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Biografia - preghiere

Sant' Orsola | e compagne Martiri 1



Sant' Orsola e compagne Martiri

21 ottobre

Presso Colonia in Germania, commemorazione delle
sante vergini, che terminarono la loro vita con il martirio
per Cristo nel luogo in cui fu poi costruita la basilica
della citt dedicata in onore della piccola Orsola, vergine
innocente, ritenuta di tutte la capofila.
Sant'Orsola (IV secolo; IV secolo) stata una martire e
laica inglese. La leggenda la colloca nel V secolo.
venerata come santa dalla Chiesa cattolica..

Vissero probabilmente nel IV secolo e non nel V come vuole
la leggenda. Una Passio del X secolo, infatti, narra di una
giovane bellissima, Orsola, figlia di un re bretone, che accett
di sposare il figlio di un re pagano con la promessa che si
sarebbe convertito alla fede cristiana. Part con 11.000 vergini
per raggiungere lo sposo, ma l'incontro con gli Unni di Attila
provoc il loro martirio. Orsola fu trafitta da una freccia
perch non aveva voluto sposare lo stesso Attila. Questa
leggenda, comunque, ha una base storica, come ha
dimostrato il ritrovamento di una iscrizione presso una chiesa di Colonia. L'iscrizione parla del
martirio di Orsola e di altre dieci vergini (divenute 11.000 per un piccolo segno sul numero romano
XI), martirio avvenuto probabilmente sotto Diocleziano.
Patronato: Ragazze, Scolare
Etimologia: Orsola = piccola orsa, forte
Emblema: Donna sotto un mantello, Palma
Martirologio Romano: Presso Colonia in Germania, commemorazione delle sante vergini, che
terminarono la loro vita con il martirio per Cristo nel luogo in cui fu poi costruita la basilica della
citt dedicata in onore della piccola Orsola, vergine innocente, ritenuta di tutte la capofila.
Le non poche leggende che avvolgono la figura di S. Orsola potrebbero considerarsi racconti
esuberanti, che si diramano da realt importanti: da una iscrizione nel coro della chiesa omonima in
Colonia, ritenuta oggi autentica ed assegnata al IV-V secolo, fino alla protezione degli studi alla
Sorbona e nelle universit di Coimbra e Vienna. La collocazione nella storia della santa pu oscillare
dai tempi di Diocleziano, il dalmata imperatore romano che perseguit i cristiani nel 303-304, a
quelli di Attila (395-453), il re degli Unni e flagello di Dio che pure non scherz affatto coi cristiani.
Daltra parte la leggenda medioevale intorno ai santi non va considerata riduttivamente come
propaganda dei preti o come esigenza localistica di prestigio.
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Orsola o Ursula, figlia di un re di Britannia, era bellissima, segretamente consacrata a Dio. Un re
pagano, di nome Aetherius, si fece ben presto avanti per ottenerla in sposa. Il matrimonio avrebbe
scongiurato una guerra, quindi diventava politico; perci il padre fu quasi obbligato a dare il proprio
consenso. Ma la giovane pose alcune condizioni: una dilazione di tre anni, la promessa del
pretendente che si sarebbe convertito e la programmazione di un pellegrinaggio insieme a Roma.
Scaduti i tre anni,Orsola e undici nobili fanciulle (che diventeranno successivamente undicimila per
un errore di trascrizione delliscrizione di cui sopra) salparono dai propri lidi e per mare e poi per
fiume raggiunsero Colonia.
Dopo avere l brevemente soggiornato,le undici giovani, incoraggiate da un angelo, proseguirono,
sempre navigando sul Reno, fino a Basilea. Dalla Svizzera raggiunsero a piedi, oranti pellegrine,
Roma, dove Orsola fu ricevuta dal Papa. Davanti al Santo Padre comparve anche il promesso sposo
che, nel frattempo, si era convertito al cristianesimo. Nello stesso anno e seguendo il medesimo
tragitto, le vergini ritornarono a Colonia. In tale antica e importante citt tedesca Orsola e le altre,
per la loro manifesta fede cristiana, vennero torturate e messe a morte a colpi di freccia.
Colonia, che pure coltiva dal 1162 un grande culto verso i Magi, la ricorda come propria patrona
insieme a S. Cuniberto, vescovo nel VII secolo. Le comunit cattoliche la venerano sempre, anche
attualmente, in buona parte del mondo e talora con grandi cerimonie religiose, il 21 ottobre, suo
giorno del calendario liturgico. Anche Mantova non ha voluto essere da meno, facendo costruire in
suo onore, nel 1608 su progetto dellarchitetto di corte Antonio Maria Viani, la chiesa di recente
restaurata e che prospetta sul corso Vittorio Emanuele II. Non marginale il fatto che le Orsoline,
fondate nel 1535 da SantAngela Merici, abbiano operato per pi di un secolo nella citt di Virgilio,
educando tanta giovent femminile.
Innumerevoli sono, come in parte gi accennato, i patronati di SantOrsola; tra loro riveste
particolare significato quello sul matrimonio felice. Considerata la condiscendenza del promesso
sposo, la santa pu venire invocata infatti dai nubendi per avere un buon matrimonio.
Fonte http://www.santiebeati.it/10/21/

