Sei sulla pagina 1di 14

Analogie tra il culto di Demetra e il culto della Vergine Maria

SOTIRIS BEKAKOS

(, vol. A, Parte II, pag. 1029)

Prima Ceres ferro mortales vertere terram

Instituit: cum jam glandes, atque arbuta sacrae deficerent sylvae,

et victum Dodona negaret

(Virgilio, Le Georgiche, I, vv. 147 149)

di Sotirios Bekakos

1.Introduzione

Secondo il lessico di Suida o Suda Si dice che per primo Orfeo di Tracia ha
inventato i misteri dei Greci e l onorare gli dei venne chiamato thriskvin (greco
classico: () = essere religiosi, da cui il deriva in greco antico e
moderno, termine indicante la religione), poich l invenzione stata
considerata opera tracia, cio opera degli abitanti della Tracia.

Demetra (greco ant. - greco moderno.) e sua figlia Persefone o


Kre ( - ) costituiscono le figure pi importanti dei misteri eleusini.

2. Etimologia

Il nome di Demetra un nome composto, il quale deriva sia dal nome (orzo)
del greco classico e dal nome ,sia dal nome che in dorico designa la
terra. Demetra considerata una delle dee pi importanti dell Olimpo, figlia di Crono
e di Rea e madre di Persefone.

Demetra ha insegnato agli uomini la coltivazione della terra e l addomesticamento


degli animali. Inoltre, Demetra ha insegnato agli uomini il senso del diritto e della vita
civile e fu quella che cre per la prima volta le istituzioni sociali. Per questo, i greci
hanno attribuito a Demetra l aggettivo (Thesmofros = colei che ha
tutela le istituzioni - colei che porta le istituzioni), mentre la sua festa si chiama
(Thesmofria = feste in onore delle istituzioni sociali e di Demetra).

Il culto di Demetra era diffuso in tutta la Grecia e il santuario pi importante di tutta la


Grecia, il quale era dedicato a Demetra si trovava nella citt di Eleusi (), in
provincia di Atene. I resti di questo santuario sono ancora visibili ancora oggi e
costituiscono ancora oggi per i greci un luogo sacro. Attualmente il santuario di
Demetra uno dei siti archeologici pi importanti della Grecia ed aperto al
pubblico.

Il culto di Demetra si trova anche nella citt di Salonicco (gr. ), citt


fondata da re Cassandro in epoca ellenistica. Durante il suo regno, egli istitu le
Demetrie (T ), le feste in onore di Demetra a Salonicco.

Oggi le manifestazioni culturali del comune di Salonicco (che reca sullo stemma
comunale l effigie di Alessandro Magno) sono dedicate alla dea Demetra e si
chiamano .

Immagine 1. Veduta panoramica del santuario di Demetra ad Eleusina

I nomi di Demetra e Poseidone appaiono collegati tra loro nelle prime iscrizioni in
scrittura Lineare B trovate nelle rovine di Pilo di epoca Micenea. Vi si trovano le
scritte PO-SE-DA-WO-NE e DA-MA-TE inserite in un contesto di richieste di grazia agli
dei.

La sillaba DA, presente in entrambi i nomi sembrerebbe derivare da una radice


Protoindoeuropea associata al concetto di distribuzione di terre e privilegi (per la
radice comune vedi anche il verbo latino "dare"). Secondo altri studiosi di etimologia
invece la radice DA sembra una forma dialettale della parola "terra".

Poseidone (il cui nome significa "il consorte di colei che distribuisce") una volta
insegu Demetra che aveva assunto l'antico aspetto di dea-cavallo. Demetra tent di
resistere alla sua aggressione, ma neppure confondendosi tra la mandria di cavalli del
re Onkios riusc a nascondere la propria natura divina; Poseidone si trasform cos
anch'egli in uno stallone e si accoppi con lei. Demetra fu letteralmente furibonda
("Demetra Erinni") per lo stupro subito, ma lav via la propria ira nel fiume Ladona
("Demetra Lousia"). Dall'unione nacquero una figlia, il cui nome non poteva essere
rivelato al di fuori dei Misteri Eleusini, ed un cavallo dalla criniera nera chiamato
Arione. Anche in epoche storiche, in Arcadia Demetra era adorata come una dea dalla
testa di cavallo:

