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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINAll
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI
ARCIVESCOVILI E
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,


AI CONCILII,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, KOIf
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROiM ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XLVII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLVII.
^
^s.^ ^
, 3

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

M
MOS MOS
M.[OSCA AoAprro, Cardinale. A- caricato di recare la berretta car-
gapito Mosca ebbe la sua origine dinalizia ai cardinaliBadoari e Cri-
da nobili genitori in Pesaro. IS'el stiano di Sassonia, nella quale oc-
1692 fu collocalo nel collegio Tolo- casione non solo volle vedere le città
mei di Siena, ove potè comodamente più importanti della Germania, ma
applicare all' acquisto delle scienze. scorse eziandio gran parte della Po-
In quel tempo ottenne il posto di lonia. Giunto a Vienna trattò al-

correttore delle contraddette in Ro- cuni gravi aflfari in nome pontifì-


ma, cui era annessa la prelatura cio. ISel 1707 ritornato in Roma
dalla quale per benignità pontificia fu fatto canonico valicano, nel 1 7 1

fu allora dispensato, ^e\ 1697 in Ticelegato di Romagna colla pre-


Urbino fu onorato colle insegne di sidenza delle acque delle tre lega-
dottore in arabe le leggi , e reca- zioni, dove essendosi egregiamente
tosi in Roma bene istruito, diedesi diportato fino al 17 17, fu fatto go-
col più vivo impegno allo studio, vernatore di Loreto e di Jesi. Be-
frequentando le più rinomate acca- nedetto XIII nel 1726 lo avanzò a
demie sotto la disciplina di mon- presidente della camera^ e poco do-
signor Albani suo cugino, poi Cle- po a chierico della medesima. Cle-
mente XI. Questi nei 1702 lo as- mente XII in premio di sue fati-
segnò per compagno all'arcivescovo che, e per gratitudine a Clemente
d'Aviguone Lorenzo Fieschi, che XI da cui avea ricevuto la porpo-
col carattere di .nunzio straordina- ra, il primo ottobre 1732 lo creò
rio siportava aUa corte di Parigi. cardinale diacono di s. Giorgio ia
Restituitosi nell'anno seguente in Velabro, colle congregazioni di pro-
Eoma, nel 1706 fu dal Papa in- paganda , del buon governo, della
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consulta ed altre. Nel 1784 inoltre dente, come una delle più grandi
lo dichiarò legato di Ferrara , le- città d' Europa. Un miscuglio im-
gazione che lodevolmente governò menso di costruzioni appartenenti
sei anni , in tempi assai diflicili e ad ogni genere di architettura del
scabrosi, tanto per la carestia che medio evo e moderna, e nel centro
pel passaggio delle truppe. Ivi ac- una piramide di cupole dorate, una
colse splendidamente nel lySS Ma- quantità di campanili sormontati
ria Amalia figlia del duca di Sas- da croci e da torri in forma di
sonia e re di Polonia, la quale con- minareti e di gotico stile, richiama-
ducevasi a Napoli per isposarsi col no alla memoria ad un tempo i

re Carlo di Borbone. Dopo essere monumenti dell'Asia e quelli del-


intervenuto al conclave di Bene- l' Europa ; il campanile d' Ivan
detto XIV, questi gli prorogò ad Velikoi attiguo alla chiesa catte-
altro triennio la legazione, ma egli drale di Taumaturgo, po-
s. Nicola
desideroso di menare vita quieta e sto nel centro del Kremlino, domi-
privata , ricusò con pari modestia na tutta la città. Mosca è natural-
e costanza l'esibitogli favore. Dili- mente divisa in quattro parti; ." i

gentissimo nell'eseguire i propri do- Il Gorod, città, nel centro, compo-


veri, dolce e affabile con qualsivo- sto del Kremlino e del Ivi lai' gorod,
glia condizione di persone , inter- città cinese j il Kremlino comunica
venne pure al conclave di Clemen- col restante della città per cinque
te XIII, e mori in Roma nel 1760 porle : il Kitaigorod fondato nel
in età di ottantadue anni, e fu se- i534 dalla madre del czar Ivan
polto nella chiesa de* cappuccini pres- IV, è cinto muro con sei
da un
so r aliare maggiore , sotto lapide porte, che termina da un lato al
magnificamente adorna, con onore- Kremlino, e dall' altro alla Mo-
vole elogio. skva ; è in questa parte della città
MOSCA, MOSKVA. Città ve- che si trova il bazar, diviso in gal-
scovile della Prussia Europèa, capo- lerie coperte. 2." 11 Beloi- gorod ,

luogo di governo e di distretto, se- città bianca, intorno alla parte pre-
de di un metropolita sulla Mo- cedente ; portava anticamente il no-

skva che la divide in due parti ine- me di Tzar-gorod, ed era cinto da un


guali, un quinto soltanto essendo muro di pietra biancastra, da cui
sulla riva destra o meridionale. E pare che abbia preso il suo nuovo
situata verso il centro della Russia nome, e a cui furono sostituiti dei
Europea, a i35 leghe da Pietro- baluardi ; delle nove porte da cui
burgo, e 385 da Costantinopoli: lon- era interrotto, più non rimane che
gitudine 35°, 12, 45 '
; latitudine la porta Rossa. 3." Zemlenoi-gorod,
55°, 45', 45' . Ha forma di un
la e prese il suo nome da un bastio-
trapezzo , di circa nove leghe e ne che lo cingeva. 4-° La zona com-
mezza di perimetro, situata su ter- presa Zemlenoi gorod ed ii
fra il

reno sparso di colline, e questa in- bastione in terra che Ibrnia il li-
eguaglianza fa godere entro Mo- mite dellii città, la quale si divide
sca stessa di molti bellissimi punti amministrativamente in venti cir-
di vista. Lo spettacolo ^che offre da condari che vengono distribuiti in
lunge (juesta pittoresca e antica re- novanta parti. Il clima di Mosca è
kidcuza de Czar [P^etU), i sorprcu- mollo sano per la libera circolu-
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zlone deiraria, a cagione delle stra- del Kremlino sono il palazzo del :

de larghe e della poca altezza del- czar o del Belvedere, costrutto nel
le case, benché sorprenda la gi*aQ- 14B7 sotto il regno d'Ivan 111;
dìosità de'costosi edifizi, essendo i il palazzo imperiale più vasto e
materiali rari ne'dintorrii.Le più imponente del precedente, costrutto
grandi sono quelle di Lu-
piazze sotto il regno di Elisabetta, e che
bianka e del mercato degli uccel- fu innalzato d'uu piano nel 1817;
li. 11 Kremlino, o fortezza o citta- il palazzo detto Angoloso, così chia-
della che in origine componeva mato perchè r ornamento ne è a
tutta Mosca, é un poligono regolare faccette; non consiste che in una
cinto da un muro elevato e mer- sola sala a volta, riccamente tap-
lato, fiancheggiato da una torre ad pezzata, intorno a cui stanno so-
ogni suo angolo; può essere consi- spesi vari scudi i-appresentanli le
derato come un monumento istori- armi de' diversi governi della Rus-
co, e rinchiude il tesoro imperiale, sia : sovrano riceve le au-
quivi il

specie di museo nazionale conser- torità dopo la sua incoronazione ;


vato nel nuovo arsenale, e dove il palazzo dello dei minuti piaceri,
stanno riuniti tutti gli oggetti pre- eretto sotto il czar Alessio Miche-
ziosi tanto pel loro valore che per loAvilz, che vi faceva dare concerti
le memorie isteriche che vi si ap- e rappresentazioni. Il senato è un
plicano ; tali sono fra gli altri la grande edifizio costruito sotto il

corona inviata dall'imperatore gre- regno di Caterina I, avente nel


co Alessio Comneno, e che servi centro una cupola di grande di-
nel I i6 all'incoronazione del gran
I mensione sormontata da un cubo.
principe Vladimiro II Monomaco ; L'arsenale incomincialo nel 1702,
altre corone destinate a contestare molto sofferse nell' esplosione del
la conquista de' regni di Casan, di i8i2 ; in faccia sono posti in linea
Astracan, di Siberia, di Giorgia e per terra cannoni che i francesi
i

di Polonia ; la corona di Caterina ed i loro alleati furono forzati di


I ornata di 2536 diamanti, di un abbandonare all'epoca della loro ri-

enorme rubino, e di altre pietre tirata. Il palazzo del patriarca, anti-


preziose ; molli scettri e troni, uno camente chiamalo palazzo della Cro-
de' quali d'argento massiccio; una ce, fondato nel 166 5 dal patriarca
gran quantità di vasi d' oro e di Jfikon, contiene un banco del cosi
argento, che testificano il lusso spie- detto santo sinodo, stabilito nel 1721;
gato dagli antichi czar. Il Kremli- il tesoro degli antichi metropoliti
no contiene piu-e la sala delle ar- e dei patriarchi, in cui si osserva-
mature, ove si trova una completa no ornamenti sacerdotali di u-
gli

collezione delle armi di tutti i po- na grande ricchezza, ed una bi-


poli dell' Europa e dell'Asia ; lo blioteca interamente composta di
scudo imperiale che si portava alla manoscritti greci e slavi, alcuni dei
coronazione degl'imperatori, e ch'e- quali sono di remotissima antichità.
sisteva nei II25; la spada e lo Nel KitaV-gorod, in faccia alla
stendardo imperiali; la barella su porla di Spaskoi, evvi Lobnoè-
il

cui Carlo XI 1 re di Svezia si fe- Mesto, che si crede la tribuna da


ce portare sul campo di battaglia i cui czar arringavano il popolo ;

di Pollava. Gli altri monutoeuti si rimarca non lunge da qneslo


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luogo la tomba di Mateveev, l'ami- volte vi erano seppelliti i czar. La
co il più fedele del czar Alessio. cattedrale Blagovecht-chenskoi,
di
La tono di Sukharev, situata all'u- dell'Annunziata, fondata nel 1397
scita del Zemlenoi-gorod, è d'una dal granduca Basilio II, fu rifab-
architettura pesante e triste, ma bricata sotto di lui nel 1409, e com-
produce un efletto imponente per pita nel i5o7 dall'architetto Alevi-
la sua situazione sopra una delle so: essa sta sul luogo il più ele-
parti più alte della città ; fu fon- vato del Rremlin, ed è sormonta-
data nel 1692 per ordine dei czar la da nove cupole dorate: le pitture
Ivan V e Pietro II onde perpetua- a fresco, eseguite nel i5o8, sono
re lamemoria della fedeltà del co- del massimo interesse, per la luce
mandante Sukharev, al tempo della che possono dare sull'istoria dell'ar-
rivolta degli strelizzi, eccitata dalla te pittorica a Bisanzio. In queste
czarina Sofia. Le chiese di Mosca chiese, le più antiche della Russia,
sono di mista architettura ; il va- il campanile è d'ordinario divisa
30 è dello stile bizantino, le cupo- dal vaso principale, e qualche vol-
le sono simili a quelle di oriente, ta talmente isolalo che quasi non
e gli ornamenti vedonsi di un ge- sembra farne parte; quello d'ivaa
nere modificato secondo il gusto Veiikoì" è pure isolato dalla cattedra-
del secolo al quale appartengono le dell'Assunta; è questo un monu-
gli architetti tedeschi o italiani mento che perpetua la memoria di
che costrussero questi edifìzi ; pa- uq' orribile carestia, che si fece
recchie sono soi'montate da croci sentire in Russia al principio del
piantate sopra mezze lune il ri- : secolo XVII : esso è ottagono, e
gore del clima non permette loro dell'altezza di circa 260 piedi; in
una grande dimensione, e per lo vicinanza la più grossa cam-
si vede
stessomotivo molte hanno due pia- pana che giammai stata fusa,
sia
ni, uno de' quali può essere anche quale col Cancellieri descrivemmo
riscaldato. La cattedrale d'Ouspeu- nel voi. VII, p. io3 del Diziona-
skoi, dell'Ascensione, fu costrutta rio j qltri la chiamano Ivan il gran-
dal 1475 al i479 ^^ Alberto A- de, e la dicono colata nel i654,
ristotile da Bologna ; questo edifi- indi rotta nel 1701 in un grande
zio offre più rassomiglianza alle co- incendio, poi rifusa nel 1735, ed
struzioni de' sassoni e de' norman- il suo peso portato a circa quat-:
ni, che a quelle degl' italiani : è trocentomila libbre.
uno de'più belli di Mosca, di mol- I conventi di Mosca devono quasi
ta eleganza e leggerezza ; vi si tutti la loro erezione alla pietà dei
conserva l'immagine della Vergine czar ; essi sono assai ricchi e con-
di Vladimiro, che dicesi dipinta da tengono ciascuno molte chiese ;
s. Luca ; la cassa che la rinchiude spesso alcuni ospizi e cimiteri ne
vale più di un milione ; le tombe dipendono; quello di Novo-Spasko'i
de' patriarchi sono poste intorno a è particolarmente osservabile per la

questa chiesa, nella quale come estensione e ricchezza de' suoi edi-
principale di Mosca si consacrano, fìzi. Vi sono moltissimi stabilimen-
si coronano, si congiungono in ma- ti di pubblica istruzione e di be-
trimonio gì' imperatori. La catte- neficenza ; il primo è l'iAoiversità

drale dedicata a s. Michele, altre imperiale, beli' edifìzio che coutieuc


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inolli musei per le scienze fisiche grande è il paferzo del senato. Le
e naturali^ ed una bella biblioteca prigioni sono due, la temporaria e
di più 33jOOO volumi ; fu fon-
di la gran prigione con ospedale. La so-
data nel 1755 dall' imperatrice cietà biblica fu stabilita nel 181 3; il

Elisabetta possiede una stamperia


;
collegio degli affari stranieri ha gli
e la proprietà della gazzetta di Mo- archivi i più. antichi dell'impero,
sca, e molte dotte società ne di- che sono d'un grande interesse sto-
pendono. Vi sono ginnasi, accade- rico, i-cui documenti salgono sino
mie, istituti, scuole, case di educa- al XIII secolo. Vi è un concistoro
zione e degli esposti, ospizi in gran o concilio ecclesiastico composto di
numero, stabilimenti militari, ospe- archimandriti de' conventi della cit-

dali, caserme, tulli degni dell'anti- tà, e la censura delle opere relati-
ca capitale e residenza de' czar : ve alla religione. La gran sala per
distinguesi il museo anatomica com- l'esercizio della truppa, ch'è la più
posto di circa 5o,ooo figurazioni. vasta che esista, avendo 5oo piedi
il teatro è un edifizio imponente; inglesi di lunghezza, 168 di lar-
vi sono case di riunione per diver- ghezza, e circa 5o di elevazione,
se nazioni, parecchie passeggiate senza che alcun pilastro ne sosten-
pubbliche secondo le stagioni, ma- ga la immensa volta. Questa città
gnifici giardini . Nel XIV secolo fu quasi interamente rifabbricata
Mosca era una città assai commer- dopo memorabile incendio del
il

ciante,che serviva di emporio per 181 3 venne perciò non solamen-


;

l'Europa e per l'Asia, e dai tempi te abbellita, ma anche ingrandita


più remoti i mercanti formavano d'assai, restaurandosi pure il Krein-
una classe privilegiata. 11 commer- lin, e viene considerata come la se-
cio fu florido ne'secoli XV e XVI, conda capitale dell'impero.
e Mosca serviva principalmente di Mosca, secondo alcuni, trae il suo
fondaco commercio della Po-
pel nome da Moskva, riviera sulla quale
lonia. Possiede numerose fabbriche, essa è situata ; questo ultimo no-
e la banca imperiale stabilita nel me è sarmala, e significa sinuoso:
1819 offre grandi vantaggi. Kell'e- quanto all' origine del nome della
stale la popolazione ascende a cir- città meglio ne parleremo verso il

ca 230,000 abitanti, quali si |au- fine. La fondazione di questa città sa-


mentano nell' inverno di quasi le al II 4? circa; il suo territorio
i5o,ooo. L'amministrazione di Mo- apparteneva allora ad un certo Rut-
sca è diretta dalgovernatore gene- chko, tissiatchko'i o comandante di
rale e militare, ch'è presidente delle mille uomini ; la sua arroganza
società scientifiche, e de' comitali e verso il gran principe louri-Vladi-
consigli del suo governo. 11 servizio mirovitch Dolgoruki lo fece met-
della polizia veglia attentamente, tere a morte, e louri ordinò di
quello degl' incendi è mirabile, do- circondare d' una palizzata illuogo
Diìnando ciascun circondario un'al- ov'è presentemente il Rremliu, e
ta torre. Mosca è pur sede d' una di farne un borgo,quale si da- al
reggenza o consiglio d'amministrazio- rebbe il nome della riviera sulla
ne del governo, di diversi tribunali, quale si trovava. !Non fu nei pri-
e del (»." 7.° e 8." dipartimento del mi tempi che una piazza d' armi
senato, con corte suprema di appello; u riunioni militari, ove i princìpi
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ed waivodi radunavano le trup-
i gli ordini di Olgerd ; Dmitri si

pe dei principati di Vladimir, Nov- rinchiuse nel Kremlino, e resistette


gorod, Tchernigov e Riazan ; la agi' inimici, che 1' avvicinamento
sua posizione centrale dovette fin dell' ad allontanarsi.
inverno forzò
d'allora farne un mercato, ove gli Riportò poco dopo una gran vitto-
abitanti di molti principali vicini ria sui mogoli, e dopo aver vedu-
venivano a vendere e cambiare i to Mosca ancora una volta distrut-
loro prodotti. Mosca non cominciò ta da una nuova invasione di bar-
a prendere un' importanza come bari, che avvenne durante la sua
città, se non quando fu governata lontananza, mori nel 1889, aven-
da principi assai forti onde estin- do rassodalo la sua corona e re-
guere le guerre intestine che il si- sala ereditaria. Dmitri si chiama
stema degli appannaggi suscitava anco Demetrio III.
nella Russia. Mosca divise per lun- Dal 1462 al i52 5 sotto Ivan
go tempo il destino del principato III, Mosca prese un grande accre-
di Vladimiro da cui dipendeva, e scimento, e divenne la eguale di
quando il crudele Batu-Kan sac- Novgorod, per la sua bellezza ed
cheggiò la Russia nel 1288, essa importanza della sua posizione. Una
fu pur saccheggiata ed abbruciata, armata di tauri, tartari, nogaesi e
come le altre città cadute iu pote- cosacchi del Dnieper venne verso
re di questo barbaro. Se non che il i5i5 a stringere Mosca, la qua-
Terso il 1248, la storia nomina le non dovette la sua salvezza, che
un principe di Mosca, ed è Miche- ai ricchi presenti ch'essa diede per
le soprannominato il Bravo, fratel- la sua liberazione. Nel iSiS gli
lo di Alessandro Newsky. Nel I2q3 ambasciatori di Carlo V e del Pa-
Mosca fu di nuovo saccheggiata, ed pa Clemente VII inviali a Mosca,
i suoi abitanti tradotti in ischiavi- fecero concludere una tregua fra la
tU dalle truppe del Kan Nagai. Russia e la Lituania. Nel i547 un
Dal i3oo al 1828 molli principi violento incendio accadde a Mosca,
si disputarono il possesso di Mosca; essendo saltala in aria un'alta tor-
a questa ultima epoca Giovanni re, che serviva di magazzino a pol-
Danilovitcb ne fece la sua attuale vere. Otto giorni dopo, un secon-
residenza, la cinse di mura di quer- do incendio distrusse tutte le stra-
ele, eresse molte chiese, e ricostruì de al di là del laouza; infine pas-
il Rremlin ; da tal epoca fu sem- sati due mesi, il fuoco prese all'Ar-
pre considerata come la capitale del bale, dall'altra parte della Neglin-
gran principato. Sotto il regno di na, ed incendiò ilRremlin, il Ri-
Dmitri soprannomato Donsl 01, Mo- tai-gorod ed il gran sobborgo ; il
sca fu nel i366 spopolata per la palazzo del czar, il tesoro, gli ar-
peste ; qualche tempo dopo ini in- chivi divennero preda delle fiamme,
cendio distrusse tutti i quartieri ; e perirono in tale incontro 1700
allora Dmitri sostituì alle mura di persone, senza conlare i flniciulli :

legno quelle di pietra, che forma- lo czar fece toslo riparare il Rrem-
rono una fortificazione sufficiente ad lin.Iviin IV stabilì a Mosca la sua
arrestare le invasioni dei mogoli. prima stamperia in lingua slava, e
Mosca fu a questa epoca circonda- vi formò una niilizia regolare sollo

ta da un'armata di lituani sotto il nome di strelizzi. Sollo il regno


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di Poris Godounow fu costrutto il molti punti dell' impero. Mosca,
muro in pietra che forma un lei'zo quasi interamente distrutta nel i8i2
circuito della città. Una orribile per r incendio accesovi dai suoi
carestia devastò la Russia nei 1602; propri abitanti, al tempo della ce-
sicontarono nelle strade di Mosca lebre campagna che condusse i

sino a 127,000 cadaveri, fatto che fiancesi sotto il comando di Na-


può dare un'idea della popolazione poleone nelle sue mui'a , seguita
della capitale a quell'epoca. 1 po- da disastri sì orribili, e narrati a
lacchi s'impadronirono di Mosca Francia, Mosca di cui più non ri-
dopo morte di Boris nel i6o5;
la maneva che il Kremlino ed il cir-
Rosma Minine, borghese di Nijnii- condario della Miasnitzkaìs, è più
Novgorod, ed il principe Pajarsky bella e florida oggidì che pel pas-
riunirono un'armata, batterono i sato. Cinque anni bastarono per
polacchi in molti scontri, e prin- ricostruirlainteramente ed anche
cipalmente sotto le mura di Mo- per aumentarla.
sca, la cui guarnigione estenuata da Alcuni autori derivano la razza
18 mesi di fame fu obbligata a ca- e il nome di moscoviti da Mosocii
pitolare. Michele Feodorovitch rese figlio di Japet, che coi suoi tre
a Mosca il suo antico splendore e fratelli Magog, Tubai, Corner e i

la ingrandì maggiormente ; suo fi- loro figli popolò i regni del setten-
glio Alessio Mfkhailovitcb, che gli trione. Si riguardano questi primi
successe nel i645, fece costruire il discendenti da Noè come i patriarchi
solo ponte in pietra che possiede ;
de' cappadoci, de'tartari, degli sci-
vi stabilì la zecca, otc il primo ti, de' sarraati ed altri. Sembra al-
rublo d'argento fu conialo nel i654. meno assai probabile che i moschi,
Suo figlio Fedor li, montato sul de' qualiparlano Strabone e Pom-
tiono nel 1676, fondò a Mosca una ponio Mela, e che abitavano i pae-
scuola per gli ecclesiastici, ed ab- si tra la Colchide e l'Armenia,
bellì la città dibegli edifizi. Nel presso monti appellati Moschici
i

1703 Pietro il Grande fece eriiie- scendessero da Mosoch. Gli sciti, a


re a Mosca la prima stamperia ia quanto ne dicono alcuni dotti scrit-
lingua russa; nel 7 19 divise l'impe-
i tori, abbandonarono le costiere del
ro in governi, e Mosca che dal 1703, Ponto Bussino e del mar Caspio ;
epoca della fondazione di PietrO' indi tirando verso tramontana, pe-
burgo {^P^edi)y aveva cessato di esse- netrarono neir Asia e nell' Europa.
re la principale residenza dei so- 1 cinuneri venuti da Gomer, ab-
vrani e corte imperiale, divenne il bandonarono anch'essi il loro pri-
capoluogo del governo del suo no- mo soggiorno, e vennero a stabilir-
me. Questa città, per ia sua cen- si verso il Dosforo e le paludi
trale posizione, sarà sempre ia vera Meolidi. moschi dietro l'esempio
I

e naturale capitale della Russia di questi popoli, passarono in Eu-


[Pedi); essa è abitata da una ric- ropa, e si arrestarono sulle fron-
ca e numerosa nobiltà; signori che i tiere degli sciti e de'sarmati. mo- I

passano una porzione dell'anno alla scoviti traggono il loro nome dalla
cunipagna, preferiscono il suo sog- città di Mosca, ma il nome di que-
giorno a quello di Pietroburgo, a ca- sta città non viene già dal fiume
(jiouc della lontananza di questa da Moskva o Moscow anticamente
i9 MOS MOS
phiamato Smorodina , ma sibbene zio. Sotto il suo patriarcato un'ai»-
ida un monastero appellato flioskoiy mata di russi assediò Costantinopo-
che vuol dire soggiorno di tioinini, li regnando Michele HI costretti ;

come scrive il Bayer in Orig. Rus- a levar l' assedio, ottennero di me-
sicae. Il nome di moscoviti non fu nar seco nella loro ritirata de'pre-
dato alla tribù de'russi che lo por- ti greci che li ammaestrarono nella

ta, se non se alia fine del XIII se- religione cristiana. Il Baronio ri-
colo, per ia seguente occasione. Do- porta questa missione all' 853, ed
poché Gedimidio granduca di Li- il Pagi air 86 r. Altri pongono la
tuania ebbe vinto nel iSig Da- conversione de'russi sotto l' impera-
niello duca russo di Kiow, l'arci- tore Basilio il Macedone, e sotto il

vescovo Pietro trasferì la sua sede patriarca s. Ignazio, dopo 1'


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a Mosca ; a lui tenne dietro subi- circa. Meglio dell'origine della con-
to dopo Giovanni figlio di Daniel- versione de' russi se ne tratta a
lo, e vi slabiTi la sede di sua po- Kiovu (con notizie ecclesiastiche di
tenza, che prima era a Wladimiria: Mosca), stata capitale del regno,
allora i russi presero il nome di e cosi delleprime chiese fondate
moscoviti, che sempre hanno portato in Riovia ed altrove come vi è :

in appresso, e l'arcivescovo continuò detto che il metropolita Massimo


a prendere il titolo di metropolita- nel 1299 trasferì la sede da Kio-
no di tutt^ la Russia. Da questo via a Wladimiria, e il metropolita
viene che il nome di moscoviti non Pietro del i3o8 la traslocò a Mo-
si trova che in Calcondila e negli sca, che divenne arcivescovato ono-
altri scrittori greci che fiorirono rario, e nel iSSg, come diremo,
verso quel tempo. Sappiamo da fu eretta in patriarcato, colle se-

Calcondila e da altri storici, che i guenti sedi sufTraganee, secondo


russi de' quali si tratta, furono tri- Commanville Novogorod, Rostow,
:

butari del re tartaro di Agora in Casan, Mosca,


Sarsko'f residente a
Asia dal ii25 al i5o6 ; ma aven- Vologda, Resan, Susdal, Tuver,
done scosso il giogo, essi soggioga- Tobolsc, Astracan, Plescou, Archan-
rono i russi di Novogorod e di gel, Smolensco, Colom, Viatka, e

parecchi altri dell' Europa,


paesi poi anche il metropolita scismatico
stendendo il loro dominio fin quasi di Riovia.
all' estremità dell' Asia nella gran I metropoliti di Mosca erano no-

Tarlarla. 11 nome di Czar [Vedi) minati dai gran principi e dal cle-
è schiavone, e significa re : il pri- ro, ma istallati e consecrati dal
mo che lo prese fu il duca Ivan patriarca di Costantinopoli. Da ar-
111 al cominciare del secolo XVI, civescovi di Mosca divenuti metro-
dopo la conquista del regno di politi di tutta la Russia e di tutte
Casan. Il primo sovrano della Rus- le contrade e vescovati settentrio-
sia che si conosce, è Rurico del nali, cioè de' russi scismatici, per
0OO. 1 moscoviti furono dapprima autorità di Geremia patriarca di
cattolici, e molti anni dopo la loro Costantinopoli, fu riconosciuto il

conversione accadde nel io53 lo patriarca di Mosca come tale da


scisma dei greci per Michele Ceru- tutti i patriarchi orientali. Dipoi
lario, non avendo avuto le stesse Mosca, come
può vedere in si

ppusegueuze quello anteriore di Fo- RioviAj a questa venne riunita, ed


5

MOS xMOS i3

Iti narrammo come fu maltrattato Moscovia avesse abbraccialo lo sci-


il legato ed arcivescovo di Kiovia sma. Rammenteremo i principali^
cardinal Isidoro, nel pubblicar l'u- cioè: i ss. Romano e Davidde pa-
nione conchiusa nel concilio di Fi- troni di Moscovia martiri; s. Ele-
renze. Divisa nuovamente Mosca na o Olga regina, onorata agli i 1
da Kiovia nel i447 ^^ eletto me- luglio; s. Vladimiro figlio di Swa-
tropolitano Giona. Nel iSSp por- toslao duca de' russi, che ricevette
tatosi in Mosca il patriarca di Co- il battesimo nel 990, onorato a' 1

stantinopoli Geremia, dichiarò il luglio; s. Antonio tìato in Russia,


metropolitano Giobbe patriarca di fondatore vicino a Kiovia del rino-
tutta la Russia indipendente da mato monastero delle Cripte, resi-

Costantinopoli , ma ciò produsse, denza dell'archimandrita de'monaci


pel malcontento, l'unione sotto Pa- russi, onorato a' 10 luglio; s. Ata-

pa Clemente Vili. Il patriarca oc- nasio monaco delle Cripte, onora-


cupava il secondo posto nell'impe- to a' 2 dicembre ; s. Sergio fonda-
ro, ed i erano assai
suoi poteri tore del ricco e numeroso mona-
estesi; non neppure far
si poteva stero della ss. Trinità, sei miglia
la guerra senza il suo consiglio o lunge da ove è in gian
Mosca,
la sua benedizione. Durante i i i venerazione suo corpo, onoralo
il

anni, dal i^Sg al 1700, vi furono a'aS settembre. Questi santi e mol-
undici patriarchi . L' imperatore ti altri, che viveano prima dello
Pietro il Grande avendo abolito scisma, sono nominati nel calenda-
questa dignità, ch'era stata vacan- rio moscovita, insieme co'piìi cele-
te diecinove anni, nel 17 19 elesse bri santi della chiesa di oriente e
un arcivescovo di Mosca, la quale di occidente ; ma i moscoviti met-
dichiarò esarcato^ e poscia eresse tono con essi alcuni scismatici, iu
nel 1721 il sedicente santo sino- un a quel Fozio arcivescovo di Kio-
do, dipendente da quello di Pietro- via, il quale non ebbe altro meri-
burgo, per quanto concerne il culto to che di mantenere ostinatamente
ed i regolamenti ecclesiastici, sotto lo scisma. Notabile è poi la rive-

la presidenza del metropolita di renza dei moscoviti per le sacre


Mosca: di questo santo sinodo ne immagini. Nel \\'Ò0) fu tenuto un
parlammo anco nel voi. XXXII, concilio in Moscovia o conciliabolo,
p. i55 e seg. del Dizionario. Ven- in cui fu imprigionato il suddetto
ne da quel principe stabilito, per cai'dinal Isidoro arcivescovo di Kio-
governare la chiesa di Moscovia e via e legalo di Eugenio IV, come
per ricevere le appellazioni, com- narra il Rinaldi a tale anno.
ponendolo di undici vescovi e di Secondo le recenti notizie ec-
molli altri ecclesiastici ; poiché era clesiastiche Mosca, riportiamo
di
stato determinato all'abolizione del- i seguenti cenni. Era prefettura
la dignità patriarcale, dall' avere apostolica delle missioni della con-
per esperienza conosciuto che pa- i gregaziot>e di propaganda fide, e
triarchi aveano esercitato la princi- comprendeva oltre l'impero i re-
pale influenza sullo stato. I mosco- gni di Casan ed Astracan. I catto-
viti onorano diversi santi del loro lici di Mosca ascendevano a più
paese, i quali fiorirono e furono decine di migliaia. Due chiese cat-
posti nel calendario prima che la toliche, una della nazione tedesca
i4 MOS MOS
dedicata ai ss. Pietro e Paolo al- tropolila scismatico ha in Mosca
quanto angusta, ed un oratorio aper- selle cattedrali, ventidue conventi,
to dai francesi ivi domiciliati. Vi trentasei ospizi , e quasi trecento
.si parlano le lingue russa, tedesca, chiese: molte chiese e molti con-
francese, tartara, armena, persiana venti erano ricchi. Vi hanno pub-
ed altre. Luoghi della missione: Sa- bliche chiese i luterani, i calvini-
ratov, Casan, Astracan, Chizioe, Ni- sti, gli scismatici armeni, gli angli-
schma neH'Ukrania; il paese dei cani, ed una moschea.
kalmucchi e la Tarlarla da remo- MOSCO, Cardinale. Mosco dia-
lo tempo sono privi di cattolici. cono cardinale della regione secon-
Nella Siberia furono mandati i cat- da, viveva nel pontificato di s. Zac-
tolici fatti prigionieri nella campa- caria del 74i, ed è sepolto nella
gna di Mosca, e molti polacchi se- chiesa di s. Cecilia dalla parte sini-
colari ed ecclesiastici per le vicen- stra dell' ingresso con epitaffio ri-
,

de politiche. Quanto al clero, era- portato dal Laderchi ne' suoi Atti
vi un preposto avente il titolo di di s. Cecilia, t. I, p. 192.
canonico di Mohilow [Vedi). I mis- MOSCOVIA. r. RussueMoscA.
sionari cappuccini solevano essere MOSCHEA, Mesqueta. Tempio
otto, riparliti in tre stazioni. Dal dei turchi. Numerosi sono gli edi-
lyoS fino 1715 vi furono i
al fizi destinati al culto divino ne' paesi
gesuiti. Pietro il Grande nel chia- ove domina il Maomettismo. Fra
mare in Mosca i cappuccini, ne questa moltitudine ve ne sono al-
volle escluso ogni altro ordine rego- cuni che sifanno distinguere tanto
lare: vi possedevano il convento con per eleganza che per solidità. In
orlo. Aveva il prefetto della mis- generale i maomettani, meschini nel-
sione la facoltà di conferire la cre- le altre loro , sono ma-
fabbriche
sima concessagli da Benedetto XIV.
, gnifici negli che innalzano in
edifìzi

Pare che il primo cattolico, tranne onore di Dio e che destinano pel
i nunzi e gli ambasciatori , che di lui servigio. Ne' primi secoli del-
mettesse piede in Mosca dopo lo sci- l'islamismo templi mussulmani por-
i

sma, fosse un mercante italiano ac- tavano denominazione generale


la

compagnato da un gesuita nel 1642. di Messdjid o Mesjed, che in ara-


A richiesta di Pietro il Grande si por- bo idioma significa edifizio consa-
tarono in Mosca molli generali stra- cralo alla preghiera: da queste pa-
nieri per istruire nell'arie della guer- role derivarono poi quelle di mes-
ra l'esercito mosco vi lieo. Tra questi ku ed anche di meschit, dalle quali
vi si condusse il conte di Gordon noi abbiamo fallo Moschea. 1 più
ch'era seguilo da tre gesuiti: do- cospicui di questi templi , i quali
mandò il conte all' imperatore un servono principalmente ne' giorni di
luogo per cimiterio de' cattolici, e congregazione, cioè ne' venerd'i,chia-
per fabbricare una chiesa. Condi- maronsi poi Djeami y messdjid o
scese il sovrano, e chiamò dodici semplicemente Djeami ^ che pro-
cappuccini per assistere la nascente priamente significa luogo di unio-
cattolica comunità, e ne fu fallo at- ne, luogo di congregazione, cioè la
to di donazione nel 1 7o5. I mis- moschea principale d' una città , e
sionari vivevano dell'elemosine of- ciò che fra noi chiamasi la chiesa
ferte dalla pietà dei fedeli. 11 me- cattedrale. CoU'audar del tempo cb-
, ,

MOS MOS i5
bcro uno speciale titolo le moschee cipali caratterizzano i templi mao-
di fondazione particolare , special- mettani, i."W Milliir ab, nicchia pra-
mente di principi e monarchi, con ticata nel muro sul fondo dell'edi-
particolari prerogative, di grande fizio, che indica la posizione geo-
estensione e con aite volle. La mag- grafica della Mecca. i° Il Mahhfil
gior parte sono adorne nell'interno Muezzin, ch'è la tribuna di coloro
di ricche colonne di granito di , che annunciano la preghiera al po-
marmi fini, di porfido e di verde polo, situata a sinistra del Mihhrab.
antico. Il pavimento è sempre co- 3.° Il Kursy o cattedra dei predi-
perto di ricchi tappeti o almeno di catori chiamati scheykh ; è elevata
fine stuoie, poiché vi si entra scalzi di due in tre gradini a destra del
ossia senza pianelle, le quali si la- Mihhrab. Nelle moschee principali
sciano ne' vestiboli o gallerie adia- vi è una seconda cattedra chiamala
centi in tutti i templi. Le decora- Mcksowrah o Minnhcr , destinata
zioni si riducono a piccole lampa- pel ministro al Khatib, il quale vi
de d'argento qua e là sparse e so- fa r ufficio solenne dei venerdì e
spese, e fra queste alcuni lustri o nelle due feste del beyram; tal cat-
candelabri d'argento o di cristallo tedra alta tra' quindici a' venticin-
lavorati con arte, dai cuirami pen- que gradini, è sempre collocata ad
dono diversi piattelli con uova di una certa distanza del IMihhrab, e
struzzo, noci di cocco, ed altri mi- sempre a sinistra. Le moschee prin-
nuti ornamenti, tulli guerniti di cipesche, cui intervengono talora i

preziosi metalli e smaltati de' piìi "Sovrani,sono decorale da una tri-


bei colori. Le pareli, alcune delle buna con gelosie dorale, a destra
quali sono intarsiale di finomar- del Mihhrab. Ne'lempli maometta-
mo, non hanno altro ornamento ni non vi sono né banchi, né sedie:
che alcuni versetti dell' Alcorano grandi e piccoli, ricchi e poveri, tulli
[Vedi), scrini in caratteri d'oro so- siedono sul tappeto o sopra le stuoie.
pra alcune tabelle di legno; iscri- La legge non ammette nelle assem-
zioni ove leggesi il nome di Dio blee di religione che uomini, o tut-
quello del profeta Maometto e dei to al piùdonne di avanzala età
quattro primi cali/li, come pure mentre per le giovani sono desti-
de' figli d'Ali nipoti di Maometto. nate tribune spaziose coperte di ge-
Non vi si vede alcuna immagine, losie : in queste tribune le donne
veruna figura e qualsiasi rappre- formano l'ultima fila della congre-
sentazione né in pittura, né in iscol- gazione. Sonovi cappelle chiamate
tura ; la legge su di ciò è rigoro- Messdjid. L'islamismo non prescri-
sissima. Nulla avvi poi di più sem- ve alcuna cerimonia per la consa-
plice, quanto l'ufficio pubblico tra crazione de' suoi templi : il primo
i mussulmani, sia riguardo alle ce- namaz o preghiere domenicali, che
rimonie, che agli ornamenti dei vi si fa in corpo d'assemblea, basta
ministri della religione: questinon per dedicarli al culto dell'Eterno,
hanno alcun abito sacerdotale; non e ciò si fa ordinariamente in gior-
ostante nulla avvi di più grande e no di venerdì, hi molti paesi si
più augusto, che questo cullo pra- accorda di salvare anche nelle i rei,
ticato nel silenzio e col più profon- cappelle , ed eziandio nei turbe o
do raccoglimento. Tre oggsiii prin- tumuli o sepolcri ove giacciono l«
i6 MOS MOS
ceneri qualche persona cospicua
di gè del suocero, verso la montagn.i
in virtù e santità. Alcuni imam , di Horeb, Signore gli apparve in
il

che presiedono alle cose ecclesiasti- un roveto ardeva senza con-


che
che, non permettono ai non mao- sumarsi, e gli ordinò di andare a
netlani l'entrata nelle moschee per liberare figli à'Israele [Vedi) dal-
i

tiu)ore di contamiuamento. Davanti l'Egitto, dandogli una verga colla


la porta principale vi è quasi sem- quale doveva operare miracoli.
egli

pre un vestibolo ed anche una piaz- Unitosi Mosè ad Aronne partì per
za o cortile con alberi posti nel l'Egitto, ove palesarono a Faraone
centro; ed all'intorno sono gallerie che il Dio degli ebrei gli ordinava
o porticati con pozzi o fontane, ove di lasciare andare il suo popolo per
gli uomini fanno le loro abluzioni tre giorni nel deserto, affinchè gli
prima di cominciar le preghiere, A offrisseun sacrifizio. Quel principe
fianco trovansi memorati sepolcri,
i indurito non glielo permise se non
biblioteche, alberghi pei viaggiatori, che dopo aver sofferto dieci piaghe
ospizi pei poveri, ospedali pegli am- o castighi, l'ultimo dei quali fu la
malati e pazzi, le scuole pubbliche morte di tutti i primogeniti degli
collegi, ed altre pie fondazioni. egiziani. Gli ebrei uscirono dall'E-
Delle principali moschee facciamo gitto e passarono il mare Rosso a
menzione ai loro luoghi , come di piedi asciutti, in virtù della verga
quelle convertite in chiese e vice- di Mosè, qiiando invece gli egizia-
versa . ni che gì' inseguivano vi rimasero
MOSE. Legislatore degli ebrei, sommersi. Allora Mosè innalzò al
nacque in Egitto l'anno del mondo Signore un cantico di rendimento
9.433, Gesù Cristo 1567,
prima di di grazie, e avanzossi verso il mon-
da Amram Jocabed della tribù
e te Sinai, dove gli ebrei dimorare*
di Levi. Ebbe Aronne a fratello e no un anno. Salito Mosè sulla ci-
Maria a sorella, nati prima di lui. ma monte, Dio gli consegnò il
del
1 genitori lo tennero dopo la na- Decalogo [P'edi), non che alcune
scita nascosto tre mesi , onde sot- leggi giudiciali che il popolo pro-
trarlo alla morte decretata dal ré mise osservare, al pari di tutti gli

d'Egitto a tutti i fanciulli maschi articoli dell'alleanza che Iddio volle


nati dagli ebrei, quindi in una na- stringere con lui in questa occasio-
vicella giunco lo diedero in ba-
di ne. Mosè salito di nuovo sul mon-
lia delle acque del Nilo. Trovatolo te con Giosuè suo servitore, rice-
dalla figlia di Faraone lo consegnò vette le tavole della legge che con-
a Jocabed perchè lo nutrisse, dopo tenevano il decalogo scritto dalle
avergli imposto il nome di Mosè ^
mani del Signore. In questo frat-
salvato dalle acque. La figlia di tempo il popolo adorò un vitello
Faraone l'adottò per figlio e lo fe- d'oro, e provocò con tal colpa la
ce istruire in tutte quelle scienze sdegno di Dio, che lo avrebbe an-
che fiorivano nell'Egilto. Per l'uc- nientato se Mosè gettandosi a^ suoi
cisione d'un egiziano che oltraggia- piedi non lo avesse placato. Dopo
va un ebreo, fuggì nel paese di Ma- aver dimorato quaranta giorni e
dian, dove sposò Sefora, una delle quaranta notti sul monte senza ci-

figlie di Jelhro sacerdote madiaui- barsi, il santo legislatore discese, e


la. Un giorno che pascolava il grcg- vedendo il vitello d'oro Io rovesciò
,

MOS MOS 17
a terra, e spezzò le tavole tli cui dell'arrivo della sposa, cbe Aronne
era portatore. Fatto poscia ridurre e Maria sparlarono di Mosè. Il Si-

in polvere il vitello d'oro, lo sparse gnore prese la sua difesa, come an-
nell'acqua clie die a bere agli ebrei, che nella sedizione di Core, Dalan
indi in punizione ne ftirono uccisi ed Abiron , che furono inghiottiti
venlilremila per suo ordine dai figli dalla terra. Arrivato il popolo a
di Levi. Mosè fece manifesto al popo- Cadesbarne, Mosè inviò dodici uo-
lo l'enormità del suo fallo , e safi mini scelti per esplorare la terra di
di nuovo sul monte Sinai, ove Dio Canaan, ed in conseguenza di quan-
gli mostrò la sua gloria e gli conse- to essi narrarono intorno alla forza
gnò di nuovo il suo decalogo e , delie città e dei giganti che aveano
dopo quaranta giorni e quaranta veduto, il popolo aramutinossi. Dio
notti Mosè montagna,
discese dalla lo avrebbe esterminato senza le pre-
seco recando le due tavole del Te- ghiere di Mosè, il quale però non
stamento, non sapendo che la sua potè impedire che tutti mormo- i

fijccia era tutta splendente dopo che ratori quali avevano oltrepassato
i

si era trattenuto a parlare col Si- i venti anni non fossero condannati
gnore. Si pose un velo sulla faccia, a morire nel deserlo. Il popolo a-
artìnchè gli altri potessero parlare vendo di nuovo mormorato a Ca-
con lui più liberamente, e fece fa- des , perchè gli mancava l'acqua,
re il tabernacolo, secondo che gli Mosè ed Aronne per comando di
era stato ordinato dal Signore. Pub- Dio la fecero scaturire da una rupe,
blicò in seguilo le leggi che sono ma avendo essi palesato qualche dif-
contenute ne' sette primi capitoli del fidenza e titubanza , il Signore con-
Levitico, consacrò Aronne e i suoi dannolli a morire nel deserto, sen-
figli, il Tabernacolo, al ser-
dedicò za avere la consolazione di entrare
vizio del quale furono stabiliti i_ le- nella terra promessa. ^e\ primo
viti, destinando il Signore Aronne giorno dell'undecimo mese del qua-
suo fratello in gran sacerdote, pri- rantesimo anno dopo la sortita dal-
mo pontefice dei giudei, profeta di rE"itto, Mosè trovandosi nelle cam-
Mosè, suo interprete e suo oraco- pagne di Moab, e sapendo che non
lo; prescrisse 1' ordine da tener- passerebbe il Giordano, perchè non
si dalle tribù negli accampamen- era molto lontana la sua ultima
ti, ed emanò molle ordinanze con- ora, tenne al popolo un lungo di-
cernenti la purità con cui dovevansi scorso, che è come la ricapitolazio-
trattare le cose sante , le immon- ne di tutto ciò che avea operato
dezze da evitarsi, e il modo di av- e di quanto era accaduto dopo la
vicinarsi al tabernacolo. sortita dall'Egitto. Egli rinnovò coi
Sul finire dell'anno che il popolo seniori d'Israele l'alleanza che avea
ebreo passò alle falde del monte stretto col Signore; consegnò ai sa-
Sinai, Mosè fu visitato dal suocero cerdoti ed ai seniori una copia del-
Jetluo che gli condusse la moglie la legge, ordinando loro di farne la
sua Sefora, unitamente ai suoi fi- lettura solenne nell'assemblea gene-
gli Gerson ed Eliezer, e gli consi- rale della nazione ogni sette anni ;

gliò di nominare de' giudici subal- compose un bellissimo cantico, cbe


terni per definire le cause di mi- è come una profezia di ciò che do-
nore importanza. Fu all'occasione vea succedere agi' israeliti ; diede a
voi. XLVII.
,

i8 MOS MOS
ciascuna Uibù una benedizione par- Abbiamo Francesco Cancellieri:
di
ticolare, e salito sul monte Neho Lettera sopra la sfatua di Mosc
al principio del dodicesimo mese, del Buonarroti con la biblioteca
il Signore gli mostrò la terra pro- mosaìca sia catalogo degli scrit-
messa, e gli disse Ecco il paese : tori intorno a (jnesto profeta, le-
che ho promesso ai vostri padri;
io gislatore e condollierc del popolo
tu lo vedrai, ma non vi entrerai. ebreo, Firenze iHxS, A p. 47 •"'-

E nello slesso tempo, dopo avergli porta gli autori che scrissero sopra
dato Giosuè a successore mori , il culto de' santi del vecchio Testa-
Mese secondo V ordine del Signo- mento; ed a p. 4"^ <^ seg. il cata-
re, in età di cento venti anni, nella logo di 121 scrittori che hanno
terra di Moab; fu seppellito in una Irallato delle diverse paiticolaritù
valle della medesima, dirim-
terra spettanti a Mosè, il quale da di-
petto a Phogor, ed è rimasto ignoto versi popoli fu adorato come un
a tutti il suo sepolcro. Abbiamo Dio, sotto il nome di Giove Ani-
dalla sacra Scrittura che non si , mone. Fedi Ebbei, Giudea, Geru-
levò mai più in Israele un profeta salemme.
simile a Mosè , col quale trattasse MOSÉ e MASSIMO (ss.), mar-
il Signore faccia a faccia ; né simile tiri. Preti delia chiesa romana sot-
a lui in que' prodigi e miracoli, i to il Fabiano, fu-
pontificato di s.

quali per missione datagli dal Si- rono presi per la fede con parec-
gnore, fece in Egitto; uè simile chi altri cristiani, e rimasero lun-
nella possanza e nelle opere mira- gamente in prigione. Rimessi in li-
colose, quale le fece Mosè in ficcia bertà, alcuni di essi, fra cui anclte
a lutto Israele. Gli ebrei Io pian- Massimo, si lasciarono sedurre dai
sero nella pianura di Moab per tren- discorsi ed artifizi di Novato, prin-
ta giorni continui , e resero poscia cipale autore dello scisma formato
un cullo religioso olla sua memo- dai novaziani contro s. Coi'neiio
ria il 2 3 del mese di tisri ed il
7 Papa. Mosè, che rimase fermo, fu
del mese di adar. I cristiani adem- arrestato di nuovo, e soffrì il mar-
piono a questo dovere il 4 *-^^ ^^^' tirio verso l'anno 25 1. Egli è men-
tembre. Mosè venne sempre consi- zionato nel marliiologio romano ai
derato come un precursore del Mes- 2 5 di novembre. I confessori ca»
sia,una figura perfettissima di Gesù dati nello scisma aprirono poscia
Cristo, un intercessore del popolo gli occhi, e riconobbero il loro fal-

presso Dio ed il suo particolare fa- lo. Credesi aver Massimo riportata
vorito; egli è altresì il più aulico la corona del martirio , ed esser
autore di cui ci resttno opere au- quello di cui parla il martirologio
tentiche. Egli lasciò il Pentateuco, romano a' 19 di novembre.
cioè i primi cinque libri dell'antico MOSINA. S^i\e vescovile della
Testamento. Quanto al sommo sa- Frigia Pacaziana, sotto Gerapoli, e-
cerdote Aronne, morì di cenloveu- sarcato d'Asia, bietta nel V secolo.
titre anni sul monte Ilor, e fu se- Ebbe per vescovi, Gcnnadio che
polto ivi in una caverna: i greci fu al concilio di Calcedonia ; Gio-
onorano Aronne, Mosè e i profeti vanni in quello di Trullo; Teofilat-
IvT prima domenica di quaresima , to al VII concilio generale; Euti-
e i latini il primo giorno di luglip. niio air Vili; Cosluuliuo a quello

