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I

Oggi VIDEOINTERVISTA
Rosa Mogliasso, Laura Curino:
IL COMODINO LA MEMORIA
Il secondo sesso
tuttoLIBRI un amore
in «giallo»
cosa leggo
dopo il teatro
di Simone
de Beauvoir
iPad Edition Con le recensioni e le classifiche dei bestseller

NUMERO
ANNO XXXV
1755
SABATO 5 MARZO 2011 tuttoLIBRI Aspettando l’8 marzo Un singolare percorso a lume di naso,
in cerca di odori femminili, tra sangue e fiori, natura e scienza,
poesia e filosofia: l’olfatto come fonte di simboli e custode di memorie
MASTROCOLA
ELENA impregnato la nostra storia,
Il liceo LOEWENTHAL

Profumo di donna. Te-


l’arte, la poesia, il pensiero. Del
resto, il naso è un formidabile
sia d’élite nue, quasi impalpabile come custode della memoria. Quali
quello delle mimose che ne cele- tuffi nel passato ci procura il va-
La scuola tra brano la festa, l'otto di marzo - pore di una cibaria, un effluvio
diagnosi e terapie ma che quest'anno, complice floreale, l’odore impalpabile di
una fioritura precoce, da oltre un luogo cui torniamo dopo tan-
RAFFAELI P. II
un mese disseminano di colore to tempo: in fondo, non siamo al-
le terre di riviera. E forte, invasi- tro che la versione evoluta di un
vo, pregnante, inquietante: so- animale da fiuto.
no tanti, infatti, i profumi di don- Così, la donna si è declinata
na. Velati e prepotenti, domi- in un’inesauribile gamma di per-
nanti ad ore alterne. Del resto, cezioni olfattive. Prima di tutto
nessun'altra creatura è da sem- quella, dolciastra, repellente e
pre come lei: materia e idea. irresistibile al tempo stesso, del
Santa e dannata - anzi «dannan- sangue, che è lo scrigno della vi-
te». Amata e respinta, disprez- ta. La donna sa di sangue. Que-
zata e posta sopra un altare sto è il suo mistero primo. Quasi
ZARRI (magari per essere sacrificata per esorcizzare il timore che
in nome di un'infinità di cose...). questo «sapere» (nel senso am-
I graffi La donna è metà del cielo,
più di metà dell’umanità. E’ ma-
pio della parola) esercita, la don-
na è diventata fiore. Tanti fiori
dell’eremita teria di vita e di utopia, vittima diversi: la mimosa gentile, in
di soprusi (praticamente per an- questi giorni. La rosa simbolo di
La solitudine tonomasia) e sublime fonte di purezza ma anche figurazione
di una teologa ispirazione. Oltre che di aspira- della femminile cavità. Così co-
zione, nel senso olfattivo del ter- me l’orchidea, che ne è un dise-
BIANCHI P.II
mine: perché la donna è anche gno quasi perfetto.
presenza odorosa, inesauribile «All’alba dell’età delle scien-
gamma di percezioni che passa- ze… l’anatomia della donna era
no attraverso il naso. pur sempre figurata in forme

Un saggio incrocia Dal Cantico dei cantici,


eros e botanica: giardino d’amore,
le mimose gentili, alla Pioggia nel pineto
le rose della purezza, di D’Annunzio,
MASCHI E FEMMINE l’orchidea carnale allegoria dei sensi
Tra violenza Ebbene sì, che la cosa piac-
cia o no. La «cosa», cioè la natu-
vegetali. Giardini di prosperosi
polloni, getti esuberanti e tume-
e amore ra «fiutabile» della donna, viene scenze fronzute, i tomi d’ostetri-
diffusamente raccontata in un cia, oltre a quelli di erboristica -
Mariti e mogli, libro che è anche una grande mi- l’Hortus Sanitatis (1485), per
madri e figli niera di materiali, testimonian- esempio - mostravano invaria-
ze e citazioni: La donna di fiori. bilmente corpi di alberi-don-
TOGNOTTI - BRAVO P.VI-VII
Eros, botanica, alchimia scritto na». E non solo quei tomi, certo
da Giuseppe Testa per Sellerio che no. Da sempre la donna è
(pp. 171, € 16). rappresentata, figurata e acco-
Si legge come una specie di stata alle percezioni olfattive e
avventura a volte persino sca- visive della natura.
brosa, malgrado la prosa qua e Pensiamo ad esempio al Can-
là incerta e avvitata, malgrado tico dei Cantici, poema d’amore
qualche imprecisione (inevitabi- entrato nel canone dei testi sa-
le del resto, data la mole del ma- cri per un soffio (anche se un
teriale). Certamente, è un itine- maestro del Talmud ci dice il
rario originale e per nulla con- «L’abito persiano», ill. di Georges Lapape da «Modes et manières d’aujourd’hui», 1912 (servizio a pag. VIII) contrario, e cioè che è su questo
DIARIO DI LETTURA venzionale nella poesia, nella fi- libro che si regge il mondo, oltre

