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Storia

SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRESENTE

n°163
maggio
MENSILE – Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna € 8 - MC, Côte d’Azur € 8,10 - Germania € 12,00 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - USA $ 11,50

ALTRO CHE FILM E ROMANZI,


LE BIOGRAFIE DEGLI 007 DI MESTIERE
SUPERANO QUALUNQUE FICTION
16 APRILE 2020 - MENSILE
€ 4,90 IN ITALIA LAZZARETTI SHAKESPEARE KHMER ROSSI
I RICOVERI PER I CHI SONO I PERSONAGGI, POL POT TRASFORMÒ
MALATI DI PESTE STORICI O DI FINZIONE, LA CAMBOGIA IN UN
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona
FUNZIONAVANO COSÌ DEL GRANDE BARDO GIRONE INFERNALE
Storia
CI TROOVI ANCHE SUU:

163
Maggio 2020 focusstoria.it Copertina: Tina Modotti,
T. E. Lawrence e l’agente
Cia E. Howard Hunt.
Un addestramento dei servizi
segreti a Washington nel 1968.
IN PIÙ...
P remessa: i servizi segreti
sono una cosa serissima.
Necessaria e serissima. Eppure
in questa difficile primavera
COOSTUME
devastata dal coronavirus
lavorare su spie, operazioni di
18 Vicini e nemici
Gli storici conflitti
intelligence e fascinosi signori
con “quelli della
sciupafemmine dalla doppia porta accanto”.
vita e dai mille talenti ci ha

THE LIFE PREMIUM COLLECTION/GETTY IMAGES


trascinato in un mondo lontano,
cinematografico, che un po’ 22 LeSOOCIETÀmaglie
ha alleggerito la reclusione della Storia
forzata e ci ha persino strappato Sferruzzare ha avuto
qualche sorriso. Come quando funzioni impensabili, in
abbiamo raccontato i tentativi guerra, ma non solo...
(falliti) dell’intelligence Usa di
usare i pipistrelli per colpire
obiettivi giapponesi o di
26 VIUno
ITA AL FRONTE
schifo
avvelenare Castro contaminando di guerra
il suo boccaglio da sub. Fra
cose stupide e azioni ai limiti
VIVERE DA SPIA L’orrore nelle lettere e
nei racconti dei soldati
dell’impossibile, fra personaggi al fronte.
ambigui e spie pronte a rischiare 34 RISORGIM
MENTOO
la vita per il proprio Paese,
abbiamo ripercorso le tappe
Al servizio del potere
Dalle “orecchie” del faraone agli agenti del Kgb.
82 Gli eroi
di Turbigo
dello spionaggio dall’antichità ai
momenti d’oro del Novecento.
E per una volta la curiosità ci ha
40 Come un prete e un
medico contribuirono
Una vita di intrighi all’Unità d’Italia.
spinto fino ai giorni nostri: come Joseph Fouché, il “padre” dell’intelligence moderna.
PEERSONAGGI
addestra i suoi futuri agenti il
Mossad? Noi l’abbiamo scoperto: 46 86 Shakespeare
vi consigliamo di fare altrettanto. Gli occhi di Sua Maestà il manipolatore
Emanuela Cruciano Le più celebri spie al servizio della Corona britannica. Con le sue opere
caporedattore immortali, piegò la

RUBRICHE
48
Mille e una Tina
realtà storica al suo
servizio.
Da operaia ad agente sovietico: le tante vite della Modotti. GRANDE TEMA
4 LA PAGINA DEI LETTORI
94 Khmer
6 NOVITÀ & SCOPERTE
8 TRAPASSATI
54 sangue
rosso

ALLA STORIA
Disposti a tutto I guerriglieri che
Le ferree regole e lo spietato addestramento dei servizi segreti israeliani. decimarono un quarto
9 TECNOVINTAGE dei cambogiani.
10 UNA GIORNATA DA... 60
12 BIOGRAFIE D’AUTORE
14 MICROSTORIE
Sua Santità segreta
Il Vaticano e la sua intelligence, attiva dal 1566.
100 IlSTTORIE D’’ITALIA
re dei maghi
Bartolomeo Bosco,
16 CHI L’HA INVENTATO
73 C’ERAVAMO TANTO
AMATI
64
Non troppa intelligence
il più grande
illusionista dell’800.
Cia: assurde armi segrete, tattiche ridicole e missioni “impossibili”. SOOCIETÀ
74 DOMANDE & RISPOSTE
106 Nelle case
78 È VERO CHE
80 PITTORACCONTO 68 della morte
112 AGENDA
Tanto per non capirci Come e quando
Dall’inchiostro simpatico alla macchina Enigma. nacquero i lazzaretti.

3
S
LA PAGINA DEI LETTORI
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(www.facebook.com/FocusStoria). Scrivete a Focus Storia, via Mondadori 1, 20090 Segrate o all’e-mail redazione@focusstoria.it

data la nuova normativa sugli avanzamenti di peraltro che – in linea del tutto teorica –
grado (dipende dal ruolo e potete consultarlo potrebbero essere appuntati, ancora oggi,
dalle pubblicazioni della Gazzetta Ufficiale, a un Soldato (Volontario in ferma annuale)
ministero della Difesa), è raro trovare militari meritevole di un avanzamento per merito
in servizio con questo grado. Viene dato di guerra o per meriti eccezionali, ai sensi
per lo più a chi è Ufficiale nella Riserva o nel dell’articolo 76, Allegato D del D.P.R. 18 luglio
Corpo Militare della Croce Rossa. 1986, n. 545 (Regolamento di Disciplina
La seconda imprecisione che vorrei segnalare Militare). Per queste ragioni abbiamo ritenuto
riguarda il grado dei VFP1 (Volontari in opportuno inserire anche i gradi di Caporale
Ferma Prefissata di un anno): prima del e Caporal Maggiore per i Volontari in ferma
Decreto Legislativo dell’11 febbraio 2014 n. annuale.
8, riguardante la riduzione delle dotazioni
organiche all’interno della Forza Armata, il Rivalità d’autore
VFP1 conseguiva il grado di Caporale VFP1 A proposito dell’articolo su Raffaello
dopo 90 giorni dal suo arruolamento. Oggi, Sanzio “Il divin pittore” di Federica
dopo questo cambiamento, non consegue Campanelli pubblicato su Focus Storia n°
gradi ma rimane Soldato (o diversamente 162, vorrei aggiungere che sulla rivalità
qualificato in base all’arma di appartenenza); tra l’Urbinate e Michelangelo fiorirono a
solo se supera e risulta idoneo alla ferma di Roma delle storie suggestive. Per esempio,
Rituali lakota e pipe sacre quattro anni (VFP4) conseguirà il grado di il biografo degli artisti Giorgio Vasari narra
Faccio parte dell’Associazione Sentiero Caporale VFP4, che differisce dal Caporale come nel 1511, durante un’assenza di
Rosso e leggendo la rivista Focus Storia VFP1 solo dal colore azzurro dei filetti. Dopo Michelangelo dal cantiere della Cappella
n° 161, dedicata ai nativi d’America, ho notato 18 mesi, diventa per anzianità Caporal Sistina, “avendo Bramante le chiavi della
due inesattezze di carattere storico e culturale Maggiore e dopo quattro anni, quindi alla cappella, a Raffaello, come amico, la fece
che vorrei segnalare. Nella fattispecie segnalo scadenza della ferma (ovviamente se decide vedere, acciocché i modi di Michelagnolo
che: la didascalia della fotografia riguardante di continuare la carriera militare), consegue comprendere potesse. Onde tal vista fu
il Danzatore del Sole nel pieno della sua il grado da Primo Caporal Maggiore in attesa cagione che in Sant’Agostino in Roma, sopra
“trafittura”, a pagina 67, è inesatta: c’è scritto del passaggio a SPE. la Sant’Anna di Andrea Sansovino, Raffaello
che appartiene alla tribù dei Crow, ma In sostanza, non esiste per la categoria dei subito rifacesse di nuovo lo Isaia che ci si vede,
sappiamo per nostra diretta esperienza che, VFP1, il grado di Caporale e men che meno di che di già l’aveva finito”.
pur essendo la Danza Del Sole praticata da Caporal Maggiore, la cui prerogativa è essere Però secondo lo storico dell’arte Adolfo
molte tribù della prateria, la “trafittura” veniva VFP4. Venturi (1856-1941) si tratterebbe di una
e viene tutt’oggi praticata esclusivamente Nicolò Pizzonia leggenda in quanto: “La storiella della visita
dalla nazione Lakota. furtiva, della composizione fatta e disfatta, è
La seconda segnalazione riguarda invece Risponde Gianluca Bonci, esperto di un’invenzione fra le tante del fecondo biografo
la foto pubblicata a pagina 72 dove si vede Focus Storia Wars. aretino, composta senza fondamento, poiché la
un capo nativo regalare una pipa sacra La precisazione sul grado di Primo Capitano Cappella Sistina, ancora incompiuta, fu esposta
all’ex presidente Kennedy. La pipa era uno (ovvero la sua rarità e diffusione soprattutto al pubblico nel 1511, dunque non visitata
strumento sacro e non veniva chiamato tra gli Ufficiali della Riserva e del Corpo alla chetichella Raffaello”. Un
ichella da Raffaello Un’altra
altra storia
“calumet”, bensì pipa sacra nelle diverse Militare della Croce Rossa) è certamente raccontaa poii la“vendetta”di
l “ d tt ””di
lingue. Per esempio tra la nazione Lakota è corretta e amplia il ventaglio di informazioni
conosciuta con il nome di “chanupa”. che – solo per motivi di spazio – non ci è stato
Simone Clementi possibile divulgare, così come tante curiosità
e particolarità su gradi appartenenti ad altre
Precisazioni sui gradi categorie.
Scrivo riguardo all’articolo “Missione In merito all’ulteriore puntualizzazione fornita
peace-keeping” pubblicato su Focus riguardo all’esistenza del solo grado di “soldato”
Storia Wars n° 36 in cui parlate dei gradi e per i volontari in ferma annuale – seppur
delle gerarchie dell’Esercito Italiano, dove ho corretta dal punto di vista dell’odierna realtà in
notato due imprecisioni. seno alle unità dell’Esercito – rappresentiamo
La prima riguarda la qualifica per gli ufficiali che la leva, a mente della legge 226 del 23
inferiori di Primo Capitano, grado che agosto 2004, è stata sospesa, non abolita:
Il celebre
si ottiene dopo 12-13 anni nel grado di permangono pertanto formalmente i distintivi Autoritratto
a
Capitano. Visto che il passaggio di grado da di grado da Caporale e Caporal Maggiore, di Raffaeello
e
Capitano a Maggiore consta di meno anni, caratterizzati dai classici galloni neri. Gradi (1513-15514).
5

4
S
#IORESTOACASA
Resta a casa leggendo gratis Focus
! n° 162. Inoltre mi chiedevo se fosse
possibile leggere nei prossimi numeri della
rivista ulteriori approfondimenti su questo
ABBONATI A FOCUS
STORIA DIGITALE
tema, vista l’oggettiva difficoltà a recarsi
Storia. In occasione della campagna
#iorestoacasa, l’abbonamento digitale nella terra dei faraoni di questi tempi per
alla rivista è gratuito (e non serve la carta l’emergenza sanitaria in corso.
di credito!), per il numero 162, 163 e 164. Annachiara Bayre
Come? Basta digitare questo link: www. Vai su www.abbonamenti.it/
abbonamenti.it/vincolata/r33218?check= Segnaliamo volentieri all’attenzione Storiadigitale e scopri tutte le
C2026186DEE07DDB6AF3B328BA609D85 dei tanti lettori che ci hanno chiesto offerte: puoi abbonarti alla
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la pubblicazione su Focus Storia n° 162 di 7,99 euro per tre numeri e
un dossier dedicato al faraone-bambino leggere la rivista direttamente
Michelangelo: Raffaello, notoriamente molto Tutankhamon e all’eresia del padre Akhenaton, sul tuo tablet o smartphone.
geloso del suo lavoro, mentre affrescava il nostro podcast “La voce della Storia”. Potete
la celebre Villa Farnesina del ricchissimo ascoltarci dal sito www.focus.it/storia/podcast
banchiere Agostino Chigi, avrebbe impartito e anche su Spotify (bit.ly/VoceDellaStoria).
severe disposizioni affinché nessun estraneo
si avvicinasse a osservare l’opera in corso Scarica gratis l’applicazione
di realizzazione. Un giorno, però, durante da AppStore o Google Play e
un’assenza del pittore (forse una pausa I NOSTRI ERRORI porta Focus Storia sempre con
romantica con la Fornarina di Trastevere), te! Potrai sfogliare le copie
Michelangelo, eludendo la sorveglianza Focus Storia n. 160, pag. 35: la foto incluse nel tuo abbonamento
del custode, salì sull’impalcatura e riuscì è di Mitridate il Grande e non di effettuando il login con le tue
Alessandro Magno, come indicato credenziali oppure acquistare un
ad ammirare con tutta tranquillità il lavoro
nel testo della didascalia. abbonamento o le copie singole
del rivale. Preso poi un pezzo di carbone,
disegnò in una lunetta una gigantesca e direttamente dall’app, dove trovi
Focus Storia n. 162, pag. 108: ab- anche gli speciali di Focus Storia:
bellissima testa di giovane e uscì senza essere biamo scritto erroneamente che Collection, Wars, D&R e Viaggi nel
visto. Rientrato Raffaello e notato il piccolo le piaghe d’Egitto sono state sette Tempo.
capolavoro, vi riconobbe subito la mano invece che dieci.
di Michelangelo e anziché rimproverare
il custode e cancellare il prezioso disegno
fece in modo di lasciarlo intatto. Ed è un
vero peccato che anche questo aneddoto
sia rovinato dalla realtà perché è certo che
il disegno a carbone, che ancor oggi si
LA VOCE DELLA STORIA
ammira nella decima lunetta della stanza
de Il Trionfo della Galatea (1512), è invece
una prova d’affresco dell’altro geniale
I NOSTRI PODCAST
artista Baldassarre Peruzzi (1481-1536).
Infine quella riportata dal pittore milanese
e scrittore d’arte Giovanni Paolo Lomazzo A 200 anni dalla
nascita di Vittorio
Emanuele II (14 marzo
un abile diplomatico,
Vittorio Emanuele fu
l’unico tra i principi
la nuova classe dirigente
andava legittimata con
un regime parlamentare
(1538-1592) tratta di uno scontro diretto tra 1820), Focus Storia italiani all’epoca a e che dal punto di vista
i due grandi artisti: “Essendo un dì Raffaello dedica un podcast al re capire che l’Unità era un economico c’era bisogno
in compagnia de’ suoi discepoli, incontrò “che fece l’Italia”. Perché processo irreversibile. di un mercato nazionale.
Michelangelo che gli disse: ‘Dove te ne vai così il contributo del sovrano Seppe riconoscere che Dinastia. Inoltre, un
circondato come un proposto (magistrato)?’. sia stato così importante approfondimento sui
per l’Unità lo abbiamo Savoia dagli esordi
Ed egli a lui: ‘E voi, solo come un boia?’”. chiesto, nel podcast la nell’XI secolo con
Fabio Lambertucci, Roma “Voce della Storia”, allo Umberto I Biancamano
storico Gianni Oliva, fino al referendum del
Le meraviglie dell’Egitto autore del libro I Savoia. 2 giugno 1946. Potete
Sono molto appassionata di antico Novecento anni di una ascoltarci dal sito www.
dinastia” (Mondadori). focus.it/storia/podcast e
Egitto, volevo farvi i complimenti per Pur non essendo, infatti, anche su Spotify (bit.ly/
l’interessante dossier su Tutankhamon e la un grande statista, né VoceDellaStoria).
sua epoca pubblicato su Focus Storia

5
S
NOVITÀESCOPERTE
A cura di Anita Rubini

Illustrazione che raffigura l’ex cratere


del Budj Bim (che significa “testa alta”),
ora ricoperto da un lago.

ABORIGENI

La scienza nascosta
dietro a un mito?
U na leggenda degli aborigeni australiani
potrebbe essere la più antica storia
mai raccontata giunta fino a noi. Lo
dimostra un gruppo di esperti in varie
discipline che ha analizzato sotto diversi
CINQUECENTO
aspetti la storia del popolo Gunditjmara:
secondo la loro tradizione un gigante si
fermò nelle loro terre (diventate poi lo
GUICCIARDINI
TOP SECRET
Stato australiano di Vittoria) e si trasformò
in un vulcano, il Budj Bim, che rese quel
territorio fertile e ricco. Studi geologici
hanno accertato che quel tipo di vulcano,
formatosi in quella zona “solo” 40mila anni
fa, è effettivamente in grado di “crescere” dal
Scoperto un manoscritto inedito dell’umanista che
nulla nel giro di pochi mesi. spiega e illustra le funzioni di un carro armato.
Tra mito e realtà. Il fatto eccezionale è che
studi archeologici (un’ascia di pietra è stata

I
trovata sotto il livello della lava), genetici carri armati non sono un’invenzione così moderna. Oltre al visionario progetto
e antropologici sembrano indicare che a di Leonardo da Vinci, ora sappiamo che nella Firenze del Cinquecento ne venne
quell’epoca i Gunditjmara erano già stanziati costruito un prototipo. È stato scoperto, durante la catalogazione di manoscritti
sul territorio, e quindi avrebbero assistito provenienti dalla Biblioteca lorenese, tra i fondi della Biblioteca nazionale centrale di
direttamente al fenomeno geologico che ha Firenze, un documento militare top secret attribuito al letterato e storico umanista
dato vita al vulcano. In seguito i nativi hanno Francesco Guicciardini (1483-1540). In una cartella con materiali di varia provenienza,
ALAMY STOCK PHOTO

tramandato quegli eventi sotto forma di raccolti nel XIX secolo da Leopoldo II d’Asburgo Lorena, i paleografi hanno ritrovato
leggenda ai loro discendenti, fino ai giorni un testo inedito, datato agosto 1515 (un mese prima della Battaglia di Marignano) e
nostri.
Aldo Bacci

FLASH CINQUECENTO FLASH SEICENTO FLASH ANTICO EGITTO

CAPPELLA PRINCIPESCA MURO DI OSSA BARE D’ARGILLA


Scoperti in Inghilterra i resti di una cappella Nello scavo di una chiesa in Belgio è stato Un team di archeologi ha scoperto in Egitto
del XIV secolo, costruita dal principe vescovo trovato un muro costituito da ossa e teschi. delle sepolture costruite con un materiale
di Durham nel castello di Auckland, e distrutta Il “materiale umano” risale al XV secolo, ma il insolito: si tratta di 83 tombe con bare in
nel 1650 nel corso della Guerra civile inglese. muro venne costruito intorno al Seicento. argilla, che risalgono al IV millennio a.C.
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S
GRECIA ANTICA

Dettagli riservati Maledizioni ateniesi


Sotto, il disegno del carro
armato che accompagna il
testo inedito di Francesco
Guicciardini, raffigurato
U n pozzo nel cuore di Atene risalente
a 2.500 anni fa, e cioè al periodo
classico per eccellenza, ha rivelato un
a sinistra, in un ritratto lato oscuro della splendida città del IV
anonimo del XVI secolo. secolo a.C. Nel quartiere del Kerameikos
(Ceramico) che fungeva anche da
cimitero, gli archeologi hanno riportato
alla luce sul fondo di un antico pozzo
una trentina di tavolette iscritte. Non si
tratta di testi amministrativi o iscrizioni
funerarie, ma di maledizioni indirizzate
ciascuna contro un preciso bersaglio,
probabilmente rivale dello scrivente
di turno. Ma mentre il destinatario è
sempre menzionato, il mittente no. Nelle
tavolette, incise graffiando il piombo,
venivano invocati gli dèi degli inferi
affinché arrecassero danni a una persona
in particolare. Ma perché? Le motivazioni
più frequenti erano vincere una causa
o una gara atletica, oppure questioni
legate all’amore o all’odio.
Luogo insolito. In passato sono state
trovate altre maledizioni, ma sempre
inserite nelle tombe, perché si riteneva
che i defunti le avrebbero potute
consegnare“più facilmente”agli dèi
inferi. In questo caso, invece, erano
state depositate in un pozzo di un
sistema termale pubblico, un balneum.
Probabilmente perché a quell’epoca,
a causa di una riorganizzazione del
sistema funebre, era diventato più
difficile avere accesso alle sepolture.
Aldo Bacci

ALAMY STOCK PHOTO


corredato dal disegno di un prototipo di carro armato, con tanto di razzi. Si trattava di un progetto
militare segreto legato alla magistratura della Repubblica fiorentina, gli Otto di Guardia e Balia.
Non solo lettere. L’umanista nei documenti scriveva di un segreto militare noto solo a lui e a Lorenzo
de’ Medici il Giovane, capitano generale dell’esercito fiorentino (il letterato faceva parte del consiglio
privato di Lorenzo). Nel testo, Guicciardini illustrava il funzionamento di una “machina trovata da
Francesco Barducci” e provò a tracciare anche un disegno alla bell’e meglio (“el meglio ha saputo”),
sapendo però di essere ben più abile con le parole che con le illustrazioni. •
Aldo Bacci

FLASH ISRAELE FLASH ETÀ DEL BRONZO

IL TEMPIO RITROVATO ANTENATI DEGLI SCACCHI


Durante lo scavo di un’antica città cananea Rinvenuti in Turchia i pezzi mancanti di un Oreste perseguitato dalle Furie,
sepolta, in Israele, è stato portato alla luce un gioco di società che risale a 5mila anni fa. un quadro a tema mitologico di
tempio ben conservato dedicato al dio Baal, Ritrovato a Başur Mound nel 2012, gli ultimi John Singer Sargent del 1921.
databile a circa 3.000 anni fa. scavi hanno portato alla luce altre pedine.
7
S
NOVITÀESCOPERTE
CORTINA DI FERRO
Tracce di Urss in Occidente

U n team di archeologi alla


ricerca dei resti di una villa
romana nell’Hambach Forest,
a 30 km da Colonia (Germania
Occidentale), ha rinvenuto una
sofisticata radio sovietica vicino
a un centro di ricerca nucleare,
dove si trova anche una base aerea
militare. Sigillata in un contenitore
metallico, era stata nascosta
lungo un sentiero che attraversa
la foresta. La radio a onde corte,
prodotta in Unione Sovietica
nel 1987, era ancora conservata
nell’imballaggio originale con
scritte in cirillico russo, mentre i
BASSO MEDIOEVO
comandi sull’apparecchio sono in
alfabeto latino (probabile fosse

IL GALATEO PER stata progettata per un occidentale,


che parlava tedesco o inglese).

“BRAVI BAMBINI”
Super efficiente. Il modello
R-394KKM (sotto) era in grado di
trasmettere fino a una distanza
di circa 750 miglia. Gli esperti
Niente rutti a tavola e dita nel naso (anche nel ’400). ritengono che sia ancora in grado
di funzionare, se attivata con una

N
ell’Inghilterra del 1480, le buone maniere per i bambini non erano diverse dalle nostre, batteria compatibile. Sembra però
come illustra un anonimo galateo dell’epoca conservato alla British Library di Londra: che la radio non sia mai stata usata,
The Lytille Childrenes Lytil Boke, scritto in inglese “medio” (termine usato per indicare e non si può dire
uno stadio della lingua inglese che si conclude a fine Quattrocento). Si tratta di un manuale con certezza
di comportamento, tipico esempio del genere dei “libri di cortesia”, in voga in Europa (sopra, se fosse stata
miniatura del XV secolo). nascosta come
A corte. Destinato ai bambini che aspiravano a entrare a corte al servizio di un nobile o di un riserva o se col
principe, il testo forniva le regole essenziali per vivere in società. A parte le prescrizioni basilari, il collasso dell’Urss
manuale dà “preziosi” consigli sul contegno da adottare a tavola (in effetti, pranzi e cene luculliani fra il 1989 e il
erano parte della routine di ogni corte). Qualche consiglio? Un bambino educato non deve pulirsi 1991 non ci fu
i denti con il coltello e sputare sul tavolo, ma neppure ruttare come se avesse “un fagiolo in gola”. più motivo di
Inoltre, deve rispettare la gerarchia: “Se il tuo signore beve, non bere. Aspetta che abbia finito”. Infine attivarla.
deve sapersi contenere: “Non essere ingordo quando tirano fuori il formaggio”, consiglia il manuale. • Aldo Bacci
Simone Zimbardi

TRAPASSATI ALLA STORIA Personaggi sconosciuti che sono stati, in vita, protagonisti. A cura di
Giuliana Lomazzi

LARRY JENS MICHAEL


TESLER NYGAARD KNUDSEN HERTZ
Ingegnere informatico Disegnatore Grafico

Negli Anni ’70 inventò alla Xerox i tasti “taglia”, Inventò per la Lego, per cui lavorò dal 1968 Scomparso a 87 anni l’autore della mappa
“copia” e “incolla”, il comando fu applicato per al 2000, i famosi omini dagli arti snodabili e della metropolitana di New York. Ricevette
la prima volta dalla Apple al computer Lisa intercambiabili. Diede loro un’espressione l’incarico a metà degli Anni ’70, per sostituire
(1983) e al Macintosh (1984). generica, senza età né sesso, e lasciò la scelta quella realizzata dall’italiano Massimo Vignelli,
Semplificare! Parallelamente rivoluzionò del colore della pelle ai bambini, che decisero considerata più artistica che accurata.
l’interfaccia del computer, permettendo ai in un sondaggio per il giallo. Precisione. Hertz la pubblicò nel 1979
tasti, usati per vari comandi, di funzionare con Lunga gestazione. Gli omini richiesero quasi inserendo i nomi di vie, quartieri e altri punti
i programmi di scrittura, il primo dei quali fu dieci anni di progettazione e furono lanciati di riferimento. Sue anche le mappe stradali di
chiamato Gipsy. Lavorò anche all’intelligenza nel 1978, conquistando subito il mercato Houston e Washington. In passato era stato
artificiale. È morto a 74 anni. mondiale. Knudsen è scomparso a 78 anni. direttore artistico per i trailer della Disney.

8
S
TECNOVINTAGE [1978]
A cura di Eugenio Spagnuolo

SUPPORTI VIDEO

IL “NONNO”
DI NETFLIX
Per guardarsi un film sul divano
negli Anni ’70 c’era il Discovision...

P
rima del Dvd, ma persino del Cd-Rom, fu il Laserdisc,
il primo disco ottico pensato come supporto video.
Lanciato in grande stile nel 1978, è l’antesignano degli
attuali servizi di streaming come Netflix e aveva un catalogo
di film a 16 dollari l’uno. Per leggere i Laserdisc bisognava
acquistare un lettore Magnavox Magnavision Discovision di
Philips, che costava una cifra superiore ai 2mila dollari di oggi:
in poco tempo Discovision divenne sinonimo di Laserdisc.
A causa del prezzo elevato, però, questa tecnologia non si
diffuse come avrebbero sperato i suoi creatori. Al Laserdisc va
comunque il merito di aver inaugurato l’era dei supporti ottici.
Fallito l’obiettivo commerciale, ebbe allora fortuna nel settore
industriale, per l’archiviazione di dati al punto che nel 1979
ne sposò il concetto persino l’Ibm.
Conviene comprarlo? La copertina color argento
dei film in laserdisc è un simbolo dello sviluppo
tecnologico degli Anni ’70 in cui prese forma il
mondo digitale. Ma, a parte questo, poco altro.
Oggi qualsiasi servizio di streaming tv offre una
risoluzione migliore e costi più bassi. •

Il Laserdisc (o Discovision) di Il
paradiso può attendere (Heaven
Can Wait). Il film, di Warren
Beatty, uscì negli Usa nel 1978,
anno di nascita del Laserdisc.

E NELLO STESSO ANNO...


BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIOXA
GETTY IMAGES(2)

EDITORIA INFORMATICA AMERICA ITALIA


Due giornalisti tedeschi del Uno Steve Jobs, 23enne ed La rete americana Cbs trasmette In seguito alle dimissioni di
settimanale Stern pubblicano una emozionato, si presenta la prima puntata di Dallas, una Giovanni Leone, l’ex partigiano
serie di interviste a una giovane ufficialmente al mondo nella sua delle serie di maggior successo Sandro Pertini (1896-1990) viene
tossicodipendente. Ne verrà fuori prima intervista ufficiale a una Tv della storia della televisione. In eletto presidente della Repubblica
un libro cult: Noi, i ragazzi dello zoo di San Francisco. Nel 1976, aveva Italia andò in onda nel 1981 su con l’82 per cento dei voti delle
di Berlino. E, nel 1981, un film. fondato la Apple Computer. Rai Uno. Camere riunite.
9
S
Se sta gradendo questa rivista la preghiamo di sostenerci venendo a scaricare gratis anche solo una volta al giorno da dove è stato copiata, altrimenti presto,purtroppo, potrebbe non trovarla più, su: https://marapcana.party
UNA GIORNATA DA...
A cura di Maria Leonarda Leone. Illustrazione di Claudio Prati

BRIGANTE DEL SUD


BASILICATA 10 FEBBRAIO 1864

A
pro gli occhi e per un attimo non noi. A volte usiamo il denaro per comprare spia. Oggi finalmente la liberano e stanotte la
ricordo dove sono. L’umido mi è bestiame e attrezzi ai contadini, altre volte per incontrerò: ci siamo dati appuntamento sul
entrato nelle ossa: devo essermi dare una dote alle giovani che non ne hanno. limitare del bosco.
addormentato da seduto, ubriaco, con la La mia banda porta rispetto alle donne oneste: Imboscata. Dopo aver pranzato, mi metto in
schiena appoggiata al tronco di un albero. alcune di loro ci mandano da mangiare, vestiti cammino. Prendo con me due uomini, mentre
In mano stringo ancora una bottiglia ormai puliti e rammendati; altre combattono con Domenico ci precede: userà un richiamo
vuota. Mi tiro su, con le braccia e le gambe noi, come la vedova di Tommaso e sua sorella per gli uccelli nel caso la strada non fosse
intorpidite. I festeggiamenti per l’ultimo Michelina. Sono entrambe bravissime col libera. Camminiamo rapidi, con i sensi all’erta.
giorno di carnevale mi hanno lasciato un gran fucile. Mia moglie, invece, l’hanno arrestata L’ultima imboscata l’abbiamo tesa noi a un
mal di testa. Prendo un pezzo di pane dalla due anni fa. Ma io sono tranquillo: non le ho distaccamento di 25 cavalleggeri: li abbiamo
mia bisaccia e lo mastico a lungo prima di mai raccontato nulla, non può aver fatto la picchiati e uccisi quasi tutti, incluso il capitano.
buttarlo giù. Nel campo c’è già movimento:
qualcuno cuoce una zuppa, altri parlano di
nuovi piani. Sento un piagnucolio, come di
un animale ferito: in due stanno stuzzicando
il prigioniero, per il solo gusto di vederlo
impaurito. “Lasciatelo in pace!”, urlo, tanto per
far vedere che sono sveglio e che li vedo. Si
allontanano, innervositi. Ci vuole polso fermo,
con questa gente: la vita alla macchia ci ha
indurito il cuore e annebbiato la mente. Il
governo ci chiama briganti, ma in realtà siamo
solo ribelli, arrabbiati e delusi per come sono
andate le cose.
Alla macchia. Io sono Pietro Sciagura, di anni
29, nato e cresciuto qui in Basilicata. Facevo
il falegname come mio padre, finché non
sono stato costretto a darmi alla latitanza. Era
l’unico modo per evitare la leva obbligatoria
nell’esercito piemontese: l’alternativa era
pagare 200 scudi, ma non li avevo. Così ora
eccomi qui, a capo di altri 15 fuorilegge.
Siamo il terrore dell’esercito, ma non sempre
le cose vanno bene: il povero Tommaso è
stato preso qualche giorno fa, il suo corpo è
ancora esposto nel paese, come monito. Lo
hanno persino fotografato, dopo averlo messo
in posa. Cosa facciamo, per meritarci questo?
Be’, non siamo innocenti, questo va detto:
assaltiamo villaggi, treni e convogli, assaliamo
viandanti, pattuglie di soldati, squadriglie
organizzate dai latifondisti, notabili locali
in viaggio con la scorta. Basta un semplice
biglietto di minacce per scatenare il terrore
dei proprietari delle masserie e ottenere vitto,
alloggio e armi. Ma la nostra specialità, oltre gli
omicidi, sono i sequestri: come per il ragazzino
laggiù. L’ostaggio mi guarda intimorito, con
un occhio tumefatto, mentre mi allunga un
pezzo di carta sgualcito: “Cari genitori, Vi prego
di mandarmi al più presto possibile la somma
di ducati ventimila se volete rivedermi nella
paterna casa. Mandate il denaro se non volete
che sia mutilato di un orecchio”. Bravo, ragazzo!
Sia ben chiaro, però: non teniamo tutto per
10
S
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LA GUERRIGLIA DEI DELUSI
■ Francesco II di Borbone, re negli ex domini borbonici molti “briganti”: tra gli altri, c’erano i gli ex ufficiali borbonici trattati
del Regno delle due Sicilie, si uomini e donne si ribellarono, contadini delusi da Garibaldi, i come rinnegati al loro ritorno
arrese all’esercito piemontese organizzandosi in bande. quali, al contrario di quanto era a casa; i renitenti alla leva
a Gaeta, nel 1861, lasciando stato loro promesso, non avevano obbligatoria sancita dal re Vittorio
il Meridione ai Savoia. Venne ■ I membri di queste bande ricevuto le terre demaniali incolte, Emanuele II, i ricercati e gli
proclamato il Regno d’Italia, ma vennero etichettati come finite invece ai ricchi latifondisti; sbandati di ogni tipo.