M^
,

MOS MOS 19
ili Fozio. Oriens chrìst. tom. I
,
il loro nome da Mossul, non vi so-

p. 824. no fabbricate, ma
quivi vengono in-
MOSINOPOLI. Sede vescovile vece tintestampate , ed è col
e
della provincia di Rodopc, sotto la mezzo di questa città che le prime
metropoli di Traianopoli, eretta nel mussoline vennero dall'Indie in Eu-
IX secolo. Ne fu vescovo Paolo, ropa. Mossul è uno dei grandi mer-
che Irovossi al concilio tenuto in cati dell'orieule, è pure l'emporio
{àvorc di Fozio. Oiiens christ. l. I, delle noci di galla, gomma a dra-
p. 1 2o5. gante e cera del Kurdistan , e del
MOSTENI o MOSTENE. Se- cotone de' vicini paesi. Conta 60,000
de vescovile della provincia di Li- itbitanti, un quinto quasi cristiani,

dia, sotto la metropoli di Sardi , il resto kurdi, arabi e maometta-


nella diocesi d' Asia , eretta nel V ni. L'aria vi è sana, e i dintorni
secolo, chiamata ancora Hirtaco-
e hanno campagne fertili. Presso il

mia. Ne furono vescovi Giuliano , Tigri vi sono sorgenti minerali, ed


che trovossi al concilio di Costan- al sud della città una sorgente ter-
tinopoli, in cui Eutiche venne di- male, chiamata il bagno d'Aly. Se-
chiarato eretico, quindi assistette al condo molti autori, Mossul occupa
brigandaggio d'Efeso; ed Eulimio una parie del luogo di Ninive: non
che sottoscrisse l'ultimo concilio ge- vi si trovano altri avanzi di questa
nerale. Oriens christ. t. I, p. 885. città che un ammasso di rovine
MOSUL, MOSSUL, Lahhana, che la tradizione dice esser quelle
Durbela, Maitsilium. Città patriar- del mausoleo che Semiramide fece
cale di Caldea , sede arcivescovile innalzare alla memoria di Nino suo
della Turchia nell' Asia, capoluogo marito. Mossul molto solfri nelle
di pascialatico e di sangiacato, nel- guerre intestine, e fu saccheggiata
l'antica Mesopotamia, sopra una col- da Saladino, dai mogoli e da Ta-
lina sulla riva occidentale del fiu- mcrlano. Nadir-shah l'assediò inva-
me Tigri, a 80 leghe da Bagdad, no nel i74i> ed i cristiani si se-
residenza d' un pascià. Il Tigri si gnalarono nella sua difesa ; da quel-
attraversa sopra un ponte di bat- l'epoca essi godono molla stima tra
telli e sopra un ponte in pietra di i tuixhi, e sono meglio trattati che
sedici archi; e sopra un'isola del in alcun'allia città dell' impero. Gli
fiume avvi un castello fortificato. È scrittori persiani ne atlribuiscono la
circuita di mura mei'late, ma una fondazione al re Tahmuralh ; la sa-

gran parte non è abitata. Vi sono cra Scrittura la chiama MozeI ; si

venti moschee assai belle, massime pretende che nelle vicine colline
quella che contiene il sepolcro di siavi il sepolcro del profeta Giona.
AbulKasscn ritenuto per gran san- Giusta la più antica tradizione fu
to. Sonovi pure diverse chiese , e s. Taddeo o Adeo discepolo di Ge-
quelle de' nesloriani e giacobili so- sù Cristo, che predicò in Mosul la
no belle ; dieci caravanserai gran- fede. Era la quarta metropoli della
dissimi, scuola pubblica, molti ba- diocesi di Caldea, e per qualche tem-
zar, Ijagni e caffè assai eleganti. Si po fu unita alla sede di Arbela,
fabbricano buonissimi niarrocchini, metropoli d'Adial>ene: è sede ordi-
tele e tessuti di cotone che si stam- naria del patriarca giacobita , cat-
pano ; le mussoline, che prendono tolico di Elkoeb, che secondo Com-
,

20 MOS MOT
manvillc risiede nel monastero d'EI- in Mosul i siri vi hanno un arci-
cong, quattro leghe circa distante, vescovato, con quattro chiese e con-
ed evvi ancora un arcivescovo di fraternita del ss. Sagramento, co-
tal comunione. Il primo vescovo di mune ai greci e soriani: n'era da
Mosul fu Jesuial) I , allievo della ultimo arcivescovo monsignor Gre-
scuola di Nisibi, che ottenne la di- gorio Hisa convertito dall'eresia: gli
gnità di cattolico de* caldei nel 65 1, scismatici usurparono la casa epi-
essendo slato prima vescovo di Ni- scopale ed il cimiterio. I latini vi
nive e metropolitano di Mosul. Do- hanno una prefettura apostolica
po la sua morte, le chiese di Mo- con antica missione diretta dai do-
sul e di Arbela furono riunite e menicani secondo le ultime notizie
:

governate da Giorgio I, il quale n'era superiore il p. Antonio Merciai,


diventò altresì cattolico de' caldei : con due correligiosi ed un prete se-
quanto agli altri vescovi di Mosul colare.
fino a Basilio, perseguitato dai gia- MOTHE Gailardo, Cardinale.
cobiti pel suo attaccamento alla fe- Gailardo de Molhe, nato in Bour-
la
de cattolica, e morto nel 1720, de» nella Guascogna, nipote di Cle-
Teggasi V Oriens christ. t. II, p. i56o. mente V, questi dal vescovato di
All'articolo Caldea abbiamo detto Baga» lo trasferì a quello di To-
come per la sommissione alla san- losa, e poi all'altro di llieux nella
ta Sede ed a Giulio IH , del cat- Linguadoca, che però non accettò.
tolico Simone, che fermò la sua se- Fu pure arcidiacono di Oxford^
de in Dìarbekir, il patriarcato dei protonotario apostolico, e da Gio-
caldei che aveva sede in Babilonia^ vanni XXII a' 16 o 17 dicembre
e poi nelle vicinanze di Mosul, re- i3i6 fu creato cardinal diacono di
stò diviso in due parli, uno di cal- s. Lucia in Selci. Avendo Opiz-
dei cattolici sotto il patriarca di zone d'Esle vicario di Ferrara oc-
Diarbekir ,
1' altro dì caldei eretici cupato il castello di Argenta, sog-
sotto l'antico patriarca nestoriano getto alla giurisdizione dell' arcive-
residente ne' contorni di Mosul. Ivi scovo di Ravenna, l'arcivescovo
dicemmo ancora che Pio VI rico- Nicolò ne avanzò ricorso a Clemen-
nobbe Mar-Giovanni d'Hormez sol- te VI, acciò gli fosse restituito. Il

tanto arcivescovo di Mosul poi ,


Papa rimise al cardinale e ad al-
preconizzato patriarca di Babilonia tril'accomodamento dell' affare col-
nel i83o, essendo abrogato stato le opportune facoltà. Si trovò pre-
il patriarcato di Diarbekir, onde i sente ai conclavi di Benedetto XI f,
patriarchi cattolici cominciarono a Clemente VI e Innocenzo VI, a cui
fissare la loro sede in Mosul, ed al come primo tra cardinali diaconi i

d'Hormez fu conferita l'amministra- impose la pontificia tiara nella cat-


zione della sede arcivescovile di Mo- tedrale d'Avignone. Nel 1 345 cad-
sul. I 1826 a-
cattolici caldei nel de in gran sospetto a Filippo VI
scendevano a 120,000, enormemen- re di Francia, come se sparlato a-
te diminuiti per le guerre civili, vesse di lui né il sospetto era sen-
;

per le oppressioni e pel cholera : za fondamento, mentre un suo ni-


altri cattolici caldei sono dispersi in pote favoriva con calore il partito
Aleppo, in Damasco, in Gerusalem- inglese nell' Aquitania contro i

me, in Egitto, nelle Indie. Inoltre francesi. Clemente VI però prese


MOT MOT 21
le difese del cai'dioale, e lo giusli- to cardimdium concilio, nulloque
ficò presso il re con sua letlera, Ìietenle, promulgare se significent.
nella quale altamente lo encomiò [laec invidiosa gallis semper fuit,
per modestia, onestà, incorrotti co- quam uli libertatibus gallicanis con-
rtumi, maturità e prudenza Nel . trariam et adversam constanter
1 348 fu deputato insieme con due rejeccre Bulla Eugenii IV PP.
.

altri cardinali, per esaminare le ac< an. 1437 apud Fontaninum, An-
cuse de'delitti che s'imputavano alla tiquit. Hortae p. 466. Moiu pro-

regina Giovanna I. JMori in Avi- prio , non ad alìciijus super Jioc


jjnone nel 356 o
SSy, e trasferito
i 1 nobis ohlatae prtilionis instantiam,
il cadavere a Bazas, ebbe sepoltu- sed de nostra mera liberali tate, etc".
ra nella chiesa di s. Giovanni pres- Le lettere apostoliche furono cou
so il mausoleo eh' egli con gran particolari nomi distinte ne' regesti
spesa avea eretto a Clemente V. di Clemente V in poi, e quelle che
In un antico libro poi della chiesa rìsguardano leggi, costituzioni ed
di Narbona si legge in vece che altre materie ex motti proprio Pa-
il cardinale fu sepolto in quella pae, come scrisse il cardinal Petra
città nella chiesa di s. Giusto. in Coninient. constit. apost., si chia-
MOTO -PROPRIO o MOTU- marono curiali, perchè spedite per
PROPRIO, Motus Proprius. Riso- viani curiae j si appellarono comu-
luzione spontanea e di espressa vo- ni le bolle riguardanti provviste di
lontà sovrana, ordinamento, dispo- chiese, collazioni di benefizi, di-
sizione, regolamento, cedola, legge, spense matrimoniali, ed altri simili
statuto e concessione pontificia e- argomenti; indi Innocenzo VI ap-
raanala di piena autorità, scritta in pellò varie bolle camerali, e Gre-
italianood in latino, secondo ciò gorio XI altre denominò indulti e
che riguarda; cioè in italiano se il privilegi. Veggasi il cardinal De
moto-proprio riguarda una legge Luca, in Tlieatro verilatis et jusli-
o una disposizione ec; ed in lati- tiae, verbo Motus Proprius, che in
no se è Domina di benefizi eccle- italiano chiama Moto proprio.
siastici o altro : sempre è poi mu- moto-propri di leggi e concessio-
I

nito di autografa firma del Papa ni pontificie incominciano col nome


in idioma latino, come Gregorius del Papa concedente e ordinante, e
PP. XP'I. Il moto-proprio diver- la qualifica 3Iotu-pr»prio o MolO'
sifica dalle bolle e brevi apostolici, proprio; indi viene dichiaralo il

come Chìrografoy nel


il modo det- motivo o motivi che inducono il
to a queir articolo, ove si disse o- Pontefice ad emanarli, e lo scopo
riginati nella curia romana i moto- de' medesimi. Talvolta vi è la clau-
propri ed i chirografi, probabil- sola : >» udito per nostro consiglio
mente dopo il iSyy. ^e\ Glossario il parere de' venerabili (ovvero di
di Du Gange, ecco come si defini- alcuni) cardinali della S. R. C. di
sce. « Molo proprio. Hac formu- nostro moto -proprio, certa scienza,
la prinium usi sunt romani Pon- e con la pienezza delia suprema
tifices in statutis, quorum longe nostra podestà,ordiniamo e decre-
minor auctoritas et usus quam bul- tiamo quanto segue ". Quindi se-
larum ; exinde sensim in bullis in- gue la legge o la disposizione
serta quoque est, ut eas, incousuU o il regolamento aoiministralivo
22 MOT MOT
o giudiziario , e taUolta termi- corchè tali costituzioni apostoliche,
na chiamare e nominare ìi mi-
col ed altre ordinazioni fossero rive-
nistro »» da noi special- stite di clausole derogatorie, essen-
mente incaricato di vegliare in o- do precisa nostra intenzione e vo-
gni futuro tempo all' esatta esecu- lontà, che sempre ed iu tutto il
zione e adempimento di questa no- nostro stato debbano inviolabilmen-
stra sovrana volontà ". Ghiudesi il te ed in ogni tempo osservarsi le
moto- proprio con questa formola, disposizioni da noi presentemente
" Volendo e decretando che il pre- stabilite e prescritte, abolendo e di-
sente moto-proprio e tutto ciò che chiarando nulle, irrite e di ninna
in esso è stabilito, ordinato e pre- efficacia tutte che non si
le altre,
scritto debba sempre in tutte le conformino alle medesime; che mai
sue parti inviolabilmente osservarsi; per qualunque titolo^ ancorché di
che non possa a tutte e singole diritto quesito o di pregiudizio del
cose contenute nel medesimo mai terzo, possa impugnarsi, rivocarsi,
dirsi,né opporsi eccezione di orre- moderarsi o ridursi ad viain juris,
zione o surrezione, ne di alcun al- neppure per aperiùoneni oris". La
tro vizio e difetto della nostra vo- data poi e la sottoscrizione si fa
lontà, e che sia valido e fermo, ed per esempio così, m Dato dal nostro
abbia il suo pieno effetto ed ese- palazzo apostolico Vaticano li ven-
ciizione colla semplice nostra sotto- ticinque maggio mille ottocento qua-
scrizione, quantunque non sieno sta- rantasei. Gregorius PP. XVI.
te chiamale e sentile qualsiansi Il giorno, mese Papa
ed anno,
il

persone privilegiate e privilegiatis- lo scrive di suo pugno in italiano,


sime, che avessero o pretendessero mentre il suo nome lo fa in latino
avervi interesse, e che per com- come si disse.
prenderle vi fosse bisogno d" indi- Celebri sono i moto-propri di
vidualmente ed espressamente no- Pio VII, del 1816 sull'organiz-
minarle, non ostante la bolla di zazione dell'amministrazione pub-
Pio IV, De registrandis, la regola blica, 18 17
e dell'anno sul nuo-
della nostra cancelleria De jure vo codice di procedura civile, am-
quaestio non tallendo, e non ostan- bedue esibiti negli alti d' un segre-
te ancora tutte e qualsi vogliano co tario della camera apostolica. Pti-
stituzioni apostoliche nostre e dei nomato è pure il moto proprio del
nostri prcdecessQi'i, ordinazioni, bre- 1827 di Leone XII, sull'ammini-
vi, decreti, chirografi, bandi, editti, strazione pubblica,eguahnente esi-
leggi, statuti, riforme, stili e con- bito negli atti un segretario di
d'
suetudini, e qualunque altra cosa camera. Pio VII! modificò il moto-
che facesse o potesse fare in con- proprio di Leone XII sul regime
trario, alle quali cose tutte e sin- ipotecario, e Gregorio XVI pubbli-
gole, avendone qui il tenore per cò nuovamente quello di Pio VI
espresso e riferito di parola in pa- sugli enfiteuti e sugli illegittimi
rola, in quanto possano opporsi al- possessori delle terre Pontine. Gre-
la piena e totale esecuzione di ciò gorio XVI emanò diversi moto-
che si contiene nel presente moto- propri, fra' quali : nel i832 sui
proprio, ampiamente ed in ogni privilegi de' conclavisti e dapiferi,
più valida maniera deroghiamo; au- e sulla sistemazione ccouomica dei
,

MOT MOT i3
palazzi aposlolici ; nel i834 sul pidoglio esistenti presso lo scrittore
irgolainenlo legislativo e giudiziario del senato romano, non possa mai
per gli affavi civili; nel i838 re- darsi, nò opporsi, ec. » Il regnan-
lativo ol museo Capitolino aflldato te Pio IX, oltre queUi pei concla-
alla custodia del niasistralo roraa- visti e dapiferi, a' 12 giugno 184?
no; nel 1840 pel regolamento e ha emanato il moto proprio, Come e
amministrazione delle poste ponti- Nostro principale desiderio, sulla

ficie. Questi esempi servino di cen- istituzione del consiglio de' mini-
no sulla diversità de' moto- propri. stri, che si legge nel n. 48 del Dia-
OsservOj che la formola del raoto- rio di Roma. Altri rinomati suoi
pi'oprio Gregoriano legislativo e moto-propri sono quelli del primo
giudiziario è alquanto più ampia ottobre sulla organizzazione del con-
della surriferita modula, dicendosi siglioe senato di Roma; e de' i4
" non potere impugnarsi, rivocarsi, detto sulla consulta di stato. L'uso
moderarsi o ridursi ad viam fiiris, dei moto-propri è in vigore ancora
neppure per aperìlioncm orisj che presso alcuni sovrani secolari, come
così e non altrimenti debba in per- del granduca di Toscana e del duca
petuo giudicarsi, definirsi ed inter- di Lucca ec. ; ed il re di Prussia Fe-
pretarsi da qualunque siasi giudice, derico Guglielmo IV regnante creò
tribunale, congregazione, ancorché la dieta degli stati " di nostro mo-
di reverendissimi cardinali, rota, ca- to-proprio ed in virtù della no-
mera e qualunque altra autorità, stra piena reale possanza '.
.... ordinando in fine che questo I moto- propri o concessioni di
medesimo moto - proprio, allorché propria volontà il Pontefice gli e-

il nostro avvocato generale del ti- mana ancora per organo della Da-
sco ne avrà esibilo per pubblico taria /apostolica, per concessione
islromento l'originale da noi sot- di benefizi ed altro. A tale arti-
toscritto una delle cancellerie
in colo parlammo delle grazie conces-
della nostra camera apostolica, e ne se dal Papa per moto proprio, del-
sdiranno ailìssi gli esemplari ne' luo- la segnaliua delle suppliche di gra-
ghi soliti e consueti con la indica- zia, con firmarle colla formola Fiat
zione de' (itoli, sezioni e capitoli motti -proprio, nelle grazie concesse
ond' è composta ciascuna parte del senza essere state richieste, aggiun-
predetto regolamento, si ritenga tavi la lettera iniziale del nome
come legalmente promulgato, tale che avea avanti il pontificato; e
essendo la nostra volontà ". La che le suppliche delle nomine alle
Cormola poi del moto-proprio sul pensioni riservate molti-proprio, si

ìuuseo Capitolino è semplicissima, registrano nell' uffizio dell'officiale


scio dicendosi : » Ordiniamo la pie- de missis. A* 5 maggio 1847 >l i"6-
na ed osservanza di quanto
esatta gnau'e Pio IX con moto- proprio
si prescrive da noi nella presente ritenne a sé l' illustre abbazia md-
cedola di nostro moto- proprio, jìer litis di Subiaco, dichiarandosi or-
essere così mente e volontà nostra dinario delia medesima. I canoni-
precisa ed espressa. Volendo e decre- sti trattano di questa clausola o
tando che al presente nostro moto- rescritto, dimoto proprio e ceita
proprio, quale vogliamo che debba scienza.Veggasi il Riganti, CV/i-
regi^tiarsi ue'libii pubblici del Cam- menlaria in regitlas cancellariae a-
-

a4 MOT MOT
poslolicae, veibo Grada mola pro- Amurio o Ancauro del 1099, il
prio j ed il Rebuffe, nel suo trat- quale fu anche vescovo di Castel-
tato sul concordato tra Leone X laneta. Valcauso del 11 10 chiaro
e Francesco I, De forma mandati per religione e pia munificenza,
apostolici, verbo Motuproprio. Nel- per i donativi fatti a detto mona-
la nomina degli uditori di rota il stero.Riccardo del i i65. Giovanni
Papa emana il moto- proprio in la- fìor\ sotto Innocenzo HI, indi di
tino senza alcuna data, nel mezzo Matera. Ugo destinato da Martino
del quale fra la prima e la secon- IV Jiel 1282. Nicola fu Iraslato
da parte scrive di tutto suo pu- ad da Bonifacio Vili. Ra-
Alatri
gno: Fiat mota proprio, e poi in niero morì nel i356; gli successe
margine della seconda parte Fiat, : Teodoro. Antonio morto nel i4'9-
e ad ambedue le sottoscrizioni vi Indi Pietro fatto amministratore
aggiunge l' iniziale lettera del di d'Acerenza, e nel i44'^ trasferito a
lui nome battesimale, per quelle Gallipoli , mentre il vescovo di
ragioni dette al citato articolo Da- quella sede fr, Antonio de Noetero
taria. de'minori passò a Motula. Leonar-
MOTTA SILVA. Gìovanjti, Car- do fiori nel 1478. Fr. Angelo de
dinale, y. Silva de Motta Gio- Barbiani nobile, de'minori osser-
V \ NNi , Cardinale. vanti. Roberto Piscicelli napoletano
MOTULA o MOTOLA, Maleo- arcivescovo di Brindisi, ammini-
la. Città vescovile del regno delle stratore nel 1488. Girolamo Scu-
due Sicilie nella terra d' Otranto, delli di Motula, dopo che fran- i

distretto a due leghe da Castella- cesi devastarono la città si ritirò a


ueta, capoluogo di cantone, sulla Taranto, ove morì nel i5o2; il
destra riva del Chiataro, con cat- successore Vincenzo de Nicopoli
tedrale dedicata a s. Tommaso di passò a risiedere nel castello di
Canlorbery. Curio Dentato riportò Monte Gola. Pietro de Querci del
nei dintorni una vittoria contro i5i2. Guido de Guidoni di Petra,
Pirro, 274 anni avanti Gesù. Cri- morto nel i528. Vito Ferrati ab-
sto. Fu decorala del titolo di mar- bate. Fr. Angelo Pasquali dal ma
chesato. Jl capitolo si componeva tino domenicano del iSSy. Scipio-
di ed era la prima
cinf[ue dignità, ne Rebiha del i55i, indi cardinale
r arcidiacono, con nove canonici. e amministratore. Cesare Gesualdo
Essendo stata rifabbricata nel 102 3 del i56o. Giovanni Aloisi di Cam-
fu chiamata Muty^la, come dimi- pania traslato da Monte Peloso nel
nuita dal suo antico decoro. La 1569. Giacomo Micheli dotto e
sede vescovile fu eretta nel secolo degno, eletto nel iSyg. Silvestro
XI sotto la metropoli di Taranto. Tufo napoletano teatino del 1^99,
Non si conosce il nome del primo insigne per gravità di vita. Nel
suo vescovo, morto nel io4o. Li- i6oi Benedetto Rossi teatino, dot-
berio o Liberto fratello del duca to e virtuoso generale del suo or-
di Motula, fu suo successore. Indi dine, zelante pastore. Francesco Sa-
Giovanni, al cui tempo Riccardo luzzo nobile napoletano del 1621.
nobilissimo conte di Motula nel Fr. Serafino Rinaldi da Nocera no-
1081 donò alcuni beni al mona- bile domenicano del 1627, lodato
stero della ss. Trinità della Cava] per letteratura. Tommaso Arichout
MOU MOU 25
tentino del i63o, traslato a Ti'ani questo lato la città è assai pitto-
nel i635. Fr. Gio. lialtista Palesi resca. Vi sono tribunali di prima
nnpoletauo di grande estioiazione istanza e di commercio, ed altre
del i638. Tommaso d'Aquino na- autorità e direzioni, camera con-
poletano teatino del 1648. Giovan- sultiva delle manifatture, e società
ni Caraponeschi nel i654 traslato di economia rurale, delle scienze
da Teramo. Gennaro d' Andrea na- naturali e delle arti. La piazza Al-
poletano del i66[. Luigi della Qua- lier è la più grande e regolare, e
dra nobile d' Isernia del 1664. quasi tutte hanno fontane. Le case
Francesco della Marra nobile di s. in generale a mattoni dipinti, of-
Angelo de' Lombardi, crealo nel frono un bel colpo d'occhio di vi-
iCigS. Michele Maria Dentici no- sta ; e ve ne sono alcune bellissi-
bile napoletano del 1697, ornato me in pietra sui tre corsi o pas-
di eccellenti qualità. Pietro Paolo seggi situate quasi nel centro. Fra
M.istrilli di Mileto del lyoS, di i pubblici può cita-
monumenti si

sommo zelo e vigilanza. Biagio re il palazzo comunale^ nuovamen-


Antonio Copela di Campagna del te costrutto e adorno di colonne;
j 7 1 9. Con questi ueW Italia sacra il nuovo palazzo di giustizia ; la
t.?^IX, p. i5g, e t. X, p. 286, si casa di s. Cyr; il collegio reale
termina la serie de' vescovi che , stabilito neir antico convento della
proseguiamo colle annuali Notizie Visitazione, in cui osservasi la chie-
ili Pwma. 1728 fr. Antonio Bian- sa che contiene il bel mausoleo di
chi napoletano minore osservante. Enrico li duca di Montmorency e
1781 Giovanni Antonio Chiajese maresciallo di Francia, decapitato a
napoletano. 1734 Nicolò Paolo Pan- Tolosa sotto il ministero di Riche-
dolfelli di Barletta, 1766 Stefano lieu, fatto innalzare da sua moglie
Ortiz Cortes cassinese napoletano, principessa Orsini. Vi sono due
j792 Agostino Andriani napoletano. grandi ospedali, un piccolo teatro,
1798 Michele Palmieri di Mono- una biblioteca pubblica di 18,000
poli. Dopo lunga sede vacante, Pio volumi, un gabinetto di storia na-
VII nel i8i8 soppresse la sede e turale, ed uno di fisica nel colle-
la riunì a quella di Castellaneta gio. Ha pure una scuola di dise-
{fed,). gno, un museo di quadri ed inci-
MOULINS {Molìnen). Città con sioni, e bagni pubblici. Le rive del-
residenza vescovile di Francia, ca- l' Allier olirono ameni passeggi di
poluogo del dipartimento dell' Al- grande estensione, de'quali il corso
lier, di circondario e di cantone, di Bercy è il più bello. Ha uu
circa undici leghe da Nevers, deli- gran numero di fabbriche. E pa-
ziosamente situata in fertile pianu- tria di Luigi di Borbone duca di
ra, sopra una delle strade da Pa- Monlpensierj de'marescialli Villars
rigi a Lione, e sulla riva destra e Berwick, de'poeti Giovanni di
deli' Allier attraversato da un bel- Lingendes , Gilberto Goulmin e
lissimo ponte in pietra di tredici Giffet le Baume, di Nicola di Lor-
archi; al di là la vista si prolun- nie tnedico della regina Maria de
ga sopra un bell'argine fiancheg- Medici, e dello scrittore Regnaudin.
giato da due linee d'alberi, con Nei dintorni vi sono cave di mar-
btìile caserme u destra, per cui du mo di colori diversi,ed una sor-
-

26 M U MOU
gente riìiticiale chiamala Fontana do lo rendite a circa 1 5,ooo fran-
tli l'ardon. clii.

Mfìulins è appena citalo pri- MOUSSON, MOUSON o MOU-


ma del XllI secolo, die Robiu'- ZOiV, Mownum. Città di Francia,
lo figlio di s. Luigi IX vi fon- di[)artimenlo delle Arilcnue, nella
ilo uno spedale, ed è poco proba diocesi di Reims , capoluogo di
l)ileche questa città sia l' antica cantone, sulla riva destra della Mo-
Gergovia fondata dai boi, come sa, assai antica, la cui foresta è
svogliono alcuni. Devesuo ingran-
il considerabile. Fu posto militare dei
«liniento alla casa di Borbone che romani, e vi si vede ancora le ro-

possedeva il Borbonese, di cui fu vine d' un forte costrutto dalle le-


la capitale, come il suo nome al gioni romane, poi chiamato torre
gran numero di molìni ad accjua di Borgogna. Dalla conquista di
c;he vi si trovavano. Luigi II duca Clodoveo a Luigi XIV fu spesso
del Borbonese e conte di Forez, vi assediata, presa, ripresa, devastata
fece costruire nel j53o un bel ca- e ricostruita. Gli arcivescovi di
stelloche Francesco I fece compi- Beims la possedettero sovranamen-
je, ma del quale più non riaiane te per njolti secoli, finché Carlo V
the una torre quadrata ad uso di la tolse loro nel i52t. Aveva la
prigione, e qualche pezzo di fab- ricca abbazia de' benedettini di s.

bricato in cui alloggia la gendar- Vannes, fondala in tempi antichis-


meria. La sede vescovile fu istitui- simi, ma i benedettini vi entraro-
ta da Pio Vii sullraganea di Sens, no nel 97 Vi si tennero tre con -
I .

dichiarandone primo vescovo, nel cilii. 11 primo a' i3 gennaio 94^,

concistoro de'iG maggio iSiS, l'at- nella chiesa di s. Pietro situata nel
tuale monsignor Antonio de Pons sobborgo, in cui Roberto arcivesco-
di Bionie diocesi di Clermont, del- vo di Treveri co'sulfraganei e alcu-
la quale era stato vicario generale. ni vescovi della provincia di Rcims,
JVella proposizione concistoriale si giudicarono che Artaud dovesse
ilice la sede nuper eveclain a pri- conservare la sede di Reims, e che
ìiiatva illius ereclione vacati. ; e Ugo di Vermaudois ne venisse in-
quanto al capitolo, cai et autcìn ca- terdetto e prival(j della comunione
fjilulo iniposterum erigendo. La cat- ecclesiastica finché non si presen-
tedrale di gotica struttura è dedi- tasse al concilio, di che si ricusa-
cata alla Beata Vergine, con fonte va. Regia t. IX;
t. XV; Labbé
battesimale; cura delle anime è
la Arduino t. VI. Il secondo a'2 giu-
adidata al parroco. Circa l'episco- gno 995, da Leone abbate di s.
pio, dalla proposizione si dice, crii Bonifazio e legato di Giovanni XV,
achìgiianduin. In città vi sono tre coi soli arcivescovi di Treveri, e
chiese parrocchiali col fonte sacro, vescovi di Liegi e Munster, per
due ospizi pei poveri, e il semina- giudicarvi Gerberto poi Silvestro
rio. Ampia è la diocesi, formata li, per essere successo ad Arnaud
dal dipartimento dell'Allier, in 870 ch'ora prigione ad Orleans con dis-
leghe di territorio, e contenente piacere del Papa. Il legato gli vie-
2 3G luoghi. Ogni nuovo vescovo è tò messa finché si adunasse d
dir
tassato ne' libri della camera apo- concilio di Reims. Ivi. 11 terzo con-
slojica iu iiorini Syo, asccndcn- cilio fu tenuto nel «HG per lu 1
MOZ MOZ 27
scisma ili Ticveii tra 1' arcivescovo abbati regolari, e di quelli che I4
Folinaio e Rodolfo suo competito- godono per consueludine o pontifi-

re: Foliiiaro s'attirò lo sdegno di cia concessione, e principal parte


Federico I per aver scomunicato dell' abito de'medcsimi, laonde con
Pietro vescovo di Toulj e deposto essa ordinariamente sono rappre-
Enrico di Verdun, oltre la sospen- Veste corta, in-
sentati nei ritratti.
sione d' uffizio e benefizio contro teramente aperta nella parte ante-
molli ecclesiastici. Gregorio Vili riore, con bottoniera da una parte
the avea dato il titolo di legato a ed asole dall' altra in tutta la sua
l-'oimaro,l' esortò q contegno più lunghezza, onde abbottonarla sul
degno e moderalo. Pagi a dello petto : neir estremità superiore è
anno; Mansi, Suppl. l. II. unito un piccolo cappuccio, corri-
MOUTIERS o MONSTIERS. spondente alla parte posteriore. Si
P^. Tarantasia. porla sulle spalle e copre anche il
MOY o MAYO, Mageuvi. Cillà petto e porzione delle braccia ;

vescovile d' Irlanda nella contea di quella di alcuni secondo i tempi


Connaught, sulla riviera del suo varia nella materia e nel colore,
nome, ora villaggio. Nel VII seco- quanto forma generalmente è in
alla
lo vi fu eretta la sede vescovile, lutti eguale con lievi dilferenze. La
che nel XVI si un: a Tuam di niozzetta chiamossi anche Cappuc-
cui era suffraganea. cio [Vedi)y essendo quello piccolo
MURRAY o MOURAL, Mora- che vi è unito un avanzo del mollo
l'ia. Città vescovile della Scozia nel- più ampio che gli antichi solevano
la contea Murray, ora villaggio. porsi in testa ; incomincialo 1' uso
IN'eirXI secolo fu eretta in sede ve- del Berrettino [Vedi), e di altre
scovile con residenza a Elgin^ suf- coperture del capo, non facendosi
fraganea alla metropoli di s. An- più uso del cappuccio, questo si la-

drea, poi a quella di Edimburgo. sciò di forma ristretta. Il Pallavi-


MOZZARaBI, MUZARABI o cino nella Storia del conc. di Tren-
MOSTARABl. Cristiani di Spagna to iib. i5, cap. i3, n. 5, la chia-
che dopo la conquista di quel re- ma cappa breve o mozza, perciò
gno fatta dai mori, in principio delta volgarmente mezzetta, e sic-
deU'VlII secolo, conservarono l'e- come la Cappa [Vedi) si dice la-
sercizio della loro religione sotto tinamente pallium, così la mozzet-
la dominazione de' vincitori : que- la da Venanzio Fortunato venne
sto nome significa, misti cogli ara- chiamata palliolum. Il Sarnelli, Leti,
bi. V. Spagna e Mozzaracica li- cccl. l. II, leti. 27. Della mezzet-
turgia. Vedasi Guidoni, Storia dei ta, sua etimologia, e dell'uso della
man, Firenze 177 5. medesima, dice che questa sorte di
MOZZARABICA LITURGIA. 7^. vestimento fu ab antico usato dai
Liturgia di Spagna o Mozzarabica vescovi della primitiva Chiesa, e ne
nel voi. XXXIX, p. 64 e seg. del abbiamo la memoria fin dal tem-
Dizionario. po di s. Cipriano che mori nel
MOZZETT A , Moseta,Mozzellain, 3G1, che nel subire il martirio le-
Capuliunij Palliolum. Antichissima vusai prima l'abito dello birra la-
veste ecclesiastica, propria del Pa- icrno, cioè la mozzella che vuoisi
pj, de' cardinali, de* vescovi, dc-li cosi delta dal colore rosaceo. Si
28 MOZ MOZ
disse birro Incerno perchè adopera- cJietto {Vedi), o la vesle di lino,
vasi sopra la lacerna. Questa era co- ed i vescovi il birro piìi prezioso
me uu mantello di quelli usali dai di seta, con altre spiegazioni ripro-

ma senza
laici, il bavaro ; mentre dotte dal Macri e dal Sarneili.
la mezzetta era come al presente Il p. Bonanni, la Gerarchia eccl.
im sopramantello che copriva le considerata nelle vesti sacre e ci'
spalle e buona parte delle braccia, vili, cap. 88, del cappuccio e moz-
col cappuccio che copriva il ca- zetta usata dal romano Pontefice,
po, riportandone il Sarneili le te- ecco quanto Tale sorta di
scrive.
stimonianze. Il Macri nella Not. dei veste non fu usata anticamente dai
<^'oc.ab. ecci, verbo Birrus, riferisce Papi, i quali, come si legge negli
diti questa voce alcuni pensano si- antichi rituali, usavano oltre la to-
gnifichi solamente il colore rosso, naca bianca talare una sopravveste
laonde lacerna birriwt, significherà denominata Manto [f^edi). Riporta
la mozzetta di colore rosso; poiché altre nozioni sulla lacerna, detta
egli osserva, che la lacerna presso dai greci clamide, usata dalle don-
gli autori antichi era una veste ne ancora, col cappuccio^ e dichia-
corta che difendeva le spalle dalla ra le difììcoltà di conoscere e de-
pioggia e dal freddo, mentre altri scrivere l'abito antico comunemen-
colle autorità che riporta, vogliono te usato dal sommo Pontefice, men-
che la voce birruni assolutamente tre dalle istorie e rituali antichi si

significhi la mozzetta, veste propria denomina ora clamide, ora cappa,


del vescovo. L' uso di portare il alcune volte manto, altre volte veste
birro sopra la tonaca, era anco co- pontificia, ciò che dicemmo all' ar-
mune nella chiesa orientale, come ticolo Manto Pontificale, dimo-
si raccoglie da Palladio, il quale strandolo con varie testimonianze.
narra che s. Atanasio vescovo di Nelle immagini degli antichi Papi
Alessandria parti vestito della to- espressi inmusaico mentre viveva-
naca e del birro. Il Rinaldi all'an- no, si vedono vestiti con sola toga,
no 261, parlando della veste lacer- col pallio o manto o mantello di
no birro che s. Cipriano si pose forma antica, cioè talare, di colore
sotto i ginocchi piegata aspettando rosso per segno di dignità, onde vi
il colpo del carnefice, avverte che è fondamento di credere, essere stata
il birro non si dice solamente Z»//'- usata la porpora dal Pontefice per

ruìu, ma lacernuni birruni, ancor- distintivo dd suo ordine superiore


ché Sulpizio Severo distingua il a tutti gli altri, principalmente se
birro dalla lacerna clericale ; poi- si considerino i Papi vissuti dopo
ché dice il Fiinaldi, che la lacerna il secolo terzo, quando cominciò a
presso i gentili era una corta veste risplendere la maestà delle dignità
per riparare la pioggia, ed era fat- ecclesiastiche e lo splendore del
ta in modo, al dire di Pesto Pom- Pontefice romano. A ciò si aggiun-
peo, che copriva le spalle e le brac- ga, essere le antiche elllgie de' Pa-
cia, aggiungendo con Gelilo che la pi quasi tutte col pallio pendente
lacerna portava sopra la tonaca.
si dalle spalle, cioè con quella fascia
Adduce quindi la testimonianza di di lana proprio loro distintivo, e
.s. Agostino, che eziandio i chierici non ad altri conceduto senza par-
dell'Africa solevano portare d Hoc- ticolare privilegio. I memorati vo-
MOZ MOZ 29
cabofi di manto, cappa e piviale so- perchè fu stimato convenire al Pon-
gliono significare ne' rituali le vesti tefice il colore bianco e quello di
adoperate dai Pontefici nelle fun- porpora, per significare la di lui
zioni sacre e non comunemente, co- somma dignità, fu ritenuto 1' u<;o
me adoperasi la veste sottana, il del rocchetto e del cappuccio che
rocchetto e la mozzella, quale con ora si dice mozzetta con la quale
prove il p.Bonanni (stampò l'ope- si coprono leed ha unito
spalle,
ra nel 1720) afferma non molto un piccolo cappuccio in segno del-
antica per uso del Papa, e proba- l'antico, cuoprendosi il capo col ber-
bilmente incominciò in Francia do- rettino bianco, e col Camauro {Ve-
po che Clemente V nel i3o5 vi di), il quale deve essere eguale nel
stabili la residenza, citando un dia- colore e nella materia alla mozzet-
rio.Ecco poi come questo spiega la ta, mentre il berrettino è sempre
forma della veste introdotta in bianco di seta, e nell'inverno di
Francia per riparo del freddo. »» E- panno tranne nelle funzioni in
,

rat autem per ea tempora man- cui ha luogo mitra o triregno, che
tellum hoc Ponlificis simile omnino pure è di seta. A Camauro par-
cardinalium vesti, quam vulgo di- lammo de' suoi bordi di pelle di
cimus mantellectum, longum tamen arroellino, in quelli cioè di velluto
ad talos descendens et rubeum sem- e panno rosso, ed in quello di da-
per, et caputium, quod imponeba- masco bianco, in tutto eguali alla
tur mantelletlo sirailiter rubrum mozzetta, essendo il bordo d'armel-
tale erat, quod caput operiens, hu- lino attributo anche le
sovrano ;

raeixis, pectus, et bracchia simul in- Scarpe [Fedi) uniforma


il Papa le
tegre ambiebat, vestimenti genus nella materia e colore alla mozzet-
ad aeris injurias repellendas per- ta. Vedi Stola, Cappello, Sotta-
accommodatum, et ad fovendum a- na. Siccome le odierne mezzette
ptissimum, nani et in hyeme variis papali di velluto e di panno sono
pellibus fulciebatur. Hoc igitur in- filettate di pelli d' armellino, opine-
dumenti genere, mantello scilicet, rei che sieno tali pelli ini avanzo
et caputio inler proprios lares, et della mozzetta incominciata ad u-
extra etiam in nctionibus quibuscum- sarsi in Avignone, ove il clima es-
que, non tamen sacris usi sunt sendo umido e freddo, alle cappe
Ponlifices Max.
usque ad Leo-
fere si aggiunsero cappucci foderati di
^em X. " cioè sino al i5i3. pelli ; e che perciò forse l'intera
Che tale veste fosse usata dai Pa- mozzetta saia stata foderata di pel-
pi in Francia e in Avignone, si può li d' armellino, sortendo peli fuo- i

dedurre dai registri delle spese fat- ri da tutte le estremità e lembi.


te pei medesimi, nelle quali si fa Quindi ritornati Papi in Roma in i

menzione dello scarlatto bianco e temperatura più dolce e più asciut-


rosso, e delle pelli per foderare il ta, probabilmente avranno tolte le
mantello e cappuccio del medesimo fodere, e lasciarono ai lembi della
Pontefice, mantello ciim capiicio. mozzetta una specie d' orlatura di
INel citato diaiio si riferisce inoltre armellini, per memoria e ornamen-
che se la stagione era calda, si de- to, poiché la nobilita.
poneva tal mantellelto, e si soleva La veste cappuccio fu usata djii

usare il rocchetto e il cappuccio, e romani per difendersi dalla pioggia


3o MOZ MOZ
e dal freddo, che perciò era di camauro. Cosi incedevano i Papi
panno grosso o tessuto di peli, u- nelle cavalcate a cavallo o in let-

saridolo i senatori di materia piìi tiga, per le quattro annuali cap-


preziosa, onde servi d' ornamenlo : pelle dell' Annunziala, s. Filippo,
dall' uso di tal veste derivò la di- Natività e s. Carlo. 11 Giorgio, Gli
versità dc'cappucci e le controver- abitipaonazzi e neri p. 62, affer-
sie su di essi insorte fino dal 33o, ma che la veste interiore usata fa-
ricordate dal p, Bouanni, perchè a- miliarmente, fu sempre bianca, lad-
doperato anticamente anco dai chie- dove l'esteriore, cioè la mozzetta ,
rici. Cessò poi tale uso nella Chie- detta da Durando cappa rubca, fu
sa, solamente permesso ai vescovi, sempre rossa. Osserva che Pon- i

ai cardinali ed al Papa, con mol- tefici non hanno mai costumato di

le diversità, solo il Pontefice usan- intervenire alle sacre funzioni, ve-


do sempre la mozzetta sopra il stiti di abiti familiari; quindi cita le

rocchetto, in segno di giurisdizione, cose narrale dal Bonanni, che ilp.

come avvertì il Macri. Dopo Leone mantello e cappuccio, abiti non sa-
X terminando Papi di prenderei cri e ignoti agli antichi Pontefici,
possesso in mitra e paramenti sa- furono per la prima volta intro-
cri, vi si recarono in rocchetto, mez- dotti in Francia a cagione dell'in-
zetta e stola. Di Clemente VII si temperie dell' aria, per cui trala-

dice exivit per urheni in rocchet-


: sciarono di usare l' antico manto
to longo cimi cnpulio de velluto pontificio ; dicendo pure che del
(nel mese di aprile i525), et cap- cappuccio o mozzetta i Papi si
pello. Di Paolo III rocchetto lon- : servivano stando ritirali nelle pro-
go, et stola super capntiwn de vel- prie abitazioni, e di fuori ancora
luto cremesino equitavlt, nell* apri- in ogni funzione, ma non nelle sa-
le i535. Di s. Pio V nel gennaio cre e molto meno alle soleiuii, con
ì566: coepit faldarn, aniictum, al- gli abiti familiari ossia da camera.
ham, cingnlurn, mozzettani, et slolain Il Novaes, Dissert. t. II, p. 197,
cuni perlis. Di Sisto V nel maggio anch'egli suU' origine della mozzet-
i585 ; indutus falda alba serica, ta del Papa, conviene col p. Bo-
rocchetto mazzetta ex velluto ru-
y nanni..
heo. Di Gregorio XIV nel dicem- Ma quanto riguarda tutte le vol-
bre 590: rocchetto ac caputio pur-
1 te che il Pontefice assume la moz-
pureo holoserico, arniellinis pelli- zetta, quali funzioni celebra e assh-
bus circonfulto superindutus. D'In- ste, insieme colla stola e senza, am-
nocenzo IX a' 6 novembre i^igi : piamente se ne tratta a' loro luo-
subtana serica alba, et longlore sub ghi. Sempre la porla sul roccheUo,
rocchetto indutus, et desuper moz- colla fascia e la sottana, e talvolta
zetta holoscrica purpurea cuni sto- colla Falda (Vedi), ponemiovi sopra
la pendente. Finalmente si legge la Stola rossa, tranne quelle circo-
di Paolo V che prese possesso 'ai stanze che noteremo a quell'artico-
6 novembre 160 5: vestito con sot- lo. Allorché il Papa recasi a cele-
tana longa di tabi bianco, rocchet- brare ed assistere le sacre funzioni,
to sottilissimo, mazzetta e bereltino la mozzetta si depone sul Letto dei
di velluto cremesino, con le mo- paramenti (Fedi), e quando si por-
stre di pelle di arniellinOf cioè il ta in alcuna chiesa a dire privata-
MOZ MOZ 3 1

mente la messn, la fno7zolta si della Concezione in cui si usa la


sbottona e poi abbollona dal ning- mozzctla di velluto ; ed in tutta
giordomo, o dal maestro di came- la selluagesima, sessagesima, quin-
ra, o dai vescovi nssislenti, ritiran- quagesima e quaresima, tranne gli
dola r aiutante di camera che col- anniversari dell'elezione e corona-
la stola ripone sulla credenza, po- zione dtl Pontefice, quando questi
nendola sulle spalle del Papa dopo si reca in alcuna chiesa ov'è espo-
tcrnninata la messa e 1' ultima La- sto il ss. Sagramcnto, oltre altre cir-
vanda delle mani {Vedi). A Mae- costanze che rimarcai ai loro luo-
stro DEL SACRO OSPIZIO, dissi comc ghi, e per la festa dell'Annunziala in
anticamente soprapponeva sul roc- cui si assume la mozzctla di vellu-
chetto la mezzetta al Pontefice do- to. Si usa inoltre la mezzetta di
po la mensa. Cinque sono le mez- panno rosso nelle vigilie, quattro
zette pontifìcie, cioè: i.°Di raao tempora, nelle messe e funerali dei
rosso foderata di seta simile, che defunti e nelle funzioni in cui i

ordinariamente si porta quando nel- cardinali usano il paonazzo. Oltre


le cappe non vi è la fodera di pel- a ciò le mozze! te di saia o cam-
li d'ermellino, per solilo dal primo mellotto e di panno rosso d'un co-
vespero dell' Ascensione alla festa di lore vivo, che equivalgono al ve-
s. Caterina. 2." Di velhuo tosso stiario di lana, si adopciano nelle
con fodera di seta simile, con bor- processioni e divozioni di penitenza.
di larghi più d' un pollice, ossia fi- Nella mattina si assume nelle vr-
lettata di pelli d'armcllino d'ambo gilie della Purificazione, di tutti i

le parti in tutta la circonferenza santi apostoli, di s. Giovanni Cal-


ne'Iembi, compreso il cappuccio e lista, di s. Lorenzo martire, dell'As-
la linea dell'asole della bottoniera, simzione, d'Ognissanti, ne' vespeii e
che ordinariamente si assume per mattutino de'defunti e cappelle an-
la delta festa di s, Caterina sino niversarie di essi, anche se neil'ot-
al primo \espcro dell' Ascensione, tavario il Papa visitasse la chiesa
cioè quando nelle cappe vi è la fo- di Gregorio per suffragare
s. me- i

dera di pelli d'armcllino. Le moz- desimi, della Concezione, ma il gior-


zelte di raso e di velluto sono di no quella di velluto recandosi a da-
un rosso color di vino ; quella di re la benedizione a' ss. XII Apo-
velluto equivale alla seta, ed am- stoli, e della vigilia di Natale, sem-
bedue al vestiario di seta 3." . pre la sola mattina ; e lo ripetia-
Di cammellotto o saia rossa, fo- mo, si assumono le mozzelte di la-
derata di seta simile, la quale si na, ossia di saia e panno, nelle
adopera nei tempi in cui si usa la quattro tempora, mercoledì, venerdì
niozzetta di raso, nelle vigilie, quat- e sabbato d'ognuna, e nelle cappelle
tro tempora, messe e funerali dei anniversarie dell'ultimo Papa defun-
defunti, e nelle funzioni in cui i to, ed in quelle de'sovraiii cattolici
cardinali usano il paonazzo. 4-° defunti e dei cardinali defunti, nelle
Di panno rosso foderata di seta si- chiese ove si celebrano i funerali.
mile, fìleltata di armellino come Clemente XIII con mezzetta di vel-
quella di velluto, e si adopera luto visitòil ss. Sagramento espo-

quando questa non ha luogo, cioè sto in forma di quarnnt'oie in syn-


iU lutto TavvcDlo, tranne la festa ta Francesca Promana, poi a^sunla
32 MOZ MOZ
quella di panno, secondo ìi rito fe- rà ahi ti di seta o di lana nel
gli
riale, pnssò a -visitare la chiesa di s. corrente anno 1847. Nelle meda-
Gregorio per l'olUvario de'defiiati. glie e nelle monete i Papi sono
Dicemmo che il camauro e le scar- più frequentemente rappresent;iti
pe debbono essere sempre della ma- in mozzetta, talvolta con la stola
teria delia mozzetta, ma la sottana ornata dagli artisti talora a piacere,
può essere di lana in principio del così ne' ritratti scolpiti o dipinti.
tempo in cui si assume la mozzet- V. Colori Ecci.ESiASTicr.
ta di ed è sempre di seta
raso, Mazzetta de' cardinali. Questi han-
nell'estate ed autunno, benché la no quattro mozzette, di seta rossa o
mozzetta che si porta è di saia o porpora, di seta paonazza, di saia
lana. Si deve notare, che se le vi- paonazza, e di seta rosacea. La
gilie delle indicate feste cadono di forma è eguale a quella del Papa,
domenica o in altra festività, solen- mai però filettata d'armellini, solo
dosi esse fare nel giorno preceden- distintivo del [Pontefice, qual pri-
te, in esso adoperano
soltanto si maria dignità ecclesiastica. A Ber-
le mozzette di lana, di panno e di retta. cARDipr\Lizi.\, e meglio a
saia. La quinta mozzetta è di da- Cappello cardinalizio, dicemmo co-
maico bianco filettata di armellino, me la prima volta l'impone il Pa-
la quale il Papa assume nel sabba- pa al novello cardinale di seta pao-
to santo subito dopo la cappella al nazza, prima di mettergli la ber-
letto de' paramenti, quindi l' usa retta, ove si parla ancora della fun-
per tutto il tempo che corre sino zione che ha luogo fuori di Romii,
alla cappella del sabba to in albis, se il cardinale creato n'è assente.
nel qual tempo la stola è bianca ,
Nel voi.i63 àeX Dizionario
V, p.
deponendola sullo stesso letto avan- riportammo come Pio VII delegò
ti di essa, e dopo riprendendo quel- un prelato a portare in Roma la ber-
la di velluto rosso. Il Fanone [Fé- retta al cardinale Gardoqui (^Fedi),
di), ornamento che il Papa assu- impedito da infermità a riceverla
me quando celebra solennemente, è dalle sue mani. Altro simile caso
composto due mezzette cucile.
di avvenne sotto Gregorio XVI, al-
Allorché Papa viene eletto, subito
il lorché creò cardinale il celebre
si veste della mozzetta di velluto odi Francesco Capaccini, di che dare-
seta, secondo i tempi e quando è ; mo descrizione come seguì la fun-
mortosi espone il cadavere colla moz- zione, siccome riguardante eziandio la
zetta di lana, di panno o di saia, se- mozzetta cardinalizia. Il cardinal se-
condo i tempi, e con essa si fa il gretario di stato partecipò a' 17 a-
trasporto alla cappella Sistina del prile iS^5 a monsignor Domenico
Vaticano, se morì nel palazzo Qui- de'marchesi Bruti cameriere segie-
rinale. Sui <liversi cambiamenti del to soprannumerario, che il santo
vestiario del Papa, di seta e di la- Padre avendo deliberato di pro-
na, inclusivamente alla mozzetta, movere nel prossimo concistoro di
ogni anno
maestro prefetto dei
il lunedì 2 I corrente alla dignità car-
cerimonieri pontificii fa stampare l'o- dinalizia monsignor Capaccini udi-
puscolo che consegna agli aiutanti tore generale della camera, e stan-
di camera: Nota de' idiomi ne qua- te la sua indisposizione di salute

li il sommo Pontefice Pio IX use- essendosi degnato di dispensarlo a


.