Agiografia

Una Passio del X secolo, narra di una giovane bellissima, Orsola, figlia di un re inglese, che accett di
sposare il figlio di un re pagano con la promessa che si sarebbe convertito alla fede cristiana.
Part con 11.000 vergini per raggiungere lo sposo, prima per mare e poi lungo la via francigena fino a
Roma l, Orsola e le sue compagne, furono accolte da Papa Ciriaco, personaggio sconosciuto alla
storia. Sulla via del ritorno ci fu l'incontro con gli Unni di Attila e il loro martirio a Colonia.
Orsola fu trafitta da una freccia perch non volle sposare lo stesso Attila. Questa leggenda,
comunque, ha una base storica, come ha dimostrato il ritrovamento di una iscrizione presso una
chiesa di Colonia. L'iscrizione parla del martirio di Orsola e di altre dieci vergini (divenute 11.000 per
un piccolo segno sul numero romano XI), martirio avvenuto probabilmente sotto Diocleziano.
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Reliquie

Per comprendere l'origine di questo pittoresco romanzo agiografico, bisogna risalire al ritrovamento
delle reliquie e delle lapidi di giovani donne, presso una chiesa dedicata ad alcune Vergini fino allora
sconosciute di Colonia, ritrovamento avvenuto nel VIII secolo.
Sulle lapidi figuravano tra gli altri nomi femminili, anche quello di Orsola, una bambina di undici
anni, cio, latinamente, undecimilia. Quell'indicazione di et, a quanto sembra, venne letta come
undecimilia, cio undicimila. Da qui, la storia delle undicimila compagne, e della Principessa
d'Inghilterra, che le avrebbe condotte al suo seguito.

Culto

La leggenda di sant'Orsola e delle undicimila vergini, per secoli amata e ripetuta, ha avuto una
straordinaria diffusione nel Medioevo ed ha ispirato numerose composizioni letterarie e opere d'arte,
fra le quali, celeberrime, quella di Hans Memling a Bruges ed il ciclo pittorico di Vittore Carpaccio,
conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Orsola, il cui nome deriva dal latino Ursula che significa forte, fu venerata in tutta Europa, e gi
dall'VIII secolo si hanno notizie del culto delle undicimila vergini. Orsola divenne la protettrice degli
educatori e delle universit, dei mercanti di tessuti e dei bambini malati.
Fra il 1200 e il 1500 si diffusero alcune confraternite chiamate navicelle di sant'Orsola, fra le quali,
probabilmente, il primo nucleo di quella che sar la Misericordia di Pisa. Gli adepti si impegnavano a
compiere opere buone, partecipavano a messe e preghiere, nella speranza di compiere felicemente,
con questi meriti e con la protezione di sant'Orsola, il viaggio verso il Paradiso. Nel 1535 Angela
Merici fond a Brescia l'ordine delle Orsoline, che si dedic all'istruzione delle fanciulle: per questo
considerata patrona delle maestre.
Si festeggia il 21 ottobre ed stata la prima patrona della Misericordia di Pisa.

