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DIZIONARIO
DI Er.UDlZIO>'E

STOrxICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI SAM-r, BEATI, MARTIRI, PADRI_, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
rRnVCtl'ALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
,

Al RITI,ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE •

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

G r». E G O Pv I O XVI.

A OL. III.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
31 DCCCX L.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
e:-S;S.

A
ARC ARC
A.].RCIPRETE delle chiese e ba- liana, di cui non v'ha più alcun
sìliche di Roma. Era la dignità, clic vestigio; i5i. ss. Nereo ed Achilleo

soprastava agli altri canonici nelle nel titolo di Fasciola; 16. s. Caio,
ventisei Chiese collegiate, o titoli pres- ristaurata da Urbano Vili ; 17. ss.

biterali Cardinalizii, eh' esistevano in Apostoli; 18. s. Sisto nel titolo di


Roma, sino dal tempo di s. Gelasio I Tigride ; 1 9. s. Anastasia, detta sub
eletto l'anno 49^- ^on sia discaro palatioj 20. s. Ceciha in Traste-
averne qui come semplice erudizione vere; 21. s. Prassede ; 22. s. Mar-
1' elenco: i. s.Clemente nel monte cello; 23. s. Lorenzo nel titolo di
Celio; 2. ss. Vitale, Gervasio ePro- Lucina; 24. s. Marco; 25. s. A-
tasio nel titolo di Vestina; 3. santi gnese in piazza Navona; 26. s. Teo-
Pudente e Pudenziana nel titolo di doro. F'. Piazza, Gerarchia ec.

Pastore; 4- s- Grisogono in Tras- Le facoltà estesissime, che aveva-


tevere; 5. ss. Giovanni e Paolo nel no gli Arcipreti delle accennate chie-
titolo di Pammachio; 6. s. Ciriaco se,vennero tolte da Innocenzo XII, nel
nelle Terme diocleziane; 7. s. Ca- 1692, colla riforma ch'egli fece de'
listo e Giulio in Trastevere ; 8. s. tribunali, cosicché non altro ebbe-
Crescenziana. Questa chiesa più non ro che una paterna economica au-
esiste;
9. s. Sabina sopra il monte torità nelle cose appartenenti al ser-
Aventino; io. ss. Gabiuo e Susan- vigio della Chiesa , alla disciplina
na, titolo appellalo ad duas laurosj ed ai costumi: anzi la stessa di-
II. s. Silvestro sul monte Esqui- gnità di Arciprete col decorrer del
lino, nel titolo di Eqviizio; 12. s. tempo in esse chiese pienamente si

Eusebio nell'Esquilino ; i3. s. Ni- estinse.


comede, insigne basilica ricordata Presentemente non hanno in Ro-
nei martirologi di Reda, Usuardo ed ma dignità di Arciprete che le
la
Adone, ora distrulla; 14. s. Emi- tre patriarcali basiliche Lateranese,

^ ^
4 ARC ARC
Vaticana e Liberiana. Tal dignità episcopale sopra i canonici, sul cle-

è coperta sempre da un Cardinale ro, e sui ministii addetti al servi-

di R. Chiesa, e la istituzione di
S. zio di essa. Vi sono alcuni che o-
essa rimonta a tempi assai antichi. pinano essere derivata l'autorità de-
Infatti nella basilica lateranese, sotto gli Arcipreti vaticani dai poteri, che

il Pontificato di Bonifacio Vili, il avevano su di essa i vescovi por-


primo Arciprete Cardinale fu Ge- tuensi dopo l'unione fatta del ve-
rardo Bianchi di Parma vesco- scovato di Selva Candida alla dio-
vo di Sabina, sepolto nel Latera- cesi di Porto.
no ,
quantunque non manchi chi Gli Arcipreti esercitano alternati-
opini contarsi prima di quel tem- vamente coi capitoli il diritto di
po una tal dignità nel Laterano, conferire i benefizii vacanti nelle re-
argomentando ciò da vuia lettera di spetti ve patriarcali e chiese unite,
s. Pier Damiani diretta a Pietro o ad esse soggette, eccettuali ca- i

Cardinale della S. R. C. ed Arci- nonicati ed i benefizii maggiori e ,

prete della canonica lateranese. Nel- gli alleiti al Papa, secondo le re-

la basilica vaticana si crede essere gole di cancelleria. Gli Arcipreti del-


stata istituita la dignità arcipretale la basilica lateranese e della basili-
nell'anno io35 da Benedetto IX, e ca vaticana esercitano questo dirit-
viene indicato da Grimaldo chierico to alla pari coi respettivi capitoli
beneficiato e cronista della basilica cioè una settimana per ciascuno. Niel-

medesima il Cardinal Orso come il la settimana spettante al capitolo,


primo che assunse tal dignità. Nella viene esercitato tal diritto dai sin-
basilica liberiana s indica come il goli canonici per turno di anzia-
primo Arciprete il Cardinale Matteo, nità.
sotto Eugenio III nell'anno 11)3, L'Arciprete poi della basilica li-

e ne' tempi consecutivi vi si con- beriana esercita tal diritto col ca-
tano tra gli altri distinti Porporati pitolo nel modo sopraindicato, ma
di S. R. C, il b. Nicola Albergati però con la dilferenza che l'Arci-
e s. Carlo Bori'omeo. La serie poi prete ha due settimane in suo fa-
degli Arcipreti delle suddette tre ba- vore, ed una ne ha il capitolo.
siliche si riporta ai rispettivi articoli L'Arciprete lateranese esercita al-
delle basiliche stesse. I predetti Arci- la pari coi canonici il diritto cos\
preti delle basiliche lateranese e va- detto di Difesa delle aeque Mariane,
ticana avevano la giudicatura fo- volgarmente detta Marrana, posta
rense per gli alFari relativi alle re- fuori di porta s. Giovanni.
spettive basiliche, ed alle persone ad I predelli Arcipreti sono tenuti,
esse addette. in forza della costituzione 33, Pn-
Questa giurisdizione venne tolta storalis q/Jìcii, di Alessandro VII,
aU'.Arciprete della vaticana dal pre- ad eleggersi distinti prelati, che li

lodalo Iniìocenzo Mi, ed all'Arci- rappresentino con la qualità di vi-


prete lateranese da Pio VII con la carii, in lìivore ilei ([uali , in (or/a
noia costituzione Post diiUurnas. della citata costituzione, debbono ri-
K da osservarsi, che l'Aiciprctc lasciare una porzione non minore
della basilica vaticana presiede alla della mela della prebenda arcipre-
fdihrica, esercita nella basilica me- tale, che essi godono nelle rispclti-
desima il potere ordinario, e «piasi vc basiliche.
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Non mancano esempli di destina- naie di s. Nicolò in carcere, donde
zioni fatte (lei prcdelli \icarii per mo- passò al titolo Y'i'csbiterale di s. Su-
tii proprio dei Sommi Ponleliei con sanna. Poco godette il nostro Ales-
lettere in forma di breve. sio della sua dignità, imperciocché
I predelti viearii hanno in co- dopo alciuii mesi di Cardinalato, ter-
ro il primo posto fra i canonici, e minò la sua mortai carriera nel
la precedenza nelle processioni, an- 1189.
corché i canonici fossero insigniti ÀRCIPRIORE. Titolo che fu
della dignità arcivescovile o patriar- dato talvolta al maestro dei tem-
cale. plari.
Allorché gli Arcipreti invitano il ARCIPRIORESSA. Cosi chiama-
sacro Collegio per assistere alle sa- vasi la superiora delle religiose di

cre funzioni nelle respetti ve basili- Lancarro in Borgogna.


che, essi senza riguardo all'anziani- ARCISUDDIACÒNO ( Jrchi.mb-
tà prendono l'ultimo posto fra i (liaconus). Capo de' suddiaconi, of-
Cardinali, quindi nello stesso ordine ficio antico romana, di
della Chiesa
di staUi seggono il prelato vicario cui si fa spesso menzione nell' Ordi-
ed i canonici. P^. Andrea Girolamo ne romano. L' Arcisuddiacono si tro-
Andreucci, lyaclatus canonìco-theo- va anche in altre chiese, come ad
logicus j De vicariis basilicaruni ur- esempio in quella di Capua, dove
bis, Rom;c i744- egli ci era, dice IMichele IMonaco, nel
Gli stessi Arcipreti delle menzio- Santuario Capuano, citalo da Du-
nate principali basiliche nella ri("or- cangc. Il Borgia, nel tomo II. pag.
renza del Giubileo vengono desi- 174 delle sue Memorie, parla del-
gnati legati a per aprire e
Intere l'Arcisuddiacono nella chiesa Bene-
chiudere le Porte sante che in es- ventana, e ne porta vm documento
se esistono, meno quella della Va- del 971, in cui evvi la sottoscrizio-

ticana che viene aperta e chiusa dal ne d' un Arcisuddiacono capo dei
Papa. V. A-^xo SANTO e Porta suddiaconi della detta metropoli-
SANTA. tana.
ARCIPRETI (degli) Alessio, Car- ARCIVESCOVATO. Provincia, o
dinale. Nacque nell'Umbria dalla fa- diocesi posta sotto la giurisdizione
miglia degli Arcipreti, delta poi di spirituale di un prelato, al quale so-
Pietra, che il Torrigio dice parente no soggetti dei sulfraganei. Tuttavia
di Anastasio IV, e il \incioli sup- ve ne hanno senza vescovati dipen-
pone essere della nobile famiglia pe- denti, come sono gli arcivescovati
rugina della Penna. Fu ordinato di Amalfi, Chieli, Cosenza, Cran^
suddiacono della Chiesa romana, e ganor, Leopoli, Lucca, Naxivan,
poscia venne inviato da Alessandro Rossano, Scopia, Smirne, SpoletOy
III nella Scozia in qualità di legato ce. Le chiese arcivescovili in pnrti~
apostolico, afllnchè componesse le con- bus, che egualmente sono prive di
troversie insorte tra il capitolo del- sulfraganei, sono le seguenti: AlcppOy
la metropolitana eli s. Andrea ed il Adana, Anchiala, Acrida, Arcadio-
re Guglielmo, a motivo della elezio- poli, Baruto, Calccdonia , Cona ^
ne del nuovo arcivescovo e quin- ; Corona, Emessa. , Hopoli , Farfa:E
di fu da Clemente- HI, a' ventuno o Farsalia , Irenopoli , Marcui-
marzo ii88, creato diacono Cardi- nopoli , Naziaazo f Nicca , ISico-
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sia, Nisibij Palmira, P'irgi, Sa- lazione poi di Papa era comune
talia. Siila, Sdivrea, Sion, Sergio- ad ognuno Ciò fu rigorosa-
di essi.

poli , Sinopoli , Teodosia , Trabi- mente vietato da Gregorio VII nel


sonda, Teflis. 1076. Gli Arcivescovi, oltre la giu-
ARCIVESCOVO. Prelato, detto risdizione che tengono sulla propria
eziandio metropolitano, che ha pa- diocesi, come gli altri vescDvi, ebbero

•recchi vescoviper suffraganei , dei sempre una giurisdizione sopra dei


quali egU è capo. E desso il primo vescovi suifraganei, cioè non esenti,

vescovo di una ecclesiastica provin- della loro Tale potestà


provincia.
cia. Renchè Arcivescovo e metropo- da principio era vasta per modo,
litano suonino al medesimo, non ch'essi nelle cose di grande impor-
tutti gli Arcivescovi dir si possono tanza nulla potevano decidere senza
indifferentemente metropolitani: dac- il loro assenso; anzi 1' Arcivescovo
ché in ItaUa, ed anco nelle parti aveva tanta autorità nella elezione
degl' infedeli , trovansi Arcivescovi dei vescovi che nessuno poteva
,

che non hanno vescovi suffraganei. esservi instituito, se prima egli non
J^. Arcivfscovato. lo decretava. Era proprio cjuindi
L' origine degli Arcivescovi o dell'Arcivescovo l'esaminare gli e-
metropolitani si fa risalire fino ai letti in vescovi, conseci-arli , istruir-

tempi apostolici. Leggiamo che l'A- li , e vegliare sui loro costiuni. Da


postolo aveva data la soprainten- qui l'Arcivescovo era chiamato pa-
denza di tutte le chiese di Creta dre, maestro, giudice dei vescovi;
al suo discepolo Tito, e quella della da qui il giuramento di fedeltà che
provincia dell'Asia a Timoteo [S.Jo. il suffragaueo deve al metropolita.
Chrys. sten. I. in Tit. et I. in P^. Thomass. de vet. et iiov. Eccl.
Tinioth. Nel concilio di Antiochia
). disc. 1. I e. 4*^-> Van-Espen Sur.
del 264 troviamo chiaramente no- Eccl. p. I, tit. 19, e. 2.
minati i metropoliti, come anche la Tanta giurisdizione venne poi
loro autorità. Eccone il decreto : regolata e circoscritta dai Sommi
Episcopos, qui sunt in unaqiiaque Ponlelici. Tra gli altri privilegi
provincia, scire oportet, episcopuni venne tolto quello di eleggere, con-
qui priecst metropoli , etiani curani fermare esaminare e consecrare i
,

suscipere totius provincice , co quod vescovi suifraganei ( Thomass. loc.


in melropolim nndequaque concur- cit. e. 48)- Clemente V riservò alla

runt omnes , qui liahent negotia. Sede Apostolica le chiese, i vescovi


(Cfl!«. f) apud Labhceum, tomo II.). delle quali morivano in curia ( Extr.
Sulla origine degli Arcivescovi e Etsi in temporaliuni de Prcvben.) j
inclropnlitani si possono vedere 1 Us- Benedetto XII aggiunse altre riser-
[De orig. episcnp. et metrop.)j
serio ve [Extrav. ad regimen. de pnrb. ) ;
De Marca ( Concord, sacerdot. et e finalmente dopo la pubblicazione
iniper. lih. VI cap. i n. 3); Ma- delle regole della cancelleria, fu in
macchio {Orig. et antiq. Christian. generale riservata al Romano Pon-
lih. IV, cap. 4 § '>» num. 4)> Da tefice la elezione e la collazione di
principio qualcuno degli Arcivescovi tutte le chiese cattedrali. Sopra di ciò
6Ì dava anche il tilolo di univer- per altro si debbono attendere i

sale j ma IVlagio II, del ^78, ne concordati. Ma essendo rimasta c-


fece espressa proibizione. L' nppel- gualmenlc di troppo estesa la giù-
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ri'jdizione de' metropolitani , venne Pontefice (Trid. ibid.). L'Arcivesco-
diminuita dal concilio di Trento ; vo può eziandio stabilire dei vicarii

tuttavia in forza del diritto nx-tro- capitolari, pel governo delle diocesi
politico, l'Arcivescovo può invigilare vacanti delle loro provincie, se en-
i sulfraganci, e se fossero negligenti, tro otto giorni di sede vacante, non
riclùamarli al dovere e supplire alla ne nomina alcuno il capitolo della
loro negligenza nei casi permessi chiesa ( Trid. sess. 24 cap. 1 6 de
dai sacri canoni ;
giudica in caso reform. ) ; può obbligare i suffraga-
di appello dalle sentenze degli Or- nei alla consecrazione di un altro

dinarii ; secondo il Earbosa , ed sulfraganeo, può giudicare della in-


altri autori, è giudice ordinario giustizia della sentenza di scomunica
dei suffi'aganei nelle cause civili a fulminata da un suffiaganeo.
forma degli antichi canoni ; ma a Esistendo un forte motivo, l'Ar-
sentimento del Lottario e del Petra, civescovo può sospendere i suoi suf-
non può esercitare tale facoltà nei fraganei , interdirli , scomunicarli ;

sufl'raganei , che non vi acconsento- ciocché ha facoltà di /'ar egual-


no , se non nei casi permessi dal mente il vicario dell'Arcivescovo,
diritto. Attribuiscono ancora i cano- se questi fosse lontano, o mancasse.
nisti all'Arcivescovo l'esercizio della Ma benché l'Arcivescovo, secondo
sua giurisdizione fuori della dio- il diritto comune, abbia autorità di
cesi , ma nei limiti della provincia, infliggere le censure contro a' suf-
nei seguenti casi: i.° IS'ell' obbligare fraganei, pure deve procedere con
i vescovi suffraganei ad osservar gran cautela, perchè le censure non si
nella celebrazione degli oflìcii divini possono infliggere senza colpa; e la
il medesimo rito, che si pratica dal- cognizione delle colpe dei vescovi non
la chiesa metropolitana ; 2." nel è soggetta al metropolitano. Quin-
costringere i vescovi suffraganei a di o la può esercitare soltanto nel
cx'ìehrare i sinodi diocesani ;
3.° nel- sinodo provinciale, o nel dichiarare
l'obbligarli ad osservare i sacri ca- una censura inflitta dal diritto co-
noni in materia di simonia; 4° wel- mune, o tutto al piìi, se il suffira-
r impor loro, che edifichino il se- ganeo manca in officio, in im at-
minario ; 5." nel comandare che to relativo al diritto metropolitico.
istituiscano degli arcipreti di cam- Parimenti per giusto motivo può
pagna. scomunicare il vicario o l'officiale
Oltre a ciò 1' Arcivescovo pviò di un vescovo suffiaganeo.Le giuste
anche convocare i suoi vescovi sul- cause per cui può scomunicare il
fraganei ad un concilio provinciale vicario di un suffraganeo, son le

( Conc. Trid. sess. 24 e. 2 de refor.); seguenti: i. se il vicario impedisce


può obbligarli alla residenza nelle r appello della causa al vescovo;
rispettive diocesi ( Trid. sess. 23 2. se manca nell' addossatogli offi-

e. I de reform. ) ; ed in caso che cio; 3. se abusasse della propria giu-


essi non vogliano risiedere , senza risdizione; 4- s^ "SÌ della giurisdi-
una giusta ragione, può ascrivere i zione datagli dal vescovo scomuni-
frutti del loro benefìzio alla fabbri- cato; 5. se non osserva i privilegi
ca della cliiesa , ovvero ai poveri ; della sede A postofica; 6. finalmente
e nel caso di maggior resistenza se sia di mal costume, ovvero incor-
può anche denunziarli al Sommo reggibile. Da questi casi però si
8 ARC ARC
ercellnn, 5P mancasse fuori
il vicario scovo fosse negligente ncU' eseguire
ilt'l suo ()iìi(Mo nllora non è sog- : r ultima volontà ad cnsus ])ius dei
gollo alla i;iuiis{lizio)ic del metro- suoi può r Arcivc.NCOvo a-
sudditi ,

politano, se non nei casi espressi dempierla. Per supplire noudinuino


nel diritto ma l'esame ed il gastigo
; a tale mancanza sono state concedu-
della colpa appartiene al suo vesco- te speciali facoltà alla con giega /.ione
vo , il quale , siccome qualunque Cardinalizia della reverenda fabbrica
altro magistrato, ha la (iicoltà a ju- di s. Pietro.
re di punire un suo olliciale. iSe' voti e nei giuramenti dei ve-
L' Arcivescovo può assolvere il scovi sullraganei, l'Arcivescovo può
suddito di ini sulTraganeo, che egli, dispensare. Se i sudditi di un suf-
senza legittima causa non vuol as- Iraganeo hanno poderi nella diocesi
solvere, osservando però il modo dell' A rei vescovo, questi, nel caso che
prescritto dai sacri canoni special- a lui si dirigano può giudicare le
,

mente nel capo Ad reprimcìulum loro eause. Un tempo TArcivescovo


etc. de qfficiis judicis oidiiiarii. poteva a suo piacimento visitare le
Quando una qualche dispensa di- diocesi dei sullraganei ; oggi lo può
venta necessaria, ed il vescovo la soltanto dopo che nel sinodo pro-
nega, può l'Arcivescovo concederla. vinciale si è conosciuta ed approva-
IV'ondinieno tale facoltà da molti ta la ragione ( Trid. Se.ss. 24 de
gravi canonisti gli vien negata, an- rcforrn. Mentre egli visita
). la sua
corché si trattasse della sola dispen- provincia , può ascoltai'e le confes-
sa dai voti. Veggasi Suarez tom.ll, sioni dei sudditi dei sullraganei, as-
lib. VI, de Volo. Sauchez lib. IX, solverli, ed impor loro salutevoli pe-
in Decalog. cap. 38, num. ii-ic> nitenze: può far an-
questo stesso
Da altri però è limitata al solo che per mezzo di un suo rappresen-
caso in cui può esservi appello.Se tante né dall'assoluzione sono esclu-
;

i benefizii soggetti ad mi vescovo si i casi riservati ai sullraganei, per-


sudraganeo restano vacanti per ne- chè quando l'Arcivescovo visita una
gligenza di lui, l'Arcivescovo può diocesi sullraganea , dessa viene ri-
allora quando tale
supplirvi] anzi guardata come sua, ed egli siccome
vacanza prolungata fosse ad un se- il .superiore di essa. La giurisdizione
mestie, la collazione, per diritto, dell'Arcivescovo si estendeancctra, giu-
sj)ctta all'Arcivescovo. Se il vescovo .sta i canonisti, ad altri casi. Gli è le-
suIlVaganeo per negligenza non con- cito istituire processo contro i cano-
ferisce il benefìzio ad una persona nici di un sullraganeo, quando non
presentala dal giuspatrono, e se osservino le censure date dal loro
fo.sseio scorsi due mesi l' Arcivesco- vescovo. Ha l'autorità di so.speiidere
vo , cui il giuspatrono può fare qualcuno dalla predicazione in tutta
incorso, ha il diritto d" istituirlo. la provincia, quando ne sia imme-
{Plus V. Const. in Confi rendis i6 ritevole. Può esiliare da tutta la
mail 1 5Q'j ). Se il vescovo è negli- provincia quegli, che ha commesso
gente nellobbligare un suo suddito un delitto nella diocesi di lui. Nei
ad esibire un (jualche testimonio casi sua giuri.sdizione
spettanti alla
l'Arcivescovo j)uò obbligare il ve- ha diritto di mandare editti per tut-
scovo .stesso ed anche il suddito a ta la provincia. Come deN'g.ilo «Iel-
produnu la Icslimouianza. Se il vc- la Selle Aposlolia», ha il [>oterc di
ARC ARC 9
obbligare gli abbati ed i prelati re- dopo aver pronunciato in appello
golari negligenti, affincbè sia fatta la non può ingerirsi per la esecuzione
spiegazione del vangelo nelle par- delle sentenze; non può scomunica-
rocchie, che dipendono dai moniste- re i sudditi del .sulB-aganeo, né as-
ri nullius dioecesisj ma però esisten- solvere quelli, che da esso furono
ti nella sua provincia : pure ha
cos'i scomunicati, fuori che in caso di ap-
il gius di portare la croce inalbera- pello, il quale di regola deve avere
ta in tutta la estensione della sua una causa sufficiente e legittima; in
ed anclic nei
pi'ovincia ecclesiastica, questo caso deve prima rimetterlo
luoghi esenti, qualora non siavi il al suo Ordinario, affinchè da esso lui
legato Pontifìcio, o un Cardinale, o ne riporti l'assoluzione, ed osserva-
un nunzio colla potestà di legato a re il decreto della S. C. de' vescovi
Intere [sacr. Rie. Coiigr. in Taiirin. e i-egolari, dato a' 16 ottobre 1600,

t) niarlii i5c)3, et i octohr. iGoi^. approvato da Clemente Vili non- ,

Ha la giurisdizione di benedire il ché la costituzione di Benedetto XIV,


popolo nella sua provincia, tanto so- Ad militantis Ecclesiae etc. Non può
lennemente che privatamente , ed concedere ai sudditi dei suffi'aganei
anche nei luoglii esenti (Bened. XIV, in prima istanza alcuna esenzione,
t. 2 const. l\.o). Che se poi vi è il non prendere ingerenza nelle mate-
legato, o il nunzio apostolico, l'Ar- rie che concernono osservanza di fe-
civescovo benedirà soltanto, avutane ste; non può scomunicare il popolo
la licenza da lui (S. R. C. vit supra). del suffi-aganeo, né ricevere denaro
Può usare del rocchetto, della moz- o doni dai sudditi ; anzi se ne
7.etta e del pallio in tutta la pro- riceve è tenuto a restituire il dop-
vincia, anche nei luoghi esenti (S. pio . Non gli è permesso 1'ob-
E.. C. ut supra). In quali funzioni bligare i sudditi di un suffi-aganeo
debba egli usare del pallio, V. Pallto. a ricevere la sua legazione, ovvero
Tutte le accennate attribuzioni ad eseguire le sue sentenze; non
non sono presentemente in piena os- ha il potere di esser giudice com-
servanza, se si eccettuino gli appelli, petente dello stipendio dovuto agli
e rari son divenuti ancora i sinodi avvocati del suo foro dai sudditi
provinciali. Peraltro nell'America set- del suffi-aganeo; non ha fiicoltà d'in-
tentrionale [Vedi) gh Arcivescovi, per fliggere le censure agli officiali del
ispeciale annuenza della Santa Sede, diocesano se l'icusano di comparire,
hanno delle ingerenze particolari nel chiamati essendo da lui; non può
formare la terna dei soggetti da pre- scegliei'si officiali nelle diocesi sutìra-
sentarsi al Sommo Pontefice per la ganee per le cause future (S. C. e-
deputazione de' vescovi e dei loi'O una Vulturan. 1 3 maii i6o3);
pisc. in

coadiutori. Tali ingerenze si eserci- non può permettere che le cause


tano ancora da2;li Arcivescovi dell' Ir- di appellazione spettanti a lui, ven-
landa [Vedi). I principali casi però, gano trattate fuori della sua città o
in cui l'Arcivescovo ha ristretta la sua diocesi; gli è pi'oibito richiamar le
giurisdizione, sono i seguenti: A te- censnre inflitte dall'Ordinario sull'ap-
nore della sess. 24 del Trid. e. 20 pellante (S. C. epis. in una Montis
de refovin. , non può ingerirsi nel- regalis 2 die. 1
609) ; non deve in-
le cause, che sono ventilate in prima gerirsi nelle cause d'immunità ec-
istanza innanzi il vescovo, ed anche clesiastica spettanti ai suffi'aganei, ma
voL. m. 2
IO ARC ARC
bensì rimettere alla Santa Sede quel- fedeli,ed abolita la religione, per
li che ricorrono a lui (S. C. episc. conservarne memoria delle sedi
in una anglon. 23 sept. 1624); co- vengono egualmente ordinati de-
sì pure non ha da mandar conunis- gli Arcivescovi e vescovi, i quali
sarii contro i suoi suirraganoi, sen- però non hanno alcuna giurisdi-
za licenza della sacra Congregazione zione. Di essi troviamo una memo-
( S. C. episc. in una umbriat. 2 5 ria nel concilio Trullano del 680,
maji 1629); gli è illecito ammini- in cui vi erano alcuni prelati che ,

strare gli ordini, la cresima, degra- non avevano potuto andare al pos-
dare ec. od eseguir altro esercizio di sesso delle loro chiese, perchè erano
giurisdizione nella diocesi suffraganea, queste sotto la dominazione degli
senza l'assenso dell'Ordinario di essa, infedeli. Ad essi venne dal concilio
eccettuati i casi espressi a jure; e- conservato il grado, colla facoltà di
gualmente non può concedere di- ordinare dei chierici, e spedirli in
missorie ai sudditi dei sulfraganei loro vece, subito che fossero cessate
mentre visita le loro diocesi , così le ostilità. Veggasi Hieronym. Viel-
neppur celebrare i pontificali senza mii , Luciihratio de Epìscopi s qiios
averne avuto il loro permesso (S. Titularcs appellante Venetiis i58o.
C. episc. et regul. 18 apr. i^gg); Andreas Hicronymus Andreucci, De
Non può giudicare le maggiori cau- Episcopo TiUtlarij seu in pardbiis.
se criminali dei sufTraganei ; con- Roma? 1734, e la di lui Hierarchìa
ciossiachè , forma-
ove trattisi di ecclesiastica y tom. I de Possessis pag.
re intorno ad esse giudizio, que- 490.
sto si appartiene al romano Pon- ARCO (Jrcan.). Città vescovile in
tefice così egualmente
, le mino- partihus nell'Armenia minore, suffia-
ri poiché ciò spetta solo al con-
,
ganea di o Metelin.
INlitilene,

cilio provinciale ( Trid. sess. 24 ARCOLAIO. Ordine cavallere-


de refonn. e. 5.); non può richie- sco. Kel i388 Margherita regina di
dere al sulTraganeo della causa, per Napoli vedova di Carlo III Duraz-
cui non vuole promuovere agli or- zo, vedendo le rivoluzioni che agi-
dini un suo suddito ma deve ri- , tavano il regno per le pretensioni
mandare la cosa al Sommo Ponte- di Lodovico d'Angiò, si ritirò nel-
fice od alla sacra Congregazione del la fortezza di Gaeta col figlio La-
concilio (S. C. Conc. in llhem. 2 i apr. dislao, da Urbano VI investito del
1 668). Finalmente gli manca la fa- reame. In questo tempo, Napoli fu
coltà di assegnare al sulìiaganeo un assalita e combattuta dalle navi e
termine per delìnire una causa. Sul- galere della regina, quali mol-
all(>

la croce che portano gli Arcive- ti Porta nuova


nobili del Seggio di
scovi dinanzi a sé. V. Croce A- si opposero ; e perchè tal' unione a

STATA. danno di Margherita restasse più vi-


ARCIVESCOVO in partihus. Co- sibile e costante, si chiamarono Ca-
sì si appella quell' Arcivescovo (;he valieri dell' Argo ta, per l'insegna
tiene soltanto il litfjjo della chie- che portavano nel lato sinistro di
sa di quella domi-città in cui un Arcolaio, o ignommcralore rica-
nava la religione cattolica, ed a- mato d'oro in campo rosso. Questi
veva Arcivescovo. Ora però mol- cavalieii condussero buon ninnerò
le di quelle città lulte dogli iii- di coniballenti in favore dell' An-
ARD ARD IT

gioino, ma durarono quanto il bre- tagna, presso il lago di Rye. Il

ve suo dominio, perchè al cader di Pontefice s. Celestino I spedì nel-


Lodovico, i nobili, che ne seguivano rii'landa s. Patrizio a bandirvi la
le furono prontamente disper-
parli, fede nel 432. Fra i vescovati, ch'e-
si. Stimano alcuni che la detta in- gli quivi fondò, ci fu questo di Ar-
segna deW j4rcolaiOj fosse prescelta dagli. Esso, nel 1741, era stato uni-
per significare, che siccome a poco a to all'arcivescovato di Tuam , poi
poco si toglie il filo dall' ergala, alla sede vescovile di Kilmore , ma
neir incannare la matassa, e resta quindi divenne sulTraganeo dell' ar-

affatto nuda, così l'acquisto del re- civescovo di Armagh, che è il me-
gno di Napoli si sarebbe successiva- tropolitano della provincia ecclesia-
mente elU'ltuato, spogliandone La- stica chiamata Ultonia. La residen-
dislao e Miirgherila. za del vescovo d'Ardagli, è in A-
ARCONTICI. Eretici, che sorsero thlone, borgo che già fu seggio ve-
sul declinare del secolo secondo. Co- scovile, rinomato per l'assedio, che
storo asserivano che il mondo fu sostenne nel 1691 contro il princi-
creato dai Principati , coro di x4n- pe d'Orange, conservandosi fedele
geli eh' essi chiamavano Archoiitcs. al re Giacomo II ; ina nell' anno
Dicevano inoltre che la redenzio- seguente, superato dal generale Gin-
ne dell'uman genere consisteva nel- kle,con tutta l' Irlanda soggiacque
la dottrina, rigettavano i sacramen- alla dominazione del competitore
ti, impugnavano la resurrezione dei del re predetto. La diocesi ha più
corpi, e facevano autore dei sacri di quaranta parrocchie e molte
misteri Sabaoth, che riguardavano cappelle, con cinquanta vicarii; ha
come uno dei principati inferiori. ilsuo capitolo, mantenendosi il Te-
Si considerano come im lamo del- scovo culle oblazioni e rendite par-
la setta dei valentiniani, o dei mar- rocchiali giacché il numero de' cat-
,

cosiani. La vita di alcuni era in ap- tolici supera i duecento settanta mila.
parenza penitente ; altri la condu- ARDALEONE (s.). Eroe che
cevano assai dissoluta. incontrò coraggioso la morte per la
ARDxl [Ardaincrii seu Herculia). fede di Gesù Cristo nel tempo in
Città vescovile, fino dal IX secolo, del- cui sul trono di Roma sedeva Massi-
l'Ilhria orientale nella provincia di mino Galerio. Prima che si convertis-
Macedonia, il cui prelato era suffra- se alla verità della fede, egli eserci-

ganeo del metropolitano di Tessalo- tava la professione di commedian-


nica. Nell'anno i638 v'avea il ve- te, e rappresentava sulla scena i

scovo Melezio, il quale sottoscrisse misteri de' cristiani, affine di renderli


al concilio radunato dal patriarca segno alla derisione degh empii. II

di Cos tanti nopoh Cirillo di Berrea, martirologio romano lo ricorda a'


per opporsi ai sentimenti calvinisti- i4 aprile.
ci di Lucaris suo predecessore. ARDEA. Piccqla città, ora quasi
ARD AG H (^j4rclacaden.). Città con distrutta nella campagna di Roma.
residenza vescovile nell'Irlanda, detta Ne' più riraoti tempi ella fu già
anche Ardacliia . Questa piccola splendida capitale dei rutuli, e reg-
città d' Irlanda , è nella provin- gia di Turno, il quale ebbe il co-
cia di Leicester, capoluogo d'una raggio di far fronte ad Enea tro-

baronia, edificata sopra una mon- iano. Prova della sua antichità si è
12 ARD ART)
la favola , clie Danae gittata nel di Giovanni ed
s. monaci di s. i

mare da Argo suo padre, ne fos- Pietro di Nurcki , per alcune pos-
se la fondatrice maritandosi col re sessioni, come dice il Mansi.
Pilumno arcavolo,
di Turno , né ARDEMORA. Città vescovile d'Ir-
manca chi sostiene ripetere l'origi- landa sino dal V secolo nella con-
ne fnio da Ulisse. Fu quindi signo- tea di Kerry, sufFraganea della me-
reggiata dai latini, e tre secoli do- tropoli di Cashel, unita neh' XI seco-
po la fondazione, Roma se ne im- lo a Lismora e T f^aterford (^Vedi).
padionì, e vi spedì una colonia. E- ARDFERTA {Ardfcarl, o Arda-
ravi un tempio di Venere, al quale twn). Piccola città episcopale, fino dal
accorrevano i latini, e fui'ono cele- VI secolo, di Monemonia o Momo-
bri le sue acque sulfuree, dette A- nia, situata nella contea di Kerry,
quae Ardeatinae, Foiites sulphurati. sulfraganea di Cashel in Irlanda. Fu
Ora è feudo e marchesato della ca- anticamente capitale della contea, e
sa Sforza Cesarini, per compera che dicesi che avesse ima vniiversità; ma
Giuliano Cesarini, gonfaloniere del nella guerra del 1641 venne quasi
popolo romano, ne fece l'anno 1 564, distrutta, ed ancora si veggono ri-
da Marcantonio Colonna. levanti avanzi de' suoi cditizii reli-
Rinnovata la via Ardeatina con- giosi.

tigua alla celebre via Appia, nei fa- ARDINGHELLI Nicotò, Cardina-
sti ecclesiastici suona celebre il suo le. Nicolò Ardinghclli nacque in Fi-
nome, perchè nobilitata dal sangue renze nel i5o2 da una delle piìi co-

di molti martiri. Nella detta via ri- spicue famiglie. Segnalossi in varii ra-
nomato fu il cimiterio di s. Ealbi- mi dello scibile umano, ed era bene
jia e di s.Marco Papa del 336, il instrutto nel diritto, nella poesia, nel-
quale vi fabbricò ima chiesa. Evvi le lingue italiana greca e latina. Ad
anche quello di s. Petronilla , di acuto intendimento accoppiava me-
Flavia, di Domitilla e de' ss. Nereo moria tenace, rara prudenza. I suoi
ed Achilleo, uno dei più antichi di meriti lo fecero annoverare tra gli
Roma, oltre quelli che nomina Bo- accademici fioi-entini, e protetto dal
sio. Ardea appartiene alla diocesi Cardinale Farnese, che poscia fu su-
di Albano. Fra i Cardinali che fio- blimalo al Pontificato col nome di
rirono nel Pontificato di Giovanni Paolo III , ebbe aperto il campo
IX, si nomina Leone, monaco be- di addentrarsi vie meglio nelle scien-
nedettino che trasse i natali nella ze, e godere l'amicizia e familiarità
villa di Priapo, territorio di Ardea, de' più dotti personaggi di quell' e-
Fu eletto Pontefice nell'anno 908 poca. Paolo III gli alhdò l' incarico
col nome di Leone V. Nel Xll se- di segretario del Cardinal Farnese
colo Ardea era luogo fortificato, suo nipote: poscia gli fu conlcrito
giacché Papa Gelasio II, fuggendo un canonicato nella metropolitana
le persecuzioni di Enrico per la V di Firenze ed il vicarialo della Mar-
vertenza delle investiture , si ritirò ca. Dopo qualche tempo si vide
col Cardinal Ugone in Ardea, e di l'Ardinghelli innalzato alla sede ve-
là per Ostia, passò a Gaeta sua scovile di Fossombrone, locchè av-
patria, nel i 1 1 8. Nell'anno i 1 35 fu venne nel i54i, «lei qual anno fu
celebrato in Ardea un concilio, a mandato dal Sommo Pontefi(-e alla
causa d'una vertenza fra i canonici corte di Francesco I, in qualità di
AKD ARD i3
nunzio. Lo scopo della sua missio- ti fu da Alessandro III creato prete
ne eia quello di conciliare la pace Cardinale del titolo di s. Croce in
esso e Carlo V, nonché
fi'B di pro- Gerusalemme. L'Ardoino appose la
curar la celebrazione del concilio ge- sua sottoscrizione a varie bolle di
neiale. Acconipag-uò poscia in Fian- questo Pontefice, nonché a parec-
cia ed in Ispagiia, e giovò coli' ope- chie di Lucio III, del quale inter-
ra sua e co' suoi consigli, il Cardi- venne ai comizii. Dopo aver soste-
nale Farnese, il quale erasi recato nuto per tre anni la dignità del
presso quella corte insignito della Cardinalato, terminò i suoi giorni
dignità di legato a latcre. Ritorna- nel ii8c>. E autore di im opusco-
to in Roma,onorato della cari-
fu lo, che si conosce col titolo de Deo
ca di Datario da Paolo III che , inimorlali.
inoltre a' 19 dicembre i544? lo creò ARDUINO (s.), abbate di Fonte-

prete Cardinale del titolo di s. A- nelle. Vandregesilo.


J^. s.

pollinare. Tanta era la sua perizia ARDUINO o Amomxo (s.), vescovo


nel maneggiare gli affari più impor- di Sens, usci da ragguardevole famiglia
tanti e difficili, che, secondo il Se- gatincse. Ottenuto dai genitori l'as-
gni, governava le faccende secreta senso di rendersi religioso, entrò
di tutta la Chiesa^ ed avea il ma- neir abbazia di Ferricres ; nxa poco
neggio dello Stato Pontificio. Ma dopo fu obbligato alla chiesa di
erano appena passati tre anni dac- Sens, e fatto sacerdote da Geremia
ché era slato promosso alla porpo- che n'era l'arcivescovo. Le sue vir-
ra, quando una morte immatura tù gli procacciarono nominanza nel-
troncò il filo de' suoi giorni nel la corte cU Luigi // Buono, dal qua-
I :)47, contando egli soltanto (juaran- le perciò fu invitato, e costituito
tacinque anni di vita. Fu sepolto nel- sorvegliatore del contegno e costu-
la chiesa di s. Maria sopra Miner- me di tutta la baronia. In progres-
va, ove leggesi un onorevole epi- so fu cancelliere di Pipino re di A-
ta.'fiosopra la sua tomba. Il IMaz- quitania. Comeché ricolmo di lavo-
zucchelli ed altri fanno onorevole ri, non poteva a meno il santo di
menzione di questo Qudinale, e ne' sospirare il suo primiero riliramen-
loro sciitti riferiscono alcuni monu- to, e invitato di que' giorni appun-
menti del suo ingegno. to, in cui morì Adalberto abbate di
ARDlZZOi^E, Cardinale. Ardiz- Ferrières, ad entrai'e invece di lui,
zone vuoisi dal Ciacconio vesco- vi s'indusse senza grave difficoltà.
vo di Cuma; ma l'Ughellio non ne Circa la fine dell'anno 828 fu sur-
fa parola. Venne innalzato alla di- rogato a Geremia, e in forza della
gnità della porpora da Eugenio III predicazione, a che era attissimo,
nel 1 1 jo. Sottoscrisse alla concor- fece che moltissimi si convertissero.
dia, che venne stipulata ti"a Federi- Mori ai IO di ottobre dell' 840.
co I imperatore ed il detto Ponte- Le sue reliquie furono arse a Fer-
fice Eugenio III. rières dagh ugonotti, nel iSGg, e
ARDOIjXO, Cardinale. A.rdo'mo da non ne rimangono che piccoli avan-
arcidiacono della cattedrale di Piacen- zi. La festa ne ricorre ai i o otto-
za si fece poi canonico regolare del- bre, che fu il giorno della sua morte.
la congregazione di s. Frediano di ARDUINO, Cardinale. Arduino
Lucca. Quindi, nel 1178, iu Frasca- Cardinale diacono del titolo dei ss.
i4 ARE ARE
Cosimo e Damiano, fa promosso a operati alla sua tomba ne attestaro-
cotal dignità da Alessandro IT, il no la santità. La sua festa è in-
quale occupò la sede Pontificia dal dicata ai 2 5 di agosto.
1061 al 1073. AREHA. A'escovile appar-
Città
AREDIO (s.), altrimenti detto tenente alla seconda Auguslanica
Agricola, vescovo di Nevers, fioriva Da alcuni è creduta quella degli
ma non è noto che
nel sesto secolo, Arci. Ebbe un uomo di nome Ciro,
per l'antichità del suo culto, e per il quale intervenne al concilio efe-

le sue soscrizioni ai concihi di Or- sino.


leans e di Parigi, l'uno dei quali si AREOPAGITA. V. s. Droxicio.
tenne nel 4^9? ^ l'altro nel 55 r. AREQUIPA {de Jrequipa). Città
Fu successore di Rustico, uno dei grande del Perù e capitale della pro-
Vescovi che intervennero al conci- vincia di tal nome con residenza vesco-
lio di Orleans dell'anno 54 1. Po- vile. Il suo clima è sì dolce che in tut-

se cura a sradicare dalla sua chie- to r anno la campagna è coperta di


sa o2fni seme di eresia, ed o^ni a- fiori, e vi si gode una primavera
vanzo di culto idolatrico. Domandò continua. Viene chiamata la P^enC'
d'esser sepolto in una cappella di zia del Perii. Il suo nome significa
Decize, piccola città posta lungo la Ebbene restatevi, risposta che 1'
In-
Loira, e passò di vita 1' anno 558 cas, sovrano del Perù diede agli spa-
ai 16 agosto, nel qual giorno ap- gnuoli quando gli domandarono di
punto se ne celebra la festa. fermarvisi. Il conquistatore Pizzaro
AREDIO (s.), abbate nel Limo- la fondò nel i536, a nome di Car-
sino , venuto a luce in Limoges lo V, che nel i54i le diede il tito-
circa l'anno 5 11, era figliuolo di lo di Città. Di poi il Sommo Pon-
Giocondo e di Pelagia ragguarde- , tefice Gregorio XI II, Buoncoinpa-
voli ambidue per virtù e per no- giio, bolognese, ad istanza del re di
biltà di lignaggio. Allevato cristia- Spagna Filippo II , erigendo nel
namente, si applicò alle scienze, con Perù tre vescovati con titolo di jus
non comune profitto e fama di patronato regio, vi comprese que-
addottrinato. Venuto alla corte di sto chiamato anche Ariquiba, facen-
Teodeberto , ne fu cancelliere , ma dolo sulfraganeo di Lima. Nell'anno
per insinuazione di s. Nicezio vesco- 1606 fu diviso da Cusco, e la sua
vo di Treveri, abbandonò gli alìàri rendita era di diecisette mila pez-
terreni, e passò alla solitudine. La ze annue . La cattedrale è dedi-
morte però, che in quell'epoca av- cata all'Assunzione di M. V. Il ca-
venne del suo genitore, fu causa pitolo è composto di cinque dignitìi
ch'egli ritornò a Limoges per sol- e di cinque canonici, ed oltre il

levare in qualche modo il dolor collegio de' gesuiti, e l' ospedale dei
della madre. Poco dopo fondò il religiosi della ha sei conventi
carità,
monistero di Atanc nel Limosino di frati, e monache. 11 Chile
tre di
e vi fu primo abbate. Le i-egolc, irriga le strade di Arcquipa per
che a tal monistero prescrisse, era- mezzo di canali sotterranei, ed è at-
no presso a poco le istituzioni di traversato da un bel ponte. Le sue
s. Cassiano e di s. Basilio. IVima di case sono fdibricale a vólto ed in
morire fece testamento, e passò di pietra, ma poco alto, aflinc di garanti-
vita intorno l'anno 591. I miracoli re gli abitanti dai frequenti terre-
ARE A W 1*: 1

tnoti , rammeiitaiulosi ancora qut 1- e di[)iutore Giorgio Vasari nel se-

lo del 1725 accompagnalo dall' 0- colo deeimosesto nobilitar la sua pa-


riizione del vicino vulcano di Giia- tria.

jana Putena. Un simile disastro succe- Era Arezzo ima delle più ricche
dette anche negli anni 17 32 e 1738; e popolose città dell' Etruria. Nel-
ma quello del 1784 distrusse quasi l'anno 5o8 avanti Gcsìi Cristo, Por-
interamente la città, devastando un senna re di Etruria nativo di Arez-
terreno che si estendeva per quat- zo, dichiarò guerra ai romani asse-
trocento tese e settecento ottanta diando la loro capitale : Orazio Co-
metri, senza che gli alberi [)erdes- clite, Muzio Scevola e Clelia si di-

sero la loro verdura. stinsero in 'quella occasione con glo-


ARETA (s.), martire in Arabia. ria del nome romano. Si sa pure
Colse la palma del martino verso che dopo che i galli discesero in
l'anno 52 2 nella città di INagran, Italia, tolsero all'antica Etruria i

in un ad altri trecento quaranta se- possedimenti transpennini, ed innanzi


gtiaci di Cristo. Ciò avvenne per co- che i romani dilatassero al di là del

mando di Dunaan re degli ome- Tevere le conquiste, rimase il nome


rili, popoh che abitavano Arabia l' di Etruria alle regioni poste fia il

felice. I menologi de' greci ne fan- detto fiume e la Macra, che si di-

no menzione al di ventiquattro ot- visero in dodici prefetture, ciascuna


tobre. delle cpiali venia governata da un
ARETUSA {Jretlmsin.) o For- lucumone o capo del popolo ed ,

nacusa, nome col quale vuoisi con- il primo fra essi avea anche sopra gli

traddistinta a questi giorni. Città altri lucumoni potere supremo. La


vescovile sino dal V secolo , ora quarta lucomonia era degli are-
in partibits della diocesi d'Antiochia tini, che da Arezzo dilatavansi nei
nella seconda Siria, sullraganea del- dintorni di Fiesole , e da Firenze
la metropoli di Jpainia, o Apa- fino a Pistoia. Dopo la discesa in
nica. La religione cristiana vi fu Italia del capitano cartaginese Anni-
predicata soltanto sul declinare del bale, cominciò Arezzo a figurare ed
secolo quarto. N'era vescovo Marco, a mostrare la sua importanza, men-
famoso per una confessione di fede tre nella punica spedizione fornì ab-
in favore degli ariani, sotto glimpe- bondevoli soccorsi al general roma-
ratori Costanzo e Giuliano. no Scipione. Nella guerra sociale per
AREZZO [Arelin.). Città con re- essersi unita ai nemici di Siila

sidenza vescovile in Toscana. Assai questi la distrusse , e ne perirono


antica, occupa in parte 1' erta di flo- gli abitanti, indi vi dedusse ima co-
rido eolle, e si estende in parte nella lonia, che segui poi le vicende del-
soggetta pianura dell' Arno inaffiata l' impero e delle barbaresche inva-
dallaChiana suo confluente. Eccede sioni. E soggetto di dubbio se la

una lega il recinto delle sue mura, colonia formasse stanza nell'antico
e compie l'ornato delle spaziose e Arelium , città distinta óaW Arelium
ben lastricate sue vie la superba Taliiim , e dall' Arctium Fidens.
piazza singolarmente abbellita da pre- L' Arelium Velus fu superstite però
clari edifìzii, da due teatri, dalla va- alle altre due, essendo sfata ristorata
ga fontana , e dalle famose loggie per cura di Mecenate, che fiori nei
colle quaU volle il celebre architetto primordii sotto Ottaviano Augusto,
i6 ARE AR]^
e che si diceva disceso dagli anticlii IV, nel iiGG, conceduto il rc^io di
re di Etniria. D(ipo la caduta di Sicilia a Carlo I d'Angiò, afììnclic re-
Roma Arezzo fu devastata dai goti; priuiesse l'audacia di Manfredi, figlio
ma ristorata sotto Oiusliiiiano nel- naturale di Federico II, che vessava
l'invasione dei longobardi, soggiacque l'Italia e la Romana Chiesa, Eu-
ancora a diverse peripezie, l^ìssata guerrando capitano dell' Angioino,
poscia sotto Carlo Magno ed i suoi prese Arezzo, la saccheggiò ed indi
successori, vennero i vescovi di Arez- la vendette ai fiorentini. P^. Guelfi
r.o costituiti conti feudali , e come e Cthibellixi.
tali governavano la città ed il suo Gli aretini fecero poco dopo guer-
flistretlo in nome dell' imperatore e ra a Firenze, ma l'imasero sconntti
re d' Italia.Se non che nell' imde- nella battaglia di Campaldino nel
cimo seguendo Arezzo l'esem-
secolo, 1289. Nel secolo seguente un ve-
pio delle italiche città, ed emanci- scovo, Guido Tarlati di Pietra Ma-
patasi dal giogo dell'impero, adottò la, che seguiva le parti dei ghibei-
la forma del governo repubblicano; lini e che era guerriero ed uomo
ma le fazioni cominciarono ad an- di stnto, si fece signore di Arezzo,
gusliarla. Ampliò e munì la città, fece strade,
Correndo l'anno 1078, il Pon- conquistò varie città vicine, combat-
tefìces. Gregorio VII, ricevette in feu- tè Firenze e simantenne sulla se-
do della Chiesa la Toscana, offertagli dia vescovile, comunque deposto dal
dalla contessa Matilde , che n' ei'a Papa. Sotto di Arezzo toccò la- lui
sovrana, la quale rinnovò a Pasqua- pice dello Dopo la sua
splendore.
le II questa donazione nel 1102. morte avvenuta nel iS^S, venne se-
Dipoi, continuando la grave differen- polto nella cattedrale dove tuttora
73 delle investiture ecclesiastiche tra se ne vede il monumento. Poscia
il sacerdozio e l'impero, Enrico V insorsero nuove dissensioni e nuove
re dei romani, nel iii5, scese in guerre con Firenze fino al iSBl,
Italia, e s'impadronì degli stati la- in cui la città fu presa ed abl>an-
sciati alla Chiesa dalla gran contessa donata al saccheggio da Ingelramo
Matilde, onde Arezzo fu vittima ter- di Concy famoso condottiere di quei
ribile del suo furore vedendo egua- tempi il quale
, la vendette poscia
gliate al suolo le turrite sue anti- ai fiorentini per quarantamila fio-
che mura. In progresso di tempo ,
rini d' oro. Un secolo dopo Arezzo
e nel Pontificato di Gregorio IX, si ribellò di nuovo contro Firen-
per le fulminate censure sull'impe- ze ; ma fu presa nuovamente e Irat-
ratorc Federico II, nel 1227, si tata con grande severità. Nel i52f),
vuole r origine delle tremende fazio- aprì le porte all' esercito di Car-
ni, che cotanto afllissero l' Italia, cioè lo V, che allora assediava Firenze ;

dei guelfi e dei ghibellini. I primi indi, i53i, dallo stesso


nell'anno
sostenevano il Papa, i secondi l'im- imperatore fu donata insieme con Im-
peratore. I guelfi saccheggiarono A- rcnze ad Alessandro de' Medici e da
rezzo ed espulsero i ghibellini, ma quel momento fece scnijire parto
venendo questi da Fede-
sostenuti del ducato di Toscana. Nondimeno
rico II od avendo a capo il vesco-
, i suoi abitanti ritennero sempre al-
vo Guglielmino libertini, guelfi soc- i quanto dell'antico loro spirito indi-
couibettero. Avendo Papa Clemente pendente e guerriero. Nel 1799 al
ARE ARE 17
romoreggiare in Italia delle armi T ariani, Antonio Ciocchi, Pietro,e Be-
francesi Ai'ezzo si sollevò e muni- ne detto Accolli, Cristoforo del Monte,
tasi nella fortezza che sovrasta la St efano Bonacci, Francesco Riaria Ca-
più elevata cima della città contro sini, ed il beato Paolo Burali, sebbene

i repubblicani di Francia, l'iusci col- nato in Uri. Questi si chiama Cai dinal
le sue masse assai molesta ai loro Arezzo, perchè la sua famiglia era
eserciti. Tuttavolta a fronte della originaria Aretina. Oltre a questi,
coraggiosa ed accanita resistenza, per- furono pur Cardinali i vescovi suoi
duta anche la cittadella ove si erano Riario, Armellini, Bonucci Aretino,
fortificati, riuscì al general san Cyr iSereo Corsini e Guadagni.
di prenderla d' assalto nel i c) ottobre Le miu'a Arezzo hanno ciica
di

1800. Abbandonata al saccheggio, ne tre miglia di circuito ed hanno cin-


seguì un'orrenda carnifìcina. que porte. Le vie sono sufficientemen-
Dappoiché, reduce Gregorio X dal te larghe, e l'anfiteatro è l'unica sua
concilio di Lione, per evitare i funesti rovina. La cattedrale dedicata al Prin-
indugi all'elezione del Papa, avea for- cipe degli Apostoli s. Pietro, che sor-
mato analoghe leggi, nel 1270 si recò ge suir alto della città, è però un
ad Arezzo, ove poco dopo morì a' io vasto edifizio gotico del secolo XIII,
gennaro 1276, venendo sepolto nella eretta su grandi pietre quadrate ed
cattedrale. Quindi in adempimento avente maestosa esteriore gradinata.
delle sue prescrizioni, si adunarono i Nell'interno a tre navate v' hanno belli
Cardinali in conclave nella stessa città, dipinti a fresco sulle volte ed altre
e nel primo scrutinio, a' 2 i gennaio pregevoli pitture e sculture. Racchiu-
1276, elessero Innocenzo V di Taran- de i corpi del beato Gregorio X Pa-
tasia, che passò a coi'onarsi in Roma. pa , e di s. Donato suo vescovo e
Arezzo produsse molti uomini patrono. La cappella innalzata per
illustri. Fra gli altri è celebre il collocare decentemente la prodigiosa
monaco benedettino Guido della fa- immagine della Beata Vergine, di cui
miglia dei Donati, chiamato, secon- in modo particolare gli Aretini si

do il Baronio, a Roma da Bene- mostrano divotij trovasi rimpetto al-


detto YIII per insegnare al clero il la porta laterale del tempio. Sì com-
canto fermo, che da lui inven-
si dice pone il capitolo della cattedrale di
tato, come racconta Leone Ostiense in quattro dignità, cioè un preposto, un
Chronicon Cassin. 1. II e. XLVI e arcidiacono, vm primicerio e il decano,
LXXXIV. Mabillon però sostiene non diciotto canonici, tra i quali un teolo-

essere stato Benedetto Vili, ma Gio- go ed un penitenziere, otto mansiona-


vanni XIX quegli, che abbia chia- ri, con altri sacerdoti e chierici pel
mato quel monaco Aretino a Roma. divin servigio. L' istituzione de' ca-

Molti altri chiarissimi uomini die- nonici della cattedrale devesi ri-

dero celebrità ad Arezzo. Fra que- ferire verso l'anno 843, come con-
sti, Guittone uno dei piìi antichi scrit- sta dal diploma, che si conserva
tori italiani il celebre Francesco Pe-
; nel loro archivio , nu/n. XIF.
trai'ca quivi nato, benché di genitori Oltre la cattedrale, ev vi in Arezzo una
fiorentini ; lo storico Leonardo Brimi, chiesa concattedrale, che dicesi anche
il satirico Pietx'o Aretino, Papa Giulio la vecchia pieve, la quale ti'ovasi fin
III ec. Al sacro Collegio diede pure dal secolo XI nei sobborghi, che
Arezzo gl'insigni personaggi Galeotto vennero poco dopo rinchiusi entro
voL. ni. 3

VÒs'^jfr^'f H(y.
i8 ARE ARE
li- mura nuove. È degno di parti- dcH'Alvernia, dove s. Francesco ricevè
colare menzione il monistcro di s. le sacre stimmate; di Camaldoli, do-
Flora, di s. Lucilla e di Eugenio ve s. Romualdo fondò
la sua congre-

martiri in Arezzo. Veggansi le File : gazione camaldolese; e quello di Chiu-


(lei i'escoi'i nredni descritte da Ja- si, o di Accona dove
il b. Bernardo

copo Barali d'Arezzo, stampate in Tolommei pose fondamenti della i

Arezzo nel i638. Ciò che rende sua Congregazione olivetana. Questo
per altro più ragguardevole questa però pel nuovo ripartimcnto della
città si è, che essa fli tra le prime diocesi ne rimase separato. I ve-

d' Italia ad essere illuminata dal scovi di Ai'ezzo, che una volta erano
\angelo, ricevendolo da s. Romolo cancellieri dell' impero romano nella
discepolo di s. Paolo, e da questo Toscana e signori temporali di
già ordinato vescovo di Fiesole, co- tutta la diocesi , ora lo sono sol-

me rilèrisce la tradizione del paese. tanto della contea di Cesa. Clemente


La sede vescovile fondata, dopo XII, mediante la costituzione Insi-
l'anno 3o4 circa, fu onorata da s. gnes, de' 26 ottobre 1730, mentre
Salirò primo vescovo, il quale visse n' era vescovo il nipote Cardinal
ai tempi dell imperator Costanzo. Se- Guadagni, concesse perpetuo s\
in
condo pastore di Arezzo fu il martire a lui , che a' suoi successori 1' uso
,

s.Donato eletto nel 346, e forse


, del pallio , e il privilegio di farsi
morto sotto Giuliano 1' apostata precedere nella diocesi dalla croce
ch'era divenuto imperatore nel 36 1. astata, insegne di cui godono i pa-
A Donato succedettero nell' episco-
s. triarchi e gli arcivescovi.
jKito sei altri santi. In un sol giorno Arezzo si onora di avere a con-
Arezzo ebbe duemila seicento mar- cittadino 1' attuale altarista della ba-
tiri, oltre agli altri, di cui in diverso silica vaticana monsignor Alberto
tempo la sua chiesa fu gloriosa. Fra Barbolani dei conti di Montauto,
questi annovera i santi Laurenlino e primo cameriere segreto e coppiere
Pergentino gli atti del cui martirio di Sua Santità il Pontifice Grego-
trovansi nel t. I del mese di giugno rio XVI felicemente regnante.
della Collezione degli atti dei santi AREZZO Tommaso , Cardinale.
di Henschenio e di Papebrochio. Tommaso Arezzo, di nobilissima fa-
Il vescovo di Arezzo è immedia- miglia palermitana, feconda di uo-
tamente soggetto alla Santa Sede, mini illustri per pietà e scienza
e nei secoli XIII e XIV, come capo nacque a' 17 dicembre 1756 in Or-
dell' vmiversilà , conferiva le laure betello città della Toscana
, nello ,

dottorali delle varie facoltà. La sua stato .sanese. Recatosi a Roma fece
diocesi contiene cento ventisei par- lodevolmente i suoi stiidii nel col-
rocchie, con molte insigni collegiate. legio nazareno, e quindi fu da Pio
^ella città vi sono sette monisteri VI ammesso in pielatura , e fatto
di monache, diciassette confraternite, succes-sivamente vice-legato di Bolo-
sei conventi di religiosi , ospedale gna, governatore di Fermo , Peru-
e seminario. Da questo vescovato gia e Macerata, di cui divenne de-
furono già smembrate quattro dio- legato per volere di Pio VII. Que-
cesi mentre tre altre nel suo terri- sti gli aflidò varie missioni in tem-
torio finoiif) foiKlatf. In questa diocesi pi scabrosi, cioè jiresso le corti di
ri .sono tre celebri santiiani; quello cioè Russia e di Dresda: e quando era-
ARE ARG 19
vi in Berlino Napoleone , fu colà al ristabilimento del collegio de' ge-
chiamato per airari. All' invasione, suiti, già fondato da s. Ignazio in tal
che nel 1808, fecero i francesi del- città. I fasti della Chiesa, ricorderanno
la capitale del cristianesimo, Pio VII le virtù e i pregi di s\ degno Por-
Jonominò pro-governatore di Ro- porato, ilquale intervenne a tre con-
ma ma non andò guari che sog-
; , clavi , dove furono eletti Leone
giacque alla sorte degli altri prelati, XII, Pio Vili e Gregorio XVI.
e fu deportato qual prigioniero in ARGENTINA. Vescovato . K
Bastia, donde, nel 181 3, gli riuscì di Strasburgo in Francia.
recarsi presso Vittorio Emmanuele re ARGENTINA (Tommaso d'), scrit-
di Sardegna, che lo accolse con di- tore ecclesiastico del quale poche no-
stinzione e lo consultò in gravi oc- tizie abbianìo. Egli trasse i nataU
correnze. Lo si volea vescovo di No- nella città di Strasburgo , e molto
vara; ma l'Arezzo ricusò di aderire si distinse per la sua pietà e dot-
come avea fatto al proposito della trina. Nel 1 345 fu creato generale
metropolitana di Palermo. Ricom- dell'Ordine agostiniano, e dopo ave-
posto l'ordine delle cose nel 1814, re per dodici anni governata la sua
ritornato Pio VII alla sua Sede, famiglia con molta prudenza, morì
nominò il nostro Tommaso pi-o- in Vienna d'Austria. Fra le altre
commissario del santo Offizio, e mem- opere sue, che videro la luce, si ri-

bro della Congi'egazione per la Ri- cordano con lode i Commentarii


forma : finalmente, dopo aver colla sul Maestro delle sentenze, slam-
sua diligenza e zelo disimpegnata una pati a Strasburgo nel i490-
commissione in Firenze , il detto ARGENTINO Francesco, Car-
Pontefice in premio de' suoi rilevanti dinaie. Francesco Argentino trasse
servigi, agli 8 mai'zo 18 16, lo creò i natali in Venezia verso l'anno 1 4^o,