MOZ MOZ 33
t-iceTere dalle sacre sue mani Ja fine incedeva la carrozza del dele-
berretta cardinalizia nelle ore po- gato con servitori a piedi. Per lu
nieridiane di tal giorno, avea dis- via dell' Omo giunse al palazzo di
posto inviargliela per mezzo d'un Monte Ci torio. Lo sportello del
delegalo apostolico , nominandolo frullone fu aperto dal
maestro di
perciò a tale onorevole incarico. camera del cardinale, che con tutti
Alle ore 22 di detto giorno nella i fatniliari e servi con torcia, ac-
solita sala del Vaticano Gregorio compagnarono monsignor delegato
XVI impose la berretta ai novelli nella loro sala. Ivi il maestro delle
cardinali Asquini e Zacchia, indi cerimonie fece conoscere al delega-
introdotto monsignor Bruti delega- to che il cardinal Capaccini non po-
to apostolico da un maestro di ce- teva venire ad incontrarlo per la
rimonie, prostratosi a' piedi di sua sua mal ferma salute. Nella came-
Santità, ebbe da questi la berretta ra del trono sedeva il cardinale, il

cardinalizia con l' incarico di por- quale voleva alzarsi, ma dai medi-
tarla al cardinal Capaccini. 11 de- ci fu impedito. Monsignor delegato
legato apostolico allora alzatosi si apostolico impose al cardinale la
pose al lato dei nominati cardina- mozzetla, consegnatagli all'uopo dal
li, ma un poco indietro, con la ber- maestro di cerimonie ; presentò poi
retta in mano, rimanendo finché il il berrettino rosso e la berretta si-
cardinal Asquini fece il solilo rin- mile, che da sé il cardinale si po-
graziamento, ed il Papa die l'ana- se in capo. Monsignor delegato con
loga risposta. Monsignor delegato bi'eve discorso, accennando i grandi
passò a trattenersi nell'appartamen- e segnalati servigi resi alla santa
to del prelato maestro di camera Sede da lui, pei quali il Papa si
per aspettare l'ora stabilita per ef- era mosso a sublimarlo a tanta al-
fettuare r onorevole missione. Eb- tezza di grado, lo compì con pre-
be il medesimo in questo tem- gare la Beata Vergine, salus infir-
po dal prefetto de'ceremonieri la rnoriim, onde il restituisse nella sa-
•verbale partecipazione che d' or- nità. Il cardinal Capaccini nella ri-
dine del Pontefice dovea poi tare sposta manifestò la somma ricono-
anche il berrettino cardinalizio ,
scenza verso Gregorio XVI, ed in-
in luogo della guardia nobile. Alle caricò monsignor delegato ad espri-
ore ventiquattro il delegato si recò mere i suoi sentimenti di divozio-
nellanlicamera pontificia, da dove ne e gratitudine. Intimato dal mae-
mosse per eseguire il ricevuto di- stro di cerimonie V exlra onmes^
stinto incarico. Precedeva un pala- monsignor delegato seduto si trat-
freniere pontificio, altro col berret- tenne alquanto col cardinale, da cui
tino e berretta cardinalizia in un ebbe in dono una scatola d' oro
gran piallo d' argento, il tutto cO' con entro due antiche monete por-
pei to con velo serico rosso due : toghesi di 20,000 reis ciascuna
palafrenieri erano ai lati con tor- Ciò fatto, il delegato apostolico tor-
cie accese. Seguiva il frullone di nò al Vaticano per deporre ai pie-
palazzo con un palafreniere allo di di sua Beatitudine il risultato
sportello. Ivi era monsignor dele- della missione, ove subito benigna-
gato, il cappellanosotto guardaro- mente accolto rese conto dell'adem-
ba, e il decano de' bussolanti. In pito incarico, ed espose £;li alleltuo-
VOL. ILVII. 3
34 MOZ MOZ
si sentimenti dell'aureo porporato. paonazzo, e dopo la cappella tali
Mi gode r animo aver qui par- di vesti prendono di colore
le rosso,
lato d' un personaggio che fu segno restantlo col paonazzo nel resto.
dell'universale ammirazione, del qua- Con l'abito di fcrraiuolone i car-
le mi vanto avere per ben vent'an- dinali vestono di soltana, fascia,
ni goduto il favore e la più cordia- mozzetta e fcrraiuolone, in vece del
le considerazione, e spero celebrar-" quale cardinali regolari che non
i

lo anche io con riconoscente bio- adoperano il colore rosso, usano il

grafìa. fcrraiuolone talare col quale ince-


Quanto alla niozzetta cardinali- dono giornalmente: cavano il tutti
zia, essa viene usata dai cardina- cappuccio dellaba- mozzetta sul
li sopia la Mantellctta (l^edi), ove varo di esso. Veggasi il Lonigo,
accennammo i casi in cui si por- Delle vesti purpuree. Ogni anno, in
ta senza di essa in segno di giuris- latino ed in italiano, il prefetto dei
dizione sopra il rocchetto, come maestri delle cerimonie dispensa ai
nelle loro chiese titolari o diacona- famigliari de' cardinali un libretto
li, nelle loro protettone, e luoghi in d'avvertenze: Elenco de' giorni nei
cui hanno giurisdizione, in propria quali nell'anno i 847 si terranno le

casa, in sede vacante, in conclave cappelle pontificie e cardinalizie,


anche sotto la Croccia (Fedi), ed ed indicazione del colore delle cap'
in tutti gli analoghi articoli rimar- pe che dovranno usare gli erninen-
cai quanto riguarda questa veste. tissinii signori cardinali nelle sud'
Inoltre a' loro luoghi, massime a dette cappelle. V. Lutto, Calze,
Cappelle pontificie, si disse quale Cabdinale, Funerali, Regolari.
specie e colore di mozzetta adope- Mozzetta de' vescovi. L'usano di
rano i cardinali, e quando la de- un solo colore, il paonazzo, tranne
pongono per assumere la cappa e quelli che per privilegio l'adopera-
i paramenti sacri, lasciandone la cu- no di altro colore, ciò che non
stodia, colla mozzetta e cappello, al manchiamo rilevare ove di essi si
cameriere. Quanto alla qualità ed parla. La materia è di seta, o di
al colore, i cardinali monaci e fra- lana cioè saia o cammellotto : la for-^

ti r usano sempre di lana, saia o ma è come quella dei cardinali e


panno, e del solo colore dell' abito del Papa, senza però i bordi di pelli
al cui ordine appartengono car- : i di armellino. V. Vescovi e gli ar-

dinali chierici regolari adoperano ticoli relativi. In Roma ed avanti


mozzette di saia e panno del co- il Papa soli i Patriarchi [Fedi)
lore corrente come tutti gli altri hanno l'uso della mozzetta, e gli
cardinali. A Mantelletta dichiarai arcivescovi e vescovi frali e monaci
ancora quali sono i cardinali reli- anco in pariihus, che l'adoperano
giosi, che portano mozzette nel co- sempre in luogo del cappuccio del-
lore differenti dal resto dell' abito: l'abito del loro ordine e come fini-
si può vedere Koccuetto che non mento d'abito, con quelle differenze
usano i cardinali frati e monaci, nel colore che registrammo a Man-
e quando debbono indossarlo è telletta, non usando però il roc-
senza maniche. Solo qui noteremo chetto: a detto articolo si disse pure,
che nel sabbaio santo vi si recano che i vescovi religiosi, come i cardi-
in mezzetta; uianlellclta ed altro nali, se frati monaci, l'usano del
, ,

MOZ MOZ 35
colore dell'abito, se canonici o chic- to coperto ; e che il dello ordina-
rici regolari sempre di
paonazza , rio incedesse in rocchetto scoperto
lana , vale a dire saia o panno colla mozzetta, come sogliono pra-
inentre gli altri vescovi usano se- ticare lutti i vescovi nelle lorochie-
condo i tempi raozzette di seta o se. Contro questa opinione alcuni
di lana. I nunzi hanno l'uso della riportano un decreto della congre-
inozzetta, benché sieno vescovi in gazione de' riti, ma in esso parlasi
partibnx. Avverte Bonanni che il p. della mozzetta col rocchetto scoper-
J'uso della mozzetta ne' monaci e lo: Mozzetta, sen roccìietlutn disco-
frati è tollerato, non essendovi me- pertiim non potest deferri ab epi-
luoria di tal concessione, poiché An- scopò praesente legato, Perusin, 2
gelo Rocca sagrista pontifìcio, dopo octob. 1601, Abbiamo l'esempio del
aver fatto molte ricerche in argo- cardinal Carlo Borromeo arcive-
s.

mento riferisce che in un antico


, scovo di Milano, il quale voleva
niss. della biblioteca Angelica Irò- che tutti i vescovi provinciali e suoi
vò che il vescovo nella sua diocesi sulTraganei portassero la mozzetta
può portare la mozzetta sopra la nel modo accennato, alla sua pre-
mantelletla, anche presente un le- senza, chiamando il Sarnelli la moz-
gato ed un cardinale, conferman- retta finimento dell'abito, ed il roc-
do ciò con quello che accadde nei chetto abito giurisdizionale, onde il

tempi di Giulio II e Pio 11 (forse Papa quando investe il vescovo e-


Pio IV), i qiiali ordinavano ai ve- letto, gì' impone il rocchetto. Nel
scovi che nelle loro diocesi portas- voi. XV, p. 241 del Dizionario
sero la mozzetta col rocchetto co- raccontammo come dopo il conci-
perto , cioè colla mantelletta , alla storo siegne l'imposizione del roc»
loro presenza, eziandio come si rac- chetto, ed in vece di questo ai ve-
conta ne'diari de' loro viaggi presso scovi frati e monaci il Pontefice
il p. Gattico, Ada caereni. Vedi pone loro sulla mantelletta la moz-
Caercm. episcop. lib. I, cap. I, e Ma- tetta, come fa ai patriarchi ancor-
cri in Ilierolexici, verbo Birru.t. che in pnrlihusj gli altri vescovi per
Nella Not. de voc. eccl. il iMacri riverenza del Pontefice non usano
alTerma potere i vescovi portare an- in Pvoma la mozzetta, benché in
che fuori della loro diocesi la moz- diocesi alcuni non usino la man-
zetta sopra la mantelletta, con li- lelletta, ma la sola mozzetta, come
cenza però dell'ordinario, il quale notai a Mantelletta. In Ispagna i

non la deve negare; in conferma vescovi portano mozzetta e raantel-


di che ripoita una lettera scritta letta, in Francia la sola mozzetta.
nel iSyc) dalla congregazione dei I padri del concilio di Trento non
vescovi al vescovo di Macerata, su volevano permettere ai vescovi spa-
cerla differenza insorta col prelato gnuoli l'uso della mozzetta, tranne
governatore vescovo d'Ascoli, il qua- i vescovi regolari che la portano
le voleva usare la mozzetta. In qiie- in qualunque luogo, non còme pre-
sta si dice, che Gregorio XIII de- rogati va di onore, ma quale insegna
cise, che il governatore portasse la di religione, come opina il Sarnelli,
mozzetta sulla mantelletta , senza che inoltre dice non costumarsi in
pregiudicare la giurisdizione del ve- Italia la mozzetta dai vescovi. Tut-
scovo di Macerala, cioè col rocchet- tavolta, dibaltutta dai padri la que-
,,

36 MOZ MSC
stione ,
pcimisero ai vescovi spa- di Bevagna, concesse la maulelletta
gnuoli la moxzetla , ed ai vescovi nera e la cappa, ed al prevosto e
italiani nella messa e nelle visite canonici di Taggia alla mozzetta
ai legati il rocchetto che prima solo aggiunse il cappuccio, oltre il roc-
usavano Trento nelle loro cap-
in chetto, la cappa la veste viola-
pelle, non scomparissero in
acciò cea. Nel t. XI , p. 4 1 1 e 45 1 si
confronto de* primi. Aggiunge il leggono i brevi dello stesso Papa
Sarnelli, che la santa Sede deter- di concessione della mozzetta sul
minò che il vescovo in propria giu- sacco ai confrati del sodalizio della
risdizione avanti ad un cardinale Concezione di Oneglia ; e della fa-
non legato, faccia atto di levarsi la coltà al direttore della confrater-
mezzetta, ma il cardinale non deve nita delle anime purganti della Val-
permetterlo ; vuole però il cerimo- letta, Melivetanne dioeccsis, di usa-
niale de' vescovi, che si levi innanzi re il rocchetto e la mozzetta pao-
al cardinale legalo. nazza. L'ordine equestre del Porco
Gli abbati regolari hanno l'uso spino in Francia, fu detto anche
della mozzetta, ed a Mantelletta della Mozzetta y
per usare i cava-
si disse se varia in alcuni nel co- lieri un cappuccio e raantelletta d'ar-
lore da questa, essendo di quello mellina.Diremo per ultimo che la
dell'abito proprio del loro ordine o mozzetta è quasi come l'antica Al-
congregazione. F^edi Abbati, Mopta- muzia {Vedi), dal cui vocabolo i

ci, CAJfONrci REGOLARI, Prima gli francesi fecero mozzetta , aumiice ,

abbati degli ordini monastici o dei e si usava già sotto i Merovingi, i

canonici regolari, ponevano la moz- quali ponevano la corona o altra


zetta sopra gli abiti corali: al presen- copertura del capo sopra la mozzet-
te ancora alcun esempio si è veduto ta, veste che in Francia si foderò
ne! recarsi qualcuno di loro all'udien- poi d'armellini a' tempi di Carlo
za del Papa. La forma della loro Magno, indi si formò tutta di pelle
mozzetta è eguale a quella de' ve- e die origine alle Berrette : dalla
scovi, ma sempre di lana o saia: comodità, passò l'almuzia a forma-
con essa gli abbati che vi hanno re un abbigliamento, portandosi or-
luogo intervengono alle cappelle dinariamente sul braccio sinistro. I
pontificie; del posto dell'abbate di professori delle università hanno l'u-

s. Paolo, e della cappa da lui usa- so della mozzetta di pelli di specie


ta, si fece menzione nel voi. XII, p. diverse, ed in alcuni luoghi ne par-
a 25 del Dizionario. Fedi Cappa. liamo.
A' loro luoghi e parlando delle cat- MSCISLAW^o MSTISLAUL, M-
tedrali, diciamo delle dignità eccle- steslavia.Città vescovile della Rus-
siastiche, de' canonici e beneficiati sia Europea, nel palatinalo di Li-
^che hanno per insegna la mozzet- tuania, governo a 18 leghe da Mo-
ta ,
per concessione pontificia ed : hilow, capoluogo di distretto, sulla
agli articoli Arciconfbaternita e riva destra del Vekhra, che in vi-
Confraternita, delle mezzette dei cinanza si getta nella Soia. Vi so-

confrati. Nel Bull. Rom. Coni. t.XII, no quattro chiese greche ed una
p. 12 e 29, sono riportati i brevi di unitari, due conventi cattolici

di Pio VII coi quali in luogo della uno greco, una sinagoga ed un col-
mozzetta, ai canonici e beneficiati legio già de' gesuiti. Fa un coni-
MUN 37
mwcio coniitlembile con Riga, Sem- oon residenza vescovile dell'Unghe-
bra Tei'osiinìle che questa città sia ria, capoluogo del comitato di Be-

stata fabbricata nel 1 1 80 da Ro- regh ,marca del suo nome, a 26


mano pi'incipe di Smolensko, che le leghe da Kaschau sulla sinistra ,

diede il nome di suo figlio. Era della Latorcza. E difesa da una for-
fortificata, e fu spesso assediata; oel tezza importante composta di tre
i5o7 fu bruciata e saccheggiata sopra una ripida roc-
castelli, situata

dalle truppe del granduca di Mo- cia che s'innalza in una vasta pia-
sca Basilio IV. Nel iSaS il prin- nura, e che ora serve di prigione
cipe Fedor Mslislawsky ne fece ces- di stato. Ha chiese greco- cattolica
sione alla Russia, insieme col suo e calvinista ; ha fabbriche, ed una
principato, ma ritornò ben presto delle più grandi nitriere degli stati
sotto dominio polacco. I russi e
il austriaci. Ne' dintorni si raccoglie
gli svedesi diedero diversi combat- una grandissima quantità di buon
timenti sotto le sue mura nel 1 708. vino, e vi numerose
si allevano
]n fine Caterina II la riunì alla Rus- mandrie di porci e cavaUi. Vi sono
sia nel 1772, ed ordinò che nel- pure miniere di ferro, ed una di
l'avvenire unirebbe ai titoli de-
si cristalli trasparenti, detti nel paese
gì' di Russia quello di
imperatori diamanti d' Ungheria. La fortezza
principe di Mstislaw. La sede ve- fu eretta nel i36o da Teodoro Ke-
scovile fu eretta nel secolo XIII di rialowitsch duca di Munkacs. Fu
rito greco, sotto la metropoli di Rio- questa la principale piazza di guer-
via : uno de' suoi vescovi, Silvestro ra di Enrico Tekely nel XVII secolo ;

Cossofa assistette al concilio tenuto la di lui moglie la difese valoro-


in Moldavia a tempo di Partenio samente per tre anni , ma fu for-
patriarca di Costantinopoli nel 1642. zata di cederla nel 1687 agi' mpe-
Oriens 1288. Dipoi
christ. t. I, p. riali,che la condussero prigioniera
fu unita a Polock i^Vedi), ed a Mo- a Vienna. Suo
figlio Ragotzy ne
hilow {Vedi), con altie sedi vesco- fece pure luogo di unione degl'in-
il

vili. sorgenti ungheresi nel 1708, e non


MUNDO o MONDO (s.), abbate. la rese che all'estinzione dell'insur-
Fiori nel decimo secolo, e si rese rezione nel 17x1.
celebre nella contea d'Argyle in La sede vescovile, di rito greco-
Iscozia, colla buona nominanza del- unito, fu eretta da Clemente XIV
le sue virtìl e colle sue predicazio- colla bolla Eximia regalium pria-
ni. Fu ivi incaricato del governo cipum, de' i3 ottobre 177 1, Bull,
di un monastero, ve ne fondò
e de prop, fide t. IV, p. i3G, ad istan-
parecchi altri che diedero molti ve- za della imperatrice regina Maria
ri modelli di perfezione. La poste- Teresa, e per mezzo della congre-
rità ha sempre riguardato come gazione di propaganda. Munkats ap-
oracoli le sue massime sopra la parteneva prima alla diocesi di A-
carità fraterna, la dolcezza, l'amor gria, ed era residenza di un vica-
del ritiro e la presenza di Dio. rio apostolico con titolo di vescovo
Passò di questa vita l'anno 962 in in partibiu, pei ruteni greci-uniti.
età assai matura, e se ne fa me- Clemente XIV si mosse a ciò in ri-
moria a'i5 aprile. flesso che nel 1759 vi erano i3oo
MUNKATS {I^Iuiikasiitn). Città luoghi di missioni, i5o,ooo catto-
,,

38 MUN MUN
liei,ed 829 paiTOccliie disperse ia sostituì l'odierno vescovo monsignor
tutto il vicariato, che allora com- Basilio Popovies di Komjalh dio-
prendeva per tale rito tutta l'Ua- cesi di Munkats, già canonico di
gheria. Per giurisdizione gli furono Eperies.
assegnati tulli i ruteni della diocesi La cattedrale , la residenza del
latina d'Agiia, e gli furono aggiu- vescovo, quella del capitolo e del
dicate tre parrocchie della diocesi seminario con alunni, fu con indul-
di Rosnania, con tredici parrocchie to apostolico trasferita in Unghwar,
di là dai monti Carpazii nella Po- a cagione dell'insalubrità e picco-
lonia.Vi erano e forse vi sono i lezza di Munkats. Unghwar è un
monaci basiliaui, Ira'quali, come por- borgo d' Ungheria , capoluogo del
ta il rito ruteno, sono stati scelti i comitato e della marca del suo nome,
vescovi della diocesi. Il Papa dispo- in clima benigno, sulla sponda de-
se che preti e monaci facessero le stra deirUugh, che gli diede il no-
veci del capitolo, che quando si me, in incantevole posizione sopra
stabilì si compose di sette canonici: alta montagna. Il governo vi ha
al primo con tilolo di decano o stabilito un emporio di sale, ma i
arciprete furono assegnali 1000 fio- principali mezzi degli abitanti sono
rini, al secondo o prevosto 900, al il bestiame ed i vigneti. Contiene
terzo o arcidiacono 800, agli altri due sobborghi, due chiese cattoli-
gradatamente. L' imperatrice dotò che ed una di greci- uniti pur cat-
la chiesa coli' abbazia di s. Pietro tolici, ed un ginnasio per essi. La

di Tapoicza posta nella diocesi d'A- cattedrale della città, di forma pic-
gria, in modo che la mensa vesco- cola, fu edificata da Maria Teresa ;
vile rendesse 5ooo fiorini. Il vesco- quella di Unghwar è sacra all'E-
vato jure metropolitico lo pose sot- saltazione della Croce, e vi si cele-
to la dipendenza dell'arcivescovo di brano i divini uffizi nella lingua il-

Strigonia, di cui è tuttora suffra- lirica della versione di s. Cirillo

ganeo, al quale commise la cura parlandosi nella diocesi le lingue


inquirendi quae ad fidei puritatem, rutena, vallaca ed ungara. Il capi-
nnimarumque spirituale bonum no- tolo si compone di selle canonici
visset perlinere, riguardo agli scisma- quattro de' quali sono i dignitari
tici greci, i quali sembra che negli arciprete, arcidiacono, primicerio e
ultimi tempi non ve ne fossero. Fu custode. Ivi per un sacerdote dele-
ingiunto al vescovo greco guardarsi gato dall'ordinario si esercita la cu-
dal recare alcun danno all'ordina- ra delle anime, e contiguo è l'epi-
rio latino d'Agria. Clemente XIV scopio: quello assai mediocre di Mun-
per primo vescovo a' 2 3 settembre kalz l'eresse Maria Teresa. Oltre
1771 dichiarò Giovanni Bradacs di la cattedrale nella città vi sono duo
Zips o Spiska, traslato da Rossis in chiese parrocchiali, l'una di rito la-
partibiisj indi agli 8 marzo 1773 tino, l'altra di rito greco, e l'ospe-
gli die in successore Andrea Cac- dale. I parrochi sono fissi e per-
sinski di Benyatiecz diocesi di Mun- petui , essendo ^63 le parrocchie
kats. Pio VII nel 1817 preconizzò dell'ampia e popolata diocesi, ab-
Alessio Potoy di Gran Varadino. bracciando più comitati, ognuno
Per sua morie Gregorio XVI nel de' quali ha la sua scuola. Nove
oUobre 1837
concistoro de' 2 gli aluuui della diocesi uveuuu luo^o
MUN MUN 39
nel collegio di s. Barbnra di Vien- monarchia , e col secondo quello
nu, ed altri in diversi seminari. E- particolare a ciascun paese, che non
ranvi, e forse esistono, cinque mo- riconosceva altro superiore che i

nasteri poveri dell'ordine di s. Ba- suoi magistrati; mentre le prefet-


silio. In Munkats era una casa vi- ture erano quelle città governate
cino all'episcopio , dove adunavansi da un prefetto mandato da Roma,
gli ordinandi per essere istruiti nella non potendo avere né proprie leg-
morale e nelle cerimonie prima di gi, né propri magistrati, chiaman-

ascendere agli ordini sacri. Ogni dosi convento il primo ordine dei
nuovo vescovo è tassato ne' libri cittadini, quando le colonie e i mu-
della camera apostolica in fiorini nicipii avevano i Decurioni ( Ve-
447 ascendendo le reudite a circa
> di , non che Gonfaloniere e Po-
6000 fiorini. desta'). Nella maggior parte dei mu-
MU-MCIPALITA'. V. Mu.vici- nicipii si vedeva una simiglianza
pio, Comunità', Go-\falo?(iere. della romana repubblica avevano :

iMUNlCIPIO, Municipium. No- in vece del senato , il collegio dei


me antico di quelle città che si decurioni; in vece de' consoli i de-
governavano colle proprie loro leg- cemviri, che portavano innanzi a
gi e godevano inoltre privilegi i sé i littori con piccoli bastoni ìa
della romana cittadinanza; in se- vece di fasci, benché alcune volte
guito si nominarono muuicipii tut- abbiano portato ancora questa in-
te le città ch'ebbero un corpo di segna consolare, dalla quale vuoisi
ufiicialio di Magistrali [Vedi) de- originata la Mazza [Vedi) che pre-
stinali a governarle, corpo che si cede moltissimi magistrati muni-
disse ancora magistratura civica cipali. Alcuni duumviri si vuole
e municipalità, ed i membri che lo dal Noris e dal Fabretti che si
con)pongono municipali. I munici- chiamassero pure consoli, lo che si
pi! romani se non erano ascritti a nega dal Velsero, Rer. Aug. v.
qualche tribù non aveano il dirit- 272, dal Reinesio, var. IH, 6, e
to del suffragio e della petizione, da altri. I municipii avevano an-
e negli antichi tempi non solo si cora i dittatori, i quadrumviri, il
confusero i metodi di governo, ma potere di far nuove leggi, di crea-
altres"i i nomi coi quali una dal- re i flamini, ec. Lo ripetiamo, nei
l'altra città distinguevasi, laonde municipii in piccolo si osservavano
un medesimo paese ora dice vasi le costumanze della repubblica ro-
colonia, ora prefettura ed ora mu- mana.
nicipio. Municipio era il titolo più Ad imitazione di Roma ebbe-
illustre che potesse avere una cit- ro i municipii tre ordini di cit-
tà; imperocché, laddove le colonie tadini, l'infimo de'quali fu il ple-
e le prefetture erano obbligate a beo, cui si apparteneva di fare le
vivere colle romane leggi, il mu- leggi e di creare i magistrati; l'or-
nicipio non obbediva se non alle dine equestre n'era il secondo, di
proprie: dacché nacque la famosa molta stima particolarmente nelle
divisione di gius comune e mu- guerre, di onorevoli cariche ve-
nicipale, significandosi col primo il nendo decorato; splendidissimo di-
romano, col quale governa vansi tut- cevasi il terzo, cioè de'decurioni,
ti i popoli soggetti alla romana nella scelta de' quali molta diligeu-
4o M UN MUN
z» adopera vasi. 1 decuiiotii teneva- liani. CaìÌi Plinio numera nella Re-
no nella città il medesimo luogo tica otto municipii, nella Spagna
che in Roma i senatori, e secondo citeriore tredici, due nella Sarde-
i'omponio furono così detti, perchè gna, ed uno nel Portogallo. Nell'I-
Ja decima parte di coloro che da talia furono tra gU altri celebri i

Roma si mandavano nelle colonie municipii di quei di Cere, de'Tu-


scrivevasi al pubblico consiglio . sculani, degli Aricini, de'Nomenta-
Questa etimologia non può adat- ni, de' Tri vernati, degli Anagustri,
tarsi ai decurioni municipali, se e di più altri riferiti dal Panvinio,
uon per analogia. Attesta Plinio De rep. rom. Ili, p. 354, ^ ^^^
giuniore, che per essere decurione Sigonio, De anliq. jur. ital, II, 9.
ai colonia o in municìpio biso- In proposito de' municipii può leg-
gnava avere di capitale centomila gersi il discorso di Filippo Rona-
scudi. Era nel ceto de'decurioni mici sulla facilità dell'antica Roma
che ogni anno si sceglievano, giu- nell'ammettere alla cittadinanza ; il

stal'ampiezza della città, due, tre Maifei, Ferona illust. t. I, lib. 5;


o quattro che dicevansi duumviri, il cardinal Noris, in Cenot. Pisan.;
triumviri, o quadrumviri, /uri cli- De Vita, t. I, Tìies. ani. Benev.
cundo: questi facevano l'uffizio dei diss. 4; Everardo Ottone, De colo-
consoli, o almeno de'pretori> e co- niar. et municip. ^ Heineccio, Sintag.
me reiteravasi appresso i romani ant. Rom, App. cap. 5, i quali
il consolato, cosi ne' municipii e autori possono vedersi ancora per
uelle colonie i duumviri. Dieci dei le colonie, per le prefetture e per
medesimi decurioni eleggevansi, col le città confederate.
nome di decem primi, che al dire Delle diverse specie di municipii
di Ermogeniano presiedevano all' e- tratta ancora il Riondo nella Ro'
sazione delle gabelle, ma con que- ma trionfante,3, come de'mu- lib.

sto carico, che se il fisco faceva nicipali che partecipavano del wi«-
qualche perdita per la morte del nere, cioè delle dignità e pesi
suo debitore, erano tenuti a rein- romani, facendo le distinzioni tra
tegrare il pubblico erario. Il rima- municipe e cittadino, alcuni mune-
nente de'magistrati romani, come re essendo personali, altri patri-
i censori, gli edili (de' quali par- moniali, avendo i romani da ogni
lammo a Maestri di strade), i parte ascritto alla cittadinanza ro-
questori e simiglianli, non man- mana i più valorosi e gagliardi uo-
carono nelle colonie e nei muni- mini del mondo, per aumento e
cipii, colla medesima autorità che sostenitnento del loro impero, mol-
esercitavano in Roma. Ad imita- te volte anteponendo la .virtù di
zione di essa, i municipii poneva- tanti ignobili ai nobili. Essendo i

no similmente nelle monete


loro municipii degli antichi romani le
la lupa coi gemelli, come può ve- città della più onorevole condizio-
dersi nel VailUint, De nwnistn. aen. ne. Cicerone, De legibus, disse che
inip. in municip. et colon. Que- un municipale cittadino poteva con-
sto distinto onore del municipio, siderarsi come se due patrie aves-

dopo che romani i estesero le lo- se, una di natura, l'altra di [M'ivi-

ro armi vittoriose oltre all'Italia, legio. I municipii godevano tutti i

Ri da essi dato auclie ai non ita- privilegi de' cittadini romani, e pò-
MUN MUN 41
levano ancora sostenere le cariche il proprio suffragio ne' pubblici co-
del municipio egualmente che in mizi, ed ottenere in Roma qualun-
Roma, come attestano Svetonio e Ci- que onorevole impiego. In pro-
cerone, il quale narra che T. An- gresso di tempo, rendendosi per
nio Milone era dittatore di Lanu- ogni parte l'autorità degl' impera-
vio,quando chiedeva il consolato tori romani
monarchica, vennero
romano. Questo punto lo toccammo del tutto a deprimere i diritti del-
anco all'articolo Citta', ove sono l'antica repubblica, ed in seguito
notizie riguardanti i municipi!; men- restarono totalmente annientati i
tre all'articolo Colonia notammo !a privilegi non solo delle colonie, ma
dilFerenza che passò tra essa e il anche de'municipii, laonde dipoi
municipio, e parlammo altresì del- ne restò appena la memoria, co-
le città federate de'romani, come me testifica Aulo Gellio , Noct.
del duplice diritto delle colonie del Actic. lib. 16, cap. i3, il quale
pari alnome, vale a dire di colo- definì le colonie, emanazioni e im-
nia romana o latina. II municipio, magini delle metropoli. Il Buonar-
il ripeto,governava colle proprie
si roti,ne' suoi Medaglioni parla dei
leggi, le colonie osservavano le ro- comuni delle città, della loro sti-

mane ed erano governate dai trium- ma e autorità; de' templi eretti da


viri. Repubbliche erano quelle po- loro agli dei ed agl'imperatori, degli
polazioni le quali nella forma del onori a questi resi, feste e giuochi
governo o de' magistrati ritennero celebrati, e delle medaglie coniate
mai sempre un simulacro spirante ai medesimi. All'articolo Comumta'
di libertà, tuttoché venerassero la e Comune si disse dell'origine del-
sovranità de'romani, libertà non dis- le municipalità italiane ne' bassi
simile preservarono le città fatte tempi e loro magistrature, ciò che
partecipi della cittadinanza di Ro- meglio si descrive in molti articoli,
ma, vivendo come i munìcipii colle più dell'origine degli statuti e leggi
leggi native. Da colonia solevano i delle comuni, de' quali pure se ne
romani elevare le città grado ài tratta parzialmente in assai luoghi;
municipale o per benemerenze, o ed appena una comune aveva com-
ad istanza de'cittadini, quasi eman- promulgate le
pilato lo statuto, e
cipandole cosi dalla giurisdizione leggi municipali, le facevano cono-
della dominante da cui ripetevano scere ai loro alleati con pubblici
l'origine, per cui in certo modo bandi. Su di questo argomento si

come nuove repubbliche vivevano possono consultare seguenti auto- i

con propri magistrati, leggi e con- ri. Guidi Panciroli, Nodlia utraque

suetudini : i romani nel dichiarare cligiìitalunij cani comnienlarium de


le colonie municipii, gli davano la magislratibus municipalis, Lugdu-
qualifica a quale delle tre classi di ni 1 608. Carpani , Lucubrationes
munìcipii, esse dovessero apparte- ili jus municipale. Innoceutio, De
nere. Preneste ora Palestrina, e Ti- successione Choppi-
municipali .

bur ora Tivoli, furono da colonie ni. De legibus municipalibus Ray- .

annoverate nella terza specie di nouard, Histoire dti droit municrpal


municipii ch'erano cittadini roma- eli Fraiice, Paris iSay. Carlo Mor-

ni, e in virtìi di tale privilegio po- bio, Storie de'municipii ilalumi ,

tevano i preuesliui a liburtiai dure illuslrate con documenli inedili ,


42 MUN MUN
Milano 1837. F. Ruperti, De co stabilita nel 1825, avendovisi ag-
loniis rornanornm, Roinae i838. giunta una facoltà di medicina. La
Thomae Filipponi sacri consistoiii origine di Munster si deve a Carlo
advocati, Dissertatio ad Icgein ad Magno, il quale per favorire la
siibennda XLVI codicis, de inimì- conversione alla religione cristiana
cipìis et deciirìonibus, Ub. io, tit. de' popoli idolatri del paese, stabilì
3i, Romae 1841. Pel corpo mu- alla fine dell' Vili secolo nel
luogo
nicipale di Roma, veggasi Senato chiamato Miniiiigerode o Mìinigat-
Romano; per quello de' luoghi sog- devordia un vescovato, ed in prin-
getti al dominio della santa Sede, cipio del seguente un monastero,
e de'piivilegi concessi dai Papi, i Mona^tcrìuin, da cui prese il nome
loro molti articoli. la città. Questa nel i5i34 cadde
MUNSTER {Monaslerien). Gitlìi nelle mani del detto Giovanni di
con residenza vescovile di Germa- Leida o Rocoldo o Bockels, il qua-
nia, negli stati prussiani, capoluogo le alla testa d' una truppa d' ana-

della provincia di Westfalia, della battisti, aumuiziossi come un in-


reggenza e dei due circoli del suo viato dal cielo per riformare il ge-
nome, q 90 leghe da Berlino o nere umano governò Munster pei*
:

27 da Colonia. Posta in una gran qualche tempo,, avendone cacciato


pianura ben coltivata sulT Alie, a il vescovo ed i magistrati, ma do-
qualche distanza dal suo confluen- po quattordici mesi d' assedio e di
te coir Ems, air origine del canale ostinata difesa, la città fu finalmen-
del suo nome. Avea bastioni ed te presa d'assalto nel i535. Fatti
un castello eretto dal vescovo Cri- prigionieri Giovanni e due de'suoi
stoforo di Galea, onde contenere fanatici compagni, nel seguente an-
gli abitanti, ma
sue fortificazio-
le no per ordine del vescovo furono
ni furono distrutte nel i7G>, ed i tutti tre fatti morire fra i più or-
bastioni convertiti in pubblici pas- ribili supplizi. Nel i538 fu tenuto
seggi. Le strade principali vedousi un concilio, detto di Magonza, di
il) qualche luogo ornate di portici, Osnabrueh e di Munster, contro gli
di bellissima apparenza. Tra le sue eretici, di cui parla Lorenzo Surio

chiese è osservabile la cattedrale in Cominciti. È celebre questa città


che contiene diversi monumenti, e per aversi quivi conchiuso il 24
di cui una cappella è degna di fis- o 28 ottobre 1648 quel famoso
sare l'attenzione; poscia la chiesa trattato che mise fine alla guerra
di Lamberto, sulla cui torre si
s. de' treni' anni, e chiamossi Congres-
vedono tre gabbie di ferro nelle so [f^cdl) e trattato di Munster ed
quali furono sospese le spoglie di Osnabruck [f^edi)^ dietro il quale
Giovanni di Leida e di due dei , segui la famigerata pace di Ip'est-
suoi principali settatori, il palazzo falla {Fedi).
vescovile è poco osservabile per la Sebbene il Papa Urbano VIH
sua architettura, ma ha bei giar- fosse il primo a fare in Colonia
dini, ove si tengono corsi di bota- nel i636 per mezzo del suo nun-
nica. Questa città ha molti ospeda- zio Ginetti le prime proposte di
li, tre ginnasi, la università com- pace, pur non potè riconoscere il
posta delle facoltà di teologia e filo- trattato di Westfalia il successore
sofia, fu soppressa nel 1819 e ri- luuoceuì^u X. L' inipurutoru e la
M (J N MUN 43
Spagna vi mandarono inviati,! qua- nascere de'medialori, e le diHìcoltà
li colla mediazione del Ponteiice innumcrabili che si opponevano alle
erano disposti a trattare colla Fran- proposizioni più semplici. La lun-
cia e colla Svezia; ma per motivo ghezza della negoziazione e tanta
di questa mediazione non interven- circospezione era necessaria, poiché
ne la Francia in quel congresso, la tratta vasi di svolgere un immenso
quale unì invece colla Svezia in
si caos d' interessi opposti e di conci-
Amburgo per trattati comuni di liarli, e intanto i principi ì quali
pace. Finalmente risolvette nel non aveauo che una medesima cau-
1641 anche l'imperatore ne' pre- sa, formavano dill'erenti pretensioni.

liminari trattati d* Amburgo, di 1 principi della lega cattolica in-


trattare colle dette potenze in Muu- sensibilmente si separarono dall' iui-
ster ed Osnabruck. A cagione del peratore, della debolezza del quale
grado che si disputavano Francia già si accorgevano, per cercare nei
e Svezia o i loro inviati, e per e- suoi nemici una più utile protezio-
vitare l'incontro degli inviati lute- ne, non potendo la casa d' Austria
rani ed altri protestanti col nun- ulteriormente continuare la guerra.
zio pontificio Chigi, si scelsero quel- Le Provincie unite dell'Olanda fu-
le due città proposte dalla Fran- rono staccate dall'alleanza francese
cia e distanti sei ore una dall' al- e a* 3o gennaio
pacificate 1648
tra, e si decise che le due adunan- colla Spagna, questa acconsentendo
ze non dovessero formare che un alle cessioni che da lei si esige-
solo congresso. L'apertura di questo vano per umiliar la Francia, la qua-
primo grande consiglio o congresso le fece tulli gli sforzi per diminuire
di pace europeo avvenne del di- il potere di casa d' Austiia nelTMUi-
cembre i644- 1" IMunster si trattò pero e nella Spagna slessa, ove re-
tutto per mezzo di mediatori, il gnavano i suoi principi: la Fran-
nmizio d'Innocenzo Xj e l'amba- cia e la Svezia si arricchirono del-
sciatore della repubblica di Vene- le sue spoglie, avendone
i loro mi-
zia; ad Osnabruck immediatamen- nistriabilmente superate le diflicol-
te fra le parti interessate. Doppio tà apposte dalle corti di Vienna e
per tanto riuscì il congresso, a me- di Madrid. Fu dunque sottoscritta
glio dire due furono veramente i la pace dell' impero colla Francia
congressi che dierono luogo alla e la Svezia li 28 ottobre 1648; e
memorata pace; quello di Munsler in conseguenza della convenzione
tenuto dai cattolici, e quello di O- di rs'oriuìberga de' 3o luglio i65o,
snubruck formato dai protestanti. Ottavio Piccoloroini d' Aragona e
In questi congressi le cose vennero Carlo Gustavo principe palatino,
da principio discusse con estrema generali delle armate imperiali e
Itiilezza, I plenipotenziari si anda- svezzesi, furono incaricati di farne
vano vicendevolmente esaminando fedelmente eseguire gli articoli^ i

e scandagliando ; ciascuno temeva quali furono posti a legge di di-


che il suo avversario non si pre- ritto pubblico europeo ne' trattati
valesse delle sue condiscendenze e che ne seguirono e che condussero
perfino della sua facilità in ascol- alla pace di Westfalia, contro la
tare le prime proposizioni quindi : quale protestò a Munsler il nunzio
r iuibarazzo che sempre tornava a Chigi, poi Alessandro VII, ai i4
44 MUN MUN
e 28 ottobre i648j protesta che fe«8Ìone d'Augusta e la pretesa rifor-
fu rinnovala da Innocenzo X, che mata non si fece però difficoltà
;

trovando la pace ingiuriosa allo al duca d' Holstein intorno ni feudi


stesso impero e perniciosa alla re- che possedeva quando abbracciò la
pubblica cristiana, colla bolla Zelo religione greca, poi imperatore di
domus Dei, de' 20 novembre 1648, Russia Pietro III, sembrando la
Bull. Rom. t. VI, par. Ili, p. 17 3, disposizione solamente
risguardare
la riprovò e condannò, chiamandola i sudditi. Di questi doppi congres-
perversa ed empia. Nel voi. XXIX, si di Munster ed Osnabruck, e del-

p. 166 e 167; e XL, p. 197 e la pace di Westfalia, scrissero più


198 del Dizionario, oltre quanto scrittori, fra' quali i seguenti. Cri-
ai loro luoghi diciamo particolar- stoforo Forstnero, Epistolae de ne-
mente, si riferirono i principali ar- godo pacìs Osnabntgensis, Mons-
ticoli della pace, come la libertà pelgarti i656. Filippo Andrea Bur-
di coscienza ed il libero esercizio goldensio. Discursus in instrumen-
della pretesa riforma protestante ,
tum pacis OsnabrugO'AIonaslerien-
ai principi della qual comunione si, 1669. Adamo Adami,
Freisfadii
furono concessi molti beni ecclesia- Relalio de pace Osna-
historica
stici anche delle molte sedi vesco- brugo-Monasteriensi Francofurti ,

vili abolite e che enumerammo; as- 1707. IsaccoVolmaro de Riden,


sicurati i diritti degli stati, principi Diarium actorum puhlicorum in-
ed elettori di Germania, e stabilito strumenti paci PVestphalicae ab
il governo di essa su basi più so- an. 1643 ad 1648, Francofurti
lide, con eguaglianza tra cattolici 17 IO. Tobia Pfannero, Hisloria pa-
e protestanti ; divisi gli uffizi pub- cis PVestphalicae, Gothae 1697.
blici tra gì' individui delle diverse Anonimo, Mémoires et négociaiions
comunioni, con alternativa nelle ca- secretesde la cour de France tou-
riche uniche,dovendo godere egua- chant la paix de Munster, Am-
glianza di privilegi civili cattolici sterdam 17 IO. Guglielmo Giacin-
ed acattolici, e nelle assemblee e die- to Bougeant gesuita francese, Sto-
te il numero
de'deputali dell'una e ria del trattalo di ^Vestfalia, ov-
dell'altra religione sarà eguale, così vero de' negoziali che si fecero a
i commissari straordinari nelle con- Munster e ad Osnabruck, per ri-
tese ; ne' dispareri, l' affare sarà ri- stabilire la pace fra tutte le po-
messo alla dieta generale dell' im- tenze d' Europa, composta princi-
pero : in generale si ripristinarono palmente sulle memorie della cor-
le cose germaniche, quanto alla re- te e de' plenipotenziari di Francia,
ligione, come si trovavano nel 1624- Parigi 1744"
Escluso il potere del Papa ne' luo- Dopo la vicenda di Giovanni di
ghi di confessione diversa dalla rp- Leida, voleva la città di Munster
mana, le prelature di essi si rice- essere considerata come città im-
veranno per investitura dall' impe- periale; ma Giovanni Gahlen suo
ratore; però ne' luoghi misti fu al vescovo, l'obbligò nel 1661 a ri-
Papa conservato il diritto circa ai conoscere l'autorità de'suoi prelati.
benefizi cattolici. Propriamente fu- Fu la cillà occupata dagli alleati
rono riconosciute nell'i ui pero tre re- nel 17 SG, e dai francesi nell'anno
ligioni, la cattolica, quella della con- seguente. Era stata ceduta alla
.