Profumo
losofia e in una vasta serie di al- co e grande amico di un altro alla Bibbia tutta). Il Cantico è
I classici tre discipline più o meno scienti-
fiche, alla ricerca di un Graal po-
medico, Sigmund Freud. Se-
condo il dottor Fiess, l’uomo
una vertigine di profumi e sen-
sazioni fisiche, dove la donna e
di Tallone co santo ma molto interessante: nel senso di maschio ha un ciclo l’amore sono un tutt’uno di pro-
se ne ricava un’immagine, anzi di ventitré giorni, che è «terra- fumi e visioni. Di qui, passando
Editore-tipografo un universo del femminile, inso- gno» - mentre quello femminile per i miti greci, la grande lette-

di donna,
da Dante a Neruda lito e ricco di spunti per tutti. risponde alla Luna - e si manife- ratura, l’alchimia e persino una
Si comincia da un assunto sta (talvolta) fisicamente con buona porzione di agiografia, si
TESIO P. XI
biologico (quasi) incontroverti- l’epistassi nasale. In sostanza, arriva addirittura alla Pioggia
bile. Come tutti sappiamo, la mentre le donne mestruano, gli nel Pineto di Gabriele d’Annun-
donna ha un ciclo: non è una sua uomini annusano. «Fliess ave- zio: tutta un’allegoria di corpo
esclusiva, perché segna il tem- va notato un fenomeno comu- femminile, altro che scenario di

profumo
TUTTOLIBRI po della vita e di questo nostro ne: agli uomini sessualmente natura vegetale!
piccolo mondo che ruota intor- eccitati, e alle donne vicine alle La messe dei profumi di don-
A cura di: no a una stella e ha un satellite mestruazioni, succede di pre- na e di tutto ciò che della donna
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
che le ruota intorno. Ventotto sentare le narici, o le mucose dicono, svelano e occultano, è in-
giorni dura questo ciclo che se- nasali, rigonfie». somma inesauribile almeno
tuttolibri@lastampa.it gna la fertilità e l’umore femmi- E qui comincia una lunga quanto le strabilianti possibilità