Cardinale prete del titolo di s. Pie- da un povero alemanno della città


tro in Vincoli, e quindi legato apo- di Argentina, il quale avea preso a
che governò pa-
stolico di Ferrara, moglie una veneziana. Giovanni INIo-
ternamente, e saggiamente per ben cenigo, che poscia fu doge, si diede
quattordici anni. Nel 1820 passò al pensiero di procurargli ima buona
vescovato suburbicario di Sabina, e educazione. Riconoscendo in questo
nel i83o, Pio Vili lo promosse a giovanetto un talento non ordinario,
vice-cancelliere di S. Chiesa, finche e grande bramosia di erudirsi , lo
vide terminar placidamente i suoi mandò a Padova affinchè vi appren-
giorni a' 3 febbraio i833. Il regnan- desse il diritto. Questi poiché ebbe
te Pontefice, per ai'gomento di di- compito il corso del medesimo, ne
stinzione, volle decorare di sua pre- ottenne la laurea , e poscia fece ri-

senza, le esequie che gli fiu-ono ce- torno in Venezia, ove esercitò l'uf-

lebrate, nella sua chiesa commen- fizio In quel tempo il


di avvocato.
dataria di s. Lorenzo in Damaso Cardinale Giovanni de Medici era
ove rimase sepolto. Divise la sua eie- esule in questa città. L' Argentino
dità, tra la congregazione di Pro- così seppe cattivarsi la benevolen-
paganda i suoi
, famigliari e i za di lui , che ottenne un po-
poveri del vescovato. Benemerito di sto di canonico nella chiesa di san
Ferrara per V istituzione dell'accade- JMarco , o , secondo alti'i , nella cat-
mia degli Ariostei, cooperò eziandio tedrale di Padova. In seguito re-
20 ARO ARG
cossi a Roma, ove consegui di es- giorno sette ore allo studio . Nel
sere annoverato tra i famigliari del 174O} compì la mortale car-
ei

Cardinale delia Rovere, il quale as- riera compianto da tutti buoni, i i

sunto fu poscia al Pontificato col quali perdettero in lui un padre


nome di Giulio II. Questi fece l' Argen- dolce e caritatevole. Abbiamo di lui

tino vescovo di Concordia nel i5o7, e le opere seguenti : i . Apologia del-


poscia gli conferì la carica di Da- l'amore, che ci fa desiderare di pos-
tario, e finalmente la dignità Car- sedere Iddio, solo a motivo di tro-
dinalizia col titolo di s. Clemente, vare la nostra felicità nella cono-
a' 22 marzo i5ii. IMa poco go- scenza e nel suo amore, con osser-
dette di quest'onore, imperocché do- vazioni sopra le massime ed i prin-
po cinque mesi terminò di vivere cipii di Fenelon. 2. Note latine so-
in Roma nello stesso anno 1 51 r in pra r analisi della fede. 3.Elemen-
età di anni sessantuno. Ebbe la ta thcologira etc. seguiti da im Ap-
tomba nella cattedrale di Concor- pendice. 4- Lexicon pliilosophicum.
dia, E autore di varie opere, tra ìe 5. De propria ratione, qua res su-
quali è noto un trattato sopra 1' ìni- pernaturales a rebus naturalibus
inunità ecclesiastica, che non fu mai difjferunt. 6. Martini Grandini ope-
stampato. ra , alle quali aggiunse molti suoi
ARGENTRÉ (Carlo Du Plessis d'), scritti cioè: De prcedest inalio ne ad
vescovo di TuUes, nacque nel castel- gloriavi et reprobatione, conimcnta-
lo di Plessis nel iGvS, dal decano rius historicus : de voluntale divina
della nobiltà di Bretagna. In Parigi antecedente et conseguente salvandi
terminò il corso filosofico, ed in Sor- homines , veteruni ac recentioruni
bona quello della teologia. I disce- testimonia j index manuscriptus com-
poh del collegio d' Ainville lo ebbero mentariorum de rebus theologiiv, a
a precettore di filosofia, cui egli in- quibusdani priscis interpretilnis 3Ia-
segnò per essere
annoverato fra i gistri senlentiarum conscriptoruni j
membri della di Sorbona.
società de contritione et attritione scholasti-
Nell'esame, che sostenne a tal fine, corum doctorum senlenlice j senten-
diede im saggio del suo luminoso tia s. Bernardi de ablutione pedani
ingegno nelle tesi, cui risolvette con a Christo institutaj sentcnlia docto-
applauso vini versale. Dopo essere sta- rum s. Hilarii de Chrisli doloribusj
to nominato da Luigi XIV all' al>- de Honorio Papa. 7. De mimine
hazia di s. Croce di Guingam, e da Dei ut rerum omnium effertorìs.
(^arlo duca di Trimouille al decanato 8. Animadversiones in analysim
di Lavai, ottenne la dignità di vi- Holdenì. 9. Collectio effatorum di-
c;ario generale del vesco^'o di Tré- vina Scripturcv. io, Collectio j'udi-
guier. Fu primo, a cui si confe-
il ciorum de novis crroribus ctc. i i

risse gratuitamente la carica di li- Theses philosphica; et tlieologiciv tu ni


raosiniere del re, nella qual qualità in amorem tlivinum et spein tlteolo-
fu presente alla consacra/ione di gicam. 12. Orazioni e preghiera
Luigi XV, nel 1722. Do|v> tre anni tratte dalla santa Scrittura. i3. Spie-
fu creato vescovo di Tulle , e con gazione dell' orazione domenicale.
molto zelo disimpegnò gì' importanti 1 Osservazioni sulla traduzione del-
4.
doveri del suo minislero. Ad onta la sacra Scrittura di Sacy. i3.
deJle sue occupazioni, dedicava ogni Istruzione pastorale sopra la giù-
ARG ARG 2 1

risdizìone, che appartiene alla ge- cilio, e protettore dell'Ordine dei


rarchia della Chiesa. i6. Disserta- minimi, (^uantimquc si vedesse in-
zione per ispiegare in qual senso si nalzato a tanta grandezza, non ne
può dire che un giudizio della Chie- insuperbì punto; aiizi quanto più
sa per cui si condannano molte vedeasi onorato, tanto pili sludiavasi
proposizioni di qualche scritto doni- di essere alfabile, motlesto e pronto
niéitico, e regola di fede. 17. Spie- a soccorrere que' tutti , che ad esso
gazione dei Sacramenti della Chie- lui ricorrevano. Dopo avere impie-
sa. 1 8. Metodo dell' orazione men- gata la sua vita nel servigio della
tale. 19. Spiegazione della premozio- Chiesa, mori nel 1758, in età di
nefìsica. 20. Pastorale sulUi divozione anni setlantauno, di cui cinque ne
al sacro Cuor di Gesù. 2 i 2 re sermo- . visse nel Cardinalato. Fu sepolto

ni sulle grandezze di Dio, di Gcsìi nella chiesa del suo titolo nella cap-
Cristo, e sulla verità della cattoli- pella di s. Francesco di Paola, con
ca religione. Questo illustre scrittore un breve e semplice epitaffio, eh' egli
era già per fare di pubblica ragione stesso avea composto, a cui altro se
un' opera intitolata : Theologia de ne aggiunse molto elegante.
divinis litlcris expressa, quando fu AR(;iMIRO (s.), martire nella
colto dalla morte. Spagna nel secolo nono, trasse i na-
ARGENVILLIERES Clemente, tali in Cabra , città dell' Andalusia ,

Cardinale. Nacque in Roma, nell'an- da genitori di nobile lignaggio. I


no 1687, da poveri genitoi'i. Cre- maomettani adirati contro di lui,
sciuto negli anni , applicossi con perchè avea sparlato del loro pro-
molto impegno allo studio , ed a feta, ne resero consapevoli giudici, i

quello soprattutto delle leggi , delle i quali lo condannarono al taglio del-

quali essendo egli peritissimo, si die- la testa, il 21 giugno dell'anno 85(3.


de a difendere in qualità di avvo- AR.GISA. Città vescovile d' Asia
cato le cause della Curia Romana, sino dal V secolo, sulh-aganea della
e meritò di essere ammesso nel iiume- metropoli di Efeso. È cliiamata Al-
ro degli avvocati concistoriali da Cle- giza negli atti del concilio calcedo-
mente XII. Benedetto XIV, che suc- nese, ed in quelli del settimo conci-
cesse a quel Pontefice, nel concla- lio generale. Al primo assistette Pro-
ve in cui restò eletto lo condusse colo , ed al secondo Lonee , vescovi
seco per conclavista, indi confei'ì ad di Argisa, dopo i quah altri non se
Argenvillieres un posto di canonico ne conoscono.
nella basilica lateranese , e poscia AE.GO [Arginen.). Città vescovile
lo dichiarò suo uditore, e gli affidò sino dal secolo V, suffiaganea a Co-
altri uffizii , che avendo egli disim- rinto, che fu fatta metropoli nel
pegnato con molta perizia, gli meri- 1089 da Isacco l'Angelo imperatore
tarono di essei^e promosso dallo stesso greco. Innocenzo III però, scrivendo
Papa alla dignità di prete Cardinale ad un arcivescovo di Corinto, parla
del titolo della Ss. Trinità nel Monte di Argo come di una città soggetta
Pinció, promozione eh' ebbe elietto il a questa metropoli; e Commanville
di 26 novembre 1753. Fu eziandio dice che nello stesso secolo IX, fu
confermato nell' antica sua carica col unita a Corinto. Ora è propriamen-
nome di prouditore, e quindi fatto te vescovato in partibus , sogget-
prefetto della Congregazione del con- to all'arcivescovato di Corinto egual-
11 ARH ARI
mente in partilms. BaudrauJ la cattedrale, dedicata a s. Clemente,
descrisse come im villaggio avente è degna di considerazione.

pochi abitanti,e soggiunge che lu ven- ARIA. Città vescovile dell'isola


duta ai veneziani da Teodoro duca di Creta. Gregorio la pose fra le sedi

di Lacedemone, che fli presa dai tur- latine suffraganee di quella metro-
chi e ripresa da Maometto II. I ve- Leone X uni ad essa la chie-
poli.^

neziani la l'icuperarono nel 1686, e sa di Cisamo nel ì5io. Nel iSaS


rimase in loro potere in vigore del Clemente VII le unì quella di Che-
trattato conchiuso coi turchi nei ronesa, e Giulio III quella di Cala-

1699, ma poscia di nuovo ne per- mone, nel i55i.


dettero il dominio. ARIA o ART A. Città vescovile
ARGO. Città vescovile del Pelopon- della diocesi dellllliria orientale nella
neso, nella diocesi dell' llliria orientale provincia di Eliade, suHiaganea del-
e della provincia di Eliade, soggetta la metropoli di
Corinto. Nel seco-
alla metropoli di Corinto. Non forma- lo deeimoquarto fu riunita a Le-
va altre volte che un vescovato con panto rispetto allo spirituale
, Il .

Napoli di Romania, e, nel 1089, di- metropolita di Lepanto e di Arta


venne metropoli per cura di Alessio avea altre volte sotto la sua giurisdi-
Comneno, senza però alcun sulfra- zione otto vescovi, quattro dei quali
ganeo. Il sultano dei turchi Baia- furono aggiunti alla sede di Gian-
zette, nel Sg^, se ne impadronì, e
i nina, e poscia, secondo lo Spon, fu-
la rovinò dalle fondamenta. Da quel rono di nuovo dipendenti da Arta.
tempo Napoli divenne metropoli. ARIANI. Eretici discepoli di Ario.
ARGONAUTI di s. Nicola e del- Alcuni dicono, che questo eresiarca
le Conchiglie. Ordine militare, di cui trasse i natali nella Libia cirenaica, al-
fu fondatore Carlo III re di Napoli, tri lo vogUono nativo di Alessandria.
sul declinare del secolo decimosesto. Avea un ingegno felice, era ambizioso
I membri di quest' Ordine ricono- di gloria ed amante di novità. Il ve-
scevano san Nicola per protettore scovo di Alessandria Achille lo pro-
e portavano una collana formata mosse al sacerdozio, e lo fece anche
da conchiglie chiuse in mezze lu- parroco. Dopo la morte di questo
ne d' argento da cui era p inden-
,
prelato, Ario pretendeva di conse-
te una nave con queste parole! nox : guire la dignità vescovile , ma fu
CREDO TEMPORI. Ecco il motivo per preferito Alessandro, uomo rispetta-
cui furono appellati Argonauti di s. bile per dottrina e pietà. Da quel
Nicola e delle Conchiglie. Il loro a- tempo Ario si propose di vendicar-
bito da cerimonia era di seta bian- si del suo competitore, e lo attaccò
ca in forma di grande cappa, su cui nella dottrina. Bestemmiava, nel 3 1
5,
poncasi la collana. La regola, alla che Verbo non era né eterno,
il

quale si attenevano, era quella di s. né eguale al Padre ma che era ,

Basilio. una creatura tratta dal nulla dal Pa-


ARIIUSEN. Piccola città vesco- dre avanti tutti i secoli, e di cui si

vile del Nord-Jutland in Danimar- servì per creaie il mondo. Inoltre


ca, sulTraganoa di Luden. La sede insegnava, che Gesìi Cristo era ca-
episcopale vi fu stabilita verso la pace come noi di virtù e di vizio
metà del secolo X, e comprendeva pel suo libero arbitrio; ma che a-
trecento e ventidue parrocchie. La vendo abbiacciala la virtù, Dio la-
ARI ARI 23
Tra fatto partecipe della divina na- lebratosi contro di lui, fu discacciato
tura ed insignito dei titoli di Ver- dalla sua sede per opera degli Aria-
bo, di Figliuolo, di Sapienza. Natale ni. Ario ritornò in Alessandria, ma
Alessandro dice, che Ario insegnava il popolo non volle riceverlo alla
eziandio, che il Verbo nell' incarna- comunione, motivo per cui nacquero
zione assunse il corpo senza l'anima, dei gravi tumulti. Come ciò perven-
della quale la divinità facea le parti. ne alle orecchie di Costantino, que-
Sulle prime queste bestemmie furo- sti comandò ad Ario di recarsi a
no da lui seminate privatamente ; Costantinopoli, e fattagli tiu-c la pro-
ma poscia non ebbe orrore di spar- fessione di fede, credette alle prote-
gerle anche in pubblico ,
per mezzo ste che facea di attenei'si a quanto
di canzoni spirituali, e in versi, ac- fii definito nel concilio di Nicea. Ma
ciò tutti li apprendessero, e persino mentre era condotto in trionfo dai
i lavoratori della campagna. Niente suoi partigiani, nel 336, giunto alla
lasciò intentato il santo vescovo Ales- piazza fu colto da uno spavento cosi
sandro per ritirare quest' empio dal- grande, che gli sconvolse le visce-
l' abisso; ma tutto fu indarno, e re; e ritiratosi per un bisogno na-
perciò raccolse un sinodo nel 32 o, turale, jn pochi momenti spirò. Do-
al quale intervennero circa cento po morte di questo eresiarca gli
la
vescovi dalla Libia e dall'Egitto. Ariani propagarono quasi in ogni
Ario ebbe l'ardire di difendere le sue luogo le loi"o bestemmie con vario
dottrine alla presenza di quei vene- successo, ad onta delle zelanti solle-
rabili prelati, i quali fldminarono la citudini de' Romani Pontefici pei- ab-
scomunica contro di lui e de' suoi batterli, e quantunque fossero condan-
partigiani. Dopo questa condanna, nati in diversi concilii.Ma poi l'eresia
ei recossi nella Palestina, ove si pro- di Ario, che tanto sipropagò per tutte
cacciò molti seguaci e protettori tra le Provincie, a poco a poco si andò

i vescovi stessi. Costantino, desideroso estinguendo in guisa, che dopo la


di vedere in pace la Chiesa, delibe- fine del quarto secolo, gli Ariani non
rò di unire un concilio ecumenico ebbero più nell' impero l'omano né
nella città di Nicea, nel 32 5. A vescovi, né chiesa, e se ve n'erano al-
questo intervennero trecentodieciotto cuni pochi, non facevano corpo. Sus-
vescovi, nonché i legati del Sommo sisteva però questa eresia tra' goti,
Pontefice Silvestro I e lo stesso Co- ne' quali avca cominciato a stabilirsi
stantino.Dopo un serio esame flx , fino dal tempo di Costantino, fra i

condannata la dottrina di Ario, il vandali ancora, che s' impossessarono


quale avendo ricusato di sottoscrìvere dell' A frica , e tra i borgognoni , ai
alla definizione del concilio, fu esi- quali r aveano comunicata i goti. I
liato neir Illirico per ordine dell' im- francesi 1' abbracciarono quando si

peratore con due vescovi suoi se- ritrassero dall' idolatria, né l' abban-
guaci. Dopo tre anni empio quest' donarono, se non dopo la conver-
eresiarca illuse Costantino con mia sione di Clodoveo. Rinacque poi
confessione di fede fatta con molta r arianesimo nell' Europa uscito ,

arte, e perciò fu richiamato. Il san- dal seno del fanatismo che si ac- ,

to vescovo di Alessandria Atanasio cese nella riforma de' luterani ,


poi-
ricusò di riceverlo nella comunione; ché un predicatore anabattista pre-
e perciò nel conciliabolo di Tiro ce- tese di essere nipote di Dio, negò
9-4 ARI ARI
la (livinilìi di Gesù Cristo, e si tro- coli, specialmente quello del 1732.
\o de' seguaci in maniera, che in E però cinta da forti mura suscet-
poco tempo si dilFuse per la Ger- tive di valide fortificazioni.
mania e Polonifi, formò molte sette, Dichiarata dal Sommo Pontefice
passò in Olanda e fu portata in
, Giovanni XI li, romano, nel concilio
ìnj^hilterra da Ochino e da Bucero, celebrato nel 969 ai 26 maggio, se-
chiamati dal duca di Sommerse t de arcivesco\'ilc Benevento, assogget-
tutore di Odoardo VI, affine d' iu- tò ad essa per sulfraganei varii ve-
se^rnarvi la dottrina di Zuinglio. In scovati, fra i quali la sede di Aria-
questo regno trovò esso molti difen- no istituita nel medesimo secolo .

sori, che ancora lo sostengono, non V. Epistola ad archicpiscopuin Be-


ostante che Madama Myer abbia eret- ncvenlamim^ nelV appendice al to-
ta una cattedi'a ed abbia lasciato im mo IX Vogliono alcuni
de^ concilii.
fondo per otto sermoni contro l'Aria- che Ariano ricevesse la fede nel tem-
nesimo. J^. la Bibliothéque Angloise po medesimo in cui l'ebbero i pae-
tomo \ II, e il Dizionario delle eresie. si limitrofi, a' tempi cioè degli apo-
Gli Ariani dai nomi dei loro capi stoli, o dei loro primi discepoli. Tut-
si aj^pellavano eziandio acaciani, eu- tavolta prima del secolo X non si

emiomia-
dossiani, eusebiani, aeziani, trova nominato verun vescovo.
iii, ussaciani ed anche anomei. Interessante é la sua antica cat-
ARIANO [Arianen). Città con re- tedrale, dedicata all'Assunzione della
sidenza d'un vescovo nel regno delle B. Vergine anche pregevole
; ed è
due Sicilie, chiamata altre volte E- per le capitolo ha
sue reliquie.
Il

quiis Tulicus od Equus Dlagnus cinque dignità la maggiore delle


,

ebbe secondo alcuni per fondatore quali è l'arcidiacono, con venti ca-
Diomede d'Etolia nel ritorno da Tro- nonici otto mansionarii , ed altri
,

ja, da cui pare esserle derivato il sacerdoti, e chierici pel servigio di-
nome di Eqnun Magnus. Altri in- vino. Fra le undici parrocchie, che
vece partendo dal nome di Ariano, sono nella città , evvi quella di s.

che porta presentemente, dicono es- Giovanni, che è pure collegiata, con
seio stata così chiamata da un altare due conventi di religiosi , ed ini
dedicato a Giano, a cui offerivansi monistero di monache, oltre diverse
ogni anno dei sagrifìzi, cioè Ariano, confraternite , conservatorio , ospe-
da Ara Jani. Checché ne sia, essa dale, monte di pietà, e seminario.
era un' assai bella e ricca città La tassa camerale ascende a due-
e venne costituita in ducato. È cento e tretlici fiorini.
situata nel principato ulteriore del Tra gli uomini insigni di Ariano,
r<-giìo di Napoli , alle folde del- si noverano i tre seguenti Cardinali.
l' Apennino sopra una scoscesa al- El^zeario di Sabrano de' conti di A-
tura , dodici o tredici miglia da riano, promosso vescovo di Chicti nel
Renevcnto, e cinquanta da Napoli. 1 3"3 da Gregoi-io XI Diomede Ca- :

Un terremoto quasi la rovesciò nel ra fa de' duchi di Ariano, che fatto ve-
i4')6, sebbene sia stala rifabbricata scovo di quella città da Giulio II nea-
nel i/i"", non era sì facile il ren- dcmpì con zelo i doveri, restam'ò la

derla di nuovo popolata; dacché quelli fìicciata della cattedrale, che, pur con-
non furono soli terremoti, assai a-
i sacrò, riedificò l'episcopio, e la chiesa
vcndone sofferti, noi due ultimi sc- abbazialc di s. Angelo; venne elevalo
ARI ARI 25
alla porpora nel i555 dal suo pa- pra Giosul'j sul libro dei Giudici,
rente Paolo IV Marcello Pas-
: su Daniele , sui dodici Profeti mi-

seri, già canonico della cattedrale, nori, due tomi di commenti sopra
avvocato de' poveri , e vicario gene- Isaia, alcune dilucidazioni sui pri-
rale presso questa curia, creato Car- mi trcntaun salmi, ed una special-
dinale da Clemente XII nel 1733. mente sul salmo 55 j alcuni schia-
y. Francesco Antonio \ itale, Me- rimenti sui libri del nuovo Testa-
morie degli uomini illustri della cit- mento j la storia del genere umano
tà d'Ariano. Roma. 1788. e della natura j lo spettacolo Da-
ARIARATHIA. Città , che, secoiv-^ vidico j V Ecclesiaste in versij le fi-
do Strabene , el)be il nome da Aria- gure dell'antico Testamento spiega-
the re di Macedonia. E posta nel- te in versi _: alcuni inni sacri j l'iti-

l'Armenia minore, ed era altre volte nerario di Beniamino tradotto dal-


sede di un vescovo, essendo stata e- l'ebraico, e la traduzione della pa-
vetta sino dal Y secolo. rafrasi caldaica di donata sul
ARIAS MONTANO. Nacque nel profeta Osea.
iSi'j a Frexenal neir Estrcmadura, ARIAS (de) EM.\?aTEtLO YPoREEs,
e secondo altri in Siviglia Fece . Cardinale. Einanuello
nac- Arias
molti progressi nello studio delle que Alexos castello della dioce-
in
lingue orientali , vestì l' abito del- si di Vagliadolid nella Vecchia Ca-

l' ordine di s. Giacomo , ed accom- stigha nell'almo 1637. Si rese cele-


pagnò il vescovo di Segovia al con- bre non tanto per nobiltà di lignag-
cilio di Trento
ove molto si di-
, gio, quanto pel suo amore allo stu-
stinse. Ritornato in Ispagna, riti- dio. Profittò, a modo, che ancor
rossi neir eremo di nostra Signora giovanetto diede alla luce pai-ec-
degli Angeli, presso Aracena, per chi componimenti ed al- poetici ,

attendere più di proposito a' suoi tri riguardanti le matematiche. Nel

studii ed alla meditazione. Filippo i652 fu obbligato da suo padre a


11 lo richiamò dal suo ritiro con condursi in JMalta come cavaliere
l'animo di affidargli la direzione di di quell'Ordine. Raffaello Cotonerò,
una nuova Poliglotta, che fu stam- per mostrare ad Arias la propria
pata in Anversa dai Plautini, giusta gratitudine, perchè si era adopera-
l' edizione di Alcalà ,
già data alla to affinchè fosse proclamato Gran
luce per opera del Cardinale Xime- IMacstro, gli conferì nel 1 662 la ca-
nes. Egli v' inserì delle parafrasi rica di vicecanccUiere di tutto l'Or-
caldaiche, motivo per cui fu accu- dine. In seguito il Gran Maestro
sato di giudaismo dai suoi nemici Nicolò Cotonerò, fi-atello del prece-
Per difendersi da queste calunnie dente, gli conferì nel 1G68 la ricca
pertossi a Roma ove restò trion- prebenda di Eenavente, sei anni
fante. Filippo II allora gli offerse dopo quella del Viso, e da ultimo
un vescovato, ma egli lo ricusò; e nel 1676 l'altra di Tevenes. Anche
nel 1598 terminò i suoi giorni in il Gran Maestro Gregorio Caraf-
Siviglia. Oltre la Poliglotta d'An- fa, eh' ebbe quella dignità per o-
versa abbiamo di lui le seguenti
, pera di Arias, gli diede la com-
opere nove libri sopra le antichità
: menda di Guiroga, e gli ottenne da
giudaiche j i salmi di Davide in Innocenzo XI la dignità di Gran
versi latini j un commentario so- Baly della religione. Provveduto di
VOL. IH. 4
26 AKl ARI
copiose rendite ecclesiasliclie, rinun- Mosso da queste viitù, e dai servi-

ziò al suo posto di cancelliere, per gi prestati alla Chiesa ed allo stato,
ritornare in patria Carlo II di il re cattolico fece istanza perchè
IMadrid volca mandarlo ambascia- gli fosse conferita la dignità Caidi-

tore alla corte di Portogallo nel- nalizia. 11 Sommo Pontelice Clemen-


Tanno 1^90, ma ne lo dispensò al- te XI vi annuì, e ai 18 gennaio
lorché intese che bramala di essere 1713 lo creò prete Cardinale; ma
sollevato da quella carica, meditan- non essendosi mai recato a Roma
do di ascriversi all' ecclesiastica mi- non ebbe né cappello, né titolo
lizia. In età di anni cinquantatre' cardinalizio. Quattro anni dopo la

abbracciò lo stato ecclesiastico. Nel sua elezione cgU fu colto dalla mor-
169?. venne eletto granpriore e luo- te, che avvenne nel 17 17. Ebbe
gotenente del granpriorato di Ca- tondja nella metropolitana di Sivi-
stiglia, oratore di tutto l'ordine Ge- glia nella cappella del Ss. Sacramen-
rosolimitano presso il re cattolico, to. Fece erede di sue facoltà la col-
e governatore del regio e supremo legiata di Xeres, e lasciò altri le-
consiglio di Castiglia. Dopo aver per gati a benefizio de' poveri.

due anni disimpegnato gli obblighi ARIASSO [Ariassiis). Città vesco-


di questo impiego, domandò di es- vile fondata nel V secolo, della dio-
serne sollevato , ed ottenutone il cesi d' Asia nella seconda Pamfilia ,

permesso, ritirossi nella sua commen- sulTraganea della metropoli di Per-


da del Viso, ch'era posta poco lun- ga, o Pirgi.
gi da Madrid. Ma sollevatosi in que- ARIBERTO, detto anche Amberà
sta città il popolo a motivo della TO, Cardinale. Ariberto fu innalzato
carestia di pane e vettovaglia, nel alla dignità di prete Cardinale del
i6c)9, il re scrisse due lettere ad A- titolo di s. Anastasia da Celestino If,

rias onde si portasse a sedare il tu- nel giorno delle ceneri dell' anno
multo. 11 re lo obbligò a ripigliare II 44- Come legato Pontifìcio re-
r antica sua carica. Dopo la morte cossi a Verona ove tenne un con-
di Callo II egli si adoperò perchè cilio, nel quale vennero stabilite del-
gli succedesse Filippo mo- V nella le leggi utilissime , aiìln di provve-
narchia di Spagna. Questo nuovo dere alla disciplina di quel clei'o

monarca lo elesse a proprio consi- A questo trovarono presenti ezian-


si

gliere di stato, e nel 1702 lo no- dio i due Cardinali; Guido, prete di
minò arcivescovo di Siviglia. Caldo san Grisogono, e Guido da Crema,
di zelo pel bene della sua diocesi, prete di s. Maria in Trastevere , il

ne fece più volle la visita, ed invi- patriarca di Aquileia ed il vescovo


tò uomini raggnartlcvoli per dot- di Verona. In seguilo il Sommo Pon-
trina e santità, i quali cooperassero tefice Anastasio IV lo inviò legato
seco lui neir esercizio del pastora! in Lombardia, allineile delinisse una
ministero. Le sue esimie virtù gli causa che i Antonino
canonici di s.

procacciarono 1'
anìore de' diocesani, di Piacenza movevano ad Aldo loro
che ammiravano in lui la più amoro- vescovo , accusiindolo di aver loro
sa pietà, la carità piii luminosa ver- usurpato la possessione di Urugnato.
so i poveri, e lo zelo più cHìcatc Ariberto però non potè venire a eajx)
di fondare o rislaurare chiese, se- di (pianto bramava, e quindi fu i-e-

minarii, spedali eil altri luoghi pii. duce a Roma dopo aver sottoposto
ARI ARI 27
quella città all'interdetto ecclesiasti- se tra gli Quindi,
uditori di Rota.
co. Corsi dodici anni di Cardinalato, a' 5 giugno 1596, fu da Clemente

comp\ la sua carriera mortale nel Vili creato diacono Cardinale di s.


II 56, o nell'anno seguente; ebbe Maria in Aquiro, e, nel iSgy, el)be
tomba nel mezzo nella chiesa di san il titolo presbiterale di santa Rai-
Martino ai Monti sotto una lapida bina . Inoltre fu annoverato tm
fregiata del suo nome e dello stem- i membri delle Congregazioni del
ma gentilizio. Concilio, del saulo Oilizio, de' ve-
ARIBONE diacono, Cardinale. A- scovi e regolari, e fu eletto protet-
ribone fu innalzato a questa dignità tore degli osservanti e dei canonici
dal Sommo Leone IX, il
Pontefice s. regolari del Ss. Salvatore. Nel i6o4
quale governò la Chiesa dall' anno per ordine di Clemente VIU pre-
1049 al io54; e divenne primo siedette al capitolo tenuto in Roma
archivista della Chiesa Romana. Ste- dai padri teatini per l' elezione del
fano IX, lo creò arcidiacono. Sotto nuovo generale , ed in questa cir-
il Pontificato di Nicolò II, fu pre- costanza diede a conoscere quanto
sente al concilio che celebrò questo fosse profonda lasua luniltà, volen-
Pontefice in Laterano , e vi appose do occupare uno degli ultimi posti.
la sua sottoscrizione. Intorno l'anno Neil' anno appresso Leone XI lo scel-
1060, compì la sua carriera mortale. se a suo datario, nella qual carica
ARIGIO o Aridio (s. ), vescovo venne confermato da Paolo V. Que-
di Lione , innalzato a quella di- sto Pontefice dopo due anni lo eles-
gnità dopo morte la di Secondi- se arcivescovo di Benevento. Entra-
no, verso l'anno 60 3. Alcuni sto- to in possesso della sua sede, l' A ri-
rici lo accusano di aver cooperato goni fondò, o, per meglio dire, im-
alla deposizione di s. Dieder vescovo partì al collegio dei gesuiti di quel-
di Vienna. Per altro la chiesa di la città tanti benefizii, che gli me-
Lione lo invoca nelle sue litanie, e ritarono il nome di fondatore. Ri-
gli tributa l'onore di santo. La me- staiu-ò con molta magnificenza la

moria di lui si celebra nel giorno sua cattedrale, e l'arricchì di preziose


20 di agosto. suppellettili e di sacri arredi Riedificò .

ARIGONI Pompeo, Cardinale. dalle fondamenta il palazzo arcive-


Pompeo Arigoni creduto è da al- scovile,che minacciava rovina, e lo
cimi milanese, da altri comasco. ingrandì, e rese più bella la sua
Tutti convengono iiell' asserire che chiesa titolare di s. Balbina. Eresse
a caso traesse i natali in Ro- uno spedale, di cui affidò il gover-
ma neir anno i oj i da illustre li- no ai fratì di s. Giovanni di Dio.
gnaggio. Cominciò il corso de' suoi A questi assegnò la chiesa ed il mo-
studii in Perugia, lo proseguì Bo- in nistero di s. Adeodato , che dotò
logna, e lo perfezionò in Padova, colle rendite di s. Spirito, di s. Ma-
ove ottenne la laurea in ambe le ria de' martiri e di s. Bartolommeo,
leggi. Reduce in patria, si rese cele- le entrate del quale volle che restas-
bre per la sua perizia, nella facol- sero per l'ospitalità dei pellegrini e per
tà legale, e non andò guari che il le spese di que'i'eligiosi. Contribuì e-
Papa Gregorio XIII lo ammise tra ziandio all' abbellimento della chiesa

gli avvocati concistoriali, e dopo pa- di s. Maria della Consolazione.


Ma
recchi anni Gregorio XIV lo ascris- cominciando la sua salute ad infievo-
!28 ARI ARI
lirsi ed a soffrire debolezza di le- pevole che gli aveano alcuni
ebrei
sta, che non gli lasciava sempre li- libri , cui molto importava di ti-a-
bero r liso della ragione, egli recossi durre nella lingua greca. Tolomeo
in un'amena villa alla Torre del come ebbe ciò inteso, mandò in Ge-
Greco presso Napoli, affine di respi- rusalemme ambasciatori con molti
rarvi un'aria più salubre. Non an- presenti al Sommo Pontefice Elea-
dò per altro guari di tempo, che zaro per ottenere da esso lui quei
enne colto dalla morte nel 1616, libried alcuni uomini capaci di far-
contando egli l'età di seltantacinque ne la traduzione. Eleazaro scelse
anni non compili e venti di Car-
, settantadue persone, sei da eiascima
dinalato. Il suo cadavere venne tras- ed a queste com-
delle dodici tribù,
ferito a Benevento, e sepolto nel- mise d' intraprendere l' importantis-
la metropohtana, ove sorge un a- simo lavoro che fu condotto a
,

vello di marmo con grande epitaflo, termine felicemente nell' isola di


che ricorda le sue principali geste. Faro. Alcuni per altro opinano, che
A questo Cardinale vengono at- questa storia sia slata immaginata
tribuite parecchie opere, le quali sono da qualche giudeo. 11 sig. Yan Dale
annoverate dal Mazzuchelli , àaXVAr- in una sua dissertazione sostiene
gelati e da altri scrittori. che Tolomeo fece tradurre il solo
ARINDELA. Città vescovile della Pentateuco, e che gli altri libri fu-
diocesi di Gerusalemme nella terza rono voltati in greco da altri inter-
Palestina, fondata nel VI secolo, e preti. Questa opinione non fu ab-
indi fatta suffiaganea della meti'o- bracciata da altri uomini forniti di

poli di Petra. rara dottrina, e molti riguardano


ARIOPOLI,oAREOPOLI {Ario- come mia favola quanto raccontasi
polilaii.). Città vescovile in partihiis intorno a questa versione. Lasciando
della diocesi di Gerusalemme nella per altro ogni questione , egli è
tei'za Palestina, che vuoisi eretta nel certo che questa traduzione è anti-
V secolo, ora vescovato suffraganeo chissima, e che fu tenuta mai sem-
della metropoli di Petra. Sembra pre in gran pregio. Di questa si

che questo nome


composto dalle
sia valsero i cristiani, poiché fu seguita
parole Àr e Polis, e che significhi dagli stessi ed in seguito
apostoli;
Città dì Ar. i santi padri ebbero in tanta ve-
l'

ARISTEO. Crcdcsi , che questi nerazione, che non dubitavano di


fosse uiìlzialc di Tolomeo Filadelfo, asserire, essersi la Provvidenza ser-
re di Egitto. Lo si risguarda autore vita di questo mezzo, per appa-
della Storia dei Settanta, scritta recchiare i popoli ad abbracciare il

in forma di lettera, nella cpiale si vangelo.


narra il modo onde fu tradotto in ARISTIO. Città vescovile della
greco V antico Testamento. Da que- diocesi d'-\sia nella prima provin-
sta storia si lileva, che bramando cia della Frigia Paeaziana , stabi-
Tolomeo di avere una biblioteca lita nel IX secolo, indi falla suf-
nella (piale si contenessero tutti i fraganea alla metropoli di Laodi-
libri del mondo, ne alìidò la cura cea. Abbiamo notizia di due suoi
a Demetrio Falereo. Questi soddis- vescovi Paolo e Tarasio, il primo dei
fece con molto impegno al deside- quali intervenne al concilio di Calce-
rio del suo principe, e lo rese consa- donia, ed il secondo a quello di l'ozio.
ARI ARI 29
ARISTONE (s. ), e compagni l'amore che avea ad Arles, la fece
martiri nella Campania. Uopo es- capitale de' suoi stati, fu con essa
sere stati convertiti alla fede per largo di benefìcii, costruendovi an-
opera di s. Sebastiano , colsero la che alcune riparazioni ; ed Ibas suo
palma del martirio verso 1' anno generale, impedì nel Sog fosse presa
286, mentre infieriva la persecuzio- da' francesi , i quali per altro quat-
ne, mossa alla Chiesa da Diocleziano tro anni dopo se ne resero signori,
e Massimiano Erculeo. insieme al restante della Provenza.
ARICJNA. Città vescovile delle ter- Nell'ottavo secolo, cioè nel ySo,
re de' garmei e dei mahuziti. i saraceni s' impadronirono d' Arles,
ARLES. Città arcivescovile in ma Carlo Martello poco dipoi la

Francia [Arelate, de Area lata, dal liberò dal loro giogo , e restò ai

suo territorio vasto e spazioso), nel- francesi fino all' 879 in cui Bosone
la Provenza, dipartimento delle boc- si fece proclamare re d' Arles; e nel-
cile Rodano, situata alla sinistra
del r assemblea de' 1 5 ottobre, si stabi-
di questo fiume , che vanta la sua h il nuovo regno Arelatense, o Bor-
fondazione, o ampliazione dai focesi gundico. Neil' anno precedente Papa
di Marsiglia. Divenne assai florida Giovanni Vili, costretto da' saraceni
sotto i romani, ed anco oggidì pre- ad uscire da Roma, si condusse in Ar-
senta molti preziosi avanzi di sua les, ove giunse nel d\ della Pente-

grandezza ne' monumenti che atte- coste, trattato con pieno rispetto da
stano la predilezione de' suoi con- Bosone eh' egli adottò per figlio
,

quistatori. E
pure una delle più an- dichiarò difensore del proprio stato,
tiche città della Gallia Narbonese, e si da lui accompagnare in
fece
fu colonia romana, e venne chia- Roma. regno d' Arles composto
Il

mata eziandio Sestana dal nome della Provenza, ebbe nel 933, in ag-
della sesta legione, che vi pose sta- giunta la Borgogna Transuriatia: que-
bile residenza. Giulio Cesare la di- sta formazione o riunione di stati,
,

chiarò capitale delle Gallie , vi fece accadde nel trattato conchiuso fra
costruire dodici vascelli per assediare Ugo conte d'Arles, che nell'anno 926
Marsiglia ; e Costantino imperatore era divenuto re d'Italia, e Rodolfo re
vi fissò per alcun tempo la sua di- dellaBorgogna Transuriana verso il
mora , e ristaliili le mura rovinate gSo. Arles divenne in seguito <jnasi
da Brocus nell'anno 270 dell'era una repubblica sotto gì' imperatori,
cristiana , edilìcandovi inoltre un pa- che ne portarono il titolo di re
lazzo, che oggi chiamasi il Castello durante il regno de' conti di Pro-
della Troville:\e diede inoltre il pro- venza della prima e seconda stirpe.
prio nome , e sotto gì' imperato- Gì' imperatori germanici , successori
ri Onorio e Teodosio fu nominata di Corrado II il Salico, che ne go-
Madre dei galli. Costanzo assediò deva l'alta sovranità, le concessero
Arles nel 4^ ^ ? '^ prese , e vi fece tali e tanti pi'ivilegii, che il gover-
prigioniero Costantino il tiranno. I na mento diventò quasi libero, e re-
visigoti r assediai-ono l'anno 4"^ 9» pubblicano. Corrado II ne acquistò
ma fu liberata da Ezio: in progresso il diritto pel testamento di Ridolfo
i
visigoti nuovamente vi posero l'as- III detto il Poltrone, ultimo i^ di
''Pdio, ed Evarico la prese nel 4^*^- Arles, morto a' 6 settembre io32,
!! re degli ostrogoti Teodorico, per per cui s' impadronì della Borgogna,
3o ARI ARI
ad Olila dello pretensioni d'Eude II Sicilia, e quindi Arles in uno alla

conte di Sciampagna, ec. figlio di Px'ovenza, nel i48i, fu riunita per


Berta sorella del di-fonto. Aumenta- sempre alla corona di Francia, e Lui-
rono tali concessioni Corrado III, gi IX ne prese definitivo possesso.
nel iii5, e Federico I, nel 1178, Vuoisi che il primo vescovo di
il quale però costrinse i duchi di Arles sia s. Trofimo, che, secondo
Zeringhen a cedergli qae' diritti sul la tradizione della chiesa d' Arles,

regno d' Arles, che aveano acquistati, fu compagno nelle fatiche a s. Paolo.
in forza delle fonazioni di Lotario Spedito egli nelle Gallie, predicò il

II, eCorrado IH suoi predecessori; vangelo nella Provenza , e fondò la


ed in tal anno, ed in qualità di re sede d' Arles, nella cui cattedrale
d' Arles si fece coronare a' 3o luglio. fiu'ono poi, nel 11 52, trasferite le

In questo secolo la città era soggia- sue reliquie. Di qua venne muta- la

ciuta alle dominazioni straniere, per- zione del suo nome, mentre prima
chè nel 1 46 fu presa dal conte di era dedicata a s. Stefano, come si
Barcellona e da Alfonso II re d'Ara- ha dal Baillet, e dal du Port nel-
gona nell'anno 11G7. la sua Storia della chiesa d' Arles.
Federico II, nel i2i3, le accordò Benché questa chiesa lo abbia sem-
altri privilegi , in virtìi de' quali po- pre onorato per suo fondatore , e
tè istituire de' magistrati, come il ritenga che morisse alla fine del pri-
Podestat, de' consoli, ed un giudice; mo secolo, non mancano però alcu-
quindi per la sua possanza, Genova ni i quali sostengono esser fiorito
ed altre città commerciali vollero ne'primordii del terzo secolo. Cer-
collegarsiad Arles. Nell'anno seguente to è che nel Pontificato di santo
l'accennato imperatore cedette ogni Stefano I, eletto l'anno i^j, n'era
pretensione sul regno a Guglielmo vescovo Marciano, il quale essendosi
principe d' Grange, e Raimondo fi- unito all' antipapa Novaziano, s. Ci-
glio di questo, nel layS, ne fece priano pregò il Papa a deporlo, ed
cessione a Carlo I conte di Proven- a .sostituirvi altro vescovo. Così ri-

za , che sottomise interamente al porta il Baluzio in s.Cypriani episl.


suo dominio la città, e da allora in 6S , p. 260, e il Baronia ali" anno
poi seguì le sorti della Provenza. 258. Da questo ricorso si deduce
Più tardi, cioè a' 4 ghigno i365, oltre la primazia che il vescovo d-Ar-
anche Carlo IV imperatore fu inco- les aveva nelle Gallie, la sua principa-
ronato re d' Arles , dall' arcivescovo lità in questo paese senza superiore al-

Guglielmo della Garda. ]Ma l' auto- cuno, come si ha da altri esempi. Anzi
rità degl' imperatori non fu mai insorta questione primazia fra il
.sulla

gran cosa, ne' paesi posti tra le Al- vescovo d' Arles e quello di \ ienna ,

pi ed il Rodano ,
giacché la loro verso r anno ^01, il concilio di To-
lontananza, e le dissensioni co' ro- rino provvisoriamente .stabilì, a con-
mani Pontefici , contribuivano sem- .servazione della pace, che ambedue
pre piìi ad adievolirli. Il menzio- avrebbei'o giurisdizione ecclesiastica
nato imperalf)rc Carlo IV , snhilo sulle città della Provenza, che fo.sse-

dopo la sua coronazione, si spogliò ro piìi vicine alla ris|icltiva loro .se-

di (|ualun(|ue pretensione sul regno de; e Papa .san Zosimo, nel .^17,
d' Arles in fìivore di Luigi dna» di considerando che s. Trofimo aveva
Angiò conte di Provenza, poi re di portalo pel primo il lume della fé-
ARI ARI 3i
de nelle Gallie, attribuì a questa me- sario, parente del defònto. Zelante
tropoli la primazia.. fu il suo ministero , intento preci-
Di quel diritto venne la Chiesa puamente a sradicare l'arianesimo,
d'Arles tenuta in possesso sino al a combattere il semi-pelagianismo
Pontefice s. Leone I , che censurò che da un secolo avea fatto grandi
come diremo, Ilario perchè si attri- progressi in Provenza , e nell' estir-
buiva i privilegi metro- degh altri pare gli avanzi della pagana super-
politi. Fu il Pontefice Vigilio, che stizione. Fondò in Arles mi moni-
neir anno 545 fece primate il ve- stero di donzelle, che sotto la dire-
scovo diArles, allora appartenente zione di sua sorella gimisero a due-
al re Childelìerto figlio di Clodo- cento. Si vuole che la recrola ad
veo commettendosi le sue veci in
, esse imposta, la quale poi venne intro-
quella provincia , per 1' osservanza dotta in altri monisteri , sia la pri-
de' canoni , per meglio conservare ma composta in occidente ,
per le

r integrità della fede cattolica, per religiose formò una re-


. S. Cesario
togliere le discordie tra fratelli e gola anche pei religiosi, ma ambe-
consacerdoti, e per definir le cause ;
due cessarono d' essere in vigore
ma in quanto alle più difficili, ilPapa quando si propagò quella di s. Be-
dispose, che dovessei'o riportarsi al- nedetto. Egli fu considerato il pri-
la Sede Apostolica. mo vescovo delle Gallie, anche jier

Molti furono i fasti ecclesiastici r eminenza della sua sede, la quale,


degnidi menzione i quali dalla storia come si disse, partecipava della di-
de' molti concilii ivi celebrati, risulta- gnità metropolitica , dopo che Tre-
no; molte eziandio le glorie di Arles veri avea perduto tal prerogativa.
che da' seguenti vescovi in princi- R^ecatosi a Roma a venerare la
palità procedettero. Sant' Onorato fu tomba de' beati apostoli il Papa , s.

fatto vescovo d'Arles l'anno /i'2.G, Simmaco l'accolse con distinzione, lo

sebbene fosse ripugnante e fondò , decorò del pallio, e lo elesse vicario


molti monisteri. Nel ^iq gli successe della Santa Sede nelle Gallie, ed in
il suo parente, e discepolo s. Ilario Ispagna confermando a sua consi-
,

il per la sua fermezza depose


cpiale derazione , i privilegi della chiesa
dalla sede di Besanzone Chelidonio, di Arles.
che appellossi a s. Leone I , e si recò Dopo la morte di s. Cesario, nel
in Roma. Ilario fece altrettanto; 542, fu innalzato alia sua sede Aus-
ma Chelidonio fu riposto nella sua samo , al quale , nel 546 , succesf>e

sede. Ilario si trovò imbarazzato an- s. Aureliano. Fu appunto tal santo


co in un altro affare . Essendosi che mandò a chiedei'e a Papa Vi-
malato Proietto vescovo della sua gilio il pallio, e il titolo di vicario
provincia, ne ordinò il succes-
egli della Santa Sede, e il re Childebcrto
sore, locchè disapprovando Leone accompagnò con lettere la preghiera,
I , il vescovo soffin con pazienza acciocché la giurisdizione tosse entro
la sua umiliazione, onde meritò che il suo dominio. Anche s. Aureliano
dopo la sua morte il Pontefice lo fondò due monisteri in Arles, uno
tlichiarasse Ilario di santa memo- pegli uomini, e l'altro per le don-
ria. ne, scrivendone appositamente le re-

Al vescovo Cone, suo malgrado, gole , e ficendo abbate dei primi


hi eletto nel 5o i successore s. Cc- s. Fiorentino. Anche al vescovo san
32 ARI ABI
Virgilio mandato, nel ^9^, dal
fu Stefano protomartire, contando un
Papa il Pallio, dichiarandolo s. Gre- capitolo di venti canonici, ed altret-
gorio I vicario della sede apostolica tanti chierici, che anticamente era-
per le chiese del regno di Borgo- no canonici regolari di s. Agostino.
gna, e di Austrasia di cui era si- Arles è assai celebre anche pei
gnore Childeberto li; ed inoltre volle venti concilii che vi si adunarono,
che s. Agostino romano (ch'egli spedì la maggior parte nella sagrestia della
in Inghilterra , ove poi ne divenne cattedrale.
l'apostolo) fosse consacrato da s. Vir- Il primo concilio si celebrò neb
gilio. Per non dire di altri, troppo l'anno 314, alla presenza di s. Sil-
noto è il Cardinal Lodovico d' Ala- vestro I, e di Costantino imperato-
mand arcivescovo di Arles eletto da re, in cui per la terza volta furono
Martino V, nel i423, e poi Cardi- condannati i donatisti: tra i venti-
nale, giacche dichiarato per uno dei due canoni che vi si formarono, l'ot-

legati del concilio di Basilea, si op- tavo proibisce il ribaltezzai'e gli e-


pose alla traslocazione di esso fat- retici quando tornavano alla co-
,

ta da Eugenio IV, ed assuntane munione della Chiesa, se già fosse-


la prosiden/a, si dichiarò capo del ro stati battezzati in nome della san-
partito refrattario , fece eleggere ,
tissima Trinità. Beg. t. II, Labbé
consacrò , e coronò l' antipapa Feli- ed Ard. t. I.
ce V. Ma dopo la rinunzia di que- Il secondo concilio si adunò nel
sto Cardinale ne fece penitenza, ed
il 353 dagli ariani contro s. Paolino
ottenne la dignità Cardinalizia, di vescovo di Treveri , che essendo di-

cui era stato privato, e il perdo- fensore di s. man-


Atanasio, venne
no dal Pontefice Nicolò V ; e tal dato in esilio. Beg. tom. Ili, Labbé
fu la vita che menò in seguito che t. II, Ard. t. I. Alti'i lo pongono nel
Dio operò alla sua tomba non pochi 355.
miracoli, per cui Clemente VII, nel Il terzo si convocò nel Pontificato
1 527, ne riconobbe il culto. Ma oltre di s. Siricio, l'anno 3qo, ove vennei'o
tutti questi, ed altri arcivescovi, Arles promulgati trentasette canoni.
ebbe la gloria di dare a Milano il suo Il quarto fu celebrato nel 44^- 5

concittadino s. Ambrogio. o piuttosto nel 443, come si ha dal-


La sede illustre di Arles, che nel la Gallia Christ. t. I, p. 52g, a cui

147^ perdette Avignone, fu riunita presiedette il vescovo s. Ilario, che eb-


nel concordato del 80 da Pio 1 1 be la principal parte ne' cinquanta-
VII di gloriosa memoria alla me- .sci c<inoni di disciplina, che vi furo-
tropoh d'Aix, e sebbene fosse rista- no stabiliti, tratti la maggior parie
bilita in quello del 181 7 dallo stes- (la quelli de' precedenti concilii.
so Pontefice, non ebbe poi esecuzio- 11 quinto ebbe luogo nel 4^2 ,

ne, e restò definitivamente unita ad sopra la disciplina ecclesiaslica, e per


Aix, mentre l'ultimo .suo arcivesco- mezzo di cinc(uantasei canoni, molti
vo Gio. Claudio le Blanc de Bcau- de' quali già sanciti negli anleiiori
lien, morì in Parigi nel \Si5. La concilii. Sono degni di menzione il
diocesi d' Arles componcTa.si di cin- decimo.sesto, che impone nbattez7.are
qnanl'uiìa parrocchie, ed avea trenla- i paolinisli: il trentesimo che proi-
tremila lin; diicndita. La cattedrale, bisce con.scgnare chi si rifugiò nelle
edilizio gotico, a\ea per pali'ono s. chiese; il Irentcsinic primo che di-
ARI ARI 33
chiara meiilevoli di scomunica que" G^ll. Chrifst. tomo VI, p. 32 e 36.
chierici, che ricorrono a'tril)unali ci- Il decimoterzo venne convocato
vili; il ciiujLiantesiino, che interdice l'anno io65 per decidere alcvme
a chi ha niinicizie notorie, l'ingres- dillL-rcnze insorte tra l' arcivescovo
so nelle chiese. Reg. Vili. Labbé, d'Arles, e il Narbona.
visconte di
t. IV, Ard., t. II, e Baliizio, in Mansi, tom. i3io. I, p.
Collect. Il decimoquarto, tenuto nel i9.o5,
Il sesto concilio si tenne nel ^^5 sulla disciplina della Chiesa. Gali.
nel Pontificato di s. Leone I ,
pel- Clirist. t. I, p. 5C)5.
le controversie insorte a causa di Il decimoquinto si radunò nel
giurisdizione tra abbate di Lérins l' 1 2 I o, per occuparsi delle proposi-
Fausto, e il vescovo di Frejus Teo- zioni fatte inutilmente a Raimondo
doro. Reg. VIII. Labbe' t. IV, Ard. conte di Tolosa, per la sua assolu-
tom. II. zione, dall'aver favorito gli albigesi.
II settimo si radimò nel 4^3 a Labbé, t. XI, Ard. t. VI.
por fine alle vertenze giurisdizio- decimosesto, celebrato nel 1234,
Il

nali di s. ]\Iamcrto arcivescovu di ricevette il concilio generale duode-


Vienna, e Leonzio d'Arles. Reg. IX, cimo , lateranese quarto, celebrato
Labbé t. IV, e Ard. t. II. nel 1 2 1 5 da Innocenzo III, e fra i

L'ottavo concilio cclebrossi l'anno ventiquattro canoni che vi si forma-


475 contro i predestinaziani. Ibidem. rono sotto la presidenza dell' arcive-
Il nono si adunò nel 524, men- scovo Gio. Baussan , il decimosesto
tre governava la Chiesa Giovanni I. comanda, che gli eretici dopo esse-
Si occupò delle ordinazioni, e sancì re stati scomuniaxti, se non si con-
quattro canoni. Fu pi'esieduto da s. vertano, vengano consegnati al brac-
Cesario vescovo di Arles, zelante che cio secolare. Laiche tom. XI, e Aiti,
ne'concilii si facessero regolamenti pei t. VII.
costumi, per la disciplina, sulla litur- Il decimosettimo ebbe luogo l'an-
gia, e sulle dommatiche.questioni no 12 36, e trattò materie riguar-
Reg. XI. Labbé t. IV, Ard. t. IL danti la disciplina della Chiesa .

Il decimo venne convocato nel Gali. Christ. t. I, p. 5{)^.


