Sei sulla pagina 1di 324

£ 3 7*>£>

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI
SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
AI PRINCIPALI
SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VAHII GRADI DELLA GERARCHIA
E PIÙ CELEBRI
CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE
CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
VESCOVILI, AGLI SC.SMI, ALLE ERESIE, AI
ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
Al RITI
MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI,
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED
ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LX.

fòfcemowfc, fi».

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
IHDCCCL11I.
&Y fc *
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STOR ICO -ECCLES1 ASTICA

S
SAB SAB

SABATO oSA.BBkTO,Sabbathum, la legge di Mosè, e se devonsi in questo


dìes Saturni. Settimo e ultimo giornodel- significato intendere le parole: Benedisse
la settimana, dicendosi per eccellenza la il 7. ° giorno e lo santifico. Alcuni Padri
i
."
delle Vigilie (V.) e Sabato santo, quel- e diversi interpreti antichi e moderni, an-
lo avanti la Pasqua di Risurrezione (V.) }
che fra gli ebrei, sostennero l'affermati-
ed anche quello che precede la solennità va, cioè che fin da quel tempo rimanesse
di Pentecoste (V.) t
ai quali articoli trat- il sabato assegnato da Dio al suo culto
tai quanto riguarda tali sabati, indican- in memoria del benefìzio della creazio-
do gli altri relativi pe'ri ti che in ambedue ne, e che come tale fu subilo osservato
solennemente si celebrano, ed a Pasqua e onorato dai figli di Adamo. Coloro i

anche del Sabato in Albis, così a Cappelle quali sostengono l'opinione contraria, di-
pontificie. I pagani chiamavano il saba- cono che prima della legge di Mosè non
to giorno di Saturno, gli Ebrei (V.) sa- apparisce alcun precetto nella s. Scritta
bato o giorno di riposo, perchè il Signore ra, e che quando la stessa Scrittura ne
si riposò in questo giorno, dopo di aver parla in seguito, fa chi ara mente conosce-
creato il mondo e tutte le cose ne'primi re che dirige essa il discorso al solo po-
6 giorni, lo benedì e santificò ; onde gli polo d'Israele. Parasceve, o preparazio-
ebrei,per conservare memoria della crea- ne del sabato, è il Venerdì (V.), perchè
zione, santificarono il sabato o 7. giorno in tal giorno preparavansi le cose neces-
della Settimana (V.) t astenendosi da qua- sarie, e perchè non era permesso agli e-

lunque opera servile, e occupandosi so- brei di farlo nel sabato. 11 sabato è slato
lamente del servigio divino. Quanto alla a Dio giorno di riposo, e nel principio
santificazione del sabato Fu disputato per del mondo e nella pienezza de' tempi. Nel
ben determinare, se Dio ne ordinò la san- principio del mondo vi prese riposo, do-
tificazione fino dal principio del mondo, po grande opera della creazione; nella
la

e se quel precetto fu osservalo prima del- pienezza de'tempi, dopo la faticosa reden-
4 S AB SAB
ione. L'obbligo di consagrare al Culto co a poco dilatando altrove, per mezzo
(^.)diDioe alla Preghiera (F.) una par- delle zelanti insinuazioni de'Papi,es. Gre-
te del nostro tempo è di diritto naturale: gorio VII pubblicò il decreto riportalo
Mosè lo fissò nel 7. giorno ;
gli apostoli, da Graziano, De Consecrat. dist. 5, cap.
per onorare la risurrezione di Gesù Cri- 3i.Ma perchè questo non fu promulga-
sto e la discesa dello Spirito santo, Io sta- to che nel sinodo particolare di Roma del
bilirono nel 1 /giorno della settimana o 1078, in cui quel Papa ammonì i fedeli
Domenica [V.). A questo articolo ripor- di astenersi dalie carni non nel sabato,
taiche fu chiamata giorno prima del sa- venne quindi a formare una legge o pre-
bato } o il primo giorno dopo il sabato cetto universale. Questo si manifesta nel-
o anche una sabbati. Che la domenica la disposizione di Gregorio Vili, ai tem-
corrisponde al giorno di riposo degli e- pi del quale non era il sabato general-

brei che celebrano il sabato; che primiti- i mente osservato coll'astinenza dalle car-
vi cristiani trasferirono al giorno seguen- ni. Gregorio Vili per le gravissime cure

te il riposo che avea Dio comandato, e che prese pel soccorso di Palestina con-
ciò per le ragioni che ivi addussi, come tro gl'infedeli, a'29 ottobre 1 187 con let-
in memoria de'due ricordati misteri av- tere orlatone scritte da Ferrara a tutti i

venuti in questo stesso giorno. Dissi aGiOR- fedeli, pubblicò indulgenze., ingiunse pre-
a
no, quando i giorni della settimana fu- ghiere, ordinò digiuni nella feria 6. per
rono chiamali /^>ne(F.),equanto riguar- anni 5, ed astinenza dalle carni nella fe-
da il sabato e la domenica. A Quaresima ria 4-* e nel sabato, come e meglio dissi
indicai ove tratto del Sabbato Sitientes, nella sua biografìa. Innocenzo I Inconsul-
e altri sabati tanto della stessa quaresi- ta to dall'arcivescovo di Braga sopra que-
ma, che de' sabati precedenti la Settica- sto punto, rispose che si attenesse al co-
gesima 3 Sessagesima, Quinquagesima e stume del suo paese; benché però in Ro-
Quadragesima [V.): di quelli delle Quat- ma eziandio allora fosse illecito di vio-
tro Tempora e dell'Avvento, in questi ar- lare il sabato coli' uso delle carni. Il suc-
ticoli ne discorsi. Sabbatum vacans si cessore Onorio III dichiarò, che ricorren-
chiamò il sabato avanti la domenica del- do la festa di Natale (V.) di venerdì, e

lePalme(V.), perchè il Papa faceva {'Ele- molto più se caderà di sabato, per la gran-
mosina (F), detto pure Sabato di Laz- dezza della solennità sia lecito mangiar
zaro dai greci, nel qual giorno la Mad- di carne, a chi non gli è vietato per voto
dalena unsei piedi al Redentore, e lo ban- religioso. Tomassino nel suo Trattato del
chettò col fratello da lui risuscitato. A digiuno della Chiesa, par. 2, cap. iG, ad-
Digiuno parlai di quello incominciato nei duce degli esempi e argomenti, co'quali
tempi apostolici presso molte chiese, e del- fa vedere, che il digiuno del sabato, an-
l'astinenza dalle carni nel sabato, e di chi che dopo s. Gregorio VII, non era uni-
ne fu dispensato. L'astinenza dalle carni versalmente stabilito; e aggiunge di più
nel sabato fu con formale precetto rinno- che questa inosservauza era tuttavia in
vata nel secolo XI.Esso era anticamen- piedi nel i45o , imperocché s. Auloni-
te particolare della chiesa romana, onde no arcivescovo di Firenze, che passò al-

la risposta che s. Ambrogio diede a s. A- la celeste gloria nel 14^9, scrive pari. 2,
gostino,il quale l'avea consultato su que- t. de Gula, cap. 1, § In lege Ecclesiae
6,
a
sto digiuno, fu: Dum Romam venio 3 /e- prohibetur esus carniumjeria 6. per to-
juno sabato } dum hic (Milano) sum s non tum annum, et jejuniis, et lacticinia in
jejunoj così presso s. Agostino nella let- quadragesima^ nomina solamente la fe-
tera 54 al 118 adJanuarium. Il pio co- ria 6." e non il sabato ed alla part. 1
:

stume della chiesa romana si andò a pò- t. 1 6, cap. 1 ,


§ 4 dice In sabbatis come-
:
SAB SAB 5
dere carnes in locis, ubi est consuetudo tuttoil cristianesimo si fanno speciali pra-
universaliter non comedendi^mortale est: lidie di vote, e si recita V Uffìzio della B.
secus3 si consuetudo palrìae habel, quod Vergine (V),^ si cantano le Litanie Lau-
comedantur, ut Francia, Catatonia,
in relane (/^.). 1 1 Zaccaria, Dissert. ecclesia -
et aliis parlibusj quia lune stabitur con- stiche t. 2, diss. 5, Sulle feste istituite ad
suetudini. La stessa dottrina insegnano onore di filaria ss. , n.° 22, dice che oltre
altri teologi antichi, come l'autore del li- queste, ha sabati di
la pietà de' fedeli i

bello intitolato: Recollectorium rudimen- tutto l'anno alla Vergine consagratiss.

tortini sacrae theologiae prò novisprae- specialissimamente. Crede che mentre la


dicatoribus, et confessoribus e/c.,Venetiis Chiesa sino dai primi tempi alla passione
i52o, ove 70 sui precetti della
alla p. e sepoltura di Cristo consagrò il venerdì
Chiesa si legge Septimum praeceptum
: e il sabato, volle nel sabato della B. Ver-
est de carnibus non comèdendis ceteris gine farne particolare memoria, quasi in
(o certis) diebus, hi sunt autem dies, in grato ricambio di que'dolori,che per tut-
quibus non licei alieni carnes comedere: to il sabato la trafissero nella sepoltura
diebus jejuniorum, sexta feria ,el sabato, del divin Figlio, e in onore della solenne
ubi est consuetudo non comedendi. Da festa del risorgimento del medesimo. La
tuttociò pare doversi inferire, che il pre- quale ragione è anche insinuata dall'au-
cetto dell'astinenza dallecarni nel sabato tore del trattato,De Passione Domini,
praticata nella chiesa d'occidente sia ap- tra le Bernardo, benché non
opere di s.

poggiato sulla consuetudine universale; sia d'approvarsi l'asserto che Maria sola
e siccome la consuetudine non divenne rimase in quel tempo salda e ferma nella
universale ad un tratto, ma a poco a po- fede. Ne
opponga, che la Chiesa
si nel-
co, così di mano in mano e non ad un l'uffizio fa menzione, ne de'dolori
non del-
tratto diventò universale il precetto o co- la B. Vergine, ne della sepoltura di Cri-
mandamento non mangia-
della Chiesa: sto. Poiché neppure nell'uffizio del ve-
re carne il venerdì e sabato j e che o ver- nerdì fa essa ricordanza della passione di
so la fine del secolo XV o nel seguente Cristo, e nondimeno non si può negare,
divenisse comune il pio costume, e con- che non le avesse particolarmente questo
seguentemente precettivo; avendolo la giorno dedicato. Ora due furono prin- i

chiesa romana fin dai primi secoli pro- cipali atti di ossequio che nel sabato a
mosso colle sue insinuazioni ed esempio, Maria si prestarono. Il i.° è di recitare
come si può raccogliere dalla celebre let- l'uffizio a onore di lei detto perciò s. Ma-

tera di Innocenzo I Papa del 402 a De-


s. ria in Sabbalho. Il b. cardinal Tommasi
cenzio vescovo di Gubbio, ove pur gli di- in un antichissimo Sagramentario di s.

ce che confermava la tradizione per cui Gregorio I,trovò un'appendice nella qua-
a
la Chiesa nel venerdì e sabato santo si le si legge: Feria 3. Missa in veneratione
astiene dalla Messa (F.) e dalla Comu- s. Mariae, e questo gli sembrò più con-

nione (F.) } dal citato s. Agostino e da al- forme all'antica disciplina, imperocché
tri documenti. Inoltre a Digiuno rilevai, osserva che ne'mercoledì, venerdì e saba-
che le vigilie che cadono nelle domeniche ti l'antica pietà cristiana era solita di con-
si trasferiscono ai sabati precedenti, e che sagrarlial tradimento, alla passione, alla
verso il secolo X il sabato fu consagrato sepoltura di Gesù Cristo; nondimeno po-
ad una particolare venerazione verso la teva aver luogo la divozione de'fedeli an-
13. Vergine Maria, onde si accrebbe viep- che nel sabato alla Vergi ne dedicato. Zac-
più la divozione e osservanza de'digiuni caria sospetta che il titolo por tasse seri Ito
e astinenza dalle carni nel sabato , nel Feria 7 .*, col qual nome lo stesso b. Tom -
qual giorno in ossequio alla Madonna per masi altrove insegna essersi talvolta il sa-
B SAB SAB
baio denotato, e che per sbaglio ehi co- Prima Sabbali, vuol dire il 1

giorno del
piò il codice il VII Io formò HI. Alenino la settimana, cioè la domenica, con che
certamente nell'8. "secolo compose le mes- si spiegano le parole del sagro Testo: Ve-
se votive che abbiamo, tra le quali s. Ma- spere autem Sabbatì,quae lucescit in pri-
ria in Sabbalìio. Dopo quel tempo si an- ma Sabbati, cioè sul tardi e verso il fine
dò dilatando tra gli ecclesiastici l'uso di del sabato e nel cominciar la domenica ,

questo uffizio, ma particolarmente dopo perchè il riposo e la festa del sabato du-
ehe nel 1096 Urbano li nel concilio di rava sino alla mezza notte, sicché già que-
Clermont determinò, che ne'sabati si fa- sta era passata, ed entrava l'alba della do-
cesse l'uffizio della Madonna: V. Prefa- menica. Sono poi più diffìcili le parole di
zio. Altra dimostrazione di pietà verso la s. Luca : Sabbatum secundum primum,
Vergine nel sabato fu 1' astinenza, af-
ss. che tennero assai divisi fra loro gl'inter-
ferma Zaccaria, aggiungendo che anti- preti. Alcuni l'hanno preso pel 1° e altri
chissimo nella romana chiesa e in alcune per l'ultimo giorno degli azimi; altri pel
d'oriente, come l'Alessandrina, fu il di- giorno di Pentecoste, volendo apparen-
giuno nel giorno di sabato. Nondimeno temente dare gli uni al 1 .°ed ultimo gior-
non tutte le chiese di rito latino adotta- no degli azimi, gli altri ai giorni di Pa-
rono questo digiuno; l'Am-così in Italia squa e della Pentecoste, un titolo di emi-
brosiana non digiunava, seguendo l'uso nenza, qualificandoli ambedue di i.°e di-
de'greci.Ma raffreddatosi successivamen- stinguendo l'uno dall'altro colla parola
te fervore, anche nelle chiese addette
il i.° Alcuni altri credettero che ili.°gran
al costume della romana si tolse il digiu- sabato era il 1

sabato dell' anno civile
no; laonde s. Gregorio VII nel concilio nel mese di thizri, e che il i.° era il i.°
romano ordinò che almeno si osservasse dell'anno santo nel mese di nisan. Scali-
l'astinenza dalle carni. Questo stabilimen- gero e altri furono d'avviso che fosse il
to però fuor d'Italia non ebbe gran cor- i.° sabato che veniva dopo il 2. giorno
so, e molte chiese delleSpagne edelle Gal- degli azimi, nominando cogli ebrei 7 sa- i

lieseguitarono nel sabato a usar le carni. bati dopo Pasqua fino alla Pentecoste, se-
Nel concilio di Vabres del i368,a'chie- condo- primo, secondo secondo, e così de-
rici benefiziali o costituiti negli ordini sa- gli altri, fino al secondo-settimo. Antica-
gri, si prescrisse ne' sabati di tutto l'anno mente la chiesa orientale solennizzava il

l'astinenza dalle carni ob reverentiam B. sabato , come la domenica : s. Gregorio


Mariae Virgìnis gloriosae. Cesario che Nisseno riprese il lusso e delizie del sa-
terminò il suo libro de* Miracoli nel iiii } bato, nel qual giorno solevano i cristiani
narra quelli fatti dalla B. Vergine, a co- banchettare. In occidente la festa del sa-
loro che in suo onore digiunavano, come bato non fu mai generale, ovvero l'uso
praticano tuttora moltissimi, massime re- non durò molto tempo, venendo bento-
ligiosie monache. Il Macri nella Notizia sto proibita ne'Iuoghi in cui tal festa ce-
de vocaboli ecclesiastici, oltre varie spie- lebra vasi, e ciò per non lasciar credere
gazioni sulla voce Sabbatum, assegna va- che la Chiesa avesse voluto giudaizzare,
rie ragioni perchè questo giorno fu dalla nella celebrazione d'un giorno destinato
< hiesa con particola!' culto dedicato alla al sabato degli ebrei. Fu altresì questa
Madonna, e conviene che Alcuino mae- la ragione allegata dai Padri del concilio
stro di Carlo Magno compose la messa di Laodicea nel IV secolo, quando si cre-
votiva della B. Vergine, a preghiera di s. dettero obbligali di proibire ai fedeli di
Bonifacio arcivescovo di Magonza; però solennizzare il sabato come un giorno di
ilice che l'introito Salve Sancta Par ens} festa, astenendosi da ogni lavoro. Quanto
è di Sedulio celebre poeta cristiano. Che agli uffizi divini del sabato, presso gli o-
SAB SAB 7
rienlali, l'ordine era eguale a quello de- De Paschalibus veterani chri-
vìgiliis

ali uffizi della domenica. In occidente il stiano rum , Lipsiae i683. Mich. Krauss,
sabato restò per molto tempo senza uf- De vigiliis Paschalibus , Lipsiae 1715.
ficio particolare e senza messa, finché fu D.Gio. Diclich, Diz.sagro'liturgico: Sab-
poi consagrato alla B. Vergine, con uffi- baio santo, e Sabbaio santo nelle chiese
zio e messa come ho detto. Il sabato san- minori. A Mercato parlai perchè nel sa-
to o vigilia di Pasqua di Risurrezione è bato tenevano i mercati detti Sabba-
si

la i." di tutte le vigilie per la dignità e tini. Vedasi Adriano Bejer, Otium Sab>

per l'antichità, venne sempre considerata bathicum, sive de Feriatione et profana-


come la più importante e la più lunga, tione Sabbathi, Jenae i665. Del sabato
unendo immediatamente l'uffizio di Pa- diverse erudizioni si leggono nel p. Me-
squa al suo, particolarmente quand'essa nochio, Stuorej cioè del sabato secondo-
cominciava dopo l'ora di nona, ossia ver- primo, perchè così detto; osservato dagli
so il tramontar del sole. Per antonoma- ebrei con superstizioni; se permetteva a-
sia questo sabato è detto Santo , o per- gli ebrei il viaggiare; sue prerogative. Del
chè per ricevere lo splendore del lume sabato e del sabato santo scrisse dotta-
santo, la nuova chiesa si santifica nel sa- mente l'ab. Butler, nelle Feste Mobili
gro fonte del battesimo, o perchè il San- Sarnelli eruditamente parla nelle Lettere
to de'Santi riposò nel Sepolcro. Perciò in eccl. del sabato e suo digiuno, non usa-
esso si celebra la memoria della sepoltu- to dai greci; perchè in oriente senza di-
ra di Gesù Cristo, e la messa è indirizza- giuno, e in occidente col digiuno. Del sa-
ta a rinnovare la storia della sua risurre- bato dedicato alla sepoltura del Signore,
zione; onde conviene considerarla, non e quando dedicato alla B. Vergine. Sab-
come messa del giorno di sabato, ma sib- balum secundum primum, e sua inter-
bene della notte di Pasqua, come si rac- pretazione. Del sabato festa degli ebrei.
coglie dalla benedizione del cereo. Il sa- SABATRA. Sede vescovile della pro-
bato santo in passato consideravasi in al- vincia di Licaonia,sotto la metropoli d'I-
cune diocesi come giorno di festa,astenen- conio, eretta nel V secolo. Ne furono ve-
dosi da ogni lavoro; divenne poi semi- scovi Aristofane che fu al concilio di Co-
festa, lavorandosi fino al mezzodì, rima- stantinopoli, ed Eustazio pel quale
il suo

nendo poi in libertà della divozione dei metropolitano Onesiforo sottoscrisse al


fedeli la solenuizzazione di questo gior- concilio di Calcedonia. Oriens chr. t. 1,
no. Ne' voi. Vili, p. 3 1
7 e seg., IX, p. 5 e p. 1084. Sabatra, Sabatren, ora è un ti-
seg. descrissi tutte le funzioni che si ce- tolo vescovile in partibus, dell'arcivesco-
lebrano nella cappella pontificia nel sa- vato pure in partibus d'Iconio, che con-
bato santo, e ne' seguenti articoli quelle ferisce il Papa.
che si celebrano dalla Chiesa universale. SABBATARII. Furono così chiamali
Acqua santa, Fuoco, Cereo, Profezia, non solo perchè con tanta ve-
gli ebrei,
Lumen Christi, Exultet, Fonte sagro, nerazione celebrano il sabato, ma anco-
Battesimo, Conferivi azionEjOrdine,Glo- ra alcuni eretici anabattisti, perchè cele-
ria in excelsis deo, alleluia, campana, brano il Sabato (f7 .) cogli ebrei, e credo-
e tutti gli altri relativi e propri del gior- no che debbasi pregare il solo Dio Padre,
no, oltre ilPasqua,ovc parlai della
citato inoltre disapprovando la guerra, le leggi

benedizione delle case, delle uova e di al- politiche, i giudizi. Si disse Sabbatismo
tri commestibili. Il sabato santo fu chia- l'osservanza letterale delle ceremonie le-
mato Sabbalum sanctum, in ramis paU gali, ovvero l'osservanza particolare del
marum, magnum, luminimi, vigilia Pa> sabato giudaico.
schatos. Vedasi Georg. Hcnr. Goetius SABBAZIANI. Eretici così chiamati
8 SAB SAB
da Sabbazio loro capo, ebreo di Costan- famiglie col matrimonio, concedendo an«
tinopoli, il quale ricevè il battesimo nel zi ai preti due mogli : fra'santi solo ono-
3q2 e fu fatto sacerdote dai Novaziani rano s. Gio. Battista, per cui furono ap-
(V.) t credendo egli cosi di poter giunge- pellati Cristiani di s. Gio. Battista; al-
re più presto all'episcopato. Restato de- tri distinsero questi cristiani dagli anti-
luso nelle sue ambiziose speranze, si fece chi sabei : la dottrina sull'inferno è pres-
capo d'una banda di novaziani, i quali so a poco quella de'pagani. Circa il mao-
furono poi detti sabbaziani. Pose nuova- mettismo, osservano alcune prescrizioni
mente in campo 1' erronea dottrina dei dell'Alcorano, riè conoscono altra beati-
Quarlodecirnani (F.). Baronio sostiene tudine, fuorché il godimento de' piaceri
che Sabbazio non fu mai vescovo, altri carnali anche in paradiso. I sabei sussi-
dicono che si facesse ordinare malgrado stono ancora in qualche provincia del-
il giuramento prestato in un concilio di la Persia e dell'Arabia deserta. Hyde di-
novaziaui, di non mai accettare l'episco- stinse due sorta di sabei, di cui gli uni
pato. Sdegnati perciò i novaziani, lo fe- onoravano gli astri senza adorarli, e gli
cero esiliare a Rodi, ove fini i suoi gior- altri li adoravano come divinità. Si vuo-

ni. L'imperatore Onorio pubblicò un e- le da alcuni, che tutte le false religioni


ditto contro sabbaziani, che furono pur
i abbiano avuto per loro comune tronco e
chiamati Àrisleri, cioè sinistri, mancini, sorgente il sabeisrao, il quale nelle pri-
perchè aveano in orrore la Mano sini- me età del mondo è stato generalmente
stra, colla quale non ricevevano né dava- professato da tutte le nazioni, pei succes-
no mai nulla. sivi mescugli che fecero di diverse cre-
SABEI o SABIANIoSABAITI. Set- denze.
tari antichi, cosi chiamati dal nome del SABELLIANI. Eretici così chiamati
luogo che abitavano in Caldea, o dalla pa- dall'eresiarca e loro capo Sabellio di To-
rola sala o armata del cielo, perchè gli lemaide città della Libia , e discepolo di
astri nella Scrittura sagra sono detti mi- Noete, dal quale derivarono Noeziani i

lizia del cielo. Il Sabeismoo Sahaismo, (/^.). Negavano maestro la Tri-


col loro
o culto degli astri, è la prima Idolatrìa nità e la distinzionedelle persone divine,
(V) che regnò nel mondo, ma non è la sostenendocheilPadre,il Figlio e lo Spi-
prima Religione^ ^.),come pretesero mol- rito santo non sono che una stessa per-
ti scrittori male istruiti Iddio avea in- : sona sotto differenti nomi. Dal che s. Ba-
segnalo ad Adamo, ai di lui figli, e agli silio concluse, che Sabellio negò ancora
antichi patriarchi una religione piti pu- l'incarnazionedel Figlio di Dio, e le ope-
ra, la religione naturale e primitiva, con- razioni personali dello Spirito santo: quin-
formissima alla natura di Dio e dell'uo- di ne conseguiva, che il Padre e lo Spi-
mo nelle circostanze in cui allora si tro- rito santo aveano solferto la morte come
vava l'umanità, come spiega Bergier. La il Figlio. Sabellio sparse questi errori ver-
religione de'sabei si compose di pagane- so il i5o', egli ed i suoi discepoli furono
simo, ebraismo, cristianesimo e maomet- condannati da alcuni concili e da Papa i

tismo. Adorano il sole e gli astri ; osser- s. Felice 272, venendo combattuti
I del
vano in parte la legge di Mosè, partico- con successo da s. Dionigi d'Alessandria.
larmente quanto a certe carni. Per ciò I sabelliani sussisterono lungo tempo in

che riguarda il cristianesimo, considera- oriente, dove furono chiamati anche noe-
no il battesimo, l'Eucaristia, l'ordine, il ziani, ed angeliti dal luogo dove raduna-
matrimonio come veri sagramenti, cam- vansi in Alessandria, chiamato Angellio
biandone l'essenza; hanno loro preti e i e Angelio.
vescovi, perpetuando il sacerdozio nelle SABINA (s.), martire. Era vedova di
SAB SAB 9
un uomo d'alto rango, e vivevo nella pro- altri Gastaldati della regione propin-
a
vincia dell'Umbria nella i. metà del II qui.Che divenuto il Reatino e il Sabine*
secolo. Avendo presso di se una donzella se dominii sovrani della chiesa romana,
cristiana di Antiochia, chiamata Serafìa, fu dai Papi governato pe'loro ministri.
la quale serviva a Dio con molto fervore, Che Pio VII istituì la delegazione di Rie-
volle abbracciare anch'essa il cristianesi- ti e Sabina, con magistrature in diversi
mo, e divenne ben presto celebre per la luoghi, ed a Magliano,ov'è la cattedrale
sua pietà. Accesasi la persecuzione di A- e la residenza vescovile, a Poggio Mir-
driano, Berillo governatore della provin- teto, a Canemorto, insieme alle succes-
cia le feceprendere ambedue, e ordinò sive variazioni^ fino all'odierna sua con-

che Serafia fosse percossa con bastoni in- dizione. Riportai i santi e beati della dio-
fìno a morie, il qual supplizio non fu da- cesi di Rieti , ed i principali personaggi
to a Sabina per riguardo alta sua nascita; illustri della città; accennai le antichità
ma essa si procurò col suo zelo la palma reatine, e trattai del famigerato Velino,
del martirio l'anno seguente. I Bollandi- del suo corso e di sue importanti noti-
stihanno provato che s. Sabina sofferse zie, anco riguardanti il Nera. Quanto al-
a Roma, e la sua festa viene indicata ai l'origine de'sabini, oltre ciò che narrai a
29 di agosto è altresì onorata cons. Se-
: Italia ed a Lazio, coli' autorità del pa-
rafia ai 3 di settembre, perchè, secondo trio storico Sperandio ne riprodussi in
Adone, fu questo il giorno in cui l'anno breve le opinioni, ed ancor quelle di al-
43o si dedicò a Roma una chiesa alle due quali convengono che gli
tri scrittori, i

sante martiri, la quale non porta più og- umbri furono lo stipite de'sabini, ricor-
gidì che il nome di s. Sabina, ed è tito- dando eziandio la posizione di varie an-
lo cardinalizio. Ne riportai le notizie a tiche città sabine, delle loro più notabili
Chiesa di s. Sabina, Palazzo apostolico politiche vicende, ed ancora delle poste-
di s. Sabina, e Predicatori Ordine. riori di nostra era, comuni a Rieti e alla
SABINA, Sabinia (Sabinen). Vesco- Sabina propriamente detta. Eziandio sul-
vato cardinalizio suburbicario, ed anti- le origini de'popoli sabini e loro colonie,
chissima, nobilissima e celebre regione dei tenni proposito ne' luoghi analoghi, co-
domimi temporali della s. Sede, Iota Sa- me pure a Roma e nel voi. LVI, p. 2 54-
bina civilas (come con breve dichiarò Leo- A. Farfa e Presidati parlai delia cele-
ne X), parte nella delegazione apostolica berrima abbazia benedettina di s. Maria
di Rieti, e parte nella Comarcadi Roma di Farfa in Sabina, e suo Presidalo Far-
(/^.).Nel primo articolo descrissi Rieti ca- finse pel governamento di sue tempora-
poluogo della medesima, per cui i pre- li giurisdizioni , esistenti in diverse parti

lati delegati s'intitolano, delegati della della stessa Sabina, ed in parecchi luoghi
provincia di Rjeti e Sabina; ne indicai i notando che
delle circostanti provincie,
confini, le qualità naturali del paese, la ilfamoso cardinal Albornoz, quando da
sua fertilità, i principali prodotti, il suo Avignoneil Papa lo deputò vicario gene-
commercio: sebbene il paese ora chiama- rale deglistati della s. Sede, fra suoi i titoli

to Sabina sia più ristretto dell'antico, e era n vi Sabina e del Presidato


quelli di
per lo più montuoso, abbonda però di a- di Farfa. Neil' articolo Piceno e in quei
mene colline, e di vaste pianure, special- relativi, dissi che piceni sembrano an-
i

mente lungo le rive de'fiumi da'quali è che di origine sabini, e di quelle popo-
bagnato. Discorsi del Gastaldato forma- lazioni, come degli equi, ernici , samniti
to da'longobardi, col Realino e Sabine- e altre, potendosi considerare la Sabina
se, cioè dopo aver queste contrade segui- quale madre di quasi tutte le guerriere
to i destini dell'impero romano, come di nazioni della bassa Italia. Il benemerito
io SAB SAB
del Piceno, Colucci, egregio scrittore e in- ni, e del loro stabilimento tra il Tronto e
a
faticabile collettore delle Antichità pice- l'Esi. Colla 4« dissertazione, lo stesso Co-
a
ne, nel 1. 1 di queste, e nella 2. disserta- lucci ci diede: De* vari popoli che hanno
zione riprodusse quella del dotto can.° Ca- abitalo il Piceno,c\oè siculi, liburni, um-
talani: Dell' origine de Piceni, il quale di- bri, etruschi e sabini , con Y etimologia
mostra con Plinio e Strabone, che pice- i nome Sabino e l'origine di tal popolo,
del
pur de-
ni discendono dai sabi n'adacquali novero de'popoli discesi da loro. Per-
col
rivarono i sacrani, i sanniti, e da questi tanto dice che tal nome sia stato imposto
i mamertini, conciliando quegli scrittori pel merito religioso che aveano i sabini
cheli fanno originati da'campani; non sen- a motivo della straordinaria pietà verso
za dichiarare, che gli abitatori più antichi il culto e venerazione de' numi. Quindi

del Piceno furono i siculi, i liburni ma riporta le derivazioni del popolo sabino
non ad essi uniti (incheColucci non con- dal dìo Sanctum o Sanguni, o da Sabo fi-
viene), e probabilmente anche gli umbri. glio diSango e forse lacedemone; laonde
Inoltre Catalani spiega, come i piceni si credono alcuni che greca e spartana sia
dicono nati da un voto della primavera la loro origine, o almeno che ai sabini si

sagra. Che cosa fosse questo voto, ma non unissero de'lacedemoni : tuttavolta ritie-
se ne deve riconoscere l'origine dai sa- ne più credibile e verosimile l'origine dei
bini, poiché era stato anche usato dagli sabini ripetersi dagli Umbri (F.), sebbe-
aborigeni, pelasgi, lacedemoni e altri po- ne Cluverio li credette discendenti dagli
poli, bensì fu praticato principalmente osci, opici, ausoni. In tanta oscurità e di-

dai sabini. Si soleva fare il voto della pri- screpanza d'opinioni, stante la remota an-

mavera sagra, per le gravi calamità che tichità de'sabini, Strabone lasciò scritto :

affliggessero il popolo e il territorio, co- Antiquissimi Sabinorum gens, et indige-

me per estrema carestia, pericolosa guer- na. Aggiunge, che discendono dai sabini,
ra, copiosa mortalità, ed ancora per mol- i vesti-ini, i inaisi, i ferentani, i marruc-
titudine di prole troppo numerosa e ri- cini, gli equi, gli ernici, i peligni, i sanni-
dondante. Per mezzo del voto, credeva- ti e tanti altri celebri popoli. Per le spe-
no quelli che Io facevano di placare lo ciali condizioni della Sabina e suo illustre
sdegno degli Dei. II voto portava di con- vescovato, e per dover descrivere i luo-
seguenza l'espulsione di molti dal paese ghi che compongono tale provincia, per
nativo, acciò quelli che restavano in pa- unità d' argomento, non potrò tenere il
tria fossero provveduti a sufficienza degli mio consueto metodo, ma seguirò quello
alimenti necessari al sostentamento; laon- chereputo più conveniente. E primamen-
de tale specie di esilio riputavasi neces- te trovo opportuno di riportare il più in-

sario, quindi gli esuli o fondavano nuo- trinseco dell'importante moto-proprio di


ve città, o si univano con qualche popo- Pio VII, Fu sempre massima, de'20 di-
lo o questo discacciavano. Il voto poi per cembre 1800, Bull. Rom. cont. t. 1 1, p.
cui nacquero piceni verosimilmente fu i 91, sulla reintegrazione del patriziato sa-

fatto, per la prole troppo numerosa dei bino, con che vengo ad evitare ripetizio-
sabini, quindi la trasmigrazione in Asco- ni e dire cose certe, collocando le note
/i, secondo la più. comune opinione, ed in più interessanti di tale atto fra parentesi.
altri luoghi, sebbene osserva Colucci che » Fu sempre massima de' romani Pon-
Ascoli preesisleva all' arrivo de' sabini. abbenchè occupati nell'universale
tefici,
a
La 3. dissertazione delle Antichità pice- governo della Chiesa, e nelle pesanti cure
ne, in gran parte è del medesimo Coluc- del principato, risguardare con predile-
ci : De* vari confini del Piceno, in cui si zione^ decorare con onori quelle provin-
tratta eziandio dell'arrivo in esso de'sabi- cie, che o per antichità, o per illustri suoi
SAB S A B 1

soggetti, o per altri titoli si fossero segna- ti, scemarsi l'agricoltura, e con essa l'o-

lale, e fra le altre contraddistinte. Per pulenza, non senza detrimento della reli-

una di queste provincie merita essere con- gione e della retta educazione. Fin dai pri-
siderata la Sabina, la quale oltre al gode- mi anni del pontificato del nostro prede-
re campagne situate in arie salubri, atte cessore Pio VI, col generale abolimento
a fruttifere coltivazioni, ricche di mine- de'pedaggi (ne trattai a Dogane), che ivi

raliecave di marmo (non manca di vul- erano frequenti e gravosi, e recentemen-


cani, ha gran quantità di squamosi orbi- te col proseguimento nel di lei centro fi-

colati oslràciti di grandezze diverse), inaf- no alla nostra città di Terni, dell'antica
fiate da più sorgenti e fiumi (oltre limi- i consolare via Salaria (la prosecuzione del-
trofi Nera, Tevere e Aniene, viene la Sa- la via Salaria, che traversa tutta la Sa-
bina bagnata dal Velino, Turano, Imel- bina, esi uniscealla Flaminia fino a Ter-
la, Farfa, Correse ec. : questi fiumi pro- ni, e passando per la Salaria si abbrevia
ducono massime il Tevere, e il Far-
pesci, il viaggio fino a Roma più di 1 5 miglia,
fa per le sue trotte;i torrenti sommini- e nel tempo stesso ai rispettivi paesi del-
strano roviglioni di buon sapore), è stata la diocesi di Sabina, formò il comodo per
sempre dai più classici ed antichi autori operarsi diversi bracci di strade rotabili,
riconosciuta per madre d'inclite popola- e agevolò l'accesso ai vescovi nelle visite
zioni^ specialmente de' valorosi sanniti pastorali), procurò ravvivare in essa il

e piceni. Anco a Roma somministrò re, commercio, ed inseguito le ricchezze; ma


imperatori, consoli, ed altri soggetti ce- si avvidde perle rappresentanze al lodato
lebri nelle armi e nelle lettere. stata K Pontefice umiliate dal popolo sabino, che
perciò non meno luminosa nelle storie, a richiamare i cittadini altrove domicilia-
che benemerita delle scienze, particolare ti, e ad impedire nuove emigrazioni, co-
mente per la conservazione de' preziosi me anche ad accrescere la popolazione,
monumenti, in ispecie nell'archivio Far- e con essa la coltivazione delle di lei cam-
fense. Questi pregi, uniti all'attaccamen- pagne, e ridonare alla medesima il pri-
to del popolo sabino alla fede cattolica miero decoro, necessitava di ripristinarla
ed alla chiesa romana, mossero li nostri al lustro della generosa sua nobiltà col-
predecessori a collocare in essalasededi l'onore del patriziato, che però dopo a-
r
uno de' 6 cardinali vescovi suburbicari, vere per mezzo del nostro mg. uditore
colia condecorazione ancora al vescovo inteso il parere di mg. r Francesco Brivio
di Sabina di venire prescelto in assenza del già preside, che per la esperienza acqui-
romano Pontefice a coronare li nuovi im- stata nel tempodel suo governo riconob-
peratori , avere un vescovo suffraganeo, be, e inferi ragionevoli le rappresentanze
ed inoltre a destinarle per l'esercizio del* del popolo : secondando il sopra lodato
la temporale di lei giurisdizione un pre- Pontefice le brame su di ciò del cardinal
Iato governatore. Ma simili pregi alla Sa- A rchinto, allora vescovo,deputò una con-
bina largamente donati dalla natura , e gregazione particolare nelle persone del
dalla beneficenza de'sommi Pontefici,non nominato cardinal vescovo, e dei mg.iSta-
la sottrassero dalle ingiurie e vicende dei nislaoSanseverino e Carlo Vallemani già
tempi, che scemarono il primiero suo lu- ponenti nelle congregazioni della consul-
stro; e quindi abbandonata la loro patria ta e buon governo, e di mg. r Giulio Ce-
presero occasioni molte famiglie più rag- sare Ginnasi allora governatore di Sabi-
guardevoli di cercarlo altrove, aggregan- na, acciò dopo esaminato l'esposto, allo
dosi ad altra città, onde ha dovuto e de- stesso nostro predecessore uè facesse rela-
ve la Sabina deplorare la perdita delle pro- zione. Consideratisi da essa congregazio-
prie famiglie, vedere languire le belle ar- ne i fogli formali dal diletto figlio Gio.
12 SAB SAB
BattistaNardi (Valentin! prelato, sabinum par. 2, in verbo Sabina riferisce, godere
ac strenuum Sabinae propugna lo rem )
la Sabina i' immemorabile privilegio di

laureato nel diritto canonico e civile, ri- formare, ed essere considerata come una
marcò sotto il dì 23 aprile 1796, essere sola città, e che tal privilegio fu confer-
stata l' intera provincia di Sabina, com- mato per sentenza del cardinal Carvajal
presevi le annesse abbazie di Farfa e s. vescovo di Sabina e commendatario di
Salvatore maggiore, sempre reputata per s.Croce in Gerusalemme, e per breve di
una sola città, non ostante l'esistenza di Papa Leone X,che si può leggere in Piaz-
alcuni luoghi baronali, ed essere perciò za : la città di Sabina si considera come
non solamente plausibile, ma eziandio ne- divisa in tanti rioni, quanti sono i luo-
cessario, ad oggetto di stabilire nella Sa- ghi della medesima. E' quindi opportu-
bina le famiglie, aumentare il numero dei no, che nelle date, si dica per esempio :

buoni cittadini, ed accrescere unitamente dato dalla Sabina in Aspra; dalla


città di

all'agricoltura le belle arti (per animar città di Sabina in Calvi diocesi di Nar-

questeequella lodevolmente si stabili una ni; dalla città di Sabina in Monticelli dio-

aeeademia),di ripristinare ivi il patriziato, cesi di Tivoli). Che però ammettiamo, e


ed insiemesistemòil metododatenersijfat- vogliamo che si debbano per ammesse
tasene in seguito relazione al nostro pre- alla partecipazione e godimento, tanto li

decessore PioVI da mg. r ponente delbuon patrizi, che la provincia, di tutti que'tito-
governo di ciò incaricato fin da'2 maggio li, onori, privilegi, prerogative abbenchè
1 796, venne pienamente approvata sen- meritevoli di speciali menzioni, che agli
za spedirne il moto- proprio per le insorte altri patriziati e città sono stati conces-
ben note vicende; e volendo noi che ab- si dal diritto comune, e dalle costituzio-
bia il suo effetto, quanto dal nostro pre- ni apostoliche, quali privilegi in favore
decessore fu ordinato,anco per dare do- di detta provincia e patrizi vogliamo che
po la nostra riassunzione al dominio tem- qui abbiano per espressile come di pa-
si

porale un segno di special clemenza ver- rola in parola inserti e ripetuti. Che an -
so la nostra provincia di Sabina, che fu zi,qualora faccia di bisogno di nuovo crea -
laprima ad essere donata al romano Pon- mo ed erigiamo la stessa intiera provinci a
Adriano I, dall'immortale Carlo
tefice di Sabina in città, e la condecoriamo am -
Magno, e che merita avere coll'onore del piamente di tutti li sopraddetti diritti, ti-

patriziato idonei soggetti a potere essere toli, onori, privilegi, anco di quelli di no-
prescelti anco alla deputazione delle stra- biltà e di patriziato. Vogliamo per altro,
de commessa al r.mo cardinal prefetto ed ordiniamo, che abbia ad osservarsi ed
della nostra congregazione del buon go- eseguirsi, come comandiamo che si osservi
verno a norma della recente costituzione ed eseguisca il seguente sistema propostoci
Post diuturnas. Quindi inerendo alla ri- dalla suddetta congregazione, cioè: Che
soluzione presa dalla surriferita congre- si formi due ceti, ili. °de'patrizì, il 2.°dei
a
gazione particolare e successivamente ap- cittadini. Per la i. aggregazione de'patri-
provata dal nostro predecessore, colla ce- zi sieno i requisiti. i.° Possedere e tenere
dola di nostro moto-proprio, certa scien- aperta in Sabina una decorosa abitazio-
za e pienezza della nostra potestà, voglia- ne. 2. Un' annua rendita non minore di
mo ed ordiniamo che sia reintegrata, co- scudi cinquecento (questa entrata netta
me reintegriamo l'intiera provincia di Sa- è livellata dagli statuti delle più cospicue
bini ai primieri diritti ed onori del pa- nobiltà che ammettono anche rendita
,

triziato ecittadinanza, sempre considera- minore) su capitali fruttiferi senz'alcuno


ta come una sola città (Busching nell'Ap- esercizio di arte non liberale. 3.° Aver
pendice alla Descrizione cT Italia t. 2 5, conseguiti li primi gradi uelle magistra-
SAB SAB i3
ture, ovvero di essere condecorato di qua- go; e ad esse secondo il sito, ove
adu- si

lità, onde il soggetto venga parificato al- neranno, presiederà o il cardinal vescovo
le primarie famiglie, e non abbia ostaco- o mg/preside, colla facoltà ai medesimi
lo nella propria condotta, ed a norma di di surrogare in loro vece altro soggetto.
queste leggi vogliamo ed ordiniamo che La congregazione generale, che dovrà es-
3
si faccia lai. ammissione. Per le future sere composta almeno di 12 patrizi abili
aggregazioni poi, oltre ali.°e 2. requi- ed idonei all'esercizio delle cariche, com-
sito, vogliamo che le qualifiche del 3.° si presi li rispettivi officiali, avrà il diritto
•verifichino per anni 100, avuta in ispecia- di aggregare nuove famiglie al ceto dei
le considerazione 1' antichità della fami- patrizi e de'cittadini,di rinnovare l'elen-
glia, ed anco unirsi il 4-° requisito dia- co e bussolo, premesso il necessario esa-
\er prima conseguita la cittadinanza. Il me, di eleggere il segretario, e di far so-
patriziato ottenuto con tali requisiti lo pra gli ascritti i necessari riparti, anche
dichiariamo ereditario, purché si provino col privilegio della mano regia more ca-
in ogni capo di famiglia degli eredi li ne- merali, che a tale effetto concediamo ed
cessari requisiti. Diamo poi la facoltà al accordiamo. La congregazione particola-
ceto patriziato di decorare col patriziato re vogliamo che sia composta de'4 di ma-
onorario le persone di merito, senza che gistrato, de' 2 deputati del bussolo e se-
simile patriziato passi agli eredi. Dall'e- gretario. Eleggerà essoi deputati straor-
lenco de'patrizi ordiniamo, che si depu- dinari, come
quelli da stabilirsi per l'esa-
anno gli officiali da obbligarsi
tino ogni me degli ammittendi, avrà l'amministra-
non facendo costare di ra-
all'esercizio, zione, stabilirà il metodo di esigere i ri-

gionevole motivo per Y esenzione, quali parti, quali esatti edepositali si pagheran-
officiali saranno : 1
.° i quattro di magistra- no coi rispettivi ordini del magistrato e
to da chiamarsi conservatori, che rap- segretario, per le spese ordinarie e straor-
presentino il celo de' patrizi colle conde- dinarie stabilite dalla congregazione ge-
corazioni, onori, titoli, privilegi, benché nerale , con doverne gli officiali render
degni d'individua e speciale menzione, conto e fare tull'altro che ha per ogget-
concessi alle magistrature dellealtre città; to il patriziato, eccettuali i suddetti affari
2. due deputati del bussolo, che unita- spellanti alla congregazione generale. Le
mente al magistrato assistino all' estra- determinazioni delle congregazioni vo-
zione degli officiali; 3.° il segretario, che gliamo che sieno risolute con la pluralità
stabilmente vogliamo si elegga dalla con- di due terzi di voti, salvo restando tutte le
gregazione generale, la quale darà avvi- giurisdizioni in qualunque modo apparte-
soal r.mo cardinal vescovo, e mg/presi- nenti alle due congregazioni della consulta
de, della di lui elezione e domicilio per e del buon governo. Vogliamo che tulli i

l'occorrenza del carteggio. Dovrà questo patrizi di Sabina, e ciascun di loro ampia-
essere pienamente informato di tutti gli mente goda i privilegi : 1

di aver titolo dì

affari del patriziato per comunicarli agli patrizio sabino; 2.°di doversi avereinispe-
Sarà di lui carico darel'in-
altri officiali. cial considerazione nella collazione degli
formazione sude'ricorsi,o di altre emer- onorifici impieghi si di toga, diedi spada
a
genze, con che le informazioni venghiuo nel luogo di sua origine; 3. la facoltà da
sottoscritte nelle solite formole dall'eser- noi già di sopra menzionala di godere lutti
cente magistrato, ed agirà su tuttociòche gli onori, privilegi, prerogative e altro con-
riguarda il ceto de'patrizi. Ove risiede o cesso dal diritto canonico e civile , dalle
il r.mo cardinal vescovo, o mg/ preside costituzioni apostoliche, e dalla consuetu-
dovrauno tenersi le congregazioni gene- dine degli altri patriziati, colla facoltà di

rali, colla preventiva intimazione del Ino- alzare lo stemma della Sabina, rappresen-
i4 SAB SAB
tante i 3 gruppi di anelli e le 4 iniziali let- gregazione e magistratura patrizia, accor-
tere S. P. Q. S. (rilevo da Piazza^ Ge- diamo al r.mocardinal vescovo la facoltà

rarchia cardinalìzia, Roma 1703, citan- di eleggere e crearesommariamente li 1


do Panciroli, Comment. ad not. Imper. patrizio in persone già ad altro patrizia-
Occid., che l'antichissima impresa sabina to ascritte, ovvero in altri idonei sogget-
formasi di 3 gruppi di triplicati anelli in tiabbenchè in quello non ascritti; come
una fascia posta in scudo di campo verde, anco di scegliere da questi patrizi li 7 of-
che attraversa dall'angolo superioresini- ficiali per l' esercizio della di loro magi-
stro tutto lo scudo, sino al destro lato, si- stratura, da durare il di loro esercizio pel
gnificante il sempre fiorito e crescente im- tempo come sopra stabilito". Quindi se-
pero de'sabini: gli anelli, oltre altri signi- gue l'autorizzazione a detta congregazio-
ficati, essendo uno di colore rosso, l'altro ne di aggregare al patriziato e spedirne
bianco, denolano la congiunzione de'due i diplomi; le solite clausole, e la soscrizio*
imperi romano e sabino, dopo il famoso ne : Pius PP. VII; non che la seguita e-
ratto delle sabine, e perciò la stretta unio- lezione de' 1 2 patrizi , fatta dalvescovo
ne de'romani coi sabini rappresenta. Inol- cardinal Archetti. A Collegio Sabino già
tre Piazza ricordando quando sabbiar- i parlai della ripristinazione del patriziato
ti ita mente fecero fronte ai romani, e che sabino^ per indefesso e affettuoso zelo di
poi per nobile trofeo del celebre loro no- mg. 1 Nardi-Valentini, della congregazio-
'

me posero nelle insegne sabine le sigle dei ne deputata da Pio VI all' esame della
romani: S. P. Q. /?., furono sagacemen- domanda, dell' acquisto d'un palazzo in
te interpretate, Sabinis Populis Quis Re- Roma per l'istituzione del collegio e ac-
sistei? Alla cui spiegazione temeraria fu cademia de'sabini, con piccola chiesa de-
altresì famosa la risposta colle medesime dicata a s. Matteo (Z7".), e dell'accademia
lettere: Senaius PopulusQue Romanus). stabilita a celebrare il Natale di Roma,
Vogliamo di più,cheoltre l'ordine de' pa- le cui primemadri furono sabine, col mo-
trizi si formi il 2. ceto de' cittadini, dal do descritto nel voi. XLVII,p. 58, e nel
quale potrà farsi il passaggio al patrizia- n.° 34del Diario di Roma deli 838. Nel
to,, e per Tarn missione de'medesimi sieno n.° 37 delle Notizie del giorno del 1847
i requisiti :i.°non essersi nella famiglia, si legge come in Roma a' 2 settembre si

almeno per anni 5o, esercitata verun'ar- riunì alla presenza dell'odierno cardinal
te non liberale, e di aver conseguiti im- vescovo e presidente del patriziato sabino,
pieghi pubblici considerati per onorevoli; la congregazione generale di questo, e in
2. possedere, e tenere aperta in Sabina cui furono eletti in conservatori compo-
una decente abitazione; 3.° avere su capi- nenti il magistrato del patriziato e pro-
tali fruttiferi l'annua rendita non minore vincia Sabina,i principi Albani eBorghe-
di scudi i5o. Concorrendo tali requisiti march. Girolamo Vincentini e l'avv.
se,il
r
ne'forestieri, concediamo facoltà alla det- GaetanoTosi;in deputati del bussolo mg.
ta congregazione generale di poterli am- Pentini decano de' chierici di camera, e
mettere. Gli aggregati vogliamo chesieno l'avv.° Rinaldi-Piacentini; in pro-segreta-
denominati cittadini sabini, colla parteci- rio mg. r Luigi Serafini, ora uditore di ro-
pazione di tutti privilegi competenti agli
i ta, ed attuale segretario del medesimo pa-
originari del luogo, ove terranno casa a- triziato, tutti nobili sabini.
perta, e con tutti gli onori accordati simil- Il bel paese di Sabina contiene una del-
mente dal diritto canonico e civile, e dal- le più illustri e più antichissime popola-
le nostre costituzioni apostoliche alle al- zioni della nobile e colta Italia, principal-
tre cittadinanze, come noi accordiamo e mente situalo tra le celebri regioui del-
concediamo. Per dare principio alia con- l'Umbria e del Lazio, colle quali ne divi-
SAB SAB i5
de le glorie e i fasti, insieme a quelli del giarono in una lancia, figura della guer-
primitivo incremento dell'alma Roma ca- ra, forse in memoria di quella mossa a
put mundi. Dobbiamo al benemerito sa- Cus dal figlio Nembrot che si fece signo-
bino d. Francesco Paolo Sperandio, ar- re di Babilonia, onde fu costretto a fug-
ciprete della cattedrale sabina di Maglia- gire in Italia. Le differenti opinioni, le
no, l'illustrazione della storia sagra e pro- confutazioni e relative erudizioni, si pou-

fana di questa celebratissima contrada, e no riscontrare in Sperandio che di pro-


le notizie degl' innumerabili sabini che posito discusse 1' argomento, dovendomi
concorsero a fare eminentemente risplen- limitare asoli cenni; come l'opinione che
dere i distinti pregi di loro vetusta patria, Noè stesso sia l'autore de'sabini, quale co-
mediante l'opera intitolata e della quale mune patriarca delle nazioni especialmen-
profitterò senza citarla ogni momento : te d' Italia, anzi vi fu chi lo fece morire
Sabina sagra e profana, antica e moder- sul Monte Gianicolo, come notai a Mon-
na, ossia raccolta di notizie del paese. Sa- ti ni Roma, quindi venerato sotto il no-
bino divisa in i o capitoli, con carte co- me di Giano, secondo alcuni. Sia comun-
rografiche , e appendice di documenti, que, sembra che da Saba la regione abbia
dedicata alcardinal Andrea Corsini ve- preso il nome di Sabina, e sabini si dissero
scovo di Sabina e prefetto della segna- gli abitanti. L' estensione della contrada
tura, Roma 1 790.Dell'origine e nome dei variò piti volte ,
per le politiche vicende
sabini, oltre quanto già dissi, aggiunge- de' dominatori e delle famiglie dimoran-
rò che riconosciuta tra gl'italiani tutti an- ti nelle diverse sue parti; laonde si divide
tichissima, rende difficile e scabroso il
si da Sperandio in tre epoche o stati, cioè
rintracciare tra le più folte tenebre del- primo, medio e ultimo. Pare che nel pri-
l' antichità la vera origine e la derivazio- mo la Sabina venisse chiusa al settentrio-
ne del nome. Si crede progenitore de'sa- ne e ponente dai fiumi Tevere e Nera nel-
bini e primo loro dominatore Saba o Sa- la sua parte più occidentale, e dai monti

bo, uno de'primi pronipoti di Noè, deno- che restano di qua dalla via Salaria a le-
minato poi Sango, Semone, Sabino, San- vante e mezzodì; quali confini presso a
i

to e Dio Fidio, siccome uomo caro a Dio poco erano quelli a tempo del nominato
e dagli uomini venerato per santo. Di storico, ed quali dai sabini furono ol-
i

questo s. Agostino, De Civìtale Dei, lib. trepassati quando non vi si poterono più
1 5 scrisse Sabini regem suum pri-
8, e. 1 : contenere. Imperocché moltiplicati sa- i

mum Sangum, s'we, utaliqui adpellant, bini, s' impadronirono di parte del confi-
Sancum seuSabam, retulerunt in Deos. nante Lazio, la quale fu denominata La-
Questo Saba si dice figliuolo di Regmn, zio vecchio e si estendeva sino alla città
pur chiamato Saba e Sango, il quale era di Collazia, che forse fu così detta per es-
nipote di Cus nato di Cam figlio di Noè. sere divenuta comune tra'vinti e vincito-
11 celebre Cus conosciuto sotto il nome ri, nuovo e ultimo termine de'sabini da
e
di Saturno, di cui parlai ne'luoghi succi- quel lato. Avendo questi portato lo spa-
venerato come un nume nel
tati e altri, fu vento e il terrore ne'confinanti, venutala
Lazio, ove s'ebbe culto e tempio, e sotto necessità di altra arapliazione di territo-
il nome di Cus, Curino o Quirino altro rio, sorpresero i popoli meno difesi o a-
ne eressero reatini il nome di Cus fu
i : borigeni che abitavano le più alte mon-
pure in tanta venerazione pressoi sabi- tagne situate al settentrione della Sabi-
ni, che non solo gli dedicarono un tem- na, ed agevolmente li cacciarono da tut-
pio, ma l'imposero ad una delle loro prin- to il paese; onde occupato il territorio si-
cipali città,cioè all'antichissima Curi(V.), no al fiume Aterno o Pescara, indiaven-
donde Curites e Quirites, e lo simboleg- do retroceduto, presero d'assalto Lista lo-
16 SAB SAB
ro metropoli , come toccai a Rieti, per dando origine a vari popoli. Tali furono
cui all'antico territorio sabino unirono gli eroici, così detti dalle montagne sas-

quanto restava racchiuso per tutto il cor- sose che popolarono, di là da Palestrina
so dal Nera, come dal Tevere, dall'Anie- sino a Soia, comprendendo tra le altro

ne, dal Torano e dai monti de'Mai si. Que- città, Ferentino, Alatri, Verolì } Subia-
sto stato ed estensione de'sabini durò lun- co e Anagni (F.), su diche meglio è leg-
gamente, tal quale come Plinio descrisse gersi Frosinone; i quali popoli, per resi-
la Sabina Sabinorum, Amilernini, Cu-
: stere alla romana potenza, si unirono ai

renses, Forum Decii, Forum Novum 3 Fi- limitrofi Ialini. Gli equi similmente deri-
denates, Inleramnales, Nursing Nomen- varono da colonia latina, così detti dal lo-

tani, Reatini 3 Trebulani, qui cognominai ro capo o dall'equità che li distinse, aven-
tur Matusceietqui Suffenates, Tiburtes, do occupato il terreno chiuso da un lato
Tarinatcs. Strabone riferisce, che Sabi- dagli ernici, dall'altro dai marsi, a levan-
norum regio interjecta lalinis et umbris teavendo la Campagna e di qua la stes-
exte.nditurque, et ipsa usque ad montes saSabina Cliterno, Carseoli e Alba fu-
:

samniticos, magis tamen accedit ad A- rono le città principali, da dove gli abi-
pennini easpartes, quae sunt vicinae pe- tatori si estesero sino alla contrada del Ci-
lignis, veslinis et marsis j soggiungendo, colano, echiamaronsi equicoli; ne trattai
che si estendeva in lunghezza 1000 stadi a Pescina e altri articoli. Che i piceni au-
di qua dalla riva sinistra del Tevere, e co discendono dai sabini, abbaslanza ne
altrettanti daNoraento verso popoli i ve- dissi di sopra. Inoltre riconobbero la Sa-
stini. 1) p. Kircher poi dice: Nos vero me- bina per madre i marsi, i vestini, i peligni,
liorem geographorum divisionem sediti i marruccini, i frentanini, comunemente
Ulani proprie sabinorum regionem dici- detti sanniti e sabelli, o piccoli sabini, la
mus, quae Anieni, et Tibri fluviis nec _, trasmigrazione de' quali seguì con Tau-
non reatinis, nursinisque monlibus cincia ro, o Como Castronio. Ebbero i sanniti
concluditur. Ben a ragione dunque Dio- o sabelli molta rinomauza, e le più fami-
nigi chiamò la Sabina, grande ed eccel- gerate città furono: Vestini presso le sor-
lente, e Virgilione fece bellissima descri- genti dell'Aternoo Pescara; T eateo Chie-
zione nel numerare i popoli dimoranti ti (^.), capitale de* marruccini ; presso i

nella vasta Sabina, e della moltitudine dei famosa fu Corfìnio, oltre Sulmo-
peligni
sabini che presero parte alla gran guer- na (F.).\Marsi (V.) ebbero Marruvio,
ra, componenti una stessa lega e nazio- diversa da Marruvio di Sabina : i frenta-
ne, quali furono gli amiternini, i curili, nini vantano Anzano o Lanciano (F.),
gli eretini, i nomeulani, po-
trebolani, i i Larino (F.), e Frentana o Francavilla
poli abitanti nel paese bagnato dal Velino, ne fu capitale. I geografi fanno origina-
quei dei monti Tetrico e Severo, di Ca- te dai sabini altre molte città, come Arpi-
speria, di Foi ulo, di Norcia^ di Orte (F.), no, Aquino, Monte Cassino, Ariano, Te-
e delle terre innaffiate dall'lmella,Farfa, lese (F.). La Sabina in fine fornì molte
Tevere, Allia o Aja nel Lazio, famoso per colonie a Roma
stessa, ne accrebbe gli a-
l'infelice combattimento de* romani, che con essa dominò. Tanti avve-
bitanti, e
furono superati dai gallo-senoni, i quali nimenti cambiarono i confini della con-
entrarono in Roma e la ridussero agli e- trada chiamata Sabina, la quale fu sog-
stremi onde fu detto infaustum Alita
, getta alla divisione delle provincie , re-
nomen. Aumentandosi e moltiplicandosi standone il nome al paese del medio e ul-
i sabini, si trovarono obbligati a frequen- timo stato. Augusto nella divisione d'Ita-
ti emigrazioni e alla fondazione di lon- lia, pose la Sabina nella IV regione, onde
tane colonie, sotto la condotta d'un capo, alcuni sabini situati a levante di essa fu-
SA Li S A 13 .
7
rono attribuiti alla V cioè al Piceno , e derna della Sabina; però avanti di pro-
quelli addetti alla parte di settentrione cedere colla sua autorità, non debbo qui
vennero addetti alla VI o Umbria. Seb- tacere, quanto in argomento pur leggo
bene allora questa divisione nel politico nel p.d.Giaucoiombino Fatteschi abba-
non produsse uovità, luttavolta la recò te cislerciense della provincia romana :

poi nelle frequenti divisioni che delle pro- Memorie istorico-diplomaticlie riguar-
vincie fecero gl'imperatori, e dominatori i datili la serie de duchi, e la topografia
come longobardi che
i divisero l'Italia in de' tempi di mezzo del ducalo di Spole-
XV III regioni. Quindi è che quantunque to) Camerino 80 1. Egli dice, che prete-
1

da una comune sabina sia originato il se Plinio di attribuire diverse città alla
paese descritto, dovendosi accomodare i Sabina, alcune delle quali appartennero
popoli alle sistemazioni delle provincie, all' Umbria e all' antico Lazio. I confini
passò quasi in oblio, almeno presso il vol- dell' autica Sabina sono cogli equi dalla
go, la memoria dell'antica relazione tra i parte orientale; dalla parte di mezzodì col
sabini e da loro, a poco a poco es-
i discesi Lazio o Campagna di Roma, da cui era
sendosi chiamati umbri, piceni e latini. divisa dall'Amene oTeverone e auche fiu-
Per cui Sperandio reputò la Sabina su- me Tiburtino ; al ponente il Tevere di-
perstite, nell'estensione presso a poco si- vide la Sabina colla Toscana , e quindi
mile alla primitiva, e avanti che si esten- passando a Terni per la Vallata di Vaco-
desse colla presa di Lista e di altre con- ne, il suo confine è il fiume Nera dalla
trade degli aborigeni e de'latiui, quando parte di tramontana fino a Nocera, e a
se ne eccettui parte del vecchio Lazio Visso , dove dal monte Fiscello la Nera
che da Nomento quasi vicino a Tivoli vi comincia a scorrere .Dichiara inoltre Fat-
si considera ancora. Perciò l'Alberti di- teschi, di non esser certo che all' antica
chiarò : ora Sabina si chiama tutto quel Sabina veramente appartenessero quelle
paese eh 'è posto fra il lago diPiediluco, città e castella,ch'erano alla destra del-
Rieti, il Tevere e ilTeverone. Questa de- l' Aniene fino al suo versarsi nel Tevere,

scrizione corrisponde a quelle del cardi- ed alla sinistra di questo fino all'antico
nal de Luca, Ughelli, Piazza, solo doven- Ereto, come Fideue, Crustuminio, Cor-
dosi avvertire, che quanto alla giurisdi- Pare anzi da un te-
niculo, Ficulnea, ec.
zione governativa e Clemente XI civile, sto diLiviopienamente decisocene tali po-
dalla provincia di Sabina smembròStron- polazioni non appartennero anticamen-
coue, Piediluco e Otricoli (ora nella de- te alla Sabina. Che tutto il tratto di pae-
legazione di Spoleto, F.), Labro, Confi- se nominalo da Livio era detto de'Cru-
gni e Lugnola ( ora nella delegazione di stumini uè cominciava la vera Sabina
,

