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I Domani LA VIDEOINTERVISTA LA MEMORIA tuttoLIBRI Faletti racconta la sua Milano tra donne e
I Domani LA VIDEOINTERVISTA LA MEMORIA tuttoLIBRI Faletti racconta la sua Milano tra donne e
I
Domani
LA VIDEOINTERVISTA
LA MEMORIA
tuttoLIBRI
Faletti racconta
la sua Milano tra
donne e delitti
Quando o.d.b.
diventò come
Woody Allen
iPad Edition
E i 3 titoli sul comodino di Inge Feltrinelli
iPad Edition E i 3 titoli sul comodino di Inge Feltrinelli NUMERO 1744 ANNO XXXIV SABATO
iPad Edition E i 3 titoli sul comodino di Inge Feltrinelli NUMERO 1744 ANNO XXXIV SABATO

NUMERO 1744 ANNO XXXIV SABATO 11 DICEMBRE 2010

tuttoLIBRI

Le proposte

GIORGIO BOATTI

ALLE PAGINE II-III

GIOVANNI TESIO LORENZO MONDO BRUNO QUARANTA MIRELLA APPIOTTI

A PAGINA IV

CLAUDIO FRANZONI SILVIA RONCHEY

ALLE PAGINE VI-VII

MARCO BELPOLITI

MARCO VALLORA

ALLE PAGINE VIII-IX

PIERO BIANUCCI ENZO BIANCHI ELENA LOEWENTHAL

ALLE PAGINE X-XI

ROBERTO DENTI ANTONIO FAETI FERNANDO ROTONDO FERDINANDOALBERTAZZI

ALLE PAGINE XII - XIII

SANDRO CAPPELLETTO GIORGIO PESTELLI RICHARD NEWBURY GIUSEPPE CULICCHIA BRUNO RUFFILLI

ALLE PAGINE XIV-XV

FRANCESCO TROIANO ROCCO MOLITERNI

ALLE PAGINE XVI-XVII

ALBERTO GEDDA

FRANCO GIUBILEI

A PAGINA XVIII

BRUNO GAMBAROTTA PIERO SORIA

A PAGINA XX

LA CLASSIFICA

DEI TITOLI

PIU’ VENDUTI

A PAGINA XXII

IL DIARIO DI LETTURA DI PAOLA PALLOTTINO

di SANTO ALLIGO

A PAGINA XXIII

TUTTOLIBRI

A cura di:

LUCIANO GENTA con BRUNO QUARANTA grafica di MARINA CARPINI

tuttolibri@lastampa.it

www.lastampa.it/tuttolibri/

LA STAMPA

DirettoreResponsabile

MarioCalabresi

Vicedirettori

MassimoGramellini,CesareMartinetti

VittorioSabadin,LucaUbaldeschi

EditriceLaStampaSpA

viaMarenco32,Torino

Presidente

JohnElkann

Stabilimentidistampa

LaStampa,v.G.Bruno84,Torino

LitosudRomaSrl,v.CarloPesenti130,Roma

E.TI.S.2000, ZonaIndustrialePalastrada,Catania L’UnioneEditorialespa,viaOmodeo,Elmas(CA)

Supplementochiusointipografiail9-12-2010

Illustrazione di Herta Zuckermann Da 35 anni una promessa sicura
Illustrazione di
Herta Zuckermann
Da 35 anni una promessa sicura

Dall’antica Roma all’Unità d’Italia, dall’arte alla scienza, dai ragazzi ai fumetti, dalla musica al cinema:

una guida al Natale

più

S

una mappa di titoli che proseguirà sabato 18 e giovedì 23

trenne

al cinema: una guida al Natale più S una mappa di titoli che proseguirà sabato 18
al cinema: una guida al Natale più S una mappa di titoli che proseguirà sabato 18

per tutti

al cinema: una guida al Natale più S una mappa di titoli che proseguirà sabato 18
al cinema: una guida al Natale più S una mappa di titoli che proseguirà sabato 18
al cinema: una guida al Natale più S una mappa di titoli che proseguirà sabato 18
II
II

Strenne

Storia Verso i 150 anni dell’Unità d’Italia: dalle biografie alle fonti, dalle idee ispirative ai simboli, dagli eventi alle icone dimenticate

La Borsa del Risorgimento:

su il Conte, giù il Generale

S

GIORGIO BOATTI

pp Alberto Mario Banti p NEL NOME DELL'ITALIA Il Risorgimento p Laterza, pp. 424, €

pp

Alberto Mario Banti

p

NEL NOME DELL'ITALIA

Il

Risorgimento

p

Laterza, pp. 424, 24

pp Alberto De Bernardi e Luigi Ganapini p STORIA DELL'ITALIA UNITA p Garzanti, pp. 1137,

pp

Alberto De Bernardi

e

Luigi Ganapini

p

STORIA DELL'ITALIA UNITA

p

Garzanti, pp. 1137, 48

pp Salvatore Lupo p IL PASSATO DEL NOSTRO PRE- SENTE. Il lungo ‘800: 1776-1913 p

pp

Salvatore Lupo

p

IL

PASSATO DEL NOSTRO PRE-

SENTE. Il lungo ‘800: 1776-1913

p

Laterza, pp. 205, 18

ta avanzando in vista del centocin-

quantenario un Risorgimento do-

ve i conti con il passato corrono in

piano. Anzi per dirla tutta, su ter- reno piatto e, per buona parte, pre- vedibile. Pare comporsiuno scena- rio che, visto con un pizzico di iro-

nia, ricorda l’inizio dei Fiori blu di Raymond Queneau, magistral- mente tradotti da Calvino: ram- mentate il Duca D'Auge che, in- stallato nel suo maniero, non sa più in quale secolo vive, se nel cuo-

re del passato o nel cielo del pre-

sente sotto cui abita l'oste Cidro- lin, nostro contemporaneo? Il Du- ca, salito in cima al torrione per considerare la situazione storica,

la trova piuttosto confusa. «Resti

del passato alla rinfusa si trascina- vanoquae là…». Esattamente come sta acca- dendo oggi sul set delle ricognizio-

ni in terra risorgimentale.

Lungo il vialone delle Biografie gli scout editoriali, appostati su

quattro obbligati quadranti, in vi-

sta delle celebrazioni, soppesano

l'oscillare dei futures collegati ai

quattroPadri della Patria. Il Savoia pare stabile ma niente

di paragonabile ai fasti del primo

cinquantenario quando, per riba- dire che l'unità italiana era monar- chica e con una capitale definitiva- mente romana, le celebrazioni vennero imperniate sull'inaugura- zione del Vittoriano, dedicato ap-

punto a re Vittorio. La stella di Ga- ribaldi risulta in discesa. Soprat- tutto se paragonataalla lunga fase Toro che la salutò negli anni cra- xiani. Cavour invece è in leggera

risalita. Niente di confrontabile pe-

rò con la fulgida starship con cui

aveva sovrastato le celebrazioni

del 1961, tenute a Torino, non a ca-

so, visto che si voleva sottolineare,

proprio nell'ex capitale sabauda

diventata capitale dell'auto nel se- colo del motore, l'industrioso pro- gressoeconomicodel Paese. Ades-

so potrebbe essere la stagione di

Mazzini, un Mazzini che per i suoi fans ha qualche somiglianza col «Dandy» di Romanzo criminale. Ambiguamente duale, come vo- gliono i tempi. E dunque carisma-

tico e, al tempo stesso, cattivo ma- estro come nel film Noi credevamo

con annesso porticato delle Icone dimenticate. Da qui, a cura del professore pisano Alberto Mario Banti, spunta l'antologia Nel no- me dell'Italia. Il Risorgimento nelle testimonianze, nei docu- menti e nelle immagini (Later-

za). Un libro che ambisce a tesse-

re una specie di ipertesto attraver-

so le fonti, le idee ispirative, i sim- boli e le immagini che accompa- gnano il processo di unificazione nazionale, dai suoi prodromi alla

sua conclusione. L'idea è buona ma la realizzazione zoppica sotto una selezione di testi condotta spesso con sussiego, inquadrati con didascalico procedere. Forse

ci

sarebbe voluto altro: la capacità

di

incrociare temi, far parlare vo-

ci,

anche le più dissonanti, e far in-

teragire fittamente il tutto con la straripante iconografia risorgi-

mentale disponibile, della quale -

L’ antologia di Banti in polemica con Ciampi, il percorso di De Bernardi e Ganapini,

il lungo ’800 di Lupo

nel testo curato da Banti - si vede solo una pallidissima e pauperissi- ma selezione. Sfide «risorgimentali»così den-

se non sono impossibili. Avrebbe- ro potuto ispirarsi a annisettanta, il catalogo curato da Marco Belpo- liti, Gianni Canova, Stefano Chio-

di, edito da Skira. Massiccio e rigo- roso reference book a tema, realiz- zato con notevole ricchezza icono-

grafica e generosa provocazione intellettuale in connessione con l'analoga mostra organizzata dal-

la Triennnaledi Milano.

Nel saggio Nel nome dell'Italia si prende altra strada. E la scelta as- sai ridotta di immagini e i discuti- bili criteri di inquadramento della

selezione non possono essere con- trobilanciati da un'introduzione «storica» dai toni non solo accesi ma centrati sui tempi stretti e fra- gili del dibattito politico attuale. Il tutto pervaso da un'acredine ver- so il «ciampismo», ovvero la valo- rizzazione di alcuni temi risorgi-

di

Martone.

mentali condotta puntualmente

Ma sul set risorgimentale le co-

da Ciampi, del tutto inspiegabile.

se

più interessanti si registrano al-

Se non rammentando, forse, l'es-

trove. Ad esempio in prossimità della Piazza dei Reperti Testuali,

sere l'ex-ospite del Quirinale origi- nario di Livorno. E Banti un pisa-

no doc. Un conflitto di campanili,

insomma, che neppure nell'Italia unitasi è sopito. Sul set risorgimentale avanza-

no però altre stimolanti presenze,

collocate all'incrocio tra lo scorre-

re degli eventi e le dinamiche com-

plessive, le modalità che danno

forma all'accadere delle cose. Due

libri hanno il merito di scrutare il Risorgimento collocandosi, in tut-

to o in parte, su questa angolazio-

ne. Nel massiccio volume di Alber-

to De Bernardi e Luigi Ganapini,

Storia dell'Italia unita (Garzan- ti), gli autori riescono a non steri- lizzare gli eventi ma, al contrario, li sanno organizzare in cinque effi-

caci grandi narrazioni tematiche

prima di collocarli al posto giusto,

sul loro scaffale cronologico d'ap- partenenza. Salvatore Lupo, nel suo denso e stimolante Il passato del nostro presente. Il lungo Ot- tocento 1776-1913 (Laterza), pro- cede nella stessa direzione. Forse con maggiore stringatezza ma al- trettanta efficacia, visto che am-

plia gli orizzonti della sua ricostru- zione su uno spazio sovrannazio- nale. E, soprattutto, si muove su una scansione temporale che fa dell'Ottocento lungo, quello che corre dalla dichiarazione d'Indi- pendenza americana alla vigilia della «grande guerra», la matrice

di un mondo presente che porta

con sé caratteri antichi, non di ra-

do ancora operanti e vincolanti, in

cui siamo immersi. Anche se spes-

so non lo sappiamo. gboatti@venus.it

Anche se spes- so non lo sappiamo. gboatti@venus.it In alto illustrazione di Trautl Conrad. Qui sopra

In alto illustrazione di Trautl Conrad. Qui sopra la copertina del libro «Weihnacht»

Conrad. Qui sopra la copertina del libro «Weihnacht» Nove fanciulle viennesi T rautl Conrad, Gretl Hanus,

Nove fanciulle viennesi

la copertina del libro «Weihnacht» Nove fanciulle viennesi T rautl Conrad, Gretl Hanus, Marie Kind, Steffi

T rautl Conrad, Gretl Hanus, Marie Kind, Steffi Kraus, Ine Probst, Bella Vichon, Marta Zehenter, Helli Stoi e Herta Zuckermann; i nomi di queste nove ragazzine, non ancora quindicenni, diranno

poco o nulla a chi non naviga da molti anni nelle profonde acque dell'illustrazione internazionale. Ebbene, sono loro le autrici dei disegni che illustrano questo speciale natalizio di tuttoLibri. Le immagini sono tratte dal libro Weihnacht, pubblicato a Vienna nel 1922 e uscito nello stesso anno anche in inglese e in olandese (si può trovare da Hans Lindner, Mainburg, Germania; da Weinek, Salzburg, Austria; da Wiener Antiquariat Ingo Nebehay, Austria; da Aleph-Bet Books, NY, tra i 750 e i 2.000 euro a seconda della conservazione), con tre varianti di colore dei disegni al tratto in copertina (senza titolo nè autore) e nei risguardi: blu, ocra e rosso. Tra i più interessanti e ricercati per lo splendore delle sue 14 immagini litografiche, Weihnacht vide la luce alla Kunstgewerbeschule

e ricercati per lo splendore delle sue 14 immagini litografiche, Weihnacht vide la luce alla Kunstgewerbeschule
(Scuola di artigianato artistico) di Vienna per merito di Franz Cizek (1865-1946), pittore, grafico e

(Scuola di artigianato artistico) di Vienna per merito di Franz Cizek (1865-1946), pittore, grafico e pedagogo, innovatore dell'insegnamento artistico per la gioventù, le cui vedute teoriche furono di decisiva

importanza per la nascita del libro illustrato dai ragazzi. Le nove allieve

di

Cizek, dopo aver scelto il tema da svolgere, progettarono ed eseguirono

in

autonomia (ognuna ebbe un compenso di mille corone dall'editore

Burgverlag Richter & Zöllner), sia i disegni sia il successivo, difficile

trasporto sulle pietre litografiche, una per ogni colore (fino a dodici), così

da restituire sulla carta, una volta stampato, il bozzetto originale.

