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Da: Roma/Seicento: verso il Barocco, a c. di D. Porro, G. Leone, Roma 2015, pp.

148-149

Andrea Sacchi
(Nettuno 1599 - Roma1661)

33. Le tre Maddalene


1634
Olio su tela, cm 68 x 50,5
Roma, Galleria Nazionale dArte Antica di Palazzo Barberini
inv. n. 1725

La tela, proveniente dalla collezione Chigi, va connessa, come bozzetto definitivo o come versione
derivata, con la pala daltare dello stesso Andrea Sacchi che Urbano VIII invi nel gennaio del 1634 al
convento fiorentino delle carmelitane di S. Maria Maddalena de Pazzi proclamata beata dallo stesso
papa nel 1626 e che oggi conservata agli Uffizi. La destinazione al cenobio fiorentino, dove erano
entrate anche due nipoti del pontefice, spiega probabilmente la scelta del soggetto. Al centro e pi in
alto seduta la Maddalena evangelica, esempio perfetto di conversione e penitenza; a destra, in abito
carmelitano, Maddalena de Pazzi le consegna il giglio bianco, quale voto di purezza e castit, mentre a
sinistra unaltra figura femminile, elegantemente abbigliata, rivolge in alto lo sguardo e si porta la mano
al petto.
Lidentit di questultimo personaggio, in effetti, non chiara. N di grande aiuto la descrizione
che ne d il Bellori (1942, p. 67), il quale pur riferendosi forse a unaltra copia realizzata dal pittore per
il cardinale Antonio Barberini (Sutherland Harris, 2000, p. 448) parla di una Santa Madalena regina
delle Indie, o sia della China. Pi tardi, lerudito Giuseppe Richa (1754, p. 325), ricorda che la pala del
Sacchi venne donata al convento delle Carmelitane assieme a un reliquiario dargento ed ebano
destinato a contenere le reliquie delle stesse sante omonime effigiate nel dipinto: Maddalena di Betania,
Maddalena de Pazzi e una terza santa che egli qualifica come Beata Maria Maddalena Martire
Giapponese. Tuttavia, anche lindividuazione precisa di questo personaggio rimasta finora incerta.
Dovrebbe infatti trattarsi di una martire, come segnala anche la presenza della palma recata
dallangioletto in basso, e i minuti disegni sulla serica veste farebbero pensare a un contesto orientale,
ma come stato osservato (Sutherland Harris 1977, p. 68) nessuna delle sante note con questo
nome, martirizzate in Giappone entro il 1634, sembra attagliarsi alla figura di Sacchi, giacch tutte
furono condannate alla crocifissione, alla fossa o alla decapitazione, e comunque non al rogo, mentre la
martire del dipinto mostra nella destra proprio dei carboni accesi, evidente richiamo allo strumento del
suo supplizio.
Si potrebbe allora suggerire, in via ipotetica, che limmagine raffiguri piuttosto quella giovane
Maddalena Hayashida che appena ventenne, gi convertita al Cristianesimo, venne arsa viva per la
propria fede assieme alla famiglia il 7 ottobre del 1613 ad Arima, vicino Kobe. Il fatto ebbe una
sensibile eco in Europa, a partire dal vivido e circostanziato resoconto che ne fece il gesuita Sebastiano
Vieira (Lettera annua del Giappone, Roma 1617), poi ripreso da vari autori, da Nicolas Trigault a Fabio
Spinola a Daniello Bartoli, e citato persino in opere teologiche come il commento alle Epistole paoline
del dotto gesuita Cornelio a Lapide. Al supplizio assistette, secondo le fonti, una folla immensa e i
testimoni raccontano che la fanciulla, la quale aveva precocemente fatto voto di verginit, una volta sul
rogo prese una manciata di carboni ardenti e se li mise in testa a guisa di ghirlanda in segno di riverenza.
Lidentificazione, se corretta, spiegherebbe, oltre allattributo iconografico, anche il fulgore della curiosa
corona della donna, che gi il Bellori aveva appunto descritto come coronata di raggi doro
fiammante, e sarebbe per di pi coerente con limpostazione della figura nel disegno preparatorio a
sanguigna oggi a Windsor, dove la martire sembra in effetti rappresentata nellatto di portarsi qualcosa
sulla testa. La collocazione della pala in un convento di clausura potrebbe peraltro giustificare
linserimento di personaggi non ancora ufficialmente assunti allonore degli altari.
In ogni caso, la ponderata composizione di Sacchi riassume nel tipo tradizionale della sacra
conversazione le istanze pi tipiche della nuova agiografia controriformata, che fonde insieme modelli
evangelici, vocazioni moderne e proselitismo missionario.

Michele Di Monte

Bibliografia:

Bellori 1942: G. P. Bellori, Vite di Guido Reni, Andrea Sacchi e Carlo Maratta, a c. di M. Piacentini, Roma
1942.
Emiliani 1962: A. Emiliani, scheda in Lideale classico del Seicento, cat. della mostra, Bologna 1962, pp. 337-
338.
Mochi-Vodret 2008: L. Mochi Onori R. Vodret, Galleria Nazionale. Palazzo Barberini. I dipinti - catalogo
sistematico, Roma 2008, p. 352.
Refice 1950: C. Refice, Andrea Sacchi disegnatore, in Commentari, 1, 1950, p. 220.
Richa 1754: G. Richa, Notizie istoriche delle chiese fiorentine, I, Firenze 1754.
Sutherland Harris 1977: A. Sutherland Harris, Andrea Sacchi, Oxford 1977, pp. 16, 67-69.
Sutherland Harris 2000: A. Sutherland Harris, scheda in Lidea del bello, cat. della mostra, Roma 2000,
pp. 447-448.
Vodret 1999: R. Vodret, scheda in Andrea Sacchi, cat. della mostra, Nettuno 1999, pp. 60-62.