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tuttoLIBRI sulle tracce


dei cosacchi
fra Tiffany
e Patti Smith
il filosofo
pensa il futuro
iPad Edition Con le recensioni e le classifiche dei bestseller

tuttoLIBRI
Ai lettori:
Sabato 7 maggio numero speciale
di tuttoLIBRI per il Salone di Torino.
Richiedetelo alla vostra edicola.

NUMERO
ANNO XXXV
1763
SABATO 30 APRILE 2011

Il Risorgimento di Chiappori Torna l’Unità d’Italia a fumetti


nata da un’idea di Oreste del Buono, disegnata 30 anni fa dal padre
di Up il sovversivo: allegra sintesi di satira politica e ricerca storica
PAMUK
GIORGIO
Il bottegaio
I padri della patria
BOATTI

A dare il via alla storia,


di Istanbul anzi alle Storie d’Italia di Alfredo
Chiappori, con le vicende dell'uni-
Il romanzo con ficazione italiana narrate attra-
cui esordì il Nobel verso le strepitose tavole dei suoi

visti a testa in giù


fumetti - ripubblicate dopo
GORLIER P. IV
trent’anni da Blackvelvet del
gruppo editoriale Giunti - è stata
la bacchetta da rabdomante di
Oreste del Buono.
Si era verso la metà degli An-
ni Settanta e Chiappori, allora
appena trentenne ma già cono-
sciutissimo creatore di personag- na: i personaggi, le scene, le tavo-
gi come Up, il sovversivo che le che avrei realizzato a china e ad
guarda il mondo a testa in giù, acquerello su cartone Scholler
incontra Odb alla Feltrinelli. formato largo».
LEGA E CHIESA Del Buono aveva appena preso Adesso quei cartoni sono
il timone di Linus ma continua- conservati al Centro Studi della
Il campanile va quelle sue indimenticabili
navigazioni editoriali che, acco-
Comunicazione dell'Università di
Parma: rendono l'idea dell'im-
unico dio stando il rigore alla curiosità ver- mensa mole di lavoro da cui na-
so il nuovo, guidavano talenti sco- scono, ma non restituiscono di
La religione nosciuti e autori già affermati certo il sottofondo sonoro che
a misura di borgo verso sfide impreviste. A Chiap- l'accompagnava. «Mentre scrive-
pori OdB pone una domanda ful- vo e mentre disegnavo - racconta
GARELLI P. VI
minante: «Non ti sei stufato di Chiappori - ascoltavo le canzoni
raccontare la politica italiana popolari riproposte dal gruppo di
giorno per giorno?». Cantacronache e poi dal Nuovo
Canzoniere Italiano. A dare voce
Fondamentali l’apporto e canto a quelle masse che irrom-
pevano nelle mie tavole mi aiuta-
ai testi di Candeloro, vano i suggerimenti di Giovanna
Della Peruta, Grimaldi Marini e di Michele Straniero e
soprattutto di quel profondo co-
e il lavoro editoriale noscitore delle tradizioni popola-
di Brega e Porta ri e vocali italiane che era Rober-
MODELLI to Leydi. E sua moglie Sandra
Nello studio luminoso della Mantovani...».
Il Padre sua casa di Lecco - a pochi passi
dal severo monumento con cui
e l’Eros l'abate Stoppani, con alle spalle
«Per dare voce e canto
il Resegone, butta uno sguardo alle masse ascoltavo
Tra psicoanalisi accigliato attorno, al Bel Paese il Cantacronache,
e vie filosofiche che forse non è più tale - Chiap-
seguivo Roberto Leydi,
pori si ripete quella domanda, ri-
DEFILIPPI-ROMANO P. VIII-IX
evocando il dialogo di tanti anni la Marini e Straniero»
fa. Da appassionato velista non
si lasciò sfuggire l'intimazione Felpate manovre diplomati-
dell'elbano OdB a gonfiare le ve- che e furenti polemiche politiche,
le, a svincolarsi dall'immediatez- operazioni militari e citazioni da
za dell'attualità. Quella che la discorsi parlamentari, articoli,
sua satira appuntita proponeva popolari. Sono le masse proleta- In queste Storie d’Italia più zitte: «Vullemu Galibardu manifesti affissi sulle strade: nien-
ai lettori di Linus e a quelli di Pa- rie che secondo Gramsci avreb- 1848-1896 (in libreria dall’11 mag- senza leva / e S'Iddu fa la leva / te nelle Storie d’Italia di Chiappo-
norama («Il Bel Paese», la rubri- bero dovuto impedire che nell' gio, pp. 486, € 35) le masse le canciamo la bannera» cantano i ri è inventato, inesatto, impreci-
ca voluta dall'allora direttore del unificazione si saldasse il fronte prendono ma, qualche volta, le contadini siciliani. Le matasse co- so. Tutto ha avuto riscontro. L'ar-
settimanale Lamberto Sechi, vi- tra borghesia del Nord e latifon- danno anche di santa ragione. So- spirative di Mazzini si fanno trop- tista, da sempre appassionato di
DIARIO DI LETTURA vrà per due decenni, altrettanto disti del Sud. La perversa allean- prattutto non stanno po complicate? Ecco il commen- storia e gran cultore di quell'im-
«Tali & quali» che la seguirà sul za che per gli to dei romani: «Mazzini se butta menso crogiolo che è la memoria
Il flâneur Corriere della Sera).
Prende così inizio una sfida -
storici marxi-
sti aveva az-
avanti / pe' nun cascà indietro!».
«Sì - spiega Chiappori - è tut-
di questo Paese, prima di raccon-
tare ha verificato l'esattezza di
Camerana raccontare il farsi dell'Italia uni- zoppato sul na- to un popolo che entra in sce- ogni dettaglio.
ta - che sotto l'egida delle edizioni scere il nuovo Sta- na, con le sue voci, i suoi «Nelle storie di ognuno, anche
Tra Agnelli Feltrinelli si protrarrà per anni, to nazionale. canti, le sue battute. La- di famiglia, portiamo i riferimenti
e Saint-Simon si articolerà in diversi volumi, voravo a stendere sui alla Storia con la maiuscola. Sono
coinvolgerà in modo diretto stori- fogli ancora bianchi nato nel ’43 e avevo sei mesi quan-
QUARANTA P. XI
ci e saggisti, da Franco Della Pe- i testi su cui poi, a do mio padre è morto, cercando
ruta a Giorgio Candeloro, da poco a poco, sarebbe di attraversare la Linea Gotica.
Ugoberto Alfassio Grimaldi a sorta l'architettura di ogni pagi- Era nato all'isola Capraia per-
Giordano Bruno Guerri. ché mio nonno era direttore
TUTTOLIBRI Per il padre di Up, per la mati- di quello stabilimento penale e
ta magistrale di una satira che ognuno dei suoi sette figli, a cau-
A cura di: non fa sconti e confluisce in libri sa dei trasferimenti imposti dall'
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
di successo come Vado l'arresto e amministrazione carceraria, è na-
torno (Feltrinelli, 1973) e Padroni to in altrettanti celebri luoghi di
tuttolibri@lastampa.it e padrini (1974) si tratta di rac- pena. Quelli dove finivano i nomi
www.lastampa.it/tuttolibri/
contare un Risorgimento dove In alto una copertina delle «Storie» di resi noti dalla cronaca. O dalla
sfilano protagonisti e comprima- Chiappori (qui sopra), uscite negli Anni stessa politica.
LA STAMPA ri, si succedono battaglie e com- 70 da Feltrinelli e a destra l’immagine
plotti, si fronteggiano eserciti
con le baionette in canna e masse
di copertina per la nuova edizione
Blackvelvet, in libreria dall’11 maggio p Continua pag. VI
II Scrittori italiani
«RACCONTARE LA GUERRA» (E LA PACE) AI RAGAZZI prodotto o abbia contribuito a produrre un moltiplicarsi di privo di scrupoli umani. La rassegna di Fochesato offre
Dal Risorgimento alla Shoah guerre secondarie». Ma il recente passato è ancora vivo e
condizionante e la letteratura per bambini e ragazzi se ne è
un'ampia possibilità di scelta (per ogni romanzo c'è la sintesi
del contenuto e un giudizio sulla sua validità) per indicare le
= «Che cosa sanno i nostri bambini e ragazzi sulla occupata offrendo ai giovani lettori romanzi di alto livello letture più importanti; a cominciare da Flon Flon e Musetta
guerra? Che concezione ne hanno? Che fantasmi si sono narrativo. Fochesato esamina volumi che hanno (ed. AER) per la prima infanzia fino alle letture indicate per la
formati dentro di loro? Come giustificano la quotidiana accompagnato gli avvenimenti del Risorgimento, delle scuola media, come La grande avventura ( Piemme), Un
messa in scena della violenza bellica?…». Queste domande imprese africane, della prima guerra mondiale e del sacchetto di biglie (Rizzoli), L'asinello d'argento (Rizzoli). Se
hanno determinato Walter Fochesato a comporre un fascismo. Libri introvabili ma che testimoniano l'importanza questi sono romanzi fra i più significativi ambientati
quadro esauriente e suggestivo, Raccontare la guerra - del rapporto fra eventi bellici e racconti che li possono nell'ultima guerra mondiale (ce ne sono molti altri), non
Libri per bambini e ragazzi ora aggiornato per Interlinea rendere interessanti al di là delle pagine dei testi scolastici. mancano preziose indicazioni sui campi di sterminio e la
(pp. 244, € 20). Per fortuna i ragazzi di oggi (e i loro Quante generazioni di ragazzini si sono identificati nella Resistenza italiana. Un volume indispensabile, dal quale
genitori) non sono coinvolti direttamente in guerre sul Piccola vedetta lombarda (anch’esso, non a caso, ora insegnanti e genitori possono trarre preziose indicazioni per
nostro territorio (l'Afghanistan è lontano): «si potrebbe riproposto da Interlinea)? Eppure si tratta di una vicenda che aiutare i ragazzi a conoscere l'insostituibile valore della pace.
pensare che l'inattualità di una terza guerra mondiale abbia esalta la morte di un dodicenne per colpa di un ufficiale Roberto Denti

Pirandello Il rifondatore della letteratura italiana,


PAROLE IN CORSO
GIAN LUIGI BECCARIA
che sino a inizio ’900 si era affidata al dato naturalistico
ANGELO dità che ci sostiene? Non contia-

Addio, addio
GUGLIELMI

Racconti a sera a teatro


raccoglie una serie di novelle
che perlopiù sono tracce narra-
Solo al buio moci, ci dice Pirandello, non la tro-
veremo mai. Più che occuparci di
quel che c'è e che di fatto non c'è
(così provvisorio com'è) provia-

alla dolce vita tive che poi (o di lì a poco) Piran-


dello avrebbe utilizzato per co-
struire le sue famose commedie si diventa
mo a occuparci di quel che non
c'è. Che sia Dio come per molti,
l'aldilà o i tanti altri fantasmi che
(Da Sei personaggi in cerca d'au- popolano più o meno arbitraria-
Il Novecento che non si pronuncia più: tore, a Liolà, a L'uomo dal fiore in mente la mente degli uomini.

da vitelloni a capelloni
bocca, a Il Berretto a Sonagli e an-
cora) Ma come! Non hanno una
propria autonomia, servono sol- personaggi Pirandello per parte sua, che è
un laico, i suoi fantasmi li costrui-
sce con la terra e in più non gli

F
orse soltanto Via col ven- Dolce vita vedo ora che è una tanto a altro? No, vivono di per vengono nemmeno come vorreb-
to può contendere a La delle voci raccolte nel volume di sé, qualche volta anzi hanno mi- be anzi, e non si sa come, nascono
dolce vita il primato di Raffaella De Santis, Le parole di- glior sorte (e fascino) dei corri- bitorzoluti e imperfetti tanto da
film più visto, più osannato, più sabitate. Il Novecento, edito da spettivi teatrali giacché, come indurlo a compatirli e loro si ar-
detestato e più recensito della Aragno (pp. 302, € 15): parole co- scrive nell'utile prefazione Davi- rabbiano «non possono soffrire la
storia del cinema» scrive Fabio me (tanto per citarne qualcuna) le- co Bonino, «sono spoglie, nella descrizione minuta che io faccio
Rossi nella Premessa al suo Uno gate al costume e alle mode (bril- loro immediatezza evocativa, di di certi loro difettucci fisici e mo-
sguardo sul caos. Analisi lin- lantina, capelloni, carosello, flip- quel troppo di asseverativo e di- rali. Vorrebbero essere belli, i
guistica della Dolce vita con la per o juke-box, hippy, night) o al- mostrativo, che talvolta inficia il miei signori personaggi, e moral-
trascrizione integrale dei dia- la vita politica (collettivo, conte- dettato teatrale pirandelliano». mente inammendabili. Miseri sì,
loghi (Le Lettere, Firenze 2010). stazione, controcultura, daze- Non si può non consentire a que- ma belli». Si ingaggia un vero e
Dal film nacquero due diffusi ne- bao, riflusso, volantinaggio), Pa- sta precisazione del prefatore. proprio duello tra Pirandello e i
ologismi paparazzo e dolce vi- role abbandonate, come intitolò Rimane da capire il perché di suoi personaggi-fantasma, lui li
ta, espressione quest'ultima com- Malerba quel suo catalogo uscito guarda con disponibilità di cuore
parsa in italiano già molto pri- nel 1977 di voci relative al defunto «Racconti per ma anche con divertita ironia («è
ma che Fellini e il suo sceneggia- mondo contadino parmense, ora mai possibile il compatimento di
tore, Ennio Flaiano, la rilancias- riproposto dalle edizioni M.U.P. una sera a teatro»: certe sventure, se non a patto che
sero nel senso di felicità indolen- Defunto anche il mito della dol- il mondo capovolto se ne rida?») loro lo accusano di
te, di dolcezza e abbandono ras- ce vita di Via Veneto, mito che pre- essere uno scrittore beffardo e
sicurante, accezione in parte del sto si chiude. Nel 1998, mentre si nelle novelle, tracce crudele. Ma che vogliono! non gli
francese «douceur de vivre»: stava chiudendo il Novecento, si delle future commedie basta di essere più veri dei loro si-
quella «particolare maestria chiudono pure alcuni dei caffè alla mili in cane e ossa? No, vogliono fi-
nell'arte di godersi l'esistenza» moda per spaccio di polvere bian- questo «troppo di asseverativo gurare anche eroici e coraggiosi…
annotava D'Amico, connessa ca. Scompare insieme ai vitelloni e dimostrativo» presente e rico- Luigi Pirandello con l’attrice Marta Abba Ma pensino a Don Abbondio che
con il clima degli euforici e gode- (altra parola «disabitata») anche noscibile pur in alcune delle no- «è un pretucolo di villaggio, un'
recci Anni Sessanta del boom la cerchia di scrittori e artisti che velle di questa raccolta. mo; gli occhi del corpo devono far animella spaventata, e sissignori!
economico, in una Roma che ave- tiravano tardi la sera in via Vene- E' che Pirandello all'inizio posto agli occhi della mente. La re- che bella fortuna ha avuto quello
va ancora il torpore della provin- to. Paolo Mauri, prefatore del li- del secolo (del ventesimo secolo altà del quotidiano (quella in cui là! Vive eterno!».
cia, viveva di un erotismo casa- bro della De Santis, non manca di - quello che abbiamo appena alle ogni mattina ci imbattiamo) è solo Ecco, Pirandello capovolge il
lingo, secondo quell'idea che pro- riraccontarci la storia gustosa di spalle) si trova a rifondare da ca- apparenza, sprovvista di consi- mondo e così lo fa stare ancora in
prio Fellini aveva della capitale, quel lessicografo addetto alla can- po la letteratura italiana che se stente concretezza in quanto piedi. Con lui muore definitiva-
«un grande appartamento nel cellazione delle parole, che elimi- fino allora si era affidata al dato esposta alle continue trasforma- mente il naturalismo ottocente-
quale puoi passeggiare in pigia- nava (rimando al racconto di Ge- naturalistico, e questo aveva in zioni dovute all'alternarsi per lo sco tra sentimentalismo e ritratti-
ma, ciabattando». orges Perec, Vita istruzioni per vario modo imitato, ora per i più gratuito di fortune e sventure stica. Muore l'arte come riprodu-
Da un punto di vista della l'uso) le parole vecchie del diziona- tanti motivi che si è tante volte in cui si consuma la vita. «Che con- zione, nasce l'arte come proposta.
fortuna linguistica, va notato rio per far posto alle nuove. Fece detto (industrialismo, inizio ci- tano i fatti? Per enormi che siano, Come scoperta di un mondo na-
che nel nuovo significato fellinia- per cinquantatré anni di scrupolo- viltà di massa, sviluppo dilagan- sempre fatti sono. La terra è du- scosto perché là dove è solo buio,
no la parola penetra presto nelle so servizio l'«ammazzaparole». te dell'informazione) non sa più p Luigi Pirandello ra, e la vita è di terra... Un catacli- dopo Freud e Marx, sappiamo
principali lingue europee (dolce Una fatica inutile, direi: cacciate che cosa è la realtà lasciando p RACCONTI PER sma, una catastrofe, guerre, terre- che è la realtà, l'imprendibile vin-
vita compare come italianismo dalla porta rientrano sempre dal- smarrito e senza uscite il povero UNA SERA A TEATRO moti la scacciano da un punto, vi ce sul tangibile, e insieme l'auspi-
p Sellerio, pp. 410, € 14
in 16 lingue, paparazzo in 23). la finestra. Semplicemente, sono scrittore. p Antologia di celebri novelle a cura
ritorna poco dopo uguale, come co (Pirandello ci rassicura sullo
In italiano ha anche dato il no- uscite, questo sì, dal linguaggio Pirandello avverte la difficol- di Guido Davico Bonino, da «Pen- se nulla fosse stato». Ma se non sforzo) che l'imprendibile riesca a
me, nella versione univerbata la corrente, ma continuano a vivere, tà e per uscirne rivolta il tavolo. saci, Giacomino!» a «L’amica delle contano i fatti e gli individui che li farsi crescere le mani conquistan-
dolcevita, a quella maglia a col- seppure come «in una bara», nei La realtà non è quella che vedia- mogli» e «Tutto per bene» compiono dove troviamo la no- do la certezza della sua pur impro-
lo alto, chiuso e rovesciabile. dizionari. mo ma quella che immaginia- stra possibile concretezza, la soli- nunciabile concretezza.

