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Il Mistero di Donetta

SantUrsula di Cornovaglia
Ursula, bellissima figlia di un Re di Bretagna, viene chiesta in sposa da un principe pagano, per sottrarsi alle nozze, lei che aveva fatto voto di castit, fugge in pellegrinaggio verso Roma in compagnia di undicimila vergini, passando per Colonia invasa dagli Unni, viene chiesta in sposa dal loro Re che al suo rifiuto la fa uccidere insieme alle compagne, creando cos unesercito di vergini martiri. Nel corso dei secoli il culto diventa importante ed imponente, e assurge a simbolo della verginit femminile, quale valore da difendere anche a rischio della vita. A Colonia viene fondata la chiesa di Sant Orsola ove ancor oggi vengono custoditi ben 116 busti reliquiari. La bandiera della citt, bianco rossa, divisa in due parti, nella superiore le tre Corone dei Re magi, nella inferiore le undici fiammelle delle Vergini di SantOrsola. Nel 1283 labbadessa del convento di Colonia dona alla citt di Genova il teschio di una delle vergini, che custodito in una teca dargento viene fatto portare in solenne processione dal vescovo Jacopo da Varagine e poi custodito nella Chiesa dei SS.Giacomo e Filippo.1

Jacopo da Varagine - Leggenda Aurea

Qualche decennio dopo persino Dante i cui contatti con i Templari sono dimostrati2 viene coinvolto in questo ideale di purezza ne Il fiore suo poema minore: Falsembiante XCVI lundicimila vergini beate che davanti da Dio fanno lumera in roba di color ciaschedun era il giorno chelle fur martoriate non ne fur per ci da Dio schifate

Figura 1 - Statua di Sancta Ursula con le undici vergini. Ursulakircke Kln.

Figura 2 - Sepolcro di Sancta Ursula. Ursulakircke Kln.

SantOrsola e i Templari
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Divina Commedia - Pd XXXI ,1-8

In forma dunque di candida rosa mi si mostrava la milizia santa che nel suo sangue Cristo fece sposa.

Il culto delle undicimila vergini di SantOrsola era diffusissimo, i cavalieri teutonici avevano la testa di una di esse nella loro casa di Venezia e i templari ne possedevano una a Parigi. Quando si scaten la caccia al Templare, il 13 ottobre 1307, i funzionari del Re fecero irruzione nel Tempio di Parigi ove trovarono un reliquiario dargento a forma di testa contenente il teschio di una donna che recava una targhetta con la scritta: Caput LVIII- M (testa 58 Martire).3 Al processo il Cavaliere del Tempio Guillame DArrabloy, inquisito, dichiar di aver visto spesso sullaltare una testa argentea adorata da parte di coloro che tenevano il Capitolo e intese dire che era la testa di una delle undicimila vergini.4 Laccusa di adorare una testa magica che il tribunale dellinquisizione rivolse ai Cavalieri del Tempio venne pi realisticamente condotto alla venerazione delle reliquie di una delle vergini di SantOrsola. Pi o meno simile la versione riportata da Andreas Beck ne La fine dei Templari: La commissione decise di fare finalmente chiarezza su questidolo. Fu chiamato a deporre dinnanzi al Tribunale il custode del tesoro del Tempio di Parigi, gli si chiese di fornire informazioni su tutte le statue che erano state trovate nel Tempio quando questo era stato espugnato. Guilherme de Pidoye port una testa in argento che, raffigurando una donna giovine e bella era lunico pezzo che poteva essere incriminato.Non presentava n piedi, n barba n altri segni distintivi dellidolo tanto frequentemente e contradittoriamente descritto.Allinterno della scultura vennero trovate ossa cherano appartenute a una giovane donna.La testa recava la scritta Caput LVIII, si trattava senza dubbio di un reliquiario. Probabilmente vi si veneravano i resti mortali di una delle undicimila vergini che secondo la leggenda erano state uccise dagli Unni a Colonia. Pidoye spieg che nel tesoro del Tempio non era stata trovata nessuna altra testa.
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M.Baigent, R.Leigh - Origine e storia della Massoneria - Newton & Compton Ed. 4 Alain De Murger I Cavalieri del Cristo. Ed. Il Giornale

Quasi due secoli dopo Cristoforo Colombo sposo di Felipa Muniz Perestrello, figlia di un maestro Templare Piacentino, durante il suo secondo viaggio, conduce le vele crociate verso le Americhe e dopo le battaglie con i cannibali sullisola di S.Croce, incontra una gran quantit di isole ( pi di 60), affascinato dalla loro bellezza, le denomina Isole Vergini in onore di SantOrsola e compagne.