MUN MUN 45
Pruisia nel 1800; ma presa dai sidie degli eretici, ed a procurare
francesi nel 1806, fu da Napoleone che 1* elezione del vescovo proce-
compresa nel granducato di Berg desse con libertà, e secondo i pria-
nel 1809. Divenne nel 1810 nel- cipii della cattolica fede. Per man-
l' impero francese il capoluogo del tenere poi la pace nel capitolo, do-
dipartimento della Lippe, e poscia po da esso l'elezione, Clemente
fatta
fu restituita alla Prussia. XI adoperò con più lettere al no-
si

La sede vescovile dice Coraman- vello vescovo Francesco Arnaldo, e


ville che fu eretta nel 790 sotto al capitolo medesimo. Ad istanza del
la metropoli di Colonia, di cui è duca di Baviera, Clemente XI con-
tuttora suffraganea, il cui vescovo cesse nel 1719 pel di lui figlio
divenne principe dell'impero con Clemente Augusto l'indulto aposto-
ampio dominio ,
potendo armare lico di eliggibilità alle chiese vacan-
3o,ooo uomini. Altri sostengono ti di Munster e Paderbona, con
istituito il vescovato più tardi. Car- condizione che dovesse essei'e forni-
lo Magno nominò primo vescovo s. to di tutte quelle virtù che con-
Ludgero neir8o2, il quale morì vengono alla dignità episcopale .

neir 809, e la chiesa ne onora la Eletto Clemente Augusto alle due


memoria a' 16 marzo, venerando chiese quale amministratore, il Pa-
per apostolo della Westfalia s pa ne confermò l'elezione: fu pure
Suidberto, che alcuni credettero arcivescovo ed elettore di Colonia,
canonizzato da s. Leone III, falsa- ed amministratore eziandio di Hil-
mente ingannati da una lettera che deshein e di Osnabruck, poscia nel
si attribuisce a s. Ludgero. A que- 1727 consagrato nella chiesa della
sti successero, il di lui nipote s. Quercia di Viterbo da Benedetto
Gerfrido, morto neir839; s. Alfri- XIII. Continuarono gli arcivescovi
do cugino di questo ultimo morto suoi successori ad esserne ammini-
neir 849. In progresso di tempo stratori, e fu l'ultimo (ad onta del-
Munster fu unito in amministra- le opposizioni del capitolo e di alcu-
zione all'elettore arcivescovo di Co- ne corti, riportate dal Bercastel lib.
IcTÙa {f^edi), che s'intitolava ve- 98) Massimiliano d' Austria fratel-
scovo, riportando la serie de'vesco- lo di Giuseppe II, succeduto per
vi sino a Clemente Augusto del coadiutoria. Di lui suffragaueo fu
17 19 la Storia di Germania voi. Gaspare Massimiliano libero ba-
I, proseguita sino ad oggi dalle an- rone di Droste de Vischering di
nuali Notizie di Roma. Solo fa- Vorheim diocesi di Munster, fatto
remo menzione di Ferdinando di da Pio VI nell'anno 1795 vesco-
Furstemberg del 1682, vescovo di vo di Gerico in parlibiis. Morto
Paderbona e di Munster, che isti- nel 1801 Massimiliano, il capitolo
tuì la pia opera Ferdinandea per di Colonia procedette all'elezione
la propagazione della fede, di cui si dell'arciduca Antonio, esempio che
fa cenno ad Oshabbuch. Clemente venne imitato dal capitolo di Mun-
XI nel 1706 riprovò i brogli d'al- ster, che fece scelta del personag-
cuni, che per vie dolose si procu- gio stesso a suo principe vescovo,
ravano il vescovato di Munster, ciò che approvò l'imperatore Fran-
scrivendone al vescovo di Paderbo- cesco II a'i4 ottobre; ma la Prus-
na, che esortò ad opporsi alle in* sia ch'era divenuta signora di Muu-
/16 MUN MU i\

sler reclamò alla dieta contro la gioso difensore de'suoi diritti, e la


rloliberazioiic presa del capitolo di diocesi un vigile pastore. In vigo-
Munsler, trovando illei;ale reiezio- re dell'indulto apostolico il capito-
ne, perchè agognava al pieno pos- lo procedette all'elozione del succes-
sesso del principato come porzione sore nella persona di Giorgio Kel-
de' compensi promessi dai li-attati lermann della diocesi di Munster,
rarrati a Germania, cpiando vera- nato in Trechencorst, decano della
mente né il trattato di Rastadt, chiesa di s. Ludgero, canonico nu-
né quello di Lnneville sospendeva- merario della cattedrale, esamina-
no nel capitolo rpiesto diritto. Re- tore sinodale e pi-ofessore di teo-
stò pertanto il sufiraganeo Droste logia neir accademiaMunster. di
ad amministrare la diocesi, e con- Con decreto della congiegaziono
linuò ad essere sufflaganeo quando concistoriale ne confermò l'elezione
Pio VII a'28 agosto 1820 traslatò il regnante Pio IX, ma mentre
da Corheia al vescovato di Mun- era per preconizzarlo nel concisto-
ster Ferdinando de* baroni di Lu- ro de' 12 a[)rile 1847, essendosi
ning, nato in GIcAV^el diocesi di anche stampata la proposizione
Colonia. DipoiLeone XII a'19 di- concistoriale, giunse in Roma la

cembre dichiarò effettivo vescovo notizia di sua morte. Quindi il Pa-


di Miinster il Droste, cui assegnò pa nel concistoro del 4 ottobre,
per suffraganeo a'9 aprile 1827 il approvando l'elezione ftitta dal ca-
di lui fratello Clemente Augusto, pitolo con indulto apostolico, pre-
clic Gregorio XVI nel i836 tra- conizzò monsignor Giorgio Miiller
.sferì a Colonia, ove narrammo le d'Arlzheim, fatto nel i844 da
sue gesta, che lo resero esempio Gregorio XVI vescovo di Tauma-
di fortezza sacerdotale. In tale oc- co e suffraganeo di Treveri.
casione quel Pontefice nel concisto- La cattedrale ampia e di ottima
ro de'a novembre nominò vesco-
I struttura, sotto l'invocazione de' ss.

vo di Hebron in parLihnx monsi- Pietro Paolo , ed anche di s.


e
gnor Francesco Arnaldo Melchers Lamberto, ha il fonte sacro, e la
di Werne diocesi di Munster, suf- cura d'anime esercitata dal capito-
fraganeo del vescovo, come lo è lo. Questo si compone di due di-
ancora, canonico penitenziere della gnità, prima delle quali è il pre-
cattedrale . Monsignore Gaspare posto, di otto canonici numerari
INIassìmiliano di Droste ebbe la comprese le prebende di teologo e
consolazione di vedere per lui ce- penitenziere, di beneficiati vicari, e
lebralo in Munster ai 5 settembre di altri preti e chierici. L'episco-
1845 il giubileo vescovile o fèsta pio n' è alquanto distante. In citl:i

del cinquantesimo anniversario di sonovi altre sei chiese parrocchiali


sua episcopale consagrazione, con con batlisterio, orfanotrofio, confra-
.solenne processione notturna fatta ternite e seminario. La diocesi si

dai cittadini, e nella seguente mattina estende in ventotfo leghe di terri-


in cattedrale fu solennizzato il divino torio per lunghezza, ed in quindi-
Vifljzio coll'assistenza di dodici vescovi. ci per larghezza. Ogni nuovo ve-

Quindi carico d'anni e di meriti, scovo è tassato ne'libri della came-


morì a' 3 agosto 1 846 ,
perdendo ra apostolica in fiorini 666, e lo

così la Chiesa cattolica un coiog- rendile ascendono a 8000 talleri,


MUR MUR 47
corrispondenti a seimila scudi as- fosse il preferito dagli dei. Ciò
segnati dal governo prussiano. stabilito, i due fratelli ascesero due
MURA DI ROMA. Lasciando da diversi colli; Remo dall'Aventino
parte i dispareri fra gli antichi e osservò primo il volo di sei
pel
moderni scrittori sulla fondazione mentre Romolo dal Pala-
avvoltoi,
di Roma [fedi), e seguendo quel- tino ne vide dodici poco dopo.
li che r attribuiscono a Romolo e Non pertanto sembrò chiara la de-
Remo, questi fratelli menando vita cisione dell' augurio, giacché uno
semplice e pastorale, e perseguitan- pretendeva essere il prescelto per
do coraggiosamente ladroni degli i aver veduto il primo, l'altro per-
armenti che scorrevano le campa- chè vantava aver veduto maggior
gne presso il Tevere [Vedi), pote- numero di uccelli. Durava tuttavia
jono riporre sul trono d'Alba Lon- la disputa, fomentata dal partito
ga (di cui parlammo a Lazio) il che ogni fratello seguiva, quando
re Numitore loi"0 avo. Furono si venne alle mani: Romolo co'suoi
quindi riguardati come capi delle riportarono il vantaggio, e nella
borgate (donate loro dal ricono- EulFa Remo rimase ucciso, indi se«
scente avo) stanziate lungo il fiu- polto dal fratello in Remonia ; al-
me, in modo tale, ch'essendosi que- tri dicono che Remo restasse estin-
ste aumentate di molto, cresciuto to sulle mura della città sorgente
il numero degli abitanti, stabiliro- dal fratello per impeto, onde pu-
no edificare una città, che
essi di nire il disprezzo alfettato col qua-
cinta mura, dusse asilo ai loro
di le saltò le mura da lui erette ,

compagni, e ponesse in sicuro le o le fosse di Ad onorarne


recinto.
loro proprietà dalle incursioni dei almeno la memoria Romolo istituì
vicini prepotenti, e dalla rapacità in onore del morto le Remurie.
<lc'ladri. Sorse quindi discordia fra Libero Romolo da ogni com-
i due fratelli intorno alla scella petitore, diede mano alla fondazio-
del luogo ove meglio convenisse ne della o la progredì con
città,
edificare lanuova città. Poiché Ro- più energia, avendo perciò chiama-
molo aveva divisato di collocaila to dall'Etruria uomini iniziati del-
sul Monte Palatino [V. Mokti o le sacre cose, i quali insegnassero
Colli di Roma), mentre Remo vo- e dirigessero il rito nella formale
leva fosse edificata su d'una colli- e solenne designazione delle sue
na poco distante dal Tevere, alcu- mura. Eseguite le cerimonie, Ro-
ni dicono l'Aventino, il qual luogo molo attaccò ad un aratro guarni-
fu quindi dal di lui nome appel- to di vomere di bronzo, un bue o
lala Remuria o Rcinonia. Ad una toro ed una vacca, e con esso trac-
tal dispula univasi pur quella del ciò un solco, lasciando lo spazio
comando della futura città, poiché destinalo all' ingresso con alzare
ognuno de' fratelli credeva aver lo dalla terra il solco, che portavasi
stesso dirilto all'impero, per essere in avanti; spazio che si disse por-
nati gemelli. Fattosi Numitore ar- ta, perché ivi l'aratro veniva por-
bitro della lite, li consigliò a con- tato. V. Porte di Roma. Lo spa-
sultare il volo degli uccelli, secon- zio poi che restò, entro e fuoii at-
do ilcostume superstÌ2Ìoso d'alio- tiguo alle mura, si disse pomerio
la, onde conoscere quale dei due (quasi posi mitrum), consideraudose-
48 MUR MUR
ne poscia il terreno come sacro, dal marchese Luigi Biondi, presi-
onde impedire che niuno fabbri- dente della poutillcia accademia
casse entro quel recinto, e così le romana di archeologia, in occasio-
mura rimanessero libere alla dife- ne di celebrare l'anno 2 583 dalla
sa. La nuova città fu ben piccola, fondazione dell'ahna città, e pub-
poiché Romolo non circondò che blicato in Roma con questo titolo:
il solo monte Palatino, e cominciò // Natale di Roma, ec. Avendo
il suo solco al nord del colle, di- Romolo stabilito di formare de'ro-
rigendolo al sud, e progredendo mani e sabini una sola nazione,
lungo il lato occidentale del me- destinò monte Satur-
ai secondi il

desimo; lo circuì tutto, facendo ri- nio o Capitolino, una parie del
torno al punto d'onde erasi dipar- monte Quirinale e del Celio, non
tito per circa un miglio, ed in però incluse que' colli nel recinto
questo circuito fu innalzato il mu- della città, gli ebbero per sobborgo,
ro di recinto, lasciando aperte tre il primo sabini, il secondo i ro-
i

porte corrispondenti ai tre accessi mani : inoltre nel Celio pose a stan-
naturali del monte. La prima fra ziare gli etrusci venuti in suo soc-
le chiese di s. Teodoro e a. Ana- corso.
stasia, la seconda incontro la chie- Numa Pompilio secondo re di
sa di s. Gregorio, la terza prossi- Roma, per l'aumento degli abitan-
ma all'arco di Tito, chiamandosi ti vedendo mal sicura la parte di
Mugonia, Capena, Romana. La pri- città popolata fuori del Palatino,
ma forma della città fu quadrata. la circondò di mura, formando un
La maggior parte degli storici e cro- nuovo recinto. Rinchiuse in questo
nologi convengono che la fondazio- il monte Capitolino, che sebbene
ne dell'alma Roma avvenne l'anno abitato non avea. altre mura che
IH della VI olimpiade, corrispon- quelle della cittadella, e vi unì la
dente all'anno del mondo 3 2 52, parte più prossima al monte Qui-
dopo la caduta di Troia 435, ed rinale; aprì nuove porte, restando
avanti l'era nostra 750; laonde da inutili alcune del primitivo recin-
quell'epoca sino al presente anno to. Nell'anno 82 di R.oma gli suc-
1847, Roma conta 2597 anni di cesse il re Tulio Ostilio, che aven-
gloriosa esistenza. Tutti poi sono do vinto gli albaili li obbligò veni-
d'accordo che il giorno in cui Ro- re a Roma per accrescerne la po-
molo pose le fondamenta della cit- polazione, e aOìue di aumentare il

tà sia 21 oprile natale di Roma,


il recinto della città, cinse di mura
festa delle Palilie, giorno festeg- il Celio, e vi collocò il popolo de-
giato sempre, anco sotto gl'impe- bellato. A lui successe Anco Mar-
ratori cristianisommi Pon-
ed i zio, che superati i latini, e distrut-
tefici, come accennammo nei voi. te alcune loro città, li forzò ad
I, p. 4o e 4i, e XIV, p. 208 del abitare Roma, la cui popolazione
Dizionario, ove sì disse come ebbe essendo cresciuta a dismisura, in-
origine l'attuale festeggiamento del- grand» anch' egli la città. Collocò
l'accademia d'archeologia e di quel- sull'Aventino molti latini, ed altri
la del patriziato sabino. Al fine di ne situò nella valle Murcia, tra es-
quest'articolo daremo un sunto del so e il Palatino. Fortificò la città
ragionamento pronunziato nel i834 nella parte occidealale confiuautc
MUR MUR 49
coirEtmria, e fondò la rocca sul anche fuori del recinto; il solo re-
monte Gianicolo. Tarquinio Prisco cinto sacro si portava più in fuori,
quarto re di Roma, per T incre- a cingere il nuovo abitato. Né dì
mento della popolaiione, divisò cir- mura ebbe più necessità Roma sot-
condare la città di mura più soli- to l'impero, mentre ingrandita di
de, composte di pietre quadrate e tanto la sua possanza, e padrona
tagliate regolarmente; ma le guer- della più gran parte del mondo,
re appena gii permisero cominciar non ebbe più temere le nemiche
a
l'opera, che proseguì il successore aggressioni, e perciò per circa 800
Servio rendendo le mura
Tullio, anni sino all'impero di Aureliano,
anche più munite: aggiunse alla che incominciò l'anno 270 dell'era
vecchia città il rimanente del Qui- nostra, non si trova menzione di
rinale ed i colli Viminale ed E- nuove mura, ma soltanto dilatazio-
squìlino, é così Roma ebbe inclu- ne del pomerio, come fecero Siila
se nel suo recinto sette colline o e Giulio Cesare, con ingrandimen-
monti, non contando il Gianicolo, to e aggiunta di edifizi. Augusto
ch'essendo di là del fiume fu ri- primo imperatore romano, fiorito
guardato come una cittadella. Le 3o anni avanti l'era nostra, dilatò
nuove mura di Servio furono for- il pomerio e nobilitò R.oraa di ma-
mate di pietre quadrate o quadri- gnifici edifizi con solidità maggiore
lunghe, tagliate tutte con arte, ed degli afitichi e marmi fini. Am-
insieme unite senza cemento, si- pliarono pomerio Clau-
ancora il

tuale in gran parte sul ciglio dei dio e Nerone, ed il primo conces-
colli, guarnite di torri e fiancheg- se tal sacro recinto anche all'Aven-
giate nel piano da fossati profondi, tino. Per l'abbondanza della popo-
per cui presentavano una difesa lazione finalmente Traiano allargò
quasi insuperabile; mura che ferme il pomerio, ed abbelPi la città di
rimasero nella maggior potenza di splendidi monumenti, essendo allo-
Roma. Fu la materia una tufa ra il delle mura tredici
circuito
vulcanica detta litoide, di cui ab- miglia ed un quinto, al dire di Pli-
bonda il suolo di Pioma. Lungo nio. Abbiamo di Giuseppe Bian-
la sommità del Quirinale, Vimina- chini, Delle porle e mura di Ro-
le ed Esquilino, parte più esposta ma, ivi 1747- Crph. Behr, De
agli attacchi de'nemici per la faci- inuris Urbis Romae conjectura ,
lità dell'accesso, Servio Tullio in- Dantisci 1689. Bernardini, Descrizio-
nalzò famoso argine detto agge-
il ne de' rioni di 744> ^^
Roma, ivi 1

re Tulliano, ancora in parie visibile: Romanoruni imperatorum, et ss. Pon-

incominciava dal ponte Palatino, e tificum sollecitudo in conservandis


terminava all'arco di Gallieno pres- veleribus monunientis, Romae 1828.
so la chiesa di s. Vito, calcolando- Andrea Boricchi, Diss. de Romae
si allora il recinto delle mura del- Urbis primordio et ambila usque
la città a otto miglia. Le mura di Aureliani aevium, Hafnae 1686.
Servio ebbero anch'esse il porpe- Stefano Piale, Del circuito delle
rio, dilatazione del quale ebbe
la mura di Roma fatte da Aurelia-
luogo talvolta senza che si edificas- no, dissertazione, Roma 182 3, nel
sero nuove mura, poiché crescen- t. I, par. 2, p. 95 degli Alti de.l-

do la popolazione, prese abitazione Vaccad. rom. d'archeologia. Meglio


voi. XT,VU, 4
5o MUR MlTR
si può veflere ne' ciliari autori: A. Piale confuta il testo di Vopisco,
Nibby, Mura dì Roma e pian fa, che scrisse essere state ampliate le
Roma nel i838 descr'utaj e raar- mura da Aureliano con un giro
chese Giuseppe Mclchiorri, Guida di cinquanta miglia, ch'egli spiega
melodica di Roma, ivi 1840, secon- per piedi,probabilmente per aver
da edizione. Già il Nibby nel 1820 l'amanuense saltata tal parola,
aveva pubblicato in Roma Le : quale ommissione ammessa risulte-
mura di Roma disegnale da sir rebbe il numero di dieci miglia, e
FFilliam Geli , ìlluslrale con le- ne adduce le prove di fatto. La
sto e note. fretta con la quale furono edifica-
L' imperatore Aureliano consi- te queste mura, fece si, che per
derando essere la città ormai trop- risparmio di tempo e di materiali
po cresciuta , e la sua parte non venissero nella loro linea compresi
cinta di mura essere esposta alle molli monumenti, e quegli edifìzi
incursioni nemiche, il recinto in- che s'incontrarono. Vi furono per-
terno non abbastanza difeso , e ciò comprese le sostruzioni del col-
rovinato in parte, sobborghi sco- i le degli orti o sia del Pmcio, det-
perti a dismisura cresciuti, e so- to muro torto, gli alloggiamenti
prattutto la sicurezza degli edi- de'pretoriani, l'acquedotto Claudio,
fìzi nobilissimi esistenti nel campo l'anfiteatro castrense, il sepolcro pi-
di Marte, rimasto sempre sino da- ramidale di Caio Cesilo, e vari al-
gli antichi tempi fuori del recinto tri monumenti. Da che
ciò risulta
della città, lo indussero a provve- il giro delle mura di Aureliano fu
dere alla difesa di Roma, il cui lo stesso che il presente, meno il

dominio già veniva da ogni parte Vaticano, che non fu recinto, ed


minacciato dai popoli del setten- il Trastevere, del quale non ne
trione; e già sotto Gallieno, mor- venne rinchiusa che una parte .

to nel 268, la città fu minacciata Essendo stata la principal causa


dai barbari. A togliere dunque delle nuove mura, la precinzione
ogni timore di nemica sorpresa, co- del Campo Marzio, onde meglio
minciò Aureliano nel 271 ad am- custodirlo, ebbero queste origine
pliare il circuito, e circondare la alla sponda sinistra del fiume pres-
città con nuove mura, guarnite di so la porta Flaminia, dove comin-
torri, dopo aver consultato il sena- ciano in oggi. Il Pincio che sten-
to. Le mura furono costruite di de sua punta
la verso il fiume,
opera laterizia , come si scorge presentava allora un accesso assai
da molti avanzi che esistono anco- ristretto al suddetto campo: perciò
ra, ed il loro circuito fu poco mi- le mura di Aureliano lo cinsero
nore di quello del pomerio, cioè verso l'oriente, e quindi circondan-
di circa dodici miglia, altri esage- do i colli Quirinale, Viminale ed
randone r estensione: osserva il Esquilino, allungavansi intorno al
Nibby che prima di Aureliano, sot- Celio ed all'Aventino, ed allargan-
to Vespasiano e Tito, il circuito dosi per includere il monte Te-
di Roma era di otto miglia e due- staccio giungevano al fiume. Nel
cento passi, essendo errata la cifra Trastevere avevano il loro princi-
riportata ne' testi di Plinio, di tre- pio alla sponda destra, molto piìi
dici miglia e duecento piedi. 11 infuori della odierna porta Porte*
. ^

WUR MtJR 5i
se, e di là salendo il lato meri- Maggiore: da quanto si vede, il

dinnale del Gianicolo, con una li- recinto attuale di Roma fu fatto
nea semi-retta andavano a toccare in tempo timore
ed angustia,
di
la porta di s. Pancrazio, per quia- poiché furono o profanatichiusi
di discendere con un'altra simile sepolcri nel giro delle mura, segno
linea sino alla porta Setlituiana certo che il cangiamento di reli-
Non potè Aureliano condurre a ter- gione era di già quasi compito, es-
mine il descritto recinto; ma Pro- sendo noto con quanto e quale
bo proclamalo imperatore nel 276, rispetto i pagani riguardarono sif-
gli diede compicnento. fattimonumenti Osserva il Piale .

Costantino con l'edificazione di Co- che Arcadie ed Onorio restaura-


stantinopoli trasportandovi la sede rono le mura, le torri e le porte,
dell'impero romano nei 33o, e divi- e vi aggiunsero un piccolo tratto
dendo questo tra 'suoi fi^li in orienta- del Gianicolo.
le ed occidentale, die principio al de- I goti nel 4^9 per la prima
cadimento di Roma : la città venne volta saccheggiarono Roma, com-
spopolata, ludi troppo estesa per mettendo barbare devastazioni, sof-
potersi difendei'e, fu trascurata, e frendo le mura qualche guasto dal
le guerre tra gl'imperatori de'due canto di porla Salaria, rovina che
imperi ne fecero perdere il lustro. ben presto riparò Onorio nel 4' 2,
Tali discordie mossero barbari a i quando recatosi a Roma ne ordinò
profittarne, e vendicare in un sol il restauro. La città soffrì quindi
punto le tante sconfitte cui erano saccheggio e depredazione per quan-
slati soggetti. Divenuto nel SgS to fecero i vandali nel ^^5, i qua-
imperatore d' occidente Onorio, te- li recarono maggior desolazione al-
mendo questi per la città, onde l'infelice vennero trasportate
città:
prevenire le incursioni che già i a Cartagine le spoglie del tempio
barbari avevano fatte più volle in di Gerusalemme che conserva vansi
Italia, di risarcire alla me-
pensò nel palazzo imperiale del Palatino ;

glio le suemura, dandone la cura tuttavolta s. Leone I Magno ot-


a Flavio Macrobio Longiniano pre- tenne dal re de' vandali Genserico^
fetto della città. Il recinto di Au- che la città fosse immune dall'in-
reliano divenuto dopo la traslazio- cendio e dalla strage, e serabi-a
ne dell'impero inutile affatto, non probabile che le mura soffrissero
racchiudendo le mura che rovine, alcun guasto dal canto dell'ingres-
perchè da lui edificato in fretta e so dalla parte di Porto, ove sbar-
in furia e con ogni sorta di ma- carono i nemici. Ricimere genero
teriali , fu riparato , fortificato e dell'imperatole Antemio nel 47
munito di solide torri; le mu- prese e saccheggiò Roma, finche
ra vennero guarnite di merli, e le gli eruli nel 4? 6 operando simile
porle rifatte Terminata l' opera
. invasione, occupata Roma, dierono
neir anno ^01 e fattane la de- fine all'impero romano d'occidente.
dicazione, venne lasciato memoria Nel 493 segui la sua seconda occupa-
di questo ristauro in tante iscrizio- zione per opera di Teodorico re dei
ni poste sopra le porte, ed esisto- visigoti, il quale recandosi in Roma
no quelle delle porte Tiburtina e nel5oo fu solennemente accolto
Preneslioa, cioè di s. Lorenzo e da Papa s. Simmaco e dal popò-
52 MUR I\1UR
lo ; fece restaurare gli edifizi, il tamente fra le porte Nomenta-
palazzo imperiale, e le mura della na, Tiburtina, Ostiense, Prenestinn,
città che tanto avevano sofferto, al di s. Giovanni, Latina, Appia. Il

quale effetto assegnò duecento lib- Cancellieri dice che Belisario fini
bre d' oro annue da ricavarsi sul di rinchiudere nel circuito delle
dazio del vino, e su questo in se- mura il Cnmpo Marzio; aggiunge
guito ì Pontefici assegnarono le che il popolo penuriando sui col-

rendite pel medesimo restauro del- li l'acqua, si ridusse ne'iuoglii bas-


le mura. Dal dominio de' goti nel si intorno al Tevere, restringendo-
536 greco Belisario liberò Ro-
il si il circuito a quattordici miglia,
ma, occupandola per l' imperatore come riporta a p. 5'j AcAVAna di
d' oriente Giustiniano I. Prima sua Roma. Nel 549 tornò Totila all'as-
cura fu quella di risarcire le mu- sedio, che vi entrò come prima
ra in gran parte deboli o cadenti pei traditori isauri ; però invece
per tanti assedi: le cinse di fosse di devastare, rip^u'ò le mura e re-
profonde, e vi costruì de merli in staurò gli edifizi rovinatij riducen-
forma angolare con piccolo riporto do meglio, come avea incominciato
a mano sinistra, onde meglio prov- Teodorico, il Mausoleo d' Adriano
vedere alla sicurezza de' difensori, a fortezza, e vi unì con un recin-
ma il lavoro fu fatto con fretta. to una piccola parte della città.
Appena terminato alla meglio il Giustiniano I nel 552 spedì a Ro-
restauro delle mura, Belisario nel ma Narsele, che scalò le mura, 'e
537 fu lungamente assediato da cacciò goti dal Mausoleo e da
i

Vitige re de'goti, che per la vasti- Roma . Nel 554 a"ch' egli diede
tà del recinto formò sette campi, mano a ristorare le mura e i

battendo le mura specialmente fra Ponti di Roma [Vedi) sull' Anie-


le porte Flaminia e Salaria; ta- ne che i goti aveano distrutto. Sta-
gliò gli AcquedoUi [Vedi), ed ab- bilita la sede della greca domina-
bandonò l'assedio. Nel 545 l'asse- zione in Ravenna, restò Roma ab-
diò l'altro re goto Totila con mol- bandonata a provvedere alla pro-
ta regolarità, come valida fu la pria difesa contro le incursioni dei
resistenza: tradimento entrò
per longobardi, e solo i Papi colla lo-

in Roma nel 546, l'abbandonò al ro autorità e vigilanza, massime


saccheggio, e solo potè Belisario ri- s. Gregorio I nel 598, giunsero a
sparmiarne l'incendio. Ne tolse pe- preservare la città dalle loro inva-
rò le porte, buona parte di mura sioni e rovine. Intanto i Pontefici
e circa un terzo del recinto atter- cominciarono R.oma ad avere in

rò, e poscia tornò ad occuparla una specie di dominio, come lo


Belisario, che fu sua prima solle- avevano assoluto di molte terre,
citudine rialzar le mura distrutte, città e patrimoni al di
ftioii. Ves-

nello spazio di 25 giorni, facendo sati continuamente dalle finzioni

uso per materiali d'ogni sorta di guerresche, mosse bene spesso da


pietre, frammenti di marmo e ter- causa di religione, travagliati nel-
ra senza calce, e rinforzate con pa- la città dai partiti, sovente ricor-
li: gli avanzi di questo precipitoso sero ai governi piti vicini per po-
restauro o piuttosto trinc<^rameiito ter resistere al furore delle parti
si vedono ne' tratti di mura segna- che dominavano iu Roma , all^
,

MUR MUR 53
violenze de' ministri impeiiali ed muni della Toscana e della Cam-
esdrclii, e talvolta per salvar la pania al suo dominio soggette, il

città dalle incursioni de'barbari. A popolo di Roma e del ducato al-


questa scopo diedero essi mano l'opera, assegnando a ciascuno una
più volte a riparare le mura parte di mura da risarcire, toglien-
della città. Il Papa Sisinnio stabili do dal tesoro pontifìcio il denaro
di ristorare le mura, ed a questo occorrente, che si fa ascendere a
etfetto aveva preparato materiali i mille cento libbre d'oro. Al decli-
e fatta cuocere la calcina, quando nar dell' Vili secolo la città con-
lo colse la morte a'y febbraio 708. servava l'antico circuito di Aure-
Assunto nel 710 al pontificato liano e di Onorio: le sue mura
s. Gregorio II, mandò ad effetto il erano difese da 887 torri guarni-
divisamento, incominciandosi a la- te da 7079 merli; vi si contavano
vorare presso la porta Tiburtina iDgS finestre maggiori, 1576 mi-
ora s. Loreuzo, e fu compito il nori, 116 necessari o latrine, e vi
restauro nel 726: molto di più si entrava per quattordici porte e
avrebbe fatto, se i longobardi non cinque porticine o posterie. Termi-
gli occupavano la città di Cuma, nato il regno de'longobardi, Roma
ch'era della chiesa romana, e se si vide minacciala dai saraceni
non insorgevano le vertenze del- che a tempo di Sergio II non po-
l'imperatore Leone persecutore del- tendo occuparla come ben munita,
le sacre immagini, per cui ne re- dierono il guasto al suo circonda-
stò distolto. In tanta malvagità di rio, ed il sacco alle basiliche di s.
tempi i romaui ebbero a solo rifu- Pietro e di s. Paolo, ch'erano fuo-
gio Papi, che con paterna solle-
i ri delle mura, e scoperte d'ogni
citudine si occuparono della salvez- difesa. A togliere per l'avvenire un
za comune, difendendo gli oppres- tal pericolo, s. Leone IV pensò di
si, affrontando i prepotenti patrizi cingere di mura
Vaticano che il

e le sevizie de' ministri imperiali. conteneva la prima ed i propin-


Stanco il senato e popolo di Ro- qui borghij secondando l'idea di s.
ma suo ducato delloppressione
e Leone III, che avea cominciato a
continua de'greci, ne scossero il gettar le fondamenta di quel re-
giogo e spontaneamente riconobbe- cinto, che incominciato nell' 848
ro Gregorio II per sovrano, on-
s. da s. Leone IV, felicemente Io
de da lui incomincia il domino compì, e formando una nuova cit-
temporale de' Pontefici su Roma e tà separata dal resto di Roma, la
suo ducato. Nel 78 x gli successe chiamò Leonina [Fedì). Già
Città
s. Gregorio III che continuò il re- avea risarcito pure le mura, le
stauro delle mura, le pose in un va- torri e le porte della città, e fabbri-
lido stalo di difesa, e poterono sotto cato due torri presso la porta Por-
Stefano li detto HI affrontar l'as- tuense. Quanto alla basilica di s.

sedio che nel 755 vi pose Aistulfo Paolo, per metterla al coperto
re de' longobardi. Eletto Adriano dalle incursioni, neir872 Giovanni
I nel 772, e vedendo crollanti in Vili fabbricò una borgata o pic-
varie pirli le mura, e le torri ca- cola città che denominò Giovanni'
dute, rivolse le sue cure a ristorare poli (Fedi). NeirSgS l'imperatore
il reciulo della città: invitò le co- Arnolfo assediò Roma e la Città
54 MUR MUR
Leonina che prese d'assalto, ontlc quando nel iSyy vi tornò Grego-
il resto della città dovette capitolare. rio XI, la trovò in molte parli di-
Il recinto Leonino fu superato dal- roccata e rovinata nelle mura. Bo-
l'antipapa Onorio II, e più tardi nifacio IX restaurò e fortificò Ca-
Sotto s. Gregorio VII da Enrico stel s. Angelo [Vedi), le mura del
IV, che depredò borghi e deva-
i Campidoglio e quelle del palazzo
stò il recinto: accorso a difesa del pontificio Vaticano. Durante lo sci-
Papa il normanno
e feroce Rober- sma, e nel 1407 Giovanni di Giu-
to Guiscardo,entrando dal lato liano albanese, vassallo di Antonio
del Laterano pose a ferro e a fuo* Savelli, ruppe le mura dal canto
co quanto incontrò, e fu reputata di Testacelo ; lo stesso fecero i Co-
la più terribile devastazione che lounesi dal lato della porta Mag-
Roma soffri. giore e di s. Lorenzo. Indi occu-
Avendo per tante aggressioni sof- pala Roma da Ladislao re di Na-
ferto molto le mura della città, fu- poli, nel i4o8 ne riparò le mura,
rono quindi in quella parte eh' è e risarcì le mentovate rovine ; nel
fra il Laterano e porta Latina re- i4i 3 la riprese, entrandovi per una
staurate dal senato nel iiSy, poi- apertura fatta di notte presso s.
ché apparteneva al corpo munici- Croce in Gerusalemme, e costrinse
pale di Roma la cura del restauro alla fuga Giovanni XXIH. Dipoi
delle mura, essendo vene memoria Martino V curò il risarcimento
in una iscrizione nel muro interno delle mura, e nel 14^5 ristabilì i

di porta Metronia, tra la Latina Maestri delle strade [Vedi), eoa


e di s. Giovanni. Dieci anni dopo molte attribuzioni degli antichi e-
si tenne un consiglio dal corpo mu- dili, mentre è nolo che agli edili
nicipale o Senato romano [F'edì), curuli era neh' antica Roma attri-
in cui si trattò ancora del restauro buita la cura delle mura e orna-
delle mura, onde opporsi ai tuscu- mento della città. Nicolò V che
lani e tedeschi loro collegati, per morì nel i43»5 restaurò notabil-
cui nel II 67 Federico I s'impa- mente le mura principali di Ro-
dronì della Città Leonina. Nel fa- ma, voleva fortificarle e cominciò
moso accordo del i 188 tra Cle- una torre del giardino Valicano
mente III ed il senato e popolo (concesse indulgenza a chi presta-
romano, si convenne che il Papa va aiuto nel rifare le mura di
ogni anno contribuirebbe certa som- Medina Sidonia nella Spagna). Ca-
ma pel ristabilimento delle mura hsto III che gli successe restaurò
di Roma, permetterebbe la di-
e e fortificò in molti luoghi le mura
struzione di quelle del Tuscolo, della città, laonde fu coniata una
che verificandosi più tardi, ebbe medaglia coli' epigrafe : ne multo-
origine Frascati [Fedi). Nicolò IH KUM suBRUATUR SEcuRiTAS. Restaura-
aggiunse nuove fabbriche al palaz- zioni pur fecero Pio II e Paolo li,
zo Vaticano, e cinse il giardino di non che Alessandro VI. Quale in-
mura e torri. Stabilendo Clemen- carico sembra forse devoluto a par-
te V nel i3o5 la residenza pouli- ticolari magistrati, delti Curaloreni
fìcia in Francia, Roma nell'assenza moenium, come apparisce da una
di sette Papi restò desolata, e cad- iscrizione jiosta a Giulio II nel
de iu istato lagrimevule , onde i5i2, che si legge presso le mura
MUR MUR 55
del Castro pretorio, presso la por- giunse alla porta s. Spirito. Nuovi
ta IVomeiitana o Pia. Iscrizioni, me- restauri ebbero le mura da Grego-
morie stemmi de' Papi ìd gran
e rio XIII, Sisto V, e Gregorio XV,
numero vedono sulle mura, pei
si e nel 1628 da Urbano Vili sulla
restauri da loro fattivi, il tutto e- sponda sinistra del fiume. In tutti
numerato dal jN'ibby, Le mura di i recinti anteriori la via della Lun-
Roma. gara , con il colle Gianicolense
Fatale fu per Roma il iSij che le sovrasta, era stata sempre
pel sacco dato dall'esercito di Bor- esclusa dalla città, la quale ter-
bone, il quale vi restò ucciso pres- minava da un lato alla porta s.

so la porta di s. Spirito nello sca- Spirito^ dall'altro alla Settimiana:


lare le mura, sotto Clemente VII. Urbano Vili allorché bollivano le
11 successore Paolo III scorgendo vertenze duca di Parma per
col
deboli le mura della Città Leoni- Castro, nel 1642 fece cingere quel-
na, per cui era
nemici riuscito ai lo spazio di nuove mura, che sus-
più volte di superarle, risolvette di sistono sulla ripa destra del fiume,
cingere il Vaticano di nuove mu- coll'opera di ÌMarc'Antonio de Rossi.
ra, e ne affidò l'esecuzione ad An- Queste ben costruite e solide si di-
tonio da Sangallo suo architetto, il stendono dalla porta Cavalleggieii
quale disputando alla sua presenza sull'alto del Gianicolo , giungono
con Buonarroti intoi-no al merito a porta s. Pancrazio, e di là di-
dell'invenzione, fu lasciato
imper- scendono a porta Portese. Nel far
fetto il lavoro, restando incompleta questo nuovo recinto, abbandonate
anco la porta di s. Spirito bellis- : le mura Ouoriane, altresì fu lascia-
simo è il bastione del giardino Va- ta fuori ed atterrata quella parte
ticano, dalla parte di Belvedere. di mura del recinto di Aureliano,
Kon tralasciò il Papa di restaura- che giungeva molto più in fuori,
re tutte le mura della città, e col- sulla destra del fiume ; e le porte
r opera Sangallo innalzò
di il su- s. Spirito e Settimiana restaro-
peilDo bastione che mirasi fi-a la no inutili . Circondò eziandio il

porla Appia e l'Ostiense, e l'altro giardino del palazzo Quirinale eoa


del pari magnifico, che difende la alta e fortissima muraglia.
punta meridionale dell' Aventino, e Altri cangiamenti dopo Urbano
guarda la porla s. Paolo, stimati Vili non avvennero alle mura di Ro-
capolavori, in un'epoca che l'arte ma, tranne i parziali restauri eseguiti
del fortificare era ancora nell' infan- in varie epoche per ordine dei Papi, e
zia. Seguendo il disegno di Buo- per cuia del senato cui spetta la
narroti,. Pio IV nel i56r, a fine conservazione delle mura della cit-
di prevenire le incursioni de'turchi, tà : l'attuale recinto viene mante-
giltò agli 8 maggio la prima pia- nuto non per iscopo di difesa, ma
lla con Medaglie {Fedi) d'argen- soltanto per garanzia della percezio-
to e d'oro delle mura della Città ne po-
de'diizi e della sorveglianza
Leonina, lavoro condotto a termi- litica. Altri restauri delle mura li
ne da s. Pio V, il quale v' impie- fecero Innocenzo X, Alessandro
gò gli schiavi turchi (come avea VII,
fat- Clemente XI, e Benedetto
to s. Leone IV) fatti nella batta- XIV che intraprese un generale re-
glia navale di Lepanto, recinto che slauro sulla sponda sioistx'a del Te-
56 MUR MUR
vere ; a tale effetto Benedetto XIV no il sole entra nel celeste segno
con chirografo del primo oiarao del toro, si celebravano dagli anti-
1749 somministrò al senato romano chi romani le feste paliUe, di cui
diecimila scudi per la riparazione Ovidio nel IV de'Fasti parla del-
delle mura di Roma. Clemente XIII, l' origine, ed esclama con calore
Pio VI, Pio VII, Leone XII e- poetico Giunst il giorno dell'ori-
:

gualmente si occuparono nei re- gine di Roma. Oh Quirino, dtli


slauri delle mura. Molli ne operò tu slesso alle tue feste intervieni !

Gregorio XVI, massime e grandio- Fu poi questo giorno appellato col


si dalla parte del giardino Vatica- nome di Dies Romana^ e impera- l'

no, incominciati nel i83i, e pro- tore Adriano che a meglio


statuì
seguiti in tutto il pontificato, di festeggiarlo fossero pur dati giuo-
die si veggono memorie solo in chi nel circo, come si ha da una
quelle del giardino. Quindi le mu- sua medaglia, illustrata dal cav.
ra presentano una serie di co- Canina, con discorso accennato nel
struzioni diverse, e certa per le n. 35 del Diario di Roma iSSg.
memorie esistenti da servire di Ristabilì l'uso di solennizzare que-
scuola onde fissare caratteri che i to giorno l'antica accademia roma-
le distinguono. Il summentovato na d' archeologia, a cui il Tirabo-
liernardini che misurò le mura per schi dà il vanto di essere stata la
ordine di Benedetto XIV, riferisce prima che fiorisse in Europa, e che
che sulla riva sinistra del fiume, illustrasse e raccogliesse marmi o
compresi i risalti delle torri, le mu- Scritti o figurati, dando così co-
ra gu'ano miglia dieci ed un quar- minciamento al primo museo. Que-
to circa; sulla ripa destra, non sta Accademia, come si disse a
couj prese le fortificazioni di Castel quell'articolo, era già in fiore sul-
s. Angelo, miglia cinque e mezzo, la metà del secolo XV. Fondata
essendo il totale del circuito delle da Pomponio Leto, ebbe a compa-
mura di Roma, miglia quindici e gni Bartolomeo Platina, Filippo
tre quarti circa, compresi i risalti Buonaccorsi, conosciuto col nome
delle torri e de'bastioni, e le am- di Callimaco Esperiente, Marc' An-
jiliazioui di Pio IV e Urbano Vili tonio Sabellico, Fulvio, Andrea
nelle regioni Vaticana e Trastibe- Corrado Jacopo Vola-
Peutinger,
riua. 11 regnante Pio IX, col moto- terrano. Paolo Marsio, ed altri di
proprio del primo ottobre «847, bella fama. Erano in corrisponden-
aitlclò la miinuteuzione delle mura za di lettere coli' accademia il Pon-
e pomeiio alla mjigistratura
del tano, il Poliziano, Pietro Martire
del senato romano, come sua anti- d' Aiighiera, e altri molli dimo-
ca prerogativa. ranti fuori di Roma. Gli accade-
Il celebrare con solenne convito mici che risiedevano nell' alma cit-

i giorni natalizi, è antichissima co- tà si riunivano a festeggiarne il na-


stunianza, che si descrisse a Na- tale uno di loro leggeva un ra-
:

tale; al) antico solevano pure es- gionamento appropriato alla fonda-
sere festeggiati i giorni in cui zione di questa eterna città, e quin-
qualche celebre Cillà (f^edi) fosse banchettavano o sull'Esqui-
di tutti
stala edificata. Pel di natale dì o nel palazzo Capitolino. Tale
lio
I
Ruma n' 21 aprile, nel quale gior- uso ora già in vigore uci i483,
MUR MUR 57
come attesta il Volaterrano ne'suoi tate le celebrazioni di queste festi-

tliiiri, sì della festa, come del con- vità natalizie, le loro particolarità,
vito, con che ìd queli' anno il na- ed ove ebbero luogo ; non sempre
tale di Roma fu celebrato. Gli ac- il presidente pronunziò il discorso,
cademici si riunirono sul monte ma per lo più qualche accademico
Esquilino presso la casa di Pom- anche cardinale e prelato, e più
ponio ; Paolo Marsio declamò l' o- spesso il segretario perpetuo dell'ac-
lazione, e fuwi poi elegante ban- cademia d'archeologia. Talora fu
clietto, al quale intervennero non diflerita la celebrazione del natale
meno che sei vescovi, oltre a gran di Roma ad altro giorno, e diver-
numero di uomini chiari o per si anni si fece il discorso ed il
dottrina o per nobiltà. Alla metà convito nelle stanze del cardinal
del convito fu letto l'imperiale di- Giustiniani camerlengo, come pro-
ploma Federico III, emanato nel
di tettore dell'accademia. Alcuna vol-
i4»^2, con privilegi per l'accade- ta oltre il solito ragionamento si
mia. Dipoi pel i5o8 fu dall'acca- recitò allocuzione per altro argo-
demia con grande pompa celebrato mento, e poetici componimenti. iVel
il natale di Roma sul Campidoglio, 1842 il principe d. Marc' Antonio
e con pompa anche maggiore nel Borghese graziosamente imbandì il
j 020, nel quale anno si ebbe la convito nella sua villa Pinciana.
cura che la statua di Leone X, in- Nel 1844 s' ^ece nella villa iVlas-
nalzata per decreto del senato sul sani sulla via Flaminia. ÌVel 1843
Campidoglio, venisse solennemente si differì la festa a' 4 ™3gg'0, e si
dedicata lo stesso giorno, in che celebrò nella villa Albani, aperta
celebravasi le fieste natalizie di Ro- cortesemente dal conte Cario di
ma, con ragionamento di Pietro Castelbarco. Nel 1846 si destinò
Mellino poi stampato. A' giorni no- in vece il 26 aprile pel natalizio,
stri,e nel i834, rinnovò siffatta ed i soci d' ogni classe convennero
costumanza il sullodato presidente nella villa Massimo sugli orti di
dell'accademia Biondi sul colle A- Sallustio, ofterta loro dal duca d.
veatino, nel palazzo annesso al mo- Mario Massimo, il quale fece ese-
nastero di s. Alessio, cogli accade- guire musicali concerti. Nel 1847
mici ordinari e onorari , cardinali, il regnante Pontefice dopo aver
preiati, principi, letterati ed artisti traslocato la sede dell'accademia in
tiie conservano ed accrescono a Ro- Campidoglio con aumento di privi-
ma il glorioso e pacilìco impei*o che l' adunanza degli
legi, consentì
ch'ella ha sul bello e sul vero, con accademici pel natale di Roma
orazione eloquentissima in cui fu avesse luogo nel Casino di Pio IV
pure lodato il Pontefice Gregorio del giardino Vaticano, facendo ap-
X\ I, alla presenza di sua venera- prestarebenignamente il convito dal
ta efljgie, celebrato per 1'
amore e prelato maggiordomo, nel mudo
protezione che accordava alle lette- narrato nel n. 34 del Diario di
re, alle arti ed alle cose antiche ; Roma, ove si legge un sunto del-
indi ebbe luogo il nobile banchet- l' eloquente discorso pronunzialo
to, come riporta il n. 32 del Dia- dal cardinal Lodovico Altieri, iic-

rio di Roma 1884. comodato alla fausta circuslan/a,


j^ei Diari di Roma sono ripor- celebrante il monte Valicano, Ro-
58 MUR MUR
ma, Pio IX, non che Gregorio mi fautori, ed eziandio a Gregorio
XVI, e di questo ultimo rain- XI che da Avignone restituì la re-
inentando le sue generose cure sidenza pontificia in Roma. Final-
spese in accrescimento e decoro mente, argomento ai ragionamenti
dell'archeologia e delle arti, ne si fu l'encomiare la delizia e l'op-
addusse per testimonianza lo sles- portunilà del luogo, massime se
so casino ove trovavasi, fatto re- classico per antiche memorie ; e la
staurare ed ornare da lui. A fé- illustrazione di monumen-
qualche
steggiar la memoria d'un giorno to relativo al natale di Roma,
tanto memorabile nelle sorti del Siccome di sopra accennammo che
mondo e della Chiesa, i concetti desso celebrasi pur anco dall' acca-
furono sempre analoghi ne'ragiona- demia istituita i825 nel
perciò nel
nienti che perciò si declamarono : palazzo Sabino, per commendare il
ne riporteremo alcuni, tolti dagli natalizio di Roma, le cui prime ma-
stessi Diari come le osservazio-
^
dri furonosabine, e a cui savie
ni qui riferite. Delle sorti roma- leggi furono date dal gran filosofo
ne, e come la città de* sette colli, e secondo re di Roma Numa Pom-
che dovea essere poi centro e ca- pilio sabinese, cosi qui aggiungere-

pò della religione cattolica, venne mo qualche notizia, meglio parlan-


a ciò innnlzfita e privilegiata sulle done i Diari di Roma allorché si
altre tutte, quasi sul primo suo na- festeggia questo natalizio giorno,
scere. Di nessuna città si può e si coli' intervento della guardia sviz-
deve più giustamente celebrare il zera, del patriziato romano e sa-
natale, quanto di Roma due volte bino, e di ragguardevoli personag-
regina, cioè per la forza delle armi gi. L'accademia ha luogo di notte
e per quella della morale ; dal de- con decorosa illuminazione, ordina-
cadimento della prima nacque l'im- riamente per due sere nella pri- :

perio della seconda. Delle principa- ma colla lettura di analoga prosa e


li azioni virtuose che in ogni
tem- poetici componimenti alternati da sin-
po fuabbondevole copia in Roma, fonie ; talvolta nella seconda con pro-
precipuamente nel reggimento dei sa, poesie e concerti musicali, e in
Papi, e delle loro gloriose opere in qualche anno in vece con cantata
prò de' romani monumenti ; fra accompagnata da musicali strumen-
qiielle molte di Gregorio XVI, piìx ti, egualmente relativa alla solenni-

volte furono celebrati i musei E- tà. Argomenti delle prose furono,


trusco. Egizio e Lateranense da lui oltre delle lodi di Romolo e Re-
fondati e chiamati col suo nome, mo del Fea , che le stampò: la

Talvolta si favellò de' classici studi grandezza di Roma, ultima delle


e delle romane glorie derivate dal- quattro monarchie universali, de-
la benemerita accademia d'archeo- vesi ripetere non tanto dalle armi,
logia, come pure si encomiò la me- quanto dalla religione; de' vantaggi
moria di alcuni di coloro, che per che Roma trasse dall'unione cogli
egregi fatti si resero in insigne mo- antichi sabini, e quelli tanto più
do benemeriti di Roma; esprimen- grandi ond'è debitrice alla residea-
dosi ancora
lodi e gratitudine ai za e governo de'Papi, per cui Ro-
cultori buoni studi, ed a quei
de' ma ha meritato il nome di città
Pontefici che ne furono specialissi- eterna e madre delle belle ani.
MUR MUR ^9
Quanto di collina, di gentilezza e Magliabecchi, Mabillon e Montfau-
di sapienza ricevessero i romani con benedettini , Papebrochio ge-
dalia loro unione coi sabini. Come suita, Malfei e Gori. Le accademie
la provvidenza divina destinò mi- e le società letterarie si disputaro-
rabilmente Roma ad essere pel no l'onore di averlo per loro mem-
mondo il luogo delle solennità, del- bro. Morì a' 2 3 gennaio 1700 d'an-
la tranquillità, della pace e del ri- ni setlantasette, e fu sepolto in s.