di storie
www.lastampa.it/tuttolibri/
nile, così come le fasi lunari. storia. Che forse ci forma più di che la natura è capace di sfode-
Pochi sanno, però, che a quanto non immaginavamo pri- rare sotto i nostri occhi. Per
LA STAMPA quanto pare di metabolismo ne ma di leggere questo libro e rea- questo, sia l’una sia l’altra non
esiste anche uno maschile: l’ha lizzare, testi alla mano, quanto smettono di stupire, né di farsi
scoperto Wilhelm Fliess, medi- l’olfatto e il suo oggetto abbiano raccontare.
II Testimonianze
JOUMANA HADDAD, «ARABA ARRABBIATA» AGOTA KRISTOF, UNA VITA IN DVD YASMINE GHATA, ALLA RICERCA DEL PADRE
Ho ucciso Shahrazad Nel Continente K. La bambina che non parlava
= Scrittrice e poetessa libanese, giornalista che ha = Nata nel 1935 in Ungheria, rifugiatasi in Svizzera nel = Alla scoperta del padre, fino a identificarvisi.
fondato Jadad, «rivista sul corpo» contro i tabù, Joumana 1956, Agota Kristof è l’ autrice di Trilogia della città di K. Yasmine Ghata, figlia della poetessa libanese Vénus
Haddad racconta l’altra metà del cielo nel mondo arabo. (Einaudi, 1998). Ora torna in quella città dell’infanzia, Köszeg, Khouri, rivelatasi con La notte dei calligrafi (Feltrinelli,
Lontano da ogni idillio, se il sottotitolo di Ho ucciso con un viaggio cinematografico. Da Casagrande esce il 2005), si racconta in La bambina che imparò a non
Shahrazad (Oscar Mondadori, pp. 143, € 10, trad. di booklet/dvd Continente K. Agota Kristof scrittrice parlare (Del Vecchio ed., pp. 79, € 13, trad. di Angelo
Oriana Capezio) suona «Confessioni di una donna araba d’Europa (€ 22, intr. di Marie-Thérèse Lathion). Un film di Molica Franco). Madre e figlia. La madre che esorcizza la
arrabbiata». Oltre la fiaba, là dove lei possiede «le sue Eric Bergkraut, con un’intervista alla scrittrice di Erica Durante, scomparsa del marito scrivendo. La figlia che in breve
storie che non sono negoziabili, la sua libertà e la sua vita». in cui si ripercorre la sua opera narrativa, e una poesia inedita, vede svanire il ricordo del padre, sin quando, un giorno,
Suggella il libro una lirica-tentativo di autobiografia che Vivere: «Nascere/ Piangere poppare bere mangiare dormire ne trova la pipa, il tabacco, le lettere. Comincia così ad
rinvia alla raccolta Il ritorno di Lilith (L’Asino d’Oro ed., pp. aver paura/ Amare.../ Amare/ Separarsi soffrire viaggiare affrancarsi dalla madre, prende coscienza del suo
Joumana Haddad 103, € 20, trad. di Oriana Capezio, ill. di Amine El Bacha). dimenticare raggrinzarsi svuotarsi stancarsi/ Morire». essere, trova nell’immaginazione il suo «ossigeno».

MASSIMO Paola
RAFFAELI
Mastrocola ha Adriana Zarri L’autobiografia spirituale della teologa
Disse un grande fi- esordito con
losofo che, presto, avremmo ap- «La gallina di recente scomparsa, voce acuta e chiara nella Chiesa
preso tutti nella distrazione. volante».
Walter Benjamin non poteva im- La scuola è

Eremita scomoda,
maginare come l'utopia di un da sempre
pensiero vertiginosamente di- al centro della
vergente si sarebbe tradotta, al sua opera
tempo di Internet, nella scuola narrativa
di un paese, l'Italia, che conti- e saggistica.
nua ad accusare vistosi ritardi Il nuovo libro
di alfabetizzazione. Al riguardo,
il libro di Paola Mastrocola, To-
gliamo il disturbo, è prima un re-
portage che l'atto di accusa di
una insegnante di lettere che
scopra marginale il suo ruolo,
«Togliamo
il disturbo»
riprende e
aggiorna le tesi
già svolte in
«La scuola
tenera e graffiante
inessenziale la propria funzione spiegata ENZO
BIANCHI
e persino equivoca la presenza al mio cane».
allo interno di un sistema (e di L’uscita, a poche
un senso comune inveterato) il settimane della morte di
quale la vorrebbe relegata al ma- Adriana Zarri, del suo Un ere-
ternage di adolescenti quasi sem- Mastrocola «Togliamo il disturbo», mo non è un guscio di lumaca è
pre precoci ma talora viziati e in l’occasione per fare memo-
ogni caso disabituati o refrattari un réportage appassionato ed amaro ria di questa cristiana scomo-
allo studio inteso come impegno da, che ha saputo fare della
quotidiano sui libri, cimento con propria esistenza una voce
il pensiero astratto, consuetudi-
ne con l'espressione scritta e
orale che tale pensiero sappia
debitamente organizzare.
Scritto con passione, a mu-
Urge tornare acuta e chiara nella chiesa
degli ultimi sessant’anni.
Avendo avuto con lei mol-
ti scambi, soprattutto negli
Anni Settanta e i primi Anni
scoli tesi, Togliamo il disturbo
(un titolo paradossale che allu-
de a un sentimento di raggiunta
estraneità) si divide in tre sezio-
al mio Ottanta del secolo scorso, de-