La freschezza e la bellezza delle illustrazioni sono tali che l'opera fu ammirata anche dai più smaliziati specialisti. Difficile dire quale delle autrici fosse più dotata, ognuna tesa a rendere un diverso momento dell'immaginario infantile legato alla tradizione natalizia, ma su tutte spiccano Steffi Kraus e Gretl Hanus per la maturità del disegno e per la deliziosa composizione grafica. Weihnacht fu il loro contributo all'arte dell'illustrazione: un seme meraviglioso che non diede, però, altri frutti. Santo Alligo

Battaglie su due fronti

Il 24 giugno a Solferino fino all’ultima baionetta

I l Risorgimento intravisto dall'altra parte forse

non era considerato proprio un «risorgimento»:

al contrario. Soprattutto se lo si scrutava proce-

dendo sul campo di battaglia, sotto il fuoco dell'avver- sario italiano. Solferino è stata una delle battaglie più sanguinose delle campagne risorgimentali e Ulrich Ladurner, meranese e giornalista del settimanale Die

Zeit, in Solferino. Storia di un campo di battaglia, ricostruisce

con ricchezza di fonti quella giorna-

ta del 24 giugno 1859 in cui francesi

e italiani da una parte, e austriaci dall'altra, si affrontarono con una violenza inaudita che sconvolse,

per il numero dei caduti e dei feriti, l'opinione pubblica europea. E in- dusse lo svizzero Dunant, presente tra i combattenti, a gettare l'em- brione della Croce rossa.

Tra i documenti consultati da

Ladurner anche il diario del bisnon-

pp Ulrich Ladurner p SOLFERINO p trad. di B. Forino p Il Mulino, pp. 124,

pp

Ulrich Ladurner

p

SOLFERINO

p

trad. di B. Forino

p

Il Mulino, pp. 124, 12

no,

che a Solferino indossava la divi-

sa

austriaca. Non erano pochi gli

italiani inquadrati nella Regia Ar- mata di Vienna sui campi di batta-

glia risorgimentali. A farne la storia, in un libro di scrupolosa documentazione, è Isabella Dal Fabbro in Il Controrisorgimento. Gli Italiani al servizio im- periale. I lombardi, i veneti e friulani dell'Impe- rial Regia Armata, 1814-1866 (Gaspari editore, pp.

256, 14,80).

[G.B.]

Briganti e banditi

Dal Sud al Piemonte scorre il sangue dei ribelli

N on è di oggi l'attenzione dedicata dagli storici all'altra faccia della medaglia dell' unificazione della nazione, quella lotta al

brigantaggio - in realtà la repressione da parte

dell'esercito di una vastissima ribellione sociale che si accende in numerose regioni meridionali appena unificate - che incendia il Sud negli anni successivi alla proclamazione del regno, dopo Gli ultimi gior-

ni di Gaeta, ricostruiti da Gigi

pp Giordano Bruno Guerri p IL SANGUE DEL SUD p Mondadori p pp. 297, €

pp

Giordano Bruno Guerri

p

IL SANGUE DEL SUD

p

Mondadori

p

pp. 297, 20

Di Fiore (Rizzoli, pp. 354, 20).

Si scatena una guerra che rinnega ogni umanità e si svolge con agguati e battaglie. A cui fanno seguito fucilazioni, depor-

tazioni, assedi di paesi, condan-

ne durissime: passaggi dramma-

tici della nostra storia unitaria raccontati da Giordano Bruno

Guerri con Il sangue del Sud.

Antistoria del Risorgimento e

del brigantaggio.

Un altro tipo di brigantag- gio, quello che prende posto in

Piemonte nei difficili anni che intercorrono tra la rivoluzione francese e la re- staurazione, è rievocato in dieci efficaci narra- zionida Alessandro Mondo: O la borsa o la vita! Storie di banditi, avventurieri e idealisti in Piemonte tra rivoluzione e restaurazione (Priuli&Verlucca, pp. 207, 14,50). [G. B.]

Tuttolibri

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA

III
III

Protagonisti e comparse

Con Garibaldi e Mazzini «credere senza vedere»

P rotagonisti e comprimari, primattori e com- parse convivono in ogni capitolo del Risorgi- mento italiano, dove vi è posto sia per l'«Eroe

dei due Mondi» sia, anche, per ragazzi che vivono

una stagione appassionata e rischiosa di militanza e

di cospirazione e poi, quando sono fortunati, torna-

no sotto il tetto famigliare. Un ritratto sintetico di

Garibaldi, efficace nell'affiancare luci e ombre, è delineato da An- drea Possieri, nella collana «l'Iden- tità italiana» de Il Mulino. Alle comparse di un Risorgi- mento apparentemente minore, che muove i suoi primi passi nelle reti cospirative allestite da Mazzi- ni, dedica fine analisi e ottima scrittura Arianna Arisi Rota ne I piccoli cospiratori (Il Mulino, pp. 218, 20). Sfilano storie di vite di

giovani che, a partire dal 1830, fan-

no il grande salto verso la clande-

stinità, giustificando in lettere ad

amici e a famigliari le proprie scel- te, spesso pesantemente pagate,

ma anche le cocenti contraddizio-

ni di una militanza evocata dalla fedeltà a un leader

che esige ferrea e totale disponibilità ad ogni sussul-

to rivoluzionario. Un leader lontano, spesso inavvi-

cinabile, che a questi giovani chiede di seguirlo sen-

za essere in mezzo a loro, di «credere senza vede-

re».

[G. B.]

pp Andrea Possieri p GARIBALDI p Il Mulino p pp. 245, € 16

pp

Andrea Possieri

p

GARIBALDI

p

Il Mulino

p

pp. 245, 16

Date e retroscena

Bene o male, nacque e crebbe la nostra Patria

C osa sarebbe della Storia se l'amnesia cancel- lasse le date che aiutano a capire lo svolger-

si degli eventi, la successione dei fatti, la lo-

ro concatenata periodizzazione? Carlo Fruttero e Massimo Gramellini ne La Patria bene o male. Almanacco essenziale dell'Italia unita in 150

date, tracciano un percorso per non smarrirsi nel lungo scorrere delle vicende che compongono la storia comune degli italiani nell'

ultimo secolo e mezzo. Un'esplorazione dentro un so- lo ma cruciale decennio, quello che dall'unificazione porta a Ro- ma capitale, è compiuta da Arri- go Petacco in O Roma o morte. 1861-1870: la tormentata con- quista dell'Italia unita (Monda- dori, pp. 160, 19). Gli intrecci di vite fuori le ri-

ghe e i plot di storie più misterio- se e imprevedibili di una sceneg-

giatura cinematografica che co-

stellano il Risorgimento, costitui- scono il motivo conduttore di al-

tri due titoli per Sperling & Kupfer: C'era una volta l'Italia. In viaggio fra patrioti, briganti e principesse nei giorni dell' Unità di Antonio Caprarica (pp. 255, 18,50) e 1861. La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo(pp. 273, 18,50). [G. B.]

pp Carlo Fruttero Massimo Gramellini p LA PATRIA BENE O MALE p Mondadori, pp. 356,

pp

Carlo Fruttero Massimo Gramellini

p

LA PATRIA BENE O MALE

p

Mondadori, pp. 356, 18

EVA FEDER KITTAY PIERANGELO SEQUERI MICHEL DE CERTEAU SONIA LIVINGSTONE MARCEL GAUCHET La cura dell’amore
EVA FEDER KITTAY
PIERANGELO SEQUERI
MICHEL DE CERTEAU
SONIA LIVINGSTONE
MARCEL GAUCHET
La cura dell’amore
Charles de
Foucauld
Donne, uguaglianza,
dipendenza
Lo straniero
o l’unione
nella differenza
Ragazzi online
Il figlio
del desiderio
Crescere con internet
nella società digitale
Il vangelo viene da Nazaret
Una rivoluzione antropologica
pp. 404 - € 19,80
pp. 360 - € 20,00
pp. 88 - € 10,00
Prefazione di PierAngelo Sequeri
pp. 240 - € 18,00
Prefazione di Lucetta Scaraffia
pp. 104 - € 12,00
VITA E PENSIERO
www.vitaepensiero.it
Pubblicazioni dell’Università Cattolica
☎ 02.7234.2335
IV
IV

