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e sraf'

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E Plì) CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHtESA CATTOLICA, ALLE PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
CITTA
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI , ALLE FESTE
CONCILII PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROiNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VCL. XXI.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIIL
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

E
EBR EBR
EiiBREI. Nazione che dipoi fu
, dei chiamati Tchifout o Tchufut
nominata ^V Israelitij e il popolo Giu- dai turchi , sono detti Ja-Houd, o
deo. Secondo la sagra Scrittura, gli la-Houdij dagli arabi. Il profeta
ebrei sono la posterità Abramo
di Houd è lo stesso che il patriarca
per Giacobbe. Siccome Abramo uscì Eber figlio di Sale, o Saleh, figUo
dalla Caldea dove nacque, affine di di Arfasad, figlio di ^t.m^ figlio di
recarsi ad abitare la Palestina (P^e^ Noè; ed è da Eber, secondo l'o-

di), e fu appellato Ebreo , Heber, pinione quasi universale degli orien-


vale a dire, viaggiatore^ o straniero tali, che deriva il nome Ebreo. Si
dai cananei abitatori della Palesti- chiamarono gli ebrei Israeliti qua-
na; e siccome la preposizione Heber, li discendenti o sia di
òi'Israele,
o eZ>er, vale trans, cioè al di là; co- Giacobbe nato da Isacco figlio di
sì vuoisi che questo nome fosse Abramo, e che fu il padre dei fi-
dato dai cananei ad Abramo per- gli, donde derivarono le dodici tri-

chè veniva dal di là del fiume Eu- bù. Israele parola ebraica signifi-
frate. Si dice ancora che gli ebrei ca che prevale o che domina con
ebbero tal denominazione dalla ra- Dio quasi vincitore di Dio, dalla
dice Havar, passare^ quasi a dire, parola Schara, dominare. Israele
passeggeri. Altri dicono che il no- è nome, che V angelo diede a
il

me proprio del popolo ebreo, di- Giacobbe dopo che egli ebbe in
scendente dai dodici patriarchi fi- visione lottato con lui una notte
gli di Giacobbe, e perciò dalle do- intera a Mahanaim, o a Phanuel.
dici tribù, provenga da Eber od Inoltre il nome d'Israele si prende
Heber, figlio di Sale, e trisavolo qualche volta per tutto il popolo,
del nonno di Abramo. Affine di per tutta la discendenza di Giacob-
chiarire la derivazione del nome be, e qualche volta pel regno d' I-
di ebreo, giova notare che i giu- sraele e delle dieci tribù, distinte
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dal regno di Giuda; regno che tentosi. Quindi Giosuè, condottiero
componevasi di questa tribù, e di degli ebrei li mise in possesso
,

quella di Beniamino. Finalmente del paese di Canaan, che Iddio a-


gli ebrei, e gl'israeliti si appellaro- veva promesso ad Abramo, ad I-
no Giudei, nome loro dato dopo sacco, a Giacobbe e agli altri loro
la schiavitù di Babilonia, e preci- padri, e da dove, passati alcuni
samente a quegl'israeliti, i quaUda secoli, furono condotti schiavi in
quella cattività fecero ritorno ia Babilonia, in punizione delle loro
Gerusalemme, e nel regno di Giuda, colpe. Essendo stati liberati, dopo
non sussistendo allora più quello di sett' anni di schiavitù ritornarono
Israele, laonde vennero compresi gli ebrei nel loro paese, e rifabbri-
nella denominazione dell'altra par- carono Gerusalemme, ristabilirono il

te della nazione, vale a dire dei loro statOj e forti ficaronsi in modo,
Giudei. Deriva poi ancora questo che alla nascita di Gesù Cristo,
nome di giudei da quello di Giu- erano gli ebrei una delle più po-
da, perchè in allora la tribù di tenti nazioni dell'oriente. Ma aven-
Giuda era più potente, e quasi la dolo essi sgraziatamente crocefisso
sola che figurasse ancora in quel invece di riceverlo come il loro
paese, cioè la Giudea (Fedi). Pri- liberatore, e loro messia, questo de-
ma di quest'epoca davasi il nome litto, il più enorme di tutti quel-
di giudei soltanto a coloro, qua- i li di cui eransi potuti rendere col-
li abitavano nel regno di Giuda; pevoli, fu cagione della totale loro
e finché la terra promessa , poi rovina. I romani, sotto gl'imperato-
detta Terra Santa, non fu divisa ri Flavio- Vespasiano , e Tito suo
sotto Roboamo figlio di Salomone figlio, ne fecero orribile macello.
in due regni, che presero i nomi Gerusalemme fu presa, e in un al
di regno di Giuda, e di regno di tempio distrutta, e gli ebrei di-
Israele i discendenti di Giacobbe
, spersi, verificandosi appuntino così
non furono conosciuti se non col i divini oracoli. F". il Bercastel Sto-
nome d'israeliti, o di ebrei. Que- ria del Cristianesimo ; Gioseflfo, de

sto secondo nome, come il più an- ac de bello judaico,


aritiquitatibus

tico, ha prevalso. Tutta volta gli o- Venetiis i5io, ed ilSigonio derepu-


dierni ebrei amano chiamarsi Israe- blica Hebraeorum, Bononiae, i582.
liti, come denominazione fondata In quanto poi all'epoca della di-
nella sagra Scrittura, ove talora ivi mora degli ebrei in Egitto, va let-
sono chiamati figli d'Israel. ta la Distruzione completa della sen-
Dopo che i figli di Giacobbe si tenza, che la dimora degli ebrei in
stabilirono in Egitto, gli ebrei loro Egitto fino all'Esodo sta stata di
discendenti, gemettero circa ducento 43 o anni in conferma dell'opusco-
quindici anni, ovvero secondo altri, lo intitolato/ Faraoni di Abra-
:

più di quattrocento anni sotto la mo, Giuseppe, e Mosè colla scor-


schiavitù degli egiziani. Mosè per co- ta della sagra Scrittura, e de' mo-
mando di Dio da essi li liberò, e per numenti nulentìcaniente dimostrati,
quarant'anni condusse fra i de-
li Roma i836, Lettera del canonico
serti dell' Arabia Petrea dove lo Claudio Samuelli professore nel-
stesso Dio li alimentò colla prodi- rimp. Reg. università di Pisa, ora
giosa manna, e in altri modi por- vescovo di Monte Pulciano, al re»
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verendissimo p. Ungarelli barna- brei, avanti la nascita di Gesù Cri-
bita. sto, e dopo erano sparsi per tutte
Diibois Aymè, in un suo dottis- le Provincie dell' impero romano, e
simo scritto intorno il popolo e- dà molta probabilità, che l' origine
breo, dice clie gli egiziani sotto il degli spartani derivi dagli ebrei. Nel-
regno di ottennero
alcuni principi la pag. 399 poi il p. Menochio ri-

fama ancora per


nelle armi, e più porta il cap. XXXVIII: Per qua-
la saggezza delle loro leggi, e per li cause abbia voluto Dio, che do-
l'estensione delle loro cognizioni. po la morte di Cristo i giudei fos"
La maggior parte delle scienze, e sero sparsiper vari paesi del mon-
delle arti derivarono da essi, e in- do. salmo 58, \i leggiamo
Nel
gentilendo la Grecia furono in cer- queste parole: Deus ostendet mihi
to modo i maestri dell'Europa. Ma super inimicos meos, ne occidas
quella celebre nazione dileguossi eos, ne quando obliviscantur popvli
con mille altre: mentre il popolo, mei ; disperge illos in vìrtute tua,
che fu schiavo di uno de' suoi Fa- et depone eos protector meus Do-
raoni, esiste pur ancora disseminato mine. Prega Cristo, secondo alcuni
per tutto il globo, sommesso ad interpreti, che il popolo giudaico
ogni specie di reggimento. Egli ha paghi la pena del suo peccato col-
conservato i suoi costumi, le sue lo scacciamento dal suo paese na-
leggi, la sua lingua , la sua fiso- tivo Giudea
della e coli' esseie ,

nomia; e mentre le più possenti sparso per il mondo, ed aggiunge


nazioni dell' Europa sono incerte la causa della convenienza di que-
dell' origine loro; mentre gli al- sta pena: Ne quando obliviscantur
tri popoli ignorano qual sangue populi mei, perchè dovunque sono
scorra nelle proprie Tene, e quali li giudei, stanno con l' espettazione
sieno i più misero
loro antenati, il della venuta del Messia, che venga
ebreo possiede quello che formereb- a liberare il suo popolo ; e mentre
be il "vanto de' suoi orgogliosi pa- mostrano eh' egli è promesso nelle
droni, un' antica genealogia. Egli sagre Scritture, risvegliano la me-
può dire, sia nato nell'Italia, nella moria di Cristo, facendo così testi-
Germania, nella Francia, o in tut- monianza delia fede cristiana. Sulle
t' altra terra: i miei padri abita- citate parole dice s. Agostino: di-
rono i campi della Siria, i deserti spersi sunt judaei, testes iniquitatis
dell'Egitto, allorché Roma, Atene, sua e, et veritatis nostrae, ipsi ha-
Sparta, ornamento e gloria degli bent codìces de quìbus prophefatus
antichi tempi, non esistevano an- est Christus, et nos tenemus Chri'
cora. stum. E nel lib. 18, de civitate Dei
Il p. Menochio, tomo li delle al cap. 4^ ubique, soggiunge : Ju-
sue Stiiore^ a pag. 898, riporta il daei non desunt, et per scripturas
cap. XXXVII: Se avanti la venu- suas testimonio nobis sunt, prophe-
ta di Cristo 3 e poco dopo, gli e- tias nos non Jinxisse de Christo,
brei erano sparsi per vari paesi quos plurimi eorum considerantes,
del mondo, e come sia vero che crediderunt in eum. Sono parago-
gli Spartani avessero attinenza co- nati i giudei come il candelliere
gli ebrei-, quindi con dimostrazioni materiale di legno, o di altra ma-
di fatti storici, prova che gli e- teria, che non ha senso, e sostiene
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con tutto ciò la lucerna o la tor- diritto di dominarli. I greci furo-
cia che illumina tutta la casa,
, no più giusti verso i giudei, ed in
Inoltre \anno gli ebrei sparsi pel favore loro parlarono Pitagora, A-
mondo, non solo per castigo, ina ristotile, Megastene, Porfirio ed ai-
anche per benefìcio loro, acciocché tri. In Strabone, Diodoro-Siculo,
vedendo e considerando che la , Trogo-Pompeo, Dione Cassio, Var-
Chiesa di Cristo fiorisce in san- rone, e Tacito vi sono molte os-
tila per tutte colmata di le parti servazioni che fanno loro onore,
benedizioni tempora-
spirituali e Non sembra che l' ambizione avuta

li, ordinata in ben disposta e mi- successivamente dai re di Assiria, e


rabile gerarchia, costante e durevo- di Persia, non che di Egitto, e dai
le per XIX secoli, riconoscano che romani di soggiogare i giudei, sia
il loro sacerdozio, i sagrifjzi loro, un segno di dispregio. Molti di
e quanto avevano di bene, è tras- questi sovrani accordarono ad essi
ferito dalla sinagoga ebraica alla il diritto di cittadinanza, e la li-

Chiesa cattolica; aprano perciò gli berta di seguire le loro leggi, e la


occhi, e si assoggettino al soave loio religione. Ed a' tempi più a
giogo della nuova legge evangelica, noi vicini , il senatore romano Pan-
Su questo punto può vedersi s. ciatici del i4o5 , ad esempio di
Gio. Crisostomo sul salmo 8. Fi- Malatesta, e di Bentivoglio, conces-
nalmente ha voluto Dio che sieno se la cittadinanza romana agli e^
ma non affatto
dispersi gli ebrei, brei maestro Elia, e Mosè di Lis*
estinti, perchè al fine del mondo bona ed a maestro Mosè di Ti-
,

avanti il giudizio finale, una gran voli dottori in medicina, i quali


parte di essi si convertirà alla fede utilmente servirono colla loro arte
di Cristo, come insegna s. Paolo i cristiani. Gli stessi romani Pon-
ad Roman. 9. 27; e ciò disse pu^ teflci, che sempre bramarono la
re Cristo in s. Matth. 17. Celebre conversione degli ebrei al cattolicis-
c poi l'epistola, che il medesimo s. mo, in più modi li beneficarono,
Paolo scrisse agli ebrei, e che die- e furono verso loro indulgenti, cor
de motivo ad un gran numero di me si dirà in appresso,
questioni, forse più di qualunque La storia del popolo ebreo, com-^
altra, come si può vedere in Le posta dallo spagnuolo Aschmond,
Clero, Storia Eccl. an. 69, §. 5. ebn Jehuda ( Samuele figlio di Giu-
li Bergier, alla parola Ebrei, nel- da) ebreo rinnegato, è una fra le
l'osservare che essi sono stati di- tante, che scritte furono dagli o-
sprezzati da tutti gli altri popoli, rientali intorno le molte nazioni,
soggiunge accordiamo che i filoso-
: le quali fiorirono in Asia. Questa
fi, gli e i poeti romani ab-
storici, storia dall' arabo fu tradotta in
biano dimostrato per essi molto di- persiano, in turco, e in greco. L'o-.
spregio ; ma li conoscevano così pò- pera per ogni verso singolare di
co, che attribuiscono loro degli u- Samuele, comincia con un versetto
si ed una credenza precisamente dell'Alcorano, in cui si dice che •» kl-
conlrarìa a quella, che insegnano i >»dio giurò di mandare di tempo in
libri de' giudei. Per altro si sa, che « tempo insino al giorno del fìna-
gli antichi romani dispregiavano « le giudizio qualcuno per castiga-
tulti gli altri popoli, per avere il « re i giudei, per cui gli ha di-
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w spersi fra tutte Je nazioni del ad effetto di averli a testimonio
» mondo." Il Samuele osserva, che della sua dottrina. Samuele chiude
il perpetuo servaggio, cui sono con- la sua storia coli' osservare, che i

dannati i giudei, procede dal rivol- giudei tralignarono mai sempre


gimento loro contro Dio, e per non dalle massime del legislatore loro
aveie voluto riconoscere Gesù pel Mosè, e dagli esempi del profeta
vero Messia. Per questo quel pò- Houd o Eber, da cui derivarono il
polo fu sempre ed ovunque perse- nome. Però, a gloria del vero, tan-
guitato, e tenuto duramente. I re to V opera del Samuele, quanto
di Assiria, e gii antichi romani li quella di Paolo Medici, di cui par-
trattarono in siffatto modo, ed i leremo, vanno lette con molta cau-
mussulmani dissero avere ricevuto tela essendo ambedue neofiti, e
l'ordine da Dio, col mezzo del lo- quindi non in tutto guidati da cri-
ro falso profeta Maometto, di fare tica, e da imparzialità fondamen- ,

ad essi una continua guerra, fin- ti principali, che debbono avere i


che si piegassero al loro islami- veridici, e saggistorici anzi è no- ;

smo. 11 giudaismo, dice Aschmond to, che allorquando pel 1775 giun-
citato, fu introdotto nell' Arabia da se in Roma l'opera del Samuele,
Abu '1 Kerb Assaad, ottavo re del per disposizione del Pontefice Pio
Yemen, circa settecento anni pri- VI, fu dichiarata non degna della
ma della nascita del gran profeta pubblica diramazione, e quindi venne
degli arabi Dhoìi '1 Naovas, vente- ordinato il ritiro degli esemplari,
simo tei'zo re della stessa dinastia, che, venuti in Roma a mezzo della
Mostrossi poi egli si fattamente ze- posta di Firenze, eransi alquanto
laute per quella religione, che fa- propagati.
ceva gettare nelle fornaci ardenti Gli ebrei, al dire degli storici,
quei suoi sudditi, i quali rifiutava- dividono in oggi principalmente le
no di professarla. L' alcorano fa loro leggi, e le loro cerimonie in
menzione di questo principe sotto tre ordini: il primo comprende i

il nome di Saheb-al-okhdoud, cioè precetti della legge scritta, che sono


inventore delle fosse ardenti. Tanta nel Pentateuco ; il secondo risguar-
sua crudeltà indusse Jaksoum, re da la legge orale, le glose, cioè le
cristiano diEtiopia, a muovergli spiegazioni e commenti, che dot- i

guerra. Quindi Abrahah, figlio di tori hanno medesimo Pen-


fatto sul
Jaksoum, nell'anno della nascita di tateuco , ed un numero infinito
Maometto andò per distruggere la di costituzioni, e di regole raccolte
Mecca e il Raaba, e quarantacin- nel Talmud (F'edi), libro condan-
que anni dopo il legislatore degli nato dai sommi Pontefici il terzo ;

arabi cominciò a fare incessante e comprende le cose autorizzale dal-


mortale guerra agi' israeliti, i qua- l'uso in diversi tempi, ed in diffe-
]i non vollero abbracciare la sua renli luoghi, per lo che chiamansi
dottrina religiosa, eh' èun compo- costumanze. La legge scritta da Mo-
sto di giudaismo, e cristianesimo, sé, e la legge orale derivante dai
con altre sue stravaganti idee, per dottori per la tradizione, sono ge-
cui se si mantennero ancora nella neralmente ricevute da tutti i gin-
Arabia alcune tribù di giudei, qua dei, benché dispersi in tutte le
e là sparpagliate, ciò non fu che parti del mondo, senza che siavi
IO EBR EBR
fra di essi a questo riguardo alcu- geniti, dell'educazione, e dello stu-

na considerabile differenza. Ma quan- dio dei figliuoli ; del Talmud, della


to alle costumanze differiscono egli- creazione ed autorità de' rabbini ;
,

no moltissimo, perchè i giudei ordi- delle sinagoghe, oratori privati, ed


nariamente seguono gli usi dei luo- abitazioni ; dei loro sacerdoti, e le-
ghi, in cui trovausi dispersi.Tutto il viti j degli abiti che vestono tanto
loro culto, al dire degli storici, non in casa che nella sinagoga; delle
consiste più se non in preghiere, che orazioni, ed atti preparatori alle me-
essifanno nelle loro sinagoghe; ma desime de* loro traffichi, negozj, e
;

è noto che in quelle di Vienna, professioni; della mensa; de' sogni,


di Londra, di Livorno, di Amster- e superstizioni che usano ; de' giu-
dam, e di altrove, si canta secondo ramenti, de' voti, e dell'assoluzione,
le leggi musicali ; e la loro cre- e confessione; de' digiuni, e peni-
denza contiene i sette principali tenze che fanno; della festa del sab-
articoli di fede, ch'essi professano: bato; dei loro anni e mesi; delle
ì. Dio è uno, incorporeo ed eter- feste delle calende ; della solennità
no. II. Non devesi adorare e ser- della pasqua degli azzimi ; delle lo-
vire che Dio solo. III. Vi furono, ro feste delle settimane, e della pen-
e vi possono essere dei profeti. IV. tecoste; del capo d'anno, del digiu-
Mosè è stato il piìi grande de'pro- no e festa delle espiazioni; della fe-
feti, e la legge che ha lasciato sta de' tabernacoli ovvero delle ca-
fu dettata da Dio. V. La legge di panne ; della festa delle encenie
Mosè è immutabile: non si può detta Chanucà della festa delle ;

né aggiungervi, né levarvi punto sorti detta Purim dello sposalizio, ;

alcuno. VI. Verrà un Messia più matrimonio ec. come del ripudio, ;

potente di tutti i re della terra. e divorzio ; del discalceamento, e li-

VII. Iddio risusciterà i morti alla berazione, della cognata ; dell'infer-


fine dei secoli, quindi farà un giu- mità, morte, sepoltura, e lutto ; del-
dizio universale. F. Bibbia. le loro opinioni intorno all'inferno,
Paolo Medici, già ebreo conver- ai demoni, al paradiso, e agli an-
tito,pubblicò in Venezia ove fu- geli, come intorno al Messia, colle
rono fatte quattro edizioni, oltre prove cli'è venuto. Finalmente trat-
quella del 1801, Riti e costumi de- ta del castigo, che presentemente
gli ebrei confutati, coU'aggiunte di patisce la sinagoga in pena di non
una lettera all' universale del giu- avere accettato il Messia; sua osti-
daismo, compilata colle riflessioni nazione, cecità, e contrarietà, che
di Nicola Srata già rabbino ebreo, hanno pei cristiani, massime pei
e poi cattolico romano, nella qua- neofiti. Della principale parte delle
le coll'autorità degli scrittori più nominate materie, e di altre cose
accreditati nell* ebraismo, si prova risguardanti la storia del popolo e-

la venuta del Messia Gesù Cristo breo, i suoi riti, e costumi, si trat-
redentor nostro, essere già seguita, ta in moltissimi articoli del Dizio-
e Tincarnazione del medesimo nel nario, il perchè non ci diffondiamo
ventre purissimo di Maria Vergine. in questo luogo , come esigerebbe
In questa opera si tratta pure del- il ed importante argomento.
vasto,
la nascita degli ebrei , della loro Inoltre, per quanto spetta alla
circoncisione, del riscatto de'prirao- monarchia degli ebrei, al loro go-
,

EBR EBR Ji

verno, alle leggi, alle cerimonie, an- delle temerità commesse in Francia,

tichità, scienze^ poesia, musica, ec, della loro espulsione dalla Spagna,
si possono consultare, il trattato ec. Il Bercastel, nella sua storia,
d Hontouyn; la repubblica degli e- parla delle principali vicende degli
brei di Cuneo ; le antichi là giudai- ebrei, come in Creta coi crocesi-
che Basnage ; la monarchia degli
di gnati, nella Francia, nell" Inghilter-
ebrei del marchese di s. Filippo; il ra, in Portogallo, nel regno di Na-
trattato degli ebrei di Sigonio; le poli , ed altrove , non che della
antichità sagre degli ebrei di Relan; perdita fatta dagli ebrei della lo-
lo Spencero eie legìbus hebraeoritm ro nuova Gerusalemme in Polo-
nuplialibus, ritualibiis earumque ra- nia, ove essendo numerosissimi, a-
tionibiis, Tubingae 1782; Compie- vevano eretto in riva alla Vistola
gue, hebraeonim de connubiis jus e presso Varsavia, un grosso bor-
civile et Ponlificium, Parisi is 167 3; go cui diedero il nome dall'antica
Nicolai, de sepulchris hebraeorum, Sionne. Il chiarissimo continuatore
Lugduni Bat. 1705 ; le diver- poi del Bercastel, d. Giovanni Bel-
se dissertazioni Calmet; edel p. lomo, nel voi. I, p. 224, e seg.
il tesoro dell'antichità sagre ed parla della famosa assemblea degli
ebraiche dell* Ugolini. Nel 1794 ebrei radunata in Parigi con de-
venne pubblicata in Roma l'opera creto dell'imperatore Napoleone, pel
di Bonet, intitolata: Armatura dei dì 26 luglio del 1806, avvenimento
forti, ovvero memorie spettanti agli che non aveva esempio negli anna-
infedeli, agli ebrei, ai turchi, ec. li del cristianesimo; riporta i dodi-
utili ai cristiani catecumeni, ai neo- ci quesiti proposti per ordine so-
fiti ec. Nella celebre tipografia della vrano air assemblea degli ebrei, i

sagra congregazione di propaganda quali non


potendo dar vigore di
Jìde in Roma nell'idioma ebraico precetto alle date risposte. Napo-
vi sono le seguenti opere: de Cel- leone fece rinascere il gran sinedrio
lino Bibliotheca Magna Rabbinica degli ebrei, componendolo di set-
de scrìptoribuSy et scriptis hebraice tanta membri, cioè due terzi di rab-
et latine dìgestis etc. 1675; Gene- bini, ed un terzo di laici. Il sine-
sis liber adjectis ad calcem notulis, drio fu inlimato pei 20 ottobre in
voces difficiliores enodantibus i836; Parigi stesso, dove diede le sue ri-
Imbonatus Latino-hebraica, de sive sposte. Tutto narra il citato scrit-
scriptoribus latinis, qui contra ju- tore, che inoltre riporta il regola-
daeos, vel de re hebraica scripsere, mento concernente gli ebrei di Franc-
additis observalionibus criticis etc. fort, promulgato dal principe pri-

1694; Jona, Testamentum novum, mate; ma tanto questo, che gli al-
sive quatuor Evangelia, hebraice tri provvedimenti citati di Napo-
reddita (hebraeo-Iatin.)1668. leone, ebbero dipoi un sinistro suc-
Il p. Stefano Menochio tratta cesso. Da ultimo, nel i833, in Pa-
vari eruditi argomenti risguardanti dova il eh. professore di quella u-
gli ebrei, nelle sue Stuore; il Mu- niversità d. Lodovico Menin, inco-
ratori nelle dissertazioni sulle an- minciò a pubblicare la preziosa, ed
tichità italiane, parla del numero interessante sua opera, ricca d' im-
considerabile degli ebrei, anche in portanti rami, intitolata // costume :

Italia ai tempi del re Teodorico, di tutte le nazioni, e di tutti i tem-


il EBR EBR
pi, dove nella parte antica con pro- ec. 1771; e la Grammatica liehraU
fonde cognizioni tratta del costume ca Chaldaica i834.
et
degli ebrei. Qui noteremo, che, celebrando so-
Finalmente per ebraismo s'inten- lennemente il Papa, si cantano Te-
de l'espressione, o modo di parlare pistola, e il vangelo in latino, ed in
proprio della lingua ebraica, che greco. Si rileva però dagli atti del
pure si chiama idiotismo ebraico. concilio di Pisa del i4o9 pubbli-
L'ebraismo non solo è la maniera cati dall'Arduino
Vili, pag. 92,
t.

propria di parlare della lingua e- che nella coronazione di Alessandro


braica, ma
anche come modo figu- V si cantarono l'epistola, e il vange-
rativo. Per esempio si dice mon- non solo in latino, ed in greco,
lo,
tagne di Dio, per alte monta- ma anche in ebraico. Ed il Can-
gne, ec. nella Settimana Santa, p.
cellieri,

La lingua ebraica è la più an- i^Qi parlando del discorso, il qua-


tica che si riconosca, e nella qua- le si fa nella cappella pontifìcia nel
le sono stati scritti la maggior par- venerdì santo, dice, che nel i4^r,
te de'iibri del vecchio testamento. lo fece Guglielmo Siculo, con testi
Gli antichi, e i moderni critici so- arabi, greci ed ebraici, e con tanta
no divisi nella questione, se la lin- erudizione , che sebbene durasse
gua ebraica tragga il suo nome da due ore, niuno s'annojò.
Heber, e se alla confusione delle
lingue, restasse nella sola famiglia Altre notizie sugli ebrei parllcolar'
di Heber, e dei suoi discendenti. mente di Ronia^ e dello stato
Ciò non pare, dappoiché è indu- Pontificio.
bitabile, che la lingua ebraica è
stata comune a tutti gli uomini, Gli ebrei furono condotti in Ro-
cioè a quei popoli che non aveva- ma la prima volta da Pompeo,
no alcun legame colla famiglia di dopo aver debellata la Giudea, e
Heber, com'erano i fenici, o cana- sotto Augusto ve n' erano più di
nei, i siri, i filistei, i quali sino ottomila, ed a loro fu conceduto
dal tempo di Abramo parlavano di poter vivere in ogni parte del-
l'ebraico, o almeno una lingua po- l'impero, osservando lapropria
co differente. Quindi non può dir- legge, ed i riti, ciò che pure con-
si, che questa lingua sia rimasta cesse ad essi l'imperatore Tiberio.
nella sola famiglia di Heber. Sem- , Nell'anno 4^ dell'era cristiana, s.

bra pure, che il nome di lingua e- Pietro di nazione ebreo, di Bet-


braica derivi dagli ebrei discen- saida di Galilea, principe degli a-
denti d' Àbramo, e da questi ad postoli, e primo vicario di Gesù
essi comunicata. Su questa lingua Cristo, sì recò in Roma a stabilirvi
abbiamo parecchi trattati, disserta- la sede pontifìcia , ed appena fu
zioni, commenti, grammatiche, e giunto colà, venne albergato in Tras-
dizionarii, che discorrono dell'origi- tevere appresso la chiesa di s. Ce-
ne, dell'antichità, del genio, del ca- cilia,luogo allora destinato, come
rattere, della composizione, e del poi meglio diremo parlando del
meccanismo della medesima. Ab- presente claustro o ghetto, sino dal
biamo nella di propa-
tipografìa tempo di Augusto primo impera-
gandacele /' AlphabcUt/n hcbraicutn toreromano, agli ebrei di sua me-
EBR EBR i3
desima nazione. Ma passati sette « cevevano in prezzo, acciocché
anni dacché il primo Pontefice ro- « non paresse che ricevessero cosa
mano s. Pietro dimorava in Roma, >» alcuna di mano del Pontefice ".
predicandovi la dottrina evangelica, Pietro Leone romano, ebreo ric-
per editto dell'imperatore Claudio, chissimo, si fece cristiano, e tra i

fu esiliato da Roma cogli altri e- suoi figli ebbe Pier Leone, il qua-
brei. Dipoi vi fece ritorno , evi le si fece monaco di Cluny, e fu

soffri glorioso martirio. Si sa, che poi Cardinale, ed antipapa col no-
in Roma in tempo di Domiziano me di Anacleto li. Così la maggior
vi era il fisco giudaico, come nar- parte degli scrittori. Ma l' accura-
ra Svetonio; e che sotto Alessan- tissimo Lodovico Agnello Anastasio,
dro Severo nuovamente fu asse- r\e\V Istoria degli antipapiy t. II, p.
gnata agli ebrei per abitazione, la 26 , ci dice, Leone IX bat-
che s.

regione Trastiberina. tezzò un giudeo, e gì' impose il pro-


L' undecimo Papa, eletto Tanno prio nome di Leone. Ebbe esso un
i58, fu s. Pio 1, il quale ordinò, figlio chiamato Pietro di Leone,
che gli eretici venuti dall' eresia dei da cui USCI appunto Pier Leone,
giudei alla religione cattolica, fos- di cui parliamo. 11 Cardella, nelle
sero ricevuti, e battezzati. Per que- Memorie ist. de' Cardinali, tom. I,

sta eresia de' giudei Pietro Boerio, par. I, p. 2 35, racconta che Pier
in Glossis mss. , intende gli stessi Leone trasse origine da una delle
giudei. L'annalista Baronio poi, al- più potenti, e ricche famiglie ebree
l'anno 167, citato dal Fontanini di Roma, e che fu uomo dottissi-
nella sua hist. Ut ter. Aquilej. lib, mo, e di gran valore. Allevato dai
2, cap. 4» intende la setta di Ce- suoi all'ambizione, Pier Leone fu
rinto, che molto affettava i riti giu- spedito dai genitori in Francia ad
daici. L'imperatore Costantino, nel- apprendervile scienze, dove per lo

l'anno 336, proibì agli ebrei di te- imprudente ed empio suo conte-
nere i cristiani per ischiavi. Il Pon- gno, corse pubblica voce che do-
tefice s. Gregorio I proibì di co- vesse essere l' anticristo, e la rovi-
stringere gli ebrei a ricevere la fe- na del mondo. Così screditato per
de cattolica. Nella vita di s. Gre- iscostumatezza, entrò nel monistero
gorio I , scritta da Giovanni dia- di Cluny affine di cuoprire V infa-
cono, 1. 4) e. 5o si legge « Sicco- mia della vita passata, per lo che
« me si ha per tradizione de' mag- acquistossi riputazione essendo quel-
« giori, e noi abbiamo sino dalla lo il monistero piii illustre della
*» nostra fanciullezza veduto co'no- Francia. Di Pasquale li lo creò
fatti
M stri propri occhi, l'uso antico è Cardinale diacono de' ss. Cosma, e
« che uomini di quella super-
gli Damiano, e Calisto II lo trasferì
« stizione ( ebraica ) quantunque ,
al titolo di s. Maria in Trasteve-
*» bellissime merci recassero mai , re; quindi con prepotenze, maneg-
M col Papa non parlavano, ne mai gi, e corruzioni nel 1 1 3o, si fece
» egli li riguardava ; ma sedendo eleggere antipapa contro il legitti-
» essi fuori della portiera del lun- mo Innocenzo li, prendendo il no-
» ghissimo portico, non negli scan- me di Anacleto li, e facendosi
» ni, ma nel pavimento di mar- consagrare in s. Pietro. Visse bru-
« mo, contavano i denari, che ri- talmente, e perseverò sette anni
.

i4 EBR EBR
nello scisma. Morì nel i i38, e versione degli ebrei l' iusegnamento
colla sua morte terminò di trava- delle lingue ebraica, e caldaica, af-
gliare la Chiesa di Dio. 11 citato fine di convincere medesimi nel- i

Agnello dice, che i fratelli del falso Giovanni XXII,


le cattoliche verità.
Papa nascosero in Roma il cadave- residente in Avignone, nel 1820,
re di lui, e fecero eleggere in suc- prese le difese degli ebrei allora
cessore l'antipapa Vittore IV, che molto perseguitati, e pregò con sue
poi costrinsero ad umiliarsi ad In- lettere i principi a proteggerli. E
nocenzo II, poiché temevano le sue siccome molti ebrei si fecero bat-
censure, e di essere esposti agi' in- tezzare, il Papa rinnovò le costitu-
sulti de* romani. zioni, colle quali si provvede, che
Nel suo Itinerario
famoso viag- il i giudei venuti alla nostra fede,
giatore Rabbi Beniamino narra co- ritengano i beni, che prima ave-
in' eglitrovò nel pontificato di A- vano. Però fece bruciare il Talmud,

lessandro III da circa duecento come libro condannabile. Nell'eru-


giudei, viri honoratij nemini tribù- dita opera del Marini, Archiatri
tiim pendentesy inter quos suos ha- Pontificii, si parla di molti cele-
bei minislros Papa Alexander. . . bri, e dotti ebrei al servigio della
Ibidem inveniuntur viri sapientissi- corte dei Papi come medici, e chi-
mi^ quorum primarius magnus R. rurghi; e gli storici dicono gran
Daniel^ et /?. Dehiel Papae mini- cose della medicina adoperata da-
steri juvenis formosus, prudensj ac gli ebrei in prò de' cristiani nel se-
sapiens j qui in aula Papae conver- colo X, e ne' precedenti, come nei
satur, utpote aulae omnium ipsius seguenti, contenuti però sempre da
facultatum adni'mistrator : vuol di- ottime leggi, e stabihmenti, mal-
re, che costui era maestro di casa grado scomuniche, e le costitu-
le
di Alessandro III, e dev' essere sta- zioni contrarie a ciò pubblicale da
ta persona assai da bene se venne diversi concili, e sino dall' antipapa
richiesto a tale impiego da quel Benedetto XIII, le quali vennero
gran Pontefice. in appresso confermate da Calisto
Innocenzo III, nel concilio gene- III, che, nel i456, rivocò i privi-
rale del 12 15, ordinò agli ebrei legi concessi dai Pontefici predeces-
per contraddistinguerli dai cristia- sori, massime da Martino V.
ni, di portare nuovamente un qual- Molti furono i medici, che dalla
che contrassegno, ciocche venne or- sinagoga passarono alla corte dei
dinato successivamente, anche da al- Papi, appresso de' quali alcuna vol-
tri concilii. ta ottennero posto anche le donne
Onorio III, nel 12 17, con let- ebree, alle quali si diede a custo-
tere apostoliche lib. 2, epist. 'jiQ, dire , e lavare la biancheria del
ordinò che niuno forzasse gli ebrei palazzo ed una di esse lavorò per
;

a ricevere il battesimo, ne si faces- r antipapa Benedetto XIII, rocchet-


se ad essi oltraggio veruno. Quindi ti, camici, ed altri abiti pontificii.
Innocenzo IV nel 1249 comandò Bonifacio IX ebbe alla sua corte,
che gli ebrei non potessero avere e protesse medici, e chirurghi e-
ne balie, ne servi cristiani. Clemen- brei. Innocenzo VII disse con ve-
te V, nel concilio generale di Vien- rità, che licet judaeij in sua ma-
na, decretò uel 1 3 1 1 per la cod- gis velini ohstinantia perdurare . .
EBR EBR i5
tamen defensionem nostrani et aii- testimoni coi cristiani, come nep-
xiliuni postulante et christianae pie- pure permise che tenessero nutri-
tatis mansuetudineni interpellante ci, e servi cristiani , che ricevessero
Kel i4o6, ricevette sotto Ja prole- usure, ed impose ai giudici di pu-
zione apostolica alcuni giudei del nire con gravi pene gli ebrei, se
rione di s. Angelo, ed ebbe per bestemmiassero contro Cristo, la b.
buoni i diplomi di cittadinanza ro- Vergine, i santi ec. Il citato p. Me-
mana, e di altre grazie in diversi nochio,a p. 497» ci dà il cap. XCIII:
tempi accordate dai senatori, e con- Se agli ebrei anticamente fosse leci-
servatori di Roma. to di dare ad usura a quelli^ che

Vuoisi, che Martino V sia stato non erano della loro nazione.
il Pontefice, il quale più di ogni Nel i45i, il Papa Nicolò V
altro proteggesse gli ebrei, e li fa- confermò con bolla la legge del
vorisse in diversi modi. Imperocché re Enrico III di Castiglia, rinno-
non solo, ad istanza del re de' ro- vata dal re Giovanni II, colla qua-
mani Sigismondo, confermò loro i le, affine di propagare la religione
privilegii che avevano, cioè a' 12 cristiana, si pubblicava, che chiun-
febbraio i4>8, agli ebrei di Ger- que venisse da ogni setta al grem-
mania, e di Savoja, ed a* 20 feb- bo della Chiesa, godesse tutti gli
braio i/^ii, a tutti, permettendo onori, privilegi, ed uffizi, che go-
a quelli di Spagna, ed a' loro suc- devano gli altri cristiani. Con un'al-
cessori, qiwd ntederi possìnt chri- tra bolla confermò altresì quella
stianìs impune, e tolse di mezzo le di Eugenio IV, il quale, come si
pene, che contra hujusmodi Judaeos disse, per raffienare gli abusi, e la
medendi arte utenteSj aveva pre- licenza de' giudei aveva annullato i

scritte l'antipapa Benedetto XIII, privilegi concessi ampiamente loro


nel tempo che riparavasi in quel da Martino V. Nel i45'9j quando
regno j ma il successore Eugenio Pio II determinò nel congresso di
IV, considerando quanto pericolosa Mantova d'imporre le decime per
fosse l'intima familiarità dei cri- tre anni, affine di far fronte alla
stiani cogli ebrei, nel i442> con potenza ottomana, volle che gli

bolla apostolica, proibì ai cristiani ebrei pagassero la vigesima. Fu


il mangiare, e il coabitare con essi, familiare di Pio II certo Fran-
ed il prendere da essi medicine. In cesco Ispano, ebreo convertito, che
oltre proibì, che agli ebrei si con- divenne poi decano della chiesa di
ferissero uffizii pubblici, vietò ad Toledo, e da Sisto IV fu fatto da-
essi di fabbricare nuove sinagoghe, tario, e spedito a Genova per se-
e vagare nelle città e luoghi dove dare alcuni tumulti. Forse avrebbe
risiedono nella settimana santa, nel- meritato la dignità cardinalizia, se
la quale la santa Chiesa celebra la la morte non l'avesse colpito nella
memoria della passione di Gesìi età di cinquantacinque anni. Aven-
Cristo, come avevano ordinato pa- do Martino V accordato agli ebrei
recchi concilii, riportati dal p. M<- di Roma, che per annua somma
l'

nochio nel t. Ili, p. 4? 7 delle dalla loro università pagata al ma-


Stuore. Eugenio IV rinnovò il di- gistrato del popolo romano, cioè
vieto emanato da Giustiniano 1, scudi 53 1 e bajocchi Sy, per le
che gli ebrei non possono fare da feste che in tempo di carnevale si
ìG EBR EBR
facevano in piazza Navona, ed a grega israelitica pagasse alla came-
Testaccio, dovessero contribuirvi an- ra capitolina annui scudi trecento;
cora tutti gli ebrei dello stato pon- e che in vece di precedere i fatto-
tificio; Paolo li approvò e confer- ri la cavalcata del magistrato ro-
mò tale disposizione. Riuscendo poi mano nel carnevale, nel primo gior-
a Paolo II di pacificare i vari sta- no del carnovale medesimo, nella
ti italiani, mostrarne pubbli-
volle camera del trono di esso magistra-
ca gioja, ed ordinò feste di ogni to gli facessero un omaggio, cioè a
specie, fra cui permise il piacevole seconda di quelli, che allora si pre-
giuoco delle corse coi pallii. Tutti stavano dai vassalli pel sistema del
correvano in giorni separati, ebrei, feudalismo in pieno vigore. Questo
e cristiani di ogni età. omaggio dovevano prestarlo innan-
Del tributo ed omaggio, che gli zi al trono de' conservatori come
ebrei fanno pel carnevale al popolo prescrive il chirografo, appunto in
romano, e della loro premura per quel modo, con cui il magistrato
godere la protezione di questo, come romano riceveva gli omaggi dai
delle corse che prima facevano, si vassalli, e feudatari de' propri feu-
tratta al voi. X, p. 90, e 91 del Di- di. Laonde tuttora gli ebrei paga-
zionario. Nel lib. Ili degli Statuti di no alla camera capitolina pel car-
Roma, si che
]) rescrive agli ebrei, nevale scudi 831,07, ed apparano
ogni anno paghino alla camera ca- i palchi, ed addobbano le camere
pitolina ii3o fiorini. 11 Cancellieri nel carnevale pel senato, e popolo
ne' suoi Possessi^ a p. 226, fa men- romano, ed altri impiegati, e ad
zione della parte, che gli ebrei a- uso delle corse.
vevano nei giuochi di Agone, e di Clemente X, nell'anno santo 1675,
Testaccio sino a Clemente IX, che non celebrandosi il carnevale, or-
gli esentò dall' obbligo di correre dinò agli ebrei, che in vece del
al pallio del carnovale, e di pre- consueto tributo pagassero all' ar-
cedere le cavalcate del magistrato ciconfraternita della ss. Trinità dei
romano per la strada del Corso. pellegrini, la somma di mille tre-
Certamente ripugnò al benefico a- cento scudi, oltre a trecento venti-
nimo di Clemente IX il corre- cinque scudi valore dei pallii^ che
re degli ebrei , e l' umiliazione di pure a loro incombeva di sommi-
precedersi la cavalcata dai fatto- nistrare, per premio ai cavalli vin-
ri dell'università vestiti di giubbo- citori delle corse, che neppure eb-
ne, o rubbone, per cui con chi- bero luogo.
rografo de' 28 gennaio 1668, abolì Dal citato Marini si apprende,
tali costumanze, dicendo essere di che Paolo IH ebbe a medici dotti
poca convenienza e decoro, massi- ebrei, e che sotto il suo pontifica-
me nella capitale del cattolicisrao, to furono in Roma protetti, e fa-
ove tutto deve spirare carità cri- voriti i perchè grandi
giudei, il

stiana, moderazione, e dove tutto querele ne scrisse al Cardinal Ales-


dee far conoscere i riguardi dovu- sandro Farnese, nipote del Papa,
ti ai nostri simili. Lo stesso Cle- il rigido Cardinal Sadoleto dalla
mente IX prescrisse, che in luogo sua chiesa di Carpentrasso, episto-
delle corse, che avrebbono fatto i lar. par. Ili, pag. 11 3, ediz. del
cavalli, pei palli di questi, la con- 1764 Giulio III, nel i554, con
EBR EBR 17
decieto, che si riporta dal Cheru- nezia che si può vedere negli
, il

bini, Bull. lìom. tom. I, coiist. 32, Annali Urbani di Venezia^ del eh.
determinò, che gli ebrei, ed altri cav. Mutinelli, a pag. Sog. Ad e-
infedeli convertiti alla fede cattoli- sempio d'Innocenzo III, comandò
ca, conservasseio illesi i loro beni Paolo IV, che gli uomini portassero
mobili, ed immobili , eccetto però un cappello,e le donne un velo
quelli che fossero stati acquistati per del medesimo colore, per essere in
usura, o per altro commercio ille- questa maniera contraddistinti dai
cito, i quali dovrebbero restituirsi cristiani. Ordinò inoltre, che non
ai loro legittimi padroni, se com- potessero gli ebrei tener balie, ser-
parissero; laddove non trovandosi ve, e servi cristiani, ne lavorare
questi, concedeva detti beni, come in pubblico ne' giorni festivi, ne
in uso pio, a' medesimi convertiti, giuocare insieme coi cristiani ; la
in grazia del ricevuto battesimo , quale cosa più ampiamente aveva
locchè avea già determinato il Pon- comandata nel 144^ Eugenio IV,
tefice Giovanni XXII coW Extra- come riportasi dall'annalista Rinaldi
vag. Coni, de Judaeìs cap. i i. 11 al detto anno. Paolo IV proibì pa-
successore Marcello li applicò ai rimenti, che i medici ebrei curar
Cardinali più poveri la gabella del- potessero i cristiani, ancorché chia-
la vigesima sugli ebrei. Indi dive- mati e pregati. Raffrenò le loro
nulo Pontefice Paolo IV, siccome usure, vietò loro il possedere beni
zelatore della purità della fede, os- immobili, accrebbe i tributi, ch'e-
servando, che il libero commercio rano soliti pagare, non volle che
degli ebrei coi cristiani era uno fossero appellati col titolo di Don,
scoglio assai pericoloso al manteni- e rivocò i privilegi concessi loro
2^
IK mento di essa fede, a' i4 luglio daisommi Pontefici, perchè estre-
i555, emanò la bolla, const. Ili, mamente si arricchivano, dichiaran-
Cum ninùs , tom. I,
Bull. Roni. do per ultimo, che la Chiesa tolle-
confermata di poi da s. Pio V, rava gli ebrei memoria della
in
colla costituzione V, da Gregorio passione, e morte di Gesù Cristo,
XllI colla costituzione LXVllI, e acciocché per tale indulgenza si

da Clemente Vili colla costituzio- convertissero alla cattolica religione.


ne XIX, le quali tutte sono ripor- Cola Coleine, nel suo Diario,
tate nel Bollano del Cherubini, e e indica il giorno preciso, cioè ai
in quello di Cocquelines. 26 luglio i556, in cui Paolo IV
Paolo IV, con detta bolla, pre- restrinse tutti gli ebrei in una stra-
se sagge ed opportune provviden- da. Fu tale il risentimento, ch'essi
ze sugli ebrei. Primieramente or- concepirono contro il zelante Pon-
dinò che non potessero avere più tefice, che dopo la sua morte alcu-
di una sinagoga ne' paesi ove di- ni si unirono alla commozione po-
moravano. In Roma li separò nel- polare della plebaglia, a malme-
le abitazioni dai cristiani, costrin- narne la statua; ma di poi Pio IV,
gendoli ad abitare in una stra- che gli successe, sembra che favo-
da contigua, ma divisa dalla cit- risse gli ebrei, mitigando le prece-
tà, chiamata ghetto, del quale poi denti leggi.
parleremo, come avea fatto nella LéC cure di s. Pio V si estesero
sua capitale la repubblica di Ve- anco agli ebrei, giacché con la bol-
VOl.. XXI.
j8 EBR EBR
la IO, Jìomaiius Pontifcx, de' 19 lìata andio la chiesa di s. Stefano
aprile i566, presso il Bull. Roni. Aq Neofilia ili proposito de' quali
tom. IV, par. Il, pag. 286, del ordinò Ugone Guidardi nel suo
Cocquelines , confermò quella di concilio provinciale del 1874, che
Paolo IV, inculcando loro di do- non si sforzassero gli ebrei a rice-
ver osservare il prescritto tenore vere il battesimo. Pio II, con bol-
di vita, starsi chiusi la notte nel la del i4t*9) obbligò gli ebrei di-
recinto di case loro assegnate pres- moranti a Benevento ad deferen-
so l'antico Marcello , e
teatro di dum certuni signuni, perchè si di-
non poter per Roma che
girare stinguessero dai cristiani. Paolo Ili,
nel solo giorno. Quindi, coll'autori- nel j547, e Giulio 111 nel i55o
là della bolla Hehraeorum gens, con loro brevi, i quali si conserva-
data a' 29 marzo 1569, s. Pio V no nell'archivio segreto della città,
bandì gli ebrei da tutti i luoghi ordinarono che gli ebrei avessero
dello stato ecclesiastico ove si erano macello proprio, e che non potes-
stabiliti, fuorché da Roma , e da sero vendere grano ai cristiani. Da
Ancona per urgentissime cagioni, questo tempo in poi non si trova-
le quali sono riportate nella bolla, no più memorie Beneven-
di essi in
e presso il MafFei nella vita di s. to. Laonde si congettura, che ne
Pio V, lib. II, cap. IV, essendo la sieno stali espulsi all'epoca di s. Pio
principale quella di crederli neces- \, rigido esecutore delle disposi-
sari a mantenere il commercio col zioni di Paolo IV.
levante.Qui noteremo, che gli ebrei Divenuto Pontefice il gran Si-
furono dai Papi tollerati anche in sto V, prendendo umana considera-
Avignone, come si vedrà, e in Be- zione della nazione israelitica, mas-
nevento, come si ha dal Borgia, sime degli ebrei dimoranti nei
Memorie istor. di Benevento, tom. pontificii dominii, in loro favore
II, pag. 178 e seg. Egli dice per- emanò la costituzione Christiana
ciò, che per lo passato gli ebrei pietas infeliceni IJehracorwn slatuni
dimoravano in Benevento in gian voniniiscrans etc. data a' 11 otto-
copia, e che si può credere godes- bre i586, nella quale seguendo
sero una qualche privativa di la- gli esempi Pio IV, e di altri
di
vorar colori, o sieno tinte ad uso Pontefici, si mostrarono be-
i quali
di tintori, giacche Cencio camera- nefici ed indulgenti cogli ebrei, con-
rio noverò del Pa-
tra le rendite fermò loro i privilegi conseguiti, e
pa, anche dazio della tinta dei
il dispose, che ogni ebreo di qualun-
giudei. Nel Necrologio di s. Spiri- que sesso, grado, condizione, e sta-
to, formato nel 1 98 sono nota- , to, potesse liberamente abitai-e nel-
1

te le parrocchie s. Nazarii a Ju- lo slato ecclesiastico, cioè nei luo-


deca^ s. Stephani de Judeca^ s. Ja- ghi murati, come città, castelli, e
nuavii de Judeca, così denominate terre del medesimo, eccettuate le
perchè contigue alla Giudeca^ che ville, e i borghi : che gli ebrei po-
così allora dicevasi, come in Vene- tessero esercitare ogni arte, ogni
zia, il luogo destinato per abitazione traffico e mercanzia, eccettuato la
agli ebrei , conosciuto poi sotto il negoziazione di animali, vino, fru-
nome di ghetto. Inoltre nelle vec- mento, e grano, il quale però non
chie carte di Benevento, è noini- potessero seminare. A tale elFcllo

J
EBR EBR 19
|)ernaise agli ebrei di conversare distinti , conforme all' istroraento
roi cristiani, potendosi valere della rogato colla camera apostolica ai
loro industria, e mano di opera, Il aprile i58i, sotto il predeces-
particolarmente servirsi de' macella- sore Gregorio XIII. Vietò di gra-
ri cristiani. Però confermò il divie- vare gli ebrei nei loro viaggi con par-
to agli ebrei di avere servitori cri- o pedaggi, e vol-
ticolari gabelle, dazi,
stiani d'ambo i sessi. Dispose an- le che navigando per mare non po-
cora, elle ne' luoghi citati, ove è tessero essere fatti schiavi, confer-
permesso di abitare agli ebrei, si asse- mando analoghe provvi-
perciò le

gnassero ad essi comode case, ed denze emanate da Paolo III, e da


abitaziojii,anche atte ai loro riti, Gregorio XIII. Proibì ai cristiani
permettendo le scuole, e sinagoghe; di fare violenza ad alcun ebreo,
che vivessero colle famiglie nell' e- ne di battezzarlo per forza; regolò
sercizio del traffico di mercanzie, l'intervento alle annuali prediche;
e che gli affitti fossero onesti, e e dispose, che i medici ebrei auto-
non si potessero aumentare confor- rizzati dalla Sede apostolica, potes-
me alle lettere apostoliche di Pio sero medicare, e curare liberamen-
IV. Permise agli ebrei di ritenere te i cristiani. Tali ed altre sono
presso di se libri ebraici, non con- le benefiche ed eque disposizioni
tenenti cose contro la Chiesa cat- del magnanimo Sisto V, pubblica-
tolica. Proibì di costringere gli ebrei te pegli ebrei, derogando così in
a comparire ne' giudizi civili nei massima parte alle anteriori rigo-
loro giorni festivi e solenni, come rose leggi contro di essi.

di f;u*e cosa in onta iii loro riti, e Tutlavolta non andò guari, che
leggi. Stabilì una modica tassa da Clemente Vili ripristinò il divieto
pagarsi per ogni maschio, in luo- agli ebrei dì abitare nello stato ec-
go di pubbliche imposte, senza pre- clesiastico , eccettuate le città di
giudizio di quello, che dovevano Roma, Ancona, ed Avignone, e suo
somministrare popolo al senato e stato in Francia, anch'esso allora
romano pei giuochi di Agone, e di dominio della Sede apostolica, co-
Testaccio, e pei pallii. Abilitò gli me si legge nella costituzione 52
ebrei a godere i privilegi de' luoghi del Boll. Rom. tom. V, par. I,

ove dimoravano, vale a dire quelli, pag. 246. Ciò per altro fu rivoca-
di cui potevano essere capaci di to col breve: Cum superioribus
fruire; come li abilitò a riprendere mensibiis de ordine , ec. scritto die
que' luoghi ove solevano seppellire 2 julii iSgS, e pubblicato colle
in avanti i morti, ed acquistarne slampe della tipografia camerale,
in proprietà il terreno, il cui avan- col quale non solamente lo stesso
zo potessero liberamente affittare. proibì di molestare ed infastidire
Regolò quanto concerne i banchi, gli ebrei, ma decretò: " Siccome
ed i pegni, che da loro potevano « nei mesi addietro fu proibito
ritenersi, né permise di venderli « per Nostro ordine, che tutti e
prima di mesi diciotto. Autorizzò « singoli gli ebrei dimoranti nel no-
gli ebrei a servirsi di notari , sol- M stro stato ecclesiastico, non potes-
lecitatori, procuratori , ed avvocati si sero abitare che in Ancona, og-
cristiani. Li esentò dal portare il « gi in vista dell'utilità che la lo-
segno, col quale prima si volevano » ro presenza può arrecare ai no*
,

ao EBR EBR
M Stri sudditi pel commercio che peralo con zelo mentre era Cardi-
M fanno , permettiamo che possano nale. Quindi abbiamo che Clemen-
*» dimorare in qualunque città, ter- te XI, con editto de' 2 aprile 1 708,
»» ra, e castello, non che possano rinnovò la proibizione de' suoi pre-
** intervenire a qualunque fiera, o decessori, cioè che i cristiani servisse-
w mercato, ed ivi esercitare il com- ro nelle case degli ebrei, e comandò a
» mercio di ogni genere, prescri- questi che ne' giorni festivi non po-
w Tendo ai presidi, ministri, ed tessero lavorare nelle case de' cri-
w autorità locali, di lasciar libera- o nei monisteri dei regolari,
stiani,
» mente passare i delti ebrei ne- né vendere o donare a* cristiani i
»» gli accennati luoghi '*.
Quando poi loro pani azzimi, come si legge nel
il ducato di Ferrara sotto il medesi- tom. Vili del Bull. Maga. p. 254.
mo Clemente Vili, ed il ducato di Gli ebrei di Roma furono sempre
Urbino e Pesaro sotto Urbano Vili, r oggetto delle cure di Clemente
ritornarono all'assoluto dominio del- XI a segno, che a mezzo di dotti
la santa Sede, si accrebbero i ghet- cattolici versati nella lingua ebrai-
ti nello stato ecclesiastico. Nel du- ca, e nelle sante Scritture, faceva
cato di Ferrara furono aggiunti i fare loro ogni otto giorni zelanti
ghetti di Ferrara, Lugo, e Cento. esortazioni, obbligando gli ebrei ad
In quello poi di Urbino e Pesaro intervenirvi. Egli stesso, allorché
si aggiunsero quelli di Urbino, Si- seppe che un ebreo nella casa dei
nigaglia, e Pesaro. Quindi quelli Catecumeni [Fedi) aveva ancora al-
del Ferrarese dovettero dipendere cuni dubbi , per cui non si ri-

per l'azienda economica dal Car- solveva a convertirsi, si recò in


dinal legato di Ferrara che al mo- , persona da lui ,
per determinar-
do del prelato tesoriere in Roma, lo ad effettuarla. Nel pontificato
a Ferrara, Lugo, e Cento furono d' Innocenzo XIII ricorsero gli avi-
sottomessi all'approvazione dei loro gnonesi contro gli ebrei, perché, con
conti al detto Cardinal legato, sic- grave danno de' loro mercanti, fa-
come quelli di Urbino, Sinigaglia, cevano commercio di cotoni, e di
e Pesaro ai rispettivi presidenti, o seterie , per lo che il Papa colla
legati di Urbino, e Pesaro. L'uni- costituzione Ex injunclOy data ai
versità degli ebrei d'Ancona dipen- i4 gennaio 1724, Bull. Rom. tom.
de da monsignor delegato nella fac- XI, par. II, p. 273, confermò e rin-
cenda economica, la quale dev'es- novò le costituzioni di Paolo IV
sere approdata da lui. Cosi dicasi de' i4 luglio i556; di s. Pio V
quando invece del delegato eravi de' 18 aprile i566, e di Clemente
un prelato governatore. Nei luoghi Vili de' 24 febbraio 1 592 ; nelle
suddetti governati da un Cardina- quali si vietava agli ebrei, dimo-
le, se la provincia è affidata al ranti nello stato ecclesiastico, qua-
regime di un prelato, da lui in si- lunque traffico delle cose nuove
mi modo dipendono gli ebrei nel-
1 potendo soltanto far commercio di
la loro economia. cenci, e di drappi vecchi. Ma sif-

