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Storie di ^a migC ia

(Premessa

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vecchia

di decenni,

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<Da ciò, con l' a iuto della tecnologia , ho deciso di

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in un unico documento

Ce foto

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storie

che memorizza no qua nto conosciuto deC pa s s a ta e

ra cconta no qua nto vissuto in prima per sona .

Storie

minime, storie

ridicole,

storie

dra mma tiche,

storie Sede e storie Brutte.

Storie

però

che fa nno

persona e di una

pa rte deC percorso di vita di una fa miglia .

 

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Conta storie

« ( B u o n a C a t t u r a

Storie di famiglia Scarazzato – Pavesi Manfreda – Bavdaz (Baldassi )
Storie di famiglia Scarazzato – Pavesi Manfreda – Bavdaz (Baldassi )

Storie di famiglia Scarazzato Pavesi Manfreda Bavdaz

Storie di famiglia Scarazzato – Pavesi Manfreda – Bavdaz (Baldassi )
Storie di famiglia Scarazzato – Pavesi Manfreda – Bavdaz (Baldassi )

(Baldassi )

III genitori e l’ottusità del
III
genitori
e
l’ottusità
del
Franco 2012
Franco
2012

Il Contastorie

L’anno in cui si racconta questa storia è il 2013 e la racconta Francesco

(Franco) Scarazzato , nato il 27 /09/1945 a Trieste, via dei Giacinti 26,

piano, case ICAM, Roiano.

Per tutti parenti e amici, Franco; per i documenti ufficiali Francesco, per l’accondiscendenza dei miei

prete

della

chiesa di

Roiano ( SS . Ermacora e Fortunato) che non ha

ritenuto di battezzarmi Franco essendo un

nome senza un santo di riferimento.

Vista la data di nascita e la vicinanza con il 4 ottobre (S.Francesco), mi ha

imposto questo nome (bon che adesso xe anche un Papa per cui son a posto),

come secondo nome Damiano che cadeva il giorno prima ( 26 settembre).

Quanto sopra, a parte la polemica sui nomi, per evidenziare che tutte le

parentele sono riferite a me .

Scarazzato
Scarazzato

Scarazzato

Scarazzato
Scarazzato
SCARAZZATO Discendiamo da Scarazzato Giovanni (nato attorno al 1795) sposato con Maria Caramella, che ebbe un
SCARAZZATO
Discendiamo da Scarazzato Giovanni (nato attorno al 1795) sposato con
Maria Caramella, che
ebbe
un
figlio
omonimo
nato a Castelbelforte
( 03 /02/1823 - 12 /01/1891 ).
Scarazzato Giovanni jr . si sposò con Luigia Lui e a Cadè nacque mio
bisnonno Ferdinando ( 04 / 04/1847 -14/06/1911 ).
Scarazzato Ferdinando e Maria Menegazzi, diedero vita a :
-
Luigia ( 1876 - 1959 ),
- Pietro ( 1880 - 1966 ),
-
Beniamino ( 1885 - 1962 ),
- Ersilia ( 1888 ),
- Gregorio ( 1883 ),
- Giuseppe ( 1895 ),
-
Giovanni ( 9. 5 . 1891 - 31 . 01 . 1976 )
NdR : (mio nonno)
Nota : Castelbelforte e Cadè sono località nei pressi di Roverbella .
Nonno raccontava che la famiglia era originaria del Trevigiano e che suo
nonno, visto che allora del cognome si trovavano le varianti Scaresato,
Scarassato, ecc ., ribadì in comune che la grafia corretta era Scarazzato.
Dei figli di Scarazzato Ferdinando e Menegazzi Maria, mio nonno si è trasferito a Trieste, gli
Dei figli di Scarazzato Ferdinando e Menegazzi Maria, mio nonno
si è trasferito a Trieste, gli altri maschi si sono spostati a Verona e
Milano mentre le femmine sono rimaste a Roverbella e dintorni.
Mappa della distribuzione ( 2013) Scarazzato dei
Mappa della
distribuzione
( 2013)
Scarazzato
dei
In divisa
In divisa
Foglio Matricolare
Foglio Matricolare

Durante la guerra mio nonno fu fatto prigioniero (Caporetto 1917 )

In divisa Foglio Matricolare Durante la guerra mio nonno fu fatto prigioniero (Caporetto 1917 )
In divisa Foglio Matricolare Durante la guerra mio nonno fu fatto prigioniero (Caporetto 1917 )
Foglio Matricolare
Foglio Matricolare
Foglio Matricolare
Foglio Matricolare

Foglio Matricolare

reclute. In prigionia non se
reclute.
In
prigionia
non
se
reclute. In prigionia non se Dal Foglio Matricolare si vede che : Ha fatto la leva

Dal Foglio Matricolare si vede che :

Ha fatto la leva (dal 11/1911 al 12/1913) ad Ustica, senza licenze,

l'unica trasferta fu una missione in Calabria per il recupero di nuove

Dormivano sulla paglia e portavano la divisa di panno estate ed inverno.

Rimane un mistero su cosa facesse per due anni la fanteria ad Ustica.

Richiamato nel 1915 venne assegnato ad un reparto mitraglieri

Fu fatto prigioniero nell’ottobre 1917 durante la ritirata di Caporetto.

la passò

bene: al ritorno a casa, nel novembre

1918 , aveva problemi ai polmoni.

Il clima di Roverbella non era certo il migliore per la sua guarigione ed allora .

…… allora, alla fine dell’Impero Austro Ungarico, i dipendenti delle Ferrovie austriache di stanza a Trieste
……
allora,
alla
fine
dell’Impero
Austro
Ungarico,
i
dipendenti delle Ferrovie
austriache
di
stanza
a
Trieste
rientrarono a casa (Austria, Boemia, ecc.) e le
FFSS
subentrate
si
trovarono
carenti
di
personale; così
spostarono
a
Trieste
personale
da tutta Italia, e Fiorini
Angelo (Lindo)
fu
trasferito;
gli
fu
assegnato
un
alloggio
nelle
case
costruite
dall'Austria, e
fu
destinato
di
a Barcola
via De Amicis,
Smistamento,
l’area tra Viale Miramare ed il Bagno Ferroviario
Fiorini
Angelo (Lindo)
che
era
sposato
con
Pavesi
Caterina
(Rina),
sorella
di
Erminia
(Nina),
mia
nonna;
invitò
mio
nonno
a
stabilirsi
temporaneamente
a
Trieste, per
godere
di
un
clima
migliore.
Il nonno, lasciata a Roverbella la nonna e i figli (Ferdinando, Luigino), venne a Trieste e
Il
nonno,
lasciata
a
Roverbella
la
nonna
e
i
figli
(Ferdinando, Luigino),
venne
a
Trieste
e
cominciò
a migliorare.
Un
bel
giorno
Lindo
gli
disse:
ora
che
stai
bene,
perché
invece
di
tornare
a
Roverbella
non
ti
fai
assumere
in ferrovia
e
ti
stabilisci
quà?
Vista la perdurante crisi di personale
fu assunto (era il 1920 ).
Mio
nonno
trasferì
a
Trieste
nonna e figli
ed
iniziò l'era degli
Scarazzato
a Trieste,
prima in via Bonomea
in Gretta , poi
in
via
Solitro a Roiano.
L’orologio delle FFSS
di
mio
nonno
Scarazzato Giovanni
ponte di ferro . di uva fragola. .
ponte di ferro .
di uva fragola.
.
camion di una ditta di
camion di
una ditta
di

La stazione di Barcola Smistamento esiste ancora: in Viale Miramare poco prima del cavalcavia, a due piani scolorita, si vede ancora la scritta.

L'ultimo posto di lavoro è stata la "Cabina D", un piccolo edificio accanto al cavalcavia di Barcola (visibile dalla strada), ora è vandalizzato, ma

ricordo di esserci stato da bambino un paio di volte, percorrendo a piedi il

In pensione, per arrotondare faceva il custode diurno a San

di

Giovanni (via delle Linfe) nel deposito

spedizioni, era campagna, ora è un area coperta da palazzi, si scendeva dal tram 6 in Viale R. Sanzio e si percorreva un sentiero tra prati; aveva

un orto dove coltivava pomodori, radicio e salatina ed aveva un pergolato

Pavesi
Pavesi

Pavesi

Pavesi
Pavesi
-Amilcare - Paolo - Itala - Caterina (Rina) - Erminia (Nina 1893 -1968)
-Amilcare
- Paolo
- Itala
- Caterina
(Rina)
- Erminia (Nina 1893 -1968)
-Amilcare - Paolo - Itala - Caterina (Rina) - Erminia (Nina 1893 -1968) PAVESI Degli antenati

PAVESI

Degli antenati Pavesi non so praticamente nulla, conosco solo il nome dei

miei bisnonni Giovanni e Narcisa (di cui ignoro il cognome), so che erano

originari anche loro di Roverbella e/o dintorni e i nomi dei figli, fratelli e

sorelle di mia nonna Erminia, ed erano :

N . d .R. (moglie di Lindo)

N . d .R (mia nonna)

L’unico aneddoto che ho sentito

raccontare un paio di volte è che una

delle sorelle di mia nonna si prostituiva ed era stata ripudiata dalla famiglia .

Non so se è la Itala di cui sopra o se è proprio stata cancellata.

Mappa della distribuzione ( 2013) dei Pavesi
Mappa della
distribuzione
( 2013)
dei
Pavesi
- Ferdinando ( Nando)
- Ferdinando ( Nando)

-

Luigi (Luigino)

-

Ottorino ( mio papà)

- Ferruccio - Narcisa - Lucia - - Maria - Piergiorgio
-
Ferruccio
-
Narcisa
-
Lucia
-
-
Maria
-
Piergiorgio
- Ferdinando ( Nando) - Luigi (Luigino) - Ottorino ( mio papà) - Ferruccio - Narcisa

I miei nonni paterni si sono sposati nel 1915 , dopo che era già nato

mio zio Ferdinando ( Nando) nel 1914; nel contratto di nozze era

specificata la dote di mia nonna,

comprendente un boa di struzzo.

Dal matrimonio sono nati :

( 1914 2003)

( 19162004 )

( 1919 1999 )

( 1921 2005)

( 1923-1958)

( 1925 -2001)

Giovanni ( Nino) ( 1931 -

..

)

( 1934-1968)

( 1936-

..

)

- Ferdinando ( Nando) - Luigi (Luigino) - Ottorino ( mio papà) - Ferruccio - Narcisa
- Ferdinando ( Nando) - Luigi (Luigino) - Ottorino ( mio papà) - Ferruccio - Narcisa

tutti rimasti a Trieste, a parte Lucia residente a Milano per oltre 40 anni, ma rientrata a Trieste nel 1996 .

