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I

Oggi VIDEOINTERVISTA
Camilla Chiamparino
SUL COMODINO MEMORIA
Wodehouse
tuttoLIBRI Baresani, torna tra Fallada
l’amor sbadato e Franzen
130 anni
di umorismo
iPad Edition Con le recensioni e le classifiche dei bestseller

NUMERO
ANNO XXXV
1759
SABATO 2 APRILE 2011 tuttoLIBRI Fede e spiritualità Il Gesù di Benedetto XVI, dall’ingresso
in Gerusalemme alla risurrezione, e «La gioia» di Fox, l’opera
che indusse Ratzinger a espellere il teologo dall’ordine domenicano
DALLA FRANCIA

Il papa e l’eretico
Straniero
come ti odio
L’Arabo del Midi
e i poliziotti fascisti
BOGLIOLO P. III

La Parola Benedire
spezzata anziché
per tutti incolpare
ANTEPRIMA
ENZO GIANNI
Omaggio BIANCHI

«E voi, chi dite che io


VATTIMO

Il libro di Matthew Fox


a Proust sia?». A questa domanda di Ge- In principio era la gioia inaugura
sù, è Pietro, voce unificante del degnamente la nuova collana di
Amici e critici per gruppo degli apostoli, a rispon- teologia diretta da Vito Mancu-
il loro caro Marcel dere: «Tu sei il Cristo, il Figlio so e Elido Fazi, che ne è l’editore
del Dio vivente» (Mt 16,15-16). (pp. 423, € 19,50). Lo si può e de-
GIDE E ALTRI P. VI-VII
Se ci pensiamo bene, è proprio ve raccomandare senz’altro co-
innanzitutto a questo interro- me fonte di edificazione spiritua-
gativo essenziale che il succes- le, come manuale di meditazio-
sore di Pietro è chiamato in ne, come guida per una possibi-
ogni tempo e ancora oggi a ri- le esperienza mistica. Come
spondere, facendosi interpre- molto spesso la teologia non è
te della fede della chiesa tutta. edificante, così l’edificazione
Ed è quanto papa Benedetto sembra prestarsi poco a discus-
XVI fa anche con la seconda sioni e argomentazioni teologi-
parte della sua opera su Gesù che. Che il libro sia qualcosa di
di Nazaret. (Libreria Editrice più di un banale testo di edifica-
ECONOMIA Vaticana, pp. 380, € 20), af- zione, tuttavia, lo possiamo in-
frontando la vicenda di Gesù e durre dal fatto, per nulla trascu-
La finanza della fede dei discepoli «dall’in-
gresso in Gerusalemme fino al-
rabile, che in conseguenza della
sua pubblicazione (1983) l'auto-
o la vita? la risurrezione». re fu espulso (1993), per iniziati-
Come già per la prima par- va dell’allora cardinale Ratzin-
Gallino e Latouche te di quest’opera di ampio re- ger, capo del
contro i liberisti spiro, l’approccio mira a far Sant’Uffizio,
emergere quel consenso eccle- dall’ordine do-
DE MICHELIS P. VIII
siale, quel sensus fidei nel legge- menicano, nel
re la figura di Gesù che ha at- quale era stato
traversato la storia della chie- discepolo di un
grande teologo
Un linguaggio piano come Chenu.
Se per alcuni
e pedagogico, già questa
un ragionare discorsivo «La discesa dalla croce» È l’opera dell’artista tedesco Beckmann riprodotta e commentata (con quelle di
espulsione è
una raccomandazione positiva,
che si rivolge anche a chi Bacon, Matisse e Hödicke) nel libro di Giovanni Testori «Davanti alla croce», pagine rare dello scrittore ce n’è un’altra che si scopre solo
è lontano dalla Chiesa scomparso nel 1993 su «arte, fede e vita», ora edite da Interlinea (pp. 154, € 14), a cura di Fulvio Panzeri. dopo la lettura delle dense tre-
DIARIO DI LETTURA cento pagine del libro, e che suo-
sa e che, nel corso dei secoli e Anche il linguaggio voluta- l’incontro-scontro tra la figura infatti invocare la «storicità» di na così «Tutto questo libro, in
L’Infinito fino ai decenni più recenti, ha
saputo far tesoro di studi, com-
mente piano e pedagogico, ca-
pace di distillare gli elementi
e la predicazione di Gesù e le
istituzioni religiose giudaiche e
alcuni brani evangelici per con-
trapporla all’interpretazione te-
realtà, non è altro che l’esposi-
zione della spiritualità degli
di Mengaldo menti, interpretazioni, meto- più consolidati dell’esegesi sto- l’autorità politica romana e, ologica della prima comunità anawim, degli oppressi» (p. 331).
dologie anche assai diverse tra rico-critica e di fonderli con la dall’altro, il nodo stesso dell’in- cristiana di cui risentirebbero Non occorre dunque motiva-
Un critico fra loro. Qualcuno si è chiesto se lettura sapienziale propria del- terpretazione degli scritti del altri passaggi neotestamentari. re ulteriormente la simpatia
Dante a Leopardi vale la pena che un Papa metta la grande tradizione patristica Nuovo Testa- Non solo lo studioso, ma an- che sentiamo fin dall’inizio per
tante energie nello scrivere li- e spirituale, rende quest’opera mento. che il lettore ordinario sa che il libro e il suo autore. Anche se
TESIO P. XI
bri, magari sottraendo tempo di Benedetto XVI particolar- Semplice l’intero Nuovo Testamento è alcuni elementi che lo caratte-
al suo «governo», pensato se- mente appetibile anche per il rielaborazione stato scritto dopo la risurrezio- rizzano suscitano qualche resi-
condo i criteri politici di tutti i largo pubblico: un ragionare di- storica di even- ne di Gesù o, se si vuole, dopo la stenza: la sistematicità della co-
governi del mondo. Ma Bene- scorsivo che viene incontro al- ti accaduti o predicazione di questo evento struzione, che ripete e anche
TUTTOLIBRI detto XVI fa ciò che gli compe- la sete di conoscenza e al desi- non piuttosto ri- sconvolgente ad opera dei pri- rinnova certi schemi tipici dei
te ed è decisivo per il suo mini- derio di comprensione che è flessione inter- mi discepoli. È quindi questo manuali di spiritualità della tra-
A cura di: stero petrino: confermare la fe- presente anche in molte perso- pretativa che dato «di fede» a costituire da dizione cattolica, con la articola-
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
de in Gesù Cristo. Questo è l’in- ne lontane o marginali rispetto riesce a coniu- subito il criterio interpretativo zione di Via positiva, Via negati-
segnamento determinante per alla compagine ecclesiale. Ora, gare l’esperien- di tutta la vicenda storica di Ge- va, Via creativa, Via trasforma-
tuttolibri@lastampa.it un papa: perciò un atto delibe- si tratta di un approccio fonda- za vissuta dai primi discepoli sù. Questo non significa - e il la- tiva; la fluviale abbondanza del-
www.lastampa.it/tuttolibri/
ratamente non magisteriale co- mentale proprio per i capitoli con la fede della chiesa nascen- voro di Benedetto XVI lo evi- le citazioni messe in esergo ai
me il libro, è tuttavia una con- conclusivi dei Vangeli, che trat- te? In questo senso alcuni criti- denzia con singolare efficacia - vari capitoli, dove è convocata
LA STAMPA fessione di fede fatta dalla chie- tano la passione, morte e risur- ci dell’opera del papa finiscono
sa oggi, in sinfonia con la gran- rezione di Gesù: brani che af- per incespicare nelle loro stes-
de tradizione cattolica. frontano da un lato il cuore del- se argomentazioni: non si può p Continua a pag. IX
p Continua pag. IX
II Scrittori stranieri
GABRIELLA
Harding Tre personaggi-pionieri, BOSCO

Ormai i lettori cono-


una saga sprofondata nella natura scono la storia della valigia di
cuoio marrone che Irène Né-
MASOLINO mirovsky lasciò alle figlie pic-
D’AMICO

Durante la sua serena


agonia, sommessamente cir-
condato da discendenti e amici
I padri in fuga cole quando vennero a pren-
derla per mandarla ad Au-
schwitz da dove non sarebbe
tornata: la valigia che conte-

tra sermoni,
che cercano di alleviarla, il vec- neva il manoscritto della Sui-
chio George ripercorre fasi del- te francese e che a distanza di
la sua esistenza e ricostruisce, sessant’anni continua a par-
in un calmo tentativo di capirla, torire pagine preziose e docu-
la figura del proprio padre eclis- menti inediti.
satosi quando George era anco-
ra ragazzo, nonché, seppure
più confusamente, quella del
nonno, padre di costui. Sono
tre personaggi che più america-
eremiti, comari A ogni suo titolo che Adel-
phi manda in libreria, tutti i
recensori la ripetono, e io con
loro. Anche questa volta, per
quell’unico lettore che non ne
ni non si può, esponenti ciascu- Paul Harding fosse ancora al corrente, la
no di una diversa caratteristica è nato nel 1967, evoco in apertura. Ma rapida-
di quella società di pionieri, nel con il romanzo mente, senza tornare sui det-
romanzo di Paul Harding L’ulti- «L’ultimo tagli toccanti e tragici della
mo inverno. inverno»
George è la manualità. Uo- ora tradotto «Il vino della solitudine»
mo che si è costruito la casa da Neri Pozza,
pezzo per pezzo compreso ha vinto è l’edipico dramma
l’impianto idraulico e quello il Pulitzer di una adolescente Némirovsky Un romanzo autobiografico:
elettrico, ha scoperto la pro- nel 2010
pria vocazione di riparatore di che trova un conforto
orologi attraverso la lettura di soltanto nella sua tata Hélène, dalla Russia a Parigi, come Irène
un antico prontuario del quale
fa addirittura una guida filoso- vicenda. Voglio usare tutto lo soffre e odia perché poco o nulla amata
fica, oltre che lo stimolo per spazio che ho per Il vino della
una collezione che con gli anni solitudine, l'ultimo pubblica-
cresce fino a diventare un pic-
colo patrimonio.
Suo padre Howard è invece
lo yankee randagio, integrato
nella vita della natura. Rimasto
E’ americanissimo, infine, in
questa saga frammentaria dove
le donne sono sempre nello sfon-
to, perché ha qualcosa di più
e di diverso dagli altri libri di
Irène Némirovsky.
Come gli altri è un roman-
zo, e come gli altri intesse
Detestare
anche lui precocemente privo
del genitore, come un Willy Lo-
man rurale si mantiene giran-
do per le campagne con un car-
do, l’ambiente: quella natura an-
cora prorompente che Howard
percorre tra vegetazione, acque,
indigeni e bestie di ogni genere,
una trama intorno a perso-
naggi fittizi ma che, si sareb-
be detto un tempo, racconta-
no la sua vita. Romanzo auto-
la madre, fino
all’ultima riga
retto di utensili, articoli di abbi- tra cui nugoli di insetti diversi in biografico, insomma. Anzi,
gliamento e cianfrusaglie varie ogni stagione. Quando comincia più che mai: la protagonista
a perdere il senno, il reverendo questa volta è una ragazzina
«L’ultimo inverno», predica la sacralità di tutti gli ani- alle soglie dell'adolescenza
mali, anche del più piccolo; e che dalla Kiev natale si trasfe-
premiato col Pulitzer: p Paul Harding Howard spia George bambino, risce con i genitori prima a adora e sente di dover proteg- Così Hélène si ritrova del
un miscuglio di poesia p L’ULTIMO INVERNO che ha trovato un topo morto e Pietroburgo e poi, sospinta gere dalla madre, è un uomo di- tutto sola, a masticare il suo
p trad. di Luca Briasco gli confeziona un funerale vichin- dalla bufera della rivoluzione vorato, che passa l'esistenza a odio sempre più amaro nei
e concretezza, p Neri Pozza, pp. 186, € 15,50 go, bruciandolo a bordo di una ca- d'ottobre, con loro transita giocare, ai tavoli o in borsa, e confronti di quella madre irri-
un finale magistrale noa di scorza di legno. Bambino a per la Finlandia prima di ap- che vince tantissimo e poi per- solta, preda di vane ubbie, an-
sua volta, Howard aveva reagito prodare, nel 1919, a Parigi. de altrettanto. siosa di piacere ancora, dura e
da proporre alle sospettose co- cilmente rintracciato e recupera- a quello che aveva sentito come La ragazzina, Hélène nel Il solo lenitivo nella vita dell' fragile a un tempo.
mari isolate. to, ma un bel giorno è Howard l’abbandono del padre calandosi romanzo, soffre atrocemente adolescente è la tata francese, E le quattro parti del ro-
Nei suoi vagabondaggi stesso a svignarsela e per sem- letteralmente nella natura, ossia perché si sente poco amata o Mademoiselle Rose, che però manzo, con il rigore struttura-
Howard fa incontri straordina- pre, lasciando moglie e prole a ti- trascorrendo una notte intera im- non amata del tutto da sua muore per le vie di una Pietro- le consueto (ognuna si conclu-
ri, da epopea della frontiera, e rare avanti da soli. E può darsi merso nelle buie acque di un la- madre, che in questo caso burgo infuocata dai rivoltosi de con una partenza), scandi-
ha rapporti con personaggi che il male di Howard avesse ghetto, con solo la testa fuori e gli porta il nome - trasparente - dopo essere stata licenziata in- scono il percorso di progressi-
quasi mitici, come l’eremita cui qualche rapporto con la condizio- occhi sbarrati in attesa di chissà di Bella. Il padre, che Hélène giustamente. va emancipazione di Hélène
porta una volta l’anno il tabac- ne di suo padre, terza figura iper- quale apparizione.
co, e al quale è costretto a americana, da America delle ori- L’eccellente traduzione italia-
estrarre, cruentemente e senza gini, quella dei padri fondatori: na di questo libro originale e av-
alcuna idea di come farlo, l’ulti- un predicatore di provincia inna- vincente riproduce in modo egre-
mo dente. Howard ha però una morato della letteratura (tracce gio i linguaggi tecnici che con Per bambini e adulti Il leggendario detective
tara terribile: è epilettico, e gli della sua passione resteranno americano miscuglio di concre-
attacchi possono coglierlo in nelle frammentarie citazioni che tezza e di poesia spesso vi affiora- di Conan Doyle, tra album illustrati e inediti
qualunque momento, anche sul- escono talvolta dalla bocca di no - l’orologeria, la botanica, l’ar-
la strada (qualche volta lo tro- Howard), ma sempre più ripiega- te di costruire piccolissimi ogget-
vano esanime e lo riportano a
casa); durante uno devastante
che gli capita quando è con la fa-
miglia, morde selvaggiamente
to su se stesso, fino a non render-
si conto che i suoi sermoni sono
diventati incomprensibili, e a pro-
vocare una mezza rivolta dei par-
ti. E l’autore, esordiente e pre-
miato col Pulitzer ma già inse-
gnante di scrittura creativa,
smentisce l’assioma di E.M. For-
Sherlock Holmes
faccia luce sul male
la mano del piccolo George, il rocchiani. Anche questo padre ster, secondo cui il punto debole
quale per lo spavento in seguito sparisce improvvisamente, a di quasi tutti i romanzi è il finale,
tenta la fuga. quanto pare ricoverato in un ma- sferrando il suo colpo vincente
Quella volta George viene fa- nicomio, e non torna più indietro. proprio qui.
CAMILLA del racconto della giovinezza di
VALLETTI
Sherlock Holmes, scritta da Sha- p I TITOLI
p Arthur Conan Doyle