Sempre il geografo Pausania scrive: "La seconda montagna, il Monte Elaios, dista
circa 30 stadi da Figaleia e c' una grotta sacra a Demetra Melaine (Nera) gli
abitanti di Figaleia dicono di aver dedicato la grotta a Demetra e di avervi posto una
statua di legno. La statua fu realizzata in questo modo: era seduta su una roccia ed
aveva l'aspetto di una donna tranne la testa. Aveva la testa e la criniera di un cavallo, e
da questa testa uscivano serpenti ed altri animali. Il suo chitone era lungo fino ai
piedi, in una mano teneva un delfino, nell'altra una colomba. La ragione per cui
realizzarono la statua in questo modo dovrebbe essere chiara a chiunque si intenda
delle antiche tradizioni. Dicono che l'hanno chiamata "Nera" perch la dea indossa
una veste nera. Tuttavia non sanno dire chi abbia realizzato la statua o come fin per
bruciare.; ma quando venne distrutta gli abitanti di Figaleia non ne realizzarono
un'altra e il suo culto e i sacrifici in suo onore furono ampiamente trascurati finch i
loro campi divennero sterili."1

Isocrate, il retore ateniese, dice a proposito di Demetra:

.Quando Demetra arrivata nella nostra citt, durante i suoi viaggi (e dopo il
ratto di sua figlia), sentiva una devozione profonda per i nostri avi e per i favori che
le hanno fatto, per i quali nessuno, tranne gli iniziati. Demetra ha dato a loro due
generi di ricompensa, che sono i pi importanti, vale a dire la raccolta dei frutti che
ci ha esentati dal pericolo di vivere come gli animali selvatici, e l iniziazione ai
misteri, la quale d a tutti coloro che vi partecipano uno scopo di vita e delle
speranze dolci per l eternit. Fu allora che Atene, la nostra citt, non solo stata
amata dagli dei, ma divenne amica degli uomini, in maniera tale che, mentre
disponeva un gran numero di beni, essa non ha rifiutato a offrirli agli altri, bens
diede a tutti una parte dei beni che ricevette. Le cerimonie dei misteri continuano a
ripetersi ogni anno anche nei nostri giorni. [...]

o, 6.28-29.

Demetra viene spesso confusa con Gaia, Rea o Cibele. L'epiteto con cui la dea viene
pi frequentemente chiamata rivela l'ampiezza e la portata delle sue funzioni nella vita
greca del tempo: lei e Kore ("la fanciulla") erano solitamente invocate come "le due
dee", e questa definizione appare gi nelle iscrizioni in scrittura Lineare B di epoca
Micenea trovati a Pilo. assolutamente plausibile che vi sia una connessione con i
culti dedicati alle due dee nella civilt minoica di Creta.

Secondo il retore ateniese Isocrate, i pi grandi doni di Demetra all'umanit furono i


cereali (il cui nome deriva dal nome latino di Demetra, "Cerere"), che hanno reso
l'uomo diverso dagli animali selvatici e i Misteri, che gli hanno consentito di coltivare
speranze pi elevate per la vita terrena e per ci che dopo la vita verr2.
1
Pausania, Descrizione della Grecia, 8.42.1ff
2
Nilsson P.M., Greek Popular Religion, New York: Columbia University Press, 1940, p. 45

Isocrate, Panegirico, 4.28


A seconda dei vari contesti, Demetra era invocata con diversi epiteti:

Potnia () - "Padrona" (nell'Inno Omerico a lei dedicato)


Chloe ()- "Il verde germoglio" (in Pausania 1.22.3 per i suoi attributi di
fertilit ed eterna giovinezza).
Anesidora ()- "Colei che spinge in su i doni" (Pausania 1.22.3)
Malophoros () - "Colei che d mele" o "Colei che d greggi"
(Pausania 1.44.3)
Kidaria (, che porta la benda oppure che balla il cidario, una
danza sacra arcadica gr. ) - (Pausania 8.13.3)
Chtonia ()- "Che si trova nel suolo" (Pausania 3.14.5)
Erinys ()- "Implacabile" (Pausania 8.25.50)
Lusia ()- "Che prende il bagno" (Pausania 8.25.8)
Thermasia () - "Calorosa" (Pausania 2.34.6)
Kabeiraia ( ) - nome di origine pre-greca che si riferisce ai
Cabiri, 3 numi ignei, figli di Vulcano e Cabira, lavoratori di metalli. Erano di
origine pelasgica; venerati prima a Lemno e a Samotracia.
Thesmophoros ()- "Fornitrice di consuetudini" o anche
"legislatrice", titolo che la lega all'antica dea Temide. Questo titolo era usato in
connessione con la Tesmoforie, una cerimonia segreta riservata alle donne che
si svolgeva ad Atene, e connessa con le tradizioni matrimoniali.

