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MS

Storie di ^amigCia

(Premessa

U^CeC corso degd anni trovando qualche foto di famiglia,


magari vecchia di decenni, ho sempre provato un senso
di perdita neCTignorare chi, quando, dove e perch.
<Da ci, con l'aiuto
della tecnologia, ho deciso di
raggruppare
in un unico documento Ce foto e Ce storie
che memorizzano
quanto
conosciuto deC passata e
raccontano quanto vissuto in prima
persona.
Storie
minime, storie
ridicole, storie
drammatiche,
storie Sede e storie
Brutte.
Storie per che fanno parte deC percorso di vita di una
persona e di una famiglia.
If

(Buona Cattura

Contastorie

Storie di famiglia

Scarazzato Pavesi
Manfreda Bavdaz
(Baldassi)

Il Contastorie
Lanno in cui si racconta questa storia il 2013 e la racconta Francesco
(Franco) Scarazzato, nato il 27 /09/1945 a Trieste, via dei Giacinti 26,
III piano, case ICAM, Roiano.
Per tutti parenti e amici, Franco; per i documenti
ufficiali Francesco, per laccondiscendenza dei miei
genitori e lottusit del prete della chiesa di
Roiano (SS. Ermacora e Fortunato) che non ha
ritenuto di battezzarmi Franco essendo un
nome senza un santo di riferimento.

Franco
2012

Vista la data di nascita e la vicinanza con il 4 ottobre (S.Francesco), mi ha


imposto questo nome (bon che adesso xe anche un Papa per cui son a posto),
come secondo nome Damiano che cadeva il giorno prima (26 settembre).
Quanto sopra, a parte la polemica sui nomi, per evidenziare che tutte le
parentele sono riferite a me.

Scarazzato

SCARAZZATO
Discendiamo da Scarazzato Giovanni (nato attorno al 1795) sposato con
Maria Caramella, che ebbe un figlio omonimo nato a Castelbelforte
(03/02/1823 -12/01/1891).
Scarazzato Giovanni jr. si spos con Luigia Lui e a Cad nacque mio
bisnonno Ferdinando (04/04/1847-14/06/1911).
Scarazzato Ferdinando e Maria Menegazzi, diedero vita a:
- Luigia (1876-1959),
- Pietro (1880-1966),
- Gregorio (1883),
- Beniamino (1885-1962), - Ersilia (1888),
-Giuseppe (1895),
- Giovanni (9.5.1891 - 31.01.1976)
NdR: (mio nonno)

Nota: Castelbelforte e Cad sono localit nei pressi di Roverbella.


Nonno raccontava che la famiglia era originaria del Trevigiano e che suo
nonno, visto che allora del cognome si trovavano le varianti Scaresato,
Scarassato, ecc., ribad in comune che la grafia corretta era Scarazzato.

Dei figli di Scarazzato Ferdinando e Menegazzi Maria, mio nonno


si trasferito a Trieste, gli altri maschi si sono spostati a Verona e
Milano mentre le femmine sono rimaste a Roverbella e dintorni.

Mappa della
distribuzione
(2013) dei
Scarazzato

Durante la guerra mio nonno fu fatto prigioniero (Caporetto 1917)

In divisa

Foglio Matricolare

Foglio Matricolare

Dal Foglio Matricolare si vede che:

Ha fatto la leva (dal 11/1911 al 12/1913) ad Ustica, senza licenze,


l'unica trasferta fu una missione in Calabria per il recupero di nuove
reclute.
Dormivano sulla paglia e portavano la divisa di panno estate ed inverno.

Rimane un mistero su cosa facesse per due anni la fanteria ad Ustica.


Richiamato nel 1915 venne assegnato ad un reparto mitraglieri
Fu fatto prigioniero nellottobre 1917 durante la ritirata di Caporetto.
In prigionia non se la pass bene: al ritorno a casa, nel novembre
1918, aveva problemi ai polmoni.
Il clima di Roverbella non era certo il migliore per la sua guarigione ed
allora .

allora, alla fine dellImpero Austro Ungarico, i


dipendenti delle Ferrovie austriache di stanza a Trieste
rientrarono a casa (Austria, Boemia, ecc.) e le FFSS subentrate
si trovarono carenti di personale; cos spostarono a Trieste
personale da tutta Italia, e Fiorini Angelo (Lindo) fu trasferito;
gli fu assegnato un alloggio nelle case di via De Amicis,
costruite dall'Austria, e fu destinato a Barcola Smistamento,
larea tra Viale Miramare ed il Bagno Ferroviario
Fiorini Angelo (Lindo) che era sposato con Pavesi Caterina
(Rina), sorella di Erminia (Nina), mia nonna; invit mio
nonno a stabilirsi temporaneamente a Trieste, per godere di
un clima migliore.

Il nonno, lasciata a Roverbella la nonna e i figli


(Ferdinando, Luigino), venne a Trieste e cominci a migliorare.
Un bel giorno Lindo gli disse: ora che stai bene, perch
invece di tornare a Roverbella non ti fai assumere in ferrovia
e ti stabilisci qu?

Vista la perdurante crisi di personale fu assunto (era il 1920).


Mio nonno trasfer a Trieste nonna e figli ed inizi l'era degli
Scarazzato a Trieste, prima in via Bonomea in Gretta , poi in via
Solitro a Roiano.
Lorologio delle FFSS
di
mio
nonno
Scarazzato Giovanni

La stazione di Barcola Smistamento esiste ancora: in Viale Miramare


poco prima del cavalcavia, a due piani scolorita, si vede ancora la scritta.
L'ultimo posto di lavoro stata la "Cabina D", un piccolo edificio accanto
al cavalcavia di Barcola (visibile dalla strada), ora vandalizzato, ma
ricordo di esserci stato da bambino un paio di volte, percorrendo a piedi il
ponte di ferro.
In pensione, per arrotondare faceva il custode diurno a San
Giovanni (via delle Linfe) nel deposito di camion di una ditta di
spedizioni, era campagna, ora un area coperta da palazzi, si scendeva
dal tram 6 in Viale R. Sanzio e si percorreva un sentiero tra prati; aveva
un orto dove coltivava pomodori, radicio e salatina ed aveva un pergolato
di uva fragola.
.

Pavesi

PAVESI
Degli antenati Pavesi non so praticamente nulla, conosco solo il nome dei
miei bisnonni Giovanni e Narcisa (di cui ignoro il cognome), so che erano
originari anche loro di Roverbella e/o dintorni e i nomi dei figli, fratelli e
sorelle di mia nonna Erminia, ed erano :
-Amilcare
- Paolo
- Itala
- Caterina (Rina)
N.d.R. (moglie di Lindo)
- Erminia (Nina 1893-1968)
N.d.R (mia nonna)
Lunico aneddoto che ho sentito raccontare un paio di volte che una
delle sorelle di mia nonna si prostituiva ed era stata ripudiata dalla
famiglia.
Non so se la Itala di cui sopra o se proprio stata cancellata.

Mappa della
distribuzione
(2013) dei
Pavesi

I miei nonni paterni si sono sposati nel 1915, dopo che era gi nato
mio zio Ferdinando (Nando) nel 1914; nel contratto di nozze era
specificata la dote di mia nonna,
comprendente un boa di struzzo.
Dal matrimonio sono nati :
- Ferdinando (Nando) (19142003)
- Luigi (Luigino)
(19162004)
- Ottorino (mio pap) (19191999)
- Ferruccio
(19212005)
- Narcisa
(1923-1958)
- Lucia
(1925-2001)
- Giovanni (Nino)
(1931- .. )
- Maria
(1934-1968)
- Piergiorgio
(1936- .. )
tutti rimasti a Trieste, a parte Lucia
residente a Milano per oltre 40 anni, ma rientrata a Trieste nel 1996.

Considerazioni
Il parente pi antico di cui si ha traccia, Scarazzato Giovanni sposato con
Maria Caramella vissuto in epoca napoleonica con Campagna dItalia e
guerre in tutta Europa, con arruolamenti e coscrizioni obbligatorie ecc.