B
attesimo in «formato contro Peter Duffy, famoso Il personaggio di Sherlock Hol- ne Peacock, L’occhio del corvo.
junior» alla Fiera di IL GIALLO golfista accusato dell’ucci- mes, soprattutto la sua icono- Entrambi, pur con soluzioni filo- p LE INCHIESTE DI SHERLOCK
Bologna per John sione della moglie Myra, è grafia dove sono immediata- logicamente diverse, attingono HOLMES. L’avventura
Grisham, già premiato dalle JUNIOR una sorta di chiamata del mente riconoscibili la pipa e il al grande bacino di immagini e ri- p
della banda maculata
Ill. di Christel Espié
classifiche. Nel suo magneti- FERDINANDO ALBERTAZZI Destino per Theo che in uno deerstolker a quadretti, ha subi- ferimenti urbani della Londra p trad. di N. Giugliano
co legal thriller La prima in- scantinato dello studio sco- to tali e tanti trasformazioni vittoriana, che connota non solo p Donzelli, pp. 62, € 25
dagine di Theodore Boone pre un paio di guanti da golf che è quasi impossibile, oggi, le avventure del malinconico in-
(Mondadori, pp. 240, € 18) è
alla ribalta un tredicenne,
Al golf chiusi in una busta di plasti-
ca e viene in contatto con un
ricordarle tutte. I fumetti per
bambini, in particolare, ne
vestigatore ma anche innumere-
voli altre narrazioni a lui stesso
p
p
p
Shane Peacock
L'OCCHIO DEL CORVO
trad. di L. Santini
Theodore detto Theo appun-
to, aspirante mattatore nelle
adorate aule dei tribunali.
col piccolo testimone oculare proprio
mentre il ricco giocatore sta
per essere scagionato per in-
hanno fatto uno dei principali
riferimenti a cominciare dallo
stesso Topolino - suo diretto
ispirate. Notevole l'abilità della
Espié nel rappresentare, in tavo-
le a colori tutta pagina, una Lon-
p
p
p
Feltrinelli, pp. 252, € 14
Arthur Conan Doyle
LA LAMPADA ROSSA
Non gl’importa di diven-
tarlo da avvocato come i ge-
Grisham sufficienza di prove.
Destreggiandosi abilmen-
discendente per quanto ri-
guarda il noto metodo investi-
dra piovosa e trafficata, la cam-
pagna solitaria dove sorge il ma-
p
p
p
a cura di Luca Merlini
Passigli, pp. 173, € 17,50
Arthur Conan Doyle
nitori o da giudice, ovvia- te tra deontologia professio- gativo - per arrivare al retrivo niero abbandonato e le grandi p LA SCELTA DEL FANTASMA
mente non come il bastardi- nale (all'uomo che gli si è ri- Geronimo Stilton che è a ben fiere esotiche che, in questo rac- e altri racconti
no Giudice che gli scodinzo- velato ha giurato di non rive- guardare una sorta di superfe- conto, riportano il lettore all'epo- p a cura di Riccardo Reim
la intorno; per il ragazzo larne il nome) e cavilli lega- tazione di quella straordinaria pea coloniale inglese, oltre alla di- p Avagliano, pp. 224, € 13
conta soltanto rifulgere su li, Theo induce il giudice ad invenzione Disney che fu Basil stinta eleganza dei personaggi,
quel proscenio e intanto assi- annullare il procedimento in l’investigatopo (il topolino che allampanati, come intrisi della
ste a decine di processi ma- corso «per ingerenze indebi- abita le cantine dello stesso stessa luce che li circonda. glio) tanto che il protagonista,
sticando prove circostanzia- te che possono influenzare il Sherlock). Forse meno appassionante quasi anoressico, sembra anima-
li e confutazioni oltre a fre- verdetto». Le accuse ritirate A mantenere vivo il debito ma degno di nota, è la triste vi- to da una volontà superiore che
quentare il prestigioso Boo- verranno dunque ripresenta- al personaggio creato da Co- cenda della formazione di Sher- lo spinge a individuare colpevoli
ne & Boone, lo studio legale te, così il ragazzo può infor- nan Doyle sono adesso a dispo- lock nella versione di Peacock. privi di qualsiasi barlume di mo-
di famiglia, con intuizioni care la bicicletta e raggiun- sizione, per i giovani lettori, Lo scrittore canadese sceglie un ralità. Interessante comunque la
che sorprendono il suo scafa- gere a pedalate gasatissime una stupenda edizione del clas- registro cupo, mortifero (in que- capacità di ricreare le atmosfere
tissimo papà. la scuola, dove continuerà sico La banda maculata, illu- sto episodio la bellissima madre torbide di quartieri come White-
Quando i riflettori dei me- ad elargire consigli legali a strata dagli acquerelli di Chri- caduta in disgrazia muore d'av- chapel e pure l'ampio spazio de-
dia si accendono sul processo John Grisham insegnanti e compagni. stel Espié e la prima puntata velenamento per scagionare il fi- dicato alle cosiddette bande di
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SABATO 2 APRILE 2011
LA STAMPA III

Irène Némirovsky che, dopo la perdita dolorosis-


adolescente sima della tata, matura un pia- Razzismo «L’Arabo» accusato di stupro e assassinio
con la madre: un no di vendetta inteso a far sof-
sofferto conflitto frire sua madre almeno quan- e gli scatenati poliziotti fascisti di «Crepate tutti!»
che rivive in to ha dovuto soffrire lei, e lo

Midi e banlieue,
diversi suoi mette scientemente in atto, GIOVANNI
BOGLIOLO
romanzi, tra cui ma per poi accorgersi che la li-
spicca «Jezabel» bertà ha sapore di solitudine, e Come quello dello
(1936), ritratto che solo quel gusto, certo Straniero di Camus, anche
impietoso di una aspro, può inebriare. l’Arabo del romanzo di Antoi-
donna vorace di Di solito si classificano i ro- ne Audouard non ha un no-

ti odio straniero
bellezza e amore, manzi di Irène Némirovsky in me. Stavolta però lo stranie-
cinica fino al base alla loro appartenenza a ro è lui, capitato chissà come
delitto, su cui uno dei due filoni della sua nar- in un villaggio del sud della
l’autrice riversa rativa: quello russo o quello Francia e accolto con sospet-
l’odio covato per francese. Ritratti del mondo to e diffidenza. Alla cava, do-
la genitrice. acquisito e della classe borghe- ve è stato ingaggiato da uno
«Il vino della se nella quale Irène si inserì i sterratore, lavora sodo e in
solitudine» uscì romanzi del filone francese; paese, dove ha trovato allog-
nel 1935. evocazioni della terra e del- gio in una vecchia cantina,
La Némirovsky, l’ambiente d’origine, l'alta fi- conduce un’esistenza irre-
nata a Kiev nel nanza ebraica colta nel proces- prensibile e appartata, ma po-
1903, morì ad so della sua dissoluzione, i ro- co conta. Con qualche rara e
Auschwitz nel manzi russi. Il vino della solitu- silenziosa eccezione, tutti
1942. La sua opera pensano e spesso proclama-
più celebre è La protagonista no che «gli arabi sono un’al-
«Suite francese» tra cosa, non è razzismo, è un
matura insieme fatto culturale. E se gli lascia-
un piano di vendetta mo campo libero, la nostra
chiesa sarà trasformata in
e un devastante moschea e alla scuola del vil-
senso di colpa laggio si reciterà il Corano».
Di tutti la più accanita è
dine intreccia i due filoni in un Mamine, una megera obesa
unico tessuto, acuendo l’effet- che si sente investita della
to di reale. Questo quanto al
metodo. Una Francia in cui
Venendo al merito, il parti-
colare interesse del romanzo domina una violenza
sta nello svisceramento a fon- senza scampo:
do del tema dell’odio per la ma-
dre, meccanismo edipico di le storie di Audouard
chiara matrice adolescenziale, e di Jones-Gorlin Antoine Audouard,autore del romanzo «L’Arabo», è nato in Francia nel 1956, vive a New York
che assume qui valore paradig-
Irène Némirovsky matico. Da un lato c’è la messa missione di difendere la co- passamontagna e armi dalla
in scena, al centro della narra- munità e passa la vita a spia- matricola limata, ammazzano
zione, di un episodio traumati- re l’innocente trantran del vi- gli spacciatori e i magnaccia
co - quello da cui deriva la mor- cino indesiderato, sicura di africani che non riescono a in-
te di Rose - come generatore coglierlo in fallo. Per lei è una castrare legalmente. Di esso fa
della scrittura («scrivere quel- vera ossessione, che trova parte Jean, che però è omoses-
le cose le dava conforto»). D’al- sfogo quando sua figlia viene suale e di una delle vittime pre-
tro lato, la dinamica del posizio- violentata e uccisa. Reo con- destinate s’innamora perduta-
namento della protagonista fesso è l’ex marito, ma la don- mente.
nei confronti della madre e il na s’inventa una complicità Anche qui il razzismo antia-
sofferto conflitto che ne scatu- che costa all’Arabo - che ara- rabo, connotato ormai preva-
risce spiega, mettendo in luce bo tra l’altro non è, ma berbe- lente del nostro tempo e del no-
il potere devastante del senso ro - un estenuante fermo di p Antoine Audouard p Nicolas Jones-Gorlin stro mondo, è presente, e in
di colpa generato dal sentimen- polizia e rende di pubblico do- p L'ARABO p CREPATE TUTTI! maniera parossistica, ma non
p Irène Némirovsky to dell’odio, l’ambivalenza del- minio la sua parentela con un p trad. di Chiara Manfrinato p trad. di Giacomo Bonetti suscita la repulsione né svela la
p IL VINO DELLA SOLITUDINE l’autrice anche rispetto al mon- presunto terrorista. Ecco fi- p Isbn edizioni, pp. 208, € 19 p Playground, pp. 155, € 13 propria meschinità come nel
p trad. di di Laura Frausin Guarino do ebraico di provenienza. So- nalmente trovata la giustifi- romanzo di Audouard: è lo
p Adelphi, pp. 245, € 18 lo una figlia, infatti, può odiare cazione dei peggiori sospetti. scontato movente di una guer-
in quel modo la propria madre. Ora le calunnie potranno tro- menti primigeni, pietra, acqua, vicenda - sono invece i perso- ra senza quartiere tra la forza
vare credito e l’odio, esteso al- fuoco e aria e gli consentono di naggi di Crepate tutti!, inspiega- pubblica e quella massa di figli
l’occorrenza anche a una giu- passare dalle note più grevi del bile titolo che è stato affibbiato di immigrati che Sarkozy ha
stizia ritenuta inerte o addi- registro popolare a quelle ispi- alla traduzione italiana di chiamato racaille, feccia, e, alla
raccolta introdotta da Luca Mer- rittura connivente, esplodere rate di una prosa epico-lirica al- Mérovée, l’ultimo romanzo di pari di altre forme d’intolleran-
lini La lampada rossa. Questi rac- in violenza bestiale. la Giono. Meno calibrata è inve- Nicolas Jones-Gorlin, l’autore za, prima fra tutte l’omofobia,
conti uscirono quando la fama di Audoaurd ne descrive ce la caratterizzazione dei per- di Rose Bonbon, diario di un pe- costituisce lo sfondo dell’im-
Conan Doyle era già al suo apice molto bene l’inarrestabile sonaggi, tutti o troppo malvagi dofilo che qualche anno fa su- possibile amore tra il poliziotto
e testimoniano la grande passio- montare, lasciando che la tra- o troppo buoni, in modo parti- scitò scandalo e polemiche e in Jean e il giovane spacciatore
ne per la medicina che informò ma degli eventi si colori dei colare l’Arabo, che è mansueto Francia si poté vendere solo in Rachid.
sempre la sua carriera. La sua pensieri e delle voci dei perso- e remissivo come se del capro blister. Anche qui la provoca- Jones-Gorlin vorrebbe che
ambizione primaria fu sempre naggi e della piccola folla del- espiatorio avesse, ancor più zione e l’eccesso non mancano. c’intenerissimo per questi no-
quella di esercitare la professio- le comparse, ma riscattando- che il destino, la vocazione. Meroveo è il nome che, in velli Romeo e Giulietta, ma non
ne medica, ma, si sa, ebbe ben ne la tragica banalità con una Tutti indistintamente mal- omaggio al re franco capostipi- c’è spazio per i buoni sentimen-
più fortuna con la letteratura. In articolazione del racconto in vagi - con la sola eccezione di te dei Merovingi, s’è dato un ti: nella banlieue come nel Mi-
questi pezzi inconsueti, il lettore quattro movimenti che han- un vecchio musulmano devoto gruppo di poliziotti fascisti del- di, in forme ora più vistose ora
appassionato può trovare tutto il no il valore emblematico e la che con la sua fede trova il mo- la banlieue parigina che, fuori più subdole, dominano senza
mondo di Doyle concentrato sul- potenza evocativa degli ele- do di sbrogliare la complessa servizio, con tuta mimetica, scampo l’odio e la violenza.
l’indagine del male. Il corpo del
paziente è infatti, come dire, il te-
atro della scena del delitto: al me-

D
ue fuoriclasse: Robert Per quanto riguarda invece Gi-
La «Banda maculata» Littell e Victor Gischler. schler e la sua Notte di sangue a
Due storie che più diver- I THRILLER Coyote Crossing (trad. Luca
illustrata da Espié, se non si può. Ma di grande im- PIERO SORIA Conti, Meridiano Zero, pp. 207,
la prima indagine, patto e di notevole scrittura. € 14), il quadro, vagamente ironi-
Incominciamo dal primo. I fi- co, sta nella cornice desertica di
la grande passione
per la medicina
dico il compito di scovare nei più
gli di Abramo (trad. Sara
Brambilla, Fanucci editore, pp.
343, € 18) sono i due personaggi
di uno stupendo quadro iperrea-
Il rabbino rapito, un angolo sperduto dell’Oklaho-
ma dove - per anni - non è mai suc-
cesso niente. Poi, all’improvviso, il
cadavere di uno dei tanti fratelli
piccoli indizi materiali l'origine
della malattia. Oltre alle strate-
gie usuali, Doyle utilizza qui an-
lista inserito in una cornice che
prevede la firma di una pace de-
finitiva tra israeliani e palestine-
lo sceriffo coyote Jordan viene trovato riverso per
strada e il giovane e sgangherato
aiuto sceriffo Toby Sawyer si tro-
che un senso dell’ironia insieme si. Entrambi vantano un diritto va, suo malgrado, a dover cresce-
a una carica vibrante di umanità.
Al confine con la medicina, la
di primogenitura nei confronti
del Padre che li ha posti su quel-
Due prove da fuoriclasse: Littell re in fretta per non soccombere a
un furioso incendio di delitti e tra-
raccolta di Avagliano La scelta la terra insanguinata. e Gischler tra Palestina e Oklahoma dimenti che, invece, covava da
Ill. di Christel Espié per l’avventura di del fantasma rivela l’interesse, a Ma chi è il vero figlio di Abra- tempo sotto la cenere. Rapimenti,
Sherlock Holmes «La banda maculata» metà tra parodia e sentita cre- mo? L’autoproclamatosi mujad- pace persino di immaginare che prio a pochi giorni dalla firma, pistolettate, colpi di scena, insegui-
denza, dello scrittore per il so- did, ovvero il tanto atteso Rinno- Gerusalemme possa essere divisa Isma’il rapisca Isaac. E che, du- menti e una lunga scia di sangue:
ragazzini irregolari, gli Irregu- prannaturale che a volte vira vatore mandato da Allah e im- dalla «buona» politica della pace? rante la prigionia, tra i due avver- mancano solo gli indiani, anche se
lars, orfani straccioni, veri aiu- nell’horror puro. Racconti per- personato dal dottor Isma’il al- O il rabbino estremista Isaac sari - a loro modo profondamente ben sostituiti da un povero branco
tanti del grande investigatore di fetti, dove si cercano spiriti adat- Shath, terrorista spietato, fon- Apfulbaum(«nella storia del- pii e che a mala pena si intravedo- di messicani tanto derelitti quan-
dickensiana memoria. ti alla propria magione non ab- damentalista assoluto, circonda- l’umanità non c’è mai stato un po- no - sbocci un rispetto profondo, to clandestini. Le cadenze sono
Per gli adulti, si segnala, tra bastanza avita o dove s’incontra- to da una manciata di discepoli polo palestinese»), superortodos- inondato da quell’intensa religiosi- quelle di un western moderno do-
le molte riedizioni dei casi di no inquieti fantasmi alla ricerca invasati, uomo semicieco che uc- so lettore della Torah, pure lui tà che fa riconoscere le altrui stim- ve i cavalli sono sostituiti dai pick-
Sherlock Holmes (solo dal princi- di un arto smarrito in vita. Con cide le sue vittime con un colpo spietato e cieco, pure lui maieuta mate. Sullo sfondo gli ansimanti up e i tepee da un nugolo di roulot-
pio del 2011 se ne contano alme- tanto di esplicito omaggio al ma- di pistola inseguendo al tatto dello sterminio del nemico, pure armeggi di Washington e Mossad te immerse in un pezzo d’odierna
no tre da Einaudi, Newton Comp- estro indiscusso del genere, Ed- l’accesso al midollo spinale po- lui avverso con tutte le forze alla per un thriller di estrema attuali- America dove la legge segue anco-
ton e Mondadori) l’interessante gar Allan Poe. sto subito dietro l’orecchio, inca- sigla del trattato. Capita che, pro- tà sociale e di grande psicologia. ra i ritmi dell’Ok Corral.
IV Scrittori italiani
Grasso Un mitologico
Letture paese in tempo di guerra
MARCO TRUZZI E TIZIANO GAIA