Considerazioni Il parente più antico di cui si ha traccia, Scarazzato Giovanni sposato con Maria Caramella
Considerazioni
Il parente più antico di cui si ha traccia, Scarazzato Giovanni sposato con
Maria Caramella è vissuto in epoca napoleonica con Campagna d’Italia e
guerre in tutta Europa , con arruolamenti e coscrizioni obbligatorie ecc .
Successivamente sia lui che figli e nipoti si trovarono nel bel mezzo delle
varie guerre d’indipendenza .
In entrambi i casi la Pianura Padana e in particolare la zona attorno a
Mantova ha visto tante battaglie con migliaia di morti .
E’ un peccato non conoscere se furono coinvolti, se riuscirono ad eludere
l’arruolamento o quant’altro.
A
proposito
del
Regno
d’Italia
di
Napoleone
(1805-1814),
ricordo
che
sia
i
miei
nonni,
che
i
miei
parenti
a
Roverbella
quando
parlavano
di
soldi
(lire)
(siamo
attorno
al
1960)
li
chiamavano
Francs, ed erano passati più di 150 anni .
- poi le
- poi
le
- poi le e con gli Scarazzato a Trieste inizia un un’altra epoca : - prima

e con gli Scarazzato a Trieste inizia un un’altra epoca :

- prima gli attori ,

foto e

le storie

Scarazzato Pavesi
Scarazzato
Pavesi
Famiglia di
Famiglia di
Mia nonna Erminia era un ottima cuoca
Mia nonna Erminia
era un ottima cuoca

Scarazzato

Famiglia di Mia nonna Erminia era un ottima cuoca Scarazzato Pavesi cattolici osservanti e praticanti
Famiglia di Mia nonna Erminia era un ottima cuoca Scarazzato Pavesi cattolici osservanti e praticanti
Pavesi
Pavesi
Famiglia di Mia nonna Erminia era un ottima cuoca Scarazzato Pavesi cattolici osservanti e praticanti

cattolici osservanti e praticanti

Pagella Papà Corso Comunale di Avviamento Agrario - Roiano Anno Scolastico 1931 -1932 Papà anni ‘30
Pagella
Papà
Corso Comunale di Avviamento Agrario - Roiano
Anno Scolastico 1931 -1932
Papà
anni ‘30
manca Piergiorgio che nascerà nel 1936
manca Piergiorgio che nascerà nel 1936
manca Piergiorgio che nascerà nel 1936

manca Piergiorgio che nascerà nel 1936

1939
1939
Scarazzato Ottorino mio papà 1942 1952
Scarazzato Ottorino
mio papà
1942
1952

Era di carnagione chiara, lentigginoso e rosso di capelli (finchè li ha avuti), Lucia aveva il medesimo incarnato e capelli rossi ; entrambi come la mamma . Impiegato in Ferrovia in Piazza Vittorio Veneto, quando ero alle Medie in via

G. Corsi , da Gretta andavamo e tornavamo da città in moto (Zigolo Guzzi 98 cc)

Roiano
Roiano

Roiano

Roiano
Roiano
Via Solitro All’inizio abitavano in via Bonomea, poi hanno ottenuto un alloggio a pianoterra nelle Case
Via Solitro All’inizio abitavano in via Bonomea, poi hanno ottenuto un alloggio a pianoterra nelle Case

Via Solitro

All’inizio abitavano in via Bonomea, poi hanno ottenuto un alloggio a

pianoterra nelle Case dei Ferrovieri in via Solitro alta, di fronte al Ricreatorio Brunner; appena potevano papà e zii erano in ricreatorio, alle volte uscendo e rientrando dalla finestra della camera .

Giocavano a pallacanestro in una squadra formata da 4 Scarazzato (Nando, Luigino, Ottorino, Ferruccio) + Ezio Alberti, andavano d’accordo si divertivano e vincevano giocando in contropiede con lanci lunghi .

Con il passare degli anni e l’aumentare della famiglia hanno avuto un cambio di alloggio in via Solitro N ° 9 , V ° piano, con 3 camere.

Solo a papà è rimasta la passione per la pallacanestro che ha continuato a praticare, ha fatto parte anche della Nazionale Ferrovieri con cui ha

partecipato ad un torneo a Parigi .

Quando ha smesso di giocare si è riciclato allenatore e per molti anni ha

allenato, con notevole soddisfazione per i buoni risultati, le squadre sia

maschile che femminile del Villaggio Sereno .

zio Luigino papà (geniere)
zio Luigino
papà
(geniere)
zio Ferruccio (aviere marconista)
zio Ferruccio
(aviere marconista)

in guerra

zio Luigino papà (geniere) zio Ferruccio (aviere marconista) in guerra zio Gaspare zio Nando

zio Gaspare

zio Luigino papà (geniere) zio Ferruccio (aviere marconista) in guerra zio Gaspare zio Nando

zio

Nando

S e F n B z E a A B 1 R T B e 9
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1943 le tre zie Scarazzato
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Zie e Nipoti Via Solitro 9, V ° piano, Case Ferrovieri , Roiano, Marzo 1949
Zie e Nipoti Via Solitro 9, V ° piano, Case Ferrovieri , Roiano, Marzo 1949

Zie e Nipoti

Zie e Nipoti Via Solitro 9, V ° piano, Case Ferrovieri , Roiano, Marzo 1949

Via Solitro 9, V ° piano,

Case Ferrovieri , Roiano,

Marzo 1949

Festa in famiglia Marzo 1949
Festa in famiglia Marzo 1949

Festa in famiglia

Festa in famiglia Marzo 1949

Marzo 1949

1915 - 1955
1915
- 1955
1915 - 1955 40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi

40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi

1915 - 1955 40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi
1915 - 1955
1915
- 1955
1915 - 1955 40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi

40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi

1915 - 1955 40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi
1915 - 1955
1915
- 1955
1915 - 1955 40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi

40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi

1915 - 1955 40 ° Matrimonio Scarazzato -Pavesi
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Scaletta Giardinetto INCIS - Roiano
Silvio Massi Cugini Elena Catanzaro
Silvio Massi
Silvio Massi

Cugini

Silvio Massi Cugini Elena Catanzaro
Silvio Massi Cugini Elena Catanzaro

Elena Catanzaro

Scarazzato Luigi Azzola Elsa Scarazzato Ferruccio Catanzaro Gaspare Massi Mario Scarazzato Giovanni
Scarazzato Luigi
Azzola Elsa
Scarazzato Ferruccio
Catanzaro Gaspare
Massi Mario
Scarazzato Giovanni

Scarazzato Piergiorgio

Dionis Fausta

macchinista FFSS casalinga meccanico ACEGAT casalinga impiegato FFSS casalinga capostazione FFSS casalinga operaio ACEGAT casalinga direttore
macchinista FFSS
casalinga
meccanico ACEGAT
casalinga
impiegato FFSS
casalinga
capostazione FFSS
casalinga
operaio ACEGAT
casalinga
direttore Cooperative Operaie
casalinga
operaio ENEL
casalinga
impiegato FFSS
casalinga
macchinista FFSS
casalinga

Lavori di famiglia

Scarazzato Ferdinando

Bianzani Adelma

Scarazzato Ottorino Manfreda Liliana

Bianchera Luigia

Scarazzato Narcisa

Scarazzato Lucia

Bertolotti Luciana

Galatà Giuseppe Scarazzato Maria

Roiano 1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
Roiano 1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
Roiano
Roiano
1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
1915 – 1965
50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
Roiano 1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
Roiano 1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi Roiano
1915 – 1965
50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
Roiano
1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi Roiano
1915 – 1965
50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi
Roiano
Scarazzato Giovanni - 78 ° Compleanno Maggio 1969
Scarazzato Giovanni - 78 ° Compleanno
Maggio 1969
Manfreda
Manfreda

Manfreda

Manfreda
Manfreda
in Slovenia .
in Slovenia .
si preoccupò di
si
preoccupò di

MANFREDA

I parenti più antichi di cui abbiamo traccia sono i genitori di mia bisnonna Emma e sono Andrea Kolar e Maria Kriznik, nati

presumibilmente attorno al 1825-1830 nel paesino di Gubno, oggi

La data è presunta perché l’unica informazione che ho è che mia bisnonna Emma è nata il 29 luglio 1864 , ultima di sette figli .

a

7

Con la morte della mamma,

anni, nessuno

mandarla a scuola e unica tra i fratelli rimase analfabeta .

Ma la storia complessiva è meglio raccontata nella bozza di una lettera del 1952 scritta da mio nonno Giovanni (nono Giovanin),

uno dei suoi tanti figli, trovata casualmente, che allego sia in

originale che in una mia sintesi .

NdR Questa è la storia di mia bisnonna Emma Kolar ved. Manfreda, figlia di Andrea e
NdR Questa è la storia di mia bisnonna Emma Kolar ved. Manfreda, figlia di Andrea e

NdR

Questa è la storia di mia bisnonna Emma Kolar ved. Manfreda, figlia di

Andrea e Maria Kriznik, nata a Gubno, il 29 luglio 1864 .

Il racconto è la sintesi estratta da una bozza di lettera che mio nonno

Giovanni Manfreda inviò ai cugini ritrovati a Gubno a 65 anni dalla

partenza da casa di sua mamma, mia bisnonna . Al tempo della lettera, siamo circa a metà 1952 , avevo 7 anni e me la

ricordo come una vecchietta piccola e sempre in nero, è morta nel 1956 .

Non so se mio nonno ha fatto in tempo a ricevere la risposta dai cugini

perché è morto appena in pensione, il 15 gennaio 1953 .

NdR Questa è la storia di mia bisnonna Emma Kolar ved. Manfreda, figlia di Andrea e
1 Ha ancora 3 figli viventi: sono sposati .
1
Ha ancora 3 figli viventi:
sono sposati .
1 Ha ancora 3 figli viventi: sono sposati . Nonna Emma Vostra zia Emma ora ha

Nonna Emma

Vostra zia Emma ora ha 88 anni, sta ancora abbastanza bene; va da sola alla

messa, rammenda e fa qualche lavoretto a casa .

Stefania a New York, di 47 anni sposata con una figlia; Alfredo a Trieste, di 54 anni, proprietario di un Caffè; io Giovanni a Trieste, di 60 anni con una figlia con 2 bambini . Io lavoro agli Acquedotti di Trieste e sto per andare in pensione. Questa lettera sarà tradotta dall’italiano da mia moglie perché io non lo so. La povera zia Emma ha molto sofferto, era analfabeta è per questo non ha

mai scritto alla famiglia., era la più giovane di 7 figli , la mamma le era morta

a 7 anni, così nessuno si curò di mandarla a scuola, ma tutti i fratelli sapevano leggere e scrivere .

A 22 anni ha lasciato Gubno ed è venuta qua, era al suo primo lavoro a servizio da mio padre, che era Segretario Comunale, vedovo con 2 figli e si

Il matrimonio fu un disastro, dei 10 figli avuti siamo rimasti in tre .

2
2
2 Nonna Emma Suo marito era un “ uomo studiato “ e non si occupava della

Nonna Emma

Suo marito era un uomo studiato e non si occupava della famiglia . Ha lavorato come una bestia per crescerci, ha peregrinato da Gubno a

Capodistria, dove sono nato io, poi Trieste, Fiume, Zara e poi di nuovo a

Trieste nel 1904 , le cose sono migliorate quando siamo diventati grandi .

Suo marito è morto nel 1912 e pace

all’anima sua, ma in vita si è

comportato molto male. Io sono andato via da mia madre 30 anni fa quando mi sono sposato .

Ora vive con me, prima stava da un altro figlio ma era sempre sola

Quando la guardo vedo tutte le sofferenze che ha vissute .

Ora non le manca niente, ho una moglie buona, che la cura al

meglio, desidero di vederla morire contenta nel suo letto. Tra tanti dolori patiti l’ultimo è stato quello di avere un nipote di 22 anni impiccato dai tedeschi il 23 aprile 1944, figlio di un suo figlio a cui aveva fatto da mamma .

scaloni di Palazzo Rittmayer (divenuto Conservatorio Tartini nel 1954 ). Mi ricordo che mia nonna Catina
scaloni
di
Palazzo
Rittmayer
(divenuto
Conservatorio Tartini
nel 1954 ).
Mi
ricordo
che mia
nonna
Catina
mi
raccontava
che
era
tisico, per cui
aveva
notevole
resistenza
anche con poca
ossigenazione,
e
un
militare
tedesco
gli
è
salito
in
stivali
sulle
spalle
perchè
soffocasse .
scaloni di Palazzo Rittmayer (divenuto Conservatorio Tartini nel 1954 ). Mi ricordo che mia nonna Catina

A proposito del nipote Umberto (Berto) , impiccato dai tedeschi sugli

Per completare il discorso su mio bisnonno Giovanni, marito di Emma Kolar, mia mamma raccontava che
Per completare il discorso su mio bisnonno Giovanni, marito di Emma Kolar, mia mamma raccontava che

Per completare il discorso su mio bisnonno Giovanni, marito di

Emma Kolar, mia mamma raccontava che aveva sentito suo papà dire che forse il cognome era Monfreda , provenienti dalla Puglia.

