Sei sulla pagina 1di 11

INDICE

1.INTRODUZIONE....................................................................................................................2
2. LA GIOVINEZZA..................................................................................................................3
3. GIUSEPPE GARIBALDI IN AMERICA..............................................................................4
3.1. Il Brasile – l'esilio............................................................................................................4
3.2. Esperienza in Uruguay.....................................................................................................5
4. LA VITA DI GARIBALDI DAL 1848 AL 1860....................................................................6
5. GIUSEPPE GARIBALDI E LA SPEDIZIONE DEI MILLE................................................7
6. IL PERIODO DOPO L'UNIFICAZIONE E IL RUOLO DI GARIBALDI...........................8
7. DETTAGLI MENO CONOSCIUTI.......................................................................................9
8. CONCLUSIONE..................................................................................................................10
9. BIBLIOGRAFIA..................................................................................................................11
1.INTRODUZIONE

Ogni paese ha almeno un eroe che ha combattuto per la sua patria, magari sacrificando
a volte la propria vita. Per gli italiani, uno tra i più importanti eroi è Giuseppe Garibaldi.
Garibaldi nacque a Nizza nel 1807 da Domenico, un capitano mercantile, e da Rosa
Raimondi. Carattere irrequieto e desideroso di avventura, già da giovanissimo si imbarca
come marinaio per intraprendere la vita sul mare. Nel 1832, a soli 25 anni, è capitano di un
mercantile e nello stesso periodo inizia ad avvicinarsi ai movimenti patriottici europei ed
italiani (come, ad esempio quello mazziniano della "Giovine Italia", di questo parleremo
dopo), e ad abbracciare gli ideali di libertà ed indipendenza.

Nel 1836 sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia il periodo, che durerà fino al 1848, in
cui si impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina. Combatte in Brasile e in
Uruguay ed accumula una grande esperienza nelle tattiche della guerriglia basate sul
movimento e sulle azioni a sorpresa. Questa esperienza avrà un grande valore per la
formazione di Giuseppe Garibaldi sia come condottiero di uomini sia come tattico
imprevedibile. Dopo torna in Italia (1848) e la sua vita diventa anche più interesante e il suo
personaggio più importane, nella tesina vedremo perché.

Garibaldi diventerà un vero e proprio eroe del Risorgimento italiano, riconosciuto


internazionalmente. Nessuno meglio di lui incarnerà, tra luci e ombre, i valori del
patriottismo. La sua impresa più importante, compiuta al comando delle sue camicie rosse, è
senza dubbio la conquista del Meridione, tassello fondamentale verso l’unificazione d’Italia
sotto la casa reale dei Savoia.

2
2. LA GIOVINEZZA

Il 26. dicembre 1832. Giuseppe Garibaldi, affilato con il nome di „Pane“ alla setta
„Giovane Italia1“ fondata da Mazzini2, si arruolò come marinaio di terza classe nella marina
piemontese con il compito di sobillare e di fare propaganda della setta tra i marinai savoiardi.
La tecnica delle sette sovvervise, con l'attivazione di episodi di rivolta quasi spesso
irrealizzabili, era, infatti quella di tenere sempre e comunque in stato di tensione i governi e
quindi di provocare artatamente la loro reazione. In tal modo esse miravano e convincere, nel
corso del tempo, le popolazioni che tutto ciò accadeva a causa dell'oppressione dei sovrani,
sia a Napoli, sia negli altri Stati che non si uniformavano alle loro mire.

Mazzini, che viveva al sicuro in Svizzera, progettò inoltre nel 1834 di invadere la
Savoia con il generale Girolamo ramorino a capo di un centinaio di rivoltosi, mentre a
Genova Garibaldi avrebbe dovuto far insorgere la città ed occupare il porto. L'inconsistenza
dell'azione ed il feroce intervento delle truppe piemontesi fecero fallire l'inutile sommossa.
Molti cospiratori catturati furono condonnati a morte. Mazzini, rimasto sempre in Svizzera (e
poi rifugiatosi prudentemente a Londra), e Garibaldi, ha riuscito fortunosamente a fuggire,
furono condonnati a morte in contumacia. Garibaldi prima rafugiò per alcuni mesi a
Mersiglia, dove venne raggiunto dalla notizia che il 3 giugno 1834 il Consiglio Divisionario
di Guerra lo aveva condonnato a morte ignominiosa come „bandito di primo catalogo“ e dopo
si imbarco' sul brigantino mercantile Union, diretto a Odessa, da dove si diresse a Tunisi, per
arruolarsi come marinaio nella flotta piratesca di Hussein Bey, Signore di Tunis.

Dopo qualche mese Garibaldi partì di nuovo a Marsiglia, dove si imbarcò come
secondo sul brigantino Nautonier di Nantes diretto a Rio de Janeiro.