In uno zigomo
BRUNO
Noi, zingari QUARANTA

noi, fratelli Si rinnova la festa ba-


rocca di Silvana Grasso, fra le
= La Instarlibri coltiva voci più necessarie della no-
giovani autori attenti agli
incroci e agli incontri fra culture
lontane, oltre i pregiudizi.
Marco Truzzi, originario di
stra narrativa, e, quindi, meno
ascoltate, meno interpretate.
Perché l’officina della scrittri-
ce siciliana (di Gela), oltremo-
di Sicilia
Correggio (1975), racconta il
mondo nomade in Non ci sono
pesci rossi nelle pozzanghere
(pp. 230, € 14,50, il libro sarà
do esuberante, feconda,
un’ecuba, è un’arena teatrale
che attrae il lettore, ne sradi-
ca lo spalto dove siede, lo sca-
il vaiolo della Vita
presentato a Torino, Torre di raventa nell’agone. Non si at- Nell’Incantesimo arde una
Abele, il 6 aprile, in vista della traversa «a salve» la nuova fa- Sicilia barbara, pagana, anar-
giornata della cultura rom, l’8). bula, L’incantesimo della buffa, chica come la Natura, la sua
I pesci sono quelli immaginari come non si era assistito rima- Natura («la costa non moriva
che Gioele alleva nelle nendo incolumi alle preceden- mai, tra eruzioni di roccia gra-
pozzanghere. Romani è un ti visioni (Marsilio va ripropo- vidanza di ginestre e sinfonie
nonno che rievoca stagioni nendole, da L’albero di Giuda di vento»), un ventre mitico (è
lontane, favolose, fumando la al folgorante titolo d’esordio grecista e latinista, Silvana
pipa. Damian è uno bambino Nebbie di Draunàra). Grasso), la cuna di una lingua
che il primo girono di scuola Sono inesauribili le furie incandescente, un giacimento
introduce nel mondo gagi, dei isolane, «le erinni di sangue», oracolare, una versione, una
non-zingari. Erik, suo padre, di Silvana Grasso. O, forse, i lo- lettura, della tragedia classica:
scelto per una campagna ro travestimenti, spalancati al- la téchne, la capacità umana di p Silvana Grasso
pubblicitaria, conoscerà una la metafora, la stigma dello sti- sottomettere il mondo, di do- p L’INCANTESIMO DELLA BUFFA
inaspettata fortuna: «Mio le che è, anche qui, così son- mare la realtà, oscurata dalla p Marsilio, pp. 206, € 18
padre smise di essere uno tyche, «quel misterioso scono- p Silvana Grasso, insegnante nel
liceo classico di Gela, la città do-
zingaro nella primavera del «L’incantesimo sciuto demone che non si pote- ve vive, già assessore ai beni
1987...». va in nessun modo corrompere culturali di Catania, va ripubbli-
Tiziano Gaia, torinese, racconta della buffa»: una festa né orientare». cando da Marsilio tutte le sue
in Puoi chiamarmi fratello barocca, una carovana Primo demone la diceria (co- opere: prima uscita «L’albero di
(pp. 280, € 15) una storia me non rammentare la diceria Giuda» del 1997, seguirà l’esor-
autobiografica o quasi: di caratteri in preda di bufaliniana memoria) serpeg- dio «Nebbie di Draunàra», 1993.
diventare amici (superare i a misteriosi demoni giante nel paesino di Roccazzel- Silvana Grasso è nata a Macchia di Giarre nel 1952
confini) in carcere. A incontrarsi le, una frazione di Gela, «zigo-
sono Christian, camerunese, ex tuosa, così copiosa, così sedut- mo di Sicilia» tra cielo e mare: indossano «le cicatrici e il vaiolo dosso solo la camicia da notte do, da una sapienza remota su-
spacciatore, e Tiziano, tiva. Si attenda, per esempio, la buffa, «la femmina del rospo della Vita vera». Da Marena, bianca», ad Agostino venuto dal bito disinnescata («Il mondo
impegnato a realizzare un l’alba dinanzi al Seminario, se che, se uno la guardava negli oc- «vestita a nero, gli ossi della fac- mare, custode di tombe, infine non aveva un inizio né poteva
progetto sociale nel ne osservi il rinascimento del- chi, gli faceva l’incantesimo e cia disegnano cordigliere d’un agnello sacrificale. Dalle locali avere una fine, il mondo era
penitenziario della sua città. la facciata: «... lasciò il pallore non cresceva più (...). Non si po- dolore perfetto», a Gesù, il nipo- eccellenze di segatura all’ameri- per tutti i disgraziati e i morti-
Nasce un’amicizia che condurrà della notte e prese colore di bi- teva mai sapere se la diceria era te, che racconterà il Sole a una cano appena sbarcato, un Aiace difame garanzia d’infallibilità,
Tiziano in Africa. Christian gli scotto appena sfornato, quan- vera» nella terra in cui la lotta bambina senza pupille, il padre Telamonio, al Cristo tedesco... d’eternità»).
presenterà la sua famiglia e gli do le vesciche generate dal fu- tra chiaro e scuro, tra luce e te- di lei, di Tea, gerarca fascista, E’ un presepe senza grotta Silvana Grasso si ritrae co-
mostrerà il suo Paese, di rioso amplesso del lievito col nebra ha un respiro (e un ranto- l’Olocausto all’occhiello (Gesù e («Dio avrebbe avuto difficoltà me un «commensale solo a un
bellezza in miseria, in passione, fuoco dei carboni, ne sfigura- lo) millenario. Tea, una storia nella storia, liri- ad arrivare», sempre fermo a banchetto di sillabe». Bisogne-
suprema quella calcistica, nella no la superficie prima d’arren- Silvana Grasso tempera, in- camente arcadica). Da Giacomi- Eboli), Roccazzelle, visitato da rà affrettarsi a raggiungerla e a
speranza di diventare E’to, il dersi allo zucchero a velo, mi- tonacandoli di Poesia (è l’Auto- no, il seminarista che sfuggirà Silvana Grasso in tempo di porgerle ascolto, in lei ricono-
cannoniere della Nazionale che seramente perdendo il finto re ad apporre la maiuscola), al padre Ministro, alle sue turpi guerra, quando le bombe paio- scendo la Pizia che è, che sa es-
farà grande l’Inter. tumore della calura». una carovana di caratteri che voglie, volando dalla torre, «ad- no annunciare la fine del mon- sere, talvolta, la letteratura.
Tuttolibri
SABATO 2 APRILE 2011
LA STAMPA V

suo romanzo. Egli si muove dal-


Niffoi L’amore e la scoperta della lettura la rappresentazione di una re-
altà così cruda ed esasperata, DIALOGHI IN VERSI
riscattano l’esistenza fra gente rozza e brutale così debordante (in ordine alla MAURIZIO CUCCHI
crudeltà, al vizio e alla follia, al-
la miseria materiale) da esige-

Un paradiso re e annunciare quasi un suo


rovesciamento. Ecco allora il
proliferare di fantastici e magi-
ci segnali, di demoni e fanta-
smi, di misteriosi appuntamen-
Allo Specchio
dei trentenni
per la vedova
ti. Ed è soprattutto la lettura
dei libri che garantisce una
prospettiva salvifica.
Non indugerò sulla scoper-
ta di un vecchio codice in un
Quattro esordi nella storica collana
eremo diroccato, sulla leggen- rivelano la vitalità di una generazione
Salvatore da del nuraghe capovolto nelle
Niffoi acque del lago, che insinua il

U
è nato a Orani senso di una perdita delle arcai- n grande editore che pro- coesistere con naturalezza. Pelle-
nel 1950 che virtù isolane (è il solo trat- muove i giovani poeti! gatta ha dalla sua una sicurezza
Ha vinto to che suggerisce qualche pole- Quasi incredibile, ma ve- di pronuncia e un senso naturale
il premio mico riscontro con la realtà ro. Mi riferisco alla recente ap- del verso che lo rendono già preco-
Campiello nel contemporanea). D’altronde, parizione nella storica collana cemente molto maturo. Interessan-
2006 qui come altrove, Niffoi mostra dello Specchio (Mondadori) di te è la sua capacità di oscillare tra
con il romanzo qualche impaccio a chiudere le quattro volumetti, piccoli ma so- immagini in cui domina una forte
«La vedova sue storie in una trama limpida stanziosi (e al prezzo di soli 5 eu- fisicità corporea e slancio verso
scalza», e coerente. Come se fosse por- ro l’uno), di autori circa trenten- spazialità più vaste, con accenni
sempre tato ad infittire e strafare per ni. Quattro in contemporanea, all’astrofisica.
per Adelphi distinguersi dagli scrittori che usciti in occasione della giorna- Andrea Ponso (36 anni), con I
«sputano il masticato». ta mondiale della poesia, per un ferri del mestiere, lavora a sua
Occorre invece apprezzare appuntamento che si preannun- volta con impeccabile compiutez-
la resa di certe figure, di folli ed cia annuale; quattro libri di sole za espressiva e sottigliezza intel-
esagitati come la fattucchiera 32 pagine, ma con le poesie im- lettuale. Il suo è un malinconico
Antioca Benzina, il prete sacri- paginate tutte di seguito, rispar- pensiero poetico nel quale esprime
lego Severino Mincitristu, il su- miando carta e dando così più il desiderio di un ritorno a una
perstizioso Meruliu Scannagat- testo senza l'enfasi del troppo si- condizione umana più direttamen-
ti, che animano una grottesca lenzio attorno. Il primo, in ordi- te coinvolta nelle cose, più devota-
galleria di racconti. Capitoli ne alfabetico, è Fabrizio Bernini mente e, diciamo così, artigianal-
che valgono di per sé, che con- (36 anni), con L’apprendimen- mente capace di elaborarle in con-
cedono un’autonoma possibili- to elementare. La qualità della creto, in un tempo in cui, spesso,
sua poesia sta nell’energia di
LORENZO go di strani portenti, dove trove- Si apprezza la resa una parola forte che riesce a cat- Alle prove di Bernini,
MONDO
rà nel capraio Martine l’appaga- turare la realtà del mondo pre-
Della covata di scrit- mento e la festosità dell’amore, di certe figure, sente, e anche dei giovani d’oggi, Carabba, Pellegatta
tori sardi presenti nella narra- l’insperata promessa di un fi- ma non sfugge l’ansia senza perdere in incisività e sti- e Ponso si unisce
tiva contemporanea, Salvato- glio. La congiura di gente pro- le. Come dire: un realismo che
re Niffoi è il più prolifico ed terva, la demenza e il delitto, di infittire e di strafare riesce a giovarsi dello stile per il canzoniere amoroso
esuberante, proponendo a di- non hanno ragione di lei, della per distinguersi rendersi ancora più graffiante e di Veronica Follini
stanza ravvicinata racconti sua rinnovata fiducia nella vita. vigoroso, in frammenti narrati-
che sembrano schegge di un A coltivare i suoi sogni prov- tà di lettura. Conta specialmen- vi di singolare evidenza. siamo invece spossessati di un rap-
mondo esclusivo e compatto, vede Ossoriu Concale, il biblio- te la descrizione di paesaggi e Un andamento più lineare, porto diretto, autentico col reale.
ispirato dalla natia Barbagia. tecario che svolge anche le fun- atmosfere sulle quali si esercita tra memoria e meditazione, tro- I quattro poeti proposti in
Anche se, come accade in que- zioni di becchino. «Un libro al un’espressionistica inventiva: viamo nei versi del trentenne Specchio confermano, nei loro di-
sto Lago dei sogni, non dobbia- p Salvatore Niffoi giorno - sostiene - toglie la mor- «Visto da lontano, allo scurire, Carlo Carabba, già in parte no- versi percorsi, la vitalità di una ge-
mo attenderci una stretta fe- p IL LAGO DEI SOGNI te e l’invidia di torno». Con ogni Melagravida sembra un grap- to per aver vinto il Mondello ope- nerazione alla quale è affidata la
deltà topografica, sociologica p Adelphi, pp. 155, € 18 evidenza, Niffoi ama identificar- polo di steariche accese sopra ra prima e per essere caporedat- continuità della nostra poesia. E
o storica. si con questo personaggio, con una nuvola. I lampioni dondola- tore di Nuovi Argomenti. Una parlando di giovani, vorrei anche
il suo ammaestramento: «Per no nelle strade come uomini ap- poesia, la sua (il libro si intitola ricordare l’opera prima di Veroni-
«Il lago dei sogni»: le, Melagravida ha perso tutti i capire bene il mondo e i cristia- pena impiccati»; il lago «splen- Canti dell’abbandono), di an- ca Follini, Umane cose (p.70,
suoi sogni, diventando ricetto ni, leggi solo romanzi e, finché ti deva, appollaiato come un nido damento più classico e molto € 13), autorevolmente presentata
un capraio di una gente rozza e brutale che è possibile, solo classici. Lascia d’acqua (...) e offriva ogni matti- composto, lineare, legata lirica- da Giampiero Neri e pubblicata
e un bibliotecario tocca punte di barbarica fero- cantare i narratori moderni, na il suo specchio al sole perché mente al tema dell’io e della sua da Lietocolle, un editore piccolo
cia. Sembra propiziarla un sole che quelli sono ciarlatani che potesse guardarsi appena sve- problematica invalicabilità. Ca- ma tra i più impegnati nella poe-
per togliere «la morte che dardeggia implacabile sulla sputano il masticato, bamboli- glio»; «un sole che abbruschia- rabba realizza testi di ampio re- sia. Si tratta, in buona parte, di
e l’invidia di torno» terra e sulla testa degli abitanti. ne imputtanite che credono di va la pelle e spaccava le pietre spiro e di piana leggibilità. un canzoniere amoroso, con qual-
Itria Nilis è diversa, non solo parlare del mondo guardandosi (...) giallo come un pane zaffera- Alberto Pellegatta (32 anni), che tratto forse ancora troppo liri-
Due sono i punti di riferi- per quelle carni morbide e bian- la braghetta». Itria diventa così nato di carnevale, con ciglia in- con L’ombra della salute, rie- camente impostato, ma con effica-
mento della narrazione, il pae- che come il latte appena caglia- lettrice accanita di libri, fino a sanguinate e tremolanti». Av- sce a comporre nei suoi brevi te- ci strappi di robusta tensione
se di Melagravida e, a vigilar- to che le hanno ottenuto il nomi- concedersi per parte sua al be- valendosi di un linguaggio den- sti una tessitura sottilissima e di drammatica, che si impongono
lo dall’alto, il lago di Locorio. gnolo di Panedda. Rimasta ve- neficio della scrittura. so, scolpito, che attinge vigore alto controllo intellettuale, in per la loro nitidezza e per la pro-
In seguito a un terremoto, è dova, non si rassegna a vivere Si sarà inteso qual è il movi- anche dagli imprestiti, di rado cui racconto, meditazione e nuncia secca dell’autrice.
avvenuto un fatto inspiegabi- senza sogni e salirà al lago, luo- mento impresso da Niffoi al frastornanti, del dialetto. strappo sapienziale riescono a dialoghi@lastampa.it