Strenne

Tuttolibri

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA

n invito all’incontro con due tra le voci più folgoranti del Nove- U cento poetico:
n
invito all’incontro con due tra
le
voci più folgoranti del Nove-
U
cento poetico: Alda Merini e An-
tonia Pozzi. Di Alda Merini più di
mille pagine pubblicate da Mon-
Poesia La Merini e la Pozzi, tra solitudini
e lacerazioni, voci al vertice del Novecento
dadori con un bel titolo, Il suono
dell’ombra, che raccoglie a cura
no pietà/ io mi alzo a scrivere in-
certa,/ so che le mie carte ca-
dranno nel sonno/ di molti critici
disattenti,/ so che non farò mai
clangore né rime/ ma devo ugual-
mente scrivere/ per quella corda
segreta/ che mi porto avvinghia-
di
Ambrogio Borsani poesie e
ta
al collo/ come un cappio deciso
prose dal 1953 al 2009. Di Anto-
nia
Pozzi 650 pagine edito da Sos-
sella con un titolo non meno bel-
lo,
Poesia che mi guardi, che
Alda randagia
Antonia dorata
a frantumarmi». Versi della Me-
rini che Antonia Pozzi avrebbe
potuto sottoscrivere.
Nella Merini la grande ferita
GIOVANNI TESIO
raccoglie a cura di Graziella Ber-
nabò e Onorina Dino il più ampio
numero di poesie finora pubblica-
del manicomio, nella Pozzi la feri-
ta
del privilegio. Nella Merini la
te
insieme con altri scritti e il dvd
maternità plurima e coartata,
nella Pozzi la maternità fanta-
del
film di Marina Spada presen-
smatica e sognata. Nella Merini
versi sotto l’albero
tato al festival di Venezia.
Della Merini si sa in genere di
più o si presume di saperne di
la
Milano randagia dei Navigli,
ALBERTO VIGEVANI
CLAUDIO DAMIANI
ROBERTO MUSSAPI
nella Pozzi la Milano dorata dei
Palazzi. Nella Merini gli studi in-
più, vista anche la fortuna media-
tica che l’aveva trasformata - do-
L'esistenza
Poesie
Einaudi, pp. 194, € 14, 50.
A cura di Enrico Testa tutte le
poesie (1980-1992) di un «laico
inappagato», e tuttavia «laico
sempre» , «ansioso di sapere/ a
Fazi, pp. 174, € 15
L'incoronazione
degli uccelli nel giardino
po
la dilaniante esperienza del
A
cura di Marco Lodoli,
manicomio - nell’icona forse più
visibile della poesia nazionale.
Della Pozzi si sa meno, ma pu-
un'antologia dell'opera di Claudio
Damiani. Poesia che riconcilia con
Salani, pp. 110, € 12
Un coro di uccelli che convengono
nel giardino del poeta per eleggere
la
poesia, fuori da «inutili acrobazie
lei ha scalato a poco a poco i
gradi di una notorietà postuma
che è venuta crescendo non tan-
re
cosa vado incontro». Momenti di
vita e trasparenze di dettato.
stilistiche» (Lodoli) e da ogni fatua
provocazione.
il loro re. Un poemetto che sta tra la
grazia infantile e l'adulta sapienza
del silenzio e del canto.
to
in ragione del suicidio che nel
1938 ne concluse tragicamente la
vita, ma dell’alta spiritualità di
un’esistenza vissuta sotto il se-
Illustrazione di
Steffi Kraus
certi e impossibili, nella Pozzi il li-
ceo classico e l’Università. Ma in
tutt’e due l’Amore su tutto e so-
prattutto, la denuncia dell’irre-
quietudine e dell’ansia eterna, le
apparizioni angeliche (gli angeli
del Diario di una diversa nella Me-
rini, gli angeli dei Diari nella Poz-
zi). In tutt’e due la scienza del do-
no, la generosità dei gesti, la lace-
razione del cuore, il travaglio del-
l’eterno, il richiamo del divino, la
forza della parola che si fa voce
pp
Alda Merini
gno dell’interrogazione e di un di-
di
poesia: «Poesia, poesia che ri-
p
IL SUONO DELL’OMBRA
re
Poesie e prose (1953-2009)
poetico alimentato dalla pre-
senza del dolore.
p
a
cura di Ambrogio Borsani
p
Mondadori, p. LXVIII-1041, € 38
Due vite agli antipodi,
dai Navigli ai palazzi
della loro Milano,
attraversate dal dolore,
richiamate dal divino
mani/ il mio profondo rimorso,/
oh aiutami tu a ritrovare/ il mio
alto paese abbandonato». Que-
sta volta sono versi della Pozzi,
ma la Merini avrebbe potuto sot-
toscriverli.
Difficile immaginare due vite
così diverse, per generazione (la
Pozzi era del ‘12, la Merini del
‘31), per estrazione sociale, per
tempi, per esperienze, per desti-
no. La Merini più erotica e sen-
Le accomuna una spinta
irresistibile all’essere,
l’urgenza della passione
e della pena, ma anche
della preghiera e della pietà
Per chi ama i percorsi un po’
fuori dai circuiti professorali e
pp
Antonia Pozzi
suale, la Pozzi più coperta quan-
dalle cure troppo specialistiche e
p
POESIA CHE MI GUARDI
tunque non meno estrema. Ma
a
volte francamente uggiose,
p
a
cura di Onorina Dino
tutt’e due impastate in solitudini
e
Graziella Bernabò
lancinanti e in aggrovigliati giri
p
Luca Sossella Editore
del
sangue.
p
pp. 656, € 20
con dvd del film di Marina
Spada presentato l'anno scor-
so al festival di Venezia.
Al di là dei modi e delle forme,
in
tutt’e due una spinta irresisti-
bile all’essere, un’assoluta neces-
un’ottima occasione di lettura,
cui aggiungerei qualche altra
proposta compatibile.
Tra ferite del corpo e costan-
za dell’anima, come sottolinea
Bàrberi Squarotti, Corpus di Ma-
p
Altri titoli segnalati:
sità espressiva, una sorta di vizio
ria Modesti (Passigli). Tra vicen-
p
Corpus di Maria Modesti (Pas-
sigli, pp. 104, € 14); Mistral di
Ida Vallerugo (Il Ponte del Sale
(pp. 262, € 18) a cura di Anna De
Simone, prefazione di Franco
Loi); China di Maria Pia Quinta-
valla (Effigie, pp. 117, € 14).
imperdonabile in cui costringere
l’emozione dei fenomeni e delle
cose, l’urgenza della passione e
della pena, ma anche della pre-
ghiera e della pietà: «Con le mem-
bra lacerate dai suoni/ dai fulmi-
da
personale e vicenda collettiva
ni
delle arcate segrete del so-
gno,/ con le membra che chiedo-
Mistral della friulana Ida Valleru-
go (Il Ponte del Sale) a cura di
Anna De Simone (prefazione di
Franco Loi). Tra memoria di una
madre e narrazione di un mi-
stero China di Maria Pia Quin-
tavalla ( Effigie).
Il classico illustrato
Racconti di cuori
Vita in dvd
Da Boccaccio a Botticelli
tutti i colori del Decameron
L’amore a Ottocento carati
da Stendhal a D’Annunzio
E la fotografa Inge lasciò
tutto per Giangiacomo
LORENZO MONDO
BRUNO QUARANTA
MIRELLA APPIOTTI
N essuno scrittore ha offerto come il Boccaccio
T ormento ed estasi covano e ribollono nello
stesso crogiuolo dello sturm und drang.
L’Ottocento, Ottocento il secolo, ottocento
E braica la famiglia paterna. Sotto la cappa del
del Decameron tanta ispirazione per opere
nazismo l’infanzia a Essen, l’adolescenza a
d’arte e manufatti artigianali (come cassoni e
Göttingen. Nei primi anni 50 la fuga dalla pic-
deschi), destinati a un pubblico aristocratico e bor-
ghese. Era lui stesso così persuaso che il narrare per
parole e il narrare per immagini si integrassero a vi-
cenda che provvide per due volte, a
i carati. Non avrebbero potuto sfolgorare nel Sei-
cento del già «illuminato» La Rouchefoucauld
(«Ci sono persone che non si sarebbero mai inna-
morate se non avessero mai sen-
cola città tedesca «per conoscere il mondo»: stru-
mento una Rollei. A New York la neo-fotoreporter
Inge Schoenthal incrocia la Garbo, per caso, sulla
Madison. Il primo colpo di fortu-
distanza di vent’anni, a illustrare il
suo capolavoro. Questi eccezionali
disegni a colori, insieme alla produ-
tito parlare dell’amore»). E ne-
anche nel Novecento del cinico
Borges («C’è chi cerca l’amore
zione miniaturistica, grafica e pitto-
rica che vide la luce fra il Trecento
di
una donna per dimenticarsi di
e
il primo Rinascimento costituisco-
no il mirabile corredo iconografico
lei»).
Il tormento e l’estasi si of-
frono sontuosamente a Guido
di
una edizione del Decameron cu-
rata da Vittore Branca.
Davico Bonino, che li scova - im-
placabile rabdomante letterario
Il
massimo studioso di questa
-
in questa e in quella pagina
na, il decisive moment. Nel ’53 a
L’Avana il famoso reportage su
Hemingway e poi Picasso, Cocte-
au, Cecil Beaton, Chagall, Remar-
que, una promettente carriera.
Ma nel ’58 la bella ragazza, «un
po’ Audrey Hepburn, un po’ Leslie
Caron», lascia tutto per Giangiaco-
mo Feltrinelli. Il matrimonio, il fi-
glio Carlo. Un sodalizio che, al di là
pp
«chanson de geste dei paladini di mer-
pp
d’autore. Oscilla, vagabonda, se-
Giovanni Boccaccio
Autori Vari
pp
p
DECAMERON
catura» offre una puntuale e raffina-
p
IL
TORMENTO
taccia, tra vecchio e nuovo mon-
Simonetta Fiori
Luca Scarzella
della passione, dura sino alla tragi-
ca morte dell’editore sul traliccio di
p
a
cura di Vittore Branca
ta
analisi dei modi in cui si espresse
E
L’ESTASI
do, tra cuori semplici e non, tra
p
INGE FILM
Segrate nel ’72 quando Inge, entra-
p
Le Lettere
nel tempo il felice connubio tra arte
p
p
pp. 716, € 68
a cura di
Guido Davico Bonino
Europa e Oltreoceano.
p
Feltrinelli
ta da tempo nelle stanze di via An-
p
pp. 172, € 14,90
e
scrittura: attraverso i manoscritti
Componendo così il suo De
p
Bur, pp. 1078, € 16
apprestati dai mercanti «per passa-
l’amour: di Stendhal in Flaubert,
degari, ne diventa l’anima, restan-
dolo tuttora, anche dopo aver pas-
re
maninconia» in paesi lontani, ai li-
di
De Musset in Kipling, in Poe
bri da biblioteca signorile e di lettura cortigiana: tra-
scorrendo da una vivace e gestuale visualizzazione del
testo a più stilizzate e astratte, pressoché autonome,
realizzazioni. Senza dimenticare la grande pittura che
vede impegnati tra gli altri un Sandro Botticelli ed un
Ercole de Roberti. Ma concesso il giusto merito - con
un proficuo indugio - al curatore, è una delizia lasciarsi
prendere dal vivido racconto per figure che accompa-
gna la boccacciana «gran comedia dell’uomo».
(amore e morte, n’est-ce pas?). A sé la scuola ita-
liana, da Carlo Dossi a Matilde Serao, da Luigi
Capuana a Gabriele D’Annunzio. In forza (an-
che) della sua diversità, ossia - non sfugge al Cu-
ratore - «un sovrappiù d’ironia», una speciale
maestria nel far vibrare «la corda del disincan-
to». Se solo se la fosse legata intorno al collo Ce-
sare Pavese, così stordendo, smascherando, dis-
sipando ogni voce rauca o americana.
sato a Carlo le redini della «casa».
Una «vita imprevedibile» che l’ultima «grande si-
gnora dell’editoria italiana» racconta per 75 minuti
nel dvd+ libro (Feltrinelli, nato da un’idea di Giulia
Maldifassi, frutto di 14 ore di intervista di Simonet-
ta Fiori, regia di Luca Scarzella), già diventato un
cult. Perché Inge Film oltre che «ritratto al femmi-
nile» è il romanzo, tra privato e pubblico, di mezzo
secolo di cultura europea. Tra sincerità quasi dolo-
rosa e insopprimibile humour.

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA 5

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA 5
SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA 5
SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA 5
SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA 5
SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA 5
VI
VI

Strenne

L’

CLAUDIO FRANZONI

pp Robin Lane Fox p EROI VIAGGIATORI I Greci e i loro miti nell'età epica

pp

Robin Lane Fox

p

EROI VIAGGIATORI I Greci e i loro miti nell'età epica di Omero

p

Einaudi, pp. 546, 35

pp Dionigi di Alicarnasso p LE ANTICHITÀ ROMANE p a cura di Francesco Donadi e

pp

Dionigi di Alicarnasso

p

LE ANTICHITÀ ROMANE

p

a

cura di Francesco Donadi

e

Gabriele Pedullà

p

Einaudi, pp. CLXXX+844, 95

Eubea è quella grande isola

dell’Egeo che si distende lun-

go

tale. È da qui - luogo in appa- renza marginale nella geogra-

fia del mondo antico - che pro-

vengono i protagonisti del li- bro di Robin Lane Fox, gli

Eroi viaggiatori che attraver- sarono il Mediterraneo tra IX

e VIII secolo prima di Cristo;

itinerari che non ci vengono descritti direttamente da nes- suno storico, ma che Lane Fox tenta di ritrovare incrociando

dati disparati: opere d’arte greca e monumenti orientali, ritrovamenti paleontologici e scoperte di ceramica euboica, toponimi, episodi del mito, brani letterari. Ne esce una trama quanto

mai fitta e avvincente di rotte marittime, di incontri con gen-

ti non greche (i Fenici innanzi-

tutto), di insediamenti stabili che hanno come sfondo il baci-

no del Mediterraneo, la Tur-

chia, Cipro, la penisola iberi-

ca, l’Africa del Nord, l’Italia meridionale. Questi contatti non si risolvono solo in scam-

bi commerciali (spesso vino e

olio in cambio di metalli), poi-

ché i viaggiatori euboici porta-

no con sé storie di divinità e di

eroi udite in luoghi lontanissi- mi, magari per alterarle e rie-

laborarle a loro volta; per le

stesse strade entrano nell’im- maginario greco grandi mon- tagne come lo Jebel Aqra in

Turchia e il dio che la abita, o luoghi speciali come le enor-

le coste della Grecia orien-

mi

voragini della Cilicia in cui

si

credeva che Zeus avesse

rinchiuso il mostruoso Tifone

e in cui, nei secoli, si sarebbe-

ro sovrapposti culti greci, ro-

mani e cristiani. Da ovest a est e, di nuovo, in senso contrario, il lettore sco-

pre i viaggiatori euboici in pae-

saggi contrastanti, mentre ri-

mane identica la loro capacità

di adattarsi a situazioni nuove,

magari dedicandosi alla pirate-

Classici antichi Dalla Grecia orientale verso nuovi mondi, tra IX e VIII secolo a. C.

Nel mare

nostrum c’era

folla di eroi

La grande quantità delle ora- zioni (in certi tratti la metà del testo complessivo) è una delle chiavi della fortuna di Dionigi nel ‘400, come spiega Gabriele Pedullà in un saggio di grande respiro che ripercorre la rice- zione delle Antiquitates dal Ri- nascimento fino all'Ottocento. Nel ‘400 l’opera viene letta come repertorio di modelli re- torici, ma le cose cambiano nel secolo seguente; Pedullà dimo- stra infatti che Machiavelli co- nosceva bene Dionigi e che al- cuni aspetti del suo pensiero derivano proprio dalle Antiqui- tates: l’idea che la grandezza

di Roma dipendesse dalla co-

stituzione mista (che somma-

Dionigi di Alicarnasso, modello per Machiavelli, alle fonti di Roma:

da Clelia agli Orazi, da Bruto a Lucrezia

ria o servendo come mercena-

ri; e resta costante la loro incli-

nazione ad assorbire dalle cul-

ture via via incontrate quei rac- conti che nutriranno la poesia

di Omero ed Esiodo, oppure la-

sceranno tracce nei nomi di un

tratto delle coste frequentate o

di una nuova colonia in Occi-

dente. Il «cielo greco», per usa- re un’espressione di Winckel-

libri (ma ne arriva poco più

della metà) venne pubblicata a Roma in piena età augustea, rivolta a quella parte del mon- do romano che parlava greco;

questo spiega l’insistenza sul- l’arrivo di genti greche nella preistoria di Roma, secondo

una «faziosa interpretazione»

va

il meglio di monarchia, ari-

delle origini della città, come osserva Francesco Donadi nell’introduzione. Dionigi parla a questo pub- blico, non necessariamente col-

stocrazia e democrazia), la ri- considerazione e l’apprezza- mento per la dittatura della prima età repubblicana, l’ap- provazione della politica roma-

to, con una forma piacevole,

na

di apertura nella concessio-

con quella che egli - grande

ne

della cittadinanza e la con-

esperto di retorica - chiama «armonia di mezzo», e con un contenuto ravvivato da digres- sioni e dai numerosi discorsi

vinzione che i conflitti sociali interni fossero un fattore di forza e non di debolezza. Dionigi assume così il ruolo

messi in bocca ai protagonisti

di

pensatore politico e verrà

della storia romana arcaica. Retorica, erudizione, attenzio-

letto in questa chiave fino a Montesquieu. Nel frattempo

ne al formarsi delle istituzioni

nel teatro e nella pittura - come

politiche sono chiamate a ri-

si

scopre nel saggio di Luca

spondere a domande cruciali,

Bianco - aumenta l'interesse

per quanto implicite: come è stato possibile che un piccolo

per le capacità drammatiche di Dionigi e irrompono le moven-

villaggio divenisse padrone del

ze

tragiche dei suoi personag-

Mediterraneo? E perché è capi-

gi:

Clelia, gli Orazi, Bruto e so-

tato a Roma e non alla Grecia?

prattutto Lucrezia.

I viaggiatori di Robin Lane Fox, un po’ pirati, un po’ mercenari, un po’

ambasciatori dell’Olimpo

mann, nell’VIII sec. a. C. è mol-

to più mutevole e animato di quanto si sarebbe detto. Lo spostamento di antiche popolazioni dalla Grecia ver-

so la penisola italica è uno dei

temi presenti anche nelle An- tichità romane di Dionigi di Alicarnasso, nell’edizione, co-

me al solito elegante, dei Mil- lenni Einaudi. L’opera in venti

di Dionigi di Alicarnasso , nell’edizione, co- me al solito elegante, dei Mil- lenni Einaudi. L’opera
di Dionigi di Alicarnasso , nell’edizione, co- me al solito elegante, dei Mil- lenni Einaudi. L’opera
Illustrazione di Trautl Conrad, una delle nove ragazze, autrici del libro «Weihnacht», pubblicato a Vienna

Illustrazione di Trautl Conrad, una delle nove ragazze, autrici del libro «Weihnacht», pubblicato a Vienna nel 1922, da cui sono tratte le immagini di questo speciale Strenne:

tutte allieve di Franz Cizek, artista viennese, grafico e pedagogo

Tuttolibri

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA

VII
VII

Incontri mediterranei

Quando arrivavano ospiti Giove e Mercurio mendicanti

pp Donatella Puliga p L'OSPITALITÀ È UN MITO? Un cammino tra i racconti del Mediterraneo

pp

Donatella Puliga

p

L'OSPITALITÀ È UN MITO? Un cammino tra i racconti del Mediterraneo e oltre

p

Il Melangolo, pp. 159, 10

SILVIA RONCHEY

C hi inaspettatamente si presenta a voi è l’inviato da Dio», scriveva Ja- bès, riprendendo un detto ebraico.

