. V del Dizionario , e 1' articolo, Benedicite.

Ruinart.

Anticamente eravi 1' uso che nei grandi conviti intervenivano sette persone 1' ottavo era il re o il presidente del convito laonde ebbe
, , ,

origine
viviuni
attesta
,

il

proverbio:

Septem con^
,

novem

conviliuvi

come

Macrobio lib. i, Satani, cap. VII. Sulla moderazione dei conviti


degli antichi l'omani,

Gli antichi cristiani, dopoch si erano esercitati nei loro mestieri, o aveano terminato di attendere ai loro uffizi, verso l'ora del mezzod invocando si ponevano a desinare, prima Dio, e facendosi il segno
della santa croce,

sapersi

che erano
le

ed anco molto prima, andate in disuso


al

tempo

di Apicio,

leggi dette

sumptuarie,
fa

dai rolib.

mani
X,

state stabihte.

Plinio, nel

come
:

attesta

il

mentovato Tertulliano prima ancora qualche

leggevano
pai'te della

sagra Scrittura, per infervorarsi

mag-

menzione della legge Fannia, la quale fu promulgata da C. Fannio console, undici anni prima della terza guerra, che i romani fecero ai cartaginesi. Cocap.

So,

giormente nel servizio del Signore, e per confermarsi nelle massime religione che professavano. della Facevano dipoi sulle vivande il segno della croce, non che sull'acqua, e sul vino che avevano da bere, e dopo recitata qualche analoga preghiera incominciavano a desinale.
Di queste preghiere, una forraola
fu prescritta da Origene nel
II,

mandava questa legge che ne' conviti non si dessero uccellami, e solo conccdevasi una gallina ordinaria
,

che non
grassata.
la

fosse

particolarmente in-

Segu poi la legge Dulia, quale determin una certa pena


i

contro

ti-asgressori

di simili leggi.

Successe poi la legge Licinia, fatta

libro
se-

sopra

s.

Giovanni, ed
tu,

la
il

guente.

che dai
1

nudriconcedi

mento a

tutti

viventi,

da P. Licinio Crasso, nella quale si ordinava che nei giorni delle calende e delle none, nel d che si faceva mercato si potessero spendei"e nel pranzo triginta asses, tren,

5>

a noi la grazia di godere colla tua benedizione di queste vivan de. Tu hai detto, o Dio, che qua5'

ta soldi,

ma
si

negli altri giorni

no solenni
si

mecomandava che non

lunque volta noi berremo qual-

libbre di carne:

mettessero in tavola pi che tre Carnis aridac pontria,

che cosa di mortifero, ella non " ci apporter vcrun nocumento, 55 purch invochiamo il tuo Nome:
poich tu sei onnipotente, e in fntamente grande. Leva pcrtan53

do
bra.

salsanientoruni
frutti
,

De'

ed erbe

pondo non
vite,

li-

vi

era tassa,

quod ex

terra,

ar-

boreve natimi

bro

citato

Macrobio al lisit. de Salumai., cap. 17,

CON
parla di questa legge
della
parsidi

CON
alcuni, cio

97

monia
sotto

romani; ma degli anticlii r impero abbiamo molti eseme della piti raffinata

Timagora, Eutimio, Candiotto, Temistocle, e il medico Democede, perch avea restituita la


sanit a Dario.

pi di d'apula,

ingordigia.
11

convito famoso di Assuero re

di Persia fu solenne

e sontuosissi,

mo
pel

tanto per

1'

apparecchio

che

numero e per la convitati, e pel tempo


fecit

dignit dei

che dur
cap.
I.

In questi regi conviti le tavole erano disposte in modo, che alcuni, sebbene mangiassero nello stesso tempo che mangiava il re, non istavano nella medesima stanza, e quelli che in questa erano chiamati sedevano
a tavole distinte, e si ponevano fra le loro tavole, e quelle del re, certi
veli
i

grande conviviuni, dice


lib.

la Scrit-

tura nel
invitati

di Ester
tutti
i

Gli
e

furono

principi
il

fatti

in

modo, che
Ateneo,

il

re vedeva

satrapi del regno, anzi tutto

polet-

convitati, senza che essi potessero


lui.

polo della citt di

Susa.
,

L'appai

vedere
dice
,

nel
i

lib.

IV^

rato fu superbissimo
ti,

perch

che

d' ordinario

convitati

sopra

quali secondo l'uso ani

non erano pi
questi conviti,
vesse essere
agi' invitati,

di dodici.

Pare che

tico

giacevano

convitati

intorno

e questo onore do-

mensa, erano d'oro e d'argenlo erano i vasi in cui si beveva e quelli delle vivande. Coralla

di
s'

poca

consolazione

to,

come
,

vero quello che di-

ce Luciano nell'opuscolo, de mer-

rispondenti erano

cibi

vini, e

siccome
cos'i

era

regolato

da

principi,

cede condiictis, cio, che bisognava stare cogli occhi bassi , acciocch

fu

escluso l'abuso

di alcuni
si

conviti, o inviti a bere, che

pro-

vocava colle parole: Non erat qui ad bibendum. Le cerimonie furono diverse da quelle che usarono poscia gli altri re di Persia, che non solevano addimesticarsi coi
cogeret loro sudditi, anzi

niuno degli eunuchi potesse avvertire, che l'invitato avesse alzato gli occhi per guardare alcune delle concubine del re cosicch in simili conviti mancava quella libert, che il condimento principale d' un
,

convito, e della naturale allegrezza.

mangiavano

soli,

Ateneo

inoltre, nel lib.

i4j
dice

ci

rac-

ovvero colla moglie, colla madre, o con uno o pii figli. Il primo luogo lo prendeva la madre, il secondo
il

che il re de* Parti invitando alcuno degli amici a mangiar seco, mentre che
conta di peggio,

ove

re

il

terzo la regina.
i

Artaserse
e Dario
magistrati,

giaceva sopra

alto

ricco

letto

talvolta convit
i

fratelli,

obbligava

convitati

giacere in

principi,

satrapi,

conje Assuero.
congiunti,
il

Quando
I

invitavano

terra, e a cibarsi di ci che dal re era gettato, senza nominare altre barbarit
vitato per

convito chiamavasi Co-

cui

soggiaceva
Sullo

1'

in-

gnatoritni pranditini.

levano convitare
il

romani soparenti, ed allora


Charislia.
I

lievi

cause, ed altre che


storia.

ha

registrate

la

sta-

convito
di

chiamavasi
ai

re a

mensa sedendo
Dissert. de

sui letti,

V.
he-

re

Peisia

detti

pranzi

non

Dassovit,

Accnbitu

convitavano quelli di altre nazioni,

come

greci,
il

raro fu
alcuno.

o barbari, e solo assai caso di averne invitato


storia registr
i

braeorwn ad Agnuin Paschaleni^ Witterb. i6g8; Aid. Manutium, (5?e


accunibendi
ine.
,

et

coniedendi
et.

ratione
i.

La

nomi

ijusd, opusc.y

tom.

Thcs.

VCL. XYU.

. ,

98
clinio,
et Clini

CON
che
si

CON
facevano
ai convitati. Si

Sallengre 229; Ciacconiiun de Tri-

legge

Romae i588, Amst. 1689,


Appena. Fulv.
origine,

nella antica

Ursini

et

Hier. Mercurialis, Diss,

lus in

Coena

de AccuhiLipsiae 1758.
stavano
ai

Gli

antichi

pertanto

uno accanto all'altro, e mangiavano di fianco in situaconviti,

gran Contessa Matilde (Fedi), che in un banchetto imbandito dal marchese Bonifacio suo genitore, i .soli aromi dell'oriente erano cotanto copiosi, che si mandarono al molino de'gravita della

ni per macinarli. In

un banchetto
di

zione pi vantaggiosa della moder-

dato dai Visconti signori


no,
si

Mila-

na, per maggior facilitazione della digestione ; dappoich coricandosi dalla parte del piloro, avea pii

donarono

agl'invitati centocavalli,

cinquanta
vari

bellissimi

oltre
altri

monili preziosi,
di

nonch
pregio.

campo

il

cibo

d' insinuarsi

e di

donativi

altissimo

Dei

triturarsi negli intestini.

solenni conviti, e dei conviti di varie specie, si


ticoli

Finalmente, per mezzo de' conviti, si

tratta

in

diversi ar-

celebrarono e
i

si

celebi'ano

principalmente

ritorni

dai viaggi

questo Dizionario; e di quelli dati a Leone X, e al sagro


di

delle persone illustri, e quelli delle

Collegio de' Cardinali dal magnifico

armate
di

vittoriose;

persone
i

di

ritrovamento cose che eransi


il

Agostino Chigi,
diligi

si

tratta all'articolo

sinari'ite;

parti
,

felici,

massime dei

dati sono per circostanze di goja e tripudio in

primogeniti

somma

plesso tutti

nei tempi di

evo

popoli. Noteremo che mezzo, o del medio non meno che dopo la cessai

Nel 1829 il cav. Giuseppe d' Este pubblic in Roma un opuscolo intitolato Disser. delle tavole moderne. Nel giorno dell' istallamento dei
{Fedi).
patriarchi di

un solenne
senio

convito,

Mosca prima come


il

si

faceva
rileva

si

zione delle barbarie, e incivilimento,

il

ristabilito

dalla descrizione, che

vescovo Ar-

pi

frequenti, pi

magnifici
lebraronsi

e pi lussuriosi che in
altro paese, in Italia cei

ha fatta di quello del patriarca Giobbe nel 1589, in cui si ravvisa


pi grande opulenza,, congiunta gusto il pi bizzarro; giacch

qualunque
gliarono
il

la

conviti,

nome

di

che spesso picord bandite,


paesi
cirsi

al

per una specie


convicini.

di

bando con che


i

superbi schifi erano carichi di coppe d' argento, di fiaschi, e di boccie

pubblicavasi in tutti

circondate di ghirlande d'oro,


,

Di

tali

Corti bandite Corte

e piene de' pi rari


ni.

e preziosi vidi tazze


di
diffe-

tratta

all'

articolo

{^Vedi)

Nel

numero prodigioso

Oltre a ci noto, che di molti di que' banchetti celebrati per nozze per vittorie , e per altre occasioni
di

d'oro di varie forme, e


le,

renti grandezze, ve n'erano di quel-

giubilo

nelle

sovente menzione nostre antiche cronache. Di


,

si

fa

stento.

che dodici uomini portavano a Il vasellame rappresentava


,

ogni sorte di animali


tori,

tigri

orsi
,

alcuni

conviti

descrizioni, le
si

hanno pompose quali sembrano quasi

cavalli,

lepri,

cani,

polli

pa-

voni con
licani,

ale
,

d'oro,

cicogne, pel,

incredibili,

per

la ({uantit e

qua-

struzzi

piccioni

tortore

lit

di deUcalissimi cibi, e

per la

fagiani, pernici,

profusione

immensa

de' preziosi ar-

straordinaria

ed un liocorno di grandezza I doni


.

redi, e dei ricchi, e copiosi donativi,

del patriarca, e

del

seguilo

non

CON
furono, che
delle quali

CON
samente disposto ai trombetti, ed
corte,
i

99
trovavano oltre
timpanisti
di
ese-

d'oro carichi di diamanti, e perle fine, l'abbondanza


piatti

si

ai

in

Russia grandissima,
,

suonatori

destinati

ad

pci-ch in Estionia

in

Livonia
esse
si

ritrovansi molti laghi

dove
p.
si

pescano. Antolog.
l'

t.

III.

3o. Al-

articolo

Pranzi

[V^edi)

parla di

il banchetanticamera dagli staffieri accompagnati da guardie del corpo dei trabanti, vennero

guire la musica durante


to.
I

cibi

recatisi nell'

solenni conviti imbanditi dai

mi

Pontefici,

erudite notizie.

somcon altre analoghe V. inoltre l'articolo


della son-

portati nella sala dagli scudieri pre-

ceduti dal gran

siniscalco
,

lombarpoi fu-

do-veneto col bastone

Cena.

rono
cerimo-

collocati sulla

mensa dai ciam-

Per dare poi un' idea

tuosit, splendidezza, e del

bellani a ci destinati, e diretti dal gran maestro delle cucine.

niale usato a' nostri giorni per

un
riuil

Quando
gran

la

mensa

imperiale

regio convito

non

siniscalco del

fu imbandita, regno lombar-

scir discaro che qui si faccia la breve descrizione di quello, che ebbe luogo in Milano a'6 settembre i838,

do-veneto ne diede avviso al maggiordomo maggiore lombardo-veneto, il quale si rec con questo annunzio presso r imperatore, ed ottenuto il sovrano assenso, fece dare dal gran cerimoniere lombardo-veneto il segnale per l' avviamento

nel palazzo di corte,


delle Cariatidi, per la

nella sala

seguita in-

coronazione colla corona di ferro^ del regnante imperatore d' Austria Fer-

dinando

I,

come

re del regno

lom-

del
l'

corteggio.

Uscito
le cui

questo

dal-

bardo-veneto.
Nella sala delle Cariatidi sopra

appartamento,
della

anticamere,
Cariatidi

un

al pari

sala

delle

largo assito, coperto di tappeti turchini e gialli s' imbandii una tavola

sormontata da vm baldacchino. Davanti alla medesima si collocarono due sedie a bracciuoli coperte di stoffa d'oro per l'imperatore, e per
l'imperatrice.

erano occupate dalle guardie del corpo, e dalle guardie nobili lombardo-venete, si recarono tutti colr ordine seguente alla mensa. Due forieri di corte , i paggi i forieri di camera, gli scudieri , i ciambel,

Le sedie a
al

bracciuoli pei

lani

consiglieri intimi

l'

araldo

serenissimi arciduchi,

che presero parte


e

ed arciduchesse banchetto, erano

coperte di velluto rosso orlato d'oro,


le sedie pei due Cardinali, e per monsignor nunzio apostolico, pure commensali, erano senza bracciuoli, ma coir appoggio coperto di velluto rosso con frange d'oro. Da una

lombardo veneto, il maggiordomo maggiore del regno lombardo-veneto col bastone, ed il gran
del regno

coppiere del regno lombardo-veneto

parte vi era

una tavola coperta

di

velluto turchino e giallo per deporvi


gli

ordini del regno.


,

nissimi px'incipi
in qualit di

Pei sereche intervennero


,

spettatori
,

e pel corerette ap-

po diplomatico
posite tribune.

furono

In

un

sito

esprcs-

portando lo scettro sopra un cuQuindi venivano il gran siniscalco del regno lombardo-veneto, che aveva deposto il bastone accennato pi sopra, e che portava il globo sopra un cuscino; il gran ciambellano del regno lombardo-veneto, col cuscino della corona; il gran scudiere del regno lombardo-veneto colla spada sguainata alzata; i serenissimi arciduchi accompagnati dai
scino.

loo

CON
re
,

CO.V
lombardo-veneto, ed all'inipera* trice dal di lei ciambellano di servizio.

gran maggiordomi ; l'imperatore col paludamento dell' incoronazione e circonla corona ferrea sul capo
,

L'asciugatoio

si

porse all'impe-

dalo dai decorati del tosone d'oix),


e dalie gi-an croci degli im[>eriali e reali ordini (fra cui erano i due
governatori di Milano, e di Venezia), dalle grandi cariche di corte,

ratore dal

maggiordomo mags^iore

lombardo-veneto, ed all'imperatrice dal proprio gran maggiordomo. Indi si avanz l'elemosiniere della corona che primo in rango, fece un

dai capitani delle guardie del cor-

profondo inchino
cerimoniere di
Benedicite.

ed

assistito

dal
il

po, e
dietro
ria

dall' ajutante

generale. Alla

corte

pronunzi

sinistra dell'imperatore,
,

un passo

in-

Poi fatto un

altro pro-

procedeva l'imperatrice MaCarolina, accompagnata dal

Anna

sto.

fondo inchino, Allora fra


peratrice,

ritorn al
il

suono

delle

suo potrom-

proprio gran
la

maggiordomo, e dalgran maggiordomessa; due pag-

be e dei timpani, l'imperatore, l'imi

serenissimi arciduchi, e

gi sostenevano lo strascico dell'abi-

le serenissime arciduchesse,
i

ed indi
Alse-

to dell'imperatrice; le guardie nobili

due Cardinali e monsignor nunposti.


la

lombardo-venete formavano
ai

l'ac-

zio sedettero ai rispettivi

compagnamento
degl'

due lati estremi imperiali conjugi. Seguivano le


rispet-

l'imperatore venne
dia dal

avanzata
altri

maggiordomo maggiore lomserenissimi

serenissime arciduchesse coi


tivi

bardo-veneto, agli

gran maggiordomi, e gran mag-

personaggi

dal
il

rispettivo

proprio

giordomesse.
sa era
strascico;

ciascuna arciduches-

maggiordomo,
naie,
di

quale
il

disimpegno
.

da un

paggio

sostenuto lo

in generale tutto

servizio persodi togliere

venivano le dame di palazzo che erano di servizio. Poco prima che s'incamminasse Cardinali Gaiil corteggio, i due sruck arcivescovo di Milano, e Monico patriarca di Venezia, non che monsignor Altieri nunzio apostolico del Papa regnante Gregorio XVf, si recarono nella sala delie Cariatidi attendendo presso i posti loro destinati l'arrivo dell'imperatore ed imperatrice. All'alto che questi entrarono nella gran sala, risuonarono le trombe ed i timpani, ed i gran dignitari del regno lon)bardo-veneneto, che portavano gli onori del regno, li deposero, compresa la spada, sulla tavola a ci destinala. Giunfinalmente
ti

come per esempio


il

mano
Appena

cappello

agli

arcidu-

chi ec.
l' imperatore fu seduto, gran ciambellano lombardo- veneto gli lev dal capo la corona

il

ferrea, e la
riferito,

depose sul cuscino surrec

indi la

sopra la

ta-

vola dove erano gli altri onori del

rimase durante il banchetto. Il maggiordomo lombardo- veneto, ed lombardo-veneto, il grande scudiere


regno,
in

vicino ai quali egli

piedi

si

collocarono dietro
il

la

sedia

del-

l'imperatore stando

primo a destra, e tenendo in mani il bastone della carica. Il gran siniscalco, ed


coppiere lombardo-veneto gran andarono a collocarsi all' estremit
tavola,
colla
faccia

il

alla

mensa

gl'imperiali coniugi,

stando davanti ai lavarono le mani.


i

propri posti,
I

si

inferiore della
rivolta verso

paggi tenevano

l'imperatore.

Le quat-

bacili

d'oro, e l'acqua venne ver-

tro grandi cariche di corte stavano


in

sata all'imperatore dal gran coppie-

piedi al lato

destro dell'impera-

CON
guardie del corpo, e l'aiutanh; generale stavano dielix) la sedia dell'iinper^itore. Dietore. I (ine capitani dt^lle
tia,

CON
e
la ripose in
Il

IDI

capo

dell'

im-

peratore.
re

maggiordomo maggio-

tro

quella
dei

dell' imperatrice,

come
e
si
,

sedia
gli

lombardo- veneto gli ritir la e 1' imperatore , come pure


serenissimi personaggi
,

pure
delle

serenissimi

arciduchi

altri

si

serenissime
i

arciduchesse

alzarono da tavola. In questo pun-

posero

rispettivi

gian

maggior-

domi. Allorch l'imperatore doman-

d da bere, il maggiordomo lombardo-veneto fece l'opportuno cenno al gran coppiei"e lombardo vedue paggi si avvicinarono a tenendo sopra bacili d'-oro, l'uno vino ed acqua, l'altro una coppa. 11 gran coppiere mescol all'imperatore facendo un profondo inchino. A questo punto si alzarono i due Cardinali, e rimasero in piedi
neto, e
lui

avanz l' elemosiniere delsi corona secondo in rango, fece un profondo inchino ed assistito dal cerimoniere di corte, pronunzi il Gralias ago: indi fatto un altro inchino ritorn al suo posto. I gran dignitari ripresero gli onori del regno dalla tavola, sulla quale erano riposti, ed il corteggio, tra il suono delle trombe e dei
to
la
,

timpani, usc dalla sala collo stesso

ordine

come

nell'arrivo. L'impera-

fnich l'imperatore

restitu

la

cop-

tore, e l'imperatrice, salutati al

loro

gran coppiere. L' imperatore si degn di bere alla salute de' suoi sudditi lombardi e veneti nella coppa
al

pa

ingresso nella sala e alla loro partenza,

zioni,

con unanimi vivacissime acclamaebbero a varie riprese le stesse


stesse

ed il gran lombardo-veneto fece im cenno all'orchestra, the durante il banchetto slava eseguendo la musica Intanto che risuonarono le trombe ed i timpani, si fecero le
della regina Teodolinda,

testimonianze, e le

dimostra-

cerimoniere

zioni di ossequio, d'affetto, di giubilo

durante
Giunti

il

banchetto, che fu rallegra-

salve dell'artiglieria.
Il

pospasto
dagli

sala

scudieri,

venne portato nella non per prelombai-do


nella tavola

ceduti dal gran siniscalco

veneto, e fu collocato
dai ciambellani. Giunto
il

de' pi distinti artisti. imperiaU copiugi ne'propri appartamenti interni, il gran cerimoniere lombardo-veneto, dietro il cenno ricevuto dal maggiordomo maggiore lombardo- veneto , annunzi, che il servigio era terminato, e l'adunanza si sciolse. Nella sera
to coi canti
g'

banchetto,

il
i

gran

a termine maestro delle

tutta la citt brillantemente illumi-

nata, porse

nuovo argomento

della

cucine avvis
la

due cappellani delcorona, essere mente dell'imperalevar la


si

sua affettuosa divozione alla augusta coppia. Coronazione dei P^.


RE,
al

tore di

tavola, per

lo

che

fine
si

del quale

articolo ap

entrambi

alzarono, e rimasero in

punto
te

riporta

quella
I,

dell'impe-

piedi davanti alle loro sedie.

L'im-

ratore Ferdinando

che precedet-

peratore e l'imperatrice
allora le

si

lavarono

a questo solenne convito.

mani come priraa,stando per


l'a-

CONVITTO.

Il

convivere in

un
in-

a sedere,e colla sola differenza, che


sciugatoio

determinato luogo pi persone


sieme, simili vivere, convivere.

venne presentato all'impe-

Andella

ratore dal grande scudiere lombardoveneto.


Il

che

il

luogo dove
cos
il

si

convive dicesi

gran ciambellano
si

lom-

convitto;

Dizionario

bardo-veneto

appress alla coro-

lingua italiana. Perci dicesi convita

102
tore chi convive

CON
con
altri

CON
in collee

questo istituto
l'osservatore di
Il

si

vegga

il t.

Coslanzi,
I,

gio, seminaiio, ospedale, pio luogo,

Roma,

p.

80.

conservatorio, casa
mili,

religiosa,

si-

medesimo Piazza,
tratta del

loco citato

come quel giovane ancora che un


collegio, semiec.

a pag. 352,
clesiastico

Convitto ec-

pagando una mensile od annua pensione, convive in

s.

Gio. deiJiorentini, che

nario, liceo,
dosi
nelle

monistero
scienze,
in

istruensaggia,

ebbe origine sotto Leone X, e prosper sotto s. Filippo Neri. V. Arciconfraternita DELLA piet' de' fiorentini IN

una

morale, religiosa e
cazione secondo
stabilimenti
si
i

scientifica

eduCos

Roma.

Sisto

nel

iSHy

e-

diversi

rispettivi

resse presso ponte Sisto

l'ospedale,

a cui

addetto.

che poi divenne


de'cento preti,
ve,
il

il

convitto
si

detto

denomina
che
sta

convittrice quella don-

come

dir altro-

zella

a dozzina, e corrispon-

cui
si

locale dal regnante

Pon-

de una mensile
ne, e che
gia,

od annua pensioi

tefice

diede

all'Ordine Gerosoli-

come

convittori

mansesso

mitano, stabilendovisi da ultimo lo


ospedale militare. Alcuni chiamano

ed

istruita

nella

religione,
del

nelle

cognizioni

pioprie
di

anche

convitto
istituiti

quella

unione

di

in monisteri o in in
altri
i

conservatori, od

sacerdoti,

presso l'arccon-

istituti

educazione.
le

fraternila della
griiii

ss.

Trinit de'pelle-

tanto
ci,

convittori,

che

convittri-

{Vedi), da d. Mariano Soccs.

allorch

escono

dal

luogo, ed

ni,

prete dell'oratorio di

Filippo

anche nel
ti

medesimo, usano abito uniforme, ed osservano i regolamenpropri degli stabilimenti, e

Neri.

CONVOIONE
que a Comblesac
,

(s.),

abbate. Nacdiocesi di

con-

liella

vitti

ove vivono.

saint-Mal. Avutasi

da suo padre

Convitto
gregazione

vivono
ed
utile

anche una conche secolari, apposite in comune con


dicesi

una
lo

distinta
stato

educazione, abbracci

di

preti

regole, esercitandosi in qualche pio


esercizio.
11

e in breve crebbe egli cos nella estimazione del vescovo di Vannes, che divenecclesiastico

Piazza,

Opere

ne arcidiacono

di quella chiesa.

Non
se-

pie di
vitto

Roma,
ed

p. 29, parla del conospedale dei poveri sacerli,

and guari
il

di

tempo

che, annoiato

nostro santo delle

cure

del

doti secolari istituito sotto Pio

colo, deliber di

confermato da Giulio
cesse la chiesa
di
s.

II,

che

gli

con-

cosa, ritirandosi

abbandonare ogni in una solitudine


della diocesi di

Marta

in

Ac-

nelle estreme parti

quiro, ove rimase sino a Paolo III.

Poscia pass nella chiesa di


bara, indi in quella di
s.

Ginnasi nel pontificato di VIII. Ivi venne istituito un


dale
si

s. BarLucia dei Clemente

ospe-

Vannes. Quivi fu raggiunto da altri cinque ecclesiastici desiderosi di vivere con lui nel silenzio delle umane cose. Egli li accolse ben volentieri, ed ottenuto un luogo chiavi edific mato Roton o Redon un monistero. Altri ancora convennero a questo, tra i quali un certo
,

pei

sacerdoti

pellegrini,

che

recano a Roma, ampliato, e beneficato da Clemente IX, che da


prelato

n'era stato

deputato, leg-

Gerfredo,
tica della

il

gendosi sulla porta


tiunt

l'iscrizione:

Hospiperedi

regola

quale insegn la pradi s. Benedetto.

pauperuni
.

sacerdotum

grnoruni

Sullo

stato presente

Convoione fu il primo abbate , e non a dire quanto egli fosse di

CON
etlificazione
a' suoi

CON'
monaci
delle

io3
Tito
ren-

nello

baie fu chiamato da Stazio nel paese degl' Irpini


,

sfiaordinaiio fervore
glie^

sue ve-

al

riferire di

e delle sue

orazioni.

Mori

il

Livio, sotto

pretesto
citt.

che

gli

santo abbate nel compianto di tutti


a' d

deva questa
sizione, e gli
coli
la

La sua

forte po-

corpo di
a
trasferiti

5 gennaio dell'anno 868. 11 lui fu seppellito in prima


,

accresciuti

propugna-

resero importante nelle epo,

Ple-lan

luogo

in cui

si

erano

che successive
possesso. Nel

que' monaci per la inva-

nieri invasori se

sempre gli strane disputarono il


i

sione de'

Normanni,

ma

dappoi fu

554
e

goti se

ne imevo

portalo a
ra.

Redon sua prima dimoquesto santo, secon-

padronirono,

Narsete

assedioUa

La
il

festa di

poscia, e la prese.

Nel medio

do

martirologio di Francia e quel-

era talmente formidabile, che Carlo

lo dei benedettini, ricorre a'

28

di-

Magno impose
gobardi essendo

a Grimoaldo l'ob-

cembre

forse

in

memoria

della

bligo di demolirne le
stati

mura.

londai

traslazione delle sue reliquie.

cacciati

CONVULSIONARII.
ne data a
miracoli
so
certi fanatici
,

Appellazioi

quali nel

normanni, Conza continu a godere una gran prosperit divenne


,

secolo passato volevano spacciare per

contea

principato

ma

dipoi fu

certe convulsioni,

che

si

quasi interamente distrutta


furioso terremoto nel

da un
agli

accinsero a dimostrare successe presil

1694

sepolcro

del

diacono Paris

genitiis.

famoso appellante dalla bolla UniCominciarono essi nella Francia, ma pre#ntemente cos fatto

settembre. Quel terremoto rec pure gravi danni ad altri luoghi dell'archidiocesi.

La
mente

sede

arcivescovile
,

egualil

parossismo di stoltezza sembra affatto estinto. Tutti coloro si dichia-

antica

giacch

vesco-

vo Pelagio nell'anno 743 intervenne


al concilio romano celebrato dal Papa s. Zaccaria. Nel 967 si tx'ova un Pietro per vescovo , nel 1 08 un Leone, che fu il primo arcivescovo, quando governava la Chiesa

ravano nemici

di quella

bolla

per sostenersi difendi tori della

reli-

gione procuravano ogni mezzo per


semplici, affermando e giurando che Iddia operava mirai

ingannare

coli

in lor favore.

Si

divisero essi
il

universale
si

s.
i

in diversi partiti

secondo che
li

fa-

trova nel

Gregorio VIL Dopo io3 l'arcivescovo Gresuccessivamente,


fr.
fi-a i

natismo pi o

meno
CojrsA

trasportava.

gorio,

ed
s.

alti-i

CONZA, o
Citt
nel
,

Compsan.

).
,

quali

Erberto,

Consiglio della
il il

con residenza arcivescovile regno delle due Sicilie nella


Principato
Ulteriore.

nobile famiglia Gatti di Viterbo,

Cardinal Latino Orsini romano,


Cardinal Alfonso Gesualdo
tano,
il

provincia del

napoli-

costruita sopra

una

collina a pie

Cardinal Bartolommeo Cesi

degli Appennini, e verso la sorgente dell' Ofente.


citt,

Questa antichissima

romano, senza nominare Cardinali che ne furono amministratori.


L' Ughelli tesse l'elenco de' vescovi,

nel paese degl' Irpini, fu chia-

mata pure Coursa,.e Compsa. Fu talmente considerabile , che nella


seconda guerra punica, per
taglia
la

ed arcivescovi di Conza, e
notizie di questa diocesi al

ci

le

tomo VI,

batai

pag.

di
i

Canne, pot

fornire

sagra.

797 e seg. della sua Italia Prima erano suffraganei di


i

i"omani

pi vaUdi soccorsi. Anni-

questa metropoli

vescovati

di

s.

io4
Angelo
di
fle*

-cop
Lombardi,
Satri ano.
di

COP
Bisaccia,
di

so,

Lacedonia, di
e di

Monte Verde,
Al

Muro,
le
s.

presente

paludoso, presenta per da lontano un aspetto magnifico cinta da vari luoghi deliziosi, ed ha
e
:

chiese sulFraganee a Gonza sono: Bisaccia Angelo de Lombardi Lacedonia e Muro. Nel 1 8 8, il Pontefice Pio VII colla lettera apostolica De utiliori Dominicae, un alla sede di Gonza, Satriano, non che Bisaccia, eoa s. Angelo de' Lombardi, e conservando la cattedralit
,
,

buona acqua, che serve all'uso degli abitanti. La cingono pure forti, e
regolari

mura, ed
di
fosse

fiancheggiata

da

ventiquattro bastioni, non che prov-

veduta

piene

d'

vendo al nord na cittadella.

inoltre la sua

acqua a-, buo,

Copenaghen
parti, cio la

composta

di

tre

alla chiesa vescovile


(Inceli),

di

Campagna,

citt

veccliia, la citt

V affid in amministrazione perpetua all'arcivescovo di Gonza.


IVel

nuova, e

Christianshafim, o

porto
parte,

di Cristiano. Questa ultima

i597

q questa citt

si

celebr

un sinodo

diocesano, mentre n'era

che per non forma che un solo quartiere, fu fondata in parte nel

arcivescovo Scipione Gesualdo.

i6i8

sull'isola

di

Amager,

e foril

La
un
lei,

chiesa cattedrale di

Gonza

mava una
proprio

citt distinta

avente

bello edifizio, decorato con ope-

governatore.

Attualmente

ve di scoltura, e di antichi mausoe dedicato all'Assunzione di

Maha

non comunica col resto di Amager, che col mezzo di due ponti. Al
nord separata dal restatale della citt mediante lo stretto, il quale forma il porto mertantile ed il militare,

ria

Vergine in Gielo.

11

capitolo

quattro dignit, la prima delle quali


l'arcidiacono oltre otto
canonici.

Evvi

il

fonte battesimale, e la par-

che rinchiuso

essendo
di

nella

rocchia aniministrata dal canoni-

parte meridionale, permise


struirvi

co-

co cantore, seconda dignit del capitolo.

Ccjgione dell'aria

malsana
l'arcivese-

la citt poco popolata, abitandovi


circa

due ponti, che congiungono Christianshafen. Questa parte di Copenaghen interrotta da canali sui
quali
si

duemila individui, e
la

gettarono

vari

ponti.

Le

scovo che faceva

residenzqi

strade sono regolari, molto


e

larghe

condo Commanville a san Menna, la fa ora a s. Andrea, luogo appartenente al distretto di s. Angelo de' Lombardi, pi popolato di Gonza.

ben fabbricate,

vi
si

piazze. In questa parte


fizii

sono belle vedono edila

degni di osservazione. La chiess.

sa del

Salvatore farse
fu

pi.

Risiede egli pure talvolta nella

bella di

Copenaghen,

incomin-

citt vescovile di

Gampagna
Hafaia.

non
Capi-

ciata nel 1682, e compila nel


la
le,

che in

s.

Menna.
di

cupola, su cui posa

il

1694; campanisommit.
le

COPENAGHEN,
tale dell' isola

permette
all'

di

potervisi

cammina-

Zelandia o Seeland, e di tutto il regno di Dani-

re

intorno

sino

alla

La

chiesa tedesca Fridericiana, posta

marca

{Vedi).

situata sullo stret-

sulla piazza

dove stavano
lySQdi

regie

to del Sund, e in parte sulla costa


orientale dell'isola, ed in parte fra
quell' isola, e quella di

fbbriche, fu principiata nel


e consagrata nel

I755,
inol-

Evvi

Amager che

tre la casu per l'educazione pei po-

formano la riva occidentale del Sund. Piantata in un terreno bas-

veri fanciulli

quella

punizione

presso

il

mercato con piccola chie-

COP
sa;
quella
il

COP
delle.

io5

il

della

compagnia
la

considerabile

de' quali

colle-

Indie,

cantiere,

faiibrica

del

gio reale, stabilito dai re da ohe la

nitro, la porta Christians-lia fen, ce.


Il

nazione ebbe fatalmente abbracciato la Confessione

nome

di

questa por/ione di Co-

u^ustam
e

{^Fedi).

penaghen deriva dal suo ibndatoixi


il

Rinchiude quella universit una biblioteca di settantamila

re Cristiano IV.

pi yn-

La
strada
taglia

fitta

vecchia separata dalla

lumi, un

museo
,

di

storia naturale,
,

nMov{< pel

nuovo canale, e per


Gother
Strasse,
,

la

un

detta

che
linea

trasversalmente

retta Iqtta la citt.

Per

gl'incendii

del

lya'S, e 1794 questa parte di

anfiteatro anatomico un giardino botanico un elaboralorio di chimica, ed un osservatorio. Celebre ancora l'arsenale, nel cui secondo piano evvi la reale biblioteca

Copenaghen fu quasi tuttn riedificata, e quantunque si chiami la citt vecchia, si pu dire la parte la pi moderna di Copenaghen
,

cinquantamila volumi, coi preziosi manoscritti arabi di Niebuhr, ed il globo del celebre Tyco-Brahe, valente astro-r

ricca di circa duecento

pi grande, e popolata, in fine la vera citt propriamente detta. Fra


gli
edifizii

nomo danese. Vanno principalmente rammentati,

pi osservabili della citt

la

casa degli orfanelli, le pricitt


, ,

vecchia, sono degni di

menzione

il

gioni della
particolare
la

con

ima chiesa
,

vasto ospedale di

fondazione,
fabbrica
del

ma
;

Varlow di antica che sembra unn


il

il

palazzo delle poste

chiesa della

Madonna

eh' la
il

nuova senato, nuova


il

palazzo

detto
di-

collegiata, rifabbricata

dopo

gran-

isoletta

che

vide

vecchio dal nuovo mercato,

in cui evvi

un luogo

destinato
il

ai

de incendio, e nella quale s' incoronano i re danesi e si consagrano i vescovi ; quella di s. Pietro
,

supplizii cinto di

mura;
e

palazzo

accordata alla
1

nazione tedesca nel

del principe Federico, incominciato

dal re Federico IV,


accresciuto di

nel

i744

un
;

bel tratto di fabla

brica nel dinanzi


ihor,

porta Wester-

585, e dichiarata parrocchiale nel 16 18; quella dello Spirito Santo, che prese il nome da un antico ospedale ivi prima fondato ; quella
della
ss.

fabbricata
III,

nel

i668 dal
di

re

Trinit, eretta

nel

1637

Federico
to nel
la sola

e quella

JVorder-

dal

re

Cristiano

IV

per comodo

thor, bello ed elegante edifizio, fat-

degli studenti, e nel

168 3 destina,

1728.

La

universit, che

ta a chiesa parrocchiale

del regno, eretta dal re

En-

rico di

Pomerania,

col consenso del

la quale chiamata viene anche la Rotonda a cagione della forma del suo cam-

Pontefice Martino

e quindi nel

panile, eh'

una torre

alla e

cir-

1479
stiano

eretta di
\
i ,

dal

nuovo dal re CriPapa Sisto IV otdi

colare, che serve di osservatorio, ri-

tenuto per un capo d'opera


venzione.
Alla

d'in-

tenne
la

di

medesimi privilegi Bologna , e venne


entrate

quel-

dotata

ascende
spaziosa,
carroz:Ra.

di ricche
ri.

dai re

successo-

Per principalmente
re

riconosca

sommit di esso si per una scala talmente che vi pu passare una S. Nicola, una delle pi
considerabili
s

dal

Cristiano VI,
cui al presente

l'ottimo staritrovasi,
,

grandi, e

chiese

to in

ed
pi

conto degli ornamenti


esterni,

interni

per che
ra-

composta di molti collegi

il

copqrtq

di

lastre di

io6

COP

COP
la

me, ed

una fabbrica,

quale

deHarliglieria, e nel
la statua fatta di

mezzo
in

di essa

non si termin che nel i5i'/. Ha un maesloso campanile ricostruito dopo il i663, giaccli un vento
burrascoso
chio.

equestre di

Cristiano

V,

piombo dorato
ed
eretta
rilevato

figura

gigantesca,

nel

1G88,

avea

atterrato

il

vec-

sopra
le

un ben

piedistallo.

La

chiesa di

Bremer-holm, o
della
,

Vanno pure rammentati


della

l'ospeda-

dell'ammiragliatOj cdifizio una volta destinato

marina

la

chiesa della nel


1

ad uso

marina
fu eretta

guarnigione, fabbricata
l'orto botanico,
la

704

poi divenuta parrocchia


nel

fabbrica dell'acnotabile eziandio

1601. Sono pui-e a


altri

rammemo,

cademia
ta

de' cadetti, e la porta det-

rarsi diversi

edifizi

come

il

Oster-Tlior.

commissariato
bricato

generale, vasto
nell'

fab-

incominciato
dal
re

anno

IV, addetto pure all'ammiragliato, appartenendo anche alla marina il Breluer-HoIm, isoletta, ed il Nuovo-

1704

Federico

sud ovest, il palazzo regio di Rosenburg, non molto grande, fabbricato alla gotica da Cristiano IV nel 1604, cinto di fosse, e
di cui specialmente pregevole la sala

alla estremit del

delle cerimonie, che

comprende
belle

tut-

Holm, dove stanno


la la isoletta

materiali per
,

ta la larghezza, e la

lunghezza del
pitture, e
ric-

costruzione delle navi


di Cristiano,
il
il

non che
vasto

palazzo, ornata di
di

Christians-

tappeti preziosi, e di altre


suppellettili.

holm, dove trovansi arsenale marittimo,


iintica,
ila

regio

che, e magnifiche

In

magazzino

quesla sala

il

re

apre

le

sedute
Si col-

dei viveri, la borsa, fabbrica gotica

delle alte corti di

giustizia.

per la maggior parte fatta

Cristiano
la

IV
ed

nel

1624,
belli

final-

locarono in questo palazzo la zecca regia, ed il gabinetto delle medaglie,

mente

banca, ed altre varie piazaltri


edifizii.

dovizioso di una magnifica col-

ze, mercati,

lezione di

monete

de' consoli di Ro-

Dalla parie del porto molti

canali
,

ma

sotto la

repubblica, e degl'im11

penetrano nella vecchia


si

citt

che

peratori romani.

museo contiene
di argento

divide in dodici quartieri.

le regali insegne, sculture in avorio,

La

citt

nuova,

citt

di

Fe-

coppe antiche d'oro, e


ec. ec.
I

derico, olire strade diritte e larghe,

vicini

giardini servono di

piazze regolari, e le pi belle abitazioni di


di

pubblico passeggio.

Copenaghen.

composta

La
prima
I)ui'g,

citt

detta Fridericiana,
nel

Fri-

due quartieri, e vi si osserva il nuovo mercato detto del re, piazza vasta, ma irregolare, una parte
della quale occupata dal palazzo

derichs- Stadi,
il

luogo

ove era

regio palazzo di Anialien-

fu

interamente
al

ricostruita

(^harlottenbury,

cdifizio

vasto,

comodo, incominciato nel 1672. In esso ha sede 1' accademia delle belle arti,

1765 da Federico V. Essa principalmente si compone di una piazza pur detta di Federico, che ha quattro uscite, le quah 1746
portano ad altrettante larghe strade. Il primario ingresso formato
di

dal

fornita di considerabili pri-

vilegi

17^4, e presso la quale trovasi un g^inetto di storia naturale. Evvi pure in questa piazza il corpo di guardia,

da Federico

nel

una porta sostenuta


capo
le

da doppia

linea di colonne corintie, alla quale

mettono
te

quattro nominaOltre
d

un

teatro,

la

fonderia

deposito

spaziosissime contrade.

COP
essere ornata di
di

COP
pei
tiella

I07

superbi palazzi, e
cittadine-

sordo-muti.

bellissime
rincliiude

abitaziuni

Tutta l' industria Danimarca si pu dire esin

sche,

quattro
i

principali

sere

concentrata
contiene

questa

citt,

cdifzi,

che sono
figlio,

palazzi

del

re,

che

inoltre
di

numerosissi-

di

suo

de' suoi

fratelli,

le

me
do
cio,

fabbriche
di

manifatture.
pel
le

scuole della marina. Nel centro evvi

natiu-a costitu

questa citt in

dello stesso Federico

una statua equestre di bronzo V. Una delle


alla chiesa

primeggiare
I

La mocommerparti del

che ha con tutte


suoi abitanti

quattro strade conduce


Fridericiana,
cosi detta

mondo.
gatori,

sono navistabili-

dal

nome
di

possiede

floridi

del fondatore, sul modello

san

Pietro di

Roma,

la

cui

prima

menti nelle altre parti del globo. La sua banca nazionale fu eretta
nel lySG da Cristiano VL Evvi una compagnia delle Indie, od Asiatica,

pietra fu gettata a'3o ottobre i749>

per solenne l'ingraziamento a Dio di aver per tre secoli conservato sul trono di Danimarca la casa di

diverse societ

di

assicura-

zioni,

e conta

pi

di

cento dieci
distanza

Oldenburgo. Meritano pure menzione r ospedale Fridericiano, la dogfina,


Il

mila abitanti.
dalla citt
si
,

qualche

quartieri de' marinari.

Fredensborg
fizi

vedono i castelli di e Fredenksberg ediFredensborg,


cljiamano
forte

porlo di

Copenaghen
di

for-

magnifici.
altri

o co-

mato da un braccio
divide la citt dalla
letta di

mare, che
iso-

me

lo

Friedricscastello dei

contigua
mercantili

borg,
sa,

vasto e

Amarck.

Pu

ricevere cin,

re danesi, circondato da tripla fos-

quecento bastimenti

vero capo d'opera di gotica arin

quantunque il suo ingresso sia costretto, da non potervi passare che una nave alla volta, pure la sua profondit sufficiente anche
s'i

chitettura; vi
chiesa
,

esso

una

bella
i

nella

quale talvolta

so-

vrani

si

fecero consagrare, ed lon-

ai

grossi

navigli,

che

possono

per

mezzo di profondi canali avvicinarsi comodamente alle case, e ai magazzini dei commercianti,
i

tano otto leghe da Copenaghen. Fredenksborg, o Friedriesborg, una regia villa, soggiorno ordinario
della corte nella stagione estiva alla

quali vi
I

distanza di tre leghe dalla


le,

capita-

scaricano e caricano le loro merci.


vascelli della

perch
.

l'

aria

della citt

non

marineria reale

sono
specie

perfetta

Copenaghen

fu patria di

separati dagli altri


di galleria.

da una

molti celebri personaggi. Solo note-

Dopo
sione di

di avere accennato

superdivi-

remo Tommaso Bauguis, Giovanni Nicol Stenone e Galiodius


, ,

ficialmente

ci

che

ciascuna
offre

sparo Eertolini, oltre

il

vivente esi-

Copenaghen

di

pi

mio

scultore

commendatore Alberto

ragguardevole, diremo sommariamente, che questa citt nel nu-

Thorwaldsen. Questo sommo artista, che ricevette in patria meritamente gli onori e l'accoglienza pi lu-

mero

delle pi

belle

capitali
,

del-

l'Europa, pe'suoi

edifizi

chiese,

singhiera, con basso


la

rilievi

decor

ospedali, istituti di beneficenza, sta-

cappella del castello di Christianse che fu ricostruito

bilimenti e societ scientifiche, scuole

borg, ove dimora la famiglia reale,

normali, di

veterinaria, e

mili-

dopo T

in-

tari,

avendo

eziandio

un

istituto

cendio del

1795.

Nella

chiesa poi

io8

COP
Danimarca
lo era

COP
in luogo di
Neil'

della beata Vergine, terminala nel

Lcyra, che
stesso fu

i8?,q, la cui antica torre altissi-

prima.

anno

ma, oper
il

tredici
i

statue

colossali,

rappresentanti

dodici

Apostoli, e

dotata anche di leggi particolari che poi nel i58i furono rinnovate.