poso. Paragone della costanza de- Maria Pomposa con molta solenni-
gli anticbi eroi del gentilesimo, tà, ed allorché tal basilica venne
colla costanza e col numero vera- rifabbricata, le sue ceneri vennero
mente prodigioso de' martiri, onde trasferite in s. Agostino. In mezzo

Pioma cristiana fu più illustre della alle distinzioni lusinghiere non potè

pagana. Questo ultimo discorso è evitare critiche ingiuriose e ingiuste


del p. Gio. Battista Pianciani ge- accuse. Si sparse ancora voce che
suita dottissimo, e col titolo: Della Benedetto XIV avesse scoperto nel-
gloria a Roma acquistata (lassanti le sue opere proposizioni contrarie
ìiiartiri,$\ legge nel voi. Vili, p. 287 alla verità. INIuralori gli scrisse con
degli Annali delle scienze religiose. gran rispetto, esponendogli le sue
MURATORI Lodovico A?.'tonio. inquietudini; ed il Papa lo rincorò,
Celebre e laborioso scrittore pel dichiarando che nelle sue opere solo
gran numero delle opere con cui erano riprensibili certi passi con-
arricchì la repubblica delle lettere. cernenti la giurisdizione temporale ,

Nacque 1672 da parenti onesti


nel materie che non appartengono né
a Vignola nel Modenese studiò ia
. ; al domma né alla disciplina. Egli è
Modena e raeritossi il titolo di dot- autore di sessantaquattro opere, e-
tore nelle diverse scienze di cui fece numerate e particolarizzate nella
oggetto de' suoi studi. Avendo ab- Bibl. Modenese di Tiraboschi le :

bracciato lo stato ecclesiastico , ap- principali sono: Anecdota ex Airi'


plicossi particolarmente alla teolo- brosianae hihlioth. codicihus mine
gia morale, ed in seguito all'anti- primurn eriita^ notis et dissert. i7-
quaria. Avendo appena ventidue an- lustrata, Milano 1697. Della per-
ni, il conte CarloBorromeo gli con- ffUa poesia italiana, Modena 1 706.
fidò in Milano la cura del collegio Anecdota graeca, ex mss. codicibxia
Ambrosiano e della biblioteca. Ri- eriita, latine donala, notis et disqui-
naldo d' Este duca di Modena lo silionibus aliata, Padova 1709. De
richiamò presso di sé per bibliote- ingenioriini moderatione in religio-
cario e custode degli archivi del suo nis negotio (sotto il nome di Lamin-
ducato , ed in questo duplice im- doPritanio), Parigi 1714- Delle an^
piego, e col solo benefizio della pre- tichilà estensi ed italiane, Modena
vostura di s. Maria Pomposa, che iji'J. Rerum italicaruni scriplores
ottenne nel 1716, visse il restante praecipui ab anno 5oo ad i5oOj
de' suoi giorni. Da tutte le parti Milano 1723: preziosa raccolta,
ricorrevano i dotti ai suoi lumi, e ricca d'erudizione, frutto della sua
si facevano un pregio di legare con pazienza instancabile. Delleforze del'
lui un letterario commercio episto- V intendimento umano,\enez\a l'jZ^,
lare : tali furono tra gli altri i car- Antiquitates italicae medii aevi, si-
dinali Noris e Quirini, Ciampi e ve dissert. de morihus italici popuU^
,,

6o MUK MUR
ab inclinatìone romani imperii us- castighi, anche riguardandole come
q uè ad annulli i5oo, Milano lySB. sovvertitrici della pubblica quiete.
Malgrado gli errori cui vi notaro- Sino dal secolo XII XIII, e dal
no parecchi dotti, tale raccolta di gli muratori o segatori
architetti,
vecchie carte, diplomi e cronache, di pietre erano riuniti in società
fa molto onore alla pazienza ed e- con statuti e capi, e stabilivansi nei
« udizione dei Muratori. Dissertazio- luoghi in cui dovevansi costruire
ni sopra le antichità italiane, Mi- edifizi religiosi. Erwino di Stein-
lano 1751. Novus thesaurus vete- bach, celebre architetto della cat-
rani inscriptionum in praecipuis ea- 1275
tedrale di Strasburgo, verso il

runidem collectionihus hactenus prue- fu il primo che raccolse in una


termissaruni, Mdano lySg. Amplis- grande associazione le compagnie
sima raccolta di tal genere. De su- di operai impiegati io quell' opera
perstitione vitanda adversus votuni mirabile; egli vi aggregò de' ma-
sanguinariwn prò ininiaculata Dei- stri italiani ed inglesi, ed a questa
parae Conceplione, Milano 1740- unione diede il nome di loggia. Sin
Il cristianesimo felice nelle missio- d'allora la loggia di Strasburgo eb-
ni del Paraguai , Venezia 1743. be sulle altre aggregazioni di Ger-
Annali d'Italia dall'era volgare si- mania, eh' eranle afllliate, una su-
no all'anno i749> Milano i744" premazia che perdette soltanto do-
1 749> Liturgia romana vetus tria po la riunione di Strasburgo alla
sacramentaria complectens, Venezia Francia verso il 1682. Tutti gli
1748. Della pubblica felicità og- alliliati chiamavansi confratelli , i
getto de' buoni principi, Lucca 1 749» quali non si qualificarono solamen-
Diversi scritti sulle dispute tra la te colla denominazione di murato-
santa Sede e la corte di Modena ri, allora più onorata d'oggidì, ma

su Cornacchia. Ne scrisse la vita il con nome di franco -muratori, per


nipote Gio. Francesco Soli Mura- maggiormente onorarsi. Alle loro
lori, Venezia 1756. dottrine architettoniche frammi-
MURATORI o Liberi Muratori, schiarono idee religiose e morali
Francs Macons^ Frammassoni, Mas- dommi stravaganti, simbolicamente
soni, Illuminati. Settari famosi me- insegnati agli iniziali, e proposizio-
glio stabiliti ne' primi del secolo ni lolle alla Bibbia, alla filosofia
XVIII, ai quali si unirono altre antica, a Platone, ad Aristotile, alla
come
sette, i Giacobini [Fedi), al- Chiesa primitiva, ai gnostici, ed ai

tre ne derivarono, come i Carbo- misteri egiziani e greci. E cosi il ve-


nari [Fedi) ed altre sette o socie- leno cominciò a circolare frammez-
tà segrete conosciute per le loro zo gli alimenti piìi salutari. Allora
erronee dottrine, massime scellera- persone estranee alle arti , ed al
te e sfrenatezze, e per il loro odio maneggio della cazzuola o mestola
e congiure contro l'altare ed il tro- e della squadra, stromenti necessa-
no , la religione monarchia ;
e la ri alla costruzione degli edifizi, mo-
velando le loro prave mire con fal- strarono il desiderio di attillarsi a
so zelo filantropico di sognata feli- qi^elie congreghe , cui si era già
cità de' [)opuli ; per cui i Pontefici dato il nome d'ordine, ed i con-
condannarono silfalle selle, ed i so- fratelli soddisfatti di vedersi cu:i"i

vrani le repressero colle armi e coi ricercati, vuloulieri si prcsluiuuo a


, ,

MUR MUR 6 r

queste aggregazioni. Già nel secolo dante di elementi profani, restava


XV l'architetto Dotzinger, il quale ancora , almeno apparentemente
riparò il coro della cattedrale di nell'obbedienza dovuta alla Chiesa.
Strasburgo, profittò del suo ascen- Veggasi il Martinetti, Collezione
dente per unire in una sola massa classica, t. ìli, p. 210 ove
e seg.,
tutte le corporazioni qua e là sparse tratta de' settari moderni, loro ope-
di artigiani ed amatori. Questa vasta re arcane, loro origine, loro gradi
associazione wassonica venne for- e notizie, loro analogia con gli an-
mata nel 1452 e consolidata in
, tichi.
uu' assemblea generale de' maestri Questo genere di franco- masso-
delle logge tenuta in Ratisbona, ove neria così stabilito, per molto tem-
si determinarono pure i regolamen- po operò nelle tenebre , ed ebbe
ti per l'accettazione de' novizi, e soltanto una specie di vita miste-
quelli che risguardano compagnii riosa in alcuni angoli della Ger-
ed i maestri, e sicomposero se- i mania e dell' Inghilterra, cioè a di-
gni segreti per mezzo de' quali i re là ove dovevano particolarmente
membri potevano riconoscersi tra propagarsi gli errori de' protestan-
loro. Alcuni appoggiali ad una tra- ti. La istituzione fu solo mlrodot-
dizione diversa da quella che attri- ta e solidamente stabilita in Fran-
buisce la fondazione delle prime cia in tempi a'nostri non molto
logge agli architetti dell'Alsazia, lontani : comunemente il funesto av-
hanno preteso di stabilire che i di- venimento si porta ai primi del se-
versi oidini della massoneria altro colo X\ III. Alcuni inglesi, fra'quali
non erano che contraffazioni del- lord Dervent-Wafers, ed il cava-
l'ordine de' Templari^ stabiliti pii- liere Meskeline, verso 1725, do- il

mieramenle ne' paesi in cui alcuni po gli ultimi respiri della reggenza
cavalieri si rifugiarono dopo la lo- del duca d'Orleans, inaugurarono in
ro dispersione ne' primi del secolo Parigi la prima loggia. Il lord fon-
XIV. Checché ne sia i franco-mu- datore essendo stato decapitato in
ratori de' nostri dì vantansi di ri- Inghilterra, lord Harnovester nel
salireben olire il secolo XIII: pre- 1736 venne eletto gran maestro
tendono essi di riconoscere per loro delle logge parigine, allora quattro.
fondatore e maestro Hiram costrut- Indi convocò un'assemblea per l'e-

tore in Gerusalemme del tempio lezione del successore, ma Luigi XV


di Salomone, ed è alla riedifica- fece sapere che se la scelta cadeva
zione di quella sua gran mole sopra un francese, l'avrebbe fatto
ch'essi credonsi votati. Questa ira- mettere nella Bastiglia; tuttavolta
postura procurò all' ordine molti il duca d'/\nlin fu creato a' 24 giu-
partigiani, poiché alcuni pretesi sa- gno 1738 gran maestro inamovi-
pienti e sovvertitori introdottisi nel- bile, e non venne imprigionato. In-
la società innocente d'artigiani, in- tanto i liberi muratori, o francs
tesero dare alla società un'origine macons, che con giuramento pro-
che si perde nel buio de' secoli, e mettevano non palesarne gli ascrit-
persino derivare dai fabbricatori ti e gli arcani segreti, si propaga-
della torre di Babele, sopprimendo rono anche in Italia, venendo beu
i nomi de' procreatori primi del- accolti in Napoli. Sebbene questi
rislituzione, la f^uale benché ridon- settari proteslavauo essere loro leg»
62 MUR MUR
gè non parlare nelle
inviolabile, di assembrarsi in logge, ed ai pro-
assemblee o logge, né di religione, prietari, ed agli ostieri specialmente
né di governo, e che non vi am- di riceverli, sotto pena di 3ooo li-

mettevano le donne sovrani e , i re d'ammenda. Allora sotto il velo


molto più i vescovi grandemente della massoneria si nascosero le sce-
temevano che nel segreto impene- ne pili scandalose: novelle logge
trabile delle loro adunanze non vennero aperte, nelle quali si rice-
fosse nascosta qualche pericolosa verono cavalieri e cavalieresse; di
congiura, e forse pregiudizievole al- tal natura erano gli ordini degli
la pubblica tranquillità ed ai buo- afrodi li j della feritila, ed altri che
ni costumi ; il perchè la società fu portavano denominazioni infami. Gli
proscritta dalla Francia e dall' O- abitanti delle provincie, dietro l'e-

landa nel 1727, e nel 1738 dalla sempio di Parigi, presero gusto essi

Fiandra e dalla vSvezia. Stimò dun- pure per le società misteriose , ed


que Clemente XII obbligo del suo istituirono logge indipendenti. Gl'in-
ministero di proibire e condannare glesi, partigiani del pretendente, fa-
sotto pena di scomunica la setta vorirono la propagazione delle log-
de' liberi muratori o franco-mura- ge; e Carlo Edoardo concesse in
tori, o altrimenti appellati, in un alle Arras una patente di capitolo pri-
loro società e riunioni, che di gior- mordiale, sotto il nome di Scozia
no in giorno divenivano più con- giacobita. Dalla pontificia condan-
siderabili, colla bolla In erninentì^ na di Clemente XII seguì, che non
de* 28 aprile 1738, Bull. Roin. t. credendosi i settari più obbligati
XIV, p. 236, la quale fu rinnova- al giuramento , i membri di
folle

ta a' i4 gennaio 1739 nello stato queste assemblee ruppero il segre-


ecclesiastico con pena di morte e to, e divulgarono con pubblici li-
confisca di beni condannando la
, bri il rituale della loro infame li-
setta anche la Polonia. Laonde l'e- turgia, onde principi ebbero più
i

lezione d'Anlin seguì a fronte del- lumi per perseguitarne seguaci, e i

la minaccia del re e della bolla per mettere argine ai funesti dan-


pontificia, quindi nel 1740 proscris- ni che andavano cagionando. Laon-
sero i settari la Spagna ed il Por- de nel 1747 'ti Amsterdam si pub-
togallo, e nel 1741 il governo di blicò L'ordre des francs-macons
:

Malta. La nascente istituzione in trahif et le secret des mopses reve-


Parigi ancorasi aumentò, e nel té. Les jrancs-macons ecrascs, sui'

1742 eranvi ventidue logge; men- tedu livre intilulé, l'ordre des francs-
tre nel 1743 un principe del san- macons traili, traduit du latin.
gue reale, il conte di Clermont, Frattanto alcuni frammassoni, ben-
successe ad Antin. In tale anno ché nel 174^ proscritti pure dagli
però l'estinse in Vienna Maria Te- svizzeri del consiglio di Berna, an-
resa, la quale ad insinuazione del davano spargendo che le censure
nunzio Paolucci avea potuto sor- fulminate da Clemente XII non a-
prendere una compagnia di settari vevano pi 11 vigore, per non essere
adunati nelle loro logge scerete. Il state confermate dal successore Be-
tribunale di Parigi Chàtelet, nel nedetto XIV, come se per la morte
1744 e nel 174^ rinnovò le proi- de'Papi cessasse colla loro vita anco
bizioai fatte a' franco-muratori Ut il vigore delle bolle emanale. Quiu-
,

MUR MUR 63
di Benedetto XIV credette conve- da Adamo Weishaupt, professore di
niente di togliere ai settari questo diritto canonico ad Ingolsladt nella
abbominevole cavillo colla costituzio- Baviera, col nome di Spartaco, per
ne Proi'ìdas, de' i8 maggio i75f, insegnare ai suoi proseliti che do-
Bull. Bened. XIV, t. Ili, p. 373. vevano scuotere il giogo della schia-
Con essa confermò la bolla di Cle- vilìi, non riconoscere più autorità
mente XII, riportandola interamen- alcuna, e fare la guerra a' sovrani.
te, e di nuovo condannò per sei E noto che Spartaco era stato uno
capi la setta de' liberi muratori , schiavo fazioso che ribellò gli schia-
anco come proibita sotto pene se- vi ai romani , e si fece capo di
vere dalle leggi delle podestà lai- quella lunga guerra intitolata ser-
che la bolla con analoghe nozioni,
: vile. Fra i primi compagni di A-
la riporta ancora il Bercastel, Slo- damo fu Zuvach da cui si forma-
ria del cristianesimo, voi. XXXII, rono le logge illuminate di Mona-
ediz. dell'Antonelli. Questa bolla sin- co, donde
propagarono per tutta
si

golarmente risvegliò lo zelo di molli la Baviera, e quindi per la Ger-


predicatori di Napoli, ove pubblica- mania, dove Hingge barone anno*
mente dicevasi esistere molte logge, verese secondò con successo le mi-
ivi più che altrove erano sospetti i re del fondatore, al quale in breve
loro congressi , contro i quali de- tempo si unirono molti personaggi
clamava il popolo. Ad eliminare i tedeschi, avendo Adamo l'accortez-
disordini , il re Carlo di Borbone za di occultare a molti il giura-
pubblicò a' IO luglio un rigoroso e- mento che gli facea prestare in de-
ditto contro la setta, e deputò un testazione de' sovrani, dissimulando
giudice particolare di ciascun ordine i suoi progetti contro la religione
di persone per castigare gli arro- e il suo odio pegli mas- ecclesiastici,
lati a tali perniciose società, rigore sime regolari, di cui frammassoni i

che poi si mitigò quando si vide- sempre ftuono nemici irreconcilia-


ro denunziati per massoni i loro bili. Questa setta degli illuminati
stessi nemici. Nel 1756 Ja gran secondo Mirabeau, il più gran cam-
loggia di Parigi si tolse alla di- pione della rivoluzione francese, fu
pendenza della gran loggia d'In- la più perniciosa che si possa im-

ghilterra, ed arrogossi la suprema- maginare avendo per principio


,

zia su tutte le logge del regno. distruggere tutte le relazioni uma-


Tuttavolta l'anarchia continuò, scop- ne; quelle tra genitori e figli, tra
piarono violenti discussioni, il duca mariti e mogli, tra amici ed ami-
di Chartres ottenne la dignità di ci ; poiché avea in mira di occupar

gran maestro ed a suo sostituto, tutte le prime cariche e dominar


venne prescelto il duca di Mont- tutti i governi, affascinando le men-

morency-Luxembourgjma nel 1773 ti de' sovrani e de' ministri ;


pro-
nuovi dissapori insorsero, e sotto il curava togliere dal mondo con bar-
titolo di grande oriente costituissi bare occulte maniere chi potevano
una loggia nemica , la quale alle temere o supponevano contrari. Le
altre si congiunse solo nel 1779, iniziazioni ed i segreti loro arcani
cioè la riforma de' liberi muratori, erano orrendi e bagnati di sangue
ossia la setta degli Illuminati. umano, e più occulti de' muratori ;

Questa società fu fondala nel 1766 pretendevano richiamar l'anime dei


,-

64 MUR MUR
morii, essere al fatto delle cose pl?i ne da uno de' suoi giudici, con pro-
sconosciute, di conoscere il futuro, cesso pubblicato colle stampe fu con-
ed aver comunicazione cogli esseri dannato a morte, pena che il Papa
invisibili. Ma nel 1785 il governo commutò col carcere perpetuo nel-
bavarese, dopo di avere fatto arre- la fortezza di Montefellro [f^ecl)
stare e punire molti illuminati, or- ove morì impenitente. Pio VI 1-

dinò lo scioglimento immediato del- struito dalle deposizioni di Caglio-


la società come contraria al bene stro,mandò a tutte le corti una
dello stato. Weishaupt fu destitui- memoria onde stare guardinghi dai
to dalla sua carica e ritirossi pres- secreti maneggi de' nemici della
so Ernesto duca di Gotha. Chiesa e della monarchia, poiché
Fra i personaggi che si distin- i muratori andavansi mescolando
sero nell'ordine della franco mas-
- colla gran procella rivoluzionaria pei-
soneria, abbiamo inoltre la duches- rovesciare i governi. Nel Suppleni.
sa di Buglione che portò il titolo del giorri, eccl. di Roma 1791, si

di gran maestra; ed il famoso im- tratta degli illuminati, che l'autore


postore avventuriere e sacrilego chiama specie di manichei e di
conte di Sangermnno, Giuseppe Bal- frammassoni. Nell'anno precedente
samo siciliano denominato conte Ca- fu stampato, Riflessioui intorno al-
gliostro, uno de' capi degli illumi- la setta de' liberi muratori; e nel
nati, e istitutore delle logge egizia- 1792 in Parigi, Le voile leve patir
ne, che tra le altre assurdità spac- les curienx, oti le secret de la re-

ciava essere più di duemila anni à laide de la frana


volution resele
che viveva. Uscito dalle carceri del- maconnerie. Oavrage revu par l'au-
la Bastiglia di Parigi e dovendo , teur de la conjuration, cantre la
abbandonare la Francia, determi- religion calholique, et les souveraìas.
nò tornare in Roma dov'erasi am- Più nel 1793 in Italia, / secreti
mogliato a Lorenza o Seraflna Fe- del massanisnio svelati al pubblico
liciani senza considerare che non
, per lume e cautela de' caUolici.
era luogo propizio per lui e pei Mogas, / libeti muratori schiaccia-
deliri delle logge massoniche degli ti, origine, dottrina e avanzamento
illuminati. In fatti , il prelato go- della setta filosafica ora dominan-
vernatore Rinuccini, venuto in co- te, Asisi 1793. Nel Sappi, delgiorn.
gnizione delle massime perniciose eccl. 1
794 si parla de'frammassotii
che spargeva, e delle sue combric- di Venezia e d'altrove, loro carat-
cole e club occulti che teneva, ai tere, collegati coi giansenisti, e de-

27 dicembre 1789 lo fece condur- scritti da Tamburini; ed in quello


re nelle carceri di Castel s. Angelo, del 1797, delle logge de' liberi mu-
e la moglie trasportata nel mona- ratori in cui tutto si preparò per
stero di s. Apollonia. Dipoi si scuo- la rivoluzione; indubitato scopo del-
pri aver concertato una cospirazio- le logge e circoli ; dissensioni ulti-

ne contro Pio VI , vantandosi di me fra i muratori e gì' illuminali


avere nella sola Europa venti mi- di Germania, e come arrivassero a
lioni di seguaci, per distruggere la trovar protezione ne' grandi e fino
Chiesa romana. Ad onta che Ca- ne' sovrani , essendo i giansenisti
gliostro colle sorprendenti sue men- perfettamente concordi coi filosofi

zogue giunse ad ottenere prole^iu* miscredenti o siano Uberi muratori.


MUR MUR 65
Vedasi ii Bolgeni Problema se ì
: i838 è riportata la circolare degli
gianseniiii siano giacobini, R.oma arcivescovi e vescovi del Belgio, per

«794- rammentare ai fedeli delle loro dio-


In appresso ia massoneria mani- cesi, che la Chiesa condanna le as-

festò ancora ia sua azione, ma co- sociazioni massoniche, giusta le de-


prendosi sotto il nome di teofilan- cisioni pontificie, ed essa esclude
tropi e di triiiosofi: sotto questa dalla partecipazione ai sagramenti
denominazione specialmente si di- coloro che vi si fanno ricevere, per-
stinse nel seno degli eserciti francesi chè alcuni credevano potere senza
durante il consolato e l'impero ; fu offendere la coscienza, farsi riceve-
dessa certamente che fece salvo Mo- re nelle associazioni de' liberi mu-
reau dalle accuse del primo con- ratori, e frequentarne le congreghe.
sole. In conseguenza di questo dis- MURCIA , Marcia , Versilia.
appunto sofferto dal governo di Città vescovile di Spagna, capitale
IN'apoleone, la polizia ricevette l'or- del regno del suo nome, e capo-
duie di autorizzare l'apertura pub- luogo di provincia, a 5o leghe da
blica delle logge, ma d'investirle di Granata e yS da Madrid, in una
spie. Ritornato Pio VII a Roma pianura fertile, sulla riva sinistra
nel i8i4, con editto del 1 5 agosto della Segura, che si attraversa so-
proibì severamente nello slato pon- pra un ponte in pieli-a, onde por-
tificio le sette de' liberi muratori o tarsi nel sobborgo. Un tempo cir-

carbonari, fulminando pene non me- condata di mura, ora quantunque


no sulla coscienza, che sulle perso- aperta da ogni lato, conserva sei
ne macchiate di quelle colpe. In porte, essendo in generale non be-
Francia la massoneria raccolse nel ne fabbricata, con case vecchie for-
suo grembo tutti malcontenti du- i nite di scolture bizzarre: ha molte
itinte la restauitizione ella seppe : piazze, e quella di los Toros è
scegliere con maggiore avvedutezza grande, quadrata e cinta di casti
i suoi asili ed i suoi servì, e negli regolari. Vi sono quattro pubblici
uUìmi anni di Carlo X mostrossi iu passeggi, essendo veramente ameni
atto minacciosa. Pio VII condannò quelli del giardino botanico e del
i Carbonari, ramo della franco- Malecon. Rinchiude diverse chiese
massoneria; quindi Leone XII a'i3 parrocchiali , monasteri , conventi,
marzo 1820 emanò una bolla con- collegi, ospedale, orfanotrofio, l'o-
tro i franco miu'alori ed i carbo- spizio della misericordia, o casa di
nari , rinnovando le condanne dei detenzione , stabilimenti scientifici
suoi predecessori : la bolla con ana- e d'istruzione, e due biblioteche
loghe importanti notizie è riporta- pubbliche. Gli edifizi più osserva-
ta dal eh. cav. Artaud, Istoria di bili sono la cattedrale^ che contie-
Leone XII, t. 11, cap. 29, il quale ne il magnifico mausoleo di Alfon-
dice, che la massoneria superstite so X re di Castiglia, con ammira-
dalle rivoluzioni, nel i83o fu ri- bile campanile, la cui scala è tanto
dotta ad un piano di miserabili e comoda che si può salire sino alla
ridicole forme di accettazione, e in cima in carrozza ; il palazzo vesco-
quaLlie maniera può dirsi annien- vile ; le chiese di s. Ofalla, di s.

tata, almeno sotto tal nome. Però Giovanni di Dio, e di s. Pietro ; i

nel numero 8 del LUarìo di Roma conventi di s. Frai^cesco e di ii

VOL. UVli. 5
66 MUR MUR
Domenico; il palazzo comunalcj l'e- condizione che conserverebbe la co-
(lifìzio in cui si fila e torce la se* rona e la metà delle rendite du-
la, i granai o magazzini di biade, rante la sua vita ; onde Alfonso oc-

e r edifizio del peso pvdiblico. È cupò subito la rocca di Murcia; ma


patria di Sebainseddin direttore Hudielem nel 1 264 si collegò col
del collegio di tempo Gi-anata al re di Granata, per rompere questo
de' mori Diego Saa vedrà -y-B'a-
; di trattalo. Alfonso X successore di
jardo autore di molte opere politi- Ferdinando 111, coli' aiuto di Giaco-
cbe, di Cascales, e di .Salvatore Ja- mo I re d'Aragona,, pervenne a ren-
cinto Polo de Medina letterali ; di dersi padrone di questo regno, il

Lorenzo Vila e INicola di Vilacia quale coi crociati formali per or-
pittori, di Munino conte di Flori- dine del Papa Clemente IV, asse-
da Bianca famoso ministro, e di al- diò e prese Murcia : allora Alfonso
tri, I dintorni vedonsi ben coltiva- X fortificò Murcia e la popolò di
ti, irrigali, e coperti d' una foresta catalani, aragonesi e francesi. 11 re-
di gelsi. gno di Murcia in progresso appar-
Il paese di Miircia, abitato dai tenne in gran parte dal 1 3o2 al
contestani, è il primo delia Spagna i3o4 per conquista a Giacomo li

che occuparono cartaginesi, che i re Aragona, indi reslò sempre


d'
\i fondarono Cartagena (f^edi), unito alla corona di Casliglia, e poi
indi passò in potere de'romani, ai a quella di Spagna. Nelle guerre
quali lo tolsero goti , mentre la i delia successione la città si dichia-
porzione marittima restò sotto i rò per Filippo V, ed i suoi abi-
greci sino al 624» epoca in cui fu tanti sotto il comando del loro ve-
congiunta al restante che possede- scovo Luigi di Bolluga resislellero
vano i goti. Sotto di questi per la alle forze dell' arciduca. Murcia e
prima volta si parlò della città di tutto il paese il 21 marzo 1829
Murcia, e si pretende che allora soffrirono un violento terremoto,
portasse il nome di Creola, Abde- che gravemente danneggiò la catte- m
lazia generale moro nel 714 con- drale, l'episcopio, molli conventi e *
quistò il paese e la città, onde fu case, ed il ponte.
sottomessa a'calilfi di Damasco, in- La sede vescovile di Cartagena
di a quelli di Bagdad. I califli del fu trasferita a Murcia nel 1291,
legno di Cordova se ne impadro- suffraganea della metropoli di To-
nirono nel 756, ma da quei re ledo: prima di tal tempo nella
mori Murcia passò at dominio dei sede di Cartagena principalmen-
re di Granata nel 1 i44> P^'ò ''- te erano fioriti i santi Basilio, Epe-
tornò sotto il governo di Cordova neto, Ippolito , ec. Risiedendo il

nel 122 1. Il regno di Cordova es- vescovo parte in Cartagena e par-


sendo stalo smembrato nel i236, te in Murcia , s* intitola vesco-
il paese di Murcia formò un regno vo di Cartiigena e di Murcia. Ne
particolare di mori, e la città ne furono ultimi vescovi , come si

divenne la capitale. Non potendo il ha dalle annuali Notizie di Roma :


sovrano arabo Iludielem resistere 1739 Tommaso Giuseppe Moiiles,
a quello di Granata Alamare, lo traslato Ja-Oviedo. i 742 Gio. Malico
consegnò nel 1240 a Ferdinando chierico minoie di Tarragona. 1733
HI re di Leone e di Castiglia, a Diego de Roxas y Goulreras di
MUR MUR 67
Valladolid, traslato da Calahorra. settembre i4f^9> come dicemmo al

1773 Emanuele Rnliin de Zelis voi. Ili, p. 229 del Dizionario: ma


della diocesi di Santander, trasferi- dopo il celebre concilio di Costan-
to da Valladolid. 1783 Emanuele za abbandonandolo, riconobbe in
Filippo y RIirallas di Siguenza. Firenze, o meglio in Ginevra, il

1789 Vittoriano Lopez Gonzalo Papa Martino V, il quale con di-


della diocesi di Siguenza, traslato ploma del 1418 o 19 marzo i4'9
da Tortosa. 1806 Giuseppe Xinie- lo riconobbe e creò cardinale pre-
nes della diocesi di Avihi. 1821 te di s. Lorenzo in Damaso. Mo-
Antonio Posada R.ubin de Celis di rì in Roma dopo dieci nove mesi,
Oviedo, già vescovo di Lngo. Per nel 1420.
sua dimissione Leone XII nominò I\IURO {Murati). Città con re-
nel 1825 Giuseppe Antonio de Az- sidenza vescovile nel regno delle
peitia Saez di santa Maria, della due Sicilie, provincia di Basilicata,
diocesi di Calahorra, traslato da sulla falda meridionale del monte
Liigo. Sono diversi anni che la se- del suo nome, presso le sorgenti
de è vacanle. La cattedrale, di ma- del che influisce nel Sele,
Bianco,
gnifica struttura, è sacra alla Bea- i5 leghe da
Melfi, capoluogo di
ta V'ergine della Pace, con battista- cantone. Si pretende che occupi il
rio e parroco, avente l' episcopio sito di Numistro, ove accadde una
un poco distante. Il capitolo si battaglia fra INIarcelIo ed Annibale.
compone di dieci dignità, prima Quivi nel 1882 fu soffocata tra
delle quali è il decano, di quindi- due materassi, per ordine di suo fi-

ci canonici, compresi il penitenziere glio adottivo, cioè di Carlo Ili, la


ed il teologo, di dodici porzionari famosa Giovanna I regina di Napo-
delti intieri, e di che
altrettanti li e Sicilia. La città fu signoreg-
godono la metà di loro prebenda, giata dalla nobilis-iima famiglia Or-
oltre altri preti e chierici. lu città sini de' duchi di Gravina.
vi è un'altra chiesa parrocchiale La sede vescovile fu eretta nel
con fonte sacro, diversi conventi di secolo XI, sotto la metropoli di
religiosi e monasteri di monache, Gonza, di cui tuttora è suffraga-
alcune confraternite, seminario con nea. Ne fu primo vescovo Eusta-
alunni, ospedale e monte di pietà. chio del 1059, che intervenne alla
La diocesi è ampia, con ii3 par- cnnsecra/ione di s. Angelo presso
rocchie munite del baltislerio. Ogni Melfi, falla da Nicolò 11; indi Cau-
nuovo vescovo è tassalo in fiorini dino del 1102; Roberto del i i6g;
460, corrispondenti a 5o,ooo du- Monteguidoni del 121 3; Giovanni
cali circa di lendite, gravati di al- del 1 2
7 , cui Carlo I confermò
1

cune pensioni. alla chiesa i privilegi ; Palermo del


MURILLO GiANMAnTiNo, Cardi- J273; Nicola del i322; Matteo del
vaie (iianmartino.IVIurillo spagniio- i332 ; Nicola del 1 343_, trasferito
lo, e secondo alcuni monaco cistcr- a Caserta; Enrico Mari del i345,
ciense, o al dire di alni abbate già canonico; Guglielmo arciprete
della celebre abbazia di Monle A- del 1349; Giacomo del i356, tras-
ragone de' canonici regolari di s. lato Potenza ; Domenico del
a
Agostino, fu creato anticardinale 1364. Antonio fatto vescovo da
dall'antipapa Benedetto XIII nel Gregorio XI segui le parti dell'an-
68 MUR MUR
lipapa Clemente VII, dopo la vio- mera. Nel 1^72 Giulio Ricci fer-
lenta morte di Giovanua I, si ritirò mano, Iraslato a Gravina; nel iSyS
in Polsino terra della diocesi^ ed il Daniele; nel iSyy Vincenzo Pe-
falso Pontefice privò Muro della se- trolini camerinese; nel 1606 Tomeo
de vescovile, in odio di Carlo III, Confetti di Gemini, nel i63o il
s.

seguace di Urbano VI, e con bolla nipote e coadiutore Clemente, tras-


la trasfeiì a
riportata dall' Ughelli, lato ad Acerno; nel i643 Gio.
Polsino, onde Antonio si disse ve- Carlo Coppola di Gallipoli erudito,
scovo di durò questa il-
Polsino : insignito della laurea poetica, con
legale traslazione finché visse An- cui assai scrisse. Nel i652 Inno-
tonio, che pare morto nel 1 38y. cenzo X vi elesse Ascanio Ugolini
Bonifacio IX nominò vescovo Gu- romano, fratello di Stefano munifi-
glielmo, trasferito a Capaccio da co e benemerito della pia casa de-
Innocenzo VII, il quale da questa -gli orfani in Roma.
Nel 1660
'
chiesa traslatò a Muro nel i^o5 Francesco Maria Annonì nobile mi-
Giovanni Bonifacio Pannella napo- lanese teatino, encomiato per le
letano. Indi furono vescovi, nel sue qualità, zelante pastore, ampliò
i4i8 Guiduccio de Porla nobile l'episcopio. Nel 1674 Alfonso Pa-
salernitano, chiaro per virtù e scien- celli della primaria famiglia di Bai-
za legale; nel i^i3, trasferito da vani diocesi di Muro, fornito di
Alessano, Giovanni Sanfelice nobile molteplice erudizione, aumentò il

napoletano; nel i443 Barnaba Mo- capitolo di due canonici, rifece ed


lina nel
; 1461, traslato da Con- abbellì l'episcopio, istituì una con-
versano e da Urbino, Andrea de gregazione di sacerdoti per assiste-
Veroli, ma per non essere state da re i moribondi, in Santofele fondò
Pio II spedite le lettere apostoliche, un conservatorio di donzelle diret-
Paolo II lo fece vescovo di Came- to dalle salesiane, e fece altre cose
rino, sostituendogli invece a Muro lodate. Andrea Sarnelli palermita-
Meolo Mascabruni nobile beneven- no nel 1703. Giovanni Innocenzo
tano, già ottimo vescovo di Telese. Carusi della diocesi di Bari, enco-
Gli successero Severo Anlotielli, Si- miato; Angelo Acerno di Tricarico
mone, Guidato, Nicola Antonio Pe- nel 1718 col quale nell' Italia
,

sci beneventano nel 1 5o8, Camillo sacra dell' Ughelli, t. VI, p. 844,
de Pesci suo parente nel «5i7, Ce- si termina la serie de' vescovi di
sare Angelo Carpani napoletano nel Muro, che compiremo colle annua-
i52i, Matteo Grifoni fiorentino li iVb^/z/e di Roma. 1724 Domeni-
vallombrosano nel i528, traslato a co Antonio Manfredi della diocesi
Trivento da Paolo Ili nel i54o, il di Matera. 1738 Melchiore Delfico
quale die la chiesa in amministra- di Teramo. i744 ^'^^ Mojo della
zione al cardinal Asganio Parisanij diocesi di Napoli. 1767 Carlo Ga-
indi nel i54i dichiarò vescovo gliardi di Bella diocesi di Muro.
Silverio Petrucci napoletano. Pio J778 Luca Nicolò de Luca della
IV elesse nel 1 56o Flavio Orsini diocesi di Bojano. 1792 Giuseppe
romano de' duchi di Gravina, poi Maria Benevento minore conven-
cardinale, e nel i562 Filesio Citta- tuale della diocesi di Tricarico.
dini nobile di Terni, chiaro per I
797 Giovanni Filippo Ferroni di
letteratura, luogotenente della ca- Bella diocesi di Muro. 1827 Filip-
MUS MUS 69
pò Martuscelli di Muro. Per sua ti co' quali adornavansi e compo-
morte Gregorio XVI nei concistoro nevansi le figure di opere musaiche
de 1 luglio i832 preconizzò l'o- di diversi colori, e delle misture di
dierno vescovo monsignor Tomma- bel musaico ; cos'i pure di glandu-
so Antonio Gigli de' minori con- le di volle e di pareti lavorate a
entuali, di Grottole diocesi di A- musaico, di pavimenti di musaico;
cerenza, professore di teologia. poiché i musaici grandemente si
La cattedrale, buon edificio, è sa- usarono dagli antichi nelle fabbri-
cra alia Beata Vergine Assunta, La che più magnifiche, ne'sepolcri, nei
per capitolo cinque dignità, l'arci- portici, nelle terme, ne'lempli, nel-
diacono, l'arciprete, il cantore, il le chiese, ed in altri monumenti.
tesoriere, il primicerio, dodici ca- Chiamasi inoltre musaico una spe-
nonici comprese le prebende di cie di pittura fatta con piccoli
teologo e penitenziere, dieci por- frammenti, e più sovente piccoli
zionari, otto nionlisli, ed altri pre- cubi di vetro, di pietra, di legno,
ti e chierici. Nella cattedrale vi è di smalto o d'altra materia di di-
il fonte battesimale, sostenendosi la versi colori, fissati per mezzo di
cura d'anime dall'arciprete, e con- un mastice sopra una superficie.
tiguo è l'episcopio. In città vi so- Tali sono le definizioni che danno
no due altre chiese parrocchiali del musaico o mosaico i Diziona'
senza baltisterio,due conventi di ri della, lingua italiana, e (Ielle
religiosi, un monastero di monache, origini, chiamandosi lavoratori del i

una confraternita, ed il seminario musaico, musaicisti e mosaicisti. Al-


con alunni. La diocesi contiene un tra specie di musaico si compose di
territorio lungo circa trenta miglia quadrilateri tessellati di una mi-
e otto largo. Ogni nuovo vescovo stura di vetro fuso, e mescolato
è tassalo ne' libri della camera a- con piombo e stagno, e di alcune
postolica in fiorini 66, e le rendi- altre materie, uniti con diligenza e
te ascendono a 24^0 ducati, grava- buon disegno , esprimenti coie co-
li d'un'anlica pensione di 800 ducali. me fossero dipinte a pennello. Pe-
MUSAICO o MOSAICO, Mw di PrrruRA. vocabolo italiano di
Il

sh'iitn. Sorta di pittura, la più du- musaico, credesi formato dal greco
revole che si trovi ; essendo che, musahìon^ nome sovente adoperato
dove quella fatta di colori col tem- nel basso impero per indicare quel-
po'si consuma, questa diviene sempre la specie di opere, o dalle parole
più bella. Lavorasi con alcuni pezzi parimenti greche moiison o nioiisi'

di vetro, e con pielruzze o pezzuo- con, che significano una cosa pulita,
li di smallo di colori diversi; e pei elegante, beo lavorata, o finalmen-
campi e altri luoghi, dove va l'oro, te dal latino musivuni o miisaeum,
usasi di dorare i medesimi vetri a il che è più probabile, vocaboli che
fuoco. Si commettono sopra stucco in oi'igine derivano da quello gre-
forte, composto di misture diverse, co di musa. Quindi vari scrittori
le quali col tempo
lo fanno indu- appellarono musiva le pitture in
che l'opera per cosi dire non
rire, musaico, perchè forse i luoghi e
ha mai fine. Parlano i nostri pih gli edifizi consecrati alle muse, e
antichi scrittori delle storie di mu- delti perciò musei, erano principal-
saico, di musaico con vetri dipia- mente arricchiti di quegli ornamenti.
70 MUS !SI TJ S
L' alle sublime del musaico in de' più grandiosi e pregevoli musai-
grande forma una delle glorie ar- ci dell'antichità tolse agl'insulti
tistiche di Uoma, e la meraviglia del tempo ed alle devastazioni dalle
del mondo : lo studio del musaico terme Antonìnianeo Antoniane, e no-
in ismalti tagliati è aflidato e cu- bilmente restaurato lo collocò nel
stodito al celebre stabilimento della museo Lateranense da lui fondato.
reverenda fabbrica di s. Pietro, ed Nella Dìsscrt. sul bacio dt piedi,
al prelato canonico, economo e se- del p. Pouyard, oltre molte erndi-
gretario di essa viene specialmen- zioni sui musaici sacri e su quelli
te commessa la presiilenza del me- inediti, propone il progetto di for-
desimo , essendo direttore uno dei mare le copie di tutti quelli che
più valenti pittori che fioriscono esistono dentro e fuori di Roma,
nell'alma città, maestra e principal e di riiuiirle nel museo sacro Va-
sede delle belle arti. Ivi è pure ticano a comune utilità. In Italia
giunto alla massima perfezione il diconsi musaici e più sovente la-
musaico in piccolo, industrioso e strichi alla veneziana, quelli forma-
pazientissimo lavoro che trae la li con pietre di vari colori, pavi-
sua origine in Roma stessa, dopo nienlunt Inpidihns stratiini ; gli ar-
la metà del secolo passato, e mi- cheologi francesi dicono corrispon-
rabilmente si lavora in molti sludi dere all'opus incerluni degli anti-
particolari . All' articolo Furiktti chi. Avvi il musaico rustico, per
parlammo della sua opera : De ornamento delle fontane ne' giardi-
muxivis ; ed a quelli analoghi non ni, formandosi figure, animali ed
manchiamo di far menzione dei altro. Le fontane, le grolle si ab-
principali musaicisti e musaici, con belliscono col musaico di rilievo,
notizie relative. A quelli delle Chie- con pietre e conchiglie di varie
se DIRoma e di altri monumenti sorte, pezzetti di scogli, coralli e ma-
parlammo de'musaici fatti eseguire dreperle. Da piìi di due secoli ven-
a loro splendido ornamento in tutti ne stabilita in Firenze l'arte de'mu-
i tempi, massime ne'primi secoli saici in pietra dura, colla
quale si
della Chiesa e in gran numero dai sono prodotte opere nobilissime, ed
Papi e da altri : musaici eccellen- anche quadri rappresentanti diver-
ti e mirabili per l'arte, e di som- si oggetti coi loro naturali colori
ma importanza anco per la storia, indistruttibili. In alcuni il campo o
pei costumi, pei sacri studi, massi- il fondo è fatto con lamitietle di
mamente onde in mol-
archeologici, alberese o di pietra dendritica; iu
tissimi luoghi li prendiamo a testi- altri s' inseriscono gemme e pietre
monianza delle epoche e delle co- preziose ; in altri i fiori e i frut-
se. Inoltre romani Pontefici fu-
i ti veggoiisi fatti di rilievo. Il cav.
rono altresì benemeriti della con- Camillo Spreti nel 1804 pubblicò
servazione, rinnovazione e restau- in Ravenna : Compendio isterico
razione in Roma e in altre parti, dell arte di comporre, i musaici.
dei musaici antichi, in che per ul- Da questo trarremo uu breve cenno.
timo si distinsero Leone XII e Il nome di musaico o musajco
Gregorio XVI, il quale ristorò pu- trovasi attribuito anche ad un cer-
re il Triclinio Lconiano e la fac- to plasma di terra cotta, che mes-
ciala del duomo di Orvieto, ed uno sa iu polvere, rimpastata e induri-
-