Ilieti e Sabina), e Leone XII smembrò se nou da Ereto o Monte Rotondo, pas-
Calvi (attribuendolo alla delegazione di sato cioè il fiume Imella. La regione fu
Spoleto). Siccome poi brevemente descri- ferace e piena di popoli robusti, datene-
verò tutti i luoghi formanti l'odierna de- re in soggezione gli stessi romani, contro
legazione di Rieti e Sabina, per quelli che i quali ebbe coraggio di muover guerra.
vi mancano, oltre i citali che riporto a Dice Sperandio, che lungo poi e difficile
Spoleto, in questo articolo vi sono pure sarebbe il descrivere quanto riguarda il
altriluoghi sabini, ed in numero mag- sito in cui erano alcune città della Sabi-
giore nella Comarca di Roma, cioè nel na, per cui ne darò qualche indicazione.
distretto di Tivoli e nel suo governo di L'antichissima Casperia vuoisi edificata
Palombara, de'quali luoghi lutti tratto a dai primi abitatori del territorio sabine-
Tivoli. Tale èia descrizione che ci lasciò se, tre secoli circa dopo il diluvio, e vi
Sperandio, dell' estensione antica e mo- sono avauzi pr esso Aspra innalzata colle
VOL. LX.
i8 , SAB SAB
sue rovine, verso Rocca Antica, in Pre- la nuova cattedrale, nella festa della ss.

venzano Paramano: si celebra eziandio Annunziata, dovessero celebrare nell'alt*


per magnifica e forte, fioriva ancora sot- tica chiesa Foronovana la messa e il ve-

to la repubblica romana e probabilmen- spero, per disposizione d' Alessandro VI


te perì ne'primi tempi di nostra era, con- nel i4<)5; quindi Leone X nel 1 52 i la di-
a
vertendosi il territorio in diversi pagi. La chiarò i . cattedrale, e concattedi ale Ma-
città di Lauro trovavasi nel territorio di gliano, per cui i vescovi non solo pren-
Montasola,cui die origine il popolo scam- devano il possesso nella cattedrale di Ma-
pato dall'eccidio de'goti che la distrusse: gnano, ma
anche in quella di Foronovo,
Piazza pretese che Lauro fosse così nomi- posta in ampia e spaziosa campagna, e giù
nata dalle sue selve d'alloro. La città di di magnifica struttura il decretato da :

Tarantina si crede succeduta dal castello Leone X fu confermato da Giulio III.


di Tarano. Non lungi sorgevano due Fo- Questa provvisione non ebbe in seguilo
ri,uno detto Foro Vecchio, l'altro Foro effetto, avendo trascurato sabinesi la i

Movo: il Foro Vecchio pare che sia Fo- promessa riedificazione delle necessarie
rano, detto pure Foro di Giano, non sem- abitazioni pei sagri ministri onde custo-
bra il ForodiDecio ricordato da Plinio. dirla e ufficiarla, ad onta che Paolo III
Foro Novo, posto nel centro della Sabina, per risvegliare l'antica venerazione de'fe-
divenne celebre per memorie ecclesiasti- deli per questa cattedrale, concesse due
che, imperocché dopo la distruzione del- fiere pubbliche da farsi ne'vasti prati a-

le città e cattedrali di Fidene


Curi e , diacenti, nelle feste della Purificazione e
Nomento (P), al suo vescovato vennero dell'Annunziata, ne' quali giorni per es-
unite le loro sedi vescovili, onde diventò sere riuscite inutili le provvidenze di di-
la primitiva cattedrale de' vescovi subur- versi zelanti vescovi, il cardinal Delci nel
bicari di Sabina, perantonomasia fu det- 1 7^1 ingiunse ai canonici di Magliano
to pel palazzo vescovile Episcopium , e che vi si recasseroad ufficiarla. Molli so-
corrottamente F'escovio.'Ne trattai a Fo- noi pregi di questa nobilissima chiesa, di
ro Nuovo, collaserie de'vescovi d'Ughel- cui riparlerò, fra i quali l'essere stata de-
li,chiamati sabinesi: sulla porta della corata dal sangue di s. Basso martire, ai
chiesa della B. Vergine, scolpita in mar- tempi di Diocleziano ,
per aver spezzato
mo si legge: Ecclesia Cathedralis Sali- i simulacri degl'idolatri, venendo deposto
norum con i
sotterraneo già degli Ursaci il corpo nel territorio di Curi, presso quel-
e dove fu eretto un altare al vero Dio da lo di s. Antimo. Nella chiesa si venerava

s. Pietro, che con s. Paolo sono venera- il corpo di s. Anastasia verginee marti-
ti i primi promulgatoli della fede in Fo- re, donde furtivamente nel 1678 fu tra-
ro Novo e in altre parti di Sabina, li tito- sportata nella chiesa omonima in Piouia.
lo della cattedrale del ss. Salvatore fu Della celebre e antichissima città di Curi
succeduto da quello di s. Eutimio, e poi parlai al suo articolo e in altri luoghi, già
di Maria ss. Devastata Foro Novo in uno tenuta per regina emetropoMdellaSabina,
alla sua chiesa dai goti e dai saraceni, re- in luogo della qunle trovasi Arci o Archi,
stò abbandonata nel IX secolo, per cui il Torri o Tom, e Grotti di Torri nel terri-

cardinal Isidoro vescovo di Sabina, aven- torio di Fara,non convenendo Sperandio


do nel 1 4-5* trovato il luogo del tuttode- ne aliti con Galletti, che ivi fosse Gabio
solato, vi dovè rialzare dai fondamenti di Sabina, per quanto dissi a Gabio. Il-
il caduto palazzo vescovile, finche l'ono- lustrarono Curi e il suo territorio ss. , i

re della cattedra vescovile fu attribuito Antimo prete coi discepoli Massimo, Bas-
a Mugliano ove tuttora esiste, cou questo so, Fabio, Giacinto, Alessandro, Tiburzio,
che ogni anno il vescovo e capitolo del- Sisinnio,Dioclezio cFlorenzio, lutti mar-
1 AB SAD 19
tiri, ed i 3 ultimi in Osimo. Il corpo di tosto opina che ne luogoCa-
occupino il

s. Antimo fu sepolto nella villa di Pinia- stel Chiodato e Cretone(de'quali a Tivo

no, ove fu eretta nobile basilica e celebre li ne parlo), circa 20 miglia da Roma.

monastero di lutti riporta le notizie e


: Di là facilmente Acrone capo re de'ce-
il Non molto lungi da
culto Sperandio. ninesi uscì pel i.°e più volte control ro-

Curi dovea essere Regillo, come piccola mani, per vendicar le rapite donzelle sa-
reggia e villa realedella regia città di Cu- bine, ed avendolo ucciso Romolo, entrò
ri; pare che fosse nel territorio di Mom trionfante in Roma colle sue spoglie 0-
peo, non in Poggiosommavillacome vuo- pime. Crustumio o Crustumeri, i cui cit-
le Piazza. Tra Regillo e Curi si trovava- tadini uniti alcune volte anch'essi anda-

no le città di origine latina e poi venute rono con quei di Cenina a' danni di Piu-
in dominio de' sabinesi : Ereto, Fidene ma, per punire il torto ricevuto nel rat-
Antemne, Collazia, Nomeuto, Cenina, to, ed era situata poco di là da Cenina.

Crustumerio, ed altre di minor conside- In Crustumio Latinio Silvio mandò uni


razione. Tranne Fidene (F.), ch'ebbe un colonia albana, quindi il rapimento delle
fine diverso, la maggior parte delle altre loro donne mosse parenti alla vendetta,
i

caddero intieramente, e furono incendia- ma Romolo la prese e colonizzò, come fe-


te nelle prime guerre che insorsero tra i ce di Antemna e Cenina. Non conviene
romani e sabinesi. Di Ereto, ora Mon-
i alfattoNibbychein suo luogo sia sorta Pa-

te Rotondo, parlo a Tivoli. Antemne di- lombara, come dico a Tivoli, ma bensì
stante da Roma
3 miglia, fu fondata dai nel ripiano di Tor s.Giovanni,al confluen-
Nibby, Analisi de' din-
siculi, al dire di tede'due rivi principali che forma l'AHia,
torni di Roma j dai sabini secondo Nico- luogo infausto a'romani perla memora-
lai, Memorie sulle Campagne di Roma, ta rotta ricevuta dai galli senoni. Poco di -

e prima di questa città. Era fuori della stante esiste va Cornicolo, di cui pure trat-
Porta Collina, situata sul monte che do- to a Tivoli, perchè ivi sorge Monticelli.
mina il confluente dell'Amene nel Teve- Nota Nicolai, che Crusturaini si volle e-
re. Avendo patito gli antemnati il ratto sistilo nelle tenute di Redicicoli, Mar-
delle loro donne, mossero guerra ai roma- sigliana ove altri posero Cornicolo. Dice
ni e restarono sconfitti, indi furono fatti Sperandio, che da Cornicolo vi è un bel
cittadini romani , e pare che Alarico la pezzo di strada antica, la quale forse ter-
distruggessequando vi pose il campo nel minava alle città sabine di Medullia, Ca-
409. Collazia die il nome alla detta por- meria ov'è s. Polo, e Ameriola forse do-
ta di Roma, da cui era distante 1 5 miglia, ve ritrovasi Civitella di Tivoli; però que-
per la strada Collalina che vi conduceva. sta strada non ha che fare coll'altra che
Vuoisi fondata sopra un colle dal re La- dicevasi diretta a Ficulea altra città sabi-
tino Silvio, che dopo la distruzione d'Al- na. Nelle Dissertazioni dell' accad. ro-
ba venne in potere de'sabini. In Collazia mana d archeologia, ve ne sono alcune
dimorava Lucrezia, quando Sesto Tar- riguardanti diverse delle memorate cit
quinio commise il nefando attentato, che tà, 4 e 5 le seguenti. Di Nicola Rat-
e ne't.
produsse la repubblica di Roma ( f^.). Ne ti : Sopra uri iscrizione Ficuleme, colia
occupò il luogo il castello d' Osa, ed ora quale s'illustra l'antica Ficulea. Inoltre

sono le tenute di Castellacelo e Lunghez- dimg. r Nicolai: Sull' anticaCollazia, Lun-


za , al dire di Nicolai e altri archeologi. ghezza e Osaj di A. Coppi : di Amerio-
Nomento, come notai a questo articolo, è la e Medullia; di Ficuleaj di Cameria;
l'odierna Mentana. Cenina vicina a Ro- di Fidene; di Crustumerio. Nel t. io ri-

ma, non conviene Sperandio con Piazza, portandosi la Dissert. sulle trenta colo-
il quale la suppose in Cauemorlo; piut- nie Albaneàeìcav. Canina, in essa si trai-
20 SAB SAB
la pure diFideue, Nomento, Crustume- disprezzate dagli antichi abitanti come
rio,Cenino, Carnei ia,MedulIia,Collazia, non più c.onfacenti alla loro nuova gran-
Corniculo, Ficulea, Ameriola, Antemna. dezza, le abbandonarono alla desolazio-
Dopo aver Sperandio trattato delle più ne, provvedendosi di altre più deliziose
antiche e dirute città che i sabinesi oc- e più magnifiche abitazioni. Le ville so-
cuparono a'iatini, passa a parlare di quel- no queste, di cui ben presto si videriem-
le che conquistarono prima e dopo la pre- pito il suolo sabino, e nellequali per l'u-
sa di Lista agli aborigeni.Siccome scrive nita potenza nulla più avendo a temere
Dionigi, che tali città erano distanti da all'intorno, all' aperta campagna si deli-
Roma una giornata circa e poco lungi da ziavano o tutto o gran parte almeno del-
Rieti9 ove ne riportai con Dionigi le di- l'anno. Come seguì questa unione, la nar-
stanze da tal città, sembra a Sperandio rai a Roma e relativi articoli, dicendo che
potersi sostenere, che Vesbula fosseov'è scarseggiando la nascente R.oma di don-
Nespolo, anco per somiglianza del nome; ne, e Romolo i

re di essa non avendole
Orvinio, in Canemorto; Bazia o Vazia o potute ottenere per la necessaria propa-
Varia, in Belnioute; Trebula Suffenate, gazione dai popoli confinanti, ricorse cou
in Rocca Sinibalda, piuttosto che in Moli- astuzia a mezzi violenti. Volendo celebra-
torio Romano (di cui a Tivoli); Mefila, re de'giuochi in onore di Nettuno, invitò
in Scandi iglia. A poca distanza da questa ad assistervi le popolazioni circostanti, le

sulle falde del Monte Calvo era un Foro, quali, massime di Sabina come più vici-

oggi detto Massacci e anche Yiconovo : na, anche per curiosità di veder la nuova
ivi è una chiesa dis.Mariadi Colori, an- città, ingran numero vi si recarono colle
ticamente di Viconovo, e forse ivi era Nu- mogli e figlie, venendo accolte con dimo-
r Mentre
madia, non Numanzia di mg. Marini che strazioni amichevoli e distinte.
prese per Nomento nelle Memorie di s. tutti erano intenti a godere dello spet-
Barbara. In Sabina, oltre la mentovata, tacolo, la gioventù romana piombò sulle
fu altra Trebula Mutusca, un miglio da donzelle straniere e le rapì (in numero
Monte Leone. 11 paese sabino per qual- di 683, scrisse Dionigi). I sabini desola-
che tempo si distese nelle città compre- ti, doverono piangere la perdita di cir-

se fino al fiume Pescara e di là fino a ca 700 donne, fra le quali la bellissima


Norcia (^.), e seguendola direzione del- Ersilia fu riservata per moglie di Romo-
la Nera il terreno compreso tra quel fiu- lo, ed altra avveneute fu destinata sposa

me e dai monti A pennini e Marsi. Sono a Talassio giovine d'una delle principali
più note le città di Furconio, Amiterno, famiglie romane,doude quello che greci i

Olricoli{V.)> Palazzo,e Cutilia della qua- negli sponsali chiamavano Imeneo a pre-
le parlai a Rieti, come di altre citlà dei siederli, Talassione fu detto poi dai ro-
sabini. Testrina 3 miglia d'Amiterno, poi mani, ed giuochi Neltunali pel clamo-
i

Forulo, che servi ad accrescere la pros- roso avvenimento furono indi denomina-
sima Civita Tommasa, tenuta per una ti sabini. Pieni di rancore e anelanti ven-

delle più antiche citlà de'sabini, e diver- detta, i traditi padri e parenti delle ra-

se altre. pile donne si prepararono con alleanze


Le ricordate città, più o meno a misu- a sterminatrice guerra. Invece i romani

ra dell'età loro, erano in Sabina quando non trascurando i preparativi di difesa,


questa si unì a Roma. Se per tale avve- usarono i più acconci modi per calmare
nimento si aumentò la fama de' sabini, l'animo delle rapite vergini, se ne pro-
l'unione portò di conseguenza il dirocca- curarono l'affetto e ne adottarono i co-
mento di molte città sabine , distrutte stumi e i riti per meglio appagarle. Im-
da'comuni nemici de' collegati, o perchè pazienti i vicini antemuiati,ceninesie cru-
SAB SAB 21

stumcri di sfogare il loro furore per la nendo puniti i sediziosi. I sabini abitato-
grave onta ricevuta, si scagliarono sui ro- ri dell'antico Lazio e probabilmente ipo-
mani, quali li respinsero e vinsero, trat-
i
poli di Tivoli, Collazia e altri adiacenti,

tandoliRomoIocon indulgente politica u- si unirono co'gabii de'latini inquietando


inanissimamente, per cui ottenne chepiù Roma sotto Tarquinio il Superbo ultimo
di 3ooo di loro passarono a stabilirsi iu re : Gobio fu occupato con frode, ed i

Rouia , aumentandone le forze. Intanto sabini poterono ritirarsi senza aver pati-
Tazio re di Curi con ordinato e forte e- to altri danni. Nel 25o diR orna Valerio
sercito di sabinesimarciò su Roma per Publicola, nel 252 Cassio, nel 279 nuo-
appagare la geuerale vendetta; si combat- vamente Publicola, nel 3o,4 C. Perdio
tè con varia fortuna e pari valore, tutta- Barbo, tutti consoli, furono costretti di
\olta pel numero maggiore Tazio otten- marciare contro fìdenati, i nomentani,
i

ne qualche vantaggio , ma rinnovata la i tivolesi e altri sabini, che ancora non

battaglia, nel calore della mischia, a con- sapevano accomodarsi all'unione con Peo-
siglio di Ersilia si lanciarono le sabine,di- nia, e ne riportarono trionfo. Que'diNo-

venute spose e madri de'romani, nel cam- mento nel 4 1 6 usciti a danno de'romani,
po, coi loro bambini in braccio, gridan- restarono vinti e dovettero accettarne la

do pace e concordia. A questo spettaco- cittadinanza. Tuttoil paese bagnato dalla


lo di amore edi coraggio, restarono com- Nera e dal Velino non venne in potere di
mossi combattenti, caddero loro le armi
i
Roma, se non dopo la terribile distruzio-
di mano, si convenne ad una tregua, po- ne di sue città, e dopo che tutto colle ar-
scia a solenne trattato di pace, d'alleanza mi l'aveano scorso consoli Q. Fabio Mas-i

e di perfetta unione, formandosi devonia- simo Rulliano nel 458, CurioDentato nel
ni e sabini un popolo solo. Che Romolo 463, e nel 5 2 censori C. Aurelio Cot-
1 i

regnerebbe con Tazio io Roma, la quale ta, e M. Fabio Buteone. Il sabino di Re-

appartenesse promiscuamente a'sabini, ed gillo Appio Claudio si uni co' romani dopo

ai romani quali si dicessero anche qui-


i la cacciata de're, seco conducendo 5ooo

riti o curiti, da Curi patria di Tazio e del- sabini atti alle armi, o come altri scrivo-

la maggior parte dell'esercito. Con Tazio no 5ooo famiglie. Gli altri sabini veden-
si stabilirono in Roma, oltre diversi rag- do che la provvidenza preparava Roma
guardevoli nazionali, quasi altrettanti sa- a grandi destini, a poco a poco pacifica-
bini nel numero eguali a quello de' ro- mente o per forza cederono alla formida-
mani, aumentandosi il senato romano con bile potenza romana. Nel succedersi gli

ioo senatori di patrizie famiglie sabine. accennati avvenimenti, le principali città


Queste convenzioni degli antemniati, ce- sabine e specialmente più vicine a Ro- le

ninesi,crustuuaeri, e sabini di Curi e col- ma, rimasero desolate e prive del più im-
legali di Tazio, non piacquero alle altre portante che avessero. Nondimeno tutte
città e popolazioni sabine, per cui, come queste trasmigrazioni e vicende, la Sabi-
narrai a Roma, dovettero più volte pu- na non restò intieramente abbandonata,
gnare i romani cogli uniti sabini, contro fiorendovi la coltivazione delle terre , e
emuli sabini. Romolo e Tazio
gli altri divenuta territorio della gran metropoli
marciarono contro Camelia, che vinta fu Roma, dappertutto si fabbricarono son-
ammessa alla cittadinanza di Roma, ove tuose ville e case di campagna per servi-
4ooo de' suoi abitanti furono distribuiti non meno a' sabini, che ai
re di diporto
nelle curie. Tulio Ostilio, successo-
11 re romani componenti una medesima
nativi
re del sabino Numa , ebbe differenze coi nazione. Magnifiche ville con lusso si e-
fìdenati e altri sabini confinanti cogli an- dificarono pure nel territorio di Tivoli, e
tichi etruschi neH'anno86 di Roma, ve- di qua dall'Amene oTeverone,eper con-
22 S A B S AB
seguenza in paese sabino. Nomenlo vantò rìlarono i! trono, e le più eminenti digni-
le ville di Attilio, Marziale, Seneca, Ovi- tà e gradi. Oltre i nominati, Pomponio
dio e Quinto. Vicino ad Ereto vi fu quel- viene celebrato anchequal padre del som-
la del nobile s. Restituto martire. Nel ter- mo Numa Pompilio 2.° redi />orm7,eper
ritorio di Crustumeri vi furono le ville de- il qualeivi vissero illustri le famiglie Pom-
gli Stazi, di Nerone, di Servio Tullio, di ponia,Pinaria, Emilia, Pauìa,Babula,Pa -

Aureliano, ed anche di Mecenate. Vicino pa, Scaura, Lepida, inomatissime per fa i


-

ti Curi n' ebbe la consolare famiglia di sti consolari, di dittature e di trionfi. Sa-
Piniano. Ne'diutorni di Regillo
si notano bino fu Anco Marzio 4-° re di Roma. Ser-
le ville diFabio Massimo e Pompeo Ma- vio Tullio 6.° re di Roma era di Corni-
gno presso Mompeo, di M. Terenzio Var- culo, la il successore Tar-
cui figlia sposò
ronenel territorio di Bocchignano. Tre quinio Superbo per le prepotenze del
il
,

antiche riconobbero vicino a Ta-


ville si quale Pioma proclamò il reggimento de-
1 anme o Tarino, cioè di Marco Agrippa mocratico, che avea meditato il sabino
vicina a Monte Buono, cosi quella della Servio Tullio. Non meno gloriosi i sabini
gente Fulvia, e quella della gente Flavia furono sotto l'epoca repubblicana di Ro-
a Fianello.Duese ne ricordano nella cam- ma, avendo contribuito all' istituzione di
pagna di Lauro delle famiglie Cotta e siffatto governo il sabino P. Valerio Po-
Pierleoni, cui successero Cottanello e Ca- blicola, della celebre famiglia Valeria. 11

stiglione. Molte ville ricorda Dionigi e si- senato ebbe sempre nel suo seno disliu-
tuate nella campagna Reatina, che deli- ti sabini, tanto nella repubblica, che nel-

ziavano le romane famiglie Corio-


nobili l'impero, in cui ottennero le cariche più
lana,Cotla,Cannea,Cocceia,Clodia,Mu- cospicue. Il valorosissimo Labieno Sabi-
nia, Appia, Quarta, Flavia, Serena e al- no fu luogoteuenle di Cesare, che in tut-

tre molte; famose furono le rammentate te le battaglie restando al fianco del gran
a Rieti. Tra Terni e Narni, P. Cornelio condottiero, nelle guerre coi galli varie
Scipione vittorioso de'cartaginesi, fabbri- volte lo tolse a gravi pericoli, come si ha
cò una villa; due furono non lungi da O- da T. Livio. Dalla famiglia Valeria pro-
li icoli o Ocricolo, di T. Annio Milone, e vennero, oltre ì Valeri, Furi, Papuri, i i

della celebre casa Manlia. Piazza ne con- i Publicoli, gli Aureli, Flavi ed Vela- i i

tò 6, cioè presso Casperia, del nobile s, ri, de' quali la storia ne registrò le pre-
Eustachio martire; verso Catino, di Nu- clare gesta. Tra i rami della gente Vale-
ma; della famiglia Gabinia in Gavignano, ria, meritano special menzione i Flavi; e
della Settimia in Stimigliano; di T. Vezio gli Aureli, che si divisero nelle famiglie
in Collevecchio, e di M. Tullio Cicerone Cotta, Onesta e Scaura, tutte ricordate
traCantalupo e Selci, poco lontano da Fo- con onore, e dalla medesima uscì il gran
ro Vecchio e Foronovo, ma non è certo. Marco Aurelio imperatore. De' Flavi poi
I sabini passati in Roma , conservando sonoa nominarsi gl'imperatori Vespasia-
sempre amore ai luoghi di cui vantavano no, il clemente Tito, e Domiziano; ed i

l'origine, furono solleciti in erigervi ville ss. Flavio Clemente Flavia Domitilla , ,

per vivervi deliziosamente; essendo gloria Domitilla,e Serena. Questi Valeri, Au-
il reputarsi discendenti dall'anticoechia- reli e propagarono in diversi luo-
Flavi si

ro sangue sabino, e vi trassero a fare al- ghi della Sabina,come a Trebula Mutu-
trettanto i romani loro parenti , onde ne sca presso Stroncone nel Vico Falacri- ,

fu abbellita Sabina tutta. In Roma per- no presso Civita Reale, di cui feci cenno
tanto grandemente fiorirono e brillarono a Rieti. La sabina famiglia Claudia oriun-
il valore, la saggezza, la dottrina e altre da di Regillo ebbe tra le sue linee quelle

virtù de'sabini e loro discendenti, che me- de'Claudi, dulia quale fiorirono Tiberio
S A B SAB 23
e Clautlio imperatori; de'Pulcri o Publi, notai in principio, furono ammirali qua-
come P. Claudio autore della via Appia, li seguaci della pura morale e della reli-
Claudia moglie di s.Pudenle senatore; dei gione,percui si spiega l'etimologia del lo-

Rcgillensi ; de' Marcelli Eserniui, come ro nome. Con molte virtù, i sabini posse-
C. Marcello che sposato a Ottavia sorella derono in grado eminente il valore guer-
d'Augusto, il figlio Marcello dovea suc- riero, la probità, la giustizia, l'amore al-
cederlo ueirimpero;de'ClaudiNeroni che la fatica, la modestia, la frugalità, che li

die Nerone imperatore adottato da Tibe- rese alquanto severi. Gli storici sono con-
rio , divisa nelle linee Calvana ed Eno- cordi in esaltare ne' sabini questi e altri
barba famose per consolati, preture, cen- pregi, che infusero ne'romani co'quali si

sure, pontificati e trionfi, non che per l'im- unirono, e con le popolazioni che si pre •

peratore Aureliano come oriundo di Cru- giauo discendere. Cicerone non dubitòdi
stumeri. Si vuole chela gente Manlia de- proclamare i sabini, fior d'Italia , ed il

li vasse da Sabina, e che avesse villa presso più sicuro appoggio della romana repub-
Magliauo; si divise ne'Cincinnati,Acidini, blica, per l'alta stima che generalmente
e Vulsona, celebratissi me anche per Atti- godeva il nome sabino. Sperandio riunì
co grande amico di Cicerone, e per Ani- le testimonianze degli scrittori, sulla forte
ciò Manlio Severino Boezio. Dalla fami- e virtuosa uazione sabina, paese fecondo
glia Licinia discese l' imperatore Nerva e abbondante, ubertoso e fertile d'ogni
ili Narni. E' questione, se i due impera- specie di frutta e di vino, anche per l'at-

tori Filippiche pei primi abbracciarono tenta coltivazioue degl'industri abitanti.


il cristianesimo, sienodi Crustumeri, odi Soprattutto fu encomiata la prudenza e
Bosra d'Arabia, sabini essendone proge- i la politica de'sabini, che rifulse ne'prima-
nitori; da loro uscì l'imperatore Licinio. ri personaggi che die a Roma domina-
Si reputano sabini Corneli, fra'quali il
i trice delmondo. Noma principalmente
proconsole s. Sergio Paolo; altrettanto di- introdusse fra roma ni, colla religione, le
i

casi di M. Curio Dentato, che vuoisi de- più belle istituzioni e costumanze. Tra i

li vaio da Curi, vincitore de'sanniti e di sabini prevalsela credenza di adorare un


Pirro, e autore della cava Curiana nella Dio solo, ne ebbemoltiplicitàdi numi, e
valle di Ridi, che divenne il più fertile fu contraria al politeismo. Presso loro era
terreno di tutta Sabina diseccata la pa- in grande onore la deità Vacuna, in cui
lude^ e per la quale le acque del Velino simboleggiò l'unità, ed a cui innalzò più
e del Turano nel cadere nella Nera for- magnifici templi, avanzi de' quali sono
mano il tanto famoso spettacolo della ca- nella valledi Licenza, e presso l'antica In-
duta delleMarmore, tuttoavendo descrit- tcrocrea città sabina in luogo che ritiene
to a Rieti. Con maggior fondamento sem- il vocabolo di Vacunio, non che in altri
brano sabine le nobilissime consolari fa- luoghi; ed in Roma stessa ne furono in-
miglie Servìlia fidenate, e Pompea forse nalzati, e conosciuti anche sotto il nome
di Regillo; Sertoria di Norcia, di cui Q. di Vesta. I sabini di Vacuna ebbero l'i-
Sei-torio nel666 trionfò nelle Spagne. dea che fosse un dio universale,immenso,
Sabine furono le imperatrici Poppea mo- infinito. Vacuna fu quindi venerata sot-
glie di Nerone, Giulia sposa di Tito; sa- to diversi nomi, comedi Cerere, Diana,
bini furono quegli altri celebri che notò Minerva, Bellona, Vittoria, Giunone. Af-
Sperandio, tanto caldo raccoglitore delle fermandoDionigi che tra'sabini fu in ve-
patrie glorie, di monumenti e d'iscrizio- nerazione la dea Ferouia, ed in fatti del
ni onorevoli. Seguendo il suo metodo ,
culto a lei prestato si conservano alcune
qui dirò iu breve, de'costumi e della reli- memorie in diversi luoghi di Sabina, par-
gione degli antichi sabini. Questi, come ticolarmente in Trebula Mulusca ed in
24 SAB SAB
Narni, e sostenendosi da qualche scritto- che abitassero nella campagna , sembra
re che Feronia fu la stessa che Giunone, che tutti insieme componessero una spe-
di conseguenza al dio Vacuna spettano cie di municipio, non «/particolari sta-
le memorie del culto e de'templi che in tuti, ma colle leggi romane si governasse-
Sabina fu prestato e rispettivamente fu- ro, laonde non
furono ne potevano es-
vi

rono eretti a Feronia, secondo Sperandio. servi metropoli. Quindi sebbene Curi po-

I sabini nel Vacuna da loro adorato, ri- tesse andar superba per l'antichità di sua

conobbero l'unità della natura, dottrina origine, e per aver dato a Roma de' re,
che Numa si studiò di propagare in Ro- e per altri singolari suoi pregi, per cui im-
ma, acciò questa divinità fosse adorata propriamente alcuni la chiamarono ca-
sopra tutte le altre, la chiamò quale egli po di tutta la provincia e città regia, non
Tacita cioè ineffabile; fece fabbricarle un per questo si deve credere che giammai
tempio rotondo col nome di Vesta e Va- fosse metropoli di Sabina. Altri chiama-
cuna, con ingiungere la conservazione del rono l'antichissima ecospicua Rieti, prin-
fuoco perpetuo, in figura dell'universo e cipessa della vecchia Sabina; questa di-
per rappresentare l'unità. Seguendo i sa- stinzione si deve intendere, che Rieti fu
bini questa teologia, non è meraviglia che inler primarias urbes sabinorum, cujus

poi facilmente abbracciassero pei primi vetustissima est origo, quìppe quani abo*
Gesù
la dottrina di Cristo , indi valida- rigenes urbe sua Lista pulsos intra se re-
mente difendessero i cristiani suoi segua- cepisse, attori ante bellum trojanum fa*
ci e la chiesa. L'adorare un solo Dio dai ctum est. Al che può aggiungersi con Stra-
sabini, fu secondo la maniera da Noèsta- bone: Realinorum multo rum gentts mi"
bilita, e più. conosciuta nella discendenza rum in modum nobile. L'aggiunta diioo
di suo figlio Sem, mediante i misteriosi senatori sabinesi ai 100 romani, fu per
e pacifici sagrifìci , e non superstiziosi e l'equilibrato governo politico e unito di
crudeli che alia vera religione si oppon- Roma e di Sabina tutta. L'ulteriore divi-
gano, come furono le cerimonie prescrit- sione fatta da Servio Tullio di Roma in

te da Numa. Moltiplicatesi poi le deità i83 centurie, composte di nobili e di ple-


tra' romani, e divenuta Roma centro del- bei, domiciliati nella città o fuori e tutti

l'idolatria, anche in Sabina essi le intro- aventi la medesima cittadinanza,ebbe per


dussero. iscopo principale la milizia e la guerra,
Il primitivo popolo sabinese fu aman- come pure l'interior governo dello stato.

tissimo e propugnatore della natia liber- Concorrendo dunque nella stessa disposi-
tà, seguendo poi la nazione l'unione con zione la milizia e il governo questo ia ,

Roma, la forma governo non fu


del loro rapporto alla Sabina collegata con Roma,
in certo modo alterata, per avervi un re per necessità dovette essere quello me-
connazionale, e per esercitarvi molta in- desimo che in Roma dominava, e l'una

fluenza, accomodandosi di mano in ma- e l'altra nazione sì dentro che fuori, vi-

no al sovrano ingrandimento di Roma, cendevolmeute colle stesse leggi e politi-


mentre quando adottò il governo repub- ca sostenevansi.Ed è perciò che 28 gior-
blicano questo anzi riuscì più confacente ni prima ordinariamente s'intimavano i

all'indole e politica sabina : compenetra- comizi, acciò comodamente vi potesse in-


li gl'interessi e l'intendimento, i sabini tervenire ogni cittadino che ne godeva
seguirono e goderono de' sublimi destini il diritto. I fasti romani ridondanti di per-

di Roma. Que'sabini, che seguendo Tazio sonaggi sabini, chiamati non meno dalla
e Curi eransi collegati co'romani, fino ai campagna che da Roma a sostenere le
più avanzati tempi della repubblica, sia principali cariche della repubblica, ne so-
che dimorassero nelle rimaste città , sia no provatomele iscrizioni sparse intut-
S A 13 SAB 25
ta la Sabina, cioè de) privilegio di tanni- imperatori greci d'oriente vollero vendi-
cipii in ogni luogo come Roma, e della care i domimi ti' Italia, e perchè più fa-
perfetta cittadinanza romana, che lunga- cilmente si potessero difenderne le fron-
mente goderono le città e il popolo sa- tiere dalle nemiche invasioni, la divisero
binese. Sussistono di ciò monumenti per in più parti e contadi, e più persone in-
Trebula, Ocricolo, Terni, Piieti e altre, vestendone,!! principio diedero a quel con-
tutte qualificate per municipii. Continuò tado che nel territorio sabiueseebbe il ve-
questa ragione di municipio in tempo an- scovo Foronovano, del quale poi riparle-
coradell'impero romano, e dopo eziandio rò. La Sabina soggiacque come Roma al-
che in più provincie l'Italia fu divisa. Im- l'invasioni de'barbari, e quelli che più lun-
perocché per tale partaggio, o niuna po- gamente vi esercitarono il dominio furo-
sitiva variazione si fece, in ispecie nella no goti, e più a lungo longobardi, i
i i

Sabina, se non tardi assai e allorquando quali penetrati fin dal 569 in Spoleto (F.)
Costantino il Grandea ciascuna delle pro- e sue adiacenze, ne formarono poi il duca-
vincie assegnò il suo rettore, e se alcuna to, al quale unirono in seguito quasi tut-
innanzi ne avvenne, questo non fu che il ta la Sabina da loro ferocemente mano-
cambiamento dallo stato municipale in messa. Perirono città, devastarono le se-

quello di colonia, e di formare in questo di vescovili, distrussero gran parte degli


paese tante piccole repubbliche, quante abitanti, giacchècome leggo in Fa Mescili,
erano le sue città, e l'una indipendente Memorie del ducato di s. Gre- Spoleto,
dall'altra. Ne polea diversamente avve- gorio raccomandare al vescovo di
I nel
nire, sì perchè la giurisdizione del prefet- Nomento la chiesa di s. Antimo, alla qua-
to di Roma si estendeva fuori di essa 470 le dopola desolazione di Curi avea dovu-
stadi, come perchè i prò prefetti, i pro- to passare e ritirarsi il suo vescovo, scrive
pretori,! proconsoli, i giudici, i messi, che che quell'antica diocesi era rimasta sen-
dal prefetto odall'imperalore erano spe- za popolo. Lo stesso monastero di Farfa
diti nella Sabina, ed i conti, gastaldi,scul« restò rovinato, ed il non trovarsi per tut-
dori o sculdasci, e governatori che in es- to il tratto della vasta diocesi di Sabina
sa risiedevano, non impedivano che nelle un solo castello ne'due secoli Vili e IX,
di lei città i privati magistrati si creasse- ma soli villaggi e casali, bisogna dire che
ro e gli officiali, per la cura delle rendi- 1' esterminio qui fatto dal furore prima
te, dell'annona, degli edilìzi e delle vie de'goti e poi de'longobardi, siccome il ma-
pubbliche, vale adire gli edili, questori, cello de'poveri abitatori, fosse il più la-
duumviri, decurioni e senatori, quali i col grimevole. Dall'epistole di s. Gregorio I
comune del popolo formavano una spe- rilevasi che la chiesa romana possedeva
cie di senato, comizio, pretorio , ordine, un patrimonio pingue in Sabina, che fa-
e di piccole repubbliche, come rilevasi dai ceva amministrare da un Difensore^.)
superstiti monumenti di Casperia, Fide- o rettore che soleva essere uno de'prima-
ne, Curi, Trebula, Terni ed altre. In ta- ri chierici della Sede , con quell' au-
s.

le stato si trovò per più secoli la Sabina, torità e giurisdizione che descrissi anco
quando diviso essendo già l'impero in o- a Patrimoni della Chiesa Romana, a-
riente e occidente, e questo tuttodì ve- vendone pure in Norcia, a Carseoli, tra
nendo turbalo dalle civili discordie, non i sanniti, oltre il patrimonio del Sannio.
meno che dalle frequenti scorrerie dei Questo patrimonio di Sabina non fu
barbari, Italia intieramente cambiò di a- sempre della medesima dimensione, a-
spetto, con governo e sistema differente, vendo dovuto dipendere dalla giurisdi-
che narrai a Roma, e a Piavenna eziandio. zione che ora maggiore ora minore pre-
Caduto l'impero occidentale nel 47^, gli tendevasi dai longobardi duchi di Spole-
26 SA B SA b
lo, come ancora non fu denominato «em- ca, e dialtri conti da essi investiti, espe-
pie patrimonio. Qualche volta fu chia- cialmente degli abbati Farfensi, le popo-
mato Romania o territorio romano o lazioni alcune rocche e castelli si fabbri-
di Roma, al quale articolo dichiarai in cassero, e quindi altri feudi derivassero
che consisteva tale contrada, cioè con sif- di iuferior condizione, o in favore di quel-

fatto nome sembra venisse indicato quel li che l'aveanoedificati,o di coloro a'qua-
paese, che dalfiume Fa rf.i, fin dovegiun- li T investitura ne venne accordata col-
geva il ducato Spoletano, stendevasi lun- l'utile dominio. Molti di essi vi si man-
go il Tevere e l'Aniene verso Roma. Tro- tennero lungamente, passandone il dirit-

vasi anche detto Patri monili m utrumque to ne' discendenti; e per la morte o civile
Sabinense,e questo espressamente dicen- o naturale di molti, l'utile dominio col
dosi appartenere alla s. Sede, pare che diretto restò consolidato. Finche pertan-
possa intendersi per quella parte di Sa- to e quanto potè la s. Sede esercitarvi la
bina già chiamata Romania, sulla quale sua sovrana giurisdizione liberamente,
mai si erano intrigati duchi longobar-i costumò sempre o di ritenere, o di fre-
di, e per l'altra superiore che è noto aver quentemente spedire nellaSabina qualche
essi dominata. Almeno, dice Sperandio, personaggio, che col titolo ora di rettore,
non si sa quale altro principio possa aver ora di difensore , ed anche di conte del
sortito l'accennala divisione, percui mg.r territorio sabinese, in suo nome la gover-
Dorgia Dell' Istoria del dominio tempo- nasse, mentre ogni popolazione, rocca o
rale della s. Sede, da esso ripete il tito- castello veniva retta dal proprio feuda-
lo di Efjiscopus utriusque Sab'inae 3 da tario barone o vicario. Quindi la giuris-

Leone X dipoi inlrodottoa quietare i po- dizione de' rettori, difensori e conti ge-
poli malcontenti dell'unione da lui fatta nerali della Sabina non fu sempre h me-
della chiesaForonovana con quella diMa- desima, dovuta essendosi regolare a mi-
gliano, ed usato in seguito nelle meda- sura delle prepotenze e vicende, alle qua-
glie che più tardi dispensò ai seminaristi li fu più voltesoggetta,o nell'interno dagli
il cardinal AndreaCoiMui: Episc. utriusq. stessi feudatari baroni e vicari, o nell'e-
Sabinae. Seppure non voglia credersi ta- sterno dai più forti competitori. Ma re-

le titolo utriusque Sabinae, allora essere pressa l'insolenza de'primi e tutto all'in-
stalo ritrovato a comprendere e signifi- torno il buon ordine ripristinato, singo-
care le due chiese unite, onde il vescovo larmente da Sisto V nel 1589, e per la
sabiuese,fin lì privativamente inteso pel riforma eseguila da Clemente XI, il go-
foronovano, da ambedue avesse il nome, verno di Sabina si estendeva non solo so-
e non da una ed in ispecie dalla Ma-
sola, pra i castelli della camera apostolica e
glianese, su di che verteva il contrasto perciò detti camerali, ma sopra i feuda-
maggiore. Dai sunnominati contadi e du- tari ancora o baronali di qualunque spe-
cato, nella Sabina ebbero originealtrifeu- cie.Imperocché castelli camerali, come
i

didi minor considerazione, dappoiché ri- immediatameute soggetti al temporale


trovandosi essa dopo la desolazione in cui dominio de'Papi, erano retti per mezzodì
i di lei aveano le sue cit-
cittadini lasciate Governatori o Podestà ( f^.) destinati dal-
tà, e dopo l'ultima rotta chea questeed la s. Congregazione di Consulta (^.), col-

alle villeerasi data dai medesimi barbari, la dipendenza e subordinazione al retto-


quanto piena di popolo, altrettanto scar- reogovernatore generale della provincia.
sa di abitazioni, quali anche reggere po- 1 feudi e castelli baronali pure alla s. Se-

tessero alle minacciate invasioni di nuo- de immediatamente soggetti, erano go-


vi e più fieri nemici, d'uopo fu che per vernati da quelle persone medesime che
indulgenza de' memorati couli o del du- gli aveano infeudo.odailoro luogotencn
I A I SAB 27
ti e uditori, quali tutti per altro in ciò d'Italia; e che Leone, Ramo e Giuseppe
che riguardavano gli affari delle rispet- (lux sabinensis fossero ministri pontifi-
tive comunità ,
gli ordini universali di cii,ovvero duchi o marchesi di Spoleto,
tutta la provincia , ed i ricorsi doveano o anche di Camerino. Sperandio, dopo a
anch'essi dipendere dal governatore ge- ver inclinato a tal parere, cui si oppone
nerale. Questi rettori o difensori o gover- Fatteschi , ancora più ragionevolmente
natori generali del sabinese leni torio, an- crede tali duchi semplicemente baroni
ticamente nonaveano in esso alcuna par- feudatari di qualche città o luogo di Sa-
ticolare residenza, ma quando occorreva bina, con titolo feudale di ducato o mar-
che mandati vi fossero a rendere ragione chesato, ed auche attribuito nomine te-
ai popoli nulli certo loco all'gabantur. nus solamente dai sovrani secolari. Spe-
Laonde questi ministri pontificii nel gi- raudio continuando la serie de' difensori
rar la Sabina, come i messi o pretori o o rettori, con Berardo conte del 1019 ,
giudici dell' impero romano, in his loci insieme con Oddone, il quale nel 024 lo 1

sedevi dovessero ciascuna volta stabilire, fu pure unitamente a Gregorio conte cM


in quibus oportet praesto esse rectorem; territorio sabinese. Nuovamente nel o3q 1

e che quando alcune circostanze obbligati Crescenzio e Oddone fratelli, nel qual an-
gli avessero a chiamare le parti fuori del no Giovanni figlio di questi e nipote del-
di loro dominio, tale accidentale residen- l'altro e a lui uuito. Senebaldo e Stefano
za niun diritto di maggioranzaaquel luo- conti nel 1061, indi questi rettori e conti
go importasse sopra gli altri, e checiòse- profittando degli scismi e turbolenze della
g ui lo sarebbe absque ullìus infuria. Per Chiesa si arrogarono per diritto l'uffizio,
cui de' rettori, conti e governatori gene- lo fecero ereditario e governarono eoa
rali dellaprovincia Sabina, si trovano nei dispotismo, ad onta che i popoli si mo-
tnonumeuli antichi e farfensi, di aver al- strassero di voti ai Papi. Questi sonoi ret-
f
zato loro tribunali anche all'aperta cam-
i tori trovati da Sperandio ne monumenti
pagna, col nome di Sabina e sabinesi, e farfensi, ai quali come dirò ripugna Fat-
non dal luogo di loro eventuale residen- teschi. Intanto devesi parlare dell'origine
za. Lai." istituzione de'mentovati rettori, del sovrano dominio della s. Sede sulla
difensori, conti ogovernatoii generalidel Sabina.
territorio di Sabina, viene comunemente Avendo longobardi usurpato l'ampio
i

attribuita a s. Gregorio I del590,edeb- patrimonio di Sabina nel pontificato di


be,come notai, per sistema di sceglierli dal Costantino, nel 742 Papa s. Zaccaria si
romana. Ta-
ceto de'chieriei della chiesa portò a Terni a reclamarlo dal re Luit-
le fu quell'Urbico difensore del Sabino prando, e dopo 3o anni ch'era stato oc-
destinalo da s. Gregorio I, dopo il quale cupalo lo riebbe anche con altri terrilo-

siuo al 948 non si conosce il nome dei rii, insieme a quelli d'Orte e di Narui, co-
successori, per le vicende de'tempi e del- me attesta il citato Borgia, Memorie di
la Sabina, ne' quali la s. Sede più volte Benevento 1. 8; ed il Piazza dice che
1, p.
perde e ricuperò il territorio. In tale anno ciò seguì in Roma nel palazzo Lateranen-
si trova Azone comilis terriloriiSabinen. se con gran solennità e contento de' ro-
Nel c)49Teuzone comitis rectonsque Sa- mani, avendo il Papa invitalo poi il re
binen. Nel cp8 Teobaldo marchese, Gi- alla sua mensa, e fatta quindi una grati
raldo del 964 rettore del erri torio sabi- I processione da s. Maria ad Martytcs as.
nese comitis. Crescenzio e Oddone o Ot- Pietro in rendimento di grazie a Dio.
,

tone del 1007 fratelli e conti del territo- Con questa reintegrazione del patrimonio
rio di Sabina. Muratori suppose eh' essi sabino si aumentò il principato della si
fossero officiali dell'imperatore del re Sede , stabilmente incomincialo sotto s.
28 SAB SAB
Gregorio ducato romano, comedi-
II col (rimonto. Sui confini insorsero questioni
chiarai a Roma, compreso Narni e Otri- e controversie coi reatini, di cui non man-
coli, indi autuentato con l'Esarcato di Ra- cò Adriano I di renderne avvertito Car-
venna (/''.), il quale venendo poi invaso lo,' con l' epist. 68. Ma che queste defe-
da Astolfo re de'longobardi, Pipino re di renze de'confini fossero poi pacificamen-
Francia a istanza di Stefano 111 l'obbligò te nel783 composte, ce lo attesta il di-
a restituire in uno a Narni, ampliandoli ploma confermatorio Lodovico I, ri- di
dominio temporale della chiesa romana portato daBorgia nell'Istoria, dove si par-
con altre donazioni. Desiderio re de'lon- la dell'affare già concluso, colla termina-
gobardi, sebbene fosse montato sul trono zione del territorio di Sabina dalla parte
colla coadiuvazionedel Papa, occupò di- di Rieti, la qual città già faceva parte dei
versi patrimoni e quello ancora di Sabi- domini della romana chiesa. Carlo Ma-
i

na, per cui s. Paolo ricorse a Pipino. Im-


I gno meritò che s. Leone III nell'800 ri-
perversando Desiderio contro Papa A- pristinasse in lui l'impero d'occidente, nel
driauo I, e minacciando la sua vita e la qual anno rinnovò la donazione della Sa-
rovina di Roma, il Papa implorò l'aiuto bina, la quale pacificamente venne a pos-
di Carlo Magno figlio di Pipino, il qua- sedersi tutta consovrano dominio dai Fa-
le calato in Italia nel 773, e vinto Desi- pi , inclusivamente alla porzione longo-
derio, l'imprigionò e die fine al regno lon- barda espressamente distaccata dal duca-
gobardo. Carlo Magno nel 77^0 Roma to di Spoleto, come bene avverte Fatte-
donò alla s. Sede i ducati di Benevento sciliconfutando le assertive di Muratori,
e ili Spoleto, i quali per allora intieramen- sempre poco favorevole alla sovranità
te non consegnò, solo dismembrando da pontificia, il quale falsamente prelese che
Bene ventole città di Campania, eda Spo- la Sabina nel secolo X facesse ancor parte
leto quella parte di Sabina eh' era com- del ducato spoletano, benché ciò avesse
presa nel suo ducato, la quale donò a s. riconosciuto nel g3q dichiarandola unita
Pietro, restituendo in pari tempo l'altra al ducato romano. Fatteseli! ribatte pu-
porzione di Sabina, ossia il patrimonio oc» re lo storico Giannone, altro avverso al
cupato dai longobardi, ponendone il do- dominio temporale de'Papi, che con al-
cumento giuralo sull'altare di s. Pietro : tri di simile pensare volle confondere il

B. Pctro nutritori vestro prò luminano- ducato, e la provincia di Sabina co'patri-

rum concinnationibus } atque alinwniis monii e allodiali della chiesa romana. In


pauperum, come nella lettera che in rin- conseguenza della donazione di Carlo il
graziamento gli scrisse Adriano nel 78 1 I suo cappellano o messo o nunzio Magine-
riportata da Cenni nel t. r, Mon. domi- rio, con Iterio abbate spedito da Adria-
nationis Pontificiae, epist. 63. Il Borgia no I, ne fissarono! confini, ed il Papa ne
ne produce la testimonianza, dicendo che entrò subito in possesso, ed esercitò pie-
questo patrimonio per munificenza diCar- na giurisdizione temporale in tutta la Sa-
lo Magno divenne territorio della chiesa bina assegnatagli. Noterò che la restitu-
romana con tutta la Sabina. Dall' epist. zione e donazione del resto della Sabina,
70 del Codice Carolino vedesi più distin- confermarono e ratificarono altri impera-
tamente ciò che da antichissimo tempo tori, come Ottone I quando fu coronato
apparteneva alla s. Sede in Sabina, tam in Roma daGiovanni XlI,avendola con al-
dzcivitalibus^quam de diversis territoriis, tri luoghi ricuperata dall'usurpatore Be-
per conto del suo patrimonio, e ciò che rengario. Prima e dopo la quale epoca si
Carlo le avea donato, e che riguardava trovano costantemente nella Sabiua e più
tutto il territorio, e non già semplici mas- precisamente parlando nella sua diocesi,
se, le quali eziandio erano dello stesso pa- de'rettori spedili da Roma al governo dei
SAB SAB 29
popoli sabini e per l'amministrazione del- desimi patrimoni, che dopo la pace data
la giustizia, or duchi, or marchesi, e di- alla Chiesa da Costantino, dalla pietà dei
poi costantemente conti, come nelle altre primi suoi successori cattolici erano stati

città e provincie del dacato romano, laon- donati nella Sabina alla chiesa romana.
de molti se ne trovano notati ne'monu- Tali castaidi ne' monumenti di Farfa so-
menti farfensi, dai quali Fatteschi ne ri- no Teobaldo deli 04.1, Azone del 1048,
cavò una serie, che riprodurrò, sebbene Bibulo del io52,Guinizodel 1098 e altri.
egli dice non completa. Anzi avverte pu- Non mancarono Papi di spedir talvol-
i

re che questi rettori non sono daconfon- ta in Sabina i loro sindacatori e giudici
dersi,come feceSperandio,co'difensori de- straordinari, ad esempio de'longobardi e
stinati a'tempi di s.Gregorio I alla cura poi de're Carolingi, per quanto dissi aPLA-
de'patrimoni, che nella Sabina e in altre cito, onde contenere ministri nella ret-
i

provincie furono dagli antichi imperatori ta amministrazione della giustizia. Tale


ortodossi donati alla chiesa romana. Fat- Fatteschi riconosce Leone nel 948 dux
teschi premette alla seguente serie diplo- atque missu* DomniciiSjChe tenne un pla-
matica de' rettori del territorio della Sabi- cito contro Leone diGabiniano, che con-
na, quale risulta dai monumenti della ce- trastava coli' abbate Dagiberto di Farfa
lebre badia di s.Maria di Farfa, che dopo il casale di Bassiano; ed Herizus missus
essere stata la Sabina distaccata dal du- DoninicitSj che tenne un placito in Sabina
cato di Spoleto, ed eretta in un comita- nel 994. Incomincia Fatteschi la serie dei
to particolare, dipendente soltanto dal Pa- rinvenuti rettori con Ingelbaldoduca del
pa, dopo il 939 i monumenti rogati nel 939, sposo di Teodoranda figlia di Gra-
paese presero un tuono diverso dal pre- ziano console romano, al quale conferì il

cedente, portando solo il nome del roma- comitato di Sabina Alberico II principe
no Pontefice nelle note temporarie, ag- de'romani che signoreggia va, secondochè
giungendo per lo più il nome del vesco- narrai aRoMA. N. marchese nel 940 ret-
vo del territorio sabinese, e quellodel ret- tore di Sabina, Sarilone marchese e ret-
tore destinato dal Papa al governo poli- tore nel94i 5 Giuseppe duca e rettore nel
tico e civile della provincia, seppure tale 941 per Papa Stefano Vili detto IX, Ra-
uffizio non era talvolta vacante. Moltissi- nieri duca e rettore nel 943 Azone contee >

mi giudicati de'medesimi rettori e deco- rettore del 947 /Tenzone del 948 per mol-
ro ministri subalterni, visconti e luogo- ti anni conte e rettore del territorio sabi-
tenenti assistiti dai giudici a tal effetto de- nese,Berardo del 954 duca e rettore, Leo-
stinati, ci restano tuttavia, ed altri anco- ne duca e rettore del 956, Teobaldo mar-
ra de'medesimi giudici, che dicevansi/u- chese e rettore del 958: qui Fatteschi av-
dìces Palcttii, de terrìtor. Sabinenai 3 i vertendo che mancano monumenti sino al
quali in assenza del rettore, duca , mar- 967,non ammette Gerardo conte e rettore
chese o conte che fosse decidevano le cau- della Sabina del 9 64, prodotto a tale anno
se o controversie che insorgevano tra i da Sperandio,nèi titoli di cui gli fu que-
popoli, alcune riportandone Fatteschi ,
sti largo. Giovanni fu conte e rettore nel

senza che mai in tali monumenti si faccia 1002, Ranieri e Crescenzio nel 1 oo3,que-
menzione del duca o ducato di Spoleto. sli e Oddonenel 1 006, Oddoue e Berardo