Appena, nel 1676, divenne Pa- fatta disposizione d'Innocenzo Xlll


pa Innocenzo XI, con rigoroso e- fu poi derogata da Benedetto XIV,
dilto vietò agli ebrei le usure, a il quale, con breve apostolico dato

reprimere le quali erasi già ado- a 20 settembre 1740» stabili, pò-


,

EBR EBR it
tersi dall'universale degli ebrei eser- Inoltre Benedetto XIV, col te-

citare il commercio
robe nuove,
di nore della costituzione Postremo
come tuttora pacificamente fanno. mense, pubblicata a' 18 febbraio
V. il detto breve Exponi nobìs ec. 1747, Bull. Bened. XIV, t. II, p.
in quo autìwrizata fuit sententia 186, pienamente provvide a' bat-
lata favore iiniversitatìs hebraeonuìi tesimi degli ebrei, sii bambini co-
contra mercatores fundacales ( l'u- me adulti. Benedetto XIV divise
ni versità e collegio de' mercanti in due parti la citata costituzione,
cristiani di Roma) adversarios prò al medesimo vicegerente diretta
exìmenda in posterum universitate decidendo nella prima sul battesi-
praedicta a quacumque lite. mo de' bambini i." Che senza il
:

Benedetto XIV, fra le sollecitu- consenso de' genitori, la Chiesa non


dini del suo apostolico ministero, mai ricevette l' uso di battezzarli ;
prese provvidenze anche sui matri- i!' Che senza questo consenso si

monii degli ebrei convertiti alla fe- possono dare due casi pel battesi-
de. Sapendo egli, che molti di essi, mo, cioè il pericolo estremo di vi-
dopo aver ricevuto il battesimo, ta, e l'essere dai loro parenti pro-
tornavano in ghetto, ed alla pre- ietti, ed abbandonati; 3.° Che il

senza del rabbino davano il libello battesimo dato a' bambini ne' casi,
di ripudio alle mogli che rimane- che non è lecito di conferirlo, è
vano nell'ebraismo, mediante la co- tuttavia valido; 4'" ^^^ in quel
stituzione, apostolici mìnistèrii j da- caso i bambini battezzati non si
ta a' i6 settembre174? Bull. > debbono restituire ai genitori ebrei,
Magli, tom. XVII, p. 186, vietò ma allevarli presso i cristiani nella
questo abuso ordinando, che gli e- fede cattoHca; 5." Che per prova,
brei convertili prima interpellasse- che sieno stati veramente battez-
ro le mogli, se volevano anch' esse zali, basta il testimonio di un solo.

abbracciare la fede cattolica, e non Nella seconda parte della costitu-


volendo esse annuirvi, allora potes- zione. Benedetto XIV tratta del
sero sposarsi con cattolico rito ad battesimo degli adulti, ed in essa,
una cattolica, nel qual caso resta- come nella prima, molto si diffon-
va sciolto il matrimonio colla don- de in diverse altre questioni su
na ebrea. Nata poi controversia, se, questo argomento. Avvenne dipoi,
avendo un ebreo preso per moglie che lasciando un ebreo per la sua
una protestante, la quale aveva morte due figli, e la móglie gra-
abiurato i suoi errori, ovvero era vida , che con altri ebrei lasciava
pronta ad abiurarli, si dovesse rei- di essi tutrice, n'era superstite an-
teiare il matrimonio dopo che l'e- cora la nonna paterna , la quale
breo aveva ricevuto il battesimo. già cristiana, voleva che i nipoti
Benedetto XIV, col disposto della fossero battezzati , al qual senti-
costituzione Singnlari nobis, data mento si univano parimenti lo zio,
a' 19 febbraio 1749? ^oc. cit. , tom. e la zia paterni siccome anch' essi
XIX, p. 3, dichiarò, che avendo Consultato su questo caso
cristiani.

uno abiurato l'infedeltà, e l'altra Benedetto XIV, col breve Probe te,
l'eresia, doveasi reiterare il matrimo- dato a' i5 dicembre I75i, Bull.
nio, giacché celebrato questo prima, Maga. tom. XVII, p. 247, e di-
era nullo per la diversità del culto. retto a monsignor Guglielmi asses-
,

aa EBR EBR
sore del s. offizio, decrelò, clie la più ragioni: Perchè siamo esor-
i.

nonna potesse offrire i nipoti al bat- tati compas-


dall'umanità a sentir
tesimo dopo morte del figlio,
la sione di loro, nati fuori del grem-
iion attesa la madre, benché nu- bo della Chiesa; 2. Perchè ciò è
trice, dovendosi ad essa preferire uniforme alla carità di amare il
la nonna perchè cattolica, prossimo, che ci deve far compati-
Ricevuta sul fine del X secolo re la loro cecità; 3. Perchè abbia-
dai polacchi la religione cattolica, mo obbligo di amare persino i ne-
erasi questa conservata principal- mici Perchè non dessimo scan-
; 4-
mente per le leggi contra gli ebrei dalo col fuggirli, dovendo procura-
stabilite ; ma siccome gli ebrei se re la loro salute eterna 5. Per ;

n' erano in quel regno a poco a imitare Gesù Cristo, il quale sem-
poco sottratti, e col pretesto della pre trattò co' giudei, e con mag-
mercatura eziandio si erano resi giore amore che coi gentili, per cui
necessari alla nazione, facevansi ser- i Vecchi della sinagoga il pregaro-
vire dai cristiani , ed esercitavano no di risanare il figlio del centu-
le usure. Per togliere Benedetto rione; 6. Perchè con moderata
XIV si fatti abusi ,
già da altri coltesia piti facilmente si determi-
Pontefici proibiti, esorlò il prima- nino a conoscere la verità; 7. Per
te ed i vescovi polacchi colla co- essere degni di maggior pietà quel-
stituzione A quo^ emanata a' i4 h> che sono passati da una somma
gennaio lySi, Bull. Maga. tom. dignità ad un'estrema miseria, qua-
XXIII, p. 222, a rinnovare contro li appunto sono gli ebrei, già po-
detti ebrei le leggi della Polonia polo eletto di Dio : Non fecit tali-
conforme a* canoni de' concili, ed ter onini natìoni j 8. Perchè questa
a' decreti pontificii , non già allo nazione è un gran testimonio della
smodato zelo di certo monaco Ro- fede cristiana, e della memoria del-

dolfo, il quale nel secolo XII ec- la passione di Gesù Cristo, che nac-
cilava tutti nella Germania, e nella que da lei secondo la carne, e per-
Francia a perseguitare gli ebrei, a che da essa pure ebbero origine gli
spogliarli, ed a trucidarli, ond'eb- apostoli; e finalmente per la speran-
be ad opporsi Pietro, abbate clu- za, che si può avere della loio
niacense, esortando Lodovico VII conversione. Che se, come argomen-
re di Francia ad impedire tanta la s. A§os,l\no de praedestin. ss. cap.
crudeltà, e pregandolo a frenarli 16, gli ebrei non si possono con-
soltanto colla forza delle leggi, vertire da noi cristiani, da chi po-
Saggiamente notò Carlo Bartolom- trassi sperare la loro salute ? Non
meo Piazza, nel suo Euscvologio già dagli eretici, non dai turchi,
Romano, ossia Opere pie di Roma, non dai gentili,
part. 2, trat. X, cap. XIX, che Clemente XIV, con rescritto dei
non deve affatto recare meraviglia, 7.5 marzo 1770, rigettò interamen-
se in Roma, capo, e centro della te l' istanza degli ebrei, per riguar-
cattolica religione, e sotto gli oc- do ad una donna di loro nazione,
chi de' Pontefici, in ogni tempo sie- che dal marito neofito era stata
no stati tollerati i riti, le cerimo- offerta alla cattolica fede, e con-
nie, e i costumi degli ebrei diffe- dotta alla pia casa de' catecumeni,
reuti dalla nostra fede, e ciò per Esaminata più volte questa donna
EBR EBR 23
da monsignor Autonelli, nssessore slituiloPio VII nel i8i4 a Ro-
del s. olHzio, fu trovata rsperla ab- ma, furono imposti agli ebrei gli
bastanza negli articoli della santa antichi regolamenti. Leone XII ap-
fede, e perciò venne ammessa al provò la lassii imposta dagli ebrei
battesimo, respingendo ogni querela di Lugo, e ili altrove, dei due e
degli ebrei. Quindi Clemente XIV, mezzo per cento, ad una delle lo-
per dare su di ciò una regola co- ro famiglie, che aveva emigrato;
stante, concesse alia sagra Congre- volle però, che dette multe fossero
gazione del s. Offizio (Pedi) am- godute dai soli ebrei rimanenti,
plissima facoltà di prorogare lo senza partecipazione agli altri. In
spazio di quaranta giorni, dai sagri oltre Leone XII concesse agli ebrei
canoni stabilito, per esplorare la di possedere case in proprietà den-
volontà di quelli, che sono oUbrti tro il il che nei
recinto de' ghetti,
alla fede cattolica, se vogliano o no tempi precedenti non era loro per-
ad essa convertirsi, e di prorogarlo messo. Al presente in Italia il re
per quante volte la stessa congre- di Sardegna, ed il duca di Mo-
gazione dell' inquisizione lo giudi- dena hanno ristretto gli ebrei nei
casse opportuno.
Decretò inoltre termini antichi.
Clemente XIV, che, secondo le co-
stituzioni di Benedetto XiV, le
Istruzione cntlolìca per gli ebrei,
donne ebree offerte dal marito neo-
novero dì alcune com'ersioni, ed
fito alla fede cattolica, ricevendose-
a lire beneficenze de' Papi verso
ne r offerta, si debbano
condurre
gli ebrei convcrliu.
alla casa de' catecumeni per esplo-
rare se abbiano volontà di conver-
tirsi, e che interamente si ricusi la L' istruzione degli ebi*ei nella cat-

domanda degli ebrei, e che a tale tolica fede, e nella buona morale,
esplorazione intervengano i loro pro- fu sempre a cuore de' sommi Pon-
curatori, come esponevano di prati- tefici, i quali, mossi da paterna
carsi altrove; dappoiché diceva Cle- carità, e zelo per la loro conver-
mente XIV, non convenire, che sione, sempre inculcarono a tutti
nell' affare della santa fede si adot- i vescovi, che nelle loro diocesi ove
tino le costumanze delle nazioni fossero ebrei, venisse loro fatta la
straniere, e s' introducano in Ro- istruzione cristiana, e possibilmente
ma, la quale, ossia la santa Sede, nella stessa loro lingua ebraica, co-
a tutte è la maestra delle verità me apparisce dalla costituzione 92,
cattoliche. di Gregorio XIII presso il Bolla-
Pio VI, nel 1775, pubblicò un rio Romano, nella quale il provvi-
editto, coi quale prese molli pro- do Pontefice rammenta ai vescovi
vedimenti sugli ebrei. I regolamen- r obbligo di procurare la conversio-
ti stabiliti da Clemente Vili pegli ne degli ebrei, tracciando il meto-
ebrei dello stato papale ebbero sus- do che debbono tenere nelle pre-
sistenza sino al i79«~>, cioè all'epo- diche da farsi ad essi, quelli che
ca repubblicana. Ripresero vigore saranno destinati ad istruirli, con
nel 1800 sotto Pio VII, e tornaro- queste parole: « in quibus (idest
no a cessare all'epoca dell' ammi- » concionibus) exponantur scriptu-
nistrazione imperiale francese. Re- M rae veleris testamenti, praesertim
a4
« vero, quae eo sabbato leguntur,
« ac in eis disseratur de certo ad-
EBR
si faceva, lo
Battista Bovio,
EBR
apprendiamo da Gio.
La pietà trionfan-
m
« ventu, et incarnatione Filii Dei, te ec.
» et de necessitate christianae fi- Parlando tale autore a p. i5i
M dei^ de mùltiplicibus, et Tariis della chiesa di s. Benedetto alla Re-
M erroribus, et haeresibus eorum, nella in J remila, nel rione Regola,
M et de falsa per eorum rabbi nos come filiale della basilica di s. Lo-
M tradita sacrarum scripturarum renzo in Damaso, dice ch'era anti-
w interpretatione, quarum literam, chissima parrocchia , la quale poi
« et sensuni fabulis ec.'* Da queste venne trasferita parte in s. Paolo
parole si scorge l'intenzione di Gre- in Arenala, e parte sotto s. Sal-
gorio XIII, il quale, come padre vatore in Onda nel i566. Prima
amoroso, voleva, che mediante la però tempo, s. Filippo Neri,
di tal

predica si facesse agli ebrei l' istru- verso l'anno i5^S, istituì una so-
zione cristiana. cietà di pie persone le quali vesti-
La regolare istruzione, che al vano di un sacco rosso, significan-
presente ricevono gli ebrei in Ro- te il fuoco di carità, giacche pro-
ma, e da un religioso dell' Ordine ponevasi molte pie opere per ono-
de' predicatori, maestro in teologia, rare Dio nel ss. Sagramento, e be-
e ben versato nella lingua ebraica, neficare il prossimo. Neil' anno del
rimonta a Gregorio XII f, dappoi- giubileo i5oo, il santo impiegò i

ché prescrisse colla bolla Sancla confrati nel raccogliere i pellegrini,


Mater Ecclesia, emanata nel i584, ch'erano privi di alloggio. A tale
secondo la mente, e le analoghe effetto la dama romana Elena Or-
disposizioni de'suoi predecessori, che sini cedette una sua casa alle ter-
in tutti i luoghi, dove fosse una me di Agrippa ove si alimentavano
sinagoga, si facesse agli ebrei una per tre giorni i pellegrini d'ambo
predica ogni settimana per illumi- i sessi, lavandosi i piedi agli uni
narli nei loro errori, e nelle su- dai confratelli, ed alle altre dalle
perstizioni, e convincerli sul venuto consorelle. Dopo l'anno santo vol-
Messia, seguendo in ciò l'esempio le il fondatore del sodalizio, che
di Nicolò III, e di altri predeces- questo s'impiegasse a ricevere, nu-
sori, come riporta il Piazza citato, trire e custodire i convalescenti, che
parte seconda, pag. i52, ove dice uscivano dagli ospedali, finché aves-
che Gregorio XIII invitò i predi- sero ricuperate le forze. E siccome
canti a fare 1* esortazione con cari- non avevano chiesa, e dovevansi ra-
tà e mansuetudine affinchè gli , dunare in quella di s. Salvatore in
uditori si penetrassero dalle verità Campo, così Paolo IV nel i558
cattoliche. Concesse poi a tali pre- concesse al sodalizio la chiesa di
dicatori tutte le grazie di cui nelle s. Benedetto alla Regola, in Arenu-
università pubbliche godono i let- la, acciocché sempre più fiorisse, al
tori dei dommi. Inoltre Gregorio quale efletto il successore Pio IV
XIII ordinò, che si punissero quel- neli56o, con la bolla Illiiis qui
li di età maggiore di dodici anni, pio dominici salvatione, l'eresse in
i quali non intervenissero alla pre- arciconfrateinita. Nel pontificato di
dica. Ma il principio di sì santa s. Pio V, e nel iSyo, i confrati ac-
opera, e il ;
luogo ove anticamente quistarono una contigua casa, e vi
EBR EBR 25
eressero l'oratorio pei loro pii eser- s. Benedetto fu totalmente rifab-
cizi. Riuscito quell'oratorio grande bricata, e consagrata nel i6i4 in
e comodo, fu giudicato a proposi- onore della ss. Trinità.
to per istituirvi la predica pegli In progresso di tempo la predi-
ebrei,con l'occasione che un dot- ca ed istruzione agli ebrei fu fatta
to rabbino convertito, e battezzato nella Chiesa di s. Angelo in Pe-
per mano di Giulio ili, compassio- scheria (Vedi) , come più vicino
nando la cecità di sua nazione, cer- al recinto israelitico,
o ghetto. Ivi
cava ridurla alla verità della fede. al presente benemerito e
la fa il

Ma, perchè ninno andava ad ascol- dotto p. maestro Angelo Vincenzo


tarlo , attesoché la sinagoga in- Modena dell' Ordine de'predicatori,
felice , secondo il real profeta ,
compagno del p. maestro del sagro
noluit ìntellìgere , ut bene ageret^ palazzo apostolico , col titolo di
Gregorio XIII impose l'obbligo a predicatore degli ebrei. Questa pre-
tutti gli ebrei, che sotto determina- dica ha due deputati ecclesiasti-
te pene vi dovessero intervenire o- c\, uno col titolo di presidente, che
gnì sabbato , una terza
almeno suole essere il segretario del vica-
parte di essi con le donne e riato, l'altrodeputato all'assistenza
coi fanciulli, i quali avessero com- della predica, che si fa agli ebrei
pito dodici anni, anzi determinò che nella chiesa di s. Angelo in Pesche-
gli uomini dovessero essere cento, ria. In essa, quando ha luogo la
e le donne cinquanta. Affinchè poi predica, si leva dal ciborio il ss.

stessero attenti alla istruzione, inca- Sagramento, e vi si recano ad u-


ricò un individuo che invigilasse su dirla circa trecento ebrei di ogni
quelli, i quali non osservavano il sesso e condizione. La predica du-
silenzio, e svegliasse i dormienti, ra circa un'ora, e versa l'istruzione
bell'ingresso all'oratorio un indivi- sul vecchio testamento, ed in ispe-
duo fu stabilito a registrare quelli, cie sulle profezie, la cui lettura nei
che v' intervenivano. Chi mancava giorni che cade la predica, gli e-
multavasi. Tali multe furono attri- brei hanno fatta od udita ,
per-
buite alla pia casa dei catecumeni, chè avendo essi l'obbligo dì leg-
della quale tanto per quella degli gere r intero Pentateuco ne' cin-
ebrei, come delle ebree convertite, quantadue sabbati dell'anno, oltre
si parla dW&vùcoìo Neofiti [Fedi), la lezione di altri libri biblici, che

ove pure dicesi del monistero delle hanno relazione coll'argomento toc-
neofite domenicane della ss. Annun- cato in lettura, sono molto istrutti
ziata. Qui noteremo, che l'univer- del corrente argomento, come dice
sità romana degli ebrei paga an- il Piazza nel suo Eusevologio stam-
nui scudi iioo alla detta pia pato in Roma nel 1698, alla qua-
casa de' catecumeni; ed al moni- le epoca già faceva tal predica un

stero delle convertite a sostentamen- religioso domenicano, e si continua-

to di chi ivi si rifugia, annui scu- va a fare nell' oratorio della ss.
di trecento; tributo imposto da Trinità. Ed è perciò, che il predi-
Clemente Vili, e da Urbano Vili. catore, suscitando nella mente degli
[Nei primi anni predicò nell'oratorio uditori le fresche idee delle lezioni
il nominato rabbino, ed un altro scritturali, ne dichiara il vero sen-
individuo; ma la contigua chiesa di so, combatte le false inteipretazio-
26 EBR EBR
ni talmudistiche, fa liconoscere l'a- pa. Innumerabili poi sono quel-
dempimento delle profezie tJitle av- li convertili in vari tempi dai san-
verale , e spiega la verità della ti, ed il solo s. Vincenzo Ferreri
cessazione della sinagoga e del ve- dell'Ordine de* predicatori , morto
nuto Messia^ ed i caratteri di esso nel i4i8» converti alla fede venti-
verificatisi Gesù Cristo Signore
in cinquemila ebrei, oltre un prodi-
nostro. Tale predica ora ha luogo gioso numero di peccatori, che in-
cinque volte all'anno. Sisto V, col dusse a vivere secondo i precelli
breve succitato de^2 2 ottobre i586, evangelici. Appena, nel i566, di-
ecco quanto su ciò dispose: « Gli venne Papa s. Pio V, a- siccome
3» uomini ebrei sieno tenuti ad an- veva procurato, mentre era Cardi-
» dare ad udire le prediche, o ser- nale, la conversione dell'ebreo E-
w mone dc'cristiani, tre volte l'anno lia, il più ragguardevole di quelU
ti quando saranno invitati, o chia- romani, ed egli rispondeva allo-
w niati dai predicatori, e tre volte ra per giuoco, che l'avrebbe eflet-
» l'anno in qualche solennità, quando tuata quando fosse esaltato al pon-
w paresse, e fossero invitati dagli tificalo , invitò Elia a mantener-
s» Ordinari. Nel resto del tempo gli la parola, il quale illu:»)inato dal-
» niuno sia astretto, ma possa an- la grazia vi aderì con tutta la fa-
* darvi a suo beneplacito anco non miglia, e fu dal Papa solennemen-
» invitalo ". La predica coattiva te battezzato nella basilica vaticana
agli ebrei fu aggiunta da Clemente a'20 giugno, imponendogli l'antico
Vili, e richiamata quindi in vigo- suo nome di Michele, e adottando-
re negli ultimi tempi da Leone lo nella sua famiglia Ghislieri. Ad
XIL esempio di Elia si convertirono più
A voler far menzione di alcune di trecento ebrei del claustro di
delle principali conversioni degli e- Roma. Clemente XIII battezzò e
brei al cristianesimo, noteremo le cresimò un ebreo padovano, lo po-
seguenti, oltre quelle che si posso- se nel seminario di s. Pietro a sue
no leggere negli Annali ecclesiastici spese, e poi gli conferì la prima
del Baronio e del Rinaldi, che tra tonsura. Del battesimo, e della cre-
le altre riporta quella della con- sima , che i Pontefici conferiro-
versione de'giudei dell' isola di Mi- no agli ebrei, a quegli si tratta
norica, avvenuta nell'anno 4 1 8. L'an- articoli. Celeberrima poi e pio-
tipapa Benedetto XIII aveva per digiosa avvenne da ultimo la con-
medico un ebreo fallo cristiano, chia- versione operata dalla beata Ver-
malo Girolamo di s. Fede, il qua- gine nella chiesa di sani' Andrea I
le nel 1^11 compilò un dottissimo delle Fratte di Roma, e che riempì
libro, che si trova nella Bìblioth. di gioia i cattolici, nella persona di
PP. tom. IV, i4i2, in cui di-
p. Alfonso Carlo Tobia Ratisbonné e-
mostrava non solamente cogli oracoli breodi Strasburgo, al presente edifi-
divini, ma ancora cogli scritti dei cante religioso della compagnia di Ge-
rabbini, che Cristo era il vero sù. Ed è perciò che abbiamo la Con-
Messia, per lo che più di cinque versione miracolosa alla fede cattali'
mila ebrei d'Aragona si convertiro- ca di Alfonso Maria Ratisbonné, trat-
no alla lède cattolica, e il libro fu ta dai processi autentici formati in
anche letto avanti il detto autipa- Roma nel 1842, ivi stampata in
EBR EBR 27
detto anno, e dove pure si pubbli- lati gli ebrei alla conversione, per-
carono le JSotìzìe istorìche intorno mettendo loro la ritenzione de'be-
tarcìconfraternita del ss. Cuore di ni,che prima possedevano, al mo-
Maria. Al capo V di quest'ultimo do sopraddetto. Decretarono som- i

opuscolo vi è la narrazione della mi Pontefici, che gli ebrei, dopo il


medesima prodigiosa conversione. Si ricevimento del battesimo, divenga-
legge poi nel numero 36 del Dia- no subito cittadini di que'luoghi,
rio di Roma del i843, che nella ove sono rigenerati a Cristo colle
mattina de' 1 1 marzo anno corren- acque battesimali , e che godano
te, il Cardinal Patrizj vicario di tutti i privilegi, i quali sono pro-
Roma, nella chiesa de' ss. Andrea piii degli altri cittadini, in ragione
e Gregorio de' camaldolesi al Ce- della loro origine, e nascimento,
lio, con solenne pompa, battezzò il Tanto si dichiara nella bolla 82,
dottore Moisè Rocca israelita di Paolo 111, confermata
Ciipientesj di
Trieste, medico e chirurgo di chia- ed ampliata da Clemente XI colla
ro nome, la di lui moglie Regina bolla Propaganda già citala. La
insieme alla loro figliuolina; quiu- sagra rota romana, decis. 200, p.
di i coniugi dal medesimo Cardi- recentior. n. spiegando, la bolla
3,
naie ricevettero il sagramento della CupienteSy estende il memorato pri-
confermazione, e la ss. Eucaristia, vilegio di cittadinanza, dicendo che
Questi convertiti ebrei , che reca- gli ebrei battezzati conseguiscono il

ronsi da Trieste apposita-


perciò grado di dopo il
nobiltà, purché
mente a Pioma , a colmo di reli- battesimo non esercitino impiego
giosa letizia, furono ammessi dal vile, od arte meccanica. Tanto re-

regnante Pontefice al bacio de* pie- gistra il Tonelli nel Manudiiclio in-
da lui regalati benignamente. Jidelìuni ad Jideniy conclus. 7, num.
di, e

Desiderando sempre la santa 2, pag. 109, Sessa, de Judaeis cap.


romana Chiesa, ed avendo somma- 21, pag. 69.
mente a cuore ì romani Pontefici Se l'ebreo battezzato abbraccia
la conversione di tutti gl'infedeli, lo stato ecclesiastico, e diviene chie-
ed in modo speciale degli ebrei, pei rico secolare , è capace di otte-
quali sente una viva compassione, nere un beneficio curato, o sen-
e non lascia di pregare, ha mai za cura, ed anche un canonica-
sempre usate tutte le possibili di- to della cattedrale, come osserva il

ligenze, con prescrivere a tutto il medesimo Tonelli nella detta con-


corpo vescovile l'insegnamento dei clus. I, num 2 3, citando il Lam-
dommi di nostra fede, con argo- bertini, ilDe
Luca, ed altri auto-
menti tratti dai medesimi libri ri. Alessandro HI, scrivendo al ve*

santi, che gli stessi ebrei gelo- scovo Tornacense, lo rimproverò per-
samente custodiscono. Intorno a che aveva trascurato di conferire
ciò possono vedersi le bolle San- un canonicato colla prebenda ad uà
ctó71/fZ/er£c<:7e5Wj di Gregorio XI II, ebreo convertito alla lède, coman-
e Propaganda per universum, di dandogli che prontamente ciòeffet-
Clemente XI, e tante altre di ze- tuasse, dandogliene il possesso. Se
lanti Pontefici, riportate nel bollarlo l'ebreo convertito abbraccia lo sta-
romano. Ha inoltre la Chiesa, a to religioso entrando in qualche
mezzo de'suoi venerabili capi, allet- Ordine regolare approvato , per
. ,

28 EBR EBR
volere dei debbe essere
Pontefici , marli maggiormente nella santa
ricevuto dai superiori, e può anche fede, che per tratto di speciale gra-
ottenere negli Ordini qualunque ono- zia conseguirono dalla misericordia

re grado e dignità. S. Pio V, nel- divina entrando nel grembo della


la bolla 128 Pastoralìs officiì, co- Romana Chiesa: Hitrusaleni, Hie-
mandò al ministro generale dell'Or- rusaleni, convertere ad Dominuiii
dine francescano, quanto si è detto Deum tuiim.
pe'neofiti, che vogliono abbracciare
lo stato regolare. Gregorio XIII, Cerimonie fatte anticamente dagli
colla bolla, Munerìs nostri, cassò ebrei nel presentarsi ai Papi nel
ed annullò alcune leggi fatte dal loro solenne possesso^ e nelL'of
capitolo de' religiosi minimi detti frire loro la divina Scrittura o
Paololti, contro gl'infedeli conver- legge, perche la confermassero
titi alla fede. Flavio Cherubini ,
ed adorassero.
nelle annotazioni che fa al Bolla-
rio Romano, sopra la citala bolla La vocazione de' fedeli al regno
di s. Pio V, domanda: « Cur di- di Cristo, non meno della cieca
M scedens ex judaeis, ad religionem gentilità, che della ribelle sinagoga
M admittitur? E risponde. « Quia degli ebrei, inRoma si vede espres-
w salus ex judaeis est. Secundo sa nel musaico della tribuna late-
» quia daretur occasio judaeis, ne ranense, da due cervi, che stanno
w ad fidem converterentur, dura in- presso la croce; e ne' musaici delle
i> telligunt conversorum fìlios ex- tribune delle chiese di s. Maria
»> pulsos a religione. Tertio quia Maggiore, de' ss. Cosma e Damiano,
» religionis status est talis, ubi ipsi di s. Marco ec, si vedono effigiate
w polius si inaliquodubitant, solida- le due città di Gerusalemme, e di
>» ri in fide, quam alios inficere pos- Betlemme. Intorno alle medesime
'» sunt " . La sagra congregazione si osservano varie pecorelle. Quelle,
del concilio, a' 121607,dicembre che stanno vicine alla prima signi-
fece il seguente decreto riferito dal ficano i fedeli convertiti dal giu-
JNicolio ne'suoi flosculi, alla parola daismo. Forse a queste due città
Confraternitas « Nec confirmatur
: alludono quelle, che si osservano
» statutum , quod nullo unquam nell'arco della tribuna nella chiesa
>* pacto recipiantur in confraterni- di s. Sabina, nel musaico fatto sot-
»» tatem discedentes ex genere iu- to s. Celestino I, ove si vedono so-
M daeorura, vel aliorum infìdelium, pra la porta due donne col motto:
» sed tantum oriundi ex veteribus ECCLESIA EX GENTiBus da Una parte,
»» Christianis " e dall'altra : ecclesia ex circumci-
Da da quanto supe-
tutto questo, siONE. E però fino dai tempi i più
riormente dicemmo, e da quanto ri- rimoti venne ingiunto agli ebrei
portasi nei numerosi articoli di que- di presentarsi ai romani Pontefici
sto Dizionario risguardanti gli ebrei, nelle loro più solenni cavalcate, e
si conosce evidentemente quanto la massime in quella del possesso, nel
Chiesa cattolica, ed i Pontefici suoi quale prendono quello della loro
capi desiderino la conversione degli sede, col testo della divina Scrittu-
ebrei, e quanti lavori e grazie com- ra, di cui secondo s. Girolamo so-
partiscano ai convertiti, per confer- no gli ebrei come gli archivisti, es-
EBR EBR 29
sendo chmlianorum hihliopolae et Benedetto nel i i43, ci prescrive,
ììhrarìij come li appella s. Agosti- che gli ebrei nella seconda festa di
no. A questi si unì anche s. Ber- Pasqua facciano le laudi al Papa
nardo, per inculcarne la protezio- presso il palazzo di Cromazio, in
ne, perchè la loro esistenza forma altro codice indicato dal Mabillon,
una prova del cristianesimo. Già- che si diceva situato ante Pala-
conio Angelo di Scarperia, nel- tiiim s. Stephanì in Piscina. Lo
la pompa del possesso di Gre- stesso s'coningiunge la presenta-
gorio XII da lui descritta nel- zione della legge per la medesima
l' Epistola ec. pubblicata da Loren- circostanza nell'Ordine XII di Cen-
zo Mehus nel 1743 in Firenze, in- ciò Camerario, steso sotto Celesli-
dagando le ragioni dell'incontro, no II, che incominciò a regnare
che facevano gli ebrei al Papa, nel 1 143 (pag. 188 Mus. Italie. ),
congettura essere stato introdotto determinandone il sito, ch'era alla
questo costume dall'uso, che ave- Torre di Serpietro , nel principio
vano i medesimi ebrei, di pre- della strada di Parione, e che nel-
sentarsi ai nuovi imperatori , af- l' Ordine XIII si chiama di Slefa-

finchè per rispetto della legge mo- no di Pietro, Si aggiunge poi, che
saica, cui professavano, non gli esi- in premio di queste laudi, reci-
liassero da Roma, come varie voi- piunt a camerario in preshyterium
te era seguito, e fra le altre sotto viginti solidos provisinos, seu prò-
Tiberio, da cui, secondo Giuseppe visionis. Nel giorno però del pos-
Ebreo, p. &^, furono rilegati nella sesso, in cui dovevano gli ebrei
Sardegna in castigo delle loro usu- presentare la legge, era prescritto
re, e per la loro avversione al gen- ad essi di pagare alla camera apo-
tilesimo. Crede ancora, che sicco- stolica il tributo di una libbra di
me stoltamente gli ebrei si lusin- pepe, e due di cannella. Il rito poi
gano, che debba un giorno venire prescritto negli Ordini romani, cioè
un principe a sottrarli dalla loro che gli ebrei si presentassero al
schiavitù, e restituire il loro tem- Papa con la legge, si vide eseguilo
pio, e gli olocausti, sieno andati in- nel Processo (così allora chiama-
contro al nuovo Pontefice, per isco- to il possesso) di Eugenio 111 nel
prire se mai fosse quello da loro 1 14^} leggendosi nella sua vita,

tanto aspettato. scritta dal Cardinal di Aragona,


La prima memoria dell' interven- che non mancarono gli ebrei in
lo degli ebrei ne' possessi dei Papi, quella solennità, i quali anzi sos-
risale al i 1
19, quando Calisto li tennero sopra le loro spalle la leg-
si recò a prendere il solenne pos- gè mosaica. L'annalista Rinaldi ai-
sesso della patriarcale basilica late- l'anno 11 65, num. 12, descriven-
ranense. I loro festeggiamenti ed do la solenne pompa con cui Ales-
applausi furono uniti a quelli dei Sandro HI venne ricevuto in Ro-
greci, e de' latini, affinchè senza ben ma, dice che fu incontrato anche
rifletterci a maggior loro confusio- dagli ebrei poitanti la legge. Nel
ne, o anche di malavoglia, doves- 1227 questi andarono incontro a
sero confessare di riconoscere quel- Gregorio IX, sì nel possesso, che
Io che negavano. Nell'Ordine ro- nel ritorno da Su tri. Nel cerimo-
luauo XIj composto dal canonico niale di Gregorio X, assunto al
5

3o EBR EBR
pontificalo nel 1271, eh' è l'Ordine « plicamus S. V. ut legem Mosai-
XII Ij si determina, che venendo il « cam, ab omni potenti Deo Moysi
nuovo Papa eletto fuori di Roma, »> pastori nostro in monte Sinai
sia incontrato alle falde di Monte »>traditam, nobis confirmare, et
Mario, alla cappella di s. Maria M approbare dignemini , quemad-
Maddalena, e che ivi Jitdaci oc- w moduni alii summi Pontifices S.
ciirrant cum lege cL laudibus, Mus. M V. praedecessores illam confirma-
ttalìc. tom. II, pag. 23 1. Sotto « runt, et approbarunt, Quibus
Bonifacio Vili, nel 1294, la na- >i respondit Pontifex: Commenda-
zione ebrea presentò la legge in w mus legem ; vestram autem ob-
Piìiione, secondo l'Ordine XIV del « serva lionem, et intellectum con-
Cardinal Gaetano , tom. II Mus. w demnamus, quia, quem venturum
Jtal^ pag. 268. Nel i4o6 si pre- »> dicitis. Ecclesia docet, et praedi-
sentarono nello stesso luogo di Fa- « cat venisse Dominum nostrum
none a Gregorio XII col volume « Jesum Chrislum etc". Presso il

della legge legato in oro, e coper- detto castello gli ebrei incontraro-
to di un velo. no Giulio II, e Leone X, come nar-
Eletto, nel
14093 "el concilio di rano Burcardo, e Paride de Gras-
Pisa, Alessandro V, gli ebrei fece- si, e fu una novità quella sotto di
ro la presentazione della legge nel- Pio III, che gli ascoltò m introilu
la solenne cavalcata, ch'ebbe luogo aulae palatii, per i seguenti mo-
a' 7 luglio, figurando il possesso. tivi.

Indi, nel i447j l'offrirono a IN co- i Creato Papa, a' 22 settembre


lò V
a monte Giordano. Nel i484> i5o3, Pio III, agli 8 ottobre si
sotto Innocenzo Vili, per la prima fece solennemente coronare nella
volta, invece di presentare la leg- basilica vaticana, ideila quale volle
ge al Papa al monte Giordano, prendere il possesso, perchè avendo
come avevano usalo fino allora, una piaga in una gamba, che gli
perchè gli ebrei restassero garanti- impedia di recarsi al Laterano,
li dalle insolenze, che talvolta loro volle che gli ebrei gli presentasse-
faceva la prepotente plebe, furono ro la legge nel!' ingresso della pri-
ammessi ai merli inferiori di Castel ma sala. Indi mon a' 18 ottobre,
s. Angelo, in un angolo del mede- e gli successe Giulio II, che a'
simo. Troppo è interessante la de- dicembre con solenne cavalcala pre-
scrizione,che ne fa il Burcardo se possesso della basilica lateranen-
per ometterla: >» Cum Papa, ei se. 11 Burcardo, citalo dal Marini,
M dice, pervenisset prope castrum Archiatri Pontificii, p. 290, par-
>» s. Angeli se firma vit, et Judaei, lando di Samuele Sarfadi, rabbino
>» qui ad inferiores merulas in an- spagnuolo, e medico di Giulio II,
>»gulo dicti castri versus plateam racconta »> Judaei fecerunt longum
:

" se cum orna tu, et lege sua re- >» sermonem in angulo turris ro-
« ceperaut, obtulerunt P. P. legem » tundae arcis sancii AngeH. Rab-
*» adoraudam, et honorandam vcr- « bi Samuele hispano medico
»» bis hebraicis in liane ferme sen- » Papae prò omnibus loquente;
*» tentiam Papam acclamanles: Bea- ») Papae respondit prout in libel-
" tissime Pater; Nos viri hebraici » lo ", cioè neir Ordine romano,
»* nomine synagogae noslrae sup- nel quale si ha la formola pre-
EBR EBR 3f
sellila, e solenne per tal cosa, Or- si torna a far menzione degli ebrei
al nominato
dine attribuito Car- ne' possessi, e sembrava loro sta-
dinalGiacomo Gaetani, o Caetani. bilmente assegnato di ornare un
A ciò Papi rispondevano com-
i >» tratto di strada in quest' occasione,
« mondando legem et danmando , incominciando dall' arco eretto a
t>observantiam Judaeorum, sive in- Tito dopo la guerra giudaica, ac-
>i lellectiim, ovvero interpreles " ; ciocché nel trionfo di tale impera-
siccome dice 1' autore della vita di tore, scolpito neir arco, riconosces-
Nicolò V. Altra formola si legge seio gli ebrei avverata la profezia
nel JVovaes, Dìssert. storico-critiche, del Redentore, nella distrutta Ge-
tom. II, p. 35o, non che nel ci- rusalemme in uno
suo tempio. al
tato Eusevologio del Piazza, par. 2, Dall' arco di Tito sino al Colosseo
pag. i5o. JN'el i5i3 gli ebrei pre- (yedi)j spettava l' apparato della
sentarono nello stesso luogo a Leo- strada all' università degli ebrei, dai
ne X la legge, come attestano Pari- arazzi, per confor-
quali, oltre agli
de de Grassi, e Giacomo Penni, il marsi al loro costume, si aggiun-
quale dice che ciò eseguirono alla gevano in vari cartelloni, diversi
porta del castello, sopra un palco emblemi, con motti della sagra
di legno coperto di broccati d'oro, Scrittura, alludenti alla loro di vota
e di drappi di seta, mediante la ubbidienza al sommo Pontefice, al
presentazione delle tavole della leg- solenne possesso di lui, non che
ge, fra torcie accese di cera bian- alle personali qualità d' ognuno. Il

ca. Ma
dopo il possesso di Leone citato Cancellieri, nella mentovata
X, non ebbe più luogo la presen- sua opeia, riporta la descrizione
tazione della legge in tal funzione. degli ornati fatti dagli ebrei nel
Il medesimo Novaes, loc. cit. pag. dello tratto di strada, come di tutti
35 1, aggiunge che la legge, ofierta gli emblemi, e motti da Iimocen-
dagli ebrei al Pontefice romano, zo X dell'anno i644 sino a Pio VI
non era descritta in libri , i quali dell'anno l'j'jS inclusive. Inoltre rac-
si scorrono foglio per foglio, ma in conta, che appena l'università di Ro-
continui volumi di una sola perga- ma seppe la fausta elezione di Pio
mena all'uso antico, molti de'qua- VII seguita in Venezia nel 1800,
h si vedono nella librerìa Vati- trasmise a questa città una procu-
cana. ra speciale a Salvatore Cracovia,
L' accuratissimo Cancellieri, nella aflinchè tributasse al santo Padre i
Storia de Possessi^ ci dice, che do- suoi più umili omaggi e congratu-
po Leone X, e sino a Gregorio lazioni. E siccome Pio VII, nel
XIV eletto nel 1390, non trovò i8or, prese il possesso passando
notizie di tal presentazione, e solo per altra via, la medesima univer-
rinvenne, che nel possesso di que- sità israelitica si fece un sagro do-
sto Papa gli ebrei ornarono l'arco vere di umiliargli i motti, e gli

di Settimio Severo con motti ebrai- emblemi, che avrebbero esposti in


ci, coi quali incominciarono a sup- ebraico, ed in latino dall' arco di
plire al cerimoniale della presenta- Tito al Colosseo, se fosse passato
zione della legge andata in disuso, secondo il solito per quella par-
e mai più ripigliata. Nel possesso, te nel recarsi a prendere il suo
che prese Gregorio XV nel 1621, possesso. L* università fece presen-
,

3i EBR EBR
tare a Pio VII tali motti ed em- no, cbe si appellava il condot'
blemi, raccolti in un libro miniato, tiere. con bastoni
Indi tre altri
e riccamente legato dal suo rabbi- pili lunghi impugnati, nella som-

no Leone di Leone d' Ebron, ve- mità de' quali stava attaccato un
stito air orientale, con turbante, e pezzo d' argento lavorato in qua-

barba lunga_, e dai due fattori dro , che vestiti alla lunga figu-
Giacobbe Giuseppe di Camillo Cai- ravano i tre primi padri Abra-
vani, e Jacob Vita del quondam mo, Isacco, e Giacobbe. Poscia
Angelo Ascarelli, vestiti in abito dodici giovinetti, vestiti pure alla
nero. 11 Cancellieri ci dà l'orazio- italiana, con pomoli d'argento in
ne, le composizioni, e i motti in mano, rappresentanti le dodici
idioma latino a pag. 49^> ^ ^^S* tribù israelitiche, che aspettava-
Leone XII, Pio Vili, e il regnan- no il regno: e dietro a questi,
te Gregorio XVI, non essendo pas- altri dieci giovani con manto so-
sati per r arco di Tito, quando pra le spalle detto Talet, simbo-
presero il possesso della basilica la- leggiando dieci savi rabbini, con-
leranense, l'università degli ebrei servatori della legge mosaica
fecead ognuno decorosamente quan- messi al tempo di Cesare impe-
to in supplenza avea praticato con ratore. Seguiti erano da quindi-
Pio VII. Anzi all'articolo Belluno ci altri giovanetti con fiore in
(Pedi)j patria del Papa cbe regna, mano per gli undici fratelli di
facemmo menzione del superbo libro Giuseppe, e quattro servi, che
manoscritto in pergamena, eli' egli con presenti andavano al re Fa-
ricevette dall'università israelitica raone. Poscia otto pii^i grandi con
di Roma pel suo possesso, ricco di vasi e palme per gli otto con-
miniature, di fregi, e di fatti scrit- servatori del precetto circoncisia-
turali eseguiti mirabilmente a pen- le, che ordinava loro tal funzio-
na dal valente pittore bellunese ne, prima dello spirare degli ot-
cav. Pietro Paoletti, e dal Pontefi- to giorni dalla natività. Poi ven-
ce donato per distinzione al capi- tiquattro persone andavano con
tolo della insigne cattedrale di Bel- apparamenti di argento, bacili,
luno. e guanti in mano, significando
Finalmente non va taciuto, cbe in doppio numero le tribù, mo-
r antichissimo uso di complimen- strando cosi la loro prole fiori-
tarsi il nuovo Papa dagli ebrei, si ta in ricchezza. Fino a qui era-
praticò dai medesimi ebrei in Cor- no portati da quattro con ba-
fù, col nuovo arcivescovo, come può stoni alla pellegrina, in memoria
vedersi dalla bella descrizione inse- dei dieci figli Giacobbe, che
di
rita nel seguente racconto del pub- andavano raminghi in cerca di
blico solenne ingresso fatto a Cor- Giosefìfo loro fratello venduto ai
fu da monsignor Francesco Maria mori, o Egiziani mercadanti. A
Fenzi arcivescovo nel 1780, e pub- questi succedevano altri con ber-
blicata in Fermo nel 1787, da rettoni di pelli in capo sino a
Bartolommeo Bartolini: » Dietro quarantotto. Chiudevano tale or-
» alla vanguardia, ei dice, cammi- dinanza sei, che con lihri fode-
» nava un ebreo vestito all'italia- rati d'argento in ebraico canta-
« na, con bastone militare in ma- vano con buone voci^ i salmi di
EBR EBR 33
Davide. Dietro questi andavano moli, corone ed altri ornamenti
schierati quattro vestili a lungo di argento sotto un baldacchino
con parrucconi, quasi alla dolH- bianco, simbolo della purità del-
na j con bastoni. Succedevano la legge, il quale era sostenuto da

quindici giovanetti con lastre di quattro principali ebrei; e la

argento al petto, sulle quali era- stessa fu aperta in sei luoghi


no impresse le marche del de- consueti della città di Corfìi, con
calogo ^ in commemorazione di alte grida di lutto il popolo giu-
anni quindici di guerra sostenu- 5 daico, gettando allora solamente
ta col petto, e colle ricchezze in > sopra la medesima i fiori dei
onore di quello. Dopo marcia- » memorati bacili. Quattro erano
vano altri otto con vari flutti, e » i regolatori di quesla processio-
palme, per quattro leviti, e quat- i ne in memoria delle quattro
tro serventi, e dietro ai medesi- i schiavitù, Egitto, Babel, Romana,
mi slavano con cinque bacili di j e presente. In folla dietro la
argento. Anche quest' ordinanza Bibbia, tratti da oggetto di di-
fu chiusa da altri sei cantori. vozione, marciavano molti ebrei
Camminavano in seguito quattro dell'uno, e dell'altro sesso al
vestiti pur di bianco con i ba- numero di trecento circa, e rac-
stoni, simboleggiando i quattro cogliendo le donne dalla terra i

sommi sacerdoti Mosè, Aronne, fiori,che toccato avevano la Bib-


Davide, e Salomone. Dietro ad bia, e per divozione riserbando-
essi altri quattro con vasi di seli in seno. Presso la metropo-
fiori, rappresentanti i discendenti litana in una loggia pomposa-
di Levi, da' quali solamente po- mente fornita, fu ricevuto l' ar-
tevano essere servili nell'orato- civescovo di Corfù da sedici e-
rio. Vi susseguivano tre giovani brei, che dopo fatta umilissima
con bacili lavorati in mano, in riverenza, stando Y arcivescovo
commemorazione di Anania, Mi- in piedi con mitra, e pastorale,
sael, e Azaria, gettati nella for- Moisè Vivante ebreo, co^
certo
nace per la religione. Indi tre pertosi il capo col cappello, ed
altri con bacili d' argento per al di sopra il Talet^ ad alta vo-
Coem, Levi, e Israello, alli quali ce recitò un complimento, a cui
stava attaccato un ceto di can- monsignor arcivescovo di Corfù
tori. Marciava in ultimo con « rispose analogamente".
gravità squallido in volto, per
Recinto israelìtico^ o claustro degli
rigorosissimo digiuno, osservato
ebrei di Roma, detto volgarmen-
da tutto r ebraismo, solito a far-
te il Ghetto.
si prima di muovere la Bibbia,
il gran rabbino coperto fino a Dicesi recinto il luogo chiuso^
terra di bianco, figurante il som- septum, amhitus ; claustro per chio-
mo sacerdote, ed al suo lato due stro, claustjunij chiamasi un luogo
vecchioni rispettabili con due ba- chiuso, serraglio ; e ghetto, la raccolta
cili di fiori freschi ridotti in pu- di più case dove abitano gli ebrei,
re foglie. Indi la Bibbia portata judaeoruni
in alcune città cristiane,
con rispetto da uno de'divoti e- contuhemium. Il Muratori, Dissert.
brei, adobbata con sonagli, po- sopra le antichità italiane ^ diss.
VOL. XXI. 3
34 EBR EBR
XXXI li, dell' origine^ ed etimologìa de portoni che di esso si fa ogni
delle voci italiane, alia parola Ghet- notte, derivi dalla nobile, e potente
tOy Ficus Hthratorum , dice di a- famiglia romana Branca di Clau-
vere altrove che
fatto osservare, sura, una delle dodici famiglie no-
Giudecca si appellava il luogo dove bili del rione Regola, eh' ebbe 01 i-
nelle città abitano giudei. Quin- i gine da' medici ebrei, nella qnal
di aggiugnCj die pare dal Guitto regione abitarono anticamente cri-
de' toscani, o ChiIto de' modenesi, stiani, ed Sembra che
ebrei. forse
significante sordido, avesse preso si possa congetturare una tal cosa
nome quel luogo, siccome angusto. da quanto dice il Cancellieri a p.
Ma piuttosto è voce di origine e- 1 1 del suo Mercato, ove pur no-
braica, o pure rabbino- talmudica. tò, che sotto l'amministrazione fran-

Dappoiché , per attestato del Bux- cese i cinque portoni che rinserra-
torfio seniore, rabbini chiamano
i vano ogni notte il ghetto, nell' a-
Gliet ]a separazione, ed il divo/ zio. goslo 1810 restarono aperti. Però,
Però sen»bra trasfeiito questo nome allorquando Pio VII fece ritorno in
a significare il luogo separalo da' cri- Roma nel 1 8 i4,*i rinchiusero la not-
stiani, dove sogliono vivere i giudei. le nuovamente i portoni, dei qua-
Ficus Judaeoruiìi anticamente era li è custode o poi tinaro un indivi-
jchiamalo il ghetto sì in Roma, che in duo che nomina il Cardinal vicario
altre città. Conviene a siffii Ita spiega- nella persona di un suo familiare,
zione il Borgia, Meni. i.sl. di Be- e per lo più il decano. L' univer-
nevento, t. Il, p. 179. I confini del .sità israelitica al portinaro del ghet-
ghetto di Roma
da ultimo furono to per la sua cura di rinchiudere
ampliati da Leone XII colla giunta di notte gli ebrei, paga annui scu-
di alcune vicine contrade : quelli di cenlosessantatre, e bajocchi ven-
sotto il pontificalo di Benedetto ti, oltre a scudi ventisette e bajoc-
XIV, sono slati con diligenza notati chi sessanta annui, che paga ad
dal Bernardini: Descrizione de/ Rioni un erede del cav. Fontana, per
di Roma, parlando dei rioni Rego- una corrisposta di due portoni sen-
la, s. Angelo, Ripa, Trastevere ec. za custodirli. Al presente, per gli
Il Bernardini, descrivendo le cose ultimi ingrandimenti del recinto
principali contenute net rione 8. degli ebrei, ampliato nel pontifica-
Angelo, dice che nel ghetto vi è lo di Leone XII, i portoni sono
al vicolo della torre uno torre, la otto, vale a dire cinque nell' anti-
piazza delle fontanelle con tre pic- co clauslro deiKjininati della Rua,
cole fontane, la piazza delle scuole Regola, Pescheria, quattro Capi, e ij

con cinque scuole giudaiche, la via Ponte; gli alili tre nel nuovo brac- 1
del forno delle azziinelle, e le vie del- ciò aggiunto dal lodato Pontefice 9
la Bua, e della SlulU ec. laonde si ri- ; Leone XII, e che comprende la via *
leva, che il ghetto è compreso nel rio- lieginella, e porzione di quella di
ne di s. Angelo, il quai« prende que- Pescheria. 11 principale dei suddetti
sto nome dalla chiesa di s. Angelo in olio portoni è quello di piazza
J^escheria, la cui chiesa gli è vicina. Giudea. Questa piazza è decorata
Sendjra poi, che il nome di Clau- di una fontana appartenente al rio*
sura, come alcuni appellarono il ne Regola, creila con disegno di
ghetto di Roma, per la chiusi^ra Giacomo della Po» la, dai conser»
,

EBR EBR 35
valori del popolo romano. In det- cune parole ebraiche, che interpre-
ta piazza Giudea^ cos'i detta per- tate da Melchiorre Palontrotti, di-
chè dà r ingresso al di contro por- cevano Sanctitas Deo in Jerusa-
:

tone del ghetto vecchio, Ridolfìno leni cito in diehus congregalio san-
Venuti, nel t. Ili, p. 856, di Ro- ata Canticorum quatiior capitani.
ma moderna^, parlando del Ghetto Aggiugneremo essere di avviso il
o .serraglio degli ebrei, dice esservi Bosio^ Roma sotter. hb. 2, e. 22,
un portico rovinato eretto dall'im- p. 142, che l'abitazione dei giudei
peratoie Severo, per testimonianza in Trastevere sia durata fino ai
di Lucio Fauno. secoli poco lontani dai nostri, ri-
11 eh. monsignor Monchini, de- manendo anche memoria presso i

gli istituti ec. in Roma, voi. II, vecchi ebrei del suo tempo, per
p. i38, cap. XYII, osserva che due tradizione avuta dagli antenati loro,
religioni sono sparse sulla superfi- della sinagoga, non mollo lontana
cie della terra ; la cattolica, e la dalla Chiesa di
s. Salvatore della
ebrea, cioè la vera, e la prova di Corte (Fedi), o in Carte, la quale
essa. Quindi aggiunge non dover sebbene alcuni vogliano, che sia
recare maraviglia se anche in Ro- cos'i delta dalla corte, o curia, che
ma, non senza disposizione della era nel rione di Trastevere, non
divina Provvidenza, vi sieno ebrei, meno che negli altri di Roma, può
i quali vi si recarono sino dai tem- forse avere avuta questa denomi-
pi degli antichi romani, e vi resta- nazione anche dai giudei, i quali abi-
rono sotto il paterno reggimento tavano nel medesimo rione, chiamati
dei Papi assai più tranquilli che in Curti dai gentili, cioè Circoncisi, co-
altre contrade di Europa, dove sof- me li chiama Orazio Ser. 1. 1, Satir.g,
frirono in alcuni tempi angarie, ed In una sua bolla Benedetto Vili,
espulsioni. Della moltitudine degli che regnò dal io 12 al 1024, pres-
ebrei stabiliti in varie città d'Ita- so rUghelli, in Epist. Pori. col. 1 18,
lia, e massime in Roma, siamo ac- di che fa pure menzione il Fea
certali dal Basnagio, histoire des Dissert. sulle rovine di Ronia^ p.
Juifs, lib. VI, e. VI, e dal Fabri- 374) descrivendo i confini della
zio Saluiaris luxevangeliiy p. 372. diocesi suburbicaria di Porto , la
Fino adunque dai più rimoti seco- quale si estendeva fino dentro Ro-
li gli ebrei abitarono in Roma, e ma, le dà per confine il Ponte rot*
primieramente nella regione di Tras- to (Fedi) presso la Marmorata, l'al-

tevere, avendovi sinagoga, e viven- tro Pome di s. Maria, ossia il Pa-


do secondo la loro legge, e costu- latino (Fedi), detto anche Senato-
manze. Tanto provano gli scrittori rio , e Ponte Cestio (Fedi), che
il

delle cose di Roma, e l' Alveri, metteva in Trastevere, ove abita-


Roma in ogni stato, t. II, p. 4^3, vano gli ebrei. Chiamato è pure
dice che il Torrigio, ne' suoi sagri quel ponte di s. Bartolommeo dal-
trofei romani, notò sulla sinagoga, l' isola di tal nome o Tiberina,
che gli ebrei avevano in Trasleve- presso il Ponte quattro Capi o
re, di aver Ietto presso la chiesa Fahricio (Fedi), detto eziandio pon-
di s. Benedetto in Fiscinida ( V. te judaeorum , come si legge nel
voi.XVII, p. 245, del Dizionario) Diario di Antonio di Pietro del
un frammento di marmo con al- i4m, che descrive l'ingresso in
,

36 EBR EBR
Roma di Giovanni XXI II. Si leg- Soggiogata eh' ebbe Pom|>eo fa
ge ancora il confine dell'abitazione Giudea, e resa tributaria al po-
degli ebrei, quando risiedevano in polo, ed alla repubblica romana
Trastevere, dal Cancellieri ne* citati vennero per la prima volta gli e-
Possessi, con queste parole : Inci- brei in Roma in gran numero sic-
piente primo termine a fracto pon- come schiavi ; ma essendo poi slati
te, uhi linda dividitur per murimi, dichiarati liberi, ottennero di vive-
i'idelicet TranstyberinOe Urbis, per re secondo la propria legge, ed a-
Septimianam portam per portam
,
vervi sinagoga, nella quale radu-
s. Pancratii remeante per me- nandosi, facevano collette che spe-
dium Jlumen majus venit usque ad divano in Gerusalemme, per offri-
ramum fracii pontis, qui est juxta re nel tempio le vittime. Quindi
Marmaratam , usque ad medium vennero assai favoriti da Giulio
pontem S. Mariae, et ad medium Cesare, il perchè essi grandemente
pontem ubi judaei habilare viden- ne piansero la morte, e nella not-
tur. Le medesime parole si ripe- te del continuo si recavano a sfo-
tono in altra bolla di s» Leone IX, gare il loro duolo ove erano state
che regnò dal io/\C) al io54, ap- depositate le sue ceneri.
presso lo stesso Ughelli col. \i^. L'imperatore Augusto, che di-
Presso Tanonimo XIII secolo
del venne il dominatore dell'impero ro-
pubblicato da Montfaucon, in Diar. mano 3i anni avanti la nascita di
Italie, p. 287 di Roma, p. 874, Gesù Cristo , fu il primo che ri-

viene nominato Circus Flamineus dusse gli ebrei hbertini, fatti pri-
ad pontem judaeorum in Transty- ma schiavi nella guerra, in Traste-
berim, ibid. pag. 284. Tal nome vere, narrando Filone de legalio-
seguitò a conservarlo, giacché dal ne ad Cajum nec dissimulem pro-
:

Sommario delle entrate e spese del bari sibi judaeos alioquin non pas-
:

popolo romano, stampato in Ro- sus fuisset Transtyberim bonani


,

ma nel 1606, fra gli uffiziali, che Urbis partem, teneri a judaeis
si eleggono dal Cardinal camerlen- quorum plerique erant libertini j
go in sede vacante, coi loro emo- quippe qui in belli jure in potè-
lumenti, si assegnano ai tre custo- statem redacti ab heris suis manu-
dì del ponte de' giudei, canne due missi fuerunt, pemiissi more majo'
di panno di prima sorte ec, e scu- rum vivere.
di quindici, e mezzo per ciascuno. Da Augusto gli ebrei furono
Nello stesso libro poi de mirabili^ molto amati e favoriti, e per loro
bus tìrbis, ove si tratta dei ponti mezzo ed a sue spese, faceva ogni
della città, s' indica ancora
Pon- il giorno sagrifìcare delle vittime al
te Adriano, qui dicitur judaeorum tempio di Gei-usa lem me ; laonde a
quia ibi judaei habitant. Il mede- suo esempio i cortigiani, e favoriti
simo ponte viene appellato ponte suoi fecero agli ebrei molti dona-
de* giudei anche da Beniamino di tivi. E però fra le nazioni, che ne

Tudela, wtW Itinerario; quindi s'in- piansero la sua morte, si distinse


tende come Innocenzo VII nel i4o6 quella degli ebrei, che al dire di
ricevette sotto la protezione aposto- Svelonio, per totani hebdoniadam
lica alcuni ebrei del rione di s. An- lamentata est. Anche l'Alveri a pag.
gelo, lo che abbiamo detto di sopra. 345 racconta, che Augusto stabili
, ,

EBR EBR 37
gli ebrei in Trastevere, ove aveva cioè nell'anno 5i, per editto del-
posto anche i soldati, che avea for- l' imperatore Claudio fu esiliato da
malo per inviarli in Ravenna ; il Roma cogli altri ebrei che ivi si

percliè la regione fu poi chiamata trovavano. Dopo un lustro, essen-


la città de' Ravennati. Il Nardini do morto Claudio, nell'anno 56 s.