Ci arrampichiamo su un ultimo pendio: ci mano... “Pietro”, sento bisbigliare dopo diversi


siamo, è il luogo dell’appuntamento. Troviamo minuti. È Mariuccia, mia moglie. Mi si scioglie Sento un piagnucolio,
un buon punto di osservazione e aspettiamo,
nascosti tra i cespugli. Sta calando il Sole e
il cuore a sentirla, dopo tanto tempo. “Pietro,
sono io...”. Ha un attimo di esitazione. Sento
come di un animale
per ingannare l’attesa mangiamo il pane e dei rumori intorno e nel buio scorgo delle ferito: in due stanno
formaggio che ci siamo portati dietro. Poi ombre. All’improvviso la Luna sbuca da dietro stuzzicando
imbracciamo i fucili e aspettiamo. Sono le montagne illuminando la radura e vedo le
nervoso. Scende la notte, il bosco si riempie di guardie: Mariuccia mi ha tradito. Prendo la il prigioniero, per il
richiami e scricchiolii. A un tratto, tutto tace. In mira: sparo. Il lume cade a terra e si spegne. solo gusto di vederlo
lontananza vedo un puntino luminoso che si
avvicina: qualcuno avanza con una lampada in
Quando partono le fucilate, siamo già al sicuro,
nel bosco. impaurito

11
S
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BIOGRAFIE D’AUTORE
A cura di Lidia Di Simone

WIKIPEDIA
MANN SU GOETHE
N
egli Anni ’50 il premio Nobel
per la letteratura Thomas Mann
pubblicò un dotto e divertito
Dialogo con Goethe che, lontano
dall’essere un saggio d’accademia, si
risolse in una biografia del suo illustre
conterraneo, lo scrittore e poeta Johann
Wolfgang von Goethe (1749-1832).
Da questo volume uscì una garbata e
BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO (3)

a tratti esilarante lista degli amori del


grande poeta tedesco. Il primo, scrive
Mann nel suo Dialogo, lo colse a 17 anni
accendendolo della “più feconda passione
amorosa per una giovane donna da poco
sposata”. L’ultimo lo travolse a 74 “quando
Sua Eccellenza, decano fra i ministri
del granducato di Sassonia-Weimar e
celeberrimo poeta, torna a fare a Marienbad
Thomas Mann il ballerino e il rubacuori, scherzando e
(1875-1955). amando, giocando e vezzeggiando, ben deciso a sposare
una ragazzina diciassettenne al che però non si arriva,
perché i suoi di casa insorgono e la piccina in fondo non se
la sente, pur non sposando poi mai più un altro”.
Tanti amori. Questo ritratto dell’autore del Faust,
che la scrittrice inglese George Eliot definì “l’ultimo
uomo universale a camminare sulla Terra”, prosegue
così: “La vita amorosa di Goethe è un ben strano capitolo.
Conoscere le sue vicende sentimentali è un obbligo della
cultura corrente, e nella Germania borghese si imparavano
e numeravano in fila come gli amori di Giove. Tutte
queste donne, le Federiche, Carlotte, Minne e Marianne,
sono diventate le statue per le nicchie del grande uomo
dell’umanità, e forse questo le potrà compensare se il
mutevole genio, dopo essersi per qualche tempo prostrato
ai loro piedi, ebbe così poca voglia di trarre dalle dolci
avventure conseguenze decisive per la vita e la libertà”.
Virtù calante. Invecchiando il Maestro acquisì,
secondo Mann, “un tratto di decisa sensualità scevra dal
cristiano senso di colpa [...], un atteggiamento pagano
che suggerì il nomignolo spregiativo di ‘Priapo’ ”. Fu così
che, animato da una febbre poco letteraria, Goethe “si
prese per amante una piccola fioraia, molto bellina e del
tutto ignorante, un bel ‘pezzo di carne’ di nome Cristiana
Vulpius, ostentando una relazione apertamente frivola, Viaggio
che legalizzò solo molti anni più tardi e che la società non in Italia
ha mai perdonato né a lui né a lei”. Goethe nella
L’unione, benedetta dall’arrivo di molti bambini, campagna romana,
rimase sullo stomaco delicato di Charlotte von Stein, quadro del 1787 di
l’anima bella che lo aveva introdotto alla corte tedesca Wilhelm Tischbein:
lo scrittore è in
e gli aveva insegnato l’etichetta. Fu un peccato per
posa solenne sullo
lei che inchini e salamelecchi nulla poterono contro sfondo dell’Appia
il richiamo della giovinetta in boccio. Thomas Mann antica, durante il
apprezzava comunque l’ironia, appena un pochino suo Grand Tour.
sboccata, con cui il poeta, ormai in là negli anni, si In alto, la moglie
sfogava con la sua vecchia amica: “Crescono le mie virtù, Cristiana Vulpius
ma cala la mia virtù”. (1765-1816).
12
S
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MICROSTORIA
A cura di Marta Erba, Paola Panigas e Daniele Venturoli

IL MITO

La torre di Babele
Q uesta leggenda è riportata dalla
Bibbia, nel libro della Genesi.
Secondo il racconto biblico, sulla
Terra esisteva un’unica lingua.
Giunti in Mesopotamia, gli uomini
decisero di “espandersi in verticale”,
costruendo una torre che arrivasse
fino al cielo. A quel punto Dio
ne bloccò le costruzione. Come?
Facendo in modo che gli uomini
smettessero di capirsi. Il mito serve
a spiegare perché i popoli sono
sparsi sulla Terra e perché parlano
lingue diverse. È inoltre considerato
un monito contro la superbia e
l’arroganza di chi aspira ad arrivare
allo stesso livello di Dio.
Imponente. La torre di Babele LA VIGNETTA
(sotto, in un quadro del 1563

GUERRA E PACE
di Pieter Bruegel il Vecchio)
corrisponde alla ziqqurat
Etemenanki di Babilonia, costruita
nel secondo millennio a.C. Il centro

S
religioso colpiva per la sua mole, embra un paradosso, ma nel 1913, alla vigilia dello scoppio della Prima guerra mondiale, la
straordinaria per l’epoca (come Giffard decise di pubblicizzare il suo liquore Menthe-Pastille mettendo intorno a un tavolo
riferisce lo storico Erodoto). il gotha del potere internazionale per un pacifico brindisi. Con questa vignetta l’illustratore
Eugène Ogé in realtà anticipava la fragilità della situazione geo-politica europea. Il clima all’epoca
era incandescente, anche se i leader qui si trovavano al Palazzo della pace all’Aia (Olanda),
inaugurato nel 1913, da un’idea nata dallo zar Nicola II nel 1899.
Calma apparente. Lo zar, al centro della scena intento a proteggere Ferdinando I di Bulgaria,
MONDADORI PORTFOLIO/ELECTA/REMO BARDAZZI

che a sua volta maneggia come pupazzi i re di Montenegro, Grecia e Serbia (riuniti nella Lega
balcanica), più che animato da spirito di pace era preoccupato perché la Russia rischiava di restare
indietro nella corsa agli armamenti. Mentre Francesco Giuseppe d’Austria brancola nel buio, il kaiser
Guglielmo II di Germania offre da bere a un acciaccatissimo Mehmet V, sultano del moribondo
Impero ottomano (reduce dalle guerre balcaniche del 1912-13 e da quella di Libia), con l’intento
di accattivarsi la sua simpatia (i due stringeranno un’alleanza durante la Grande guerra). A proporre
il brindisi, il presidente francese Raymond Poincaré, mentre defilato alle sue spalle Giorgio V del
Regno Unito stringe una nave (retaggio della sua carriera militare nella Royal Navy). E l’Italia?
Vittorio Emanuele III tenta di dire la sua, senza trovare ascolto dalla comunità internazionale. Dopo
l’esperienza coloniale della Guerra di Libia (1911-12) l’Italia pretendeva un ruolo di primo piano
nello scacchiere europeo, ma lo otterrà solo rinunciando alla neutralità durante la Grande guerra.

PAROLE DIMENTICATE
IL NUMERO

B U R B A N Z A 28
Forse dal provenzale antico bobansa milioni
I deportati nei gulag
“presunzione, arroganza”, incrociato con siberiani durante

burbero o con un altro termine indica boria,


tutto il ’900.

alterigia sprezzante e vanitosa.


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S
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CHI L’HA DETTO?
10 TO P T E N

LE ISOLE PENITENZIARIO

Socrate

Tanto tuonò che piovve


CASTELLO D’IF KO TARUTAO
L a frase è attribuita a Socrate. Secondo lo storico
greco Diogene Laerzio, un giorno il filosofo stava
1 Per secoli è stato il modello di isola
carceraria (sopra). Di fronte a Marsiglia,
6
193
hailandia aprì il carcere nel
rante la Seconda guerra
dialogando con un allievo sotto casa mentre la moglie ha ripide scogliere ed è circondato da mo e, molti morirono di malaria. I
Santippe inveiva contro di lui. Poiché Socrate non le correnti marine, descritte da Alexander sop ssuti e le guardie diventarono
dava retta, la donna gli gettò una brocca d’acqua sulla Dumas ne Il conte di Montecristo. pir l vicino Stretto di Malacca.
ROBBEN ISLAND CÔN S’ON ISLAND
testa. Socrate commentò: “Non dicevo che il tuono di
Santippe sarebbe finito in pioggia?”. 2 Isola del Sudafrica (sito Unesco)
dove sorge un carcere nel quale è stato
7 Il carcere, in origine francese,
passò nel 1954 sotto il controllo del
L’avevo detto! La frase viene oggi utilizzata quando
rinchiuso per 18 anni Nelson Mandela. Vietnam del Sud. Durante la guerra del
un evento negativo ripetutamente annunciato alla Qui i prigionieri venivano picchiati e Vietnam i detenuti vennero tenuti in
fine si verifica. potevano ricevere lettere ogni sei mesi. condizioni inumane, abusati e mutilati.
L’ISOLA DEL DIAVOLO QUARANTINE ISLAND
3 Da questa colonia penale, al largo
della Guyana francese, tra il 1852 e il
8 L’isola al largo di Zanzibar, usata
dai mercanti arabi per gli schiavi
1953, nemmeno la metà degli 80.000 riottosi, nel 1893 fu convertita in
“ospiti” tornarono in Francia, decimati ospedale dalle autorità britanniche, per
da malaria, tifo e dissenteria. arginare un’epidemia di febbre gialla.
ALCATRAZ ASINARA
4
altri
rcere che ha ospitato, tra gli
apone dal 1934 al 1939 aveva
9 Tra il mar di Sardegna e il mar di
Corsica, sede un tempo di un carcere
la f i essere il più sicuro al mondo: di massima sicurezza e di una colonia
14 t tivi di evasione in 29 anni di penale agricola. Qui vennero rinchiusi
atti ne riuscì solo uno. membri delle Brigate Rosse e mafiosi.
SANT’ELENA ISOLA DI SANTO STEFANO
5 A quasi 2.000 km dalle coste
dell’Angola, con le scogliere sferzate
10 Al largo del Lazio e della
Campania, parte delle Isole Pontine,
dal vento, l’isola è sembrato il posto ospita un unico edificio con 99 celle,
ideale dove imprigionare Napoleone fatto costruire in epoca borbonica
Bonaparte, già fuggito dall’isola d’Elba. (XVIII sec.) e in uso fino al 1965.
L’OGGETTO MISTERIOSO

A cosa serviva questo VOCABOLARIO


utensile da cucina metallico GORE-TEX
GETTY IMAGES

Letteralmente “il tessuto di Gore”.


e interamente traforato?? Il significato di questa parola
inglese va ricercato nel nome
È stato Domenico Spuria da Roma a indovinare dell’ideatore dell’innovativo
l’oggetto misterioso del numero scorso. Si trattavva tessuto sintetico, impermeabile e
di uno strumento inventato dai contadini per traspirante brevettato negli Anni
proteggere le dita durante l’uso del falcetto, che era
Sessanta dall’ingegnere chimico
tenuto con l’altra mano.
Wilbert L. Gore (1912-1986) e usa-
to per fabbricare le tute indossate
dai primi astronauti dello shuttle
Aspettiamo le vostre risposte, indicando anchee la località,
località a: Focus Storia,
Storia via nel 1981 (a sinistra, Joe Engle).
Arnoldo Mondadori, 1 – 20090 Segrate (Mi) oppure a redazione@focusstoria.it

15
S
CHI L’HA INVENTATO?
A cura di Matteo Liberti. Illustrazioni di Giampietro Costa

IL MATERASSO
Dormire comodi non è una prerogativa
della società moderna. I primi
rudimentali tentativi di creare un
giaciglio risalgono a ben 10mila anni
fa, ma la svolta arrivò con l’intuizione
di avvolgere delle molle nella lana e nel
cotone: e nacque il materasso.

P
resente in quasi tutte le case del mondo, il materasso è tra gli
oggetti con cui trascorriamo più ore nella nostra esistenza, frutto di I primi “letti” apparvero nel Neolitico, oltre 10mila anni fa. Si trattava di
evoluzioni che, nel tempo, hanno contribuito a migliorare il riposo giacigli formati da erba e foglie secche ricoperti da pelli d’animale.
e quindi anche la nostra qualità di vita.
Almeno da quando nacque il primo esemplare“moderno”: il materasso
a molle ideato nel 1871 dall’inventore tedesco Heinrich Westphal. Non fu
però lui a diffonderlo (finì anzi i suoi giorni in povertà), ma l’imprenditore
americano Zalmon G. Simmons, fondatore della Simmons Bedding
Company, prima azienda a
dedicarsi alla produzione
industriale di materassi. I nuovi
modelli, perfezionati nel 1882
dall’ingegnere inglese James
Marshall (che ideò un sistema di
“insacchettamento”delle molle),
iniziarono a essere sempre più
apprezzati, così da rendere la loro
evoluzione inarrestabile. Anche
Zalmon G. nel passato, però, l’uomo si era
ingegnato per trovare soluzioni
Simmons funzionali e soprattutto comode. Nell’antico Egitto era molto diffuso l’uso di rami di palma,
(1828-1910) piegati e intrecciati tra loro fino a formare una sorta di “brandina”.
Letti primitivi. I primissimi“letti”
Q uesto brillante uomo
d’affari statunitense,
grazie a un brevetto
apparvero nel Neolitico, oltre
10mila anni fa, e consistevano in
cataste formate da erba secca e
ottenuto come pagamento
foglie. Per limitare la dispersione
per onorare un debito, nel
di calore dal corpo e garantire
1876 convertì la sua azienda
maggior protezione dall’umidità
di componenti per telegrafi,
si cominciò poi a ricoprirle con
nella Simmons Bedding
pelli di animali. Verso la metà
Company. Il brevetto
del IV millennio, dalla Persia,
riguardava l’invenzione
arrivarono quindi nuovi“modelli”
di una molla da inserire
consistenti in grandi sacchi di
all’interno dei materassi.
pelle riempiti di acqua, mentre in
Quest’intuizione si rivelò
Egitto si consoliderà poco tempo
rivoluzionaria perché portò a
dopo l’uso di rami di palma,
un notevole abbassamento
piegati e intrecciati fino a formare
dei costi di produzione,
una sorta di“brandina”. A Roma,
incrementando così la
dal III secolo a.C., si diffuse invece
diffusione dei materassi tra
l’uso di sacchi di stoffa imbottiti Nel mondo arabo veniva usato una specie di grande cuscino (riempito
tutte le classi sociali.
con lana e fieno (piume d’uccello di lana e crini), detto matrah, termine da cui deriva “materasso”.

16
per i più ricchi). Gli antenati dei nostri giacigli, detti culcita (da cui i termini
spagnolo e portoghese per materasso: colchón e colchão), venivano
posti sopra a strutture lignee dotate di fasce di tela, senza coprirli con
biancheria da letto, ma solo con una grande coperta. Per buona parte
del Medioevo, il materasso più diffuso rimase un “pagliericcio” adagiato
su assi di legno, e poca strada fece anche il cuscino. Questo accessorio
nacque in principio come poggiatesta di legno (modelli di questo genere
erano diffusissimi nell’antico Egitto), divenendo poi, nel mondo greco
e romano, un pezzo di stoffa riempito, in genere, di paglia. Per secoli,
il cuscino rimase appannaggio di pochi, e, solo nell’Ottocento, iniziò a
diffondersi in quasi tutte le case.
Evoluzioni moderne. Il destino dei materassi cambiò con le crociate
in Terrasanta (XI-XIII secolo), quando i cavalieri europei ebbero modo di
apprezzare le usanze arabe; in particolare l’uso di un grande e morbido
cuscino (riempito di lana e crini) che conteneva tutto il corpo, detto
matrah, termine da cui deriva appunto “materasso” (mattress per gli
inglesi, matelas per i francesi e Matratze per i tedeschi). Seguendo gli
Nel Medioevo il materasso più diffuso era ancora un pagliericcio adagiato su insegnamenti degli arabi, i materassi ripresero a evolversi in epoca
assi di legno. Non veniva usata biancheria da letto, ma solo una coperta. rinascimentale, quando vennero introdotte anche le lenzuola di lino,
decisivo passo avanti per l’igiene (facilmente lavabili, limitarono le
infestazioni di cimici e pulci). In seguito vennero impiegati nuovi
materiali, come velluto e seta, per rivestire i giacigli, mentre per
l’imbottitura si spaziava dalle piume ai baccelli vuoti di piselli.
Tra Cinque e Seicento, apparvero le prime reti vagamente moderne,
realizzate con telai avvolti da corde e lembi di cuoio intrecciati, e si
registrarono ulteriori miglioramenti degli “interni”, con l’utilizzo di cotone
e fibre vegetali di cocco. Tra Sette e Ottocento arrivarono anche le federe
(in cotone e lino) e in generale la biancheria da letto, grazie al diffondersi
delle filande, diventò accessibile a tutte le classi sociali. Quanto al
materasso, dopo alcuni tentativi di realizzarne modelli riempiti d’aria, nel
1871 si trasformò grazie all’introduzione delle molle – avvolte da lana
e cotone – nel celebre prototipo di Westphal. La sua intuizione segnò il
successo della nascente industria dei materassi (a partire dalle iniziative
di Simmons), sollecitando nuovi studi sulla qualità del sonno. Nacquero
così i primi materassi “terapeutici”, tra cui uno ad acqua progettato nel
1873 dal chirurgo inglese Sir James Paget (ideato per evitare il formarsi
Nell’Ottocento, riempiti con lana e cotone e poi cuciti, i materassi di piaghe da decubito, spopolerà solo cent’anni dopo come prodotto di
assunsero un aspetto molto simile a quelli che utilizziamo ancora oggi. lusso). Infine, a garantire maggior comfort ci pensò l’insacchettamento
delle molle escogitato nel 1882 da Marshall.
Dal lattice al “memory”. Negli anni Venti giunse una nuova
rivoluzione grazie all’inventore scozzese John Boyd Dunlop, già noto
per aver perfezionato la lavorazione della gomma pneumatica. La sua
idea fu di creare un materasso in lattice, o meglio in schiuma di lattice,
e dopo la sua morte (1921) il progetto venne ripreso e migliorato da
un suo dipendente, il chimico Eric Owen, che nel 1929 realizzò i primi
materassi in gommapiuma (termine usato per più tipologie di gomma
espansa). Altamente resistenti, traspiranti ed elastici, in grado di ridurre la
formazione di polvere, di tenere lontani gli acari e di adattarsi al corpo, i
modelli di gommapiuma inizieranno a far concorrenza ai già diffusissimi
“cugini” a molle. Negli Anni ’60 l’ennesima novità: il Memory Foam.
Questo materiale viscoelastico - consistente in una schiuma di poliuretano
- fu messo a punto nel 1966 dagli scienziati della Nasa per i seggiolini delle
navicelle spaziali, poi, a partire dagli anni Ottanta, si diffuse in ambito civile.
Grazie alla capacità di mantenere schiena e collo in posizione equilibrata,
il memory diverrà una delle opzioni più apprezzate dai consumatori. La
Nel 1871 il materasso divenne ancora più confortevole, grazie all’idea di parallela evoluzione di reti e doghe ha fatto sì che i nostri giacigli siano
inserire al suo interno molle in fil di ferro per renderlo più elastico. ormai adattabili a tutte le esigenze del nostro corpo.

17
COSTUME
In tempi di coronavirus prevale la solidarietà, ma
“quelli della porta accanto” sono stati nella storia
motivo di grandi contrapposizioni.
di Matteo Liberti

VICINI
E NEMICI
D
egrado, tensioni sociali, violenza: Çatalhöyük
sono piaghe che affliggono oggi santa ragio
molte metropoli, ma non si tratta “condomini
di un’esclusiva dei nostri tempi. In da condizio
ogni epoca, i grandi centri abitati sono infatti sempre più
SHUTTERSTOCK / STEVE ESTVANIK

stati teatro di turbolenze e conflitti intestini, promiscue,


tra faide condominiali e dispute di quartiere. VI millenni
A generarle, le difficoltà tipiche di ogni città non si
convivenza accompagnate da ragioni sociali e In epoca
talvolta politiche. Insomma, anche se in questo il caso Çata
momento la compagnia dei nostri vicini ci non dovett
appare desiderabile, visto che il coronavirus ci isolato. «A partire
costringe all’isolamento, la storia ci insegna che da circa 12mila anni
la convivenza stretta può essere fonte di guai. fa, con la transizione
Tutto ciò già dal Neolitico, come hanno attestato verso una sussistenza basata
di recente studi sui resti di centinaia di individui su agricoltura e allevamento,
che 9.000 anni fa vivevano nella cittadina di apparvero nuove forme di organizzazione
Troppo stipati
Çatalhöyük (Turchia), tra le prime comunità a sociale legate a spazi abitativi sempre più ampi, Sopra, resti di abitanti
sperimentare gli effetti del sovraffollamento. e l’aumento demografico che ne derivò produsse di Çatalhöyük,
presto problematiche da sovraffollamento antichissima città
SEMPRE PIÙ VIOLENTI. Gli studi su assimilabili a quelle odierne», conferma Maria nata 9mila anni fa
Çatalhöyük sono stati condotti da un team Giovanna Belcastro dell’Università di Bologna, nell’odierna Turchia
dell’Università dell’Ohio, che analizzando le studiosa di antropologia evolutiva. «Tra queste, (in alto, gli scavi nel
sito). Alcuni corpi
ossa umane ritrovate ha ricavato indicazioni spiccarono proprio l’aumento delle malattie e mostrano segni
sullo stile di vita di quegli antichi contadini dei livelli di violenza, legata alla competizione di morte violenta:
e pastori del Vicino Oriente: sarebbe stato il per l’accesso alle risorse». lo stress per le
sovraffollamento raggiunto dalla città, abitata nel condizioni di vita
VII millennio a.C. da migliaia di individui stipati SOVRAFFOLLAMENTI CELEBRI. Il (a destra) causava
in case addossate una sull’altra da cui si entrava passaggio da uno stile di vita nomade, basato continue risse.
passando dal tetto, a favorire il diffondersi di su caccia e raccolta, a uno sedentario, legato
malattie, degrado ambientale e conflitti sociali, a un vasto centro abitato, non tardò dunque
sfociati in ripetuti episodi di violenza. Sul 25 a far emergere i primi problemi correlati al
per cento dei crani analizzati, infatti, sono state sovraffollamento urbano. In tal senso, più in là
trovate lesioni dovute a colpi sferrati con oggetti nel tempo, un altro esempio celebre sarà quello
contundenti. La maggior parte delle vittime dell’antica Roma, giunta nel I secolo d.C. a
erano donne, di cui 12 colpite più volte da superare il milione di abitanti. Molti di questi
dietro con fionde. In breve, gli antichi abitanti di erano ammassati nelle insulae, palazzoni a 

18
S
ALAMY/IPA
Entrata dall’alto
Nelle abitazioni si accedeva
dal tetto, forse per difendersi da
animali selvatici. Le case erano
costruite con altezze differenti
e ci si spostava passando da
Morti n casa un tetto all’altro.
Le case avevano due

SOL 90
locali: in quello più
grande c’era un focolare,
i letti e un forno per
cucinare. Il più piccolo
fungeva da dispensa. I
morti, dopo essere stati
esposti all’aperto (e quindi
scarnificati dagli avvoltoi),
venivano sepolti sotto il
letto.

L’illustrazione mostra come gli


abitanti dell’antica Çatalhöyük
vivevano e lavoravano gli uni
accanto agli altri. Tenendo
con sé anche gli animali, che
stavano in cortili tra una casa
e l’altra.
19
S
BRIDGEMAN IMAGES
Nei bassifondi della
Londra vittoriana
lo spazio vitale era
pochissimo: gli slum
divennero così un
covo di malviventi
più piani – se ne contavano oltre 46.000 –
in cui emersero problemi simili a quelli di
Çatalhöyük. In questi assembramenti degradati
e pericolosi (crolli e incendi erano frequenti)
dilagavano malattie e disagi, e diverbi e risse
erano all’ordine del giorno. «Dall’alba dei
tempi, insomma, l’oggetto del contendere
nelle lotte tra concittadini è stato l’accesso alle
risorse del territorio», chiosa Belcastro.
In epoca più recente, uno scenario analogo
lo offrì la Londra vittoriana, prima città dopo
Roma a contare i propri abitanti in milioni.
Dalla metà dell’800, la capitale britannica, in
pieno fermento industriale, vide la crescita
fuori controllo di slum, agglomerati di
edifici mal costruiti dove si concentrava la
popolazione confluita in città in cerca di lavoro
e palcoscenico di lotte tra poveri, nonché
terreno fertile di molta malavita. Un po’ come
accade oggi nelle favelas sudamericane, zeppe
di baracche fatiscenti.

DI TUTTI I COLORI. L’evoluzione delle


lotte di condominio in sfide tra bande di
quartiere segnò nel XIX secolo anche New
York. Le vie del degradato quartiere di Five
Points furono teatro di battaglie tra clan,
animate da annose divergenze tra cattolici e
protestanti tipiche degli immigrati europei
ma soprattutto dal desiderio di aggiudicarsi le
piazze migliori per il controllo delle attività
illegali. Sullo sfondo di una questione politico-
religiosa, anche la Firenze tardomedievale fu
scossa da una guerra tra bande, trovandosi
GRXAANGER/SHUTTERSTOCK

divisa tra Guelfi bianchi e Guelfi neri, le due ali


dello schieramento guelfo (fazione favorevole
al papa), a sua volta opposto a quello
ghibellino (pro imperatore).
«Le due parti lottavano per l’egemonia
cittadina, con i bianchi, vicini al popolo,
che volevano limitare l’ingerenza papale il 1° maggio 1300, in piazza Santa Trinità, Sulle barricate
su Firenze, e i neri, legati alle famiglie più insanguinò la festa di calendimaggio, seguita Sopra, una delle
ricche, che erano favorevoli all’estensione da ulteriori ritorsioni». Prima che si esaurisse rivolte tra gang
dell’autorità pontificia sulla città», spiega la l’eco della faida, fu addirittura creato un scoppiate a metà
medievista Elena Percivaldi. «Gli schieramenti vicoletto – detto “dello scandalo” – per ’800 ai Five Points,
quartiere malfamato
erano personificati dalle famiglie dei Cerchi dividere un isolato in cui sorgevano abitazioni
di New York. In alto a
(Guelfi bianchi) e dei Donati (Guelfi neri), dell’una e dell’altra famiglia, entrambe sinistra, la rivolta dei
le cui brigate si lasciarono andare a scontri timorose nel vivere porta a porta con i rivali. ciompi nella Firenze
violentissimi, come la famigerata zuffa che Divisioni “a colori” caratterizzarono anche del 1378.
20
S
MEMENTO/MONDADORI PORTFOLIO
La guerra
delle torri
nel Mani
L a penisola greca
del Mani, nel Sud
del Peloponneso, è
celebre per le bellezze
naturali ma anche
per le centinaia di
case-torri in pietra che
la punteggiano (in
basso). La loro origine
è simile a quella di
molte torri medievali
italiane, fatte erigere
da ricchi signori in una
sfida a chi possedesse
la più alta e imponente,
simbolo della propria
forza. Nel Mani, la
disputa architettonica
fu combattuta dagli
esponenti di alcune
famiglie che, in
Vita grama quest’area isolata,
In un’illustrazione avevano trovato riparo
dell’epoca, la dopo che nel XV secolo
Londra vittoriana gli Ottomani avevano
(1837-1901) dove si messo le mani sui
viveva ammassati territori dell’ex Impero
in insalubri slum bizantino.
(“bassifondi”). Lotte intestine. I clan
famigliari, legati a vario
titolo all’aristocrazia
bizantina, si resero
protagonisti di
scontri armati: gli
le bande che infestavano Costantinopoli, “privilegiata”. «In territorio italiano, tra le avamposti di queste
cuore dell’Impero bizantino. Allora, le brigate turbolenze urbane medievali spiccò invece nel sanguinose faide, di
artefici dei tafferugli erano espressione di 1378, sempre a Firenze, il cosiddetto tumulto cui s’è avuta eco fino al
divisioni “sportive”: si trattava infatti di ultras dei ciompi», sottolinea l’esperta. Si trattava dei XX secolo, divennero
appassionati di corse all’ippodromo, i cui nomi lavoratori della lana, collocati all’ultimo gradino appunto le case-torri,
moltiplicatesi come
riprendevano i colori delle scuderie (i più della società, che a seguito di una storica funghi (alcune delle
sfegatati erano gli Azzurri e i Verdi). ribellione misero a ferro e fuoco la città per un più note si trovano nel
paio di mesi. Mai sottovalutare un vicino. • villaggio di Vathia).
INQUIETUDINI MEDIEVALI. Conflitti
religiosi e famigliari a parte, le città medievali
assistettero anche a faide a sfondo sociale.
SHUTTERSTOCK/RNDMS

«Dopo l’anno Mille, grazie a una rapida crescita


demografica e al rifiorire dei commerci e
dell’artigianato, i centri urbani si ripopolarono,
attirando fiumi di gente», racconta
Percivaldi. «Queste dinamiche portarono al
sovraffollamento di certe aree e a notevoli
tensioni sociali, dapprima tra nobili e borghesi
e poi tra le classi alte e i ceti subalterni, ovvero
artigiani e salariati, esclusi dalla gestione del
potere».
Nelle città universitarie si cominciò inoltre
a registrare un dualismo tra autoctoni e
studenti fuorisede, come accadde a Parigi nel
1229, luogo di feroci scontri seguiti a varie
angherie (rincari sugli affitti, provocazioni,
risse) perpetrate dai cittadini nei confronti
della popolazione universitaria, ritenuta
SOCIETÀ

Passatempo? Non proprio.


Sferruzzare ha avuto
funzioni impensabili, nello
spionaggio ma non solo.
di Matteo Liberti
BRIDGEMAN IMAGES

22
S
C
hi pensa che il lavoro a maglia sia
soltanto un hobby, magari appannaggio
delle nonne, si sbaglia. Quello che l’essere
umano è stato in grado di produrre con i
ferri, infatti, ha segnato la storia della nostra civiltà.
Fin dalla notte dei tempi si rivelò un prezioso
strumento di sopravvivenza (per non morire di

BRIDGEMAN IMAGES
freddo), poi un’insostituibile fonte di sostegno
per l’economia e infine fornì un insospettabile
apporto “sovversivo” in tempo di guerra (come
veicolo di messaggi in codice). Insomma, l’innocuo
sferruzzare si è più volte intrecciato con le
“maglie” dei grandi eventi storici.

ORIGINI “PROLETARIE”. Non sappiamo


esattamente quando nascono i “ferri del mestiere”
della magliaia, ma di sicuro conosciamo il
loro antenato: un rudimentale attrezzo detto
nålebinding, parola danese traducibile con
l’espressione “legare con un ago”. «Quest’oggetto,
simile a un grosso ago, veniva usato per unire
spezzoni di filati rozzi, per realizzare tessuti e
reti da pesca», spiega Loretta Napoleoni, autrice
del saggio Sul filo di lana (Mondadori). «Nello
specifico, il frammento di maglia più antico mai
scoperto, probabilmente parte di un indumento,
risale al 6500 a.C. ed è stato trovato in una
grotta in Israele, seguito da un altro del 4200
a.C., rinvenuto in un villaggio di pescatori in
Danimarca».
Il passaggio dal nålebinding ai due ferri
avvenne in Medio Oriente nel corso del I
millennio d.C. e poi si diffuse anche in Europa.
Nei tempi antichi, l’arte della maglia, al di là
degli strumenti, era considerata come il più
umile dei lavori artigianali, utile a soddisfare
bisogni primari, ma senza il valore estetico, che
avevano invece arazzi, sudari e tessuti ricamati,
le cui lavorazioni erano prerogativa delle élite
(nel mito, la nobildonna Penelope, moglie di
Ulisse, per esempio usava un grande telaio, non
arnesi da maglia). L’aspetto “proletario” del
lavoro a maglia si mantenne per buona parte
del Medioevo. Ma durante le Crociate (XI-XIII
secolo) ci pensò la Chiesa a dare nuovo lustro
a quest’attività: iniziando a commissionare
guanti liturgici, paramenti, cuscini e altri preziosi
prodotti provenienti dal Medio Oriente. I ferri
da maglia fecero quindi la loro comparsa nelle
immagini sacre, come nel caso di una Madonna
dipinta nel 1400 su una pala d’altare a Buxtehude,
in Germania dal pittore Maestro Bertram, intenta
appunto a sferruzzare. 

Sotto coi ferri


In questa fotografia del 1918, i soldati
americani feriti al fronte, si rendono
utili lavorando a maglia durante la
convalescenza in un ospedale di
Washington D. C. Nel tondo, un’infermiera
della Croce Rossa ritratta mentre
sferruzza in un quadro ottocentesco.

23
S
BOOM CINQUECENTESCO. Dopo aver
sedotto la Chiesa, dal Cinquecento i lavori a
maglia entrarono nelle corti europee. «Molti
mercanti iniziarono a trattare splendidi capi
realizzati ai ferri, apprezzatissimi da tutti gli
aristocratici e reali d’Europa, in particolare
dagli uomini, che amavano sfoggiare calze di
seta sotto le brache a sbuffo, come attestano
tra l’altro numerosi ritratti del sovrano inglese
Enrico VIII, sul trono tra il 1509 e il 1547»,
racconta Napoleoni. I migliori prodotti in seta
venivano all’epoca dall’Italia e dalla Spagna,
lavorati da abilissimi artigiani (rigorosamente
uomini; le donne continuavano a sferruzzare
in casa) sfruttati dalla nuova élite mercantile.
Fu in Inghilterra che i lavori a maglia riscossero
maggior successo, divenendo uno dei motori
dell’economia dell’Impero britannico, grazie
anche al contributo del Nuovo Mondo.
Lana e cotone prodotti nelle colonie americane
venivano importati in Inghilterra a prezzi
stracciati, per essere poi lavorati e nuovamente
esportati verso le colonie, generando grandi
profitti. «Fu però solo una questione di tempo
prima che le colonie si rendessero conto del
potenziale economico della loro produzione
laniera, decidendo di sfidare chi ne controllava
il mercato mondiale, ossia i mercanti e gli
BRIDGEMAN IMAGES

industriali britannici», sottolinea l’esperta.

MAGLIAIE DI FRONTIERA. In risposta


ai propositi di autonomia dei coloni, nel 1699
il parlamento britannico approvò una legge
– il Wool Act – che vietava loro di esportare
altrove la lana, obbligandoli inoltre a importare con la Rivoluzione francese del 1789, grazie Sacro e profano
solo tessuti inglesi. I coloni risposero a loro alle celebri le tricoteuses, gruppi di donne Sopra, anche la Madonna
volta boicottandone i prodotti, pur non politicizzate che usavano sferruzzare davanti al raffigurata dal Maestro
Bertram (1400 ca.) su una
disponendo ancora di industrie adeguate a patibolo dei condannati a morte. «Circondate da pala d’altare a Buxtehude
produrseli da soli. «Avevano però la lana, e una crescente popolarità, scelsero come luogo (Germania) è intenta a
stuoli di donne che sapevano filare e lavorare prediletto d’incontro Place de la Révolution (oggi sferruzzare. Sotto, questa
a maglia», ricorda l’autrice. «E furono proprio de la Concorde), dove avvenivano appunto le coppia di aghi, realizzati
loro a sfidare la macchina produttiva inglese, esecuzioni, e qui lavoravano a maglia dal mattino in osso
osso, è stata ritrovata in
in una lotta tra Davide e Golia combattuta alla sera realizzando calze, guanti e sciarpe che Alto Adige e risale all’Età
usando come arma il nucleo stesso del potere smerciavano alla fine del macabro spettacolo», del ferro.
economico e commerciale dell’impero: filati e ricorda l’esperta. «A spopolare erano soprattutto
tessuti». Queste donne, solite riunirsi in gruppi, i berretti frigi, i rossi “cappelli della libertà”, che
divennero il simbolo della disubbidienza delle divennero uno dei simboli della Rivoluzione e che
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colonie all’Impero britannico, e dopo la Guerra tutti i parigini presero a indossare».


d’indipendenza (1775-1783) – durante la quale Ma una volta spenti gli echi rivoluzionari, nei
rifornirono di vestiario ogni uomo impegnato al decenni seguenti, a tutte le latitudini, il lavoro
fronte – contribuirono alla “conquista” dell’Ovest delle magliaie continuò a risultare imprescindibile
americano, lavorando a bordo dei carri lungo le per la collettività, sia in tempo di pace sia,
piste delle carovane e utilizzando i prodotti creati soprattutto, in tempo di guerra.
anche come merce di scambio per accaparrarsi
derrate alimentari. Il loro impegno garantì così SPIE COI FERRI. Le donne che lavoravano a
la sopravvivenza di gran parte dei pionieri maglia diedero un contributo decisivo ai soldati
impegnati nella storica corsa verso il “Far West”. impegnati al fronte nei due conflitti mondiali
che insanguinarono il Novecento. Le magliaie
SFERRUZZATE “RIVOLUZIONARIE”. salvavano la vita ai soldati rifornendoli di calze,
E mentre oltreoceano i ferri diventavano uno maglie, sciarpe, coperte e cappelli (realizzati
dei motori della società americana, nel vecchio spesso disfacendo vecchi abiti). Ma alcune
continente il lavoro delle magliaie s’intrecciò fecero il salto di qualità, usando il filo di lana per
24
S
Eroina di guerra
T ra le “magliaie-spie”, la più famosa fu Phyllis
“Pippa” Latour, giovane magliaia (classe 1921)
che durante la Seconda guerra mondiale prestò
servizio per il Soe (Special Operations Executive),
organizzazione segreta britannica creata da
Winston Churchill nel 1940.
Coraggiosa e poliglotta. Con il nome in codice
di Geneviève, la donna, vista la sua dimestichezza
con le lingue (aveva padre francese e madre
britannica), fu scelta nel 1944 per essere
paracadutata nella Francia occupata dai nazisti.
Qui, girando in bicicletta con il suo kit da maglia,
carpì informazioni di rilievo che usava “annotare”
su tessuto tramite strisce di seta, trasmettendole
quindi ai britannici via telegrafo. Per la precisione,
la preziosa banca dati era appuntata in una fascia
per i capelli che, come sperato, non destò mai
alcun sospetto agli occhi dei soldati tedeschi.