Iconografia

Nell'arte, Orsola rappresentata in vari momenti della sua vita: il sogno, l'incontro con papa Ciriaco,
il viaggio, il martirio. rappresentata come una principessa, in abiti regali, generalmente con la
corona in testa; tra i suoi attributi, la palma del martirio, la freccia che la uccise, un vessillo bianco
con croce rossa, come segno di vittoria sulla morte per mezzo del martirio, una barca. Spesso anche
raffigurata secondo lo schema di Maria madre di misericordia: sotto la protezione dell'ampio
mantello aperto compaiono dapprima le sue compagne, poi altri personaggi della leggenda, e, infine,
anche i membri delle confraternite.
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Un'insolita raffigurazione di sant'Orsola nei suoi panni di intercessore si trova a Pisa presso il Museo
Nazionale di San Matteo: si tratta di un dipinto su tavola di scuola pisana del 1375 in cui sant'Orsola,
la corona sul capo e il vessillo del Popolo di Pisa nella mano sinistra, porge la destra a una
personificazione della citt (riconoscibile dall'abito, trapunto dell'aquila imperiale) aiutandola ad
emergere dalle acque, chiaro riferimento a un'inondazione dell'Arno, di cui la santa avrebbe
scongiurato o riparato i danni.
La Misericordia di Pisa possiede quattro raffigurazioni di sant'Orsola: una una statua lignea che la
rappresenta in atteggiamento di preghiera, con la corona in testa e la palma in mano. Un'altra una
tela tardo seicentesca che la rappresenta a mezzo busto con la corona in testa, con il vessillo con la
croce ed una freccia che le trafigge la gola. Vi poi una raffigurazione su ardesia, di epoca incerta,
che la rappresenta secondo lo schema di Maria madre di misericordia: sotto un mantello aperto
trovano riparo le compagne martiri. Infine, la Misericordia di Pisa possiede un piccolo quadretto
seicentesco con la raffigurazione del volto della santa con la corona, il
vessillo e la freccia nel collo.
A Vigo di Cadore, nella chiesetta a lei dedicata, si pu ammirare un
ciclo di pitture murali ben conservato della met del 1300 ed una sua
reliquia (frammento osseo) proveniente da Colonia.

Orsoline

Con il nome Orsoline vengono indicate numerose diverse religiose (sia
suore che monache) e appartenenti a istituti secolari: molte hanno in
comune il riferimento ad Angela Merici, altre hanno adottato il nome
di "orsoline" come sinonimo di "insegnanti".
Nessuno degli attuali istituti di orsoline, comunque, deriva
direttamente da quello della Merici.

Le origini

La congregazione venne fondata da Angela Merici (1474-1540),
canonizzata nel 1807. Entrata nel terz'ordine francescano, inizi a
impartire lezioni di catechismo ai bambini di Desenzano e nel 1516
venne invitata a svlolgere tale opera a Brescia.
Dopo un pellegrinaggio a Roma e in Terra Santa, il 25 novembre 1535, presso la chiesa di Santa Afra a
Brescia, Angela, assieme ad altre ventotto compagne, si impegn a dedicare il resto della sua vita al
servizio di Dio, specialmente mediante l'istruzione e l'educazione delle fanciulle: diede cos inizio
alla Compagnia delle dimesse di sant'Orsola.[1] Le prime orsoline vivevano "da vergini nel mondo",
ovvero non praticavano vita comune, non avevano abito religioso e non emettevano voti.
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Le dimesse della Compagnia rimanevano nello stato laicale, conducevano una vita ritirata, si
riunivano periodicamente per la comunione generale, seguivano la regola preparata dalla fondatrice
ed erano soggette all'autorit dei vescovi locali, che riconoscevano come unici superiori.
Le orsoline vennero approvate dal vescovo di Brescia nel 1536 e poi da papa Paolo III con la bolla
Regimini Universalis Ecclesiae del 9 giugno 1544.
La compagnia ebbe rapida diffusione. Nel 1566, per esempio, Carlo Borromeo chiam le orsoline a
Milano. Seguendo il suo esempio, molti vescovi favorirono la formazione di compagnie di orsoline
nelle loro diocesi ma, non di rado, con deviazioni o applicazioni particolari che ne snaturarono il
carattere essenzialmente secolare: in numerose citt le orsoline smisero di abitare presso le loro
famiglie, venne loro imposta l'emissione di voti e vennero riunite in comunit monastiche (orsoline
claustrali); altrove le orsoline si riunirono per condurre vita comune dando origine a congregazioni
religiose (per esempio, le Suore Orsoline di San Carlo a Milano).
Si svilupparono, cos, tre generi di orsoline: quelle secolari, quelle claustrali e quelle di vita comune
senza clausura. Tutte le categorie vennero duramente provate durante il periodo Napoleonico.