554, e trattò sulla disciplina re- Il decimottavo si convocò nel
golare, e sulla giurisdizione de' mo- 1242, egualmente per la disciplina
nisteri (Gallia Crisi, t. I. p. 3g!^, ecclesiastica. Labbé tomo XI. Il
e l. III p. 1 1 e i3.). Il Lenglet al- Lenglet lo registra all'anno 1246,
l'anno 553, registra un concilio di citando il detto autore, e l'Ard. t. XI.
Arles sopra la disciplina ecclesia- decimonono venne celebrato nel
Il

stica , citando gli autori che ne 1260 sulla disciplina, e contro l'ab-
trattano. Reg. t. XII. Labbé t. V. bate Gioacchino, fondatore del moni-
Ard. t. II. stero Florense nella Calabria : l' erro-
L' undecimo adunossi nell' 8i3 re di questo grand'uomo fu però di
per le istanze di Carlo Magno so- mente, non già di volontà. Fra i
pra la disciplina ecclesiastica, per la diciassette canoni stabiliti dal conci-
quale si formarono ventisei canoni. lio, fìi prescritto che gli ebrei per «es-
Reg. XX. Lab. t. VII, Ard. t. IV. sere contraddistinti da' cristiani, por-
Il duodecimo concilio si tenne nel tassero un segno visibile. Labbé,
1049 o nel 1059, e ne tratta la tom. XI. Ard. tom. VII.
voi. ni. 5
34 ARM ARM
Il ventesimo adunossi a' 3 i luglio palazzo ed un osservatorio provve-
del 1275 dall'arcivescovo Bertrando duto d' istrumenti non meno che
di s. Martino, e vi si sancirono ven- una scuola gratuita, nella quale i
tidue canoni in vantaggio della di- fanciulli vengono allevati secondo i

sciplina: il settimo vieta la vendita moderni insegnamenti. La cattedra-


degli ornamenti de' sagri templi sen- le di Arniagh, grandioso edilìzio go-
za il permesso dell' Ordinario; il no- tico, fu ben presto preda delle fiam-
no dichiarò i parrochi esecutori dei me e delle rapine dei danesi, che
piilegati; ed il vigesimo proibì di la distrussero spogliandone gli ar-
seppellirsi in luogo sacro coloro che chi vii.
non si confessarono nella Pasfjua. La sede vescovile venne fondata
Labbé, tom. XI. Ard tomo VII. l'anno 4^^; ^^ *• Patrizio apostolo
V. Provfivza, ed Aix. degli irlandesi, spedito a spargere
ARLES BosoXE de' Regoli, Car- la luce del vangelo <lal zelante Pon-

dinale. Rosone Arles vuoisi da al- tefice Celestino I romano. Veggasi


cuni storici con qualche fonda- Mariano Scollo lib. II a^tat. ad
mento essere il medesimo che V>ct- aniiLun 432. Per questo titolo i pre-
bone Orsini il , quale nel 1182 fu lati Armagli assunsero la prima-
di
promosso alla porpora da Lucio III. zia dell' Irlanda, ed in qualche mo-
Dapprima ebbe la dignità di diaco- do venne loro un tal titolo dal mo-
no Cardinale di S. Angelo, e poscia mento che il concilio di Mellcfont,
ottenne quella di prete col titolo di nel II 52, li costituiva metropolita-
sant' Anastasia. Sembra, che questi ni dell' Ulster. Le altre metropoli
abbia compito la sua carriera mor- dell' isola non vi acconsentirono.
tale sotto il Pontificato di Urba- Dopo la morte di san Patrizio,
no III. r abbate del inonistero di santa Co-
ARIMAGH {Armacan). Città con lomba ebbe cura di tale primazia,
residenza arcivescovile nell' Irlanda. e, sebbene semplice jirete, arrogossi

Arniacha, capo luogo della contea sugli altri vescovi un'autorità di cui
di cgual nome , nella provincia di non si trovano esempi. L' arci-
Ulster, fu già metropoli dell' Irlan- vescovo di Cantorbery difatti pre-
da. Eben situata in una
molto tendeva che un tal diritto fosse a
collina presso il fiume Gallcn. JN'el lui solo devoluto, ed all'ombra di
medio evo Armagli era popolalissi- esso faceva le ordinazioni. Celso
ma, essendo la sua università stata arcivescovo Armagli è però il
di
fre(|uentata da piìi di settemila stu- primo che abbia stabilito una me-
denti. Decaduta a poco a poco fu tropoli tla lui stesso filta cdiliciirc.

saccheggiata e minata nelle gueire S. Bernardo, nella vita di s. Malaihia


tra i nativi e gU anglo-normanni, dice, che Celso dappoi cirel)l>e edi-
e nel 1642, incendiata da Sir Phelin ficata quella metropoli la fece con-
O JMeil. Dopo la riforma Armagli fernKU'e dal Pontefice, e che s. Ma-
prosegui ognor più a decadere fino lachia succeduto a Ct'lso recossi a
all' arcivescovato di Ricairtlo Robin- Roma per chiedere la conferma di
son il (piale riparò la cattedrale
, ciò che Celso avea domandato a fa-

rinnovando per così dire la città vore della tletla metropoli, e di più
tutta. Armagli deve a lui pur anco, l'onore del pallio da Ct^lso non pos-
oltre ad una chiesa parrocchialc; un setluto. La coufcriua di inetropoU
ARM ARM 35
fu data; ma riguardo al pallio fu eccieslostici si sostentano con obla-
deciso doveilo prima chiedere il zioni. Si sa che ai vescovi d' Irlan-
concilio di tutta 1' bianda come ne da ,
perchè abbiano onde provvede-
fa testimonianza Roger, ne' suoi an- re alla propria sussistenza, è solito
nali, all'anno ii5i. Certo è che il concedersi di ritenere due parrocchie
Pontefice Eugenio 111 lìell' anno loco mensalis. Le parrocchie non ha
I 1 52, confermandole il grado ar- guari erano quarantanove, oltre molte
civescovile , le conferì il pallio cappelle, e cinquant'uii i vicarii, fa-
D' allora in poi l' Irlanda fu divisa cendosi ascendere i cattolici a circa
in quatti'o arcivescovati, cioè Ar- trecento mila.
magh, Cashel, Dublino e Connulh, ARMAGNAC Giorgio (d'), Car-
o Cannacia, ora soggetta all'arcive- dinaie. Giorgio d'Armagnac nacque
scovo di Tuam, o piuttosto gli vil- nella Guascogna, nel i5oo,da prosa-
timi due furono aggiunti ai primi pia imparentata colla famiglia di Fran-
due. Armagli avea pei'ò la prima- cia. Il Cardinal Francesco d'Amboise
zia su tutta l'isola, ma 1182
nel suo affine , e Carlo duca di Alen-
fu sottratta da essa la sede di Du- ^011 suo zio, si assunsero l' incarico
blino da Papa Lucio III, il quale la di dargli una educazione convenien-
fece immediatamente dipendere dal- te alla sua nascita. Giorgio trasse
la s. Sede. Nei 171 temiesi in Ar-
i molto profitto da'.suoi studii, e, per-
magli im concilio per provvedere suaso che la scienza disgiunta dalla
alla disciplina ecclesiastica. Tra le pietà ad altro non serve, chea pascersi
discipline ivi prese si fu quella di di vanagloria, dicdesi con tutto l'impe-
porre in libertà tutti gì' inglesi stati gno all'acquisto della virtù. Per laqual
comperati affine di placare lo sde- cosa Francesco I l'e dei francesi gli
gno di Dio, la cui mano punitrice affidò cariche importanti nella sua cor-
pesava allora suU' Irlanda. te, e poscia il Papa Clemente VII gli

S. Benigno vescovo di Armagli, conferì la chiesa di Rodez ad istan-


discepolo di s. Patrizio è tenuto , za del detto monarca. 11 novello
in grande venerazione in Irlanda. prelato ristabilì in quella città i ge-
( F, s. Benigxo ). Vogliono pur es- suiti, e ad essi affidò la pubblica
ser Forannan vescovo
notati san educazione. Lo stesso fece in Tolo-
di Armagh decimo secolo, san
nel sa, ove fabbricò a questi religiosi
Malachia mentovato ( Vedi), Gia- un magnifico collegio. JNel i536 ot-
como Usserio ( Vedi) uno de' piii tenne dal Sommo Pontefice Paolo
dotti uomini del XVII secolo, e che III r amministrazione della dioce-
fu pur arcivescovo di Armagh, ma si di Vabres ; e Giovanni Maan
protestante. Questa chiesa primate asserisce che, destinato da Paolo
,

di tutta r Irlanda, non è al dì d'og- III ad occupare la sede arcive-


gi immediatamente soggetta alla San- scovile di Tours, ne ritenne il go-
ta Sede, ed ha per sutiraganei i ve- verno per tre anni , senza averla
scovi di Clogher, Down, e Connor, giammai veduta. In seguito il re
Derry, Raphoe, Ardach, Dromore, cristianissimo lo inviò ambasciatore
Meath e Kilmore. Dopo che la ri- al senato veneto ed alla corte di
forma tolse i beni a' cattolici non , Pioma, ove dal predetto Paolo III,
vi sono prebende in Irlanda, ma il a' 19 decembre i5445 ottenne la di-

primate in questa diocesi, e gli altri gnità di prete Cardinale del titolo
36 ARM ARM
de' santi Giovanni e Paolo. In se- di santa Maria de' Doni in Avi-
guito Paolo IV, nel i555, gli affi- gnone.
dò la chiesa di Lescar, e trasfe- ARMALECH. Città vescovile, già
rito da Pio IV all'arcivescovato di nel paese dei medi, del vicariato del

Tolosa, Ein-ico II lo dichiarò suo Catai.


intimo consigliere e governatore di ARIMELLINI Medici Francesco,
tutta r Occitania. Esercitò questa ca- Cardinale. Francesco Armellini, se-
rica con tanta saggezza e bontà, che condo nacque in Perugia nel
alcuni,
meritossi il nome di ottimo princi- i4t>g. Secondo altri, in Fossato
pe, nonché di mecenate de' letterati. luogo della diocesi di Nocera. Evvi
Fu presente al colloquio di Poissy, ancora chi assicura che il suo cognome
ove difese con molto calore la cat- fòsse Pantalassi, chiamandosi così il

tolica fede. Adoperossi e colle paro- suo genitore, il quale lasciò questo per
le e cogli scritti per ricondiuTC al assumere quello dello zio materno.
centro di vmità Lodovico di Borbo- Giulio II gli conferì la carica di suo
ne principe di Condè ed altri illu- segretario, e del sacro Collegio. Dopo
stri personaggi infetti di eresia. Eb- la morte di questo Pontefice, Leo-
be il conforto di veder coronate di ne X che gli successe, adottò l'Ar-
prospero successo le sue fatiche, affine mellini nella propria famiglia, lo a-
di mantenere ubbidiente alla santa scrisse tra i protonotarii apostolici,
Sede la contea di Avignone, alla poscia lo fece chierico di Camera e
((uale presiedette in luogo di Car- finalmente segi'etario apostolico. A-
lo di Borbone. Inoltre servendosi di vendo disimpegnato con molta dili-

alcinie truppe inviategli da s. Pio genza e perizia questi importantissi-


V, occupò parecchie terre degli e- mi vijTizii, dal detto Pontefice, nella
jx'tici le restituì al dominio del-
, celebre promozione di trent'un porpo-
la Chiesa romana sotto la giurisdi- rati il dì primo luglio iSiy, fu crea-
zione di Avignone. Di questa chiesa to prete Cardinale del titolo di s. Mar-
egli assunse H governo nel i^'j'j, co, e, secondo altri, di s. Calisto. Fu
dopo avere rinunziata quella di To- inoltre insignito del carattere di lega-
losa. Nel corso degli otto anni, in to dell'Umbria, della Marca e della
cui tenne la sede di Avignone, oc- Francia , ed eletto amministratore
cupossi in varie opere che resero delle chiese di Oppido e Gerace,
celebre il suo nome. Fondò un mo- come pm'e camcrlingo della santa
nistero di l'eligiosi minimi accreb- , Chiesa romana. Dopo qualche tem-
be quello dei celestini, stabilì il tri- po Clemente VII lo innalzò alla ca-
bunale della Ruota, celebrò nel i5j() rica di pro^^cecancelliere, e nel i 52 4,
un concilio provinciale, e colmò quel- Io elesse arcivescovo di Taranto. Ma,
la città di altri considerevoli bene- nel i52 7, essendo stata saccheggiala
ilcii.Finalmente nel i585, compì la città di Roma, egli soggiacque al-

la sua mortale carriera, compianto la perdita de' suoi beni, e siccome


da tutti. Questo illustre ]wrsonag- tacciato di attaccamento al denaro,
gio, che sostenne l' onore del Car- fu criticato dal Cardinal Pompeo
dinalato ])er anni ([uarantauno, ed Colonna in pieno concistoro. In
era intervenuto ai comi/li di Criulio quell'anno medesimo, aillitto per le

111, Marcello 11 e Paolo IV, ebbe sua perdite , terminò la carriera


ad essere seppellito nella chiesa di mortale nel ixislello di san Ange-
ARM ARM 37
lo, ove avea cercato un rifugio. La ARMINIAjNI, o RIMOSTRANTL
sua spoglia fa sepolta nella chiesa V. RlMOSTR AINTI.
di s. IMaria in Trastevere, ove sor- ARIMOGASTO, ARCIHNIMO e
ge alla sua memoria ini sontuoso SATURO (ss.), martiri, patirono in
mausoleo. Trovossi presente ai co- Africa sotto Genserico re de' van-
mi/,ii (li Adriano \I, e Clemen- dali. Armogasto fu spogliato delle

te VII , il quale duecento mila


co' cariche che copriva alla corte del
scudi che il di'fonto possedeva fuo- re, per essersi manifestato distiano;

ri di Roma, si servì pel suo riscat- e, stretto primieramente da funi, ot-

to, e pei bisogni della Chiesa. tenne con le sue preghiere che qiic-
ARMELLINO. Ordine di Cava- .ste si spezzassero. Tornatone inu-
lieri. Eqiie.s lìiuris Ponlici. Ferdi- tile questo tormento, fu egli appeso
nando il' Aragona, re di JNapoli, nel per un piede colla testa penzolone,
i436, fu insidiato da una congiura ma né pur questo produsse elì'etto. Fi-
de' principi del regno de' quali , nalmente il re consigliato da un pie-
era capo suo cognato Marino Mar- te ariano a non farlo morire per-
ziano principe di Rossano, confede- chè non fosse venerato siccome mar-
rato con Giovanni d'Angiò duca di tire, ma ad imporgli un fine d'altra
Calabria e pictendente al trono.
, guisa, cacciò Armogasto alle minie-
Fece imprigionare Marino, e poscia re nella Bizacena, e poscia rilegollo
convintolo di reità ,
gli perdonò il a Cartagine siccome guardiano d'ar-
delitto , liberandolo dalla pena di mento. Armogasto predisse l'ora del-
morte. Volendo che a tutti fosse pa- la propria morte, e fu seppellito nel
lese tanta clemenza, istituì un Ordi- luogo, ch'egli stesso s'era scelto.
ne di cavalieri , ai quali donò per Archinimo era cittadino di Mascnla
insegna mia collana d'oro, da portarsi in Numidia. Venne condannato al
sul petto, da cui pendeva un Armellino tagho della testa, e già era per
d'oro lordato nel fango, col motto: ricevere il colpo mortale quando ,

MALO MORI QUAM FOEDARI , CÌoè VO- , ad eccitamento degli ariani gli fu
glio piuttosto morire y che ìmbrat^ consentito di vivere affinchè non si
tarmi j volendosi significare nel fango venerasse siccome martire dei cri-
il sangue del nemico che sebbene , stiani. Ciò che di lui poscia avve-
potesse punire qual reo , volle to- nisse, non è chiai'o: certo è che la
gliere nell'aggraziarlo qualunque so- Chiesa lo onora siccome martiriz-
spetto vendicativo. L'Ordine si dif- zato.
fuse anco fuori del regno di Napoli, Saturo era il soprainten dente alla
e particolarmente nella Spagna pel casa d'Unerico primogenito del re.
dominio, che que' sovrani esercita- Aveva a moglie mia donna, che ado-
rono su NapoH. I cavalieri non eb- perava tutte le piìi seducenti lu-
bero abito particolare, né costitu- singhe, per distorlo dal proposito di
zioni approvate da' Papi ; e quindi patire, e volea farlo abiurare; ma
la onoriiicenza consisteva nel dar lo- Saturo, lungi dal lasciarsi sedurre,
ro la descritta collana. fu dato in braccio ai tormenti
ARMENIA. Patriarcati, E Re- 7^. In questi però non lasciò la vita
ONo Antico di Armenia. che noi permisero gli ariani, ma
ARMET o RROGNIER Giovanni, fu costretto a trarre il resto dei
Cardinale. V. Brognier. suoi cfiorni in estrema miseria .
38 ARN ARN
La festa di questi santi si colei )ra quella stagiono, fecero .sì che viep-
a' 29 di marzo. più si accendesse il liioco della ilis-

ARX.VLDISTI. Sotto questo no- cordia . Arnaldo dichiarossi parti-


me voglionsi intendere tanto i di- giano di Giansenio, e compose una
scepoli Arnaldo da Brescia, quan-
tli Apologia, del libro di questo vesco-
to i seguaci degli cn'ori di Arnaldo vo. Ma quello che fece levare molto
da Villanova. V. Arnaldo da Bre- rumore si fu l'aver egli scritto due
scia, ed Arnaldo da Villanova. lettere nella circostanza, in cui ven-
ARNALDO ossia ASC AN IO, /;/'<-- ne negata l'assoluzione al duca di
ic Cardinale del titolo di s. Cle- Liancour, il cpiale era intimo amico
«lente. Arnaldo venne innalzato a tal di alcuni protettori di Giansenio.
dignità da Pasquale II , che ten- \'i furono censurate due proposi-
ne il Supremo Pontificato dal 1099 zioni dalla Sorbona
, la quale senza ,

al I I 1 8. Intervenne al concilio di ammettere le appellazioni ed oppo-


Guastalla, e confermò col giuramen- sizioni di lui , lo escluse dal numero
to quanto il Sommo Gerarca Pa- de' suoi membri. Arnakio allora si
squale li avea fatto nella sua pri- ritirò, e si diede a comporre alcu-
gionia a favore di Errico IV sul- ne opere sopra varie materie. Fi-
Taifare delle investiture. Intorno al- nalmente, nel 1668, nel qual anno
l' anno morte di questo pre-
della venne concessa la pace alla Chiesa,
lato non abbiamo notizie sicure ;
, abbandoni) il suo ritiro, e l'arci-
sembra per altro che questa sia av- vescovo di Sens col vescovo di Chà-
venuta prima del 11 12. lons si adoprarono, alfnich(ì (>gli fosso
ARNALDO d' Andilly Antonio. compreso in quella pacilìcjizione. Do-
Nacque a Parigi nel 1612. Fece il po questo avvenimento Ai'naldo im-
corso di umanità nel collegio di pugnò le armi contro i calvinisti,
Calvi, studiò filosofia in quello di e pubblicò l'opera della perpetuità
Lisieux , e poscia dedicossi atl ap- della fede. sull'Eucaristia, cui dedi-
prendere il diritto, cui ben presto cò a Clemente IX!; opera la <]ualo
lasciò per darsi a tult' uomo alla servì ad iilumiiiare parecchi stagnaci

teologia. Nel i638 ne ottenne la della pretesa riforma. Arnaldo com-


laurea, e tanta erudizione dimostrò pose degli altri scritti , e colla sua
neir esame cui sostenne , che fece scienza profon«la rispondeva a tutti
5tu[(ire tutti gli astanti. Il celebre i dubbi , e spargea la luce .sopra
Ijc.M'ot , che poscia fu vescovo di ogni materia )iiìi d i Ilici le ; motivo
CliartiTS , non la pensava come per cui e Sommi Pontefici e vi-sco-
Arnaldo intorno alla Grazia, il per- vi « soviaui ed uomini dotti lo
chè (|uesli gli si oppose con uno ebbero in grande «'slimazioiie. INIa

scntlt) inlilolalo: atto di Tenta (ii'o, non andò guari tli t«>rnpo ehi- fu
cui sostenni; nel j()3(), e dedicò rotta la pace. Arnaldo impugnava
al eK-ro di Francia iillora radunato la penna contro gesuiti e «piesti i ,

in l'aiigi. Due anni dopo ei iliede laccano uso contro di lui «Ielle armi
alla luce il suo libro dclLf frecjucn- «h'If autorità. Ver la «piai c«)sa ei
tc.comunione, il «piale fu coinltat- si \n\e eoslivlld ad abhandonan- il
tulo con molto calore «lai gesuiti, luogo di sua «limora, e eer(are un
contro i «piali siwnbrava «lettalo. Le asili! sdllti altro eii'li» . l'.i i«'e«»VM

qiie^lioni sulla Grazia, che .sorsero a [H'itanlo a Mous, e poscia a Bru*-


AJliN ATiN 39
stIIcs, (la (love ])as.sò in Ainslcidam (il G. C. roK'csciata dai cah'ìnislì.

in foni[iai!;iiia dell' arcivescovo di 3. Triiduzioìw di alcuni libri di


Ulreelit. Uiloriialo poco d<>[>o in s. y/gostiiio. 4- L^ innocenza e Ut
Jìnissellcs, ottemie la [ìjotezioue del verità difesa contro i gesuiti ed il

goveiiiatoie di'i Paesi Eassi, il (jiia- loro p. Brisacier. 5. Difesa del


le con iiKjJto piacere Icf^geva gli nuovo Testamento di Mons. 6. Km-
scritti di lui. In <[uesto frattempo pietà della morale dei calvinisti.
insorse una guerra fra la P'raiicia 7. ydpologia pei cattolici. 8. apo-
e la Spagna, e lutti fraiiet\si fu- i logia de:' santi Padri della chiesa
l'oiìo costretti ad abbandonare il contro il sig. le Bloine. (). Nove,
territorio spagnuolo tranne Arnal- , volwni di lettere, io. Due volumi
do (!(! i suoi compagni. Se non che sulla necessità della fede in G. C.
nell'anno ottavo, dacché avea fissata 1 . Sei ultimi volumi della morale
in Ihnssclles la sua dimora, dovette pratica. 12. Hiflessioid filosofiche
partire di (piesta città, non potendo e teologiche sopra il nuovo sistema
j)ÌLi (jltre essei'e protetto dal gover- della natura e della grazia , del
natoi'e. Andò pertanto vagandrj per padre 31alchranche. i 3. Regole per
(pialche tempo, e sotto il nome di discernerc le buone _, e non buone
un suo amico, ritornò a Brusselles, critiche delle versioni della scrittura
dove menava una vita ritirata, e in francese, rispetto alla lingua.
dedita all'orazione. Finalmente nel 1 4- Dilucidazione sopra l' autorità
i6<j4 terminò la sua mortai carrie- dei concila generali .,
e dei Papi.
la a Brusselles, da dove fli traspor- 1 5. Elementi di geometria. 1 6. ar- U
tato a Portoreale il suo cuore, che te di pensare, i 7. Riflessioni .sopra
poscia venne trasferito a Palaiseau. V elocpienza dei predicatori. iH.
1 più segnalati poeti composero in Trattato delle vere e false idee.
onor suo degli cpitafiì. Ei venne 19. Molti volumi sulla morale ri-
di[)into diversamente secondo i di- lassata dei casisti.
versi partiti; ma se gli storici sono ARNALDO DA Brescia, sparse
divisi sulla condotta, e sui senti- i suoi errori nel secolo XII. Egli
menti di lui, abbastanza si accor- ardentemente bramava di render
dano sulla sulilimità del suo inge- celebre il suo nome, né gli man-
gno. cava facilità e spirito di esporre
Quest' uomo straordinario non le proprie idee (piantunque fosse di
solamente si distinse nella teologia, scarsi talenti. Dall' Italia passò in
neir intelligenza delle sacre carte, e Francia ove ebbe a precettore il
,

nella scienza ecclesiastica; ma ezian- famoso Abelardo. Tornato nel suolo


dio era profondo nella geometria natio , vestì l' abito monacale ed ,

nella grammatica, nella dialettica, acciecato dallo spirito di novità e


e neir eloquenza. Tante poi sono superbia , attaccò lo stato ecclesia-
le opere, cui da re-
egli produsse, stico e monastico e si fece a pre- ,

car meraviglia. La maggior parte dicare, che né i vescovi, né i chie-


sono anonime, e molte versano su- rici, ne i monaci poteano possedere
gli affari de' suoi tempi. Per amor feudi o benefizii stabili, altrimenti
di l)revit;i ne ricorderemo soltanto non potrebbero conseguire la bea-
le i)rincipali i Storia e concordia
: . titudine eterna. Quest' empio apo-
tvangclica j in latino. La morale stata subì la condanna nel concilio
4o ARi\ ARN
lateraiiese, convocalo nel r 1 89 tla le disseminò, e tpiesta caparbietà
liinoci'nzo II, e tu costretto ad al- fece che
vescovo di Lrgel Ei-
s'i, il

lontanarsi dall' Italia. Dopo la morte merico a perpetua carcere lo con-


per altro di quel Papa, egli vi ri- dannasse.
tornò, e pi-oposc al popolo romano ARNALDO da Villanova. Quasi
di stal)ilire l' antico governo, d' im- tutti gli autori sono di avviso che
padronirsi del temporale dominio, vivesse alla del secolo XllL
fine
di limcttere il senato, e di scacciare Gli fu dato questo cognome dal luo-
il Papa cogli altri ecclesiastici. Il go della sua nascita. Era fornito di
fuoco della rivolta si accese ben un ingegno singolare, per cui mol-
presto, e durò pel lungo tratto di ta fama si procacciò non solo nelle
due lustri, avendo prodotto la mor- scuole, ma eziandio presso i dotti.
te di Lucio li, e la fuga in Fran- Egli ardea del desiderio di sapere
cia di Eugenio III. Dopo quest'epoca ogni cosa, e già avea cognizione di
questo monaco sedizioso fu dato in quasi tutte le scienze. Ma di queste
mano al I*ontefice Adiiano IV, da sue px'erogative invam, e per-
ei s'

Federifo I, presso il quale si era suaso di esser capace di tutto, la-


rifuggito colla speranza di accrescere sciossi acciecarc dallo spirito della
vieppiù la sedizione, per cui quel superbia in modo da non vergognar-
]*apa sottopose Roma all'interdetto. si di cadere in molti errori. Egli
Egli fu condannato , nel i 1 55, dal insegnava che la natura umana in
prefetto di Roma ad esser abbruciato Gesù Cristo era del tutto eguale al-
vivo e ridotto in cenere, quindi la divinità; che le opere della mi-
gettato nel Tevere, poiché non era sericordia sono più grate a Dio del
senza fondamento il timore che il sacrificio dell'Altare; che i monaci
popolo onorasse le reliquie di questo corrompono la dottrina di Gesù Cri-
scellerato, cui alcuni liguardavano sto, sono senza saranno tut-
carità, e
qual martiie. F. Ottone di Frisi- ti dannati. Avea in gran pregio lo
gna, De Geslis Fridcrici lib. II, studio dell'astrologia, e, fondato su
cap. 2 r questo, andava spargendo che la fine
AR.NALDO diMoxTAMER, nacque del mondo dovea fissarsi nel i345
in Puicerda nella Catalogna, e per le o nel iSyG. Inoltre iuipugnò l'au-
sue stravaganze fece che la fama del torità dei Sommi Pontefici, rigettò
.suo nome alquanto si divulgasse. Con- le preci a vantaggio delle anime dei
dotto da un falso zelo sosteneva, trapassati, e fu nemico dello stato
che quando alcuno avesse indossalo monastico. L'università di Parigi, e
l'abito di s. Francesco non potea su- gì' inquisitori radunati in Tarasco-
bire la eterna dannazione ; che il na , condannarono l'eresia di Ar-
serafico padre scendeva ogni anno naldo. Terminò i suoi giorni in un
nel purgatorio
per liberai-ne quelli vascello, uìentrc ritornava dalla Si-
del suo Ordine, e finalmente che la cilia.
famiglia francescana avrebbe eterna ARNOBIO. Questo scrittore nac-
durata. Per queste opinioni strava- que a Sicea, città dell' Africa nella
ganti ei fu citato al tribunale d'In- ])rovini'ia proconsolare, ed insegnò
quisizione, ed alla presenza degl'in- la relloricii ver.so la line del secolo
(juisitori abiurò le sue eresie. Se non terzo. Era seguace delle folli super-
che dopo (pialchc tempo di nuovo stizioni dei gentili ; ma illuminato
AllN ARN 4i
dalla gi'azia ne conobbe la falsità, nes^. Egli formava parte dei disce-
ed arse di desiderio di seguire le poli di s. Benedetto, e fu fatto
evangeliche dottrine. Per ottenere abbate di Bonevalle, per le rare doti,
dal vescovo di Sicca di essere am- ond'era a gran dovizia fornito. Era
messo più facilmente nel numero dei intrinseco amico ili s. Bernardo
fedeli, compose sette libri contro i che prima di morire gì' indirizzò
gentili, mentre ancora era catecu- una lettera. Si crede autore dei
meno. Quest' è il motivo, per cui dodici trattati, De operihus Chrìsd
gli scapparono alcuni errori, i quali cardinalìbu.<!, che alcimi attribui-
avrebbe schivato se fosse stato me- scono a s. Cipriano, ma senza fon-
gUo inslrutto nelle teologiche disci- damento. Scrisse inoltre il secondo
pline.Ciò nondimeno le prove, che libro della vita di Bernardo, un s.

adduce a confutare il paganesi- trattato sulle selle parole pronun-


mo, sono molto solide lo stile è : ziale sulla croce da G. C. , un
veemente ed energico, né manca di sermone sulle lodi di Maria , e
qualclie eleganza ne' discorsi, quan- finalmente un trattato inlorno alle
tunque vi si trovino dei termini du- opere dei sei giorni.
ri, gonfi e poco usitati. E incerto ARNOLFO(s.), martire della dio-

in cpial anno abbia egli terminati i cesi di Reims. Trasse i natali nel-
suoi giorni. l'Austrasia, e venne informato alla
AR.NOLDI o Arnaud, o Arnault pietà ed alla dottrina da s. Remi-
Pietro, Cardinale. Arnoldo, che altri gio. Dopo aver distribuito i suoi
chiamano Raynaldi o Arnaldi, nacque beni ai poverelli, abbandonò la ca-
nel Bearne in Guascogna verso la me- sa paterna ed intraprese alcuni viag-
tà del secolo decimoterzo. L' amore gi di divozione. Quindi terminò la
che avea per la solitudine, ed il desi- sua carriei-a trucidato dagli assassini,
derio di consecrarsi al servigio di Dio, o più veramente dai servi della sua
lo indussero ad ascriversi tra i re- sposa. Alcune chiese gli tributano
ligiosi diBenedetto nel moniste-
s. gli onori dovuti ai santi martiri.
ro di san Severo, diocesi di Aii'c. ARNOLFO (s.), vescovo di Sois-
In seguito fu eletto abbate del mo- sons, derivato da una illustre fa-
nistero di Bourdeaux,
s. Croce di miglia francese, ebbe a consecrar
e ne sostenne con molta lode l'in- parte della sua gioventù al mestiero
carico. Venne anco da Clemente delle armi, e fece onorevole servizio
V fatto cappellano Pontifìcio e vi- sotto i l'e Roberto ed Enrico I ; ma
cecancellicre Santa E.omana
della annoiatosi del mondo, si mo-fece
Chiesa, ed a'i5 dicembre i3o5, lo naco neir abbazia di s. Medardo di
stesso Pontefice il creò prete Car- Soissons. Vivuto quivi alcun tempo,
dinale del titolo di s. Stefano di ottenne dall' abbate di potersi isolare
Mojitecelio, ovvero di s. Prisca. Ma affatto dagli uomini e di serrarsi ,

pochi mesi dopo la sua promozione in una piccola celletta separata dal
terminò di vivere in Avignone nel monistero. Tre anni vi stette ma ,

i3o6. richiesto a vescovo dal clero e po-


ARNOLDO. Fra gli scrittori ec- polo di Soissons, sebbene sulle prime
clesiastici, che illustrarono la Chiesa riluttasse, pur vi si dovette lasciar
nel secolo XII, merita di essere indurre . Fu vescovo assai zelan-
annoverato anche Arnoldo Caito- te : se non che gli abusi introdotti
voL. m. 6
42 ARN ARI'
t;rano tanti clic il suo suclaie per c- tempo medesimo a questi. A quante
stirjiarli riusciva infruttuoso. ]3onian- opposizioni sia egli venuto in picda
(lù (juindi ctl ottenne di rinunziare al- ben si può immaginare : alla fine ot-
kì sua (li<;iiilà. Fondò poscia il moni- tenuto linlenlo, si ridusse in un lo-
stero di Alileniburgo, città considera- mitaggio che tuttavia esiste. Quivi
bile della diocesi di Eruges, dove mo- morì ai 16 ili agosto del G^ i. L'.ui-
rì in mezzo alle più austere penitenze. no susseguente, le sue reliquie furo-
La sua tomba fu gloriosa pei mol- no trasportale a Metz da s. Quirico
li prodigi che vi furono operati. di lui successore, dove oggidì si con-
Dieci anni appresso le sue reliquie servano. Se ne celebra la festa ai
furono riposte di sannella chiesa 18 di luglio.
Pietro di Aldemburgo. Se ne celebra AROjXNE (s.), martire in Inghil-
la lesta ai i5 di agosto. terra. V. s. Giulio.
ARNOLFO (s.) , vescovo di Metz^ ARONNE (s.), abbate in Bretta-
fioriva nel secolo VII, e trasse i suoi gna, fiorì nel secolo sesto. Gover-
natali da famiglia assai doviziosa. nava un convento dell' Armorico po-
Educato perciò a quella guisa che sto in un' isola separata per mi brac-
si addicevasuo grado, fu dal re
al cio di mare dalla città di Alelh,
Teodeberto invitato a corte, ove ot- quando passò in Francia s. Macuto.
tenne il posto più ragguardevole, Egli accolse questo santo uomo co-
dopo quello del maestro del palaz- me dovevasi aspettare, e divise con
zo. Quivi, accoppiando le virtù pro- essolui la gloiùa del suo apostolato.
prie del cristiano a quelle dell'uo- Onorasi ai 2 1 di giugno nella dio-
mo di corte , si sposò a Doda cesi di s. Macuto e di s. IMalò , e
noltiiissima gentildonna , dalla qua- vi si celebra la sua festa di rito dop-
le ebbe Cleodulfo e Auscgiro ca- , , pio minore. Nella diocesi di Rrioco
po dei carolingi re di Francia. havvi una chiesa parrocchiale inti-
Venuto in seguito alla corte di Clo- tolala del suo nome.
tario con intenzione a quel che
, , ARPASA. Città vescovile della
pare, di rendersi religioso , fu richie- provincia di Caria , nella diocesi
sto per vescovo dal clero (; dal po- d'Asia, suffi-aganca della metropoli
polo di Metz . Ma egli alieno da d'Alrodisiade.
cotesto ministero, siccome cosa trop- ARPE Agostino. Fiorì nel seco-
po pose ogni suo potere per
diflìcile, lo XV HI, e rendette famoso ]>er
.si

distornare quel popolo da tale di- la sua Somma Egidiana , noneliè


visamento. IVIa tornatagli vana ogni per un libro d' institu/ioni morali
ritrosia, finalmente v'acconsentì, non intitolalo Pantheon Augustinum.
restando però di giovare il re dei ARPI. Città vescovile d'Italia, suf-
suoi consigli, e d'intervenirne alla fraganea di Siponto, n«>lla provincia
corte. La vita vescovile di Arnolfo di Capitanata, a jiiedidel monte Gar-
non lascia desiderare virtù che a gano. Cbiamavasi anche Lampa ^ Ar-
niinisteio di tal fatta si convenga. gos, Jlippinm, Argiirijìa Al li) ripa ,

Ma siccome la Aicinan/a della corte ed apparteneva parlie(»laiinenle alla


e gli ulìlzii della sua missione gì' im- Daunia. Anche ai giorni nostri se
pedivano ili occuparsi interamente ne scorgono le rovine a poca di-
nelle cose celestiali, determinò dì le- stanza da Manfredonia nel regno
varsi da {|iitlla e di liniinziare nel di Napoli. Molti degli anlichi serit-
ARR ARR 43
tori ne fanno menzione. JVel 3 1
nel 1493, avendo delle intelligenze
uno de' suoi vescovi si trovò pro- nella piazza, se ne impadronì l'ar-
sente al concilio di Arles. ciduca Massimiliano d'Austria, che
ARPOCRAZIANI. Eretici, de'q.iali nello stesso anno divenne re de' ro-
fa menzione Origene nella sua opera mani. i\el i5i)G i francesi aveano
contro Celso nella edizione di Cam- già sorpresa Arras; ma Luigi XI li,
bridge a pagina 272. V. T.vsco- re di Francia, nel 1640, la prese do-
PRUGIXr. po un assedio di due mesi. Gli abi-
ARRABONARII. Nome che si tanti in queir occfisione aveano col-
meritarono alciuii sacramentarii del locata sopra una delle loro porle la
secolo decimosesto, i quali sostene- seguente iscrizione;
vano l'Enairistia essere come itn' ar-
ra del corpo di G. C, e come l' in- Qiiaiul Ics francais prcndront Arras,

vestitura tiella a noi pro-


eredità Les souris maugeront Ics chats:
messa. Stancaro disseminò cotanto
empia bestemmia nella Transilvania. cioè, quando i francesi prenderan-

ARRAwS con
[AtrcbaLfii.). Città no Arras, allora i sorci mangeran-
residenza di im vescovo in Fran- no i gatti. \J\\ fìanccse disse che
cia. F. antichissima e grande ; fu al motto prcndront bisognava toglie-

la capitale dei popoli atrebati, sic- re il


p, a guisa che rivolse contro
come li chiama Giulio Cesare, e po- quelli di Arras la stessa loro spiri-
sta altre volte sotto la metropoli di tosa invenzione. Dipoi il principe «li

Cambrai. anche l'antica capita-


E*-a Condé pel re di Spagna Filippo IV
le dell'Artesia, mentre ora è capo- assediò ancora Arras nel iGIj, ma
luogo del dipartimento del passo di dopo una sanguinosa battaglia, fu
Calais. Divisa in due città, l'una an- costretto a levarlo e ritirarsi. Arras
tica che si chiama la fortezza ,
,
venne quindi definitivamente ceduta
r altra moderna , che dicesi vera- alla Francia col trattato dei Pirenei,

mente la città, Arras è situata a La cittadella eretta nel 1670, e le


quarantaquattro leghe di distanza sue fortificazioni sono opere dei piìi
da Parigi. celebri ingegneri francesi. Aminiran-
Solfi-ì stragi e saccheggi la città si ancora fra le altre alcune Lunet-
d'Arras da' vandali nel /\oj, e dai te, chiamate alla Vauhan, che di-
normanni nell" 880 fin a rimanere in consi i primi lavori di tal natura
sid finir del secolo nono interamente del famoso italiano de IMarchi.
desei'ta. Quinti! ripopolata, fu pre- Lo stabilimento della sua sedo
sa nel 90 da Carlo // Semplice,
1 vescovile risale sino al IV secolo. È
e nel pia venne restituita e quan- ; stata sotto la metropoli di Reims fi-

do Carlo il Calvo re di Francia la no al 1559, in cui Paolo IV, atl istan-

donò per dote a sua figlia Giuditta, za di Filippo II, e col disposto della
che avea sposato Baldovino Braccio costituzione Super Universa, la sot-
di ferro conte di Fiandra, Arras era topose alla chiesa di Cambrai eret-
la capitale di questo paese. Dipoi ta in arcivescovato. Commanville di-
fu riunita alla Francia con tutto ce che già nel VI secolo era stala
l'Artois nel i Pru-
i8o. Luigi XI il unita a Cambrai, e che nel rog3,
dente la prese nel i477j dopo la Urbano II la separò da essa; ma
morte del duca di Borgogna ; ma sono molti anni che è suffraga-
44 ARIl AIUl
nea dell' arcivescovile di Parigi . cidiaconi, d' un tesoriere, di un pe-
La sua cattedrale è mirabile per nitenziere, quaranta c;inonici, e
di
la sontuosità, anzi può conside- di cinquantaduc cappellani. \'arii con-
rarsi uno de' più arditi edifìzii venti religiosi esistevano nella città,
gotici Europa. V. Millin^ che
dell' quello specialmente magnifico latto
ha pubblicato la veduta della piaz- edificare da Filippo Laverei abbate
za maggiore di Arras colla chie- di s. Vasto nel 1599. La dioce-
sa ristaurata e campanile, in due si contava quattrocento parrocchie
interessanti rami. In questa chie- dodici capo-pievi, dieciotto o venti
sa , e nella santa cappella con- abbazie, e molte collegiate. Al pre-
servavasi colla più gran venerazio- sente sue parrocclùe sono ridotte
le

ne una candela di grossezza stra- a quarantacinque con seicento


sole
ordinaria , che si crede miraco- chiese succursali. Sì fanno ascender
losamente caduta dal cielo. F'. Hi- le rendite del vescovato a venlidue-
stoire de la sacn'e inanncc et , mila lire. L' attuale vescovo Ugone
de la sainte chandelle donnc's de Pvoberto Giovanni Carlo de la Tour
Dicu et conservées en la ville d'Ar- d' Auvergne Lauraguais della dioce-
ras, à la quelle soni ajoutées les si di Tolosa, nel concistoro dei 2 3 di-
miracles des Ardens, tant de la di- cembre 1839, fu creato Cardinale dal
te ville, que de Paris, et de Tour- regnante Pontefice Gregorio XVI,
nay^ avec la vie de s. TVaast, par che gì' inviò la berretta Cardinali-
Guill. Gazets, Arras 1622. Ilisloi- zia per l'ablegato monsignor Barto-
re de la chandelle donm'e de Dieu lomeo Pacca, canonico vaticano.
et à Arras depuis fan
conservée Quattro concilii sono stati celebrati
I io5,par lemémeib. 1625 et 1682. in Ari'as. 11 primo si tenne nel 1020,
Discours sur le sainte cierge d' Ar- come rapporta 1' Arduino nel tomo
ras apporlé da del par la s. Pier- VI de' concilii, in occasione di certi e-
ge dans VEglise d'Ar-
cathcdrale retici venuti dall'Italia, i quali ave-
ras, conime le souverainremede de vano in orrore il battesimo, riget-
la maladie du feu ardent, le ij de tavano l'Eucaristia, pretendevano che
mai 1 1 o5, suivant ce rare chrono- la penitenza fosse inutile ai cristia-
graphc cereuni par le p. Nicolas
,
ni caduti in peccato, e che non si

Faron dominicain, ih. iGgS i744- dovessero onorare i santi confessori.


All'articolo Ca:vdela si parla del- Questo concilio fu presieduto da Ge-
la distrirzionc di detta s. cappella, rardo vescovo di Cambi-ai e di Ar-
avvenuta nel declinar dello scorso ras per la concentrazione in quel
secolo. tempo di due vescovati. Vi si pub-
L antica abbazia dei benedettini blicarono diecisette capitoli tanto su-
di Arras, intitolata a s. Wast o gli errori tlogli eretici, quanto sopra
Vedasto vescovo d'Arras, racchiude alcuni altri punti di disciplina. /\
la tomba di questo santo, e qui'Ua di lo Spicilegio di d. Luai d'Acheri. Il
Thierri o Teodorico HI re di Fran- secondo concilio si tenne nel i4oo
cia, dal quale fu oltremodo arric- sotto il vescovato di Pietro di lla-
chita l'abbazia. Quest'ultimo vi fu chiourt, il terzo nel iSyo sotto
seppellito con Doda sua moglie. l-'rancesco Ricliardot, ed il quarto
Jl capitolo di Arras è composto di nel iC)88.
un proposto, di lui decano, diducar- AÌUIE13LAJ0 (d') PiETiu), Car-
ARR ARR 45
dinalc. An-cblajo, detto comuncmcii- cioè i! Calice e la Patena, non po-
te AiTchlay era vice-caiiccllieie di tessei-o toccarsi che dai sacri mi-
Francia, auionico di s. Quintino nei nistri. E s. Solerò, che fii innalzato
"Vironiaiidi ed arcidiacono l'orlmnese al seggio Pontificio l'anno 17 5,
nella chiesa di Autun, Papa Giovan- secondo che opinano alcuni, ordinò
ni XXII, il di 1 7 deceinbre 1 3 6, 1 che le sacre vergini non toccassero
ad istanza di Filippo re di Fran- i vasi sacri e le palle che cuopro-
cia, gli conferì la dignità di prete Car- no il ctilice, né incensassero nelle
dinale col titolo di s. Susanna. Lo chiese. Bonifacio I rinnovò (piesto
stesso P(jnteflce gli comandò poscia decreto nel 4 18.
di esporre il suo parere intorno al- Papa s. Urbano I, eletto nel 226,
le dotti-ine di fra JMichele da Cese- fece fare d'argento i vasi, che do-
na. Obbedì rArreblajo, e condannò vevano servire per i sacri ministen,
con uno scritto le tesi del medesimo. donde alcuni deducono il principio
In seguito fu scelto dallo stesso de' calici d'argento; ma prima di
Pontelice a decidere una controver- lui erano già in uso. J^. Par\-
essi

sia insorta nel capitolo di Chieti per MENTI SACRI,


I^fSEGNE PONTIFICIE,
la elezione di quel vescovo. Terminò VESCOVILI ED ABEAZIALI, PaTENA, Ca-
la sua mortale carriera nell' an- LicE e tutti gli altri relativi arti-
no 1329. coli.

ARRÈDI SACRI. Suppellettili, II Pontefice s. Cornelio del 2^4


arnesi ed altri oggetti inservienti condannò in un concilio i Caduti,
alle funzioni ecclesiastiche. L' uso che per timore de' tor-
cioè quelli
degli Arredi sacri ebbe origine fin menti abbandonavano la religione.
dai primi tempi della Chiesa, e Essi dividevansi in varie classi, fra
furono introdotti in parte ad imi- le quali vi erano i Traditori , che
tazione di quelli che adoperavano ubbidendo agli editti del tiranno,
i sacerdoti della legge vecchia. Seb- consegnavano a' giudici pagani vasi i

bene la materia, la forma, e gU sacri, i libri e gli Arredi delle chie-


usi ne fossero differenti , uno fu se, ì^. Donatisti.
sempre lo scopo, cioè il divin ser- Papa s. Stefano I, nel 257, istituì
vizio, l'onore dell'Onnipotente. I la benedizione de' paramenti sacri
Sommi Pontefici, con decreti, costi- e s. JMelchiade, eletto ai 3 oltobre
tuzioni e canoni de'concilii, li ac- 3 II, ordinò, che nel celebrare la
crebbero, e variarono secondo la di- messa, vi fossero nell' altare due
versa maniera degli ecclesiastici Kiti. candeHeri almeno , colla cix)cc in
Vogliono alcuni che il Pontefice s. mezzo. Lungo sarebbe il dire quanto
Clemente I, dell'anno di Cristo 93^ i Pontefici furono generosi colle
abbia prescritto con leggi le sacre chiese nel fornirle di sacri Arredi,
vesti, e i paramenti della messa; e e di ogni sorta di preziose suppel-
che abbia dato a' vescovi alcune in- lettili: zelo e magnanimità imitata
segne _, agli arcivescovi il Pallio, da parecchi imperatori , re e princi-
prescrivendo che i Sommi Pontefici, pi.Intorno a ciò sono a vedersi anco
e loro legati non potessero uscire gli articoli. Chiese, Pisside, Altari,
senza la Croce avanti. San Sisto I Bagolo, Bugia, Lampadi , Faldisto-
Pontefice nel i32 determinò, secon- rio, Ciborio, ecc.
do il lilìro Pontificale, che i sacri vasi. ARRUBALE (Pietro d'), nacque
46 ARR ARS
nel iTk) a luogo della
Ceiiiceros, la sua carriera nella tori-e, che si

Spagna, nella diocesi di CalahoiTa, avea scelto a dimora. Il martiro-


ai coiilìni della Navarra e della logio romano ne segna la festa ai

\eahia Casliglia. Nel i579 entrò iG agosto.


nel collegio de'gesuili, e fu prolès- ARSAIVIOSAT. Città vescovile
sore di teologia prima a Salamanca della diocesi d' Antiochia nella Me-
e poscia a Roma. Nelle Congrega- sopotamia, sullraganea della metro-
zioni de Auxiliis gli venne affidato poli di Amida. Di essa fanno men-
il canco di sostenere le contese teo- zione anche gh antichi scrittori ,
logiche, che prima erano trattate fra i quali Tacilo assi'i'isce eh' era

da Gregorio di A^alenza. Mori in vm semplice castello.

Salamanca, e lasciò due volumi, ARSENIO (s.), anacoreta di Egit-


de Deo imo et trino, et de Ange- to, nacque a Roma di famiglia se-
lis , scritti con brevità, ma senza natoria. Educalo assai nobilmente
nuocere alla chiarezza. si die' per tal guisa allo studio dei

ARRUFFAT Guglielmo , ossia greci e latini autori, non che delle


Ruliìiti o de Rullai, ed anche Ru- Scritture sacre, che in breve montò
fati, Cardinale. Guglielmo ArrulTat in fama di uomo profondamente
nacque in Cassaneto nella Guascogna addotti'inato. Chiamalo pertanto a
verso la metà del XIII secolo. Il Som- Costantinopoli da Teodosio il Gran-

mo Pontefice Clemente V lo innalzò de per dar opera all'educazione dei


alla dignità della poi-pora il di i5 suoi figliuoli, vi fu accolto coi segni
dicembre i3o5, col titolo diaconale della maggiore estimazione: fatto
de' ss. Cosimo e Damiano, che po- senatore, avvegnaché diacono, si ebbe
scia fu cangiato in quello di prete in conto di padre de' giovanetti
dei titolo di s. Pudenziana. Fu elet- principi, e da tutti i cortigiani veniva
to tra' giudici delle questioni insorte onorato. IVIa siccome da gran tempo
nell'Ordine de' minori intorno alla desiderava di menar nel ritiro una j
povertà. Dopo sette anni di Cardi- vita sconosciuta e che di corte non ^
nalato, morì in Avignone nel i3i2, ne sapesse; cosi fece suo |)ro dello
ed in quella città ebbe la tomba scapestrarsi di Arcadio, imo de' fi-

nella chiesa dei frati minori. gliuoli dell' imperatore: perocché ve-
ARSACE (s.), solitaiio nella Bi- dendo che, ripigliato Arcadio dal
linia e confessore , era di origine padre, vieppiù incaparbiva, s im- 4
pei-siano. Intorno all' anno 35b ci barcò sopra un naviglio che scio-
confessò con animo invitto la fede glieva per Alessandria. Non valse
di Cristo sotto Licinio, dopo di che che Teodosio mandasse poscia per
si rinchiuse in ima torre della città lui, e che Araulio, succeduto al pa-
di Nicomedia. Dio lo decorò del dre nel trono, gli facesse sapere di
dono dei miracoli e delle profezie, aver mestieri de' suoi consigli, poi-
per cui predisse; che la città di Ni- ché Arsenio riparò nel deserto di
comedia sare])l)e stata eguagliata al Setti, presso alcuni santi monaci ,

suolo da i\\\ terremoto. L' evento con proposito di rendersi egli pure
fee^ conoscere la verità della predi- religioso, e di menarvi i suoi giorni
zione, ed a questo llagcllo si un\ nella penitenza. Rinunciò quindi al-
quello del fuoco, che ridusse in le ricchezze, rimandando a nn suo |

cenere la città. 11 smilo terminò parente il testamento con cui era j


ARS ART 47
costituito crede d'una assai pingue la di Cipro, la qiialc altre volte ap-
sostanza, e preferì a questa un vi- pellavasi Anmiocoslo , ed a' nostri
vere assai stretto e disagiato. Pian- giorni chiamasi lù/niagosia. {^Fedi).
geva di continuo, dicendo di ritro- ARSI NOE. Città vescovile, la cui
vare nelle una tal dolcez-
lagrime sede venne eretta nel IV secolo, della
za, che non aveva giammai nel- provincia d'Arcadia, della Eptano-
le voluttà della corte gustato. Ave- me. Quivi si prestava culto religio-
va quarant'anni di età quando die- so ai coccodrilli, e perciò fu appel-
de le spalle alla corte, e ciò avven- lata eziandio città dei coccodrilli
ne l'anno 3f)4- Altrettanti ne visse Di presente non rimangono a ve-
nel deserto; salvo che verso l'anno dersi che le sue rovine.
3q5 dovette uscirne per qualche ARS IO o ART US Giovanni, ov-
tempo a cagione di una scon-eria vero degli Arsi, Cardinale. Gio-
che lècero i Mazici, popolo selvag- vanni Arsio era francese di na-
gio della Libia. Al cessare di que- zione , e fioriva nel secolo deci-
sta vi ritornò, ma dovette abban- moquinto. Acivescovo Taranla-
di
donarla per sempi-e verso 1' anno sia, intervenne al conciliabolo di Ba-
i\3-\ per un secondo discorrimento .silea, ove seguì il parlilo del pseu-
degli stessi selvaggi, i quali truci- do-pontefice Felice, il quale in Ce-
darono parecclii eremiti. Ricoverò benes, a' 6 aprile i444> lo innalzò
prima sullo scoglio di Troe, detto alla porpora. Il Sommo Pontefice
anche Petra rimpetto a Menfì, e
, Nicolò Y ,
perchè non rimanesse
dieci anni da])poi a Canopo presso vestigio alcuno del passalo scisma
Alessandria. Ala non polendo sollo- con suo breve emanato a' 19 o 20
rire trambusto della vicina città,
il dicembre i44Q5 dichiarò vero l*^*

ritornò a Troe, dove morì. Arsenio Cardinale del titolo de' ss. Nereo
fu risguardato siccome un modello ed Achilleo. Sostenne questa dignità,
della vita solitaria. Nel martirolo- e l'anlicardinalato pel corso di un
gio romano è nominato ai 19 di lustro, dopo il quale pagò il tributo
lugHo. alla natura nel i4'>i- Ebbe ono-
ARSIJN'OE ( Arsinoen. ). Città ve- revole tomba nella melropolilana di
scovile d'Africa nella Cirenaica, fra Savoja.
Laptis e Tolemaide, l'istituzione della ARTE Angelica, o arte degli
cui sede rimonta al IX secolo. Antica- spiriti. Con questo nome si appel-
mente era chianiata Barce. Di essa fan- lava la stolta e superstiziosa pretesa
no menzione Plinio, Strabene e Tolo- di venire alla cognizione di ogni co-
meo, il quale però o])ina che sia la so, o d' indovinarla col mezzo degli
stessa che Thcucìdra. E titolo d' un ang(di o degli spiriti, il che è ri-
vescovato in partibus. Gli ultimi piovalo dallo stesso buon senso.
che r ebbero furono RalTaele Tun- AR.TE di s. Anselmo. Così ap-
cki e Fiancesco Paolo Grifi di bla- pellavasi la maniera superstiziosa
tera , onore di Leone
cameriere di di guarire piaghe col tocco sol-
le

XII, che, nel concistoro de' 28 gen- tanto di alcuni pannolini. Coloro
naio 1828, rinnalzò alla dignità epi- <he la usavano pretendevano che,

scopale. questa pratica così si chiamasse da


ARSINOE {Fnmaugiistan.). Cit- s. Anselmo. Però la verità si è, che
ta, sino dal V secolo vescovile deiriso- tale appellazione derivò d;d nome di
48 ART ASA
un famoso mago che ne fu l'auto- vescovile della seconda Siria, suf-
re, il quale chiamava con que-
.si fraganea di A panica, sino dal V
sto nome. secolo.
ARTE Notoria. Modo supersti- ARTOTIRITI. Eretici, che .sor-

zioso di acffuistar le scienze per in- sero nel secolo secondo. E.ssi fòi-niava-

fusione coH'osscrvare certe astinenze no un ramo dei montanisti. Si servi-


e ceremonie tantasliclic, le quali, ren- vano del pane e dc;l formaggio per
<lendo gli uomini imbecilli e visio- r Eucaristia , conferivano gli ordini
narli, trascinavano ai pili gravi de- sacri alle donne, alle quali i)ermct-
litti. tevano di predicare quali profetesse
ARTE DI Paolo. Cos\ chiamavasi
s. nelle loro assemblee , e iìnalmente
una specie di Arte notoria. Chi la corrompevano le sacre Scritture.
praticò sognava che l'avesse insegna- AR.VERNO Guglielmo. Scrittore
ta s. Paolo dopo il suo rapimento che fiori nel secolo decimoterzo. Ol-
al terzo cielo. tre ad alcuni scritti esegetici e varii
AR.TEMIO (s.), martire, fu eletto sermoni, compose venticinque tratta-
a sopraccapo delle truppe romane ti, i quali tutti versano sopra questio-
in Egitto sotto regno di Costan- il ni teologiche. Le sue prerogative gli

zo. In questo ufllcio ebbe dall'im- meritarono di essere innalzato alla


peratore commissioni che lo mette- sede arcivescovile di Parigi, ove ter-
vano in sospetto d'inimicizia contro minò i suoi giorni nel 1249-
santo Atanasio; ma si crede che le ARZANGANA . Città vescovi-
fornisse,perchè non era in istato di le della diocesi della grande Ar-
farnele tramontare. Del resto ei non menia, nelle vicinanze di Melitina,
approvò mai l' eresia , e .sotto Giu- presso la Siria. Il vescovo Sergio si

liano diede apertissimapruova d'es- adoperò al fine di sottrarre certo Dio-


sere ortodosso anzi che no peroc- : nigi patriarca deigiaeobiti dall'ira del
ché, dati a terra i templi, e infran- sultano d'Icone, che lo avea con-
ti gì' idoli pagani di Egitto, e
dei dannato a morte.
accusatone quindi a Giuliano, fu da ASAFFO (s.), vescovo nel paese
lui a giudizio, e troncato del
citato di (Valles in Inghilterra. Era monaco
capo l'anno 36?,. E onorato dai gre- del convento lòndato da s. Renti-
ci fra quelli ch'essi chiamano gran gerno .sulla .sponda dell' Ebvy nel
martiri; e la sua festa ricorre ai 20 IS'orth- Wales. La sua scienza, la sua
di ottobre. pietà, i miracoli ond'era favorito da
ARTE:\I0NIANI. Eretici discepo- Dio, furono cagione che ben tosto fu
li di Artemone, il quale nel .secolo eletto a succedere a s. Kentigerno
terzo sosteneva che Gesù Cristo era mi nel reggimento del monistero , non
semjìlice uomo, supcrioi'e peraltro a che nclla.sedia episcopale che vi em
tulli i profdi. Inoltre insegnava che la aggiunta. ]Morì ver.so la fine del se-
dottrina predicata dagli apostoli tlurò colo sesto , lasciando alcune ope-
soltanto lino al tempo del Ponte- re .scritte, fra le quali la vita del
fice Zelfirino : eresie che vennero suo predecessore, e alcuni ciuioni e
condannale solennemente dai con- regolamenti jier la sua chiesa. La
cilii (h Meea, di Efeso e di Calce- festa di ([uesto .santo è rapportala
donia. al jìrinio i\\ maggio.
AllTESlA o ARETUSA. Città ASAFOl'ULl o s. AsAFo. Città ve-
ASC ASC 4,^
trovile (ringliilteiTa, chiamata anche la Risurrezione, giorno in cui, giu-
Mlvia, clic ora e quasi un semplice \il- sta l'antica tiadizione della (Chiesa,
lagf^io. Apparteneva al principato di appoggiata alf autorità delle divine
Crallcs nella conica di Flintc, e nel Scritture (Act. 3), successe ap- i.
56o, era sede di un vescovo sullra- punto il mistero. Dessa, del paio che
ganeo dell'arcivescovo di Cantorb(!ry. nell'occidente, venia celebrata fino
ASCALONA [Ascalonen.]. Città dai primi secoli anche nell'oriente,
vescovile della diocesi di Gerusa- dove otteneva il nome di 2\'ssaraco-
lennne nella prima Palestina eret- sle. o T^ctracoste, cioè quarantesimo
ta nel IV secolo , e sullraganea gioiTio. S. Giovanni Grisostoino ed
alla metropoli Chia-
di Cesarea. altri padii di qu(;l tempo scrissero
masi anche Scalona, ed era una del- ilelle omelie sull'argomento.
Però
le cinque primarie città, anzi capi- in non venia riguardata
quell'età
tale di una satrapia de' filistei. Quan- che siccome una solennità del se-
tunque non abbia ricevuto il van- condo ordine. V. Martene, De an-
gelo tostochè fu divulgato, egli è tiq. cccl. n'tì'b. t. Ili, lib. IV, e.
certo però che nel 36 1, e preti e 3.8, n. I.

vergini ottennero il martirio in que- Anticamente nella festa dell'Ascen-


sta città. Allorché i latini ed i fian- sione facevasi da quasi tutte le cine-
cesi ridus^ro sotto il loro potere la se una processione. S. Gregorio di
Palestina, la sede vescovile di A sca- Tours ne fa memoria (Hi'slor. Fran-
lona venne trasferita a Betlemme. car. 1. V, e. Il), e Pietro Gassen-
Ora è vescovato in partihus. Gli ul- do (art. 2, e. 19) ne descrive l'or-
timi due vescovi fin-ono Gio. Maria dine di quella, che si celebrava nel-
llderbain, e Pasquale Giusti di Alife, la diocesi di Digne in Francia. Il
il quale fu da Leone
preconizzato Baillct {Storia della festa dell'A-
XII nel concistoro dei 3 luglio 1826. scensione, §. 7) vuole che si facesse
ASCAINIO Cardiiìale. Ascanio
, a ricordanza del viaggio degli Apo-
Cardinal prete del titolo di s. Cle- stoli da Gerusalemme al monte Oli-
mente, ottenne questa dignità da veto , dove accompagnarono Gesù
Pasquale II, sul principio dei se- Cristo, e poi da quel monte, salito
colo duodecimo. Appose il suo giu- al cielo il Salvatore , di bel nuovo
ramento alla conferma che fece del in Gerusalemme . Merita ringoiar
privilegio delle investi tm-e, accordato menzione la ceremonia, che in quel
all'imperatore Enrico da Pasquale II. d'i si praticava nella chiesa di Vien-
ASCELIN UGO. V. Biliomo. na del Delfìnato. Nel ritoreo della
ASCENSIO]yE. Festa dalla Chie- processione, cui interveniva anche
sa cattolica celebrata in onore del l'arcivescovo, due canonici al di fuo-
glorioso salimento di Gesù Cristo al ri della chiesa si avvicinavano ai can-
cielo. Se ne fa rimontare la prima tori , da' quali venivano interroga-
instituzione sino a' tempi apostoli- ti colla formula Qiieni cjuaeri-
:

ci. Sant'Agostino lo dice schietta- tis? I canonici rispondevano: Jesimi


mente nella sua epistola 54- Infatti Nazarenum, qui resurrexit , e dai
le costituzioni Apostoliche, lib. V, cantori venia soggiunto: Jam ascen-
e. 18, parlano di questa gran- diti sicitt dixit. Allora i primi in-
de festa, e la stabiliscono pel gio- tuonavano Alleluja, ed cntrad in
vedì della quinta settimana dopo chiesa, era solennemente celebrata la
VOI,. HI.
7
50 ASC A5sC
messa {F. Marlene loc. cit. n. 3.). si riliravano que' .«santi uolnnii, (he
Neil" islesso giorno ancora si faceva illu.stiarono la Chieda con una vi-

la benedizione del pane e de' nuovi ta dedita alle penitenze più austere.
fruiti. Qual rilo si usasse in quella ASCIIAFFEISBUIIGO ( Aschaf-
bcneilizione, appare (iall'antico Poii- fetdnirguììì , y^scibiugimi). Città d'A-
lilìcale di IN'arbona e di Miniale, di lemagna nella Fianconia, libera un
cui mi tempo si servi Giovanni di ed imperiale. Spettava aireletto-
Sairebruch 5 vescovo di Catalogna, re, ed arcivescovo di Magonza nel
ed è riportato anche dal Martcne circolo del Basso Reno , indi fu ])0S-
(loc. cit. n. 4)- ^^ Roma il Sommo seduta dall'ai'civescovo primate della
Pontefice celebra in questo gioino confederazione. Quando INlagoiiza fu

Cappella Papale [J edi), dopo la riunita alla Francia, divenne in sua


quale comparte solennemente lapo- vece elettorato del s. romano impe-
stolica benedizione. ro , e formò col principato di Ra-
ASCETA. Voce di origine greca, lisbona la dotazione, o provvista del-
la quale corrisponde all' italiano ope- l'arcicancelliere dell' impero medcsi"
ratore. Sino dai primi secoli si da- mo. Il suo castello a quattro faccie,

va questo nome a quei cristiani, i nel quale trattenevansi gli eletto-


quali menavano una vita ritirata ri di INlagonza durante la caccia au-
ed astinente. 1 greci chiamano Asce- tunnale, è magnifico. A arie chiese
ti ogni specie di solitarii, quantun- sono in Aschaffenburgo, oltre un col-
que un tempo, secondo l' opinione legio, il ginnasio ed il liceo.
di molti, nomi asceta e monaco
i INel iipii, come abbiamo dall'Ar-
non suonassero lo stesso. 11 Fleury duino nella Sloi-ia. de'eonciliì, tomo
riporta, che gli Asceti conducevano VII, in Aschaffenliurgo fu celebra-
una vita ritirata, continente ed asti- to da Gerardo d' Eperstein arcive-
nente, mangiavano cibi secchi, e di- scovo di Magonza un concilio, nel
gimiavano alcuni giorni di seguito, quale si stabilirono molte leggi op-
si cingevano di cilicio, prendeano portunissime per la disciplina eccle-
sonno sulla terra, e molto erano vi- siastica.

gilanti per attendere all'orazione ed Dopo la elezione fatta dal concilia-


alla lettura de' sacri libri. Anche ai bolo di Basilea dell antipapa Felice
giorni nostri chiamansi Asceti, o A- V contro il legittimo Eugenio IV, che
scetici quelli, che si danno alla me- mori nel 1 44? Nicolò V, successe
j nel-
ditazione delle eterne verità, alla la cattedra di s. Pietro. Questi fu aiu-
piratica delforazione e della peniten- talo dall'imperatore Federico ìli, che
za, a gui.sa dei solilarii. vSi dà il no- per la pace della Chiesa, dopo la

me di Ascetici anclie a quei libri, dieta tenuta in Franefort ne tenne


che trattano di cose di pietà e di un' altra in Aschaflenburgo , dove
divozione, nonché agli autori dei ordinò ( F. i decreti riportali dal
medesimi. Giorgi , vita di Nicolò V anno
ASCETERIO. Voce, la quale tor- i447 numero XXW ) a tulli i

na al medesimo di lungo d' eserci- sudditi dell" impero <li riconoscere


zio, e perciò venne usata a signifi- Nicolò V per solo, vero e legilli-
care monistero. Alcuni sono d'av- mo Papa, il clic produsse in seguito
viso che anticamente questo nome r estinzione dello scisma.
51 desse agli cremi soltanto, nei quali Dipoi il Cartonai Carvaial, limalo
ASC ASC 5 1

dal Pontefice a tal fine in Germa- Tdi beneficii sarebbero conferiti gra-
nia , a' I 7 fclibraio 1 44*3, stipulò in tis Santa S{:{\(i. Recatosi, nel
dalla
Aschaircnbnrgo il celebre concordato, i4>2, Federico HI a Roma, fiiù
che porta di Concordalo
il titolo di regolare il concordato germani-
germanico: concordato da Federico co con Nicolò V , il quale gli ac-
IH sottoscritto nella ricordata dieta coi'dò r indulto delle Preci prima-
celebrata in AschalTenbin'go , coi rie, cioè la facoltà di conferire le

principi ecclesiastici e secolari del- dignità ecclesiastiche vacanti la pri-

l'impero, e confermato da una bol- ma volta dopo I' elezione degf im-
la di Nicolò V, in data del i." apri- peratori, precedendo prima la lor
le i44^- Lasciasi in esso, dice il petizione al Papa. V. 1*ì\eci i'ri.m.\-

Bcrcastel tomo X\ IH pag. 29, al RIE.