Da magliaie a spie:
Impara l’arte...
A sinistra, l’ora di le donne iniziarono
economia domestica
in una scuola italiana
nel 1955. In basso a
a usare i punti
destra, litografia di una
tricoteuse (1793) tratta
per realizzare
da un’opera sugli usi
cifrari segreti
GETTY IMAGES

e costumi della Storia


francese di Paul Lacroix.

entrare nel mondo dello spionaggio. «Su un capo movimento hippie, che vi intravide un’altra volta
d’abbigliamento si possono nascondere messaggi connotati rivoluzionari. «Molti giovani iniziarono
in codice e informazioni cruciali sul nemico a farsi da soli i vestiti come presa di po
osizione
(come la posizione delle truppe, il numero delle contro il capitalismo e il consumismo occidentale,
o
armi e gli itinerari dei convogli) così le magliaie si e così il lavoro a maglia tornò a essere uno
tramutarono in spie, usando i punti per realizzare strumento politico ed economico di lottta»,
cifrari segreti», spiega Napoleoni. «Il lavoro a conferma Napoleoni. I ferri da maglia suscitarono
maglia era l’ideale per nascondere messaggi in un ambivalente rapporto di amore-odio o nel
codice: come nel Morse, che è binario, ci sono movimento femminista, additati da alccune donne
solo due punti, il dritto e il rovescio». come simbolo della sottomissione all’u uomo e da
A usare questo escamotage fu soprattutto altre come strumenti d’indipendenza.
l’intelligence britannica nel corso della Seconda Con l’arrivo del nuovo millennio i ferrri
guerra mondiale (vedi riquadro), ma anche le da maglia sono diventati uno strumentto di
agenti tedesche non furono da meno: «Negli provocazione artistica nota come guerrrilla
anni Quaranta il periodico inglese Pearson’s knitting (“guerriglia di maglieria”) o ya arn
Own pubblicò articoli che raccontavano storie, bombing (“bombardamento di filati”), che
mai verificate, secondo cui le spie tedesche consiste nella decorazione di spazi pub bblici con
lavoravano interi maglioni con filati pieni di nodi variopinti tessuti lavorati a maglia, appplicati su
che, una volta svolti e collocati in una cornice panchine, pali della luce, staccionate, ponti...
p E
contenente le lettere dell’alfabeto, rivelavano oggi a benedire il lavoro a maglia sono persino
messaggi segreti», svela Napoleoni. medici e scienziati, pronti a evidenziarre i benefici
che quest’attività ha sulla nostra salutee. Aiuta
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

NUOVI SUCCESSI. Finita la guerra, il lavoro infatti a migliorare le capacità di coordinazione


a maglia tornò a conoscere nuovi successi in e abbassa i livelli di stress, facendoci sentire
ambito civile, con la crescita delle industrie dei rilassati, come in fondo già ben sapevaano le
filati. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la moda nostre nonne e, prima di loro, la moltittudine
scoprì così il valore dei prodotti realizzati con i di donne che ha tramandato i segreti di questa
ferri. Nuovo slancio ai lavori fai-da-te lo diede il antica arte. •
25
S
VITA AL FRONTE

UNO SCHIFO
DI GUERRA
Il racconto dei
conflitti fatto da
storici e strateghi
è una cosa, quello
dei soldati al
fronte è un’altra.
C’è soltanto
orrore.
di Roberto Roveda
DE AGOSTINI VIA GETTY IMAGES

26
S
Finalmente!
Un soldato tedesco
della Seconda
guerra mondiale
legge la posta da
casa. A sinistra, la
distribuzione della
posta in una trincea
italiana della Prima
guerra mondiale.

L
a guerra di Troia? La da generali e condottieri o ancora da chi fatto che sempre più persone sapevano
conosciamo grazie alle pagine era lontano dai campi di battaglia. ormai leggere e scrivere.
dell’Odissea. Le guerre puniche? Nel ’900 tutto cambiò: i conflitti
Ci sono state tramandate solo da divennero esperienze di massa, che MENZOGNE UFFICIALI. Basti
THE STAPLETON COLLECTION/MONDADO

alcuni storici romani, cioè dai vincitori. coinvolgevano per anni milioni di pensare alla Prima guerra mondiale: su
E che dire dei poemi cavallereschi uomini e intere nazioni, e a prendere sei milioni di italiani chiamati alle armi
dove a combattere sono prodi cavalieri la parola furono proprio i soldati che più della metà sapevano scrivere, magari
innamorati della lotta e della dama vivevano la guerra sulla loro pelle. con qualche errore grammaticale e tanto
di turno? La guerra è stata a lungo Lo fecero tramite lettere, cartoline, ma dialetto. Così, a partire da quel conflitto,
X
raccontata con il senno di poi oppure anche diari e fotografie, grazie anche al hanno cominciato a dire la loro. E a
BRIDGEMAN IMAGES

C’è posta per me?


Soldati britannici e francesi nel
reparto di smistamento posta,
aspettando notizie da casa (1916 ca.).

Carissima mamma…
Qui sono di nuovo in
Durante la Grande guerra, la prima linea e non c’è
censura dovette passare al setaccio da illudersi... da un
momento all’altro
circa quattro miliardi di lettere potrebbe arrivare ciò
che mi toglie l’esistenza.
raccontare una storia ben diversa da il bene della Patria e desiderosi di non Qui tutto è con me:
quella propinata attraverso i bollettini deludere le aspettative delle loro famiglie
militari, come questo dell’ottobre 1915: e del Paese intero: “Cercherò di farmi fame, freddo, pidocchi
“In qualsiasi zona, su qualsiasi terreno, distinguere, e guarderò di fare una buona
di fronte a qualsiasi ostacolo, il soldato caccia di questi vigliacchi”, scriveva un Angelo Serturini il 14 gennaio 1943
italiano, fosse alpino o artigliere, fante giovane ai genitori nell’agosto del 1915.
o cavaliere, specialista o doganiere, si è Battaglia dopo battaglia, arrivò però la
comportato magnificamente sopportando percezione dell’insensatezza di quello
le più aspre fatiche, affrontando con che si viveva al fronte. Senti mamma, io sarò
sereno e pertinace coraggio il fuoco forse pessimista ma
più violento e le posizioni più difficili, PAURA IN TRINCEA. Nei diari mi pare che la guerra
eseguendo con disciplina e con e nelle lettere emergeva la paura, il
intelligenza gli ordini degli ufficiali”. desiderio di tornare a casa e di fuggire
la facciano i coglioni e
Tutto vero? Nient’affatto, come conferma da quella follia. “La pioggia continua che i furbi siano con la
lo storico Carlo Greppi, autore del libro snida dal terreno il puzzo della vecchia pelle al sicuro, facciano
La storia ci salverà (Utet): «Dai soldati orina; e in certi posti si è costretti a denari, si divertano
la guerra, soprattutto quella del ’15- strisciare a terra, mettendo le mani
e... enormità, gridino
’18, viene descritta per quello che era: sopra ogni genere di roba, magari su
fango, merda e sangue. È un’esperienza qualche decomposto pezzo di soldato”, ancora gli evviva alla
devastante di morte e dolore in netto si legge nella testimonianza di Paolo guerra!
contrasto con il trionfalismo della Caccia Dominioni (1896-1992), che
propaganda dei governi». combatté nel primo conflitto come Adriano Tomei,
Vero è che spesso questi uomini ufficiale del genio pontieri e in un combattente della Grande guerra
partivano convinti di combattere per reparto lanciafiamme, per poi essere
28
S
UNIVERSAL IMAGES GROUP VIA GETTY
richiamato anche nella Seconda guerra
mondiale. Il passo verso la pazzia era
breve.“Le trincee i camminamenti tutti
andavano per aria il fuoco era terribile
la fucileria le bombe che scoppiavano,
non ce ne capivi più niente avevi la
testa più al posto, eri come un matto
[…]”, si legge in un messaggio un po’
sgrammaticato di un fante bresciano
(1916). “Scusami se non o potuto
spiegarti meglio perché la mia testa non
e ancora a posto e il braccio mi trema
nel pensare l’avvenimento di ieri”.

CENSURA IMPOSSIBILE. Di fronte


a questo fiume di informazioni che
descrivevano la brutalità della guerra, i
governi cercarono di limitare i danni “di
immagine” sul fronte interno. Fin dai
primi mesi della Grande guerra vennero
organizzati uffici di censura per passare
al setaccio la corrispondenza dai campi
di battaglia. Era però impossibile
controllare tutto: ogni giorno solo dal plotone d’esecuzione se ascoltato da
fronte italiano transitavano qualcosa orecchie indiscrete, ma che veniva Oggi tutto è in fermento.
come 2.700.000 missive, per un totale spesso canticchiato prima delle Probabilmente presto si
di quasi quattro miliardi nel corso missioni. attaccherà. […] Tutta la
dell’intero conflitto. Continua Carlo Greppi: «In generale trincea è in subbuglio.
Una marea incontrollabile che la censura poté fare poco di fronte
Leggo sul viso di tutti la
nemmeno il rischio di punizioni alla volontà di comunicare di chi
riusciva a fermare. A volte la rabbia era coinvolto nelle guerre. Vale per paura e il terrore. […]
veniva dirottata nelle canzoni: la Prima guerra mondiale e ancora Io sento ondate di follia
“Traditori signori ufficiali/Che la guerra di più per i conflitti delle epoche avvicinarsi e sparire.
l’avete voluta/Scannatori di carne successive. Pensiamo solo al tentativo Alcune volte penso
venduta/E rovina della gioventù”, recita di nascondere lo sterminio degli ebrei
di diventare pazzo.

DE AGOSTINI VIA GETTY IMAGES


la canzone O Gorizia, tu sei maledetta. da parte delle autorità naziste durante
Un testo che poteva portare dritto al la Seconda guerra mondiale. Quel X Facciamo questa vita
da ormai troppo tempo
ma non ci siamo ancora
abituati. Ho paura di
morire […]
Lino Buttafava, soldato di fanteria nella
zona del Carso, annota nel suo diario
il 9 novembre 1915

Sopra e sotto terra


Soldati italiani in trincea
sull’Isonzo nel 1915. In alto,
attesa nei tunnel presso
Arras (Francia) scavati
dagli inglesi sotto le linee
tedesche, in preparazione di
un assalto lanciato nell’aprile
del 1917. La rete di tunnel
era abbastanza grande da
ospitare 25.000 uomini.
PHOTO12 COLLECTION
Foto e video
drammatici
dal Vietnam
risvegliarono le
coscienze degli
americani
tentativo fallì perché in tanti scrissero
quello che stava accadendo, oppure
scattarono fotografie. Addirittura, gli
ebrei lanciarono dai treni che li stavano
deportando migliaia di biglietti che
testimoniavano il loro destino».

NON SOLO VITTIME. L’aura mitica


della guerra che “è bella anche se
fa male”, come canta Francesco De
Gregori in Generale, evapora nel corso
del Novecento anche per la mole di
lettere, foto e persino filmati che hanno
mostrato l’altro lato della medaglia,
ovvero l’efferatezza dei “nostri”. «Molti
hanno conservato le foto delle atrocità
commesse come trofei delle imprese
compiute, scalpi dei nemici uccisi… e
non solo in combattimento», conferma
Greppi commentando la smania
documentaristica in molti conflitti
della civilissima Europa, dalla Seconda
guerra mondiale alle più recenti
guerre iugoslave. «Abbiamo tantissime
immagini di eccidi gelosamente
conservate dai carnefici». Trofei macabri
che sono diventati poi atti d’accusa e
che hanno contribuito a costruire una
Stampa
coscienza antimilitaristica, tipica della narcotizzata
società europea del dopoguerra.

UNA GUERRA SPORCA. Più si


conosce la guerra, dunque, meno
L a censura militare
dovette fare i conti
con l’astuzia dei soldati
si ha voglia di combatterla: lo ha che, fin dalla Prima
guerra mondiale,
dimostrato più recentemente il
si ingegnarono per
Vietnam. A condizionare l’opinione esempio a scrivere comunicazioni ai costrette a intensificare la
pubblica americana nei confronti di le parti più scabrose cappellani militari o propaganda, confezionare
quel conflitto, in cui gli Usa rimasero delle loro missive con il ai commilitoni che ad arte i bollettini
invischiati dal 1965 al 1975, furono succo di limone che era tornavano a casa in ufficiali e controllare il
le immagini delle bare dei soldati invisibile a occhio nudo licenza. In quel modo più possibile la stampa.
statunitensi avvolti nelle bandiere, ma“emergeva”mettendo si poteva bypassare il «La Grande guerra
una luce dietro la carta. temuto controllo delle mostrò, come mai era
sommate alle manifestazioni dei reduci Oppure riportavano autorità, comprovato dal successo prima, l’uso
che mostravano le loro mutilazioni. i fatti più crudi sul timbro “Verificato per propagandistico della
Ma soprattutto le testimonianze retro del francobollo o censura” (sopra, in una stampa. Il giornalismo,
dirette, come racconta ancora Greppi: all’interno della busta. cartolina del 1918). in generale, non “uscì
«Pensiamo solo all’impatto che ebbe Ancora: evitavano Notizie filtrate. Le benissimo” dall’esperienza
sull’opinione pubblica statunitense le vie di consegna istituzioni, per diffondere bellica», racconta Fulvio
l’immagine scattata l’8 giugno 1972 alla ufficiali e affidavano le la loro verità, furono Bernacchioni nel suo
bambina vietnamita che fugge, nuda
30
S
e in lacrime, dall’attacco al napalm
contro il suo villaggio».
E ancora una volta un ruolo decisivo
ebbe la voce di chi combatteva in
prima linea, come quella del sergente
Steve Flaherty che pochi giorni prima
di cadere in combattimento, nel
marzo 1969, scrisse: “Questa è una
sporca guerra crudele, ma spero che
voi a casa riusciate a capire perché la
combattiamo”. Quelle parole furono
diffuse dal governo del Vietnam del
Nord contro cui combattevano gli Stati
Uniti e da quel momento per la maggior
parte degli americani quella fu una dirty
war (“guerra sporca” in inglese), che
nessuno doveva più combattere. •

Contatti u

POPPERFOTO VIA GETTY IMAGES


Sopra, un b v ccco dii s ld i
recente 1915-1918 Notizie serbi durantte lal Priima guerraa
dal fronte. La Prima guerra balcanica ( 2- 2 19 ). A fia
i nco,
mondiale nei comunicati un soldato america cano
no in Viet
etna
nam
ufficiali tra propaganda e tiene vivo il ricordo dellaa fida
da a
censura (Tralerighe Libri). attaccandone le foto sull’elmetto o.
«Non sempre la stampa
riportava gli accadimenti in
modo compiuto e, laddove le Non riuscivamo
notizie venivano pubblicate
senza il “filtro” politico, c’era neppure a recuperare
il rischio che la censura i corpi dei compagni
rimuovesse intere colonne
prima della messa in stampa, caduti e i nostri zaini,
con il risultato di vedere perché quando ci
all’indomani un giornale con siamo ritirati, sono
pagine parzialmente vuote.
In poche parole, i governi arrivati gli aerei e con
dei Paesi belligeranti, anche le bombe e il napalm
se con modalità diverse,
diminuirono drasticamente hanno incenerito
la libertà d’informazione tutto
o, per meglio dire,
“narcotizzarono” la libertà di Sergente Steve Flaherty,
stampa». Vietnam 1969
PRIMO PIANO

GETTYIMAGES
Spionaggio
Messaggi in codice,
intrighi, dispositivi
e tanta pazienza:
ecco come si lavora
“dietro le quinte”.

Dai frumentarii
romani agli agenti
del Mossad: duemila
anni di segreti

AL SERVIZIO
(non sempre) DEL POTERE
pag. 34
indecifrabili. ■
UNA VITA DI
INTRIGHI
pag. 40

GLI OCCHI DI
SUA MAESTÀ
pag. 46

MILLE E UNA
TINA
pag. 48

SPIE IN
GONNELLA
pag. 52

IL MONDO

DISPOSTI
A TUTTO

SPIE
pag. 54

DELLE

SUA SANTITÀ
SEGRETA
pag. 60

NON TROPPA
INTELLIGENCE
pag. 64

TANTO PER
NON CAPIRCI
pag. 68

33
S
PRIMO PIANO

Dalle “orecchie” dei faraoni


agli “occhi” di sua maestà. Lo
spionaggio esiste fin dall’antichità:
ecco come è cambiato nei secoli.

Al servizio del
di Matteo Liberti

POTERE
O
biettivo: tutela della sicurezza Tzu (VI-V secolo a.C.), che sottolineò
nazionale. Attività: raccolta l’importanza di conoscere i segreti del
d’informazioni a vasto nemico nel famoso trattato di strategia
raggio (alias operazioni di militare L’arte della guerra.
intelligence) corroborata da azioni di L’uso di “agenti segreti” si affermò
spionaggio e controspionaggio. Questo, anche a Roma, ai tempi di Giulio Cesare
in sintesi, il profilo dei servizi segreti (I secolo a.C.). «Con lui, il ricorso
di tutto il mondo. La nascita dei primi all’intelligence e allo spionaggio si
“agenti” si perde nei meandri del tempo, fece sistematico, tanto da richiedere
ma nell’accezione moderna la loro l’utilizzo di uno speciale cifrario – detto
origine si fa risalire al XVI secolo, epoca appunto “di Cesare” – per la protezione
di consolidamento delle monarchie delle informazioni sensibili», spiega
nazionali europee. Mentre l’espressione Domenico Vecchioni, autore del saggio
che li definisce fu “coniata” nel 1771 Dallo spionaggio all’intelligence. Storia
da Giacomo Casanova (che si definì degli agenti segreti (Greco&Greco).
in una lettera “secreto agente”): anche Questo primo esempio di crittografia
il celebre avventuriero e donnaiolo, prevedeva che ogni lettera di un testo
degno predecessore di James Bond, si andasse sostituita con un’altra in base a
dedicò infatti ad attività di intelligence una chiave numerica: se questa era “3”,
e spionaggio, con il nome in codice subentrava quella che la seguiva di tre
di Antonio Parolini e per conto della posizioni (una “A” diveniva una “D”).
Repubblica di Venezia, prima patria Dopo il crollo dell’Impero romano,
dei moderni “007”. il ricorso a varie forme di intelligence
e spionaggio proseguì anche nel
PRIMI PASSI. La necessità di carpire Medioevo, ma con l’Età moderna,
informazioni all’interno di una società segnata da un boom delle attività
– tribù, città o Stato che sia – è stata diplomatiche, la storia dei servizi
un’esigenza sentita dai potenti di tutto il segreti entrò nel vivo.
mondo fin dall’antichità. Sono stati molti
i sovrani e i militari che hanno deciso di IN LAGUNA. «Tra i primi Stati
ricorrere a spie e informatori di fiducia: moderni a dotarsi di un sistema di
dal faraone Ramses I (XIV-XIII secolo servizi segreti vi fu Venezia, dove lo
a.C.) al generale e filosofo cinese Sun spionaggio divenne una componente 

34
S
Il nemico ti guarda
L’emblematica fotografia
di un agente segreto che
spia da un buco ricavato
GETTY IMAGES

in un giornale è stata
scattata da Harry Kerr, in
Inghilterra, nel 1957.
CORBIS/GETTY IMAGES

Inviolabile?
Questo quadro, custodito oggi
al Museo Carnavalet di Parigi,
raffigura il tentativo francese di
decifrare codici segreti durante
l’assedio della Ville Lumière nella
Guerra franco-prussiana (1870).

Il primo a usare il termine “agente


segreto” fu Casanova, protagonista
dell’intelligence veneziana
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

essenziale sia della politica estera sia GLI “OCCHI” DELLA REGINA.
delle strategie di espansione economico- Sulla scia di Venezia, l’uso dei
commerciale», racconta Vecchioni. Per servizi segreti s’impose anche in
coordinare le azioni di intelligence, Gran Bretagna, grazie a sir Francis
nel 1506 il Consiglio dei Dieci – Walsingham, primo segretario di Stato
Sir FranciS supremo organo decisionale – istituì la della regina Elisabetta I (sul trono dal
WalSingham magistratura del Segretario alle Cifre, il 1558 al 1603). «Allestì una rete di agenti
cui primo esponente fu Giovanni Soro, dislocati in diverse capitali e porti
“padre” della moderna crittografia, che europei, inevitabili centri di irradiazione
decodificò in pochi anni i cifrari dei di notizie», prosegue Vecchioni.
regni di mezza Europa. «Utilizzò tra l’altro molti italiani, oltre a
Dal 1539 fu inoltre consolidata la giovani laureati di Cambridge e Oxford».
magistratura degli Inquisitori di Stato, La ramificata struttura di “occhi” della
figure supportate da agenti regina sventò tra l’altro due congiure
sguinzagliati ovunque il cui compito era volte proprio a eliminarla (complotto
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

indagare su ogni possibile nemico della di Throckmorton del 1584 e congiura


Serenissima (talvolta persino con “licenza di Babington del 1586). Nei due casi fu
di uccidere”). Crocevia dei commerci, decisiva la capacità degli agenti inglesi
specie con l’Oriente, Venezia divenne di decifrare le comunicazioni tra i
patria dello spionaggio internazionale, cospiratori.
e i veneziani stessi furono chiamati a E proprio al matematico John
contribuire in prima persona inserendo le Dee (1527-1608), specialista in
loro delazioni in apposite cassette della decrittografia, è legata una curiosità:
cardinale posta realizzate in pietra e dette Boche de nei messaggi riservati alla regina
richelieu Leon, “Bocche di Leone”. Elisabetta I, apponeva la sigla “007”
36
S
Gli 007 del mondo antico
“C onosci il nemico come conosci te stesso.
Se farai così, anche in mezzo a cento
battaglie non ti troverai mai in pericolo”,
copertura: la vera missione era la raccolta
d’informazioni su qualsiasi forma di
dissenso. Per questo il termine frumentarius
parole di Sun Tzu. divenne sinonimo di delatore.
Era il VI secolo a.C. e il generale cinese Professionisti. Nella Roma imperiale
dedicava un intero capitolo del suo trattato questo corpo ricoprì molteplici funzioni:
L’arte della guerra alla “strategia della proteggeva il sovrano, controllava la
previsione” e ai vantaggi legati all’utilizzo posta, ma all’occasione i suoi uomini
di spie. potevano trasformarsi in sicari, la cui azione

MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE
Ma già gli Hyskos nel 1500 a.C. usavano sconfinava in sopruso.
staffette per comunicare in codice. E Ma in tempo di guerra queste spie ante
Annibale, nel III secolo a.C., aveva inviato litteram non bastarono più: entrarono
i suoi “agenti” nell’Italia del Nord prima in campo exploratores e speculatores,
di mettere in atto il suo audace piano per professionisti dello spionaggio bellico che,
invadere la Penisola. Esisteva dunque una dotati dei migliori cavalli, precedevano
lunga tradizione di spionaggio, quando l’esercito per reperire informazioni,
nell’antica Roma si formò il più strutturato catturando prigionieri e interrogandoli sulla
apparato di intelligence. Tutto iniziò con posizione e le forze del nemico.
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

il paranoico imperatore Domiziano (I Fu Diocleziano (III-IV sec.), però, a istituire


secolo d.C.), poi tolto di mezzo proprio i primi agentes in rebus, “agenti generici”,
da un complotto. Il sospettoso sovrano indipendenti dall’esercito, usati anche
aveva creato un servizio segreto con nella sfera civile, che facevano capo a una
licenza di uccidere, scegliendo i suoi sorta di “ministro dell’informazione”, detto
uomini tra i frumentarii (sotto, in un magister officiorum.
rilievo della Colonna di Traiano), un corpo Questo corpo ebbe lunga vita, e sotto
militare addetto al rifornimento di grano Teodosio (347-395), imperatore che
per l’esercito. Col tempo la funzione di dichiarò il cristianesimo la religione di Stato,
approvvigionamento si trasformò in una ebbe il compito di segnalare gli eretici.
MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY

Serenissima spia
Sopra, un ritratto settecentesco di
Giacomo Casanova (1725-1798).
In alto, la Bocca del leone di Palazzo
ducale, veniva usata per raccogliere
le denunce segrete a Venezia.

(gli zeri erano due occhi, il sette un Armand-Jean du Plessis, meglio noto c’erano anche uomini di chiesa, come
numero fortunato), anticipando di come cardinale Richelieu (1585-1642), il frate cappuccino François Le Clerc du
quattro secoli l’utilizzo che di questo che approntò una rete informativa sia Tremblay (1577-1638), alias Giuseppe
codice avrebbe fatto lo scrittore Ian interna sia estera», spiega Vecchioni. da Parigi, influente coordinatore di
Fleming per il suo James Bond. In sostanza, Richelieu disponeva di un una rete di frati-spia. «Personaggio
esercito di insospettabili “orecchie” che, sempre restio ad apparire sulla scena,
I FRATI-SPIA. Dopo l’Inghilterra, tra strade, mercati, salotti, teatri, giardini preferendo rimanere dietro le quinte,
anche la Francia di Luigi XIII – re dal pubblici e ambienti di corte, captavano tanto da dar luogo all’espressione
1610 al 1643 – si dotò di un moderno ogni informazione, in primis i malumori “eminenza grigia” (dal colore della
servizio segreto. «A organizzarlo fu verso il re. Tra migliaia di agenti anonimi sua tonaca, vedi rubrica Domande e 

37
S
GETTY IMAGES
Prove generali
di intelligence
A destra, il comando
dell’U.S. Secret Service
nel Maryland (Usa),
nell’ottobre del 1862.
Nel 1865, prima di
essere assassinato,
Lincoln conferì a
questo reparto anche
il ruolo di intelligence.
Sotto, strumento usato
durante la Guerra Civile
americana (1861-1865)
per decriptare messaggi.

L’ex falsario Vidocq introdusse


nuuove tecniche: travestimenti
e pressione psicologica
Risposte pag. 77), tuttora usata per IL “GIOCO” SI ALLARGA. Anche il Secret Intelligence Service (Sis),
indicare i consiglieri dei potenti», l’Impero austriaco iniziò a darsi da noto ai più come MI6 (Military
continua l’esperto. Era l’éminence grise fare. «Nel 1811 fu attivato a Vienna un Intelligence, Sezione 6). Durante le
di Richelieu. ufficio di intelligence con agenti inseriti due guerre mondiali, ogni nazione
in diversi consolati e ambasciate», si affrettò a foraggiare le proprie
LE STRATEGIE DI NAPOLEONE. racconta Vecchioni. Seguì la Russia, agenzie. «Terminato il secondo conflitto
A perfezionare i servizi segreti francesi dove nel 1826 nacque la Terza Sezione, mondiale, i servizi di molti Paesi
ci pensò in epoca napoleonica Joseph polizia segreta dello zar Nicola I vennero rinforzati, per far fronte alla
Fouché (1759-1820), ministro di confluita nel 1881 nell’Ochrana, spietata Guerra fredda», afferma Vecchioni.
polizia la cui ragnatela di infiltrati nella repressione del dissenso interno. Tra le agenzie fondate nel secondo
raccolse fascicoli su un numero L’Impero russo, per buona parte dopoguerra (quando presero forma
incredibile di individui, usandoli come dell’Ottocento, fu coinvolto in un anche i servizi dell’Italia repubblicana),
arma di ricatto politico (vedi articolo logorante “duello diplomatico” con dominarono l’americana Cia (Central
successivo). Anche in ambito militare quello britannico, esteso ai territori Intelligence Agency, nata nel 1947),
si fecero progressi grazie all’entrata d’Oriente controllati dalle due potenze il Mossad israeliano, nato nel 1949
in scena dei “doppiogiochisti”, come e combattuto in prima linea dai servizi (vedi articolo alle pagine seguenti),
Karl Schulmeister (1770-1853), spia segreti. Si parlò non a caso di “Grande e il Kgb sovietico, creato nel 1954
austriaca al soldo dell’imperatore Gioco”, o “Torneo delle Ombre”. (scioltosi nel 1991), in risposta alla
francese. All’evoluzione dei servizi Intanto nel 1865, il presidente Cia. La Guerra fredda, incentrata su
contribuì inoltre Eugène François Abraham Lincoln diede vita all’U.S. attività non sempre “lecite” di queste
Vidocq, truffatore riciclatosi come Secret Service, reparto speciale di agenti e di altre agenzie, fu una straordinaria
informatore che nel 1812 fondò la segreti con funzioni di intelligence fucina per l’evoluzione delle tecniche e
Sûreté (riorganizzata nel 1813 da al quale venne affidato il compito di degli strumenti degli agenti segreti, tra
Napoleone come Sûreté Nationale e contrastare la circolazione di banconote gadget alla 007, aerei e satelliti spia. E
deputata a garantire la sicurezza dello false. oggi, nell’epoca del Web e della lotta
Stato), brigata di polizia composta da ex Fu però assassinato subito dopo e il al terrorismo, a farla da padrona è la
galeotti abili a infiltrarsi negli ambienti progetto naufragò, tornando in auge tecnologia, soprattutto informatica,
malavitosi. Nel 1833 Vidocq si mise in nel 1901, in seguito all’uccisione di altri messa in campo anche per monitorare il
proprio e fondò una delle prime agenzie due presidenti (Garfield e McKinley). contagio e gli spostamenti delle persone
di investigazione private, famosa in queste settimane di emergenza
per l’uso d’ingegnosi travestimenti: L’EVOLUZIONE TECNOLOGICA. sanitaria. Dietro tutto, però, resta
il Bureau de renseignements pour le Nel 1909 nacque nel Regno Unito l’ingrediente imprescindibile di ogni
commerce. uno dei servizi tuttora più famosi, servizio segreto: l’arguzia umana. •
DIETRO LE SIGLE DEI SERVIZI SEGRETI
KGB La cortina di ferro MOSSAD I più addestrati
URSS Nato nel 1954, il Comitato per ISRAELE Costituito nel 1949, un anno dopo la
la sicurezza dello Stato (Komitet proclamazione dello Stato d’Israele e la
gosudarstvennoj bezopasnosti), prima guerra arabo-israeliana, è stato
durante la Guerra fredda ebbe alle poi affiancato dai servizi segreti militari
sue dipendenze 100mila uomini. Nel (Aman) e da quello di controspionaggio
1991, fu sostituito dai Servizi federali e sicurezza interna (Shin Beth).
per la sicurezza della Federazione Protagonista negli anni Cinquanta e
Russa (Fsb), dal Corpo delle Guardie Sessanta della caccia ai criminali nazisti,
di Frontiera, dall’Svr (l’intelligence è stato poi impiegato per contrastare
esterna) e dal Gru (militare). il terrorismo palestinese.

GUOJIA ANQUAN BU Guerra informatica DGSE Gli eredi di Fouché


CINA Nato sul modello del Kgb, nel 1983, FRANCIA Nella terra dove venne fondata la prima
gestisce lo spionaggio esterno e il polizia politica segreta moderna oggi
controspionaggio interno. Una delle lavorano gli agenti della Direction
missioni in cui si è distinto è stata quella générale de la sécurité extérieure, nata
d’infiltrare agenti sotto copertura nel 1982. Si occupa di intelligence
(studenti e uomini d’affari) in Giappone e all’estero. Mentre di recente l’agenzia
in Occidente al fine di sottrarre tecnologie di controspionaggio e sicurezza interna
ai Paesi occidentali: a questo scopo è nata (Dgsi) è finita nell’occhio del ciclone per
l’Unità 61398, formata da 2mila persone non essere stata in grado di prevenire
dedite alla guerra informatica. gli attentati di Parigi del 2015.

MI5/MI6 I primi in Europa BND La rete di Berlino


REGNO UNITO I servizi segreti di sicurezza interna e GERMANIA Dopo la Seconda guerra mondiale i
controspionaggio (MI5) e di sicurezza servizi segreti tedeschi furono rifondati.
esterna e spionaggio (MI6) sono solo Nel 1956 nacque il Servizio informazioni
due delle branche del Joint Intelligence federale (Bnd) per curare lo spionaggio
Committee (Jic), l’organismo che coordina esterno. Il Bnd si compone di otto
l’intelligence militare e il servizio di divisioni che comprendono spie,
intercettazione delle comunicazioni. Il informatori, intelligence elettronico,
servizio segreto britannico ha origine dal lotta al terrorismo e alla criminalità
Secret Service Bureau (1909), ed è stato organizzata. Il 10% dei suoi 6mila agenti
uno dei protagonisti della Guerra fredda. sono militari.

CIA La “lunga mano” AISE/AISI Gli 007 d’Italia


STATI UNITI Nata nel 1947 dall’Oss (l’intelligence ITALIA Gli attuali servizi segreti italiani,
militare), la Central Intelligence Agency è la rifondati nel 2007, eredi del Sismi
più grande delle agenzie statunitensi, che (intelligence militare) e Sisde
comprendono anche Fbi, Dia, Nsa. La Cia (intelligence civile), sono il risultato di
è responsabile delle attività di intelligence ristrutturazioni dovute agli scandali
all’estero. Complessivamente, negli sulle “deviazioni”, strutture parallele
Usa le agenzie impegnate in attività di che si sono formate negli Anni ’70 e ’80
spionaggio sono 21. Il bilancio e il numero non al servizio dell’interesse nazionale.
di dipendenti sono riservati, ma gli addetti Durante gli Anni di piombo le agenzie si
ai lavori parlano di 4mila agenti operativi. sono focalizzate nella lotta al terrorismo.
POPPERFOTO/GETTY IMAGES

Qui si spia
Il Palazzo della Lubjanka, sede del Kgb a Mosca nel 1963.
A sinistra, il quartier generale della Cia a Langley (Virginia) nel 1970.
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39
S
PRIMO PIANO

P
er il romanziere Honoré de Balzac era
“un singolare genio”. Altri hanno scelto
termini meno lusinghieri: “traditore”,
“ipocrita”, “doppiogiochista”,
“camaleontico”, “rettile”. Quel che è certo è
che Joseph Fouché (1759-1820), controverso
ministro della Polizia napoleonica, fu spesso
relegato ai margini della Storia, all’ombra
di giganti del calibro di Robespierre e dello
stesso Napoleone, pur essendo forse l’uomo
più temuto del suo tempo: è stato lui infatti a
creare uno dei primi apparati di intelligence
dell’era moderna. Il tutto, mutando pelle a
seconda delle circostanze: da seminarista a
feroce anticlericale, da repubblicano giacobino
a integerrimo tutore dell’ordine imperiale.