Le orsoline claustrali

Molte orsoline abbracciarono la vita claustrale: le prime furono quelle di Parigi, che nel 1612
adottarono i voti solenni e la regola di Sant'Agostino. Nel corso del XVII secolo sorsero in Francia
otto congregazione di monache dell'Ordo Sanctae Ursulae: quelle di Parigi, Tolosa, Bordeaux, Lione,
Digione, Tulle, Arles e Avignone.
Le monache orsoline, grazie a Maria dell'Incarnazione Guyart, del monastero di Tours
(congregazione di Bordeaux), ebbero notevole diffusione anche nel Canada.
Molti monasteri, soprattutto negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo, si sono uniti dando origine a
nuove congregazioni centralizzate.
Alla fine del 2005 esistevano ancora 31 monasteri di orsoline con 352 religiose di voti solenni.

L'istituto secolare
Le orsoline secolari, disperse e quasi scomparse durante il periodo napoleonico, riorsero a Brescia
per opera delle sorelle Maddalena ed Elisabetta Girelli, aiutate dal vescovo Girolamo Verzieri. Le
sorelle Girelli curarono anche la diffusione delle orsoline in altre diocesi d'Italia e del mondo, dando
origine a numerose compagnie diocesane.
Nel 1947 papa Pio XII promulg la costituzione Provida Mater Ecclesia, con la quale vennero creati
gli istituti secolari, e le compagnie diocesane di orsoline vennero inquadrate come tali: la maggior
parte delle compagnie diocesane di orsoline secolari si sono federate e sono state approvate come
istituto secolare di diritto pontificio il 25 maggio 1958 dando vita alla Compagnia di Sant'Orsola (o
"Istituto Secolare di Sant'Angela Merici"), con sede principale a Brescia.
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Le congregazioni religiose
Le prime orsoline che si riunirono per condurre vita comune furono quelle di Brescia, alle quali era stata
affidata la gestione dell'orfanotrofio "della Piet" (1532). Anche a Milano l'arcivescovo Borromeo affid loro i
conservatori di Santa Sofia, Santa Cristina e dello Spirito Santo: nel 1585 Giovanni Fontana, vicario generale
della diocesi, redasse per le orsoline di vita comune di Milano una regola, dando inizio alla prima
congregazione delle suore orsoline.
Tra le numerose congregazioni di orsoline attualmente esistenti, le maggiori sono:
le Suore Orsoline di San Carlo di Milano, la pi antica congregazione, sorte per volont
di Carlo Borromeo (1566) e restaurate nel 1824 a opera di Maria Maddalena Barioli;

le Suore Orsoline Missionarie del Sacro Cuore di Ges di Parma, sorte attorno al 1575
per volont di Ottavio Farnese;

le Religiose della Compagnia di Sant'Orsola di Dole, fondate nel 1606 da Anne de
Xainctonge;

le Orsoline dell'Unione Canadese, sorte dall'unione dei monateri di orsoline claustrali
fondati dalla Guyart a partire dal 1639;

le Suore Orsoline di Maria Immacolata di Piacenza, volute nel 1649 da Margherita de'
Medici;

le Orsoline di Ges (o di Chavagnes), nate nel 1802 a Chavagnes-en-Paillers come "Figlie
del Verbo Incarnato";

le Suore Orsoline di Tildonk, sorte in Belgio nel 1810;

le Suore della Compagnia di Sant'Orsola della Santa Vergine di Tours, sorte nel 1814 e
derivate da quelle di Anne de Xainctonge;

le Suore Orsoline di Maria Vergine Immacolata di Gandino, fondate da Francesco Della
Madonna il 3 dicembre 1818;

le Suore Orsoline di San Girolamo di Somasca, fondate da Caterina Cittadini nel 1844;

le Suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, fondate nel 1856 a Verona da Zefirino
Agostini;

le Orsoline dell'Unione Romana, sorte nel 1900 dall'unione di alcuni monasteri di
orsoline claustrali;

le Suore Orsoline del Sacro Monte di Varallo, sorte nel 1902 a Scopa;

le Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria di Breganze, fondate nel 1907 da Giovanna
Meneghini;

le Suore Orsoline del Sacro Cuore di Ges Agonizzante, dette "Grigie", fondate da
Urszula Ledchowska.
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Sant'Angela Merici

Nel Martirologio Romano, 27 gennaio,
SantAngela Merici, vergine, che dapprima prese
labito del TerzOrdine di San Francesco e radun delle
giovani da formare alle opere di carit; quindi, istitu sotto il
nome di sant'Orsola un Ordine femminile, cui affid il
compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di
educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia
rese lanima a Dio.
Sant'Angela Merici (Desenzano del Garda, 21 marzo 1474;
Brescia, 27 gennaio 1540) stata una religiosa e fondatrice
italiana della Compagnia delle dimesse di sant'Orsola.