SERGIO Raul Detto così, può sembrare


PENT Montanari Un inquietante ritratto Montanari un romanzo quasi autobiogra-
È un'esperienza sin- Nelle sue storie fico sul mondo letterario e sul-
golare farsi trascinare nel post-noir del nostro mondo letterario l’evoluzione le manovre che indirizzano fa-
gorgo esistenziale sinistro e del malessere vori e scelte editoriali. In parte

Amore, gelosia,
torbido dei romanzi di Raul si trasforma lo è - Montanari ha partecipa-
Montanari. Abbiamo già spe- in una to l’anno scorso al Premio, sen-
so non pochi aggettivi per de- grottesca, za vincerlo - ma ciò che coin-
lineare le caratteristiche uni- surreale volge il lettore, e lo trascina co-
che della sua narrativa, che me sempre verso un finale al-

ira: se il Premio
caricatura
per pigrizia o per comodità della violenza l’apparenza illogico, è l’escala-
si è arrivati a definire «post- tion di sinistre casualità che
noir». Che Montanari non scatenano l’amore, la gelosia e
sia un giallista è un dato di l’ira di Aragona, vittima di una
fatto: le sue storie avvincono
e coinvolgono, disturbano,
ma non portano il lettore a
è una trappola trappola oscura senza render-
si conto che la trappola è stata
tesa - in qualche modo - da lui
stesso, dal momento in cui il
«L’esordiente»: le, su quella oscura linea d’om- no 2009, Aragona si scatta aspirante scrittrice giovane, caso lo ha portato a confidare
bra dove si acquattano le inco- una fotografia, come ogni an- Veronica Markus, allieva del le sue pene letterarie a Emilia-
quando un’aspirante gnite del destino. no. Apprezza la tonicità del corso di scrittura tenuto da no, l’ambiguo compagno della
scrittrice accalappia In questa nuova, dissacran- suo mezzo secolo e gode - den- Aragona. Il romanzo che lei gli sua ex-moglie Silvia, dal passa-
te prova - L’esordiente -, Monta- tro di sé - della non remota lascia in lettura è orrendo, ma to pieno di ombre e di segreti.
un affermato autore, nari stila una sorta di inquie- possibilità, ventilata dal suo il fascino della ragazza smuo- Basta questo particolare
un thriller esistenziale tante campionario del mondo editore, di partecipare con ve qualcosa dentro il nostro per trasformare un romanzo
letterario a cui appartiene. Li- qualche lecita ambizione al protagonista. Accalappiato da dedicato - con qualche ironica
caccia di una soluzione delit- vio Aragona, uno scrittore Premio. Mai nominato esplici- una passione travolgente, Ara- criticità - al mondo letterario
tuosa. Ci sono morti, inciden- noir cinquantenne, ha infatti tamente, il Premio è il traguar- gona lavora al romanzo che in un angosciante thriller esi-
ti, enigmi da risolvere, ma non poche caratteristiche ri- do per ogni scrittore, e rappre- parteciperà al Premio, ma allo stenziale che lascia fluire ver-
spiattellati su un piano di ma- conducibili all'autore: narrato- senta - pur con tutte le sue in- stesso tempo si vede costret- so una deriva delittuosa ogni
cabra quotidianità, ai bordi re apprezzato e seguito, ma cognite sotterranee - il corona- p Raul Montanari to, quasi per incanto, a presen- colpevole ambizione umana.
dei normali percorsi della vi- consapevole di appartenere a mento di una carriera, la vera p L'ESORDIENTE tare il romanzo di Veronica, Montanari è un’ombra che ci
ta comune. L’evoluzione del una nicchia elitaria di difficile promozione sul campo della p Dalai editore, pp. 317, € 18 che a sua volta pubblica un se- cammina a fianco e ogni tanto
malessere si trasforma in collocazione, viene general- pagina scritta. p L’autore è nato a Bergamo nel condo libro e - con sorpresa - ci fa capire che i ritmi della
una grottesca, surreale cari- mente liquidato come scritto- Le manovre che precedono 1959, ha esordito nel 1991 con sarà anch’essa presente tra i quotidianità sono il paravento
catura della violenza, in un al- re di gialli. Nudo davanti allo la partecipazione vengono tur- «Il buio divora la strada» candidati della gara, addirittu- di un delirio esistenziale che è
legorico parossismo del Ma- specchio, all’alba del Capodan- bate dall’incontro con una ra in lizza per la vittoria. lì, pronto divorarci tutti.
VI Critici e personaggi
UN AUDIOLIBRO E UN ILLUSTRATO CON DVD
I Pinocchi di Poli e Toccafondo
= La storia del burattino più famoso raccontata in 5 ore e 16 minuti
da Paolo Poli, voce versatile e birichina che modella ogni personaggio
in perfetta sintonia con Collodi. In un cofanetto Giunti Le avventure
di Pinocchio (€ 12): il cd della lettura per il programma Radio 3 «Ad
alta voce» nel novembre 2006 e l’anastatica della prima edizione Felice
Piaggi, 1883, con le illustrazioni di Enrico Mazzanti.
Un altro Pinocchio esce da Logos (www.logosedizioni.it), un libro con
25 tavole + dvd di animazione (pp. 40, € 30) di Gianluigi Toccafondo,
artista e grafico, tra cinema e teatro, editoria e pubblicità: il suo tratto,
forte di colori e contrasti, rompe con la tradizione del bambino di
Paolo Poli legno, il burattino si fà maschera inquieta e inquietante. Paul Valéry

I
l grande scrittore che pian-
giamo è a mio avviso uno
Idee Perché il filosofo aveva ragione dei principali della nostra
letteratura, per universalità e
(e Baricco non riesce a contraddirlo) profondità. La sua cultura va-
le quella di Montaigne e la sua
ANGELO analisi va più lontano di quella
GUGLIELMI

La lettura che Baric-


co, chiamato a commentarlo,
fa dello straordinario testo di
La narrazione di Balzac, seppur così pene-
trante. Già potenziate da
un’ammirazione oggi raddop-
piata dalla pietà, le prospetti-

è morta, dici
Benjamin Il narratore è forzata ve della sua immensa opera
a uso privato. Baricco (e come danno quella generale certez-
non capirlo) deve difendere il za che non inganna. Proust ha
ruolo e la sua dignità di roman- fatto avanzare l’introspezio-
ziere e non può accettare l’af- ne, la coscienza che l’uomo
fermazione di Benjamin che la
narrazione è morta e che que-
sta morte è avvenuta con la na-
scita del romanzo. E Baricco si
ingegna, con una dovizia di bril-
bene Benjamin prende di sé, in una misura
che lo eguaglia ai migliori mo-
ralisti di tutti i tempi. D’altron-
de, il suo pensiero folgorante e
le sue osservazioni più tipiche
lanti osservazioni, a negare l’af- e comiche rimangono sotto
fermazione di Benjamin, assi- l’egida del buonsenso, strette
curandoci tuttavia che, per ca- in una padronanza di riflessio-
rità!, non intende smentirla ma ne e di sintassi, in cui è impos-
solo interpretarla più corretta- sibile sorprendere anche un
mente. Cosa contrappone Ba- solo mancamento. Marcel Proust
ricco a Benjamin? Che anche il Léon Daudet visto da Levine
romanzo è una forma di narra- Copy New York

C
zione. E no, proprio per questo, Walter reatura d’eccezione, Review of Book- Ilpa
per contestare questa apparen- Benjamin bambino di una preco-
te verità, che Benjamin ha visto da cità originale e vertigi-
scritto il suo sontuoso libretto. Levine nosa, affascinava i suoi ami-
In Il narratore Benjamin Copy New chetti spesso molto più roz- Per Proust Alla ricerca dell’amico perduto: p
spiega con una grande ricchez- York Review zi, e li stupiva un poco. Ma
za di argomentazione perché la of Book- Ilpa coloro che Marcel Proust la scomparsa, sessanta voci della letteratura
stupiva di più erano le perso-
All’età dei grandi ne di età più matura: tutte si lo scrittore in un numero speciale della «Nou
poemi epici è seguita «Creatura d’eccezione,
quella dei grandi
romanzi, da Flaubert
a Kafka, a Joyce
narrazione è morta. E di quelle
bambino di una
precocità originale
e vertiginosa, una
bontà così complicata»
Mon ami Marc
acute argomentazioni (di cui di-
rò più avanti) affida conferma e
testimonianza ai grandi artisti
del suo tempo, come Joyce,
Mondrian, Schoenberg e del
tempo immediatamente prece-
meravigliavano per la raffi-
natezza dei suoi modi, per la
sua grazia e dolcezza, per la
sua bontà così complicata.
Mi sembra di rivederlo, bello
il cuore ti ricor
dente come Flaubert. Scrive e freddolosissimo, tutto im-
che Joyce non è più un narrato- p Walter Benjamin bacuccato nella lana, precipi- TESTIMONIANZE DA GIDE A VALERY, DA COCTEAU A MAURIAC
re ma un romanziere, che non p IL NARRATORE tarsi davanti alle dame vec-
significa che non è un grande p a cura di Alessandro Baricco chie o giovani, inchinarsi al Marcel Proust moriva a Parigi il 22 novembre 1922. Nel gennaio
scrittore ma che è vissuto in un p Einaudi, pp. 106, € 9 loro cospetto, e trovare sem- successivo rendevano omaggio all’autore della Recherche una
tempo che aveva già azzerato pre le parole che toccavano sessantina di autori, francesi e internazionali, sulla «Nouvelle
le possibilità della narrazione, il loro cuore, sia che affron- Revue Française» («Hommage a Marcel Proust»). L’editore
costringendolo a essere un sem- tasse gli argomenti di solito Medusa ne presenta una scelta in Proust e i suoi amici, di cui
plice romanziere. E quale è la riservati ai «grandi», sia che pubblichiamo qui in anteprima alcuni brani. Ventiquattro le
differenza tra narratore e ro- semplicemente si informas- testimonianze accolte in volume, da Anna de Noailles a Maurice
manziere? Che il narratore sco- municazione che è l’informazio- Ma ha ragione Baricco nel di- se della loro salute. Barrés, da Jean Cocteau a Paul Valéry, da Benjamin Crèmieux a
pre il mistero dell’esistenza (as- ne... che ogni mattina ci informa re (seppure in forma di doman- Robert Dreyfus José Ortega y Gasset, a, unico italiano, Emilio Cecchi, a François
sicurandocene una percezione delle novità di tutto il pianeta... si da) che «la narrazione, intesa Mauriac, che celebra «il creatore divorato dalla sua creatura: fino
alla fine le sue creature si sono nutrite della sua sostanza, hanno

S
concreta) mentre il romanziere consuma nell’istante della sua nei suoi tratti originari, è un ono passati forse
svela e ci comunica la dispera- novità... vive solo in quell’istan- istinto socialmente insopprimi- vent’anni da quando ho esaurito la vita che gli restava». Nella prefazione, «La polvere
zione dell’uomo e il suo smarri- te...». All’età della narrazione ap- bile». Ma Benjamin non lo nega: incontrato per la prima della Recherche», Giancarlo Pontiggia, osserva che «il fascino
mento. Il narratore è il giusto, partengono i grandi poemi epici si limita ad affermare che la nar- volta Marcel Proust, in un luo- della Recherche sta soprattutto nei suoi vasti paradossi, e nelle
«l’uomo che sa orientarsi sulla - sostiene Benjamin -, all’età del- razione è scomparsa lasciando il go che non saprei più precisa- sue vie fortuite; in essa non si perviene alla verità ragionando, ma
terra senza avere troppo a che l’informazione appartengono i posto al grande romanzo di re (c’erano Marcel Schwob, incespicando, abbandonandosi al potere dell’incidente,
fare con essa»; il romanziere romanzi, e conclude: «il narrato- Flaubert, Joyce, Musil, Kafka, Jean Lorrain e anche, credo, dell’errore, dell’atto involontario, della soccorrevole
«per orientarsi» è costretto a re prende ciò che narra dall’espe- Pirandello, Céline e Gadda; ma Charles Whibley). All’inizio intermittenza del cuore».
avere «fin troppo a che fare con rienza e lo trasforma in esperien- ora (e qui siamo noi a affermar- mi infastidì non poco, tutto
la terra» con essa obbligato a za per chi legge», dunque «più o lo) che in Italia e certo in Europa pimpante, il volto un poco mol-