Torriglia e la reliquia di SantOrsola


Se consideriamo che nel Medioevo le reliquie erano fra gli oggetti pi ambiti e costosi del tempo ci domandiamo come una Comunit quale quella di Torriglia potesse possederla.5 In effetti la Magnifica Comunit di Torriglia, ben conscia dellimportanza della reliquia,la custodisce in un busto dargento esposto alla venerazione dei fedeli il giorno dei Santi; un antico inventario parla di intiero cranio di SantOrsolina Vergine e Martire S.Orsola viene onorata quale patrona della Comunit e da tempo immemorabile veniva festeggiata in Figura 3 - Busto reliquiario di pubblici festeggiamenti civili e S. Orsola. Argento Torretta sec. religiosi la terza domenica dagosto XVII. Parrocchiale di Torriglia con solenni funzioni e sparo di mascoli. Viene addirittura raffigurata nel Sigillo a Fumo apposto sulla
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una mera fantasia ha creato S.Orsola e le sue 11.000 compagne che sarebbero state uccise dagli Unni a Colonia; nel basso Medioevo, scavando un cimitero Romano, si pens di aver ritrovato le loro ossa che raggiunsero alte quotazioni sul mercato delle reliquie Fra gli oltre 40 reliquiari offerti dal Duca Enrico il Leone allaltare della vergine del Duomo di Braunschweigh troviamo anche quelli di S.Orsola e delle undicimila vergini. Guida al Medioevo - Horst Fuhrmann

ceralacca in calce ai documenti ufficiali della Magnifica Comunit. Nei registri parrocchiali spesso riscontriamo trovatelle nominate Orsola. 1689 - 21.6.0 per la polvere e la sparata per la festa di S.Orsola. 61.6.0 per dodeci torchie er altre candele per S.Orsola. 1728 - per sbarro di polvere condotto da uomo di Cantalupo nel giorno di S.O. 1733 - mercede alli bombardieri per la festa di S.O. 1753 - 1.16.0 pagate al pedone Paglietta mandato a Recco a chiamare lorganista per la festa. 1790 - stato presentato il Sigillo a fumo di questa Magnifica Comunit col quale, a tenore degli ordini di S.A. si devono sempre segnare i ricorsi che si presentano a parte di questa Comunit, il qual sigillo, fatto di lottone e contenente Tre Torri in riga con sopra ad una di esse che la di mezzo, un busto rappresentante Santa Orsolina, protettrice di questa Mag.ca Comunit, si consegnato a mano delli Sig.ri Reggenti odierni per custodirlo e restituirlo poi ai successori

Figura 4 - "Intiero cranio di S. Orsolina". Elenco di reliquie conservate nella chiesa arcipreturale di Torriglia, 1892

I Fieschi di Torriglia
Se vogliamo fare unipotesi realistica possiamo presumere che la reliquia di SantOrsola, pervenuta da una Mansio Templare disciolta, fosse stata donata alla Comunit di Torriglia dal grande Cardinale Luca dei Fieschi di Torriglia. Nellinventario dei suoi beni redatto post mortem infatti, appare capud undecim milium Virginum positum in uno tabernaculo coperto de argento, ubi est imago crocifixi cum aliis imaginibus.6 Qualche anno prima, il padre Nicol aveva nominato Luca esecutore testamentario, e per sanare il peccato commesso dallaltro figlio Ottobono nei confronti della Chiesa di Torriglia. dispose un risarcimento.7
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A.Sisto Genova nel Duecento il Capitolo di San Lorenzo. 1979 Il fatto riportato nel testamento di Nicol Fieschi del 1304 redatto nel Castello di Torriglia. Il fratello Ottobono si era macchiato di grave peccato, aveva rubato alla Chiesa di Torriglia la Cassetta argentea delle reliquie di S.Honorato, con relativa immagine e tabernacolo, di conseguenza il Nicol
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E interessante tracciare un breve profilo di questo grande Cardinale anche per collegare infine il ragionamento alla presenza di Templari sul territorio. Luca, figlio del grande Nicol dei Fieschi di Torriglia, nipote di Papa Innocenzo IV e fratello di Alagia di Dantesca memoria, fu Cardinale per un lungo periodo che abbracci ben quattro papati. mor ad Avignone e fu sepolto a Genova, nel chiostro dei Canonici di S.Lorenzo che ne conserva il monumento funebre. (ASV- Registrum Avenionense 49 ff). Affezionato ai feudi di famiglia accompagnato nella sua corte di Avignone da presbiteri e famigli di Torriglia e Donetta, nel suo testamento fa un lascito alla Chiesa di Roccatagliata.8 Possiede per diverso tempo il Sacro Catino avuto in pegno dal Comune di Genova per un cospicuo prestito da lui concesso; ne conserviamo unimmagine tarda nellUltima cena dei Semino del Convento di Montebruno. Continui i suoi contatti con i Templari sia ad Anagni che in Inghilterra ove nel 1317, legato di Papa Giovanni XXII presso la Corte tratta fra laltro la definizione della propriet dei beni dellordine templare disciolto.9