Considerata le mappe (anno 2013 ) potrebbe anche essere vero.

In ogni caso lui era nativo di S .Lucia di Tolmino

Per completare il discorso su mio bisnonno Giovanni, marito di Emma Kolar, mia mamma raccontava che
Per completare il discorso su mio bisnonno Giovanni, marito di Emma Kolar, mia mamma raccontava che
I figli di Giovanni notizia sono stati : - Ernesto - Giovanni - Onorato - Alfredo
I figli di Giovanni
notizia sono stati :
-
Ernesto
-
Giovanni
-
Onorato
-
Alfredo
-
Stefania
Kolar di cui ho
Kolar di
cui
ho

Manfreda

di

e

Emma

(1888 - ????)

(1892 - 1953)

mio nonno Giovanin

(1896 - ????) cuoco sul Vulcania

(1897 - ????)

proprietario di un caffè

(1905 1975)

emigrata clandestina a

New York nel 1927

Mio nonno Giovanni in gioventù aveva navigato, mi ricordo una sua foto in rikscio che non
Mio nonno Giovanni in gioventù aveva navigato, mi ricordo una sua foto in rikscio che non

Mio nonno Giovanni in gioventù aveva navigato, mi ricordo una sua foto

in rikscio che non sono riuscito a

Mio nonno Giovanni in gioventù aveva navigato, mi ricordo una sua foto in rikscio che non

trovare, era stato imbarcato sulla

Viribus Unitis , ma soffriva il mal di mare ; appena ha potuto

si è sbarcato, è stato assunto al “Servizio Comunale Acquedotti”, poi divenuta ACEGAT .

Ha lavorato in ACEGAT fino alla

pensione alla fine del 1952 , prima

Mio nonno Giovanni in gioventù aveva navigato, mi ricordo una sua foto in rikscio che non

ai Filtri di Aurisina poi al Serbatoio di Gretta . Dal 1951 noi stavamo in Gretta e quando finiva il turno di notte , tornando a casa a Roiano, passava da noi e ci portava le caramelle o altri dolcetti che si nascondeva addosso

Mio nonno Giovanni in gioventù aveva navigato, mi ricordo una sua foto in rikscio che non

e ci faceva penare prima di farcele trovare.

prima el de andar ai Acquedotti “ caligher” in un sottoscala a S .Giacomo;
prima
el
de andar ai Acquedotti
“ caligher” in
un sottoscala a
S .Giacomo;
prima el de andar ai Acquedotti “ caligher” in un sottoscala a S .Giacomo; Man de

Man de

Oro

Iera quele de mio nono Giovanin; el saveva far de tutto: appena sbarcado,

el ga fatto :

prima el de andar ai Acquedotti “ caligher” in un sottoscala a S .Giacomo; Man de

el

barbier;

el giustava pignatte, el stropava i busi co le iera consumade ;

el ga costruido le stuette a gas una per nona , una per zia Fani (adesso
el
ga
costruido le stuette a gas
una per nona , una per zia Fani
(adesso per noi
xe
Per
no
so che grosso
sopramobili) .
lavor
fatto
i
ghe
ga
regalà
el
pendolo
che
adesso
go
in
soggiorno.
El gas iera dalla riduzion del carbon da fossile a coke . Se no el ga
El
gas
iera
dalla riduzion
del carbon da
fossile a
coke .
Se no el ga cento anni
poco via, el va sempre
semo
ben .
Iera
la
Ditta
Giov.
Eckert
Trieste
e
drio
a
matita
xe
scritto lire 5 .
Trieste 14/1/1953 disgrazia, nel mio sgabello fra le carte , è un libretto della Cassa di
Trieste 14/1/1953 disgrazia, nel mio sgabello fra le carte , è un libretto della Cassa di
Trieste 14/1/1953
disgrazia, nel mio sgabello fra
le carte , è un libretto della Cassa
di
Risparmio per la somma di
Lire 80 .000, più Lire 25 .000 in
contanti, quel denaro e per te, in
più, guarda, come puoi, di non
abbandonare, la mia povera vecchia
mamma.
E ricordati che per il 10 maggio
di
vistare nuovamente il permesso
di
soggiorno di mamma in
questura Via XXX ottobre.
Perdonami se ti detti qualche
dispiacere, però ti volevo sempre
bene.
Per ritirare i soldi alla cassa
basta presentare il libretto perché
è al portatore
resto tuo affezionato
marito Giovanni
Trieste 14/1/1953 disgrazia, nel mio sgabello fra le carte , è un libretto della Cassa di

Alla mia cara Catina In caso di una mia eventuale

La letterina che mio nono Giovanin ghe

ga scritto

a

nona Catina,

la notte

che

el

morto

xe

15/1/1953

Bavdaz ( Baldassi )

Bavdaz

Bavdaz ( Baldassi )
Bavdaz ( Baldassi )

( Baldassi )

Bavdaz ( Baldassi )
1 BAVDAZ Sono i miei avi materni, originari del paese di Vrhovlje (Vercoglie) vicino a Kojsko
1
BAVDAZ
Sono i miei avi materni, originari del paese di Vrhovlje (Vercoglie) vicino a
Kojsko (Quisca) sul Collio (ora Slovenia) in casa hanno sempre parlato lo
sloveno, erano gente di chiesa (zia Fani è stata per tutta la vita nubile e
perpetua di preti) .
Erano tutti alfabetizzati, a scuola studiavano anche il tedesco.
Nei primi anni del ‘900 si sono trasferiti a Gorizia e Trieste, presumo
per lavoro; Trieste, terza città dell’impero, con il suo Porto Franco
offriva opportunità di lavoro , di divertimento e cultura.
Zia Fani e Berto raccontavano che nel 1916, quando l’Italia “liberò”
Gorizia cominciò
subito a farsi
benvolere :
1)
dovettero
abbandonare
tutto,
furono
internati
poi
deportati
in Sicilia
e fatti rientrare a casa nel 1919.
2
2
2 BAVDAZ 2) furono costretti a cambiare cognome da Bavdaz a Baldassi (con la motivazione della

BAVDAZ

2) furono costretti a cambiare cognome da Bavdaz a Baldassi

(con la motivazione della restituzione in forma italiana

del cognome);

3) furono costretti ad imparare l’italiano, ma

si

non era

la

loro lingua,

solo mia

nonna

Catina

sentiva che

era

un po’

più sciolta, probabilmente per l’abitudine di parlarlo con mio nonno.

Mi ricordo però che pregavano

sempre in sloveno .

Erano

buona

scrivo

sono

gente,

non

li

ho

mai

io molto arrabbiato

sentiti

lamentarsi , ma mentre

per

quello

che

hanno

subito .

Credo fossero discretamente benestanti, erano proprietari di una casa

a Gorizia (via Brigata Etna) ed una a Trieste (via dei Giuliani) .

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia N° 150 del 2 giugno 1931 con cui si ufficializza la
Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia N° 150 del 2 giugno 1931 con cui si ufficializza la
Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia N° 150 del 2 giugno 1931 con cui si ufficializza la
Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia N° 150 del 2 giugno 1931 con cui si ufficializza la

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia N° 150 del 2 giugno 1931 con

cui

si

ufficializza

la restituzione

in

forma

italiana

cognome da

BAVDAZ

a

BALDASSI

del

I figli di Giovanni Bavdaz e Maddalena Valentincic sono stati : - Antonio (Toni) (1888 -
I
figli
di
Giovanni
Bavdaz e Maddalena Valentincic sono stati :
-
Antonio (Toni)
(1888 - ????)
-
Francesca (Fani)
(???? - 1978)
zia Fani, la perpetua
-
Maria
-
Vittoria
-
Giovanni
-
Giuseppe
(Pepi)
-
Francesco (Franzi)
-
Caterina (Catina)
(1886 – 1965)
mia nonna
I
l fratello di Giovanni , Giuseppe Bavdaz e ???? Giuseppa hanno avuto :
-
Roberto (Berto)
che andavimo a trovar in Collio vicin la Girella
-
Oscar
-
Giuseppe
-
Sofia
per 40 anni residente a Massaua
-
Anita
(Aneta)
a 80 anni la se rampigava con Fabi e Ari sul ciliegio
Mappa con le località di nascita e i movimenti dei miei avi materni
Mappa con le località di nascita e
i movimenti
dei miei avi materni
gabinetto, acqua, luce e gas .
gabinetto, acqua, luce e gas .
gabinetto, acqua, luce e gas . I miei nonni materni inizialmente abitavano a S . Giacomo,
gabinetto, acqua, luce e gas . I miei nonni materni inizialmente abitavano a S . Giacomo,

I miei nonni materni inizialmente abitavano a S . Giacomo, in Androna

Cristoforo Colombo, dove il 10 settembre 1922 è nata mia mamma .

Nel 1924 hanno avuto assegnata una abitazione ICAM a Roiano in Via

dei Giacinti 26 , in III ° piano; dove più di 20 anni dopo sono nato io. Per gli anni 20 era un bell’appartamento con ingresso, cucina, due camere,

Naturalmente non esistevano bagno e doccia.

-
-

e dopo le premesse

gli attori

:
:
-
-

le

foto e

- e dopo le premesse gli attori : - le foto e le storie

le storie

1903
1903
di chiesa Non mi piaceva la sua cucina, incolore , insapore e senza fantasia
di chiesa
Non mi piaceva
la sua cucina,
incolore , insapore
e senza fantasia
1903 di chiesa Non mi piaceva la sua cucina, incolore , insapore e senza fantasia Mio
1903 di chiesa Non mi piaceva la sua cucina, incolore , insapore e senza fantasia Mio

Mio nonno non era tanto

1903 di chiesa Non mi piaceva la sua cucina, incolore , insapore e senza fantasia Mio
1960
1960

Mia nonna era cattolica osservante e praticante

Nona Catina con mama Mama
Nona Catina con mama Mama

Nona Catina con mama

Mama
Mama
L’ abbonamento di mio nonno Giovanin per raggiungere in treno Aurisina e poi scendere ai Filtri
L’ abbonamento di
mio nonno Giovanin
per raggiungere in
treno Aurisina e poi
scendere ai Filtri .
Tutti parenti, fratello, sorella , cognati, ecc. di mia nonna Catina. Lo Slauko (Vladislav) delle foto
Tutti parenti, fratello, sorella , cognati, ecc. di mia nonna Catina. Lo Slauko (Vladislav) delle foto
Tutti parenti, fratello, sorella , cognati, ecc. di mia nonna Catina. Lo Slauko (Vladislav) delle foto

Tutti parenti, fratello, sorella , cognati, ecc. di mia nonna Catina. Lo Slauko (Vladislav) delle foto , cugino di mia mamma, era nato a

Salkan il 28 marzo 1920, ordinato prete il 6 agosto 1944 a Subiaco, fece la

sua prima messa il 7 ottobre 1945, dedicò buona parte della vita lavorando

presso la Segreteria Vaticana. E’ morto a Roma il 15 novembre 1993.