I
rinnovare continui defatiganti (in altre aree il discorso è diver- le, la bocca a cuore, la voce ga- nverno 1920. Ecco un muc- è una grande epoca della lettera-
accordi... Ora è finita anche so) anche il grande romanzo è lantina, come guantata trop- chietto di ritagli di giornale tura». Lo si dice spesso, di que-
E quali sono le argomenta- morto, la narrazione (già depri- po aderente; tutto il tono di su un tavolo. «Stavolta, sti tempi. Ma Madame de Sévi-
zioni che Benjamin porta a di- quella stagione: vata della sua forza catartica) è uno che si ascolta parlare, di l’Académie Goncourt ha dato il gné lo diceva anche a proposito
mostrazione della morte della la letteratura è stata emigrata altrove verso la scrit- un uomo felice, facile e che suo premio a un autore vera- di Racine.
narrazione e delle difficoltà in tura televisiva, il giornalismo, il non ha storia, più o meno co- mente sconosciuto. Non è giova- Valéry Larbaud
cui si scontra uno scrittore og- «baipassata» da tv fumetto, il discorso scientifico- me lo dipinse Jacques-Emile ne; ma sconosciuto sì, e lo reste-
giornalismo, fumetto
E
gi? Sono: 1) «le quotazione del- tecnologico e ogni altra forma di Blanche. Il suo fascino non agì rà...». Le quattro o cinque righe cco, io sottolineo l’errore
l’esperienza sono crollate... in espressività corrente. Con gio- sùbito, «come il veleno della che seguono sono insultanti. Co- che consiste nel credere
caduta libera... da un giorno al- meno apertamente... implica un vamento di queste discipline pa- mancinella». Ma mi sedusse me può l’invidia mancare di pu- che la vita di Marcel
l’altro, non solo l’immagine del utile, un vantaggio che può consi- raletterarie e gratitudine dei re- poco a poco, perché era il mio dore fino a questo punto! Que- Proust si divida in vita mondana
mondo esterno, ma anche quel- stere in una morale... un’istruzio- lativi lettori-spettatori. Non si contrario, come una donna ir- sta nota addita una bella voca- e vita solitaria, in primo periodo
lo del mondo morale ha subito ne di carattere pratico... in una tratterebbe dunque, come Ba- ritante che si finisce per ama- zione da perdente. Prova anche e secondo periodo. Quella che
trasformazione che non avrem- norma di vita...»; il romanziere ricco afferma, di un allargamen- re, e per la sua aria d’estrema che Marcel Proust è celebre, e viene detta «vita mondana di
mo mai ritenuto possibili» «si è tirato in disparte... è un indi- to della narrazione dalla lettera- civiltà. E mi resi rapidamente che, di conseguenza, il pubblico Proust» mai avrebbe potuto ap-
(sembrano parole scritte oggi viduo isolato... non più in grado tura verso nuove discipline di conto che mi portava il profu- di oggi è più colto di quello che parirgli come una vita frivola a
e non stupisce che Scurati ne di esprimersi in forma esempla- scrittura, ma del fatto che la nar- mo di una quantità di cose ignorò Baudelaire e Rimbaud, cui si rinuncia. Solo la sua malat-
ricavi il suo La letteratura del- re sulle questioni di maggior pe- razione, non trovando nella let- mal dimenticate, cose che ave- Laforgue e Mallarmé. tia lo ostacolava. Quella vita
l’inesperienza); 2) la caduta del- so... è egli stesso senza consiglio teratura un approdo autorevo- vo desiderato, che non ero riu- Tuttavia, l’altro giorno, in un mondana a cui teneva più di tut-
l’esperienza è stata accelerata, e non può darne a altri... attesta e le, la baipassa verso la televisio- scito a possedere e che non ristorante, a un tavolo vicino al to e che alcuni critici prendono
anzi determinata dalla nascita esprime il profondo disorienta- ne e il giornalismo... In attesa di osavo più sperare. nostro, alcuni dicevano con mol- come uno svago, era il centro
di quella «nuova forma di co- mento del vivente». un nuovo Gadda. Léon-Paul Fargue ta serietà che «quest’epoca non stesso del rosone.
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SABATO 2 APRILE 2011
LA STAMPA VII

SETTANT’ANNI FA L’ ATTRICE DELL’OTTOCENTO, PATRIOTA RISORGIMENTALE


L’addio di Virginia Woolf Evviva Adelaide Ristori
= Settant’anni fa, il 28 marzo, Virginia Woolf sceglieva di = Considerata la maggiore attrice tragica dell’Ottocento,
andarsene. «Oggi è uscita per una passeggiata lasciando una lettera Adelaide Ristori (1822 - 1906) rifulge nella biografia di Teresa
in cui diceva che si suicidava. Penso che sia annegata», scriveva il Viziano Evviva Adelaide Ristori Evviva l’Italia Evviva Verdi (La
marito, Leonard Woolf, a Vita Sackville-West. La Tartaruga celebra Conchiglia di Santiago, pp. 221, € 15). Qui ci si concentra sul suo
l’anniversario proponendo la biografia Virginia Woolf, mia zia (pp. ruolo risorgimentale: dal successo a Parigi nel 1855 ad
552, € 22, traduzione di Marco Papi), a cura del nipote Stephen Bell, ambasciatrice di Cavour in Russia, durante un’acclamata tournée a
scomparso nel 1996. Per lo stesso editore, Ingannata con dolcezza, San Pietroburgo. Il libro sarà presentato il 5 aprile al Carignano di
un’infanzia a Bloomsbury rievocata da Angelica Garnett, anch’essa Torino, ore 17,30. Con l’autrice partecipano Guido Davico Bonino e
nipote della Woolf (pp. 191, € 17,50, traduzione di Nicoletta Della Franco Perrelli. Lettura di Laura Curino. Sempre al Carignano, è in
p PROUST E I SUOI AMICI Casa). A giugno, per Il Saggiatore, Lytton Strachey, la storia corso la mostra dedicata ad Adelaide Ristori a cura di Andrea
p trad. di L. Salvarani d’amore fra Strachey e Dora Carrington, la vergine pittrice. Mancini, riecheggiante l’iconografia che arricchisce il libro. La Ristori nel ruolo di Giuditta
p pref. di Giancarlo Pontiggia
p Medusa, pp. 119, € 14

N
on mi stanco mai di me-
ravigliarmi che i due
scrittori della mia gene- Laboratorio Nei corsi al Collège de France il conflitto
razione per i quali mi sembra
meno imprudente attendermi tra il suo desiderio di romanzo e la propensione al saggio
una gloriosa e duratura fama –

Barthes in cerca
uno poeta, l’altro prosatore – tut- PAOLA
DÉCINA LOMBARDI
ti e due quasi ignorandosi, tutti e
due incapaci reciprocamente di C’è un momento della
comprendersi – abbiano cono- vita in cui la presa di coscienza
sciuto, ciascuno, una fortuna co- del «tempo che resta» o un ac-
sì particolare e assieme così si- cadimento traumatico costitui-

di una “vita nova”


mile: Marcel Proust e Paul sce una cesura tra un prima e
Valéry. Entrambi, quasi della un dopo. Che si tratti di ango-
André Gide stessa età, pubblicarono quasi scioso bilancio o di lutto deva-
nello stesso tempo i loro primi stante, uscire dalla selva oscu-
scritti; poi tacquero per quindici ra implica una «scossa» che
anni. Un censimento delle forze porterà a una vita nova, salvifi-
intellettuali francesi, un anno ca, solo con un progetto - lotta-
prima della guerra, non li avreb- re e costruire ancora - «che va- DALLA VITA ALL’OPERA
be neppure segnalati. Alla no- da in un'altra direzione». Per La preparazione del romanzo I e II, riunisce in due
stra epoca impaziente quale mi- uno scrittore, salvare la memo- volumi i testi preparatori degli ultimi due corsi e
rabile esempio sanno dare, mo- ria, testimoniare e immortala- seminari svolti da Roland Barthes tra il dicembre 1978
strando a quale gloria può con- re senza reprimere la propria e il febbraio 1980 al Collège de France. Scegliendo il
romanzo sviluppò l'argomento in due ricerche
durre il rifiuto del successo, e di soggettività, come hanno fatto distinte ma complementari di cui restano degli
quale dominazione diviene capa- Dante con la Commedia e originali canovacci pubblicati nel 2003 da Seuil con la
ce un artista che sa attendere. Proust con la Recherche, è la scrupolosa curatela di Nathalie Léger. I due corsi sul
André Gide giusta direzione. romanzo erano l’occasione per elaborare un
Con questa premessa Ro- argomento a lungo ruminato. Nel primo, Dalla vita

L
Jean Cocteau e «invenzioni» di Proust land Barthes inaugura il 2 di- all’opera, dopo una introduzione e due lezioni sulle
sono di primissimo ordi- cembre 1978 il suo Corso su La ragioni personali legate alla scelta del tema, seguono
otto lezioni sull’importanza della Notazione
ne, perché entrano in rela- preparazione del romanzo. L’in-
incentrate sull’Haiku. Nell’altro, L’opera come
zione con le componenti più vestimento personale è dichia-
pochi mesi dopo semplici dell’oggetto letterario. rato fin dalle prime battute:
volontà, viene analizzato il passaggio dal progetto
dell’Opera al suo compimento attraverso
Si tratta nientemeno di un nuo- quelle lezioni saranno il suo la-
a celebrarono vo modo di trattare il tempo e di boratorio per una nuova opera
interrogativi e riflessioni. Alle due ricerche sono stati
aggiunti la bozza dell’intervento introduttivo al
situarsi nello spazio. e una nuova forma di scrittura seminario su La metafora del labirinto e quella del
uvelle Revue Française» Se, per dare un’idea di cosa non mediata dallo specifico se- seminario Proust e la fotografia, esame di un archivio
fotografico poco noto, corredata dalle immagini di
sia Proust a chi non l’abbia letto, miologico, filologico o critico-
56 personaggi proustiani fotografati da Nadar e dalle
noi cominciassimo a enumerare letterario. Per lui che appartie-

cel,
schede di Barthes. Le traduttrici e curatrici Emiliana
i suoi soggetti – villeggiatura al ne «a una generazione che ha Galiani e Julia Ponzo, collazionando i testi con la
paese di famiglia, amore di troppo sofferto la censura del registrazione, hanno chiarito e integrato i passi dubbi
Swann, gioco sentimentale di soggetto», stretta tra neoposi- o incompleti.
tivismo e marxismo, è giunto il
«Solo al centro della sua momento di «far cessare» quel
sentirsi diviso, «sballottato fra

rda così sofferenza, tirava fuori


quell’universo che
aveva assorbito durante
la sua vita pubblica»
due linguaggi, uno espressivo,
l’altro critico» - come scrive
più o meno in quei mesi ne La
camera chiara.
Il desiderio di esprimersi
narrativamente è antico. «Si è
Le sue astuzie per comporre un ragazzino e di una fanciulla saggisti perché si è cerebrali -
il suo miele ingannarono più di su uno sfondo di giardini, agli ha confessato in un’intervista
un amico intimo. Lo rendevano Champs-Elysées, un’estate sul- del 1962 -. Anch’io vorrei scri-
enigmatico per coloro che non la costa della Normandia, in un vere dei racconti, ma sono pa-
intuivano i movimenti della sua hotel di lusso, di fronte al mare ralizzato dalla difficoltà che in-
indifferenza alla letteratura, del- inquieto su cui scivolano, figure p Roland Barthes
la sua modestia, e delle scuse, di nereidi, i volti di fanciulle in Decisiva la morte p LA PREPARAZIONE
con cui inframmezzava la lettu- fiore ecc. – comprenderemmo DEL ROMANZO
ra di una pagina manoscritta. sùbito che una tale enumerazio- della madre: «Starò p Introduzione, cura e trad. di
Perché Proust SERVIVA. ne non porta a nulla, e che que- male, finché non Emiliana Galiani e Julia Ponzio
Serviva il suo alveare. Obbediva sti soggetti, mille volte trattati p Mimesis, due vol., pp. 544, € 45
alle leggi del miele e della notte. dai romanzieri, non bastano a avrò scritto qualcosa
Jean Cocteau definire ciò che Proust ci porta. a partire da lei» Roland Barthes visto da Levine. Copy New York Review of Book- Ilpa
José Ortega y Gasset
«Portava il profumo contrerei a trovare una scrittu- de deuil (Dove lei non è. Diario di manzo moderno», non potendo mentati con la gioia di chi final-

C
erto, ha utilizzato magni- ra in cui esprimermi». Nel tem- lutto, Einaudi, 2010). Come il ricorrere alla memoria e alle sue mente ha trovato una direzione,
di una quantità di cose ficamente la malattia; po, quell’idea si è rafforzata al Dante della Vita nova, nutre il associazioni perché vede il pas- e tutta l’indagine sul passaggio
mal dimenticate, che ma invece che per com- punto che nella ormai celebre proposito di un’opera che dica sato avvolto da una «bruma», alla volontà e realizzazione del-
prendere, come Pascal, ciò che Lezione con cui nel 1977 ha in- di lei «quello che mai non fue guarda al presente. Ma come fis- l’opera, non approdano però al
avevo desiderato, e che non avverrà, lo fece per com- trodotto i suoi Corsi al Collège detto d’alcuna»? Pensa alla Re- sare l’intensità del suo impetuo- romanzo «del presente». «Vasta
non osavo più sperare» prendere ciò che avviene. Solo de France, si è spinto a confes- cherche proustiana in cui tra so scorrere con una scrittura tela dipinta di illusioni, inganni e
al centro della sua sofferenza, ti- sare il suo conflitto tra il desi- tanti personaggi «l’unica figura soggettiva? Nell’haiku, la terzi- momenti di verità», il romanzo -
uanto ai suoi mezzi, si le- rava fuori da se stesso, in qual- derio di romanzo e la propen- oggetto d’amore è la madre/ na poetica giapponese di 31 silla- conclude Barthes - è mescolan-
Q gano senz’altro alla no-
stra miglior tradizione.
Talvolta si ritiene che le sue
che modo, durante la sua vita
nascosta, quell’universo che
aveva assorbito durante la sua
sione al saggio, «genere ambi-
guo in cui la scrittura fa a gara
con l’analisi». L’anno dopo, La
nonna»? Si direbbe di sì.
Oltreché opere di salvazione,
La Commedia e Alla ricerca del
be divise in 3 versi, Barthes tro-
va il modello esemplare di «No-
za di vero e falso. E la resistenza,
l’impotenza a praticarlo può es-
sere una resistenza morale.
opere non siano di agevole let- vita pubblica. Non solo lo popo- preparazione del romanzo è dun- tempo perduto grazie alla forma, Nell’haiku, la terzina Il problema restava aperto,
tura. Ma non cesso di rispon- lava di esseri innumerevoli, a que il tentativo di cominciare a e in tempi diversi, sono per Bar- rimandato probabilmente a un
dere che bisogna benedire gli tutti i gradi della loro esistenza dar corpo a quella che è diven- thes i modelli del «romanzo mo- poetica giapponese, terzo Corso se, investito nei
autori difficili del nostro tem- sociale, sentimentale, sessuale; tata «una pulsione». E’ il suo derno» per eccellenza. Convinto il semiologo trova pressi della Sorbona, Barthes
po. Se formano qualche letto- ma anche captava i giorni, gli progetto di vita nova. anche lui che «la letteratura si fa non fosse morto il 26 marzo
re, non è solo a loro uso e con- istanti, una svolta di strada a Decisiva è stata la morte con la vita», con i suoi sprazzi il modello esemplare 1980. La preparazione del roman-
sumo. Lo restituiscono anche una certa ora d’un certo anno, e, della madre, il 25 ottobre del più intensi, i suoi «momenti di di Notazione del presente zo resta un materiale interessan-
a Montaigne, a Cartesio, a in quella camera quasi sordida, 1977. All’indomani, Barthes verità», considera geniale la tes- tissimo, una miniera di sedimen-
Bossuet [...]. Tutti questi ritrovava di colpo e fissava, co- comincia a utilizzare dei fo- situra del frammento nel conti- tazione del presente» per cattu- tazioni letterarie e di sapere in-
grandi uomini parlano astrat- me una farfalla viva, il profumo glietti per annotazioni brevi, nuum del romanzo di Proust. Lo rare l’immediatezza dell’istante. terdisciplinare proposta come
tamente; ragionano; appro- d’una siepe di biancospino. Così quotidiane, che fissano lo stra- affascina la deformante funzio- «Discreto... indiretto, ma emo- un’agape da condividere, un la-
fondiscono; disegnano con è sorta, a forza di sofferenza, la zio del lutto scorrendo paral- ne creatrice della memoria, la zionato nel senso della commo- boratorio in cui tra interrogativi
una sola frase tutto il corpo di foresta immensa della sua ope- lele al lavoro di ricerca sul sovversione dell’ordine dei ricor- zione...», l’haiku con la sua for- e certezze, dubbi, umori e folgo-
un pensiero compiuto. Non te- ra, in cui un solo nome: Swann, Neutro. «Scrivo il mio corso, di, non cronologico ma per ba- ma breve gli appare la trascrizio- razioni, si ritagliano il ritratto di
mono il lettore, non misurano Combray, Guermantes si arro- e mi viene da scrivere Il mio gliori discontinui, che a suo pare- ne di un intenso istante di realtà un uomo e qualche frammento
la loro fatica, né la sua. Anco- tonda come una radura da cui Romanzo... Sicuramente sta- re traduce più il desiderio di scri- che provoca un «tilt», unendo preliminare del «suo» romanzo.
ra un po’, e non li comprende- partano a raggiera delle strade, rò male, finché non avrò scrit- vere che quello biografico. Ani- emotivamente autore e lettore E, nonostante la sua complessi-
remo più. che leghino l’una all’altra. to qualcosa a partire da lei» mato dalla stessa pulsione e in come una sorta di fotografia. Il tà resta una guida alla pratica
Paul Valéry Emilio Cecchi confessa in quel suo Journal cerca di una nuova forma di «ro- lavoro sui numerosi haiku, com- della scrittura e alla lettura.
VIII Storie e società