RENATO tzgerald, David Foster Wallace.


BARILLI Pincio «Hotel a zero stelle»: l’arte Il nostro parassita umano li evo-
Riesce alquanto diffi- ca, ne ricostruisce le mosse, cer-
cile stabilire a quale genere si di prendere le distanze dalla vita ca un’immedesimazione pun-
debba ascrivere quest’ultimo tuale, quasi proponendosi di in-
prodotto di Tommaso Pincio,
dopo le prove narrative degli
anni scorsi salutate da un suc-
cesso crescente: «contributo
Con Foster Wallace dossarne le maschere funebri.
Forse nel condurre questa
sfilata Pincio è stato preso da
bulimia, ha messo troppi ospiti
alla critica di me stesso», cau-
to accesso ai segreti di fabbri-
ca? Certo è che il tutto si apre
con una dichiarazione del-
e Kerouac anche in conto, non tutti pertinenti a
quel suo metro di in-apparte-
nenza, di esilio da ogni senti-
mento. Come dire che alcuni di

un caffè è un lusso
p Tommaso Pincio
l’umore psicologico di base cui p HOTEL A ZERO STELLE questi incontri stonano, succe-
il nostro autore si attiene, un p Laterza, pp. 228, € 12 de in particolare quando dalla
senso di in-appartenenza, pro- Tommaso Pincio serie di scrittori anglosassoni si
prio di un essere umano sradi- passa ai neo-latini, forse funzio-
cato da qualsiasi legame coi gna mirare in basso, il che corri- quadro di totale anestesia, per sul tipo di quelli che Dante può Questa rinuncia all’affermazio- na il ritratto di Simenon, ma
luoghi e con gli affetti. Il che gli sponde in pieno a un hotel che il giorni o mesi, secondo l’avventu- avere con Virgilio e Stazio. Ma ne di sé diviene un esercizio me- molto meno quelli di Landolfi e
fa dichiarare una preferenza narrante dice di aver scoperto ra che Pincio ha affidato al suo lungo il viaggio dantesco risuo- todico, del resto fin dall’inizio di Pasolini, e peggio ancora
per le camere d’albergo, tanto in un quartiere dimesso di Tel non-eroe protagonista dello Spa- nano le note delle più vive emo- della sua avventura il Nostro ha quando Pincio passa a coltivare
meglio se queste sono anoni- Aviv, del resto a pochi passi da zio sfinito, uscito poco tempo fa. zioni, qui invece si hanno solo voluto identificarsi con Thomas una serie di artisti.
me, squallide, quasi inabitabi- un bar «concettuale» che si com- Le stanze squallide dell’hotel contatti con figure che hanno Pynchon. E ora fa le medesime Insomma, troppa carne al
li. Insomma, l’hotel preferito piace di servire tazzine di caffè a zero stelle gli consentono di in- preceduto Pincio sulla medesi- prove con una sfilata di campio- fuoco, che è anche come dire
da questo scorbutico turista prive di contenuto, proprio per contrare tanti spiriti affini al ma via della rinuncia, della pre- ni che si sono comportati come che malgrado l’intento di par-
dovrà essere «a zero stelle», scoraggiare ogni attrazione sen- suo, anzi, diciamolo, il salire i va- sa di distanza dalla vita, forse lui, i loro ritratti sono appesi fuo- tenza l’autore esce dallo stato di
come è dichiarato nel titolo da- suale. E’ uno stato di rinuncia ri pianerottoli di questa residen- perché l’hanno sentita troppo ri dalle stanze di quella tetra gal- inerzia spaziale e sentimentale,
to a questa prova sfuggente. molto simile a quanto attende za sospesa tra il reale e l’irreale impellente ed esigente, fino a ri- leria, e incontriamo così cade in un campo di attrazione,
Altro che puntare a requisi- gli astronauti, pronti a rimaner- diviene come una Divina Com- nunciarvi per interrompere un Graham Greene, Jack Kerouac, si vede costretto a dare reazioni
ti di comfort o di lusso, biso- sene sospesi nel cosmo, in un media sui generis, con incontri coinvolgimento parossistico. George Orwell, Francis Scott Fi- di qualche spessore emotivo.
Tuttolibri
SABATO 30 APRILE 2011
LA STAMPA III

GIOVANNI
TESIO

Se fosse vero che gli DIALOGHI IN VERSI


scrittori scrivono sempre lo MAURIZIO CUCCHI
stesso libro, sarebbe vero per
Ferruccio Parazzoli che quello
stesso libro ruoti intorno al di-
lemma perenne dell'insidiosa e
irredimibile lotta «tra Dio e
l'Avversario». Un Dio che sfug-
Le nuove voci
ge a una pacificata unità (o uni-
cità) di concezione, e che al con-
trario si presta a più diramate
tra neve e gioia
configurazioni, di certo a più in-
quieti sprofondi, come accade
anche nell'ultimo e forse di tut-
Le prove di Anna Maria Carpi
ti il più impegnativo romanzo, e Italo Testa per «Transeuropa»
Il mondo è rappresentazione.
Se è dunque Dio il cuore del editore Transeuropa ha inediti in cui si fa apprezzare la leg-
rovello, Parazzoli non fa diver-
samente da ciò che a ogni buon
romanziere tocca fare: vale a
L’ inaugurato da qualche
tempo una collana, «Nuo-
va poetica», guidata da un comita-
gerezza disinvolta della mano
(«Melassa, tesoro, che mi appiccica
/Bozzolo impotente /L'incubo più
dire trasformare i suoi assilli in to di lettura coordinato da Alberto profondo / nel sogno più intenso /E
personaggi, dare consistenza Scena dal «Settimo sigillo» di Bergman con Max von Sydow e Bengt Ekerot Casadei, e con lui composto da An- viceversa /Banale»). Mostra una
di vita immaginaria alla rap- drea Afribo, Guido Mazzoni, Lau- forte (eccessiva?) tendenza alla bat-
presentazione di ciò da cui più ra Pugno e Gianluigi Simonetti. Re- tuta: «Una canzone eseguita alla
fortemente è scosso. A conta- Parazzoli Un teatrante di genio in Euroland cente uscita è una raccolta di versi perfezione. /Uno slogan terribilmen-
re, come sempre, è il modo, il scritti nell'arco di un ventennio, dal te efficace /Il più abile marketing /Il
come si disponga sulla scac- e la perenne lotta fra Dio e l’Avversario '90 al 2010, da Anna Maria Carpi. più vero dei pescivendoli». A volte
chiera (o si direbbe qui sulle ta- Si intitola L'asso nella neve (pp. sembra muoversi tra gioco e stra-
vole di un palcoscenico) il gio- 130, € 10) ed è dunque il libro di poe- zio, con un modello che potrebbe es-
co delle pedine e delle mosse, le
allusive trame di una vita prov-
visoria che «rappresenta» gli
intrecci non meno provvisori
dell'umana esistenza: creature
Sull’autocarro sia ad oggi riassuntivo della nota
germanista. Come scrive Fausto
Malcovati nella postfazione, i versi
della Carpi ci offrono un esempio di
confortante «chiarezza» espressi-
sere nella poesia di Vivian Lamar-
que: «Il giorno è fatto per i matti.
/Per chi vuol vedere /il suo sedere
/levare una preghiera / le sue mani
brutte invocare pietà /Gli occhi la

c’è il settimo sigillo


- in definitiva - non sai se di so- va, e si muovono sul terreno degli pace /la sua bocca storta /la veri-
gno o di visione. umori e del risentimento, nella quo-
E di fatto nel romanzo c'è tidianità, dell'insoddisfazione di
una dimensione visionaria, oni- chi vive dentro le cose con insoffe-
rica che si muove dentro una renza e disagio. Un clima turbato,
un'attenzione fervida al dettaglio,
«Il mondo è trasportandosi di luogo in luogo blematici, dentro un grande cal- più per attrito che per adesione do-
con un autocarro sgangherato derone narrativo in cui ribollono mina questi versi. La pronuncia è
rappresentazione»: che si chiama Leviatano e che questioni teologiche e filosofi- secca e pulita, scandita; l'andamen-
un intreccio di storie sembra evocare con i misteri che, eresie e parusie, ma soprat- to prosastico, molto lineare. Ecco
del caos la logica del destino lun- tutto le tante storie che s'annoda- uno dei suoi testi più recenti: «Una
visionarie, oniriche go le rotte di una landa desolata, no alla storia centrale. La storia madre io l'ho avuta, / viva ardente
tra passato e futuro frammista di razze e linguaggi, di fra Dolcino (qui Ronaldino), la / sempre via con la mente / inetta a
di passato e di futuro, che va da storia di Tempestaria, la storia vivere. / Sarà stata poi lei? Mai le Anna Maria Carpi
realtà indefinibile collocabile Autun a Trier, da Koblenz a Er- di Al-Husain ibn Mansur, la sto- ho dormito in grembo. / Era un uc-
tra un mondo postremo e una furt, da Göttingen a Gandershe- ria di Angelina e di Albino il fur- cello / che migrava / con le ali tar- Tra i poeti inediti,
sorta di Medioevo di ritorno, o im; per poi puntare verso il Sud fante, vero estratto di romanzo pate. // Così io non ho misericordia
di mondo attraversato da una e finire a Morimondo (nomen- di me stessa, / e non ho niente che chi si muove tra gioco
nuova, carnevalizzata o po- omen), il monastero da cui tutto Un grande calderone mi abbracci dentro». e strazio, alla Lamarque,
stmoderna barbarie: in mezzo ha anche inizio. p Ferruccio Parazzoli Nella stessa collana era ap-
a nomi arcaici come Brenda- Wulferio va da in cerca della p IL MONDO È narrativo in cui parso anche il nuovo libro di Italo chi deve meglio capire
no, Wulferio, Adalgerio, Horo- badessa Horoswita che gli deve RAPPRESENTAZIONE
p Mondadori, pp. 386, € 20
ribollono questioni Testa, La divisione della gioia il nesso parola-silenzio
swita e altri di più bislacca con- consegnare il prezioso mano- (pp. 80, € 9,50), nato nel 1972 e fi-
taminazione come Ossosacro, scritto dei drammi composti da teologiche e filosofiche, gura tra le più consapevoli, matu- tà». Cerchi più rigore nella versifi-
Ronaldino, Tempestaria, Dop- lei in latino. Un teatrante da eresie e parusie re e composte dei quarantenni e cazione e meno compiacimento nel-
pio Sombrero (con gli elicotte- «settimo sigillo», inseguito dall' dintorni. Amore e luoghi, concre- le trovate.
ri Apache, adattamento possi- ossessione di Dio e della sua picaresco, le storie della gineco- tissimi paesaggi del presente, e Anche Matteo Bianchi, ventitre-
bile da Apocalypse Now), tutto straripante e insaziata vocazio- loga Elisa Spontini, del monaco un vasto campionario di situazio- enne, ferrarese, dovrà capire che il
un universo di guerre e guerri- ne. Del cui seguito composito Fulberto, di Sacuntala, di Marta ni diverse caratterizzano questo rapporto tra parola e silenzio, e
glie, di bande e fazioni, di mili- fanno parte una donna-strega, e di Maria, del convertito Kafir. libro, dove peraltro, secondo una dunque la scelta dell'a capo e perciò
ziani e partigiani, di truppe go- un servitore devotissimo e - da Fino alla consapevolezza ter- linea in effetti molto diversa, se del verso, non è elemento marginale
vernative e movimenti separa- un certo punto in poi - un «extra- minale in cui Parazzoli - dietro non opposta rispetto a quella di o secondario. Legga con attenzione
tisti: un mondo che vive all'in- comunitario» negro che si chia- l'orma e l'ombra del portavoce Anna Maria Carpi, è evidente un la poesia d'oggi, e cerchi a sua volta
segna della strage e del sac- ma Artaldo e il novizio Brenda- Brendano - dà fondo alla sua co- vivo desiderio di sperimentazio- di non adagiarsi nell'immediatezza
cheggio, del meticciato e dell' no che gli si è messo sulle tracce scienza di «cattolico» inquieto, ne, anche metrica. Testa agisce comoda di soluzioni brillanti. Pos-
ibridazione, una terra di nessu- con l'incarico di una missione di Ferruccio Parazzoli l'illuminazione che sbanca l'enig- con letteraria raffinatezza, con siede una certa acutezza estrosa,
no dal nome di Euroland, in cui spionaggio cui di fatto decide di ma invincibile di questo roman- occhio attento alla tradizione e si- una tendenza epigrammatica, e a
non è impossibile riscontrare non ottemperare. zo pieno come un uovo. Se la rap- cura capacità di attuare movi- volte sceglie immagini prelevate
un'intenzione di ironia. Tocca al novizio raccogliere e con la foresta, le autocisterne presentazione del mondo, nel be- menti vari, dal racconto in versi dalla normale realtà quotidiana, di
Che cosa racconta la storia raccontare tutta la storia nella con i romitori, la chitarra elettri- ne e nel male, «è il solo modo che ad ampio respiro fino all'abbozzo cui si mostra discreto osservatore
di Parazzoli? In sintesi estre- circolarità di compimento che ca con il Liber Himnarius (da cui ha Dio di esistere fin dall'inizio conclusivo di un sonetto voluta- intelligente: «Un veliero di carta a
ma, la vita di Wulferio, un tea- l'avvolge. Qui tutto avviene all'in- attinge per la maggior parte la ti- del tempo», ecco conseguirne mente «sbadato». stento avanzava /sotto i piedi, alla
trante di genio che mette in segna della commistione: il pas- tolazione dei paragrafi): anacro- che il vero nemico di Dio «non è Veronica Costanza Ward, stazione /la tratta non si trovava».
scena sacre rappresentazioni sato con il futuro, la televisione nismi sistematici, e dunque em- Satana, ma il Nulla». trentasei anni, mi manda versi dialoghi@lastampa.it

SERGIO perché viola le tradizioni.