“SELF MADE MAN”. Nato nel 1759 da


un’umile famiglia di marinai di Nantes, Joseph
Fouché, esile e malaticcio, era inadatto alle
fatiche dei lavori manuali, e fu per questo
avviato alla vita ecclesiastica. «Il giovane
prese gli ordini minori divenendo in seguito
un insegnante di matematica e fisica in vari
seminari del Paese», racconta la biografa storica
Alessandra Necci, autrice del volume Joseph
Fouché. La conoscenza è potere (Nuova Argos).
«Proprio durante la permanenza nella Chiesa
imparò a dominare i sensi e le emozioni,
caratteristica che lo renderà un maestro
nell’arte della dissimulazione». La sua carriera
da insegnante durò un decennio, nel corso del
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quale conobbe un avvocato di belle speranze


destinato a diventare protagonista della scena
politica francese: Maximilien de Robespierre.
Nel frattempo, nel Paese irrompeva la
Rivoluzione (1789), e a trent’anni suonati
Fouché capì che era arrivata l’ora di gettare 

Nella Francia, dilaniata dalla Rivoluzione prima,


dalle guerre di Napoleone poi, Joseph Fouché creò
uno dei primi apparati di intelligence moderna.
di Massimo Manzo

UNA VITA DI
40
S
INTRIGHI
In pompa magna
Il ritratto – postumo
– di Joseph Fouché,
del pittore Édouard
Louis Dubufe. Nell’altra
pagina, Napoleone sul
trono imperiale (1806),
celebre quadro di Ingres.

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alle ortiche la tonaca per tuffarsi anima e Mani sporche
L’esecuzione di Luigi XVI e, più
corpo in politica. Tra il 1790 e il 1791 fondò il
a destra, quella di Robespierre:
primo club dei giacobini nella natia Nantes, Fouché lavorò per loro prima di
e l’anno dopo fu eletto tra i banchi della cambiare bandiera. Sotto, l’ordine
Convenzione Nazionale sedendo accanto ai di distruggere Lione eseguito da
moderati girondini. Quando comprese che Fouché.
questi ultimi avrebbero perso la maggioranza
schierandosi contro il ghigliottinamento di
Luigi XVI, non esitò a votare per la morte del
sovrano, confluendo nei banchi dei “radicali”
montagnardi e sostenendo il nascente regime
del Terrore. Da allampanato professorino,
Fouché aveva subìto la prima mutazione,
assumendo le fattezze di un anticlericale
oltranzista pronto a descrivere il cristianesimo
come un “culto superstizioso”. Non bastasse,
requisì forzatamente i beni dei nobili e distrusse
chiese e simboli religiosi. A Lione, dove giunse
nell’agosto 1793 per sedare una grave rivolta,
diede prova di particolare spietatezza ordinando
il massacro di quasi 2mila persone, uccise
tramite cannoneggiamento.
Tornato a Parigi con l’epiteto di Mitrailleur
de Lyon (mitragliatore di Lione), dovette dar
conto del proprio operato all’ormai onnipotente
Robespierre, che lo aveva messo sulla lista nera
dei “nemici del popolo”. In quel
frangente fu a un passo dal finire
sulla ghigliottina, ma con incredibille Votò per la morte
lucidità riuscì ad anticipare le
mosse dei suoi nemici, tramando di Luigi XVI, poi
nell’ombra una congiura che finirà
per far fuori proprio il leader del tramò per rovesciare
Terrore giacobino.
Robespierre e tradì
GRANDE FRATELLO. Dopo
la morte di Robespierre (1794), Napoleone. Ma a
Fouché rientrò in scena grazie
alla protezione del potente Paul quest’ultimo salvò
Barras, capo del Direttorio (il
nuovo governo alla guida della anche la vita
Francia). Da questi ricevette
alcuni incarichi diplomatici
in Italia e in Olanda, venendo
infine nominato, nel luglio
1799, ministro della Polizia. «In quelel
AKG-IMAGES/MONDADORRI

momento, tale ministero era ancora una sorta


di sottosegretariato agli Interni, ma con la guida
F IO

di Fouché mutò radicalmente, divenendo una


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PORT
ORT FOL
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macchina di controllo e spionaggio antesignana


POR
PO

del “Grande Fratello” di orwelliana memoria»,


spiega l’esperta. «Fu costruita una poderosa rete
di intelligence, le cui strettissime maglie non
lasciavano filtrare nulla senza averlo analizzato
e catalogato. Su ciascun personaggio di qualche
interesse venne inoltre preparato un dossier in
continuo aggiornamento».
Nelle nuove vesti di ministro, Fouché si mostrò
un rigoroso difensore dell’ordine pubblico e
della proprietà privata, arrivando a ordinare
AGES
GES
MAN IMAGE

la definitiva chiusura del club dei giacobini.


AG

I suoi metodi di spionaggio si rivelarono


BRI GEMA

42
BRID

S
Un fine
detective
L a sera del 24 dicembre
1800, mentre
percorreva Rue Saint
Saint-Nicaise per recarsi
in carrozza all’Opera
di Parigi, Napoleone
scampò per un pelo a un
attentato dinamitardo
causato dall’esplosione
di un carretto. La
risoluzione del caso fu
merito delle capacità
investigative di Fouché.
Contro il parere di
Bonaparte, convinto che
gli attentatori fossero
membri dell’opposizione
giacobina, il ministro
ALBUM/ORONOZ/MONDADORI PORTFOLIO

portò avanti da subito


approfondite indagini
sfruttando la sua rete
di informatori e riuscì a
dimostrare a Napoleone

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che i colpevoli erano
in realtà reazionari
monarchici finanziati
dall’Inghilterra.
Previdente. L’attentato
incredibilmente efficaci e moderni per l’epoca: AL SERVIZIO DELL’IMPERATORE. Come di Rue Saint Nicaise
malgrado il passato da “mitragliatore”, quando un infallibile segugio (e grazie alle informazioni non fu l’unica
si trattava di acquisire informazioni non amava di prima mano ricevute da Joséphine), Fouché occasione in cui Joseph
ricorrere alla violenza, ma preferiva usare intuì in anticipo il carisma del giovane còrso, Fouché dimostrò
l’arma del ricatto, costringendo gli interrogati a e capì che era il cavallo su cui puntare. Decise il proprio fiuto da
diventare agenti doppiogiochisti. dunque di assecondarne l’ascesa. Come? investigatore: due
Alle sue dipendenze aveva arruolato un Tradendo, naturalmente. E toccò a Barras, mesi prima aveva già
sventato in tempo,
variegato esercito di spie, in cui a ladruncoli il capo del Direttorio, a cui Fouché doveva sempre grazie alle sue
e trafficoni si accompagnavano artisti, tutto. Fu sufficiente nascondergli le intenzioni spie, un tentativo di
commercianti, nobili, banchieri, diplomatici, “golpiste” del generale. Non a caso, quando il pugnalare Bonaparte
cardinali e dame. Tra queste ultime spiccava la 18 Brumaio (9 novembre) del 1799 Bonaparte a opera di alcuni
bella e sensuale Joséphine Beauharnais, da poco si decise a far fuori il Direttorio, diventando giacobini.
sposata a un brillante militare di origini còrse: primo console, premiò i silenzi di Fouché
Napoleone Bonaparte. confermandolo come ministro della Polizia.
Da quel momento, tra
i due personaggi iniziò
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un ambiguo rapporto
“professionale”, tanto
che nei 15 anni in cui Chiacchierona
guiderà le sorti dello A sinistra, Joseph
Stato, prima come console Fouché (1763-1820)
e poi come imperatore durante la rappresaglia
(dal 1804), Bonaparte contro Lione (con a
allontanerà due volte fianco il documento
del decreto); qui a lato,
Joseph dal ministero, Napoleone Bonaparte
nel 1802 e nel 1810. con la sua corte e la
«Anche se conosceva moglie Joséphine
la sua inclinazione (seduta accanto a lui)
al doppiogioco, preparano la cerimonia
Napoleone ammirava dell’incoronazione. La
le doti di Fouché e, pur futura imperatrice fornì
a Fouché, più o meno
temendolo, sapeva che consapevolmente, molte
il suo aiuto sarebbe informazioni sul carattere
stato fondamentale per e sulle capacità del
consolidare il potere»,  Bonaparte.
43
S
Innocenti
Il processo per l’affaire Cadoudal (1804). Napoleone,
convinto che i realisti stessero tramando per
deporlo, fece arrestare (da Fouché, illustrazione in
basso), processare e giustiziare i sospettati. Fra questi
lo stesso Georges Cadoudal e il duca di Enghien,
entrambi innocenti.

In privato, Fouché aveva costumi sobri ed


era un buon padre di famiglia. Il suo unico
“vizio” era la brama di potere
racconta Necci. «Il potente ministro darà più dell’impero (1808) e duca d’Otranto
volte prova del suo innato fiuto investigativo, (1809). A cinquant’anni era ormai
per esempio individuando i veri colpevoli uno degli uom mini più ricchi e potenti
dell’attentato a Bonaparte del 1800, da dell’intero Paese, capace di condizionare
Napoleone erroneamente attribuito ai giacobini, nte le decisioni dell’imperatore.
dietro le quin
ma in realtà opera di reazionari realisti». Durante una sua assenza dal Paese, nel
Giocando su più tavoli, Joseph non perderà 1808, Bonapaarte gli affidò persino l’interim
mai la sua “indole traditrice”, ma Napoleone non del ministero degli Interni, incarico
poté mai fare a meno dell’infido collaboratore: che Joseph ricoprì magistralmente
con lui, la polizia si era infatti trasformata in un sventando un n tentativo di invasione
organismo burocratico con uffici efficienti, in inglese della Francia.
grado di reprimere il dissenso interno al regime L’unico perssonaggio altrettanto
controllando tutto, dalle congiure reazionarie alle influente era Charles-Maurice
opinioni scomode di taluni intellettuali. de Talleyrand-Périgord,
machiavellico o ministro degli
PER OGNI STAGIONE. Fin quando Esteri. «I due non potevano
Napoleone rimase in sella, Fouché fece incetta essere più divversi per
di prebende e titoli nobiliari, tra cui conte formazione: F Fouché
44
S
Il degno compare
Una caricatura dell’altro
consigliere di Napoleone, il
camaleontico Charles Maurice
de Talleyrand (1754-1838),
rappresentato con sei teste.
Napoleone lo apprezzava
per l’acume politico, pur
conoscendone la doppiezza.

L’informatore
austriaco
O ltre ad avere un
efficiente servizio
di polizia interna,
Napoleone si avvalse di
agenti segreti militari,
che contribuirono alle
sue vittorie sul campo
di battaglia. Tra questi,
il più celebre fu Karl
Schulmeister, abilissimo
doppiogiochista
austriaco. Il suo trucco?
Confondere le acque
dando al nemico poche
e inutili notizie veritiere
ottenendo in cambio
informazioni essenziali.
Arguto. La tattica
funzionò alla
perfezione nel 1805,

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durante la battaglia
di Ulm (sotto, in un
quadro), nel corso della
quale, con informazioni
fabbricate ad arte,
Schulmeister convinse
le truppe austriache ad
era infatti un parvenu di umili origini, mentre Il ritorno del re segnò la fine delle sue giravolte: attaccare Napoleone,
Talleyrand proveniva da un’antica famiglia dopo averlo riconfermato a capo della polizia, condannandole così
aristocratica», chiosa Necci. «Tuttavia, sia nel settembre del 1815 il nuovo sovrano gli farà alla sconfitta. Ricoperto
l’uno sia l’altro erano ugualmente cinici e per scontare con l’esilio il “regicidio” perpetrato d’oro da Bonaparte,
questo, dopo esser stati acerrimi nemici, a nei confronti del fratello Luigi XVI. Ormai in Schulmeister cadde in
disgrazia dopo le nozze
partire dal 1809 divennero alleati, circostanza disgrazia, etichettato come “il più disgustoso resto tra l’imperatore e Maria
che preoccupò molto Bonaparte». Da freddi della Rivoluzione”, l’uomo più temuto di Francia Luisa d’Austria (1810),
calcolatori, i due scaltri ministri avevano passerà gli ultimi suoi anni vagabondando per e morì in povertà nel
d’altronde intuito che la smania di conquista di l’Europa, spegnendosi a Trieste nel 1820. • 1853.
Napoleone ne avrebbe presto causato la rovina.
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LA VENDETTA DEI BORBONE.


Allontanato dall’imperatore nel 1810 per aver
segretamente trattato la pace con l’Inghilterra,
dopo alterne vicende Fouché riprese le redini
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della polizia tra il marzo e il luglio 1815, durante il


fugace ritorno di Napoleone dall’esilio dell’Elba (i
cosiddetti Cento giorni).
Ma quando infine Bonaparte sarà sconfitto a
Waterloo, lo pugnalerà per l’ultima volta alle
spalle, facendosi nominare capo del governo
provvisorio in vista del rientro definitivo sul trono
di Luigi XVIII di Borbone. Anche per un “singolare
genio” come lui, però, l’epilogo era vicino.
PRIMO PIANO
Avventurieri, eroi di guerra, scrittori, funzionari. Storie

Gli occhi
SKAKESPEAR LAWRENCE,
D’ARABIA NELLA LEGGENDA
Q uasi omonimo del celeberrimo
drammaturgo e poeta inglese,
William Skakespear nacque in India
A lzi la mano chi non ricorda Peter O’Toole
galoppare nel deserto, la spada sguainata,
nel famoso, premiatissimo film Lawrence
nel 1878. Dopo una brillante carriera d’Arabia (1962). In realtà, Thomas Edward
nei Lancieri del Bengala, si mise in Lawrence (nella foto) era un giovane archeologo e
luce soprattutto come derattizzatore: cartografo, grande esperto del Medio Oriente, che fu
a Bombay era riuscito a stroncare arruolato nei servizi segreti britannici nel 1914 e inviato
un’epidemia da mezzo milione di in Egitto nel 1916 per continuare la missione di Skakespear
vittime ingaggiando una lotta senza (v. riquadro a sinistra): far sollevare gli arabi contro gli ottomani.
quartiere ai topi della città. E fu Tradito. Lawrence era di stanza nel regno dell’Hijaz, dominato dal governatore Hussein
proprio per questa impresa, e per la che apparteneva alla dinastia hashemita, e puntò su questo clan per unire diverse tribù

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sua ottima conoscenza di punjabi, contro gli ottomani. Grazie ai suoi consigli e alla sua capacità di leadership, l’alleanza
farsi, pashtun e arabo, che il viceré lo intertribale ottenne importanti vittorie (come le conquiste di Aqaba e Damasco) e
notò: a 26 anni Skakespear divenne fece gravi sabotaggi delle linee ferroviarie turche. Ma nel 1925 gli Hashemiti furono
così funzionario del ministero degli attaccati dai Sauditi e la Corona britannica prese le parti di questi ultimi, come aveva
Esteri e il più giovane viceconsole fatto Skakespear anni prima. Così Lawrence, innamorato della causa panarabica e
delle Indie Britanniche, con base in hashemita, vide sfumare tutto l’impegno che aveva profuso davanti agli accordi segreti
Iran. Anzitutto fece un lungo viaggio di spartizione del Medio Oriente tra Francia e Inghilterra. Morì in patria nel 1935 per un
in auto, dal Golfo Persico a Londra,, incidente di motocicletta,, dopo p aver svolto diversi mestieri, spesso sotto falso nome.
fotografando e mappando le zone
sconosciute da braavo agente segreto
del suo tempo. Skakespear viaggiò
anche attraverso la Penisola Arabica Sauditi cari
e diventò amico di Ibn Saud, il futuro William Skakespear
primo re della monarchia di Riad.
Contro i turchi. Niente
N di meglio:
(1878-1915), l’agente
segreto inglese che I CINQUE DI
la solida amicizia tra i due poteva
rivelarsi assai utile per sottrarre
agì nell’ombra per
far nascere l’Arabia
CAMBRIDGE
all’Impero ottomaano il controllo
dell’Arabia, scopo o finale della Corona
britannica. Skakespear aveva infatti
Saudita e sottrarre la
Penisola arabica al
dominio ottomano.
N egli Anni Trenta i servizi segreti
dell’Urss iniziarono una campagna
di reclutamento tra i rampolli dell’upper
la missione segreta di incitare le class britannica. E trovarono terreno
tribù che abitavan no la Penisola fertile nell’Università di Cambridge,
Arabica a ribellarssi al dominio dove poterono contare su un professore
del sultano di Istaanbul, e emerito del Trinity College, l’economista
assicurando al fianco degli marxista Maurice Dobb. Grazie alle sue
inglesi un emiro importante segnalazioni i sovietici ingaggiarono
come Ibn Saud avveva un gruppo di giovani passati alla Storia
fatto un gran colp po. come i“Cinque di Cambridge”. Si trattava
Londra lo rimandò in di Kim Philby (1912-1988), Guy Burgess
Arabia con l’incarico (1911-1963), Antony Blunt (1907-1983),
di far mettere nerro su Donald D. Maclean (1913-1983) e John
bianco la lealtà deei Cairncross (1913-1995): agenti del MI6,
Sauditi a Londra, ma del MI5 (il controspionaggio inglese),
l’abile, avventuroso del Foreign Office o collaboratori di
agente segreto fu u governo, per un ventennio i Cinque
ucciso il 24 gennaaio passarono a Mosca segreti militari e
1915, durante industriali di enorme importanza. La
una battaglia loro rete fu smantellata solo nel 1951,
tra Sauditi e ma Philby, Burgess e Maclean riuscirono
Hashemiti, la a fuggire in Unione Sovietica, dove
tribù rivale rimasero sino alla morte, e degli altri
di Ibn Saud e due, per evitare scandali imbarazzanti
fedele ai turchi. per il controspionaggio di Sua Maestà,
ALAMY/IPA

solo Blunt fu denunciato, e nel 1979.


46
S
delle più celebri spie della Corona britannica.

di Sua Maestà
di Irene Merli

FLEMING, IAN FLEMING SIR WILLIAM


STEPHENSON
P oco conosciuto dal grande pubblico,
Sir William Stephenson è considerato
da molti nel mondo anglosassone (e
da Ian Fleming stesso) l’ispiratore della
figura di James Bond. Pilota militare, ex
eroe della Grande guerra, inventore e
imprenditore, Stephenson (1897-1989)
era grande amico del premier Winston
Churchill, che nel 1940 lo inviò a New
York per costituire il British Security
Coordination (BSC), il braccio operativo
dell’intelligence britannica negli Usa.

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In breve ne divenne l’agente più
importante e fu incaricato di spingere
gli Stati Uniti in guerra contro le potenze
dell’Asse, grazie ai suoi contatti con gli
industriali e il governo.
Operazione America. Il suo nome
in codice era“Intrepid”, e quando
l’America entrò nel conflitto mondiale
diventò il capo della BSC per tutto
l’emisfero occidentale, rivelando
I l“padre”di James Bond conosceva bene il mondo raccontato nei suoi libri. Nato nel
1908 da una famiglia altolocata, ebbe una giovinezza piena di eccessi a Eton e poi si
dedicò al giornalismo, continuando a frequentare accanitamente il jet set. Ma aveva
a Churchill i segreti del governo
Roosevelt e comunicando i segreti
scientifici dell’intelligence inglese
iniziato ben presto una vita parallela a quella ufficiale: già durante la Grande guerra era
all’establishment Usa.
stato assistente personale del direttore dei servizi segreti della Royal Navy, l’ammiraglio
La sua base era in una stanza del
Godfrey.
Rockefeller Center e il nome di copertura
Alte sfere. Grazie alla sua disinvoltura da gentleman venne inviato a lavorare con le
era quello di Ufficio inglese per il
alte gerarchie dello spionaggio alleato, in particolare con il colonnello americano Bill
controllo dei passaporti. Stephenson,
Donovan, che fondò negli Usa una struttura di intelligence destinata a diventare la Cia.
di origine canadese, collaborò con l’Fbi
Tra le missioni più importanti di Fleming, ci fu quella di formare una rete di spionaggio
e formò decine di agenti negli anni
da far agire se il dittatore Franco avesse deciso di entrare in guerra a fianco di Hitler e
seguenti, sia negli Usa sia in molti Stati
Mussolini. Ma Madrid si mantenne neutrale e a Fleming di quelle operazioni tra Usa e
dell’America del Sud. Ma non volle mai
Spagna restò una tenuta in Giamaica, la Goldeneye, dove tra il 1953 e il 1964 scrisse tutti
essere pagato: per tutta la sua vita da
i libri della serie di James Bond. Morì a 56 anni, per gli eccessi di fumo, alcol e donne.
spia fu un volontario.
Come una specie di“007”all’ennesima potenza.

GRAHAM GREENE, IL NOSTRO AGENTE ALL‘AVANA


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G raham Greene, classe 1904, da piccolo fu bullizzato e in prima gioventù soffrì di depressione. Anche per lui il
giornalismo fu una salvezza, perché lo portó a visitare Paesi lontani come la Sierra Leone, la Liberia e il Messico.
Nel 1942 Greene fu arruolato nell’MI6, il leggendario servizio di spionaggio britannico, perché come giornalista
del Times sempre in giro per il mondo era insospettabile. E la sua prima missione fu proprio in Liberia, dove doveva
introdurre agenti segreti inglesi tra i coloni francesi, all’epoca di Vichy collaborazionisti del Terzo Reich.
Low profile. Greene minimizzò sempre le sue imprese da agente dell’MI6, ma proprio il profilo basso così ostentato,
e il mestiere di reporter prima e di affermato scrittore poi, hanno fatto sospettare del contrario. Del resto il suo
capo fu Kim Philby, uno dei più famosi doppiogiochisti della storia dello spionaggio (vedi riquadro “I Cinque di
Cambridge”). Non solo. Dopo la Seconda guerra mondiale i viaggi lo portarono nei punti più “caldi” della Terra:
nell’Indocina francese, nella Cuba tra la dittatura di Batista e la rivoluzione di Castro e in Argentina e Paraguay. Con
un’ottima copertura: era sempre lì per scrivere romanzi, tra cui Il nostro agente all’Avana (1958).
PRIMO PIANO

Rivoluzionaria
Tina Modotti (1896-1942) in una foto
del 1921 (con dedica alla mamma) e,
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nella pagina accanto, ritratta dall’artista


Diego Rivera nel suo murales El
Arsenal (1928 ca.). Tina, allora fotografa
apprezzata nei circoli culturali di Città
del Messico, è la donna a destra. Al
centro, Frida Kahlo con cui Tina ebbe
uno stretto rapporto.
LUCAS VALLECILLOS
Mille
e unaTina Tina Modotti, friulana classe 1896,
visse tante vite. Fino a diventare un agente
segreto al servizio dei sovietici.
di Maria Leonarda Leone

C ’ è l’operaia delle filande, artistiche e politiche, vissute in Pablo Neruda, suo amico, descrisse
l’attrice di cinema muto un periodo storico complesso, a così: “Gettò la macchina fotografica
e la modella, ma anche cavallo della Prima e della Seconda nella Moscova e giurò a se stessa di
la fotografa politicamente guerra mondiale, del nuovo e del dedicare la sua vita ai più umili compiti
impegnata, la comunista rivoluzionaria vecchio continente, tra il Messico del Partito comunista”», racconta
e l’agente segreto sovietico. Non donne postrivoluzionario e la Mosca di Stalin, Christiane Barckhausen-Canale, nella
in competizione, ma tutte anime tra l’Europa delle dittature nazifasciste biografia Tina Modotti, verità e leggenda
dello stesso corpo, quello, fragile e la Spagna della guerra civile. Ma chi (Asterios). Non si trattò di un colpo di
solo all’apparenza, di Tina Modotti. fu davvero Tina Modotti? E come finì a testa. A quella decisione Tina ci arrivò
“La Mata Hari del partito comunista lavorare per i servizi segreti sovietici? col tempo, forgiata dalle sue stesse
internazionale”: in Russia è stata definita esperienze. Tempra d’acciaio, appena
così questa friulana, nata nel 1896 in un DA HOLLYWOOD... «Era dodicenne si assunse la responsabilità
quartiere popolare di Udine e battezzata un’artista, godeva di considerazione e di provvedere alla madre e ai 4 fratelli
Assunta Adelaide Luigia, il nome di sua riconoscimento, si era fatta un nome più piccoli, mentre il padre e la sorella
madre, sua nonna e sua zia tutti in uno. in una professione che ai suoi tempi maggiore cercavano fortuna in America.
Morì a soli 45 anni, dopo una vita era riservata agli uomini. Tuttavia un Dodici ore di lavoro in una fabbrica
densa di esperienze sentimentali, bel giorno compì un passo che il poeta tessile, pochi soldi e tanti sacrifici: tra 

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1. ATTRICE 2. ATTIVISTA

Nel 1927 Tina Modotti si iscrisse al Partito comunista


i suoi biografi c’è chi vede in questa murales impegnati ad avvicinare l’arte vittime dell’ingiustizia sociale),
faticosa adolescenza le radici delle sue alle masse, uno fra tutti il panciuto Diego partecipò alle manifestazioni della Lega
convinzioni politiche. Rivera, fu per Tina una tanica di benzina antimperialista, scrisse e pubblicò le
Non si possono dimenticare, però, la gettata sul fuoco della sua coscienza di sue foto sul quotidiano del partito, El
sincera fede socialista paterna e le lotte classe. Risultato: nel 1927 la fotografa si machete. Per questo Rivera la ritrasse
sindacali per i diritti dei lavoratori che, iscrisse al Partito comunista messicano, in uno dei suoi più celebri murales, El
da operaia in una fabbrica di camicie di cui i suoi amici facevano parte. Arsenal, nell’atto di armare il popolo per
e poi di cappelli, visse sulla propria la rivoluzione proletaria. In quel dipinto
pelle quando raggiunse il padre a San I SUOI UOMINI. Fieramente compaiono altri due uomini importanti
Francisco. Ma all’epoca la diciassettenne antifascista, cominciò a lavorare per Tina: il comunista cubano Julio
Tina preferiva lo spettacolo: forte nella sezione messicana del Soccorso Antonio Mella e, seminascosto alle sue
della pratica sul palcoscenico della rosso (un’organizzazione comunista spalle, l’antifascista triestino Vittorio
Filodrammatica a Little Italy e di quei con ramificazioni in tutto il mondo, Vidali, agente sovietico in missione
capelli corvini che facevano da cornice guidata dall’Urss, per sostenere le in Messico come rappresentante del
a occhioni scuri e labbra carnose, fece il
suo ingresso a Hollywood, recitando da
protagonista in 3 pellicole mute. Spionaggio rosso
L’antifascista triestino
... AL MESSICO. Le affibbiarono il Vittorio Vidali (1900-1983)
cliché della femme fatale: non era così fotografato nel 1930 da
Tina Modotti sul piroscafo
che le piaceva apparire, ma a molti suoi che li portava dal Messico
contemporanei dev’essere sembrata tale in Europa. Entrambi
nel 1923, quando, vedova da un anno furono reclutati come
dell’artista bohémien Roubaix “Robo” spie dal servizio segreto
de l’Abrie Richey, si trasferì a Città militare sovietico.
del Messico con l’amante, il fotografo
Edward Weston. Tina fu tutto per lui:
musa immortalata senza veli sul tetto di
una casa messicana, aiutante tuttofare,
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compagna, ma soprattutto dotatissima


allieva. Weston le insegnò la tecnica e
lei la fece propria, trasformandola in un
mezzo di denuncia sociale.
Quando l’uomo se ne tornò in
California dalla moglie, Tina poté così
consolarsi con le due profonde passioni
che il Messico le aveva fatto scoprire: la
fotografia e la politica. Il Paese viveva un
periodo di enorme fermento culturale:
il legame stretto con i grandi pittori di
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Tutti i ruoli
1. Tina recita nel
film Pelle di tigre
(1920).
2. Dopo
l’omicidio
del politico
comunista
cubano Julio
Antonio Mella
(1929).
3. Uno scatto
della Modotti
durante uno
sciopero di
minatori a Xalisco
(Messico, 1928).
4. Tina con il
marito bohémien
Roubaix de l’Abrie
3. FOTOGRAFA 4. MOGLIE
Richey (1921).

messicano: iniziò allora il suo attivismo politico


Soccorso rosso internazionale nel
Centroamerica. Di Antonio, giovane
sovietico, la IV sezione dell’esercito.
Dietro la facciata del Soccorso rosso
Morte sospetta
e affascinante studente di legge,
leader rivoluzionario e oppositore
internazionale, dunque, i due svolsero
la loro attività di agenti segreti dell’Urss, A ll’alba del 6 gennaio 1942, dopo
una cena tra amici, Tina disse di non
sentirsi bene e fece chiamare un taxi:
dell’autoritario presidente cubano con compiti organizzativi di estrema
morì lungo il tragitto in macchina, per un
Gerardo Machado, l’attivista friulana si importanza», sostengono due giornalisti, attacco di cuore. Molti, però, dubitarono
innamorò subito. Giovanni Fasanella e Monica Zornetta, di questa versione: “La sua morte”, suggerì
La loro storia finì pochi mesi dopo, nel saggio Terrore a nordest. Girarono un giornale messicano, “è esattamente
la notte del 10 gennaio 1929: mentre l’Europa con documenti e nomi falsi, simile alla liquidazione dei trotzkisti”.
rincasavano, due pallottole raggiunsero il furono arruolati per una missione di Accuse. Diego Rivera, da sempre
ragazzo. Fu un omicidio politico, dubbio controspionaggio in Cina (poi saltata), antistaliniano (e per questo rinnegato, per
un certo periodo, dal suo stesso partito e
il mandante, ma di mezzo ci finì Tina, infine, nel 1936, inviati in Spagna.
persino da Tina), accusò Vittorio Vidali di
accusata e poi scagionata soltanto grazie averla avvelenata, perché sapeva troppo.
all’intervento dei compagni di partito. IDEALISTA. A Madrid, durante la Dalla parte del triestino, però, si schierò
Ormai l’atmosfera messicana si era guerra civile scatenata dal movimento la sorella di Tina, Jolanda: anni dopo,
fatta pesante: il governo, preoccupato nazionalista del generale Francisco raccontò all’Fbi che Tina soffriva di cuore e
dell’attività dei rivoluzionari, sia rifugiati Franco contro il governo repubblicano, che quello era un “problema di famiglia”, in
esteri sia di casa propria, approfittò dello Tina diventò María Ruiz. Forte e casa Modotti.
sventato attentato al nuovo presidente silenziosa, sempre vestita di nero,
Pascual Ortíz Rubio per colpire i rimase nei cuori di molti: arruolata
comunisti. Mise fuorilegge il partito nel battaglione femminile del Quinto
ed espulse gli stranieri, accusandoli di Regimiento dell’esercito popolare di dalla guerra, se ne stava in disparte,
essere implicati nella cospirazione. Carlos Contreras (alias Vidali), María silenziosa. Anche il suo rapporto con
curò i feriti, consolò gli sfollati, aiutò gli Vidali sembrava essersi raffreddato.
SOTTO COPERTURA. Tra gli altri, orfani e organizzò gli ospedali. Ma si Il patto di non aggressione stretto dal
il 25 febbraio 1930 anche Tina venne occupò anche di controspionaggio e di dittatore rosso con Hitler (1939) e
imbarcata sul piroscafo Edam diretto “funzioni di collegamento”. E venne a l’assassinio di Lev Trotzkij compiuto
in Olanda. A bordo ritrovò una vecchia conoscenza degli omicidi di repubblicani dagli stalinisti (1940) le diedero il
conoscenza: Vidali. Pochi mesi dopo, anarchici e comunisti trotzkisti colpo di grazia. Proprio lei, segnalata a
si riunirono a Mosca. “Vivo una vita commessi, pare anche dallo stesso Washington come “agente della polizia
completamente nuova, tanto che mi Vidali, in nome della caccia aperta da segreta sovietica”, lei, che secondo il
sento diversa”, scrisse all’inizio del 1931 Stalin a tutti i suoi contestatori. diplomatico messicano Octavio Paz
al suo ex, Weston, informandolo di aver Quando le forze antifasciste vennero avrebbe dovuto esser chiamata non
detto addio senza troppa nostalgia alla sbaragliate dalle armate di Franco, “Tinísima” ma “Stalinísima”, non
sua fedele macchina fotografica Graflex rientrò a Città del Messico, con un rinnovò la tessera del partito. La morte la
reflex. Ufficialmente lavorava per il passaporto spagnolo intestato a María colse di lì a poco (v. riquadro in basso).
Soccorso rosso internazionale, ma la del Carmen Ruiz Sánchez. Era il 1939: Non più attrice, non più fotografa, non
realtà era un’altra. gli amici, che non la vedevano da più comunista, ne era rimasta solo,
«Vidali e Tina Modotti vennero dieci anni, non riconobbero più la messa a nudo e ferita, l’anima più pura:
reclutati nel servizio segreto militare loro “Tinísima”. Triste e invecchiata quella di idealista. •
Spie in gonnella
Da Mata Hari a Coco Chanel passando
per personaggi dai nomi meno noti:
ecco alcune donne che hannoo vissuto
la doppia vita dell’agente seg
greto.
di Maria Leonarda Leone

FRÄULEIN DOKTOR
A ssoldata dalla Germania durante
la Prima guerra mondiale,
questa enigmatica agente riuscì a
organizzare un’estesa rete di spie
che comunicava informazioni sui
movimenti della flotta inglese
mascherando i messaggi da accordi
commerciali per l’importazione di
sigari.
Laureata. Sulla sua reale identità
non c’è certezza: alcuni storici

MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY


pensano si trattasse di Elsbeth
Schragmüller (1889-1940), la
direttrice della scuola di spionaggio
di Anversa, il celebre luogo di
formazione degli 007 tedeschi.
Il suo soprannome,“la Signorina
Dottoressa”, le veniva dal fatto
che era laureata, cosa rara per una
donna della sua epoca.
PICTORIAL PRESS

MATA HARI MELITA NORWOOD


M ata Hari (1876-1917), alias di
Margaretha Geertruida Zelle,
era una vanitosa olandese, che
M embro del partito comunista
britannico, segretaria
dell’Associazione di ricerca sui metalli
grazie alla sua tenacia e furbizia non ferrosi e spia sovietica: la vera
era riuscita a farsi strada tra la folla bomba fu lei, l’inglese Melita Sinis
di soubrette nella Parigi di inizio Norwood (1912-2005).
Novecento. Durante la Grande Per 35 anni, a partire dal 1937,
guerra, ormai a corto di soldi ed l’agente Hola passò a Mosca le foto
emozioni, accettò l’offerta di uno di tutti i documenti top secret del
dei suoi amanti, il ministro tedesco programma nucleare britannico
degli Affari esteri Herr von Jagow, e portato avanti dall’associazione per
diventò l’agente“H21”. cui lavorava.
Brutta fine. La sua vita da spia Ad armi pari. Il controspionaggio
tedesca fu breve: troppo vistosa, non riuscì mai a incastrarla e
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insospettì il controspionaggio. Si nel 1972 poté andarsene


offrì di fare il doppio gioco, ma tranquillamente in pensione. La
finì tradita da entrambe le parti: i nonnina 007 venne smascherata 20
tedeschi bruciarono la sua identità anni dopo: disse di non essersi mai
segreta e, dopo averla arrestata, i pentita, perché “volevo che la Russia
francesi la fucilarono. fosse sullo stesso piano dell’Occidente”.