Z I A 1906 F A N I M A D R I N A Zia
Z
I
A
1906
F
A
N
I
M
A
D
R
I
N
A
Zia Fani
Nonna Catina e mamma in villeggiatura dai parenti a Gorizia
Nonna Catina
e mamma
in villeggiatura
dai
parenti
a
Gorizia
Cucina di una volta Soggiorno di una volta
Cucina di una volta
Soggiorno di una volta
Zia Stefania

Zia Stefania

Zia Stefania
Zia Stefania con marito e amici
Zia Stefania con marito e amici
Zia Stefania con marito e amici

Zia Stefania con marito e amici

Mamma a Gorizia dai parenti
Mamma a Gorizia dai parenti
Mamma a Gorizia dai parenti
Mamma a Gorizia dai parenti

Mamma a Gorizia dai parenti

mamma Mamma e papà si sono conosciuti lavorando alla Casa di Spedizioni la Triestina di Gropaiz
mamma
Mamma e
papà
si
sono
conosciuti
lavorando
alla
Casa di Spedizioni
la
Triestina
di
Gropaiz
e
hanno
iniziato
a
frequentarsi
,
poi
alla
fine
della
guerra papà è stato
assunto in Ferrovia
1942
Y N O E R W K
Y
N
O
E
R
W
K
Onorato, fratello di Fittipaldi Maria
Onorato, fratello
di
Fittipaldi
Maria
con
con
Onorato, fratello di Fittipaldi Maria con mia nonno Giovanin, sposato (in famiglia denominata “napoletana “)

mia

nonno

Giovanin, sposato

(in famiglia denominata “napoletana “)

L’ingresso di Maria Fittipaldi negli USA nel 1910, dove si dice facesse la cantante e la
L’ingresso di Maria Fittipaldi negli USA nel 1910, dove si dice facesse la cantante e la
L’ingresso di Maria Fittipaldi negli USA nel 1910, dove si dice facesse la cantante e la

L’ingresso di Maria Fittipaldi negli USA nel 1910, dove si dice facesse la cantante e la ballerina e dove ad un certo punto incontrò Onorato Manfreda e si sposarono. Abitavano in via Commerciale dove una volta c’era il capolinea del Bus 28, avevano un bel giardino e una bellissima vista del golfo

Esther Franco figlia di Stefania Manfreda, cugina di mia mamma New York 1953
Esther
Franco
figlia di
Stefania
Manfreda, cugina
di
mia
mamma
New York
1953
Onorato Manfreda Maria Stefania Via Commerciale Napoletana Manfreda 1950 Mara Franco Moglie di Carvaglia Franco Carvaglia
Onorato
Manfreda
Maria
Stefania
Via Commerciale
Napoletana
Manfreda
1950
Mara
Franco
Moglie di
Carvaglia
Franco
Carvaglia
Tessera del tram de mio nonno Giovanin
Tessera del tram de mio nonno Giovanin
Tessera del tram de mio nonno Giovanin

Tessera del tram de mio nonno Giovanin

Caterina Bavdaz
Caterina Bavdaz
Caterina Bavdaz 1960 Sorelle Bavdaz
1960
1960

Sorelle

Bavdaz

El prete de zia Fani
El prete de zia Fani
El prete de zia Fani
El prete de zia Fani

El prete de zia Fani

Anita e Sofia (residente per 40 anni a Massaua), sorelle di Berto Bavdaz (che stava in
Anita e Sofia (residente
per 40 anni a Massaua),
sorelle di Berto Bavdaz
(che stava in Collio vicin
della Torre a Girella)
Massaua
Sofia
1970
Bavdaz
Cugine
de
nona
Catina e zia Fani
Vecchie tombe di famiglia a Vrhovlje
Vecchie tombe di famiglia a Vrhovlje
Vecchie tombe di famiglia a Vrhovlje

Vecchie tombe di famiglia a Vrhovlje

……. ed ora scaliamo di una generazione
……. ed ora scaliamo
di una generazione
12 novembre 1944 Libretto di Matrimonio
12 novembre 1944 Libretto di Matrimonio

12 novembre 1944

Libretto di Matrimonio

12 novembre 1944 Libretto di Matrimonio
Case I.C.A.M. Roiano Via dei Giacinti 26 3 ° piano a casa dei miei nonni materni
Case I.C.A.M.
Roiano
Via dei Giacinti 26
3 ° piano
a casa dei miei nonni materni
gavemo abità
fin al 1951
Roiano Case I.C.A.M. Via dei Giacinti 26
Roiano
Case I.C.A.M.
Via dei Giacinti 26
Via dei Giacinti 26 3 ° Piano
Via dei Giacinti 26
3 ° Piano
Roiano Case I.C.A.M. Via dei Giacinti 26 Via dei Giacinti 26 3 ° Piano Ingresso Via

Ingresso

Via dei Giacinti 26

Che bel !! . . . . . . . . . . . . .

Che bel !!

Che bel !! . . . . . . . . . . . . .
Che bel !! . . . . . . . . . . . . .
Che bel !! . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . .
.
.
.
.
.
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.
.

a 7 mesi

Pattinaggio Ferroviario Viale Miramare
Pattinaggio Ferroviario Viale Miramare
Pattinaggio Ferroviario Viale Miramare
Pattinaggio Ferroviario Viale Miramare

Pattinaggio Ferroviario

Viale Miramare

1948 Giardino INCIS Roiano Luciano Scarazzato
1948
Giardino INCIS
Roiano
Luciano
Scarazzato
Pattinaggio Ferroviario Viale Miramare a 3 anni ho avuto la difterite e solo la pennicilina degli
Pattinaggio Ferroviario
Viale Miramare
a
3
anni
ho avuto la difterite
e
solo
la
pennicilina degli americani mi ha salvato,
senza non sarei qua a raccontarla e non
ci sarebbe nessuno a cui raccontarla.
ghe disevo Ricordi Iero piccolo e con papà qualche volta andavimo in zima al Faro e
ghe disevo
ghe disevo

Ricordi

Iero piccolo e con papà qualche volta andavimo

in zima al Faro e guardando in zo, vedendo

passar i auti

e le moto piccolissimi

“papà ciolme un autin come quei”.

Verso la città

se vedeva le navi affondade in

porto, no me rendevo conto che la guerra iera finida de poco .

Solo ani dopo go scoperto che iera

tre transatlantici affondai dai bombardieri americani. Iera le navi Caio Duilio, Sabaudia e Giulio Cesare. Sarà
tre
transatlantici
affondai
dai
bombardieri americani.
Iera
le
navi
Caio
Duilio,
Sabaudia
e Giulio Cesare.
Sarà sta el 1948, forsi el 1949.
ghe disevo Ricordi Iero piccolo e con papà qualche volta andavimo in zima al Faro e
premio ! Chi me trova ciapa un Asilo di vicolo S.Fortunato (la prima a destra su
premio !
premio !

Chi me trova

ciapa un

premio ! Chi me trova ciapa un Asilo di vicolo S.Fortunato (la prima a destra su

Asilo di vicolo S.Fortunato (la prima a destra su per Salita di Gretta )

1949

Eccome là !
Eccome là !

Eccome là !

Eccome là !
Asilo di Vicolo S.Fortunato Foto Ufficiale 1950 Asilo di Vicolo S.Fortunato Foto di Carnevale 1950
Asilo di Vicolo S.Fortunato
Foto Ufficiale
1950
Asilo di Vicolo S.Fortunato
Foto di Carnevale
1950
Avevo 5 anni
Avevo 5 anni
dei ferrovieri
dei ferrovieri

Tonsille

quando il dottore della mutua

consigliò ai miei genitori di togliermi le tonsille (quella volta

sembrava fosse indispensabile) . Così una mattina siamo andati nell’ambulatorio delle FFSS , in piazza Vittorio Veneto , per l’intervento. Ricordo che il dottore aveva un paio di grosse pinze, mi hanno

fatto un

po’ di anestesia e

.

.

.

.

.

.

.

.

. .

ZAC !!

Siamo tornati a casa, abitavamo ancora in Via dei Giacinti a

Avevo 5 anni dei ferrovieri Tonsille quando il dottore della mutua consigliò ai miei genitori di
Avevo 5 anni dei ferrovieri Tonsille quando il dottore della mutua consigliò ai miei genitori di

Roiano, mi faceva male e avevo difficoltà a deglutire; il dottore

aveva consigliato di farmi mangiare gelato.

Tutti quelli che venivano a trovarmi mi portavano un gelato preso

da Arnoldo in Viale Miramare a lato della Stazione Centrale

(il primo Arnoldo di Trieste) . Una pallina costava 10 lire.

ENEGO ENEGO 1951 Preventorio di Enego Mi avevano visto una macchia sui polmoni, vi sono rimasto
ENEGO ENEGO
1951
Preventorio di Enego
Mi
avevano visto una
macchia sui polmoni,
vi
sono rimasto da
ottobre’ 50 a luglio’51
Ricordi
Ricordi

Gaverò avù un 4 o 5 ani,

soto

le finestre de nono in via

Giacinti, marciava i scozzesi

in kilt sonando le cornamuse.

Bellissimo !!!

Stavimo tacai ala Stock se sentiva el profumo aromi co i distilava .
Stavimo
tacai
ala
Stock
se
sentiva
el
profumo
aromi
co
i
distilava .

e

dei

Ricordi Gaverò avù un 4 o 5 ani, soto le finestre de nono in via Giacinti,
Salita di Gretta 37 Nel 1951 abbiamo avuto un alloggio nelle Case dei Ferrovieri di Salita
Salita di Gretta 37 Nel 1951 abbiamo avuto un alloggio nelle Case dei Ferrovieri di Salita

Salita di Gretta 37

Nel 1951 abbiamo avuto un alloggio nelle Case dei Ferrovieri di Salita di Gretta 37 , III °piano. Nell’appartamento, tutto rivolto a monte, si entrava da un corridoio su cui si affacciavano 2 camere da letto e il gabinetto, con la cucina in fondo; senza riscaldamento, solo in cucina c’era lo “spargher”. In estate si cucinava su un bollitore a gas appoggiato sullo “spargher”, in inverno direttamente sullo “spargher” che riscaldava anche e solo la cucina; era alimentato a carbon fossile che acquistavamo scontato dalle F . S . In autunno ci scaricavano in cantina credo 200 Kg . di carbone, e ogni 3 o 4 giorni scendevamo a caricare un grosso bidone e lo portavamo in casa, sembrava quasi di andare in

Salita di Gretta 37 Nel 1951 abbiamo avuto un alloggio nelle Case dei Ferrovieri di Salita
Salita di Gretta 37 Nel 1951 abbiamo avuto un alloggio nelle Case dei Ferrovieri di Salita

miniera, soffiandosi il naso usciva solo polvere di carbone. Nelle cantine c’erano le porte blindate del rifugio antiaereo utilizzato durante la guerra e

i lavatoi, usati prima della disponibilità delle lavatrici , con i calderoni e i

fuochi per scaldare l’acqua .

Ci si lavava a pezzi nella”scafa” in cucina .

Gli autobus della Sergas, con capolinea in Piazza Oberdan e Casa Gialla,

ci collegavano con il centro città; il biglietto costava 20 lire.

E’ la centrale delle tre “Case dei Ferrovieri“ di Salita di Gretta . La foto è

E’ la centrale delle tre “Case dei Ferrovieri“ di Salita di Gretta . La foto è stata fatta da via dei Baseggio; per la vegetazione cresciuta negli anni sono due foto sovrapposte . Nel nostro pianerottolo abitavano le famiglie:

E’ la centrale delle tre “Case dei Ferrovieri“ di Salita di Gretta . La foto è
De Vivo Scarazzato
De Vivo
Scarazzato

Salita di Gretta 37

WC Camera Cucina Cameretta Fonzari
WC
Camera
Cucina
Cameretta
Fonzari
E’ la centrale delle tre “Case dei Ferrovieri“ di Salita di Gretta . La foto è

Bissoli e Ferrarese con vista mare e Querzola che come noi guardava a monte. Nelle abitazioni lato mare in estate si soffocava dal caldo, in quelle rivolte a monte d’inverno si soffriva il freddo. Solo la cucina era riscaldata dal spargher. Nell’inverno del 1954 la bora sopra i 170 Km/h, ha scoperchiato il tetto di Eternit , i pompieri stavano per sfollarci, ma poi tutto è rientrato.

