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Piccola Storia dell'Ombrello Liturgico

e suo uso nelle province di Piacenza, Asti, Alessandria e dintorni Elvy Costa Clerici e Silvana Novelli Morra

Piccola Storts dell'Ombrello Liturgico

e suo uso nelle province di Piacenza, Asti, Alessandria e dintorni Elvy Costa Clerici e Silvana Novelli Morra

Alle origini, presso i popoli dell'antichita l'ombrello fu un attributo del potere dei capi e della lora dignita, specialmente sacerdotale 0 addirittura elemento di cuI to: ci riferiamo ai dipinti cinesi, egizi e genericamente orientali dove si prediligeva il parasole 0 ombrellone con lungo manico, che come il baldacchino, rappresentava il Cielo, mentre l'ombra che gettava sul Sovrano significava protezione Celeste. I maraja dell'India si recavano a cacciare Ia tigre montando suI palanchino caricato su di un elefante, ricoperto dall'ombrello simbolo del loro state (foto1). Mentre ai giorni nostri, nell' isola di Bali, ombrelli di seta bianchi e gialli con decorazioni d'oro proteggono le offerte di cibo e le palme, alla festa annuale in onore del dio Shiva.

foto 1

Nel tripylon di Persepoli e rappresentato il re seguito da un piortatore di flabello e da un portatore di parasole (tav. I f. t. ).

Rilievo del tripylon di Persepoli con la raffigurazione del re seguito da un portatore di flabello e da un porta tore di parasole

Tav.I f.t.

Gia nella Grecia e nella Magna Grecia del IV e V secolo a. C. era oggetto di uso comune, rna riservato alle caste nobili corne segno di grande raffinatezza, utilizzato nelle processioni religiose legato al culto di Dioniso, di Pallade e di Persefone, e raffigurato nelle decorazioni di grandi vasi,

ne ricordiamo due esempi significativi: il grande loutrophoros proveniente da Canosa di Puglia del cosiddetto pittore di Laodamia, della cerchia delpittore di Dario, con scene delle vicende di Alcesti e Admeto secondo una versione teatrale euripidea, conservato a Basilea nell' Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig. E, ancora dalla Puglia la decorazione del eratere a volute dell'Officina del Pittore di Dario, recante la scena delle fanciulle Procne e Filomena perseguitate dal re Tereo, a Ginevra nel Musee d'Art et d'Histoire (foto 2 - 3 - 4 - 5).

foto 2 - 3 - 4 - 5

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In epoca romana Agrippa il Vecchio, conic la prima moneta recante l'ombrello in segno di potenza. Sempre aRoma nelle feste bacchiche, si portavano ombrelli per difendersi dai raggi del sole,sapendo che Bacco era il solo dio che aveva il privilegio dell'ombrello. Ovidio nei Fasti mostra Ercole che ripara l'amata con l'ombrello. Eliogabalo ci viene tramandato coperto da un parasole d'oro, seguito da due portatori con ombrelli di seta.

Come possiamo osservare sono Ie donne che nelle feste dedicate a queste divinita, in lora onore, si riparano con un parasole, esso era largamente diffuso anche pres so Ie matrone romane, in occasione di ricorrenze religiose.

Nei primi secoli del Cristianesimo, doveva essere impiegato nelIe processioni come baldacchino portatile.

Fin dal XII secolo a. C., l'ornbrello apparteneva al cerimoniale dell'Imperatore della Cina e tale rimase per circa trentadue secoli, fino alla cad uta del Celeste Impero. In questa stesso periodo, i re persiani si riparavano dal sole per mezzo di un ombrello sorretto da qualche dignitario, mentre in Egitto tale privilegio veniva concesso a tutte le persone nobili.