Roma antìcaj p. 4^4? difende gli Pietro ritornò in Roma in un agli


ebrei dalla taccia di permutatori altri ebrei, e sotto Nerone vi pati
di zolfanelli con vetri rotti , come glorioso martirio. L'annalista Ri-
gli aveano creduti il Baronie, ed naldi narra all'anno 4^, num. 87,
il Rinaldi , nei loro Annali eccle- che gli ebrei furono maltrattati in
siastici. Egli dice che gli ebrei da Egitto, in Soria, in Babilonia, e in
principio abitavano in Roma libe- Seleucia, ove all' improvviso ne fu-
ramente in qualunque luogo, come rono uccisi più di cinquantamila ;
le altre genti, le quali professava- indi all'anno ^3 num. 2, dice che
no diversa idolatria da quella dei r imperatore Claudio, con pubblici
romani, facendone testimonianza i editti, comandò che gli ebrei non
coniugi Aquila, e Priscilla persone e- fossero molestali da nessuno, ne di
bree scacciate da Roma sotto l'impe- Alessandria ne di altrove. Però
,

ro di Claudio, che incominciò a re- proibì a' giudei di Roma che non
gnare 4i awni dopo la nascita di potessero adunarsi, come pur fece
G. C. Tornatevi poi esse abitaro- con altri, sì abolendo le taverne, e
no suir Aventino, dov'è la Chiesa sì evitando le conventicole per ti-
di s. Prisca [Vedi)^ e dove alber- more di congiure. AH' anno 49 ^
garono s. Pietro. Le sante Aquila 5o num. 27 racconta la sedizione
e Priscilla furono convertite alla e r uccisione degli ebrei sotto Cu-
vera fede dall' apostolo delle genti mano, e che crescendo in Roma il
s. Paolo nella città di Corinto, do- culto cristiano, e mancando così
po la detta espulsione da Roma. l'antica religione, Claudio determi-
Queir apostolo era stato da loro nò che vi si ponesse riparo ed al- :

albergato in Efeso , come riferisce l'anno 5i num. I riporta i moti-


s. Luca. Ne accrescono la certezza vi per cui r imperatore cacciò gli
i ss. Pietro, Marziale, Paolo, Lu- ebrei da Roma, insieme a quelli
ca, ed altri di nazione ebrea , che convertiti al cristianesimo, cioè per-
quantunque cristiani, non distinti chè i giudei tumultuavano contro
allora dagli ebrei, abitarono in di- s. Pietro, e contro i cristiani per
versi rioni della città, come si può la fede che gli uni predicavano, e
vedere agli articoli Chiesa di s. Ma- gU abbracciavano; e finalmen-
altri
BIA IN VIA LATA, e ChIESA DI S. Pu- te, che morto Claudio,il suo edit-

DEJVZIANA. to contro di loro ebbe fine, per


Neil' anno 4^ <^el'' ^la cristiana cui fecero ritorno in Roma.
s. Pietro si recò in Roma a stabi- Dopo l'aumento degli ebrei in
lirvi la sede pontificia, fu alberga- questa città, pel numero che vi con-
to primieramente in Trastevere pres- dusse Tito, essi non sono mai piti

so la Chiesa di s. Cecilia (Fedi), partiti da Roma. Scrive il Basna-


siccome luogo destinato da Augu- gio, lib. 6 e 7, che gli ebrei di
sto agli ebrei, e pel primo vi pre- Worms provarono all' imperatore
dicò l'evangelo. Passati sette anni, che non avevano avuta parte alla
38 EBR EBR
crocifissione di Gesh Cristo. Anche a bruciarne cadavere presso il
il

i romani, che sosten-


nostri ebrei mausoleo Augusto, allora de'Co-
di
gono di scendere da quelli, i quali lonnesi fieri
, nemici del tribuno
andarono a piangere al mausoleo per la strage, che di molti di loro
di Augusto, pretendono di non di- avea fatta. Di sopra pure si è det-
scendere da quelli condotti in Roma to, che Paolo IV impose agli ebrei

da Tito dopo la distruzione di Ge- varie leggi, restringendoli ad abita-


rusalemme, e che per conseguenza re tutti in una strada, su di che
non hanno avuta parte alla croci- può leggersi, Leges^ et ordinatio-
fissione. V. Giuseppe M. Perimez- nes a Judatis in stata Eccl. de-
zi Dìssert.
, de natione tortorum gentibus obsen'andae sub Paulo IV,
Christi, adversus nuperum scrìpto- nel tom. IV, part. I, p. 32 1 del
rem Galliini, Romae 1726; Elia Bull. Rom. Davide d' Ascoli stam-
di Amata, di die nazione fossero pò : Apologia Hebraeorum, Argen-
qué soldati esecutori della morte torati 1559, ^ favore de' suoi giu-
di Cristo? nel. t. I delle Lettere dei contro questo bando di Paolo
erudite j Benedetto XIV, de feria IV. Si possono pure leggere il Ciuci-
VI in Parasceve, p. igS, de fc- li, Bibiìot. volante, scau/.ia XIV, p.
stis Domini Nostri Jesu Cliristij 19, e il Mazzucchelli t. II, p. i iSy.
Lettera di Gio. Antonio Astorio a Dipoi nel r566 s. Pio V mandò
Gabriele Cenci, nella quale si dà ad effetto la prescrizione del pre-
la notizia sulla condotta della si- decessore, assegnando agli ebrei
nagoga di Terra santa, nel venire quel recinto di case che abitano,
alla deliberazione di procurare la al modo già descritto.
morte di Gesù Cristo, nella Gali. Da Marco Ubaldo Ricci, nella
di Minerva t. I, p. 3^3. Osserva sua interessante Notizia della fami-
lo stesso Basnagio, che la sinagoga glia Boccàpaduli, Roma 1762, a
romana è rispettata da tutte le pag. 20, e seg. rileviamo le seguen-
altre per la sua antichità, e le de- ti notizie. L'antica abitazione di tal
cisioni sue sono sentite da tutti. nobilissima famiglia romana, insie-
Da vari viaggiatori si è rilevato me con parecchie altre case all'in-
nelle fisonomie de' nostri ebrei un torno, rimase racchiusa dentro al
carattere diverso da quello degli recinto, che da Paolo IV venne pre-
Celebri poi sono
altri, stabiliti altrove. scritto agli ebrei per la loro stanza,
sinagoghe di Amsterdam , e di
le e in cui furono tutti racchiusi da
Livorno, che primeggiano fra le più s. Pio V. Ella mostra, anche ai

famigerate. giorni suo non ignobile


nostri, il

Nel paragrafo precedente abbia- prospetto di contro al portone del-


mo veduto gli atti ossequiosi ren- la piazza, che gli ebrei chiamano del
duti dagli ebrei a' Pontefici che ri- Mercatello ; e sembra che nell'anti-
siedevano in Roma ; durante la lo- chità fosse così magnifica, che sovente
ro dimora poi in Avignone , sotto le si dava il nome di palazzo. Inol-
il Pontificato di Clemente VI, die- tre in delta piazza del Mercatello,
dero nel i352 un segno di fedel- eravi la chiesa parrocchiale dedica-
tà al governo papale, che aveano ta ai ss. martiri Patermuzio, e Ca-
veduto rovesciare dal famoso tri- prele, jus patronato della stessa fa-
buno Cola di Rienzo, e concorsero miglia Boccapaduli. Essa però fu
EBR EBR 3^
rasa e spianata al suolo in quel ro a qualcuno di loro di avere
medesimo tempo in cui fu vietato fuori del ghetto qualche deposilo
a'ciistiani di avere le loro abita- di mercanzie, vale a dire nelle sue
zioni in quella parte della città, vicinanze.
volendosi che tutta rimanesse per Paolo V, avendo provveduto vari
soggiorno degli ebrei. I suoi diritti luoghi di Roma con l'acqua del
parrocchiali furono uniti alla vicina lago di Bracciano, dal suo nome det-
chiesa di s. Angelo in Pescheria, e del- ta Paola, e vedendo che l'universi-
le sue entrate si formò un beneficio tà degli ebrei scarseggiava di acqua

semplice nella stessa chiesa, il qua- nel ghetto, ne potevano essi intat-
le essendo stato conferito al p. Gal- te le ore attingerla alle fontane
loni della congregazione dell'orato- esteriori al recinto, condiscese alle
rio, venne da Clemente Vili per- loro preghiere, come scrive Alber-
petuamente unito alla medesima to Cassio, Corso delle acque anti-
congregazione; quindi fa menzione che ec. ec, e delle moderne par.
lo storico di una campana di delta I, pag, 384j e 385, e permise agli
chiesa coH'anno i538, e di una ebrei che a mezzo di un tubo dal-
lapide sepolcrale i3o2, coUi-
del la conserva di ponte Sisto supplis-
sciizione. V, i BoUandisti Ada san- sero al bisogno. Quindi sulla piaz-
cì, jidii t. Il, die nona p. 701. za della sinagoga fece erigere una
Siccome chiesa filiale della basilica fontana di travertino, nella cui vasca
di s. Lorenzo in Damaso, il Bovio cadono tre fonti di acqua, due del-
ne fece menzione a p. 178, la pie- le quali bocche di derivano dalle
tà trionfante. Il Martinelli, Roma due draghi, siccome parte del suo
ex ethnica sacra, ne tratta a pag. stemma. Dai lati della vasca sono
377, sotto il Muti et
titolo de'ss. due conchiglie pure di travertino
Cupi, e il Mercato
Cancellieri nel con gettiti di acque, decorate da
a p. 12. Dopo adunque che Paolo candelabri giudaici, ed inoltre vi
IV, e s. Pio V obbligarono gli e- sono lateralmente due piccoli abbe-
brei a riunirsi nel recinto che a- veiatori o lavatoi per comodo del
bitano di qua dal Tevere, tutti pubblico. A memoria di sì gran bene-

debbono alloggiare nel recinto, e ficio, sopra la fontana fu eretta la se-

posteriormente i Pontefici permise- guente iscrizione, scolpita in marmo :

PAVLVS V. PONT OPT . MAX. . .

AQVAM .EX AGRO BRACHI A NEWS l


. .

IN . VERTICE MONTIS AVREI . .

AD .HEBRAEORVM INOPIAM . . SVBLEVANDAAf


HVNC IN LOCVM
. DVCI . . . CONCESSIT
AN MDCXIV .PONT . . SVI . X

ognora il popolo ebreo


Inclinato gli interessi finanzieri di molti sla-
alla che un tempo e-
mercatura, li Europa, ed essendogli iuter-
di
sercitavaesclusivamente, avvenne che detto il possedimento de' beni sta-
aumentandosi di molto le sue rie- bili per necessità ancora impiegò i

chezze entrasse eziandio a parte ne- capitali al commercio. Da ciò na-


,

|5 EBR E13R
sce che in Roma gli ebrei eser- colle sette lucerne. Che anticamen-
citano nel ghetto la mercatura te la custodia del ghetto, e dei due
massime di ogni specie di drappi, ponti quattro Capi, e Sisto, in vigore
telerie, cotoni ec. , come acquista- di un antico privilegio appartenesse
no, e rivendono le robe vecchie. alla nobilissima famiglia Mattei, lo
Queste robe, e le altre da tempo dicemmo all'articolo Conclave ( Vedi).
immemorabile si vendono dagli e- Dall' Itinerario di Roma, pubblicato
brei anche nel mercato settimana- da Mariano Vasi nel i8o4j t. II,

le,che in Roma si tiene in piazza p. 492, si ricava che gli abitanti del
Navona. Però quando Innocenzo X ghetto di Roma erano circa sette-
nobilitò quella piazza colla sontuo- mila. Vuoisi, che ai tempi di Gre-
sa fonte che Tadorna, e colla rie- gorio XI li gli ebrei di Roma ascen-
dificazione magnifica chiesa
della dessero a tredici mila; ma questo
di s. Agnese, tanto agli ebrei quan- sembra un calcolo esagerato. Leone
to agli altri venditori venne proi- XII, come si disse, concesse agli
bito di ivi recarsi pel mercato, do- ebrei il diritto di possedere case in
ve poi furono riammessi , e tutto- proprietà. Ma essendosi fissata la pi-
ra pacificamente intervengono. /^. gione stabile delle case del ghetto nei
Piazza Navona. Dello stato degli pontificati di Paolo IV, e di s. Pio V,
ebrei sotto Alessandro VII, abbia- e questa ai tempi presenti essendo
mo. Stato vero degli ebrei di Roma^ divenuta minima, gli ebrei poterono
pubblicato dal Varese nel 1668 in divenire proprietari di quello che
Roma. Nell'anno precedente Gio. hanno diritto di chazzacà, detto
Teodoro Sprengero, nella sua Roma volgarmente gazzagà, cioè di quel-
«ot^<3j Francofurti 1667, parla degli lo, che dagli antichi proprietari si

ebrei romani, ed altri de'suoi tem- vendeva, lascia vasi in eredità, o da-
pi, nella sua opera : De stata ju- vasi in dote come una vera pro-
daeoriim. prietà. Per la qual cosa fabbri-
Nel rione Ripa , e sul declivio candosi anche in grande de'palaz-
del colle o monte Aventino, presso zini, gli ebrei in realtà ne diven-

la chiesa di s. Prisca, e dietro quel- gono quasi padroni sebbene in ,

la di s. Maria in Cosmedin, vi è apparenza restino in proprietà dei


il cimiterio degli ebrei, del quale cristiani.

facemmo parola al volume XIII p. A meglio dilucidare questo pun-


i5 del Dizionario. Ivi si vedo- to aggiungeremo, che ì\ j'us gazza-

no varie iscrizioni ebraiche , erette gàj ovvero j'us inquilinatus perpe-


ai defonti ebrei di distinzione. Il tuo è inerente alla qualità di e-
Piazza, a pag. i53, dice che ai breo, anzi una necessaria conseguen-
5uoi tempi il cimiterio era fuori di za della reclusione di questa na-
una delle porte di Trasteyere, cioè zione nel recinto. Con tale diritto

la Portese, ed aveva il nome di gli ebrei non possono venire espul-


Campo giudeo. Nel 1 602 lo descris- si pagano le pat-
dalle loro case, ove
se il Bosio, il quale notò, che era- tuite pigioni e queste aumentare
;

vi in greco l'iscrizione: In pace, e non si debbono dai direttori, quali i

che quasi ad ogni sepoltura, dipin- però in caso di sfitto sono dall'israeli-

to di colore rosso, o impresso con tica università reintegrati dell'identi-


calce, eravi il segno del candelabro fica pigione. Su tale importante ma-
EBR EBR 4r
teria gì possono vedere le disposizioni congrega circa scudi seimila settecen-
diverse emanale dai sommi Pontefi- to per l'istruzione che i giovanetti
Paolo IV in data 12 luglio
ci, i555, ebrei non possono avere altrove, e
di Clemente Vili a' 5 giugno i6o4; per soccorrere i vecchi , gì' invali-
di Alessandro VII a'i5 luglio i658, di, i poveii, gl'infermi ec. Laon-
d'Innocenzo XII ai 3o aprile 1698, de ascendono gli annuali pesi del-
e dello slesso regnante Gregorio l' università a scudi tredici mila
XVI colla decisione di una congre- circa, senza possedere rendita sta-
gazione speciale ad referendum ,
bile, tutto dovendosi ricavare dalla
portante la data de' 16 agosto 1841. sola industria commerciale. L'uni-
Ancora si può vedere il Giornale versità israelitica, nell'anniversario
del Foro, che va pubblicandosi dal dell'elezione ecoronazione del so-
eh. Belli, nel fascicolo di ottobre vrano Pontefice, stabilisce una spe-
1 84^, paragrafo 211. ciale deputazione per felicitarlo, e
JVel Iacinto israelitico non vi so- presentargli che fanno gli
i voti
no ospedali, ed i nostri non ricusa- ebrei di Roma
per la di lui con-
no di ricevervi gli ebrei. Vengono servazione, e per godere il prose-
soccorsi i poveri a domicilio dall'u- guimento del benigno sovrano pa-
niversità, e si raccolgono in cinque trocinio Il prelato
. maestro di
scuole, oltre le sovvenzioni de' pri- camera la introduce al Papa ed ,

vati. L'edifizio delle cinque scuole in nome di un analogo di-


tutti fa
riunite, aventi ognuna un princi- scorso il rabbino maggiore, od un
pale ingresso per l'atrio comune, deputato. Tale deputazione bacia la
è posto nella piazza delta appunto veste del Pontefice, ed ossequiosa
delle scuole. Tali scuole sono al- se ne parte contenta dell'umano
quanto vaste, e si denominano, del trattamento del proprio sovrano.
Tempio, Nuova^ Catalana , Castiglia- Del modo col quale gli ebrei furo-
iia, e Siciliana. Gli ebrei pei po- no ricevuti dai Papi, del cerimonia-
chi diritti civili loro concessi dai le che osservarono quando per quaU
canoni, dalle costituzioni apostoliche, che negozio furono ammessi alla loro
e dalle leggi pontificie, a guisa degli udienza, trattano il Sarnelli, Lette-
altri corrispondono a tutti
sudditi, re eccl. tom. VI lettera XXX Vili;
i dazi e pesi pubblici, ed inoltre e lo Schud, memorabdium jiidaeo'
a parecchi oneri pecuniari di sopra rum p. 242.
nominati. A questi aggiungeremo Gli ebrei di Roma, e quelli del-
l'annua somma di scudi settantatre lo stato pontificio dipendono dalla
e baiocchi sessanta al segretario del suprema congregazione della santa
vicariato, e la somma d'annui scu- romana universale inquisizione, co-
di centoventicinque e baiocchi cin- me da un supremo magistrato per
quanta, che la congrega paga ai tutti i regolamenti disciplinari .

vari parrochi delle chiese vicine al Inoltre in Roma lo speciale magi-


ghetto a titolo di pretatico. Oltre strato sul disciplinare degli ebrei è il

a ciò devono gli ebrei, ossia la tribunale del Cardinal vicario, a cui
loro università, dare annui scudi secondo il regolamento legislativo del
tremila seicento circa, a vari inca- 1834 incombe emanarci locali prov-
ricati preposti medesima, e pel
alla vedimenti disciplinari, sì nel conten-
reggimento di essq; più impiega la zioso che nel civile. La giurisdizione.
42 EBR EBR
che in Roma si esercita dal Cardinal sizioni di pubblica amminislrazioite,

vicario, viene altrove esercitata dal che si pubblicano nell'odierno pon-


tribunale della sagra inquisizione tificato, vi sono diverse leggi risguar-
nella rispettiva località, e dal ve- danti gli ebrei, come la conferma
scovo diocesano, dovendo gii ebrei degli usi tollerati dagli ebrei rela-
dipendere ora da ambedue, ed ora tivamente alle ferie; l'estensione
da uno di essi. L'università degli delle provvidenze emanate per la

ebrei di Roma è posta sotto la pro- nettezza di Roma sulle strade com-
tezione, e tutela dei prelati tesorie- prese nel recinto del ghetto ; sul

ri generali, e nelle faccende econo- privilegio della mano regia che go-
miche dipende unicamente da essi de la comunità degli ebrei ; il re-
portando a tal fine il nome di e- golamento sulla tassa dovuta alle
conomi, e sopraintendenti dell'uni- università israelitiche da ciascun e-

versità israelitica di Roma. Dipen- breo emigrato dello stato pontifì-

dono inoltre gli ebrei anche dagli cio. La tassa d'emigrazione degli
altri magistrati di Roma a seconda ebrei imposta da Papa Leone XII,
delle rispettive attribuzioni, e per consiste nel due e mezzo per cen-
la topografica posizione del clau- to, sul valore de' capitali che si

stro sono questi soggetti al presi- estraggono, ed avvi ancora il rego-


dente regionario dei rioni s. An- lamento come si eseguisca a mezzo
gelo, e Campitelli. A tenore poi del della mano regia 1' esigenza di tal
censimento formato 1841, gli nel tassa.
ebrei di Roma ammontano
a tre- In Germania, in Inghilterra, in

mila, e settecento. Eleggono essi i Russia, in Italia ed altrove si pub-


tie fattori del ghetto, uffizio che blicarono dopo l'anno 1780 molte
dura un semestre. Questi fattori opere di divergenti opinioni, scritte
fanno lo specchio delle spese co- con particolari vedute intorno agli
muni, e le distribuzioni per capi, ebrei ovunque sparsi, la cui nomen-
con somma accuratezza tassando , clatura e compendiosi cenni riusci-
ogni familiare individuo secondo le rebbero alquanto prolissi, e di te-

rispettive risorse. Le famiglie agia- dio. La maggior parte però degli


te e ricche, che sovvengono le al- autori, seguendo le massime evan-
tre, si compongono di più di mil- geliche, e la modera-
r umanità,
le individui in circa, e quando nel zione, principalmente in un tempo
1837 il morbo pestilenziale chia- in cui si annullarono gli atti di
mato Cholera afflisse Roma ,
gli feudale vassallaggio, durato fino al
ebrei agiati si distinsero nella ca- secolo decorso in quasi tutti gli

rità verso i loro connazionali. I fat- stati;ed eziandio in un'epoca, nel-


tori devono fare la distribuzione la quale aboPi la tratta dei negri,
delle raccolte sovvenzioni, ma pri- ed emancipati furono gli schiavi,
ma debbono sottoporre all'ap»
le razza selvaggia, abitanti di siti inos-
provazione di monsignor tesoriere piti e barbari, e seguaci dell' ido-

generale. Gli altri ghetti dello sta- latria, mostra che la condizione de-
to pontificio nei regolamenti e fac- gli ebrei debba meritare i caritati-
cende economiche dipendono dai vi, clementi , ed umani riguardi
locali legali,o delegati apostolici. dei principi regnanti, e dei popoli.
JVella Raccolta citile leggij e ilLspo- 11 perchè fauno tutti unauimi e
EBR EBR 4^
pietosi voti, educazione di
che la fruire del caritativo sollievo, chr.
quest'antico e celebre popolo me- porge il sagro monte di pietà ,

glio curata ed estesa, lo renda più ai postulanti modi


ne' prescrilti .

illuminato, e più si faccia utile al- Perciò il Cardinal pro-tesoriere An-


la società, e divenga degno di ve- ionio Tosti,con dispaccio de' io
dere mitigate le leggi rigoro5;rr che giugno i835, manifestò al diretto-
fin qui l'hanno colpito, e gl'incep- re generale dello stesso sagro mon«
pamenli in cui fu ravvolto per la te, essersi degnata sua Santità an-
sua condotta in molti sili non sem- nnire alla istanza della classe indi-
pre lodevole. gente degli ebrei di Roma , am-
In ogni tempo la pietà del go- mettendoli a partecipare dei sussi-
verno della santa Sede raddolcì le di del sagro monte, derogando co-
particolari disposizioni, che riguar- sì a quelle contrarie disposizioni
dano gli ebrei. 11 regnante Ponte- che ciò impedivano, e prescriven-
fice in ispecie, il quale ripone la do in pari tempo norme rela-
propria felicità nel potere rendere tive.
felici i suoi sudditi d'ogni condi- EBRON o HEBRON. Città ve-
zione, ha sin qui date al ceto scovile della Turchia asiatica, nella
israelitico per la condotta eh' esso Palestina, una delle più antiche
tiene, delle evidenti, ed ineccezio- del mondo, chiamata dai turchi
nabili prove di sovrana giustizia, Rabr-lbrahira o Khatil, sangiacato
e di benignila , e clemenza, col della Siria, nel pascialatico di Da-
concedere; i.** che in un apposito masco. Sorge la città a qualche
stabilimento, sotto la vigilanza del distanza della riva occidentale del
presidente regionario, possano i gio- mare morto, sul declivio di una
vanetti israeliti venire avviati, anche montagna, in cui vi è un castello
per mezzo de' cattolici, nell'eserci- fortificato, residenza del governato-
zio <li qualche arte, e mestiere per re. Questa città secondo Mosè era
toglierli dal pericoloso ozio, e per- più antica che le famose città del-
chè si rendano co' loro con eligio- l'Egitto, e Giuseppe dice pur anco
nari vieppiù degni della protezio- piìi di Zoan, e Tanis, ed eziandio
ne, e della pietà governativa,me- di Memfi. Era situata nella tribìi
diante una fedele sudditanza, ed di Giuda, distante circa sette leghe
una lodevole condotta; 2." ha loro da Gerusalemme, dal lato di mez-
concesso d'impetrare dal sagro mou- zodì. Anticamente si chiamò Ca-
ie di pietà di R.oma dei prestiti per riath, o Kiriath-Arba, o città del
depositati efttitti, dappoiché le leg- quattro, cioè Te trapoli ; ed ebbe
gi governative vietano ad essi l'è- il suo re particolare, prima che gli

sercizio dei banchi che


di prestilo, israeliti entrassero nella terra pro-
anticamente essi soltanto maneggia- messa, o Canaan. Giosuè la.
sia di
vano. Moderando a tal fine un ri- conquistò, ne uccise il re, ed allo-
gore forse un giorno meritato, non ra prese il nome di Ebron da uno
volle il benefico Pontefice che una de' suoi figli, o discendenti, come
sola classe di sudditi rimanesse pri- opinano alcuni. JN'on molto lungi
va di un vantaggio, di cui abbi- da Ebron eravi una doppia caver-
sogna, e che altrove non poteva uà, nella quale, come e' insegna la
sperare, permettendosi agli ebrei di Scrittura, fu sepolto Abramo, con
,

44 EBR EBR
Sara stia moglie, Isacco loro figlio, vi nominarono uri vescovo del lòrìy

e Giacobbe il perchè ancor oggi chia- rito, di cui Giovanniccio vescovo


masi la santa caverna. Nella divi- del 1672, intervenne al concilio
sione toccò alla tribù di Levi, e di Betlemme, e proscrisse solenne-
diventò una delle città di asilo, e mente gli errori calvinisti di Ciril-
di rifugio. David fu eletto re degli lo Lucario, sotto il patriarca Do-
israeliti in Ebron, ed ivi regnò set- siteo II. Attualmente Ebron, He-
te anni, e sette mesi, divenendo bronen., è titolo vescovile in parti-
allora la prima città della tribù di bus^ che conferisce la santa Sede,
Giuda. Dipoi il di lui figlio Assa- sotto il patriarcato, egualmente in
Jone, quando si ribellò in Ebron partibus, di Gerusalemme. Lo por-
fecesiproclamare re, ed a suono tarono da ultimo Ignazio Dtuski ;

di tromba fece annunziare al po- e monsignor Francesco Arnoldi-


polo Assalone ha regnato in E-
: Melchers di Werne, fatto dal Pa-
bron. Poco distante dalla città ve- pa regnante nel concistoro dei
desi la valle di Mambre, presso la 21 novembre dell'anno i836, suf-
quale ritirossi Abramo, e in con- fraganeo di Munster, e vescovo di
siderazione degli angeli che a lui Ebron.
qui apparvero, dagli ebrei, dai cri- EBRULFO (s.). Presso Bayeux
stiani, e dai pagani fu visitato e da ricca famiglia ed onorata nacque
tenuto per luogo santo. La pre- Ebrulfo nel 517. Sortita una edu-
sente città rifabbricata dai saraceni, cazione conforme ai principii della
è presso quella antica. morale cristiana, fu da' suoi geni-
Dicono gli storici che si osserva tori in progresso introdotto alla cor-
una moschea, eh' era un tempo te di Childeberto I. Non tardò
chiesa greca, con il sepolcro di Àbra- Ebrulfo a meritare colla sua condot-
mo, e di sua moglie; e che si ve- ta il favore del principe, e ad es-
dono in una chiesa gotica quelli di sere innalzatoad importanti uffizi.
Isacco, Rebecca, Giacobbe, Rachele, Per puro eccitamento de' suoi in-
e di Giuseppe : questa tomba è vi- contrò matrimonio, e la sua sposa
sitata con venerazione da molli po- gli corrispose perfettamente in vir-
poli. Altri affermano che tal mo- tù e meriti. Le cure secolari non
schea è la chiesa fatta edificare impedivano alla sua pietà e reli-

dall' imperatrice Elena sul sepolcro gione di consecrare più ore del
di Abramo, e che al presente due giorno al bene dell'anima, ed in
ìmami turchi, di prima classe, ten- mezzo al mormorio di una corte,
gono coperto il sepolcro con ricchi sapea egli formarsi una solitudine
tappeti, che vengono di quando in entro il suo cuore, e fissarsi in Dio.
quando cambiati a spese del gran Sostenne egli quanto più potè una
signore. Dopo che i latini conqui- lotta sì perigliosa e difficile, ma fi-

starono Gerusalemme, col paese nalmente stanco delle cure secola-


circonvicino, dice Commanville che resche, consultata la moglie, ed a-
nel 1 102 stabilirono in Ebron una vutone uno spontaneo e pieno as-
sede vescovile, immediatamente sog- senso , si separarono entrambi ,
getta al patriarcato di Gerusalem- prendendo ella prima il velo in
me. In seguito essendo stati i lati- un monistero. Durò fatica Ebrulfo
ni, espulsi dalla Palestina, i greci ad ottenere dal re la richiesta di-
ECC ECC 45
missione, e finalmente conseguita- lentissimus). Titolo di onore. V. Ec-
la, venduto quanto avea di prezio- cellenza.
so, lo distribuì ai poveri, e si ri- ECCELLENZA (praestanlia, ex-
fugiò nel monistero così detto dei cellcntia). Astratto di eccellente, e
due Gemelli nella diocesi di Ba- titolo di onore. Dicesi eccellente,
yeux. Entrato Ebrulfo in quel sa- excellenSy egregius^ chi ha eccel-
cro ritiro, sentì di subito l'anima lenza, e suo essere è in gra-
nel
sua ripiena di quello spirito di pu- do di perfezione. Parlando per ter-
ro amore verso Dio, che rende dol- za persona, dissero i nostri antichi
ce e soave la più rigida penitenza, scrittori eccellenza, ed anco eccel-
e solleva l'uomo alle più eroiche lentia a tutti quei grandi signori,
virtù. ai quali per lettera da vasi il titolo
JVon tardò egli a meritarsi in quei ed Eccellen-
à' Illustrìssimo [Fedi),
dintorni la venerazione di quanti tissimo (Vedi). Dice il Macri nella
il conobbero, a segno che schivo notizia de' vocaboli ecclesiastici, che
egli degli onori, e temendo d' in- tra i titoU usati dal Pontefice s.

vanirsi, uscito da quel monistero, Gregorio I del Sgo, nelle sue let-

con altri compagni, si ri-


tre suoi tere, vi sono quelli di Gloria ve-
covrò nelle Ouche, per
foreste di stra, ed Excellentia vestra, che da-
esser meno conosciuto ed onorato. va ai re, alle regine, ed ai patrizi
Là Ebrulfo fondò un' abbazia, e di Roma, come Excellentia Vestra,
molti furono quelli che concorsero che dava ai consoli, agH esarchi,
ad abbracciare quell' istituto di san- ai duchi, ed ai conti.
ta Molti miracoli operò
ritiratezza. Parlando il Parisi, Istruzioni
egli ancor vivente, e quindi celebre per la segreteria, p. 3, e seg. dei
il suo nome sempre più si rendet- titoli in genere, e della loro origi-
te. Visse sino agli anni ottanta, e ne, osserva che nel secolo XVI si

li 29 dicembre del 596 l'anima sua lasciò correre il cerimoniale col ti-

volò al cielo, ed il martirologio ro- Quindi


tolo di eccellenza, ed altri.
mano in tal giorno ricorda il suo aggiunge che nel 1596 essendo sla-
nome. to cresciuto a dismisura lo scialac-
ECANA, ìEGAE. Città vescovi- quamento de' titoli , la corte di
le della Puglia, nel regno di Na- Spagna, alla quale gl'italiani ne
poli, alle falde del monte Appen- davano la colpa, tentò, massime
nino, tra Venosa, che
Lucera, e ne' suoi stati d'Italia, di porvi al-
si è pure chiamata Aeca ed Ac- cun rimedio. 11 titolo d'illustrissi-
cana. Si vuole fabbricala da Malen- mo, ed eccellentissimo, che già fu
zio re de' Salentini, e che fosse po- attribuito a' soU piincipi sovrani,
scia così chiamata dal nome di sua si era tanto prostituito, che sino i

moglie Ecanania. La sede vescovi- nobili dell' infimo rango lo preten-


le vi fu fondata verso l'anno 5oo ; devano, ed i nobili provinciali, lo
ma essendo stata la città totalmen- pretendono anche adesso. Il Men-
te rovinata dai barbali, sulle di chenio, orai, de chiarlat. erudit p.
lei rovine nel decimo secolo venne 20, neli' inveire colla nota sua gra-
edificata la città vescovile di Tro- ziosa mordacità contro 1' ambizione,
ja (Vedi). e nauseante moltiplicità de' Titoli
ECCELLENTISSIMO ( ExceU di onore [Vedi), parlando del ti-.
.

46 ECC ECC
lolo di eccellentissimo, soggiunge: .. al detto principe, come generale
Consultissinios, quibiis parum^ aut del re di Spagna. Excellentissimus
nihil consiliij Excclleiitìssiinos^quos nella casa Augusta eia il Quaeslor
vellyro anlecellerel. scientìa.Eiiimve sacri Palatii (clic oggi sarebbe il

ro Clini olini Carolus M. lìoin. gran cancelliere), va era il prefet-


imp. in inscriptione libri, quem de lo di Roma, e del pretorio, cui,
iniaginiìms cantra graecos scripsis- come a Triboniano, si dette da
se Iraditur viri, cxcellentissimi^ et Giustiniano I, anche il titolo di
spectabilis elogio notetur , ecquis ExceLo (Vedi),
sopreminente, alto,
est liodie inter doctores iimbriaticos^ magnanimo, grande. Nell'anno 776,
quibus etc. regnante d. Karolo excellentissimo
11 medesimo Parisi a pag. 2 1 e rege francoruni, alque longobardo-
seg. tratta dei titoli, Eccellenza^ rum, come si legge nel Crescini-
EccellentissimOf Eccellente, ed os- beni, Istor. di Maria in
s. Cosnie-
serva che trovasi in Simmaco scrit- din , pag. 67. Abbiamo inoltre,
lore del IV secolo, in una lettera <:he nel 957 Berengario re d' Ita-
a Stilicone lib. 4> epist. 9: ciun lia fu detto excellenlissimus rtx,
Miblimi excellentia tua. E noto il come si ha dal Federici Hist.
gi-ado eminente che Stilicone aveva Pompos, tom. I, pag. 4**4'
nell'impero, la cui figlia Maria I titoli pertanto di eccellenza,
doveva sposare imperatore Ono-
l' eccellentissimo ec. , secondo il Pa-
rlo. Lo stesso l' imperatore
titolo risi si sogliono dare ai cavalieri, o
Giustiniano I diede alla regina A- nobili veneti, a' nipoti o fratelli, ed
inalasunta, il re Teodorico al re altri parenti dei Papi, ai grandi
Clodoveo, ed altri re, come si leg- di Spagna, ai cavalieri del Toson
gè in Cassiodoro, lib. X, epist. S, d' oro, dello Spirito Santo, e ad
lib. XI, epist. /\.ì, e lib. Ili, epist. altri Ordini egualmente insigni; a
3 14. 1 re di Francia della prima, quelli che hanno titolo di principi
e seconda stirpe erano trattati di e duchi ; agli ambasciatori, ai mi-
Ecctllenza ; e tal titolo con essi nistri primari delle corti regie, ai
usò il nominato s. Gregorio 1. vice-re, ai segretari di stato, ai ge-
Carlo fthigno ne onorò il Papa, e ncrali d'armata, ed altri ch'eser-
i re ; siccome può vedersi in Ma- citano ministero di regia rappre-
billon, de re diplom. lib. II, cap. sentanza, come ancora al senatore
6, g. 5. 1 legati del concilio di di Roma, ad alcuni signori, seb-
Trenlo diedero tal titolo '
al du- bene non abbiano titolo di conte,
ca di Baviera in una lettera al duca, principe, ec. purché discen- ,

Papa, presso il Pogiano, voi. 3, p. dano da famiglie, che hanno si-


57. 11 Bembo al doge di Venezia, gnoreggiato qualche grande o pic-
lett. lib. 1. In una lettera del se- colo stato, ovvero si sono impa-
nato romano al duca di Parma e reniate con case reali. Perciò i si-
Piacenza Odoardo Farnese, in rin- guori d. Alfonso, e d. Rodolfo Va-
graziamento di avergli partecipato le rano Camerino domiciliati in
di
imprese del principe Alessandro suo Ferrara, dopo la metà del secolo
diede al duca il titolo di Eccel-
figlio, passato erano trattati dai Cardina-
lenza, e di illustrissima alla sua ca- li col titolo di eccellenza, e col
sa, ed il titolo à\ Serenissimo (Vedi) Don [Fedi), preposto al loro no-
ECC ECC 47
me, come quelli clic furono di- che ai signori ecclesiastici conviene
scendenti da una casa, la quale per non già ed eccellen-
l' illustrissimo,
lunghissimo tempo fu sovrana, e tissimo, mae Rcve^ Illustrissimo
signora del ducato di Camerino. rcndissimo (Fedi). Tuttavolla l' u-
Tal trattamento di eccellenza fu sanza, o piuttosto 1' abuso_, trascina
loro concesso anche dall'imperatri- chi vorrebbe stare alle debite con-
ce regina Maria Teresa, giacche venienze, e così distinguere le per-
dal diploma di Ferdinando II im- sone, secondo i gradi, e le dignità
peratore la famiglia Varano era proporzionatamente ; ma i Cardi-
onorata col titolo d' illustre , come nali non ripugnarono di dare l'ec-
i principi assoluti del sagro roma- cellenza a' prelati nipoti di un Papa.
no impero. Per questo doveasi lo- Si è pure introdotto l' uso di
ro il titolo di eccellenza, a voce, dare l' eccellenza reverendissima ai
ed in iscritto, con tutte le prero- Prelati di fiocchtui, ed ai Nunzi
gative, ed onorificenze. Va notato (Fedi). Nel titolano per un Car-
che compete il titolo di eccellenza dinale si prescrive, che ai fratelli,

alle mogli di quelli cui un tal ti- o nipoti secolari del Papa creatore,
tolo si conviene ec. Prima i Car- i Cardinali da lui creati davano i

dinali in cima alle lettere, agi' in- titoli d'illustrissimo, ed eccellentis-


dicali personaggi, come nella so- simo_, signor mio osservandissimo,
prascritta usavano i titoli d'illu- cambiato poscia nel titolo di eccel-
strissimo, ed eccellentissimo signore; lenza. E da notarsi, che il mio, e
in corpo della lettera dicevano : vo- r osservandissimo non era usato
stra eccellenza, e in fine: di vostra dagli altri Cardinali coi delti pa-
eccellenza. Da ultimo tanto nella renti. Inoltre sul titolo di eccel-
soprascritta, che nel resto, danno lenza il senatore Filippo Bonarro-
il semplice titolo di eccellenza, av- ti, nelle Osservazioni sopra i vasi
vegnaché il formolario epistolare cimiteriali di vetro, p. 97 , illu-
si è alquanto semplificato. strando l'iscrizione dignitas amico-
Questo titolo di eccellenza è pro- rum dice che questa pei ifiasi, in
:

priamente di signore secolare, e quanto servi specialmente a deno-


non conveniente a persona eccle- tare i nomi di persone particolari
siastica, e per tal motivo l' abhate ed insigni, s' incontra in Omero, ed
di Extrades ambasciatore di Fi an- in altri antichi poeti. Cos'i in essi
cia in Venezia, da monsignor A- si legge, Priamo, di
la forza di
laldi nunzio pontifìcio non l'otten- Enea, di Alcinoo, di Telemaco, di
ne, ma invece fu trattalo pura- Ercole, per Priamo, Enea, Alcinoo
mente Moììscigneur , come notò Telemaco, ed Ercole ; e da ciò de-
il Paciuchelli, mem. par. 3, p. 126. rivarono i titoli, che sono tanto in
1 decreti della congregazione ceri- uso appresso di noi, come eccellen-
moniale non accordano il titolo di za, altezza, serenità ed altri. Ti-
eccellenza in verun modo ai pre- toli, e frasi consimili a queste si
lati, ancorché di nascita principe- trovano nel codice Teodosiano, co^
sca. Il Parisi conservava un discor- me si vedono nelle lettere di Pli-
so di monsignor Antonio Caelani, nio il giovane a Trajano. Sopra
arcivescovo di Capua, mentre era gli altri titoli d' illustrissimo, po-
nunzio in Ispagna, in cui prova, tentissimo, eccellentissimo, e simili.
48 ECC ECC
dati a varie città, corporazioni, e per- donde poi l'uso si propagò, e si
sonaggi, si possono vedere le Osser- estese ad altre corti, ed altre per-
vazioni sopra i medaglioni dello sone. Si nota eziandio, che gli am-
stesso Bonarroti, p. 4^, 244) ^ ^49; 1 basciatori di Venezia, i quali go-
e la dissertazione del Baudisio, de devano già di questo titolo come
tilulis illustrisj specfahilisy clarissi- nobili veneti, come si è detto, non
mi, magnifici^ e. I, §. 3. Nelle pro- lo pigliarono se non dopo il i636,
se di Dante, del Boccaccio, e del quando l'imperatore, ed il re di
Villani, e di altri buoni autori, di- Spagna acconsentirono di ricono-
ce Claudio Tolomeì in una lettera scere in essi siffatta qualificazione.
al Caro nel i543, e in altra scrit- 1 nobili veneti, presso i quali era
ta al Bini p. 89, non si legge antico il titolo di eccellenza , non
r infrascamento di signorie, di ec- lo ricevevano nei dominii della re-
cellenze, di maestà oggidì usato a pubblica, che dai cittadini, e dal
tutte le ore parlando, e scrivendo. popolo. Grande poi è l'abuso che
Nel Dizionario francese delle Ori- dell'eccellenza si fa nel regno delle
gini dicesi, che eccellenza è titolo due Sicilie, poiché poco si bada a
di onore che si dà agli ambascia- darlo soltanto a chi si compete.
tori, ai ministri, ed altre persone Finalmente il titolo di eccellenza
che non si qualificano col titolo di fu un tempo comune anche agli
Altezza (p^edi). Esso riesce spe- uomini insigni per lettere, benché
cialmente applicabile alla Germa- senza grado di nobiltà, scrivendo-
nia, ed alla aggiunge
Francia. Sì si, eccellente, molto eccellente, ed
che gli ambasciatori si trovano in eccellentissimo signore, ed in corpo :

possesso di quel titolo dopo il iSgS, vostra eccellenza. Così usoUo il Bem-
nella qual' epoca Enrico IV re di bo scrivendo al celebre giuriconsulto
Francia spedi il duca di Nevers Mariano Socino; Aldo il giovine ad
ambasciatore presso il Papa, che Antonio Persio; Luigi Grolo, al
fu in Roma complimentato da prin- Riccobono; il Vannozzi, a M. A.
cipio col titolo di eccellenza, e per- Mureto, al qual Vannozzi per al-
ciò sembra che questo titolo di tro non piaceva, che si desse loro
onore, o almeno la sua applica- nel corpo dell'eccellenza, ma piut-
zione agli ambasciatori , traes- tosto: V. S. eccellente, molto ec-
se la sua origine dall' Italia. Sul- cellente, o eccellentissimo. A' nostri
l'epoca dell'invio a Roma del du- giorni l'eccellente, e il molto ec-
ca non posso convenire, perchè cellente collegati coir illustre, e mol-
leggo nelle vite de' Pontefici, che to illustre, servono per onorare i
Clemente Vili assolvette e riconob- dottori, ed altri.

be solo nel i5^5 Enrico IV, il ECCELSO (excelsics). Titolo di


quale nel 1608 spedi a Paolo V onore, addiettivo di eccellente, in si-

Carlo Gonzaga duca di Nevers con gnificato di alto, sopreminente, su-


titolo di ambasciatore, per conte- blime, magnanimo, grande. Dicesi ec-
stargli in pubblico concistoro, co- celsissimo, excelsissinius, celsissinius,
me fece, riverenza, ed ossequio. altissimus , in superlativo di eccel-
Appresso in Francia si diede il so; ed eccelsitudine, excelsilas^ cel-
titolo di eccellenza a tutti gli am- siludo per grandezza, altezza, cel-
basciatori residenti a quella corte, situdine, siccome titoli di principi.
^

ECC ECH 49
Eccello setiatOj eccelso dominio dis- anche leggere l' Onomasticon del
se Bernardo Tasso delia serenissi- Zaccaria. V. la Notizia dei voca-
ma repubblica di Venezia. Loren- boli ecclesiastici del Macri, alla
zo de Medici alla repubblica di Fi- voce Ecclesia j il quale chedice,
renze, usò i titoli di eccelsi signori Ecclesiae nutrices sono chiamate
vostra eccelsa signoria. Illustris et le chiese parrocchiali da s. Ago-
excelse frater era il titolo, che usa- bardo.
va il doge Francesco Foscari col ECCLESIARCA (Ecclesiarcha).
duca di Savoja Amadeo Vili poi Offiziale, o prefetto della chiesa,
antipapa Felice i439. In V, nel cioè capo della chiesa di Costanti-
altra lettera del iJ\Zf usa il doge nopoli, la cui funzione consisteva
col medesimo duca il titolo di fra- in raccogliere il popolo nel tempio.
ternità, ambedue termini d'egua- Questo offizio del clero della chie-
glianza. Eccelso ancora è il distin- sa esercitavasi anche fuori
Co- di
tivo di alcuni vescovi di Germania, anche
stantinopoli. Dicesi ecclesia rea
come dell'arcivescovo, e principe di il Santese o Mansionario (Vedi) ,
Salisburgo. Ad esso davasi dai Car- che in alcuni luoghi si chiama pu-
dinali i titoli di eccelso e reve- re Scabino. Gli uffici degli eccle-
rendissimo signore, ed in corpo, di siarchi si estesero anco di più di
sua eccelsa persona, mentre in fi- questi, erano incaricati d'invi-
ed
ne gli davano quello di sua eccelsa gilare al mantenimento, alla polizia
reverendissima persona. Nel titola- ed alla decenza delle chiese, di
no per un Cardinale si nota, che convocare i parrocchiani, di accen-
V Eccellentissimo [Vedi) si dava ai dere i lumi pel divino uffizio, o
secolari notati all'articolo Eccellen- cantare, fare la cerca ec.
za (Vedi), la quale dicevasi in cor- ECCLESIASTICO . Uomo di
po, e in fine; ma poi venne adot- Chiesa. V. Chiesa, e tutti gli arti-
tato tanto nella soprascritta, che coli relativi, come Chierico, Clero, ec.
in cima della lettera il titolo di ec. Ecclesiastico è pure il nome di
eccellenza soltanto. Illustrissimo ed uno dei libri dell' antico testamen-
eccelso si chiama negli atti pubbli- to, come lo è l'Ecclesiaste.
ci ilreggimento di Bologna per ECHINA (Ecliinus). Sede ve-
decreto di quel senato, confermato scovile prima Tessaglia, nel-
della
da Benedetto XIV a' i4 febbraio l'esarcato di Macedonia, o deiriUi-
1749, a mezzo di un breve apo- ria orientale, che secondo il Mirco
stolico. Finalmente si dà il titolo è sotto la metropoli di Larissa,
di eccelso alle supreme magistra- e dice chiamarsi altresì Scarfia^ o
ture, e cospicue corporazioni éc. Scarphia, da Sperchia, alla cui im-
ECCLESIA, Chiesa (Vedi). Il boccatura trovasi situata. La sede
Crescimbeni, Istoria della chiesa venne eretta nel secolo sesto, e
di san Giovanni, dice, che anti- secondo VOriens Christ, t. II, p.
camente la voce Ecclesia j presa per I i5, vi ebbero sede vescovi Teo- i

tempio, fu equivoca e significò e- doro, Pietro, ed Aristotile, il qual^


gualmente ogni sagro ritiro, o pub- intervenne al concilio di Costan-
blico,o privato, o grande, o pic- tinopoli. Al presente Echina , E-
colo che fosse, il che pure s'intese chinen.y è titolo in partihus, che con-
per la voce Basilica (Vedi). Si può ferisce la santa Sede, ma sottoposto
4
,

gp ECO ECO
alia metropoli pure in partihus di erano interamente amministrati dai
Atene. vescovi ; ma siccome questa cura
ECLANA (Aclanum). Città ve- riusciva loro gravissima, e toglieva
scovile del regno di Napoli, nella ad essi parte del tempo, che doveva-
Campania , antichissima città degli no impiegare negli uffizi del loro mi-
irpini, anche Qidntode-
appellata nistero, cercarono di liberarsene. S.
cimuniy o Decimum quìntum. La Agostino più volte voleva restituire
sua sede venne eretta nel secolo i fondi che possedeva la sua chie-
quinto, e fatta sufFraganea alla me- sa; ma il popolo non volle mai ri-
tropolitana di Benevento. Quindi, ceverli, come si legge nella vita di
nell'anno 669, fu la città distrutta lui scritta da Possidio, e. 1^^ 8. S.
dall'imperatore Costantino, e poscia Gio. Crisostomo rimprovera quei
rifabbricata, conservando il suo seg- cristiani, che per la loro avarizia e
gio episcopale sino al decimopri- negligenza nel «occorrere i poveri
mo secolo. Dopo nuovo fu rovi-
di aveano costretto i vescovi di for-
nata, e la sede venne trasferita a mare alle chiese rendite certe, e
Frigento, e poscia unita a quella lasciare la orazione, le istruzioni, e
di Avellino. le altre sante occupazioni ad- per
ECONOMO, Oeconomus, Ad^ dossarsi tali cure, le quali convani-
ministrator. Nome di chi è prepo- vano ai soli esattori, ed affitlaiuoli.
sto all'amministrazione delle rendi- Homil. 85 in s. McUlh. cap. 27,
te, e de' beni ecclesiastici, od appar- e. IO. Perciò, come gli aposteli
tenenti ad una comunità. Il Macri avevano incaricato i diaconi della
qualifica l'economo per officio ec- cura di distribuire le limosine, i ve-
clesiastico, e dalla voce greca signi- scovi affidarono agli arcidiaconi l'am-
fica regolatore di casa, dalla parola ministrazione de' Beni di Chiesa
economia oeconomia^ governo do- (Vedi), e dipoi agli economi che
mestico della casa ; ed aggiunge dovevano renderne conto al clero.
che all' economo apparteneva tener Furono inoltre accusati alcuni ve-
conto dell'entrata ecclesiastica, dis- scovi di aver lasciato perire i beni
pensare al clero gli stipendi, risar- delle loro chiese per negligenza, o
cire le rovine della chiesa, sovve- mancanza di cognizione. Questa fu
nire colle hmosine le povere vedo- una nuova ragione, che impegnò pa- i

ve,- gli orfani, ed altri indigenti, il dri del concilio calcedonese nel 4^ i , a
tutto però dall' economo veniva comandare che ciascun vescovo sce-
eseguito ad arbitrio del vescovo. gliesse fra suoi chierici un economo,
i

Descrive minutamente l'officio del- per affidargli l'amministrazione dei


l'economato s. Isidoro neir episi. beni di chiesa, perchè gli arcidiaconi
ad Laudefrid. episcop. L'economo erano d'altronde assai occupali, ed
riscuoteva i pii legati; e dopo la era bene di tener lontano il sacer-
morte del vescovo compilava l'in- dozio da ogni sospetto. L'elezione
ventario delle suppellettili sagre di questi economi facevasi colla plu-
appartenenti al defonto. ralità dei voli del clero, giacché
Nel quarto, e nel quinto secolo ricevevano tanto le rendite del ve-
sì chiamarono con questo nome gli scovo, che quelle del capitolo. In
amministratori de'beni della Chiesa. alcuni luoghi erano scelti dal solo
Nei secoli precedenti questi beni vescovo, e se questo trascurava di
ECO ECT 5i
provvedervi, la nomina spettava al aveva ancora altre funzioni paiti-
clero.Che sififatti economi fossero colarì, a cui attendere quando il
pur chiamati provveditori, lo dice vescovo uffiziava. L'economo pren-
il Bernini, Storia delle eresie, pag. deva posto alla sua destra, vestito
i44- La Glosa, parlando del ca- di una tonaca, e tenendo in mano
none calcedonese, can. !3i6, Quoniani una specie di ventaglio, secondo
i6, 4j 7? ^'^® ^^^ ^^ sua disposi- r uso della chiesa greca; e nelle or-
zione si applica indistintamente ad dinazioni l'economo presentava al
ogni sorta di chiese, anche con- vescovo quelli, che dovevano essere
ventuali, e parrocchiali. Il sopi-ad- ordinati sacerdoti. S'ignora quan-
detto canone fu approvato da di- do terminasse l'uso di nominare
versi concili , come di Siviglia, di economi, per amministrare i beni
Nicea ec. /^. Diaconi^ Diaconie, ed di chiesa, ed è probabile che ces-
Arcidiaconi. sasse insensibilmente, a misura che
II settimo concilio ecumenico sti- l'amministrazione di tali beni fosse
mò gli economi tanto necessari al- devoluta ai singoli beneficiati, il
le chiese, che stabilì essere la loro perchè divennero gli economi qua-
scelta e nomina, un diritto devolu- si inutili, e la loro incumbenza fu
to agli arcivescovi, ed ai patriar- circoscritta alle rendite delle men-
chi. 11 p. Tomassino osserva, che se vescovili, durante la vacanza del-
nella chiesa latina gli economi ave- le sedi. Il concilio di Ravenna del
vano la cura delle rendite, e gli 1 3 1 7 stabili, che dopo la morte di
arcidiaconi quella de' fondi, ma gli un prelato, s'istituisse un economo
uni e gli altri erano obbligati di perchè amministrasse le cose e le
render conto della loro ammini- rendite della chiesa, e a benefizio di
strazione al vescovo stesso, al qua- questa , e di quello che si sceglie-
le per altro apparteneva sempre rà per vescovo. Finalmente il con-
la disposizione delle oblazioni, e cilio di Trento, nella sess. 24 cap.
delle decime, anche di certi fondi i6 de reform. ordinò, che quando
in usufruito, onde provenne Tuso, la sede fosse vacante, il capitolo,
e Io stabilimento Benefizi ec' dei ne' luoghi in cui è incaricato della
clesiastici (Vedi). Nella chiesa gre- riscossione delle rendite, stabilisca
ca poi il Magnus Oecononms era uno o più economi fedeli e vigi-
officio che si esercitava dai princi- lanti, abbiano cura degli
i quali
pali del clero, anzi era il primo affari, e del bene della Chiesa, per
fra tutti dell'ordine clericale. Ma- renderne conto a chi si apparter-
neggiava esso l'entrata della chie- rà. Per ciò che si praticava in
sa, per cui Simeone Tessalonicense Francia su questo punto di disci-
lo chiama successore di s. Stefano plina si può,vedere La Combe,
proto-martire economo della primi- Raccolta di giurisprudenza canoni-
tiva Chiesa. Dice Metafraste, che ca alla parola Economi. Antica-
nella chiesa greca l'economo si e- mente si chiamò Economo spiri-
leggeva con i voti di tutti gli ec- tuale quell'ecclesiastico, ch'era pre-
clesiastici. Tra i medesimi greci posto a reggere le chiese dei nomi-
questo officio era assai rilevante, nati ai benefìzi concistoriali, non
dappoiché l'economo non era sol- provveduti dalla santa Sede.
tanto incaricato del temporale, ma ECTESI {Ecthesìs), Editto, o libro
5i ECT ÉCT
famoso, che dalla parola greca si- speditida Severino in Costanlind-
gnifica esposizione, o profe^ione di poli,avendo compreso da quel cice-
fede. L'imperatore Eraclio diede ro che nulla otten'ebbero, se pri-
iquestò nome
ad un libro, che ma non avessero promesso di far
vuoisi composto da Sergio patriar^- sottoscrivere al Pontefice VEctesi,
ta di Costantinopoli, e che a sua simulatamente promisero per dar
lo

istigazione pubblicò con un editto termine alla lunga sede vacante,


nell'anno 689, in favore del monote- onde ottenuta dall' imperatore là
ìismo. Il principe cominciava Tedittó conferma dell'elezione di Seveiino,
tol proibire, che si diresse esservi ìa se ne ritornarono in Roma. Ma in-
Gesù Cristo una o due operazioni, vece Severino subito condannò e
ma dichiarava poi espressamente maledi l'editto, fu quindi vittima
non èsservi in lui che una volontà; dell'indignazione di Eraclio, e mo-
in sostanza favoriva l'eresia dei Mo- rì dopo due mesi e tre giorni di
nolelìti (Fedfjj così chiamati appunto pontificato. Il Rinaldi, all'anno 640,
perchè non ammettevano che una num. 2, e seg., riporta la vessazione,
Gesù Cristo, la quale eresia
'volontà in cui soggiacque il zelante Pontefice.
può dirsi un semi-eutichianismo. Gli Giovanni IV , cui
successe
Eraclio promise ad Anastasio, Eraclio procurò di guadagnare, di-
capo de Giacobiti (Vedi), che erano cendo nello scusarsi, che l'editto era
una setta di eutichianì, di farlo stato compilato da Sergio, il quale
^patriarca di Antiochia, se volesse ri- l'avea pregato di sottoscrivere. Gio-
'conoscere il concilio di Calcedonia. vanni IV, eccitato da s. Massimo
Anastasio finse di abbracciare la abbate di Crisopoli presso Costan-
,

-fede cattolica, ingannò l' imperato- tinopoli, radunò in Roma un con-


re, e lo trasse nell'errore dei mono- cilio, e vi condannò l'editto e i

feliti. Ciro patriarca di Alessandria, Monoteliti. Allora Eraclio egualmen-


« Sergio patriarca di Costantinopoli te condannò VEctesi, e dichiarò
ve confermarono, e fecero pub-
lo con altro editto, che fece propaga-
blicare ed dpprovai'e VEctesi com- re si in oriente che in occidente,
posto dal secondo , ch'era in appai- che il patriarca di Costanlinopoli
renza cattolico ; ma che stabiliva S'^rgio era il vero autore dell' Ectesi.

in fatto una sola volontà, ed una Giovanni IV indirizzò all'imperato-


sola operazione in Gesti Cristo, e re una lettera, coli' apologia del
nello stesso tempo imponeva silen- predecessoreOnorio I, nella quale
^o a siffatte questioni. Questa pub- mostrava che questo Papa erasi
blicazione fu fatta mentre vacava sempre attenuto (con s. Leone I, e
la Sede pontificia per morte di colla chiesa cattolica) alla dottrina
Onorio I. Durò questa vacanza cir- di due volontà in Gesù Cristo;
ca venti mesi, perchè Eraclio ricusa- eh* egli avea negato soltanto esservi
va di ratificare l'elezione del Papa nel Salvatore, come in noi, due
Severino, secondo l'abuso allora lol- volontà contrarie ed opposte l'una
ierato dalla Chiesa, finché l'eletto non all'altra, quella della carne, e quella
approvasse l'edittOj ossia profe.<isione dello spirito; che avea costantemen-
tii fede, la quale trovasi in Labbè te insegnato, giusta il vangelo, che
Condì, t. VI, col. 196^, e nell'Ar- Gesù Cristo avesse la volontà della
duino . t. Ili, col. 791. 1 legati natura uipana unita alla sua divi-
ECU ECU 53
nità, come meglio si legge appresso Il Macri, Nat. de* vocah. eccl, dice
il citato La^bè t. V, col. 1659. Sem- che il concilio ecumenico è chia-
bra, che la lettera fosse da Giovanni mato concilio universale, e magnum;
IV inviata a Costantino figlio di e dice che plenarium lo chiamò s.