1
La Giovine Italia (o Giovane Italia) fu un'associazione politica insurrezionale fondata a Marsiglia nel luglio
1831 da Giuseppe Mazzini, il cui programma veniva pubblicato su un periodico al quale fu dato lo stesso nome.
2
Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872) è stato un patriota, politico, filosofo e
giornalista italiano. Per qualche tempo esercitò anche l'avvocatura.

3
3. GIUSEPPE GARIBALDI IN AMERICA

Nel 1836 sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia il periodo, che durerà fino al 1848, in
cui si impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina.

Combatte in Brasile e in Uruguay ed accumula una grande esperienza nelle tattiche


della guerriglia basate sul movimento e sulle azioni a sorpresa. Questa esperienza avrà un
grande valore per la formazione di Giuseppe Garibaldi sia come condottiero di uomini sia
come tattico imprevedibile.

3.1. Il Brasile – l'esilio

Nonostante qualche delusione per l’inconcludenza dimostrata dal movimento


democratico, Giuseppe Garibaldi conferma la sua adesione alla Giovine Italia, riprendendo a
navigare per il Mediterraneo. NeI settembre del 1835, tuttavia, si imbarca per Rio de Janeiro:
rimarrà in Sud America per ben 12 anni, dal 1836 al 1848. In questi anni, il continente
americano stava attraversando un intenso periodo di rivolte, che avranno un forte impatto
sulla carriera di Giuseppe Garibaldi. A Rio, Giuseppe Garibaldi trova una folta comunità di
esuli liguri, commercianti ma allo stesso tempo seguaci degli ideali rivoluzionari e patriottici.
Garibaldi decide a questo punto di partecipare alle vicende politiche del Brasile, arruolandosi
come capitano volontario di un’imbarcazione della Repubblica di Rio Grande do Sul, in cui
era in corso una rivolta democratica e secessionista. In questo periodo, Giuseppe Garibaldi si
dedicherà principalmente all’attività corsara ai danni di imbarcazioni dei paesi alleati con il
Brasile imperiale, tra cui l’Austria ed il Piemonte. La sua venerazione per Mazzini rimane tale
che battezzerà “Mazzini” l’imbarcazione che comanderà in questo periodo.
La fase della Repubblica Riograndense 3 è una fase di azioni militari avventurose,
agguati ed arrembaggi, dove il fattore sorpresa, la conoscenza del territorio, la freddezza e
l’audacia hanno un’enorme importanza. Giuseppe Garibaldi farà tesoro dell’esperienza
acquisita, nonostante le ferite, le torture e la perdita di amici.

3
La Repubblica Riograndense, anche nota come Repubblica, fu uno stato separatista dall'Impero brasiliano tra
l'11 novembre 1836 e il 1º marzo 1845 in quello che ora è lo Stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

4
3.2. Esperienza in Uruguay

Nel 1841, dopo la nascita del suo primo figlio e la morte dell’amico e compatriota
Rossetti, Garibaldi si incammina verso l’Uruguay quando le cose in Brasile iniziavano a
mettersi male. Al suo seguito c’è Anita, il loro primogenito, 900 capi di bestiame e una paga
per i servizi prestati a Rio Grande do Sul, durante la traversata, che dura 150 giorni, gli
animali non hanno sopravvissuto. Garibaldi è a Montevideo nel giugno del 1841, ormai si
trova in miseria. Prova a sbarcare il lunario cercando lavoro come insegnante di matematica e
commesso viaggiatore, si inserisce nella comunità italiana di Montevideo, fortemente
influenzata dalle idee di Mazzini.

Nel 1842, su richiesta del governo di Montevideo, torna al comando di tre


imbarcazioni, stavolta uruguaiane, per una nuova guerra di liberazione, contro Juan Manuel
de Rosas4, dittatore dell’Argentina. Dopo aver subito una serie di sconfitte, nel 1843 Giuseppe
Garibaldi prende una decisione importante: organizza a Montevideo un comando composto da
soli connazionali, la Legione italiana. La sua fama, grazie ad una eroica vittoria a San Antonio
del Salto nel 1846, inizia a raggiungere l’Europa. In quest’occasione lo scrittore francese
Alexandre Dumas ha avuto un ruolo molto importante nel rendere famoso Giuseppe Garibaldi
come l’Eroe dei due mondi5.

4
Juan Manuel José Domingo Ortiz de Rozas y López de Osornio (Buenos Aires, 30 marzo 1793 – Southampton,
14 marzo 1877) è stato un militare argentino, governatore di Buenos Aires, equivalente a presidente all'epoca del
suo Paese dal 1829 al 1832 e poi dal 1835 al 1852.
5
Garibaldi è noto anche con l'appellativo di Eroe dei due mondi per le sue imprese militari compiute sia in
Europa, sia in America meridionale.