Biografia

Nacque a Desenzano, una piccola citt sulla costa sud-ovest del Lago di Garda in Lombardia nel
territorio dell'allora Repubblica di Venezia.
Rimase orfana all'et di dieci anni e insieme con l'ultima sorella si trasfer a casa di suo zio nella
vicina citt di Sal.
Quando sua sorella mor improvvisamente senza aver ricevuto unzione degli infermi, la giovane
Angela ne fu molto angosciata; divenne terziaria francescana e accrebbe enormemente le sue
preghiere e mortificazioni per la pace dellanima di sua sorella, di cui preg Dio di rivelarne la
condizione; si narra che fu consolata da una visione nella quale sua sorella era in compagnia degli
angeli in Paradiso .
Quando lei aveva vent'anni suo zio mor e lei torn alla casa paterna a Desenzano. Convinta che il
maggior bisogno ai suoi tempi era dare una migliore istruzione nei rudimenti della religione cattolica
alle giovani ragazze, trasform la sua casa in una scuola dove, a intervalli stabiliti, riuniva
quotidianamente delle bambine di Desenzano e insegnava loro il catechismo.
La vita della santa narra che un giorno, mentre era in estasi, ebbe una visione in cui le fu rivelato che
doveva fondare un'associazione di vergini che dovevano dedicare le loro vite alleducazione religiosa
delle giovani ragazze. Dopo aver fondato una scuola a Desenzano, fu invitata nella citt vicina,
Brescia, per fondarvi una scuola simile. Angela accett felicemente linvito e giunse a Brescia nel 1516.
Nel 1524, durante un pellegrinaggio in Terra Santa, divenne improvvisamente cieca mentre era
sullisola di Creta, ma continu il suo viaggio sui luoghi santi e guar al suo ritorno mentre stava
pregando davanti ad un crocifisso nello stesso posto dove era stata colpita dalla cecit poche
settimane prima.
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Nel Giubileo del 1525, si rec a Roma per ottenere lindulgenza, papa Clemente VII che aveva sentito
parlare di lei e del suo successo come insegnante religiosa di giovani ragazze, la invit a restare a
Roma; ma Angela, che scansava la pubblicit, ritorn a Brescia.
Il 25 novembre 1535, Angela scelse 28 vergini e pose le fondamenta dell'ordine delle Orsoline in una
piccola casa vicino la Chiesa di Santa Afra a Brescia. La Regola della Compagnia di Sant'Orsola
approvata l'8 agosto 1536 da Lorenzo Muzio, Vicario Generale del Vescovo di Brescia cardinal
Francesco Cornaro. Il 18 marzo 1537 Angela venne eletta "Superiora e Madre Generale" a vita. Alla
fine del 1539 detta i Legati ed i Ricordi quale testamento spirituale indirizzato alle Madri e
Governatrici della Compagnia. Angela muore il 27 gennaio 1540, quando la Compagnia contava circa
150 figlie.
Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Afra a Brescia. Fu beatificata nel 1768 da Clemente
XIII e canonizzata nel 1807 da Pio VII.
LA STRAORDINARIA ESPERIENZA DI S. ANGELA MERICI
(1476 CIRCA-1540)
La vita di santAngela Merici si svolge tra la fine del Quattrocento e la prima met del Cinquecento, in
quello straordinario periodo di fermenti intellettuali, di acquisizioni scientifiche ed artistiche che va
sotto il nome di Rinascimento.
In questi anni si sviluppa, negli ambienti religiosamente pi sensibili, la tendenza ad abbandonare le
speculazioni filosofiche e teologiche per ritornare ad una concreta e personale vita cristiana, fondata
sulla meditazione e sul vissuto del Vangelo. in questo humus che matura la straordinaria esperienza
spirituale di Angela Merici, concretizzatasi nella fondazione della Compagnia di santOrsola, che dar
forma ad una nuova dignit della donna con la consacrazione vissuta non pi nei chiostri ma nel
mondo, allinterno delle famiglie. Il suo profetismo non si manifesta, dunque, in forme apocalittiche e
millenaristiche, ma nellattenzione ai segni dei tempi e nella loro interpretazione.
La novit e laudacia della proposta di santAngela sta nel mettere al centro il modello della chiesa
primitiva, il tipo di vita degli apostoli e delle prime comunit cristiane, aprendo in questo modo la
strada ad una devotio moderna.
Angela nasce a Desenzano del Garda attorno al 1474 da un esponente della piccola nobilt rurale,
trasferitosi da Brescia alla riviera gardesana probabilmente per esercitare attivit mercantili. La vita di
Angela precocemente segnata da lutti: la morte della sorella, a cui era legatissima, e i genitori.
ancora una adolescente quando viene accolta dal facoltoso zio materno a Sal. Qui vi rimarr per