«Un eremo non è


un guscio di lumaca»:
liceo d’élite
ni: la prima è uno sguardo sul
presente, la seconda una perso- tra battaglie
nale cronistoria dell’istituzione
scolastica dal ‘68 a oggi, la terza di avanguardia
e uscite inopportune
L’insegnante lancia Gentile) ma non impedire che dal-
le sue macerie rinascesse, svuota- sidero testimoniare innanzi-
un j’accuse contro to e deprivato di rigore intellettua- tutto la sua qualità di donna
la scuola del fare le, il non-luogo postmoderno che cristiana che ha saputo vive-
va adesso sotto il nome di «scuola re la povertà evangelica in
controfirmata del fare» (e qui leggi, per le quote una vita sobria, senza lusso
Berlinguer-Gelmini rispettive, Berlinguer e Gelmini): né accumulo di beni. Per so-
perciò la «modesta proposta» di stenersi si è sempre affidata
una swiftiana «modesta propo- Mastrocola, alla faccia del permis- al suo lavoro - che non le con-
sta per prevenire». sivismo e dell’italico «familismo sentiva certo agiatezze - e al-
L’osservatorio è la scuola in amorale», è il ritorno a una netta l’amicizia di chi l’aiutava nel-
cui insegna la scrittrice, un liceo distinzione fra un liceo d'élite, do- la gratuità a tenere bella e ac-
scientifico alle porte di Torino p Paola Mastrocola ve si studia per studiare sul serio, cogliente la sua casa.
dove gli studenti sono così uni- p TOGLIAMO IL DISTURBO e istituti di rango inferiore dove ci La sua esistenza è stata
formi da sembrare omologati, fi- p Guanda si addestra a lavorare con le mani. quella di una «eremita» an-
gli di una borghesia diffusa, non p pp. 271, € 17 Se per certi versi può essere cor prima di raggiungere
necessariamente medio-alta, accettabile la diagnosi, è discutibi- una dimora solitaria: la sua
che continua a vagheggiare nel incapacità di vivere in una
diploma liceale una griffe o un Giusto invocare rigore comunità le veniva da un ca-
compimento del percorso edu- L’EPICA DEI PROF rattere di grande autono-
cativo e tuttavia non è disposta Ritorna da Laterza, in un nuova e serietà dello studio, mia, di spiccata singolarità Adriana Zarri con uno dei suoi amati gatti
a tollerare, forse neanche a im- edizione, l’opera che apparve la ma la terapia proposta
maginare, che lo studio compor- prima volta per la (benemerita
ti non solo impegno ma scelte defunta) La Nuova Italia nel 1959, rischia di risultare
Il professore nella scuola
parziale, inadeguata
I
precise, rinunce, una necessaria l nostro premier sabato 25
italiana dall’Ottocento a oggi
quota di ascetismo.
Viceversa, lì gli studenti van- di Antonio Santoni Rugiu e
le la terapia che, peraltro, si ac-
febbraio ha detto che la
scuola pubblica diseduca.
PAROLE IN CORSO
Saverio Santamaita, che ha GIAN LUIGI BECCARIA
no a scuola per passare il tem- curato il periodo dagli Settanta ai
compagna a un'insistita depreca- Non per follia, ma perché desi-
po, socializzare ed acclimatarsi giorni nostri: formazione, ruolo tio temporum. Non si tratta tanto derava incassare una partico-
dentro un universo la cui massi- di imputare alla scrittrice il rifiuto lare benedizione di quella par-
ma posta non è la poesia del Tas-
so ma il suv di papà, la vacanza
con mammà o la felpa fiamman-
educativo e didattico
dell’insegnante nella scuola
secondaria (media e superiori),
nel contesto socio culturale e
della società di massa arruolando-
la fra i cantori del buon tempo an-
tico, quanto il fatto che il suo liceo
te di Chiesa che non lo osteg-
gia. Ma soprattutto, da buon
pubblicitario, sa bene che le pa-
Ripetere,
te del compagno di banco. Co-
storo vanno a lezioni private, a