Successivamente sia lui che figli e nipoti si trovarono nel bel mezzo delle
varie guerre dindipendenza .
In entrambi i casi la Pianura Padana e in particolare la zona attorno a
Mantova ha visto tante battaglie con migliaia di morti.
E un peccato non conoscere se furono coinvolti, se riuscirono ad eludere
larruolamento o quantaltro.
A proposito del Regno dItalia di Napoleone (1805-1814), ricordo
che sia i miei nonni, che i miei parenti a Roverbella quando
parlavano di soldi (lire) (siamo attorno al 1960) li chiamavano
Francs, ed erano passati pi di 150 anni.

e con gli Scarazzato a Trieste inizia un unaltra epoca :


- prima gli attori ,
- poi le foto e le storie

Scarazzato
Pavesi

Scarazzato

Pavesi
Mia nonna Erminia
era un ottima cuoca

Famiglia di cattolici osservanti e praticanti

Pagella Pap
Corso Comunale di Avviamento Agrario - Roiano
Anno Scolastico 1931-1932

Pap
anni 30

manca Piergiorgio che nascer nel 1936

Scarazzato Ottorino
mio pap

1939

1942

1952

Era di carnagione chiara, lentigginoso e rosso di capelli (finch li ha avuti),


Lucia aveva il medesimo incarnato e capelli rossi; entrambi come la mamma.
Impiegato in Ferrovia in Piazza Vittorio Veneto, quando ero alle Medie in via
G.Corsi , da Gretta andavamo e tornavamo da citt in moto (Zigolo Guzzi 98 cc)

Roiano

Via Solitro
Allinizio abitavano in via Bonomea, poi hanno ottenuto un alloggio a
pianoterra nelle Case dei Ferrovieri in via Solitro alta, di fronte al
Ricreatorio Brunner; appena potevano pap e zii erano in ricreatorio, alle
volte uscendo e rientrando dalla finestra della camera.
Giocavano a pallacanestro in una squadra formata da 4 Scarazzato
(Nando, Luigino, Ottorino, Ferruccio) + Ezio Alberti, andavano daccordo si
divertivano e vincevano giocando in contropiede con lanci lunghi .
Con il passare degli anni e laumentare della famiglia hanno avuto un
cambio di alloggio in via Solitro N9 , V piano, con 3 camere.
Solo a pap rimasta la passione per la pallacanestro che ha continuato a
praticare, ha fatto parte anche della Nazionale Ferrovieri con cui ha
partecipato ad un torneo a Parigi.
Quando ha smesso di giocare si riciclato allenatore e per molti anni ha
allenato, con notevole soddisfazione per i buoni risultati, le squadre sia
maschile che femminile del Villaggio Sereno .

in guerra

zio Luigino

pap
(geniere)

zio Gaspare

zio
Nando

zio Ferruccio
(aviere marconista)

F
E
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B
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1
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1943
le tre zie
Scarazzato

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V
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S
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A
T
E

1
9
4
6

Zie e Nipoti

Via Solitro 9, Vpiano,


Case Ferrovieri , Roiano,
Marzo 1949

Festa in famiglia

Marzo 1949

1915-1955 40Matrimonio Scarazzato-Pavesi

1915-1955 40Matrimonio Scarazzato-Pavesi

1915-1955 40Matrimonio Scarazzato-Pavesi

M
A
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G
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1
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P
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A

Scaletta Giardinetto INCIS - Roiano

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Cugini

Elena Catanzaro

Silvio Massi

Lavori di famiglia
Scarazzato Ferdinando
Bianzani Adelma
Scarazzato Luigi
Azzola Elsa
Scarazzato Ottorino
Manfreda Liliana
Scarazzato Ferruccio
Bianchera Luigia
Catanzaro Gaspare
Scarazzato Narcisa
Massi Mario
Scarazzato Lucia
Scarazzato Giovanni
Bertolotti Luciana
Galat Giuseppe
Scarazzato Maria
Scarazzato Piergiorgio
Dionis Fausta

macchinista FFSS
casalinga
meccanico ACEGAT
casalinga
impiegato FFSS
casalinga
capostazione FFSS
casalinga
operaio ACEGAT
casalinga
direttore Cooperative Operaie
casalinga
operaio ENEL
casalinga
impiegato FFSS
casalinga
macchinista FFSS
casalinga

Roiano

1915 1965 50 Matrimonio Scarazzato - Pavesi

1915 1965 50 Matrimonio Scarazzato - Pavesi


Roiano

1915 1965 50 Matrimonio Scarazzato - Pavesi


Roiano

Scarazzato Giovanni - 78 Compleanno


Maggio 1969

Fratelli - 1980

Fratelli - 1989

Fratelli - 1998

Manfreda

MANFREDA
I parenti pi antichi di cui abbiamo traccia sono i genitori di mia
bisnonna Emma e sono Andrea Kolar e Maria Kriznik, nati
presumibilmente attorno al 1825-1830 nel paesino di Gubno, oggi
in Slovenia.

La data presunta perch lunica informazione che ho che mia


bisnonna Emma nata il 29 luglio 1864, ultima di sette figli.
Con la morte della mamma, a 7 anni, nessuno si preoccup di
mandarla a scuola e unica tra i fratelli rimase analfabeta.
Ma la storia complessiva meglio raccontata nella bozza di una
lettera del 1952 scritta da mio nonno Giovanni (nono Giovanin),
uno dei suoi tanti figli, trovata casualmente, che allego sia in
originale che in una mia sintesi .

NdR
Questa la storia di mia bisnonna Emma Kolar ved. Manfreda, figlia di
Andrea e Maria Kriznik, nata a Gubno, il 29 luglio 1864.
Il racconto la sintesi estratta da una bozza di lettera che mio nonno
Giovanni Manfreda invi ai cugini ritrovati a Gubno a 65 anni dalla
partenza da casa di sua mamma, mia bisnonna .
Al tempo della lettera, siamo circa a met 1952, avevo 7 anni e me la
ricordo come una vecchietta piccola e sempre in nero, morta nel 1956.
Non so se mio nonno ha fatto in tempo a ricevere la risposta dai cugini
perch morto appena in pensione, il 15 gennaio 1953.

Nonna Emma

Vostra zia Emma ora ha 88 anni, sta ancora abbastanza bene; va da sola alla
messa, rammenda e fa qualche lavoretto a casa.
Ha ancora 3 figli viventi:
Stefania a New York, di 47 anni sposata con una figlia;
Alfredo a Trieste, di 54 anni, proprietario di un Caff;
io Giovanni a Trieste, di 60 anni con una figlia con 2 bambini.
Io lavoro agli Acquedotti di Trieste e sto per andare in pensione.
Questa lettera sar tradotta dallitaliano da mia moglie perch io non lo so.
La povera zia Emma ha molto sofferto, era analfabeta per questo non ha
mai scritto alla famiglia., era la pi giovane di 7 figli , la mamma le era morta
a 7 anni, cos nessuno si cur di mandarla a scuola, ma tutti i fratelli
sapevano leggere e scrivere.
A 22 anni ha lasciato Gubno ed venuta qua, era al suo primo lavoro a
servizio da mio padre, che era Segretario Comunale, vedovo con 2 figli e si
sono sposati.
Il matrimonio fu un disastro, dei 10 figli avuti siamo rimasti in tre.

Nonna Emma

Suo marito era un uomo studiato e non si occupava della famiglia.


Ha lavorato come una bestia per crescerci, ha peregrinato da Gubno a
Capodistria, dove sono nato io, poi Trieste, Fiume, Zara e poi di nuovo a
Trieste nel 1904, le cose sono migliorate quando siamo diventati grandi.
Suo marito morto nel 1912 e pace allanima sua, ma in vita si
comportato molto male.
Io sono andato via da mia madre 30 anni fa quando mi sono sposato.
Ora vive con me, prima stava da un altro figlio ma era sempre sola
Quando la guardo vedo tutte le sofferenze che ha vissute.
Ora non le manca niente, ho una moglie buona, che la cura al
meglio, desidero di vederla morire contenta nel suo letto.
Tra tanti dolori patiti lultimo stato quello di avere un nipote di
22 anni impiccato dai tedeschi il 23 aprile 1944, figlio di un suo
figlio a cui aveva fatto da mamma.

A proposito del nipote Umberto (Berto) , impiccato dai tedeschi sugli


scaloni di Palazzo
Rittmayer (divenuto
Conservatorio Tartini
nel 1954).
Mi ricordo che mia
nonna Catina mi
raccontava che era
tisico, per cui aveva
notevole resistenza
anche con
poca
ossigenazione, e un
militare tedesco gli
salito in stivali
sulle spalle perch
soffocasse.

Per completare il discorso su mio bisnonno Giovanni, marito di


Emma Kolar, mia mamma raccontava che aveva sentito suo pap
dire che forse il cognome era Monfreda , provenienti dalla Puglia.
Considerata le mappe (anno 2013) potrebbe anche essere vero.
In ogni caso lui era nativo di S.Lucia di Tolmino

I figli di Giovanni Manfreda e di Emma Kolar di cui ho


notizia sono stati :
-

Ernesto
Giovanni
Onorato
Alfredo
Stefania

(1888 - ????)
(1892 - 1953)
(1896 - ????)
(1897 - ????)
(1905 1975)

mio nonno Giovanin


cuoco sul Vulcania
proprietario di un caff
emigrata clandestina a
New York nel 1927

Mio nonno Giovanni in giovent aveva navigato, mi ricordo una sua foto
in rikscio che non sono riuscito a
trovare, era stato imbarcato sulla
Viribus Unitis , ma soffriva il
mal di mare; appena ha potuto
si sbarcato, stato assunto al
Servizio Comunale Acquedotti,
poi divenuta ACEGAT .
Ha lavorato in ACEGAT fino alla
pensione alla fine del 1952, prima
ai Filtri di Aurisina poi al
Serbatoio di Gretta.
Dal 1951 noi stavamo in Gretta
e quando finiva il turno di notte ,
tornando a casa a Roiano, passava
da noi e ci portava le caramelle o altri dolcetti che si nascondeva addosso
e ci faceva penare prima di farcele trovare.