Negli scritti di Teocrito si trovano tracce di quello che fu il ruolo di Demetra nei culti
arcaici:

"Per i Greci Demetra era ancora la dea dei papaveri"

"Nelle mani reggeva fasci di grano e papaveri".3

Una statuetta d'argilla trovata a Gazi sull'isola di Creta4, rappresenta la dea del
papavero adorata nella cultura Minoica mentre porta i baccelli della pianta, fonte di
nutrimento e di oblio, incastonati in un diadema. Appare dunque probabile che la
grande dea madre, dalla quale derivano i nomi di Rea e Demetra, abbia portato con s
da Creta nei Misteri Eleusini insieme al suo culto anche l'uso del papavero, ed certo
che nell'ambito dei riti celebrati a Creta, si facesse uso di oppio preparato con questo
fiore.

Quando a Demetra fu attribuita una genealogia per inserirla nel Pantheon classico
greco, divent figlia di Crono e Rea, sorella maggiore di Zeus. Le sue sacerdotesse
erano chiamate Melisse().

3
Teocrito, Idilli vii.157
4
Kerenyi K.,,Eleusis: Archetypal Image of Mother and Daughter
(trad. ital.Eleusi: la rappresentazione archetipa di madre e figlia), 1967 (fig. 15).
I Misteri Eleusini

Per quanto concerne l origine dei misteri, noto che sin dai tempi che sono stati
istituiti come festa panellenica in onore di Demetra e Persefone, essi venivano
festeggiati due volte all anno, cio durante il mese attico Antesterione (gr.
tra Febbraio e Marzo), dove gli ateniesi celebravano i Piccoli
Misteri (gr. ), mentre nel mese attico Boedromione (gr.
seconda met di Agosto e verso i primi di Settembre) venivano
celebrati i Grandi Misteri (gr. ). I riti primaverili celebrati
durante i Piccoli Misteri comprendevano una serie di purificazioni. Essi venivano
festeggiati nella localit Agres (vicino all attuale chiesa bizantina di Aghia Fotin),
sulle rive del fiume Ilisso (gr. ), dove si trovava il santuario di Demetra.

I Piccoli Misteri venivano considerati come una specie di rito preparatorio per i
Grandi Misteri, i quali duravano nove giorni in onore di Demetra che vagava per
nove giorni, affinch lei riuscisse a trovare sua figlia Persefone.

Nei Grandi Misteri ogni giorno comprendeva diverse cerimonie, sacrifici e riti
purificatori.Il giorno di festeggiamento pi illustre era il diciannovesimo giorno, nella
quale si compieva il rientro ad Eleusina. Il sacerdote che illustrava i segni e i misteri
agli iniziati (gr. ) portava con se in un cesto le cose sacre della dea e stava
alla prima fila della processione, vicino alla statua di dio Iachos (gr. , uno dei
nomi di Dioniso). Il sacerdote recitava delle preghiere e all alba e insieme a tutti gli
iniziati formavano una processione, la quale percorreva la Via Sacra (gr.
una strada lunga di 22km che inizia da Kerameikos, cio dal borgo antico di Atene e
arriva fino al santuario di Demetra ad Eleusi).

La processione raggiungeva il santuario dopo il crepuscolo. Gli iniziati e i sacerdoti


alloggiavano ad Eleusina e il giorno successivo compivano il grande rito in onore di
Demetra e delle altre divinit di Eleusina. Nelle ultime due notti, cio la notte del 21 e
del 22 del Boedromione si celebrava nel Telesterion (gr. ), vale a dire nel
tempio, onde si celebravano i riti e i misteri in onore di Demetra.

Durante i misteri eleusini si facevano delle rappresentazioni, chiamate dagli autori


greci antichi (it. le rappresentazioni). Tali rappresentazioni
comprendevano dei riti, dove si eseguivano dei canti e delle danze di carattere sacrale
(queste rappresentazioni sono illustrate anche sui rilievi in marmo di et classica
trovati nel sito dagli archeologi verso la fine dell Ottocento).
Immagine 2. Rilievo in marmo attico raffigurante Demetra, Triptolemos e Persefone

(Museo Archeologico di Eleusina Eleusina - Atene)

Non sappiamo quello che facevano gli iniziati all interno del Telesterion.