Sommo Pontefice il diritto di no- Nel Pontificato di PioVI, inoc-


minare a tutti i beneficii delle prin- ca.sione dell'istituzione della nunzia-
cipali chiese, come pure a tutte le tura di JVIonaco , si dimostraro-
dignità ed a tutti i beneficii, che no malcontenti alcuni prelati di
vacassero in corte di Roma, consi- Germania principalmente gli elet-
,

derabili o mediocri , semplici od tori di Magonza e di Col-unia, e


onerosi, secolari o regolari, elettivi l' arcivescovo Sahsburgo come
di ,

o non elettivi , fìnalmeutc a tutti quelli che stendevano prima la giu-


quelli dei Cardinali e degli uifizii risdizione ne' douiinii Bavaro-Pala-
della corteromana in qualunque , tini. Quindi adunatisi nell' agosto
luogo muoiano quelli che li posseg- 1786 con altri vescovi in Aschaf-
gono. Da un' altra parte si deter- fenburgo formarono una lega stra-
,

minò che le elezioni canoniche si vagante contro la suprema autori-


farebbero nelle metropoli, nelle cat- tà Pontificia, in virtù della quale
tedrali e a condizio-
ne' monisteri, spedirono i loro quattro deputati
ne che sarebbero confermate dalla Steimes, Reck, Tauser e Benich ad
Santa Sede, nel termine prescritto Ems, borgo dell'Austria superiore
dagli antichi decreti. Quanto poi dov' era in vigore la setta di Lu-
alle altre dignità e beneficii, a ri- tero, per tenervi un congresso, che
serva delle dignità principali delle molti vescovi della Germania risgiiar-
cattedraH e delle collegiate, deler- darono come direttamente opposto
mino.^si che dal Papa, e dall'Ordi- non solo alla consuetudine, ma a
naiio sarebbero conferite allcrnali- tutte le leggi canoniche, e tendente
Kuuncnte ad ogni sei mesi, ed in tal a rovesciare interamente il detto
maniera che se fra tre mesi , da concordato della nazione germanica.
contarsi dalla vacanza del beneficio ASCITI o ASCODROGITI. Ere-
lasciato alla nomina del Papa, non se tici, che nel secondo secolo infesta-
ne producesse l'atto, lOrdinario vi rono la Chiesa, cominciando a spar-
provvedcrebbe , e cp.ianto alle an- gere i loro errori nella Galazia. Si

nate sarebbero pagate quelle del-


,
vantavano pieni del Paracleto di
le cattedrali e delle abbazie d' uo- Montano, introducevano i baccanali
mini, giusta la bolla della Dateria nelle chiese, ove danzavano intorno
apostolica, da quei beneficii in fuo- ad una pelle piena di vino, che
ri, la cui rendita non eccedesse la riguardavano come gli otri , di cui
sonuna di ventiqufittro fiorini d'oro. si parla al capo IX di s. Matteo.
5'z ASC .^SC
ASCODROBI. Eretici, di cui no che favolosi racconti. Pare che
parla Girolamo. Costoro, toltane
s. sia detta AscnUuii-aniA^c ilalla quan-
Ancira di Galazia non dissemina- , tità dei roveri, ond' erano ricoperti
rono in altri luoghi i loro errori. i suoi monti. Fu splendida colonia
ASCODROPITI. Eretici del se- romana ed ejjbe parte nelle grandi
,

condo secolo ramo dei marcossia-


, imprese di <[uella repubblica domi-
ni Rigettavano i sacramenti
. so- , natrice. Molte sono ed imponenti
steneano che le cose spirituali non le moli antiche e moderne, sacra
possono venir comimicate per mezzo e profane, pubbliche e private meri-
di cose visibili e corporee, e dicea- tevoli in essa di speciale osservazione.

no, che la perfetta redenzione con? Dalla famiglia ascolana de' Bassi
siste nel conoscere 1' universo. uscirono i due A entidii, il primo
ASCODRUGITI. F. Ascodeo- de' quali, Publio, Ri console e trion-

riTi. fatore de' parti, il secondo. Caio, se-


ASCODRUTI. F. Ascodropiti. guì fia le armi le paterne orme
ASCOFITI. Eretici, che sorsero gloiiose, ed eijbe il iìglio Lucio no-
nel secolo secondo. Rompevano co- minato Quatrumviro in Tivoli. En-
storo i non ammettevano
vasi sacri, tro le muia di Ascoli, sui cadaveri

l'antico Testamento, non adottava- del proconsole Servilio e del legato


no la necessità delle buone opere, Fontegio uctisi in popolare tumulto
che disprezzavano , dicendo che a con tutt' i cittadini romani, che vi
conseguire la santità è sufficiente la sitrovarono, venne pronunciato il
cognizione di Dio , ed asserendo tremendo giuramento, che unì i po-
che ogni sfera del mondo è gover- poli italici per la guerra sociale rotta
nata da un angelo. noli" anno ed 8i
di Roma 663,
ASCOLI {Asculan.). Città con re- avanti venuta di Cresìi Cristo, del-
la

sidenza vescovile nello stato della la quale ebbe a dii' Floro Nec Haii' :

Chiesa. È capoluogo della delegazione nibalis. nec Pyrrhi fnìt tanta {'astatio,
dello stesso nome nell'antica marca E dopo le replicate prove di valore
di Fermo sopra un monte le cui date dai collegati , e dagli ascolani
falde sono lambite dal fiume Tronto. duci P. Ventidio Basso iuniore, e
Sta a venticinque tese sopra il li- C. Giudacilio, in Ascoli ebbe pin-e
vello del mare, e dai latini veniva la tal termine la lega dalla disumonu
chiamata Asculiwi Picemim per di-^ delle menti affievolita. Gneo Pom-
stinguerla da un' altra città dello peo Strabone, uscito dalle mura di
stesso nome nel regno di Napoli, Fermo, ove accorse Servio Sulpi/io
detta in latino Asculuin Satria- a liberailo, cinse Ascoli di strettissi-

mim, od Ascnlum. Città antica e mo assedio. Malgrado gli sfoivi e-


nobilissima è Ascoli, già metropoli roici di Giudacilio, che, invitati ail

del Piceno, provincia così chiamata im banchetto principali duchi, tran-


i

da' latini da Picut, uccello consacrato iiufiiò in mezzo ad essi il veleno


a Marte, sotto gli auspicii del (piale per non sopravvivere alla patria scia-
passò a stabilirvisi una porzione de- gura, si dovettero dagli ascolani ilis-
gli antichi sabini. L' oi-igine di <pie- serrare leporte all'oste baldanzosa.
sta città è anteriore ad ogni memo- Sidle fumanti rovine di quel!' illu-
ria storica perchè a <[ualun(|U(' (i| li- stre città si offerse dal supremo cou»
cione si volesse assentile, non si han- ilottiero sanjiuinoia ecatombe.
ASC ASC 53
Riedificata Ascoli poco appresso Chiesa. Quella Maica fu presa però
dai miseri avanzi ilella strage, seguì a tiranneggiare, nel 36o, da Filip-
1

il partito CesariaaOj fòj'-'e per avver- po di Massa de' Tibaldeschi, sebbe-


sione alla gente Pompeja, e tornò ne il suo dominio non si estendesse
sotto gi' imperatori ad invidialiile oltre il detto anno. Nel i36j Ur-
stato di floridezza. Partecipi però gli bano V
la infeudò per dieci anni a

ascolani di tutte le italiane vicissilu- Gomez Albornoz, nipote del mento-


dini, ricuperarono la traiupiillità do- vato Cardinale, ed anche Innocenzo
po i trioni! di Carlo Magno, dal qua- VII, nel i4o6, la die' per tre anni
le fu loro accordalo tli essere retti a Ladislao re ài JNapoli. E perchè
dai conti finché dal Pontefice Sergio nello stesso anno fu dal Pontefice
IV il vescovo Emmone, verso l'anno revocata tale concessione, a cagione
1009, f" dichiarato principe: titolo e delle crud''lt~i da quel re usate coi
dominio che fu conservato da altri sudditi della Santa Sede, ne prese
quattordici prelati suoi successori. At- tale sdegno Ladislao, che, nel i/i-oy,
tualmente i vescovi continuano a por- col mezzo di Lodovico Migliorati,
tare il titolo di principi d' Ascoli nipote dello stesso Papa , occupò
ma non hanno giurisdizione tem- violentemente Ascoli, investendone,
porale. nel i4'3, Francesco conte di Car-
Le fazioni guelfa e ghibellina rara, ed i suoi figliuoli Obizzone,
non lasciarono d infuriare in Asco- ed Ardizzone. Tanto seppe adoprarsi
li, fomentata la prima da' Tibalde- il conte Francesco che, nel 1420,
schi e l'altra dai Dalla Vipera, an- ottenne da Martino V d'esserne di-
tichissime e potenti famiglie ascola- chiarato vicario nel temporale per
ne , ambiziosi indÌA idui delle quali la Chiesa E.ornana. Ma morto Tanno
tiranneggiarono la patiùa, e v' intro- medesimo, succedutogli nel dominio
dussero armi straniere. In tal' epo- della città Obizzone figliuolo primo-
ca comparisce Giovanni Bonaparte genito, il Pontefice Martino V, nel
capitano d'Ascoli e conquistatore di 1426, ritolse Ascoli dalle sue mani,
Fermo in una di quelle deplorabili e poco dopo liberolla eziandio dalla
azioni. Spinto poi ad emigrare do- tirannide di Tommaso Miglianiso,
po la caduta del suo parti tOj prese siccome scrive lAndreantonelli, nel
ricovero in Toscana , e si stabih a lib. III della Storia d^ Ascoli. Nel
San fliiniato, donde poi diramossi in 1433 venne questa città in potere
Corsica dando origine al ramo della di Francesco Sforza , che nell' anno
famiglia Bonaparte, da cui nacque Na- seguente ricevette il titolo di vica-
poleone. Ma dopo che Clemente V rio da Eugenio IV. Pure lo per-
nel I 3o5 stabili la residenza Ponti- dette, nel 44^5 allorquando, annoiati
1

ficia in Avignone, i polenti signori gli ascolani del duro suo governo,
dello stato ecclesiastico, profittando di ritornarono alla primiera ubbidien-
tale assenza,ne occuparono la mag- za, e vi durarono finché Sisto IV,
gior parte. Tuttavia, nel i353, In- nel 148'-'., diede loro la libertà di
nocenzo VI spedì in Italia il cele- repubblica, col mero e misto impero,
bre Cardinale Albornoz a ricuperare ed anche cuni poteslate gladiij a
le città ed Ascoli fu da lui
tolte, condizione di non far cosa ripu-
riavuta dai Malatesta, ed altre della gnante alle costituzioni della Mar-
Marca tornarono all'ubbidienza della ca, e di pagare ogni anno alla Ca-
54 ASC ASC
mera apostolica tre mila scudi, in sta, e si ricorda ch'egli distrusse l'an-
segno di vera e real soggezione tico culto prestato alla
dea Ancaria, e
Per ventidiie anni si godette Ascoli che l^attezzò maggior parte degli
la

COSI bel privilegio; ma temendo poi ascolani coll'acqua fatta da lui sca-
di cadere nella tirannide di Astolfo lui-ire protligiosamente . Non so-
Giiiderocchi prepotente cittadino lo A.scoli lo venera per protettore;
con avveduto consiglio, nel i5o:i, ma Roma, l'Italia, e altre parti ne
sotto il Pontificato di Alessandro VI, invocano il patrocinio ne' terremoti.
volle cedere alla libertà di rcpul> La gotica chiesa cattedrale di A-
blica, e ritornare soggetta inte- .scoli, innalzala sulle mine del tem-
ramente al soave dominio della pio d'Ercole, è dedicata allAssunzioiie
Chiesa. della 13. Vergine, ed a s. Emidio. Ila
Nondimeno gli non mai
ascolani r esteriore facciata eretta sul dise-
perdettero la precipua dote del ma- gno del celebre architetto pittore
schio valore, e della fermezza nel- Nicola Filotesio, detto Cola dell' A ma-
r affrontare i pericoli, né mai vana- trice. Ammirasi in quella cattedrale
mente corsero alle armi. im gruppo eseguito dall' ascolano
Nel declinare dello scorso seco- Lazzaro Giosafatti esprimente il ve-
lo Ascoli provò la sorte dello sta- scovo e martire s. Emidio in atto
to Pontificio : fu invasa dalle ar- di battezzare la figlia del prefetto
mate francesi, e durante il regno Polisia, mentre mi'urna ne accoglie
Italico, fu capoluogo di un circon- le venerande ceneri trasportate dalla
dario dipartimento del Tronto,
ilei delta grotta. In quella cattedrale
indi divenne capoluogo di una de- esiste inoltre un' antichissima mira-
legazioiìe separata fino al 1827, nel colosa immagine della Beala \ er-
qual anno fu riunita alla delegazione gine, doiìo del Pontefice Nicolò IV
di FYnino ; ma il regnante Pontefice d'Ascoli,nonché un calice tl'argento
Gregorio XVI tornò a dichiararla con coppa e patena d'oro, donato
.sede della delegazione apostolica e da Papa Pio Vili, Ca.sliglioni , in
residenza del prelato delegato. memoria di esser ivi slato il vicario
Ne primordii del IV secolo del- generale del vescovo Cardinal Ar-
l' era cristiana ricevette Ascoli il chetti.
lume della fede da .santo Emidio Il capitolo, già signore del feudo
consacrato e speditovi dal Ponte- di Martignano, come il vescovo Io
fice Marcello I, verso l anno 3of) era di Ancarano, vanta il privilegio
(/^. s. Emidio). S. Emidio fu quindi di una semplice croce, l' uso delhi
d primo vescovo della Marca e di l)ugia e del canone nelle sacre fun-
Ascoli. Una cappella esiste in Ascoli zioni. Un tempo quel capitolo a-
mcavata nel masso^ chiamata s. E- vea diciassette canonici ,
1' arci-
tìiidio delle Grotte, ap|ìuiito perchè diacono r arciprete
,
il pi'eposto , ,

ivi quel santo fu sepolto da Polisia il il mansionario


primicerio, ec. ma ;

figlia del prefetto della città, e per- non ha presentemente che 1" arcidia-
chè ivi .soleva tempo delle più
nel cono, dodici canonici, ed alcuni sa-
fiere |)ersecuzioni ammaestrare i no- ceriloti e chierici pel divin servigio.
velli cristiani. Venerato è s. Emidio Oltre la aitledrale contan.si nella
dagli ascolani siccome loro patrono. città undici parrocchie, dodici coii-
Ai 5 agosto se ne celebra da essi la lli- vcnli d uomini , olio monislcn
ASC ASC 5j
di ventini, un seniinniio. tliic spe- rialzata dalle sue mine. Carlo V fe-

dali, ed un munto di pietà. iNel ce di essami principato nel i53o,


convento de' francescani liuono ce- in favore del famoso capitano An-
lebrati varii capitoli generali, ed imo tonio di Leva, i cui posteri porta-
di due mila religiosi. In esso abi- no tuttora il titolo di principi d'A-
tarono JXicolò IV ascolano, e Cle- scoli.

mente XIV, ambedue francescani. Si crede che fino dai primi tem-
La diocesi era anticamente piìi este- pi del cristianesimo vi venisse an-
sa, essendo stata smendjrata per for- nunziato il vangelo. 11 suo vescovato,
mare altri vescovati nei dintorni, ch'è quello stesso di Ordeone, città
li vescovo d'Ascoli , come dicemmo, ora distrutta, è antichissimo, e Gio-
continua a portare il titolo di piin- vanni XIII nel 969 l'assoggettò al-
cipe d'Ascoli, non ha giurisdizione la metropoli beneventana ; ma a
sul temporale, è soggetto immedia- noi non sono pervenuti i nomi dei
tamente alla Santa Sette , ed è tassato suoi primi vescovi. In mezzo a tut-
di trecento sedici fiorini camerali. ti i rovesciamenti della città, la cat-

Ascoli vide il suo figlio Girolamo tedrale fu salva sempre come per
Mascio ascendere alla cattedra di s. miracolo. Nella nuova città la chie-
Pietro col nome di JNicolò IV nel sa de' frati minori di Maria e di s.

1288 {Vedi), e Clemente VII, de s. Leone per ordine di Martino V,


,

Medici [Vedi), fu vescovo d'Ascoli. servì di cattedrale, venendo mona- i

Dal regnante Gregorio XVI esal- ci altrove trasfeiili. La cattedrale è


tato venne alla sacra porpora l' a- dedicata alla B. Vergine Maria delle
scolano Filippo de Angelis attuale , Grazie: il capitolo si compone di ot-
vescovo di RIontefiascone. to canonici , compresa la preben-
ASCOLI e ClRIGNOLA ( y^SCll- da di penitenziere, e di altre dignità,
ìnn. et Ceriniolen. in Apulia). Sono cioè larciiliacono, il cantore, l'arci-
fssi due vescovati imiti nel regno del- prete (il quale è anche parroco del-
le due Sicilie, siiffraganei dell'arci- due primicerii e due tesorieri.
la città),

vescovo di Benevento. La città di A hanno eziandio alcuni cappellani e


i

Ascoli di Satriano , cos'i chiamata mansionarii. Evvi pure nella città un


per distinguerla da Ascoli del Pice- convento d' uomini ed alcune con-
no ^ è posta nella provincia di Ca- fraternite , oltre il monte di pietà
pitanata nella Puglia alle (hlde dei lospedale e il seminario. La dioce-
monti verso le frontiere del princi- si è però limitata a dodici miglia.
pato ulteriore. Ascoli è città molto Distinguonsi in essa l'abbazia di san
antica, emolto nota nelfistoria ro- Leonardo dell' Ordine de' cavalieri
mana. Quivi C. Fabrizio, nella guer- teutonici, fondata dall'imperatore Fe-
ra Tarentina, .sconfìsse Pii-ro re de- derico li, le mura della cpiale sono
gli epiroti, e lo vinse fanno di Ro- coperte dalle catene di coloro, che
ma 476, e 278 prima di G. C. Ptug- fatii schiavi dai tinelli furono per
giero Guiscardo duca di Puglia di- intercessione di quel santo redenti.
"*trusse Ascoli nel XII secolo per essersi Era sì ricca quest'abbazia che in cen-
libellata ; ma fli ben presto i-iedifi- to anni arrivò la sua rendita a qua-
cata in qualche distanza. L' orribile ranta mila ducali.
terremoto del 3(:)C) la rovesciò
1 in- Alla sede vescovile di Ascoli va
teramente; comechè nel i4»o (osse unita attualmente quella di Cirignola,
5(3 A SE ASI
con cento fiorini di tassa. Onesta città dici anni, (piando si dedicò intie-

è posta sulla medesima pianura pu- ramente al servizio di Dio. Braman-


gliese, ed i suoi campi furono teatro do essa di piacere al suo sposo ce-
al valoje del gran capitano Gonsalvo, leste, coll'avanzare nella via della
colla dislruzione dell'armata francese perfezione, (lavasi con tutto im- 1

nel i5o3; e fu tomba al duca di Ne- pegno all'esercizio delle opere vir-
inoiu'S suo competitore. T . Cip.i- tuose, e specialmente al digiuno, al-
GNOLA. la mortificazione ed alla pr(^ghiera .

ASCOLO (s.) di Cappadocia, fio- Quindi tradusse la vita solitaria in


riva nel secolo quarto. Per conse- Roma, ove Palladio aHerina, ch'es-
crarsi interamente al servigio di sa terminò di vivere verso Y anno
Dio , mosse verso la Grecia , dove 4o5i in un monistero di vergini, di
attese con tale impegno all'acqui- cui era stata direttrice. 11 martiro-
sto delle cristiane virtù, che se logio romano moderno ne fa men-
ne fece modello ai piìi perfetti. zione al giorno S dicembre.
Per la qual cosa, essendo rimasta ASELLO, Cardinale prete del
vacante la sede episcopale di Tcssa- titolo dei santi Gabinio e Susanna
lonica, clero ed il popolo concor-
il alle due case. Fioriva sotto il X'oii-

sero a bramare questo santo perso- tificato di s. Gelasio I, il quale s(^-

naggio per loro pastore. Fra le sue dettc sulla cattedra di s. iMetro dal
geste veramente gloi'iose si narra 492 al 496.
dagli storici, ch'egli, nel 38o, con- ASIA, lina delle cinque parli del
ferì il battesimo all'imperatore Teo- globo. TraIas('iando di làvoleggiare,
dosio ammalato in Tessalunica; che che la ninfa Asia moglie di Jape-
nell'anno appresso intervenne ad un to, e fiirliiiola dell'Oceano Te- e di
concilio celebrato in Costantinopoli tide, e madre di Prometeo abbia
affin di reprimere specialmente 1 au- decorato del nome suo questa regio-
dacia dei macedoniani, e che, nel ne, è da reputarsi opinione la più
SS-j, assistette al concilio raccolto probabile, secondo Omero ed Ero-
dal Sommo Pontefice s. Damaso, doto, che da una città, e provincia
per comporre le discordie della chie- della Lidia, bagnata dal fiume Cai-
.sa di Antiochia allora governata strio, ove una palude Asia racchiu-

da due I santi
vescovi.Basilio ed devasi, e per cui gli abitanti si dis-

Ambrogio ebbero in grande e-


lo sero Asioni e le campagne Asiaprata,
stimazione, e lo reputarono degno siasi l'intero paese così denominato.
della loro più stretta amicizia. Erodoto aggiunge che tale appellazio-
ASCOLTAiXTI. Penitenti d<;" \w\- ne viene da ([nella di Asias, figlio di
\m secoli della Chiesa, che potevano Cotis, che diede il suo nome agli

por piede nel vestibolo interno del Ases, tribù dei sardi.
tempio , per ascoltare le lezioni L' Asia (ì considerata siccome la

e le istruzioni , dopo le quali pe- più bella parte del mondo ,


per
rò doveano uscire ,
jirima che si la fecondità del terreno, per la va-
desse juincipio alla messa de' cate- rietà delle sue produzioni, per l'cc-

cumeni. icllenza delle sue butta, per lo


ASELLA (s.), vergine romana, splendore e preziosità delle sue gem-
la metà del secolo \
che fioriva dopo I me, per la virtù delle sue pian-
Avca compiuto appena l'età di tlo- te e per le ricchezze de' suoi me-
ASI ASI 57
talli e pel raffinamento delle sue do dai popoli conquistatori abitato.
sete e coloni. 11 sistema fisico della A fomentare, ed eternare nelle di-
medesima consiste nello innalzamen- verse razze la disunione, ed un im-
to del terreno da tutte le estremi- placabile odio, concorrono le molte-
tà verso il centro, dove forma poi plici e false idee religiose. Le tri-

un grande ripiano, probabilmente il bù, che errano lungo le coste, trag-


più ampio, ed il più alto del globo. gono dal mare copiosa sussistenza,
L'Asia ha per confini a setten- e soprattutto mediante la pesca del-
trione r oceano scitico, a levante le balene. Lo stato politico di quei
l' oceano orientale a mezzodì l' o-
,
popoli può l'idursi a tre dilferenti
ceano indiano, ed a ponente il mar classi, cioè genti nomadi, che non
rosso, r istmo di Suez, il mediter- riconoscono alcun capo, tribìi indi-
raneo, r arcipelago, il mar di Mar- pendenti, che riuniscono la forza lo-
mora, ed il canal del mar jVero. L'A- ro sotto la protezione di un sovra-
sia è puie la parte del mondo più no, ma senza adottare verun codice
ragguardevole e più distinta: ivi fu di leggi regolari, e finalmente stati
creato il primo uomo Adamo, e la monarchici ereditarii. Grandiose im-
prima donna Eva ; ivi sorti dall'ar- pronte d' immobilità caratterizzano
ca Noè, dopo il diluvio universale; la maggior parte delle nazioni a-
ivi cominciò la terra a popolarsi ; siatiche, fra le quali vedesi pri-
ivi vissei'o i patriarchi, ebbe luogo meggiai'e il tartaro, il chinese, l'in-
la vocazione di A bramo, fi^i data da diano la cui
, origine perdesi in
Dio la legge a Mosè, si fondarono oscura e confusa tradizione.
i più floridi imperi, cioè degli assi- Dopo la morte del grande Alessandro,
ri, medi, babilonesi, niniviti e per- che in sé avea riuniti gli avanzi delle
siani; ed ebbervi culla le arti e le estintemonarchie, colla divisione av-
.scienze; e, ciò che è più, nell'Asia venuta tra i suoi successori, il do-
il Figlio di Dio s' incarnò visse , minio d'Asia ne' Seleucidi consolidos-
mori, risuscitò, per la salute di tut- si, finché 25o anni avanti l'era vol-
ti gli uomini, e di là finalmente gare, insorsero i parti a scuotere quel
partì la luce del Vangelo ad illu- giogo, e crearono un nuovo impe-
minare tutto il mondo. S. Pietro ro, ebbe la durata di pochi se-
eh'
vi stabili la sua sede , che poscia coli.Mossero con successo nuova-
trasferì in Pvoma. Dall'Asia sorti pu- mente i persiani, appena inoltrato di
re quel Maometto, che la deturpò poco il secolo dopo G. C, e fli per
con tante fanatiche superstizioni. essi creata colla distruzione degli inva-
In generale si riscontra nelle razze A- sori una seconda persiana monarchia
siatiche la varietà centrale dell'antico restaurata. Le guerre desolataci fra
continente simile all'Europa. Varie so- questo ed il romano impero, che o-
no le nazioni dell'Asia, e si vedono con scurarono la fama di Crasso, che cin-
maraviglioso contrasto popoli guer- sero a Trajano di gloriosi lauri la
rieri, attivi e valorosi, vicini ad altri fi-onte, e diedero morte a Giuliano
effeminati, timidi ed inerti, che ne l'apostata, e ad Eraclio vanto im-
addivengono la preda: ciò che si attri- mortale, occupano la storia fino al-
buisce agli eccessi del clima, rile- l'anno 6oo, in che gli arabi, o sara-
vandosi che in gran parte il paese ceni fin allora quasi ignoti, fecero sot-
caldo è dai popoli schiavi, ed il fred- to le insegne di Maometto crollare
voL. in. 8
58 ASI ASI
le due potenze rivali indebolite dal- maggiore e minore. L' Asia gran-
l' età e dalla corruttela, ed eressero de o maggiore, secondo Bandi and,
in Bagdad il trono dei califfi, che signo- si divideva in Albania, Arabia de-
reggiarono l'Oriente, e nell'Asia le già scila, felice, petrea. Aria, Armenia
bandite arti e scienze tenlaroiiu ri- maggiore, Asia minore, Assiria, Ba-
condurre. Le erranti orde turclie- bilonia, Battriana, Caramania, Coiclii-
sclie scesero poco dopo per la pri- de, Drangiana, Fenicia, Gcdrosia, Ir-
ma volta dal centro dell'Asia a con- cania, Iberia, India citeriore ed idte-
quidere gli ammolliti califfi, ma ben riore, Margiana, Media, Mesopotamia,
presto dovettero cedere al torrente Palestina, Paropaniiso, Partia, Persia,
de' selvaggi, tartari, niutclii, alla testa Sarmazia asiatica, Sacia, Scizia, Seri-
de' quali l'orfano Temugino, noto poi ca, Sodiana, Sina, Susiana, Siria, e la
sotto il nome di Gengis, Grande.^ Terra settentrionale incognita. Noi
dal deserto di Cobi tutto dominò l'O- lasciando di parlare sull' Asia gran-
riente, e lasciollo, nel 1227, in retag- de o maggiore, dui'cmo alcuni cen-
gio ai che dal Catai a Mosca,
figli, ni piuttosto sull'Asia minore, che il
e persino nell' Ungheria dilatarono nome d'Asia più propriamente rite-
le conquiste. I discendenti peiò del- neva altre volte. Essa dividevasi an-
le suddivisioni, spossati caddero sotto ticamente nei seguenti regni a set- :

la spada fuhninatrice dell' intrepido tentrione, Ponto il , la Paflagonia ,

Timur o Tamerlano, capitano illu- la Cappadocia ad ; occidente, la Bi-


stre, sapiente monarca, ma flagello tinia , la Rlisia , la l'àigia piccola ,

esecrabile dell' universo. Fu questa l'Eolide, la Jonia, la Caria; a mez-


l'ultima rivoluzione generale d'Asia, zogiorno, parte della Caria, la Licia,
sulle cui rovine crebbei'o i sul- la Pamfìlia, la Cilicia ad oriente ;

tani ed i sofì di Persia


turchi , lungo l'Eufrale, Melitene, parte del-
avendo 1' impero del Gran Mogol l'Armenia ; e nel mezzo la (ralazia, la
dal conquistatore fondato, perduto Licaonia, laPissidia, l'isam'ia, la Frigia
poco a poco i suoi stali, la sua pos- grande, la Lidia, ovvero la IMeonia.
sanza, e persino il nome, dopo che L'Asia minore chiamasi presente-
i poiloghesi nel XV secolo appia- mente Analolia o Natòlia, e si e-
narono alle Indie la via, e collega- stende dall'Eufrate sino al mar di
rono con quella delle nazioni eu- Marmora ed all' arcipelago. La pic-
ropee l'asiatica storia. V. Turchi, cola Asia, Asia parva, eia antica-
Moltissime sono le lingue dell'Asia, mente una piccola contradit dell'A-
e noveransi come le piti dilTiisela tur- sia minore, situata lungo la costa
ca, la greca, la persiana, l'araba, la dell' arcipelago, a mezzodì della l'ài-

malese , la chinese , la maudascià gia, e comprendeva la Jonia, la Do-


la giapponese , la tartara la russa , ride, la Caria ed altri piccoli paesi.
e la slava. La popolazione non ec- Sidl'A.sia minore dominarono ro- i

cede trecento trenta milioni d' indi- mani molto tempo avanti (iesìi Cri-
vidui, comechè altri la facciano ascen- sto dividendola in due esarcali, l'iuìo
<lere a quattrocento ottanta, dicendo verso levante e .sei leni rione , «he
che diciassette milioni sono cristiani di chiamavano Ponto, l'altro verso mez-
tutte le comunioni. zodì e j)onenle, ed a qu(vslo ccinserva-
Questa bella parte dell'orbe si- rono il nome di Asia, della quale oia
no dai tempi antichi era divisa in più pro[)riamenle parliamo. Questo
ASI ASI %
paese ricevette la fede dagli apostoli su- ora tutta in rovina, ed il suo arcive-
bito dopo la passione di G. C. S. Pietro scovo, che vi assume la qualità di e-
dalla Palestina passò nella Soria, nella sarca di tutta l'Asia, non è che
cui metropoli, Antiochia, fissò la sede titolare, privo essendo di suffraganei.
nell'anno dell'era cristiana 38, e gover- Smirne è florida città frerpientatissi-
nolla per sette anni, senza lasciare di ma dai mercadanti d'Europa, è abita-
trascorrere le provincie di Ponto, Gala- ta da ben qi:attromila greci ed ha il

zia, Cappadocia, Asia e Bitinia. S. Pao- metropolitano piìi distinto di tutta


lo ne percorse le migliori città^ e vi sta- la regione : ma Pergamo, Tiatira, e
bilì vescovati ed arcivescovati. S. Gio- le altre città di questa provincia, ricor-
vanni soggiornò ad Efeso, e parla date nell'Apocalisse, città altre volte
nell'Apocalisse de' vescovi in molte floridissime, non sono piìi che vil-

di quelle città stabiliti, a' quali e- laggi.Di Cizico, già metropoli, non
gli scrive,chiamandoli Angeli. Anzi importa che più si parli, dacché non
non meno per la venerazione di vi si scorge alcun vescovato.
questo apostolo ed evangelista, che Le due provincie delle Ci(;ladi
per la giurisdizione civile da Efeso sono anche al presente assai ricche.
tenuta sull'Asia minore, si conosce che I greci, che frequentano in gran-
le
questa provincia ebbe giurisdizione ec- dissimo numero, sono sparsi per tutte,
clesiastica fino dai primi tre secoli. godendovi maggior libertà che in al-
L'esarcato di Asia fu dal concilio cuna parte della Turchia.
calcedonese assoggettato, nel 45 ' 5 f^l Le altre provincie di rito greco di
patriarcato di Costantinopoli . Divi- questo esarcato d'Asia sono suniserabi-
dcvasi allora in undici provincie, ri- li, che nulla si ha quasi a dirne. Filadel-
dotte poi, per sviddivisioni, a quat- fia non è più che un borgo , dove
tordici, cioè r Asia proconsolare, l'El- sarannovi cinque o sei cento cristia-
lesponto , le isole Cicladi la Ca- , ni di detta comvmione ; Antiochia
ria, le due Frigie Pacaziana e Sa- ne ha essa pure alcuni, ma ili pic-
lutare, la Lidia, la Licia, la Pam- colo numero; Cogni, florida città, an-
iìlia, la Pissidia, la Licaonia ; pro- cor meno. Le campagne non so-
vincie tutte floridissime fino al duo- no molto spopolate, ma sono gli
decimo secolo. Avea cospicue cit- abitanti tanto dispersi che non vi ,

tà e numerosi palazzi. Ma i sa- s' incontra neppure un vescovato. Di

raceni cominciarono nel IX seco- ciò che erano altre volte, parleremo
lo a devastarle, A'i stabilirono nell'XI, ai rispettivi articoli.
e nel XII secolo molti principati, e Le odierne grandi divisioni del-
portarono alla rehgione cristiana gra- l' sono la Siberia o Russia
Asia
vissimo danno, non ostante gli sfor- Asiatica, che è il pendìo settentrio-
zi delle crociate, le cp.iali però mi- nale per cui si ascende alla Tarla-
sero a contatto perfetto l'Europa rla, la quale forma il grande alti-
coll'Asia. piano centrale, la cui parte più
Per altro, di tutte le provincie no- elevata consiste nel nocciolo del Ti-
minate, l'Asia pi'oconsolare e l'Elles- bet , alquanto all' O. dal
inclinato
ponto costituiscono la parte migliore di lato, ove le orde tartare indipen-
terraferma , comunque nulla più si denti soggiornano ; la China colle
trovi di quanto rendevale ricche e svxe adiacenze e conquiste, non che
belle. Efeso, che n'era la capitale, è il Giappone , che compongono il
6o ASI ASI
pend'io orientale, le Indie costituenti tre i Ge-
patriarcati di Antiochia, di
il pendìo meridionale, e finalmente rusalemme titolare, de' Caldei, e di
il pendìo occidentale , che contiene Cihcia, non compresi i vescovati, e
la Persia, l'Arabia, ed i paesi tur- arcivescovati titolari, come si può ve-
chi e caucasei. dere ai loro articoli, ed a queUi in
Tutte le religioni dogmatiche partil/uSj ove si descrivono le notizie

alle quali gli viomini assoggettarono di queste parti d'Asia. A pie' del prer
la loro credenza, sono nate nell'Asia. sente si riporterà la nomenclatura
Tre fra esse, il giudaismo, il cristia- di molti di questi articoli, per co-
nesimo, r islamismo si sono sparse modo del lettore.
nelle altre parti delmondo, mentre Gemono gli asiatici sotto le piìi
il bramanismo, ed buddismo, o set- il ributtanti superstizioni. La poligamia,
ta di Fo degenerato a cui aggiunger cioè la moltiplicazione di mogli in un.
si possono altre religioni le quali , tempo stesso, e la poliandria, cioè l'u-
non contano che un piccolo numero nione d'una donna con più uomini vi
di settarii, rimasero concentrale nel- si veggono generalmente adottate.
r Asia. più sparse in
Tuttavolta le Quindi è che la donna in Asia ri-
questa parte del mondo sono il bra- dotta dal sesso più forte allo stato
manismo, ed il buddismo perocché ,
della più dura schiavitù trattata ,

la prima è professata nelle Indie , la come istrumcnto della più brutale


seconda al Tibet, allaal Giap- China, passione olfre di rado quel morale
,

pone , nell' Annam


regno di , nel carattere che la rende come moglie
iìiam, nell' impero birmano, e presso l'amica costante dell' uomo in tutte
molti popoli mongoli e tungusi. r epoche della vita.
L' islamismo domina al S. O. del- JVel decimosesto secolo, i missionari!
l' Asia, dal Bosforo sino alle monta- penetrarono nella Cina, alla quale
gne dell' Afganistan nella penisola vuoisi avere portato il lume del
occidentale dell' Indo, nel Turkestan vangelo l' apostolo s. Tommaso ed ,

e nella Bukaria. Vi è pure un gran i suoi discepoli , come poti-assi ve-


numero di mussulmani nella peni- dere all'articolo Cina. S. France-
sola orientale dell' Indo, e qualcuno sco Saverio della compagnia di Ge-
nella China. Si trovano nell'Asia sù, colle proprie mani battezzò nel-
dei guebri , o adoratori del fuoco r Asia un milione e duecento mila
degli ebrei, dei o'istiani, e certi po- pagani, per lo che Pontefice Pao- il

poli,come gli scik, i drusi, i sebimi, lo IV, nel i558, eresse in arcivesco-
che hanno la loro particolare reli- vato la chiesa di Goa, ed in ve-
gione. E
sebbene tra i greci ed arme- scovati Malacca e Goccino. Di-
ni, nazioni per la maggior parte scis- poi Benedetto XIV, ad istanza del
matiche, nestoriani, giacobiti e copti le di Portogallo Giovanni V, con
sieno divise quasi tutte le chiese bolla dei 24 febbraio 174^, Jiidia-
dell' Asia pei cattolici esistono le ruììt Gentibiix , dichiarò s. Francesco
,

sedi vescoviU di Babilonia, Caceres, Saverio chiamato l'


, apostolo del-
Goccino, Cranganor, Funehal, Goa, l'Oncnle, protettore principale de^
JVIacao, Malacca, JNlanila IMeliap^r , l'Indie orientali, dal capo cioè di
o s. Tommaso, JNaiikin, iVome di Buona Speranza fino ai regni della
Gesù, l'ckinOjSegor via, vSmirne, ecce, Cina e del Giap[tone. Correntlo l'an-
tre delle quali sono arcivescovati, ol- no 1578, ricevè il Pontefice Grego-
ASI ASI 6r
rio XIII obbedienza dal-
lettere di pagazione del santo vangelo ncll' In-
l'arcivescovo diAngamale e di Cran- die orientali, nel Congo, in Goa,
ganor, metropoli del Malabar, ridotto in Tiinchiiio China, non
e nella
per opera de' gesuiti dalla pervicacia che la lettera scrittagli da Elena
nestoriana alla cattolica verità, abiu- vedova imperatrice della China, do-
rando l'errore nel concilio di Goa. po il suo battesimo, che essa ricevet-
11 Papa per magi^iormenle luiir-
,
te insieme a Maria madre di lei

sclo, gli rispose con grande amo- ad Anna moglie dell'imperatore ed


revolezza, aggimigendo alla risposta a Costantino di lui primogenito. Sup-
molte reliquie riccamente ornate. plicava essa Santo Padre della Pon-
il

Non fu minore la carità che Gre- tificia benedizione per la sua morte, e
gorio XIII mostrò nel 1^79 verso lo sollecitava aspedir colà predicatori,
i popoli orientali , e spezialmente che dovessero coltivar que' popoli
verso Giovanni re dell' isola di Cey- nella vera l'cligione, della qiial cosa
lan, credula da alcimi gravi autori lo pregava ancora Achilleo prefetto
ìa Taprobana. Veggasi 1' Histoire de di quell'impero. ì^. Novaes tomo X
Isle de Ceylan ccn'tc par le Cn- p. 34, il quale parlando al tom. XI
pitaiti Tean Ribeyro , et preseiik'e p. 38 d'Innocenzo XI, dice quanto
au Roy de Portugal cu i685 tru- segue '> questo Papa,
: che non mai
dtiit da Portugoi'se en Francois. A trascurava promuovei'e la dilatazione
Trevaux. chez Estienne Ganeau 1 700. della fede cattolica , vide premiate
Essendosi egli fatto cristiano con le sue zelanti fatiche, con alcimi
pili di ventimila dei suoi sudditi successi alla medesima religione van-
fu perciò privato del regno da Ma- taggiosi.» Volendosi riunire alla Chie-
duni suo zio, e costretto a vivere sa romana alcuni popoli scismatici
miseramente nella piccola città di dell' Oliente, Biagio arcivescovo di
Colombo cadendo in mano poscia Samaco nella provincia Scirvaciense
dei portoghesi , ove s' era ritirato nel mar Caspio, con lettera dei 20
con una provvisione appena bastante aprile 1682, e IMaidirio vescovo di
pei bisogni della vita. Più volte indar- Samaniri, con lettera scritta nel mag-
no implorò l'aiuto di Sebastiano re gio dell'anno seguente i683, suppli-
di Portogallo per ricuperare il suo
,
cavano il Pontefice, che spedisse in
scettro, onde alla fine risolvette di ri- que' paesi missionarii, perchè ammae-
correre al vicario di Cristo. Questi, strassero i popoli nella fede cattoli-
dopo averlo consolato con un breve ca, perlo giogo ottomano quasi del
apostolico, in tal guisa si adoperò tutto abbandonata [Ada Concislor.
col re Enrico, successore di Sebastia- 1682, i683). Nel 1688 poi ricevette
no, che ottenne l'ordine di rimet- Innocenzo XI una pubblica ambasceria
terlo in possesso di quella corona; ma del re di Siam, composta di tre amba-
la malignità degli ufìiciali deirindia, ed sciatori tunchinesi, e di altri neofiti,
i tumulti di Portogallo, non permisero condotti dal gesuita p. Tachard fran-
mai all'impresa quel successo, che le cese, i quali vestiti air uso del pro-
pie intercessioni del Sommo Pontefice prio paese ,
presentarono i regaU del
Pieri tavano. loro monarca al Pontefice. Egli spe-
Fu grande consolazione ad
di solli per molto tempo trattandoli con
Innocenzo X la nuova, che nell'an- somma tenerezza, e non inferior
no santo 1 65o ricevette, della pro- munificenza, rimandandoli alla pa-
6i ASI ASI
Ilicicaiuhi di donativi. F. Bonanni le ]>arti degl' infedeli, non erano
Nuniisiiiala Ponlifìcimi, tom. II pag. obbligati per la bolla di Sisto V a
779- personalmente i sttcri limìiiif
visitar

L' islancaliilo 7olo por la propa- ma potevano sup[>Iire per un


lo

gaziou della fede, prerogativa tut- procuratore da essi deputato, come


ta propria del Pontefice Clemente egli la esortava a fare, con inviare

XI , fece sì che per dilatarla e , pel medesimo oggetto alla Congrega-


promoverla inviasse missionarii nel- zione di Propaganda lo stato spiri-
l' India alla ,Cina alla Persia , , tuale della sua chiesa.
air Etiopia alla Moscovia, ed al In quanto poi all' ultenore incre-
Mogol , le fatiche de' quali ope- mento della religione cattolica nel-
rai evangelici furono coronale del l'Asia^ basterà accennare che attual-
più felice successo Ecco quan- . mente la Santa Sede ha un vicario
to di Clemente XI dice il No- apostolico nella Siria, e parecchi nel-
iv/r? , tomo XII pagina 5'j 6i, , la Cina e regni adiacenti , nonché
18 1 : » Nell'anno 1708 giun- nelle Indie orientali. Nella Cina e
se r avviso al Pontefice dall' ar- regni a<liacenti si annoverano i se-
civescovo di Malina , che arrivati guenti vicariali cioè di Xansi e ;

certi forestieri alle isole Filippine Xcnsì, di Hiiquang, di Sut-chuen, di


avevano scoperte nuove terre, nel- Fokicn, di Tche-Kìang e KiangSi,
lo quali ampio campo si apriva di Lcao-tnng, di Xa~i-tuTig, di Siam,
alla propagazione delle evangeliche di Cocìilncliina, del Tunkìiio orien-
verità. A
annunzio Clemenlo
cpiest' tale, del Taukino occidentale e di Co-
XI con 1^ marzo, che
lettera dei rea. Nelle Indie orientali poi vi sono i

si legge nella sua raccolta, tomo I vicariati di j4va e Pegh, di Calcutta,


pagina 149? caldamente esortò il di Thibel, di Sardhanà, di Bombay
prelato ad esercitarvi il suo zelo, ed di Ferapoli , di ISIadras , di Pon-
attendere alla salute spirituale di dicliery e Bladnrr, e di Ceylan. I
quelle anime, per l'aiuto delle qua- l'ispettivi vicarii apostolici sono in-
li destinò ima missione caldamen- signiti del carattere episcopale con
te l'accomandata al re di Fran- titoli in partlliii^ , e molti hanno
cia, al- re di Spagna, ed agli arci- anche il coadiutore fregiato della
vescovi di Malina e del Messi- stessa dignità episcopale. Tutti poi
co. Indi, sul principio del gennaio sono dipendenti dalla sacra Congre-
1714, scrisse al re di Lassa , rin- gazione di Propaganda.
gi-aziandolo che
della bontà , con Ecco gli articoli, che si possono
favoriva ed
ne' suoi stati i cattolici vedere riguardanti l'Asia, oltre quel-
i missionarii apostolici, e lo pregava li de' vescovati in parlibiis e delle
di continuare ai medesimi coslan te- antiche sedi vescovili, nonché tanti
mente la stessa benevolenza ". Ri- altri, che per brevità qui non si

portasi tal breve nel tomo II della notano, benché esistano nel Dizio-
racx^olta, p. Zrr*. Con paterna amo- nnrio: yfcri Antiochia, Armenia,
,

revolezza , Clemente XI colmò di Btthilonia, Bcrea , Betlemme, Cai-


lodi il patriarca dei caldei , per cedonia , Caldei , Cesaren , Ciad,
opna del quale si propagava in Cipro , Congregazione di Propa-
quelle icginni il culto cattolico, ganda Cranganor, Crimea , Crocia-
,

l'avvisò che i vescovi esistenti nel- te, Damidta , lùlessa, Kfeso, Faran,
ASO ASP (iS

Funai, Gerusalemme. , Giappone, eziandio degli altri sacerdoti. Oltre


Goa, Hispahan, India, Lieopoli a questa chiesa ve n' ha delle al-
,

AJaeao, Malaeea , Maroniti, missio- tre, ed mi tempo conlava tre mo-


ni. Monte Libano, Nanhin, Naza- nisteri di uomini, ed uno di vej-gini.
reth, Nicea, Nieoinedia , Orfa, O- ASPENDUS. Ciittà vescovile, sino
rie.nlalì, Palestina, i Patriarcati e Re- dal quinto secolo, della diocesi d Asia
gno antico di Armenia, Pekino, Per- nella fiume Eu-
prima Pamfilia, sul
sia, Rodi, Saraceni, Siam, Socia, rimedonte, sulVraganea della metro-
Sultania, Tarso, Tartaria, Teodosia, poli di Sida.
Tibet, Trebisonda, Turchi, ce. ec. AS1»ERS10NE. Una dellemanie-
ASOLO. Piccola città vescovile ora re, onde conferiva.si il sacramento
compresa nel regno Lombardo ^'cne- del Battesimo. V. Battesimo.
t(j. Cxijioluogo di un distretto della pro- ASPERSIONE. Dispensazione del.
^illcia di Treviso. Essa è posta .sopra l'acqua benedetta, che si fa in va-
un eolle, che bagnato nelle sue radici lie circostanzeed in varii modi.
dal INIusone, il quale da piti parti Ecco alcune rubriche i-apporto al-
riceve le acque. Esistono tuttora le la cerimonia dell'Aspersione.
Vestigia delle sue mura, e dal luogo, Al Sommo Pontefice pre-senta
ove sorgeva il magnifico castello, tut- l'Aspersorio monsignor .sagrista, ma
ta si domina la città, e lo sguanlo nt He basiliche patriarcali Io cede agi'
delizia nel contemplare un ampio arcipreti, ai vicarii , ed ai canonici
e giocondo orizzonte. Intorno alla sua fregiali della dignità vescovile. JVelle

origine, nulla v'ha di sicuro; .si .sa altre chiese, ove alcun Porporato ri-

per altro che al tempo della romana ceve il Papa , il prelato sagrista
repubblica fu città mimieipale, di consegna l'aspersorio al I^orporato,
cui Tolomeo fimno men- e Plinio acciocché lo presenti Pontefice,
al
zione. Egli è certo eziandio, che la che, segnato.si coH'acqua benedetta
cattolica lède vi fu di.sseminala da in forma di croce, aspeige gli astaiiti.