PENT Perissinotto «Semina il vento»: Ciò che segue, fino alle battute
Un tema coraggioso, finali dal carcere in cui Giacomo è
attuale, è al centro del nuovo ro- lui e lei, cultura e religione diverse rinchiuso già dall’incipit del ro-
manzo di Perissinotto. Un tema manzo, è un calvario di accuse, so-
che si presta facilmente a esse-
re preda di tutti i luoghi comuni
del caso, tra populismo d’accat-
to e battute da bar sport, fino al-
Impossibile spetti, tradimenti e veleni in cui la
coppia, anziché trovare forza, si
sfalda e si perde, nel disagio sem-
pre crescente del lettore, che si
le contaminazioni sociali in cui
si perdono d’incanto tutti i valo-
ri teorici e riaffiorano i malesse-
ri della diffidenza e dell’odio.
vivere con Shirin, trova messo di fronte a una valu-
tazione degli eventi, costretto a
porsi domande imbarazzanti, e
forse non riesce ad accettare - al-

la donna giusta
p Alessandro Perissinotto
E’ possibile un matrimonio p SEMINA IL VENTO meno a noi è successo - la deriva
felice e duraturo tra due espo- p Piemme, pp. 275, € 16,50 dolorosa con cui Perissinotto con-
nenti di cultura e religione di- Alessandro Perissinotto clude ferocemente la sua storia.
verse? E’ possibile non rimane- Scritto con passione e sicu-
re vittime della malignità, del tempi dello scià. La logica direb- possibile alla quale - diciamocelo do i disinvolti genitori della ragaz- to di un sogno a due. Tutto proce- rezza, il romanzo scava un solco
razzismo, della cattiveria ranco- be che l’autore ha forzato la mano apertamente - nessuno di noi è za, si rende conto di quanti luoghi de secondo le logiche di una sere- facile nel nostro disagio, nella
rosa di chi difende i suoi presun- estremizzando l’ispirazione per preparato. comuni sia infarcita la sua cono- na condivisione dei fatti, ma quan- sotterranea indifferenza con la
ti valori arroccandosi nella nic- mettere in risalto il suo teorema Giacomo conosce Shirin a Pa- scenza dell’Iran e dell’islam. do la perfezione si incrina, non è quale accogliamo le novità quan-
chia di tradizioni aleatorie? sull’incapacità di accettare chi è rigi, in un locale in cui lavora co- Shirin è la donna giusta, e non solo un fiocco di neve che cade, do non ci disturbano direttamen-
Con dissacrante negatività, diverso da noi: ma alla resa dei me cameriere per arrotondare lo esiste altro. Accettare il posto di ma una valanga che scivola a val- te, ed è un bell’esempio di narra-
Perissinotto ci mette di fronte conti non c’è nulla di banale, o di stipendio di collaboratore a con- maestro in una pluriclasse di le e trascina tutto con sé. Si co- tiva sociale raccontata con vee-
al caso estremo, al dramma che scontato, in questo thriller socia- tratto presso la Cité des Scien- montagna a Mulini, il borgo d’ori- mincia con una discussione scola- menza per raggiungere il suo
evolve in tragedia, nella bella le che scorre come un fiume in ces: lei è bella, giovane e disinibi- gine di Giacomo nella provincia stica sui valori religiosi e si conti- scopo. Che non è solo di denun-
storia d’amore tra il maestro di piena e si fa leggere con rabbia e ta, la passione sboccia per caso e vercellese, diventa una scelta con- nua con il sindaco leghista di un cia, ma si pone invece sul piano
montagna Giacomo Musso e la disappunto e infine riesce nel suo si fa amore, è logico stare insie- divisa da entrambi i coniugi: gli paese in cui la corale di amici che di una discussione necessaria,
sensuale Shirin, nata in Francia amaro intento di seminare dubbi, me, desiderarsi e sposarsi, men- amici, il cibo, la solidarietà, la comprende anche Shirin dovreb- senza particolarismi, adesso che
da ricchi iraniani emigrati già ai di metterci di fronte a una realtà tre lo stesso Giacomo, conoscen- quiete, sono il giusto coronamen- be esibirsi: lei non è ben accetta il mondo viene a cercarci.
IV Scrittori stranieri
STUART MACBRIDE, LINDA LA PLANTE E LEE CHILD veloci. Ma procediamo con ordine: in Sangue nero (trad. morte misteriosa di una giovane stella del cinema
Tris d’assi per un’estate gialla A. Spirito, pp. 424, € 14,90) Macbride usa, come al solito,
il machete al posto della penna impregnandolo però di un
ninfomane e dall’equilibrio piuttosto instabile, con alle
spalle un elenco quasi infinito di odi e di invidie. Caso, tra
= Stuart Macbride, Linda La Plante e Lee Child: un tris di gran umorismo macabro che ridona leggerezza a tutto il l’altro, non solo complicato, ma decisivo per quella
piccoli grandi assi calati assieme da Newton Compton, sangue che viene sparso. Tutto ruota intorno a uno strano promozione perennemente messa in forse dalla sua
Garzanti e Longanesi quasi ad aprire la guerra estiva del uomo, Richard Knox, pedofilo al contrario in quanto le sue attitudine ad agire da sola senza mai fare gioco di équipe.
thriller con i loro protagonisti più amati. Nei primi due casi vittime di stupro sono sempre stati vecchi indifesi. Ne I dodici segni (trad. A. Tissoni, pp. 409, € 18,60) Lee
rinnovando coppie già celebri (il sergente McRae e la sua Scontata la pena viene rimesso in libertà ma il suo antico Child imbastisce una sorta di spy story newyorchese basata
sparlacciona commissaria lesbica Steel nel cuore mefitico mestiere di contabile di un boss mafioso (appena sul suicidio in metropolitana di una addetta al Pentagono
di Aberdeen; Anna Travis e il suo ex capo ed amante James deceduto) gli scatena contro la violenta ingordigia di inseguita da mezzo mondo: da una sedicente ucraina in
Langton in una Londra popolata di star di cinema, droga e competitors ed eredi. Ne Il grido della mantide (trad. coppia con la madre, da un ex eroe di guerra ora in
prostituzione). Nel terzo, ripescando quel tosto «barbone» Curtoni e Parolini, pp. 465, € 19,60) Anna Travis (che campagna elettorale, da Fbi e da Servizi segreti di tutti i
di Jack Reacher, ex poliziotto militare, ora pugnace zingaro somiglia sempre più all’ispettrice disegnata da Linda La tipi. Denso, robusto, colpi di scena a volontà.
Linda La Plante senza fissa dimora ma dall’istinto e dalle mani sempre più Plante per la serie tv con Helen Mirren) è alle prese con la Piero Soria

O
ggi forse solo pochi cine- CLAUDIO
GORLIER
fili ricordano Berthold
Viertel, cineasta vienne-
CINEROMANZO «Non è sbagliato co-
se (1885-1953) prima attore e ca- FRANCESCO TROIANO struire una società moderna
rismatico teatrante, secondo so- e progredita facendo ricorso
lamente a Max Reinhardt, com- alla forza?». Sembra una do-
mediografo, sodale e collabora-
tore di Karl Kraus. Ebreo in fu-
ga dalla follia nazista, venne in-
Una violetta manda imperiosa, urgente,
imposta dall’attualità. Ma
non è così: chi la esprime, Ra-
crociato da Christopher Ishe-
rwood durante le riprese del suo
unico film inglese, Little Friend
della Gaumont (tratto da un ro-
per l’ebreo in fuga fik, giovane intellettuale tur-
co, il quale vive con turbata
partecipazione uno dei mo-
menti decisivi della storia del
manzo di Ernest Lothar), uscito suo Paese, quando Kemal
nell’agosto del 1934 e mai giunto Il romanzo di Isherwood sul cineasta Atatürk, Presidente dal 1923
in Italia. A questo episodio della
propria esistenza Isherwood si è
viennese Berthold Viertel della nuova, rivoluzionaria re-
pubblica, per vent’anni ditta-
ispirato per La violetta del Pra- tore incontrastato, distrugge
ter (Adelphi, pp. 136, € 16, trad. Isherwood inesorabilmente il vecchio im-
di G. Monicelli). incontrò pero ottomano, letteralmen-
Non è difficile intravedere Viertel te creando la «panTurchia»
Viertel dietro Friedrich Berg- durante le repubblicana. È una meta-
mann, il grande regista austria- riprese del film morfosi che inizia dal nuovo
co giunto a Londra per girare la «Little nome che a lui, Mustafà Ke-
scipita storiella d’amore della Friend», 1934, mal, attribuisce nel 1934 la
piccola violetera Toni - da qui il mai giunto in Grande assemblea nazionale,
titolo - con uno studentello die- Italia. con il significato di «padre
A questo turco», o «gran turco», ovve-
Un incontro sul set episodio si è ro «padre della patria».
ispirato per Rafik, tanto emblematico
a Londra nel 1934, «La violetta quanto concretamente reale,
una commedia solo del Prater» è uno dei personaggi per così
ora riproposto dire portanti del poderoso ro- Uno dei numerosi monumenti ad Atatürk ad Istanbul
in apparenza frivola, da Adelphi manzo di esordio di Orhan Pa-
l’ombra del nazismo muk, lo scrittore turco nato

tro cui si cela il principe eredita- bra il processo per l’incendio del vece con La violetta del Prater. «Il signor Cevdet Pamuk Il portentoso romanzo d’esordio
rio di Borodania. Lo scrittore in- Reichstag, in Austria la guerra ci- Verso la conclusione, una tri-
glese si professionalizzò, in epo- vile distrugge le milizie operaie; si stezza memorabile vela gli stru- e i suoi figli»: del Nobel nel 1974: un secolo di storia
ca successiva, quale sceneggiato- fucila, si impicca... sta arrivando menti e fa scivolare il racconto ver- dall’avvento di Atatürk turca attraverso le vicende di una famiglia
re, dopo il trasferimento in Cali- una guerra orrenda». so il dramma: in una Londra cupa
fornia: ed è proprio dal suo Come già in altri suoi lavori e desertificata, Christopher deve ai colpi di Stato
buen retiro che egli scrisse e (ad esempio nel citato Addio a rendersi conto esser sempre stata militari degli Anni 70
pubblicò il libro nel ‘45, in memo-
ria di quel tragico 1933 in cui i
prodromi della seconda guerra
mondiale iniziavano a sconvol-
gere il mondo.
Berlino, dove egli si ritagliava un
ruolo di testimone, lasciando il
proscenio all’imbroglioncello Mr.
Norris e all’ormai leggendaria
Sally Bowles), Isherwood - un po’
la paura a fargli compagnia e che,
quanto al regista-demiurgo, egli
vede in lui qualcosa di assai vicino
ad una figura paterna. Tagliente
verso la famiglia della celluloide
nel 1952. Si intitola Il signor Ce-
vdet e i suoi figli, e appare ora
per la prima volta in italiano,
tradotto con padronanza ma-
Nel bottegaio
L’autore di A Single Man
(1964), è noto, amava in manie-
ra speciale il cinema: ne è testi-
monianza lo splendido Addio a
alla maniera di Nick Carraway
ne Il grande Gatsby (1925) - en-
tra nella storia di sguincio, con
una educazione che non esclude,
(dove «ci sono segreti che tutti co-
noscono e di cui nessuno parla»),
nella sua apparente frivolezza La
violetta del Prater è più profondo
gistrale di un testo spumeg-
giante da Barbara La Rosa
Salim. Come lo stesso Pamuk
raccontò nel suo discorso del
di Istanbul l’ansia
del moderno
Berlino (1939), da cui Bob Fosse tuttavia, un tanto di garbatamen- di quanto sembri: merita un posto 2006 all’Accademia svedese
cavò nel ‘72 uno tra i più bei mu- te voyeuristico. Con il suo stile leg- a fianco dei libri maggiori sul cine- in occasione del conferimento
sical mai realizzati, Cabaret. gero ed allusivo, Isherwood - «in- ma, Il giorno della locusta del premio Nobel per la lette-
Qui, l’innamoramento per la set- tenditore di fatuità, esperto di (1939), Gli ultimi fuochi (1941), il ratura, nel 1974 affidò al pa-
tima arte è fondamentale nella sottise» (ancora Manganelli) -, meno conosciuto I disincantati dre il dattiloscritto del roman-
narrazione: tutto si svolge du- delizia come d’uso il lettore, a lun- (1960) di Budd Schulberg. Una zo, frutto di una scelta risolu- un secolo di storia turca attra- bul agli inizi del Novecento,
rante la lavorazione del film, in go, su toni da commedia, col pro- piccola annotazione, per i curiosi: ta e risolutiva che ora egli verso le vicende di una fami- commerciante musulmano ma
una Londra capace di gingillar- duttore Chatsworth che sogna di l’androgino batticuore del momen- commenta nella densa ma agi- glia di Istanbul, dall’avvento di aperto agli stimoli della moder-
si con la cinepresa mentre - cito realizzare una Tosca interpreta- to, al quale l’autore fa riferimento le postfazione, del 2010. Atatürk ai colpi di Stato milita- nità. Egli trasmette ai figli e ai
Manganelli, nella sua postfazio- ta da Greta Garbo, scritta da So- adoperando soltanto la lettera J, Il romanzo, nel suo ampio, ri degli anni Settanta. Cevdet è loro amici questo suo impulso
ne - «la Germania nazista cele- merset Maugham, e si ritrova in- nella realtà si chiamava Heinz. scandito respiro, abbraccia un modesto bottegaio di Istan- fondamentalmente istintivo, e
Tuttolibri
SABATO 30 APRILE 2011
LA STAMPA V

IL TRADER DI MAGNUSSON happy end. Magnusson è anche drammaturgo e conosce connazionale che le fa la corte. E' un gioco vertiginoso in cui
La Borsa, che commedia bene il mestiere: la stessa struttura del romanzo per vite
parallele sta lì a dimostrarlo. Perché oltre al trader, cioè
s'incrociano destini sconosciuti che entrano in progressiva
sinergia. Galeotta è la città di Chicago, fredda e inospitale e
= Di questi tempi ci vuole una buona dose di humour l'operatore di borsa Jasper Lüdermann, giovane rampante i cui locali sembrano ritagliati da dépliant delle agenzie
noir per puntare su un trader come protagonista. Tra bolle di Bochum finito in un'importante banca americana, c'è turistiche. Del resto anche i protagonisti, con l'eccezione
speculative, crisi e dissesti bancari c'è ben poco da ridere ma l'autore di bestseller, Henry LaMarck, in crisi creativa proprio forse di Jasper, sono più tipi che persone.
molto da scrivere, specie se si ha la leggerezza e il tocco che quando l'editore è in attesa del suo romanzo epocale. Qui, come su una scena teatrale, contano il gioco e la
Kristof Magnusson dispensa nel suo secondo romanzo, Sparisce perché non ha scritto una sola riga, e potrebbe dinamica. E da ultimo l'impressione che Magnusson, nella
Non sono stato io, nella sciolta versione di Bice Rinaldi farla franca se sulle sue tracce non si fosse messa Meike, la sua brillante commedia degli equivoci, dove il trio ritrova in
(Neri Pozza, pp. 319, € 17). Lo scrittore trentacinquenne, sua traduttrice tedesca. Tutti inseguono tutti in questo terra tedesca altre prospettive e forse un futuro, abbia
metà tedesco e metà islandese, ha capito che la realtà vince spassoso testo: Jasper mira al segno più mentre accumula ritratto le follie di un mondo in cui solo attraverso sconfitte
sull’Immaginazione e si è immerso fino al collo negli perdite milionarie per la banca; Henry si invaghisce del e incidenti di percorso si può ridare un senso all'esistenza.
ingranaggi borsistici e speculativi, ne ha appreso il gergo e il disinvolto business boy, a cui affida incautamente il proprio Magari evitando i trader e la finanza allegra.
ritmo ricavandone una gustosa commedia non senza capitale, Meike cerca lo scrittore e incappa nell'indaffarato Luigi Forte Kristof Magnusson

glie del suicidio.