Comunque, era vietato ad un iniziato parlare dei misteri eleusini agli altri. Durante i
misteri venivano pronunciate delle frasi segrete, dette legmena(gr. ) e
infine i sacerdoti mostravano agli iniziati gli oggetti e i simboli sacri di Demetra, detti
ta deiknmena(gr. ), lett. le cose mostrate.

Gli scrittori greci antichi ci informano che gli iniziati erano obbligati a partecipare alle
cerimonie dei Grandi Misteri di nuovo, un anno dopo aver partecipato al rito di
iniziazione, affinch essi potessero diventare dei supervisori (gr. ).

Il supervisore era considerato il grado pi alto nel rito dell iniziazione.


Il Culto di Artemide e della Vergine Maria

LEncyclopdia of Religion and Ethics cita il biblista W. M. Ramsay secondo il quale


nel V sec. lonore tributato alla Vergine Maria a Efeso era una forma [rinnovata] del
vecchio culto pagano anatolico della Vergine Madre. Un dizionario teologico (The
New International Dictionary of New Testament Theology) afferma: I concetti
cattolici della madre di Dio e della regina del cielo, pur essendo posteriori al
[Nuovo Testamento], hanno radici storico-religiose molto pi antiche in Oriente. . . .
Nella successiva venerazione di Maria ci sono molte tracce del culto pagano della
madre divina.

Queste tracce sono troppo frequenti e troppo precise per essere frutto di una
coincidenza. La somiglianza fra le statue della Vergine Maria con il bambino e le
statue di dee pagane come Iside non pu non balzare agli occhi. Le centinaia di statue
e icone della Madonna Nera presenti in chiese cattoliche di tutto il mondo non
possono non far ricordare la statua di Artemide. Unenciclopedia cattolica (Tho
Nouvelle encyclopdie catholique) dice a proposito di queste madonne nere:
Sembra che siano state un mezzo per trasferire a Maria ci che rimaneva della
devozione popolare a Diana [Artemide] . . . o a Cibele. Anche le processioni in
onore della Vergine Maria il giorno dellAssunzione trovano il loro prototipo nelle
processioni in onore di Cibele e di Artemide.

Gli stessi titoli dati a Maria ci ricordano le dee-madri pagane. Ishtar era acclamata
come Santa Vergine, signora e madre misericordiosa che ascolta le preghiere.
Iside e Astarte erano chiamate regina del cielo. Cibele fu definita madre di tutti i
beati. Tutti questi titoli, con piccole varianti, sono applicati a Maria.

Il Concilio Vaticano II incoraggi il culto della beata Vergine. Papa Giovanni


Paolo II ben noto per la sua fervente devozione a Maria. Durante i suoi lunghi
viaggi non perde mai unoccasione per visitare santuari mariani, incluso quello della
Madonna Nera di Czstochowa, in Polonia. Egli ha affidato il mondo intero a Maria.
Non sorprende, quindi, che alla voce dea-madre la New Encyclopdia Britannica
scriva: Il termine stato applicato anche a figure cos diverse come le cosiddette
Veneri dellet della pietra e la Vergine Maria.

Ma la venerazione cattolica di Maria non il solo modo in cui il culto della dea-
madre sopravvissuto sino ad oggi. Fatto curioso, sostenitrici del movimento
femminista hanno pubblicato svariati libri sul culto delle dee-madri. Esse credono che
le donne siano state gravemente oppresse in questo mondo dominato dallaggressivit
maschilista, e che ladorazione di una divinit femminile rifletta le aspirazioni
dellumanit a un mondo meno aggressivo. Evidentemente credono anche che oggi il
mondo sarebbe migliore e pi pacifico se fosse pi sensibile alle tematiche
femministe.

Tuttavia, ladorazione della dea-madre non port la pace nel mondo antico, e non
porter la pace nemmeno oggi. Inoltre, oggi sempre pi persone, s, milioni di persone
che si uniscono ai testimoni di Geova, sono convinte che questa terra non sar salvata
da Maria, per quanto rispettino e amino Maria quale donna fedele del I secolo che
ebbe il meraviglioso privilegio di partorire e allevare Ges. N i testimoni di Geova
credono che il Movimento per la liberazione della donna, per quanto giustificate
possano essere alcune delle sue rivendicazioni, sia in grado di portare pace nel
mondo. Perch questo avvenga essi confidano nellIddio che Paolo proclam agli
ateniesi e agli efesini, lIddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso.
(Atti 17:24; 19:11, 17, 20) Questo Dio Onnipotente, il cui nome Geova, ha
promesso un glorioso nuovo mondo in cui dimorer la giustizia, e possiamo riporre
piena fiducia in questa sua promessa. 2 Pietro 3:13.