Ma anche secondo il proverbio arabo «l’ospite è un ospite di Dio». Non è un caso se la Theoxenia, l’ospitalità data a un dio oc- cultato nei panni miseri di uno straniero, è uno degli archetipi della tradizione mediter- rana. Un mito alle cui infinite declinazioni dà ora ospitalità questa raccolta di storie

fulminanti, stralciate dalla tradizione greca

e latina, ma anche biblica e chassidica, egi- zia, assiro-babilonese, perfino mongola, e commentate con profondità e leggerezza.

Nel mondo classico, la più celebre è quel-

la di Filemone e Bauci, che ospitano Giove e Mercurio in panni di mendicanti, come can-

tano Ovidio e ricordano molti dopo di lui,

dagli Atti degli apostoli (14, 18-13) al Faust di Goethe. Nel mondo giudaico, l’esempio per eccellenza è la Philoxenia di Abramo (Gene-

si 18, 1-10a) che accoglie alla sua tavola i tre

angeli. La dogmatica cristiana vi scorgerà

la prefigurazione del dio trinitario e la molti-

plicherà nelle icone bizantine, fino alla Tri- nità di Rublev.

 

A

tutti noi è capitato di ricevere la visita

di

un dio. Lo straniero sperduto fatto sede-

re

alla vostra tavola. La ragazza col sacco a

pelo lasciata dormire in giardino. Il bambi- no extracomunitario accolto e aiutato coi compiti. Qualcosa di più forte della raziona- lità ci ingiunge l’ospitalità in alcuni partico- lari casi. Cosa li distingue dagli altri? Forse un dettaglio impercettibile, che accende in noi un riflesso ancestrale. Ma sempre meno spesso. Sono meno aperte le nostre case, più chiuse le nostre vi- te. La nostra società è diventata diffidente, ha perso questo senso del sacro. Ritrovia- molo, pagano, ebraico o cristiano che sia, nella festa che scongiura il punto più buio dell’anno solare - Hannukkah, Dies Natalis- Solis Invicti , o solamente Natale.

Repertorio di celebri e ignoti

Da Socrate a Cleopatra la morte si trasforma in favola

pp Dino Baldi p MORTI FAVOLOSE DEGLI ANTICHI p Quodlibet p pp. 385, € 16

pp

Dino Baldi

p

MORTI FAVOLOSE DEGLI ANTICHI

p

Quodlibet

p

pp. 385, 16

D iceva Ortega y Gasset che «solo

la morte, impedendo un nuovo

cambiamento, converte l’uomo

nel definitivo ed immutabile se stesso, fa di lui per sempre una figura immobi- le». In Grecia e a Roma la morte era vi- sta proprio come il sigillo che chiude una vita straordinaria: così l’una riman- dava all’altra ed entrambe risultavano esemplari per i posteri. Ecco un buon motivo per raccoglierne un «repertorio ragionato», come aveva consigliato

Montaigne.

Lo ha fatto Dino Baldi, che riunisce in Morti favolose degli antichi un cen-

tinaio di personaggi del mondo classi-

co, ma ci spiega anche come morirono popoli, città ed eserciti in occasione di rivolte, pestilenze, grandi battaglie. Ec-

co celebri figure storiche (Socrate, Spartaco, Cesare o Cleopatra, per fare solo qualche esempio), ma anche perso- naggi meno conosciuti (Sisamne o Pasi-

cle di Efeso); in tutti i casi, vicende sin- golari e memorabili. Come precisa l’au- tore, non si tratta di ricostruzioni filolo- giche, ma neppure di rielaborazioni fan- tastiche: le indicazioni delle fonti - ri- portate alla fine del volume - sono ricu- cite in narrazioni brevi e serrate che ri- sultano avvincenti, spesso sbalorditive

e talora, paradossalmente, divertenti.

A volte gli episodi sono organizzati

per categorie (i poeti, gli atleti, i pensa- tori, gli imperatori); ma vi sono anche

le morti improvvise, quelle per omici-

dio o per mano dei parenti. I suicidi so- no divisi in due gruppi: quelli che han- no dovuto uccidersi «controvoglia» (come Demostene) e quelli che l’hanno fatto «a testa alta» (come Bruto e Cas- sio). E infine, casi assolutamente spe- ciali, le sparizioni celesti e quelli che l’autore definisce «quasi morti, quasi vivi», fantasmi, morti apparenti, teste

parlanti.

[C. F.]

e quelli che l’autore definisce «quasi morti, quasi vivi», fantasmi, morti apparenti, teste parlanti. [C. F.]
VIII
VIII

Strenne

E

MARCO BELPOLITI

pp Gian Carlo Calza p IL CANTO DEL GUANCIALE E ALTRE STORIE p Phaidon, pp.

pp

Gian Carlo Calza

p

IL

CANTO DEL GUANCIALE

E

ALTRE STORIE

p

Phaidon, pp. 464, 45

pp William Dello Russo p NUDO p collana «I Dizionari dell’arte» p Electa, pp. 333,

pp

William Dello Russo

p

NUDO

p

collana «I Dizionari dell’arte»

p

Electa, pp. 333, 22

rano vendute in migliaia di co- pie: rotoli, libri illustrati, singole tavole. Realizzate a mano, le im- magini erotiche giapponesi, chia- mate «immagini della primave- ra», sono antichissime, ma è solo dal Seicento che diventano un ge- nere molto diffuso a Edo, l'antica Tokyo, e nelle altre città dove esi- stono case di piacere, cortigiane, e dove stazionano nobili e samu- rai. Gli autori più famosi sono Utamaro, Hukusai e Kuniyoshi, tre artisti del «mondo fluttuan- te» che raggiunse il suo apogeo nel Settecento. Ora Gian Carlo Calza, grande studioso della cultura classica giapponese, saggista eccelso, le ha raccolte sotto il titolo Il canto del guanciale e altre storie in un libro meraviglioso per cura

Nelle stampe giapponesi di Utamaro e Hukusai il sesso non è mai peccato né vergogna ma solo meraviglia

grafica, invenzione e qualità di

stampa. Sono immagini di con-

giunzioni e disgiunzioni tra uomi- ni e donne, tra donne, momenti d'intimità, un Kamasutra di grande delicatezza e insieme vi- vacità, che in oltre 400 pagine ci mostra il modo con cui, non solo gli uomini del paese del Sol Le- vante facevano l'amore, ma an- che come si dipinge un paesag- gio, un tessuto, un albero, una stanza, una stoffa. Una gioia per gli occhi e per i sensi per via della delicatezza del disegno, e nello stesso tempo strabiliante per

quella sorta di ferocia con cui so-

no descritti i sessi maschili e fem-

minili nelle tavole che circolava-

no in modo clandestino tra il pub- blico prevalentemente maschile.

Immagini Il nudo, dal Kamasutra del Sol Levante al nostro Novecento

Com’è soffice l’Eros del guanciale

Nel contempo Logos propone immagini di quel «mondo flut- tuante» in Stampe giapponesi (a cura di Catherine David, pp. 448, 59,95) e Abscondita pubbli- ca le sole opere di Utamaro in Il canto della voluttà (pp.112, 13). Italo Calvino al ritorno da un viaggio in Giappone in cui ave- va ammirato quelle tavole eroti- che notava in Collezione di sabbia:

i visi sono concentrati e assorti; i corpi sono dipinti o disegnati in modo bidimensionale; pelli chia- re, carni soffici e senza muscoli, in cui non si capisce a chi appar- tengano gambe, cosce, piedi; gli organi sessuali sono rappresenta- ti con tecnica minuziosa: i mem- bri maschili resi grandi, tridimen- sionali, le vagine descritte con do- vizia di dettagli. I sessi si stacca- no stilisticamente dal resto del di- segno come se fossero indipen- denti dalla persona. Nessun sen- so del peccato, nessuna vergo- gna, ma dappertutto meraviglia per corpi che s'intrecciano e per le coppie che copulano semico- perte da vesti e tessuti. Sono ero- tici, non solo i sessi, bensì anche le nuche femminili, le mani che accarezzano, le spalle. Ben diverso da quanto ci mo- stra Il nudo di William Dello Russo, dedicato all'immagine oc-

cidentale del nudo, dal mondo

greco dei Kouroi alle avanguar-

die artistiche del Novecento, all'

arte contemporanea (Marina Abramovic, Vanessa Beecroft). L'occidente precristiano manife- sta un culto assoluto per la bel- lezza maschile della statuaria

greca, passando poi attraverso il cristianesimo sessuofobo dei pri-

mi secoli, e quindi la repressione

controriformistica, cui segue co- me contrappasso la trasgressio-

ne nella raffigurazione dell'eros. La pornografia come destino della cultura visiva occidentale? Guardando il libro di Calza non si può fare a meno di pensare di sì. Qui non c'è niente dell'iper-re-

Ben diverso lo sguardo dell’Occidente, che sembra destinato ad una iper-realtà pornografica, ossessiva

altà del sesso che attanaglia oggi l'occidente, di cui ci testimonia perfettamente il superbo roman- zo contemporaneo Autopsia dell'ossessione di Walter Siti (Mondadori): la ridondanza men- tale del sesso è la protagonista

del libro che include, come altre

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E
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opere di Siti, fotografie di uomini nudi, oggetti del desiderio del personaggio principale e del suo doppio, il narratore. Per chi volesse verificare la presenza di queste ossessioni omoerotiche, e non solo quelle, può tornare a un libro di pochi anni fa, Nudo di Alessandro Ber- tolotti (Contrasto, pp. 280, 48), che raccoglie una straordinaria

collezione di libri fotografici dedi- cati al nudo dal 1895 ad oggi: dal naturismo dei volumetti tede- schi dell'Ottocento al porno chic

dei libri contemporanei. Ovvero,

dai fantasmi erotici del passato

ai fantasmi che tormentano la

pornografia occidentale: fetici- smo, perversioni, scena origina- ria. Come sono invece riposanti

le tavole dell'antico Giappone:

sessi selvaggi, sì, ma volti sereni. L'osceno qui è davvero in scena.

sì, ma volti sereni. L'osceno qui è davvero in scena. Riproposte MAGICO BRETON Che la saggistica

Riproposte

MAGICO BRETON
MAGICO BRETON

Che la saggistica ben illustrabile sia in crisi, lo dimostra un gesto significativo dell'Adelphi, che a distanza di oltre vent'anni ristampa dei libri decisivi ed esauriti, che ci aiutano ad entrare dentro i passi perduti dell'immaginario e dell'arte visionaria. L'Arte Magica di André Breton (pp. 359, 50, traduzione di Roberto Lucci e Augusto Comba) è un viaggio turbolento tra simboli, fantasmi, allucinazioni visive. Da regalare, L’Arte Magica, insieme a Il surrealismo e la pittura dello stesso autore (Abscondita, pp.82, 12, traduzione di Ettore Capriolo) bisbetico, polemico, stregante.

di Ettore Capriolo) bisbetico, polemico, stregante. Nel cuore dei ritratti Poeti e pittori, ragionar

Nel cuore dei ritratti

Poeti e pittori, ragionar d’amore nel Rinascimento

I l viaggio elegantissimo e qua-

si iniziatico prende avvio di

fronte ad un ritratto di Mem-

pp Lina Bolzoni p IL CUORE DI CRISTALLO p Einaudi p pp. 364, € 34

pp

Lina Bolzoni

p

IL CUORE DI CRISTALLO

p

Einaudi

p

pp. 364, 34

ling a New York, che parrebbe il- lustrare le fattezze di Bernardo Bembo nelle Fiandre, il padre- complice di Pietro. Non già quel noioso pedante come vuole la vul-

gata, ma brillante cardinale-inna- morato di donne luminose, come Lucrezia Borgia e che alla Regina

di Cipro, Caterina Cornaro ripa-

rata ad Asolo, dedica in lingua vol- gare e per i tipi di Aldo Manuzio, quegli Asolani, ispirati a Boccac- cio, in cui questa superba analisi warburghiana s’avventura, per

indagare il tema della trasparen-

za complessa del cuore e dell’io,

nell’autoritratto del ‘500: esem-

plare viaggio esegetico, Il cuore di cristallo di Lina Bolzoni (Ei-

naudi) avvincentissimo, si inter- roga sui «Ragionamenti d’amo- re» che dialogano tra poesia e pit- tura nel mondo neo-platonico del Rinascimento, non soltanto medi- ceo. Non si dimentichi, in conso- nanza, il bel volume Giunti sulle Virtù d’amore (pp. 288, 45), de- dicato alla pittura nuziale fiorenti- na (con Lippi, Pesellino, Jacopo del Sellaio). Un utile viatico per raggiunge- re questo Rinascimento, l’appas- sionante La voce delle immagi- ni di Chiara Frugoni (Einaudi, pp. 318, 35) che a partire da una do- cumentatissima carrellata d’im- magini, fa appunto «cantare» le pietre, le sculture, le pareti affre-

scate del Medioevo. Illuminante anche il Canone della visione di Hans Belting (Bollati Boringhieri, pp. 310, 40) che offrendo una «nuova prospettiva della prospet- tiva» ci aiuta ad entrare nella no- stra percezione visiva, confron- tandola con quella islamica, vota- ta all’iconoclastia, ma dimostran- do anche il ruolo di un anticipato- re quale l’arabo l’Alhazen. [M. V.]