Pamuk combina il fili del Piglia Un misterioso crimine nell’Argentina peroniana:
suo tessuto narrativo, intrec-
cia le storie individuali e le vi- un romanzo sull’arte di fare romanzi, travestito da giallo
cende collettive, pubbliche. I
«fiumi di lacrime» versati per ANGELA che il nonno di Sofia Belladonna
la morte di Atatürk si introiet-
tano nei turbamenti individua-
li. Ecco allora che uno dei per-
sonaggi politicamente impe-
BIANCHINI

Bersaglio notturno, ul-


timo romanzo del grande scrit-
tore argentino Ricardo Piglia,
Chi ha ucciso era nato a Pinerolo e, «arrivato
in Argentina lo avevano portato
nel deserto lasciandolo davanti
a uno scambio - in realtà un in-

il dandy mulatto
gnati, Muhtar, di fronte alla tredici anni dopo Soldi bruciati, crocio di linee ferroviarie - in
scomparsa del Presidente non risulta semplice e complesso mezzo al nulla». E, come dice
p Orhan Pamuk può fare a meno di «riflettere insieme. Sofia «... adesso certe volte pen-
p IL SIGNOR CEVDET sulla propria vita e sulla pro- Tanto per cominciare, in so... che se mio nonno fosse ri-
E I SUOI FIGLI
p trad. di Barbara La Rosa pria morte». comune con altri ben noti auto- masto a Torino, Tony non sa-
p Einaudi, pp. 683, € 14 La suprema maestria di Pa-
muk gli consente di articolare
il romanzo lievitandolo in una
forma di saga quotidiana e in-
sieme ricreando il tempo. Se
ri latinoamericani, Piglia ha il
dono di creare universi com-
patti e ben riconoscibili in mez-
zo alla vastità del grande conti-
nente. In questo caso si tratta
nella pampa? rebbe morto... Come si può defi-
nire tutto ciò?». «Si chiama vi-
ta», rispose Renzi. E a sfondo di
questi colloqui certamente amo-
rosi, appena al di là delle fine-
apprenderemo delle scelte, an- di una cittadina piazzata a una stre, c'è una «campagna piatta
che qui problematiche, dell’ulti- trentina di chilometri da Bue- (che) cominciava a dissolversi
mo nipote di Cevdet, Ahmet, nos Aires, in mezzo a quella come se fosse d'acqua, nel tre-
tentato dalla partecipazione al- che Piglia chiama la «pampa molio del tramonto».
le manifestazioni studente- umida»: lì, nel 1972, un anno do- Ci troviamo ora davanti alla
sche, dall’altra assisteremo a po il ritorno di Perón, evento a grande invenzione di Piglia: in-
una cerimonia di circoncisione, cui si allude di continuo, arriva fatti, questa campagna è la vera
che specularmente manifesta uno strano personaggio. Si protagonista del romanzo e, pro-
le sue contraddizioni, «un’usan- chiama Tony Durán, è un dan- prio come accade nella vita, la
za primitiva e selvaggia». dy mulatto, educato nel New sua strana luce ha il potere di
Il tempo acquista una fun- Jersey, il quale, in precedenza, trasformare le cose. Fa sì, ad
Orhan Pamuk zione irripetibile di protagoni- ha conosciuto intimamente, esempio, che un papero, guarda-
sta, scorrendo fino alla morte, due sorelle gemelle, Ada e So- to in un certo modo, possa esse-
peraltro naturale, a sanziona- fia Belladonna, che apparten- re preso per un coniglio (e ne tro-
re la logica conclusione della gono alla famiglia più nota e fa- viamo la doppia immagine sulla
agli occhi di molti contradditto- coltosa del luogo. Tony Durán
rio. Così, la condizione esisten- La suprema maestria a un certo punto viene trovato «Bersaglio notturno»:
ziale, persino quotidiana nella morto e di questo crimine sono
sua diretta praticità, si dilata e di una saga che rinvia accusati personaggi seconda- tra realtà e finzione,
si comunica. al Thomas Mann ri, estranei all'origine del luo- in una campagna la cui
Riesce arduo per lui, ma tor- go, ma lì radicatisi.
menterà anche i giovani delle dei Buddenbrook La vicenda sembra in un strana luce ha il potere
generazioni successive, la ri- e a Anna Karenina primo momento palleggiarsi Lo scrittore argentino Ricardo Piglia di trasformare le cose
cerca di un senso della vita, di tra le rivalità di un commissa-
scelte non di rado contraddit- vecchiaia, ovvero della vita nel rio in disgrazia, di un procura- note a piè di pagina, esplicative e copertina del libro) e Bersaglio
torie ma insopprimibili. suo decorso naturale. tore che gode di fama usurpa- familiari insieme, s’instaura una notturno iniziato come un giallo,
La tradizione, con i suoi con- Nella postfazione, Pamuk ri- ta, di un giornale locale che ha sorta di «storia parlata». finisca nella narrazione di una vi-
dizionamenti, diviene soffocan- vela alcuni suoi debiti letterari, sete di notizie interessanti da Così i tanti elementi immessi ta familiare in cui realtà e finzio-
te specie per chi si sta co- dal Thomas Mann dei Budden- segnalare alla capitale. Ma, in da Piglia all'interno della trama, ne letteraria si mescolano libera-
struendo un progetto intellet- brook ad Anna Karenina. Non realtà, coinvolgendo il lettore, confermati dalla sua lunga inter- mente. I discendenti del nonno
tuale, creativo. In che misura manca di precisare, peraltro, quasi subito la trama esce dal- vista al País nel settembre del piemontese e della sua grande
ci si può ancora ricondurre al- che il suo progetto si spinge ol- le strettoie del giallo, anzi, dei 2010, fanno del romanzo una pa- creazione industriale diventano
la tradizione o partecipare alle tre una storia di famiglia, o di fa- luoghi e assume una veste in- rafrasi forse nostalgica della vi- al tempo stesso amici e nemici,
categorie di una occidentaliz- miglie, così come Turchia del ternazionale e senza tempo, fa- ta di Piglia stesso. Infatti, nel coinvolti, con tanti altri perso-
zazione quasi irresistibile ma passato e Turchia di oggi pro- miliare e colloquiale insieme. 1957, quando aveva appena sedi- naggi locali, in una terribile fata-
imposta politicamente dall’al- pongono immagini tuttora vali- Vi contribuisce non soltan- ci anni, suo padre, peronista lità. La morte del dandy mulatto
to, spesso come abbiamo nota- de di sé. E niente melodramma: to la comparsa del giornalista p Ricardo Piglia perseguitato, aveva trasferito la si amplia dunque fino a trasfor-
to con la violenza, incarnata so- rievocare le vecchie famiglie sa- di Buenos Aires, Emilio Renzi, p BERSAGLIO NOTTURNO famiglia da un sobborgo di Bue- mare un'industria, toccabile e vi-
vente addirittura dall’esercito. rebbe osservazione fuori luogo che anche qui, come in altri p trad. di Pino Cacucci nos Aires a una città sulla costa sibile concepita anni prima in
p Feltrinelli, pp. 249, € 15
I sentimenti persino privati, «e allora rido di me stesso». Co- precedenti romanzi di Piglia, è p Piglia, nato a Buenos Aires nel atlantica chiamata Mar del Pla- mezzo al nulla, in un discorso af-
l’intimità famigliare, subisco- sì termina il romanzo, per mo- una sorta di alter ego dell'auto- 1941, insegna alla Princeton Uni- ta. E lì Piglia, disorientato e pri- fascinante sulla finzione lettera-
no traumi dolorosi se non addi- strarci che l’incantatore Pamuk re si trasforma nella coscienza versity letteratura sudamericana vo di amici, aveva cominciato a ria e la realtà. Una sorta di ro-
rittura insopportabili, alle so- non vive la vita, ma la reinventa. del luogo. E poi, attraverso, le scrivere. Apprendiamo che an- manzo sull'arte di fare romanzi.
VI Storia e idee
CON «L’UNITÀ», TRA POLITICA E CULTURA ANTIFASCISMO IN PIEMONTE FRANCO
GARELLI
Il popolo in festa I giornalisti e il medico Chi impugna e brandi-
= Per sessant’anni, dalle Alpi a Capo Passero, = Marco Albeltaro ripercorre La parentesi sce la croce oggi? Solo i gruppi
hanno rappresentato un sogno, in parte avveratosi antifascista di giornali e giornalisti a Torino fondamentalisti americani
con l’ingresso del Pci nell’area governativa. Popolo (1945-1948) per le Edizioni Seb 27 (pp. 206, € 15, che combattono in nome della
in festa di Fabio Calè ripercorre il secondo prefazione di Aldo Agosti, allegato cd-rom): l’Unità di religione la loro esasperata
dopoguerra attraverso le feste dell’Unità (Donzelli, Lajolo, la Nuova Stampa di Burzio, la Gazzetta del battaglia pro-life? O anche
pp. 127, € 15), «un’operazione politica e culturale popolo di Caputo, il Sempre Avanti e il Popolo Nuovo, quanti vivono nelle trincee del-
originale, molto ambiziosa», come la descrive nella le firme delle terze pagine, da Cajumi a Calvino. la fede e non ne possono più
prefazione Alfredo Reichlin: non solo liscio e Per lo stesso editore, Un medico della Resistenza: della «caccia al cristiano» pra-
braciole, ma «nuova coscienza popolare». Correda il Simone Teich Alasia racconta la su esperienza ticata da tempo in alcune aree
volume un dvd con filmati di Ettore Scola, David partigiana (pp. 116, € 15, prefazione di Giovanni De del mondo? Casi come questi
Berlinguer a una festa dell’Unità Riondino e Federico Mercuri. Luna, a cura di Luciano Boccalatte e Andrea D’Arrigo). non esauriscono il fenomeno
dell’intransigenza religiosa, di
cui c'è una curiosa versione
italica, rappresentata nell'ulti-
I padri Il secolo ebraico Un modello che si è mo decennio dal Carroccio;
ciò perlomeno a detta di Ren-
zo Guolo, sociologo dell’Uni-
della patria imposto in tutto il mondo occidentale versità di Padova e noto esper-
to di Islam in Europa, che pro-
visti ELENA prio al singolare rapporto tra

a testa in giù
GIORGIO BOATTI
LOEWENTHAL

Da quel giorno lonta-


no in cui l’Eterno rivolse per
la prima volta ad Abramo la
Il Novecento religione e Lega Nord dedica il
suo ultimo lavoro.
La scelta di mettere la cro-
ce sui propri vessilli è per la Le-

terra promessa
Sua parola, l’ebraismo è ema- ga anzitutto un atto di conver-

p Segue da pag. I nazione del dettato divino, di-


scorso «assoluto» quasi per
antonomasia perché derivato
sione, a cui il gruppo dirigente
è stato costretto per evitare di
disancorare il popolo leghista
Da qui, forse, la mia passio- da quel logos (davar in ebrai- dalla sua tradizione e dal suo
ne per la storia. Anche se, fre-
quentato l'Istituto d'arte di Fa-
no e conosciuti maestri per me
fondamentali come il pittore Or-
lando Sora - originario di Fano
co) che è e al tempo stesso de-
scrive la realtà. Malgrado
questa dinamica fra cielo e
terra che si fa tutta per via
verbale, la tradizione ebraica
della modernità passato. Così, a poco a poco, il
rito dell’ampolla con l'acqua
del Po, la religione della natu-
ra e della purezza padana, il
culto dei Celti, il «Sole delle Al-
e trasferitosi poi a Lecco - e Fa- non conosce l’ultima parola. Un dipinto di pi», scivolano sullo sfondo del-
bio Tombari - uno dei pochi Ogni discorso è aperto, nulla Chagall. Lega e Chiesa Il partito
scrittori italiani che negli Anni è conclusivo e finito – perché Lo storico Yuri Tra vescovi e Carroccio
Cinquanta poteva vivere delle tutto è rimandato al tempo a Slezkine come risorsa locale, più u
vendite dei propri libri e che da venire. Tale inguaribile prov- definisce il radicali le divisioni:
ragazzo andai a trovare nella visorietà della parola, anche popolo ebraico sull’unità nazionale, che della salvezza, più un
sua bella casa sulla strada per di quella divina, determina un «mercuriano»
Urbino - continuavo a essere di- approccio particolare anche in quanto sull’emigrazione,
viso tra la vocazione alla pittura
e l'attrazione per la narrativa,
coltivata in età matura con i ro-
manzi Quanti denti ha il pesceca-
ne e Il porto della Fortuna pubbli-
cati da Mursia. In un certo sen-
alla logica: l’ebraismo non ha
molta consuetudine, ad esem-
pio, con il principio di non

Una tesi che parrebbe


«attaccato al
tempo, non
alla terra;
popolazione
tanto priva
di radici
sull’ordine pubblico
l’immaginario leghista, per fa-
re spazio a «valori, simboli,
memorie» che più rispecchia-
no la cultura e la storia locale.
Nell’Ital
Dio è un
so - conclude Chiappori - le Sto- un’eresia pensando quanto antica» Insomma, c'è un limite nell’in-
rie d’Italia mi obbligarono a con- ai forni crematori, ventare la tradizione, nel co-
ciliare scrittura e pittura, a far- struire un'identità collettiva
le confluire». ma non è così, come (anche «padana»).
Ed ecco così entrare in sce- dimostra Yuri Slezkine Pur necessaria, l'eredità
na il mosso racconto dell'unifi- cattolica è comunque ingom-
cazione italiana. Con un re Vit- contraddizione. Nulla è capa- prende le mosse proprio dal- brante. Del resto, quello è il dizione che della salvezza, più
torio Emanuele II sempre pron- ce di negare, così come di af- l’interpretazione dello storico territorio, oggetto di contesa: un simbolo territoriale che uni-
to a liberarsi con una pedata dei fermare, del tutto: gli opposti russo-americano e contenuto la provincia del Nord, il conta- versale. Una religione a netta
premier diventati scomodi. E convivono in una dinamica di in un’interessante raccolta di do, la terza Italia, una realtà forma di campanile, che non ac-
Mazzini instancabile a tesser sospensione nel tempo. saggi che s’intitola Il volto del- socio-economica molto opero- cetterà mai che qualche altro
trame che finiscono regolar- In questo senso Il secolo l’altro. Intellettuali ebrei e cultu- sa e fatta di piccole e piccolis- edificio «sacro» (soprattutto se
mente col suo rapido rifugiarsi ebraico di Yuri Slezkine, stori- ra europea del Novecento . sime aziende, dove fino a 20 moschea o minareto) gli faccia
a Londra, mentre un Garibaldi co americano di origine rus- Il libro di Slezkine argomen- anni fa spopolava il partito ombra e rovini la skyline.
temerario ma acciaccato dall' sa, è perfettamente in sinto- ta questa tesi usando una sug- cattolico. Proprio l'avanzata dell’Islam
artrite e un luciferino Cavour nia con il modo di procedere gestiva chiave di lettura: le fi- Dall’Italia bianca si è pas- in Italia spiega la recente voca-
completano il quartetto dei «pa- della tradizione e del pensie- glie del lattivendolo. Cioè l’indi- sati all'Italia verde, anche se zione della Lega Nord a impu-
dri della Patria». Ampie le in- ro ebraico. Lo studioso sostie- menticabile Tevye di Shalom le differenze non mancano. gnare la croce, e il suo farsi ba-
cursioni nello scorrere degli ne infatti che, paradossal- p Yuri Slezkine Aleichem, continuamente sfer- Delle varie anime della Dc, la luardo della cristianità minac-
eventi di Pio IX, prima demo- mente, oltre ad aver visto la p IL SECOLO EBRAICO zato dal destino eppure sem- Lega prende il voto più secola- ciata sarà uno dei più forti moti-
cratico e poi gran fustigatore peggiore tragedia che la sto- p trad. di Filippo Verzotto pre saggio e fiducioso. Ne ave- rizzato, di chi interpreta la re- vi di scontro con i piani alti della
p Neri Pozza, pp. 568, € 20
della modernità: «Noi non sia- ria conosca, il Novecento è p Hilary Putnam
va cinque, di figlie, e ciascuna ligione «a modo proprio» e Chiesa di Roma. Alla critica di
mo liberali, siamo infallibili» anche il secolo ebraico. Quel- p FILOSOFIA EBRAICA prese una strada diversa, nes- considera il cattolicesimo an- strumentalizzare il crocifisso, di
sussurra minaccioso il papa nel lo, cioè, dell’affermazione del a cura di Massimo Dell’Utri suna delle quali particolarmen- zitutto una risorsa locale. farne un simbolo di esclusione, il
fumetto di Chiappori. modello ebraico in tutto il p Carocci, pp.142, € 15 te fortunata, anche se erano Dunque un cattolicesimo sen- Carroccio reagisce accusando i
Storia a fumetti, quella delle mondo occidentale. p Autori Vari tutte a loro modo dirette verso za o con poca chiesa, più una vertici ecclesiali di essere tiepidi
Storie, che assegna ampio spa- Potrebbe sembrare p IL VOLTO DELL’ALTRO una specie di terra promessa. religione dei valori e della tra- verso il nemico che avanza, di
zio agli storici e alle loro analisi: un’eresia, quasi una bestem- a cura di Mario Pezzella Slezkine ci parla soprattutto di
p Quodlibet, pp. 342, € 26
Della Peruta e Candeloro in ser- mia, pensare a un ebraismo Hodl, comunista convinta. Per
rato confronto con Chiappori passato per le ciminiere dei
dialogano, precisano. Alfassio forni crematori, eppure vitto- zati nella fornitura di merci e Un popolo «mercuriano»
Grimaldi rievoca. A volte salgo-
no in cattedra con un'articola-
rioso. Ma non è così e il libro
di Slezkine, pur nella sua esu-
servizi alle popolazioni dei din-
torni dedite all’agricoltura o al- che vola basso LONTANO E VICINO
zione persino eccessiva, da sag- beranza di materia a tratti la pastorizia. La loro fonte prin- da un angolo ENZO BIANCHI
gio accademico. «Con Della Pe- sconnessa dall’idea portante cipale di risorse era umana,
ruta si lavorava in casa editrice. – di fatto il volume è compo- non naturale... popolazioni at- all’altro della terra,
Con Candeloro ci si incontrava
a Lavagna, dove il professore
aveva una bella casa al mare.
sto da un saggio su questo te-
ma e un altro sull’ebraismo
russo –, risulta convincente.
taccate al tempo, non alla ter-
ra; popolazioni che venivano vi-
ste tanto come prive di patria
sospinto dalle avversità
lei la terra promessa non è né
Le cinque perle
Con Giampiero Brega, allora di-
rettore editoriale, e Leo Paolaz-
zi, ovvero il poeta Antonio Por-
ta, redattore della Feltrinelli, vi
A patto di considerare que-
sto assunto, e cioè che il No-
vecento è il «secolo ebraico»,
una chiave di interpretazione
quanto come storiche, tanto
prive di radici quanto antiche».
Slezkine passa in rassegna al-
cuni casi sparsi per il mondo,
la Palestina di allora e nemme-
no l’America e neanche l’Occi-
dente con la sua allettante mo-
dernità, bensì l’Est, il laggiù
di Wojtyla
andavamo volentieri perché la e non un dogma, un approc- prima di concentrarsi sugli dell’Unione Sovietica, dove
signora Candeloro cucinava di- cio metodologico e non una ebrei e la loro natura di popolo tenterà invano di realizzare il I gesti che hanno cambiato la Storia,
vinamente. Poi era Brega stes-
so a sbobinare e a rivedere le
visione politica. A tale propo-
sito, un utile supporto è rap-
mercuriano, dotato di «sanda-
li» alati – ma per volare basso,
suo algido sogno siberiano.
Per lo storico è l’occasione di
dal sinodo sul Concilio al Giubileo
conversazioni registrate che presentato dai saggi del filo- da un angolo all’altro della ter- ripercorre la storia – piuttosto