Il culto della dea-madre ancora vivo?

Il culto della dea-madre era ancora praticato ai giorni dei primi cristiani. Lapostolo
Paolo dovette fare i conti con esso a Efeso, in Asia Minore. Anche l come ad Atene,
altra citt dedicata al culto di una dea, egli aveva reso testimonianza allIddio che ha
fatto il mondo, il Creatore vivente, che non simile alloro o allargento o alla
pietra, simile a qualcosa di scolpito dallarte e dallingegno delluomo. Questo era
troppo per gli efesini, che nella maggioranza adoravano la dea-madre Artemide.
Quelli che si guadagnavano da vivere producendo tempietti dargento della dea
fomentarono una sommossa. Per circa due ore la folla grid: Grande lArtemide
degli efesini! Atti 17:24, 29; 19:26, 34.

LArtemide di Efeso

Anche i greci adoravano unArtemide, ma lArtemide adorata ad Efeso si pu


identificare solo vagamente con essa. LArtemide greca era la dea, vergine, della
caccia e del parto. LArtemide di Efeso era una dea della fertilit. Il suo enorme
tempio a Efeso era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. La sua
statua, che si credeva fosse caduta dal cielo, la rappresentava come una
personificazione della fertilit, con il petto coperto da file di mammelle ovoidali. La
particolare forma delle mammelle ha suggerito varie interpretazioni: secondo alcuni
esse rappresenterebbero ghirlande di uova, o anche testicoli di toro. Qualunque sia la
spiegazione, il riferimento alla fertilit chiaro.

interessante notare che, secondo la New Encyclopdia Britannica, la statua


originale di questa dea era fatta di oro, ebano, argento e pietra nera. Una famosa
statua che risale al II secolo E.V. raffigura lArtemide di Efeso con la faccia, le mani e
i piedi neri.

Limmagine di Artemide veniva portata in processione per le strade. Il biblista


R. B. Rackham scrive: Dentro il tempio [di Artemide] si conservavano . . . le sue
immagini, i suoi reliquiari e gli utensili sacri, doro e dargento, che nelle grandi feste
venivano portati in citt e poi riportati indietro in una sontuosa processione. (The
Acts of the Apostles) Queste feste attiravano centinaia di migliaia di pellegrini da tutta
lAsia Minore. Questi compravano tempietti della dea e la acclamavano con
appellativi come grande, signora, regina, vergine, colei che ascolta e accetta le
preghiere. In un ambiente del genere, ci volle grande coraggio da parte di Paolo e dei
primi cristiani per esaltare lIddio che ha fatto il mondo anzich gli di e le dee fatti
doro o dargento o di pietra.
Atena e la Vergine Maria

possibile che il nome 'Athena' sia di origine Lidia5. Potrebbe trattarsi di una parola
composta, derivata in parte dal tirreno ati, che significa "madre", ed in parte dal nome
della dea hurrita Hannahannah che spesso abbreviato in Ana. Sembrerebbe fare la
sua comparsa in una singola iscrizione in lingua micenea nelle tavolette in scrittura
Lineare B: in un testo facente parte del gruppo delle "Tavolette della stanza del carro"
rinvenute a Cnosso, la pi antica testimonianza di scrittura lineare B, si trova "A-ta-
na-po-ti-ni-ja", "/Athana potniya/"6. Sebbene questa frase venga spesso tradotta come
"Padrona Atena", letteralmente significa "la potnia di At(h)ana", che probabilmente
vuol dire "La dama di Atene"7: non comunque possibile stabilire con certezza se vi
sia una connessione con la citt di Atene8. Si rinvenuta anche la forma "A-ta-no-dju-
wa-ja", "/Athana diwya/", la cui parte finale la scomposizione in sillabe in Lineare B
di quella che greco conosciuta come Diwia (in miceneo di-u-ja o di-wi-ja), ovvero
"divina"- Atena, attributo della dea della tessitura e delle arti.