Gli Embriaci
Sappiamo che il Sacro Catino, una delle reliquie pi importanti della Cristianit, fu portato a Genova da Guglielmo Embriaco dopo la conquista di Cesarea (1101). A quel tempo lo si venerava perch secondo la tradizione era stato usato da Ges nellultima cena per listituzione della eucarestia, lo stesso, col nome di Santo Graal fu venerato dalla Sacra Milizia dei Cavalieri del Tempio. La presenza nella nostra zona della Famiglia degli Embriaci,
dispose il risarcimento deducendolo dallasse ereditario, e ne nomin esecutore il figlio Cardinale Luca. ASG Notaio Corrado de Castello Reg.VIII.fli 161/4 8 Archivio Segreto Vaticano Registrum Avenionense 49 ff. 9 R. De Rosa - Luca Fieschi alla Corte di Avignone.

Balbi e Da Castello, sia quali condomini di pedaggi, sia proprietari di terreni a Casaleggio e Garaventa, frazioni di Torriglia, la mole assoluta, convincente, della Torre del Castello di Torriglia con grandi somiglianze costruttive al Castello di Gibeletto (attuale Byblos in Libano) feudo degli Embriaci in Terra santa, la presenza di Dodone degli Advocati, signore di Roccatagliata, alla prima Crociata assieme a Guglielmo Embriaco, fanno intravedere una presumibile connessione con i movimenti culturali di quel tempo anche nelle nostre zone che sappiamo vennero investite in pieno dal fenomeno Crociata. La prima Crociata venne predicata a Piacenza, i collegamenti con il porto di Genova erano allora frequenti. Traccia documentale ha lasciato il passaggio da Piacenza a Genova della famosa Crociata dei bambini nellAgosto 1212 lungo la via della Trebbia.10 In questo contesto potrebbe esser maturata lidea di affiancare a merci e viandanti la presenza di monaci guerrieri e la conseguente fondazione di una Mansio.

Figura 5 - Base della torre del Castello di Torriglia - Incastri a L

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Giovanni Miccoli La Crociata dei fanciulli del 1212

SantOnorato di Lerino
LAbazia di SantHonorat de Lerins (piccola isola di fronte a Cannes) fu per secoli centro di vita spirituale che sparse i suoi monaci soprattutto in Francia, troviamo loro tracce anche nellarco ligure: Ventimiglia, Seborga, Torriglia, S.Antonio di Pr a Genova. E da presumere che la titolazione a SantOnorato di Patrania, poi trasferitasi alla parrocchiale di Torriglia sia da riferirsi a quel movimento monastico presente in zona da molto tempo (ricordiamo che lAbate Attala primo successore di San Colombano di Bobbio proveniva da Lerins). E documentata anche a Genova la presenza di una Cappella titolata a SantHonorat in Castelletto prima della fondazione della chiesa di San Francesco da parte dei Fieschi del ramo di Torriglia (Atti S.L.S.P. X pg.396 e segg.). Notiamo che numerosissimi insediamenti Templari del Sud della Francia nascono da cessioni di terre e chiese di propriet dei Monaci Lerinesi (Ventimiglia, Seborga, Saint Raphael, Biot, Roquefort les Pins, Saint Siffret, Villars sur Var, Comps sur Artuby, Touet sur Var, Grasse), pertanto lecito supporre che i Lerinesi di Torriglia avessero facilitato linsediamento in zona dei monaci guerrieri.