Eraclio, perchè questo ultimo era Agostino neWepist. 162. Sull'ecu-


morto. Costantino nel 641 rivocà menicità de'concili si può pure leg-
l'editto, econdannò al fuoco.
lo gere il Bernini, Storia delle eresie.
Ma dipoi avendo l'imperatore Co- . In quanto al titolo poi di vcscO'
Stante pubblicalo il famoso editto va, o patriarca ecumenico, ci per-
chiamato Tipo (^Fedi) ad istigazio- metteremo questa breve digressione.
ne del patriarca Paolo, questi fu Molti patriarchi di Costantinopoli
condannato dal Pontefice Teodoro si sono arrogati il titolo, e la di-
I siccome diligente in estinguere gnità di patriarchi ecumenici, ed
ì'Ectesi di Eraclio. F. il Mondelli, ecco in qual occasione. Quando Cor
Dissert. eccL dissert VII. Sopra stanti no trasferì la sede imperiale
la deposizione, e la scomunica di a Bisanzio, che dal suo nome chia-
Pirro Monotelita, fatta e sottoscritta mò Costaptinopoli , decretò che
dal Pontefice Teodoro. 11 successore questa città godesse di tutti gli
s. Martino I, nel celebre concilio te- onori, diritti e privilegi, che un
nuto nel Laterano l'anno 649, so- tempo erano stati accordati all'anr
lennemente condannò VEctesì ed tica capitale dell'impero romano,
il Tipo di Costante, che perciò fe- la città di Roma. Conseguente-
ce rilegare il buon Pontefice in Cri- mente i vescovi di Costantinopoli
mea. Nel pontificato di Agatone nel (Fedi), al modo che dicemmo a
concilio generale VI, costantinopo- quell'articolo, si persuasero d'avere
litano III, furono condannati nuo- su tutto l'oriente la stessa giurjisdir
vamente XEctesi e // Tipo , ed i zione, che i romani Pc^atefici eser;
monoteliti. citavano nell'occidente. L'anno 38 r,
ECUxMENICO (Oecumenicus). Pa- il primo concilio tenuto in questa
rola greca, la quale significa gene- città, ch'è il secondo generale, de-
rale o universale, la terra abitata od cise col suo terzo canone, che U
abitabile. Questa parola per indicare vescovo di Costantinopoli avesse le
un conciliovenne adoperata la prima prerogative d'onore dopo quello di
volta nel concilio generale di Calce- Roma, perchè quella era la Roma nor
donia, tenutosi nel ^^\. L'annalista velia. In tal guisa questo vescovo fu
Rinaldi, all'anno 347, reputa conci- collocato sopra i patriarchi d'Ales-
lio ecumenico il sinodo Sardicense, sandria e di Antiochia, i quali re-
e rende ragione sul significato della clamarono del pari che i sommi
parola ecumenico. Alcuna volta gli Pontefici contro questo cambia-
africani diedero il nome di ecu- mento di disciplina; ed incomin-
menici ad alcuni concili, ch'erano sol- ciando da s. Damaso I, sotto dd
tanto composti dei vescovi di tutta quale venne celebrato il conciho,
l'Africa. Ma quali sieno i concili e^ sino ad Innocenzo III, i Papi
cumenici, colla definizione del con- non riconobbero mai per patriar-
cilio veramente ecumenico, V. l'ar- chi i vescovi costantinopolitani.
ticolo Concilio, massimamente nel Nel concilio di Calcedonia tenu-
-voi. XV a pag. 1 59 del Diùonarìo. to Tanno i5i, ì preti e i diaconi
i^ ÈCU ECU
della chiesa di Alessandria, preseli- porta Paolo diacono, de gestìs lori'

farono al Pontefice 8. Leone i // gobardornm, ca^. Sy, lib. lV,che al

Magno, che per mezzo de* suoi le- romano Pontefice soltanto appar-
sati presiedeva a questo concilio, tenesse il titolo di universale, che
un' istanza concepita in questi ter- si arrogava Ciriaco, successore nel
mini ji4l santissimo , e beatissimo
:
patriarcato al Dìghinatore.
patriarca ecumenico della gran Ro- Questa qualità di ecumenico non
ma, Leone. Quindi anche i patriar- solo deve la sua origine al noto
chi di Costantinopoli presero il ti- orgoglio ed all' ambizione de' nomi-
tolo patriarca ecumenico, col
di nati patriarchi, ma è incerta ed
pretesto che fosse stato dato a s. anche equivoca. Sotto il nome di
Leone I, sebbene questo Papa non patriarca ecumenico, si può inten-
se lo sia mai attribuito. Nell'an- dere o quegli la cui giurisdizione
no 5i8 vescovo di Costantinopoli
il si estende universalmente su tutta
Giovanni III, ed Epifanio l'anno la Chiesa, o quegli che si conside-

536 usarono di questo titolo; ma ra come solo vescovo supremo, e


Giovanni VI patriarca di Costan- che riguarda gli altri come suoi
tinopoli, dipinto da' greci per un vicarii o sostituti, o finalmente que-
prelato di virtù cospicue, e sopran- gli la cui autorità si estende sopra
nominato il Digiunatore, prese il una gran parte del mondo pren- ,

titolo ecumenico e di vescovo


di dendo la parola universale non pel
universale anche con maggior so- mondo intero, ma per una vasta
lennità in un concilio di tutto l'o- estensione di paese, come fece s.
riente, che avea convocato l'anno Luca e. 2, v. i. Il primo di que-
587, senza averlo partecipato al sti tre sensi, che é il più naturale,
Pontefice Pelagio Questo Papa,
li. è quello che adotlò il concilio di
e il di lui •successore s, Gregorio Calcedonia, qualora giudicò che si

I, il Magno, condannarono inutil- desse questo titolo a s. Leone I.

mente siffatta arrogante usurpazio- Certamente i patriarchi di Costan-


ne: laonde i successori del Digiu- tinopoli lo prendevano nel terzo
tialore conservarono il titolo di pa- senso per arrogarsi la giurisdizione
triarca ecumenico, come l'usò quel su tutto l'oriente, come il primo
patriarca che nel i43i fu, al con- dottore della loro chiesa si chiamò
cilio di Basilea. Non solo s. Gre- Dottore ecumenico. Però essi anco-
gorio I riprovò l'alterigia del Di' ra avevano torto se con ciò pre-
giunatore, ma eziandio riprese quel- tendevano escludere romani Pon- i

la di Eulogio patriarca di Alessan- tefici da ogni giurisdizione sulle


dria, che pur si denominava pa- chiese orientali, come fecero in pro-
triarca universale. Fu alloi*a che gresso. Il secondo è assurdo chia-
s. Gregorio I cominciò ad intito- i*amente, ed è quello che sembra
larsi in tutte le sue lettere, col ti- aver inteso s. Gregorio I riguardo
tolo opposto, e pieno di umiltà, e ai patriarchi di Costantinopoli. Egli
di modestia Servo de* seni di Dio,
: dice,che il titolo di patriarca ecu-
la qual formola tuttora si adopra menico è una bestemmia contro
dai successori di lui. Quindi Boni- l'evangelo, e contro i concilii; che
facio III del 607 ottenne dall' im- quegli che lo prende si crede il so-
peratore Foca, con decreto, che ri- lo vescovo, e priva tutti gli altri
ECU EDE 5^
ddla loro dignità, quale è d'istitu- la men, significa anche abitazione; e
zione divina. Prima eli Foca, T im- e che il predicatore evangelico fu
peratore Giustiniano I, con V epìst. da alcuni appellato Oecumenicus
ad Joan. Pont., appresso Labbè doctor. Altre erudizioni sul titolo
Concilìor. tom. IV, col. 174^, Ar- e nome di ecumenico,
possono si

duino t. II. col. 1146, e nella L. leggere nel citato Macri alla paro-
S. de summa Trin. et Fide
cod. la Oecumenicus^ ove dimostra la
catholicay che visse ottani' anni cir- modestia de' Pontefici, che non vol-
ca prima di Foca, avea confessalo lero farne uso, e riporta la testi-

essere Giovanni IF, Pontefice ro- monianza di concili, di vescovi, e


mano del 533, // cupo di tutte le persino di Menna vescovo di Co-
sante chiese ^ e nella Novella i3f, stantinopoli, che chiamarono i Ro-
cap. 2, il primo di tutti i sacer- mani Pontefici ecumenici, ed uni-
doti.Laonde non fu il decreto di Michele Lorenz stampò in
versali.

Foca summentovato per istituire Argentina: Fxamen decreti imp,


qualche cosa di nuovo sul primato P/iocae de Primatu Romani Ponti"
del romano Pontefice, come sup- ficis j e primaMatteo Pfal-di lui
pongono Centuriatori di Madde-
i fio, Tempe Helvet. tom. 4» sect. 5,

burgo, Cenlur. 7, cap. 7, pag^ 121, ci diede: De titulo patriarchae ce*

ma per dichiarare, che al sommo eumenici.


Pontefice compete il nome di Uni- EDDA (s.) Anglo-sassone di na-
versale, come ben riflettono i due scita fu s. Edda, e consacratosi per
dottissimi Cardinali Baronio, Anual. tempo al servizio del Signore, nel
eccles. an. 606, num. 2, e Bellar- monistero di s. llda, fu destinato
mino de Rom. Pont, lib, 2, cap. 17. di poi al vescovato di Dorchester
Al giorno d'oggi tutti i patriar- presso Oxford, indi a quello di Win-
chi greci prendono il titolo d\ ecu- chester. Nell'esercizio dell'episcopa-
menico, come i patriarchi giacobiti, to egli si adoperò santamente, e
nestoriani, ed armeni si appellano con edificazione de'suoi diocesani, e
il Cattolico (f^edi), che significa dopo trenta anni di cure e sollecitu-
parimenti universale j ma questa dini morì ai 7 di giugno dell'anno
universalità comprende soltanto l'e- 7o5. Nel martirologio romano è
stensione della loro setta. Du Gan- assegnata in tal giorno la sua festa.

ge, Glossar. Latin, ^.l'erudita let- EDEN , o Paradiso terrestre. V.


tera di Pompeo Saruelli, lett. XL Paradiso.
del tom. IX delle Lett. Feci. Per- EDEN. Sede vescovile dell* Asia
cìiè il patriarca di Costantinopoli nella Siria, presso fiume Adonis,il

si s. Gre-
dice ecumenico, titolo che verso il nord de' cedri del Libano,
gorio chiamò; Stulti nominis pro-
I all'oriente di Tripoli sul monte Liba-
fanuni vocabulum; ed osserva che no, dipendente dai maroniti, presso il

Anastasio Bibliotecario nella prefa- monistero dei Sergio e Bacco, in


ss.

zione del VII sinodo % Giovanni cui il vescovo faceva la sua residen-
Vili, dichiara questo titolo ecume- za. Si hanno notizie di tre vescovi
nico, dicendo che il patriarca di di Eden, già conosciuta anche sot-
Costantinopoli non è universale in to il nome di Paradiso. Stefano
tutto il mondo come Papa, ma il occupò questa sede \ anno 1
397 ;

iu una sola parte, perchè Oecu- Giorgio fu coQsagrato nel 1096,


^6 EDE ÉDE
ed Elia gli successe nel i634. O- grati ad Abramo, e che non pos-
riens Christ. p. 92, e 93.
t. Ili, sono essere toccati. Circondata da
EDESIO (s.).
Edesio nacque nel- alte mura, fiancheggiate da torri,
la Licia provincia dell* Asia minore. e da un lato precedute da un fos-
Ebbe a fratello s. Appiano, che sos- so scavato nella viva roccia,' è in
tenne il martirio a Cesarea. Fu di oltre difesa da un castello situato
professione filosofo, e quantunque sopra una rupe. Le strade hanno
si fosse fatto cristiano, non dimise per mezzo un canale, e sono guar-
però le insegne della primiera sua nite di case solidamente edificate.
instìtuzione. A Cesarea segui egli i 11 palazzo del pascià è vasto; vi
precelti di s. Panfilo, e non arros- sono parecchi bagni e bazar a vol-
siva in faccia ai magistrati di con- ta assai belli, ed un maggior nu-
fessareGesù Cristo, per cui più mero di moschee coi minaretti più
volteebbe a soffrire la carcere, e o meno alti, fra le quali è degna
per ultimo ad essere condannato di osservazione quella consagrata ad
alle miniere di Palestina. Liberato Abramo. Gli armeni vi hanno una
in progresso da si cruda destina- chiesa, presso cui risiede il loro ve-
;zione, passò egli in Egitto, e giun- scovo, ed un ospizio fuori della
to in Alessandria si senti altamen- città. Ragguardevole n'è il com-
te commosso, nel vedere persegui- mercio, ed i suoi abitanti si com^
tati i cristiani coi più fieri tormen- pongono di turchi, arabi, kurdi,
ti, ed esposte le vergini donzelle al armeni, e di alcuni pochi ebrei.
ludibrio di vili mercanti di schiavi. Alcuni suppongono che questa città
Infiammato di zelo veramente evan- corrisponda all' Ur della sagra Scrit-
gelico, non potè egli più contener- tura, altri la dicono edificata da
si, e presentatosi al prefetto Gero- Nembrod, sotto il nome di Arach,
eie, ferissimo persecutore, lo rim- chiamata 'poscia CalLiroe, o Calir-
proverò della sua crudeltà, e della hoCj e per abbreviazione Roe, o
sua indegnità. Gerocle inferocito Reha. Sopra la montagna, che si-
contro di lui Io fece caricare di ca- gnoreggia il forte, veggonsi delle
tene, ed assoggettatolo di poi a va- ruine consistenti in due grandi e
rie guise di torture, alle quali sep- belle colonne corintie, che gli abi-
pe resistere con eroica costanza, il tanti dicono essere gli avanzi del pa-
condannò per ultimo ad essere git- lazzo di Nembrod, ed In parecchie
tato nel mare, in cui ebbe termi- stanze scavate nella roccia, le quali
ne il suo sagrifizio. Viene onorato sembrano d' una remota antichità.
li 8 aprile. Eusebio la disse fondata da Seleu-
EDESSA, Orfa, o Reha. Città co I re di Siria, 3o4 anni prima
arcivescovile della Turchia asiatica di Gesù Cristo; indi divenne la
nella Mesopotamia, capo luogo del capitale del regno di Magdonia.
pascialatico, e del sangiacato del Secondo Polibio, sotto i Seleucidi
suo nome, e situata sul pendio di portò il nome di Antìocìàa. Di-
due colline, ed in riva al fiumi- ventò Edessa colonia romana^ e fu
cello Scirtus, detto Ibrahim-Khalil, uno dei baluardi dell' impero oppo-
Je cui acque vengono condotte in sto ai Parti, ed ai Persiani. Nel
un grande bacino quadrato pieno 117 venne incenerita da un corpo
(lì una moltitudine di pesci consa- di truppe spedito da Trajano. Fi-
ÈUE EDE ^j
lì;il incute questa città fu chiamata a Costantinopoli, e poscia nel i325
lùtessa, da un' altra città di Ma- venne ti*asferita in Roma. Questo
cedonia, i cui abitanti vi si rif'u- trasferimento da altri viene asse-
jjiarono, ed è conosciuta anche sot- gnato verso la fine di questo seco-
to I nomi di Orfa, Ourfa, ed Or- lo. Altri però dicono venerarsi la
sa. La città sotto il nome di E- vera immagine nella chiesa di s.
dessa fu celebre allorché partico- Bartolommeo già de' basiliani ar-
larmente dominarono i succes-
la meni in Genova, ed ora de' bar-
sori di Alessandro. Divenne egual- nabiti, come si legge nella Notizia
mente celebre ai tempi delle Cro- istorico-critica della prodigiosa effì-
ciate (Fedì), al quale articolo si gie di N. S. G. C. Oltreché va pu-
accennano le cose principali, ri- re consultato il Carletti nelle Me-
guardanti quegli avvenimenti. Al- morie storico-criliche della chiesa,
lora diventò la residenza del Cour- e monistero di s. Silvestro in capi-
tenay, che in questa parte dell' A- te di Roma, pag. 94, capo Vili:
sia avea fondato un regno. Il Papa Della immagine Edessena venera-
Lucio II ne pianse la perdita, quan- ta in questa chiesa, Genova 1828.
do i44 ^11 tolt^ ^' crocesigna-
nel I Ma di tuttociò, che riguarda que-
ti. Gengis-Ran la saccheggiò nel sta sagra immagine, e la suddetta
XIII secolo, e Tameilano nel XIV; lettera, parleremo all'articolo Re-
cadde quindi in potere de' turchi, gno antico di Armenia (Fedi). E-
che r hanno poi sempre conservata. dessa ebbe i suoi re, che si chia-
Edessa ricevette la fede di Gesù mavano Abgari, come i Tolomei di
Cristo sotto Abgaro armeno, che Egitto, e i Darli di Persia. Il re
n era re, per opera di Taddeo, Abgaro, il quale fiori ai tempi di
imo dei settanta discepoli di Gesù Marc' Aurelio, fece coniare la pro-
tristo. Abbiamo da s. Girolamo, pria effigie insieme a quella dell'im-
Matth. cap. io, che Abgaro aven- peratore y per r amistà che seco
do ricuperato prodigiosamente la loro passava. Il capo del re è co-
sanità, si fece cristiano. Eusebio, perto da un berrettone alla per-
nel lib. I, cap. i3, Istor. Eccl. ,
siana con di dietro la legatura co-
racconta che Abgaro avea scritto a me si usa nei diademi, avente sot-
Gesù Cristo, di cui diceasi parente, to un berrettino, che cuopre le
implorando prospera sanità, cui ri- orecchie.
spose Cristo. Per mezzo dell' apo- Nel terzo secolo venne, stabilita
stolo s. Taddeo ricuperò Abgaro in Edessa una celebre scuola, e
la lettera, e' si fece cristiano. La Macario precettore del martire Lu-
tradizione aggiunge che la lettera, ciano, vi presedeva, e vi conservò
e il ritratto al mandato-
naturale, la vera fede sino all'imperatore Ze-
glida Cristo, furono dati alle mo- none, allorché vi s' introdusse il ne-
nache della Chiesa di s. Silvestro storianismo. Alla metà del quarto
in Capite [Vedi), di Roma, dove secolo il cristianesimo vi aveva fatti

tuttora si conserva il ritratto. Pri- sì grandi che Giuliano


progressi,
ma però l'immagine, e sino al 944» r apostata, recandosi alla guerra di
si conservava con gran venerazione Persia, non volle onorare di sua
in Edessa, donde fu tolta nell'impe- presenza la città nel suo passaggio
ro di Romano, che la fece portare appunto perchè em tutta cristiana.
,

58 E DE EDE
Ed anche quando gì' imperatori Co- oltre un titolo arcivescovile in par-
stanzo, e Valente facevano tulli i tibus infidelUtm, che si conferisce dai
loro sforzi per istabilirvi l' ariane- sommi Pontefici. I titoli vescovili
simo, la fede ortodossa si con- paiimentr in parlibus, e sottoposti
servò sempre pura, e senza mac- alla metropoli di Edessa, che con-
chia. Questa metropoli della pro- ferisce attualmente la santa Sede,
vincia Osroena, nella Mesopotamia, sono sei: Anastasiopoli, Birla, Cal-
presso Amida, ed A leppo, nel pa- linico, Carra,
Dolica, Dansara e
triarcato di Antiochia fu eretta nel Marcopoli, già sedi vescovili suffra-
quinto secolo, e divenne esarcato ganee della stessa Edessa. \J Oriens
nel duodecimo, colle seguenti sedi Christ. tom. II, pag. 953, e seg.
per sufTraganee: Teodosiopoli poi e la Biblioth. orient. t II, p. 359
arcivescovato, Carra, Costanza, Bat- e seg. , fanno il novero di trenta-
hne, Callinico o Leontopoli, Circesia, cinque vescovi di Edessa, di venti-
Marcopoli, Rimeria, Dausara, Ni- nove giacobiti, e due arcivescovi
cefora, Nova Valenza, Birba seu latini. par^
Gli ultimi arcivescovi in
Birtha, Terimaco, Monitilla, Mo- tibus di Edessa,Francesco sono
niauga, Macaria, Anastasia, e Se- Bertazzoli fatto arcivescovo da Pio
rogena. Inoltre in Edessa vi ebbero VII, che, nel 1823, lo creò Cardi-
oltre i greci seggio episcopale an- nale; il Cardinale d. Placido Zur-
che i siri, i nestoriani, e ì latini la, che, essendo da Leone XII stato
al tempo delle crociate, quando cioè fatto nel 1823 vicario di Roma,
venne eretta in possente contea, fu fatto consagrare dal Cardinal
sotto regno di Gerusalemme. Il
il decano della Somaglia in arcive-
patriarca di Antiochia vi fece un scovo di Edessa ; ed Ignazio Gio-
tempo residenza, e perciò ha ap- vanni Cadolini di Cremona, che il
partenuto ancora alle provincie ec- regnante Papa Gregorio XVI, nel
clesiastiche dei siri, dei giacobiti, concistoro de' i3 febbraio i838,
degli armeni, ed a quella di Amido. trasferì a questa sede titolare, da
Il Rinaldi ne' suoi Annali riporta queHa residenziale di Spoleto, men-
la conversione alla fede degli edes- tre neir anno corrente, nel conci-
seni, e le notizie del loro vescovo storo de' 27 gennaio, lo pubblicò
Barsameo martire, dei martirizzati Cardinale di s. romana Chiesa, ed
sotto Trajano, della persecuzione in quello de* 3o gennaio lo fece
di Valente, del miracolo della cro- arcivescovo di Ferrara.
ce, per la quale fu difesa da Co- EDESSA. Città vescovile di Ma-
sroe, della rovina cagionatale dal cedonia nell'Emazia, più remota-
fiume Chaboram, e delle ripara- mente chiamata Aegeas , diocesi
zioni neiranno 525, a cui accorse dell' lUiria orientale, sotto la me-
r imperatore Giustino I, per lo che tropoli di Tessalonica. Fu celebre
da lui ebbe il nome di Giustino- per le tombe dei re di Macedonia,
poli. che ivi porta vansi a seppellire. Si
Al presente in Edéssa avvi una hanno notizie di cinque vescovi di
missione di religiosi cappuccini, e Edessa, Isidoro, un altro di cui
gli armeni appartengono alla giu- non si conosce il nome, Sofronio,
risdizione ecclesiastica del patriarca Daniele, e Niceforo. Orieiis Christ.
di Cilicia. Edessa, Edessen., è in tom. II, pag. 80.
EDI EDI 59
EDILBURGA (s.). Un desiderio aderì, e visse con questo per anni
ardentissimo di giungere alla per- dodici, sempre però in continenza,
fezione cristiana determinò Edilbur- consecrata di continuo in opere di
ga ad abbandonale la reggia pater- religione e pietà. Finalmente, per
na, e ricoverarsi in Francia, con- consiglio di Wilfrido, lasciata la
s.

sacrandosi a Dio nel monistero di reggia prese velo di religiosa, e


il

Faremoutier. Alla morte di s. Fa- si ricovrò nel monistero di Coldin-


va, che era stata la fondatrice di gham, allora diretto da s. Ebba.
quel sacro ritiro, ne divenne ella Nell'anno 672 fondò due monisteri,
badessa, e seppe edificare colla sua uno dei quali diresse in qualità di
umiltà e carità le proprie consorelle, badessa, e morì in quello li i3
santamente morendo col generale giugno del 679. Molti miracoli fu-
compianto. Nel martirologio roma- rono operati alla di lei tomba al
no, come pure in quello di Fran- solo tocco delle sue reliquie, ed il

cia e d'Inghilterra, è ricordala la giorno a lei sacro è appunto quel-


sua festività ai 7 luglio. lo della sua morte.
EDILTRUDE (s). Figlia Edil- EDIMBURGO, o EDEMBURGO,
Irude del pio Anna re degli est- Ediniburgiuìi. Città vescovile, capi-
Angli, nacque ad Erminga, nella tale della Scozia, nell' impero brit-
contea di Suffolk. Religiosamente tanico, un tempo sede de' suoi re
educala nel santo timor di Dio, prima della morte di Elisabetta re-
divenuta adulta, fu da' genitori ec- gina d* Inghilterra, e quello del suo
citata ad matrimonio col
unirsi in parlamento prima della unione dei
principe de'Girviani meridionali Ton- due regni, ora capoluogo della con-
berchet, col quale visse in continen- tea, e della nazionale chiesa pres-
za perfetta. Passati tre anni in san- biteriana in Iscozia . È sede dei
ta unione, col consenso del marito, tribunali superiori, e delle prime
da lui si staccò, e ritiratasi nell' i- amministrazioni del regno di Sco-
sola di Ely, condusse una vita ve- zia. Edimburgo è situata sopra tre
ramente angelica per ben anni cin- colline, che si estendono parallela-
que. Inclinata per indole a disprez- mente a lato l'una dell'altra; a
zare lutto ciò che odorava di mon- sinistra vi è la città antica, oscura
do, dedita allo spirito di povertà e e severa come i tem-
fabbricati dei
di umiltà, tutto il suo gusto era pi cavallereschi,ed a dritta la città
il cantare di e notte le lodi del Si- nuova splendida, e bianca come
gnore. Un tale contegno di vita un palazzo recentemente costruito.
non potea restare occulto agli occhi La città vecchia occupa la collina
del mondo, e quanto più ella cer- del centro, la più alta delle tre, e
cava per umiltà nascondere le sue cuopre colle sue nuove costruzioni
virtù, tanto più queste risplende- la collina del sud. La città nuova
vano, e si facevano manifeste. Eg- occupa la collina del nord, e si

frido, re diNorthumberland, fattosi estende più particolarmente dalla


anch' egli ammiratore di si gran parte di Leith, le cui case si avvi-
donna, tentò ogni maniera per con- cinano ciascun giorno di più, e fi-
durre Ediltrude, già fatta vedova niranno col riunire queste due cit-
di Tonberchet, a voler seco lui pas- tà. Delle due valli, che dividono
sare a seconde nozze. Ediltrude vi le colline, quella del sud è quasi
6o EDI EDI
interanjeote coperta di abitazioni ; corata di pretesi ritratti di tutti i

quelld del nord ira la vecchia, e re della Scozia, da Fei gus I, e nel-
la nuova città è la più larga, e la quale la nobiltà si riunisce ao-.
più profonda, ed un tempo forma- Cora per eleggere al parlamento
va un bacino di un lago, che si brittanico i pari elettivi della Sco-
disseccò quasi interamente, conser- zia. Questa poizione della città
vando il suo nome di Norlh-loch. contiene inoltre il palazzo del par-
Col mezzo di argini, e di ponti lamento degno di osservazione per
stabiliti attraverso questa valle, ab- la gran sala, in cui radunavasi la
bellita da case, e da chiese, queste camera dei comuni. Avanti di que-
óue parti comunicano insieme. Que- sto palazzo vi è una piazza qua-
sta città può chiamarsi l'Atene del drata, ornata della statua equestre
Word, perchè tale la caratterizzano di Carlo II. Altri edifizi contigui
molli punti di rassomiglianza topo- a questo palazzo servono per la
grafica con quella metropoli della giustizia,per la biblioteca degli av-
Grecia, anche non avuto riguardo vocati che rinchiude più di settanta
alle istituzioni politiche, e lettera- mila volumi, e mille manoscritti;
rie, che la rendono una delle ca- mentre gli altri sono per le
edifizi
pitali più cospicue dell' Europa mo- sessioni della contea, la stam-
per
derna, non che agli ornamenti, ed peria reale ec. Avvi pure in que-
alle memorie, per le quali potreb- sta parte della città antica 1' edi-
be gareggiare con quasi tutte le fizio della università, eretto sopra
altre dell'Europa antica. Il castello un vasto piano. La borsa, assai
stimato inespugnabile prima della bello edifizio, e la banca stanno al
invenzione dell'artiglieria, è sepa- lato della piazza del parlamento;
rato dalla città da una spianata, è l'antica cattedrale, da ultimo risar-
vasto di costruzione irregolare e cita dal suo cattivo stato, e che
gotica , rinchiude delle grandi ca- occupa una parte di detta piazza,
serme, e gli avanzi di una residen- è vasta e maestosa per la sua for-
za reale, in cui nacque Giacomo ma gotica. Fu divisa in quattro
VI. In una delle sale di questo cappelle protestanti, ed una por-
edilìzio, furono deposte all' epoca zione dopo la riforma si converti
della unione, le insegne del regno in uiììzio di polizia. Vi si ammira
di Scozia. la torre sormontata da
quadrata
L' Holyrood, palazzo dei re di due arcate a giorno, che sostengo-
Scozia edificato dal rinomato cav. no un' alta guglia, e che figurano
Bruzio architetto scozzese, occupa il in aria una corona imperiale sin-
luogo di una antica abbazia di tal golare. In fondo della valle meri-
nome, tòndata nel i 128 dal re Da- dionale viene la stretta strada Cow-
vid I, e della quale ora non re- gate attraversata da un ponte ele-
stano più che le mura, e la chiesa. gante, che unisce la colhna centra-
E questo un grande edifizio qua- le alla meridionale. La porzione
drato in pietra, e di architettura meridionale di Edimburgo è anco-
greca mescolata alla gotica. Vi si ra più amena dalla parte centrale,
osserva l'appartamento, che abitava e sono piazze eleganti, come ve
vi

Maria Stuarda regina di Scozia, ne hanno nella città nuova deco-


QOjme pure una lunga galleiia de- rate di monumenti. Tra gli edjfi-;
EDI EDT Si
^.i tlella cìltìi nuova si dislingué trenta professori , e più due di
«[ttello degli archivi, costruito in mila studenti : è particola rmenle
uno siile grandioso, ed ornato dei- celebre per le due scuole di dirit-
fa statua in marmo bianco di Gior- to, medicina, letteratura, e filosofia.

gio IV. Un ponte, situato alla c- Ha una biblioteca di più di cin-


stremità della strada Princèstreet, quanta mila volumi, un museo di
serve a passare alla collina di Cal- storia naturale, ed un vasto giardi-
ton-Hill, alla sommità della quale no botanico. Sono pure a rammen-
evvi una torre di gotico stile, e- tarsi la scuola di grammatica detta
stremamente alta, eretta in onore High-School, la società reale lette-
di Nelson ; torre che domina il raria istituita nel 1782, e nelhi
^olfo di Forth. In vicinanza è l'os- quale sono raccolti e pubblicali i

servatorio, con bella camera oscu- migliori scrini, la società reale de-
ra. Scendendo sulla destra del pon- gli antiquari, e quella di agricol-
te, si distingue un' altra torre di tura, delle manifatture, e delle arti
ai-chifettura greca, ed è la tomba che delle memorie, ed
pubblica
del celebre isterico Hume: poco accorda premi d'incoraggia-
vari
distante vi è la prigione pei gran- mento. Evvi pure un collegio reale
di colpevoli; in seguito si vede una di medicina, e di chirurgia, ed un
casa di correzione, e di lavoro, di gran numero di altri stabilimenti
lodevole architettura, e ben adatta- tanto pubblici che particolari, pei
ta alla sua destinazione. progressi delle scienze, e delle arti.
Edimburgo possiede anche altri Gran parte della popolazione di
monumenti, ediflzii, e templi degni questa città si compone di ricchi,
di osservazione. Tra quest' ultimi scrittori e professori distinti, di un
nomineremo la chiesa di s. An- gran numero di genti di legge e
drea, bello edifìzio ovale , il cui studenti, e per conseguenza è la
portico è molle co-
sostenuto da riunione del lusso, della cortesia, e
lonne corintie ; la chiesa di s. Gior- del gusto. Vi sono tre banche pri-
gio col suo porticato di colonne jo- vilegiate, e la popolazione, secondo
niche; la cappella cattolica di e- il censo fatto nel 1841, sorpassa il
legante architettura. Le cappelle numero di cento settanlaquattro mi-
•protestanti di s. Paolo, e di s. Gio- la abitanti. I dintorni sono ornali
vanni sono due
monumenti. bei di abitazioni eleganti, e si vedono
Edimburgo racchiude puie un gran ameni passeggi sul Carlton-hill, ed
numero di templi di diverse sette, il pendio delle colline, che scendo-
molti ospedali, ed ospizi, di cui i no verso Leilh, è occupalo da fab-
fprincipah sono l'ospizio di Heniot, bricati di una bella architettura. H
e quello di Watson , l' ospedale Leilh, Durolitiim, è alla distanza
'degli orfani, quello della Trinila, di una lega, sullo stretto di Forth,
l'infermeria reale^ e molli stabili- e riguardasi come il porto di Edim-
menti di carila, case di lavoro, tea- burgo. Questo è vasto, ed offre sf-
tro, ecc. Tra gli stabilimenti poi curissimo asilo. La sua vantaggiosi
di pubblica istruzione, tiene il pri- posizione rende molto estesa la sua
mo posto l'università fondala nel- navigazione, ed il marittimo com-
l'anno i582 da Giacomo VI, che mercio. Un buon quinto della suin-
fiorendo progressivamente, conta da dicata popolazione appartiene al
62 EDI EDI
porlo di Lei ih. Edimburgo è pa- vescovato in questo regno, è slato
tria di molli uomini illustri, come Giovanni Bossi, morto in Edimbur-
di Barclay, di Burnet, di Halles, di go ai 3o marzo 1720.
Hume, di Wilh, di Roberslon, e La Scozia è divisa in tre distret-
di altri. ti, ossia tre vicariati apostolici, o-
L'origine di Edimburgo è assai rienlale, occidentale, e settentrio-
antica, e si dice che occupi il luo- nale. Il vicario apostolico dal distret-
go di una stazioue romana chia- to orientale risiede in Edimburgo.
mala Alata castra da Tolomeo. Al presente monsignor Andrea
lo è
"Vuoisi, che di questa citlà per la Carrutheres vescovo Ceramense in
prima volta abbia fatto menzione parlibus , eletto a' 28 settembre
la Chronica Pictorum, verso Tanno i832 dal regnante Gregorio XVL
955 sotto il nome di Eden, nome Il coadiutore di lui è monsignor
che alcuni fanno derivare da Eth Gillis vescovo Limirense in parli-
re dei pitti, ed altri da Eclwin bus, eletto dal medesimo Pontefice
principe sassone, il quale fece eri- ai 28 luglio 1887. Il clero da ul-
gere il castello nell'anno 626, e timo si componeva di quindici sa-
<liede il nome
Edwìnes-burg alla
di cerdoti. Questo distretto orientale
città. Questo castello, avendo ser- comprende le sette seguenti contee
vito di residenza e ritiro alle figlie I. Edimburgo. 2. Dumfriess. 3.
dei re pitti, sino all'epoca del loro Forfar. 3. Kircudbright. 5. Peebles.
matrimonio , si chiamò Mayden- 6. Perth. 7. Stirling. I luoghi ove
Caslle, o castello delle Ca- vergini trovansi principalmente i cattolici,
stellum Puellarum, ed anche Ane- sono Edimburgh, Dumfriess, Dal-
da o Agneda Castra Puellarum. beattie, Dundee, Perth, Leith, Creifif,

Né mancano altri sloiici di asseri- e Blairs. I cattoUci di tutto il di-


re,che Edimburgo già esisteva nel- stretto orientale ascendono a circa
r anno 854, ed era una citlà con- diciottomila. Colle donazioni fatte
siderabile. Si pretende, che la re- dal nobilissimo Giovanni Menzies
gina Margherita, vedova di Mal- de Pitsodels si è eretto in Blairs
colm III Canmore, re di Scozia, un grande seminario per fornire
vi morisse nel
logS. Nel 12 15 il missionarii a tutta la Scozia. In
parlamento vi fu convocato per la Edimburgo per le cure di monsi-
prima volta. Nel 143/, i re di Sco- gnor Gillis, coadiutore del vicario
zia vi facevano già la loro residen- apostolico di questo distretto, è sta-
za, e vi tenevano regolarmente il to fondato il convento di s. Mar-
loro parlamento; da ultimo, verso gherita. I sacerdoti vivono di pie
l' anno 1 45*6, Edimburgo fu riguar- oblazioni, del pari che il vicario
data come la metropoli del regno apostolico, a cui la sagra congre-
di Scozia {Vedi). gazione Propaganda Jidc passa
di
Nel i633 il re d' Inghilterra, di l'annuo assegnamento di scudi due-
Scozia, e d' Irlanda Carlo I, fece cento. Qui notei'emo, che la Scozia,
erigere un vescovato in Edimbur- prima del 1827, era divisa in due
go, sottoponendolo all' antica metro- distretti. Accadde in quest* epoca
poli di s. Andrea. L* ultimo vesco- la nuova divisione nei tre vicariati
vo di Edimburgo, e l'ultimo pre- apostolici orientale, settentrionale,
lato di Scozia, dopo X abolizione del ed occidentale, come dal breve del
EDI EDI G3
Pontefice Leone XII, in data del sto nome una legge generale, che
i3 febbraio 1827, mandato ad ef- il principe fa pubblicare , a mezzo
fetto nel 1828. Inoltre in questa de' suoi ministri pel bene, e gover-
città sono stati celebrati i seguenti namento dello stato , e de' sudditi,
concili. proibendo, o stabilendo alcuna co-
11 primo si adunò nell'anno 1 1 77 ; sa, con ordinamento generale o par-

e Tenne sospeso un vescovo. An- ticolare. Editto proviene dal termi-


glia tom. 1. ne latino edicerej che significa dire
Il secondo 1289,
si celebrò nel pubblicamente, far sapere, spiega-
e fu presieduto dal Cardinale Otto- re ec, , come si legge nel Por-
ne legato del Pontefice Gregorio cellini. Nell'anno i32 Salvio Giu-
IX. Anglia t. I, Mansi t. II. liano fece l'editto perpetuo. Del
EDITA (s). Da Edgaro re d'In- Salviano editto menzione Giu- fa

ghilterra sortì i natali Edita nel- stiniano I imperatore dicendo, che


l'anno 961. Wulfrida di lei madre, con esso si ordinava primieramen-
preso il velo monacale, si ricovrò te, che tutte le città seguitasse-
nel monistero di Wilton, e volle ro le consuetudini , e le leggi di
seco condurvi anche la figlia, to- Roma, e non di altro luogo. Pro-
gliendola così dagli occhi del mon- ponevano già i pretori ad arbitrio
do, prima ancora che il conoscesse. loro gli editti, ch'erano annui e
Corrispose perfettamente Edita alle cominciavano il dì primo gennaio,
cure materne, e crebbe ogni dì e terminavano il medesimo giorno
più neir acquisto delle cristiane vir- del successivo anno. Ma V impera-
tù. Divenula adulta, spiegò arden- tore Adriano incaricò Salvio Giu-
tissimo desiderio di consecrarsi al liano di formare un editto gene-
Signore, ed avutone non senza dif- rale ed universale, acciocché di es-
ficoltà l'assenso dal padre, fece so si servissero tutti i pretori , e
formalmente la professione religiosa. perciò si chiamò 1' editto perpetuo.
Ad una vita contemplativa, accop- Esso fu nocivo a' cristiani , perchè
piava ella una vita attiva: austera venivano costretti a vivere secondo
con se stessa, era con le sue con- le leggi romane. Dipoi Rotari, set-
sorelle affabile^ e tutta carità, e ta- timo re de' longobardi in Italia, fu
le si mantenne in lutto il corso il primo che nel 687 pubblicò una

della sua vita. Una chiesa a s. Dio- raccolta di leggi, e le diede il ti-
nigi ella fece fabbricare in Wilton, tolo di Editto. A questa raccolta i

e l'arcivescovo s. Dunstano ne fu re successori ne aggiunsero delle


il consecratore, e questi celebrando altre ed altrettanto in seguito fe-
;

la messa, ebbe la rivelazione, che cero re ed imperatori franchi, e


i

la vergine Edita quanto prima tedeschi, come descrive il Borgia,


morrebbe, e quaranta giorni dopo, Memorie istoriche t. I, p. 284 e
il giorno 16 settembre 984, volò seg. Si dissero editti alcune celebri
al suo Creatore. 11 santo arcive- ordinazioni, fatte per volere di di-
scovo ripose le spoglie di lei nella versi principi, e celebri nella storia
chiesa di s. Dionigi, ed in tal gior- ecclesiastica, e di questi daremo qui
no si celebra la sua festività. un' indicazione , trattandosi di essi
EDITTO. Bando, legge pubbli- a' rispettivi luoghi, ed articoli di
cata, edicuim. Chiamasi con que- questo Dizionario.
64 EDM E DM
Nell'anno 9.o4 T imperatore Se- ce, affabile, condiscendente, non ai-
vero promulgò un editto contro i tra volontà spiccava in Edmondo,
cristiani. Nell'anno 263 l' impera- da quella in fuori di seguire i de-
lore Gallieno fece promulgare edit- sideri della madre, e de' suoi pre-
ti favorevoli alla Chiesa, ed ai cri- cettori. Percorsi i suoi primi sludi
sliani cassando, ed annullando quel- in Oxford, diede subito a far co-
li che fossero contrari all'una, e noscere l'acutezza del proprio in-
agli altri. Nei primi del quarto se- gegno. Assiduo all' orazione, ed a-
colo, col famoso editto di Costan- mante del ritiro, non si accompa-
tino // Grande, e di Licinio fu da- gnava se non con chi era infor-
ta la pace alla Chiesa, ed accor- malo a pietà. Per compiere gli stii-
dato il libero esercizio al cristia- dii fu mandato a Parigi, e la buo-
nesimo. Nel 546 Giustiniano
pub- I na madre nel separarsi da lui, lo
blicò il famigerato editto, col qua- provvide di un cilicio, invitandolo
le comandò a' vescovi di condan- ad usarne tre volte per settimana,
nnre Tre capitoli {^Vedi), quindi
i affine di guarentirsi dagli adescnmen-
nell'anno 553 lo rivocò. Celebri ti carnali. Morta intanto la madre,
successivamente furono gli editti E- e da lui collocate le due sorelle in
notico (Fedi) dell'imperatore Ze- un monistero di benedettine, prese
none; Ectesi [Vedi), dell'impera- il grado maestro delle arti, ed
di
tore Eraclio; ed il Tipo (Fedi), insegnò le matematiche. Per una
dell'imperatore Costante. Nel 726 visione avuta di sua madre, si de-
l'imperatore Leone Vlsaiirico pub- terminò ad abbandonare un tale
blicò l'empio editto contro le sa- insegnamento, e si dedicò alle scien-
^re immagini, e fu scomunicato dal ze teologiche. Innalzato al grado di
Papa s. Gregorio II. Nel 1598 En- dottore, lesse in quella facoltà pri-
rico IV fece pubblicare il notissi- ma in Parigi, indi in Oxford. Or-
ino editto di Nantes (P^edi), in fa- dinato sacerdote, si diede alla pre-
vore degli eretici ugonotti. Luigi dicazione, con molto frutto delle
XIV il rivocò nel i685. L'editto anime. Dall'anno 12 19 sino al
solenne poi della Cina in favore 1226 insegnò la logica di Aristoti-
del cristianesimo venne emanato nel le, e nello stesso tempo sostenne le

1692, e si legge nel Bercastel, v^9to- missioni nelle provincie di Oxford,


ria del Cristianesimo, voi. XX VII, Glocester, e Worcester, per ogni
p. 55. dove riportando strepitose conver-
EDMONDO (s.). Non molto prov- sioni. 11 Pontefice Gregorio IX in-
veduti di terrene fortune furono i formato dello zelo ardentissimo di
genitori di Edmondo, ma assai rie- Edmondo lo destinò ad arcivescovo
camente forniti della grazia divina, di Cantorbery, ed il capitolo con
Rainaldo, che tale era il nome del entusiasmo lo ricevette. Vi resiste-
padre, coli' assenso della moglie, ab- va egli per umiltà, ma il vescovo
bandonò il mondo, e si ricoverò di Salisbury il persuase, e nel gior-
nel monistero di Evesham. Mabi- no 2 aprile I252 fu consacrato,
la di lui madre prese cura dei Maggior lena e vigore acquistando
quattro suoi figli, e li educò tutti dalla sacra unzione, s'adoperò egli
con cristiana vigilanza ad innamo- più che mai ad esercitare l' episco-
rarsi dell' evangelica perfezione. Dol- pai ministero. Vigile alla clericale
EDM EDU 65
disciplina, sollecito al ricovero di ciato sulla lealtà de* trattati, debo-
povere fanciulle, largo coi poveri, le fu l'opposizione che ei fece, e
egli era tutto a tutti, edificando rifiutando dai nemici le condizio-
col suo esempio, e persuadendo coi ni perchè contrarie al-
proposte,
suoi sermoni. Pieno di meriti, e la ed alla religione, pre-
giustizia,
logoro dalle fatiche, ed austere pe- ferì meglio esporsi alla morte, che

nitenze, sentì vicino il suo fine. Ri- tradire la propria coscienza. Fatto
cercato da lui slesso il sacro Via- prigioniero, mentre fuggiva, fu tra-
tico, così con il Signore si espres- dotto alla tenda dell' inimico, e ca-
se : iy Signore, io vi ho predicato, ricato di catene, e fieramente per-
9> ho insegnato la vostra dottrina : cosso, tutto egli soffriva paziente-
3* voi potete rendermi testimonian- mente. La costanza di Edmondo
« za, che non ho mai bramalo al- accrebbe il furore di. que' barba-
« tro che voi sulla terra ; voi ve- ri, ad un albero diven-
e legato
»> dete che il mio cuore altro non ne bersaglio di una tempestai di
» brama se non che sia fatta la frecce scaricategli contra, e per ul-
« vostra santa volontà ". Il dì ap- timo fu condannato alla morte. Ai
presso ricevette 1' estrema unzio- 20 novembre dell'anno 870 subì il

ne, e preso in mano il Crocefisso, martirio, e la chiesa in tal giorno


e stretto tenendolo, e di spesso ba- lo annovera fra' suoi santi.
ciandolo, noi depose senon quando EDUARDO (s.). Da Etelredo H
spirò. Nel giorno 16 novembre del- re d' Inghilterra, e da Emma, du-
l'anno 1242 seguì la sua morte. chessa di Normandia, nacque Eduar-
Molti furono i miracoli operati per do. I primi anni di sua gioventù
mezzo di questo santo arcivescovo, furono inquietati dalle scorrerie dei
per cui il Pontefice Innocenzo IV danesi, che usurpatogli il trono pa-
nell'anno 1247 Io elevò all'onore terno , lo costrinsero a rifugiar-
degli altari. si presso Salomone re d' Ungheria.
EDMONDO (s.). Discendente da- Educato sotto la cura di questo
gli, antichi re della gran Brettagna, principe, e molto bene addentratosi
fu posto sul trono, e coronato Ed- nelle scienze umane, profondo cul-
mondo nell'età di anni i5, il gior- tore si rese poi in quella della re-
no di Natale 855. Fu
dell'anno ligione. Visse egli molti anni lon-
egli un ottimo ed ebbe informa-
re, tano dalla reggia paterna, ma sem-
to il suo cuore a pietà, ed a som- pre però tranquillo, e paziente, dan-
ma religione. Nemico degli adula- dosi a conoscere da tutti per un
tori, volea egli tutto conoscere per principe fornito di tutte le qualità
provvedere al ben essere de' suoi necessarie, per saggiamente gover-
sudditi. Con integrità amministrò nare uno stato. Chiamato finalmen-
la giustizia, e la religione fece fio- te dalla nazione, salì sul trono pa-
rire ne' suoi stati. Li poveri aveano terno Eduardo, e fu consegrato il

in lui un padre, le vedove ed i giorno di Pasqua del 1042 in età


pupilli un difensore, ed il sostegno di circa quarant'anni. Quantunque
i deboli. Scorsi quindici anni da occupato nelle cure del soglio, non
che regnava sui suoi sudditi, Ed- dimenticò punto quelle dalla reli-
mondo venne assalito dai danesi. Non gione prescritte. Spoglio di umane
preparalo alla guerra, perchè fidu- passioni, impiegava tutte le sue ren-
VOL. XXI.
,

m EDU EDW
dite nel ricompensare i suoi fe- altro, che a prepararsi alla morte.
deli servitori, nel sollevare i men- Munito dei santissimi sacramenti,
dici, nel dotare chiese e monisteri. attendeva tranquillo il suo fine.