I
ora accompagnano i fumetti». sofo Hilary Putnam raccolti ra, sospinto dalle avversità. dimenticata – delle masse n vista della beatificazione ancora, all'attentato subito dal
Altri tempi: per l'editoria e il Pa- sotto il titolo Filosofia ebraica, Questo «cosmopolitismo» ebraiche rimaste al di là della di Giovanni Paolo II ha ripre- papa - e il cui protagonista aveva
ese, la storia e la satira. una guida di vita: una rilettu- tanto coatto quanto «geneti- cortina di ferro, e gettare nuo- so slancio un’operazione tut- a sua volta vissuto in prima perso-
A proposito di satira, anche ra di Rosenzweig, Buber, Le- co» (di un Dna non fisico bensì va luce sui loro destini con la fi- t’altro che semplice, inaugurata- na il dramma della seconda guer-
rispetto all'Italia che compie vinas e Wittgenstein alla luce storico) è, secondo lo studioso, ne del comunismo. si già immediatamente dopo la ra mondiale e della Shoah, la catti-
150 anni, come le sembra sia di ciò che la contemporaneità la vera cifra della modernità, Ancora una volta, il comples- sua morte: quella di tracciare un vità comunista e l'evento di grazia
messa? «Per me i colleghi sono chiede all’uomo di essere. che gli ebrei rappresentano da so processo storico che le vede bilancio storico e spirituale di un del Vaticano II. Su quali elementi
tutti maestri. Qualcuno mi inse- Torniamo a Slezkine. Che sempre: «La modernità nelle protagoniste attesta la vocazio- pontificato che non solo è durato soffermarsi per un'analisi com-
gna come si devono fare le cose. divide l’uomo sostanzialmen- sue diverse dimensioni, poiché ne al mercurianesimo del popo- più di venticinque anni, ma che plessiva? I documenti portanti del
Altri come non si dovrebbero te in due categorie: gli «apolli- (gli ebrei) ne sono stati al con- lo ebraico, la persistenza di ha attraversato un periodo stori- magistero, come le encicliche? I
fare. Ho l'impressione che que- nei», stanziali, primari, politi- tempo i precursori, i critici e, un’inquietudine esistenziale fat- co estremamente complesso e messaggi veicolati dagli innumere-
sti ultimi stiano diventando as- ci. E i «mercuriani». Questi ul- non da ultimo, le vittime», scri- ta di dubbi invece che di certez- sconvolgente - basti pensare ai voli viaggi? La tipologia della mol-
sai numerosi...». timi sono «costituiti da pro- ve Enzo Traverso in un saggio ze, che prefigura la modernità e due crolli epocali: il muro di Ber- titudine di santi e beati canonizza-
gboatti@venus.it duttori non primari specializ- sull’intellettuale ebreo che la conferma, oggi più che mai. lino e le Torri gemelle o, prima ti? Le caratteristiche e gli orienta-
Tuttolibri
SABATO 30 APRILE 2011
LA STAMPA VII

Nel montaggio ché molto radicate sul territorio UNA STORIA DEL SINDACATO CATTOLICO
grafico, si contendono la rappresentan-
la devozione dei za delle regioni del Nord.
La lunga marcia della Cisl
«crociati» leghisti Proprio su questi temi, il te- = Il sindacato cattolico, o d’ispirazione cristiana, la Cisl, nacque nel
al loro unico sto di Guolo ci introduce a cono- 1950, finita l’esperienza unitaria nella Cgil. Un’esperienza che ha, tra
pontefice, scenze nuove, pur limitandosi a l’altro, i volti di Giulio Pastore (il fondatore), Pierre Carniti, Franco
Umberto Bossi un'analisi del pensiero, dei docu- Marini, Savino Pezzotta, fino all’attuale, Raffaele Bonanni. La
menti, degli articoli di giornale, ricostruisce Guido Baglioni in La lunga marcia della Cisl (Il Mulino,
delle dichiarazioni dei protago- pp. 347, € 20). Docente a Milano Bicocca, l'autore conclude che la
nisti, senza entrare nel merito Cisl - oltre quattro milioni e mezzo di associati - «ha vinto la sua
di come il rapporto con la croce scommessa. I fondatori e gli associati volevano costruire un
e la religione viene vissuto dal sindacalismo libero, nuovo e autonomo, in un Paese democratico
popolo leghista. In tutti i casi, occidentale, in competizione con la Cgil (...), un’alternativa rispetto
emergono informazioni interes- alla prevalente tradizione italiana del sindacalismo politicizzato». Giulio Pastore fondò la Cisl
santi, circa le diverse anime cat-
toliche presenti nel Carroccio,
la vicinanza di alcuni gruppi ai
lefebvriani, la concorrenza tra
Lega e Chiesa nell’orientare il 1˚ Maggio «Memoriale» di Volponi:
sentire della gente; sino allo
«scambio politico» che sa- il romanzo sfida del boom economico
rebbe in atto tra il grup-
po dirigente leghista e MASSIMO
alcuni alti prelati
del Vaticano; e
ciò mentre il
cattolicesi-
RAFFAELI

Appena centenaria,
l’Italia del ’62 è all’apice del suo
Miracolo economico e il paese
Un uomo solo
nella fabbrica
mo di base è così irriconoscibile che una
morde il rivista di punta, il Menabò di
freno verso Elio Vittorini, dedica un nume-
un partito che ro ai rapporti fra letteratura e
di testa resta pa- industria dove Italo Calvino
gano pur dimostran-
dosi di tanto in tanto più de-
fensor fidei del Papa.
Questa convinzione è al cen-
tro di un altro volume - tra i tan-
parla espressamente di «sfida
al labirinto»: perché se il neore-
alismo ha dato voce all’Italia
rurale-artigianale distrutta
dalla guerra, non esiste ancora
così nemica
ti - sul fenomeno e sull’identità una letteratura degli anni del esteriorità» (secondo la formula
di Bossi guarda a un cattolicesimo O

150
leghista, il cui titolo (Perché la benessere, a parte alcuni batti- di Emanuele Zinato, cui si deve
Lega non può dirsi cristiana) è strada che hanno già tematiz- l’esemplare edizione volponiana
una religione dei valori e della tradizione emblematico sia delle posizioni zato la fabbrica neocapitalista in tre volumi dei Romanzi e pro-
dell’autore, sia della particola- (come Ottiero Ottieri in Donna- se, Einaudi 2002-2003).
n simbolo territoriale che universale re ottica con cui qui si guarda rumma all’assalto, Bompiani La malattia e la follia di Albi-
al tema: un confronto tra l'ideo- 1959) oppure le dinamiche di no rinviano in effetti a una con-
logia della Lega e l'insieme del un’imponente migrazione in- traddizione primaria, la stessa

lia in verde pensiero cristiano, quello che


deriva dalle parole di Gesù e
quello «mediato» dalla dottrina

In tre saggi il confronto


terna (come Giovanni Arpino,
che sta infatti redigendo la sua
storia torinese più cruda, Una
nuvola d’ira).
Una risposta immediata e
persino spiazzante alla doman-
Libri d’Italia
Per il 2011
che alimenta la scrittura di Vol-
poni fra la pace campestre di
Candia o di Urbino e l’assillo
produttivo di Ivrea o di Torino,
vale a dire fra la nostalgia pasoli-
niana per l’universo preindu-