casa c'è chi gli fa i compiti men-
tre passano il tempo al cellulare
legislativo ( pp. 207, € 20).
Sul rapporto (improbabile)
scuola-nuove tecnologie
indagano Marina Boscaino e
rappresenta solo parzialmente la
realtà della scuola italiana. Nei li-
cei più periferici, negli istituti tec-
nici o nei professionali che la rifor-
role, a forza di dirle e ridirle,
prima o poi entrano nella zuc-
ca della gente. Forse che non è
entrato nel senso comune il
ripetere, ripetere
Marco Guastavigna in Digital
o a smanettare sul computer: di- ma Gelmini (qui leggi Tremonti e concetto che i magistrati che
stratti, ignari, sempre illesi, il
prof: ovvero quanto sia a parole
entusiasmante e di fatto il suo machete) ha di fatto annien- incriminano lui e i suoi amici Lo slogan sostituisce il pensiero, la rissa
moto beatamente ondoso del lo-
ro navigare si interrompe per
complicato introdurre la
multimedialità, usare computer e
tato, si è di solito «distratti» da al-
tri problemi. Del tipo: carenze
sono «magistrati politicizza-
ti», «toghe rosse»?
spegne il dialogo: il premier dà l’esempio
un attimo al quattro (cioè 4 sul internet per far lezione. (Sei strutturali di organico; classi così Nell'aureo libretto Sulla lin-
registro) comminatogli a propo- Frontiere, pp. 277, € 12). Sempre sovraffollate, ormai sui trenta gua del tempo presente (Ei- Ci stiamo ormai abituando a «comunista» per dir male dell'
sito del Tasso dalla prof. Mastro- per la Sei, Il primo giorno di alunni, che non solo la prof. Ma- naudi), Gustavo Zagrebelsky ci considerare la vita pubblica co- avversario è stupidaggine e nel-
cola ma riprende imperterrito scuola, a cura di Luciana Pasino e strocola ma persino il maestro ha opportunamente ricordato il me un grande spazio per pubbli- lo stesso tempo astuzia: pur sa-
dopo il rito vagamente espiato- Pompeo Vagliani (pp. 238, € 13). Perboni (libro Cuore, anno di gra- motto di Goebbels: «Ripetere citari e venditori di slogan. Il pendo che quel termine non ha
rio, nella sostanza ipocrita, dei L’esordio in cattedra, di zia scolastica 1881-‘82) troverebbe una cosa qualsiasi cento, mille, premier è gran maestro in que- più un fondamento reale, poiché
tesimonianza in testimonianza:
cosiddetti corsi di recupero. indecenti; estrema difficoltà, e di un milione di volte e diventerà sto campo: continua a ripetere il comunismo si è estinto da ol-
come lo rievocano De Amicis e
Qui la scrittrice fa notare Pascoli, Mussolini e Augusto
fatto impossibilità, nel sopperire verità». La ripetizione ossessi- che i magistrati sono «fanatici», tre una generazione, e che è pa-
amaramente come il messaggio Monti, Lucio Mastronardi e don ai deficit linguistici/culturali/eco- va da parte del nostro premier i giornalisti «comunisti», o co- rola vaga e generica, parola eti-
libertario di don Lorenzo Milani Milani, Pasolini e Sciascia, Alberto nomici di coloro che qualcuno da di parole come slogan non è ripe- munque dominati dai «poteri chetta che non vuole più dire nul-
e dei più celebri de-scolarizzato- Manzi e Mario Lodi, fino a Lodoli, vent'anni chiama «i meno fortuna- tizione senile, ma una chiarissi- forti» e dalle opposizioni, e via la, formula rituale priva di con-
ri abbia saputo demolire una Oggero e Mastrocola. ti» ma sono più semplicemente i ma tecnica pubblicitaria: la ri- seguitando con amenità del ge- tenuto, suona in ogni caso come
scuola vetusta (leggi Riforma poveracci e gli extracomunitari. petizione del prodotto. nere. La frequenza nell'usare parola negativa che risveglia
Tuttolibri
SABATO 4 MARZO 2011
LA STAMPA III