diversi anni e vestir labito di terziaria francescana nel convento dei frati Minori Osservanti di S.
Bernardino.
Di questo lungo periodo di formazione, che va dalla fanciullezza alla maturit, sappiamo ben poco. Le
scarne notizie tramandate concordano nel sottolineare la sua precoce inclinazione alla preghiera, ai
digiuni e alla vita contemplativa. Tuttavia la morte della sorella a incidere maggiormente sul suo
animo, poich al dolore per la perdita affettiva si aggiunge la trepidazione per la sua destinazione
ultraterrena. A questo evento si ricollega la celebre visione consolatrice della scala che prefigura la
fondazione della Compagnia di S. Orsola. Nella sua emblematicit, Padre Landini, della Congregazione
dei Padri della Pace e confessore della Compagnia di S. Orsola, circa quarantanni dopo la morte di
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Angela, scrive:(...) et una volta elevata in spirito, parevagli aprirsi il cielo et uscir una processione
meravigliosa dangeli e di verginelle, scambievolmente a doi a doi che insieme suonavano e cantavano.
Implicito, in questo ininterrotto snodarsi della processione di angeli e vergini che unisce la terra al
cielo, il riferimento alla scala di Giacobbe. Nel 1516 Angela, a circa quarantanni, si trasferisce a
Brescia in casa di Caterina Patengola per consolarla della morte dei figli. Qui incomincia la sua
missione di conforto e di consiglio che, a poco a poco, si allargher ad abbracciare tutti quanti faranno
ricorso a lei, alle sue preghiere, alla sua mediazione e alla sua azione pacificatrice.
per Angela il periodo mistico della preghiera e della carit. A lei si legano in un primo cenacolo
spirituale il mercante Antonio Romano, Girolamo Patengola, nipote di Caterina Patengola, l'agronomo
Agostino Gallo e Giacomo Chizzola, uno dei pi brillanti esponenti del patriziato locale, ambasciatore
della Serenissima e fondatore delle Accademie di Rezzato e di Brescia.
Verso il 1520 Angela incomincia a compiere pellegrinaggi ai luoghi santi della cristianit. Da sempre il
pellegrinaggio implicava una profonda conversione interiore, tanto da simboleggiare lumanit in
cammino alla ricerca di Cristo. Angela riprende questa modalit devozionale che nel passato aveva
contraddistinto la spiritualit di altre sante , come S. Orsola, nobile bretone e martire nel III-IV sec., e a
cui Ella dedicher la Compagnia.
Come primo itinerario (1522) Angela sceglie il sepolcro della beata Osanna Andreasi, morta
stigmatizzata nel 1505 a Mantova. Ma il viaggio in Terra Santa, nel 1524, ad assumere un particolare
significato nel suo percorso spirituale. Quando la nave dei pellegrini giunge a Candia (Creta), accade
un segno straordinario, una sorta di miracolo capovolto, cio la quasi completa perdita della vista,
che le impedisce di vedere la Terra Santa. I suoi primi biografi leggono questo episodio in chiave
soprannaturale: il Signore la rende cieca nei sensi per costringerla a guardare con gli occhi dello spirito,
per affinarla nella comprensione del Suo disegno. Secondo Agostino Gallo, la stessa Angela a
confidargli che essa vide i luoghi santi con gli occhi interiori come se lhavesse veduti con gli esteriori.
Dopo un ritorno fortunoso, in cui uomini ed elementi naturali sembrano congiurare contro la nave dei
pellegrini, Angela arriva a Venezia alla fine del 1524. La sua fama di santit si diffonde per la citt
lagunare e moltissimi religiosi, gentilhuomini, gentildonne si recano a incontrare questa reduce dal
pellegrinaggio gerosolimitano, alle cui preghiere gli altri viaggiatori attribuiscono la loro salvezza. Il
viaggio lha profondamente mutata e la trasformazione deve essere molto evidente: per lei, che ha
ormai assunto le connotazioni di una santa viva, comincia una nuova dimensione di apostolato
pubblico.
Tornata a Brescia, dopo pochi mesi va in pellegrinaggio a Roma per lanno giubilare del 1525, ove
ricevuta dal Papa che le prospetta l'idea di restare l nei luogi pii, invito che lei declina.
Quando Angela torna a Brescia, a poco pi di cinquantanni, non pi la stessa pia donna partita per
il suo primo pellegrinaggio. La geografia della sua vita spirituale lha plasmata, lha resa pi intensa e
profonda, sapiente, maggiormente atta a cogliere lessenza spirituale delle cose. Torna carica di
carisma: la santit della sua vita ormai riconosciuta, dai Luoghi Santi di Gerusalemme a Venezia,