Salvatore, eseguite

con mirabile
il

arte.

Nella basilica vaticana

me-

desimo scultore esegu il deposito marmoreo al gran Pio VII. Federico IH nel i65^8 accord
ai

Soggiacque Copenaghen a varie vicende, dappoich fu presa, e saccheggiata nel i36o e nel i58i;
fu assediata negli anni i3o6, 1428,

cittadini di

Copenaghen
nel
in

privi-

legi,

gli

onori della nobilt,

furono

poi

confermati
il

che 1661.

i52 3, e r535. Soffr in pi volte molto dalla peste dell'anno i546, ed in quella del 171 1. Nel 1626
fu

Fra

la citt e

porto,

mezzo

notabilmente accresciuta, e nel


re di Svezia
nell' i-

alle acque,

situata sopra alta cocolossale

i658 Carlo Gustavo


sola di

lonna
presso

la statua

di

Leda
167
i

entr nel paese di Holstein,

col cigno, che fu trovata nel

Funen,
il

facendo

passare

Colmar nella Svezia. Copenaghen non era in origine che un casale abitato da pescatori. Absalon arcivejVel 1168 Azel o scovo di Lunden e vescovo di Rotfichild, avendo ottenuto da Waldemaro I re di Danimarca la con,

sul ghiaccio
il

suo esercito, costrinse

Danimarca Federico III, a segnare un trattato assai svantagre di


gioso.

Nel seguente

il

re

svedese

assedi per quasi due

cessione del territorio di questo casale, fortific


il

Copenaghen, ma inutilmente. La flotta combinata inglese, e svedese bombard la citt nel 1700. Spesanni
se volte

porto, e

fece eri-

Copenaghen fu vittima
e
fi"a

di ia

gere sopra una piccola isola il caper proteggere stello di Axelhuus


la

incendi violenti,
quello del

gli

altri

i65o, ed

in quello spe-

costa contro
il

pirati,

che

infesta-

cialmente del
zio di 4<^ oi'G
terzi
le

1728, che nello spa-

vano

Baltico.

Parecchi pescatori
e

consum

circa

due

fabbricarono dapprima capanne in-

della

citt:

quello del

1794
fu

torno alla fortezza,


fecero

siccome
si

vi

distrusse quasi mille case, e quel-

un gran commercio
a diversi

di pesce

lo finalmente del

179^
nulla

le

del

secco, in progresso di tempo,


il

apri
,

pari

tei'ribile.

Ma
pi

fu

per
il

campo
citt,

mercatanti

di

questa
nel

citt

funesto,

che

costruire diverse case, e di formarvi

bombardamento

della flotta inglese

una

che fu chiamata Copena-

1807. Sorpresa in piena pace,

ghen, vale a dire rada o porto di


meicanti, e divenne essa una delle
citt
pii

non pot opporre che una debole resistenza, e non solo vide un gran

considerabili

del

nord

numero
cenere

de' suoi

edifizj

ridotti

in

massimamente dopo che i re Danimarca vi hanno stabilito il


ro soggiorno.
citt

di
lo-

(e

fra questi la cattedrale,


),

ed una parte della universit


la

ma

Fu

cinta di baluardi
i

sua

flotta, e le
le

munizioni d'ogni
Final-

e di fosse, e ricevette
nel
citt
vi

privilegi di

genere

furono rapite, e condotdell' Inghilterra.

1284. Fino dal i443 era


vescovile, e Cristoforo di

te nei porti

una

Baviera
corte, e

trasport la
la

sede

della della

ne fece

capitale

mente uno spaventoso uragano ^ ai novembre 1 8 85,4? fece salire le acque del mare alla citt, e le cai

COP
gion guasti
co
in

COR
Da
po-

109

iucalcolabili.

re senza permesso dai loro chiostri;

tempo si avuta notizia , che Copenaghen ii ministro plenipo-

ed

ai

vescovi fu vietato di ordinail

re alcuno di altra diocesi, senza

tenziario dell' imperatore d'Austria,

care

ha ottenuto il permesso di fabbriuna chiesa vicino al palazzo della legazione. Tal chiesa avr la facciata al pubblico; ma ancora mancano quadir, arredi sagri ed altro. Non stato per permesso
,

permesso di quelli cui apparteneva l'ordinazione. Labb t. XXI, Arduino L VII , e Diz. de Cane.
pag. 102.

COPIS
no

Melchiok, Cardinale.M'
era piissimo, e molto

chior Copis, detto Meckau, aleman*


di nazione,

di
le

fabbricarvi

il

campanile, e porvi

dotto, gi coadiutore, e poi vesco-

chiesa pubblica

campane. Questa sar la prima dopo le vrcende acreligione


cattolica

cadute alla
l'eresia di
ste parli.

per

vo di Lrixen nel Tirolo; quindi, a mezzo di Massimiliano I imperatore, da Alessandro VI a'3o maggio i5o3
fu creato Cardinal prete di
tra le
s.

Lutero, e Calvino in que-

Nicol

immagini, da cui pass poscia

all'altro titolo presbiterale della chie-

Concili di CopenagJien.

Alcuni geografi dicono, che in Co-

penaghen
negli anni

si

tennero

dei
,

concili

s. Stefano nel Montecelio. Se non che ambasciatore dell'imperatore presso la s. Sede, mor improvvisamente nel i5o9 dopo sei anni di

sa di

laSi, i^25

1629. Certo , tenne un concilio, il quale per la sua celebrit, da tutti gli storici concordemente riportato, ed chia-

i6i4, e che nel ^25 vi si

sa di

Cardinalato , e fu sepolto nella chieS. M. in Araceli. Era generoso nel sovvenire a'poveri, alle vergini
,

e ai

pupilli.

mato Hafiiiensej o Haifniense. bell'anno pertanto


^o.5
il

gioved do-

o CUPALATA Gerardo, Cardinale. Gherardo Coppollati, o Cupalata piacentino, crea-

COPPOLLATI,

po

la

festa

di

s.

Canuto re e mar-

to

Cardinal

vescovo di

Palestrina

tire,

l'arcivescovo di

Lunden

Pietro

Lucco, o Luckius, con i suoi suffraganei , ed altri prelati, abbati, decani, prevosti, e religiosi, tenne

da Nicol III a' 12 marzo del 1278, dopo un anno placidamente mor. COPRITI DE, Copritis Ficus.
Sede vescovile
ta nel
dell'alto Egitto, eret-

un

concilio

sulla

riforma

de' costumi

quinto secolo secondo


,

Com-

che dei secolari, corrotti dalle continue guerre, laonde con lettera sinodale furono rinnovati gli antichi regolaecclesiastici,

tanto degli

manville
di
sia to.

sottoposta al patriarcato
del basso Egit-

Alessandria. Alcuni credono, che

Canam o Banani
Il

vescovo

Silvano

intervenne
si

menti, e se ne fecero diversi nuovi

al

concilio d'Efeso,

ed in esso
i

secondo
essi si le

le

circostanze de'tempi. Per


il

sottoscrisse nell'

anno 4^

pi'oibirono
,

lusso, la crapula,
,

bettole

le

armi
S

le

concubine,
religiose

r ingresso nei conventi di


agli

fulminarono le censure contro quelli che turbassero


ecclesiastici.
la

COPTI. V. CoFTt, Alessandria d'Egitto, Abissinia, Chiesa di s. Stefano de' Mori ec. CORACESIO, Coracesium. Sede vescovile della prima provincia di
Panfilia nella diocesi d' Asia, sotto
la

Chiesa,

e lo

stato.

Fu
di

ancora
usci-

prescritto alle

monache

non

metropoU

di Sida

la

cui ere-

no
/ione

COR
rimonta
il

COR
secolo.

al

quarto

abbazie, che teneva a


l'altra a

Padova una,

Leone
siuin.

saggio la chiama Coracis-

CORADA
Libano
chia
sco
,
,

CHORADEA.

Sede

Verona. Fu al concilio di Costanza, e da Martino V nel 14^0 ebbe a commenda la chiesa di Civitanuova; poscia nel

vescovile della seconda Fenicia del

i435 Eugei43o
al
1

nel

patriarcato di Antio-

nio
via
,

IV

lo

deput a quella di Cerve1

sotto la metropoli di Damache Commanville dice fondata nel quinto secolo. Il vescovo Pietio fu rappresentato nel concilio di Calcedonia da Teodoro di Damasco, e Teodoreto intervenne, e sottoscrisse a quello generale ,
,

passato gi nel
di

scovato

Porto

e nel

43

quello di Ostia.
nel monistero di

Da
s.

ultimo

ritir

Giambattista a
della

Padova,
sai

cui fece

dono

proas-

pria sceltissima biblioteca.

Mori

vecchio nel i44^j decano del sa-

Costantinopolitano

II.

Angelo, Cardinale. V. Gregorio XII. CORARIO, o CORRARO Antonio, Cardinale. Antonio Cora rio veneziano, nipote al Pontefice Greo
gorio XII, fu
datori

CORARIO,

CORRARO

cro Collegio, perch Cardinale da 37 anni, dopo aver distribuita ogni


cosa
a' poveri.

Scrisse

molto bene

alcune opere, ed ebbe


chiesa di
nezia,
s.

tomba

nella

Giorgio in Alga a Ve-

uno

de' primi

fondi
s.

de' canonici

regolari

Giorgio in Alga, stimato, e lodato assai da s. Gio. da Capistrano, e da s. Antonino. Nel i4o7 divenne vescovo di Bologna, cui forse mai
possed, perch in appresso
tir
si

f^. Porpora e Tiara veneta Cardinal Quirini. CORAZZE. Guardia pontificia a cavallo non pi esistente. Siccome parlando delle cavalcate, processioni, possessi ed altre funzioni de'Pon-

del

tefici,

come

de'loro treni, pi volte


si

ri-

in questo Dizionario ta

nomina-

dall'ubbidienza dello zio Gredi S.

questa guardia, non riuscir disieno


riuniti

gorio XII. Divenne successivamente

scaro che qui

alcuni
ci

camerlengo
di

R.

C,

patriarca

cenni sulla medesima, secondoch


fu dato di rinvenirli. Essa
si

Costantinopoli, o di Gerusalem,

componevaufficiali,

me
XII
to

quindi
a'

dallo

stesso

Gregorio
crea-

di

un

capitano, di diversi

di di

9 maggio

del
di

i4o8 fu
s.

due
il

troml>ette, e di
:

un suonatore
il
i

Cardinal prete

Pietro ai

timpani

aveva,

oltre

capitano,

Vincoli, arciprete della basilica vaticana,

tenente, la cornetta,

sergenti

o ca-

con amplissima facolt dapnel

poi conferitagli dal Pontefice Martino

po truppa, e i forieri. Le corazze erano quarantotto, divise in quattro


corpi

143

1-

Nel

1428 fu

ognuno

de'quali

si

componeva
con-

inoltre incaricato di riformarla col


clero, se abbisognasse. Inoltre fu ab-

di dodici corazzieri.
sisteva in

La montura

Zenone a Verona, legato ed Alemagna per ordine del medesimo Gregorio XII, ed in appresso da Martino V venne spedito alla legazione di Siena e Perugia, Generoso verso i poveri, li sovveniva quanto poteva; e cedette ai Benedettini due ricche
bate di
s.

in Francia

uniforme, e calzoni di color bleau, mostre rosse, e cappello bordato; sul corpetto rosso ponevano la corazza d'acciaio, che rlcuopriva il loro petto, e da tal corazza la guardia prese il nome di corazze, o corazzieri.

L'altra

montura

di gala era eguale e per la forma,

e pei colori alla giornaliera,

meno

COR
il

COR
e
di Araceli stavano schierale

III

giiarnitnenlo di

galloni d'oro,

due nuoche
al

qualche altro ornamento. Le armi adoperale dalle corazze erano la


spada, la carabina, e
le

ve compagnie
passaggio del

do' dragoni,

Papa

fecero armonio-

pistole.
il

so concerto di piffari, e altri stro-

NoTaes nella vita di Clemente X, t. X, p. 282 dice, che Innocenzo X,


origine,
eletto nel

In quanto alla

menti da fiato, e dopo seguitarono la compagnia delle corazze fino al


Laterano. Nel ritornare
apostolico
il

al

palazzo

1644 istitu le corazze, e che Clemente X riform nel 167 i


la

Papa non

cavalc,

ma

and

compagnia

di

esse.

Ma
p.

nella \ita
1

di

Paolo V, tomo IX,

25, che
della

fu innalzato al pontificato nel i6o5,


il

medesimo autore parlando


ampliazione del
quirinale, fatta

grandiosa
apostolico

palazzo

con due Cardinali palatini, accompagnato da numerosa cavalcata, e dalie compagnie de' cavalleggieri, e corazze. Nel possesso, che nel x'j'xi prese Innocenzo XIII, chiudeva la cavalcata la
in carrozza

da quel
vi
i

Pontefice,
se

aggiunge

che
per

erescavalli

ancora

una

stalla

della guardia

delle

corazze.

Nella

compagnia delle corazze, comandate dal loro capitano marchese dei Cavalieri. In quello del 1758 di Clemente XIII, dopo le compagnie
de' cavalleggieri,
delle

raccolta fatta dal

Cancellieri delle

proseguiva

quella

Descrizioni
Pontefici,
si

de'solcnni
rileva in

possessi dei

corazze, alla testa delle quali


il

quello

del

cavalcava

marchese

de' Cavalieri

1670 preso dal mentovalo Clemente X, che dopo il vessillifero, ed cai

valleggicri, veniva altera, lU dicitur,

preceduto al solito dalle trombe e dai timpani della compagnia, ed in sequela di essi veniva
tuttala fanteria pontificia. Nel possesso
I 769 di Clemente XIV, dopo le due compagnie de' cavalleggieri, e dopo le consuete trombe e timpani, avea luogo la compagnia delle

loro capitano,

di corazze, sub suis offcialhus


ganter, et i'enusle,

ele-

more

mililuni de-

del

cora tis. Nella nota egli avverte il lettore con queste parole: ecco una nuova guardia di cavalleria aggiunta allo splendore della cavalcata del

corazze con alla fronte

possesso.

Le

altre notizie sull'inter-

vento delle corazze nelle cavalcate


de'solenni possessi de'Papi alla basilica

il marchese Gaspare de' Cavalieri loro capitano, chiudendosi la cavalcata da tutta la fanteria pontificia. Intervennero

lateranense,
Cancellieri,

desunte

desimo
presso

dal mevengono qui ap-

nei

possessi

l'

ultima

volta

le

co-

razze,

nel

1775 per

quello preso

da noi

riportate.

Nel 1689, pel possesso di Alessandro Vili, dopo i soldati colle


laiicic

da Pio VI, precedute dalle proprie trombe e dai timpani, e dal marchese de' Cavalieri capitano ,
Orazio Grassi, e marchese Olgiati officiali, chiudendo la cavalcata la
fanteria pontificia.

incedevano
e

le

corazze del cav.

Crispoldi,
di fanteria

una compagnia comandala da Federico


poi
colle lo-

Colonna.

Le corazze erano

Tutte
eziandio

le

corazze
i

intervenivano

ro bande turchine, e bianclie.

Nel 1700 pel possesso di Clemente XI,


i

do

il

dopo cavalleggieri, quanPapa recavasi alla cappella


le
s.

appresso

Cavalleggieri (f^edi), se-

col treno di cavalcala per

capaltre

guiva

la

compagnia

delle

corazze

pelle della

ss.

Annunziata,
san Carlo,

Filip-

del detto cav. Crispoldi. Nella piazza

po, Nativit,

ed

, ,

112
cavalcale,
e

COR
nella

COR
ti le,

solenne proces-

due

laterali ai

due

corpi

sione del Corpus Domini,

come

si

di guardia, cio de' cavalleggieri, e

ha dal Bonann, ed
ni di citt, era
il

altri

autori.

delle corazze.

Sopra di questi por-

Nelle cappelle ordinarie, e nei tre-

toni vi sono trofei, ed


litari

Papa

seguito da

allusivi
il

un capo
ze.

truppa, con dodici coraz-

ancora

emblemi mia dette guardie. Dice Venuti, che esso architeti

Nel treno di trottate giornaliei

to fece tutti

comodi

necessarii per

quando Pontefici vi si recavano con una sola carrozza, appresso


ro,

l'abitazione de* cavalleggieri e delle

corazze, con istalle pei loro cavalli.

a questa incedevano

le sole

corazze,

Gio. Pietro Chattard,


scrizione del

Nuova
ec.
t.

deIli

una la precedeva, il capo truppa andava allo sportello, e tre corazze seguivano la carrozza. Per tali servigi resi da questa guardia, non
che per altre circostanze, si possono vedere gli articoli Viaggi, e ValEGGIATURB
Treni.
in
tali

Faticano ,

pag.

341, capitolo XIX, Quartiere

per la guardia reale delle corazze pontificie j dice quanto segue ( avvertendosi eh' egli pubblic la sua opera nel lySy): E indubitato,

De' PONTEFICI,
il

non chc
si

che

Quando

Papa

recava
seguite
de' Car-

quartiere avesse

cappelle ec. in carrozza, sem-

pre
dalle

le

corazze cavalcavano

due prime carrozze

dinali, eh'

erano in quella del Papa.


il

Nella detta processione eiano le corazze seguite da tutto


battagliorossi.

Apprendiamo dal Lunadoro, Relazione de* soldati


chiamati

tempi un tal sua situazione presso il palazzo Vaticano ed in ispecie in Borgo Pio , come ne fa fede il conte Bernardino Bernardini , nella sua elegante ed esatta Descrizione dei Rioni di Roma alla pag. 1 8 ; poich per le investigate notizie certe , avute da persone degne di
nei
trascorsi
la

ne della corte di Roma, t. H p. 271, che la compagnia delle coraz,

fede

le

medesime corazze per


dov'
spet-

lungo tempo risiederono


al presente

ze a cavallo, insieme a quella

dei

un

palazzotto

cavalleggieri pure a cavallo, vegUa-

tante agli eredi Ferruzzi esistente,

va

guardia del corpo e de' pae che la compagnia delle corazze aveva il capitaalla
lazzi

apostolici

no, e

l'uffiziale

detto

cornetta

anche al di d'oggi, in detto Borgo Pio ; ed in appresso nel palazzino denominato della Piegina in Borgo Nuovo. Ma da che
i

dipendeva da monsignor commissario delle armi. Nei treni di citt se-

sommi

Pontefici trasferirono la
al

loro

residenza

Quirinale
altro

guivano
dici

la carrozza

del

Papa do-

fino dal pontificato di

Clemente
quarDio-

cavalleggieri, e dodici corazze.

XI,
tiere

le

fu assegnato
nelle

moderna, tomo 1, pag. i54, Del palazzo della Consulta dice che Clemente XII, con architettura del cav. Fuga
RidolfinoVenuti,
,

Roma

stabile

Terme
;

cleziane vicino ai granari


la

onde

sola

memoria

di esso vi ri-

masta. Innalzato
di

nel
il

pontificato

eresse questo sontuoso edifizio

ri-

Clemente XII

sontuoso pasul

partendo la facciata principale dalla parte della piazza del Quirinale in


tre portoni quello di mezzo introduce alle scale, ed al gran cor:

lazzo della Consulta

monte

Quirinale predetto, quivi, unita-

mente
gieri

al

quartiere

de' cavalleg-

a destra, ed all'altro delle

, ,

COR
iora77.e a
"
sinislra, fu

COR
data stabile
i

n3
dopo pas-

'

opposta
sato
le

della basilica, e situatasi


all'

j)L'riuuu;n7.a_,

con

tutti

comodi
'

dirimpetto
il

obelisco,

iiecessaiii
stalle.

per la loro

abitazione

treno del santo Padre, e

In

tempo

di

sede vail

guardie nobili, continu l'ono-

canle viene assegnato loro


tile

cor-

revolc

accompagnamento
al Quirinale.

del so11

degli archivii, ove

si

labbri-

"
>

vrano sino
vestiario

suo

ca uri aisotto di tavole per loro

consisteva
,

in

un pajo

>'

trattenimento durante ve ".

il

concia-

'

di
di

coturni

calzabraghe lunghe

La guardia
razze
si

pontificia

delie

co-

>

dopo l'invasione di Boma fatta dalle armate francesi repubblicane nel 179B, n pi si ripristin. Pio VII diede una pensione a quelli, che la componevano il perch leggiamo nella descrizione del possesso preso nel 1801 da quel Papa, che appresso alle Guarestiuse
;

panno bleau con loro pelle un giaco di panno giallo ed una marsina di panno bleau con paramani gialli, corame bianco
,

con sua cartocciera, e bandoliera con molletta d'acciajo. L' armadi squadroappesa nella bandoliera, ed un paio di pistole. Le selle a uso di cavalleria con

mento era composto

ne, carabina corta

Nobili [Vedi), succedute alla guardia de' cavai leggieri, seguivano i dragoni a cavallo e chiudevano
die
,

loro sciabracca

di

panno bleau,
intorno
all'

erano

guarnite
giallo

all'

di

panno
j

con
di

cifra

estre-

la

pompa

della

cavalcata
ec.

le

car-

mit dei pezzi


notante
:

un C.

e P. de-

rozze

Siccome i dragoni in parte subentrarono a fade' Cardinali

Cavalleria

Pontifcia.

>

Questa nuova guardia


al servigio

destinala

re presso

il

Pontefice

il

servizio delle

corazze, quindi, oltre

quanto
Milizie

di lo-

'

ro diremo all'articolo
tificie

Pon-

>

campacaserma alla Consulta, che prima era occupata


di citt e di

gna

ha

la

sua

{Vedi), non riuscir

discaro

che qui sia aggiunto il seguente cenno, tratto da una nota del Cancellieri fatta alla

descrizione del pos-

I dragoni formava" no dieciotto file a tre di fronte, con un sergente e due caporali. Marciava alla testa 'il capitano

sesso suddetto:

dalla compagnia de* Corazzierij > e monsignor maggiordomo ne > dispone , con intelligenza della congregazione militare ". CORBEJA, Gorbia, o Corwei.
Citt vescovile
ni
,

degli

stati

Prussia-

nella

provincia

di

Westfalia
in

sulla riva sinistra del

Weser

una

Gioacchino Reali, comandante di questo corpo, seguitato dal tenente Giuseppe Leoni suo aiutante, e da una tromba, col sottotenente alla coda Carlo Natali. Giunto il santo Padre alla basilica lateranense, questa truppa
si

amenissima

situazione.
la

Corbey era

pi

Corbeja o antica abbazia

dei benedettini

di Germania. Nell'anno 822, a richiesta del primo suo abbate Adelardo, l'imperatore Lodovico I il Pio fond questa ab-

bazia nella foresta


l dal
la

di

Solingen di
al-

schier in ordine di parata alla

Weser, gi appartenente
,

sinistra della chiesa, ove

rimase

" fino

dopo

la

benedizione Papale.
la

luogo precisamente chiamato Helhi, od Heclii


Sassonia
e nel
in

Indi riprendendo
'

sua prima
alla parte

un

paese

sterile,

nel

quale non

formazione
VOL.

si

condusse

potendo prosperare

la erettasi

ab-

xvii.

Iwsemoifvfc

^oU^^

, ,

ii4
Ijjizia,
si

COR
disegn poco dopo di trastene
il
t.

COR
1,

p.

573, Vctcr. Scriplor),

portarla in
se quindi

un
il

sito migliore.

Si scelsul

PontelicQ Anastiisio

IV

nel

'Ji4

luogo
s'

di

Corwey
il

concesse l'uso dell'anello

sua

vita

Weser, ed
i

ivi
si

innalz

nuovo
tutti

durante, cui
re Adriano

l'

immediato successoaggiunse
l'uso dei

monistero, e

trasportarono

IV

monaci, unitamente a quelli pervenuti dalla celebre, e ricca abbazia di Gorbia, o Corbeja di s. Benedetto in Piccardia, per cui la nuova abbazia per distipguerla da quella di

sandali, e della dalmatica; insegne

allora tutte proprie de' soli vescovi.

V.

il

inoltre l'abbate di

Martene a pag. 616. Divenne Gorwei principe


nel

dell'imperio,

circondario

di

Francia, fu chiamata

Picco-

Westfalia, finche Pio

VI

elev l'ab-

la o

Nuova

Gorbia.

cagiono della

bazia a diocesi e seggio vescovile

rinomanza dell' abbazia francese, donde deriv questa di Sassonia, ci permetteremo qui un breve cenno storico. Gorbia fu mi' abbazia eretta nel 657 ^^ ^' Matilde regina di Francia presso Amiens. S. Teodofredo vi pose alcuni monaci di Luxcvil, e ne fu egli il primo abbate.

facendo primo vescovo di Corbeja,


nel concistoro de' 18 giugno 1792,

Teodoro Brasech
cesi

di

Lohausen
,

dio-

di

Golonia.

Dipoi

nel

conci-

storo

stesso

La

regina, Glotario

IH suo

fi-

del primo giugno 1795, lo Pio VI fece vescovo di Gorbeja Ferdinando de Lunick di Glewel diocesi di Golonia ; ma fu l'ultimo vescovo, dappoich essendo
stata l'abbazia nel

glio,

e molti Papi arricchirono l'abdi privilegi,

i8o3

secolariz-

bazia

secolo gi

non

la

per cui nel IX cedeva a veruu'al-

zata, e concessa, per le vicende dei

tempi, per indennizzazione al principe di Grange,

tra della Francia.


distinti

Da

essa uscirono

quindi

nel

1807

come s. AncaPasquale rio apostolo del Nord Ratbert, Retramme, s. Gerardo, ed altri. Dopo varie disgraziate vicenpersonaggi,
,

divenuto

il

suo territorio parte del


territorio

regno Westfalico, e finalmente passato essendo


e la citt nel
sia nel
il

medesimo
col-

dominio della Prusil

de, nel

618

vi

s'

introdussero

i8i5,

Papa Pio VII,

benedettini della

congregazione

di

s. Mauro, che la ristorarono. L'abbate di essa era conte di Gorbia, e signore spirituale e temporale del-

r autorit della bolla , De salute animarurn, data a' 26 luglio 182 i, colla quale circoscrisse le diocesi
degli stati del

re di Prussia, sop-

la citt.

presse la sede vescovile di Gorbeja.

Ritornando a Corbeja, o Corwei, abbazia di Sassonia, diremo che in progresso di tempo molte possesfurono inper cui divenne potente a segno, che il suo territorio giungeva a cinque miglia
sioni, e molti raonisteri

corporati

questa

grande, ed assai Evvi una biblioteca doviziosa d'interessanti manoscritti. Vi si tiene una fiera annuale di sette giorni ; ma questa citt poco abicattedrale

La

decorata.

tata.

GORBINIANO
Frisinga
in

(s.),

vescovo di

quadrate di Alemagna di cie, con diecimila abitanti dipendenti. Al suo abbate do (ci che poi ebbero
suoi successori

superf-

Baviera.

Ghartres
anni

come

si

da essa Wibalanche i ha dal Mar-

nella diocesi di Parigi,

nacque que-

sto santo, e quivi per molli

men ma
,

vita solitaria. Recatosi a


in

Roper

progresso di

tempo

COR
secondare la molla
divozione

COR
che

ii5

CORDILO,
drillus.

Corydalus, seu Co-

aveva all'apostolo s. Pietro, vi form la sua dimora in una celletta non molto lungi dalla chiesa del
suddetto principe degli apostoli, in
sino a che condotto dalla obbedien-

Sede vescovile della seconda

eretta nel quinto secolo secondo Commanville, e sottoposta alla metropoli di Pirgi.
Panfilia,

za al

santo

Padre, acconsent

di

essere consecralo vescovo, ritornan-

do

alla

Vangelo.

sua patria per predicarvi il Fu poscia nella Baviera,

CORDONE. Se del cappello, V: r articolo Cappello ; se per Collana, V. V articolo Collana ; se per cinto o cintura, V. l'articolo Cinto. V. inoltre Cordone di s. Francesco.

e convert molli idolatri. Posta la sua sede episcopale a Frisinga, seppe con mirabile accordo congiun-

CORDONE,
mato Ordine

Ordine.

Fu

chia-

del cordone giallo

una

gere

gli

esercizi della
alle

pi alta con-

societ che gli scxttori

qualificano

templazione

cure indefesse dell'a-

postolico ministero. Incontr la disgrazia di Grimoaldo, duca di Baviera,

da Enrico IV re
del

per ridicola, e perci venne abolita di Francia, sotto


istituita, con primo dicembre 1606. Se ne fa fondatore un duca di Nevers, che la compose di cavalieri cattolici ed eretici. Erano obbligati i suoi membri ad aiutarsi scambievolmente, persino con depermettendosi prestanze sinaro no a cento scudi. J^, il p. Helyot

quale era

stata

e di Biltruda sua illegittima moglie,

lettere patenti del

perch con quella apostolica

libei't

che
Il

il

distingueva, areali
dell'incestuoso
lo

rimpromorte,

verati

matrimonio.
dalla

Signore

scamp

che per assassinio da quella rea principessa veniagli preparata: fu costret-

to per a fuggire, e morti

il

duca

la

duchessa, ritorn alla sua se-

Storia digli Ordini, pag. 419.

ec. toni.

Vili,

dove dopo una vita santissima pacificamente mor nel

de

in Frisinga,

CORDONE

DI

s.

Francesco.

780. Il nome di lui ricordato nel martirologio romano. CORDELIERA Ordine. V. CixTo, Cintura o Cordeiliera, e l'articolo

Specie di fune con nodi che portano per cintura diversi Ordini,
tanto di religiosi, che di monache,
i

quali riconoscono

s.

Francesco di
perci

Cordone

di

s.

Francesco.
del-

Assisi

per loro istitutore, e

CORDELIERE. Monache
l'

Ordine di s. Francesco, istituite da Bianca figlia di s. Lodovico IX


re di Francia, la quale essendo restata

chiamansi Francescani {J^edi), come i minori conventuali, i minori


osservanti,
ti
i

cappuccini,
lo

riforma-

ec.

ec.

Essi

portano bianco

di

vedova Leone e

di

Ferdinando IV, re
fece fabil

di lana, e di corda,
de' penitenti nero.

mentre quello

di Castiglia,

bricare in Parigi
le

monistero per Cordeliere nel sobborgo di san

confraternite

Marcello.

Il loro vestiario si approssimava a quello de'Cordellieri. V. Dizionario degli Ordini religiosi^ e

Vi sono delle Cordone di san Francesco, che abbracciano non solo i religiosi, ma anche le persone dell'uno e l'altro sesso. Per ottenere le indulgenze, concesse dai somdel

mititari,

pag.

204.
religiosi

mi
minori di
chidine.

Pontefici

tali

pie

societ,

CORDELIERI,
s.

Francesco,

f^.

Francescano

sono obbligati a recitare ogni giorno cinque


confratelli e le consorelle

ii6

COR
noster, colle

COR
il

Pater Gloria Patrij e portare il cordone, che tutti i religiosi possono dare, ma che dev'essere benedetto, con
propria orazione
l'Ordine.
Il
,

^ve Maria j ed

della cristianit, e persino da' Cardinali,


stinti
lizio

vescovi, prelati,

ed

altri

di-

personaggi. Concesse al sodalo stesso

Pontefice
i

tutte

le

dai superiori del-

Pontefice

Leone

ap-

prov la pia pratica di portare, il cordone di s. Francesco, e vi concesse anche indulgenze. L'istituzione primaria per onorare le ritorte sofferte

Papi avevano accordate all'Ordine Francescano, ed all' arciconfratei'nita del Gonfalone


indulgenze, che
di

Roma.
Volendo
inoltre
Sisto

V,

che

questa divozione fosse pi

partico-

da Ges Cristo nella sua

passione, e le corde con cui fu avvinto, e per meditare la sua passione

medesima, affine di
ci libei' colla

star cauli per

non

cadere nei lacci del peccato, da cui

larmente propria dell' Ordine dei minori conventuali di s. Francesco, diede ampia facolt, privativamente, quanto ad ogni altro, al ministro generale di detto Ordine e suoi
successori, di erigere
simili

sua

gloriosa morte.

confra-

Anna

di Bretagna, regina di Fran-

ternite colla partecipazione di tutte


le

cia, istitu

l'Ordine della Cordeliera

grazie,

ed

indulgenze

concesse

{Vedi), in onore delle corde


fu legato
il

onde
nella

alla

prima
la

istituita

in Assisi.
p.

Congenestale

nostro
gli

Signore
diede
il

fer inoltre al

medesimo
che
erette

sua passione, e

nome

rale,
le

facolt di aggregarvi quel-

appunto della Cordeliera^ per la gran divozione, che aveva a san


Francesco
il

confraternite,

fossero
nelle

canonicamente
colanti,

chiese

d' Assisi,

di cui portava

tanto dei conventuali, che dei zoc^


riformati, e cappuccini, col
di
tutti
i

cordone.
11

Opere pie di Roma, capo XllI, Del Cordone di


Piazza nelle
s.

godimento
do.
Il

privilegi e fa-

vori, in qualsivoglia parte del

mondipoi

Francesco a^ ss. Apostoli, racconta che il Pontefice Sisto V, per rendere pii segnalata e cospicua la divozione verso il padre s. Francesco, e insieme accrescere

Pontefice

Paolo

conferm questa confraternita. CORDOVA (de) Aguillar Alfoxso,


Cardinale.
^.

Aguillar.
(de)

venera-

CORDOVA

Fernandez Luicr,

zione all'Ordine al quale aveva ap-

Cardinale. Luigi Fernandez de Cor-

partenuto, nella chiesa


tuali

de'
il

convenalta-

di

Assisi, sotto
il

cui
lui

re maggiore riposa
rabil corpo, eresse

di

vene-

dova nato a' 22 gennaio dell' anno 1696 in Montilla, feudo di sua casa nell'Andalusia, era nipote materno
del

od approv colEx supremae la costituzione die 19 novembris i585, Bull. Rem.

Cardinale Luigi

Porlo-

XX

carrero, arcivescovo di Toledo.

Da

toni.

IV, pag.

166, l'arciconfratercosi

Linocenzo XIII fu fatto nel 1721 canonico di Toledo, e da Clemente

nita de' Cordiglieri,

detta dal

cordone di
citare
i

s.

Francesco, con eseral-

XII decano della stessa metropolitana. Abbandonato di poi il ricco


patrimonio di sua casa, che gli proveniva per la morte dell' unico suo
fratello, seguitando la
stica,

confrati, e le consorelle

cuni

pii esercizi,

e portare

il

cor-

done ad imitazione
fu
gi

di quello usalo

via ecclesia-

dal santo patriarca. Tale divozione


praticata
ia

nel concistoro I75i4>


fi-^

de' 18

dicem-

diverse

parti

bre

^'^

Benedetto

XIV

COR
creato prete Cardinale, e

COR
ad
istan-

!i7
mor

air et di cinquantatre anni,


in

venne za del re Ferdinando VI promosso nel 1 755 all'arcivescovato di Toledo ad onta della sua resistenza,

Madrid
la

rito

a' 6 maggio 1777. ^^^' confidenza del suddetto Caril

lo

III,
i

quale
pi

lo

consultava in
del re-

che

non

si

lasci

vincere

se

tutti

negozi

difllcili

non dalle preghiere del sovrano, e dal consiglio dei teologi. Mor in Toledo a' 26 marzo 1771 d' anni
76.

Pastore vigilantissimo fu

egli,

frugale,

nemico dei
i

fasto,

pieno di

bont verso
le

miseri, e tutte volse

sue cure nelle opere della benevergini,

gno, tanto religiosi che politici, ed il suo parere era cos saggio che pi volte s* ebbe 1' approvazione dei tribunali supremi di Madrid. CORDOVA {Corduben.). Citt con residenza vescovile nell' Andalusia, capo luogo di provincia. Que,

ficenza e della religione, sia nel do-

tare

le

nel
nei

mantenere
seminari,

poveri

giovani

nel

sta citt antichissima e celebre; deliziosamente situata a piedi di aspra montagna di uno dei rami

sovvenire
le

gli ospedali,

e nel fornire

della
di

Sierra Moi*ena,

all'ingresso
sulla riva
,

chiese di sagri

arredi.

sendosi mai

recato in
titolo,

Non esRoma, non


cappello di

una vasta pianura, e


da

destra del Guadalquivir


attraversato

ebbe n

il

il

Cardinale.

pietra di sedici

che vien ponte di arcate, lungo tre-

un

bel

CORDOVA

Spinola de la Cer-

cento sessantaquattro braccia, e largo

ea Bo:vAVENTURA, Cardinale. Bonaventura de Cordova Spinola de la Cerda, spngnuolo, nacque da nobilissima stirpe in Madrid a' 2 3 marzo

nove e mezzo con immensa opera costruita da muri, per mano degli arabi. Cordova residenza delle
,

principali autorit

della

provincia

1724- Abbracci lo stato ecclesiastico, e divenne arcivescovo di

del suo

nome, ed
,

di aspetto gra-

JVeocesarea in partibus, e patriarca


delle Indie, e gran elemosiniere del

ve, e tetro, per le sue muraglie semi-arabe e semigotiche. Forma un quadrato lungo, ed costrutta a

re di Spagna Carlo III.


fice

Il PonteClemente XIII, nel concistoro de' 2 3 novembre 1761 , lo cre Cardinale di s. Chiesa, e per mezzo del pontificio ablegato monsignor Antonio Palafox gli rimise la berretta cardinalizia. Per morte di Clemente XIII il Cardinale an,

modo
pecchie

di

anfiteatro.

Guernita

di

mura
,

fiancheggiate da gran-

di torri

presenta

un

vasto recinto,

in gran parte occupato

da

ameni

giardini

romani
vasi
in

porzione fu fabbricata dai e l' altra dai mori. Troqualche modo divisa que-

sta citt in
est

d
gli

al conclave, e concorse

all'

ele-

due parti , quella ad ebbe dai mori il nome di Ajarcitt orientale, e quella

zione di Clemente
confer
s.
il

XIV,
e

il

quale

quia, cio

suo
in

titolo presbiterale

all'ovest chiamasi
cristiani

Almedina

che

di

Lorenzo
nel

Pane

Perna che
,

chiamarono Villa. Ha Corvastissimi, e boschi

riteneva

cardinalato

oltre

il

dova sobborghi

cappello rosso, e l'anello cardinalizio


,

interi di olivi, aranci, e cedri.

Anle

quindi
fide,

lo

nomin membro

guste, tortuose, e sporche


vie

delle sagre

congregazioni di Propadella visita apostolica

della citt
di

la

quale

sono per
Si

di-

ganda

decorata

belle fontane.

e della disciplina

regolare.

Giunto

stingue tra le

principali

piazze la

, ,

ii8

COR
ambedue
zione.
santi

COR
in

maggiore chiamata Correder, pei' la sua estensione, simmetria, ed ornato, non che pei comodi suoi porSono degni di menzione gli tici. avanzi di un palazzo de' re mori denominato Aleazar, ove prima
risplendeva
il

molta

venera-

Cordova
vi

al tempo che l re mori facevano la loro x-esidenza, come

capitale dei tre regni

dati nell'Andalusia, era

da loro fonmagniOca
le

lusso

il
il

pi fastoso,
palazzo vescoquella

in ogni genere, vi

si

coltivavano

meritando menzione
di
s.

scienze e le arti, aveva

una famosa

vile, la chiesa dei Martiri,


s.

universit, era florida per commei'cio, e manifatture, e

Francesco, ed il collegio di Paolo. Della meravigliosa cattesi

contava pi
,

di trecento

mila
c'u'ca

abitanti

ridotti

drale
so.

terr discorso

in

appres-

verso
la,

il

XVII

secolo a sessanta mi-

Un

antico palazzo dei goti,

un

edora a
storico

trentacinque mila.
degli
,

famoso haras reale, ch' il meglio mantenuto di tutta V Andalusia meritano pvire osservazione Fuori
.

Uno

parlando di Cordova,
s

dice che la capitale

ora assai decaduta

Onniadi che mal

delle

mura
di

l'

odierno palazzo
si

dei

potrebbe credersi che


to torrente sia
1'

questa citt

monarchi
miglior

Spagna ha maestosa
mantiene
la

somigliante quasi a letto d'inaridiantica

apparenza. In esso
razza
citt
i

Cordova

de' cavalli

andalusi.

vantata tanto
leghe
dieci

dagli

storici,

e dai

era assai commercianromani , ed i mori , ed anco per due secoli sotto gli spagnuoli, ma ora molto decaduta, pi conserva che qualche fabbrica,

Questa

poeti; che nel suo recinto di dieci


di lunghezza racchiudeva mila contrade , ottantamila palazzi, novecento terme pubbliche,

te sotto

fra le quali

rammenteremo
,

quelle

di cuojo all' uso de' mori, che chia-

masi
chine.

cordoi'ano

pelli

inarroc-

Cordova

la patria dei

due

Seneca, del poeta Lucano, di Averro, del gran capitano Gonzalvo

Fernandez, meglio conosciuto sotto nome di Gonzalvo di Cordova di Paolo Cespedes, pittore, architetil

duecento mila case, e comandava a dodici mila villaggi, tutti calcoli per che sembrano esagerati. In questa citt, secondo S trabone, abitarono i primi romani, che incominciarono ad entrare nello Spagne, e, secondo Silio Italico, ai romani stessi se ne deve la fondazione, avanti la seconda gueri-a punica, e specialmente il suo ingran-

to, e scultore,

dello

storico

Am-

dimento
Marcello,

si

attribuisce

al

console

brosio Morales,

del celebre rabbidi Gongoi'a-y-Agore,

no Maimonide,
che vuoisi
gnuoli
ni di di
il

principe dei poeti spa-

Certo che in tal' epoca essa portava il titolo di Colonia Patricia perch di fatti ivi era usi stabi,

del suo

tempo,

di

Giovan-

lite

delle famiglie patrizie.

E certo andi-

Mena,

altro celebre poeta, e

cora, che
i

tanti altri. Nei fasti ecclesiastici

Cordova fu la prima citt, cui l'omani ebbero nella Spagna col


Convenluf, ed avente
battere
il

pure celebre Cordova; ed Eulogioj prete di

titolo di
ritto

una

delle primarie fa-

di

miglie della citt, sostenne

glorio-

tanto

moneta. Divenne considerabile, che Strabon


di eguagliarla a

samente
e

martirio nell'anno 859, Perfetto prete ne\\\, anno 860


il

non dubit
ne del pari

Gades

o Cadice pel commercio, vantandol'

ricevette

la

palm

del

martirio,

estensione, la fertili

COR
ti

COR
gli

119
1'

delle

sue campagne, e
I

altri

Quanto

all'

suoi pregi.
iiironu

goti se

nell'anno

ne ImpadroSya. Dipoi nel

l'aspetto di fortezza,
principale,

ha non ha porta come sono tutte le moesterno,


edifrio

693

fece questa citt


,

resistenza

ma

si

cedere alle forze

una ostinala vide obbligala a dei mori, coman-

schee, l'ha laterale.

Vuoisi

clic

in
di

origine

1'

edifizio fosse

un tempio

Giove, quindi cangiato in moschea,

date

dal

generale

Abderamo

il

dopo

essere stato
,

ridotto a

chiesa
fu ri-

quale avvenimento accadde ncU'an-

cattolica

nella qual

forma

no 170 dell'egira dei maomettani. IVon and guari che Abderamo ribellatosi contro il califfo di Damasco suo signore, si fece re del paese che costitu in fiorentissimo regno, stabilendo Cordova sua re,

r aboHzione del bugiardo culto Maomettano. Nell'interno una selva di colonne, che sono pi di ottocento cinquanta, disposte a zig-zag, alte da circa dieci piedi, vengono sormontate da due
archi
l'

tornato dopo

sidenza, e capitale de'suoi stati.

Dui

uno

all'

altro

sovrapposti.

r capitale, sino a che regnarono

Da tramontana

di lui successori, cio sino al i236,

epoca in cui

il

santo

i*e

Ferdinancitt, e

mezzogiorno le colonne sono pi distaccale, perch trentasei su d'una se ne contano


a
linea in tutta larghezza

do

III

s'impadron
sede

della

della

moef-

del regno.

schea, e
vescovile

diciassette sole nel senso

La
le,

vuoisi fondata, secondo

Cordova Commanvildi

opposto,
al

formanti un magico

fetto. Il cgistianesimo

neir anno 3oo,

'

e secondo altri,

proprio culto
,

appropriando questo splendido

nel principio del quarto secolo. Nella


vita di
s.

edilzio

ha
araba

costruito

una
.

chie-

Dionisio Papa, che mor

sa

cristiana
dell'

nel

centro

medesi-

l'anno 272, si legge, che scrisse una lettera a Severo vescovo di Cordova,

mo
capo duto
all'

moschea

Questo
per-

lavoro

architettonico
accessorio
edilzio

quale per dagli eruditi stimata apocrifa. La sade fu sottoposta alla metropoli di Toledo, come
la

come immenso

in

mezzo
lo

che

rac-

chiude,

collocato

precisamente

lo tuttora,

ma

coli'

invasione degli
ri-

nel centro della

aiabi rest soppressa, e solo fu


stabilita nel secolo XIII,
s.

moschea in modo da chiudere ogni varco all'aria, ed

dopo che
Lione
e

alla vista, e pi di

un

centinaio di

Ferdinando
cangiando

III

re

di

mori dalla citgran moschea in cattedrale. Questa magnifica moschea fu eretta nel 692 dal re Abderamo, ed un edilizio, di
di Castigiia, cacci
i

colonne furono tolte .per innalzare il santuario al vero Dio. Una,


pi esatta descrizione
l'

t,

la

loro

si

legge nel-

Album

giornale letterario di Ro-

ma, volume V, num. 33. Ci limiteremo ad aggiugnere, che altri dicono lunga
la cattedrale
,

cui nella penisola


le s

non avvi
,

l'egua-

cinquecene contener

per grandezza

ziosit:

che per prela vastit consiste in un imdi quattrocento


,

to trentaquattro piedi mille colonne di bel


spro,

essa trentotto navate sostenute

da

menso quadrilatero

marmo

e dia-

venti piedi di lunghezza

quatric-

trocento di larghezza

oltre la

chezza
solfilto

nei

marmi

il

risplendente

dorato, e tante decorazioni.

con diciassette porte. Altri raccontano in fine essere la forma quadiverse cappelle si quadrata, con all'intorno, lunga seicento venti

I20
larghezza

COR
j

COR
rono nel concilio Sardicense e vennero ammessi alla sua comunione coloro, che quel concilio avca ricevuti. Fabricio in Synod., Regia, t. Ili, Labb tom. II, Arduino tom. I. Il secondo concilio adunossi l'an-

piedi, sopra quattrocento


<li

quaranta con quattrocento co-

lonne di marmi diversi, come diaspro, alabastro


,

marmo

nero, ec.

sostenenti le trentotto navate, e con

ventiquattro porte.