La storia delI'Ombrello come simbolo del potere da umano a divino, da oggetto di Ius so e frivolezza, si affievolisce durante il Medio Evo rimanendone traccia nel culto cattolico secondo Ie prescrizioni del Rituale Romano. II Concilio di Trento con Ie Rubriche del Messale riferisce che nel 1570 San Pio V ammette la legittimita degli usi precedenti, mentre Ie Instructiones Fabricae et Suppellectiles Ecclesiasticae S. C. B. 1577 ci danno l'esatta descrizione dei tessili d'altare, prima con l'Ordo Romano di Innocenzo III. Esso veniva impiegato per gli spostamenti papali 0 di porporati, per coprire il sacerdote che portava l'Eucarestia nelle processioni, mentre nella precedente procedura liturgica si usava l'Ombrello per la distribuzione della Comunione fuori dal presbiterio, 0 per proteggere il sacerdote quando portava il Viatico in forma pubblica. Esso poteva essere sorretto da un chierico od anche da un laico, che in questa caso doveva indossare abito e cotta foto 6.

II suo significato era accomunato al conopeo, al copri pisside, e al baldacchino della cattedra. L'Ombrello liturgico e in seta 0 in panno intessuto d'argento 0 d'oro, ha stecche interne rigide rivestite di stoff a, l'asta generalmente ricca d'intagli a settori torniti intervallati da borchie d'argento o metalliche.mentre uno tondo e di pili piccole dimensioni serviva a tasportare il Santissimo Sacramento.

Esso differiva dai comuni ombrelli solo per i colori: bianco 0 rosso nel rita ambrosiano, 0 nelle processioni eucaristiche e per il Papa, rosso a viola per i cardinali, viola e verde per i vescovi, celeste per alcuni dignitari della corte pontificia.

Negli affreschi della Chiesa dei Quattro Santi Coronati in Roma, del 1250 circa, si nota un assistente che copre il Pontefice con un ombrello decorato a strisce. Se scorriamo immagini di eventi importanti nella storia della Chiesa troviamo nel 1414 Giovanni Hus, il riformatore boemo

poi considerato eretico, partecipare al Concilio di Costanza, paludato e coperto da una variante dell'Ombrello liturgico, detto Ombrellcne, sorta di baldacchino che alcuni fanno risalire al sinnicchio 2. Appeso all'Ombrello vi era il tintinnabolo 3, cioe un campanello che annunciava il passaggio della processione.Una variante dell'ombrello usato come baldacchino e presente nel dipinto di anonimo fiammingo raffigurante Baldassarre, ultimo re di Babilonia, durante il banchetto "Della profanazione dei vasi d'oro del Tempio di Gerusalemme" 4.

Verso il 1481 il pittore veneto Nicolo Brancaleon inviato in Etiopia con altri rappresentanti la repubblica di Venezia, esegui libri con disegni autografi. In uno di questi proveniente dal monastero di Dabra Darnrno a Lalibala, raffiguro un gruppo di sacerdoti in abiti sgargianti coperti da ombrelli liturgici sorretti da assistenti, mentre leggono libri di preghiere (tav. II f. t.).

Tav. II f.t

L'Ombrello divenne elemento d'interesse nella pittura settecentesca di Canaletto, Tiepolo e Guardi, nelle rappresentazioni dei Dogi, nella stessa epoca Giacomo Favretto 10 considero cosi degno d'attenzione da raffigurare addirittura in un dipinto, il "conzador" di ombrelli.

Nell' Africa attuale, nella piccola citta di Aksum in Etiopia, i sacerdoti copti reggono ombrelli di seta nei colori puri, blu, rosso e verde con decorazioni applicate di irnrnagini sacre con frange e festoni dorati, durante le processioni annuali per il trasporto della copia dell' Area Santa.