BRENDA WALKER, STORIA DI UNA GUARIGIONE ERIN BLAKEMORE E IL FASCINO DELLE EROINE MAUD LETHIELLEUX: VIVERE PER STRADA
I libri salvano la vita La biblioteca delle donne Da qui vedo la luna
= Guarire leggendo. Brenda Walker, scrittrice = «Chiamatemi pure vigliacca se volete, ma quando il = Maud Lethielleux, 38 anni, con «passaggi» in
australiana, racconta in Come i libri mi hanno salvato confine fra dovere e paranoia si assottiglia di solito mi Rajasthan, Israele, Transilvania, Australia, Nuova Zelanda
la vita (Cairo ed., pp. 219, € 16, trad. di Maria Eugenia) rannicchio con un vecchio libro in mano, come se la mia salute e Bosnia, esordisce in Francia nel 2009, diventando un
la sua guarigione. Ricoverata per un tumore al seno, in mentale dipendesse da quella lettura». Tempo di riletture, il caso letterario. La sua opera prima esce ora in Italia da
ansia, oltre che per sé, per il figlio non ancora del tutto richiamo dell’infanzia e dell’adolescenza, che si dispiega nella Frassinelli con il titolo Da qui vedo la luna (trad. di
cresciuto, Brenda domanda ausilio agli amici di sempre, maturità: ecco La biblioteca delle donne, Erin Blakemore, Luciana Cisbani, pp. 274, € 17,90). E’ la storia di Moon,
i libri. E così a poco a poco rinasce passando da Dante a californiana (Orme editori, pp. 190, € 16,60, trad. di di una vita tra i clochards: sedicenne, un passato difficile,
Tolstoj, da Dickens a Nabokov, da Remarque a Cotzee, Elisabetta Stefanini ). Ritratti di «eroine» da Orgoglio e sceglie di vivere on the road, accanto a un chiosco di fiori,
da Beckett a Karen Blixen e Cunningham. Prodigiosa la pregiudizio a Piccole donne, da Via col vento a Il buio oltre la in compagnia della cagnolina Comète. Un giorno
parola, una «zattera di salvataggio», sino a respirare (a siepe, da Il colore viola a Il giardino segreto. Fruttuose le comincia a scrivere una storia per l’avventuriero di cui si è
esultare) con Robinson Crusoe: «Sono qui e non lì». proposte, sciocchi i consigli in chiusura di ogni capitolo. innamorata. Diventerà un libro. Comincerà un’altra storia Maud Lethielleux