La
no
i

cattedrale dedicata all'Assun-

zione di

M. V.

in cielo, ove
ss.

si

venera-

no 852,
colto

cio

un

conciliabolo rac-

corpi dei

Martino,

Aciseli, e

Vittoria,
altri

non che molte

reliquie di

per ordine dei re arabi maomettani, massime di Abderamo, o


III, ad
istigazione

santi, tenute

con molta decen-

Abdel-Rhaman
di Reccafredo,
rales

za.

abbondantemente provvista
i

che

al

dire di

Mo-

di sagre suppellettili, arredi, e pa-

era

metropolitano,

sospinto

ramenti, fra
santa
'gi
le

quali primeggia

un

da un
contro

falso zelo, e dal

timore di
si

ciborio prezioso per racchiudervi la


Eucaristia.
Il

spiacere ai maomettani. Si dichiar


i

suo

capitolo

martiri;

laonde

condi

di

ha otto dignit, sulquali gode la preminenza quella decano, con venti canonici comricchissimo
il

dann
quelli,

il

martirio
si

volontario

che

offrivano da se stessi,

presi

teologo, ed

il

penitenziere,
dieci

ed il culto che loro si rendeva. Il perch molti mali piombarono sulla


chiesa di Cordova, e sulle altre chiese; fu posto quindi in prigione il vescovo di Cordova, con molti sacer-

non che trenta prebendati,


tri

maggiori, e venti minori, oltre alpreti


,

cappellani addetti al-

l' uffiziatura. Vi il fonte battesimale, e la cura d'anime esercitata da quattro sacerdoti. Oltre la cat-

doti, fra' quali

s.

Eulogio, non d'alsue


istruzioni.
,

tro colpevole che di avere incoraggilo


i

martiri colle
nel

tedrale vi sono altre tredici

chiese

Egli

Memoriale

Sanctorum

parrocchiali con fonte battesimale,

una

collegiata sotto

il

titolo di

s.

combatt questo concilio, e poi fu martirizzato con un gran numero


di cristiani
,

Ippolito, e diversi conventi, e


nisteri

di religiosi, e di

momonache
,

nella persecuzione dei

seguaci

in

uno a

varie confraternite laicali,

intervennero

seminario con molti alunni, monte


di
piet, ospedali,

ed

altri

pii

luo-

ghi di beneficenza.

La mensa

ve-

Al concilio metropohtani di varie Provincie. Regia tom. XX. Labb tom. VIII. Arduino tom. V. CORDOVA {Corduben.in Indiis).
dell' Alcoi'ano.
i

scovile tassata nei libri della ca-

mera

apostolica, ad ogni
,

nuovo ve-

scovo, in fiorini mille

e quindici.

Concini di Cordova.
Il

Citt con residenza vescovile nell'America meridionale, nella provincia del Tucuman. Cordova, o la nuova Cordova, capo luogo del governo del suo nome, provincia di Buenos-

Ayres. Sta in

un terreno
fertile

piuttosto

primo

concilio

di

Cordova

paludoso,

ma

presso alla Pu-

chiamato Cordubensc, fu celebrato V anno 347 ^^^ grande Osio vescovo di Cordova, mentre altri lo rijiortano
all'

cara, che va a perdersi in


salso.

un

lago

Le sue strade sono


e le case

pulite,

lastricate,

anno seguente. In

esso

strutte.

La

piazza

molto bene codel mercato


,

vennero condannati quelli che Io fu-

vasta , e cinta di

grandi

belle

COR
fabbriche.
ncndeiiti
sit.

COR
fatto

121
,

Vi sono due collegi dida una rinomata univer

vescovo

di

Cordova
dell'

chiesa

eh'

surtraganea

arcivescovo

(Cordova

popolata
i

di
si

spal'un-

de
la

la Piata,

ossia Charcas.
di osservazione

i^tiuoli,

e di negri,

primi

Bella e

degna

de-

no ascendere a circa due mila , e secondi a pil del doppio. Cordova l'u fondata da Girolamo Cabrer, clie cos la cliiam a cai

cattedrale,

dedicata a Dio sotdi

to
gli lo.

r invocazione
apostoli,
11
i

principi

santi Pietro, e
si

Paocin-

capitolo

compone
i

di

gione

della

somiglianza
di

della sua
Il

que dignit
la

di cui la

prima quelcanonici,
i

situazione a quella
re Filippo
la

Spagna.

del decano, oltre

V,

nel secolo

XVIII,
in

beneficiati detti
pellani,
al
i

porzionari,
i

cap-

fece

capitale del
il

Tucuman,ed
capo

preti, e

chierici addetti

luogo degli stabilimenti de' Gesuiti in questa parte dell' America, Dopo la emancipazione dalla Spagna, si forseguito divenne

servizio divino.

La cura

parroc-

chiale, esistente nella

cattedrale,

in questa citt

il

vessillo

della

opposizione, per cui molto dovette


soffrire

affidata ad un rettore. Nella medesima cattedrale evvi il fonte battesimale, e si venerano alcune reliquie. In Cordova vi sono altre

nelle

guerre

civili.

quattro chiese parrocchiali

col

sa-

La

sede vescovile di Cordova fu

gro fonte

tre conventi cU religiosi,


di

dal Pontefice Pio IV nelr anno 56o e secondo altri da s. Pio V nel 1370, cio secondo quelli che con Commanville forse confusero l'istituzione di questa sede con o s. Miguel s. Jago de 1' Estevo Fanwn Sancii Michaelis de Malta. Certo , che nella istituzione le fuistituita
1 , ,

due monisteri
sata
cesi

monache

ospe tas-

dale, seminario ec.

La mensa

in fiorini trentatre.

Questa dio-

fu ingrandita, con
s.

dismembraGiovanni de

zioni di quella di

Cuyo
rio

con

1'

autorit delle lettere


il

apostoliche, che

Pontefice Gregoa'

XVI eman

19

settembre
saito

rono assegnate per mensa vescovile In .seguito per le sei mila pezze. vicende de' tempi cess di essere
seggio episcopale, e in tutto
colo
il

1834.

CORENTINO
mo

(s).

Questo
s.

viene creduto discepolo di

Maro
di

se-

tino di Tours, ed onorato per pri-

XV III

non

si

rinviene

memo-

vescovo di Cornovagfia,

ria di alcun suo vescovo. Ala final-

mente venne

ripristinata la sede nei

Quimper nella bassa Bretagna. Non si pu veramente fissare il tempo


in

primi del corrente secolo dal sommo Pontefice Pio VII, che nel concistoro
fece

cui

visse,

raccontare

con
chie-

sicurezza delle sue geste.


sa,

La

de'

9 settembre
Rodrigo

vescovo

i8o5 ne Antonio de

di cui

fondatore,

dedicata

alla

santa Vergine,
citt di

Orellana della diocesi di Placencia.

nome. La
di

non che al suo Kemper, o Quim-

Dipoi nel i83o Papa Pio Vili fece


vescovo in partihus di

per ritrae dal suo

nome

il

titolo

Comana

Be-

nedetto Lascano di Cordova, dichia-

randolo vicario apostolico di c[uesta


diocesi; quindi
il

medesimo prelato

Quimper-Corentino. Viene onorato nei giorni, i maggio, 5 settembre, e 12 dicembre. Molte chiese di Francia vantano di conservare
porzione delle
ossa di lui

dal

regnante

Gregorio
luglio

XVI

nel

sue spoglie;
si

alcune

concistoro de' 11

i836,

fu

principahneute

ono-

Ili
lano
Parigi.

COR
nella ba<iia di
s.

COR
Vittore
in

ed erano obbligati
ordini.

ad avvisare

il

vescovo, acciocch rimediasse ai dis-

CO REPISCOPO.
me un
o
la

Chorepiscopus.

Per
i

la disciplina della

Chieloro
i

Cliamavasi una volta

con

tal

no-

sa sui corepiscopi fu varia secondo


i

prete, che esercitava alcune,

tempi, e

luoghi, e cos

maggior
nei

parte
castelli,

delle

funzioni
e

diritti

e le prerogative. In oriente

vescovili,

e villaggi,
il

ch'era

rigiaardato

come

vicario

ebbero pii potere, e dai vescovi non furono quasi mai


corepiscopi
di

del vescovo.

buon occhio
erano

rimirati, specialmen-

Questo nome deriva da Choroii regione, conti'ada, piccolo paese. Corvescovi, vicari de' vescovi^ coadiutori de'vescovi, vescovi foranei, villa-

te nelle Gallie, e

ve

molti.

nell'Alemagna doIn fatti non si


i

trova mai, che tra


to loro

greci sia sta-

impedito

il

cresimare, conloro fu-

ni episcopi, furono chiamati ne' capitolari

sagrare chiese, e vergini, e fare altre funzioni,

di Carlo

Magno

lib.

7, e.

che proibite

187. Fra questi alcuni erano consagrati vescovi, e non solo cresimavano,
plici

rono tra

latini.

Non

ostante ave-

ma

eziandio ordinavano

mi-

nistri della Chiesa. Altri

erano sem-

vano il diritto di confermare i neoalcuni casi, siccome fiti, almeno in lo dimostra Rabano Mauro, il quale dice
stituiti

sacerdoti, di
ai

un grado supedi

che

corevescovi furono

i-

riore

comuni, cui presiedevano

per aver cura de'poveri, aci

a nome del vescovo facendo in


lui
vili,

cioccli
vi di

rustici

non

restassero pri-

aiuto altre funzioni

non

vesco-

questo sagramento. Assistevagenerali,

dalla confermazione in fuori, che da diversi concili era loro vietata. V^. Carol. de Fresne Glossar. tom. II p. 547. Il Chardon, Storia dei Sagramenti p. 1 2 i De' corevescovi, e loro prerogative, dice, che anticamente i corevescovi o corepisoopi facevano

no ai concili avevano voto


tavano
i

nazionali,

deliberativo, vi

por-

suffragi, sottoscrivevano coaltri vescovi

me

gli

in molti

concili,

ma

come non

si

vede
facile

sapere se godessero

tali

prerogati-

un

certo

ordine di
il

ve in virt della loro dignit, ovvero comie vicegerenti de' vescovi,

mezzo

tra

il
i

vescovato e

sacer-

dozio, e che

corevescovi cos chiadestinati


alla

che li mandassero ai concilii, quando non potevano intervenirvi personalmente.


rici

mavansi per essere campagna, cio alle


terre dipendenti
vile,

Una

delle loro pi ordii

piccole citt

narie funzioni era l'ordinare

chiei

dalla

citt vesco-

minori nelle parrocchie, cio


esorcisti,

e che perci
nelle pi

facevano la loro

lettori,

e suddiaconi.

co-

dimora

remote parti
vescovi

del-

revescovi della diocesi di Cesarea in

la diocesi,

ove

non poteri-

vano andare.

N
t,

slamente

corepiscopi

siedevano

nelle terre e piccole cit-

Cappadocia se ne abusarono, aramettendo nel clero molti indegni senza esame, e mossi dagli altrui uffizi. Quindi s. Basilio gli riprese
acremente,, e

ma

sopx'a le chiese vicine,

avevano ispezione ancora o dipendenti.


la

comand

loro di

non

fare per l'avvenire tali ordinazioni,

Dovevano vegliare sopra


ta de'preli, diaconi,
ci;

condot-

senza prima dargliene avviso,


si

come
vet.

ed

altri chieri-

pu vedere

nell'epistola

i8i

avevano

diritto di

ammonirli,

cd'U.

COR
Tutfavolta sembra non potersi negare,

COR
cattolico gli suoccdeta: tanto
ciso nel
fli
i

123
de-

che

niassitne

neiroricntc,

concilio

Niceno
i

per conto

corevescovi abbiano goduta la prerogativa di ordinare anche sacerdoe diaconi, bench con dipendenza dal vescovo. Ci apparisce
ti

de* vescovi Novaziani,

quali

per

non
che

avevano
gli

maggiore
corevescovi.

autorit,

altri

dal concilio di Antiochia.


lio

Il

conci-

sono su di ci esempi favorevoli, e contrari. AlcuNell'occidente. vi


ni

di

Ancira, anteriore all'antibpiti

riconobliero nei corepiscopi l'au-

cheno, fu
pi,
>

favorevole

ai

corepisoo-

torit di
coni,

ordinare sacerdoti, e diaaltri la

dicendo

il

canone

i3:

Non
i

sia

mentre

negarono. Venella

permesso

ai

corevescovi

ordinar
preti

ro per, che non godettero molto

" sacerdoti, n diaconi,

tempo
Siviglia

di tal
Il

prerogativa

della citt senza la permissione del " vescovo in iscriflo ne'Iuoghi non soggetti alla loro giurisdizione
Altri inlci pretarono, ch'
a'

Chiesa latina.
di

secondo

concilio

loro la tolse,

come anvergitii,

".

permesso
e

che la consagrazione delle la benedizione degli altari,


posizione delle
iuranti,

la

corevescovi

ordinar

sacerdoti,

mani

agli eretici

imab-

diaconi ne'Iuoghi della diocesi loro

la

consegrazione

della

commessi,
le citt,

ma

non gi
terre.

preti del-

cresima, le quali cose espressamente volle conservare a' vescovi

od

altre

Era

neces-

ad e-

saria questa avvertenza, perch giusta


tri
il

sclusione d'ogni altro. Nelle Gallie, e


in Aleraagna
i

concilio di Neocesarea, ed alantichi,


i

vescovi s'inasprirono

monumenti

preti

di di

citt

erano considerati

di

pi

grandemente control corevescovi, o perch abusassero di loro potest, o


perch alcuni prelati
lasciassero
zioni,

quelli di villa.

A
e

cagione dei canodi

meno

zelanti,

ni d'Antiochia,

Ancira,
in

non
epi-

ad

essi l'esercizio delle

fun-

sembra dubitarsi del carattere


scopale
de' corevescovi

ch'erano loro proprie. Le cose

oriente

arrivarono a segno,
di Carlo

che

al

tempo

bench venissero ordinati dal vescovo diocesano, senza assistenza di verun altro, dappoich non avrebbero potuto ordinare sacerdoti, anche colla dipendenza dal vescovo, se non fossero stati vescovi, ad onta di quanto dice il padre Morino, con altri teologi, e canonisti. Deposto Armentario dal vescovato per
essere stato

Magno

si

dubit delle orquindi


i
'

dinazioni di sacerdoti, e diaconi fatte da' corevescovi,


i

secolari

non permettevano, che


cresimassero
i

corevescovi

loro figliuoli.
i

ter-

minar

le contese,

vescovi di

Franar-

cia nell'anno

799 spedirono un

civescovo in
il

Roma
s.

per
III.

consultare
L'arcive-

Pontefice
s'ebbe

Leone
per

ordinato contro
soli

ca-

scovo

risposta,

che

la

noni da due
spettare
litano,
il

vescovi, senza a-

questione gi era stata definita dalla sqnta Sede,


ti

consenso del

metropoper

cio

che

sacerdo-

de'cottprovinciali, fu

e diaconi fatti dai corevescovi

non

indulgenza fatto corevescovo in

un

cantone delle Alpi


volta

marittime. Taleretico

quando

un vescovo
si

erano validamente ordinati, e che si dovevano dedicare di nuovo le chievergini, senza se, e consecrare le

ritornava alla chiesa,

faceva co-

timore di
pontificio

i*eiterazione.

Piacque

si
il

revescovo nella diocesi a cui apparteneva, ed alla

ai vescovi francesi,

che
,

ai tedeschi

morte del vescovo

decreto

lo pubblica-

124
del

COR
di

COR
Ralisbona,
l'inviolabi-

rono in un concilio
quale
le osservanza.

ordinarono
s.

Per consultato
Nicol
I

di
so-

novale dispule nella Francia, come in parte riusc essendo stata di molto ristretta la potest de' corevescovi;

poi nel nono secolo

ed Ebbone, arcivescovo di
li

pra questo stesso argomento da Radolto arcivescovo d Bourges, rispose: Voi dite che i corevesco

Reims

distinse

ne' suoi statuti

da' preti

ordinari

nella

sola

ispe-

zione sulla condotta de' ministri ecclesiastici


,

vi

hanno

ordinati
i

sacerdoti,

potendoli
si

ammonire
,

da alcuni vescovi vengono deposti, e da altri riordinati. Noi diciamo che non si dee n punire gl'innocenti, n reiterare le ordinazioni, e
diaconi
cost,

quali

correggere quando
tanati dai
die' egli:

fossero allon-

propri Giusta
e

doveri
i

perch
Innocen-

decreti de' somI,

>'

mi
7,0

Pontefici Daraaso
I,

conscrazioni
vi

poich

corevesco-

sono

istituiti

ad
si

imitazione
episco-

ci che hanno fatto col ministero del su" premo sacerdozio, nullo, essenI,

Leone

tutto

dei settanta,

n
la

pu dubitare
eniiii
,

che abbiano
pale.

dignit

Ad forinam
Ma- perch

yo chorof-

episcopi

farti surit

qaos quis
sagri canoni
si

duhitet cpiscoporwn habiiisse

ficia?

pi'oibiscono che ciascun


pri qualsiasi
la
si

appropas-

funzione,

acciocch

dignit del vescovo


ai

non

corevescovi, e quindi l'onor


si

do abbastanza provato , che non " sono differenti dai semplici preti". Il p. Morino procura di sostenere questa opinione, lo che necessariamente lo impegna a provare che i semplici preti per commissione del Papa, o della Chiesa possono ordinarne degli alti'i, citando molti autori che scrissero avanti il XII secolo non molto periti della storia
ecclesiastica.
I

di lui

avvilisca, noi vietiamo loro

corevescovi

adunque

di

far cosa alcuna contro le re'. I

gole
sione,
crit,

teologi, e

canonisti

qualificano per saggia

questa deci-

nella giusta medioconservando a'vescovi le loro preeminenze, non degrada i corevescovi, ma vuole che sieno
sta

che

perch

erano soggetti al vescovo, che g' impiegava a suo talento, e a lui dovevano render conto del loro operato; laonde non meraviglia, che a lui se ne lasciasse la scelta, e l'ordinazione
lui vi

perch nessuno pi di aveva interesse, n erano che


,

subordinati
cesi:

al

prelato
le

della

dio-

suoi

vicarii,

o cooperatori,

la cui

non annulla
,

loro fatte ordi


reiterarle,

potest poteva egli ampliare, e restringere


sito.

dinazioni

proibisce

come giudicava a propo-

pi guardinghi per l'avvenire per non irritare i vescovi, i quali vedevano mal volentieri che si usurpassero quegli uflizi, che loro giustamente spetta,

vuole

che sieno

Se poi i corevescovi ricevessero una particolare consagraziodice il Chardon che se erane, no veramente vescovi, ricevevano
la

Qonsagrazione episcopale, a riser-

vano, ed erano disposti


piere.

di

adem-

Con

tal

prudenziale

contegno

va che questa facevasi da un solo vescovo se poi erano semplici preti, ricevevano la sola sacerdotale. Tut:

senza entrare nella questione dommatica se i corevescovi fossero vescovi o no, era
facile sopire le riu-

tavia presso gli orientali


re,

si

pu
si

di-

che aravi un

rito particolare pei

corevescovi, la cui formola

legge

COR
nel rituale de' maroniti
cobiti, e
,

COR
o
de' giaaraldi.
si

12)
93, quale governap.

Bernini,

Stona ddh:
I,
il

eresie,

nel

54 de canoni
vi

che

s.

Datnaso

Nella chiesa poi occidentale noti

va iu tal ti;mpo la Chiesa


vescovi,
ziani.

univer-

pu afFermare, che
nazione,
s

fosse

parti-

sale, tolse a' vescovi l'aiuto de' corefoi'se

colare cerimonia per la loro ordi-

a cagione

de!

Nova-

perch non se ne trova vestigio negli antichi rituali e pontificali,

di

perch i corevescovi tra noi furono introdotti pii tardi


s

dilatato

Nel terzo secolo, essendosi molto il cattolicisnio, e abbraci

ciandolo in folla
le,
i

rustici

delle vil-

che nella Chiesa di oriente. Ma da (juando i corevescovi abbiano cominciato, e finito nella

corevescovi

si

resero in qual-

Chiesa

lo

andiamo compendiosameHte a
gravi autori.

dire,

che modo necessarii, e quindi di molto si moltiplicarono. Due di lox'o si rinvengono sottoscritti fra i
vescovi del concilio
di Neocesarca,

coU'autorit del Chardon, e di altri

quindici nel Niceno, cinque in quelecclesiastiche


lo

Le prime memorie
de' corevescovi

di

Cappadocia,

altrettanti

iu

rimontano al principio del quarto secolo, ed ai canoni dei summentovati concilii di Neocesai'ea,

Isauria,
trettanti

due
in

in quello

di Siria, al-

quello

di

Bitinia,

uno

nel concilio di Cilici.

ed Questa

e di

Ancira.

S.

Ignazio,

assistenza de' corepiscopi ai concilii

che parla sovente de' gradi minori del chiericato, e il concilio di Elvira, che fece leggi per tutto il clero,

fu per privilegio

siccome pure fu
degli

accordato in seguito agli abbati mitrati,

ed

ai

generali

Ordini
s.

inclusivamente

dai

vescovi

ai

regolari.

La seconda
fa

apologia di
,

chierici minori,

non fanno parola


diciamo di
s.

Atanasio

vedere

che
Il

v'

de' corevescovi. Cos

corevescovi

nell' Egitto.

erano quarto

Cipriano, che visse sino alla


del terzo secolo.
i

met
dei

Ci non pertanto
antichi

corevescovi sono pi
concilii,

due memorati
stabilito,

giacch essi

ne parla come di un ordine inferiore a quello dei vescovi , e superiore a quello dei sacerdoti, perch in effetto avevano
concilio generale

ne parlano come di
poich,

un
il

ordine gi
di sopra ac-

potest episcopale, ed altronde erasoggetti al vescovo diocesano. Dice ancora che Eutichio, corevescovo di Aulara , si fece capo dei quartodecimani, eretici che volevano celebrar la pasqua nella XIV luna di marzo, in qualunque giorno
cadesse.
Il

come
i

no

cennammo,
glio,

repressero

loro orgo-

e prescrissero
Il

termini

onde
stati

contenersi.

perch

essendo
,

que' due concilii orientali


credere che la primiera

si

pu

istituzione

de'corevescovi sia stata fatta nel Ponto, nella Galazia, e nelle circostanti

concilio di Sardica

te-

Provincie,
parti

altre

orientali

donde sar passata alle verso l' anno


credere

nuto nel 347, e il Laodiceno, del 364) stabilirono che ne' piccoli paesi
vi

fossero
.

corevescovi

ed

pe-

270.

cos

muove

la ri-

flessione,

che anche i Novaziani avevano i loro corepiscopi , usanza che sicuramente non avranno presa dalla Chiesa cattolica dopo la
loro disunione. Di fatti

mossero que' padri a tal determinazione, per non avvilire la dignit vescovile , per non concederla a tutti i luoghi, ed una tal discipUna fu posta in uso, quanriodeuti
Si

abbiamo

dal

do

si

divisero e qualificarono le cit-

126

COR
il

COR
nome
cat-

t dalle castella, ottenendo

Tutto
cilio

ci

di citt solo quel luogo, che

da

di

Mcaux

confermato dal conil quale cos si


,

tedra vescovile era illustrato, e restando fra i castelli annoverati quei


paesi,

esprime: se il vescovo della citt, M o per mollezza, o per girar li

che da un corepiscopo, o da un periodeuta governa vasi. I periodeuti

beramente
le

o per

erano

visitatoli

ecclesiastici

delle ville,

ed

altri

piccoli luoghi

delle diocesi, invigilando sui costu-

r a' loro doveri, sappia che sar sot toposto a sentenza canonica ".

fuori della sua diocesi, sue infermit permettecorevescovi oltrepassare i

mi

de' fedeli.

Questo

uftzio fu istiF^.
il

Lo
vi

stesso
si

si

nota

ne' capitolari

tuito nel concilio Laodiceno.

scorge che l'ambizione de' coi

Macri a
di

tal vocabolo.

revescovi stimol

principi

ad

agitorli

Nelle chiese di occidente pi tar-

re di concerto coi vescovi per


di

comparvero

corevescovi. Il con-

cilio

di Pez, tenuto nel


parli,

4^9 ^
di

J^

mezzo. Ecco le loro parole: AbM biamo giudicato a proposito, che

primo che ne
si

facendo

mencui
slati

zione di quell'Armentario,
in questo concilio
nuiti
i

" in avvenire non si facciano core vescovi, perch fino ad ora quelli

detto di sopra. Essendo


di

che ne fecero ignoravano


creli

de-

molto

dimisi

de* santi Padii, e de' Papi,

loro privilegi,

non

pu

>
>

che molto prima esistessero, non per in gran numero. Ne parlano bens le lettere di s. Damaso I, di s. Leone I, e di Giovanni HI, che alcuni tengono apodubitare
crife,

non cercarono, che il loro riposo, e piacere ". In tal guisa i


e
l'

vescovi, conoscendo

inconvenien-

za di aver per vicarii uomini adorni del carattere vescovile, pensaro-

no seriamente a
rigi,

disfarsene.

come immaginate da qualche


nemico de' corevescovi
li
:

tarono in pi concili,

Ne tratcome di PaMetz, ove


di

fiero

tut,

di Ratisbona, e di

tavolta r impostura

pregiudic

fu rivocata in dubbio l'autorit dei


corevescovi, e fu risoluto
lirli.
i

si

pu

dire

che contribu

alla

loi'o

soppi'essione,

ne' secoli

massime quando VI e VII si moltiplicale

Ci non pot
si
il

corevescovi

aboed mantennero nel pofai"si

subito,

rono, durante

guerre, impercioc-

tere per tutto

nono

secolo, e solo

ch allora

principi

davano
solo

ve-

verso la met del decimo


insensibilmente
tolti

vennero

scovati a persone

avide

delle

per

un

tacito

rendite, le quali volentieri

scarica-

accordo de' vescovi orientali ed occidentali,


i

vano

sui corepiscopi le loro

incomleggi

quali

si

l'iserbarono
cui

le
i

benze, lo che diede loro motivo di

funzioni episcopali,
cipreti [Vedi)

facevano

usurpare qne' diritti, che non accordavano. Quindi


sciplina,

le
si

corevescovi, e trasferirono agli


le

Ar-

resero
la di-

altre

loro prerola

cotanto odiosi, che riformata

gative,

le
le

quali sono

ispezione
la

anche pel zelo


i

di

Carlo

sopra

chiese di

villa,

correso-

Magno,
liarli,
,

vescovi cercarono di

ed essi studiando di nersi vennero fatti que' conciliari decreti che tanto restrinsero la loro autorit, siccome superiormen,

umimante-

zione degli abusi,

l'autorit

Queste prerogative degli arcipreti sono bene ricordate in un concilio romano, o, come altri
pra
il

clero.

vogliono, di

te

dicemmo.

cominciare del

Ravenna celebrato al decimo secolo con

COR
qiiesfo canone: - Acci
il

COR
popolo di
il

i?.7
il

>,

Dio non rest privo di soccorso, vogliamo che in ciascuna pieve


si

)>
})

facciano arcipreti,

quali veil

glino

non

solo sopra

popolo,

"

"
j

anche sopra il clero, e s'informino della loro vita, e de' loro uffizi per darne conto al vescovo. N questi si scusi con dire che d' uopo non ha di arcipreti, perch per quanto ei sia capace, tuttavia spediente che divida con altri il proprio fai'dello e com'ei regge la chiesa matrice, o cattedrale, cos questi preti reggano le chiese soggette. Dessi per altro tutto riferiscano al vei
"

ma

Bingamo, ed il Basnage sostennero che i corepiscopi fossero veri vescovi. Fra gli scrittori cattolici sono a noverarsi il Tournely, de Sacram. ordnis quaest. VI, p. 216, ven. edit., come quasi la pensa il citato Chardon. Pi comune per altro tra' nostri
Beveragio,
il

Cave,

teologi l'opinione

che

i
:

corepicos
il

scopi fossero semplici preti

Antonio Agostino, l'Estio , a' quali si possono aggiugnere i protestanti Salmesio, de Dominis,
e
il

Turriano,

Forbesio.
dirsi

possono

Di questa sentenza anche coloro, i quali


corepiscopato
sia

vogliono, che

il

per

s stato uffizio di soli preti,

come-

scovo, e senza

suoi ordini

non

M ardiscano imprendere cosa alcusj na ". Questo progetto di dividel'e

gli

uflizii

de' corevescovi
i

cio

gli

episcopali ai vescovi, e

sacer-

ch alcuna volta da' vescovi per accidens esercitato. Tra i difensori di tal opinione , cos spiegata da Tournely, si noverano il Tomassino e il Morino, e ad essi pu aggiungersi
il

dotali agli arcipreti, fece abolire a

poco a poco tutto il loro ordine. Finalmente i corevescovi durarono pi lungamente presso i Sirii

clesiastica sul
cilio

Cabassuzio nella Notizia ecXIII canone del con-

Ancirano pag. gS. Ma niuno ha questa con pi vigore sostenuta


del

ed
ed

altri

orientali, e in
,

alcune parti
in Treveri
antichi

Wi tasse,
Ad
il

e conti'o

questo paril

della
in

Germania
Colonia

come

ticolarmente se la prende
raglia difensore di quella

p.

Sba-

ma

dagli

erano ben diversi, ed erano come una specie di vescovo del coro nelle
cattedrali.

nione.

altri

prima opipiacer non perClencis^


l'

tanto pi la sentenza di mezzo, che

In fatti a Treveri eranvi quattro dignit col titolo di corepiscopo,

propose
lib.
I,
e.

Bellarmino de
17,

e rinnov
et

Hallier,
sect.

come superiore
gli

del

coro.

de sacris
5,
e.

Elect.

Ordinai.,

Altri dicono, che ai corevescovi suc-

cedettero
presso
i

Arcidiaconi
e presso
i

Vedi

latini,

greci gli

che alcuni corepiscopi fossero preti , ed altri anche vescovi , la quale opinione
2, 2 e seg., cio

Esarchi [Fedi), o deputati del patriarca per la visita delle


dei monisteri.

sembra
fatti,

la

pi conforme

ai

narrati

chiese e
,

V. Suffraganei
i

CoREPiscopi, e Vescovi.

Sulle diverse questioni, che


logi
s

teo,

perch spiega, come accaduto, che i corepiscopi hanno molte volte amministrato la sagra ordinazione. Non si deve finalmente tacere,

cattolici

che

protestanti

che molti
fino
ai

cattolici, e

parecchi
i

sulle controversie ch'essi

sempre

fe-

eretici, pretesero fare risalire

cor-

cero sui corepiscopi,

non

dispiacer

episcopi
stoli,

tempi degli Apol'attribuisce al pri-

che qui riportiamo alcuni sentimenti


de'

Mosemio

medesimi sciitton. L'Ammondo,

mo

secolo, Slor. eccl.

primo secolo

128
par. par.
II,
Il,

COR

i3,
Jitstit.

COR
Slor.

Chris t.

fu la sede della repubblica delle


Isole Jonie.

cap. 2,

17.
.

La

citt in

generale non

CORFD'
dell' isola

(Corryren.)

Citt con

u bella, n

ben fabbricata,
di

ma

residenza arcivescovile, capo luogo


del suo

pu

dirsi

una piazza
11

nome

nel

maie
uniti

tissima.

guerra forsobborgo di Rastrados

Jonio, e capitale degli Stati


delle
Isole Jonie.

Essa costiulta
in

occupa una parte del sito dell'an\' altro tica Corcyra sobborgo Man:

in riva al
terra iu

mare

una lingua
anfiteatro
,

di

druccio resta a destra


Il

della

citt.

forma

di

ma

suo porto non grande, potenvascelli

quasi triangolare.

posta in parte sodella


il

do ricevere soltanto
cantili,

mer-

pra

un promontorio

costa

ma

la

orientale, ai cui piedi evvi

porto,

sicura, ove le

rada assai vasta e flotte stanziano sendi esso

ed in parte sulla vicina spiaggia, che guarda l'Epiro, ed quasi in due porzioni divisa, la pi estesa delle
quali quella della parte di terra, e
la

za pericolo ; fu dichiarato porto franco


,

e r apertura

segu

il

giorno primo settembre 1825.


soletta di

L'i-

minore

l'altra

che guarda

il

ma-

re, ov' la fortezza

al

vecchia, mentre nord sul monte san-Marco esiste la fortezza nuova, la quale occupa un angolo della citt. Questa fortezza fu fabbricata dalla repubblica

Vido , r antica Ptycha , che resta in faccia a Corf, occupata dal lazzaretto sanitario, ed
difesa
terie
,

da una triplice formando per

fila

di bat-

cos

dire le

esterne fortificazioni del porto.

Vi

sono molte e ben costruite caserme,


e fra
si
i

veneta per dominare l'esteriore


te d'

monper-

palazzi,

quello

del senato
,

bramo, poscia spianato,


il

ch
la

turco Barbarossa

assedianlc

per l' architettura e pegli ornamenti. Delle sue chiose


distingue

citt,

La

fortezza della

r vea occupato nel iSSy. Campagna po-

parleremo in
te
si

appi'esso.

Ultimamend'ordi-

scoperto

un tempio

una eminenza ben fortificata, e difesa da ogni lato. Il castello di s. Angelo guarda e difende
sta sopra
il

porto. Il porto ed il castello sono muniti di tutto ci, che pu ren-

dere una piazza di

guerra

capace
miglio-

ne dorico, che si suppone fosse dedicato a Nettuno, ed a Bacco. Sonovi pure ampli cantieri da costruzione e la via per giungere alla fontana di Crissida, ed alla distrutta citt di Chersepoli, non che ai
,

della maggiore resistenza, principal-

giardini d' Alcinoo. Allo zelo di lord

mente dopo
gl' inglesi.

le fortificazioni

rate, ed erettevi dai fiancesi, e dajEd perci, che

con ras\
il

gione
dello

si

celebra

Corf,
texTCStri.

qual momilitari

Federico North, conte di Guilford, devesi la fondazione in Corf della prima universit greca de' tempi moderni. Egli superando insormon-

di

propugnacoli

marittimi, che
monticello di
s.

Anche

Salvatore, posto a

r apr con sedici novembre 1823, e vi pose pure una doviziosa biblioteca.
tabili

ostacoli

cattedre nel

sinistra fuori della citt,

ridotto
delle

Questa
dai

citt
,

credesi
se
,

fabbricata

modo
di

di

cittadella.

Una
citt
,

Corinti

ma
si

ne

ignora
nell'

il

cittadelle

separate

dalla

per
resi-

tempo. Solo
piade

sa

che

olim-

mezzo

una spianata

la

denza attuale del governatore, o alto commissario inglese, giacch Cor-

5i

per lo

XIX, o nell'anno di Roma meno l'ampliarono essi


segu

sino aU'ai'ca odierna. Corf

COR
la sorte, e
le

COR
111
1'

129

molte
turchi
,

volte

vicende dell'isola, e venne minacciata dai


assedio

trasportate dalla fortezza le reliquie^


di s. Arsenio. Il capitolo prima era numeroso, ed ora si compone di quattro dignit, la prima delle (juali l'arcidiacono, di sei canonici compresi
il

memorabile

del 1716. I turchi in numero di quarantacinque mila lo incominciarono il 5 luglio, e lo spinsero vi-

teologo, e
,

il

penitenziere, di
altri

22 agosto, in cui precipitosamente lo abbandonarono durante la notte, dopo essere stati


ai

vamente sino

due mansionari
cano, eh'
la

ed

preti e
11

chierici pel divino

servigio.

de,

seconda

dignit

respinti

in ogni assalto.

Nel

17 18

la esplosione di

terr
il

una polveriera atun quartiere della citt, cio castello vecchio, non che l' arsedi

parroco della cura della stessa cattedrale, ove vvi il fonte battesimale. Egli ajutato in tal ministero da un sacerdote. Nella fortezza

nale, e molte abitazioni


colari,
colla

parti-

vecchia vi

l'altra

parrocchia nella

morte di parecchie persone. Durante la ultima guerra,


questa citt resistette alle forze inglesi
,

chiesa della beata Vergine del Car-

mine, dove fu
ternita.

istituita

una confra-

La

chiesa della b. Vergine

non

si

arrese che nel

8 1 4-

1'

sede vescovile di Corf nelesarcato di Macedonia , apparteall'antico Epiro, fu


,

La

agostiniani.

Annunziata era gi appartenente agli La chiesa della b. Ver-

nendo

eretta,

gine del Rosario un antico oratorio di gius patronato laicale. Lcj


chiesa della b. Vergine del

secondo Commanville nel quinto secolo, ed era suffraganea di Lepanto. Ebbe un arcivescovo onorario
di
rito greco,

Tene-

do apparteneva
Nella chiesa di

ai
s.

minori riformati. Nicol, apparsi

residente nel-

tenente al

comune,

vede

il

mau-

l'antica capitale

dell'isola di Cor-

soleo dell'imperatrice Teodora, tras-

f, chiamata Paleopoli, o
poli, sulla riva del

Chersomare, con sua


repubblica di
delfece

portatovi da Cipro nel

i436. Pri-

meggia per sopra

tutte,

non

solo

cattedrale.

Quando
di

la

fra le chiese della citt,

Venezia nel i386 s'impadron


l'isola

ma
cia,

ed isola, anche fra tutte quelle di Greil si

questa citt, vi

ricco e celebre santuario, in

porre dalla santa Sede un arcivescovo latino, quantunque non vi


fossero allora di -questo
g'

cui

custodisce

il

ridione, vescovo di

corpo di s. SpiTremitunte in
deila
citt e

rito, che

Cipro

protettore
intei'a.

individui

veneti.

Dipoi

furono

dell' isola

Essa

doviziosa

dichiarate suffraganee di Corfi, le

di sagri arredi e suppellettili,

ed

sede vescovili di Zante, e Cefalonia,

giuspatronato della nobile famiglia


13ulgari corfiotta.
si

come

lo sono tuttora. I greci dicono che Giasone, e Sofipater, o

La

diocesi di

Corlu

estende per tutta

l'isola;

e la

men-

Susipatro,
la

luce

hanno recato del vangelo. La

nell'isola

sa arcivescovile tassata ne'libri della

cattedrale

camera apostolica
Dell' incontro
all'

in fiorini tre-

dedicata a

Dio sotto l'invocazioil

cento.

solenne fatto

ne dei
giore,

ss.

Giacomo apostolo
di
s.

mag'-

dagli ebrei
fi,

arcivescovo di Cor-

Cristoforo.

Questo

e molto interessante, se ne trat-

magnifico edificio venne eretto nel


vneto.

ta all'articolo Ebrei, (f^edi).

1670 dall'arcivescovo Labia patrizio Nella cattedrale sono state


VOL.

CORFU'.
la

Isola del
la

mare Jonio,

prima, e

pi importante delle

xvn.

,,

i3o
selle isole,

COR
che compongono
la re-

COR
me, o
alla

voce fenicia Schara,c]v

pubblica Jonia, situata all' ingresso del mare Adriatico alla foce del
golfo di Venezia, e presso la costa

significa isola del


i

commercio;

il

per-

ch anche suoi antichissimi abitanti furono sempre rinomati. Fu


dipoi chiamata

occidentale della Turchia Europea,

da cui separata mediante un canale. Quindi a buon diritto si chiam r antemurale dell' isola contro le ottomane incui-sioni. E coperta l'isola di colline, ed interrotta da

Corcyra, come latinamente tuttora si chiama, e secondo Diodoro Siculo venne cosi
,

detta dal
cui

una ninfa da Nettuno ebbe un figlio nomidi


,

nome

nato Feaccj che fu eziandio

il

pri-

un

piccolo

numero

di

pianure.

La

mo

re dell' isola. Allora


i

si

chiam
si

sola montagna, che rinchiude, Mavrona situata nella parte settentrionale. Gode Corf di un clima mite a segno, che sembra una primavera anche nell'inverno; per va

Phaeacia, e
ro.

suoi abitanti

dis-

sero Phaeaces sino dai tempi di


Altri fanno derivare la Corcyra dall'araba Carcara ,
in cui
si

Omevoce
ossia

tei'ra

vive

in

sicurezza e

soggetta a repentini passaggi d'atmosfera dal caldo al freddo, e viceversa.

in pace, e quella di

Phaeacia dal-

l'araba Phaich, che significa

un

po-

pure soggetta

ai

terre-

polo per ricchezze,


Vuoisi ancora

dignit

e vir-

muoti ed alle malattie epidemiche. Conia r isola pi di sessanta mila abitanti , la maggior parte di rito
greco, e molti cattolici di
rito la-

t oltre ogni altro ragguardevole.

me

di
,

cyra

che il presente noCorf derivi dall' antica Cor^ o dal nome greco Coripho,
,

tino, essendo vene nella citt di


fi

stabilmente

pi

di
i

due

Cormila
i

che dagli
diede ad
volosi

scrittori

del

medio evo

si

un

alto
isola.

promontorio

di
fa-

senza comprendervi

negozianti,

questa stessa

Lunghi e

marinari, soldati ec, che sempre

si

trovano in porto. Sotto il governo de' Veneziani dividevasi l'isola in quattro territori chiamati Balie ^ cio di Oros, di Argiru, di Mezzo, e di Allescliimo o Lencdno. L* isola di Corf pu considerarsi , in qualche modo, come la chiave dell'

sarebbono i racconti dei suoi primari abitanti, come degli Argonauti quivi approdati con Medel matrimonio di essa con dea
,

Giasone, vato dal


di

dell'

arrivo

di

Ulisse

sal-

naufragio, del
in

passaggio

Enea

vicinanza

queste

spiagge, e di tanti altri favolosi racconti.

Adriatico, avendo sempre

avuto

un' importanza politica.

suo primo nome fu quello di Drepane voce greca che significa


Il
,

stata popolata

Sembra pertanto che da una

l'

isola sia

colonia di

falce, dalla sua figura, eh' precicris

da Chersicrate, o Cherporate della famiglia degli Eracorinti condottivi


clidi
,

samente di una falce. Fu detta a cagione della sua forma


ovvero,
,

Mabisi

circa

vina di Troja

lunga,
tologi

come vogliono
della

mifre-

e quattrocentocinquanta circa secondo


, ,

700 anni dopo la secondo Timeo

ro-

dal

nome

nutrice di

Tucidide. Chersicrate fu creato re


de' Feaci

Bacco. Viene chiamata pi di

essendosi

estinta

la

pri-

quente da Omero, e dai pi antichi autori col nome di Scheria attribuendo alla favola un tal no-

miera dinastia, e forse fond, o pi ed abbelPi la facilmente restaur


,

citt

capitale dell' isola

che allora

COR
fu della
tallio
la la

COR
un
preside militare

i3i

Cherscpol In Corfii regn


.

romano

fu pre-

libert

clie

pass in proliberlas.

posto al governo dell'isola. Dall'imi Coralcune esenzioni, e sotto l'impero di Claudio ricuperarono la li-

verbio
I

frase
si

Corcyra

peratore Calligola ottennero


ciresi

Corei resi

segnalarono

per va-

lorose azioni, e, al dire di Tucidide,

non

vi

fu battaglia nella

Grele lo-

bert

in

compenso

dei
i

soccorsi
Pitti

cia, in cui

non

vi

entrassero

somministratigli contro
inglesi).

(ora

ro truppe. Nella famigerata spedizione


alla

di

Serse accorsero
difesa

comune
,

pur con sessanta


poi

essi
le-

gni armati

bench
si

in quella
illi-

All'imperatore Lucio Vero contro i Parti, a Diocleziano nella espugnazione di Alessandria , ed a Valentiniano per occupare Ravenna
rie milizie, e

guerra non
rici

mischiassera G'
alle

approdali

vicine spiaggie
:

sconfssero gli epiroti


cia del

alla

minac-

somministrarono ausiliane meritarono la dovuta lode. In tal' epoca l' isola fu

Coi'fotti

percolo, in

greci, auclie quelli

uno agli altri di Corf ricordelia repub-

convertita

due
lo,

sero
blica

alla

protezione

da PaoGiasone, vescovo d'Iconio, e Sualla

fede

cristiana
s.

discepoli

dell'

apostolo

romana, che gi incominciava a dominare sul mare, la quale anispirilo di


,

sipatro vescovo di

Tarso.
di

Intanto
ri-

proseguendo

l'

isola

Corf a

che per
g' illirici

vendetta contro

accorse
alleali.

prontamente

in

aiuto degli

Dopo

di

aver
l'il-

conquistalo Durazzo con tutto


lirio,
i

manere sotto la prolezione dell'impero romano, al principio del greco impero sotto Costantino il grande, divenne una porzione dell' impero
medesimo,
che sempre
soccorsi

romani regolarono col mezzo del loro console Aulo Postumio lo stato civile di Corf male ordinalo nella polizia, nelle leggi, e nei costumi. Sistemala l'isola in tal
guisa, pot,

leggendosi nella
i

storia,

Corciresi

prestarono

all'impero d'oriente contro


occidente.
afifetti

quello di
essi
i

loro

verso

Continuarono i greci im-

mediante

l'esercizio del
,

suo
forze

antico

commercio
,

agevolato
nel suo
i

peratori , anche dopo estinto l'impero di occidente con Momillo Augustolo, e soprattutto nella spedizio-

dalla marittima situazione, e dalle

romane
ai

rimettersi

ne da Giustiniano
i

diretta contro
la

primiero lustro. Grati quindi


ciresi

Coressi

goti invasori

sotto

condotta

romani, fornirono ad

del gran capitano Belisario.

