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Salve Invicte Martyr!

Il busto reliquiario di San Geniale: un patrimonio darte e di fede nella storia di Ajello.
on questa semplice ma accorata giaculatoria impressa sul cartiglio dellarco trionfale, lArciprete Solimena intitolava la nuova Cappella eretta in onore di San Geniale nel primo trentennio del 900. Tale cappella era lultima di una lunga serie di opere finanziate e realizzate dal popolo ajellese per custodire il busto-reliquiario del Patrono, da sempre considerato vero gioiello e vanto dellintera Comunit. E ci a buon diritto: la statua lignea di San Geniale si pu, infatti, annoverare tra i capolavori della produzione napoletana del 700 e rappresenta, nella pi vasta compagine artistica calabrese, un esemplare di notevole valore. La realizzazione del busto ligneo rientra nella pi complessa vicenda dellarrivo ad Ajello del corpo del Martire, ben presto eletto Patrono per acclamazione popolare. Come ben noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero qui nel 1667 per linteressamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre pi capillarmente la devozione verso San Geniale e la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato. Numerosi e commoventi furono i casi di grazie attribuiti al Martire, in taluni casi riconosciuti con voto pubblico, come quello nel febbraio del 1783: in occasione del funesto terremoto che scosse le Calabrie, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumit a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza del 5 febbraio con una processione penitenziale e lofferta di un cereo votivo. A distanza di pi di un secolo dallarrivo delle Sacre Reliquie, si rese necessario lacquisto di una statua che le potesse adeguatamente custodire. Come ricorda lArciprete Solimena nel suo celebre opuscolo, a seguito del sacrilego furto di una reliquia del Martire (illecitamente asportata intorno agli anni 90 del 700 in favore del Principe Pinelli di Belmonte) il popolo ajellese decise di porre in salvo per lavvenire il prezioso tesoro e, perci, mediante sottoscrizione volontaria, fu raccolta considerevole somma, e decretata la statua del S. Martire con la corona e la palma dargento. Malgrado la forte concorrenza delle scuole artistiche locali, lopera venne commissionata nella Capitale del Regno, una scelta quasi obbligatoria: Napoli costituiva, infatti, una fucina inesauribile di manufatti artistici il cui pregio e la qualit esecutiva erano indiscutibilmente intrisi di una forte ortodossia iconografica. Larte partenopea ha garantito nei secoli la codificazione di uno stile che, assecondando le istanze della Chiesa controriformata, poteva tradurre ed esprimere con forti valenze artistiche la pietas popolare. Anche Ajello, committente in epoca barocca di numerose opere ancor oggi visibili nelle Chiese cittadine, si rivolse nuovamente alla Capitale per il reliquiario del Patrono. Ad oggi non stato ancora eseguito uno studio attento delle fonti notarili per appurare chi fu lautore della scultura. Dal manoscritto di Gaetano Maruca possiamo soltanto conoscere che mediante laggiustamento di docati 120, oltre le spese di trasporto, ci fu mandata lattuale statua, che lo scultore modell sulle notizie fornitegli dallArciprete della Chiesa Matrice. La sottoscrizione volontaria di cui parla lArciprete Solimena mette in risalto un dato importante: lopera non una commissione privata, n tanto meno su di essa grava lo jus patronatus delle famiglie nobiliari. La statua di San Geniale il frutto della devozione del popolo e il popolo stesso contribu spontaneamente come universitas, cio come municipalit. Era la prima domenica di maggio del 1797 quando il busto del Patrono, giunto nel tripudio generale da Napoli, veniva montato sullo scrigno contenente le reliquie e custodito nella Cappella dei Duchi Cybo, dove gi dal 1667 riposavano le venerate Reliquie. In tale occasione vennero offerte la corona e la palma dargento, trafugate, poi, nella notte del 28 aprile del 1939 ed in seguito sostituite con le attuali anchesse in argento.

La scultura rimase nella celebre Cappella dei serenissimi Duchi Cybo fino al 1808, anno in cui la popolazione chiese ed ottenne di poterla trattenere definitivamente nella Collegiata Arcipretale di Santa Maria Maggiore. Fu cos che, lasciato lantico Convento francescano, San Geniale veniva dapprima ospitato nella prima Cappella di destra, per essere poi intronizzato nella nuova cappella, appositamente costruita con la cooperazione di tutta la Comunit nel 1883. Tale cappella, oggi in precarie condizioni, ha una stravagante pianta ottagonale sormontata da cupola a spicchi spioventi, nel cui interno si ammirano magnifici stucchi in stile neogotico, corredati da affreschi, ormai quasi completamente rovinati dallumidit. Ne arricchisce il corredo immobile un monumentale altare in marmi policromi del 1803 in stile neoclassico dallimponente forma ad urna cineraria. Il terremoto del 1905, catastrofe di enormi proporzioni che mise in ginocchio la popolazione, segn irreparabilmente anche il patrimonio artistico ajellese compromettendo irreparabilmente molti capolavori dellarchitettura religiosa e civile. Ancora una volta lo s pirito di solidariet che anim la ricostruzione della rocca medievale si manifest ben presto anche nei confronti di San Geniale al quale venne riedificata con grande sforzo una nuova cappella: linterno luminoso fu decorato con stucchi ed un grazioso soffitto a lacunari lignei, interessante opera di maestranze locali. Nella disgrazia immane, ancora una volta Ajello si strinse intorno al Patrono dando testimonianza di autentica, sconfinata devozione. Oggi San Geniale ha perso la sua originaria dimora e delle tre cappelle che furono erette in suo onore non restano che insalubri ambienti, gravemente deturpati dallincuria e bisognosi di urgentissimi interventi! Questo impegnativo intervento di restauro che ha restituito alla magnifica scultura il suo pristino splendore, vuole essere sprone ed incitamento per il popolo ajellese a custodire ed incrementare sempre pi la venerazione verso San Geniale. Malgrado le grandi difficolt legate alle contingenze attuali, facciamo voti perch questo popolo fiero e generoso possa ricostruire la sua storia intorno alle Reliquie e allimmagine del suo Patrono. Lo sguardo scultoreo del Santo, benigno ed implorante, segno di speranza e di fiduciosa certezza che Iddio continuer a proteggere questo popolo per intercessione del suo Martire Geniale! Gianfrancesco Solferino

A DIO ONNIPOTENTE e MISERICORDIOSO Nellanno del Signore 2004 giorno 2 del mese di maggio ricorrendo il 1700esimo anno della persecuzione di Diocleziano nel 25esimo anno di Pontificato di

SS. GIOVANNI PAOLO II


nel quinto anno di Episcopato di

S. E. Mons. GIUSEPPE AGOSTINO


Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano nel 50esimo anno di Parrocato di

DON ORTENSIO AMENDOLA


Arciprete della Chiesa Collegiata di S. Maria Maggiore in Ajello Queste sacre reliquie di

SAN GENIALE
MARTIRE DI CRISTO
PATRONO PRINCIPALE DEL POPOLO AJELLESE venivano ricognite e autenticate dallautorit della Curia Metropolitana e deposte in questa teca alla devozione dei fedeli Affinch si facesse perpetua memoria di questa felice ricorrenza

GIANFRANCESCO SOLFERINO di GENIALE


Procuratore ad hoc
cura a sua spese il restauro dellinsigne statua del Santo Patrono e depone degnamente in questo reliquiario le Sante Reliquie perch si custodiscano nei secoli Degnati o Signore di esaudire sempre le nostre preghiere per lintercessione di San Geniale nostro Patrono Amen