.s. l^rosdocimo, verso il quale gli abi- Allorché si accosti alla chiesa \\n
tanti nutrono speciale divozione. Fu se- prelato referendario, od il governatore •

de inoltre di un vescovo sulTraganeo della città, un ministro vestito di cot-


di Aqiiileia , e due di que' vescovi ta, gli presenta soltanto l'aspersorio,
sono ricordati nella storia dei eon- alfinchè egli colla mano lo tocchi per
cilii. In seguito fu abbattuta dagli poscia segnarsi.
unni , dai goti, dai lombardi , né Quando il vescovo entra in chie-
])iìi le fu possibile di riacquistare sa, la prima dignità, ovvero il pri-
l' antica grandezza. Sembra che il mo tra i canonici deve presentar-
suo vescovato nel secolo X sia stato gli r aspersorio coli' acqua bene-
riunito a quello di Treviso, al cui detta, e ciò col bacio della mano.
vesco\ o Rozzone, nel 969, il re Ot- Questo intenderà anche pel Car-
s'

tone I fece dono del castello e della dinale legato, ovvero Ordinario, come
cliiesa di s. Maria coi beni ad es.sa dichiara il seguente decreto: Asper-

annessi. In questa città avvi un'an- sorium aquae benedictae Cardina-


tica collegiata dedicata alla Vergine. li etiam legato seu Ordinario lo-
Un preposto ed un sacrista hanno ora ci,aliquam Ecclesiam, seu Dioece-
l'impegno di provvedere alla cin-a sis,seu jurisdictionis, quacumcjue
delle anime, alla quale cooperano de causa ingredienti, non ab ar-
64 ASP ASS
chidiacoìio, seu aiiisde capitalo cii- no anticamente di foglie di alberi,
fuscumque Ecch'siac ponigi dcbet, di setole od anche di rami di uli-
sed a diguiore ìllius Ecclesiac, ad vo. Tuttavolla anche oggidì le mo-
cniam CardimiUs eliani legalits, scic nache sogliono lare Aspersoiii di
Ordinarins accedit. Che se il vesco- paglie lavorate, non che tli altra
vo si recasse ad una collegiata, il materia, con gruppo di setole bian-
priore di essa chiesa deve ad esso che nelle estremità.
hii oiFrire l'aspersorio; locchè dicasi ASPETTATIVE. F. Dateria
eziandio se mettesse piede in un APOSTOLICA.
tempio qualunque, tanto di secolari ASSEMANI Giuseppe Simonio, si-

quanto di regolari. Se avvenga che riaco maronita, arcivescovo di Ti-


il vescovo entri in chiesa, mentre ro, canonico della basilica di s. Pie-
si recita l'uffizio divino, almeno due tro primo custode della bibliote-
,

canonici devono partire dal coro, e ca vaticana, nacque nell'anno 1687,


recarsi incontro al loro Prelato col- e mori nel 1768. Era assai pra-
r aspersorio. tico delle lingue orientali, e diede al-
Se un suffragaiico col permesso la luce alcune opere, che gli acqui-
del vescovo porti la cappa, due ca- starono molta fama. Tra queste si
nonici debbono andare lino alla porta annovera i." una Biblioteca orienta-
della chiesa, ed il più degno tra es- le intitolata : Bihliotheca orientalis
si gh deve porgere 1' aspersorio, con clcmcìitliio - vaticana, recensens ma-
cui egli asperge soltanto sé stesso. nuscriptos codiccs syriacos , arabi-
11 primo tra i preti non deve pre- co. t ,
persicos , turcicos , hcbraicoSy
sentare l'aspersorio all'arciprete, né sainaritanos, annenicos, cclhiopicosj
prestargli altri atti di rispetto, i qua- ^nvcos, cegyptios, ibericos, et ma-
li convengono ai soli vescovi. labaricos, de jussu et inunifìccntia
L' Aspersione dell' acqua bene- Clementis XI. 2.° Sancii Ephreni
detta si pratica partitamente a cia- Syri opera omnia qme extant, grce-
scuna dignità, etl a ciascun cano- ce, syriace et latine eie. ?>." De San-
nico, cominciando da quelli che so- ctis Fercntinis in Tuscia, Bonifacio
no alla parte destila. Questa dee farsi ac Rcdcmplo episcopio, deque pres-
ogni domenica dal celebrante, anche bytero et niartyre Eutychio, de qui-
sebbene non sia la prima dignità. bus s. Gregorius Papa in libro dia-
Al solo parroco appartiene di a- logoruni scribit, dissertatio. 4-° I'
sj>ei-gei'e il cadavere di un defunto, talicce historice scriptores. 5." Ka-
anche qualora intervenisse alla fu- lendaria Ecclesia; universa;.
nebre cerimonia il capitolo della cat- ASSEIMAJNT Stefano Evodio ,

tedrale o di altra collegiata. Agli arcivescovo di Apamea, il quale re-


stessi parroclii spetta il diritto di se illustre il suo nome per la co-
benedii-e le case. gnizione delle lingue orientali, suc-
ASI'KRSORIO. Così chiamasi cesse allo zioGiuseppe Simonio nella
quello stromenlo di argento, di oro, primo custode della bibliote-
cariciì di
o di altro nielalio, con cui si distri- ca vaticana, e compose alcune ojie-
buisce r acqua benedetta. Di qiie- re degne di essere ricordate. Que-
slo laccano uso anche i pagani nei ste sono I
." Bibliothccae mcdico-lnu-
loro sacrificii, ai quali premettevano rcntianae et palalinae codicuni ma-
molle abluzioni. Gli Aspcrsorii cra- luiscriplonini oricntaVnun caudogus
A ss A SS 6"
eie. 2." Ada sanclonim marlynnn o i catti, che formò per lungo tem-
ovicntalium et oeeidentaliimi in duas po un landgraviato particolare, e che
partes flistrihittcì, idi etiam acta s. viene attualmente diviso in tre stati
Simeorn's Stjlilae e Bibl. Jpost. diversi, cioè Gran ducato di Assia.
Val. in liieeni protraxit, clialdai- Darmstadt, Assia Elettorale, e Land-
ciim texUini reeensuil, notis vocali- graviato di Assia, o Assia-Tfoin-
bus animavit, latine vertit, adnwni- burg. Secondo l'antica divisione ger-
tionibus perpetui. <;(pie adnolationibus manica , apparteneva al circolo del-
illustravil Steph. E. Assemani. 3°. l' A Ito-Reno. rami della casa sovra-
I

Sancii Patris Ephrem Syri, tomus na se ne divisero il dominio, ed una


tertius syriace et latine. Il padre Pie- linea po.ssedclte la contrada già noia
tro Benedetto maronita della socie- sotto il nome di Assia-Cassel. Toc-
tà di Gesù avea dato alla luce i cò all'ultra il paese di Darnisladl
due primi tomi dell' edizione siria- e ad un ramo cadetto di questa se-
ca delle opere di s. Efrem, quando conda fu attribuito il principato di
fii colto dalla morte. L' Assemani Flomburgo. Odiernamente il primo
fu incaricato dal Cardinale Quirini de' tre stati assume il titolo di As-
di condurre a fine quest' opera ; e sia Elettorale, il secondo costituisce

con molto studio raccolse quanto gli il Gran ducato di Assia, ed il ter-
fu fatto di rinvenire nei manoscritti zo forma il landgraviato di Assia
di questo santo padre i quali gli , Homburg, secondo la seguente tri-
avrebbero somministrata molta ma- plice descrizione. P^. Germania.
teria, se non fossero stati rovinati ASSIA ELETTORALE, o Assia
dalle acque e dal fango del Nilo. Cas.sel, Hessen-Cassel. Principato del
ASSEMANI Giuseppe Luigi, pro- centro di Germania, col titolo di e-
fessore di lingua siro-caldaica nel col- lettorato. Vi sono pure dei tratti di-
legio della Sapienza a Roma, fioriva slaccati dalla massa principale , e
nel secolo XVIÌI. Fu
nominato pro- racchiusi in altri stati limitrofi, com-
fessore di liturgia sacra da Benedetto ponendosi di varii circoli del cessato
XIV. E autore di un'opera, che lo re- impero, e dividendosi in quattro
.se celebre, intitolata : Codex liturgi- Provincie. La maggior parte degli
cus Ecclesiae wiiversae in quindecim abitanti professa la religione lutera-
libros distributus. In questo codice_, na e calvinista , mentre la corte se-
oltre le liturgie delle chiese orto- gue il culto riformato. I cattolici
dosse, si trovano anche quelle degli sono in gran numero : vi hanno pure
eretici. Inoltre ei diede alla luce le degli ebrei ed alcuni mennoniti. Cia-
opere seguenti : de
i°. Dissertatio scuna provincia ha un concistoro pro-
sacris rilihus i Conimentarius
. . meno quello di Fulda, che
testante,
theologico-canonieo-criticus de ecclc- dipende ad un tempo dai concisto-
siis, earum reverentia et asylo. 3.° ri di Hanau e di Cassel , essen-
Commcntarius de catholicis, seu pa- do Fulda la sede di un vescova-
triarchis chaldeoruni et nestoriafio- to cattolico . Il sovrano dell' As-
norum. sia Elettorale porta i titoli di prin-
ASSIA. Stato nella Geemania. cipe-elettore, landgravio di Assia,
Assia o Hassia, Hessen , vasto pae- gran duca di Fulda, principe di Hers-
se dell' Alemagna così denominato , feld , di Hanau, di Frizlar, e di
dagli antichi suoi abitatori, gli Itasiù, Tsenburg, conte di Katzenelobogen,
VOI. m. 9
66 ASS ASS
di Diez, di Ziegenhain, di Nidda e tato di Westfalia, divenne padrona
di Schauenburg. 11 suo successore di- di una Schauenburg.
parte dello
iene maggiore ai dieciotto anni : Federico I sposato avendo Ulrica-
in caso di minorità , la reggenza è Eleonora, nel 1720, regnò sulla Sve-
affidata alla madre, o al più prossi- zia, confidando a suo fratello Gu-

mo parente dal lato paterno. 11 po- glielmo il govei'no di Assia-Cassel,


tere sovrano è temperato dagli stati che aumentossi nel 173G, col ter-
provinciali il principe ha tre Ordi-
: ritorio diHanau. Le cose rimasero
ni equestri, quello per la i'irth mi- quasi in tale stato sino al 1 801, in
litare, fondato nel 1769 dal land- cui Guglielmo IX perdette Goar, e
gravio Federico II; quello del leone Rheinfels, in conseguenza del trat-

d'oro, istituito nel 1770; e l'altro tato di Luneville. iVel i8o3, il land-
dell' e/mo di ferro. Questo stato ha gravio , col recesso della deputazio-
tre voti nelle diete generali della ne imperiale, ascese alla dignità e-
confederazione germanica, nelle qua- lettorale, ma avendo egli seguito le
li il sovrano occupa 1' ottava se- bandiere prussiane contro la Fran-
de, eduno nelle diete particolari, per cia, ili privato da' francesi nel 1806
parte d'un suo speciale rappresen- di tutti i suoi possedimenti, i quali
tante. furono incorporati al nuovo regno
Gli hassi , o catti ,
popolo con- di Westfalia, ed al gran ducato di
siderabile Germania, diedero
della Francfort sino al 181 3. Coi nego-
il loro nome all'Assia, che formò per ziati di Vienna del i8i4 ^ 181 5,
lungo tempo un landgraviato parti- ricuperò finalmente l'avito retaggio,
colare. Filippo // JìJagnaìiirfìO, uno e conservò eziandio il titolo di elet-

di questi landgravi, divise morendo i tore.


suoi dominii fra' suoi quattro figli ,
Nel ì5ic), Filippo landgravio di
il maggiore de' quali, Guglielmo IV, Assia, abbracciò il luteranismo, pro-
ottenne Cassel e tutta la Bassa-As- testando contro la dieta di Spira,
sia, e gettò cos\ le fondamenta dello e di Worms; ed il l'ontefice Cle-
stato di Assia-Cassel. Egli accrel>bi- mente XI, nel 17 17, volendo to-
i suoi provvedimenti con qualche gliere il pericolo, che il principato
territorio vicino. Il suo successore di liheinsfeld, per mancanza di suc-
Maurizio, meno fortunato, fu obbli- cessione, venisse a passare in un
gato di rinunciare a' suoi diritti so- principe eretico, con un breve apo-
pra Marburg, vide suo figlio Gu- stolico, che si legge nel tomo lì.

glielmo V ribellarglisi contro, e fu pag. 6o3 della sua Raccolta, per-


costretto ad abdicare. Guglielmo V mise a Guglielmo de' principi land-
si uni alla Francia, nonché a Gu- gravi d' Assia Rheinsfeld, canonico

stavo Adolfo di Svezia nella guer- della cattedrale di Colonia, di po-


ra de' trent'anni, emorì nel i632 ter matrimonio con mia
contrarre
presso Lutzen Amalia Elisabetta
. signora cattolica, non ostante che
vedova di Guglielmo V, reggente avesse ricevuto l'ordine di suddia-
dello stato a nome ili suo figlio Gu- cono, e per tutle le spese della di-
glielmo VI, si distinse pel suo va- spensa ottenuta, gli raccomandò di

lore e per la sua prutlenza, liacqui- procurare l' avanzamento della re-
stò Marburg, e mere»'' delle abili ne- ligione ailtolica negli siati, di cui
goziazioni, che precedcllcro il Irat- egli prendeva possesso. ^. IVo\'aes to-
A ss A SS 67
ino VI pag. 24", e tomo XII pag. I 8 1 I , essendosi incendiato 1' antico
208 {V. I.uTKKo). >el Pontificato palazzo del landgi'avio ,
quel mo-
di Benedetto XIV abiurò i suoi er- narca trasportò nella città francese
rori Federico principe ereditario di la sua corte, ed incominciò il gran-
Assia-Cassel, facendosi cattolico, con dioso edifìcio detto il Bellavista,
la professione di fede, che dichiarò oggi residenza dell' elettore. Riiiteln,

all'elettore arcivescovo di Colonia. o Rintelia è capoluogo della con- il

Appena Guglielmo Vili suo padre tea di Schauamburg, la quale è di-


ebbe di ciò notizia, convocò gli slati staccata dal resto de' dominii Assia-
del landgraviato per cautelare la ni, e si we-
attiene nella provincia
conservazione della riforma, e diede stfalio-prussiana munita d' un ca- : è
mano alle più accurate provviden- stello, ed ha un rinomato ginnasio

ze per impedire la propagazione del ornato di biblioteca, e di im gabi-


cattolicismo da suo figlio adottato. netto di stromenti fisici e mate-
Di ciò tratta il Bei'castel, Storia del matici.
cristianesimo tomo XXXII , p. 1^5. II. La provincia deW Alta- Assia

Quattro sono le provincie del comprende anche i territorii di Zie-


l'Assia elettorale, cioè la Bassa- genhain, di Amanebiu'g, e di Neu-
Assia ^ V Alta - Assia j Fulda , ed stadt. Marburg, DIarpurgum, capo-
Hanauj nelle quali si comprendo- luogo ed antica città di Alemagna,
no cinquanlanove città, ventuno bor- è protetta da un antico castello fab-
ghi, e mille cento ventidue villaggi. bricato su d' una eminenza, ed è
I. La provincia della Bassa-As- difesa da solide mura. La sua imi-
sia abbraccia il territorio Assiano versità, fondata nel i 5iQ, è tutt'ora
di Schauenbiug , di Frizlar , e di in grande riputazione possiede pure :

Naumburg. Cassel , Caseine , città una biblioteca^ il giardino botanico,


capitale dell' Assia elettorale , divi- la scuola veterinaria ed un coukj-
desi in Città vecchia. nuova Città do ospedale.
alta, e Città nuova bassa: le due III. La provincia di Fulda com-
prime sono antiche, e d' irregolare prende oltre quella parte dell' an-
,

costruzione ; la terza, che dicesi pvire tico paese di Fulda, che ha il tito-
città francese , fu edificata dai ri- lo di granducato, anco i territorii
fugiati di quella nazione, allorché di Hersfeld , di Schrnalkaldcn , di
venne rivocato il famoso editto di Friedewald e Landeck. Fulda, di
Nantes, riguardante gli ugonotti-cal- antica e celebre città con vescova-
vinisti. Fra i considerevoli edifizi si to la cui abbazia dell' Ordine di
,

novera la chiesa cattolica, l'ospeda- san Benedetto fu ne' passati tempi


le di fondazione de' rifugiati fran- famosa, ha un bel castello nelle sue
cesi, r accademia di belle arti, la vicinanze chiamato Fagiania ; ma
galleria di pitture , la biblioteca della soppi-^sa università non rima-
r osservatorio, 1' arsenale, ed un ac- ne che la biblioteca, rinomata pei
quedotto riputato un capo d'opera rari codici. Nel 1802 fu ceduta
nel suo genere, oltre diversi son- colle sue dipendenze al principe di
tuosi palazzi. Durante la confedera- Nassau: quindi riunita nel 18 ro al-
zione renana , fu capitale del re- l' impero francese, ne fu distaccata
gno di Westfalia posseduto dal re nel 1 814 , e ceduta con paite del
Girolamo, fratello di iXapoleone. Nel territorio alla Prussia, mentre alla ca-
68 ASS ASS
sa di Sassonia- Weimar fu attrihiii- si (-omprendono il principato di
to il riaiaucutc della contrada; aia Starkenburg, la contea di iNidda e
il re prussiano nelle sue particolari di Erbach, con parte di quelle di
transazioni lasciò il possesso della sita Isemburg , di Wertheim, di Leinin-
porzione all'Assia elettorale. Scìimal- gen - Westerburg e Stolberg , di
kalden , cupo luogo della signoria Kònigstein, di Solms, tutte media-
di t.il nome posta isolatameuLe fra tizzate, il vescovato di \Vorms, ed

i domini! ducali di Sassonia, è pic- il burgraviato, e la città imperiale


cola città situata al confluente del di Friedberg. Il gran duca è il no-
fiume, di cui ha nome, ed è munita no membro della confederazione
da due castelli. con ispeciale rappresentanza, e con
Appartiene inoltre a questo prin- tre voti neir assemblea generale. La
cipato il ducato di Hanau, disgiun- rehgione dominante è la luterana,
to dal resto dell' Assia elettorale contando circa quattrocento mila
e posto fra le distinte masse dei seguaci. Vi sono inoltre circa ottan-
granducato d'Assia. Hanau ^ Hanno- taquatti'o mila calvinisti, milledue-
i'iaj, città principale della Veteravia, cento mennoniti ceutottanta mila
,

e capoluogo della provincia, dividesi cattolici, e venti mila ebrei. La co-


in città vecchia e nuova : questa stituzione del gran duca, tutta mo-
seconda fri costruita nel declinar del narchica prima del 1820, fu modi-
XVI secolo dagli esuli fiamminghi, ficata dalla istituzione degli stati gc-
e valloni, che friggirono la persecu- nerah. Il gran duca è il capo dello
zione di Filippo li, come eretici, e slato, e trasmette la sovranità a' suoi
calvinisti francesi banditi da Luigi credi in linea retta, per ordine di
XIV. Fu occupata dai francesi nel primogenitura de' due sessi. L' Assia
1796, e nel i8o5. Sullo sbocco della Darmstadt si formò colla parte S. O.
vicina fr)resta ebbe luogo, nel dì 3o del landgraviato d' Assia , che cor-
ottobre 181 3, la battaglia vinta da rispondeva a un di presso al paese
Napoleone contro gli austro-bavari degli o hassi, e che
antichi catti
nella quale la vecchia guardia di- dopo aver per lungo tempo costi-
spiegò tutto il suo maschio valore. tuito imo stato particolare dell' im-
Perì nelle Jile alemanne il principe pero di Alemagna, finì coli' esser
di Oettingen, e lo stesso general de diviso fra i quattro figli del land-
Wrede nel tentar l' ingresso della gravio Filippo // Magnanimo. iVel

cittàj rimase nel dì seguente ferito. 1567 Giorgio I, l'ultimo di questi


ASSIA DARMSTADT. Grandu- figli, si trovò padrone di Darmstadt,

cato d'Assia neir Alemagna. Questa e del suo territorio, e vide ben to-
sovranità è formata da due masse di sto aumentarsi suoi dominii coni

paese fra loro distinte , le quali una porzione dell" eredità di Filippo.
vengono sul bei mezzo intersecate Luigi V, lìglio di Giorgio I, cede a
dalla contea di Hanau, dalla città Federico suo fratello ii territorio di
libera di Francfort, dal landgravia- Ilombm'g, che divenne un landgravia-
to d'Assia llomburg, e dal duaito to distinto. JVel l'oulilìaitod Innocen-
di Nassau. Lt; contrade, che la com- zo X , eletto nel ifìit» avvenne la

pongono, trovavansi già racchiuso conversione al caltolicismo ili l:^rne-

nei due circoli dell' alto e basso Re- sto, e di Eleonora landgravi d' Assia ,

»io, ed oltre principali d' Assia, vi


i e di Federico d' Assia , de' land-
ASS ASS 69
grari d' Assia Darmstadt , il quale parte del territorio di Worms, e la

dopo aver abituato il iLiteranismo , città imperiale di Friedberg. Ben to-

ed essere entrato nella religione sto accordò ancora al granduca di


del sacro Oi'dine militare gerosoli- Baden i territorii di ftlagonza e di
ITiitano, divenne generale delle ga- Worins, sulla riva del IMeno, e qual-
lere del medesimo, indi ammiraglio che altro luogo, ottenendo in cam-
di Filippo IV re di Spagna, e vi- bio Wimpfen Darsberg e Neck-,

ceré di Sardegna. L' imperatore Fer- arhausen. Nel 1806 questo principe
dinando III pregò il Pontefice In- cambiò il suo titolo di landgravio
nocenzo X
ad esaltarlo alla porpoi'a, in quello di granduca, ed entrò nel-
che nel concistoro dei 19 febbraio la confederazione renana, aumentan-
I ()52 gli conferì , insiejne al titolo do suo dominio, con qualche al-
il

diaconale di s. Maria JViiova : fu tro territorio, aggiungendovi nel 8 1 o 1

protettore dell' impero di Sardegna alcuni distretti, estensioni dovute al-


e di Sicilia, e poi ambasciatore del- le parti che segui di Napoleone , e
l'imperatore Leopoldo I presso la di cui nel 1 8 1 3 ottenne da' sovra-
Santa Sede: mori in Breslavia, di ni alleati la guarentigia, a condizio-
cui era vescovo, nel 1682, d'anni ne di abbandonar i vessilli di Fran-
sessantasei. Ne' trenta anni di Car- cia, dopo aver nel i8i5 ceduto alla
dinalato divenne la delizia di Pvoma, Prussia ciò che apparteneva alla

dove piìi che altrove si fece ammi- Westfalia. Estese però i suoi possedi-
rare benemerito della fede , del- menti sulla sinistra riva del Reno,
la Cliiesa, e dell'umanità, espo- col dipartimento francese di Mont-
nendo genei'osamente la sua vita a Tonnerre; e finalmente, nel 18 16,
beneficio degli appestati nel conta- restituìai landgravi di Assia-Hom-
gio, in cui fu uno dei deputati ad burgo per gli atti del congresso di
popolo ro-
invigilare alla salute del Vienna, la loro sovranità, della qua-
mano sotto Papa Alessandro VII. le ciano stati spogliati sino dal 1806.
Tanta era la sua carità verso i po- Tre sono le odierne provincie del
veri, che ad onta delle vistose sue granducato di Assia Darmstadt, cioè
ricchezze, visse sempre in povertà. quella di Starkenburg, e l'altra del
Novaes tomo X p. 34, 4'*' ^^^ *^^t- Reno nella massa meridionale, e la
taglio poi di sue notizie, V. Assia terza dell' Alta Assia nella setten-
Federico, Cardinale. trionale.
Neil'anno 80 1 il landgravio di
1 , I. Darmstadt, bella città capita-
Assia Darmstadt perdette, in conse- le del gran ducato, e della provin-
guenza della pace di Luneville, la cia di Starkenburg, prende il nome
porzione della contea di Lichtenberg dalla riviera di Darm. Qui fa il so-
situata alla sinistra del Reno : nel vrano la sua residenza: evvi il con-
i8o3 diede a Baden il restante del cistoro della comunione luterana, ed
Lichtenberg, a Nassau- Usingen i ba- un collegio con scelta biblioteca. Il

liaggi di Katzenelubogen , Embs , castello serve a difesa ed ornamento.


Epstein e Kleeberg, ma ricevette co- II. Magonza, Mogiuitiacum, an-
me indenizzazione il ducalo di West- tica e considerevole città del Basso
falia, i baUaggi di StarkenlDurg, Stein- Reno già capitale dell' elettorato ec-
heiin, Gei-nsheim, Vilbel, Hirschhorn, clesiastico di questo nome, ed ora
Liudenfels, Umstadt, e Otzberg, una capoluogo della provincia Assiana
y A SS ASS
del JKnvì, sulla cui sinistra viva gia- voli. Alta è la fama di questo luo-
ce. Un bel ponte lungo due mila go per le molte, e solenni diete im-
e cento piedi ne facilita il passaggio. periali si,sono adunate nel
che
Esiste tuttora il suo arcivescovato suo palazzo municipale, e per quel-
eretto nel 74?, sebbene abbia per- la"specialmentc del iT?.i, nella quale
duto per le vicende de' tempi le sue Lutero comparve personalmente a
prerogative. L'università fondata nel render conto degli eterodossi suoi
14^7, fu ridotta a scuola centrale dogmi. Nel i68r, Worms fu dai
dopo l'occupazione francese. Fra gli francesi incendiata , e nelle ultime
stabilimenti vi è una ricca collezio- guerre segui la sorte dei paesi cir-
ne di più di novantamila volumi; costanti. V. Worms.
e ne' publilici ediflcii primeggiano III. Giessen, Giessa, forte città,
la chiesa di s. Pietro , l' episcopio e capo luogo dell' alta Assia gran-
detto Martinshourg, l'ospedale di s. ducale. Ben munita è la sua citta-
Rocco, che, fra gli altri pregi, ha della, ed è provveduta d'un vasto
\\n elegante tipografia. Molte piazze arsenale : l' università vi fa fiorire
vi si c(ìntano, ma celebre fra tutte le scienze, e vi attira gli studiosi ale-
è quella intitolata a Guttenberg, in- manni.
ventore della stampa, e l'altra det- ASSIA HOMBURGO, La^dgraviato.
ta Piazza verde. L'arcivescovo di La linea cadetta della casa di Assia
Magoiiza, che dominava una gran Darmstadt possiede un piccolo stato
jiarte de' territorii della Veteravia sovrano diviso in due territorii il :

e della Franconia non che sui paesi primo è circoscritto dall' alta Assia
d' Eiclisfeld e d'Erfurt, era il deca- granducale, e dal ducato di Nassau:
no o arcicancellicre
degli elettori, il secondo, di entità anche minore,
dell'impero germanico, e direttore è posto sulla riva sinistra del Reno
delle diete generali e particolari con fra i dominii bavaro-prussiani , e
diritto di convocare il collegio elet- contiene il cantone di Meisenheim,
torale, e di esaminare e legittima- e parte di quello di Grumbach.
re le autentiche plenipotenze de' de- Quest'aumento di possessi fu accor-
putati alle assemblee. Occupata più dato dal congresso di \ienna, nel
volte dai tedeschi , dagli svedesi e 181 3, al landgravio in ricompensa
dai francesi, questi nel 1797 la riu- de' servigi resi dalla sua famiglia agli
nirono alla Francia, e fino al 181 3 nella guerra contro la Fran-
alleati,
fu capoluogo del dipartimento di cia.Fin dal 1806 era egli stato in-
Moiit-Toniierre. Atlualmeute è sta- teramente privato dei suoi dominii.
ta dichiarata ima delle quattro for- Egli è il trigesimoquinto membro
tezze della coniederazionc germani- della germanica
confederazione e ,

ca, con guarnigione di truppe au- vien rappresentato nelle assemblee


striache prussiane ed assiane ( J^.
,
ordinarie in unione delle quattro
Magonza). PVornis, fVorniatia, an- città libere anseatiche, emette poi
tica città già libera, imperiale e ca- il suo voto speciale nelle diete ge-
pitale di in» vescovato sovrano, è nerali. L'Assia Homburg esiste come
compresa nella provincia magonzest; principato lino dal i')9), ed ebbe per
dell'Assia graiidui-ale. La sua gotica primo landgi'avio i'Y'derico, imo dei
cattedrale, la chiesa nuova, la zec- iigli di Giorgio I landgravio di As-
CA sono gli cdilleii più considcre- sia Darmstadt. Questo landgraviato
ASS ASS 71
contiene più di ventuno mille abi- glio la propina vita per salvare ì al-

tanti, la maggior parte luterani e trui, visitando ogni giorno in per-


calvinisti. 11 sovrano esercita un po- sona i rioni della città , e insieme
tere illimitato. Homhiirg-an-der- gì' infetti dal pestilcnzial morbo
Hoclie, così distinta da altra città e singolarmente i poveri, cui sov-
lorenese , e da altia elvetica di si- veniva con medicine e limosina
mil nome , è la capitale del land- Perciò divenne la delizia e l'amo-
ei

graviato bagnata , dal fiume Lalui. re di Roma. Lo stesso Alessandro


Meisenheim non che un grosso è VII, insieme col Cardinal Carlo dei
borgo, lungo la riviera Glau. siedici lo prescelse ad incontrare,
,

ASSIA Federico, Cardinale. Fe- accompagnato da nobilissima comi-


derico landgravio d'Assia, de' prin- tiva, la celebre Cristina regina di Sve-
cipi Darmstadt, abiurata l' eresia in zia, cugina del Cardinale, the recavasi
cui era stalo educato, professò nel- alla capitale del mondo caltoliio, do-
la religione gerosolimitana di Malta, po aver rinunziato il regno, ed abiurato
di cui nella Germania ottenne il su- il luteranismo ; sul qual trono poi nel
premo magistero, insieme colla pre- 17 18, ascese Federico sovrano di
fettura delle galere di Malta, col Assia Cassel, come sposo di Ulrica
valore delle quali, e con la savia sua Eleonora erede della corona , In
direzione, trionfò sopra i legni de- E-Ojna sostenne il carattere di am-
gl'infedeli, e ne riportò molte e se- basciatore imperiale per Leopoldo I,

gnalate vittorie. Dopo di che intra- nella quale occasione rimase imba-
prese un viaggio per l'Italia, Spa- razzato nelle controversie, che si ec-
gna e Alemagna, in cui fu accolto, citarono col Cardinal Altieri, e gli
e trattato con pari splendidezza e ambasciatori de' monarchi, sotto il
magnificenza da' principi , e signori Pontificato di Clemente X. Quan-
d'ogni città e provincia. Filippo IV tunque, come altrove accennammo,
re di Spagna lo nominò ammira- fosse a dovizia provveduto di so-

glio della flotta di Oriente , e del- stanze e di ricchezze , ciò non per-
le galere di Spagna, ed affidogli la tanto le generose sue carità, e Iaconi-
prefettura della Sardegna. Finalmen- passione verso i miserabili , lo ren-
te, Federico ben meritando della fede dettero mai sempre indigente. Tro-
cristiana per la disfatta de' turchi, e del- vossi a' conclavi di Alessandro VII,
la Chiesa cattolica per la detestazione di Clemente IX, di Clemente X e
dell'eresia, il Papa Innocenzo X, ad d'Innocenzo XI. La sua morte ac-
istanza di Cesai'e Ferdinando III, lo caduta in Ereslavia nel 1682, con-
ascrisse al sacro Collegio, a' 19 febbraio tando egli sessantasei anni, riscosse il

j652, colla diaconia di s. Maria Nuo- tributo delle piii sincere lagrime. Il
va. Inoltre gli diede il vescovato di cadavere di lui trovò riposo in quel-
Uratislavia o Breslavia, nonché la pro- la cattedrale nella cappella di s. E-
tettoria del sacro romano impero, del- lisabetta, ch'egli con ecclesiastica mu-
l'inclita nazione Alemanna, e de' regni nificenza costrusse, e lasciò erede dei
di Sardegna e Sicilia presso la Se- suoi beni e delle sue suppellettili.
de Apostolica. Deputato da Alessan- ASSIOPOLI. Città vescovile del-
dro VII, in tempo del micidial con- la diocesi di Tracia nella Mesia in-
tagio , ad invigilare alla sanità del feriore, .sulTraganea alla metropoli di
popolo romano j espose a repenta- Adriauopoli. Ci pervenne notizia di
72 ASS ASS
un solo suo vescovo, chiamato Ci- intervenne al concilio laleranesc ce-
rillo. lebrato da Papa Martino I contro
ASSISI (./s.«^/Wi.). Città dello stalo i monoteliti, l'anno 649.
Pontifìcio con residenza vescovile, nel- La cattedrale di Assisi, conservatrice
r Umbria, appartenente al ducato di fijrtunatissima delle ceneri di s. Rufi-
Spoleto, bagnala dal fiume Asi, oggi no, è intitolata a lui come a suo pa-
Chiascio, il quale poco lungi si u- trono principale. Essa è di gotico
nisce al Topito e conservando il
, disegno : ha davvicino I' episcopio ,

proprio nome ha foce nel vicino


, conta un capitolo con la dignità di
Tevere. E posta sid monte Asi, donde priore, dodici canonici, otto cappel-
presela sua denominazione, ed è cele- lani beneficiati, quattro sacerdoti ed
bre per aver dato i natali a s. Francesco alcuni chierici. (3ltre alla cattedrale
fondatore dell'Ordine più numeroso, hannovi nella città di Assisi cinque
che cimai stato, senz' altro pa-
sia parrocchie, conventi e parecchi mo-
tiimonio da quello in fuori di una nisteri di andjo i sessi, due conser-
assoluta povertà. Questa città è an- vatori , tre spedali , un seminario e
tichissima, parlandone Tolomeo e il monte di pietà. Il sacro com'cnto
Procopio: fu illustre municipio, po- è il capo luogo di tutto l' Ordine
scia contea, e spesso venne rovinata di s. Francesco, ed appartiene ai frati
nelle diverse guerre, massime delle conventuali minori. Vedesi vicino a
fazioni.Nel secolo Vili divenne do- questo fabbricata una maestosa basili-
minio della Santa Sede in uno al ca, che odEre tre chiese luna sopra del-
ducato di Spoleto e dopo varie vi- ; l'altra: vasto non meno che arditissi-
cende, e dopo la morte dell'impe- mo edificio alzato sul dorso di un
ratore Enrico VI, che l'avea occu- colle. Le chiese e il chiostro van-
pata, nel 1198, il Pontefice Inno- no superbe per vaghe e preziose
cenzo III la ricuperò alla Chiesa pitture di Cimabue, di Giotto, di
sebbene non andò guari , che Fe- Pietro Cavallino, del Giottino, del
derico II figlio del suddetto princi- Barocci : tra i quali il Giotto massi-
pe l'assalì con un esercito di sara- mamente fu impiegato dal Cardinal
ceni suoi confederati. In progres- Giovanni Minio di Morrovalle, cele»
-so soggiacque alla sorte delle città bre teologo dell'Ordine francescano e
umbre. poi generale di esso, nel 1296, perchè
Primi ad aninmziar quivi la reli- esprimesse trentadue fatti piìi famosi
gione cristiana furono due i ss. Cri- della vita del santo fondatore. Il

spoldo e Bice, i quali fiorirono poco sacro convento arricchito venne dal
dopo gli apostoli ad essi tenne dietro
: Sommo Pontefice Sisto IV. Alla più
s.Rufino speditovi dal Pontefice s. alta delle tre chiese già riferite in-
Fabiano, per lo cui zelo il cristianesi- troduce un largo ripiano costrutto
mo vi prese maggior piede: e ciò fu in- sul monte, ove si ascende dal bas-
torno il teiz.o, o ne'|)riinordii del (juar- so per gradini , e si entra agiata-
to secolo, tenipf) in cui il pr< fiilo «lau- mente dalia via superiore. E pra-
to Piulino sostenne gloriosamente il ticata nel una gran
frontispizio log-
martirio. Quindi, verso l'anno 600, gia, dalla quale per due volte ncl-
fu eretto il vescovato, eh' e ancora r anno mostra ai fedeli, che vi
si

immediafamenic soggetto alla San- concorrono in gran numcio, il sa-


ta Si;de: ed AijiiìImio suo vescovo cro velo della Beata A ergine. Il
A ss ASS 73
tempio n foggia di croce Ialina è ondo tanto maggior lustro è deri-
tutto di pici IVI, ed adornato di vaghe vato al venerabile santuario.
pitture nelle pnioti; e nella grandio- Molti pregi, oltre i ricordati, avea
sa volta , ed
fondo alla tribuna
in questa basilica. In essa vi fu un
vedesi la sede Pontifìcia ivi per pri- tempo l'archivio Pontifìcio, ed In-
vilegio stabilita da Gregorio IX, sotto nocenzo XII vi pose r indulgenza
il quale si eresse la chiesa, e fli eziandio plenaria quotidiana, e tre peniten-
canonizzato il santo fondatore, nel zieri colle solite facoltà. Mosso Be-
ii-y.H. Presa fu quella basilica sotto nedetto XIV dall'esempio de' Pon-^
l'immediata protezione della Santa telici suoi antecessori, con bolla dei
Sede, e dichiarata madre dell'Or- i5 marzo 1754, Fidelis , che si

dine de' minori, per cui doveva pa- legge nel tomo IV del suo Bollarlo
gare ogni anno ima libbia di cera a pag. 1 8g, ne confermò tutti i pri-
per censo. vilegi, e la dichiarò patriarcale e
La seconda chiesa posta imme- cappella Papale, sicché nello stesso
diatamente sotto alla prima ha , tempo sia madre e capo di tutte le
l'accesso da una quadrilunga piazza chiese dell' Ordine , cui servono gli

ornata di portici, ed è quella dove stessi frati, col cerimoniale da lui


ordinariamente ufìlciano i l'eligiosi. stesso pubblicato. Stabilì inoltre che-
Essa è alquanto oscura, però magnifi- le due cattedre in essa esistenti, si

camente adornata, e nella contigua riserbassero a' soli Pontefici , come


sagrestia vi sono preziose suppellet- i due altari maggiori della chiesa
tili. Sotto all' altare principale , una inferiore e superiore , avessero il

apertura illuminala da lampade ac- privilegio pc' defunti. Costituì pure


cennava r esistenza di un sotterra- tre altri penitenzieri, e volleche si
neo, ove venerando corpo di s.
il osservasse il da Cle-
rito prescritto
Francesco fti sepolto; ma dopo varii mente VII, e da Urbano Vili con-
tentativi di IVicolò V, avea Paolo V fermato, al momento della proces-
divietato ogni curiosa investigazione sione, che nel primo agosto si fa da
in proposito, e la gloria dell'inven- essa basilica all' altra di s. Maria
zione fli riservata a Pio VII. Nel degli Angeli de' minori osservanti ,

mese di settembre i8rc) fu nomi- per l'acquisto del Perdono d Assisi


nata la congregazione per decidere o della Porziuncula. Le accordò an-
la causa : gli atti processali furono cora il singoiar privilegio di suo-
eseguiti a cura del p. Jabberoni nare nel sabbato santo la campana
custode , dei vescovi d'Assisi , Noce- prima della cattedrale, e nel tempo
ra, Spoleto, Perugia e Foligno; e dell' anno santo volle che si visitas-
,

nel dì primo agosto 1820, emanò se, deputando per giudici assistenti e

Pio \II il breve apostolico: Con- conservatoli della medesima Car- i

stare de ìdentìtalc, ordinando l'am- dinaU titolari dei ss. Apostoli dei
pliazione e l'ornamento di questo sot- minori conventuali, e dei santi Mar-
terraneo, che costituisce la terza chie- cellino e Pietro.
sa, essendovi praticato sul disegno del Fra i monisteri, che accennavamo,
Brizi, senza alcuna sconvenevolezza, trovasi in Assisi quello grandioso
il comodo ingresso per discendervi. delle Suore istituite dalla vergine
I marmi furono prolusi ad abbellire s. Chiara, con decente chiesa. Ivi
la cappella, l'ara e la sacra lunia, il santo corpo si venera di questa
vor.. IH. IO
74 ASS A SS

gloriosa discepola di s. Francesco, ma. Chiamatala s. Maria di Gio-


della famiglia Scijì,donde si credette safut, l'arricchirono di molte sacre
derivare gli odierni Ciofi, nonché una reliquie date loro tla s. Cirillo, pa-

portentosa immagine del Redentore triarca di Gerusalemme, e ne dedi-


sino dal tempo del santo conservata. carono l'altare a Maria Vergine As-
Presso Assisi fu accolto il primo sunta. Per lo spazio di cento e ses-
capitolo generale tenuto da s. Fran- santaquattro anni abitarono il luogo
cesco 12 19, nel quale Irova-
nel i pii successori degli eremiti, dopo
l'onsi più di cinque mille religiosi mi- di che rimase abbandonato, finché,
nori. Chiamato venne delle Stuore giunto in Assisi, nel 5 6, s. Bene- 1

perchè fu d'uopo far con esse delle detto patriarca de' monaci d'Occiden-
celle affine di ricevere sì gran nu- te, prima che istituisse il suo Ordi-
mero di reUgiosi, ed ancht; perchè ne, ottenne dai cittadini la chiesa
a quel momento i seguaci di Fran- della Porziuncula, che tosto rifab-
cesco non avevano ancora in Assisi bricò con due porte quanto alloia
né convento, né chiesa. sproporzionate e superflue per la

Ad una lega di distanza da As- grandezza, altrettanto adesso altissi-

sisi sorge la splendidissima basilica me alla gran folla de' fedeli intesi

di s. Maria degli Angeli, spirante a fluire della celebre indulgenza.


da ogni lato la più grande magni- Volle di più s. Benedetto che alla
ficenza, e la più viva divozione si chiesuola fosse aggiunta una piccio-

per l'elevata grandiosa cupola che la porzione di terreno da esso acqià-


torreggia in mezzo all'umbra super- stato, donde derivò il nome di Por-
ficie, e sì per la bella interna ar- ziuncula. Recatosi però s. Benedet-
chitettura a tre grandi navate ; ma to a IVIonte Cassino, vi spedì mo-
più particolarmente per la venerata naci per abitarla. Nel 1075 di-
antica cappella di s. Maria della strutto dal tempo il monistero, la

Porziuncula, che rimembra il godi- chiesa ed il fondo passarono ai mo-


mento delle celestiali dehzie avute naci di Monte Subasio, distanti cir-

da s. Francesco,- e nella quale mo- ca tre miglia da Assisi, i quali la

rì e fu sepolto eomechè le sue os-


, diedero in custodia di un sacerdo-
sa trasportate venissero poscia in te di Assisi.

Assisi, né altro qui rimanesse di lui, Dappoiché s. Francesco dato era-


che la insigne reli([uia de' precordio si allo studio di perfezione sempre
L'origine di questa cappella, e del- maggiore, il suo caldissimo relo pel
l' intera basiUca, non meno che del- culto della Santissima Vergine sof-

la solenne sua indulgenza della feriva a malincuore che una cap-


Porziuncula^ merita di essere «jui pella, dove Maria sfata era da sì
riferita, tornando lutto a lusti-o e lungo tempo onorata rin)anesse ,

decoro del serafico Francesco, e quasi sepolta nelle proprie rovine.


della città d'Assisi. Laonde a tanto si condusse da
Fabbricata venne adunfine la cap- voler egli medesimo ripararla. .Mu-
pella della Por/iuncula, secondo al- tato (|uindi da tre de' suoi pri-
cuni, nel Pontificato di s. Liberia, mi discepoli, j)()rtò egli stesso sul-

tra il 359. ed il 357, da quattro le spalle le j)ietre necess;n-ic, serven-


eremiti venuti dalla Palestina in Ita- do a uìodo di operaio ai miniatori,
lia per visitare le basiliche di Ru- cui pagiNa col prodotto delle sue
A ss A SS 75
r[ii(:,slije, e venne a capo di lista- '! concedere a tutti quelli, i quali
Ijilirla nella condizione primiera. Ri- » confessati e contriti entrassero in
parò altresì l'antico alloggiamento " tpiella chiesa, il perdono e l'in-

degli cremiti, ottenuto a puro dono " diligenza di tutti i loro peccati;
dai benedettini, e ne aumentò il nu- » e Gesù rispose, ciò piacergli ma ,

mero Addivenne
delle celle. ciò in- » voler che andasse a Perugia dal
torno Tanno i^io: tempo in cui » Pontefice suo Vicario e da lui
san Francesco essendosi certa notte » una tale indulgenza a nome suo
composto ad orazione nella cappella » domandasse ». La mattina pronta-
della Porziuncula, Irovossi tutto ad mente s. Francesco recossi a Peru-
un tratto in mezzo a celeste splen- gia, dove trovavasi Papa Onorio III,
dore, e vide sull'altare Cristo Ge- al quale espose il divino volere.
sìi in una alla Vergine Madre, da Da prima tanto al Pontefice che
inmimorevol folla di angelici spi- ai Cardinali sembrava troppo avan-
riti circondali. E.iavutosi dallo im- zata la domanda, e siccome voleva-
provviso sbigottimento esclamava , si libera, assoluta e perpetua l' in-

Francesco ; " questo è luogo san- dulgenza, dicevano che la Sede Ro-
» to che dovrebbe esser dagli an- mana non costumava concedere sì-

" geli abitato. Finché potrò, mai miglianti indulgenze ; conceduta que-
»>da qui non partirò; e per me, e sta ,
quelle di terra santa e di Ro-
" pe' miei fratelli sarà un perpetuo ma sarebbero rimaste neglette. Ma,
monumento della divina bontà ".
-•' scoprendo Onorio III essere la ri-

Chiamati tutti i suoi compagni, gli chiesta conforme alla volontà di-
ammoni sulla santità del luogo, e rac- vina ,
gliela concedette , dicendo :

comandò loro di abitarvi con purez- » ed io ve la concedo assoluta , li-


za di costumi, come quello che dal » bera, perpetua, ma di un giorno
Signore era stato conceduto a capo » soltanto ecclesiastico, cioè dai pri-
e fondamento del novello suo Or- » mi ai secondi vesperi ». E voleva-
dine. gli anche dare il diploma di siffatta
Neil' anno appresso accadde cosa concessione, o conferma; ma s. Fran-
di pili grave momento. Correva il cesco rispose: » bastargli la Ponti-
mese di ottobre, e s. Francesco, stan- » fìcia sua parola, mentre Dio per
do nella sua abitazione, lungi qua- " sé stesso avrebbe pensato a divul-
ranta passi dalla piccola chiesa, ora- >i gare l'opera sua ». Ciò detto, se
va dì e notte per la convei'sion de' ne partì per la Porziuncula, e per-
peccatori. Un angelo gli apparve ed nottando nell'ospedale de' lebbrosi
avvisollo di recarsi nella santa cap- del castello di Cosse, ivi si pose in
pella, giacché colàGesù e Maria e- orazione, e rapito in estasi, compar-
rano discesi. Obbedì Francesco, e, veglinuovamente G. C, che gli disse:
giunto al luogo, adorò la maestà del- » quanto in terra dal mio Vicario
l'Altissimo, e Cristo allora gli disse: » ti fu conceduto è stato anche in
»' A ricompensa del tuo zelo per la » cielo approvato (an. 1 2 1 6). V. Com-
»' salute delle anime, chiedimi ciò che pendio storico del Perdon d'Assisi,
" pili brami a beneficio di esse, ed e della chiesa della Porziuncula,
•'
mio nome ». France-
a gloria del Assisi 18.34, tipografia Sgariglia.
sco umilmente domandò che per in- -•' Basti il detto fin qua per quel-
" tercessione della B. V., si degnasse lo che può valere a mettei'e in chia-
76 ASS ASS
ro lume la celebrità di Assisi, e del- fermossi a celebrare il divin sacri-
la vicina cappella dedicata a s. Ma- fizio.

ria degli Angeli, o della Porziuncula. Ma a cagione del terremoto, che


Di erudizione più circostanziata ver- nel declinar dell'anno i83i, sparse
rà provveduto il leggitore agli ar- la costernazione nella valle dell' Um-
ticoli Porziuncula, Indulgenza, e bria, soffrirono silfattamenle (juesta
Francesco (s.) di Assisi. chiesa e l'annesso convento, che diroc-
Volendo il Pontefice s. Pio V cati rimasero entrambi, sola soste-
contestare la sua divozione alla B. nendosi per prodigio la bella e ma-
V. venerata nella Porziuncula, fece gnifica cupola, nella rovina dei due
demolire l' antica chiesa tioppo an- piloni.
j^usta pel concorso della nioltitu- La pietà de' fedeli, dietro l'esem-
dine, e, nel iSGg, fece incominciare pio del regnante Pontefice Grego-
la sontuosa chiesa sul disegno di rio XVI, accorse con generose ele-
uno scolare o dell' Alessi distinto mosine alla sua restaurazione. Ed è
architetto di Perugia, o del Baroz- già essa pressoché al termine, mercè
zi da Vignola, o di Giulio Dante. l'indefesso zelo del Cardinal Agosti-
A questa chiesa Filippo Peri vesco- no Rivarola, sapientemente preposto
vo di Assisi pose la prima pietra, dal Papa a sì rilevante intrapresa,
ai marzo. Ad essa è annesso
-2.5 e per le diligenti cure dell'attuale
un grandioso convento, primate di p. ministro generale dell'Ordine dei
tutti gli altri dell' Ordine serafico. minori , p. Giuseppe Maria d' Ales-
L'acqua, che dicesi fatta scaturire sandria di Sicilia. La direzione del
miracolosamente da s. Francesco, per lavoro è affidata al professore ar-
mezzo di acquedotto, miglioralo da chitetto Poletti, e l'esecuzione al-
Papa Clemente VII, serve al con- l'ingegnere Molari, conservandosi nel-
vento e decora la piazza. Quel con- la parte riedificata 1' antico dise-
vento è stato più volte gradito o- gno. In questa basilica di s. Maria
spizio ai Sommi Pontefici. Pio II, degli Angeli, fra le altre insigni re-
Piccolominì, sanese, nel i4'J'0 vi si liquie,si conservava altre volte il
recò espressamente per visitare la corpo del B. Antonio da Stroncoiìe,
sacra Porziuncula. Sisto IV , della ma fu rapito a mano armata, ai 24
Rovere, di Savona, già dell'Ordine agosto 1809, e fu trasportato a de-
de' minori si trovò al Perdono del- corare la patria del santo.
l'agosto 1476, ed suo nipote Giu-
il In pari distanza da Assisi alla
lio II, a quello del 1 5o6. Clemente» Porziuncula, verso mezzo giorno, è
VII, Medici, fiorentino, recandosi, r altro convento e chiesa di Riotor-
nel 1529, a Bologna per incoronar to, ove pure stanziano i minori con-
Carlo V, passò anch' egli a visitare ventuali, che le memorie ivi addi-

la Porziuncula. Paolo III, Farnese, tano dell' umile nascita del serafico
romano, eletto nel i^3|, ne' suoi padre. Presso la porta romana, ove
viaggi da Roma a Peiugia vi si la via praticala tra gli oliveti man-
fermava sovente, e finalmente Pio tiene tra Assist e Spollo una vici-
VII, Cliinrrr monti, (]'\ Cesena, rcilure nale comunicazione, è il convento
dalla Francia, nel 180 7, parlitosi di s. Damiano
con piccola chiesa,
da Perugia la mattina per ripren- abitato ora da' minori rifornìati, o-
der la via della sua capitalo, (jui ve si ricorda che s. Francesco da
ASS A SS 77
un Crocifisso uJi dirsi: Vade, Fran- icligiosi , e molti privilegi concesse

tisce, repara duinitm incanì, quce la- al sacro convento, ed alla basilica di
bitar. In quella chiesa dimorò pure san Francesco.
s. Chiara. Veggousi ancora e la cel- perugini stanchi delle guerre ci-
I

la dalla medesima abitala, ed il ci- vili pregarono il sovrano Pontefice


borio ove si espose la sacra Eucaristia, Bonifacio IX, che volesse confortarli
con che fu miracolosamente fatto li- della sua presenza, ed egli malcon-
bero il monistero dall' aggiessione tento de' romani, nell'ottobre i39'2,
delle truppe saracene militanti sot- passando per Assisi, si rerò a Pe-
to limperator Federico II. rugia, ove giunto riconcihò le due
Assisi è chiara, oltre che per le fazioni. Disgustato poscia delle inso-
menzionate gite d(;i Pontefici fatte lenze dei potenti Raspanti, ai 3o lu-
per l'acquisto dell' indulgenza della glio 3g3, nascostamente se ne par-
1

Porziuncula per gite da essi fatte tì di notte per Assisi, dove stette
,

con fini differenti. Fra gli altri Inno- fino a' 4 settembre, onde per Fuli-
cenzo IV, Fieschi, nel viaggio dalla gno fu a Roma ai i5 di detto mese.
Francia in Italia (liSi) vi si recò, In quell'anno le città della Marca
e visitò santa Chiara vicina a mori- d'Ancona , ribellatesi alla Chiesa, ri-
re , consacrò , dedicò la basilica di corsero alla clemenza di Bonifazio IX,
s.Francesco, e canonizzò s. Stanislao ed egli le assolvette mentie si era
vescovo di Cracovia martirizzato da ritirato ad Assisi. I romani glinvia-
Boleslao re di Polonia. Il suo con- rono colà amliascialori, ai quali a-
fessore Nicolò da Curbio ciò scrive vendo fatte tali proposizioni, che ac-
presso il Baluzio, Misccllaneaj lib. cettate senato romano,
furono dal
Vili, p. 359. partì eglida Assisi alla volta di Ro-
Il Pontefice Martino IV morì a ma. Questa celebre concordia di Bo-
Perugia ai 29 marzo 128?, e fu (X col senato romano
nifacio fu for-
sepolto nel duomo coll'abito de' mi- malmente conchiusa in Assisi agli 8
nori, da lui amati sopra gli altri agosto 1793. /^. Rainaldi a detto an-
religiosi finché visse, e benché aves- no, il Cardinal Egidio da Viterbo
se ordinato che il suo cadavere fosse in Hist Mise. Bibl. Aug., ed il p.
trasportato in Assisi nella chiesa di Abbate Costanzo nella dottissima
que' padri, nominando per esecutore Disamina degli scrittori e Monu-
della sua volontà il Cardinal Savcl- menti risgiiardanti san Rufino ve-
li suo successore col nome di Ono- scovo e martire di Assisi, l'j^'j
rio IV, pur nondimeno ciò né fu p. 3oo.
eseguito,come alcuni per errore han- Correndo l'anno f449j i^ Ponte-
no creduto, né altri Pontefici furo- fice Nicolò V, per cagione della pe-
no sepolti in Assisi, come pure al- ste che afflisse Roma, nel mese di
cuni vollero affermare. maggio, si ritirò alcuni mesi nell'Um-
Dopo la morte di Onorio IV, ai bria e nella Marca, onde in varie
7.1 febbraio 1288, fu eletto Ponte- sue bolle di quest'anno si osserva la
fice Nicolò IV d' Ascoli, nato in Li- data di alcune di quelle città , e
sciano feudo della famiglia, già ge- specialmente di Assisi, ove dimorò
nerale dell' Ordine de' minori do- e vide co' propri occhi il corpo del

po san Bonaventiu'a, e primo Papa patriarca s. Francesco, siccome at-


francescano. Amò teneramente suoi i testano le cronache, e gli annali dei
yR ASS ASS
f'iMti minori, presso il Wiidingo nel- era stalo eletto reggente di Siena,
laniio i4i9) "• ' '• nel i58), coUaiitorità della bolla
Dui-ante il giubileo nell'anno san- XX^ Ex superna, emanata ai 19
to i^^o, suscitatasi angora in Ro- novembre i58j e riportata nel to-
ma la pestilenza pel gran concorso mo IV del Bollarlo, fondò nella ba-
dei pellegrini, Nicolò V si trasferì silica di Assisi i' Arciconfraterniia
per seconda volta nell' Umbria
la ,
de Cordiglieri.
come riporta il Giorgi nella sua vi- Tra i (àsti ecclesiastici di Assisi
ta all'anno i45o. Dimorando il Pa- voglionsi ricordare i due Cardinali
pa nella serafica città, per le preci di S. R. C, che qui videro la luce,
di Alfonso V re d' Aragona , con Sporello Sperelli elevato alla porpo-
bolla dei 3o settembre, istituì l'u- ra nel i6l)9 da Innocenzo XI 1, ed
niversità di Barcellona, e prese prov- il vivente zelantissimo arcivescovo
videnze su molte cose attinenti alla di Fcn-ara, Gabriele della Genga,
Chiesa ed al dominio della Santa nipote di Leone XII, creato Cardi-
Sede. Abbellì la basilica di s. Fran- nale dal regnante Pontefice Grego-
cesco in Assisi, chiamandola espres- rio XVr, nel i836.
samente Basilica, e dotandola di ASSOLUZIONE dalle Cexsure.
molte indulgenze e privilegi. Della Giudizio giuridico, pel quale la Chiesa

visita, che fece questo Papa al cor- dichiara rimesse le incorse pene spi-
po di s. Francesco in Assisi, parla rituali ( F'. Censura). NcgH antichi
il iMenocchio t. IH, p. io?., il quale monumenti appellavasi anche pace,
descrive le lagrime sparse dal Pon- perdono , comunione. Dessa è di
tefice in corpo in-
vedere il santo due sorta. La prima è quella, che
corrotto, odoroso, e colle stimmate si dà nel foro interno o si può ,

ancor fresche, slare in piedi colla chiamar anche prÌK>ata ; l'altra nel
faccia rivolta ad occidente e cogli foro esterno, e dicesi anche solenne.
occhi aperti. A preghiera del padre La privata vien conceduta dal sa-
guardiano, il Papa condusse seco sol- cerdote nell'amministrazione della pe-
tanto il Cardinal Astergio arcivesco- nitenza innanzi all' Assoluziou de'
vo Benevento, Pietro de Noceto,
di peccati, allorché dice : Ego te absol-
o Noceto, ed un vescovo francese: ro ec. solenne
: impartisce dal
la .s'

tanto era il timore de' religiosi che giudice, che avea data la censura,
il sacro corpo potesse essere invo- e produce relTetto di riconciliar col-
lato. la Chiesa, dopo che sia pronunziata

Sisto IV, della Rovere, già gene- la sentenza.


rale de' monaci conventuali, e som- Se le censure vengono scagliate
mamente benefico al sacro conven- dal fi;iudice, allora egli soltanto ha
to, alla basilica, od alla città di As- potestà di darne l'.Assoluzione, o
sisi , la poste che funestava
stante il successore di lui nell' uflizio , op-
Roma, ne fuggì, ed ai 2 3 agosto
.se pure un delegato. Se poi sono date
1476, giunse ad Assisi, donde ai 37 dalla legge, in quel caso il vescovo,
partì por Foligno, ritornando a Ro- o il .sacerdote approvato per le con-
ma ai ?,3 ottobre. Sisto V, Prrrtd, fessioni, può assolvere. II sacerdote
di Montalto, ancor esso de' minori però non potrà mai dare l'Assoluzio-
ronventnali , oche nel ripilolo gr- ne per quelle censure, che .sono ri-
ncralc celebralo in Assisi, nel i^{<j, servale al Papa od al vescovo, .se
ASS ASS 79
prima non ne abbia ottenuta una le età de' fatti sì luminosi e tanto
paiticcJare licenza. Glie se vi fosse frequenti, che troppo lungo e tedio-
glande urgenza , come sarebbe il so sarebbe l'enumerarli. Tuttavia
pericolo di morte, e la censura fòsse non sia discaro averne a questo
riserAata ,
qualimque sacerdote lui luogo almeno un cenno de' princi-
facoltà di darne l'Assoluzione. Tut- pali, che tornano a maggior prova

tavia se r assoluto ricupera la sa- della nostra asserzione.


lute, è obbligato presentarsi all'au- Gregorio \11, nel 1077, mentre
torità competente per esserne da lei era nel castello di Canossa sul Pieg-
prosciolto, altrimenti ricadrebbe nel- giano, assolvette dalle censure Enrico
la censura di prima. IV, che a piedi umilmente chiese al

L'Assoluzione dalle censure si ap- Pontefice perdono delle mossegli per-


pella anche ad caulelam e ad reiii- secuzioni, sebbene dipoi ricadesse nel-
cidenliam. La prima vien data per la sua colpa. Quest'Assoluzione è citala
maggiore cautelavenga , afllncliè dall'annalista Earonio, e se ne vede
tolto ogni sospetto di dubbio, nel dipinta la memoria nel palazzo va-
caso che vi potesse essere. Di questa ticano. V. Gregorio \ li.

si fa uso nei rescritti e nelle bolle Nell'anno i i43, Celestino II rice-

apostoliche, perchè non venga im- vette ambasciatori da Lodovico \ li

pedito l'effetto della grazia conce- re di Francia, che a nome di lui


duta, e così pure nel sacramento gli domandavano la remissione del-
della penitenza, afllnchè non venga l'interdetto, col quale era stato puni-
tolto l'efìetto della sacramentale as- to, nel r 14I5 da Innocenzo II, perchè
soluzione. La seconda è concessa con non volea ricevere l'arcivescovo di
certe condizioni future, di maniera Eouiges da lui eletto. Celestino,
che se alle stesse nel dato tempo accolla benignamente la supplica
non si soddisfa, ricadesi nella cen- alla presenza di parecchi nobili si

sura di prima. alzò dalla sedia Papale, e facendo


Il diritto di colpire colle censure, colla mano un segno di croce alla
e per conseguenza di darne l'Asso- volta di quel regno, assolvette pie-
luzione, è insito anche questo nel namente dalla censura il re Lo-
supremo primato di giurisdizione dovico.
propria del Sommo Pontefice, è Alessandro III, eletto nel ii5g,
un effetto della pienissima pote- per le persecuzioni dell' imperatore
stà delle chiavi a luida G. C. con- Federico Barbarossa, erasi rifuggito
ceduta. La Santa Sede 1' adoperò in Venezia. Quivi Federico alla fi-
in ogni tempo, allorché le circo- ne, abbattuto dalle sconfitte e da
stanze lo esigevano, e la storia lo una serie di sciagure, nel 1177»
dimostra chiaramente. Anzi da que- si recò anch'egli , e chiese umil-
sta rileviamo, che sin dall'anno 3 io, mente r Assoluzione dalle censu-
s. Eusebio Papa avea riconciliato re, che avea le tante volte incorse.
alla Chiesa molti eretici, che trova- Anzi, stando alle porte della chiesa
vansi in Roma, e lo fece coli' im- di s. Marco, si gettò a' piedi del
por loro le mani sul capo, assol- Pontefice che tutto commosso lo
,

vendoli dalle contratte censure. /^. assolvette solennemente e lo rimise ,

Labbé toni. I de' Conc. Così nel alla comunion de'fedeli. Felice Con-
decorrer de' secoli troviamo in tutte telori scrisse un libro sopra que-
8o ASS
st'Assoluzione Navrado : concordici persi dal Pontefice, dichiaW) nulla
inter Alex. HI- Sunim. Pont., et l'Assoluzione, siccome data senza la
Fridericiini I. inip. Venetiis conjir- sua facoltà, né per allora si deci.se
mat., Parisiis i632. punto a concedcrglielu, sebbene il re
A^el 1275, è celebre rAssoliizione caldamente ne lo supplicasse. 1! Car-
die Gregorio X
die' a Firenze daHiii- dinal di Toledo maneggiossi a lungo
per aver rotte le leggi della
tertletto in quest' aliare, ed alla fine persua-
concordia tra' guelfi, e ghibellini, che se il Papa a condiscendere. Quindi,
il Papa stesso avea conchiuse tra i il giorno 17 settembre, Clemente
due partiti. Dovendo Gregorio nel Vili, celebrata la messa, si trasfe-
suo ritorno da Lione, passar per Fi- rì al portico di s. Pietro, dov' era
renze, a causa dello straripamento aspettato dal sacro Collegio. Ivi
dell'Arno mentre era sul ponte, as- praticate le solite cerimonie, assol-
solvette la città dalla censura , ciò vette e restituì alla comunione della
ch'era inseparabile dal suo passaggio; Chiesa il i*e Enrico, attese però al-
ma di poi, uscitone suljìto, rinnovò lo cune condizioni e penitenze saluta-
stesso interdetto. /^. Villani Lij). Vlf, ri. Le condizioni furono lette dal
e. 52; Platina Vite de Pontefici. procuratore del s. Uffizio, e Du-
La stessa Firenze, nel 1480, tli Perron istruttore del re le accettò
assolta scomunica, che Sisto
dalla a nome di lui, giurandone l' osser-
IV le avea data per giuste ragioni. vanza con pubblico istrumento.
Correndo la prima domenica di av- In questa occasione Clemente
vento ,
gli ambasciatori di quella Vili fece coniare in Roma una me-
città si recarono al portico della daglia col suo ritratto da una par-
basilica vaticana. Ivi, giunto il Pon- te e quello di Emico dall' altra.
tefice, proferì solennemente l'Asso- Così pure Enrico die' a' Cardinali
luzione e, secondo il rito, con una il titolo di Cugino e donò l'abba-
bacchetta leggermente percosse gli zia di Clairac al capitolo lateranese.
ambasciatori. V. Jacopo AOIterra Sopra questo argomento vegga-
nel suo manoscritto, Vita di Sisto si Vitlorelli nelle aggiunte al Ciac-
TV, che si conserva nella libreria conio, File de' Papi tomo IV^, col.
vaticana, n. 3, e Bruto Ifistoria 2.54; Giovanni Paulo Mucanzio, Re-
Fiorentina lib. VIL Inzione della riconciliazione, asso-
Nel i5io, Giulio II die' solenne- luzione ecc., Viterbo i595; INIuzio
mente l'Assoluzione dalle censure Piacentini, La felicissima benedizio-
agli ambasciatori della repubblica ne del cristianissimo re di Fran-
veneta, che a nome di lei si erano cia ec. Ferrara i^c)^; il (Cardinal
recati in Roma. Ossat, nelle sue lettere pubblicate
Finalmente è .solennissima l'As- nel 161 3; nonché la CXXX.\ I Co-
soluzione, che il Papa Clemente stituzione Divince gratin' nel Rolla-
Vili impartì ad Enrico IV re di rio, tomo V. pag. 11. I
Francia, neh' anno i )9T. Questi, ASSOLFZIOiNE dei i.mr>Tf. Co-
p(;r ascendere al trono di l'aran- si chiamano quelle preghiere, che
.sì

cia, avea abiurato il calvinismo nel- vengono fatte solennemente dal sa-
le mani dell'arcivescovo di Rourges, cerdote sopra la bara del defunto.
dal quale era stato anche assolto dal- Queste .sono praticiite generalmente
le censure. Per altio venuto ciò a sa- diipo la celebrazione della messa: tut-
ASS A SS 8£
laviti se la messa non ha luogo, pos- a sinistra : completo che I abbia ,

sono tenersi immetlialamente do- prende il luiibolo e parimenti facen-


po l' iiilxzio. L' origine dell' Assolu- do il giro incensa tre volte la bara a
zione rinionla a' primi secoli della destra e a sinistra. Dipoi ritorna-
Chiesa. S. Dionisio [de. Eccl. Ilierarch.) to al suo luogo, soggiunge: Et ne,

ci ricorda, che al suo tempo si fa- nos inducas in lentalioneni , cui vicn
cevano preghiere intorno al cadave- risposto dal coro : Sed libera nos a
re, portato che fosse alla chiesa. Vit- malo. Indi aggiunge alcuni altri ver-
tore uticense [De persecut. vandalìc. setti, e poi una particolare orazione