Ricordi Un lavoro fatto da papà , appena andati in Gretta, è stato tirare la corda
Ricordi Un lavoro fatto da papà , appena andati in Gretta, è stato tirare la corda

Ricordi

Un lavoro fatto da papà , appena andati in Gretta, è stato tirare la

corda che serviva a mamma per mettere ad asciugare.

Di

fronte a camera nostra , in Via dei Baseggio, c’era un palo di legno

per l’illuminazione stradale; papà ha chiesto l’autorizzazione all‘ACEGAT per poter mettere una carrucola . Ottenuta, è salito sul palo con i ramponi, che utilizzava da geniere dell’esercito . Pareva scalasse ma ad ogni passo doveva conficcare i ramponi nel palo,

finchè ad un certo punto è arrivato alla nostra altezza al terzo piano e ci ha

salutati ; ha inserito la carrucola nel palo, tirato la corda ed era fatta . Mamma, ogni settimana, fazeva la lissia in un orna (mastello di lamiera zincata) con la tavola de lavar, l’acqua scaldada sul bolitor, doprando scartazza e savon de Marsiglia per netar el grosso . Subito dopo sono arrivati i primi detersivi in polvere, Persil, Omoe “Olà” che adesso in Italia non si vedono più .

Ricordi Un lavoro fatto da papà , appena andati in Gretta, è stato tirare la corda
Ricordi Un lavoro fatto da papà , appena andati in Gretta, è stato tirare la corda
il pennino.
il
pennino.

Ogni tanto il bidello veniva

a rabboccare l’inchiostro. Non esistevano ancora le penne

il pennino. Ogni tanto il bidello veniva a rabboccare l’inchiostro . Non esistevano ancora le penne

La scuola è in via dei Giacinti difronte la casa di mio nonno. I banchi della scuola avevano il calamaio con l’inchiostro in cui intingere

il pennino. Ogni tanto il bidello veniva a rabboccare l’inchiostro . Non esistevano ancora le penne
biro e le stilo
biro
e
le stilo
il pennino. Ogni tanto il bidello veniva a rabboccare l’inchiostro . Non esistevano ancora le penne

erano un lusso, si usavano delle penne in cui si infilava un pennino; i più

belli e i più cari (che non ho mai avuto) avevano la forma a torre Eiffel.

Abbiamo cominciato a scrivere esercitandoci con asta e filetto.

Buondì bonanno , bone feste, bon cappon, che son contento. Alla fine della “ bona man”
Buondì
bonanno ,
bone feste,
bon
cappon,
che son contento.
Alla fine
della
“ bona man” e
Siamo proprio rimasti
e per la mancia
e
per la mancia

Capodanno

Ogni Capodanno con papà facevamo il giro dei parenti per fare gli auguri e

recitavamo una poesiola, credo di origine contadina che faceva così :

capo dell’anno,

bone minestre, bon graner de formenton ,

e un altro de frumento

deme una bona man( cia ) a mi,

tiritera ricevevamo

qualche dieci lire di mancia .

Ma la poesia political correct, che peraltro noi non sapevamo, era

non bona mancia”.

Un anno per questo “errore” zio Luigino e zia Elsa , genitori di Paolo e

Rita, ci hanno rimproverato, corretto e mandati via senza darci alcunchè.

male e per l’ignoranza

Mi ha cresimato Mons. Santin nel 1952 . Il mio padrino era Franco Carvaglia, adottato da
Mi ha cresimato Mons. Santin nel 1952 . Il mio padrino era Franco Carvaglia, adottato da
  • Mi ha cresimato Mons. Santin nel 1952 .

Il mio padrino era Franco Carvaglia,

adottato da Onorato e Maria napoletana.

In guerra era stato sommergibilista,

affondato due volte, due volte salvo. Aveva finito la guerra in un Campo di

Prigionia Yugoslavo, aveva ancora incubi. Era sposato con Mara, non ricordo il

cognome, che era delle vallate Bresciane, in

guerra aveva fatto la contrabbandiera e lo

spallone con la Svizzera. Avevano avuto

un figlio che è morto a pochi mesi.

Gina la figlia . famiglia .
Gina la figlia .
famiglia .
Gina la figlia . famiglia . Il fungo cinese In via dei Giacinti, sul pianerottolo de

Il fungo cinese

In via dei Giacinti, sul pianerottolo de nonna Catina, stava la famiglia Vicino, siciliani di Gela, composta da Michele, Felicina e

Per un lungo periodo Felicina e Gina sono state amiche di

Ad un certo punto a casa loro apparve il “Fungo Cinese” una cosa magica che curava tutto, era venerato come una reliquia .

Era posizionato sulla credenza in un grande vaso di vetro trasparente pieno di un liquido denso e colorato, un grande vaso

Gina la figlia . famiglia . Il fungo cinese In via dei Giacinti, sul pianerottolo de
per pesci rossi . sempre rifiutati .
per
pesci
rossi .
sempre rifiutati .

Assomigliava un poco a una “Botta Marina”

Non avevo ancora 10 anni e mi faceva impressione, sembrava una

cosa viva che quasi si muoveva, al solo pensiero che ogni giorno ne

bevessero un bicchiere mi faceva venire il voltastomaco .

Diverse volte siamo stati invitati anche noi a berlo, ma ci siamo

Il fungo cinese (commento da Internet) Ha goduto di vasta popolarit à negli anni cinquanta del
Il fungo cinese (commento da Internet) Ha goduto di vasta popolarit à negli anni cinquanta del

Il fungo cinese

(commento da Internet)

Ha goduto di vasta popolarit à negli anni cinquanta del secolo scorso. Non era un fungo, ma microrganismi che in soluzioni zuccherine, formavano masse mucillaginose con un colore giallastro che ricordava altro . Se ne avessero conosciuto la composizione, probabilmente gli italiani lo avrebbero evitato; digiuni di nozioni batteriologiche fu un successo. Di colpo, sui mobili di cucina si videro grandi vasi di vetro trasparente, dentro cui la mostruosa creatura cresceva a vista d occhio, quotidianamente alimentata da sempre nuove infusioni di tè che rimpiazzavano quanto consumato dagli adepti; infatti la “posologia consigliata” prevedeva che se ne bevesse un bicchiere ogni mattina; pur senza la minima idea delle virtù terapeutiche del beverone, vagamente disgustoso e dal colore torbido. Interrogata, la maggior parte rispondeva, che lo beveva perché “faceva bene”. Lo scrivente ricorda ancora sul mobile del tinello di casa, il grande vaso di vetro che conteneva il fungo e l’infuso destinato al consumo familiare.

Il fungo cinese (commento da Internet) Ha goduto di vasta popolarit à negli anni cinquanta del
Il fungo cinese (commento da Internet) Ha goduto di vasta popolarit à negli anni cinquanta del
Al bagno ai Filtri di Aurisina dove lavorava mio zio Gaspare, papà di mia cugina Anna,
Al bagno ai Filtri di Aurisina dove lavorava mio zio Gaspare, papà di mia cugina Anna,
Al bagno ai Filtri di Aurisina dove lavorava mio zio Gaspare, papà di mia cugina Anna,

Al bagno ai Filtri di Aurisina dove lavorava mio zio Gaspare, papà di mia cugina Anna, che era una bambina coccola e buona . E’ morta di un tumore nel 1990 .

“pedoci” sugli scogli bollivano, si estraeva
“pedoci”
sugli
scogli
bollivano, si
estraeva
bagno; poi a casa si e si friggevano. tifo sicuro.
bagno;
poi
a casa
si
e si friggevano.
tifo sicuro.

il

Ricordi

Papà aveva orario d’ufficio dalle 8:00 alle 14: 00, per cui in genere

pranzavamo dopo le 2 quando arrivava a casa . Mamma non era il massimo come cuoca, si difendeva ; papà era meglio . Si riscattava nel pranzo della domenica che era un classico ed era super,

faceva gli gnocchi di patate col sugo con la carne a pezzettoni e per

secondo una fettina impanata . Con Luciano facevamo a gara a chi

ne mangiava di più, arrivavamo a 30 gnocchi a testa .

Lo spiacevole era se avanzava il sugo; veniva lasciato nella pentola di alluminio e riscaldarlo per utilizzarlo la sera non era il massimo,

perché acquistava un sapore acidulo che non era invogliante . Talvolta d’estate al Ferroviario , con papà andavamo a raccogliere

che delimitavano

il mollusco, lo si impanava

Sono stati i migliori pedociche ho mangiato.

posto, è

Fare oggi questa operazione nello stesso

in Stazione Centrale
in Stazione Centrale
in Stazione Centrale Famiglia Scarazzato 1952 Muggia dopo una partita di basket a Muggia con la

Famiglia Scarazzato

in Stazione Centrale Famiglia Scarazzato 1952 Muggia dopo una partita di basket a Muggia con la
1952 Muggia
1952
Muggia

dopo una partita di basket a Muggia con la Ferriera per sfondo

Colonie Estive In quegli anni le Ferrovia dello Stato figli dei dipendenti, le Colonie Estive e
Colonie Estive
In quegli
anni
le
Ferrovia
dello
Stato
figli dei dipendenti, le Colonie Estive e così
estate andavo in vacanza .
organizzavano, per i
dai 6 ai 13 anni ogni
I posti in cui sono stato con le FFSS sono :
Cervia
Selva di Cadore
A Lozzo già facevano occhiali .
Lozzo di Cadore
La colonia confinava con un artigiano che molava le lenti.
Lozzo di Cadore
Noi gli rubavamo gli scarti per fare fuoco, come con gli
Auronzo
Specchi Ustori di Archimede .
Poi
con l’Opera Figli
del
Popolo di Largo Papa Giovanni ero :
Pierabec
Pierabec
Fratelli
Fratelli

Fratelli

Fratelli
1 perdeva i denti . 2
1
perdeva i denti .
2
1 perdeva i denti . 2 Incidenti Mio papà ci faceva fare una capriola prendendoci per

Incidenti

Mio papà ci faceva fare una capriola prendendoci per le mani facendoci passare da dietro sotto le gambe e ci ritrovavamo davanti a lui in piedi.

Una volta, dopo molte insistenze, sono riuscito a convincere Luciano a fare anche noi una prova; ci siamo messi in posizione , l’ho preso per le mani, l’ho tirato e boom è finito a faccia in terra sanguinante e quasi

Eravamo troppo piccoli per passare sotto le gambe .

Una volta al Ferroviario, eravamo in spiaggetta in acqua a giocare ed

abbiamo iniziato a litigare, naturalmente non ricordo il motivo (forse lo tocciavo) e lui per difendersi mi ha colpito con la maschera subacquea sul

braccio destro, il vetro si è rotto e mi ha fatto un taglio grande e

profondo (che ho ancora visibile sotto il gomito e sembra la Z di Zorro).