5
4. LA VITA DI GARIBALDI DAL 1848 AL 1860

Nel 1848 torna in Italia (la sua condanna a morte era ormai dimenticata) dove sono
scoppiati i moti di indipendenza, che vedranno le celebri Cinque Giornate di Milano 6. Nel
1849 partecipa alla difesa della Repubblica Romana insieme a Mazzini, Pisacane, Mameli e
Manara, ed è l'anima delle forze repubblicane durante i combattimenti contro i francesi alleati
di Papa Pio IX. Purtroppo i repubblicani devono cedere alla preponderanza delle forze
nemiche e Garibaldi il 2 Luglio 1849 deve abbandonare Roma.

Dopo quello lui passa per vie pericolosissime lungo le quali perde molti compagni
fedeli, tra i quali l'adorata moglie Anita, riesce a raggiungere il territorio del Regno di
Sardegna.

Inizia quindi un periodo di vagabondaggio per il mondo, per lo più via mare, che lo
porta infine nel 1857 a Caprera.

Garibaldi tuttavia non abbandona gli ideali unitari e nel 1858-1859 si incontra con
Cavour7 e Vittorio Emanuele8, che lo autorizzano a costituire un corpo di volontari, corpo che
fu denominato "Cacciatori delle Alpi9" e al cui comando fu posto lo stesso Garibaldi.

Partecipa alla Seconda Guerra di Indipendenza cogliendo vari successi ma l'armistizio


di Villafranca interrompe le sue operazioni e dei suoi Cacciatori.

6
Le Cinque giornate di Milano furono un'insurrezione armata avvenuta tra il 18 e il 22 marzo 1848 nell'allora
capitale del Regno Lombardo-Veneto che portò alla temporanea liberazione della città dal dominio austriaco.
7
Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, di Cellarengo e di Isolabella, noto semplicemente come
conte di Cavour o Cavour (Torino, 10 agosto 1810 – Torino, 6 giugno 1861), è stato un politico e imprenditore
italiano.
8
Vittorio Emanuele II di Savoia (Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso di Savoia;
Torino, 14 marzo 1820 – Roma, 9 gennaio 1878) è stato l'ultimo re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo re
d'Italia (dal 1861 al 1878)
9
I Cacciatori delle Alpi fu il nome che prese una brigata di volontari, agli ordini di Giuseppe Garibaldi, che
combatté una campagna di liberazione nella Lombardia settentrionale, nel corso della seconda guerra di
indipendenza italiana, contro l'esercito imperiale austriaco.

6
5. GIUSEPPE GARIBALDI E LA SPEDIZIONE DEI MILLE

La spedizione dei mille è una celebre pagina del Risorgimento italiano. Si sviluppa dal
maggio all'ottobre 1860 e porta alla proclamazione del Regno d'Italia. Alla fine del marzo
1860 nella penisola italiana sono tre gli stati indipendenti: il Regno di Sardegna di Vittorio
Emanuele II di Savoia che comprende Sardegna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-
Romagna e Toscana, lo Stato Pontificio o Papato che riunisce Lazio, Umbria e Marche, ed il
Regno delle Due Sicilie di Francesco II di Borbone, che racchiude tutto il meridione.
L'Impero austriaco controlla il nord-est: Alto Adige, Trentino, Veneto e Friuli.
La spedizione dei mille è una cosa su quale potremmo scrivere a lungo, ma per capire meglio
e più facile di che cosa si tratta, vedremo un testo breve su questo avvenimento.

La spedizione dei Mille è uno degli eventi più significativi del Risorgimento
italiano. Con spedizione dei Mille si intende la spedizione partita da Quarto tra 5
e 6 maggio del 1860, località presente nel Regno di Sardegna, verso la Sicilia, in
cui governava il Regno di Sardegna. La spedizione fu guidata dal generale
Giuseppe Garibaldi, il quale fu seguito nella sua impresa da altri mille uomini.
L'operazione prevedeva l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di
Sardegna, sconfiggendo il nemico, ovvero la famiglia dei Borboni che governava
da secoli nell'area.

I mille guidati da Giuseppe Garibaldi sbarcarono nella città di Marsala in data 11


maggio e il loro obiettivo principale era quello di conquistare tutto il Regno delle
due Sicilie, approfittando delle insurrezioni scoppiate a livello locale tra il popolo.
Dopo varie battaglie, Garibaldi e i suoi uomini riuscirono ad avere la meglio sul
regno borbonico e i territori del regno delle Due Sicilie furono inglobati nel Regno
di Sardegna. L'impresa di Garibaldi fu accolta con grande partecipazione
popolare e la spedizione garibaldina è considerata come uno degli eventi più
importanti della storia unitaria italiana.10

10
https://www.skuola.net/storia-contemporanea/la-spedizione-dei-mille.html 26.04.2019.