Man de Oro
Iera quele de mio nono Giovanin; el saveva far de tutto: appena sbarcado,
prima de andar ai Acquedotti el ga fatto :
el caligher in
un sottoscala a
S.Giacomo;

el barbier;

el giustava pignatte, el stropava i busi co le iera consumade ;


el ga costruido le stuette a gas
una per nona , una per zia Fani
(adesso per noi xe sopramobili).
Per no so che grosso lavor
fatto i ghe ga regal el
pendolo che adesso go in
soggiorno.

El gas iera
dalla riduzion
del carbon da
fossile a coke .

Se no el ga cento anni semo


poco via, el va sempre ben.
Iera la Ditta Giov. Eckert
Trieste e drio a matita xe
scritto lire 5 .

Trieste 14/1/1953
Alla mia cara Catina
In caso di una mia eventuale
disgrazia, nel mio sgabello fra
le carte , un libretto della Cassa
di Risparmio per la somma di
Lire 80.000, pi Lire 25.000 in
contanti, quel denaro e per te, in
pi, guarda, come puoi, di non
abbandonare, la mia povera vecchia
mamma.
E ricordati che per il 10 maggio
di vistare nuovamente il permesso
di soggiorno di mamma in
questura Via XXX ottobre.

La letterina
che mio nono
Giovanin ghe
ga scritto a
nona Catina,
la notte che
el xe morto
15/1/1953

Perdonami se ti detti qualche


dispiacere, per ti volevo sempre
bene.
Per ritirare i soldi alla cassa
basta presentare il libretto perch
al portatore
resto tuo affezionato
marito Giovanni

Bavdaz
(Baldassi)

BAVDAZ

Sono i miei avi materni, originari del paese di Vrhovlje (Vercoglie) vicino a
Kojsko (Quisca) sul Collio (ora Slovenia) in casa hanno sempre parlato lo
sloveno, erano gente di chiesa (zia Fani stata per tutta la vita nubile e
perpetua di preti) .
Erano tutti alfabetizzati, a scuola studiavano anche il tedesco.
Nei primi anni del 900 si sono trasferiti a Gorizia e Trieste, presumo
per lavoro; Trieste, terza citt dellimpero, con il suo Porto Franco
offriva opportunit di lavoro , di divertimento e cultura.
Zia Fani e Berto raccontavano che nel 1916, quando lItalia liber
Gorizia cominci subito a farsi benvolere:

1)

dovettero abbandonare tutto, furono internati poi


deportati in Sicilia e fatti rientrare a casa nel 1919.

BAVDAZ

2) furono costretti a cambiare cognome da Bavdaz a Baldassi


(con la motivazione della restituzione in forma italiana
del cognome);
3) furono costretti ad imparare litaliano, ma si sentiva che
non era la loro lingua, solo mia nonna Catina era un po
pi sciolta, probabilmente per labitudine di parlarlo con mio
nonno.
Mi ricordo per che pregavano sempre in sloveno.

Erano buona gente, non li ho mai sentiti lamentarsi , ma mentre


scrivo sono io molto arrabbiato per quello che hanno subito.
Credo fossero discretamente benestanti, erano proprietari di una casa
a Gorizia (via Brigata Etna) ed una a Trieste (via dei Giuliani).

Gazzetta Ufficiale del Regno dItalia N 150 del 2 giugno 1931 con
cui si ufficializza la restituzione in forma italiana
del
cognome da BAVDAZ a BALDASSI

I
-

figli di Giovanni Bavdaz e Maddalena Valentincic sono stati :


Antonio (Toni)
(1888 - ????)
Francesca (Fani)
(???? - 1978) zia Fani, la perpetua
Maria
Vittoria
Giovanni
Giuseppe (Pepi)
Francesco (Franzi)
Caterina (Catina)
(1886 1965) mia nonna

I l fratello di Giovanni , Giuseppe Bavdaz e ???? Giuseppa hanno avuto :


- Roberto (Berto) che andavimo a trovar in Collio vicin la Girella
- Oscar
- Giuseppe
- Sofia
per 40 anni residente a Massaua
- Anita (Aneta) a 80 anni la se rampigava con Fabi e Ari sul ciliegio

Mappa con le localit di nascita e


i movimenti dei miei avi materni

I miei nonni materni inizialmente abitavano a S. Giacomo, in Androna


Cristoforo Colombo, dove il 10 settembre 1922 nata mia mamma .
Nel 1924 hanno avuto assegnata una abitazione ICAM a Roiano in Via
dei Giacinti 26, in III piano; dove pi di 20 anni dopo sono nato io.
Per gli anni 20 era un bellappartamento con ingresso, cucina, due camere,
gabinetto, acqua, luce e gas. Naturalmente non esistevano bagno e doccia.

e dopo le premesse :
- gli attori
- le foto e le storie

Mio nonno non era tanto di chiesa


1960

1903

Mia nonna era cattolica osservante e praticante

Non mi piaceva
la sua cucina,
incolore , insapore
e senza fantasia

Fratelli Bavdaz

Nona Catina con mama

Mama

L abbonamento di
mio nonno Giovanin
per raggiungere in
treno Aurisina e poi
scendere ai Filtri.

Tutti parenti, fratello, sorella , cognati, ecc. di mia nonna Catina.


Lo Slauko (Vladislav) delle foto , cugino di mia mamma, era nato a
Salkan il 28 marzo 1920, ordinato prete il 6 agosto 1944 a Subiaco, fece la
sua prima messa il 7 ottobre 1945, dedic buona parte della vita lavorando
presso la Segreteria Vaticana.
E morto a Roma il 15 novembre 1993.

Z
I
A

1906

F
A
N
I
M
A
D
R
I
N
A

Zia Fani

Nonna Catina

e mamma

in villeggiatura
dai parenti a
Gorizia

Cucina di una volta

Soggiorno di una volta

Zia Stefania

Zia Stefania con marito e amici

Mamma a Gorizia dai parenti

mamma
Mamma e pap
si sono conosciuti
lavorando
alla
Casa di Spedizioni
la Triestina di
Gropaiz
e
l
hanno iniziato a
frequentarsi , poi
alla fine della
guerra pap stato
assunto in Ferrovia

1942

N
E
W

Y
O
R
K

Onorato, fratello di mia nonno Giovanin, sposato con


Fittipaldi Maria (in famiglia denominata napoletana )

Lingresso di Maria Fittipaldi negli USA nel 1910, dove si dice


facesse la cantante e la ballerina e dove ad un certo punto incontr
Onorato Manfreda e si sposarono. Abitavano in via Commerciale
dove una volta cera il capolinea del Bus 28, avevano un
bel giardino e una bellissima vista del golfo

New York
1953

Esther
Franco
figlia di Stefania
Manfreda, cugina
di mia mamma

Onorato
Manfreda

Via Commerciale
1950

Maria
Napoletana

Stefania
Manfreda

Franco
Carvaglia

Mara
Moglie di
Franco
Carvaglia

Tessera del tram de mio nonno Giovanin

Sorelle
Bavdaz
1960
Caterina Bavdaz

El prete de zia Fani

Anita e Sofia (residente


per 40 anni a Massaua),
sorelle di Berto Bavdaz
(che stava in Collio vicin
della Torre a Girella)

Massaua
1970

Sofia
Bavdaz

Cugine de nona
Catina e zia Fani

Vecchie tombe di famiglia a Vrhovlje

. ed ora scaliamo
di una generazione

12 novembre 1944

Libretto di Matrimonio

Case I.C.A.M.
Roiano

Via dei Giacinti 26


3 piano
a casa dei miei nonni materni
gavemo abit fin al 1951

Roiano
Case I.C.A.M.

Via dei Giacinti 26

Via dei Giacinti 26


3 Piano

Ingresso

Via dei Giacinti 26

Che bel !!
.
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.
.

a 7 mesi

Pattinaggio Ferroviario
Viale Miramare

1948
Giardino INCIS
Roiano

Luciano
Scarazzato

Pattinaggio Ferroviario
Viale Miramare

a 3 anni ho avuto la difterite e solo la


pennicilina degli americani mi ha salvato,
senza non sarei qua a raccontarla e non
ci sarebbe nessuno a cui raccontarla.

Ricordi
Iero piccolo e con pap qualche volta andavimo
in zima al Faro e guardando in zo, vedendo
passar i auti e le moto piccolissimi ghe disevo
pap ciolme un autin come quei.
Verso la citt se vedeva le navi affondade in
porto, no me rendevo conto che la guerra iera finida de poco .
Solo ani dopo go scoperto che iera
tre transatlantici affondai dai
bombardieri americani.
Iera
le navi Caio Duilio,
Sabaudia e Giulio Cesare.
Sar sta el 1948, forsi el 1949.

Chi me trova ciapa un premio !

Asilo di vicolo S.Fortunato (la prima a destra su per Salita di Gretta)

1949

Eccome l !