Anche sul trono conservò il vo- Vedendo la sua sposa a piange-


to di castità perpetua, a cui si re, con questi accenti la confortò :

era astretto privato, e quantun- w non piangete: io non morrò,


que impalmatosi ad Edi Ita figlia « ma vivrò j spero, lasciando que-
di Godwino, visse con lei come fra- « sta terra di morte, di entrare
tello a sorella. Durante il suo esi- » nella terra de' vivi, per godervi
lio in Normandia avea fatto voto di « la beatitudine de'santi ". Rivolto
tomba di
visitare la s. Pietro in poscia ad Aroldo e ad altri, rac-
Roma, qualora Iddio si fosse de- comandandola, fe'loro noto, che ri-
gnato di porre fine alle disgrazie masta era ella vergine. Mori pla-
di sua famiglia. Ristabilito solidamen- cidamente il dì 5 gennaio del io6l3,
te sul trono, apparecchiò delle ric- in età di anni sessantaquattro, dopo
che offerte per l' altare del santo trentatre di regno. Col pianto dei
apostolo, e si disponeva per la par- sudditi fu in un' urna rinchiuso il

tenza. Somma fu la costernazione, suo corpo, e nell'anno 1102 venne


che produsse nei ministri tale no- trovato incorrotto. Molti furono i
tizia, temendo essi che V allonta- miracoli operati alla sua tomba
namento di un re sì vigile cagio- ed il Pontefice Alessandro III nel
nare potesse allo stato un gra- I 161 lo canonizzò, e due anni do-
ve danno, e colle lagrime agli oc- po s. Tommaso arcivescovo di Can-
chi lo pregarono a cangiare divisa- torbery fece la solenne traslazione
mento. Intenerito il buon re da si delle sue spoglie il giorno i3 ot-
affettuose suppliche, spedì a Roma tobre, in cui fu assegnata la sua

Aelredo arcivescovo di Yorck, Er- festa principale, che il concilio di


niano vescovo di Winchester, e due Oxford tenuto nel 1222 ordinò
abbati per consultare il Pontefice fosse di obbligo in Inghilterra.
s. Leone IX. Il Papa, udite le ra- EDWIGE (s.). Di sangue illu-
gioni, dispensò il re dall'adempi- stre sortì i natali Edvv^ige, ed in-
mento del voto, a condizione però formata per tempo dagli esempi
di versare in mano dei poveri, deUa pia sua madie ad ogni gene-
quello che speso avrebbe nel viag- re di virtù cristiana, crebbe incli-

gio di Roma, e che fabbricare, o nata sempre alla pietà. Posta dai
dotare dovesse un monistero in suoi genitori nel monistero di Lui-
onore di s. Pietro. Udita dal re la zingen in Franconia, nel dodice-
pontificia decisione, si diede subito simo anno di età da quello
fu
ad eseguire quanto gli venne pre- levata per farla sposa ad Enrico
scritto. Piantati in Westminster la duca di Slesia. Acconsentì ella agli
nuova chiesa ed il monistero, pen- sponsali per ubbidienza, e corrispo-
sò pure alla cerimonia della dedi- se nulladimeno ai doveri tutti a
cazione, ed il giorno stabilito vi guisa della donna forte, ricordata
assistette anche formalmente, ma nel libro dei Proverbi cap. XXXI,
non potè trattenersi fino alla fine, num. IO ec. Ebbe sei figli, e tutti
perchè sorpreso da improvviso mal es- li allevò nel santo timore di Dio.
sere. Postosi a ietto, non pensò ad La sua casa risplendeva della più sen*
EDW EDW 67
tita carità verso i poverelli, di cui ella da Alla re di Deire. Morto il pa-
ne nutriva ogni giorno tredici in o- dre suo, venne egli spogliato de'suoi
nore di Gesù Cristo, e de'suoi aposto- stati da Etelfredo, e quindi neces-
li, li serviva alla mensa, lavava e sitato a ricoverarsi presso Redwal-
baciava per fino le ulceri de'lebbrosi. do re degli Angli-orientali. Avver-
Le sue entrate venivano tutte con- tito Edwino da un amico fedele,
sumate nel soccorrere gì' indigenti. che la sua vita era insidiata, si mi-
Da ardente zelo animala, per sem- se in grande agitazione, quando tro-
pre più perfezionarsi, col consenso vandosi una notte sulla soglia del
del marito, si divise da lui, e si palazzo, uno sconosciuto lo assicu-
ritirò in un monistero vicino a Treb- rò che ricuperato avrebbe il suo
nitz. Indossato un grossolano abi- regno, se promettesse di attendere
to, cinta di digiunava tutti
cilicio, a quanto gl'indicherebbe . Questo
i giorni, meno
domeniche, e co- le straniero gli pose la mano sopra
mechè di debile tempera, non man- il capo, e lo invitò a ricordarsi
giò mai per quaranta anni ne car- di un tal segno . Redwaldo per
ne né pesce. Una sola volta in oc- consiglio della moglie mosse guer-
casione di malattia deviò, e per ra ad Etelfredo, lo vìnse, e mi-
indurla a questo, non vi volle nien- se sul trono l'esule Edwino. Assi-
te meno, che un ordine dello stesso curato sul soglio, e favorito dal-
Pontefice. Passava gran parte delle le sue armi, si rese in breve for-
notti in orazione, gustando interne midabile. Si unì in matrimonio
consolazioni, e rapimenti in Dio. con Edilburga figlia di sant'Etel-
Neiranno i238 il duca di Polonia berto primo re cristiano d'Inghil-
suo sposo santamente morì, ed el- terra, e per patto nuziale fu libe-
la in allora vestì l'abito fra le re- ra la principessa sposa a professa-
ligiose di Trebnitz, e visse sotto la re il cristianesimo. Un sicario,
guida della propiia figlia Gertru- comperato dal re de' West-Sassoni,
da^ che n'era abbadessa, non sot- attentò con un pugnale di uccide-
tomettendosi però ai solenni voti, re Edwino, ma un suo fedele mi-
per poter con più libertà soccorre- nistro frappostosi riparò il colpo, ri-
re i miseri. La profonda sua umil- portando bensì una grave ferita.

tà fu ricompensata dal dono dei Edwino, ringraziati gli dei per l'e-

miracoli, anche vivente, e molte vitato pericolo, fu avvisato dal ve-


furono le guaiigioni col suo mez- scovo san Paolino , che dirige-
zo operate. Predisse ella il suo ter- va la coscienza della regina , di
mine, e quando si sentì assalita rivolgere vero Dio piuttosto i
al
dal male, volle anche prima del suoi ringraziamenti, provandogli ad
pericolo ricevere l' estrema unzio- evidenza quanto sacrilego era il
ne. Con il pensiero sempre fitto culto, che prestava a quelle false
nella passione di Gesù Cristo, vo- divinità. Con piacere Edwino a-
lò al cielo il giorno i5 ottobre scoltò l'ammonizione, e s. Paoli-
1243. Il Pontefice Clemente IV no ispirato dal Signore, gli ricordò
nel 1266 la canonizzò, e Papa In- per ultimo il segno avuto dallo
nocenzo XI ordinò la sua festa il straniero sul di lui capo, e la pro-
dì 1 7 di ottobre. messa ch'egli ne fece. Edwino da
EDWL\0 (s.). ^acque Edwiuo uua forza interua tutto compreso,
158 ÈFE EFE
deliberò suU' istante di abbracciare tempio di Diana, già venerata nel
il cristianesimo. Convocato il con- paese. I nuovi coloni fondarono la
siglio de' ministri, fece loro palese loro città a sette stadii da questo
la risoluzione presa, ed ordinò sul edifizio, ma allorché Creso la dis-
fatto la distruzione de' templi con- trusse, venne rifabbricata in mag-
sagrati agi' idoli. gior vicinanza del tempio. Lisiraa-
II giorno pasqua del 627,
di co trasportolla in una situazione
anno undecimo del suo regno in più salubre ed estesa ,
presso al
Yorck, ricevette il battesimo, e git- monte, una porzione del quale,
tò le fondamenta di una chiesa as- secondo Strabene, fu rinchiuso cn-
sai vasta dedicata a s. Pietro, la tro le sue mura. La cittadella di
quale ebbe poi il suo compimento Efeso, apparentemente opera de' gre-
sotto il regno di s. Osvaldo suo ci imperatori, stava in questo mon-
successore. Grande fu lo zelo del te. Un superbo acquedotto costrut-
nuovo convertito per la diffusione to in marmo portava dell'acqua in
dell' evangelio ne' suoi stati, e la città : bello pure era il teatro, che
nazione inglese con fervore, pari ai vedevasi fra la città ed il tempio,
primi cristiani, ricevette la fede di Alla costruzione di questo ultimo
Gesù Cristo. Nell'anno diciassette presiedette l'architetto Ctesifone, e
del suo regno, volle Iddio visitarlo non fu compito non dopo due-
se
colle Penda principe
tribolazioni, e cento venti anni di lavoro, può
reale di Mercia ne fu l'istromento. dirsi a spese comuni di tutta l'A-
Mosse egli gueira ad Edwino non sia minore. Scrive Plinio che la
solo, ma anche alla religione catto- prima invenzione di porre le co-
lica. Il re per zelo si mise alla te- lonne sopra un piedistallo, e di or-
sta dell'armala, si rivolse contro il narle di capitelli, e di vasi, fu pra-
nemico, e nella provincia di Yorch ticata in tale incontro. Aveva il

oggidì HatfieljJ, successe lo scontro, tempio centoventisette colonne e- ,

e il santo re fu ucciso. Venne rettevi da altrettanti re era lun- :

egli tumulato a Whithy, e la sua go quattrocentoventisei piedi, largo


testa fu posta nell'atrio della chiesa duecentoventi ed ornato di porte
,

di Yorck. I calendari inglesi lo di' legno di cipresso, con lavori di

dichiarano martire. La morte di legno di cedro, e con istatue e qua-


lui avvenne l'anno 633, quaran- dri d'inestimabile lavoro e prezzo,
toltesimo di sua età. il perchè ben a ragione l' edifizio
EFESO (Ephesiis). Città arci- venne consideratouna delle per
vescovile dell'Asia minore, nella sette maraviglie del mondo. Si edi-
Jonia, che qualcuno chiamò Fige- fico in luogo paludoso affinchè non

na, et Era situata presso


Ortygia. soggiacesse alle conseguenze del ter-
al mare Egeo, una pianura irriga-
in remoto, o di apriture di terra. Ac-
ta dal Caistro, al nord ed in vicinan- ciocché poi i fondamenti di tanto
za del monte Corissus^ ed al sud del monumento per la lubricità del si-
monìa Gallesiufi, sulla riva sinistra to non patissero pregiudizio, furon-
del Caistro. Pare che questa città vi posti de' carboni ben adcati, e
esistesse prima dell'arrivo de' greci velli di lane. Ma il vano Eroslra-
neir Asia, ma che fosse allora sol- to, smanioso di rendersi al mondo
tanto un piccolo villaggio vicino al in qualche modo rinomato , e ve-
EFE EFE 69
dendo che tutto gli riusciva sini- al partito del più forte, al tempo
stramente, e che giammai poteva della guerra tra gli ateniesi, ed i

raggiungere il suo intento , conce- lacedemonii. Alessandro qual vin-


pì, ed esegui l'ardito, ed iniquo di- citore entrò in Efeso, e per ricom-
segno di bruciare in una notte il pensare il popolo della confidenza,

tempio. Questo arse di fatto in quel- che da lungo tempo aveva in lui,
la notte in cui nacque il grande come quello che doveva liberarlo
Alessandro, cioè il sesto giorno del dal giogo persiano, vi ristabilì il
mese dai greci chiamato Hecatom- governo democratico, ed un senato.
bacon , trecento cinquantasei anni Dopo la sua morte questa città di-
avanti l'era cristiana. Gli efesi si venne preda de' successori di lui,
resero solleciti di rilàbbricarlo , ri- che se la tolsero successivamente.
fiutando l'offerta loro fatta da A- Lisimaco la prese, e poscia Antigo-
lessandro, quando prese la città il no se ne fece padrone. Efeso era
terzoanno della CXI olimpiade, o alcun poco restituita al suo antico
334 anni prima di Gesti Cristo, di splendore, ma sempre in potere
pagare cioè ogni spesa occorrente dei re di Siria, allorché Annibale
per una tale opera, purché fosse venne in questa città, per abboc-
posto sulla fronte del nuovo tem- carsi con Antioco sul modo di fare
pio il suo nome. Vitruvio dice po- una guerra sicura contro i romani,
sitivamente, che il tempio di Efe- i quali non ostante rimasero vinci-

so è il pili antico di quelli, in cui tori. Manlio, dopo aver vinto i Ga-
l'arte giungesse alla sua perfezione, lazii, quivi passò l' inverno. Questa

ed il primo in cui sia stato usato città era allora in potere de' Ro-
Tordiiie jonico. Dipoi fu spogliato mani, i sebbene molto nume-
quali,
delle sue ricchezze da Nerone. Sot- rosi, furono tutti trucidati per or-
to l'imperatore Gallieno, gli sciti, dine di Mitridate. Qualche tempo
ed-i goti lo rovinarono quasi del dopo Lucullo quivi diede magnifiche
tutto, e dicesi che finalmente sia feste, giacché il proconsole dell'Asia
stalo distrutto in virtù dell'editto vi soleva risiedere. Pompeo, Cice-
di Costantino, quale ordinava la il rone, ed Augusto, vollero visitare
demolizione di tutti i templi de' pa- questa celebre città. Scipione s'im-
gani. A cagione di questo tempio padronì dei tesori del tempio, e
Efeso era frequentata assai. Tiberio fece restaurare una gran
In questa città era vi pure un parte degli edifizi, che più avevano
tempio di Venere, la quale ne avea sofferto nella guerra degli ultimi
un altro nel territorio, nelle cui anni della repubblica. Nei . primi
vicinanze i rodiani batterono la flot- secoli fu presa, e saccheggiata dai
ta di Tolomeo. Efeso aveva diversi persiani. Sotto il regno impe-
dell'

arsenali, ed un bel porto, che le recò ratore Alessio, i maomettani se ne


molto vantaggio; era una delle cit- impadronirono. I greci la ripresero
tà jonie, anzi venne considerata la nel 1206, ma
fu loro tolta di nuo-
metropoli della Jonia e tra le al- ;
vo dai turchi nel i283. Da tal' e-
tre primarie città dell' Asia occupò poca Efeso fu sempre un oggetto
un posto distinto. Ebbero gli Efesi d'invidia pei principi maomettani,
r accorta politica di mantenersi, che portarono le loro armi nell'A-
finché fu loro permesso, attaccati natolia. A forza di togliersela l'un
70 EFE EFE
l'altro, giunsero a distruggerla. Tut- nella Palestina. Non si sa precisa-
tora si vedono nel sito di questa mente in qual anno s. Paolo abbia
superba città, la quale divenne, co- scrittola sua lettera agli efesi. Pen-

me diremo, pur celebre nella sto- sano alcuni, che sia stato l'anno
ria ecclesiastica, diversi avanzi di 49, l'anno 62, o 63, quando
altri

edifizi, e di rottami, che forniscono l'apostolo era a Roma in catene;


un' idea di ciò, che fosse antica- altri ne fissano la data all' anno

mente. Stanno essi a poca distanza 65y quando s. Paolo venne messo
della villa di Aja-Soluk, nell' Ana- nuovamente a Roma, e poco tem-
tolia, sangiacato di Soglab, sul Kut- po avanti del suo martirio. La pri-
chuk Meinder. La chiesa principale ma opinione sembra meglio fon-
detta s. Maria è talmente distrut- data. Nella lettera l'apostolo fa
ta, che non si conosce nemmeno il conoscere agli efesi l' estensione, e
luogo ove sorgeva ; quella di s. Gio- il pregio della grazia della reden-
vanni serve di moschea ai mao- zione operata da Gesù Cristo, e
mettani. Efeso fu la patria dei fi- della loro vocazione alla fede; gli

losofi Eraclio, ed Ermodoro, d' Ip- esorta a corrispondere colla purità


pocrate poeta, di Parrasio pittore, de' costumi, ed entra nelle circo-
di Teodosione interprete della Bib- stanze dei particolari doveri nei di-
bia, e di altri, giacche, come narra versi stati della vita.
Filostrato, vi fiorivano gli studi, e I primi cristiani della chiesa di
perciò i filosofi, e gli oratori. Efeso furono molto zelanti, e me-
Efeso, sino dalla primitiva Chie- ritarono gli encomii di s. Ignazio
sa, e dal cominciare del cristiane- martire. La tradizione ci fa sapere,
simo, fu una delle prime sedi epi- che r evangelista s. Giovanni morì
scopali, la capitale, e la metropoli in Efeso, dopo di aver fondato
della diocesi di Asia, come si vede la maggior parte delle chiese di
dai canoni arabici 32, e 38, che Asia. Vi sono anzi alcuni, che pre-
per lungo tempo attribuironsi al tendono avere s. Giovanni scritto
concilio Niceno, nel quale Efeso è ilsuo vangelo in Efeso, ove si mo-
nominata, dopo le grandi sedi di strava un bacino di porfido, che la
Homa, Alessandria, Antiochia, e tradizione dice avere servito al san-
Gerusalemme. Questa preeminenza to di fonte battesimale.
della chiesa di Efeso non proviene Questa città non fu meno distin-
solamente dall' averne preso l' apo- ta dai pagani. Dopo lo stabilimen-
stolo s. Giovanni una cura parti- to della religione cristiana, venne
colare; ma eziandio dall'averla l'a- destinata dai romani, come abbia-
postolo delle genti s. Paolo fondata, mo accennato, a sede proconsolare,
istruita per due anni, e quivi sta- e ad essere la metropoli dell* Asia,
bilita come la madre, e la principale come si apprende anche da s. Gi-
delle altre chiese, che trovavansi rolamo nella sua prefazione sulla
ne' dintorni. Egli le diede per pri- epistola, o lettera agli efesi. Questa
mo vescovo il suo fedele discepolo provincia proconsofare comprendeva
Timoteo da lui ordinato verso l'an- al tempo dell' imperatore Antonino,
no 65 dell'era cristiana in Mileto, che regnò dall'anno i38 al 161,
ove egli sbarcò ritornando dall' A- la Jonia, la Lidia la Caria, la ,

caja, e da Macedonia per recarsi grande Mesia, la Frigia , l' Elles-


EFE EFE 71
ponto. Costantino , e Teodosio I dì perseverare nel rito loro, di ce-
ve ne aggiunsero poi parecchie al- lebrare la pasqua nel dì in cui la
tre, vale a dire le due Frigie, le celebravano gli ebrei, cioè nello stes-
due Pamfìlie, la Pisidia, la Licao- so giorno della XIV luna di marzo.
nia, la Licia, e le isole Cicladi. Vittore I aveva in animo di sco-

Tulle queste provincie, che aveva- municare questi vescovi disubbidien-


no arcivescovi con parecchie sedi ti, ma a persuasione di s. Ireneo
sufFraganee illustri, erano sotto la non passò oltre le minaccie. Altri
giurisdizione del vescovo di Efeso, però credono che li scomunicasse,
il quale n'era metropolitano, ed quindi che alle preghiere di s. Ire-
anche il patriarca secondo i termi- neo, e per la intercessione di altri
ni de' canoni arabici. Il clero, ed vescovi, il Pontefice li riammettes-
il popolo sceglievano il vescovo di se tosto alla sua
comunione. Si
Efeso, e tutti i vescovi d'Asia si pretende ancora, che s. Vittore I
trovavano presenti alla sua ordina- privasse gli ariani della sua parti-
zione. Bassiano, che intervenne al colare comunione, interrompendo
concilio calcedonese, dice eh' era con esso loro il commercio delle
stato ordinato arcivescovo di Efeso lettere pacifiche, e la trasmissione
da quaranta vescovi. Questa chiesa, della santa Eucaristia; che pensas-
fondata nel primo secolo, e divenu- se inoltre di separarli dal corpo
ta esarcalo d' Asia nel terze, ebbe della Chiesa, nel che principalmen-
le seguenti sedi vescovili immedia- te consisteva la stretta scomunica;
tamente sufFraganee: Pergamo, Ipe- ma noi facesse trattenuto dalle re-
pa, Chora, Magnesia o Mangresia, plicate istanze di tanti vescovi, i

Laica, Sandimitri o Adraraito, As- quali di mal animo vedevano


sumo, Sanquaranta, Gargara, Mo- chiese sì illustri dall'unità della
staurebe, Brullena, Pittamne Me- , cattolica comunione separate, e re-
pina , Aureliopoli, Nissa, Barella, cise. Del concilio generale fatto ce-
Aninetu, Anca, Priene, Arcadiopoli, lebrare in Efeso dal Papa s. Cele-
Fanum Jovis, Nova Aula, Sion, stino 1 nel 43 1, si parla in fine
Labedus, Colofone, Teos, Eritrea o di questo articolo. Dipoi, nel 4^'>
Passaggio, Anlandros, Teodosiopoli, s. Leone I fece celebrare in Cal-
Cuma o Fochia nova, Tirea o Tym- cedonia il IV concilio generale, nel-
bria, Themnos, Algiza, Andera, Va- r azione XII del quale fu trattata
lentinianopoli. Aegea o Egara, Au- la causa di Bassiano, e di Stefano,
lium, Naulochus, Pipere, Coloe, Ma- il primo deposto dalla sede Efesi-
scha, Come, Angafa o Evasa, Paleo- na, e il secondo a lui surrogato, e
poli e Chliare. venne deciso che fosse ordinato un
11 Pontefice s. Vittore I, nell'an- terzo, e i due primi fossero dal-
no 198, ordinò che la pasqua si l' erario della chiesa stessa man-
celebrasse secondo la tradizione de- tenuti, duecento soldi d'oro
con
gli apostoli, non già nel giorno del annui, a titolo di nutrimento, e di
plenilunio, ma solo nella domenica consolazione, come dissero i padri
dopo il plenilunio dell'equinozio ver- del concilio, donde ebbero origine
no. Ma Policrate, vescovo di Efeso, le pensioni ecclesiastiche, non pri-
radunata un' assemblea di vescovi ma udite nella Chiesa.
deli' Asia raiaore, stabifi eoa essi Ma r estesa giurisdizione, ed au-
7a EFE EFE
torità del vescovo di Efeso in det- affari. Laonde al vescovo di Efeso
to concilio col canone ven- XXVIII in sostanza non rimase di più ono-
ne ristretta, e moderata, anche per- revole, che il titolo di arcivescovo,
-chè il vescovo Menofante, abusando che da vasi a' vescovi delle prime
di sua autorità aveva infettate le sedi, le quali avevano sotto di loro
sottoposte Provincie dell' errore di molte Provincie, siccome nel quarto
Alio. Adunque nel concilio di Cal- e nel quinto secolo. In progresso
cedonia venne tolto ai vescovi efe- di tempo il numero di siliatti pre-
sini quel grande potere,
che ave- lati si andò moltiplicando, ed gre- i

vano goduto sino allora, e vennero ci ne fecero poco conto, e li posero


sottomessi al patriarca di Costanti- anche al di sotto dei metropolitani.
nopoli. Non sono ignote né la ma- Nel 1439 Eugenio IV celebrò
niera onde fu fatto il canone, che il concilio generale di Fiienze col-
portava questo cangiamento nella r intervento dell' imperatore Gio-
gerarchia, ne le opposizioni, che vi vanni VII Paleologo, e di cento-
fecero i Pontefici, e neppure le dif- quaranta vescovi. In esso si pub-
ficoltà, che s' incontrarono nella sua blicò il decreto dell'unione de' gre-
esecuzione. Ciò non ostante T am- ci colla Chiesa Romana, sottoscrit-
bizione dei patriarchi di Costanti- to dal Papa, dall' imperatore, e dai
nopoli, sostenuta dal favore degli deputati delle due chiese latina, e
imperatori, la vinse, e Giustiniano greca. Ma tornati appena alla loro
I ordinò nella sua Novella, de sa- patria i greci, alle persuasioni di
cro s. Eccles. j e. i6, che il citato Marco vescovo di Efeso, che avea
canone XXVIII del concilio di Cal- ricusato di sottoscrivere il decreto
cedonia avesse la sua esecuzione, e di unione, ritornarono nel i44^
che le diocesi del Ponto, d'Asia, e all' antico scisma, nel quale tuttora
di Tracia fossero sottomesse alla perseverano, non
essendosi più ri-
chiesa di Costantinopoli. Vero è pe- Chiesa latina. Efeso
conciliati colla
rò che poscia al vescovo di Efeso contò cinquantasette vescovi che vi
si diede il titolo di esarca, sebbene ebbero sede, di cui riporta le no-
debba che gli fu accor-
avvertirsi, tizie Le Quien,
il p. nell' Oriens
dato in un senso ben diverso da Clirìstianus, al tomo I, p. 672, e
quello di patriarca, di primate, co- tomo 9^7, insieme ai tre
III, p.
me ritengono il p. Morino, ed al- vescovi latini, che pur vi ebbero
tri. Il sesto concilio generale è quel- sede. Al presente Efeso è un arci-
lo,che per la prima volta parla vescovato in partibus injideliuin,
di un Teodoto, vescovo della me- che conferisce la santa Sede, con
tropoli di Efeso, ed esarca della otto sedi titolari egualmente in par-
diocesi di Asia ; tuttavolta gli esar- tibus suffraganee; cioè: Adramitto,
chi di Efeso non ebbero mai i Aureliopoli, Altobosco, Imeria, Mi-
medesimi poteri dei primati, per- rina, Paleopoli, Pergamo, e Tei.
chè mai la loro autorità si estese Da ultimo sono stati arcivescovi di
fino all' ordinazione dei vescovi, e Efeso monsignor Paolo Leardi nun-
dei metropolitani di una, o di pa- zio di Vienna, e monsignor Gio-
recchie Provincie, come giammai vanni Soglia, fatto da Leone XII
potè il vescovo di Efeso convocarli nel concistoro de' 2 ottobre 1826,
in concilio, e giudicare sui loro che il regnante Gregorio XVI trasfe-
EFE EFE 73
lì al patriarcato di Costantinopoli, di delitti. Pallud. Dial e. i5, p.
e poi creò Cardinale. 11 wedesimo i35; Diz, de' Concila j e Baluzio
Gregorio XVI, nel i836, a' 17 lu- tomo I.
glio,nella basilica Liberiana con- II quarto, che è ecumenico, e fu
sagrò in arcivescovo di Efeso, mon- il terzo concilio generale, celebralo
signor Lodovico Altieri, attuale suo sotto l'imperatore Teodosio II nel-
nunzio apostolico presso V imperia- l'anno 43 venne presieduto dal
'j
le corte di Vienna. som ino Pontefice Celestino 1 a mez-
zo de' suoi legati, contro JXestorio,
Concini di Efeso. il quale ammetteva due persone in
Gesù Cristo, e negava che la Ver-
Il primo fu adunato verso 1' an- gine Maria fosse madre di Dio.
no 196, o 198, sotto il vescovo Questo Nestorio, nipote di Paolo
Policrate per celebrare la Pasqua di Samosata, prima monaco, poscia
li 14 della luna, in qualunque gior- prete antiocheno, eia allora vescovo
no della settimana cadesse, contro di Costantinopoli. Appena fu solle-
quanto avea stabilito Papa s. Vit- vato a quella sede, mostrò un gran
tore nel concilio romano, con de- zelo contro gli eretici, ma i saggi
creto che può vedersi nel Labbè, lo qualificarono per indiscreto e vio-
Coiicil. tom. I, col. 596 ; decreto, lento, e quindi incominciò a mani-
che poi fu ricevuto da altri conci- festare la sua rea dottrina, e i suoi
lii orientali, ed occidentali, e dal perniciosissimi errori, con audacia,
Niceno I. Dìz. de Co nei Hi ed Eu- , e furore. Vedendo poi insorgere
sebio, Hist. eccl. 24. burrasca contro di lui, per diver-
secondo venne celebrato l'an-
Il tirla fece tenere un preteso concilio
no 245 contro r eretico Noeto, il per imporre a' suoi avversari, nel
quale negava esservi tre persone in quale depose diversi ecclesiastici, ag-
Dio, ed ammetteva solo diverse giunse loro r esilio, ed ogni manie-
operazioni, e denominazioni. Balu- ra di pessimo trattamento, imperoc-
zio Arduino tomo L
tomo I, ché non vi era cosa, a cui non lo
Il terzo ebbe luogo 1' anno ^01^ portasse il suo orgoglio, il quale
contro i delitti di Antonino vesco- fondavasi nelle sue ricchezze, e nel-
vo di Efeso. Si compose di settan- la imperiale protezione. Pieno di
ta vescovi di Asia, e di Lidia, alla zelo s. Cirillo patriarca di Alessan-
testa de' quali era s. Gio Crisosto- dria insorse a combattere Nestorio,
mo per la elezione di un altro ve- e scrisse anche al Papa s. Celesti-
scovo, e per di lui avviso fu eletto no I, che a tale un
eftetto tenne
Ereclide suo diacono. Sei vescovi concilio in Roma. Laonde temendo
simoniaci vi furono deposti, dopo Nestorio, che Teodosio li potesse
di avere ascoltati i testimoni, e ri- cedere ai reclami cui riceveva, si

cevuta la confessione di delti ve- mostrò desideroso della celebrazio-


scovi, ed in vece si collocarono ne di un concilio ecmiienico, del
nel loro posto delle persone degne quale, facendosi forte ne' suoi par-
di occuparlo. S. Gio. Grisostomo tigiani, si lusingava intorbidare le
in questo concilio si segnalò pel risoluzioni. Allora l' imperatore fe-
suo zelo episcopale, ad onta che i ce scrivere una lettera circolare di
suoi nemici tentassero di accusarlo convocazione a lutti i meUopolita-
74
*

EFE EFE
ni, dichiarando loro, eh' egli aveva a' 2 2 giugno. Intanto s. Cirillo e-
eletto la città di Efeso per cele- saminò la questione dell' Incarna-
brare il concilio, ordinando loro di zione , e fece degli estratti dei
intervenirvi per la prossima Pente- libri di adottando i sen-
Nestorio,
coste, insieme ai sufifraganei, ma in timenti del santo vescovo Memno-
piccolo numero. Questo principe ne di Efeso. Concorrendo tutto il
fece pure scrivere in Africa, affin- popolo efesino in questi sentimenti,
chè quella provincia tanto ragguar- il partito di s. Cirillo veniva ad
devole per la sua estensione, e pel essere il più forte, e il più nume-
numero de' vescovi, ed illustre per roso. Siccometenne per doloso si

la purità della disciplina, e pei il ritardo Giovanni di Antio-


di
lumi e per lo zelo di s. Agostino, chia, come amico di Nestorio, e
prendesse parte nell' interesse co- de' suoi vescovi, ad onta dell' oppo-
mune della Chiesa; ma il santo in sizione di questi, s. Cirillo e gli
tal punto era morto nel bacio del altri vescovi stanchi dell'indugio,
Signore. pei 11 giugno vollero celebrare il
Il sommo Pontefice, non istiman- concilio, non valutando le contra-
do opportuno di recarsi al concilio, rie proteste. Il concilio fu raduna-
nominò il suddetto s. Cirillo in le- to nella gran chiesa di Efeso, det-
gato della santa Sede, ed in oltre ta della Madre di Dio. Il tutto pas-
vi mandò tre legati, il vescovo sò secondo le regole. S. Cirillo vi
Arcadie, Pro j etto vescovo d'Imola, come occupante la se-
presiedette,
e Filippo prete della santa roma- conda sede della Chiesa, e tenne
na Chiesa, col titolo eziandio di il posto del Papa qual suo legato:
deputati della chiesa Romana. Ne- lo stesso concilio lo chiama il ca-
sitorio arrivò in Efeso per uno dei po di tutti i vescovi raunati in Efe-
primi, con un seguito numerosissimo, so. Presso di lui sedevano Giove-
ed accompagnato dal conte Ireneo, nale di Gerusalemme, Flaviaiio di
suo amico e protettore. Egualmen • Filippi, Firmo di Cesarea, Memno-
te vi si recarono s. Cirillo, con ne di Efeso, A cacio di Melitene,
Giovanni di Gerusalemme insieme Teodoro di Ancira, e gli altri se-
a cinquanta vescovi dell' Egitto . condo l'ordine della loro dignità,
Memnone di Efeso avea anch' e- e nel numero di centonovantotto,
gli radunato piti di cinquanta ve- la maggior parte della Grecia,
scovi della sua giurisdizione, laon- dell'Asia minore, della Palestina,
de i vescovi ascendevano a più e dell'Egitto: i libri de' santi evan-
di duecento tutti celebri per scien- geli erano collocati nel mezzo del-
za, e per eminenti virtù. Candidia- l' assemblea.
no, conte de' domestici, che coman- I. sessione. Radunati che furono
dava le truppe in Efeso, fu invia- i vescovi , Candidiano si presen-
to al concilio d' ordine di Teodo- tò a fare istanza, che s* indugias-
sio li per mantenervi la tranquilli- se a tenere il concilio, finché fosse-
tà, e la libertà delle opinioni: tut- ro giunti gli orientali, ma non fu
tavia mostrò favorevole a
egli si esaudito. Sulle prime si lesse la
Nestorio. JNon arrivando al concilio lettera, colla quale l'imperatore
Giovanni di Antiochia, ed altri ve- avea convocalo il concilio. Fu in-
ijcovi, ne fu prorogata l'apertura oltre prodotta la risposta^ che ave*
EFE EFE 75r

va data Neslorio alla citazione lemont, che sìa stata fatta la meno-
del concilio, cioè ch'egli verrebbe, na cosa; 6." Si produssero diver-
se lo si giudicasse necessario. Intan- si passi de' padri per far vedere
to per conformarsi ai canoni, e pri- quale era stata la loro dottrina
ma di fare il rapporto degli scrit- sopra la incarnazione, dopo di che
ti concernenti quest'affare, si de- tutti i padri esclamarono : Queste
putarono tre vescovi a Nestorio per parole sono le nostre j questo è
secondo monitorio di presentarsi al quel che noi tutti diciamo ;
7.** Si
concilio a giustificare la sua dot- ricevettero le disposizioni de've-
trina; ma i vescovi deputati tro- scovi,che avevano udito dalla pro-
varono la sua casa circondata di pria bocca di Nestorio la sua em-
soldati armati di clava, e non po- pia dottrina.
terono mai ottenere di parlargli. Quindi si pronunziò la sentenza
Nestorio avea fatto dire loro, che contro Neslorio: »> N. S. Gesù Cri-
allora quando tutti i vescovi si fos- » sto , bestemmiato da Nestorio,
sero radunati, egli si recherebbe al » ha dichiarato colla voce di que-
concilio. una terza ci-
Gli si fece >» sto santo concilio, ch'egli è pri-
tazione, ed vescovi, dopo di ave-
i » vato d' ogni dignità vescovile, e
re aspettato un si lungo tempo, « reciso da tutta l'assemblea eccle-
furono trattati con grande insulto >» siastica ". Questa sentenza fu se-
dai soldati, i quali dichiararono gnata da cenlonovantotto vescovi
ad essi che stavano colà d'ordine secondo il Tillemont, e da più di
di Nestorio, per non lasciar entra- duecento al dire di Fleury. La sen-
re nessuno a nome del concilio. tenza venne subito partecipata a
A questa risposta, non badando Nestorio, ed aflissa nelle pubbliche
più i padri che a difendere la fe- piazze, lo che cagionò grande alle-
de, e seguire i canoni, fecero leg- grezza nella città di Efeso. Se ne
gere I." Il simbolo di JNicea, come
: diede notizia per lettere al clero
regola della fede; 2.° La seconda di Costantinopoli, raccomandando-
lettera di s, Cirillo a Nestorio, alla gli di conservare tutti i beni per
quale tutti i padri fecero gran- renderne conto al futuro vescovo.
di elogi; 3.° La risposta, che Ne- Frattanto Nestorio, avendo inteso
storio aveva fatta a questa let- tali notizie ,
protestò contro tutto
tera, e il concilio trovò che non ciò ch'era stato fatto nel concilio,
si accordava colla fede Nicena; 4-° e Candidiano, di concerto con lui,

Si lessero venti articoli tratti dal li- inviò all'imperatore una relazione
bro di Nestorio, contenente una rac- di quello ch'era avvenuto, molto
colta de' suoi sermoni, e padri vi i svantaggiosa al concilio , dicendo
trovarono delle bestemmie orribili, che s. Cirillo e Memnone, e gli
e tutti esciamarono: noi anaiematiz- altri non avevano voluto aspettare
ziamo t eretico Nestorio, e chiun- gli orientali j- che si era operato
que non lo anatematizza sia egli f in quel concilio di una maniera
pure anatema; 5." L'ultima let- tumultuaria, e con argomenti visi-
tera di san Cirillo a Nestorio, bili d' odio, e di passione. Nestorio

terminata dai dodici anatematis- gliene indirizzò una simile. Ma i

mi, intorno ai quali non è mes- padri del concilio, per distruggere
so in nota, come si esprime il Til- le cattive impressioni che si poles-
76 EFE EFE
sero dare all'imperatore della lo- Frattanto Giovanni d' Antiochia,
ro condotta, giudicarono espediente avendo terminato il suo iniquo con-
d' inviare allo stesso imperatore gli ciliabolo, permise finalmente che si
atti del concilio; però i fautori di facessero entrare deputati del con-
i

JNcstorio in Costantinopoli lo servi- cilio di Efeso; ma non appena essi

rono SI efilcacemente fino ad im- gli ebbero esposto il soggetto della

pedire, che tuttociò che veniva per loro commissione, si videro oppres-
parte del concilio arrivasse all'im- si d'ingiurie, e di percosse dai ve-
peratore; e dall' altra parte Candi- scovi, e dal conte Ireneo, ch'erano
diano impiegò la violenza contro presso Giovanni d' Antiochia. Dopo
i vescovi, mise delle guardie da per essere stati cosi maltrattati i depu-
lutto per impedire che non fossero tati andarono a riportare al conci-
loro portate le cose necessarie, e che lio le loro doglianze pei cattivi
non mandassero nessuno alla corte; e trattamenti sofferti. I padri, sor-
li tenne chiusi in Efeso, come in presi di una sì strana condotta, se-
una prigione.mezzo a questi
In pararono Giovanni d' Antiochia dal-
movimenti Giovanni di An-
diversi, la loro comunione sintantoché fos-
tiochia arrivò finalmente ad Efeso se egli venuto a giustificarsi ; e ris-
ai 29 giugno, seguito da ventisette guardarono i padri con insulto la
vescovi, e scortato da soldati. Oifeso sentenza informe del suo conci-
perchè il concilio non avesse aspetta- liabolo. Ma Nestorio, e gli orientali

to il suo arrivo, diede delle prove le a nulla altro badando, che al pro-
più violenti, e le più irregolari del prio risentimento, scrissero parec-
suo risentimento; cominciò a ren- chie lettere alla corte per giustifi-
dersi inaccessibile ai deputati invia- care la loro condotta; e l'impera-
tigli dal concilio, per dargli parte tore prevenuto da Candicliano scris-
di ciò eh' era passato intorno a se una lettera ai padri del concilio
Kestorio. Dai soldati fece respinge- colla quale egli disapprovava la de-
re que' vescovi dall'ingresso di sua posizione di Nestorio^ e dichiarava,
casa. Que' deputati sostennero tan- che finché il punto di dottrina fos-
ti oltraggi con incredibile pazienza, se deciso, non comporterebbe, che
e corsero rischio anche della vita. nessun vescovo partisse da Efeso.
Ma intanto che Giovanni fece as- I padri fecero una risposta alla
pettare a quel modo, tenne egli lettera dell'imperatore, nella quale
stesso un concilio co' suoi orienta- giustificavano la loro condotta, e
li, e con Nestorio ; e così quaran- querelavansi dei falsi rapporti di
ta vescovi tentarono di giudicar- Candidiano. Gli orientali , alteri
ne duecento; e questo essi fecero della lettera dell' imperatore, ten-
senza accusatore, senza citazione, tarono di ordinare un nuovo ve-
senza esame, e senza nessuna for- scovo in Efeso; ma risaputosi ap-
malità. Vi deposero s. Cirillo, e pena il loro disegno, in fretta fu-
Memnone, come autori della di- rono serrate le porte della chiesa,
scordia, e separarono dalla comunio- ed eglino si videro costretti a ri-
ne tutti gli altri vescovi, cioè pre- tirarsi confusi. In questo mezzo,
tendevano che que' vescovi non quantunque i fautori di Nestorio
potessero più comunicare con essi facessero i loro sforzi per impedire
nella celebrazione de' misteri. che r imperatore non fosse istruita
EFE EFE 77
del vero, un medico sforzò tutti i quel principe nelle sue prime pre-
ripari, e portò a Costantinopoli, in venzioni contro il concilio, ovvero
una canna forata, che servivagli di piuttosto lo lasciò indeterminato e
bastone, una lettera scritta in Efe- sospeso a favore di chi egli doves-
so, e diretta ai vescovi ed ai mo- se dichiararsi. Quindi, senza distin-
naci ch'erano in Costantinopoli. guere i due partiti, confermò la
Sparsa che fu questa lettera, tutti deposizione di Nestorio fatta dai
i monaci lasciarono monisteri, e i prelati del concilio, e quella di
andarono quasi in processione a s. Cirillo, e di Memnone fatta da-
trovare l'imperatore. L'abbate s. gli orientali, e annullò poi quanto
Dalmazio, che da quarantotto anni era stato praticato da ambe le par-
non era uscito dal monistero, ne ti. Mandò ad Efeso il conte Gio-
era il condottiere. vanni per regolare le cose, secondo
La lettera fu presentata all' im- che giudicasse più espediente. In
peratore, e il santo abbate gli rap- questo mezzo i legali della santa
presentò quanto era succeduto in Sede arrivarono in Efeso.
Efeso, e come avevano sorpreso la II, e III sessione, a' -2 3 giugno.
sua religione. Teodosio II mostrò Subito dopo il loro arrivo, ritarda-
di approvare tuttociò che il conci- to dalle tempeste, e dai venti con-
lio aveva fatto, e ringraziò Dio di trari, i padri si radunarono di nuo-
avergli manifestata la verità. In vo, ed i legati sedettero con essi,

conseguenza di che il concilio man- e co' tre deputati d' occidente. Fu


dò alcuni vescovi imperatore, eall' letta la lettera del Papa Celestino
gli orientali dal canto loro impe- I al concilio. In questa era detto,
gnarono conte Ireneo, che di sua
il che mandava i suoi legati per far
spontanea volontà aveva accompa- eseguire quanto egli aveva ordina-
gnato Nestorio, a recarsi dall'im- lo r anno precedente nel concilio
peratore, e gli consegnarono parec- di Roma, al che i padri applau-
chie lettere. Intanto s. Dalmazio, dirono. Questa lettera era una spe-
e gli ecclesiastici di Costantinopoli, cie di credenziale pei tre deputati di
scrissero una lettera ai padri del occidente. Eglino rendettero conto
concilio,che riuscì per essi di gran ai legati di ciò ch'era avvenuto, e
conforto nella pei-secuzione che sos- trovarono che il tutto era stato
tenevano. In questa lettera il clero fatto a tenore dei canoni, e i le-
di Costantinopoli testimoniava ai gati condannare
dichiararono di
padri del concilio, la consolazione essi pure Nestorio, e deponevanlo
che avea provato per la deposizio- a nome del Papa, la cui autorità
ne di JN'estorio, e li pregava di a- portava seco quella di tutto l'occi-

doperarsi pel ristabilimento delle dente; poiché, dissero, i vescovi di


loro chiese. Ma gli affari del con- oriente, e d'occidente hanno assi-

cilio nuovo attraversati


furono di stito al concilio per se, e pei loro
per qualche tempo dall' arrivo del deputati.
conte Ireneo a Costantinopoli. Sic- IV. sessione, i6 luglio. Il con-
come era egli consagrato del tutto cilio ricevette la supplica di s. Ci-
al partito di Giovanni d' Antiochia, rillo, Memnone,
e di colla quale
e di Nestori o, così l'esposizione domandavano giustizia della sen-
ch'€Ì fece ali' imperatore rimise tenza pronunziata contro di loro
yS EFE EFE
da Giovanni d' Antiocliia, e dagli ch'egli avea fatto contro i pela"
orientali, e li fece citare. Ma i ve- giani, imperciocché erano venuti a
scovi spedili a questo (ine furono Costantinopoli nel 4^9 j ^ V era-
insultati, e respinti dai soldati, e no stati sostenuti dal credito di
non poterono, avvicinarsi alla sua Nestorio; ma Teodosio II gli fece
persona . Alla seconda citazione scacciare dalla città. Il concilio con-
Giovanni fece loro rispondere, che fermò quanto era seguito al tempo
ei non aveva nulla a dire a per- della loro condanna sotto s. Zosi»
sone deposte e scomunicate. mo. Papa nel 4 18.
V. sessione, 17 luglio. Si deli- VI. sessione, a'22 luglio. S. Ci-
berò di citare per la terza volta rillo vi presedelte come vicario del
Giovanni d' Antiochia. I deputati Papa. Il concilio condannò un sim-

riferirono, che l' arcidiacono di Ne- bolo di Teodoro di Mopsueste, sen-


.storio era venuto da essi, e aveva za nominar quel vescovo, e proibì
voluto dar loro un foglio ma , a chiunque di comporre o di fare
che non avevano giudicato be- sottoscrivere, a chi avesse incon-
ne di riceverlo. La qual cosa ve- trato nella Chiesa verun' altra pro-
dendo quegli , avea detto loro : fessione di fede, che quella di ]\i-
5» Voi non avete ricevuto il mio cea, sotto pena di deposizione pe-
»> foglio, ed io non bado a ciò gli ecclesiastici, e di anatema pei
f* che dice il concilio; noi aspet- laici. Intorno a ciò il Tillemont
9» tiamo una decisione dell' impe- osserva, che Eutiche, nel concilia-
« ratore. " Udito il rapporto dei bolo di Efeso chiamato Latrocinio,
deputati, il concilio pronunziò con- e i vescovi d' Egitto, in quello di
tro Giovanni d'Antiochia, ed i Calcedonia, abusarono di questo
suoi complici, al novero di tren- mandato, il quale non si vuol
latre, tia i quali fu compreso Teo- prendere a rigore e se ; ne ser-
doreto, una sentenza che li recide- virono per coprirsi sotto la gene"
va dalla comunione ecclesiastica, e raiità dei termini del concilio Ni-
soggiungeva, che se non avessero ceno, e per non rigettare le ag-
riconosciuto il loro errore, si tire- giunte fattevi dal concilio Costanti-
lebbero sdosso 1' ultima condanna. nopolitano; che questa prescrizione
A questa sessione debbonsi riferire medesima venne opposta allo stes-
i canoni contro gli orientali e Ne- so s. Cirillo, per aver egli ricevu-
storio. Questi sono quelli, che ci to delle altre professioni di fede
restano del concilio di Efeso, al- da alcuni vescovi sospetti di nesto-
meno secondo il Baronio. Del ri- nanismo; ma il santo rispose, che
manente nulla contengono, che ris- quel decreto del concilio di Efeso,
guardi la disciplina pubblica della bencliè fosse santissimo, non impe-
Chiesa. Il concilio informò l'impe- diva, che qualora certe persone
ratore di quanto era seguito; egli fossero sospette non bene in-
di
si querelò che trenta
altamente, tendei'e il simbolo INiceno, non do-
vescovi avessero avuto ardiniento vessero dichiarare i loro sentimenti
di alzar tribunale contro più di con parole più precise, dal che era
duecento ; e avessero preteso di facile conchiudere, come dice lo
formare un secondo concilio. Il stesso autore « che quando la :

concilio scrisse anche al Papa ciò. » Cliiesa ha da combattere della


,

EFE EFE 79
« eresie non condannale formai- Cirillo, e Memnone furono guar*
»imente dal simbolo Kiceno, ha dati molto strettamente : inoltre
» ella il diritto di aggiungerci tenne egli rinchiusi i vescovi in Efe-
« quelle espressioni che crede op- so, e fece loro patire molti disagi; to-
» portune, e necessarie a mettere gliendo ad essi qualunque commer-

« in chiaro la verità ". E tanto ciò con qualunque uomo. Intanto


avea fatto il concilio Costantino- l' imperatore lusingandosi di poter
politano, e lo stesso praticarono riunire i vescovi, obbligò gli orto-
parecchi altri in appresso. dossi a comunicare cogli orientali;
VII. sessione, ed ultima a'3i nia essi protestarono di nuovo che
luglio. Regio, vescovo di Costan- non acconsentirebbero mai a que-
za nell'isola di Cipro, presentò una sta riunione, se gli orientali non
istanza al concilio in nome suo, e annullassero ciò che avevano fatto
di due altri vescovi, lagnandosi che contro s. Cirillo e Memnone, e non
il clero di Antiochia offendesse la anatematizzassero in iscritto Nesto-
libertà, ond' erano in possesso, e rio, e i suoi dommi. Finalmente
pretendesse di attribuirsi il diritto gli orientali, essendo rientrati un
delle ordinazioni, contro i canoni, poco in se stessi, credettero di do-
ed il costume stabihto. Il concilio ver cooperare alla pace della Chie-
colla sua sentenza conservò i ve- sa, e dopo essersi a grandissimo
scovi di Cipro nel libero possesso stento accordati, ofTiirono una pro-
di fare da se slessi le ordinazioni fessione di fede sopra Tincarnazio-
a tenore dei canoni, e secondo il ne, e sopra la ss. Vergine Maria,
costume, se il vescovo di Antiochia Fu trovata cattolicissima questa
non fosse fondato nella consuetu- professione, e se ne fece uso in
dine. Ma siccome quest'ultimo non progresso per placare gli animi. Per
era presente al concilio, così non l' altra parte i padri del concilio
potè difendere il suo diritto che scrissero all'imperatore a favore
era ne più, ne meno fondato, non di s. Cirillo, e di Memnone, e lo
essendo stato interrotto questo pos- informarono della verità dei falli,
sesso, se non per occasione degli Bappresentarongli con quale ingiu-
arianij siccome appare da una let- stizia opprimevasi un' assemblea
tera di s. Innocenzo I Papa, ad quale era il concilio; e per distrug-
Alessandro di Alessandria, scritta gere le impressioni, che potesse aver
\ent'anni addietro. fatto sull'animo di Teodosio li la

Poco dopo questa Teo-


sessione, relazione infedele del conte Gio-
dosio mandò il conte Giovanni ad vanni, scrissero una lettera dello
Efeso, e subito arrivato lesse ai pa- stesso tenore agli ortodossi di Co-
dri del concilio la lettera dell' im- stanlinopoli, i quali non dubitaro-
peratore, la quale comandava la no di altamente dichiararsi a fa-
deposizione di s. Cirillo, di Mem- vore di tanti vescovi perseguitati
none, e di Nestorio ; e siccome i a quel modo, e indirizzarono ai-
vescovi protestarono, ch'eglino non l'imperatore, a nome di tutto il

acconsentirebbero a quella dei due clero, una supplica piena di ener-


prirai, così gli fece arrestare tutti già, e di generosità. Dicono in
e tre, e diede in custodia Nestorio quella, che siccome la religione
al conte Candidiauo suo amico. Sv cristiana obbliga i sudditi ad ubbi-
8o EFE EFE
dire i loro principi, così vuole che tore, essendo meglio informato, ren-
quando non si può loro ubbidire desse giustizia alla verità, poiché
senza pregiudizio dell' anima sua, essendo di ritorno a Costantinopo-
parlisi loro con libertà, e con co- li, ordinò con una lettera ai depu-

raggio da figliuoli di Dio. Gli rap- tati di condursi in quella


cattolici
presentarono, che condannando Ci- città per ordinarvi un nuovo ve-
rillo e Meninone, sotto un falso scovo nella persona di Massimiano,
pretesto di pace, si mette la divi- in vece di Nestorio, al quale avea
sione in tutta la Chiesa ; e che egli fatto già comandare di uscire
deponendo Nestorio da una parte, da Efeso, e di rinchiudersi nel suo
e tutti i vescovi cattolici dall'altra monisfero vicino ad Antiochia, il

nella persona di s. Cirillo, si la- che gettò in costernazione gli o-


sciano gli ariani, e gli eunomiani rientali. Quindi prescrisse con una
padroni di tutto ; protestarono in lettera, che tutti i vescovi, e s.

fine di essere risoluti a soETEriacere Cirillo e Memnone eziandio, ritor-


ad ogni male^ anche al martirio, nassero alle loro chiese, dovendo
con quelli che hanno con loro la fare altrettanto Giovanni d' Antio-
stessa fede. chia co' suoi vescovi ravveduti dal-
Tocco r imperatore da questa l' errore. Sì raccoglie da questa
supplica del clero di Costantino- lettera, eh' è come la conclusione
poli,permise ai padri del concilio del concilio, che quantunque Teo-
di mandargli otto deputati colle dosio II fosse ancora in qualche
opportune istruzioni; ed altrettanti dubbio, e non volesse decidere ne
ne inviarono gli orientali per parte per gli uni, ne per gli altri) pre-
loro. Tra i deputati cattolici era feriva con tuttociò quelli del con-
il primo Arcadio,. vescovo legalo cilio ecumenico, perchè avevano
della santa Sede, e Filippo prete, dal canto loro più contrassegni di
uno dei tre legati del medesimo comunione cattolica. L'imperatore
s. Celestino I. Gli uni, e gli altri e Massimiano, vescovo novello di
recaronsi per ordine dell'imperato- Costantinopoli, spedirono legati al
re a Calcedonia, ch'era di rimpet- Pontefice s. Celestino I , Giovanni
to a Costantinopoli, ma dall'altra prete, ed Epitetto diacono, e con-
parte del Bosforo ; e qui fu dove gratularonsi col Papa del trionfo
si terminarono finalmente gli afiari riportato suH' eresia nestoriana ab-
di Efeso a vantaggio della Chiesa. battuta nel concilio Efesino, e nel
Essendosi l'imperatore condotto co- quale fu stabilito, contro l'eresiar-
là, diede udienza per cinque gior- ca, una persona essere in Cristo, e
ni diversi ad ambe le parti, e do- due nature, e dover la b. Vergine
mandò che ognuna facesse una e- Maria chiamarsi madre di Dio. Tal
sposizione di sua credenza. Non si decreto si seppe in Roma nel gior-
sa in particolare che seguisse ciò no di Natale, e vi fu ricevuto con
in queste udienze, solamente ci è tanta gioja, ed acclamazione, che
noto che gli orientali si dolsero nel generale, e divoto clamore ad
molto di s. Cirillo, e che i catto- onore della gran Madre di Dio, si
lici non vollero mai entrare in aggiunsero alla salutazione angeli-
conferenza con essi. Vi è fonda- ca dell' x/i'p Maria {Fedi) le pa-
mento di supporre, che l'iaipera- role che tuttora recitiamo Sanata :
EFE EFE 8r
Maria Mater Dei ora prò nohis privali del sacerdozio coloro, qui
peccatoribiis, mine et in hora mor- deficientibus a synodo adhaeserunt.
tis nostrae Amen. A questa madre li terzo riguarda sulla restituzione
di Dio r augusta s. Pulcheria, che alla dignità sacerdotale , di quelli
tanto avea cooperato alla buona che n'erano stati privi da Nesto-
riuscita della parte cattolica, alzò rio. Il quarto canone così diceva :
un sontuosissimo tempio in Costan- Si qui auttm clericorum defecerìnt
tinopoli presso il mare, e fu da vel ausi fuerint vel privatinij vel
altri imitata in diverse parti del publice quae sunt Nestorii, ani Cc-
mondo per la divozione accresciu- lestii, sapere, sanciluni est a sanala

ta alla madre di Dio. E succeden- synodo islos quoque depositos esse.


do, nel 4^2 , a s. Celestino I, il 11 quinto canone non voleva che i
Papa s. Sisto III, questi a memoria condannati dal medesimo concilio
del trionfo riportato su Nestorio, e potessero essere reintegrati a quei
a gloria Maria, rinnovò in Ro-
di gradi, da' quali erano stati rimossi
ma la patriarcale Chiesa di s. Ma- dai padri dell'assemblea. 11 sesto ed
ria Maggiore (Vedi), al modo che ultimo canone fu fatto Similiter :

dicesi a quell' articolo, e con pit- autem, si qui velini ea, quae de sin-
ture in mosaico, le quali celebra- gidis per sanctam synodum gesta sunt
rono questo concilio. Ephesinam, quocumque modo mo-
Cosi ebbe fine il celebre conci- verej sanala synodus ipsa dearevit^
lio di Efeso, ricevuto sempre, e si quidein episaopi aut clerici fue-
venerato dalla Chiesa come ecume- rint^ eos omnino a proprio cadere
nico, non ostante la opposizione gradu: sin vero laici,aut aliij si-
che per alcun tempo vi fecero gli ne communione permaneant. V,
orientali. Secondo il Bergier, è una Baldassari Istoria conipen. de' con-
prova, che il concilio di Efeso te- cini ecumenici, p. 3g e seg. ; Diz.
meva giustamente le conseguenze de' concini j Regia tom. V, Labbé
dell'eresia di Nestorio, l'aver egli tom. Ili, Arduino tom. I, Baluzio,
perseverato sino alla morte mal- Tillemont, Condì, tom. III. Nel
grado i patimenti di un rigoroso 1791 si pubblicò in Venezia /' /-
esilio, e l'esempio de' suoi migliori storia dell' eresia di Nestorio, e
amici. Gli venne rosa dai vermi- del concilio di Efeso, di Bercastel.
ni quella lingua, che avea osato 11 quinto concilio di Efeso, o con-
pronunciare esecrande bestemmie ciliabolo, é quello tenuto nel 4^ i
contro la madre di Dio, e sono da Giovanni patriarca d'Antiochia,
passati più di quattordici secoli dac- partigiano di Nestorio, contro il con-
ché i nestoriani {Vedi) di lui set- cilio generale di Efeso, di cui in
tatori perseverano in oriente nel- questo si è parlato. Regia t. V, Lab-
l'errore. In quanto ai canoni fatti bé t. Ili, Arduino t. I, Baluzio.
in questo concilio, sono sei. Il essi 11 tenne nell'anno 434>
sesto si

primo fu contro coloro, che la sen- 44oj o 44^5 sopra Bassiano prete
tivano con Celestio eresiarca, e coi di Efeso, ch'era stato ordinato ve-
di lui fautori,nonché contro Pela- scovo di una città della provincia
gio; come contro
quelli che non suo malgrado, ed al quale ne fu
vollero condannar Nestorio. 11 se- sostituito un altro. Mansi tom. I,

condo canone fu quello, che volle p. 3i8, e Baluzio.