Ed

continuali soccorsi nella guerra conti'o

perci che
Totila re

l'

isola
,

molto

soffr

per

Filippo re di Macedonia, e nel-

de' goti

dopo

eh'

ebbe

la

Cartaginese contro Annibale, catle navi,

vinto la Grecia, l'Epiro, l'Etolia,


e l'Acarnania.

turando
I

che Annibale spe-

diva al re macedone.
Corciresi in seguito ottennero

Gli abitanti
vivere colle

dell' isola

di Corfl

da Giulio
blica

Cesare

di

proprie leggi in forma


;

ma
poi

di repubper avere nel triunvirato

rimasero sempre affezionati al greco impero, e quando ai goti successero in Italia i longobardi , al
cui regno fu

contemporaneo

l'esar-

prese le parli di

rono

Marc' Antonio, fudal vincitore Ottaviano

cato orientale, e ai tempi di Eraclio, e di

Costante suo nipote, in


1'

Augusto assediati e soggiogati, dalla libert passarono alla schiaviti, ed

cui

fu

saccheggiata

isola

dalla

flotta

saracena, che poi mosse con-

132
tio

CO^
Leone
l'Isaiirico.

COR
Da
questo
itii-

gliato dal successore neU'

impero,

il

peralore perci, come prima dall'imperatore Giustino, ottennero i


corfotti
diritti,

legittimo figlio Alessio.

Dopo che
cesi

veneziani," e

fran-

la

concessione

di

alcuni

conquistarono

Costantinopoli

confermati, ed ampliati da
di Costantino

nella divisione delle greche provincie

Irene
tale

madre

VL

In

non

poterono g' isolani dominar sopra cinquanta miglia di paese in terra ferma, in modo di aver per tributarie le citt di Duoccasione
razzo, Butriano, Astigonia

f,
stiti

si comprese l'isola di Corche rest in potere dei supei*dell'imperiale famiglia. Miche-

le

nipote di

titolo

Alessio ne ritenne il ducale reggendo anco l'Epiro

Cimara, ed Apollonia. Anco dopo la pace, e la divisione de' due imperi fra
,

e Durazzo.
zio

lui

succedettero

lo

Carlo Magno, e Niceforo, al greco rinmse Corfi^ da cui ebbe soccorsi per combattere contro Pipino. Non minori ajuti ricevette da quest'isola Leone ed il suo successore , Michele, mentre facevano la guerra a' Saraceni , i quali , dopo aver

Teodoro, e Michele III suo nipote, che fiss nell'isola la stabile sua residenza, ne cinse di mura

una porzione,
il

e alz sul continente

castello

di

Butrint.

Succeduto

Michele IV, per maggiormente stabilirvisi nel dominio, spos una figlia di

Teodoro

Lascaris,

preten-

dente

l'impero greco,

che
il

ancora
fu
di
titolo

saccheggiata

1'

Italia

e la

Sicilia,

era in potere de'Iatini.

Allora

assediarono Taranto, che allora era soggetta all' impero greco. In questi

che Michele
despota
al

IV

assunse

dell'Etolia, dell'Epiro, e di
titolo"

tempi trovavasi

nell'isola

un
i

pre-

Corf, lasciando questo vuoto

side greco, sebbene avesse

propri

suo

figlio Niceforo.

Frattanto l'imai quaebbe soltanto

magistrati, e le sue
pali.
I

leggi municimostrarono molto valore nella guerra degli imperatori


corfotti

perator Baldovino scacciato daCostantinopoli, fra


li
i

molti principi
lo
di

chiese soccorsa,
I

di oriente, contro g' invasori nor-

da Carlo

d'Angi

l'e

Napoli,

manni, che
Calabria.

gli

spogliarono di quasi
,

in cui potere cadile

prima Durazzo,
giur

tutta la Puglia

in parte

della

poi Corf,
fedelt,

che all'Angioino

nopoli

Mentre per in Costantiregnava Mannello il suo


,

nemico Roggiero II re di Sicilia essendosi impadronito anche di Corfi, r imperatore ben presto la ricuper coU'ajuto de' veneti; ma in ricompensa fattosi loro nemico e
,

ed omaggio, ottenendo da antichi esso la conferma de' suoi privilegi governo francese in 11
.

breve divenne odioso aglisolani. Carlo I, spogliando i nazionali de'Ioro


feudi,
li

confer
nell'isola

agli

stranieri;

prepose
stro.

un

balio

o mae-

collegatosi col

re

Stefano

di

Un-

gheria,

gli

spogli de' loro acquisti


In tali turbolenze,

nella Dalmazia.
il

doge Vitale Michieli tent invadi ricuperare Corf, che,

Questo unito a tre giudici amministrava la giustizia con suprema ed illimitata autorit, e tolse di Corf dalla chiesa cattedrale
l'arcivescovo e clero greco, sostituen-

no ad

segui-

ta la

pace
di

fu data da

Mannello
,

dovi

un

prelato

latino.

G' isolani

Alessio suo figlio naturale

col

greci se ne lagnarono apertamente,

titolo

Etolia, e

duca di Corf, unendovi r Epiro ma ne fu spo:

quindi fu lora concesso che trentadue canonici del rito greco con al-

COR
tretlanli nobili italiani esigessero

COR
un
le

i33
fu
accolto
consi-

suo

naviglio

all'isola,

protopapa, a cui
ta l'isola

appartenessero

dagli abitanti, che in pieno


glio vollero to
farsi sudditi

controversie del rito greco. In tutdistriln


il

del

veneo,

re Carlo di-

gnit
tri

ecclesiastiche,

e fece fare alpei


greci.
dell'iso-

dominio, e ai 10 maggio, me altri dicono, nel giugno


inalberatasi
in tutta
l'isola

cove-

i386
la

otto protopapa

Dopo
la

lo stabile accpiisto

neta bandiera, consegnate nella chiesa di


s.

di Corf, Carlo s'impadron di Lepanto, Patrasso, \onizza, ed altre isole dell'Arcipelago, e avrebbe

Francesco

al

capi tano

le

chiavi formalmente,
spediti
zia,

furono quindi

molto pi
se
il

estese

le

sue conquiste,
siciliano
limite.

notissimo

vespero

Nel huigo corso delle vicende napolitane, e siciliane, gli Albanesi molestarono l'Epiro, e Carlo invest dell'isola

non ne avesse posto un

cinque ambasciatori a Veneove in atto solenne si rinnov il giuramento di fedelt. Poco appresso le isole Jonie si conobbero col nome di Levante P^enelo. Fu tranquillo
il

possesso

de' veneziani

in

quest'isola sino al

di

Coifi

Filippo suo nipote

Tommaso
titolo di

i4or,in cui da Comneno, che aveva il


nell'Albania,
fu

cui

successe

the nel l'unico suo


questa
di
la

Roberto suo figlio, 364 ebbe a successore


figlio

despota
l'Epiro.

molestata nella parte del continente verso

Filippo.

Estinta

linea,

ritorn nel

Napoli, ove

Corf al re 1867 regnava


Nelle turbo-

In quest'anno stesso
poli Ladislao,
figlio

il

re di

Na-

di

Carlo III

regina Giovanna

I.

lenze napolitane, Corf sempre


le

ma-

inclinata al

tino,
nistri

dominio del rito laebbe campo di scacciare i minapolitani,


e
di

erigersi

in

repubblica
pi,

come

negli

antichi tem-

ma
le

la

tenuit delle

sue

forze
I

Durazzo, essendo stato acclamato l'e d'Ungheria, e poscia essendo morto il principe Lodovico d'Angi, cui non era rimasto che il principato di Taranto, rinnov le sue pretensioni sopra Corf; ma per la somma di trenta mila ducati cedette
gioni.
ai

non

permise di

mantenervisi.
l'isola

veneziani tutte

le

sue ra-

genovesi assalirono
metterla, ed
i

per sottoaltrove

suoi abitanti atterriti


a. cercare

Nel r4o3
spinti

genovesi fecero uno

furono costretti
difesa.

sbarco nell'isola,

Non

volendola, n potendola

ma vennero recon perdita. Per la sua pofattivi

sperare dal regno di Napoli, in pre-

sizione, e pei lavori

dalla re-

da

a grandissimi torbidi,

non

dallo

pubblica
volte

veneta',

indarno

soventi

imperatore d'Oriente, ridotto ad una estrema debolezza, non dai despoti

della

Grecia per

lo

pi tiranni,

venne assalita dai turchi, che sempre mirai'ono a conquistaj-la, e segnatamente nel i537 sotto ileo

o giudicati troppo deboli per congenovesi, pentrapporli alle flotte


sai'ono di ricorrere ai veneziani lo-

mando

del

famigerato

Barbarossa,

ro rivali

nella

potenza

marittima.

La possente repubblica veneta commise l'impresa al suo capitano del


golfo Adriatico

Giovanni Miani,
appressatosi

il

allorquando andarono a vuoto le sue prove sull'Italia, a cagione della lega conchiusa tra i veneti, il Papa Paolo IH, e l' imperatore Carlo V. L'ammiraglio dell' imperatore, Andrea Doria, mand a vuoto gli
sforzi degl' infedeli, senza curarsi di

quale

cautamente

col

i34
combatterli con
legati.

COR
dispiacere
de' col-

() I\

Ma il maggior pericolo per Corf fu il tentativo formidabile, che fecero i tuj-chi suU' isola nel 1 7 1 6, e se i veneti non erano aiutati

no mettere assedio alla piazza il primo d'agosto, e la tennero strettamente assediata con sei mortari, e sessanta pezzi di cannone , battendola giorno e notte, intanto che
i

da' principi alleati,

e in pecu-

difensori resistevano intrepidamen-

liar

modo
i

dal Pontetice

Clemente

te.

Ai i8 agosto
volle

il

comandante
nella

ot-

sarebbono stati sottomessi al giogo ottomano. Rendendosi sempre pi baldanzosi i tui'chi per le vittorie riportate, presero quindi di mira gli stati austriaci, la repubblica veneta, ed anche gli stati romani, al qual fine erasi loro esibilo il perfido marchecorfiotti

XI,

tomano
pi-affare

fare

notte

un

disperato tentativo, sperando di soil

valore col numero. Difatti


i

nel

primo impeto
s.

turchi penetra-

rono nella piazza d'armi, ed occupato


il

bastione di

Antonio,

vi

piantarono
il

trenta bandiere.

Ma

accorsi

Lo-

redano, lo Sculemburgo, e Francesco

se Langallerie

rinnegato francese

Mosto provveditore
la

della piaz-

Clemente XI,

per

iscansare
in

tanto

za, colla

voce, e coU'esempio inco-

danno
1

ai

cattolici,

detto
preci

anno
con
il

raggirono

guarnigione, che oppo-

7 indulgenze, afFme d' implorare


leste aiuto.

6,

ordin pubbliche
Intanto
a'

se la pi valida resistenza.

dopo
lotta,

ce-

una

micidiale, e

tremenda

luglio l'ar-

fu infine decisa la vittoria per

una

mata navale ottomana comandata


sessanta vele

da Gianun-Cogia, e composta di quadre con barbaresche, e alessandrine,

quaranta

gadi

opportuna manovra del prode Sculemburgo, a cui ancor vivente venne innalzata nella fortezza vecchia di Corf una statua con epigrafe
onorevole d'ordine del
neto, che gli

leotte,

tredici galere,

comparve

senato ve-

nel canale,

ed

incominci nel

seguente a sbarcare i turchi ch'erano accampati nella teri'a ferma,

dono una spada preziosamente guarnita,


invi pure in
gratificandolo inoltre

mentre
rato

il

capitano generale veneto


sue
galere
riti-

pensione. Per

all'

con decorosa improvviso dopo


i

Pisani, erasi colle


all' isoletta

r inazione,
sto,

nella notte de' 2

ago-

contigua detta Mer-

ler fuori del canale.

Fu

allora,

che

piena di coraggio

la flotta

veneta

dicono in quella del ig o 2 0, colpiti da panico timore i turchi vergognosamente fuggirono


altri

comandata

entr nel canale,


chi,

Cornaro, ove segu aspro combattimento colla peggio dei turdal

valoroso

lasciando
animali,

l'artiglieria,

le

ai^mi,

il

bagaglio, le vettovaglie e sino degli

quali
ai

non lasciarono
che
il

di

far

danno

veneti,

introdussero

nella citt di Corf

provveditore

Questo fatto dai buoni venne attribuito al patrocinio della B. Vergine Maria, e di alla stres. Spiridione, e da ahi'i
cristiani

Antonio Loredano, ed il conte Mattia di Scuinsieme ad opportuni lemburgo rinforzi di truppe tedesche. Indi gli ottomani formarono nel canale un cordone sino all'isola, per cui ad onta degli sforzi dei veneti poterogenerale
mai-esciallo
,

pitosa vittoria, che

il

principe

Eu-

genio aveva riportato in Ungheria


sui turchi, a Petervaradino.

Non deve passarsi sotto silenzio quanto fece Clemente XI, come padre comune de' fedeli, oltre l'implorato aiuto
divino,

vantaggio

COR
tlolla repiibblica veneta, e tlell'isola
(li

COR
primieramente
lega
felice
i

i35

truppe imperiali, siccome fecero con


successo,

CorfLi,

Ottenne

(lai

principi cattolici la sagra

turchi

per
all'

in soccorso
fiotti
vi,
;

dei veneti,

dei cor-

accord
stati

dovevano attaccare Clemente XI imperatore le decime


terra.

spedi

due galere e due nache


prese
dei

ecclesiastiche per tre anni si


austriaci,

negli

oltre a cinque altre

a nolo, e consegn al
cavalieri di Malta, al

comando

qual oggetto
trecentomila
nolo.
col

prese

ad

imprestito
il

che nel ducato di Milano, concedendogliele per cinque anni nel regno di Napoli in ragione del sei per cento.
L'isola di

scudi per pagarne


di

Dal re
suo zelo
sei

Corf rimase
al

in

padi

Spagna Filippo
linea, e

cifico possesso della

repubblica

ottenne
di

quattro galere e

navi
re
di

da Giovanni
sei

1797, il quale cess quando Bonaparte, generale delle

Venezia sino

Portogallo

navi di linea, ed alsoccorso

armate
l'ultimo
blica.
Il

francesi repubblicane, port

trettante minori, pel qual


il

colpo

alla

veneta repub-

Papa prorog a Giovanni


d'

il

celebre trattato di
Corfi

Campo
il

sussidio concesso nell'anno 17 12,


altro ne accord
crociati sopra
clesiastici
i

ed
di

F'orinio concesse ai francesi


sesso

pos-

un milione
de' beni

frutti

ec-

del suo regno.


il

Lo
di

stesso

che gi avevano militarmente occupata. Nel 1799 la flotta combinata dei turchi e dei
di
,

soccorso
doza,

re
il

mand

nell'anno se-

russi

forz

l'

isola

capitolare

guente sotto
col

comando
le

Men-

fu riunita alle altre isole Jonie, che


si

quale

Clemente

XI

si

costituirono

in repubblica
la

detta
di

congratul per
sugi'

vittorie riportate

Settinsulare.

Dopo

battaglia

infedeli nel

mare Egeo.
di

Cosi-

mo
il

III,

granduca

Toscana, invi
galere,

Marengo Bonaparte sottomise Corf, colle isole compagne alla pro,

in aiuto de' veneti

quattro

tezione della Francia, che

ne con18 4- In1

pei'ch fu ringraziato dal Ponte-

serv
di,

il

dominio sino
le

al

fice,

ca di

due ne mand la repubbliGenova, Tutte queste forze

per

transazioni
di

stabilite

nel

congresso

Vienna,

divenne re-

marittime si unirono alle venete in Malta. Per questa spedizione Cle-

pubblica divisa in otto cantoni sotto la protezione immediata della gran Brettagna, essendone la citt di Corf il capo luogo , e la sede del governo. CORI. Citt e feudo del Senato

mente XI impose
per cinque anni,
sui benefici

sul clero d'Italia


il

sei

per cento

ecclesiastici:

domand
spagnuoli

un

sussidio

dai

vescovi

e portoghesi, oltre a quello che in

Romano

Vedi).
[Caurien.). Citt con re-

mezzo
si,

alle angustie in cui trovava-

CORI A

fece

somministrare dalla camera

sidenza vescovile di

Spagna

nella

apostolica, e dal sagro Collegio dei

provincia di Estremadura, chiamata

Finalmente si deve a Clemente XI la sospensione della guerra, che l' imperatore Carlo VI faceva alla Spagna, acciocch essa
Cardinali.
aiutasse
i

anche Carit
riiim.

e dai

romani Cau-

situala sulla piccola rivie-

ra destra dell' Alagon, sulle frontiere del Portogallo, superiormente al-

veneziani.

ottenne la
stare
i

pure promessa di ncm moleessa


le

Da

imboccatura Tago, in una


l'

di

detto

fiume nel
pianura.

fertilissima

dominii austriaci, giacch

Le sue

antiche muraglie ancora sus-

i36
sislono,

COR
ed difesa da un
un' altura
piccolo
la

COR
cui

forte posto sopra

erezione rimonta al secolo


vi

XIV. Ev-

un

J)el

ponte di
e

sette arcate, sul-

antico letto dell' Alagon, e conta


mille settecento
citt,

circa

abitanti.

nominata da Plinio, da Tolomeo, e da altri, era


Questa
il

antica

capoluogo
ai

di

partenente

un marchesato apduchi d'Alba. Ne' suoi


minerali,

Commaiiville, vi fu istituita nel quarto secolo, e fu sottoposta al patriarcato antiocheno e alla metropoli di Tarso, a cui soggetta, sebbene sia pur essa in partibiis. II regnante Gregorio XVI, essendo vacante questo titolo vesco.vile per morte di monsignor Pietro de Urmeny, lo confei' colla dide,

secondo

gnit episcopale, nel concistoro dei

dintorni \i sono sorgenti

ed un lago abbondante di pesce. La sede vescovile di Coria si vuole ei'etta nel

quinto secolo

o nei

primi anni del sesto. Fu sottoposta a Merida, e poi a Compostella, di


cui tuttora sulfraganea.

a 7 aprile i84o, a monsignor fr. Lorenzo Serafini da Camerata, dell' Ordine de' cappuccini ed allora predicatore apostolico, che dipoi ai 25 maggio 1841 dichiar vescovo
,

assistente al soglio

pontificio.
,

La

catdi

tedrale

un

elegante

edificio,

gotica architettura, dedicata all'As-

Avvi un altro Corico chiamato anche Corges, Core, o Corgeigendam, citt de' confini di Armenia,
in
cui
i

sunzione della
Il

b.

capitolo, che

Vergine Maria. prima era compos.

nestoriani

istituirono

un
Co-

vescovato col titolo di metropolitano. Si conosce ancora


rico,

sto di canonici regolari di

Agostino,

un

altro

ha undici dignit,la prima delle quali

il

denominato anche
e
Ckiire, citt della

Cliorachi-

decanOjdi quindici canonici comil

sar,
licia

prima Ci-

preso

teologo,

il

penitenziere, di

sette beneficiati

detti poriionarii, di

con buon porto e cittadella alquanto forte sul


nella
,

Caramania

diversi cappellani,

preti

chierici

mare

della Cilicia,

lungi

venticin-

addetti al servigio divino. Nella cat-

tedrale vi sono

il

fonte battesimale,
la

que miglia da Pompejopoli, e sessanta da Tarso, per cui si vuole


che
se
sia lo stesso
I

molte sagre reliquie, e


rocchiale. Nella citt yi
altre

cura parfonte,

Colico,

ora titolo
i

hanno due

in partihus.

francesi,

ed
e
vi

latini

parrocchie

col

sagro

nisteri di

due conventi di religiosi, due momonache, tre ospedali, e il seminario. La mensa ad ogni nuovo vescovo deve pagare di tassa
fiorini,

ne impadronirono secolo decimo primo,

alla

fine del

posero
]VIa

un
non

arcivescovo di rito latino, sog-

getto al patriarca d'Antiochia.

quattrocento sessantaquattro

che la citt fu presa dai turchi. Gerardo, uno dei


,

and

guari

come

risulta

ne' registri della can-

suoi vescovi, intervenne


al concilio

nel

t36

celleria

apostolica.
,

di

Antiochia, per

l'affa-

CORICO
Sede
Cilicia,

CoRYcus
in

o Churco.
della
situata

i-e

di

Radulfo.

vescovile

partihus

CORIDALLA,
la

Corydalus.

Sede
ercr

neir Asiq minore.

episcopale, nell'esarcato d'Asia, sotto

nella costa del

mare

di Cilicia, cir-

metropoli di Mira, la cui

ca sessanta miglia distante da Tarso, e

zione,
ville,

come

si

legge

in

Comman-

quarantasei dall' isola di


presso
il

CiSi
se-

rimonta

al secolo quinto.

pro,

fiume

Piramo.

CORINTO,
thus.

o CoRixzio, Corina
in parlibiis.

chiama anche Cliarachirar.

La

Sede arcivescovile

COR
celebre ed antica citt della Grecia, nel Peloponneso, situata presso
i

COR
corinti

137

qjiattrocento e cinquantadi

nove anni prima


la

Ges

Cristo, e

l'istmo di

tal

nome: lingua

di ter-

che separa il golfo di Lepanto da quello d'Atene, e che congiunge il Peloponneso, o penisola della Morca, alla Grecia dalla parte del golfo di Lepanto, anzi fra questo, e quello d' Engia. L'origine di Corinto

guerra di Corinto del 4^9 fu come il preludio di quella del Pe^

loponneso
ca.

famosa

nella storia gre-

Nell'anno

4^3 Arato,
delle

pretore

degli achei, sorprese la cittadella di

Corinto,

una

pi

frti

della

avvolta

nella

oscurit,

Grecia per la sua elevazione, chiamata Acro-Corinto. Ne scacci la


guarnigione, che vi teneva Antioco
re
di

Per la pi comune opinione le d per fondatore Sisifo, nell'anno ^3 avanti l'era cristiana, e del mondo 2597. Fu chiamata Centhyra, Epop^, Ephira, Birnars, ed anche Heliopolis, o citt del Sonella favola.
le.

Macedonia

si

cuopr di
citt

gloria per tale azione.

Questa

ebbe pur parte


Grecia sotto
il

nelle sciagure della

Macedone,

di

regno di Filippo il suo figlio Alessandro,

Essendo stata salvata dalle fiamme, ovvero rifabbricata da Corinto figlio di Pelope ed Oreste, prese il

nome
corinti

del suo secondo fondatore.


stabilirono

diverse

colonie,

Cicerone dice, che Corinto fu una delle tre citt, che romani slimarono degne, e capaci di essere capitali di grande impero. Di nuovo fu governata dai
e dei loro successori.
i

fra le quali la citt di Corcira poscia

propri magistrati

si

sostenne in

Corfj.

Prima
i

di

formarsi

in

repubblica Corinto fu governata da


alcuni re. Sisifo, e
la possedettero

forme repubblicane sino all' anno 146 avanti l'era cristiana, in cui
fu presa dal console

suoi successori
di
,

Lucio

MumNon

pi

tre

secoli

mio, saccheggiata, e distrutta.


si
si

sino a che gli Eraclidi

discendenti

pu immaginare quante ricchezze


perdettero, e furono consunte dal
incontro.

da Ercole

si

resero padroni del Pela


,

loponneso, sotto

condotta di Te-

fuoco in tale
dire,

Baster
tanto
il

il

meno

ed Aristodemo circa cinquantacinque anni dopo la


,

Creofonte

che quel metallo


Corinto,

cele-

brato, e conosciuto
di metallo di

sotto

nome
codei

presa di Troja. Alete vi

si

stabil

nel

ii3o innanzi Ges


Si

Cristo, re-

me
dio.
la

credesi

che un
Cesare

non era amalgama

gn trentacinque anni, ed ebbe per


successore Issione.

metalli preziosi fusi

da
fece

quell' incenriedificare

contano donel

Giulio
citt,

dici re di questa famiglia

pe-

e
la

riodo di trecento e
avanti

ventitre

anni,

romana
al

mediante una colonia ripopol. Quindi pass


degl'

che vi regnarono. Verso l'anno 807

dominio
alla

imperatori

di

o-

Ges Cristo venne


col
Neil'

istituito

r lente,
zia,

e della repubblica di

Venetolse

un magistrato annuale
Pritano, Prytane.

anno
e

nome di 658
poscia

quale
II

nel

i458

la

Maometto
Di poi fu
dai veneti,
tata

imperatore de' turchi.


nel

della detta era, Cipselo,

riconquistata

1687
ripor-

Periandro

suo

figlio

usurparono

dopo

la vittoria

una
le

specie di signoria sui corinti.

Corinto ebbe una gran parte nelguerre, che


si

fecero

in Grecia.

da essi a Patrasso. Il comandante turco, perduta la battaglia, si l'itir in Corinto cogli avanzi dell'esercito,

Leocrate, generale ateniese, sconfisse

ma

il

prode generalissi-

i38
ino Moi'osini Io
flotta

COR
insegu
colla

COR
sua
tue di legno.

Anco

la

Fortuna aalla

lere

aumentata da quattordici gaprese sotto il castello di Leintanto che


il

veva quivi

il

suo tempio avente da

presso quello dedicato


degli dei, al quale

jianto,

conte di

Kodi

da canto

sta

madre una

uigsmark avanzavasi dalla parte


terra.

bella fonte decorata dalla statua di

Ridotto
ai

il

serraschiere alla di-

bronzo rappresentante Nettuno. Verso


il

sperazione, mise fuoco ai


ni
,

magazzidella

Lechaeum

eravi

una

specie di

ed

luoghi

principali

porticato sulle cui fronti stavano


carri dorati, l'uno condotto
le,

due

ne fugg verso le montagne di Tebe, per cui i veneziani s' impadronirono della citt e della cittadella, che rimasero in loro pocitt, e se

dal so-

tere sino al

1715, di cui

turchi,
,

da Fetonte. Ai lati di quesi trovavano le belle statue in bronzo di Ercole, Mercurio, Nettuno, ed altre. Anche i bei bal'altro

sto portico

essendosi

di

nuovo

impossessati

gni di Corinto
statue.

erano
il

decorati

di

conservano tuttora il dominio. Considerata viene Corinto come


la

Siccome
sorgenti,

paese

abbondai

va di

cos

eransi distri-

chiave del Peloponneso,

anticamente una delle citt le della Grecia, gareggiando con Tebe, Sparta, Argo, e con la stessa Atene. Era ornata di magnifiche e sontuose fabbriche, come di templi, palazzi, teatri, portici, sepolcri, bagni
ec, abbelliti da innuraerabili statue
lavorate dai pi celebri
cellente
artisti, di

ed era pi bel-

buite fontane per tutti


della citt,
le

quartieri

ma

la

pi considerabi-

proveniva da Stinfalia nell'Arcamezzo di un acquedotto e-\ dificato dall'imperatore Adriano, che


dia, per

aument pure
clone, eravi
il

il

numero
tempio
di

de'bagni.

Nella strada, che conduceva

a Si-

Apollo;

co-

quello di Minerva Chaliiiilis tocca-

lonne, piedistalli, e cornici di


architettura,

tal ec-

va quasi
dietro la

il

teatro

ed era situato
figli

che
e

merita-

tomba

dei

di

Medea.

rono

di

aver un
i

nome

un

posto

particolare tra

cinque ordini ar-

In quel luogo erigevasi una statua di legno rappresentante Ercole, opera


di

chitettonici, cio r ordine Corinto, o


coriiilio.
il

Dedalo.
stava

Il

tempio di Giove Conella

Soprattutto erano mirabili

rifeo

parte

superiore

suo splendido, e vasto teatro; lo stadio, o luogo per la corsa, costrutto di

del teatro, ed in vicinanza trovavasi

un

antico ginnasio, presso la fonta-

marmi

il

tempio

di

Nettuno,

che distinguevasi per l'interno decorato dalle offerte consagratevi da

Ercole Attico ( fra le quali primeggiavano quattro cavalli tutti dorati,

na Lerna cinta da colonnati con sedili: indi poco distanti innalza vansi i tempi di Giove e di Esculapio. Ma lungo sarebbe il descrivere tutti gli
altri

templi, e le statue, che


fuori

ammi-

ad eccezione
),

dei piedi ch'erano

ravansi dentro e
il

della citt,
il

d' avorio
ziose.

oltre

molte statue
lati

pre-

cui

sobborgo detto

Craneo,
cipressi.

Uno

dei

della

strada,

rinchiudeva
citt

un bosco

di

che conduceva
fiancheggiato
vittoriosi

tal

tempio,
di

era
ti

Corinto, una delle pi importan-

da statue

atleti
l'al-

per antichit, per situazioporti,

ne'giuochi istmici, e

ne, per la cittadella, pe'suoi

tro lato lo era da


ni.

una

linea di pi-

per
per

le

sue ricchezze, pe'suoi famosi


delle arti,

La Diana di Efeso stava nella pubblica piazza, con altre due sta-

monumenti
le

non meno che

sue vicende, produsse nomi-

COR
ui

COR
nelle scienze, e

iSg
di
recarsi

celebri nelle arti,

bato non lasciava


sinagoga, afine di
Cristo ai giudei, e
ai
il

alla

A' nostri giorni interamente decaduta dal suo antico splendore, ed citt poco popersino de'santi.
polata della Turchia europea, nella

predicare

Ges

particolarmente
i

gentili,

giacch

primi avevano

Morea sangiaciato. Vi si no molte moschee cinte


pressi, e

osservadi
ci-

cuore indurato. Tuttavolta, oltre vina moltitudine di gentili, convere battezz Crispo capo della sina-

ti

qualche chiesa greca. Gli avanzi della sua prisca grandezza sono ben pochi, e fra essi annoverasi la cittadella Acro-Corinlhus, che

goga con tutta la sua famiglia, e sodamente stabili la chiesa di Corinto.

Recatosi ad Efeso, verso

l'anno

domina
ti

la

citt.

Fra

le

sue sorgen-

56

dell'era cristiana, scrisse la prilettera a que' di

racchiude

la

famigerata- fontana

ma mo
t
i

Corinto,

dopo

Pirene, parecchie cisterne,


ino.;^hea,

qualche

essere stato visitato da Apollo priloro vescovo, che insieme a tre


gli

Dei
to,
il

due

qualche chiesa greca, ec. porti dell'antico Corinnel

deputati dei Corinti,


varii

rappresene di dii

Lechaeum

golfo
le

di

Ledi

punti di

domma,

panto, ove veggonsi

vestigia

sciplina, che
vertiti,

tenevano separati

con-

un vecchio molo, ancora quello della nuova citt. L' altro anticamente chiamato Conchreae, oggid
Kekhrios,
sai

saiche.
diai'e

massime sulle osservanze moL'Apostolo procur di rimecolle

sue
di

lettere

cose di

nel golfo di
Il

Alene, as-

tanta afflizione, e nel prendere prov-

poco frequentato.

commercio
di

videnza su

un

peccatoi'e diede

di Corinto

qualche considerazione. Il clima malsano per cui i suoi abitanti, che sututtora

un esempio

della scomunica,

anche

per coiTeggere la grande dissolutezza, che allora era in Corinto, in cui


mille schiave si prostituivano perono-

perano
altrove.

il

numero

di quattromila,
si

nella stagione di

autunno

recano

rare Venere, che


culto.

vi

aveva tempio, e
epistola di
corretti

Siccome
ai

la

prima
li s.

La
fatta

chiesa di Corinto ebbe origi-

Paolo
se to

Corinti

aveva

ne dalla
stolo
s.

predicazione del
Paolo.

vangelo
Corinto

soltanto in parte,

dal dottore delle

genti l'apo-

Era

allora

una seconda, alla argomento la relazione


pei

Paolo ne scrisquale avea dadi Tito,


falli

la citt pix considerabile della


cia,

Gre-

suo discepolo,

gran
la

che

anzi considerata veniva la


di essa, di

me-

commettevansi per

incapacit, e

tropoli
di

dopo

la

decadenza

Atene e

Sparta. Paolo \i prene' diciotto


in quel

dic la fede
vi

mesi che

dottori, che malignamente mettevano in opposizione la sua dottrina con quella

per la contrariet dei

dimor, ed

tempo

fu

degli apostoli,

oltre

pi
al

odiosi

alloggiato dal giudeo Aquila giunto


di fresco

confronti.

ConsegnoUa

medesimo

da Roma, donde era


uscire colla
e con tutti
quelli di

sta-

Tito

to obbligato di
Priscilla,

moglie
sua

nazione pegli
re

ordini

dell'imperato-

san Luca. all' evangelista aveva convertito nella sua dimora in Corinto anche Sostene, e da altro capo della sinagoga
,

Paolo

Claudio, lavorando Paolo col suo albergatore tende di cuoio ad


Nei giorni
di sab-

Corinto

scrisse

la

sua

epistola ai
il

Romani.

S.

Paolo non fu
il

solo

uso de'militari.

annunziare

vangelo

ai Corinti,

ad ed

i4o

COR
L' apostolo
s.

COR
sogno per proseguire
d'
il

ai ))opoli circonvicini.

suo viaggio

Andrea

pure Ges Cristo, e daU'Acaja, dove mori, le sue reliquie fiirono recate iu Coloro

predic

un

cavallo,

un

nobile

uomo

glie-

ne forn uno talmente mansueto, che serviva alla consorte di lui.

stantinopoli.

Il

martirologio fa ane
il

Dopo
sato,
tario,

che

il

Pontefice
il

l'

ebbe u-

cora menzione di Timone, uno dei


jM-imi sette diaconi,
di

rimise

cavallo al proprie-

Sostene,
in

quando con meraviglia venne

ehc hanno
Corinto.

sollcrto

martirio

osservato, ch'era divenuto cos furi-

noto in qual conto sia stata nticamente tenuta una lettera di s. Clemente I Papa, scritta a no-

bondo, che mai acconsent che la signora pi lo cavalcasse, da che aveva servito il vicario di Ges
Cristo.
lo
essi
s

Divenuto adunque

il

caval-

me

della chiesa di

Roma

a quella

inutile ai padroni,
in

lo inviarono

di Corinto, fra le quali chiese per attestato di


s.

dono

al Pontefice.

Dionigio vescovo di

mirabile avvenimento
origine nel volgo la

Corinto,
lib.

allegato
e.

IV,

telligenza

da Eusebio nel 22 , correva somma ined unione. Il santo vedi


far leggere le

to

Forse da avr avucredenza o

tradizione, che

un

cavallo

una
di

vol-

ta clie fosse stato cavalcato dal

Papa
altra

scovo era solito


lettere

non dovesse
persona.

servire

ad uso

romani Pontefici nelle sagre adunanze della domenica Quindi abbiamo, che da Innocenzo
de'
111,

Le

notizie ecclesiastiche della il-

lustre chiesa di

per corrispondere in certo


particolare venerazione

modo
dimoet

alla

Corinto riportano, che nel primo secolo divenne seggio vescovile, che nel quarto, o nel quinto

strata,
s.

finch visse, ai successori di


poententihu.';,

secolo fu

elevata

al

grado

di

PietrOj furono

metropoli
le

avendo per
:

sulFraganee

confessis (faadraginta dies de injuiictis

seguenti chiese

Argo, Cefalonia,
Helice,

poenitentiis
s.

rclaxali

hs,
s.

qui

Zacinto,

Damla o Damala,

ad

Dionyiium, relquias

Dio"
vene-

nysii Corinthioruni episcopi,


raturi, accederent,

come

sulla testi-

di Guglielmo Nangia, tom. Il, p. 5or, hanno osservato il Mabillon nella praef.
Spicilcg.

monianza

Tegea, Zamena, Monenbasia ec. Il Pontefice s. Gregorio I mand al meti-opolitano il sagro pallio, come primate di tutta l'Achea. Dipoi i
veneziani
vi

fecero erisrer

un

seer-

gio arcivescovile pei latini per tutta la

al secolo ni

V
e

degli annali benedettiil

Morea, con
di rito

la residenza a

Moarci-

LXXII,

Eusebio Amort,

nenbasia. Poscia vi

nella Storia delle indulgenze.

vescovo

un greco con un
si

stabil

solo

il

deve passare sotto silenzio, soggiorno fatto da un sommo Ponsi

Non

suffraganeo. Al presente Corinto, o Corinzio, titolo arcivescovile in

fice
s.

nella citt

di

Corinto.

Papa

partihus ,
Sede,
titoli

che

conferisce

la

santa

Giovanni I da Roma fu chiamato a Ravenna dal re Teodorico,


seguace, e protettore
degli Ariani,

che ha per sufTraganei i egualmente in parlibus di Are

go,

e nell'anno
tinopoli

525

fu spedito a Costantre

Megra, Messenia, e Tegea, che pure la Sede apostolica d ai veparlibus.

per

conseguire

cose

scovi in

Clemente XIII,

dall'imperatore Giustiuo^ Arrivato il Papa a Corinto, ed avendo bi-

nel

1758, solennemente consagr

M ^

iu arcivescovo di Corinto in parli-

COR
bus,
il

COR
fi-

i4r

Cardinal duca d Yorck,

nome,

glio di

Giacomo

III
il

re cattolico di

Inghilterra. Dipoi

Pontefice Pio

VI consagr in arcivescovo di Corinto monsignore Giuseppe Spina,


che Pio Vii cre Cardinale. Attual-

pi grande delle contee di Irlanda. Giace sulle due rive, ed in un' isola della Lee un poco superiormente all'imboccatura di questo fiume nel porto di Cork. Cinque ponti attraversano la Lee e
la
,

mente
ralit,
la

la

citt

chiamasi

anche Co-

quello di Patrik di una elegante


costruzione.
ta

vuoisi che ancora sussista

La

citt

viene chiama-

principal chiesa chiamata

Panadelle

gea dedicata alla beatissima Vergine.


Il

pure Corck o Corcach, di figura ovale, piuttosto forte con molte strade

Lenglet,

all'anno

197

larghe.

Vasti

e di
i

semoltre

sue Tavolette cronologiche, registra

plice
ci

architettura Si
la

sono

pubbli,

un concilio di Corinto, per non approvato.

altro

edilzii.

distinguono
,

COillO

CORI

Marcellino,

Cardinale. Marcellino Corio o Cori,


patrizio di Milano,

dogana la piazza o mercato, dei comodi ospedali , due teatri la piazza d' armi decorata
le

chiese

nacque nel 1664.


di giurispruden-

della statua equestre del re

Giordi

Ottenuta
vocati

la laui-ea

gio II, e le caserme.

Il

porto

za nel 1686, fu ascritto tra gli av;

Cork
rezza
:

rinomato per
forti

la

sua sicu-

e poi passato a

Roma

sot-

di

Carlisle, e di
l'

Cam-

to Innocenzo

XII nel 16945 divenne


Successiva-

den ne difendono

avvocato

concistoriale.

mente percorse una onorevole carriera prelatizia, e venne arricchito di ecclesiastici benefici. Nel maggio del 1 sotto Clemente XI fu 7 5
1

che lungo, e stretto. Da ultimo vennero fortificate le isole di Spike, e di


ingresso,

Haulbowline, che stanno in vicinanza


.

cantieri

Cork ha inoltre Tarsenale, i da costruzione, una borsa,


carit.

eletto votante di segnatura, quindi divenne uditore di rota, e poi de-

societ di dotti, e molti stabilimenti

di

Questa

citt

fornisce

cano degli

stessi uditori.

Fu

anche
e nel

carni salate a quasi

tutte le flotte

reggente della penitenzieria,

mercantili, e di guerra dell'Inghilterra.

1734 governatore mente in premio


Clemente XII,
a'

di

Roma.

Finalmeriti

Molte case
facilitano
il

bancarie ricchis-

de' suoi

sime
ivi

commercio
consoli

ed
stra-

i5 luglio del 1789, lo cre Cardinal diacono di s. Adriano; lo ascrisse alle congregazioni dei
riti
,

risiedono

molti

nieri.

La

citt

al

parlamento, e

manda due membi-i il numero de'suoi


Cork

della consulta
altre.

dell'im-

abitanti di oltre centomila.

dopo di essei'e intervenuto all'elezione, ed ai comizi


dalle
di

munit ed

Ma

venne fondata nel sesto secolo probabilmente dai danesi, e riconobbe


la

Benedetto

XIV
a

consunto
nel

sovranit di Eurico l nel secolo

fatiche,

mori
e

Roma
sepolto

XII. Nel
II

1688

la

occup Giacomo
la

1742

di settantotto
,

anni, e tre di
in

re cattolico,

ma

riprese nel

Cardinalato

venne

chiesa a san Carlo al Corso.

1690 il conte di Marlborough. La sede vescovile fu fondata nel


finire del sesto,

CORK

(Corcagien.). Citt con re-

sull'

incomincias.

sidenza vescovile

nell'Irlanda, ca-

mento

del settimo secolo, e


altri

Fin-

poluogo della provincia di Munster o Momonia, e della contea del suo

baro, che

Rarroco

ne fu

chiamano Arro, o il primo vescovo.

14^

COR
stato egli allevato
(li

COR
prima nel mo-

Era

CORNARISTI.
moso
entusiasta

Discepoli del fa-

Lough Eirc, ove si recava chiunque amava istruirsi nelle scienze, e nella virt. Ben presto
iiisteio

Teodoro Cornhert,

segretario degli stati di Olanda.

Non

professava egli setta di sorte alcu-

fu

popolato
il

il

deserto

in

cui era
ori-

na; anzi tutte

situato

monistero, che diede

gine alla citt di


scepolo
scuola

Cork

e
il

di cui

veramente fu fondatore
s.

suo

di-

le combatteva, adducendo che diveniva indispensabile una generale riforma; per se la intendeva bastantemente bene coi

Nessano, e successore nella


monistero. S.

calvinisti.

Non

si

creda
,

poi che
al-

Finbaro mor a Cloyne, sede vescovile che


del

disprezzando

le sette

foss' egli
:

meno
sa

cattolico; tutt' altro

la

Chie-

nel

600

circa

avea fondnto
s.

l'

altro

romana
il

era

da

lui

riguardata

suo diccepolo
hel e

Colmano. Divenne
a lui
riunironsi le

siccome
teva

le altre dell'eresia.

Ammet-

questo vescovato suffraganeo di Cas,

consueto principio dominangiorni,

poscia

te in quei

che ognuno, cio,


del

sedi di Cloyne, e Ross, di

poi sesi

riesce

giudice legittimo

senso

parate.
le

La

cattedrale antica

vuo-

scritturale.

Se

il

principe di

Orango
di lui
d' in-

fu

da s. Finbaro; l'attuale compita nel 17 35. Il clero formato di parrochi, e di vicari, e


edificata

non l'avesse difeso, i nemici non si sarebbero contentati


giuriarlo soltanto.

vive

dei

proventi

parrocchiali
i

CORNARO

Marco, Cardinale.

delle pie oblazioni de' fedeli,


li

si

fanno ascendere a pi

di

quadue-

Marco Cornaro nacque a Venezia


da nobile famiglia, ed era parente della regina di Cipro. Divenuto protonotaiio apostolico^ Alessandro
a'

cento ottanta mila.

Le parrocchie

le

sono trentatre, oltre molte cappelvi sono anche i conventi dei


:

VI
cre

28 settembre del
diacono
di

5oo
s.

lo

domenicani, fi-ancescani, agostiniani, e carmelitani. Oltre il seminario che contiene circa trenta alunni
evvi

Cardinal

Maina in
arciprete

Portico; di poi ebbe la diaconia di


s.

Maria in Vialata;

fu

un buon numero
(s).

di

scuole

della basilica vaticana, patriarca di

cattoliche.

CORMACO

Questo
di
1

santo
ri,

viene dai calendari

Irlanda

coidato nel giorno


santit.
gli

settembre

Verona 5o3 per volere di Giulio li. Nel sotto Leone X fu vescovo di I 5 1 7 Padova, e nel i5i9 di Nardo colla
Costantinopoli, e vescovo di
nel
j

ed onorato quale abbate di esimia

legazione della provincia del Patri-

Da

Usserio
s.

abbiamo
nel

eh' e-

abbia visitato

Colomkillo, di
lib.

Impose ad Adriano VI,


monio.
sotto
al

la

tiara pontificia

Clemente VII,

cui parla
e.

Adamnano,

3,

del

quale
di

nel

\5i\ pass

117. Visse questo santo nel se-

vescovado
stabil

Palestrina.
di

Fu

be-

sto secolo.

nemerito delia chiesa


seu

Verona, e

CORNA, CARNA

CANNA.
di

vi

come un seminario per


I

Sede vescovile dell'esarcato


la

Asia,

alimentare trentasei giovanetti, che


volessero applicare agli studj.

nella provincia della Licaonia, sotto

som-

metropoli di Iconio^ che secondo Commanville nel quinto secolo incominci ad essere seggio episcopale.

mi

Pontefici del suo

rono, e lo

tempo lo stimacommendarono altamente.


II,

Da

ultimo, dopo esser concorso all'ele-

zione di Pio HI, Giulio

Leone X,

COR
Adriano VI, e Clemente VII, mor a Venezia nel i524, ventiquattro ane fu seni dacch era Cardinale polto in chiesa di s. Giorgio Mag,

COR
al

143
che
fa-

concistoro in

lettiga, ci

ceva senza mai lamentarsi. Mor a

Viterbo nel i534> mentre era divenuto vescovo di Palestrina, dopo esser
concorso all'elezione di Paolo IH,
di sessantacinque

giore, o,

secondo

altri,

del

ss.

Sal-

vatore.

anni,

e sette

di

CORNARO
le.

Fbancesco, Cardina-

Cardinalato, e fu sepolto a Venezia


in chiesa del
ss.

Francesco Cornaro nacque nel 1469 da nobile patrizio di Venezia,


fiatello del

Salvatore, o in

s.

Giorgio Maggiore.

ed era
e

Cardinal Marco,

CORNARO

Andrea, Cardinale.

come egli nipote alla regina di Cipro. Avendo sortito un spirilo marziale, in parecchie campagne diede segni di valore e soccorse Padova
,

Andrea Cornaro era nobile veneziano nato nel i5ir, nipote del Cardinal Francesco Cornaro^ ammirabile per la sua destrezza
firi
pili
difficili.

negli af-

stretta d'assedio.