TEMPLARI A DONETTA ?
Tutta questa lunga premessa per avvalorare lipotesi che a Donetta fosse presente un insediamento templare per il controllo della Patrania, una delle maggiori vie di transito fra la pianura Padana ed il mare al tempo delle Crociate, itinerario che come detto si andava anche ad intersecare con il Caminus Januae della Trebbia su cui confluivano i flussi di uomini e merci dal territorio Piacentino ben presente nel movimento crociato.11 Premesso che lorganizzazione templare di base era rappresentata dalle Commende o Magioni (Mansio, Mansiones), Torriglia viene definita Magione ancora nel XVIII sec.12 Il Borgo di Donetta costituito da una dozzina di case addossate le une alle altre ed affiancate sui due lati alla vecchia strada, una antica Cappella al centro titolata a San Bernardo Abate ed una piazza ove si ricorda la presenza di un Urmu o albero di Olmo piantato in prossimit di un importante quadrivio con osteria ed albergo pertinenti; nel medioevo la comunit si riuniva sotto le fronde dellolmo per discutere affari comuni o per amministrare giustizia. La prima casa salendo sulla destra porta ancora la denominazione di Palasso segno di edificio ad uso pubblico. Per assonanza al Palasso del Bolleri, esattori daziari dei Doria, presente sul passo della Scoffera, penso si trattasse del Palasso dei Magioncalda, anchesso sede di dazio.
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Marzo 1095 - Papa Urbano II convoca a Piacenza unassemblea a cui partecipano 200 Vescovi,4000 chierici e pi di 30.000 laici per trattare i preliminari della Crociata. Aldo di Rivergaro vescovo di Tortona e compagni parte per la Crociata e ritorner poi dallOriente passando da Genova. Tortona stessa sar coinvolta in pieno. 12 1748 - Andrea Costa Mulattiere di Casella: venendo io dal luogo di Recco, conducendo le mie mule cariche di sale a questa MAZONE DI TORRIGLIA, gionto che son stato in un bosco detto Gaietta ho incontrato Gerolamo DeNegri tornato da questo magazzino (del sale)

Nel Borgo si ricorda la presenza di antiche costruzioni e di toponimi indicativi di lontane abitudini. Che Donetta fosse qualcosa di pi che un piccolo villaggio indicato prima dagli avanzi del Castello, poi anche da altri segni locali che fanno pensare allimportanza del posto, per esempio vi la Braia che vuol dire luogo ove si radunano i cittadini per contratti, adunate. Inoltre esisteva a Donetta unantica casa (del Nicolla) la cui grondaia era sostenuta da speciali mensole che denotano una vetustissima costruzione.Anche unaltra casa (del Tsoa) era di una costruzione speciale, con un porticato ed una grossa colonna che da un lato sosteneva la casa.13 Donetta era una delle Ville della Magnifica Comunit di Torriglia, Feudo Fliscano prima, dei Doria poi, aveva un proprio Console di Villa ( un Magioncalda, o Casale o Moglia, cognomi dominanti da secoli nel paese) ed un proprio Caporale. E da presumere che queste pubbliche istituzioni, presenti a Donetta come nelle Frazioni o Ville pi importanti quali Montebruno, Pentema, Fontanigorda, rappresentassero il retaggio di un passato importante. La Chiesina di Donetta, con una suggestiva dedicazione a San Bernardo di Chiaravalle raffigurato in un quadro ad olio, custodirebbe antiche sepolture di monaci Magioncalda, almeno questa la tradizione orale che si tramanda, certo singolare, in quanto nel territorio sarebbe lunica custode di sepolture. Ricordo che da tempo immemorabile il 20 Agosto gli abitanti di Donetta festeggiano S.Bernardo Abate con funzioni religiose, balli e buone bevute.

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Giuseppe Onorato Crosiglia - La Provvidenza, Marzo 1941