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COCO CHAN
NEL
R egina della modaa, la stilista
francese Coco Chanel (1883-
1971) aveva un volto o segreto meno
brillante di quanto apparisse
a su carta
patinata: quello dell’agente segreto
F7124, nome in codice“Westminster”.
Lei si dichiarò semprre innocente,
ma gli archivi della polizia
p francese
dicono che fu reclutaata nel 1940
e che per tutta la Secconda
guerra mondiale lavvorò
come spia per il Terzzo Reich,
compiendo missionii a
Parigi, in Spagna e Marocco.
M
Amicizie cruciali. Do opo
la vittoria alleata, veenne
arrestata con l’accussa
di aver agito da
“collaborazionista
orizzontale”, ma
fu liberata grazie
all’intervento del suo
amico Winston Churrchill.

HARRIET TUBMAN
H arriet Tubman (circa 1820-
1913) era nata schiava, in una
piantagione del Maryland (Usa). Per
anni aveva subìto le angherie dei
padroni bianchi, finché, nel 1849, era
riuscita a scappare a Philadelphia. Da
lì, aveva messo in piedi un network
clandestino per proteggere la fuga di
molte altre persone come lei.
Liberazione. Quando il conflitto tra
abolizionisti e schiavisti sfociò
nella Guerra di secessione
(1861-1865), la“Mosé degli
afroamericani”si arruolò
nell’esercito dell’Unione: JOSEPHINE BAKER
ingaggiata come spia in
alcune operazioni sotto
copertura, fu la prima
C antando e ballando, la“Venere nera”
e superstar afroamericana del cabaret
Josephine Baker (1906-1975) era arrivata
donna a guidare, nel faticosamente da Broadway a Parigi e da
1863, una spedizione lì ai palcoscenici più prestigiosi d’Europa.
armata in Carolina del Così, allo scoppio della Seconda guerra
Sud, liberando dalle mondiale, non esitò a indossare i panni
catene più di 750 della spia per il Paese che le aveva dato la
uomini. notorietà.
Spartiti segreti. Prima nel
controspionaggio militare, poi nei
servizi segreti del movimento France
Libre, sfruttando il proprio fascino
nell’alta società, riuscì a carpire preziose
EVERETT/SHUTTERSTOCK

informazioni strategiche. Per passarle


all’ufficiale di collegamento usava i suoi
spartiti, su cui scriveva messaggi con
l’inchiostro simpatico.
DISPOSTI  
PRIMO PIANO

Ben Gurio
avid n
D


A
ttraverso e l’Aman (l’intelligence Da qualche anno le modalità di
l’inganno militare). Il Mossad è reclutamento sono state semplificate,
BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

faremo la incaricato di studiare e aprendo anche all’arruolamento on-


guerra”: già prevenire le attività che line e tramite Facebook.
il motto dell’Istituto per possano compromettere Non sono invece cambiate le
l’intelligence e servizi la sicurezza nazionale durissime tecniche di addestramento a
speciali (meglio noto come israeliana e risponde cui sono sottoposti i “katsa”, ovvero gli
Mossad) la dice lunga sul direttamente al capo del agenti operativi. Prima di affrontarle,
modus operandi dell’agenzia di governo, cui spetta la nomina però, i candidati sono sottoposti a test
spionaggio dello Stato di Israele. Una del direttore. Anche per questo viene psicofisici per valutarne la capacità
struttura attiva fin dal 1949 e rinomata spesso utilizzato per scopi politici e in di autocontrollo, concentrazione e
per l’audacia e l’efficienza delle sue molti casi ha avuto mano libera, al di rapidità. Per conoscere il sistema
operazioni. Una su tutte, la caccia e fuori di ogni controllo. Mossad è necessario che a raccontarlo
la cattura del criminale nazista Adolf sia qualcuno che lo ha vissuto sulla
Eichmann. UN LAVORO PER POCHI. In propria pelle. Fra questi la francese
A fondarla fu il “padre della patria” passato, per entrare a far parte del di origine ebraica Nima Zamar, ex
David Ben Gurion (1886-1973), con Servizio segreto israeliano bisognava agente che nel 2004 ha scritto il libro-
l’obiettivo di coordinare il lavoro dei fare richiesta presso un’ambasciata denuncia Ho dovuto uccidere (Sperling
vari settori dei servizi israeliani, lo israeliana o statunitense, oppure & Kupfer) ed è costretta da allora a
Shin Bet (il Servizio segreto interno) attraverso l’esercito. vivere sotto falso nome per paura
54
S
A TUTTO I servizi israeliani
sono da 70 anni tra
i più efficienti al
mondo. E solo 15 su
5mila aspiranti agenti
passano la selezione
di un addestramento
durissimo. di Riccardo Michelucci

Esposti
Tre ebrei chassidici
davanti al Muro del
Pianto (Gerusalemme)
nel 1976: l’apporto
dei servizi di
intelligence fu
determinante
per la sopravvivenza
del giovane Stato
di Israele.

di ripercussioni. E il settantenne di solito per quattro mesi, uno ogni una conversazione serrata con agenti
Victor Ostrovsky, anche lui ex agente, tre giorni. Poi arriva l’ora della visita esperti. Finita l’esercitazione si rivede
canadese di famiglia ebrea, che negli medica generale: se anche il fisico la registrazione per scoprire gli errori
anni Novanta, insieme allo scrittrice risulta di buona tempra la fase di commessi attraverso sedute che
Claire Hoy, raccontò la sua esperienza reclutamento può ritenersi conclusa. somigliano a quelle di autocoscienza».
in un celebre libro-confessione dal Buona parte dell’addestramento
titolo Attraverso l’inganno (Interno L’ADDESTRAMENTO. Il riguarda la preparazione mentale per
Giallo Editore). Ostrovsky spiega che programma di addestramento vero abituare il corpo al dolore. «Si viene
ogni aspirante katsa viene convocato e proprio dura due anni e si svolge abituati alla resistenza fisica portata
in un appartamento anonimo dove ha all’interno della Midrasha, l’accademia allo stremo con una serie di esercizi e
sede una base clandestina del Servizio del Mossad. «Gli istruttori insegnano attraverso il razionamento alimentare,
ed è sottoposto per ore a vari test psico- che si deve lavorare sotto copertura, accontentandosi di un paio di tazze
attitudinali. Se queste prove sono cioè con falsa identità, e può capitare di tè al giorno», ha raccontato Nima
superate seguono altri appuntamenti di avere tre incontri diversi durante Zamar nella sua biografia. «Subiamo
in cui il candidato è interrogato sulle la giornata nei quali è necessario veri e propri lavaggi del cervello
proprie esperienze familiari, emotive, cambiare identità», spiega Ostrovsky. per riuscire a non provare alcuna
© I. BERRY/MAGNUM PHOTOS/CONTRASTO

lavorative. Una delle domande cruciali «Molto tempo viene quindi dedicato a emozione e infine ci si rende conto
è: “Vi sembra che uccidere qualcuno far pratica di copertura, esercitandosi della formidabile energia di cui il corpo
per il vostro Paese sia una cosa a costruire una specifica personalità dispone. Ci sono diversi metodi di
negativa?”. Gli incontri si susseguono e a renderla credibile all’interno di condizionamento fisico e psicologico, X

55
S
Eli Cohen
Bravi ma non
infallibili
U

AFP/GETTY IMAGES
n recente rapporto
interno del Mossad
ha elencato i più
clamorosi fallimenti
collezionati negli anni.
Uno dei più noti è la
mancata cattura del
nazista Josef Mengele,
a lungo inseguito e
sfuggito per un soffio
morendo annegato
al largo di una
spiaggia brasiliana.
In Bolivia fallì anche
la caccia a un altro ex
nazista, Walter Rauff,
l’ingegnere che aveva
progettato le camere
a gas mobili. Un altro
epic fail fu l’affare
Lillehammer del 1973,
quando agenti del
Infiltrato

BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO


Eli Cohen (1924-1965)
Mossad uccisero il
è stato forse l’agente
cameriere marocchino
più famoso dei servizi
Ahmed Bouchiki
israeliani. In patria fu
scambiandolo per Ali
un eroe, per la Siria
Hassan Salameh, uno un traditore: venne
dei vertici di Settembre impiccato in una piazza
Nero. di Damasco (nella foto).

Si impara a
sono inculcate in modo ossessivo GLI AGENTI PIÙ FAMOSI.
e talvolta controverso. «Quando si Fra quelli che ce l’hanno fatta ci

uccidere e a
tratta di far fuoco bisogna sparare il sono personaggi diventati simbolo
maggior numero possibile di colpi sul dell’intelligence israeliana. Fra

sopravvivere
bersaglio», aggiunge Ostrovsky, «e questi Eli Cohen, l’agente che negli
si deve dimenticare tutto quello che Anni ’60 riuscì a intercettare –

a dispetto di
abbiamo imparato circa la giustizia. infiltrandosi sotto falsa identità nel
Non dobbiamo preoccuparci se gruppo che avrebbe compiuto il colpo

dolore, paura
qualcuno si trova in mezzo senza di Stato baatista in Siria – documenti
averne alcuna colpa». Ma il compito segretissimi sull’esercito siriano.

e fame
principale richiesto a un allievo che Queste informazioni permisero a Israele
vuole diventare agente è imparare a di conquistare il Golan durante la
reclutare degli informatori. Ogni katsa Guerra dei Sei giorni, ma per
con specifici metodi di respirazione che deve infatti crearsi una propria rete Cohen finì male: la Siria si vendicò
consentono di gestire la paura e informativa di persone fidate, il più facendolo impiccare nel 1965 in una
il dolore e di ottimizzare il recupero delle volte “comprandole”. piazza di Damasco.
cardiaco, fino a raggiungere la soglia di È chiaro che soltanto una piccola Il famoso film Münich di Steven
resistenza». parte dei selezionati riesce a portare Spielberg (2005) è ispirato invece
Vengono insegnate tecniche di in fondo il percorso di formazione: alla storia di Michael Harari (1927-
manipolazione e di falsificazione dei a diventare agenti del Mossad sono 2014), l’agente che guidò la vendetta
documenti, ma soprattutto si impara in media non più di 15 aspiranti su del Mossad (nell’operazione
a usare le armi. Le regole d’uso 5mila. soprannominata Ira di Dio), contro i

C RONOLO G IA

Al servizio 1949 David Ben 1951 Il Mossad entra 1960 Cattura del cri- 1962-64 Sabotaggio 1965 Cattura e ucci-
del nuovo Gurion fonda il a far parte dell’ufficio
del primo ministro
minale nazista Adolf del programma missi- sione del criminale di
Mossad. Eichmann. listico egiziano (ope- guerra lettone
Stato israeliano. razione Damocle). Herberts Cukurs.

56
S
Sotto copertura
A lato, il documento
falso intestato a
Riccardo Klement con il
quale Adolf Eichmann
(più a destra, durante
il processo) lasciò
l’Italia nel 1950. Sotto,
Michael Harari, che
guidò l’operazione

BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO (2)


contro i terroristi di
Settembre Nero; e l’ex
agente Nima Zamar.

Identikit
Il Mossad ha sede in un gigantesco palazzo di Tel Aviv e si
stima che abbia circa 1.200 dipendenti suddivisi in otto
dipartimenti, fra cui uno dedicato in modo specifico alla
Y SHAUL/ISRAEL SUN/SHUTTERSTOCK

guerra psicologica. Il reparto più famoso è la Special


Operation Division (in ebraico “Metsada”), al quale sono
affidate le missioni più sensibili e segrete. Il Mossad è
CORBIS/GETTY IMAGES

ufficialmente un servizio“civile”e non fa quindi uso di gradi


militari, anche se per le operazioni più impegnative a volte
Michael Harari Nima Zamar arruola membri scelti dell’esercito.

terroristi palestinesi di Settembre Nero. Mossad. Tra queste c’è Shula Cohen, riuscì persino a intercettare il discorso
L’allora premier Golda Meir gli affidò il nome in codice “Perla”, che dalla fine segreto con cui Nikita Chrusciov
compito di vendicare gli atleti israeliani degli Anni ’40 fu protagonista di una denunciava i crimini di Stalin. Poi lo
uccisi alle Olimpiadi di Monaco nel leggendaria operazione che consentì di recapitò a Washington provocando un
1972. Quattro anni dopo fu lo stesso salvare migliaia di profughi ebrei siriani comprensibile imbarazzo a Mosca.
Harari a mettere a punto l’assalto dei e iracheni prima dello scoppio della In Medio Oriente la lista delle azioni
commandos di Tel Aviv che liberarono Guerra di Indipendenza d’Israele. più celebri è sterminata, a cominciare
un centinaio di ostaggi all’aeroporto di dalla già citata operazione Ira di Dio al
Entebbe, in Uganda. SUCCESSI. In oltre 70 anni di storia sabotaggio del programma missilistico
Un’altra figura di spicco è stato il servizio segreto israeliano ha raccolto egiziano (1962) fino all’assassinio nel
Meir Dagan (1945-2016), capo del molti successi e alcuni clamorosi errori 1972 del poeta palestinese Ghassan
Mossad dal 2002 al 2011 e fautore della (vedi riquadro a sinistra), che non sono Kanafani, portavoce del Fronte Popolare
“guerra sporca” contro il programma riusciti però a scalfire la sua solida di Liberazione della Palestina, per
nucleare iraniano. Sotto il suo comando reputazione di efficienza. vendicare il massacro dell’aeroporto
il Servizio segreto israeliano ha Tra le azioni più famose ci sono quelle di Lod del 30 maggio 1972. Fu ucciso
conosciuto una stagione di intrighi, legate alla caccia dei criminali nazisti, in un attentato a Beirut insieme alla
operazioni sotto copertura all’estero e dal sequestro di Adolf Eichmann in figlia. E ancora: in Siria venne ucciso
omicidi mirati, con la morte misteriosa Argentina nel 1960 all’assassinio – nel 2008 uno dei leader degli Hezbollah
di scienziati nucleari iraniani e generali cinque anni dopo – dell’ex aviatore libanesi, Imad Mughniyah, mentre tre
siriani. Infine, sono molte le donne lettone Herberts Cukurs, autore di anni prima, a Gaza, agenti del Mossad
che hanno avuto ruoli operativi di crimini contro l’umanità ai danni del eliminarono lo sceicco Ahmed Yassin,
cruciale importanza all’interno del popolo ebraico. Nel 1956 il Mossad leader spirituale di Hamas. •

1972 Operazione Ira 1973 Ahmed Bou­ 1977 Il premier Be­ 1986 Rapimento di 2001 Il Mossad 2018 Il Mossad sot­
di Dio. Porterà all’uc­ chiki viene scambiato gin ordina la cattura Mordechai Vanunu: avverte Cia e Fbi di un trae migliaia di docu­
cisione dei leader di per un terrorista e di Josef Mengele. rivelò i segreti nu­ imminente attentato menti sul programma
Settembre Nero. ucciso. Il piano fallisce. cleari di Israele. (Torri Gemelle). nucleare iraniano.

57
S
IL PASSATO INCONTRA IL PRESENTE

Storia SCOPRIRE IL PASSATO CAPIRE IL PRESENTE

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Data
Rilascio Nego il consenso per le attività di profilazione. P001
PRIMO PIANO


I
l migliore e più efficace servizi segreti come l’Entità. Fondata LE ORIGINI. Non è un caso che
servizio di spionaggio secondo gli storici nel 1566 da papa il servizio segreto vaticano sia nato
che conosco al mondo è Pio V, questa avrebbe operato per proprio con Pio V, al secolo Michele
quello del Vaticano”. Così oltre quattro secoli, collezionando Ghislieri. Prima di diventare papa, nel
il noto cacciatore di nazisti Simon una lunga lista di misfatti tra cui 1566, questi si era distinto come il più
Wiesenthal (1908-2005) definì cospirazioni, omicidi e manipolazione meticoloso inquisitore della Chiesa,
l’organizzazione d’intelligence al dell’opinione pubblica. Sulla sua operando dapprima nelle province
servizio dell’istituzione pontificia: la effettiva esistenza, tuttavia, aleggiano del Nord Italia e poi a Roma, dove fu

SUA SANTITÀ
Santa Alleanza, nota negli ambienti dei ancora molte ombre. nominato Grande inquisitore nel 1558.

Anche il Vaticano ha avuto la sua


intelligence: il primo a volerla fu nel
1566 papa Pio V che la usò per frenare
il protestantesimo. di Federica Campanelli
CELAL TEBER
«Fu in questo periodo che Ghislieri girando le informazioni raccolte a Sotto attacco
Piazza San Pietro
iniziò a creare la sua rete organizzata Ghislieri, in prima persona o tramite un
in una foto recente
di spie», afferma Antonella Colonna cartiglio detto “rotolo rosso”». e un ritratto di
Vilasi, presidente del Centro Studi Salito al soglio pontificio, Pio V Pio V: durante il suo
sull’Intelligence-Uni e autrice del dovette però affrontare un nemico della pontificato (1566-
testo L’Entità. I servizi segreti vaticani Chiesa ben più pericoloso di stregoni e 1572) il cattolicesimo
(Libellula). «Queste erano denominate miscredenti: il protestantesimo luterano fu minacciato dalla
Monaci neri e si muovevano e calvinista, cui si aggiungeva “l’eresia” diffusione del
protestantesimo.
indisturbate in tutta la Città Eterna, anglicana guidata da Elisabetta I X

SEGRETA

MONDADORI PORTFOLIO/WWW.BRIDGEMANART.COM
PAPA PIO V

61
S
MONDADORI PORTFOLIO/WWW.BRIDGEMANART.COM
ElisabEtta i CORBIS VIA GETTY IMAGES

Maria stuart

Pio V voleva utilizzare le sue spie


d’Inghilterra. Ed è proprio per arginare
l’onda lunga della Riforma che il papa

per ripristinare il cattolicesimo.


sentì l’esigenza di tessere una nuova
rete di intelligence, organizzata sul

Dove? Innanzitutto in Scozia


modello già collaudato negli anni
dell’Inquisizione. Nacque così la Santa
Alleanza.

GOLPE FALLITO. Secondo i progetti


Pio XII, papa
negli anni tragici L’Entità e il nazismo papali, Maria Stuart, regina scozzese di

C
della Seconda he ruolo ebbe l’Entità durante la fede cattolica, doveva sedere sul trono
guerra mondiale. Seconda guerra mondiale? Se da un d’Inghilterra al posto di Elisabetta, sua
lato raccoglieva informazioni sui progetti cugina. Prosegue Vilasi: «Pio V progettò
bellici di Hitler, trasmettendole a Londra e a così di infiltrare proprie spie in Gran
Washington, dall’altro pare che i suoi agenti Bretagna, con il fine ultimo di restaurare
abbiano favorito la fuga di gerarchi nazisti il cattolicesimo in un regno, la Scozia,
al termine del conflitto durante il quale
lo stesso papa Pio XII fu accusato di avere che si era dichiarato presbiteriano nel
chiuso gli occhi soprattutto sulla Shoah. 1560». Nelle lotte religiose qui si erano
Oggi. Leggende nere a parte, oggi a infatti imposti i seguaci del calvinista
occuparsi delle funzioni di intelligence scozzese John Knox.
in seno allo Stato della Chiesa è il Corpo Come prima cosa, serviva un agente
della Gendarmeria Vaticana, nato nel 1971 in Scozia e per raccogliere informazioni
dalla precedente Gendarmeria pontificia sui movimenti alla corte di Londra. La
(1816). Quanto a l’Entità, la Santa Sede ne
ha sempre negato l’esistenza, tuttavia in scelta cadde su Davide Rizzio, musicista
molti sono certi che la rete spionistica super piemontese che, in brevissimo tempo, da
segreta vaticana non solo sia esistita, ma sia cortigiano divenne segretario personale
BETTMANN ARCHIVE

tuttora attiva. della Stuart e forse anche suo amante.


Trame reali
La Basilica di San Pietro “vista”
nell’800. A destra, François Ravaillac
(1578-1610) e Olimpia Maidalchini
(1591-1657), entrambi presunte
spie. A sinistra, la cosiddetta “regina
eretica” Elisabetta I (1533-1603) e
la regina scozzese di fede cattolica
Maria Stuart (1542-1587).

BRIDGEMAN IMAGES
François ravaillac

HERITAGE IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO


FALKENSTEINFOTO

olimpia maidalchini

«Gli uomini al soldo di Elisabetta non ottagono con il nome di Gesù scritto A volerlo fu monsignor Umberto
potevano accettare la sua presenza, su ogni lato; disegno presente su una Benigni, preoccupato per l’avanzata
sapendo che era una spia di Pio V, e pergamena ritrovata addosso allo del modernismo teologico e pronto
così, giocando con la gelosia del marito stesso Ravaillac». Sull’attività di questa a formare una fitta rete di spie-
della Stuart, Enrico Darnley, trovarono congrega vi sono notizie incerte e molto censori (detta appunto Sodalitium) da
un movente per ucciderlo», aggiunge dubbie, ma in molti sono concordi nel infiltrare in ogni ambiente della Chiesa.
Vilasi. «Il 9 maggio 1566 Rizzio fu ritenere che i suoi membri operassero L’organizzazione fu ufficialmente
quindi assassinato». La Santa Alleanza per conto della Santa Alleanza. abolita nel 1914, ma per alcuni avrebbe
perse così la sua prima spia, ma non la continuato a operare fino al 1946.
speranza di eliminare Elisabetta, anche CONTROSPIONAGGIO. Il misterioso
se ogni congiura ordita a suo danno Octagonus non sarebbe peraltro la ATTIVITÀ “RIDIMENSIONATA”.
sarebbe puntualmente fallita grazie alle sola organizzazione di questo tipo. Da sempre influenzate dal contesto
contromosse degli agenti inglesi. Secondo gli studiosi, in seno al servizio storico, le attività di spionaggio della
segreto vaticano si sarebbero formati Santa Alleanza rimasero intense e
I MISTERI DI OCTAGONUS. infatti diversi gruppi semi-indipendenti capillari finché il papato riuscì a
Dopo Elisabetta, l’attenzione del e dediti principalmente ad attività di mantenere un ruolo di primo piano
Vaticano si rivolse a un altro pezzo da controspionaggio. Uno di questi fu nello scacchiere politico europeo,
novanta: Enrico IV di Francia, calvinista l’Ordine Nero, istituito durante il papato ma le cose cambiarono durante il
convertito al cattolicesimo e re dal 1594 di Innocenzo X (1644-1655) con lo scopo Risorgimento. Con l’annessione di
fino al suo assassinio, consumatosi il 14 di stanare e uccidere le talpe infiltrate Roma al Regno d’Italia (1870) e il
maggio 1610 per mano del frate François in Vaticano. La mente di quel progetto parallelo svilupparsi di forti sentimenti
Ravaillac. «Negli anni successivi, si sarebbe stata una donna: Olimpia anticlericali, il potere temporale del
venne a sapere che costui avrebbe fatto Maidalchini (1591-1657), cognata e papa fu infatti ridimensionato. A
parte di un gruppo di fanatici religiosi astuta consigliera di Innocenzo X. quel punto alla Santa Alleanza non
chiamato Octagonus», spiega l’esperta. Secoli dopo fu la volta del Sodalitium rimase che concentrarsi sulla sicurezza
«I suoi membri si distinguevano per Pianum, nato nel 1909 sotto il personale del pontefice, tralasciando le
l’uso di un simbolo peculiare: un pontificato di Pio X (1903-1919). questioni politiche. •
63
S
PRIMO PIANO
Progetto Habakkuk: la nave di ghiaccio
U na delle principali pecche delle navi
portaerei è la tendenza ad affondare,
se colpite. Ecco perché nell’ottobre 1942,
Troppo pesante. Si uscì dall’impasse
grazie a due chimici del Politecnico di
Brooklyn: Hermann Mark e Peter Hohenstein
Geoffrey Pyke, uno scienziato senza alcuna scoprirono, infatti, che l’inclusione del 15%
esperienza militare, presentò ai comandi di polpa di legno nel ghiaccio migliorava le
inglesi un piano per risolvere il problema: proprietà meccaniche dell’imbarcazione. Era
bastava costruire navi di ghiaccio (che nato il pykrete: un materiale galleggiante Costruzione di un modello
galleggia sull’acqua) ricavandole dagli in grado di resistere tanto alle martellate di nave in pykrete nel Parco
iceberg. Nel dicembre 1942 il primo ministro quanto ai proiettili, prodotto in segreto nazionale di Jasper, in Canada.
Winston Churchill autorizzò il progetto, ma nel retro di un deposito di carne congelata
presto emerse che le strutture di ghiaccio a Londra. Dopo i consueti“stress test”, fu
disponibili avevano una massa insufficiente, sperimentato nei due laghi del Jasper di una portaerei doveva essere di 10 metri,
o erano troppo sottili per sopravvivere a National Park nella provincia di Alberta per un totale di 1,7 milioni di tonnellate di
condizioni meteorologiche avverse. Inoltre (Canada) dove a luglio si toccano i pykrete per ogni unità. La spesa per una
il ghiaccio si dimostrò inaffidabile sotto 21 °C. La buona notizia era che gli spari nave, dunque, era superiore a quella della
pressione: a volte un blocco sopportava un di un fucile non avevano alcun effetto produzione dell’intera flotta convenzionale.
carico di 22,5 kg per cm2, ma in altri casi si sul py
pykrete, la cattiva, invece, era che per Fu così che la missione si arenò: non sempre
spezzava con un peso di soli 4,99 kg peer cm2. resistere alle bom
o be, lo spessore dello scafo la vittoria può essere a tutti i costi.

Cia: assurde

tattiche
ridicole e
e
armi segrete
e,
er dir
irlo
lo con
o un gigioco di par
arol
t
olee, molte
ollte ope
pera
razi
zion
onii dii in
i tell
llig
ll iggen
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e c (in
ingl
in gles
ese,
e, “sp
spio
iona
nagg
ggio
io”)) non son
ono o se
segn
gnoo di in
inte
tell
l igenc (in ingle glese
se,
“intelligenza”). Al contrario: come sostiene Vin nce Hough g ton, curatore
missioni dell’International Spy Museum di Washington e autore del saggio

“impossibili”. Il pipistrello bomba (Bollati Boringhieri), sembrano nate «dall’incontro tra


innovazione e disperazione». In effetti, alcuni dei progetti concepiti dai servizi
segreti, dalle gerarchie militari o dagli scienziati durante l’ultimo conflitto
mondiale o nell’ambito della Guerra fredda, nel tentativo di mantenere la
di Elisa Venco supremazia o difendere la patria, spesso si sono rivelati clamorosi flop. •

Fermate Castro!
Il 17 aprile 1961, con il sostegno degli Usa,
1.400 esuli cubani sbarcarono nella Baia
americano a uno cubano, sparare a Castro e
dileguarsi. Ma Rodríguez, proprio invisibile
CORBIS VIA GETTY IMAGES

dei Porci per rovesciare il regime di Castro non era, anche perché, per ben due volte,
e furono tutti uccisi o catturati. Lo smacco anziché su un’anonima barca di pescatori, fu
fu tale che John F. Kennedy destituì i vertici imbarcato su uno yacht di lusso, di proprietà
della Cia, chiedendo invece all’aviazione, cioè di Sargent Shriver, cognato di Kennedy e
al generale Edward Lansdale, suggerimenti fondatore dei Peace Corps. Diciamo pure che
per liberarsi del Líder Máximo. Le proposte non aiutò il fatto che la barca cubana non
avanzate non mancarono di fantasia: nel si presentò mai. E, infine, non giocò certo a
tentativo di creare“disordini e dissensi”, i favore degli americani il fatto che al terzo
piloti americani avrebbero potuto lanciare tentativo l’imbarcazione ebbe un problema
centinaia di biglietti aerei di sola andata per meccanico. E così sull’operazione si stese un
Mexico City o Caracas. velo pietoso.
In alternativa l’idea era boicottare i mezzi Arriva la Cia. Nel 1967 fu la Cia a preparare
forniti dai sovietici, da cui dipendeva un nuovo“rapporto sui complotti per
Cuba, o simulare un attacco alla base Usa assassinare Fidel Castro”: si ipotizzava di fargli
di Guantanamo, per giustificare un’azione respirare sostanze psicotrope mentre parlava
di forza. Kennedy disse no a tutto. Ma un alla radio, avvelenargli i sigari o il boccaglio
anno dopo, tra i 638 tentativi statunitensi da sub (Castro amava le immersioni) con
di uccidere Castro dichiarati da Fabian la tossina botulinica o il batterio della
Escalante, ex capo del controspionaggio tubercolosi. Falliti i tentativi di boicottare
cubano, si annovera anche una missione, Cuba, la Cia si concentrò sulla Bolivia dove Castro si prepara
approvata da Washington, più folle che inviò una squadra capitanata sempre da Felix a un’immersione
impossibile. Félix Rodríguez, esule cubano Rodríguez. L’obiettivo? Catturare Ernesto subacquea al
addestrato in Centro America, avrebbe Che Guevara che, nell’ultima foto da vivo, in largo di Cuba.
dovuto nottetempo passare da un battello effetti, è proprio accanto a Rodríguez.
64
S
Il nemico ci ascolta
P resumibilmente ogni ambasciata del
mondo finisce con l’ospitare, in qualità
di dipendenti, anche un buon numero
grazie alla quale fino al 1952 i russi
ascoltarono tutti i colloqui diplomatici.
Nel 1984 gli americani trovarono altre
Avenue: l’ambasciata russa. Peccato che,
senza una mappa dell’edificio, nessuno
sapesse dove il tunnel avrebbe portato
di spie. L’ascolto delle conversazioni che 40 microspie nascoste nell’ambasciata esattamente. Tutto finì quando un agente
si tengono in queste roccaforti della (persino nelle macchine per scrivere in doppiogiochista avvisò i russi: gli americani
diplomazia è da sempre molto ambito. I uso ai diplomatici dal 1982). Perciò, nel si affrettarono a sigillare il buco, per non
russi riuscirono a guadagnarsi un canale 1989 investendo 240 milioni di dollari, rischiare che i nemici lo usassero contro di
d’ascolto privilegiato nell’agosto 1945, l’ambasciata americana a Mosca fu loro. E i sovietici dichiararono che, qualora
quando una delegazione di Pionieri smantellata e ricostruita. avessero trovato il tunnel, l’avrebbero
(l’equivalente sovietico dei boyscout) In fondo al tunnel. Non che gli americani trasformato in sauna.
regalò all’ambasciatore Usa a Mosca, fossero da meno: alla fine degli Anni
W. Averell Harriman, una targa per ’70 debuttò l’operazione Monopoli, così
commemorare la collaborazione tra le due chiamata perché basata sull’acquisto
potenze in tempo di guerra. Il diplomatico di una serie di abitazioni a Washington,
la ripose nel suo studio, ignaro del fatto sotto le quali si sarebbe scavato un
che al suo interno ci fosse una cimice, tunnel fino al numero 2.650 di Wisconsin

intelligence
AP

Nel 1960 viene mostrato


alle Nazioni Unite uno
stemma americano al
cui interno era nascosto
un microfono, trovato
nell’ambasciata Usa
a Mosca.
AP
Ci vuole uno tsunami
L ’11 marzo 2011 il Giappone
fu colpito da uno tsunami
che fece circa 30mila vittime, tra
luglio 1946 nell’atollo di Bikini
(nella foto), nelle Isole Marshall:
l’atomica. Quando l’ordigno
morti e dispersi. Ciò che allora ci venne fatto esplodere sott’acqua,
sembrò una tragedia, nel 1944 per verificare le ipotesi del
era apparsa come un’opportunità: progetto Seal, risultò che neanche
quella di concludere la Seconda un’atomica poteva produrre
guerra mondiale grazie a tsunami uno tsunami. Eppure l’idea è
causati da esplosioni mirate. Iniziò sopravvissuta fino a tempi recenti.
così l’operazione Seal (“sigillo”), Sempreverde. Secondo una
concepita dal comandante della pubblicazione israeliana del 2015,
marina militare E. A. Gibson, che il qualora autorizzato a sviluppare
6 giugno ’44 diede il via a una serie armi nucleari, l’Iran punterebbe
di esperimenti nel golfo di Hauraki, a far esplodere una bomba nel
in Nuova Zelanda. Vennero lanciate Mediterraneo e spazzare via tutto
3.600 cariche di esplosivo di varia Israele. Nel 2018 Vladimir Putin ha
portata, tutte però inefficaci a annunciato nuovi droni sottomarini
provocare le onde desiderate. Ma invisibili e dotati di una testata da
grazie alla sperimentazione sul 50 megatoni, la cui forza sarebbe
campo gli esperti capirono che “finalmente” pari allo tsunami del
era più importante la profondità 2011. Interrogati sulla possibilità
dell’esplosione che la potenza della di provocare uno tsunami con
bomba: infatti più la deflagrazione questa potente bomba, gli esperti
era in superficie, più onde venivano del Lawrence Livermore National
prodotte. Era il momento giusto Laboratory, il dipartimento
per perfezionare l’idea, ma gli Usa dell’Energia Usa, lo hanno giudicato
decisero di valutare l’impatto di semplicemente uno stupido spreco
un’altra innovazione testata il 25 di un’ottima arma.

Tra i progetti più folli concepiti dall’intelligence americana


ci sono le portaerei di ghiaccio e il gatto spione

Piovono pipistrelli Microfono inserito nel canale


uditivo.

N egli anni Sessanta persino il


gatto fu individuato come un
possibile strumento di spionaggio.
’43) svolto nel deserto del Mojave, fu
letteralmente uno schianto: 35mila
pipistrelli ibernati vennero caricati
Filo dell’antenna
lungo il dorso.
Insospettabili, silenziosi, i felini erano su un bombardiere B52. Liberati a
apparsi alla Cia come il vettore ideale 1.500 metri, si spiaccicarono ancora
di ricetrasmittenti nascoste. Con una congelati sul terreno. La volta
sola controindicazione: l’abitudine successiva alcuni si risvegliarono e
a muoversi in totale autonomia. colpirono l’obiettivo, un finto villaggio.
Perciò, dopo una delicata operazione Altri invece tornarono all’hangar di
per inserire un trasmettitore radio partenza che, insieme agli uffici e
alla base del cranio dell’animale alla torre di controllo, bruciò sotto gli
prescelto, alcuni esperti dovettero occhi dei militari Usa. La terza fase in
addestrarlo per mesi e mesi ad andare programma, con esplosivi ancora più
dove veniva richiesto. Ma il fatidico potenti, fu cancellata nel 1944, con
giorno dell’operazione Acoustic un nulla di fatto, a parte spese per 2
Kitty, il micio cavia, dopo essersi milioni di dollari (circa 30 di oggi).
mosso esattamente nella direzione
programmata, attraversò la strada, e fu
investito da un taxi. Trasmettitore ad
Boomerang. Non andò meglio con i alimentazione elettrica.
pipistrelli, che i servizi si erano messi
in testa di addestrare a volare sulle
case nipponiche per ucciderne gli
KARINE AIGNER / NATUREPL.COM

abitanti. L’idea era di “equipaggiare” i


volatili con una bomba incendiaria al
napalm (sostanza a base di petrolio Sopra, un gatto spia equipaggiato dalla Cia
mischiato a un agente gelatinoso) per l’operazione Acoustic Kitty. A sinistra,
che si attacca agli oggetti e li brucia. il pipistrello Tadarida brasiliensis, la specie
Il risultato del primo test (maggio usata per sperimentare la “Bat-bomb”.
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PRIMO PIANO

Tanto per
non capirci

68
S
B
uubddbsf bmm’bmcb. Non
Dall’inchiostro simpatico alla riuscite a leggere questo
messaggio? Bene, significa
macchina Enigma. Tutti i modi che il nostro codice segreto
funziona, anche se siamo sicuri che
che ci siamo inventati per potrebbe avere una vita breve. La
storia dei codici segreti è infatti un
nascondere messaggi segreti. estenuante braccio di ferro tra creatori
di scritture segrete e solutori alla ricerca
dei messaggi nascosti (il termine
crittografia deriva proprio dal greco
kriptós “nascosto”). Andando agli
di Anita Rubini
esordi delle comunicazioni segrete c’era
però la steganografia (letteralmente
la “scrittura celata alla vista”, da
steganós, “coperto”) dove l’obiettivo era
proprio occultare l’esistenza stessa del
messaggio.