,
MUS MUS 7t
tri al fuoco, si riduce*a in segmen- nomi le differenti maniere di lavo-
ti più o meno grandi, co'quali poi rare i musaici. Difficile è lo slabi
coloriti con varie tinte di encasto lire l'origine e dove principiò l'ar-
(materia adusta per dipingere a fuo- te del musaico. Se ne attribuisce
co) anticamente si copriva il suolo, e r invenzione agli antichi etruschi,
spesso ancora le pareti delle nobili tra' quali tanto fiorirono le arti, ai

abitazioni. Ma per musaico propria- greci, ai persiani, dicendosi nel li-

mente si è sempre intesa non me- l3ro che Assuero fece fare
d' E'^ter
no dai gieci che dai latini una incro- pel convito un pavimento incrosta-
Ktatura di marmi di color vario ri- to di vari marmi , così ben lavo-
dotto in pezzi, o di qualche altra ralo e con diversi pezzi tanto be-
materia che somigliasse e imitasse ne collegati che imitava la pittura.
il marmo. Di un tal composto gli I greci possono bens\ aver miglio-
antichi nobilitarono il pavimento rata e perfezionata la musivaria,
degli edifizi sacri ; e dilatandosi il ma gli ed persiani proba-
assiri i

lusso ornarono poi ancora quelli bilmente ne furono gì' inventori. I


delle camere, delle sale ed atrit greci coltivarono l' arte , e lavo-
de' gran signori. Rozza questa arte rarono musaici più d'ogni altra
ne'suoi principi!, di mano in mano nazione, e con gran finezza, singo-
che venne perfezionandosi, secondo larmente variegati e vermicolaii,
la maggioreo minore grandezza di cui abbiamo le prove in tante
de' pezzi che nel lavoro impiega-
; chiese sino dal IV secolo . La
vagsi, e secondo la finezza de'raar- maggior parte degli autori pertan-
mi, o la lor figura, i suoi lavori to dà il merito dell'invenzione del
acquistarono vari nomi; onde si musaico ai persiani, dai quali pas-
trovano chiamati ora col nome ge- sò l'arte ai confinanti assiri, da
nei ico di litoslralì, or dai latini con questi ai greci, e finalmente ai ro-
quello di sectili, di tessellati, di mani, come pure opina il Ciampi-
^•ariegati, di vermicolaii; e dai gre- ni, Veter. monuni, p. I, e. io. E
ci liihoslrata, asarota, psiphologita. incerto propriamente il tempo ia
Tante denominazioni si possono ri- cui il suo uso ed arte,
musaico,
durre a due sole, cioè ai litosirati dalla Grecia sia passato in Italia.
semplici, eh' è quanto dire sectili q Sembra potersi arguire che s' in-
grossolani, e ai tessellati o variega- troducesse nel Lazio principalmen-
ti, e vertnicolnti. Intendendosi pei te dopo che Lucio Mummio s'im-
primi semplicemente un composto padroni di Corinto, metropoli del-
di varie lastre di marmo piccole l'Acaia, il cui opulente lusso venne
o grandi, senza che d' ordinario a poco a poco imitato da Roma.
siavi eifigiata figura alcuna parti- Plinio narra che il primo meravi-
colare ; pei secondi un composto di glioso musaico comparso in Roma, fu
particelle di marmo di color vario o un lastricato di marmi fini, scul-
della suddetta materia in forma cubi- piuratuni, forse perchè di marmi la-
ca, con cui sono espresse le piante, vorati a scalpello, posto nel tem-
le figure d'uomini o di animali, o di pio di Giove Capitolino probabil-
quanto eflìgiar si voglia. Salma- mente da L. Siila, o da L. Ca-
sio. IJaldi, Bulingero e Filandro si tullo dopo la terza guerra punica;
allalicarono a conciliare ai diversi indi si videro musaici nel tempio
7» MUS MUS
di Marte e di altre divinila de'ro- Paciaudi ed altri nelle loro opere.
mani, come di Ercole. La musiva- Se ne scuoprirono oltre in Roma e
ria allora bambina tra i romani, sa- dintorni, anche in Tivoli, nelle pro-
lì poi al più alto grado di bellez- vincie pontificie, nell'Istria, nell'Il-
za, ed i patrizi ed i consoli non lirico, in Francia, in Inghilterra,
si contentarono decorarne le pareti in Germania ed altrove, sui quali
e il parterre de' teatri e de'templi, il tempo ha esercitato più o meno
ma ne ricoprirono eziandio i pavi- la sua forza distruggitrice.
menti e le loggie delle loro priva- L'arte musivaria, nata nell' Asia,
te case, le terme, e perfino i viali allevata e cresciuta in Grecia, fu
de'giardini e de' parchi delle lo- ne' primi secoli dell' impero e nei
ro ville. In appresso furono ese- seguenti condotta al suo maggior
guiti tessellati e variegati di mi- splendore in Italia, alla cui scuola
glior gusto, tra* quali uno de' piìi imparaiono le altre nazioni di Eu-
rinomati è quello fatto costruir da ropa. De' musaici fecero uso an-
Siila nel famoso tempio della For- co i primitivi cristiani, specialmen-
tuna in Palestrina, che appartiene te dopo che Costantino ne' primor-
alla classe de'tessellati e vermico- di del IV secolo abbracciò la fede
lati. Questo musaico fu illush'ato e restituì la pace alla Chiesa, e fio-
da molli, e di recente dal Fea, rirono i musaici anche dopo l' ir-
dal Nibby e dal Cecconi, ed è u- ruzione de' barbari in Italia. Aven-
no de' più magnifici dell'antichità; do concesso Costantino piena liber-
altri essendo quello delle terme An- tà ai cristiani di edificar le chiese
toniniane, di cui riparleremo, e quel- e convertire al vero Dio i templi
lo disoUeirato in Pompei, che of- delle deità pagane, egli stesso ne
fre la vista d' una mischia guerre- eresse alcune e adornò con belle
sca, che illustrarono Nicolini, Qua- opere di musaico, come nella ba-
ranta, Baizini, Vescovali e de Ilo- silica di Gerusalemme e in quella
tnanis. In Roma pochi portici ri- di Costantinopoli ; mentre nella Va-
masero non lastricati di marmo, ticana per testimonianza dell' Alfa-
poche sale che non avessero il for- l'ani r insigne edifizio si vide nel
nice e i muri non che il pavimen- suo principio ornato
a di figure
to d'un bel musaico. Questo lus- musaico per opera dello stesso im-
so si aumentò a segno, che Giulio peratore, e meglio il Ciampini ciò
Cesare rese portatili pavimenti, i descrive, affermando che dal pavi-
volendo aver seco nelle spedizioni mento alla sommità, venne tutta
guerresche i materiali per lastri- ornata di elegantissimi musaici.
car di musaico il terreno e cam- i Veggasi il Marangoni, Delle cose,
pi dove piantava gli alloggiamenti, gentilesche e profane trcisportnle cui
come asserisce Svetonio. JNel secolo uso e adornamciKo delle chiese ;

di Augusto segnatamente fiorirono ed ai loro luoghi diciamo quali


j più industriosi artefici a raffinare chiese hanno musaici profani ap-
il musaico, e se n' ebbero opere partenenti ai (empii antichi, e fra
squisite, conducendosi i tessellati e i moltissimi obblighi che le belle
•vermicolati alla maggior perfezione, arti hanno al cristianesimo, si deve
illustrati gli avanzi de'superstili da pure riconoscere la conservazione,
Clori, Ciampini, Bellori, Furictti, dell'arte musiva. Oltre a Costan-
MUS MUS 73
TWOPOLi in pili luoghi celebrammo raton, di re e di altri principi,
la basilica di s. Sofia, eretta in quel- prima e dopo tali epoche, donde
la metropoli da Giue tiniano I, come rilevasi che la musivaria fu in uso
il più antico temj)io cristiano tut- e proseguì a fiorire nelle memora-
tora in piedi in quella gran città. te età sino a noi. xAbbiamo opere
Esso fu splendidamente decoralo tessellate e verm'co'ale anche dei

con rari marmi, superbi musaici, tempo de' longobardi ; e s. Leone


affreschi ed altri ornamenti. Con- III del 795 oltre i moltissimi mu-
vertito nel i4^3 in moschea, i mu- saici e pitture con che ornò lo

saici e le pilture furono coperti chiese di Roma, vi fece più fine-


con intonaco di gesso. Nel 184" '^ stre di vetri colorati di più specie,
regnante sultano AbduI - Medjid- formandosi così in certo modo un'al-
Khan, ordinando all'architetto MeU tra specie. di musaico: delle piU
chiade Fossati romano un pieno ri- celebri di tali finestre se ne fu
stauro del magnifico edilìzio, i prezio- menzione in parecchi articoli, f^edi
si musaici eie importanti pitture ri- Vetri. Tanto in Pioma che in va-
ceverono anch' essi nuova vita , es- rie città d'Italia ne'secoli \'I11 ,

sendo non meno ragguardevoli per iX e X si lavorarono musaici di


l' arte che per la storia. qualche pregio : il Furietti nel lib,
Dopo la venula degli ostrogoti \I parla de' musa'ci in gran nu-
in Italia, si ricominciò l'uso inter- mero lavorati in Roma e nell' Ita-
rotto de' musaici vermicolati, cioè lia, dai b;issi tempi a Eenedelto
f'iirmati di quella pa^ta di vetro XIV. Ke trovò in tutte l'età dopo
t'uso e colorato di varie tinte, pro- il mille e li descrive con esattezza.
babilmente per la scarse/za de' mar- Lo stabilimento della residenza
nìi fini, che per le guerre difficil- pontificia in Francia nel 1 3o5 fu fata-
mente poleano venire dall' isole di le per l'Ilalia anche alle arti ed
Grecia, o perchè 1' uso de' marmi alla musivaria, la quale riprese vi-
portasse maggior dispendio; in fat- gore dopo che fu da Gregorio Xt
ti i più eleganti musaici, che d' al- riportata in Roma nel 1377, pei
lora in poi si fecero in Italia, co- iTilauri e ornamenti delle chiese
munemente furono eseguiti di tal che successivamente si operarono.
materia. Stabilendo Teodorico re Martino V nobilitò il pavimento
de' goti la sua sede in Piavenna, a- della basilica Lateranense, opere
dornò le pareti della chiesa de'suoi vervìiculato; iXicolò V fece lo stessa
ariani di sontuosi musaici di minuti nella Vaticana; e Sisto IV nella
cubi di vetro a vari colori, e con cappella Sistina, cu/iis absidrin wr-
musaico vermicolato abbelb quella miciilatìs imaginibus decoravi fedi.
piu-e di s. ÌMaria in Cosmedin di Il Ciampini nella citata opeia Ve-
tal città, musaici che altri attribui- teriim moniime?iloruni, raccohe quan-
scono all' arcivescovo Agnello. In to fu scritto e veduto sino ai suoi
lìoma il goto Recimere fregiò di tempi intorno alla musivaria. Cle-
musaici la chiesa di Agaia alla mente XI 3o settendjre
s. a' 1704
Suburra. Ciampini e Furietti ri- con editto, piesso il Bull. HJagu.
portano una lunga serie di musai- t. Vili, p. 2G3, ordinò che le pit-
ci esistenti in diversi luoghi, per ture e musaici che si trovavano ne-
opera de' Papi, di vescovi, d' impe- gli scavi, dovessero restarci iiitcliè
74 MUS MUS
ne avesse dato licenza per estrarli za serba de' suoi colori, la slessa
il conimissario depnJato. Neil' arti- freschezza, ed anche perchè si con-
colo Museo Geeooriano Latkra- fà a qjiella decorosa dignità qual
NEMSE, parlando di quel celebre mu- ti conviene alla casa di Dio, come
saico Antoniniano leniamo pio-
, praticarono i nostri maggiori nelle
posilo dell' illusi razione che ne fece antiche sacre basiliche, adornate di
il dotto gesuita p. Secchi. In essa musaici segnatamente nelle absidi
la materia ond' è composto, la clas- e negli archi delti trionfali di esse.
se de* musaici antichi a cui appar- I primi musaici della nuova basi-
tiene,ed altro fu con diligenza e- lica Vaticana sono quelli che a-
saminato e definito. Ouitidi da lui dornano le lunette della cupola
non poca luce fu sparsa su le de- della cappella Gregoriana, cosi det-
nomina/ioni greche e latine dei ta per compita Gregorio
averla
tìiusaici Ira loro confrontate ; sulle XIII, i furono eseguiti verso
quali
tre classi in che dehhono distri- il 1576 da Marcello Provinciali o
buirsi per ragione (.Iella materia, e Provenzale, presso gli originali del
sulle tre altre di lessaLUnin, selli- Muoiano, lodati assai dal contem-
le e verr/iicoLiluin opus, giustamen- poraneo Raffaele Borghini nel lib.
te riferite alla composizione piut- 4 del Riposo, in cui si tratta del-
tosto che ai pezzi componenti, dis- la pittura e della scultura de' più
sipando cos'i la confusione che re- illustri professori antichi e moder-
gna sopra questi tre generi di mu- ni, anzi li dice composti dallo stes-
saico anche ne' più recenti trattati so Miiziano, cui attribuisce di più
d' archeologia ; finalmente sul dop- r invenzione di nuovo stucco un
j)io stile della pittura a musaico da comporre più facilmente e me-
per eccellenza detto vermiculiini glio il musaico. Quindi nel i585
(lai mostrando che il musai-
latini, divenuto Papa Sisto V, sotto di
co Antoniniano con le sue gigan- lui la Congregazione della rev. Fab-

tesche dimensioni e' insegna qual si brica di s. Pietro [J^e.di), volendo


fosse la vera megalographìa di Yi- promovere il lavoro de' musaici,
truvio. Da queste osservazioni ap- prese a sostenere vari abili musai-
parisce che solo in Roma si può cisti, incominciando dal Provinciali,
conoscere il processo di questa ar- e proseguendo il suo patrocinio a
te nobilissima, dove conservatasi lavori di simil genere, utilissimi al-
senza veruna interruzione, ad or- l' ulteriore abbellimento della ba-
namento delle basiliche cristiane, silica, istituì lo stabilimento per lo
crebbe e fiorisce piir ispecial prov- studio del musaico della rev. fab-
videnza de' romani Pontefici. brica di s. Pietro, reso per la sua
La necessità di provvedere alla eccellenza e per le grandi e nu-
-durata delie pitture per ornamento merose opere eseguite, unico nel
<le!Ia Chiesa di s. Pietro in [fati- mondo, anche per la ricca muni-
cano [Tedi), fece che a tal effetto zione di smalti di proprietà della
si prescegliesse il musaico, come stessa fabbrica di circa diecisette-
quello che nulla risentendo le in- mila tinte, che giornalmente ser-
giurie del tempo, giammai non vono agli abili professori per e-
>)t;eina punto della sua prima va- seguire i loro lavori di musaico,
ghezza, ma sempre la medesima for- tratti da' migliori e più classici
MUS MUS 75
originali modernij taiilo
antichi e il figlio cav. Pietro Paolo. A qual
per uso della basilica, che del prin- finezza sotto la direzione di lui. ar-
cipato, a disposizione de' Papi, che rivasse musaico, il lo mostrano i

sogliono donarli a^ sovrani e perso- quadri composti da sì eccellente ar-


naggi di gran distinzione, come no- tista, fra'cpiali nomineremo la co-
tammo in vari luoghi. Tutte le munione Girolamo e la s. Pe-
di s.

delle tinte sono di stualti , il cui tronilla, veramente meravigliosi ed


valore si ascendere a scudi cen-
fa esistenti nella basilica. Ma un altro
touiila, secondo la Descrizione (Idia vantaggio ebbe sotto tanto maestro
basilica del 1828, p. 202. Siguiro- farle uuisiva, perchè gli artisti nel
no nel pontificato di Clemente Vili luogo ove lavoravano, sebbene lo si
i lavori della sontuosa cupola va- dicesse studio , sotto la direzione
ticana,che sui cartoni del cav. d'Ar- di sommi tnusaicisti, tuttavolta pro-
pino condusse il lodato Provinciali priamente non si poteva chiamar-
aiutato dai suoi scolari; i quali com- lo studio, né direttori erano i

piuti, varie altre sue opere aggiun- stali formalmente investiti del gra-

sero ornamento alla basilica. do. Allorquando eranvi opere da


Grave disgrazia fu per sì valente ar- eseguirsi, sceglievansi adatte perso-
tista, che a' suoi giorni in Pioma non ne, e stabilivasi il prezzo del la-

si conosd^sse l'arte di comporre gli voro, e quando erano compiute le

smalti da servire a qualsivoglia tin- riconosceva il direttore che all'uo-


ta, e che dalle fabbriche veneziane, po si destinava, senza che uè quesli,
allora di tanta rinomanza,
ancor né quelli accpiistassero diritti colla
non se ne avessero da mentir l'o- rev. fabbrica, che poteva per altri
pera del peimello : esso non avreb- lavori adoperar altre persone. Pel
be adoperato la coM detta cotla- primo il cav. Cristofari nel 1727
nella, e le sue opere con più gra- fu diehiuiato soprintendente del
dazione di tinte e meno lucentez- musaico, con provvigione di procu-
za, meglio imiterebbero la pittura. rare il dello lavorio, ed a lui si af-
INè più fortunato fu Gio. Battista fidò ogni opera; onde a suo tempo
Calandra che verso il 1620 il suc- venne veramente stabilita la scuola
cesse. Questi sebbene dopo ornale vaticana del musaico, incarico ch'e-
di DUisaico due delle minori cupo- sercitato poi da altri valenti pro-
le, cioè quella della Madoiuiu della fessori, si mantenne l' insegnamento
Colonna, e l'altra di s. Michele, tradizionale, e l'arte progredì nel-
primo ottenesse la gloria di aver la perfezione. Verso la metà del
trasportato in musaico un quadro secolo decorso, Alessio Mattioli d'A-
da porsi sopra uno degli altari, cioè scoli per le sue ricerche giunse a
d s. Michele del cav. d'Arpino; rinvenire il modo di comporre suìal-
pur tuttavia per la mala (jualità ti, che non avessero difetti di ({nei i

di quegli slessi smalli veneti, dovette di \enezia di più con calcine me-
;

desistere da quel lavoro, e non reg- talliche altro ne compose di mag-


gendo poi al confronto degli altri, gior pregio che denominò scorzctLt,
In tolto, e indi donato alla catle- e ritrovò il porporino, che in bre-
drale di Macerala {Pedi). Al Ca- ve per la graziosa vivezza della sua
landra fu sostituito Fabio Cristolìi- tinta si rese noto a tutti. Il Cassio,
ri da Palcslrina, ed a lui successe Del corso delle iicfpw, t. II, p. 347,
, ,

76 MUS MUS
narra che nel i'j5o fu agli orli di della corona imperiale, e reputan-
JNapoIi sotto villa Medici ad ammi- dosi il locale soggetto molla u- a
rare la nuova invenzione dell'in- niidità, nel 18 io fu trasportato al
gegnoso Mattioli , indurando gli vicino palazzo dell'inquisizione, in
. smalli in fornaci e fornelli. cui comodamente si dispose il la-
Ordinata così la scuola vatica- vorio e l'immensa collezione degli
na, e forniti i necessari smalli, ap- smalli. continuarono i lavori per
Si
pena il musaico differì dalla pillu- la basilica e specialmente quadri i

ra; ed il G bezzi e gli altri che della Deposizione del Caravaggio


successero al cav. Crislofari più fa- ed il s. Tommaso del Gamuccini;
cilmente proseguirono a trasportare cominciossi lavorare in ismalti fi-

in musaico i quadri per gli altari lati, fra le quali opere fu riprodot-
della basilica, ed altri molti fregi le to il famoso scudo d' Achille de-
aggiunsero, fino ad adoperarlo per scritto da Omero, sopra cartoni del
diappi ricamali a modo di paliolti sotto ispettore Michele Kech , ser-
sì vagamente e con tanto artificio bati tuttora nello studio valicano,
da illudere i più acuii e diligenti unitamente all'incisione in rame;
osservatori. Ddatossi eziandio in al- quale accuratissimo lavoro, di for-
tre opere, come nei quadri del san- ma circolare, basato su tripode di
Lo studio
tuario di Loreto [F'edi). metallo doralo, a guisa dì dt/eiiner,
vaticano non ebbe ferma sede, co- ad imitazione di ([uello di Pom-
me notai nel voi. Xli, p. 277 del pei, immaginato un tempo per IMa-
Dizionario. Vuoisi che dapprima il poleone, fu presentato per volere di
lavorio si facesse nell'oltangolo che Leone XII al re di Francia Carlo
prende il nome dalla vicina cappel- X, in circostanza della sua solenne
la di s. Gregorio I, ove sono i mo- coronazione, e ne parlammo pure
delli di Sangallo, Buonarroti e Za- nel voi. XXXVIII,
p. 69 del Di-
baglia ; indi in diversi locali ora zionario (mentre a p. 58 ricordai i
magazzini della rev. fabbrica; po- restauri fatti da lui ai musaici delle
scia nelle stanze terrene del casino chiese, come della basilica Lateranen-
del cardinal arciprete, ove era lo se e suo batlisterio). Indi nello stabili-
studio nel 1767, come si ha dallo mento si aumentarono gli artisti, si ac-
Cliattard, Nuova dcscriz. citi f-^a- crebbero le provvigioni, e venne sta-
tirano, t. IH, p. 37,4 e 345. Allor- bilita annua rendila. Questa mancò

ché Pio VI fece eseguire in mu- quando nel 1814 Pio VII fu re-
saico i paliotti per la basilica ed i stituito a Homa e Io studio alla
quadri per Loreto, fu trasferito lo rev. fabbrica. Il Papa, degli undici
studio nel sito detto la fonderia rausaicisti che trovò ^ quattro ne
per essere ivi slata fusa dal Cer- destinò al restauro de' mosaici della
nino la cattedra di metallo ch'e- basilica ed a carico della fabbrica,
siste nella tribuna principale della e selle lifece pagare dalla camera
basilica, come afferma il Cancellie- apostolica per impiegarli sotto la
ri nella Sagrestia vaticana p. Sg, giurisdizione del cardinal camerlen-
che riporta l'iscrizione eretta nel go al restauro de' musaici delle an-
i78'2 a memoria del provvedimen- tiche basiliche, nell' accomodare i

to. Occupata Roma dai francesi nel pavimenti delti d'opci'a bizantina
1809, lo studio fu fatto di diritto ed iu far uiusaici pel principato e
MUS AIUS 77
pcgli amatori di essi, a conio di cipe diPiombino Boncompagno Lu-
delta camera. Intanto il locale del- dovisi al Papa e da questi allo ,

la fonderia era stato assegnato per studio; con animo riconoscente ivi
la fabbricazione delle arcui delle eresse il suo busto marmoreo scol-
milizie, e il palazzo dell'inquisizio- pito da Pietro Galli, con analoga
ne si dovette restituire alla stessa. A 1- iscrizione, celebrante il sommo be-
lora la rev. fabbrica acquistato in nefìzio di Gregorio XVI, in mezzo
Borgo il palazzo Giraud, vi situò cioè ai busti ed iscrizioni degli al-
lo studio, ma
poco dopo alienan- tri benefattori dello stabilimento
dolo, Leone XII nel 1825 gli as- Pio VI e Leone XII, avendoli ri-
segnò ampio e stabile locale nel mossi dai luoghi ov'erano stati po-
palazzo vaticano, ov'era l'antica ar- sti ; finalmente lo stesso monsignor

meria, coH'accesso dal cortile di s. presidente, alla porta della lunga


Damaso: l'iscrizione marmorea che galleria dove in ben ordinate scan-
fuvvi perciò collocata, si legge nel- zie si custodiscono gli smalti, e dove

la citata descrizione. lavorano i musaicisti , fece soprap-


Gregorio XVI avendo nomina- porre lo stemma di Gregorio XVI
to segretario ed economo della re- in musaico. Così restaurato ed a-
ver. fàbbrica di s. Pietro monsignor dornalo lo studio, nell'anniversario
Lorenzo Lucidi, divenuto questi di sua esaltazione il Papa l'onorò
perciò anche presidente dello stu- di sua presenza, incontrato anche
dio del mosaico, pel suo sosteni- dal cardinal Mattei prefetto della
mento ed incremento , pieno di ze- rev. fabbrica di s. Pietro ed arci-
lo ed amore per le arti belle, ottenne prete della basilica : visitò tutte le
dal magnanimo Pontefice, grandio- parti del vasto edifizio, ne ammirò
so protettore delle medesime, an- i lavori, confortò con amorevoli pa-
nua certa somma di denaro, au- role commendatore direttore e
il

mentando per concorso due musai- i bravi artisti non che l' archi- ,

cisti, come si legge nel numero 3 tetto del medesimo cav. Giuseppe
del Diario di Roma i845; essen- Marini, il quale gli olfri in acqua-

do direttore dello studio il com- rello colorito la veduta prospettica


mendatore Filippo Agricola ispetto- dello studio de'musaici, riprodotta in
re delle pitture pubbliche di Ro- incisione di fronte alla sesta distri-
ma, il quale sta dipingendo per la buzione deU'y^lbum di Roma anno
basilica la caduta di Simon mago XII, unitamente ai disegni degli ac-
per trasportarsi in musaico, come cennati tre pavimenti antichi di
dissi nel citato luogo del Diziona- musaico in bianco e nero. Quindi
rio. Non contempo-
solo il prelato il Pontefice, pieno di soddisfazione,
raneamente pubblicò stampe colle con giusti elogi encomiò l'impegno
un provvido organico Regolamento e indefessa cura del prelato presi-
per lo studio del musaico della rev. dente, venendo da tutti benedetto
fabbrica di s. Pietroj ma nobilitò qual ristoratore di sì importante
le vaste stanze dello studio stesso; scuola, che essendo ormai cadente
fece collocare nel pavimento della sparse di novella luce colle saggie
da principale tre antichi musaici disposizionied efficaci aiuti con che
miloliigici formati di pietre natu- assicurò per sempre la sua gloria.
rali bianche e nere, donati dal priu- Tutto ampiamente si narra nel
78 MUS MUS
bollo ed erudito articolo che sciis- maginato di filare que' medesimi
se il can. Felice Gianiielli henefl/.ia- smalti con cui si esegui Tano i qua-
to delln basilica, inserito nel suddetto dri nella basilica di s. Pietro, e
11. 6 óeWy^lbiini, ove si legge l'iscri- de' (piali ricchissima provvisione ne
y.ione eretta al benigno l'onlefice. I lasciò nello studio di essa il sullo-
iinmeri 67 e 70 del Diano di Ro- dato chimico Mattioli. Tale inven-
ma 1846 descrivono la visila fatta zione sembra doversi attribuire al
«Ilo stabilimento dal Pio regnante musaicisla Giacomo Rafìaelli, sebbe-
IX, le opere e da lui lo-
gli artisti ne coirà pur voce che ne avessero
dati, Cocchi, Castellini, Antonio A- già dato indizio i inusaicisti Valle,
gnalti, Volponi e Gliibbel, dichia- Volpi, Latini, Laurenti e Cesare
lando a monsignor Lucidi la sua Aguatti è però eerto che il Raf-
;

protezione ad un'arte quanto bella faelli nel 1775 in Roma faceva


altrettanto utile: L'arie che i di- mostra del suo studio di musaici
piiìù emula e serba. Questo Papa tutti eseguiti con smalti filati, ciò
\oile quindi confermare tal patro- che diede all'artista un strado
o tale
cinio con due visite allo studio di superiorità che contribuì a farlo
inedesimo, per dimostrare la pre- chiamare in Milano per fondarvi
dilezione nutre che
verso que- una scuola. Fra le molte opere colà
st' arte meravigliosa ed unica in da esso eseguile si conia il bel qua-
Pioma, e da ultimo principalmente dro che trasmette alla posterità il

con pubblica monumentale testimo- celeberrimo alfresco della Cena di


jiia«7.a, coll'onorevole breve, Qmiin Nostro Signore Leonardo da Vin-
di
arte.i ojHiinae, de' i4 maggio 1847, ci, che onorò molto l'autore mu-
di
spedito al zelante presidente dello saicisla, poi trasportato a Vienna.
slesso opificio monsignor Lorenzo Dal ritrovato di questi smalti fi In ti

Lucidi, preposìlo ciiralionis opernni ha principio musaico in piccolo


il

Falicanoruin, per la confezione in o in miniatura mentre così con- ,

musaico dei ritratti della serie dei verrebbe nominarsi, che ha aperto
sommi Pontefici ,
già esistenti in la via ad un nuovo genere di com-
pittura nella basilica Ostiense , e mercio per Pioma, tanto in spedi-
distrutti nel fatale incendio cui sog- zioni che hanno luogo all'estero,
giacque nel 18^3, quali saianno per quanto in acquisti che ne fanno gli
accrescere lo splendore e l'ornato stranieri nella stessa città, oltre le

della nave principale di essa, in cor- commissioni che lasciano. Quantun-


rispondenza degli antichi musaici ri- que il nuovo musaico andava len-
pristinati nell'abside, e nei due lati tamente progredendo, pure ben pre-
dell'arco celebre di Placidia. Il bre- sto si vide tenuto in sommo pre-
ve per cura del lodato monsignor gio , figurando sulle tabacchiere
Lucidi è stato inciso in gran mar- dei signori e nei gioielli delle da-
mo, e collocato nel primo salone me ; e già dal suo nascere fino al
del vastissimo stabilimento, sopra I 1810 contava una ventina eli arti-
busto di detto Pontefice, scolpito sti, i più distinti de'quali erano An-
anch'esso dal sullodalo Galli. tonio de Angeli, Borghese, Monte-
11 musaico in piccolo è \\n in- fiori, Tiirrini, Giacinto Cola, Aii-
dustrioso e pazientissimo lavoro, che gelclli, ('Iciuente Giuli, De Polcl-
ripete la sua origine dall'avere iiu- ti, ed Antonio Agualti che si può dii e
,,

MLS
il maestro dei lavoratori attuali. Nello anellini i più grandi monumenti di
studio di questo valente artista ebbe Roma antica e di Pioma cristiana.
luogo un miglioraaieuto agli smal- Potendo dunque eseguire sì picco-
ti degno di osservazione, tan-
filati lissimi lavori mediante i mezzi supe-
to perchè aumentava le forme geo- riori che abbiamo agli antichi, per-
metriche di questi, quantoperchè col- chè l'arte slessa non potrà esserlo?
l'unire pia colori e più mezze tinte Per la ragione che gli antichi han-
nello stesso filato, facilitò l'esecu- no trattato questa arte secondaria
zione de' fiori , degli alberi , delle come fosse realmente di prim'ordi-
architetture, e specialmente degli a- ne, e così quelli che si occuparono
niniali a pelo, imitandone il movi- dal risorgimento delle arti in poi
mento, e conservando nel solo pez- alcuni de' quali furono chiamati pit-
zo che lo forma il suo chiaroscuro, tori in musaico, come un fr. Mi-
i Itenuto dall'impasto suddetto di piìi no da Turrita, un Gaddo Gaddi
tinte in un
Giuseppe Mat-
sol filato. un Muziani, i Cristofari ; e ciò per-
tia solto la direzione del cav. Mi- chè espertissimi nell'arte del dise-
chelangelo Barberi ridusse a nuova gno, conoscitori della pittura, infon-
perfezione questo secondo ritrovato, devano questo loro sapere nelle pro-
e ciò si ottenne mediante una lam- duzioni che rappresentavano a pic-
]>ada consimile a quella della quale cole pietruzze che ben danno a co-
fanno uso gli orefici per saldare, noscere essere state poste da mano
jiiùgrande però, e capace ad es- maestra. Sarebbe ora a desiderarsi
serne alimentata la forza da un man- per il bene di questo musaico e per
tice di fabbro, come si narra nel l'utilità del commercio che ne dà a
numero 4^ *^^^ Diario di Roma Roma , che i nuovi iniziati scorges-
1837. ^'* smalli cos'i impastati sono sero la vera utilità di fare studi pro-
denominati tinte di solilo, e sono fondi nel disegno, nella chimica,
più brillanti e più nelìe di quelle nella pittura compresane la parte fi-
che si filano alla fornace. losofica, onde poter eseguire delle
Mediante simili ritrovati risulta opere di propria composizione , co-
una superiorità di mezzi per ese- me appunto egregiamente si fa ai
guire i musaici, che furono certa- nostri giorni nello studio del cav.
mente sconosciuti dagli antichi, per Barberi, venuto in tanta celebrità,
cuisi dovrebbe supporre che tale massime in Francia , Inghilterra e
arte sia giunta ora alla sua perfe- Russia, e di cui tanto parlarono eoa
zione, e prova ne sia la tazza del- alte lodi i giornali francesi, il Dia-
la delle palombe illustrata da l^li- rio di Roma, {'Album, e diverse o-
iiio,e più particolarmente dal su- pere letterarie; e l'insigne artistica
nientovato cardinal Furielti, dicen- congregazione de' virtuosi al Pan-
do con enfasi che in un pollice theon ad esso lo aggregò come pit-
quadrato di quel musaico, ora esi- tore in musaico. Da tale studio u*
stente in Campidoglio, vi si conta- scirono, il trionfo d'amore; venti-
uo i63 pielruzze, mentre oggi si quattro ore in Roma, illustrato e-
eseguisce la lazza intiera con i quat- ruditamenle con opuscolo dal cav.
tro piccioni in meno del detto pol- Gaspare Servi; Roma cionologica ;
lice quadrato; e di più ancora , ed in piccolo |)er gioielli di «lame
multe dame portano in piccolissimi alcuni episodi della Diviua Cuiu-
j

8o MUS MUS
inedia di Dante, della Gerusalem- oc: dei principali non manchiamo
me liberata di Tasso, dei Promessi farne menzione ai rispettivi artico-
sposi di Manzoni; non che soggelli li, facendo altrettanto per gli altri

sclierzevoli, come la biondina in di Roma e piìi pregevoli. In Ate-


gondoletta , la tarantella , il dolce ne la collina denominata Museo,
far niente. Lavori in musaico in ove dotti d'ogni specie riunivan-
i

piccolo d'ugni sorta e grandezze, si adunanze, for-se prese tal no-


in
sono pure in llonia usciti dagli stu- me da un tempio sacro alle Mu-
di di Domenico Moglia e cav. Lui- se, o perchè vi si credette sepolto
gi suo , di Gioacchino Bar-
figlio il poeta Museo. Ad esempio del
beri, di Giuseppe Dies, Camillo Pog- museo di Atene dicesi eretto un
gioli, Giustiniano Buonafede, Fran- edilizio in Alessandria d'Egitto d'or-
cesco Depolelti, Carlo Salandri, Co- dine fle'Tolomei, ornato di portici
stantino llinaldi, Antonio B.ocche- e gallerie pel passeggio, di grandi
giani, Silvestro Petrueci, Pietro Ga- aule per la conversazione de'dotti,
bri!ii. Agostino Fiancescangeli, Be- e di una sala ove mangiavano
nedetto Boschetti, che due volte co- quelli che vi albergavano. In quel
piò l'encomiato trionfo d'amore, ed museo i re d'Egitto, e poi gl'im-
Enrico Vitali che imitò la lodata peratoriromani a spese pubbliche
composizione di Boma cronologica, mantennero decorosamente un nu-
per non ilire di altri. mero di dotti per lo studio delle
MUSBADA. Sede vescovile della scienze donde usciro-
e belle arti,
provincia d'Isauria, sotto la aietro- no uomini celebri. L' imperatore
poli di Seleucia, eretta nel IV se- Claudio nella medesima città fondò
colo, chiamata anche Nushada.
e un nuovo museo, dopo la distru-
IVe furono vescovi Sisinnio che as- zione del priu-'o; ordinò che vi si
sistette e sottoscrisse il VII con- les'essero le antichità dell' Etruria
cilio generale, e Germano che fu e quelle de'cartaginesi, ch'egli stes-
al concilio di Fozio. Oriens christ. so aveva scritte o fatte scrivere ia
t. II, p. 1034. greco; il museo fu quindi visita-
MUSEI DI ROMA, Capitolino to ed ampliato di dotti da Adria-
Vaticano Pio - Clcnientino - Chiara - no ; ma in una sommossa sotto
monti; Gregoriano Etrusco s Grego- Aureliano l'edifizio venne distrut-
riano Egizioj; Gregoriano Lateraneii- to. Il Gronovio e Neocoro scrisse"
se. Il vocabolo Museo, significa galle- ro due ampie dissertazioni sopra i
ria, raccolta di cose insigni per eccel- musei, e specialmente su quello
lenza o per rarità, Museunij così il d'Alessandria, che trovansi nel Te*
Dizionario della lin"na italiana. soro delle antichità del Gronovio
e
ootto I
lo stesso nome si comprendo- stesso. In seguilo il nome di mu-
no qiie'luoghi ove radunano mo- si seo fu dato ai luoghi ove si riuni'
numenti, tanto antichi, quanto mo- scono monumenti, raccolte e colle-
derni; le collezioni di oggetti di zionid'ogni specie, con somma i-
storia naturale, di minerali, di ani- struzioue degli studiosi^ e vantaggio
mali, di vegetabili secchi o prepa- delle scienze e delle arti. Del mu-
rati, di corpi marini, ec. ; e sonovi seo eretto in Roma da Pomponio
pure musei di macchine, di .mo- Leto nel declinar del secolo XV,
delli, di strumenli d'ogni genere, parlammo nel voi. 1, p. 4° <^*''^
MUS MUS 81
Dizionario. Quanto ai cinque mu- berrimo e nobilissimo luogo che
sei di Roma sunnominati, non per- Io contiene, chiamato da alcuni il

mette la natura compendiosa di più insigne e cospicuo del mondo,


questo Dizionario il farne la descri- già sede de'numi e rocca di tutte le
zione, siccome copiosissimi tesori di nazioni, ora sovrastato dal glorioso
cose insigni clic li rendono celebri vessillo della croce, parlammo a Cam-
in tutto il mondo, essendovi persi- pidoglio (ove citammo due opere
no diverse dotte e vaste opere sopra che lo descrivono); in un ai suoi son-
ciascuno de' molti preziosi oggetti tuosi edifìzi, e notizie riguardanti
che contengono; laonde ci limitere- il museo. Ad Innocenzo X si deve
mo a dare cronologicamente secondo r origine della fabbrica dei magni-
l'epoca della fondazione di ognuno, fico palazzo del museo compito ,

qualche generica e semplice indica- dal cav. Rainaldi, celebrato con me-
zione, oltre quanto diciamo in di- daglia in cui è l'epigrafe: Aedijicat
versi articoli, in cui parlasi ancora et custodii. La collezione de'monu-
ove furono ritrovati parecchi degli menti antichi del Campidoglio trae
ocselti ne' medesimi esistenti, am- la sua prima origine da Sisto IV,
piamente avendoli descritti le ope- il quale nei «74' ordinò che al
re che citeremo, e brevemente le magistrato romano venissero date
descrizioni di Roma, e per ultimi a custodire tutte le antiche statue
i K\hhy Roma nel i838;
chiarissimi , di bronzo eh' erano al Patriarchio
e march. Melchiorri, Guida di Ro- Lateranense (Fedi), cioè la Lupa,
Vìa, seconda edizione del 1 840. il Marc' Aurelio equestre, l'Ercole
In essi si apprenderà l'alto pregio vincitore, il Camillo, il Giovinetto
di tanti preziosi monumenti, degni Stadiodromo, e la Legge regia. Sem-
dello stupore e ammirazione degli pre si ebbe nel Campidoglio una
amatori delle bellezze dell'arte 'e raccolta di monumenti antichi di
della rarità degli oggetti; così pure stile ottimo, di conservazione per-
l'erudizione antiquaria importantis- fetta; monumenti die provennero
sima, onde mi asterrò di rilevarne il da largizioni de' Papi, da donativi
merito, e di riportarne le tante i- di privati, e da acquisti fatti dal
scrizioni musei di Ro-
lapidarie. I senato. Così il museo Capitolino
ma riempiono di sì gran fama tut- è il più antico di Roma, e forse
to il colto mondo, che non vi é ancora di tutti, poiché quello del
forestiere che non visiti la metro- cardinal Giordano Orsini andò di-
poli del cristianesimo, il quale non sperso dopo la sua morte avvenu-
procuri con ansietà di vederli, e ta neli65, ed altrettanto accad-
I

di formarsene una qualche idea più de medaglie ed altre


a quello di
o meno completa secoudochè i antichità raccolte da Paolo li, che
suoi studi e il suo gusto ve lo dis- finì di vivere nel i^Ji. Sì au-
pongono; per tacere di tanti altri mentò il museo Capitolino pel do-
che trasportati dal genio per l'eru- no fatto nel i566 da s. Pio V
dizione e per le arti, vi si condu- al senato romano di tutte le sta-
cono da remoti paesi appositamen- tue ch'erano in Vaticano, nel così
te a solo oggetto di esaminarli ed detto teatro di Belvedere: per ri-
ammirarli da viciuo. conoscenza il magistrato decretò
Museo Capitolino . Del cele- quanto luti' ora osserva, descritta
VOt. XLTII. fi
.

82 MUS MUS
nel voi. XII, p, 146 del Diziona- ne tentò la restaurazione. Pio VII
rio. Nel pontificato d'Innocenzo X ricuperò questi ed altri moni)men-
proseguì ad acciTScersi, e la rac- ti dalla Francia, e dopo d' aver
colta de' monumenti spaisiqua e ampliato ed arricchito il museo
là pei palazzi del senato, come de- e la galleria de' quadri, aggiunto
corazione delle sale, prese la for- due stanze, una delta delle lapidi
ma museo. A Clemente XII
di e r altra delle urne, con saggio
poi si deve la sua principale am- provvedimento e colla direzione
pliazione per l' accpiisto fatto ( il del valente architetto cav. RalFae-
Novaes dice colla spesa di sessan- le Slern formò una protomoteca
tamila scudi), dal cardinal Alessan- nel palazzo de'conservatori summen-
dro Albani di una preziosa colle- tovato, per porvi i busti e gli er-
zione di statue, busti, ermi, bassi- mi degli illustri italiani che si di-
rilievi, sarcofaglii ed iscrizioni, che stinsero (una gran parte trasporta-
con singoiar magnificenza vi fece ti dal Pantheon, o Chiesa di s. Ma-
collocare: laonde nel 1734 fu co- ria ad 3Iarlyres [Fedi) e si di-

niata la medaglia in cui si legge: stingueranno in grado sublime


Malliplicasti magui/lcenliani vele- nelle arti, scienze, belle lettere,
ribus signis in Capilolio erectis musica ed anni; laonde vi fu col-
Benedetto XIV l'aumentò di mol- locata di essi una copiosa colle-
to ed aggiunse nel palazzo di contro zione, che comincia dal secolo XIII,
sul Tarpeo la galleria, innalzando- nel quale le scienze e le arti in-
la daifondamenti e riempiendola cominciarono a risorgere in Italia,
di quadri eccellenti, oltre le scuo- fino all'epoca presente. Parlando a
le del disegno, come dissi altro- Campidoglio <li questa protomote-
ve, per apprendervi i delineamenti ca, dissi come Leone XII concesse
della natura: abbiamo due meda- ^^V Accademia d' Arcad'a (Fedi),
glie che ciò ricordano. La prima cui mi vanto appartenere sin dal
colla iscrizione : Virliid trophaea i836, che vi celebrasse le solenni
nova non degener. addam: Ad- adunanze: quel Papa aumentò co-
dilo in Capilolio sapienliae pa- sì pregi di questo museo.
i

bulo 174^'. La seconda colla leg- Finalmente Gregorio XVI, aven-


genda : Ainpliorì Bonar. Arliiun do a cuore non meno degli altri

incremento : Capilolio pìcturis de- Pontefici la conservazione de' mo-


coralo. Il museo fu pure arric- numenti, beneficò il museo con
chito da Clemente XIII, anco con farvi fabbricare una nuova came-
quanto acquistò da Furielli (Fedi); ra per racchiudere alcune statue
in memoria fu coniata medaglia, che si credettero togliere alla pub-
colle parole : Cura Pn'ncipis an- blica vista, le quali con permesso
elo Museo Capilolino: Celeberrirnis del presidente o del direttore lui-
Adrianae villae ornamenlis. Bene- tavolta possono essere visibili. Inol-
meiito ne fu eziandio Pio VI, sot- tre Gregorio XVI col moto-pro-
to del quale repubblicani fran- i prio, Hanno
sempre^ òe' iS settem-
cesi, tra le altre cose, portarono a bre i838, presso la Raccolta del-
Parigi i busti di Giunio Bruto in le leggi, voi. XVI, p. 365, concesse

bronzo fondatore della repubblica, nuovamente al senato romano la


e di Marco Bruto in marmo che cura, custodia e amministrazione
MUS MUS 83
del museo, richiamando in vigore da Filippo Gaaccarini, se ne fece
quello di Clemente XII. Siccome la solenne inaugurazione e dedi-
prima ne avea l'amministrazione cazione, al modo riportato dal n.
il prelato maggiordomo, a i[neslo 43 del Diario di Roma i83g.
conferì l'alta sorveglianza sul mu- Nel formare Gregorio XVI in Va-
seo, da esercitarsi a nome de'Pon- ticano il museo Egizio- Gregoriano
tefici. Di più il Papa a testimo- vi volle trasportati tutti i monu-
nianza del suo alTelto verso i con- menti ch'erano nel museo
egizii

servatori di Roma e priore de'ca- Capitolino, che indicheremo parlan-


porioni, gli accordò il privilegio di do del museo Egizio, sia di antico
nominare il presidente antiquario, lavoro, sia di stile d'imitazione, ed
nella persona di un cavaliere ro- invece supplì col concedere a que-
mnno erudito, e alle vacanze gli sto museo altri monumenti, com-
inservienti ed addetti al museo, partendo il Papa facoltà di sceglier-
assegnando i fondi per sostenere li museo Vaticano, al lodato
nel
Je spese relative; quindi la capito- presidentemarchese INIelchiorri, il
lina camera elesse a presidente an- quale come dotto archeologo scel-
tiquario perpetuo il marchese Giu- se quelli che più potevano conve-
seppe Melchiorri, restando presiden- nire al museo Capitolino, sia per
te onorario il commissario delle an- l'arte, siaper l'erudizione, sia per
tichità commendatore Pietro Erco- analogia con quelli già esistenti.
le Visconti che lo era prima, co- Quindi ne pubblicò la serie nella
me notai nel voi. XV, 87 del
p. sua Lettera intorno allo stato attua-
Dizionario. Nel numero 87 del le del museo Capitolino^ inserita
Diario di Roma di detto anno si nel Saggiatore ,
giornale romano
legge quanto grata riuscì a Roma dei chiari Gennarelli e Mazio, an-
e sua magistratura la grazia pon- no I, p. 225 e seg., p. 259 e seg.
tifieia; come formalmente fece la Tale stalo si può leggere ancora
legale consegna del museo il Fo- nella imperlante e diligente: In-
riere maggiore {Vedi), con la let- dicazione delle sculture e pitture
tura del u)oto- proprio, udito con che esistono nel museo Capitolino
commozione ed esultanza di giubi- e palazzo di residenza dell' eccell.
lo dal magistrato; come seguì la magistrato romano, nuovamente
tradizione delle chiavi ai conserva- compilata da Alessandro Tofanel-
tori , i quali le passarono al pre- li direttore del museo, protomoteca

sidente ; che i romani splendida- e gallerie capitoline, Roma i843.


uienlc la sera illuminarono per 11 medesimo con lodevole intendi-
gioia i palazzi e le loro abitazioni, mento, ivi nel 1846 ne ha pub-
iiicetidosi altrettanto ne' palazzi di blicato altra esatta edizione^ dive-
Campidoglio; e che la romana ma- nuta necessaria dopo i progressivi
gistratura per esternare la memo- accrescimenti e le indicate traslo-
ria di sì segnalato beneficio, decre- cazioni de' monumenti egizii e so-
tò una medaglia monumentale al- stituzione di altri, che cagionarono
l'immortale Gregorio XVI, che ven- notabili variazioni. Inoltre si pos-
ne coniata, e nel cortile delmu- sono leggere le seguenti opere.
seo marmorea iscrizione col suo Francesco Valesio, Dissertazione
busto, il quale scolpito in marmo sopra ire statue del Campidoglio,
84 MUS MUS
nel t. I (Ielle Dissert. dell' accad. Segue la stanza delle urne, ov'era-
di Cortona. Jo. Bapt. Brascbi, De no monumenti egizii. Nella se-
i

trìbiis statai.'! in romàno Capilolio, conda camera vi sono moltissime


Ronfine 1724- ^'O- Battista Gaddi, iscrizioni con grande urna di mar.
Roma nobilitata nelle sue fabbri- mo. Tra le scolture della terza ca-
che, Roma 1736. Francesco Euge^ mera, v'è la grande urna creduta
Ilio Guasco, Musaci Capitolini an- di Alessandro Severo. La scala è
tiquae inscriptioncs, Romae 1775. ricoperta de' frammenti dell'antica
JNe parlano V Effemeridi di Roma pianta di Roma. 11 gabinetto dei
1776 e 1779. Gio. Gaetano Bot- bronzi contiene monti-
pregevoli
tali, Del museo Capitolino, Roma menti, con superbo vaso e busti :

1741-1750. Ne scrissero ancora il evvi il mirabile musaico delle co-


Locatelli, il Foggini, il Queici, il lombe, la statua di Camillo, la
Re ed altri. Essendo afiìdata la Diana triforme, la tavola Iliaca;
cura, soprintendenza e 'protezione indi segue il gabinetto riservalo,
della pontificia galleria dei quadri edificato dai fondamenti da Gre-
al Campidoglio al cardinal camer- gorio XVI per le statue cbe si
lengo, nel voi. XVIII, p. 2o5 della credettero togliere alla pubblica
Raccolta delle leggi, vi è il rego- vista. La galleria ha busti, sarco-
lamento per essa emanato dal car- faghi, vasi, statue, ed un gran va-
dinal Giustiniani a' 16 settembre so di marmo. Dicesi sala degl'im-
1840. legnante Pio IX col mo-
11 peratori pei ritratti situati in vari
to-proprio del primo ottobre 1847, ordini; si vede statua di Agrip-
la

confermò alla magistratura del se- pina moglie di Germanico, basso-


nato romano e nuovo municipio, rilievi, con busti di vari marmi.
la custodia del museo di scolture Indi la sala degli uomini illustri ha
e monumenti della pinacoteca e la rarissima collezione de' loro ri-
protomoteca cbe si trovano ne' tre tratti, con bassorilievi e fregi. Il

palazzi di Campidoglio. centro del salone è occupato da


La corte cbe dà ingresso al cinque ragguardevoli monumenti,
museo Capitolino conlenente le coi Centauri detti del Furietti, sta-
scollure anticbe, è decorata da una tue e ritratti. Dicesi sala del Fau-
fontana eretta da Clemente XII, il no da quello che n'è il principa-
cui busto marmoreo fu sostituito le oggetto, e vi sono ancora due
alla statua colossale di metallo, gran sarcofaghi di singoiar trava-
eh' esisteva nel salone superiore, glio, are, marmi, la tavola di bron-
come istitutore del museo; si ve- zo o legge regia colla quale il se-
de pure il menzionato busto di nato rivesti dell'autorità imperiale
Gregorio XVI, e tra' monumenti Vespasiano. Nella sala del Gladia-
primeggia la statua colossale del- tore, uno de'migliori dell'antichiln,
l'Oceano detto Marforio percbè gia- vi è pure la statua d'Iside, l'Aii

ceva nel foro di Marte, noto per linoo, la superba Giunone Capito
le pasquinate cbe vi si aflìggevano. lina, statue, colonne e busti, fra

L'atrio contiene statue, bassorilie- i quali quello di Marco Bruto. Nel


vi ed iscrizioni , colle sfatue di palazzo de' conservatori , ora del
Marte e di Ercole, la prima co- nuovo municipio, si entra pel ve-
lossale, la seconda scmicolossalc. stibolo principalmente decoralo dal
MUS MUS 85
la rara statua di Giulio Cesare, la prima sala sonovi : s. Lucia di
e nel cortile ci in fondo il
vede Benvenuto Garofalo, ritratto di
portico edificato da Clemente XI, Guido dipinto da lui, la sacra Fa-
colla Roma trionfante in mezzo a miglia d' Agostino Caracci, il mar-
due re barbari prigionieri la cor- : tirio di s. Sebastiano del Domeni-
te quadrata ha diversi frammenti chino, la Carità di Annibale Carac-
colossali. Le scale e il cortile pen- ci, la Presentazione di Gesù al

sile hanno pure marmi; nella se- tempio Bartolomeo da s.


di fr.

conda branca è il bassorilievo di Marco, la Sibilla Persica del Guer-

Mezio Curzio che s' impaluda, e cino, la Maddalena del Tintoretto,


l'iscrizione del carroccio de'milane- la sacra Famiglia del Garofalo: di

si da Federico li donato ai ro- questa il direttore egregio Tofanel-


mani. Al seguente ripiano sonovi li encomiato, fece mirabile copia
avanzi dell'arco di Portogallo det- che per la precisione dell'esecuzio-
to di Tripoli, ed un monumento ne e tono delle tinte contrasta l'in-
riguardante i Fedeli di Campido- denlicità coll'originale, onde reputò
glio [f^edi). Entrando nell'apparta- meritevole offrirla a Gregorio f, XV
mento de' conservatori, già indica- che dopo averla assai gradila me
to a Campidoglio, si vedono pittu- ne fece onorevole donativo, e ne
re a fresco, marmi e bronzi pre- sono felice possessore. Vi sono an-
giatissimi, essendovi egualmente pit- cora la Sibilla Cumana del Dome-
ture e statue nella camera della nichino, l'Erminia di Lanfranco,
cappella, la quale è ornata di bei la Maddalena di Guido, il trionfo
dipinti : il Bambino
Vergine colla di Flora uno de'capi d'opera di Pous-
a fresco è di Pinturicchio il qua- ; sin, Gio. Battista del Guer-
il s.

dro dell'altare fu colorito da Avan- cino, la Maddalena dell' Albano, il


zino Nucci, che vi rappresentò la trionfo di Bacco di Pietro da Cor-
Madonna col Bambino, ed i ss. tona, Archimede di Polidoro da
Pietro e Paolo; del Romanelli so- Caravaggio, Romolo e Remo al-
no i quadri de' ss. Eustachio, Ce- lattati dalla lupa di Rubens, s.