n campanile tra l’ideologia da di Calvino viene dal roman- striale o le piccole patrie umani-
del partito padano Paolo Volponi (1924 - 1994) stiche e l’utopia di Adriano Oli-
Da contadino a operaio, rimane la voce emblematica vetti, cioè il sogno di un’indu-
(pagano) e l’insieme della nostra letteratura stria capace di garantire alla Po-
del pensiero cristiano il capro espiatorio industriale. «Memoriale» uscì lis progresso civile e non solo svi-
da Garzanti nel 1962, quando
di un drammatico l’autore era dirigente all’Olivetti
luppo economico. Ma già nel ’74,
accettare la scristianizzazione sociale della Chiesa e dai testi- un Volponi del tutto disincanta-
del Paese. Ovviamente il conflit- moni contemporanei della fede passaggio d’epoca di Ivrea (ora nel catalogo Einaudi,
pp. 238, € 11). Seguirono to dichiara in una memorabile
to si estende ad altri campi, co- e carità cristiana. negli Anni 50-60 «La macchina mondiale» (1965), intervista a Corrado Stajano
me l'unità nazionale, l'ordine Ermanno Arrigoni, l'autore, «Corporale» (1974), «Le mosche (ora in Maestri e infedeli. Ritratti
pubblico, l'accoglienza degli im- usa tutto il suo armamentario zo d’esordio di Paolo Volponi del capitale (1989) del Novecento, Garzanti 2008):
migrati. La solidarietà cristiana (di studioso di filosofia e di dotto- (Urbino 1924-Ancona 1994), un «Sì, fallì la speranza che la socie-
ha dei confini territoriali e uma- re di ricerca in teologia) per di- autore il cui status è davvero tà italiana riuscisse a capire la
ni non valicabili? mostrare che la Lega sta al Van- inconsueto per la nostra lette- validità di certi meccanismi e di
Tuttavia, l'episcopato italia- gelo come il diavolo all’acqua- ratura: poeta lirico formatosi certi metodi, a considerarli co-
no non conta soltanto figure co- santa, pur con la finezza finale con Pier Paolo Pasolini e il me modelli, non solo di produzio-
me Martini e Tettamanzi, per di dire che «spetta ai lettori l'ul- gruppo di Officina, è un alto di- ne di beni, ma di cultura, che po-
cui anche i leghisti hanno dei ve- tima parola». Così come lascia rigente alla Olivetti di Ivrea do- tessero essere mutuati dalla
p Renzo Guolo scovi dalla loro parte, che li legit- sospeso un punto interrogativo ve lavora dal ’56 ed è al mo- pubblica organizzazione».
p CHI IMPUGNA LA CROCE
Laterza, pp. 160, € 16
timano o per convinzione o per su un «possibile incontro» Pa- mento responsabile dei servizi Fatto sta che i discendenti di
p Ermanno Arrigoni realismo politico. I più vivono a droni a chiesa nostra di Paolo sociali. Memoriale, che ha det- Albino hanno via via le sembian-
p PERCHÉ LA LEGA NON PUÒ disagio la presenza della Lega, Bertezzolo, ripercorrendo tato in ufficio nel poco tempo li- ze autobiografiche di manager
DIRSI CRISTIANA per le idee che veicola, la forza «vent’anni di strategia religiosa bero fra il ’59 e il ’61, esce nel in crisi e, presto, di intellettuali
p Sestante, pp. 159, € 13 che esprime, gli anatemi e le mi- della Lega Nord» e ponendo co- marzo del ’62 da Garzanti con in fuga dall’industria, come nel
p Paolo Bertezzolo nacce che indirizza alla Chiesa. me discrimine che il pragmati- il diretto patrocinio dello stes- Paolo Volponi caso del protagonista di Corpora-
p PADRONI A CHIESA NOSTRA Di fatto sono solo due le forze - smo non prevalga sul Vangelo so Pasolini che ne è stato lo le (’74) e specialmente di Le mo-
p EMI, pp. 270, € 13 Lega e Chiesa - che proprio per- (e sul Concilio). sparring durante la stesura. sche del capitale (1989), che è tan-
Scritto in prima persona e ra, l’universo bianco e asettico. to una personale resa dei conti
simulando un referto clinico, il Albino è dunque un folle o un quanto la più nera allegoria della
romanzo è ambientato nel Ca- Don Chisciotte ritardatario (il globalizzazione in atto.
(Mondadori, pp. 154, € 18), cioè «i zione della chiesa e la sua capaci- navese tra una casa colonica primo della galleria volponiana)
gesti di Wojtyla che hanno cam- tà di annunciare il vangelo in un sul lago di Candia e un’azienda chiamato suo malgrado a pro- Albino-Don Chisciotte
biato la storia», come recita il sot- mondo che cambia. Non a caso mi così lustra e all’avanguardia nunciare le verità e i sottintesi
totitolo. Scelta non facile, che l’au- sembra che la «perla» chiave che da rammentare appunto la Oli- che il neocapitalismo all’italiana chiamato suo malgrado
tore motiva efficacemente nelle ha in sé la capacità di suscitare le vetti: protagonista ed estenso- preferisce rimuovere: «Dietro il a pronunciare le verità
prime pagine del libro, e che lo por- altre sia proprio la prima: la valo- re con cavillosità maniaca del motore della fresa andavo ordi-
ta a isolare delle gemme preziose rizzazione del Vaticano II attra- catalogo dei propri «mali» è Al- nando i miei pensieri; ma, come che il neocapitalismo
per poterle incastonare nell’insie- verso un «sinodo straordinario» bino Saluggia, trentenne redu- sempre, l’ordine peggiorava la preferisce rimuovere
me del pontificato wojtyliano così dei vescovi che ne riafferma la ce dalla prigionia in Germania, mia situazione perché i miei
da permetterne una lettura lumi- qualità di massima espressione un ex contadino assunto in fab- pensieri in fila si indirizzavano Per parte sua Memoriale, pas-
nosa e al contempo destinata a du- del magistero pontificio e quindi brica come operaio comune. fatalmente verso i miei mali»; o sato al catalogo Einaudi nel 1981
rare ben al di là della momenta- di criterio alla luce del quale di- Albino è un uomo solo e malato anche, in un suo paradossale ra- e tradotto in undici lingue, in Ita-
nea attenzione mediatica legata scernere a valutare ogni scelta suc- di tubercolosi, ogni giorno lace- pimento lirico: «La fabbrica ne- lia resta un libro per happy few
alla beatificazione. cessiva, e non viceversa. Non sor- rato tra il tempo immobile del- mica/ è coperta di fasce/ e di come d’altronde tutti gli altri di
Di queste «perle», l’aver cele- prende allora che negli altri gesti, la casa sul lago in cui rumina tanti materiali/ che nascondono Volponi, che sembra avere avu-
brato il concilio come la «grande ricostruiti ed evidenziati da Mello- pensieri di pace/progresso/re- i mali»; o infine, in una clausola to lettori-scrittori (e lo testimo-
Giovanni Paolo II, beatificato il 1˚ maggio grazia del XX secolo», la visita al- ni con sagacia e copiosa documen- denzione e il reparto, in azien- di allarmata lucidità: «Nella fab- niano, ad esempio, Andrea Baja-
la sinagoga di Roma e il primo in- tazione, l’ispirazione profonda- da, dove cerca invano uno brica bisogna starci giorno do- ni, Sebastiano Nata, Angelo Fer-
menti teologici degli ecclesiastici contro delle religioni ad Assisi ap- mente conciliare emerga con parti- sguardo che non sia la confer- po giorno, avvelenarsi gradata- racuti, Nicola Lagioia) piuttosto
nominati all'episcopato o al cardi- partengono al biennio 1985-1986, colare evidenza e sia esplicitamen- ma della sua solitudine. Distan- mente; se uno se ne libera an- che lettori tout court. Questo è
nalato? La gestione dei rapporti la richiesta di perdono per i pecca- te richiamata dal papa stesso. te, estraneo sia ai ritmi freneti- che per un breve tempo riesce a veramente un peccato, perché
interni alla Curia o delle relazioni ti commessi dai figli della chiesa Davvero sono perle che «han- ci della produzione sia a quelli vederne tutti gli orrori». se Paolo Volponi è uno scrittore
con i capi di stato? nel corso della storia è al cuore del no bisogno di essere narrate per es- del conflitto politico-sindacale, La voce disperata di Albino, grande ma tutt’altro che sempli-
Un’opzione rischiosa ma al Giubileo del 2000, mentre la stre- sere comprese» e che anche quan- Albino è un capro espiato- dirà Pasolini, corrisponde ad ce, la sua opera è il frutto di una
contempo feconda è stata quella nue opposizione alla guerra si col- ti, come la nostra generazione, rio e inconsapevole del passag- una enorme licenza poetica e in dolorosa necessità e quindi im-
scelta da Alberto Melloni - docen- loca già nel periodo del progressi- hanno avuto il privilegio di veder- gio d’epoca: allo strepitare di essa si alternano l’analisi impas- plica un profondo rispetto per
te di Storia del cristianesimo all' vo declino fisico del Papa. Sono le risplendere sotto i loro occhi, de- un mondo che gli è incompren- sibile, portata dall’esterno, e un chi legge: infatti ripeteva sem-
Università di Modena - Reggio cinque eventi che contengono sì vono rileggere e rielaborare per as- sibile risponde il suo corpo grumo incandescente di vissuto pre che non gli interessava rac-
Emilia e direttore della Fondazio- una forte carica innovativa rispet- saporarne tutta la portata evan- con la malattia psicofisica, introverso: qui prosa e poesia, contare o accomodare delle sto-
ne per le Scienze religiose di Bolo- to al passato, ma che, paradossal- gelica, così da trasmetterle come mentre l’unico altrove dalla per costanti richiami e sovrap- rie ma porre, viceversa, dei «pro-
gna - che ha individuato Le cin- mente, rivelano anche una profon- tesoro prezioso alle generazioni fabbrica per lui diventa l’ospe- posizioni, confermano una «irri- blemi che non sono chiari e che
que perle di Giovanni Paolo II da continuità con la grande tradi- che verranno. dale che ne replica, alla lette- solta tensione fra interiorità ed restano angosciosi».
VIII Psiche e società
UN BIBLIOTECARIO PER BIBLIOFILI ALLEGRI di Kingsley Amis. Al bibliotecario di Sansom manca la superarsi: nel senso che gli inconvenienti sono sempre
La ragazza fuggita con Roth cattiveria: per il resto è goffo, ingenuo, disgraziatissimo
ma non troppo. E in grado di sorprenderci quando deve
più bizzarri, il suo smarrimento totale e forse metafisico,
e tuttavia la sua segreta resistenza sempre tale da
= Torna in libreria per la quarta volta un personaggio risolvere un caso criminale. consentirgli il contrattacco.
le cui doti di simpatia oscillano fra l’irresistibile e il Tutto ruota intorno al suo lavoro: lo conquistò nel primo Israel inizia sospendendo - a malincuore - la lettura di
notevole. Jan Sansom, l’autore, ce lo presenta così: romanzo della serie, Il caso dei libri scomparsi, dove Infinite Jest (data la situazione, si capisce che apprezzi
«Israel Armstrong (laureato in letteratura inglese e scoprì che a Tudrum la biblioteca constava di un furgone David Foster Wallace) e finisce scoprendo la verità sulla
americana - cum laude), l'unico bibliotecario itinerante assai scassato, l'alloggio di servizio a lui destinato era il misteriosa scomparsa di una studentessa che ha fatto
ebreo inglese vegetariano di Tundrum (sicuramente) e pollaio e soprattutto i libri non c’erano. Misteriosamente perdere le tracce portando con sé Pastorale americana di
dell'Irlanda (probabilmente)». E’ un personaggio comico, spariti. Si adattò con dedizione, rischiando fin da subito Philip Roth. A parte l’amore per i libri e la capacità
nel senso britannico del genere e in quella tradizione che di essere piantato dalla ragazza, rimasta a Londra. notevole di giocare con essi, il quarto romanzo della serie
comprende l’impareggiabile Dennis Barlow inventato per Da allora ha continuato stoicamente, mosso dall’amore conferma come l’autore, e il suo personaggio, vivano con
Il caro estinto da Evelyn Waugh, o il non troppo fortunato per libri e biblioteche. E in questo Galeotto fu il libro magica continuità in una sorta di stato di grazia.
Jan Sansom Jim Dixon in quel capolavoro di perfidia che fu Lucky Jim (Tea, pp. 321, € 12, trad. di C. Carcano) riesce a Mario Baudino

ALESSANDRO Il discorso di Recalcati, tutta-


DEFILIPPI Modelli Venuta meno la Legge (il limite), si è via, è stringente e molto spesso
Costumi Recensire un libro di
Massimo Recalcati è sempre affermata la possibilità illusoria di avere tutto condivisibile: la crisi della funzio-
ne paterna è sotto gli occhi di tut-
LA MILANO CHE TOLLERAVA uno stimolo e un piacere. Intan- ti, anche e soprattutto nel suo di-
to, per la lucida costruzione del varicarsi da un lato in una paterni-

Padre nostro
Tose e bordelli testo, che dona chiarezza a un tà autoritaria, che cerca di rico-
= I padri d’una volta li pensiero complesso e talora struire una Legge (nel senso laca-
frequentavano e qualcuno ci oscuro come quello lacaniano. niano) simile a quella del Dio gelo-
portava pure il figliolo, quando In secondo luogo, perché i suoi so della Bibbia (uno sguardo alla
l’Italia tollerava. Ne sono uno libri non sono mai superflui o Libia e ai fondamentalismi, com-

che sei evaporato


spicchio significativo i Bordelli accessori, ma incidono sempre presi quelli cristiani); e dall’altro
milanesi raccontati da Luigi fortemente nel tessuto della re- in una forma di paternalismo che
Inzaghi (LittleItaly, pp. 144, altà e dell’oggi. L'autore è un collude con il desiderio, conducen-
€ 10, tel: 02 92101849). analista - e un pensatore - di dolo verso una fede nel confronto
Un «viaggio nei luoghi della scuola lacaniana, che ha scritto di oggetti sempre più vacui. A noi,
prostituzione», quelli di lusso e cose memorabili sui disturbi italiani di oggi, questa divaricazio-
quelli popolari, ricco di dell'alimentazione e non solo. ne appare simbolicamente eviden-
aneddoti e ritratti, con le tose Si pensi, ad esempio, a L’uomo te, ed essa sembra essere anche
più ricercate e le loro storie a senza inconscio, con la sua evo- alla base del tramonto del nostro
volte romantiche, spesso cazione non casuale di Musil. mondo. Mondo preda di un desi-
dolenti, con risvolti di cronaca Questo Cosa resta del pa- derio senza limiti, senza Legge,
nera, le marchette dall’Italietta dre? non può che confermare appunto, in cui gli oggetti e la fede
all‘impero fascista, fino l'interesse e l'attesa che si pro- in essi sono un «rimedio contro il
all’arrivo della Merlin e poi tra vano di fronte a una sua nuova dolore di esistere».
«case da tè » e per strada, senza uscita. Libro denso e al tempo Libro di un moralista, dun-
trascurare le versioni letterarie e stesso lieve, affronta temi cen- que, quest’ultimo di Recalcati,
cinematografiche di Testori e trali: il significato simbolico nel senso fichtiano di colui che fa
Visconti. Il libretto, vedi tu, è che oggi rimane della figura pa- della morale un modo di leggere
proposto nella serie «Itinerari» terna, di fronte alla sua eviden- p Massimo Recalcati la realtà, e non di colui che fa del
per MilanoExpo: mancano solo te «evaporazione»; e quel che p COSA RESTA DEL PADRE? moralismo. Distinzione, questa,
aggiornamenti con olgiattine e p R. Cortina, pp. 189, € 14 fondamentale, perché il morali-
dintorni di Arcore. Una riflessione sta nel senso vero del termine è
colui che crede che debba esiste-
IMMAGINARIO EROTICO del lacaniano re un'etica, mentre, come ricor-
Hefner e De Sade Massimo Recalcati:
si è inibita la capacità Il dolore di esistere però
= Bordello multimediale: è permane e viene
l’invenzione di Hugh Hefner di considerare l’Altro
con Playboy, così come la nascosto, ingannato,
interpreta la filosofa spagnola di essenziale essa ci può co-
Beatriz Preciado in Pornotopia munque portare. Il discorso, ri- dalla fede negli oggetti
(trad. di Elena Raffaelli, gorosamente, parte dal con- Cagnaccio di San Pietro, «Il trionfo dello Spirito sulla materia», 1935 che sforna il consumismo
Fandango Libri, pp. 240, fronto tra la Legge e il deside-
€ 16,50). Con il sottotitolo rio, di grande attualità in que- tilmente, la necessità della rego- Il dolore di esistere però per- concezione della psicoanalisi co- da Jung, «l'uomo pio» è colui
«architettura e sessualità» sti tempi di conflitti, anche poli- la e la bellezza del differimento mane e viene nascosto, inganna- me pensiero forte, e soprattut- che, dopo aver tenuto una confe-
l’autrice indica che la rivista tici e giudiziari, tra i due. del desiderio. L'evaporazione to, dalla fede negli oggetti che il to come pensiero capace di in- renza sul degrado etico, ritorna
sviluppò un «progetto» di In primo luogo Recalcati ci del padre e della Legge che in es- consumismo ci presenta, sem- terpretare anche il mondo della a casa e picchia la moglie. Quel
piacere domestico, una ricorda che «la Legge non è so si impersona conduce alla per- pre più numerosi, sempre più ac- postmodernità. La postmoder- che fa la differenza tra i due, na-
«alternativa al tradizionale una minaccia, ma una condizio- dita del limite, e quindi, inevita- cessibili, sempre più rapidamen- nità, peraltro legata comunque turalmente, sono la consapevo-
nucleo famigliare americano», ne del desiderio»: interdicendo bilmente, del desiderio: tutto è te obsoleti. Si potrebbe pensare - e noi ne siamo testimoni- ad lezza di essere tutti fallibili e in-
una «Disneyland per adulti» di il godimento immediato e tota- sempre qui, presente, a portata che in questo modo non si possa aspetti di decadenza e nichili- giusti, e l'assunzione della pro-
ville con piscina e letti girevoli, le essa apre la strada al deside- di mano: giovinezza, bellezza, po- che aprire la strada al feticismo, smo, pare non avere più spazio pria responsabilità.
dove si potevano replicare le rio di ciò che - forse - non si può tere, sesso, denaro. Non l'amore, come sostituzione dell’altro - vi- per un pensiero forte: la psicoa- Differenza che Recalcati ha
giornate del divin marchese. avere, donando al mondo e alla in quanto lo svuotamento della vente e desiderante - con oggetti nalisi è insidiata da se stessa, molto chiara: il suo libro, ancora
E proprio lui è il protagonista nostra vita il suo necessario funzione simbolica del padre e che non ci chiedono nulla, né im- dal suo tentativo cioè di essere una volta, porta un po’ di luce nel-
della biografia di Dante Serra motore. Magari, viene da pen- della Legge ha come risultato pegno né amore. Allo stesso mo- uno degli ultimi tentativi onni- la penombra di questi anni, ricor-
(Il marchese De Sade, Odoya, sare, i nostri nonni, e anche i «un’emarginazione del discorso do viene meno la funzione di te- comprensivi di spiegare la real- dandoci che «quel che resta del
pp. 255, € 18), a cura di nostri genitori, emersi dalla pa- amoroso», poiché l'assenza del li- stimonianza e di trasmissione tà, rischiando di divenire una padre è custodia del mistero del-
Francesca Mazzuccato, che lude della guerra, erano laca- mite e la possibilità - illusoria - di dell’eredità esistenziale che il pa- cassetta d'attrezzi buona per la vita e della morte, è la respon-
annuncia anche una sua Storia niani ante litteram o comun- avere tutto e subito inibiscono la dre possedeva. tutti gli usi, o di rivelarsi, come sabilità dell’eredità e della tra-
dello strip-tease, un gioco da que inconsapevoli, poiché furo- nostra capacità di considerare e Nella sua critica, Recalcati scrisse Karl Kraus, la malattia smissione, è la generatività del
conigliette. no loro a insegnarci, temo inu- di desiderare l'Altro. sembra rimanere fedele a una che pretende di curare. desiderio come nuda fede».
Tuttolibri
SABATO 30 APRILE 2011
LA STAMPA IX

IL FANTASTICO CAZOTTE, LIBERTINO REAZIONARIO restiamo nel realistico, di qua accediamo al meraviglioso. infine torna all'ortodossia simboleggiata dalla madre.
Un diavolo amoroso Suo primo esempio è proprio il delizioso racconto cui si
lega la fama letteraria di Cazotte, Il diavolo amoroso
Mattazzi «risettecentizza» con intelligenza il racconto,
evidenziandone i debiti con la tradizione galante e libertina
= Autore unius libri, Jacques Cazotte ha avuto in sorte (ora con nuova traduzione e introduzione di Isabella e il teatro del tempo (il diavolo parla come un illuminista, il
una profezia e un'antonomasia: entrambe scomode e, a Mattazzi, Manni ed., pp. 125, € 12): un giorno, a Napoli, che non stupisce nel reazionario Cazotte…). Ma segnala
quanto pare, piuttosto ingiuste. La profezia, che lo il giovane soldato spagnolo Alvaro evoca il demonio e altresì come un demone si chiami Calderon, al pari
ammantò d'una luce fosca, risale a una cena del 1788, questo gli si presenta, anziché nelle forme d'un cane dell'autore della Vida es sueño. E infatti si chiede Alvaro:
quando pare che predisse l'avvento del Terrore e la morte (attributo del Maligno nel mito di Faust), in quelle «Mi sembra tutto un sogno […]ma che cos'è in fondo la
violenta, poi verificatasi, di tutti i commensali. (Sotto la esotiche d'un cammello. Presto però l'Avversario si vita degli uomini se non questo?». L'esitazione, del resto,
ghigliottina di certo finirà lui, nel '92). L'antonomasia trasforma in una splendida e virtuosa fanciulla, Biondetta fu anche di Cazotte: il quale nel 1772 pubblicò una prima
gliel'ha affibbiata Tzvetan Todorov, quando nel 1970, in (virtuosa sì ma con qualche ambiguità sessuale, se può versione del racconto che, a differenza dell'ultima di
un fortunatissimo saggio sulla Letteratura fantastica, passare per un paggio…). È una Silfide: per guadagnarsi quattro anni dopo, si concludeva col trionfo di Biondetta.
teorizzava che il fantastico consiste nell'esitazione tra una l'immortalità deve congiungersi con un uomo. Alvaro Todorov, tutto sommato, non aveva tutti i torti.
spiegazione razionale e una sovrannaturale: di là dopo lunga esitazione (già!) cede alle sue malie, ma Andrea Cortellessa Ritratto di Jacques Cazotte