DAL BARBIERE. «Lo storico


greco Erodoto ha narrato la vicenda
di Demarato di Sparta (V secolo
a.C.) che per avvertire i compatrioti
dell’imminente invasione persiana
scrisse su una tavoletta di cera il
messaggio di allerta per poi nasconderlo
con un altro strato di cera su cui faceva
bellavista un innocuo comunicato»,
spiega Simon Singh autore di un libro
sull’argomento, Codici e segreti (Bur).
«Sempre Erodoto racconta la storia
di tale Istièo che voleva incoraggiare
Aristagora di Mileto a ribellarsi al re
persiano. Come fargli recapitare le
istruzioni? Fece rasare il capo a un
corriere, gli scrisse un messaggio sulla
cute e aspettò che gli ricrescessero
i capelli. Il corriere attraversò
indisturbato il territorio persiano:
giunto a destinazione si rasò il capo e lo
rivolse al destinatario». Unica nota: in
quel caso evidentemente la fretta non
era troppa.

UOVA SODE E MICRODOT.


Da Erodoto a oggi ci si è sbizzarriti con
la steganografia. Nell’antica Cina si
dipingeva il messaggio su striscioline
di seta finissima, che venivano
appallottolate e coperte di cera. E poi
inghiottite dai messaggeri stessi.
Nel ’500 lo scienziato italiano
Giambattista Della Porta spiegò
come comunicare con un semplice
uovo sodo: bastava preparare un
inchiostro con 30 grammi di allume in
mezzo litro d’aceto e usarlo per scrivere
Messaggi cifrati sul guscio. La soluzione penetrava nel
Un dispositivo per
crittografare comunicazioni guscio, che è poroso, senza lasciare
segrete del 1780, tracce, e tingeva l’albume solidificato:
conservato allo Science per leggere il messaggio non restava che
Museum di Londra. sbucciare l’uovo. X

69
S
È una forma di scrittura occultata
anche quella che usa gli inchiostri
simpatici: già nel I secolo d.C. Plinio
il Vecchio insegnava che usando un
particolare lattice si può ottenere un

GETTY IMAGES
inchiostro trasparente che una volta
riscaldato diventa marroncino.
Su un piano ancora più sofisticato è
il microdot, un sistema in voga nella
Seconda guerra mondiale attraverso
il quale si riduceva lo scritto alle
dimensioni di un punto. «Con un
procedimento fotografico, gli
agenti tedeschi in America Latina
trasformavano una pagina
scritta in una macchia con un
diametro inferiore al millimetro,
che poteva essere nascosta nel
puntino di una “i”», spiega
Singh. 

LE SCITALE SPARTANE.
Limite evidente della steganografia è
il rischio che il portatore del messaggio
ALAN TURING
venga perquisito e il messaggio
intercettato. Così si cominciò a elaborare
anche un modo per criptare il testo. la fece più facile e semplicemente SCEGLI L’ALFABETO. La crittografia
Un po’ come abbiamo fatto all’inizio sostituì ogni lettera con la seguente. moderna nacque nel XV secolo, quando
dell’articolo con buubddbsf bmm’bmcb. Per secoli ci si ispirò a questo metodo Leon Battista Alberti, artista poliedrico e
Tucidide racconta che i magistrati sostituendo anche singole parole con frequentatore delle corti rinascimentali,
spartani (efori) utilizzavano per scopi altre che costituivano la chiave di lettura inventò una “maniera di scrivere
militari un sistema di cifratura basato del testo. Non erano metodi blindati occultissima e comodissima della quale
su un bastoncino di legno, la scitala. però, visto che si poteva aggirarli con nessuna è più rapida e facile a leggersi
Si realizzavano due scitale identiche l’“analisi delle frequenze”, confrontando e più segreta”: il cosiddetto “sistema
anche come lunghezza e diametro, una cioè ogni quanto le lettere (o le parole) si polialfabetico”. Il sistema era stato messo
in mano agli efori e una consegnata ai ripetono nel messaggio fino ad arrivare a punto da Johannes Trithemius, un
generali in partenza per il fronte. Per alla sua decifrazione. I più scaltri in tedesco contemporaneo dell’Alberti. Il
le comunicazioni top secret gli efori quest’arte erano gli arabi, abituati ad metodo prevede una tabella (tabula recta)
tagliavano una striscia lunga e sottile analizzare le ripetizioni delle parole formata da 26 righe (le lettere dell’alfabeto
di cuoio o tela che veniva avvolta nel Corano per meglio interpretare la inglese) riportanti ognuna un alfabeto
attorno alla scitala e vi scrivevano le volontà di Allah. che inizia con una lettera scalata di una
istruzioni nel senso della lunghezza Così, i codici classici, usati fino all’inizio posizione rispetto a quello precedente. La
del bastoncino. Poi la srotolavano e del Medioevo, vennero spazzati via prima lettera da cifrare rimane la stessa, la
ripiegavano più volte e la mandavano con l’entrata in scena degli analisti seconda si cifra con il secondo alfabeto, la
al generale che la rendeva nuovamente musulmani. terza lettera col terzo...
leggibile avvolgendola sul bastoncino
“gemello”: solo attorno a una bacchetta
identica, infatti, si poteva ricostruire la
posizione originaria delle lettere e capire Dall’antichità...
il messaggio.
Gli antichi Romani invece adottarono
Il codice di Cesare
l’“alfabeto di Cesare”, chiamato così La scitala spartana
perché era il metodo preferito del
condottiero romano (I secolo
a.C.): l’alfabeto usato era quello
conosciuto ma si procedeva
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

per traslitterazione, ovvero


ogni lettera del testo veniva Il cifrario di
sostituita dalla lettera che Jefferson, 1802
la seguiva di tre posti (la A
diventava D, la B, E e così via).
Decifrante Y, Italia, 1920
Dopo di lui, l’imperatore Augusto
70
S
THE LIFE PICTURE COLLECTION/GETTY IMAGES
In guerra
A sinistra,
Colossus, il
computer usato
a Bletchley Park
per decodificare i
codici di Enigma,
la macchina
(più a destra)
usata dai soldati
tedeschi (a lato)
per segnalare
gli obiettivi da
colpire.

MONDADORI PORTFOLIO
migliori decrittatori potevano lavorare
Con i messaggi cifrati di Enigma fianco a fianco.

i tedeschi comunicavano ai ENIGMA. Con l’arrivo del telegrafo


e la realizzazione di macchine per
sommergibili gli obiettivi militari cifrare si entrò in una nuova era della
crittografia. Dal 1937 le forze armate
da colpire tedesche usarono Enigma, una macchina
crittografica con innumerevoli chiavi che
DECRITTARE. Quanto più si è anche per testare l’affidabilità dei propri cambiavano ogni giorno. Ogni lettera
sviluppata la tecnica di secretare i codici. Si dice che questi, per fedeltà veniva cifrata con un alfabeto diverso
messaggi, tanto dall’altra parte si è alla Serenissima, avesse rassicurato il dando luogo a un numero spropositato
rafforzata l’esigenza di decrittarli. In papato sull’impenetrabilità dei codici di combinazioni. Ma dal 1940 gli inglesi
pieno Rinascimento uno dei decrittatori nonostante fosse riuscito a decifrarli: iniziarono a decifrare quei messaggi,
più famosi d’Europa era un veneziano: voleva evitare un innalzamento dei grazie ad alcune Enigma ricostruite con
Giovanni Soro, che dal 1506 occupò il parametri di sicurezza. Fu tale il ruolo l’aiuto dei servizi polacchi e dopo aver
posto di segretario alle cifre di Venezia, di questi decrittatori che anche dopo il messo al lavoro a Bletchley Park, a nord
magistratura incaricata proprio del Rinascimento i governi europei resero di Londra, un gruppo di matematici e
decrittaggio dei messaggi in codice. operative le cosiddette “camere nere”, crittografi (il progetto Ultra), tra i quali
Papa Clemente VII si avvalse di Soro ovvero centri di decifrazione dove i Alan Turing, oggi considerato il padre
dell’informatica. A piccoli passi, grazie
anche a decifrazioni casuali di parti di
MONDADORI PORTFOLIO

codici, Ultra divenne molto efficiente:


...alla Prima guerra mondiale Codice americano nel 1942 decrittava 80mila messaggi al
mese. I tedeschi, intanto, continuavano
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

La crittografia
Disco cifrante tedesco a ritenere infallibile il loro sistema.
non ha confini
temporali né
Anche perché i britannici lasciarono
geografici: qui che qualche bombardamento, previsto
allineati alcuni tramite le intercettazioni, si verificasse
dispositivi ugualmente per non destare sospetti. A
e macchine questo punto della lettura siete riusciti
utilizzati in varie a decrittare il nostro messaggio iniziale?
epoche per cifrare Facile! Abbiamo usato il vecchio metodo
i messaggi. I due
cifrari qui ai lati dei Romani: buubddbsf bmm’bmcb
sono stati usati significa “attaccare all’alba” (sostituendo
durante la Prima ogni lettera con quella successiva). •
guerra mondiale.
71
S
PRIMO PIANO

SAPERNE DI PIÙ

SPY STORY

GETTY IMAGES
La cattura di una spia in un
quadro del pittore vittoriano
John Seymour Lucas (1890).
Tutto quello che avreste voluto sapere
sul mondo dello spionaggio e i suoi
avventurosi protagonisti, raccontato con
gli occhi di storici e scrittori attraverso
rigorosi saggi e accurate biografie.

Codici e segreti  Questi improbabili progetti,


Simon Singh (Bur) come quello statunitense di lan-
Questo libro approfondisce l’uso ciare una bomba di pipistrelli vivi
dei linguaggi cifrati dall’antico sul Giappone, vennero seriamen-
Egitto alla Guerra fredda. Grazie te presi in considerazione
a una serie di storie esemplari, dall’intelligence e dai governi, ma
come quella di Maria Stuarda e del in seguito furono scartati perché
codice segreto che la condusse al giudicati troppo pericolosi, trop-
patibolo fino alla macchina Enig- po costosi o, più spesso, troppo
ma, usata dai tedeschi durante la demenziali.
Seconda guerra mondiale (il cui
codice fu violato da Alan Turing), Storia Il diavolo Lo scopo del libro è spiegare
viene spiegato come lo studio del- delle spie zoppo e il attraverso i personaggi che
la crittografia sia stato fondamen- Paul Simpson suo compare.  hanno animato il “Grande gioco”
tale per le attività di spionaggio e (Odoya) Talleyrand e come è avvenuta nei secoli la
controspionaggio. Il saggista Fouché o la lenta evoluzione dallo spionaggio
racconta cosa politica del (attività svolta al fine di vincere
Tina Modotti. è cambiato sul tradimento  una guerra o preparare un’azione
Fra arte e piano tecnologico e strategico Alessandra Necci (Marsilio) terroristica) all’intelligence (fina-
rivoluzione nell’ambito dello spionaggio In questo libro viene analizzato il lizzata invece a evitare una guerra
Letizia internazionale negli ultimi cin- rapporto tra i due uomini politici. o a prevenire un attentato).
Argenteri quant’anni. La figura dell’agente Ministro degli Esteri del Direttorio,
(FrancoAngeli) moderno, dalla Guerra fredda alla di Napoleone e della Restaura- L’Entità. La
Un ritratto della lotta al terrorismo, viene descritta zione (Talleyrand) e della Polizia clamorosa
fotografa e militante politica Tina a partire dai più importanti dos- (Fouché), entrambi sono vissuti in scoperta
Modotti, scritto attraverso una sier. L’autore racconta anche gli Francia a cavallo fra ’700 e ’800. del servizio
serie di fonti mai utilizzate finora: affascinanti dettagli delle vere vite I due furono rivali, ma anche segreto
la stampa degli emigrati italiani delle spie, da quelle più famose a complici, a seconda delle conve- vaticano
della costa americana occidentale, quelle rimaste dietro le quinte. nienze. Freddi tessitori di intrighi, Eric Frattini
i documenti della Fondazione riuscirono a far tremare persino (Fazi Editore)
Istituto Gramsci e della Fondazio- Fouché. Ri- Napoleone Bonaparte.
Lo Stato più piccolo al mondo,
ne Giangiacomo Feltrinelli, e gli ar- tratto di un E con le loro strategie segrete
possiede l’intelligence più antica
chivi della Fondazione J. Paul Getty uomo poli- restituirono alla Francia un ruolo
della Storia: questo libro racconta
servono all’autrice per ricostruire tico di primo piano nell’Europa della
cinque secoli di operazioni
l’esistenza di una donna vissuta Stefan Zweig Restaurazione.
segrete dell’Entità (così molti
pericolosamente, separando la (Castelvecchi) Paesi chiamano l’intelligence
leggenda dalla realtà. L’uomo che Dallo spionaggio al servizio del papa). Il saggio
ha mantenuto il potere nel all’intelligence. Storia spazia da Pio V a Benedetto
Il pipistrello bomba. ventennio più tormentato della degli agenti segreti XVI, ma si sofferma anche sulle
E altri assurdi progetti storia francese, dalla Rivoluzione Domenico Vecchioni pagine ancora oscure della storia
militari mai realizzati alla Restaurazione, morì in esilio (Greco&Greco) vaticana, come l’improvvisa e
Vince Houghton nel 1820. L’autore cerca di fare Un libro che racconta i servizi misteriosa morte di papa Luciani,
(Bollati Boringhieri) luce sull’avventurosa esistenza segreti attraverso i suoi protago- l’attentato a Wojtyla, la gestione
I protagonisti di questo libro sono “dell’uomo che, nella sua vita e nisti nelle varie epoche storiche: di Marcinkus dello Ior e il suo
24 progetti militari concepiti negli nella Storia, ha saputo rimanere dai faraoni alla Cia passando per coinvolgimento nel fallimento del
anni della Guerra fredda. nell’ombra”. Napoleone Bonaparte. Banco Ambrosiano.

72
C’ERAVAMO TANTO AMATI
A cura di Lidia Di Simone

Unione imposta
L’imperatore
romano Caracalla
(186-217 d.C) e
Fulvia Plautilla,
sposi per obbligo
nel 202.
Tre anni dopo
si separarono, e
infine lui la fece
giustiziare.

202 D.C.

CARACALLA E PLAUTILLA
Nozze alla romana, divorzio all’italiana... Ecco come iniziò – e finì –
il matrimonio politico dell’erede al trono imperiale.

L ’imperatore romano Caracalla è a organizzare il fidanzamento tra la figlia e il sbarazzare del suocero, accusando Plauziano
passato alla Storia, oltre che per le rampollo quattordicenne di Settimio Severo. – nel frattempo divenuto console – di aver
spettacolari terme, anche per la fama A 16 anni (nel 202) il ragazzo aveva sposato attentato alla vita di Settimio Severo.
di sovrano sanguinario. In effetti il figlio di Plautilla, di quattro anni più vecchia, mal Dimenticato. Mentre lo scomodo parente
Settimio Severo, prima di assassinare nel 211 digerendo il matrimonio e forse anche il veniva colpito dalla damnatio memoriae, con
d.C. il fratello Geta con cui avrebbe dovuto banchetto di carni crude – e persino bestie la distruzione di statue che lo ricordassero,
governare, si era già allenato mettendo fine ai vive! – dato in onore degli sposi. Neppure la Plautilla e il fratello Ortensiano furono esiliati
giorni della moglie e del suocero. dote principesca (sufficiente a maritare 50 a Lipari. Caracalla li giustiziò appena divenne
Per il collo. Lucio Settimio Bassiano, regine, scrisse lo storico Dione Cassio) servì a imperatore; ma sei anni dopo, nel 217, venne
soprannominato Caracalla per via della veste indorargli la pillola. assassinato anche lui.
gallica che amava indossare, alle nozze con Così dopo tre anni di nozze non benedette da L’irrequieto sovrano, stragi di senatori a parte,
Fulvia Plautilla c’era arrivato obtorto collo, alcuna prole (Caracalla si rifiutava di mangiare si fece ricordare per aver inasprito le pene
come si diceva a Roma, cioè per forza. Era e dormire con la moglie), era arrivato il contro l’adulterio. Che c’entrasse qualcosa il
stato Plauziano, consigliere dell’imperatore, divorzio. Ma prima il giovane si dovette suo matrimonio?
73
S
DOMANDE&RISPOSTE
Queste pagine sono aperte a soddisfare le curiosità dei lettori, purché i quesiti siano di interesse generale.
Non si forniscono risposte private. Scrivete a Focus Storia, via Arnoldo Mondadori 1, 20090 Segrate o all’e-mail redazione@focusstoria.it

RECORD E PRIMATI NUOVA ZELANDA FALSI MITI ANTICHITÀ

Qual è il primo Stato


al mondo ad aver È VERO CHE I ROMANI
introdotto il suffragio
universale? FACEVANO IL “SALUTO
Domanda posta da
Donatella, Novi Ligure. ROMANO”?
L a Nuova Zelanda, che nel 1893
garantì la partecipazione al voto
di tutti i cittadini maggiorenni, senza
alcuna restrizione basata su censo,
etnia, istruzione e sesso, introducendo
appunto il primo suffragio“universale”.
In casi precedenti, infatti, le donne
erano rimaste a lungo svantaggiate.
Per quanto riguarda il territorio
italiano, il suffragio femminile fu
introdotto in occasione dell’elezione
dell’assemblea costituente della
Repubblica Romana di Garibaldi e
Mazzini (nata il 9 febbraio 1849, ma
durata appena 5 mesi), tuttavia le
donne, pur potendo, non presero
parte al voto“per consuetudine”. Si
dovette aspettare il referendum del
1946 (per scegliere fra monarchia e
repubblica) per vederle finalmente
votare, così
FINE ART IMAGES/HERITAGE-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

come avvenne
parallelamente
in Francia.
Gran Bretagna,
Spagna e
Germania si
erano invece
portate avanti
già da un pezzo,
rispettivamente,
ARCHIVI ALINARI

nel 1918, 1919


e 1931.

SOCIETÀ ASSISTENZA
Domanda posta da
Cosa erano le “case Magdalene”? Anita, Padova.

I stituti religiosi sorti nel XVIII secolo in Inghilterra e in Irlanda, il cui nome si rifaceva
a quello di Maria Maddalena, peccatrice che, pentita, divenne poi fedele a Gesù. Lo
scopo di queste “case” era quello di offrire assistenza a giovani donne che avevano preso
la via della prostituzione, anche se con il passare del tempo vi vennero rinchiuse, anche
contro la propria volontà, stuoli di orfane e di ragazze la cui condotta era considerata
“immorale”. Alle fanciulle spettava una vita di penitenza, spesso condita da abusi ed
estenuanti lavori, a partire dal lavaggio dei panni in grandi lavanderie (si parlava infatti
anche di “Laundries Magdalene”). Queste “case” iniziarono a chiudere i battenti sul finire
del secolo scorso (dichiarate fuorilegge già negli anni Settanta, l’ultima chiuse nel 1996),
una volta venuti alla luce i trattamenti a cui le ragazze erano sottoposte. Fino ad allora, si Una casa Magdalena inglese all’inizio del secolo scorso.
è calcolato, avevano “ospitato” all’incirca 30.000 donne.
74
S
Domanda posta da MAGIA E MISTERI ERBARI
Angelo, Taranto.
Perché la

N mandragora
o, si tratta di un
falso mito: nessuna
testimonianza o era considerata
reperto alludono infatti al una pianta
celebre gesto del braccio
destro alzato. L’equivoco
“magica”?
nacque in epoca moderna, a Domanda posta da
partire dal successo del dipinto Attilio, Frosinone.
Il giuramento degli Orazi (1784,
a sinistra), di Jacques-Louis
David, dove appare il saluto Q uesta pianta, il cui nome
scientifico è Mandragora
officinarum e la cui fioritura è
in questione, diffondendosi
poi attraverso la letteratura estiva (esiste però una variante
e il cinema. Quanto alle vere autumnalis), è stata a lungo
forme di saluto, erano simili alle considerata magica per le sue
nostre. Sappiamo infatti che i proprietà farmacologiche (è tra
militari si portavano la mano l’altro un ottimo anestetico),
destra all’altezza dell’elmo e per i suoi poteri allucinogeni
che amici e familiari ricorrevano e afrodisiaci nonché per la
ad abbracci e baci, mentre gli particolare forma delle radici.
sposi, all’atto del matrimonio, Queste sono infatti simili a
si stringevano solennemente la un corpo umano, tanto che
mano destra. Nessuna traccia la mandragora – detta anche
dunque di “saluti romani”, mandragola – era raffigurata
fatta eccezione per un gesto negli erbari antichi con sembianze
simile a una “benedizione”, antropomorfe. Addirittura, vi era
talvolta accennato da generali la convinzione che quando veniva
e imperatori, in occasione dei estirpata dal terreno emettesse
discorsi pubblici. strazianti “grida” in grado di
uccidere (un celebre riferimento
a ciò appare in Harry Potter e la
camera dei segreti), tanto che in
alcuni codici miniati del Medioevo
vengono raffigurati i metodi più
Simbolo neoclassico sicuri per coglierla, tra cui legarla
Nel quadro di Jacques-Louis
al guinzaglio di un cane che,
David, ispirato alla leggenda
degli Orazi e Curiazi, i correndo via, la potesse sradicare
tre fratelli Orazi giurano preservando l’incolumità del
solennemente di combattere padrone.
per la pace di Roma.

STORIA O LEGGENDA? SICILIA


Domanda posta da
Chi erano i Beati Paoli? Damiano, Erba.
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

S econdo la leggenda, si trattava di un’associazione segreta comparsa a Palermo nella


metà del XII secolo con lo scopo di difendere (e vendicare) la povera gente dai soprusi
della classe nobiliare. Si sarebbe trattato, dunque, di una confraternita clandestina i
cui membri si proponevano di rivestire il ruolo di “giustizieri del popolo”(qualcuno ha
addirittura ricondotto alle iniziative dei Beati Paoli l’origine del fenomeno mafioso). Non
esistono tuttavia documentazioni che attestino la loro esistenza, poiché la loro storia è
stata tramandata a lungo solo per via orale. La prima testimonianza scritta appare nel XVIII
secolo, in un testo dello storico palermitano Francesco Maria Emanuele Gaetani, dopodiché a
La rappresentazione della
rendere popolare la loro leggenda fu il romanzo d’appendice I Beati Paoli, dello scrittore Luigi mandragola in un trattato di
Natoli (il quale ricorse allo pseudonimo William Galt), apparso tra il 1909 e il 1910 sul Giornale medicina del XIV secolo.
di Sicilia.
75
S
DOMANDE&RISPOSTE
VITA QUOTIDIANA CRISTIANI INVENZIONI GUERRA E PACE

Quando è nata Il codice Braille è stato inventato in


ambito bellico? Domanda posta da
la domenica? Emanuele, Rieti.
Domanda posta da
Franco, Milano. L a prima forma di questo sistema di lettura e scrittura per non
vedenti“vide la luce”in ambito militare. Fu infatti elaborata da
un capitano d’artiglieria, il francese Charles Barbier de La Serre, che
BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO chiamò“scrittura notturna”il suo codice utile a decifrare al buio

I ntesa come giorno di riposo,


la domenica “nacque” il 7
marzo 321, con un decreto
i messaggi. Fatto ciò, lo sottopose nel 1821 all’Institut National
des Jeunes aveugles di Parigi, dove si trovava anche il dodicenne
Louis Braille, divenuto cieco in seguito a un incidente. Il ragazzo,
emesso dall’imperatore entusiasmato da quel rivoluzionario sistema (costituito da una serie
e Pontifex Maximus Costantino di punti in rilievo), iniziò a semplificarlo, finché, dopo numerosi
il Grande. Al tempo, peraltro, esperimenti, ne mise a punto una versione ancor più efficace. Si basava L’inventore
si chiamava dies Solis, “giorno infatti sull’uso di 6 punti per ogni segno anziché dei 12 usati nel codice francese
del Sole” (denominazione che di Barbier. Nel 1829 Braille illustrò il sistema in una pubblicazione di Louis Braille
si è conservata nell’inglese successo e così in pochi anni il codice iniziò a diffondersi ovunque. (1809-1852).
Sunday e nel tedesco
Sonntag), poiché connessa
al culto del Sol Invictus, di cui
Costantino era osservante. LEGGENDA LIMITI
Fino ad allora, quale giorno di
riposo i cristiani adottavano il
sabato, sulla scia dello shabbat
ebraico. Dopodiché, nel PERCHÉ DICIAMO
383, l’imperatore Teodosio I,
che aveva già dichiarato
il cristianesimo religione
ufficiale dell’Impero con
“NON PLUS ULTRA”? Domanda posta da
l’editto di Tessalonica (27 Raffaello, Foggia.

L
febbraio 380), proibì tutti i ’originale locuzione latina è in realtà “nec plus ultra” e significa letteralmente “non
culti pagani e il “giorno del più oltre”, intendendo che, raggiunto un certo risultato, non è possibile andare
Sole” assunse il definitivo oltre. Incisa secondo il mito sulle leggendarie Colonne d’Ercole, presso lo stretto
nome di “giorno del Signore”, di Gibilterra, tale espressione esiste anche in forma abbreviata, “plus ultra”, e ha in tal caso
dies dominica, o appunto valore opposto, ossia l’andare oltre i propri limiti. Tra gli altri, vi fece ricorso nel XVI secolo il
“domenica”, divenendo il sovrano del Sacro Romano Impero Carlo V d’Asburgo, che la usò come motto nel proprio
giorno di festa per eccellenza. stemma araldico. L’imperatore, in tal modo, voleva rimarcare la vastità del suo regno, che si
estendeva ben oltre i confini tradizionali dell’Impero germanico, comprendendo anche i
regni di Sicilia, Sardegna, Spagna e vari territori nel continente americano.
ALBUM/MONDADORI PORTFOLIO

DREAMSTIME

Il giorno del Sole (dies Solis)


sull’Arazzo della Creazione di
Girona (1097 ca.).

76
S
MODI DI DIRE SEICENTO

ALAMY/IPA
Da dove deriva l’espressione
“eminenza grigia”? Domanda posta da
Bruno, Pescara.

Q uesta definizione, riferita a chiunque sia dotato di ampio potere


(spesso in ambito politico) pur agendo“nell’ombra”(in qualità di
consulente di chi riveste incarichi ufficiali), trae origine dalla vicenda di un
frate vissuto in Francia tra XVI e XVII secolo. Si tratta di François Le Clerc
du Tremblay (vedi servizio a pag. 34), noto anche come padre Giuseppe,
uomo di fiducia del cardinale Richelieu (potente primo ministro del
sovrano Luigi XIII) considerato la“mente”che stava dietro alle decisioni di
costui, pur non apparendo mai in pubblico. Ebbene, così come Richelieu
era detto “eminenza rossa”per via del colore del suo manto cardinalizio, Padre Giuseppe nel
padre Giuseppe fu ribattezzato“eminenza grigia”per la cromia del quadro di Jean-Léon
suo saio. La definizione di éminence grise, nella nuova accezione di Gérôme Éminence grise
“burattinaio”, toccò quindi allo stesso Richelieu e poi a molti altri dopo di (1873).
lui, fino ai giorni nostri.

ARCHITETTURA ISTANBUL

I confini
del mondo
Perché la Moschea Blu ha
Le Colonne 6 minareti?
d’Ercole da Ceuta Domanda posta da
(sul versante Giulio Redaelli, Torino.
africano); sullo
sfondo, Gibilterra.
E retta tra il 1597 e il 1616, la Moschea Blu
di Istanbul, così chiamata per il colore
delle maioliche che la decorano (ma il cui
nome è Sultan Ahmet Camii), ha detenuto a
lungo, con i suoi sei minareti, un vero primato,
poiché di solito si usava erigerne al massimo
quattro. Questa sua particolarità, secondo
la tradizione, sarebbe dovuta a un curioso
“malinteso”. Si racconta che il sultano Ahmed I
(1590-1617), sotto il quale furono completati
i lavori, chiese al suo architetto, Sedefkar
Mehmed Agha, di dotare quel nuovo edificio
sacro di splendidi minareti“d’oro”(in turco
“altın”), ma l’interlocutore capì“altı”, ovvero
“sei”. E così nacque l’equivoco architettonico.
Rispondono invece a una scelta
“consapevole” i nove minareti (gran parte dei
quali di epoca recente) che caratterizzano
oggi la Grande Moschea della Mecca, nuova
“primatista” del settore.
BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

La Moschea Blu a fine Ottocento.


È VERO CHE...

A SPARTA FU
VIETATO L’ORO?


Celebri per la loro frugalità, gli Spartani
evitarono per molto tempo di coniare
monete in oro o argento, usando al loro
posto degli “oboli” di ferro, estremamente fragili e non
destinabili ad altri usi. Questa scelta rientrava nelle
severe norme sociali che sarebbero state adottate tra il
IX e l’VIII secolo a.C. dal mitico legislatore Licurgo, che
mirava a impedire un eccessivo attaccamento del suo
popolo alla ricchezza e l’insorgere di disuguaglianze
economiche. Le sue prescrizioni non furono però
eterne: con l’arrivo dell’età ellenistica (IV-III secolo
a.C.), anche i sobri Spartani si adeguarono infatti agli
usi delle altre poleis, introducendo una monetazione
in metalli nobili. Nella foto: Leonida alle Termopili, di
Jacques-Louis David.
GETTY IMAGES
79
S
PITTORACCONTI
PALAZZO BARBERINI ROMA, 1632-39

IL VOLERE
DI DIO
Il Trionfo della Divina
Provvidenza, di Pietro da Cortona,
è un monumentale affresco
barocco voluto da Urbano VIII per
celebrare il suo pontificato.
3
E
rano mercanti i Barberini, commerciavano in lana e
tessuti prima a Firenze, dove vissero dal XIII secolo, poi
ad Ancona. Con il crescere delle loro fortune l’origina-
rio e poco elegante cognome di Tafani si modificò prenden- 2
do spunto dal luogo di provenienza, Barberino di Val d’Elsa.
Intorno al 1530 approdarono a Roma, dove Francesco,
prelato, si fece strada come protonotario apostolico (addet-
to agli atti ufficiali della curia papale), aprendo abilmente le
sorti della famiglia a un futuro di ricchezza e potere. La con-
sacrazione toccò al nipote Maffeo, raffinato letterato spinto
dallo zio con grande investimento di denaro fino al cardina-
lato. Nel 1623 Maffeo diventò papa, con il nome di Urbano
VIII, e da allora guidò la Chiesa per 21 anni (morì nel 1644).
Durante il suo pontificato accrebbe a dismisura le ricchezze
e il potere della famiglia grazie a un nepotismo considerato
1
sfacciato. Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, recita
una pasquinata che alludeva all’atteggiamento “predatorio”
della famiglia nei confronti delle antichità romane.
Il meglio. All’epoca i Barberini dimoravano in un palazzo
in via dei Giubbonari, accanto a Campo de’ Fiori, troppo
“modesto” però per la famiglia di un papa. Così nel 1625
acquistarono dagli Sforza un palazzetto sul Quirinale e ci
HERITAGE IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

costruirono sopra una delle più sontuose residenze della


città, cui lavorarono Carlo Maderno, architetto della Fabbrica
di San Pietro, Francesco Borromini e Gian Lorenzo Bernini: il
meglio disponibile. A coronare questa ascesa fu chiamato

11
Pietro da Cortona, talentuoso artista toscano che affrescò
sulla volta del grande salone Il Trionfo della Divina Provviden-
za mettendolo in relazione con l’avvento al soglio pontificio
del suo committente. Una grande impresa encomiastica
divenuta caposaldo della pittura barocca. Edoardo Monti

1 Il complesso
programma
iconografico, che vede la
2 La Giustizia romana
(con il fascio
littorio) e l’Abbondanza
3 Il pontefice non
compare mai
nell’affresco, ma tutto
4 La Scienza è
sorretta dall’Aiuto
Divino, affiancata dalla
5 Minerva, dea della
Sapienza, sconfigge
la forza bruta dei giganti
6 La realizzazione
dell’enorme affresco
(24x14,5 metri) a quasi 18
compresenza di simboli e scendono sull’umanità. gravita attorno alla Religione e guarda alla che intendevano metri di altezza richiese la
allegorie cristiane, tratte Il regno di Urbano VIII sua presenza. La figura Divina Provvidenza. Il detronizzare gli dèi. Il costruzione di un supporto
dal mondo antico, fu ideato doveva portare pace di Roma porta il suo messaggio è chiaro: non papa era un uomo molto fisso ancorato alle pareti
da Francesco Bracciolini, e prosperità per tutti, triregno, copricapo c’è sapere senza fede. colto, aveva studiato della sala, sul quale operava
erudito pistoiese cui ma è passato alla storia simbolo del triplice Durante il papato di dai Gesuiti a Firenze e un ponteggio mobile più
Urbano VIII era legato da soprattutto per le enormi potere papale: padre dei Urbano VIII, nel 1633, si a Roma, si era laureato piccolo usato dall’artista e
profonda stima e amicizia ricchezze accumulate principi e dei re, rettore svolse a Roma il celebre all’Università di Pisa in dai suoi aiutanti. Per l’epoca,
già prima di diventare dalla famiglia del del mondo e vicario di processo a Galileo Galilei, utroque iure, vale a dire l’opera era seconda in
papa. Suo è il poema pontefice. Cristo. reo di sostenere la teoria sia in diritto canonico sia grandezza solo all’impresa di
allegorico L’elettione di eliocentrica copernicana. in diritto civile. Michelangelo nella Cappella
Urbano Papa VIII, del 1628. Sistina.
80
S
4

5
9

7
10

8
6

7 La Divina Provvidenza
trionfa durante
il papato di Urbano
8 Il gruppo che vede
al centro la Dignità,
affiancata dalla Prudenza
9 Primo emblema
della famiglia
erano stati tre tafani (a
10 Le tre api volano
circondate da
una corona d’alloro,
11 Vulcano, aiutato
dai Ciclopi,
fabbrica armi nella sua
VIII. Siede sulle nuvole e dalla Podestà, rimanda ai richiamare il cognome forse allusiva anche al fucina. Urbano VIII non
immersa nei raggi del Sole, principi guida del governo originario), sostituiti talento letterario del esitò a ricorrere al proprio
uno dei simboli araldici secolare del papa. A destra, da tre più nobili api dal papa, autore di poesie esercito per espandere
dei Barberini, innalzandosi sopra il Furore legato dalla futuro papa durante il in volgare e in latino. A lo Stato della Chiesa.
sulla caducità del mondo Mansuetudine volano la soggiorno in Francia reggerla sono le virtù Nel 1641 occupò, per
rappresentata da Cronos Fama e la Pace. Urbano VIII fu come nunzio alla corte teologali, Fede, Speranza annetterlo, il Ducato
(il Tempo) che mangia papa durante la Guerra dei di Enrico IV (1604-07). e Carità, poste quindi a di Castro dei Farnese
i suoi figli e dalle tre Trent’anni (1618-48) e cercò Partito per Parigi come sostegno dell’operato del (tra Lazio e Toscana). La
Parche che svolgono il filo di pacificare i contendenti arcivescovo di Nazareth, casato. guerra che ne conseguì lo
dell’esistenza umana. con azioni diplomatiche. ne tornò cardinale. vide però sconfitto.