molte sue posizioni e la fran- PAOLA Luciana


DÉCINA LOMBARDI
chezza reciproca ci portò an- Castellina
che a scambi davvero vivaci...
Era soprattutto la diversa
Privilegiata più per
l’appartenenza a una fami-
è nata a Roma
nel 1929.
Controreplica
sensibilità ecclesiale a provo- glia triestina laica, anticon- Ha aderito al GUGLIELMI A BENEDETTI
care attriti: il nostro modo di formista, mezza ebraica e di Pci nel 1947, ne è
vivere nella chiesa e di critica- cultura mitteleuropea, che stata radiata
Cerco Von Braun
re le non evangelicità di cri- per abbondanza di risorse, nel 1969 con = In questa epoca, in questo
stiani e istituzioni avevano avrebbe potuto restare «stu- il gruppo de piccolo intervallo dentro al tempo
timbri e accenti a volte profon- pida... ancorata al ghetto di «il manifesto». smisurato del cosmo, noi stiamo
damente dissonanti. La consa- provenienza». La curiosità Nel 1984 rientrò vivendo un'esperienza che non ha
pevolezza della sua «anoma- per una realtà che stava rapi- nel partito, precedenti in tutta la storia
p Adriana Zarri lia» di essere donna e teologa damente cambiando l’ha in- in seguito passò dell'umanità. Per la prima volta la
p UN EREMO NON E’ la portava a esprimere istanze vece spinta a guardare più a Rifondazione. specie umana fa i conti con la
UN GUSCIO DI LUMACA a volte graffianti come i suoi lontano cercando le risposte È stata moglie possibilità di scomparire a breve
p con uno scritto amati gatti, altre volte tenere che avrebbero arricchito di di Alfredo termine, trascinando nella sua
di Rossana Rossanda
come un filo d’erba; la condu- senso la sua vita. Dopo la pit- Reichlin, agonia altre specie viventi.
p Einaudi, pp. XV-265, €19,50
p Adriana Zarri, nata nel 1919 a
ceva a battaglie di avanguar- tura, per Luciana Castellina ha avuto due Le strutture di pensiero che hanno
San Lazzaro di Savena, nel Bolo-
dia e a uscite inopportune. Ma è stata infatti la politica la figli, Lucrezia dominato la modernità,
gnese, scomparsa l’anno scorso, la sua vita e la sua persona, co- molla per La scoperta del e Pietro caratterizzate da una tendenza
viveva in una cascina-eremo del sì ricche di intelligenza e sensi- mondo come recita il titolo astrattiva, hanno disattivato quel
Canavese. Teologa conciliare, bilità cristiana autentica, meri- del suo bellissimo libro co- tipo di percezione dell’uomo.
tano un grande rispetto e un struito sul filo di un diario de- Un tempo lo scenario su cui si
ha partecipato a varie trasmis-
sioni televisive come Samarcan- ascolto libero da pregiudizi. gli anni 1943-1947. Il periodo Castellina «La scoperta del mondo» muovevano gli uomini non era così
da e ha scritto su giornali e rivi- Si è soliti celebrare le per- è cruciale e Castellina, pren- chiuso come quello su cui oggi, in
ste, dal Manifesto a Concilium.
Tra le sue opere, il romanzo Vi-
sone morte solo con elogi e dendo spunto dalle annota- di un’adolescente attraverso la politica questa tarda modernità
quando si condivide tutto quel- zioni di allora, lo ripercorre etnocentrica e disperata, siamo
ta e morte senza miracoli di Ce- lo che hanno fatto e detto; al- senza retorica o censure, e a abituati a rappresentarci.

La pariolina
lestino VI, uscito da Diabasis
nel 2008. Questo suo ultimo li-
trimenti si sceglie il silenzio. Io volte con humour. La grande maggioranza del pensiero
bro, che l’autrice ha ancora potu-
credo invece che la chiesa sia La quattordicenne che vi- critico novecentesco, dai
to leggere in bozze, raccoglie Er- una comunità plurale e che le ve gli eventi con smarrimen- francofortesi a Debord, ci ha abituati
ba della mia erba, edito nel 1981 vie per vivere il Vangelo al suo to e superficialità, provando a diagnosi senza speranza: essi
interno siano diverse: ciò che fastidio per l’invasione di vec- descrivevano forme di dominio