AUGUSTO mente smaltibili, conformi al mo-


ROMANO
dello consumistico usa e getta»
Una volta si diceva:
«Si legge come un romanzo!». E
Ma allora, non c’è salvezza?
Soprattutto alcune autrici (Lou
Bloc notes
certo Le maschere di Eros di Andreas Salomè, Marta Nus- RISPOSTA A MAGRIS
Marco Vozza chiama a raccolta sbaum, Elena Pulcini) hanno ri-
tutte le possibili storie d’amore, chiamato l’attenzione su quello
Rido con Socrate
quelle scritte nei romanzi e che è stato chiamato «amore ma- = Ringrazio Claudio Magris,
quelle che hanno costellato la trimoniale», o anche amour ami- che ha gentilmente risposto alla
nostra vita, e le smonta appli- tié. Si tratta di un amore penaliz- provocazione contenuta nel
cando loro il grimaldello dell’er- zato dal fatto di essere associato mio articolo su Tuttolibri di
meneutica del sospetto. Senza a grigi interni Biedermeier, fili- sabato 16 aprile in cui mi dicevo
tuttavia che, così denudate, es- p Marco Vozza steismo, mentalità piccolo-bor- perplessa del suo «elogio del
se perdano il fascino che viene p LE MASCHERE DI EROS ghese, abitudine e noia. Tutta- copiare». Perché
dall’essere una sempre viva te- p Bollati Boringhieri, pp. 194, € 12 via, quando non sia un semplice evidentemente di provocazione
stimonianza della nostra debo- ripiego o un’operazione regressi- si trattava: lasciavo intendere
lezza e inermità, e delle nostre va, l’amore matrimoniale occu- che in materia morale il terreno
speranze. Dato poi che l’amore pa uno spazio definito da parole è scivoloso, e si incomincia
è un fenomeno che tutti ci ri- vendendo compiti a scuola e si
guarda, possiamo davvero leg- Abbondano le relazioni finisce comprando testimoni,
gere questo saggio come se fos- giudici, guardie di finanza,
se un romanzo, chiedendoci an- «tascabili»: elastiche, colleghi. Magris mi fa passare
siosamente come andrà a finire, smaltibili, usa e getta un po’ come una maestrina
e se i nostri eroi, gli innamorati, dalla penna rossa, che non
troveranno grazia presso il tri- La salvezza può venire distingue tra seriosità e serietà;
bunale della storia. Anche per- Ari Scheffer,«Paolo e Francesca», 1835 ancora dal matrimonio ma correggerei il tiro: se mai,
ché l’autore, che è un filosofo, una meta-maestrina dalla
unisce la ricchezza di informa- quali: affetto, benevolenza, com- penna rossa, che sanziona non
zione a una scrittura appassio- Eros Tutte le possibili «storie del cuore» prensione, «apertura del cuo- il copiare né il vivere con
nata, senza troppo appesantirla re», riconoscenza, indulgenza. J. leggerezza tra i banchi di
con le ardue eleganze del lin- smontate con il grimaldello del sospetto P. Vernant ha scritto in proposi- scuola, ma il farne teoria.
guaggio filosofico. to: «L’essenziale non consiste in Tornando alla questione, so che
Ma che cos’è questo amore?, si un’esperienza di sé, ma nell’espe-

Ma cos’è l’amor?
Magris mi capisce benissimo se
chiedeva il grande Achille Cam- rienza di un altro da sé e nel- ricordo che l’idea di integrità
panile (purtroppo non citato da l’esperienza di divenire altro». morale (ossia: evitate di trovarvi
In questa prospettiva, l’im- sulla china scivolosa che
Le «Maschere» magine tradizionale del rappor- incomincia perdonando di
to «matrimoniale» lascia spazio principio piccole infrazioni) è
di Vozza: un inganno

Una fregatura
a una relazione delicata, instabi- stata lanciata da Socrate: un
a cui si cede, sperando le, drammatica e contradditto- personaggio che certamente
ria, che presenta punti di con- amava ridere, e rideva spesso
di sanare una ferita, tatto con un processo iniziatico. (anche sul letto di morte), e anzi
colmare una carenza Essa comporta un esporsi all’al- fece della risata del pensiero il
tro, un rivelare limiti e debolez- suo stile filosofico.
Vozza). Questo amore, nella for- ranza – e indifferenza – nei con- glio. La speranza è, nientemeno, tata da Novalis, vogliono proprio ze, sapendo tuttavia che sem- Franca D’Agostini
ma canonica che gli ha assegna- fronti delle caratteristiche pro- quella di ricomporre l’infranto questo. In loro il desiderio di mor- pre, tra noi e l’altro, si frappone
to la cultura occidentale, che è prie dell’oggetto d’amore. Questo mediante la fusione con l’essere te fa da contrappunto al «meglio lo schermo delle proiezioni e FESTIVAL A CHIASSO
quella dell’amore-passione, significa che si tratta di un amore amato. Ma chi ricorda Euripide non essere mai nati». che mai l’altro potrà svolgere
sembra essere, per parlare chia- fantasmatico: in realtà, non amia- sa che Elena, colei per la quale Bisogna anche dire che nel nei nostri confronti una funzio-
Per mare
ro, una grande fregatura. La mo la nostra fidanzata per ciò che tanto sangue fu sparso, è soltan- mondo post-moderno l’amore- ne radicalmente salvifica. = Sesto festival di letteratura
maggior parte del saggio è ap- lei è, ma amiamo in lei ciò che noi to un eidolon, un simulacro, passione non è più di moda. Vivia- E’ un incontro di ferite, uno a Chiasso, dal 6 all’8 maggio.
punto dedicata a mostrare e ar- vi proiettiamo. Ella è, alla lettera, un’immagine fatta d’aria. Perciò mo in una società che si propone stare dentro la ferita comune, la «Per mare» è il fil rouge del
gomentare premesse e conse- «la fanciulla dei nostri sogni». l’amore-passione richiede, per come ludica e allegramente nichi- comune ricerca e la comune delu- 2011. Inaugura la rassegna
guenze di questa temibile malat- Ma perché indulgiamo a que- durare, di essere variamente in- lista, e fa della «leggerezza» dei le- sione come dentro un contenito- Folco Quilici, ora in libreria con
tia. Possiamo intanto dire che sto inganno, e perché questi amo- tralciato (lontananza fisica, diffe- gami affettivi un merito. In real- re. Gli amanti spesso non si ren- La dogana del vento
l’amour-passion non conosce iro- ri sono così angoscianti? Perché renze sociali, amori adulterini, e tà, sono aumentati i narcisisti dono conto, quando litigano, che (Mondadori). Tra gli ospiti:
nia né temperanza, mira alla fu- attraverso di loro noi speriamo così via). L’amata lontana e im- alessitimici, così profondamente quello è uno dei momenti in cui so- Peter Bichsel, Vinicio Capossela,
sione ed esita nella delusione. di colmare la nostra incompiutez- prendibile è figura della impossi- insicuri e spaventati da sentirsi no più vicini. Perché quello è il lo scrittore libico Ibrahim al
Muore cioè dei suoi eccessi e za, di porre fine a una carenza, di bilità del ritorno. Il ritorno richie- costretti a ostentare un’immagi- momento in cui, senza separarsi, Koni. Sarà proiettato il video in
delle sue eccessive pretese. sanare una ferita che i miti collo- derebbe infatti l’eliminazione del- ne di autosufficienza, che li porta vengono chiamati a contemplare inglese in cui - durata 22 minuti
L’incredibile sta nel fatto che in cano all’origine della storia, e che l’Io. I più temerari, i più conse- a dire: «Non ho bisogno di nessu- la loro reciproca inconoscibilità e - Orson Welles legge brani di
esso un’aspettativa smisurata sempre si rinnova con la rottura quenziali, i più disperati, coloro no». Da cui, come scrive Vozza, la vulnerabilità di ogni amore che «Moby Dick». Per info:
si unisce a una sostanziale igno- traumatica dell’unità madre-fi- che sono attratti dalla notte can- «relazioni tascabili, elastiche, facil- sia situato nel tempo. www.chiassoletteraria.ch
Classifiche Tuttolibri
SABATO 30 APRILE 2011
X LA STAMPA

S
i riprende a salire sull’onda dell’indignazione:Hessel vane diplomatico, contribuì). Certo ben altro nutrimento ting di matrimoni reali e beatificazioni papali, mentre «la
AI PUNTI si è mostrato in tv, il volto ligneo, la parola ferma, co- verrebbe dal recuperare, ad esempio, gli scritti di Calaman- bomba è già caduta, Marcondiro’ndero/la bomba è già ca-
LUCIANO GENTA sì, con la spinta di Fazio, il valore dei suoi 100 punti è drei e quel memorabile discorso del 1955: «La Costituzione è duta, chi la prenderà?/La prenderanno tutti, Marcondi-
tornato sopra quota 10 mila. E, sotto per un soffio, anche la un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si ro’ndero/sian belli o siano brutti, Marcondiro’ndà» (De An-
Mazzantini ha ripreso fiato, mentre tutti gli altri fra i primi muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibi- dré/ Girotondo). Questioncelle che qui in classifica non tro-
Indignarsi 10 - dove non si intravedono nuovi ingressi - almeno non per-
dono velocità. Il grande vecchio della Resistenza francese
le. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà
di mantenere queste promesse, la propria responsabilità;
vano riscontro. L’indignazione - aspettando il prossimo ap-
pello di Hessel, Engagez vous! - sembra accompagnarsi
ha scritto un sanguigno volantino, al più lo si potrebbe dire per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è piuttosto all’evasione, alla nostalgia, alle rimembranze. Ed
e aggiungere un saggio breve che una volta sarebbe apparso in rivista ed
ora si vende come libro (opportunamente, non solo per far
l’indifferenza alla politica». Ma ormai vanno di moda i cioc-
colatini mignon per i tempi di lettura rapidi e brevi della ge-
ecco allora, novità meglio piazzata della settimana, al 13˚
posto, dolci ricette della nonna e diario famigliare di casa

un filo d’olio peso, l’editore ha aggiunto in appendice la Dichiarazione


universale dei diritti umani, alla quale anche Hessel, gio-
nerazione digitale. Non è il caso di indignarsi. Ci sarebbero
ben altre ragioni, in questo mediatico week-end, tra marke-
Agnello Hornby, Un filo d’olio. Per condire la gita del pri-
mo maggio, padroni e operai uniti nello shopping.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 93 64 62 54
1 2 3 4 5
Indignatevi! Nessuno Sanguisughe. Gesù Vieni via
si salva Le pensioni di Nazareth II con me
da solo scandalo BENEDETTO XVI
(JOSEPH RATZINGER)
HESSEL MAZZANTINI GIORDANO LIBRERIA SAVIANO
ADD EDITORE MONDADORI MONDADORI EDITRICE VATICANA FELTRINELLI

28
6 44
7 38
8 35
9 31
10
Il profumo Libertà E disse Gran circo La legge
delle foglie Taddei e altre del deserto
di limone storie di Vigàta
SÁNCHEZ FRANZEN DE LUCA CAMILLERI SMITH
GARZANTI EINAUDI FELTRINELLI SELLERIO LONGANESI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Nessuno si salva da solo 93 1. Il profumo delle foglie di limone 44 1. Indignatevi! 100 1. Aldilà. La vita continua? 20 1. Bianca come il latte, rossa... 20 1. Diario di una schiappa... 17
MAZZANTINI SÁNCHEZ HESSEL GIACOBBO D’AVENIA KINNEY
19,00 MONDADORI 18,60 GARZANTI 5,00 ADD EDITORE 17,50 MONDADORI 13,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

2. E disse 35 2. Libertà 38 2. Sanguisughe. Le pensioni scandalo 64 2. Benvenuti nella mia cucina 16 2. La versione di Barney 19 2. Le avventure di Re Artù 12
DE LUCA FRANZEN GIORDANO PARODI RICHLER STILTON
10,00 FELTRINELLI 22,00 EINAUDI 18,50 MONDADORI 14,90 VALLARDI 12,00 ADELPHI 23,50 PIEMME

3. Gran circo Taddei... 31 3. La legge del deserto 28 3. Gesù di Nazareth II 62 3. Steve Jobs. L’uomo che... 16 3. Il piccolo principe 18 3. Il giorno delle selezioni 12
CAMILLERI SMITH BENEDETTO XVI ELLIOT; SIMON SAINT-EXUPÉRY GARLANDO
14,00 SELLERIO 19,60 LONGANESI 20,00 LIBRERIA EDITRICE VATICANA 19,90 HOEPLI 7,90 BOMPIANI 11,00 PIEMME

4. La leggenda del morto contento 27 4. Vacanze in villa 25 4. Vieni via con me 54 4. Cotto e mangiato 15 4. La solitudine dei numeri primi 15 4. Nel regno della fantasia 9
VITALI WICKHAM SAVIANO PARODI GIORDANO STILTON
18,60 GARZANTI 19,00 MONDADORI 13,00 FELTRINELLI 14,90 VALLARDI 13,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

5. Un filo d’olio 24 5. Vicino a te non ho paura 21 5. Togliamo il disturbo 21 5. La dieta Dukan 11 5. Il tempo che vorrei 12 5. Diario di una schiappa I 9
AGNELLO HORNBY SPARKS MASTROCOLA DUKAN VOLO KINNEY
14,00 SELLERIO 20,00 FRASSINELLI 17,00 GUANDA 16,00 SPERLING & KUPFER 13,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

6. Non chiedere perché 22 6. Il vino della solitudine 20 6. Odio gli indifferenti 21 6. Instant English 11 6. 1984 11 6. La prima indagine di Theodore Boone 8
DI MARE NÉMIROVSKY GRAMSCI SLOAN ORWELL GRISHAM
18,00 RIZZOLI 18,00 ADELPHI 7,00 CHIARELETTERE 16,90 GRIBAUDO 9,50 MONDADORI 18,00 MONDADORI

7. Odore di chiuso 19 7. Il centenario che saltò... 17 7. Il grande disegno 20 7. A tavola non si invecchia 10 7. L’amico d’infanzia di Maigret 10 7. La banda del gatto 8
MALVALDI JONASSON HAWKING; MLODINOW ROMANO; FABBROCINI; CUCCARINI SIMENON STILTON
13,00 SELLERIO 17,90 BOMPIANI 20,00 MONDADORI 14,90 GIUNTI 10,00 ADELPHI 8,50 PIEMME

8. Hotel Locarno 17 8. La mappa del destino 14 8. Il denaro in testa 19 8. Le ricette di casa Clerici 10 8. L’ombra del vento 10 8. Terzo viaggio nel regno... 8
ELKANN COOPER ANDREOLI CLERICI RUIZ ZAFÓN STILTON
14,90 BOMPIANI 19,60 NORD 17,50 RIZZOLI 15,90 RIZZOLI 13,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

9. Un calcio in bocca fa miracoli 13 9. Appartamento a Istanbul 12 9. La fine è il mio inizio 18 9. The secret 10 9. È una vita che ti aspetto 10 9. Principesse. GiocaKit 7
PRESTA AYKOL TERZANI BYRNE VOLO -
16,50 EINAUDI 14,00 SELLERIO 22,00 LONGANESI 18,60 MACRO EDIZIONI 12,00 MONDADORI 12,90 WALT DISNEY ITALIA

10.La briscola in cinque 13 10.I dodici segni 11 10.Indignarsi non basta 17 10.The power 9 10.Il simbolo perduto 9 10.Sesto viaggio nel regno... 7
MALVALDI CHILD INGRAO; BOCCIA; OLIVETTI BYRNE BROWN STILTON
10,00 SELLERIO 18,60 LONGANESI 5,00 ALIBERTI 18,50 MONDADORI 14,00 MONDADORI 23,50 PIEMME

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 17 AL 23 APRILE.