cilia, Alessio e b. Lodovica Alber- Sebastiano di Gio. Bellini, la di-


toni tutti romani ; di Michelangelo sputa di s. Caterina del Vasiiri, la
da Caravaggio i quattro Evange- Madonna del Francia. Nella secon-
listi; le altre pitture appartengono da sala ricorderemo solo la disce-
alla scuola dei Caracci. Sortendo sa dello Spirito Santo di Paolo
dall' appartamento de' conservatori Veronese, l'adorazione de' Magi di
si trovano le stanze de'loro fasti Garofalo, due paesi di Claudio, la
moderni o cataloghi de'couservato- Coronazione di spine del Tinto-
ri stessi. retto, s. Gio. Evangelista di Cara-
La galleria formata di due gran- vaggio, r Exce homo del Barocci,
di sale, rinchiude una bella colle- Gesù cou l'adultera del Tiziano,
zione di quadri, raccolta da Bene- Dario Alessandro di
disfatto da
detto XIV nell'anno 1749, il busto Pietro da Cortona, Giuditta di Giu-
del quale si presenta pel prinio, lio romano, s. Petronilla del Guer-
indi quello di Pio VII pei cambia- cino, la cui copia è in musaico
Dienti e restanti fatti. Noteremo nella basilica VaticaiHi; il battesi-
soltanto i più classici quadri. Nel- mo di Gesù del Tiziano, la Zin-
86 MUS WUS
gara di Michelangelo da Caravag- ma camere erano otto ridotte a
le
gio, Maria Vergine di Pietro pe- sette quando Leone Xll ri unì due
rugino, s. Sebaflliano di Lodovico sale [)er mezzo d'un arco sostenu-
Caracci, la Cleopatra di Guercino, to da due colonne di cipollino,
Diana del cav. d'Arpiuo, Gesù che d'ordine dorico greco, afUtichè que-
caccia i \ienditori dal tempio del sto locale fosse più decoroso e
Bassano, Sebastiano di Gui-
il s. adattato per l'uso dell'Arcadia. Nel-
do, di cui posseggo una bella copia la prima sala in una gran lastra
di Belisario Sillaui egregio giovane di n)armo è scolpito il decreto del-
di lusinghiere speranze; due quadri l' erezione della protomoteca, che
lappresentauti quattro ritratti di viene destinata in appresso a per-
Vandych, la s. caduta
Paolo di petuare la memoria de' soli grandi
dello Scarsellino, Barbara di la s. italiani, devono ser-
e le leggi che
Annibale Caracci o del Domenichi- vir di norma aHaminissione de'ri-
iio, il ratto d'Europa di Paolo Ve- tralti, esclusi quelli de'vi venti, ed
ronese, Maria Vergine e s. Anna alla loro custodia che dipende dal
parimenti di Paolo Veronese, Vi senato: alle quali leggi Gregorio
era ancora un gabinetto riservato XVI aggiunse quella, che non vi
di quadri rap[)resentanli soggetti si potesse porre alcuna immagine,
poco decenti, fra' quali primeggia- se non fossero decorsi quarant' an-
vano la bella pittura della Vanità ni didla morie di colui del quale
di Tiziano, la Bersabea e le tre si voleva illustrare la ricordanza;
Grazie di Palma il giovine, con legge savissima che togliendo ogni
altri quadri osceni donati da Gre- personale gara od esagerato af-
gorio XVI all'accademia di s. Lu- fetto, lascia al vero merito il pre-
ca per custodirsi con maggiore l'i- mio , di cui il solo tempo è
servatezza; mentre 1' Arianna e imparziale giudice. Le leggi tra-
Bacco di Guido, con altri quadri dotte in italiano le riporta il To-
li fece trasportare alla galleria La- fatielli a pag. 98 e 99 delle edi-
teranense. Benemerito ispettore del- zioni: i nomi de'ritralti che distin-
la galleria è il commendatore Fi- gueremo in carattere corsivOjServino
lippo Agricola. per indicare che furono fitti a spese
La protomoteca Capitolina con- del marchese Canova celebre scullore
tiene come dicemmo ritratti in i e principe perpetuo dell' accademia
marmo degli uomini illustri, dopo il di s. Luca, mentre gli altri li no-
trasferimento di quelli ch'erano al minerò, e di quelli che non potei
l'antheon ove (come praticasi a conoscere vi supplirò col dichiarar-
Firenze nella •
chiesa di s. Croce) ne gli scultori. In quesla ed al-

s'incominciarono a collocare dal tre sale si riunirono i litralti degli


1 520, cioè dalla morte del sommo stranièri ch'erano al Pantheon, ma
Balfaello da Urbino, e si compone che si contano come italiani, aven-
di sette sale terrene, situate nel do passata la maggior parte della
detto palazzo de' conservatori : le loro vita sotto il fecondo cielo d'I-
descrissero con diverso ordine il talia. Nella prima sala adunque vi
Wdjby, il TofhiicUi ed il Melchior- sono i busti: i. Giuseppe Suée pitto-
fi ; quanto all'ordine seguiremo il re francese. 1. Nicolò Poussin pittore
Tofaiielii come il più esalto. Pri- francese, collocatovi dal cav. d'A-

I
MUS MUS 87
giticourt. 3. Baffaele Meiigs pitto- ne XIT, scolpilo da Antonio d'Esle
re Lteiìio, collocatovi dal niaith. con lapide onoraria, il tutto per
Azera. 4- Giovanni Winckelmann riconoscenza degli arcadi cui avea
archeologo di Biandtbuigo^ a spe- concesso il locale per uso delle lo-
se del consigliere ReilTenslein. 5. ro solenni adunanze. i\. Tiziano
Angelica Raiiffman pittrice di Coi- Vecellio pittore veneziano, scolpito
rà, per cura de'suoi eredi. Voglia- da Alessandro d'Este. i5. Dante
mo notare ad onore di Roma, che Alighieri poeta autore
fiorentino,
ivi già da più secoli si conserva- dellaDivina Commedia. 16. Miche-
vano le immagini de'personaggi il- langelo Bnonarroli pittore, sculto-
lustri, ne'nuisei, nelle gallerie, nei re e architetto fiorentino. 17. Lo-
palazzi, ne' tempJi e ne'claustri, con dovico Ariosto da Reggio di Mo-
pregiate raccolte di esse. Nella «fcon- dena e ferrarese poeta, scolpilo
.

da sala principia la collezione degli da Carlo Finelli a spese di Cano-


uomini illustri italiani, che si di- va, al dire di Nibby. 18. Benve-
stinsero nella musica e nelle armi nuto Cellini fiorentino, scultore,
nei secoli XVIl al XIX. 6. Gio. intagliatore e orafo , scolpito da
Pier Luigi
da Palestrina principe Vincenzo Gaiassi. ig. Raffaele San-
della musica ecclesiastica, collocato zio da Urbino pittore e architetto,
a spese di Federico Guglielmo IV a spese di Carlo Maratta. 20. An-
re di Prussia, per cura del comm. tonio Canova di Possagno ristora-
Spontini, scolpito da WollF. 7. An- tore della scoltura, gran fautore del-
tonio Maria Gaspare Sacchioi na- le belle arti, che pel primo concepì
poletano, maestro di musica, per il pensiere di onorare gl'illustri ita-
cura di Antonio Berto Desfebues liani con erme e busti, moltissi-
Danneiy. 8. Arcangelo Gorelli di mi facendone scolpire a sue spe-
Fusiguano in Romagna, maestro di se, come si è detto: Pio VII lo
musica e professore di violino, a fece marchese d'Ischia, lo aggregò
spese del cardinal Pietro Oltoboni. alla nobiltà romana, ed in morte
9, Domenico Cimarosa napoletano, gli ordinò solenni funerali che su-
maestro di musica, a spese del car- perarono quelli fatti a Radaello :

dinal Consalvi. IO. Benedetto Mar- quest'erma fu scolpita dal cav. Cin-
cello patrizio veneto, maestro di cinnato Baruzzi, copiando quella
musica, scolpito da Domenico Ma- che Canova fece di sé stesso. 21.
nera Canova come si legge sull'er- Andrea Palladio architetto vicen-
ma slessa: negli altri pure da lui tino. 22. Torquato Tasso di Sor-
scolpiti non si vede però il cogno- rento poeta epico. 28. Antonio Al-
me Canova, forse inibitogli dal legri da Coreggio pittore, scolpito
marchese Canova a scanso di equi- da Filippo Albacini. 24. Vittoria
voci, ma solo Donjenico Manera Colonna romana, nata in Marino,
di Asolo. II. Giovanni Paisiello marchesa di Pescara, letterata e
di
Taranto, maestro di musica, a spe- poetessa, scolpito da Pietro Galli :

.se della sorella Maria. 12. Nicolò l'erezione del busto fu fatta ad i-
Zingarelli, maestro di musica napo- slanza del principe d. Alessandro Tor-
letano, posto da Domenico Scattel- lonia e principessa d. Tere-
della
li. Tci-za sala, belle arti, oratori, sa Colonna sua consorte, per cui
poeti, scientifici e Jellerali. i3. Leo- il magistrato romano richiese il
88 MUS MUS
voto ddl' accademia d'Arcadia, co- bo genovese, scuopritore del nuo-
ma area praticato pei busti iimal- vo mondo. Sy. Lodovico Antonio
iati ai Bartoli ed al Cesari. Il eh, Muratori da Vignola letterato, ,

cav. FrancescoMontani nel Fabi eretto da Canova, come affermano


1
845 col n. 4o del Diario di Ro- Nibby ed il marchese Melchiorri.
ma, e col n. 22 deli' Jlbum, cele- 38. Pietro Vannucci di Città della
brò l'inaugurazione solenne che Pieve detto il Perugino, pittore,
1 Arcadia fece di tale erma, con scolpito da Raimondo Trentanove.
discorso del comm. Visconti, e par- Quarta sala, belle arti, secoli XIII,
lò della gran medaglia fatta conia- XIV, XV e XVI. 39. Pio VII
re a Vittoria dal nominato princi- fondatore della protomoteca, scol-
pe, e della nobile edizione con cui pito da Canova, con lapide ono-
questi fece riprodurre le rime del- raria. 4o- Filippo Brunelleschi ar-
donna, al modo detto nel
l'illustre chitetto fiorentino, primo l'istorato-
voi. XLIII, p. 48 del Dizionario. re dell' architettura dopo gli anti-
25. Francesco de Marchi bologne- chi greci e romani, scolpito d'Ales-
se, architetlo militare, scolpito da sandro d' Este. 4i- Paolo Caliari
Leandro Ciglioschi, d'ordine di Ca- Veronese pittore ^-ì. Leonardo .

nova seconda Nibby. 26. France- da Finci pittore fiorentino. ^Z.


sco Petrarca aretino, poeta e re- Bramante Lazzari d'Urbino archi-
stauratore della letteratura italiana. tetto, inventore del buttare le vol-

27. Tommaso di s. Giovanni det- te di getto e lo stucco che aveva-


to Massaccio, pittore fiorentino.
il no avuto gli antichi. 44- Giulio
28. Girolamo
Tiraboschi gesuita Pippi Romano pittore e architet-
bergamasco, letterato. 29. Beato to. 4'^- Michele Sanmichiell vero-

Gio. Angelico da Fiesole pittore nese, architetto massime nell'archi-


domenicano. 3o. Donato Bardi del- tettura militare. 46. Flaminio Vac-
tp Donatello, scultore fiorentino, ca scultore romano e antiquario,
scolpilo da Giovanni Ceccarini. 3i. eretto da'suoi ammiratori. 47- Pie-
Gio. Battista Morgagni anatomico rino Buonaccorsi detto del Faga,
forlivese, a spese Domenico Man-
di pittore fiorentino, a spese de' con-
zoni forlivese. 32. Andrea Manie- giunti. 48- Taddeo Zuccari pitto-
gna, pittore mantovano, inventore re di Angelo in Vado, per cura
s.

degli scorci aldi sotto in su. 33. Giot- di suo fratello Federico. 49- ^^i-
to di Bandone, pittore , scultore e toloraeo Baronino architetto, a spe-
architetlo fiorentino, chiamato disce- se de' suoi fratelli. 5o. Nicolò da
polo della natura. 34- Aldo Pio Ma- Pisa, scultore e architetto, il pri-
nuzio romano, originario di Bassa- mo che nella scoltura seguì gli

no di Scrmoneta, letterato e stam- antichi greci, lasciando il goffo e


patore, a spese del cav. Filippo de il gotico. 5r. Andiea Orcagna. pit-
Romanis, e fu il primo ritratto tore, scultore e architetto fiorenti-
collocato in questa protomoteca nel no, che pel primo nell'archilettura
1821 colle debite formalità. 35. levò l'uso dell'arco acuto detto go-
Galileo Galilei, inatemalico, astro- tico, e vi sosti Luì il rotondo, scolpito
nomo e filosofo fiorentino, a spe- dal cav. Massimiliano Laboureur. 52.
se del Canova, secondo il march. Lorenzo Ghiberti fiorentino, scultore
Melchior ri. 36, Cristoforo Coloni- e pittore, scolpiloda Carlo Finel-
,

MUS MUS 89
)i. 53. Fr. Bartolomeo da s. Mar- pografu, a spese di Margherita dal-
co domenicano, pittore fiorenlino. l'Aglio sua vedova. 75. Gio. Gior-
54- Luca Signorelli da Cortona gio Trissiuo poeta vicentino, per
pittore. 55. Andrea Fannucchi cura de'conti Trissino. 76. Fitlorio
detto del Sarto, pittore fiorentino. Alfieri d' Asti poeta tragico. 77.
56. Benvenuto Tisi detto Garofa- Carlo Goldoni veneziano, ristora-
lo, pittore ferrarese. 57. Domenico tore della commedia italiana.
78.
Corradi de Bigordi detto il Glu'r- Annibale Caro di Civilanova poeta,
landaio, pittore fiorentino. 58. Gio- a spese della duchessa Elisabetta
vanni Nanni da Udine pittore. 59. Dewonskire. 79. Daniele Bartoli
Marc' Antonio Raimondi bolognese ferrarese gesuita, scrittore, scolpito
incisore. 60. Polidoro Caldara da da Giuseppe Barba. 80. Gio. Bat-
Caravaggio, pittore. 61. Sebastiano tista Beccaria delle scuole pie di
Luciani dello frate del piombo, pit- Mondovi, scrittore e fisico, scolpi-
tore veneziano. Quinta sala, belle to da Giuseppe Bogliani. 81. Ales-
arti,secoli XVI, XVII, XVllI e sandro Verri scrittore milanese, a
XIX. 62. Annibale Caracci pittore spese del nipote Gabriele e della
bolognese, a spese di Carlo Marat- cognata Vincenza Melzi. 82. An-
ta. 63. Marco Benefial pittore ro- tonio Cesari di Verona filippiao,
mano, per cura de'suoi estimatori. uno de' primi restauratori dell'elo-
64. Camillo Rusconi scultore mila- quenza italiana^ scolpito dal cav.
nese, scolpito, a spese del discepolo Giuseppe de Fabris autore di al*
Giuseppe Rusconi. 65. Pietro Brac- tre erme di questa protomoteca,
ci scultore romano, per cura del come del Trissino e del monu-
figlio Virginio. 66. Giovanni Pi- mento di Canova. 83. Angelo Giu-
kler romano, intagliatore in pietre seppe di Saluzzo conte di Menusi-
dure, a spese delia figlia Teresa glio, fondatore dell'accademia reale
Monti. 67. Gaetano Rapini bolo- di scienze in Torino, autore d'ope-
gnese, ingegnere idraulico, per cura re, primo discoprilore della forza
del figlio Francesco. 68. Domenico a vapore, scolpilo dal Bogliani.
Zampieri, detto il Domenichino, Settima sala dedicata alle armi, e
pittore bolognese. 69. Pietro Be- vi è un monumento onorario eret-
reltini da Cortona pittore, a spe- to a Canova da Leone XII, inven-
se del cav. Domenico Venuti. 70. tato e scolpito dal cav. de Fabris,
Gio. Battista Piranesi da Maiano, Si vede in questo monumento la
architetto e incisore. 71. Raffaele stalua di Canova mezza nuda, in
Slern romano, architetto de'palazzi grandezza naturale , coricato nei
apostolici, musei e gallerie ponti- tempo che si riposa dal suo lavo-
ficie, scolpito da Alessandro d'Este. ro, un'erma di Pal-
consistente in
Sesia sala, oratori, poeti, scientifi- lade. Questa statua posa sopra un
ci e letterati de'secoli XV al XIX gran basamento nel quale sono
inclusive. 72. Pietro Metastasio rappresentate in basso rilievo tre
poeta drammatico romano, a spese arti, la Pittura, la Scoltura e l'Ar-
del cardinal Pùrainaldi. 73. Ridol- chitettura, coi loro particolari at-
fino Venuti cortonese archeologo tributi. Termina gruppo col ge-
il

a spese del nipote Domenico. 74- nio ch'è assiso vicino ad esse, te-
^io. Battista Bodoui di Saluuo li- nendo nelle maui uua hra culle
90 MUS MUS
corde rotte. Lo scultore volle cos*i da coloro che le possedevano, e di

esprimere, dopo la morte di


che intraprendere degli scavi ne' luoghi
CanoTa le tre arti hanno perduto o[)p()rluni per trovarne delle altre.
la loro armonia. 84 Emtnaimele Il Visconti con amore e prontezza
Filiberto duca di Savoia celebre si occupò dell'una e dell'altra com-
capitano, scolpito da Luigi Cauda. missione con tanta felicità, che iu
Museo Faticano. Dell' augusto breve furono messi insieme moltis-
luogo che lo contiene, famoso in simi oggetti cospicui. Ciò fatto, con-
tutto il mondo per memorie eccle- veniva trovare un luogo nel Vali-
siastiche parleremo a Fa-
e civili, cano ove collocare que' preziosi
ticano i^Fedi), ed a Palazzo apo' monumenti, avuti per compera, o
slolico Faticano (^Fedi), emporio a gran fortuna trovati scavando. 11

di magnificenze antiche e moderne, Braschi propose all'uopo il [ìiccolo


residenza principale de'sommiPon* appartamento d'Innocenzo Vili, di
lefici, glorioso per un complesso di cui parlammo nel voi. IX, p. i55
idti pregi, sontuosa sede delle ar- del Diztonarioj e fu a ciò indotto
ti e scienze. Parlando del museo perchè prossimo a dello apparta-
Capitolino abbiamo detto come s. mento trovavasi il cortile chiama-
Pio V vi fece trasportare tnolte to delle staine, ove da qualche tem-
delle statue ch'erano nel palazzo po SI custodivano il Laocoonle,
Vaticano : prima del pontificato di l'Apollo e il pieteso Antinoo. Cle-
Clemente XIV i pochi lavori clas- mente XIV approvò il progetto,
sici di antica scollura ch'eranvi re- j)er cui M diede mano a mut.\r
stati stavano collocati sparsamente l'appartamento d'Innocenzo Vili
nelle stanze e nel cortiletto detto in una gran galleria divisa in pa-
di Belvedere. Quel Papa appena recchie arcate, con pavimento di fi-
nel 17(59 ascese sulla cattedra di ni marmi arabescati, circondando
s. Pietro, entrò in peusiere di rac- di portici il nominato cortile, ac-
cogliere dovunque le opere di an- ciocché quella acquistasse un aspet-
tica scultura, comperandole da chi to di maggior imponenza ed am-
le possedeva, a fine di collocarle as- piezza. Compiuto il lavoro, il mu-
sieuìe all'altre nelCampidoglio. E- seo venne aperto, e gli si diede il

ra allora tesoriere Angelo Bj-asclii, nome di Cltnientino per grata me-


che inlerrogato tlal Papa intorno moria al Pontefice fondatore. So-
al suo divisamento, non solo il pre- pra la porla anteriore fuvvi collo-
lato lo incoraggi a metterlo ad ef- cata corrispondente iscrizione e l'an-
fetto, ma gli propose ancora di far no 1772. Fu anche coniata la me-
erigere un nuovo museo , in luo- daglia in cui la figura della Libe-
go di collocare le acquietate opere ralità pontificia addita il museo
in Campidoglio. A Clemente XIV dementino : vi sono i candelabri
piacque oltremodo il consiglio, e Barberini, e vari altri antichi mo-
quindi si diedero solleciti ordini numenti acquistati da Clemente
per r adunamenlo degli oggetti, e XIV, e l'epigrafe Liheralìtate sua:
monsignor Braschi diede il carico Novuni Falicani decus. Nel 1773
al dottissimo Gio. Battista Viscon- il Braschi fu creato cardinale, tal-
ti, commissario delle antichità, di ché per poco dovette egli distrarre
acquistare opere di aulica scuUura le sue cure dalle cose del nuovo
MUS MUS 91
museo, ohe per altro progredirono magnifica scala alla celeberrima Bi-
in bene, mercè del buoQ volere di blioteca Faticarla [Fedi) ; ed an-
Clemeute XIV e della diligenza e che perciò il museo venne appella-
6ludio del nuovo tesoriere Gugiiei- lo PioCletnentino : concorsero a
! DiO Pallotta. Morto il Papa nel secondare l'animo grande di Pio
I settembre J774> s'' successe nel VI, il lodato Visconti, lo scultore
febbraio 1775 il Braschi col nome Sibilla, ed altri artisti ed antiqua-
di Pio VI. Egli allora potendo più ri. In detta biblioteca aumentò il

lìberamente seguir gi' impulsi delia museo sacro, e la rara collezione


sua magiianioiità e genio per le delle medaglie , cammei, gemme
I

! arti belle, si volse con amor som- ed altre rarissime pietre incise. In-
mo al prosperamento del museo, oltre volle Pio VI che non \i

che oltre all'aver contribuito alla mancassero opere in fatto di .pittu-


!ia origine, ebbe il vanto di au- ra insigni, ed a tal uopo fece ri-
iiieutarue immensamente gli edifi- durre a pinacoteca il locale della
2Ì e gli ornamenti, onile si rese de- loggia scoperta, che serviva di co-
-
gno della perenne riconoscenza dei municazione dalla gallei ia delle car-
posteri, ed accrebbe lustro a Pio- te geografiche al museo, per la con-
it'a e al Vaticano. Questa meravi- tigua de'candelabri sopra la biblio-
yliùsa collezione dei tesori antichi teca Vaticana, e fattala ricoprire
dell'arte, supera quanto ne rifeii- con volta a botte, ne commise
->e la fama e che ne imm.igina la l'ornamento a chiaro-scuro ai va-
iitasia, corrispondendo 1' armonia lenti artisti Bernardino JN'occhi, Do-
iK Uampiezza e nubiità de'Iocali, ai menico del Frate, ed Antonio Ma-
capolavori e monumenti prezio»i che rini ; i due primi vi dipinsero al-
[
contiene. legoricamente le virtuose azioni del
Pio VI alacremente fece prose- Pontefice, espresse in soggetti sto-
guire gli scavi, del risultato dc'qiiali rici de'liatli luminosi de'più degni
[)ailammo in diversi luoghi, come imperatori romani ; il terzo vi di-
il Faleria del Piceno, e spenden- pinse gli arabeschi e gli ornati.
do forti SOR) me di denaro per la Ma i principali de' molti celebri
compera di altri oggetti a quaiuu- dipinti che vi racchiuse, nelle fa-
(pie prezzo e con discernimento, a- tali vicende degli ultimi anni del
vendo intrapreso scavi anco [lartico- passalo secolo, furono trasportati al
lari, molli de'quali furono lèraci di di là delle Alpi ; riordinato poi lo
scelli monumenti importanti per stato politico d'Europa, furono re-
l'aite, per le scienze e per l'erudi- stituiti tali dipinti a Roma, e col-
zione. Siccome però il locale ov'e- locali in varie altre parti del Va-
ra stato eretto il museo non cor- ticano. Questa gallerìa ora è il lo-
risjujMtleva alle vjiste sue mire, co- cale ove sono gli arazzi.
si egli con architettura di IMiche- 11 generoso Pontefice ad onta delle

langelo Simonctti volle che s'innal- altre sue dispendiosissime intraprese,


zasse un grandioso edifizio, esteso finché potè non tralasciò lo splendido
lino alla biblioteca, due son-
cioè incremento del muieo, CQn acquista-
tuosi bracci, i quali andando a ter- re statue, bassorilievi, vasi, urne,
minare in un nobile atrio di for- busti, iscrizioni, pitture, senìpre as-
ma rotonda, si potesse passare per sistito da Gio. Ballista Visconti,
92 MUS MUS
morto il quale nel 1784, Pio VI turbarono il fìne del suo pontifi*
gli sostituì il primogenito celebre cato, che gli costarono esilio e ti-
Ennio Quirino, direttore del mu- ta, avendo anche ingrandito il mu-
seo Capitolino ed autore della clas- seo Kirckeriano del Collegio roma-
sica opera: // museo PioClctni'U' no {f^edi)^ come fu benemerito di
tino, Roma 178?., 1
7«S4, 17^*^) quelli dell'Ospedale di s. Spirito
1790, 1792, 1790, poiché in cia- in Sassia (^Fedi), i quali sono l'a-

scuno di detti anni fu pidjblicato natomico e quello di storia natu-


un tomo, sebbene il frontespizio rale. Nel 179^ in conseguenza del-
del primo porti il nome di suo padre la rivoluzione francese, fu d\iopo
Gio. Battista, benché quasi intera- a Pio VI rivolgere le sue cure a
mente scritto da Ennio, come at- munirsi di difesa, dalla progettata
testa il Cancellieri nelle Dissert. invasione dell'Italia, quando per gli

sopra i Discoboli, ove parla delle scavi eseguiti nell'antico Gahio[Fedi)


opere d'ambedue. Anche nelle mi- poteva far nuovi acquisti di belle
nori edizioni che ne furono fatte antichità. Effettuando i repubblica-
il titolo è: Gio. Battista Visconti ,
ni francesi l'invasione, obbligarono
// musco Pio • Clcinenlino illustra- nel 1796 il Papa per l'armistizio
to e con rami. Posseggo
descritto di Bologna ad umilianti e dure
l'edizione di Milano 1818-1822 condizioni, fra le quali di conse-
in sette tomi, che con l'iconografìa gnare cento pezzi di pittura e scol-
romana e greca di Ennio, ricevet- tura, i più belli, famosi e rari del-
ti in onorevole donativo dal suo l'antichità greca e romana. Tutta-
degno nipote commendatore Pietro volta non volendo il direttorio di
Ercole Visconti attuale commissa- Parigi ratificare l'armistizio, la con-
rio delle antichitÌA, autore di ope* segna degli oggetti non ebbe luo-
re applaudile, profondo archeologo go ; ma nel 797 pel trattato di
1

romano. Abbiamo la raccolta di pace di Tolentino, oltre la cessio-


tutte le più belle statue del mu- ne di gran parte de' suoi domini!.
seo Vaticano acquistate dal 1800 Pio VI soggiacque alla sommini-
lino al presente, illustrate dal eh. strazione de' quadri, statue e codi-
Wibby, opera che serve di conti- ci fissata nell'accordo di Bologna.
nuazione a quella preziosa di En- Non pertanto nel 1798 coli' occu-
nioQuiriiio Visconti. Nel 1787, di- pazione di Roma avendo i france-
ce il Novaes, si apri all'ammira- si compita quella dell^ intero stato
zione del pubblico la nuova ma- pontificio, strapparono dalla sua
gnilìca fabbrica del museo Pio-Clc- sede il glorioso Pio VI che morì
mentino, coi monumenti dell' arte in Francia. Appena i francesi pose-
in elegantesimmetria disposti. Con- ro piede in Roma, siigillarono le

tinuò Pio VI l'incremento splen- porte de' musei e gallerie , tutto


dido del museo, e l' accurato re- confiscando a favore della repub-
stauro dei marmi antichi che ne blica francese.
abbisognavano, accrescendo altresì Pio VII dopo aver anch' egli
la galleria .Vaticana delle [)i!ture : sofferto gravissimi mali, fra'quali la
l'avrebbe ulteriormente arricchito, prigionìa in terre straniere, tornato
e molto di più avrebbe operato al suo seggio in Roma nel 18 14)
senza le desolantissime viceu<le che si applicò tosto del museo, che da
MUS MUS 93
jiii Tenne ampliato di mollo con Caslelreagh ministro plenipotenzia-
architetture di Rafiaele Stern, dan- rio inglese. Alla fine fu concesso
dosi a questo il titolo di Museo anche all'incaricato pontificio quel-
Chiaramonli : i luonumenti furono la facoltà che alle altre nazioni era
collocati sotto la direzione di An- stata giustamente concessa, poiché i

tonio Canova. L' anteriore disegno monumenti d'arte loro tolti, in Pa-
era dell'architetto Palazzi, cui fu rigi rimembravano al re le calami-

preferito nel iSry quello delio tà sofferte dalla sua illustre casa.
;

I
Stern, come più vasto, e per sua Per altro Canova non abusò del-

I
morte 1' edifizio fu condotto a per- l'ottenuto successo ; fece bensì dal
fezione da Pasquale Belli architetto museo e dagli altri pubblici edifi-
de'musei e gallerie pontificie. Prima lì asportare opere egregie di scol-
le

però il Papa si adoperò energicamen- tura e pittura, ma insieme sapen-


te pel ricuperamento de' monumenti do quali fossero le benigne inten-
delie l)elle arti, e de'capolavori di zioni di Pio VII, troppo alieno dal
cui i francesi aveano spogliato i voler contristare l'animo di Luigi
musei di Pioma, affidandone l'inca- XVin, rilasciò a Parigi vari capi
rico ad Antonio Canova, pel suo d'arte che adornavano il real pa-
genio artistico riverito da tutta Eu- lazzo, od erano pubblicamente es-
ropa, il quale nell'agosto i8i4si posti nelle chiese, temperando con
condusse perciò a Parigi, col fra- questo dono prudente l'amarezza
tello monsignor Giambat-
uterino della Francia nella perdita di tanti
tista ora vescovo di Ulindo ^Fedi). insigni monumenti, a'quali giustamen-
Canova negoziò la restituzione col te applicava sì gran prezzo. Kè deve
duca di Richelieu ministro di Lui- tacersi che il governo inglese poi-
gi X\I1I, che gli negò il diritto di ché vide dal consenso de' sovrani
reclamare, perchè i monumenti era- alleati fermata la restituzione dei
no stati alla Francia ceduti in vi- monumenti delle belle arti anche
gore del trattato di Tolentino. Al- pel Pontefice, aggiunse un atto d'in-
lora il grand'uomo scrisse energi- aspettata beneficenza, volendo che
che note nelle quali dimostrò : il trasporto a Roma si facesse a
»> the non si chiedeva di donare, ma spese del suo tesoro, assegnando al
di restituire, e che se vivea pure Canova centomila franchi, e quando
ne'petti senso di moralità e di giu- questi andò a Londra, affine di
stizia, sarebbe creduto solo un alto ringraziare per tanto benefizio, il

(li dovere questa restituzione . . . principe reggente assegnò la som-


11 santo Padre non reclamare que- ma di altri centomila franchi, per-
ste cose solamente pei romani, ma chè i monumenti fossero degna-
pel vantaggio di tutte le nazioni mente collocati nel museo romano.
incivilite d'Europa. Le nobili arti L' Italia e Roma provò la più vi-
non possono assolutamente prospe- va gioia pel ritorno di tanti pre-
rare the in mezzo ad una popola- ziosi modelli, pe'quali le pareva di
zione pacifica, moderata, contenuta, essere rinata all'antica sua gloria.
e sotto un cielo puro, e un clima Grandissimi encomi s'ebbe il Ca-
dolce e benigno ". Per far valere nova, e Pio VII lo fece ascrivete
qtiesteed altie ragioni ritrovò Ca- nel libro d' oro di Campidoglio, lo
Hota il possente appoggio di lord dichiarò marchese d'Ischia, e gli
94 MUS MUS
nssegnò nnnui scudi tremila, olio corridore Bramante.
di Il museo
Canova impiegò per incoraggile i Pio-Clemenlino illustrato da Gio.
giovani artisti ; ed in tal guisa la Battista e daEnnio Quuino Vis-
ricuperazione de'inonumenli romani conti,ebbe la continuazione sotto
fu incitamento di tante generose a- Pio VII da Filippo Aurelio Vis-
zioni. Della ricupera degli archivi, conti commissario delle antichità,
codici, arazzi ed ahri oggetti, tenni figlio del primo e fratello del se-
proposilo nel voi. 11, p.287, 288; V, condo, e da Giuseppe Antonio Guat-
p. 111', IX, p. 5r ; XXXllI, p. tani, i quali illustrarono il museo
2 33 del Dizionario : a Medaglie Chiaramontij pubblicandone il pi'i-

roKTiFiciE parlai delle collezioni di mo vc)lume, col metodo e sesto


medaglie, monete e gemme involate degli antecedenti. Gregoiio XVI
dai francesi e perdute. Il gruppo conoscendo la molta utilità che
famoso del Laocoonte essendo tor- sarebbe derivata alle scienze ed al-
nato in Roma con altri monumen- le arti mercè
proseguimento di il

ti, .si vede inciso in una medaglia sì bella impiesa, dopo avere richia-
coniata coli' epigrafe Rlomimento- : malo all'antico splendore il grande
min veteium restitutori, ncll' anno stabilimento della calcografia came-
XV III del pontificato di Pio VII. rale, coir intendimento di giovare
Nell'anno XXI lì si coniò quella alla classe degli artisti, fece dise-
pel nuovo braccio del museo eret- gnare e incidere una scelta quan-
to da Pio VII, colla legg'enda: No' tità di monumenti inediti del mu-
vnrn Muxeuni Piani A . D . seo Chiaramonti, onde forniti di
lìIDCCCXXIT. erudite illustrazioni del celebre ar-
I! museo Chiaramonti incomincia cheologo Antonio INibby, nel 1887
dal cancello posto nel mezzo del fece pubblicare il secondo volume
gran corridore detto di Bramante, per del Museo Chiaramonti, che riuscì
essere lavoro di cpiel sommo architet- di quel pregio che si legge nel n.
to, edificato sotto Giulio li. JNel me- 40 del Diario di Rema r837.
<lesimo Pio VII, come meglio dire- Quindi nel i843 venne pubblicalo
mo, molte e grandi Ope-
fece collocare il terzo volume sotto medesimi i

re di antica scoltura, con accresci- auspicii di Gregorio XVI, con che


mento di lustro al museo Vaticano, possono dirsi pubblicati i principa-
ed utilità degli artisti, degli archeolo- li monumenti del museo Chiara-
gi e di tutti gli amatori del hello; né monti, ai quali furono aggiunti i

poteva certamente idearsi un ingran- monumenti Amaranziani che fanno


dimento più superbo di questo, per anche parte del museo Vaticano :

dar nobile e conveniente accesso- eccone il titolo: Museo Chiaramon-


rio al museo
PioCleoientino, il ti agfiiitnto al Pio-Clemenlino, con
quale maestà delle sale vede
alla la drchiarazione. di Antonio Nib-
precedeie questo grandioso en)p()rio hy^ ed monumenti Amaranziani ^S
i

di bellissimi marmi scolpiti. Pio descritti da Luigi Biondi, tomo m


VII avea in mente questa magni- terzo. Ne descrive pregi il n. i

fica opera fino dal 1806, e venen- 29 delle Notizie del giorno i843.
do interrotto dalle sopravvenute I delti moniuncnti Amaranziani fu-

pubbliche calamità, l'elfctluò poscin rono così delti dall' averli la dii

dopo aver decoralo il detto vasto chessa del Chiablese o Chablais

4
MUS MUS 95
Marianna di Savoia rinvenuti nel dri entrano fra le cose sagre e
5U0 lenimento, ora del principe Co- sante, irremovibili dalle chiese an-
lino Conti, di Toruarancia o Tor- che dai patroni di esse o delle
iiia rancia fuori di porla s. Seba- cappelle cui appartenevano. Pre-
stiano, di cui tratta il Psibby, Ana- valse il giudizio del rinomato avv.
lisi de' dinlorni di Roma l. in, p. Bartolucci, che i nostri gito dri e-
2 36 : i monumenti dunque Aaia- rano stati donali e restituiù per-
ranziani rappresentanti principal- sonalmente a sua Santità, la qua-
mente soggetti bacchici, furono co- le era padrona di disporne a suo

si detti da Aìnaranlhus cognome piacere, essendo siali perduti per


antico del luogo, già villa insigne, la cessione fattane nel 1797 col
edificata a' tempi di Comodo tòrse franato di Tolentino. Laonde i qua-
da ]Numisia Procula, donde derivò dri furono disposti con ogni dili-
il nome moderno di Marancio o genza dal valentissimo pittore ba-
Karaacio. Morta la duchessa nel rone Vincenzo Camuccini. Da prin-
1823, monumenti li lasciò al go-
i cipio si diede ad essi degno luogo nel-
verno pontillcio, il quale li collocò le sale nobilissime dell' appartamen-

in una camera appartata del mu- to Borgia costruito da Alessandro


seo Vaticano. VI, dipinte dal Pinturicchio, che
Pio VII acquistò il museo sacro terminò i suoi lavori sotto Leone
dell' avv. Agostino Mariotti, ed in X, col nome del quale chiamasi la
parie l'unì alla biblioteca Vatica- sala principale, perchè la fece de-
na : adornando la casa del Ma- corare di pitture di Giovanni dii
riotti gli oggelti di tal pregevo- Udine e Pieiino del Vaga, sotto
lissimo museo, egli ne fece di suo la direzione di Raffaello: ne daremo

pugno rinvenlario, ed ivi descrisse un cenno. La prima di Leone X,


pme tutti i rari cimelii che tro- già chiamata de* Pontefici pei loro
vansi ora aggiunti al museo di iJe- fatti che ivi erano espressi, ora non
nedello XIV nella stessa biblioteca. rimanendo di pitture che la volta.
Kel 180*2 il Papa a me'zo del ce- Vi sono figurati sette pianeti sim-
i

kbie avv. Fea, comcuiiiSario delle boleggiati nelle sette divinità che
anlichilà, levò i quadri restati nel- loro dan nome. Ogni nume è mon-
la galleria formala da Pio VI, co- tato sopra un carro tirato da ani-
me . luogo troppo esposto al caldo mali che loro consacrò la mitologia.
e al freddo, ed i superstiti fece di- Vi sono ancora eflìgrati i dodici segni
stribuire negli appartamenti ponti- della fascia zodiacale, e le altre prin-
ficii. La attuale collezione o galle- cipali costellazioni: il lutto è orna-
ria de' quadri del Vaticano, opere to da va^hi stucchi. Nel mezzo del-
tutte in>igni dell'antica scuola, fu la sala è una bella tazza di pao-
incominciala da Pio VII, che rac- iia7zetto di 16 piedi di circonferen-
colse in IMI sol coipo tutti i capo- za. Fra le antiche sculture sono de-
hivori ricuperati dalla Francia, la gni di osservazione i superbi gran
maggior parte appartenenti alle bassorilievi di ornato che vedonsi
chiese di Roma, pel consiglio di di- alle pareli, provenienti dagli edifici
versi artisti, inutilmente opponen- del foro Traiano: essi sono d'uno
dosi l'avv. Fea quanto ai quadri stile e d'intaglio il più bello; singola-
delle chiese, coi riflessi che i (jua- re è ancora un catumiuelto del se*
96 MUS MUS
colo XV, con gran finezza intaglia- la ca«a. Ai lati del dipinto sono al-
to in marmo palorabino. Nella se- tri intonachi antichi trovali presso
conda stanza dipinse la volta il la via Nomenlana e Tormarancio.
Pinturicchio, che vi rappresentò in Eziandio la quarta stanza dipinse
alto i profeti, e nelle lunette 1'
A- il Pinturicchio, che nella volta ef-
scensione, la Risurrezione, dove ha figiò a fresco le virtìi, le scienze
introdotto Alessandro che assi- VI e le arti : prima eravi il carro di
ste al miracolo, l'adorazione de'Ma- bronzo ch'è nel museo Etrusco coi
gi, l'Annunziazione di Maria Ver- sarcofaghi, e la bella collezione del-
gine, e la discesa dello Spirito San- le terre colle lasciala al museo con
to. JVel centro della sala è il famo- altri oggetti dal celebre d'Agincourl.
so pineale Giustiniani rappresen- In queste stanze Borgia, dopoché ,

tante un baccanale : all'intorno so- ne furono rimossi i quadri, resta-


,no varie statue, e il gran bassori- rono a decorarle molte antichità
lievo Giustiniani, con la ninfa Leu- pregevoli di marmo, tranne alcune
cotea e Bacco . Anche la terza trasferite nel museo, e Gregorio XVI
stanza fu dipinta dal Pinturicchio, unì le stanze alla biblioteca, di cui
che vi rappresentò il martirio di s. fu tanto benemerito (massime del
Sebastiano, la visitazione di s. Eli- museo sacro, in un a quello delle
saljetta, Antonio abbate che vi-
s. sacre immagini che legano gli a-
sita s. Paolo primo eremila, santa nelli della storia pittorica, come lo

Caterina che disputa avanti Mas- fu di quelli dell' Universilà roma-


similiano, s. Barbara che fugge le na [Vedi), e di altri, come notia-
insidie paterne, s. Giuliano di Ni- mo a'ioro luoghi), donde le derivò
comedia, e l'immagine della Beata un doppio ingresso e maggior decoro,
Vergine col Bambino. In questi su- Nel 1820 in Roma fu pubblicato :

perbi dipinti vegsonsi rappresen- / più celebri quadri delle diverse


tate per decorazione vaghe pro- scuole italiane, riuniti nell'appar-
spettive, fra le quali risaltano alcu- tamento Borgia del faticano, di-
ni rilievi di stucco dorali, invenzio- segnati ed inciai a contorno da
ne di detto pittore. Nel centro del- Giuseppe Crajfonara pittore e brc'
la sala vi è un tripode di marmo, vemenle descritti da G. A. Gual-
e fra le antiche pitture primeggia tani. Abbiamo pure: / pianeti nel-
quella famosa delle Nozze Aido- la sala Borgia, incisi dal Bonato.
brandirle. Questo raro intonaco fu Delle cantate sacre che ivi si fa-

scoperto presso l'arco di Gallieno cevano la notte di Natale, parlam-


nelle rovine di antica casa nel 1616, mo nel voi. IX, p. 104 del Di-
e fu acquistalo dal cardinal Cinzio zionario. Le sale Borgia come tro-
Aldobrandini, da cui trasse il no- va vansi prima che Gregorio XVI
me prima degli scavi di Pompei
: le incorporasse alla biblioteca, furo-
ebbe il primato tra le pitture anti- no descritte da Tommaso e Pietro
che. Bappresenta una scena nuzia- Massi: Indicazione antiquaria del-
le, o le nozze di Peleo e Tetide, le sale Borgia, ec. Roma i83o.
ovvero quelle di Stella e Viola- Rimossi delti quadri dalle stanze
tilja, o quelle di Manlio e Giulia, Borgia per mancanza di opportu-
altri dicono essere una rappresen- no lume ed altri pregiudizi, furono
tanza fìuniliarc de' proprietari del- trasferiti in alcune stanze annesse
MUS MUS 97
dir' ultimo loggiato del cortile di V in cui Gregorio XVI fece dipin-
s. Da muso, luogo incomodo e pe- gere quattro stupendi quadri dal
ricoloso, e dove li trovò Gregorio cav. Paoletti, i cui belli bozzetti
XVf. Aveva Leone XII stabilito per testamentaria disposizione si

situarli nella galleria presso la stanza degnò lasciarmi, parlai nel voi. IX,
delle carte topografiche,ove Pio VI p. i56 del Dizionario. Nel n. 102
avea collocato la sua pinacoteca, ed del Diario di Roma di detto anno
a taluopo fece ingrandire le fine- .si rimarcano i pregi derivati da
stre che guardano il giardino pou- tale ordinamento, pel nesso cui u-
Ijficio, ornandone gl'ingressi con ni scono le loggia e stanze di Raf-
ricche e rare colonne di verde an- faele alla pinacoteca, questa alla
tico, e dividendo il luogo in tre galleria degli arazzi, la quale intro-
spazi, fregiando le divisioni con duce e si congiunge ai musei. Se
I quattro colonne di bellissimo por- ne fa i dovuti encomi al Pontefice
fido; ma continuando il lavoro Pio ed a quelli che ne secondarono
Vili, sull'architrave dell'ingresso le magnanime viste, cioè monsignor

;
vi fu messo il suo nome, con let- Fieschi maggiordomo, barone Ca-
''

lere di uielallo dorato. muccini che dispose i quadri e gli


Divenuto nel i83i Papa Gregorio arazzi, e cav. Salvi per l'ordina-
XVI fece terminare il nobile pavimen- mento de'luoglìi per quanto riguar-
to di marmo, e curò la collocazione da le architetture. Inoltre Gregorio
della pinacoteca; però a cagione del XVI aggiunse al museo Vaticano
soverchio calore nell'estate e del lustro e splendore grande coi ,

freddo nell'inverno molto solfrendo due magnifici e preziosissimi musei


i dipinti, Gregorio XVI fece ridurre Gregoriano-Etrusco e Gx'eguriano-
ad uso di essa le quattro ampie stan- Egizio, de' quali parleremo in ap-
I
ze d' s. Pio V, già ornate con buone presso. Essendo i musei e gallerie
pitture (!e quali prima erano chiu- pontificie del Vaticano sotto la giu-
se ), due a volta e due con sof- risdizione del maggiordomo, mon-
fitti, stemmi e con quelli
coi suoi signor Patrizi ora cardinale, per
di Gregorio XIV, e sono splendidi ordine di Gregorio XVI nel i833
per le pitture che li decorano di emanò quel regolamento che si leg-
vivacissimi colori, per le dorature ge nel voi. IV, p. 45 della Rac-
ed altri ornamenti. Il Papa fatte colla delle leggi. Al presente dei
inoltre ingrandire le finestre con musei e gallerie Vaticano è
del
bella luce, ridusse il locale a pina- direttore generale conunendatore
il

coteca, rimoveudoue gli arazzi, che Giuseppe de Fabris, ed ispettore


invece ordinò, con migliore e felice della galleria il commendatore Fi-
tlfelto , che si collocassero parte lippo Agricola. Di Pietro Massi colto
nella galleria che precede quella custode de'musei Vaticani abbiamo
(lullc carte to[JOgrafiche, e tutti gli le seguenti diligenti opere, in più
altri nella galleria che segue la se- edizioni. Museo Pio-Clemenlino ni
conda ove avea quadri da tolto i Praticano, ^oma iS/{^. Museo Chia-
ini collocali, opere ch'ebbero com- ramonti, indicazione antiquaria ,

pimento nel 836, ed il suo stem-


1
Pioma 1840. iViiovo braccio del
ma vcdesi nelle due sale principali. museo Vaticano, Roma i844- Del-
Della coritigua cappella di s. Pio le altre erudite descrizioni del me-
voi XLVII
7
98 MUS MUS
desimo, ne parleremo in appresso della Pigna. Sono di maggior ri-

a' loro luoghi; ora passiamo a dire marco la testa di Cicerone, quella
ciò che contiene il museo Vati- colossale d'Antonino, quella di un
cano. Fauno, un piccolo Ulisse; le statue
Incomincieremo dal far cenno del della vestale Taccia e di Tiberio; i

museo Chiaramonti, perchè precede busti d'Augusto giovane, e del padre


il memorato ingresso di quello Pio- di Traiano ; i sarcofaghi colla fa-
Clementino, sebbene il vero ingresso vola d' Alceste e con alcuni fan-
di questo resta incontro alia porta ciulli che si trastullano colle noci.