Nella

sua
i

giova-

nezza viaggi molto; visit


santi in Palestina, e

luoghi

n'ebbe da quei
repub-

baibari contumelie e battiture. Ritornato in


blica

patria, serv la

esercitando
e

strature,

magidisimpegnando alcune
parecchie
le

ambascerie, tra

quali a Carlo

Spagna, e poi come imperatore. Quindi pervenuto a Roma, Clemente VII ai 20 dicembre del 1527, bench non ancora tonre di
surato. Io cre Cardinal prete di
s.

come

Pancrazio, ed arciprete della basilica


vaticana; indi
gli affid

l'amministra-

zione della chiesa di Brescia, cui ri-

nunzi
zia,
.

al nipote

Andrea Cornaro. Seb-

Divenuto cherico di camera, e sotto Clemente VII nel i532, per rinunzia del Cardinal Francesco suo zio, vescovo di Brescia, a' 16 dicembre del i544> da Paolo III fu creato Cardinal diacono di s. Teodoro, donde pass alla diaconia di s. Maria in Domnica ; indi venne provveduto colr arcivescovato di Spalatro. Poscia ebbe da Giulio III la leprovincia del Pagazione nella trimonio; ed intervenne, da vescovo, ad alcune sessioni del concilio tridentino. Fu al conclave di Giulio III, e mor a Roma nel i55r, di quaranta anni e sei di Cardi,

bene non
lidit

ascritto alla cheiicale mili-

nalato.
s.

Ebbe

sepoltura in chiesa di
antenati.
,

perch non si dubitasse della vadi sua promozione alla sacra


il

Giorgio maggiore a Venezia, nel-

la

tomba

de' suoi

porpora,

Papa pubblic un

bre-

CORNARO

Luigi

Cardinale.
di Caterina

ve a confermarlo Cardinale. Dottis-

Luigi Cornaro, nipote

simo eh' era neU' idioma del Lazio, parlava francamente latino, ed i suoi pareri nei concistori si tenevano per oracoli. E a notarsi che quantunque nella prima sua et non avesse
applicato alle lettere,
datosi poscia

regina di Cipro, e veneto patrizio,

nacque nel i5i6.


Giulio

Fu

gran priore di

Cipro, e arcivescovo di Zara, e da


III a' 20 dicembre del i55i venne creato Cardinal diacono di s. Teodoro. Poscia ebbe da Pio IV

con

impegno

allo

studio acquist
il

r amministrazione

della

chiesa

di

vaste cognizioni. Preserv

suo greg-

ge dalla eresia, che infestava la Ger-

mania, e

la

Rezia.

acuti dolori di nervi,

Tormentato da dovea recarsi

Bergamo nel dominio veneto; e nel i56o quelle di Treguier nella Brettagna, e di Trah nella Dalmazia ;
indi

presiedette alla congregazione

i44
tenuta per
1'

COB
affa re dei

COR
Caraffi; nel

i5'jo fu camerlengo della S. R. C.


collo sborso di seltantamila scudi spesi

Padova, consacrata dipoi nel i588 da monsignor <Jiannotti arcivescovo di Urbino. Da vescovo
citt

di

nella guerra contro

il

Turco, e con-

di

Bergamo

scrisse della traslazione

tribu a questa guerra a

nome an-

dall' antica

alla

nuova cattedrale,

che della repubblica. Nel iSyi ebbe r incarico di alienare i censi imposti ai

pel fortificamento della citt, per-

fondi

ecclesiastici.

Da

ul-

ch dalla chiesa di sant' Alessandro si traspoitarono le reliquie


dei

timo, dopo essere concorso alla elezione dei Pontefici Marcello li Paolo IV, Pio IV, s. Pio V, e Gregorio XIII, mori a Roma nel i584
di

Santi, con altre antiche e

rebasi-

ligiose
lica di a'

memorie,
s.

alla

nviova

Vincenzo. Quindi Sisto V,

18 dicembre del

i585, a premio

sessantotto anni

e trentatre di

delle virti di lui, lo cre Cardinal

Cardinalato, e fu sepolto in chiesa


di
s.

prete di

s.

Stefano nel Montecelio, e

Maria a Trevi.

colla presidenza dell'annona in tutto


lo stato ecclesiastico, essendo gi pri-

Federigo, CardinaFederigo Cornaro. patrizio veneto, detto seniore nipote al Cardinal Luigi di tal nome , nacque nel i53o. Dopo uffizi onorevoli sostenuti
le.
j

CORNARO

ma
di

cherico di camera. Nel conclave

Urbano VII, mor


,

nel

iSgo

di

sessanta anni
lato, e

e cinque di cardina-

fu

sepolto con

onorevole

in patria, divenne cavaliere di Malta; poi per rinunzia dello zio conil priorato di Cipro, ed il vescovato di Tzau nella Dalmazia; nell'anno i56i sotto Pio IV ebbe

iscrizione.

memoria

di lui

Gresplen-

gorio

XIV

fece innalzare

uno

segu

dido mausoleo nella chiesa di s. Silvestro nel Quirinale, con epitaffio


onorevolissimo
so Pontefice.

composto dallo

stes-

quello di

Bergamo;

e nell'anno

da

Gregorio XIII quello dova, colla nunziatura di Venezia, visitandone le chiese per istabilire
in esse
i

1577 di Pa-

CORNARO
trizio

Francesco

Cardi-

nale. Francesco Cornaro, nobile pa-

veneto
del

nato nel

decreti del
il

Tridentino.
di

tello

doge

i548, fraGiovanni e nipote


e Federiperitissi-

Padova fond
in citt

seminario; stabil
s.

dei

due Cardinali Luigi


costumi e
in

due monisteri
vi

Sofia,

co, di castigati

e degli Ognissanti;
te
il
il

tenne tre volil

mo
gi.

legge,

ebbe

da

Gregorio

sinodo a riformare

clero,
il

XIII nel
piet,

ed
l'e

popolo; miglior d'assai


,

pa-

1377 la chiesa di TreviAndato a Roma, per la sua


perizia nella legge, prudenza,

lazzo episcopale

facendolo adornai

della serie di tutt'

vescovi suoi

predecessori coi

loro

titoli

ed

in-

segne; intervenne a quattro concili


provinciali tenuti da
s.

Carlo Bor-

romeo a Milano; a Ruathagro nel territorio di Padova fabbric una,


in

da Sisto V ascritto camera, e poi da Clemente Vili a'5 giugno del i SgG venne cieato Cardinale prete di s. Martino. Da vescovo, se non era assolutamente impedito, accompae cortesia, fu
ai

chierici di

con cappella per ivi riunirsi raccoghmento; gett le fondamenta con gran solennit delia
celletta

sacro

gnava sempre il ss. Viatico agi infermi con divozione singolare. Provvide al suo clero nel miglior modo
possibile

chiesa dei

ss.

Apostoli Simeone

Giuda

dei Teatini nella

medesima

gliantissime cure

con frequenti sinodi e vesovvenne general:

COR
mente
a'poveri,

COR
te

li'?
il

ed a sue spese mannel

clero,

non

trascurando

gi

tenne chierici

seminario.

Da

cresciuto e dotto.
ni,

Ma

pieno di an-

ultimo mori a Roma nel iSgg, di 5i anno, dopo breve Cardinalato, e


fu sepolto in chiesa di
s.

e afflitto dalla podagra, rinun-

zi

a quella chiesa patriarcale, con


tutta
il

Silvestro

dispiacere di

la

diocesi.

Di-

nel quirinale innanzi la cappella del


Crocefisso.

messo poscia
ria in

titolo di

santa
1

Masotto

Trastevere,

nel
il

652

CORNARO
re, figlio del

Federico, Cardinale.

Federico Cornaro, appellato iuniodoge di Venezia, e ni-

Innocenzo X, ebbe Albano, e dopo il


stesso

vescovato di
dello

conclave

pote del Cardinal Francesco Coi"naro gran priore di Cipro, nacque nel 1 58o. Divenuto nella universit di

Papa mor a Roma nel i653 di anni yS, e 27 di Cardinalato. Ebbe onorata tomba nella cappella
di sa
s.

Teresa da
s.

lui

fondata in chie-

Padova

assai perito nelle scienze,

sua casa una fiorita accalo elesse a suo principe: poi di ventitre anni recatosi a Roma, ottenne da Clemente Vili un chiericato di camera. Nel 1622 ebla chiesa di be da Gregorio
slabiTi in

collegio

Maria della Vittoria. Al di propaganda lasci un


Giorgio, Cardinale.
,

demia che

legato di trentamila scudi.

CORNARO
Giorgio

Cornaro

nobile

patrizio

veneto, fratello di Gio. Cornaro do-

XV

ge di Venezia,

Bergamo, e

Urbano
to,

19 gennaio del 1626, Vili lo elev al Cardinalaa'

Divenne
Croce
di

nel

nacque nel i658. 1662 cavaliere della


in uflzi

Malta, gran priore di Ci-

col titolo

presbiterale di S.

M.

pro, serv alla repubblica

Senonch le leggi della repubblica non permettevano ai parenti del doge di accettare dignit di sorte; il perch il moderatissimo doge padre ai Porporato noin Traspontina.
vello
si

molto onorevoli, ricus


ria

l'ambasce-

di Francia, e scorsa quasi tutta l'Europa, nel i6go recossi a Ro-

ma

sotto

il

Pontefice

Alessandro
b.

Vili, che Io ascrisse ai protonotari


apostolici.

dimise dalla dignit: del che


il

Gi tonsurato dal

Gre-

che la sublimit del Cardinalato non veniva compresa nel divieto. Urbano Vili nel 1625 gli confer la chiesa di Visenato dichiar
cenza, e nel

contento

gorio Barbarigo, successivamente fu


fatto presidente

della camera, con-

sultore de'
nit

riti,

provvisor
,

di

sa-

in

tempo
quel

di peste

legato al

1619 quella
il

di

Pado-

littorale
vi

dell' Adriatico,

per tenerSotto
In-

va, quindi nel i632,


di Venezia.

patriarcato

lungi

flagello.

L diede

segni di straore-

dinaria liberalit, e munificenza;


difc
il

seminario demolito per


della basilica di
s.

la

nuova erezione

Ma-

nocenzo XII, divenne arcivescovo di Rodi, nunzio alla corte di Portogallo, ove zel r immunit ecclesiastica, e si condusse con tale destrezza a favore della
stesso
s. Sede, che lo Innocenzo XII, ai 22 luglio 1697, lo cre Cardinal prete de' ss. Apostoli. Quindi ottenne la chiesa di Padova, cui resse da ottimo pastore, e dopo esser concorso alle elezioni di Clemente XI , e Innocenzo XIII, mor a Padova nel

ria della Salute; miglior l'archivio,

e vi fabbric contiguo

un

oratoio

s.

Ivo avvocato de'poveri, ridon


giovanetti,
il

all'antico lustro
bili

sci

un'accademia di noabbandonata, e lafondo per una messa quosuo nasceu-

tidiana solenne. Institui colla miglior

regolarit e disciplina

il

voL. XV a.

i46

COR
a'

COR
tre

1722 prima

agosto, cio

giorni

tnzione :d pontificato incorso

il

pri-

del fratello doge, di sessanta-

mo

antipapa Novaziano,
si

prete

ro-

quattro anni, e venticinque di Cardinalato.

mano, bendi, come


nali del

ha dagli analla
il

Fu
nella

sepolto in quella cat-

Laronio,

assistessero

tedrale
altri

vescovi

tomba comune agli di Padova della sua


delle congrei-egolari,

elezione di Cornelio, oltre

clero

famiglia.

Fu membro
e

Da

gazioni dei vescovi


riti,

dei

popolo romano, sdici vescovi. Eusebio, Hist. Eccl. lib. 6. cfip. 35, si apprende quanto gi fosse
il

del concilio, e della consulta.

numeroso

clero

romano. In

un
ses-

CORNARO
nella
citt

Giovanni, Cardinale.

concilio tenuto in

Roma, con

Giovanni Cornaro, nobile veneziano, nacque ai 3o giugno 1720


di

santa vescovi, scomunic l'antipapa

ed eretico
scomunicati
sa

Novaziano [Vedi).
gli

Con

Venezia. Percorsa
ecclesiastici,

la

questo falso Pontefice furono


eretici

altres

carriera degli studi

fu

suoi seguaci,
la

ammesso

nella

romana

prelatura, e

che insegnavano non poter

ChieDella
i

quindi venne nominato uditore della sagra rota per la

ammettere

caduti nella perse-

sua

nazione,

cuzione, e perdonare

ad

essi.

donde Pio VI nel 1775 Io promosse alla cospicua carica di governatore di

santit di questo Pontefice fanno

Roma,

e nel concisto-

ro del primo giugno 1778 lo cre Cardinale dell'ordine de' diaconi


conferendogli di poi la diaconia di
s.

encomi san Cipriano neir epistola ad Antoniano, e san Paciano nell' epist. 3 ad Sympron.
pi
chiari

Fu

rilegato
di

in

Civitavecchia,

per

orditie

Gallo

imperatore, dove
suoi giorni,
lettere,

Cesareo. Nominollo pur

membro
ceri-

delle congregazioni cardinalizie del


concilio, de' sagri riti
,

comp gloriosamente i confortato da frequenti


a
rio
lui

che
il

della

metteva
vescovo
lui

da

Cartagine
Il

moniale,

e della

visita

apostolica.

santo
di

Cipriano.

martiset-

Neil' et di sessantanove

anni
a'

ter-

min
zo
1

di vivere in

Roma

29 mar-

tembre
spoglie

dell'

avvenne il d i4 anno 255 ; le


furono
sepolte nel

sue

789. Le sue esequie decorosamente, giusta il costume, furono


celebrate nella chiesa di
s.

mortali
e

trasportate

in
di

Roma,
Calisto;
in

cimitelo
di
s.

Marco,

indi nella chiesa

da dove il suo cadavere mato, e chiuso nelle tre


se,

imbalsasolite cas-

Maria modo,

Trastevere.

Del

luogo

tempo,
il

pi'ivatamente fu trasportato alla


s.

Cornelio, scrisse

in cui mor s. Pnpebrochio una

chiesa di

Cesareo, uella quale venne


diaconia, con mar-

dissertazione nel Pro'pfl. di maggio,

sepolto

come sua
i

pag.

34.

Va

notato, che le lettere

morea

iscrizione,

che
(s.)

ricox'da

le

scritte

qualit, e

pregi di cui era fornito.

da questo Pontefice a s. Cipriano, ed altri, non tutte sono genuine.


Dicesi
esigesse

CORNELIO
prete
degli

Papa

XXII,
Calisto,

aver

ordinato,

che

Romano,

figliuolo di

niuno

o Castine della iiobilissima famiglia Ottavi, o sia de' Corneli, fu


alla

giuramento dai chierici, se non che per confermare la propria fede che chiunque giurasse
;

innalzalo

cattedra

Pontificia,

sarebbe cosa onesta


essendo digiuno
costretto al
;

che

il

facesse

contro sua voglia, ed umilmente ripugnante, nel mese di aprile del-

e che niuno fosse

giuramento

prima

di

l'anno 214. Per questa

sua

esal-

aver compilo quattordici unni.

In

COR
dicembre s, Cornelio cre sette, ovvero otto vescovi, uno o quattro preti, due o quat(lue ordinazioni nel

147 Cornuetum, Castrimi Inu e Castrimi Novui. Questa citt fu edificata tre miglia lungi dal

COR

mare me-

tro diaconi.

Govern

la

Chiesa luj

diteri'aueo, su ridente

collina sulla

anno e pi
la

di quattro mesi, e

dopo
sede
Til-

riva sinistra del fiume Marta, e po-

gloriosa sua

morte, vac
P^.

la
il

co distante da

quella

destra

del

un

inese,e cinque giorni.

lemont, Hisl Eccl. tom.

CORNELIO
nelius

Ili, p. 470. D^LLA Pietra. Cor-

Mignone, ed in mezzo ad altre felacissime colline, il cui poco salubre clima oggi notabilmente migliorato,

a Lapide. Scrittore e teologo del secolo decimosettimo nato a Buckhot, diocesi di Liegi, l'an,

per

le vaste

piantagioni e-

seguite. Si ritiene abitata dai

nuovi

no
si

566. Fece professione religiosa

Gravisciy che abbandonarono l'antica sede. Dall' essere dedicata nei

nella

compagnia

di

Ges

e quivi

consacr alio studio delle lingue,


Scrittura.

remoti tempi a Pane, eflSgiato colle corna in fronte, alcuni dicono che
prese
il

e della santa

Riusc

in

nome che
si

tuttora

porta.

breve mirabilmente, ed accoppi a quelle scienze una profondit di filosofia e di teologia. Per pi di venti anni insegn nella scuola di Lovanio con molta celebrit e in
,

IMoltissime ed importanti antichit

etrusche
te

sono rinvenute nei suoi


nelle

dintorni, principalmente nelle grottufacee, e

diverse

tombe
in

nel vivo

masso incavate, massime

Roma
occup

poscia per

molto

tempo

si

quelle

esistenti

nel fondo apparte-

Scrittiua. Ivi

dar lezioni di sacra ebbe l'altissimo incarico di predicare bene spesso dinanzi il sommo Pontefice, del quale godeva tutta la slima. Corsa la
nel
vita
d'

to.

nente alla famiglia Marzi di CorneTali monumenti probabilmente


alla

appartengono quiniuni, che


i

famosa

citt

Tar-

fondata da Tarconte, e dalla quale ebbero origine


dicesi

nelle

fatiche,

e nell' esercizio

una maschia virt, mor in Roma il 11 marzo 1627 in odore di


santit
j)r la qual cosa il cada; vere di lui venne depositato in un sito separato pel caso , che volendolo Dio glorificare, si fosse dovuto

gli

romani Tarquini. Se ne veggono avanzi al nord est nella distanza di due leghe, noniinandosi corlottamente
neto
la
le
si
il

luogo Tarchina. Cordire figlia ed erede di

pu

quella

antica

Lucumonia, giacch
dei

vasta necropoli

Tarquini, e
al

fare

il

processo delle sue virt, per


alla

antiche tombe, continuano sino

poi proporlo
liideli.
ti

venerazione

dei

suolo ove sorge questa citt di Corneto.

da

lui

silenzio,

sarebbero stacondannali ad un eterno se la obbedienza non lo


suoi scritti
farli di

La importanza
come
le

di

Corneto

si ri-

leva dalle pi antiche, e torreggianti

sue mura,

diverse torri ne

avesse indotto a
gione. Scrisse
bia,
se,
i

pubblica rasulla Bib-

attestano l'origine etrusca

non meno
in in

de'Commenti

che quella

animosit
fazioni

con cui
enti'arono

quali sono pieni di ottime co-

tempo

delle

e di

una vastissima erudizione.

CORNETO (Cometari.). Citt con


residenza vescovile dello stato pontificio,

nella

delegazione

apostolica

di

Civitavecchia,

chiamata

anche

lizza i principah della citt. Grandemente prosper essa nei secoli dopo il mille, come si pu argomentare da molli suoi edifizi, e tra questi da quello assai distinto per

148

COR
ni,

COR
l'aria di quella citt, e dei contor-

magnificenza, e bizzarria di gotica architetturaj dal palazzo cio del celebre Cardinal Vitelleschi, la cui facciata,

Roma
scritto

uno

i8o3; Confutazione, di anonimo, nel quale si


provare che
le

ed

il

cortile

sono degni
la

di oscitt

preteso di

saline
noti

servazione. Presentemente
di

infettano l'aria, e che


si

perci

Corneto ancora bella e pei suoi antichi edifizi, e pei nuovi. De' sagri templi,

monisteri, e luoghi

pii,

debbono costruire sulla spiaggia di Corneto, Roma 180 3; Esame del voto medico-chimico dei eh. Giuseppe
Petri,

parleremo per ultimo. E pur decorata la citt di vago teatro come la piazza maggiore lo da una antica fontana abbellita con basso rilievi. La sua rada molto favorita da Clemente XII, chiamasi Porto dementino, e serve di scalo per l'im-

Ottaviano

Targioni

Tozzetti, e Attilio Zuccagnij sopra


le saline
Il

di Corneto,
quindici

Roma
si

i8o3.
di

territorio di

Corneto
mila

estende

a circa
terreno.

rubbia
popolata

La

citt

pi di quattro mila abitanti,


soggetto al suo governo
di Montalto.
il

da ed ha

barco

delle

abbondanti

granaglie,

comune
castel-

che produce il fertile territorio, il quale pur abbonda di olio, lane, e di bestiame. Dappresso alla rada sono le saline, che danno ottima, e copiosa quantit di sale. Questa ardua impresa si deve a Pio VII, il quale fu anche benemerito dell'agricoltura, per le leggi da lui emanate. Nel i8o5 fu posta nel luogo una marmorea iscrizione per memoria, con cui si celebrano il Papa, il prelato Alessandro Lante tesoriere generale, e Giuseppe Lipari di Trapani, che form queste saline. Nelle medaglie d'argento, solite a distribuirsi per la festa dei
ss.

Questo antico
fosse
la

lo spettava al territorio Tarquinese,

e
ni

vuoisi

che

sede degli
\

antichi popoli
vi

Gravisci,e.

romae

mandarono una
fatti

colonia,

poscia fu

compreso nello
il

stato di

Castro. Dagli scavi


vuoisi stabilire

ne'dintornl

sito

dell'antica, e

celebre citt di
zi

Vulci (Vedi), an-

fra

le

altre testimonianze

comsi

provanti

l'antichit di Corneto,

deve aggiugnere il celebre marmo Viterbese contenente il decreto di


Desiderio re dei longobardi dell'anno

773, nel quale tra


ordina:
ri.
. .

le

altre

cose

si

Jubemus quoque repara.

Pietro,

Paolo, nel

1806 fu
di

Cornietuni

dal che
si

si

coniata

quella

coli' effgie

Pio

vede

il

detrimento, in cui
restaurare
suoi

ritrola pre-

VII, avente nel i-ovescio l'isciizione; Salinae Tarquin. instifnlae, a me-

vava in quel tempo, non che

mura

di

antichi

moria de'posteri. Su queste saline pr e cantra furono stampati diversi opuscoli.

fabbricati.

Ne citeremo

alcuni:

letti

Corneto, secondo che scrive in addit. ad Ughellium,


170, crebbe per Il Biondo,
la

il
t.

CoX,

Gio. Antonio Riccy, Dell'utilit delle saline di Corneto rispetto all'erario pubblico e alla salubrit del clima, ragionamento, Roma i8o3;

pag.

ruina di
citt

Tai'quinia.
reg.
2,

Ital. illustr.

con ragione

la

chiama

antichissima. L'Olstenio, in not.

ad

Domenico Moyichini, Parere sopra la questione se la Jormazione di una


salina
artijiziale

nelle spiaggie di

Cluverium fol. 592, la reputa fondata da Corito padre di Dardano. Il p. Fr. Casimiro da Roma, senza

Corneto possa

rendere

insalubre

espoire

il

perch,

scrive

tutto

COR
allopposlo, nel suo

COR
erudito
libro
:

149
questa
citt

chla

il

popolo

di

Memorie
cap.
dice. 9.

delle chiese, e conventi ec.

venisse
tefice

pag.

ii5j ed ecco quanto

netum

Corneto, detta in latino CorCoriiuetum , Cornjetum , e ,


origi-

in

dal PonLeone IV trasportato una citt da lui fabbricata e

nel secolo nono

san

perci chiamata Leopoli, che in oggi

Corgniliun, riconosce la sua

la citt di Corneto.

Su quel'

ne dalle rovine di Gravisca, e della Tarquinia , ed compresa nella

sto

punto va

consultato

articolo
si

Civitavecchia {Vedi), dove


ta

trat-

Toscana

come

si

manifesta da due

del sito in cui

fu edificata Leo-

placiti spettanti al celebre

monistero

poli,

l'uno tenuto in Tiirri de Corgnito 1' anno. MCI V, da Ranieri chiamato Tuxiac diix et marchio; l'altro non molti anni
infra civitaUni de Corgnito
crescesse

di Farfa,

Quindi nel secolo duodecimo abbiamo, che Corneto si resse colle


i

proprie leggi; e fra


citt vicine,
si

trattati colle

distingue quello fatla

dopo ab Adal-

to nel

II
e
i

74

tra

repubblica

di

Pisa

consoli

berto misso domini Bonifacii.


,

Ma

se

portato anche

Corneto , ridal Muratori nella


di

ruine di
sta
bilirlo.

o nascesse Corneto per le Tarquinia, e da chi que,

sua collezione Scrip.

Rer.

Italie.

fosse distrutta

difficile lo sta-

tom. IV, col 4oi- Ma in all'alto dominio, Coi'neto


parte
degli
stati

quanto
faceva
della

Certo per, che Corneto pi antica di Toscanella [Vedi), e che intorno al mille, senza escludere
titolo
i

tempoi'ali

Santa Sede, sino dal pontificato di s. Gregorio llj quando cio verso
l'anno 780 il ducato romano, in cui comprendevasi Civitavecchia ,

secoli

precedenti

ebbe

il

di

citt

quale sempre

fu.

Tutta voi fa abbiamo su Tarquinia, che neir847 esisteva ancora un rimasuglio dell'antica Tarquinia, ridotta a foggia di castello, occupato
poi dalla famiglia Vaccari, e ci
levasi
ri-

Corneto
si

Ceri ec,

spontaneamente

sottomise al paterno dominio dei


Pontefici.

Sommi

Dopo che Clemente

ebbe

sta-

bilito la residenza pontificia in

da una
si

particula statutaria,

nella quale
fo

enuncia, che Pandol-

Vaccari lascia a Corneto la pie-

Avignone, deliberando Urbano V, quinto suo successore, di restituirla a Roma,part nel 1 367 da Avignone, ed ai
siglia

na giurisdizione sopra il castello, e suo terreno. Non adempiendosi da


Pandolfo detta Cornetani ad adempierla cos segu , ed apparisce dall' istromento rogato nel 1286. Ma siccome nuovamente torn a ribellarsi, venne il castello
di

Enrico figliuolo

3o maggio salp dalla rada di Maraccompagnato da cinque galere veneziane, da tre pisane, e da

disposizione, fu obbligato dai


:

molte genovesi, arrivando a'2, o 4 giugno a quella di Corneto in

compagnia
Quivi trov
la

di

sette

Cardinali

di

alcuni prelati, e di alcuni principi.


a.

riceverlo

il

fiore del-

dai cornetani affatto distrutto, ed

il

nobilt

prelatura
cui era
il

romana
celeberri-

suo terreno fu lstrelto come

lo era

alla

testa di

per

l'avanti, nel territorio

Cornetano.
che

mo

Cardinal Albornoz legato apoeh' erasi


i

Il

Torrigio, seguendo l'Anastadi opinione,

stolico,

recato prima

in

sio bibliotecario, fu

Corneto a fare

convenienti pre-

per le incursioni che i Saraceni facevano su Centocelle, o Civitavec-

parativi, seguito ancora dagli


sciatori delle citt.

ambadepu-

quivi

loo
tali

COR
del popolo
l'

COR
re a

rono
in
le

romano gli esibiubbidienza del medesimo


,

Roma

la

pontificia

residenza

rese pi avventuroso Gregorio XI,


il mandava a pieno effetto. Part egli da Avignone, a' i4 set-

segno
chiavi

di

che

gli

presentarono
s.

che

del

Castel

Angelo.

cornetani

avevano

fabbricato

un

tembre

376,

coi Cardinali,

ed im-

maraviglioso ponte di legnami be-

barcatosi a' 11 ottobre a Marsiglia,

ne ornato, e con archi trionfali dal mare sino alla Fossa cio un sedove sto di miglio dentro mare approd la galera pontificia. Dal padi, ,

glione sontuoso, e magnifico alzatogli


in isponda

del

mare,

fece
la

Urbano
alla pre-

accompagnato da trenta galere, dop una burrascosa navigazione, approd in Corneto ove celebr le feste del santo Natale. Quindi nel gennaio 1377 part da Corneto, e per mai'e si rec ad Ostia e poi
,
,

V cantare solennemente
rendimento
di grazie

messa in

Roma, ove

fu accolto con inespri-

a Dio,

senza delia moltitudine, e quindi a

come lo era stato in Corneto. Questo viaggio venne demibile gioia,


scritto

baldacchino accomoconvenientemente al ricevimento del primo personaggio del mondo, pass al convento de' religiosi minori francescani di Corneto. Per la festa della Pentecoil ste Papa onor Corneto col
cavallo sotto

da Pietro Amelio,
opera

e fu in-

dato

serito nella sua

Pontif. Gregorio XI successe Urbano VI, sotto il quale insorse il funesto scisF^it.

ma

avignonese, per cui fra


del

le

tante

altre angustie

suo pontificato,

ricevette quel Pontefice


sulti

anche

in-

celebrare solenne pontificale, e poscia

dal

re di

Napoli

Carlo IH,

part per Viterbo a'


di
.

affine

recarsi

Roma

9 giugno, dopo ,
ai

mentre trovavasi

in quel regno, che

dovette perci abbandonare. Giunto

aver concessi Tarli privilegi


netani. In

corrice-

a Benevento, s'imbarc nelle


col

dieci

Corneto Urbano

galere, che avea prese dai genovesi,

vette eziandio l'incontro del b. Giovanni Colombino, fondatore de'gesuati insieme a sessanta, o settanta suoi compagni schierati sul pon,

patto

di

pagargli

ottantamila
in in
il

scudi d'oro.

Urbano VI approd
recossi

Messina, e poi
to,

e siccome

non avea

Cornedenaro
e part

te,

coronati d' ulivo, di cui


in

tenevase-

pattuito co' genovesi, diede invece loro in

no

mano
le

rami.

Il

Papa per
la

pegno questa

citt,

dare
e tra

guerre non ncora

termi,

per Genova, ove giunse

ai

23

set-

nate tra l'Aragona, e


i

Na varr

tembre i385, come


vita di detto

si

legge

nella

francesi, e gl'inglesi, volle

fare ritorno in Provenza, e partito

vaes,

Papa scritta tomo IV, pag. 242.

dal No-

da Montefiascone a'26 agosto rSyo


si

rec a

Corneto, ove

s'imbarc

5 settembre, sopra la bella squadra che l'attendeva composta di diverse nazioni. V. l' Itiner. Italicnm Urb. presso il Baluzio, tom. II Vit. Papar. Avenion. pag.
a'

Corneto, sotto Eugenio IV, prov molte beneficenze pontificie, a cagione di Giovanni Vitelleschi, concittadino di quel Pontefice,
poi fu
il

quale

da

lui

creato Cardinale, co-

me

quello che ricuper al dominio

768; e presso
Rei.
11

il

Muratori,
par.
II.

iScvvy^tor.

Chiesa Romana la maggior parte delle sue terre, usurpate dai


della
tiranni nel

hai

t.

III.

p.

210.

tempo

degli

scismi

giusto divisamente di

ixistitui-

delle ribellioni. Egli era tenuto pel

con
ii'ii

COR
fregiarono di loro presenza
citt.
Il
il

1^1
questa
l'altro

pi,

de suoi teme per uno de' pi rinomati geviiloroso capitiino


s.

primo onor

in

quell'in,

nerali di

Chiesa.

Il gli

senato

ro-

contro
vi
si

palazzo Soderini

mano
titolo

in

picmio

decretN una

statua equeslie in Campidoglio, col


di ter/o padre delia patria , dopo Romolo, e Cesare Augusto, e

iSyG. Sisto V, successore del secondo, ne fece governatore il Cardinal Carlo de Angennes, encomiato per piet, religione, e
rec nel
carit verso
i

joajtni viteicon questa epigrafe LEXSI PATRIARCHAE Al.EXAMlRINO TER:

poveri.

Ad

onta di

tali

doti egli

mor nel 1587

in et d'anni

TIO

AB ROMXJLO
Il

RENTI.

ROMANAE URBIS medesimo senato, in


,

PArii

cinquantasette
di

non

senza

sospetto

veleno, e fu sepolto nella chiesa

guardo del Vitelleschi


cornefani
na,
alla

aggreg
di

de' minori osservanti,

dove
gli

alla

sua

cittadinanza

romas.

tomba

si

leggono meritati
d'

elogi.

Un
s.

e stabiPi che nel giorno


il

monumento

onore

fu eretto
di

Luigi, nel quale

Vitelleschi avel'esercito

anco nel chiostro della chiesa


Luigi de' Francesi di

va messo
sentato

in

fuga

nemiprenella

Roma

colla

co, fosse dal

medesimo senato
argento

vm
s.

calice di

chiesa di

Maria
p.

d* Araceli, co-

me

parlando di
il

questa

chiesa

ri-

effigie ed iscrizione. Innocenzo XII, nel 1692, si rec a Civitavecchia, e coli' autorit della costituzione ^1 In suprema,

sua

porta

citato

Casimiro

nelle

Bull.

Rom.

t.

IX, ne confer

il

govici-

Memorie

storiche di essa a p.

4^7-

vernamento ad
na
citt di

un

prelato

colla

Riguardo al decreto della cittadinanza, ecco quanto si legge: Siiit Cornetani omnes de caclero illius mentis romani cives^ omnir/ue prnerogalii'a, privilegio, honore,
nitate, dignitate

sopraintendenza eziandio sulla

Corneto. Inerendo poscia Benedetto XIII alle provvidenze di

Urbano Vili,

nel

1728,
la

fece fab-

immu-

bricare in Corneto

pia casa di
rei

ginarii a\'es essent.


scia

fruantur, ac si oripoIl perch


di
le

penitenza pegli

ecclesiastici
la

di

alcun mancamento,
il

quale prese
di

alla

cittadinanza
si

Corneto
pi
illu-

nome

di Ergastolo.

Ma
si

que^ia
al

volentieri
stri

ascrissero

pia casa di penitenza

tratta

famiglie dello
i

stato

pontificio,
i

volume IX,
zionario.

come
ghesi,
rini
,

Farnesi,
i

gli

Orsini,
i

Bor-

263 di questo DiAbbiamo dal Diario di


pag.

Castiglioni,

Fani^

Sede-

Roma
la

molte altre. Quando poi il Vitelleschi, per ordine di Eugenio IV, fece la guerra ai Colonnesi, ed abbatt Palestrina,
i

Sacchetti

del 1762, che Clemente XIII da Civitavecchia pass a Corneto

mattina del marted

'"^ggio

mentre n'era presidente, come governatore di Civitavecchia monsignor Riganti, e vescovo monsignor

da questa citt tolse le sagre spoglie del patrono s. Agapito, e mand alcune delle migliori campane, qual trofeo di sua vittoria, a Corneto
,

Saverio Giustiniani di Scio, nobile


genovese.
lati,

Fu
e

ricevuto da' detti predalla magistratura ve-

dal gonfaloniere Leonardo Fal,

come ampiamente scrivono


Cecconi
,

zacappa
stita

monsignor
Petrilli nella

l'

avvocato
di

Storia, e

Memorie

Palestrina.

Anche Leoive X, e Gregorio \I1I

con ruboni neri. Visit il ss. Sagramento nella cattedrale, e fra le acclamazioni, ed archi di trionfo del giubilante popolo, Clemente XIII

1^2
si

COR
,

COR
ove

rec air episcopio

ammise

arco era slato eretto di ordine dorico, e n' erano


faccie dallo
iscrizioni

al bacio del piede il capitolo, la detta magistratura che gli present

decorale
lieta

le

slemma
il

del Papa, e

due da

im
tri

calice di

argento dorato, ed
Visit
s.

al-

proprie della

circo-

della citt.

le
,

monache
e
l'

stanza.

Tanto

prospetto
il

esterno

benedettine di

Lucia

ospe-

della cattedrale, che


si

dale de' benfratelli, prese cognizione

vide abbellito.

Alla

suo interno porta della

e benefic i rinchiusi nell'ergastolo, sovvenne i poveri, ed un conservatorio di orfane, pranz nell'episcopio, e la sera fece l'itorno a Civitavecchia.

citt
fice

ra,

il Pontegovernatore e la magistratuche a mezzo del gonfaloniere

trovaronsi a ricevere

il

present
essa

le

chiavi della
cattedrale,

medesima.
all'

Visitata la
il

uscir di
,

Riporteremo finalmente la visita fatta a Corneto nel i835 dal regnante Pontefice, allorch si rec a Civitavecchia , ove ricevette le
deputazioni del clero
di
,

Papa venne preceduto


vestiti

nel

recarsi a piedi all'episcopio,


tordici fanciulli tutti

da quatdi suc-

cinta tonaca bianca in


tico

e della citt

bordata

di

giallo,

costume ancon rami di


episcopio
il

Corneto, presentate dal Cardinal


,

ulivi.

Dal balcone
il

dell'

Giuseppe Maria Velzi

vescovo di

Papa bened
sidenza
le

popolo, ed assistito
bacio
del piede e
civili,
i

Montefascone, e Corneto, cio nel mercoled 20 maggio. Indi nel se-

dal Cardinal vescovo, nella sua re-

ammise

al

guente venerd colla sua corte s'av"vi a Corneto, ove due miglia distante dalla citt venne incontrato dal Cardinal vescovo, e dalla civica deputazione. Il Pontefice fece

autorit ecclesiastiche,

notabili della citt, gl'individui


le
tri.

del-

diverse comunit religiose, ed al-

Uscito dall' episcopio,


visit
il

Gregorio

XVI

monistero delle benedelle

montare

nella propria cari'ozza il Cardinale, e giunto in breve distanza dalla porta Urbana, detta Mad-

dettine, e quello

passionisle,

nei quali

de

le

ammise al bacio del piemonache che varie signore


Entrato nella pia
il

dalena, fu circondato da
pello di

un drapgiovani
,
,

della citt.

casa
dello

ventolto

scelti

di penitenza,

Papa s'inform

quali vestiti tutti di nero

e cinti

stato

e del trattamento

de' dete-

con fascie di velluto cremisi, domandarono, ed ottennero il permesso dal santo Padre di staccare i cavalli alla carrozza. Di fatti fra il

nuti, e poscia fece ritorno

a Civi-

tavecchia. Nel d seguente, 2 3


gio, nel

mag-

porto di Civitavecchia s'im-

rimbombo
mazioni

de' mortari,

e le accla-

barc nel battello a vapore // Mediterraneo, di bandiera francese , e


facendo volta alle saline di Corneto
,

dell'

esultante
il

popolazione,

lo condussei'o avanti

duomo, pre-

and
l'

a
al

visitarle

dopo

esse-

ceduti dalla civica banda musicale.


Spalliere di verdura aprivano l'in-

re disceso

serv
to,

porto-Clementino. Osstabilimento formautile

gresso alla porta della citt, innanzi


alla

quale

un monumento

for-

ma

di arco trionfale

pontificio

sormontato dal stemma, era stato innaliscrizione.

zato con
piazza di

analoga
s.

Sulla

sotto Pio VII con disegno, ed esecuzione di Giuseppe Lipari, il quale trovandosi nel luogo pot avere l' alto onore di corrispondere alle sovrane ricer-

come dicemmo,

Marco

altro pi

grande

che, quindi fece ritorno al porto.

,,

COR
XVI
Recandosi il medesimo Gregorio nel settembre 1842 in Civiosservare
lo

COR
lo di nobile famiglia in del quale superiormente
stinta
si

i53
Corneto
fece didi

ta-vecchia, per
attdale delle
fatte
deli'

stato
lui

menzione.

Era

egli

fortificazioni

per

ma

autorit nel pontificato di

in

(jiiel

porto, massime quelle e


scogliera,

genio IV, e nel

i437
fiero

somEuvenne da

antemurale,

non

quel Pontefice creato Cardinale.

Ma
dal-

che del lazzaretto, continuate tanto lodevolmente dal colonnello di artiglieria commendatore Steward, e dall' ingegnere idraulico Federico
Giorgi, aveva stabilito
a'

divenuto piuttosto
suoi
trionfi,

pei

tanti

ed anche in sospetto a
,e
s.

quel Pontefice, mor accorato


le

riportate ferite in Castel

Ani8'3

20 settemdeputazio-

gelo agli II aprile i44o> nel

modo

bre di onorare nuovamente di sua


presenza Corneto,
ni
le cui

che
a

si

disse

al

volume

X pag.

del Dizionario.
lui

Gli elogi prodigati

del clero, e

della

magistratura

aveva ricevute in Civita-vecchia in

uno

all'arcivescovo Nicola Mattei, ve;

scovo di Monlefascone, e Corneto

ma

a motivo

dell'

intemperie della
ze-

stagione,

monsignor Stefano Rossi

lantissimo delegalo della provincia,


fece sapere al rispettabile arcivesco-

ed il mausoda Bartolommeo Vitelleschi vescovo di Corneto suo nipote in Corneto, ove dalla chiesa della Minerva di Roma era stato trasportato il suo corpo, eternarono la sita memoria, e le sue sciagure. Sul
dalla posterit,

leo

erettogli

detto nipote, vescovo di Corneto, ed

vo, e al gonfaloniere
nedetti,

che

il

comun

Lodovico Besovrano diffe-

anticardinale di Felice
Pontefice,
-va

pseudo-

letta

la

biografia nel

riva ad altra pi propizia occasione


la visita a quella citt.

volume IV, pag. 169 del Dizionario,

Per sapere poi


si

ove sono notizie

che riguarCastelle-

quanto
fine

siasi

falto di preparativi af-

di solennizzare

faustissimo

dano pure Corneto. Adriano Castellense , o


schij
,

giorno, sia dall' arcivescovo, sia dal


clero, sia

dalla
si

magistratura,

che

chiamato il Cardinal di Corneto ove nacque fu stimato uno


de' pi celebri scrittori nella lingua latina

dal popolo,

ro

80

del

pu leggere il numeDiario di Roma.


molti

dopo Cicerone, per

cui sotto

Corneto produsse
ed
insigniti

uomini

Alessandro
tribu
studi.

celebri nelle lettere, e nella milizia,


di

cre Cardinale
al

clesiastiche, fra

eminenti dignit eci quali sono a nomi-

Si

i5o3 lo grandemente conristabilimento de' buoni compromise con Cesare


nel
,

VI, che

narsi

seguenti.

Secondo
il

lo Scotto,
1

Borgia, che invidiava


ze,

le

sue ricchezle

Itinerario d' Italia, pag.

86

do-

per cui incominciarono


si

sue scia-

vrebbesi aggiungere
gorio

Pontefice Gre-

gure, le quali
biografia. di

descrivono alia sua

creato nel

996,

ma

egli

fu sassone; e Gregorio
e Gregorio

VI
sia

del

IV dell'Say, io44 fiu'ono ro-

mani. Ci

detto per togliere la

supposizione di equivoci, che potessero derivare dai nomi. Ecco


i

Nel 1837 il De Schreck Trento ha pubblicato la biografia di questo Cardinale, che fa seguito a quella del Faentino Ferri aggiungendo ed ampliando alcune
cose sfuggite al Ferri.
Gio. Francesco Falzacappa, nato in

tre
si

Car-

dinali cornetani, le cui notizie

posso-

no leggere

alle loro biografie.

Giovan-

ni Vitdleschi

oriundo di Foligno, ua-

nel

Corneto da nobile famiglia 1767, merit la dignit Cardi-

i54
nalizia,

COR
che nel

COR
la a

Pio

VII. Mori pianto pel suo ingegno,

1823 gli confer nel 1840, come

quella di Montefiascone, e conal rispettivo

ferendo

vescovo delle due

per

le

diocesi, la potest di

benedire chiuncio recto


all'altra
Il

belle doti. Al

momento
del

della
sagl'O

morte
Colle-

que
ch

in esse incontrasse per via bendi altre diocesi,

era

sotto -decano

quando

gio, prefetto della


stizia,

segnatura di giusuburbicario
di

tramite, accede all'una, o


citt

e
s. si

vescovo
Raffina,

di

sua giurisdizione.

primo

Porto,

e Civitavecchia.

vescovo delle due diocesi fu Pietro


que' vescovi, molti

Non
oltre
i

deve inoltre tacere,

che

sopraddetti tre Cardinali, sem-

bra doversi aggiungere un quarto nella persona di Tiberio Crispi, che sebbene ci-eduto dagli storici per romano, fu certamente di patria, e di origine cornetano, giacch in Corneto i suoi antenati, e Vincenzo padre di lui ottennero , e cuoprirono costantemente tutte le magistrature municipali. Tiberio,

Antonio Domenico, cui succedettero de'quali furono Cardinali, che riporta l'Ughelli, insieme alle notizie ecclesiastiche di

neW Italia sacra tomo I, 98? e seg. Il vescovo Bartolommeo Vitelleschi form utilissime
Corneto,
pag.
costituzioni, le quali

nel

i5gi ven-

nero pubblicate dal


quelle che fecero
vescovi.
F".

vescovo Girozelantissimi

lamo Senti voglio, senza nominare


altri

dopo
,

essere stato governatore di Perugia,

e prefetto di Castel s. Angelo fu da Paolo III, nella promozione dei 19 dicembre i544j creato Cardi-

MONTEFI ASCOSE. La cattedrale di Corneto de-

dicala,

come
Il

quella di Montefiascos. Marcompone

ne, alla vergine e martire


gherita.

nale diacono, e dato poi in


nistratore alle
INepi. a'

ammi,

suo capitolo

si

chiese

di

Sutri

di tre dignit, la
li

prima

delle

quail

Mor

in questa

ultima

citt

r arcidiacono, di diciannove cai

quella cattedrale,

6 ottobre i566, e fu sepolto in come abbiamo dal


ii3o.

nonici, tra

quali sono compresi

teologo ed

il

penitenziere

di

sei

Ciacconio, a pag.

beneficiati, e di altri preti, e chierici

La sede

vescovile di Corneto, im-

per

l'uffiziatura.

mediatamente soggetta alla santa Sede secondo Commanville, fu istituita verso l'anno 5oo, ovvero negli

rezza

diremo,

cattedrale

Per pi chiache questa illustre ha diciannove prebende


si

canonicali, tra le quali

distinguo-

ultimi
le

del

quarto
unita

secolo,
la

nel
e-

no
ossia
il

l'arcidiacono
sette

come
erezione,

prima

di-

quale

venne

sede

gnit con
di

canonici capitolari,

piscopale di Gravisca, e nel seguente quella di Tarquinia.

prima
il

compresi

In progresdi es-

teologo ed

penitenziere,
i

|
'*

ca-

so di

tempo cessando Corneto


diocesi
di

rico di essi stanno


la

pesi tutti del-

sere seggio vescovile, fu


ta alla
il

incorporafinch

manutenzione della
sagre
,

chiesa, delle
,

Viterbo,

suppellettili

cera

chierici

Pontefice Eugenio IV,


del

con due

inservienti, e tutto altro

bolle

5 dicembre

i436, che
Ecclesia,

occorrere al
della
gli

che possa sostenimento, e decoro


Essi soli trattano

incominciano: la suprema dignitatis,


e
. .

medesima.