81
S
RISORGIMENTO
Nel 1859, presso il Ticino, un prete e un medico condotto

GLI EROI
contribuirono ai primi passi verso l’Unità d’Italia.
di Stefano Mattei

DI TURBIGO
ONDADORI PORTFOLIO
Posizione strategica
Sotto, in un’illustrazione
ottocentesca la battaglia
di Turbigo (Mi), dove nel
1859 l’esercito franco-
piemontese passò il fiume
Ticino all’inseguimento di
quello austriaco. A destra, una
cartina francese dell’epoca
con la posizione dei due
schieramenti.

ASSOCIAZIONE RISORGIMENTALE TURBIGO

È
la notte tra il 2 e il 3 giugno
del 1859 e la Storia con la S
maiuscola stanno per scriverla
un parroco e un medico
condotto. I loro nomi sono pressoché
sconosciuti: si tratta di don Pietro Bossi
e del dottor Carlo Brumatti che di loro
iniziativa consentiranno il passaggio
del fiume Ticino da parte delle truppe
franco-piemontesi che entravano in
Lombardia per provare a scacciare
gli austriaci dal suolo italiano. Siamo
a Turbigo, paesino del Nord Italia,
poco lontano dal Ticino tra Piemonte
e Lombardia, a metà strada fra le
barriere naturali del Lago Maggiore a
nord e il Po a sud. Lo scenario è quello,
intricatissimo, della Seconda guerra
d’indipendenza. E per capirci di più
dobbiamo fare un passo indietro.

ARRIVANO I NOSTRI. Quell’anno,


grazie agli intrighi diplomatici
orchestrati da Camillo Benso conte
di Cavour, il Regno di Sardegna di
re Vittorio Emanuele II era pronto a
realizzare i sogni risorgimentali di
liberazione del Lombardo-Veneto
ancora sotto il dominio di Francesco
Giuseppe d’Austria. Era ancora fresca
nella memoria la cocente sconfitta 

83
S
IN AZIONE. Nei pressi di Galliate
Il passaggio del (Novara), una colonna francese
si imbatté nei fratelli Pironi, due
Ticino a Turbigo turbighesi che Mac-Mahon in persona
inviò come spie improvvisate a
fu l’inizio della controllare la posizione del nemico.
Sotto una pioggia battente i due
cruciale Battaglia vennero però sorpresi nei boschi da una
pattuglia a cavallo di ulani austriaci
di Magenta in ricognizione sul lato piemontese
del fiume: riuscirono a darsi alla fuga
e a riferire ai francesi che Turbigo era
del 1849, quando, il 23 marzo, gli occupata. Contemporaneamente un
austriaci avevano vinto a Novara e capitano degli ulani si precipitò ad
il re Carlo Alberto aveva abdicato a avvertire i commilitoni che i francesi
favore del figlio Vittorio Emanuele. erano ammassati vicino alla riva e
Ora però i piemontesi avevano un potevano attaccare da un momento
potente alleato: la Francia imperiale di ritirarsi e a ricompattarsi. all’altro. L’unica soluzione era unirsi
Napoleone III, con cui avevano stretto Il 2 giugno tutto era pronto e alla manovra delle restanti divisioni
un’alleanza il 26 gennaio 1859. Lo Napoleone III “le petit” sognava di lontano dal centro abitato. 
scopo dell’accordo? Liberare l’Italia emulare le imprese dell’illustre zio, Don Bossi aveva ancora ben presente
dalla dominazione austriaca, ma a una il “grande” fondatore del Primo la distruzione del paese avvenuta oltre
sola condizione: che fosse l’Austria impero francese. Il suo piano era una 59 anni prima, il 31 maggio del 1800
a commettere un “atto aggressivo”. progressione da entrambe le parti del (v. riquadro) proprio a opera di quei
Successe il 23 aprile, anche grazie a una fiume per chiudere gli austriaci con francesi ora alleati: bisognava facilitare
serie di provocazioni (alla regia, sempre una manovra a tenaglia. Alle 11 del il passaggio sul Ticino delle truppe
Cavour): un ultimatum austriaco mattino l’imperatore ordinò ai suoi di franco-piemontesi per scongiurare che
chiedeva la smobilitazione dell’esercito marciare verso Turbigo e di proteggere fosse di nuovo messa a ferro e fuoco
piemontese. Il Piemonte rifiutò e la costruzione del ponte di barche. A la cittadina. Detto, fatto: insieme al
l’Austria dichiarò aperte le ostilità (26 seguirlo, il Corpo d’armata di Mac- dottor Brumatti (“uomo colto di lingue”,
aprile).  Mahon. Fu qui che il curato e il dottore come lo definì il prete nel suo Libro
L’esercito piemontese, con i suoi entrarono in azione, insieme a un paio delle cronache), andò ad avvertire Mac-
65mila uomini, inizialmente si trovò a di altri compaesani. Mahon che Turbigo era finalmente
fronteggiare il nemico senza alleati. Ma
la Seconda armata austriaca, coi suoi
110 mila soldati guidati dal maresciallo
Ferenc Gyulay, non ne approfittò.
Così i francesi, anche loro 110mila
soldati divisi in sei corpi d’armata,
ebbero il tempo di arrivare, in parte
dal Moncenisio in parte via mare,
sbarcando a Genova: il 10 maggio il
ricongiungimento con “gli italiani” era
cosa fatta. I venti di guerra a quel punto
soffiavano potenti.

SCONTRO APERTO. Il 31 maggio


gli alleati ottennero la prima importante
vittoria a Palestro e accelerarono il
loro movimento per l’invasione della
Lombardia. A dar manforte, arrivò
anche Giuseppe Garibaldi che già il 23
MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY

maggio aveva attraversato il Ticino con


i suoi Cacciatori delle Alpi. I soldati
di Vittorio Emanuele II si mossero
verso Robbio (Pavia) e il 1° giugno
Napoleone III arrivò a Novara, appena
occupata dai suoi.
Sul posto confluì anche il generale
Patrice de Mac-Mahon coi suoi.
Gli austriaci nel frattempo, dopo il
fallimento di Palestro, pensavano solo a
84
S
libera dalla presenza

ASSOCIAZIONE RISORGIMENTALE TURBIGO (3)


austriaca. Brumatti,
che parlava francese,
lo convinse che
quello era il momento
di passare il fiume.
Fu allora che 800
DON PIETRO BOSSI uomini “con baionette
e sciabole avvolte
in pezzuole perché
di notte battendo le une contro le altre
non facessero fracasso” attraversarono
il ponte di barche allestito in fretta dai
genieri transalpini. 

L’EPILOGO. Il giorno seguente, il 3


giugno, il cielo era di nuovo limpido.
Verso mezzogiorno Mac-Mahon si
recò in avanscoperta nella vicinissima
Robecchetto: salì sul campanile della
chiesa per capire quello che stava
succedendo nelle campagne più a est. Si
rese conto che tre divisioni austriache
erano a nemmeno 500 metri da loro.
Bisognava prepararsi all’attacco.
Alle 13:30 uno dei comandanti di
La prima volta 59 anni prima
Mac-Mahon fece tradurre in arabo
l’ordine per i tiratori algerini, detti I l 31 maggio 1800, durante la sua
cavalcata verso Milano nel corso della
sua avanzata in Italia, il primo console
Lui e i suoi della 70a divisione
corsero il rischio di venire travolti
dal contrattacco degli austriaci. Solo
anche Turcos, “di farsi onore con poco
Napoleone Bonaparte attraversò grazie a un’abile difesa delle posizioni
fuoco e molta baionetta”. Lo fecero il Ticino nei pressi della strategica il pericolo fu sventato: Turbigo
avanzando su un terreno difficile Turbigo (sopra, in un quadro che in quell’occasione fu però quasi
“tagliato da lunghi sentieri di gelsi, raffigura un ponte tuttora esistente). completamente distrutta.
collegati tra loro da grossi fili di

ferro che sostenevano alte viti”. Gli


Azione cruciale austriaci risposero con i fucili, ma i
In una stampa d’epoca i
Turcos si lanciarono nel corpo a corpo
francesi attraversano il Ticino
nei pressi di Turbigo nella terrorizzandoli con le loro grida di
notte tra il 2 e il 3 giugno 1859. battaglia. Dopo questo primo scontro,
In alto a sinistra, Napoleone a Turbigo arrivarono anche Vittorio
III nella medaglia da lui Emanuele II e Napoleone III.
istituita per commemorare la Nel primo pomeriggio, più avanti verso
Campagna d’Italia del 1859. Castano Primo, i Turcos furono attaccati
dalla cavalleria ulana, ma il ruolo dei
rinforzi appena arrivati fu decisivo e i
franco-piemontesi ressero l’urto. L’ultimo
scontro si svolse ancora nei pressi di
Turbigo: gli austriaci provenienti da
Malvaglio (Mi) provarono a riprendere
il ponte sul Naviglio, ma ancora una
volta i Turcos li respinsero. L’esercito
franco-piemontese ormai aveva passato
il Ticino e il 4 giugno era il turno
di Magenta. Lì un bagno di sangue
avrebbe deciso i destini incrociati di
generali, soldati e gente comune. In
quei piccoli paesi, nelle campagne, su
quei fiumi della Pianura padana, gli
alleati si aprirono la strada per Milano
costruendo le basi per l’epica del
Risorgimento con tutte le contraddizioni
del futuro Stato italiano. •
85
S
PERSONAGGI

S
Inventore di
tragedie e commedie
immortali, piegava
la realtà storica
al suo servizio. E
ha consegnato ai
posteri i protagonisti
del passato rivisti e
corretti.
di Lidia Di Simone

86
S
SPEARE
il manipolatore
Q
uando nel 2012 sono stati rinvenuti, fosse neppure il tagliatore di teste descritto dal
sepolti sotto un parcheggio, i resti di Bardo, né il mandante dell’assassinio dei due
Riccardo III (1452-1485), si è scoperto nipoti – il legittimo erede al trono Edoardo V e
che non era deforme e ripugnante suo fratello Riccardo, duca di York – scomparsi
come lo aveva descritto William Shakespeare nel misteriosamente nella Torre di Londra. La
dramma che porta il nome del sovrano inglese. leggenda vuole che nella seconda metà del
L’erede della casata York era sì afflitto da scoliosi, Seicento i resti di due ragazzini siano stati
ma niente a che vedere con il ritratto passato ritrovati nella White Tower, ma ad accreditare la
alla Storia attraverso le parole del poeta. Nel versione che le ossa fossero dei due aristocratici
monologo intitolato Ora è l’inverno del nostro giovinetti è la Storia di Riccardo III scritta da
scontento il drammaturgo gli fa dire: “Privo di Tommaso Moro nel 1513, un documento di parte
ogni bella proporzione, frodato nei lineamenti secondo la storiografia moderna. Quel che è
dalla natura ingannatrice, deforme, incompiuto, certo è che i due pargoli nati dal re Edoardo IV
spedito prima del tempo in questo mondo che di York e da sua moglie Elisabetta Woodville
respira, finito a metà, e questa così storpia e erano allora per Riccardo l’unico ostacolo sulla
brutta che i cani latrano quando zoppico accanto via della corona. Sarà stato lui a brigare per
a loro”. Con buona pace del vero Riccardo, dichiararli illegittimi e poi a farli sparire? In realtà,
che “deforme e incompiuto” non era affatto. non è affatto sicuro, e il re non era quell’anima

SHUTTERSTOCK
E nemmeno tante altre cose. Le ossa ritrovate corrotta uscita dai versi scespiriani. Anzi, a
mostrano una evidente curvatura della colonna, Riccardo si devono importanti riforme giuridiche,
ma questa secondo gli studiosi era una scoliosi come la tutela legale per i più poveri, il rilascio
adolescenziale, sufficiente a farlo apparire con su cauzione delle persone accusate di reati, la
una spalla più bassa dell’altra, ma non come lo pubblicazione delle sentenze in inglese, e non più
descrive Shakeaspeare, gobbo e con il braccio in latino. Iniziative coraggiose e all’avanguardia
avizzito, difetti tali da escluderlo dalla vita per l’epoca, ma che abbiamo dimenticato. Mentre
attiva. Analisi storiche più attente hanno inoltre resterà per sempre il ritratto scespiriano del
avanzato la tesi che Riccardo di Gloucester povero essere deforme fuori e subdolo dentro
(questo il suo nome prima di salire al trono) non tale da non avere “altro piacere con cui passare il
tempo se non quello di spiare la mia ombra nel
sole e commentare la mia deformità”.

UN NARRATORE FANTASIOSO.
L’ingloriosa fine (letteraria) di Riccardo III ci fa
Il Bardo
capire quanto Shakespeare, più che ricostruire Statua di William
fedelmente il passato, ne costruisse uno tutto Shakespeare (1564-
suo, a uso e consumo del pubblico. E dato che 1616) a Stratford-Upon-
la sua produzione di drammi storici ha avuto Avon (Warwickshire,
nei secoli enorme successo, i suoi scritti hanno Inghilterra), sua città
influenzato non poco la percezione che gli natale. Il drammaturgo
inglese è autore di 38 fra
inglesi hanno della loro storia. Shakespeare commedie e tragedie,
era un drammaturgo che si interessava al oltre a sonetti e poemi. È
ribollire dei sentimenti umani più che alla chiamato anche “il Bardo”:
messa in scena filologica degli eventi, ma  il cantore, l’antico poeta.
87
S
Usava i fatti del passato per
parlare del presente: il suo
Giulio Cesare, morto senza
eredi, ricordava Elisabetta I,
l’ultima dei Tudor
quello che rappresentava in palcoscenico ha
Mister S. assunto nei secoli e nell’immaginario collettivo la
dignità di fonte storica.

Il personaggio storico
più controverso delle
opere di Shakespeare
Comunque non si può negare che si
documentasse: alla base della sua versione di
Riccardo III, che pure ci rende il mostruoso re
è... Shakespeare! In
effetti, appare ancora machiavellico e affascinante come il personaggio
da accertare l’identikit di una serie Netflix, c’erano il volume di
definitivo del misterioso Tommaso Moro – dal quale proviene la leggenda
Bardo, terzo di otto figli dei principi nella Torre – e le Holinshed’s
di un fabbricante di Chronicles of England, Scotland, and Ireland
guanti e di una donna (1587) che usò in tredici delle sue pièce.
di nobili natali, sulla Un rivale, il drammaturgo Robert Greene,
cui vita si hanno pochi
documenti, salvo vederlo in un libello del 1592 lo attaccò storpiandone
apparire sulla scena del ironicamente il nome in “Shakescene”, lo
teatro londinese intorno “scuoti-scena”. In qualche modo, con la sua
al 1592, come aspirante ingiuria Greene ci aveva visto lontano. Perché
attore di belle speranze. Shakespeare usava i fatti del passato per parlare
Vita e morte. Qualcuno del presente e se trattava la vicenda di Giulio
lo ha identificato
Cesare, morto senza eredi, nel dramma c’era più
addirittura nel suo
patrono, il conte di di un riferimento alla sovrana del suo tempo,
Southampton, o nel di la “regina vergine” Elisabetta I, l’ultima dei
lui istitutore, l’italiano Tudor, anche lei senza una discendenza alla
Giovanni (o John) quale lasciare la responsabilità del regno. Il tutto
Florio. Si sa poco anche avveniva in modo molto sottile, perché, al pari di
sulla morte, che forse
ALAMY STOCK PHOTO

ogni onesto teatrante dell’epoca, il suo obiettivo


fu lo stesso giorno
della nascita, il 23 era ingraziarsi il potere. E per farlo non c’era che
aprile, nel suo 52esimo presentare al meglio chi allora aveva in mano lo
compleanno. O forse no. scettro del comando.
Così è se vi piace…
UN POETA IN LOCKDOWN. Il vero talento 1485) fra le casate Lancaster e York, la perdita
di Shakespeare si manifestò dopo un periodo di del territorio francese scaturita dalla Guerra dei
inattività forzata, dovuto alla peste che infuriò Cent’anni, l’usurpazione del trono a opera di
a Londra dall’estate del 1592 a quella del 1594. Riccardo di Gloucester, e infine il ritorno della
Quando la peste abbandonò le rive del Tamigi, pace con l’affermarsi di una nuova dinastia, i
Londra si riempì di teatri. Il Globe, di cui Tudor. Eventi confusi ed efferati su cui arrivava a
Shakespeare divenne unico mattatore, fu aperto fare luce l’intervento salvifico di un Tudor (non
nel 1599. L’opera che rivelò al mondo questo a caso la dinastia cui apparteneva la regina in
nuovo autore è la tetralogia con cui il Bardo carica): Enrico conte di Richmond, il futuro re
ricostruì la fitta e complessa trama dinastica Enrico VII, capace di riunire le due casate rivali.
inglese, il dramma storico in tre parti Enrico «La storia d’Inghilterra vi è vista come storia dei
VI, al quale si aggiunse poi il Riccardo III. «La suoi re, è vero, ma non ne è certo l’esaltazione.
nazione inglese con la sua problematica politico- Sia perché i trionfi militari e politici del Paese
dinastica diventa protagonista in una lunga serie non avevano bisogno di retorica patriottarda, sia
di drammi storici, le histories di Shakespeare, perché la storia della dinastia inglese era storia di
di Marlowe e di altri», spiega lo storico Cesare lotte intestine e guerre civili, superate al tempo
Molinari, autore di una fondamentale Storia del di Shakespeare ma non per questo meno crudeli.
teatro (Laterza). Sulle tavole dei teatri londinesi Chi aveva pagato il prezzo di questo sanguinoso
William Shakespeare cominciò a essere rappresentato il ciclo che “gioco dei potenti” (gli inglesi, ndr) cercava ora di
(1564-1616). raccontava la Guerra delle Due Rose (1455- capirne la logica», chiarisce Molinari. 
Riso e pianto
A lato, una scena del
Riccardo III rappresentato
al Globe Theatre di
Londra nel 2012. Sotto,
statua di Falstaff, al
memoriale dedicato a
Shakespeare nella sua
città natale (Stratford-
upon-Avon). Falstaff è
un gentiluomo bugiardo
e ingordo che appare
in due opere del
drammaturgo inglese.

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Le ossa – e la scoliosi – del re


Lo scheletro ritrovato nel 2012 a Leicester
(Inghilterra): secondo l’analisi del Dna sono i resti
di Riccardo III. Da notare la curvatura della colonna
vertebrale: il re aveva la scoliosi.
89
S
fallita, visto che il re si risveglia e istruisce

BRIDGEMAN IMAGES
l’erede su come evitare i conflitti interni con le
fazioni rivali: portare la guerra in Francia. Detto,
fatto: Enrico V diventa il carismatico condottiero
in grado di unire il suo popolo, vincere
(temporaneamente) sui francesi, e compiere il
destino glorioso dell’Inghilterra riconquistando
la Normandia alla corona inglese. Ma il
successore, il folle Enrico VI, figura tragica di
sovrano che detesta il potere, accompagna il
regno alla sconfitta nella Guerra dei Cent’anni e
scatena la Guerra delle Due Rose. E così il ciclo
si chiude. Shakespeare, che in queste opere
aveva regalato al mondo una figura immortale,
totalmente inventata ma più vera del vero,
quella del giullare gentiluomo John Falstaff,
aveva di nuovo usato gli eventi della Storia
per far pronunciare alla pulzella d’Orléans,
Giovanna d’Arco, la miglior frase sul potere:
“La gloria è simile a un cerchio nell’acqua che
va sempre allargandosi, sin quando per il suo
stesso ingrandirsi si risolve nel nulla”.

I veri Romeo ALLA ORIGINI DEL REGNO. Il Bardo,


LA ROMA DI CESARE. Il messaggio del
poeta era estremamente moderno: tutto è
e Giulietta che saccheggiava le Chronicles per far capire relativo, “la vita è solo un’ombra che cammina”,
al popolino come si era arrivati fin lì, si spinse come dice Macbeth – il misconosciuto re di

C apitano di ventura,
letterato e
storiografo, il vicentino
ancora più indietro nel tempo per chiarire la
genesi della guerra tra Lancaster e York. Risalì
Scozia che Shakespeare rubò ancora una volta
dalle Cronache di Holynshed. E ancora, “i regni
Luigi da Porto scrisse così fino al Medioevo con una seconda tetralogia, sono argilla”, come aggiunge Antonio nel
tra il 1512 e il 1524 la che comprendeva i drammi King John (1596), sul dramma storico che forse per via degli echi di
Historia novellamente regno di Giovanni Senzaterra (1166-1216), Enrico film hollywoodiani ricordiamo meglio fra le
ritrovata di due nobili IV ed Enrico V e per finire, nel 1616, Enrico VIII. opere scespiriane. Anthony and Cleopatra
amanti, che fece passare Shakespeare era alla ricerca della chiave di è del 1607, La Tragedia di Giulio Cesare è
per una leggenda volta, dell’evento funesto alla base di questa da collocare intorno al 1600, ma entrambe
locale raccolta nelle catena di lutti: lo individuò nell’ascesa di Enrico tracciano il ritratto di alcuni personaggi
sue campagne militari,
anche se non si esclude IV, al secolo Henry Bolingbroke, che aveva trascurati solitamente dalla storiografia: il
che avesse inserito deposto e ucciso Riccardo II per usurparne generale Marco Antonio e il cesaricida Bruto.
nell’opera elementi della il trono. Il massimo atto sacrilego, la lesa E anche in questo caso, il drammaturgo
sua vicenda biografica. maestà, andava punito, sembra volerci dire consegna all’immaginario collettivo una sua
Secondo alcuni studi, il drammaturgo. Così nella seconda parte del interpretazione degli atti di questi uomini che
dietro a Romeo e dramma arriva il figlio di Bolingbroke, pronto usano ogni mezzo per conservare il potere o
Giulietta potrebbero
ad assumere il ruolo della nemesi per il vecchio per difendere presunti ideali di libertà. Una
esserci lo stesso Luigi e la
cugina Lucina, coinvolti usurpatore. Nella scena culminante, il futuro rappresentazione forse non veritiera, ma l’unica
nelle faide tra le famiglie Enrico V, al capezzale del padre, da lui creduto che si è imposta attraverso i secoli: la versione
del Friuli del XVI secolo. morto, prova infatti a sottrargli la corona. Mossa di Shakespeare. •

I suoi personaggi fanno sempre i conti con le trappole

Un gusto per l’Italia che all’epoca di Shakespeare gentiluomini di Verona e i


aveva già donato al mondo il rampolli di famiglie rivali della
A l suo pubblico Shakespeare
non proponeva solo
la lezione sul potere, ma
popolare di tutti i tempi, The
most excellent and lamentable
tragedy of Romeo and Juliet
suo Rinascimento.
Dalla fine del Cinquecento
i soggetti scespiriani con
stessa città (ma in realtà erano
vicentini o friulani, v. riquadro),
quindi un mercante ebreo di
consegnava anche il più tenero (1594, circa). “Lamentevolissima”, protagonisti nati nello Stivale Venezia, infine un moro dalla
dei sentimenti, l’amore. Come come dichiarava lo stesso autore, si moltiplicarono: prima una gelosia proverbiale. Ma che ne
quello di Romeo per la sua eppure un veicolo eccellente coppia di bizzosi innamorati sapeva un poeta nato e morto a
Giulietta, che il drammaturgo per mostrare alle classi popolari veneti, Petruccio e la bisbetica Stratford-upon-Avon nel cuore
mise in scena nella tragedia più londinesi il fascino di un Paese domata Caterina, poi due delle Midlands, dell’Italia?
90
S
ALAMY STOCK PHOTO
Come una volta
A lato, una scena
dell’Enrico V (raffigurato
in una versione giovanile
anche nella statua in
basso, a Stratford-upon-
Avon) al Globe Theatre,
il teatro di Londra
ricostruito sul modello
del celebre palco
scespiriano del 1599.
Più a sinistra, Romeo e
Giulietta in un quadro
ottocentesco.

SHUTTERSTOCK/JOYCE NELSON

del potere e le lusinghe della gloriia


L’istitutore. Shakespeare sua volta scriveva e leggeva sonnet, dall’italiano “sonetto”, si Ercole d’Este. Nella grandiosa
sviluppò un rapporto speciale perfettamente l’italiano, come diffuse nel 1550, in una esplicita raccolta di cento novelle,
con il nostro Paese grazie al d’altra parte faceva la regina imitazione del modello dei sul modello del Decameron
suo amico Giovanni Florio, Elisabetta, la cui corte era canti di Petrarca. In sostanza, (pubblicata per la prima volta
il più importante traduttore fortemente permeata dalla lo scambio tra Florio e il poeta intorno al 1565), si trovano i
dall’italiano all’inglese di epoca nostra cultura. Molti viaggiatori delle Midlands era continuo. semi di drammi scespiriani come
elisabettiana. Era l’istitutore elisabettiani frequentavano E la fonte di molte opere di Otello, o Misura per misura. Per
del conte di Southampton, il il nostro Paese, dal quale Shakespeare è stata rinvenuta in gli artisti dell’epoca, dare un
mecenate del poeta. Entrambi importavano anche termini alcune opere italiane, come Gli colore italiano alle loro opere
vivevano nella magione del entrati a buon titolo nella ecatommiti del ferrarese Giraldi era quanto di più elegante si
giovane aristocratico, che a cultura inglese. La parola Cinzio, segretario alla corte di potesse fare.
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S
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S
I GRANDI TEMI GENOCIDIO CAMBOGIANO
BRIDGEMAN IMAGES

Nei quattro anni di


dittatura, i fanatici
guerriglieri guidati
da Pol Pot uccisero
– direttamente o
indirettamente – un
quarto della popolazione.

KHMER
di Riccardo Michelucci

ROSSO SANGUE
Giovani killer

U
omini e donne vestiti di nero. Con dei khmer rossi a Phnom Penh, la mattina del
la pelle grigia per la malaria e gli 17 aprile 1975. I guerriglieri arrivarono nella Tre giovanissimi khmer
rossi nel 1975, appena
anni di stenti passati nella giungla. capitale cambogiana a piedi, in bicicletta e
preso il controllo del
Con i fucili a tracolla e gli sguardi con qualche camion, senza incontrare alcuna Paese. Questi guerriglieri
assenti. Giovanissimi, quasi bambini. Ai cittadini resistenza. Dagli edifici del centro cittadino erano ragazzini, spesso di
i guerriglieri comunisti sembrano arrivare da iniziarono a spuntare bandiere bianche, simbolo 14 e 15 anni, manipolabili,
un altro pianeta. Ma lo stesso pensarono i di resa, e la popolazione scese in strada per fanatici e crudeli, e che
khmer rossi dei cittadini, con non troppo celato dare il benvenuto ai “liberatori” che avevano Pol Pot considerava
disdegno. Finalmente si trovano di fronte ai abbattuto l’odiato regime filo-statunitense del immuni dai “vizi borghesi”.
“nemici” di cui tanto avevano sentito parlare, generale Lon Nol. Nessuno poteva immaginare
i “capitalisti” che rifiutavano di entrare nella che quei rivoluzionari di ispirazione comunista e
rivoluzione”. Il grande reporter di guerra Tiziano nazionalista avrebbero di lì a poco trasformato il
Terzani (1938-2004) raccontò così l’entrata Paese in un girone infernale. X
BRIDGEMAN IMAGES
Più crudeli di tutti si dimostrarono i giovanissimi: ragazzini
Lavoro forzato TUTTI FUORI. Già poche ore dopo il loro che provocò numerose vittime, soprattutto tra i
Sopra, scena di lavoro
arrivo, i khmer rossi iniziarono l’evacuazione disabili e gli infermi, obbligati come tutti gli altri
forzato di massa nella
campagna cambogiana forzata di tutti gli abitanti di Phnom Penh. Si alla marcia forzata. In pochi giorni Phnom Penh
(1975-78), per un’opera di trattava di una misura temporanea, dicevano, fu svuotata completamente e si trasformò in una
irrigazione. Molti di questi per ridurre il sovraffollamento e difendersi da città fantasma: il primo passo verso l’utopia del
progetti poi fallirono per possibili bombardamenti americani. Ma che gli ritorno al lavoro nei campi e alla realizzazione
mancanza di conoscenze intenti fossero altri si capì subito: chi si rifiutava dell’“uomo nuovo” era stato fatto. Cominciava
ingegneristiche (gli di abbandonare la propria casa veniva fucilato una delle più feroci dittature del XX secolo, che si
ingegneri venivano
spesso uccisi come sul posto. Nessuno era autorizzato a restare rese responsabile di un genocidio di classe senza
“intellettuali”). Nell’altra in città: anche gli ospedali dovevano essere precedenti nella storia dell’umanità.
pagina, la scuola in un svuotati. Quasi due milioni di persone furono
campo di lavoro. costrette a marciare verso le campagne sotto INGEGNERIA SOCIALE. I khmer rossi
un caldo infernale. I più partirono a piedi, in erano nati alcuni anni prima come costola
bici o su carri trainati da buoi. Vecchi e malati dell’esercito popolare del Vietnam del Nord. Il
vennero portati via sui lettini degli ospedali. Il loro obiettivo era quello di creare una repubblica
trasferimento fu talmente repentino e violento socialista agraria completamente autosufficiente,

CRUDELTÀ ILLUSTRATA
LIGHTROCKET VIA GETTY IMAGES (3)
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indottrinati e pronti a uccidere in nome della rivoluzione


in cui i vertici del partito controllavano tutti gli avanti cinese», sostiene lo storico Marcello Flores,
aspetti della vita dei cambogiani. Sotto la guida esperto di genocidi. «Al contrario dei sovietici e
del loro leader, Pol Pot (detto anche “Fratello dei cinesi, i khmer rossi non avevano programmi
numero uno”, vedi riquadro in ultima pagina), economici radicali. La loro idea di ricomposizione
avviarono un programma di ingegneria sociale sociale si basava semplicemente sull’eliminazione
di stampo maoista che prevedeva l’azzeramento di tutti coloro che erano considerati “nemici
della famiglia, del denaro e della religione al del popolo” e colpì prima di tutto le minoranze
fine di creare “l’uomo nuovo”, un rivoluzionario vietnamita, cinese e musulmana. Poi toccò ai
ateo, etnicamente “puro”, privo di affetti o borghesi, tutti, veri e presunti».
inclinazioni borghesi e dedito esclusivamente al
lavoro dei campi, alla patria e alla rivoluzione. NEMICI CON GLI OCCHIALI. All’inizio
«L’ideologia di un ritorno coatto a una civiltà di del 1976 i khmer rossi cambiarono il nome del
villaggio, livellata egualitariamente nel lavoro Paese in Kampuchea democratica e costrinsero
forzato, prefigurò un rimodellamento sociale centinaia di migliaia di cambogiani a trasferirsi
ben più radicale della collettivizzazione forzata nei campi di lavoro dove iniziarono gli abusi
dell’Unione Sovietica o del Grande balzo in fisici, la malnutrizione, le malattie e le esecuzioni 

Ricordi dell’orrore
Nei primi anni Ottanta,
alla fine della dittatura,
dai campi profughi ai
confini con la Thailandia
alcuni sopravvissuti
disegnarono quello che
avevano visto o vissuto.
Le incredibili atrocità
descritte corrispondono
a fatti storicamente
accertati.

97
S
S-21: il
campo della
morte
H a un nome quasi
bucolico, Tuol Sleng,
che in lingua khmer
significa “collina del
mango selvatico”. Ma
nasconde uno dei luoghi-
simbolo del genocidio
cambogiano. In un grande
edificio di Phnom Penh,
che un tempo ospitava
una scuola, i khmer rossi
crearono l’Ufficio di
Sicurezza 21
POPPERFOTO VIA GETTY IMAGES

(S-21), il principale
carcere e centro di
tortura del regime (oggi
è diventato il Museo del
genocidio, foto in basso).
Orrori. Tra il 1975 e il
1979 vi furono rinchiuse
migliaia di persone.
Venivano praticate torture
ed esperimenti medici Il progetto sociale di Pol Pot e compagni era
di fare piazza pulita del passato e costruire
talmente crudeli che i
prigionieri preferivano

l’uomo nuovo, tutto lavoro e rivoluzione


suicidarsi. Le atrocità
erano d’ogni tipo: dallo
strappo delle unghie
all’elettroshock alle
amputazioni. Dopo di massa. I più colpiti furono i ceti istruiti: coloro dei leader principali, la massa dei soldati e dei
le sevizie i prigionieri
che fino a poco tempo prima costituivano la militanti del nuovo regime era costituita da
venivano inviati nei
“killing fields”, per essere classe intellettuale del Paese vennero perseguitati ragazzi di 14 o 15 anni, manipolabili e dotati di
uccisi con utensili da perché considerati parassiti irrimediabilmente un fanatismo maggiore rispetto a quello mostrato
contadini o soffocati contaminati dalla vecchia cultura e potenziali in altre rivoluzioni. Dopo aver visto gli insuccessi
con sacchetti di plastica controrivoluzionari. Bastava possedere libri o dell’esperienza sovietica e di quella cinese,
– al fine di risparmiare conoscere una lingua straniera, oppure il semplice ritennero che fosse necessaria una visione ancora
pallottole – e gettati in fatto di portare gli occhiali, per essere etichettati più estrema e radicale, che contemplava il bisogno
fosse comuni. I figli dei
prigionieri venivano come insegnanti o studiosi. Sotto la scure del di fare piazza pulita della modernità, riportando il
sottratti alle madri e poi regime caddero tutti quelli che erano mediamente Paese a un primitivismo agricolo e rurale».
uccisi scaraventandoli acculturati e non del tutto inquadrabili all’interno
contro i cosiddetti “alberi della nuova ideologia. Lo sterminio sistematico UN PUGNO DI RISO. I sopravvissuti hanno
di Chankiri”. Sono state della classe sociale degli intellettuali divenne una raccontato che nei campi si era costretti a
mappate 23.745 fosse caratteristica peculiare del genocidio cambogiano. lavorare dodici ore al giorno, e si ricevevano
comuni contenenti circa Ma cosa spinse i khmer rossi ad accanirsi con soltanto due ciotole di riso, una a pranzo e
1,3 milioni di presunte
vittime. Il 60 per cento ferocia contro il proprio stesso popolo? «Erano un una a cena. Chi veniva trovato a rubare il cibo
morte per esecuzione gruppo di potere giovanissimo», spiega Flores, era ucciso all’istante. Le persone venivano
diretta, il 40 per fame e «e intenzionato a radicalizzare al massimo imprigionate e torturate soltanto perché
malattia. alcune tendenze che erano già presenti nella sospettate di essere contro il regime o perché
tradizione comunista. A parte Pol Pot e alcuni altri prigionieri avevano fornito i loro nomi
sotto tortura. Intere famiglie – inclusi i bambini
MAURITIUS IMAGES/WALTER BIBIKOW

e persino i neonati – finirono in prigione e


in molti casi vennero uccisi barbaramente.
Molti prigionieri non sapevano neanche per
quale motivo fossero stati imprigionati. Fu
un periodo di terrore assoluto che si concluse
soltanto all’inizio del 1979, con l’invasione della
Cambogia da parte delle truppe dell’esercito
vietnamita e la fuga del governo khmer e degli
uomini di Pol Pot nella giungla. In poco meno
di quattro anni oltre un milione e ottocentomila
cambogiani, pari a circa un quarto della
BETTMANN ARchIVE
Sangue innocente
Teschi e ossa provenienti
da una fossa comune
raggruppati a Tonle Bati,
a 30 km dalla capitale
Phnom Penh. Nell’altra
pagina, i corpi ritrovati in
una prigione dei khmer
rossi, il 28 febbraio 1979.