Si vedeva il muscolo e faceva impressione. Con mia mamma siamo subito

corsi al pronto soccorso e mi hanno ricucito con una ventina di punti .

con zia Stefania
con zia
Stefania
Fino a metà anni ’50 veniva in Italia con il Vulcania
Fino
a
metà
anni
’50
veniva in Italia
con
il
Vulcania
Dopo ha viaggiato in aereo, mi ricordo che parlava del Constellation
Dopo
ha
viaggiato
in
aereo,
mi
ricordo
che
parlava
del
Constellation

Zia Stefania

Per noi l’America negli anni 50 (e anche dopo) era più del Paradiso che ci raccontavano i frati in chiesa di Gretta.

Non ci rendevamo conto che anche la dovevano lavorare (zia Stefania

lavorava da pellicciaia), naturalmente erano molto più benestanti di noi .

Una volta ci ha mandato e Luciano; qualche volta un completo di pistole da scendevamo in
Una volta ci ha mandato
e Luciano; qualche volta
un completo di pistole da
scendevamo in cortile
Cow Boy; un cinturone
con fodero, cartucciera e
due Colt , uguale per me
equipaggiati e tutti ci
chiedevano di provarle .
Un figurone !!
guardavamo i grandi.
guardavamo i grandi.
con Mariangela,
con Mariangela,

Ricordi

Quasi ogni domenica , con papà e mamma, andavamo in visita dai nonni in

via Solitro e ci si trovava con gli altri zii e cugini.

Papà con fratelli e sorelle ridevano e scherzavano su quando erano ragazzi e ne combinano di tutti i colori, noi bambini giocavamo tra di noi e

Io andavo molto d’accordo

Michela, Anna ; mentre mi infastidiva Paolo che faceva il Sapientino.

A lungo andare tutti quei revivial di papà e zii tendevano a stufare perché battute e lazzi erano sempre i medesimi. Inoltre ricordando e ripensando a diverse situazioni vissute ho la sensazione che mamma fosse considerata “estranea” . Mentre tutti gli altri generi o nuore erano di etnia italiana, arrivati in città dopo la Prima Guerra (come gli Scarazzato), mamma era l’unica locale ma non detentrice della cultura e civiltà italica. Per certi aspetti tale situazione si rifletteva su di noi che per definizione

eravamo più ignoranti e sicuramente non eravamo i prediletti .

Giovanni Franzil
Giovanni
Franzil
Bobi
Bobi
Bobi Giochi Negli anni delle elementari eccellevo nel gioco dei “bobi” (se di vetro), s- cinche

Giochi

Negli anni delle elementari eccellevo nel gioco dei “bobi” (se di vetro), s- cinche (se di terracotta). I bobi erano più pregiati . Sul marciapiede fuori di scuola si facevano tornei dove il vincente si accaparrava il bobo del perdente . Bisognava con il proprio bobo centrare

quello dell’avversario, ne avevo tantissimi

e li tenevo in una vecchia calza,

ad un certo punto mio papà me l’ha fatta sparire perchè mi distoglieva dallo

“studio”.

E’ stato

un

colpo al

cuore non

li

ho

più riavuti .

Pandol

Piattini
Piattini

Anche in questo ero bravo . Si effettua con due pezzi di legno, ricavati da

Bobi Giochi Negli anni delle elementari eccellevo nel gioco dei “bobi” (se di vetro), s- cinche

una scopa, uno corto e appuntito, l'altro lungo. Bisogna colpire con il pezzo

lungo il pezzo corto su un'estremità per farlo saltare, quindi batterlo al volo

e mandarlo il più lontano possibile .

Si disegnava sull’asfalto, col gesso, una pista e con i tappi di aranciata si percorreva rimanendo entro bordi , avanzando a colpetti di indice.

1953 iero ancora american !!
1953
1953
1953 iero ancora american !!

iero ancora american !!

TLT Il Territorio Libero di Trieste era previsto dal Trattato di Parigi del 1947 come uno

TLT

Il Territorio Libero di Trieste era previsto dal Trattato di Parigi del 1947 come uno Stato

neutrale , con Trieste capitale; e ra diviso in :

  • - Zona A di 222 km² con 310 000 abitanti dal Lisert a Muggia amministrata dal GMA;

  • - Zona B con parte dell’Istria di 515 km² con 68000 abitanti amministrata dalla Jugoslavia.

Il problema era l'asimmetria amministrativa . La Zona A amministrata da potenze non

TLT Il Territorio Libero di Trieste era previsto dal Trattato di Parigi del 1947 come uno

confinanti (inglesi e americani),

La Zona B amministrata da uno stato confinante, che voleva l’annessione. Nel novembre 1953 vi furono a Trieste tumulti

di chi voleva l'Italia; nei disordini vennero

uccisi sei cittadini di etnia italiana .

TLT Il Territorio Libero di Trieste era previsto dal Trattato di Parigi del 1947 come uno
Il 5 ottobre 1954 B alla Jugoslava . ormai non
Il
5
ottobre
1954
B alla Jugoslava .
ormai
non

Papà

firmato

venne

a

si

Londra un memorandum in cui

aggregava la Zona A all'Italia e la Zona

Ricordi

giocava

più

a

pallacanestro, allenava le squadre del

Villaggio Sereno.

A volte andava in trasferta a Monfalcone

o Gorizia, io lo accompagnavo. Se il viaggio era in treno a Monfalcone saliva la polizia
o Gorizia, io lo accompagnavo.
Se il viaggio era in treno a Monfalcone
saliva la polizia italiana; se era in
pullman ci si doveva fermare al
Lisert
(vedi
foto
a
lato)
per il controllo dei
documenti
C o n f i n e a l L i s e r t
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Pallacanestro papà da allenatore papà da giocatore U.S. Audace 1947 Villaggio Sereno 1953
Pallacanestro papà da allenatore papà da giocatore U.S. Audace 1947 Villaggio Sereno 1953

Pallacanestro

papà da allenatore papà da giocatore U.S. Audace 1947 Villaggio Sereno 1953
papà da allenatore
papà da giocatore
U.S. Audace
1947
Villaggio Sereno
1953
Villaggio Sereno Occupava metà di Villa Necker, era gestito da don Dino Fragiacomo e dipendeva dalla
Villaggio Sereno Occupava metà di Villa Necker, era gestito da don Dino Fragiacomo e dipendeva dalla

Villaggio Sereno

Occupava metà di Villa Necker, era gestito da don Dino Fragiacomo e dipendeva dalla parrocchia di S .Antonio Vecchio. Stiamo parlando degli anni tra il 1950 e il 1960 . Papà allenava le squadre di pallacanestro del Villaggio Sereno, sia la maschile che la femminile , sempre ben piazzate nei rispettivi campionati . Noi accompagnavamo spesso papà sia agli allenamenti che alle partite , ci sentivamo importanti ed eravamo coccolati ; eravamo i figli dell’allenatore !! In estate allestivano il cinema all’aperto e tutta la famiglia entrava gratis. Da Gretta a Roiano a piedi , alla fermata del bar Maggio prendevamo il tram N°8 fino alla vecchia piscina (non era ancora Bianchi), poi su per via Belpoggio ed eravamo arrivati . Al ritorno percorso inverso salendo sul tram in via Lazzaretto Vecchio. Tra i tanti film visti al Villaggio Sereno ricordo 7 spose per 7 fratelli”,, visto a quei tempi e con gli occhi di quell’età era un colossal, con gli occhi di oggi ti accorgi dei fondali di cartone e della trama un po’ azzardata .

Villaggio Sereno Occupava metà di Villa Necker, era gestito da don Dino Fragiacomo e dipendeva dalla
Villaggio Sereno Occupava metà di Villa Necker, era gestito da don Dino Fragiacomo e dipendeva dalla
Carretto a Baliniera Immagino che tutti sappiano che Baliniera = Cuscinetto a Sfera . Li costruivamo
Carretto
a Baliniera
Immagino che tutti sappiano che Baliniera = Cuscinetto a Sfera .
Li costruivamo da soli, il problema era trovare la baliniera, quelli più
possidenti andavano da un “strazzariol” in via Udine e la compravano.
Stiamo parlando di qualche 10 lire, ma a quei tempi erano cifre.
Gli altri si arrangiavano come potevano; il secondo problema era l’asse di
supporto della baliniera , di solito si segava un pezzo del manico della scopa
di casa , per ultimo si doveva recuperare un pezzo di tavola su cui
assemblare il tutto .
In Gretta utilizzavamo 2 piste:
- di pilotaggio , la discesa a curve dal Faro a Strada del Friuli ;
- di velocità, giù per Rutherford (ora Salita alla Madonna di Gretta).
Una volta gareggiando con Luciano, zo per Rutherford ci siamo scontrati,
lui si è ribaltato e si è fatto una brutta abrasione sulla coscia .
Si frenava facendo sfregare la parte posteriore del carretto sull’asfalto e
credo che anche il consumo di scarpe fosse notevole.
In quegli anni , per la gioia di mia mamma, ero molto vivace. Una volta correndo
In quegli anni ,
per
la gioia
di
mia mamma, ero
molto
vivace.
Una
volta
correndo
con
Luciano
per
la
casa ho
colpito
lo spigolo di
marmo
del
tavolo di cucina
con la testa
e
In quegli anni , per la gioia di mia mamma, ero molto vivace. Una volta correndo
in cucina
in cucina

l’ho rotto . Da quella volta, non esistevano le colle di oggi, abbiamo sempre

avuto il marmo del tavolo senza quello spigolo.

Acqua di viscì Quando ero bambino, non si conosceva l’acqua minerale in bottiglia, si beveva l’acqua
Acqua di viscì Quando ero bambino, non si conosceva l’acqua minerale in bottiglia, si beveva l’acqua

Acqua di viscì

Quando ero bambino, non si conosceva l’acqua minerale in bottiglia, si beveva l’acqua de “spina”, oppure si faceva l’acqua effervescente (di viscì ) con le bustine, in una bottiglia da un litro con tappo a molla e guarnizione di gomma . Si riempiva d’acqua la bottiglia, poi le si versava dentro il contenuto di una bustina (di polvere bianca) e in fretta si tappava, perché la polverina scendendo nell’acqua iniziava una reazione che la rendeva effervescente (appunto: viscì, da Vichy). C’erano diversi prodotti simili : Idriz , Cristallina, Frizzina, ecc. Era possibile fare anche l’aranciata inserendo nella bottiglia prima della polverina un estratto di “arancia” contenuto in un piccola vescica di gomma che si forava con la forchetta. S ono state tutte soppiantate dall’acqua gasata in bottiglia.

Acqua di viscì Quando ero bambino, non si conosceva l’acqua minerale in bottiglia, si beveva l’acqua
Acqua di viscì Quando ero bambino, non si conosceva l’acqua minerale in bottiglia, si beveva l’acqua
Ricordi Andavamo a messa ogni domenica nella vecchia chiesa dei Frati Carmelitani di Gretta, sopra la
Ricordi Andavamo a messa ogni domenica nella vecchia chiesa dei Frati Carmelitani di Gretta, sopra la

Ricordi

Andavamo a messa ogni domenica nella vecchia chiesa dei Frati Carmelitani di Gretta, sopra la chiesa c’era una saletta con calciobalilla, tavolo da ping-

pong ed altri giochi; dopo la messa prima di andare a pranzo a casa ci

trasferivamo al piano superiore a giocare. Per un po’ di tempo ho fatto anche il chierichetto, con scarsi risultati, non sapevo mai quando dovevo scampanellare . La domenica pomeriggio andavamo al cinema, dei frati; se prima del cinema eravamo stati a dottrina, sempre dei frati, avevamo diritto al prezzo scontato del biglietto ( 20 lire invece di 30 ) . I film proiettati erano principalmente western, a quei tempi tifavamo per i cow-boy perché gli indiani erano ancora cattivi, all’arrivo del VII° cavalleggieri battevamo i piedi per la gioia dei buoni in salvo . Dai frati ho visto “Marcellino Pane e Vino, 10 Comandamenti e Ben Hur” . Per vedere film più “atei“ dovevamo trasferirci al Cine Astra a Roiano, quasi di fronte all’ingresso principale della Stock .