7
6. IL PERIODO DOPO L'UNIFICAZIONE E IL RUOLO DI GARIBALDI

In parlamento, Garibaldi accusava il governo di non aver riconosciuto a dovere


l’impegno dei soldati volontari che avevano conquistato la parte meridionale del regno per poi
letteralmente consegnarla al re. Per Giuseppe Garibaldi , inoltre, l’amministrazione dei
territori del Meridione era insufficiente, trattandosi di territori che aveva conquistato lui
stesso, si sentiva in particolar modo responsabile.

Nel 1866 partecipa alla Terza Guerra di Indipendenza al comando di Reparti Volontari.
Opera nel Trentino e qui coglie la vittoria di Bezzecca (21 luglio 1866) ma, nonostante la
situazione favorevole in cui si era posto nei confronti degli austriaci, Garibaldi deve
sgomberare il territorio Trentino, questo viene ordinato dei Piemontesi, al cui dispaccio
risponde con quel "Obbedisco11", rimasto famoso.

Nel 1867 è nuovamente a capo di una spedizione che mira alla liberazione di Roma, ma
il tentativo fallisce con la sconfitta delle forze garibaldine a Mentana per mano dei Franco-
Pontifici.

Nel 1871 partecipa alla sua ultima impresa bellica combattendo per i francesi nella
guerra Franco-Prussiana dove, sebbene riesca a cogliere alcuni successi, nulla può per evitare
la sconfitta finale della Francia.

Torna infine a Caprera, dove passa gli ultimi anni e dove si spegne il 2 giugno 1882.

11
"Obbedisco" è il contenuto del telegramma scritto da Giuseppe Garibaldi, allora capo del corpo dei volontari
Cacciatori delle Alpi, il 9 agosto 1866, in risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli aveva intimato di
fermare la sua inarrestabile avanzata verso Trento contro gli austriaci nella terza guerra di indipendenza.

8
7. DETTAGLI MENO CONOSCIUTI

È necessario ricordare le false vittorie di Garibaldi in Sicilia (dovute più ai tradimenti


dei comandanti militari borbonici che all'eroismo garibaldino), le violenze, le rapine e gli
assassini commessi dai garibaldini, soprattutto emblematici quelli di Bronte, di cui il
Garibaldi fu il principale responsabile. Da ricordare anche lo sbarco avvenuto in Sicilia,
subito dopo quello dei "mille", di circa 22.000 soldati piemontesi fatti disertare e che l'unica
vera battaglia fatta dai garibaldini fu quella sul Volturno, dove solo l'insipienza del
comandante borbonico impedì che tutta quella teppaglia fosse spazzata via.

La prima moglie di Garibaldi fu Anita. Dopo la sua morte, ebbe una compagna,
Battistina Ravello da cui ebbe una figlia. Le altre due mogli furono Giuseppina Raimondi e
Francesca Armosino. Riguardo dei figli Garibaldi ebbe quattro figli da Anita: Ciro, Rosita
morta a soli due anni, Teresita e Ricciotti; una figlia nata dalla relazione con Battistina
Ravello e da Francesca Armosino altri tre figli. Il cavallo di Garibaldi si chiamava Marsala.

Le due frasi più conosciute di Giuseppe Garibaldi sono:

1) Qui si fa l'Italia o si muore;

2) Roma o Morte.

9
8. CONCLUSIONE

Come definire, quindi, Garibaldi? Si potrebbero scrivere pagine e pagine di parole


rifacendosi alla sua biografia, oppure si potrebbero riportare gli estratti dei suoi scritti giunti
fino a noi. Giuseppe Garibaldi è stato primo di tutto un generale e patriota italiano. Noto
anche con l'appellativo di "eroe dei due mondi" per le sue imprese militari compiute sia in
Europa sia in America Meridionale, è la figura più rilevante del Risorgimento e uno dei
personaggi storici italiani più celebri al mondo.

Tuttavia, per conoscere il valore di colui il cui apporto fu fondamentale alla causa
italiana potrebbero bastare poche ed evocative parole che, a suo tempo, furono pronunciate
dal poeta e scrittore francese Victor Hugo: "Garibaldi, cos'è Garibaldi? E' un uomo, niente
altro che un uomo. Ma un uomo in tutta l'accezione sublime del termine. Uomo della libertà,
uomo dell'umanità. "Vir", direbbe il suo compatriota Virgilio."

10
9. BIBLIOGRAFIA

BALBONI, Paolo E. et al. (2003), Profilo di storia italiana per stranieri, Guerra Edizioni,
Perugia.

Sitografia

http://www.skuola.net
http://www.treccani.it
http://www.brigantaggio.net

11