Sacrosancta

Romana

affari capitolari, e

perci emet-

per

le premure specialmente del Cardinal Vitelleschi, dichiar Corneto citt e sede vescovile uueado-

tono

rescritti il loro voto pei che vengono rimessi audito capitalo.

Seconda dignit

il

preposto,

COR
parroco di s. terza l'arciprete Leonardo. Questi per non sono nel

COR
tcslamcnlario di sua sorella

iSj

mada-

ma

Letizia,

numero

de' capitolari

quantunque

naparte

Napoleone Boa.lorquando essa mori in


di

madre

precedano di stallo, per essersi aggiunti posteriormente, attesa la riunione al capitolo delle
giale

Roma

a'

2 febbraio

836, fece nella

contigua chiesa temporaneamente depositare le di


zi,
lei

due
in

colle-

spoglie mortali.

An-

che
s.

esistevano

Corneto,
e di

cio di
s.

Maria

in

Castello,

morendo lo stesso Cardinale in Roma a' i3 maggio i83g, a seconda


della sua ultima volont, nella stes-

Leonardo, delle quali erano pridignit nell'una


il

me
nici,

preposto, e

nell'altra l'arciprete.

Gli altri canosopi-aindicato,

sino al

numero

diconsi soprannumerari, o di juspa-

tronato.
ficiati

Yi sono ancora
ed

sei

benee chie-

corali,

altri preti,

rici

tolo,

per r uffiziatura. Questo capicon breve di Benedetto XIV, de coclo Jcnisalcm, ottenrocclictto e

Novam

ne l'uso del

cappa ma-

gna, accordato anche alla chiesa di

Montefiasoone. Nella cattedrale evvi


il

fonte battesimale colla cura par-

tumulato loco deposito. istoriche di Corneto, va letto Gio. Lorenzo Berti: Delle glorie della citt di Corneto, orazione, Roma 1745. Oltre a ci, Francesco Valerio compose le Cronache di CornetOy che nianoscritte si conservano nell'archivio del Campidoglio di Roma. Si hanno pure da Muzio arcidiacono Polidori le Cronache di Corneto manoscritte, ed altre interessanti memorie Cornetane, conservate in Corsa chiesa fu

Sulle

memorie

si esercita da un canonico delia medesima. L'episcopio alquanto lontano dalla cattedra-

rocchiale, che

neto nell'archivio particolare


nobile famiglia Falzacappa.

della

le,

oltre la quale vi sono nella citaltre

quattro
di

parrocchie,
religiosi,
,

con
e

cinque conventi di
monisteri
ospedale, e
sa

monache

in

due uno a
chie-

CORNI A. Fulvio Cardinale . Fulvio Cernia (della) nacque a Perugia da nobili genitori nel i5i7, ed ebbe Giulio III a zio materno.
,

Profess nella religione de' cavalieri

diverse confraternite, conservatorio,

monte

di piet.

La

Malta; poi divenne arciprete di Perugia ; quindi nel 55o vescovo


di
1

de' conventuali

di

architettura

della
il

medesima
il

citt,

ove

riform

gotico-mista, a'

6 maggio

perde nel terremoto cupola innalzata nove


tro.
Il

i8ig, l'ampia sua


del
secoli

clero, stabili

seminario, invigi-

l alla clausura delle

monache, in-

indie-

trodusse

le

cappuccine, e nel i55i


s.

ven. p. Paolo

della

Croce,

ottenne da

Ignazio Loiola alcuni

fondatore de'Passionisti, fond pure nel secolo


delle
t

sacerdoti della sua esemplare


gnia, cui provvide di
zione. Poscia, a'
stesso

passato

il

monistero
alla
ss.

compacomoda abita-

monache

pdssioniste nella cit-

di Corneto,

dedicato

20 dicembre dello anno, Giulio III creollo Cardis.


,

Presentazione. Pio
rito

VI

fu

beneme-

nal prete di
della

Maria
e

in Via, legato

di

queste monache, per V

am-

Marca
di

amministratore
vicario
dell'
citti

della

pliazione del loro recinto,


dei

ad onta
questo

chiesa

Lucer,

del

gravi impedimenti che le con.

Papa
lo
(li

in alcune

Umbria,

trariarono

Divenendo
protettore
il
,

di

e della

Marca. Inoltre

Giulio

IH
duci

monistero

Cardinal
esecutore

spedi a

Cosimo

de' Medici,
la

Giuseppe

Fesch

come

Firenze per istabilire

pace di

i56

COR
lo
trasfer,

COR
nel
nislere, di circondario

quella citt; dipoi

e di

cantoistan,

1553, vescovo a Spoleli, chiesa cui perdette sotto Paolo IV, perch
ili

ne, sede di tribunali di

prima
,

za

sospetto fautore degli spagnuoli,

con suo fratello Ascanio della Cornia contro il Papa, e dicesi per questo, che sia stato incarcerato, e condannato alla somma di sessautamila scudi. Pel quale
insieme

commercio ec. ec. il Corisopiluni del medio evo e secondo altri il Curosioltannm di Pli,

di

nio.

Ebbe

il

nome

di

Cornovailles,

e dei conti

particolari;

ma

final-

mente

dicesi

Quimper perch

il

nome

antico della citt, e Corentin

avvenimento

diede

le

spalle
la

al

per quello del primo


tralasciandosi

suo vescovo,
di

mondo, e
sa,

riacquistata

sua chiedi

l'aggiunto

Odet,

riform

per comando

Pio

che aveva preso.

il ceremoniale romano. Sotto Gregorio XIII, nel i58o, pass al vescovato di Porto, ove ristaur la

IV

La

citt,

situata alla distanza di

DivoBeata Vergine, fece molti doni alla s. Casa di Loreto, e dopo esser concorso alle elezioni dei Pontefici Marcello II, Paolo, e Pio IV, s. Pio V, e Gregorio XIII, mor a Roma lodato per aurei costumi, ed egregia indole, di anni sessantasei, e trentadue di cardinalato nel
to alla

cattedrale dalle fondamenta.

mare, dividesi in vecLa prima cinta di mura e fiancheggiata da torricella, giace situata sull' angolo formato dalla riunione dei due fiumi Odet, e Benaudet, che vanno a scaricarsi
tre leghe dal

chia e nuova.

neir Atlantico.
golari.

La

riviera guarnita
di
si

da case gotiche, e

forme
e

irre-

La

citt

nuova
,

estende da
dall' altro

un

lato sopra poggi

su d' una massa di rupi di cinque


in seicento piedi di
d' altezza,

i583. Fu sepolto nella cappella di Antonio Cardinal del Monte nella chiesa di s. Pietro in Montorio.

coperti
si

boschi ec. Gli oggetti, che


in

fan-

no notare,
la

mezzo ad una

infini-

CORNICULANUM,
ritania Cesariana
nell'

seu
Africa

culana. Sede episcopale della


dentale, sottoposta
di
alla

ComiMauocci-

t di costruzioni senza ordine, sono

cattedrale gotica colle sue torri,


il

l'ospedale, la caserma, ed

passeggio

metropoli

del Pinity. Possiede inoltre Cornovailles

Giulia Cesarea.

CORNOVAILLES
(^Corisopen.).

ossia

Quimper

collegio

una borsa di commercio, un comunale, un gabinetto di


biblioteca pubblica ricca di
sette

Citt

con residenza

fisica, la

vescovile nel regno di Francia. Cor-

pi di
nario,

mila volumi,

il

semiec.

novaglia, o Cornovailles, Corna Gal-

la

scuola di navigazione

paese di Francia nella bassa Bretagna, cos viene chiamata


liae, antico

La sua

situazione poi nel centro di

diverse fabbriche, torna


lissima al
vi

favorevo-

perch rappresenta la figura di un corno, che sporge nell'Oceano. Comprendeva la diocesi di Quimper

la

commercio, ed attivissima pesca delle sardelle. Dal

porto piccolo, e

comodo

pei basti-

ed appunto Quimper Corenlm era


la
citt

capitale.

Ora questo paese

ripartito nei dipartimenti del Nord,

e del Morbihan. Quimper, o

Quim-

per Corentin,

citt di

Francia, ca-

menti di trecento tonnellate si esportano le derrate del paese. Quimper fu patria de' gesuiti Ardovino , del e Bougeant, letterati distinti famoso critico Frerou, e dell'abbate
,

po luogo del dipartimento del Fi-

Berardier,

autore

di

un

ristretta

COR
della storia universale.
lintoriii
si

COR
I cavalli

157
molte
reliquie
titolare

del

di grandi

prerogative. Nella catte-

distinguono per Ja loro


citt

drale

si

venerano
braccio

velocit.

Conta questa

pi di

ed un
le,

del santo
il

diecimila abitanti.

Corentino.
colla

V ha
due

fonte battesimaeserci-

Incerta l'origine di questa citt


capitale del paese
ossia Cornovaglia.
siliari

cura

parrocchiale

di Cornovailles,

tata
t
vi

da uno
sono
del
i

dei canonici. Nella citaltre

Gli inglesi,

au-

parrocchie,
vi

duca di Monfort, l'assediarono senza efietto , n si arrese se non dopo la vittoria del Mondel
fort.

munite
ancora
stiane,

sagro

fonte;
delle

sono

religiosi

scuole cri-

due seminari e l'ospedale.


alla cattedrale.
Il

Carlo di Blois
le

vi

esercit nel

L'episcopio un decoroso edifizio,


e

1345
cui

pi

atroci
la

crudelt,

per

rimane vicino

fu

scannata
III,

principal par-

te de' suoi abitanti. di

Enrico
pel
si

Dopo la morte Quimper prese parMercoeur,


di e

coadjuvato nel pastoral ministero da cinque vicari, ed ogni


novello vescovo paga di
della
tassa trei

vescovo

tito

duca

di

nel

cento settanta fiorini, secondo


gistri

re-

i5g5
cia.

sottomise al re

Fran-

Camera

apostolica.

La sede

vescovile di Cornovailles
nel

venne fondata
di

nono

secolo,

CORNOVAILLES , Cornuhia . Sede vescovile d'Inghilterra, eretta nel nono secolo, per mezzo di un
dismembramento
di quella di Shres-

fu fatta suffraganea dell'arcivescovo

Tours.

Ne

fu

primo vescovo
alla

s.
s.

buri, nella provincia ecclesiastica di

Corentino, che credesi discepolo di

Martino
s.

di

Tours,
,

qual me-

Cantorbery, colla residenza a Bodman. Nel secolo XI si un a Devonskire, e

tropoli tuttora

sottoposta.

Dopo

Corentino ne furono vescovi s. Evenzio, s. Alloro, Bondico o Beuedetto, Gustebedo, ed altri. Prima il vescovo era signore temporale della citt di Quimper, aveva il
titolo

CORO,
il

ad Excester. Cliorus. Adunanza


si s'

dei

cantori, e luogo ove

canta. Sotto

nome

di coro

intende
della

ancora
chiesa,

una parte principale


re,

o lo spazio situato o dietro l'alta-

di

conte di Cornovailles
di

o tra

l'altare
il

e la

navata.

Ivi

godeva
la
lire.

la rendita

ventidue mi-

prende' posto
1'

clero

per

cantare
collo-

cattedrale dedicata a r invocazione del medesimo s. Corentino, ed un edifzio antico, ampio, abbellito da ornati e decorato da due torri. Il capitolo si compone di otto canonici con diversi canonici onorari

La

uffizio
i

divino,

ed

ivi

sono

Dio

sotto

cati

preti,

ed

cantori.

laustri

condato il coro di per chiuderne


il

Viene cirmuri, o di bal'entrata


al

popolo. Nella maggior


chiese d'Italia,

parte

si

delle

coro

situato
l'as-

dietro l'altare, ed allora

pu

oltre

diversi preti, e chierici, detti

pueri
va

de Choro, per

l'

uffiziatura

semblea del popolo avvicinare all'altare, il quale in tal caso chiamasi altare
cia
il

della chiesa.
il

Prima decano, due


il

il

capitolo aveil

alla

romana. In Fran-

arcidiaconi,
il

coro ordinai'ianiente situa-

tesoriere,

cantore,
dodici

teologo, tutti

to tra l'aitare e la navata.

cir-

dignitari,

altri

canonici.
il

L' abbate di Daoulas era

primo

condato da una balaustrata, o da un muro con due ordini di sedili


a destra, ed a sinistra ove
si

canonico di questa chiesa, e godeva

met-

, ,

,,

i58
tono
stinti
gli

COR
ecclesiastici
stalli,
,

COR
ed
alti
i

cautori.

Gli scanni, o

e pi di-

del coro, sono

occupati

dai

canonici, o piiraaii religiosi, o

mo-

Pasqua, jn tempo de' vespcri entrava ad incensare 1' altare. Dal coro debbono essere escluse le persone laiche, secondo le costi,

nache. Gli
dai novizi

altri
.

stalli

sono occupati
,

tuzioni

apostoliche,

I.

2.

cap.
il

Sj.
to-

dai beneficiati
,

chierici

ce.

come

Che
il

se

poco avesse importato

e dalle novizie, dai con-

gliere tal confusione,


citato Macri,
i

come

riflette

versi, e dalle converse.

Kelie pri-

primi padri non


riparo
fa

mitive chiese, dopo

la

nave^
con
il

se-

avrebbero fatto
celli
,

il

de' can-

guiva

il

coro,

il

quale era separato

de' quali

si

menzione nel

dalla nave

medesima,

una o

pi balaustrate, ed era
era separato

luogo dei

Dal>coro Buina, ovvero il Santuario con un tavolato, nel qual tavolato erano tre porte, e la maggiore era detta Santa. Cos il Mamachi. De' costumi dei primitivi criil

ministri del sagro altare.

di Calcedonia; il perch grandissimo privilegio era quello dell' eminentissimo gran maestro della

concilio

sagra

religione

gerosolimitana
de' divini

il

quale nel
risiedeva
sotto
il

tempo

officii

in Malta nel suo trono baldacchino dentro il presbiterio, o coro.

stiani

toni.

I.

p.

3 18.

Ma

delle

parti delle antiche, e delle odierne

Coro voce deiivata dal greco, che significa propriamente adunanza di uomini
in cerchio
^

chiese, e delia forma, e luogo del coro, va letto 1' articolo Chiesa, o

ed

stata

Tempio
11

[Vedi).

alla voce Chorus, dice che cosi viene chiamato il luogo ove si canta, detto anche Presbyte-

Macri

tempio santo di Dio, in cui adunansi gli ecclesiastici a lodare il Signore coi
canto, siccome esprimesi
s.

applicata a quel luogo del

Isidoro,

De

offic.
il

div.

lib.

i,

e.

3.

Anticadi

riun dai

ss.

Cornelio, e Cipriano;

mente
sedili

coro formavasi

anche

Sanctuarium altaris dal primo concilio di Braga; e Berna dal Turonese secondo
osserva
te
il
i

di

marmo

avanti

il

presbite-

rio

greci.

Tuttavolta
det-

tava

ove si salmeggiava , e si canancora ci che apparteneva

medesimo Macri, che


significano

voci

quella

parte

alla messa. In alcune chiese per il coro de' cantori era particolare, co-

dell'altare chiusa con tre porte, co-

me

vedesi in

Roma
s.

me
ter

usavano
entrare.

cristiani

in

oriente

tichissima di

in quella anClemente, in cui il

lecito ad alcuno poChiamato da alcuni Sacrariuni, da altri Propitiatorium.Fu da esso, che il zelante vescovo di Milano s. Ambrogio di-

ove non era

luogo de' cantori situato dinanzi l'altare maggiore, con due ambo'J
ni.

V.

Canto

Ecclesiastico

e"

Chiese di R^oma. Si pretende poi, che


il

coro della chiesa

sia

stato diviso

scacci l'imperatore
ivi
si

Teodosio, che
fatta l'oblail

dalla navata soltanto sotto l'impe-

tratteneva

dopo

ro di Costantino. Ci non altro


gnifica se

si-

zione.

Vero

per, che

Curopo-

non che non


tal

vi

prova
allora

lata rifeiisce, che in Costantinopoli


1

pi antica di
fu circondato

divisione:

imperatore nel giorno della sua coronazione poteva entrare in detto luogo, ove riceveva la comunione,

come

sacerdoti,

e nel giorno di

da una balaustrata ed anche da un velo, o cortina, che a privasi dopo la consagrazione. Nel Xli secolo fu chiuso con un muro,

COR
inn con questa divisione
Ja
cliiesa,
si

COR
deforma
d' oc-

i59
navata,
e

in

occidente eranvi due cori nelle


la
il

togliesi

il

colpo

chiese, l'uno tra

cliio dell' arcliitelliira;

laonde riprese
disse,

.santuario, ch'era quello de'cantori


il

l'uso della balaustrata.

quale chiamavasi
l'altro al di

Schola canlol

A
coro,

tutti noto,
i

come

si

che

rumj

dell'altare.

un tempo

non entravano nel e che deplorasi , siccome abuso


laici
il

In fondo di questo secondo

era

il

grandissimo,
cori pieni

vedere

tal

volta

tiono vescovile contornato a destra, e a sinistra di banchi, e sedili, sui


quali

non

solo d'uomini,
il

ma
di-

sedevano
JN^elle

preti intorno al

anche

di

donne;
i

che serve di
Il

vescovo.

parrocchie

chiamasi
di
preti

strazione ai ministri dell'altare,

ed
sta-

coro

un

certo

numero
nel

a turbare

santi ministri.
di

cano-

che dicono
Capitoli

l'uffizio

coro: nei
coro
i

ne 19 del concilio
nistri

Laodicea
che
i

(T^edi)

chiamansi
le

bilisce espressamente,

soli

miac-

Canonici
le

[Fedi), e

dignit, neli

dell'altare vi
11

si

debbano

quali

non sono compresi


i

Cancanto
di

costare.

canone 69 del concilio di Trullo permette all' imperatore


solo di

tori

[Fedi), n
coro. Nei

cappellani quanil

tunque preti, e sostenenti


del

entrare nel recinto dell'alfare


la

monisteri e conventi
il

tare

per

sua

offerta.

Nel

Synodicwn di Paiigi pag, 53 si legge una proibizione ai curati, ed


pena di scomunica di soffrire durante il divino ufficio, donne nel coro e nel Santo dei
ai

d'ambo i sessi, si d coro, come indicammo,


se,

nome

alle religio-

ai

religiosi

che cantano nel

preti

sotto

coro, a differenza dei frati conversi,

e delle

suore converse, che sono particolarmente destinate pei lavori,

Santi. Ma quando i barbari divennero padroni dell' occidente, portarono nella religione il superbo e

e pel servigio del convento, e


nistero,

mo-

sebbene talvolta pur esse intervengano in coro. In molti modi

militare

loro

carattere:

nelle chiese colle armi,

sciavano
del
legge.

clero,

mai n Quindi

entrarono che non laoccuparono le sedie rispettarono alcuna


possessori dei piccoli

nisteri

monache
al

sala unita

il coro una corpo della chiesa, da

cui divisa
religiose

da una grata, dove


l'uffizio.

le

cantano
il

In

altri
1'

monisteri

coro dove sta quei


giovanetti

or-

feudi imitarono l'esempio dei prin-

gano.

Fanciulli di coro,
,

piier

ed aspirarono allo sles.so privilegio, ed una sedia nel coro divenne giuspatronato.
coro significa parimenti, il ripetiamo, l'assemblea di quelli che
Il

cipi barbari,

Choro

sono

de che

fanno da chierichetti, portano i candellieri e cantano i versetti nel


,

coro di musica.

Abbiamo
e

detto,

che

dicesi

coro la

cantano. Cos

il

coro

risponde

al

moltitudine di cantori uniti insieme,


sar bene qui aggiungere che secondo alcuni, Mos fu il primo

celebrante, e talvolta si canta a due cori. Per coro allo si intendono i canonici, o i preti, che occupano le sedie e gli stalli pi alti,

mventore di tal coro , giacch dopo il prodigioso passaggio del

come dicemmo
basso
ci,
i

di
i

sopra

si

chiamano
ec,
i

cantori,

coristi

qiiali

coro musioccupano le
,

mare
jaele

rosso
in

divise

il

popolo
per
cosi

d'Is-

varie

classi

cantadetto

re
il

le

divine

lodi.

Fu

sedie, e gli staili bassi.

Altre volte

coro,

secondo

altri,

dalla

con-

iGo

COR
viario.

COR
degli angeli

cordia ed unione de'cantori, ovvero perch stanno in forma di corona

ad imitazione del coro


j
-5

i582 pubblic manuale del coio, che stamp nel 1589 con questo
Indi nel

in
ri-

Roma
tolo:

il

ti-

in Cielo: Choriis dicitur a concor-

Directoriuni

chori

ad

usimi

dia

canentium

sive

corona
in

circumstantium. Olim

namque

omnium ecclesiarum, tam cathedralium quam collegiatarum nuper reslitutum, et

niodum coronae

circa aras can-

mene secundo

in luceni

tantes stabant; sed Flavianus, et

editimi opera etc. Sette edizioni fufatte di questa opera dal 589 iJ^J, nel qual anno fu riprodotta con molte addizioni in R.oma dal monaco cassinese d. Francesco Pelichiari maestro del canto gregoriano nel collegio germanico un1

Diodorus episcopi choros alternatm psallere instituebant. Duo


chori psallentiuin designant
gelos, et spiritus

rono

al

An-

>3

juslorum, quasi

reciproca voce

Dominum

laudan-

tium. Cancelli, in quibus stat, M multas mansiones in domo Patris designant ". Gemmae cap. i^o. Non si deve poi conchiudere, co-

garico.

In alcuni luoghi avvi


del coro.
fizio,

il

prefetto

K
i

necessario questo uf-

me

fecero alcuni, che chorus abbia

che

nostri antichi padri cre-

significato

uno spazio
e.

nelle

chiese

dettero bene di concederlo agli ecclesiastici

dove

si

danzasse. Nel secondo libro


li,
V.

pi degni. Di

fatti si rac-

37, 3g, la voce chorus significa evidentemente cantori


,

di Esdi-a,

3i,

non

danzatori,
i

Diconsi vesti corali quelle, che


canonici e beneficiati
coro, colle insegne,

quarto provinciale di Milano, che il prefetto del coro deve essere eletto dal vescovo, e deve essere quello che maggiocoglie dal concilio
l'e

assumono
il

in

nel coro. Del prefetto del coro,

e coi

privilegi

ossia della
di

dignit
si

di

Cantore,

loro accordati.
to, l'almuzia,
vesti e

La cappa,
la

rocchetaltre
si

Arcicantore,

tratta a

quegli

cotta, ed
dicesi

articoli.

Sul
in

modo
che
,

di stare in coio,
si

indumenti

ecclesiastici

usa-

sulle discipline

debbono

os-

no

in coro,

come

a'rispettivi
si

servare

esso

scrisse

Micaela

articoli

del Dizionario. In essi

fa

Bauldry,

parola ancora delle vesti


cocolla ec.
,

come

della

Manuale sacrarum caeremoniarum ec. Per ci che spetta al


cauto ecclesiastico ecco quanto dice Brigida: Clericorum cantus non
sit

che usano in coro i monaci, e le monache. L'eruditissimo Pietro Moretti scrisse: De ritti

s.

pressus,

non

fractus,
,

non

dis-

variandi chorale induinenluni in


pascliali

solemiitate

apud

cleruni

solutus, sed honestus et gravis, uniformis, et per omnia humilis


psalmodia plus redoleat suavita tem, mentis humilitatem, et de votionem, quam aliquam osten tationem. Non vacat culpa ani>i

hasilicarum

Urbis

iisiiatOj

Disser-

tatio epistolaris,

Romae

1732.
i

Da
1

Annio Guisbarchi abbiamo: L'Ecclesiastico in


I

Coro,

Roma
11

5.

libii

corali sono quelli,

che

ser-

vono

air uffiziatura.

bolognese

cappellano di Gregorio Xlil, e benefiziato della basilica vaticana, compil per essa nuovi libri corali
,

Guidetti,

mus, quando cantantem plus dequam res, quae ca55 nitur, omninoque est abomina bilis Deo, quando mentis elevatio

lectat nota,

dopo

la

riforma del bre-

plus ft propter audientes, quai propter Deum ".

COR
Vuoisi,

COR
me
le

i6t
al-

die
sia

il

gran capitolo di
de' pi
distinti

di

M-iiorv,
,

il

quale presiede
si

Sb'asburgo
capitoli

uno

assemblee

in cui

trattano af-

della cristianit,

per l'alta
le dis-

fari di disciplina

interna, e di

amaltri

nobilt de' suoi

membri, per
con cinque

ministrazione

dei

beni.
,

Tre
il

tinte prerogative clic

gode, pel nu-

deputali sono aggiunti

secondo

mero

del clero,

gran

il

de' quali fa le veci di segretario.

Le

dignit, la

prima
IV

delle
la

quali

gran prevosto, che ha


dia
nel

prima

se-

coro.

riuscir

discara
del

prebende del gran coro si compongono di benefizi canonicali; e quelli che ne sono titolari, godono, come
i

una
rico

breve
I

descrizione,
il

come
santo

canonici della cattedrale, de' pride' canonici in coviilatu


,

celebre suo gran coro,

Eudella

vilegi

dei

imperatore,

edificato

vescovi, e dei

commensali

della casa

compostezza e divozione colla quale i canonici celebravano in coro r ufizio divino, accrebbe le rendite dei canonicati, e ne fond una con ricca prebenda, per quello che in suo nome facesse servizio il
divino.
i

del re. Essi sono collatori, patroni,

e curati primitivi della cura della cattedrale, la


alla
la

prima della diocesi, e quale andava un tempo unita

dignit di primo arciprete, e di

Nel secolo
si

canonici nobili
altri,
I

XIII quando separarono da,

gran penitenziere. Essi fanno in ogni tempo, e nelle feste pi solenni


tutto
il

servizio

canonicale

in

gli

rico

prebenda di san Endivenne una prebenda del


la
il

coro
gli

come
da
altri

all'aitar maggiore, eh'


essi
soli
,

oiziato

esclusi

tutti

gran

coro, sotto

titolo

di

preal

benda
detto

del

re

del
fu

coro.

Sino

stranieri,

ed ecclesiastici di qualunque dignit siecanonici,


Essi

secolo

conferita

quella

no
dio

essi
il

rivestiti.

hanno ezianil

prebenda dagli imperatori,

ma

do-

diritto di assistere
oflzia nella

vescovo
de' loro
,

po

il

detto
Il

secolo

del
poi,

gran
detto
ti-

quando
sistono

cattedrale. As-

prevosto.

gran

coro
negli

anche

per

mezzo
della

Sunimiis
toli
,

choms

antichi

deputati ai sinodi
alle

diocesi

tanto vecchio

tuione de' chierici,

quanto l' istiche si raduna-

altre

clero.

Le
,

assemblee generali del prebende del gran coro

vano

primi vescovi di Strasburgo. Egli forma, unitamente al gran capitolo, il clero primitivo
presso
i

sono oggid in numero soltanto di


venti
chi

e non vi pu essere eletto non ha gli ordini sagri. Elle

delia citt,

quantunque

sia distinto,

e interamente separato

da

s stesso inoltre

da quello. un corpo colqualit, e

non sono soggette ai mesi di riserva al Papa pel concordato germanico.


I

collatori le

conferiscono in
di

h'giale

con

lutti
,

diritti,

ogni tempo;

ma

titolari

queste
ras-

che competono ad un capitolo. Il gran coro ha il suo sigillo particolare, le armi, gli arprerogative
chivi,
i

prebende possono peruularle, o


segnarle in corte di

Roma.

Il

re

come

successore dei diritti degl' im,

protocolli, la

massa comu-

peratori

esercita sopra di esse,


tutti
i

come
colla-

ne, in fine la

libera amministrazio-

anco sopra

capitoli di
il

dite,

ne dei suoi beni e delle sue renseparate da quelle del gran capitolo.
I

zione ecclesiastica,

diritto

delle

prime
lieto

preci, o preci primarie, e di


oltre alla

mcndjri del gran coro eleg-

ingresso,
il

prel^enda
detto

^"iio tra essi

un rapo
x\u.

sotto

il

uo-

reale,

titolare

della quale
I

VOL.

, ,

i62
re del
coro,

COR
ed occupa
il

COR
pritno

parola ebraica rnaleach,

cui
,

corlet-

posto nel coro, e nelle processioni. Vi sono nel gran coro il custode, e il

risponde

la

parola
significa

angelo

teralmente

un
di

ministro

maestro delle cerimonie: il primo il secondo faceva le funzioni di gran cantore; ma dopoch fu tolta questa dignit alla
presiede alla sagrestia
,

un deputato;

e la Scrittura

chiama
angeli
i

molte volte col

nome

sacerdoti, e tutti quelli che recano

ordini di Dio, ed

annunciano
Cos

agli

met del
la

secolo

XVI,
preti

egli
coi'o
,

sta

al-

uomini
dall'
epist.

la

sua volont.
TIebr.

sono

direzione del basso

com-

Apostolo

descritti gli
1. 1

angeli

posto di quattro

cappellani

ad

e cos pri-

dei cantori, e dei ragazzi del coro.

mieramente fu dato
al

In alcune chiese principali

vi so-

no due
ficia

cori

in

uno

il

capitolo ufesti-

questo nome Messia presso Malachia, III , i j e quindi ai pastori, ed ai ministri

e salmeggia nella stagione

delle chiese. V. Malachia


I.

II,

7,

va

neir altro

nella
il

Roma quando
alle

In Papa privatameninvernale.
basilica vaticana

Apocal.
III, I,

20,

II.

I,

8,

12,
5.

18,

7,

i4; Eccles. V,
si

Que-

te interviene nella

esequie di qualche suo prede,

cessoie

e per la festa della

dedi-

cazione della basilica, siede nel pri-

mo

stallo

canonicale

con piccolo
e
i

genutlessorio innanzi, sutto propor-

zionato baldacchino

Cardinali
beneficiati
ai

Giovanni il Battista, V. Malachia III, i; Matteo XI, io; Marco I, 2; Luca VII, 22, come pure agli Apostoli, nell'Apocal. XXI, 1 2 ; ai magistrati che tengono le veci di Dio, come alcuni pensano di l'accoglierlo dal salmo
sto

nome

diede a

s.

stanno negli
ec.
tivi
,

stalli

dei

CXXXVII,

2, e dalla

parola Eloiiii

come

si

potr vedere

rela-

spesso interpretata per angeli,


tre significa Dii,

menfinal'\n\

articoli.

o Giudicij
forti,

COR.O

DEGLI Angeli. Per quanto

mente

agli

uomini

come

sterminato sia il numero degli Angeli, non avvi fra loro n disordine, n confusione
;

alcuni luoghi delle sacre pagine.

La

sagra Scrittura non attribui-

che anzi

vi

e-

sce altro

nome

agli angeli,

fuorch

gua una dolce armonia, un ordine mirabile, una graduazione meravigliosa

quello di

spiriti.

L' esistenza degli

angeli articolo di fede,

ed tuttai

attesa la classilcazione

delle

appoggiata e

ai diversi

luoghi della!

gerarchie, e loro cori rispettivi.

Vi

Scrittura in cui se ne pai-la, ed all'autorit dei padri, e della Chiesa.

sono
di

tre gerarchie,

ed

in

ciascuna
angeli.

esse tre ordini, e cori di

La

Scrittura per

non
angeli

ci

dice

iuj

Ma

per

meglio

j)rendere
idea,

de' cori

qual
creati,

tempo
n
i

gli

sieno stati
tal

degli angeli

una
si

non

riuscir

santi

padri sono in

discaro, che

premetta qualche erugli

proposito

d'accordo.

Tutlavolta
cielo

dizione circa

angeli.

sentimento comune essere


creati
terra.
Il

essi stati]

Col

nome
s'

di

Angelo primieraspi,

unitamente
Il

al

mente
rituale

intende una sostanza


la

loro

numero

ed alla; immenso.

intelligente

pi nobile
viene dal
,

profeta Daniele racconta, che es-

fra le creature.

La paiola
per

sendosi avvicinalo al trono dell' Eterno, vide

greco
agli

che

significa

niessaggiero

uscirne

un fiume

di

nunzio, o

vwialo
i

comiuiicare
di

fuoco, e che mille migliaia d'angeli


gli

uomini

comandi

Dio.

La

miuistiuvauo, e dicci mila deci-

COR
ne di migliaia stavano davanti a lui. S. Giovanni evangelista assicura di averne veduto intorno al trono dell'Agnello migliaia di migliaia, e decine di migliaia di
gliaia.

COR
prende
le
le

i63
le

dominazioni,
la

virt e

podest;

terza

principali, gli

arcangeli, e gli angeli, e questo ul-

decine

di

mi-

timo nome a tutti comune. Tutti questi cori sono nominati nel prefazio del divin sagrifizio della messa.

Gli angeli furono tutti creati

in

stato di grazia, cio in

una giu-

Gli

spiriti

della

celeste

geiarchia
e gloridella
cos

stizia,

e siintit soprannaturale, in

lianno particolari perfezioni, e funzioni,

una grazia abituale, e santificante. E di fede godere i santi angeli in


cielo la beatitudine, e la gloria nella

onde rappresentano
degli
I

ficano alcuni
Divinit.

attributi

serafini

sono

stati

intuitiva visione di
coli'

Dio,

ch'essi

chiamati, per l'ardente loro


verso Dio, ovvero

amore
rappre-

ben meritaronsi
so di lui,

amor
umile

loro ver-

perch
l'

colla

divoziocreati
gli

ne

ai

suoi voleri.

Ma
,

sentano e glorificano amore ; i cherubini


scienza
,

infinito

suo

angeli con

una

perfetta libert, gli


aiutati

ovvero

per la loro perch rappresen-

uni se ne servirono
gli
altri,

dalla

grazia, a perseveranza

nel bene, e
,

tano e glorificano i' onniscienza di Dio j i troni per la loro sublimit,

per loro colpa


a

l'

adope-

rarono
ci

propria

perdizione.

Da
si

che serve quasi di trono all'Altissimo ; le dominazioni pel loro potere sugli ordini inferiori
;

venne

la divisione degli

angeli

le virt

in buoni e santi, quelli cio che

per

salvarono per l'umile loro divozio-

che risplende specialmente nei miracoli; le potenze


la loro

forza,

ne al Signore, ed in cattivi o demoni, cio quelli che sonosi eter-

per la loro autorit sui demoni;


cori inferiori

principati per la loro superiorit sui


:

namente perduti per oigoglio, per

gli

arcangeli

perch

amor d'indipendenza, per


neir eccellenza loro, per ro arroganza di
reggiare con Dio

fidanza

la cieca lo-

avere
:

voluto

ga-

sono destinati all'esecuzione di cose le pi importanti, e pei'ch vegliano sui semplici angeli ; gli angeli semplici

Ascendani suptr
siinitis
il

perch annunciano, ed eseguile cose

altilndinem niibium,
tissimo; parole, che

ero Al-

scono

meno

impoitanti, se-

profeta Isaia

pone
fra

in bocca

Lucifero,

primo
esso

gli

angeli ribelli.

In quanto al

numero
do
la

de' cattivi angeli,

condo l'ordinaria disposizione della divina Provvidenza verso gli uomini. Gli angeli poi non solo sono classificati secondo la diversit delle
loro condizioni, e della loro dignit,

inferiore a quello dei buoni, secon-

comune opinione:
gli

cattivi

ma

bens\ dietro ancora

quella

furono qualificati per


fici,

ispiriti

maleispirili

delle loro

angeli fedeli,

per

buoni.

Venendo
ordini

ai

cori, gerarchie
il

ed

degli angeli, giusta

senti-

menlo

de' padri, e de' teologi, sono


essi

distribuiti

in

tre classi, e cia-

incumbenze , e del loro ministero ; dappoich di fede che Dio spedisce gli angeli ad annunciare agli uomini la sua volont, e che se ne serve nel governo del mondo. L'arcangelo Ralfaele fu spedito a Tobia per accompagnarlo
nel

scuna in Ire ordini.


larchia dei
itij

La prima
seconda

ge-

viaggio

l'

arcangelo

Gabriele
del

serafini, dei chcruhila

fu spedilo a
le
il

Maria per annunziardell'

e dei

ironij

com-

mistciu

incaruaziuuc

i64

COR
divino.
ta ai

COR
Gabriele viene dalla Chiesa celebra-

Questo ci che chiamasi missione, o messaggio, ossia impiego degli angeli in alcuni ministeri a favore delle creatui'e inferiori, per ordine di Dio. I teologi ne distinguono di due sorta ; r una invisibile, visibile l'altra. L'arcangelo s. Michele riconosciuto per ispeciale e primario protettore
della Chiesa contro gli
ligni
assalti

Verbo

18 marzo, e quella dell'arcangelo s. Raffaele ai 1^ ottobre.

V. Michaelis Syncelli, Laudatio in Dei archangdos, angelosque, in tom. I, Andari novi Comefisianij p. i5iQ; Ludovici Pittorii, in Coelesles archangelos Hyninicae Cenitiriae, Venetiis iSao; Georgium Miss.

ma-

cillis,

La

storia di Tobia, tradotta

del

Chiesa,
le

demonio, per cui l' istessa dopo Dio attribuisce a lui


vittorie

numerose
suoi

riportate

sui

diversi

nemici.

Da

ci

ebbe

divozione colla quale i invocano il suo soccorso, divozione che si accresciuta per le
origine la
fedeli

1 79?. Eleua madre dell' imperatore Costantino, nei primi del IV secolo, alz un magnifico tempio agli angeli, ed ai tre pastori. V. Gloria IN ExcELSis Deo. L' angelo, che annunzi ai detti pastori la nascita di

dalla
S.

Volgata, Napoli

diverse sue apparizioni,


te

essendo

le

Ges
che

Cristo,

comunemente
agli
i

si

vuole

principali quella avvenuta sul

mon,

sia

Gabriello.
angeli custodi, dipreziosi doni del-

Gargano nel regno di Napoli e ad Auberto vescovo di Avanchres ec. V, Castel, s. Angelo di Roma. I greci parlano innella Francia
oltre
d' un'apparizione

Passando

remo che
la

fra

pii

misericordia

di

Dio

verso
la

gli

uomini, da annoverare
nione, ossia
eh'
il

comu-

dell'arcan-

commercio

spirituale,

gelo a Cono, o neir antica

Colossi

egh ha

stabilito fra noi e gli an-

nella Frigia, n si pu dubitare di molte altre apparizioni degli angeli a favore degli uomini, particolar-

geli santi, co' quali

speriamo di
la

di-

videre la felicit e

gloria di

Dio

nel cielo. Diversi passi della Scrittura


ci

mente

di questo

s.

Michele, che ver-

dimostrano

gli

angeli

difensori,

r alia fine del


ticristo.

mondo

a difendere

e protettori degU uomini, e la bont

la Chiesa dalle persecuzioni dell'an-

La Chiesa

celebia

l'

appa-

tutto
fatto

dell'Onnipotente per noi sopratrisplende nella scelta che ha.i


de' suoi

rizione di

di

s. Michele arcangelo agli maggio. La festa di lui, e di

angeli,

perch sieno
custodi
in

nostre guide,
tutto
il

nostri

tutti

santi angeli

fu

sempre

ce-

corso della vita, anche per


ispi-

lebrata a'

29 settembre,

dal quinto

mezzo d'interni presentimenti,


randoci di evitare
le

secolo in poi, e nella Puglia gi era


stabilita nell'anno

cose nocevoli, e

Michele

sia

49^- Bench nominato solo nel

s.
ti-

mettendoci
simi

al

coperto de' mali pros-

tolo di questa festa,

dall'orazione

Questo tratto di Provvidenza divina il fondamento


a
colpirci.

per della Chiesa apparisce esserne


oggetto
tutti
i

di

quella carit,

e di

quella

gioia

santi angeli,
alla

il

cui

reciproca, che regner eternamente in


cielo tra gli angeli e gli eletti.

culto appoggiato
delia Chiesa,

tradizione

La

fede

come

quelli

che pre-

sentano

no

di

le nostre preghiere al troDio, e ne riportano grazie,

c'insegna avere Dio posto un angelo particolare alla custodia di ciascuno


de' suoi
servi.

La Chiesa non
circa
i

si

e favori.

La

festa

dell' arcanirelo

s.

spiegata

apertamente

pec-

COR
calori e gl'infedeli,

COR
i

i65
di

ma
il

pi celebri
ch'essi

per farci cadere, e per perderci eter-

dottori

sostennero

sempre
loro

namente

ma Dio non manca


i

avessero

ciascuno
la

angelo
avdella

opporre loro
difesa.
di

suoi

buoni angeli,
nostra
il

guardiano,
valorata
Scrittura,

quale opinione,
dall' autorit

a cui commette la cura di


Si

pure
s"i

d alcuna volta
al

nome
da
al-

solida e

universale,

Lucifero

principe degli angeli


ritenuto
tutti
i

non potersene contrastare la massime riguardo a coloro, che sono nella comunione della Chiesa Abbiamo dal salmo XC: Il Signore ha comandato a' suoi
da
verit,
.

apostali

e ribelli,

cuni
gelici,

gi capo di

cori

anpro-

chiamandolo Behemoth, cio


Abbagliato
egli

bestia.

dalla

pria eccellenza, fu seguito nella sua


ribellione
gli
spiriti

angeli di assistervi, e
in
tulle
le

di custodirvi
I.

da una
celesti,

gran parie deprecipitati nel-

vostre

vie.

primitivi

per cui questi fusi

fedeli

erano

talmente convinti, che


il

rono
cipi

tutti all'istante

ognuno
de, che

avesse

suo angelo custo-

l'inferno. Altri

per
essi

appellano prindel

quando il principe degli apostoli, e primo sommo Pontefice s. Pietro, dopo la sua miracolosa
opera di un angelo, presentossi agli apostoli ed ai discepoli, essi non poterono dapprima credere che fosse lui e dissero in vece ch'era il suo angelo. I giudei non dubitarono punto, che l'arcangelo s. Michele
liberazione

delle tenebre,

dell'aria, e

mondo,
il

ad
gli

viene
11

permesso
loro prin-

tentare

uomini.

dal

carcere per

cipe chiamato Belial, cio scioperato,

scapestralo,

anco
dei
tale,

salati, satanasso,

ed o
gli
si

appellato
il

nemico,

e Beelzchub.

La

l'abbia,

e l'invidia

demoni
che per

contro
in

uomini
trasfor-

perderci

mano
ce,

essi talvolta

angeli di luil

non
geli

fosse

il

protettore

di loro na-

e prendono anche

sembiante

zione,

e davano eziandio degli antutelari


alla

pietoso.

L'

uomo

maggior parte
autori contu-

creato
il

per

precisamente occupare in paradiso


fu
ribelli,

degli altri

paest Molti

posto degli angeli

Dio

vengono,
telari
cie,

che angeli
i

custodi e
le

abbiano
le

regni,

provin-

permette a Lucifero, e suoi complici, di tenderci lacci e di rivolgere contro di noi gli sforzi
zia

le citt,
i

diocesi, gli
,

Ordini
,

della loro astu-

religiosi,

collegi

pii

istituti

le

per provare la nostra fedelt, e

comunit,

le famiglie, ec.

Le persone

porgerci occasioni di meritare colle


nostre vittorie la felicit eterna, alla
I buoni angeli da parte loro vengono in nostro soccorso, ci proteggono dagli assalti, considerando che saranno nostri compa-

poi costituite in dignit sia nella Chiesa, sia nello stato, oltre l'angelo tute-

quale siamo destinati.

che hanno ricevuto nel loro nascimento, ne hanno di una sfera pi nobile per dirigerli in ci che concerne l'uflzio della loro carilare,

gni in cielo,

come sono

nostri fratelli

ca,

quindi
,

lo

hanno

Papi,
tutte

in virili dell'adozione divina.

Laonde

sovrani

generalmente
in

le

persone poste
I
lizia,

eminente dignit
di

tanto ecclesiastica, che civile.

demoni, siccome ripieni


e di odio

masi

contro di
dei

noi,

occupano costantemente

mezzi

ed onorare il nostro angelo custode, come vero amico e protettore polente, e coll'evilare il peccato, saremo degni del i6o5^ suo patrocinio. Neil' anno Paolo V istitu la festa dei ss, anrispettare,

dobbiamo

tR^
geli

roti
custodi, e

ror.
dell'imJI,

ad istanza
a
lui

peratore

Ferdinando

concesso
soggetti

dipoi che negli stati


se ne facesse
la

Maria della Piet in Roma in piazza Colonna, che diede occasione ad una lettera li monsignor Frsincesco Bianchini, scritta a

a'2 ottobre l'uffizio

Papa
t.

Cle-

messa. Clemente X, con decreto

mente XI, e
gli

inserita nel

II

de-

de'i3 settembre 1670, lo estese di precetto alla Chiesa universale, confermando in pari tempo il s. Arcangelo Michele
in

Opuscoli.

Nel Pontificato di Paolo


ai

111,

ed

4 febbraio
s.

1544? sotto

la capbasili-

protettore

del-

pella di

Petronilla nella

l'Ordine dei minimi o Paolotti, co-

me

lo

di

altri

Oi'dini

religiosi.

ca vaticana, fu trovata una lamina d'oro dentro il sepolcro di Maria


figlia

V. Tommassini de feslis lib. II, cap. XXII, n. I I, e Lambertini De canonizatione Sanctorum lib. IV. par.
II, cap.

di Stilicone,

destinata

sposa

all'imperatore Onorio, di

che fanil

no menzione
rifeiiti

il

Surio, e

Fauno

XV.

All'orazione Jngele Dei,

dal Baluzio nel tom. II caII

colla

quale

implorasi

il

patrocinio
,

pii,

col.

25;

il

del proprio angelo custode

Pio

VI

cris aedijiciis,

tom.

Ciampini de saI, sess. XII ; il

e Pio VII concessero indulgenza qualunque volta si recita. Passeremo a notare quali angeli riconosce, e venera la Chiesa. Il Pontefice Zaccaria ordin, che non si potessero nominare pi angeli, fuorch Michele, Gabriele, e Raffaele. Il
s.

Mansi Annali ecclesiastici t. XIV; Sebastiano Munster, lib. II della Cosmografa universale, ed altri ci-?
tati

dall'Arrighi nella

Roma
lamina
Uriele,

sotter-

ranea.
scolpito
altri

Nella
il

detta
di

eravi
cogli

nome

tre autentici di

Michele, Ga(che

Pontefice fece questa proibizione


7 45 ce-

briele,

Raffaele in lettere greche. Si

nel concilio, che nell'anno

ha

inoltre,

che
in

s.

