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Arte Carolingia

Testimonianze di et Carolingia
Tra le testimonianze pi importanti di arte figurative di et Carolingia troviamo:
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Altare doro di SantAmbrogio 835 circa (data certa, perch rappresentato


anche il committente).
Affreschi di Santa Maria Foris Porta datazione pi discussa, perch stilisticamente
sono lunica testimonianza dellaltro medioevo, paragonabili a pochi altri.
Sono due opere coeve, cio appartengono allo stesso periodo.
Castelseprio importante avamposto bizantino, abitato gi dallepoca tardoantica.
Sono stati usati metodi scientifici per capire la datazione dei mattoni degli
affreschi: met 9 sec (825-850). probabile che lopera sia collocabile nello stesso
tempo di Angilberto II.

Altare di SantAmbrogio (835)


La basilica di SantAmbrogio a Milano, fatta costruire nel 4 sec dal vescovo Ambrogio
e affiancata nel 784 da un importante monastero, fu al centro dellinteresse dei
sovrani carolingi. Lintervento maggiore fu quello dellarcivescovo di Milano Angilberto
II, che fece decorare labside con un nuovo mosaico e volle che nel presbiterio fosse
installato un prezioso altare, per custodire il sarcofago di porfido con i corpi di
Ambrogio, Gervasio e Protasio.
Una formella sulla parte posteriore dellaltare ricorda chi fu probabilmente lideatore
del complesso programma figurativo oltre che esecutore diretto di alcune parti
dellopera. Vuolvinio: lartista raffigurato mentre incoronato da santAmbrogio con
accanto liscrizione in latino che significa maestro orafo. Il fatto fa emergere la
figura di Vuolvinio come un intellettuale di valore, orgoglioso interprete della volont
del committente. Sopra e intorno al tondo sono visibili gemme incastonate, mentre pi
in basso risaltano 2 smalti cloisonns.
Laltare un capolavoro delloreficeria carolingia: in legno rivestito di lamine doro e
dargento lavorate a sbalzo e a filigrana, impreziosita da pi di 4000 gemme, cammei
romani e smalti policromi cloisonns. Le formelle raffigurano episodi della vita di Cristo
e di santAmbrogio.
Nelle formelle sono utilizzati stili diversi, che per non compromettono lunit della
concezione dellopera: le scene della vita di Cristo sono pi vivaci e i personaggi
mostrano di muoversi nello spazio, mentre quelle ambrosiane sono volutamente
semplificate, con personaggi distaccati nella composizione e una resa raffinata
tipicamente carolingia.
Il programma iconografico ha un forte significato simbolico, inteso a esaltare la Chiesa
milanese, come suggerisce il parallelo tra la vita di Ambrogio e quella di Ges. Il
ricordo del ruolo anche politico ricoperto da Ambrogio richiama le funzioni di
Angilberto II. La raffigurazione della miracolosa partecipazione di Ambrogio ai funerali
di san Martino a Tours, in Francia, sottolinea lantica alleanza tra la Chiesa milanese e
quella franca. Il soggetto raffigurato si riferisce a una leggenda, secondo cui Ambrogio
si addorment durante una messa a Milano e fu visto partecipare
contemporaneamente ai funerali di Martino a Tours.
Sul lato anteriore, rivolto ai fedeli, tripartito e realizzato in lamine doro, al centro c
una grande croce gemmata con Cristo allincrocio dei bracci, occupati dai simboli dei 4

evangelisti, mentre negli angoli 4 formelle con scene della vita e della Passione di
Cristo. Nei lati brevi si osserva una complessa raffigurazione geometrica, influenzata
forse dalla coeva decorazione dei codici miniati: una croce al centro e agli esterni dei
bracci busti di santi e martiri milanesi, circondati da angeli diaconi e altri santi.
Sul lato posteriore, tripartito come lanteriore e realizzato in lamine di argento dorato,
al centro ci sono 4 tondi con 2 arcangeli, Angilberto mentre offre lopera ad Ambrogio
e lo stesso Vuolvinio incoronato da Ambrogio. Negli scomparti laterali, in dodici
formelle sono distribuite scene della vita di Ambrogio.