Trovasi in Sabina con frequenza anche il nel 1 o 1 3,Oddonenel 1 022, Oddone eGre-
castaido o gastaldo, del quale uffizio par- Oddonee Pietro nel 1024,
gorio nel 1 024,
lai in più luoghi, ed a Rieti che pur l'eb- Oddone eCrescenzio fratelli pure nel 024, 1

be; il quale dovea essere incaricato del- Crescenzio e Giovanni nel o35, 1 i figli dei
l'entrate fiscali del territorio, che riguar- conti Oddone e Crescenzio nel 1 o53, Gio-
dano il sovrano, e fors'anche di que'me- vanni figlio di Ottone nelio58, Sinibal-
3o SAD S AB
do e Stefano nel 10^9 conti e non più di - sonaggi come raccontai a Frascati. Il
,

consi rettori, Sinibaldo conte del io63, sabino Papa Landò oLandone (/".), pa-
Oddone e Gregorio del 1079, Oddone e rimenti si fa proveniente da tali deriva-
Ottaviano del i 1 06 e nel 1 1 1 3 sono for- zioni, alcuni facendolo nato in Ereto, al-

se gli ultimi conti sabinesi, de'quali ci ha tri in Foronovo, al cui vescovo Amadeo
conservato il nome il prezioso Cartario fece una concezione, onde potere risar-
Farfense, probabilmente fratelli e parti- cire quella chiesa dai saraceni distrutta»
giani dello scismatico Eurico IV, il qua- 11 guasto che fecero i saraceni nellaSabi-
le avendo usurpato il contadosabinese ad na, è noto abbastanza in tutte le storie

essi lo conferì, per cui di prepotenza al- di quegl'infelici tempi. Dalle irruzioni di
la badia di Farfa tolsero e de
le castella, questi, il p. Ma ioni Comment. de eccl.
,

predarono le ville e corti. Aggiunge Fat- Reatina*, deduce la mancanza de' vescovi
teschi, che non mancano in questi tempi 8 6 all'853 , e di quelli di
di Rieti dall' 1

altri conti rurali nella Sabina, padroni di Sabina dall'879 al g-28. Verso Scandii-
uno odi più castelli, come neh 198. Par- glia poi convien dire che il danno fosse

lando Speranclio de' popoli che dal set- assai forte. Narra il p. Mabillon ne'suoi
tentrione calati in Italia, giunti in Roma Annali) che il celebre monastero di Far-
ogni angolo riempirono della Sabina, e fa, non molto di là distante, restò per le

cacciati gli abitanti in essa si stabilirono; scorrerie de'saraceni abbandonato affat-


tali furono dal V secolo in poi i borgo* to per il lasso di 58 anni.Per questein-
gnoni, i goti, i longobardi, i quali mesco- vasioni saracene neldecorso del IX seco-
larono il loro sangue col sabino, come fe- lo, le popolazioni, sotto la protezione de-
cero in tanti altri luoghi; luttociò esse- gli accennati potenti personaggi, cercaro-
re comprovato da alcuni personaggi che no difesa in altri luoghi e abitazioni, an-
fiorirono nellaSabina ne'bassi tempi. Pri- che ristrette ma più forti, e ben presto fab-
mo di questi trovasi Alberico duca e mar- bricarono castelli e ville successivamen-
chese del 95o, di cui e de'suoi Speran- te, e nel secolo seguente, che a poco a po-
ilio riporta le notizie, come de'seguenti. co cambiarono di faccia alla Sabina. Al-
Alberico, diverso da quelli che domina- meno in questi tempi a fortificarsi pro-
rono in Roma, ebbe le contee di Cuneo seguirono, adpaganorum scili cet adun-
ediFicocle, discendente dall'imperatore garorum deprimendas insìdias, come a-
d'occidente Antemio, ed anco dal re De- gli anni 892,9096 916 nota il Murato-
siderio; quindi tratta delle tante sue pa- ri. Quindi ai primi castelli poi distrutti
rentele illustri, de'rapporti e possessioni e abbandonati, altri surrogati di mano in
ch'ebbero in più luoghi della Sabina, co- mano ne vennero in luoghi più forti , o
me in Torri e Tribuco che aveano roc- per altra cagione riputati migliori, ondo
che, e dove fabbricò un palazzo e villa, di que'che nella più ristretta provincia di
donde vennero alla luce tanti principi : Sabina presentemente esistono, e che il

però il Tribuco e il suo ca-


terrirorio di nome portano delle città o delle ville cui
stello furono argomento difrequenti con- successero, delle chiese e de'luoghi su
trasti e divisione tra il monasterodi Far- de'quali furono piantati, o delle persone
fa ed i discendenti d' Alberico. Molti di che li fabbricarono o possederono, parle-

questi primeggiando in Sabina, portarono rò poi, cioè degli esistenti nella delegazio-
il titolo e funsero l'officio di conti e ret- ne di Rieti e Sabina, ed a Tivoli di quel-
tori del territorio sabinese; indi si diffu- li appartenenti a quel distretto. Anche
sero in eccelse prosapie, fra le quali i Con- Palleschi con tiene ohe la Sabina si riem-
ti delTusculo,da cui uscirono Papi, car- pisse di castelli in dette epoche, quando
dinali, consoli, senatori e altri distinti per- i dispersi abitanti delle campagne dau-
S A B S A I 3 r

neggiali dai saraceni, per essere tra loro rono a ritenere Tribuco sinoal io5g, per
separali ed inermi, assistiti dalle cure dei cui Berardo abbate fu costretto a lasciar
primari del loro territorio, si accinsero al- loro la metà del castello. Narra Piazza a
la fabbrica de'castelli in luoghi erti e sco- p.129, che essendosi ribellata la Sabina,
scesi _,
per avere un più sicuro ricovero, insieme con Palestrinn, Anagni eTuscu-
ed una più vicendevole assistenza ne'bi- lo, per opera di Tolomeo di Subiaco e
sogni, ed insieme difendersi dagli assalti di Pietro Colonna, ai quali Pasquale If
nemici con forze riunite e colla posizione l'avea date in governo neh 108, il Papa
del luogo. Molti di questi castelli sonode- con l'aiuto di Riccardo conte di Gaeta fa-
bitori della loro esisteuza alle zelanti ed cilmente ricuperò dagli usurpatori tali do-
energiche premure degli abbati di Farfa. mimi e li riunì al Patrimonio di s. Pie-
Intorno al 1 009 Giovanni XVIII detto tro. Altrettanto afferma Concilio, Notiti*
XIX investi di parte del territorio della Cardinalati^, p. 127. Per la grave ver
Sabina Benedetto suo nipote, e forse an- tenza Az\Y Investiture ecclesiastiche (7^.)
che di Terni. Nel voi. XXIII, p. i5 ri- tra il sacerdozio e l'impero, sostenuta ini-

cordai, come Benedetto Vili del io 12, quamente prima dall'imperatore Enri-
de'conti Tusculani, si portò a Tribucoper co IV, poi dal figlio Enrico V, questi nel
giudicare una causa che verteva tra mo-
il 1 1 1 1 si portò in Roma con l'esercito per
nastero di Farfa e Crescenzio. Apprendo farsi coronare da Pasquale II (!".), il

da Galletti, Del PrimicerOj p. 245» cne quale ricusò di farlo s'egli prima non de-
riporta placito, col quale il Papa re-
il sisteva dalla pretensione dell'investiture,
monastero il castello di Bocchi-
stituì al condannata da più Papieconcilii. Adira-
gnano, che gli era stato violentemente oc- tosiEnrico V, fece con dolo arrestare il
cupato da Crescenzio conte. Trovo in Vi- Papa con molti cardinali, vescovi e signo-
tale, Storia de' senatori di Roma, p. 27, ri, e li condusse tutti prigioni nella Sabi-
che avendo Benedetto Vili a preghiere na nel castello diTribuco. Dopo circa 55
dell'imperatore s. Enrico II restituito il giorni di misera schiavitù, cioè da' 1 2 feb-
castello di Tribuco con tutte le sue per- braio a'g aprile, come riporta Novaes, Pa-
tinenze al monastero di Farfa, Romano squale Il commosso dai patimenti di det-
fratello del Papa e senatore di Roma ne ti personaggi, fu costretto a concedere a
tolse porzione de'easali Serrano e Pontia- Enrico V nel suo padiglione il poter con-
no, per cui Ugoneabbate di Fai fa ricor- ferire l'investiture ecclesiastiche, e gli con-
se a Benedetta Vili nelioi5, presentan- cesse le Regalie. Di ciò appagato l'impe-
do le carte dell' acquisto di detti casali, ratore, ricondusse in Roma il Papa e gli
laonde il senatore reintegrò il monastero altri; ma pentitosi Pasquale li della vio-
del tolto, dopo il placito o giudicato per- lenta concessione che tanto clamore de-
ciò tenuto. Abbiamo dal Muratori, nella stò in tutta la Chiesa,epiangendo il grati
Dissertai? sulla pò lenza temporale de- fallo commesso, solennemente nel conci -

gli ecclesiastici, che avendo Berardo ab- lio di Laterano la rivocò e condannò di

bate di Farfa consegnatala roccadi Tri- perpetua scomunica. Di questo fienoso


buco a Crescenzio conte della Sabina af- avvenimento parlarono moltissimi scrit-
finchè la di fendesse, con patto di render* tori, onde divenne rinomalo il castello di

la compiuto che fosse un anno, il conte Tribuco, di cui non vi è più vestigio. Ri-
avea dato de' pegni per l'esecuzione del ferisce Galletti « ch'era situato sulla riva
trattato con isti umento del io5o; ma rin- del fiu me Fa rfi, da Ila parte di Gabioora
crescendo a quel prepotente di restar spo- Torri (qui erra gravemente), ed era pres-
gliato della fortezza, i monaci restarono so al Ponte Sfondato, così detto poiché è
delusi nelle loro speranze. I figli continua- stato formato dallo stesso impeto delle ac-
32 SAB SAB
que, che ha sfondato un macigno per farsi gnando per suo sostentamento le rendi-
libero il corso. Celebre è questo luogo nel- te e il governo del Patrimonio di s. Pie-
la storia, perchè nana Pandolfo Pisano, irò, da lìadicofani a Roma, ne eccettuò
die allorché Arrigo V imperatore impri- la marca d'Ancona, il ducato di Spoleto,
gionò il PonteficePasqualelI l'anno 1 1 r, i Rieti e la Sabina, esalvi ancora i proventi
lo custodì strettamente per 6 1 giorni nel assegnali ai cardinali Raniero Capocci di
castello di Tribuco , con 6 cardinali, a- s.Maria inCosmedin, Pietro Capocci suo
\endo rinchiusi gli altri in un altro ca- consanguineo, ed Egidio cardiuale de'ss.
stello". Che Tribuco, castello rovinato, è Cosma e Damiano. Forse l'orgoglio dei
corrottamente chiamato Tri vico, sul
l'ora conti e rettori era giunto al segno di li-

fiume Farfa ove imbocca nel Tevere me- rare nel loro partito i sabinesi, onde Gre-
no d'un miglio distante da Torri o Arci gorio IX del 1227 s'impegnò a frenarlo,
ove fu Curi, e non maiGabio, si può ve- come si legge anche nel citalo Cohellio
dere il eh. Mercuri, ha vera località di a p. 1 38. Ne commise l'impresa al cardi -

Curi, p. 58 e seg. Ri ferisce Speraudio, che nal Capocci, dichiarandolo legato delle
quando Pasquale 1 1, e il vescovo sabinese milizie pontificie, ed egli seppe colla for-
con vennero rinchiu-
altri del s.collegio, za delle armi ridurre al dovere e alla sog-
si nella rocca o castello di Tribuco in Sa- gezione della s. Sede la provincia di Sa-
bina, era abbate di Farfa Pietro della Co- bina e altre città ribelli. Quindi Grego-
lonna discendente da Alberico, e favori- rio IX proibì ai romani di fabbricare ca-
to dell'imperatore Eurico V; ed ecco for- stelli in Sabina,per reprimerne la baldan-
se perchè questi portò a Tribuco i sagri za. Sebbene a ripristinare completamen-
prigionieri : di questo abbate feci cenno te il buon ordine e togliere i semi delle
nel voi. XXVI l,p. 196. Ma secondo mg. r ri volture occorse un maggior spazio di
Marino Marinicene degli abbati di Far' tempo, tuttavolta fin d'allora conti e ret- i

faj e Marocco, Istoria dell' imperiai tuo* tori di Sabina dovettero serbare la dovu-
nastero Farfense, dal 1099 al 1 1 18 era ta sommissionealla sovranità papale. Pa-
utilissimo abbate di Farfa Berardo 1 1 1, di- re che sotto Innocenzo IV avesse luogo
fensore energico di sue possidenze dall'al- in Sabina qualche insurrezione , poiché
trui' rapacità, il quale ottenne da Enrico nel 1244 avendo creato cardinale Pietro
V la conferma di tutti i beni del monaste- Capocci, i suoi biografi Io celebrano ri-

ro nel 1 1 18. Ne'teinpi seguenti i conti di cuperatore della provincia; ma forse me-
Sabina non mancarono di esercitare di- glioè ritenere, ch'egli come valoroso mi-
spotismo, massime allorché le turbolenze lite contribuì sotto l'altro cardinal Capoc-
de' scismi gliene agevolarono le prepo- ci al ricupero del terri torio. Speraudio da
tenze; per unode'quali Eugenio III ripa- Innocenzo IV riprende l'interrotta serie
rò in Sabina nel monastero di Farfa nel de' rettori, conti o governatori della Sa-
1i45- Riporta Galletti nel Primicero, p. bina, che vado a riportare, cioè di quelli
3o6,che nel pontificato di Celestino III, che fu dato conoscere. Questo Papa
gli

Benedetto si arrogò tutta l'autorità sena* nel 1254 diresse un breve a N. Reclori
toria in Roma, e invase le provincie di iSa&mrte. Urbano IV fece legato di Sabi-
Marittima e di Sabina, ponendovi suoi i na e Campagna il cardinal Orsini, che nel
giustizieri ; ma Innocenzo Ili seppe re- 1277 divenne Nicolò III, non conosciu-
primere l'audacia del senatore Benedet- to da Speraudio. 11 successore Martino
to, lo rimosse dalla carica e sostituì altro. IV deli 281 ebbe la compiacenza di ve-
Quando Onorio III del 12 16 volle mu- der procedere la Sabina ben sistemata nel
nificamente aiutare Giovanni di Brenna, governamento civile, e sotto di lui si tro-
privato del regno di Gerusalemme, asse- va rettore nel 1283 Angelerio deMadcr-
SAD S AB 33
letti, 1284 Ingeramo Sassoli d'Arez-
nel provincia del Patrimonio, anzi Spera 1.1-
zo; nel 286 lo era Giacomo ili Paolo da
1 dio lo ritiene. Pio II partendo neh 459
Velletri, nel 29 Nicolò vescovo di To-
1 1 pel congresso di Mantova, lasciò legato di
di, nel 1295 Giacomo Gaetani nipote di Roma, di Sabina e di altre provincie il

Bonifacio VII I, probabilmente il cardina- celebre cardinal di Cosa. Nel voi. VI, p.
le, esercitando per lui,come vicario, il ni- 192 parlai dell'infeudazioue che nel 1406
pote Nicolò Gaetani. N. Guarnazzone fu fece Gregorio XII di alcuni luoghi della
rettore nel 1296, nel i3o2 il cardinal Sabina a Battista Savelli. Paolo li nel
Francesco Napoleone Orsini , nel i3o5 1 466represse nel nascere la mal vagia set-

Giovanni vescovo di Rieti, neh 3o6 Ot- ta de'fralicelli in Poli distretto di Tivoli,

tone di Casanova, dal 1 3 3 in poi il car- 1 territorio sabino. GregorioXI II neh 58 r


dinal Arnaldo Falguerioo Fangier, e fa- riunì ai dominii della Chiesa, Tarano,
ceva le di lui veci Pandolfo Savelli. Impa- Montebono eRocchette nella Sabina, per
ro da Piazza cbe il contado e provincia di Onorio Savelli. Sisto V a
la linea finita in

Sabina, in parte essendo stata di nuovo vantaggio pure della Sabina riedificò il
usurpata da alcuni baroni e altri uffizia- ponte presso Otricoli: di più col rammen-
li Patrimonio
del di s. Pietro, dopo che tato breve procurò di rimediare diversi
avendo Clemente V nel 1 3o5 stabilita la disordini, ed il cui effetto si maturò sotto
residenza pontificia in Francia e Avigno- Paolo V. Questo Papa profittando della
ne, molti potenti signorotti ne profitta- pace e dell'ordine che godeva noi suoi sta-
rono, laonde il Papa prese provvidenze ti, non solo restituì alla Sabina il suo ret-

per frenare il loro orgoglio, e dominar la tore con residenza in Colle Vecchio, ma
Sabina pienamente. Quindi furono ret- volle che in avvenire si prendesse dal ce-
tori, nel 1 3 1 8 Guglielmo Costa, nel 1 32o to de'prelati della curia romana, per cui
Guitto o meglioGuittone Farnesi vesco- tutti quelli che riporterò Io furono, a ri-

vo d'Orvieto, nel qual articolo notai che serva di alcuni che ne ottennero il gover-
fu pure vicario di Roma; ilCohellio poi no col titolo di vicegerenti. I rettori dun-
a p. 142 narra, che essendo stato il comi- que,© governatori generali della Sabina,
tato di Sabina in parte alienato, Giovan- sono i seguenti; solo qui avvertirò, che al-
ni XXII Io ricuperò per mezzo di Guit- l'articolo Governatore riprodussi il no-
tone, Patrimonii b. Petri in Tuscia Re- vero de'governatori de'diversi luoghi del-
dori. Indi furono rettori del territorio laSabina che ci diede Lunadoro, appun •
i326 Roberto di Albanpte,
sabinese, nel to circa tempi di Paolo V. Dirò ancora
i

nel 336 Ugone Augeri canonico di Nar-


1 che la detta serie di Sperandio la rettifi-
bona, nel 34o Grica di s. Germano, nel
1 cherò con quella di Marocco, Monumenti
1 34 Bernardo del Lago canonico rute-
1 dello Stato Pontificio, t. 1 della Sabina,
no, nel 365 Latino degli Orsini. Fino al
1 e con altri scrittori. i6o5 Gio. Antonio
i6o5 non si conoscono particolari ret- i Massimi. 1607 Angelo Gemai. 1608 Gi-
tori che governarono la Sabina, a motivo rolamo Curioni. 1608 Pompeo Magno -
dell'infelice condizione de' tempi, prima ni. 1610 Nicola Cambiagi. 1612 Fran-

pel grande scisma incominciato nel 1378, cesco Mondini. 161 5 Antonio Ubertini.
dopo che Gregorio XI aveva reintegrato 1 6 8 A lfonso Petrucci. 1619 Gaudio Ca-
1

Roma della papale residenza, poi per le stelli. 1 62 1 Bonifacio Bevilacqua ,,poi car-

conseguenze che ne derivarono, indi per dinale e vescovo di Sabina: ricordo che
le diverse guerre che agitarono domi- i tutti cardinali hanno la biografia, e in
i

mi pontificii, mentre nel secolo XVI può essa può vederne le notizie. 1623 Pietro
si

essere che qualche ingerenza avessero sul- Paolo Caputi. 1625 Giambattista Sfon-
la Sabina i legati e rettori della vicina di ato. 626Filippo Cansacchi. 1 627 Bai-
1

vot. LX. 3
34 SAB SAB
classare Ceva.1628 Marcantonio Braga- danneggiataci perchèCIementeXI già suo
{Uno, poi cardinale. 1629 Didaco Sersale preside vi spedì Pietro de Carolis per es;i

di Spoleto. i632 Gaudenzio Poli di Spo- minare bisogni


i de' popoli,a'quali poi die
leto,nipote del cardinal Polì,che dal vice- il soccorso di cui abbisognavano, oltre l'e-
governatorato di Tivoli passòal governo senzione per 5 anni da ogni dazio impo-
di Sabina, e dopo vari altri governi fu ve- sto oda imporsi. Tra
le strade che restau-

scovo d'Amelia. 1 636 Pietro Vidoni, già rò Clemente XI, noverano quelle degli
si

di Tivoli e in seguito di Rimini e altri ernicijdel Lazio e della Sabina. 1 705 Pier
luoghi, e cardinale. i63y Marcello Mei Lorenzo Galerati. 1 7o6Pietro Regi. 1 707
a
chiotti romano già vicegerente di Tivoli, Leonini per volta. 709 Fabio Ca
la 2. 1

poi governatore di Norcia, indi luogote- lacciolo. 1709 Jacopo Oddi, in seguito
nente dell'A. C.Carlo Terzaghi milanese, cardinale vescovo di Viterbo. 17 io Ca-
già di Tivoli e di Fano, per cagione di milloMarazzani,epoco appresso vescovo
salute ripatriò. i643 Virgilio Crispolti. di Piacenza sua patria. 1711 Ercole Mar-
1 643 Raimondo Castelli. 648Girolamo 1 liani. 1
7 1 3 Cosimo Imperiali, poi della
Casamala 3 che dopo altri governi fu car- Marca 1717 Cosimo Vali-
e cardinale.
dinale. 652 Ranuccio Ricci. 1 65i Gio.
1 commendatore di s. Spirito.
gnani, indi
Alfonso Puccinelli. 654 Odoardo Cibo,
1 1718 Carlo Ambrogio Mezzabarba, po-
in appresso di Viterbo. 1 656 Vittorio A- scia patriarca d'Alessandria, vicarioapo-
gostinoRipa, e dopo altri governi vesco- stolico e legato in Cina. 1719 Giuseppe
vo di Vercelli. i658 Alessandro Rinuc- Ercolani. 1721 Basilio Sciriman, morì
cini. 1660 Federico Ubaldi.i665 Pietro nel 1 767 chierico di camera e presidente
a
Alberini romano,già abbreviatole di pai- delle ripe. i726DomenicoM. Corsi. 1 730
co maggiore, e governatore di Città di Ca- Carlo Gonzaga, poi chierico di camera.
stello, poscia di Sabina, Norcia, ponente i73oGiuseppe Vitelleschi.i 732 Alessan-
di consulta,nunzio di Savoia e di Spa- dro Bianchi, morto chierico di camera e
gna. 1666 Giovanni Bussi romano, stato presidente degli archi vi nel 768:3 lui suc- 1

abbreviatoree governatore di Faenza; do- cesse nel 733 per vicegerente il dott. Giu-
1

po Sabina lo fu di Loreto, segretario del seppe Bargelli ni. 1733 Saverio Dattilo,
buon governo, votante di segnatura, udi- trasferito nella Marca o morto in Napoli:
tore di rota. 1670 Francesco Boncom- gli fu sostituito a esercitar le veci di vi-

pagni. 67 5LodovicoGhislieri.i677Gio.
1 cegerente il conte Luigi de Angelis nel
Francesco Rota cremonese, da abbrevia- 1736, e di vice-governatore nel 1738 il
tole e governatore di Faenza e di Rieti, dott.LodovicoSoderini. 1 738 Ignazio Ro-
passò in Sabina, indi in Norcia, da dove vero San Severino d'Asti, poi di Città di

ri patrio. 1 680GÌ0. Fra ncesco A Ibanid' Ur- Castello e Fauo, e vescovo di Novara.
bino già di Rieti, e per altri gradi giunse 1739 Emetico Bolognini, morto gover-
al cardinalato e al pontificato in cui visse natore di Macerata, che celebrai a Paludi
dal 1700 al 1721 col nome di Clemente Pontine, per quanto fece pel loro disec-
XI. 1681 Gio. Antonio Frigeri: neh 685 camene. 174* Giambattista Baldassini,
vicegerente il dott. Arcangelo Arcangeli. e dopo governi morì in quello di
altri

1690 Gio. Francesco Leonini. 1691 Pie- Marittima e Campagna. 1743 Realino
tro Corbelli.i694Fisimbo Marabottini. Tafurri.1 746 Gio. Battista Mirelli,
in se-

1697 Orazio Salinari Liccio. 1699 Pie- guito di Fermo, Civitavecchia, e di Ma-
tro Sante Buzi romano, poi d'Orvieto ove rittima e Campagna ove cessò di vivere.
morì. 1701 Lorenzo Vannicelli. Noterò 1749 Emmanuele Filingeri, morto go-
che pel tremendo terremoto del 1703 nei vernatore di Viterbo. 754 Francesco 1

Vi^iuii ecclesiastici, la Sabina fu la più Dentice, poi di Spoleto, ponente di con-


SAB SAB 3>
sulta e chierico di camera. 1 7G2 Gio. col quale divise lo stato in 1 i provincie,
Battista Nicolai, che dal governo di Ca- oltre il distretto di Roma che compren-
merino fece ritorno in patria. 1765 Giu- deva i luoghi suburbani ed i governi di
a
seppe Francesco M. Cacherano di Bri- Tivoli e di Subiaco; una di dette provin-
gherasio, che lodai in più luoghi per le cie fu la Sabina con titolo e grado di De-
sue opere di pubblica economia, poi go- legazione apostolica di Rieti, e due gover-
vernatore di Fano, Jesi, Montaltoe Ma- ni distrettuali, Rieti e Poggio Mirteto,
rittima e Campagna. 1767 Antonio To- compresi i luoghi baronali. Avendo il Pa-
rnati o Tommasijindi passò a Fabriano, pa abilitato alla rinunzia de' Feudi\V .),
ad Ascoli, e ponente di consulta. 1775 a poco a poco 'si effettuò, tranne Magliano

Stefano Riva, poi di Benevento e Fermo. del senato e popolo romano. A Delega-
1 777 Francesco Celani, governatore poi zioni apostoliche riportai i nuovi riparti
di Camerino,e votante di segnatura. 1 778 territoriali di Leone XII del 1827, e di
Viviano Orfini di Foligno, poi governa- Gregorio XVI del i83i: il i.° riunì la
tore di Fano, ponente di consulta, mor- delegazione di Rieti e Sabina a quella di
to cardinale. 1783 Francesco Marazza- Spoleto; il i.° ristabilì separata la dele-

ni, indi governatore di Fabriano, morto gazione di Rieti con prelato delegato re-
cardinale di Leone XII. 1786 Giuseppe sidente in tal città, per governare anche
Ciauli dell'Aquila: con questi Sperandio il resto di Sabina, con quel riparto che
termina la serie de'prelati governatori di vado a descrivere. A Mabina Pontificia
Sabina. Nelle Notizie di Roma trovo il ed a Porti dello Stato Pontificio parlai
prelato Ciauli governatore sino al 1789, delle introdotte barche a vapore da Gre-
e nel medesimo anno Francesco Brivio gorio XVI, co'quali mezzi di trasporto,
milanese, il quale è pure nominato nella grandi vantaggi ne ha inteso la Sabina,
aggiunta fatta a Sperandio,e che nel 1 793 sotto tutti i rapporti, e non hanno biso-
passò a Rieti, restando vacante il gover- gno di commenti. Nel 84 allorché Gre-
1 «

no di Sabina sino al 1 795 inoltrato, in gorio XV Isi recò alla visita d'alcuni san-
cui fu eletto Giulio Cesare Ginnasi roma- tuari dell'Umbria e della Marca, ince-
no, ma veramente d'Imola ove morì, il dendo da Narni a Otricoli, trovò la popo-
quale vide la costernazione prodotta in lazione di Magliano riunita presso la chie-
tale anno dal terremoto, e terminò il suo sa de' Frangellini, ov'era stato eretto un
uffizio nel febbraio per l'invasione de' re- arco trionfale con vasta tenda, per tenere
pubblicani francesi di tutto lo stato della al coperto i maglianesi, e il nobilissimo
Chiesa, e detronizzazione di Pio VI, la- trono innalzato e decorato di bellissimi
sciando di se onorata memoria in Sabi- arazzi di disegno e opera cinese (anzi vuoi-
na. Nel 1800 Pio VII restaurò il gover- si trono già servito all'imperatore della
no pontificio, e per governatore provvi- Cina, ed i vescovi se ne servono nei pon-

sorio assegnò alla Sabina l'avv. Nicola tificali), raro monumeuto della cattedra-
Santucci. Nel 1802 trovo governatore di le diMagliano, e dono del cardinal Al-
Rieti e Sabina il prelato Vincenzo Sanzi, bani vescovo. Allo smontar dalla carroz-
e continuò sino al 1809, in cui gl'impe- za, il Papa fu ricevuto dal suffraganeo
riali francesi tornarono a occupare tutto mg. T Augelini vescovo di Leuca, dalla ma-
quanto lo stato pontificio, e la Sabina fu gistratura civica e dal clero, e salito sul
attribuita al dipartimento di Roma con trono affettuosamente benedì più, volte

Rieti per capoluogo. Nel 1 8 14 ricuperati gli acclamanti sabini, molti de'quali am-
Pio VII suoi dominile ritornato a Roma
i mise al bacio del piede. Avendo poi il Pa-
sua sede, col moto-proprio de'6 luglio pa onorato di sua presenza il territorio

1816 fece un nuovo riparto territoriale, sabinese,con recarsi a Monte Rotondo, ne


3C SAB SAB
parlerò a Tivoli. Nell'istesso anno Gre- giurisdizione baronale di Magliano, e nel
gorio XVI, nel modo che dissi a Farfa ed 18^1 dichiarò questa delegazione parte
a Poggio Mirteto, soppressa la giurisdi- della legazione dell'Umbria. Oltre i ci-

zione nullius dioecesis delle abbazie di tati autori sulla Sabina, quelli che ripor-
Farfa e di s. Salvatore maggiore,le ridusse tai a Rieti, ed altri che citerò, si ponno
a semplici abbazie di titolo, e l'abbazia vedere: il p. Cermelli, Memorie risguar-
di Farfa l'unì al vescovo di Sabina con danti le pietre, le miniere e i fossili delle
parte di sua diocesi, come Fara e Toffia ed provincie dello stato pontificio, per quelli
altri luoghi, dichiarando che il vescovo di di Sabina. Rlavio, Theatrum Urbis ter-
Sabina s'intitolasse anche abbate di s. ramni. Hondio, Ilalicae descriplio. Kir-
Maria di Farfa. Istituì poi la sede ve- cher, Ladi veteris et novi. Notizie del
scovile di Poggio Mirteto, la quale dio- governo della Sabina, Roma 1 768. Do-
cesiformò «/seguenti luoghi, attribuen- menico de Sanctis, Dissertazione sopra
do al vescovo il titolo di Abbate di s. Sal- la villa d'Orazio Fiacco, Roma 1761.
vatore maggiore, della quale abbazia e- Volterrano, Comment. Urbis. Giuseppe
ziandio parlai a Poggio Mirteto e ne' vo- A. Guattani, Monumenti sabini , Roma
lumi ivi citati. Dalla diocesi di Sabina fu- 1827, con rami. Nicolai, Memorie sulle
rono dunque daGregorioXVI smembrati Campagne di Roma.
Aspra, Selci, Gottanello, Montasola, Roc- Provincia di Sabina e delegazione
cantica, Cantalupo,PoggioGatino,Catino, apostolica di rleti.
Castel s. Pietro, Frasso, Poggio Nativo, Distretto di Rieti.
Montenero, Mompeo, Casaprota, Colle- Rieti. Città con residenza vescovile, del
lungOjGinestra^onticellijCoresejNerola, prelato delegato apostolico, del tribuna-
Monte Libretti,Monte FIavio,Poggio Mo- le e magistrature. V. Rieti. Riunisce al-
jano. Dalla soppressa abbaziaFarfense fu- la sua municipale amministrazione gli
rono smembrati Poggio Mirteto,Poggios. appodiati Magliano e Moggio, ili. "della

Lorenzo, Castelnuovo, Monte s. Maria, diocesi di Rieti, il 2.°di Narni, oltre l'an-
Bocchignano,Salisano,Montopoli,Cerdo- nesso Castel Franco pure della diocesi
mare. Dalla soppressa abbazia di s. Salva- Reatina.
tore maggiore furono smembrati s. Sal- Cerchiara. Comune della diocesi di
vatore stesso, Longone, Pratojanni, Pog- Rieti, posto in colle, con mediocri fab-
gio Vittiano, Valle Cupola, Varco, Vac- bricati.
careccia. InoltreGregorio XVI dismem- Colle Baccaro. Comune della diocesi
brò dalla diocesi di Sabina Canemorto, di Rieti, situato in colle, con mediocri
Pozzaglia, Montorio in Valle e Petescia, fabbricati.
e le unì alla diocesi di Tivoli; non che Contigliano. Comune della diocesi di
Castiglione, Vacone, Rocchette maggio- Rieti, con territorio in piano e in monte,
ri e Rocchette minori, che incorporò al- con molti fabbricali, alcuni de'quali so-
la diocesi di Narni; inoltre tolse alla dio- no belli, e specialmente la chiesa motri-
cesi comprese
di Rieti Torricella, e la ce di moderna architettura, e vi è la col-
pure nella diocesi Poggio Mirteto. Nel
di legiata, come narra Calindri, nel Saggio
parlare di questi e degli altri luoghi che statistico -storico dello stato Pontificio.
"vado brevemente a descrivere ne'suoi di- Inoltre aggiunge che si vuole sia origina-
stretti, governi e comuni, Io farò a secon- to da Cotilia, antica città degli aborige-
da dell'ultimo Riparto territoriale. A. Rie- ni, distrutta dai goti. Borgia nelle Me-
ti altre cose notai riguardanti la delega- morie di Benevento t. 3, p. 200, dice che
zione e le magistrature municipali, e che in Culilia, oggi Contigliano, nana Ste-
il regnante Pio IX nel 1847 soppresse la tonio che l'imperatore Vespasiano soleva
SAB SAB 37
passare la calda stagione. L'avv. Castel- oFarfaro, che nasce poco dislaute, e Rie-
lano, Lo stato Pontificio, chiama Conti- ti, uno de'mouti Tetrici di Virgilio, ma
gliano cospicuo, che si crede occupare il piuttosto Canerio o Cauterio degli an-
il

sito dell'antica Culilia,ragguardevole cit- tichi, così da loro chiamato per la sotto-
tà degli aborigeni. Si specchia nel viciuo posta valle Canera.
lago, cui dà nome, e che fu assai rinoma- Monte Nero. Comune della diocesi di
to presso gli antichi scrittori, dai quali monte, tra montagne al-
Rieti, situato in
viene ricordata in esso un'isola natante : tissime sopra fianco dell' A pennino ,
un
all'opposta riva si vuole che sorgesse il scosceso e aspro per dirupi e balze, che
Forum Decii.lSeUa campagna che si frap- sembra identificare nella sua topografia
pone tra Consigliano e Collescipoli, vi è uno de' monti Tetrici e Monle Severo,
la memorabile contrada Phctlacrina che secondo Marocco. Questi aggiungeche vi
tuttora conserva la denom inazione d\Fa- è una forte rocca, che ora costituisce il

Incrino, culla della gente Flavia, donde nobile palazzo degli onorevoli Mattei, be-
come ricordai, uscirono gl'imperatori Ve- nemeriti della popolazione, la quale indu-
spasiano, Tito e Domiziano. Oltre quan- striosamente coltiva mirabilmente que-
to dissi di sopra su Cotilia, già la celebrai gli scogli, e li rende ameni e fertili, quasi
a Rieti, ed ivi feci onorevole e distinta contro natura. Bella è la chiesa parroe •

menzione del vescovo Asceuzi, ornamen- chiale di s. Cataldo vescovo di Taranto,


to illustre di Contigliano sua patria, cui che fu restaurata e consagrata neh 735;
la morte impedì a Leone XII di premiar- ha 4 altari e molte sagre reliquie: altra
ne la sapienza e le virtù, colla sublime chiesa è nel territorio. Sperandio riferi-
dignità cardinalizia. Contigliano ha l'ap sce che Chaupy cou altri dicono che i

podiato s. Filippo, soggetto al proprio monti Tetrici sieno,il Monte Severo, ove
comune. trovasi Cautalice, ed il Tetrico uno dei
Greccio. Comune della diocesi di Rie- più vicini e seguenti la catena degli A-
ti, con territorio in piano emonte, con in pennini, poiché il mon-
carattere dato a'
molti fabbricali, alcuni de'quali sono no- ti Tetrici da non si ritrova in-
Virgilio,
tevoli. A Presepio raccontai l'origine che torno ai castelli di Monte s. Giovanni e
ivi ebbe luogo nel i 223 per opera di s. Monte Nero, bensì agli altri due indicali,
Francesco, ciò che toccai altresì nel voi. avendo uotato Servio che l'asprissimo ,

L VI l,p. 226 e 2 38,parlando del suo san- monte Tetrico è nel Piceno, però vicino
tuario, e ne riparlerò qui a Poggio Ba- alla Sabina. Sperandio descrive Monle
stone. Chiamasi pure Grecio e Greggio. JVero di là dal monte Tancia iu forma di
Labro. Comune della diocesi di Rieti, penisola, chiuso all'intorno da un torren-
situato in colle, con buon numero di fab- te, e dai colli e monti più alti, il cui no-
bricati,alcuni de'quali notevoli. Dice Ca- me lo derivare dal vocabolo sabino
fa
lindri, che nel territorio si rinvengono nero che significa forte, adatto alla favo-
gli avanzi de' bagni della villa d' Assio, revole situazione del castello. Vi fiorì una
onde fin d'allora era il luogo abitato da famiglia Lavi, le sostanze de'quali pas-
uumerosa popolazione, e dalla perdita sarono ad altri, e una cappellata ai conti
della villa nacque Labro. Descrissi la ce- Vincenti Gentili Mareri di Rieti, da cui
lebre villa d' Assio nel vol.LVH,p. 218. è distante io miglia. Il castello fu succes-
Monte s. Giova uni. Comune della dio- sivamente degli Orsini, de' Mattei duchi
cesi di Rieti, con territorio in colle, cou di Paganica,ede'marchesi Vincenlini di
numerosi fabbricati, ed alcuni di qualche Rieli. Non lungi vi è una cava di pietra
pregio. Sperandio non crede che l'omo- focaia di color nero, silex igniarius opa-
nimo monte fosse posto Ira il Quitte Farfa cus griseus, da incidere e da fucile, e gli
38 SA B SAB
abitanti la lavorano bene e ne traggono ti minori; in Greccio fece da diacono nel-
lucroso profitto. E' di due specie, fina e la notte di Natale, istituì il Presepio, e
ordinaria. Calcinata entra nella compo- col miracolo di quel Bambino, che tirò
sizione di quella specie di porcellana che assai lunge da se un tizzone di fuoco, ac-
resiste al fuoco e denominata d' Inghil- cennò il luogo ove poi fabbricò un con-
terra. Ridotta a pulimento sembra agata vento; la foresta ove ospitò in casa di un
orientale, onde il cardinal Casali ne fece prete, in favore del qualeDio operò il mi-
legare alcune in oro. Anche Piazza fu di racolo di fare abbondante vendemmia ,
quelli in credere Monte Nero diverso dal ad onta dell'uva mangiata dall'assetato
Monte Severo, e la Tetrica diVirgilio po- popolo seguace del santo. Egli dimoiò
sta nel Piceno, correggendo Rircher che per diverso tempo in Poggio Bastone, e
sostenne Monte s. Giovanni essere il Te- vari prodigi fece sul monte, ove trovatisi
trico: opina che il nome siale derivato o le impressioni delle sue mani e piedi. Ivi
dalla nerezza de'suoi sassi, o dal fiumeNe- è un convento di francescani riformati,
i a che scorre alle sue radici con copia di e da questa altura s. Francesco più vol-
acque. A suo tempo eravi un ospedale o te benedi la sottoposta spaziosa valle di
ospizio. Rieti : sotto al sopracciglio del monte è
Mono. Comune della diocesi di Rieti, un tempietto, che ricorda il luogo ove il

situato in colle, che ha fabbricati sparsi. santo passava le notti in profonde medi-
Dice Calindri ch'era la città di Marru- tazioni, e dove furono a lui rivelate cose
vio, per la quale passava l'antica via Cu- sublimi relative alla Chiesa ed al proprio
ria, onde per le rovine di essa ne venne ordine. A Rieti nel celebrare questa cit-

Mono, seppure non sia avanzo di quella tà feci altrettanto di sua ubertosissima
città. Ci conviene Sperandio, dicendo che valle, ove tutto feconda e germoglia in
Marruvio di Sabina ( diverso da quello modo straordinario e mirabile, quasi u-
de' Riarsi, di cui parlai pure a Pescina na Terra promessa. Le benedizioni di s.
descrivendo il lago di Fucino)era nel luo- Francesco eziandio tuttora esperimenta-
go ove trovasi il piccolo castello di Mor- no le famiglie religiose del suo ordine,
rò,, che ne ha potuto derivare, e corrot- che fioriscono nella medesima Valle Rea-
ta nienteconser vare il nome. Fatteseli! tina. Ed in fatti, oltre le Clarisse ed con- i

parlando di Marruvio FucenseoMarsi- ventuali sono cappuccini di Rieti


, ivi i

cano, osserva che Cluverio e Baudrand e di Leonessa, i minori osservanti, i ri-


posero Marruvio al castello di Morrea. formati di Antonio del Monte, di Fon-
s.

Poggio Bastone. Comune della diocesi te Colombo,di Greccio, di Labro, della


di Rieti, giace il territorio in piano, col- Foresta e di Poggio Bastone; veramente
le e monte, con molti e anche convenien- valle avventurosa e benedetta.
ti fabbricati chiusi dalle mura, ove si fa Poggio Fidone. Comune della diocesi
gran commercio ne'lavoridi faggio, una di Rieti, che posa in colle e in monte il suo
delle abbondanti produzioni del paese. territorio, con fabbricati poco buoni e ri-
Questo è uno de'luoghi fortunati della stretti. Ha l'appodiato Poggio Perugino.
Valle Reatina, e prescindendo dalla sua Rivodulri. Comune della diocesi di
feracità, devesi rimarcare per la ventura Rieti, con territorio in monte e in piano,
di avere goduto tra le sue mura, e spe- in esteso paese con poco buoni fabbrica-
cialmente sul monte che lo sovrasta, il ti, tranne la chiesa matrice: è racchiuso
patriarca Francesco. Mirabili sono le
s. da mura, con borgo. Narra Calindri che
sue gesta operale in detta celebre valle, Oenotrio ultimo figlio del re d'Arcadia,
perchè in Fonte Colombo un Angelo gli avendo ricevuto dal fratello, succeduto
dellò,ed egli scrisse la regola de'suoi fra- al trono paterno, forte somma di deua-
SAB SAB 39
ro e molta genie, fece vela per l'Italia, e ciò ne derivasse il nome al sito che avea
quivi in passando si pretende che stabilis- signoreggiato. Aggiunge che altri con più.
se una colonia, che fu poi potente in armi. fondamento dicono, che da un cane idro-
S. Benedetto. Coen une della diocesi di fobo ucciso nel luogo, e che avea recato
Rieti, con territorio in colle , con pochi grave danno agli abitanti, ne assunse la
fabbricati. denominazione. Tuttavolta dichiara, che
S. Elia. Comune della diocesi di Rieti, le une e le altre opinioni sono inconclu-
con territorio in parte piano e porzione denti. Canemorto lo dominarono i mo-
in colle, con plausibili fabbricali. naci di s. Maria di Valle, indi gli Orsi-
S. Giovanni Reatino. Comune della ni, poi i Muti, quindi Borghese, per per-
i

diocesi diRieti,con territorio collivo,con muta di Rignano o Arignano che cede-


fabbricati non dispiacenti. rono ai precedenti, come apprendo da
Governo Canemorto.
di Degli Effetti, Memorie del Soratte e luo-
Canemorlo. Governo e capoluogo con ghi circonvicini. Piazza loda il luogo per

residenza del governatore, già nella dio- amenità, civiltà e fertilità; quindi parla
cesi di Sabina, e per bolla di Gregorio delle sue chiese, s. Nicola di Bari parroc-
XVI de'25 dicembre 1 84 1 diTivoli, con chia e vicaria dell'abbazia di s. Maria di
territorio in colle, sulla sommità del qua- Pozzaglia, consagrata nel 1536; s. Gio.
le è amenamente situato, nel confine del Battista, del seminario di Magliano ; s.
territorio reatino e della Coma rea di Ro- Maria di Valtona, del comune; s. Maria
ma. Guattani, Sperandioe altri credono de'Raccomandati, la cui immagine è mi-
che quivi fosse l'antica città di Orvinio; racolosa, de' religiosi conventuali e con
Piazza opina che fosse Cenina o Canina, loro convento, con confraternita del gon-
e che forse da questo vocabolo derivò l'o- falone aggregata a quella di Roma, e coi
dierno nome. -Nel n.°^i del supplemen- sepolcri de'Muti già duchi del feudo; s.

to delle Notizie del giorno di Rottia del Giacomo, oratorio edificato dal principe
1842, si legge in un articolo scritto da Borghese; s. Maria di Pozzaglia o del Pia-
Canemorto. «Canemorto, che sul prin- no, di antica magnificenza, abbazia dei
cipio del IX secolo fu il teatro della rot- benedettini, che Leone X dichiarò com-
ta data dalle armi di Carlo Magno a'sa- menda, e la cui immagine fu sempre og-
raceni, dalla strage de'quali prese il no- getto di particolare venerazione. Avver-
me Canimorti ora Canemorto, depo-
di te Sperandio, che i detti conventuali in-
nendo quelloanticod'Orvinio."Il march. trodotti neli582, furono tolti neh653
J
Biondi, nella Illustrazione d un fram- da Innocenzo X, e poi reintegrati a istau-
mento d' antica iscrizione ritrovato sul za della comunità con giunta di assegno.
monte di Pietra Demone nel territorio di Soppressi religiosi dai francesi, non so-
i

Canemorto, in Sabina, Dissert. dtWac- no più ritornati. Pio VII con breve del
cad. d'archeologia t. i,p. 1 5y,diceche nei 1818 concesse la facoltà di potere ero-
secoli di mezzoTerra appellavasi 31a-
la gare dell'abbazia eretta in commenda uel-
lamorte 3 come si ha dalla celebre cro- la s. Maria del Piano di Pozza-
chiesa di
naca Farfense. Marocco afferma che non glia (vastotempio edificato per ordine di
si è potuto trovare l'origine del suo no- Carlo Magno di qua dal rivo che divi-
me, che in latino pur suona Canis mor- de dagli altri il territorio, lungi un mi-
tuuSy ma che da alcune memorie e dalia glio dall'abitato verso l'oriente) quelle
tradizione si apprende, che quivi mori rendite che si fossero esatte dopo la morte
un suo tiranno, ed il popolo festeggian- dell'ultimo abbate commendatario can.°
dola liberazione del patito giogo, per me- Caffarelli, alla costruzione di una nuova
tafora dicesse il Cane è morto, e che da
; chiesa parrocchiale unita perpeluameute
4o S AB SAB
a quel!' abbaziale di s. Maria del Piano, del monte, come senza erbe, è composta
di cui farò parola dicendo di Pozzaglia, d' una pietra tinta in rosso oscuro, per
essendo fanlica parrocchia divenuta per cui fu chiamata Moretta, e gli Orsini si-
la seconda volta angusta alla popolazio- gnori di Canemorto, con tal pietra ador-
ne crescente. Differita la costruzione per narono le loro porte, focolari e le scale i

differenza de'pareri, nel 1 835 il cardinal del loro palazzo. Nel 1767 recatosi nel-
Odescalchi vescovo di Sabina ne commi- la perigliosa cima della Moretta Benedet-

se l'incarico al suffraganeo mg. r -Canali, to Taschetti ricco di Canemorto, trovò


poi vescovo di Pesaro, ed allora fu che un travertino con l'iscrizione Ovi Ca- :

questi divisò effettuareredificazione,am- olino F. C, e la fece portare in sua ca-


pliando l'area dell'antica chiesa eguaglia- sa. Biondi la supplì poi in questa guisa
ta al suolo. In 5anni surse la nuova chie- e illustrò N. N. Jovi Cacuno Faciun-
:

sa abbaziale e parrocchiale sotto il titolo dum Curavil. Crede pertanto che appar-
di s. Nicolò di Bari, in forma ottangola- tenesse a un tempio o ara eretta sul mon-
re, con 5 cappèlle e bel sotterraneo. Di- te a Giove Cacuno, cioè Giove adorato
venuto Canemorto giurisdizione dell'at- sul cacume de' monti, riportandone eru-
r
tuale vescovo di Tivoli mg. Gigli, a sua dite ragioni, e che i sabini avessero de-
cura fu provveduto quanto mancava, e dicato a quel nume il monte loro più al-

inaugurala festosamente a' 18 e 19 otto- to, col nome di Giove Cacuno; anzi re-
a
brei84'2,in occasione della suai. visita puta che lamontagna perciò fu detta Pe-
pastorale, al modo descritto nelle suddet- tra Jovis, poi Petra Daemonis quando i

te Notizie del giorno, col l'assistenza del- cristiani per antonomasia chiamarono
la confraternita del ss. Sagramento uni- Demonio Giove. Nel 181 1 l'accademia
ta alla pai roccbia,e l'accompagno di bel- romana d'archeologia decretò che l'iscri-
la musica dell'antica società filarmonica zione fosse collocata sulle mura castella-
di Canemorto. Questo luogo fu patria del ne di Canemorto, con lapide de'due pre-
celebre pittore cav. Vincenzo Manenti sidenti Miollis e Canova.
dell'avvocatoconcistorialeDomenicoMo- Collalto. Comune della diocesi di Rieti,
r
relli, di mg. Anselmo Basilici vescovo di con territorio in monte, con mediocri fab-
Sidri e Nepi, e di tanti altri benemeriti bricati, nel confine del reatino colla Mar-
delle belle arti e delle scienze. Sperandio sica. 11 suo i.° nome fu Castaldio da un
riporta alcune lapidarie, spettanti ai Ba- barone che la godeva, e poi lasciando tal

silici ed a Canemorto. Quanto al fram- nome si disse Collalto per la sua situazio-
mento dell'iscrizione di Pietra Demone, ne, sull'erto del monte essendo stala co-
apprendo dal march. Biondi, che niuno strutta la sua fortezza. Anticamente Col-
tra'monti della Sabina si eleva quanto il lallo fu baronia feudale de'conli Marcii
monte di Pietra Demone, il quale di po- con molle altre ; dopo passò a' Soderini,
co intervallo dal sublime monte Pennec- ed in processo di tempo a'Barberini, ed
chio scoslandosi,colla maestosa fronte gli il cardinal Francesco Barberini nel 1720

sovrasta e signoreggia. In cima del mon- con nuova fabbrica ne fece ampliare la
te si vedono le reliquie dell'antico castel- fortezza, il che asserisce Corsignani, Reg-
lo distrutto di Pietra Demone, e fu pa- gia Marsicanaj t. 1. Collalto ha dueap-
tria a Menomo Picone, famoso capo di podiati, pure della diocesi Reatina, cioè
masnadieri, che a' 1 1 marzo 1 585(non nel Ricetto e s. Lorenzo.
pontificato di Sisto V che fu eletto a'24 Colle Giove. Comune della diocesi di
aprile ) fu ucciso nel sottoposto Percili, Rieli, con territorio collivo,cou mediocri
ove tal giorno perciò e solenne. Una del* fabbricali.
le due punte iu cui è bipartita la cima Marcetclli. Comune della diocesi di
SAB SAB 41
Rieti, con territorio giacente in colle, con chiamasi Tavola de '4 vescovi. Petescia
la

buoni fabbricati. fu comprata dal principe Borghese.