Jib. II) la chiama solenne orazione. pel defunto. Terminata anche que-
Il l'ito, che osserva la Chiesa latina sta, il sacerdote colla mano destra
jiclTeseguirla, è del seguente tenore. fa un segno di croce sulla bara di-
Finita la messa, prima fu cele- se cendo Recjuicni ivlernam, etc, e lutti
brata, il sacerdote depone la pianeta si avviano alla sagrestia col mede-
ed il manipolo, e assume il piviale simo orchne, con cui erano ptirtiti
nero. Intanto il cUacono ed il sud- dal coro.
<liacono depongono anch'essi il ma- Se il defunto è la persona del
nipolo, e quest' ultimo, presa la cro- Sommo Pontefice, di un Cardinale,
ce, in mezzo a due accoliti con cerei di un vescovo, di un principe, o
accesi va innanzi, precedendolo altri di qualche altro insignito di cospi-
due accoliti, uno col turibolo, l'al- cua dignità, allora è conveniente che
tro con l'acqua j^enedetta. Alla cro- r Assoluzione si faccia non solo dal
ce van tiietro a due a due tutti i sa- vescovo celebrante, ma da altri quat-
cerdoti, e si chiude la processione col tro vescovi, o prelati, o almeno, se
celebrante accompagnalo dal diaco- non possono avere, dai quattro
si

no. Giunti alla bara, il suddiacono canonici più degni. In quel caso
colla croce si mette a' piedi del de- tutti cinque appai-ati di piviale, do-
funto, s'è laico, ovvei'o alla testa, po la messa processionalmente e col-
s'è sacci-dote, ed il celebrante di fac- r ordine stabilito dal cerimoniale, si
cia alla croce. Questi incomincia su- avviano alla bara. Là giunti, il ve-
bilo ìYo/j //^^re.? eie, e, finito che l'ab- scovo celebrante si mette in capo,
bia, si canta dal coro il responsorio e gli altri c|uattro uno per angolo
Libera me, Domine etc, circa il ter- della bara, secondo l' ordine di an-
mine del quale, il celebrante pone zianità. Il celebrante dice l'orazione
l'incenso nel turibolo. Terminato che Non intres, etc, dipoi i cantori co-
sia, vien intuonato da due cantori minciano il responsorio: Subvenite,
del primo coro il Kyrie eleisonj sancii Dei etc. cogli altri versetti
altri due del secondo rispondono di metodo, ed il primo de' quattro
Christe eleìson, e poi tutti di nuovo prelati o canonici eseguisce nel modo
Kyrie eleìson. Ciò fatto, il celebran- solito l'Assoluzione; indi si cauta
te ad alta voce Pater no-
dice un responsorio, e poi il secondo fa
•Her, e mentre lo va terminando in la stessa cerimonia, e cosi di seguito
silenzio, prende l' aspersono dalle fanno gli altri. Terminate le quattro
mani del diacono, e seguito da que- Assoluzioni, viene intuonato \\ Libera
sto, percorre un circolo intorno al- me, Domine etc: quindi il vescovo ce-
la bara, aspergendola di acqua be- lebrante fa anch' egli l'Assoluzione,
nedetta tre volte a destra e Ire compila la (piale e partili coli' or-
voi. ni. 1 1
82 ASS ASS
dine di prima, ha termine la ceri- Marlene, De antiq. Eccl. disciplin.
monia. V. Rituale Rom., Cxrenion. tom. IH, cap. 33, u. 28.
Episcop. de Exeqiiiis j e Bauldry, La festa dell' Assunzione è prece-
Manuale sacrarwn ccerem. p. Ili, duta dal digiuno. 11 Pontefice Ni-
cap. XIV, p. V, e. 9, art. 2, nonché colò I, eletto neir 858, fa memoria
gli arlicoU Cadavere e Cappelle di questa pia costvunanza , ed anzi
Pontificie, al cni §. VI. si parla di afferma che da gran tempo si pra-
quelle de' Novendiali. ticava nella Chiesa. Rispondendo egli
ASSUNZIONE. Festa, che celebra a' quesiti de' bulgari, scrisse Secun- :

la Chiesa cattolica in onore del mi- duni sacra decreta Ha, in iis ctiaiìi
racoloso trasporlo di Maria Vergine a licilis se quibusdam ahstineaut
al cielo incorpo ed in anima. Essa è quadragesimali videlicet tempore, je-
praticata nell' oriente che nell'oc-
si junio post Pentecoslen, jejunio ante
cidente col rito il più solenne ; anzi solemnitateni Assumptionis sanctcc
da alcuni santi dottori le \ien dato il Dei gcnitricis ... quce jejunia sancla
titolo di gra?i festa. Se ne ripete la romana suscepit antiquitas, ci te-
istituzione sino dal secolo VIj nel qua- net Ecclesia. Labbé, toni. A III dei
le crebbe assai il culto della beatissi- Couc.
ma Vergine, in forza anche della ante- A ppresso alcuni orientali il digiu-
riore memorabile condanna dell' ere- no in preparazione di questa solen-
sia nestoriana, fatta dal concilio efe- nità è di pili giorni : incominciano
sino , ^3i. Il Tommasino
l'anno essi dal primo di agosto e continua-
nel suo trattato de Feslis 1. II. e. X, no sino al decimoquinto, non omet-
n. 20, asserisce che dopo quel con- tendo che il giorno sei, nel (piale si

cilio si cominciò a parlare libera- celebra la festa della Trasfigurazione


mente dell' Assunzione di Ilaria , e del Signore (Fedi). Veggasi Giu-
che i fedeli, per consecrarne la me- seppe Sim. Asscmani, Biblioteca orien-
moria, stabilirono appositamente una tale tomo II.
j
festa. Certo è, che il Pontefice Sergio L' officio dell' Assunzione si cele- \
I, eletto nel 687, avea ordinato, che bra con ottava. Questa fu istituita
oltre le feste dell'Annunziazione, del dal Pontefice Leone IV circa l'an-
s. Natale ce, anche nel giorno del- no 847 ; tuttavia per allora non fu
l' Assunzione la processione , in cui si esteso il Chiesa uni-
privilegio alla
cantavano le litanie, uscisse dalla chie- versale, cui venne conceduto coll'an-
sa dis. Adriano e si avviasse a quella clare del tempo. J^. Sigiberlo all'an-
di s. Maria Maggiore dunque prima: no 847, e Tìencdetto XIV, De fe-
di Sergio Papa era istituita la fest^i stis Bealiv Virginis cap. Vili §. .\;
Però dessa venne celebrala per qual- come pure l'articolo Cappella Pa-
che tempo a' 18 gennaio, e l' im- pale dell'Assunzione al §. X delle
perator Maurizio fu quegli, die ne Cappelle Pomiucie.
ottenne la traslazione a' 5 di ago- 1 ASSLRIAM, o ASSURTA NI ,

sto, ciocché dipoi venne abbracciato ramo di Donatisti. ^. Donatim i

dalla Chiesa universalmente. Vc-


o A SS URO {/I.s.uircn.). Città ve-
gasi Niceforo Calisto lib. N\ li, cap. .scovile in partibus in Africa, sulTra-
28; Earonio alle note del marti- ganea della nieliopoli di Cartagine,
rologio nel giorno i5 agosto; Ma- nella proviniia proconsolare, rhia-
billon, Liturgia gallicana lib. li, mata aachc Aaurac e Asiuia.^.
A ST AST 83
Viene posta sulla «;trada da Cartagi- rificenze e rendite di nipote dello stes-
ne a Siifetulac. so Pontefice, venne fatto membro di
ASSUS. Città vescovile, sino dal V tutte le congregazioni di Roma, gli
secolo, della diocesi e della provincia fu affidato il governo della città di
d'Asia, uri tempo della Mesia o IMisia, Fermo, la legazione di Avigno-
sufFraganea di Efeso. E la stessa che ne, e venne eletto a protettore dei
Apollonia, ed era una colonia di eolii. minori conventuali. Ma non andò
Di questa menzione negli Atti
si fa molto tempo, che 1 Astalli si vide
degli a])osloli, e crede che s. Pao-
si fatto il bersaglio dell' invidia più
lo, e gli altri compagni del suo viag- accanita. Privato degli onori e di
gio, nonché s. Luca vi abbiano pre- quasi tutte le sue rendite, veniìe ri-

dicato il vangelo. Ai nostri giorni legato nel feudo di Sambuci, che


chiamasi San-Quaranta. a lui apparteneva. Fu istituito un
ASTALLI (degli) Astvldo, Cardi- jirocesso sulle supposte sue accuse,
vaie. Astaldo degli Astalli era roma- che ben presto venne sciolto per
no di nascita. Celestino II, nel d\ del- mancanza di prove. Fu anche ac-
le ceneri dell'anno i 1 445^0 promosse cusato d'infedeltà verso il Papa, ma

alla dignità di diacono Cardinale dis. si conobbe la sua innocenza. Dopo


Eustachio, e poscia di prete del ti- la morte d'Innocenzo X, fece ritor-
tolo di s. Prisca. Intervenne ai co- no in Roma, ed intervenne al con-
inizii di Lucio II, Eugenio III, Ana- clave di Alessandro A'^ll. In progres-
stasio I\ ed Adriano IV, nonché so fu dichiarato protettore del re-
n quelli di Alessandro III. Sotto il gno Napoli e Sicilia presso la
di
Pontificato di quest' ultimo , com- santa Sede. Essendo rimasto vacan-
pi r Astalli i suoi giorni, dopo tre te il vescovato di Catania, Filippo IV
lustridacché era stato fregiato della re diSpagna lo nominò a quella
porpgra. Nei tempi calamitosi dello cliiesa. Il nuovo prelato molto af-
srisma egli restò mai sempre fedele faticò pel bene delle anime alla sua
al legittimo capo della Chiesa di cura affidate fino al momento del-
Cristo. la morte che avvenne nell' anno
,

ASTALLI Camillo, Cardinale. i663 La sua spoglia fu sepolta


.

Camillo Astalli trasse origine da una in quella cattedrale in un avello di


ragguardevole ed antica famiglia ro- marmo.
mana, nel i6[6, e, secondo altri, nel ASTALLI Fulvio, Cardinale. Ful-
16 19. Avendo compiuto con molta lo- vio Astalli, nipote del precedente, e
de il corso delle lettere amene e delle nobile romano, vide la luce nella dio-
scienze, fu annoverato ti'a gli avvo- cesi di Tivoli inSambuci, feudo di sua
cati concistoriali, ed in appresso tra famiglia, nel i655. Appena ebbe in-
i chierici di Camera colla presiden- dossata la veste prelatizia, Clemente
za delle carceri. Poscia Innocenzo X X, suo affine ed amico, lo ascrisse nel
per una straordinaria predilezione, ruimero dei chieiici di Camera, e lo
e col consiglio del Cardinal Panciroli, fece presidente degli archi vii. Inno-
a'19 settembre i65o, lo creò prete cenzo XI gli affidò la presidenza del-
Cardinale del titolo di s. Pietro in le armi, e quindi per ridonare ripu-
Alontorio. Dopo essere stato adot- tazione alla famiglia, avvilita dalle av-
(ato nella famiglia Panfilii, col cogno- venture del Cardinal Camillo, creollo,
vnt\ collo stemma, col grado, colle ono- ai due settembre 1 686, diacono Cai -
84 AS T AST
<liii;ile di s. Giorgio in Velabro e lega- sort'i i natali in A versa nel regno di
to d Uil)ino, di Ravenna e Ferrara. Napoli, nel 1657. In questa città si e-
In questi importanti ulllzii si segna- rano recati i suoi genitori nel tempo,
lò soprattutto per la sua incorrotta in cui fiera pestilenza infestava la
giustizia. La Romagna va a lui de- città di Roma. Dopoché fu anno ve-
bitrice di essere stata spiu'gala da- lato tra i prelati, Innocenzo XI lo
gli assassini e facinorosi, che la in- elesse giudice della fd^brica di s.

nestavano, e di avere sperimentato Pietro, e presidente della congrega-


gli elTetti della sua benefica carità zione di s. Ivo. In appresso Alessan-
in tempo di carestia. Disseccò con dro Vili lo nominò suo uditore,
ampie fosse le paludi di Cervia, e gli conferì un canonicato nella ba-
< osi allontanò da quelle campagne silica vaticana, gli diede le cariche
l'aria pestifera. La città di Raven- di consultore del s. Offizio e votan-
na mossa dalle egregie geste del- te di segnatura di grazia, e lo a-
I Astalli, lo elesse a suo protettore. scrisse a varie congregazioni. Nel
Deposta la sua diaconia, fu eletto 1692 fu mandato da Innocenzo
a vescovo di Ostia e Velletri, e do- XII agli svizzeri coi carattere di ,

j)o aver governato saggiamente quel- nunzio. Egli si oppose con invitto
la sode, terminò di vivere in Roma, coraggio agli eretici, i quali volea-
decano del sacro Collegio, nel 1721. no impedire la consacrazione del
ì II sepolto nella chiesa di Aracoeli nuovo vescovo di Coirà, e moveva-
n(dla cappella di s. Francesco Sola- no guerra agli Ordini religiosi. Ma
no dov"è la tomba de' suoi antenati. siccome la sua salute andava di gior-
La vitj di questo esimio Porporato, no in giorno peggiorando, dopo a-
scritta da Raimondo Gavotti, si trova verne ricevuto il permesso dal Papa,
nel tomo III degli Arcadi defonti. fece ritorno in Roma. Allora fu fit-
ASTATI o ASTAZIANI. Eretici to secretarlo dei vescovi e regolari,
tiol secolo IX, di cui era capo un dignità che gli fu cambiata colla
cei-to Sergio, ch'arasi proposto di presidenza di Urbino, ove si rese
rinnovare il manicheismo. Il loro no- celebre per la sua incorrotta giusti-
me, che deriva dal greco, significa zia. Mentre esercitava questo ono-
incostanti,e fu dato ad essi pm- revole incarico, Innocenzo \ll, a'
chè mutavano a capriccio lingua i4- gennaio iBr)C), lo elesse pre-
e credenza. Costoro faceano eziandio te Cardinale del titolo di s. Mar-
uno strano miscuglio delle pratiche tino, e vescovo di Ancona. Il Som-
giudaiche con quelle del cristianesi- mo Pontefice, nell'atto in cui lo
mo. Allorché Niceforo sedeva sul tro- preconizzava a quella chiesa, pro-
no, questi eretici vantavano di esse- nunziò qut^ste memorande parole :

re da lui favoriti; ma sotto Bli- Daniiis Ancona; e pi scopi (ni san-


chele Curopalata vennero severamen- c.lum. Appena entrò in possesso del-
te repressi. la sua diocesi, si diede con tutto
AST.VTIANI. Eretici, i quali sono l'impegno agli esercizii del pastoral
una stessa cosa che gU Astali. T\ A- ministero. Né contento di edidrare
STATl. il suo gregge colle parole, lo face-
ASTE ((!') MvRcni.i.n, Cardinale. va anche colle opere. Castigava il
.Marcello d .\ste apparteneva alla fami- suo corpo e lo riduceva in isch in-
glia romana dei baroni (h Aste, ma vilii coi llagelli, colle vif'ilic e con
AST AST 85
lunslip meditazioni. Per ronsii'lio ASTERIO (s), vescovo di Pe-
«lei medici recossi in Bologna, ove tra nell'Arabia. Leggesi di lui,
compì la sua mortale caniera nel che nel 34?, intervenne al concilio
1709 in odore di santità. Fu sepol- di Sardica cogli ariani , dei quali
ad
to nella chiesa dei predicatori, e, scoperse le inique frodi, e che po-
intercessione Dio concedette
di luij scia fece ritorno alla
sua chiesa, ove
molte grazie sì in vita, che dopo la tranquillamente volò in seno al suo
sua morte. Cola Doni ne scrisse le Dio. La festa n' è segnata ai io
geste , che si possono leggere nel giugno.
tomo IV degli Arcadi i/lustri. An- ASTERIO , CarcUnnìc prete
che Lodovico Pandolfìni ne compi- dei santi Piidente e Pudenziana
lò la Fila, che fu stampata in Ro- nel titolo di Pastore. Viveva nel
ma nel 7 I 1 . l'anno 4oÌ, i'i cui la sede di s.
ASTERIO (s. ), martire. P'. s. l*ietro eraoccupata da s. (Gelasio F.
Claudio. ASTERISCO. Piccola stella, che
ASTERIO (s.), metropolitano di mettesi nei libri per ragione di
Amasia nel Ponto, e dottore della qualche avvertimento ai leggitori.
Chiesa , fiorì nel secolo quarto. La Chiesa ne' suoi riti lo appose
Attese nella sua giovinezza , sic- trammezzo a' singoli versetti dei sal-
come testimonia egli stesso, allo mi afTinchè i cantori e chiunque
,

studio dell'eloquenza e del diritto, recita il divino uffizio, dove trovano


ed arringò gran tempo nel foro. tal segno, ivi facciano una pausa
Morto Eulalio, arcivescovo di Ama- conveniente.
.Via, e invitato Asterio a sostenerne ASTI [Asten.), detta eziandio
le veci, egli, che già da molto tempo Asta Pompeja. K antica città, con
meditava di rendersi ecclesiastico, residenza di un vescovo, nel Pie-
accettò l'invito, e diede esperimenti monte. Oscura n' è la origine, co-
di ardentissimo zelo. Morì l'anno mechè la tradizione ce la dica fon-
4oo, o in quel torno. I sermoni, data da Groner. Giace in ridente
che rimangono di s. Asterio, av- pianura sul Tanaro tra Alessandria
vegnaché in picciol numero , sono e Torino. Vuoisi che Brenno, capi-
im monumento della sua pietà ed tano de' galli sennoni, se ne impa-
eloquenza. Se ne celebra la festa dronisse, costruendovi una fortezza.
al dì 3o di ottobre. Fu Asti colonia romana, onde chia-
ASTERIO o ASTIRO o A STU- mavasi Asta Colonia; ma nel tem-
RO (s.), senatore romano. Nell'an- po della guerra civile tra Mario e
no 261, o nel seguente, in cui INla- Siila, i galli la rovesciarono dalle
crino infieriva contro la Chiesa, fondamenta. Dicesi che Pompeo ri-
questo illustre personaggio diede stabilendola le imponesse il no-
onorifica corpo di
sepoltura al s. me presente di Asta Pompeja. Giu-
Marino, che in Cesarea avea colto la lio Cesare, essendo proconsole dei
palma del martii'io. Quantunque i galli, vi fece edificare un pretorio
latini onorino s. Asterio come mar- ed un'alta torre, e quando fu dit-
tire, non si può asserire con cer- tatore, un ponte di marmo sul Ta-
1c7.7.n, ch'egli abbia data la vita per naro. Dopo la decadenza dell' im-
la fede, essendoché Eusebio non pero romano, ora fu serva ai goti
ne i]\ pai'ola. ora ai longobardi, ora a Carlo Ma-
86 AST AST
£;iio e ora nel Ottone // Grande, Torino, godendo il suo vescovo il ti-

che la rendette città dell' impero. tolo di principe d'Asti. Il capitolo ha


Libera però in seguito si fece, e quattro dignità, la maggior delle quali
costituitasi in repubblica, giunse al- è il prevosto, con diciotto canonici,
l' apice dello splendore. Cadde po- varii cappellani e cherici pel servizio
scia, nel I 379, in potere dei Visconti del coro. I frutti della mensa sono
<ltichi di Milano, e Giovanni Ga- tassati ne' libri della Camera apo-
leazzo I la diede a titolo di dote stolica in fiorini 618. Oltre la cat-
a Valentina sua figlia sposatasi al tedrale hannovi sette altre parroc-
duca d' Orleans. Restò sotto la chie nella città, delle quali una
Francia sino alla pace di Cambrai, intitolata a che è col-
s. Steflxno,
in cui da Francesco I re di Fran- legiata. Esistono un monistero di mo-
cia fu data a Carlo V. Questi nache, tre conservatori!, l'ospedale,
la cedette alla duchessa di Savoia il monte di pietà e il seminario.
sua cognata morta la quale passò
, ASTINENTI. Eretici, che sul de-
in poter di Emanuele Filiberto suo clinare del secolo terzo, infestarono
figlio- Per due vo]tg nelle guerre le Gallie e la Spagna. Costoro non
del secolo XVIII f^, p^gsa dai fran- approvavano il matrimonio, condan-
cesi al tempo eli Lui»'^ ^^V nel navano r uso del vino e della carne,
i-o^; ma ripresa, nel l'joi, ^^ Vit- e riguardavano lo Spirito santo co-

torio Amadeo II duca di Savoia, me una creatura. Alcuni sono di


occupoUa nuovamente la Fi-ancia avviso che gli Astinenti fossero una
nel 174^, così volendo Lu'g' ^^^ cosa stessa co' Ieratici ; altri pen-
finché nell'anno seguente C^rlo E- sano che i loro errori fossero |)ia
manuele III re di Sardegna, la l'ii^- conformi a quelli degli encratici.

nì a' suoi dominii. K. Ieratici ed Excr^tici.


San Ciro, discepolo di s, Pietro ASTOPtGA [Astoriccn., Asiuriiim
e vescovo di Pavia, recò primo il Ciinontanorum, o Axtiiria Augnala).
vangelo agli abitanti di Asti. Gran Antica città con residenza di un ve-
numoi't) di martiri ebbe essa nei scovo nella Spagna, sotto la metropo-
primi secoli della Chiesa. Il primo li di Compostella, in amena pianura

suo vescovo s. Evasio (f^edi), vive- poco lunge dal fiume Astura oraTuer-
va nel secolo IV, dappoiché la sede ta: fiume, che die' nome alle A.stiu-ie,

vescovile vuoisi eretta l'anno 35o. di cui Astorga è la capitale. Fu già


Asti diede i natali al celebre giu- città forte, col titolo di marchesato.
riseon'julto M. A. Natta, ed al famo- Astorga si sostenne alcun tempo con-
so Vittorio Alfieri. tro le forze di Napoleone, nella guei'-
Conserva ancora Asti molle del- ra nazionale, ma venne occupata dai
le sue vetuste torri ha solide mu- , francesi a' 12 aprile 18 io. 1^ degno

ra e forte cittadella. Ad essa re- di osservazione nelle vicinanze di


cossi Innocenzo IV, Fiexchi, di Ge- questa il lago SiTiahrìr/, e l'abban-
nova, nel I
244» alIo''eh(; scampando donato castello de' conti di Bene-
dalle insidie di Federico li, passò vento, che si vede torreggiare nel
nella Francia. La sua bella catte- mezzo del lago stesso.
drale di antico gotico disegno, è de- La sede vescovile vi fu istituita
dicata alla B. V. Assunta ed , è prima del IV .secolo. La cattedrale
suffraganea della metropolitana di di Astoi-ga è assai bella ed degan-
AST AST 87
te dedicata
, alla Beata Vergine Filippo V alla sede vescovile di Bar-
Assunta in cielo. Io essa si conserva cellona. Dopo un lustro ottenne e-
il capo di s. Torribio patrono della ziandio la carica d'inquisitore generale
città. Fu già chiesa regolare dell Or- di tutta la Spagna. Intervenne per
dine cluniacense, ed ha un capi tolo, che mezzo di legittimo procuratore al
si compone di tredici dignità, prima del- concilio provinciale di (jironda. JVel
le quali è il decano, di ventidue canonici 17 17 permise ai cappuccini di eri-
compreso il teologo, il penitenziere, gere un convento entro le mura di
con altri prebendati, cappellani ec. con- Barcellona. Tre anni dopo il Som-
sistendo la tassa in novecento fiorini. mo Pontefice Clemente XI lo tras-

In quella cattedrale si celebrò un ferì alla chiesa di Toledo, ed il

concilio nel V secolo, cioè nel 447> re dichiarollo suo intimo consiglie-
contro gli eretici manichei , come re. Poscia Benedetto XIII, ad istan-
abbiamo dai Baluzìo. ÌN'el 947? adu- za del re, a' 2(3 novembre 1727, lo

nossi iu Astorga un altro concilio creò prete Cardinale di S. R. (Chie-


ma, secondo il Lcnglel, ne andarono sa, nella qual dignità ei si rendette

smarriti gli atti. In Astorga si tro- illustre pel suo zelo e per la carità
vavano quattro monisteri, cioè due versoi poveri. Avea compiti sette an-
di uomini e due di donne, semi- ni di Cardinalato, quando, nel 1734,
nario monte di pietà e due ospe-
, terminò i suoi giorni a Madrid in
dali. Nella sua diocesi si contavano odore di santità. Ebbe sepoltura nel-
novecento tredici parrocchie divise la cappella del ss. Sacramento, del-
iu sei arcidiaconati e ventitre arci- la quale era stato fondatore.
preture; le abbazie di Usgralles, in ASTRACAN. Città vescovile, fino
latino Nucariae ,
Caracedo e di di dal X\T secolo, della diocesi di Mosco-
.^an Martino di Castaneda dell' Or- via, tra il Volga e lo Jaika,sul mar Ca-
dine cistcrciense; quella di s. Maria spio. Nel detto secolo lo Czar Giovan-
di Valle-Aurea dell' Ordine premo- ni BasiloAvitz la sottomise a' suoi sta-
siratense, doppio monistero di uo- ti ; quindi fu riguardata come una
mini e di vergini; quelle di s. Sal- delle più cospicue sedi di Mosco-
vatore di Las-Duegnas e di s. Mi- via , e le si aggiunse la chiesa di
chele di Las-Duegnas di vergini Terskos.
entrambi dell' Ordine cislerciense : ASTROLOGIA. Arte, per le cui
finalmente le collegiate di Villa fran- regole credesi poter conoscere il fu-

ca e della Vergine di Puileno: que- turo, secondo la ispezione, la po-


st' ultima di canonici regolari. sizione e la influenza dei corpi
ASTORGA (d) Diego y Cespides, celesti. Ordinariamente si congiun-
Cardinale. Dìes^o d' Astorga trasse i geva al nome di Astrologia 1' e-

natali inCalpe nella .Spngna, nel i S-jG, pitteto di giudiziaria, e ciò a non
da genitori d'ignobile schiatta. Ab- confondere codesta arte ingannevo-
bracciato lo stato ecclesiastico, sosten- le e falsa con l'astronomia, cioè con

ne l'incarico di vicario generale dei la scienza degli astri, cui si appar-


vescovi di Cadice e di Ceuta, nonché tiene discernere i corpi celesti, di-

luffizio d'inquisitore di Murcia. Tan- stinguere i fìssi dagli erranti, segna-


to egli si distinse nell'esercizio di re la via degli uni e degli altri, de-
questi ministeri, che nel 17 i5, sot- terminare il tempo delle operazioni
to Clemente XI, hi nominato da di agricoltura, la rispettiva posizio-
S'ó AST AST
ne dei securamen-
paesi, e couclurrc di Bologna e Padova etl in quasi
te i naviganti tiammezzo alla im- tutte le altre di Europa. L'arte lo-
mensità dell'Oceano. Oggidì però ro vana avea per modo sedotto an-
assolutamente chiamasi Astrologia, e, che gli uomini più dotti, che noi
come ognun vede, essa è assoluta- vediamo un Pietro d'Abano, nel i 25o,
mente illecita, vana, falsa, supersti- professare l'Astrologia in Padova, ed
ziosa, nulla potendo i corpi celesti uno de' piìi valenti medici di quel
sulla volontà degli uomini, la quale tempo riferiva al corso degli astri
è essenzialmente spirituale, libera, il periodico andamento della febbi'C,
indipendente dall influenza di tali a- tentando di persuadere ai padovani
genli esteriori. Perciò essa fu con- di rifabbricare la città loro sotto una
dannata dai Papi , dai padri , dai data congiunzione dei pianeti e far
conci li i e dai teologi. dipingere sul muro del pubblico pa-
Coloro, che professavano una tal lazzo un gran numero di figure rap-
scienza, dicevansi ora caldei j ora a- presentanti le stelle ed i pianeti col-
strologi, sovente genetliaci, e qual- le varie azioni che dipendevano dal-
che volta planetarii, matematici ec. la influenza di esse.
Scrive s. Luca negli Atti degli apo- Nel 1.524 furono gli astrologi da
stoli, che furono bruciati in Efeso da tutta l'Europa convinti, e schernili
alcuni, i quali si convertirono alla pre- di manifesta menzogna, quando nei
dicazione di s. Paolo, i libri di negro- loro dicevano , dovere
almanacchi
manzia e di astrologia giudiziaria, tutta la terra esser sommei'sa dal-
poiché poche volte va l'uua senza le acque per l'insolita o prodigiosa
l'altra. congiunzione de' tre pianeti superio-
Anche il Sommo Pontefice s. Si- ri, nella triplicità acquatica; essen-

rlcio del 385, li condannò. /^. Fran- do tra essi una regola che tal con-
cesco Girves Hisloria priscillianisla- giunzione non si fa gianunai in tem-
riiin, sive de hcercsi priscilliaiuc^ Ili- po di estate senza un grande incendio,
storica dissertatio. S. Giegorio I il e l' inverno senza un' inondazione
Grande Papa del Sgo , confutò universale: eppure non si vide mai
i prisciUianisti , che dicevano o- anno piìi bello e piìi sereno.
gni uomo nascere sotto le costel- Malgrado tante smascherate fal-

lazioni. sità, continuarono lunga pezza gli a-


Le ecclesiastiche leggi in ogni tem- strologi a predire colla scorta delle
po si opposero agli astrologi. 11 con- stelle la durata dell' umana vita e
cilio Ancirensc, quello di Parigi nel- gli avvenimenti ora prosperi, ora
l'anno 829, e il primo di I\lila- avversi. Dicevano avervi un' analogia
no proibirono a tutti di appli- intima e necessaria tra le parli su-
carsi allo studio della Astrologia. periori e le inferiori in guisa, che
Papa Alessandro III pun\ con la so- ogni essere sia sottoposto ad un astro
spensione di un intero anno un sa- da cui di{)endono tutte le sue congiun-
cerdote, che crasi servito d'un astro- ture di principio, di durata, di fine.
labio, per discoprire un furto follo Tra gli astri, diceano essi, alcuni sono
nella propria chiesa. mascolini, altri femminini; gli uni o-
In onla a lutto ciò, nel secolo XIII rientali ,
gli altri occidenlali ; altri
e XIV, gli astrologi erano giunti ad a- notturni, altri diurni, ce. Essi sono
vcr cattedra nelle cclcbii univci>ilà suscettibili di tristezza e di gioia.
AST ATA Sg
d'amistà e d'inimicizia, di simpatia ìmmenls singuliers, qui ont rapporl
r di antipatia, di convenienza e di à la religion dcs plus anciens peu-
discordanza. Saturno rende bruni ples, avec Vexanien de la dernie-
cauti, gravi, lenti, avari, taciturni ; re edition des ouvrages de saint Je-
Gioi'e buoni, religiosi, prudenti, mo- rome.
desti, ec. ; Marie rossi, crudeli, fero- Urbano Vili con diverse bolle,
ci, perfidi, ec. 11 Sole colma di glo- vietò l'Astrologia giudiciaria sotto
ria, di onore, di stima, rende forti di pena di scomunica, di confìscazione
corpo e di spirito, pieni di speranza, pei vescovi e pei prelati ; contro i

vittoriosi, ec. Venere dediti alla la- laici poi e contro i chierici sotto
scivia, avvenenti, puliti, galanti, ec. pena fin anco dell'estremo supplicio.
La Luna incostanti, mentitori, adu- Ma ciò che far non seppero i
latori, delatori, ghiotti, ottusi, ec. fatti, le censure ecclesiastiche, i ra-
Quanto sia non diremo assurdo, gionamenti dei dotti, lo fece a poco
ma detestabile l'intraprendere la co- a poco il progresso dei lumi. Co-
gnizione dell'avvenire contingente e minciò nel secolo decimoquinto l'ac-
riservato solo all'eterna Provviden- cademia platonica fondata da Lo-
za, circondata pegli uomini di not- renzo de Medici in Firenze ad ope-
te e tenebre impenetrabili, basta con- l'are la gran rivoluzione, che la for-
siderare che Iddio solo da tutta l'e- za avrebbe invano tentata. Allora
ternità conosce tutte le cose, che han- si cominciarono ad esaminare, a con-

no d' accadere nel decorso di tutto futare i sogni dell'Astrologia giudi-


il tempo, e nell'età di tutti i secoli, ziaria, e l'osservazione e l'esperien-
poiché Egli le ha disposte con am- za pigliarono luogo della cieca a-
il

mirabile provvidenza. Or queste co- bitudine e dell' impostura. A mano


se sono ignorate dalla debolezza a mano che crebbero lumi, sce- i

della mente vunana. mò il credito dell'Astrologia, la qua-


Vedi la bolla XXVI di Sisto V, le cadde finalmente nel meritato dis-
a' i5 gennaio i586, che incomin- prezzo.
cia Cceli et terree creator Deus, ATANASIA (s.), vedova, badessa
che si legge nel tomo IV parte IV di Timio in Grecia. Trasse i nata-
del Bollario 176, contro gli
pag. li neir isola di Egina verso il princi-
astrologi giudiziari, la chiromanzia, pio del secolo nono. Per obbedire
i zingari , fulminando gravi pene a' suoi genitori, si unì in matrimo-
contro le figure Genetliache, chia- nio con un officiale, il quale dopo
mate volgarmente Natività, e vedi qualche tempo venne ucciso in una
ancora il primo concilio di Toledo battaglia contro i saraceni. Quindi
can. 16; Tommaso, pag. i. g. 1 15. sposò un secondo marito, imperoc-
art. 4^2. Sec. gucest. ^5. art. 5. ché l'imperatore Michele Balbo avea
in corp. ; Pico dellaMirandola il ; divulgato una legge, con cui costrin-
P. Marsenne ; don Jacopo Martino geva le nubili, e le vedove giovani
benedettino della congregazione di a mai'itarsi. Questi due conjugi ac-
s. Mauro nel suo Traile de Vaxtro- consentirono di abbandonare il mon-
logie judiciaire, stampato a Parigi do. Atanasia cangiò la sua abitazio-
nel lySg presso Lambert Durand, ne in un convento regolare, che go-
in seguito ad un' opera in quarto in- vernò per quattro anni in qualità
titolata Explication de divers mo-
: di badessa. Ritirossi appresso coUc
VOL. HI. j 2
qo ATA ATA
Mw religiose in un luogo più rimo- concilio dopo la condanna degli a-
to, al quale diede il nome di Ti- riani. Ma quella prima di lui vit-
mio. Quindi recessi a Costantinopo- toria fu la sorgente di tutte le perse-
li, chiamatavi dall' imperatrice Teo- cuzioni, alle quali soggiacque. Passato
dora; e dopo sette anni fece ritor- di vita s. Alessandro, fu eletto Ata-
no alla sua cara solitudine, ove com- nasio a patriarca d'Alessandria per
pì la mortale carriera. I greci ne unanime consenso di tutto il popolo
onorano la memoria ai i4 di a- e dei vescovi circonvicini ; e quantun-
gosto. que ei si fosse nascosto perchè quel-
ATANASIA (s.), martire in Egit- la elezione non avesse luogo, fu nondi-
to. Sostenne il martirio m compa- meno cercato, e consecrato nel 326,
gnia dei santi Ciro e Giovanni. V. in età di forse trenta anni. Non si

s. Ciro. tosto montò quella cattedra , che


ATANASIO (s.), martire. V. s. consecrò Frumenzio, e mandollo alla
Romano martire. conversione degli etiopi alla quale ,

ATANASIO (s.), patriarca di A- aveva egli stesso posto mano con


lessandria, venne in luce quivi mede- grandissimo vantaggio; ma da altra
simo verso r anno 296. Ebbe a ge- parte dovette andare impacciato in
nitori due virtuose persone, i quali molte brighe, cagionategli dai me-
lo fecero per tempo educare con la leziani, nella loro eresia pertinacis-
miglior cura possibile. Non appena simi. Appresso , siccome era egli
ebbe Atanasio imparata la gramma- l'acerrinìo nemico dell' arianismo,
tica e i primi elementi delle scienze, fu calunniato dagli ariani presso
che da s. Alessandro, stato poi ve- r imperatore Costantino ben due
scovo della sua patria, fu chiamato volte; ma se ne scolpò, smasche-
presso di sé, diretto nel contegno, rando la falsità dei delitti apposti-
avuto per amico, e fatto poco stante gli, e ne raccolse non che biasimo,
suo segretario. In tale uflicio però lode ed onore e favorevoli i*escritti

non occupossi Atanasio se non bre- da quel monarca. Ma


sebbene non ci
ve tempo, perocché, desiderando di fosse pili a che dire sulla innocenza
rendersi ecclesiastico, ritirossi, a ben di lui, fu poco dopo accusato di
disporsene , nel deserto stesso , ove nuovo e costretto ad andarsene in
s. Antonio menava vita solitai'ia. esilioa Treviri ove giunse al co- ,

Ciò avvenne l'anno 3i5. Ritornato minciare dell'anno 336. Poscia do-
in patria, fu ordinato diacono nel vette abbandonare la sua diocesi
3 19 dal suo vecchio direttore ed quattro altre volte. Primamente nel-
amico s. Alessandro. Infanto, siccome l'anno 341 si rifugiò a Roma, do-
r arianismo metteva radice, e ci vo- ve dal Pontefice san Giulio I fu
leano forti colpi per diradicarlo, fu giustificato e riconosciuto in dirit-
convocato il celebre concilio di Ni- to di ritornare alla sua sede, dal-
cea, l'anno SsS, nel quale il diacono la quale era stato espulso per la
Atanasio, condottovi da s. Alessan- elezione di Piso a vescovo d' Ales-
dro, fece luminosa mostra del suo sandria fatta dagli ariani e con-
sapei'e e del suo zelo, confondendo fermata dall' imperatore Costanzo ;

Ario e tutti gli altri proteggitori di poi, sebbene ritornato in patria,


cotesto eresiarca. Ebbe ancora mol- accolto dal suo popolo a foggia di
ta mano negli affari trattati in quel trionfatore dovette novellamente
,
ATA ATA 91
fuggirsene per essersi intruso nella vi si riscontra una grande conoscen-
sua sede un certo Giorgio, e recossi za della letteratura profana. Il san-
in Egitto presso alcuni romiti, i to dottore vi mosli'a l'origine, i pro-
quali dovette poi abbandonare, per- gressi e le stranezze dell' idolatria ;

chè seppe essere stata messa taglia indi si vale di due modi per con-
sopra la sua testa. Riparò quindi in durre gli uomini al conoscimento
un angusto recinto, ove a stento pote- del vero Dio; uno è la natin-a del-
va respirare, e l'anno seguente ritor- la nostr' anima ; l' altro I' esistenza
nò in Alessandria. In seguito, a- delle cose visibili.
vendo 1' imperatore Giuliano pro- 2. Il discorso sopra l'Incarnazio-
nunziata sentenza di morte contro ne, scritto verso quello stesso tem-
lui, e mandalo un ufficiale ad ese- po, non è che una continuazione del
guirla, Atanasio s'imbarcò sul Nilo precedente. Sant' Atanasio vi prova :

per andarsene nella Tebaide, ma I, Che il mondo deve essere stato


avendo deluso il cercatore che, do- creato; 2. Che solo il Figliuolo di
mandando ai compagni dell' esule Dio, per mezzo dell' Incarnazione,
ov'egli fosse, e udito che poco lun- potè liberar l'uomo dalla morte di
gi, passò oltre, ritornò in Alessan- cui l'avea reso degno il peccato.
dria , tenendosi però occultissimo. 3. L'Esposizione della fede, che
Da ultimo, tolto a perseguitare da è una spiegazione dei misteri della
Valente, in quella che i satelliti di Trinità e dell' Incarnazione contro
questo sciagurato nottetempo entra- gli ariani.
rono per forza nella chiesa, ove 4. Il Trattato sopra queste paro-
Atanasio soleva funzionare , egli si le: Tulle le cose a me sono slate
fuggì dalla città, e stette alla cam- date dal Padre. Qui tende il santo
pagna quattro mesi nascosto nella Padre a combattere le torte inter-
tomba di suo padre. Nell'anno 869 pretazioni, che gli ariani davano a
raccolse nella sua patria un conci- queste parole.
lio, per dare a terra i decreti del 5. La Lettera ai vescovi ortodos-
conciho di Rimiai, raccolto l'anno si, contro r intrusione di Gregorio
359. Un altro concilio aveva già sulla sede d'Alessandria nel 34 1-
radunato verso il 34i, e un terzo, 6. L' Apologia di s. Atanasio con-
in cui confermò i decreti di quello tro gli ariani, scritta dopo il secon-
di Finalmente dopo un
Sardica. do esilio del sauto nel 35 1. Questa
avvicendarsi di combattimenti e di è una raccolta dì fatti autentici,
vittorie, dopo l'esei'cizio delle più che distruggeano le accuse degli a-
.sublimi dopo quarantasette
virtù, e riani, e li convinceano di calunnia.
anni morì ai 2 di
d' episcopato , 7. Il Trattato dei decreti di Ni-
maggio del 3 7 3. AI ritornare di cea contro gli eusebiani. Vi si trova

questo giorno medesimo ricorre la la storia di ciò che operossi nel con-
sua festività. cilio di Nicea contro i seguaci di
Ario.
Elenco delle opere di s. Atanasio. 8. L'Apologia della dottrina di

s. Dionigi d' Alessandria, di cui gli


I. Il discorso contro i Pagani, ariani citavano la testimonianza per
.scritto verso l'anno 3 18. Questa è autorizzare i loro errori.
prima opera a Draconzio. Qi^^c-
la di s. Atanasio; e 9. La Lettera
t)2 ATA ATA
sia Draconzio era abbate d'un mo- tica , a strignere i suoi avveisarii ;

nistero; il quale, essendo stato e- ma insiste principalmente sull'auto-


letto vescovo di Ermopoli, s'era sot- rità della Scrittura, da cui prende
tratto colla fuga e nascosto. San- le armi piìi formidabili per atter-
t' Atanasio gli scrisse verso l'anno rarli.
35) la lettera di cui qui si parla, i5. Le quattro Lettere a Sera-
persuadendolo a tornare. pione di Thmuis, scritte verso l'an-
10. La Lettera circolare ai ve- no 36o, in cui è provata la divi-
scovi dell'Egitto e della Libia, in nità dello Spirito santo.
cui sono scoperti maligni disegni
i i6. Il Trattato dei sinodi, scritto
degli ai'iani. Questa fu scritta nel nell'anno 359, contiene la storia di
356, quando Giorgio di Cappado- ciò che era avvenuto a Selcucia e
cia era in procinto di usurpare la a Rimini.
sede d'Alessandria. 17. Il Tomo, o la Lettera alla
L'Apologia del santo diretta
11. chiesa d'Antiochia, nell'anno 36^. II

all' imperator Costanzo nel 356. Que- santo dottore vi esorta tutti i cattolici
sta è una delle piti eleganti e più all'unione, e ad accogliere gli aria-
eloquenti opere di sant'Atanasio, ni convertiti, purché dichiarino di
die compose trovandosi nel de-
la professare la fede di Nicea, e la di-
serto. Scrisse anche l' anno susse- vinità dello Spirito santo. Il nome
guente r Apologia della sua fuga, di tomo , che porta questa lette-

per giustificare il suo ritiro, non me- ra , davasi comunemente alle lette-
no stimabile della precedente. re sinodali nel quarto e quinto se-
12. La Lettera a Serapione sul- colo.
la molte di Ario, nella quale si tro- 1 8. La Lettera all' imperatore
vano delle importanti cose sulla sto- Gioviano, nel 363.
ria dell' ariaiiismo; e pare che fos- 19. La Vita di s. Antonio fu
se scritta nel 358. Questo Serapio- sci'itta nel 365.
ne, a cui è indiritta, credesi essere 20. Le due Lettere a Orsisio, ab-
il celebre vescovo di Thinuis. bate di Tabenna.
i3. La Lettera ai solitari, scritta 21. Il Libro dell' Incarnazione
verso lo stesso tempo , ove si parla del Verbo, contro gli ariani, è divi-
delle persecuzioni di san-t' Atanasio, so in tre parti. La prima contiene
e confutasi l'arianismo. la confutazione di ciò che gli ano-
i4. I quattro discorsi contro gli mei obbiettavano contro la divinità
ariani, scritti anche questi in quel di GesLi Cristo. La divinità dello
torno, quando il santo dottore era Spirito santo viene confermata nel-
nascosto tra gli anacoreti. Fozio am- la seconda; e la terza è per prova-
mira in questi discorsi una robustez- re colla Scrittura la cousustanzialità
za e solidità di ragionare, che schiac- del Vei'bo.
cia gli ariani. Da questi, die' egli, 22. La Lettera ai vescovi d'A-
san Gregorio di Nazianzo e s. Ba- frica, verso l'anno 369.
silio il Grande attinsero quella ma- 2 3. Le Lettere a Epitteto, ad
schia e ra|)ida elo'juenza, colla qua- Adelfio e a Massimo contro t;li ere-
le essi hanno cosi gloriosamente di- tici, che combattevano la c-onsustan-
feso la fede cattolica. Sant' Atanasio zialità del Verbo e la divinità dello
vi fa uso mirabilmente della dialet- Spirito santo.
ATA ATE 93
24. I fine libri contro Apollina- p. IVIontfaucon, che usci alla luce
re, verso l'anno 372. in Parigi nel 1698. Essa è dedica-
2 5. Il Libro della Trinità e del- ta Papa Iimocenzo XII, in tre
al

lo Spirito santo, di cui non abbia- volumi ili fol., i quali non formano
mo che una traduzione latina. che due tomi. Il secondo tomo del-
26. Oltre alle lettere di s. Ata- la Collezione dei Padri, che il p.
nasio, di cui s'è detto, egli ne scris- Montfaucon pubblicò a Parigi nel
se molte altre sovra diversi soggetti. 1706, è come un supplemento alla
27. Un Commentario imperfetto sua edizione delle opere di s. Ata-
sui Salmi, il quale mostra che il nasio.
santo avea molta abilità in questa ATANASSO. Città vescovile, sino
maniera di scrivere. Abbiamo anco- dal V secolo della
diocesi d' Asia
,

ra dei frammenti d'un Commenta- nella Frigia Pacaziana, suffi-aganea


rio sopra s. Matteo, che porta il alla metropoli di Laodicea.
nome di s. Atanasio, e cui il Mont- ATELLA. Città vescovile nella
faucon sostiene (Collect. Patr.) esse- Campania, sul Clanio,
Napoli tra
re veramente di questo Padre; ma e Capua, la cui sede da Leone IX,
Tournely ed altri dotti lo mettono ad Aversa. Se
nel io5o, fu trasferita
con le opere dubbie di s. Atanasio. ne veggono le reliquie in un luogo
28. Mettonsi ancora nella stessa chiamato Santo Arpino.
classe i libri dell' Incarnazione del ATENE [Athenarum). Città me-
Verbo di Dio, della consustanzialità tropolitana titolare nella Grecia, con
delle tre persone divine, della vir- quattro vescovi sulTraganei egualmen-
ginità, la sinopsi della Scrittura, ec. Valona, di Coron,
te titolari, cioè di
Queste opere sono assai bene scrit- di Danila e Echìna. Gli ultimi
di
te, ed è stimato in ispezieltà il li- arcivescovi titolari furono Filippo
bro della virginità. La Storia di quel Filonardi elemosiniere di Pio VII
Crocifìsso di Berito, dal quale uscii e di Leone XII, Francesco Tiberi,
del Sangue quando i giudei lo fo- poi Cardinale, e l' attuale Lodovico
rarono per ischernire il Salvatore, Tevoli elemosiniere del regnante
è indegna di s. Atanasio. Pontefice, che lo preconizzò nel con-
29. Il Simbolo, che porta il no- cistoro de' 17 dicembre i832.
me del santo dottore, non gli vie- Fra i vescovati in parlibus han-
ne attribuito se non perchè rinchiu- no rendite soltanto quello di Fa-
de la spiegazione del mistero della magosta (^
Predi'), e questo di Atene,
Trinità, sul quale s. Atanasio scris- dal quale annualmente ritrae l'ar-
se cos\ eccellentemente, e per la di- civescovo prò tempore scudi settan-
fesa del quale mostrò tanto zelo. tacinque, rendita che fu lasciata da
Egli fu composto in latino nel quin- un arcivescovo in parlibus d'Atene,
to secolo. Waterland pubblicò una ed ascendente prima alla somma di
buona dissertazione intorno a que- scudi duecento annui circa. Ora non
sto simbolo, e raccolse quant' era si dice più questo arcivescovato in
slato detto di più importante da partibus, ma solo titolare, dopo che
molti esperti critici su questo argo- la Grecia, tolta al dominio ottoma-
mento. no, fu eretta in regno. Atene di-
La migliore edizione delle opere venne sede vescovile nel I secolo,
di s. Atanasio è quella del dotto metropoH nel IX, ed esarcalo della
94 ATR ATR
Grecia nel XIII, con ventisei sedi di medicina. Soddisfece con tanta
siiffi-aganec. copia di dottrina all'importante inca-
ATENOGENE (s.), marlire, vi- rico, che tutti ne fecero le più alte
veva tempo di Clemente Alessan-
al maraviglie , e lo stesso Pontefice
drino. Prima d'incontrare la morte, Martino IV, a' 12 aprile 1281, lo
compose due inni che lasciò ai , creò prete Cardinale del titolo di
suoi discepoli come per testamento. s. Lorenzo in Lucina , e legato al
ATHLONE. Città vescovile d'Ir- re di Aragona. Fu presente al con-
landa, attraversata dal fiume Shan- clave di Onorio IV, e due anni do-
non. Nel 1691, assediata dal princi- po terminò di vivere in Roma nel
pe di Grange, si difese con molto 1287. La sua spoglia mortale l'iposa
valore, . "a nell'anno seguente Ripre- nella chiesa del suo titolo.
sa dal generale Ginkle. ATRI ePENNE(^f/7e/i. etPennen.).
ATINO. Antica città del regno Vescovati uniti nel regno delle due Sici-
di Napoli, che sotto Giovanni XIII, lie. Atri detta Atria, Adria ^ ed anche
del 965, fu sede vescovile suffiaga- Statria, è piccola città con residenza
nea di Capua, soppressa poi da Eu- vescovile nell'Abruzzo ulteriore primo,
genio III, creato nel 11 ^5. Ora è ei'etta nel VI secolo, e fatta sulTra-
semplice villaggio nella Terra di ganea di Chieti. E una posta sopra
Lavoro. l'ipida montagna. Cluverio crede, che
ATIRA. Città vescovile, sino dal sia stata fondata al tempo degli etru-
IX secolo , della diocesi di Tracia schi,sebbene altri ne diano l'origi-
nella provincia di Europa, suffraga- ne ad Elio Adriano, che vi nacque.
nea metropoU di Eraclea.
della Soggetta ai romani, ai goti, ai nor-
ATOCHIANI. Eretici, che mos- manni ed ai duchi e conti loro
sero ad infestare il mondo nel ter- discendenti ,
passò a goderne l' in-
zo secolo , insegnando che tutti i feudazione la illustre famiglia Acqua-
peccati sono eguali , e che l' anima viva tanto distinta nelle lettere e
umana muore col corpo. nelle armi.Cardinal Pietro di
Il
|
ATRATO Ugoxe, Cardinale, tigo- Collemezzo, chiaro non meno per la ^
ne Atrato, chiamato anche Eveshain pietà e dottrina, che per altri sin-
dal luogo di sua nascita, situato nella golari pregi, per ordine del Ponte-
diocesi di Vigorne in Inghilterra, vi- fice Innocenzo IV, nel i252, uni la
veva nel secolo decimoterzo, ed il suo cattedrale di santa Maria in Atri, al a
vero cognome fu // Nero. Grande peri- vescovato di Penne. Atri, oltre la 1

zia nell'arte medica, intorno la quale cattedrale, ha seminario e case leli-


scrisse parecchi trattati ,
gli procac- giosc. V. Pe.vne.
ciò il nome
Fenice dei medici.
di Varii Cardinali ebbe la famiglia
A questa scienza accoppiò eziandio Acquaviva di Atri, e per le accademie
una cognizione profonda delle ma- da essi ivi stal)ilitc, vi fiorirono molti
tematiche, dell'astronomia e della letterati. Paolo Tarsia nella storia ,

teologia, per cui si rese celehrc in della città di Conversano, annovera


tutta l'Europa. Nicolò III, e, secon- i personaggi più illustri, che ivi fio-
do altri, Martino IV lo chiamò a rirono.
Roma , affincliè esponesse il pro- ATRIO DELLA CinEs\. Era un
prio parere intorno alcune dilTerenze area, o luogo aperto, circondato da
msorte allora tra i fisici in materia portici, dinanzi la parte anteriore
ATR ATT 95
della chiesa. Ivi, nell'antica disci- r aver quivi sepolcro non era co-

plina, si raccoglieva la prima classe mun onore , ma riserbato solo a

de pubblici penitenti, appellati Pian- persone cospicue in dignità o in


genti (^P^edi), dove in lugubre veste, virtù. San Giovanni Grisostomo
collo sparso crine e col cilicio in (Ilom. XXVI, in epist. 1 ad Cor.) ci

dosso confessavano le loro colpe, e narra, che Costantino imperatore fu


spesso prostesi a' pie' de' fedeli, che sepolto neir Atrio della basilica dei

entravano in chiesa, si faceano a pre- ss.Pietro e Paolo di CostantinopoH,


garli, che loro impetrassero perdono e soggiugne che fu ivi riposto qual
dal Signore. Là pure stavano i pove- custode di quella.
relli per accattar 1' elemosina. L'uso L' Atrio della chiesa, siccome for-
dell' Atrio è antichissimo : se ne mante parte di essa, fu sempre ri-

trovano delle tracce sino da' primi guardato con venerazione. Troviamo
tempi, ne' quali si eressero pubbli- che gli fu accordato il privilegio del-
che chiese. Eusebio (lib. X Historice la immunità del pari che alla chiesa.
cap. IV) descrive il magnifico Atrio, Il re Clotario, vissuto nel secolo sesto,
che l'imperator Costantino avea fat- dopo la legge Salica (
§. i 3 ),
avea de-
to fabbricare davanti al sontuoso cretato, che nessuno avesse ardire di
tempio di s. Sofìa in Costantinopoli. catturare nell'Atrio della chiesa qua-
Alla metà dell' Atrio sorgeva una lunque reo o ladrone, che ivi si
fonte di acqua saliente con sotto- fosse rifuggito. Da ciò si vede quan-
posto bacino, nel quale i fedeli si to antica sia stata simile concessione.
lavavano le mani e la faccia prima ATTAIDE CuiraA de Nonio. F.
d' inoltrarsi in chiesa. Questo costu- Ci;nvnA.
me era istituito a somiglianza della ATTALAJA Giuseppe Emanuelio
disciplina slata in vigore presso gli (di) Cardinale. Giuseppe Attalaja
ebrei, doveano
in forza della quale nacque in Lisbona nell'anno 1686,
i prima di offerire il sacri-
sacerdoti, da nobilissima schiatta . Compì il

fizio, lavarsi le mani ed i piedi nel- corso degli studii nel collegio di
la gran vasca di bronzo situata nel- san Pietro di Coimbria , ove ot-
r Atrio del tempio. Tanto le chiese tenne la laurea. Fu scelto a giu-
di rito greco che le latine aveano dice del tribunale della
supremo
adottato il costume di quella fonte. Inquisizione Lisbona, colla pre-
di
In sostituzione di questa venne sta- sidenza della gran Curia, alla quale
bilita, coir andare del tempo, la pila sono commesse le cause, che riguar-
coH'acqna benedetta, che sta vicina dano magnati e grandi del regno.
i

alla porta della Chiesa. V. Acqua Avendo poscia abbracciato lo stato


BENEDETTA. ecclesiastico, fu eletto decano del-
Dopo che s' incominciò l' uso di l'insigne collegiata di s. Tommaso, ed
tumulare i defonti nelle città, ven- appresso fu fatto primario canonico,
nero questi sepolti eziandio nell'Atrio e protonotario apostolico. Il re Gio-
delle chiese. Di ciò abbiamo me- vanni V, ammirando le virtù, onde
moria anche nel concilio namnaten- questo prelato era a gran dovizia
se, tenuto l'anno 658, can. 6, in fornito, gli ottenne dal Sommo Pon-
cui si prescrive che i defonti, piut- tefice Benedetto XIV la dignità Car-
tostochè avessero tomba nella chie- dinalizia, a cui venne esaltato nel
sa, si seppellissero nell'Atrio. Però concistoro de' io aprile i747- ^'"
()6 ATT ATT
poi, nell'anno i 754, il medesimo Pon- da Teodorico re de' borgognoni e ,

tefice gli aflldò la chiesa patriarca- continuò a vivere con lui nel mo-
le di Lisbona, colla carica di gran nistero di Bobio, fondato da esso s.

cappellano. Lo zelo per la salute Arrigo l'anno Gì 2 sul confine del


delle anime, per l'osservanza del- milanese. Intanto morì s. Colomba-
l'ecclesiastica disciplina, e pel deco- no, e gli fu scelto a successore Ai-
ro de' sacri templi , formava la più talo , il quale di giorno in giorno
cara occupazione de' suoi pensieri. saliva in maggior nominanza per la
Finalmente, nel lySS, firn di vivere sua umiltà, pel rigore della vita e
nel castello di Attalaja, ed ebbe se- per una singolare accortezza di men-
poltura nella chiesa di cpiel luogo, te. Ottenne il dono de' miracoli an-
«ella tomba de' proprii antenati. che mentre visse , e morì ai i o
ATTALIA. Città vescovile, sino di marzo del 627. Egli è nomina-
dal V secolo, della diocesi d'Asia, to in questo giorno nel martirolo-
nella provincia di Lidia , suffraga- gio romano ; ma la sua traslazione
nea della metropoli di Sardi. Chia- è posta ai 16 dello stesso mese eoa
mavasi altre volte Jgroira o Alloi- quella di s. Colombano e di s. Ber-
ra e nel IX secolo divenne arci-
, tulfo.
vescovato. ATTI ossia ATTONE o AZONE
ATTALTA. Città vescovile, eretta da Piacenza, Cardinale. Atti da Pia-
nel V secolo, della seconda Pamfilia, cenza era preposto della collegiata di
dipendente dalla metropoli di Sida. s. Antonino di quella città, quando
Negli atti del concilio di Efeso si fa di fu ascritto tra i membri del sa-
essa menzione come di una metro- cro Collegio da Innocenzo II , col
poli, ma ciò accadde per abbaglio titolo di prete di s. Anastasia. Ciò
dell'amanuense, mentre si sa ch'es- avvenne nella prima promozione
sa non fu metropoli se non verso fatta da questo Pontefice nel con-

il io84- S. Paolo e s. Barnaba vi cilio di Clermont nelle Gallie nel

stabilirono una chiesa , come si può I I 3o, ovvero, come piace ad altri,
inferire dagli Atti apostolici. Ai no- nelle Gallie medesime, ma nel 1 i33.
stri giorni s\ scarso è il numero dei Terminò i suoi giorni sotto il Pon-
cristiani, che basta a reggerli il me- tificato dello stesso Innocenzo, il qua-

tropolitano di Pisidia, il quale chia- le, in una lettera scritta ai amonici

masi esarca di Sida, Mira ed At- di s. Antonino, esprime il suo do-


talia. lore per questa perdita. Alcuni sto-
ATT ALO (s.), martire. V. s. Po- rici alfermano che 1' Atti consacrò
tino. in onore di s. Giorgio la cattedrale