F
ra tante pubblicazioni Un gruppo di
edite per il 150˚ dell’Uni- ufficiali Scenari dell’economia Più speculazione,
tà d’Italia, merita garibaldini
senz’altro un posto di rilievo dopo la più disoccupazione, più diseguaglianze
L’ora più bella. Fotografia e battaglia del
memoria del Risorgimento a

In teoria liberisti,
Volturno:
cura di Linda Pagnotta pubbli- la foto,
cato nella nuova collana «Altri scattata il 3
Sguardi» dalla libreria antiqua- ottobre del
ria Apax Libri di Giorgio Grillo 1860, è una
(pp. 390 interamente illustrate delle oltre

in pratica pirati
a colori, cm 24x26, € 55, apax@ 400 raccolte
tiscali.it.; tel. 055.289412) Che nell’album
Grillo di mestiere facesse il gra- «L’ora più
fico, prima di aprire la sua libre- bella»
ria, lo dimostrano la cura del-
l’impaginato (dovuto all'autri-
ce) e della stampa. LELIO Stati che si erano indebitati per
DEMICHELIS
A parte questo aspetto - fon- sostenerlo e riparare per quanto
damentale per chi voglia realiz- IL BIBLIOFILO L’economia neoliberi- possibile ai suoi guasti».
zare un bel libro - L’ora più bel- SANTO ALLIGO sta o neoliberale che domina da Un paradosso? Non per il fi-
la sciorina i ritratti fotografici trent’anni è del tutto irrazionale: nanzcapitalismo (privatizzare i
di oltre 400 protagonisti del Ri- produce crisi sociale, speculazio- profitti e socializzare le perdite,
sorgimento, corredati e com-
mentati da una vasta selezione
di brani tratti da memorie, dia-
ri, lettere, biografie d’epoca. La
Tutti in posa! ne finanziaria, disoccupazione
crescente, impoverimento gene-
rale, riduzione dei diritti sociali e
quindi anche politici e civili; ep-
per ripartire a fare profitti), né
per i governi al potere (di destra e
di sinistra) che dagli Anni 80 han-
no liberalizzato i movimenti di ca-

Nell’album «L’ora
più bella» politici,
È il Risorgimento pure continua a regolare le con-
dotte umane e a dettare l’agen-
da politica.
pitale. In nome di una teoria politi-
ca, il neoliberalismo, «rivestita
con i panni di una teoria economi- p Luciano Gallino
Questa condizione è così ca», finalizzata «a cancellare per p FINANZCAPITALISMO
uomini di cultura, Oltre 400 ritratti, per fare memoria riassunta dal sociologo Luciano
Gallino, in Finanzcapitalismo, li-
quanto possibile le conquiste so-
ciali delle classi lavoratrici». Pro-
p Einaudi, pp. 325, € 19

gruppi di famiglia, non solo dei padri della Patria bro meritorio per l'analisi del fe-
soldati e scugnizzi nomeno, per la tesi che sostie- Luciano Gallino accusa nanza «piuttosto che esserne, co-
ne, per i tanti dati che porta alla me dovrebbe, la padrona».
raccolta, unica nel suo genere stato problematico dare un no- come, Carlyle, Dickens, Dumas nostra riflessione: «A causa di il «Finanzcapitalismo», Su un’analoga linea di pensie-
per completezza e rarità del ma- me), Brofferio, Cairoli, Catta- padre, Francesco Giuseppe, Hu- politiche economiche pluride- Bevilacqua denuncia ro anche lo storico Piero Bevilac-
teriale contenuto, è organizza- neo, Cibrario, Crispi, De Santis, go, Kossuth, Napoleone III, Ra- cennali orientate in primo luo- qua, nel suo Il grande saccheggio:
ta secondo criteri storico-geo- de Sonnaz, Francesco II, La detzky, Sand, Talleyrand, la re- go a comprimere i redditi da la- «Il grande saccheggio», «Il capitalismo è entrato in
grafici che consentono di com- Marmora, Mac-Mahon, Manin, gina Vittoria. Il libro è come un voro e ad accrescere le disugua- Latouche taglia i consumi un’epoca di distruttività radicale.
porre le singole storie in un’am- Giacomo Medici, Nigra, Pisaca- vecchio, caro album di famiglia, glianze, nonché di un’architet- (…) dissolve le strutture della so-
pia visione d’insieme. ne, Praga, Rattazzi, Ricasoli, che ci fa scoprire i volti seppiati tura che ha dimostrato di avere ducendo infine la propria «egemo- cietà, decompone lo Stato, canni-
Quindi non solo i padri ca- Rovani, Saffi, Sclopis, Sella, di tanti lontani compatrioti e dei fondamenta gravemente difet- nia» (nel senso di Gramsci). Ma co- balizza gli strumenti della rappre-
nonici dell’Unità: Cavour, Ga- Tommaseo, Visconti Venosta, loro antagonisti. tose, il sistema finanziario è in- sì affossando la democrazia. In re- sentanza politica e della democra-
ribaldi, Mazzini e Vittorio solo per citarne alcuni. Linda Pagnotta ha lavorato corso in una crisi nata dall’ec- altà, quella in corso è un'autentica zia, desertifica il senso della vita.
Emanuele II, insieme ad altri Ma fanno capolino anche foto a quest’opera due lunghi anni cessivo ammontare di debito «crisi di civiltà»: in gioco non sono Al tempo stesso va divorando, si-
personaggi conosciutissimi co- di anonimi soldati e di semplici per dare un commento testuale che aveva creato. Nei primi tre solo le monete e le azioni, ma an- no al limite del collasso, le risorse
me d’Azeglio, Manzoni, Pio cittadini, gruppi famigliari e - alle fotografie; una ricerca che anni della crisi, gli Stati hanno che «condizioni di lavoro e salari, naturali». E così anche l’ultima
IX, Rossini e Verdi, ma anche perché no? - anche fotografie di l’ha portata a consultare e ad impegnato tra i 12 e i 15 trilioni sicurezza alimentare e sanità, pre- crisi diventa non l’occasione di un
le centinaia di politici, regnan- qualche scugnizzo napoletano. estrapolare, tra migliaia di docu- di dollari per salvare le sue mag- videnza sociale e diritti umani, ripensamento, ma «il terreno di
ti e nobili, militari, uomini di Una ricerca così ampia e ac- menti, quello più idoneo a com- giori istituzioni, cioè le banche istruzione e ricerca, qualità della rilancio di un modo di produzione
cultura e religiosi poco noti nel curata non poteva essere comple- porre una sorta di cronaca stori- e le assicurazioni. Non appena vita e rapporti interpersonali, fun- sempre più privo di ragioni socia-
loro aspetto fisico, come Bixio ta se non comprendeva anche ca e umana su fatti e su perso- ritornato in forze, il sistema fi- zioni delle istituzioni e contenuti li e ambientali».
(e come i tanti garibaldini che personaggi di altre nazioni lega- naggi che hanno contribuito al- nanziario è ripartito all’attacco, della democrazia». Una civiltà in Tutto questo mentre si induce
compaiono nel volume e a cui è ti a vario titolo al Risorgimento, l’Unità nazionale. ma questa volta a danno degli crisi perché si è asservita alla fi- (Bevilacqua) «la trasformazione
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SABATO 2 APRILE 2011
LA STAMPA IX

T
ra Palazzo Vecchio di Ritratto di
Firenze e Casa Artusi Pellegrino
di Forlimpopoli, si è Artusi:
aperto un ricco convegno (fino Forlimpopoli
ad oggi), per ricordare il cente- (dove nacque
nario della morte di Pellegrino il 4 agosto
Artusi, l'autore della celebre 1820) e
Scienza in cucina e l’Arte di Firenze (dove
mangiar bene. Manuale pra- morì il 30
tico per le famiglie, Landi edi- marzo 1911)
tore, 1891, cui seguiranno tan- lo hanno
te altre edizioni, ognuna con ricordato in
p Piero Bevilacqua aggiunte copiose. questi giorni
p IL GRANDE SACCHEGGIO L’Artusi (con questo nome con un
p Laterza, pp. 217,€ 16 verrà conosciuto il libro) passe- convegno
rà nelle mani di tanti italiani,
soprattutto delle italiane. Nel
Novecento si stamperanno tre
milioni di copie del volume:
con Cuore e Pinocchio un ve- PAROLE IN CORSO
ro best-seller, che al pari di GIAN LUIGI BECCARIA
quelli contribuirà anche lingui-
sticamente all'Unità d'Italia.
La lingua della cucina ita-
liana sino all’Artusi era scar-
samente unificata, un misto di
gergo francesizzante con un al-
Bistecca e risotto
p Serge Latouche
p COME SI ESCE
to tasso di localismi nostrani
(«Che linguaggio strano si par-
la nella dotta Bologna!», «Nel-
per unire l’Italia
DALLA SOCIETÀ DEI CONSUMI le trattorie poi trovate la trifo-
p Bollati Boringhieri, pp. 203, € 16 la, la costata alla fiorentina ed
altre siffatte cose da spiritare i
Si celebra il centenario dell’Artusi:
cani», «Quando sentii la pri- impastò e diffuse il lessico della cucina
definitiva della società in un modo ni prodotta dagli infiniti «poteri» e ma in Come si esce dalla società dei ma volta nominare la crescen-
di produzione», ovvero in una im- «saperi» capitalistici che attraver- consumi. L’ideologia della crescita te, credei si parlasse della lu-
mensa «fabbrica generale». Oggi sano la società e la modificano a lo- ci porta in un vicolo cieco. Lo dice- na», annotava). In questa «biz- na, 1859), a introdurre cotolet- to al lessico gastronomico è ri-
tutto è vissuto (o «deve» essere ro immagine e somiglianza. Il fi- va quarant’anni fa il Club di Roma, zarra nomenclatura della cuci- ta e maionese. Certo, da un’edi- masta assai variegata. Nulla di
vissuto) come «impresa» (anche nanzcapitalismo è una mega-mac- poi il neoliberismo ci ha nascosto il na», Artusi riesce a operare zione all’altra del suo testo os- male naturalmente. Il dopo Ar-
se non è e non dovrebbe essere china il cui scopo è estrarre il mag- principio di realtà (la terra è limi- una qualche unificazione inter- serviamo incertezze e oscillazio- tusi ha registrato l’afflusso di in-
«impresa»): la famiglia, la scuola e giore «valore possibile dagli uomi- tata), sostituendolo con un infinito na, a portare un po’ di ordine. ni: prima di adottare besciamel- numerevoli voci regionali, che
l’università, il lavoro, la previden- ni e dagli ecosistemi», capillare principio di piacere (gioco, consu- Impastando tradizioni loca- la passa attraverso balsamella, hanno raggiunto la lingua na-
za, la salute, la vita intera. Ovvero nella sua «penetrazione in tutti i mo, egoismo, narcisismo). li sulla base toscana, l’Artusi forma accolta in un primo tem- zionale dell’uso, voci romane-
(Gallino), il capitalismo e l’ideolo- sotto-sistemi sociali, in tutti gli Per uscire da questa logica del- collaborava a un gusto «me- po in luogo di bechamel, e pro- sche (abbacchio), piemontesi
gia neoliberista «che lo esplica e lo strati della società, della natura e la crescita, importante è «decolo- dio» non solo del palato, ma in pone (vanamente) sgonfiotto al (fontina), meridionali (cacioca-
legittima, ha perfezionato al- della persona». nizzare l’immaginario». Provando qualche misura anche della lin- posto di soufflé, o crostare in vallo), emiliano-romagnole (tor-
l’estremo le tecnologie di governo Sia Gallino che Bevilacqua pro- a rimodellare il rapporto tra uomo gua. Come tutti i non toscani luogo di glassare, tenta ciarlot- tellini, cappelletti), lombarde
del comportamento» umano, con vano a indicare vie alternative - e natura in modo conviviale. del secolo si prepara sui libri ta invece di charlotte, e a un cer- (risotto), e aggiungerei anche le
la pubblicità, il linguaggio, l’imma- contro-movimentisociali e beni co- Uscendo da «questa economia» per unificare il lessico su base to punto italianizza quenelle in misticanze, prima toscano-la-
ginario e le «regole contabili». E’ muni da riscoprire e re-imparare che è ormai una «economia-reli- fiorentina, consulta grammati- chenelle, con ch, ma finisce poi ziali, poi nazionali.
l’aziendalizzazione della società e a condividere - senza però nascon- gione». Diventando degli «atei» che e vocabolari, ma è anche at- per tornare all’ormai tecnico e L’Italia della cucina è rimasta
degli individui (ancora Gallino); è dersi come tutto questo sia estre- della religione della crescita. Cosa tento all’uso parlato. Introdu- universale francese quenelle. un variatissimo, colorito mosaico
l’orientamento delle condotte mamente difficile da realizzare. invero oltremodo difficile in un ce parole nuove: è stato lui a so- L’operazione unitaria inne- (pensiamo soltanto ai nomi della
umane secondo i meccanismi del Uno dei possibili link è allora al mondo dove gli atei - i liberi pensa- stituire a rosbiffe l’italiano bi- scata dall’Artusi è parzialmen- pasta, dei tagli di carne, del pane,
mercato; è la «governamentalità» concetto di decrescita secondo tori, i diversi, gli anticonformisti - stecca (parola in verità già at- te riuscita, se si guarda alla si- dei dolci). Sfolgorio di forme e di
(Foucault) di individui e popolazio- Serge Latouche, che torna sul te- sono osteggiati da (quasi) tutti. testata nel dizionario del Care- tuazione italiana oggi, che quan- colori, ricchezze della diversità.