Nespolo. Comune della diocesi di Rie- Pozzaglia. Comune della diocesi di Ti-
ti,con territorio tutto in monte. Si con- voli, con numerosi fabbricati, e territorio
sidera che questa fosse l'antica città di in monte e colle. E' tradizione che il suo
Vesbula, almeno secondo l'opinione di nome derivi da un autico pozzo rinoma-
Chaupy, convenendovi Sperandio eCa- to; prima si chiamava Portaglia e Pozzo-
lindri, per cui i molti suoi fabbricali in gallo, come l'mdica lo stemma munici-
parte ne sono reliquie. pale, esprimente un pozzo con sopra uu
Paganìco. Comune della diocesi diPùe- gallo. 11 castello, riferisce Piazza, è sulla
ti, con territorio in piano e colle, con me- costiera del monte, in sito fertile e ame-
diocri fabbricati. no, poco lungi dal Torano, avendolo ac-
Petescia. Comune della diocesi di Ti- quistato con titolo di marchesato il prin-
voli, con territorio in piano e colle, con cipe Borghese. La chiesa pan occhiale,po-
buoni e regolari fabbricati. Dice Piazza sta nel centro del paese, è sotto l'invoca-

che questo castello giace sulla cima di al- zione di s. Nicola di Bari, con 4 altari,
to colle, verso i monti Cerauui, alle cui ed in quella della ss. Trinità, narra Spe-
radici scorre il Torano, avendo l'antica randio, si conserva il corpo di s.Ulpia Cau-
chiesa parrocchiale dedicata al ss. Salvato- didia martire, collocatovi sotto Clemen-
re con 4altari,rifabbricata dai fondamen- te XII. Piazza parla inoltre delle chiese
tinel 1 779; la Maria del Car-
chiesa di s. di s. Maria di Pescarea, e sua confrater-
mine, la cui di vota levata dueimmagine nita del ss. Crocefisso; di s. Maria di Co-
volte, si dice che miracolosamente vi tor- stantinopoli, giuspatronato de' Pelrucci;
nò, con convento di carmelitani soppres- di s. Martino; di s. Lucia; di s. Maria del
so da Innocenzo X; la chiesa di s. Andrea Piano di Pozzaglia, abbazia celebre di cui
apostolo, dipendente dalla parrocchiale. sopra feci parola, con ampio e sontuoso
Fece onore al luogo, e ne fu segnalato tempio, e splendido monastero di bene-
benefattore Lodovico Lenzi canonico di dettini, di cui si vedono gli avanzi. E' si-

s. Pietro, e cameriere segreto di Clemen- tuata quasi nella valle Muzia, così deno-
te IX, per la copia delle insigni reliquie minata perchè appartenente ai signori
e ricche suppellettili che donò a questa Muti, e per costante tradizione vuoisi e-
sua patria. Aggiunge ch'è singolare prero- retta in onore della B. Vergine Assunta
gativa del popolo l'inclinazione al suono e colmonastero, dall'imperatore Carlo
degli strumenti,massime de'pifferi. Qui- Magno, per la vittoria riportata in questo
vi è una mirabile fontana detta periodi- piano sui longobardi: il monastero fu ri-

ca , perchè non vi sorte 1' acqua che la dotto in commenda da Leone X,o secon-
mattina al levar del sole, al mezzodì, ed do altri da Innocenzo X: Naro che lun- i

alla sera al tramonto di detto pianeta, di gamente l'ebbero in commenda, abbelli-


ciascun giorno, e ogni volta per più di un rono e nobilmente restaurarono la chie-
4-° d'ora; benché in alcuni anni totalmen- sa diverse volte. Osserva Piazza, che nei
te si diseccò, ma quindi rinvigorita la piani del territorio si trovano molte ossa
sua vena ne riprese il corso, e poi tornò di corpi umani coperti con tegole, ed altre
all'alternativa di prosciugamento d'anni. inavellidi marmo ridoltein polvere/indi-
L'acqua sgorga limpida in sito alpestre zioevidente di qualche battaglia campale
tra due sassi, e dicesi volgarmente Acqua ivi seguita. Nella va He esercitarono il domi-
santa. Presso al fonte e al mezzodì di Pe- nio spirituale e temporale gli abbati del
tescia sono i confini delle diocesi di Sa- monastero,edi vescovi di Sabina avevano
bina, Maisi, Rieti e Tivoli, ed il luogo podestà sul clero secolare uelle cause più.
42 SAB SAB
gravi, come apparisce dalla bolla d'Eu- duca diGravina e contediNerola con auto-
genio III. Passò poi Pozzaglia in domi- rizzazione diSistoIV,e diede Cuna e l'altra
nio temporale agli Orsini , ai Conti , ai al b.Amadeo francescano, e suoi religiosi
Muti, ai Borghese. Sperandio riporta al- A madei,che soppressi nel 566 da s. Pio V, 1

cune lapidi. Pozzaglia ha gli appodiati, indi ad istanza de'pt incipi di Scandriglia,
Montorio in Falled\ocesì di Ti voli, e Pie- ossia della famiglia Orsini (P.)jfu dato ai
tra Forte diocesi di Rieti. Montorio in francescani della provincia romana; ivi è
Valle è situato in eminente luogo sulla un'immagine della ss. Vergine in partico-
sponda del fiume Totano, e sulle coste lare venerazione, e la cella e il mantello di
de'mou ti Cera tini, onde dal monte e dalia detto beato. Sperandio dice che questo
sottostante valle prese il nome. Ha la chie- castello è posto in comodo raonte,con par-
sa parrocchiale di s. Stefano con 3 altari, rocchiale chiesa eretta nel secolo X dai
e la chiesa di s. Angelo: anticamente vi monaci Farfensi, ristorala dal pubblico
fu un monastero. nel i345, e consagrata dal vescovo car-
Scandriglia. Comune della diocesi di dinal Delci nel 1751, riportando le lapidi
Sabina, con territorio in piano e in colle, sepolcrali; che appartenne ai delti mo-
con molti fabbricati mura. Piaz-
cinti di naci, ad altri padroni, ed a suo tempo
za lo appella luogo celebre, e che molti alla camera apostolica; e che nel territo-
geografi la chiamarono città, per la civil- rio eravi il monastero del ss. Salvatore,
tà de'numerosi suoi abitanti, per le fre- grangia dell'abbazia di Farfa: illustraro-
quenti anticaglie che si trovano, per la no il castello il conte Zenobio della Cor-
deliziosa posizione, buon'aria, e fertilità bara,elanobilefamigliaZ?occdWiMoBuc-
del suolo ferace di produzioni, e pe'suoi camazza,dalla quale uscì un cardinale, e
edifìzi: le sue persiche si distinguono per di alcuni individui riporta Sperandio le

lo straordinario volume e per lo squisito lapidarie. Cai neh i i narra che alcuni pre-
sapore. Secondo Mattei, illustratore delle tendono che Mefila o Numanzia fosse nei
antichità sabine, questa Terra cospicua dintorni di Scandriglia, e che Scaplinio si
a
dicesi che successe all'antica Vesbula,che stabilì nella i. che negli scavisi trova-
; e
altri posero a Nespolo. A suo tempo la rono statue, idoli, busti, medaglie e co-
s.Sede, diretta signora, vi teneva un go- lonne, appartenenti a Mefila. All'articolo
verna tore,"e fioriva un insigne convento Rieti, descrivendo la cattedrale, con l'au-
di francescani riformati. La chiesa par- torità del vescovo Marini parlai delle sue
rocchiale, buona fabbrica ben orna la, è sa- erudite Memorie di s. Barbara vergine
gra alla B. Vergine Assunta,con 6 altari; e martire di Scandriglia delta di Nico-
quella di s.Antonio abbate la mantene- media. Ivi narrai come la santa abitò e
va il sodalizio del ss. Sagramentojs. Lu- fu martirizzata in Scandriglia, come e
cia la custodiva un eremita; s. Maria del quando fu dai reatini tolta a Scandriglia,
Peschio del comune, ha una divotissima e trasportata nella loro cattedrale ov'èin
immagine della Madonna; s. Gio. Batti- gran venerazione; ricordando pure l'il-

sta spetta all'omonimo sodalizio; s. Nico- lustrazione di Quaranta o Commento so-


la cou antico convento di cappuccini, po- pra la greca iscrizione Mutila trovata a
sto iu luogo detto Percetti, la cui esisten- Scandriglia, Napoli 1826. Quanto sulle
za ha del prodigioso, per un dirupo pen- opinioni del Marini scrisse Sperandio si

dente e conservato per il patrocinio di s. può vedere a p. 48, che lodando la cri-

Nicolò arcivescovo di Mira; s. Maria delle tica e le ragioni del prelato in favore di
Grazie de'francescani riformati di Ponti- Scandriglia e di Rieti, che ne possiede il

rr///, castello appodiato di Scandriglia: la tesoro, solo avverte di aver preso Numan-
fabbricò col convento Raimondo Orsini zia per Nomento, ma sembragli più ve-
SAB SAB 43
rosi m ile che abbia a tenersiNumadia per Barberini. La chiesa parrocchiale di s. Ni -

un mss. da lui pubblicato che non potè colò, secondo Piazza, avea due altari, al-

essere noto al vescovo, ed il quale espres- tre chiese essendo quelle di s. Biagio pro-
samente distingue Nuraadia da Nomenlo, tettore del luogo e cimiterio,e dell'Assun-
senza indicarne la situazione, onde può ta che la tradizione dice fondata da s. Pro-

credersi che fosse Viconovo o Massacci sdocimo discepolo di s. Pietro, poi .° ve- 1

presso Scandriglia. Marocco riporta l'i- scovo di Padova, stimata la 1. 'chiesa cat-
scrizione in greco, e tradotta dal Quaran- tedrale di Sabina come più antica, per
ta in latino e italiano, di più dice avere cui dopo l'odierna cattedrale godè il pri-
letto nell'archivio Farfense, che nel 1 084 mato e precedenza anche ne'sinodi, per-
era assoluto signore di Scandriglia il con- chè fu la i." a ricevere il lume della fe-
te Erveo, il quale la donò al monastero de dalla predicazione di s. Pietro in Sa-
di Farfa. Il cardinal Cossa, poi nel i4«o bina a mezzo del suo discepolo. Di questa
Giovanni XXIII, concedè a Francesco
la tradizione Piazza produce le prove,dicen«
Orsini e suoi discendenti maschi legitti- do un mss, Farfense: «Il 1. "vescovo di Sa-
mi in enfiteusi, coir annua ricognizione bina fu s. Lorenzo siro, che consagrò le
all'abbate di Farfa di io libbre di cera, 3 chiese fabbricate da s. Prosdocimo alla
a a
quindi procurarono gli Orsini di toglier- B. Vergine; la i. in Curi, la2. in Ponte
a
la ai monaci Farfensi, ciò che non riu- Celio ora Ponticelli, la 3. alla Villa o Orti
scendo, fecero confermare l'enfiteusi nel Sallustiaui: rinunziato il vescovato, si ri-

1 453 daNicolò V e da diversi abbati com- tirò a vita anacoretica, con santa Susan-
mendatari. Nondimeno il dominio diret- na sua sorella". Sperandio produsse alcu-
to restò all'abbazia, che vi godeva suoi i ne iscrizioni di Ponticelli, e parla del con-
beni esenti d'ogni imposizione, e riscuo- vento francescano, di cui feci già menzio-
a
tendo la 1 o. parte delle imposte per tut- ne. Nola Marocco, che il suo forte è di-
to il territorio di Scandriglia. I beni che ruto; che la suburbana chiesa di s. Maria
dominava il monastero, Sisto IV li asse- del Colle, antica parrocchia, di forma go-
gnò alla mensa conventuale Farfense, al tica, ha buoni affreschi. Che anticamente

quale monastero Alessandro VI incorporò lo signoreggiò messer Lodovico di Gio-


il monastero del ss. Salvatore o grangia di vanni da Canemorto, il quale nel i382
a
Scandriglia. Estinta la linea Orsini chea- ne vendè una 6. parte ad Antonio e Ja-
vea spalleggiate le pretensioni del comune copo di Cola di Buzio di Romanea, coi
contro l'abbazia, Scandriglia fu devoluta tenimenti, terre, rocca e vassalli; indi pas-
allacamera apostolica,in tempo delcui do- sò agli Orsini e fu luogo di difesa per le
minio il comune mosse grave lite a'monaci fortissime mura castellane, con una sola
pel/'us lignandi e pascendi che loro vo- porta guardata da un baluardo, tutto in
leva impedire; ma nel 1691 ebbero con- cattivo stato; che ora appartiene ai Bar-
traria sentenza dalla congregazione del berini di Sciarra. Cerdoraare poi fu ca-
buon governo. Scandriglia ha per appo- stello delizioso dell'abbazia di Farfa, e di-
diati Ponticelli e Cerdomare 3 della sud- venne signoria de'marchesi Vincentiui di
detta diocesi di Poggio Mirteto. Ponticelli Rieti.Leggo in Marocco che Cerdomare
giace sul colle della valle in luogo forte, è un vocabolo corrotto dall'antico Cerre-
con autiche muraglie, ed è antichissimo. tani malum 3 à\ cui si hanno memorie nel
Prende il nome da un piccolo ponte sot- Cartario Farfense del io6f , ed in altre

tostante sulle acque del Correse e di di- si parla della chiesa di s. Cecilia, e di un
versi torrenti che vi affluiscono, ed ha ter- castello o Rocca Salice, luoghi che non
ritorio fertile e ameno. Vuoisi colonia di più esistono. Inoltre cou Guattani dice
Vesbula, fu dominio degli Orsini, indi dei che la voce Cerretum potrebbe dirsi ori'
44 SAB SAB
pinata da qualche vicina selva di Ceni. si riaprirono cave di marmi o breccia co-
Sperandio lo chiama Castrimi Cetiiaaris. rallina, di cui farò parola dicendo di Pog-
Governo di Rocca. Sinibalda. gio s. Lorenzo.
Rocca Sinibalda. Governo e capoluo- Castel Secchio. Comune della diocesi
go con residenza del governatore,comune di Rieti,con territorio in monte, molti
della diocesi diRieti,con territorio in col- e poco buoni fabbricati circondati da mu-
le e monte, con molti fabbricati cinti di ra. Ritiene Calindri, chequestasia la me-
mura, sulla Torano. Con
riva sinistra del moria della città di Torà, per cui a quella
Sperandio diceCalindri, che si vuole più. successe questa. Lasciò scritto Fatteschi,
veridicamente qui, che non iu Molitorio che il p. Berretti affermò esservi state due
Romano, fosse la città di Trebula Suffe- Torà; ma Cluverio fu di sentimento che
nale,o almeno una sua colonia. Appren- Torà sul fiume Torano fosse rimpettoa
do da Ratti, Delia famiglia Sforza l. i r, Castel Vecchio,ch'è alla destra del Tora-
]). 29 1
, ch'era feudo di Giuliano Cesarmi no, e in vicinanza a Colle Piccolo che resta
Gonfaloniere del senato e popolo roma- alla sinistra del fiume, vicino alla chiesa
no (/ '.), che nel i55ggli furono dati in di s. Anatolia, assai frequentata dai po-
compenso dalla camera apostolica scudi poli. In vece il vescovo Marini uelle Me-

65 7 per varie armature, moschetti, can-


1 morie di s. Barbara afferma che l'antica
noni, giano, vino, carni salate, e saluitro Torà non era a Castel Vecchio, signoria
da Rocca Sinibalda, quando
portati via de'Borghese, come lo è Colle Piccolo, la
Paolo IV nel i556 gli fece sequestrare cui Rocca dicesi Rocca di Tura, forse pel
i feudi. Anche l'aw.° Castellano crede fiume Turano o Torano. Pertanto sostie-
che Rocca Sinibalda sorga ove fu già la ne, che Torà esisteva nella sua diocesi di
Trebula Suffenate. All'amministrazione Rieti, ma sul confine degli equicoli e dei
inunicipaleèriunito l'appodiato di Valle marsi, presso Torano feudo de'Caffarelli,
Cupola, nella diocesi di Poggio Mirteto. es. Anatolia de'Colonna,e ne adduce po-
Inoltre Rocca Sinibalda ha il borgo, e la sitive testimonianze. Sperandio calcolati»
Pilla Pantana^ eh' è un annesso della done le ragioni, sulla questionata Torà,
diocesi di Piieti. Altre notizie, con mio di- propende per Torano, sempre in Sabina.
spiacere, non mi riuscì ricavare dalle pa- Corrobora l'opinionedi Sperandio Sco-
zienti ricerche de'molti miei libri. Saran- stante opinione degli abitanti de'limitrofì
no meglio queste poche che niente, come luoghi, che alle falde di Colle Piccolo, e
fecero di questo luogo e altri molti, di- de' cappuccini di Castel Vecchio , stava
versi geografi, e gli stessi Dizionari geo- l'antica Tora,dove fu martirizzata s. Ana-
grafici. tolia vergi ne, sorella di s. Vittoria che pa-
Ascrea. Comune della diocesi di Rieti, tì il martirio in Trebula Mutusca, come
con territorio in colle, con sufficienti fab- dirò parlando di Monte Leone. Sorpren-
bricati. Ha per appodiati, e della stessa denti sono gli avanzi che si trovano del-
diocesi, Rigatti e St/'pes. l'antica città, ove esiliata s. Anatolia, fu
Belmonte. Comune della diocesi di Rie- esposta a continui cimenti, che affrontò
ti, con territorio collivo e buoni fabbri- spargimento del suo sangue median-
collo
cati, posto in elevata e libera posizione. te decapitazione, dopo avere un velenoso
Credono Sperandio e Calindri, che qui drago rispettata la di lei santità, ed in ve-
fosse Bazia o Vazia o Varia, di cui igno- ce di divorarla le lambì i piedi. Dicesi
rasi l'epoca dell'atterramento, dalle rovi- sepolta ove è ora il detto convento, nel
ne del quale sorse il paese. N'è appodiato luogo in cui i fedeli eressero un tempi et -

Ornaro, della stessa diocesi. Nella mon- to, che divenuto proprietà de'monaci di
tagna di Poggio s. Lorenzo e di Ornaro Subiaco,nel 1 4oo ne trasportarono il cor •
S AB SAB &
pò nella loro chiesa di s. Benedetto. In- Rieti, con territorio in colle, molti fab-
grandito poi il tempielto,fu ridotto a chie- bricati chiusi da mura, presso quali so- i

sachehannoin curai cappuccini, veneran- no vestigi di Trebula Mutusca, dicen-


i

dosene l'effigie dai di voli sull'altare mag- do Calindri, che si vedono gli avanzi del
giore e dipinta da buon pennello. Per la teatro, delle terme, e di altri edifizi che
divozione grande verso la santa, innume- danno un'idea della vastità sua. Il vescovo
rabile e frequente è il concorso de'fedelij di Rieti Marini lo conferma, poiché narra
massime a' io luglio, che se ne celebra la essere stata l'antica città di Trebula, non
festa, per Castel Vecchio solenne e di pre« solo celebre per la sua antica origine, ma
cetto. Gli edificanti e operosi cappucci- ancora pel martirio di s. Vittoria sorella
ni, indefessi coltivano tanta pietà, cogli di s. A natolia (la quale lo patì nella Terra
aiuti spirituali e con benigna ospitalità. che ne prese il nome, e donde, come no-
Castel Vecchio ha gli appodiati Anluni tai, i benedettini ne trasportarono il cor-
e Colle Pìccolo } pur di sua diocesi Rea- po a Snbiaco), e che non confinava coi
tina. marsi ed equicoli come suppose Corsi -
Concernano. Comune della diocesi di gnani, essendone anzi ben lontani; stava
Sabina, giàdi Farfa,con territorio in col- ov'è Monte Leone. Da questo meno d'un
le, con belli fabbricati, piazza e tempio miglio lontano fu Trebula Mutusca, di-
conveniente, formandone le mura gii edi- chiara Sperandio, in cui sono le rovine
lìzi. un ponte di le-
Sul fiume Salto vi è dell'antica chiesa di s. Vittoria, e la nuo-
gno. Riporta CalindrijChe prima si disse va edificata in poca distanza dalla vec-
Collis Cervimts, che si opina avesse ori- chia,, con iscrizioni che riporta e che l'in-

gine dai monaci benedettini detti berret- dicano con sicurezza incontrastabile, ol-

tantijchesistabilironoins. Salvatore mag- tre altre prove certissime che adduce. Ar-
giore, lo chesi desume dalla costruzione roge quanto si legge nel n.°c)i del Gior-
delle mura, messe in confronto a quelle nale eli Roma del i85i,in cui è detto: che
del monastero esue dipendenze,e da qual- il r.mo p. m. de Ferrari domenicano nel-
che pittura a fresco rinvenuta fra le rovi- l'accademia romana d'archeologia fece
ne d'un'antichissima chiesa, coll'iscrizio- lettura d'una sua dissertazione sull'olivi-
ne P. Philippus pinxit. Certo è che Con-
: fera e antica Trebula Mutusca città di Sa-
cervianoera castello dell'abbazia di s. Sal- bina, nella quale dimostrò in prima l'im-
vatore. Concerviano ha 4 appodiati, Ma- portanza de'sabini monumenti, che tut-
gnalarclo, Cencìarìa, Prato Janni, Vac- tavia giacciono inosservati e oscuri; indi
careccìa, tutti castelli della giurisdizio- disse come in viaggio archeologico fallo
ne di Farfa, e perciò i i primi della dio- a Monte Leone, potè ivi dappresso rin-
cesi di Sabina, gli altri di Poggio Mirteto tracciare la famigerata Trebula Mutusca
come notai. già riconosciuta dal Fabretti, dal Chau-
Longone.Comune della diocesi di Pog- py, dal Guattani e da altri dotti antiqua-
gio Mirteto, con territorio in colle, con ri, che scrissero in proposito, e la cui sto-

mediocri fabbricati, in parte recinti di ria monumentale s'innesta anche co'fasti


mura. Della pretesa sua origine tratta Ca- del cristianesimo. Le grandiose rovine di
limi ri. Divenne castello dell'abbazia di terme, d'acquedotti, d'un anfiteatro, di
Farla, ed ha un piccolo convento di fran- colonne, di templi, e soprattutto la mol-
cescani conventuali. Ha per appodiati titudine d'iscrizioni d'ogni genere, soni-
Porcigliano, Rocca Ranieri e s. Silvestro, minislrano convincenti argomenti all'in-

già castelli dell'abbazia Farfense, ed ora dagatore delle memorie antiche. Circa un
nella diocesi di Poggio Mirteto. miglio da Monte Leone ergesi un teui-
Monte Leone Comune della diocesi di pio antichissimo , alla romana s. Vitto-
4G SAB SAB
ria vergine e martire, della quale eroi- forma elegante; di s. Maria della Croce al -

na della metà del 3.° secolo recitò l'ora- le radici del colle, ove fu già un convento
zione panegirica e la vita. In fine narrò di frati conventuali, soppresso da Inno-
gli scavi praticati nella vasta valle Mutu- cenzo X, con miracolosa immagine della
scana dal barone Gambali , da' quali si Madonna. Appartenne agli Orsini, poi ai
trassero musaici, erme, statue, colonne e Savelli,esotto Paolo Vritornòalla came-
ogni genere di rottami marmorei, non ra apostolica. Presso a poco altrettanto
che alcune lapidi. Già nel 8^1 il p. Lui-
1 riportano Sperandio eMarocco,rimarcan-
gi da Forano cappuccino, in un eloquen- do il i.° che presso la chiesa parrocchia-
te ed erudito panegirico ^ provò che in le fu la villa di Faustino, uomo consola-
Monte Leone stava l'antica Trebula Mu- re e di sangue imperiale, padre di s. Cle-
tusca, ove lo pronunziò. Di Monte Leone, mente I.

Mons LeoniSj, ne sono an[)od\at\ Ginestra Oliveto. Comune della diocesi di Rieti,
eCollelungo nella diocesi di Poggio Mir- situato in colle, con alquanti sufficienti
teto, e con Piazza ne darò un cenno. Gine- fabbricati.
stra,antico castello che giace sopra un col- Poggio Mojano. Comune della diocesi
le, con rocca e grosse mura, forse prese di Poggio Mirteto, in delizioso e fertilis-
il nome dall'essersi fabbricato ove si ab- simo territorio in colle e monte, con molti
bondava di arboscelli di ginestra, presso fabbricati chiusi da mura,e con due bor-
Trebula Mutusca nelle vicinanze di Mon- ghi, in aria salubre, ondefu villeggiatura
te Leone, ed ove con s. Vittoria furono de'suoi signori, i Sa velli ed i Borghese,
sepolte altre 60 vergini martiri. La chiesa bagnandone le radici il fiume Farfa che
parrocchiale è sagra as. Gio. Evangelista, nasce poco lungi. Dice Piazza cheprima
con la filiale intitolata s. Maria ad Nives. si chiamò Fabari, con rocca e anticaglie
Dice Marocco che ora Ginestra appartie- de'templi dedicati a Fidio o Giano, nu-
ne Torri -
agli Sforza Cesarini,con Stipes e me degli antichi sabini. La chiesa par-
cella che dovea essere luogo forte e di
; rocchiale, di struttura antichissima, è sot-
qualche considerazione, come rilevasi da to l'invocazione di s. Gio. Battista, con 4
due documenti tratti dall'archivio mu- altari, e la compagnia del ss. Sagramen-
nicipale di Rieti, che riprodusse. Il citato lo. Altre chiese nel territorio sono quel-
Piatti riferisce che il castello di Ginestra, le di s. Sebastiano, appartenente al comu •

già posseduto anticamente dalla famiglia ne, con sodalizio; di s. Martino,e di s. Ma-

Brancaleoni, e passato poi nella Cesarini ria puredelcomune. Aggiungerò con Spe-
nel 1470, cioè a Gabriele Cesarini figlio randio e con Marocco che fu feudo de'Sa-
di Semidea Brancaleoni, parte per dona- velli, donde passò ai Borghese, in confer-

zione e parte per compra, Clemente Vili ma dell'asserto da Piazza, cui corrispon-
nel i5gg lo dichiarò ducato. Collelungo dono le loro notizie.
è un castello che si eleva sulle colline che Poggio s. Lorenzo. Comune della dio-
sono dalla parte occidentale del fìumeFar- cesi di Poggio Mirteto, con territorio fer-

faro, così chiamato dalla lunga sua con- tile in colle, abbondante di eccellenti oli vi

tinuazione sulle rive e costiera del me- e frutta,con estesi fabbricati, cinto di mu-
desimo, in sito ameno e ridente, con suo- ra, e due per cui passa la
piccoli borghi,
lo fruttifero,avente per patrono s. Cle- via Salaria. E' situato in vaghissima col-
mente! Papa, cui forse era dedicata l'an- linetta che appunto col nome di poggio
tica chiesa parrocchiale, ora s. Maria del- si distingue, dal quale unito a quello della
la Neve con4altari,e consagrata nel i535. vecchia chiesa parrocchiale dedicata al pa-
Vi sono pure le chiese di s. Maria del Soc- trono S.Lorenzo martire, il paese ricevè
corso, della confraternita de'centurali, di quello che porta : demolita tale chiesa
SA B S AB 47
versola fine del passa lo secolo, fa edificata corazioni di quell'augusto tempio. Nel t.

l'odierna, sotto l'invocazione del medesi- 9, p. 219 dell'Album di Roma si legge


mo santo. Il delizioso castello apparte- un articolo di osservazioni geologiche sul-
neva all'abbazia comprendeva
di Farfa; le montagne di Ornaro, e di questo Pog-
l'antico villaggio di Capo Farfa, distante gio s. Lorenzo, del prof. Giuseppe Ponzi:
quasi un miglio, che siedeva sopra un col- nedaròunbrevesunto.La geologia specia-
le, ove appena sono restati alcuni avanzi monte eroso su cui è fabbricato Pog-
le del

dell'abitato. Narra Marocco, che alla di- gio s. Lorenzo, agli scienziati è molto in-
stanza poi di un miglio e mezzo s'incon- teressante per le sue formazioni, non man-
tra ponte Buida,così detto dalla vicina
il cando l'argilla figulina contenente con-
valle, ove seguì secondo alcuni la famosa chiglie marine e legni fossili. Al nord o-
battaglia di Annibale alla Trebula Mu- vest del colle e alle sue falde nella con-
tusca, riconosciuta in Monte Leone, non trada Elee si rinvenne una cava di mar-
essendovi luogo piùidoueo a militare ac- mi brecciati, che per essere stata rinve-
campamento vicino a Trebula, essendone nuta nel pontificato di Gregorio XVI, fu
prova i molti sepolcreti e cadaveri rinve- chiamata Breccia Corallina Gregoriana.
nuti, oltre le armi antichissime trovate La natura diversa degli strati, e la diffe-
negli scavi. Dopo un 4-° di miglio passato renza de'colori che presentano, insieme al
il ponte, trovasi una grotta detta di s. Vit- bel pulimento che acquistano, indicano
toria.Fare che oo passial di là della con-
i quanto sieno queste calcari preziose per
trada Posterula,alla fonte d'acqua fred- uso delle arti. Vi sono delle calcari rosse
dissima nel sito denominato Tibaldi, Tito di diverso grado di colore, più. o meno
vi avesse sontuosi bagni, perchè si vuole carico, d'una bella tinta carnagione, d'un
che la voce provenga da Tibalnea o lìti giallognolo, grigio, bianco, ec: soprattut-
Balnea. In Poggio s. Lorenzo e adiacen- to sono da notarsi gli strati calcarei brec-
ze sono avanzi magnifici di fabbriche ro- ciati che si estraggono, perchè variano
mane, con mura reticolate sicuramente colore ed acquistano le tinte d'un bel ros-
ad uso de'bagni. Abbiamo dal n.° 2 idei- so corallino ora più ora meno denso, d'un
le Notizie del giorno di Roma de' 7.5 mag- turchino marnoso, e di un grigio su cui
gio 1842, che da circa sei mesi era in at- si disegnano delle linee d'un giallo dora-

tivitàuna cava nuovamente scoperta in to. Tutte queste diverse tinte che sono

una delle fìmbrie degli A pennini, pres- proprie del cemento racchiudono breccie
so Poggio s. Lorenzo, di pietra classifi- bianche calcari, fra le quali appariscono
cata fra le coralline, che per la sua com- senz'ordine calcedonie e focaie, mirabili
pattezza e tenacità era stata riconosciuta per la leggiadria de'colori, e vi si scorgo-
superiore ad altre pietre moderne, capa- no conchiglie o altri avanzi di corpi ma-
ce di prendere un lucido al grado mede- rini. La disposizione di queste macchie
simo del giallo antico e di altre pietre di hanno gran tendenza a prendere i carat-
tal genere. Che questa nuova breccia in- teri dell'alabastro,specialmente il turchi-
digena del nostro suolo, adatta a molti no e il grigio; tale è il principale anda-
ed in ispecie a qualunque decora-
lavori, mento de'colori nel marmodi BreccieGre-
zione architettonica pei vari colori cui è goriano. Non mancano indizi essere stato
screziata, vanta il nome di Corallina Gre- ne' secoli di mezzo questo marmo già ca-
goriana, e figurerà fra'marmi antichi che vato come pietra di costruzione, poiché
adornano la basilica di s. Paolo sulla via il vecchio castello che scorgesi nel paese
Ostiense, avendone
commissione che
la stesso d'0rnaro ne somministra luminosi
ne dirige la riedificazione, prescelta una esempi: tutte le porte e finestre sono co-
quantità pe' pavimenti e per le altre de- strutte di breccia corallina, ed in tempi
48 S A B S AB
meno remoti ne fecero uso gli scalpellini dere che co'suoi dintorni fu uno de'pri-
del luogo. Nel n.°^(\e\ Diario di Roma mi luoghi a riceveredas. Pietro o dai suoi
del i843, si avverte che il proprietario discepoli la religione cristiana, secondo la
della cava della Breccia Corallina Gre- tradizione degli abitanti. A ciò lo persua-
goriana e della montagna che la contie- dono ancora l'antichità del castello, del-
ne, è Antonio Carosi di Poggio s. Loren- la chiesa, e della rocca edificata all'usan-
zo; altra cava essendosi attivata nelle vi- za degli antichi sabini ne'più alti e sco-
cinanze di Ornaro; e che la cava andava scesi dirupi per opportuna difesa. Il ca-
ad attivarsi in una scala molto più este- stello lo signoreggiarono gli Orsini, i Mat-
sa, e se ne speravano blocchi per grandi tei, e nel declinar del secolo XVII passò
fusti di colonne, avendone commissio-
la ai Silva portoghesi, dai quali l'acquista-
ne preposta alla riedificazione della ba- rono i Bonaccorsi. La chiesa parrocchia-
silica Ostiense ordinato r 000 palmi cubi. le era anticamente sotto l'invocazione di
Posticciola. Comune della diocesi di S.Pietro, e poi fu dedicata allaB. Vergine
Rieti, con territorio in colle, con pochi della Pietà, una delle primitive di Sabi-
fabbricati. na; eravi pure la chiesa suburbana di s.

Torricella. Comune della diocesi di Sebastiano. Sperandio dice che la chiesa


Poggio Mirteto, con territorio in colle,con arcipretale della B. Vergine della Pietà
mediocri fabbricali. a'24g S no I 774 con
fu rifabbricata, e m "

Varco. Comune della diocesi di Pog- sagrata dal vescovo cardinal Carlo Rez-
gio Mirteto, già antico castello dell'ab- zonico, con architettura conveniente, co-
bazia di Farfa, con territorio in monte me di buono stile è il quadro della Depo-
e colle, con mediocri fabbricati. Marocco sizione dalla Croce, e meglio quello di s.

soltanto dice che il suo nome ha lo stesso Sebastiano. Riporta Marocco che non gli

significato di quello di A ntrodoco, deri- riuscì trovare l'origine del castello, il cui
vante da Introduco. Calinoti dichiara che statuto fu formato in tempo di Ciriaco e
dalle memorie ritrovate, forse il suo prin- Asdrubale Mattei, e ne riprodusse alcuni
cipio si può portare all'origine e venuta capitoli,avendolo approvato nel i477
de'sabini. Varco ha seguenti 4appodiati
i l'abbate di Farfa Cosimo Orsini, nel pa-
della stessa diocesi, ed anch'essi castelli lazzo di sua residenza in PoggioMirteto.
già appai tenuti all'abbazia Farfense.A>g- Aspra. Comune della diocesi di Pog-
gio Fiuiano, Offejo, Rocca Fittiana, s. gio Mirteto, con territorio in colle, con
Martino. molti fabbricati cinti di mura con torri.
Distretto di Poggio Mirteto. Questa Terra dice Piazza che succedette
Governo di Poggio Mirteto. all'antica e celebre Casperia, è posta sulla
Poggio Mirteto (F.). Città con residen • sommità d'una gran collina isolata, in si-
za vescovile, del governatore e delle au- tuazione salubre, amena e deliziosa, con
torità distrettuali, con l'appodiato Castel fertile suolo, passando alle sue radici il

s.Pietro. Questo castellosiede sopra un'al- fiume lineila detto Aja; ma Virgilio di-
ta rupe brecciosa in falso piano,di là dal- stinse unodall'altro fiume,come nota Spe-
la riva sinistra del Calentino, vicino al randio rettificando Piazza. Il suo nome
fiume Farfa, in pittorica situazione, con deriva da Casperia quasi Asperia,di cui
palazzo baronale di buona forma e di ri- si trovano frequenti rovineche danno una
marchevole solidità: abbonda d'acque ec- idea di sua passata magnificenza, vicino
cellenti, avendo 3 fonti pubbliche, ed è al convento de'cappuccini, mentre presso
la migliore quella di Rio, la cui vena na- Legarano sono rimasugli di mura ciclo-

sce alla radice del monte Costa Canale. pee. Casperia si dice fabbricata dai bat-
Leggo in Piazza, ch'egli propende a ere- Uiani ca^pi, essendone re e pontefice Sa-
SA 13 SAI] 49
bazioSago o Saturno: l'avv. Castellano produce, ricorda alcuni illustri che vi fio-
n
dice che Casperia fu forse la città fab- i . rirono anticamente; tra'piìi moderni fa
bricata dai sabini. A tempo tli Piazza esi- menzione di Francesco Massari tesoriere
steva l'ospedale, e le seguenti chiese. S. di Giulio Ille Marcello II, di OrazioMas-
Gio. Battista, nobile chiesa arcipretale, sari poeta e autore della Sabiniade, di
con numeroso clero, copiosi altari ed insi- Gio. Palenca beneficiato vaticano di mol-
gni reliquie, fabbricata nel i5i5, ed in ta pietà, e delleragguardevoli famiglie
seguilo restaurata e ridotta in miglior for- Bruschi e Ferrini. Di queste e altre no-
ma : bello è il quadro di Pirovani, nella tizie altres'i discorre Marocco , come di
cappella di s. Francesco de'Bruschi; la ss. Paranzo, da cui derivò il vocabolo Pre-
Annunziata o oratorio della confraterni- venzano o Paranzano, altra città impor-
ta del gonfalone; la Madonna della Pietà tante, già esistente nel piano alle radici
o oratorio del sodalizio della Morte; la ss. del monte, che Chaupy dice essere stata
Annunziata, chiesa elegante e nobile del Casperia, pei molti marmi e musaici ivi
comune, edificata da Girolamo Saraceno, rinvenuti^ per gli sparsi ruderi che si ve-
con 4 altari, magnifica essendo la cap- dono. Che Legarano era forse qualche fa-
pella di s. Francesco Saverio eretta dalla mosa villa, gli abitanti della quale, dopo
famiglia Senapi; s. Maria delle Grazie,su- la sua distruzione, si sottoposero agli A-
burbana e filiale dell'arcipretale; s. Ma- sproni in Aspra, i quali si vogliono i pri-
ria di Legarono, ov'era annesso un mo- mi fondatori di Aspra o baroni, anteriori
nastero di gesuati del b. Colombino, sop- di molto agli Alberici. Le anticaglie ac-
pressi da Clemente IX,in molta venera- cennate non si ponno indicare con poche
zione per l'immagine della Madonna, alla parole, abbondantissime e svariate essen •

quale si donarono due ricche corone gem- do quelle di Paranzano, come di vastis-
mate dal cardinal Corradi e dal suo se- sima città ed a mezzogiorno del conven-
gretario Saraceno mentovato; s. France- to de'cappuccini, sino ai confini del ter-
sco, con convento di cappuccini aumen- ritorio di Aspra; che se vi si operassero
tato nel 1 6 1 8, posto su eminente e bella profondi scavi, riuscirebbero ubertosi di
collina, cioè il monte Fiolo, donde si go- pregievoli e interessanti monumenti. Un
dono sorprendenti vedute ivi esisteva li- : miglio lungi da Paranzano ed a Grotta-
na chiesa del ss. Salvatore, e dell'odier- lunga si vedono due maestosi grottoni di
na e convento pei cappuccini ne permise solidissime costruzioni, e vuoisi che pro-
l'erezione nel i55g Ostilio Savelli, per- cedino sino a s. Maria di Legarano ov'era
chè era vietato fabbricarvi dopo il diroc- l'antica Casperia, ma ciò non è certo. Gli
cato castello del conte Ugone, Castrimi abitanti d'Aspra anche nelle ultime de-
Monti* Filioruni. 11 convento da lungi plorabili vicende dierono prove di fedel-
pare una fortezza, poiché il sito è riqua- tà alla s. Sede: ora gli abitanti sono più
drato da 4 fila e ordini di mura formate di i3oo, ma nel 1600 ascendevano a
da grosse pietre, nelle quali un paziente 6,ooo, decimati quindi da fiera pestilen-
laico cappuccino v'impiegò 4° anni di za. Caprignano fu un castello vicino ad
perseverante fatica. La buona strada che Aspra, annientato nelle guerre intestine
vi conduce si deve alle cure indefesse di de Guelfi e Ghibellini, o dalle prepoten-
un sacerdote cappuccino d' Aspra. Spe- ze baronali. Marocco pubblicòalcuni do-
randio riferisce che questo castello fu già cumenti riguardanti Aspra e gli Aspro-
del patrizio Alberico, e de'suoi figli e ni- ni, incominciando dal i iog, anche per
poti, dai quali passò alla famiglia Savelli, dimostrare che il nome di Aspra deriva

ed all'estinzione di questi tornò al diretto da essi, o dalla qualità del luogo scoscé-
dominio della s. Sede. Ne'documenti che so, piuttosto che da Casperia; uno di detti
VOL, LX. 4
So SA» SAB
documenti parla famoso Cola di Rien
del •
luogo era dei Sa velli, poscia divenne ca-
r
zo tribuno di Roma, per la lettera che po di stato de'feudi che i Cesi(P .) duchi
diresse ad Aspra e ad altri comuni sabi- d'Acquasparta avevano in Sabina, ed il

ni, la quale viene rammentata anche da cardinal Donato vi fabbricò un magni-


Calindri. Nel n.° 99 del Diario di Roma fico palazzo, degno anche di Roma, co-

1846 si leggono le dimostrazioni festive mechè architettato da Vignola e dipinto


fatte dal comune e dalla popolazione, al da Zuccari; passò poi il feudo ne'principi
sabino cardinal Giovanni Serafini suo Vaini,ne'duchi Lante de Ila Rovere, e nel
protettore, ospitato decorosamente dalla 1 840 con titolo di principato,riconosciuto
nobile famiglia Bruschi: questo porpora- da Gregorio XVI, lo comprò il marchese
to è pure protettore di Monte Buono e Gio. Battista Felice Enrico de Podenas,
di Otricoli, imperocché molte delle co- nobile di Lilla in Fiandra. Piazza descri-
muni di Sabina hanno un cardinale per ve anche le seguenti chiese: la parrocchia-
protettore. le con arciprete dedicala all'Assunzione
Bocchignano. Comune della diocesi di della B. Vergine, ampia e antica, con G
Poggio Mirteto, con territorio in col le, ca- altari, decorata di preziose reliquie dona-
stello antichissimo situatosopta una bas* te dalduca Federico Angelo Cesi: Spe-
sa e amena collina, circondato di mura randio aggiunge che dai fondamenti fu
ne'luoghi accessibili, già costruito con ar- nel 1
756restaurata,e consagrata nel 1 774
chitettura militare, con una sola porta. dal vescovo cardinal Carlo Rezzonico, e
Ivi si trovano avanzi di antichi acquedot- ne riporta le iscrizioni, le quali non cor-
ti,d'una magnifica fabbrica, e d'un fonte rispondono alla narrazione di Marocco;
perenne detto Varrone.donde credesi che S.Girolamo o oratorio della confraterni-
ivi sorgesse la villa di Terenzio Varrone. ta di tal nome; s. Biagio con convento già
Chaupy suppose che vi fosse già un tem- de'conventuali,poi de'carmelitani calzati,
pio del nume Vacuna,onde il castello an- edificata nel 1620 e restaurata nel 1684
ticamente fu detto Vaconiano, parere che dai Cesi; Agnese della famiglia Manfre-
s.

seguì Calindri. La chiesa parrocchiale è di, indi de' Viola. Piazza dice pure dell'o-
dedicata a s. Gio. Evangelista. Che il ca- spedale, del monte frumentario, e di que-
stello fu dell'abbazia Farfense, e talvolta sti avverte che ne furono istituiti lodevol-
contrastato, lo dissi di sopra. Qui fu po- mente in quasi tutte le terre e castella di
tente la distinta famiglia Guadagni, già Sabina. Sperandio riferisce esservi pure
signora di Poggio Bastone. Signoreggia- la chiesa di s. Adamo sulle falde del mon-
rono Bocchignano i nobili di S.Eustachio te, presso alla corrente del Calentino, di
baroni di Catino, poscia gli Orsini. Il ca- antichissima divozione, eretta in memo-
stello godette molti privilegi. ria d'un santo eremita così chiamato, che
Cantalupo. Comune della diocesi di morì e fu sepolto: egli è dipinto
ivi visse,

Poggio Mirteto, con territorio in piano e quadro dell'altare in allodi venerare


nel
colle, con molti fabbricati e mura, sulla la B. Vergine col Bambino. Altre notizie

riva destradelCalentino. In deliziosa, fer- e altre lapidarie si ponno vedere in Ma-


tile e salubre posizione, già villa Selicia- rocco.
na, i cui abbondanti meloni pel sapore Colle Vecchio. Comune della diocesi
primeggiano tra gli altri prodotti. Nel di Sabina, con territorio in monte, for-
luogo chiamato Tusculano presso la vil- nitodi molti fabbricati, con sue mura al-
la creduta di Cicerone, in che non con- l'intorno. Piazza la chiama prefettura del-
viene Chaupy, si trovano avanzi del tem- la Sabina, per essere stata onorevole e
pio della Fortuna, probabilmente il più lunga residenza del prelato governatore
famoso tra quelli eretti in Sabina. Questo della provincia e sua curia; Calindri dice
S A B SAB 5i
«Ini iGo5 al declinar del secolo passato. «le! nunzio di Spagna, che fondò nella col-
Non conviene Piazza su quanto narra la legiata una nobile cappella a s. Caterina,
tradizione dell'origine del nome di Colle con6cappe!lanie e sagrestano, destinan-
Vecchio, cioè che l'avesse dopo che Inno- do il proprio palazzo per loro abitazione;
cenzo! V l'eresse in vece del castello diMu- mg. r Antonio Coi belli, dotto e pio; mg. r
ziano o Mozzano, situato nel basso della Antonio Capellini decano della basilica
valle, nel trasportarlo sulla costa amena e Liberiana e segretario di Clemente JX;
monte,e quindi perchè l'abitava
fertile del il prelato Cruciani che rese ubbidienti i

certo vecchio Nicola o Cola, che arrivato a beneventani; Teodosio Corbelli medico di
r
sopra 100 anni di età, si scelsequal prova s. Pio V; mg. Pietro Francesco de'mar-
di sua perfetta aria, e prese il nome di chesi de Rossi, celebre nella corte roma-
Cola Vecchio dal suo i . abitatore. Forse na e dottissimo: non mancarono valorosi
dice potersi piuttosto chiamare dalla vil- militi ed altri rispettabili cittadini. La col-

la di Tito Vectio, console sabino, perso- legiata con arciprete, canonici, cappella-
naggio illustre, ed eseguito da Sperandio. ni, è parrocchia ampia e antica, sagra alla
Fu successivamente posseduto dagli Or- ss. Annunziata, con 12 altari e molte re-
sini dell'Anguillara, dai quali nel i
5g4 liquie insigni, insieme a quella di s. An-
ricadde alla s. Sede per l'estinzione della drea apostolo patrono della Terra, essen-
linea. Riporta Piazza il breve d'Innocen- do la cappella di s. Andrea edificata da
zo IV indirizzato al rettore di Sabina, au- Aurelio Coperchio famigliare di Pio IV,
torizzandolo al trasferimento del castello il quale le concesse l' indulgenza plena-
nel luogo ove trovasi, che celebra pèTa- ria: la chiesa fu poi restaurata eabbellita,
menità, eccellente clima, magnificenza di con bel quadro della Madonna. Le altre
fabbriche, civiltà d'abitanti, vivezza d'in- chiese che descrive Piazza, sono quelle
gegni onde ne fiorirono molti, nonché per di s. Andrea giuspatronato de'Juggi o Ju-
feracità di suoloe comodità di caccie. Tra goli, e sodalizio di s. Carlo; di s. Maria
r
gl'illustri diColle Vecchio nominerò mg. del Rifugio e di s. KoccOj della compa-
Federico Giacobelli vicario generale del gnia del Crocefisso,elegantemente orna-
cardinale s. Carlo Borromeo arcivescovo ta,con miracolosa immagine della Ma-
di Milano; Biagio Palladio vescovo di Fo- donna; d* »• Maria del Piano, con acqua
ligno e segretario di Clemente VII, Paolo che si beve per divozione; di s. Maria del
III e Giulio III, insigne in erudizione, ce- .Presepio di Colle Rosso, del comune; di
lebre poeta, antiquario e segretario del s. Anatolia, de'Giacobucci o Accursi; di
concistoro e al concilio di Trento; mg/Fa- s. Agostino già degli agostiniani e de'cap-
bio Menichino,governatoredi diversi luo- puccini; di s.Andrea con convento de'cap
ghi e vice-legato di Ravenna, benemeri- puccini, edificata nel i5g5 (o i525 dice
to della patria collegiata, cui donò molte Sperandio) dal comune su ameno colle,
sagre suppellettili,fondò una cappellania, coi materiali di 3 chiese dirute, contri-
e vicino fabbricò un magnifico palazzo buendovi i Cruciani primari del luogo.
con disegno di Vignola, istituì un monte La posizione di questo convento de'cap-
di grano, e proseguì la fabbrica de'cap- puccini, è quanto mai si può dire deli-
puccini; mg.r Paolo Coperchio avv.° con- ziosa e pittoresca per le sorprendenti ve-
cistoriale, commissario e fiscale della ca- dute che ivi si godono. La chiesa è bella
rnei a^ ch'ebbe a fratelli A urei io canonico ed ha 7 altari, da ultimo bene restaurati
Vaticano, e Prospero vicario generale di dal guardiano p. Basilio da Forano; l'im-
Sabina, lutti figli di Tullio prode guer- magine della B. Verginee in particolare
riero; mg. r Marco Corbelli nipote de'pre- venerazione. Mirabile è il coro, ed in sa-
cedenti ; protonolario apostolico e uditore grestia si mostra un ingegnoso lavoro di
52 SAB SAB
un cappuccino, valente ebanista, che l'e- dinal Pio vescovo di Sabina, indi restau-
seguì senza porvi chiodo. Sperandio por- rata dall'altro vescovo cardinal Rezzo-
ta diverse delle narrate notizie, massime nico; s. Antonio di Padova ; s. Filippo
degli uomini illustri; Cali ndri pretese che Neri e s.Calocero martire, nel vesti bo-
nelle vicinanze fosse Foronovo,e che nella lo del magnifico palazzo Rossi, colle re-

collegiata già diMozzanosi trasferissero le liquie del 1 e il corpo del 2. , dono d'In-
sedi diCuri e Fidene.Marocco dice di verse nocenzo X a mg. r Pietro Francesco de
delle riporta te cose e altre ne aggi unge, co- Rossi che meglio tratta Sperandio.
, di
me di alcuni capitoli tra gli Orsini e le co- Quasi simili notizie discorre Marocco.
munità di Colle Vecchio, di Foglia, Cici- S. Polo Santo Polo, antichissimo ca-
gnano, ec. Dipendono da Colle Vecchio i stello forse sorto dalle rovine di Forono-
seguenti 4appodiati, parimenti della dio- vo, distanteun miglio da lineila, in sito
cesi diSabina, Poggio Sommavilla, s. eminente e ferace. Sono le sue chiese: la
Polo, Cicignano e Foglia. Questo castel- parrocchiale de'ss. Pietro e Paolo, con 4
lo Piazza crede che prendesse il nome da altari,avendo il luogo preso il nome dal
Fauna oFaula moglie di Fauno, situato 2. una delle primitive di Sabina, con
,

sulla riva del Te vere, ove ha foce l'I mella, molte reliquie già di detta cattedrale; s.
antichissimo dominio de'Save!li,degliOr- Maria della Noce, con immagine miraco-
sini, poi de'suddetti marchesi de Rossi e losa, già de'religiosi serviti che avevano
per metà de'conti Giraud, ed eretto in il convento; s. Salvatore; s. Antonio: ag-
contea nel i656 da Alessandro VII. Sì giungePiazzach'eravi l'ospedalee il mon-
vuole che quivi fosse esiliata s. Serena mo- te frumentario. Sperandio pubblicò le la-
glie diDomiziano imperatore, ese ne con- pidarie, e dice che un tempo Io domina-
serva corpo come un tesoro, nella chie-
il ronogli Orsini. Cicignano, piccolo castel-
sa parrocchiale della B. Vergine Assunta, lo di molta ameni là,che un tempo fu iin -
con. altre reliquie, comedi S.Sebastiano, portante, il quale contese la precedenza a

ristorata nel 1579. Altre chiese riferite TaranOjCui Bonifacio IX pi eferì. La chie-
da Piazza sono di s. Pietro, padronato dei sa parrocchiale è intitolata a'ss. Pietro e
de Rossi; s. Martino antichissima, e s. Se- Paolo, eretta con 5 altari, e consagrata
bastiano. Sperandio parlando di questo nel 1488, indi restaurata nel 1 753 come
luogo riporta le lapidarie, quanto riguar- si legge nelle iscrizioni prodotte da Spe-
da il culto di s. Serena imperatrice, e dice randio, con alcune antiche lapidi. Piazza
r
che nella sua cappella mg. Gregorio de dice di altra chiesa di s.Gio. Battista, pa-
Bossi, barone del luogo, pose il corpo di dronato de'Rossi. Degli Effetti lo crede
s. Isterio martire. Poggio Sommavi Ila originato, in un col nome, dai Cecilii ro-
castello situato sull' alto di fertile monte mani.
o poggio corrispondente al suo nome pres- Collanello. Comune della diocesi di Pog-
so il Tevere e l'imella, già marchesato de- gio Mirteto, con vasto e fertile territorio
gli Orsini, poscia de'Pio, de'Caetani, dei in piano e monte, abbondante di bestia-
Caccia dis. Oreste, de' fiorentini Cappo- me,con mediocri fabbricati cinti di mura,
ni, e sotto Urbano Vili passò a'de Rossi. con fortini e baluardi: da ultimo il fab-
Piazza,contro il parere di Sperandio,pen- bricato fu restaurato, perchè tutto il pae-
sa che ivi fosse Regillo, rimarcando gli a- se soggiacque a miserabile incendio nel
vanzi di un gran torrione ed'alcune anti- 1 799 nell'invasione de'francesi repubbli-
caglie^ quelle trovate negli scavi di qual- cani, in punizione della valorosa, ma poco
che pregio, nel tei ritorio essendovi un luo- calcolata eucrgica resistenza del popolo
go così nomato. Le chiese sono: ss. Con- fedele al Papa, e in sua edificante difesa.
cezione parrocchia e rifabbricata dal car- In quella funesta circostanza furono dal
SAB SAB 53
castello precipitate in diverse alture mol- no con di vota immagine della Madonna e
te botti piene di sassi sui nemici; essen- conventodiagostiniani,eretto edotalo nel
dovi tradizione di essersi ciò prima fatto 1 384 da Giovanni Salvati, indi nel 1 68
con una parte dell'esercito di Borbone che la chiesa fu restaurata da Gio. Battista
saccheggiò Roma nel 1527 e passò a ma- Garelli, ed ora vi sono i cappuccini; s.

nomettere anche la Sabina. Sorge sulla Maria di Casale; s. Maria di Colle Fonte
falda de'monli di qua da Rieti a sinistra del comune, la cui effigie è in venerazio-
dell' [niella, in sito alquanto forte. Degli ne. Simili nozioni e le lapidarie sono in
Effetti, seguito da Sperandio e Calindri, Sperandio ed anche in Marocco. Cotta-
crede derivare dai ruderi della villa di nello ha perappodiato Castiglione della
Colta,germoglio della famiglia Aureliana, diocesi di Narni,castello edificato sulla ci-
e de'Pierleoui,e che qui fu la famiglia de ma di alto e scosceso monte, donde si go-
Cesaris che ricevè precariamente i ss. Pie- dono estese e deliziose vedute, già chia-
tro e Paolo quando transitarono per la mato Castel Leone per averlo dominato
Sabina. In vece pretende Piazza che sia i Pier Leoni, e forse fu loro luogo di di-
succeduta aCotilia,di cui parlai, edatfer- fesa per la sua posizione inespugnabile.
ma avere ciò bene esaminato in occasio- Marocco non ci conviene, e Sperandio ne
ne della s. visita, perfino escludendo Ci- riporta le iscrizioni, e con Degli Effetti
vita Ducale, contro l'Olstenio. Mattei ri- segue Piazza sull'antico nome di Castrimi
tenne l'antica Polidia o villa di Tito Po- Lcouis. Piazza ricorda le chiese del ss.

tidio, ciò che Piazza rifiuta. Buon'aria, ot- Salvatore antica parrocchia, e dis. Seba-
ti me acque, e principalmente la celebre stiano o oratorio.
cava de marmi dì Coltanello, sono gli al- Confidili. Comunedella diocesi di Nar-
tri pregi di questo paese. Da tale cava si ni, insieme all'appodiato Lugnola, la qua-
estrae con vantaggioso lucro marmo ros- le secondo il Riparto territoriale appar-
so più o meno dilavato, con tinte e gra- tiene alla diocesi di Sabina.
dazioni di macchie,ora bianche etalvolla Forano. Comune della diocesi di Sa-
cenerognole gialle, comunemente chia- bina, con territorio fertile in piano e col-
mato marmo mischio o marmo rosso ve- le, con fabbricati cinti di mura, borghi e

nato bianco, e Cottanello, con alcuni pezzi buona piazza. Giace in sito piacevole so-
o lastre del quale s'intonacano vagamente pra un monte, lungi dalla riva sinistra
le chiese di Roma e di Sabina. Altri la dis- del Tevere circa un miglio e mezzo. Si
sero pietra persichina.11 tempio, Vaticano vuole edificato dopo la distruzione del già
da Innocenzo X fu ornato cou 44 colon- vicino Foro Vecchio o Foro di Giano,
ne di tal marmo, e ve ne sono in altre donde ne prese il nome,For«wi Jani.Che
chiese di Roma. Anticamente Cottanello quivi fosse Foro Vecchio, antica città sa-
fu dominato dagli Orsini, indi dopo varie bina, da non pochi monumenti si può con-
vicende ritornò all' immediato dominio getturare, per quanto si trovò negli scavi
della s. Sede, e poi nuovamente ai mar- eseguiti a Valle Gioitole, ad Avezzano, a
chesi Orsini. Piazza riporta le seguenti s. Sebastiano Vecchio, a Colle Gradini,
chiese; s. Andrea antichissima e parroc- ov'è una profonda caverna a modo di la-
chiale; Cataldo vescovo di Taranto, po-
s. berinto, che si suppone giungere a Foro

sta sulla sommità d'una rupe, e forma- Nuovo ossia Vescovio lungi quasi 4 mi-
ta entro smisurato scodio naturalmente glia: alcuni vi riconoscono un'antica ca-
concavo, cui è tradizione che servisse di tacomba. Nel territorio dunque vi sono
ritiro al santo, per isfuggire la persecu- avanzi di un muro a stagno di figura cir-
zione ariana mossa contro i vescovi or- colare, di antichissimacostruzione, ed al-
todossi dopo il concilio Niceno; s. Agosti- tre interessanti anticaglie che gli abitanti
54 SA B SAB
credono attribuire a Foro Vecchio. T oro- del Tevere ove ha porto a comodo del-
ciotti del sufficiente territorio, gì' indu- la Sabina, circa migliata 172 da Forano,
striosi abitanti spediscono a Roma pel Te- in prima posseduto da certi conti di Ra-
vere, il cui scalo è propriamente sotto Fo- venna, poi dai Cesi duchi d'Acquaspar-
rano nel sito detto la Rosa, ove approda ta, indi dai principi Vai ni, infine dai mar-
il piroscafo a vapore. Non vimancano fa- chesi Simonelti di Castel Nuovo di Far-
miglie civili e possidenti, buona essendo fa. Piazza congettura che fosse villa e pa-
la popolazione. Fu
prima de' Savelli,
in trimonio dell'antichissima famiglia Sabi-
poi degli Strozzinoli titolo feudale di du- nianaoGabinia, o che traesse il nome da
cato, e bel palazzo isolato con mediocri SabinianooGabiniauo celebre console ro-
pitture: domina il paese, e d'ogni parte mano, ed altri ne attribuiscono l'erezio-
si godono deliziose vedute,a venie innanzi ne ad Aulo Gabino console romano, e
vasta piazza, oltre 3 borghi moderni. Piaz- vuoisi appellato anticamente Sabiniano e
za ne visitò e descrisse le seguenti chie- G abilitano. Negli scavi furono trova tema -

Trinità, maestoso tempio, con 7


se: la ss. gnifiche stanze con pavimento di musai •

altari, buoni quadri e molte sagre reli- co e altre antichità, come rimarca Ma-
quie,nel i682dai fondamenti nobilmen- rocco. Piazza dice che nel suo pingue e
te riedificato dal duca Luigi Strozzi, si- fertile territorio sono sparsi indizi della
gnore del medesimo, come si apprende sua antica importanza, e descrive le chie-
dalla iscrizione presso Sperandio e Ma- se, cioè la parrocchiale di s. Gio. Battista
rocco, il quale con riportare Slroza mi con reliquie, che Sperandio dichiara ri-
fa correggere l'altro che scrisse Sforza, se fabbricata da'fondamenti dal vescovo car-
pure non è errore tipografico, però non dinal Rezzonico in onore della B. Vergi-
rimarcato nell'Errata corrige. Nell'alta- ne Assunta, ed ornata dal barone del luo-
re maggiore si venera il corpo di s. For- go; e di s. Gio. Battista una delle più an-
tunato martire, donato da una duchessa tiche chiese sabinesi, di ragionedel comu-
Strozzi. Poco distante vi è sepolto Vin- ne e con cimiterio.
cenzo Amiraglia sacerdote del luogo, di Montasola.Comune della diocesi diPog-
ianta vita. Le altre chiese sono: di s. Bar- gio Mirteto, con territorio in colle, e fab-
tolomeo che dicesi padronato de' Berna- bricati cinti di mura, in ottiraoclima, sul-
bei; di s. Pietro d'Avenzano antichissima la riva sinistra dell'Imella. Nel sito detto
e già parrocchia, eretta ne'primi tempi le Murelle sursegià la città di Lauro, no-
della Chiesa, ed ebbe un tempo propin- me che può essere nato da qualche resi-
quo il piccolo castello chiamato Colle Ne- duo di sue mura. Piazza crede che si chia-
ro, di cui si fa menzione in una donazio- masse Lauro dalle sue selve d'alloro, de-
ne fatta in Aquisgrana dall'imperatoreOt- stinato a coronare la fronte de'trionfatori,
tone ai Savelli, insieme ai castelli di Fo- ma la città fu distrutta dai goti, ed il po-
rano e Rignano; il popolo tiene per tra-
di polo superstite dicesi riunito in Montase-
dizione che quivi passasse s. Pietro nel la o Monte Asula, la cui forma pirami-

recarsi a Foronovo,e divotamente bacia dale eisolala fecedirla dagli abitanti A/0/1-
una sedia di pietra ch'è dietro l'altare. Vi te /so/tf, donde derivò l'odierno nome.il p.
è pure la chiesa di s. Sebastiano martire, Kircher credette che quella città distrutta
del comune che l'edificò per voto fatto da cui derivò Montasola, fosse Esula no-
in tempo di peste, e in memoria di altra minala da Ovidio e meglio da Orazio. Al-
ch'esisteva in Colle Nero. Forano ha per tricon Sperandio e Calindri accertano,
oppodiato Gavignano nell'istessa diocesi. che fu fondata da Celestino III del 1 9 1 1

Questo castel lo è situato in basso colle sul- Quando la visitò Piazza, vi trovò 2 chiese
."
1 1 11 va dritta del Calcolinole sulla sinistra parrocchiali col battisterio,la 1 di s. Pie-
SAB SAB 55
tro con 5 altari, copiose reliquie, col so- Ora dirò con Marocco, che la detta su-
dalizio della Morie; la i* di s. Michele burbana e mutilata chiesa di s. Pietro,
Arcangelo, patrono del luogo, parimenti per gli avanzi delle sontuose terme d'A-
con reliquie; di più le chiese di s. Maria gi ippa fu detta ad cenlum nmros; è di
di Minella già della Sei va,con miracolosa stile gotico, cou affreschi antichissimi, ed
immagine, restaurata nel 693 da Angelo 1 un Giudizio universale colorito nel 1204
Inanelli, e che ivi fiorirono diversi illustri da Jacopo di Rocca Antica; le sue belle
individui, riferendo Sperandio che ne usci colonne ora abbelliscono la chiesa arci-
l'illustre famiglia de Sanctis. Il medesimo pretale, i diversi suoi ornali, avanzi degli
a
afferma, che la di dette chiese fu eretta
1 . Àgrippa,non lasciano d'interes-
edilizi di

in onore de'ss. Pietro e Tommaso con- sare, fra'qualiun bassorilievo della deità
t emporaneamente al castello nel (191,6 Vacuna fu celebralo da Guattaui; ma que-
ne riporta l'iscrizione. Aggiunge le lapi- sti erroueamente credette la chiesa di s.

darie che riguardano Montasola, e le per- Pietro essere stata la cattedrale di Vesco-
sone che vi fìorironOjdicendoche nel 1 7 1 vio. Marocco ci diede pure le lapidarie