Figura 6 - Cavaliere Templare Ricostruzione ideale

Le Strade
Ed ora lattenta osservazione della rete viaria di valle di cui Donetta rappresentava il principale nodo e la finale destinazione prima di iniziare a Munt du Cullettu che portava in quota verso lAntola ed il Nord. Esistevano due tangenziali che aggiravano Torriglia: una proveniente da Genova, Cavassolo, Capenardo, Davagna, Moranego, Scoffera, Laccio, Gaietta, Marzano, Cian da Seia, Donetta, laltra, proveniente dalla Riviera del Levante, Sestri Levante Recco, Sori, Nervi, dal Monte Lavagnola rasentava Torriglia, incrociava la strada della Trebbia e poi anchessa su Donetta. Poi anche due strade di circolazione interna: una che dal vecchio Borgo di Torriglia, Acquabuona, Crocetta degli Scorzi (ove si intersecava con quella del Brugneto) raggiungeva Donetta, laltra che partendo dallAbazia di Patrania risaliva il Rio Colomba, rasentava il Castello, il Poggio e poi ancora Donetta. Ricordiamo ancora che altra importante strada sopra Donetta si dirigeva verso Pentema, Carsi, la Val Brevenna, Crocefieschi, i Feudi Fliscani di Savignone e Casella. Perch due percorsi paralleli che partono entrambi da Torriglia raggiungono Donetta? Quale logica ne ha determinato la costruzione? La spiegazione a mio parere sta nel fatto che uno partiva dallAbazia di Patrania traversando terreni di pertinenza dellAbazia, laltro partiva dal Borgo di Torriglia, fortificato e protetto dal Castello Feudale di pertinenza laica. Uno interdipendente dallaltro. Riflettendo sullantica orografia di Torriglia si arriva a capire che le due entit sono state sempre chiaramente divise dal Torrente Chiusa la cui riva destra delimitava la propriet della Chiesa, quella sinistra quella del Feudo. Certo lattuale copertura dei rivi lo rende meno evidente anche se presenze di cappelle, la vecchia canonica, tracce di muri ed antiche sepolture lo conferma. Con questa premessa rimane ora pi chiara e comprensibile la

Bolla di Papa Adriano IV che nel 1157 conferma a Tortona la Abbatiam S.Honorati de Patrania Castellum Padraniam, Turriclum Quel Castellum Padraniam potrebbe essere la Fortezza scavata a Donetta, di pertinenza dellAbazia, forse aggregato ad una Mansio e chiaramente costruita a supporto e controllo della viabilit. In tutte le terre della Cristianit i Templari si insediarono lungo le maggiori vie di transito, anche le strade che discendono verso Genova e Venezia sono ben munite di Commende Templari.14 La funzione dei Monaci era quella di svolgere funzioni di assistenza e polizia della strada, i passi pi importanti erano presidiati, la zona di Torriglia cos strategicamente importante, era certamente un presidio.15

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Alain Demurger - Vita e Morte dellOrdine dei Templari. I militi del Tempio di Osiglia avranno avuto il compito di prestare aiuto e protezione ai pellegrini, ai viandanti ed ai crociati che si accingevano a valicare il Melogno, in analoga posizione si trova Masone, sotto il passo del Turchino, il nome stesso lo definisce antica Mansione. Anche Torriglia presenta le stesse caratteristiche fisiche di Osiglia e Masone, si trova oltre il passo della Scoffera, alla testata di due valli, la Val Trebbia e la Valle Scrivia, ai piedi dellAntola. Bianca Capone - I Templari in Italia
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Figura 7 - Donetta - "A Consciorsa". Antico recinto per carovane sulla mulattiera per l'antola

Altri numerosi indizi


- La presenza degli antichi ceppi famigliari dei Magioncalda (Mansiocalida) e dei Casale (Casaliers) tuttoggi esistenti fa pensare alla presenza di una Mansio Templi. La gerarchia minima per la sopravvivenza di una mansio prevedeva infatti la presenza di Frres sergents o commandeurs de Maison, di Frres Casaliers, Frres infirmiers, Frres chapelains. - A Donetta esistono toponimi che confermano unambito religioso quali: la fontana del sollievo di biblica memoria, a consciorsa che quel possente recinto comune per muli ed animali della consorteria, accanto alla strada che, poco sopra al paese, sale verso la fortezza,16
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1252 - Guglielmo de Bubio precettore dei Templari in Lombardia nomina procuratore Rodolfino de Palma per riscuotere censi in Tortona e