X
X

Strenne

Scienza Sono la prima protesi moderna:

significati simbolici, filosofici e esoterici

Con gli occhiali il mondo è confuso

di rocca che nei loro prismi molti-

plicavano le monete come in un caleidoscopio. Dello stesso can-

nocchiale di Galileo, dice Maillet, gli aristotelici non contestavano

le immagini come irreali, ma piut-

tosto come ingannevoli per l’oc- chio. Così, in slittamenti successi- vi, da strumento per vedere me- glio, gli occhiali sfumano in uno strumento che falsifica la realtà (pensate al modo di dire «guarda- re il mondo con occhiali rosa»), per non parlare degli occhiali da sole, che mascherano la persona-

G

PIERO BIANUCCI

pp Arnaud Maillet p GLI OCCHIALI Scienza, arte, illusioni p trad. di R. Prezzo p

pp

Arnaud Maillet

p

GLI OCCHIALI Scienza, arte, illusioni

p

trad. di R. Prezzo

p

Raffaello Cortina

p

pp. 122 , 14

p

Richard Gregory

p

VEDERE ATTRAVERSO LE ILLUSIONI

p

trad. di F. Del Corno

p

Raffaello Cortina

p

pp. 239, 23

li occhiali sono la prima protesi

moderna: nascono dalla tecno- logia, non da un oggetto trova- to in natura come il bastone de- gli zoppi. E poiché la vista è il nostro senso dominante,acqui- siscono subito significati simbo-

lici, filosofici e persino esoteri- ci: il libro Gli occhiali di Ar- naud Maillet, storico dell’arte e della visione, li ripercorre con leggerezza, spigolando citazio- ni attraverso i secoli come l’ape sugge nettare da una varietà di fiori per stillare un miele dall' aroma nuovo e sfuggente. La lente è cosa antica ma ri- mane incompresa per millenni. La conoscevano le popolazioni della Mesopotamia, se ne ha traccia tra gli Egizi, Seneca usa- va una sfera di vetro piena di ac- qua per ingrandire oggetti minu- ti, un oscuro passo di Plinio sug- gerisce che Nerone assistesse al-

le lotte dei gladiatori guardando

attraverso uno smeraldo. Eppu- re bisogna arrivare a Keplero e al suo libro sull’ottica del 1611

per avere una spiegazione del-

l’occhio e delle lenti, che così escono dalla magia ed entrano

nella fisica. Nel 1267 Roger Ba-

con parla della lente di ingrandi-

mento come di uno strumento

utile «ai vecchi e ai deboli di vi- sta». Da qui agli occhiali per pre-

sbiti - i primi ad essere realizza-

ti, quelli per miopi vennero dopo

perché le lenti concave sono più difficili da lavorare - il passo è

breve. Ma non sappiamo chi lo

lità, estendendo l’inganno dal soggetto alle persone che gli stan-

fece, la più vecchia protesi tec-

no intorno. «Gli occhiali – conclu-

nologica è orfana.

de

Maillet – sono l’immagine stes-

Maillet si affida allo storico

sa

di un accecamento concettua-

della scienza Edward Rosen, che in un saggio del 1956 collo- ca la prima produzione di oc- chiali a Pisa nel 1286 ad opera

le», e cita i Diari di Friedrich Heb- bel: «Quanta gente potrebbe ve- dere, se si togliesse gli occhiali!». Maillet non si occupa degli oc-

di

un vetraio, ma si cautela ri-

chiali più recenti: a lenti multifo-

cordando che studi più recenti

cali, fotosensibili, anti-ultraviolet-

anticipano l’invenzione in Olan-

da intorno al 1230 - 1240. Certo

il commercio si sviluppò a Ve-

nezia, patria dei soffiatori di ve-

Dalla sfera di vetro

di

Seneca allo smeraldo

di

Nerone, da Galileo

ai

nostri giorni:

un lungo «inganno»

tro, la prima descrizione è del

1316 (oculis de vitro cum capsula)

e una delle prime rappresenta-

zioni si trova nel ritratto di Ugo-

ne di Provenza dipinto da Tom-

maso da Modena nel 1352. Più delle questioni storiche, in- trigano Maillet gli aspetti metafo- rici. Gli occhiali, ci ricorda, non

correggono i difetti visivi, si limi- tano a compensarli: gli inganni di una vista cattiva vengono preca- riamente aggirati con un altro in- ganno, la deviazione dei raggi lu- minosi. In alcuni casi l’inganno è proprio ciò che si vuole: sono del

1650 gli «occhiali degli avari» fat-

ti con lenti sfaccettate di cristallo

ti, polarizzate per la visione stere-

oscopica. Avrebbe trovato qui un

repertorio di metafore anche più ricco. Preferisce un epilogo in chiave etica: «per quanto perfe-

zionata, nessuna protesi risolve-

rà mai le cause della sua necessi-

tà, che continua a essere morale,

almeno nell’immaginario

vuole, rifletta sul fatto che oggi nei Paesi sviluppati una persona

su due porta occhiali e che Luxot-

tica, con 5 miliardi di euro di fat- turato e 60 mila dipendenti, è tra

le poche multinazionali italiane.

Quanto alla cecità metaforica

che sarebbe indotta dagli occhia-

li, vale la pena di documentarsi

su quell’altra singolare forma di

cecità che sono le illusioni ottiche

di cui soffriamo tutti, inclusi colo-

ro che hanno una vista perfetta:

una cecità che paradossalmente svela i meccanismi della visione nascosti non nell’occhio ma nel cervello, non nell’hardware ma nel software. Ce lo spiega da mae- stro Richard Gregory, grande percettologo morto il 17 maggio

scorso all’età di 87 anni, in Vede-

re attraverso le illusioni.

Chi

».

percettologo morto il 17 maggio scorso all’età di 87 anni, in Vede- re attraverso le illusioni
percettologo morto il 17 maggio scorso all’età di 87 anni, in Vede- re attraverso le illusioni
Illustrazione di Herta Zuckermann Preghiere in comunità E’ Natale, figlio dell’uomo vieni sulla nostra strada

Illustrazione di Herta Zuckermann

Preghiere in comunità

E’ Natale, figlio dell’uomo vieni sulla nostra strada

ENZO BIANCHI

N atale - lo si dimentica spesso, perfino in

ambienti cristiani - è la memoria del mi-

stero dell'incarnazione, di quel «farsi uo-

mo» da parte di Dio che ha mutato anche il modo

di

rapportarsi dell'umanità con la divinità. Così

la

preghiera dei cristiani, i discepoli di quel rabbi

di

Nazareth nato in Giudea da un'umile famiglia

di

Galilea, ha assunto fin dai primissimi tempi

una connotazione sconosciuta al mondo veterote- stamentario: lo schema classico del pregare cri-

stiano è sì quello trinitario, di invocazione rivolta «al Padre, attraverso Cristo, nello Spirito», ma assistiamo ben presto al sorgere di orazioni, sia private che comunitarie, indirizzate a Gesù Cri- sto, mediatore del rapporto tra uomo e Dio. Le Edizioni Qiqajon hanno

voluto raccogliere un'antolo- gia delle più significative «preghiere a Cristo», Vieni sulla nostra strada, a cura

di Matthias Wirz, che si va ad

aggiungere alla precedente raccolta di preghiere allo Spi-

rito santo (Un raggio della tua luce, pp. 240, 13). Sono testi provenienti da tutte le tradizioni ecclesiali,

d'oriente come d'occidente,

e da ogni epoca, a comincia-

re dalle brevissime invoca-

zioni di aiuto che troviamo ri- volte a Gesù stesso durante

pp VIENI SULLA NOSTRA STRADA. Preghiere a Cristo p a cura di Matthias Wirz p

pp

VIENI SULLA NOSTRA STRADA. Preghiere a Cristo

p

a cura di Matthias Wirz

p

Qiqajon, pp. 350, 22

la sua vita e predicazione.

Invocazioni nelle sofferenze e nelle prove,

certo, ma anche espressioni di gioia e gratitudi-

ne per il meraviglioso dono della vita e per il suo

scorrere giorno dopo giorno, nonostante tutto:

una vita così simile a quella vissuta dal «Figlio dell'uomo», Gesù. Al termine di questo appassionante viaggio nella domanda fiduciosa che l'uomo rivolge al Dio-uomo, troviamo anche alcune «poesie su Cri-

sto», frutto di autentica ricerca spirituale, come

lo stupendo dialogo di Emily Dickinson con Gesù,

«Non sono immacolata - “Ed io sono il perdono” - Sono piccola - “Sappi che il più piccolo è reputato il più grande nel Cielo - Abita la mia casa”».

Tuttolibri

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA

XI
XI

Il Paradiso a colori

La Genesi di Chagall così sensuale e crudele

ELENA LOEWENTHAL

N on si può non immaginarlo così. Con quei colo- ri vivi eppure ancora ancora incerti, i confini blandi di un mondo nuovo tutto da scoprire. Il

Paradiso, o meglio il Gan Eden, «giardino di delizia» come è detto nell’ebraico del testo originale, doveva essere proprio come ce lo regala Marc Chagall: Il Pa- radiso a colori, fiori e macchie di verde e volti un po’ smarriti dentro le tinte di una natura appena nata. Il tema biblico affascina il pittore sin dall’inizio de- gli Anni Trenta, quando si reca apposta in Terra Pro- messa, come a saggiare la luce e la consistenza di quel paesaggio dove tutto comincia. Come tanto, purtrop- po, il suo cimento con il testo sacro ha per spartiacque

la guerra, la fuga, l’orrore nazista: fra il 1931 e 1939 ci sono 65 acqueforti. Poi c’è la corsa oltreoceano, verso New York. Il suo lavoro riprende

con grandezza d’ispirazione nel 1952: il risultato saranno le 105 tavole bibliche e le 17 strabilian- ti, enormi tele ora esposte al mu- seo nazionale del Messaggio Bi- blico di Chagall, a Nizza. E ora, molto del materiale relativo al li- bro della Genesi viene proposto dall’editore Donzelli al lettore italiano accanto al testo stesso, con una introduzione di Sieg-

mund Ginzberg. E’ proprio vero che c’è qui una polifonia che tutto avvolge:

colori, tratti, emozioni destate

dalle scene, persino il sorriso del-

l’artista che qua e là fa capolino, se non direttamente certo per simpatetica allusione. Sono immagini splendide, sia quando si trovano sospe- se fra cielo e terra come capita spesso alle figure cha- galliane, sia quando hanno i piedi e il cuore ben pianta- ti per terra, come quando, ad esempio, Abramo si tro- va a circoncidere suo figlio Isacco. Quella di Chagall è una Bibbia struggente e sensua- le, crudele e amorevole – più che mai qui nella Genesi, dove tutto comincia. Lui l’ha dipinta leggendola non nell’ebraico originale, col quale non aveva troppa con- fidenza, ma nello yiddish ch’era la sua mameloshen, la «lingua mamma» degli affetti e del calore domestico, ma soprattutto di una nostalgia inguaribile per quel- l’allora che non tornerà mai più.

pp IL PARADISO A COLORI Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr.

pp

IL PARADISO A COLORI

Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall

p

intr. di S. Ginzberg

p

Donzelli, pp.240, 22,50

Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
Il libro della Genesi illustrato da Marc Chagall p intr. di S. Ginzberg p Donzelli, pp.240,
XII
XII

Strenne

Racconti in famiglia

   

Storie surrealiste

 

La piccola di Grossman non vuole andare all’asilo

Ionesco insegna alla figlia che la sedia è una finestra

 

ROBERTO DENTI

 

Q uesti quattro Racconti di Eugène Ionesco furono

pubblicati anche in Italia per la prima volta agli

inizi degli anni '80 del ‘900 e fecero un certo scal-

 
 

D avid Grossman è un autore per adulti a cui piace scrivere libri per bambini e ragazzi. In Italia ne sono stati tradotti una decina.

L’ultimo, Ruti vuole dormire, contiene cinque racconti tutti vivacissimi per invenzione e sostenu-

pore. La loro nuova edizione fa certamente meno sensa- zione rispetto a trent'anni fa, ma il surrealismo di que- sto famoso commediografo è sempre attualissimo per- ché rispecchia un aspetto particolarmente importante

 

ti da una scrittura coinvolgente. Soltanto due hanno per protago- nista Yonatan, lo stesso bambino, ma le vicende sono diverse. La storia che dà il titolo al volu- me racconta di una bambina che una mattina non ha voglia di an- dare all'asilo: il papà la acconten- ta. Ruti è felice: potrà fare quello che vuole fino a quando sarà gran- de: invece il finale è inaspettato.

 

del mondo emotivo dei bambini dai quattro,cinque anni in avanti. Etienne Delessert, il favoloso illu- stratore del libro, scrive: «Questi rac- conti, mi spiegò lo scrittore, erano quelli che lui aveva raccontato alla fi- glia quando era molto piccola, susci-

 
 
 

tando da parte sua delle risposte al li- mite dell'assurdo. Così i Racconti han- no preso forma come un gioco teatra-

le

immaginati da un padre e da sua fi-

pp

David Grossman

L'abbraccio affronta un tema

pp

Eugène Ionesco

glia, continuamente sostenuto da

p

RUTI VUOLE DORMIRE

complesso: se ciascuno di noi è

p

RACCONTI 1.2.3.4

unoscambio pieno di affetto».

p

Ill. di Giulia Orecchia

unico (diverso) come potrà non

p

Ill. di Etienne Delessert

Poche righe del racconto N˚ 2 so-

p

Mondadori, pp. 91, 15

restare solo? Poi c'è la storia di Yonatan che risolverà il proble-

p

Motta Junior, pp. 112 , 18

no esemplari: «E papà insegna a Jo- sette il giusto senso delle parole. La

 

ma della sparizione di vari ogget- ti in casa: il tema è il rapporto con il proprio cane. Ancora Yonatan ha la fortuna di fare con il pa- pà un gioco meraviglioso. L'ultimo racconto ci par- la di Rachel che ha un'arma segreta: non vuole per- derla, il papà l'aiuta. Libro importante: ci rassicu- ra sui rapporti con i genitori. Molto belle le illustra- zioni di Giulia Orecchia. Dai 6 anni.