Fox, la teologia Benedetto XVI,


messa all’Indice Gesù è per tutti
GIANNI VATTIMO sta però operata solo in forza di ENZO BIANCHI apre, forse come mai avvenuto
un sacrificio, di una pena che lo prima, una conoscenza essen-
stesso Figlio di Dio si sarebbe ca- ziale alla fede dei cristiani che
p Segue da pag. I
ricato sulle spalle sopportando
il dolore della Crocifissione.
p Segue da pag. I
non sono teisti, né in certo sen-
so monoteisti, ma aderenti a
tutta la storia della mistica, Ma, dice Fox, «nessuno cre- che la dimensione storica un Dio unico che è una comu-
della poesia, del pensiero spiri- deva al peccato originale prima non abbia spazio nell’ambito nione di amore e che si è rivela-
tuale non solo dell’Occidente di Agostino», così per esempio della predicazione e dell’auto- to pienamente e definitivamen-
(e che ha anche il senso positi- Sant’Ireneo di Lione che scrive- comprensione della chiesa, te nella vita umana di Gesù Cri-
vo di offrire una specie di sum- va duecento anni prima di lui ma piuttosto che «l’incarna- sto suo Figlio.
ma antologica di questo pen- (p.49). La «benedizione», l’atto zione», il calarsi del Figlio di La fede cristiana, allora,
siero). Soprattutto, ciò che at- di amore con cui Dio crea il mon- A ROMA PER «LIBRICOME» Alla «Festa del libro e della lettura» Dio nella condizione umana non è meno solida per il fatto di
trae ma anche respinge nel li- do e ci dà la vita è un’idea biblica all’Auditorium Parco della Musica, ideata da Marino Sinibaldi e abbraccia non solo le debolez- fondarsi non su una prova in-
bro, è il suo tono «positivo», molto più originaria. Agostino aperta ieri da Claudio Magris, tra i numerosi altri intervengono ze della carne umana ma an- controvertibile - almeno secon-
che fa pensare talvolta a certe ha costruito la dottrina del pec- che la fragilità di un annun- do i criteri moderni - della ri-
oggi Enzo Bianchi («Come leggere la Bibbia», in dialogo con
forme di nuova religiosità cato originale solo negli ultimi cio non scrutabile esauriente- surrezione di Gesù, bensì sulla
«americana» (New Age) ver- anni della sua vita, fondandosi Gabriella Caramore) e domani Matthew Fox con Vito Mancuso. mente alla luce dei soli dati testimonianza di uomini e don-
so cui nutriamo rispetto ma su un passo della lettera di Pao- Tra le iniziative collaterali, la mostra «Biblioteche», fotografie di storico-critici. ne semplici ma divenuti «affi-
che non sentiamo nostre. lo ai Romani (5,12) che egli legge Massimo Siracusa, a cura di Alessandra Mauro, prodotta da Per i cristiani non è decisi- dabili» per quanti ne hanno
Il perché di un certo disa- come se dicesse che con Adamo Contrasto (qui sopra La Palatina di Parma, Salone Maria Luigia). va innanzitutto la parola ascoltato la predicazione. Am-
gio verso quest’ultimo aspetto «Dio», bensì la conoscenza di mettere che la fede si basa non
del libro è anche la sua sostan- Un «manuale sare il cristianesimo fuori dalla Eckhart a Giuliana di Norwich Gesù Cristo, colui che ha «nar- sull’aver visto o toccato con
za teorica e teologica. La rea- corrusca luce che via ha impo- a Simone Weil - certo non a rato Dio», come testimonia il mano alcunché, bensì sulle
zione di sospetto è motivata di spiritualità» per sto l'agostinismo. Non certo fa- Giordano Bruno, che è uno dei prologo del quarto Vangelo. È umanissime parole e sui gesti
per l’appunto da ciò che anco- ripensare la fede cendo come se di peccato non si grandi ispiratori di questo te- attraverso la conoscenza di concreti di persone «normali»
ra domina la nostra esperien- debba più parlare - egli stesso, sto. Ma sul piano della dottrina Gesù Cristo, della sua vita, del- dotate di risorse intellettuali e
za religiosa: siamo tutti figli di cristiana senza nelle quattro sezioni in cui illu- accettata e insegnata il discor- le sue parole, della sua passio- di patrimoni culturali più o me-
Agostino, direbbe Fox, cioè la paura del peccato stra le sue quattro «vie», dedica so era ed è ancora molto più ri- ne, morte e risurrezione che si no ricchi, significa compiere il
succubi di un’educazione che pagine intense a come si confi- gido. Ognuno di noi, e Fox stes- giunge ad aver fede e a cono- primo passo nella comprensio-
ci ha abituati a pensare la sto- tutti gli uomini hanno peccato, e gura il peccato dal punto di vi- so e i suoi discepoli, può (do- scere il «Dio che nessuno ha ne che la rivelazione, l’invito
ria della salvezza come reden- perciò portano in sé la stessa sta di ciascuna di esse: che si ri- vrebbe anzi) praticare in priva- mai visto». Sovente i cristiani, pressante all’amore rivolto da
zione dalla caduta originaria colpa. La filosofia occidentale duce sempre a una qualche for- to la propria religione con que- soprattutto nel recente passa- Dio al suo popolo e portato a
nel peccato. Non per nulla il ti- (Kant: l’idea del «male radica- ma di resistenza inerte (egoisti- sto spirito di benedizione di- to erano istruiti intellettual- compimento nella vita di Gesù
tolo inglese del libro è Original le») ha ripreso questa dottrina ca, conservatrice) contro la posi- menticando la cupa idea della mente su Dio, la sua esistenza, e nella sua morte per gli altri
Blessing, Benedizione origina- ritenendo che l’inclinazione al tività della relazione con il mon- colpa collettiva. Ma da questa la sua provvidenza: erano cre- «non è nel cielo, perché tu dica:
le. Noi di originale abbiamo male sia un dato naturale nel- do, con la natura, con gli altri. idea dipendono troppe «discipli- denti in un Dio attorniato da Chi salirà per noi in cielo, per
sempre conosciuto soprattut- l’uomo, con conseguenze impor- Ma le disavventure che ha in- ne», rapporti di potere, veri e santi con cui avevano maggio- prendercelo e farcelo udire e lo
to il peccato: l’atto d’amore tanti anche sul modo di intende- contrato con la gerarchia catto- propri privilegi della casta (!) sa- re familiarità e di cui conosce- possiamo eseguire?... Anzi,
che ha dato luogo alla creazio- re la società. E anche tutto il mo- lica avvertono della difficoltà cerdotale perché una proposta vano le «storie», ma pochi tra questa parola è molto vicina a
ne, la benedizione originale, è do che abbiamo ereditato di con- anche teorica della sua posizio- di rinnovamento teologico e spi- di loro arrivavano ad avere fe- te, è nella tua bocca e nel tuo
stato subito macchiato dalla siderare il corpo, i sensi, l’eroti- ne, almeno sul piano dottrinale. rituale come questa non si scon- de in Gesù Cristo attraverso cuore, perché tu la metta in
storia del serpente e della me- smo è profondamente legato a La Chiesa ha sempre lasciato tri alla fine con la necessità di la conoscenza della sua vita e pratica (Dt 30,12-14)».
la. La storia dei nostri rapporti questo primato del peccato. molta libertà ai tanti mistici che una autentica rivoluzione. For- morte narrate dai Vangeli. Con il suo Gesù di Nazaret,
con Dio è una storia di caduta, Fox si propone l’impresa Fox richiama nel libro, da Ilde- se sarebbe ora, ma vi pare che Benedetto XVI con questa Benedetto XVI ha reso «vici-
pena e redenzione, anche que- niente affatto semplice di ripen- garda di Bingen a Meister sia il tempo propizio? sua rilettura di Gesù Cristo na» questa parola.
Classifiche Tuttolibri
SABATO 2 APRILE 2011
X LA STAMPA

L
a festa appena cominciata è già finita? Il valore dei Franzen e Guccini, accolti da Fazio: il quale, visto il pote- scabili, essendo pubblicato da Adelphi nella collana ad
AI PUNTI 100 punti si è di nuovo più che dimezzato, significa re che si ritrova, se avesse non diciamo un grammo di Gra- hoc. E lì per ora l’abbiamo lasciato, anche perché altri-
LUCIANO GENTA che Saviano e Ratzingter hanno venduto, nel no- zia Cherchi ma il coraggio di rischiare un decimale di au- menti non si vedrebbe nella tabella della narrativa italia-
stro campione di librerie, oltre il 50% in meno rispetto alla dience, potrebbe anche osare di più, scegliere e promuove- na. Che è però la sede propria per un’’ «opera mondo»,
settimana scorsa: ora sono quasi appaiati, poco sotto le 12 re una giovane promessa, per la qualità e l’interesse di mappa di epoche e personaggi, stili e costumi, costruita co-
Attenzione, mila copie. Scendono anche la Mazzantini, da 15 a 10 mi-
la, e Camilleri da 10 a 5 mila. L’unico a fare un salto all’in-
quel che scrive. Vedremo la prossima settimana se il vola-
no delle sue amicali interviste varrà anche per Arbasino,
me un romanzo. Per questo, dicono in casa editrice, l’auto-
re non ha voluto nemmeno una nota per indicare date e
sù è Franzen e poi rientrano tra i primi 10 anche il roman- ospitato domenica (la nostra rilevazione ora si ferma a sa- luoghi d’origine dei suoi variegati testi, articoli e réporta-
qui si va zo-verità di Franco Di Mare - la bambina trovata e adot-
tata nel crogiolo della guerra serbo-bosniaca - e il giallo
bato 26). Intanto il venerato maestro già fa capolino con il
suo America amore, in copertina gli occhi calamita di
ge per giornali e riviste nell’arco di più decenni, in parte
già raccolti in volume. Però, signora mia, senza voler fare

in discesa scritto in coppia con Macchiavelli da Guccini: ancora una


volta effetti di visibilità televisiva. In particolare per
Liz Cleopatra che il caso si è portata via proprio mentre
arrivava in vetrina il librone, infilato dalla Nielsen nei ta-
i filologi, un aiutino, un elenchino sfizioso da par suo, uno
stradario per noi casalinghi di Volvera, ce lo poteva dare.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 97 87 77 47
1 2 3 4 5
Vieni via Gesù di Nessuno Libertà Gran circo
con me Nazareth si salva Taddei e altre
BENEDETTO XVI
(JOSEPH RATZINGER)
da solo storie di Vigàta
SAVIANO LIBRERIA MAZZANTINI FRANZEN CAMILLERI
FELTRINELLI EDITRICE VATICANA MONDADORI EINAUDI SELLERIO

43 42 42 39 32
6 7 8 9 10
E disse Il profumo Non chiedere La legge Malastagione
delle foglie perché del deserto
di limone
DE LUCA SÁNCHEZ DI MARE SMITH GUCCINI
FELTRINELLI GARZANTI RIZZOLI LONGANESI MONDADORI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Nessuno si salva da solo 87 1. Libertà 77 1. Vieni via con me 100 1. The power 17 1. La solitudine dei numeri... 15 1. Diario di una schiappa... 11
MAZZANTINI FRANZEN SAVIANO BYRNE GIORDANO KINNEY
19,00 MONDADORI 22,00 EINAUDI 13,00 FELTRINELLI 18,50 MONDADORI 13,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

2. Gran circo Taddei... 47 2. Il profumo delle foglie di... 42 2. Gesù di Nazareth 97 2. Cotto e mangiato 13 2. L’amico d’infanzia di Maigret 14 2. Il giorno delle selezioni 11
CAMILLERI SÁNCHEZ BENEDETTO XVI PARODI SIMENON GARLANDO
14,00 SELLERIO 18,60 GARZANTI 20,00 LIBRERIA EDITRICE VATICANA 14,90 VALLARDI 10,00 ADELPHI 11,00 PIEMME

3. E disse 43 3. La legge del deserto 39 3. Indignatevi! 27 3. Benvenuti nella mia cucina 12 3. Il piccolo principe 13 3. Le avventure di re Artù 7
DE LUCA SMITH HESSEL PARODI SAINT-EXUPÉRY STILTON
10,00 FELTRINELLI 19,60 LONGANESI 5,00 ADD EDITORE 14,90 VALLARDI 7,50 BOMPIANI 23,50 PIEMME

4. Non chiedere perché 42 4. Vicino a te non ho paura 29 4. Togliamo il disturbo 27 4. Instant English 11 4. Venuto al mondo 11 4. La prima indagine di Theodore ... 7
DI MARE SPARKS MASTROCOLA SLOAN MAZZANTINI GRISHAM
18,00 RIZZOLI 20,00 FRASSINELLI 17,00 GUANDA 16,90 GRIBAUDO 14,00 MONDADORI 18,00 MONDADORI

5. Malastagione 32 5. Il vino della solitudine 19 5. Viva l’Italia! 19 5. La parigina. Guida allo chic 10 5. L’ombra del vento 11 5. L’Unità d’Italia 6
GUCCINI NÉMIROVSKY CAZZULLO DE LA FRESSANGE & GACHET RUIZ ZAFÓN VARANELLI
18,00 MONDADORI 18,00 ADELPHI 18,50 MONDADORI 25,00 L’IPPOCAMPO 13,00 MONDADORI 6,90 GIUNTI JUNIOR

6. Odore di chiuso 16 6. L’unico figlio 15 6. La patria, bene o male 15 6. Le ricette di Casa Clerici 9 6. La versione di Barney 11 6. Spells 6
MALVALDI HOLT FRUTTERO; GRAMELLINI CLERICI RICHLER PIKE
13,00 SELLERIO 18,00 EINAUDI 18,00 MONDADORI 15,90 RIZZOLI 12,00 ADELPHI 17,90 SPERLING & KUPFER

7. Io e te 15 7. La mappa del destino 14 7. La giustizia è una cosa seria 12 7. È facile smettere di fumare... 9 7. Gesù di Nazareth 11 7. Via le zampe dalla pietra... 5
AMMANITI COOPER GRATTERI; NICASO CARR BENEDETTO XVI STILTON
10,00 EINAUDI 19,60 NORD 17,50 MONDADORI 10,00 EWI 10,00 BUR 8,50 PIEMME

8. L’uomo che non voleva... 14 8. La fuga del signor Monde 8 8. Terroni 11 8. The secret 8 8. America amore 10 8. Attenti alla coda, meteoriti... 4
MOCCIA SIMENON APRILE BYRNE ARBASINO STILTON
18,00 RIZZOLI 17,00 ADELPHI 17,50 PIEMME 18,60 MACRO 19,00 ADELPHI 8,50 PIEMME

9. Testa o cuore. Il romanzo... 13 9. L’ultimo inverno 8 9. Ogni cosa alla sua stagione 10 9. I dolori del giovane Walter 7 9. Le correzioni 10 9. Nel regno della fantasia 4
ZANFORLIN HARDING BIANCHI LITTIZZETTO FRANZEN STILTON
16,00 MONDADORI 15,50 NERI POZZA 17,00 EINAUDI 18,00 MONDADORI 14,00 EINAUDI 23,50 PIEMME

10.L’allievo 12 10.Sete di sangue... 8 10.Vandali 10 10.Le diete della salute 7 10.È una vita che ti aspetto 9 10.L’abbraccio 4
GAZZOLA SMITH STELLA E RIZZO LAMBERTUCCI VOLO GROSSMAN
18,60 LONGANESI 12,90 NEWTON COMPTON 18,00 RIZZOLI 18,00 MONDADORI 12,00 MONDADORI 10,00 MONDADORI

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 20 AL 26 MARZO.