Architettura Carolingia
Come avviene per le arti e per la cultura, il fenomeno principale che interessa let
carolingia la rinascita.
Carlo Magno, presentandosi come erede dellimpero doccidente e dovendo dar forma
a questa ricostruzione dellimpero, mette in campo unopera di ricostruzione
amministrativa dellimpero, suddividendolo in modo omogeneo, affidando il potere a
figure potenti locali il missus dominicus: vescovo potente che controllava un certo
territorio. In questo modo si ricostruisce una struttura amministrativa simile allimpero
romano doccidente, che permetteva di mantenere un impero molto vasto.
Dal punto di vista culturale diffuso un linguaggio che compie unoperazione di
confronto con larte classica. Viene ripresa una tipologia tipica del mondo classico,
ossia la statuetta equestre (statua di Marco Aurelio che allepoca si pensava fosse
Costantino). Formalmente diversa, perch quella pi antica molto pi naturalistica,
quella carolingia stilizzata.
Nellarchitettura abaziale si nota la ripresa dellet classica:
riflessione su una parte della struttura, tipica dellet carolingia, recuperata dal
mondo classico, ovvero si pone laccento sullaspetto dellingresso.
fortificate, molto vaste, edificio massiccio, strutture imponenti con ingresso
monumentale (Torhalle dellabbazia di Lorsch), simile a palazzi imperiali, dove spesso
ci passava anche limperatore con la sua corte: concettualmente poteva ricordare un
arco di trionfo con funzione celebrativa.
nel caso dellingresso della chiesa, il discorso diverso: lo spazio della chiesa
preceduto da un altro ambiente che pensato come unaula coperta, una specie di
piccolo quadriportico, ma dal soffitto alto e fiancheggiato da torri. Questa struttura
serve a segnare in modo monumentale lingresso: posto a ovest, il nome Westwerk e
ricorda le porte delle citt romane. Cerano alcune liturgie in cui era previsto un inizio
fuori e poi una processione per entrare; in altri edifici questo ambiente serve solo per
laccoglienza, dove ci si riposa per poi vedere tutte le opere.

Cappella Palatina
La cappella una testimonianza poco paragonabile con opere coeve, ma piuttosto
antiche.
STRUTTURA:
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preceduta da westwerk
edificio che assomiglia molto a San Vitale: gli architetti decidono di rifarsi
direttamente agli esempi di architettura imperiale: S. Lorenzo e S. Vitale. Quello pi
vicino cronologicamente e che ha una funzione strettamente simbolica San
Vitale.
Pianta centrale, poligonale
aspetto giocato dalla presenza di 8 pilastri monumentali che sorreggono la cupola
nel matroneo era sistemato il trono di Carlo Magno
trasporta da Ravenna delle colonne poste in doppio ordine tra 2 pilastri
hanno il pulvino, ripreso dallarte bizantina, che una specie di sezione di
trabeazione
rivestito di lastre di marmo come i fori imperiali romani

decorazione con mosaici per rivestire la cupola (prevalenza di tessere doro)


balaustre e altri oggetti in bronzo recuperano la tecnica della fusione del bronzo

Affreschi di Castelseprio
1) aspetti legati alliconografia e al significato
2) aspetti stilistici e linguaggi
Questo sito archeologico, che stato inserito nel patrimonio dellumanit, uno degli
esempi pi interessanti di et altomedioevale, soprattutto per levoluzione
dellinsediamento fino al 1286, che stato raso al suolo. situato su un promontorio
che si affacciava sulla valle dellOlona, ed era un posto strategico per il controllo del
passo del Lucomagno, fino a che Ottone Visconti nel 1287 lo rase al suolo e con un
decreto imped di ricostruirlo. Quello che resta, la chiesetta di Santa Maria foris Porta
che si trovava fuori dalle muta del borgo e la basilica di S. Giovanni. Sotto il
promontorio c il Torba.
In et altomedievale, questo insediamento fu gestito direttamente da nobili (conti del
Seprio) che erano in rapporti stretti con la curia di Milano, e per questo oggi troviamo
un ciclo di affreschi a Castelseprio, con tratti del naturalismo ellenistico orientale.
La datazione molto incerta, lunica certezza che gli affreschi sono precedenti al
948, poich c uniscrizione che fa riferimento ad Arderico, arcivescovo di Milano tra il
936 e il 948.
Dal punto di vista stilistico, la datazione complessa, perch non ci sono opere con le
quali paragonarlo.