ATTALO (s.), secondo abbate di di Ferrara , ma quest' asserzione da


lìobio in Italia, nacque nella Bor- parecchi si rigetta non essendo ap-
gogna dopo la metà del secolo se- poggiata a solide prove.
.sto , e crebbe sotto la direzione ATTI (degli) DA Todi Francesco,
di s. Arrigo, vescovo di Gab. Vesfi Cardinale. Fianccsco degli Atti di-
l'abito monacale nella badia di Le- scendeva da ricchi famiglia , alla
rins, e passò poscia in quella di Lu- quale erano soggetti parir.chi feudi
xru, fondata e governata da s. Co- nell'Umbria. Avendo sceltoli Signore
londiano. In progresso mosse verso per sua eredità coli' abbracciare lo sta-
r Italia con santo Arrigo esiliato to ecclesiastico, si diede all'esercizio
ATT ATT 97
tlci suoi doveri con tanta diligenza, dito in Inghilterra in qualità di le-
die per ogni dove si sparse la fama gato apostolico, afììnchè ponesse fi-

di sue virtìi. Per laqualcosa fu elet- ne alla causa della morte violenta
to vescovo di s. Pelino nell'Abruz- data a s. Tommaso vescovo di Can-
zo, da dove venne trasferito, nel torbery. Egli assolse il re, il quale
1348, alla chiesa di Chiusi, indi giurò solennemente di non aver pre-
a quella di Cassino, e finalmente sa parte in quel misfatto, ma con-
a quella di Firenze, nel i355. Nel fessò diavervi data occasione par-
I 35^, Clemente \ 1 gli avea affida- lando con troppo sdegno contro il
to r incarico di pacificare Carlo Del- santo. Il medesimo principe decise
fino Vienna con Amadeo con-
di di abolire tutte le consuetudini ille-
te di Savoja. Dal Pontefice In- cite, che avea introdotte in Inghil-
nocenzo VI, a' 23 dicembre i556, terra, fra cui la proibizione di ap-
venne esaltato alla dignità di pre- pellare alla santa Sede, fece pro-
te Cardinale del titolo di san Mar- messa di restituii'e alla chiesa di
co, come pure fu fatto peniten- Cantorbery tutti i suoi beni, e si

ziere maggiore, e, secondo il Jaco- sottopose di buon animo ad altre


billi, ottenne la carica di vicario ge- opere penali. Tutti questi avveni-
nerale del Sommo Pontefice, locchè menti furono confermati in un con-
però da altri si mette in dubbio. cilio tenutosi presso Avranchcs. L'At-
Gli fu commessa eziandio l'ammini- ti fece poscia ritorno in Roma, da
strazione della chiesa di Vienna nel dove lo stesso Alessandro III lo in-

delfinato a beneplacito apostolico, es- viò a Ravenna, nel iiyS, affinchè


sendo stato deposto l'arcivescovo Pie- ponesse fine ad una dissensione in-
tro. Nel I 359, Innocenzo VI lo elesse sorta a motivo dell'esistenza del cor-
del pari a giudice nella causa insorta podi s. Apollinare. Questo Cardinale
tra il vescovo di Riga ed i cavalieri fu uno di quei sette, che si trovarono
teutonici , i quali aveano occupato in V^cnezia, allorché l'imperatore Fe-
alcuni fondi di quella chiesa. Nel derico fu ammesso alla comunione
i36i,in cui infieriva la pestilenza, della Chiesa da Alessandro III. Tro-
mori in Avignone attaccato da quel vossi presente alla elezione di Lu-
fcral mo)bo, e fu sepolto nella chiesa cio III, che fii fatta in Velletri,
dei celestini. nonché al concilio celebrato in quel-
ATTI (degli) Teodino, Cardinale. la città dal novello Pontefice. In-
Teodino degli Atti derivò dalla no- tervenne eziandio ai comizii di Ur-
bile famiglia degli Atti di Norcia, bano III, e poco dopo terminò di
secondo il Jacobilli negli annali del- vivere in Verona, nell' anno 1 86. 1

l'Umbria, nel secolo duodecimo. Chia- Ebbe la tomba nella chiesa di san
mato da Dio allo stato monastico, Giorgio in Braida.
ne vestì l'abito nel monistcro di san ATTIDA. Città vescovile della
Benedetto in Mantova. Poscia, men- diocesi d'Asia nella Frigia Pacazia-
tre Papa Alessandro III si trova- na , suffiaganea della metropoli di
va in Sens, nel 1 1 6 j fu innalza- , Laodicea.
to alla dignità di prete Cardinale ATTIGNY. Piccola città di Fran-
del titolo di Vestina, ossia di san cia nella Sciampagna ,
posta sul-
\ ed in appresso, vescovo por-
itale, l'Aisne, celebre pei concilii, che vi
tuense, nel 1178. Indi venne spe- si tennero. Il primo fu celebrato nel
VOI.. HI. i3
98 ATT AUB
--6); secondo
il 822, sotto l'im-
nell' sua religione Questo trat-
gesserif.

peratore Luigi I, il quale vi fece tato non deve confuntlcie colla


si

pubblica penitenza perchè avea la- vita del medesimo s. Bernardo, ve-

sciato perire suo nipote Bernardo scovo di Parma e Cardinale. 4- Un

re d' Italia, condannato da una die- libro di lettere , ed un altro sulla


ta: al terzo, che ebbe luogo nell'Syo, traslazione delle reliquie, e sui mi-
J'ii presente Carlo il Calvo re di racoli dell' apostolo s. Giacomo.
Francia con trenta vescovi delle die- ATTONE. /; Atti Attone
ossia

ci jìrovincie, e vi fu giudicato Car- O AzONK.


loniano. ATTONE, Cardinale. Attone fu
ATTILY. Villaggio di Francia, decorato della sacra porpora dal Som-
nel dipartimento della Senna e Mar- mo Pontefice Alessandro li, il quale
na. In un concilio celebratovi nel occupò la sede di s. Pietro dall' anno
qo7. , si che la chiesa del-
dichiarò, 1061 al 1073. 11 Panvinio ed il Pe-
la s. Vergine, chiamata de' Qua- trini ne assicurano, che, nel 1082,

flra^inta, era indipendente da quella fu fatto vescovo di Palestrina; locchè


«li Cruzy. sembra doversi ammettere, quan-
ATTINGEr^Tl. Eretici del secolo tunque r Ughellio nella serie dei
Vili, che usavano per forinola del vescovi di quella chiesa non ne fac-
battesimo le parole : Ego mm aqiia cia parola. Allorché lo scisma guiber-

viva, e dell'Eucaristia: Accipite et tino turbò la pace della Chiesa, Atto-


bibite. Inoltre erano seguaci degli ne segui costantemente il partito del
errori dei manichei e dei valenti- legittimo Pontefice Gregorio VII.
niani. Furono chiamati eziandio paoli- AUBUSSOx\ Pietro, Cardinale.
ciani o paoli-giovanniti. /'.Paoliciani. Pietro xiubiisson nacque nel i 4'2 3 nel-
ATTO (b.). Alcuni sono di av- la Marca Limoges in Francia, da no-
di

viso, che questi abbia sortito i na- bile famiglia. Fino dalla più verde età
tali in Badajoz città di Spagna, ed si dedicò al mcsiiere delle armi sotto

altri in Firenze, dopo la metà del se- l'imperatore Sigismondo, e ne acqui-


colo undecimo. Aheno monda-
dalle stò somma lode. Indi professò tra
ne vanità, deliberò di abbracciare lo i cavalieri di Rodi, ed ottenne pa-
stato religioso nel convento di \a\- recchie nobilissime commende. Do-
lombrosa. Le sue virtìi eroiche edifi- po la molte Giovanni Battista
di
carono i membri di quel monistero a Or.sini gran maestro di quest'Ordi-
modo, che gli commisero il grave ca- ne, fu aflldalo questo incarico
gli

ricodi generale. Quindi, nel i 133, ven- nel 1476- Essendo l'isola di Rodi
ne innalzato alla dignità di vescovo di assalita dai turchi, l'Aubusson dife-
Pistoia, egovernò santamente (juella -scla con mollo valore, e ne riporlo

chiesa pel corso di venti anni. Ab- compilila vittoria. Volendo dare a J
biamo di Atto le opere seguenti : Riaria Vergine .santissima un contras- 1
I. La Giovanni Gual-
vita di s. segno di grati Indine per la sconfitta dei
berto. 1. La
di s. Bernardo
vita turchi, innalzò a suo onore una .sontuo-
abbate del monistero di s. Salva .sa(\Tp]iclla,cui inlitolòdclla Madonna
e generale di T^a Ilo mb rosa, vesro- della littoria. In apprcs.so Innocen-
vo di Parma e Cardinale. 3. Un zo Vili, piacendosi di ricompensare
trattalo col titolo: (Jiice s. Jiernar- un COSI illustre personaggio, il quale
diis, ctiani Cardinalis existens , prò avea prestali tanti servigi alla San-
AUC AUC 99
ta Sede, ed avea sforzato il sultano la Guienna, la contea d' Armagnac
di Egitto a renderle omaggio e ad ed altre contee, cui signori furo-
i

entrare in lega coi principi cristia- no i più potenti foudatarii, dopo i


ni, a' 9 marzo i4^93 lo creò Car- duchi di Bretagna e Borgogna. Mor-
dinale diacono del titolo di s. Adria- to l'antipapa Eencdello Xlll, gli suc-
no, e lo dichiarò legato a Intere di cesseClemente ^ III, Mugnoz, soste-
tutta l'Asia. Tutti gli storici, ed i nuto da Alfonso V re d' Aragona ,

Pontefici Innocenzo Vili, Alessan- contro il legittimo Martino V. Que-


dro VI ed altri fanno di questo sto Papa minacciò le censure della
Cardinale i più distinti elogi. Egli, (Chiesa al re, e fece altrettanto
con
dopo avere edificato ogni genere di Giovanni conte d'Armagnac, ch'era
persone colle sue eroiche virtìt, fini tornato a sottomettersi all'antipapa.
di vivere in Rodi nel i5o3 , ove fu Ma dopo \\ rinunzia di questo, il
sepolto nella chiesa di s. Giovanni Papa assolvette gli scismatici, insie-
IJattista. Il gesuita Domenico Bou- me al detto conte,
contro il quale
hours scrisse la vita di quest' eroe, avea dato sentenza di scomunica e
la quale passa pel primo monumento di privazione di tutti i beni. Final-
delle vite di qualunque altro scrittore, mente, nel regno d'Enrico IV, si
e fu ristampata in Parigi nel 1677. elTettuò la totale riunione dei domi-
AUCANDA. Città vescovile della mi alla corona.
diocesi di Asia nella provincia di Licia. Questa città è una delle più an-
Non ci resta la memoria che di uno tiche della Francia, consei'vando an-
de' suoi vescovi, chiamato Panezio, il cora diversi avanzi della magnificen-
tjuale sottoscrisse alla lettera sino- za dei conti di Armagnac. Al tem-
dale della metropoli di Mira all'im- po di Cesare era la capitale degli
peratore Leone, sulla morte di s. auscii assoggettati da Crasso. Cre-
Protero di Alessandria. desi che anche sia stata colonia ro-
AUCri [Aiixitan) Augusta Au- mana. E divisa in Alta e Bassa cit-
xiorum o Auxorurn Climberis. Cit- tà , ed ha , fino dal IV secolo la ,

tà di Francia , con residenza arci- sede episcopale. Infatti abbiamo che


vescovile, capitale un tempo di tut- s. Oricuzio, vescovo di Auch, governò
ta la Guascogna , e in particolare questa chiesa dal 32 3 al 364, "d
dell' Armagnac , è situata sull' er- qual tempo con molto zelo adope-
ta di una collina, le cui falde son rossi alla conversione degli ariani e
bagnate dalla riviera di Gers. Ora degl'idolatri abitanti alle falde dei
è capoluogo del dipartimento del Pirenei. In Auch conservasi anzi il

Gers neir ampia provincia della corpo di quel santo nominato nei
Guienna. Corrisponde la regione di più antichi martirologi. Quella cat-
Gers alla parte orientale dell' anti- tedrale è dedicata alla Natività di
co ducato di Guascogna, del quale Maria Vergine, e fondata da Clo-
Carlo // Calvo, nell'SSo, investi San- doveo il Grande , si reputa una
cio Ij figliuolo d'un conte di Casti- delle più belle della Francia. E d'or-
glia, e discendente da quel Lupo dine gotico nell'interno e d'ordine
che capitanando i guasconi, fu no- corintio nell' esterno. Alte sono le

minato loro duce sotto Pipino. Nel sue volte, e molto si osservano le

1070, Filippo I re di Francia la jiitture de' suoi vetri, le intarsiatu-


riunì a^ propri! stali, comprendendo re del coro, ed una magnifica sca-
loo AUC AUC
la di granito con duecento gradini. Erano altre dignità di Auch gli

L'arcivescovo di Avidi, che insieme abbati di Fagct, d' Idrac e di Ce-


al conte d'Armagnac, governava la re, ed eranvi inoltre otto arcidia-
città, prendeva il titolo di primate, coni, cioè d'Angles, di Sebanc, di
dell' Aqidlania e la sua diocesi, di- Sos, di Vie, d'Armagnac, di xMa-
pendente dal parlamento di Tolo- e di Pardaillan;
gnoac, d' Astarac
sa, comprendeva molte abbazie, di- due priorati di Montesquiou e della
versi priorati, trecento e cinquanta- ]Madonna delle Nevi un sagrestano ,

duc parrocchie e duecento e set- in cura d'anime, un teologo, tren-


tantasette chiese, i cui vicarii erano tasei semi-prebendati della comuni-
amovibili, Avea per suffraganei i tà di s. ftlarziale, di s. Bartolomeo
vescovi d'Aii'e , di Tarbes di Ba- , e di s. Giacomo ; otto cappellani
jonna, Basas, Lescar, Oleron, Con- detti dello Spirito santo e di s. Dio-
seraus, Comignes, Lectoure e Auss, nigi; finalmente eranvi trentasette
ed avea di rendita cento e cinquan- cappellani ed altri ecclesiastici pel
tamila lire. La tassa alla corte di servizio della, chiesa. Anticamente
Roma è di diecimila fiorini. tutto questo capitolo era regola-
Presentemente questa diocesi non re. Ora esso si compone di mol-
conta pii^i di ventinove parrocchie, li onorarii , fra' quali il peni-
e trecentonovantatre sussidiarie, a- tenziere e il teologo, con diverse
vcndo per suffraganei i soli vescovi dignità,prima delle quali è il de-
di Aire, Tarbes e Bajona. Soppres- cano. Evvi nella città un moniste-
sa fu anche questa sede ed incor- ro di orsoline, chiamato di s. Chia-
porata con quella di Agen, nel 1801, ra, tre ospedali, quattro confrater-
ma ristabilita col concordato del nite, e due seminarii, uno grande,
1817, fu conservata nelle conven- l'altro piccolo. La tassa della men-
zioni del 182 I. sa è di cinquecento fiorini.
capitolo era de' più nobili del-
11 Amplio , comodo e bello è l'epi-
la Francia , essendo necessaria la scopio, annesso alla cattedrale : inol-
nobiltà per appartenervi, od alme- tre Auch ha un vasto pubblico o-
no un insigne sapere. Componevasi spcdale, tribunali, borsa, società d'a-
di cinque dignità, di venti canonici gricoltura, collegio regio, museo, bi-
ecclesiastici e di cinque laici, i quali blioteca, scuola di disegno ed ele-
erano i conti d'Armagnac, i baroni gante teatro. Dall' undccimo secolo
di IMontault, di Pardaillan, di Mon- in poi in Auch fiu'ono convocati i

tesquiou e di Lisle, prestando tutti, seguenti concilii:


come gli altri, il giuramento di fedel- Il primo fu celebrato nell' anno
tà ,avendo posto nel coro e ri- 10G8 per ledecime delh? chiese
cevendo distril)uzioni. Tutte le au- cattedrali. Ugo Candido o /'/ Bian-
torità, ad eccezione del [»riorato del- co legato apostolico vi presieilette.
le Nevi, erano nominate dall'arci- In esso fu stabilito che tutte le chie-
vescovo, ed il pili anziano per no- se di Guascogna , tranne quella di
mina era preposto del «capitolo, a- s. Orens, e poche altre, dovessero
vea il primo seggio nel coro e pos- contribuire alle chiese callcdrali la

sedeva in titolo la chiesa di s. (ìiu- quarta parte delle loro dcriine. I^ab-
slina, la (piale avea tljrillo di con- bé tom. IX. Ard. t. VI. IMiibillon
ferire dieci prebende. nel l. V, p. i3-i4 degli Annali Oc-
AUG AUD loi
nedettìni, riporta altro concilio cele- scrive ai canonici delle chiese catte-
brato in tal anno in Auch. drali di farne il servigio settima-
Il secondo si tenne l'anno i^yf), nale per turno col quarto si vieta
:

per difendere i diritti del vescovo e agli abbati ed ai monaci la divisione


della chiesa di Bazas, contro il si- individuale dei beni, che devono es-
niscalco di Guascogna. IX. Ard. t. sere comuni, e si prescrive che tutti
Il terzo fu convocato l'anno i3oo, mangino nello stesso refettorio e ri-
e vi si stabilirono tredici canoni. Il posino in un dormitorio comune.
primo fulmina scomunica a colo- la Il sesto concilio fu tenuto a No-

ro, che impediscono la libertà delle garo l'anno i3ij contro gli usur-
elezioni e delle postulazioni : il se- patori dei beni ecclesiastici. Gallia
condo ed il terzo proibiscono ai cu- Christ. tom. I pag. 994-
stodi delle chiese vacanti di mettersi Il settimo dell'anno l'ìi^, presie-

in possesso dei beni degli ecclesia- duto da Guglielmo da Flavacour ar-


stici defunti, e di usurpare, anche in civescovo d'Auch, versava sulla pe-
parte, le rendite: il quarto ed il nitenza pubblica.
quinto dichiarano gì' intrusi decaduti L'ottavo, nell'anno iZiQ, fu con-
da ogni e qualunque «liritto, cho vocato dallo stesso arcivescovo con-
potessero avere sui benefìci i, che vio- tro le presentazioni simoniache dei
lentemente occuparono ; il sesto sco- patroni dei beneficii.
munica quei patroni, che esigessero Il nono, l'anno i 30^, sulla disci-
qualche cosa da quelli, che presen- plina , fu presieduto da Arnoldo ar-
tano ai beneficii: il decimo vieta di civescovo d'Auch, e vi si fecero sta-
concorrere ad ima parrocchia a quel- tutiche poscia furono approvati da!
li che non hanno stabilito di rice-
, Papa Urbano V. Gallia Christ. t. I
verò il sacerdozio dentro l'anno: il pag. 991^.
duodecimo proibisce ai vescovi di AUDACE (s.), martire. Profes-
conferire la tonsura ai fanciulli, a"li sore un tempo di magia, fu dalla
ammogliati, a chi non sa leggere ed vergine romana s. Anatolia conver-
a chi è soggetto ad altre diocesi tito. Faustiniano ,
governatore del
senza permesso del proprio vesco-
il paese de' sabini , cornandogli di ol-
vo. Ignorasi in qual luogo preciso traggiar la santa, e negandogli Au-
siasitenuto questo concilio: si sa per dace olibedienza, Io fé' trucidare.
altro che lo fu nella provincia d'Auch. AUDECERTO (s.), vescovo di
Ard. tomo VII, Labbé tomo XI. Cambiai e d' Arras, consaciossi al
Il quarto concilio si celebrò a No- servigio di Dio in età ancor fresca,
garo nell'Armagnac, l'anno i3o3, e e dopo parecchi anni fu eletto a
vi presiedette Amanco arcivescovo X'escovo di quelle due sedi allora
d' Auch , il quale sottoscrisse dician- unite, nell'anno 633, ai 2 r di marzo.
nove canoni sulla disciplina. Gali. Con r esempio della vita e con le
Christ. tom. I, pag. gc)/}.. calde sue esortazioni convertì gran
quinto, nell'anno i3o8, fu pre-
Il numero di peccatori , fra i quali
sieduto dallo stesso arcivescovo. In Zandelino, che poi divenne celebre
esso si stabilirono sei canoni intor- in santità. Vesfi dell' abito mona-
no la disciplina. Col primo si ordina stico il b. conte Vincenzio , la b.
agli ecclesiastici di ditèndere i diritti Waldetrada sua moglie, e s. Alde-
tlei loro beneficii: col secondo si pre- gonda sua sorella frutti , de' suoi
102 AUD AUD
consigli e delle sue orazioiìi. Nel dall'esercizio delle austerità, e del-
66G, traslatò le reliquie di s. Vedasto la preghiera ; che anzi le praticò
d' Arras , e concorse alla erezione con maggior fervore per meritare
del monistero, che porta il nome sopra di sé e del suo popolo le ce-
di codesto santo. Ebbe gran parte lesti benedizioni. Tanto era lo zelo,

nel far rifiorire lo studio delle sacre onde avvampava pel bene del suo
lettere nell'Hainaut e nella Fiandra; prossimo , che fin anco ne' più ri-
come pure la disciplina nel clero, e moti ed inospili luoghi correva a
la pietà verso i poverelli e gì' in- spargere la luce dell' evangelio. Fon-
fermi. Morìnel 668 dopo trentacin- dò nella sua diocesi molte case re-
que anni di episcopato e fu sepolto a ligiose, ed adoperossi in ogni circo-
Cambrai nella chiesa di s. Pietro stanza a mantenere la fede nella
che di presente è un' abbazia col sua purezza, e rimettere la disciplina
nome di s. Audeberto. Se ne celebra ed i costumi ove fossero decaduti.
la festa ai 1 3 dicembre. Intervenne a varii concilii ed a ,

AUDENO (s.), vescovo di Rouen, quello principalmente di Chàlons nel-


fioriva nel secolo VII. I suoi geni- la Saona, celebrato nel 644- Fi"
tori , celebri non meno per la no- nalmente , dopo aver governato la
biltà del lignaggio che per l'esercizio diocesi pel corso di quarantatre an-
di cristiane virtù, si studiarono d'in- ni, mori nel bacio del Signore nel-
formarlo alla pietà, e poscia lo man- l'anno 683.
darono alia corte di Clotario II. AUDI ANI o AUDEANI. Eretici,
Quivi Audeno seppe condurre li- discepoU di Audeo, il quale nacque
na vita da vero penitente, in mez- nella Mesopotamia, e sparse i suoi er-
zo ai varii pericoli da cui era rori nel secolo quarto. Ne'primi an-
circondato. Dispregiatore del fasto ni condusse costui vita esemplare, e
delle mondane grandezze , tutti ri- molto mostrossi zelante per la ec-
voglieva i suoi pensieri alle cose ce- clesiastica disciplina ; ma condotto
lesti ; e bramando di piacere al suo dallo spirito di ambizione, si separò
Dio, cingeasi di aspro cilicio, prati- dal centro dell'unità, e si costituì ca-
cava lunghi digiuni, patrocinava le po di una nuova setta. Celebrava la
vedove, i pupilli, ed esercita vasi nel- pasqua come gli ebrei, e, male in-
la meditazione della sacra Scrittura. terpretando quel passo della Genesi:
Sotto Dagobcrto 1 successore di Clo- faciainus ìioiiìiiicm ad imaginem et

tario , fu insignito delle cariche di siinilitudineni nostrani^ attribuiva a


ministro di slato e cancelliere , ed Dio figura umana. Per la qual co-
ottenne anche la direzione della cor- sa egli ed i suoi seguaci furono chia-
te. Lo stesso favore godcllc sotto mati anche Jnlropomorfid. Natale
il regnodi Clodoveo 11, il (piale Alessandro vorrebbe finii credere e-
dopo morie di s. Romano arci-
la senti da questa eresia, ma il Peta-
vescovo di Rouen, si adoperò per- vio ed altri scrittori sono del pare-
chè quella dignità fosse conferita ad re contrario. Audeo sparse eziandio
Audeno. Questi vi sottopose le spal- alcuni errori intorno all'amministra-
le soltanto dopo lunghe preghiere, zione del sacramento della peniten-
e, nel 64o, venne consacralo. Le mol- za, e compii la sua carriera nel 370.
te occupazioni del suo importante La setta di lui, che, secondo s. E-
ministero non lo distolsero punto pifanio, lasciò nella sua integrità la
ALD AUD io3
dottrina cattolica, pose poco profon- nò di dare le spalle ai mondo, e
de radici, e nel secolo V dileguossi ricoverossi nella badia di Luxeul
onninamente. inducendo anche il padre a ciò fa-
AUDIFACE (s.), martire. V. s. re, e vendere i beni che possedeva
Maris, ec. nel territorio di Costanza, dove Au-
AUDIO (s.), vescovo di Gap nel domaro sorfi la culla ,
per distri-
Delfinato, figlio di Apocrasio e di buirne il contante ai poveri. Do-
Sempronia, ambedue ragguardevo- po esser quivi vissuto oltre a ven-
li per la loro condizione vive- , tanni, imprese il governo della chie-

va nel secolo sesto Fu educato . sa di Terovana, proposto da s. A-


dal beato Desiderio vescovo di , cario, accettato con gioia dal re Da-
quella città; e, fatto sacerdote, go- goberto, e per degnissimo riconosciu-
vernò in qualità di pastore la par- tone dai vescovi e signori di quel
rocchia di Mergez, posta cinque le- reame. Fu consacrato sul volgere
ghe lontano da Clcrmont nelF Al- dell'anno 687, e indirizzò tutte le sue
vernia. Nel 579, fu eletto a succes- mire alla conversione degl' idolatri,
sore di Sagittario, vescovo di Gap; che nella sua diocesi abbondavano,
ne ci volea meno della sua pietà nonché alla totale riforma de' costu-
per richiamare alla disciplina una mi e delle ecclesiastiche discipline
diocesi scapestiata per lo infame c- nei già convertiti. E siccome indi-
sempio Nel 584, ^''''"
di Sagittario. cibili erano le fatiche , che in così
stette al secondo concilio di Valen- fare egli sosteneva, passava di quan-
za, e l'anno seguente, al secondo di do in quando ,
per alleviarsene il

Macon. Verso il 598, fece un viag- da lui eretto so-


peso, nell'oratorio
gio a Roma, per visitarvi le tombe vr'una montagna, con danaro avu-
de' santi apostoli, e strinse in quel- to in dono da certo gentiluomo A-
la occasione amicizia con s. Grego- droaido di recente convertito, e nel-
gio allora Pontefice, dal quale eb- la badia di Sithin fondata dietro i
be poi molte lettere, e la permis- suoi consigli ed eccitamenti. Protesse
sione per sé e pel suo diacono d'in- s. Austreberta, e fece che si rendes-

dossare la dalmatica, l'uso della qua- se monaca, dopo aver espugnata la


le non era comune in quel secolo. fermezza dei genitori, i quali non la
Poco tempo dopo il suo ritorno da volevano altrimenti che maritata
Roma mon , forse al primo di mag- Scorse parecchie volte le terre della
gio del 6o4, in età di 69 anni, dopo sua giurisdizione per mantenerle co-
avere ricevuto il ss. Viatico sulla ce- stanti nella fede , edificandole spe-
nere, su cui s'era fatto deporre. 11 no- cialmente colla sua santa condotta
me di lui è notato al primo di mag- e coi molti miracoli che dappertutto
gio in parecchi martirologi, nel qual operava. Andato innanzi con la età,
giorno se ne celebra la festa anche venne meno della vista laonde seb- :

nella Provenza e nel Delfinato. bene assistesse alla traslazione di s.


AUDITORI. V. Uditori. Vedasto, vescovo di Arras, incapace
AUDOMARO (s.), vescovo di Te- però di esercitare le funzioni epi-
rovana, nacque verso la fine del seco- scopali con piena esaltezza, prese per
lo VI. Era unico figliuolo di Friulfo suo coadiutore un certo Druasio-
e Domitilla, ambedue di nobile fa- ne. Intanto fu colto da febbre co-
miglia. Mortagli la madre, determi- si insistente , che conobbe d' esse-
io4 AUD AUD
re all'estremo di sua vita; il per- desso, che appellasi s. Ouil in un
chè fattosi condurre nella chiesa, e cantone della iNormandia. Comun-
prostratosi davanti all'altare, rice- que sia, troviamo il suo nome in
vette i sacramenti e pregò per la tutti i manoscritti del martirologio
spirituale prosperità de' suoi dioce- attribuito a s. Girolamo. L'antichis-
sani. Indi rimenato sul proprio let- simo martirologio di Estemach gli

to, morì, otto anni dopo il suo ac- dà il titolo di martire. Pare che sos-
cecamento. Il corpo di lui fa sepol- tenesseil martirio poco tempo do-
to a Sithin nella chiesa della B. V., po Albano al principiar del secolo
s.

come aveva egli stesso desiderato, IV in Londra, anticamente appellata


e qui furono operati molti miracoli. Augusta, e non a Yorck, siccome a
11 luogo, in cui passò di vita, è il vil- torlo pretende Enschenio. Da alcuni
laggio di Wavrans, poco discosto da antichi martlrologisti è anche cliia-
s. Omcr, e credesi che ciò sia av- mato Augusto ed Augure. Se ne
veiRito nel 670 ai 9 di settem- celebra la festa agli 8 di febbraio.
bre; giorno in cui se ne celebra AUGURIO. ]\Ianiera di suspcrsti-
la festa. zione, colla quale si pretende di pre-
AUDRY (s.), regina del Northum- dire il futuro dal garrito, dal canto,
berland in Inghilterra, vergine, ba- dal mangiare, dallo starnuto o da
dessa d'Ely. Quantunque due volte altre osservazioni flitte sopra gli

.siasi unita in matrimonio, pure con- animali. Coloro, i quali esercitava-


servossi vergine,ed ottenutane licen- no questa erano tenuti
professione,
za dal suo secondo marito, ritirossi in gran pregio presso gli orien-
iieir abbazia di Colude o Coldin- tali, che li riguardavano come ora-

gham. Quindi fece erigere un mo- coli, ed ai quali ricorrevano con mol-

nistero inuna piccola isola del fiu- ta fiducia.


me Elga o Ely, del quale fu creata AUGURIUM. Citta vescovile, di
badessa da s. Vilfrido, vescovo di cui fa menzione il Sommo Ponte-
Yorck. Coir esempio e colle parole fice Eugenio IV, dell'anno i43i.
essa edificò le sue religiose, che la Intorno alla situazione di questa
liguardavano qual tenera madre. chiesa, sono varie le opinioni degli
La sua profonda umiltà specialmen- eruditi.Alcuni sono d'avviso che sia
te, unita all'amore piìi tenero ver- in Inghilterraaltri pensano che
,

so le consorelle, la rendeva pronta questa sia la sede di Ancira o An-


a prestar ad esse la più assidua as- gira nella Frigia, suifraganea dell' ar-
sistenza. Nessuna difficoltà l'atterri- civescovo di Si conosce
Gerapoli.
va, né punto temeva di esporre a una seconda che porta lo stes-
città,

pericolo la propria vita, purché potesse so nome , metropoli della Galazia ,


salvar quella delle sue correligiose. ed un altra havvene nella ÌVuniidia,
Quindi avvenne, che assistendo pa- sulTraganea di Girla.
recchie di queste colte dal contagio, AUGUSTA [Auguslan.) Àuslmrg
anch' essa ne rimase infetta , e morì o Augshurg, Augusta J iiidclicoruin.
nel 679. La chiesa d' Inghilterra Città con residenza vescovile in
le tributò pubblico culto poco dopo Baviera. Essa ricevette ilsuo no-
la morie. me dall' imperatoi-e Augusto, che
AUGULO (s.), detto volgarmente vi stabilì una colonia romana .

Aulo, vescovo e martire, è forse quel Verso r anno 4^' ? era potcn-
AUG AUG ioG:

lissiixia ,
quando Attila re degli vile, e r arsenale meritano qualche
unni la devastò quasi del lutto attenzione. La cattedrale è magnifi-
Riedificata, fu in seguito soggetta ca, ora dedicata alla Visitazione del-
agli svevi ed ai tedeschi, sino a che la Beala Vergine. Dessa è composta
Clodoveo difese questi ultimi nella di quattordici cappelle. Il suo capi-
battaglia di Zulpic o di Tolhiac. tolo era egualmente insigne, e com-
Ritornata sotto dominio dei fran- il ponevasi di quaranta canonici tutti

cesi, fu poscia compresa nel parlag- mitrati. Attualmente ha due digni-


gio dei re d' Austrasia sino al tem- tà, la maggiore delle quali è il pre-
po di Carlo Martello. Nel 787, sof- vosto, otto canonici compreso il teo-
ferse molto, allorché Carlo Magno logo e il penitenziere, sci vicari,
mosse contro Tassilon duca di Ba- ed altri prebendati, sacerdoti e chie-
viera. Nel secolo IX, fu sottomessa rici. Nella città vi sono quattro par-
alla Germania, ma dopo la morte rocchie,un convento di religiosi,
di Arnoldo e di Luigi III, nel 912, monache
tre monisteri di , due se-
si rese città libera ed imperiale. Gli minari, uno in Dilinga, l'altro in
imgheresi spesso ne turbarono la Neoburgo, con diverse confraternite
tranquillità ; s. Udalrico suo vescovo e monte di pietà. La mensa paga
^f^edl) V aveva ben fortificata e cinta seicento fiorini di tassa. La religione
di mura contro alle loro incursioni. cattolica, secondo la comune opinio-
Egli in un assedio, che gli ungheri le ne, fu predicata in Augusta sul fine
aveano posto, qual nuovo Mosè al- del terzo secolo. Dicesi che i primi
zando le mani, ed orando, pose in apostoli fossero san Narciso e Fe-
fuga precipitosa tutti i nemici che , lice suo diacono, i quali solhirono
da improvviso timore sovrnppiesi, il martirio in Catalogna. Frullo del-
senza alcun ordine scappando, s'in- le loro fatiche apostoliche fu la
contrarono colle truppe di Ottone I, conversione di san Dionigi, di sua
e furono tagliati a pezzi. Nel 1088, sorella Ilaria, di Afra sua nipote
Guelfo duca di Baviera la prese e colle tre compagne Degna, Euno-
saccheggiò, perchè Rodolfo duca di mia ed Eutropia , che tutte insie-
Svevia aveva aperto un' assem-
vi me furono coronate del martirio,
blea contro Enrico IV, detto // P'ec- nel 3o3 circa. S. Dionigi fu ordi-
chio. Nel I I 3 I , sotto Lotario II ,
nato prete dal vescovo s. Narciso,
venne quasi del tutto abbruciata ed in alcimi cataloghi si trovano
ma poscia ricuperò ed anzi accreb- delle memorie, che foss' egli il pri-
be il suo splendore. Augusta prese mo vescovo d'Augusta. E certo pe-
parte nelle guerre di religione^ nelle lò che il vescovato di quella città
quali mollo sofTerse. è antichissimo, e rimonta al IV se-
Ila sede di un vescovo cattolico, colo. Iprimi vescovi risiedevano nel-
suffraganeo dell' arcivescovo di Mo- r abbazia di s. Udalrico e s. Afra.
naco , ed è centio della autorità La chiesa di quest' abbazia era stata
provinciale. Nel circuito di una lega fabbricala dal medesimo s. Udalrico,
comprende tre grandi rioni, che dl- il quale fu il primo ad essere solen-
stinguonsi col nome di città alla, nemente canonizzato dal Sommo
mezzana, e bassa, a forma della na- Pontefice.
turai posizione. Tre grandi piazze, Ma nel io'JI, avendo avuto i

la casa municipale, il palazzo vesco- monaci un abbate particolare, il ve-


VOL. HI. i4
io6 AUG AUG
scovo Irasfeiì la sede alla chiesa questo fine spedì a diversi sovrani
della santissima Vergine, che allora quattro Cardinali legati. Lo stesso
divenne la cattedrale. Verso il me- Pontefice aveva mandato a Massimi-
desimo tempo i suoi canonici cessa- liano il Cardinale Gaetano, che a
rono di vivere in comunione. Il nome del Papa gii consegnò nella die-
vescovato fu arricchito dai fondi e ta il cappello. Io stocco e l'elmo da
dalle donazioni, che verniero fatte ai Sua Santità benedetti. Con tal pre-
vescovi. Ilvescovo Brunoiie soprat- sente aveva la mira d' impegnare
si

tutto aumentò il dominio di que- Massimiliano a trarre Lutero dai


sto vescovato, ottenendo anche pel suoi errori; ma la morte del prin-
primo la dignità di principe. In cipe distrusse le speranze del Pon-
appresso altri vescovi ne amplia- tefice.

rono le rendite. Il principe vesco- Nel i53o, sotto il Pontificato di


vo di Augusta sedeva sul banco Clemente VII, tenne nel palazzo
.si

dei principi ecclesiastici dell'impe- vescovile un'altra dieta d'Augusta


ro, fra quelli di Costanza e di per opera delfimperator Carlo V. In
Hildeshcim. l cattolici vi hanno sci essa ebbe luogo la confessione di fe-
chiese , ed altrettante ne tengono i de di Lutero e Melantone [V. Au-
protestanti. GUSTANA confessione). 1 Sacrauicntarii
Augusta è celebre per le die- egualmente presentarono la loro; e
te impero, che in essa fu-
dell' conferendo i cattolici insieme co' lu-
rono tenute, per le cerimonie del- terani e protestanti, la ilieta si sciol-

la elezione ed incoronazione di Fer- se a' i6 novembre. Il piìi importan-


dinando IV, eletto re dei romani te obbietto di quest' assemblea , se-
nel i653, e per quella dell'impe- condo Bercastol, fu l'Eucaristia. Il
ratore Giuseppe I, eletto parimenti detto autore chiama queste diverse
re dei romani nel 1690. confessioni di fede, Equii'oche, e fai'
S. Leone IX si recò in Augusta luci professioni dell' ereiia.
nell'anno lo^i e quivi pel bene
, L' imperatore e tutti i principi cat-
della religione ebbe conferenza con singolarmente Gioacchino elet-
tolici,

Enrico III, detto il Negro. Nella tore di 13randcburgo, fecero tutti i


medesima circostanza ricorderemo loro sforzi per ricondurre i principi
ancora ad onore di Augusta clie , luterani e gli altri membri della
il Sommo Pontefice ivi celebrò la dieta Augusta, alla religione che
d'
festività della Purificazione di Maria abbandonavano, sotto pretesto d'una
a' 2 di febbraio, e ricevette la ri- riforma, che la dislrunrcreva intera-
conciliazione dell' arcivescovo di Ra- mente, e che metteva non solo la
venna suo ribelle. religione , ma l' impero stesso nei
Nel i5i8, abbiamo la dieta di maggior pericolo. Nella medesima
Augusta composta dei principi della assemblea di Augusta fu deposto il
Germania, e radunata per ordine gran mastro d(>ir Ordine teutonico,
di Massimiliano I, re dei romani. Alberto di Brandeburgo, che avea
Lo scopo di questa dieta si lii lo abbracciato il luteranismo, gli si
stabilire cogli altri principi ciistiani tolse il ducato di Pi-ussia, eh' erasi

una lega contro Selimo imperatore appropriato, e gli fu scelto a succes-


dei turchi. Leone X si prestò mol- sore il cavalier Cromberg. Ciò
di
lo per condurla ad cllbtlo, ed a si fece coir unanime consens<i dei
AUG AUG 107
principi 51 protestanti, che cattolici; perator Leopoldo I, in unione della
tanto è vero che lo spirito di no- maggior parte delle potenze d' Eu-
vità è costretto a render oniai^i^io ropa.
ai certi principii di religione (/''. i-.u- Dipoi continuando la guerra, nel
terjìxi, Worms, e Teutonico Ordine 1703, i francesi la occuparono, e
equestre). Diciolto anni dfjpo, nel non partirono da di là che uell an-
i548 , Cai'lo V radunò un' al Lia no seguente <\y\c giorni dopo la
,

dieta ili Augusta. In essa credendo linnosa battaglia di Ilochstadt, in cui


di poter egli gì' imperiali sconfìs.sero 1' esercito
conciliare gli affari ,

propose il rorniidaiio detto Inter ini llancese, ricuperando la Baviera.


{Pedi). Nelle guerre dei tempi nostri, Au-
Nel i5oo, Carlo V tenne in Au- gusta molto soilcTse pel continuo
gusta una nuova dieta, in cui pro- passaggio degli eserciti. Iliniase città
mulgò un editto contro i luterani, libera dell' impero sino all' anno
che cominciarono a stabilirsi nei 1806, in cui fu ceduta alla Baviera.
Paesi Bassi. Augusta è presentemente capoluogo
IN'el i555, un'altra dieta in Au- del circolo.
gusta confermò a' protestanti la li- Questa città visitata, come dicem-
bertà di religione, che si era accor- mo, da s. Leone fX, nell'anno io5i,
data nella pace di Passavia. Questa ebbe anche un'altra volta l'onore
convenzione neli' impero, che viene di accogliere nel suo seno il vicario
chiamata Xapace religiosa, l'orma una diG. C. Pio VI. Ritornando egli da
parte del diritto pubblico dell' im- Vienna {F. Viaggio di Pio VI),
pero medesimo (/^. Giovanni Schil- l'anno 1782, volle onorarla di sua
leio, De j)ace religiosa Argentorati presenza, e dimorarvi per qualche
1700). Ju questa dieta di Augusta giorno. F argomento di vera esul-
si propose anche un concilio nazio- tanza il ricordare quel religioso tras-
nale neir Alemagna, ed i cattolici porto di alletto filiale e di giubilo,
dell' impero convennero co' prole- onde in tale occasione mostrò Au-
felanti Anche nel
in alcuni articoli. gusta il suo attaccamento al padre
i558, mentre era re de' romani comune dei fedeli. Non sia discaro,
Ferdinando I in Augusta si ten-
, che in questo articolo ne diamo un
ne un'altra dieta, F. Imebim e Pas- cenno. Il Santo Padre a' due di
savia. maggio vi entrò in mezzo ad in-
Augusta fu assediata nel 1646 numerabile popolo quasi in trion-

dal maresciallo Turrena , ardendo fo. Fu incontrato alle porte della


la guerra con Luigi XIY re di città da una processione del clero

Francia; ma fu costretto poscia a secolare e regolare, che precedendo


ritirarsi .1648, segui la fa-
Nel la Santità Sua, l'accompagnò fino
mosa pace Munster tra la Fran-
di alla cattedrale, dove schieratasi, fece
cia, r Alemagna e la Svezia, in cui luogo che in mezzo a
al Pontefice,
l'Alsazia fu ceduta a Luigi XIV. questa entrò nella chiesa. Alla porta
Augusta, nel 1686, principiò
In venne accolto con tutte le sacre
la famosa lega contro al medesimo cerimonie consuete, cantandosi con
Luigi XIV re di Francia, la quale musicali strumenti 1' antifona Ec-
fu definitivamente conchiusa nella ce sacerdos niagnits . Ivi il Papa
medesima città, nel 1687, dallim- assistè al solenne Te Dcuni, do-
ìo8 AUG AUG
pò il quale, compite le sacre pre- gesti più espressivi perorò innanzi
i

ci , ascese l' altare , e diede l' a- alla Santità Sua. Il Pontefice vi-
postolica benedizione. Quindi passò de con singolare compiacenza i va-
al palazzo vescovile preparato per rii ed antichi codici, che nella bi-
suo alloggio, ove trattenutosi in blioteca si conservano.

discorso col vescovo elettore, ammi- Fatto indi ritorno al palazzo ve-
se il magistrato cattolico della città, scovile ammise Pio VI alla sua
,

avendo il primo di essi fatto a no- presenza la deputazione della cit-


me di tutti un rispettosissimo com- tà , ed il magistrato cattolico ed
plimento in latino, al quale Pio VI accattolico con tutta formalità, a-
con precisione e dignità rispose. 11 vendo primo di questi pronun-
il

senato cattolico vi fece pure un ziato un complimento di felicita-

commovente discorso, che fu recita- zione, cui rispose il Santo Padre


to dal sig. Heiner ; così pure il con la più amorevole riconoscenza.
magistrato protestante parlò alla La deputazione presentò a Pio VI
presenza Santo Padre. Il sig.
del con tutta solennità il dono, che la
Scaden fu quegli che lo rappresentò magistratura di Augusta gli man-
col discorso. dava, a norma degli antichi costu-
Venerdì 3 maggio, dedicato alla mi osservati cogl' imperatori nel-
festa della Invenzione della Ss. Cro- le circostanze che questi recaronsi
ce , il Sommo Pontefice , avendo in Augusta. Il regalo consisteva in
seco in carrozza a otto cavalli Cle- otto portate di pesci, collocati in
mente Venceslao elettore di Tre- altrettanti vasi di legno dipinti, e
veri , vescovo d' Augusta corteg- , coperti con tele bianche portati ,

giato dalle guardie, preceduto dal- ognuno di essi da due uomini ve-
la croce Papale portata dal cro- stiti uniformi,secondo l'uso della
cifero a cavallo, e da tutti i ciam- città, con alziti di tela a due colo-
berlani, e dalla corte elettorale a ri, con cappelli simili, in un cari'o

piedi, seguito da altre due carrozze tirato da sei cavalli con sopra ,

a sei cavalli pel Pontificio seguito, quattro botti di vino squisito, aven-
si recò di nuovo alla chiesa catte- do ogni botte lo stemma Pontificio
drale , ove celebrò all' aitar mag- dipinto, e in due altri carri similmen-
giore la santa messa. Compita la te a sei cavalli, carichi con sacchi
sacra funzione, il serenissimo elettore d' avena , i quali erano decorati
condusse il Papa alla chiesa de' reli- de' suddetti stemmi. Il Papa accettò
giosi domenicani, ed indi al nobile il dono cortesemente , e poi volle
palazzo del magistrato, mirabile per che si portasse alla casa dei poveri
la vastità e pegli ornamenti del gran della città.
salone. Ivi Sua Santità fu ricevuta Sabbato 4 """^og'O Pio VI con
con le più distinte dimostrazioni l'accompagnamento del giorno pre-
di rispetto dagl' individui compo- cedente, si recò alla chiesa di s.

nenti la magistratura, sì cattolici Udilrico vescovo d' Augusta; ivi


come accattolici passato poi alla ; celebrò il santo sacrilìcio; dipoi
pubblica biblioteca, con im elegan- scese nella cappella sotterranea, ov'c
te discorso latinofu complimenta- custodito il corpo del santo, che
lo dal dottor Mcrtcnz bibliotecario, in quest' occasione, come si pratica
che genuflesso, e con voce e con quando vi si reca alcun sovrano,
AUG AUG 109
fu estralto dal detto luogo, e Cu plenaria che Pio VI accordò ai
,

collocato sulla mensa dell altare fedeli, purché confessati e comuni-


racchiuso entro nerbile luna d'ar- cati nel piescritlo tempo, fossero
gento circondata da grandissimi cri- stati presentied avessero ricevuto
,

stalli , rendono visibili le sa-


che la benedizione con intenzione di
cre Venerate le preziose
spoglie. conseguir 1' indulgenza. Questa log-
reliquie, ascese al inonistcro, ove gia cos'i magnificamente addobbata,
ammise al bacio del piede i mo- è quella stessa dove ?.^:ì anni pri-
naci, altri regolari e molta nobiltà. ma era stata pubblicata la famosa
Domenica 5 maggio dedicata , confessione Augustana.
alla memoria del Santo Pontelìce J\el tempo che Pio VI dimorò

Pio V, il Papa celebrò la messa in Angusta, egli soleva ancora per


nella cappella del palazzo vescovile ben tre volte al giorno impartire
ove dimorava indi col consueto , dallo slesso luogo la Pontificia be-
treno avendo seco in cariozza
, nedizione al popolo che vi accor- ,

monsignor patriarca ]Marcucci, vice- reva.


gerente di Pvoma, e nìonsignor Con- 6 di maggio il Pontefice
Ai
tessini elemosiniere Pontificio, si con- partì da Augusta. Egli venne ac-
dusse alla chiesii cattedrale per tener- compagnato dall' elettore e dalle
vi la cappella l^apale, e ricevuto al- guardie a cavallo tanto elettorali
la porta da quel rispettabile clero che della città, le ((uali in vma
passò nella camera preparata per certa distanza volle Papa, che re- il

ivi vestire i sacri paramenti. Orna- trocedessero. V. Diario del i'iaggio


lo con le sacre vesti e col triregno, fatto a Vienna da Pio VJ^ Roma
preceduto dalla croce Pontificia se- 1782. Il canonico Simone Daser di
guita da tutto quel clero. Pio VI Augusta tradusse in latino dal tedesco
sotto il baldacchino sostenuto da la Relazione dell' arrivo, permanen-
otto canonici , si recò all' aitar za e partenza di Pio PI da Augusta.
maggiore della chiesa , ove assiso Quando il Pontefice ritornò a
in trono assistette alla solenne Roma nelle medaglie che nelle fe-
,

messa pontificale, celebrala dall'e- ste di s. Pietro e Paolo si sogliono


lettore di Treveri , vescovo d' Au- distribuire alla corte Pontificia, d'o-
gusta , col consueto rito, come pra- ro e d'argento, fece incidere, nel
ticasi in Roma nelle cappelle Papali 1782, la pi'edetta funzione d'Augu-
dai Cardinali. sta, facendovi porre il suo busto da
Terminata la messa, e deposti i una parte, coU'iscrizione in giro: rius
sacri paramenti fece Pio VI ritor- , VI. PONT. MAX. ANNO OCTAVO, 6 nel
no al palazzo vescovile, ove ornato rovescio la chiesa cattedrale d' Au-
di nuovo delle sacre vesti, e col gusta coir aitar Papale in mezzo,
triregno in capo, sopra una gran sul quale v' è la statna di s. Pio V,
loggia fatta costruire e magnifica- dalla parte del vangelo un trono,
mente addobbare dall'elettore, dopo sotto cui è assiso il Papa in piviale
recitate le solite preci, diede la so- e mitra, e nel faldistorio il cele-
lenne apostolica benedizione al nu- brante elettore di Treveri , vescovo
meroso popolo, che riempiva la gran di quella città, colle parole intorno:
piazza. 11 vescovo elettore pubblicò SACRA SOLEMNIA FESTO S. VÌI V. AUGU-

la formula della concessa indulgenza ST.E VINDELICOEUM ACTA, C ncU' CSCr-


no AUG AUG
gO PIUS VI. PONT. MAX. rR/ESENTI\ SUA
: se ne sia degno pe' suoi costumi e
AUXiT ANNO MDCCLXXxii. 1^. Fasti di per la sua fede. Il sesto vieta che
Pio VI t. I, pag. 233, i5o, 13ec- si lascino esercitare le funzioni del
catini, Storia di Pio VI, tom. II, loro ministero a q uè' preti o frati,

pag. 68. V. Baviera, Germania e i quali viaggiano senza permesso dei


Treveri. proprii vescovi o superiori. Quattro
In Augusta si raccolsero due con- canoni versano sui dovei'i degli ar-
cilii. Il primo si celebrò nel Qoa, cidiaconi , sulle qualità e funzioni
quando eia Sommo Pontefice Agapi- de' parrochi, sulle funzioni de' cano-
to II, e le redini dell'impero erano in nici , e sulla vita degli ecclesiastici.
mano di Ventitré vescovi,
Ottone. L'undecimo non ammette la plura-
fi-a i quali primeggiava s. Udalrico, lità de' beneficii, il duodecimo ver-

intervennero a questo concilio , al sa intorno la rilinnia de' religiosi


quale presiedette s. Friturico arci- delle religiose e canonichesse ; col de-
vescovo di Magonza. In esso si sta- cimoterzo si prescrivono regole per
bilirono undici canoni intorno la ec- la predicazione , e con altri sei ca-
clesiastica disciplina. Col primo si noni si danno alcune istruzioni per
condannano alla deposizione i vesco- r amministrazione de' saci"amenti. Il

vi, i sacerdoti ed i sacri ministri, i vigesimoquinto ingiunge a tutti i

quali ardissero di ammogliarsi, e si parrochi di leggere distintamente il

proibisce ad essi di tener donne nel- Pater noster^ V Ave Maria, il Credo
le lor case. Il terzo canone prescri- ed il decalogo, in tutte le domeni-
ve, che si depongano i vescovi, i che, ed il vigesimo sesto proibisce
sacerdoti ed i diaconi, che non vo- di commettere la istruzione a colo-
lesseio lasciare i giuochi di azzardo, ro, che sono sospetti di eresia. Ard.
e non permette ad essi di tener ca- t. IX.
ni da caccia ed viccelli. Col sesto si Finalmente, nel i5i i, in Augusta
comanda a' monaci la soggezione ai fu convocata un'assemblea contro il
loro vescovi , e la docilità allorché concilio di Pisa.
venissero corretti dai medesimi. II AUGUSTA. Città vescovile della
settimo impone ai chierici di chie- diocesi d' Antiochia, della prima Ci-
dere il permesso al vescovo, prima licia, e, sino dal V secolo, suffra-
di abbracciare lo stato monastico. 11 ganea della metropoli di Tarso. Si
decimo prescrive, che il vescovo ri- chiama anche Aitguslopoli.
conosca la distribuzione delle deci- AUGUSTAMNIC A. Provincia, che
me. L'undecimo canone finalmente comprendeva il basso Egitto, e che
riguarda la continenza de' chierici. si estendeva dal braccio destro dei
Labbé t. IX, Ard. t. VI. Nilo all'est del Delta sino alla fron-
11 secondo concilio si celebrò nel- tiera, ove incominciava l'Arabia Fu
r anno i'ji4^5 sotto il Pontificato di poscia prima e seconda.
divisa in
l^aolo III. Ottone, Cardinale del ti- La ])rima comprendeva vescovati i

tolo di s. Jjalbina e vescovo di Au- di Pelusia, ora Belbais o Daraietta,


gusta, vi presiedette. Vi furono sta- di Thmuis, Rhi-
Setrethos, Tanis,
biliti trentadue canoni sulla riforma nocura Faramida
ora Ostrace o ,

del clero. Col quinto si comanda, Stragiani Casio, Afleo o Afiieo,


,

che prima di promuovere alcuno a- Eli'ste, Panefiso, Gerrum, Itagero,

gli oidini, si esamini diligentemente Tcueso, Facusa, Pcntaschcnone. La


AUG AUG III
seconda avca sotto di sé le diicsc penna a confutare quest'oj)era, artico-
di Leontopoli , Alliba, Eliopoli lo per articolo; nulla fu ommesso di
Biibaste o Basta, Carbete o Farbe- quanto potesse esigere la moderazio-
te, Babilonia, Scenes IVIandrorum, ne, e tanto felicemente riuscirono
Antihous, Sela ed Arabia. nella loro iinpiesa, die ne menarono
AUGUSTANA Confessione. Nel- festa tutti i cattolici , e Carlo V
l'anno i53o l'imperatore Carlo V, comandò, che a questa confutazio-
dopo essersi abboccato in Bologna ne ognuno dovesse attenersi.
col romano Pontefice Clemente \ H, Quantunque JMelantone conoscesse
convocò nella città di Augusta i la falsità della sua causa, pure ten-
comizii di tutto il siio impero, ed tò di sostenerla, e, nel i53i, pub-
a questa adunanza ei stesso presie- blicò l'apologia della sua Conli'ssio-
dette. In tale occasione i protestanti ne. Di questa innumerevoli sono le
formarono quella loro famosa Con- edizioni, le quali però tra loro dis-
fessione divisa in ventotto articoli cordano notabilmente. I seguaci di
la quale Augusta,
dalla città di Melantone si adoprarono a lutt' uo-
venne appellata Auguslana. A que- mo per acquistare proseliti a que-
sta nuova opera sopraintendette Fi- sta formula, e ricorsero pur anco
lippo Melantone, uomo quanto oscu- a Geremia patriarca di Costantino-
ro di nascita, altrettanto celebre poli sperando ch'egli fosse per far-
,

per la felicità del suo ingegno e per ne l'approvazione. Questo prela-


la conoscenza delle umane lettere e to, sebbene separato dal centro del-
fliosoficbe discipline. L'elettore di. la cattolica unità, non appena la
Sassonia Federico, mosso dalla fama, ebbe letta dichiarò apertamente
,

cbe correva, dello straordinario ta- che la formula si opponeva alla


lento di questo giovane, chiamoUo cattolica fede ed alla divina pa-
all'accademia, che avea piantato in rola, ed inoltre compose tre libri
Wirtemberga. Quivi quantunque Me- dottissimi nei quali ne conliitò gli
lantone fosse d' indole dissimile a errori. Questa sconfitta accuorò ol-
quella di Lutero, pure strinse con esso tre ogni credere i protestanti che ,

lui intrinseca amicizia, e si studiò di poscia furono confusi eziandio da


raddolcire alquanto gli aspri costu- altri cattolici, quali animali dal-
i

mi e la dottrina di questo suo ami- l' amore della verità dottamen- ,

co. Egli era mai sempre vacillante, te confutarono quell' empio scritto ,
dubitava di ogni cosa , e spesso con cui tante piaghe si recavano
variava ne' suoi principii ; cosicché alle cattoliche verità. Infatti nei
tuttora è incerto qual fede ei pro- primi ventuno articoli tutta si espo-
fessasse ,
poiché i luterani, i calvi- ne la dottrina di Lutero, cui stol-
nisti e gli ariani si disputano il tamente cercano i protestanti di
vanto di averlo a seguace dei loro nascondere e colorire dicendo, non
maestri. Questa formula di fede opporsi per alcun modo alla Scrit-
pertanto da sei principi luterani tura, od alla Chiesa cattolica. Ma
e da due città venne presentata come possono costoro ciò asserire
air imperatore, e letta in quella adu- se sono manifesti errori contro la
nanza. Giovanni Fabri che poscia , fede i loro principii sul peccato
fu vescovo di Vienna, Giovanni E- originale, sulla giustificazione, sulla
chio, e Coeleo impugnarono tosto la sulHcienza della lède per essere giù-
112 AUG AUG
stificati, sulle opere buone, sulla cattolici: tanto è vero che lo stesso
penitenza, sui sacramenti, sugli ec- spirito di novità è costretto a ren-
clesiastici precetti , sul libero arbi- dere omaggio ai certi principii di

trio, sull'invocazione dei santi? Ne- religione.