A È
mara, l’attualità con cui battagliero del secondo libro: Don spiritosa, la scelta dell' passato. E divertirsi con le di-
Chiarelettere apre la nuo- PROSSIMA Milani, presentato da Roberta De Independent di pub- CHE LIBRO FA sgrazie sentimentali altrui:
va collana Instant Book, Monticelli, sull’assunzione delle re- blicare, fra tante possi- nella turbolenta famiglia di
gioco di spiazzamento per sottoli- MENTE sponsabilità civili, seguito dal Di- bili, una bibliografia sulla de- ...A LONDRA Winston Churchill ci sono sta-
neare, in cento pagine, l’«urgen- MIRELLA APPIOTTI scorso sulla servitù volontaria, co- pressione. Tempismo perfet- GIOVANNA ZUCCONI ti 20 divorzi nel giro di tre ge-
za» di testi classici, piccoli saggi, me realizzare una disobbedienza to: i tagli alla cultura sono nerazioni, e in un'epoca in cui
discorsi, articoli, che «dal passato non violenta, di Etienne de la micidiali, le vendite di libri separarsi era un'impresa. Con
parlano all’oggi», rivolti soprat-
tutto al pubblico dei media, ma an-
Per un’Italia Boétie, metà ’500, spiegato da Flo-
res d’Arcais. Roba forte. Sufficiente
continuano a crollare, e allo-
ra per tirarsi un po' su consi-
Depresso? tutto il corredo di stravaganze
(una duchessa si sposa pian-
che rinforzo alle grandi inchieste,
scelta portante, dal 2007, dell’edi-
trice di Lorenzo Fazio, negli ultimi
a Chiare per lasciare un pur modesto segno?
Il riscontro nel suo lavoro rende Fa-
zio fiducioso: «Registro una maggio-
gliano di leggere La campa-
na di vetro della poetessa
Sylvia Plath (morta suicida),
Curati con gendo a dirotto, un'altra pran-
za con un revolver poggiato
sul tavolo perché «un giorno o
tempi assediato dalla concorren-
za. «Benché in generale si tratti di
lettere re consapevolezza rispetto a ieri, fa-
ticosissima per una società educata
o le memorie del campione di
cricket Marcus Trescothic
Churchill l'altro lo ammazzo», mentre i
suoi cinquanta spaniel defeca-
denuncia, altra cosa da affondi co- alla rassegnazione, intossicata da (che si ritirò perché malato no sui tappeti del maniero)
me i nostri»: un centinaio sinora, una corruzione al vertice in Europa. appunto di depressione), o che coniuga gustosamente sto-
dal Travaglio di Ad personam a Noi non possiamo che insistere (in quelle della direttrice di Elle ria e gossip, nella biografia
La P2 nei diari segreti di Tina futuro anche con la fiction)». Sally Brampton (idem, ma collettiva The Churchills di
Anselmi, testimonianza cruciale, Funzionale allo scopo, nelle col- con quasi lieto fine). Che hu- Mary Lowell.
a cura di Anna Vinci, introduzio- 2011, come testimoniano i temi di al- lane maggiori, oltre al Wojtyla se- mour finissimo. dal titolo funereo. E i giornali Oppure, sullo stesso crina-
ne di Dacia Maraini. cuni tra i brevi capitoli: «Politici greto di Galeazzi&Pinotti (a mag- I dati editoriali sono quel- bollano di «vandalismo gover- le, leggere nell'ultimo romanzo-
Viatico di Instant Book, inetti»; «Capovolgimenti del senso gio con la beatificazione) un Gaber li che sono: nella settimana nativo» la riduzione del 15% biografia di David Lodge A
Gramsci: Odio gli indifferenti è il comune»; «Ospitalità, l’assistenza è scritto da Gaber, Non mi sento ita- terminata il 26 marzo, meno del budget dell'Arts Council, Man of Parts, che ha per pro-
pamphlet appena uscito, curatela un diritto, non un regalo»; «Uomini liano, per parlare soprattutto ai fi- 3% sulla settimana preceden- che fa strage di centinaia di te- tagonista H.G. Wells, delle di-
di David Bidussa, che dà il titolo in carne e ossa: gli operai della gli. «Abbiamo premura», incalza te, meno 12% sull'anno scor- atri, associazioni, eccetera. Il savventure sessuo-sentimenta-
al collage di scritti del fondatore Fiat». E ancora: nessuna tolleranza Fazio insieme a Massimo Ottolen- so; per la cronaca, i bestseller nomignolo di Jeremy Hunt, mi- li del medesimo: alla fine del se-
del Pci, datati 1917-18: un ritratto per lo «sproposito». ghi, con il suo «monito di un novan- sono il roseo Homecoming nistro della Cultura, è affettuo- colo scorso, un «open marria-
del nostro Paese purtroppo larga- A che serve avere le mani puli- tacinquenne alle nuove generazio- di Cathy Kelly e From the so: Attila. ge» era ancora scandaloso. Og-
mente sovrapponibile all’Italia del te se si tengono in tasca?, l’invito ni»: Ribellarsi è giusto. Dead di Mark Billingham, Meglio, forse, guardare al gi facciamo di più e di meglio.
Diario di lettura Tuttolibri
SABATO 2 APRILE 2011
LA STAMPA XI

Pier Vincenzo Mengaldo

Il critico
GIOVANNI girato Lubitsch?”. Anch’io tengo
TESIO
da allora un cartello: “Come
Eleganza di scrittura e l’avrebbe scritto Cechov?”". Lui
ricchezza di dottrina. Potrebbe ha levato ha levato ha levato, non
essere sintetizzata così la figu- ha fatto che levare. Come nella fa-
ra di Pier Vincenzo Mengaldo, mosa risposta di Mozart a Giu-
un critico letterario che è nato seppe II: troppe note? “Neanche
come filologo e storico della lin- una di più, Maestà”».
gua (di cui da due anni ha lascia- Ma il romanzo letteralmente
to l’insegnamento all’Universi- divorato fu «La montagna in-
tà di Padova). Lontano da ireni- cantata».
smi critici e fortemente propen- «Sì, ma anche Guerra e pace.
so ai «giudizi di valore» (il titolo Due romanzi che mi hanno pre-
di una sua raccolta di saggi pub- so in una sorta di fascinazione».
blicata nel 1999 da Einaudi), E la «Recherche»?
Mengaldo ha spaziato da Dante «Un altro grande discrimine.
al Novecento: da Rustico Filip- Continuo a rileggerla, a pezzi si
pi, di cui ha curato i Sonetti, al capisce. Dei grandi autori inaugu-
Boiardo di cui ha pubblicato le rali del Novecento apprezzo an-
Opere volgari; dal Nievo, al cui che Musil, ma soprattutto certi
Epistolario ha dedicato un volu- racconti perché nell’Uomo senza
me di strenua esegesi linguisti- qualità si sente la difficoltà narra-
ca, alla «tradizione» del Nove-
cento, di cui ha studiato ogni an- «Tra i narratori ho
fratto di poesia e prosa: da
D’Annunzio a Montale, da Pa- una preferenza
lazzeschi a Sereni, da Ungaret- di pancia per i russi,
ti a Fortini. Un itinerario rigo-
roso, costantemente aperto al- supremo Cechov,
la letteratura mondiale, di cui è non ha fatto che levare»
ad esempio testimone l’interes-
se non peregrino per Kawaba- tiva. Mentre - pur apprezzando
ta oppure - or ora - il volume molto Dublinesi - resto refrattario
pubblicato per le Edizioni ETS, all’Ulisse di Joyce: a differenza di
In terra di Francia, dove spicca- Guerra e pace, è un romanzo in cui
no gli studi su Balzac, Apollinai- si vede poco l’autore».
re, Cendrars, Simenon. Un romanzo di questi anni
Professor Mengaldo, quale La vita. Pier Vincenzo Mengaldo è nato a Milano nel 1936. Allievo di Gianfranco Folena, con cui si è laureato. E’ un che l’abbia colpita?
frontiera a separare (o a con- critico letterario nato come filologo e storico della lingua. Ha insegnato fino a due anni fa nell’Università di Padova. «Le variazioni Reinach di Filippo
giungere) i due piani della Tuena».
Le opere. Ha appena pubblicato da Ets «In terra di Francia. Balzac e altri» (pp. 163, € 18). Per Einaudi: «Giudizi di Mi pare che siamo con questo
«Tra gli antichi valore» e «La tradizione del Novecento». Da Bollati Boringhieri «Antologia personale» e «Profili di critici del nell’orizzonte della Shoah, a
Novecento». Dal Mulino «Storia della lingua italiana». Da Carocci: «Attrraverso la poesia italiana». cui lei ha dedicato scritti e at-
apprezzo la finezza, tenzione. Primo Levi?
la discrezione, «Ancora oggi non posso leggere
due righe di Primo Levi senza
il senso del limite commuovermi umanamente e
di Orazio» letterariamente».
Nella sua «antologia persona-
storia della lingua e della cri- le» non mancano le letture
tica letteraria? dei filosofi.
«La storia della lingua è disci- I PREFERITI Filologo e storico della lingua, da Dante al ’900: dopo «No, anche se ho sempre diffida-
plina soprattutto storico-socia- to dei filosofi sistematic»i.
le, mentre la critica letteraria è gli studi «In terra di Francia» con Balzac e Apollinaire,
interpretazione di testi concre-
ti. La differenza c’è ma in certi
f un saggio sull’illuminista «antiromantico» di Recanati
Perché, allora, la presenza di
Hegel?
«Perché con il filosofo sistemati-
casi diventa sottile, consenten- co convive il grande saggista».
do di muoversi sia sull’uno sia

“Il mio viaggio


E di Marx?
sull’altro piano». «Da giovane ero comunista e le let-
Lei è stato allievo di un gran- ture marxiane si spiegano da sé».
de maestro come Gianfran- L’amore per Kraus?
co Folena. Più affinità o più «Kraus l’ho scoperto molto tar-
diversità? M. MADELEINE LA FAYETTE di, dopo la traduzione di Adel-
«Tutto sommato penso di asso- La princesse de Clèves phi. Sono affascinato dalla for-

poetico a lume
migliargli molto. Folena aveva Garzanti, pp. XXIV-159, € 8,50
ma aforistica, intanto perché
una competenza abissale in può essere ambivalente. E poi
campo linguistico, ma aveva an- «Primo romanzo perché c’è un sottile legame tra
che forti interessi letterari. Un psicologico della la forma aforistica e la forma li-
esempio solo: i magnifici saggi letteratura europea, scritto rica, tutt’e due governate dal-
sulla lingua del Goldoni sono divinamente» l’esigenza di dire ciò che s’ha da
storia della lingua e critica lette- dire intensivamente, ossia utiliz-
raria insieme».
Se penso alla sua «Antolo-
gia personale», opera pub-
blicata da Bollati Boringhieri
nel ‘95, in cui sono state rac-
colte le suggestioni delle let-
ture più legate alla sua sto-
f di Leopardi”
sia di Hardy, mentre - e lo dico tra di Stendhal: «Preferisco Il ros- tunque un po’ troppo cerebrale
zando nel modo più denso le
possibilità stesse della lingua».
Con grande compasso, non
posso non notare la sua pas-
sione per i libretti d’opera.

«Sono affascinato
ria privata, o come lei dice, parentesi - ho qualche difficoltà so e il nero o La Certosa. Chi - Valerio Magrelli, e stima ho
all’«innestarsi di valori in con Petrarca, che non mi appas- può dirlo?». anche per Edoardo Zuccato, da Karl Kraus,
esperienze», continuerebbe siona più di tanto». «Il rosso e il nero l’ho riletto anco- ma oggi come oggi faccio molta dalla forma aforistica,
a indicare in Hölderlin il LEV TOLSTOJ E il già tanto amato Ma- ra di recente, La Certosa mi è ri- fatica a leggere i poeti quaran-
«maggior lirico che sia mai chado? masta molta voglia di rileggerlo e ta-cinquantenni. Da un lato ho ciò che s’ha da dire
Guerra e pace
esistito»?
Einaudi, pp. LXIV-1446, € 26
«Per me strepitosissimo. I due lo farò. Due romanzi balenanti e la sensazione che non siano detto intensivamente»
«Lavorando a Leopardi, su cui poeti del Novecento che mi tra- diversi, che è poi la maggior lode granché, dall’altro mi domando
sto preparando un’antologia in «Insieme al Don scinano di più sono Apollinaire che si possa fare a un autore. Ma se non sia un legame del mio gu- «Ogni tanto ne rileggo. Una volta
due volumi (uno per le poesie e Chisciotte, è sicuramente e Machado: in Apollinaire c'è la meraviglia è lo stile di Sten- sto con ciò che è venuto prima. ho anche scritto su un libretto del-
uno per le prose), ho un po’ cam- il più grande romanzo un lato vitalistico, giocoso, irre- dhal, così asciutto, senza bolle». E allora mi esimo dal dare un l’Idomeneo di Mozart e ho impara-
biato idea. Leopardi è un lirico mai scritto» sponsabile, che lo rende molto giudizio. A colpirmi ultimamen- to molto su come Mozart lavora-
assolutamente moderno e nello simpatico. In Machado un’unio- «Dal ’78, quando uscì te è stata l’antologia della poe- va: l’attenzione verso i cantanti,
stesso tempo del tutto estraneo ne miracolosa di linguaggio liri- sia francese contemporanea cu- la precisione delle parole. Pecca-
alla linea Romanticismo-Simbo- co e sapienza». la mia Antologia, ho rata da Fabio Pusterla (ecco un to che nulla si sappia di come lavo-
lismo. Infatti sto scrivendo un
saggio che s’intitola Leopardi an-
f Tra gli antichi?
«Difficile sottovalutare Saffo e
conosciuto solo due altro poeta che ammiro) per la
sua politicità, il côté politico che
rò con Da Ponte. La mia passione
per il libretto del Falstaff è soprat-
tiromantico. Leopardi non na- Pindaro. Ma amo molto anche grandi poeti italiani: non trova corrispettivi in Ita- tutto legata alla memoria di mio
sce contro l’Illuminismo ma co- Alceo, e naturalmente Catullo e Baldini e Scataglini» lia. Lì si ha l’impressione che padre, ma un librettista più bravo
me prosecutore e questo ne fa Orazio». sia ancora viva la figura dell’in- di altri penso sia stato Felice Ro-
un personaggio isolato. La sto- Due poeti diversissimi, come Restando ancora un po’ tra i tellettuale engagé, che ha cose mani. Nei suoi libretti per Doni-
ria poetica dell’Ottocento italia- è lei stesso a sottolineare: Ca- poeti, lei è autore di una di- da dire su politica e società». zetti c'è qualcosa di più pulito, di
no si è svolta del tutto indipen- tullo «lirica come ardore», scussa antologia sulla poesia Vogliamo parlare di narrato- più personale, di meno conforme
dentemente da lui». GIACOMO LEOPARDI Orazio «lirica come tepore». italiana del Novecento. Da al- ri? Dopo Stendhal, chi altri? alla retorica del tempo».
Questo per Hölderlin signifi- Canti «Quando ero giovane più Catul- lora - 1978 - qualcosa è cam- «Mi limito a dire che tra i narrato- Sempre solo cose serie o an-
ca una retrocessione? lo, poi ho cominciato ad apprezza- biato nel suo giudizio? ri per i quali ho una preferenza di che qualche concessione a un
Einaudi, pp. LXXIII-447, € 12
«Hölderlin resta uno dei massi- re la discrezione, la finezza, il sen- «Da allora a oggi ho conosciuto pancia ci sono i russi e tra i russi meno visibile côté giocoso?
mi lirici mai esistiti. A cui ag- «Leopardi è il più grande so del limite di Orazio». solo due grandi poeti a cui ri- Puškin, Tolstoj e Cechov. Una vol- «A parte le tante attività sporti-
giungerei Ronsard, Baudelaire, lirico, come Cechov è Un’oscillazione che - mi pare serverei uno spazio adeguato, ta vidi un documentario su Wil- ve che ho accudito in gioventù, il
il gruppo dei grandi Romantici il più essenziale - ha anche riguardato libri di- Raffaello Baldini e Franco Sca- der che era stato aiuto di Lubit- tennis, il calcio, il mio côté ludico
come Coleridge e Keats. Confes- e concreto prosatore» versi di un singolo autore. taglini. Degni di attenzione an- sch. Wilder teneva un cartello è soprattutto Rabelais, la sua ri-
so anche di amare molto la poe- Penso a quanto lei ha scritto che Milo De Angelis o - quan- con su scritto: “Come l’avrebbe sata colossale».