centro dei traffici mercantili, a Roma, centro della cristianit, a Milano, forse il pi importante centro
produttivo italiano.
Il 25 novembre 1535, festa di S. Caterina d'Alessandria, fonda la Compagnia di S. Orsola, che da subito
presenta unascesi propria, legata al valore escatologico attribuito alla consacrazione verginale vissuta
senza voti canonici: questo nuovo stato si propone per coloro che desiderano santificare la propria
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esistenza n entrando in monastero e neppure nel matrimonio. la strada di mezzo, la pi virtuosa, in
quanto in essa al rinnovamento dello spirito, con lo sposalizio mistico, corrisponde una rigenerazione
della vita vissuta nel mondo. A questa Compagnia Angela lascia una Regola, Ricordi e Legati di
profondo valore ascetico e spirituale, impregnati di un notevole intuito pedagogico.
La nuova condizione di vita consacrata, nata dall'intuizione mericiana, ribalta nei cieli le gerarchie dei
destini femminili. Infatti con la nova Compagnia, venuta dal Cielo in forza et possanza dello Spirito
Santo, ogni donna ogni donna consacrata pu santificare la propria esistenza non rinchiusa fra le mura
di un convento, ma vivendo ed operando nel mondo sul modello della chiesa primitiva. Questo
implicitamente recava con s lattribuzione di dignit ad ogni stato o condizione della donna, in un
mondo che invece vedeva con sospetto la nubile, fuori dai due stati socialmente riconosciuti del
matrimonio e della monacazione; infatti lunione nuziale con Cristo collocava queste donne fuori dagli
schemi tradizionali, restituendo loro la tutela diretta del proprio onore. Certo su di loro vegliava la
Compagnia, con le sue strutture gerarchico-materne, ma non pu sfuggire la profonda novit di un
simile atteggiamento, in un periodo nel quale gli spazi di libert per la donna cominciavano a ridursi.
Allelaborazione dellapparato simbolico mericiano concorse un artista deccezione, Girolamo
Romanino (1484-1559), con la famosa tela che oggi si trova al Brooks Memorial Gallery di Memphis.
Lopera costituisce, infatti, una sorta di manifesto della Compagnia di santOrsola, con santa
Caterina d'Alessandria inginocchiata al centro mentre riceve lanello sponsale da Ges Bambino,
proteso sulle ginocchia di Maria. A sinistra, nella penombra illuminata solo da una fonte di luce
lontana come di braci, vi san Lorenzo, chiara allusione al Vicario generale di Brescia che approv la
Regola. In posizione leggermente arretrata, sulla destra, vi sono santAngela con la veste di terziaria
francescana e santOrsola che, stringendo il vessillo, sembra indicare ad Angela la nuova via da
intraprendere.
Si detto che il matrimonio mistico di Santa Caterina assume una particolare valenza simbolica per le
Orsoline, tanto da definire la propria Compagnia come la Compagnia delle spose di Ges. Non sfugge
infatti limportanza simbolica del rito dellincoronazione, mediante il quale lorsolina diviene sponsa
Christi; nel quadro del Romanino questa dignit rappresentata dalla corona di santa Caterina,
deposta fra le lame della ruota del suo martirio, che ogni figlia di S. Angela raccoglier e cinger al
termine del proprio martirio.
Alla sua morte, il 27 gennaio 1540, quando a Brescia si sparge la voce del suo transito, gran folla si
riversa nella chiesa di S. Afra, oggi santuario di S. Angela Merici, ove stato composto il corpo in una
bara aperta. Per trenta giorni resta esposto allincessante pellegrinaggio di fedeli senza che mostri segni
di decomposizione ed il pittore bresciano Moretto (1498-1554) a realizzare il suo ritratto funebre.
Raccontano le cronache che dopo la sua morte accaddero eventi straordinari e che nelle prime sere
sopra la chiesa di S. Afra apparve un grandissimo splendore o sia una lucidissima stella corrispondente
perpendicolarmente al sito dove giaceva il Corpo Beato.
Venerata per oltre due secoli, viene aperto il processo di canonizzazione nel 1757 su richiesta di Madre
Luisa Schiantarelli, superiora delle Orsoline di Roma. Un decennio dopo, nel 1768, proclamata beata
da Clemente XIII ed infine canonizzata dal papa Pio VII nel 1807. Pio IX nel 1861 ne estende il culto alla
Chiesa universale.
La sua memoria liturgica, celebrata come solennit dalle Compagnie e dagli istituti di Orsoline, ricorre
il 27 gennaio.
di Centro Studi Mericiano
Biografia - preghiere
Sant' Orsola | e compagne Martiri 11