Asilo di Vicolo S.Fortunato


Foto Ufficiale
1950

Asilo di Vicolo S.Fortunato


Foto di Carnevale
1950

Tonsille
Avevo 5 anni quando il dottore della mutua dei ferrovieri
consigli ai miei genitori di togliermi le tonsille (quella volta
sembrava fosse indispensabile).
Cos una mattina siamo andati nellambulatorio delle FFSS , in
piazza Vittorio Veneto , per lintervento.
Ricordo che il dottore aveva un paio di grosse pinze, mi hanno
fatto un po di anestesia e . . . . . . . . . . ZAC !!
Siamo tornati a casa, abitavamo ancora in Via dei Giacinti a
Roiano, mi faceva male e avevo difficolt a deglutire; il dottore
aveva consigliato di farmi mangiare gelato.
Tutti quelli che venivano a trovarmi mi portavano un gelato preso
da Arnoldo in Viale Miramare a lato della Stazione Centrale
(il primo Arnoldo di Trieste).
Una pallina costava 10 lire.

ENEGO
ENEGO

1951

Preventorio di Enego
Mi avevano visto una
macchia sui polmoni,
vi sono rimasto da
ottobre50 a luglio51

Ricordi
Gaver av un 4 o 5 ani, soto
le finestre de nono in via
Giacinti, marciava i scozzesi
in kilt sonando le cornamuse.

Bellissimo !!!
Stavimo tacai ala Stock e
se sentiva el profumo dei
aromi co i distilava.

Salita di Gretta 37
Nel 1951 abbiamo avuto un alloggio nelle Case dei Ferrovieri di Salita di
Gretta 37, IIIpiano.
Nellappartamento, tutto rivolto a monte, si
entrava da un corridoio su cui si affacciavano 2 camere da letto e il
gabinetto, con la cucina in fondo; senza riscaldamento, solo in cucina cera
lo spargher.
In estate si cucinava su un bollitore a gas
appoggiato sullo spargher, in inverno direttamente sullo spargher che
riscaldava anche e solo la cucina; era alimentato a carbon fossile che
acquistavamo scontato dalle F.S.
In autunno ci scaricavano in
cantina credo 200 Kg. di carbone, e ogni 3 o 4 giorni scendevamo a caricare
un grosso bidone e lo portavamo in casa, sembrava quasi di andare in
miniera, soffiandosi il naso usciva solo polvere di carbone. Nelle cantine
cerano le porte blindate del rifugio antiaereo utilizzato durante la guerra e
i lavatoi, usati prima della disponibilit delle lavatrici , con i calderoni e i
fuochi per scaldare lacqua.
Ci si lavava a pezzi nellascafa in cucina.
Gli autobus della Sergas, con capolinea in Piazza Oberdan e Casa Gialla,
ci collegavano con il centro citt; il biglietto costava 20 lire.

Salita di Gretta 37

E la centrale delle tre


Case dei Ferrovieri di
Salita di Gretta.
De Vivo
La foto stata fatta da
via dei Baseggio; per la
vegetazione
cresciuta
Scarazzato
negli anni sono due foto
WC
sovrapposte.
Camera
Cucina
Cameretta
Nel nostro pianerottolo
abitavano le famiglie:
Fonzari
Bissoli e Ferrarese con
vista mare e Querzola
che come noi guardava a monte.
Nelle abitazioni lato mare in
estate si soffocava dal caldo, in quelle rivolte a monte dinverno si
soffriva il freddo.
Solo la cucina era riscaldata dal spargher.
Nellinverno del 1954 la bora sopra i 170 Km/h, ha scoperchiato il tetto di
Eternit , i pompieri stavano per sfollarci, ma poi tutto rientrato.

Ricordi
Un lavoro fatto da pap , appena andati in Gretta, stato tirare la
corda che serviva a mamma per mettere ad asciugare.
Di fronte a camera nostra , in Via dei Baseggio, cera un palo di legno
per
lilluminazione
stradale; pap ha chiesto lautorizzazione
allACEGAT per poter mettere una carrucola.
Ottenuta, salito sul palo con i ramponi, che utilizzava da geniere
dellesercito.
Pareva scalasse ma ad ogni passo doveva conficcare i ramponi nel palo,
finch ad un certo punto arrivato alla nostra altezza al terzo piano e ci ha
salutati; ha inserito la carrucola nel palo, tirato la corda ed era fatta.
Mamma, ogni settimana, fazeva la lissia in un orna (mastello di lamiera
zincata) con la tavola de lavar, lacqua scaldada sul bolitor, doprando
scartazza e savon de Marsiglia per netar el grosso.
Subito dopo sono arrivati i primi detersivi in polvere, Persil , Omo e
Ol che adesso in Italia non si vedono pi.

La scuola in via dei Giacinti difronte la casa di mio nonno. I banchi della
scuola avevano
il calamaio con
linchiostro in
cui intingere
il pennino.
Ogni tanto il
bidello veniva
a rabboccare
linchiostro.
Non esistevano
ancora le penne
biro e le stilo
erano un lusso, si usavano delle penne in cui si infilava un pennino; i pi
belli e i pi cari (che non ho mai avuto) avevano la forma a torre Eiffel.
Abbiamo cominciato a scrivere esercitandoci con asta e filetto.

Capodanno
Ogni Capodanno con pap facevamo il giro dei parenti per fare gli auguri e
recitavamo una poesiola, credo di origine contadina che faceva cos :
Buond bonanno ,
bone feste,
bon cappon,
e un altro de frumento
che son contento.

capo dellanno,
bone minestre,
bon graner de formenton,
deme una bona man(cia) a mi,

Alla fine della tiritera ricevevamo qualche dieci lire di mancia.


Ma la poesia political correct , che peraltro noi non sapevamo, era
bona man e non bona mancia.
Un anno per questo errore zio Luigino e zia Elsa , genitori di Paolo e
Rita, ci hanno rimproverato, corretto e mandati via senza darci alcunch.
Siamo proprio rimasti male e per lignoranza e per la mancia

Mi ha cresimato Mons. Santin nel 1952.


Il mio padrino era Franco Carvaglia,
adottato da Onorato e Maria napoletana.
In guerra era stato sommergibilista,
affondato due volte, due volte salvo.
Aveva finito la guerra in un Campo di
Prigionia Yugoslavo, aveva ancora incubi.
Era sposato con Mara, non ricordo il
cognome, che era delle vallate Bresciane, in
guerra aveva fatto la contrabbandiera e lo
spallone con la Svizzera. Avevano avuto
un figlio che morto a pochi mesi.

Il fungo cinese

In via dei Giacinti, sul pianerottolo de nonna Catina, stava la


famiglia Vicino, siciliani di Gela, composta da Michele, Felicina e
Gina la figlia.
Per un lungo periodo Felicina e Gina sono state amiche di
famiglia.
Ad un certo punto a casa loro apparve il Fungo Cinese una
cosa magica che curava tutto, era venerato come una reliquia.
Era posizionato sulla credenza in un grande vaso di vetro
trasparente pieno di un liquido denso e colorato, un grande vaso
per pesci rossi. Assomigliava un poco a una Botta Marina
Non avevo ancora 10 anni e mi faceva impressione, sembrava una
cosa viva che quasi si muoveva, al solo pensiero che ogni giorno ne
bevessero un bicchiere mi faceva venire il voltastomaco.
Diverse volte siamo stati invitati anche noi a berlo, ma ci siamo
sempre rifiutati.

Il fungo cinese
(commento da Internet)

Ha goduto di vasta popolarit negli anni cinquanta del secolo scorso.


Non era un fungo, ma microrganismi che in soluzioni zuccherine, formavano
masse mucillaginose con un colore giallastro che ricordava altro.
Se ne avessero conosciuto la composizione, probabilmente gli italiani lo
avrebbero evitato; digiuni di nozioni batteriologiche fu un successo.
Di colpo, sui mobili di cucina si videro grandi vasi di vetro trasparente,
dentro cui la mostruosa creatura cresceva a vista docchio, quotidianamente
alimentata da sempre nuove infusioni di t che rimpiazzavano quanto
consumato dagli adepti; infatti la posologia consigliata prevedeva che se
ne bevesse un bicchiere ogni mattina; pur senza la minima idea delle virt
terapeutiche del beverone, vagamente disgustoso e dal colore torbido.
Interrogata, la maggior parte rispondeva, che lo beveva perch faceva bene.
Lo scrivente ricorda ancora sul mobile del tinello di casa, il grande vaso di
vetro che conteneva il fungo e linfuso destinato al consumo familiare.

Al bagno ai Filtri di Aurisina dove lavorava mio zio Gaspare,


pap di mia cugina Anna, che era una bambina coccola e buona.
E morta di un tumore nel 1990.

Ricordi
Pap aveva orario dufficio dalle 8:00 alle 14:00, per cui in genere
pranzavamo dopo le 2 quando arrivava a casa.
Mamma non era il massimo come cuoca, si difendeva; pap era meglio.
Si riscattava nel pranzo della domenica che era un classico ed era super,
faceva gli gnocchi di patate col sugo con la carne a pezzettoni e per
secondo una fettina impanata. Con Luciano facevamo a gara a chi
ne mangiava di pi, arrivavamo a 30 gnocchi a testa.
Lo spiacevole era se avanzava il sugo; veniva lasciato nella pentola di
alluminio e riscaldarlo per utilizzarlo la sera non era il massimo,
perch acquistava un sapore acidulo che non era invogliante.
Talvolta destate al Ferroviario , con pap andavamo a raccogliere
pedoci sugli scogli che delimitavano il bagno; poi a casa si
bollivano, si estraeva il mollusco, lo si impanava e si friggevano.
Sono stati i migliori pedoci che ho mangiato.
Fare oggi questa operazione nello stesso posto, tifo sicuro.