gli ultimi articoli poi si dichiarano Intanto nel suindicato anno i53i
come abusi alcuni punti , che la principiò la guerra cogli svizzeri, e
1' eresiarca Zuinglio, il quale co' suoi
Chiesa stabilì doversi osservare do-
A^unque. Questi sono: la comunione benché non appartenessero al
svizzeri,

dei laici sotto una sola specie, il corpo germanico, avea mandato alla
celibato dei sacerdoti , le messe pri- dieta d'Augusta la confessione, in cui

vate, la confessione auricolare, la negava la reale presenza di Cristo

cura e l'osservanza delle tradizioni, nell'Eucaristia, vi rimase ucciso in

i voti dei monaci , la potestà ec- età di quarantaquattro anni. Quin-


clesiastica, che accusano di avere di mentre Calvino spargeva i suoi

introdotte tante feste, tanti digiuni, errori in Parigi, il Pontefice Cle-

tante nuove cerimonie e nuovi or- mente VII propose un concilio ai


dini. Ecco in breve accennato il principi tedeschi nel i533, intanto
contenuto di questa Confessione, ed che gli eretici anabattisti s' impa-
dronivano di Munster. Cristiano III
ecco insieme una prova dell'ostina-
tezza e cecità degli eretici, i quali re di Danimarca, nel i535, in-

vogliono chiudere gli occhi alla ve- trodusse luteranismo ne'suoi stati.
il

rità. Essendo Pontefice Paolo


divenuto
Dopo molte conferenze, Carlo V III, fu sollecito anch' egli di pro-

risoluto di usar con rigore il pote- porre la celebrazione d' un concilio


re , e le sue forze militari, fece a Mantova. I protestanti vi si ri-
pubblicare un secondo editto impe- cusarono ma tuttavolta egli con
,

riale, più forte di quello fatto ban- autorità apostolica lo denunziò a'
dire a Worms. Venne in esso or- 2 giugno i536. Tre anni dopo,
dinato, che sieno ristabilite le cose la Misnia e la Turingia cambia-

cambiate nella religione cattolica rono religione. Il concilio venne


e che questa soltanto sia esercitata trasferito a Trento, Lutero morì
in tutto l'impero, sotto pena di tem- nell'anno i546 ad Eisleben sua pa-
porali castighi, e confìsca de' beni. Che triaa' i8 febbraio, e Carlo V oc-

se qualche cosa vi fosse pur degna cupandosi ne' mezzi di pacificar la


di riforma, si debba aspettare il giu- Germania, e nel disegno di conci-
dizio del concilio generale, cui il Pa- liare due cose incompatibili, come
fede e l'eresia, gli cadde in
pa sarà richiesto di congregare. Nel- la

la medesima assemblea d' Augu- pensiero di stabilire una formoli


sta, come dicemmo, fu deposto il di fede , che facesse regola pe' aìt-
gran maestro dell'Ordine teutonico tolici, e luterani tutti insieme, fmo
Alberto di Brandeburgo, che avea alla decisione solenne del concilio
generale. Essa venne chiamata
1'///-
abbracciato il luteranismo, gli si

tolse il ducato di ]*inssia eh" ciasi tcriin (l'Jiigusla, a motivo clu; at- 1

approprialo, e gli fu scelto in suc- to si compilò in quella città, li


cessore il cavalier di Cronìberg: loc- conosciuta anche sotto il nome di
chè si fece coli' unanime consenso Confessione Àugustana , durante la
protestanti, come dieta del i54b, allìne di servire
de' principi così
AUG AUG ,,3
ìiìterinalmentc. Progetto non sod- 1'
Tnlcrìin mi gran iiumcro di opere;
disfacente ai padri del concilio di e t^li stessi protestanti si dichiararo-
Trento, che avevano già deciso su no contrari, per cui appena poche cit-
molti articoh, e disonorante per tà lo accetlarono. L' Interini cai;io-
tulta la Chiesa, di cui liiceva cre- nò scissure fra i luterani, non vo-
dere la fede o versatile, o talmen- lendo taluni ammettere cambiamento
te oscurata sui punti essenziali com- alcuno alle loro dottrine, onde si
battuti dai novatori, che i fedeli divisero in Adiaforisli ossia indille-
non sapessero piti che cosa creder- renti, ed Intercniisti.
si. Per compilare mi simbolo, che A 'punti dommatici AnW Interini,
contiene ventisei articoli, 1' impe- andò imito un decieto di riforma,
ratore nominò due dottori catto- distnlniilo in XXII articoli, sui do-
lici, e l'eretico Giovanni Agrico- veri de' vescovi, e de'diversi ordini
la d'Eisleben, compatriotta di Lu de' chierici, riguardo alla condotta
tero, quello stesso, che avea lavora- de' monisteri d'ambo i sessi, sui
to con Melantone alla prima Con- collegii, ospedali , sacramenti , riti
fessione Augustana, e che poi si era cerimonie ^ e condotta de' fedeli,
fatto capo degli anlinomiani ossia , Questi regolamenti di costumi non
di que luterani duri , e senza rite- soggiacquero a contraddizioni au- ,

gno i,quali negavano persino la zi furono adottati in molti sinodi


necessità delle buone opere prescrit- diocesani ed in alcuni concilii pro-
te dalla legge evangelica. vinciali, che si tennero in Augusta
Da una così fatta associazione, stessa, onde il Labbc toni. XIV, e
come riflette il Bcrcastel , nella l'Arduino tom. IX riportano quello
sua Storia del Crislianexinw , de- celebralo nel i548 ad Augusta so-
rivò t[uanto dovcasi aspettare. La pra la riforma del clero ed altri
medesima, senza rigettare le de- punti di ecclesiastica disciplina. Ma
cisioni già fatte dal concilio gene- in quanto a^malrimonii fu deciso,
rale, le vesti di espressioni divcise: che non poteva riguardare che i
in quanto alle materie, che il con- luterani, ma se i cattolici li avrcb-
ciho non avea definite, impiegò bono contratti, sarebbero stati nulli,
termini generali, che ogni parti- e incestuosi. Da ciò ebbe origine il

to poteva adattare a' propri prin- socinianismo che si propagò tanto


cipii. Quanto al matiinionio dei nella Polonia e nelT Inghilterra.
preti, lo si permetteva, come pu- Correndo l'anno i55o, Carlo V,
re la comunione sotto le due spe- presso il Pontefice Giulio III, sol-
eie, facendosi sembiante d'ignora- lecito proseguimento del concilio
il

re,che i cambiamenti stessi dipen- di Trento, e celebrando una dieta


dono dalla podestà della Chiesa, e in Augusta, vi promulgò un editto
non sono di competenza della pò- contro i luterani, che incomincia-
testà imperiale. I cattofici , come rono a stabilirsi ne' Paesi -Bassi.
ben doveasi prevedere, insorse- Quindi nel 55-2 successe la pace di
1

ro contro una silìàtta produzio- Passavia, la quale accordò a'prote-


ne, paragonando la Confessione stanti la libertà della religione, che
Augustana o //j/er/m all' Enotico fu seguita dalla dieta d'Augusta
all' Ectesi e al Tipo. In breve del i5')T, in cui si confermò tal
tempo si videro comparire contro convenzione, chi^ nell'imperio vie-
voi., iir. .
~_--. ~ ,f ,5
I

[iù^i^c/^rvm^', H'.
I 1
4 AUG AUG
ne chiamata la Pace Religiosa ,
crescimento anche di Semper au-
lòimante come , altrove dicemmo, gusti ed Angustissimi, ed in seguito
una parte del diritto pubblico lo diedero pure alle imperatrici
Nella dieta di Augusta si propose Marco Aurelio lo divise
loro spose.
un concilio nazionale nell' Alenia- con Lucio Vero suo collega. Da
gna, e i cattolici dell'impero con- principio quelli, che gl'imperatori si

vennero co' protestanti in alcuni associavano impero, venivano da


all'

articoli. I Romani Pontefici con ze- loro creati Cesari, e poscia Augusti,
lo apostolico si opposero mai sem- locchè venne adottato anche dagli
pie al libero esercizio della Confes- imperatori cattolici, e le loro vesti,
sione Augustana ed alle conseguen- e le cose appartenenti alle persone
ze di essa. loi'o st dissei'o Augustali. In pro-
AUGUSTO (s.), prete nel Berrì gresso il titolo di Augusto fu dato
era s\ rattratto delle mani e dei anche ai re e alle regine , partico-
piedi, che per passare d' uno in al- larmente ai re di Francia e di
tio luogo avea mestieri di essere
, Spagna ; ed il Parisi nelle sue Istru-
sostenuto a braccia, o di strascinarsi zioni per la segretaria j Roma i'j85,
da sé sui gomiti e sulle ginocchia. rileva che a' suoi tempi s'introdusse
La sua miseria moveva 1' altrui com- r uso di dire Augusto figlio, e Au-
passione, ed egli non poche limosine gusta famiglia ,
quando si parla di
perciò ne ricevette, le quali rifuse quello, e di quella de' sovrani. L'Au-
poi tutte nella fabbrica di una cap- gustissimo, o Augustissima, superla-
pella in onore di s. Martino nel vil- tivo di Augusto, non solo
si dà alle

laggio di Brives. Non andò guari persone, ma


anche alle cose. Il Var-
di tempo che potè usare delle sue chio, Stor. -2, dice: » spogliarono l'Au-
membra regolarmente; il perchè, pie- gustissimo tempio di s. Pietro •'. |
no di riconoscenza verso Dio, de- luoghi religiosi ne' quali con gli,

liberò di darsi alla vita ascetica. augiu'ii alcuna cosa era consagrata,
Poco stante fu eletto, da Probiano dai gentili si dissero Augusti da
,

vescovo di Bourges, ad abbate del auctu, o aviuvi gestUj garritm'ej on-


monistero di s. Sinforiano, situato de Ennio scrisse: Augusto augurio
nelle vicinanze della città. Rinvenne poslquani inclyta condita Roma est.
per ispirazione divina il corpo di Al Cinelli però [Bibl. volan. scaus.
s. Ursino, primo vescovo di Bourges, FU pag. 1 3 ) non piace la voce
e morì santamente intorno l'anno Augustissimo, siqjponendo che Au-
56o. I martirologi gli danno il ti- gusto sia noiue proprio e sostan-
tolo di prete solamente, tranne il tivo.
francese, che il dice inoltre venera- AUGUSTOPOLI. Città vescovile,
bile abbate di Bourges o del Beni. sino dal IV secolo, della diocesi di
Se ne fa la festa ai 7 di ottobre. Gerusalemme, nella terza Palesti-
AUGUSTO. Titolo ilato prima la na, sufFraganea di Petra. Alcuni dei
volta per voto di Munazio Plance suoi vescovi si trovarono presenti ai
ad Ottaviano, nipote di Giulio Ce- concilii.

sare. Di qua è chiaro essere stato AUGUSTOPOLI {Augustopoli-


questi il primo de' romani imperato- tan. ). Città vescovile eretta nel
ri ad esserne fr<'giat(». K.ssi poi lo as- V secolo , ed ora /*/; partibus del-
sunsero per ispccial distintivo, coli ac- la diocesi d' Asia nella Frigia salu-
AUN AUR ii5
tare, sufFiagtmea della metropolitana prima .seguiva la corte di Gontran
di Patrasso. Di questa fa menzione re di Boigogna ma ; avendo cono-
il Suida. Ebbe quattro vescovi. Gli sciutoquanto sono fallaci beni pro- i

ultimi vescovi in partìlnis furono messi dal mondo, abbandonò il suo


i seguenti: Patrizio Burke, France- impiego, e prescntossi a Siagro ve-
sco Canali di Rieti, fatto dal regnan- scovo di Autun. Questi lo istruì nella

te Pontefice nel concistoro de' 3o scienza e nella pietà , nelle quali


settembre i834, indi traslocato, ai Aunario trasse tanto profitto, che
2 3 dicembre 1839, alla chiesa di verso l'anno 57 2, fu eletto vescovo di
Pesaro. In sua vece dal medesimo Pa- Auxerre. Il novello prelato adempì
pa fu preconizzato vescovo d' Augu- con santo zelo a tutti i suoi doveri,
stopoli il p. Ilarione Eturia dome- ed emanò piovvide leggi tendenti ,

nicano, di Cordova nell'America a rimettere nella loro purezza co- i

meridionale, stumi e la fede. Fu presente a va-


AUGUSTOW {AugusiOK'ien.). Cit- rii concilii, e nella sua diocesi ra-
tà vescovile unita a Seyna nel regno dunò un sinodo di abbati e sacer-
di Polonia , capo luogo d ima vai- doti, nel quale foce quarantacinque
vodia, fabbricata regolarmente, ma statuti.Quindi adoperossi per com-
in legno, dal re di Polonia Si- porre le discordie insorte nel moni-
gismondo Augusto che le die' il
,
stero di s. Radegonda in Poitiers
nome, verso l'anno i56o. Non è per cagione di alcuni frati ribelli ;

selciata , ha due chiese, e un ospe- e finalmente, nel 6o5, compì la


dale. V. Sevxa. sua carriera mortale I martirolo- .

AULON A [Aulonen.). Città vescovi- gi ne segnano la festa al giorno


le, sino dal V secolo, sufifraganea di Du- 2 5 settembre.
razzo, ed attualmente in partibus nel- AUNOBERTO (s.), vescovo di
4'Epiro superiore, nell'Albania, posta Scez. V. s. OsoRVTo, vescovo di
sopra un golfo del mare adriatico, con Amiens.
porto vasto e sicuro. E chiamata an- AURAGuGLiKì-MO, Cardinale. Gu-
co Avlona o Valona. Vi si con- glielmo Aura, nel monistero lesatense
tano sei mila abitanti tra maomet- di Tolosa sua patria, abbracciò lo stato

ed ebrei ; i quali ul-


tani, cristiani religioso, e nel i 323, fu creato abbate
timi vennero da Ancona, quando del monistero di IMontolien ossia INIon-
ne furono espulsi sotto Papa Paolo teolivi, dal Pontefice Giovanni XXIl.
IV. I turchi se ne impadronirono, BenedetloXIl gli diede commissionedi

nel i464j 6) i^cl 1690, la presero riformare il formolario della peniten-


i veneziani, che però furono costret- za, insieme con altri dotti personag-
ti ad abbandonarla nell'anno seguen- gi. Indi il medesimo Pontefice si ser-
te, dopo averne smantellate le for- vì dell'opera di Guglielmo, per for-
tificazioni. Gli ultimi suoi due ve- mare i nuovi statuti pei monaci be-
scovi titolari furono Mariano INIe- nedettini, e gli afììdò la cognizione
druno e Mariano Escalada di Bue- della controversia insorta tra Pitta-
nos- Ayres, promosso dal regnante vino vescovo di Magalona, e 1 uni-
Pontefice nel concistoro de' 2 luglio versità di JNIontpellier. Dopo aver
i832. disimpegnato questi importanti ufllzii,

AUN ARIO (s.), vescovo di Au- Benedetto XII a' 18 dicembre i338
serre, viveva nel secolo VI. Dap- lo decorò della porpora, col titolo
iiG AUR AUR
presbiterale di s. Stefano nel Montecel- cento religiose. Divenne Aurea mo-
lio.Essendo appresso insorta una dis- dello degnissimo d imitazione a tut-
cordia tra Casimiro re di Polonia te le sue compagne, e a tal segno

ed i cavalieri crociferi, la causa dei crebbe in perfezione che meritò di


«juali era trattata in Avignone per essere appellata da santo Audoeno
mezzo di ambasciatori, a questo il- figlia degna di Dio. Fu avvisata in
litstre Porporato fu commesso dal visione, siccome essa e parecchie sue
Sommo Ponlefice di pacilicare gli compagne erano vicine al trapasso
animi discordi. Intervenne ai couii- estremo laonde vi si preparò de-
;

zii di Clemente VI, dal quale ebbe votamente, e ne attese l'istante con
ordine d'instituire processo sopra la somma letizia di cuore. Morì a' dì

morte di Andrea re di Sicilia, di 4 di ottobre del 666 colta dalla


cui era accusata Giovanna moglie pestilenza insieme con centosessanta
di lui. Finalmente dopo aver deco- delle compagne sue. Fu seppellita
rato la dignità Cardinalizia colle sue nella chiesa di s. Paolo, e cinque anni
gloriose azioni mori in Avignone , dappoi ne furono tradotte le ossa
nel 13465 e secondo altri nel i36i, nella chiesa di s. Marziale, ove giac-
ovvero nel i353, la qual' ultima o- ciono tuttora. Si espongono alla
pinione è più conforme alla verità. pubblica venerazione tre volte l'an-
Ebbe la tomba nel suo monistero no, e Parigi racconta non pochi mi-
di IMontolien innanzi all'altare di s. racoli da santa Aurea operati. La
Cxiovanni Battista. sua festa ricorre ai 4 di ottobre.

AUB.EA ( s. ), vergine e martire AURELIA (s.) , vergine. Fioriva


nella Spagna, religiosa nel monistero nel secolo terzo, e dalla Grecia era-
di Cuteclar presso Cordova. I suoi si recata a Roma. Quivi ella vis«e
parenti, saraceni di nobile schiatta, nell'esercizio della preghiera, di cui
soffrivano di mal animo che Aurea occupa vasi continuamente alla tom-
fosse seguace della religione cristia- ba di s. Adrio martire, al quale era
na : per qual cosa l'accusarono
la unita per vincolo di parentela. Tre-
presso il giudice. Questa vergine co- dici anni ella impiegò in questo san-
me si vide condotta a' tribunali, ed to esercizio, in capo ai quali placi-
interrogata dal giudice, fu sopiap- damente spirò. Il martirologio ro-
presa da tanto timore, che gli pro- mano ne segna la festa il giorno 2
mise di eseguire quanto avrebbe ad dicembre.
esso lei comandato. Se non che quan- AURELIANO (s.), vescovo d'Ar-
do si dileguò dal suo animo lo spa- les succedette l' anno
a s. Cesario
vento, e si avvide del suo fallo, die- 546, e poco dappoi fu dichiaralo
de segni così manifesti di dolore, vicario «Iella Santa Sede in quella
che il giudice sdegnato di non aver parte delle Gallie, che ubbidiva a
potuto venire a capo del suo dise- Childeberto, e rivestito del potere
gno, la fece decapitare uell'anno 856, di mettere a fine le contese, che pa-
addi 19 luglio. l'evano insorgere tra i prelati sog-
AUREA ( s. ), badessa di Parigi, getti alla sua giurisdizione. Nel 54^
nacque di IManrino e Quiria. Fu e- Aureliano fondò ad Arlcs un mo-
letta a cotal dignità da santo Eli- nistero di uomini , ed adornò di
gio, il (fuale nella propria sua casa preziose reli((uie la chiesa annessavi.
fondato aveva un mouislero di Ire- Ordinò per iscritto le discipline che
AUR AUR 1,7
tloveansi monaci mantcnpie,
ila qiic' AURELIOJ^OLI ( Jureliopoli-
e ne pose a primo abbate s. Fioieii- lan.). Città vescovile dell'Asia mi-
liuo. Circa lo slesso tempo Aurelia- nori; , sino dal quinto .secolo , suf-
jio fondò un altio monistcro nella liaganea dell' arcivescovo di Efeso.
sua città vescovile, il «piale fu de- Ora è vescovato in partibus sogget-
stinato a riunir le fanciulle, che de- to alla detta chiesa . Gli ultimi
siderassero di dedicarsi a Dio nel vescovi, che ne portarono il titolo,
ritiro. Nel 28 ottobre 54f) assistet- sono Matteo Lij)slu e Fianccsco ,

te al quinto concilio d'Orleans, e pa- Giudei della Sliria Quest'ultimo .

re in qualità di presidente. Diede venne promosso dal regnante Pon-


cospicue prove del suo attaccamen- tefice nel concistoro dei 3o settem-
to alla sana dottrina, specialmente bre i83i, e deputato sulfraganeo
quando si trattò intorno la con- ad Olmùtz. IVel i832 [\\ trastèiito
ilanna dei tre capitoli. Dopo avere al vescovato di Brùn, e agli lu- i i

esercitato le più sublimi virtù, pas- glio i83f), gli venne surrogato il con-
sò di vita ai 16 giugno 55 1 , sic- te don Antonio Schaallgotsche.
come ne fa fede una iscrizione tro- AURELIOPOLI. Città vescovi-
vata sopra la sua tomba. I marti- le della diocesi d'Asia nella pro-
rologi di Adone, di Usuardo e il vincia di Lidia, eretta nel V secolo,
romano nominano questo santo ai suCfraganea alla metropoli di Sardi.
16 di giugno, e dicono essere egli Si appella eziandio Pericolile.
stato seppellito a Lione. AUflEOLA. Voce, la cui origi-
ALRELIO (s.), vescovo di Car- ne si ripete da Ianni'!, alloro. L'Au-
tagine, dove prima stato era arci- reola dividcsi in tre specie di sim-
diacono. Elevato a tale uffizio nel bolico significato , come abbiamo
388, si legò in amicizia con s. A- in s. Matteo capo 1 3, e in san
al

gostino, da cui ricevette pnidentis- Luca al cap. 8, e sono quelle dei


simi ammonimenti intorno al modo veigini, de' dottori e dei martiri .

cbe dovea tenere rispetto ai dona- Per questo nome


anche intendesi
tisti. Raccolse pai-ecchi concilii per di- quel diadema, circolo o corona di
scutere le didicoltà da quegli scisma- luce, onde pittori hanno costume
i

tici proposte, e si adoperò a tutto di ornare la testa delle immagini


uomo per condurli alla verità, e ri- dei santi. La corona rotonda, anti-
mettere in pace la suo
Chiesa. Il camente era argomento di santità
zelo non si contentò di combattere i e del culto ecclesiastico dato a' ser-

dt)natisti , ma volle aver che fare vi di Dio ; come lo erano i raggi del
eziandio co' pelagiani. Fu egli il pri- capo, che, a testimonianza del Garam-
mo che condannasse Celestio, disce- pi, Memorie, ec. p. 43 i , si convertiro-
polo di Pelagio, in un concilio te- no in diadema. 11 Nimbo poi è quel
nuto l'anno ^11. Quattro anni ap- diadema che si suol sovrapporre al ca-
presso condannò Pelagio medesimo po dei santi canonizzati, in forma di
in altro concilio, e percosse di ana- splendore circolare. In alcune pittuie
tema l'empia dottrina di questo e- antiche si vede sulla testa di qualche
resiarca prima che santo Agostino immagine un diadema quadro, il che

jirendesse a combatterla Morì nel . significa essere ancor vivente quello


4?- 3. La sua festa ricorre a' 20 di che si era rappresentato: il diade-
luglio. ma (piadrato significa lo slato del-
ii8 AUR AUR
la presente vila imperfetla, e pieno lordici scrittori sostengano ch'egli
di angoli, come avverte Angelo Roc- fu insignito di questa dignità. Anzi
ca, mentre il diadema o Aureola non manca chi asserisce, non esse-
rotonda è simbolo di perfezione. V. re stato innalzato all'onore del ve-
Nimbo. scovato , né tampoco aver dato il

AUREOLO Pietro, od ORIOL, suo nome alla religione francesca-


Cardinale. Pietro Aureolo dal luo- na. Quantunque però sembri che
go di sua nascita , nella diocesi di male non si appongano quegli scrit-
Soissons in Piccardia, fu detto an- tori, i quali contrastano ad Aureo-

che Verberio. Fioriva sul declina- lo il cardinalato e la professione


re del secolo decimoterzo , e nel francescana , non si può per altro
principio del decimo quarto, e fino convenire con quelli che lo esclu-
dalla sua più verde età abbracciò dono dal numero degli arcivescovi
r istituto de' minori, ove fece solen- di Aix, essendovi argomenti degni
ne professione. Si dedicò con molto di fede, i quali provano la verità

impegno allo studio, e ne fece s\ di questo fatto. L'abbate Dutems

rapidi progressi, che ottenne in Pa- conghiettura, che rinunciasse al ve-


rigi la laurea dottorale. In seguito scovato affine di ripigliare i suoi stu-
fu fatto professore nella università dii teologici, ed afferma che ter-

di Sorbona, ove acquistossi fama di minò di vivere nel i34^. L'Aureo-


profondo teologo ed eloquente ora- lo compose un trattato sulla imma-
tore. Alcuni affermano, che Aureo- colata Concezione, parecchi Sermo-
Io essendo provinciale dell' Aquita- ni, un compendio di teologia, alcuni
nia si adoperò nel capitolo gene- trattati ascetici, un breviariiim hi-
rale celebrato in Napoli nel i3i6, blioriim, e dei comrnentarii in quat-
aiFuichè Michele da Cesena non venis- tro libri sul maestro delle sen-
se eletto ministro generale della re- tenze.
ligione. Nel i32i, Giovanni XKIl AURIA ( /^H/Vf/i.). Città vescovi-
lo fece arcivescovo di Aix, e dopo le in partibus nella Mauritania di
due prete Cardinale del tito-
lustri Africa, di cui fa menzione Gomez,
lo di Pudenziana. Poscia venne
s. nella vita del Cardinal Ximenes ,

spedito in Francia col carattere di lib. V. Il regnante Pontefice, nel


legato in compagnia del Cardinale concistoro de' i5 febbraro i838,
Annibaldo da Ceccano , per paci- ne conferì il titolo a monsig. Vin-
ficare il re Filippo con Odoardo cenzo Bufi-Bocci di Fuligno, depu-
re d'Inghilterra. In Avii^none edi- tandolo a sulfrasfaneo
o del Cardinal
fico una chiesa nel collegio di san sotto decano del sacro Collegio, per
Pietro, e la dotò di rendite sufli- la chiesa, e diocesi di Civitavecchia,
cienti, che servissero alla educazio- a cui è unita quella di Porto e s.

ne di alcuni giovani. E autore di Ruffina.


parecchie opere teologiche, e, secon- AURICOLARE. Ordine caval-
do piìi accreditati scrittori, termi-
i leresco nel Perii. In questo opulen-
nò la sua carriera mortale in Avi- tissimo regno, anticamente, e prima
gnone nell'anno \Zii Convie- . che lo scoprissero gli europei, eravi
ne peraltro osservare,che molti un Ordine di uomini scelti per la
escludono 1' Aureolo dal numero chiamato Oriones, cioè Àu-
gueri'a,
dei Cardinali ,
quantunque quat- riculare. L'insogna loro coìisisteva
AUS AUS 119
nell'avere le orecchie forale^ e por- le intere notti; ma temendo po-
tarvi da esse pendenti ossa di pe- .scia non forse la vanagloria gli

sci, o anelli d'oro, owero, come tornasse in seguito piìi già dita che
dice il Giustiniani, alcune foglie non gli era allora, e lo divertis-

d'oro. Fu in tanta stima quest Oj- se dalla buona vita che aveva in
dìne, e tale il desiderio di appar- animo di menare, si risolse di ab-

tenervi, che molti nobili spagnuoli, bandonare per sempre 1 innano con-
dopo la conquista del Perù , vi si sorzio. Bitirossiuna roccia sovra
aggregarono, assoggettandosi all'uso della montagna dOxea a tre leghe
di portare dalle orecchie tal sorte e mezzo da Costantinopoli. Assistet-
di ornamenti, ciò che ail'ermano an- te al concilio di Calcedonia per or-
co il Mcnnenio e Girolamo Ro- dine dell' imperatore Marciano, e
mano. passò quindi sul monte Tiopc, non
AURILLAC. Città di Francia, lungi da Calcedonia. Usci di vita
antica capitale dell'alta Alvernia, verso l'anno 470- I^" encomialo da
poche miglia distante da Saint- Sozomeno con magnifici elogi, e gli
Flour. Questa città fondata nel se- fu eretto un tempio sotto il suo
colo IX da s. Yeraud è posta in nome da s. Stefano il Giovane. 11

una valle deliziosa ed è irrigata monte Tiopc ritiene tuttavia il no-


dal Jordano. E patria del primo me di s. Ausenzio. La sua festa si

Papa della nazione francese Sil- riporta ai i4 di febbraio.


vestro II, del Cardinale di No- AUSENZIO (s.), vescovo diMop-
ailles, del famoso Guglielmo vesco- scuste in Cilicia verso l'anno 821.
vo di Parigi, e di altri celebri per- Dapprima avea esercitato il mestie-
sonaggi. In questa città si tennero re delle armi sotto 1" imperatole
due concilii. primo nel 1278
Il Licinio, ma lo abbandonò piutto-
contro le immunità; e si proibì stochè offerire delle uve a Bacco.
che fossero celebrati i divini nflìcii Quindi ottenne la dignità vescovi-
ed amministrati i sacramenti in le, fregiato della quale illustrò la
luoghi non privilegiati, interdetti sua chiesa colle opere e con le
dall'Ordinario. Il secondo si celebrò parole fino al terminar di sua
nel 1294 affine di presfare assisten- vita.
za al re nei bisogni dello stato; e AUSILIO (de) Arnaldo o Akxoldo,
si stabilì di cedere per due anni a Cardinale. Arnaldo Ausilio nacque, se-
Filippo il Bello la decima dei be- condo alcuni, nel castello di Aux, dioce-
ni ecclesiastici della provincia di si di Ccndom nella Guienna, e secon-
Berry. Il re in attestato di ricono- do nel castello di Romicux,
altri,
scenza scrisse a quei padri una let- detto comunemente Larrcmicu, po-
tera, ove riconosce essergli conce.sso co lungi dalla città di Condcm. Nel
questo benefìcio ex sola gralìa , et i3o6 fu fatto vescovo di Poitier.s
mera liherolìtate. ove intervenne ad un concilio te-
AUSEKZIO (s.), eremita della nuto nella sua diocesi. In appresso
Bitinia, militò primamente sotto il ebbe la carica di camerlengo della
giovane Teodosio. Le armi non lo Chiesa Romana, € nel i3i2 fu in-
distoglievano dagli esercizii della pie- viato in Inghilterra in compagnia
tà. Visitava frequentemente pii so- del Cardinale Arnaldo Novelli, a
litari , vegghiando con esso loro rappacificare il re Odoardo co ma-
120 AVS A US
guati del suo regno. Mentre so- città anticamente capitale di una par-
steneva questa legazione, la quale te dell'Artois. Ebbe a padre Ratre-
non el^be l'edelto desiderato, ili e- do conte palatino, imo dei primarii
letto vescovo Cardinale di Albano, oJliciali della casa del re Dagober-
da Clemente V, a' -sa o 24 dicem- to I, e a madre Framechilde, ov-
bre i3i2. il sommo Pontefice Gio- vero Framosa, della famiglia dei re
vanni XXII gli affidò la commis- alemanni. Austerberta fino dai te-
sione insieme a due altri Cardina- neri anni si diede con tutto il fer-
li, di fare un diligente esame sul- vore alla preghiera e alla medita-
la vita e sui miracoli di s. Tom- zione; e sapulo che suo padre ave-
maso d'Aquino, per poter proce- va fitto in pensiero di collocarla in
dere alla canonizzazione di esso san- matrimonio, recossi da s. Audoma-
to. La morte Porporato
di questo ro, vescovo di Terouanne, gli divi-
avvenne nella città di Albano, se- sò le intenzioni e di sé e di suo pa-
condo alcuni, liei i32o, secondo dre, e, fatto voto di perlètta virgi-
altri nel loi'j onci i326. I Sam- nità, vesti l'abito monacale. iNon
martani poi nella Gallia Christia- molto dappoi entrò nell'abbazia di
na avvisano che sia accaduta nel Porto, edificata sulla Somma, ag-
1821. Il suo cadavere venne trasfe- giungendo al voto di perpetua vir-
rito in Condoni, ed ebbe sepoltura ginità gli altri due di povertà e di
nella chiesa di s. Pietro di Romieux, obbedienza. Dall' abbazia di Porto,
ove avea fondato una collegiata. ove fu alquanto tempo priora, pas-
AUSONIO (s.), primo vescovo di sò per eccitamento eli s. Fileberlo
Angoulème, vi predicò il vangelo nel monistero di Bavilly e vi fu co-
quando la città era ancor padroneg- stituita badessa. Codesta maggioran-
giata dalla idolatria. Come giunse za esercitata con saggia stabilità non
a convertire un gran numero di que' la faceva non essere al tempo stesso
pagani, volle continuare a dar ope- ripiena di dolcezza. Se appariva se-
ra tra essi alla loro santificazione; vera, non lo era che contro sé me-
ma ne incontrò la disgrazia de' ma- desima, tal che santa fino da allo-
gistrati che gli fecero tagliare il ca-
, ra fu preconizzata. Finalmente ven-
po. Fuori delle mura di Angoulème ne sorpresa da una gagliardissima
v'ha una chiesa parrocchiale dedicata febbre, che tolse ogni speranza di
a s. Ausonio, che è soggetta all'abba- guarigione. Sentendosi ella presso a
zia di benedettine sotto il nome del- morire, raccolse le sue monache,
Vuoisi che di questa
lo stesso santo. ragionò loro di cose spettanti alla
abbazia fosse fondatore s. Ausonio salute avvenire, e nìoi"! il giorno io
medesimo. Altre cose se ne dicono, lebbraio del 70 3. Il suo corpo fu
ma sono riputale favole. La festa riposto nella chiesa del moniste-
di s. Ausonio ricorre agli i di i io, dove lultavia si vede la tomba.
giugno. Treni' anni dopo fu esposto a ve-
AUSPICIO. Arte d'indovinare nerazione. Il nome di Austerber-
l'avvenire dal volo degli uccelli. ta trovasi nel martirologio romano
AUSTERBERTA (s.), v.Mgine e ai IO di febbraio, giorno in cui se
prima badessa di Pavilly nella dio- ne fa ui/iversal niente, la festa.

cesi di llouen, nacque verso fanno AUSTERGESILO (s.) , vescovo


63o nel territorio di Terouenuc, di Boui'ges, naiHjuc in codesta città
AUS AUS 121
ranno5')/,cli povera famiglia, dalla diconsi della Bassa e deW'j^lta Au-
(jiiale nondimeno fatto educare nello stria. JNel primo è Vienna, città ca-
studio delle lettere , e in particolar pitale dellamonarchia Austriaca.
modo nel conoscimento della sa- romani invasero l'Austria nei pri-
I

cra Scrittura, fu collocato in corte mi tempi dell'era cristiana; ivi stabi-


del reGontrano ove si procacciò , lirono le colonie militari siccome ba-
una stima non comune. Accusato luardi contro le orde barbariche del
falsamente da certo Bettelino di a- Nord, ed incorporarono quel paese
ver abusato delle rendite reali, per al resto della Pannonia. Nel quar-
torsi egli dal mal passo, fu costret- to secolo l'Austria fu prima preda
to a venire con essolui a singolare degli ostrogoti, indi degli unni, fin-
tenzone, che in que' tempi appella- ché, venuto meno il mostruoso im-
vasi giudizio di Dio: ma, morto pero di que' barbari, e stabilitivisi

Bettelino prima di misurarsi con i rugi (an. 434)? l'Austria chiamossi


Austergesilo, fu riconosciuto innocen- anche Rugiland. Odoacre re degli
te il santo, e quello siccome percos- eruli, fatto prigioniero Augustolo
so dalla vendetta divina. Austerge- ultimo imperatore de' romani, e di-
silo amò mai sempre il celibato, e venuto, nel 47^5 ^c dei popoli te-
ricusò per questo un ricco partito deschi e d'Italia, mosse guerra al
che gli veniva offerto; anzi abban- re dei rugi, il quale si rifuggì nel-
donando anche la corte, abbracciò la Pannonia presso Teodorico re de-
lo stato ecclesiastico e fu eletto ad gli ostrogoti. Odoacre, quantunque

abbate di s. Niziero da quel s. E- ariano, onorava le virtù ovunque le


tero che , l' avea innanzi ordinato avesse trovate, e l'ammirazione, ch'e-
sacerdote. Venuta quindi a vacare gli prestava agli uomini santi e vir-
la sede di Bourges per la morte di tuosi, lo rendeva dolce e caro a' suoi
Apollinare, ne fu egli consacrato popoli. Una delle tante relazioni, che
vescovo ai i3 di febbraio del 612. gì' inspirarono principalmente nell'a-
Morì ai 20 di maggio del 624 do- nimo benevolenza e l' alìàbilità, si
la
po dodici anni di episcopato. A fu quella da lui avuta con s. Se-
Bourges si onora nel giorno stesso verino del Norico, solitario che a-
in cui morì. bitava sulle sponde del Danubio as-
AUSTERO, o ASTIRO (s.). F. sai presso Vienna. Proclamato Se-
.s. Marino. verino come l'apostolo di quelle con-
AUSTRIA. Nella parte piìi orien- trade, Odoacre non potè indursi al

tale della Germania è posto l'ar- passaggio d' Itaha (anno 4? 6) s^^"
ciducato d'Austria, così appellato dal za ricevere la benedizione da sì

tedesco Ocsterreichj parola che e- gran santo. Penetrò pertanto nel (on-
quivale ad Ost e Reich (regno al- do della grotta ove stava come se-
l' Oriente ). L' arciducato d' Austria polto, incurvò la straordinaria sua sta-
corrisponde in gran parte all'antica tura, e, sebbene avesse assunto un'aria
regione Norica, sebbene al di là del dimessa, fu pure riconosciuto da Seve-
monte Ceti un tratto vi sia incluso rino, e non solo venne salutato da lui
della limitrofa Pannonia. Dividesi l'ar- come capo della nazione, ma le più
ciducato d'Austria in due governi, felici predizioni egli ebbe sull'av-
che per essere l'uno al di sotto, e venire, coU'epoca precisa del suo go-
l'altro al di sopra del fiume Ens, verno. Un angelo era Severino : cou-
vor,. III. 16
12-2. AUS AUS
vertiva i barbari , informava quei tesorida essi raccolti in due .secoli

popoli sugli ostili disegni del ne- e mezzo di scorrerie fatte in Eu-
mici che volevano assalirli, ed ab- ropa, mandò in dono una porzione
borrente da ogni specie di dignità, di quel bollino al Sommo Ponte-
amava la solitudine, T orazione e le fice , e divise il resto tra la sua

opere pie come mezzi i più efficaci corte ed i suoi guerrieri. Conquisi
per la salute delle infelici provincie così gli avari, il loro kan medesimo

da lui prese ad abitare. Stabili inol- recossi ad Aquisgrana dove, rice-


tre in quelle regioni diversi moni- vendo il battesimo, giurò insieme coi
steri , de' quali il piìi considerabile è suoi fedeltà a Carlo. Nello spopo-
quello presso Vienna sulle rive del lato paese degli avari mandò Carlo
Danubio. colonie ad abitarvi, ed a restituirvi
Sotto Teodorico gli ostrogoti il pristino nome di Pannonia, disgiun-
scacciato ogni altro dominio, fonda- gendovi l'Austria attuale, e forman-
rono un regno, che giunse sino al do con essa un paese confinante col
Danubio, e durò settanta anni. Ma regno dei franchi paese che sotto :

al di là dell'Ens posero sede i lon- il nome di Marca orientale, o con-


gobardi, i quali si dilatarono este- fine pannonìco, fu governato dai pro-
samente fino alla Pannonia. Alboi- prii conti di confine, ovvero Mar-
no loro re, condotto oltre le Alpi graviij incaricati a reprimere le in-
il suo popolo, cedeva le terre del- cursioni barbariche.
la Pannonia agli un-avari, ovvei'o La nuova popolazione ebbe me-
ni, i quali sotto il loro principe Ba- stieri di chiese e di un vescovato

jan occuparono il paese lungo il Da- cattolico,che fu stabilito a Vienna.


nubio, cioè l'attuale Ungheria e l'Au- Arno, primo vescovo, nominato po-
stria, annichilando ogni coltura da scia da Carlo Magno arcivescovo di

que' paesi ricevuta. Sconfìtti però fu- Salisburgo, ebbe la cura di promul-
rono nel 791 da Carlo Magno, il gare il cristianesimo tra quelle genti,
quale per quella spedizione fece ap- al qual fine furono subordinati al

parecchi straordinari, raccolse tre nuovo vescovato come sulll'agauei i

eserciti, e marciando egli medesimo vescovati di Brixen , di Freising


alla testa di quello composto dei Ralisbona e Passavia . Il vescovo
franchi, accampossi verso la parie Arno passò a visitare la Pannonia e
meridionale del Danubio ,
passimdo la Carinzia , ed ebbe contesa col pa-
tre giorni in orazioni, digiuni, pub- triarca di Aquileja a motivo dei confi-
bliche processioni , e neh' assistenza ni diocesani. Carlo Magno decise la
de' divini sacrificii. Suo figlio Pipi- lite assegnando per confine la Drava.
no fu il primo ad incontrare il ne- Piantate inoltre nuove chiese nelle

mico ed a fugarlo e Carlo , preci- conquistate provincie, introdusse quel


pitandoglisi addosso col proprio eser- principe numificentissimo la decima,
cito, conquistò i due circoli princi- e dispensò i vescovi e gli al)l)ali

pali degli avari nell' Austria odier- dal servigio della guerra.
na, ed inseguì i fuggitivi al di là L' imperatore Ottone 1 1 (an. 983)
di Vienna sino alla Raab. as!;(>gnòil margravialod'Auslria aLeo-
Nel '/()i'> Pipino penetrò un'altra ]i()ldo della casa di Babcnbcrg, una
volta dalla parte d' Malia nel loro delle pili ragguardevoli della Fran-
paese, e depredandoli dcgl' immensi coma ; ma che per una coiitesa cou
A US A US 123
Rodolfo, vescovo di Wiirzburp;, area colle orazioni e colle penitenze, si

perduta la maggior parie dei beni rese eziandio distinto per aver pro-
Assunto essa però il
suoi originarii. curata in ogni guisa la felicità del
margraviato d'Austria, ne dilatò i suo popolo, raddolcendone i costumi.
confini con alcune vittorie sopra gli In quel tempo ebbero incomincia-
ungheri, e colle sole sue forze fu mento le crociate in Palestina, alle
in grado di dilèndere i confini di <]uali dcijiderando anch' egli di as-
Alcmagna non abbastanza per lo ad- sociarsi avea cinta la sacra spada
,

dietro tutelati dalla forza riunità di a Mòlk. per mano di Altmann ve-
tutto r esercito dell' impero. Sopran- scovo di Passavia. Sospesa però quel-
nominato quindi Leopoldo per tanti la crociata, Leopoldo potè attendere
meriti l^ Illustre, lijce che perpetua- con maggior zelo alla tranquillità
mente nella sua casa si mantenesse del suo paese. JN'el i loi diede prin-
il margraviato, comunque non per cipio alla fàbbrica di un nuovo ca-
anco fosse renduto ereditario. più alta cima del Kahlea-
stello sulla
A Leopoldo 1 1' Illustre successe En- bcrg nelle vicinanze di Vienna, che
rico I suo primogenito (an. 994), il dal suo nome fu chiamato Lcopolds-
quale,morto senza prole, fece luogo berg. Da Mòlk trasferita colà la
ad Alberto IV, figlio pure di Leo- sua residenza, nel i loG , sposò
poldo L Sotto di lui la marca di Agnese sorella dell'imperatore En-
Austria dila tossi fino al fiume Ley- rico IV, e vedova di Federico I di
tha (an. io43), in premio delle ben Hohenstaufen, la quale era madre di
riuscite sue imprese contro gli un- due figli, cioè Corrado che fu poscia
gheri, nel mentre che l' imperatore imiieralore, e Federico padre di Fe-
Enrico III ne innalzava il margra- deiico Barbarossa. Agnese, volendo
viato alla dignità di feudo dell' im- aver parte a tutte le pie opere del
pero di primo ordine, e conferiva marito alzavasi notte tempo per
,

al margravio il titolo di lealissimo meditare la Scrittura e far orazione.


e fedelissimo del tedesco impero. Fattolo padre di diciotto figli, sette
Toccò il margraviato d' AiLslria di essi morirono in fresca età, e gli
a Leopoldo III, il Bello, nel tempo altri chiari si resero nelle virtii e
in cui rimperatore Enrico IV, a ca- nei fatti grandiosi. V ed Leopoldo
gione delle investiture, impegnossi Enrico Jasomirgott succedettero al
col Papa Gregorio VII nella celebre padre nel governo dell' Austria , ed
contesa , che durò cinquanta anni ; Ottone il terzogenito, ch'era stato
ma in unione all' arcivescovo di Sa- educato a Parigi dal celebre Pietro
lisburgo ed al vescovo di Passavia, Abailardo, fu vescovo di Frisinga,
si oppose air imperatore , il quale e divenne uno dei migliori storici
l'avrebbe anche privato del margra- del medio evo. La modestia e le altre
viato dove col valor suo non avesse virtù di Leopoldo IV erano sì grandi,
saputo conservarselo. che dopo la morte di Eurico V im-
Succedutogli nel governo Leopol- peratore (an. I 1^5), offertagli la co-
do IV, il Pio (an.1096), questi, rona de' tedeschi egli in ginocchio
,

che assai per tempo aveva confor- e colle lagrime agli occhi scongiurava
mata la vita alla perfezione evan- i principi dell'impero ad alleviarlo
gelica, e, rinunziate le contentezze di quel peso, che dato venne a Lo-
della terra j nutriva la sua anima tario II duca di Sassonia. Nel i 127,
!24 Aus AUS
Leopoldo IV fondò il monistero di Baviera, di cui Enrico II era stato in-
s. Croce dell'Ordine de' cistcrciensi feudato: composizione di leggeri com-
presso l'anzidetto castello di Rahlen- piuta per la docilità di Enrico, il cpiale,
berg. Avrebbe anche desiderato di nella quinta delle diete per tale og-
ritirarvisi a cantar continuamen- getto tenute, fece il sagrifizio de' propri
te le lodi del Signore insieme alla diritti alla tranquillità della Germa-
moglie sua; ma impedito dai do- nia. In compenso ebbe egli nondi-
veri delio stato, fondò invece un al- meno dall'imperatore Federico, col-
tro monistero di canonici regolari l'approvazioue di tutti i principi del-
Neu-
col titolo di nostra Signora di l'impero, ima bolla d'oro, per cui in-
burg, due leghe lungi da Vienna, signito veniva di ragguardevoli pri-
acciocché adempiessero in sua vece vilegi da essere trasmessi ne' succes-
l'angelica occupazione. Finalmente sori suoi. Principali tra que' privilegi
dopo un glorioso regno, Leopoldo erano : i
.'
che la provincia sopra l'Ens
sì ammalò, e tratto, nel ii36, al fosse unita a quella di sotto, e che en-
sepolcro in odore di santità, fu sep- trambe venissero erette in un indi-
pellito nel detto monistex'o di Neu- visibileducato ereditario; 2." che il
burg. Egli, nel i485, venne canoniz- ducato di primogenitura dovesse pas-
zato solennemente da Papa Innocenzo sare agli eredi mascolini e femmi-
Vili, e da quel tempo incominciò ad nini,ed in diletto potesse esser do-
essere venerato nell'Austria siccome nato o lasciato per testamento a li-
patrono. Veggasi Hisloria Leopol- bera scelta dell'ultimo possessore ;
di I
Austrice Marchionis per Hier. 3." che al duca fossero conferiti tut-
Ptrnini., Viennce 1547- ti i diritti di sovrano ;
4-° final-
A Leopoldo IV succedette Leo- mente che sotto certi limiti fosse de-
poldo V suo
figlio minore, sopran- terminata la dipendenza dei duchi
nominato Generoso, che, caduto
il d'Austria dall'impero.
bentosto malato in Ratisbona, sen- Nel 1177 morì Enrico II d'Au-
za lasciar figliuoli, morì nel ii^i stria, succedendogli, per diritto di
nel convento di Alt-Aich. Enrico II primogenitura, suo figlio Leopoldo
suo che da un motto par-
fratello, VI, soprannominato // Firtuoso. En-
ticolare ebbe il soprannome di Ja- rico Il avea tiasferita la sua sede
somirgott, ebbe perciò dall'impera- da Rahlenberg a Vienna, e per lui
tore Corrado III la dignità di mar- erano stati eretti la chiesa di san
gravio d'Austria. Era quello il tem- Stefano ed il capitolo de' benedetti
po in cui la crociata predicata da ni. Leopoldo VI, nel i i8r, non in-
s. Bernardo faceva prendere all'im- feriore ai suoi maggiori per lo spi-
peratore Corrado III la croce per rito della pietà e della causa cri-
salvare Gerusalemme esposta a stiana, si mise sulle armi per pas-
grande pericolo. A lui tennero pur sare in Palestina. Da Gerusalemme
dietro Enrico II d'Austria, ed altri riportò un pezzo della santa Croce, di
principi della Germania. Ma morto cui fece dono al convento di Sattel-
poco dopo quella crociala Corrado bach ;
per la qual cosa anche di pre-
III (an. iiS'a), e succedutogli nel sente quel convento porla il nomo di
Irono de' tedeschi Federico barba- santa Crocw Introdusse egli pure
rossa, questi prociu'ò di compoirc le in Austria, trasporlandola da (rc-
didercnze insorte in Germania per la rusaleuime, una colonia di cavalie-
AUS AUS %i%
ri templari, che collocò aH'Erdheig nella delta azione di Acri tutta tin-
in Vienna, ed il suo paese eredita- ta di sangue (eccetto quella parte
rio, 86, per teslamento di Ot-
nel I 1 eh' era coperta dalla cintura) la so-
locaro VI, venne ingrandito di lut- praveste bianca di Leopoldo, pren-
to il ducato della Stiria. dessero gli Austriaci, per proprio
Fu nel 1191, che Leopoldo VI stemma ima benda candida in cam-
per la seconda volta marciò in Pa- po siccome racconta Cuspi-
rosso,
lestina, e dopo la morte dell' impe- niano, e siccome può vedersi in Lip-
ratore Fedei'ico assunse il comando sio, il quale in una epistola scritta

del tedesco esercito crociato. Con- a Biagio Hedero riporta la detta o-


quistata allora Acri o Tolemaide, il pinione circa le insegne della sere-
duca Leopoldo ed i suoi austriaci nissima casa d'Austria. Tutlavolla
furono i primi a scalarne le mura altrisostengono essere ciò accaduto
e ad inalberare sovra una torre il sotto Federico II, il Bellicoso, in me-
vessillo di Cristo. Ma Riccardo Cuor moria delle vittorie da lui riportate.
dì leone, re di Francia, comunque Morto Leopoldo VI, nel 1194»
compagno a Leopoldo nella crociata, ascese al ducato d' Austria suo fi-

fece levare per gelosia quella bandie- gliuolo Federico I, che mcritossi il

ra. Di che indispettito Enrico ne soprannome di Cattolico pel singo-


vendicò l'insulto, facendo arrestare lare coraggio dimostrato nella rife-
Riccardo, quando di ritorno dalla Pa- rita crociata di Palestina. L' inopi-
da templario, passa-
lestina travestito nata sua morte, accaduta nel i 198,
va per preudea soggiorno
l'Austria e fece porre le redini del governo Au-
neir Erdberg, nell' ospizio de' tem- striaco nelle mani di Leopoldo VII,
plari menzionato. 11 Pontefice Ce- il Glorioso, il quale ingrandì la ca-
lestino III scrisse tanto all'impera- pitale di Vienna, le diede un co-
tore quanto al duca d' Austria su dice civile, accordò, nel 1224, ai
quella vendetta esercitata sopra un francescani, e, nel 1226, ai dome-
crocesignato, e scomunicò entrambi nicani 3 templi conventi in quella
pel rifiuto dato alle sue intimazioni. città, e, dopo aver istituite altre
Nulla ostante Riccardo restò un an- chiese paiTOcchiali, contribuì in mil-
no né fu libero se non ob-
prigioniere, le guise all'incivilimento delle Pro-
bligandosi a dar ostaggi ed a paga- vincie austriache. Secondo lo spirito
re un eccessivo riscatto. Riacquistata dominante in que' tempi, prese pur
la libertà, e svincolalo dal Ponte- egli la croce nel convento di Neu-
fice de' suoi giuramenti, non soddis- berg, e marciando nella Spagna con-
fece più a si aspre convenzioni, al- tro i saraceni in unione al re di
le quali non badò lo stesso duca Ungheria, passò di poi in Oriente,
Leopoldo. Imperocché , riconosciuta dove gli viene attribuito 1' onore
la violenza da lui usata , e vergo- della conquista di Damiata al fiu-
gnandosi per la viltà della sua con- me Nilo. Per lui ottennero eziandio i

dotta, ne mostrò sincero pentimen- duchi d'Austria, che il cappello ducale


to, si confessò reo dinanzi a Dio, fosse decorato del diadema della tede-
e restituì gli ostaggi dati da Ric- sca corona imperiale (un mezzo cer-
cardo, ad una con le somme da chio d' oro). Se non che, nel isSo,
esso ricevute. terminò i suoi giorni a s. Germano,
Alcuni vogliono, che rimanendo in Italia, dove, a richiesta deli' im-
126 AUS AUS
peratore Federico II, era andato a [x:r ragioni di confine, e sebbene
trattare ed a concliiiidere la pace quel valoroso gli avesse sbaragliati,
col Papa Gregorio Vili. pure, trafitto per mano del conte
Gii fu successore Federico II, il l'à-angipane (an. 1246), mori senza
minore de' suoi figliuoli, per le figliuoli, estinguendosi in lui la se-
belliche qualità detto // Bellicoso. rie dei principi provinciali di Ba-
Questo principe dilatò gli Austriaci bcnberg.
possedimenti nella Carniola mercè Trentasei anni durò quell'inter-
il matrimonio con Agnese fi-
suo regno nelle provincie austriache. Fe-
gliuola del duca Ottone di Meran j derico II in sulle prime le di-
ma le guerre da quel principe avu- chiarava feudo vacante dell'impero,
te coir Ungheria diedero motivo al- e ne nominava a vicario il conte
l'imperatore Federico II di bandir- Ottone di Eberstein. Morto però
lo dall'impero. Intanto che il pa- l'imperatore Federico (an. i25o),
triarca di ed il vescovo
Aquileja, essendo la Germania intera esposta a
di Camberga occupavano la Sti-
gli tutti gli orrori dell'anarchia. Otto-

ria e la Carniola, il duca di Ba- caro , figliuolo del re di Boemia


viera invadea il paese sopra l' Ens colla forza armi si fece rico-
delle
sino a Linz, e l'imperatore medesi- noscere per duca d' Austria nel ,

mo voleva andare a Vienna (anno mentre che la Stiria si dava a Bela


1237), dichiararla città libera, darle IV re d' Ungheria.
uno stemma particolare, ed aflldare Intanto in quegli sconvolgimenti Pi. o-
ai il reggimento di quel-
propri vicari dolfo d'Habsburg fu sollevato all'im-
le abbandonate provincie. Linz pe- pero de' tedeschi, tenendo in mano la
rò e Ncustadt rimaste fedeli al du- croce nella sua incoronazione in luo-
ca Federico, gli diedero modo di go dello scettro (an. 1275), e so-
fare una sortita, e con ripetute vit- vr'essa dando il proprio giuramen-
torie tornare in possesso delle sue to . Ottocaro duca d' Austria non
Provincie. Ben fu utile all'Alema- volle riconoscere il nuovo impera-
giia quel ritorno di Federico agli tore. Quindi Rodolfo, alla testa di
stati aviti, che, piombato dall'Asia un si avanzò nell'Austria,
esercito,

ai confini occidentali della cristianità la occupò tutta nello spazio di venti

il nembo de' tartari mongoli, guidato giorni , e se accordava allora la


da Dschingis-Rhan, il valoroso Jaros- pace ad Ottocaro, più furibondo
lao dalla parte ilclla IMoravia e del- correva Rodolfo alla violazione dei
la Boemia, ed il duca Federico dal- patti, fitta dallo stesso Ottocaro. La
la parte dell'Austria, respinsero quei parola degl' imperiali in quella guer-
barbari in Ungheria, donde passaro- ra era Christns . Alberto figliuo-
no in Russia. Di che buon grado lo dell'imperatore portava la ero-
gliene seppe l' imperatore Federico ce innanzi al padre che guidava
11, che, oltre l'avergli in rimunera- l'esercito. Due volte Rodolfo corse
zione confermati gli antichi privile- pericolo della vita sinché , dopo
gi, altri gliene aggiunse e persino la lunga e dubbiosa pugna, Ottocaro,
stessa dignità reale (an. I2|')). Gli che combatteva con disperato co-
ungheri , libei.iti dal flagello dei raggio, vi perì coperto da diciassette
mongoli, tornarono per altro alle ferite. Rodolfo pianse la morte del-
primo contese col duca T'cdciico l' audace rivale, e ritenute l' Au-
AUS AUS 127
stna e la Stiria per tre anni sotto e così , venuto meno il progetto
il proprio govcino, "vi ristabilì T or- della crociala, Rodolfo potè dar
dine al tutto. In seguito col con- ordine alle cose de' suoi stati , e
senso degli elettori , infeiulò degli metter freno, siccome abbiamo ve-
stati Austriaci i suoi ligliuoli Al- duto, all'orgoglio di Ottocaro.
berto e Rodolfo , cosicché l'Austria Ma cedendo al peso delletà, Ro-
cadde, 1286, sotto i duelli di
nel dolfo moriva nel 1291, e suo fi-

Habsburg. V. Berti, Rerum Gcr- glio Alberto I ereditava le provincia


manicarumj Aventino Annalij e Pia- austriache in uno coi patrimoniali
dero, Not. in I Leopold. IV. possedimenti absbuighcsi. Sua prima
Altro contrasto sofferse Rodolfo cura fu di risanare quelle provincia
d' Habsburg , se non di così san- dalle piaghe dell' anarchia non per
guinose conseguenze quale si fu anco rimarginate. Alla morte di Ro-
quello con Ottocaro, certo di lun- dolfo I avea conseguita la corona
ghi litigi a cagione della digni- reale di Alemagna Adolfo re di Nas-
tà reale, di cui fu investito. Al- sau, senza però esserne degno. Quin-
fonso re di Castiglia pretendeva a di è che gli elettori, stimando pro-
quella dignità , e ne indossava i cedere a nuova elezione, la fecero
paludamenti. Inutili tornavano i cadere sopra Alberto I duca d'Au-
reclami di Rodolfo al Pontefice stria. A dolio di Nassau voleva man-
Gregorio X , inutili minacce del
le tenersi nella sua dignità, ed impe-
Pontefice al re di Castiglia perchè gnatosi in una battaglia presso Gell-
dimettesse l'abusata autorità; che heim , fu da Alberto mortalmente
se la guerra coi mori non obbli- ferito. Alberto fece allora esamina-
gava quel re a ricorrere ad una re ima seconda volta la propria e-
decima (la quale allora levar non si lezione e, nel 1296, si fece in-
,

poteva in alcun stato cristiano sen- coronare in Aquisgrana, e sua mo-


za il consentimento dei Papi), più glie in Norimberga. Infeudò i suoi
apertamente avrebbe resistito. Ma figliuoli, dei quali Adolfo era il mag-
indotto dalla necessità ed impaurito giore, colle Provincie austriache, e,
dalle parole annunziategli dall'arci- volendo perpetuare la memoria della
vescovo di Siviglia per ordine del sua incoronazione, fondò il capitolo
Papa, si rese finalmente e rinunziò de' cistcrciensi di Konigssaal al con-
all' impero. Rodolfo eljbe un ab- fluente del Beraun nella Moldavia.
boccamento allora col Pontefice a Ma a quella incoronazione splendi-
Losanna ed a richiesta del Pa-
, damente eseguita, coU'intervento di
pa si crocesignò insieme alla regi- trent' otto principi tedeschi seguiti da
na sua consorte ed alla nobiltà cento e quattordicimila cavalieri, si
de' suoi stati. Voleva Gregorio X oppose vivamente Papa Bonifacio
andare egli stesso a quella crocia- Vili, perocché riguardava l'acquisto
ta , e terminare i suoi giorni in del trono di Alberto come il fiutto
terra non doveva più
santa; ma di un omicidio da commesso nel-
lui

invece rivedere né anche Roma. la persona di Adolfo di Nassau. Av-


Passato nel Vallese ed in Lombardia venne però che Filippo re di Fran-
affine di riscuotere le decime im- cia, inasprito contro Papa Bonifacio,
poste alla cristianità per la Terra volesse farlo escludere dal Pontifi-
Santa, mori in Toscana nel 1276, cato. 11 Papa informato delle mac-
128 A US A US
chinazioni ordite a danno di lui, si Mentre il fuoco della discordia
ritii'ò in Anagni sua patria, dove si destava in Ibrma da una par-
tal
pubblicò cinque bolle fulminanti te e dall'altra, Bonifacio Vili fu as-
scomunicò il re de' francesi ,
pose salito in Anagni da alcuni inviati É
l'interdetto sulla Francia, ed unen- di Filippo re di Francia: e se non
do gì' inglesi, i fiamminghi, gli ara- fu ucciso per le mani loro, ne mo-
gonesi, ed i siciliani contro Filippo, rì poco dopo di avvilimento, nel
diede insieme il ti'ono di lui ad Al- i3o3. Alberto I d'Austria vittorioso
berto I d'Austria. Eleggendolo a re in varie occasioni, fu a tradimento
de' francesi, gli fu mestieri eziandio trucidato, nel i3o8, in una trama,
di approvare la sua incoronazione che si dice macchinata da Giovan-
siccome re dei l'omani fatta cinque ni di Svevia suo nipote, allorché Al-
anni prima ad Aquisgrana, supplen- berto era intento a soggiogare gli
do, diceva Bonifacio nella bolla, col- svizzeri. trama, caddero
Scoperta la
la potestà della sua sede a quanto quindi i beni di Giovanni di Svevia
di difettoso potesse esservi stato in per ragione di rappresaglia in po-
quellaelezione. Imperocché soste- tere dei figli di Alberto, cioè Fede-
nendo Bonifacio Vili che dalla Se- rico chiamato il Bello, Leopoldo,
,

de Apostolica era stato trasferito Enrico , Alberto ed Ottone E co- .

prima l'impero romano dai greci munque fosse uguale in tutti il di-
ai tedeschi nella persona di Carlo ritto di successione nei pateriii pos-
Magno; indi per essa essere stato sedimenti , r amministrazione delle
conferito il diritto di eleggere il re Provincie austriache fu commessa a
dei romani ad alcuni principi eccle- Federico, intanto che Leopoldo pre-
siastici e laici, non altrimenti che se il governo degli stati che la sua
dal Papa ricevevano quindi gl'im- casa possedeva nella Svevia , nel-
peratori, i re, ed i principi la po- l'Alsazia e nella Svizzera.
destà della spada materiale. Per la La morte di Alberto I era seguita
qual cosa esigette Bonifacio da Al- da un interregno di sette mesi, nei
berto il giuramento di fedeltà ver- quali l'impero e la Santa Sede ge-
so il Sommo Pontefice, la confer- mettero sotto le più gravi scissure.
ma di tutte le concessioni e di tutte Concorreva minacciosamente alla co-
le promesse fatte alla Chiesa Roma- rona reale de' romani Filippo re
na dagl' imperatori precedenti ed , di Francia; vi concorreva pur anco
mi obbligo espresso di difendere i Federico, primogenito del defunto
diritti della Santa Sede contro i ne- Alberto, e vi concorrevano altri prin-
mici di essa, di rifiutare loro ogni cipi alemanni. Acclamato però En-
alleanza, e di prendere al contrario rico VII, primogenito del conte di
le anni contro di essi dove il Pa- Luxemburgo i3o8), dagli elet-
(an.
pa lo avesse ordinato. A tutto si tori, quell'elezione fu confermata da
sottomise Alberto a quest'ulti-
; ma Papa Clemente V; ma mez-
nel bel
ma condizione non seppe soscriv