Ambrogio
la
figlia,

lebr

contro

gli
Il

eretici

Adalberto
era
nel
il

pochi anni avanti


licone

di Stilib.

Clemente.

primo
74^,

prete

er*

vita),

nel
II,

Ili

francese,
cilio

gi condannato

con-

de fide ad grat. Qip.


zione di detto angelo

menCoriu

di Leptinesnel
Il
1

secondo
Bes-

Uriele insie-

prete scozzese.

Bartolucci, ^i^Z/o/Zi.

me
cap.

cogli altri,

come
nel

osserv

Rahb.
nage,

t.

I,

p.

93 presso anche
Histoires

nelio a
I

Lapide,
di

Comment.

lib.

IV

chapitre 9, ed il p. prefazione a s. Luca,


les bons, et

de Juifi, Calmet nella


Dissert.

eW Apocalisse,
angeli

ove tratta

diffusamente
di

questi sette

nomi

sur

altrettanti

principali, ac-

sur

les

vianv. Anges

47? espongono certo codice orazionario ebraico scoperto nella


pag.
vaticana, nel

ce

cennando, che ancora s. Isidoro feespressa menzione di Uriele


nel
lib.

VII,

e,

5, e- citando favoil

quale

fra
si

primari
Uriele,

revoli al

medesimo nome,
scrittori
si

Sal-

personaggi
chele,
Saultiele,
j

ivi

invocati
,

trova Mi-

merone, Messalina, Sperello, Vittorelli,

Gabriele

Raffaele,
,

ed

altri

meno
trovi

antichi.
il

Geudiele

e
si

Barachiele,

Ma
di

per quanto

nome

quali

nomi appunto
una

leggevano
figurata

Uriele ne' libri apocrifi di

Enoch,
,

sotto altrettanti angeli,

che rapprepi
vicis.

sentavansi in
in

gloria,

come vuole il citato Mansi o nel IV libro d'Esdra, come opina il


Bianchini, non ritrovasi pi n questo, n alcuno di quegli alriferito

un quadro
al

dell'altare

no

maggiore della

chiesa di

COR
nomi in iscrittura alcuna dalla Chiesa romana approvata. Laonde come nomi discendenti da superstiziose dottrine de' basiliani, o per
tri

COR
di Zefriclc,

167
di

prefendendo

aver con
,

luia miral)ile arte

discoperto

che

con tal nome era chiamato da Dio il suo angelo custode. Cos\ egli di
fatti

dir meglio di quelli esseni de' quali

appellavasi,

e sottoscrlvevasi

accenna Giovanni Tritemio ne, secondo Giuseppe Ebreo


si

l'origi(

e neir Lscrlzione sepolcrale, che


fece Giulio del Pozzo,

gli

come

riportata nel-

pu pi ampiamente riconoscere

r Appendic.
Advoc.
nel
p.

dalle annotazioni del Serrarlo, e del

Veron. Jiidic. 280, e dal Mazzucchelli


Colleg.
par.
Ili,

Binio, riportate dal


VII, p. 3o8),
ulliele,
tali

Labb

nel tom.

angeli, Uriele,

Sa-

Geudiele e

Baraciielcj
.

non
,

solo furono riprf)vati dal

dotto

1980, nominato Gio. Tritemio, nella Chrono logia mystica, seit libellus de scptent
li,

tomo

pag.
il

chiamasi

Zephirici.

V.

ilbuninato

Pontefice

s.

Zaccaria,
cap.

secundeis,

idest

spiritibus

moventi-

ma

eziandio dai sinodi d' Orleans,


dal Burcardo
dal
lib.

bus orbes,

Orifici

Saturni,
Jovis,

Anaci,

riferiti

Ili,

Veneris, Zachariel

Raphael

198;
gno,
d'

Laodiceno
cap.

nel

canone

XXXV;
lib.

dai Capitolari di Carlo


I,

Ma-

XVI

e dal sinodo

Aquisgrana

riportato

da

Ivone

parte III, cap. i5o. Perci non solo

furono riprovati, ma proibita ne fu ancora la divozione, e il riconoscimento, allorch Papa Pio IV fece
togliere le

pitture

di

detti

angeli

dalla chiesa di S.

Maria

degli an(

geli alle terme di Diocleziano


ivi

Pedi),

poste nel i5ij da un sacerdote

palermitano, che ne avea introdotto


la
si

INIercurii, Samuel Martis, Gabriel Lunae, Michael Solis, Nurabergae i522, Francofurti iS^S-i^Qj ; Carolum Stengelium De Angelis principhns, Vindobonae [6ii;Aublu. historia del Diablcs de Loudun, Amstelodami 1693; De-laMenardaye , Examen critique de V listoire des diables de Loudun. De la condemnation d' Urbain GraU' dier 1719. Il canonico Gio. Jacopo Dionisi scrisse la Tetter sopra alcuni esorcismi d'un codice del ca-

FU

divozione in

Roma, come meglio


nel
.sagra

pitolo di

f^erona. Storia letteraria

pu leggere
ultimo
riti

citato

articolo.

Da
de'

la

congregazione

ha

emanate analoghe ordi-

nazioni, cio sul culto de' sette an-

tom. XIV. Ma specialmente intorno ad Uriele, uno de' sette angeli od arcangeli, merita di essere letto tuttoci, che ne scrive il Renaudot
nel Commentario alla liturgia coptica di s. Basilio, citato dal p. Agostino Giorgi nella prefazione
al lip.

nomi propri; ordinazioni, che furono confermate dal regnante Pongeli di


tefice.

L' erudito

Cancellieri
l'

nelle

Osservazioni ec, sopra


della divina

originalit

bro de' miracoli


per illustrare
tire

di

s.

Coluto
del santo

76,

commedia di Dante, appoggiata alla visione del monaco Alberico,


torit

gli atti

mar-

fanciullo

Anub
il

egiziano di Te-

del

18 14, coli' auPapadopoli , Historia


,

Roma

be,
le,

ove s' incontra o Suriele.


si

nome

di Urie-

II , 269 narra Bovio veronese, ricerc con un'orazione latina a Gregorio XIII, che dalla pul)blica autorit gli venisse imposto il nome

Gymn.

Patav.

In detti atti

segue la tradiziola

che

Tommaso

ne de' padri

e di tutta
,

Chiesa
III

ortodossa egiziana

che nel

se-

colo, e nel principio del

IV invonelle

cava r arcangelo

Uriele

sue

i68
preci
liturgiche

COR
,

COR
nell'eus.

come pure

Pietro ad Alberico, che

ru'rii-

cologio coplico, e nella


tiopica.
11

liturgia e-

bini stanno dinanzi a

suo

nome

stalo

am-

so

modo, con
le

cui

Dio nell'istcsprima della creade' venti.

messo da s. Ambrogio, da s. Isidoro, da Alberto magno, e da s. Bonaventura perch trovasi nel libro di Esdra , di cui, prima che fosse (Issato il canone delle sante Scritture, fecero uso s. Ireneo, Tertulliano, Clemente Alessandrino, s. GiprianOj s. Ambrogio ec. , avendo
preso dal medesimo l'istessa Chiesa cattolica , come osserva il p. Cal-

zione del cielo, lava sopra


capitolo
cielo
gli

e della terra, vo-

penne
si
i

Nel
sesto

4o>
,

dice, che nel

sono

tutti

cori de' santi, de,

angeli

degli arcangeli

de' pa-

triarchi, de' profeti, degli apostoli, de' martiri, de' confessori


vergini;
,

delle

che

il

'coro degli apostoli


il

il

dendo
e che

pi alto e s. Pietro
gli

pii

glorioso, setutti
,

piii

alto di

met, r introito della messa della feria V di Pentecoste, e nell' uffizio

pasquale de' martiri.


cellieri

Il

lodato Can-

lodano e pregano il loro Creatore con voci continue, ed incessanti, comunque


spiriti angelici

tomo II, De secretariis, a p. I002, ha copiosamente trattato de Urieli nomine , una cum aliis
nei

queste voci altro non sieno che


spressione della loro volont.

l'e-

Finalmente, come indicammo


gli

di

trium archangeloritni

in

lanimila

sopra, da molli stalo scritto che


angeli cattivi spesse volte
la

aurea
il

repertis

mter

ciinelia sepulclui

han-

Mariae Augustae. Ha
nazioni
di
s.

trattato piu'e

no preso

figura di

varie bestie,

Cancellieri delle diverse


degli

denomiculto

angeli

e del

per ingannare, o cagionare qualche grave male agli uomini, tentarli, e


distorli

Gabriele, nunzio di Dio a

Ma-

dal divino

culto.
le
,

Cos tal-

IV. p. i864; indi nelle Memorie di s. Medico, e delle Medichesse a pag. 4^ ^ seg.
ria Vergine, cio nel t.
,

volta comparvero sotto

forme di

animali

schifosi,

e feroci

come

di

pipistrello, di

corvo, di avoltojo, di

lungamente ha parlato di s. Raffaele, mentre alla pag. igS e seg.


delle sue

Osservazioni sulla divina


,

dragone, di cane, di gatto, di capra, come si pu vedere nelle geste de' santi, e spesso ancora di orso, e sotto altre

Commedia

ne' capitoli della

visio-

forme
i

per accreavvertito
vita

ne del monaco Alberico, tratta co-

ditare specialmente
stregonerie,
il

malefcii, e le

me

il

beato Pietro apostolo


,

gli

com-

come ha bene

parve con due angeli uno de'quah chiamavasi Emanuele, e l'altro Helos che conducendolo insieme cominciarono a mostraigli i luoghi delle pene, e dell'inferno. Al capitolo Sg parla eziandio del VII cielo dicendo: 11 trono di Dio situato in questo supremo cielo, ove avanti la gloria della sua maest cherubini battendo le loro sei ali
,

can. Paulovich Lucidi nella


s.

di

Veneranda vergine
tacersi
il

e martire.

N deve
le

capriccio col qua-

Giovaimi da

s.

Giovanni giunse
angiolesse,
tra
i

ad introdurre

le
;

cori degli angeli

capriccio, e strana

novit impropriamente
bizzarria de' pittori,
e

usata dalla
rilevata an-

non cessano
lo,

di cantare Santo, Sazi-

che dal Pellettier nella Dissertazione sopra gli errori dei dipinti, Meinoric de Trevoux, anno XI, se pure
cav.

Santo,

il

signore Iddio
.

Sabaoth.
Disse

questa
d'

non

fu

invenzione

del

V. Trisagio angelico

poi

Arpino. V.

Pompeo

Sar-

COR
mai gli angeli santi sono nel apparsi in forma di donne ? Vedili:

COR
nome. Ha
lo,

169

se

di

forma di un triangocui un angolo formato da


la
i

lo ancora
nelle

md Lume

a' principianli

una

roccia scoscesa, sulla quale

ve-

Venezia 107. Si pu ancora 1723, pag. consultare, De XII ordinum Angelomaterie


ecclesiastclie,

neziani innalzarono nel


torre,

i4<3

una
si

mentre

due

altri

angoli

rum feslo apud graecos Vili. Nov.j


Cangius
in

scorgono dal golfo di Corone. Corona sede di un vescovo greco,


e residenza di molti consoU esteri.

CP.

Clirislian.

1.

IV. p.

188; Andrea Viltoi"elli de' ministeri, e delle operazioni angeliche, Vicenza

Vi sono molte moschee, e chiese greche. Le case sono ben fabbricate,

161

Menochio,

dclli

VII

Angeli
Stuo-

ma

il

porto piccolo
;

e poco
i

principali, che nella Scrittura si di-

profondo
navigli

lo

che obbliga
nella

grossi

ce assistere al trono di D'io


re,

ad

ancorarsi
di

rada
abitanti

centuria ottava pag.

180.

Conta pi

cinque mila

o CORONEA {CoroSede vescovile in partihus, sotto la metropoli di Atene egualmente in partibus. Coron chiamata ancora Cheronea secondo le antiche
fien.).

CORON

tra turchi j greci, ed ebrei.

Questa antica citt del Peloponneso sul golfo di Messenia, secondo Pausania, si chiam Aepeio; ma dopo che i messeni si ristabilirono,
vi

notizie ecclesiastiche.

Fu

eretta nel
all' e-

quinto secolo, ed appartenne


sarcato di

Epimelide capo di una colonia quicondotta la chiam Coronea, dal

Macedonia, nella prima


cit-

nome

della sua patria nella Beozia.

provincia Achea. Questa antica

t della Grecia nella Beozia, sorge-

Aveva molti templi, fra' quali rammenteremo quelli di Diana, di Bacco, e di Esculapio, le cui

va
l'

in

un luogo

elevato

presso al-

statue e-

Eliconia,

a qualche distanza dal

sud ovest del


Itonia
stati
,

tempio
si

nel quale

di Minerva adunavano gli

della

Beozia.

Stefano
Il

di Bi-

rano di marmo. Corona poi fu sottomessa nel 1204 dai veneziani collegati a qualche altro principe, che divise seco loro gli avanzi del
greco impero. Nel

sanzio la dice

fabbricata da Coro-

1208

il

corsaro
s'

nus

figlio

di

Tersandro.

genera-

genovese, Leone Veterano,

impa-

le ateniese

Tulmideo fu ucciso in questa citt 1' anno 44? avanti l'era cristiana, e neil' anno 3q5 Agesilao vi avea sconfitto
i

dron di questa piazza, e di Modone; ma i veneziani la ripresero poco dopo. Il sultano Bajazetto !!_,

beozi nelle sue

vicinanze.

La
,

pianura, in cui Coron

divenne celebre per famosa vittoria riportata da Senofonte sui tebani ma al presente non che un miserabile villaggio detto Comari, abitato da pochi tur ora situata
la
;

avendo nel 1498 conquistato IModone, rivolse le sue armi contro Corona, che nel i5oo gli fu ceduta per capitolazione. Nel i532 l'ammiraglio Andrea Doria, comandante la flotta spagnuola di Carlo
la za.

V,
la
la

prese dopo un'ostinata


I

resisten-

chi.

turchi

per

poco
nel

CORONA,
nen.).

CORONE

{Coro-

bloccarono, e quindi
spagnuoli. Nel

dopo i534
il

Sede arcivescovile in partibus, citt forte della Turchia Europea nella Morea^ sangiacalo sulla
costa occidentale del

ripresero essendo abliandonata


gli
le

iG85

dagenerapose

veneto Francesco Moiosini

golfo del suo

l'assedio

a questa

citt, e se

ne rese

I70

roR
imperi dei
Siria,

COR
persiani,

pndrone, prendendo anche lo stenlardo del sultano. In progresso di


tennpo essendo ricaduta nel
nio dei turchi, rimase
tere.

del

greci,

di

e di Egitto sotto

l'emblema

domi-

di

corni. Dario, ed Alessandro sono

in loro po-

rappresentati dal

come un
sede vescovile, secondo
vi

vitello,

medesimo Daniele ed un ariete, che


Antioco
dell' Agrande impero capo ornato di

La

Com-

colle

corna

aggrediscono
bestia

raanville,

fu istituita nel quinto

Epifane.
pocalisse,

La grande
forse
il

secolo, sotto la metropoli di Pati-asso

neir esai'cato di Macedonia, e nella

romano, tiene
dieci

il

quarta provincia ecclesiastica di Achea.


tini,

corna.

Ebbe

ventiquattro vescovi laai'civegli

Si

narra d' Antioco, ch'essendoposto


il

ed in seguito divenne
titolare

real

diadema, ch'era
.saviamente,
pri-

scovato

in

partibiis,
titolari

senza
sog-

allora

una

fascia,

suffraganei, o
getti

vescovi

ma
disse

che
:

se

ne

cingesse

il

capo,

egualmente
si
i

in pnrtilnis.

panno
ti

pih

nobile, che

CORONA,
di cui
ratori,
re,
i

Scrtuni.
la

Ornamento,
gl'impeSi
fa

felice, chi
te

conoscesse
pericoli,

di qnan'
e

cingono

testa

sollecitudini,
sei

mise-

principi

in segno di

rie

ripieno,

non

ti

alzerebbe

onoi'C,
di

ed anche

di autorit.

nemmeno da
si

terra.

In quanto alle

Quindi pigliasi il vocabolo di corona anche in significato di maest reale, e anche del regno, o del re medesimo. Corona si dice anche una ghirlanda, o altro ornamento femminile da portarsi in capo. Si vuole, che il vocabolo di corona provenga da Corno, perch le antiche corone terminavano in punta, ed esse erano indizi di potere, di diautorit, e di impero. gnit, di
varie

materie, e foggie.

punte, di che in seguito

le corone sono ornate, si vuole che altro non rappresentino se non figure di corni. L'idea del corno non era ignominiosa presso gli antichi, n trovasi vestigio di senso ignominioso, meno che presso Artemidoro, il

quale sotto

Cesari scrisse

le

Inter,

pretazioni dei sogni.

Quindi

dalle|

corone dei re sembra, che avessero luogo quelle punte, che ora si veggono, e corna in origine, dappoich
si

Nella sagra Scrittura

vocaboli di
pigliali
tal-

cornu, e cornua sono


le,

volta per indizio della dignit reae

corone ducali ec. o non veggono del tutto tali punte, oppure si veggono alquanto spunnelle
,

lo stesso la

hanno Qualche volta medesima Scrittura per corno


nella

lingua

ebraica

tate,

quasi indicando, gloria

o po-

significato.

tere limitato, e subalterno.

La

pii

remota
Bacco,
il

antichit

non

attribu le

intende
forza,
il

la

gloria, lo splendore,
i

la

corone se
al

non
dire
di

che alla Divinit*'


di Plinio,
si

potere,

raggi

dicendosi

cinse

che
di

il

viso di

Mos era circondato


era ra-

primo

corona

d'ellera

dopo
che]

corna, vale a dire, che

la

conquista delle Indie. Tertulliavi

dioso, e che
de' corni
di

ne

uscivano
Ele\>ahit

siccome

no, nel libro de Corona, dice

luce. Nella stessa Scrit:

tura

si

legge

Doniinus

David, Psalm. iZi-.Absclssuni est cornu Moab, Jerem. 4^grandi Paniele nel e. 7 esprime
i

roma

aveva alcuna pianta, di cui] si fossero formate corone. DeU le diverse corone delle divinit famitologi. Le^ trattano volose prime corone non erano che fai

non non

con
scie,
scie,
si
il

con
piccole
quali
stri-

171
portava

zone,

ovvero
ai

gran sacerdote degli ebrei

cerchietti,

clava-

nome

di

Diadema
il

(Fedi).
e
si

una corona, di color giacinto, con una lamina d'oro sovi-apposta, sulla
quale
era
scritto
I
:

Con

queste cingcvasi
vedersi

capo,

La

santit

('

legava qiieirornamcnto

al di dietro,

del Siffiore.

semplici

sacerdoti,

come pu

sulle

medaglie

nelle teste di Giove, dei

Tolomei
si

ed anche tavano in

semplici israeliti

porco
sora^-

parecchie
e
dei

occasioni

e dei re di Siria. Talvolta

for-

rone, dilferenti da quelle del

mavano

diademi

di
si

due

strisele

mo

sacerdote
alcuni

re;

ravvicinate; tal'altra

ripigliarono
alberi,
Il

Da
no che
tassero

passi

di

invece ramoscelli di diversi


a' quali
si

Cesarea,

alcuni
altre

scrittori
i

Eusebio di deducopor-

aggiunsero

de' fiori.

volte

vescovi

Sarnelli, nel

tomo

eoe lesiantiche j

X delle lettere lettera LV tratta, se


Costantino fossero
i

na.
pei
le

Aureliano, o
alloro nel
dice,
il

pure una specie di coroLe corone dislinguevansi o colori, o pei ricami, o per

primi, che mutassero la corona

di

gemme.

Erano

poi

le

suddette

diadema.

Egli pertanto

fasciCj

primo,

che Costantino imperatore fu dopo di avere il quale


la

re,

ma
sce

o corone sottoposte a tia^ o mitre non solo ne' sacerdoti, ancora nei re, come apparinel
libro
di
fa

abbracciata
le foglie

fede cristiana,

mut

Ester

al

cap.

del

lauro, con
i

cui cinge-

ottavo,

vansi
in

la

fronte
fascia

suoi

predecessori,

d'oro con gemme, giacch la corona di lauro dai gentili era usata anche per coronare il favoloso Apollo. Prima di Co-

una

menzione della tiara bissina e purpurea cinta di diadema, o corona, e da altri luoove
si

ghi

della

Scrittura,

presso

co

come ora

nella tiara pontifcia,

ornata di tre
nelle tiari
di

diademi o corone, e
cinte

stantino

gl'imperatori

Eliogabalo,

impellali, o regie

ed

Aureliano

avevano
fascia,

mutato
cui

il

lauro in una
alUssi
i

in

erano

una corona. La corona papale composta di una tiara, con tre cor

raggi del

sole.

Eliogabalo

ci fece

come

sacerdote del sole, e

rone da cui prese il nome di triregno (Pedi), le quali corone fur


l'ono

ne fu imitato dipoi dal solo Aiorabiano, il quale era nato da una


sacerdotessa
jjer

Agli articoli
si

del

sole.

Costantino
raggi, e

in diversi tempi. Aureola, Nimbo, ec. parla delle corone dei santi. F.

adottate

fu

il

primo a

cingersi la fron-

te

con

fascia

d'oro senza

fu imitato dai successivi imperatori


cristiani.

Corona iiviperiale, Corona reale, e Corona ducale ec. La corona fu anche un ornamento ecclesiastico, la cui forma riporta il Macri; essit
era o di oro, o
di argento, e

Convengono
sua origine
fu

la

maggior
corona

parte
nella
sa-

pen-

degli scrittori, che la

ornamento del
ne adornarono
le

deva avanti agli altari. Di tali corone fa spesso menzione l'Anastasio


nelle vite de' Papi.

cerdozio, anzich della dignit reale.

sovrani se

in

Che
delle

gli

sposi,

le

spose
il

porr

appresso, allorch

due dignit
riunite,
Il

tasser corone bellissime

giorno

del sacerdozio, e dell'impero furono


negli

loro nozze,

lo

abbiamo puro
Alle novello
si

imperatori
si

romani

dalla
s[)ose

sagra Scrittura.
in

prima che

facessero cristiani.

Francia

faceva

altro

\rji

COR
portare
nella

COR
fronte

volte

una

in appresso d'oro e di pietre


ziose,

predelle

ghirlanda di rosmarino, che chiamavasi corona; poi si fecero loro


portare ghirlande
ci.

serviva nelle cerimonie


le

nozze per adornare


se,
i

giovani spo-

di

fiori

d'aran-

Negli antichi costumi pass anche in proverbio, che il dare la corona ad una fanciulla, valeva quanio il maritarla. Osserva il Donati,

loro parenti, e persino la perta della casa, ove succedeva il ma-

mavano

trimonio. Gli amanti ancora costudi coronare le porte delle

loro amate.

La corona

era

di la-

173, che siccome usavasi porre alla porta degl' infermi

De

dillici

degli antichi,

pag.

e a quelle case

un ramo d'alloro, ov'era un morto


di cipresso, cosi
il

na alla nascita di una bambina, mentre la convivale era destinata a' banchetti, edera prima di lana,
indi di i-ami,
te d'oro,
ri,

e di

fiori,

finalmende'fio-

ponevasi

un ramo
conoscere

ricevendo

la

forma
la

per

far

luogo
iu
le

dove

e delle foglie. Colle corone


si

nei
il

celebravasi

una

festa

nuziale,

od

banchetti
petto,
il

ornavano
e
si

testa,

altro felice avvenimento,


di allegrezza adoinavansi

segno
porte

collo,

collocavano

con corone d'alloro, o di altre verdi piante, f^. il Menochio, Stiiore tom. Ili, pag. 4^0, Del costume amico di coronare gli sposi novel//,

persino nella sala del convito, credendosi andar preservati dall' ubbriachezza
,

massime
greci,
i

se

le

corone
dal

erano di
Presso

ellera.
i

vincitori

e del significato di quelle coroIl

ne.

Chaidon, nel tom.

Ili

della

Sloiia de' Sagranienti, parlando di

alcune antiche cerimonie della celebrazione dal matrimonio

pag.

duce infino al soldato, si adornavano di corone, e dopo avere ottenuto una vittoria navale, pendevano corone alle loro navi. La corona d'oro era una ricompensa di
coraggio presso
ni,
ta,
i

pure della coronazione degli sposi, che facevasi dal sacerdote nelle prime loro nozze. Le coroue d'ordinario erano composte
tratta
di

221

greci

romaoltenuspetta-

e coloro che l'avevano

potevano portarla negli


e
negli
altri

coli,

pubblici lunghi.

un ramo d'ulivo

intrecciato

di

nastri bianchi, e porporini.

S. Gio-

Tra g' israeliti mandavansi corone d'oro ai vincitori, ed ai conquistatori,

vanni Grisostomo parla

di

questo

come

si

legge nel

libro
citato

dei

coronamento, e dice, che fu introdotto per far conoscere la purit ed innocenza di vita, che le spose recano nel matrimonio, e la vittoria
f^.

Maccabei

io, 20,

29.

Il

Ter-

tulliano, nel libro de Corona, sembra insinuare che un cristiano assolutamente debba asteneisi dal

riportata

sulle

loro

passioni,

portare

corone,
di altri
al

e giusta
antichi

il

senti-

Ghirlande. Era uso di cingersi

mento
fiori,

padri

non

di

corone di
e

fiori

e nelle prospe,

conveniva

cristiano
i

coronarsi di

rith,

nei

banchetti
tessuti

ed in

al-

come facevano
in

pagani nei

tre riunioni

di piacere, portandosi di

pure cappelli

edera, di
fiori.

mirto, di rose, e di altri


lauro, e di altre guise.

Nei

alcuna delle Ioro cerimonie. Tuttavolta il Bergier nel suo Dizionario Enciclopedico
loro conviti, e
si

sagriOzi usavansi corone di ulivo, di

sforza di provare che

Tertulliale

La corona
di
fiori,

no non condannasse
corone,

in s stesse

nuziale fatta

dapprima

ma

che

soltanto le

ripro-

COR
vasse
il

COR
disllnguevansi
pei-

173

come segni d'idolalria. Anclie Mamachi , de'coslumi priinitU'i

Cristiani t. I, p. 188, parla della ripugnanza, che avevano gli antichi


cristiani

qualche gloriosa impresa. Appresso i romani davasi ancora una corona, o un piccolo cingolo di

lana ai gladiatori, ai
la

di

usare corone perch e-

quali accordavasi

libert,

che

si

rano dai gentili poste ai loro morper che ti, ed ai loro dei. Tolto
fu
il

accordava anche

agli

schiavi, ed

ai

piigionieri di guerra.
i

Nei

funerali

pericolo,

e lo scandalo

della

idolatrica superstizione,
i
i

cominciarono
i

romani coronavansi di cipresso. [ cadaveri loro erano pure ornati di


corone formate di i-auii verdi avanti che fossero seppelliti. Allorch un cittadino aveva ottenuta

cristiani a

spargere

liori

sopra
loro,

sepolcri de' loro

morti, per dimo-

strare l'amore, che portavano

a provare per la loro perdita. Ed perci, che vediamo cosperse di fioil

ed

cordoglio,

che

seguivano

una corona
questa
vere, e
gli

nei

pubblici

giuochi,

veniva

collocata sul ca-

ri

le

coltri

ove
il

si

pongono
di

ca-

daveri dei ftmciuUi, e delle vergini,


e

1' esposizione del cadadurante il seppellimento. S adornavano pure i sepolcri di

po durante

vediamo
Sicione

capo

queste corofiori,

corone, soprattutto di gelsomini^ di


gigli,
altri

nate con ghirlande di


di
si

diceria distinse talmente nel-

di
fiori

amaranti,
di

di

rose,

di

color bianco,

o pursi

le corone di fioche ne fu riguardata come l'inventrice. Il Sarzana, della capitale de Tnscaniensi, a pag. 286, dice che i campagnoli etruschi erano isi a tener cinte le tempia di co-

l'arie d'intrecciare

pureo.

ri,

Presso

gli stessi

Romani

accor-

rona, e

andavano
di

colla

chioma
il

cir-

davano corone come ricompense militari. La corona castrense si dava a colui, che primo era penetrato nel campo nemico. Essa aveva la figura di un vallo, vale a dire delia
palizzata, che circondava
il

condata

serto indicante

parti-

cainpo.
foglie

colare esercizio di ciascheduno. Laon-

Ne' primi tempi


di

si

faceva di
si

de i pastori di armenti solevano comparire coronati di quercia, o


d'elee,
i
i

alberi;

in

appresso

fece

di

oro.

Gli antiquari

non concordano
la

caprari

d'edera o di

gi-

su questo punto, se
strense, e la corona
la stessa cosa.

corona casieno

nestra,

mietitori, di
i

spighe o di inghirlanda-

vallare,

papaveri,
vansi di

falciatori

L' azione di assedia-

fieno,

e cos ciascuno col

corona rappresentava in fronte la sua professione. Si usarono egualmente le corone per onorare le statue, e indicare
le
i

distintivo della propria

immagini
gli

degli

dei,

di-

o di circondarla di chiamata corona cngere iirheni. La corona murale era data dal duce a colui, che il primo aveva scalate le mura di una citt assediata. Essa era d'oro, ed aveva
re
citt,

una

soldati, era

stinguere

saceidoti nei sagrifizi, e


altari,
i
i

la

figura de' merli

di

un muro
era

di
la

coronare anche
le

templi,
sagri,
si

cileni to.
pili

La corona

ci\'ica

porte delle case,

vasi

le

grande ricompensa militare,

clu;

vittime, le

navi
i

ec.

Di

pass

accordavasi a colui, che aveva sidvata la vita di


di

ad incoronare

poeti,

coloro che

un

cittadino, ed era

riportavano la vittoria ne'giuochi solenni della Grecia, e


i

foglie

di

quercia,

per cui

ci-a

guerrieri, che

cliiamata cjiiercus

ck'Us, la

quercia

174
civile.

^^1^
Colui, al (jualo era slata sal-

COR
berazione. Si torma va di
assediata.
fili

di er-

vata la vita, consegnavala, per ordine del duce, a quello, che reso

ba, raccolta nella citt, che era slata

importante. Sotto gl'imperatori ei'ano sempre essi, che davano questa corona, e siffatta ricompensa sempre si accompagnava a molte altre onorevoli distinzioni. Quegli, che ricevuto avea una corona civica , la portava negli spettacoli, e aveva un posto di onore vicino ai senatori. Il senato accord ad Augusto quell'onore parf^li

aveva un servizio

si

La corona di ovazione, corona ovalit, era di rami di mirto, e si accordava al duce che celebrava una marcia trionfale meno
solenne, conosciuta sotto
di ovazione.
il

nome

La corona

trionfale era

composta di due rami di alloro, che l'esercito offriva al suo duce, e di cui egli cingevasi il capo durante
il

trionfo.

Oltre questa, egli

ri-

ceveva ancora una

ticolare di avere innanzi

il

suo pa-

lazzo

una corona
,

civica tra

due

ra-

mi
era

d' alloro
il

per indicare
e
vincitore

eh' egli

salvatore perpetuo
il

de' suoi
de' suoi

d'oro, il cui metallo era somministrato dalle provinole debellate Questo oro si chiamava auriun coronariiun, oro di trionfo. Durante la marcia
.

corona

concittadini,

trionfale,

uno schiavo pubblico

te-

nemici. Siffatta distinzione fu pure

accordata

all'

imperatore
di

Claudio.

Augusto trovasi qualche volta una corona civica colr iscrizione: ob cives sevalos, per
avere salvata la vita
questa era
a' cittadini
,

Sulle medaglie

neva questa corona al di sopra del la testa del duce trionfatore. Qual che volta sul carro dietro il duce,
si

collocava la statua della Vittoria

che teneva la corona in una mano. Talvolta anche i cavalli del vincitore erano pure ornati di corone.

un'allusione alla pace venduta all' impero. La corona navale era la pi considerata dopo la corona civica, e si dava a colui, che in un combattimento navale saltava pel primo sopra una nave nemica, e se ne impadroniva. Essa era composta di becchi, e di punte (rostra) di nave, ed perci che chiamavasi Co-

Tra

le

diverse altre specie di coquali

rone, alcune delle

erano di

metallo, faremo menzione della co-

rona degli Agonoteti quella di cui ciano fregiati i giudici ne' pubblici
,

giuochi, soprattutto ne' giuochi olim-

rona

rostrale,

Corona

roslrala. Al-

cuni scrittori nullameno fanno una


distinzione tra queste

Le corone, che i vincitori ottenevano a guiderdone in que'giuochi, erano di ulivo silvestre. Ne'giuochi pitici esse furono da prima di elee, in seguito di alloro. Ne'giuochi
pici.

ma non
ria

si

sa

due corone con quale fondamensi

nemei furono dapprima


in

di
;

ulivo

appresso di appioriso
si

ne'giuochi
di

to, poich

non

conosce nella sto-

istmici
[)ino,

formarono
di

da prima

l'omana

che

un

solo

esempio

poscia di appio secco, e finalpino. Delle coro-

della corona rostrale, quella di

una

mente ancora
nazioni seguite
poeti,
tratta

corona accordala da Augusto ad Agrippa dopo la battaglia navale contro Sesto Pompeo. La corona
ossidionale
citt,

in

Campidoglio dei
di

con
ali'

corona
articolo

alloro,

si

Campidoglio
Dizionario.

di

era

assegnata

da una

Roma,
VII

precisamente al

volume
Il
|>.

o da un esercito assediato, a colui che ne aveva promessa la li-

pag.

i36
nel

del

Cancellieri

suo

Mercato a

COR
2
1

COR
ijiit:!-

175
o

riporta

la

descrizione di

condo

diversi

gradi di nobilt,

che del cav. Perfetti fece il padre Cordara ed aggiunge che tal corona si conservava in Siena paquel poeta. Da ultimo il tria di
la,
,

di splendore attribuito alle famiglie.

si

Nel sistema, e regolamenti araldici distinguono cin<juc sorta di quecorone: primo,


fiori

ste

la

corona duo di

Vincenzo Lancetti nel iSSg pubblic colle stampe in Milano Memorie intomo ai poeti laureati cV ogni tempo , e d' ogni nazione.
eh.
,
:

cale, tutta di
:

di trifoglio,

Il citato

Cancellieri ne' suoi Posses-

a pag. 5oOj racconta quanto accadde al poeta Baraballo, mentre andava al Campidoglio per farsi coronare. Tratta pure della coronazione di Camillo Querno detto 'arcpoeta, che fu coronato di pampani, per alludere al suo trasporto pel vino, e di cavoli, perch si credeva un rimedio per V ubbriachezsa, unito al lauro della poesia. Dice inoltre, che il poeta Girolamo Brittonio da Sicignano, fu coronato di bieda. Giovanni Schulzen scrisse: De poetis , rituque eos coronandi twn antiquissimo j tuni hodierno j
si

prezzemolo secondo, quella di marchese, che di trifogli e di perle, frammischiate alternativamente terzo, quella di conte, composta di perle sopra un cerchio di oro quarto, quella di visconte o viceconte, che pure un cerchio con nove perle legate a tre a tre quin:

che una specie di berretto con vm cordone di perle a fili, e a strisele. Per questo sistema varia per la forma delto,

quella

di

barone,

le

foglie,

o di

delle perle, e

fiori, e pel numero gemme, secondo le

diverse nazioni; n deve tacersi che

sovente l'arbitrio,
tribuito a scegliere

la

vanit

ed

il

capriccio degli artisti,


i

hanno condiversi orna-

Dissertalio, leuae

1677.

Il

eh.
,

mar-

menti degli stemmi cenzo X ordin, che


dinalizio sovrastasse

genlilizi.
il

Innodi
di

cappello Car-

chese Giuseppe Melchiorri


intorno
conta,

Notizie

lo

stemma
sebbene

a Melozzo da Fora ec. racche essendo morto ai 29 ot-

qualunque
f^.

Cardinale,

famiglia imperiale, leale, e ducale.

1481 di contagio nella casa che aveva al Quirinale , il celebre

tobre

Bartolommeo Platina
biblioteca Vaticana
,

prefetto

della
il

lasci erede

non nien celebre Pomponio Leto


al
il

Stemmi gentilizi, e Sigilli. Finalmente la corona fu talvolta messa per ischerno, ed oiferta per divozione ad alcun santo da' principi, che ne veneravano le virtuose
azioni.

quale perci pervenne

la casa,
,

che
l

Fu

posta per

ischerno, co-

defonto aveva sul

Quirinale

me

dove aveva fondata un' accademia , ed un boschetto dai cui verdi lauri toglie vasi la fronda, con che cingevasi la Ironie dei migliori poeti; o-

Corona di Spine (fedi), a JN. S. Ges Cristo. Certo Marinacelo, non che Giovanni Valenti chiamato il prete ardeatiuo, malviventi,
la

e capi di sicari,

nei

pontificali di

nore, che

tocc

in sorte

anche a

Gregorio XI 11, e Sisto

infesta-

Marco

Sabellico.

rono
il

lo

stalo
la

pontificio,

ed ebbe
punizione.

La
si

nobilt sino dai tempi in cui


feudalit, pose
,

secondo
siccome

meritata

stabifi la

sui suoi

egli

intitolavasi re della
gli iu

stenuni ed armi gentilizie


scudi, e

corone

campagna romana, dopo che


troncala
la

che chiaiiiansi pure di cimieri o di

testa

fu

questa per

buuo di diverse

i'uruie, sc-

ischerno curouuta con una

corona

jG
ne esposta
sul

COR
un
s.

COR
palo, ven-

dorata, ed infilata ad
Castel

Angelo.
costusepolai

e grossi diamanti. L' Olslenio, nelle cui mani la regina


ci,

con

molli

Fu

poi antico e lodevole

me
cri

di

presentare in dono

aveva abiurati gli errori, accompagn tal dono con un distico, ove
diceva, che la regina

de' martiri,

sori

e de' santi confescorone di oro, e gemme prele

madre

ziose,

quali

poi

erano

attaccate

ma

la

donava alla coronamj dotta Cristina fece cambiar


di

Dio

sprctam

avanti ai

medesimi

sepolcri.

Cos

l'aggiunto sprelain, in potitnm, di-

fecero Costantino

Magno, ed il re Luitprando, che appesero ricche corone avanti al sagro corpo del principe degli apostoli
s.

cendo ch'essa non sarebbe stata mai per donare alla regina del cielo,
quello che sprezzava,
lo

ma

anzi quel-

Pietro,

come

che pi nel

di essi scrive

il

succitato Anastasio

CORONA

mondo apprezzava. IMPERIALE. La conel


ca-

Bibliotecario.

All' articolo,

Limixa

rona imperiale introdotta

ArosTOLORUM, si leggeranno diversi esempi di preziose corone, che molti


sovrani
loro

dere del romano impero, come accennammo all'articolo Corona [Vedi),

deposero sulla

tomba

dei

dappoi che

g'

imperatori Elio-

principi degli apostoli, in segno del-

gabalo, ed Aureliano,
stantino
,

profonda venerazione. S. Gregorio Turonese, capo 3, lib. r, parla di una corona attaccata al sepolcro di s. Martino, in occasione, che un certo ladro, nel volerla porla

introdussero

ovvero Codiademi i

tar via, l'imase cieco. Nella cronaca


cassinese,
si
ft

gemmati, venne ben presto ridotta in una specie di berretto, o di tiara, con un semicerchio d'oio in forma d'arco, che porla la figura del mondo, e termina in una croce.

capo menzione

3,

22, e 62,

lib. 2,

Nel cerimoniale

di

Agostino Picsi

di altre

corone

of-

colomini, ecco quanto

legge sul-

ed appese avanti l'altare di s. Benedetto. Silatte corone sospese


ferte,

r imperiai corona: " Tralasciamo " quegli antichi imperatori de'iomache dominando quasi a tutni " lo il mondo, prima di Aurelia no (come piace ad Eutropio) non
-'

ne' sepolcri de' confessori denotano,

erano stati fatti partecipi degli onori de' martiri, e come in segno della vittoria riportata sopra i nostri comuni nemici, dappoich il martirio si riceve non solamente collo spargimento del sangue, ma coir astinenza ancora dai peccati, e
ch'essi

'>

"
'

usarono altra corona, che di alloro, o d'altro arbore felice, per-

che

il

popolo romano non aveil

"

va cosa pi grave, che


.

nome

coir esercizio delle eroiche virt, e


l'igorose moitificazioni.

di re ... Certa cosa , che la coi'ona imperiale differisce dalle

Nel

pontifi-

calo di Alessandro VII, la


di Svezia Cristina, abiurato

regina
il

lu-

imperocch ha sotto di s ; una certa tiara, quasi in modo della mitra vescovile, pi bassa
altre per, e pi aperta, e meno acu ta, ed ha l'apertura della fronte, non dalle orecchie, e per la stcsj>

teranismo, abdic
la

il

trono, e stabili

sua residenza in Roma. Nel recarsi a questa citt, volle prima venerare in Loreto la s. Casa, gi di-

sa apertura

si

alza

un

semicir-

vino albergo, facendo alla beatissima

Vergine l'oblazione dello scettro e


della corona ch'erano d'oro massic-

colo d'oro, sopra di cui sta emi5> nenie una piccola croce, la quale tiai'a non hanno le altre corone.

COR

>.

COR
T abbiamo
vesto globo nelle

T77
il
:

questa corona

monete imperiali
agli

o tre volte in Ger mania, mentre l'imperatore con cedeva a certi principi cose feuduta due,
dali
".

mondo

soggetto

imperatori

quindi in quelle di Caracalla, e di Didio Giuliano, si legge: Rector


Orbisj e di altri imperatori
si

sa,

La
sulla

lodevole costumanza di porre

corona imperiale

il

santo se-

gno

della croce, fu introdotta dal-

l'imperatore Giustino, giacch nelle

che non ricusarono di essere chiamati signori di tutto il mondo. Ad onta di quanto dicemmo superiormente di Benedetto Vili, alcuni
autori affermano, che primo ad usare
il

monete prima di lui non si vede nei diademi degli Augusti questo nobilissimo ornamento, sebbene sino dalla conversione di Costantino
fosse

globo fu

l'

liniano, e soi-montato esso

imperatore Valenpur era

riposta

sulla

bandiera
nell'

detta

labaro, e sulle insegne delle

squa-

segno della croce. Benedetto Vili non fu r inventore del globo, che si pone
dal
salutifero

Laonde
in

dre romane.

siccome
s.

anno
I
si

mano
I.

agi' imperatori

nella

loro
s.

5x5

il

Pontefice

Giovanni

coronazione,

ma

ne don imo a
fine

rec in Costantinopoli, quivi solen-

Enrico
siasi

A qual

poi la croce

nemente orn
riali

colle

insegne impe,

posta sul globo imperiale, ce lo

lo stesso

Giustino
clic

che

fu

il

dice Snida nel suo

commento
:

sulla

primo imperatore,

ricevette la

statua equestre posta a Giustiniano

corona dal romano Pontefice. Quan-

Augusto
(juideni

in Costantinopoli

Laeva

do

poi nel

ioi4 Papa

Benedetto

manu

globuni tenet, cui crux

\Hl

coron nella basilica vaticana s. Enrico I, form lo scettro imperiale che gli regal , e il pomo d' oro o globo cinto di

r imperatore

infixa est, quae significa tipsum propter fidein in crucem terrae doniinum factum. Globus enim in terra
est,

con una croce nella parte superiore, come si ha da Rodolfo Glagioie,

bro,

lib.

I.

inter Scriptor.

Hstor.

quae significai ipsuni propter rolundam psius figurarli: fides vero est ipsa Crux, oh incarnaluin Deuiii illis clavis qffJxum. Il Du-Cange osserva nella sua

Francor.; e Duchesne, tomo IV pag. IO. Sul detto globo imperiale, scrive Isidoro, capo 3, lib. i8, di Augusto, che
se ferini'

Costantinopoli cri-

stiana, che sebbene alcuni imperatori perseguitassero le immagini del


Crocefisso
,

Pilam

in signo conslituis-

e de' Santi
in

nondimeno
privalo e in
croce, an-

Auguslus , propler natiocuncto orbe subitctas, ut


orhis
ostende.retj e

permeltevano che

nes

sihi in

7Wgis figuravi

pubblico si eflgiasse zi la veneravano.


di

la

Basilio vescovo di Seleucia,2, riflette

che chi
le

dar

fisso

Semi. pone a guarimmagini degli impesi

ratori,

ammira

in esse

non

solo la

Le prime corone degl' imperatori Germania sono state da prima diadema, cinto da un doppio oril dine di perle, il Camalaucium degl'

magnificenza, e nobilt della clamide,


la sontuosit e la

ricchezza del

lo,

imperatori di oriente. Sotto Carcorona imperiale la il Calvo,

diadema,
(jue,

ma eziandio manu/n clcniquae orhein terraruin in niO'


spherae formaluni
VOL.
XVII.
digilis

era composta di
di pei
tato
to
le,

un doppio ordine

dum

ge-

slarc credilur. Significa

dunque que-

berretto sormonda una croce, con un berretchiuso in alto con punte di br.v
e di
.

un

178
ni di perle,

COR
ed
i

COR
lui

di

successori

tom.

I.

Script.

Rer.

Gemi. Mea-

adottarono

la stessa corona.

L' im-

chenii.

peratore Lotario, secondo l'abbate Suger, era coperto da una mitra circondata verso l'altezza di un cerchio d' oro

CORONA
il

RF.4LE.
s.

Nell'anno

5i4

Pontefice

Ormisda

ricevette gli

a foggia di elmo. In appresso la corona imperiale si compose di alcune punte con perle, e qualche volta di foglie di trifoglio.

ambasciatori di Clodoveo re di Fiancia, che il riconobbe per vicario di

Ges
al

Cristo

ed
II

il

Papa mand
Il
s.

al

re

una corona

d'oro.