VOI. XXI. 6
8^ EFO EFO
settimo nel 44? sopra Bassia-
Il Distinguonsi due sorte di efod;
no vescovo di Efeso. Baluzio. r uno di semplice lino pei sacer-
L' ottavo ebbe luogo Tanno 449» doti , r altro pel sommo sacer-
chiamato il conciliabolo Ephesinum, dote, quale era di drappo tes-
il

Lalrocinhim, Assassinio, Brigantag- suto d'oro, di giacinto, di porpo-


gio. Venne presieduto da Dioscoro ra, di cremesino, e di cotone ritor-
patriarca Alessandrino, che vi ap- to. Al luogo dell' efod, che veniva
provò gli errori di Eutiche, e vili- sulle due spalle del sommo sacer-
pese i legati pontifìcii. Vi fu con- dote, stavano due grosse pietre pre-
dannato s. Flaviano, vescovo catto- ziose o sardoniche incassate nell'o-
lico di Costantinopoli, eh' essendovi ro, sulle quaU leggevasi il nome
stato crudelmente, morì
battuto delle dodici tribù d' Israele, cioè
dopo tre giorni dalle ferite. Di que- su quello della spalla dritta il no-
sto conciliabolo sì tratta anche nel me dei sei primogeniti, e quello
Voi. XV, pag. iS'j del Dizionario. dei secondogeniti sulla sinistra. Nel-
V. de Conditi^ Re-
inoltre Dizion. la parte ove 1' efod s' incrociava sul
gia toni. VII, Labbé tom. Ili, Ar- petto del sommo sacerdote, eravi
duino tom. I. un ornamento quadrato, detto il

Il nono si riporta all'anno 4?^» razionale 3 nel quale erano incassa-


ma non è riconosciuto. Timoteo Elu- te dodici pietre preziose, su cui si

ro, vescovo d'Alessandria, vi rista- trovavano scolpiti i nomi delle do-


bilì Paolo, e depose Acacio di Co- dici tribù dello stesso Israele, cioè
stantinopoli. Diz. de' Concila. uno per pietra. L' efod sovente fu
EFOD, o EPHOD. Ornamento confuso col razionale y e con Yurim
sacerdotale in uso presso gli ebrei. e thumminif che vi ciano attacca-
Questo nome derivò dall' ebreo ti, perchè tutto questo apparteneva
fiphad^ vestire. L' efod consisteva all' efod, e formava con lui una
in una specie di cintura, che pen- sola cosa. Dio rese più volte ai re
dendo dietro il collo, e al disopra d' Israele, e di Giuda i suoi oraco-
delle spalle, discendeva dinanzi, si li a mezzo del sommo sacerdote, e
incrociava sul petto, e serviva quin- de]V urini e thummim^ quando fu
di a cingere la tonaca, girando at- consultato sugli avvenimenti futuri
torno al corpo; dopo di che le sue risguardanti il bene pubblico della
eslremitti cadevano davanti fino a nazione. Alcuni pretesero, che nelle
terra. Altri descrivono l'efod, per solennità i detti re talvolta usas-
una specie di tonaca ristretta, con sero r efod ; certo è che David lo
manicbe, avente sul petto un'aper- portava nel solenne trasferimento
tura di quattro dita quadrate, che dell'arca. Il Formale (Fedì), che
era coperta dal razionale. Così lo si usa dal sommo Pontefice, si

descrive Gioseffo; ma Filone lo chiama anche razionale, e petto-


figura come una corazza. Dice s. ralc.
Girolamo, che l' efod era una spe- \J efod dei semplici sacerdoti era,
cie di tonaca simile agli abiti chia- come si disse, di solo lino, avea la
mati Caracalla (Fedi)^ finalmente medesima estensione di quello del
altri pretendono che non avesse sommo ma meno prezio-
sacerdote,
^maniche, e che di dietro scendes- so, meno elavorato. Samuele,
se sino ai talloni. quantunque non fosse che levita,
EFR EFR ^5
e fanciullo, pure portava l'efocl nel peccatori indurali &i valeva delle
tabernacolo. Abbiamo ancora, che lacrime per ridurli a penitenza, di-
Gedeone giudice d' Israele fece fare sprezzava se stesso per esercitarsi
un efod magnifico colle spoglie dei nella santa umiltà. Lasciò vari scritti,
Madianiti, e lo depositò in Efra tutti pieni di zelo apostolico. Passato
sua residenza, o per usarne nelle per celeste ispirazione in Edessa, si
assemblee, e solenni funzioni della recò ivi a venerare le reliquie del
nazione^ e per consultar Dio per santo apostolo Tommaso, ed ordi-
mezzo del sommo sacerdote, lo che nato diacono, si mise a predicare
non era proibito dalla legge. Anco con molto zelo e gran frutto. Mol-
i pagani potevano avere abiti si- ti furono gì' idolatri da lui con-
mili ; secondo Isaia, sembra che i vertiti, e molti ancora gli eretici,
pagani vestissero i falsi dei di un che abbandonarono i loro errori.
efod, forse quando volevano avere S. Girolamo encomia anzi il libro
degli oracoli. Qualcuno pai'agonò da s. Efrem composto contro i se-
r efod al Fanone (Fedi) orna- , guaci di Macedonio, provando in
mento sagro usato dai romani Pon- quello a meraviglia la divinità del-
tefici, quando celebrano solenne- lo Spirito Santo. Apollinare nel 876
mente, ma vi è divario. F. Be- dommatizzò sacrilegamente sulla u-
ned. Dav. Caprovium, De Ponti- manità di Gesù Cristo, ed il santo
ficum hebraeorum vestita sacro, anacoreta vigorosamente attacca-
Jenae i656. Deli' efod tratta pu- tolo il conquise. Recatosi nell'anno
re il padre Bouanni La gerarchia, 872 a Cesarea, vi giunse nel mo-
ecclesiastica considerata nelle vesti mento che il santo arcivescovo Ba-
sagre, ove riporta diverse forme silio predicava al suo popolo. Ter-
di efod. minata la predica , si senti chia-
EFREM (s.). In Nisibi città del- mare dallo stesso arcivescovo, e
la Mesopotamia nacque Efrem. I presentatosi lo interrogò , s' egli
di lui genitori quanto ignobili per era quell' JEfrem , servo di Gesti
natali, altrettanto illustri per copia Cristo. A tale ricerca rispose: « io
di martiri nei loro ascendenti, e- **sono queir Efrem , eh' è molto
ducarono il loro figlio nel santo » lontano dal cammino del cielo'*,
timore di Dio. Consecrato fino dal e piangendo gli disse « mio : O
suo nascere al Signore, e ricevuto « padre Pietà vi prenda di un
!

il battesimo soltanto nel diciotte- M miserabile peccatore, e degnatevi


simo anno di età, si fece monaco, « metterlo in sulla retta via". Ba-
ed andò ad abitare in un romito- silio, scoperta di subito la umiltà
jo lontano dalla comunità. Quivi di Efrem, lo trattenne seco, e lo
egli si diede alla vita contempla- forni di norme per condurre una
tiva, e lavorando in far vele da santa vita, e concepì di lui parti»
navi, portava al fine della setti- colar venerazione. Ritornato in E-
mana il lavoro alla comunità, e dessa, si rinchiuse in una celletta,
ritraeva con ciò il proprio vitto. Di e con nuovo fervore inspiratogli dal
natura collerico, egli seppe tanto santo arcivescovo si dispose al gran
frenarsi, che alcuno noi vide mai passaggio dell'eternità. Scrisse in
alterato, anzi era chiamato la dol- quel tempo le sue settantasei Pa-
cezza^ o il pacifico di Dio. Coi renesif ossia esortazioni molto ef-
84 EGA EGB
ficaci alla penitenza, non poche cleziano per avere col loro patro-
delle quali sono state inserite nel- cinio riacquistala la sanità. F. su di
r uffizio della chiesa dai siri. Fece il ciò: Disqaisilio historica ss. Cosmae,
$uo testamento, nel quale oixlinò di et Damiani martyris, ejusque ha-
esser seppellito in una tomba comu- sìlicaej Romae 1747- Al presente

ne, ed esortò i suoi di tenerlo rac- Ega o Egea, è un vescovato in


comandato al Signore. Aggravato partibus, che conferisce la santa Se-
sempre piti dalla febbre, ricevuto il de. F. il Terzi, Siria Sagra pag.
^
santo Viatico, e l' estrema unzione 117.
con tutto il fervore proprio dell' uo- EGA, EGUGA, stwEgulga ed an-
mo assorto placidamente
in Dio, che Iguiga. Sede episcopale nel-
spirò in età molto avanzata l'an- r Africa occidentale, nella provin-
no 378. Dopo la sua morte si ce- cia proconsolare di Cartagine, sotto
lebrò subito in Edessa la sua festa, la metropoli di questo nome. Fi-
e nel vero martirologio di Beda è renze suo vescovo intervenne al ce-
ricordato il dì 9 luglio. lebre concilio tenuto dal Pontefice
EFREM (santo), patriarca d'An- s. Martino I nel Làterano.

tiochia, scrisse molte opere a dife- EGARA. Città vescovile della Ca-
sa del concilio di Calcedonia, di talogna nella Spagna, nel territo-
s. Cirillo, e dis. Leone, i cui estrat- rio Laletani, di cui ora non rima-
ti si sono stampati da Fozio. ne vestigio. Era situata alla distan-
EGA (Aegae). Città vescovile za di quattro leghe da Barcellona,
della seconda Cilicia , nel patriar- nel luogo ove presentemente tro-
cato d'Antiochia, sotto la metro- vasi la città di Carraca, o borgata
poli di Anazarbo, la cui erezione di Taracca, o Tarassa. Rimane pe-
risale al quinto secolo. Vuoisi fab- rò ancora la città antica, la quale
bricata da Egea regina delle Ama- è alquanto al di sopra della città,

zoni, ovvero da Egeo figlio di Te- ma non è altro che una parrocchia
seo. Fu celebre pel tempio di Escu- chiamata s. Pietro d'Egara. La se-
Japio, e per essere stata così ben de vescovile fu eretta nel quinto
munita^ che sembrava miracolo del- secolo, suffraganea della metropoli
l'arte. Nell'anno 285 quivi patì il di Tarragona. Nell'anno 6i5 in fi-
martirio s. Zenobio vescovo, e lo pa- gara delta Exartaj si tenne un
tirono pure i ss. Claudio, Aslerio, e concilio nazionale, nel quale si con-
IVIeone, e le sante Donnina, e Teo- fermarono le decisioni di quello di
nilla. Ivi inoltre furono martirizzati Huesca, celebrato l'anno 589, e
a' 27 settembrei ss. Antimo, Leon- riguardante il celibato degli eccle-
zio, ed Euprepio. Al vescovo s. Ze- siastici. Nel concilio di Toledo del
nobio eresse una basilica il di lui 589, in quello di Barcellona del
successore Tavodimonte, che inter- 599 , ed in sei altri Toledo del
di
venne al concilio Niceno. Anche settimo secolo, si vedono le sotto-
r imperatore Giustiniano I vi fece scrizioni de' vescovi di Egara. Ma
edificare una chiesa in onore de' ss. nell'anno 698, venendo la città
Cosma e Damiano, che dicesi ave- distrutta dai mori , il suo vesco-
re ivi sofferto il martirio a' 27 set- vato fu riunito alla sede episcopale
tembre, o a'26 ottobre sotto il pre- di Barcellona.
sidente Lisia, neh' impero di Dio- EGBINO (s.). Di nobile famiglia,
EGE ÈGI 85
bretone di nascita, passò in Fran- tà. La sua festa è ricordata li
7
cia Egbino assai giovine, sotto la aprile.
direzione del tcscovo di Dole s. EGIDI Giovanili, Cardinale. Gio-
Sansone. Assistendo un giorno al vanni Egidi, appellato il Cardinale
divin sacrifizio, udite quelle parole di Liegi, nativo della provincia di
del vangelo: Chi non rinunzia a Neustria in Francia, dottore in am-
tutto ciò che possedè^ non pub es" be le leggi, fu dapprima cantore
sere mio discepolo, Egbino, sempli- nella chiesa di Parigi, e quindi pre-
ce diacono in allora, si sentì alta- vosto in quella di Liegi. Recatosi
mente compreso dalla forza di quel- a Roma, venne eletto uditore di
le divine espressioni , e deliberò col- ruota e cappellano Pontificio. Ur-
Tassenso del s. suo vescovo di ri- bano VI lo spedì nunzio apostolico
coverarsi nell'abbazia di Tauvac. nella diocesi di Treveri, di Colo-
Ivi neir anno 554 fece la solenne nia e di Reims, dove rimase fino al
professione, e conducendo di conti- termine del pontificato di Bonifacio
nuo una vita eremitica, da di là IX, successore di Urbano V^I. Assun-
passò in Irlanda. Per venti e piìi to alla cattedra pontificia Innocenzo
anni dimorò in una cella fabbrica- VII, questi presa in molta conside-
tasi in mezzo ad un bosco. Visse razione la illibatezza e i preclari
con tanta austerità sino agli anni meriti dell' Egidi, agli giugno 1 1

ottantatre, e mori verso la fine del i4o5 lo creò diacono Cardinal as-
sesto secolo, il dì 19 ottobre, gior- sente de' ss. Cosimo e Damiano.
no in cui è ricordato nel martiro- Ma tornato a Roma, essendo mor-
logio romano. to il Papa Innocenzo VII, concor-
EGENESHAM. Luogo d'Inghil- se elezione di Gregorio XII,
all'

terra, nel quale nell'anno 1186 fu che poscia abbandonò per non con-
celebrato un concilio nel mese di travvenire a' decreti del pisano con-
maggio. Vi si fecero parecchie ele- cilio, di cui egli era stato uno dei
zioni di vescovi,ed abbati ec. An- principali promotori. Narra il Ciac-
glia tom. I, Mansi tom. II. conio che Gregorio XII, veggendosi
EGESIPPO (s.). Egesippo nacque da lui abbandonato, ardesse di tal
giudeo, e divenne uno dei membri risentimento, da comandare in ogni
della chiesa di Gerusalemme. Re- modo la cattura di quel Cardinale.
catosi a Roma vi dimorò venti an- Poco dopo cessò di vivere, e le sue
ni, e nel 177 si restituì di nuovo spoglie ebbero sepolcro nella catte-
in oriente. Scrisse egli nella sua drale di Liegi.
prima età la storia della Cliiesa, EGIDIO (s.). Nel declinare del
divisa in cinque volumi, ed in que- secolo VII nacque Egidio da nobili
sta fece egli chiaramente vedere, parenti, ed ebbe Atene per patria.
che il deposito delle verità da Ge- Cresciuto negli anni, e riuscito ne-
sù Cristo promulgate, era stato con gli studi umani assai distinto, ce-
gelosia custodito sino a' suoi gior- lebre vieppiù si rese nella pietà.

ni. Nell'anno 180 in Gerusalemme Schivo per naturale inclinazione


santamente morì. San Girolamo alle lodi, abbandonata la patria, e
dalla semplicità del suo stile lo sta- i parenti, si rifugiò in un romi-
bilisce dotato di uno spirito apo- taggio della Francia. Non tardò egli
stolico, e ripieno di profonda umii- a farsi conoscere anche in Francia
se EGi EGI
i>er un vero uomo di Dio, e la fa- cìinale. Egidio, o Dionisio, appel-
ina di lui arrivò sino al soglio rea- lato anche Gilo, professò nel mo-
le. Sollecitato da quel monarca ad nistero di Clugny, e si distinse, per
abbandonare la sua solitudine, nói quanto lo permetteva il suo secolo,
permise la sua umiltà, e soltan- in letteratura ed eloquenza. Nel
to si adattò di ricevere con se concilio generale lateranense I ce-
alcuni discepoli, fondando un mo- lebrato nel II 2 3, Calisto II lo no-
pistero sotto la regola di s. Bene- minò vescovo Cardinale Toscolano,
fuetto. Visse molti anni, edifican- e quattro anni dopo, ebbe la com-
do col suo esempio, ed ammae- missione da Onorio II, come ap-
strando colla sua voce que' giovani parisce dalle sue lettere, di recarsi
alunni. Finalmente pieno di meriti in Palestina in qualità di legato a-
ed acceso dello spirito del Signore, postolico. Ivi tosto si condusse in
spirò placidamente in odore di san- compagnia di Guglielmo arcivesco-
tità. Tumulato il suo corpo, furono vo di Tiro, e diede suU' istante
molti anni appresso traslocate le principio all'aflìdalogli affare. Trat-
sue reliquie nella chiesa abbaziale tavasi di pacificare alcune chiese di
di s. Semino in Tolosa. Un gran quella provincia, nelle quali v'era-
liumero di chiese della Francia, no molle discordie per le dissen-
Germania, Ungheria, e Polonia, lo zioni insorte tra i vescovi di Scria;
tengono per loro protettore, e la di più bisognava a Ber- intimare
sua festa si celebra il di i settem- nardo patriarca Antiochia di ri-
di
bre. tirare nel tempo di cinquanta gior-
EGIDIO, Cardinale. Egidio, uo- ni la giurisdizione usurpatasi sopra
mo di specchiato candor di costu- i suffragane di Tiro, e del pari
mi, e chiarissimo pel vasto sapere, obbligare in egual tempo que' suf-
fu creato da Giovanni XIII del g65 fraga nei, sotto pena di sospensione
vescovo Cardinale Tuscolano. Quel da ogni episcopal ministero, a ri-
Pontefice, giusto estimatore delle di- conoscere per
metropoli tane
loro
Stinte doti dell'Egidio, Io spedi le- l'arcivescovo Guglielmo. Il Ciacco-
gato apostolico in Polonia ad istan- nio scrive che, dopo questa legazio-
za del duca Miscislao, che a per-» ne, si recò in Polonia per propa-
suasione della sua moglie Dubrava, gare la fede; ma è chiaro ch'egli
pssia Debbora, avea abbracciata la lo confuse col sopra lodato Cardi-
religione cattolica, e ricevuto il bat- nale Egidio, morto nel
995. Pri-
tesimo. Il Cardinal Egidio, nella ma commissione, Ca-
dell'anzidetta
sua legazione volle seco sette ca- listo II lo avea deputato insieme
nonici regolari lateranensi , ed in- col Cardinal Grisogono Malcondini
sieme con essi diedesi a propagare ed alcuni altri Cardinali, nella cit-
la fede, istruire i novelli convertiti, tà di Benevento per giudicare la
e coltivare in ogni luogo la pu- causa che verteva tra Betlemme, ab-
rità de* costumi. Il Signore bene- badessa di s. Maria, e Agnese ab-
dì le fatiche di lui per modo, che badessa di s. Pietro, la quale pre-
due nuovi arcivescovati furono in tendea giurisdizione sul monistero
quel regno fondati. Mori in Polo- di s. Maria. Ritornato- in Roma,
nia verso Tanno 995. favorì il partito dell'antipapa Ana-
EGIDIO GIL o DIONISIO, Ctìr- cleto II; per la qual cosa Innocenzo
,

EGI EGI Sj
H Io spogliò della dignità, e gì* inflis- tempo in prima, e seconda Te-
se l'ecclesiastiche censure. Ma po- baide. Il medio trovasi tra l'alto
scia tornato al buon sentiero per e il basso Egitto, e dicesi Arcadia,
opera di s. Bernardo, ricuperò i ed Etanomo, dai sette nomi, e go-
perduti onori nel giorno dell' otta- verni comprendeva, e fu
ch'esso
va di Pentecoste ii38. Dopo se- anche appellato Bechria, e Demesor.
dici anni di Cardinalato , cessò di Il basso Egitto detto Della a mo-

vivere sul principio del i i3g. Scris- tivo della sua rassomiglianza con
se il Cardinal Egidio alcune lette- la lettera greca A, viene suddiviso
re a quei di Antiochia, nelle quali ancora in primo, e secondo Egitto,
si trova molta dottrina. ed in Augustamnica prima, e se-
EGIRA. Fpoca dei maomettani. conda, che chiamasi propriamente
F, Era. Egitto, e trovasi tra i fiumi Aga-
EGITTO Contrada
[Mgyptus). tomedon, e Bubastico.
vastissima dell'Africa antica o set- A maggior intelligenza di que-
tentrionale, e gran regno dell' im- ti cenni compendiati, daremo una
pero della Porta Ottomana, che sì altra breve divisione dell'Egitto,
estende dal sessantesimo fino al come del suo stato presente. L'E-
settantesimo settimo grado di lon- gitto, fino ab antico, si è diviso ia
gitudine, e dal vigesimo secondo al tre parti. i.° Basso-Egitto, in ara-
trentesimo terzo grado di latitudine bo Bahari, e più notoriamente
meridionale, in guisa che dal mezzodì Delta. 2.° Medio-Egitto , detto dai
al settentrione esso abbraccia alme- greci Heptanomide, dagli arabi O-
no una estensione di duecento leghe K'eslanich. 3.° Alto-Egitto, o Sayd,

di lunghezza, e circa centodieci di che risponde all'antica Tebaide,


larghezza da ponente a levante. I Sotto i romani l' Egitto ebbe uni-
suoi confini a settentrione sono il ta la Cirenaica, ed una parte del-
Mediterraneo; all'oriente l'istmo la Nubia, onde se ne composero
di Suez che lo divide dalla Palesti- le sette provincie di Egitto proprio
na o Terra Santa, ed il mare ros- o Delta, Augustamnica, o parte o-
so; al mezzodì la Nubia, e l'Abissi- rientale del Delta, Libia superiore,
nia ; a ponente la Barbaria, ed il Libia inferiore, Heptanomide, o Ar*-
deserto di Barca. I nativi del paese cadia, Tebaide, ed Etiopia al di so-
chiamarono l'Egitto Cfiìbili, gli pra dell'Egitto. Divisa questa re-
aiabi Barduniasser, o Missir ed gione i.° nel basso Egitto ; a."
anche Mlzr ; ì cofti Chemi\ e i nel medio Egitto; 3.° nell' alto E-
turchi El-Kbit. I geografi lo divi- gitto, novereremo le provincie e le
dono ordinariamente in alto, me- città principali d'ogni parte. Il bas-
dio, e basso Egitto per rispetto al so Egitto ha sette provincie Rely-
corso del Nilo, che lo attraversa da oubych, Menouf, Gharbych, Char-
mezzodì a settentrione. Alcuni ag- kieli,Mansouah , Babyreh , e Gi-
giungono per una quarta parte, seh, la cui parte meridionale tro-
la costa del mare rosso ; ma certo vasi entro i limiti dell' alto -Egit-
si è ch'essa è compresa nell'alto, to. Le città del basso-Egitto sono ;

e nel medio Egitto. L'alto Egitto Alessandria, Rosetta, e Damiata


detto pure Tebaide, e che al pre- 11 medio-Egitto ha quattro provin-
seute dicesi Sayd , dividevasi uà de Fayouiu, Benysouef, Atfeybycb,
:
88 EGI EGI
e Minych. Le città del medio-E- sto Dizionario il vieta, ci limiteremo
gitto sono: Cairo metropoli, vec- ad indicare cose principali, e le
le

chio Cairo, e Boulaq. L' alto-Egitto principali nozioni storiche, perchè


lia tre provincie Syouth, Girgeh,
: servano ai tanti articoli del Dizio-
ed Esnè o Tebe. Si possono in ar- nario stesso, risguardanti l' Egitto, e
gomento consultare i seguenti au- gli egiziani. Qui noteremo, che la
tori: Perizonii, Aegyptia-
Origines maggior parte delle potenze euro-
cae, Lugduni 1 7 1 1; Maserier , De- pee ha dei consoli in Egitto, y.
ferìption de VEgyple compiè sur il Brov<^ne Voyage dans le haute
le méinoìres de Henr. de Maillet, et basse Egypte, Paris 1800.
Paris lySSjSavary, Leltres surVE- Moltissimi canali dàlia natura
gypte, Amstelodami 1787. operati, e dall' arte, intersecano la
Secondo le più recenti notizie, pianura egiziana in ogni senso.
sembra avere l'Egitto sei gran città, Quando il fiume Nilo rigonfio per

tre mila quattrocento settantacin- le copiose pioggie, che dopo la metà


que villaggi o borghi, seicentomila di maggio e per due mesi cadono
e settecento case, e due milioni nelle etiopiche contrade, minaccia
cinquecento quattordici mila abi- alla metà di luglio il suo straripa-
tanti. Non si deve occultare, che mento, discendendo precipitoso per
alcuni fecero ascendere la popola- le numerose, e dirupate cateratte,
zione dell' Egitto sino a quattro mi- i canali sono con diligenza ripur-
lioni di abitanti, ma tale calcolo man- gati, e si aprono quindi metodica-
ca di sicure basi. Gli arabi, secon- mente, perchè regolare, ed eguale
do alcuni, si fanno ascendere a ne avvenga l' irrigazione, su di che
.cento trentamila, de' quali più di il provvido governo energicamente
un terzo atti alle armi, ed i copti vegHa. Il canale di Giuseppe è il
o cofti vuoisi che non eccedano il più esteso comunicando col lago
numero di centosessantamila, ma Meride, ed all' ingresso di uno dei
sembra che questi ultimi possano suoi rami nell' isola di Roddah av-
essere in egual numero degli ara- vi il Nilometro, donde si deduce
bi, ovvero stando ad altri calcoli la maggiore, o minore fertilità del-
non arriverebbero che a sessanta- l' annata. Grandioso è il canale
Hiila ; e gli arabi a ben cinque- Mahmoudyeh di 8 0,2 53 metri, cosi
centomila. Dello stato de' cattolici detto dall' attuale vice-re, che il fece
parleremo in fine, riportando lo costruire per aprire migliore comu-
stato odierno delle missioni. Nel nicazione eoa Alessandria, evitando
1810 il Dubois pubblicò in Fuli- di rimontare il Nilo ne' perigliosi
gno, Jymej méinoires sur Ics tribus sbocchi; e l'altro chiamato Scan-
arahes des deserls de VEgypte. der di 20,590 metri, scavato por-
L'Egitto per le sue particolarità tentosamente in soli cinque giorni
naturali, per le sue antichissime, da venti mila contadini apposita-
ed alte reminiscenze importantissi- mente radunati sotto la direzione
me alla storia sagra, e profana, dell'architetto Coste francese. Cu-
non che per la tendenza rapida rioso spettacolo sguardo
otfre allo
ai più luminosi suoi destini, meri- r Egitto inondato, rassomigliando
terebbe le più accurate investiga- ad un ampio lago di limacciose
zioni. Siccome però la natura di que- acque ricoperto^ donde si veggono
EGI EGI 89
emergere le spesse cirrie degli al- Mussulmani di solo nome, e con-
beri, e di natanti villaggi, i quali tenti di professale esteriormente
mantengono fra loro la comunica- quella credenza, e di portarne il

zione per mezzo delle dighe tras- segnale nella circoncisione, di nul-
versali, che servono di separazione, r altro gli arabi si curavano. Era-
e chiusura a' canali. Nell'autunna- no distinti dal copioso novero delle
le equinozio decrescono a poco a altre tribù col titolo di Beduini.
poco le acque, ritornando al letto Diconsi Kheichi, o delle tende, quel-
primiero, e presentano i campi l'in- li che esercitano l'agricoltura, o la
grato aspetto di una terra nera e pastorizia, e chiamansi Kait, o del-
fangosa» Ma quell'argilla ivi depo- le mura^ quelli che stanziano nelle
sta, e abbondanti rugiade che
le città, e si occupano o nel lavorare
vi mantengono a lungo l'umidità, nelle miniere dell'allume, e del
alimentano la più vigorosa, e rapida sale, o nel raccogliere oggetti di
vegetazione. Quindi allorché il vigo- archeologia, che vendono allo stra-
re invernale spoglia delle fronde le niero, o nel servir di guida per la
nostre piante, un quadro incante- visita de'monumenti celebri dell'E-
vole apre dalla natura lussureg-
si gitto.Le due razze si dispregiano
giante neir Egitto, che prende 1' a- a vicenda, e molto meno fraterniz-
spetto di una continuata floridissi- zano coi fdlahsj o contadini egizia-
ma prateria, la quale fa colle roc- ni. Non radono i beduini le loro
eie ignude de' laterali monti il più barbe, sono monogami, cioè hanno
vivo, e brillante contrasto. Il cielo una sola moglie che scelgono nella
costantemente sereno, e tendente ad propria tribù. La rapina era loro
un colore biancastro, il crescente familiare, e guai al passeggiero, che
calore del sole, l' abbandono delle vi si fosse imbattuto ne' decorsi
rui-ali faccende dopo il ricolto, non tempi! Ma grazie alla lodevole pro-
lasciano più vedere che dense nubi videnza, ed al fermo contegno del-
di polveri sollevate dai pestiferi l' attuale vice-re d'Egitto, il saggio
venti australi, e le fenditure del Mohammed-Aly, le più rimote par-
suolo inaridito, su cui non ha più ti del Nilo si possono percorrere
vitagermoglio alcuno. I due fiumi con sicurezza, e gli arabi custodi dei
Dander e Kahb, che separatamen- numerosi armenti j danno mostra
te influiscono nel Nilo sulT alto E- di quell'ereditaria ospitalità, che
gitto, formano colla lingua di terra nella mutua conservazione li ha
ad essi Meroe,
intermedia l' isola sempre caratterizzati. Gli armeni
che fu tanto famosa nei tempi an- vi si sono in maggior numero in-
tichi. trodotti dopo la caduta de' Mame-
Della religione, della lingua par- lucchi. I greci cattolici stabilitisi nel-
lata dagli antichi egiziani, de' suoi r Egitto vennero dalla Siria, e vi
monumenti, come piramidi, edifizi, formano un corpo di nazione cono-
ec. ,
parleremo in appresso. Ora sciuto sotto il nome di sirj Gli .

nell'Egitto l'islamismo è profes- ebrei, sino dalla più ri mota età, vi

sato dai mori, e dai turchi. Sot- si trovano in gran numero, vi

to regno dei Mamelucchi le tribù


il hanno più di otto sinagoghe, ed
arabe del deserto, eh' erravano per attendono alla negoziazione; come
l'Egitto, erano un vero flagello. molte altre razze europee si vanno
,

50 EGI EGI
in Egitto a' nostri dì stabilendo, secondo le circostanze. Non si i>
Tulte quelle razze si comprendono conosce alcuna legge fondamentale
nel nome generico di franchi. scritta, e consacrata dall'uso ; non
Al lodato odierno \ice-re d' E^ esisteorganizzazione reale, che per
gitto si debbono innumerabili van- l'amministrazione civile, e giudizia-
taggi procacciati all'Egitto in più ria di finanza, e di agricoltura,
modi. Con gran dispendio fece egli Evvi uno stabilimento, ove si bat-
venire dall' Europa parecchi arti- te moneta, e che viene aramioi-
8ti, per manifatture di diversi sta- strato per conto del vice-re; ma
biliinenti; stabilì per le frequenti le monete portano sempre l'im-
pestilenze regolamenti sanilarii a- pronta della cifra del gran si-
doperando l' ilLustre francese Clot- gnore.
bey ispettore generale del servizio L'amministrazione dell'Egitto è
di sanità, e benemerito per l'inci- confidata al Riaja-bey, che ha sog-
\ilimento degli egiziani nel ramo getti parecchi agà della polizia
delle scienze mediche, e per l'ini- dell'annona, e degli altri rami go-
ziamenlo dato ai mussulmani nel- vernativi.11 cadì, o gran giudice,
r anatomizzare i cadaveri, malgra- viene annualmente spedito dalla
do gli ostacoli di loro religione, e Porta Ottomana. Ad esso appar-
nello stabilire il collegio medico di tengono le attribuzioni notarili ; e
Abu-Zabel, e V ospedale militare, da lui dipendono i seiki, e quelli
Clot-Bey è inoltre dotto autore del- ch'esercitano la professione legale,
l'opera intitolata: Apercu general Questi ed altri officiali, come il

sur r Egypte, stampata in Parigi kaznadar, o capo della contabilità,


nel 1840. Il vice-re non ha guari delle riscossioni e delle spese; il

ha fatto una significante piantagio- divan-effendi amministratore de'com'^


ne di gelsi, e con tutti i mezzi che mestibili destinati per l'estero; il
sono in suo potere cerca di rego- selihdar, capo della cassa milita-
lare l'amministrazione dell'Egitto, re; l'anaktar-agassi direttore della
incoraggire le arti, e le scienze, guardia -nobile; il comandante la
A uopo stabilì da qualche an-
tal cittadella, incaricato della contabi-
no a Bulaq un liceo con bibliote- lità di tutte le merci, compongono
ca, in cui s'insegnano le materna- la magnifica corte del vice-re, il

liche, il disegno, V agrimensura, e quale ha una fastosa guardia di


le lingue francese e italiana; enei mille, e cinquecento armati, che
potere d' Ibrahim, posto tra il Cai- per una terza parte sono tuttora
ro, e il Nilo, instituì un collegio mamelucchi, schiavi tolti dalla Cir-
io cui nel 1825 eranvi settecento cassia, dalla Mingrelia, dall'Abasia,
allievi.Recentemente inviò a Pa.- non che da altre parti. La forza
rigi quaranta egiziani per ricevervi terrestre, e marittima dell' Egitto
una educazione che li ponga in
, P molto aumentata dopo le politi-
istato di fare allievi nella loro pa- che vicende della Grecia, e nella
tria. maggior parte si compone di ara-
L'Egitto, considerato come una bi esercitati che il
all'europea,
provincia dell' impero ottomano, è francese Seve, divenuto Solimano-
soggetto ad un pascià o vice-re; ed Bey, e l'italiano Mari sono riusciti
il governo varia nelle sue forme ad organizzare ed istruire.
EGI EGI 91
Cenni storici sui principali avve* è la storia di Giuseppe, che Dio in
nimenti dell' Egitto ^ e sulle diverse premio della sua continenza dal
dinastie che \'i regnarono, prima, carcere sollevò al primo seggio do-
e dopo la Romana dominazione, po quello di Faraone, e venne pei
sino all'epoca in cui fu sotto- suoi consigli denominato il Salva-

postoa quella dell' impero otto- tore deir Egitto. Avendo appreso
manoy ed al suo stato presente. Giacobbe, che il suo figlio non ei*a
altrimenti morto, e che risplendeva
Tutti riconoscono essere stato l'E- in Egitto per autorità, e per vir-
gitto la culla delle scienze, delle ar- tù, emigrò colla numerosa sua fa-
ti, e della mitologica superstizione, miglia dal proprio paese, e recossi
assegnando agli egiziani il luogo fra a stabilirsi in Egitto, all'ombra
le colte nazioni de' più antichi se- della protezione del
e di figlio,
coli. Senza ripetere le favolose nar- quel Faraone allora regnante. Men-
razioni intorno alla cronologia dei tre la famiglia di Giacobbe, secon-
re annoverati tra gli dei, e senza do le divine promesse, prodigiosa-
dire degli eroi di questo classico mente diveniva numerosa, in pro-
paese divinizzati, diremo che cor- gresso di tempo gli altri re Farao-
risponde Mezraim figliuolo di
al ni,e gli egizi di ciò ingelositi, per
Cam, nominato nella sagra Scrittu- impedirne l'aumento, li condanna-
ra, il re Menete, i cui figli si dif- rono a duro servaggio, ed a cuo-
fusero nella Libia, e nell' Etiopia. cere i mattoni. Dio suscitò Mosè
Tebe, JVIenfì, Diospoli, This, Ele- perchè liberasse il suo popolo, cui
fantina,ed Eliopoli furono per lun- voleva stabilire nella terra promes-
go tempo le reggie di tre distinti sa a' loro padri, e questo clamoro-
sovrani, che dominarono in diverse so avvenimento, con tutte le con-
parti di Egitto, ed altri piccoli re seguenze che l'accompagnarono, di
vi ebbero eziandio precarie domi- cui sono piene le sagre carte, av-
nazioni. I pastori fenici furono i venne sotto Faraone Amenofi III,
primi ad invadere il suolo egizia- e circa 149^ ^o^i avanti l'era vol-
no, ed ìscacciati gli antichi signori gare. Trapassato da Mosè, e dal
del paese, usurparono la sovranità, popolo ebreo il mare rosso a piedi
della quale i loro capi assunsero asciutti, per miracolo di Dio, vo-
l'esercizio, e Re-Pasto-
si dissero i lendo Amenofi III inseguirli, restò
ri. Non andò guari però che i pri- punito ed ingoiato co* suoi da quel-
mitivi signori ricuperarono la loro le acque, che ripresero il loro cor-
dignità, ciascuno de' quali prese il so mentre egli percorreva il suo
nome Faraone cioè
onorifico di ^ letto. In quanto agli anni che gli
sovrano possente , ed Amenofi I Ebrei {^Vedi) dimorarono nell' E-
fu quello, che verso l'anno 820 gitto, lo si dice a quell'articolo.
avanti l'era volgare, dal Delta am- Faraone Amenofi IV, figlio del-
pliò a tutto intero l'Egitto i suoi l' ostinato genitore, regnò in Egit-
dominii. Più di un secolo dopo, gli to dopo il suo naufragio, ed ebbe
avvenimenti seguirono di Giuseppe a successore Amenofi-Ramesse, il
ebreo, figlio di Giacobbe, che i fra- quale regnò a lungo, e pacifica-
telli venderono ad un negoziante, mente. Più glorioso fu il regno di
dal quale lo compi-ò Putifar. Noi? Sesostri, che gh successe^ dappoiché
j ,,

9^ EGI EGI
colle conquiste, e colle savie leggi oppresso, e spogliato l'Egitto, le vitto-»

si l'amore de' popoli, e


procacciò rie diAlessandro il Grande ne cam-
fama immortale. L'Etiopia, l'Asia biarono i destini. Divenutone signo-
intera, le isole dell' oceano india- re fece pompa di moderazione, e
no, e dell'arcipelago egeo furono da della greca civiltà formò coli' egizia
lui conquistate, e con leggiero tri- sapienza lo splendido innesto, alte-
buto signoreggiò sulle vinte nazio- rando però le forme primitive del
ni. Indi sotto il re Anisio, un prin- carattere nazionale. Alessandria sur-
cipe etiope compì l'invasione del- se, o fu ingrandita per lui, divi-
l' Egitto, e lo tenne per la n^età sando di farne la sua reggia, e tut-
di un secolo. Baccoride^ il Saggio tora primeggia per lustro, e per la
ebbe guerra nell'anno 780 coll'e- sua celebrità in riva al mare.
liope Sabacone, e caduto in sue Dopo la morte di Alessandro
mani perì tra le fiamme. Il vinci- l'Egitto diventò proprietà di To-
tore pose sul trono egiziano Seto- lomeo figlio di Lago, che diede
ne, che non si fece molto onore principio alla dinastia dei Lagidi.
pel duro suo governa mento, e per Ne formò un florido regno, e vi
la guerra sostenuta coi re di Assi- aggiunse la Libia, la Siria, la Fe-
ria Sennacherib. Sì cambiò quindi nicia, e r Etiopia : Tolomeo colle
il reggimento in aristocratico, e do- sue geste si procacciò l'amorevole
dici notabili del paese ebbero il po- titolo di Solere cioè Salvatore, pd
tere esecutivo. modo paterno con cui resse i popoli,
Il nuovo re Psammetico favorì e per la munificenza prodigata agli
il commercio marittimo, e sono co- scienziati, che alla sua corte accor-
nosciuti per valorosi i di lui suc- revano da tutte le parti, onde sot-
cessori sino ad Aprie, che nel 591 to di lui ebbe principio la famige-
collegandosi col re di Giuda re- rata scuola Alessandrina. Nell'estre-
cossi a soccorrere Gerusalemme. mo di sua vecchiezza, padre avven-
Dovette subito retrocedere, perchè turoso, coronò colle proprie mani
il fratello Amasi avea occupato il il suo figlio, e successore Tolomeo
trono: dopo lunga guerra, e dopo Filadelfo, il quale men distratto
aver veduto invadere l'Egitto da dalla guerra della successione di
IVabucodonosor, cadde sotto il ser- Alessandro , che avea occupato il
vaggio del proprio fratello. Il guer- genitore, potè dare allo scientifico
riero Cambise, figliuolo del gran edifizio l'ultima mano, ed arricchi-
CirOj avendo vinto intanto Psam- re di letterarii monumenti, la già
menite, ch'era succeduto al genito- famosa regia biblioteca. Fu sotto
re Amasi, sottopose l'Egitto al per- di lui, che per la prima volta si
siano dominio. Ma gli egizi mal videro trasportati nel greco idioma
soffrirono tal giogo, e spesso si ri- i sagri libri del vecchio testamen-
bellarono, per cui Serse, e Dario to, mercè la cura degli ebrei, a ca-
Nolo li repressero colle armi, sen- gione di traffico stabiliti nell'Egit-
za poter impedire, che prima Amir- to. Strabone, Teocrito, Callimaco
teo, e poi i due Nettanebi, impu- Licofrone, il critico Zoilo, ed altri
gnassero il real scettro, e sostenes- dotti, ornarono la corte di Filadel-
sero i propri diritti. Mentre Cam- fo con gloria non peritura. Inoltre
bise, e i di lui successori avevano questo re spinse a lontane scoperte
EGF EGI 95
i suoi navigli, ristabifi il canale di la sua giovanile età dagl' indegni
congiunzione fra il golfo arabico, ministri ; e sebbene scampasse l'e-
e il mediterraneo, fondò colonie stremo eccidio che minacciavagli il
lungo l'eritreo, e le città innalzò, re Antioco, nell'età di vent'otto an-
che dal nome della madre, e della ni il veleno propinatogli da' suoi
sorella chiamò Berenice, ed Arsinoe, troncò il corso alle sue crudeli a-
avendo la pubblica riconoscenza in- zioni. Il sesto Tolomeo, detto Filo-
titolate a Tolemaide,
lui quelle di metore, visse da principe sotto la
e di Filadelfia. Tolomeo Evergete prudente tutela di Cleopatra sua
suo figliuolo, sebbene dotato di mi- madre, e fatto quindi prigione dal
nore energia, e talento, in mezzo re di Siria, Antioco Epifane , vide
alle guerre, che lo tennero impe- regnare nell'Egitto Tolomeo Ever-
gnato con Solerò re di Siria, man- gete suo minor fratello. Tornato
tenne il paterno splendore nel re- dalla cattività, divise con lui il tro-
gno, e soffocò i sediziosi germi di no, e colla mediazione dei romani
malcontento: però fu l'ultimo di liberò il suo paese dal giogo stra-
sua stirpe che si mostrasse degno niero. Non andò guari che i due
d'impero, e che alla spirante li- fratelli si disputarono colle armi
bertà della Grecia prestasse soste- l'assoluto dominio, e sebbene TE-
gno. Il giovine Tolomeo Filopato- vergete si fosse recato al senato
re a lui succeduto, fu allontanato romano per implorare protezione,
dagli affari per Y astuzia del pri- Filometore fu felice nelle impre-
mo ministro Sosibio, e fu immer- se, e potè regnare solo , lasciando
so nella gozzoviglia^ e nei piaceri. al vinto fratello per ispontanea ge-
All'ambizione del ministro sagFifìcò nerosità il possesso della Cirenai-
la propria madre, ed il fratello; ca, ed una parte dell' isola di Ci-
quindi si macchiò della più nera pro. Cogli aiuti di Filometore, il

taccia di crudele inospitalità, per- pretendente alla corona di Siria,


chè chiam^ando ne' suoi slati Cleo- Alessandro Baia , detronizzò il re
mene re di Sparta, non solo gli Demetrio I, ma indi a poco disgu-
negò i promessi soccorsi, e l'ab- statosi Tolomeo
del suo protetto,
bandonò alla disperazione per cui gli gran parte de' possedimen-
tolse
si uccise, ma barbaramente ne in- ti, e sebbene non accettasse il ti-
sultò il cadavere, e fece uccidere tolo di re di Siria, datogli dagli
la madre, vedova, e gl'innocen-
la antiocheni, pures' impegnò a soste-

ti figli di quel principe sventurato. nere Demetrio Nicatore, figliuolo


Tuttavolta fu fortunato in soste- del decaduto Demetrio I e nella ,

nersi contro l'armi di Antioco il decisiva battaglia in cui Baia fu


Grande, re di Siria, poco sopravvi- vinto ,
perì Filometore in conse-
vendo all'ultimo de' snaturati suoi guenza di gravi ferite. Tolomeo Eu-
tratti,facendo perire la propria so- patore suo figlio venne acclamatOj
rella Arsinoe,che giusta l'uso de- ma lo zio, denominato Evergete II,
pravato di que' tempi, gli era pure uscì di Cirene, e postosi a con-
sposa, e ciò per cogtipiacere l'im- trastare la tutela alla regina ma-
pudica Agatoclea, sorella di Agato- dre Cleopatra, terminò la querela
cle suo favorito. collo sposarla , e così la trasse in

Tolomeo Epifane fu corrotto per inganno. 11 suo regno fu un corso


ÉGI
di onori il pupillo Eiipatore fu
: no, che per sett'anni onorevolmen-
il primo ad essere assassinato, quin- te occupò avendo peculiar cura di
di invaghitosi di Cleopatra la gio- formare un'imponente forza marit-
vane, figliuola dell'altra Cleopatra, tima. I Alessandro I coi
figliuoli di
da lui sposata , ripudiò questa , e loix) erano riparati nell'i-
tesori si

mediante violenza strinse con quel- sola di Coo, e Tolomeo X, cono-


la il turpe legame. Sebbene avesse sciuto meglio col nome di Alessan-
in Gerace un ottimo ministro le , dro II, vi si trovava alla morte di
intemperanze, e le atrocità di Ever- suo padre ; ed avendo Mitridate re
gete li provocarono il popolo a ri- di Ponto occupata l'isola, seco tras-
bellione, dal cui furore si salvò fug- se il giovane principe, che poi pas-
gendo colla seconda Cleopatra in sò nel campo de' romani. Siila gli
Cipro. Allora fu posta alla testa accordò la sua protezione, e quan-
del geverno Cleopatra seniore; ma do venne a mancare Solere II , la
quando il seppe
Evergete II fece figlia di lui Berenice-Cleopatra pre-
strozzare V innocente figlio che ave- se le redini del governo. Alessan-
va avuto da lei, acciò non eredi- dro II, riconosciuto per re dal se-
lasse il trono. Dipoi essendogli riu- nato romano, mosse alla volta d'A-
scito di ricuperarlo , regnò lunga- lessandria, e sposando la regina, si
mente tranquillo, coltivando le scien- appianarono tutte le difficoltà, indi
ze naturali, e scrivendo alcune me- la fece subito uccidere. Però egli
morie Illative ; quindi fondò sta- restò massacrato nel ginnasio ales-
bilimenti letterarii , ingrandì la sandrino dal popolo, e dai soldati
biblioteca di Alessandria, e fece dopo diecinove giorni di regno. E-
godere il suo favore agli uomini ra superstite della dinastia dei La-
dotti. gidi, il solo figlio naturale di So-
Alla morte di E vergete II ,
gli tere li, chiamato Tolomeo Aulete.
successe Tolomeo Solere II primo- A lui offiirono gli Alessandrini la
genito, con dispiacere della madre corona ad onta delle altrui preten-
Cleopatra,cheavrebbegli preferito A- sioni, cioè di quelle della repubbli-
lessandro secondogenito, cui ella ot- ca romana, tratte da un testamen-
tenne la corona di Cipro. Accrebbero to che attribuì vasi ad Alessandro
la discordia fra Tolomeo e la ma- II. Tolomeo Aulete, così detto per
dre, le guerre civili di Siria , che la sua bravura nel suonare di flau-
in diverso modo parteggiarono; ma to, seppe insinuarsi nella grazia del
in seguito dovette Tolomeo ripa- romano senato, che già dettava la
rarsi in Cipro, ed il nono de'To- legge a tutto il mondo, e fu di-
lomei, col nome di Alessandro I, chiarato legittimo re nell'anno Sg
regnò sull'Egitto colla genitrice. In avanti l' era volgare. Sdegnati po-
progi-esso di tempo disgustatosi A- scia i suoi sudditi della stretta al-
lessandro I colla madre, questa con- leanza che il re aveva
romani, coi
cepì l'orribile disegno di farlo uc- i quali con alto arbitrario avevano
cidere, ma prevenne con un
egli la espulso da Cipro il fratello di Au-
detestabile matricidio, che gli atti- lete, a lui rivoltaronsi, onde egli
rò l'indignazione universale; e spen- ricorse a Roma per ajulo. Frattanto
to poi in battaglia navale aprì a neir interregno governarono l'Egitto
Solere la via di ricuperare il Iro- le principesse sue figliuole, Cleopa-
EGI EGI g*»

tra-Trifone die mori passato un suoi a rivolta, e Achille, generale


anno, e Berenice. egizio, coir eunuco Patino, assediò
Gabinio, governatore della Siria, Cesare nella reggia stessa. I ro-
e luogotenente di Pompeo, colla mani fecero prodigi dì ed valore,
forza delle armi ricondusse Aulete avendo incendiato un quartiere del-
nell'Egitto. Fece egli uccidere la la città, quarantamila volumi delia
propria figlia Berenice, ed ordinò celebre biblioteca alessandrina furo-
la strage d'illustri proscritti, per no ridotti fatalmente in cenere. Co-
compensare co' loro tesori il servi- gli ajuti pervenuti dalla Siria, potè
gio resogli mercenariamente dal du- Cesare dare una decisiva battaglia,
ce romano, senza l' intelligenza del in cui Tolomeo peri annegato nei
senato. Aulete mori dopo tre anni, Nilo, e cosi divenne Cleopatra as-
allorché ardeva la guerra civile tra soluta regina, minor
e sposa del
Cesare e Pompeo. Tolomeo XII, fratello Tolomeo XIII, che non toc-
impubere, viveva sotto la tute-
figlio cava ancora il duodecimo anno. Ce-
la della maggior sorella, l'avvenente sare partì a disperdere gli avanzi
e famosa Cleopatra, eh' era alla testa del partito di Pompeo, e nacque
degli affari. Ricordevole la regina dei indi a poco Cesarione frutto dei
servigi prestati al genitore Aulete da suoi illegittimi amori con Cleopatra.
Gabinio, prese le parti di Pompeo; Questa regina partecipò in Roma
ma i tutori del fratello cospirarono i Cesare col giovine sposo,
trionfi di
contro di lei. Intanto nella batta- ed onori divini furono profusi su
glia di Farsaglia periva Pompeo per di lei da Cesare amante. Ritornata
opera dell' ingrato Tolomeo, e Ce- r ambiziosa donna in Egitto, e va-
sare vincitore con animo di punire ga di regnar sola, le fu agevole dis-
il tradimento, benché tornato a van- farsi di Tolomeo pervenuto all'ado-
taggio di lui, si recò in Alessan- lescenza.
dria. Nella sua qualità di dittatore Dopo la morte di Cesare, nella
egli dichiarò di volere esercitare i guerra che i romani impresero
del popolo romano, che mo-
diritti contro i Parti, Marc' Antonio chia-
rendo Aulete aveva nominato tuto- mò a se in Cilicia Cleopatra, per
re della sua prole, e si costituì giu- rispondere alle accuse di aver som-
dice delle fraterne contese, citando ministrato ajuto a Bruto nell' ulti-

Cleopatra, e Tolomeo a comparire ma guerra civile. E nota la pompa


in sua presenza. Allora Cleopatra singolare, e lussureggiante colla qua-
si fece portare dal suo confidente le la regina si recò per mare dal
Apoilodoro nelle camere di Cesare, romano duce, e il sontuoso ban-
sopra le spalle, avviluppata in un chetto a lui imbandito, e la sedu-
tappeto per non essere da ninno zione con cui innamorò ciecamente
veduta. Ivi la principessa spiegò Antonio, il quale s'immerse cotan-
tutte le grazie della seduzione, che to ne' piaceri della mollezza, che
in grado eminente possedeva, e Ce- non pensò più a partire contro i

sare si arrese all' eloquente suo lab- Parti. Né valse il successivo allon-
bro. All' indomani decretò, che fra tanamento, la pacificazione dei trium-
essa, e il fratello fosse il trono di- viri, il matrimonio con Ottavia so-

viso. Tolomeo alzò le sue lagnanze rella di Augusto, e nipote di Ce-


per siffatto tradimento, provocò i sare, per cancellare nel cuoie di
96 EGI EGI
Antonio 1' egizia regina. Questa lo Nei primi del secondo secolo del-
raggiunse in Fenicia dopo il disa- l' era cristiana, e sotto Adriano fu
stro della guerra, finalmente segui- diviso in quattro provincie, cioè l'E-
ta co* Parti, e seco nell'Egitto lo gitto propriamente detto, la Tebai-
ricondusse. Fu allora che Cesari one de, la Libia, e la Pentapoli. L'im-
col nome di Tolomeo XIV venne peratore Diocleziano, verso la fine
solennemente acclamato re d'Egitto del terzo secolo, comprese l'Egitto
e di Cipro in unione alla madre, nella gran divisione dell' oriente,
e che la hiblioteca alessandrina fu della quale Antiochia era la me-
arricchitada ventimila volumi tras- tropoli. A' tempi di Costantino il

portati da Pergamo. Indignato Au- Grande nella prima delle quattro


gusto della condotta del cognato parti dell'impero assoggettato al
Antonio, gli dichiarò guerra. Seguì pretorio d* oriente, formò l'Egitto
Cleopatra in Grecia il suo Antonio, la seconda delle cinque diocesi, nel-
colle egizie navi. Antonio fu vinto le quali veniva suddivisa, e vi si

ad Azio, ed all'onore pospose l'a- comprendevano la Libia superiore,


more, ritornando precipitosamente la Libia inferiore, la Tebaide, l'E-
in Egitto. Augusto vi si condusse per gitto proprio, e Augustamnica.
l'

la Siria, Cleopatra si rinchiuse nel Venne nel 335 assegnato all' im-
sepolcrale monumento eh' erasi fab- perator Costanzo, ma dopo la mor-
bricato, ma
credendo Antonio alla te di Teodosio I, fece parte del-
voce di sua morte, dal cordoglio si l' impero orientale, che avea sede
uccise, e fu poitato a morire tra in Costantinopoli. Nell'anno 4^9 i
le braccia di Cleopatra. Questa re- feroci Vandali approdarono in A-
se regi onori funebri ad Antonio, frica, ma l'Egitto non andò sog-
e manifestò il suo profondo dolore getto che a parziali escursioni, al-
sino a far strazio delle avvenenti lorché Genserico si propose di at-
sue forme. I soldati di Augusto im- terrire r imperato! e Leone nella
pedirono ch'ella si uccidesse, ed slessa sua reggia. Quindi sino alla
inutilmente si presentò co' suoi vez- comparsa degli arabi non si sottras-
zi Cesare, che
al saggio nipote di se mai questa provincia al dominio
la riserbava adornare il suo
per degl'imperatori greci. Ma nel 64 r,
trionfo. La regina però il prevenne, Amrou-Ben-El-Ass, celebre capitano
e si uccise a mezzo di un aspide, dell'islamismo, e luogotenente del
dividendo con Antonio la tomba, califfo Omar, il secondo tra i suc-
ma i figli che da lui avea avuti, cessori di Maometto, conquistò l'E-
Alessandro, Tolomeo, e Cleopatra gitto con quattromila combat-
soli

Selene servirono al trionfo di Au- tenti, e dopo avere occupato Pelu-


gusto. Cesarione riparò a Rodi col sio, pose l'assedio a Mesr, e l'ebbe
suo protettore Teodoro, che lo tradì dopo sette mesi in potere, non sen-
col condurlo ad Augusto, il quale za connivenza del comandante gre-
il fece morire. In tal modo l'Egitto co che la reggeva. Il luogotenente
divenne provincia romana, trenta Omar gittò fondamenta
allora le

anni avanti la nascita di Gesù Cri- della prima araba in Egitto,


città
sto, e fu la XII rn ordine a quelle che appellò Fostat, che corrisponde
direttamente amministrate da Au- oggi al Vecchio-Cairo. Dipoi Amrou
gusto. incominciò l'assedio d'Alessandria,
EGI EGI 97
e con ardimentoso coraggio pene- coniar monete con la sua effigie.