Nel mondo occidentale, solo a partire dal 1500 si vide l'Ombrello liturgico come riparo dal sole e dalla pioggia, costruito con ossatura robusta, di cuoio 0 stoffa pesante, sorretto da persona diversa da chi ne usufruiva. A testimonianza di cio ricordiamo la bella inimagine del Cardinale Borromeo in visita pastorale nella Valsassina che procede protetto da un Ombrello sorretto da un chierico 5.1n questa caso si nota la singolare curvatura del manico. Compiendo la seconda visita pastorale, 15 - 16 agosto 1582, San Carlo perlustrando le locali parrocchie constato fra l'altro che nella Chiesa

Parrocchiale di San Dionigi a Premana "Vi sono due ombrelli, uno quadrato di rasa con figure di colore giallo e rosso (baldacchino), e l'altro rotondo" (Tav.III f.t.).

Tav.IIl f.t

Nella Francia del 1660, il cancelliere Segur entra a Parigi al seguito di Maria Teresa, protetto da ben due ombrelli reali di seta nera con frange d'oro. A Parigi nel 1857, Edmond Geoffroy rappresenta in un grande dipinto "Moliere e i caratteri delle sue Commedie" dove gli interpreti Leloir e Marguerite Moreno appaiono in scena coperti da un ombrellino rosso (Tav.le IV e V f.t.).

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Leloir e vlarguerit e IHor'110 rccitano l

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Donne saccenn.

Tav IV ft.

II cancelliere Seguir entra a Parigi al seguito di Maria Teresa (1660).

Tav.V f.t.

Giuseppe Fontana, nel suo "Rezzoaglio e Valdaveto" 6, ci ricorda che "fra Ie tradizioni che, fino a pochi anni fa, ricordavano ancora l'antica residenza dei nobili Cella a Rezzoaglio, va ricordato il trasporto del Viatico, che in quel paese avve 1'2 iva, non col solito ombrello, ma col baldacchino; e quando al sabato santo it parroco recavasi a benedire le case indossava il rocchetto delle grandi solennita ".

Luigi Miradori detto il Genovesino attorno al 1600 dipinse per la Chiesa di Santa Maria del Cingaro a Soresina il Miracolo della mula: egli rappresenta il sacerdote mentre esce dalla chiesa, reggendo con entrambe le mani un ostensorio, sotto un piccolo baldacchino TOSSO foto 6.

Nel 1700, nell'uso comune, viene introdotto l'ombrello leggero, individuale ricoperto di seta 0 merletto su ispirazione orientale dove si usavano gia da molto tempo costruiti in paglia, carta, seta. Nella pittura dell' Ottocento l'eleganza dell'ombrellino venne poeticamente interpretata da De Nittis, Lega e Fattori. Mentre Pelizza da Volpedo ce 10 rappresenta in un dipinto di piccole dimensioni, oggi nei depositi del Museo dell'Ermitage di Leningrado che ha come titolo "11 caseinale", dove viene rappresentato il piccolo corteo composto dal sacerdote e da un diacono che regge l'ombrello pel Viatico, mentre si recano ad assistere un moribondo. Anche il Cinema d'Autore ricorse all'Ombrello Liturgico per rendere le sue immagini pili pregnanti e ricche di significato: vogliamo ricordare una per tutte l'apparizione dell'Ombrello, durante il trasporto del Santissimo, nella suggestiva penombra del tempio nel film neorealista di Vittorio de Sica del 1949 "Ladri di Biciclette", ambientato nella Roma post bellica.

Dal vicino Piemonte ci giungono Ie immagini dell'Ombrello Liturgico conservato nella chiesa parrocchiale di N.S. Assunta in Bubbio (Asti) risalente al 1750 terminata nel 1779, edificata nella stile barocchetto piemontese, in esso la cupola a otto spi~ehi, e ricoperta esternamente di damaseo rosso con frange in seta delle stesso colore e fodera interna di seta rosa, puntale a globo con fioeco, e manieo presumibilmente in legno di ciliegio tinto di nero, tomito a settori mistilinei interealati da modanature d'argento, COS! da risultarne un esemplare di estrema raffinatezza (foto 8) presumibilmente contemporaneo all'edifieazone della Chiesa.