Francesco Cimini fondò conveniente o- diMonte Buono, MonlisBoni, il quale ha


spedale. per appodiatoF/Vz/ie/Zo della stessa dioce-
Monte Buono. Comune della diocesi di si.Questo delizioso castello, posto in una
Sabina, con territorio massime di
fertile valle, con fecondo territorio e buoni fab-
legumi, in piano e colle, cou buoni e re- bricati, è lodato da Piazza, che quanto al
golari fabbricati e mura intorno. Il ca- suo nome riporta l'opinione di Massari
stello corrisponde in tutto al nome, an- cantata nel poema della Sabiniade, e de-
che per la salubrità e vaghezza di situa- rivante da Flanellum o sito esposto alla
zione, per cui fu villa del celebre Marco dominazione de' venti. Narra che aveva
Agrippa che costruì ri Pantheon, il quale queste chiese: s. Gio. Battista parrocchia,
vi si deliziava nel sontuoso palazzo e ter- buona fabbrica eretta nel 1 5^ ricca di 1 ,

me che edificò, rimanendone grandi a- reliquie, cou 4 altari; s. Giacomo aposto-


vanzi, con erudite anticaglie e tratti del- lo^. Maria, antichissima, una delle 7 pri-
l'antica strada. Ptimarchevoli sono pure me chiese di Sabina, già collegiata; s. Lo-
i residui del tempio di s. Pietro, fabbri- renzo cou suo sodalizio; s. Maria Madda-
calo sulle rovine del palazzo di Agrippa lena; s. Vito; aggiunge eh' eravi V ospe-
e de'primi innalzati in Sabina. La chiesa dale e due monti, uno pei pegni, l'altro
parrocchiale con arciprete è dedicata alla pel grano. Sperandio crede che vi esistes-
B. Vergine Assunta, con 8 altari, fabbri- se la villaFulvia o Flavia, ne riporta le
cala dal popolo, in cui il cardinal Paleotti lapidarie, dice che lo dominarono pro-
vescovo nel i5g4 vi ridusse tre altre par- babilmente^li Orsiuied Sa velli. Maroc- i

rocchie, con sodalizio del ss. Rosario, ed co narra che Onorio Savelli cede il castel-
altare maggiore di marmi lavorati e di- lo ad Enrico Orsini barone di Simiglia-
segno del cav. Rinaldi; indi la chiesa fu no nel 1 565, qual dote di sua figlia Dia-
restaurata nel 1750. In tempo di Piazza na. Al settentrione di Fianello e nelle vi-
esistevano tutte le seguenti chiese: s. An- cinanze di Calvi, confine della diocesi di
gelo e s. Gio. Battista già parrocchie, la Narni, vi èia parrocchia di s. Maria della
1
."
colla compagnia del ss. Nome di Dio; Neve ,
per gli abitanti de' diruti castelli

s. Pietro antichissima, e ricordata; s. Ma- Striano e Altaino, il domiuio de'quali fu


ria della Croce; s. Maria de'Mouti; s. Be- contrastato dai Savelli e Orsini, ed il ve-
nedetto; s. Valentino già parrocchia con scovo cardinal Annibale Albani rivendi-
ospedale. Tra i suoi illustri ricorderòFau. cò la sua giurisdizione sui nominati po-
sto Galluzzi senatore di Roniadd i655. polani, che craiisi uniti alle chiese di Cai-
56 SAB SA B
vi. Marocco pubblicòalcune lapidi, e par- più di ragione a Catino suo appodiato o
la delle pitture eseguite nella chiesa par- annesso l'apertura profonda adiacente, il

i-occhiale sotto Nicolò V, da maestro Già - qual paese è uno scarso miglio distante da
corno da s. Polo nel ifóo; che nel terri- Poggio Catino, e con esso ebbe in gran
torioil conte Genuini scuoprìunbel tem- parte comuni le vicende. Poggio Catino,
pietto con piccolo portico,appartenente a feudo de' marchesi Olgiati, fu elevato a
divinità pagana e ricordato da Gualtani. marchesato da Clemente Vili a'i3 ago-
Montopoli. Comune della diocesi di stoi 5g6. Sperandio, che ne riporta le la-
Poggio Mirteto, con territorio in piano e pidarie,dice che nel 62 1 il marchese Set-
1

colle, con molti e buoni fabbricati cinti di timio Olgiati (benemerito pure di Cati-
mura, con borgo. Buono è il clima e le no per gli acquedotti ) edificò la chiesa
acque, felice il suolo, per cui vago e ame- parrocchiale in onore della ss. Concezio-
no è il castello, il cui nome si dice deri- ne e di s. Nicolò di Bari, consagrata poi
vato da Mons opulus dallasua abbondati dal cardinal Rezzonico neh 774 a' 19 lu-
za, o da C. Asinio Pollione che vi avea glio: Piazza la qualifica magnifica, con 6
una villa, e perciò denominato Mons Poi- altari, ricca di reliquie, colla compagnia
lionis, come trovo in Sperandio. Calindri, del ss. Sagramento o confraternita del
oltre questa villa, ritiene che vi fossero gonfalone col vicino oratorio di s. Lucia.
pure quelle non meno sontuose di M. T. Altre chiese egli nomina, cioè s. Antonio
Vairone, e di T. Claudio Quarto, della con convento già de'frati conventuali, poi
quale asserisce esistere i ruderi delle ter- de'Redentorisli; s. Rocco di detto sodali-
me, del quale ultimo sentimento fu Spe- zio; della Natività della casa degli Orfa-
randio, che però in Bocchignano pose la ni di Pioma; e di s. Stefano. Catino nella
villa di Vairone; egli nelle lapidarie pro- stessa diocesi è un antichissimo castello
duce notizie dimolte famiglie civili del fabbricato sopra un colle, sulla riva sini-

castello, non che del convento de' rifor- stra del Calentino, già forse villa di Nu-
mati di s. Francesco: di Montopoli fu Pie- ma, dice Sperandio, indi posseduto dai di-
tro Oddo celebre grammatico e poeta. La scendenti d'Alberico patrizio, ed in ispe-
chiesa arcipretale è dedicata a Dio, sotto cie da quelli detti di s. Eustachio, poi dai
l'invocazione dis. Michele Arcaugelo. Savelli, e neli6i4 passò agli Olgiati di
Poggio Catino. Comune della diocesi Como. Piazza lo chiama anche castello
di Poggio Mirteto, con territorio in pia- di s. Eustachio, o perchè vi possedesse o
no e colle, con buoni fabbricati cinti di l'avesse abitato, o per la chiesa parrocchia-
mura, nobile palazzo baronale, ed ele- le antichissima e già collegiata che ne por-
gante borgo. E' posto questo castello in ta il nome. E' in sito ameno, sopra erto
luogo alto ed eminente in amenissima , monte, avendo alcune case edificate a ri-
veduta, che essendo vicino ad un sito na- dosso del selce. La chiesa di s. Eustachio
turalmente concavo, di forma ovale e cir- ha 5altari,con lapidarie che riporta Spe-
condalo di piccoli efertili collinette, for- randio in uno alle altre del territorio; di
mando appunto la figura d' una conca o s. Maria de'Nobili con di vota immagine,
d'uncatiuo,quindi dalla natura,dice Piaz- poi detta di Costantinopoli; dis. Caterina
za, ne ricevènome. In vece Calindri nar-
il padronato degli Scorti; dis. Agostino giù
ra, che circa un miglio lungi dalla Ter- con convento di agostiniani, ove si ha tra-
ra vi è una voragine a precipizio di no- dizione che quivi s. Agostino scrisse il li-

tabile estensione e di non lieve pericolo; bro De


Cwitate Dei, e non in Cottanel-
dessaècreduta da alcuni un vulcanospen- lo Sperandio crede piuttosto, che il san-
:

to, e da altri un avvallamento di suolo, to ideasse e concepisse la sublime opera o


ed anche un eco. Altri appropriano con le dasse principio in Sabina, ma altrove
SAB SAB 57
la perfezionasse. Inoltre parla delle varie fece morire ne'trabocchetti, ed un giorno
vicende cui soggiacque Catino,de'diversi sino a 3o, finche un ministro l'uccise per
suoi potenti signori, esteso lerritorioe per- vendicare il trucidato germano. Devolu-
tinenzecbe aveaprima,echefu ridotto an- to nel1477 Catino alla s. Sede, Sisto IV
licameute,sia per la situazione che per l'ar- per 7000
ducati, compreso Poggio Cali-
te, uno de'più forti castelli di Sabina, es- no, col fus sanguiniselo vendè a Rieti, la
sendo avanzo di sue fortificazioni altissima quale l'alienò nel 479 a Meliaduce Cica-
1

torre, ed ruderi de'baloardi e delle pri-


i la genovese. Ambedue castelli passaro-
i

gioni. Altre notizie su Catino le lessi nel no poi a Paolo Orsini, figlio del cardinal
Giornale de' Letterali per l'anno 1 75i, Latino e avo di LeoneX. Perscudi32,ooo
cioè dell'antica sua fortezza, nominato Ca- nel 1 588 l'acquistò BernardinoSavelli,ma
litio forse da un'apertura grande e profon- per essersi accollato de'debiti, lo cede nel
da quanto il Colosseo, che ha a guisa d'un 1097 a Camillo Capizucchi, e finalmente
catino al suo destro lato versoToccidente,e nel 1 6 4 l'acquistarono gli Olgiali. In fine
1

cavata tutta nel vivo sasso. Essere Catino riprodusse lo statuto di Catino e le savie
circondatoda un fosso molto profondoo- sue leggi, secondo i tempi in cui furouo
ve ha corso strepitoso torrente. Delleadia- decretale.
centi anticaglie e di bellissimi acquedotti, Rocca Antica. Comune della diocesi
già di qualche importante città,chesi con- di Poggio Mirteto, giace sulla sommità
getturò Casperia in pregiudizio d'Aspra, di accumulata collina in perfetto clima,
di altri luoghi che ne hanno pretensione, 38 miglia lungi da Roma e 3 da Poggio
spiegandosi le Falli sante vicine a Cati- Calino, con spazioso fabbricalo, cinto di
no, per le Amsancti Galles di Virgilio. mura castellane, munite da bastioni ora
Marocco poi diverse erudite notizie riu- in parte rovinati, avendo 3 munite porte :

nì su Calino e Poggio Catino, dicendo da lontana sorgente derivano eccellenti


Calino patria del celebre Gregorio Cati- acque. Nel sito più elevato grandeggiali
nenseche nel 090 scrisse il prezioso Cro-
i forte o Rocca che domina lutto il paese,
nico di Farfa; lo dice posto in sito forte costruita di smisurate muiagliedi buona
fra due precipizi, l'uno chiamato Catino architettura militare in riguardo al tem-
e l'altro Catinello, ed ove ripararono in po di sua erezione, circondata da 3 mu-
tempi difficili molti abitanti de'luoglii li- ri, l'esteriore de'quali però trovasi diroc-
mitrofi, comechè la fortissima sua rocca cato. Il territorio è spazioso, irrigato ver-
pentagoua, mirabile per altezza e costru- so il mezzogiorno dal torrente Calentino
zione, fu già guernita d'artiglierie e cu- o Galenlino, donde è distante per circa
stodita dal castellano. Che quando *\les- due ore di cammino il Tevere dove si ,

Sandro VI sottomise i prepolenti baroni trova costruito il Porto di Moti torso, alle
de' castelli intorno a R.oma, cou far de- di cui sponde passa la via Salaria diretta
molire una moltitudine di loro rocche, a Terni, dove s'imbarcano prodotti di i

compresa quella di Monte Calvo, lasciò Sabina per Roma e dove approdano pi- i

in piedi questa di Catino, quella di Mon- roscafi pontificii a vapore, con tanto pub-
te Nero, e l'altra di Civita Castellana per blico vantaggio e comodo. Il territòrio è
servirsene all'occorrenza. Che nel 1067 ferace, massime d'olio squisito e di legna-
Donnone duca di Spoleto, investì del ca- me da costruzione. Piazza dice che beu
stello l'abbate di Farfa, per 200 lire d'ar- a ragione questo castello o Terra porta
gento. Venuto Calino in potere di Teo- il nome di Rocca Antica, già Rocca a" An-
doro di s. Eustachio, Troilo suo discen- tico, in latino Rocca de Antiquo, poiché
dente fu crudele, fece perire nella rocca se vi è luogo in Sabina che d'ogni parte
il fratello , tiranneggiò i vassalli e molti vanti, tanto di memorie profauede'scco-
58 SAB SA B
lidi Saturno, che di memorie ecclesiasti- stero dai francesi nel 1810, lo ripristinò
che della primitiva Chiesa, egli è certa- il vescovocardinalOdescalchi, avendo un
mente questo; sia per la sua Rocca forte benefattore somministrato 7000 scudi,
per struttura e natura per gli avanzi d'an- 5
dopo che Gregorio XVI avea accordate
ticaglie di cui sono disseminati dintor- i nel 1837 benigne facilitazioni e nuova-
ni, sia pei trofei antichi della pietà cri- mente la clausura pontificia. La chiesa e
stiana ne' sagri templi; avendo pure vi- convento suburbano di s. Antonie di Pa-
cino il Monte di s. Silvestro santificato nei dova, de' riformati francescani con stu-
primi del IV secolo da s. Silvestro ^quan- dentato, sebbene Piazza la chiamò di s.

do vi si rifugiò dalla persecuzione demen- Francesco, fabbricati nel 1 4^4 con auto-
narrando anche per le testimonianze
tili, rità di Nicolò V, di solida struttura e ma-
di Degli Elfetti,da me riscontrato, che gnifico claustro, da Orsino Orsini: in que •

per virtù divina in una grotta o spelon- sto fiorirono e vi sono sepolti religiosi di
ca quel Papa confinò un pestifero drago santa vita, fra' quali fr. Carlo da Sezze,
o serpente; onde gli abitanti liberali dal che sebbene laico idiota con l'aiuto divino
mostro ,
per grato animo poco distante ivi potè scrivere alcuni volumi sull'ora-

eressero una chiesa a s. Michele Arcan- zione e altre materie spirituali; non che
gelo. Ecco le chiese vedute e descritte da il ven. b. p. Martino Guzmau nobile
Piazza, cui aggiungerò le posteriori noti- spagnuolo, carissimo a Carlo impera- V
zie, dicendo quello scrittore ch'era vi pu- lore.Sperandio riporta le lapidarie diRoc-
le monte frumentai io. L'antica subur-
il ca Antica, e parla di alcuni illustri del luo-
bana chiesa parrocchiale e collegiata, sa- go, come del celebre poeta arcade Ange-
gra a s. Valentino prete e martire , con lo Antonio Somai,quale caldo d'amor
il

battisterio e numeroso clero canonicale, patrio lo celebrò conun componimento:


di canonici e beneficiati, esistendo diplo- De Patria Antiqua Avce s e con altri bei
mi di Anastasio IV, Celestino III e Ce- versi; del famoso giureconsulto Cesare
lestino IV, che dichiararono averla sotto Valentinijdel dotto avv.° della curia ro-
la loro protezione. La chiesa di s. Maria mana Stefano de Angelis e padre di Ber-
Assunta, parrocchia più. moderna, come nardo che pure fece onore alla patria.
posta dentro il paese divenne matrice del- L'archivio di Rocca Antica è dovizioso di
la precedente, con sagre reliquie e com- memorie importanti. L' origine del luo-
pagnia del Sagramento; edificata nel
ss. go si vuole remota, egli abitanti ne cre-
64o, fu
1 consagrata a'3 maggio y33 da i dono fondatore Enea, e perciò prima di
mg. 1 Baiardi suffraganeo
'
di Sabina. Le Roma. Sperandio dice che Io fabbricò
chiese di s. Caterina, padronato della fa- certo Antico, onde uè prese il nome; e
miglia Leonardi, come lo è quella di s. che da esso dopo alcune generazioni pas-
Simeone; di s.Giuseppe edificata nel 1596 sato in Grimaldo figlio di Benedetto di
dal patrizio di Rieti Giuseppe Vincenti- Ubaldo, de' duchi di Benevento, si sot-
ni;e di s. Leonardo. La chiesa e mona- tomise col conseuso di lui all' immedia-
stero delie Clarisse di s. Chiara, fondato to dominio della s. Sede sotto Nicolò II,

nel 1 583 per le religiose del 3.° ordine il cui breve riprodusse: che i di lui suc-
di s. Francesco da Maddalena Feracuti, cessori lo fecero tenere con titolo di vica-
con clausura papale diGregorio XIII, sot- quale in fine
ria nella casa Orsini, dalla
to la direzione di s. Filippo Neri , colle per morte della Tremoville vedova Or-
pie largizioni delle primarie famiglie del duchessa Laute delia
sini e sorella della
luogo, e contribuendovi Flaminia della Rovere (per cui ne parlai a Orsini fami-
Rovere vedova di Paolo Orsini, come ri- glia ed a Rovere famiglia), ritornò pie-
levo da Sperandio : soppresso il mona- namente alla s. Sede, che riguardò seni-
SAC S A B 5$
preRocca Antica come suo feudo specia- degli abitanti, tornato in Roma, col me-
le,ed a cui concesse particolari privilegi, morato breve concesse e infeudò allei 3

de'quali e di sua antichità tratta de Lu- persone sopravanzate al generale ecci-


ca, Disc, ^,de Regalibus. Dal celebrato dio, ed ai loro discendenti, in perpetuo la

breve di Nicolò 11 de* 19 aprile 1060, il rovinata Rocca d'Antico e suo territorio,
cui originale è in detto archìvio, risulta affinchè la riedificassero e ripopolassero.
l'acquisto della Terra e del forte fatto da In ricognizione poi del diretto dominio,
Grimaldo e vendutogli, giacche non pare obbligò i suoi vassalli a pagare annual-
che entrasse sino allora tra'dominii del- mente a lui e Papi successori alcuni de-
la chiesa romana. Veramente il ducato nari insegno di vassallaggio, che poi dal-
di Benevento era della s. Sede, e quan- la camera apostolica furono calcolati iti

do Nicolò II investì normanni Riccardo


i bai.i5 annui, colla penale d'una libbra
del principato di Capua , e Roberto del d'oro se avessero mancato. Col medesimo
ducato di Puglia, Calabria e Sicilia nel breve Nicolò Ilarricchì vassalli di Rocca
i

1059, ne eccettuò Benevento, come ab- d'Antico di moltissimi privilegi, facendo-


biamo da Borgia, Memorie di Benevento. li eseuti da ogni dazio e dalla dipenden-

Si può dunque ritenere, che mentre la s. za da qualunque duca o. imperatore, ri-


Sede godeva l'alto dominio di Beneven- servando a se e successori la protezione
to, Rocca d'Antico era feudo de'suoi an- e padronanza, s. Petro perpetuo jureac-
tichi duchi. Con taleacquisto gli abitan- quisivimusj onorandoli di gloriosi titoli,
ti di Rocca d' Antico divennero imme- come dì figli speciali della s. Sede, so-
diati vassalli della s. Sede, come li chia- slegno della Chiesa,fedeli e costanti. L'a-
mò il Papa nel breve, e per tali furono morevolezza e propensione de' Papi pei
poi sempre riconosciuti dai successori, per roccheggiani si mantenne sempre , e ri-
600 anni circa consecutivi, singolare qua- splende in molti documenti. Neh i5g rao*
lificache non poterono propriamente van- lestati gli abilautidai commissari del se-
tare altri, il perchè dovrò alquanto dif- nato romano, per non aver somministra-
fondermi e a! lontanarmi dalla stretta bre- to e trasportato certo legname al Porto
vità. Prima dell'infeudazione de'norman- Montorso, e per non aver spedito i mi-
ni, questi furono da Nicolò II scomuni- liti richiesti dal senatore in aiuto contro
cati come invasori de'dominii dellaChie- laguerra de'tibui tini, ricorsero subito ad
sa, laonde per evitare le loro persecuzio- Adriano IV che dimorava in Anagni,pcr
ni e quelle del prepotente Enrico IV, so- cuiilPapa fece seri vere al senatoree con-
stenute dai signorotti di Roma, egli pas- siglio di Roma doglianze pe'mali tratta
sò in Sabina } Rieti e Aquila. In Sabina menti che si facevano a'suoi vassalli e a-
abitò la forte rocca di Rocca d'Antico, la mati figli di Rocca d'Antico, quali era- i

quale per le armi nemiche doveva ab- no unicamente vassalli della s. Sede, né
bandonare come Roma, senza il soccorso dipendevano da alcun altro padrone, e
sopì aggiunto. Intaulo i nemici occuparo- perciò contro ogni giustizia venivano ves-
no il contado d'Aquila, quello di Rieti, sati ostilmente dai commissari romani;

pervenuti a Rocca d' Antico, gli abitanti onde questi onninamente si astenessero
dopo resistenza furono superati a segno, da tal procedere, altrimenti reputerebbe
che appena 1 3 persone erano superstiti e gli ulteriori affronti come fatti a lui , e
stavano per cedere, quando Roberto cam- che non l'obbligassero su ciò nuovamen-
biato consiglio accorse a liberare l'angu- te a scrivere. Continuando Papi a riguar- i

stiato Papa, il quale poi ricuperati i con- dare il governo di Rocca d'Antico ex se,
tadi, concesse le accennate infeudazioni. Gregorio IX nel 1234 con bolla del 16
Gralissimo Nicolòllalla fedeltà e valore gennaio ne confermò i privilegi, dichiarò
60 S AB SAB
le prerogative , chiamandolo capoluogo l'esenzione di Rocca d'Antico dal pagar
di più castelli e ville, con ampio territo- tasse alla camera di Roma , attesi suoi i

rio, e vietandone l'alienazione. Alessan- privilegi; altra assolutoria fece nel 1 34 f

dro IV con breve del i.° febbraio 12 55 il vicario generale del contado di Sabina,
al rettore di Sabina, gli ordinò di non mo- nel ricusarsi i roccheggiani di ricevere le
lestare gli uomini della Rocca d'Antico, costituzioni di sua curia., per le rimostran-
essendo essi figli speciali della sede apo- ze del sindaco di Rocca d' Antico, come
stolica, ordinando che fossero loro conser- indipendente e unicamente vassallo della
vate le antiche libertà ed esenzioni. Ed in s. Sade. Nel i36i altro rettore del con-

fatti, il senatoreBrancaleone a'24 settem- tado sabinese pretese dare il sindaco ai


bre di detto anno, scrisse a Cincio Fran- roccheggiani, ma dovette con sentenza ri-

gipane, spedito in Sabina a fare collette conoscerne i privilegi. Altra sentenza as-

per Roma, che ne eccettuasse Rocca d' A 11 - solutoria dalla gabella del sale e fuoca-
lieo pe'privilegi papali che godeva. Nella tico a vantaggio della Rocca di Antico,
sede vacante del 1271 anche il s. collegio fu emanata dali 374 dalla camera sena-
de'eardinali si dichiarò a favore de'roc- toria di Pioma, e che per le sue preroga-
cheggiani,scrivendo da Viterbo al senato- tive non dovesse in perpetuo più mole-
re di Roma, aftinché desistesse dal chia- UrbanoV I a' 1 2 maggio 38 1 scris-
starsi. 1

marli in giudizio nella curia capitolina, se da Anagni a'suoi vassalli della Rocca,
come loro vassalli e della chiesa romana, dicendo di avere ricevuto la sua depu-
la cui giurisdizione esercitava in tuttala tazione e con pena avere udito quanto a-
Sabina il cardinal legato Orsini diacono veano sofferto per conservarsi a lui ub-
di s. Nicola in Carcere (poi Nicolò III), bidienti nel lagrimevole scisma e turbo-
e principalmente perchè Rocca d'Antico lenze, massime per la mancanza del vi-

era reputata come camera speciale di det- cario o vice principe cheli tutelasse, per
ta chiesa, peculium speciale ossia tribu- nominarlo da loro,
cui gli autorizzava a
nale del cardinale legato nella Sabina. Si- proponendo alcuni meritevoli per esser •
milmenteneli286 sotto Onorio IVdal- lo. Nel 1392 Giovanni Tomacelli fratello

camera senatoria di Roma furono ri-


l;i di Bonifacio I e Gonfaloniere dis. Chie-
spettati i roccheggiani , nella qualità di sa scrisse al comune, inculcandogli re-
vassalli del sommo Pontefice ,
per certi stare costanti nella loro fedeltà dalle sug-
operai che richiedeva e per alcune gra- gestioni esforzi de'nemici, altrimenti ca-
mezze che voleva imporre, dopo la forma- drebbe tutto il paese; di guardar bene la
le protesta fatta dal loro deputato Godi rocca, offrendo gente d' armi per difesa,
in Campidoglio, e se ne fece legale istro- e di distruggerei cattivi se fossero nel luo-
mento. Bonifacio Vili venuto nel 1297 go. Nel medesimo pontificato il senato-
in cognizione, che Rocca d'Antico suo feu- re Mala testa ordinò al camerlengo capi-
do peressere fedele e costante alla s. Se- tolino di cancellare dai pubblici registri
de venivaangustiata da'nemici dellaChie- dell'imposte del sale e fuocatico la co-
sa, con lettera degli 1 1 novembre mani- mune di Roccautica, avendo fatto consta-
festò ai suoi vassalli il dolore che ne pro- re i suoi abitanti di esserne esenti in for-
vava, avendo a tale effetto inviato loro za di privilegi papali e di altra sentenza
una quantità di militari sotto la direzio- assolutoria del predecessore. Aumentate
ne del cardinal Reatino legato, dal quale in progresso le cure de' Papi pel comune,
sicuramente sarebbero stati liberati, di- Sisto IV nel 1477 aflklò il governo della
sposto sempre a soccorrerli in ogni occor- Rocca di Antico e la custodia del forte
renza. Nel i33o il capitano del popolo castello alla famiglia Orsini col nome di
romano Landulfo de Gandulfi, dichiarò vicariato, ed iu ricognizione del diretto
SAB SAB 61
dominio che riservò alla s. Sede, obbligò ca. Sperandio dice che Rocchetto grandi
gliOrsini (che s'intitolarono marchesi) a fu patria del cav. Troppa pittore celebre
presentare in ogni vigilia de'ss. Pietro e che dipinse la chiesa parrocchiale del ss.

Paolo una tazza d'argento del peso d'u- Salvatore quando fu ristorata nel 1702;
na libbra,e mancando per 3 anni continui clie mezzo miglio distante si trovano le

l'annuo canone, il luogo e gli abitanti tor- Rocchettepiccole,alquanlo diroccate, con


nassero nell'amministrazione della s. Se- chiesa parrocchiale di s. Lorenzo di nuo-
de. Non perciò Papi lasciarono di riguar-
i va struttura ambedue luoghi furonodei
: i

dare con particolare sollecitudine il loro conti di Piavenna, de'Savelli, degli Orsi-
feudo e speciali vassalli, che nel i5o3 nel- ni,e dicesi pure de'Solimanidi Magliano,
la penuria de'grani fu ordinato che libe- la quale pretende avervi dominato; pe-
ramente se ne lasciassero provvedere. Nel rò assicura che dopo gli Orsini ne furono

i566 s. Pio V con breve solennemente possessori i Madrucci di Trento, della i

confermò tutti i privilegi e esenzioni con- Rovere, gli Altemps la cui duchessa Fe-
ceduti ai vassalli della Rocca 3 come co- liciana de Silva nel 740 fece costruire in
1

stanti e fedeli alla s.Sedejaltrettanto fe- poca distanza presso la chiesa di s. Bia-
ce Gregorio XIII nel 1573, derogando a gio, quella di s.Vincenzo Ferreri. A suo
qualsiasi legge contraria , dichiarando i tempo Piazza trovò queste chiese: nelle
roccheggiani esenti e liberi d' ogni dazio Rocchetle maggiori, il ss. Sai vatore,s. Ma-
quali vassalli della s. Sede. Sisto V, quan- ria delle Grazie del comune, s.Maria del-
tunque rivocò tutti privilegi, nondime- i la Pietà,e de'ss.Sebastiano e Lorenzo pa-
no li conservò ai vassalli di Rocca Anti- dronato de'Montani; nelle Rocchette mi-
ca, multandoci 5oo scudi d'oro e di al- nori, s. Lorenzo antichissima, s. Sebastia-
tre pene chi l'avesse molestata. Ma per le no, e s. Maria delle Grazie.
costituzioni Paolo V e Urbano Vili
di Selci. Comune della diocesi di Poggio
i privilegi vennero revocati, non però la Mirteto, con territorio in piano e colle,
qualifica di feudo alla Rocca, e di vassal- con mediocri fabbricati cinti di mura, e
li della s. Sede ai roccheggiani , i quali con buoni edilìzi suburbani, sulla riva si-
proseguirono a pagare il lieve annuo tri- nistra deirimella. Piazza Io dice ameno
buto imposto da Nicolò II, e continuaro- e salubre castello, ducato prima de'Cesi
no a soddisfarlo sino al 1802, in cui gli fu d'Acquasparla, poi de' Vari ni, indi ricadu-
vietato, perchè Pio VII incominciò ad a- to alla camera apostolica crede che vi :

bolire le feudalità. fosse la villa di Cicerone delta Tuscula-


Bocchette. Comune della diocesi di Nar- no, diversa bensì dalTusculo; ma questa
ni,con territorio in colle e piano, detto opinione già la dichiarai mal fondata in
pure Bocchette grandi per distinguerlo altro luogo, per altro per questo esplicita-
dalle Bocchette piccole o Fiocchettine suo mente quel principe della romana elo-
appodiato nella stessa diocesi. Dice Piaz- quenza scrivendo ad Attico, gli parla di
za che ovescorrono in abbondanza gran- sua sabinese villeggiatura autunnale in
de le acque dell'antico Digenzia e Imella, Selicium, donde si raccoglie che già no-
giacciono sopra due siti eminenti 1' uno minavasi Selci, forse dalle strade allora
inferiore all'altro, i due castelli così chia- tutte selciate, oassai meglio datai pietra
mati dalla fortezza delle due rocche an- quivi nelle cave abbondante, afferman-
ticamente ivi fabbricate, essendo appar- dolo pure Sperandio che riprodusse3
le sue
tenuti due luoghi ad un ramode'Saveb
i lapidarie. Crede Piazza che il sommo ora-
li, ultima de'quali fu una donna che pei tore sia statoucciso recandosi in questa vil-

suoi delitti miseramente perde la vita, e la la, altriopinarono diversamenleo vicino


siguoria che tornò alla camera apostoli -
a Caputi. Si vedono anticaglie che altri-
(h SAB SAD
buisconsi agli avanzi di della villa, e d'uà che Torà fu nella diocesi di Rieti e nella

tempio della Fortuna. La chiesa parroc- Terra di s. Anatolia presso i marsi. Piaz-
chiale del ss. Salvatore è una delle pri- aa scrive, che diversi Papi visi recarono
mitive di Sabina, con 4 altari e reliquie, a diporto, e tra gli altri Bonifacio IX per

fra le quali un' ampolla di sangue di s. l'aere temperato e ledeliziosissime vedu-


Stefano protomartire; altre chiese sono, te, donde spedì bolle e brevi, ed uno egli
s. Eleuterio con sodalizio, e s. Stefano : ne lesse de'4 ottobre 1 3g2 (non 1 49 2 )> ne ^
gravi il monte frumentario. quale dichiara che Ciciniano sia nel di-
Sii migliano: Comune della diocesi di stretto di Tarano e perpetuamente ades-
Sabina , con territorio in piano e colle, so soggetto. Leggo negli Archiatri di Ma-
con alquanti fabbricati e il palazzo ba- rini, t. 2, p. 52, che Bonifacio IX partì
ronale dipinto da Zuccari. E" sopra un da Roma per Perugia colla curia a'2 ot-
colle alla riva sinistra del Tevere, avente tobre i49 2 (altro errore, che pur fece
in distanza l'Imella a destra. Piazza ri- Marocco, e deve direi 392) : il suo viag-
ferisce che occupa la villa della celebre gio fu per Monte Rotondo, Monopoli, Ta-
famiglia Settimia , donde uscì Settimio rano, Narniec.; giunse in Perugia a' 17,
Severo e altri grandi uomini , e che si come dissi in quell'articolo, mentre anco
chiamò SeUimigliano : Caliudri lo dice INovaes conferma il passaggio del Papa
Settimiano,e Degli Effetti la reputa villa in delti luoghi.Aggiunge Piazza, che Bo-
o colonia della famiglia romana Statilia; nifacio IX delegò cardinali MaronieCai
i

però in latino dicesi Stimiliani.ln questo bone, con Bartolomeo Caraffa priore ge-
castello ameno, salubre e fecondo, Piaz- rosolimitano di Roma, arbitri tra la ca-
za trovò un ospedale, e queste chiese : ss. mera apostolica e Paolo Savelli, nelle dif-
Cosma e Damiano parrocchiale, rinnova- ferenze sul possesso de'castelli di Tarano,
ta dai fondamenticon 8 altari; s. Valen- Aspra, Cicignano, Monte Buono e Boc-
tino antichissima già collegiata, per cui chette; le quali terre poi furono devolu-
nvea allora 4 canonicati senza obbligo re- te alla stessa camera, e da Paolo V sot-
sidenziale, il quale santo Effetti chiama toposte al preside residente in Colle Vec-
patrono del luogo; s. Lucia, s. Maria de chio. Piazza trovò in questo castello un
Velerà già parrocchia, S.Sebastiano con ospedale, e le seguenti chiese: la parroc-
sodalizio, s. Maria de'Noccieti.Spei andio, chiale di s. Maria Assunta, con 7 altari
riconoscendola detta origine, ne riporta e molte reliquie, che se fu coetanea all'ere-
le lapidi , dice che la parrocchiale fu ri- zione della propinqua torre campanaria,
fabbricata in miglior sito e forma; che ne risale ali 1 «4» e ne ^ a cappella di s. Nico-
furono baroni gli Orsini ed i Savelli, in- la di Bari si vede la volta dipinta dal Trop-
di ritornò alla camera apostolica. pa; s. Silvestro padronato de'Roberli; s.

Tarano. Comune della diocesi di Sa- Francesco con 1 2 altari e due buoni qua-
bina, con territorio in colle e pochi fab- dri , con convento di fiati conventuali ,
bricati, avente il suolo fertile massime di soppresso da Innocenzo X; s. Gio. Batti-
uva. E' situato in basso colle ,
prossimo sta decollato, antichissima del sodali/io
al Tevere, e fra il piccolo fiume Campa- omonimo, forse già parrocchia; s. Anto-
no e un torrente; si vuole succeduto, se- nino del comune. Riporta Sperandio che
condo POlstenio, alla città di Tarino o Ta- nel castello è in venerazione il b. Agostino
rma o Tarantine; certo è che le anticaglie Novello (di cui feci parola ne' voi. I, p. 1
39
che si trovano ne' dintorni, indicano che Lll,p. 63, ed a Sagrista, ove lo celebrai
vi furono molti edifìzi e magnifici. Alcu- ili. sagrista agostiniano che si conosca,
ni prelesero che quivi fosse la città di To- essendo stato confessore di diversi Papi),
rà, ma il vescovo realino Marini sosliene già Matteo Spinelli, morto in Siena e na-
SA B SAB 63
tivo di Tarano, che gli eresse nella par- vaga collina, in aria salubre, fornito di
rocchiale un altare, in cui conserva par- perenni sorgenti di limpide acque. Dalle
ie di sue reliquie, e tuttora ne mostra la sue muraglie e torri costruite ne'bassi tem-
casa; taranese lo disse pure Marocco, e la pi, ricevè la sua denominazione, non con -

reliquia consistere in un dito, avverten- venendosi adatto coli* eruditissimo Gal-


do chesenza critica fu giudicato di diver- letti che falsamente pose Gabio nel luo-

sa nazione e paese; e taranese prima di go detto le Grotte di Torri: di tali torri


di lui lo dichiarò ancora Calindri. Però ne sono superstiti le due che servono di
Novaes, tanto bene informato delle cose difesa alla Porta di s. Nicola, da cui si fu
di Sienaove fu canonico, nella Storia di per la Sabina e al Tevere. In questo ben
Clemente XIH, che riconobbe il culto im- popolato luogo vi sono pubbliche scuole,
memorabile del b. Agostino Novello , lo come ed
in altri luoghi di Sabina. Piazza
disse termense e nato in Termini di Sici- altri impropriamente celebrano Torri
lia che apparteneva alla sua famiglia. Nel succeduta alla nobilissima CW/jF.), che
riportare gli autori di sua vita, ricorda riunisce tante illustri memorie mentre ,

le diverse questioni tra Palermo e Ter- essa vuoisi posta nel territorio di Fara,
mini, che ciascuna lo vuole suo cittadino avente due miglia distante e nel suo ter-

nativo, e le opere che espressamente ne ritorio Vescovi o antichissima cattedrale


trattarono. La vita di questo beato fa te- di Sabina, ossia Foronovo; la chiama Ter-
sto di lingua, e lo dice termense, come ra o Città, ne loda gli abitanti per civiltà
il martirologio; le lezioni del suo ordine e coltura, ed il suolo fertile e abbondan-
agostiniano, che ne celebra con la festa te d'ogni sorte di frutti, d'olio, di uva
otticio proprio, esprimono così: Augusti- dalla quale si fa l'uva passa e la passe-
nus ThermeSj queni Thermenses et Pa- rina che è unode'prodotti sabinesi eccel-
normitani civem suum esse dìcunt. Ognu- lenti, eziandio con luoghi opportuni alle
no poi creda ciò che più gli aggrada. Spe- caccie. Piazza nella sua visita videinTor-
randio pubblicò Tarano, nel-
le lapidi di ri Io spedale, il monte frumentario,e que-
le quali sono ricordale con onore le fami- ste chiese : l'arcipretale di s. Gio. Batti -
glie taranesi Velfìa, Jemis, Ranucci e Ri- sla,parrocchia e collegiata,con capitolo di
dolfi :dà pure particolari notizie della Je- canonici, giàdi 1 2,ora di 7, d'antichissima
mis, molle della Ranucci e de'suoi illustri, struttura, forse eretta sopra qualche tem-
imparentati con nobili famiglie; così pure pio pagano, e ridotta ultimamente in mi-
di quella de'Ridolfi, che die alcuni vica- glior forma, col sodalizio del ss. Crocefis-
ri generali e giureconsulti, Cipriano con- so, il quale ha propria chiesa e oratorio
sagrato vescovo diSpicace (non trovo que- separato e suburbano, ove nel 1688 fu
sto nome, né esiste frai vescovi di Squii- collocato il corpo di s. Celestino martire,
lace d'Ughelli) nel 1 5i i da Leone X; Be- nel 700 l'ampliò,dicendosi Porta delGon-
1

nedetto Benedetti vescovo di Spoleto; So- falone quella che vi conduce; s. Maria di

crate Senapa dotto medico; diversi delle Fossato del comunejs.Nicolò fuori diPor-
famiglie Corradi e Galloppi; e Gio. Bat- ta Romana della confraternita del gon-
tista da Tarano cappuccino di santa vi- falone, che la restaurò nel 1 7 f 2; s. Maria
ta, rimarcato da Marocco, come le ma- della Pietà detta del Colle di s. Egidio,
nifatture de' vasi di creta e varie fornaci chiesa allora moderna, fabbricata con pie
di mattoni accreditate. Prima era assai li mosiue, e di elegante disegno, dipenden •

piti popolato. te dal comune. La chiesa di s. Egidio ab-


Torri. Comune della diocesi di Sabina, bate, posta non molto lungi da Torri su
con territorio in colle, e molli fabbricati ameno e delizioso colle che ne porta il

chiusi da mura, situato nella sommitàdi nome, con divota immagine della B. Ver-
64 SAB SAB
gine : ebbe il convento de'frati di s. Fran- copiosa e scelta biblioteca, che primeggia
cesco, che Innocenzo Xsoppresse. Si leg- sopra tutte quelle di Sabina, tranne la

ge nel n.° 8 1 del Diario di Roma 844? 1 Farfense doviziosa segnatamente di pre-
che nel precedente anno il cardinal Lam- ziosi codici ; però il celebre archivio e il

bruschiui vescovo di Sabina, recandosi in famigerato registro Farfense fu traslocato


Torri, e bramoso di aumentarne soccor- i nella biblioteca Vaticana, ove gelosamen-
si venne a conoscere l'abbando-
spirituali, te si conserva. Torri vanta ancora di aver
nato convento; laonde concepì il benefi- dato i natali al p. Andrea Caraffa gesui-
co e generoso divisamento di restaurare ta, assai illustre e celebre matematico, e
chiesa e convento cadente, ed ampliarlo autore d'opere dottissime; ne ammirai i

con nuovo corpo di fabbrica, per quindi pregi nella lettura del Discorso sopra la
collocarvi i cappuccini. Rapidamente a vita e le opere chip. Andrea Caraffa del
tutte sue spese fece eseguire la restaura- prof. d. Salvatore Proja, Roma 1846; e
zione e ingrandimento di dette fabbriche, nella Letterasopra lo stalo in che al pre-
ed inoltre volle corredare la chiesa d'ogni sente si trovano in Roma le matematiche,
speciedi arredi e vasi sagri, ed il conven- ivi 1843, del medesimo autore.
to di quanto è necessario a famiglia reli- Facone.Comune della diocesi di Narni
giosa. Pertanto a'26 setlembrei844 Vl ' con territorio con mediocri fab-
in colle,
tornò in Torri, e preceduto dalla proces- bricati cinti di mura, e suo borgo. E' si-
sione delle confraternite, del capitolo, col- tuato sulla falda d'un monteameno e fer-
la patria banda musicale, si recò al con- tile, a destra dell'I niella, con diverse im-

vento ove con dotto e commovente di-


, portanti anticaglie,nel sito detto le Grot-
scorso ne fece la formale consegna ai cap- te, d'uno de'templi dedicali alla famosa

puccini, fra la generale esultanza e la pub- divinità Vacuna con boschi, come crede
blica gratitudine. Operandovi i cappuc- Chaupy e congettura Biondi. Di questo
cini alcune opere murarie, nell'orto tro- parere fu pure Piazza, che encomia per
varono abbondanti pietre che ricavarono civilequesto castello nell'esallarne pre- i

da alcuni macigni, sotto quali si trovò i gi, fra'quali di esservi pure stata la ce-
un bel tratto di antica strada romana : lebre Ustula, villa d'Orazio e donata da
alcuni pensanoche sia unramodella con- Mecenate, il cui soggiorno e delizioso fon-
solare Salaria, che giungesse aForonovo te di Blondusia immortalò co' suoi versi,
e di là aTerni.Sperandio non solo ci dà ed cui magnifici avanzi ammirò. Piazza
i

le lapidarie di Torri, dalla quale si ap- narra che il tempio fu eretto dai sabini o
prendono i nomi di distintefamiglie, co- o romani in questo territorio nelle folte
me della Badi, d'un Francesco Cecchini boscaglie a Vacuna, che fu venerala co-
canonico Liberiano e crocifero
di Grego- me tutelare de' diporti e de'sollievi, onde
J
rioXIII, d un lodato predicatore cap- Ovidio cantò: Vires instigat, alitane tem-
a
puccino fr. Francesco M. Bartoli; ma o- pestiva qnies:majorpost oda virlus. Laon-
pina che il castello di Torri sia stato fab- de dice che ne derivò il vocabolo lati-
bricato dagli Orsini, quando alcuno di es- no Vacare, cioè cessare coi riposi dalle
si passò a stabilirsi in Sabina, ove fioriro- sollecite dell' animo; e Vacanze si
cure
no e maggior parie dominarono. Di
nella chiamano appunto que'teinpi, o ferie per
questo luogo è anche la nobile famiglia lo più di primavera, o di autunno, co-
de' marchesi Cicaloni, eh' ebbe a* nostri me faceva Orazio, destinati all' amenità
r
giorni mg. Basilio decano de'chiérici di delle ville, ed a' passatempi delle caccie
camera e presidente della grascia, bene- o altri geniali trattenimenti. A Vacuna
merito delle monache del Divino Amore poi si sacrificava largamente nell' inver-
(V.) di Roma : essa possiede in Torri una no, dopo la raccolta de' frutti, come as-
SAB S A B 65
serisce lo stesso Piazza. Egli nella visita pinto da Camponeschi. Leggo in Fatte
del castello vide pure le qui appressochie- schi , che nel distretto del castello della
se: Gio. Evangelista con 5 altari, ab-
s. Fara, ampliato coi diruti di Pomonte e
bellita dai Vaini, con s. reliquie e confra- di Arci, si contavano ne'tempi di mezzo

ternita del gonfalone;Maria del Monte s. piùdii2 monasteri. Al presente in Fara


appartenente al comune; gli oratorii, di vi sono due monasteri di monache, uno

s. Michele eretto da mg/ Vaini vicario di Clarisse di s. Maria del Soccorso con-

della basilica di s. Pietro, ed altro posto siderabilmente vasto, fondato dalla co-
sullacima del più alto monte di Sabina. munità nel pontificato di Urbano Vili;
Sperandio aggiunge, cbe la chiesa rurale 1' altro di cappuccine, dette le ereinite di
di s. Stefano fu restaurata dalla contessa s. Maria della Provvidenza,fabbricato da!
VirginiaMatteiSpada; dappoiché il castel- vescovo nipote di detto Papa , cardinal
lo fudominato anticamente dagli Orsini Francesco Barberini, come notai nella sua
con titolo di marchesato, poi dai Vaini, biografia del vescovo cardinal Lambru-
:

indi dagli Spada, ed oggi dai marchesi schini abbiamo, Costituzioni per le reve-
Clarelli di Rieti. rende monache del monastero di s. Ma-
Governo di Fara. ria del Soccorso della Fara, Roma 836. 1

Fara. Governo e capoluogo con re- Lungi un 3.° di miglio vi è un grazioso


sidenza del governatore, comune della convento di francescani riformati, in vi-
diocesi di Sabina, già dell'abbazia di Far- cinanza del quale avvi ilpàlazzino detto
fa, da cui è distante circa tre miglia, con di s. Fiano, che abitano nell'estate i mo-
territorio in colle e piano, con molti e naci benedettini cassinesi di Farfa ,
per
belli fabbricati, con mura intorno. Que- respirare aria migliore. In Fara vi è una
sto elevato ed antico castello, in amena accademia di poesia detta de' Desiosi, e-

e ridente posizione sulla vetta del monte 1576, il cui presidente fu


retta fino dal
Bigio oBuzio, donde in aria salubre si go- ultimamente l'avv. Francesco Guadagni,
de vastissimo orizzonte, ha ubertoso suo- uno de'migliori latinisti de'nostri tempi.
lo,massime di olivi ferace, con deliziose In questo luogo fiorirono ed esistono an-
caccie, e memorie di antichità illustri, tiche, nobili e possidenti famiglie, dalle
vantando pure coltura negli abitanti. Nel quali e dalle cittadine uscirono non po-
territorio medesimo, nel piano della Pe- chi illustri e felici ingegni. Notai nel voi.
rozza e sul principiodella macchia Pan- XLIV, p.i23,che Francesco della Fara
tanella, sorge un'acqua salsa minerale ot- fu archiatro di Bonifacio IX, il quale ai

tima per far bagni, diesi sparge ne'ter- 24 maggio i3gi fece vicario e tesoriere
reni di Farfa , ed imbocca nel fiume di generale del contado di Sabina. Questo
s'unii nome vicino al ponte Granica, co- castello di Fara, in latino Farae s porta
me apprendo da Marocco. La chiesa ar- il nome di voce longobarda, equivalente
cipretalecon parrocchia è collegiata con a unione di popolo, che secondo Speran-
capitolo di canonici, i quali sono 12 com- dio significa prosapia e generazione; ne
preso l'arciprete; è sotto l'invocazione di riporta alcuni esempi, ma per questa Fa-
s. Antonino. Ben costruita, ha 3 navate ra mancherebbe il sostantivo,se pure non
e miràbile battisterio : maggiore
l'altare si perde, o cesi fu chiamata per antono-
è decorato di fini marmi, con molta ele- masia. Il prof. Mercuij spiega che il no-
ganza commessi, ivi venerandosi le ossa me di sua patria Fara può originare dal
de'ss. martiri Teodoro, e Pancale anche vocabolo Fratria che si corruppe in Fa-

vergine. Le altre cappelle sono pure or- ra o Phara; negli antichi tempi le socie-
nate, e quella i.
a
a sinistra dell'ingresso tà chiamate Fratrie erano piccole comu-
ha il bel quadro di s. Antonio abbate, di- nità, come il nostro clero, addette ad of-
VOL. LX. 5
66 S AB SAB
frir vittime, far voti, ed esercitarsi nel mi- l'appendice co'numeri 107 ei 1 3. Nel voi.

nistero pel culto de'numi. Fatteschi par- XXXII, p. 243, narrai l'accesso d'Enri-
lando a p. 219 de! castello e territorio co IV a Fara nel 1082, al quale mona-
della Fara, dice che questo vocabolo e- stero donò il magnifico castello di Fara
sprime l'unione d'una grossa consorteria che avea preso d'assalto; forse perchè se-
dello stesso sangue e agnazione, che con- guiva le parti di s. Gregorio VII, il qua-
veniva d' abitare e convivere in un me- le era perseguitato da quell'imperatore.
desimo luogo, senza mescolanza di perso- Dice Sperandio , che da Fara o dal suo
ne estere, e che tale dovett'essere il paese territorio almeno, avrà tratta la sua ori-
sorto sul monte Buzio, laterale al monte gine quell' Angelo Sabino che dicesi da
Mutella. Aggiunge, che più volte il castel- Curi, città già distrutta prima deli474>
lo fu donato all'abbazia di Farfa, che ne nel qual tempo
egli visse, eledi cui opere
fu l'antica e vera padrona, sebbene dagli letterarie sono celebri e lodate da Tira-
abbati,non sempre economi, venne talvol- boschi. Che Curi celebratissima fu nel ter-
ta alienato e concesso in enfiteusi ne'tem- ritorio di Fara, e ne forma il migliore suo
pi dimezzo, ovvero fu con violenza usur- vanto e ornamento, vado a dirlo con l'au
palo dai prepotenti. Ignorandosi l'anno torità del prof. Filippo Mercurj (che nel
dell'erezione di Fara, nondimeno nel re- 1 846 si compiacque intitolarmi il suo Pa-

una carta scritta inSa-


gistro farfense, in norama, con magnifica lettera dedicato-
bina nel inag£ioio52 da Giovanni, giu- ria, diche conserverò sempre grata me-
dice e notaro, Martino religioso prete col moria) La vera località di Curi in Sa-
:

consenso diRinieri figlio di Crescenzo suo bina 3 antichissima città esistente nel ter-
avvocato, per rimedio dell'anima propria, ritorio della Fara, discoperta nel romi-
restituì , concesse e donò, unitamente a torio di s. Maria dell Arci, dimostrata con
Tinto, sua moglie, figlio e nuora, al mo- documenti e provala con antiche iscri-

nastero di Farfa il castello della Fara, con zioni ivi ritrovate nel i835,Romai838.
le dipendenze. Nelio55 Alberto figlio di Questa critica edotta opera la dedicò al
Gabbone donò all'abbate Berardo la sua cardinal Lambruschim segretario dista-
porzione àlPhara.W conte Corrado della to ed abbate di Farfa e s. Salvatore mag-
Fara, forse dell'esistente nobile famiglia giore. Curiche già celebrai fu nel territo-
Coi ladini, derivante da'contiCorradini di rio di Fara, nel luogo chiamato Archi o
Fabriano, è nominato dal i.° documento Arci, ora s. Maria d'Arci, una volta ca-
prodotto da Sperandio. Finalmente, dice stello ne' tempi più antichi, denominato
Fatteschi, dopo tante donazioni successi- Turri o Torri da quelle torri rimaste in
ve e usurpazioni, verso il fine del secolo piedi dopo la distruzione di Curi operata
XI era stato il medesimo castello Phara dai longobardi nel 589 o meglio nel 593,
colla violenza occupato da Rustico del fu o perchè da Curi si fece Turri; mentre
Crescenzo , nobile e prepotente romano, per Arci o Archi si vollero indicali altri
che fu in lunga controversia col l'abbate suoi avanzi. Questo luogo che ad eviden-
Berardo, finche questi ricevè in compen- za il prof. Mercurj provò essere la vera
so alcuni casali , e quello in ispecie di s. ubicazione di Curi, trovasi a sinistra del
Maria diCiciliano; col consenso quindi del- Tevere che ivi prende il vocabolo di fiu-

la consorte Gemma, rinunziò all'usurpa- me Curcnse, e dell' antica via Salaria, e


zione e restituì al monastero di Farfa il quasi due miglia distante dal castello di
suo distretto , nominandosi di-
castello e Correse. Dimostrò pure il eh. autore, che
stintamente i confini: questo notabile do- il nome di Turriti Tbm'neWzzani tem-
cumento deli o84,con altro deli 100 sul- pi fu Io stesso che quello di Curi, come
lo stesso soggetto, Fatteschi pubblicò nel- rilevasi dalle carte farfeusi. Circa un mi*
SAB SAB G7
glio e mezzo da Curi esiste un edifizio sime fabbriche, essendo poco distante il
chiamato le Grotte di Torri, di cui il dot- sito ove fu il famoso monastero di s. An

to Galletti invece di considerarlo un luo- timo con chiesa dedicata a quel martire,
go della pertinenza di Curi e Torri, stra- 32 miglia da Roma. Visitò la chiesa par
namente credè che fosse Gabio (V.) che rocchiale dell' Assunta con 5 altari, poi

giammai esistè in Sabina, onde da tutti rifabbricata; quella dello Spirito santo, e
i critici fu rigettata questa falsa e assur- s. Biagio del comune. Dicono
quella di
da opinione e chi non falla? Sì grave er-
: Nibby eMercurj che non è nolo quando
rore dicesi provenuto dalla cattiva lezio- per lai." volta si formasse il castello Co-
ne d'un codice, e dalla chiesa di s. Getu- rese, ma fin dal io3o si nomina un Leo-
lio martire gabiese fabbricata pressoTur- ne de Coriso in una carta pubblicala da
ri o Arci. Altri dotti eruditi, come Clu- Galletti nel Primicero 3 indizio che già e
verio, Coletti, Piazza e altri, si studiarono sisteva. Fatteschi osserva che ne' monu-

d'indicare la posizione di Curi e rassegna- menti Correse qual casale è ricordato nel
rono a diversi luoghi, ed anche al castel- i oo6,indi parla del documento del i o3o,

lo di Torri vicino ad Aspra, opinione er- Sperandio e Nibby riportano, che dal do-
ronea che avea seguito pure Pio II. Al- minio de'Farfensi Correse e Arci nel se-
cuni con solide ragioni opinarono,
altri colo XIV fu dato agli Orsini, e passò in
che luogo dell'antica Curi(F.) fosse vi-
il quello de'Barberini nel secolo XVII. Ma-
cino al castello Correse senza però indi-
, rocco crede che sorgesse dalle rovine del
viduare particolarmente il luogo dove e- la vicina Curi, onde ne prese il nome. Il

sistette propriamente Curi. Finalmente, fiume di Correse nasce ne'contorni del-


Sperandio, Fatteschi, Guattani, Geli, e l'abbazia di s. Salvatore maggiore. Il por-
Nibby nell' Analisi de* dintorni di Roma, to di Correse che tuttora esiste, nel prin-
furono perfettamente concordi nel l'asse- cipio del secolo XII era già d'antico pos-
gnare a Curi la vera sua posizione, eh 'è la seduto dalla scuola de' sandalari di Bo-
stabilita meglio e Sen provata dall'eneo- ma, avendosi da un documento farfen-
miatoMercurj, perciò benemerito dell'o- se, ricordato da Nibby e Mercui j, che ai

nor patrio. Di questo sentimento furono i 6 novembre 15 Riniero protettore di


1 1

dotti Castellano e Calindri, narrando inol- tale scuola e Pietro de Rosa priore, ne

tre,che dagli scavi ivi fatti eseguire nel confermarono l'uso a Berardo abbate di
i 778daGiambattistaCorradini seniore e Farfa. Nel 1 83 i per l'insurrezione di al

proprietario de' fondi, fu tolta ogui dub- cune provincie dello stato pontificio , e
biezza; che vi rinvennero massi enormi di nella quale i sabinesi dierono nuove pro-
marmo, acquedotti lunghissimi di piom- ve di fedeltà alla s. Sede, massimamente
bo, colonne infrante, mense, e vasi di por- a Rieti, il governo nel principio di mar
fido, non che pregievolissime iscrizioni; zo mandò al Passo di Corese il generale
de' più preziosi oggetti ne fu fatto o- Resta, comandante in capo di tutte lenii-
maggio » Pio
VI, e con l'intelligenza del lizie pontificie , con j5o uomini dice l'an-
cardinal Carraia si collocarono nel Mu- nalista Coppi., per impedire da quella par-
seo Vaticano. Di diverse memorie eccle- tel'avanzamento de'rivoltosi; riferendo
siastiche di Curi parlai anche di sopra. il 1 1 delle Notizie del Giorno di Ro-
n.°
Fara ha l'appodiato Coreseo Corresedel- ma, che il generale a' 4 marzo dal cam- 1

Sabina. Questo castel-


la stessa diocesi di po del Passo di Corese, con notificazione
lo è situato sulla riva sinistra del Tevere, annunziò ai soldati sedotti il perdono di

al di la della via Salaria, in basso colle. Gregorio XVI se ritornavano all'ubbi-


Lo stesso Piazza attesta che nelle sue a- dienza. Repressa la ribellione, le truppe
diacenze sono vasti avanzi di sontuosis- pontificie del Passo di Corese, nel decli-
68 SAB SAB
bar marzo e principio di aprile si a-
di , dolc seco, il Papa assegnò loro questo luo-
vanzaronoa presidiare i luoghi abbando- go perchè vi si fabbricassero le abitazio-
nati dai sollevati. ni. Abbiamo da Sperandio che in questo
Casaprota. Comune della diocesi di castello nacque il cav. Dario Virili, se-
Poggio Mirteto, con territorio ferace in polto nella chiesa del monastero Farfen-
colle,con mediocri fabbricati, giace sulla se, e ne riporta la lapide; così del cardi-
cima d'una collina presso il fiumeFarfa,in nal Luca Antonio Virili (F.) di questo
salubre clima. Piazza ritiene cheil suo no- luogo, e sepolto in tale chiesa ;
però la
me Domus Prothi 3 l'abbia presoda qual- medesima Marocco riporta par-
lapide
che famiglia che incominciò a fabbricare lando di Castel Nuovo, come esistente nel-
il castello, oche ne'primi tempi lo domi- la detta chiesa di s. Nicolò, dicendo es-
nò, come avvenne ad altri luoghi di Sa- sere col suo ritratto ben dipinto; d'altron-
bina; ma solo si conosce che ne furono de Cardella ragionevolmente lo vuole de-
signori gli Orsini, i Savelli,da'quali ritoi*. posto in Roma , e nella chiesa della ss.