Ijò con pochi nella ciltadella, e di- All'apparire del famoso Obeid-Al-
scacciandone i greci, all'improvviso lah-Al Mahdy, che nell'Africa set-
fu avviluppato, e fatto prigione. Ad tentrionale fondò la nuova dinastia
uno schiavo fedele dovette la vita, dei califfi fatimiti, l'Egitto si man-
che in presenza de' greci avendogli tenne in una certa indipendenza;
dato uno schiaffo, ed in) postogli si- e benché il nuovo conquistatole
lenzio, non fu riconosciuto, e perciò giungesse ad impossessarsi più volte
lasciato facilmente in libertà. Dopo d'Alessandria, non potè più oltre e-
aver perduto Amrou ventitremila stendere le sue armi, ed alla fine
soldati saraceni, prese Alessandria, dovè ritirarsi. Dopo la distruzione
e sebbene non avesse luogo strage de' Tulunidi, ubbidì l'Egitto alla
o saccheggio, pure la famosa bi- dinastia degli Ikhehiditi, fondata da
blioteca Alessandrina perì colle fiam- Abubekr-Mohammed-Al-Jkhchid, il

me, dopo che per sei secoli greci i quale, morendo nel 94^} lasciò la
ne avevano curato l'incremento. Ne reggenza degli stati di Siria, e di
aveva implorata la proprietà Gio- Egitto, durante la minorità de' fi-
vanni il Grammatico j ma Amrou gliuoli, all' eunuco nero Kafour da

non si credette autorizzato a dispor- lui comperato, il quale co' suoi ta-
ne senza il consenso del califfo O- lenti se n'era procacciato il favore^
mar. Questi però barbaramente ri- I due legittimi discendenti, affidati
spose, che se i libri rinchiusi nella alla sua tutela, morirono un dopo
biblioteca erano conformi all' Alco- l'altro, il perchè Kafour divenne
rano, divenivano inutili, se ali* Al- re d' Egitto, e si mostrò degno del
corano si opponevano erano peri- trono, come lo era stato della reg-
colosi, dunque si bruciassero. Am- genza, amando le scienze e proteg-
rou subito eseguì il comando, e i gendo i dotti ma godette per soli
;

dotti ancor ne deplorano l' esecu- due anni i favori della fortuna. La
zione. In tal modo, nove anni do- sua morte divise l' Egitto in due
po la morte di Maometto, 1* Egitto fazioni a favore de' nipoti d'ikhchid,
diventò una provincia del califfato, e si aprì per tal modo la strada al
e tal si rimase finché in Bagdad celebre Moezz-Ledin-Allah, quarto
gli Abassidi sostennero il loro po- califfo fatimita, di aggiungere l' E-
tere. gitto a' suoi africani dominii. Nel
Frattanto incominciarono ad ap- 969 entrò in questa regione il ge-
parire i turchi, e Motassem ottavo nerale Diewhar senza opposizione,
califfo Abassida, comprò molti di e gittò le fondamenta di Al-Rahi-
quegli schiavi, li coltivò, e li pre- rah, cioè la Vittoriosa, cittàche
pose alle varie cariche del suo im- poi si appellò Cairo (^Fedi). Gli a-
pero, ma ben presto dovette pen- bassidi perdettero ogni potere spiri-
tirsene. Ahmed, governatore di Egit- tuale temporale suU' Egitto, ed
e
to, neir868 alzò lo stendardo della uno scisma di due secoli separò i
ribellione, si emancipò quasi total- mussulmani. Moezz entrò nella nuo-
mente, e fondò la dinastia de' Tu- va capitale colla sua famiglia, e
hmidi, mantenendo soltanto al calif- coir imponente corredo de' suoi te-
fo il diritto di fare eseguire la pub- sori, degli equipaggi regii, e delle
blica preghiera in suo nome, e di ossa degli antenati nel 963, ossia
VOL. XXI.
7
,

98 EGI EGI
i'auno 362 deir Egira; e sterminò gliuolo di Ajub di razza curda, in-
i calmali, settari di Arabia, che al- traprese con quella le luminose sue
l' Egitto, ed alla Siria da lungo geste. Comandò egli il centro della
tenipo erano assai molesti. Un ca- armata nella battaglia di Babein, e
nale per lui fabbricato nel Delta cooperò grandemente alla vittoria,
ebbe il suo nome ; e della sua tem- col dare prove d'intelligenza nel-
peranza, affabilità, e giustizia ne'so- r assedio sostenuto di Alessandria. Il
li tre anni del troppo breve suo re Almerico o Amauri di Gerusa-
regno, rimase eterna rimembranza lemme era prossimo ad invadere la
tra gli egiziani. capitale dell'Egitto, quando Chyr-
Gli successe il figlio Azyz-]3illah, kouh, e Saladino vi giunsero, e li-

che non minor fama si acquistò berata la città fu Chawer decapi-


estese le sue conquiste nella Siria ,
tato, ed allo zio (divenuto visir, e
e fece pompa a un tempo di co- morto in capo a due anni) succes-
raggio, di generosità, e di singoiar se nella dignità col pieno consenso
clemenza. Disgraziatamente ebbe per del califfo, che al tutto fidava nel
figlio r iniquo Alkem-Biamr-Allah, suo valore per la restaurazione del
la cui memoria è in abbomiuazione la monarchia. Ma l' ambizioso ca-

per le grandi Crudeli stravaganze pitano maturava pii^i alti ed arditi


operate nei venticinque anni che disegni, venne a capo di usurpa-
e
regnò, a danno principalmente degli re la suprema potestà dopo la mor-
ebrei, e dei cristiani, e di tutti quel- te del califfo di Bagdad, senza pe-

li che non professavano l' islamismo. rò sottrarsi dal nominale vassallag-


Furono le sue sevizie che provoca- gio di Nureddyn, principe di A leppo,
rono le crociate, e nel 1021 un sinché questi visse. Ma mentre quel
zelante mussulmano liberò col pu- piincipe voleva frenar colle armi i
gnale la terra di simile mostro, progressi di Saladino, mori lasciando
sebbene Hamzaben-Aly giungesse a un figlio in età minore, il quale
farne l'apoteosi, credula dai settari dovè riconoscere l'indipendenza di
drusi della Siria. L'ozio, e la mol- Saladino, e cedere a lui la maggior
lezza tolsero ogni attività ai califfi parte della Siria per conservarne
fa ti miti successori del tiranno, e la la metropoli . Allora il califfo di
autorità concentrata nei visiri, e di- Bagdad, con solenne diploma del
sputata dagh emiri, pose ben pre- 1177, dichiarò Saladino, sultano di
sto il paese in uno stato di anarchia Egitto,e di Siria, incominciando
disordinata. Abed-Lidin-Allah soste- così la dinastia degli Aiubiti.
neva la vacillante potenza del calif- L' ambizione di Saladino l' indus-
fato, quando il visir Chawer fu se ad ampliar colle armi i limiti
costretto ad implorare contro gli del reame, ed il fanatismo dell' Al-
emiri insubordinati rajuto di Nu- corano gli fece durare eterna ini-
reddyn, principe di A leppo, il qua- micizia alla cristianità, che soffri
le inviò Chyrkouh con un'armata pei* lui nella Palestina maggiori i

a ristabilirlo, ma fu poi discacciato danni. Si giovò altresì del pretesto,


dai franchi, acquali aveva Chawer che alleati fossero coi franchi, per
in seguito avuto ricorso. Intraprese togliere Aleppo ai discendenti di
Chyrkouh una nuova spedizione, e Nureddyn, e rendere il principato
il gran Saladino suo nipote e fi- di Mpssul tributario. Alla notizia
EGI EGI 99
che Rinaldo di Chatillon, signore Buglione, per cui il Pontefice Urba-
di Rarak, imprendeva una spedi- no III morì di dolore.
zione contro la Mecca, e Medina In seguilo la bravura di Corra-
per abbattere T islamismo, indusse do di Monferrato frenò i progres-
una strage universale di quanti si di Saladino a Tiro, ove intre-
mai cristiani fossero venuti in po- pidamente si sostenne, e lasciò a-
tere de' mussulmani, e le più san- perto un baluardo ai nuo-
sicuro
guinose scene seguirono il crudele che moveano dall' occi-
vi crociati,
editto. Tuttavolta ebbe luogo un'ap- dente pel ricupero di Terra Santa.
parente pace, che fu rotta coli' im- Nel I 1 89 r esercito cristiano potè
provvisa rappresaglia di Rinaldo su riprendere l'offensiva, ed intrapre*
di una carovana turca, e la Pale- se il famoso assedio di san Gio-
stina fu invasa nel critico istante, vanni d'Acri, al quale nel 1190
in che il re di Gerusalemme Bal- avrebbe posto fine l'imperatore
dovino IV, ed il pupillo nipote Federico I sopraggiuntovi , senza
erano morti, rimanendo la coro- il morte per la
disastro della sua
na alla sorella sposatasi con Gui- caduta nel fiume Salfet. Quindi i
do di Lusìgnano , ed i numero- re Filippo Augusto di Francia, e
si feudi rimasero in mano di Riccardo d' Inghilterra compirono
una moltitudine di piccoli principi l'opera nel 1191, riprendendo la
con pregiudizievole complicazione città, e Gerusalemme fu sul pun-
d'interessi. Dopo un primo scontro to di essere ricuperata dai cristia-
in Nazaret, ove gli ospitalieri, e i ni, e fu stabiUta una tregua di
templari vennero sconfitti, avvenne tre anni, permettendosi ai pelle-
la sanguinosa battaglia di Tiberia- grini cristiani la visita de' santi luo-
de, combattuta 3 luglio 1187,
li ghi, purché fossero disarmati. Nel-
nella quale l'armata de'cnstiani, r Armenia, e nella Persia incomin-
forte di cinquantamila uomini, o ciò in seguito Saladino altre impre-
cadde sotto il brando de' nemici, o se, che però furono troncate dalla

soggiacque a dura schiavitù. Nelle morte a' 4 ™arzo 1 193. Il suo


profiine mani degl' infedeh passò secondogenito Aziz regnò in Egitto,
il santo legno della vera croce, e ma dopo di lui in vece de'fralel-
lo stesso Guido fu imprigionato. li minori suoi legittimi eredi, Me-
Saladino uccise di propria mano lik-El-Adel ( che i crociati denomi-
Rinaldo gran maestro de' templari, narono Safadin, fratello del defun-
e fece provare egual sorte a tutti to Saladino, e compagno di lui
i cavalieri dell' Ordine, in vendetta nella guerra), si dichiarò nel 1200
della da essi fatta
spedizione già sultano di Egitto, e di Siria. I
sulla Mecca, che riguardava come franchi lo molestarono quasi ogni
sacrilega. Tutte le città di Palesti- anno con incursioni, ed ebbero da
na si sottomisero al vincitore, il lui le piazze di Jafià, Lidda, e Ra-

quale dopo un assedio di cinque ma nel i2o5, in compenso della


giorni entrò in Gerusalemme a' 2 tregua ottenuta dopo il saccheg-
ottobre dell'anno stesso i 187, po- gio,che avevano dato a Fkich, città
nendo termine al regno de' franchi, egiziana.Non andò guari che ne
che nel 1099 aveva avuto principio pagarono la pena, perchè tre an-
pel pio, e valoroso GoflVcdo di ni dopo A del riconquistò Jaffa o
,

100 EGI EGI


Giaffa coir eccìdio di ventimila cri- fratelli, ebbe l' imprudenza di trar-
stiani,sebbene il vescovo Wutzbur- re in Siria Federico II imperatore
go sopraggiunto con altri crociati con promettergli la restituzione di
vi entrasse vincitore. Intanto nel- Gerusalemme. Poco dopo, essendo
r Armenia, e neli* Arabia trionfa- cambiate le circostanze, se ne pen-
rono le armi di Adel; ma nel 12 i8, tì, ma nel 1229 dovè segnare un
il nuovo esercito de* franchi, con- accordo , di porre Gerusalemme
dotto dal re Andrea
d'Ungheria nelle mani de* cristiani, senza però
II, e dal re I , non
di Cipro Ugo poterne rialzar le mura, e di man-

che dai duchi d'Austria e di Ba- tenervi mussulmani con privilegi.


i

viera, dopo un* incursione fino pres- Inoltre vennero ceduti a Federico li
so Damasco^ salpò per Damiata, e i luoghi situati tra Gerusalemme ed
strinse d'assedio quella città, al Acri; e dopo aver Kamel eseguito
quale umiliante annunzio Adel morì feliciimprese nell' Asia mentre ,

di rancore. usurpava Damasco al suo nipote,


Melik-El-Kamel, o Meledino suo mori in marzo 12 38. Il suo regno
primogenito, che già governava di quarant'anni fruttò all'Egitto
l'Egitto, ebbe la piena sovranità del pace e prosperità, perchè le arti,
paese, mentre quattrocentomila cro- le scienze e le lettere furono da
cesignati circondavano Damiata, ed lui coltivate, e munificamente pro-
i curdi, che guereggiavano per lui, tette ne' cultori, mostrandosi tolle-
venivano eccitati a ribellarsi. Da- rante cogl' individui delle differen-
miata cadde in potere de' cristia- ti religioni. Gli idraulici lavori da
ni, e gli abitanti restarono uccisi, Kamel intrapresi, giovarono all'agri-
o schiavi. Intanto il sultano Ka- coltura, come il commercio restò
mel gittò le fondamenta della cit- incoraggiato per le sue leggi. Noi
tà di Mansura , e i suoi fratelli somigliò il figlio, sultano Melik-
con altri principi Aiubidi lo tras- El-Adel II, che coli' infingardag-
sero co' soccorsi dalla sua pericolo- gine, e col libertinaggio si attras-
sa posizione, procurarono trat-
e se l'odio degli Emiri, che nel 1240
tative pacifiche. Per ricuperare Da- l'imprigionarono, e posero in trono
miata il sultano offriva la restitu- ilmaggior fratello Nedim-Eddyn,
zione di Gerusalemme, e delle al- dallaMesopotamia passando a re-
tre città di Palestina, di che i cri- gnare sull'Egitto. Lo zio Ismaele
stiani non si contentavano, esigen- alleato de' franchi gli disputò la
do una gran somma d'oio per ri* sovranità, ma egli seppe consoli-
fabbricare le mura. Mentre ciò trat- darla colle vittorie di Acri e di
tavasi^ un' irruzione di mussulmani Gaza da Bibars suo ge-
riportate
tagliò ai crociati la ritirata, e per nerale colle armi degli egiziani
la minacciante inondazione del Ni- e de' Karizmiani ausiliari sopra i
lo, furono costretti a desistere dal- cristiani, ed i mussulmani di Siria.
le pretensioni, domandando invece La crociata di s. Luigi IX re di
salva la vita mediante la restituzio- Francia arrestò i di lui progressi,
ne di Damiata, ciò che a stento e lo fece volare alla difesa del-
ottennero. Nel settembre 1221 fece mentre i francesi nel 249
l'Egitto; i

Kamel in Damiata il suo ingresso; presero Damiata. Nel novembre di


ma per le successive discordie coi detto aono morì Nedim, che vie-
EGI EGI 101
ne riguardalo come istitutore del- che gli arabi appellano Bàhar, o
la famigerata milizia degli schia- mare per la sua vastità , s' inti-
TI, detti mamelucchi, divenuti po- tolarono Baharitij cioè marittimi.
scia alla dinastia degli Aiubidi tan- Questi mamelucchi dopo il loro
to fatali. mamelucchi, che
Questi affi'ancamento pervenivano ad occu-
si vogliono istituiti nel i23o in nu- pare le prime cariche dello stato,
mero di dodicimila, formarono la e valevano di nefande prostitu-
si

miglior cavalleria leggiera dell'im- zioni, per meglio conseguire il so-


pero turco, ed in qualche modo la vrano favore. Dopo la morte di
principale forza militare dell'Egitto. Turan, la favorita Chedir-Eddour
Dalla Mesopotamia mosse Melik- fu acclamata regina d'Egitto, ed
El-Moadkani-Turan-Chah a pren- il mamelucco Aibek, di origine tur-
der le redini del governo, facendo ca, divenne Atabek, ossia generalis-
per gelosia strozzare il proprio fra- simo delle truppe. Fu questi che
tello Adel-Chab dai mamelucchi, e impedì l'uccisione di s. Luigi IX,
giungendo in tempo d' incoraggir avido del combinato riscatto. Cosi
colla sua presenza l' armata egizia potè il principe Care ritorno in
di Mansurah, ove i crociati erano Plancia co' miseri avanzi delle
penetrati, e poco dopo respinti. sue truppe. Passati tre mesi, la re-
Melik giunse ad avvilupparli nel cam- gina sposò Aibek, e voleva coro-
po di Diedi leh tra i due rami del narlo re, quando mamelucchi pro-i

Nilo, ed intercettando convogli, e i clamarono sultano il fanciullo Me-


tagliando ad essi la comunicazione lik-Al-Achraf della schiatta di Sa-
con Damiata. Il re s. Luigi IX fu ladino, affidandone la tutela allo
fatto prigioniero, e i crociati vennero stesso Aibek, in un al supremo
tagliati a pezzi. Avvinti con catene en- comando degli eserciti. Ma Aibek,
trarono in Mansura il re, il suo fratel- dopo aver vinto il sultano di Da-
lo, e i grandi del regno, intanto che masco, prima si sbarazzò del ma-
per tutto si celebrò l'avvenimento. melucco Fares-Eddyn suo emulo, e
Mentre trattavasi del riscatto del poi usurpò il titolo, e il potere di
monarca francese, i mamelucchi ba- sultano a danno del pupillo, e
,

hariti, sdegnati della crudeltà del ne godè tre anni, perchè a cagio-
sultano, congiurarono di uccider- ne di gelosia la moglie il fece tru-
lo, mossi da Bibars loro capo. Nel cidare.
maggio 1 25o, coperto di ferite Me- Melik-Al-Mansour-Afi, figlio di
lik-Turan mori annegato nel Nilo, Aibek, venne assunto al trono, ma
e con lui terminò la discenden- lo schiavo Rothouz il rinchiuse, in
za del curdo Saladino, e dopo ot- un col fratello, nella fortezza di
tant'anni gli Aiobidi cessarono di Damiata, e s' impadronì del regno,
regnare. Gli ultimi principi di que- dimostrando gli emiri la necessità
sta dinastia, diffidando de' loro uffi- di questa misura, per frenare l' ag-

ziali, compravano un gran nume- gressióne dei tartari mongolli ; quin-


ro di schiavi nel Captehak tra i di riportò due vittorie su di essi,

tartari mogolli, che si dissero Mani- e riconquistò la Siria. Ma quel Bi-


loukj o Mamelucchi^ cioè sottomes- bars, che neir insurrezione contro
si ; e siccome venivano educati nel- Turan, avea scagliato il primo col-
l'Isola Rodhah, formata dal Nilo, po, siccome defraudato del possesso
I03 EGI EGI
di A leppo, al quale in premio ago- di là dalle minacce per riguardo
gnava, giurò di vendicarsi, e nel all' Egitto.
settembre 1260, uccise Kothouz, Faradi, primogenito di Barkok,
mentre questi ritornava al Cairo. ebbe, vivente il padre, giuramento
Allora r esercito il dichiarò sultano, di fedeltà dalla milizia, e potè suc-
ed egli se ne fece confermare il cedergli pacificamente. Ma le ribel-
titolo da Ahmed, preteso discenden- lioni, le atrocità, e i tradimenti
te della casa degli Abassidi, di' era macchiarono per tutto il secolo de-
stalo riconosciuto califfo, col nome cimoquinto l'Egitto. In principio del
di Mostanser-Billak, ed essendo po- secolo decimosesto i veneziani strin-
scia perito nella spedizione di Bag- sero lega col sultano d' Egitto, ed
dad, fu nominato altro califfo A- armarono un' imponente flotta nei
bassida, ma colla sola autorità spi- cantieri d' Alessandria con legnami
rituale. Bibars consolidò 1'impero venuti da Venezia ; quindi partì la
de* mamelucchi, e le sue imprese flotta pel Cairo a mezzo del Nilo,
contro i tatari, e crocesignati eb- e poscia a forza di cammelli nel
bero felice esito. Egli peri col ve- porto di Suez, d' onde salpò nel
leno, e tutti, col mezzo dell' assas- i5o8 per arrestare i progressi dei
sinio,o della corruzione montarono portoghesi nell'oceano indiano. Ba-
sul trono i successori Babaritij dai jazet II, che fu l' ottavo tra gli
quah r Egitto dovè soffrire lunga- imperatori ottomani, rivolse le armi
mente la tirannia ; e quando nel contro il sultano Cait-Bey de' ma-
i323 tentarono di farla cessare i melucchi Borgiti, per la protezione
cofti, ebbero severa punizione. Ha- da lui accordata all' esule Zizimo
diy, ultimo de' mamelucchi barbariti, suo fratello, ma non giunse a com-
regnava in età pupillare, quando piere la micidiale lotta. Al di lui
lo schiavo Barkok de' mamelucchi figlio Sehm I era riserbata la glo-
di Circassia, detti Borghi, fattosi ria di vincere Tuman-Bey, ultimo
dichiarar suo reggente, lo precipitò soldano, in due ordinate battaglie,
dal sogho nel 382. Siccome il ca-
1 di sterminare la milizia de' mame-
liffo avea legittimato l' usurpazione, lucchi, e aggiungere la Siria, e l'E-
si unì cogli emiri Ilbogha, e Man- gitto a' suoi vasti domimi. Nell'anno
tach a congiurare, e Barkok abban- i5i7 , colla dinastia de' mame-
donato dalla fortuna fu imprigio- lucchi Borgiti anche la serie
cessò
nato a Rrac, ed Hadiy fu rimesso de'califfi Abassidi, che avevano man-
sul soglio da Ilbogha, che venne tenuto il diritto dell' imanato per
con jMantach a sanguinoso contra- 885 anni, mediante la cessione fat-
sto per l'esercizio del potere. Colla tane dal califfo Motachavel-Al-laà al
caduta d' Ilbogha cessò la strage, conquistatore ottomano, consegnan-
ma ricomparve Barkok fuggito di dogli Io stendardo di Maometto,
un partito, ed
prigione alla testa di che dai quattro primi califfi era
allora Mantach dovette soccombere. passato negli Ommiadi di Damasco,
In tal modo Barkok nel iSqo ritor- indi negli Abassidi di Bagdad, e fi-

nò a regnare. Hadiy venne restitui- nalmente in quelli del Cairo. Così


to al suo carcere, e la dinastia dei ancora l' Ilediaz di Arabia venne
mamelucchi Borgiti fu stabilita, ne sotto il dominio turco, e gli avanzi
Tamerlauo, terrore dell'Asia, andò de' mamelucchi furono iucoiporall
ECrI EGi loS
cttomane, impolitica mi-
nelle milizie belle Scheik-Daher nella Siria, potè
sura, che in progresso ebbe funeste imporre al gran signore, frastorna-
conseguenze. Il governo stabilito da to dalla guerra coi russi, e coltivò
Selira I nell'Egitto ebbe la forma il vantaggioso progetto di costruire
aristocratica, sotto la sua suprema- Diedda, porto della Mecca, un com-
zia. Vi compose un senato o divano merciale emporio, affine di ravvivare
di ventiquattro bey, scelti fra i più il traffico delle Indie nel mare rosso.
notabili mamelucchi, ai quali pre- Ma l'ingrato schiavo Mohammed lo
siedeva un pascià come capo della tradì nel meglio, e corrotto dal pa^
amministrazione, che corrispondeva scià di Damasco, abbandonò V ar-
a Costantinopoli co' ministri del gran mata, e fece ritorno al Cairo, dove
signore. Tale reggimento si man- incominciò ad esercitare assoluto
tenne felicemente per due secoli, ne impero. Al comando dell* esercito
altre guerre ebbero a sostenere gli prepose V ardito giovane Mourad-
ottomani in Egitto, se non quella Bey, dandogli per moglie la bella
marittima contro la preponderanza vedova di Ah, di cui erasi in vaghi-
portoghese nelle Indie orientali, a- lo, ed allora Mourad gli giurò di
vendo perciò ottenuto dalla repub- condurre il rivale a' suoi piedi. In-
blica di Venezia, che ne aveva e- fatti, mentre Gaza- Ali attraversava

guale interesse, rilevanti soccorsi. il deserto per tentare nuove impre-

Frattanto, verso l'anno 1721, in- se, avendolo Mourad assalito con
cominciò il disordine tra gli ambi- mille scelti cavalieri, e feritolo colla
ziosi bey, intenti tutti ad impadro- propria scimitarra, quell'illustre ma-
nirsi del potere, privandone il pa- melucco ne morì. Apparentemente
sciàottomano. Dipoi Ibraim Riaja, tornò la all' ubbidienza del-
regione
o capo de' giannizzeri, giunse nel la ottomana, ma i Bey mai
porta
1746 ad impadronirsi del supremo cessarono di tumultuare, ed erano
potere, sottraendo la nazione egizia in aperta ribellione, quando nel
dalla dipendenza della sublime por- 1798 si presentò in que'hdi il ge-
ta ottomana. Alla sua morte Ro- neral Bonaparte colla gran flotta,
doan-Bey si mantenne nel dominio per la maggior parte composta da
sino al 1766, ed allora si vide u- quella dell' allora cessata repubbli-
scirminaccioso dall'alto Egitto, do- ca veneta ; conducendovi un eser-
ve trovavasi confinato, Aly-Bey capo cito francese bramoso di conquiste,
de'mamelucchi, della stirpe degli ed ivi spedito dalla repubblica fran-
Abari presso il Caucaso, che era stato cese, anche per porre un termine
neir età di anni dodici venduto schia- all'assoluto potereche vi eserci-
vo ad Ibrahim, e dopo otto anni tavano i Bey mamelucchi, giacché
emancipato. Egli si dichiarò sovra- i pascià non ne aveano che il no-
no dell'Egitto, scacciò il pascià ot- me ;
per cui l'Egitto saccheggiato,
tomano, e ricusò sublime por- alla e devastato, languiva nella più or-
ta ogni tributo e soggezione. Col ribile schiavitù.
mezzo di JNIohammed Bey, altro 11 direttorio francese, gonfio al-
schiavo suo favorito, e figlio adot- lora per le riportate vittorie, mi-
tivo, che innalzò al grado di ge- nacciando di uno sbarco l' Inghil-
nerale, fece progressi nell' Arabia, terra, aveva affidato al generalissi-
ed avendo stretta alleanza col ri- mo Napoleone Bonaparte un eser-
io4 EGI EGT
cito di trentamila veterani, ed una do&i sotto in Abdallah-
baracca
flotta che fu riputata una del-
,
Bey. Ma a rompere i vasti disegni
le più poderose che avessero solca- di Bonaparte, successe nella rada
to il Mediterraneo, e che guidata di Aboukir a' 1 1 agosto la strepi-
veniva dall' ammiraglio Brucys. Sal- tosa vittoria dell'inglese ammiraglio
pò essa da Tolone a' 19 maggio Nelson, che, mercè i rinforzi della
1798. Subito questa spedizione flotta di lord Vincent, che incro-
riportò suli' Egitto brillanti succes- ciava Cadice, in un sol colpo di-
si, e sbarcato Bonaparte a Marabou, strusse la flotta francese, e troncò
immediatamente prese di assalto le sue comunicazioni colla Francia.
Alessandria, e di là mosse contro L' ammiraglio francese Brucys perì
ì mamelucchi, che sconfìsse nella combattendo nella maggior nave,
battaglia detta delle Piramidi il r orientey che sbalzò in aria con
di 2 1 Air impetuosa, e ri-
luglio. ispavento delle due flotte. Due sole
lucente de' mamelucchi,
cavalleria navi francesi furono salve, nonché
il prode generale oppose l' immo- due veloci fregate ; tutto il rima-
bilità de' battaglioni francesi serrati nente o fu sommerso nelle onde,
in quadrato , con una grandine di o pieda divenne degl'inglesi. Ciò
palle, e con un incessante fuoco, accadde per essersi vivamente op-
che vomitavano le ben collocate posto r ammiraglio a Bonaparte, il
artiglierie.Questa vittoria sui ma- quale voleva che tutta la flotta
Hielucchi, e sugli arabi aprì a Bo- fosse entrata nei vasti porti di A-
naparte le porte del Cairo, e pose lessandria.
in fuga Murad-Bey, cogli avanzi Cotanta perdita fu riparata da
de'mamelucchi nell'alto Egitto. Di- Bonaparte con altri successi, ma
venuto il generalissimo francese pa- alle sue mire opponevasi il fanati-
drone del Cairo, volle dimostrarsi smo de'turchi, e degli arabi, i qua-
protettore del maomettanismo^ così li abborrivano i francesi, perchè col

vantandosi in un proclama che fe- fatto non osservavano il maomet-


ce allora pubblicare : « I francesi tanismo, né alcun' altra religione.
9) si dimostrano amici de' mussul- Si sollevò tutto il Cairo, e per i-

» mani. Non ha molto che hanno spegnere questa sollevazione non


>} rovesciato in Roma il trono del bastò la strage di cinquemila di
« Papa, che incitava i cristiani que'rivoltosi trucidati dentro le mo-
M contro i maomettani, di là sì schee. Fu allora che Bonaparte as-
» sono portati a Malta, e ne hanno sunse in suo discorso il linguaggio
« scacciato i miscredenti, i quali di un inviato del profeta Maomet-
M vivevano nell' opinione di essere to, dicendo agli Sceiki, ed agli U-
>» chiamati da Dio a guerreggiare lemi »» Fate sapere al popolo, che
:

» continuamente contro i seguaci « sin dalla creazione del mondo


5> del profeta". Con sì fatte parole, « comandato fu, che dopo aver
il cui commento è ad ognuno fa- « distrutti i nemici dell' islamismo
cile, sembra che mirasse Bonapar- w e abbattuta la croce, venire io
te ad illudere quella fanatica po- >i dovessi dalle contrade rimote
polazione, alla quale il general Me- >» dell'occidente a compiere la gran-
nou dava lo spettacolo della ri- » de impresa eh' erami imposta.
provevole sua apostasia, trasforraan- M Mettete sotto gli occhi del pò-
EGI EGI jo5
M polo, chs r Alcorano annuncia il utili gli sforzi del valore fiancese,
>» venir mio in venti luoghi". Co- e dopo la resa del Cairo eseguita
sì Walter Scott, Fila di Napoleo- da Belliard, e di Alessandria da
ne t. 8. Udivano queste parole i Menou, seguì per patto in settem-
copti, nati cristiani del paese, sic- bre i8oi, r evacuazione totale del-
come poi si dirà , ma abbrutiti l'Egitto, che rimase presidiato dai
nell'ignoranza, secondavano i fran- turchi, e dagl'inglesi, i quali s'in-,
cesi in vista del lucro, che ne ri- caricarono di ricondurre in Francia
cavavano, al quale ancor più, che r esercito repubblicano.
alla loro eresiasono proclivi. Ben- Dopo questi clamorosi avveni-
sì narrasi che Bonaparte nella sua menti, il gran Selim III
signore
corsa, cui fece all' istmo di Suez, sostituì in Egitto all'antico regime
confermasse ai maroniti del monte un governo di quattro pascià ; ed
Sinai quel diploma de'loro privilegi, i bey, sebbene autorizzati ad al-
che preteudevasi accordato loro da lontanarsi, in gran parte furono uc-
Maometto stesso. Di là passò a vi- cisi nelle navi stesse in cui facevano
sitare le fontane dette di Mosè, e il tragitto. Non per questo cessò
Je spiagge del mare rosso, con pe- 1' anarchia mamelucchi fomen-
da'
ricolo di esservi annegato, quando tata, e quando gl'inglesi nel i8o3
dovette rapidamente ritornare al consegnarono le piazze a Moham-
Cairo, per difendersi contro le for- med-Alì, distinto militare elevato
ze poderose che si avanzavano da allora da Selim III al grado di
tutte le parti per togliergli l'ancor Kaimakan, i bey amnistiati dovet-
mal ferma sua conquista. Indi, con tero ritirarsi nell' alto Egitto. Gli
molto sangue di turchi, e di arabi inglesi sbarcati di nuovo in Egitto
represse la rivolta, concorrendo a a' 17 marzo 1807, s' imbarcarono
parteggiare per la Francia cofti, i ai i4 settembre, dopo di avere
e i drusi: e Mourad-Bey fu incal- inutilmente tentato di soggiogare
zato dall' intrepido general Dessaix. questo paese. Da tal momento di
fino oltre le cataratte del IN ilo nei nuovo divenne il teatro
l'Egitto
Ma sebbene nel
deserti della Nubia. dell' anarchia, e di una quantità di
I
799, con una vittoria dell' arma- combattimenti fra i mamelucchi, e
ta di terra, ove fu fatto prigione i pascià inviativi dalla Porla, che se

il pascià di Natòlia, si levasse in ne disputarono il dominio. Final-


Aboukir onta della navale scon-
l' mente divenuto pascià Mohammed
fitta, e si meditasse la riapertura Ali pervenne colla destrezza, e col
del canal di Suez per unire i due valore, nell' impero di Mahmud II,
mari, la fortuna all' improvviso si a ripigliare l' autorità, e per evi-
cambiò ; scomparsa di Bonapar-
la tare che nell'avvenire venisse com-
te, r assassiniodi Rleber coman- promessa, dopo avere sperimentalo
dante generale dell' armata, e la inutile ogni rimedio, mise in ese-
poco guerriera attitudine di Menou cuzione il progetto da lungo tempo
da un canto, e dall' altro V arrivo concepito dalla stessa Porta di dis-
di forze formidabili turche, e di farsi della milizia torbida, e dispo-
un' armata inglese, che dall' Indie tica de' mamelucchi. Nel primo
penetrò nel mare rosso, sotto il giorno di marzo 181 i, entro la
comando di Abercromby, resero in- sola città del Cairo ne vennero uc-
io6 EGI EOI
cisi circa seicento, e la strage non prendere possesso dell' isola di Can-
cessò nelle provincia egiziane, fìn- dia.

cliè quasi tutti non furono ster- Vari poi sono gli allori mietuti
minati. Con questa terribile misura dalla bravura d'ibraim pascià, fi-
politica in uso nell'oriente, T Egit- glio del vice-re nella Siria. Con
to fu pacificato. Allora Mohammed- un'armata si recò nell'anno i83i,
Alì, che altri chiamano Meheniet- contro Abdullah-pascià, e colla flot-
Alì, già divenuto vice-re, portò la ta assalì s. Giovanni d' Acri. Es-
guerra in Arabia contro i wecha- sendo poi respinto, prese Jaffà, e
biti, de' quali bramava indebolire nell'anno seguente Acri, mentre la
il potere ; e la distruzione loro sublime Porta con un firmano pro-
mise fine a questa guerra nel 1 8 9,
1 scriveva il di lui genitore. Nel i833
nella quale i di lui figli JussufiF, ed Ibrahim fece il suo ingresso in A-
Jbrahim ebbero campo di esercita- leppo -j quindi il vice-re spedì il ni-
re il loro militare coraggio. Il pa- pote Achmet-pascià, ministro della
scià fece dipoi una spedizione nei guerra, a Suez, per prendere il co-
hmitrofi regni della Nubia, nel mando armata destinata a sot-
dell*
Dongala, nel Sennaar e nel Kor-r tomettere Hedcha, e 1' Jemen.
Nel
dosan, in alcuni luoghi de' quali, 1834, Ibrahim pel reclutamento
massime in quello di Dongala, i ordinato, incontrò violenta opposi-
mamelucchi proscritti avevano ri- zione in Naplusa, e trovò scoppia-
parato, eccettuato poche ceiitinaja ta un' insurrezione per tutta la Si-
di essi rimasti tra le sue guardie, ria ; mese di giugno s'im-
indi nel
JVel 1824 salpò Ibrahim pascià dal padronì Gerusalemme. Nello
di
porto d' Alessandria con una flotta stesso mese il vice-re partì con una
egizia, insoccorso degli ottomani flotta, e con truppe da Alessandria
per la Grecia. Le sue devastazioni alla volta della Siria; e nel tempo
nella Morea lungamente
afflissero stesso un firmano della Porta volle
quelle popolazioni, e combattimentii moderare il sistema commerciale
seguiti per mare, e per terra con vari stabilito nella Siria dal medesimo
successi presentarono d'ambe le parti principe. Proseguendo Ibrahim pa-
il maggior accanimento. Quindi più scià, nel 1834, la guerra, fece pro-
flotte ed eserciti si succedettero, ma gressi nella Naplusia, e pacificata la
dopo la gravissima perdita che toccò Siria, ritornò in Alessandria, ove
ad Ibrahim, nella famosa battaglia poco dopo scoppiò la peste. Ma
navale di Navarino, peggiorò la sua dei più^ recenti clamorosi avveni-
condizione, e nel settembre 1828 menti, è qui indispensabile una bre-
evacuò del tutto la Morea colle ve menzione.
sue truppe. Nel i83o, la porta Dopo che Mahmoud IT avea at-
ottomana nominò il vice-re Mo- tribuito al vice-re di Egitto il go-

hammed-Ah governatore di Can- verno della importante isola di Catn-


diaj ed egU con un proclama an- dia, per le insorte vertenze, contro
nunziò ai candiotti il governo con- di questa voleva inviare la flotta
flsritogli dell'isola, afììdandolo nelle che stanziava ne' Dardanelli, sotto
mani del maggior generale Osman gli ordini di Capudan-pascià. Ma
Nureddm-Bey. Quindi d' Alessan- questi in vece sparì dai Dardanel-
dria fece salpare una squadra per \ìj si recò a Eodi nei 1839, da
E Gì E Gì 107
dove passò in Alessandria colla flot- quel trattato, fece mettere la squa-
ta, che pose sotto la protezione del dra navale in ancora in faccia ai
vice-re, consistente in dodici fregate, Dardanelli, giacche non acconsen-
e tre corvette^ colla dichiarazione, tiva alla destituzione di Mohammed-
che non l' avrebbe restituita alla Alì. A. questa veramente accedeva-
Porta, se non quando essa avesse ri- no le quattro potenze^ nel caso
conosciuto in Mohammed-Alì la so- che il vice-re non si sottomettesse
vranità ereditaria dell'Egitto, e di al sultano. Invitato nuovamente il

tutto il paese che governava, ed vice-re dai ministri delle potenze


allontanato dagli affari il gran vi- intervenute, a restituire la flotta
sir Kosrew-pascià. Frattanto l'im- turca, e ad evacuare interamente
peratore Mahmoud li morì, e suc- la Siria, gli venne promessa la con-
cedendogli il figlio Abdul-Medjid- servazione del pascialaggio di Egit-
Khan, fece egli sapere al vice-re il to in eredità. Di fatti, essendo de-
suo esaltamento al trono, aggiun- cisa la Porta ottomana, e il vice-
gendovi la promessa, che lo avreb- re di pacificarsi sinceramente, que-
be riconosciuto, come pascià eredi- sti nel fine del i84o richiamò in
tario dell'Egitto. Per la gravità di Egitto il figlioIbrahim pascià col-
questa pendenza, le cinque grandi r esercito, e consegnò a Taverrpa-
potenze, a mezzo de' loro amba- scià la flotta turca, la quale parti
sciatori intervennero sulle differen- da Alessandria amichevolmente.
ze in discorso, per tutelare l' inte- Conseguenza si fu di questo, che
grità dell'impero ottomano. ìNel- nei primi dell'anno i84i le poten-
r anno seguente i montanari del Li- ze europee furono sollecite d' in-
bano, i marroniti, e i naplusiani vitare il sultano a revocare l'alto
insorsero contro l' egiziana domi- di destituzione emesso contro Mo-
nazione, a motivo delle imposte, e hammed-Alì, ed a promettergli le-
delle oppressioni che soffrivano : il galmente, che suoi discendenti in
i

perchè Mohammed-Alì inviò nella linea retta sarebbero nominati al


Siria una flotta per domare i ri- pascialaggio dell'Egitto, ogni volta
belli, ciocche ebbe pronta riuscita, che questo posto eminente venisse
mentre in Londra nel mese di lu- a vacare per la morte del pascià
glio si fece una convenzione per in funzione. Quindi ebbe luogo una
istabilir la pace tra la Porta, e il conferenza di vari dignitari della
vice-re, sottoscrivendola i plenipo- Porta cogli ambasciatori delle po-
tenziari ottomano, inglese, prussia- tenze alleate, riguardo ai diritti di
no, ed austriaco in nome
russo, governo da accordarsi al pascià di
de' rispettivi sovrani. Alla Siria, ed Egitto, i.° relativamente alle finan-
a Candia l'imperatore ottomano ze, 2." al servigio militare, 3." ri-

diede nuovi governatori, pronunziò guardo alla eredità. Finalmente nel


la destinazione del vice -re, mentre mese di febbraio il gran signore
le forze unite d'Inghilterra, d'Au- emanò un firmano, col quale con-
stria, di Prussia, e di Russia, in ferì a Mohammed-Alì, l'ammini-

esecuzione del trattato, sbarazza- strazione del pascialaggio di Egit-


rono la Siria dagli egiziani, e da to, colle seguenti condizioni: i." \i\

Ibrahim richiamato dal padre; ma caso di morte la dignità del pa-


la Francia, che non aveva segnato dre passerà a quel figlio che il sul-
io8 EGI EGI
tauo avrà a scegliere. 2." L'Egitto riorì ostacoli, sui prodotti del suo-
si conformerà all'attisceriff di Gul- lo Egizio.

hane, ed alle altre leggi ammini-


strative della sublime Porla, non Notizie sui donativi fatti da Me-
che ai trattati ratificati fra essa, ed hemet-Aà vice- re d'Egitto al re-
i suoi alleati. 3.** Le imposte, la gnante sommo Ponte/ice Grego-
quarta parte delle quali deve es- rio XFI, e su quelli fatti dal
sere versata nel tesoro delia por- Pontefice al vice-re.
ta ottomana, senza contare il tri-
buto particolare da pagarsi dal go- Pel complesso delle singolari cir-

vernatore per cinque anni, saran- costanze, che formeranno epoca per
no levate in nome del gran signo- Roma, non riuscirà discaro, che qui
re. 4*" ^^ numero di truppe in riportiamo alcuni cenni delle rela-
tempo di pace sarà di diciottomila zioni da ultimo contratte tra il re-
uomini, ingaggiati per cinque anni, gnante sommo Pontefice, e il sul-
duemila de' quali staranno di guar- lodalo Mohammed-Ali, il cui nome
nigione in Costantinopoli. 5." Il sul- è divenuto rispettato, e celebre nel-
tano avrà il diritto di nominare a la storia. Prima che il regnante
suo piacei'e alle cariche militari, al Pontefice emanasse le. sue disposi-
di sopra del grado di luogotenen- zioni intorno l'altare della confes-
te. 6.° Non sarà permesso al pa- sione della basilica di s. Paolo, ove si

scià d'Egitto di far costruire va- conservano le ceneri di questo san-


scelli di guerra, senza l'espressa au- to apostolo, il cav. Luigi Poletti^
torizzazione del sovrano ottomano. architetto direttore della nuova ba-
7." La non sommissione ad una di silica,immaginava un magnifico ta-
queste condizioni porta la ritratta- bernacolo da soprapporsi all'altare,
zione delle concessioni accordate. e considerava di non potere trova-
Dipoi , essendo la flotta rientrata re quattro colonne di un marmo
nel Bosforo, si convenne di accor- prezioso per adattarvele, se non che
dare l'eredità del pascialaggio d'E- facendole togliere dalle cave. E sic-

gitto in primogenitura, e di assog- come eragli a notizia che nell' E-


gettarlo ad un tributo fisso, il cui gitto il vice-re aveva riattivate le

ammontare sarebbe regolalo di cave del bellissimo alabastro, detto


tempo in tempo , e finalmen- dagli scalpellini Cotognino, così ne
te di dare al vice-re pieni poteri tenne proposito con Silvestro Gui-
per l'avanzamento dell'armata, ac- di pei replicati viaggi da lui fatti

cordandosi inoltre a Mohammed- in Egitto; e questi prese l'assunto


Alì il diritto di successione in linea di ritornarvi per vedere sopra luo-
diretta, e fissandosi il tributo ad go, se ciò potevasi mandare ad ef-

ottantamila borse, cioè quaranta mi- fetto. Intanto che il Guidi in E-


lioni di piastre turche. Il vice-re gitto di tanto si occupava, in Ro-
fece pubblicare nell'Egitto solenne- ma il Pontefice, siccome zelatore di
mente l'attisceriff di sua investitu- conservare l'antica architettura, che
ra, ed in esecuzione del trattato di adornava il sepolcro del santo a-
commercio fatto nel 18 18 colla postolo, disponeva che fosse restau-
Porta, lo stesso Mohammed-Alì nel rato il preesistente tabernacolo, e
184^ si decise a non porre ulte- fosse riposto quindi sul luogo, in
E Gì EGI 109
modo però che la mensa deiralla- compiacenza, diede immediatamente
le fosse come lo era prima dell'an- a tale effetto gli ordini opportuni
no J 5oo cioè , rivolta alla nave a' suoi ministri. Fu allora, ed ai
grande, perchè cosi il popolo di- 16 novembre iSSg, che il cav. de
voto potesse di prospetto mirare, Rossetti ne scrisse in Roma al Car-
e venerare il sommo Pontefice, dinal Lambruschini segretario di
quando nella medesima avesse ce- stato, quale subito avendo tut-
il

lebrato la messa. Non avendo poi to portato alla cognizione del Pon-
il Guidi nulla potuto operare nel- tefice, venne accettato il donativo
rt^gitto, perchè il vice-re aveva di otto massi di alabastro orienta-
riaperte le dette cave per le sue le,perchè credeva il vice-re che le
fabbriche, e non per farne commer- colonne dovessero soprappoisi su di
cio, prima di partire ne tenne discor- altrettanti piedistalli di egual pie-
so in Alessandria col cav. Annibale tra, ed a' quali poi aggiunse altri
de Rossetti, il quale, bramoso di di- cinque massi. Indi il Pontefice au-
mostrare la sua ossequiosa gratitu- torizzò di provvedere al trasporto
dine alla speciale benignità, che per la commissione per la riedificazio-
lui avea il Papa che regna, si esi- ne della basilica ostiense , di cui
bì di profittare, e cogliere questa erano presidenti, e deputati i Car-
occasione favorevole, pei' riuscire dinali Gamberini, e Tosti. Dalla
nell'intento, il quale ebbe pronto commissione medesima venne spe-
e felice esito. dila neir Egitto a prendere i mas-
Seppe il Annibale
vice-re dal cav. si una divisione di tre bastimenti,
de To-
Rossetti, console generale di comandata dal capitano onorario
scana nella città d'Alessandria, che della marina pontificia Alessandro
il nominato Silvestro Guidi da più Cialdi, e comandante in capo il
di vent'anni viaggiava nell'Egitto, bastimento o mistico la Fedeltà j
ed ivi per fare 1' ac-
era ritornato mentre il bastimento denominato
quisto di quattro colonne di alaba- s. Pietro veniva comandato dal te-
stro orientale per la risorgente chie- nente in seconda della marineria
sa patriarcale della basilica di s. pontificiaMatteo Caraman; ed il
Paolo, nella via ostiense; quella ba- bastimento chiamato il s. Paolo era
silica, nella quale le belle arti fe- comandato dall' aspirante di essa
cero a gara di renderla degna di marineria Raffaele Castagnola. In-
succedere alla precedente sontuosis- caricato poi del dettaglio di tutta la
sima, d'un tanto apostolo, e de- spedizione, fu l'aspirante della mede-
gna del secolo XIX, e dell'odierno sima marineria, Prospero Palomba.
pontificato di Gregorio XVI, sotto Tale fu la spedizione destinata per ca-
di cui ha ricevuto energica prose- ricare le colonne o massi per la de-
cuzione, e tale incremento che si corazione dell'interno della basilica.
avvicina al suo termine. Perla gra- Profittarono dell'occasione per mag-
titudine che conservava Mohammed- gior decoro del governo, e col fine
APi ai pontificii doni recatigli da di visitare scientificamente ed arti-,

Clot-Bey, e pei sentimenti ed alta sticamente V Egitto, oltre ì detti


stima che nutriva pel Papa che quattro individui della pontificia
regna, si offrì non solo di farglie- marina militare, e dell'equipaggio,
ne UD presente; ma colla massima tie individui del corpo del genio,
no EGI EGI
«n officiale sanitario, e quattro col- re alle cose europee, tulli si pre-
ti borghesi, cioè i sotto tenenti starono ne'modi più obbliganti.
del genio Mariano Volpato, e Do- A' 9.9, novembre la spedizione pon-
menico Frezzolini; il dottore Pao- tificia entrò nella foce del Nilo,
lo Ruga, e lo studente di scol- accompagnata dal legno egizio
tura Antonio Calvi, cui poi si as- chiamato Dahabic e comandata ,

sociò il suddetto Silvestro Guidi. da un rais, cui piacque denominar-


La spedizione parti dal porto di lo Roma. Questo legno fu conces-
Ripagrande di Roma, e poscia da so dal vice-re alla spedizione ro-
quello di Civitavecchia h 21 set- mana perchèaccompagnata
fosse
tembre 1 840. nel viaggio dell'alto Egitto, ed a
La spedizione romana arrivò in Sannur cantone di Benisaef, o Be-
Alessandria a' 7 novembre ed i , ny-Suef, luogo delle cave di ala-
membri che la componevano, furo- bastro per caricarne i blocchi. Ai
no accompagnati a sua altezza il 21 gennaio 1841, la spedi/ione,
vice-re, dal commendatore Coche- avendo verificato non essere anco-
let, console generale di Francia, e ra pronti 1 blocchi, il capitano co-
dal mentovato cav. de Rossetti. mandante per non istare inopero-
Mohammed-Alì per mezz' ora gli so sul Nilo, valendosi della conse-
intrattenne ne'modi i più cortesi, guita autorizzazione superiore; e la-
ed invitolli ad intraprendere la na- sciati i bastimenti uno s. Pietro,
vigazione del Nilo per caricare gli l'altro s. Paolo ancorati a Rulaq,
alabastri orientali presso le cave, da scalo del Cairo, per renderli atti
lui riattivate, nel i83?,,
per la vasta a ricevere le colonne ed i massi,
moschea,che senza risparmio di orna- intraprese co' suoi la continuazione
mento e di spesa stava edificando in del viaggio, visitando i celebri mo-
ed avente l'esterno
cittadella di Cairo, numenti dell'antichità egiziana spar-
di calcarea, mentre di alabastro sono si su quelle sponde, e ritraendone
i piedistalli, le basi, i fusti delle co- disegni e piante per mezzo degli
lonne, i capitelli, i cunei degli archi officiali del genio eh' eransi a lui
negli intercolunni, ed anche le pare- uniti, insieme ad osservazioni idrau-
ti. Lo stesso alabastro venne dal vi- liche astronomiche per mezzo
ed
ce-re impiegato ancora nei pavimenti degli officiali di marina, che in que-
dell'adiacente palazzo reale in citta- sta spedizione avevano voluto ac-
della, ove si vedono alcune grandi compagnare il capitano onorario
sale, e i bagni di sua altezza della Cialdi. Quindi gl'individui men-
stessa sostanza.Munì il vice-re i tovati arrivarono sul bordo del
membri delia spedizione romana mistico la Fedeltà, ad Assuan, l'an-
di un suo firmano amplissimo per- tica Syene, cioè alla prima cata-
chè con sicurezza percorressero i ratta del Nilo. Gittata l'ancora,
suoi stati. Corrispondenti ne furono ventun colpi di cannone resero o-
gli eflfelti, giacché bey, i mudyr,
i maggio al Pontefice, cui per sette
e gli altri personaggi, cui è affida- volte fece giulivo eco l'inlero equi-
to governo delle provincie, tan-
il paggio. Allora ai nostri si presen-
to per adempiere alla volontà di sua tò commovente spettacolo in vede-
altezza, quanto per un certo amore re accorrere sulla spiaggia i neri
che gli egiziani cominciano ad ave- abitatori di quelle calde regioni,
EGI EGI III
meraviglia!! in vedere un legno degnare l' isola di Filae fra le vor-
eujopeo, che pel primo giungeva ticose onde della cateratta, e pe-
alla loro vista, fra i loro enormi netrati nella IVubia giùngere al
scogli nativi di granilo, ombreg- tropico lontano poche leghe. Gli
giati da folti palmieri, e fiancheg- officiali di marina subito ile scan-
giati dalle rovine dell'antica Seyne, dagliarono il difficile passo, quei
dell' isola elefantina, chiamata // del genio, e l'officiale sanitario
giardino del tropico^ e di Filae. Lo inerpicandosi fra gli scogli di du-
stato maggiore animato da nobile ro granito, fra le zolle, e le arene,
entusiasmo, tutto si pose allora in esaminarono ogni erba, ogni sasso,
azione. Il bravo,
ed intelligente e ne presero la veduta, mentre su
capitano comandante Cialdi fece uno di essi Antonio Calvi scolpiva
caricare la lancia di un petriere, e a grandi lettere l'iscrizione se-
corredarla di vele e remi per gua- guente.

GEEGOmo XVI . F . R
PEGLI . AVSPICII DEGLI . . EMINENTISSIMI . P P
GAMBERINI E . . TOSTI
FIX . QVI
LA SPEDIZIONE . ROMANA
SVL BORDO . LA . FEDELTÀ*
CHE DAL . TEVERE . A . QVESTl . SCOGLI
IL 2 1 . GENxNAJO . 184I
APPRODAVA

Certo è, che di lieta soddisfazio- dell'isola Elefantina, il pronao del


ne riuscì . ai romani, che il detto tempio di Kom-Ombus, gl'ipogei, o
Mistico la Fedeltà di cinquantaset- sepolcri Faraonici, incavati nel masso,
te lonnellale, sia nei fasti della sto- il gigantesco tempio d'Apollo, e il

ria primo legno europeo, che


il tempietto Mammisi. La spedizione
partito da Europa abbia guadagna- passò poi ad osservare gli avanzi del-
to questo punto, che dista dalla fo- la distrutta Eliopoli, ed a contem-
ce, seguendo la linea delle acque, plare alle falde del Mokatam le

più di 825 miglia romane, dappoi- maestose tombe de' califfi fatimiti,
ché è noto che il Li/gsor, partito ed agiubiti, di già dalla medesima
da Tolone nel 1882, non giunse veduti nel primo soggiorno che fe-
che a Tebe. La spedizione roma- ce al Cairo, quando visitò il bosco
na, dopo aver salutato il luogo di petri ficaio a due leghe e mezzo dal
stazione delle antiche coorti, o le- deserto. Dipoi passò a contemplare
gioni romane, dopo aver lagri ma- l'obelisco diOsortasen I, che ad-
lo sulle esuli ceneri di Giovenale, dita ancora il luogo ove sorgeva
giunse ai magnifici avanzi del tem- la superba città del sole ; e con di-
pio dedicato al parto d'Iside, ove vote reminiscenze il lu(ìgo , ed il
nell'attico interno del pronao scol- sicomero, ove una costante tradi-
pì il glorioso nome
di Gregorio zione afferma, essersi riposata la
XVI; indi proseguendo il suo viag- beata Vergine nella fuga in E-
gio visitò gli avanzi dei bei templi gitto. E qui noteremo che gì' in-
, ,

112 EGI EGI


dividili componenti la pontificia spe- portante, e dòtta descrizione sono
dizione, visitarono pure nel vec- pure rilevati con gratitudine l'ospi-
chio Cairo un sotterraneo ', dai talità, le cortesie, e le attenzioni
copti ridotto a cappella, ove dice- prodigate alla spedizione dagli egi-
si che la sagra famiglia si tenne ziani, dai mudyr, dai bey, ed al-
celata dalle persecuzioni di Erode, tri ministri, non che dai membri
come visitarono nella Tebaide i del corpo diplomatico di Alessan-
monumenti de' primitivi cristiani, dria, e del Cairo, fra' quali pri-
cioè gli avanzi de' monisteri , e meggiò il lodato cav. de Rossetti
conventi, le spelonche, ed i luo- che tanta parte ebbe nei donati a-
ghi tutti già popolati da tanti santi labastri per la basilica ostiense. So-
anacoreti. Ritornando dalle cate- prattutto va rammentata quella ma-
Tebe, ove
ratte, la spedizione visitò gnanima generosità, che altamente
lasciò memoria di quelli, che la distingue Mehemet-Ah, per l'illimi-

componevano nella grande e mae- tato ordine intorno alle bisogna


stosa sala di Rarnac abbellita da della spedizione, anche nel percor-
centoquaranta colonne , indi i co- rere scientificamente il Nilo, e l'E-
lossi di Memnone, e quanto diversi gitto.
Faraoni , Tolomei , ed imperatori In quanto poi al riattivamento
hanno costruito presso Medinet-Abu. della cava di alabastro di Sannur,
Successivamente la spedizione si cantone di Benisaef, si crede che
condusse a vedere tombe de'rc, il le sia la stessa dagli antichi operata,
palazzo Memnonio, o tomba di O- ritenendosi, che altra cava di ala-
simandyas, quello di Ramses, // bastri possa essere dappresso ove
Grande, i sepolcretti dell'antico E- fioriva la città di Albastropoli. Men-
gitto; la grotta di Samun, immen- tre il vice-re di Egitto, ponendo
so deposito di mummie, senza e- ogni cura in decorare moschee, le

numerare cento altri monumenti e i suoi palazzi, si provvedeva dei


come le piramidi di Dgizech, la più marmi di Costantinopoli, e da di-
alta delle quali, è la prima altez- verse parti di Europa, si persuase
za artificiale del mondo, ed altri che nel suo regno dovessero esser-
monumenti che sono descritti dal vi delle cave, ed a tal effetto in-

eh. Camillo Raviali del corpo del caricò delle analoghe ricerche pri-
genio , facente parte della spedi- ma un greco per nome Ousili-Kalfa,
zione, per la redazione del gior- e poi Mhurat-Kalfa. Intanto un eu-
nale scientifico. Quanto riguarda ropeo a caso trovò un pezzo di
dettagliatamente siffatto viaggio marmo di nuovo genere, che fat-
tutto è riportato nell' Album di to esaminare da sua altezza e da
Roma, numeri 2, 18 e
cioè ai altro europeo, fu riconosciuto esse-
25 àe\y anno FUI 1841 , ed ai re esso il celebre alabastro orien-
numeri 2, e 3 dell' anno IX 1842. tale usato dagli antichi ;
quindi
Di questo stesso argomento si leg- venne nel vice- re vivo desiderio di
gono eguali, e compendiate notizie rinvenirne la cava, che con molte
nel numero 36 delle Notizie del ricerche da Mhurat, e suoi compa-
giorno di Roma, del 1841 ; e nel gni si discoprì nel maggio i832.
numero 83 del Diario di Roma Per attivarla vi fu spedito un eu-
del medesimo anno. In tale im- ropeo, ed in progresso il vice-re
EGI EGI ii3
ne Tuso sovraccennato. E da
fece artistica della patriarcal basilica
notarsi, che la storia del rinveni- di s. Paolo nella via ostiense, che
niento della cava si racconta anche lessi nella cospicua, ed illustre ro-
diversamente. I nomadi della tribù mana accademia Tiberina a' di 24
di Beny-Uassel trovarono lungo il febbraio 1842 alla presenza di scel-
deserto un pezzo di questa sostan- tissima udienza, principalmente de-
za, e conoscendo essi il gusto del corata dagli eminentissimi Cardi-
vice-re, a lui il recarono. Egli lo nali Bianchi, Mezzofanti, Ferretti,
diede ad esaminare al carrarese Del e Belli ; ma eziandio in questo stes-
Nero, il quale riconosciutolo pel per- so Dizionario, all'articolo Chiesa o
duto, e famoso alabastro orientale, patriarcale basilica di s. Paolo ec.

e rinvenutene le cave per ordine (Vedi), dissi pure ove saranno col-
dello stesso vice-re, ie mise in atti- locati.

vità, avendone il titolo di diretto- Della tornata di tale accade-


re ma dopo qualtro mesi mori.
,
mia, come di detta mia prosa ,

Laonde fu da questa cava che Mehe- fece cortesemenzione il eh. e be-


met-Alì generosamente a tutte sue merito cav. Gaspare Servi, che ad
spese ordinò che si eslraessero quat- essa intervenne, nel suo applaudi-
tro blocchi per altrettante colonne to foglio periodico di Roma il

lunghi fra i 34- 06, e i Sy palmi Tiberino, al num. 25 del 1842;


architettonici romani, e della gros- cioè nell'affettuosa necrologia,che
sezza per ciascuno de' qualtro lati scrisse suldegno ed amatissimo mio
fra i palmi 8-09, e 4-o8 ; altri figlio Gregorio, di cui non potr^

quattro della lunghezza fra i pal- cancellare dall'animo la memoria, e


mi 1 i , e 12-06, della grossezza fra le cui preclare doti e il mio ines-
i 6-07 ed 8 palmi, e della lar- primibile cordoglio, celebrato splen-
ghezza fra i palmi 5, e 5-00, af- didamente da parecchie auree penne
fine di farne dono al Pontefice in prosa e in versi, in parte ac-
Gregorio XVI, per la magnifica cennai nel principio dell' articolo

basilica di s. Paolo, ed accresce- Faenza (Vedi).


re ad essa ornamento, e ricchezza. Caricati con singoiar perizia dei
A sentimento del vice-re i secondi nostri i tredici blocchi di alaba-
quattro massi avrebbero dovuto ser- stro, sul naviglio pontificio, salpò
vire per zoccoli. Agli otto blocchi o esso lietamente per Alessandria ai

massi ne furono aggiunti altri cin- 12 maggio 1841; solo dolente l'e-
que trovati dalla spedizione nelle quipaggio di aver perduto il be-
cave, e chiesti alla generosità di nemerito dottore Paolo Ruga, of-

sua altezza serenissima, pel risor- ficiale sanitario, e naturalista della


gente sagro edifizio. Questi cinque spedizione, e il sullodato Calvi, vit-
massi di forme varie, sono della time del fatai morbo epidemico,
lunghezza fra i palmi 7 ed 11-06, che in Egitto miete a migliaia le
della grossezza fra i palmi 3- 06 e vittime. Quel morbo rapì ancora
4*09, e della larghezza fra i 2-o3 il sotto-pilota Jacono, e il Camil-
e 4*o4 palmi. La bellezza , ed i lieri, e queste quattro vittime fu-
pregi di questi tredici massi o bloc- rono deposte nel cimitero cattolico
chi non solo furono da me cele- di Rosetta in s. Maria del buon
brali nella Descrizione istorica ed viaggio.
VOI. XXI.