Famiglia Scarazzato
1952
Muggia

in Stazione Centrale

dopo una partita di basket a Muggia


con la Ferriera per sfondo

Colonie Estive
In quegli anni le Ferrovia dello Stato organizzavano, per i
figli dei dipendenti, le Colonie Estive e cos dai 6 ai 13 anni ogni
estate andavo in vacanza.
I posti in cui sono stato con le FFSS sono :
Cervia
Selva di Cadore A Lozzo gi facevano occhiali .
Lozzo di Cadore La colonia confinava con un artigiano che molava le lenti.
Lozzo di Cadore Noi gli rubavamo gli scarti per fare fuoco, come con gli
Auronzo
Specchi Ustori di Archimede .

Poi con lOpera Figli del Popolo di Largo Papa Giovanni ero :
Pierabec
Pierabec

Fratelli

Incidenti

Mio pap ci faceva fare una capriola prendendoci per le mani facendoci
passare da dietro sotto le gambe e ci ritrovavamo davanti a lui in piedi.
Una volta, dopo molte insistenze, sono riuscito a convincere Luciano a
fare anche noi una prova; ci siamo messi in posizione , lho preso per le
mani, lho tirato e boom finito a faccia in terra sanguinante e quasi
perdeva i denti.
Eravamo troppo piccoli per passare sotto le gambe.

2
Una volta al Ferroviario, eravamo in spiaggetta in acqua a giocare ed
abbiamo iniziato a litigare, naturalmente non ricordo il motivo (forse lo
tocciavo) e lui per difendersi mi ha colpito con la maschera subacquea sul
braccio destro, il vetro si rotto e mi ha fatto un taglio grande e
profondo (che ho ancora visibile sotto il gomito e sembra la Z di Zorro).
Si vedeva il muscolo e faceva impressione. Con mia mamma siamo subito
corsi al pronto soccorso e mi hanno ricucito con una ventina di punti.

con zia
Stefania

Fino a met anni 50


veniva in Italia con il
Vulcania

Zia Stefania

Dopo ha viaggiato in
aereo, mi ricordo che
parlava del Constellation

Per noi lAmerica negli anni 50 (e anche dopo) era pi del Paradiso che
ci raccontavano i frati in chiesa di Gretta.
Non ci rendevamo conto che anche la dovevano lavorare (zia Stefania
lavorava da pellicciaia), naturalmente erano molto pi benestanti di noi.
Una volta ci ha mandato
un completo di pistole da
Cow Boy; un cinturone
con fodero, cartucciera e
due Colt, uguale per me

e Luciano; qualche volta


scendevamo in
cortile
equipaggiati e tutti ci
chiedevano di provarle.
Un figurone !!

Ricordi
Quasi ogni domenica , con pap e mamma, andavamo in visita dai nonni in
via Solitro e ci si trovava con gli altri zii e cugini.
Pap con fratelli e sorelle ridevano e scherzavano su quando erano ragazzi
e ne combinano di tutti i colori, noi bambini giocavamo tra di noi e
guardavamo i grandi.
Io andavo molto daccordo con Mariangela,
Michela, Anna; mentre mi infastidiva Paolo che faceva il Sapientino.
A lungo andare tutti quei revivial di pap e zii tendevano a stufare
perch battute e lazzi erano sempre i medesimi.
Inoltre ricordando e ripensando a diverse situazioni vissute ho la
sensazione che mamma fosse considerata estranea .
Mentre tutti gli altri generi o nuore erano di etnia italiana, arrivati in
citt dopo la Prima Guerra (come gli Scarazzato), mamma era lunica
locale ma non detentrice della cultura e civilt italica .
Per certi aspetti tale situazione si rifletteva su di noi che per definizione
eravamo pi ignoranti e sicuramente non eravamo i prediletti.

Giovanni
Franzil

Bobi

Giochi

Negli anni delle elementari eccellevo nel gioco dei bobi (se di vetro),
s-cinche (se di terracotta).
I bobi erano pi pregiati.
Sul marciapiede fuori di scuola si facevano tornei dove il vincente si
accaparrava il bobo del perdente . Bisognava con il proprio bobo centrare
quello dellavversario, ne avevo tantissimi e li tenevo in una vecchia calza,
ad un certo punto mio pap me lha fatta sparire perch mi distoglieva dallo
studio.
E stato un colpo al cuore non li ho pi riavuti.

Pandol
Anche in questo ero bravo. Si effettua con due pezzi di legno, ricavati da
una scopa, uno corto e appuntito, l'altro lungo. Bisogna colpire con il pezzo
lungo il pezzo corto su un'estremit per farlo saltare, quindi batterlo al volo
e mandarlo il pi lontano possibile.

Piattini
Si disegnava sullasfalto, col gesso, una pista e con i tappi di aranciata si
percorreva rimanendo entro bordi , avanzando a colpetti di indice.

1953
iero ancora american !!

TLT
Il Territorio Libero di Trieste era previsto dal
Trattato di Parigi del 1947 come uno Stato
neutrale , con Trieste capitale; era diviso in :
- Zona A di 222 km con 310 000 abitanti dal
Lisert a Muggia amministrata dal GMA;
- Zona B con parte dellIstria di 515 km con
68000 abitanti amministrata dalla Jugoslavia.
Il problema era l'asimmetria amministrativa.
La Zona A amministrata da potenze non
confinanti (inglesi e americani),
La Zona B amministrata da uno stato
confinante, che voleva lannessione.
Nel novembre 1953 vi furono a Trieste tumulti
di chi voleva l'Italia; nei disordini vennero
uccisi sei cittadini di etnia italiana.

C
Il 5 ottobre 1954 venne firmato a o
Londra un memorandum in cui si n
aggregava la Zona A all'Italia e la Zona f
B alla Jugoslava.
i
n
Ricordi
e
Pap ormai non giocava pi a
pallacanestro, allenava le squadre del
a
Villaggio Sereno.
A volte andava in trasferta a Monfalcone l
o Gorizia, io lo accompagnavo.
Se il viaggio era in treno a Monfalcone L
saliva la polizia italiana; se era in i
pullman ci si doveva fermare al Lisert s
(vedi foto a lato) per il controllo dei e
documenti
r
t

Pallacanestro
pap da giocatore

pap da allenatore

U.S. Audace
1947

Villaggio Sereno
1953

Villaggio Sereno
Occupava met di Villa Necker, era gestito da don Dino Fragiacomo e
dipendeva dalla parrocchia di S.Antonio Vecchio.
Stiamo parlando degli anni tra il 1950 e il 1960 .
Pap allenava le squadre di pallacanestro del Villaggio Sereno, sia la
maschile che la femminile , sempre ben piazzate nei rispettivi campionati.
Noi accompagnavamo spesso pap sia agli allenamenti che alle partite , ci
sentivamo importanti ed eravamo coccolati; eravamo i figli dellallenatore !!
In estate allestivano il cinema allaperto e tutta la famiglia entrava gratis.
Da Gretta a Roiano a piedi , alla fermata del bar Maggio prendevamo il
tram N8 fino alla vecchia piscina (non era ancora Bianchi), poi su per via
Belpoggio ed eravamo arrivati.
Al ritorno percorso inverso salendo sul tram in via Lazzaretto Vecchio.
Tra i tanti film visti al Villaggio Sereno ricordo 7 spose per 7 fratelli,,
visto a quei tempi e con gli occhi di quellet era un colossal, con gli occhi di
oggi ti accorgi dei fondali di cartone e della trama un po azzardata.

Carretto a Baliniera
Immagino che tutti sappiano che Baliniera = Cuscinetto a Sfera.
Li costruivamo da soli, il problema era trovare la baliniera, quelli pi
possidenti andavano da un strazzariol in via Udine e la compravano.
Stiamo parlando di qualche 10 lire, ma a quei tempi erano cifre.
Gli altri si arrangiavano come potevano; il secondo problema era lasse di
supporto della baliniera , di solito si segava un pezzo del manico della scopa
di casa , per ultimo si doveva recuperare un pezzo di tavola su cui
assemblare il tutto.
In Gretta utilizzavamo 2 piste:
- di pilotaggio , la discesa a curve dal Faro a Strada del Friuli;
- di velocit, gi per Rutherford (ora Salita alla Madonna di Gretta).
Una volta gareggiando con Luciano, zo per Rutherford ci siamo scontrati,
lui si ribaltato e si fatto una brutta abrasione sulla coscia.
Si frenava facendo sfregare la parte posteriore del carretto sullasfalto e
credo che anche il consumo di scarpe fosse notevole.

In quegli anni ,
per la gioia di
in cucina
mia mamma, ero
molto vivace.
Una
volta
correndo
con
Luciano per la
casa ho colpito
lo spigolo di
marmo
del
tavolo di cucina
con la testa e
lho rotto.
Da quella volta, non esistevano le colle di oggi, abbiamo sempre
avuto il marmo del tavolo senza quello spigolo.