Ricordi Andavamo a messa ogni domenica nella vecchia chiesa dei Frati Carmelitani di Gretta, sopra la
Ricordi Andavamo a messa ogni domenica nella vecchia chiesa dei Frati Carmelitani di Gretta, sopra la
1954 son diventa italian !! Ricordi Ero sempre vivace, a un certo punto il maestro, per
1954 son diventa italian !! Ricordi Ero sempre vivace, a un certo punto il maestro, per
1954
son diventa italian !!
Ricordi
Ero sempre vivace, a
un
certo
punto
il
maestro,
per
punizione,
mi
ha
mandato
per
una
mattina
in
quella
che
noi
chiamavamo
“ la
classe
dei
deficenti ”
che
poi
era
la
classe
di
quelli
con
patologie
psichiche,
subnormali,
mongoloidi ,
ecc.
Mi sono vergognato ed ho avuto
una
paura
terribile
che
mi
lasciassero la, non mi ricordo
se
poi mi sono
un po’ calmato.
RAI - TV Nel 1954 sono iniziate le trasmissioni, duravano qualche ora su un solo canale
RAI - TV Nel 1954 sono iniziate le trasmissioni, duravano qualche ora su un solo canale

RAI - TV

Nel 1954 sono iniziate le trasmissioni, duravano qualche ora su un solo canale con TG, programmi di cultura e di intrattenimento. La cultura era di base: “Non è mai troppo tardi” insegnava a leggere,

scrivere e parlare in italiano; circa il 50% dei 47 milioni di italiani

era pressochè analfabeta.

L’intrattenimento era qualche sceneggiato; “Canne al vento” , “Il mulino del Po” e “Lascia e Raddoppia” presentato da Mike Bongiorno che essendo mezzo americano era un idolo . Pochissimi possedevano un televisore Il giovedì sera l’Italia si bloccava, noi ci trasferivamo da Gretta a Roiano in un osteria con la TV, stracolma di clienti a seguire Mike. Tutti consumavano qualcosa, gli affari dell’oste erano ottimi. Le sedie erano disposte a file come al cinema e si commentavano ospiti, domande e risposte. Il premio massimo che pochissimi hanno

RAI - TV Nel 1954 sono iniziate le trasmissioni, duravano qualche ora su un solo canale
RAI - TV Nel 1954 sono iniziate le trasmissioni, duravano qualche ora su un solo canale

guadagnato era di

5 . 120 .000 lire .

papà
papà
papà zio nando Franco Luciano Mariangela Michela La cresima de Luciano 1955
zio nando
zio
nando
Franco Luciano Mariangela Michela
Franco
Luciano
Mariangela
Michela

La cresima de Luciano

1955

Il Giradischi Sarà stato a metà degli anni ‘50 che un giorno papà è arrivato a
Il Giradischi
Sarà stato a metà degli anni ‘50 che un giorno papà è arrivato
a casa
con
un
imballaggio
misterioso , poi
ha aperto il
.
Si collegava all’ingresso Fono della radio, per cambiare tra 78,
cartone e
.
.
.
.
.
.
.
.
era un giradischi Lesa .
45
e
33 giri
si alzava
la gomma del piatto e si
inserivano
riduttori differenti sul perno motore, aveva anche il selettore
tra
puntina
normale
e microsolco.
Avevamo
dischi
di
Mario
Lanza,
Luciano Taioli , Claudio Villa e
pezzi d’opera. A noi era proibito.
Divieto rispettato per poco, prima
con i dischi di casa, poi con quelli di
plastica delle prime riviste musicali .
M a m m a
M a m m a
M a m m a

M a m m a

Danni di Guerra Alfredo Manfreda, fratello di mio nonno Giovanin era proprietario, a S.Giacomo, di un
Danni di Guerra Alfredo Manfreda, fratello di mio nonno Giovanin era proprietario, a S.Giacomo, di un

Danni di Guerra

Alfredo Manfreda, fratello di mio nonno Giovanin era

proprietario, a S.Giacomo, di un caffè, distrutto durante la

guerra in uno dei bombardamenti sulla città .

Alla fine delle ostilità aveva chiesto il pagamento dei danni di

guerra, era rimasto senza risposta e nel frattempo era morto . Ad un certo punto , all’incirca a metà degli anni 50 , i danni di guerra furono riconosciuti e pagati, agli eredi . Gli eredi erano: zia Stefania (a New York) e mamma .

Non ricordo quanti fossero, però con quei soldi mamma si è comprata la lavatrice e papà lo Zigolo Guzzi .

La lavatrice era una Candy a due vasche , in una si lavava e nell’altra si centrifugava spostando la biancheria . La centrifuga non aveva bilanciamento e tremava tutto .

Prima Media Franco Scarazzato Paolo Scarazzato 1957 – Scuola Media Statale di via Guido Corsi
Prima Media Franco Scarazzato Paolo Scarazzato 1957 – Scuola Media Statale di via Guido Corsi
Prima Media Franco Scarazzato Paolo Scarazzato
Prima Media
Franco
Scarazzato
Paolo
Scarazzato

1957 Scuola Media Statale di via Guido Corsi

Trasferta Sempre per la mia esuberanza e vivacità, quando ero alle media, sono stato comandato in
Trasferta Sempre per la mia esuberanza e vivacità, quando ero alle media, sono stato comandato in

Trasferta

Sempre per la mia esuberanza e vivacità, quando ero alle media, sono stato comandato in trasferta a Roiano, così lasciavo studiare tranquillo Luciano, mamma non si innervosiva ed io a casa di nonna Catina ero costretto a “studiare” non essendoci nessuna alternativa che potesse disturbarmi . Solo il fine settimana lo passavo a casa in Gretta . Era la noia assoluta sia per le distrazioni che per la cucina, finchè in fondo ad un armadio in camera di nonna, ho trovato la serie completa di Flash Gordon, regalataci da Antonietta un amica di mamma . Era un fumetto spaziale con i soliti buoni e cattivi, nato in America negli

anni 40 importato e tradotto in Italia negli anni 50 , decine di fascicoli. Era bellissimo sono stato occupato a “studiarlo” per settimane.

Trasferta Sempre per la mia esuberanza e vivacità, quando ero alle media, sono stato comandato in
amore a due ruote, che moto iera ? e de chi la iera ?
amore a due ruote, che moto iera ? e de chi la iera ?
amore a due ruote,
che moto
iera
?
e
de
chi
la
iera ?
La Cerbottana Nel cortile della casa di Gretta i giochi con gli altri ragazzi seguivano le
La Cerbottana Nel cortile della casa di Gretta i giochi con gli altri ragazzi seguivano le

La Cerbottana

Nel cortile della casa di Gretta i giochi con gli altri ragazzi seguivano

le stagioni , ed arrivava il periodo in cui andava molto la cerbottana . Io non l’avevo e, non era semplice come oggi che si può utilizzare un manico di scopa o una canalina da impianto elettrico di plastica, ho dovuto arrangiarmi .. In gabinetto mio papà aveva fatto un soppalco su cui si

mettevano le cose che al momento non erano usate, e proprio

la

sopra

c’era,

da

parecchio

tempo, un

vecchio

lampadario

con

un

lungo tubo per l’attacco al soffitto . In casa non c’era nessuno e ho approfittato per tirarlo giù, smontarlo, segarlo e farmi una bellissima cerbottana .

Non vi dico quello che ho dovuto subire al rientro a casa dei miei genitori .

Credo che dopo quella

modifica il lampadario fosse inutilizzabile .

Seconda Media Franco alle medie sono sempre stato promosso con esami a ottobre
Seconda Media Franco alle medie sono sempre stato promosso con esami a ottobre
Seconda Media Franco
Seconda Media
Franco

alle medie sono sempre stato promosso con esami a ottobre

TV e Frigo Eravamo sul finire degli anni ’ 50 . Nel Palazzo delle Ferrovie di
TV e Frigo Eravamo sul finire degli anni ’ 50 . Nel Palazzo delle Ferrovie di

TV

e Frigo

Eravamo sul finire degli anni 50 .

Nel Palazzo delle Ferrovie di piazza Vittorio Veneto con

papà c’era uno che come extra vendeva elettrodomestici.

Il tipo anche riciclava prodotti usati ed ha venduto a

papà un televisore usato (canale unico, come nuovo) .

Ormai eravamo in piena era dei consumi e così avevamo

anche la televisione (è stata utilizzata per anni) .

Preso
Preso
questo è
questo
è

Poco dopo qualche amico o collega ha proposto a papà di

comperare il frigo che lui andava a sostituire .

questo;

anche

anche

durato per quasi 50 anni .

Signora mia, no

i fa più

la

roba come una

volta

Terza Media Franco Giovanni Franzil 1959 – Scuola Media Statale di via Guido Corsi
Terza Media
Franco
Giovanni
Franzil
1959 – Scuola Media Statale di via Guido Corsi
Buffet in Ponterosso; il mio primo lavoretto estivo a forse mille lire a settimana. Mi ricordo
Buffet
in
Ponterosso; il
mio
primo
lavoretto
estivo a forse
mille
lire
a
settimana.
Mi
ricordo quell’anno
per l’episodio di Kindu in Congo
dove 11
tra piloti ed avieri dell’aeronautica militare italiana in
missione
per
l’ONU , furono uccisi , macellati
e venduti come carne
nonna, mamma e Chiara Gretta - 1960
nonna, mamma e Chiara Gretta - 1960
nonna, mamma e Chiara
Gretta - 1960
Telefono Negli anni ‘ 60 i telefoni in regione erano gestiti dalla Telve che aveva la
Telefono Negli anni ‘ 60 i telefoni in regione erano gestiti dalla Telve che aveva la

Telefono

Negli anni 60 i telefoni in regione erano gestiti dalla Telve che aveva la direzione in Piazza Oberdan prima del Dante. Per incentivare l’installazione dei telefoni facevano super offerte; quella a cui buona parte della gente era abbonata era il servizio “Duplex” ; due utenti sulla medesima linea . Se telefonava uno dei due, l’altro non poteva farlo; in Gretta, eravamo in duplex con la famiglia Semeraro nella casa vicino, talvolta per urgenze era necessario spostarsi da una casa all’altra per far interrompere una telefonata che si protraeva.

Telefono Negli anni ‘ 60 i telefoni in regione erano gestiti dalla Telve che aveva la
Telefono Negli anni ‘ 60 i telefoni in regione erano gestiti dalla Telve che aveva la

Ha messo il telefono anche nonna Catina per

sapere come stava e se c’erano emergenze . Quella volta i cavi telefonici erano di piombo,

noi recuperavamo gli avanzi e li scioglievamo

sul gas per giocare.

1960 Chiara a 1 anno
1960
Chiara a 1 anno
Agosto 1960 Fam. Scarazzato con zia Stefania al Faro della Vittoria
Agosto 1960
Fam. Scarazzato
con zia Stefania al
Faro della Vittoria
Agosto 1960 Franco e papà a Miramare
Agosto 1960
Franco e papà
a Miramare
prima
prima
prima 1965 Luciano Scarazzato Franco , Luciano e Elvis de John Travolta
1965 Luciano Scarazzato
1965
Luciano
Scarazzato

Franco , Luciano e Elvis

de John Travolta

1961 Primavera In visita a zia Lucia a Milano
1961 Primavera
In
visita a
zia
Lucia a Milano
Nell’estate del 1961
Nell’estate del 1961
panetteria in Gretta.
panetteria in Gretta.
Nell’estate del 1961 panetteria in Gretta. ho lavorato in una Ho dovuto fare il libretto di

ho

lavorato

in

una

Ho dovuto fare il libretto di lavoro come “Apprendista Panettiere”.