foto 8

Nella Cattedrale di Aequi Terme, dedieata a San Guido e conservato un Ombrello Liturgico in finissimo damaseo bianco, con alto bordo ricadente orlato da frange d'oro, la parte interna e foderata in seta bianea con piccoli bottoni a fermare la trapuntura, il puntale e costituito da una croce lobata montata su una sf era in ottone, il manico tornito e in noce. (foto 9)

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foto 9

Come nel resto d'Italia, anche nella provincia piacentina era adottato l'Ombrello liturgico, precisamente nella chiesa di San Pietro Martire ad Antognano, dove .tnRiamo tra gli atti' dellacvisitac pastorale compiuta dal canonico Pietro Francesco Nicelli allegati al verbale dell'ispezione del 22 settembre 1744, delegato del vescovo di Piacenza Gherardo Zandemaria 1a seguente nota: "Secondo il Rituale Romano, it Santo Viatico si porta alli infermi con cotta, stolla, ombrello, brandoni accesi e dodici lumi almeno, colla precedenza di suo no di campana, e con if campanello nella procicione ".

Poco pili tardi nel 1763 in un inventario della Regia Giunta di Giurisdizione troviamo che nella sagristia di Castellarquato era conservato assieme a "lampade d'argento e di ottone, cera e tutt 'altro che resta bisognoso per le Comunioni e funzioni del s.s. Sacramento, candeglieri, vasi, pali, balduchini (ombrello), si fa per le Comunioni di Viatico come per le precessioni solenni". Quando nel 1909, il poeta Giovanni Pascoli compose la raccolta Nuovi Poemetti, vi inseri Ia poesia Morte del Papa, riferita a Papa Vincenzo Gioachino Pecci, vi e qui il racconto poetico della notizia giunta ad una vecchia contadina coetanea del papa:

.... Stava li tranquilla

nel suo lettino, con aperto l'uscio, la vecchina, se udisse ora la squilla del sagrestano, si vedesse aljine venir l'ombrello color bianco e lilla. ....

II sacerdote letterato pavese Cesare Angelini nel suo "Santi, Poeti (e Paesi)" ci rende un'efficace descrizione sull 'uso dell' Ombrello:

"C'e dunque un piu stupendo spettacolo di quello che offre tutto un po polo quando risponde cosi docile all 'invito del Re? Piu stupendo non so, ma piu dolcemente inquietante, oso dire di si.

E quando Lui, if Re, lascia fa sua reggia dorata ed esce all 'aperto per andar come Viatica a qualcuno del suo .... ".

Nel pavese oltrepadano, a Ruino, e conservato nella Chiesa Parrocchiale dedicata a San Pietro, un Ombrello Liturgico che un tempo veniva usato anche per Ie Sante Rogazioni (foto 10).

(foto 10).

Esso e a otto spicchi, di raso bianco, con alto festone ricadente, finemente ricamato a motivi geometrici e vegetali in seta a colori tenui. La cima in ottone e amovibile, formata da un motive naturalistico culminante in una mezza sfera.

Sappiamo dalle Cronache di Monsignor Luigi Molinari che nella Chiesa Parrocchiale di Pianello, dedicata a San Maurizio, vi erano conservati due Ombrelli liturgici, uno in cuoio ed uno in seta ancora agli inizi dell'800.

Nella Chiesa Prepositurale dei Santi Timoteo e Sinforiano a Caminata Val Tidone si conservano due ombrelli liturgici, il primo pili antico forse ottocentesco, ancora in buono state di conservazione rna in disuso, ricoperto di tela incerata bordeaux con puntale dorato a forma di piccoli globi sovrapposti e bordato di frange dorate; l'altro acquistato dal Reverendo Arciprete don Paolo Mariani che COS! scrive nel Chronicon del mese di agosto 1942:

" Acquisto di un nuovo ombrello pel Viatico dalla ditta Cardani di Milano, un nuovo ombrello pel trasporto del Ss. e pel Viatico, per quando e bel tempo. E' un oggetto di bellissimo effetto, elegante, leggero, di seta entro e fuori assai forte - con manico a croce e puntale in ottone. Costa L.400: fu portato qui dallo stesso signor Cardani Antonio che passe contentissimo due giorni e Y.z ospite in Canonica".