Acqua di visc
Quando ero bambino, non si conosceva lacqua
minerale in bottiglia, si beveva lacqua de spina,
oppure si faceva lacqua effervescente (di visc)
con le bustine, in una bottiglia da un litro con
tappo a molla e guarnizione di gomma.
Si riempiva dacqua la bottiglia, poi le si versava
dentro il contenuto di una bustina (di polvere bianca) e in fretta si
tappava, perch la polverina scendendo nellacqua iniziava una
reazione che la rendeva effervescente (appunto: visc, da Vichy).
Cerano diversi prodotti simili: Idriz, Cristallina, Frizzina, ecc.
Era possibile fare anche laranciata inserendo nella bottiglia
prima della polverina un estratto di arancia contenuto in un
piccola vescica di gomma che si forava con la forchetta.
Sono state tutte soppiantate dallacqua gasata in bottiglia.

Ricordi
Andavamo a messa ogni domenica nella vecchia chiesa dei Frati Carmelitani
di Gretta, sopra la chiesa cera una saletta con calciobalilla, tavolo da pingpong ed altri giochi; dopo la messa prima di andare a pranzo a casa ci
trasferivamo al piano superiore a giocare.
Per un po di tempo ho fatto anche il chierichetto, con scarsi risultati, non
sapevo mai quando dovevo scampanellare.
La domenica pomeriggio andavamo al cinema, dei frati; se prima del cinema
eravamo stati a dottrina, sempre dei frati, avevamo diritto al prezzo scontato
del biglietto (20 lire invece di 30).
I film proiettati erano principalmente western, a quei tempi tifavamo per i
cow-boy perch gli indiani erano ancora cattivi, allarrivo del VII
cavalleggieri battevamo i piedi per la gioia dei buoni in salvo.
Dai frati ho visto Marcellino Pane e Vino, 10 Comandamenti e Ben Hur.
Per vedere film pi atei dovevamo trasferirci al Cine Astra a Roiano, quasi
di fronte allingresso principale della Stock.

1954
son diventa italian !!

Ricordi
Ero sempre vivace, a un certo
punto
il
maestro,
per
punizione, mi ha mandato
per
una
mattina
in
quella che noi chiamavamo
la classe dei deficenti
che poi era la classe di
quelli con patologie psichiche,
subnormali, mongoloidi , ecc.
Mi sono vergognato ed ho avuto
una paura terribile che mi
lasciassero la, non mi ricordo se
poi mi sono un po calmato.

RAI - TV

Nel 1954 sono iniziate le trasmissioni, duravano qualche ora su un


solo canale con TG, programmi di cultura e di intrattenimento.
La cultura era di base: Non mai troppo tardi insegnava a leggere,
scrivere e parlare in italiano; circa il 50% dei 47 milioni di italiani
era pressoch analfabeta.
Lintrattenimento era qualche sceneggiato; Canne al vento ,
Il mulino del Po e Lascia e Raddoppia presentato da Mike
Bongiorno che essendo mezzo americano era un idolo .
Pochissimi possedevano un televisore
Il gioved sera lItalia si bloccava, noi ci trasferivamo da Gretta a
Roiano in un osteria con la TV, stracolma di clienti a seguire Mike.
Tutti consumavano qualcosa, gli affari delloste erano ottimi.
Le sedie erano disposte a file come al cinema e si commentavano ospiti,
domande e risposte.
Il premio massimo che pochissimi hanno
guadagnato era di 5.120.000 lire.

zio
nando

pap
Franco
Luciano
Mariangela
Michela

La cresima de Luciano

1955

Il Giradischi
Sar stato a met degli anni 50 che un giorno pap arrivato
a casa con un imballaggio misterioso , poi ha aperto il
cartone e . . . . . . . . . era un giradischi Lesa.
Si collegava allingresso Fono della radio, per cambiare tra 78,
45 e 33 giri si alzava la gomma del piatto e si inserivano
riduttori differenti sul perno motore, aveva anche il selettore
tra puntina normale e microsolco.
Avevamo dischi di Mario Lanza,
Luciano Taioli, Claudio Villa e
pezzi dopera.
A noi era proibito.
Divieto rispettato per poco, prima
con i dischi di casa, poi con quelli di
plastica delle prime riviste musicali.

Mamma

Danni di Guerra
Alfredo Manfreda, fratello di mio nonno Giovanin era
proprietario, a S.Giacomo, di un caff, distrutto durante la
guerra in uno dei bombardamenti sulla citt.
Alla fine delle ostilit aveva chiesto il pagamento dei danni di
guerra, era rimasto senza risposta e nel frattempo era morto.
Ad un certo punto , allincirca a met degli anni 50, i danni di
guerra furono riconosciuti e pagati, agli eredi.
Gli eredi erano: zia Stefania (a New York) e mamma.
Non ricordo quanti fossero, per con quei soldi mamma si
comprata la lavatrice e pap lo Zigolo Guzzi.
La lavatrice era una Candy a due vasche , in una si lavava e
nellaltra si centrifugava spostando la biancheria.
La centrifuga non aveva bilanciamento e tremava tutto .

Prima Media

Franco
Scarazzato

Paolo
Scarazzato

1957 Scuola Media Statale di via Guido Corsi

Trasferta

Sempre per la mia esuberanza e vivacit, quando ero alle media, sono stato
comandato in trasferta a Roiano, cos lasciavo studiare tranquillo Luciano,
mamma non si innervosiva ed io a casa di nonna Catina ero costretto a
studiare non essendoci nessuna alternativa che potesse disturbarmi.
Solo il fine settimana lo passavo a casa in Gretta.
Era la noia assoluta sia per le distrazioni che per la cucina, finch in
fondo ad un armadio in camera di nonna, ho trovato la serie completa di
Flash Gordon, regalataci da Antonietta un amica di mamma.
Era un fumetto spaziale con i soliti buoni e cattivi, nato in America negli
anni 40 importato e tradotto in Italia negli anni 50 , decine di fascicoli.
Era bellissimo sono stato occupato a studiarlo per settimane.

amore a due ruote,


che moto iera ?
e de chi la iera ?

La Cerbottana
Nel cortile della casa di Gretta i giochi con gli altri ragazzi seguivano
le stagioni , ed arrivava il periodo in cui andava molto la cerbottana.
Io non lavevo e, non era semplice come oggi che si pu utilizzare un
manico di scopa o una canalina da impianto elettrico di plastica, ho
dovuto arrangiarmi..
In gabinetto mio pap aveva fatto un soppalco su cui si
mettevano le cose che al momento non erano usate, e proprio
la sopra cera, da parecchio tempo, un vecchio lampadario con un
lungo tubo per lattacco al soffitto.
In casa non cera nessuno e ho approfittato per tirarlo gi, smontarlo,
segarlo e farmi una bellissima cerbottana.
Non vi dico quello che ho dovuto subire al rientro a casa dei miei genitori.
Credo che dopo quella modifica il lampadario fosse inutilizzabile.

Seconda Media

Franco

alle medie sono sempre stato promosso con esami a ottobre

TV e Frigo
Eravamo sul finire degli anni 50 .
Nel Palazzo delle Ferrovie di piazza Vittorio Veneto con
pap cera uno che come extra vendeva elettrodomestici.
Il tipo anche riciclava prodotti usati ed ha venduto a
pap un televisore usato (canale unico, come nuovo).
Ormai eravamo in piena era dei consumi e cos avevamo
anche la televisione ( stata utilizzata per anni).
Poco dopo qualche amico o collega ha proposto a pap di
comperare il frigo che lui andava a sostituire.
Preso anche questo; anche questo
durato per quasi 50 anni .

Signora mia, no i fa pi
la roba come una volta

Terza Media

Franco
Giovanni
Franzil

1959 Scuola Media Statale di via Guido Corsi

Buffet
in
Ponterosso; il
mio
primo
lavoretto
estivo a forse
mille lire a
settimana.

Mi ricordo quellanno per lepisodio di Kindu in Congo dove 11


tra piloti ed avieri dellaeronautica militare italiana in missione
per lONU , furono uccisi , macellati e venduti come carne

nonna, mamma e Chiara


Gretta - 1960

Telefono

Negli anni 60 i telefoni in regione erano gestiti dalla Telve


che aveva la direzione in Piazza Oberdan prima del Dante.
Per incentivare linstallazione dei telefoni facevano super
offerte; quella a cui buona parte della gente era abbonata era il
servizio Duplex ; due utenti sulla medesima linea .
Se telefonava uno dei due, laltro non poteva farlo; in Gretta,
eravamo in duplex con la famiglia Semeraro nella casa vicino,
talvolta per urgenze era necessario spostarsi da una casa
allaltra per far interrompere una telefonata che si protraeva.
Ha messo il telefono anche nonna Catina per
sapere come stava e se cerano emergenze .
Quella volta i cavi telefonici erano di piombo,
noi recuperavamo gli avanzi e li scioglievamo
sul gas per giocare.

1960
Chiara a 1 anno

Agosto 1960
Fam. Scarazzato
con zia Stefania al
Faro della Vittoria

Agosto 1960

Franco e pap
a Miramare

1965

Luciano
Scarazzato

Franco , Luciano e Elvis


prima de John Travolta

1961 Primavera
In visita a zia
Lucia a Milano

Nellestate del 1961 ho lavorato in una panetteria in Gretta.


