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PENTEMA Community Story of a mountain village in Liguria

La frequentazione di questa costiera, iniziata gi da gruppetti di monaci eremiti (C de Lion sopra Costapianella), penso si debba ascrivere allinsediamento di mulattieri che per secoli percorsero la strada di crinale dal mare di Levante sino in Lombardia. In tempo di crisi, il rallentamento dei traffici ed il reddito insufficente influ sulle scelte di questi progenitori che con laggiunta dello sfruttamento del territorio a fini agricoli o di allevamento riuscirono ad integrare. Lesposizione molto favorevole facilit lincremento della popolazione che nel XIX secolo raggiunse punte tali da causare il fenomeno dellemigrazione verso le Americhe. Gi fenomeni simili si erano verificati con le emigrazioni stagionali verso la Lombardia sin dal primo 600. Osservando meglio le specificit del territorio, i vasti pascoli che avvolgono il crinale e che facilitavano il transito delle greggi transumanti fra la costa e la pianura lombarda si comprende il successivo consolidamento dellallevamento ovino, la lavorazione della lana ed il suo commercio, il cui ricordo a Pentema arriva sin ai giorni nostri, con gli ultimi materassai o scarlassatori. La presenza a Torriglia della potentissima famiglia dei Fieschi che traeva la propria forza soprattutto dalla gente di monte determin soprattutto a Pentema, Torriglia,Garaventa lo svilupparsi di una classe di mercanti, allevatori, tessitori molto introdotti nel mondo Genovese ed assolutamente benestanti. Nel quattrocento sono molti gli acquisti di schiave abkazie, circasse o mengrelie dalle Colonie Genovesi del Mar Nero da parte di lanieri Torrigliesi. Gi da allora gli huomini di Pentema erano considerati fideles , riconoscimento che dura fino alla met del 500 con la congiura che chiuse il dominio Fliscano. Troviamo Cristoforo da Pentema Castellano della fortezza di Monte Tanano a Varese Ligure, fortezza poi affidata nel 1484 e 1492 ad altro Pentemino, Aloisio, anche Podest del borgo. Molto pi evidente la presenza di Pentemini nel mondo che ruota attorno alla Lana, vero petrolio del tempo, molti prendono residenza a Genova nel Borgo Lanieri, da Carignano a Ponticello fino allAbazia di S.Stefano. Sono sempre presenti alle periodiche riunioni della Corporazione dei Textori Pannorum Lane, nel chiostro di S.Stefano, sotto lOlmo oppure in contrada Mascherona In pochi decenni troviamo uomini di Pentema, di Garaventa, al vertice della Corporazione. Guglielmo console nel 1453, Cristoforo nel 70, i da Torriglia, gli Avancini, i Fregara, i da Cavorsi, siedono accanto ai Colombo, Benedetto e Domenico, zio e padre del Cristoforo poi famoso.

A ricordo di quel periodo doro, la lapide datata 1453 nella cripta di S.Stefano glorifica S.Michele Arcangelo protettore con i potenti consoli Guglielmo da Pentema e Bartolomeo Cademartori la cui bottega ospiter apprendista Michele, poi con il fratello nel secondo viaggio per le Americhe. Il racconto del vecchio Pentemino tramanda la presenza in paese del giovane Cristoforo che dalla Fontanabuona si reca a Torriglia in Castello poi dirottato a Pentema a seguito della sua esuberanza verso le ragazze del borgo. Nel 1478 certo Michele Colombo fu Castellano e Podest a Torriglia; Era un periodo tormentato, il controllo delle nostre Rocche passava dalle soldataglie Sforzesche ai potenti Fieschi, da Obietto al fratello Gian Luigi il Grande, figli entrambi della Aloisetta Fregosa signora in Castello. 1522, il padre Sinibaldo affida mandato speciale al Doctorem Dni.Johannem Mariam de Pentema Civem per la valutazione delle distruzioni occorse durante la guerra scatenata da Sforzino Sforza in Staffora a Varzi, Menchonigo e Garbagna. Poi nel 1547la congiura. il giovane Gianluigi figlio di Sinibaldo in una notte perde la vita ed i feudi. Dopo la sua morte ed il fallimento dellimpresa, i Doria entrano a pieno titolo nel nostro territorio. I primi censimenti... 1616- Pentema, Anime generali 180, Fuochi 31, Anime da comunione 107, Torriglia 522. La Villa di Pentema faceva parte della Magnifica Comunit di Torriglia, Feudo Imperiale e Marchesato, poi Principato. Autorit superiore gli Asburgo di Vienna, Imperatori. Il Console di villa, biennale, veniva nominato in Castello e giurava tocchi li sacri scritti, alla carica si alternano due famiglie, i Traverso ed i Bevilacqua. Nel 1693 Benedetto Traverso risulta di fondo della villa La Pax Doriesca regola e doma i Feudi di Montagna, i sudditi ora sono occupati ad affrontare le prove del tempo, si coltiva lemme, avena,scandella e segale, ancora si macina a Torriglia nel molino camerale; per curarsi le magagne van di moda le chiarate dova per le botte ricevute, il miele e lassongia di natale per ungere i chiavelli. Si va alla fiera a Varzi o a Torriglia per quella dei grani mi hanno arrubbato un par de scarpe comprate da Augustino dei Salomoni di Recho calzolaro, potevano valere soldi 26 di Genova.

La convivenza con i Banditi pesante 1607 Ambrosio Traverso minacciato parla di 13 huomini di malasorte che erano in un bosco di Riuola e che chiedevano 50 scudi o 4 mine di castagne.et era stato bastonato da 6 huomini che li avevano levato una spalla da logo e chiedevano da cena alla C Rotta di Lion..li mand della farinata di castagne e 4 miche di pan negro. Ancora la peste del 56, paurosa, angosciante, a Genova muoiono a migliaia, qui i rastelli e il blocco del commercio la circoscrive, solo a Laccio, Tercesi, Scoffera qualche caso. Ma i Pentemini contro la Grida negoziano tutto il giorno con quelli di Montoggio, scrive preoccupato Marco Guano Rettore di Senarega al nipote..e vanno nel Genovese dove fiocca la peste e sono quelli che portano il malanno a questi luoghi. Ancora nell83 furono rubbati alcuni huomini di Pentema sopra la giara di Montoggio, due mulle carriche di lardo, sale e corda, quattro formagieline e tre massi di stame fillata in peso di 5 libree cos correva la vita. Il prete tranquillo cavalca la mula e va recitando le Sette Allegrezze di Nostra Signora, nellosteria u Bixiu con anellette alle orecchie, marsina color turchino, bottoni e gassette e stivali di cuoio, mangia pane e stuffato di carne di capra, mezzamola di vino, balla al suono della musa, una giocata di morra,.. solo due parpaiole di Genova poi una gran bestemmiaArenego Dio!! Via in mano alla giustizia feroce del Castello, nel carcere della torre con i ferri ai piedi, cos corre il tempo.. sempre vita dura, tormentata: le Vaiole, la Febbre Terzana, il Mal Francese, fino al pauroso Colera dell800 e alla grande recente epidemia della Spagnola. Il resto lo conosciamo.

Mauro Luigi Casale