Nel suo dialogo Cratilo, Platone fornisce un'etimologia del nome di Atena basata sul
punto di vista degli antichi Ateniesi9, sostenendo che derivi da "A-theo-noa" (A--
) o "E-theo-noa" (H--), che significa "la mente di Dio". Platone ed Erodoto
notarono anche che in Egitto, nella citt di Sais, si adorava una dea il cui nome in
egiziano era Neith10e la identificano con Atena.

5
G. Neumann (manca il nome dell'articolo) in "Kadmos" n.6 (1967)
6
Kn V 52 (testo 208 in Ventris e Chadwick).
7
Palaima, Thomas, 2004. "Appendix One: Linear B Sources." (Appendice 1: fonti della scrittura lineare
B) In Trzaskoma, Stephen, et al., eds., Anthology of Classical Myth: Primary Sources in Translation
(Antologia dei miti classici: fonti primarie per la traduzione) (Hackett), p.444.
8
Burkert Walter., 1985. Greek Religion (la Religione Greca) (Harvard).p. 44.
9
Platone, Cratilo, 407b.
Infatti la maggior parte di loro, studiando il poeta, sostengono che in Atena abbia voluto
personificare il nous e la dianoia, ovvero la mente ed il pensiero, e similmente sembra aver
ragionato colui che le assegn i nomi.; addirittura, appellandola con ancor maggiore solennit theou
nesis (mente del dio) dice che la theonoa, ovvero la mente divina.
10
I cittadini ritengono che la fondatrice della citt sia una dea: in lingua egiziana si chiama Neith e
dicono che la stessa che i greci chiamano Atena: sono grandi ammiratori degli Ateniesi e dicono di
essere in qualche modo simili a loro. Platone, Timeo 21 e Erodoto, Storie 2:170-175.
Il culto di Atena e il culto della Vergine Maria

Il culto di Atena strettamente connesso con la figura della cosiddetta Madre Terra,
una divinit che rappresenta la forza della Natura, l amore, la fecondit, la nascita e la
rinascita della Natura. Essa ha avuto diversi nomi in tutte le civilt antiche del mondo
ed il suo ruolo stato fondamentale per lo sviluppo della civilt umana.

Per lEuropa, la troviamo in Grecia con Gea e Athena, lItalia con Cibele, Bona Dea,
Minerva ed Uni, con lantica Dea Mater Matuta degli etruschi, Spagna e Malta con la
Dea Astarte, lIrlanda con la Dea Brigit, la Russia con la Dea Lada ( famosa
incarnazione di Lada Matersva, la dea uccello ).

Immagine 3. La chiesa bizantina di Panaghia Gorgoepikoos (fine del 12 sec. d.C), detta anche
Prima Cattedrale di Atene. Essa stata la prima cattedrale di Atene e gli ateniesi di epoca
medievale costruirono questa chiesa sul luogo, dove sorgeva il tempio della dea Eilitheia, la dea
del parto e della fecondit. In tal modo, essi sostituirono la figura di Atena con la figura della
Madonna, una figura cristiana che conserva le caratteristiche della dea Atena, protettrice di
Atene.
La Vergine Maria, dal punto di vista simbolico, la continuazione di due divinit
greche, cio di Artemide e di Atena, poich la Vergine Maria, madre del nostro
Signore Ges Cristo, una donna che in tutta la sua vita ha sostenuto Ges, il figlio di
Dio e gli ha dato tutta la sua saggezza, tutto il suo amore, affinch egli potesse
diffondere il messaggio di salvezza, il messaggio di amore e di solidariet in tutti gli
uomini.

Nella Magna Grecia e nella Grecia stessa, l avvento della religione cristiana fece s
che il culto di Atena entrasse a far parte, insieme ai culti di Demetra, Afrodite e Iside
di quella compagine sincretica che fece affluire i culti delle principali divinit
femminili, in quello della Madonna. In Sicilia, ad esempio, ad Agrigento, la chiesa di
Santa Maria dei Greci e a Siracusa, la chiesa di Santa Maria delle Colonne, furono
costruite sui luoghi, onde sorgevano in epoca antica templi dedicati ad Atena.

In Grecia, la Madonna considerata la patrona della Grecia e viene festeggiata in


modo solenne in tutto il paese il 15 Agosto.

Immagine 5. Atena Promachos


Immagine 4. La Madonna Gorgoepikoos .
' . : ,
1924, 36, :

( ) .
. .

.
. , , . ,
.
, , .
, , . '
. , ,
, , ' , ,
.
.
,
. ,
.

.