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San Bernardo e i Cistercensi

Voi bardate i cavalli con panni di seta e sopra larmatura indossate veli fluttuanti, dipingete le lance, gli scudi e le selle guarnite con oro, argento, e gemme le redini e gli speroni Cos San Bernardo di Chiaravalle nella regola Milites Templi Novae Militiae contrapponeva il comportamento dei Poveri Cavalieri del Cristo alla vanit del Cavaliere laico. Qualche oggetto che lo scavo di Donetta ci ha restituito, come lo sperone a cuspide di ferro argentato del Sec.XIII, o i decori in rame dorato con evidenti croci patenti , mi fa sognare e mi addita nuove prospettive. I Cistercensi si sono mossi lungo questo crinale, S.Giacomo di Possuolo, Ospitale del Sec.XIII collocato su quel nodo viario ove il viandante del Nord alloggiava prima di scendere a litore Nervi, Recco, Genova, era da loro gestito. A S.Maria e S.Giacomo di Possolo, piccolo ospitale retto dai cistercensi genovesi di S.Spirito, lattivit connessa alla lana era forse prevalente, in effetti la zona ricca di pascoli e la sua collocazione strategica sui passi della transumanza lavevano resa conveniente. A Donetta, porta di Lombardia, gli armati esattori esigevano pesanti pedaggi sotto la torva presenza del Castrum qui sopra, munito di pesanti Balestre da muro sempre tese e pronte a lanciare dardi e strumenti di morte. Qui S.Bernardo il Santo titolare e da secoli festeggiato, qui fecero nido illi de Maxioncalida forse provenienti dalla nota Grangia di Magioncalda in val Borbera pertinente alla grande matrice di Rivalta Scrivia. Da queste poche case inizia la lunga ripida scoscesa rampa che avvicina allAntua, quellAntola secolare termine di confine delle terre dei Malaspina dello Spino Secco e dalla cui vetta lo sguardo spazia verso le pianure del Nord.

Ancora a picco sotto la vetta, poche case, i Reneuzzi con un altro Oratorio di San Bernardo, a Pizzonero e Vesimo in Val Boreca ancora S.Bernardo, tuttattorno memoria resta di Celle monastiche benedettine distrutte dai Saraceni, poi rinate con le mitiche Abbazie di Patrania e Rivalta che figli Magioncalda, Semega, Vendersi, Pallavicino, S.Clemente. In tutta la Val Borbera si intravvedono frequentazioni di monaci sia ad occuparsi di dissodamento dei terreni, alla costruzione di fasce, che alla preghiera del Cristo. A Cremonte (Chiaromonte!), Albera, Grondona numerosi si rogano gli atti per registrare donazioni, a Pallavicino la Fonte di San Bernardo sulle pendici del Monte Giarolo, la grande divotione rimasta nel tempo che ricorda il passaggio del Santo durante il viaggio da Genova a Milano, le molte raffigurazioni conservate su quadri e stendardi, fino alla reliquia insigne. A Tortona nel 1045 San Bernardo predic la II Crociata. A Codevilla una dedicazione, a Torricella Verzate una Domus Templi. Ma a Vigevano, l ove i nostri contadini da sempre son migrati che dal profondo Medioevo si tramanda la festa del Diaval raffigurato nel rosso e nero Barlic, che viene bruciato sul rogo innanzi la Chiesa del Santo. Il tutto nel pi generale contesto della povera economia di quei monti legata alla lana. Antichissimi usi avevano riservato ai crinali il pascolo transumante, mentre i versanti al sole (su) erano riservati al coltivo o al bosco di castagno e quelli a tramontana (luvego) alla selva da taglio. Su questi crinali, solo le greggi dei potenti potevano liberamente pascolare ed in gran numero transumare disseminando grandi quantitativi di sterco a perpetuare lassetto futuro. Solo le concessioni del pascatico elargite nel Sec.XII e XIII alle Abbazie Monastiche1 permisero il consolidamento dellattivit di
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I documenti che riportano donazioni del pascatico sono diversi: - 1189, Morello, Alberto e poi Opizzo Malaspina concedono al monastero di Rivalta il diritto di pascolare e buscare. - 1213, In Terdona, Dominus Conradus Malaspina Marchio pro se et domino Guillelmo Malespine pro Dei amore donavit Domino Burno Abbati

lavorazione della lana ai monaci cistercensi che introdussero innovativi sistemi come la follatura che rendeva morbido e compatto il panno di lana permettendo loro una buona integrazione agli scarsi guadagni di ospitalieri. Pare che il panno darbaggio, morbido tessuto di lana locale derivasse da questa nuova tecnica.

Figura 1 - Placchetta di rame sbalzato con colombe affrontate. Scavi Donetta

Figura 2 - Le colombe affrontate, capitello del chiostro. Abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba

Monasterii Sancti Johanni de Ripalta pascaticum Vallis de Aviante et Vallis Trebie et Valle Bulberie et per totam suam terram sine aliquo pedagio - 1221 Simone Vento, Podest di Torriglia per i Malaspina cede il pascatico ed il boscatico nella curia di Torriglia e Tollara al Monastero di Rivalta.

Figura 3 - San Bernardo di Figura 4 - Decori in rame dorato con croce Chiaravalle con pastorale a croce patente.Coll.Crosiglia patente. Abbazia Chiaravalle Milanese

Figura 5 - S. Amico cistercense con ascia. Icona passatora. Amatrice sec. XIV

Figura 6 - Ascia barbuta (?). Scavi Donetta