L' Arciprete Mariani che si insedio nella parrocchia di Caminata V.T. con Regio Exequatur 27 gennaio 1916, e Bolla Pontificia del 7 maggie 1916, ebbe a cuore il decoro della Chiesa e delle sue suppellettili, indisse presto raccolte di denaro, ricevette donazioni da pie persone e "ci mise del suo con non piccolo sacrificio" per l'acquisto di statue devozionali, di complementi d'arredo e la parziale sostituzione dei vecchi paramenti con quelli nuovi eseguiti in seta pura con finiture in oro fino definiti "di grandissimo effetto"8. (foto 11)

foto 11

L'Ombrello Reale della parrocchia di Caminata VT. e ricoperto di seta pesante ricamato a piccoli mazzi di fiori in colori delicati su fondo bianco avorio, il bordo ricadente all' esterno e a smerlo con frange in oro fino, l'uso di questa suppellettile liturgica si perse nel tempo senza far capo a una precisa regola, rna semplicemente per un cambiarnento del costume, il recupero dell'uso dell'Ornbrello, questa piccolo rna significativo ernblerna della dignita regale adempie ancora ai nostri giorni la sua funzione liturgica nella processione del Corpus Domini.

Note

1) Eliogabalo, nacque ad Emessa in Siria, ebbe nome Sesto Avito Bassiano, fu eletto imperatore della dinastia dei Severi era per diritto ereditario, l'alto sacerdote della sua citra d'origine, il suo nome dariva da el -dio, gabal - montagna.

2) Magna Grecia Arte e Artigianato a cura di G. Pugliese Carratelli, Ed. Casa di Rispamio di Puglia 1990. pagg. 213 - 224.

3) Sinnicchio dal greco synoikein, abitare insieme, insegna imperiale derivata dalla trasformazione della tenda da campo dell'imperatore e dalla quale secondo alcuni, ebbe origine l'ombrello liturgico della nostra tradizione.

4)Tintinnabolo, campanello che appeso all' ombrello avvertiva gli astanti del passaggio della processione.Gia nel 1240 si parla di una campanella "ut hoc devotio excitetur ".

5)Si tratta di un dipinto di Anonimo fiammingo.

6) E. Cazzani, San Carlo in Valsassina, vi site pastorali, evoluzioni parrocchiali, memorie attuali. Barzio, chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro, episodi della vita di San Carlo Borromeo affrescati nelle cappella a Lui dedicata.

7) G. Fontana, Rezzoaglio e Valdaveto, (cenni storici ed episodi), Rapallo _ Scuola tipografica Emiliani 1940 XVII.

8) Presso I' A.P. C. V. T. si conserva l' annotazione dell' acquisto effettuato alla Ditta Cardani Antonio per un Ombrello pel Viatico.

Ringraziamenti

Per la stesura di queste brevi note ringraziamo il Reverendo don Luigi Carra che in passato ci ha consentito la visione dei documenti dell' Archivio Parrocchiale di Caminata V. T., il Reverendo don Angelo Siri dell'Archivio Diocesano di Acqui Terme per averci perrnesso l'accesso all'Archivio Diocesano, il Reverendo don Bruno Chiappino, Parroco della Chiesa di N.S.Assunta in Bubbio - Asti, Franco Dapra per la consueta pazienza, Paolo Montalbano e Katy Pisanti Montalbano sempre

pre senti in queste impres~, l~ sig~o~~ Pinuccia Bo~o ~ai ed il prof. Silvano Zm:d.alazini ~i ca!rnine di Ruino, che si sono resi disponibili alle nostre richieste e Carlo Alfredo Clerici che Cl assiste al

computer.

Stampato in proprio a Moncasacco di Caminata Val Tidone nel gennaio 2007