della biblioteca indi faremo paro-; Questo braccio nuovo incominciato


la di esso, poi degli ara/zi, e per nel 1817, si compì nel 1822. Po-
ultimo della galleria o pinacoteca, co lunge a destra dopo il cancello
e delle camere di RalTaele, solo in- si entra nella magnifica galleria,
dicando le cose principali per la che nel centro si dilata con due ali
protesta che abbiamo fatto in prin- che formano una croce greca, la
cipio di quest'articolo. L'ingresso quale a sinistra di chi entra ter-
del museo Vaticano dalla parte mina in emiciclo, e a destra in un
delle lògge di Rallaele, incomincia vestibolo che comunica col giardino
colla gran galleria di Belvedere, ed della Pigna, il quale fu nobilitalo
ha le pareti laterali tutte coperte da Gregorio XVI, come diremo a
di antiche epigrafi : da un Iato fu- Paiazz;o Vaticano, con superbo ve-
rono disposte quelle spettanti ai stibolo esterno formato da olio bel-
cristiani, dall'altro quelle che ap- lissime colonne, e vi si ascende pcf
partengono ai gentili. Questa im- una scala, la con
quale è decorata
mensa collezione, distribuita in clas- gruppi Fauni, Nereidi ed alui
di
si Gaetano Marini, è
dal celebre soggetti. Nell'emiciclo sono due ra-
la più che possa darsi, e si
ricca rissime colonne di granito nero,
può chiamare un codice prezioso incontro a due di giallo antico. Il

di erudizione antica d'ogni genere. pavimento magnifico è di niHiuii


In questa galleria trovasi a sinistra colorati e musaici antichi , con
la porla principale che mette alla volta ornata, e ventotto nicchie ;

biblioteca Vaticana ; indi vi è il nel mezzo si vede un gran vaso di


cancello di ferro che mette al va- basa Ite sopra base di granito rosso.
sto corridoio ove incomincia pro- La porla, come quella che corri-
priamente il museo Chiaramonti, sponde alla biblioteca , ha co-

in cui adunati come in un


sono lonne di granilo bigio. Nelle nic-
vasto arsenale, in grandissima co- chie arcuate sono le statue d' una
pia, ogni sorta di monumenti, grup- Cariatide, di Commodo, di Sileno,
pi, teste, bassorilievi, ornati, urne, d'Esculapio, d'Antinoo, di Nerva,
cippi, iscrizioni, statue. E diviso in di Giulia Pia, di Tito, di un Fau-
trenta riparti menti o riquadri di no, d'un' Amazone, di Canefora, di
semplici pilastri, ognuno de' quali Diana, d'un Filosofo, della Fortu-
ha per di sopra una lunetta colo- na, d'una Dama, di Giulia, di De-
rita a fresco, esprimenti le gesta mostene bellissima, d'un' Amazone,
più cospicue di Pio VII, operate a di Giunone, d'Antonia, d'Antinoo,
prò delle arti belle ; in fine a della Fortuna, di Diana, d'un Fi-
dritta si apre l'adito al giardino losofo, di Venere, di Giulia, di Pai-
MUS MUS 99
Inde de' Giustiniani o famosa Mi- pretende studiassero Michelangelo e
nerva INTetlia, di Claudio, d'un Fan- PialTaele : 6Ì congettura che rappre"
no, di Lucio Vero, di un Discobo- senti Ercole deificato, e forse for*
lo, di Doraiziano, e di Tiberio. Fra mante gruppo colla sua sposa Ebe»
le nicchie sonovi 82 bei torsi o ne fu sublime scultore Apollonio fi-
rocchi di colonne, sostenenti tutti glio di Nestore ateniese. Nella pa-
rarissimi busti, nella maggior par- rete sono collocali molti de' pritt-
ie provenienti dalla galleria Piu- cipali monumenti appartenenti alla
ed in alto sopra mensole
spoli; vi famiglia de' Scipioni, trovati nelle
è una superba serie di busti e loro tombe presso l'antica via Ap-
teste, la maggior parte di eccellen- pia nel 1780, nella vigna tuttora
te lavoro. Tra superbi busti che
i del mio religioso ed onestissimo
posano sui delti rocchi di colonne zio Giuseppe Sassi (e in tempo dei
faremo menzione di quello di Giu- proprietari sacerdoti suoi zii), ferace
none regina, raro monumento di di altri monumenti
preziosi scoperti
assai bello stile greco, che offer- dalcomm. Campana. Segue il gabi-
to da monsignor Francesco Pen- netto del Meleagro, così detto dalla
tini a Gregorio XVI, questo Io famosa statua ; indi il vestibolo ro-
fece ivi collocare. Era già sul mon- tondo decorato d'una bella tazza
te Aventino nel tempio edificato di marmo e di un antico anemo-
da Camillo, dopo aver tolta la scopio coi nomi de' venti ; poscia il

statua a Veio e trasportala a Ro- cortile ottagono già chiamato l'an-


ma con gran cerimonia, perchè e- tiquario delle statue, perchè Giulio
ravi tenuta in gran venerazione. li vi aveva collocate le più belle: è
Nell'emiciclo campeggia il gran co- sostenuto da sedici colonne di granito,
losso del Nilo con attorno sedici con porta decorata da due gran ma-
putti; di dietro sul pavimejnto è un stini marmorei e vaga fontana ia
,

bel musaico con Diana. Neil' alto mezzo. Tanto sotto il portico, quan-
su mensola è il busto di Pio A' li to ne' quattro gabinetti conservansi
scolpito da Canova. Nelle nicchie i capi d'opera dell'antica scoltura:
al di sotto sono cinque statuette ; sotto il portico si vedono superbi
negli angoli quattro belle masche- sarcofaghi, urne, bagnarole e sta-
re antiche. tue. 11 gabinetto del Mercurio con-
In fondo al corridoio del museo tiene questa singolarissima statua ;

Chlaramonti si ascende al museo quello del Perseo ha tre statue del


Pio dementino, che qui ha termi- sommo Canova, essendovi in mezzo
ne, ma per fare l'indicato giro dol- Perseo capo di Medusa, e di
col
l'edifizio, noi principieremo da questo contro i due pugilatori Creuganle
opposto ad accennarlo. Pel pri-
lato e Damosseno in atto di azzuflarsi :

mo si presenta
il vestibolo quadrato, il gabinetto dell'Apollo ha la sta-
con volta dipinta da Daniello da tua reputata la prima e più insi-
Volterra. Nel centro è il famoso gne delle superstiti dell'antichità,
frammento rinvenuto secondo alcu- trovata a Porto d'Anzo verso la
ni nelle terme di Caracalhi, e al di- fine del secolo XVI ; indi restau-
re di Ennio Quirino Visconti pres- rata da Buonarroti fu quivi collo-
so il teatro dr Pompeo, detto il cata, onde prese il nome di Apol-
Torso di Belvedere, sul quale si lo di Belvedere. Nel quarto gai>i-
loo MOS ML'S
netto vi supeibo gruppo del
è il fuoi-i mura. Avanti ad essa è un
le
Laocoonle rinvenuto nel i5o6 pres- globo con fascia zodiacale , e dal-
so le terme di Tito a' tempi di l'altro lato della sala trovanti altri
Giulio II; fin d'allora formò la me- busti e leste, oltre quello di por-
raviglia di Roma e del palazzo va- fido di Filippo giuniore; una con-
da Agesandro, Po-
ticano, scolpito crezione alabastrina rappresentante
lidoro Atenodoro. Nel nninero
e una corazza, ed una superba co-
1 2 del Diario di Roma 1 84 si 1 lonna scanalata di nero antico con
narra come il duca d' Areiidjeig testa bacchica di rosso antico. La
pretende di possedere in Brusselles galleria delle statue formala da Pio
la vera testa del famosissimo Lao- VI nel locale ove era il palazzelto
coonte, dichiarandosi favola che mos- d'Innocenzo VIH, ha in fondo la
se alle risa, essendo la testa del superba statua di Arianna giacen-
Laocoonte tutta d'un pezzo col ri- te, già creduta Cleopatra avente ,

manente del corpo. Nei detti quat- due maravigliosi candelabri ai lati,

tro gabinetti le nicchie delle pareti già de' Barberini. Merita di essere
sono decorate da pregiatissimi bas- ricordalo il bassorilievo di Arian-
sorilievi.Passando per una loggia, na abbandonata da Teseo, situato
ove sono scolture di qualche pregio, accanto a detta celebre statua, rin-
si giunge al gabinetto delle Masche- venuto e illustralo con dissertazio-
re, ricco d'otto colonne d'alabastro ne dal comm. de Fabris: Relaziona
e loro pilastri, con volta dipinta intorno ad un bassorilievo
antico
da Domenico de Angelis. Nelle nic- rappresentante Arianna abbandona -

chie si vedono pregevoli statue, co- ta da Teseo. Sono degne di parli-


me la Venere, un Fauno di rosso colar menzione le statue di Mercu-
antico. Minerva, Ganimede ed al- rio, Lucio Vero, di Clodio Al-
di
tre. Vi è pure una tazza ed una bino, d'Amore, d'un Eroe, di Pa-
sedia ad uso di bagno, di rosso an- ride, di Pallade, d'un' Incognita, di
tico. Nel pavimento sono quattro Caligola, di Apollo Saurottono, d'una
quadri di fino musaico, tre de'quali Amazone, di Giunone, d'un Fau-
hanno effigiate alcune maschere che no. Nel fine della sala sono ledue
danno nome al luogo, ed il quarto belle statue sedenti di Monandro
un paesaggio con pastori e capre. e Possidippo, già creduti Mario e
La sala o doppio gabinetto de'bu- Siila: altre statue sono Nerone in
sti racchiude un gran numero di abito d'Apollo, Settimio Severo,
busti e teste insigni: i piij rino- Bacco giacente. Venere, Perseo esi-
mati sono di Domizia, di Galba, stente già nella camera della biga;
di Lisimaco, d'Arianna, di Valeria- un bel giuppo d'Esculapio ed Igia,
no, di Eliogabalo, di Pertinace, di ed altre: presso la finestra è il va-
Marco Agrippa, di Caracalla , di so d'al'abastro cotognino, in cui si

Serapide in basalte, di Antinoo, crede fossero le ceneri di Li villa so-


oltre la singolarissima testa con el- rella di Tiberio.
mo di Menelao o meglio Aiace Oi- La sala degli animali è divisa
leo: in fondo trovasi
famosa sta- la da un vestibolo ornato da quattro
tua di Giove, una delle più belle colonne e pilastri di granito, con il
del museo, detto di Verospi, rinve- pavimento di musaici antichi è :

nuto presso la chiesa di s. Agnese cosi chiamala perchè Pio VI col-


I\I us MUS loi
locò 1 simulacri degli antichi ani- del Louvre a Parigi. Fra una nic-
mali, e quelli moderni lavorati in chia e l'altra sopra mezze colonne
marmi colorati egregiamente dallo di poi-fido sono collocati busti co-
icultore Franzoni, tutti disposti sim- lossali. Vi sono pure le statue d'Er-
metricamente, ed alcuni preziosi an- cole detto Commodiano , collocalo
co per la materia. Vi sono pure il in Valicano da Giulio W, Augusto,
i:;ruppo del Tritone colla IN'ereide; Cerere, Antonino, Nerva sedente.
Ercole con Cerbero ; Tiberio (statua Giunone Lanuvina (così detta per
che ritrovata senza testa, venne re- quanto scrissi nel voi. XXIX, p. 38
staurata ponendovisi in istucco copia e Sg del Dizionario) e Bacco. Fra
della bellissima testa del Pompeo i che adornano l' in-
busti, quelli
ch'esiste nel museo Chiaramonli); gresso rappresentano la Commedia
Ercole che uccide Gerione; il leo- e la Tragedia, altri dicono Baccan-
ne che uccide il cavallo; due gru[> ti seguono i busti di Giove, Fau-
:

pi con fatiche d'Ercole; la bella stina seniore, Adriano, Antinoo,


statua equestre di Comraodo; il Oceano, Serapide, Claudio, Plotina,
Centauro vinto dall'Amorino. La sa- Giulia Pia e Pertinace. La detta
la delle muse è magnifica, di for- porta è propriamente la gran porla
ma ettagona, con sedici colonne di del museo Pio eseguita magnifi-
,

marmo lunense, avendone dipinto camente con disegno di Giuseppe


la volta e peducci il cav. Seba-
i Camporese l'architrave ne contie-
;

stiano Conca il pavimento è ador-


: ne l'iscrizione ed è come la cor-
no di antichi musaici rappresen- nice di granito rosso egizio, de! qua-
tanti attori teatrali e la testa di le sono altresì le due alte basi ro-
IMedusa.La bella collezione delle tonde laterali che reggono i dire
nove muse con Apollo si rinvenne grand' idoli egizii, quali si trova- i

' a Tivoli nella villa Cassio, tranne rono a Tivoli sul frontone sono
:

Urania tolta da Velletri , ed è in- due bei vasi pur di granito con
tramezzata dagli ermi de' savi della bassorilievo in cui i gladiatori com-
Grecia. La superba sala rotonda battono Precede la porta la
fiere.

con dieci grandi pilastri di marmo scala d'ingresso che si ascende dalla
lunense e bei capitelli, e cupola, memorata porta rimpelto alia bi-
nicchie e flneslre, ha nel mezzo la blioteca: l'adito è guardato da due
meravigliosa tazza di porfido, di enormi Sfingi di granito brecciato.
cui parlai nel voi. XIY , p. 290 Principali monumenti della sala, det-
del Dizionario. musaico sottopo-
Il ta dalla sua forma a croce greca,
sto ha nel centro la testa di Medusa, sono le due grandi urne di porfi-
e negli scompartimenti vari com- do scolpite a bassorilievi ( delle
battimenti di Centauri e Lapiti e quali parlo a Chiesa di s. Agnese
di Nereidi con mostri marini, rin- jnori le mura, e Chiesa de' ss. Mar-
venuto nelle terme d'Otricoli ; men- Cellino e Pietro a Tor Pignattara)^
tre a Scrofano fu trovato il mu- e sostenute da quattro piedi mar-
saico a bianco e nero che le gira morei, terminanti nelle estremità,
iillorno, con Tritoni e mostri ma- due con teste di leoni e due con
rini. Nelle nicchie eranvi statue co- teste di tigri, di bel lavoro moder-
lossali, tra le quali la Melpomene no. Altro singoiar monumento è il

e l'Augusto sono restate nel museo superbo musaico collocalo in mezzo


I02 MUS MUS
del patimento, trovato nell'antico Si compie il museo colla galleria
Tiisculo, rappresentante in pietre de' vasi e candelabri detta delle mi^
dure Palhule-.gli altri musaici intor- scellanee ,
pure eretta da Pio VI
no ed ornati si rinvennero a Fale- con disegno lodato del Simonetti.
ria, ed"a Roma vecchia l'antico Pago E divisa in sei scompartimenti se
*%»,. Leinonio. Sonovi ancora statue, bu- parati da archi sorretti da colonne
sti, bassorilievi ed iscrizioni: e due di marmo bigio e di alabastro di
Sfingi di granito rosso. La detta Civitavecchia. Vi soiv) candelabri
bellissima scala con venti colonne di marmo, e alcuni d'ottimo lavo-
di granito bigio e di granito ros- ro j la collezione di vasiformata
so, otto di breccia corallina e due da Pio VI, oltre la minore aggiun-
di porfido nero, che possono dirsi tavida Canova ; essi sono intagliali
forse uniche al mondo, con raris- in pietre antiche egiziane, africane
simo vaso ovale con manichi dóp- e orientali di allissinio pregio, e due
pi che si erge in mezzo alle due di serpentina verde in cui vedesi
colonne, e d'un bello e raro grani- mescolata la miniera di granata.
to plasma, conduce per due rampe Tra le statuette sparse per la gal-
eziandio al piano superiore, ove pro- leria sono notabili il Fauno di ba-
segue il museo e donde si passa salte e quello di marmo , Diana
alle gallerie degli arazzi, quadri, ed Lucifera ed Elesina, la Spartana,
alle camere di RalFuele. la Cerere, e la bella fonte soste-
Per la prima si presenta la ca- nuta dai Sileni. Nella terza divi-
mera della biga (
per quella che vi sione sono i monumenti Amaran-
è mentovata nel voi. , p. 89XH zìani lasciati al museo dalla duches-
del Dizionario), ricchissima di mar- sa di Chablais, in cui si distinguo-
ini, di cui fu architetto il Campo- no due statue di Bacco e d'una
le

rese. La biga è tirata da due ca- Baccante, ed un musaico con comme-


vallipure di marmo, uno fatto dal stibili. Finalmente sonovi nella gal-

Fianzoni, l'altro da lui restaurato: leria molti sarcofaghi di buono stile,

nelle nicchie intorno


sono le sta- fra' quali l'uccisione di Clitennestra,
tue di Bacco indiano o Sardana- la morte di Protesilao e Laodamia,
palo, d'un Sacerdote, d'un Guerrie- Arianna e Bacco, il supplizio delle
ro, di Apollonio o Sesto di Che- Miobi, Diana e Endimione, il ratto
ronea; ed ai loro lati sono quelli delle Leucippidi , sono i migliori.
di Bacco d'eccellente lavoro, di Al- Eccoci alle gallerie degli arazzi, si-
cibiade, Apollo, Discobolo, altro Di- tuali nelle suddette gallerie, che
scobolo trovalo a Tivoli, Auriga cir- sono divise da quella delle carte
cense: eravi eziandio l'Apollo Sau- topografiche, una presso la galleria

roctono o Sauroltono, che Gregorio dei candelabri, l'altra minore e con-


XVI fece trasportare alia galleria del- tigua alla cappella di s. Pio V, sul-

le statue, e in sua vece vi sostituì la la cui porla è un arazzo con l'ar-


Diana cacciatrice ch'era in quella. me di Pio VII, lavoro delle mani-
Alla bella statuina di J^erseo, tras- fatture dell'ospizio apostolico.
ferita nella galleria delle statue, fu Questi arazzi detti di Raffaele
surrogata una statua muliebre cre- perchè eseguiti sopra i di lui car-
duta una Musa. Sotto alle nicchie toni con somma accuratezza, in mo-
sivedono quattro piccoli sarcofaghi. do che sembrano lavorali col piii
MUS io3
diligente e felice [jeniiello, antica- ne di s. Stefano, *s. Pietro e Gio-
mente «ervirono ad addobbare quel- vanni che guariscono lo storpio, il
la parte della veccliia basilica va- terremoto di Filippi mentre s. Pao-
tiaana che demolì Paolo V, e il por- lo con Sila eravi prigione, la con-
lieo nelle funzioni della beatificazio- versione di s. Paolo, le virtù ed
ne. Formavano uno de'più ricchi ar- emblemi allusivi a Leone X, la
redi della cappella Sistina, ed ecco strage degl'Innocenti in altra gran-
perchè ne sono differenti le dimen- dezza, s. Paolo che converte Decio
sioni, dovendone occupare i diversi o Sergio e colpisce di cecità il ma-
spazi. Questi celebri e stupendi a- go Elima, di cui rimane la parte
razzi essendo stati venduti nel 1798 superiore. Gli arazzi detti della
agii aveano cominciato a
ebrei, già nuova scuola rappresentano la na-
bruciarli per trarne l'oro che ador- scita di Gesù con mirabile effetto
na i lumi e fiegi degli abiti ne- di luce, l'adorazione de' Magi gran-
gli arazzi stessi ,
quando riuscì a de per la composizione, la stra-
impedirne la loro fatale distruzione ge degl' Innocenti, la discesa dello
al cardinal Braschi nipote di Pio Spirito Santo, la Presentazione al
^ e li fece ricuperare tuttavolta
I, : tempio di Gesù, la cena del Signo-
poi furono trasportati ìd Francia, re coi due discepoli in Emmaus,
donde ritornarono a premura di la Risurrezione del Redentore, l'A-
Pio VII. Gli arazzi sono ventidue, scensione in cielo del medesimo,
e dividonsi volgarmente in vecchia ^'elia galleria minore degli arazzi,
-cuoia ed in nuova delle loro vi- : e contigua alla suddetta cappella di
rende ed erudizieni tenemmo prò s. Pio V. Gregorio XVI vi aggiun-
posito nel voi. IX, p. do e 5i del se tre altri arazzi di minor dimen-
Dizionario. Sono detti della vecchia sione de' descritti, ma di assai mag-
scuola quelli più logori e meno gior finezza di tessuto. Uno rap-
conservati, composti di figure più presentante il Calvario 5 l'altro il

piccole ed attorno un gran fregio, lliposo in Egitto, il terzo lo Spasi-


e su quello in basso si vedono a mo di Sicilia, famigerata composi-
chiaroscuro vari fatti allusivi alla zione di Raffaele, già appartenente
vita di s. Paolo, e di Leone X al museo Mariotli, e stimato dodi-
{P'edi); quelli poi detti della secon- cimila scudi, onde Gregorio XVI
da maniera di esecuzione meno ac- per molti anni lo tenne nella ca-
curata e diligente, sono di figure mera in cui dava udienza al Va-
maggiori del vero, di stile più lar- ticano, togliendolo dall'altare della
go e di colorito più vivace. Gli a- cappella Paolina, ove l'avea collo-
vazzi detti della vecchia scuola rap- cato Leone XII, e sostituendogli
presentano i ss. Paolo e Barnaba Pattuale dipinto. I primi due arazzi
in Listri, la predica di s. Paolo si credono eseguiti sugli originali
nell'Areopago creduto il più bello, di Uberto Van-Eick morto nel 426. 1

la pesca ujiracolosa nel lago di Ge- Lo Spasimo di Raffaele poi fu trat-


iiesaret, s. Pietro che condanna A- to dalla sua tavola originale che
nania e Sallira, la strage degl' In- slava in Palermo, con contorno del-
nocenti, Gesù che dà le chiavi a lo stesso, sul gusto degli uccelli di
s. Pietro, la Maddalena a' piedi Giovanni da Udine, lavoro che non
del Sal?9lore risorto, la lapidazio- ha l'originale. 11 lavoro della lana
io4 MUS MUS
sopra un piano ti' oro è così ben voi. Xn, p. 234 del Dizionano.
fatto che sembra che le figure sia- Sull'unità del soggetto di tal qua-
no di basso rilievo, ed escano fuori dro storico e simbolico, abbiamo ,

dilli' arazzo, superando i contorni olire quanto ne scrisse Quatremè-


«Ielle figure in esattezza quelli de- re de Quincy, Hisl. de Raphael, lui
gli altri arazzi della galleria Va- Ragionamento del cardinal Placido
ticana: prima avea una cornice do- Zurla , il quale dimostrò che la

rata di bel disegno antico, forse del- parte superiore significa la dichia-
lo sfesso Raffaele, ma ve ne fu so- razione che Iddio Padre fece della
stituita altra stretta più convenien- divinità e missione del suo Figliuo-
te al risalto maggiore di sì prezio- lo, e r inferiore la podestà di Cri-
so lavoro. Il disegno Raffaele Io sto sugli spiriti infernali. Quanto
fece pel suo amicissimo e patrono poi alle due figure esistenti da un
cardinal Divizi (^P^edi) da Bibbie- lato della parte superioie , e rap-
na, il quale gli avea destinato la presentanti i ss. Lorenzo e Giuliano,
sua nipote in isposa , onde nell'a- sembra che il sommo artista le po-
lazzo si vedono le sue armi. Raf- nesse per secondare la divozione del
faele efìigiò questo cardinale nella cardinal Giulio de Medici poi Cle-
sconfìtta de' saraceni ad Ostia, pres- mente VII che gli ordinò il qua-
so il Papa con berretta, e in mor- dro, cioè con eiligiarvi il santo del
te gli lasciò la propria casa (di cui nome del genitore Giuliano de Me-
faccio cenno a Ospizio DE'coNVERTEjr- dici, e quello di Lorenzo de Medi-
Di). Quanto
al quadro, vero capo- ci il Magnifico, suo zio. Questa in-

lavoro, da Palermo passò in Ispa- comparabile pittura meritò l'onore,


gna. Abbiamo: la Fila dtl sommo quanttmque non terminata di es- ,

Pontefice Leone X, fregi in arazzi sere portata per le pubbliche stra-


invisi da Sante Barloli. Questi in- de di Roma presso la sua funerea
ciseancora: Altri fregi in arazzi bara , e poscia fu esposta insieme
con alcuni fatti dell'istoria sacra. col cadavere nella Chiesa di s. Ma-
Gli arazzi parzialmente furono in- ria ad lìJartyres [Vedi). Nel veder-
cisi anco da altri artisti. Nel 1846 si il corpo morto dell'autore del-
Pietro Massi pubblicò in Roma : l'opera, e quella viva, faceva strug-
Galleria degli arazzi al Vaticano. gere di dolore i riguardanti. L'Ener-
La o pinacoteca, nobilis-
galleria gumeno, il di lui padre e la di lui

sima collezione de' quadri e capo- sorella nella parte inferiore del qua-
lavori della pittura, ha due ingressi, dro, furono terminati da Giulio Ro-
per le camere di Raffaele il prin- mano, il primo ed il più valente 1

cipale, e per la cappella di s. Pio V de' suoi scolari. La giovine ivi iso-

e galleria degli arazzi: 1* indichere- lata si vuole che sia il ritratto della
mo brevemente. La Trasfigurazione notissima Fornarina amante di Raf-
del Signore in tavola dipinto da , faele, le sembianze della quale ritras-
Raffaele Sanzio da Urbino, suo ca- se pressoché in tuttele sue opere.

po d'opera, l'ultimo suo lavoro, il La Madonna di Foligno dipinto ia


primo quadro del mondo, uno dei tavola da RalRiele , ed in Parigi
precipui ornamenti del Vaticano: fu trasportato in tela da Denon : col-
pagato a lui seicento sessantacinque locato nell' altare maggiore della
ducati d' oro , e ne pariamolo nel chiesa di s. Maria d' Araceli ove
MUS MUS io5
fu sepolto il comrniltente, la ili lui del 1). Gregorio I del
Angelico. S.

nipote Anna Io trasportò a Foli- Sacchi. La Coronazione di Maria e


gno; ne feci parola nel voi. XXV, santi di Bernardino Pinturicchio, già

p. Ilo del Dizionario. L'Assunzio- della chiesa di Fratta presso Pe-


ne e coronazione di Maria Vergi- rugia. La Maddalena bel lavoro del
ne disegnato da RaiFaele per la chie- Guercino, di cui è pure il s. Tom-
sa di Monte Luce di Perugia, co- maso apostolo. L' Annunziata cele-
lorilo da' suoi scolari, cioè in basso bre lavoro del Barocci, da lui an-
da Francesco Penni detto il Fat- che inciso, già di Loreto ne feci :

tole, inda Giulio Romano. La


alto cenno nel voi. XXXIX, p. 2,54 ^
Coronazione di Maria Vergine di 279 del Dizionario. La divinità di
RaiFaele o del suo maestro Pietro Gesù assiso sull'iride, acquistato dai
Perugino. La. Comunione di s. Gi- nobili Marescalchi di Bologna da
rolamo, capo d' opera di Domeni- Leone XI 1, e reputasi di Antonio
co Zampieri detto Domenichino, con- Allegri da Correggio, altri la cre-
siderato nella scuola romana il se- dono copia di Lodovico Caracci :

condo quadro dopo la Trasfigura- per la prima sentenza si dichiarò


zione: ne trattai nel voi. XXXI, la pontifìcia accademia di s. Luca.
p. 112 del Dizionario. S. Romual- Paesaggio di Potter acquistato da
do, uno de' capolavori d'Andrea Sac- Leone XII. Sisto IV che prepone
elli ne tenni proposito nel voi. VI,
: il Platina alla biblioteca vaticana ,

]). 293 del Dizionario. S. Erasmo fresco di Meloz/o da Forh, traspor-


di Nicolò Poussin. Maria Vergine, tato in tela sotto Leone XII dalie
ed i ss. Tommaso e Girolamo di pareti dell'antica biblioteca vatica-
Guido Reni. La crocefissione di s. na, ora floreria grande: su questa
Pietro del medesimo, opera insigne, pittura abbiamo del marchese Giu-
di cui diedi un cenno nel voi. XI li, seppe Melchiorri: Notizie intorno al-
p. 61 del Dizionario. SS. Processo la vita ed alle opere in Roma di
e Marliniano colorito magistralmen- Jilelozzo ec, Roma i835. La Ri-
te da Pietro Valentin. La Deposi- surrezione di Pietro Perugino, di
zione di Nostro Signore , detta la cui è pure Maria Vergine e santi,
Pietà, sublime quadro di Michelan- uno de' suoi lavori. I Mi-
migliori
gelo da Caravaggio, del quale par- steri di Presepe detto
Raffaele. Il

lai nel voi. XXIV, p. 290 del Di- della Spineta, di Perugino, Raffae-
zionario. S. Sebastiano, Maria V^er- le e Pinturicchio. Il Cristo morto
gine ed altri santi di Tiziano, ac- e la sua Madre piangente , super-
quistato in Venezia da Clemente bo quadro di Carlo Crivelli, ivi

XIV. 11 Riposo in Egitto di Fede- trasferito dalla galleria Capitoli-


rico Barocci, trasferito da Gregorio na , Gregorio XVI.
d'ordine di
XVI dal palazzo di Castel Gandol- La Madonna Cintura di Ce-
della
f'o: del medesimo è la s. Micheli- sare da Sesto, acquisto di dello Pa-
na già in Pesaro. I ss. Benedetto , pa. 11 Doge di Tiziano. I prodigi
Placido e Flavia sua sorella, di Pie- di s. Giacinto domenicano, di Be-
tro Perugino. S. Gio. Battista del nozzo Gozzoli , altro de' più belli
Guercino, già della galleria di Cam- acquisti di Gregorio XVI. Sacra
pidoglio, quivi fatto trasportare da famiglia del Garofalo, già della gal-
Gregorio XVL S. Nicolò di Bari leria Capitolina. S. Elena di Paolo
io6 MUS MUS
Veronese, già de'Sticchelti, inJi del- effigialo l'incendio di Borgo (Fedi),
la della galleria. La Pietà, una delle estinto da s. Leone IV, di mirabi-
migliori opere di Andrea Manie- le composizione, piena d'espressio-
gna. Le virlìi teologali di Raitàele. ne, colla facciata delTautica basili-
Devesi notare che la Trasfigurazio- ca Vaticana il gruppo del giovane
:

ne, s. Girolamo, ss. Processo e Mar- che porta il vecchio padre, credesi
finiano, s. Gregorio e la Deposizio- colorito da Giulio Romano. Sulla
ne furono musaico per
eseguili in parete destra è il combattimento
]a Cliiexa di s. Pietro in Faticano ,e vittoria navale riportala sui sa-

{^Fedi). Pietro Massi nel i843 pub- raceni da s. Leone IF [Fedi), il

blicò in Iloma, Galleria de' quadri quale ha le sembianze di Leone X.


al Faticano. Molti de' suddetti qua- A rimpetto è rappresentata la co-
dri fuiono incisi da valenti artisti, ronazione di Carlo Magno fatta da
come le stanze di Raffaele di cui s. Leone IH (Fedi), che dicesi co-
ondiamo a far menzione, alcune del- lorita da altra lyiano: la piccola
le quali per ordine di Gregorio porta mette alla cappellelta d' Ur-
XVl, come la battaglia di Costan- bano VIH , che descrissi nel voi.

tino, il pili grande in dimensione. IX, p, i58 del Dizionario. Sopra


Le quattro sale di tal nome fanno la finestra è il giuramento di s.
parte dell' a[)partainenlo fatto edi- Leone III sulle accuse appostegli :

ficareda Nicolò V, e Sisto IV ne anche questo quadro dicesi colorito


aveva fatti dipingere quattro dai da altri, e nelle effigie del Papa e
più rinomati pittori dell'epoca sua, di Carlo Magno si riconoscono quel-
«llorchè chiamato a Roma Raffaele, le di Leone X e Francesco I. [
Giulio II oidinò che quelle pitture quattro quadri Leone li pagò 1200 X
venissero cancellate, e ch'esso a fre- scudi d'oro per cadauno a Raffae-
sco dovesse dipingere di nuovo : i le. Qui è la volta del Perugino;
pittori che vi aveano già dipinto nel zoccolo quattordici cariatidi a
(Brano Pietro della Francesca, Bra- chiaroscuro reggono la cornice (spe-
inantino, il p. Bartolomeo della donne
cie di statue di così chia-
Gatta, Luca Signorelli, il Sodoma mate per quanto spiega il Maran-
ed altri. La prima pittura che vi goni, Delle cose gentilesche p. Sy).
fece Raffaele, fu la disputa del Sa- Nei vani sono figurali i principali
graaiento, la quale piacque tanto sovrani sostenitori della Chiesa o che
al Papa che ordinò la cancellazio- ne aumentarono il dominio, cioè
ne delle altre, solo restando intat- Ferdinando V, manca Pi[)iuo il cui
ta una volta dipinta da Pietro Pe- luogo è occupato dal cammino, Lo-
rugino, lasciata per venerazione a tario, Goffredo di Buglione, Astol-
quel suo maestro , e nella camera fo o meglio Etelvolfo re di Breta-
della segnatura gli ornatj del So- gna, Carlo Magno e Costantino il
doma. Grande; queste figure avendo sof-
Passando dalla pinacoteca alla fertonel sacco di Borbone, Carlo
stanze di Raffaele, si trova per pii- IMaralta le restaurò d'ordine di Cle-
jna la camera dell'incendio di Bor- mente XI ; e le teste guaste da
go, la terza graiid'opera di Raffaele quella infame soldatesca, non bene
eseguita nel i5i7 d'ordine di Leo- le restaurò frale Sebastiano del
pe X, così delta perchè iu fondo è Piombo. La cainera della segiiaiU'
,

lì US MUS IO?
ra « chiamata per quella clie
così d'architettura) o cariatidi a chiaro-
»i teneva ivi avanti al Papa. Que- scuro, ed i finti bassorilievi color
sta fu la prima delle stanze dipin- d'oro allusivi alle stesse scienze, so-
te nel i5o8 da Raffaele, e dai sog- no Polidoro da Caravaggio sui
di

getti espressivi fu delta anche ca- disegni di Ralìaele. La camera di


viera delle scienze; poiché quivi Eliodoro è così detta pel quadro
ritrasse nella volta la Teologia , la principale in cui quel prefetto di
Filosofìa, la Giurisprudenza, ognuna Siria fu cacciato dal tempio che
delle quali nella vicina facciata ha voleva spogliare. Raffaele con liber-
un gran dipinto analogo nella pa- tà pittorica vi ha introdotto quale
rete. Nella Teologia ha espresso in spettatore Giulio II in sedia por-
alio la Trinità, ed in basso il Sa- talo dai palafrenieri. Questo di-
gramento o disputa del Sagramen- pinto è del i5i2; il primo grup-
lo. jN'ella parete incontro Raffaele po si vuole di Raffaele, quello del-
colorì la Filosofìa o scuola d'Atene le donne e il resto , d' altra mano.
con sublimità d'idee. Nella terza Nella parete incontro vi espresse
parete è rappresentata la Giurispru- s. Leone J [Vedi) che incontra At-
dt^nza figurata sopra la iìuestra dai tilapresso Mantova, elìlgiandovi Leo-
principali caratteri di tal scienza ne X. Nel fondo della camera è i|
, prudenza , forza e temperanza ai : miracolo del Corporale di Bobetia
I
Iati della finestra sono le divisioni [fedi), e con altro anacronismo vi
; de'due diritti civile e canonico, il fece presente Giulio II. Il quarto
i primo rappresentato da Giustinia- dipinto sulla finestra, ch'essendo ivi

no I con Trebouiaiio il secondo , Tunica, l'artista con luce artefatta


da Gregorio IX che porge ad uu illuminò il soggetto rappresentato,
avvocalo concistoriale il codice delle cioè s. Pietro liberato dalla carcere
,
decretali ; nella figura del Papa è dall'Angelo, con sorprendente effet-
rilralto Giulio II, e ne' cardinali to. Fece questa opera Raffaele nel
assistenti sono quelli di Leone X i5i4 avanti che Gherardo detto
e Paolo III. La quarta parete in- delle Notti venisse in R.oma. Nella
contro porta effigiata la Poesia, os- volta sì vede la promessa da Dio
sia il monte Parnaso con Apollo, fatta ad Àbramo , il sacrifizio di
le muse, ed i più famosi poeti gre- questo, la scala di Giacobbe, il ro-
ci, latini ed italiani. Nel i5ii Raf- veto di Mosè il zoccolo è scom-
:

fliele compì il dipinto, forse diret- partito con diecisette figure in for-
to dall'Aretino nel componimento. ma di cariatidi , con emblemi al-
Sotto questo quadro sono due bas- lusivi alle virtù di Giulio II; i pic-
sorilievi a chiaroscuro, con la sco- coli quadri imitanti il bronzo do-
perta de' librisibillini e loro bru- rato, e analoghi alle stagioni, sono
ciamenlo. Nella volta Raffaele di- di Polidoro ritoccali da jMaratta.
pinse ne'quallro tondi, a finto mu- La camera di Costantino è così
saico, le quattro mentovale scienze, denominata per l'effigiale gesta di
il resto è del Sodoma o di Cal- queir imperatore, ultima dipinta da
dassare Peruzzi. Il zoccolo sostenu- Raffaele che non potè compiere:
to da telamoni ( o atlanti , figure ne avea fatto i cartoni, e prepara-
applicate come le cariatidi al soste- to la parete maggiore per dipin-
gno di cornicioui o altri membri gerla a olio, ma colpito dalla qaor-
I o8 MUS MUS
te solo ci lasciò a olio le figure sn\ pavimento un Ìdolo infranto,
Jclla Giustizia e Mansneludiiie ai per indicare la distruzione del pa-
iati del gran quadro. Questo rap- ganesimo e la libertà del culto cat-
presenta la battaglia data da Cn- tolico por opera di Costantino. A
stanlino a Massenzio al ponte Mil- Gregorio XIII si deve l'alzamento
vio, e fu eseguilo come tutti gii della volta. Nel vano tra le due fi-

ni tri a fresco, e sui cartoni di Raf- nestre è un gran cammino con sti-

faele da Giulio Rouiano; per la piti e architrave di marmo scorni-


composizione e moltiplicità delle fi- ciati, fregio e iscrizione di Giulio II.
gure, è considerato come uno dei Essendo le pitture delle camere di
primi quadri di storia. Segue nella Raffaele ingombre e velate dalla
[)arefe sinistra l'allocuzione di Co- polvere, Gregorio XVI le fece ri-

stantino all'esercito, e la compaisa pulire sotto il magistero del baro-


della Croce, colorite dallo stesso ne Camuccini e la direzione del
Giulio. Incontro vi è il battesimo commendatore Agricola, il (|uale ci
dell'imperatore datogli da s. Sil- diede : Osservazioni arùstiche sui
vestro I, lavoro di Fiancesco Pen- famon (lipind di Raffaele nelle ca-
ni detto il F'attore, eseguito noi mere valicane, Roma i83q. Nel n."
15^4 d'ordine di Clemente VÌI, il Sa delle Notizie del giorno ii33f)
di cui ritratto si vede noi suddet- si tiene di ciò proposito, rimarcan-
to santo Pontefice. Nell'altra parete dosi che le stupende pitture non
Rairaellino del Colle colorì la do- erano stale ripulite che nel 1702
nazione fatta da Costantino a detto per ordine di Clemente XI da Carlo
Papa e alla Chiesa. Otto grandi fi- Maiatta; e che le dette pitture non
gure di Papi , nel mezzo delle vir- sono veramente del tulio a fresco,
tù, adornano gli angoli della sala, come credevasi, ma che hanno qua e
pitture eseguite sui cartoni di Raf- là molli ritocchi a tempera, cosi del-
faele da Giulio Romano. Nel ba- la mano di Raffaele, come di quella
samento fra le molte cariatidi sono de'suoi grandissimi scolari, che pure
scompartitnenti con pitture imitanti vi lavorarono; lo che è soprattutto vi-
il bronzo, in cui Polidoro e Pie- sibilissimo neir Apollo del monte
rino del Vaga espressero altri fatti Parnaso, nella cui figura l'Urbina- _
di Costantino. La volta e le lunette te con tratti appunto colorali a il

furono posteriormente colorile sotto tempeia operò di rendere più tras- *

Gregorio Xlll e Sisto V, da Tom- parenti le ombre. Le porte di que-


maso Lauretti siciliano, che vi rap- ste stanze furono intagliate in le-
presentò con figure storiche e sim- gno con singolare maestria da Gio-
boliche cose alludenti alle glorie dei vanni Barile, e Luigi Xlll ne foce
nominati due Pontefici; migliore è copiare disegni da Poussin, onde
i

la mezzo dello scolare


pittiua di farle al palazzo del Louvre: gli spor-
Antonio Scalvati, propriamente nel telli delle finestre furono intagliati ^

Colmo della volta stessa che altri , sotto Paolo III. I pavimenti sono ^
attribuiscono al Lauretti aiutato dal di Luca della Robbia, e vi cam-
discepolo, in cui vede la prospet- si peggiano gli emblemi di Leone X,
tiva di un tempio con un Croce- descritti nel voi. XXXVIII, p. 45 del
fisso nel contro, per mostrare il Dizionario. Sulle camere «li RafEio-
f nonio della religione, vedendosi le si possono leggere lo Chattard, il
MUS M L" S 1
03
T;ija, massime Pietro Paolo Mon-
e ornati restarono. Ifel primo piano
tagnani , lUus Irazioni storiche- pil- è il museo Egizio, nel secondo l'E-
tcriche, con incisione a contorni del- trusco: l' edifizio è sovrastato da
le pitture nelle stanze vaticane di- una loggia coperta soflillala, riqua-
pinte da Raffaele Sanzio da Ur- drata nelle leste, con quattro co-
bino, accresciute di sopra venti sog- lonne per parte di marmo greco,
getti inedili, Roma i83o. Del me- bigio, paonazzetto e giallo antico,
desìiiio: Illustrazione storico-pitto- con balaustrata nel mezzo interrot-
rica con incisione a contorni dei ta, ed armette di Pio IV. Nella
dipinti della gran sala detta di Co- facciata tra un pilastro e l'altro di
stantino presso le stanze di Raffael- travertino vi è una finestra. La
lo Sanzio da Urbino nel fatica- nicchia che resta nel mezzo ha la
no, accresciuta da dieciotto soggetti sua porta con stipiti di travertino
Roma 1834. Pietro Massi,
inediti, scorniciati, ed introduce nell'antico
Sale e loggie di Raffaele al Fati- oppartamento pontificio di ritiro di
cano, Roma 1847. Tor o sia di Belvedere,
de' Venti
Museo Gregoriano- Etrusco. L'a- contiguo all'altro palazzetto che spor-
dito è dalla grande scala, die ge più in fuori della campagna,
dà magnifico ingresso al mu- edificato da Innocenzo Vili. Que-
seo Pio-Clementino, descritta di so- sti inoltre, al modo detto parlando

pra. Il locale che lo contiene chia- della cappella di Pio IV e Bene-


masi il palazzelto di Belvedere o sia detto XIII, nel voi. IX, p. i56 del
di Tor de' Venti, già con apparta- Dizionario, incominciò la fabbrica
mento di pontifìcio ritiro e cor- del palazzetto di Tor de'Venti, che
rispondente al giardino segreto sotto Pio IV fu interamente com-
della Pigna, secondo le descrizio- pita come rilevasi dall'iscrizione esi-
ni del Taia e dello Chaltard ,
stente nel liegio del gran nicchio-
chiamandolo il Venuti casino di ne, e da altre memorie. Quel Pa-
Belvedere, e comunemente dicesi il pa effettuò il termine dell' edifizio,
uran nicchione di Belvedere, poiché restaurò ed abbelPi l' antico, per-
jiiaudo Bramaule Lazzari per or- chè voleva alloggiare nel Valicano
dine di Giulio li formò la gran Cosimo I duca di Firenze con Leo-
corte di Belvedere, sull'alto essa nora sua consorte, come si ha dal
campeggiava, finché fu la corte di- Taia. ?iarra il medesimo Chatlartl
midiata coli" eiezione dell' edifizio detlagliatamenle gli ornati ch'era-
della biblioteca e museo Chiara- no ueirappartamento pontificio, ov'è
monti, chiamandosi quello spazio al presente il museo Etrusco; cioè
fra questi fabbricati e la gran nic- il s. Girolamo di stucco del Ber-
chia e palazzetto di Belvedere, nini, che servì di modello per la
giardino della Pigna: collo Chal- statua di marmo della cappella di
tard, Descriz. del Faticano t. IH, xMessandro in Siena; un or-
VII
p. i52 e seg. , daremo un cenno nato di marmo
con Croce già eret-
del palazzelto , che pel genio di ta dagli armeni, con iscrizione ora
Gregorio XVI è divenuto sede dei nella biblioteca Vaticana; ive grandi
suoi musei Etrusco ed Egizio: no- statue di stucco del Guidi, rappre-
teremo che gli oggetti che ivi esi- sentanti il battesimo di Gcsìi Cri-
slevauo uou vi sono più, e pochi sto; quella della Purità di Teodcne;
no MUS MUS
venti statue in piedi in forma di no due armi con imprese di Pio
Termini , reggenti la cornice del IV, e diverse figure di chiaroscuro
soffitto con cassettoni della prima giallo, oltre quelle «edenti sul ba-
vastissima camera, nel cui mezzo samento o cornice architravata, fe-

aravi Io stemma di Pio IV, essendo- stoni di fiori e putti: ne' quattro
vi tra le statue sedici riquadri con simbolici quadri fu rappresentato
pitture a fresco, esistenti colle Vir- Atlante, il Genio che regge il glo-
tù a guisa di Termini, di Nicolò bo, il convito di Sanile fatto a Sa-
Circignani dalle Pomarancie , indi- muele, quello del re Tieste che fe-

canti le azioni più rimarchevoli di ce presentare al padre le carni del


Mosè descritte dallo Chattard, il figlio in cibo. Sopra altre porte fu-
quale afferma che lulte furono di- rono collocati antichi e belli mu-
pinte parte dal Barocci e parte da saici, trovati nell'orto di s. Sabina

Federico e Taddeo Zuccari, e l'ul- all'Aventino. La galleriola semicir-


tima cominciata da Federico Ba- colare, a seconda del giro interno
rocci fu poi compita da Carlo Ron- del nicchione, con volta a botte, e
calli, il quale ripuPi tutte le pitture sette finestre rispondenti al giardi-
d'ordine di Benedetto XIII, dicen- no della Pigna, colle statue della
do in altro luogo lo Chattard, che Fede dell'Ottoni, e d'un Angelo
Roncalli fece per intero uno di di stucco del Bernini, con ornati
detti quadri, olire quello che ter- e riquadro di musaico, ed altro con
minò. Benedetto XIII, che soleva abi- danza indiana, il busto di marmo
tare questo appartamento, fece re- di Clemente XI, ^'Otteschi, foglia-
staurare tutti gli stucchi della me- mi e stucchi: di questo erano le
desima sala, ora decorata nel cen- statue dell' Innocenza di Michele,
tro del soffitto dell'arme di Grego- della Religione di Teodone. Affre-
rio XVI, ed è la camera de'bron- schi figuravano con stro- Angeli
zi, con finestre corrispondenti al raenti musicali, di Melozzo da For-
cortile degli archivi. Nella seconda lì, tolti dalla tribuna de' ss. Apo-
sala le pitture furono eseguite da stoli per volere di Clemente XI.
Nicolò dalle Pomarancie e da San- I.a nona stanza egualmente con
te Titi. Nella cappella eravi l'alta- ornati, con le statue di s. Pietro
re di marmo consagrato da Bene- ed Angeli di stucco del Ferrata; più
detto XI li, con diversi ornati, co- altro Angelo sostenente la croce,
me ve n'erano nelle altre stanze. ed i modelli di quelli che il Ber-
Sopra alcune porte furono inca- nini pose all'altare del Sagramen-
strati alcuni fogliami ed uccelli di to della basilica Vaticana; un Che-
musaico. Nella quinta stanza si di- rubino di marmo, la sedia gestato-
pinsero la Giustizia, la Fortezza, la ria di s. Pio V, e il modello della
Temperanza e la Prudenza, l'ar- cattedra di s. Pietro : nel mezzo
me di Clemente XI, vasi di fiori della sala era ancora il mirabile
e putti. Questi ultimi ornati si ri- modello di detta basilica del Bra-
peterono ancora nella settima stan- mante, ed eseguito nell' edifizio da
za, con allusioni allo stemma di Sangallo, ristorato da Clemente XI.
detto Papa restauratore del luogo: 11 soffitto di questa sala è eguale
sotto il soffitto riquadrato in un ne' fregi e simmetria olla prima ;

gran fregio dipi alo a fresco era- tuttavia il fregio si compartì ia


MUS lii
olio gran qiiaclii divisi da Carintidi nal Zelada, die vi fece costruire
di stucco, con pilastri e capifelli una specola o meridiana, e lo ab-
sorreggenti la cornice de! ko/ÌÌUo: bein con pitture riguardanti i prin-
negli etto quadri sono i freschi di cipali da Pio VI.
edifizi eretti
storie del Testamento vecchio. La Da qualche anno il governo pon-
decima stanza di forma bislunga, tificio a mezzo della commissione
con alcova dipinta con ornati, ed generale consultiva delle antichità
ovato di chiaroscuro in cui Cle- e belle arti del camerlengo to, si

mente XI congeda missionari del- i andava occupando in raccogliere i

la Cina, per non dire di altri ab- monumenti etruschi di maggior


bellimenti, che si fecero pure nel- conto , de' quali gran quantità si

le due seguenti stanze, e con imprese rinvennero negli ultimi tempi, pra-
di Clemente XI, ov'era la libreria pon- ticando degli scavi nel terreno del-
! tificia particolare di chi l'abitava. l' antica Efruria, che trovasi entro
Nella decimaterza ed ultima stanza i confini de'doininii pontifìcii : a'io-
tranvi dipinti decorativi, non enu- ro luoghi di molli ne facciamo
merando la cappella e la gallerio- menzione. Intento seuq)re Grego-
la. I sonilti in tela delle stanze rio XVI a favorire e promovcre
furono dipinti a chiaroscuro, con gli studi dell' antichità e delle ar-
disegni e architetture di Nicola Mi- ti belle, come maggior splendo-
il

chelti e di Antonio Gregorini, ed re di Pioma, vedendo i molli im-


! i putii coi fiorami li colorì Giulio portanti oggetti etruschi conservar-
'
Solimene ed altri sotlo la sua di- si nell'oscurità, e conoscendo che
rezione. Benedetto Xlll nella mag- il loro pregio e importanza meri-
gior parte delle stanze avea fatto tava bene che fossero collocali in
appendere bellissime stampe inte- luogo ove potessero a un tempo
larate con cornici nere, poiché era custodirsi ed ammirarsi, acciocché
^lito per STia villeggiatura farvi gli amatori e cultori delle italiche
ordinaria dimora. Altra assai det- antichità potessero ivi recarsi a
tagliata descrizione di questo pa- considerare de' monumenti non co-
lazzetto o ritiro di Belvedere, si muni ed altri rari e preziosi, con

(j
può leggere nella Descriz. del Va- nobile e magnanimo divisamento
ticano del Taia p. 344 ^ seg., il stabilì situarli decorosamente in
quale dice che essendo in rovina, Vaticano, nel appartamento
dello
con la soprintendenza del cardi- pontificio di Belvedere, illustre per
nal Pancialici, lo fece restaurare memorie. A tale effetto incaricò la
Clemente XI, laonde nell' esterno mentovata commissione cìie col
della gran nicchia o tribuna fu cardinal GaUeHl camei-lengo, e con
eretta l'arme in marmo di quel Pa- monsignor Adriano Fieschi mag-
pa. Servino questi cenni per quegli giordomo si recassero ad ispezio-
ornati che sono restali dopo tanti nare il locale. La deputazione ciò
mutamenti, e la riduzione a mu- fece i5 novembre iB36, e lo
a'
seo del locale; avendo detto nel trovò opportunissimo, con alcune
voi. y , p. 22g del Dizionario, che riduzioni ed ampliazioni che rasse-
essendo l'appartamento assegnato gnò al Pontefice. Fu allora che
al cardinal bibliotecario, dopo il questi alacremente si occupò della
1780 si recò ad abitarlo il cardi- pronta esecuzione del suo pensiero,
112 ai us