 

sedia è una finestra. La finestra è un portapenne. E il guanciale è un pezzo di pane. E il pane è lo scendiletto. I piedi sono orecchie. Le braccia sono pie-

di. E la testa è il sedere e il sedere è la testa. Gli occhi so- no dita. Le dita sonoocchi». Da qui nasce il gioco sull'uso delle parole (ne sarebbe stato felice Gianni Rodari) che aiuta i bambini a uscire dalla banalità dei discorsi a cui

sonoabituati dalla TV e spesso anche in famiglia

[R.D.]

Invito alla lettura

   

Il Bestiario e la Luna

Con la scimmietta scoprirai l’isola del tesoro

La più triste lucertola ha inghiottito l’antilope

 

U na delle tante tristi realtà italiane è data, come noto, da adulti che non leggono. Fatto grave per se stesso, ma che ha una drammatica con-

 

L ibro di grande formato (cm. 28 x 38) che ha una precisa ragione per avere una misura fuori dal- la norma: in questo Grande bestiario le imma-

seguenza sui bambini. L'unica cosa che sappiamo fare, quando veniamo al mondo, è succhiare il seno materno

(o un biberon): tutto il resto lo impariamo perché ci vie- ne insegnato: a camminare, a parlare, a mangiare. Ol- tre l'80% dei bambini italiani cresce

gini degli animali mettono in evidenza le loro caratte-

ristiche di colori e forme di forte livello creativo così che sembra si presentino in costante movimento. Fermiamoci sul «Coccodrillo». Nella pagina di destra l'illustrazione, in quella di sinistra il

senza vedere un libro in casa o mam- ma e papà che leggono. Un piccolo

senza vedere un libro in casa o mam- ma e papà che leggono. Un piccolo volume può però costi- tuire un modesto ma concreto aiuto a far capire che leggere un libro rap- presenta un passatempo piacevole e interessante. Lane Smith ha scritto e illustrato E' un libro: parole essen- ziali e immagini molto chiare. Prota- gonisti una scimmietta che legge e

 
chiare. Prota- gonisti una scimmietta che legge e   breve racconto: «Questo animale a sangue freddo

breve racconto: «Questo animale a sangue freddo è la più triste lucer- tola che la terra abbia mai ospitato. Quando un coccodrillo singhiozza, va a finire che un'antilope decide di andare a fargli visita per consolar- lo. Lei gli racconta qualche storia

un po' buffa, e lui, asciugate le lacri- me, ritrova il sorriso. Per far festa, il coccodrillo si mangia l'antilo-

pp

Lane Smith

un asinello che non è in grado di capi-

pp

Frédéric Kessler

pe

».

Per ciascuno dei venti anima-

p

E' UN LIBRO

re cosa fa la sua amica. Domande

p

IL

GRANDE

BESTIARIO

li

un'invenzione narrativa di gran-

p

Rizzoli

dell'asinello, che evidentemente co-

nosce soltanto il linguaggio del com-

puter: «Dove schiacci per fare lo scroll? Puoi scrivere sui blog? Dov'è

DEGLI ANIMALI

de divertimento e una sottile e sco-

p

pp. 32 , 12

p

Ill. di Olivier Charpentier

perta ironia.

Sempre di grande formato (cm.

 

p

Donzelli, pp. 40, 25

   

28 x 36) un altro volume Donzelli:

 

il mouse? Ci mandi i messaggi?

»

E via dicendo. Unica

 

Che fa la luna, di notte? di Anne Herbauts (pp. 24, 24). Sembra che sulla luna sappiamo tutto e invece l'autrice ci spiega che «appena alzata si mette a dise- gnare migliaia di stelle della Via Lattea», che leva la nebbia dai prati e scaccia il rumore da città. Immagi- ni di molta forza per i colori e le linee grafiche. [R.D.]

risposta:«No, è un libro». La scimmiettamette in mano all'amico l'Isola del tesoro. Pian piano, l'asinello è coin- volto dalle pagine del libro e la simpatica scimmietta do- vrà andare in biblioteca per farsi prestare un altro li- bro. Racconto forse indispensabile. Dai 5 anni. [R.D.]

 

Il Risorgimento dei piccoli italiani

 

con i suoi modi da ribelle ci rubi la sce- na». Pettinato offre un «resoconto veri- tiero delle sue valorose imprese ad uso

delle giovini menti», con una gustosa «co- mica finale»: Garibaldi frusta un asino chiamato Pio IX e a Cavour, che brandi- sce minacciosamente una penna, facen- do propria una battuta degli spaghetti-

Senza pallone e videogame si combatteva alla garibaldina

FERDINANDO ALBERTAZZI

so

di Vienna (1820-21) al fatidico 17 mar-

westernribatte «Quando unuomo con la

 

zo

1861 con Vittorio Emanuele II re d'Ita-

penna incontra un uomo con il fucile, l'uomocon la penna è un uomo morto».

Garibaldi l'italiano (Rizzoli, pp.

In

 

A

ncora una manciata di giri d'oro- logio poi si accenderanno le luci

della ribalta per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Ita-

lia. E racconta debolezze e stravaganze degli artefici (da Mazzini a Garibaldi e a Cavour) giocosamente esaltate nelle vi-

gnette di Francesco Triscari, invoglian- do l'adolescente lettore a confrontarsi con il coetaneo che infoltiva la schiera dei Buoni Cugini della Carboneria o si an-

nodava al collo il fazzoletto rosso dei gari- baldini perché «non avendo videogame

64, 18) Laura Manaresi rivisita con

penna asettica la parabola esistenziale dell'eroe dei due mondi, dall'infanzia ai successi militari e alla malinconia dell' esilio, minuziosamente illustrati da Gio- vanni Manna. Anthony Valerio ci rac- conta la sua Anita (Gallucci, pp. 336, 16,50), «la donna che insegnò a Gari- baldi ad andare a cavallo» Serena Piazza ricostruisce la gene- si di Fratelli d'Italia, illustrato da Pa- olo D'Altan (Rizzoli, pp. 48 + CD, 18,50). Stregato dalle parole di Gof- fredo Mameli, il musicista Michele No- varo lo improvvisò al cembalo una se- ra del settembre 1847: Il Canto degli Italiani diventò subito l'inno di riferi-

lia, anniversario a cui fa da controcanto un becerume che ne di- leggia i simboli

lia, anniversario a cui fa da controcanto un becerume che ne di- leggia i simboli inneg- giando alla frantuma- zione e che magari re- clamerebbe un nuo- vo Risorgimento. Chiara Giunta pre- ferisce intingere la

tornei di pallone, per divertirsi anda-

va

a combattere per un ideale». Con uno

quegli slanci, esaltati ma genuini, che

tanto mancano ai nostri ragazzi. L'esilarante fumettista Tuono Petti- nato ci presenta Cleombroto, nome in co-

di

pp

Chiara Giunta

penna nelle venature

p

RUMOROSO RISORGIMENTO

graffianti e caustiche dello humour e s'infila

dice da affiliato alla Giovine Italia, alias Garibaldi (Rizzoli-Lizard, pp. 120, 16):

p

Salani, pp. 140, 8

nelle pieghe in ombra dell'oleografia: così ri-

quando combatte si sente a casa «per- ché casa è ovunque si è disposti a versa-

 

percorre puntualmen- te il dipanarsi del Rumoroso Risorgi- mento dalla Restaurazione del Congres-

re

il proprio sangue e a tenere in ordine i

mento dello spirito risorgimentale e,

calzini», però deve fare i conti con chi so- stiene «non possiamo permetterci che

giusto un secolo dopo, il nostro inno nazionale.

che giusto un secolo dopo, il nostro inno nazionale. Pe r i r a Un Natale

Per i ra

Un Natale alla Dickens

Nei sacchi della Caritas un po’ ladri, un po’ angeli

ANTONIO FAETI

S i sa che il Natale è una invenzione di Charles Di-

ckens, così non sembrerà inopportuno propor-

re, in questa occasione, un libro che ritrova e ag-

giorna i temi del grande narratore. Io e gli invisibili

di Beatrice Masini, è ambientato in una periferia di

oggi, ovvero in uno dei più tipici universi del nostro

pianeta, molto simili tra loro anche se collocati entro culture di cui si specifica la diversità e l’autonomia. La voce narrante è quella di un

bambino che ama il cimitero in cui è sepolto suo nonno e osserva con partecipe curiosità «gli invisibili», vestiti di bianco, impeccabili, lindi e quasi fantastici, ma con naziona- lità ben note al Signor Brenna Sa- lotti che conosce anche il loro me- stiere. Li definisce romeni, albane- si, slavi, e sa che son tutti ladri, mentre invece il bambino che nar-

ra si lega a due di loro, Lada e Mar-

tini e, scopre che i loro pulitissimi

vestiti derivano dai sacchi che la

gente abbandona nei pressi dei contenitori della Caritas.

Io e gli invisibili è un libro sul nuo-

vo razzismo, su quello che si potrebbe definire il «raz- zismo nei tempi del politicamente corretto». Quella

che oggi è la nostra maggiore scrittrice per l’infanzia l’ha voluto e saputo comporre con l’umbratile crudel-

tà e l’insinuante dolore oggi necessari per alludere a

certe invisibilità. E le struggenti immagini di Grazia Nidasio assegnano al libro il ruolo di gioiello iconogra- fico, mentre le brutture visibili imperano ovunque.

pp Beatrice Masini p IO E GLI INVISIBILI p Einaudi Ragazzi p pp. 156, €

pp

Beatrice Masini

p

IO E GLI INVISIBILI

p

Einaudi Ragazzi

p

pp. 156, 9

Tuttolibri

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA

XIII
XIII
 

Una fata furiosa e Angelica

 

Lo zoo del veterinario

 

La bionda Banshee scatena la tempesta

Dal dottore un elefante che ha mal di proboscide

 

B anshee, la piccola fata, è sempre più furiosa. E' uscita di casa indossandol'abito d'oro(anchei suoi capelli sono biondi e gli occhi sono dorati), ma ha

 

L ibro in robusto cartone destinato a lettori dai tre anni in poi, Buongiorno dottore racconta, ap- punto, quanto può accadere a un medico (veteri-

dimenticatodi mettere le scarpee lascia piccoletracce sul terreno. Arrivata al mare, Banshee scatena tutti i suoi po- teri e le vicende assumono sempre più il colore della colle- ra: sulla riva del mare smuove gli scogli che volano come

nario perché nella sua sala d'aspetto ci sono soltanto animali) durante una giornata di visite. Il primo pazien- te è un coccodrillo che ha mal di denti: il dottore ne tro- va la causa: «La prossima volta che mangi un lecca-lec-

 

fuscelli e si scontrano in aria, convoca le nuvole più nere e le onde diventano gigantesche, l'uragano si scatena con-

 

ca ricorda di non sgranocchiare il ba- stoncino!», che viene tolto con molta abilità. Il prossimo cliente è un ele- fante che ha «male al naso» (come lui chiama la sua proboscide): il dot- tore lo invita a soffiare sempre più forte, finchè riuscirà a liberarsi dal tappo che lo chiudeva: «La prossima volta, cerca di non mangiare il chewing-gumcon la proboscide!». Poi arriva un lupo che dice di ave-

 
     
 
     
 

tro

i grandi uccelli marini (e i pesci che

devono fuggire sul fondo), il terrore

sconvolge i marinai delle navi. L'ulti-

mo

sfogo di Banshee è un urlo di incre-

dibile violenza. Alla fine arriva la mam-

ma

di questa piccola terrificantefatina

e

tutto ritornanormale, come nelle fia-

be di tradizioneorale c'è una conclusio-

pp

Jean-François Chabas

ne positiva.

pp

Michaël Escoffier Matthieu Maudet

 

re mal di pancia. Il dottore gli fa apri- re la bocca, ma non capisce costa sta

p

LA FURIA DI BANSHEE

La forza narrativadella intensa sto-

p

Ill. di David Sala

ria

J. F. Chabas, La furia di Banshee,

p

BUONGIORNO DOTTORE

succedendo: per forza! Il lupo è pron-

p

Gallucci, 28, 15

ha

il supporto di illustrazioni meravi-

p

Babalibri, pp. 30, 11

to per mangiarlo, vestirsi del suo ca- mice bianco e prenderne il posto.

 

gliose, in cui l'oro del vestito della pro- tagonistadominaogni paginadovefor-

 
   

L'ultimo cliente è una pecora che ve- dremo terrorizzata. Le poche parole del racconto sono stampate come si trattasse di un fumetto, senza però nulla togliere alla facilità della lettura a voce alta. La storia è raccontata in poche parole di estrema com- prensibilità. Importanti anche le illustrazioni delineate con un segno di particolare nitidezza e con morbidi co- lori dalle tonalità sempre diverse. Dai 3 anni. [R.D.]

 

ma e colori impreziosiscono il testo. L’editore Gallucci propone anche Il grande viaggio della piccola Angelica

di

Charlotte Gastaut (pp. v46, 18,50): senza parole con

una protagonista che vive in un sogno, che si perde in uno spazio sempre nuovo e infinito, che si muove in un mondo nel quale i giochi di trasparenza e l'estrema chiarezza ren- donoil raccontodiforteimpattoemotivo.Dai5anni. [R.D.]