PonteStefano

fice
I

Silvestro

sped a

Sembra, che

gli

ultimi

imperatori

di Costantinopoli avessero tolto dai

Ungheria per mezzo del suo ambasciatore Anastasio, la corona


re d'
reale d' oro, la quale poi
di
S.
si

re di Francia l' uso della corona, formata di un cerchio d'oro, arricchita di


rosoni.

custo-

nel regno con grande divozione.

gemme, e circondata da Dopo il regno dell'imperaII

tore Rodolfo
le

la

corona imperiaberretto, fortra le


perle,

composta di

un

mato da quatti'o fog'Iie, li ci hanno punte con


archi,
di cui quello di
ti

quae tre
sor-

Gregorio VII, dopo avere depoEnrico IV, dichiar re di Germania Rodolfo duca di Svevia, e gli mand la real corona, con quePetra dedit Petro, sta epigrafe
sto
:

mezzo

regga
mi.

globo; dal berretto

circo-

lare discendono

due

nastri o lesa-

La corona degl' imperatori di Russia ha al pari delle corone dei


re, otto foglie racchiuse in otto circoli.

Tra

le

foglie

si

trovano delle
perle, collo-

Rodulpho. Papa ad Enrico li re d'Inghilterra di coronare re di Irlanda, quello de'suoi figliuoli che pi gli fosse in grado, ed a tal effetto gli trasmise una vaga corona reale, formata di penne di pavone, intrecciate con oro. Laonde il Car-

Petrus

diadema

Urbano

III

concesse

punte guernite

di

tre

dinal Ottaviano Conti,


lo apostolico
di
al

come
sulla

legatesta

cate al di sopra l'una dell'altra, e

sormontate da una
sta

croce,

compooccupato
notizie

r impose Giovanni. Clemente

XI mand
codi

di

una

pietra preziosa ovale, e

re di

Congo

lo

scettro e la

di

tre perle;

l'interno

rona reale

arricchite
all'

sante in-

da un
sulla

berretto.

Per

altre

dulgenze. Oltre
regni, e stati,

articolo

Coro-

corona imperiale, V. CobonaZIONE DEGLI IMPERATORI. Solo qui


col

nazione DEI RE, a quelli dei rispettivi


si

parla delle coai prin-

Garampi, llustrazione del Sigillo della Garfa-

aggiungeremo

rone, e insegne reali spedite


cipi

dai

sommi

Pontefici. eracer-

gnana

pag. 76, che in principio la corona imperiale altro non fu che una mitra clericale, con sopra il

Le antiche corone reali non no dapprima che un semplice


chio,

come

quella

di

Agilulfo

re
sulsi

diadema dell'impero, come si legge da Mabillon Miis. Ital. tom. II, p. 40 'j e Benzone ci rappresent
Enrico IV, venuto a Roma per la sua coronazione, cum viridissima clamyde, cum nivea milra^ cui su-

de' longobardi, e quella posta


la testa del

re

David,

secondo

da una miniatura d'una Bibbia di Carlo, il Calvo. Qualche volta si sono pure applicate a quel
rileva

cerchio alcune foglie


tabile

per imponit patricialein circulum,


Panegyr. lienr.
III.
lib.
I.

sconosciuto.

cap. 9.

trovansi

di un vegeTra le foglie comunemente grandi per-

COR
oppure punte ornate per la corona attuale del le. Tale Portogallo, il cui cerchio ornato
le
,

COR
di

179

che viene detto


cia.

il

cimiero di Fran-

di

quattro

Foglie,

tra le quali

s'

in-

nalzano punte con perle. Le coro-

ne reali attuali hanno ordinariamente otto foglie, fra le quali si innalzano delle grandi perle, o delle punte guernite di perle. Ci sono
ancora
quattro
archi,
il

Pretendono alcuni che Carlo Vili fosse il primo che portasse la corona chiusa allorch volle assumere nel 149^ il titolo d'impetore d' oriente. Veggonsi tuttora nei
gabinetti degli antiquari scudi d'oro,
.

ed

altre

monete

di

successore di

Carlo

Lodovico XII, Vili, in cui

su
,

la cui

sommit poggia
za

globo

qual-

che volta un bexTetto che s'innaltra gli archi. hanno pure principi derivati da famiglie reali, che sono fregiati di eguali corone. La corona del re delle due Sicilie

non chiusa. Sembra dunque che Francesco I sia stato la portasse a quel il primo che modo, giacch anteriormente non era se non che un cerchio, o un diadema. Forse quel re cedere non
quella corona

priva del berretto, ed invece del

impero evvi una grande suoi archi sono guarniti di perle. La corona del re d'Inghilterra formata da due archi, e da quattro croci, a guisa di quelglobo
dell'

perla,

la

di

Malta.

Tra

le

croci in luogo

alcuna parte al grande degno suo emolo Carlo V imperatore, e ad Enrico Vili re d' Inghilterra, che adottata avevano di gi la corona chiusa. Sotto la prima razza i re di Francia vennero in generale ornati di un diadema di perle simile a quello che si vede
voleva in
e

di foglie, e di piante veggonsi quat-

Essa coperta di quattro diademi , che finiscono in un piccolo globo, sormontato da una croce. La corona di Svezia
priva del berretto;
di

tro fiori di giglio.

medaglie degl' imperatori roLa corona di Teodeberto l'assomiglia a quella, che in allora usavano g' imperatori di Costantinopoli, e che aperta in alto: si
sulle

mani.

quella

del

re

chiamava spanoclista,

camelau-

Polonia non aveva berretta nelr interno, n punte tra le foglie, e in luogo del globo dell'impero, la corona era sormontata dall' aquila
polacca.

cium, donde poi ebbe origine il Camauro [Vedi): il piccolo fiocco


che
il

le

di

sovrapposto

ricevette

il

Quella
si

dell'

Ungheria,
ai

la

cui origine

fa

risalire

primi
regali.

primi re, e i primi imperatori della seconda razza veggonsi sui monumenti loro
I

nome

toapha.

del secolo XI, differisce interamen-

colla testa

cinta
I

da un doppio orre della terza razdi

da tutte La corona
te te

le

altre

corone

dine di perle.
za
fiori

di Prussia

non ha punSar-

hanno cerchio d'oro ornato


di giglio.

tra le foglie; quella della

Questa corona adotsi

degna priva del berretto, e non ha che due archi, ed in vece del globo ha una croce. La corona dei re di Francia un cerchio composto di otto fiori di giglio, arcuato con sei diademi che lo chiudono, e che portano al di sopra un doppio fior di giglio

tata dagl' imperatori di Costantinopoli,

fu chiamata Criniiim, e

us

sino al menzionato Francesco

La corona
ha
da
di
fiori

dei

l'e

di

Danimarca
chiusa

col

cerchio,

ed

piccoli archi, con

un globo, ed
I

una croce
SaToja,

sulla

sommit.

duchi

come

re di Cipro, porta-

i8o

COR
sul sui

COR
quando poi
egli

\ano pure una corona con fiori cerchio, chiusi da piccoli archi,
quali vedevasi
all'

prese
il

il

titolo
,

di
si

principe, deposto

berrettone

estremit di

un

bottone la croce dell'Ordine religioso, ed equestre dei ss. Maurizio

mise in capo la corona regale, che fu formata di quattro raggi acuti,

come

osservasi nella sua

immagine

Grandi trifogli riflessi veggonsi nella corona dei re di Spagna, e quella corona coperta
e Lazzaro.
di diademi, che finiscono in

Borgia nelle Memorie isloriche di Benevento, tom. I, pag.


illustrala dal

un

glo-

bo sormontato da una
la berretta,

croce.

Del-

che con corona vuoisi che usassero i re di Francia della

263. Lo fu pure a modo di diadema con gemme, come si vede nelle sue monete, e in quelle de' principi successori o finalmente venne intar:

siata di

gemme,

e gigli,

prima

stirpe, se

ne parla

al voi.

pitture del codice

Sofiano.

come nelle Adun-

V. pag. i56 del Dizionario. CORONA DUCALE, ed altre


CORONE.
Il

que n quella
abbellite di

Estensi^ pag.

Muratori nelle AntichiL 28 congettur che fi-

no dal
a dare
ciale
cale.
il

secolo
ai

IX

s'

incominciasse

duchi di ducato provindistintivo della corona du-

Negli annali Bertiniani,


,

anno

867

il

Carlo

imperatore CalvOj in un placito che


scritto
l'

che

n quelle ed anche di gigli, erano corone ducali. Se quei berrettoni dipinti nella cronaca di Volturno, e negli atti di s. Mercul'io che hanno nell'estremit un cerchio, o semplice, come negli atti, o ornato, come nella cronica, debbansi tenere per le antiche corone
co' raggi,

gemme

ducali

ne

lascieremo
si

ad

altri

il

tenne in Pavia, dichiar Bosone fi'atello di Richilde sua moglie, duca

giudizio.

Non

sa

precisamente
assunte

quali fossero le vestimenta

Lombardia, e l'orn poi con corona ducale. Ma qiial fosse dapprima la foggia di questa corona ducale, ben dilllcile definirsi. Le
della

dal principe Arigiso allorch depose


il

titolo di

duca. Quel che sembra


si

congruente
tutte
le

che avendo assunte che oru


il

regie divise fuori del titolo,

antiche pitture che

ci

restano

dei

nello stesso

modo

cape

duchi beneventani altro non ci rappresentano che un berrettone di figura conica, siccome pu vedersi
nelle

della corona, rivest ancora

il

cor-

po

de' regali arredi.

L'anonimo SaChronic.
ci

lernitano, cap.

25

fa

immagini

dei duchi Gisolfo

I,

sapere che Arigiso nel


lenne di Pasqua soleva
l'icca

giorno
usare

so-

nella cronaca Volturno, nella quale per distinzione del grado, quelle di Deside-

e Gisolfo II inserite

una

di

veste di saio, forse cos detta

rio, e di

altri re

longobardi, o d'I-

talia portano la corona regia , o con raggi semplici, che non termi-

nano in acuto ma in piano a modo delle corone turrite, o con raggi


aventi nell'acuto gigli, o perle. Nel

perch di vario colore. Di qual ricchezza fossero le corone usate dai principi di Benevento si ha dagli atti della traslazione, che nell'B^o fece il principe Sicone del corpo di s. Gennaro da Napoli in Benevento.

In quegli atti

dunque

si

dice

codice degli
blicati
vard.-j

atti di

s.

Mercurio pub-

vedesi dipinto

da monsignor Vettorio Gioil duca Argiso


berrettone
in
testa.

che Sicone offer la stessa corona al santo: etiam excelleiilissinms princeps Sico, qai coronani auro opti-

col

solo

Ma

mo, excellenUbusqne gemmis

pretto-

COR
sissmis
,

COR

i8x

de capite suis manihus deet super altare beati Japosuit ntnrii locavit; e dalla cronaca di

volevano farne acquisto. Ma accorsi in aiuto della citt Guglielmo degli Adelardi primario cittadino di
Ferrara
liberata
,

Monte Cassino cap. 26, lib. I, sappiamo che Siconolfo principe di


Salerno, fra
le

ed
dall'

Aldruda

Frangipani
fu
la

conlessa di Bertinoro,

citt

altre cose

che

tolse

a queir insigne raonistero, vi fu la corona usata gi da Sicone suo padre, e che questi, secondo l'antico pio costume, aveva offerta a s. Bea nedetto, valutata tre mila soldi
,

imminente pericolo. Presso Du Gange [F. Corona), leg Rogerus Hovegesi ci che segue >> denus de Joanne comite Moritaniae postmodo Reg. Angl. accinctus est gladio ducatus Normanniae
:

cagione de' preziosi smeraldi che

la

decoravano.
Ne' secoli posteriori
cale consistette in
liscio
,

in matrici ecclesia per Walteri Rotomagensis

manum
archiep.

la

corona du-

un cerchio d'oro

con qualche soornamento. Il maesti-o Boncompagno Fiorentino, che circa il 12 18 insegn il primo in Bolotalvolta

vrapposto

et praedictus archiep. posuit in capite ducis circulum aureum habentem in summitate per cir cuitum rosas aureas ". Ordo ad

gna

obsidione

grammatica, nel libro de Anconae tom. 6 rer. Ital. descrivendo al cap. 3 la potenza de' veneziani, nota, che illus civitatis diix aitreum circulum in vertice defert, et propler aquaruni dignitala
tein quaedaii regalia

ducem Aqutaniae. Post haec imponit episcopus caM piti ducis circulum aureum, cum oratione ista, etc. Le Roman de
benedicenduni
> >

Gazin ciiJHs auclor vixit sub Ludovico VII circulum aureum ducibus tribuSj etc. " E che an,

che

ai

tempi di Calisto III

il

cer-

insignia obti-

chio d'oro fosse la corona ordinaria


dei duchi, l'abbiamo dalle geste di

nere videtur.
del
ria,

11

berrettone

ducale

doge della repubblica di Veneducale , e si chiamava Corno


il

Alfonso

re di Sicilia,

allorquanle

do
di

egli

nel

i443 diede

insegne

dice

Sarnelli

eh' era

somigliante

duca

di Calabria

a Ferdinando
cerchio d'oro
istoria

a quello del dio

Luno, giacch Orfeo


Il

suo figliuolo naturale con cingergli


la

neir inno ottavo chiam la luna or

spada, e porgli
delle

il

femmina or maschio.
in
,

berrettone

in testa.
scritta

Anzi in un'
cose

mano-

forma di pileo era all'uso della e dell'Armenia ove Mesopotamia appunto adoravasi il dio Luno. Tuttora le famiglie patrizie venete che

degli

Sforzeschi

ebbero un doge, fanno sormontare loro stemmi gentilizii dal corno


Sottrattasi

i4oo al i5 17 composta Girolamo pittore da san Fiore, descrivendosi all'anno 1421, la maniera colla quale Giovanna II
dall'anno
fra

da

regina
di

di Sicilia
il

dichiar

principe

ducale.

Capua
si

celebre Biaccio da

Mondopo
i

Ancona dall'ubbidienil

tone,

nota che lo insign d'un no-

za del

Papa per governarsi a morepubblica sotto


patrocinio
1

bilissimo cerchio d' oro.

Ma

do

di

dell'imperatore di oriente, nel


soffr

172

vm gravissimo
di

assedio
teri'a,

dalle

tempi di Calisto III, nel medesimo secolo XV, troviamo che per i duchi era in uso altro ornamento in
vece del cerchio d'oro. Gio. Battista

armi

Federico

per

quelle de' veneziani per

e da mare, che

Pigna

1,

8.

fife

Princip. Atestin,

i8i

COR

ove narra le cerimonie, colle quali Paolo li nel i47i innalz Berso d'Este vicario pontificio di Ferrara, air onore di duca di quella citt, e
sue appartenenze, cos ce lo descrive
Diicis insignibus est ornatus
:
:

desimo s. Pio fece fare la corona del valore, come fu detto, di centoventimila scudi colle dette parole
intorno. Quindi
il

COR V

recatosi in

Roma

ea aualpi-

tem fuerunl damascena


ns candidissirnis

vestii

niuribiis

suffidta.

Late humeros operiens infida in galericuli modani acuta bnis preti'osis


lapUlis

utrinque dependentibus , vlrin

gran duca Cosimo I, fu ricevuto regiamente, e con grande allegrezza da s. Pio V, che colla medesima corona a' 5 marzo iSjo lo coron solennemente nella cappella pontificia, donandogli ancora la Rosa di oro, che in quel giorno aveva consagrata e benedetta, trattandolo quindi con regio convito.
P^ita
Il

ga aurea

manu

dextera.

simile fu quello adoperato nel

N disi474

MafFei, nella

da Sisto IV con Federico Feltresco quando lo dichiar duca di quella citt, Jn missa ante evangeliuin titulo Ducatus, ac veste talari^ pileoque
tjualiter et

dis.

Pio V^
il

lib.

HI, capitolo
trattamento

19,

descrive

i-eale

fatto dal Pontefice al


la

gran duca, e

solenne funzione della coronazio-

dux Borsius,

et torque
est.

au-

ne. Nella libreria del

Ges

in

reo decoratus donatusque


si

Tanto

ma

dice

il

Novaes
titolo
:

di aver letto

Roun

legge in

un documento
dei

riportato dal

manoscritto contenente

un
il

discorso

Rinaldi, n. 20. F. Duca, e Marchese.

con questo
torit del

Discorso dell'aucirca

La corona
mischiate di
altie punte,

grandi duchi di
trifogli

Papa,

dare

le

Toscana aperta con punte framgrandi


e
il

dignit, fatto in
s.

tempo

che

Papa

sopra
di

Pio

V insign
di

fior

di

giglio

duca
ci.

col titolo di gran Toscana Cosimo d'Medl-

Firenze nel mezzo. Il Pontefice s. Pio V, per togliere le gravi conlese di precedenza fra Cosimo de'Medici duca di Firenze, poscia primo gran duca di Toscana, ed Alfonso li duca di Ferrara (ad esempio di Alessandro III, Innocenzo III, e Paolo IV,

V. Titoli onorifici conferiti dai Del berrettone ducale, che insieme allo stocco, o spada, sogliono i Papi benedire la notte della vigilia di Natale, e quindi donare a' principi benemeriti della rePontefici.
ligione,
si

tratta

all'

articolo

Berdi-

per non dire


i

di

altri,

che

KETTOXE e Stocco benedetti.


Il

crearono

re di Portogallo, di Bul-

Patrizio

Romano
a'

(P^edi)j

garia, e d'Irlanda^ a'27 agosto

1569

gnit antica primaria di

Roma,
d'

dai

r orn del titolo di gran duca colr autorit della bolla Romanus Pontifex, che g' invi per mezzo del
proprio nipote Michele Ghislieri, in un al disegno della corona reale,
fatta di

Papi conferita
sava
la

grandi principi, u-

corona,

cerchio

oro
la

gemmato,
fronte.
radiata,

col quale

coronavasi

Questa

come
la

corona vuole il

non

era

Muratori.

propria

mano

del

Papa,
vi

Fra

gli altri

port Carlo

Magno
Pontein lui
il

come
scrisse

di

proprio

pugno

sotto

prima
fice
s.

di essere dichiarato, e coro-

queste parole: Plus

V Pondile-

nato imperatore dal

sommo
quale

tifex

Maxinus,
:

Ob eximiam

Leone

III,

il

ctionem

Ac

catholicae religionis ze-

rinnov l'impero romano. Anche


Prefetto di

litni,praecipuwnque fustiliae studium

Roma
di

[Vedi), altra pri-

donavit. Con questo disegno

il

me-

maria dignit

Roma, usava

la

COR
corona, avendogliela concessa Calisto 111, per cui nel creare prefetto

COR
pia credenza fu

i83

validamente sostenuta dal dotto Fontanini, il quale


appoggiossi

suo nipote Pietro Borha dagli antichi Diari pontifcii), egli us la corona chiamata pileo, tiara, infida, coronUj le cui varie forme si possono vedere presso il Contelori nell'opudi
il

Roma,

non

solo alla tradizione,

gia

(come

si

ma

anche

all'alto del

coronamento

scolo

De

Praef.
di

Urbis,

e.

2.

L'ul-

timo prefetto
Vili,
il

Roma
dallo

fu
zio

Barberini, fatto

Taddeo Urbano

IV, ch'ebbe luogo in Milano a' 6 gennaio i355, nel quale quella corona viene appellata la santa corona del ferro. Il Muratori per d' avviso, che il vocabolo santa non provasse pundell'imperatore Carlo
l'identit di quel cerchio col chiodo della passione, perch sempre aggiungevasi l'epiteto di santo o di sacro agli ornamenti, che servivano all' incoronaaione degl'im-

to

quale nel 1626, nella cap-

pella pontifcia, gli diede l'abito, le

insegne, e la corona.

Nel medio evo la corona divent un segno costante non solo della
dignit imperiale, e
reale,

peratori, e dei re. Egli dubita


tres,

al-

ma

an-

che

della signorile. Allora la distin-

zione delle

corone, che appartene-

vano

alle

diverse classi dei principi,

e dei baroni, divent


della scienza araldica.
assai

uno

dei

rami

Ed

perci

necessario, che gli artisti abbiano sicure nozioni della diversit delle corone per non commettere errore di costume, e di cronologia,

nelle loro opere. Finalmente le di-

r abbreviazione sa non tanto significhi santa quanto seconda, come altre volle si costumava. Si pretende poi spiegare facilmente come quella corona fosse nominata seconda, piuttosto che santa, perch dopo r imperatore Ottone I, i suoi successori costumavano di farsi coronare tre volte ; la prima ad Aquisgrana [Vedi) come re di Germania, la seconda in Milano come
che
re d' Italia,
dalle

verse corone distinguonsi, o dalle foglie,

e
del

la

terza

in

Roma

che

s'

innalzano
volta

al

di

sopra
perle,
le

mani

sommo

Pontefice co-

del cerchio; o

da punte con
tra
;

me

imperatori.

collocate qualche
glie,

fo-

lanesi

Certo , che i miconservarono sempre con ridella

o dai o a piccoli archi ornali di perle; o finalmente dal globo, o dalla croce, o da gigli alla corona sovrapposti. CORONA FERREA. Lodovico Muratori, che pubblic in Milano una dissertazione sulla corona di ferro, accenna 1' opinione generalmene sovente senza
foglie
gigli spesso mischiati

spetto religioso quel secondo orna-

croci,

mento
l'

maest imperiale, dalNella


vita
di

estinzione del regno d'Italia sino


nostri.

a' giorni

Cle-

mente XI si speso da un
la

legge, ch'era stato sovisitatore


il

culto del-

corona di ferro, colla quale in Monza coronavansi gl'imperatori, come quella che era conservata fra le
reliquie nel celebre tesoro di quella

te sparsa

ne' secoli a

lui

precedenti,
il

eh' essa avesse ricevuto

nome

di

corona ferrea, perch il cerchio di quel metallo da cui circondata,


credevasi formato con

uno de
alla

Chiocro-

di (Fedi), che servirono


cefssione

di

Ges

Cristo.

Questa

s. Giovanni, e come quelche piamente si crede fatta da un chiodo con cui Ges Cristo fu alla croce affisso. Essa a guisa di cerchio senza raggio, ed scompartita in sei lamine d'oro smalta-

chiesa di

la

i84
te,

COR
brillantate di

COR
unite

gemme, ed

con sei cerniere, contenensuo interno la striscia formata col sacro ferro. L'arcivescovo di Milano, a cui fu lasciato l'arbitrio di decidere su questo culto, ricorse in Roma alla sagra congregazione de' riti, la quale commise l'esame delle scritture, e la compifra loro te nel

and perduta, o fu involata a Parigi, quando vi fu trasportato


gilulfo
il

tesoro sui primordii del corrente

secolo.

Essa aveva in giro

dodici
in

apostoli, e in

mezzo Ges Cristo


la ferrea,

atto di benedire. Questa corona fu

creduta a Parigi
tale
Il

come

anche incisa

in
la

una medaglia.
corona ferrea,
trasportato
in

tesoro,

meno

lazione del processo a Prospero

LamPapa

dopo

essere

stato

bertini, allora avvocato concistoriale

promotore

della fede, poi

Francia, venne restituito alla basilica di Monza, quando si restitui-

Uenedetto XIV. La medesima sagra congregazione dichiai' potersi conservare questa corona fra le altre

rono
nenti

tutti

capo-lavori

apparte-

all' Italia.

Alcuni

scrittori

diedero tutt'allra

reliquie

del

nominato

tesoro,

dentro ad una crce; quindi potersi venerare suU' altare, e portare in


processione
all' adorazione de' fedeli. Ci fu confermato da Clemente XI con un decreto de' io agosto 17 17, che si legge presso il Bull. Rom. tom. YIII. p. 440.

corona ferrea, ed alcuno pretese, che cosi fosse chiamata perch serviva alla inauguinterpretazione
alla

razione de' valorosi, e degli eroi nella

dignit reale. Incerto pure tutto-

ra, quale fosse la

prima origine di
;

questa corona, che per lungo tempo fu


celata allo sguardo di tutti

ed

in-

Non
relativo
sa di
si
s.

riuscir discai'O

un

piccolo

certo

pure quale

testa

ne

fosse

cenno del tesoro della chieGiovanni di Monza, dove custodisce la corona ferrea. Quediverse
croci, in

per primo ornata, e in qual' epoca cessasse di adoperarsi. Tutta volta riuniremo alcune crudizioni su questa
gli

sto tesoro consisteva in quattro co-

tanto celebrata corona, che daimperatori, e


solo pel

vone, in

vasi
i

di

dai

re

si

prese

varie forme, e grandezze, fra


li

qua-

non

evvi un superbo calice d' oro ingemmato, come pure si contano una coppa d'agata orientale, una tazza di zaffiro, una chioccia con sette pulcini d' oro
ec. ec.
si
:

dominio di tanta parte d' Italia, ma ancora per essere pi forti nel combattere colle armi gl'infedeli ed eretici, e nel difendere la santa Chiesa.

Sulla

principal

Prima

di tutto

conviene

notare

porta della chiesa


rilievo a
effigiato

vede un basso
in

sull'origine delia corona ferrea, che

due piani
il s.

uno viene

battesimo di Ges Cristo,


Gio. Battista; nell'altro

fatto
la

da

regina Teodolinda, che olire una


al

allorquando nell'anno Sg^, mori r imperatore Teodosio I, // grande, e se ne celebrarono in Milano le esequie alla presenza del suo figlio
Onorio, il santo vescovo Ambrogio pronunzi l'orazione funebre, facen-

corona
soi'e,

medesimo santo precurlati

assistendo ai
figli,

Gundeberga,
Agilulfo

e Adaloaldo
rito di

ed
il

ma-

Teodolinda. Nella parte inresto del tesoro.


vi

feriore scolpito

do elogio delle geste del defonto. Tra le altre cose narr egli, che s. Elena nelle sue pie peregrinazioni
,

Al presente per

corone, e la pi ricca detta di

sono solo due A-

per

l'itrovare

il

vero

legno

della

Croce su cui venne

croci tis-

COR
so
il

COR
cerc

i85
rose,

Redentore
li

pure

alcuni aurei fregi a guisa di

rinvenne, e di uno di un diadema ornato di ueuime. Il diadema insieme ad alo tro chiodo, fu dall'imperatrice manchiodi e
questi fece

e bottoni in

ciascun

numero di quattro per campo smaltato, e nel mez-

zo trovasi una nicchia con orlo di

oro rialzato, in cui incastrata una

dalo a Costantino suo

figliuolo,
il

il

gemma
tutti

quale col diadema cinse

proprio

elmo, e col chiodo form il freno del suo cavallo, perch gli fosse di
difesa ne' viaggi,

e nelle

battaglie,

ovale. Tali campi quadrati pure smaltati, ed ornati, sono sei, e vengono divisi da altrettanti campi quadrilunghi, i quali sotto un fondo d'oro portano ti-e gemme

ciocche avvenne verso l'anno 326.

disposte in

filo

l'una sotto

l'altra,

Tanto po che
la

il

freno, che

il

Costantino

diadema, doavea trasferito


'

a somiglianza di quelle che stanno


nel

mezzo del campo smaltato,

eoa

sede dell' impero in Bisanzio, la

quale dal suo


Costantinopoli^

nome
ivi

prese quello di

questa sola differenza che l'uno dei delti campi quadrilunghi invece di
tre

restarono liniga-

gemme, non ne ha che una


a due
d'oro.
dei

nel

mente, finch s, Gregorio, che poi fu Papa, e venne chiamato il magno, essendo in quella citt come nunzio

mezzo
bottoni
delle sei

gi

menzionati

od apocrisario
ottenne in dono
berio
il

di

Papa Pelagio

II,

dall'

II

molte

imperatore Tireliquie, compreso

Ciascuna adunque lamine formanti la corona composta di un campo smaltato piti ampio, e di altro pi stretto con fondo tutto d'oro. Tanto frei

diadema
poi
si

col sagro chiodo. Allor-

gi
li,

come

le

nicchie, ossia gli alveo-

ch
tolica

Teodolinda, regina de'lonconverfi alla

gobardi,
,

fede

cat-

sioni,

fice le

la

Gregorio divenuto Pontepi lettere per tenersolida nella conversione, e procus.

sono di eguali forme e dimentoltone ci che riguarda le gemme, alcune delle quali sembra-

scrisse

no
ti

sostituite alle antiche.

Gli smal-

eseguiti

con vago
la

disegno, sono

rare quella

de' suoi

sudditi,

le

di vivacissimi colori.

La corona
ferrea, la
sottile

di

don

alcune

reliquie,

insieme
la

al

oro perci riveste


le,

sacro diadema, che difendeva l'elmo


del gran Costantino.

come

si

disse,

una

qualamina
a
le

Avendo
s.

pia

interna

battuta grossolanamente

regina

in

onore

di

Giovanni
la sud-

martello, distinguendosene persino

Battista, edificato in

Monza
altre

detta basilica, tra

le

cose, le

impronte, anzi non sembra che vi sia poi stata impiegata la lima, meno

don

tal

corona.
del

qualche tratto intorno

agli orli.

Per

La corona adunque
d'Italia viene chiamata
sia

regno

mezzo
si

di

due

chiavelli l'estreme parti

ferrea, os-

riuniscono in circolo. Questo cer-

corona di ferro, da uno stretto circolo, o anello di ferro, che internamente la cinge, essendo nel restante tutta decorata d'oro puro, di gemme, e di smalt. Questa corona formata di sei lamine d'oro riunite per mezzo di cerniere^ o spilloni pur d'oro. Dalla superficie smallata sorgono battuti iu rilievo

chietto

non

forbito

come una lamital

na

di coltello,

ma si

conserva

qua-

le uscisse dalla officina di

un fabbro,

che l'avesse di recente lavorato, n porta g' indizi della ruggine gene-

E da avvertirsi che questo arredo non era una corona,


rata dal tempo.

ma un

diadema, distinzione che


gli

si

trova in tutti

antichi

monuraen-

i86
li.

COR
tasei

COR
anni,
cio,

La sua i-istrettezza tale, che come corona non pub comptentlere un capo umano; ma costrutta in modo, che siccome diadema si pu
o con
fibbia,

finch

nel

t3ig

Ottone Visconti. Il perch, quando Enrico VII di Luxemburgo discese in Italia per farsi
la

riscatt

o con nastri allargapiacere.

coronare
o,

re e restringere a proprio

i-e di Lombardia, fu duopo costruirne una nuova di ferro,

sembra ragionevole, che fatti Elena mandasse a Costantino non una corona, ma un diadema, se doveva adattarsi ai vari elmi, che metlevasi in capo. Finalmente daldelle due parti, le quali l' esame formano questo arredo, risulta che il diadema d'oro non fu in origine
Di
s.

come altri dicono, di acciaro, guarnita di gioie, e quindi con essa


a'

gennaio

i3ii

venne co-

ronato da Gaston della Torre arcivescovo di Milano nel tempio di


s.

Ambrogio,
la

e poi pass in

Roma

a ricevere

corona imperiale. Non and guari, che per le fazioni dei


Guelfi, e Ghibellini,

costrutto per
di ferro,

contenere

il

cerchio

Monza

sosten-

venne unito a questo per ornamento, e che il fregio d'oro lavoro bisantino, bench vi sia
stato chi
lo

ma

ne un tremendo saccheggio per opera dei milanesi: tultavolta, per gran ventura^ il tesoro della basilica
to.

credesse

lavoro

fatto

di

s.

Gio. Battista fu rispettale

eseguire da Teodolinda.

Proseguendo per

guerre,

il

Gravi furono le dispute intorno alla corona ferrea, ed alcuni posero persino in dubbio le testimonianze istoriche, che asseriscono, il cerchio di ferro essere quello formato col santo chiodo, cui s. Elena mand in dono al suo figlio Costantino. Altri dubitarono se sia veramente questo autentico, altri negarono che esistesse a Monza la corona, ed altri affermarono ch'era di paglia. I dubbi e le contese progredirono tanto oltre, che per l'identit del cerchio
di ferro, fu portata causa alla santa Sede, che risolvette in favore del

capitolo della basilica reput indis-

pensabile assicurare la
to terra,

coroea e

il

tesoro, nascondendoli nel

iSaS

sot-

ma

discopertasi

la cosa

nell'anno seguente,

curezza
e
il

si

a maggior sitrasportarono la corona

tesoro in Avignone, allora resi-

stodia a

denza de' Papi, e si diedero in cuGiovanni XXII; ma nel iSi Clemente VI fece restituire

Monza Non

l'una che

l'altro.
siasi

certo

quando
la

inco-

minciato ad usare

corona ferrea
re d' Italia.
la

nelle incoronazioni dei

Alcuni asseriscono, che

stessa reil

santo chiodo, nel

modo da

noi ac-

gina Teodolinda, nel donare

saedi-

cennato superiormente. Tali questioni possono avere avuto origine dalle vicende cui and soggetta la
corona, dappoich essa corse
colo
peri-

gro arredo
ficata,

alia basilica

da

lei
si

ordin che con esso


i

con-

sagrassero
zi

suoi successori, ed an-

eh' essa stessa

ne coronasse AgiPressa
i

due volte Nel 1273, i

di

andare perduta.
signo-

lulfo

suo
si

marito.

critici

della Torre,

non

ammette

l'ingiunzione di
i

ri di Milano, e di Monza avendo estremo bisogno di denaro, impegnarono parte del tesoro di Mon-

Teodolinda, essendo noto, che longobardi non si coronavano,

re

ma
dopo

venivano
la

sollevati

sugli
al

scudi

za,

insieme alla corona, per cui la

loro

assunzione

trono.

La

basilica

ne rest priva per quai-au-

piima

volta,

che

la

corona serv a

con
coionare
i

<:OR
si

187

re cV Italia,

attribui-

sce da alcuni a Carlo Magno, incominciando da lui la triplice coronazione suindicata, cio in Ger-

che egli, come altri dicono, non si credeva sicuro in Milano, ovvero perch Francesco non gliela volle
dare,

come

altri

scrivono.

Certo

mania, in Loml)ardia, e a Roma. Altri dicono, che quel principe si


incoronasse colla corona
perci
di,
essi
s'

che

il

Pontefice

dispensandolo
lo

da

questo rito

antico,

ferrea,

intitolasse re dei longobar-

dopo aver
;

distrutto

il

regno di

tempio di s. Pietro, Longobardica in detto giorno, nel quale gli diede pure la bolla di
questa coronazione,
quella,

coron nel colla corona

altri

vogliono, che l'altro im-

peratore

Ottone 1 la usasse pel primo. Certo che Ottone III ne


fu incoronato,
l in
Italia,

supplendovi a che Federico HI avrebbe


dall'

dovuto ricevere
Milano. Ai
lo

arcivescovo di
il

quando

nel

996

ca-

18

marzo

Pontefice

essendo

poi

coronato

coron poscia imperatore.

V,

imperatore in Roma da Gregorio maggio, giorno di Penteai 3 coste. Quindi seguirono incorona1

zioni d'imperatori, e re,

colla co-

rona ferrea. Noteremo per che essendo morto nel 11 25 l'imperatore Enrico V, senza figli maschi, il Pontefice Onorio II conferm l'elezione di Lotario duca di Sassonia in re de' romani, e scomunic Federico, e Corrado III nipoti del de(|uali colle armi disputavafonto, no la dignit a Lotario II. Scomunic similmente Anselmo, e lo depose dall' arcivescovato di Milano, per avere avuto l'ardire di coronare in Monza colla corona del regno d'Italia il detto Corrado HI. Aggiungeremo, che avendo stabilito Federico 111 di recarsi in Roma a ricevere dalle mani di Papa Nicol V la corona, e le insegne imi

Alessandro VI nel 1496 sped suo legato a lalere a Massimiliano I re de' romani, il Cardinal Bernardino Carvaial, per coronarlo colcorona di ferro. vSospesa poi la
la

cerimonia della coronazione per qualche tempo, fu ripresa da Carlo nell'anno iSay, Da quel-

l'epoca sino alla


si

nostra

mai

piti

Napoleone nel i8o5. A questo effetto, dopo essere stato in Parigi coronato imperatore da Pio VII, si rec a Milano coir imperatrice Giuseppina. Quivi tutto si prepar nella cattedrale per
la funzione premesse grandissime cerimonie pel trasporto
,

us, e la riassunse

della corona dalla basilica di


za,

Mon-

Con solenne

processione and a
eh* era

riceverla

l'arcivescovo

Cardinal Caprara, gato a lalere in

Milano pure leFrancia, e che


di

periali,

giunse nella capitale del criai

stianesimo
di

9 marzo, ed

ai

16

detto

mese Nicol

gli

diede

nella basilica

Vaticana

la

corona

del regno di Lombardia, non avendo voluto Federico III prenderla .secondo il costume in Milano, o in Monza, per non essere costretto

venne destinato a fare la coronazione. Questa ebbe luogo la domenica del d 26 maggio, cinquecento anni circa dacch non facevasi pi in detta cattedrale, con quella
splendida magnificenza
statore,

propria di quel fortunato, e possente conquiil

quale

volle

perpetuare

a confermare Francesco
altri,

Sfoi-za
,

in

questo atto
ro {f^edi).

memorando
Venne

con

isti-

quel ducato, sul quale egli

come

tuire l'ordine della

pretendeva

il

dominio, e per-

Corona d ferosservato, che

i88
anco
ne, siccome

COR
in questa cerimonia, Napoleocolle

COR
stampe:
ec.
,

Della

Corona Fer-

l'arigi,
la

prese

egli

rea

stesso dall'altare

corona

benee

delta

dal

Cardinal

arcivescovo,

che pur diligentemente descrisse il canonico Bellani. L' incoronazione dei re d' Italia
si

colle proprie

mani

se la pose in sul

fece ora a Pavia,

ora a Milano,

capo; di pi pronunzi ad alta voce quel superbo motto, dieci anni

e talvolta a Monza_, a seconda delle

circostanze, e Carlo

V,
ai

oltre gli

dopo smentito dai fatti: Dio me l'ha data, guai a chi la toccier. nocorona ferrea fu ricevusedendo assisi sul trono, o genuflessi avanti 1' altare, come fece l'imperatore Carlo y. Finita la messa solenne, lesse Napoleone ad alta voce questo giuramento: " Giuro di mantenei'e M l'integrit del regno, di rispetto,
la

che

ta dai re d' Italia o

22 febi53o ricevette la corona ferrea in Bologna nella cappella del palazzo apostolico, dalle mani del Pontefice Clemente VII, che due giorni dopo g' impose pure la coaltri

succennati esempi,

braio

rona imperiale nella basilica di s. Petronio, alla quale tenne dietro la nobilissima cavalcata, che desci'i-

vemmo
seg.
la

al

volume
di

X
si

pag.
sar

297

tare la religione dello stato,

l'e-

del Dizionario.
ferro

Probabilmente
traspor-

guaglianza dei
politica e

diritti,

la

libert

corona

civile,

l'irrevocabilit

delle rendite de' beni di

nazionali;

non levare alcuna imposizione, e non istabilire alcuna tassa che


in virt della legge, di governa-

da Monza a Bologna, e forse ci pur si fece quando la coronazione ebbe luogo, oltre in Milano, in Pavia, od altrove. Dal eh. Giortata

dani, Lettera inedita ec. sulla inco-

re colla sola mira dell' interesse,


della felicit, e della

gloria

del

popolo
I,

italiano.
l'

Finalmente
sco
ai

imperatore France-

7 aprile i8i5, decret reir erezione del regno Lombardo


:

Yeneto
j

'>

Resta conservata

l'

anti-

ca corona di ferro

come corona
i

di questo regno, ed
cessori

nostri suc-

ronazione di Carlo V, abbiamo che Cronaca della venuta e dimoila di Clemente VII, e Carlo V in Bologna descrive come la corona ferrea fosse da Monza portata in Bologna, e la cerimonia con cui la licevelte Carlo V, colla giunta di un catalogo degli scrittori, che illustrarono questa corona. Dagli
nella sua
,

dovranno
al

colla medesitna

storici
l'ituali,

apprendiamo
a

la diversit dei

essere incoronati al loro avveni-

co' quali seguirono le

inco-

mento

trono". In

sequela

di

che la corona ferrea nel i838 pos per la prima volta sul capo degli imperatori d' Austria, re del regno Lombardo Veneto, e pel primo ne fu cinta la fronte del regnante Ferdinando I, della quale coronazione,

tempi, e quello seguito per ultimo in Milano per r imperatore Ferdinando I, viene da noi riportato all' articolo, Coronazione dei re {^Fedi). Nella
ronazioni

seconda

de'

basilica di
za, in
tasi

s.

Gio. Battista di

Monche

un basso rihevp, rappresene vuoisi

non meno che


scrissero

sulla

Corona

ferrea

questa funzione,

molli

valorosi

autori,

sia

dei tempi dell' imperatore Otto-

volumi eruditi, ed articoli diffusi, ed il eh. Mezzetti, nel medesimo anno i838, in Milano pubblic

lero,

ne HI. I Monzesi in tal marmo volche si rappresentasse la cericolla co-

monia dell'incoronazione

COR
rona
ferrea

eseguita

nella
l'

detta
altare

bnsilica.

Da un

lato vedesi

COR 189 Papa Pio VII quindi avendo formato un nuovo regno italico, se ne
;

diacono, ed
di
la

con parte del tesoro. Seguono un un suddiacono, e quinl'arciprete della chiesa che

dichiar re, e recossi nel

i8o5, a
tanto

Milano
celebre

per

coronarsi

colla

pone
re
re,
11

corona ferrea sulla


la

testa

al

Corona di ferro^ che racchiude, ed formata da un chiodo,


quale serv alla ci'ocefissione del

che siede sopra


colla

cattedra.
,

il

mano

sinistra

scettro gigliato;
sei

elettori

del

uno quindi si vedono sagro romano imstringe


di
tre
elettori

Salvatore, della
scrisse al citato

forma che
articolo.

si

de-

perpe-

tuare questo avvenimento

ch'ebbe

pero, e pel

primo l'arcivescovo

luogo

ai

26 maggio

del detto

anno

Colonia uno dei


siastici,

eccle-

come gran cancelliere del regno d'Italia. Gli succede l'elettore marchese di Brandemburgo, che presenta ai Monzesi un diploma colla concessione di
vai-i

privilegi.

i8o5, Napoleone volle istituire per g' italiani un Ordine cavalleresco ed equestre, come avea fatto pei fiancesi coli' Ordine della Legione d'onore [f'^edi), ed perci che chiamollo I' Ordine della corona di
ferro.

pretendono poi fregiati della corona di ferro re longobardi Agilulfo, Adaloaldo, Arioaldo, Rotari, Radoaldoj Ariberto, e Luitprando fra i Carlovingi, Carlo Magno, il suo figlio Pipino, e Bernardo figliuolo di questo: nulla per avvi
Si
i ;

Con

esso decor

prodi
dotti,

e
gli

valorosi italiani, che cotanto eransi


distinti

ne' suoi eserciti,

scienziati,

ed

altri

dette degni.

Ma

ne creabbandonato Naeh' egli

poleone dalla fortuna, e deposto dal


trono, dopo la sospirala pacificazione dell'Europa, formandosi dall'im-

di certo.

Furono
ferro
1'
:

poi coronati colla

corona

di

marzo 888,

rio; Rodolfo Pavia nel 92 i

in Milano, ai 7 imperatore Berengare di Borgogna, in

peratore Fx-ancesco

il

regno- Lom-

bardo-Veneto, mediante la riunione di alcune floride pi-ovincie italiane,


in isplendida

Ottone I re di Ger; mania in Milano ai 6 novembre 961 Ottone III in Monza nel 999; Enrico III in Milano il primo ottobre 1046; Enrico IV in Milano ai 19 aprile 1081; Corrado IH in Monza ai 28 giugno 1 28 ; Fede; 1

memoria

di

tal

riu-

nione e formazione di regno, volle sotto pi gloriosi, e solidi auspici


ristabilire,

o rifondare {'Ordine del-

la

Corona di ferro, facendone pul>blicare i relativi statuti il d primo

Monza nel 1 58 Enrico VI in Monza nel gennaio 1186; Carlo IV in Milano ai 6 gennaio i355; Sigismondo in Milano ai 25 novembre i^oi Napoleone ai 26
rico I in
1
; ;

gennaio 1816. Dagli statuti pertanto di questo Ordine illustre risulta, che la dignit di gran maestro della corona di ferro, in perpetuo congiunta
all'

maggio i8o5 in Milano; e Ferdinando I regnante ai 6 settembre i838 in Milano. CORONA FERREA, Ordine equestre. Divenuto Napoleone Bonaparte imperatore de' Francesi, volle
esserne solennemente incoronato

da

impero austriaco, ed in conseguenza riservata agi' imperatori austriaci che tutti membri dell'Ordine sono denominati cavalieri delV Ordine della corona di ferro, la cui collazione riservala al gran maestro. Non permesso ad albino il domandarlo, e 1' Ordine di; i

190
sit

COR
lettera

COR
F,
e

viso in tre classi, secondo le diverde' meriti


;

dall'altro

coli'

anno

cio

di

prima,

di

seconda, e di terza classe. In esso, senza veruna distinzione di condizione^ giustamente


se quelle persone

18 15. La decorazione si porta appesa dalla sinistra parte del petto, pendente da un nastro di seta ondata color di arancio, o
giallo di

vengono ammesche diedero lu-

oro, avente all'estremit dei fdetti


di color turchino carico. I cavalieri

minose prove

di

affetto al sovi-ano,

che resero servigi importanti allo stato, che contribuirono in qualche

di

prima
Ordine,

classe

dell'

portano l'insegna appesa ad un largo

modo

alla

prosperit della
si

monarimpreIl

nastro di seta
te verso
i

come

di sopra, e

che

chia, e che

sono

distinti in peculiar
utili

dalla destra spalla discende pendenil

maniera con grandi, ed


se.
Il

lato sinistr. Oltre a ci

numero

dei cavalieri fu fissato

a cento nel

modo

seguente.

nu-

mero
e di

de' cavalieri della


soli

prima

classe

medesimi venti cavalieri della prima classe portano una stella di quattro raggi, fatta di ricamo in
argento sul lato sinistro dell'abito:
in

venti, a trenta ristretto

nella seconda, e a cinquanta


terza,

nella

mezzo

alla detta stella la co:

delia

non compresi per i famiglia imperiale. La


si

principi
festivit

solenne dell'Ordine
aprile,

celebra nella
al

rona di ferro, coli' epigrafe Avita et ancia 3 intorno al cerchio eh' di smalto color turchino cupo. Nelle
solennit dell' Oi-dine
lieri
i

domenica che succede


eh'

giorno
il

giacch questo fu

7 giorno,

detti

cava-

ebbe la sua fondazione lombardo-veneto nell'anno


nel deci-eto
cesco
^'

regno i8i5, del quale fatto da Franil


:

portano la sopra descritta i