a cianna da giexia (piana della chiesa) che quellampio prato l accanto, di pertinenza della Cappella del borgo che risulta dotata di altri terreni in Lombardia ed il cui sfruttamento veniva assegnato con pubblico incanto. - La vita della Fortezza messa in luce dagli scavi si colloca fra la fine del XI e la prima met del XIV sec, e coincide con quella dellordine Templare che ricordo nasce nel 1119 e finisce nel 1314. - La sua distruzione traumatica (tracce evidenti di incendio, e di scontro armato con presenza di gran quantit di cuspidi da arco o da balestra) fa pensare ad un intervento organizzato e mirato alla eliminazione di quella struttura e non uno dei tanti episodi di scaramucce fra parti avverse. - Il fatto che nel 1310, il Precettore della Commenda degli Ospitalieri di Pr a Genova, risulta essere certo Fr Francesco de Turriculo, ammesso che il toponimo Turriculo potesse riferirsi a Torriglia, fa pensare che a seguito delle disposizioni di scioglimento dellordine, il monaco avesse trovato nuova collocazione.17 - La scelta del sito, strategico per il controllo delle strade, e di grande valenza simbolica: proprio dal monte Preia infatti, nascono due grandi fiumi, il Trebbia e lo Scrivia, particolare non trascurabile per la mentalit medievale.
Valle Scriviaexigendum omnia que domui templi dare debentur ab illis qui sunt in consorcia domus templi.in toto episcopatu Terdone et in Vallescrivia - ASG.Atti.Not.Bart.De Fornari C.105.part I, c,17,m - L.Tacchella. I Cavalieri di Malta. Questo documento evidenzia un accostamento fra il toponimo consorcia e le domus templi di pertinenza dellordine e soprattutto la presenza di domus Templi in Valle Scrivia. 17 La Commenda di Pre benefici della soppressione dei Templari e dellattribuzione dei loro beni allordine, ottenendo la Chiesa di S. Fede e propriet in Valle Scrivia, nella Diocesi di Tortona ed Albenga. G.Petti Balbi - Gerosolimitani in Liguria in Et Medievale.

- La struttura trapezoidale del dongione primitivo, simile a torrioni abitativi frequenti in Francia o in Terra Santa fra il XI e XIII sec, collocata entro un vallo perfettamente circolare di 32 m. di diametro evidenziato dalle pi recenti immagini satellitari, fa pensare a geometrie spesso adottate in contesti templari. E curioso comparare questo particolare con la leggenda dei cerchi di legno, di ferro, di pietra del Monte Boglelio, attribuiti allepoca del Barbarossa e che ancora si racconta in Val Staffora. - La presenza lungo la strada di dedicazioni a S.Bernardo ( Bogliasco, Capenardo, Donetta, Reneuzzi, Pizzonero,Vesimo, Pallavicino) o di presenze monastiche cistercensi, quali: lOspitale di S.Giacomo di Possuolo, lhospitale con cappella di SantAlberto, la Grangia di Magioncalda,18 ed in genere in tutta la Val Borbera (Chiaromonte,Albera,Semega,Vendersi), le rovine del Convento di S.Giacomo sul Monte Chiappo ed ancora al passo della Scapparina vicino al Penice quelle del Convento dei Girolimini, che ordinariamente costruivano su preesistenti propriet del Tempio.19 Ancora la presenza di Domus Templi a Genova, Piacenza, Pavia, Torricella Verzate,Tortona e soprattutto Milano; le grandi Abbazie Cistercensi di Rivalta Scrivia, di Tiglieto, di Morimondo a Vigevano, di Viboldone, di Chiaravalle Milanese a Rogoredo, di Chiaravalle della Colomba a Fiorenzuola, di Fontevivo, di Lucedio a Trino Vercellese, di Staffarda, tutte collegate allo stesso mondo culturale, fanno supporre stretti collegamenti viari verso il genovesato fra i quali certamente la Patrania gestiva una buona quantit di traffico.
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Tre localit, Maison e Maisonette (frazioni di Noasca) nella Alpi Graie, sotto il Gran Paradiso e Magioncalda nellAppennino Ligure in prov.di Alessandria, possono essere state tre mansiones di montagna, costruite con lo scopo di difendere le valli sottostanti, di ospitare e proteggere i pellegrini e i crociati e di portar loro aiuto durante il passaggio dei valichi. - Bianca Capone I Templari in Italia Armenia Editore 1977 .Pag.75 19 Ultime ricerche li considerano i segreti continuatori del Tempio: volto ufficiale dellOrdine dei Girolimini la Madonna del Parto che nel ventre occulta il verbo in attesa di una nuova stagione di tolleranza - R. Manetti La Madonna del Parto

- Ed infine losservazione attenta dei reperti: oggetti di pregio, spesso di buona fattura, con simbologia religiosa, indicante una cospicua frequentazione di cavalli e cavalieri.