nò alla camera apostolica, che come al- Trinità al Monte Pincio. In queste diver-
trove sotto Paolo V vi pose un governa- genti opinioni volli ricercare la verità, e
tore togato. Ecco le chiese che trovò Piaz- trovai in Ciacconio, Vitae Pont, et Car-
za: la parrocchiale di s. Domenico anti- dinalium t. 4» P- 582, che il fratello del
chissima, consagrata nel 1535, dice Spe- cardinale, Pietro Cipriano Virili, gli e-

randio che produsse le iscrizioni; s. Mi- resse un beli' elogio che riporta per in-

chele Arcangelo già parrocchia del comu- tiero, nella chiesa della ss. Trinità al Mon-
ne, e con antichi sepolcri; s. Maria delle te Pincio; notando inoltre Ciacconio, che
Grazie, pure del comune, di popolare di- altro eguale elogio sepolcrale trovasi nel-
vozione, presso la quale fu un convento la chiesa dis. Maria di Farfa. Tultavol-

carmelitano soppresso da Innocenzo X. ta recatomi nella chiesa della ss. Trini-


Alle radici del colle vi è la chiesa di s. Ma- tà, non mi fu dato trovare la lapide let-
ria dellaCroce con divotissima immagi- ta in Ciacconio; né l'elegante avello, col
ne, ed ove vi fu un convento di france- busto del cardinale espresso in marmo,
scani conventuali. nel i.° pilastro situato al destro lato del
Castel Nuovo. Comune della diocesi medesimo tempio, secondo l'asserto del
di Poggio Mirteto, con territorio abbon- diligente e istruito Cardella. Avendone
dante di frutti e altro, su di piacevole col- di ciò tenuto proposito colle religiose che
le, con molti e belli fabbricati, fra'quali al presente posseggono quella chiesa, mi
i palazzi Simonetti e Cherubini. Eranvi fu narrato,che nelle politiche vicende fu-
o. torri erette in tempo delle fazioni dai rono distrutti diversi monumenti sepol-
signorotti di altrettante ville, alcune delle crali, e spezzate le sculture e le lapidi si

quali furono demolite , e con borgo se- perderono in frantumi. Laonde tal sini-
condo Marocco. Questi narra, che vi so- stra avventura sembra che toccasse pure
no artisti per tutte le cose necessarie, far- al nobile sepolcro del cardinal Virili, ed

macie, scuola pubblica di scolopi, con ec- almeno sono lieto di lasciarne qui la me-
cellenti acque che sgorgano da 3 fonti. moria, dappoiché non potei rinvenirla
La chiesa arcipretale è sotto l'invocazio- moderni delle
ne' descrittori antichi e
ne di s. Nicolò di Bari. E" tradizione, co- chiede di Roma, non che di avere stabili -

me narra Cilindri, che questo paese ori- lo vero luogo della deposizione del ca-
il

ginasse da 3 famiglie convertite alla re- davere del cardinale, reltiGcando le as-
ligione nostra da un monaco benedetti- serzioni di Sperandio, e la lapide ripro-
no di Farfa, da cui è lunge i miglia, che dotta da Marocco. Finalmente, avendo
si recò a Gerusalemme, e di colà portan- confrontato le tre lapidi , sono perfetta-
SAB SAB 69
mente in tutto eguali; si vede che ramo- lapidi, monete e altre anticaglie. Fu già
roso fratello fece di tutto per non ren- feudo-degli Orsini e de'Capponi, indi per
dere peritura la ricordanza dell'amato 4o,ooo scudi l'acquistarono i marchesi
germano, e nell'iscrizioni si dice ch'egli Naro romani, da' quali passò ai Patrizi.
Sperandio fa nato in Ca-
l'eresse. Inoltre Il march. Bernardino Naro adornò ma-

stel Nuovo anche il cardinal Giuseppe gnificamente il palazzo, anche con ispa-
SùnoneUi (f.). ziosa piazza, giardini e fontane. II Piaz-
Frasso. Comune del la diocesi di Pog- za celebra le benemerenze di questi ba-
gio Mirteto, con territorio in colle, suffi- roni, col castello e colla popolazione, de-
cienti fabbricati, porzione de' quali cinti scrivendo le seguenti chiese, oltre il mou-
da mura,cou rocca diruta e borgo. E' po- te frumentario. Dice che non vi era in
sto alla destra de' monti s. Giovanni Se- tutta Sabina, tranne la collegiata di Mon-
vero, e Nero, poco distante e a sinistra del te Rotondo, una chiesa parrocchiale più

fi urne Farfa, presso il luogo ove nasce, evi ampia, ne più. sontuosa, e così ben prov-
si pescano trotte e altri buoni pesci. Piaz- vista di sagre suppellettili, quauto quella
za chiama ombroso questo castello, e che parrocchiale della Natività della B. Ver-
dall'abbondanza delle piante di frassi o gine, poiché dopo i restauri di Alessan-
frassini deve il suo nome; ne celebra le dro Orsini nel i56g, il march. Bernar-
cartiere e altri opifìcii, e parla delle se- dino uè fece altri nel 1 663 da' fondamen-
guenti chiese: la Natività della B. Ver- ti, ampliandola e ornandola; ne fu pure

gine parrocchia, s. Pietro in Vincoli del benefattore il march. Fabrizio, eziandio


comune, s. Maria del Soccorso, alle quali pel dono di ricchi reliquiari con insigni
Sperandio aggiunge la rurale di s. Maria reliquie, e tra'5suoi altari, uno è padro
Maddalena, e che il castello dopo varie nato de'medesimi marchesi Naro. In que-
vicende passò nel dominio de' Cesarmi. sta cappella, da essi nobilmente decorala,
Mompeo. Comune della diocesi di Pog- si venera il celebre ss. Crocefisso di an-

gio Mirteto, in territorio montuoso e fer- tica divozione e assai miracoloso, di cui
lile,con sufficienti fabbricati e nobile pa- s'ignora l'artefice e la provenienza. Il ve-
lazzo baronale, posto sulla diradi deli- derlo muove a compunzione religiosa,per
zioso moute,in clima elastico. Piazza nar- la mirabile fattura , e siccome spirante
ra che pe' suoi frutti squisiti, altre pro- mestizia, pietà e venerazione. Apparte-
buone caccie, fu chia-
duzioni, amenità e neva alla chiesa di s. Nicolò ed al suo so-
malo Mompeo Giardino di Sabina.Daìie quando il pio marchese Fabrizio
dalizio,
molte sue antichità rilevarsi che v'avessero Naro a'17 magg'101674 ne fece eseguire
villemagnati romani, cometa villa Mar-
i solenne e pomposa traslazione, pe'mira-
Fabio Massimo, e la villa di Pom-
sia di coli che operava, nella detta cappella del-
peo Magno, che perciò convertendo il P la chiesa arcipretale. Clemente X conces-
in M
il castello ne prese il nome, onde la se indulgenza plenaria in forma di giu-
comune nel suo sigillo usa l'epigrafe: bileo. Il concorso fu innumerabile da tut-
Communita* Pompejana 3 c\ò conferman- ta Sabina, e molta nobiltà vi sirecò da
r
do alcune iscrizioni che riporta, ripetute Roma. Assistè alla funzione mg. Genti-
prima da Sperandio e poi da Marocco. lucci suffragaueo di Sabina. Il ss. Croce-
Calindri dice, che altri credono contri* fisso fu portato su talamo sontuosamen-
buisse all'edificazione di Mompeo le ro- te guarnito,da 12 poveri vestiti di pan-
vine di R.egillo, che alcuni pongono nel no paonazzo, con sandali all'apostolica,
suo territorio.Certo è che si trovano ve- sotto ricchissimo baldacchino. Si distri-
stigie di magnifiche fabbriche, di bagni e buirono medaglie, immagini, doti alle
di mausolei; negli scavi furono trovate zitelle e abbondanti limosiuc. La chiesa
ro SAB SAB
di s. Nicolò di Mira, della confraternita ameno e pel quale s'incede pei bel passeg-
del ss. Crocefisso; di s. Carlo del comune, gio alla stessa chiesa di s. Paolo, con deco
edificata nel 1620 ; della ss. Concezione roso convento de'minori osservanti, ver-
della detta cappella Naro e loro padro- so ili5oo succeduti alle monache bene-
nato; di Egidio che fu unita al semi-
s. dettine. Piazza descrive le vicende di que-
nario; di s. Maria del Mattone, di molta sto castello, che Pio II,come dissi alla sua
divozione. Nel territorio vi sono cave di biografia, facendo ricordo di sua venuta
breccia,detta marmorea antica,e dalMer- in Sabina, donò al capitolo Vaticano,do-
cati, silex multiplex oculalus. po aver fatta restaurare la basilica e di-
Poggio Nativo. Comune della diocesi sporre con ordine sepolcri de'Papi. Pio
i

di Poggio Mirteto, con territorio in pia- li ne' suoi Commentarti, descrivendo le

no e colle, presso il fiume Farfa, con mol- guerre sostenute per ricuperarealla Chie-
li e belli fabbricati solidi, ed eleganti mo- sa i castelli usurpati da'tirannetti, parla di
derne abitazioni, formandone il princi- questo di Poggio Donadeo, che fece as-
pale ornamento il palazzo baronale, an- sediare dal nipote Antonio Piccolomini,
tica rocca de'Sa velli, con mura castella- e ridotto ad arrendersi vi entrò : allora
ne rinforzate in vari punti da tor ricci le, con tradimento subito fece chiuderne le

ma in gran parte mutilate, ed ha un pic- porte Piccinino capitano de' Bracceschi


colo borgo. Si eleva nella gran pianura che l'avea occupato, di che accortisi gli

di Massacci, così detta da' massi enormi assedianti, entrati anch'essi di forza, in-
che compongono grottoni, avanzi d'anti- sorse sanguinoso conflitto, con eccidio e
chità, sopra colle breccioso, in aere tem- sacco degli abitanti, che ne restarono deso-
perato, con acque limpide e perenni, es- lati. Sisto IVa' 1 5gennaio 1 480 concesse il
sendo gli abitanti industriosi nell'eserci- castello in vicariato, coll'annuo censo di 3
zio delle arti meccaniche. Riferisce Ca- libbredicerabianca,alcardina!Giambnt-
lindri, chefu detto Poggio Nativo,da Pog- tista Savelli,a'di lui fratelli e loro posteri,
gioDonadio, Podium Donadei, forse per- nell'estinzione della qual Hnea passò con
chè edificato dalla famiglia di tal cogno- titolo di ducato ai Borghese. Di questo
me, ovvero per qualche deità ivi già a- luogo fu Francesco Florido, celebre let-
dorata, il cui concorso trattenne i popoli terato, apologista contro detrattori di i

a stabilitisi. Piazza congettura che il vo •


Plauto, autore dell'opera sopra gl'inter-
cabolo derivasse da qualche segnalato fa- preti delle leggi civili, e dell'eccellenza di
vore da Dio compartito al luogo, o per la GiulioCesare. Leggo in Marocco,che lun-
chiesa che ivi dicesi consagrata alla B. gi due miglia trovasi il Monte Calvo, così

Vergine da Tapa s. Silvestro I,di che dà appellato per essere nudo di piante, sulla
indizio quella intitolata a tal santo, par- cui vetta vi è forte rocca, opera de'bassi
rocchia e matrice, restaurata dal princi- tempi, demolita per civili dissensioni, al-

pe Borghese. Le altre chiese che vi tro- le cui falde fu già qualche sontuosa villa,

vò Piazza, oltre l'ospedale e il monte fru- imperocché si scavarono sculture di ros-

mentario, sono; la ss. Annunziata parroc- so antico, di basalte,di marmo patio, di


chia con 4 aitai*', P ei ' ' a quale è pure la superbi bronzi, di lavori in avorio : nel

tradizione della consagrazione di s. Sil- 1824 Capranesi vi trovò le statue delle


vestro I; la ss. Concezione padronato dei g Muse più o meno infrante, le statue di
Bardella; di s. Gio. Decollato, del soda- Giunone, Bacco, Mercurio e altre; le te-

lizio della Misericordia e Morte; di s.Mi- ste d'Antonino, di Faustina seniore , di

chele Arcangelo, del comune; di s. Maria Lucio Vero e altre, e frammenti di rare
del Peschio, elegante e de'Brunetti; di s. pietre che illustrò l'avv. Faustino Corsi.
Paolo, un 3.° di miglio distante, in luogo Monte s. Maria. Comune della dioce-
SAB SAB 71
si di Poggio Mirteto, suamenissimo di dì Faticulo ora Faticchio colle sue per-
colle, alle cui radici scorre il rapido Far- tinenze e chiese, come già lo avea posse-
fìi, in saluberrimo clima, con acque buo- duto monastero, col gius della decima.
il

ne e perenni. Il fabbricato costituisce le Salisanofu pur feudo degli Orsini, che Io


mura castellane, essendo la casa de'Vet- cessero al barone Fereoli, il quale oppri-
t uri ih anticamente monastero di mona- mendo crudelmente la popolazione,fu uc-
che. La chiesa parrocchiale è sagra alla ciso con tutta la famiglia e domestici, iu-
B. Vergine Assunta, mirabile per la sua di venne diroccato
il baronale palazzo
travatura del così detto gusto gotico.Pre* d'ordine della congregazione della con-
se il castello il nome che porta per esse- sulta. Fra que'di Salisano che onoraro-
re stato fabbricato dai monaci benedet- no la patria, ricorderò Giustino Gentile
tini dell'abbazia di Farfa, il cui titolo è fatto neli65g da Alessandro VII sena-
appunto s. Maria. love d'i Roma. Nei Monte dell'Oro o mon-
Sallsano. Comune della diocesi diPog- tagna Elei, alla destra del Farfa, vi è una
gio Mirteto, maestosamente si eleva nel- miniera di marchesita o piriti, di cui nel
la sommità di vivo scoglio, ma essendo- 1 774 fu fatto chimico sperimento dal so-
ne scosceso l'accesso, è proverbio che Sa- printendente della zecca papale, che die
lisano debba intendersi Sali sano, tanto in risultato, contenere porzione d' oro,
più ch'è dominato dal contrasto de'ven- d'argento e ferro, come narra Speran-
ti. Ha vasto territorio produttivo del ne* dio: il citato'Cerraelli chiamò queste pi-

cessano, con abbondanza d'olivi e di ec- riti , stalagmites fungiformi*. Si crede


cellente acqua minerale per bere. Dai ru- che nelle viscere del monte possa trovar-
deri o avanzi di terme si suppone che vi si migliore materia, ed in vicinanza delle
fosse qualche villa. Marocco opina quella piriti vi è anche il carbone fossile. Ivi la

di Pompeo, altri di Fabio Massimo, di suddetta acqua minerale forma il fosso


cui sopra. Prima era cinto da fortissime della Rocca o di Casa. Nel territorio vi
mura, e sussistono ancora alcuni torrio- sono acque limpidissime, essendo la più.
ni. Il fabbricato è regolare, con bellissi- perfetta quella denominata di s. Anato-
ma porta di pietra palombiua. Il palazzo lia. Salisano ha per annesso Rocca Bai-

baronale è in rovina, sorprendendo la for- desca, cosi detta perchè edificata da Te-
tezza di sue mura e del torrione. La chie- baldo Tebaldeschi romano; un tempo vi
sa parrocchiale è intitolata a' ss. Pietro si rifugiarono gente di mal fare, nel de-

e Paolo, e fu riedificata dal comune nel clinare del pontificato di Sisto V fino a
i 765, in forma ovale, con elegante fac- quello di Clemente VIII in cui fu prov-
ciata generandosi inessa il corpodi S.Giu- veduto al disordine. Marocco pubblicò un
lia martire. Un 4-°di miglio distante tro- documento riguardante Rocca Baldesca,
vasi il convento e la chiesa di s. Diego tratto dall'archivio di Salisano.
de' minori osservanti riformati, edificati Toffia. Comune della diocesi di Sabi-
nel 1 59 1 : è sopra amena collina, circonda- na, già spettante all'abbazia di Farfa e
ta da molli cipressi, disposti in largo piaz- chiamato in latino Tophiae. Questo ca-
zale e simmetricamente. Già neli4^o il stello trovasi sulla rupe di un sasso, ed
castello apparteneva all'abbazia di Far- è antichissimo,con fabbricati di buona co-

fa, ed assegnato per mensa del monaste- struzione, con due piazze, giacinto di for-
ro, che non essendo sufficiente al mante- tissime mura ora diroccate, per cui in al-

nimento de' monaci, per le rappresentan- cuni punti furono sostituite delle abita-
ze loro l'abbate commendatario Gio. Bat- zioni. Dalla parte di levante sono gli a«

tista Orsini aumentò la mensa conven- vanzi della fortezza, che fu residenza de-
tuale con incorporarle il castello diruto gli autichi dominatoli del luogo;ha3por-
72 SAB SAB
te urbane, ed il una certa
sito presenta ad eosdem honores post suprascriptam
naturale sicurezza.il paese è abbondan- congregati onem reverendissimo rum pre-
temente fornito d'acqua salubre, avendo sbyterorum et clericorum s. Euthimii, e
bellissima fonte con sei bocche incontro donde la chiesa collegiata di s. Lorenzo
Ja porla maggiore di s. Lorenzo, unito ebbe il ricordato nome di secundaesedis
alla quale vi è vasto lavatoio. Vi sono pub- in Sabinis, di cui decorata si trova an-
bliche scuole; e vi risiedeva il vicario ge- che nella s. visita del 1 345 tenuta in Tof-
nerale dell'abbazia di Farfa. Il territorio fia da Lupo Santi vicedomino del car-

è fertile specialmente d'olivi e di uve, frut- dinal Gomez vescovo di Sabina, conser-
ta e altro. Per ampie e decorose scale si vata nell'archivio della collegiata, e della
ascende alla collegiata e parrocchia di s. quale, come di molti altri antichissimi e
Maria Nuova della Visitazione, la cui e- singolari di lei pregi, a lungo se ne tratta
sterna facciata è molto antica, e vuoisi che nella Nullius seu Farferi. praecedentiae,
l'edilìzio formasse parte del palazzo dei agitata e favorevolmente decisa nel 1770
baroni Orsini. Ivi si venera con altre re- dalla s. congregazione de'riti, come af-
liquie il corpo di s. Fausto, e viene uffi- ferma Speraudio. Da questi apprendo pu-
ciata dal capitolo composto di 1 1 cano- re, che alla morte del cardinal Francesco
nici coll'arciprete, i quali sono decorati Barberini giuniore e abbate commenda-
di vesti paonazze: quadro della Visita-
il tario di Farfa, nel 738 due capitoli del-
i i

zione della B. Vergine è di buon pennel- le chiese collegiate di detta abbazia eles-
lo. Ragguardevole è l'antica collegiata di sero il vicario capitolare, di che sino al-
s. Lorenzo, ora considerata suburbaua, lora non si avea esempio, la quale elezio-
come discosta alquanti passi dal castello; ne si fece nella nuova chiesa collegiata di
fu pure già parrocchia. Dal prospetto e- s. Maria di Toffia, alla quale perciò con-
s tenore si rileva che l'edilìzio era un tem- corsero le due altre collegiate dell'abba-
pio pagano,con figure d'idoli, e Calindri zia, che godevano di tal privilegio, cioè
dice credersi dedicato a Giano. Il quadro di Antonino di Fara e della Beata Ver-
s.

del santo martire titolare ed esprimente gine Assunta di Poggio Mirteto, benché
il suo martirio, è pittura superba del cav. nel sinodo celebre del cardinal Carlo Bar*
Manenti il vecchio. Ivi riposano corpi dei i berini predecessore del nomiuato abbate,
ss. martiri Saturnino,Sisinnio e Cristina. se ne conoscano sino a i5. Leggo nel n.°
La chiesa cou solenne pompa a'24 giu- 225 del Giornale di Roma i85 ,che l'o- 1

gno 1281 fu cousagrata dal benedettino dierno vescovo di Sabina cardinal Bri-
Leone vescovo in partibus, vicario e vi- gnole agli 8 settembre si recò nella chiesa
sitatore pei vescovo di Sabina. Questa il- collegiata di s. Ma ria, a solennemente co-
lustre chiesa fu chiamata seconda sede di ronare con aureo diadema da lui offerto,
Sabina, perchè dopo l'eccidio diForono- la miracolosissima immagine di Nostra Si-
vo,operato dai saraceni, il vescovo e clero gnora della Speranza, la cui cappella era-
si portarono in Toffia e formarono cat- si elegantemente restaurata. La di vota

tedrale la chiesa di s. Lorenzo. Quando funzione fu preceduta da 9 giorni di mis-


poi i canonici foronovani si stabilirono sioni fatte dai religiosi riformati del ritiro
nella chiesa di s. £ulimio,il capitolo della di Roma, e chiusa con predica del cardi-
collegiata di Lorenzo nel 964 restituì
s. nale, quale pontificò ne' vesperi prece-
il

loro molle di quelle cose che detti ca- i denti al rito, e nel mattino di questo alla
nonici e i vescovi di Foronovo avevano messa cantata, prima della quale esegui
lasciale nella propria chiesa, per cui i ca- la coronazione, e dopo il Credo pronunziò
nonici di Toffia ebbero allora il diritto coujinoventissima omelia al gran popolo

di procedere nella chiesa di s. Eutimio accorso da più parti. Assisterono alla s. ce -


SAB SAB 73
1 emonia anche i prelati suflìaganeo e de- bina nel 940, alla presenza d'Amico o
legalo dello provincia, vari canonici della Amicone vescovodiFermo,uonconoscÌLi-
cattedrale di Magliano e gli alunni del se- to da Ughelli. In esso sono assicurali al-
minario: dopo avere il cardinale pontifi- l'abbate Cam pò ne di Far fa
beni che la i

cati i secondi vesperi, celebrò un triduo sua badia già possedeva in Tophila, et in
di ringraziamento che terminò con pro- Cursiano s et in Majamila, et in Criplula.
cessione. Prima esisteva l'antico convento Inoltre Galletti notifica, che in Vaticana
francescano di s. Alessandro, posto in sito abbiamo uu bel sigillo, nel cui mezzo è
atto alla vitaconlemplativa, ottenuto dal- un cane in piedi su una gamba e colla te-
lo stesso s. Francesco. In loffia vi sono sta volta in alto: sulla testa ha una mezza
ragguardevoli famiglie che dierono uo- luna, e su di questa una stella, coll'epi-

mini illustri: Sperandiofa memoria di due grafe, Theodinus de Thofia. Altri docu-
cavalieri di s. Giovanni di Gerusalemme menti riguardatiti Toffia si ponno vede-
di nome Fazio. Calindri riferisce che que- re in Sperandio. Nel 1746 divenuto ab-
sta Terra fu eretta da certo Teofilo, pel bate commendatario di Farfa il cardinal
quale poi corrottamente si disse Toffia. Federico Lante della Rovere, trasferì il

Marocco pubblicò le notizie su questo ca- seminario abbaziale ch'era in Toffia, nel
stello, dell'origine e descrizione, ricavate comodo monastero di s. Salvatore mag-
dall'archivio della collegiata, notando di giore. In questo si formò pure un nume-
loro poca autenticità, che rilevasi dalla roso convitto che fiorì molto, finché il se-
r
qualità del latino in cui sono scritte, e dal minario fu trasferito a Poggio Mirlelo(P .)
carattere piuttosto moderno. Consistono dal cardinal Lambruschini.e sostituendo
nella descrizione topografica di Toffia, po- nel monastero passionisti.
i

sta alle radici di eccelso monte, colla cat- Magliano, Manlianum, Malleamun.
tedrale dedicata ai santi Apostoli e Lo- Città residenziale del cardinal vescovo
renzo, con forte rocca, in territorio salu- suburbicario di Sabina e del suosuffia-
bre, ridente e fecondo particolarmente ganeo vescovo in partibus, lungi 44 mi "
d'olio, ch'era frequentato da cardinali, glia da Roma. Sorge sul dolce declivio di
prelati e abbati. Che i saraceni avendo vago, cretoso ed eminente colle, le cui fal-

botto re Brassedo devastata 1' Italia, nel de sono piene di crostacei, in clima espo-
luogo poi detto Toffia si rifugiò Jacopran- sto allo scirocco, godendo di un delizioso
dod'Amiterno, col permesso di abitarvi e vastissimo orizzonte. Le sue falde uua
concesso da Giovanni abbate diFarfa cui volta erano bagnate dal Tevere, e vi si

spettava la proprietà. Verso questo tem- specchiava,prima che fosse costretto a di-
po il marchese Teobaldo, ragguardevole rigere il suo corso sotto il ponte Felice,
personaggio di Spoleto, recandovisi a cac- dal qual fiume è distante due miglia e
cia, trovò il sito opportuno per costruirvi poco lungi finisce. L'ampia soggetta pia-
unpalazzoe uncastello,e neottenne l'au- nura, che verso occidente è parte del suo
torizzazione dall'abbate Farfense, a con- territorio, viene tagliata in mezzo dalla
dizione che l'avrebbero posseduto metà via consolare Flaminia in distanza di un
per ciascuno. Galletti, Memorie di tre an- miglio circa; vasta ancora è l'altra parte
tiche chiese di Rieti 3 a p. 120 riportò una di territorio che si estende verso il set-
bella carta appartenente a Toffia, della tentrione. Il Tevere anticamente serviva
quale parla pure Fatteschi a p. 35, e con- 1 a Magliano di porto, e si vedono piloni i

sistente in un placito ivi tenuto juxta ec- e le vestigia del ponte che Augusto edi-
clesiam s. Laurentii secus Casale Cu- ficò e uno de'suoi 4 più. magnifici, ed u-
rianimi, da Roccione luogotenente del ni va la via Flaminia; ma poiché fu disfat-
marchese rettore del territorio della Sa- to, serviva pel tragitto de' viandanti la bar-
74
SAB SAB
ca ed il porto situato alle falde del colle. Lorenzo martire, che fece col breve Affa-
Sisto V sul confine del suo territorio, a co- stolicae servitati*, àt12 marzo, che Spe-
modo pubblico fabbricò il sontuoso pon- randio riporta a p. 44°- Quindi Alessan-
te detto dal suo nome 4 gran- Felice, di dro VI, come accennai, colla bolla Sacro-
diosi archi, opera che proseguì e condus- sanata Romana Ecclesìa , de' 8 settem- 1

Clemente Vili, anche collo sca-


se a fine bre 149 5,presso Ughelli,/ftz/iVz sacra t. r,
vo d'un nuovo alveo, acciò le acque fos- p. 181, trasferì da Foronovo la cattedra
sero costrette a dirigere il loro corso sotto vescovile di Sabina in questa chiesa che
il ponte. Grande fu il danno che in tale dichiarò metropoli di tutta la diocesi, e
occasione ne risentirono Magliano ed i sebbene elevò Magliano al grado di cit-
suoi cittadini, poiché tolto il porto ces- tà, nondimeno fu stabilito che il vescovo,

sarono alla comune i significanti vantag- non da Magliano, ma dalla diocesi di


gi che le produceva, egli abitanti perde- Sabina prendesse il nome. Indi a'4 apri-
iono porzione delle loro terre occupate le 1498 il cardinal Oliviero Caraffa ve-

dal nuovo letto del Tevere. La popola- scovo di Sabina solennemente consagrò
zione inoltre risenti grave pregiudizio per la nuova cattedrale di Magliano, il cui
le perniciose esalazioni provenute dalle anniversario dal vescovo cardinal Gio.
a
acque rimaste lungo tempo nell' antico Francesco Albani fu trasportato alla 4-
letto stagnante dalle lagune che poi si domenica di ottobre. La cattedrale è de-
formarono, quando fiume abbandona- il dicata aDio sotto l'invocazione della B.
to il nuovo corso inondò la pianura, e Vergine Maria, con battisterio e molte
tanto infetta rese l'aria, che restò depo- sagre reliquie. Il capitolo si compone del-
polata la città, la quale compreso il con- le dignità dell'arciprete, del primicerio e
tado se prima contava 12,000 abitanti, dell'arcidiacono; di 1 3 canonici, compre-

in tempo di Sperandio col contado non se le prebende del teologo e del peniten-
arrivava a 2000. Le acque ripresero i) ziere, di 7 beneficiati, e di altri preti e
destinato loro corso dopo molti anni con chierici addetti all' ufficiatura: di quanto
gravi spese di Urbano Vili, che a forza riguarda questa cattedrale, s.Liberatore,
di palizzate fece contenere il fiume sotto ed il capitolo, dettagliate notizie si leg-
il ponte. In seguito altri efficaci ripari ese- gono in Sperandio, e Gregorio XVI nel
guirono Innocenzo X, Alessandro VII e 1842 gli concesse l'uso della cappa ma-
Clemente X. Anticamente Magliano era gna. La cura d'anime l'esercita l'arcipre-
circondata da mura fornite di baluardi te. Benedetto XIII, con breve de'19 lu-
ora in gran parte diruti, ed ha 4 porte: glio 1727, sentenziò la scomunica contro
si chiamano, Sabina quella che conduce da que-
chi estraesse le sagre suppellettili
nella propria provincia, Gigliana quella sta cattedrale. Vi souo due altre chiese
che risponde al convento del Giglio, Ro- parrocchiali nella città, una delle quali
mana quella per cui si scende alla sotto- munita del s. fonte; esse sono s. Giove-
posta via Flaminia, di s. Francesco quel- nale e s. Michele Arcangelo nel breve :

la che guida al convento già de'conven- di Pio II si legge ch'esistevano 7 chiese


tuali. Tra gli edifizi primeggiano il pa- parrocchiali in Magliano. Vi sono le mo-
lazzo del comune, l'episcopio incontro al- nache di s. Chiara, beneficate dal cardi-
la cattedrale, ed il scminario,oltre la cat- nal Ludovisi, ed religiosi passionisi sta-
i

tedrale.Questa era la parrocchiale di s. biliti dal eardiualOdesealchi; diverse con-


Liberatore vescovo e martire protettore fraternite, come del ss. Sagra mento, del
di Magliano, quando Pio II la dichiarò ss. Rosario, delle SagreStimmate,delPur«
collegiata nel 1460, mediante l'unione s. Giovanni de'battuti, e di
gatorio, di s.

delle chiese di s. Maria d'Uliano e di s. Maria d'Uliano. Vi è pure l'ospedale, il


SAB SAB 7 >

monte di pietà, i! pio istituto di carità, cacci assegnò alla confraternita de'batlu-
ed il seminario. Quest'ultimo è un fab- li o disciplinanti. La chiesa di s. Maria
bricato vasto, costruito con buon ordine delle Grazie antichissima,magnificameu-
d'architettura, situato sulla piazza. Nel te innalzata dai maglianesi,ove l'esisten-
suo prospetto esterno vi è l'orologio con te quadro che la rappresenta in tavola è
ornati ài musaico e lo stemma di Cle- della scuola detta di s. Luca, e dono del

mente XT. seminario fu eretto dal ve-


Il magliauese Mariauo Falconi prode capi-
scovo cardinal Paleotti, attribuendovi le tano al servigio de'veneti. Eravi il con-
rendite di alcuni benefizi vacanti; vi con- vento degli agostiniani, e nel 1287 vi fu
corsero i cittadini e il comune, questo ce- tenuto un capitolo provinciale,allora fio-
dendogli il suo palazzo priorale, e stabi- rendovi un fr. Nicola daMagliano defi-
lendo a suo favore annuo assegno. Si aprì nitore nel capitolo generale. Nel 1672 gli
a'29 aprile i5g3, quindi successivamen- agostiniani lo lasciarono, e nel 1674 vi
te diversi vescovi zelarono il suo incre- subentrarono i religiosi delIaMercede del-
mento, l'aumento delle rendite e l'am- la redenzione degli schiavi; ma i francesi
pliazione della fabbrica, in che si distin- soppressero il con vento,il quale per dispo -
sero i cardinali Pietro Ottoboni, Anniba- sizione dell'attuale cardinal vescovo, di
le Albani, che vi fece eziandio fiorire le presente è occupato dalle religiose figlie

belle lettere con eccellenti maestri, il car- del Calvario (J^.), che lodai pure nel voi.
dinal Portocarrero ed altri; laonde tro- LV, p. 1 56,con singolare elogio.La chiesa
vasi assai numeroso, con tutte le scuole di s.Nicolò assai antica, unita al semina-
proprie di questi stabilimenti ecclesiasti- rio. La chiesa di s. Croce del vicino mo-
ci. Il Piazza inMagliano e suo territorio nastero di s. Chiara, osservante la primi-
vi trovò le seguenti chiese e religiosi clau- tiva regola francescana della santa, fon-
sti i, nella sagra visita che fece due volte, dato dalla famiglia Falconi. In origine
a
pel cardinal Ludo visi e pel cardinal Con- portò il titolo di s. M. Maddalena e fu
ti. La cattedrale allora portava il titolo delle monache benedettine, poi per una
di s. Liberatore, notando che sull' iden- riforma nel principio del secoIoXVIcam-
tità del suo nome vi erano delle contro- biò nome e regola, che tuttora osserva,
versie tra gli scrittori che ne parlarono^ e nella quale vissero santamente le reli-

dicendo che ivi si venera un suo braccio, giose maglianesi Ili" Domitilla Sparvie-
e le reliquie de'martiri ss. Eutichio, Vin- ri, Vittoria Juccia, Costanza Forlani, la
cenzo e Valeria; avea 7 altari ed eravi la quale fu benemerita del monastero della
a
compagnia del Sagramento, ora am-
ss. Fara, e M. Rosa Menichelli. La chiesa di
a
mirandosi nella cappella ove si venera la s. M. del Giglio, un miglio e mezzo circa
stupenda tavola esprimente la Cena del daMagliano, oggi de'religiosi passionisli,
Signore. Le antiche chiese di S.Giovenale si crede fondata da Sisto IVcou convento,

e di Michele parrocchie. La chiesa di


s. che ad istanza del b. Amadeo fu dato ai
s. Francesco,già convento suburbano dei clareni, quali incorporati da s. Pio V ai
i

minori conveutuali,edifìcato a'tempi del minori osservanti, a questi restò: due reli-
santo fondatore, la cui effigie lui vivente giosi maglianesi del medesimo meritano
era stata dipi nta nel coro ; dicesi che s. Bo- menzione, Ambrogio Forlani definitore
naventura v'insegnò teologia, e s. Bernar- provinciale, e Alessandro Tranquilli de-
dino daSiena predicò: soppresso ilconven- guardiano del con-
finitore provinciale e
toda Innocenzo X,il cardinal Sacchetti nel vento d'Araceli. Casimiro da Roma,
Il p.

1 657 colle entrate eresse il canonicato del Memorie de* conventi della provincia ro-
penitenziere nella cattedrale. La chiesa mana, a p. 161 tratta della chiesa e del
,

di s. Gio. Battista, che il cardinal Bran couveuto di s. Maria del Giglio preasoMu-
76
SAB SAB
gitane, di cui reca diverse notizie e ne facendosi con venerazione e fiducia verso
profitterò. Dice che la chiesa prese il no- la Madre di Dio, si ottennero molte gua-
me che porta dall' effigie della B. Vergi- rigioni, e il maglianese Giuseppe Gentili
ne, che ivi 6Ì venera con giglio in mano avendoli sperimentati, per divota ricono-
e di popolare divozione; parla de'suoi al- scenza nel 17073 pubblico comodo fece
tari e reliquie. Nota che i frati minori fin costruire opportuna fabbrica, che poi cad-
dopo la uietàdel secolo XIII furono sta- de. Sulla natura di queste acque il doti.
biliti presso Magliano, e pare nel 1266. Deirnich nel 1 766 fece alcuni esperimen-
Ne partirono nel i35c), e per autorizza- ti ed osservazioni che si ponno leggere in

zione d'Innocenzo VI si ritirarono in cit- Sperandio a p. 45o, chiamandola acqua


tà, per non essere più molestati dagl'inco-' acidula medicata, detta della Madonna
modi sofferti, propler guerrarum discri- d' Uliano, che scaturisce nel territorio di
mina iti illis partibus ingruentia, et bel- Magliano. Nondimeno leggo in Marocco,
forum incursus. Sotto Leone X il conven- che l'acqua marziale minerale, vicino al-
to fu dato ai conventuali, ed il memorato la Madonna di Giuliano, per l'esperimen-
soppresso di s. Francesco, indi descrive to del dott. Deirnich, si concluse essere
l'odierno in discorso. La chiesa di s. Pie- del tutto alcalina e non acidula, ed effi-
tro di Ugliano o Uliano o di s. Giuliano, cace a sciogliere gli umori grossi, viscosi,
appartenente alla compagnia di detto s. pituitosi; ed atta a correggere gli umori
Apostolo, eretta dopo il pontificato d'In- acidi e salsi, ed anche buona per le ostru-
nocenzo IV nella stessa chiesa denomi- zioni. Il territorio è fertile, ed abbonda
nata allora Maria di Uliano
s. nel terri- principalmente di granope'suoi ameni sot-
torio, poi chiamata di s. Pietro dall'altra toposti campi, di vino, e frutta che sono di
istituita nella città, ambedue vantando gratissimo sapore, ed il Tevere che talvol-
l'origine da uno strepitoso miracolo ope- ta bagna le sue pianure le rende più feraci.
rato dalla B. Vergine, con restituire la Ne* dintorni si trovano luoghi per buone
vita ad un fanciullo, nato per le preghie- cacciedi volatili eselvaggina. Dalla ripa del
re fatte alla medesima, e le mammelle e PonteFelice salpano le barche,per le quali
yli occhi alla madre Dorotea, onde il ma- la Sabina mantiene con Roma il traffico di
ritoJuIiano nobile maglianese,che per do- vino, legna, carbone e altro, edivi appro-

lore della morte del figlio, nel furore bar- dano barche o piroscafi a vapore da
le

baramente avea tagliato alla moglie le Roma, con passeggieri e robe, come no-
mammelle e cavati gli occhi, sbalordito tai nel vol.LIV, p. 195. In Magliano fio-
dal meraviglioso complesso di tanti pro- rirono sempre famiglie illustri, ragguar-
digi, gittatosi con calde lagrime a' piedi devoli e ricche, da cui uscirono personag-
della consorte ne ottenne il perdono. Per gi che fecero onore alla patria. Colla scor-
gratitudine alla B. Vergine, presso il luo- ta di Sperandio ne farò menzione. La fa-
go del seguito prodigio, J uliano fabbricò miglia Scotti vanta generosa nobiltà, co-
la chiesa che da lui ne prese il nome; ciò me antica origine; principale ornamento
r
accadde nel 1242 e 1243, con quel rac- fu cardinal Gio. Bernardi no Scolli (/ .),
il

conto che fa Piazza e meglio Sperandio. cui conferì il grado Paolo IV. Questa fa •

Siccome tutti i narrati miracoli si effet- miglia terminò in Magliano in una fem-
tuarono per ingiunzione della B. Vergine mina ch'entrò in casa Vannicelli, una del-
a Dorotea, nel bagnare nell'adiacente fon - le primarie del luogo,tra'qiiaIi fiori ileav.
te sulfureo il cadavere del figlio ed i suoi Giovanni celebre per prudenza e valor
membri recisi,formarono di tale acqua
si militare, consigliere del re di Portogallo
haluliferi bagni efficaci precipuamente e commissario generale della cavalleria
per le scabbie o infermila cutanee, quali i d'Alemntejo. Distinta e antichissima è la
SAB SA13 77
famiglia Falconi, imparentata colle case no, Piazza, Castellano, Calindri e altri lo
d'Alvinno e Orsini: sono rinomati Silvio fmno derivare dall'area occupata dalla
vicedomino di Sabina, Gabriele e Maria- villaManlia e dalla nobilissima famiglia
no, prode guerriero ili.°, generale delle di tal nome, in cui furono celebri Tito

armi venete il 2.°; ed Enea autore di o- Manlio uccisore del generale de'galli nel-
pere. I Falconi sì vogliono continuati dai la battaglia presso l'Aniene, cui tolse dal
Paluzzi. Gli estinti Solimani ebbero eredi collo la preziosa collana, che il senato ro-
i Mariotti, e diconsi stati signori di Roc- mano impose a lui solennemente, onde
chette. Non più eziandio esistono le distin- i discendenti si dissero Torquati; e Tor-
te famiglie:de Brunori, ch'ebbe Pietro va- quato Manlio che severamente inflessi-

loroso capitano di Francesco Sforza; dei bile per rigorosa disciplina militare fece
Maggi, di cui fu celebre Antonio canoni- perire il proprio figlio per aver combat-
sta, vicario generale di s. Carlo Borro- tuto e vinto un orgoglioso nemico: di so-
meo; de' Marrubbi, tra'quali si distinse pra notai che in più rami si divise la glo-
Papirio eccellente giureconsuIto;Forlani, riosa stirpe Manlia. Sperandio conviene
Squadrelli, Gigli, Jucci, Sebastiani tra i ch'ebbe qui la sua villa la famiglia Man-
quali fiorirono egregi maglianesi; altret- lia, e quivi pure soleva stabilire i quar-
tanto dicasi de'Serafini, Francellini, Or- tieri pe'suoi soldati il console Torquato
solini, Menichelli, Ciucci, Leti, Americi, Manlio, citando Piazza col fondamento
Leonori, Simon celli, Tancredi, Lacchi, d'alcuni passi di Cicerone, da cui la città
Carabelli, Bellucci, Bartoli, Calza, Car- di Magliano ha derivato il suo nome e le

nevali e altre. Sperandio dice ignorare i sue insegne, portando nello stemma un
pregi d'ognuna, e solo si limita a parla- guerriero a cavallocolla collana, indican-
re della Serafini. Questa dice originaria te il valoroso Tito Manlio, che al vinto
d'UrbinOjOv'esistono monumenti chene capitano de'galli la tolse. Di ciò Marocco
dimostrano l'antica e generosa nobiltà. non ne mostra persuaso. Nel IX secolo
se
Allorché fu a Magliano Federico di Mon- di nostra era incominciano le memorie
te Feltro duca d'Urbino, tra gli ufficiali certe di Magliano. Il registro Farfense al-
eravi Serafino d'Avicenna detto di Mon- l' anno 806 ci avvisa del possesso d'un
te Falcone nobile urbinate, il quale strin- fondo, che quel monastero vi aveva: Firn-
se amicizia co'maglianesi e la conservò dum Manlianwìiy in quo est ecclesia s.Jit-
Antonio suo figlio. Insorti alcuni nobili venalis. Anastasio Bibliotecario nell'867
urbinati contro il duca, Serafino giunio- descrive il censo che da Magliano cor-
re verso il i5y3 si ritirò in Magliano, e rispondevasi alias. Sede: Mussarti Man-
vi fissò il domicilio, ed ivi fatti conside- lianam territorio Sabinensipraeslanleiti
rabili acquisti, fu subito ascritto alla pri- solidos centumetquindecim^t trimisium,
maria cittadinanza, onde Giovanni Sera- censo a que'tempi di molta considerazio-
fini di lui figlio nel 1 58o era capo priore ne. Il citato registro all'anno 1090 ram-
e fu deputato tra'riformatori del muni- menta i diritti ch'esigere soleva l'abba-
cipale statuto. Dipoi l'urbinate cardinal zia di Farfa: De Manliano, ec.
castellis
Annibale Albani fatto vescovo di Sabina, Nel 1097 si apprende da un documento,
nel 1732 fece reintegrare i Serafini della che il nobile Offredo figlio di Crescenzio
nobiltà dal municipiod'Urbino. Sono vi- detto Alamanno, e donna Giramma sua
venti i maglianesi cardinal Giovanni Se- consorte, donarono a detta abbazia por-
rafini elevato alla porpora nel i843 da zione de'castelli e de' loro beni ne'comi-
Gregorio XVI, ed nipote prelato Luigi
il tatiSabinese e Otricolano, tra'quali si leg-
Serafini nel i85o dal regnante Pio IX ge: Integra m portionem nostrani de ca-
fullo uditore di rota. L'origine di Maglia- stello, qnod dicitur Mallianum,el de ca~
7B
SALI SAB
stello quod dici tur Civitella....el portio- eia. La sua favorevole posizione lo libe-

nem nostrani de ecclesiis ubicumque. Nel rò dalle armi degli Orsini e di altri ba-
secolo seguente Maglia no già era dive- roni potenti, che tentavano di dominar-
nuto luogo forte e comodo, poiché il Pa- lo. Con l'elezione di Clemente V tras-
pa Adriano IV. e l'imperatore Federico ferita la residenza papale io Francia e A -

I, neh 1 55 fuggiti da Roma per solleva- vignone , tutto lo stato della Chiesa fu
zione del popolo, vi trovarono sicuro e afflittoda turbolenze, e divenne preda
conveniente ifugioe ben accolti
i a' i
g giu- di prepotenti signorotti. Temendo dun-
gno: passarono indi a Farfa, e nella vi- que maglianesi di non potersi sostene-
i

gilia di s. Pietro si trovarono a Ponte Lu- re in que' tempi di generale confusio-


cano.Era Magliano fin d'allora
in fatti ne, e di cader preda nelle mani di Pao-
un grosso munito castello, tutto all'in-
e lo Orsini o di altri tirannetti, nel 1 3 1

torno murato, ed al di dentro al gusto in occasione che Lodovico di Savoia, fat-


dique'tempicon comode e sufficienti abi- to da Clemente V
senatore di Roma, in-
tazioni. V'erano nelle mura castellane tento ad abbattere la fazione Orsina, pas-
molli forti baluardi, e vicino alle case dei sava con forte esercito per la Sabina (for-
particolari molte torri che denotavano se ancora per incontrare PimperatoreEn-
la nobiltà delle famiglie che l'avevano rico VII), risolverono di mettersi sponta-
innalzate. Nel libro de'Censi della roma- neamentesotto la prolezione del senato e
na chiesa di Cencio Camerario, poi nel popolo romano. Quindi dal generale con
ìli 6 Onorio III, è notato che da Maglia- siglio furono deputa ti 4ode'principali cit-

no e dal poco distante ora diruto castello tadini, acciò si pollassero al campo, e ca-
di Astriano (feudo di esso e da Magliano pitolassero la loro dedizione con amiche-
venduto, ora solo essendo una tenuta: Al- voli condizioni. Seguì tale alto a'23 ghi-
teinoe A velino erano due altri piccoli ca- gnosi 1, e prestarono il giuramento di
stelli, pure al presente distrutti, nelle vi- fedeltà al senatore in exercilu exìsten-
cinanze di Calvi, spettanti a Magliano), te, atto che venne poi ratificato in Roma
pagavasi alla camera apostolica il censo con pubblico e solenne istromento, ripor-
di 22 lire lucchesi, a quell'epoca conside- tato intieramente nello statuto munici-
revole, censo che fu rinnovato ancora dai pale, e fu ancora ricordato nella capito-
Papi Bonifacio IX, Eugenio IV e Nicolò lazione della pace, fatta dipoi nel i4°4
V. Inoltre Magliano, comechè nel distret- tra il senato e popolo romano, e Fran-
to e contado Foronovano, pagava perciò cesco Orsini figlio del suddcltoPaolo.Non
alla mensa vescovile annui 3o soldi d'o- avea ancora Magliano ottenuto il nome
ro, cioè circa 70 scudi: quanti di tempo di città, ma in riguardo della sua nume-
in tempo ne furono esatti dai vicedomini rosa e civile popolazione, e del vasto ter-
di quella mensa, si rileva dal monumen- ritorio, si conobbe allora meritarsi tale
to pubblicato da Sperandio.Da tutte que- onore, e gli fu dal senato romano attri-

ste prestazioni, si può agevolmente argo- buito, e col titolo di città in più luoghi
mentare che allora Magliano era uno dei dell'islromenlo fu denominata. Furono
più rispettabili castelli della Sabina. Se- obbligati i maglianesi a somministrare
condo il sistema politico di que'tempi,ai ogni anno pei famosi giuochi di Agone
contorni ed a tutto il resto della Sabina e di Testacelo (che ho descritto a Car-
comune, potè governarsi Magliano a for- nevale di Roma, ed a Senato romano)
ma di piccola repubblica. Ebbe ancora un pallio del valore di 10 fiorini, due mo-
laventura di potersi così mantenere più nili d'argento dorato, e 4 giostratori a
lungamente di quello che il potessero gli cavallo. Tributo cui in segno di sommes-
altri nou meno forti castelli della provili- sione il senato e popolo romano obbli-
SAB SAB 79
gò altre città e luoghi, che in que' tempi frettare il suo arrivo ad Ancona, promi-
si soggettarono alla sua protezione, co- se di consolarli al ritorno , ma morì in
me Velletri, Tivoli, Civita Castellana, Su- quella città. Neh 47 3
Magliano si trovò
tri, Frascati, Albano, ec. Narra il citato in gravi apprensioni , quando Federico
p. Casimiro da Roma,che nel pontificato di Monte Feltro duca di Urbino e ge-
di 3 farti no V avendo Braccio da Mon- nerale di s. Chiesa, d'ordine di Sisto IV
tone usurpato tra gli altri luoghi della marciò per domare i S'avelli, i MaJalesIn,
Chiesa Magliano, promise al Papa a'26 e Piccinino, con altri usurpatori de'do-
febbraioi42o di restituirlo alla s. Sede, minii della s.Sede,ponendo il campo aMa-

insieme con Orle, Orvieto, Otricoli e al- gliano. Battista Varana moglie di quei
tri luoghi. Circa la metà di detto secolo, celebre duce, e donna di gran nome, vi
e sotto Eugenio IV, Magliano e la mag- si recò e prese in tanta protezione il luo-
gior parte de'castelli di Sabina, si trova- go, e per la benevolenza che di lei e di
rono esposti alle conseguenze delle guer- Federico si guadagnarono i maglianesi,
re che ardevano. Francesco Sforza dopo che questi si lodarono assai per non avere
aver soggiogato la Marca, e preso varie risentitogli effetti della presenza di un e-
città dell'Umbria, occupò ancora Maglia- sercito,nè in Magliano, ne nel contado;
no, ma ne fu discacciato dai Biacceschi per cui da tutto il paese tutte le donne
suoi emoli. Questi lasciato l'assedio d'O- più nobili concorsero a fare riverenza a
tricoli, essendosi composti coi romani, per Battista, a ciò mosse dall'onorata fama
Ponte Molle passarono in Sabina e pre- che godeva, come a quella donde tutte le

sero Magliano guardato dagli Sforzeschi. donne di sua età dovea no prender l'esem-
1 Biacceschi furono capitanati da Nicola pio del vivere virtuosamente. Nel partire
Stella, detto ancora Forte Braccio per es- Federico da Magliano, grato alle dimo-
sere figlio di Stella sorella di Braccio da strazioni de' maglianesi , lasciò loro un
Montone. Dice il p. Casimiro che ver- diploma, in cui con parole onorevoli gli

so quest' epoca il Papa governava Ma- assicurò di sua benevolenza e protezio-


gliano per un podestà, il quale per l'or- ne. Frattanto venne il i^qS, e Magliano
dinario durava nell'uffìzio un anno, come per 1' acquistata sede vescovile suburbi-
avvenne diCiccoBaliode Baliis, cittadino cariae relative prerogative, grandemen-
romano, fatto da Calisto JII, di Nicolò de te migliorò i suoi destini, in grazia delle
Pontianis, e di altri; ma alle volte dura- disposizioni di Alessandro VI, già figu-
va sei mesi soli, come accadde a Fran- rando eziandio per le sue facoltose e no-

cesco de Marcanis. Calisto III concesse a bili famiglie e civile popolo onde potè
,

chiunque avesse introdotto in Magliano trattare decorosamente i due ricordati


ogni specie d' animali , ut esset prorsus personaggi. Leone X,oltre le provvidenze

liber ab- omnìjure gabellae pedo gii. Nel che di sopra accennai, e ripeterò poi, a
viaggio che Pio II intraprese a' 18 giu- vantaggio della nuova cattedrale aumen-
gno! 464» P ei sollecitare la guerra con-
'
tò il pedaggio imposto sulla via consolare
tro il turco, epartirealla testa della cro- sotto Magliano,applicandone la 4-* parte
ciata navale, passando in barca pelTeve- alla comunità, col peso di mantenere al-
re sotto Magliano, grati gli abitanti a Guni ponti di legno per rendere più age-
quanto per loro avea fatto colla collegia- vole la via di Roma, in que'tempi disa-
ta, scesero in folla al Porto, e con dimo- strosa, non essendo ancor fabbricato il

strazioni di divozione si trovarono al suo ponte Felice; altra 4«* parte assegnò al
sbarco. Lo supplicarono di trattenersi al- vescovo per aumento di sue rendite, fin
quanto, per ricevere i loro omaggi , ma d'allora oltremodo diminuite; e le altre
il Papa che si sentiva male, e coleva af- due parti al capitolo per dote di 5 nuovi
Ho SAB SAB
canonicati e per accrescimento di rendite tori della camera di Roma a'20 febbraio
agli altri 7, cioè all'arciprete e 6 cano- i562 scritta all'arcivescovo Orsini go-

nici, ch'erano i soli ministri della novella vernatore d'Orvieto, facendo premure
cattedrale, quelli appunto che costituiva- perchè le gravi discordie fra Magliano e
no la collegiata eretta da Pio II. Inoltre Colle Vecchio fossero decise a termini di
Leone X liberò ed assolse Magliano e le giustizia, per compromesso, dai più vec-
altre città e luoghi feudali del senato e chi dei due onde evitare le spese
luoghi,
popolo romano dal suddescritto tributo, delle liti; che l'arcivescovo in-
e la lettera
eziandio dichiarandoliimmuni e liberi: a dirizzò aColleVecchio, in data de' 1 8 mar-
taxis qua prò expeditionebrevium ab eìs zo 1 557, ma dev'essere errore di stampa,

hactenus eocigebant.... Et ab ovini onere probabilmente dovendo dire 062. Quan- 1

quo prò stalionibus militimi romanae ec- tunque la diocesi di Sabina non avesse
clesiac gravabantur. Aggiunge Speran- più l'antica estensione, tutta volta perchè
dio, ed è certo, che dipoi la città di Ma- i cardinali suoi vescovi risiedono ordina-
gliano altro peso nonsenlì fuori di quello riamente in Roma per le cure della Chie-
comune a tutte le città e terre soggette sa universale e del principato, e per la su-
al dominio de'Papi; ed in ordine a'suoi perstite sua vastità fu reputato convenire
doveri verso il senato romano, si ricono- che un ecclesiastico decorato del caratte-
sceva sottoposta alla baronale giurisdizio- re vescovile stabilmente dimorasse nella
ne degli eccellentissimi conservatori di diocesi, per l'esercizio de' ponti fica li e pa-
Roma,ed alla loro camera capitolina, pro- storali incombenze, in luogo del vescovo
testando omaggio e riverenza come face- assente. A tale effetto il cardinale Scipione
vano gli altri luoghi feudali del medesi- Borghese vescovo,avendo altresì in mira il
mo^ somministrava un'annua tenuepre- maggior decoro di sua chiesa cattedrale
stazione. Questa consisteva al modo che di Magliano, generosamente impiegò un
leggo nel p. Casimiro. » La medesima cit- suo capitale in Luoghi di Monte, col frut-
tà diMagliano riconosce ancora il domi- to de'quali,in somma allora di scudi 4°°>
nio de'signori conservatori romani, a cia- stabilì il perpetuo mantenimento di un
scuno de'quali spediva per l'addietro o- vescovo in psrfi&u.!? suffraga neo, il quale
gni anno nel mese di gennaio 4 galline, risiedesse in Magliano, per celebrarvi le
e altrettante nel tempo del carnevale; s. funzioni pontificali, ed ancora presie-
nel mese di luglio 25 becca fichi, e 0.0 in desse occorrendo alla cura delle anime
quello di agosto, Secondo che si legge nel di tutta la diocesi, riportandone Speran-
libro delle entrale ed uscite del Popolo dio il decreto de'22 febbraio 1 63o, insie-