Come nasce

BRIDGEMAN IMAGES
un mostro
S aloth Sar, meglio noto
come Pol Pot, nacque
nel 1925 a Prek Sbauv,
popolazione del Paese, furono sterminati, oppure delle Nazioni Unite – il Tribunale speciale per
morirono a causa delle carestie e dell’assenza di i khmer rossi – che quasi quarant’anni dopo un piccolo villaggio
cambogiano (all’epoca
cure mediche. la caduta del regime è riuscita a condannare Indocina francese). La sua
all’ergastolo per crimini contro l’umanità tre dei famiglia era benestante
POCHI HANNO PAGATO. Quello che principali responsabili delle atrocità commesse e aveva frequentazioni
accadde “dopo” è un’altra brutta pagina di storia. negli Anni ’70. Il primo fu Kaing Kek Lew, a corte. A sei-sette anni,
Interessi geopolitici legati alla Guerra fredda soprannominato Duch, il famigerato capo della insieme al fratello e alla
hanno impedito che la conoscenza dei crimini polizia e direttore del campo di tortura S-21 (v. cugina, il futuro tiranno
si trasferì a Palazzo reale
commessi dal regime cambogiano si trasformasse riquadro a sinistra). Poi sono arrivate le condanne
e qui visse per un lungo
in un atto d’accusa. A lungo i khmer rossi hanno a carico di Nuon Chea, l’ideologo del partito, e di periodo. In seguito
potuto contare sul sostegno degli Usa e della Khieu Samphan, capo di Stato del regime. studiò a Parigi, dove
Cina in chiave anti-sovietica, e soltanto nel 1994 Nel novembre 2018 è arrivata anche la si avvicinò al pensiero
sono stati dichiarati fuorilegge dalla comunità prima sentenza che ha riconosciuto il crimine marxista, e poi, nel 1953,
internazionale. Nel 2006 è stata finalmente di genocidio: Nuon Chea è stato dichiarato anno dell’indipendenza
istituita una corte internazionale sotto l’egida colpevole nei confronti della minoranza dalla Francia, tornò in
patria. Divenuto leader
vietnamita, di ex funzionari khmer e della del partito comunista
minoranza musulmana chams, mentre Khieu locale, negli anni Sessanta
Samphan è stato condannato per il genocidio organizzò un esercito di
dei vietnamiti. E Pol Pot? È rimasto impunito. guerriglieri detti khmer
Non ha subìto nessun processo e ha continuato rossi, con cui nel 1975
a vivere all’interno del Paese, nella giungla, fino scalzò il presidente in
alla sua morte, avvenuta nel 1998 in circostanze carica, Lon Nol. Nel 1976
AKG IMAGE/MONDADORI PORTFOLIO

divenne quindi Primo


misteriose. • ministro e cambiò volto
al Paese, ora chiamato
AFP VIA GETTY IMAGES

Kampuchea democratica.
Nuovo corso. I bambini
furono tolti ai genitori e
affidati a educatori che
li indottrinavano prima
di farli entrare, ancora
ragazzi, nelle cosiddette
“truppe mobili”, pronti a
torturare chi si discostasse
dai dettami rivoluzionari.
Ergastolo Nel far tabula rasa del
Sopra, negli anni Settanta e passato Pol Pot eliminò
a destra durante il processo anche il buddismo, la
nel 2007, Kaing Kek Lew, il moneta, le scuole, la tv e i
famigerato capo della polizia giornali. Caduto il regime,
e direttore del campo di visse nella giungla (sopra,
tortura S-21. nel 1980) fino al 1998.
STORIE D’ITALIA Bartolomeo
TORINO
Bosco fu il
più grande
illusionista
dell’800. E stuppì
l’Europa intera a.
di Fabio Dalmasso

H
a stupito e incantato migliaia di
persone in tutta l’Europa del
XIX secolo, coinvolgendo
nei suoi spettacoli magici
sia gente comune sia aristocratici
e famiglie reali. Si chiamava
Bartolomeo Bosco, ma si guadagnò
il titolo di “Re dei prestigiatori e
prestigiatore dei Re”. La gente era
disposta a pagare anche il triplo
del biglietto pur di assistere ai
suoi prodigi. I giornali scrivevano
che durante le sue esibizioni “la
realtà lascia il posto alla fantasia e
allora fazzoletti e orologi scompaiono
sotto i vostri occhi, uova e limoni
appaiono dal nulla, e la destrezza è
tale che tutto sembra avvenire in modo
naturale, senza interventi esterni”. Alex
Rusconi, prestigiatore e storico della magia, ha
scritto un libro su di lui. In Bartolomeo Bosco.
Vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa
(Florence Art Edizioni) racconta: «Non vi è
dubbio che fu il più grande illusionista vissuto
nell’800, considerato quasi universalmente il più
importante prestigiatore italiano di tutti i tempi». È questa la carta??
E pensare che tutto iniziò con la prigionia. Sopra, Bartolomeo Bosco
(1793-1863). A destra,
INFANZIA TORINESE. Bosco nacque a l’illusionista lascia di
Torino il 3 gennaio 1793, primogenito di una stucco lo zar Nicola I,
che l’aveva chiamato a
famiglia benestante che gestiva il centrale
corte nel 1842, con un
Caffè Internazionale. La città piemontese stava numero di mentalismo o
vivendo i turbolenti anni di fine secolo, segnati ante litteram (vedi ultima
dall’esilio del re Carlo Emanuele IV di Savoia, pagina).
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S
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S
nel 1798, e dall’annessione, due anni dopo, Iniziò la carriera da prigioniero,
all’Impero napoleonico. Per la famiglia Bosco
quel periodo fu duro da affrontare: nel 1800, a 7 davanti al governatore della
anni, Bartolomeo perse il padre. Sola e con due
figli da accudire, la madre decise di mandare il Siberia, in cambio di abiti nuovi
primogenito in collegio. Una scelta dettata da
esigenze economiche, ma anche dalla necessità “formazione”. Chissà, forse un avventore “mago” In scena
di tenere a bada quel bambino irrequieto e avrà provato tenerezza per quel bambino tanto Sopra, il prestigiatore
vivace che non perdeva occasione di inventare curioso... Comunque sia andata, l’esibizione torinese in scena, durante
uno dei suoi numeri (da
nuovi giochi e scherzi. Finiti gli studi, il futuro di fronte al governatore fu un successo. Bosco
L’Illustration, settimanale
illusionista intraprese la carriera militare: non solo ebbe gli abiti, ma anche denaro francese).
a 19 anni partecipò, tra le file dell’esercito e la possibilità di esibirsi nuovamente fino
napoleonico, alla battaglia di Borodino (7 all’agognata libertà, che arrivò nell’aprile
settembre 1812), durante la quale venne ferito 1814, grazie a uno scambio di prigionieri. Una
alla coscia destra. Catturato, fu inviato assieme libertà che per Bartolomeo significò l’inizio di
ad altri prigionieri a Tobolsk, in Siberia. E qui una nuova vita dedicata a tempo pieno all’arte
avvenne la svolta. dell’illusionismo e che lo portò a conquistare
l’Europa a suon di teatri col tutto esaurito.
UN RECLUSO SPECIALE. Ai prigionieri
venne chiesto cosa sapessero fare. Bartolomeo IL SUCCESSO EUROPEO. Il via all’infinito
non esitò e rispose di essere “un valente “tour europeo” avvenne nel 1818 e fu un
prestigiatore”. Sicuro e sfrontato, andò oltre, e crescendo di successi: dalla Germania alla
si offrì per un’esibizione davanti al governatore Francia, passando per il Belgio, la Polonia, la
in cambio di abiti decenti. Conosceva i segreti Russia, l’Austria, l’Olanda, la Spagna, l’Ungheria
della magia, ma non è chiaro dove li avesse e ovviamente l’Italia. Poi il suo show raggiunse
appresi: «Non ha mai parlato di un maestro», anche Egitto, Algeria e Turchia. Ovunque
spiega Rusconi, «il che fa supporre che fosse approdasse lo spettacolo, il pubblico rimaneva
autodidatta». Poiché la madre aveva un grande estasiato di fronte alla destrezza che rendeva
caffè nella Torino di fine Settecento, è probabile “facile l’impossibile”. «Sappiamo dalle cronache»,
che fu fra quelle mura che avvenne la sua sottolinea Rusconi, «che riusciva a conquistare
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MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
Giovane soldato
Sopra, veduta di Torino, città natale del
mago. A destra, forze napoleoniche nella
battaglia di Borodino, sulla Moscova
(7/9/1812): qui il giovane Bartolomeo fu
catturato dai russi. Sotto, l’unica fotografia
conosciuta del prestigiatore.

tutti, adulti e bambini, arricchiva continuamente lo spettacolo ideando


uomini e donne, nobili e sempre nuovi giochi e illusioni tanto da offrire,
gente del popolo. Gli effetti per tre serate, un repertorio di 75 numeri, 25 per
proposti erano molto visuali, ogni esibizione.
non millantavano scienze
altre e venivano presentati NELLE CORTI. Bosco si esibiva davanti a
in modo divertente, a volte teste coronate – come il re di Prussia Federico
comico». Guglielmo III, gli imperatori di Russia Alessandro
Lo spettacolo era I e Nicola I e quello d’Austria Francesco I, il re
innovativo per l’epoca: di Napoli Ferdinando II e il sultano dell’Impero
grazie a lampade e candele, il palcoscenico ottomano Abdülmecid I – ma non dimenticava i
adornato con drappi neri e teschi veniva meno fortunati. Si esibiva infatti in spettacoli di
illuminato a giorno e all’invocazione “Spiriti beneficenza per poveri e disabili o, come avvenne
miei infernali, obbedite!” seguiva un susseguirsi a Napoli, per i malati di colera nel 1836-1837.
di numeri capace di inchiodare il pubblico alla Aveva inoltre un talento innato per il marketing
sedia per ore. Nei tre atti dello spettacolo Bosco si (oltre a tenere lezioni private nelle città dove si
muoveva tra orologi frantumati con un martello esibiva, vendeva anche oggetti e giochi per i suoi
che ritornavano miracolosamente intatti, chiavi allievi) e per la promozione della sua immagine.
che scomparivano dalle mani dello spettatore per Racconta Rusconi: «Non solo era solito contattare
essere ritrovate all’interno di un vaso, cappelli i direttori di giornali in ogni città in cui si recava,
distrutti che riapparivano sulla cornice più alta a volte disturbandoli senza ritegno bussando a
del teatro, un’insalata condita in scena che si casa loro per prodursi in qualche gioco, ma fu
trasformava in petali di rose una volta lanciata sul Bosco stesso a inventare gran parte degli aneddoti
pubblico, una penna che scriveva da sola. Bosco attorno a se stesso che sono giunti fino a noi e
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S
I giornali parlavano di lui perché
andava nelle redazioni a “promuoversi”

Tutti nella leggenda


A sinistra, “l’illusionista della politica”
Cavour confrontato a Bosco in una
vignetta del settimanale Il Pasquino.
Sopra, il mago Houdini in visita alla
tomba di Bartolomeo Bosco.

che non hanno alcun fondo di verità». I numeri


Trucchi con lo zar eseguiti a favore della stampa erano una sorta di
biglietto da visita del prestigiatore piemontese

N el gennaio del 1842


Bosco venne chiamato a
San Pietroburgo per esibirsi
fronte, fece due volte il giro della
tavola con far pensoso; poscia
ripiegò il foglio in quattro e se lo
che riusciva sempre a ottenere un’eccezionale
copertura mediatica.
davanti allo zar Nicola I, alla ripose in saccoccia.”
sua famiglia e ai suoi più stretti Come aveva fatto? Replicare I NUMERI PIÙ FAMOSI. Tra i numeri più
collaboratori. Fra i 7 figli, la lo show di Bartolomeo è facile. famosi di Bosco figurava quello degli uccelli
consorte Carlotta di Prussia, i Servono un mazzo di carte e decapitati, in cui la testa di un piccione nero
ministri e gli aiutanti si formò una busta chiusa contenente veniva magicamente “spostata” su quella di un
un pubblico di una cinquantina la “previsione”. Poi preparate piccione bianco. Poi c’era l’afferra-proiettile,
di persone. Durante questa strategicamente il mazzo di un’esibizione in cui un intero plotone di
esibizione privata, l’artista carte. Dalla cima, di dorso, si
fece un numero di mentalismo sistemano sei carte indifferenti, soldati sparava a Bosco che rimaneva illeso:
che resterà negli annali, forse quindi i quattro 9 (quadri, cuori, “i proiettili, invece che ucciderlo, gli cadono ai
perché questo tipo di esibizione picche e fiori) alternati a carte piedi”. Memorabile fu anche il numero “delle
– basata sull’illusione di leggere qualsiasi. I 9 saranno pertanto palle invisibili”: la velocità e la destrezza nel
il pensiero altrui – era poco in settima, nona, undicesima muovere le tazze sotto le quali si celavano e
praticato. Bosco estrasse dalla e tredicesima posizione. Si venivano spostate la palline erano uniche. Non
tasca un foglietto sul quale appoggiano una a una dalla pago, nel tempo aumentò le dimensioni delle
scrisse qualcosa. Lo piegò poi in cima le carte sul tavolo, di
quattro e lo consegnò allo zar, dorso, e quando si arriva alla palline, inventò nuovi
dicendogli che avrebbe tentato quarta si invita la controparte metodi per nasconderle
di influenzare il suo pensiero. a dire stop. Alla fine della e farle apparire e portò il
Mentre Nicola stringeva tra frase avrete già appoggiato numero delle tazze da 3 a
le mani la previsione, Bosco anche la quinta carta ed ora 5: con le mani sembrava
mostrò un mazzo di carte e avrete un “range” di otto carte sfidare e vincere tutte
iniziò a gettarle una a una entro le quali lo spettatore
le leggi della natura.
sul tavolo, pregando l’illustre potrà fermarvi. In qualunque
spettatore di fermarlo quando momento vi dica stop, voi gli Quando morì, il 7 marzo
avesse voluto. Allo “stop” dello darete o la carta che avrete del 1863, a Dresda, era
zar l’artista chiese al sovrano appena appoggiato sul tavolo o lontano dalle scene ormai
di guardare la carta: era un quella che state per appoggiare Bartolomeo da due anni.
9, proprio come Bosco aveva (una delle due sarà sicuramente Bosco. Vita Sulla sua tomba
previsto, e scritto, sul foglietto. un 9). Per dare ancora più e meraviglie al Vecchio cimitero
Le cronache narrano che Nicola trasparenza all’effetto, potete del mago che
restò molto colpito tanto che, tranquillamente mostrare cattolico di Dresda
conquistò
“allentando le braccia” esclamò: la carta precedente e quella l’Europa, Alex vennero incisi una palla,
“Questa poi… è troppo forte!”. seguente che saranno Rusconi (Florence una bacchetta magica e i
Quindi, “recatasi la mano alla ovviamente due carte differenti. Art Edizioni). bussolotti. •
104
S
Nelle case della
MORTE
Quando e come Tutti uguali
nacquero i
Nell’affresco Il Trionfo
della morte (1445,

lazzaretti, i
anonimo), la morte
irrompe sulla scena su

“ghetti-ospedale”
un cavallo scheletrito e
lancia le sue frecce letali

che proteggevano
senza fare distinzioni
di classe. A Palazzo
Abatellis, Palermo.
le città dal contagio
della peste.
di Piero Pasini

L
azzaro non c’entra. Anche se il
nome potrebbe far pensare all’uomo
risuscitato miracolosamente da Gesù,
la parola “lazzaretto” – la struttura
che ospitava i malati di peste – ha un’altra
origine: pare derivi da Nazarethum, nome con
cui veniva indicata l’isola di Santa Maria di
Nazareth, sulla quale la Repubblica di Venezia
fondò il primo lazzaretto conosciuto.

EMERGENZA. La peste era giunta la prima


volta dall’Asia nel 1347 e aveva lasciato
terra bruciata dietro di sé. La Morte Nera
(fu chiamata così) uccise un terzo della
popolazione europea, spingendo i governi più
illuminati a domandarsi come proteggersi.
Alcune città si dotarono di strutture per isolare
i contagiati, ma Venezia – particolarmente
esposta alle epidemie per via dei fiorenti
commerci e del continuo viavai di persone – fu
la prima, nel 1468, a ideare un luogo specifico
in cui rinchiudere i malati in “quarantena”
(quaranta giorni era il tempo ritenuto
necessario per purificare il corpo dal morbo).
La morfologia della laguna forniva infatti un
sistema ideale di isole e specchi d’acqua, il che
permise ai legislatori di far costruire una rete
di strutture in cui smistare i casi sospetti, quelli
conclamati e le merci. 

106
S
Da
gli
ar
ch
St ivi
or di
ia
Nel ’300 si riteneva che il
contagio della peste fosse
provocato dai “miasmi”
provenienti dai malati
o dai cadaveri

Da Venezia il modello ospedaliero “pubblico”


dei lazzaretti si diffuse rapidamente sulle coste
del Mediterraneo nell’entroterra. Durante
i picchi delle epidemie questi luoghi si
riempivano di ammalati che poi morivano nel
giro di pochi giorni. E in molti casi le precarie
condizioni igieniche di queste strutture, anziché
arginare il contagio, lo favorivano, allargandolo
ai medici, che contagiavano a loro volta la
popolazione sana.

FUORI DELLE MURA. Proprio la necessità


di prevenire i contagi fece sì che i lazzaretti
fossero costruiti fuori delle città, preferibilmente
in luoghi isolati e raggiungibili con percorsi
appositi. Le isole nei pressi dei porti furono le
più gettonate, ma esistevano anche lazzaretti
fluviali: i corsi d’acqua, infatti, isolavano e allo
stesso tempo davano accesso a queste strutture.
La presenza di un piccolo edificio religioso,
spesso collocato al centro, è una delle costanti
dei lazzaretti italiani ed europei. Questi templi
erano di norma a pianta centrale e aperti su
tutti i lati in modo da permettere anche agli
Poco rassicurante infermi più gravi di assistere alle funzioni dalle
Un medico con una finestre delle loro stanze. Le esigenze a cui
maschera antipestilenza rispondevano i lazzaretti erano infatti almeno
durante una rievocazione due: la salvaguardia della salute, ma anche
storica ambientata nel l’assistenza caritatevole tipica della morale
’600. Nel “becco” c’erano
cristiana. •
erbe medicinali.

Una creatura diabolica? No, un medico


A ssomiglia a un uccellaccio
del malaugurio, con quel
becco adunco e l’espressione
oscuro rito diabolico. Invece è
semplicemente un medico.
L’abito fa il dottore. Nel 1619,
guanti ai gomiti, scarpe chiuse
e un cappello a tesa molto
larga. Come strumento, una
centimetri, che veniva riempito
con fiori secchi ed erbe aroma-
tiche (canfora, aglio, cannella)
assente. La commedia dell’arte ispirandosi alle armature, il me- canna apposita per auscultare per difendersi dai miasmi, con-
ne ha fatto uno dei suoi carat- dico personale di Luigi XIII di i pazienti. Infine, l’elemento siderati portatori del contagio.
teri e in molti film (e addirit- Francia stabilì l’abbigliamento più caratteristico, già in uso Inoltre quasi sempre nel becco
tura videogiochi) è una figura per i dottori chiamati a curare da qualche decennio: una ma- venivano poste spugne imbe-
misteriosa e quasi spettrale. le epidemie gravi: una tonaca schera bianca con due fori per vute di aceto, ritenuto erronea-
La lunga tonaca nera lo fa sem- lunga fino ai piedi di tela cerata gli occhi coperti da vetri e un mente in grado di disinfettare
brare un sacerdote di qualche nera, grossa come una corazza, lungo becco ricurvo di circa 40 l’aria respirata dai dottori.
SULLE STRADE DELLA PESTE, I LAZZARETTI PIÙ IMPORTANTI
V E RO N A
Costruito
sul fiume Adige
VENEZIA
È
nel 1549, il lazzaretto la sede del
MIL ANO ANCONA
vantava buone condizioni più antico lazzaretto
di igiene e privacy. I (1468). Oggi il Lazzaretto
Dell’enorme Qui
pazienti disponevano di Nuovo di Venezia è un’oasi
lazzaretto in cui si trova la
caminetto e bagno in di pace, ancora
Manzoni fa incontrare Mole Vanvitelliana,
ogni stanza. oggetto di scavi
Renzo e Lucia nel 31° opera settecentesca
archeologici. dell’architetto Luigi
capitolo dei Promessi sposi
non resta che un tratto di Vanvitelli: un’isola
muro presso via San pentagonale al centro
Gregorio.
1350 del porto.
1 49

O RAGUSA
1 In
Croazia,
nella città di Ragusa
e (Dubrovnik), si trovava
un lazzaretto dislocato su
tre diverse isole, in tutto
funzionante come
49
quelli veneziani.

1
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Firenze
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Me o Oriente
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O N ( M I N O RC
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A
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MESSINA
)

di fortezza
sanitaria situata in
RO M A Già
un’isoletta al centro del Sull’Isola nel 1371 134

porto, nel corso delle Tiberina fu la città destinò un


guerre napoleoniche creato nel 1653 un isolotto ai malati. Il VE
RS O
ebbe un ruolo quartiere per gli appestati, lazzaretto fu poi realizzato R 8
in modo che il vento VERS
chiave. sgomberando gli abitanti O L’ ALTO EGIT TO
e approfittando di soffiasse lontano i
un ospedale già miasmi.
esistente.

Come arrivò in Europa?


L’ incubazione dura da uno a
tre giorni, seguono febbre
altissima e delirio. Poi, in rappor-
moniti) o setticemica (detta, per
le caratteristiche manifestazioni
cutanee,“peste nera”). Nel primo
Pulci. In ogni caso è sempre
una pulce che porta su di sé un
parassita, originario dell’Asia: il
Nero la prima causa della diffu-
sione del flagello, a partire dal
Trecento. Ma chi aveva portato
to alla virulenza del germe, la caso si è stati relativamente for- batterio Yersinia pestis. La pulce la malattia fin lì? Probabilmente i
peste si può manifestare come tunati: il contagio è avvenuto dal infetta i ratti neri, o ratti delle predoni tartari giunti fino in Cri-
bubbonica (i“bubboni”, cioè ri- contatto con un ratto, la morta- chiaviche (le pantegane), che a mea accompagnati da colonie di
gonfiamenti cutanei, si formano lità è del 50 per cento. Negli altri loro volta veicolano la malattia. È topi infetti, attirati dal cibo.
nella zona dove è avvenuto il due casi il contagio è avvenuto stata certamente la presenza di Nella cartina sopra, la diffusione
contagio), polmonare (con mani- da uomo a uomo, e la morte nel roditori malati sulle navi venezia- della peste nel Trecento (in rosso
festazioni simili a gravissime pol- giro di pochi giorni è quasi certa. ne e genovesi sulle rotte del Mar le date del contagio delle città).
109
S
Come funzionava un lazzaretto
Ilazzaretti (nella foto, quello di
Milano nel 1890) erano una
complessa macchina sanitaria,
stesse a stadi diversi di “spurgo”
– cioè di disinfezione – così come
le persone colpite più o meno
un’industria della prevenzione e gravemente dal morbo.
della cura delle gravi epidemie. I Specialisti. Nei lazzaretti c’era
malati erano divisi fra casi sospetti personale specializzato, che a volte
e conclamati: era il primo e se la passava anche peggio dei
ndamentale passo per ridurre malati. Per esempio i facchini, che
asticamente il diffondersi delle a Venezia si chiamavano “bastazzi”,

HISTORY AND ART COLLECTION/ALAMY/IPA


alattie. maneggiavano e trasportavano le
me gli ospedali di oggi, i merci infette, dovendo poi scontare
zzaretti erano organizzati in con esse la quarantena; i guardiani
parti, che in base al luogo soprintendevano ai singoli reparti e
all’epoca si chiamavano avevano sotto la loro responsabilità
ontumacie” o “navi”. La loro le partite di merci. A capo di queste
nzione era quella di separare piccole città c’erano poi i priori, che
erci e persone, ma anche le merci dovevano controllare che non vi

Nei lazzaretti le persone (divise in casi


sospetti e conclamati) erano tenute separate
dalle merci, sorvegliate dai “facchini”

Non c’è scampo


L’Ospedale della peste
ALBUM/ORONOZ/MONDADORI PORTFOLIO

(Goya, 1808): i malati


cercano di soccorrersi l’un
l’altro nonostante la puzza
(c’è chi si copre il naso) e
l’angoscia.
La rete modello di Venezia
fossero contatti fra il personale e le spesso le condizioni di
V enezia, regina

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
persone in quarantena, e garantire sovraffollamento e la scarsa incontrastata dei
l’impenetrabilità della struttura. igiene favorivano la diffusione mari nel Medioevo, fu,
Pericoli nascosti. Tutti i lavoratori, del contagio piuttosto che il tra gli Stati, pioniera
e in particolar modo i facchini, contrario. Si sapeva, per esempio, nel porre mano con
osservavano turni: l’obiettivo era che un morto di peste andava metodo al problema della
evitare che diventassero complici di immediatamente bruciato con prevenzione e della cura
mercanti senza scrupoli interessati tutti i suoi effetti personali, ma delle malattie contagiose.
a vendere le merci senza passare non sempre ciò accadeva, poiché La prima struttura fu
per la quarantena. Le merci, mancava persino la paglia per i fondata nell’isola di San
infatti, dovevano essere trattate, giacigli, figuriamoci la legna per Lazzaro mendicante (oggi
affumicate con erbe e messe bruciare. Gli oggetti appartenuti isola degli Armeni, nella
all’aria, secondo le conoscenze al morto venivano quindi sottratti foto il chiostro), che dal
medico-scientifiche del tempo: in dal personale, che li rivendeva XII secolo ospitò un lebbrosario. Fu durante l’ennesima
un certo senso venivano curate in città, divenendo un ulteriore, pestilenza, nel 1423, che il Senato istituì nell’Isola di
proprio come le persone. pericolosissimo, veicolo di Santa Maria di Nazareth il primo ricovero per gli
Nonostante queste precauzioni, contagio. appestati dotato di medici e infermieri pagati dallo Stato
(nei decenni successivi assunse il nome di Lazzaretto
Vecchio). I capitani delle navi e i marinai erano coinvolti
nella prevenzione e invitati a raccogliere ogni notizia che
potesse far sospettare casi di peste a bordo. In questo
modo le barche veneziane avrebbero fatto periodi
di isolamento preventivo, prima di sbarcare merci e
persone in città.
Controllo rigoroso. Il sistema veneziano prevedeva
anche un lazzaretto di “contumacia”, fondato nel 1468
per accogliere i convalescenti, le merci e le persone
provenienti da Paesi in cui era diffusa la malattia. Infine,
a partire dal XVII secolo, fu istituito un rigido sistema di
pattugliamento delle lagune per assicurarsi che nessuno
si sottraesse ai controlli del Magistrato di sanità. Tutto
ciò aveva costi molto elevati per la spesa pubblica, ma la
politica veneziana preferiva spendere per la prevenzione
e rallentare i traffici, piuttosto che affrontare i tracolli
economici e demografici che portavano le epidemie.
Un sistema simile infatti fu replicato in molte città del
Mediterraneo.

Negli Usa, tappa per migranti


L e istituzioni di quarantena furono fondamentali anche
nel Nuovo Mondo: si può anzi dire che rappresentino i
più antichi monumenti del Nord America. Fra questi il più
importante è senza dubbio il lazzaretto di Philadelphia
(foto), in Pennsylvania, che fu costruito nel 1799 come
risposta all’epidemia di febbre gialla del 1793.
Sosta obbligata. Il complesso comprendeva un
grande edificio principale, vari annessi e un cimitero.
Le navi dirette a Philadelphia dovevano sostare qui
per le ispezioni: i carichi infetti venivano sottoposti a
fumigazione o distrutti completamente, mentre
i passeggeri malati scendevano a terra diretti
all’ospedale del lazzaretto per la quarantena,
in attesa di guarire o di morire. Ma già nel 1643,
quando a Philadelphia era sorto il primo insediamento
permanente di europei
in America (svedese),
esisteva una struttura per
quarantene. Molto più
della famosissima Ellis
Island di New York, questo
sito è un patrimonio per
la storia delle migrazioni
umane: secondo alcune
stime, infatti, ben uno
statunitense su tre
discenderebbe da antenati
passati di qui.
111
S
AGENDA
A cura di Irene Merli

LIBRI

Europa e Cina
Il saggio analizza le relazioni storiche
tra il Vecchio Continente e la Cina, che
mostrano il legame privilegiato esistito
tra le due civiltà, e gli scambi attuali, con
uno sguardo libero da pregiudizi e una
riflessione sulla fragilità dell’Europa.
Filippo Mignini, Quodlibet, 10,20 euro.

TOUR VIRTUALI

MUSEI CHIUSI?
L’ARTE VIENE A CASA
Gallerie e poli museali aprono le porte in Rete: ecco
cosa vedere, fra il divano e la cucina.

L
a bellezza ci salverà, scriveva Dostoevskji in tempi non sospetti. E allora i musei si sono Le lacrime di Roma
organizzati, in questo periodo in cui non è possibile visitarli, per farci godere dei benefici L’autrice vuole dimostrare il potere
dell’arte. Come? Mostrando le loro preziose collezioni on line. del pianto nel mondo antico, quando
La Pinacoteca di Brera di Milano (sopra), per esempio, ha messo tutte le opere che espone nelle anche gli uomini più importanti non si
sue sale sul sito www.pinacotecabrera.org: consultandolo si scoprirà che ogni giorno sono vergognavano di farsi vedere in lacrime in
spiegati i segreti di un quadro da un esperto del Museo (l’iniziativa si chiama Appunti di resistenza pubblico. Solo per motivi virili, però.
culturale) e viene raccontata una fiaba per i bambini. Sarah Rey, Einaudi Storia, 24 euro.
Ma anche i gettonatissimi Musei Vaticani si possono visitare virtualmente andando su www.
museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/tour-virtuali-elenco.html. Le Gallerie
degli Uffizi di Firenze non sono da meno. Su uffizi.it/mostre-virtuali, si può godere di una sfilata
dei più fulgidi capolavori custoditi in riva all’Arno, accompagnati dalle loro storie, e ogni giorno
sui profili Instagram e Twitter del Museo fiorentino, per l’iniziativa Decameron Uffizi, verranno
pubblicate foto, video, narrazioni su opere ospitate alle Gallerie delle Statue e delle Pitture, a
Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.
A Venezia la Peggy Guggenheim Collection propone un percorso interattivo con approfondimenti
sugli aspetti meno noti delle opere raccolte in tutta una vita dalla grande collezionista americana
e organizza anche degli Art Quiz: il tutto sull’account Instagram. Ogni mercoledì, invece, a entrare
nelle nostre case è il Parco Archeologico di Ercolano, un luogo che ci può insegnare molto sulla
capacità di riemergere alla vita anche dopo la peggiore catastrofe. Sulla pagina Facebook del
Parco, lo staff, il direttore e altri studiosi si alterneranno per portarci alla scoperta dell’antica città
vesuviana distrutta come Pompei dall’eruzione del 79 d.C. Cose che si portano
All’estero. Per chi infine volesse uscire dai confini nazionali e fare tour virtuali tra le bellezze in viaggio
dei grandi musei del mondo, ecco gli indirizzi on line del Museo del Louvre di Parigi, del British
Museum di Londra, del Museo del Prado di Madrid, della National Gallery di Washington, del Un romanzo che ci fa riflettere sulla
Museo Archeologico di Atene e dell’Hermitage di San Pietroburgo: louvre.fr/en/visites-en- nostra storia recente: Katia, nata a Berlino
ligne; britishmuseum.org/collection; museodelprado.es/en/the-collection/art-works; nga.gov/ Est da una famiglia spagnola di comunisti
collection.html; namuseum.gr/en/collections; hermitagemuseum.org. fuggiti dalla Guerra Civile, nel 1971 evade
Mentre per il Metropolitan Museum di New York, su YouTube si trovano gli spettacolari video The dalla Ddr e rinuncia alla sua identità.
Met 360° Project, per vedere il leggendario museo della Grande Mela letteralmente a 360° gradi. Aroa Moreno Durán, Guanda, 16 euro.
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I VIZI SEGRETI DEI GRANDI COSTRETTE ALLA VOCAZIONE


Dalle piccole manie alle perversioni: i difetti e le debolezze degli uomini e Nel XVII secolo suor Arcangela Tarabotti denunciò un fenomeno
delle donne che hanno scritto la Storia, nonostante tutto. che rovinò la vita a migliaia di ragazze: la monacazione forzata.

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ANTICHITÀ SECONDA GUERRA MONDIALE

CITTADINANZA ROMANA L’ITALIA NEL BARATRO


Cicerone diceva “Civis romanus sum” e in quelle tre parole Ottant’anni fa, il 10 giugno 1940, Benito Mussolini annunciava l’entrata in
c’era racchiuso uno status che Caracalla estese a tutti. guerra dell’Italia al fianco della Germania. Come maturò questa scelta?
113
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LUOGHI SACRI
Dal Bhutan a Gerusalemme
passando per l’Irlanda abbia-
mo fatto il giro del mondo al-
la ricerca dei luoghi più sacri
della Storia. Poi abbiamo vi-
sitato Persepoli, in Iran, do-
ve ci sono le rovine dell’antico
Impero achemenide e ci sia-
mo spinti fino a Palenque, al-
la scoperta dei suoi templi av-
volti nella fitta vegetazione
messicana. Mentre con le no-
stre ricostruzioni siamo “entrati” dentro l’obelisco di Washington
(Usa) e abbiamo passato in rassegna i soldati del famoso Eser-
cito di terracotta cinese. Ma non abbiamo dimenticato l’Europa:
prima un salto a Madrid, la città più segnata dalla dinastia dei
Borbone di Spagna, e poi un passaggio nel blasonato Castello di
Fontainebleau, che ha ospitato i sovrani di Francia dal Medioevo
fino a Napoleone III. E infine siamo approdati in Austria per ri-
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Storia Mondadori Scienza S.p.A. - Via Mondadori 1 – 20090 Segrate (Mi)


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Hanno collaborato a questo numero:
A. Bacci, F. Campanelli, A. Carioli, F. Dalmasso, M. Erba, M. L. Leone, M. Liberti,
G. Lomazzi, M. Manzo, S. Mattei, R. Michelucci, E. Monti, P. Pasini, R. Roveda, Periodico associato alla FIEG Accertamento Diffusione Stampa Codice ISSN:
(Federaz. Ital. Editori Giornali) Certificato n. 8433 del 21/12/2017 1824-906x
D. Venturoli, E. Vitaliano, S. Zimbardi.

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