Figura 8 - Cucchiaio punzonato con croce patente. Coll. Crosiglia

Figura 9 - Particolare della punzonatura

I Magioncalda
Merita un approfondimento la presenza della Parentella dei Magioncalda sul territorio. Presumibilmente provenienti dalla piccola Grangia di Magioncalda in alta Val Borbera a qualche ora di cammino da Donetta, dipendente sin dal Sec.XII dallAbazia Cistercense di Rivalta Scrivia, li ritroviamo stabilmente residenti da secoli a Donetta poi a Torriglia. LOratorio di San Bernardo Abate a Donetta, con labside squadrato, loculo frontale, e la torre campanaria a vela ricorda larchitettura cistercense pi antica ed appare ancora nel sec.XVI di juspatronato dei Magioncalda , dotato di terreni in paese ed in Lombardia. La presenza di sepolture riservate ai monaci Magioncalda

nell Oratorio di Donetta, fa pensare ad un privilegio di sepoltura.20 Una epigrafe del 1512 murata nella Parrocchiale, indica certo Dominus Lazarinu de Maxocalida quale Massaro della Ecclesia Sancti Honorati di Torriglia. Qualche decennio pi tardi (1596), I Magioncalda risultano essere la Famiglia Torrigliese titolare di juspatronato dellAltare di Santo Stefano nellunica Cappella privata della Parrocchiale ove tuttora si conserva un grande quadro ad olio settecentesco (1733) raffigurante il martirio di Santo Stefano, commissionato da un Magioncalda, Reggente della Magnifica Comunit di Torriglia, ( Ricordo che Stefano Harding, Abate di Citeaux, collaboratore di San Bernardo, famoso per aver recuperato la versione originale della Bibbia, era venerato dai Cistercensi) Altri Magioncalda ricoprono per secoli la carica pubblica di Console della Magnifica Comunit di Torriglia nella villa di Donetta. Ricordo che anche una strada del centro storico di Torriglia intestata alla famiglia. Anche il cognome dei Casale, assonante ai casaliers presente a Donetta da lunga data, forse meno evidente per il ruolo sociale di minor importanza ricoperto, lo ritroviamo per a Donetta sin dal 1573 con un Jo de Casalis de Doneta, teste, nel 1678 abbiamo un Caporale di Villa tale Giuseppe Casalis de Doneta, ancora nel 1778 Giacomo Casale Console di Villa a Garaventa.

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Effettivamente i registri di morte annotano due casi di tumulazione: - 14/4/1684 - Magioncalda G.B. di Nicol di Donetta, Vice Curato a Torriglia sepolto nella Cappella di Donetta. di cui accrebbe il reddito. - 16/4/1788 Magioncalda G.B.di Gio Gregorio Suddiacono, nativo di Donetta, Cappellano di Garaventa, sepolto nella Cappella di Donetta ove riposano le ceneri di altri sacerdoti dello stesso nome. Le annotazioni confermano che da secoli i religiosi Magioncalda di Donetta godevano del diritto di sepoltura , privilegio che si preoccupavano di perpetuare con lasciti.

Figura 10 - Lapide dei Magioncalda (Maxocalida, Masario - 1512). Sacrestia parrocchiale Torriglia

I reperti compatibili
1) Ben tre frammenti di sperone da destriero di cui uno di
eccellente fattura che ancora conserva tracce di argentatura e si ritiene sia stato indossato da un cavaliere. Il costo di un buon destriero nel Sec XIII equivaleva a quello di una casa dabitazione ! 2) Diversi frammenti di ferro da cavallo e grande quantit di chiodi da ferratura il che presuppone presenza di officina di maniscalco necessaria per una continua assistenza a chi percorreva continuamente le mulattiere. (I chiodi sono quasi tutti ramponati e pertanto adatti a percorrere percorsi di alta quota spesso ghiacciati.) 3) Quantit di fregi in rame dorato che evidenziano Croci Patenti spesso raffigurate in chiese coeve: una statua di S.Bernardo nellAbazia cistercense di Chiaravalle Milanese porta un pastorale che racchiude una croce patente molto simile, croce patente anche quella del rosone frontale della Badia di S.Bernardo di Fontevivo ove riposa il Templare Guido Pallavicino

4) Piccola placchetta in rame sbalzato raffigurante due Colombe Affrontate. Anche questo motivo si riscontra in un capitello di una colonnina del Chiostro dellAbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba. 5) Doppia croce puntata di SantAndrea su un piccolo anello ( la croce quadripuntata appare spesso sui vessilli dei cavalieri, singolare il fatto che venga raffigurata in due esemplari appaiati, ricorda sigillo ben piu famoso che riprende la dualit del monaco soldato).Altra croce sullinterno di un cucchiaio (Immagine simile appare su un arco di cappella nellAbazia cistercense di Morimondo). 6) La presenza di frammenti ceramici islamici e bizantini del XII, XIII Sec. comprova contatti coi mondi crociati. 7) Una lastra di arenaria o ciappa sarvega che porta inciso un Alquerque, antica dama in voga nel Medioevo, spesso presente in graffiti di Castelli Templari di Francia. 8) Una borchia da copertina di libro in bronzo. ( quale libro? E perch in una fortezza montana? Nel testamento del Cardinale Luca Fiesco appaiono bibbie coperte di.corio albo o di veluto rubeo assieme a ..Sermones Fratis Bernardi o Liber Gerosolimitane expeditionis!).