Romano, stampato in Roma nel 1604." me alla serie de' vescovi suffraganei e loro
Bensì soleva il senatore romano tenere notizie, che riprodurò brevemente: a suo
un governatore a Magliano per ammini- tempo tra iVescovi suburbicari (^-)>
strare la giustizia, e poi come gli altri luo- quello solo d'Ostia e Velletri aveail suf-
ghi baronali del Senato Romano (V.) 3 fraganeo. Lo stesso cardinal Borghese or-
veniva visitato da un conservatore, con dinò suffraganeo di Sabina, dopo l'ele-

quelle formalità riportate a tale articolo, zione fattane da Urbano Vili, Gio. Bat-
ove pure parlai del tribunale ch'era inRo- tista Piccolomini sanese, che nel i633
ma pei detti luoghi. Delle milizie de' feudi traslato a Chiusi, gli fu sostituito Brandi
-

del senato e popolo romano, trattai nel marte Tommasi di Ripatransone collo
voi. Vili, p. 78. A Milizia pontificia, Salamina in parlibu^cn-
stesso titolo di
parlando della truppa provinciale, ri- me seguenti, sepolto in Magliano, onde
i

cordai pure quella di Lazio e Sabina. Sperandio ne riporta la lapide, come di

Marocco riporta una lettera da'eonserva- altri tumulati nella cattedrale. Nel iG5o
SA D SAB 81
Quintiliano Gentilucci di Monte Cassia- legazione di Rieti. Sperandio e Marocco
no; nel 1676 Camillo Sanseverino teati- riportano le lapidarie di Magliano.
no genovese; nel 1679 Ulisse Rossi d'Or- La fede cristiana nella Sabina fu in-
te; nel 1 698 Giuseppe Ba docci anche ve- trodotta, propagata e stabilita dal prin-
scovo di Narni; Ascanio Blasi romano, cipe degli apostoli s. Pietro e da'suoi di-
poi vescovo di Civita Castellana e Orte; scepoli,ed anche dall'apostolo s. Paolo,
Venanzio Simi vescovo in partibus di Sa- per quanto sono andato descrivendo, ac-
maria, generale de' vallombrosani ; Si- cennando l'istituzione delle sedi vescovi-
mone Marco Palmerini riminese, poi li di Fidene, Curi, Nomento, e Foronovo
vescovo di Asisi ; Flaminio Dondi par- (^.)poiSabinese. 11 Piazza parlando dei
migiano de* minori osservanti, poi ve- pregi della sede vescovile di Sabina, la
a
scovo di Monte Feltro; Anton Maria San- chiama la 3. della cristianità dopo il ro-
tori de'minimi, poi vescovo di Ravello e mano Pontefice; ed i vescovi in di lui as-
Scala; Eustachio Entreri de'minimi, dot- senza, quali antichi custodi della Sabina
tissimo vescovo di Samaria in partibus, i.° patrimonio della
s. Sede,incoronava-

poidiNicotera,ovemorìsantamente;Deo- no in Roma
Y imperatore ; prerogativa
dato Bagnardi dotto teologo girolamino ch'esercitarono con precedenza sugli al-
di Rignano diocesi di Civita Castellana, tri vescovi suburbicari. Come questi furo-
poi vescovo d' Urbania; Lorenzo Odori- no chiamali Lateranensi,perchè nel mer-
a
si assai benedetto; Francesco M. Forla- coledì celebravano la messa sull' altare
ni, poi vescovo di Sanseverino, indi di Ci- pontificio e i divini uffizi alla presenza
vita Castellana e Orte; Giulio Natali cor* del Papa nella basilica La teranense,, ove
so, vescovo in partibus d'Abdera, poi ve- e nel Patriarchio restavano per tutto il

scovo di Tivoli;FilippoBruni scolopo,teo- giorno. Che furono i vescovi chiamati pa-


logo eruditissimOjVescovo di Lidda inpar- stori della vecchia e nuova Sabina. Di-
tibusj Antonio Leli di Cesi, vescovo di poi si dissero cattedrale della 1 /quella di
a
Li mira in partibus j Giuseppe Corari ro- Foronovo, della 2. quella di Magliano.
mano, vescovo d'Eucarpia in partibus. A- Dice Sperandio, che sebbene sempre ap-
vendo Pio VI nel 1777 abolito l'esorbi- partenne ad unode'4 vescovi memorati
tanza de'pedaggi, il vescovo, il capitolo e di Sabina la prerogativa di essere Vesco-
lacomune di Magliano ricorsero per quel- vi suburbicari principali e primari mi-
liloro attribuiti da Leone X; ai primi il nistri del Pontefice, donde furono chia-
Papa die compensi, non alla comunità, mati Vescovi romani, anche per I' an-
essendo cessato col ponte Felice il man- tico diritto della romana cittadinanza a
tenimento de' ponti di legno. Reduce Pio tutto il paese accordato d'intorno a Ro-
VI nel 1782 dal viaggio di Vienna, a* 12 ma ; e sebbene essi dovessero esercitare
giugno consolò maglianesi,con fermarsi
i nobile Episcoporum j"antidatimi in sacro
nel territorio ad ammetterli al bacio del Lateranensi Episcopio, e quindi horuni
piede, col capitolo e cleri secolare e rego- anlistiium fura episcopalia , et domici-
lare,presso Otricoli, ed il governatore del- lium aritiquius intra Urbis moenia edam
la provincia di Sabina
portò a Civitasi extabant, tuttavolta è incerto a quali di
Castellana ad ossequiarlo. A Pio IX, a Ro- essi appartenesse ne'primi tempi, ma pe-
ma, a Senato romano, parlando dell'or- rò è certo che con l'unione delle altre 3
ganizzazione del consiglio e senato di Ro- diocesi si dovette consolidare almeno nei
ma, dissi che cessaronodipendere da di vescovi di Foronovo. Quindi sembra mol-
esso luoghi baronali, inclusivamente a
i to verisimile che siffatta prerogativa di
Magliano, a cui fu destinato un governa- vescovo suburbicario, dal vescovo di Cu-

tore che dipende direttamente dalla de- ri passasse a quello di Nomento, e da que-
VOL. LX. 6
82 S A C S AB
slo a) Foronovnno, sia perchè Curi e No- no menzione nel 3o4 , laonde può
si fa

mento per conto della romana cittadinan- darsi che ve ne sieno stati altri dopo di
za doveano essere in particolare conside- lui, e prima di Orso del 4*5, col quale

razione sopra tutte le citta di Sabina, sia seguendo Ughelli ne incominciai la serie;
per la loro vicinanza a Roma gradata- non può farsi lo stesso giudizio de' vesco-
mente maggiore delle altre sedi; e forse vi di Curi che incorni uciano solamente nel

per questo riguardo e vicinanza al Papa, 465, cos'i quelli di Foronovo e di Fide»
furono i vescovi di Curi impiegati in più ne che si trovano più tardi e nel 5o2. Os-
incontri negli affari della chiesa univer- serva Sperandio che l'ignorarsi gli ante-
non da Curi, ma da tutta lallazione
sale, e riori capi delle chiese sabinesi può esse-
furono denominati Vescovi sabinesi. Do- re derivato dal vivere loro cautelato e na-
po P unione della chiesa di Nomento a scosto a motivo delle Persecuzioni d fila
quella di Foronovo, pe'suoi vescovi i Pa- Chiesa j e forse molti di loro appena con-
pi ebbero particola!* deferenza, e furono sagrati avranno patito il martirio, quin-
chiamati Vescovi sabinesi; dall' 8o4 in di perqualche tempo alleloro chiese sarà
poi per lo più essi accompagnarono Pa- i stato impedito di avere successori. In- i

pi ne'viaggi, o in Roma restarono a far- eomincia dunque Sperandio colla serie


ne o nelle legazioni e altre gravi
le veci, de' vescovi di Curi, chea questo articolo
cure e uffizi furono impiegati, tanto per riportai; venendo poi alfatto distrutta la
la chiesa universale, che perla romana; città di Curi odi s. Antimo, s. Gregorio
quindi derivò loro la dignità cardinali- I unì la sua sede e chiesa a quella di No-
zia,sempre unita alla qualità di Vescovi mento. De'due vescovi conosciuti di Fi-
Lateranensi fino dalla loro istituzione , dene, a questo articolo li riportai, e fra
per lo che sembra essere stato cardinale di lorocertamente altri ne fiorirono; ri-
e vescovo Lateranense il !.° vescovo fo- masta deserta Fidene, probabilmente la
ronovano, che fu incaricato del gregge di sua chiesa e sede si unì a Nomento come
Nomento. Ora nel riportare la serie dei più vicino , e divenuta la sua chiesa ri-

vescovi sabinesi o di Sabina, come quel- spettabile per la precedente unione con
lo che potè correggerei! dotto e beneme- Curi. A Nomento, con riprodurre tutti i

rito Ughelli, rettificando altresì lo stesso suoi vescovi, parlai della sua unione con
Piazza ed il p. Maroni, continuerò a se- Foronovo, per cui vescovi di questa se- i

guire l'illustre Sperandio. Tutto il paese de non più si dissero foronovani, ma da


descritto, attribuito già alla vasta diocesi tutta la provincia, vescovi di Sabina o sa-
e regione nobilissima di Sabina, fu in o- binesi. Perchè si conoscala differenza che
rigine diviso nelle 4 memorate diocesi, le passa tra Sperandio e Ughelli, basterà
quali tutte poi si compenetrarono in Fo- leggere il mio articolo Foronovo, ove a-
ronovo, donde la città residenziale il no- vendo protestato di volere in questo ar-
me prese di Vescovato, e di Sabinese da ticolo parlare de'suoi vescovi e principa-
tutta la provincia il pastore. Non può ne- li notizie ,
pubblicai intanto la serie U-
garsi che nell'introduzione della religio- ghelliana, cominciata con Paolo del ^65,
ne cristiana tra'sabinesi, venissero ad essi come conSperandio indicai di sopra.Que-
dati de' vescovi, essendo stata principal sti però dichiara che un monumento la

cura degli apostoli di stabilirli precipua- principia assai prima, e l'incomincia coi
mente nelle città e luoghi più popolati, seguenti, dopo che s. Pietro eresse la cat-

ed in quelle perciò di Fidene, Curi, No- tedra di Foronovo. Pertanto secondo ta-
mento e Foronovo : quali vescovi però le monumento il i ,°vescovo di Foronovo
precisamente fossero i primi in esse, Spe- che si conosca è Mezio che si crede pa-
randio dichiara ignorarsi; solo di Stefa- trizio foronovano, che visse sotto Teodo-
SAB S A B 83
sio II imperatore dal4o5al 4o8, il qua peratore,Raniero nipote di detto Romolo,
le come notai a Foronovo, in ossequio a s. Lorenzo Siro del 55o, venuto di Siria

questa chiesa eretta dal principe degli a- con la sorella s. Susanna, ed i compagni
postoli, ne fece ristorare l'abbattuta chie- Giovanni, e Isacco al quale si attribuisce
sa, e di ministri e di rendite 1' arricchì, il sagro e celebre ritiro presso Spoleto o

poiché l' investì della città e distretto o eremitori di Monte Luco : s. Lorenzo ri •

contado diForonovo,donazione che l'im- tiratosi in una solitudine, fu il fondatore


peratore Anastasio I del 491 confermò e i.° abbate del celebre monastero e ab-
in grazia di Vidone e Raniero vescovi fo- bazia di Farfa (f^.)j inoltre è venerato
ronovani e discendenti di Antemio impe- in Spoleto col titolo di s. Illuminatore,
ratore d'occidente e morto nel 47 2 > cne ed in Toffia forse col nome di s. Libera-
inoltre dichiarò patrizi ; quindi i vescovi tore, per la tradizione sabina che il santo
di Foronovo, mediante loro vicedomini i liberasse la contrada da un terribile dra-

pacificamente la goderono per lunga serie gone, precisamente nel luogo detto Aca-
d'anni, sia coi terreni che possedevano e zio o Acuziano, ove eresse il monastero
compresi nel contado sabinese donato, Farfenseche ne conserva il sagro corpo.
sia coi censi esatti dai castelli e feudatari, Successori di s. Lorenzo furono Vigilio
finché per l'infelicità de' tempi se ne im- eSarilone, anche pei quali Sperandio ri-
possessarono diverse comunità, parecchi schiara le diverse opinioni. Indi Giovan-
baroni e segnatamente gli Orsini, a se- ni del 649 episcopus Ficosabinatis, così
gno che vescovi doverono ricorrere ai
i sottoscrivendosi nel concilio romano, dal-
Papi per vendicare i beni rapiti alla lo- la residenza che allora faceva sul vicino
ro chiesa, onde col favore della giustizia colle detto Vico nel distretto di Vescovio,
ne fu reintegrata. Dopo Mezio e corrente per mancanza di conveniente abitazione
il V secolo, gli successero i vescovi Ancio, in Foronovo già rovinato, ovvero intese
Eutimio e Ursacio, anch'essi tutti patri- con vocabolo indicare la desolazione
tal

zi foronovani. Ursacio forse potè essere in cui con tutta la Sabina era allora la
di quella stessa famiglia degli Ursaci, nei città di Foronovo, denominandola Vico.
sotterranei della casa de'quali s. Pietro a- Lo seguirono , Deodato, Donno, Leone,
vea eretto in Foronovo primo altare alil Marziano Martiniano del 72 r, Tonfo*
ss. Salvatore, come già toccai. Nota Spe- ne del 743, e Pietro personaggio di gran
randio, che sei detti 4 vescovi non furo- nome e non pertanto perseguitato ,
per
no conosciuti da Ughelli, Lucenzi e p. Ma- cui fu costretto stare negli ultimi confini
ioni, molto meno pei successivi grandi e della diocesi , ne' monti di Trebola oggi
politici sconvolgimenti e barbariche inva- Monte Leone diocesi di Rieti, con parte
sioni, in tanta oscurità di tempi, si pote- del suo clero, ed ivi morendo fu sepolto
rono saperne i successori fino a Paolo del nel portico della chiesa di s. Vittoria. Spe-

465, col quale tutti principiano la serie, randio rimarca la gran confusione che tro*

mentre per Sperandio è il 5.°; indi regi- vasi nelle serie de' vescovi foronovani com-
stra seguenti, adducendo ragioni e cri-
i pilate da Ughelli , Lucenzi, p. Maroni e
tica pei controversi o differenze con altri altri, onde procura con ragionamenti e
autori. Ved. ilp. Fausto AntonioMaroni, documenti sostenere la sua a lui sta be- :

De Ecclesia , et Episcopis Sabinensibus ne il dettaglio come storico di Sabina, in


eommenlarius , in quo Ughelliana series me riuscirebbe stucchevole diceria, anzi
emenda tur, continualur, illustr atur^Ro- contraria al mio metodo e in un articolo
mae 758.1 Asterio del 485 episcopus Fo- già abbastanza divenuto lungo. Ripren-
ronoiumus, ProjeUizio del 499>Vidone fi- dendo la successione de' vescovi forono-
glio diRomolo che nacque da Antemio ina- vani, dopo Pietro lo furono Samuele^Eu-
84 SA B SAB
Teodoro deH'8o4,Teudo,aUroSa-
frasio, niniuno de' vescovi sabinesi si trovi pro-
mue!e,Sergio, Durino,Casperio, A madeo, priamente chiamato Cardinalr nont\\me- }

Gregorio. Distrutta Foronovodai sarace- nocredeche lo stesso titolo o altro equi-


ni, Durino e Casperio furono obbligali a valente abbiano portato altri ancora che
ne vesco-
ritirarsi nella chiesa diToffia, i dopo la detta unione delle sedilo prece-
vi foronovani rimisero più piede in Fo- dettero, massime il predecessore, altro
ronovo, se non dopo che A madeo succes- Giovanni. Quanto poi al narrato da Piaz-
sore di Casperio, con l'aiuto di altro A' za, Sperandio dice derivato l'avvenimen-

madeo conte di Borgogna e suo fratello, to, perchè l'abbate di Farfa Berardo non

e mediante una generosa donazione a tal volle riconoscere l'anteriore convenzione


fine fatta dal sabino Papa Landone del fatta dal predecessore : molte furono le

3, potè ristabilire quella chiesa. Da una successive controversie tra abbati far-
gli
g 1

bolla di Martino III del g43 rilevasi che fensi ed i vescovi sabinesi ,
per giurisdi-
a Gregorio successe Giovanni, poscia A- zioni epossedimenti, questioni che di fre-

nastasio vescovo Sabinese, titolo già com- quente si rinnovarono. Ubaldo cardinale
petente ai soli vescovi di Foronovo, colle assistè alla consagrazione che fece Ales-
prerogative godute da'vescovi di Nomen- sandro II nel 107 della 1 basilica di Mon-
to; Giovanni, Benedetto, Raniero, Gio- te Cassino (non nel io3 1), ed egli consti

vanni romano forse cardinale, nel io44 grò l'altare di s. Gregorio. Regizzone crea-
antipapa SilvestroIV (J7.). Sperandio to vescovo e cai dinaie da s. Gregorio VII
narra, che giunte al colmo le disonestà, nel 1073, del quale non avendone parla-
le ruberie e gli ammutinamenti nel pon- to l'accuratissimoCardella, che in più luo-
tificato diBenedetto IX, di maniera che ghi corresse Sperandio, non ne feci bio-
ilpopolo non potendolo più tollerare, lo grafia; bensì del vescovo cardinal Grego-
cacciò fuori di Roma, ed elesse Papa Gio- rio, fatto da s. Gregorio VII, che Speran-

vanni vescovo sabinese; ma dopo 3 soli dio ammette per pochi mesi non senza
mesi, perchè colla forza de* suoi parenti incertezza. Ubaldo cardinale del 1090.
Benedetto IX rìsali sul trono, Giovanni Crescenzio cardinale deli 102, o meglio
se ne ritornò alla sua chiesa di Sabina , ebbe tal dignità l'altroCrescenzio che suc-
dove è da credere che si trattenesse, con- cesse al seguente.Cintioo Cencio fu al con-
tento di vedersi sgravato da un peso, ad cilio di Guastalla, patì pazientemente le
addossarsi il quale era stato obbligato dal- ingiurie di Enrico V, difese con vigore Pa-
la furiosa moltitudine, oche almeno non squale II, e fu al concilio diLaterano del
si ostinasse nel pretenderlo, poiché non 1 1 12. Crescenzio cardinale e vescovo fat-
si oppose al concilio di Sutri per reiezio- to da Pasquale II, intervenne al concilio
ne di Clemente II,come vi si opposero Be- di Laterano deli 1 16. Qui trovo confu-
nedetto IX e Gregorio VI. Indi fu ve- sione, anche per un Contino vescovo car-
scovo altro Giovanni pure romano, crea- dinale , e temo che si sieno moltiplicati
to cardinale da Leone IX ricorderò
s. : gli enti 4 personaggi, forse 2,0 al più
: di

che tutti i cardinali avendo le biografie, 3 si dovrebbero notare. Corrado della


mi astengo dal qui ripeterne le notizie. Suburra fu creato cardinale e vescovo dal-
Di questo Giovanni accennaPiazza un ter- lo zio Onorio II neh 126, poi Papa Ana-

ribile avvenimento, per avere armata ma- stasio IV (V'.)neli i53,e fece subito suc-
no distrutto un altare spettante al mona- cessore nel vescovato e cardinale il nipote
stero di Farfa e seco portate le preziose Gregorio della Suburra. Alessandro III
reliquie, non che usurpate diverse ragio- neh 1 63 nominòcardinalee vescovo Cor-
ni spettanti all'abbazia. Osserva Speran- rado Witellespach, che si vuole il i.°a
dio, che sebbene prima dldelto Giovan- possedere nello stesso tempo più vescova-
SAB 1 SAB 85
ti. Giovanni Colonna cardinale, fatto ve- ni Visconti. Nei 1 278 cardinale e vescovo
scovo di Sabina da Innocenzo III, il ((ita- Gherardo Bianchi, cheCardella dice fatto
le con tutto zelo si dio a riparare i danni vescovo da Martino IV.Neli3o2 Pietro
cagionati alla sede, durante la lunga as- spagnuoloelettodaBonifacioVIIIjgià ve-
senza del predecessore. Pietro Collevac- scovo di Burgos, morto in Avignone ove
vino cardinale, verso ÌI1216 Onorio HI era stata trasferitala s. Sede nel 1 3 o, e 1

lo elesse vescovo. Dilapidati i beni, usur- portato in Roma fu sepolto presso detto
pati i diritti, disordinata la disciplina ec- Papa con epitaflìo. Nel medesimo anno
clesiastica in tempo della legazione del- Clemente V creò vescovo e cardinale Ar-
l' antecessore, il cardinal Pietro volle ri- naldo Falguerio o Faugier o Foggeri, che
vendicare i primi e ripristinare la secon- lodai zelante eamorevole vescovo nelle
da. Compose le discordie tra il capitolo e frequenti legazioni chefunse,oltreche,co-
il vescovo sulla presentazione dell'inve- me notai, fu pure rettore della provincia
stitura, e sulla destituzione de'titolati da di Sabina. Formò per la sua chiesa e dio-
eleggersi ne' castelli di Torri, s. Polo, e cesi verso il 1 3 1 2 le costituzioni sinoda-
della Rocca, tutto convalidando Onorio che con quelle de'cardinali vescovi Go-
li,

111 colla bolla Eaquae vinculo vel con- mez e Deucio, il cardinal Annibale Al-
cordia, che si legge io Ughelli a p.162. bani inserì nel suo sinodo sabinese, ac-
Aldebrando Gaelani cardinale, vescovo compagnaleda: Constanlìni Ruggcriidi-
nel 122 1. Tommaso Oliviero di Sassonia sauisitio de Arnaldo de Faugeriis, Petro
cardinale, vescovo nel 1223. Giovauni Gomesii de Bar osso, Bertrando de Deu-
Ualgrin neh 227 cardinal vescovo. Gof- ciò Episcopis Sabinensibus S. R. E. Car-
fredo Casliglioni cardinale, nel 1237 ve- dinalibus, che a parte pubblicò il p. Ca-
scovo, ed a' 2 2 settembrei24i Papa Ce- logeri nel t. 20 della Raccolta. In que-
lestino IV (V.\ senza dimettere la chie- sta disquisizione il Ruggeri varie notizie
sa di Sabiua, ma vivendo poi 6oli 1 7 gior- somministra del cardinalFaugerio, e spe-
lunga sede vacante nella roma-
ni, lasciò cialmeute quella, ch'egli coronò in Roma
na e nella sabina cattedra. Con reiezio- l'imperatore Enrico VII, mentre ilPapa
ne d'Innocenzo IV, avvenuta a' 24 giu- era in Avignone, ad ontadella questione
gno 1243 terminò pure la vedovanza
, eccitata in concistoro dal cardinal vesco-
della chiesa sabiuese con Nicolo che poi vo d'Ostia, il quale pretendeva di avere
fece cardinale, e inviò legalo in Prussia, in tale atto la preferenza : per inavver-
ove moiì nel 1 244>dice Sperandio, e più tenza dell'editore, si attribuisce a Cle-
tardi Cardella nel concilio di Lione e nel
: mente V ciò che spetta a Giovanni XXI I.
1245 Innocenzo IV gli sostituì Gugliel- Come procedette la coronazione, con qua-
mo cardinale, celebre legato in Prussia e li cardinali e ceremoniale, lo dissi ne' voi.
Svezia. Nel 1 25 1 il cardinal Pietro Bar- XVII, p. 217, XXIX, p.i5i si può ve- :

ro j nel 1252 indi dallo stesso Pontefice dere Imperatore. Narra X annalista Ri-
Innocenzo lV,Giovanni da Perugia ecar- naldi all'anno i3i 1, che Eurico VII ot-
dinale, che intervenuto all'elezione d'A- tenne da Clemente di poter essere co-V
lessandro IV
1254, poco dopo morì.
nel ronato in Roma, ed
il Papa deputò i car-

Nel 26 cardinale vescovo Guido Gross,


1 1 dinali Faugier vescovo di Sabina, Prato
-

nel 1265 Papa Clemente IV (f .). Restò vescovo d'Ostia, Patrasso vescovo d' Al-
vacante la chiesa di Sabina con grave dan- bano, Orsini eFieschi diaconi, che in ve-
no, finche Gregorio nel 1273 creò car- X ce sua facessero la ceremonia, a ciascuno
dinale e vescovo Bertrando da s. Marti- assegnando l'ufficio; ed essendosi dispu-
no, che morto nel 1
274, gli surrogò nel tato in concistoro a chi di loro apparte-
1275 il nipote proprio, cardinal Giovan- nesse l'incoro naie l'imperatore, allegan»
86 S AB SAB
do vescovo d'Ostia che toccando a se
il la chiesa universale e della propria, co-
coronare (o consagrare) il Papa, di conse- me della sovranità della s. Sede che ri-
guenza dovea fare il simile coli' impera- cuperò dagl'invasori. Urbano V nel 368 1

tore; ed in contrario dicendo il cardinal creò vescovo il parente cardinal Gugliel-


di Sabina, certa cosa essere,che all'inco- mo d' Agrifoglio j indi nel 1369 o i3yo
ronazione degl' imperatori il vescovo di vescovo il cardinal Filippo Cabasaolt
Sabina sta sempre più vicino al Papa al che Gregorio XI fece legato di Sabina e
levare la corona, Clemente V pronunziò altre provincie. Nel 1372 Giovanni Bro-
che il vescovo di Sabina dovesse fa reta* gnier o Broniaco, dall'antipapa Clemen-
le ufficio, ed essere sopra gli altri (pre- te VII fatto anticardinale, e perciò uè ri-
rogativa che dice Piazza avere il Papa parlai tra' suoi pseudo-cardinali nel voi.
confermata nel concilio generale di Vien- Ili, p. 1 1 5, riconosciuto per vero cardi -
na, con precedenza nella funzione ai car- naie nel concilio di Pisa. Gli successero,
dinali vescovi d'Ostia e di Albano, per- dice Sperandio, Ugone del Monte delle
chè avea coronato gl'imperatori Ottone leggi, e Pietro di Sorteuago anticardina-
ed Enrico, senza dire quali): a seconda di le di Clemente VII ; ma si deve ritene-
questa decisione nella pontificia lettera re il cardinale Ugo Montelungo eletto
egli ènominato in i.° luogo con titolo di vescovo di Sabiua da Gregorio XI e poi
legalo della Sede apostolica e gli altri , seguace dello scisma di Clemente VII, il

soltanto sonodetti nunzi della medesima. quale creò nel 1 378 anticardinale edipoi
£ perchè i fiorentini e altri capi guelfi vescovo di Sabina Pietro de Sorlenac,di
sistudiavano d'impedire la consagrazio- cui parlai nel voi. Ili, p. 2 1 1 : se si legge-
ned' Enrico VII, fautore de' ghibellini, ranno le citate biografie e luoghi, si po-
Clemente V fece il cardinal Faugier suo tranno un poco riordinare l'epoche di que-
legato in Toscana, Liguria, Lombardia sti 3 ultimi vescovi, alquanto confuse. Di

e Marca Trevigiana, e di altre provincie più, con l'autorità di Cardella, nella bio-
per pacificar l'Italia e facilitar l'accesso grafia del cardinal Giovanni Blandiaco,
in Roma all'imperatore. Anche Speran- Sabina nel i3y 1
lo dissi fatto vescovo di
dio sostiene l'antica prerogativa del ve- da Gregorio XI. Il cardinal Filippo (VA-
scovo di Sabina, di coronare Y impera- lencon, che Bonifacio IX del 389 fece 1

tore nell'assenza del Papa, a preferenza vescovo, prima di Sabina e poi d'Ostia :

di qualunque altro cardinale; diritto che in questa lagrimevole epoca del grande
il vescovo di Sabina esercitò tante volte, scisma d'occidenle,iucominciato nel 1 378
per cui quando ne fu mossa questione, e terminalo nel pontificato di Martino V
Clemente V stabilmente decise e risol- del 1 4 1
7> bisogna tenerpresente, che tan-
vette a favore de' vescovi sabiuesi. Nel to i Papi di Pioma, che gli antipapi d'A-
1317 Giovanni XXII fece vescovo il car- viguone, conferivano medesimi vesco- i

dinal Guglielmo Goditi domenicano, cui vati, per cui si trovano a un tempo due

nel 1 338 successe l'altro domenicano car- vescovi; sembrano di fattoi nomiuatidai
dinal Matteo Orsinìj indi lo fu il cardi- Papi, di titolo gli eletti dagli antipapi. Ed
nal Pietro Gomez, morto nel 1 344 • A- in fatti, anche Sperandio confessa la cou-
vignone, poscia il cardinalBertrandoZ?ew- fusa successione de'vescovi; dichiara poi
ciò, le cui costituzioni sinodali ricorda- falso Sol tenac , di cui furono successori
te, furono pubblicate da Nicola Zabare- Giacomo d' Aragona, Bertrando di Ca-
schi vescovo d'Ostia, suo vicario e vice- nacoo Cauhaco, e Giovanni Pianetini o
domino. Neh 355 il cardinal Egidio Al- Flandi ini, tutti seguaci dello scisma. No-
lornoz, che splendidamente celebrai a terò che tutti e tre furono auticardinali
Roma e in tanti articoli, benemerito del- di Clemente VII, e perciò ne riportai le
SAB SAB 87
notizie biografiche nel voi. Ili, p. 21 4, nel 1 45 1
, Nicolò V gli surrogò il cardinal
218,219, non avendo scritto separate Isidoro basiliano ruteno, che perciò ce-
biografìe de'falsi cardinali : il 3.° fu fatto lebrai aRioviA,aRussiA,a Ruteni ed al-

vescovo di Sabina dall'antipapa Benedet- trove; detto il cardinal Santacroce come


to XIII , e forse fu nipote del cardinal veneratore del segno dell' umana reden-
Pietro Flandrini {F.). A \Y A lencon, Bo- zione, onde lo prese per suo stemma: am-
nifacio IX die per legittimo successore il ministròsanlissimamente la chiesa di Sa-
cardinal Francesco Carbone detto To- bina, rifabbricò dai fondamenti il palaz-
macclli come nipote Papa che peli.
del zo vescovile di Foronovo, ed ottenne da
lo fece abbate commendatario di Farfa, Pio II l'erezione della chiesa di Maglia-
nel modo che trattai in quell'articolo al- : no in collegiata. Questo Papa nel i4^4
tri anticiparono il suo vescovato, avendo- consagrò vescovo di Sabina il cardinal
glielo fatto conferire da Urbano VI. Ales- Giovanni Torrecremala domenicano, già
sandro V che die principio all' Ozio ne(F.) di Palestrina, morendo nel 468. In buo- 1

de'vescovatlsuburbicari, titoli e diaconie, na pace d'Ughelli e di Sperandio, e seb-


nel 1409 dalla chiesa di Frascati trasferì bene con questo a Farfa dissi vescovo di
a questa il cardinal Enrico Mininolo. Nel Sabina il cardinal Lalino Orsini abbate
1 4 1
7 oprima il cardinal Pietro Feritali- commendatario di quell'abbazia, qui con
<//spagnuolojche essendo prima stato an- Cardella lo dovrei escludere dalla serie
ticardinale di Clemente VII, ne dovetti de' vescovi di Sabina. Però bisogna am-
ripetere la biografia nel voi. Ili, p. 2 19. mettere o sede vacaute, o che non si co-
Poco dopo e nel 1420 Martino V lo fece nosca il successore sino al celebre cardi-
succedere dal cardinal Francesco Landi, nale Alano Cttivo traslato da Palestrina:
il quale tenne il sinodo nella diocesi ch'è Pettini nelle Memorie Prenestine, p. 1 88,
il 1 ,°, frammenti furono pubblica •
i di cui afferma che a*1 8 marzo 473 era già ve-
1

ti in quello del rammentalo cardinal Al- scovo di Palestrina e successore del Ce-
bani: essendo morto neh 4^7, restò 3 an- tivo il cardinal Capranica. A Frascati
ni vacante la sede, nel qual tempo Mer- con Ughelli io avea detto, che da questo
lino V fece ricuperare molti diritti e be- vescovato un dopo l'altro vi passarono il

ni erano stati usurpali. Rimarcai


che le Bessarione e l'Orsini. Nel 1474 Sisto IV
ad Oziopte, che Eugenio IV peli. le au- al Cetivo da lui dato a Sabina, fece suc-
torizzò, accordando nel i43 1 al cardinal cedere il cardinal Berardo Ertili o Ero-
Giordano Orsini, che dal vescovato d'Al- li, di cui Pio II soleva dire : verbum Be-
bano passasse a questo dal 1420 era ab- : lar di verbum ',
vcritatis. Sisto IV inoltre
bate commendatario di Farfa,ove noi ri- nel 1 48 consagrò
1 vescovo il cardiualGiu-
portai perchè non intesi darne V intiera liano della Rovere suo nipote, e da que-
serie. Nel 1 44° il cardinal Branda Casti- sta chiesa Sperandio lo dice traslato aFra-
glioni, nel i449 H celebre cardinal Bes- scali ; poi divenne il gran Giulio II. Il
sarione y di cui riparlai in tanti luoghi can. Bauco, Storia di Fclletri, riferisce
come a Grecia e Grottaferrata. Perla che il cardinal Rovere ne divenne vesco-

rinunzia dell'ultimo antipapa Felice V, vo nel i483; prima di lui il vescovo di


questo ritornato Amedeo duca di Savoia, Nocera Borgia, Istoria di Velletri ) dice
nel i449 Nicolò V lo creò cardinale con che vi anno dalla
fu trasferito in dello

preminenza sugli altri, vescovo di Sabi- chiesa di Sabina;dunque narrando Spe-


na, e gli accordò diverse iusegne pontifi- raudio che per l'ozione di Rovere resta-
cie: tutto in dettaglio narrai ad Antipa- ta vacante Sabina, l'ebbe il cardinal Oli-
pa XXXIX, Savoia, Basilea, ove riportai viero Caraffa 3 posso stabilire l'anno 1 483
i molli anticardiuuli da lui creali. Mor lo e restare dubbio il passaggio di Rovere a
88 SAB SAB
Frascati, In cui non Io registrò neppure jc^/,edanch'egli passò a Porto. Nel 1 5a3
l'Ughelli. Avendo il cardinal Caraffa tro- divenne vescovo della chiesa di Sabina il
vato la chiesa diForonovo detta Vesco- cardinal Alessandro Farnese, che oliata
vio e cattedrale sabinese in disordine, non quella di Porto neh 524, fu poi PaoloIII:
solo pubblicò una costituzione sulla ri- gli successero, il cardinal Antonio Ciocchi
forma del clero, riportata nel sinodo Al- delMonte,che per le nocevoli efi equenti o-
bani, ma ancora per autorità di Alessan- zioni anch'egli passò a Porto; a'5 giugno 1

dro VI nel i49^ dicharata Magliano cit- 1 524 il a' 1 6 no-


cardinal Pietro Accolti j
tà e la chiesa di s. Liberatore cattedrale, vembre 1 533 il cardinal Gio. Domenico de
in questa trasferì la sede sabinese , con Cupisgìhóì Albano; nel febbraioi 535 il
tutte le dignità, canonicati e benefìzi. Nel cardinalBooifazioF<e/7Y?r/,poi diPorto;nel
i5o3 divenuto il cardinal Caraffa nuo- i537 (non riporto tutte l'epoche di Spe-
vamente arcivescovo di Napoli^.) e ve- randio e procuro correggerlo senza indi-
scovo d'Ostia e Vellclri (/^.), alcuui gli carlo, poiché troppi sono gli errori tipo-
danno Sabina successore il cardinal
in graficinumerici) il cardinalLorenzoCrtwj-
Lorenzo C/6o_;Sperandioin vecesoslieue peggij a'4 agosto 1 539 il cardinal A ntonio
che fu il cardinale Girolamo Basso della Sanseverino } %\a d'i Palestriua;agli 8 gen-
Rovere a'29 novembre preconizzato dal naio 543 il cardinal Antonio Pucci; n 7
1

cugino Giulio II,il quale per ozione da Al- ottobre 1 544 • cardinal Giovanni iSVz/wVi-

bano poi la concesse all'altro cugino car- ti, poscia di Porto; agli 8 ottobre 1 546 il

dinal Raffaele Riario a*9 settembre 1 507. cardinal Giampietro Caraffa, dimessa la
Passato questi a Porto (/^.), nel 1 5o8 da chiesa d'Albano, poi Paolo If^j a'24 feb-
Palestrina (Z^.) vi trasferì il cardinal Gio. braio i55o il cardinal Francesco Tour-
Antonio Sangiorgi. Questi morto a' 14 non t
indi otto Porto; a'i3 marzo i56o il
marzo 1 509, Giulio II dichiarò successo- cardinal Roberto di Lenoncourt; nel 1 56

re il cardinal Bernardino Carvajal, che il cardinal Giovanni Moroni, già d'Alba-

a lui ribelle nel conciliabolo di Pisa ( ^.), no e poco appresso di Palestrina e di Fra-
fu spogliato di tutte le dignità,onde di- scati; forse a'i8 maggio 1 562 il cardinal
venne vescovo di Sabina il cardinal Fran- Cristoforo Madrucci, indi di Palestrina;
cesco- Soderinì nel 1 5 2. Abrogati i suoi
1 probabilmente a' 12 maggio 1 564, in cui
errori, ilcardinalCarvajal in tutto fu rein- tal cardinale esegui il passaggio, gli suc-
tegrato nel concilio di Luterano da Leo* cesse il cardinal Alessandro Farnese^ ma
ne X. Il disordine in cui il cardinale tro- secondo Sperandio pare prima, perchè in
vò la chiesa di Sabina e tutta la diocesi, tal giorno già lo era divenuto di Frasca-

malcontenta della traslazione fatta da A- ti, dunque o egli erra , ovvero Petrilli :

lessandro VI della cattedrale di Furono* queste fatali e brevissime successioni nei


vo alla chiesa di Magliano, fece impegnar- vescovati suburbicari, fanno difficilmen-
lo a comporre le parti, con ottenere da te essere esatti, laonde lascio il dettaglio
Leone X in vece della traslazione, l'unio- che ogni volta bisognerebbe sostenerlo
ne delle chiese di Foronovo e Magliano , con discussioni, e proseguirò possibilmen-
3
lai. con grado di cattedrale, la a.' con te alla meglio. Il fratello del precedente,
quello di concattedrale; che il vescovosi cardinal Ranuccio Farnese, si trova ve-
chiamasse vescovo dell'una e l'altra Sa- scovo di Sabina a'7 febbraio 1 565, e mo-
bina; che in ognuna restasse il proprio ri a*28 ottobre;7 novembre il cardi-
a'
capitolo, oltre le altre cose in più luoghi nal Tiberio Crispij agli 8 ottobre 1 566,
dette di sopra, e risarcendo l'episcopio di un giorno dopo la morte del predecesso-
Foronovo. Nel 52 1 1 al Carvajal traslalo re, il cardinal Gianmichele Saraceni, il

a Porto, successe il cardinal Nicolò Fìe- quale si distinse fra' vescovi che vollero
SAB SAB 89
vendicare le ragioni ed i beni della men- solazione in cui trovò l'antico Vescovio
sa dalle altrui usurpazioni, sentenziando o episcopio o cattedrale di Foronovo,sen-
contro Torri e Santo Polo a pagare quan- za alcun sagro ministro, fabbricò nel vi-
to dovevano camerae episcopali Sabi- cino colle un couvento ai riformati fran-
ìien.j indi si successero nel vescovato nel- cescani, cui affidò la cura della vecchia
raprilei569 il cardinal Giambattista Ci- basilica sabinese di s. Maria, onde me-

calaj a'21 aprile 1070 il cardinal Otto- rito una magnifica lapide nella cattedra-
ne Truschcs già d'Albano, ed a'23 luglio le di Magliano, e le benedizioni di tutti.
di Paleslrina, secondo Peti ini; a'3 luglio A* 18 agosto i5g3 il cardinal Lodovico
detto il cardinal Giulio Feltre della Ro- Madrucci, che a'21 febbraio 1600 otto
vere, ed a' 17 ottobre di Palestrina, che la chiesa di Frascati, egli successe nello

Pettini protrae e con ragione agli 8 a- stesso giorno, come ben registra Ughel-
prile 1 573. Infatti nel tal giorno diven- li, il cardinal Girolamo Rusticuccij poi-
ne vescovo di Sabina il cardinal Giovan- ché Ughelli dice che Rusticucci a'2 1 feb-
maggio 574 il cardinal Sci-
ni Riccij a'5 1 braio 1600 fu promosso al vescovato di
pione Rebiba già di Albano; nel 1577 il Sabina, indi a'ig febbraioi6o3 passò a
cardinal Giacomo Savelli, poi di Frasca- Porto, morendo a'i4 giugno. Perciò er-
ti; nel 1578 il cardinal Gio. Antonio Ser- roneamente Sperandio asserì che nel feb-
lelloni, ed a'3 ottobre 1578 di Palestri- braio 1 6o3 divenne vescovodi Sabina (la-
na a' 5 di tal mese il celebre cardinal
; sciando vacante la sede mentre noi fu), e
Anton io Perenol di Granvela 3 arcivesco- che poco appresso morì, senza all'alto no-
vo di Besancon, non vescovo di Bitonto, minare Porto.Poscia fu vescovo di Sabina
che sebbene lontano, e fra tante cure go- a' 1 9 febbraio 1 6o3 il cardinalSimone Ta-
vernative e diplomatiche, seppe aver ze- gliavia,che morto a'20 maggio 1 6o4,Cle-
lo e usare le opportune provvidenze per menteVIllglisurrogòilcardinalFrance-
la chiesa di Sabina, morì a'20 settembre scoGio/osa.Da Albano vi passò a' 7 ago- r

1 586. Gli successe il cardinal Innico. di sto 6 1 1 il cardinal Antonio Sauli,che nel
1

Avalos, poi di Frascati; quindi a'6 mag- 1614 o meglio 161 5 fu traslato a Porto,
gio 589 cardinal Tolomeo
1 il Galli, che per cui a'6 settembre ottenne la sede diSa-
neh 5go tenne il sinodo nella cattedrale bina il cardinal Benedetto Giustinianij
di Magliano, riportato in quello d'Alba- a'3i agosto 1620 il cardinal Pietro Al-
ni, poscia di Frascati; a'29 maggio 1 591 dobr andini arcivescovo di Ravenna: a
il benemerito per gran zelo e pastorale questo articolo lo celebrai, e qui aggiun-
vigilanza cardinalGabriele PaleollL Que- gerò che narrasi aver costumato nelle so-
sti, come avea fatto in Albano, convocò lenni processioni,quando v'incedeva pon-
ilsinodo in Magliano a'29 aprile i593, tificalmente, di farsi precedere da un ac-
ove decretò l'apertura di quel seminario, colito col pastorale, altro portandone lui
e perciò uno de'primi dopo il concilio di in mano, e ciò per significare la duplice
Trento; stabilì le tasse alla curia vesco- dignità di arcivescovo Ravennate e di ve-
vile ; pubblicò alcune regole pei sanlesi scovo Sabinese. A'3 marzo 1 62 divenne 1

e altri ufficiali delle chiese, e per quelli vescovo il cardinal Odoardo Famese^che
che avessero voluto vivere da eremiti; re- quale legato del Patrimonio tulle le stra-
strinse il numero de'vicari foranei, prov- de urbane di Magliano fece rifare con
vide alla disciplina ecclesiastica , rimo- mattoni a coltello, non senza grande spe-
vendo molti abusi e pubblicando peli. sa,erigendo la torre campanaria delia cat-
lecostituzioni del capitolo e canonici del- tedrale; epassando a Frascati nel 1623,
la cattedrale di Magliano,tutto riprodotto in questa poi ebbe a successore il cardi-
nel sinodo Albani. Commosso per la de- nal Bonifazio Bevilacqua t dopo aver oc-
«jo SA B S AB
e muito il suo luogo nella chiesa di Sabi- fu nominato il cardinal Nicolò Ludovisi
na, della qual provincia era slato gover- Albergati, rilevandosi dall'appendice del
natore. Il cardinal Carlo Madrucci, ni- sinodo Albani, che visitò con molto zelo
pote di due predecessori, Urbano Vili lo la diocesi, riparò molti disordini e pub-
prepose a questo vescovato il 6 settem- blicò un'utile istruzione pel clero e pel
bre 626,01*1 successero: a* 1 9 agosto 1 629
1 decoro delle sagre funzioni ; traslalo a
il cardinal Scipione Borghese, ch'eresse il Porto,a'i5 febbraioi683 gli successe il

vescovato sulfraganeo, tenne in Maglia- cardinal Pietro Oltoboni,che ottando su-


110 il sinodo agli 8 ottobre 1 632, e lo si bito quelle di Frascati e di Porto, fu poi
leggeinquellod'Albani, quindi istruì for- Alessandro Vili; laonde fu vescovo il

male giudizio contro gli usurpatori della cardinal P*'o,che morendo nel 1689, ai

mensa vescovile, e tentò la ripristinazio- 28 febbraio subentrò il cardinal Paluz-


ne della chiesa di Foronovo; a'26 novem- zo Palazzi Altieri, che edificò nella visita
bre i635 il cardinal Felice Cenimi j ai pastorale della diocesi, finché agli 8 ago-
25 febbraio 1641 il cardinal Francesco sto 1690 o meglio 1691 venne trasferito
Cd7i/2z'mgiàdiFaenza,che passandoa Por- a Palestrina, come nota Petri ni: laonde
to a'5 marzo i645, nello stesso concisto- è dubbio che il cardinal Gio. Nicola Conti
ro fu vescovo il cardinal Carlo Medici, divenisse vescovoa'3 novembre 1690, ri-
(he dopo pochi giorni otto la chiesa di tenendo la sede d'Ancona, e nondimeno
Frascati, per cui a'2 3 ottobre fu surro- visitò la diocesi. Mancato a'vivi,a'27 gen-
gato dal celebre cardinal Francesco Bar- naio 1698 fu preconizzato il celebre car-
berini, lodato pastore, finche lo diventò dinal Gaspare Carpegna, che prescrisse
di Porto, ed essendoabbate di Farfa edi- le facoltà de' vicari foranei, e fu pianto
ficò rammentato monastero di Fara.
il quando 16 aprile 17 i4
cessò di vivere. A'
Nel i65i il cardinal Bernardino Spada, il cardinal Fulvio Astalli encomialo ve-

già d'Albano, indi di Palestrina agli 1 1 scovo, che per non passare a Ostia e Vel-
ottobre i655, nel quale giorno ottenne lelri il cardinal Orsini di Porto, ottenne
la chiesa di Sabina il cardinal Giulio Sac- lui quelle sedie la dignità di Decano^.);
chetti} lasciando quella di Frascati, che il perchè gli successe a'26 aprile 7 1 1
9 il

unendo alla cattedrale la cura di s. Mi* cardinal Francesco Pignattelliypoì diFra-


chele Arcangelo, statuì che ne fosse par- scati. A' 17 aprile 1724 il cardinal Fran-
a
roco uno de'canonici di i. erezione. A'2 cesco Acquaviva; per sua morte gli suc-
luglio i663 il cardinal Marzio Ginnetti, cesse a'29 gennaio 17 25 il cardinal Pie-
ed agli 1 1 ottobre 1666 otto la sedePor- tro Oltoboni , che di frequente ad onta
tuense, ricevendo contemporaneamente delle sue molteplici cure si recò a Maglia -
quella che lasciava il cardinal Francesco no, munifico colla cattedrale anche di pre-
a
M. Brancaccij questi riparò all'abban- ziose reliquie, col seminano e coll'episco-
donato convento dé'riformati per la cu- pio che ampliò. Trasferito a Frascati, ai
stodia di s. Maria di Vescovio, con sosti - 241uglioi73o ClementeXII (il quale fi-
tuirvii religiosi della Mercede della reden- nalmente tolse l'inconveniente delle fre-
zione degli schiavi, che esistevano a tem- quentissime ozioni, lasciando queste alle
po di Sperandio, ed in Magliano unì la sole chiese di Porto, e di Ostia e Velletri),
parrocchia di s. Giovanni a quella di s. dichiarò vescovo di Sabina ilbenemereu -
Liberatore, concedendo la chiesa e le ren- tissimo cardinal Ànuibale Albani , che
dile al sodalizio de'disciplinati: passato a emulando l'antecessore, arricchì e abbel-
Francatagli successe il cardinal Giulio Ga- lì non solo il seminario, la cattedrale e

brielli; che prese possesso a' 3o gennaio l'episcopio, ma tutta ancora la città di

1 668.Per sua morte a' 1 3 settembre 1677 Magliano. In questa a proprie spese eres-
SAB SAB 91
se il monte di pietà a sollievo de'poveri, il cardinal Silvio Valenti Gonzaga j a'20
cui faceva somministrare i medicinali. settembre 175*6 fu consagrato vescovo il
Ampliò il numero de'canonici e benefi- cardinal Gioacchino Ferdinando Porlo-
ciali della cattedrale e decorò il capitolo cancro, caritatevole e magnifico pasto-
dell' uso del rocchetto e inozzetta pao- re : aggiunse al seminario il palazzo del
nazza, trasferendo in essa i pochi canoni- suffraganeo, e per questo altro ne sosti-
ci superstiti dell'altra. Aggiunse al semi- tuì coutiguo all'episcopio; di più a sue spe-
nario comoda abitazione, e lo fece gran- se fece eseguire una carta topografica di
demente fiorire nello studio, edificando tutta la diocesi. A' 1 o luglio 1 760 il car-
ilpropinquo palazzo pel suflraganeo; l'e- dinal Gio. Francesco Albani ) che con pe-
piscopio nobilmente fornì di mobili e di na e dolore de'diocesani e sua, passò a Por-
suppellettili. De'72 antichi e nobili mini- to; generoso con tutti, non vi fu luogo an-
stri che decoravano la chiesa diForonovo, corché inaccessibile che non visitasse e be-
ne trovò due soli, il primicero ed un ca- neficasse; fece risplendere l'insegnamen-
nonico, che ne possedevano il titolo iu i- to nel seminario, e riunì al capitolo l'ab-
statodel tutto secolare; i quali perchè non badia di s. Maria di Viconovo. A' 1 5 mar-
andassero in perdizione, con breve di Cle- zo 1773 il cardinal Rezzonico, il quale,
mente XII perpetuamente li fece trasfe- come descrissi, molte chiese nella diocesi
rire nella cattedrale di Maglia 110. Dalla consagrò, comechè vigilante esollecito ve-
s. congregazione de'riti ottenne l' uffìzio scovo, non che generoso co'poveri au- :

proprio e la messa per alcuni santi di Sa- mentò le rendite della sagrestia della cat-
bina, che a sue spese stampò e dispeusò. tedrale di Magliano e arricchì di suppel-
JXel 1736 celebrò il memorabile sinodo lettili, e fu beuefico pure colla chiesa di
in Magliano, e lo pubblicò con inserir- Vescovio. Passato a Porto a'29 gennaio
vi le costituzioni de'precedenti : Constila- 1 776, ili 5 luglio gli successe il cardinal

tionesSynodales Sabinae dioecesis edi- Andrea Corsini, che ogni anno si portò
tae ab Hannibale card. s. Clemenlis, Ur- a Magliano visitando attentameute la
,

bini 1737. Nella cattedrale fabbricò l'al- diocesi, e mostrandosi cou tutti amore-
tare maggiore con marmi lavorati egre- vole e precipuamente col seminario con :

giamente; ristorò e ornò il coro, e il resto molto dispendio formò una visita perpe-
della chiesa che provvide di arredi e pa- tua de'52 luoghi che allora avea la dio-
ramenti sagri, e mediante somministra- cesi. Con questi Sperandio termina la se-
zione di Clemente XII abbellì il prospet- rie de' vescovi di Sabina, che continuerò
to esterno. Amò tanto questa chiesa che colle Notizie di Roma, e le biografie di
erasi preparato il sepolcro, ma dovè pas- cgni cardinale suppliranno a quanto per
sare a Porto tra le lagrime di tutta la dio- brevità ommetto. Neli.° giugno 1795 il

cesi, presso laquale la sua memoria vi- cardinal Giovanni Archi/ito, di cui ripar-
vrà in benedizione sempre. A'i3 settem- lai nel voi. XLI, p. 272. A'2 aprile 1800
brei743 fu vescovo il cardinal Vincen- il cardinal Gio. Andrea Archetti, già le-
zo Bichi , che per diverse cause cambiò gato in Russia (F,) t colla ritenzione d'A-
la chiesa cou quella di Frascati, e veuue scoli in amministrazione: morto in Asco-
in Sabina un vicario apostolico: ripristi- li a'5 novembre i8o5,restò vacante la se-
nò la pace ilcardinalRaniero Delci, che de. A'3 agosto 1807 il cardinal Ippolito
dimesso il vescovato di Ferrara , prese Antonio Vincenti Marcii di Rieti, mor-
possesso di questo a*2 3 aprile 1747, ama- to in Parigi a'2 1 marzo 8 1 i , e restò va-
1

bile vescovo , che virilmente assunse la cante la sede. A'26 settembre 1 8 1 4 il car-
ricupera de* diritti della sede sabinese e dinal Lorenzo Lilla: nel Bull. Rom. coni.
fu deplorato iu morte. A '9 aprile 1753 1.
1 4, p. 3 39, si legge il breve Exponi no*
92 S AB SAB
bis,de'4 luglio 8 7,direlto al cardinale,
1
1
Farfa, e da essi stessi subito sperimentato
"Goncessio juris noni inalidì curato* oum benefico pastore, come pure la cattedra-
nonnuUis reservationibus prò ecclesiis ru- le a il capitolo. L'ingresso ebbe luogo per
ralibus in ecclesia cathedrali Manliani. Porta Romana, ove fu ricevuto dalla ma-
A'29 maggio 1820 il cardinal Tomma- gistratura, e nella cappellelta eretta sot-
so Arezzo. A'i5 aprile l'edificante car- to il portico di s. Gio. Battista il cardi-
dinale Odescalchi 3 il quale eroicamente nal vescovo assunse gli abiti pontificali, e
a'2 1 novembre 1 838 rinunziò questa se- processiona li nenie sotto baldacchino sor-
de, tulle le dignità e la Porpora (V.) per retto da' magistrali si condusse alla cat-
farsi gesuita. A* 18 febbraio 18 39 il car- tedrale. Ai citali articoli ricordai diverse
dinale Anton Domenico Gamberini che 9
beneficenze di questo vescovo, che pie-
morì a' i5 aprile 184.1. A' 24 gennaio no di zelo e dottrina celebrò il sinodo a-
1842 il cardinal Luigi Lambruschini ab- gli i 1 , 3 maggio 1 845, e poi lo fece
1 2 e 1

bate di Farfa (V). Questo fu il 3.° ve- stampare, con degnarsi colle sue riverite
scovo che Gregorio XVI diede alla dio- mani donarmene un esemplare Syrio- :

cesi suburbicaria di Sabina, e ne ritardò dus dioecesana habila in cathedrali lem •


questa ultima volta la provvista, perchè pio Manliani v, ir, ut idus majas an.
onde rendere più facile e più utile ai dio- 1 845 ad Em.° et Rev." D. D. Aloisio mi-

cesani l'amministrazione della chiesa di sera do ne divina Episcopo Sab inorimi S.