Ho dovuto fare il libretto di lavoro come Apprendista Panettiere.
Oggi 2013, nelle liste elettorali, risulto ancora Apprendista Panettiere.

S.Brizio
1961

Visita parenti, di solito io e pap.


Andavamo in treno fino a Verona, la
moto veniva con noi nel vagone bagagli.
A Verona scendevamo, ci veniva
scaricata la moto (Guzzi -Zigolo 98cc)
e in moto arrivavamo a Roverbella.
Stavamo dalla zia di mio pap (Ersilia)
e suo marito (Luis)

Roverbella
1961

Roverbella
Di solito con pap stavamo un paio di settimane a casa di una delle
sorella di mio nonno e suo marito, Ersilia e Luis, coccoli 70enni.
La casetta era alla periferia di Roverbella , senza acqua corrente, in
cucina cera una leva per pompare lacqua dalla falda.
Il gabinetto era una piccola costruzione esterna con un buco in terra , ci
si puliva con carta di giornale, una volta allanno zio Luis utilizzava il
contenuto per concimare vigne, verdure e fiori.
Avevano diverse vigne e un paio di volte ho vendemmiato, il mosto nel
tino era tutto un gorgogliare. Dopo qualche giorno si travasava e si
puliva il tino, una volta ho voluto farlo io e mi sono ubriacato solo
respirando, hanno dovuto tirarmi fuori. Oltre alla loro camera avevano
una stanza per gli ospiti con un letto matrimoniale e un divano che
diventava letto ruotando di 180 gradi la seduta.
A Roverbella ho imparato ad andare in moto, per strade come
nei film di Don Camillo.

Roverbella Agosto 1961

zia de pap

San Brizio
San Brizio dista 5 Km da Roverbella e vi abitava la sorella pi vecchia
di mio nonno Luigia , da tutti chiamata Bigia.
Stava assieme ai figli Odone(scapolo) e Dolfo sposato con la Mora (per
me sempre e solo stata la Mora).
Erano mezzadri, ho anche dormito da loro, avevano la stalla con una
quindicina di vacche e tanti campi da curare.
Ho partecipato da spettatore, a semine, arature e raccolti; mi piaceva
alla fine della raccolta del granturco o del fieno farmi portare sopra il
carro con tutti i profumi (non avevo ancora allergie).
Si alzavano alle 4 al mattino per la prima mungitura, la stalla mi
affascinava con tutti gli odori, i rumori , le attrezzature , le
ragnatele e labbeverata delle bestie.
A San Brizio prima degli anni 60 ho imparato ad andare in bici anche se
con tante planate su distese di ortiche, ero coperto di bolle e prurito.
Anche a San Brizio il gabinetto era del larchitetto di Roverbella

Z
I
O

N
I
P
O
T
E

Con sto leon, ad oggi 2013 , go


almeno 50 foto, a partir dai 3 anni

giringiro

Ero con mio pap a


Roverbella e siamo
andati in piscina a
Mantova per fare
qualche tuffo.
Il trampolino non
era antisdrucciolo,
sono scivolato e
caduto sul cemento
sottostante .
Ho sbattuto testa e bacino e sono rimasto 2 settimane in ospedale in
osservazione. 40 anni dopo ho scoperto che mi ero fratturato il bacino e
che da l erano iniziati i miei problemi , risolti nel 2003 e 2004 a
Monfalcone con due protesi danca. Protesi che ogni volta che devo
imbarcarmi su qualche aereo mi fanno perquisire e palpeggiare come un
terrorista.

Proverbi Triestini
No xe un mal che no sia un ben
Lanno della caduta dal trampolino ero in IIa Superiore (ripetente), ed
avevo 3 esami a ottobre (esami difficili con professori duri ), eravamo a
Roverbella lontani dalle compagnie per studiare meglio.
Non che mi applicassi tanto e non avevo troppa voglia.
Dopo lospedale, tornati a casa , avevo studiacchiato ancora un poco, ma
non mi sentivo preparato (anzi me la facevo sotto).
In ottobre ero quasi guarito dai postumi della caduta, per prima di iniziare
gli esami mi sono fatto fasciare testa e braccio e sono andato a scuola
zoppicando come gli eroi dei cinema, raccontando la triste storia.
I prof hanno avuto compassione, non hanno infierito e sono stato promosso.
Se fossi stato bocciato avrei dovuto cominciare a lavorare, mio pap
aveva gi contattato un conoscente per farmi assumere da apprendista.

Radio a Transistor
Per la mia promozione pap mi ha fatto in regalo una
bella radiolina a transistor, marca Hitachi; era bella,
piccola e mi stava nel taschino della camicia
Non la uso pi, perch la tecnologia lha resa sorpassata, ma
funziona ancora e per anni mi ha fatto compagnia, anche
in giro per il mondo.
Per ovviare ad un eventuale mancanza di batterie mi ero
costruito un alimentatore da connettere alla rete elettrica.

Qualchedun dei muli dela compagnia de Gretta


allincrocio tra via Baseggio e via Aquileia

La compagnia
Eravamo una grande compagnia, il primo gruppo con amici di Gretta.
Diversi avevano Vespe o Lambrette e la domenica si andava in gita, Tolmezzo
e Tarvisio erano le pi frequenti; non cera lautostrada, si arrivava a Tarvisio
in 4 ore, attraversando Udine e paesi vari, con sorpassi impossibili a camion
fumosi, nelle strettoie della Val Canale e la nostra relativa velocit .
Scesi in citt, per la frequentazione scolastica, ci trovavamo in piazza
Oberdan, allangolo del bar Tivoli; con il gruppo che aumentava ci siamo
spostati in viale XX Settembre allaltezza di Voltolina e del bar Rio.
Si stazionava nei paraggi, si facevano vasche o si frequentava la Dreher dove
cera un complessino (Uccio e soci) con il repertorio di canzoni triestine cantate
tutti in coro, davanti a un piatto Dreher e uno stifel di birra .

Birreria Dreher

nel sotterraneo della fabbrica

Un estate ho
lavorato nel
negozio di
alimentari del
campeggio di
Sistiana

Eravamo abbastanza in ristrettezze economiche, soprattutto


per gli extra, cos occasionalmente facevo qualche
lavoretto, sopratutto in estate.
A parte quelli gi descritti ecco altre mie attivit :
- recapito fiori (sotto le feste natalizie)
- apprendista fabbro (di fronte a Tlustos a Barcola)
- trasporto bibite Tergeste (distributore S.Benedetto)
- segreteria sede D.C. di San Giovanni (da zio Nando)
Mentre sto scrivendo di questi mi venuto a mente un altro singolo
lavoro disastroso svolto; il trasporto di un piccolo armadio da Gretta
a Roiano su un carretto a mano, con larmadio che in discesa ci
scivolato dal carro e si sfondato . Era di una vecchietta che stava
dietro la chiesa, ha fatto finta di niente e ci ha dato anche la mancia.

1915 1965 50 Matrimonio Scarazzato - Pavesi

a Muggia Vecchia

Dispensato dalla ferma


di leva perch Nipote
primogenito
di
ava
vedova(mia nona Catina,
che la xe morta qualche mese
dopo aver firma le carte).
Cussi go recuper i due anni
che son sta bocci al Volta.

1965

Via Combi 17
Soggiorno
Lingresso era in
Camera 1
via Combi, ma la
vista era su via
Colautti e sul
cortile interno; su
cui si affacciavano
bagno, camera mia
e Luciano e la
camera di Chiara.
Il cortile era in
parte occupato da
un garage.
Ad un certo punto il garage scomparso e al suo posto stato fatto un
supermercato, inizialmente di propriet di Dipiazza (sindaco di Trieste)
In via Combi ho abitato poco, nel 1967 ho iniziato a lavorare a Milano, a
met del 1971 sono rientrato e in Ottobre 1972 mi sono sposato.

P A P A

FIAT 600
Sar stato il 1966 e il rag. Bobolini, capoufficio di pap,
cambiava lauto; cos propose a pap lacquisto del suo usato.
Bobolini era una persona meticolosa, il prezzo era onesto e
pap la prese.

FIAT 600
Raccontata cos sembra un film di Fantozzi, in realt era una
buona auto che ha fatto un onorevole servizio per anni.
Alle volte la guidavo di nascosto, pap non sapeva che
conoscevo lantifurto e lo disinserivo per metterla in moto.
Quella volta in via Combi e in via Colautti trovavi posteggio.

quando fazevo el speleologo

Alleluja
Nonostante tanti anni
di poco studio e scarsa
applicazione, anche se
non mi ancora chiaro
come, sono riuscito ad
ottenere il diploma di
Perito Industriale .