D I
emocrazia e mercato», tre importanti riviste, 18 collane, l mercato è con noi, il mer- te lo vuole. Qualcuno protesta: i
compromesso cercasi. Ov- PROSSIMA storia, documenti, narrativa, pa- cato lo vuole. Quindi si pub- CHE LIBRO FA soliti intellettuali, quattro gatti.
vero: «Il lavoro è cambia- recchi long sellers: dalla Storia del blica. «Ricordo i picnic che Su Facebook, il gruppo «Basta
to, ma non è adeguatamente cam- MENTE Sindacato in Italia alla Storia del- Koba e io facevamo alla metà ...IN RUSSIA pubblicare libri stalinisti» ha 359
biato il modo di regolarlo». Con MIRELLA APPIOTTI le relazioni industriali in Europa. degli anni Trenta. Lui con i GIOVANNA ZUCCONI sostenitori. Dice: «Non vogliamo
La regolazione del lavoro. Dal- Adesso anche la poesia: a settem- suoi baffoni, io giovane e ma- mettere al bando questi libri né
l’era dell’instabilità alla defini- bre O mia patria, in tre volumi i grissimo, in camicia con il col- perseguire gli autori. Crediamo
zione delle sicurezze post-fordi-
ste del sociologo Mimmo Carrie-
L’Ediesse «versi e canti dell’Italia unita», ope-
ra mastodontica a cura di Vanni
letto aperto, mentre tagliava-
mo legna per il falò. Trote fre-
Il mercato però che questo tipo di propagan-
da estremista debba essere man-
ri, la Ediesse entra con forza, co-
me d’altronde è sua tradizione,
nel «problema dei problemi» non
fondata Pierini. Sottolinea il presidente An-
gelo Lana: «Un modo inedito per
noi di segnare lo spirito del tempo»
sche. Che bei tempi».
Alla metà degli anni Tren-
ta: che bei tempi. «Oggi per la
rivuole tenuta ai margini di una società
che rispetti se stessa … Il profitto
non può giustificare il danno in-
solo nel nostro Paese.
Il saggio è uno dei titoli colle-
sul lavoro che per la casa editrice romana
sembra nonostante tutto abbastan-
prima volta ho visto Koba con
le lacrime agli occhi».
Baffone flitto alla società russa dalla
maggiore casa editrice del pae-
gabili, anche trasversalmente, ad za clemente; restando tuttavia pri- Koba si commuoveva: era il se». Eksmo replica gridando alla
un 1˚ Maggio sempre più «diffici- mario, anche per i destini dell’edito- 1942. «Amo la natura, amo la censura. Dice di pubblicare an-
le» e che, grazie al tuttora ampio ria di sinistra, l’impegno per una ri- pesca, ma ora non c'è tempo che libri di Trockij, nemico di Sta-
orizzonte della editrice della Cgil, trovata unità non solo sindacale. per questo». lin. Dice di avere la responsabili-
può prendere la via di una inchie- Più severo, nel suo numero 741, Rimpianti, non rimorsi: nel tà di fornire libri (i libri che vuo-
sta sulle morti bianche (Jeans da futuro è di tutti ma è uno solo), di Il Calendario del popolo (la longe- 1943. Koba è Stalin. Chi scrive Stalin? I nemici della Russia le) a chiunque voglia libri. E se la
morire), dell’incrocio dei temi la- una puntualizzazione, attualissi- va rivista politico-culturale italia- è Beria, dolcissimo capo dei contro il Leader», «1937. Giusti- gente vuole Hitler? Mein Kampf
voro-criminalità (La lotta alle ma «contro il nuovo apartheid» na, pubblicata ininterrottamente servizi segreti. Chi pubblica i zia per Stalin. Senza appello!», è proibito in Russia, ma Eksmo
mafie come narrazione colletti- (Schengenland). dal marzo 1945 da Nicola Teti, e suoi diari è la casa editrice Ek- «Orgoglio senza pentimento. La non lo pubblicherebbe perché «di
va), di uno sguardo insolito sulla Argomenti strutturali alla si- ora dal figlio Sandro) sull’attuale smo, la maggiore in Russia, verità sull'era staliniana», «Le scarso interesse commerciale». Il
capitale dei rifiuti (Bella Napo- gla nata nel 1952 come ESI, nell’82 crisi «che non è solo economica e so- nella collana dedicata all'apo- purghe staliniste: il più grande mercato è sacro.
li), di una ricognizione tra le mu- diventata Ediesse, con un migliaio ciale ma rischia di diventare antro- logia stalinista («Come il Lea- falso del secolo», eccetera). La storia del revival stalini-
ra familiari (Lavoro domestico di voci in catalogo (tra le classiche pologica». Contro la quale, unico der salvò l'Unione Sovietica», A giustificare la pubblicazio- sta l'abbiamo ripresa da Novo-
e di cura: quali diritti?), del bi- Di Vittorio, tra le recenti Erri De augurio possibile, una «chiave a «Beria, il miglior manager del ne, secondo i responsabili della sti e Komsomol'skaja Pravda.
lancio d’una lunga esperienza (Il Luca, Vendola, Latouche, Isgrò), stella» per tutti. XX secolo», «Perché odiare casa editrice, è il mercato: la gen- Tutto cambia.
Diario di lettura Tuttolibri
SABATO 30 APRILE 2011
LA STAMPA XI

Oddone Camerana

Tra industria e letteratura


BRUNO ve giovane? “Piace alla gente
QUARANTA I PREFERITI che piace”. Siamo nella sfera,
Lo si direbbe, Oddo- nella dimensione, dei desideri
ne Camerana, un Bartleby senza oggetto, il desiderio è
subalpino. Nel volto ampio,
sabaudo, si distende l’uni-
f inoculato da un’entità diversa
da noi, il desiderio copiato...».
forme dello scrivano di Mel- L’auto. Torino. E la capitale
ville: «Preferirei di no», rie- americana delle quattroruo-
cheggiante un carattere in- te (Ford, Chrysler, General
digeno - il piemontese sem- Motors). «Fantasmi a De-
pre fermo al no - che non troit» è il racconto che sug-
sfuggì al valdostano Natali- gella la nuova edizione dell’«
no Sapegno. ELIAS CANETTI Enigma».
E’ un collezionista di «vi- Massa e potere «Una visita che risale alla me-
te a riscatto», Camerana. A tà degli Anni Settanta. Medi-
Adelphi, pp. 615, € 28
cominciare dalla propria. tando un rapporto del medico
Fedele al copione toccato- «Il potere esercitato Céline, il visionario del reale
gli in sorte, dinastico copio- attraverso la massa, che fu. Nel 1925, su e giù lungo
ne - figlio di Gian Carlo Ca- un risvolto, l’altra faccia, gli stabilimenti Ford e Westin-
merana, vicepresidente del- della folla giustizialista ghouse, s’imbattè in ciechi,
di Girard» epilettici, paralitici. Il ciclo
«Dopo la prima produttivo era sminuzzato al
punto che gli handicappati vi
comunione feci
visita al Cavaliere:
f si potevano adattare perfetta-
mente, lievissimo lo sforzo ri-
chiesto loro. Una rappresen-
mi donò una scatola
con due spazzole» «Mi sono remoti
la Fiat, a lungo sarà respon- Gramsci, Gobetti,
sabile della Direzione Pub- Fenoglio, preferisco
blicità e Immagine della RENÉ GIRARD
Fiat Auto - eppure fanciulle- i classici riletti
La violenza e il sacro
scamente altrove, lesto a in-
Adelphi, pp. 456, € 26 sulla scia di Girard»
cunearsi nella feritoia ver-
so il dominio misterioso, co- Girard avverte che tazione nitida, immediata, pla-
me il Grande Meaulnes. «la tendenza a cancellare stica della fabbrica qual è: un
Nella galleria che que- il sacro prepara il ritorno ospedale».
sto poeta urbano ha via via surrettizio del sacro, nella Dal medico Céline al - tor-
allestito, a risaltare è il fon- forma della violenza e niamo a Torino - medico
datore della Fiat, il senato- del sapere della violenza» Lombroso, tra i protagoni-
re Giovanni Agnelli, il Cava- sti del suo libro «Contro la
liere ahinoi oggi inesisten-
te: L’enigma del Cavalier
Agnelli, uscito da Serra e
f mia volontà», l’estremo Ot-
tocento spalancato al posi-
tivismo e all’occultismo...
Riva nel 1985, ritorna ora «Di Céline a rifulgere è la lin-
da Passigli. Oddone Came- gua, grondante rabbia, colle-
rana, che ne è il pronipote, ra, un argot di speciale poten-
negli Anni Ottanta gli spa- za, a noi ignoto. Grande scrit-
lancò le porte della città, di La vita. Oddone Camerana è nato a Torino nel 1937. Si è laureato in tore è anche Lombroso: se ne
Torino. Tra finzione e real- Giurisprudenza nel 1962. Nel 1976 ha assunto la responsabilità della Direzione leggano i profili criminali, so-
tà. Storica - biennio rosso - Pubblicità e Immagine della Fiat Auto e della gestione pubblicitaria dei marchi LAURENCE STERNE no un’incisiva commedia uma-
la chiusura della Fabbrica, Viaggio sentimentale na. Il suo pensiero? Pur sba-
immaginaria la vacanza Fiat, Alfa, Lancia e Veicoli Commerciali. gliando sostiene qualcosa di
Garzanti, pp. XXXVI-356, € 11
che il solitario eroe del ca- Le opere. Torna da Passigli «L’enigma del Cavalier Agnelli» (pp. 86, € 13,50). attualissimo. E’ inevitabile
pitalismo di gobettiana me- «Una suprema flânerie, stabilire una liaison fra la cer-
moria, «disoccupato», si Per lo stesso editore: «L’imitazione di Carl» e «Racconti profani». Da Einaudi: come le passeggiate del tezza che lo accompagnava,
concesse passeggiando fra «I passatempi del Professore» e «Contro la mia volontà». Da Baldini e Castoldi: Cavalier Agnelli. secondo cui il volto di un uo-
lapidi e monumenti, corsi «Il centenario». Da Lindau: «Vite a riscatto». Per Rizzoli: «La notte dell’Arciduca» Una salvifica riscoperta mo è la mappa del suo caratte-
d’acqua e viali, conventi e della libertà, passo dopo re, e il Dna, custode di ogni no-
campi volo. passo» stro segreto».
Le prigioni di Pellico; di là
«Attraversai il ’68 delle sbarre, i futuri crani di
Lombroso; reclusi i perso-
leggendo le Memorie
del duca alla corte Lo scrittore (e dirigente) flâneur, poeta urbano, gli irregolari nel suo pan-
theon...
naggi che Lei, di romanzo
in racconto, ha modellato...
«Ravasenga, a dire il vero, il «Vero. Il Cavalier Agnelli è un
di Luigi XIV mentre torna il suo racconto sul fondatore Ravasenga di Le nevi di una detenuto del lavoro in libera
e i moralisti del ’700» della Fiat, durante il biennio rosso a Torino volta, non lo conoscevo, me lo uscita. Il Professor Onorati-
suggerì Mario Soldati. E Gio- Cremona è recluso per motivi
Lei nasce nel ‘37, il Cavalie- vanni Camerana, un campio-
ne di pessimismo, l’autore di

“A passeggio
re muore nel ‘45...
«Sì, l’ho incontrato. Dopo la Oropee, morto suicida, era il
«Cesare Lombroso,
prima comunione, gli feci vi- fratello di mio nonno». un grande scrittore:
sita con mio fratello nella ca- Tra gli scrittori piemontesi i suoi profili criminali
sa di via Giacosa. Ci offrì da lei innalzati (un saggio
una scatoletta con due spaz- fresco di stampa), Silvio Pel- sono un’incisiva
zole. Un regalo non religioso lico, «Le mie prigioni». commedia umana»

con Agnelli
e maschile». «Un’opera che ho accostato
Il Cavalier Agnelli nella To- sulla scia di un intellettuale di salute. Emma Frassati, so-
rino di Gramsci e Gobetti. maiuscolo, René Girard. Nel rella di Alfredo Frassati, in
«Figure per me non partico- classico risorgimentale sfol- Contro la mia volontà è ostag-
larmente significative. Cer- gora “la verità che brilla nel- gio del fidanzato. I Pattume-
to, per documentarmi, li ho le prigioni” (un frammento ros del Centenario (i reduci di
letti, dai gramsciani trafiletti di Il capro espiatorio). Quale una fabbrica smantellata, in
di Sotto la Mole alla gobettia-
na Visita alla Fiat. E così al-
tre testimonianze sul primo
Novecento. Pagine che rimu-
ginavo passeggiando in cen-
tro durante le pause prandia-
li - lavoravo nei dintorni di
e Saint-Simon”
C’è un Virgilio che l’ha ti. Lo andavo a trovare il sa- sta e come studioso dei miti.
verità? Il fallimento della giu-
stizia penale, ieri come oggi
ruotante intorno al bisogno
prioritario, direi esclusivo,
di punire».
René Girard...
«Critico letterario e antropo-
disuso) sono imbrigliati nel co-
dice del passato, la malattia,
la febbre, il virus, la convulsio-
ne che è (riecco la fabbrica
ospedale). Le “vite a riscatto”
subiscono - scontano - i model-
li del capitalismo familiare.
corso Matteotti -, a poco a po- scortata nello scaffale bato pomeriggio, passandovi Fenoglio è remoto...». logo. Ci ha svelato la legge Forse non è un caso che tra i
co calandomi nel Senatore». francese? un’ora sulfurea. Mi capitò di E Mario Soldati? universale del desiderio mi- miei autori vi sia l’Hawthorne
Tra la Fiat e la biblioteca... «Arrigo Cajumi, ovvero I pen- essere accompagnato da Gui- «Ci si frequentava soprattut- metico. Desideriamo i desi- di La lettera scarlatta, un mon-
«Ho attraversato il Sessan- sieri di un libertino, un impa- do Ceronetti, un dubbio lo as- to a Tellaro, che raggiungevo deri di coloro che ci do soffocato, soffocante, per-
totto immergendomi, quan- reggiabile manuale di letture, sillava: sposarsi o non spo- da Lerici. Nell’Enigma del Ca- “contagiano”. Tramite Gi- secutorio».
do non ero in ufficio, nelle francesi e inglesi». sarsi? Il Professore lo inco- valier Agnelli apprezzò i silen- rard ho “rispolverato” non Oddone Camerana apre I pen-
Memorie di Saint-Simon, set- Cajumi, un critico «al vele- raggiò: “Ma si sposi, si spo- zi, neanche un’automobile, pochi classici - Don Chisciot- sieri di un libertino, magari al-
te volumi della Pléiade, rigo no». Non meno acuminato, si...Se uno dei coniugi muore unica eccezione la vettura te, per esempio, l’hidalgo che la pagina dove riluce «il super-
dopo rigo, o nei moralisti il pittore-scrittore Italo Cre- in albergo, l’altro potrà met- che conduce il Senatore dove si fa cavaliere errante imitan- bo motto» (vi si rispecchiava
francesi del Settecento. E’ il mona, protagonista di un tere in salvo le valigie...”». hanno inizio i diversi itinerari do gli eroi dei romanzi caval- Cajumi) di Walter Savane
loro realismo ad attrarmi, suo romanzo, «I passatem- Cremona, Ceronetti, gli peripatetici». lereschi - e rischiarato il mio Landor che potrebbe essere il
inesorabili nell’identificare pi del Professore». scrittori torinesi e piemon- Cremona e il casalese Piero stesso lavoro». suo: «I claim non place in the
la pianta uomo, di ambigui- «La sua Coda della cometa è tesi che sente affini... Ravasenga, citato nell’« La Pubblicità. Cioè? world of letters. I am alone,
tà in spietatezza. Non di- un egregio conte philosophi- «Il Ceronetti che prediligo è Enigma», e il poeta-magi- «Rammenta lo slogan geniale and will be alone, as long as I
menticando, fra le voci d’Ol- que. Me lo presentò un suo al- l’umorista della lingua, come strato Giovanni Camerana, coniato da Cagnasso per il lan- live, and after!». Solitario te-
tralpe, Léautaud, sommo lievo, il fotografo di caratura si manifesta nelle ballate. Pa- evocato in «Contro la mia cio della A112, ad amplificarne stimone «laico», sottobraccio
diarista pure lui». internazionale Gianni Pena- vese mi interessa come diari- volontà». Non difettano la malìa una Catherine Deneu- al solitario Cavalier Agnelli...