 

Un leone e una zebra

 

Un pop up alla Agatha Christie

 

Il vecchio re Kandinga morirà di egoismo

Spaghetti al ragù per i pinguini nell’iglù

 

D ice un antico proverbio del centro dell'Africa «Se hai tanto, è giusto condividere con chi non ha niente: altrimenti, rischi di fare la fine del le-

 

Q uattro anni fa 365 pinguini, album illustrato di grande formato, ebbe un grande successo. Gli stessi autori, Fromental e Jolivet, hanno utilizza-

one Kandinga». L’ affascinante albo illustrato, scritto

to i loro amati pinguini per un pop-up di piccolo forma- to con protagonisti analoghi, raccontando una breve

da

Boniface Ofogo, nato in Camerun, ha per protagoni-

sta appunto Il leone Kandinga, ormai alla fine della

coinvolgente storia che lascia il piccolo lettore-ascolta- tore (dai 5 anni) in un'intensa atmosfera di suspense. Infatti, nella prima pagina i pin-

sua vita, molto solo perché è sempre stato malvagio e che incontra molte difficoltà a otte-

 

Illustrazione di Bella Vichon

  Illustrazione di Bella Vichon nere il pasto quotidiano. Una lepre     guini sono 10,

nere il pasto quotidiano. Una lepre

 
di Bella Vichon nere il pasto quotidiano. Una lepre     guini sono 10, poi diminuiscono
 

guini sono 10, poi diminuiscono uno per volta nelle pagine successive, si- no a scomparire del tutto. Tranquil- li: si tratta di uno scherzo. Le anima- zioni sono sempre diverse e suscita- no molta curiosità, sino alla sorpre- sa finale. Incontriamo una balena, un rompighiaccio, un iglù-tavola cal- da, un vento forte, un tunnel ecc… Molto importante anche il testo,

 

astuta lo aiuta con l'accordo che il ci- bo che gli potrà procurare sarà equamente diviso metà per uno. Kandinga riesce a mangiare ma di- mentica di dare la metà del pasto.

La

lepre si arrabbia e decide di ven-

dicarsi: va a cercare Nandù, il ser- pente più velenoso della foresta, e

gli

fa mordere il vecchio leone che

pp

Boniface Ofogo

morirà in fretta, in realtà «vittima

pp

Jean-Luc Fromental Joëlle Jolivet

 

in versi: spesso l'editoria utilizza la rima perché i bambini piccoli riesco-

p

IL LEONE KANDINGA

della propria avarizia e del proprio

 

p

Ill. di Elisa Arguillé

egoismo». Tutt'altro tema nell'albo

p

10 PICCOLI PINGUINI

no a memorizzarla più facilmente,

Un giallo con il cellulare

p

Kalandraka, pp. 40, 15

La zebra Camilla (di Marisa Núñez

p

Il Castoro, pp. 22, 16,50

ma purtroppo gli autori dei testi si rivelano approssimativi e mediocri.

 

e

Óscar Villán, sempre Kalandraka,

 

La poliziotta Afrodite va a caccia di bulli

 

pp. 32, 14): la giovane protagonista sta crescendo e non tollera più i pantaloni e le bretelle che la mamma la costringe a indossare. Venti impe-

 

In 10 piccoli pinguini, invece, Pico Floridi ci offre, per ogni pagina, quattro righe molto precise con un ritmo di esemplare chiarezza e nello stesso tempo molto concrete. Esempio: «7 piccoli pin- guini a cena nell'iglù / lo chef prepara spaghetti al ra- gù. / Il fuoco scioglie il ghiaccio, ma che babbei / e di pinguini ne restano…» (il 6 è da indovinare). [R.D.]

tuosi le portano via le strisce nere e Camilla si trasfor- ma in una specie di mula bianca: si dispera, ma trova tanti animali che le regalano righe di diversi colori, co-

 

FERNANDO ROTONDO

scomparirà ogni ombra di tristezza. [R.D.]

 

G iovani svedesi che odiano le ragazze (e gli

animali) crescono. Potrebbe essere il senso

di questo giallo che viene dal Nord, Afrodi-

 

In viaggio tra terra e cielo

 

mese in Astrolibro dell'universo

(Editoriale Scienza, pp. 216, 24,90), dove l'astronauta Umberto Guidoni affiancato da Andrea Valente scor- razza dal Big Bang al futuro «attra- verso» l'esplorazione del nostro siste- ma solare a bordo dello Space Shutt-

te e il tradimento di Ritta Jacobsson, per lettori/ lettrici lungo la linea di mezz'ombra tra prima e piena adolescenza. Afrodite, Ditte per gli amici, che sogna di diventare poliziotta, si trova immersa in quella che dapprima appare una normale storia

Andare a canestro tra i Maya o scorrazzare sull’astronave

 

di

bullismo scolastico, ma poi si ri-

le,

un viaggio illustrato dal suggesti-

vela una vera storiaccia criminale I l vero viaggiatore è soltanto quel- lo che parte

vela una vera storiaccia criminale

I l vero viaggiatore è soltanto quel-

lo che parte per partire, non per

arrivare». Parola di Charles Bau-

delaire che Elena Gatti fa sua per

confezionare 100 luoghi da non per- dere nel mondo, un'

della pallacanestro in cui i perdenti rischiavano la decapitazione, rima- nendo in zona si può godere la stupe- facente limpidezza delle «cenotes», due specchi d'acqua formatisi in ca-

vo

repertorio fotografico di Nasa ed

fatta di estorsioni, violenze, furti e uccisioni di animali. Per Ditte, ac- cusata di essere piromane, bugiar- da, ladra e di picchiare i ragazzini,

 

Esa. Si frequenta il cosmo anche con Seconda stella a destra (De Agosti-

ni,

pp. 208, 12): Amedeo Balbi rac-

conta una trentina di «vite semiserie

è

un incubo, mentre la sua Bau

di

astronomi illustri» artefici di sco-

viene rapita per essere destinata a un combattimento di cani. Il libro comincia come un ordi- nario romanzetto per teenagers

pp Elena Gatti

pp

Elena Gatti

invogliante strenna

verne sotterranee. Così si passa idealmente da «Mo-

perte introdotte da Margherita

di

gli adolescenti. Di-

fatti molte delle me-

divulgazione per

numenti e Città» dov'è compreso il Gioco della Palla a «Natura e Anima- li», una delle altre aree tematiche in

Hack, con il corredo di sistemi, leggi e teorie che hanno «fatto» l'astrono- mia dal III a. C. al XX secolo. Comprimario nei 100 luoghi im- perdibili, L'Empire State Building domina la scena nella collana De Agostini «I Monumenti» (pp. 68, 16,90): Giuseppe Della Fina descri- ve il grattacielo-simbolo della New York Anni Trenta, che Francis Scott Fitzgerald paragonò alla Sfin- ge, dalla fase progettuale all'inaugu- razione, nell'affermarsi della musi-

pp

Ritta Jacobsson

(cell e sms a raffica, innamora-

te

campi-base, in quan-

selezionate sono

cui Gatti suddivide le proposte, con il Centro di riabilitazione dei gibboni di

p

AFRODITE E IL TRADIMENTO

menti, tradimenti, gelosie per ra- gazze più spregiudicate), ma pre-

to

Elena suggerisce

Bang Pae (Thailandia) e l'Oceanario

p

trad. di R. Nerito

sto svolta con un crescendo di

avventurarsi pro-

prio da lì verso siti meno frequentati

dal turismo di mas-

sa, con il passo e la curiosità dell'esplo-

ratore. Ammirato

di

di Valencia. In «Divertimenti» spicca- no le montagne russe più alte e veloci del mondo di Jackson (USA) e la Cité de l'Espace di Tolosa, mentre in «Opere dell'uomo» sono in primo pia- no l'esercito di terracotta di Xi'an (Ci- na) e il Kennedy Space Center di Or-

p

Fanucci, pp. 246, 15

tensione e angoscia che culmina

 

quando Ditte pedina, fotografa e registra col telefonino bulli e vittime omertose e poi nel gran finale. Afrodite non si ferma davanti a misteri e ingiustizie, nemmeno se il prezzo è met- tere fine a un piccolo grande amore che in realtà forse non è nemmeno cominciato. Perché ci sono i buoni e i cattivi, e i buoni devono vincere (altrimen-

p

I

100

LUOGHI

DA

NON

p

p

PERDERE NEL MONDO

Touring Junior

pp. 254, 17,50

per esempio il «ca-

ca

jazz e dell'Art Déco. In appendice

 

nestro di pietra» di Chichen Itza (Messico), un gioco del- la civiltà maya-tolteca precursore

lando (Florida). Chi si vede già infilato nella tuta spaziale può intanto individuare le costellazioni visualizzate di mese in

l'Empire nel cinema, info turistiche e

ti perché tanti sforzi per convincere i nostri ragaz- zi a vedere Fazio e Saviano e a leggere Gomorra?).

le

sagome prefustellate per costruir-

ne

il modellino.

[F. A.]

gazzi

XIV
XIV

Strenne

Musica Una ricca tradizione pianistica, fino a Adams, che ha composto per l’11 settembre

I

SANDRO CAPPELLETTO

pp John Adams p HALLELUJAH JUNCTION p trad. di A. Lovisolo p EDT p pp.

pp

John Adams

p

HALLELUJAH JUNCTION

p

trad. di A. Lovisolo

p

EDT

p

pp. X-311, 18

pp Emanuele Arciuli   p MUSICA PER PIANOFORTE NEGLI STATI UNITI p EDT, pp. XIV-329,

pp

Emanuele Arciuli

 

p

MUSICA

PER

PIANOFORTE

NEGLI STATI UNITI

p

EDT, pp. XIV-329, 18

NEGLI STATI UNITI p EDT, pp. XIV-329, € 18 pp Paolo Prato p LA MUSICA ITALIANA

pp

Paolo Prato

p

LA MUSICA ITALIANA Una storia sociale dall’Unità a oggi

p

Donzelli, pp. 350, 33

l 2010 ha regalato diverse soddi-

sfazioni ai lettori appassionati di musica. tuttoLibri ha già segnala-

to questi libri, ma non sprechia-

mo l'occasione per ricordarli. Il mio tempo verrà (Il Saggia- tore, a cura di Gaston Fournier- Facio, pp. 828, 45) raccoglie un' ampissima antologia di scritti de- dicati a Gustav Mahler, di cui nel

2011 ricorre il centenario della morte. Enzo Restagno ha ordina-

to gli studi di una vita in Ravel e

l'anima delle cose (ancora Il Sag-

giatore, pp. 675, 35), un testo di riferimento. Maynard Salomon affronta l'Ultimo Beethoven (Ca- rocci, pp. 364, 29,80) con un ap- proccio affettivo-psicanalitico (non per tutti convincente), assai documentato però nel ricordare i rapporti tra il Titano e l'idealità massonica. Roberto Calabretto,

in Lo schermo sonoro.La musi-

ca per film (Marsilio, pp. 319, 28), ricostruisce la storia dei rapporti fra le due arti: «Il mo- mento più entusiasmantedella re-

alizzazione è quello in cui aggiun-

go il suono. In quel momento tre-

mo», ha scritto Akira Kurosawa:

leggendo Calabretto, ci si persua-

Le vite di Muti

(fino al brusco addio alla Scala) e di Morricone, maestro delle colonne sonore

de che accade proprio così.

Il volume più affascinante del- l’anno è stato Il resto è rumore - Ascoltando il XX secolo (Bom-

piani, pp. 874, 29,50). Il critico statunitense Alex Ross gioca fra

le due sponde dell'Atlantico, si in-

terroga sul ruolo sociale - esiste ancorao è defunto?- della musica

«d'arte» nella società di oggi, sba-

glia nel giudicarla inespressiva, ha pensiero e parole felicissimi

nel ricostruire le vicende di un se- colo che ha prodotto nuovi lin- guaggi e innegabili capolavori. Dagli Stati Uniti arriva - ecco

la prima «nuova» strenna - l'auto-

biografia di John Adams, Halle- lujah Junction (EDT). L'autore

di Nixon in China, La morte di di

Klinghoffer, El Nino - tra le partitu- re contemporanee più diffuse - racconta la sua America: viaggi

di studio e psichedelici, proteste

contro la guerra nel Vietnam e l'incontro con Leonard Bern- stein. Nato nel 1947, Adams è con- siderato un «compositore nazio-

nale», vincitore del Premio Pulit-

zer per il brano dedicato alle vitti- me dell'11 settembre. E scrive con

disinvoltaproprietà.