Oggi 2013 , nelle liste elettorali, risulto ancora “Apprendista Panettiere”.

Visita parenti, di solito io e papà . Andavamo in treno fino a Verona, la moto
Visita parenti, di solito io e papà .
Andavamo in treno fino a Verona, la
moto veniva con noi nel vagone bagagli .
A Verona scendevamo, ci veniva
scaricata la moto (Guzzi -Zigolo 98cc)
e in moto arrivavamo a Roverbella.
S.Brizio
Stavamo dalla zia di mio papà (Ersilia)
1961
e suo marito (Luis)
Roverbella
1961
Roverbella Di solito con papà stavamo un paio di settimane a casa di una delle sorella
Roverbella
Di solito con papà stavamo un paio di settimane a casa di una delle
sorella di mio nonno e suo marito, Ersilia e Luis, coccoli 70 enni.
La casetta era alla periferia di Roverbella , senza acqua corrente, in
cucina c’era una leva per pompare l’acqua dalla falda .
Il gabinetto era una piccola costruzione esterna con un buco in terra , ci
si puliva con carta di giornale, una volta all’anno zio Luis utilizzava il
contenuto per concimare vigne, verdure e fiori .
Avevano diverse vigne e un paio di volte ho vendemmiato, il mosto nel
tino era tutto un gorgogliare. Dopo qualche giorno si travasava e si
puliva il tino, una volta ho voluto farlo io e mi sono ubriacato solo
respirando, hanno dovuto tirarmi fuori. Oltre alla loro camera avevano
una stanza per gli ospiti con un letto matrimoniale e un divano che
diventava letto ruotando di 180 gradi la seduta .
A Roverbella ho imparato ad andare in moto, per strade come
nei film di Don Camillo.
Roverbella – Agosto 1961 zia de papà
Roverbella – Agosto 1961 zia de papà

Roverbella Agosto 1961

zia de papà

San Brizio San Brizio dista 5 Km da Roverbella e vi abitava la sorella più vecchia
San Brizio
San Brizio dista 5 Km da Roverbella e vi abitava la sorella più vecchia
di
mio nonno Luigia , da tutti chiamata Bigia.
Stava assieme ai figli Odone(scapolo) e Dolfo sposato con la Mora (per
me è sempre e solo stata la Mora).
Erano mezzadri, ho anche dormito da loro, avevano la stalla con una
quindicina di vacche e tanti campi da curare.
Ho partecipato da spettatore, a semine, arature e raccolti; mi piaceva
alla fine della raccolta del granturco o del fieno farmi portare sopra il
carro con tutti i profumi (non avevo ancora allergie).
Si alzavano alle 4 al mattino per la prima mungitura, la stalla mi
affascinava con tutti gli odori, i rumori , le attrezzature , le
ragnatele e l’abbeverata delle bestie.
A San Brizio prima degli anni ‘60 ho imparato ad andare in bici anche se
con tante planate su distese di ortiche, ero coperto di bolle e prurito.
Anche a San Brizio il gabinetto era del l’architetto di Roverbella
N Z I I P O O T E e
N
Z
I
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P
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Con sto leon, ad oggi 2013 , go almeno 50 foto, a partir dai 3 anni
Con sto
leon, ad
oggi
2013 , go
almeno 50 foto, a partir dai 3 anni
giringiro
giringiro
Ero con mio papà a Roverbella e siamo andati in piscina a Mantova per fare qualche
Ero con mio papà a
Roverbella e siamo
andati in piscina a
Mantova per fare
qualche tuffo .
Il trampolino non
era antisdrucciolo,
sono scivolato e
caduto sul cemento
sottostante .
terrorista.
Ero con mio papà a Roverbella e siamo andati in piscina a Mantova per fare qualche
Ero con mio papà a Roverbella e siamo andati in piscina a Mantova per fare qualche

Ho sbattuto testa e bacino e sono rimasto 2 settimane in ospedale in osservazione. 40 anni dopo ho scoperto che mi ero fratturato il bacino e che da lì erano iniziati i miei problemi , risolti nel 2003 e 2004 a Monfalcone con due protesi d’anca. Protesi che ogni volta che devo imbarcarmi su qualche aereo mi fanno perquisire e palpeggiare come un

Proverbi Triestini No xe un mal che no sia un ben L’anno della caduta dal trampolino
Proverbi Triestini No xe un mal che no sia un ben L’anno della caduta dal trampolino

Proverbi Triestini

No xe un mal che no sia un ben

L’anno della caduta dal trampolino ero in IIa Superiore (ripetente), ed avevo 3 esami a ottobre (esami difficili con professori duri ), eravamo a Roverbella lontani dalle compagnie per studiare meglio.

Non è che mi applicassi tanto e non avevo troppa voglia . Dopo l’ospedale, tornati a casa , avevo studiacchiato ancora un poco, ma non mi sentivo preparato (anzi me la facevo sotto) .

In ottobre ero quasi guarito dai postumi della caduta, però prima di iniziare

gli esami mi sono fatto fasciare testa e braccio e sono andato a scuola

zoppicando come gli eroi dei cinema, raccontando la triste storia. I prof hanno avuto compassione, non hanno infierito e sono stato promosso. Se fossi stato bocciato avrei dovuto cominciare a lavorare, mio papà aveva già contattato un conoscente per farmi assumere da apprendista .

Radio a Transistor Per la mia promozione papà mi ha fatto in regalo una bella radiolina
Radio a Transistor
Per la mia promozione papà mi ha fatto in regalo una
bella
radiolina
a
transistor,
marca
Hitachi ;
era bella,
piccola
e mi stava nel taschino della camicia
Non la uso più, perché la tecnologia l’ha resa sorpassata, ma
funziona ancora e per anni mi ha fatto compagnia, anche
in giro per il mondo.
Per ovviare ad un eventuale mancanza di batterie mi ero
costruito un alimentatore da connettere alla rete elettrica .
Qualchedun dei muli dela compagnia de Gretta all’incrocio tra via Baseggio e via Aquileia
Qualchedun dei muli dela compagnia de Gretta all’incrocio tra via Baseggio e via Aquileia
Qualchedun dei muli dela compagnia de Gretta all’incrocio tra via Baseggio e via Aquileia

Qualchedun dei muli dela compagnia de Gretta all’incrocio tra via Baseggio e via Aquileia

Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta. Diversi avevano Vespe o Lambrette
Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta. Diversi avevano Vespe o Lambrette

Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta. Diversi avevano Vespe o Lambrette e la domenica si andava in gita, Tolmezzo e Tarvisio erano le più frequenti; non c’era l’autostrada, si arrivava a Tarvisio in 4 ore, attraversando Udine e paesi vari, con sorpassi impossibili a camion

fumosi, nelle strettoie della Val Canale e la nostra

relativa velocità .

Scesi in città, per la frequentazione scolastica, ci trovavamo in piazza

Oberdan, all’angolo del bar Tivoli; con il gruppo che aumentava ci siamo spostati in viale XX Settembre all’altezza di Voltolina e del bar Rio . Si stazionava nei paraggi, si facevano vasche o si frequentava la Dreher dove c’era un complessino (Uccio e soci) con il repertorio di canzoni triestine cantate tutti in coro, davanti a un piatto Dreher e uno stifel di birra .

Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta. Diversi avevano Vespe o Lambrette
Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta. Diversi avevano Vespe o Lambrette
Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta. Diversi avevano Vespe o Lambrette
Birreria Dreher nel sotterraneo della fabbrica

Birreria Dreher

nel sotterraneo della fabbrica

Birreria Dreher nel sotterraneo della fabbrica
Birreria Dreher nel sotterraneo della fabbrica
Un estate ho lavorato nel negozio di alimentari del campeggio di Sistiana
Un estate ho
lavorato nel
negozio
di
alimentari del
campeggio di
Sistiana
Eravamo abbastanza in ristrettezze economiche, soprattutto per gli extra, così occasionalmente facevo qualche lavoretto, sopratutto in
Eravamo abbastanza in ristrettezze economiche, soprattutto
per gli extra, così occasionalmente facevo qualche
lavoretto, sopratutto in estate.
A parte quelli già descritti ecco altre mie attività :
-
recapito fiori
(sotto le feste natalizie)
-
apprendista fabbro (di fronte a Tlustos a Barcola)
-
trasporto bibite Tergeste (distributore S . Benedetto)
-
segreteria sede D . C. di San Giovanni (da zio Nando)
Mentre sto scrivendo di questi mi è venuto a mente un altro singolo
lavoro disastroso svolto; il trasporto di un piccolo armadio da Gretta
a Roiano su un carretto a mano, con l’armadio che in discesa ci è
scivolato dal carro e si è sfondato . Era di una vecchietta che stava
dietro la chiesa, ha fatto finta di niente e ci ha dato anche la mancia .
1915 – 1965
1915 – 1965
1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi a Muggia Vecchia

50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi

a Muggia Vecchia
a Muggia Vecchia
1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi a Muggia Vecchia
1915 – 1965 50 ° Matrimonio Scarazzato - Pavesi a Muggia Vecchia
Dispensato dalla ferma di leva perché “Nipote primogenito di ava vedova”(mia nona Catina, che la xe
Dispensato dalla
ferma
di
leva
perché “Nipote
primogenito
di
ava
vedova”(mia nona Catina,
che la xe morta qualche mese
dopo aver firma le carte).
Cussi go recuperà i due anni
che son sta boccià al Volta .
1965
L’ingresso era in via Combi, ma la vista era su via Colautti e sul cortile interno;
L’ingresso
era
in
via Combi, ma
la
vista
era
su
via
Colautti
e
sul
cortile
interno; su
cui si affacciavano

bagno, camera e Luciano e

camera

di

 

mia

la

Chiara.

era

in

Il cortile parte occupato da un garage .
Il cortile
parte
occupato da
un garage .
L’ingresso era in via Combi, ma la vista era su via Colautti e sul cortile interno;

Via Combi 17

Soggiorno Camera 1
Soggiorno
Camera 1
L’ingresso era in via Combi, ma la vista era su via Colautti e sul cortile interno;

Ad un certo punto il garage è scomparso e al suo posto è stato fatto un supermercato, inizialmente di proprietà di Dipiazza (sindaco di Trieste) In via Combi ho abitato poco, nel 1967 ho iniziato a lavorare a Milano, a metà del 1971 sono rientrato e in Ottobre 1972 mi sono sposato .

P A P A’
P A P A’
P A P A’

P A P A’

papà la prese.
papà la prese.
onesto e
onesto
e

FIAT 600

Sarà stato il 1966 e il rag. Bobolini , capoufficio di papà,

cambiava l’auto; così propose a papà l’acquisto del suo usato.

Bobolini era una persona meticolosa, il prezzo era

papà la prese. onesto e FIAT 600 Sarà stato il 1966 e il rag. Bobolini ,

FIAT 600

Raccontata così sembra un film di Fantozzi, in realtà era una buona auto che ha fatto un onorevole servizio per anni . Alle volte la guidavo di nascosto, papà non sapeva che conoscevo l’antifurto e lo disinserivo per metterla in moto. Quella volta in via Combi e in via Colautti trovavi posteggio .

quando fazevo el speleologo
quando fazevo el speleologo
quando fazevo el speleologo

quando fazevo el speleologo

Alleluja Nonostante tanti anni di poco studio e scarsa applicazione, anche se non mi è ancora
Alleluja
Alleluja

Nonostante tanti anni

di poco studio e scarsa