Sabina , la quale per la sua estensione ,
R. E. Cardinali Lambruschinio abbate
per l'asprezza delle strade, e per la na- perpetuo s. Mariae Farfcnsis % etc. } Ro«
tura de'luoghi (come si esprime il n.°io maei846. 11 regnante Pio IX nel con-
del Diario di Roma
1842), incomodo e cistoro degli 1 1 giugno 1847 ^aslatò a
malagevole ne rendeva il reggimento di Porlo (F.) il cardinal Lambruschini, e
un prima prendervi piovve-
solo, volle preconizzò degnamente l'ottimo odierno
dimen to colla bolla, Sludium quo impeti- vescovo cardinal Giacomo Luigi Brigno-
se afficimur, il di cui principale conte- le, il quale piissimo e zelantissimo, for-
nuto riportai superiormente, con che di- ma il decoro dell'illustre chiesa sabinese,
minuì l'accennate difficoltà coll'erezione ed in più modi fa sperimentare a' suoi
di un altro vescovato, la cui sede fosse in diocesani le sollecite cure del pastorale
Poggio Mirteto (V.) tanto beneficata dal
t
suo ministero. La diocesi di Sabina,secou-
cardinal Lambruschini, che con pari ge- do la ricordata recente circoscrizione, si

nerosità consentì di privarsi delle abba- estende per circa 42 miglia , e contiene
zxenullius di s. Maria di Farfa e di s. Sal- 19 luoghi. A tenore dell'ultima proposi-
datore maggiore sua diocesi, per lostabi- zione concistoriale, la mensa ascende a
limeuto della nuova, per cui il Papa in circa 1400 scudi, cunctis deductis oneri-
concistoro pronunziò quell'allocuzione e bus. Anticamente le rendite della mensa,
lesse quella proposizione per le chiese di come affermano Piazza e Lucenzi, giun-
Sabina e Poggio Mirteto, di cui tenni gevano a scudi 6000 annui. Aveano ve- i

proposito ne' voi. XV, p. 228, XXXII, scovi, tra sagri ministri, dignità, canoni-
p. 324, aumentando la mensa sabinese. 72 persone, locchè si appren-
ci e chierici,

Nel supplemento del n.° 4o del Diario de dal monumento prodotto da Speran-
di Roma 1 842, si legge la descrizione del do. Ma le vicende de' tempi ne dissipa-
possesso solenne preso uella cattedrale di rono le proprietà ed anche le memorie:
Magliano dal cardinal Lambruschini, e quelle restate e che poterono conoscersi,
le singolari festive dimostrazioni de'ina- Sperandio con amore le riportò, in uno
nuovo vescovo, che già avea-
gliauesi pel alle conteseche vescovi sabinesi sosten- i

uoamiuirato muuificeutissimo abbate di nero perciò cogli abbati di Farfa, per con*
SAB SAB 93
traversie di possessioni, coi baroni e di- GregorioI,rim prò velandogli indarno per
verse comuni, contro i quali si trovaro- ben 3 volte la sua avarizia, finche alla
no costretti di fulminare le censure ec- 4-* lo percosse sì gravemente nel capo,
clesiastiche e di procedere legalmente per che poco appresso ne morì. Di tali favole
rivendicare i loro beni e diritti. fanno capitale quelli, che per iscredi tare
SABINIANO Papa LXV1I. Figlio di la sede romana, vanno cercando di pescar
Bono, nacque oscuramente in Volterra, nel torbido: vedasi Papebrochio, in Pro-
come vuole Baronio, o secondo altri di pileo, p. 182, n.° 2. Platina volle nar-
Bkda , ed altri di Polimarzìo; daNice- rare, ch'essendovi una gran carestia nel
foro Calisto, Storia ecclesiastica lib. 18, suo pontificato, ed avendo poveri fatto i

cap. 56, chiamato Innocenzo, nome che a lui istanza che volesse nel far l'elemo-
forse ebbe congiunto a quello di Sabinia- sine imitar la pietà e la benignità di s.

no. Platina nelle Vile de* Pontefici, lo qua- Gregorio non sapea risponder altro, se
I,

lificò di costumi un poco vaghi, ma ciò me- non che bramoso s. Gregorio I di procu-
rita poca credenza, se si considera che s. rarsi la fama popolare, avea col suo so-
Gregorio 1 non solo lo credè degno di verchio dare dissipato tutto il patrimo-
crearlo cardinale diacono, ina ancora d'in- nio di s. Chiesa. Sull'accusa contro Sabi-
viarlo nunzio o apocrisario nel 5g3 in Co- niano che voleva bruciare i libri del pre-
stantinopoli airimperatoreMaurizio,pres- decessore, fortemente dubitanoMabillon,
so il quale restò 4 anni, finche nel £97 A miai, ord. Bened. lib. 1 o, §34, p. 260;
fu richiamato in Roma; di più meritò che Gretsero, De fine et more prohìbendi li-
dopo la morte di quel gran Pontefice ne bros malos, t. i3, lib. 1, e. 3o, p. io3;
fosse eletto successore a' 3 settembre del
1 'quali però contraddice il p. Raynaud,
60/}. Non essendo ne'primi secoli della De malisac bonis libris } n.° 582, ove pre-
Chiesa l'ascenso per gradi necessario, se- tende che ciò sia vero,suirautorilà di Gio-
condo alcuni scrittori, om messo ilgrado vanni Diacono, il quale per altro, al dire
di prete, si procedette alla di lui Consa- diNovaes, neppur nomina Sabiniano nel-
crazione in vescovo. Alcuni pretesero at- la Vita dis. Gregorio I, lib. 4 5 cap. 69,
tribuirgli l'in vem\oxiede\\eCampane(V quando parla degli antichi calunniatori,
.)
nelle chiese; forse ne prescrisse l'uso alle che desideravano fossero bruciati i libri
ore canoniche, per eccitare col loro suono del dottissimo e santo Pontefice. Inoltre
la divozione de'fedeli. Platina che lo bia- si può vedere l'articolo Pietro Diacono
sima, per quanto vado a dire, riferisce cardinale, ove con Cardella dissi che l'as-
che mostrò zelo perchè nelle chiese le lam- serto di Giovanni viene rigettato dai cri-
pade fossero sempre accese,specialmente tici. In un'ordinazione nel settembre Sa-
nella chiesa di s. Pietro; indi difende s. biniano creò 26 vescovi. Governò un an-
Gregorio I dalla taccia di aver fatto spez- no, 5 mesi e giorni. Morì a' 2 2 febbraio
9
zare le statue antiche, per cui ad istiga- 606, e fu portata la sua pompa funerale
zione di alcuni romani, Sabiniano si mo- dal patriarchio Lateranense,per la porta
strò acerbo contro la memoria del pre- Asinaria e per Ponte Molle, nella chiesa
decessore. Sigeberto di Glembours, in di s. Pietro. La s. Sede vacò 1 1 mesi e
Chron. all'anno 607, de vir. illustr. cap. 28 giorni.
4i e 43, con satirica penna scrisse, e ri- SABINIANO, Cardinale. V. Sabinia-
petei 0110 altri, che questo Papa fu nemi- no Papa.
co giurato della memoria di s. Gregorio SABINO (s.), vescovo d'Asisi, marti-
J, onde risolvette di bruciare le sue ope- re. Fu arrestato con parecchi ecclesiasti-
re, del che assai dubitano i migliori cri- ci del suo clero, in seguito dei crudeli e-
tici; come altresì dell'essergli apparso s. dilti pubblicati nel 3o3 contro i distia-
<j4 S A B SAB
ni da Diocleziano e Massimiano Ercole. furono assieme al concilio tenuto in Mi-
Venusliano governatore dell' Etruria e lano nel 38g contro Gioviniano e gl'Ita-
dell'Umbria ordinò che si mozzassero le ciani. Si scrissero fra loro e si consulta-
inani a Sabino, e che suoi diaconi Mar-
i rono sulle questioni più difficili dellaScrit-
cello ed Esuperanzio fossero distesi sopra tura, sulle interpretazioni del sagro te-
l'eculeoe crudelmente lacerati con le un- sto, sul modo di sviluppare i cavillosi so-
ghie di ferro, sicché morirono in mezzo fismi degli eretici e scoprirne le frodi, co-
ai tormenti. Dicesi che Sabino abbia re- me ne fanno prova sei lettere che ci re-
so la vista ad un cieco, e guarito Venu- stano tuttora scritte da s. Ambrogio a Sa-
sliano medesimo d'un male che aveva ne- bino. Anzi tanta era la stima che quel gran
gli occhi. Ilgovernatore, mosso da que- dottore aveva di questo santo vescovo, che
sto miracolo, si convertì e fu poscia de- lo volle giudice de' propri scritti, e que-
capitato per la fede, insieme con sua mo- sti a lui di mano in mano spediva per-
glie e i suoi figli. Lucio suo successore, chè fossero esaminati e corretti. S. Sabi-
fatlo trasferire Sabino a Spoleto, lo fe- no nel lungo governo della sua chiesa ve-
ce battere finché spiro sotto i colpi. II gliò sempre a custodirvi intatta la catto-
santo martire fu seppellito lungi un mi- lica fede, a perseguitare le eresie, a pro-
glio dalla città, e dipoi le sue reliquie fu- muovere il culto divino coll'innalzamen-
rono portate a Faenza. Questi santi mar- to di sagre basiliche, a propagare l'eser-
tiri sono nominati nel martirologio ro- Dio manifestò
cizio delle cristiane virtù.
mano a'3o dicembre, ecosì pure ne'mar- con stupendi prodigi l'eminente santità di
tirologi di Adone e di Usuardo. Sabino,fra'quali vuoisi riferire quello nar-
SABINO o SAVINO (s), vescovo di ralo dal Pontefice s. Gregorio I, nel 3.°
Piacenza. Fu prima diacono della chiesa libro de' Morali; cap. 1 o, cioè avere s. Sa-
di Milano, e mentre quella sede era da bino nel nome di Gesù Cristo fatto rien-
molti anni oppressa dall'usurpato! e re- il fiume Po, che stra-
trare nel suo letto
scovo ariano Aussenzio, si meritò tal fa- ripando avea occupato i campi di ragio-
ina di purezza e integrità di dottrina, che ne della chiesa, e coperti sotto le sue ac-
fu trascelto a portare ai vescovi dell' o- que que'fertilissimi contorni. Non si co-
riente una lettera di que'dell'Italia e del- nosce l'epoca della sua morte. E' nomina-
le Gallie che si radunarono nel concilio to nel martirologio romano agli 1 1 dicem-
romano del 37*2, contro Aussenzio e lo bre, e la chiesa di Piacenza celebra la di

scismatico Ursicino. Recò pure altre let- lui festa il r


7 gennaio, giorno in cui il sa-
tere sullo stesso argomento ad alcuni ve- gro suo corpo venne riposto nella basili-
scovi di quelle contrade, fra le quali una ca a suo onore dedicata.
di s.Valeriano vescovo di Aquileia al gran SABOCHOST o SABUR o SAPOR.
Basilio, e di lui si valsero quei Padri del Sede vescovile della provincia di Persia,
l'oriente per recare ai vescovi occidentali nella diocesi de'caldei.Gabriele suo vesco-
le loro risposte.Circal'anno375 venne fat- vo fu Ebedjcsu II
all'elezione del cattolico
to vescovo di Piacenza,poco dopo che A m- nel 963, divenne metropolitano
e poscia
brogio era stato innalzato alla cattedra di Persia. Oriens dir. t. 2, p. 1256.
di Milano. Questi due santi vissero sem- SABRANOElezeario, Cardinale. Dei
pre tra loro in istretta amicizia: si trova- conti d'Ariano nel regno di Napoli, con-
rono assieme nel 38 tal concilio di Aqui- sanguineo del re, Gregorio XI nel 1373
leia, contro Palladio, Attalo e Secondia- lo fece vescovo di Chieti, quindi nel set-
no fautori dell'arianesimo, e negli alti di tembre 1378 Urbano VI Io creò cardi-
quel concilio possono leggere le gravi
si nale prete di s. Balbina e penitenziere
ed erudite sentenze di Sabino; così pure maggiore, colla ritenzione di Chieti, che
SAB S A C cj5

amministrò per alcuni anni con benepla- tificiò (V!): questa differenza la notai pu-
cito apostolico. Amico di s. Brigida, ne re nel voi. XXIII, p. 36, 37,49, parlan-
segui salutari consigli, pe'quali abban-
i do del saccellario pagatore de'famigliari
donata la vita molle e rilassata, si die a pontificii, delle milizie papali, e distribu-

vivere con edificazione esemplare; dipoi tore delleli mesi ne, del quale ultimo sac-

unito con s. Caterina figlia della santa, cellarione riparlai ad Elemosiniere, ed


con impegno si adoperò per la sua cano- Elemosiniere del Papa. Saccellario de'po-
nizzazione, sulla quale da detto Papa fu veri pregiavasi essere chiamato s.Romual-
deputato con altri 6 cardinali. Si rese ce- do, onde si legge nella di lui vita presso
lebre nella divozione alla B. Vergine, pel Mabillon: che ipsevero marsupium secum
cui culto nel testamento lasciò 3 oo fiori- portans , unde propriis manibus nuni'
ni, per comprare un oli veto per l'olio del- mos, et obulos egenis, et peregrinis tem-
le lampade da ardere innanzi la di lei
, pore opportuno erogaret, saccellarius eo-
immagine nella basilica Liberiana. Mori rum appellarla non erubuit. Inol-
et esse

nel 1
394 o sul principio del i3q5, essen- tre saccellario fupure denominato il cu-
do falso che Urbano VI lo deponesse dal stode delle pieofferte,ed Oblazione(F.)
cardinalato. allechiese. Quello dunque che nella chie-
SABRATA o SUBATRA. Sede vesco- sa romana avea la cura della distribuzio-
vile della provincia Tripolitana, nell'A- ne del denaro spettante al fisco ecclesia -
frica occidentale, sotto la metropoli diTri- stico dicevasi saccellario, e secondo Gal-
poli. Si conoscono 4 vescovi, principian- questo rispettabilissimo uffizio non
letti

do daPompeodel 22,5. Mot-celli, .///r. chr. può dirsi lo stesso del tesoriere della ca-
SACCELLARIO o SACELLARIO o mera apostolica o pontificio,come lo cre-
SACCULARIO, Saccdlarìus, Sacello,* derono Panvinio e il Vignoli, poiché egli
rm$. Saccularius. Offizio antico della era un pagatore immediato delle milizie,
chiesa romana, esercitato da uno degli de'salaria ti della famiglia pontificio, e del -

uffiziali maggiori del palazzo Lateranen- le limosine; le quali somme


moneta, di
se, capo de'quali era il Primicelo della ch'egli sborsava, dicevansi rogke,\oce che
s.Sede (Z7 .). Il Galletti nella bell'opera spesso s'incontra in Anastasio Biblioteca-
che porta tale titolo, a 124 (ratta del
p. rio, e vuole significare erogazione, dono,
Saccellario e ne riporta una serie, nel stipendio, così dette da erogando.Vn con-
modo che con altri autori ed erudizie- simile uffizio era purenell'imperial corte
ni qui vado a dire. Presso gli antichi scrit- di Costantinopoli e nell'altra d'occiden-
tori sacculus dicevasi luogo in cui
il te, come dell'imperatore Enrico III testi-

teneansi riposti i denari; e sacculari fu- fica Gerardo vescovo di Cambroy; fu pu-
rono appellati quelli i quali rubavano il re dignità nella chiesa di Costantinopoli;
danaio pubblico. Sacco fu detto altresì e siccome la parola saccellario derivò da
il tesoro del fisco; così pure i luoghi par- saccus, sacco o borsa, in alcuni monaste-
ticolari chiamavano sacco la loro parti- ri il saccellario chiamavasi bursarius. Il

colare cassa. Ne'vol. VII, p. 6, XIX, p. Magri nella Notizia de'vocab. eccl., verbo
294, XXI, p. i5i,XXV,p. 76, ne ripor- Saccelarius seu Sacellarius, dice prove-
tai esempi, e donde derivò questo voca- nire da voce greca borsa t uffizi ch'erano
bolo. Il saccellario o sacello rio propria- nella chiesa romana, nella costantinopoli-
mente non era però il custode del sacco, tana e nel palazzo pontificio^ra'principali
cioè del tesoro del Fisco (P.), ma il di- imperocché ivi come dissi a No-
uffiziali,

stributore del denarosa cui custodia spet- mencl ATORE,con questo udi vano le suppli-
tava piuttosto aU'Jrcario, altro uffiziale che di coloro, i quali per istrada ricor-
dellas. Sede, poi chiamato Tesoriere Poti- revano al Papa, come si legge nell'Ora-
96 SAC SAC
ne Romano, che riportai in tale articolo, va un bizanzio al notaio regionario che
e terminavano le cause portate alla de- ilPapa trovava a s. Matteo in Mernlana,
cisione del Papa: notai ancora che il sac- altro bizanzio consegnando ai cantori del-
cellario col nomenclatore, come uffiziali la mensa del Papa. Nelle ordinazioni dei
maggiori del patriarchio, prende vano dal vescovi avea il saccellario particolari in-
Papai nomi di quelli che invitava aPran- combenze. L'Ordine Romano VI ^descri-
zo ( ^.),per avvisarli. Nella chiesa di Co- vendo il rito di ordinare il vescovo, dice
stantinopoli il saccellario era numerato che presosi dal Papa il pallio, sedeva chia-
nel à.° luogo del i.° ordine chiericale, il mando a se i vescovi e i preti, comandan-
quale invigilava sopra la disciplina e os- do loro ch'essi pure sedessero, mentre il
J
servanza de monasleri,con aver cura del- restante del clero stava in piedi. Quindi
le rendite. Questa carica era distinta dal- il Papa ordinava al saccellario che facesse
l'ufficio chiama to<? Saccello, perchè que- entrare la plebe della città, la quale era
sto aveva cura della carcere del patriar- per domandare il pastore. Entrata che
ca ede'monasteri delle monache; era an- questa era, Papa l'esaminava oirca le
il

che nomato Saccarius. Avverte Magri, qualità dell'eletto, e domandava il decre-


che l'ufficio di Saccellario era anche mi- to dell'elezione. Nel tempo stesso che la
nistero secolare, e l'ebbero le corti sovra- plebe lo esibiva, ordinava allo stesso sac-
ne laicali. Ed in fatti s. Gregorio I si glo- cellario che lo rileggesse,e dopo ciò ilPapa
ria d'essere di venuto saccellario de'poveri faceva entrar l'eletto. Ecco la serie de' sac-
bisognosi, perchè scrivendo a Costautina cellari, uno de' 7 uffìziali maggiori del s.

Augusta, dice: Quia sicul in Ravennae palazzo Lateranense, compilala da Gal-


partibus doniinorum pietas apudprimum letti. Nel 688 Gregorio romano da s. Ser-
exercitumltaliae Saccella riunì habetqui gio I ordinato suddiacono, promosso alla
causis supervenienlibus quolidianas ex- carica di saccellario ed alla cura della bi-
pensas facit, ita et in hac Urbe in causis blioteca^ ascese quindi al diaconato,alcar-
lalibuseorum(cioèàe\ongobai'à\)Sacccl' dinalato,enel 7 1 5 al pontificato col nome
lariusegosutn. Navd\ 9 De'parrochi\ tratta di Gregorio IL Nel 7 o Cosimo saccel-
s. 1

de'sacellari della s. Sede e de'sacellari mi- lario a'5 ottobre s'imbarcò con parecchi
nori della medesima, collegio o scuola che altri del clero di Roma, per accompagnare
avevano cura della cappella domestica del a Costantinopoli PapaCostantino.Nel 745
Papa, ed anche de' vasi sagri pontificii; che Teofanio notaro regionario e saccellario,
erano soggetti al gransacellario, una del- da s. Zac-
nel concilio di Laterano, tenuto
le 7 primarie cariche palatine. il Ma- Ma caria nella basilica di Teodoro, d'ordine
gri al vocabolo Sacellum lo spiega sac- del Papa adunanza la lettera
lesse alla s.

coccia, propriamente il tesoro della chie- di s. Bonifacio apostolo di Germania e di-


sa, il cui presidente era denominato sa- retta allo stesso s. Zaccaria, ed uno scritto
cellarius, ufficio di molta stima; di poi e dell'eretico e impostore Adalberto, pieno
più tardi comunemente il vocabolo Sa- di follie e dibestemmie, e fu scomunicalo.
cellum si prese per denotare la cappella Nel 756 Giova/mi regionario e saccella-
domestica, cioè luogo sagro. rio della s. Sede, con Giorgio vescovo, da
Dell'intervento del saccellario pontifi- Papa Stefano HI furono mandati* Pipi-
cio nelle cavalcate e funzioni solenni dei no re de* franchi, con lettera di ringrazia-
Papi, trattai a Cappelle pontificie, par- mento, per aver protetto la Chiesa e Ro-
lando degli antichi riti, ed aPnoTONOTARi ma, liberandola dalle violenze del longo-
apostolici. Questo uffiziale del i.° rango bardo Astolfo: il Papa nella lettera pregò
tra'chierici, cavalcava dietro il Papa, ri- il rea far buona accoglienza ai due nussi,

ceveva dalle sue mani la comunione, da- e prestar piena fede a quanto gli avreb-
SA C S AC 97
bcro esposto, e chiama Giovanni nostro posto, poiché avendolo Adriano I spedito
sacellario. Questi due personaggi inter- aSpo!eto,per rimuoverelldebrando dalle
vennero al sinodo di Compiegne,prestan- ostilità contro la chiesa romana,nel!o seri -

do il loro consenso a que'canoni sul ma- venie aCarloMagno,e quando a lui l'in-
trimonio che non erano soggetti a cen- viò per pregarlo di consegnare a s. Pietro
sura, non a tutti come scrisse Mabillon. il territorio di Sabina, lo enuncia Stepha-

Nel 768 Sergio figlio di Cristoforo Pn- num dudum saccellarium. Nel 775 Gre-
miceroj ne parlai a quell'articolo ed a gorio saccellario fu da Adriano spedito I

Secondicero, grado a cui pervenne. Nel a Ravenna per condurre in Roma i giu-
772 Gregorio saccellario da Adriano I fu dici delle città dell'Esarcato, e farsi pre-

spedito in Pavia a Desiderio re de'longo- stare giuramento da tutti que'popoli,


il

bardi, per indurlo a restituire le giustizie ciò che avendo impedito l'altiero Leone
di s. Pietro, a rendergli cioè quello che arcivescovo, il Papa ne fece alte doglian-
gli spettava per gli usurpati suoidomiuii. ze a Carlo Magno, anche per diverse u-
Ebbe pur commissione d'imporre nel pon- surpazioni. Nel 799 Campolo saccellario
tificio nome a Leone arcivescovo di Ra- e nipote d'Adriano I: di lui parlai a Pa-
venna ed a que'cittadini, che lasciassero squale Primicero, ed a s. Leone ITI, il
sano e salvo nella persona Paolo Afiarta quale santissimo Pontefice, essi fecero
cubiculario e superista, scoperto reo della di tutto per ucciderlo barbaramente, e
violenta morte data al detto Sergio, che poscia iniquamente calunniarono. Aven-
nel ripassare per Ravenna l'avrebbe con- do il Papa ricorso a Carlo Magno co-
dotto a Roma; ma l'arcivescovo fece uc- me Patrizio di Roma (F.), e non come
cidere l'Afiarta, onde poi pentitosi, il Pa- scrisse Muratori, che trattando della mae-
pa gli negò la sua grazia, e gli fece sapere stà e sovranità pontificia si studiò sem-
che se la vedesse al tribunale di Dio. Nel pre di darle un altro colore, perattribui-
772 Stefano nolaro regionario e saccella- re il dominio di Roma agl'imperatori da
sembra contemporaneamente al pre-
rio, lui con troppo manifesta e singolare par-
cedente, poiché Adriano I lo diresse a re zialità vagheggiati, con pregiudizio grave

Desideriocon 1' Afiarta,occultamente mal- della storica verità, gl'indegni Pasquale


vagio e amico del re, ad istigazione del e Campolo furono esiliati in Francia nel-
quale aveva ucciso Sergio e Cristoforo, al l'8oo, avendo loro salvata la vita s. Leo-
modo narrato a Primicero. La loro mis- ne III. Nell'872 Teofilatto saccellario in-
sione era per reclamare le giustizie di s. tervenne all'insigne placito tenuto nelle
Pietro,ma mentre erano in viaggio, l'ini- controversie insorte tra Monte Cassi no ed
quo Desiderio occupò Ferrara, Comac- i duchi di Gaeta con altri signori, circa

chio e Faenza, ponendo l'assedio a Ra- alcuni beni. Nel 942 Giovanni saccella-
venna. Questi avvenimenti anteriori al- rio a' 1 7 agosto si trovò presente ad un
l'altro Gregorio saccellario, Galletti li ri- atto di Leone abbate di Subiaco. Nel 963
portò dopo, per dirci che Stefano conti- Giovanni saccellario intervenne al con-
nuava nella dignità di saccellario nel 779, ciliabolo di Roma, tenuto alla presenza
allorché alla presenza di Adriano I fu ven- d'Ottone I, in cui fu deposto il legittimo
tilata la causa di Potone abbate di Vicen- Giovanni XII, ed intruso l'antipapa Leo-
za, accusato di aver sparlato della realca- ne Vili. Nel 1002 Leone saccellario fu
Francia e della nazione; onde il Pa-
sa di presente agli 8 marzo alla donazione di
pa dando conto a Carlo Magno del giu- Eufemiano senatore padre di s. Alessio,
dicato, gli scrisse ch'erasi fatto alla pre- in favore del monastero de'ss. Bonifazio
senza di diversi personaggi e di Stefano e Alessio nell'Aventino, avanti Silvestro
saccellario nostro. Dimise questi poi il li. Nel io 11 Benedetto saccellario, che
VOL. IX. 7
98 S AC SAC
dopo Benedetto Vili si sottoscrisse alla usavanOjSomigliante a quello di cui si fan •

donazione falla al monastero di s. Gre- no i sacchi, quantunque il proprio nome


gorio al Monte Celio, del fondo Cesamo- fosse della Penitenza di Gesù Cristo, ve-
ra. Nel 1 060 Pietro saccellario a'28 apri- nendo eziandio denomina ti/hzl/ diVau- '

le si sottoscrisse allo strumento, con cui i>erl,ed in IngliilteiTaZfao/ii Uo mi ni. Tut-

Nicolò II restituì al monastero di Farfa tavolta il dotto prelato confuse sacchetti i

il tolto dai figli di Crescenzio, e con que- agostiniani coi francescani del 3. "ordine
sta forinola: Ego Petrus Domini grada detti parimenti della Penitenza o Peniten-
saccellarius sanclaeaposlolicae sedis in- ti. forma dell'abito de'sac-
Si vuole che la

terfui et confirmo. Nel 1 076 Leone saccel- chetti nonpunto diversa da quello
fosse

lario sanctae sedis apostolicae fu preseti - de' Cappuccini. Il Ga rampi nelle Memo-
te a' 1 o novembre ad una donazione. Nel rie ecclesiastiche della b. Chiara, par-

1 i5i Filippo saccellario della sede apo- lando del suo abito religioso, riporta di-
stolica egiudice,a'3 marzo assolvetteGio- verse erudizioni sulla forma del sacco di
vanni economo del monastero di s. Sco- tali religiosi. L'autore de'Fioretti di s.

lastica di Subiaco, dalla restituzione d'u- Francesco ci descrive la forma del sacco,
na possessione che si pretendeva da Ot- simile appunto alla nostra d'oggidì, di-
tone Spina; nel 1 1 5*j fu presente alla per- cendodi fi*. Egidio: che si cavò l'abito, e
muta metà del castello di Monte s.
della legate le maniche e '1 cappuccio, fece del-
Giovanni, per due castelli uno diroccalo, l'abito un sacco, e pieno questo suo abito
l'altro intiero e chiamato Britti in Sabi- di noci, lo si pose in collo. 11 b. Giovanni
na. Nel voi. XV, p. 189 riportai l'offerta Buono di Mantova, vivendo santamente
fatta alla sua presenza da Ostia ad Adria- nel monastero di Brinino, come dissi nel
no IV in concistoro,per somministrazioni voi. I, p. 38, gli guadagnò de'discepoli,
1

di legna. Intervenne pure alla concessio- che cresciuti di numero ottennero da In-
ne della badessa di s. Ciriaco a Benedet- nocenzo IV, o prima, di seguire la regola
to prete d'una tenuta. Continuava nella di s. Agostino, e dal nome del loro isti-

carica a' 18 marzo


162, e contribuì per-
1 tutore furono detti Gianboniti; quindi il

chè il senato romano decidesse in favore p. Marquez nelle sue Origini defrati ere-
di detta badessa sulla chiesa di s. Nicola miti di s. Agostino, narra che un man-
e propinqua Colonna Traiana. tovano disgustato della moglie, si recò da
SACCHEGGI DI ROMA. V. Roma. s. Giovanni Buono per riceverne l'abito,

SACCHETTI e SACCHETTE. Or- il quale ignorando il suo stato glielo ac-


dine di religiosi e religiose della Penitenza cordò, ma poi conosciutolo per divina ri-
di Gesù Cristo, detti ancora del Sacco, velazione, lo licenziò, e si condusse nella
Saccari e Saccati. Molti autori parlaro- comune patria a riconciliarlo colla mo-
no di quest'ordine, ma la loro origine non glie. Dopo qualche tempo i coniugi por-

ebenconosciuta.il loro nomederivò dal- tatisi dal santo lo supplicarono ad ascri-


la veste forma di
che portavano, fatta in verli al suo ordine in qualità di oblati,
sacco, onde furono appellati fratres de onde egli li ammise nell'ordine della Pe-
sacco fratres saccorum, fratres sacci
,
nitenza, il quale era diviso in due congre-
tae, Saga de Poenitentia Christi, e le mo- gazioni, una d'uomini, l'altra di donne,
nache similmente e sorores de sacco. Mg. r che vivevano con molta ritiratezza, sen-
Huet vescovo d' A vranches dice nell'ai- za alcuna obbligazione di voti, adunan-
tichilà di Caen, che il loro abito turchi- dosi in certi oratorii per attendere in essi
no avea la figura di sacco, donde eglino all'orazione e alla meditazione. Aggiun-
trassero il loro nome, che
fanno altri lo ge il p.Marquez, che probabilmente do-
provenire dal panno dello scapolare che po la morte del b. Giovanni Buono, es-
SAC SAC 99
sendo questi penitenti cresciuti di nume in Germania e Fiandra, ma le perderono
ro, domandassero alla s. Sede la confer- nella maggior parte dopo la pubblicazio-
ma del loro istituto, e una regola che loro ne del decreto del concilio di Lione del
servisse di norma per vivere; che la lice» i 274 sotto Gregorio X, il quale soppres-
verono poi da Leone X, forse in quella se molti ordini regolari, principalmente
di s. Agostino, e che per essere slati isti- quelli mancanti di renditee che viveanodi
tuiti da s. Giovanni Buono presero il no- limosine, tranne i 4 maggiori ordini men-
me della Penitenza, facendo fabbricarci dicanti, e si pretese che i sacchetti fossero
sacchetti de'conventi,e le sacchette de'mo- compresi nella soppressione, ma di fatto

Mtflfi. Ma il p. Helyot nella Storia de- non pare. Dappoiché sembra che sussi-

gli ordini monastici e religiosi t. 3, pai*. stessero molti anni in Italia ed inVenezia;
3, cap. 20, di questo, non con-
parlando non cederono il convento di Parigi agli

viene col p. Marquez per mancanza di agostiniani che nel 1293, perla loro po-
prove. Egli quindi afferma, senza tema di vertà e decadenza; in Majorca sussiste-
errare, che l'ordine esisteva molto tem- vano nel i3oo. In Inghilterra poi vi ri-
po avanti l'unione generale degli Agosti- masero sino allo scisma di Enrico VMT,
niani eremiti (F.) fatta da AlessandroIV venendo nel regno chiamati sacchetti i

nel 1256, imperocché il Zurita negli An- Buoni Uomini. Altri crederono che Sac i

J
nali d Aragona che i sacchetti
ì
riferisce chetli ed Buoni Uomini d'Inghilterra
i

avevano un monastero a Saragozza al fossero due ordini distinti e differenti, e


lempo d'Innocenzo III, che morì nel lu- chei buoni uomini venissero fondati dal
glio 1 2 1 6; e Doutremano nella Storia di principe Riccardo, ovvero dal principe
Valenciennes , dice che vi avevano una Edmondo fratello di Enrico III- Mori-
casa molto tempo avanti il i25i, e che gia lasciò scritto, ch'egli fece fabbri-
dirigendo quelle religiose Beghine (^.), care un convento sopra Bercausted, vil-
furono pur detti frati Beghini, lì p. Mar- laggio lungi da Londra 25 miglia, dove
quez pretese che i sacchetti non entras- collocò una parte del prezioso Sangue di
sero nella ricordata unione generale de- Gesù Cristo, da lui portato d'Alemagna,
gli eremiti di s. Agostino; ma è certo che e che die al monastero de' religiosi buoni
essi mandarono de'loro religiosi all'assem- uomini, che osservavano la regola di s.

blea perciò fatta convocare dal Papa, e Agostino, e vestivano abito bigio scuro,
che alcune delle loro case furono com- somigliante a quello degli eremiti ago
prese neh' unione. Restò però la mag- stiniani, avendo per principale convento
gior parte a'sacchetti, i quali dopo que- quello d'Asheridga cominciato nel 12 5j.
sta unione ottennero da Alessandro IV Tuttavolta si apprende da Parisio, Hisf
una bolla, colla quale fu proibito ai re- Augi, sub Henr. IIIy an. 1 257, p. 637, e
ligiosi il passaggio ad altro ordine meno da Polidoro Virgilio, Angl. hist. lib. 16,
austero. In seguito fecero delle nuove fon- p. 3 12, che sacchetti ed buoni uomi-
i i

dazioni, e s. Luigi IX re di Francia, ad ni in Inghilterra formavano un solo or-


istanza della madre Bianca,ne chiamò dal- dine. Narra il primo, che nel 1257 en-
l' Italia (ove fiorirono in diversi luoghi, fra trarono in Londra de'religiosi detti^ra-
i quali Venezia, ov' ebbero convento ver- tres saceati, perchè erano vestiti di sacco,

so 3oo, di cui tratta FlaminioCorner,


il 1 i quali non erano conosciuti; e Polidoro,
Ecclesiae P'enetae), e gli stabilì a Parigi, che nel 1 257 Edmondo reduce d'Alema
a Poitiers, a Caen, ed in molte altre città gna fece fabbricare un magnifico mona-
del regno. Passarono quindi i religiosi in stero in Asheridga, da lui dotato di mol-
Inghilterra sotto Enrico III, e fecero una te rendite, e lo diedeai religiosi d'un nuo-
fondazione in Londra. Ebbero altre case vo ordine appellato de'buoni uomini, se-
i oo S A C SAC
guaci della regola di s. Agostino, che ve- i sacchetti ebbero in Parigi, non fu il solo
stivano abito turchino , della figura di che riceverono gli agostiniani nella sop-
quello de'frati eremiti. Riflette p. He-
il pressione di quest'ordine della Peniten-
lyot, che quantunque Polidoro chiamò za di Gesù Cristo o de' sacchetti ; impe-
questi religiosi buoniuomini , non può rocché Filippo V re di Francia, procu-
perciò dedursi, che non fossero chiamati rando nel reame la fondazione d'alcuni
ancora frati del sacco sul principio di lo- conventi agli agostiniani, rappresentò a
ro istituzione; e che il nome di buoni uo- Giovanni XXII, che conventi de' sac- i

mini fu loro solo dato in processo di tem- chetti di Reims, d Orleans, di Tournay
po, mentre se questi religiosi avessero erano abbandonati, onde lo supplicò a
composto due diversi ordini, Parisio lo permettere che fossero occupati dagli e-
avrebbe avvertito. I sacchetti sul princi- remiti di s. Agostino, la disposizione dei
menavano vita au-
pio di loro istituzione quali, a tenore del concilio di Lione, era
sterissima,non mangiando mai carne, né riservata alla s. Sede. Vi acconsentì il Pa-
bevendo vino ; andavano scalzi e porta- pa con bolla deli320, che indirizzò a'3
vano zoccoli.Le religiose dell'ordine,chia- vescovi di dette città, cui ordinò che s'io-
mate Sacchette, avevano anche in Parigi troducesserone'memorati conventi gli a-
un monastero nella parrocchia di s. An- gostiniani,chiamando sacchetti: de Poe- i

drea des Aris, nella strada da loro detta nitentia Jesu Christi vel de Saccis.
des Sachettes. Nel Dizionario degli ordi- SACCHETTI Giulio, Cardinale.^-
ni religiosi si legge che la congregazione trizio fiorentino, ma nato in Roma, for-

delle Agostiniane Penitenti o Convertite, nito di bella indole e di rari talenti, col-
chiamate anche le Sacchette, sotto il ti- la gentilezza e affabilità del tratto, unita
tolo di s. Maddalena, la regolò il p. Ber- ad eccellente perizia nelle leggi, si gua-
trando di Marsiglia agostiniano, colle au- dagnò la stima e l'amore di tutta la cu-
stere costituzioni del suo ordine, e che fu- riaromana. Da giovine si applicò agli stu-
rono approvate da Nicolò III e Gregorio dove l'onestà de'suoi edi-
di in Perugia,
XI. Il loro abito essere quello delle Ago- ficanti costumi comparve così limpida,
stiniane, con tonaca di grosso panno ne- che si proponeva ad esempio e norma ai
ro,dovendo incedere a piedi nudi, ad e- più provetti ; passato a Pisa conseguì la
sempiodel loro fondatore, che viveva co- laurea dottorale in quella celebre univer-
me padri del sacco. Queste vergini del-
i sità. Trasferitosi a Roma nel pontificato
la Penitenza si sparsero in molti regni, di Paolo V fu ammesso tra prelati, indi i

in Goa Parlando delle Ago-


e nelle Indie. Gregorio XV
lo inviò per vice legato a

stiniane Convertite o Penitenti (di cui pu- Bologna, dove per la sua integrità e pru-
re nel voi. XLIV, p. 236), dissi delle denza fu universalmente applaudito e a-
religiose istituite dal p. Proust, ed appel- mato. Urbano Vili, che da cardinal pre-
late anche Sacchettes. Il Garampi nelle fetto della segnatura aveva conosciuta

Memorie p. i4o, parlando delle sacchet- l'abilità e dottrina sua, nel 1623 lo pro-
te e sacchetti antichi, e de'loro abiti, dice mosse a vescovo di Gravina e nunzio al

pure che la b. Agnese da Montepulcia-


: re diSpagna Filippo IV, nella corte del
no, che nacque intorno al i268,fu posta quale e in Madrid diede chiare prove di
da fanciulla in un monastero di sagre ver- sua munificenza, liberalità e grandezza
gini,sub hahitu religionis canonicae, et di cuore; dimodoché avendo nel triennio
Aretini episcopi cura degentium s quae di sua nunziatura felicemente corrispo-
proplerscapulare, quod ex humilìlate de sto alle intenzioni del Papa, fu a' 1 9 gen-
panno saccino ferebanl, sorores de sacco naio 1 G26 creato cardinale prete assente,
ab omnibus vocabantur. Il convento che e venuto in Roma gli conferì in titolo la
SAC SAC ioi
chiesa di s. Susanna, e le protettone dei precisamente nel voi. XXII, p. 86,87 e
serviti e de' ministri degl' infermi. Nello 88, narrai l'eclatanti esclusive che ricevè
stesso giorno di sua elevazione al cardi- il cardinale pel pontificato, ne' conclavi
nalato Urbano Vili lo trasferì al vesco- per l'elezioni d' Innocenzo e Alessan- X
vato di Fano, e dipoi lo nominò legato dro VII, dal nominato re di Spagna, ol-
di Ferrara in tempi difficili e scabrosi, di tre la contrarietà d' un significante nu-
guerre e di pestilenze, e dove accolse Car- mero che seguivano il pare-
di cardiuali,

lo di Nivers duca di Mantova, fuggito da re del cardinal Egidio Carillo Albornoz


quella città ch'era venuta in potere de- spagnuolo neh.° conclave; nel 2. il car-
gl'imperiali, e lo trattò iusieme co' suoi dinal eroicamente ottenne con robusta
proporzionatamente al merito ed alla di- lettera al cardinal Mazza ri ni, che fosse ri-
gnità dell'illustre ospite. Nel medesimo tirata l'esclusiva data da Francia al car-
tempo non lasciò d'invigilare con solle- dinale Chigi, il quale quando per ciò fu
cita premura, e di munirsi colle più effi- eletto col nome di Alessandro VII, diede
caci e sagaci cautele, affinchè non pene- nello scrutinio il suo voto al cardinal Sac-
trasse in Ferrara e nel territorio il con- chetti. Questo amplissimo porporato ri-
tagioso morbo, che faceva orribile strage posò pace neh 663 in Roma, dove la
in

per l'Italia. Fu pure collegato del cardi- sua morte riscosse il lutto universale, in
nal Barberini, nipote del Papa e legato età di 76 anni non compiti, e fu sepolto
delle 3 legazioni. Per tanti gravi incari- nella chiesa nazionale di s. Giovanni dei
chi non potendo invigilare al governo di Fiorentini, nella tomba de'suoi antenati,
sua chiesa, neh 635 spontaneamente la cappella gentilizia che descrissi nel voi.
rinunziò.Divenuto legato di Bologna, ivi XXV, p. 2 1 . Cancellieri nel suo Mercato
riedificò da'fondamenti la chiesa delBuou parla della famiglia Sacchetti, del suo pa-
Gesù, e compito il triennio di quella le- lazzo e del cardinal Giulio, e lo dice tanto
gazione, fu eletto successivamente pre- ricco,che potè regalare a Urbano Vili 20
fetto delle congregazioni dell'immunità, cavalli, 3o paia di buffale, e 7000 scudi
de's. riti, del concilio, e della segnatura, in coutante. Riporta pure gli autori che
ed in quest'ultima prefettura perseverò scrissero sulla villa Sacchetti d'Ostia nel-
per ben 23 anni, e con tanto plauso e l'agro Laurentino. Il Negri nella Storia
soddisfazione di tutta la curia, che aven- degli scrittori fiorentini ,tesse un catalogo
dola dimessa neh 663 per far cosa grata esatto di alcune opere che di questo car-
ad Alessandro VII, generale fu il ramma- dinale abbiamoalla pubblica luce.Nel voi.
rico de'curiali. Già fino dah652 diven- L, p. 54 parlai di Castel Romano e al-
ne vescovo suburbicario di Frascati, ove tre signorie de' Sacchetti, e della villa, pa-
comprò la villa Rufinella, che perciò fu lazzo e chiesa edificati dal cardinale.
detta Sacchetta ,a\\enala poi al modo che SACCHETTI Urbano, Cardinale.No-
dissi nel voi. XXVII,p.164. Nel i655 bile fiorentino de'marchesi di Castel Ro-
passò al vescovato di Sabina, e si mostrò mano, naloa'i 3 maggio 1640 in Roma,
sempre costante nell'avversa fortuna e dove questa illustre famiglia erasi già na-
moderato nella prospera religioso verso
; turalizzata veramente il Marchesi nella
:

Dio, benigno, umauo e cortese col pros- Galleria dell'onore 1. 1 p. 38 sparlan- ,

simo, facilissimo ad ammettere chiunque do de'Saccheltijdice che questa chiaris-


iiU'udienza,e liberale co'miserabili,distri- sima progenie, originaria di Roma, fiorì
buendo con estrema segretezza generose con egual gloria in Toscana e nel regno
elemosine alle famiglie povere e vergo- di Napoli. Il più antico ornamento che
gnose ed ai curiali perseguitati dall'av- iti lei si trovi è il fiorentino Andrea, che
versa fortuna. All' articolo Esclusiva, e morì ueho4o vescovo Varadiensc. A vel-
1 02 S A. C SAC
lino Sacchetto fu gian giustiziere nel re- go s. Sepolcro. Intervenne ue'conela vi per
gnodi Napoli, dei normanno Ruggiero re Alessandro VIII, Innocenzo XII e Cle-
delle due Sicilie, cioè capitano generale mente XI, morendo in Roma a'6 aprile
delle armi terrestri, barone d'Àlessano, 1 7o5, d'anni 65, e fu sepolto nella chie-
Cogia ed altre signorie; nel 1 173 Gu- sa di s.Giovanni de' fiorentini, presso il

glielmo li confermò i diversi feudi e pri- Palazzo Sacchetli^F^neWa. eappella gen-


vilegi ottenuti dai Sacchetti da diversi tilizia del ss. Crocefisso.
suoi predecessori. Nelle prelature fiori- SACCO, Saccus. Vocabolo ebraico che
rono Ottone nel 12 38 patriarca d'Anlio* passò quasi in tutte le lingue; oltre però
chia, due vescovi di Melfi, un vescovo di al suo significato comune, prendesi anche
Volterra. 11 ramo di Toscana ebbe 8 gon- per abito de' Conffatti o Confratelli o
falonieri , egregi capitani e cavalieri a : Fratelli (F.) delle A rciconfralernite 3 del-
Foriere maggiore del Papa parlai del- ie Fraterniteo Confraternite, e de' Soda-
l'odierno, olti e quanto dissi nel voi. LUI, Uii(fr.) : alcune di queste pie istituzioni
p.204, e del virtuoso suo geuitore. Ri- non vestouo sacco. Contrassegno di pe-
tornando a Urbano, egli era nipote del nitenza e di dolore. Veste sagra usata dai
celebre precedente cardinal Giulio ; ap- greci. Dell'ordine del Sacco furono delti
plicossi allo studio della giurisprudenza i Sacchetti (F.) t dal sacco che i religiosi
e della storia, e all'acquisto di moltepli- portavano in segno di penitenza , ed era
ce e svariata letteratura, a cui diede mag- l'ordineanche detto dellaPenitenza. Sac-
giore risalto per mezzo d'un viaggio che co fu detto in significato di borsa, e don-
intraprese per tutta 1' Europa dopo il , de derivò il vocabolo di Saccellario (f^.)-
quale ottenne la laurea di dottore nell'u- Parlerò de' sacchi de'confratri,di quelli
niversità di Pisa.Ritornatoin Roma, fu di penitenza, del sacco de' greci. I sacchi
ascritto tra i protouotari apostolici, e fat- de'confratri delle nominate pie unioni e
toprima presidente della camera, poi a di vote congregazioni, sono ordinariamen-
mezzo del cardinal zio chierico della me- te di tela bianca, nera, rossa , turchina,
desima, e commissario generale delle ar- bigia e di altri colori , o di altri drappi
mi, e finalmente uditore generale della più o meno Yarciconfralenti te e
grossi :

slessa camera apostolica. Innocenzo XI il confraternite che gli adottarono più ruvi-
i.° settembre! 681 lo creò diacono car- di, furono denominate de* Sacconi. Sono
dinale di s. Nicolò in Carcere, e passato con maniche della
abiti piuttosto larghi,
all'ordine de'preti, ebbe in titolo la chie- forma deWesoltane, con cappucci, e gene-
sa di s. Bernal do alle Terme, e nel i683 ralmentehaunoaggiuntelewiozze/fcsulle
vescovo di Viterbo. Ivi celebrato il sino- quali si pongono gli stemmi ole immagini
do, visitata la diocesi, e comparliti insi- de'santi patroni de'sodalizi, della B. Ver-
gni benefizi alla chiesa, per cagione del- gine, o i simboli delle persone divine della
le indisposizioni da cui era travagliato ss. Trinità. Si sogliouo cingere i confratri
fu costretto a rinunziare il vescovato nel con cordone e fiocchi, che sovrappongono
1700 a Innocenzo XII, che gli accordò al medesimo sacco, quali cordoni e fioc-
i

2000 scudi di pensione. Il cardinale fu chi sono del medesimo colore de'saechi o
pure abbate delle abbazie nullius di Ga- d'altri, ovvero con cinture di cuoio o di

leata, e di s. Maria dell'Isola, in cui nel corda. Anticamente da tale cintura sole-
1682 celebrò il sinodo diocesano, il qua- vano appendervi \aDisciplina penitenzia-
le fu dato alle stampe nell'anno seguen- le ed i Flagelli (F.) per flagellarsi e disci-
te : queste due abbazie nel 1784 furono plinarsi, religiosa mortificazione quasi co-
soppresse da Pio VI , ed unite una alla mune incerti tempi, ed ancora in uso in al-
chiesa di Bei t'inoro, l'altra a quella diEor- cuna confraternita, per cui sitlalle uuio-
SAC SAC io3
ni furono nominate Penitenti, Dìsciplì- tura stessa dell'uomo, quindi parla delle
natitit Battuti, Flagellanti, come notai in moderne associazioni, di quelle inventa-
tanti articoli.Dal diarista romano Gigli le per interesse, l'associazione nella ma-
apprendo, che Urbano Vili nel 1629 teria e peggio. « Ciò che si cerca con tan -

proibì alle confraternite di andare nella ta fatica e inutilmente , la religione da

settimana santa, come uel giovedì e ve- lungo tempo l'avea inventato da lungo :

nerdì santo, di notte a s. Pietro, ove si so- tempo essa aveva operato, nella maniera
leva loro mostrare la s. Lancia, il Follo tutta sua propria, di cui sola possiede il

santo, e la ss. Croce, ma solo permise che segreto, il riavvicinamento e l'unione, che
v'incedessero di giorno. Tuttavolta nel fa che tutti divengano come uusolo: es-
giovedì santo del 1647 si portò di notte sa aveva operato questo riavvicinamen-
a s. Pietro l'arciconfraternita di s. Mar- to, come si addice a nature intelligenti

cellocon solenne processione, e vi anda- per via del cuore, dello spirito, della ca-
rono alcuni cardinali; ma con questa dif rità, della comunione di fede, di speran-
fetenza, che mentre prima vi andavano za e di preghiera ". Viene quindi a mo-
incogniti con sacco e cappello nero, que- strare, come il medesimo sacco, di cui si
sta volta portarono i cappelli rossi, tan- rivestono i confratelli, senza distinzione di
to che erano da tutti conosciuti. Leggo grado , esprime l' eguaglianza innanzi a
in una pastorale dell'attuale arcivescovo Dio;il nomedi confratello ricorda lamu
d'Avignone mg. r Debelay del 85 1, sul- 1 tua affezione e dovere di soccorso ; il
il

le confraternite: « Tra tutte le consola- titolo di penitente esprime la condizione

zioni, che ci consolarono il cuore a mez- dell'uomo quaggiù,e insegna a immolar-


zo le tribolazioni, onde la malizia de'tera- ci, aspettando una vita migliore. Eccole

pi affligge il pastorale zelo, noi contam- idee che ricordano le coufi a terni te. Esor-
mo sempre la fortuna di veder sussistere ta i confratelli a mostrarsi degni de'segui
in questa bella diocesi le confraternite (fra di pietà che rivestono, e di avviarsi ver-
leprime istituzioni di esse certamente , so lo spirito della fondazione delle con-
deve riguardarsi Avignone e sua dioce- fraternite, e praticarne le divozioni.
si), che la fede de* vostri padri avea fon- Il sacco fu contrassegno di dolore, di
date. In un' epoca diuomini delirio, gli Penitenza, e dì Lutto (/^.) dopo la mor-
che non amano capire, perchè non ama- te de'parenti piti prossimi. Fu veste u-
no bene operare, spregiano le varie asso- sata nelle grandi calamità, ed abbiamo
ciazioni de'penitenti ridouod'un risodi
: nella sagra Scrittura, che del sacco si ci

compassione alla vista de'simboli di pe- gevano le reni ne'lempi di penitenza e di


nitenza e delle ceremonie proprie a que- afflizione: al contrario nell'allegrezza si

ste associazioni. Que'segni esteriori, quel- toglieva il sacco da dosso e laceravasi. I

l'abito severo hanno un senso troppo al- profeti erano ordinariamente vestiti di
to per essere sentito da intelligenze, che sacco; e Baruch dice che il sacco era uti
allontanarono loro pensieri dal
i cielo. Ma abito col quale si vestivano le personedab-
noi cristiani, noi che conservammo le bene quando pregavano. F. Gio. Gorino,
sante e sublimi tradizioni del passato, glo- in Ada ss. falsi t. 4,p- 666, racconta di

riamoci di ciò che confonde i pretesi spi- s. Pietro da Foligno, che vilissimo et de-
riti forti : siamo fieri di conservare viven- spectissimo induebatur vestimento, de
ti e operose quelle confraternite che al- panno siquidem canepino, grossissimo ,
trove non sono più che uuariminiscenza, asperrimo, atque durissimo. Ejus vesti-
che altrove sono cadute; dove cioè si spen- menti forma nonnisi quidam saccusve-
se il vigore della fede antica ". Accenna ridice dici potestj cum nec manicasha-
come l'associarsi col prossimo è nella na- beat, nec gironcs, nec capitellos, atque
io4 SAC SAC
bottones, ncc vanitas aliqua in ipso ve- colla pianeta. E' come la nostra dalma-

stitu aliquo modo appartbatj sed quas- tica diaconale, ma un poco più lunga e
dam habebat fenestrulas f per quas bra- più larga, e affibbiata ne'fìanchi, o come
chia submillens et manus , sic tali tu- riferisce il p. Bonanni, si uniscono le par-
nica, quia potius , ut magis proprie lo- ti di esso sacco ne'lati con bottoni ocou
quar, tali sacco smini corpus tegebat , nastri. Fu poi adoperata nella messa in
ut ab omnibus quasi fatuusputaretur. In luogo della pianeta, dai soli patriarchi
hoc in semetipso repraesentas album ve- e metropoliti. Inoltre la portava anche
stimentum quo Christo ab Herode ve- l'imperatore d'oriente nelle più soleuni
stitusfuil. Anticamente il Sacco benedet- feste.Non si dovrebbeadoperare nel tem-
to era una veste che da vasi ai Penitenti po quaresimale, e Demetrio Cabasila di-
(/'.) pubblici nella primitiva Chiesa, e se chiarò solamente doversi usare 3 volte
ne fece menzione in diversi concilii. In se- l'anno, cioè nella Pasqua, Natale e Pen-
guito si chiamò sacco benedetto una ve- tecoste.Sebbene adopera vasi ne' tempi dei
ste usata in certi luoghi dall' inquisizione digiuni, e uelle memorie de'morti, ma di
per i colpevoli, la quale consisteva in una colore rosso, tenuto dai greci per segno
specie di dalmatica^ o di gran scapolare di lutto. Laonde, essendo la tonaca dia-
di tela gialla o grigia. Coloro quali non
i e- conale di color bianco, la sogliouo por-
rano abbastanza colpevoli per essere con- tare rossa nel tempo quaresimale, tranne
dannati alla morte, uè allatto innocenti la festa dell'Annunziala, la domenica del-

per essere assolti, erano vestiti di un sac- le Palme, ed il sabbato santo, ne' quali
co benedetto, chiamato anche Sambenito y giorni dev'essere bianca, conforme l'or-
di color giallo, con una gran croce rossa dinario. Il sacco, secondo BaIsamone,De*
di s. Andrea, davanti e di dietro, come privileg. Patriarchi significa la vestecon-
narra Dellon, Inquisizione di Goa. A Ci- tumeliosa di Cristo, il quale scrittore in-
licio parlai di questa ruvidissima e pe- segna, che il detto sacco deve adoperar-
nitente veste, in forma di sacco. Nel voi. si dai soli patriarchi per cui fu tenuto
,

LVII, p. 99 ricordai, che i primitivi cri- abuso l'adozione che ne fecero i metropo-
si vestivano di cilicio e spiravano
stiani litani greci, adoperando tutti il sacco. Il
r
p. Bonanni, La gerarchia ecclesiastica,
-
sullaCenere (? .)j che il cilicio si vestì in
tempo di Digiuno (F.) per penitenza pub- p. 3i5, nel descrivere il sacco, riportan-
blica, e della Litania(F.). Ivi pure par- done la figuraornata di molte croci, av-
lai costume di vestirei moribondi con
del verte che per privilegio lo possono usare
abiti religiosi, od cadaveri, e con tali a-
i anche alcuni vescovi, e quando questo si
biti seppellirsi, donde originò il costume usa non si adopera {^pianeta. Aggiunge
di vestirei cadaveri de'coufratri col sacco i pregi di questa veste, gli autori che uè

del sodalizio cui appartengono. Si ponno trattarono, e che ordinariamente era pur-
vedere i citati articoli, Disciplina peni- purea o di color violaceo. Che quando si
tenziale, Flagellazione e altri relativi. usa il sacco, si adopera pure la corona os-
Gli eretici Saccofori(V.) vestivano il sac- sia mitra tonda in forma di corona, di-

co per affettazione penitente. visa in 4 parli, fregiate da croci. Il sacco


Del sacco, veste sagra usata dalla chie- si assume sul camice. Nel voi. XXXII, p.

sa greca, il Magri nella Notizia dei vocab. i47>parlandode'sagri paramenti de'gre-


eccles., diceche se ne fa inventore s. Gio- ci, con altre autorità chiamai questo sac-

vanni Crisostomo, che però si suole di- co tunicella, e rappresentare il sacco di


pingere colla medesima, essendo tale a- scherno posto al Redentore nella sua pas-
bito il piùcomodo all'esercizio del predi- sione.
care, il quale ministero i greci esercitano SACCOFORI o PORTA-SACCO
SAC SAC io5
Saccophori.Ei etici ch'erano un ramo dei all'amala sua solitudine; ma non potè
Stralici o Enei -alici (F.) , perchè cuo- giungere finoal monastero,poichè la mor-
privansi con un Sacco , ed affettavano te troncò la santa sua vita per istrada.

grandissima penitenza e mortificazione, Egli fu seppellito a Calabre, donde il suo


occultando sotto questo abito una con- corpo fu trasferito a Sarlat, sotto il regno
dotta sregolalissima. Di questi eretici fa di Carlomaguo, e si venera ancora nella
menzione s. Basilio, e l'imperatore Teo- cattedraledi questa città. Celebrasi la sua
dosio in una legge li condannò unita* festa a'5 di maggio.
mente ai manichei. Fu dato altresì il no- SACERDOTE o PRETE, Sacerdos,
me di saccofori ai Messalia ni, agii Apo- Presbyter. Quegli che è dedicato a Dio
stolici, ai Flagellanti discepoli di Rai- per amministrare le cose sagre, ed eser-
nerio eremi la, perchè vestivausidi sacco citare le funzioni del Cullo (P'.) divino,
quando comparivano in pubblico. La il ministro àe\V Altare {V) e del Sagri-
Chiesa, che conobbe la loro ipocrisia, non fìzio (F.) } il ministro del Signore, uomo
esitò a condannare questo vano apparato sagro, sublime dignità che gli angeli a-
di mortillcazioue, da cui il popolo troppo dorano e uomini non rispettano ab-
gli

fàcilmente si lascia prendere. bastanza. Non


vi è nazione conosciuta o

SACERDOTE (s.), vescovo di Lione. ne'primi tempi, o negli ultimi secoli, che
Intervenne nel 549 al concilio d'Orleans, non abbia avuto una Religione (^'.), e
il quale difese la fede contro gli errori di per conseguenza de'sacerdoti : lo stato pe-

JNestorio e diEutiche ; anzi si crede che rò e le funzioni de'sacerdoti furono dif-


presiedesse a questo concilio. Poco dopo ferenti nellediverse religioni o vere o fal-

si recò a Parigi, ed ivi fu colto dalla ma- se, come dirò in fine dell'articolo Sacer-
lattia di cui morì. Il re Childeberto, che dozio, parlando de' sacerdoti degli ebrei
aveva gran venerazione per lui, andò a e de'sacerdoti idolatri delle altre nazio-
visitarlo, e il santo vescovo gli domandò ui; e come non vi può essere religione
per successore Nicezio suo nipote, il che senza sacerdote, così non vi può essere
gli venne promesso. S. Sacerdote è nomi- sacerdote senza il Sagrifizio. Il venera-
nato nel martirologio romano ai 12 set- bile nome di sacerdote, per l' eccellen-
tembre, e in tal giorno se ne celebra la za de'suoi ministeri, ne'primi secoli del-
festa a Lione, dove sembra che il suo cor- la Chiesa, al dire di Piazza nella Gerar-
po fosse trasportato da Parigi. chia cardinalizia, uon fu comunemen-
SACERDOTE (s.), vescovo di Limo- te usato, per discostarsi dal superstizioso
ges. Nacque borgo di Calabre, posto
nel sacerdozio de'genlili, onde fu più usato
tra ilPeiigord e Quercy, d'illustre fami- il titolo e vocabolo di prete, quantunque
glia di Bordeaux. Labano suo padre lo fossero insigniti di tal nobile carattere.
pose sotto la disciplina di s. Capevano Quindi dal cospicuo nome della primi-
vescovo di Cahors, il quale lo istruì nella tiva Chiesa si continuarono a chiamare i
pietà e ordinò diacono. Egli si ritirò in Cardinali (P\) dell'ordine sacerdotale,
appresso nei monastero di Calabre odi primati e primizie dell'antico e odierno
Calviac,e 7 anni dopo fu promosso al sa- clero. Aggiunge che Presbyier significa
cerdozio, e rivestito della dignità di ab- seniore, maggiore, per l' inerente onore
bate. Meritò di essere innalzato alla sede e dignità del grado : egli è il prete anche
episcopale di Li moges,su cui fece rispleu- per l'etimologia del nome, disse s. Grego -

dere le sue virtù. Credesi che abbia go- rio I, Quasi praebens iter, cioè quasi una
vernato quella chiesa dall'anno 71 1 fino guida di questa nostra peregrinazione al-
al 720. Sentendo poi avvicinarsi il ter- la celeste Gerusalemme. Si legge nt\YA-
mine de'suoi giorni, si risolse di ritornare pocalisse, !.4> i ministri del Siguore,os.
ioG SAC SAC
sia i sacerdoti, sono gli angeli della terra grandezza de* ministeri del tutto divini,
e gli assistenti che stanno intorno al suo che in virtù di tal carattere validamen-
trono, ov'egli siede quaggiù tra noi, co- te adempiono. Abbiamoin s. Luca, o, 6: 1 1

me i stanno intorno a quel-


sette spiriti Chi voi disprezza, disprezza me, e chi di-
lo su cui è assiso su in cielo. In questa sprezza me , colui disprezza che mi ha
eccelsa funzione rendono a lui, in nome mandato. Neil' epistola di s. Ignazio ad
di tutto il genere umano, un omaggio Sinirnenses è detto : II sacerdozio è l'a-
continuo di adorazione, di rendimen- pice di tutti i beni. Chi.disonora i sacer-
to di grazie, di laude e di amore. Qua- doti, disonora Iddio eil Signore Gesù Cri-

leventura e quale gloria non torna loro sto, primogenito di ogni creatura. Il dot-
da questo elevato uffizio Beati, dice il ! tore s. Agostino nel sermone 37 ad Fra-
Profeta nel salmo 83, quelli che abitano tres esclama Oh veneranda dignità dei
;

nella vostra casa,o Signore; essi vi lode- sacerdoti, nelle mani de'quali, come nel-
ranno per tutti i secoli deisecoli.l sacerdo- l'utero della Vergine, s'incarna il Figlio
ti sono eziandio mediatori tra Dio e i po- di Dio... Sopra questo tanto insigne pri-
poli, e loro avvocati presso di lui, poiché vilegio stupisce il cieLo, è sopraffatta la
sono deputati da Dio medesimo, e posti terra, intimorito l'uomo, inorridito l'in-

ad offrire i loro voti alla sua sovrana mae- ferno, sorpresa la stessa angelica eccellen-
stà, a rappresentare i loro bisogni spiri- za. Disse s. Marco, 2, 5,6 Figlio ti sono
;

tuali, e corporali temporali, e ad attrar- rimessi i peccati .... Chi può rimettere i

re sopra di essi i doni della sua grazia, peccati fuorché il solo Dio? L'utilità poi
11 ciotto vescovo Bronzuoli, nelle Istitu- grandissima, che reca al pubblico il sa-
zioni cattoliche, parlando della dignità e cerdozio cristiano, gli dà un più forte di-
del rispetto Sacerdozio (^.),
dovuto al ritto alla estimazione, al rispetto, alla gra-
dice che quella stessa natura la quale sve- titudine della società. Sono i ministri del-
glia il sentimento di adorare Iddio, ec- l'altare che per debito del proprio carat-
cita parimenti il rispetto e la venerazio- tere procurano la istruzione degl'igno-
ne per coloro che più direttamente gli ranti, il ravvedimento de'traviati, il con-

«-ippartengono. Le testimonianze di Pla- forto agli afflitti, la diminuzione de' mi-


tone, De Regno lib. 6; di Plauto, fri Ru- sfatti, la riconciliazione de'nemici, il ter-
deus atto 3, se. v; di Cicerone, De legibus mine di que'lunghi litigi, che scompon-
lib. 2; e quelle che con tutta sicurezza gono e depauperano le famiglie. Gli or-
si rilevano da Esdra, lib. 1,7, 2/£, pale- fani nel loro abbandono, gl'indigenti nel-
sano abbastanza qual rispetto gl'idolatri la loro miseria, l'infermo al letto di mor-
medesimi avessero pe'loro sacerdoti, ed te, il delinquente uel fondo delle carceri,
anche talvolta per l'ordine de'leviti. Le il condannato sul palco dell'estremo sup-
sagre pagine poi sono piene di documen- plizio, non trovano forse nel sacerdote l'a-
ti dimostrativi di quant' onore, di qua- silo, la consolazione, il sollievo ? Qual è
li esenzioni e privilegi godesse la tribù e l'altra classe di cittadini, che sia in tant