Come suona l’America

dai pionieri a Ground Zero

negli Stati Uniti (EDT) parte dai

pionieri, approdati lì da tutto il mondo, percorre l'Ottocento, arri- va alla black music, a Gershwin, a Cage, ad oggi. Rivela un mondo musicale ricchissimo, poco fre- quentato dalla letteratura critica, e un narratorecompetente. Riccardo Muti, settant'anni, ed Ennio Morricone, ottantadue, consegnano le loro biografie. In Prima la musica, poi le pa- role (Rizzoli, a cura di Marco Grondona, con una dotta post-fa- zione, pp. 280, 20), il direttore d'orchestra ripercorre gli anni di formazione, tra Molfetta, Bari, Napoli. Restituisce bene l'idea di una generazione che affidava la speranza del proprio futuro allo studio, alla competenza, alla re- sponsabilità. Da ricordare le pagi- ne dedicate a Nino Rota, tra i suoi primi maestri. Parlando degli an- ni bellissimi della Scala, è elegan-

te il modo in cui ricorda il brusco addio. E saggio il monito rivolto a se stesso e ai colleghi: «Nella se- conda parte della vita, un mae- stro deve ripararsi dai media e tentare il più possibile di trasmet- tere la musica agli altri se non vuole, lui effimero, precipitare nel- le spire di un'attività effimera». Lontano dai sogni (Mondado-

ri, pp. 161, 18,50) propone una «conversazione» tra Antonio Monda e Ennio Morricone. Tutta

la sua carriera, dalle canzoni (ne ha arrangiate tante e famose), al- le memorabili colonne sonore, al- la «musica assoluta». Uomo con-

creto, artigiano e artista, Morrico- ne insegna la necessità, per ogni autore, di conoscersi e accettarsi per come si è. La carrellata di re- gisti in pellegrinaggio da lui è im- pressionante. L'occasione dei centocinquan- ta anni della nostra nazione spin- ge Paolo Prato a proporre La mu- sica italiana.Una storia sociale dall'unità ad oggi (Donzelli). Tut- ta la musica: dalle bande ai teatri

d'opera, dai canti di lavoro ai can- tautori, dal tabarin al rock, da Ca- ruso a Bocelli. Autori e interpreti sono sempre inseriti nel loro con- testo, che comprende i luoghi e le forme di produzione e diffusione. Un volume ampio, documentato, anche nel ribadire sia l'immensa forza aggregante che la musica possiede, sia la storica disatten- zione del nostro sistema scolasti-

Una «storia sociale» dall’Unità a oggi:

dalle bande ai teatri d’opera, dal tabarin ai canti di lavoro, al rock

co dell'obbligo verso una consape- vole educazione musicale. La scrittura è avvincente più nelle parti di documentazione che di sintesi, dove tende a prevalere un facile sociologismo. Infine, Nulla di oscuro tra noi, il libro del Saggiatore che rac- coglie il carteggio tra Massimo Mila e Luigi Nono. Ma, qui, pro- prio non è possibile sbrigarcela in fretta.Ne riparliamo presto.

non è possibile sbrigarcela in fretta.Ne riparliamo presto. Ancora gli Usa protagonisti nel libro del pianista

Ancora gli Usa protagonisti nel libro del pianista Emanuele Arciuli. Musica per pianoforte

libro del pianista Emanuele Arciuli. Musica per pianoforte Sulla canzone napoletana LO CORE SPERDUTO RIDERE CON

Sulla canzone napoletana

LO CORE SPERDUTO RIDERE CON ARBORE
LO CORE SPERDUTO
RIDERE CON ARBORE

GianfrancoPlenizio,compositoree autorediapprezzatecolonne sonore,possiedelapiùampia collezionealmondodispartitidi «canzoninapoletane».Orane raccontamusicaeparolein Locore sperduto (Guida,pp.304, 28), conunacompetenzasostenuta dallapassioneedalpiaceredella narrazione.Iltransitodalpopolare alcoltoerafertileefrequente. Impeccabililepaginespecialistiche coinvolgentiquellededicateai luoghi:neicaffè,maanchenei salottidicasa,dandovitaavere sceneteatrali,dovecircolavano audacissimimessaggiamorosi.

VittorioMarsiglia,bassistaeattore,e CarloMissaglia,cantantee chitarrista,scrivonoaquattromani ComesirideaNapoli (B.C.Dalai,pp. 302, 20,90).Sirideconverogustoe neldvdallegatoRenzoArbore interpretasceneemacchiette,inuna registrazionedalTeatroAugusteo. Finezzadilinguaggio,nellaricchezza delleimmaginievocatedallalingua napoletana;rapportoagiletra copionescritto,improvvisazione, fulminearapiditàdibattute;cantanti nelcontempoattoriemimi;pubblico semprecoinvolto,protagonistamai passivo.Unatradizionechenondeve némorire,néinvolgarirsi.

L’autore incontra i lettori sabato 11 dicembre alle ore 17,30 alla LIBRERIA COOP Piazza Castello
L’autore incontra i lettori
sabato 11 dicembre alle ore 17,30
alla LIBRERIA COOP Piazza Castello 113, Torino
ERNESTO OLIVERO
DI IN EDIZIONI 1
2
MENO
www.priulieverlucca.it
Distribuzione PDE
MESE
Candidato al Premio Nobel per la Pace
da varie personalità tra le quali: Arafat,
Madre Teresa di Calcutta, Norberto Bobbio,
Card. Martini, Massimo D’Alema, Gianni Agnelli.
Bobbio, Card. Martini, Massimo D’Alema, Gianni Agnelli. Il Maestro visto dagli allievi     A Parigi

Il Maestro visto dagli allievi

   

A Parigi c’è chi ancora ricorda gli spettrali pianissimi di Chopin

 

GIORGIO PESTELLI

ti

nuovi che contiene, all'ombra

 

dell'uomodiscretissimo e del com-

 

C hopin è un miracolo di mu-

sica assoluta, cioè sciolta

da tutto ciò che non è musi-

ca, sorvolando circostanze stori- che, debolezze e miserie della vi- ta; eppure, poche musiche hanno fatto nascere tante leggende, po- che personalità sono state circon- date da un alone di fantasie tanto lontane dalla verità di quei suoni incapacidi mettersi in posa. Ricondurre l’autore alla sua realtà è lo scopo dell’informatissi-

 

positoreincomparabile. Le fonti principali sono le

agende tascabili tenute ogni tanto da Chopin, la sua corrispondenza

agende tascabili tenute ogni tanto da Chopin, la sua corrispondenza

e

quella di George Sand, gli appun-

ti

per la stesura di un «metodo pia-

nistico» mai realizzato; sopra tut-

to, le partiture annotate da alunni

e

amici intimi, le dichiarazioni di

allievi (lettere, diari, ricordi scritti

o

trasmessi oralmente), le impres-

sioni di pianisti, compositori, criti-

ci

che lo avevano ascoltato suona-

pp

Jean-Jacques Eigeldinger

mo libro di Jean-Jaques Eigeldin-

re, restandone meravigliati; a vol- te si tratta di semplici aneddoti, ma qui interviene Eigeldinger con una fitta serie di note e indicazioni

p

CHOPIN VISTO DAI SUOI ALLIEVI

ger Chopin visto dai suoi allievi, costruito sulle testimonianze dei

p

contemporanei vagliate e control-

p

a cura di Costantino Mastroprimiano

Astrolabio, pp.433,40

late: gli appassionati di Chopin

possono festeggiare e farne il loro vademecum per la quantità di da-

per riempire i vuoti e rendere «le intenzioni» di Chopin il più possi- bile vicine al vero. Le voci della

principessa Czartoryska, di mada- me Dubois, di von Lenz, di mada- me Rubio, Jane Sterling, Pauline Viardot, di tante nobildonne del Faubourg Saint-Germain e dell' aristocrazia slava in esilio fanno

risuscitare il mondo di quella Pari-

gi che anche nella musica era «la

capitaledel secolo XIX». La materia è suddivisa fra fon- damenti tecnici, stile esecutivo (basilari, anche per i concertisti moderni, le osservazioni sull'uso del pedale), interpretazione delle

opere; un tesoro di osservazioni

per i pianisti, ma anche un volume per tutti gli appassionati, specie per le testimonianze di chi aveva

lo aveva sentito al pianoforte, comprendendo musicisti sommi

come Mendelssohn e Schumann e altri oggi meno famosi ma sem-

pre insostituibili: commovente ad esempio il ricordo di Charles Hal-

lé sulla «Barcarola», con i suoi

spettrali pianissimi, suonata da Chopin a Parigi pochi mesi prima

di morire. Un ricco corredo foto-

grafico e un'ampia bibliografia completano il volume.

Illustrazione di Ine Probst Controstoria del ’900 Nulla è vero, tutto possibile da Marcuse ai

Illustrazione di Ine Probst

Controstoria del ’900

Nulla è vero, tutto possibile da Marcuse ai Sex Pistols

GIUSEPPE CULICCHIA

N ulla è vero. Tutto è possibile». Rashid Al-

Darun, il vecchio della montagna a capo

della setta degli Assassini, terroristi le-

vantini dell'anno Mille, lasciò in punto di morte

ai suoi seguaci questo segreto.

Ripreso nel 1968 da Guy Debord e dai Situa- zionisti francesi, «conteneva tutte le possibilità del nichilismo», scrive Greil Marcus in Tracce di

rossetto. E si sposava a meraviglia con la critica alla modernità urlata una decina di anni più tar-

di dai Sex Pistols. E' da qui che parte la contro-

storia del Novecento del celebre critico musica- le americano, vista attraverso

le lenti deformanti dei fenomeni culturali e sotto-culturali che hanno segnato il secolo appena trascorso, dal dadaismo al punk, rintracciandone le radici in altre epoche e altre rivolte, a cominciare da quella degli ana- battisti nella Germania del XVI Secolo. Pubblicato per la prima volta

nel 1990, Tracce di rossetto uscì

in Italia un anno più tardi per i tipi di Leonardo, e torna oggi in

libreria con Odoya, casa editri-

ce bolognese. Già solo l'indice dei nomi rende l'idea dell'am-

piezza dei riferimenti di Mar- cus: ci sono Theodor Adorno e gli Adverts, Dolo- res Ibarruri e Boris Vian, Martin Heidegger e l'immancabile Marcuse. E le rivolte novecente- sche, cruente o estetiche, le utopie che hanno contrassegnato un'epoca insieme terribile e straordinaria, vengono indagate a partire da canzoni, manifesti, poesie, sceneggiature, testi filosofici, slogan, e luoghi: Berlino, Parigi, Lon- dra, San Francisco.

Chi ha letto questo libro in passato, non l'ha certo dimenticato. Chi non l'ha ancora fatto, non si lasci sfuggire questa nuova occasione.

pp Greil Marcus p TRACCE DI ROSSETTO Dal dada ai Sex Pistols p Odoya p

pp

Greil Marcus

p

TRACCE DI ROSSETTO Dal dada ai Sex Pistols

p

Odoya

p

pp. 446, 22

Biografia Keith Richards

Rolling Stones, la vita è così stupefacente

RICHARD NEWBURY

S e ti ricordi gli Anni 60 non li hai vissuti» dicono

quelli che l’hanno vissuta, quell’era di «sex and

drugs and rock’n’roll». E fra tutti quei ragazzi

bianchi che scoprivano il ritmo nero americano sono i Rolling Stones a essere diventati davvero globali, ru-

bando il nome a una canzone del loro eroe Muddy Wa- ters. La voce di Mick Jagger, la chi-

tarradi Keith Richards, la batteria di Charlie Watts e Bill Wyman sono la vera colonna sonora dei baby boo- mers. E, nonostante abbia vissuto quegli anni sotto l’effetto di stupefa- centi, Keith Richards ha una memo- ria prodigiosa come si vede dalla sua autobiografia, Life. Nel 1969 Richards aveva già visto praticamente tutto: droghe, jet priva-

ti, pestaggi e morti. Eppure la storia

vera di Life è umana e gira intorno al-

la sua relazione con Mick Jagger,

l’amico che non ha mai davvero capi-

to, e alla sua prima moglie, madre di tre dei suoi figli, Anita Pallenberg:

quella che l’ha lasciato e lui ancora non sa perché se l’è lasciata scappare. In Life c’è il suo punto di vista sul quartetto: Mick che ruba Anita a Kei- th, Keith che ci scrive sopra Gimme Shelter, e poi Keith che ruba Marianne a Mick. Dopo tutto, dice Keith, cos’è il rock and roll? Musica dal collo in giù.

pp Keith Richards p LIFE p trad. di M. Gozzi, A. Marti, M. Petrillo p

pp

Keith Richards

p

LIFE

p

trad. di M. Gozzi, A. Marti, M. Petrillo

p

Feltrinelli, pp. 524, 24

Tuttolibri

SABATO 11 DICEMBRE 2010 LA STAMPA

XV
XV

Un album con Nirvana & C.

La leggenda è grunge la sua icona è Kurt Cobain

BRUNO RUFFILLI

P rima che Smells Like Teen Spirit arrivasse in testa alle classifiche di mezzo mondo, il nuovo rock ave- va i volti di U2 e R.e.m. Dopo, quelli di Nirvana e

Pearl Jam. Arrivati dagli Usa all'inizio degli anni Novan- ta, guidarono l'ennesima rivoluzione della musica popo-

lare, il Grunge: un libro di Michael Lavine ne ripercorre ora la storia per immagini, con uno

scritto di Thurston Moore, chitarri- sta dei Sonic Youth. Lavine è stato il fotografo della SubPop, etichettaper cui incidevano Nirvana, Mudhoney, Soundgarden; tutti presenti nel libro, insieme a Pe- arl Jam, Smashing Pumpkins, Dino- saur Jr., Screaming Trees e molti al- tri. Inevitabile la scelta di Kurt Coba- in in copertina: del grunge fu l'icona

più famosa e l'idolo più amato; l'incen-

dio che aveva acceso si spense però

col suosuicidio, l'8 aprile 1994.

Se la fine è certa, per Lavine tutta-

via le origini del grunge non coincido- no con il debutto dei Nirvana, ma ri-

salgono al 1983, che è anche l'anno in cui comincia a scattare le prime fotografie. Espressioni rabbiose, pose arroganti, timidezze nascoste tra chitar- re elettriche, borchie, pelle: i suoi eroi sconosciuti sono eredi del punk e precursori del grunge. E la sua Seattle ne diventerà la capitale.

pp GRUNGE p foto di Michael Lavine p intr. di Thurston Moore p ISBN p

pp

GRUNGE

p

foto di Michael Lavine

p

intr. di Thurston Moore

p

ISBN

p

pp.160, 29

pp GRUNGE p foto di Michael Lavine p intr. di Thurston Moore p ISBN p pp.160,
XVI
XVI

Strenne

S

FRANCESCO TROIANO

pp Peter Bogdanovich p CHI HA FATTO QUEL FILM? p trad. di R. Buffagni p

pp

Peter Bogdanovich

p

CHI HA FATTO QUEL FILM?

p

trad. di R. Buffagni

p

Fandango, pp.1315, 29,50

p

Sedici interviste a celebri col- leghi e maestri firmate dal re- gista di Paper Moon

pp Paolo Mereghetti p IL MEREGHETTI DIZIONARIO DEI FILM 2011 p B.C. Dalai, pp.3850, €

pp

Paolo Mereghetti

p

IL MEREGHETTI DIZIONARIO DEI FILM 2011

p

B.C. Dalai, pp.3850,