A
ii4 BCxi EGI
Incombeiitlo alla spedizione di tità andava ad intraprendere per
prendere congedo dal viceré d'E- alcune sue provincie. Il santo Pa-
gitto , e di vivamente ringraziarlo dre fu ricevuto a bordo del mistico
per le ospitalità usate ad essa nel tra le acclamazioni e le salve delle

soggiorno in quella regione, come piccole artiglierie del detto mistico


il vietavano i riguardi sanitari , e la Fedeltà. Allora il capitano co-
lo stato di quarantena, il capitano mandante additò a Sua Santità il
comandante, anche a nome della prezioso dono di sua altezza sere-
medesima, lo fece collo scritto, e nissima il vice-re d'Egitto Moham-
fu ricambiato a mezzo del mi- med-Ah, negli alabastri orientali, co-
nistro di stato Bogbos-Bey di gen- me anche negli oggetti di antichità,
tile, ed obbligante risposta. Quin- di storia naturale, e negli animali vi-
di spedizione dopo di avere re-
la venti in tributo di venerazione offer-
se le dovute grazie al cav. de P».os- ti dai diversi preclari personaggi al

setti, che cotanto zelantemente eiasi servigio del monarca di oriente, fra
adoperato pel bene della medesima, i quali primeggiava quanto mandò
venendo da esso ricambiata di cor- Clot-Bey, il quale era stato deco-
tesissima risposta, a'3 giugno i84i> rato del grado, di commendatore
uscì dal porto nuovo d'Alessandria, dell' Ordine di s. Gregorio dallo
per la novella navigazione alla vol- stesso Papa quando fu in Roma, e
ta d'Italia, ed i6 agosto per la
a' quanto il capitano stesso aveva rac-
bocca di Levante, la spedizione pon- colto sul celebrato suolo egiziano.
tificia felicemente entrò nel porto La soddisfazione, il gradimento, e
di Civitavecchia fra il più sincero la compiacenza benignamente addi-
giubilo della popolazione , e dei mostrata dal Papa, rese tal giorno
congiunti di molti individui dell'e- alla spedizione il più memorando,
quipaggio accorsa sui rampari del e l'epoca la più onorevole di sua
molo. Indi a' 23 agosto la spedi- missione.
zione parti dal porto di Civitavec- Siccome poi le due tartane de»
chia, e per Fiumicino, e pel Te- nominate il s. Pietro, ed il s. Pao-
vere gettò l'ancora a' 27 agosto lo cariche dei blocchi delle colon-
per r ultima volta allo scalo dei ne di alabastro, e di alcuni altii
marmi presso la basilica di s. Pao- massi, erano allora ferme alla foce
lo, con gran tripudio de' romani. di Fiumicino, aspettando il tempo
A' 29 agosto, epoca la più memo- favorevole per rimontare il Tevere,
randa per la spedizione, il Pontefi- e giungere al canale della ripa si-
ce Gregorio XVI si recò a bordo nistra di tal fiume, cioè allo scalo
del mistico la Fedeltà accompagna- presso la basilica Ostiense ; essen-
lo dal suo corteggio, e dal Cardi- dosi ciò effettuato a' 25 del susse-
nale Tosti pro-tesoriere generale, guente settembre, il medesimo Gre-
come deputato della commissione gorio XVI, dopo il suo felice ri-

di s. Paolo, non essendovi il Cardi- torno in Roma, si recò ai 9 ot-


nalMario Ma t tei divenuto presidente tobre a visitare la basihca, e po-
della medesima, dopo la morte del scia ad osservare gli alabastri no-
suUodalo Cardinal Gamberini, per- minati, ed altra parte de' succen-
chè era partito da Roma per ,
nati donativi. Quindi il p. Lui^i
precedere il viaggio, che Sua San- TJngarelli barnabita, dottissimo co-

I
"f

..A iCrfUr.-^O^'A^
EGI EGI Ti5
m' è nell' ai-cheologia egiziana eb- , versi di quelli, che in Egitto ad es-
be l'onore di fare apprezzare al sa prestarono assistenza, e furono
Pontefice il valore, e il merito di generosi di cortesia. Laonde ci li-
quei preziosi doni, come le iscri- miteremo a dire, che il cav. de
zioni geroglifiche , uno scheletro ,
Rossetti, oltre alcuni donativi, ebbe
ed una pelle d' ippopotamo, un coc- la croce gioiellata, e il grado di
codrillo, ed una raccolta di minera- cavaliere dell'Ordine di Cristo, non-
logia, oltre altri monumenti, avan- ché la croce dell' Ordine di com-
zi della possanza egiziana, delle qua- mendatore di s. Gregorio Magno;
li cose il Pontefice parte destinò che il capitano comandante Ales-
al museo egiziano da lui fondato sandro Cialdi fu fatto commenda-
in Vaticano, e parte ai musei del- tore dell'Ordine dello sperone d'o-
l' università romana, come si legge ro rinnovato, e nominato tenente
nel numero 98 del Diario di Ro- colonnello della Marina ponlificia
ma del i84j- Anche in questa cir- (Fedi), al quale articolo si ripor-
costanza il santo Padre fu corteg- tano le sue benemerenze suU' intro-
giato dal p. abbate Zelli, abbate duzione de' legni a vapore, pel com-
del monistero di s. Paolo , dal p. mercio interno di Roma; e chp
abbate Tbeodoli, dal cav. Potetti Silvestro Guidi fu decorato delU
architetto direttore, e Luigi More- croce di cavaliere del sopraddetto Or-
schi segretario della commissione di dine di s. Gregorio, quindi incari-
s. Paolo, non che dai capi d*arte cato di portare al vice-re di Egitto
della fabbrica. Già i massi di ala- Mehemet-Alì i seguenti donativi
bastro orientale sono stali ridotti a del sommo Pontefice, consistenti in
forma regolare di fusti di colonne superbi mosaici , in medaglie d' o-
d'ordine Corinto , della lunghezza ro, e di argento, ed in bellissime
di palmi architettonici romani tren- stampe incise dalla calcografia ca-
tadue, ed anche lustrati. IVon sono merale. '

bastevoli le parole a descrivere il Prima però diremo delle altre


gradevole effetto prodotto dallo stra- dimostrazioni della pontificia mu-
tificare delle diverse sostanze che nificenza. Fu
annoverato tra i ca-
compongono questo marmo per con- valieri dello sperone d'oro Matteo
crezione, la vaghezza e varietà delle Caraman, fu concessa una meda-
sue macchie, il vivissimo colore co- glia di oro ai due aspiranti Casta-
tognino, il bianco candido che gli gnola, e Palomba, ai due sottote-
si contrappone , e la sorprendente nenti del genio Volpato, e Frezza-
trasparenza o lucentezza, che si am- lini; ed il foriere del genio stesso
mira, per cui rimane solo a desi- Ravioli fu promosso al grado di
derarsi, che presto facciano di loro sottotenente onorario, col privilegio
bella mostra nel sacro edifizio del- a cinque di poter fregiare
tutti e
l'apostolo delle genti. l'uniforme militare con essa me-
Troppo lungo sarebbe il narra- daglia, ridotta in forma piccola, e
re i premi, le decorazioni, ed altri furono date medaglie d' argento a
segni di sovrana soddisfazione e tutta la marineria pontificia a ti-

gradimento, largamente concessi dal tolo di benemerenza de' suoi servi-


Pontefice Gregorio XVI ai membri gi. Inoltre furono concesse decoi*a-
componenti la spedizione, ed a di- zioni di s. Gregorio, dello sperone
,

ii6 EGI EGI


d'oro, e medaglie di oro, e di ar- guito in istile egiziano a seconda
gento a tutte quelle distinte per- del volere esternato dal Pontefice.
sone, che direttamente, o indiretta- Ognuna delle suddette vedute di
mente giovarono alla commissio- mosàico, eccettuata quella più gran-
ne , o che le consegnarono og- de del centro rappresentante la piaz-
getti di antichità, e di storia na- za, il colonnato, la chiesa di s.

turale per rassegnarsi in dono a Pietro, e il palazzo vaticano, ha in


Sua Santità. arabo idioma , e con lettere di
I donativi per sua altezza si bronzo dorato, l' iscrizione corri-
composero di due tavolini con ta- spondente all'edifizio ed agli oggetti
vole di mosaico, e piedi di metal- rappresentati. Nel fregio poi di det-
lo patinato ; del primo è lodato au- ta cornice furono collocate tre tar-
tore Giuseppe Dies romano, dei se- ghe o placche d' argento dorato,
condi Guglielmo Kopfgarten prus- con fiori di papiro corrisponden-
siano, celebrato scultore, e fondito- ti sopra le teste di detti leoni
re di metallo. Il tavolino più gran- nel mezzo di una delle quali vi
de ha diametro di palmi sei, e
il è la lupa con Romolo e Remo
contiene le principali vedute anti- lattanti , simbolo di Roma , nel-
che della città di Roma, unitamen- r altra un' aquila romana imperia-
te alla maestosa piazza di s. Pietro le, che rammenta essere stato l'E-
che occupa il centro della tavola, gitto provincia dell' impero roma-
chiusa tal veduta da un ornato anti- no ; nella terza vi fu collocata l'a-
co. Le altre vedute che ad essa fanno raba cifra in brillanti di Meheniel-
corona, rappresentano: i. L'anfitea- Aù^ contornata di altri grossi bril-
tro Flavio, o Colosseo. 2. Il Campi- lanti in forma ovale. Le dette tre
doglio nello stato in cui trovasi. 3. Il targhe, o placche, compresa la ci-
Pantheon. 4* H monumento Ce- di fra, sono opera del pontificio giojel-
cilia Metella. 5. 11 monumento od liere cav. Filippo Borgognoni. Il
arco di Giano quadrifronte. 6. Il secondo tavolino è sostenuto da un
foro romano. 7. Il Foro di Ner- piede in forma di palma, egual-
va. 8. Il tempio di Pallade. 9. Il mente di bronzo patinato.
tempio di Antonino, e Faustina. Inoltre il Pontefice inviò in do-
10. 11 tempio di Vesta. 11. L'ar- no a sua due astucci con
altezza
co di Tito. 12. Il tempio della Si- ventotto medaglie d'argento, ed
billa in Tivoh. Circondano queste altro astuccio con quattordici me-
dodici vedute un ornato, o mean- daglie d'oro coniate nel suo pon-
dro greco. L'altra tavola di minor tificato, e celebranti i principali
dimensione, su fondo di pietra ne- fasti del medesimo, avente ognuna
ra, ha un'elegante ghirlanda di nel rovescio la di lui venerata ef-

fiori con augelletti di varie


diversi, figie. I soggetti rappresentati nelle
specie, e forme. Il tavolino grande medaglie sono: i. 11 Pantheon ri-
è sostenuto da un piede di bronzo sguardante i premii del concorso
patinato, formato da tre leoni egi- biennale Gregoriano, per 1' incre-
zii, e in mezzo da una palma che mento delle tre arti belle, pittura,
si allarga per riempire il gran va- scultura ed architettura, istituito
no, decorato nel diametro del mo- dall' accademica corporazione dei
•aico da una cornice, il tutto ese- virtuosi al Pantheon. 2. La pub-
EGI EGI 117
blicazione del nuovo codice delle seo Gregoriano-Egizio istituito dal
leggi sul sistema monetano. 3. La medesimo Gregorio XVI nel 1839,
beneficenza esercitata a vantaggio il quale, riputando la causa della
de' poveri sia dalla commissione dei religione non estranea alla egiziana
sussidiiche dall'agricoltura. 4- '^ archeologia, ordinò che, fatta giu-
tempio di Antonino, e Faustina diziosa scelta monumenti egizi
fra i

reso più visibile ed isolato. 5. La che possedeva Roma, buona copia


antica basilica di s. Paolo in pro- di essi venisse collocata nel Vati-
spettiva al punto del seguito orri- cano, in apposito nobile locale, u-
bile incendio, mostrando tuttociò neudovi quelli da ultimo acquista-
che cadde, e tuttociò che si potè ti sia in pietra, sia in bronzo, sia
salvare dall' incendio stesso seguito in terre cotte, comprensivamente a

nel mese di luglio i82 3. 6. L'in- mummie, ed altre celebri antichi-


grandimento di Civitavecchia, e i tà egiziane. Di questo museo si

miglioramenti, e le fortificazioni del tratta all'articolo Musei Vaticani


porto. 7. L'istituzione nel Vatica- [Vedi). Qui noteremo, che nel
no del museo Gregoriano-Etrusco. 1 824, il eh.Di s. Quintino pubbli-
8. I trafori del monte Cali Ilo in cò in Torino, Lezioni archeologi-
Tivoli, pel corso del fiume Aniene. che intorno ad alcuni monumenti
9. Il Tevere personificato, e sdra- del regio museo egiziano di Tori-
jato, avendo dappresso la lupa che no ; e che nell'anno 1827, il
allattò Romolo e Remo, alludendo Champollion pubblicò in Parigi:
alla fondazione della celebre acca- Musée de Charles monumens E- X
demia de' scienziati della Tiberina, gyptiens.
perchè istituita in Roma ove scor- Finalmente il Pontefice unì ai
re il famoso fiume Tevere, alle cui delti donativi per Mohammed-Alì
sponde furono gettati i due gemel- varie stampe incise dalla calcogfi*a-

li infanti, io. 11 nuovo edificio del- fia della reverenda camera aposto-
le poste pontificie in Roma, deco- lica, legate nobilmente, e colla ci-
rato nel portico colle colonne del- fra dello stesso vice-re d' Egitto.
l' antica Vejo. II. Il suddetto mu- Esse consistevano : i . I« vedute e
seo etrusco, ma di maggior dia- paesaggi incisi da Gmelin, ed altri
metro. 12. La fabbrica nella stra- celebri autori; due esemplari. 2.
da di Ripetta per abitazione dei Vedute generali del museo vatica-
cittadini, ed ornamento della città. no dei rinomati artisti Balzer, e
i3. Isolamento del monumento del- Feoli ; due esemplari. 3. La co-
l'acqua Claudia a Porta maggiore, lonna Antonina, con rami in fo-
ed erezione dei due attigui edifizii. glio, di Pietro Santi Bartoli, illu-

Allude questa medaglia alla distru- strata da Pietro Bellori, Roma


zione di tutte le fabbriche de' bas- 1704, dalla calcografia di Dome-
si tempi addossate all'acquedotto nico de Rossi; tre esemplari. 4*
dell' imperatore Claudio, cui bel- i La colonna Trajana con rami in
lissimi due archi furono destinati a foglio, e con l' esposizione di Al-
due porte della città delta Labi- fonso Ciacconio, non che colle al-
cana perchè conduceva a Labico, tre illustrazioni di Pietro Bellori, e
e detta Preneslina perché condu- dell'avv. Carlo Fea, Roma per
ceva all'antica Preneste. i4- H mu- Gio. Giacomo de' Rossi ; tre esem-
ii8 EGt EGI
plari,opera egualmeule incisa da orbe hominum, qui magno nu-
Pietro Santi Bartoli. mero templum illud invisent ad
Tutti i suddescritti donativi pel remotam quoque posteritatem
vice-re di Egitto vennero dal Pon- magnificentiae Tuae famam pro-
'*.
tefice consegnati per la presenta- pagaturi
zione al cav. Silvestro Guidi, con « Ejusmodi muneris pretium id-
una lettera per sua altezza del se- circo ex parte praedicavimus, ut
guente tenore, in tre esemplari, cum Celsitudo tua piane co-
cioè neir idioma latino, in arabo, gnoverit nos inde vehementer
e in turco scritta in lettere d' oro. affectos esse, illud una intelligat
temperare quidem nobismetipsis
» Celsissime Princeps. non potuisse, quin gratiam ipsa
re aliquam Celsitudini tuae re-
« Impensas Celsitudini Tuae gra- ferre conaremur. Ut igitur gra-
» tias acturi ancipites quidem hae- tae voluntatis nostrae luculentum,
« remus magis ne gratos nos pro- quoad per nos fieri potest, apud
y» fiteamur propterea quod ope, ac te extet testimonium, equiti Sil-
>i patrocinio Tuo navibus onerari is vestro Guidi subdito nostro man-
i) nuper ad Nilum flumen
Nostris davimuSjUt isthuc speciminaquae-
» aditus patuerit, an ob magnifi- dam afferat operuni quae no-
» cume pretioso alabastri te lapi- strates artifices elaborare solent,
di de donum, quo nos prosequen- quibus nihjl ex bis regionibus
« dos putasti. Utrumque profecto aestimabilius ofFerre possumus.
»» ita Nostrum devinxit animum, Ea spectanti occurrunt oculis
»> ut ejusdem sensibus aeque ex- expressa monumenta praecipua
*» plicandis nulla nobis suppetat veterisRomae, medium autem
w ratio '*.
amplissimum ac magnificentissi-
Et sane dici nequit, quanta
» mum Romae recentis, item dia-
» fuerit omnium admiralio quotquot grammata immani mole columna-
« moles adeo sumptuosas inspexe- rum duorum romanorum im-
« runt tanta illae eminent ma-
: peratorum honori et memoriae
>» gnitudinCj adeo limpida pellu- erectarum, quae nunc duabus
M cent clarilate, adeo ipsius origi- ex amplioribus plateis Urbis pul-
« nis nobilitate praecellunt, quan- cherrimo sunt ornamento. Deni-
« doquidem ex eadem lapicidina que ex bis aurea et argentea
M excisae sunt, unde admiranda ex- sunt numismata varias res quae
*» titit tot nobilium monumentorum in Pontificatu Nostro gestae sunt
M materia, quibus JEgyptus jure referentia ".
« superbiit ". *» Cumulus addetur maximus
« Praeclarissima ea mar mora laetitiae nostrae si audire nobis
M ornatui destinata religiosi aedifi- contingat quascumque hasce vo-
M cii nobilissimi, quod flammarum luntatis nostrae significationes li-
*» impetu eversum nunc Romae bi non ingralas accidisse. Mini-
*' resurgit, in ilio vel maxime con- me autem dubium videtur quin
« spicua enitebunt, oculos ad se pretii aliquid iisdem muneribus
»* admiralionemque allicient adve- sit accessurum ex ejus ipsius
»» nienlium ex universo lerrarum persona, cui ea Celsitudinis tuae
EGf EGÌ 119
majeslati exhibenda comniisimus. Guidi una elegante e ricca scatola
Idem is ille est per qnem omnia d' oro, ornata di brillanti, ed altre
peracta nuper inter nos
sunt preziose gemme ; ed in segno di
tractata negotia quique fides ut
: verace compiacenza pe' ricevuti do-
fuit a pud te interpres judicii no- ni, stabilì che ì due tavolini di
stri de insignibus animi ingenii- musaico ornerebbero le sale dei
que Tui dotibus, ita a magna- palazzi di Rassettin in Alessandria,
nimitate Tua multo plus est con- e che i due medaglieri, e tutte le
seculus, quam vel ipse petere au- stampe verrebbero depositate nel
sus esset, vel nos ipsi sperare ju- palazzo della Cittadella del Cairo.
re possemus. Non possumus au- Quindi consegnò al cavaliere Guidi
tem buie noslrae epistolae finem pel sommo Pontefice una lettera
imponeie,quin ea qua major nulla scritta in lingua araba, e con istile

estanimi contentione Catholicos iu elevato, poetico, sparso di alcune


islis regionibus comraorantes Cel- rime, nobile e gentile, che tradotta
situdini Tuae impensissime com- nell'idioma italiano, qui riportia-
mendemus, ut eos pergas gene- mo, portante giorno
la data del
roso favore tuo sustentare. Cer- quinto della luna del mese Zillhag-
tam itaque animo spera haben- gi , cioè 26 dicembre. La lettera
tes, ut quod potissimum nobis in porta questa soprascritta ; >» Col
votis est pio tua benignitate a- « favore dell'Altissimo sia onorata
bunde consequuturi siraus, nos « questa lettera di giungere alla
paratissimos profitemur omnia >» sublime eminenza del successore
praeslare quoties et quibusque » del principe degli apostoli, luogo-
rebus possi mus consentanea vo- " tenente della successione dei Ce-
luntati tuae, nihilque nos magis »> sari Romani, il sommo Pontefice
optare, quam ut aliqua existat >* glorioso, augusto, magnifico, Papa
occasio,qua nobis detur quam « di Roma la grande ".

propenso in Te gratoque animo >* Iddio conservi la sua eminen-


simus re factisque ipsis confìrma- « za. Amen".
re ".
*) Datum Romae ex Palatio A- Seguiva questa cifra numerica
postolico Vaticano die 2 1 no- (864^) con altre lettere arabe, cioè
vembris 1841, Pontificatus No- (badulih), espressione usata per si-
stri anno undecimo". gnificare un buon augurio, secondo
il costume degli arabi.

»J GREGORIVS TP. XYI. Qui comincia la lettera.


« All'eminenza del successore del
Il cav. Guidi giunse felicemente « principe degli apostoli, luogote-
in Egitto coi donativi, ed in Cairo »>nente della successione de'Cesari
ebbe l'onore di presentarli in un » Romani, il sommo Pontefice glo-
alla riportata lettera, al vice-re »» rioso, augusto, magnifico, Papa
Moliatnmed-Ari, Roma grande ".
il quale rimase so- fi di la
prafìatto deltenore di essa, e delia » Le placide aure del zeflfiro

magnificenza e bellezza de'donativi, » trasportino dall'oriente all'occi-


che altamente lodò, come vivamen- '» dente il nostro ringraziamento,
te aggradì, li vice-re donò al cav. » che vorremmo esprimere colle
Ì2Ó EOI EGI
*•più splendide parole, che abbia- nete d'argento, e d'oro, a me-
» no mai potuto usare con verità raviglia coniate nella zecca della
M gl'ingegni sottili, e colle più raa- vostra altissima eminenza. Per-
>* gnifiche frasi che uscirono dalle tanto abbiamo accettato questi
»> penne dei sublimi scrittori, ac- doni con soddisfazione tale, che
« conipagnato dai cantici di giu- ninno può immaginare, e somma-
»» bilanti colombe , per indicare mente ce ne siamo compiaciuti ;
« r accrescimento della" nostra ami- giacche in questo tempo non pos-
» sta ". sono paragonarsi con altri simili
« Ma se non ci e possibile Te- per la loro bellezza, e leggiadria.
» sprìftiere con adequati concetti il E ci sono veramente carissimi
>» nostro indicibile, e inenarrabile non solo per l' intrinseco
loro
>» ringraziamento, ciò stesso dimo- pregio, ma più ancora perchè ci
*» slra l'immensità della nostra gra- vengono dal vostro gloriosissimo
>* titudine, e del nostro sincero e lato destro. Questi certamente
M costante affetto
'*.
sono doni, che attirano a se gli
>» Vogliamo poi significare al- sguardi e gli affetti^ e sanno in-
M r augusto, e sublime dignitario, namorare i cuori per modo, che
» che dopo l'arrivo del magnifico vien meno la lingua in enco-
*» ed onorifico scritto, giunse a miarli, e descriverne i pregi sia
» noi l'onorevole, l'esemplare, il di ciascuna parte, sia del loro
mirabile complesso ".
*» decorato con insigne decorazio-
M ne, eh' è stato il mediatore di >» Laonde per non allungare di
w tanta amicizia, il vostro discepo- troppo, la penna è insufficiente
»» lo cavalier Silvestro scevro di ad esprimere i dovuti elogi ed i

» ogni macchia ". ringraziamenti alla munificenza


» In verità ci rallegrammo al- di chi ce li ha inviati. Perciò

M l'arrivo della vostra lettera, ed non dobbiamo far altro, che at-
» esultammo di gaudio, e di dol- tenerci alle regole di una buona
*» cissima (Contentezza ; indi ne com- educazione , evitando ogn* altra
M prendemmo i sublimi concetti prolissità di parole ".
** grati all' orecchio, e che ricreano « Per riguardo poi a ciò che
w r animo coli' eleganza de' suoi avete benignamente espresso, in-
» ritmi ". torno alta raccomandazione più
» Parimenti ci giunse tuttociò volte inculcata di proteggere le

» che vi siete degnato di mandar- nazioni cattoliche che vivono sot-


>» ci, e con larga mano ci spedi- to l'ombra del nostro domìnio
» ste dal mare rigurgitante della custodito da Dio, sia noto alla
M benefica Pontificia beneficenza. vostra eminenza, e si persuada
w Tah sono gl'insigni regali pre- la vostra beatitudine, che noi sia-

« gevoli, e i doni illustri, e ma- mo per indole inclinati ad un


« gnificì, alcuni de'quah sono la- perfetto amore verso tutte le
>» voro di peritissimo maestro ; al- specie de' figli di Adamo, sicché

>• tri riguardano la pittura dei mo- la nostra protezione e tutela si

>» numenti celeberrimi, e i disegni estende a tutti, e sempre, e co-


w di magnifici edificii ". stantemente ".
>» A questi si aggiungono le mo- » Ora essendo di ritorno il so-
EGI EGI i2f
» vraindicato cavaliere, ci affret- desimo in tulio e per lutto al cav.
« tiamo a scrivere questo foglio in Guidi. I medesimi al presente s'i-
» conferma di quanto abbiamo struiscono nel disegno, nell'architet-
j> detto per soddisfare al nostro tura, nella prospettiva, non che nel-
» dovere ". le matematiche dal bravo Carlo
>y Finalmente speriamo, ed at- Piccoliromano, studiando contem-
» tendiamo con ansietà, e pregbia- poraneamente la lingua itahana.
« mo caldamente di non venire ab- Appena i giovani giunsero in Ro-
« bandonati dal mare rigurgitante ma nel giugno del 1842, furono
« della vostra magnanimità, e di presentati, e benignamente accolti
»» non essere dimenticati dall' illu- dal Pontefice, al quale da ultimo
>» minata vostra mente nel darci umiliarono i loro saggi degli stu-
w cordiali incombenze, ed attestati di, che poi inviarono in Egitto al
« della vostra atfezione ". loro munifico principe, e benefat-
« Dio voglia, cbe si rinnovino tore.
« in appresso la bontà, e degna- Mentre scriviamo sono per par-
« zione, che avete avuto di ma- tire per l'Egitto altri due magni-
» nifestarci quanto v' occorre. Cer- fici doni, che il Pontefice invia al
f> tamente noi siamo pronti di ap- vice-re, laonde pel complesso delle
» pagare con esattezza le vostre circostanze, ci lusinghiamo non riu-
» brame ". scirà discara la loro descrizione.
« E il ringraziamento coroni
>» l'opera". Descrizione artistica di due vasi
M Mehemet-Ali scolpiti suW alabastro orientale
deW istessa qualità donata da
Pieno di ammirazione, e di a- Sua Altezza il vice-re di Egitto
more per le belle arti sua altezza alla Santità di N. S. Papa Gre-
serenissima deliberò di mandare in gorio XVI a formar
parte delle
Koma due giovani suoi sudditi, ac- decorazioni nella risorgente ba-
ciocché, dopo avere essi appreso in silica Ostiense^ che la Santità
quella splendida sede delle scienze Sua ordinava venissero inviati
e delle arti, il buon gusto di que- al magnanimo donatore col pre-
ste, e di esservisi ben perfezionati, gio del lavoro di scarpello ro-
possano nel loro ritorno in Egitto, mano.
utilmente adoperarsi in servigio del
medesimo principe, ed alla istru- Vaso di maggior grandezza con-
zione dei giovani principalmente figurato suir insieme di quello che
addetti alla scuola di arti nel Cai- esiste nel museo capitolino riporta-
ro, chiamata Madrasa-ai- amalijat. I to nell'opera di Piranesi al voi. 12
delti due giovani sono arabi, e si chia- tav.47-
mano , uno A hkmed - Moahmmed ; Si è prescelta questa forma per-
l'altro Assan-Moahmmed, il primo chè delle più gradevoli, e di mag-
di anni diecinove, il secondo di anni gior pregio nello stile , eliminando
diciassette, ambedue nativi del Cai- però tutte le decorazioni in figura,
ro, e già appartenenti a detta scuola. e quasi tutti gli ornamenti perchè,
Questi giovani sono mantenuti in oltre la difficoltà nell'esecuzione per
Koma dal vice-re, ed affidati dal me- la durezza incostante dell'alabastro.
lai E Gì EGI
ed in ispecie per le congelaziont Si presenta sopra un rocchio ra-
vetriole che contiene; le venature rissimo di porfido, e quei che è più
pentite attraversando le figure, e pregevole, avanzo di una colonna
gii ornamenti, avrebbero fatto ri- della vecchia basilica ostiense. Que-
sultare un assieme confuso e dis- sto rocchio palmi quattro
è alto
gradevole. 8/60 del diametro di palmi due
Jl vaso ha il suo piede circola- 20/60, e pianta sopra una base at-
re sagomato con un zoccolo, un tica di marmo statuario di prima
listello da cui sorge una scozia le- qualità alta palmo uno i5/6o.
gata da un cordoncino ove più. L' esecuzione di questo vaso è
stringe il collo della medesima : dello scarpellino Giovanni Pietro
sporge poi un mezz' ovolo con so- Farzetti.
pra un listello, e quindi una gola
dritta supina, ed un cordone com- Secondo vaso sulle forme nelVinsie-
piono il piede stesso. È diviso que- me di quello in marmo nella gal-
sto dal resto del vaso, per poter- leria del palazzo Farnese^ ripor^
lo girare colf uopo di un perno a tato parimenti dal Piranesi nel-
bilico, egodere delia eccellenza dei- la sua opera al voi. 12 tav. 2 3.
la materia nel pieno suo pulimen-
to, e del diafano che contiene. Po- Questo gran parte si assomi-
in
sa sul piede il corpo di una cai- glia al Le sagome, che di-
primo.
lotta rovesciata, e guarnita di bac- stinguono il pieduccio, sono un plin-
celli, e da questa colla base di un to, o zoccolo, un toro, ed un li-
listello, una gola dritta supina, e stello, da cui sorge una scozia le-

da altro listello prende origine la gata circa i due terzi, ossia dove
campana del vaso aprendosi dolce- ristringe vieppiù il collo della me-
mente sino al ciglio formato da un desima, da un cordone; siegue un
mezz' ovolo con intaglio che serve mezz' ovolo, ed un altro cordone a
di labbro, un cordone sopra que- terminare questo piede. E diviso
sto, un piccolo pianetto, ed un gu- come l'altro dal rimanente per le
scio compiono il vaso, e queste tre stesse Comincia il
ragioni. corpo
sagome sono ripetute anche nell'in- del vaso con una figura parimenti
terno dei medesimo ove comincia di callotta rovesciata adorna come
il vuoto. Si osservano due manichi l'altra di baccellature. La sormon-
baccellati con intreccio sul corpo ta un listello, e da questo s'innal-
della callotta, che si staccano poi, za la campana cominciando da un
e rimangono ove cominciaisolati guscio, e quindi curvandosi dolce-
la campana, venendo a rendere co- mente fino al estremo in
labbro
me due maniglie. Tutta la massa cui è un ovolo con un cordone
dell'alabastro viene a piantare so- superiore, che compie ii vaso vuoto
pra un controzoccolo circolare di nell'interno a somiglianza dell'al-
verde antico allo 18/60 di palmo tro.Quattro serpenti intrecciati due
architettonico romano. L'altezza to- per parte con le code sul corpo
tale del vaso, compreso lo zoccolo, della callotta, e colle teste presso
è di palmi quattro i8;6o; avendo il labbro superiore, servono come
di larghezza palmi tre 1/60 nel di manichi e di decorazione all'in-
diameti'o maggiore. sieme.
EGI EGI \iZ
Compreso il plinto il vaso tiene nel 1774 J** Londra dal Paw, Rt"
l'altezza di palmi tre 4^/60 posan- cherches sur tEgypliennes. V. il De-
do sopra un controplinto di cipol- non, Voyage dans la Basse et la
lino mandolato allo 5/24- Haute Egyple pendant les campa-
Il rocchio che lo sostiene è di gnes du general Bonaparle, Paris
porfido della stessa qualità dell'al- i8oa; e la Description de l'Egyple^
tro come della pregiata provenien- OH recueil des ohservations et des
za, però dell'altezza di palmi quat- recJierches qui ont eté failes en Egy-
tro 2 5/6o, e del diametro di pal- pie pendant l'expédition de Varmée
mi uno i3/24. francaisj Paris 1809- 18 19. Inoltre
La base attica sottoposta è alta ad esplorare il suolo egizio, fecon-
55/6o, pure di marmo bianco sta- do di preclari monumenti, hanno
tuario di prima qualità. adoperato con somma lode due ita-
Tommaso Della Moda è stato liani valentissimi ; Giambattista Bel-
r esecutore dello stesso vaso. zoni, e Giambattista Brocchi. Si de-
ve inoltre altamente lodare il re-
Jltre notizie sull'Egitto, e sugli gnante granduca di Toscana Leo-
egiziani. poldo II, che per la maggior illu-
strazione dell'Egitto si fece emulo
La spedizione francese del
798, i della Francia, ed associò alla nuo-
di cui tenemmo superiormente pa- va commissione scientifica di colà
rola, venne accompagnata in E- spedita, sotto la direzione diCham-
gitto da una commissione di scien- pallion giuniore, un comitato italia-

ziati, che ritornarono in Europa no, e già dal chiaro dottor Ippoli-
ricchi d'importanti scoperte, e rav- to cav. Rossellini se ne sono otte-
vivarono ivi la quasi perduta me- nuti importanti risultamenti, come
moria della celebre scuola alessan- si può vedere nell'opera celebrata,
drina, eccitando una successiva no- che dal medesimo Rossellini si va
bile gara d' istruzione. Quindi i pubblicando in Pisa sino dal i832
nomi chiarissimi di Monge, di Bar- con disegni in foglio stragrande, ed
tholet, di Conte brillarono nell'ac- intitolata: / monumenti deWEgittOj
cademia del Cairo, e se troppo bre- e della Nuhia. Ma da ultimo il cav.
ve non fosse stato il periodo dei Rosellini fu tolto dalla morte alla
loro lavori, incalcolabile ne sarebbe repubblica letteraria. Il suo viaggio
stato il vantaggio, anche pel carat- nell'alto Egitto, e le sue grandiose
tere sociale dell' attuale vice-re, e illustrazioni sulla storia di que' luo-
pel trasporto che dimostra di fa- ghi da luivisitati, gli hanno merita-

vorire r istruzione, e di proteggere to una giusta celebi ita. Va pure con


i cultori delle scienze, e delle arti encomi rammentata l'opera, che nel
liberali, siccome conoscitore della 1833 incominciò a pubblicare in
molta attitudine, che mostrano gli Padova con magnifica edizione ric-
egiziani in apprenderle. Di già a ca di rami, il eh. ab. Ludovico
Parigi, e nel 1790 erasi pubblica- Menin, professore in quella celebre
ta r opera tradotta dall'idioma in- università, intitolata: Il costume di
glese, Foyage mix sources du Nil tutte le nazioni, e di tutti i tempi
en Nuhic en Ahyssinie, par M.
et dal medesimo dottamente descritto,
James Bruce, e precedentemente ed illustralo, ove nella paite anti-
124 EGI EGI
ca a pag. 1 20 e seg. tratta del co- i835j Sethos, Histories tirée des
stume degli egizi con moltiplice monumenta; anecdotes de V ancien-
erudizione, e pari critica. Non si ne Egypte, Amstelodarai 1732, e
deve neppure tacere dell' opera im- il De-Chaolnes, Memoire sur la veri-

portante, la quale nell'anno i836, table entrée du monument Egyptien,


incominciò a pubblicare in Firen- Rome 1783. Anche il Dubois
ze, il chiarissimo professore Dome- succitato, nel 18 18, pubblicò in Pa-
nico Valeriani, che porta il titolo: rigi, Catalogne d'antiquitès Egy-
JSiiova illustrazione istorico- monu- ptiennes, grecques e te. Ed il faen-
mentale del bassOy ed alto Egillp tino Francesco Salvolini discepo-
con atlante^ e coi disegni di vai^ l/ò di ChampoUion, non ha gua-
artisti^ e scienziati, come di quelli ri in giovanile età passato tra i

eseguiti sui luoghi dal diligente di- più, ci ha dato parecchi scritti

segnatore bellunese Girolamo Se- pubblicati colle stampe, ad illustra-


gato. In Parigi i83o da Ri- nel zione delle antichità egiziane.
fauld fu pubblicato Tableau de : Quasi tutte la antiche città del-
r Egypte, et de la Nubie. Fra gli l'Egitto erano cinte da immensi
antichi monumenti sparsi in gran sotterranei destinati alle sepolture,
numero in tutto l'Egitto, di molti e nei quali trovarono quei cada-
si

de' quali già feci menzione, quelli Teri imbalsamati, che noi conoscia-
che più sorprendono sono le famose mo sotto il nome di mummie.
pi amidi , destinate alla sepoltura
I Neil' alto Egitto, monticelli di rot-
dei re, e delle quali il tempo dovet- tami polverosi ed informi più alti
te rispettare la colossale struttura. che nel basso Egitto, indicano il
Le rovine più degne di osserva- luogo occupato da antiche gran
zione si trovano a Tebe, che tuttora città. Vetuste grotte, catacombe sen-
è sorprendente, a Menfi, a Dende- za numero, sono escavate da ogni
ra, ad Esnè, ad Edfu, a Seyne, ad parte nella roccia, e le loro aper-
Anlinoe, nell'isola di File, o Filae ture spesso decorate dallo scalpello
€C. La così detta colonna di Pom- degli egiziani, sembrano da lungi co-
peo, e gli obelischi appellati di me gran macchie nere nei declivi del-
Cleopatra sono i soli monumenti le prolungate montagne. Le piramidi
dell'antico splendore scampati allo si notevoli pel loro volume, e for-
sterminio; ma essi stanno fra sab- ma regolare; quelle immense petrie-
bie ardenti, ombreggiate da palmie- re, quegli antichi argini, quelle strade
ri, e fra sassi d' informi ruine. Da lunghesso l'acqua, quegh avanzi di
per tutto però si trovano avanzi antiche costruzioni idrauliche, le ve-
di templi, e di altri edilìzi, la cui stigia moltiplicate di monumenti
architettura uniforme, e le dimen- in granito, colonne, obelischi co-
sioni colossali delle statue, che li perti ancora di sculture preziose,
adornano, caratterizzano l'epoca che sfingi, statue colossali, rovine con-
li produsse. Le mura di questi siderabili , edifizi della più remo-
templi sono fornite di scolture di ta antichità, ancora interi e di una
un bel lavoro, e molte vedonsi co- vasta estensione, risvegliano peren-
perte di geroglifici, non deciferati nemente la curiosità, e diffondono
ancora. Si possono consultare, Po- sulla contrada un interesse ognor
vioulat, Lettere suWEgitlo, Milano crescente. In Roma ancora si am-
EGI EGI 125
mirano gli Obelischi (Vedi), clie prende tutte tre le sopraddette spe-
ivi dagl'imperatori romani furo- eie, ed i gruppi fonetici occupano
no trasportati dall' Egitto , cele- per l'ordinario due delle tre par-
bri per la loro mole, e pei gero- ti. In essi venivano quasi sempre
glifici che contengono F. Rirche- omesse le vocali intermedie a so-
rii: Obelisci Aegyptiaci interpreta- miglianza deirodierno metodo ste-
tio hìe rogfyphica, B.omae 1666. Ivi nografico, ch'è quell'arte di scri-
il medesimo, e nel i636 aveva vere prestamente col mezzo di ab-
pubblicato; Prodromus coplus sive breviature di cifre. I geroglifici era-
aegyptiacus. no impiegati a ricoprire i pubbli-
I geroglifici dicesi che abbiano ci edifizi, le piramidi, gli obelischi,
avuto origine sotto A loti, figlio di La scrittura jeratica non differisce
Menete o Mezraim, il più antico dalla geroglifica nell'impiego dei
re egiziano che si conosca. Questi tre caratteri, ma solo ne' segni, che
caratteri geroglifici vuoisi che da- notevolmente, e con particolare
gli egizi non fossero impiegati sim- studio sono abbreviati. Servivano
bolicamente se non dopo moltissi- a tracciare le solenni cerimonie, gli

rao tempo. Era riserbato al cele- inni sagri, e gli encomi al sovrano
bre Charapollion juniore, il vanto tributati.
di svelare i misteri di tal sistema Nella scrittura demotica i segni
grafico, con cui gli antichi Egizi figurativi sono esclusi, e vi s'im-
espressero il loro linguaggio e sul piegano quasi sempre i fonetici, con
quale aveano inutilmente o con qualche simbolo dei piìi sempli-
poco successo sudalo i più profondi ci tratlo dalla jeratica per i dome-
archeologi. Ci è noto per lui, che tre stici affari, e per gli atti e contrat-
gcneri di scrittura s'impiegarono ti civili. Molti dotti si dedicarono
nell'Egitto, cioè la scrittura gerO' all'interpretazione de' geroglifici,
glifica, o sagra; la ieratica^ osa- per cui fra le tante opere che di
cerdotale; e la demotica, o popò- loro abbiamo nomineremo le se-
lare.Tre specie di segni simulta- guenti: Caussini, Synibolica aegy-
neamente adoperavansi nella scrit- ptiorum sapientia, Parisiis 1641 ;

tura geroglifica; v'erano caratteri Pierii Valeriani, Hìeroglyphìra,


figurativi, che rappresentavano un Francofurti 1678; Hora polli ni s ///>-
oggetto per mezzo della sua figu- roglyphica gr. lat. cum integri^
ra ; vi erano caratteri simbolici, che observationibus, et notìs diversorum
esprimevano un'idea coli' immagi- curante de Paw. Traj. ad Rhen.
ne di un oggetto fisico, il quale vi 1727; Heooge, Hicroglyphica, km-
avesse un'analogia evidente, o con- stelodami l'j^^; De l^ elude desHic-
venzionale; v'erano finalmente ca- roglyphiques, Paris 1812; Champol-
ratteri fonetici, che presentando un lion, Lettre à M. Dacier relatif
oggetto fisico, ne ricordavano il no- à Valphabet des hieroglyphes Pho-
me coriispondente nell'articolazio- netìques Paris 1822; non che Pré-
ne, e nella voce al segno rappre- cis da sysième hieroglyphique des
sentato, e perciò rispondevano ad anciens Egyptiens, Parma 1828. Da
un alfabeto^ avente oggetti fisici Jannelli abbiamo tre opere: Ta-
rn luogo di lettere per esprimere bulae Rossetlanae hieroglyphicae ;

i suoni. Ogni testo geroglifico com- Neapoli i83o; Hieroglyphicae Ae-


faG E Gì EGI
gyptì , Neapoli i83o; e Funda- tichi egiziani consisteva nel polite-
menta hevnieneutica hìeroglaphine ismo o sistema che ammette la
cripticae veteriim gentium. Citere- pluralità degli dei, congiunto a va-
jno inoltre il nominalo Hierapol- rie mistiche superstizioni. Tutta-
linis Niloi hieroglfphica cimi Lee- volta vi sono validi argomenti per
maiis^ Amstelodami i835. Fra le giudicare, che l'unità dell'Ente su-
opere più recenti, che illustrarono premo, regolatore dell'universo, fos-
e spiegarono geroglifici egiziani, no-
i se professata da quei savi, e che il
mineremo pure quella stampata nel culto prestato alle divinità secon-
1839 a Lipsia da J. A. De-Goulianof, darie fosse allegorico. Quindi si ri-

Archeologie Egyptieiine, ou recher- conosce il sole in Osiri, e la lu-


ches sur texpression des signcs liie- na in Iside sua sorella, o sposa;
roglyphiques, et sur Ics élemens de lumeggiati erano gii usi, ed i la-
la langue sacre des egypliens. vori agrari ne' famosi misteri isiaci
La lingua egiziana antica, usata e nel culto renduto al bue Api, ad
pel corso di dieci nove secoli in- Anubi, ed a Giove Ammone. Dal
nanzi l'eia volgare, è del tutto mor- Casali abbiamo. De veteribus Jcgy-
ta. La lingua egiziana posteriore pliorum ritibuSj Romae i644; ^^^
o copta venne dipoi sostituita, e si Jablonski , Pantheon Jegyptiorum
scrisse colle lettere del greco alfa- sive de diis eorum. Francofurti
beto, al quale si aggiunsero taluni lySo; e dallo Schmidt, De sa^er-
segni di articolazione desunti dal dotibus et sacrificiis Egyptioruni ,
carattere demotico. Si crede che i Tubingae 1768. Che sagri poi fos-
persiani conquistatori operassero que- sero a Giove Ammone i porri, e
sto mutamento. Nell'alto Egitto si le cipolle, ciò non vuol dire che
distinguono i dialetti menfitico, te- tali piante nemmeno dal basso vol-
baico, ed etiopico. adopera pu- Si go si adorassero, come sognò il sa-

re il linguaggio mauro-arabo dai tirico Giovenale. Lo stesso dicasi dei


mussulmani, e generalmente il fran- sagri coccodrilli, de'buoi, de' cani,
cese tra' franchi, essendosi recente- che i sacerdoti di Egitto nutriva-
mente, come si accennò, di que- no. Spinsero però gli egiziani il

sto idioma, e di quello italiano, i- ridicolo, e la licenza, fino a pre-


stituitedue pubbliche scuole d'uti- slare un ossequio agli organi della
le insegnamento. Da ultimo ha pub- propagazione, raffigurati sotto i no-
blicato l'encomiato Ippolito Ros- mi di Phallus, e di Priapus. Dice
selli ni: Elementa lìnguae Egyptìa- Eliano, che il sommo sacerdote pres-
cae copticae^ Romae 1837
vulgo so gli Egizi era pure il supremo
ex typographia Coilegii Urbani , giudice, e che dal collo portava ap-
sumptibus Francisci Archini. Non pesa un'immagine impressa nel zaf-
deve tacersi che monsignor Angelo firo, che chiamavasi Inerita.
Mai, ora degnissimo Cardinale, nel Oltre la tradizione costante del
1825, pubblicò in Roma, Catalogo diluvio, molti fatti remoti della sto-
de^ papiri egiziani della biblioteca ria egizia a quelli si collegano della
Vaticana^ e notizie più estese di storia ebraica, e fanno acquistare ai
un dì essi con breve previo discor- libri santi ulteriore prova di cre-
so e susseguenti riflessioni. dibilità. Della sterminata antichità,
La religione finalmente degli an- onde gli Egiziani andavano fastosi
,

E Gì EGf T!>.7

risalendo r.d era ignorata, ed atile- Marco, mandato da s. Pietro prin-


riore alla creazione del mondo nar- cipe degli apostoli in questa regione,
rata da Mosè, hanno i dotti chia- ebbe fondala la chiesa di Alessan-
rito l'incongruenza, e ridotte al ve- dria [Vedi) nell'anno 49 dell'era
ro valore le genealogie, sulle quali cristiana, e predicato il vangelo non
era fondato l'assurdo, onde ne ri- solamente nel restante dell'Egitto,
sulla una perfetta concordanza della ma eziandio nella Libia, nella Nu-
egizia colla nostra cronologia, su mldia, e nella Mauritiana, avendo^
di che tra gli altri può vedersi il a tal uopo spedito a proclamare
Bergier all' articolo Egitto. I per- la fede di Gesù Cristo in quelle
siani sotto Cambise, ed i Macedo- parti, alcuni anche de'suoi discepo-
ni sotto Alessandro, distrussero una li. Rapida ne fu la propagazione.
gran parte degli idoli egizi, che sot- I santi padri furono persuasi che
to vari nomi arricchirono anche tali progressi ubertosi, e straordi-
la greca mitologia, ma sotto i To- nari della diffu.sione del vangelo
lomei regnò il paganesimo assai in Egitto, fossero effetto delle be-
men grossolano. Sembra poi certo nedizioni, che il Salvatore vi aveva
che la primitiva, e più antica re- sparso quando fu colà trasporta-
ligione dell'Egitto, come si è ac- to nella sua infanzia dulia beala
cennato, sia stato il culto del vero Vergine Maria, e da s. Giuseppe.
Dio, come si ha da molti passi Diversi autori hanno scritto su que-
della sagra Scrittura, essendone il sto punto,come 1' Agricola, Itine-
più antico quello della dimora, che rarium B. Mariae Firginis quan-
in questa regione fece Abramo: do cum puero Jesu, et Josepìio
quindi gli Egiziani divennero po- fugit in Aegyptunij Ingolstadii i56o;
liteisti. Circa poi il vangelo degli Za morra. La fuga di Maria iti
egiziani, questo è uno degli evan- Egitto j Venezia 1 6 1 3 ; Strauchius,
geli apocrifi che correvano tra gli De aegyptiaco Servatoris nostri e-
eretici secondo secolo della
del xilio, \itemb. 1669; Habichor-
Chiesa. San Epifanio ci dice, che slius. De fdio Dei ex Aegypto va-
di esso si sono serviti gli eretici cato , Rostochii, 1698; ed il Sar-
valentiniani, ed i sabelliani. Inol- nelli, Del mistero della fuga di s.
tre pensarono alcuni , che questo Giuseppe con Gesù e Maria al-
evangelo fosse stato scritto prima l' Egitto, nel t. VII delle Lett. eccL
di quello di s. Luca; però non pag. 100.
v'ha di ciò alcuna prova. I medesimi santi padri non solo
citano r analoga profezia d' Isaia,
Notìzie compendiate riguardanti la che il Signore entrerà in Egitto, ed
storia ecclesiastica dell' Egitto alla sua presenza si conturberan-

del suo patriarcato, e de^copti, no i simulacri egiziani, ma no-


o cofti. tano il gran numero di martiri,
di vergini, di solitari, che resero
L'Egitto si convertì al cristiane- celebre la chiesa di Egitto, e i de-
simo al tempo degli apostoli, ed serti, come dicesi in parecchi articoli
alcuni dicono per opera dell' apo- di questo Dizionario. Il Rinaldi, al-
stolo s. Simone. Avvi però tradi- l'anno I, num. 475 osserva tra le al-

zione costante che l'evangelista s. tre cose, che non solo fu illustrato
128 EGI EGI
l'Egitto con la presenza dell'incar- suddetta provincia d'Egitto, compop-
nato Verbo, ma fu nobilitata la sta di due provincie, aveva le seguen-
solitudine per dove passò . Riceven- ti sedi per sufFraganee. La prima pro-
do essa in certo modo il seme del- vincia, noverava i vescovati di Er-
la divina benedizione,produsse po- raopoli, Meteliso, Morteli s, Copriso,
scia i sacri innumerabili germo- Captiris, Sais_, Naucratis, Latopolis,
gli di tanti monaci, ed anacore- Andron, Nicium, Onuphis, Tava,
ti, che per ogni parte in santi- Cleopatra, Marcotis, Menelais, Scia-
tà fiorirono, e furono di esempio this, Nitria, Costus, Psanis, Zenopoli,
agli altri. Non deve quindi recare Paphna, Tarane, Sondra, tutte suffra-
maraviglia, che l'illustre, e vene- ganee immediate di Alessandria. La
randa sede di Alessandria divenis- seconda provincia d'Egitto, con Ca-
se la prima dei quattro patriarca- bassa per metropoli, aveva per sedi
ti dell'oriente, la seconda dopo la suffraganee Phragonis, Pachnemu-
Romana, e che la sua giurisdizione nis, Diospoli, Semennut, Cinopoli,
fosse estesissima. Essa comprende- Busiris, Elearchia, Cima, Vieux Cai-
va, oltre l'Egitto, e V Etiopia (Ve- re, Xoes, Butus, Pariane, e Rhico-
di) ,una gran parte delle coste di merium. Al presente essendo il pa-
Africa. Nel primo concilio Nice- triarcato di Alessandria un titolo
no le chiese di Etiopia, e di Abis- in panibus infidelium che confe-
sinia furono assoggettate al pa- risce la santa Sede, ha cinque ti-
triarca Alessandrino, la cui giurisdi- toli vescovili suffraganei, cioè Bou-
zione estendevasi altresì sulla Li- gerie^ Cassia, Gene, Munia, ed Elio-
bia e sulla Pentapoli. poli. Sull'autorità e diritti, ch'eser-
Il patriarcato d'Alessandria fu citava in tutto l'Egitto, e in tut-
diviso I.** nella provincia di Egit- te le provincie del suo patriarca-
to, composta di due provincie, con to, il patriarca di Alessandria, va
Alessandria per metropoli; 2." nel- letto il capitolo V del Supplemen-
la provincia Augustamnica divisa to al giornale ecclesiastico di Ro-
in due provincie, con Damiata, e ma quin. II pei mesi di marzo
Leopontopoli per metropoli; 3.° nel- ed aprile 179*2.
la provincie di Arcadia con Ben- Il cristianesimo ha fiorito, e sus-
nef per metropoli; 4" "ella pro- sistito nella sua purezza nell^ Egit-
vincia di Tebaide divisa in due to sino alla metà del quinto se-
Provincie, con Antinoe, e Tolemai- colo, giacche non sembra che l'a-
de per metropoli; 5.° nella provin- rianesimo, sebbene nato in Alessan-
cia della Libia Marmarica con Ber- dria, abbia fatto in questa re-
ne per metropoli ;
6.° nella provin- gione grandi progressi. Ma nel 449
cia della Libia Pentapoli, con Cire- Dioscoro patriarca Alessandrino, pre-
ne per metropoli, e con la provincia lato ambizioso, e violento, che però
della Libia tripolitana compo