Bernareggio (gennaio-marzo 1967)

Mio zio Mario Massi marito di mia zia Lucia, pap di Fulvio e Silvio , era
direttore alle Cooperative Operaie di Trieste; lui che ha allestito ed aperto
il primo Supercoop in citt allangolo tra Viale XX Settembre e Via Piet.
Per questo fu assunto a Milano dalla Esselunga con uno stipendio
stratosferico e tutta la famiglia , nel 1956 , si trasfer.
Una decina danni pi tardi, abbandonata la Esselunga, aveva aperto un
proprio Super a Bernareggio, i n Brianza.
Appena dopo linaugurazione (alla fine del 1966) un esaurimento nervoso
lo aveva mandato allospedale con una prognosi di diversi mesi..
Lucia a questo punto aveva bisogno di aiuto, Fulvio e Silvio erano ancora
ragazzini, mi fu chiesto di andare a Bernareggio.
Sono andato e sono rimasto ad aiutare da gennaio a marzo del 1967.
Sono stati mesi di freddo e nebbia persistente a cui non ero abituato.
Come ringraziamento Lucia mi ha pagato lautoscuola per farmi la
patente che ho ottenuto a Monza ai primi di aprile del 1967.

Per 2 o 3 anni con Erwin


abbiamo organizzato gite.
Di solito noleggiavamo un
pullman della RIBI di
Gorizia, facendo finta di
essere una societ e la
RIBI faceva finta di
crederci tanto le interessava
solo il pagamento del
noleggio. A detta di tutti
le nostre gita avevano un
alto gradimento e sempre il
tutto esaurito , strapuntini compresi e anche pi .
Le mete erano quelle classiche dei triestini anni 60 : Tarvisio, Moso,
Sappada, Dobbiaco, Misurina, Monte Croce, Villach, Velden , Kanzel

Una delle ragioni del


successo delle nostre
gite, oltre all allegria
della compagnia, era il
pullam, un Lancia
Esatau, da 54 posti
pi 12 strapuntini.
Vi si accedeva da una
porta posteriore ed una
centrale che aveva un
grande spazio libero.
In questo spazio si sistemava un complesso formato da batteria,
fisarmonica e chitarre. Si cominciava a suonare, cantare, bere e mangiare
alla partenza da piazza Oberdan e si continuava ad oltranza..
Qualcuno al cavalcavia di Barcola era gi in coma.

Mauro talian una gita se ga


indormenz e el ga insegu el
pulman in taxi , el ne ga
ciap a Udine, la del antenna

una nostra gita


a Misurina
sul vecchio pontile
del noleggio barche

Mauro

Ardea

Tony
Franco

Rifugio Premuda
Maggio 1967

Maggio
1967

Chiara
Prima Comunione

Strighezzi
Non ci ho mai creduto ................................................................. finch !!
Nellestate del 1967 facevo segreteria in una sezione della DC di via
Giulia allangolo di P.zza Volontari Giuliani e zio Nando che era il
Segretario ha organizzato una festicciola con tanto di Mago.
La sezione aveva una saletta dove si tenevano le riunioni, eravamo circa
un centinaio di persone con Mariangela, Michela, Luciano ed io.
Il Mago oltre che mago faceva anche la lettura del pensiero e percepiva
i pensieri della gente; io non ci credevo e ho deciso di smascherarlo.
Era anche bendato per non farsi influenzare dagli sguardi .
Dopo altri ho partecipato alla prova anchio, si poteva pensare qualsiasi
cosa; mi sono messo a pensare quello che volevo facesse e tra la sorpresa
dei presenti e mia ha accostato un tavolino al muro, vi salito ed ha
staccato dal chiodo del muro il crocefisso che vi era appeso.
Non ci ho mai creduto . ma da quella volta un po di meno !!

Nel periodo che ho passato a


Bernareggio da Lucia ho fatto
diversi colloqui di lavoro con
varie ditte, tra cui IBM e
Siemens Telecomunicazioni.
Nel ottobre del 1967 ho
cominciato a lavorare in Siemens
Laboratorio Ponti Radio, in
Piazzale Zavattari a Milano.
Ero di unignoranza vergognosa.
Il mio primo stipendio stato di
79.000 lire mensili.

MILANO - SIEMENS
Ho abitato a Milano dal 10/1967 al 05/1971, in via Cremosano 4,
IX piano in zona S.Siro, ero in affitto dalla sig.ra Pincherle una vecchia
fiumana che dopo la guerra se nera andata dalla Yugo.
Erano due palazzi di nove piani costruiti per esuli e profughi, distanti
dalla Siemens circa 500 metri; era quasi come essere da noi, i vecchi avevano
la nostra cadenza, i giovani si erano eruditi e parlavano in italiano.
Nel palazzo vicino stava mio zio Piergiorgio (per una decina danni
macchinista delle FS a Milano ) e famiglia; la moglie di Piergiorgio, Fausta
Dionis aveva la mamma portinaia del palazzo.
Agli inizi del 1970 il Laboratorio Ponti Radio fu spostato a Castelletto, ad
una decina di km verso Novara, eravamo portati al lavoro dai bus della ditta;
in estate andavo a lavorare in moto (Zigolo-Guzzi 110 cc.), regalatomi da
mio zio Nando; un estate, non ricordo se era il69 o il 70 ho avuto un
incidente e sono caduto, niente di grave n per me n per la moto, solo
abrasioni sul braccio sinistro utilizzato per riparare la testa (non cera il
casco).
Abrasioni che ho ancora a perenne ricordo.

marzo 1968

Sergio Zavoli, "La notte della Repubblica"

Nella primavera del 1970 appaiono dei volantini firmati Brigate rosse. Vi
disegnata una asimmetrica stella a cinque punte. E' nato un progetto di
guerra civile, l'opinione pubblica non se ne accorge, lo Stato lo sottovaluta.
Non ci si allarma neppure nell'ultima settimana di agosto quando, all'interno
dello stabilimento Siemens di piazza Zavattari, viene rinvenuto un pacco di
ciclostilati. Il testo contiene pesanti insulti a "dirigenti bastardi" e a "capi
reparto aguzzini" da mettere fuori gioco. Ma quella sigla, Br, pressoch
sconosciuta alla direzione di fabbrica e niente ne sa la questura di Milano.
17/09/1970, a Brescia in una tranquilla strada del quartiere Citt Studi,
due bidoni di benzina esplodono contro il box di Giuseppe Leoni, direttore
centrale del personale della Siemens. Sulla porta la scritta: Brigate Rosse.
NdR : Nel 1968 cera stato lautunno caldo per i rinnovi dei contratti.
Poi iniziato, Renato Curcio lavorava il piano sopra il mio e nei
bagni trovavi sempre volantini della Brigate Rosse.

Nel giugno del 1971, segnalato dal gen. Oliva amico di Rudi, sono stato
assunto dalla Meteor, Costruzioni Aeronautiche ed Elettroniche, di Ronchi.
In quegli anni sembrava un azzardo, le aziende pi quotate erano :
- Raffineria Aquila;
- Ferriera di Servola;
- Italcementi;
- Telettra
e passare da una Siemens ad una piccola ditta era un rischio.
Estata una fortuna; mi ha dato sicurezza, mi ha fatto conoscere gente
interessante (anche tanti cretini), girare il mondo e costruirmi un futuro.
In Meteor lavorare era divertente, impegnativo ma divertente, fino
allarrivo di Finmeccanica quando hanno cominciato a ruotare gli A.D.; ed
arrivavano ex generali dellaereonautica da ricompensare o dirigenti delle
varie partecipate da punire o riciclare , che facevano i padreterni con noi
villici.

Allergia

Lavorando a Ronchi ho scoperto di soffrire di allergia.


Inizialmente non capivo occhi arrossati, starnuti e pruriti.
Tornavo a casa dal lavoro la sera e dovevo mettermi 2 pezzuole
umide sugli occhi per alleviare il prurito e ridurre il rossore.
Una visita e un provino delle allergie dal dott. Rigo in via
Coroneo rilev che ero allergico principalmente alle graminacee.
La stranezza era che anche Castelletto era in aperta campagna,
evidentemente le graminacee lombarde erano diverse dalla nostre.
Ho fatto la cura desensibilizzante, che consisteva in piccole
iniezioni sottocutanee sullavambraccio; durante la stagione dei
pollini (maggio e dintorni) una a settimana, negli altri periodi
una al mese.
Ho continuato fino al 1980, la cura ha quasi
eliminato lallergia anche se nei mesi cruciali ho ancora qualche
sintomo; niente in confronto a prima.

Allergia

Ogni tanto mi succedeva di avere delle dolorose eruzioni cutanee


allinterno della bocca e non me ne spiegavo il motivo.
Pensa che ti ripensa sono riuscito ad abbinarle ai raffreddori
di cui talvolta soffrivo; andando pi a fondo con il mio dottore
ed una visita a Cattinara risultato che il problema non
era il raffreddore ma la cura .
Ai primi sintomi assumevo un paio di Zerinol e quello era il
problema !!
Il termine tecnico che soffro della Sindrome di Steevens
Johnson (che vuol dire che sono allergico ) da Paracetamolo.
Lo Zerinol contiene Paracetamolo.

Aprile 1972

P64 - Partenavia
El mio primo volo co sto aroplan dallaeroporto de Gorizia

L
U
G
L
I
O
1
9
7
2

Franco e Chiara
testimoni oculari
Attentato di
Settembre Nero ai
serbatoi delloleodotto
Trieste - Ingolstad

1944 1974 30 Matrimonio Scarazzato - Manfreda

pap
1990

mama
1990

pap
1998

1996

pap

Ieralla
2006

mama

mama