S. Maria foris Porta


Fino al 1994 le pareti della chiesa erano intonacate; quando se ne stacc una
porzione, si scopr il ciclo di affreschi.
La chiesta mostra in s soluzioni architettoniche diverse:
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pianta triconca con 3 absidi, un vano principale rettangolare al centro, preceduto


da un atrio
Il perimetro della circonferenza oltrepassa il diametro, per questo le absidi non
sono semi-circolari, ma pi ampie (absidi oltrepassate soluzione tipica delle aree
orientali dellimpero (Siria e Armenia), questo fa supporre che lorigine della chiesa
era precedente a quella degli affreschi.)
il ciclo di affreschi occupa per intero labside principale. Cominciavano su una
piccola porzione di muro, continuando su tutta la parete dellabside e finendo
sullaltra porzione di muro.

Gli affreschi raffigurano episodi della vita della Vergine e dellinfanzia di Cristo,
basandosi sui Vangeli apocrifi (non riconosciuti ma circolanti fino al rinascimento e

molto utilizzati per gli affreschi), perch raccontano pi dettagliatamente gli episodi
prima e dopo la nascita di Cristo (Protovangelo di Giacomo e Vangelo di Pseudo
Matteo).
Nel registro superiore, gli episodi procedono da sinistra verso destra, mentre in quello
inferiore il senso invertito. Nel registro superiore troviamo come primo episodio
lAnnunciazione, in cui Maria, con alle spalle unancella, seduta in uno spazio interno
e langelo le si presenta in volo e con un lungo scettro nella mano sinistra.
Proseguendo poi con la Visitazione, con Maria ed Elisabetta che si abbracciano;
seguono la Prova delle acque amare, una sorta di giudizio divino di tradizione giudaica
che era usato contro chi era sospettato di adulterio, cui si sottoposero Maria e
Giuseppe, e che entrambi superarono, ed il Cristo Pantocratore, frontale e
benedicente, posto in un clipeo; di seguito c il sogno di Giuseppe, nel quale langelo
in volo si libra sul corpo di Giuseppe addormentato, ed il viaggio a Betlemme,
raffigurante Maria sul mulo, seguita da Giuseppe che cammina con un bastone. Nel
registro inferiore, troviamo lannuncio ai pastori da parte di un angelo, la Nativit, con
Maria sofferente che riposa mentre Ges lavato da 2 ancelle, e la presentazione al
tempio. Il ciclo si termina con la fuga in Egitto. Sulla controfacciata dellarco si trova un
trono vuoto che attende la venuta di Cristo sulla terra per il giudizio universale
(Etimasia), tra 2 angeli in volo con globo e scettro, e ladorazione dei Magi, in cui 3 re
sono vestiti allorientale, come nella tradizione paleocristiana, e si rivolgono alla
Madonna collocata in alto, con Ges in grembo.

3 rappresentazioni simboliche nei clipei:


Cristo Pantocrato
Etimasia derivata dallarte orientale
vite
Cuscino con un libro libro della vita con i nomi

autorit di Cristo su tutte le


dei salvati

Queste rappresentazioni affermano la compresenza di natura umana e divina in Cristo.

Per definire lo stile utilizzato da questi autori, si usa il termine neoellenismo, e per
definire la tecnica si usa il termine compendiaria.
Neoellenismo raffigurazione di naturalismo convincente, per la ambientazioni
paesaggistiche e per le strutture architettoniche utilizzate per dare profondit alla
figura. Le rappresentazioni paesaggistiche si arricchiscono di piante o animali quasi
reali.
Pittura compendiaria gli affreschi vengono realizzati utilizzando veloci colpi di
pennello che rendono efficacemente il dinamismo.