Figura 11 Invetriata nordafricana- Scavi Donetta-Iscum

Figura 12 - "Ciappa sarvega" con Alquerque - Scavi Donetta - Sacrestia parrocchiale Torriglia

Figura 13 - Graffiti dal castello templare "Chateaux de Chinon, Donjon de Coudray Internet, templis.free.fr

Note a Reperti
Lanello del Crosiglia Racchiude chiari simboli medievali: Due stendardi appaiati con croci quadripunctate e due incisioni laterali a tre tacche. Le croci quadripunctate appaiono spesse raffigurate in incisioni ed affreschi dei Sec.XII e XIII, su vessilli in mano a cavalieri del tempio. Il motivo binario in assonanza alla nota dualit del monaco soldato. Le tre tacche ricordano le tre regole doro della cavalleria rappresentate nel mito dei tre stendardi: Prima regola: il vero cavaliere, colui che porta lo stendardo deve essere intelligente, saggio e ben educato. Seconda regola: deve avere un ferreo controllo nel bere e nel mangiare, temperanza e moderazione. Terza regola: sia sempre rispettoso verso le donne, in specie quelle degli altri, oltre che tollerante con le proprie.21

Figura 14 - Anellino di bronzo - Coll. Crosiglia. Doppia croce quadripunctata con due stendardi stilizzati ai lati.

Lo Sperone Argentato
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Howard Reid La Storia Segreta di Re Art

Gli speroni fanno parte del rituale di consacrazione del Cavaliere.. il Vescovo legge la formula ricevi questa spada in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ricevi questo scudo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ricevi questi speroni nel nome del Padre, del Figlio e dell Spirito Santo poi prende la spada sullaltare la consegna al cavaliere, lo bacia e sii soldato di pace,valoroso, fedele, e devoto a Dio I Nobili presenti gli mettono allora gli speroni e gli consegnano la bandiera.22

Figura 15 - Sperone argentato, particolare. Coll. Crosiglia

Il Vitello doro
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Jean Flori - Cavallieri e Cavalleria nel Medioevo.

Sotto la quercia guieri, dal cielo colpito non lontano di l nascosto il tesoro che per lunghi secoli era stato ammucchiato Nostradamus X, 8 Il lettore me lo conceder, un tocco di fantasia, fuori da quel mondo scientifico che giustamente deve condurre le umane cose. Come fissare questa fola, antica, ormai sfumata, nel tempo? Ho fatto fatica a scavare fra i ricordi di questa minuscola comunit, ma ancora esiste. Sembrava impossibile che Donetta non avesse un tesoro, ogni indizio ormai al suo posto, mancava solo quello. Qui anche la leggenda legata al Medioevo, permeato di Liturgia, di Sacri Testi. Si racconta del Vitello doro nascosto qui intorno, altri parlano di Campana piena di monete doro. Chiss quante volte la Bibbia borchiata e coperta di corio albo antiquo o i Sermones di Fratis Bernardi o il Liber Jerosolimitane Speditionis sono state lette e scandite durante le funzioni liturgiche nellOratorio dei Monaci. Chiss quante volte Mos, Aronne, le Tavole, il Vitello dOro, il Santo Sepolcro hanno riempito i tempi di quei sacri guerrieri. Qui il tesoro non sotto la quercia, ma sotto una pi nostrana Arbainna du Pull.23 Certo la terza ipotesi, quella che ricorda il Tesoro del Tempio di Parigi caricato su carri ed avviato in Liguria fa sognare. Donetta non Rennes le Chateau ma u Pr da Stella, u Cian da Ture, a Braia, lUrmu, a Funtanna du Sullievu, a Cunsciorsa, u Vitelu dou, San Benardu e i Magiuncada, sono qui e ricordano antiche genti che questo ci han lasciato.
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Figura 16 - Borchia da libro Coll.Crosiglia

Albero di prugna locale

Figura 17 - Combattimento tra cavalieri templari e saraceni. Stendardo con croci quadripunctate. La grande storia delle crociate, Jean Richard

Figura 18 - Cavaliere templare con stendardo e croce quadripunctata. Commanderie de Cressac, Chapel du Dognon. Internet, Captiens: Les Templiers