Novena per intercessione di Madre Orsola


O Ges, raccomando al tuo Sacratissimo Cuore... (intenzione)
Guarda, f ci che ti suggerisce il tuo Cuore.
Lascia che il tuo Cuore agisca.
O Ges, mi abbandono a te, mi affido a te, mi dono tutto/a a te, confido in te.
O Cuore pieno d'amore, ripongo in te tutta la mia fiducia,
poich da solo/a sono capace di ogni male, ma spero tutto dalla tua bont. Amen.

Per i meriti di nostro Signore Ges Cristo accetta, o Signore,
la preghiera che ti innalziamo per intercessione di Madre Orsola,
fedele imitatrice delle virt del Sacro Cuore del tuo Divin Figlio,
e concedici le grazie che
Madre Orsola, prega per noi! imploriamo fiduciosamente.


Invocazioni a Sant Orsola
Signore, piet
Cristo, piet
Signore, piet

Sant Orsola che sapevi credere senza riserve prega per noi
Sant Orsola che sapevi amare in mezzo alle prove
Sant Orsola che sapevi sperare contro ogni speranza
Sant Orsola che maturavi ai raggi dellEucaristia
Sant Orsola che attingevi ai piedi del Crocifisso la forza di soffrire
Sant Orsola che imparavi lamore alla scuola del Cuore di Ges Agonizzante
Sant Orsola che sapevi unire la contemplazione allazione
Sant Orsola che sapevi santificare la grigia realt quotidiana
Sant Orsola in ascolto del Padre celeste e innamorata della sua volont
Biografia - preghiere
Sant' Orsola | e compagne Martiri 12

Sant Orsola che con lamore rispondevi al Sitio del Redentore divino
Sant Orsola obbediente alle ispirazioni dello Spirito Santo
Sant Orsola figlia fedele della Chiesa
Sant Orsola maestra sapiente di vita spirituale
Sant Orsola guida prudente della comunit religiosa
Sant Orsola sollecita protettrice degli orfani
Sant Orsola amorevole educatrice e insegnante dei bambini e dei giovani
Sant Orsola zelante apostola di bont e di gioia
Sant Orsola dedita allannuncio della Buona Novella della Salvezza
Sant Orsola che cercavi di edificare lunit fraterna tra mentalit diverse
Sant Orsola che cercavi il dialogo con i fratelli separati
Sant Orsola sollecita nel preparare gli operai per la vigna del Signore
Sant Orsola sensibile ai segni dei tempi
Sant Orsola che intuivi le necessit del momento
Sant Orsola compassionevole verso i pi poveri
Sant Orsola che fissavi il tuo sguardo su Maria, serva del Verbo Incarnato

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
- perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
- ascoltaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
- abbi piet di noi.

Preghiamo
Dio, Padre misericordioso, che hai voluto chiamare la Beata Orsola a seguire il tuo Figlio, inviato nel
mondo per annunciare la buona novella e dare a tutti la vita, fa che, sul suo esempio e per sua
intercessione cooperiamo anche noi alla salvezza dei fratelli. Per il nostro Signore Ges Cristo che
vive e regna nellunit dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.