che ha scavato
dalla Cittadella, e altri nuovi «re-
soconti di vita». mi porta al silenzio non sono chie zie e parenti ebrei nasco- pervasive e totalizzanti alle quali non
sti in casa, qualche anno do- ci si poteva sottrarre ...la società
Riteneva la solitudine po sente che il vago antifasci- amministrata (Adorno), la società
che rendevano difficile la con- smo familiare non l’aiuta a ca- dello spettacolo (Debord), il virtuale
necessaria per vivere
il comunismo
vivenza quotidiana. Quando, pire e che i divertimenti del che si mangia il reale (Baudrillard), il
agli inizi degli Anni Settanta, dentro, per essere suo gruppo pariolino non le falso che si mangia il vero (Debord).
abbozzò un tentativo di vita bastano. Compagna di classe Bernhard e Beckett dicono di odiare
comune con un prete di pro- se stessa nel vis-à-vis di Anna Maria Mussolini, le «storie» e la narrazione. «Detesto il
fonda spiritualità e profezia, con Dio e con il mondo racconto.Sono un antinarratore ... »
l’idea naufragò prima ancora Un diario 1943-47: dice Bernhard in una intervista. Gli
di prendere forma. Semplice- quindi le divergenze o le posi- accadimenti, i fiori, gli amori, tutto
mente, la solitudine era neces- zioni che sento contradditto- agli albori di una ciò che dà senso all’esistenza si
saria ad Adriana per «vivere rie alle mie, bensì gli atteggia- militanza «acritica» manifesta nel tempo ed è destinato
dentro», secondo le sue paro- menti di chi non si guarda dal a scomparire, dunque agli occhi di
le, per essere se stessa nel fac- «lievito dei farisei», l’ipocrisia. che sfocerà nell’eresia Bernhard, esso è «l’intollerabile».
cia a faccia con Dio e con il Da questo lievito Adriana del «Manifesto» Ciò che qui si riafferma non è la
mondo: la solitudine era il suo Zarri è sempre rifuggita e modernità dei «modernisti» ma un
modo di sentirsi in comunio- per questo ne faccio memoria l’adolescente che ha visto a meccanismo astrattivo castrante,
ne con gli altri. volentieri! Il suo libro, che al- Villa Torlonia i primi film, nel che toglie peso specifico e radicalità
Nei lunghi anni che visse le pagine più antiche ne ag- prestigioso liceo Tasso, trova alle elaborazioni umane. E tutto
non lontano dal mio monaste- giunge altre, non meno aspre «un punto di riferimento cen- questo proprio mentre l’umanità
ro - ad Albiano prima e poi a e critiche, contiene tutto il trale» che orienta i suoi inter- sembra avviata verso un possibile
Crotte - non mancarono le oc- mondo di Adriana, le sue atte- rogativi esistenziali. Mentre suicidio di specie. Molti dicono di
casioni di incontro da cui se e le sue delusioni, l'indigna- un professore come Giusep- lavorare per il lettore. Ma quanti
emergevano la sua passione zione e le speranze... Proprio pe Petronio, socialista, l’aiu- lavorano per «l’anima grande» che
per una chiesa fedele al Vange- per questo rivela ancora oggi ta «a dipanare la matassa in- c’è in ogni uomo, e quindi in ogni
lo e la sua lucidità critica. Non un animo che ha sempre ane- garbugliata di scarsi e fretto- lettore? Si sta consumando una vera
nego che, pur nutrendo un lato a essere cristiano e a de- losi apprendimenti», il nu- e propria distruzione antropologica,
grande rispetto per la sua qua- siderare una chiesa degna cleo clandestino di studenti nel senso che toglie all’uomo la sua
lità cristiana, non condivisi del suo Signore. collegati alla Resistenza ro- Luciana Castellina in una foto degli Anni 80 più ampia risorsa, quell’illusione
mana la intriga. Di loro - Cit- operante che lo spinge a rendere
to Maselli, Lietta Tornabuo- partito, il prezzo è alto ma la oltre i propri limiti.
ni, i fratelli Savioli -, si parla gavetta nelle borgate romane Carla Benedetti (sabato scorso su
steggiare alcuni punti lumino- in gran segreto e anche lei per «educare le donne» e l’in- Tuttolibri, n.d.r.) mi accusa di avere
si del suo passato, i 150 anni vorrebbe agire, ma è «picco- contro con il mondo dei disere- travisato in senso apocalittico il suo
della raggiunta Unità. Distur- la» e troppo «pariolina». dati sarà «una straordinaria Disumane lettere che già nel titolo
ba infinitamente che la scena Per Luciana Castellina, il esperienza di vita e di politica riflette un eco di disperazione. Ma
pubblica si sia così tanto trivia- noviziato comincerà nell’au- vera». A una lunga militanza più che l’evidente (a me)
lizzata. E che sia diventata sol- tunno del 1946. Introdotta «acritica», durata fino all’occu- disperazione (oggi tutt’altro che
tanto rissosa. Non appartiene dagli studenti comunisti del pazione sovietica di Praga nel scandalosa) di Benedetti mi preme
più all'uso presente il linguag- Tasso nel Fronte della gio- ‘68, seguiranno com’è noto sottolineare l’ ingenuo
gio del dialogo, quello che chia- ventù, partecipa a riunioni e l’espulsione dal Partito per convincimento che la responsabilità
rifica, o persuade sulla bontà collettivi in cui si discute di «l’eretica fondazione de Il Ma- della povertà della narrativa
di un programma, verte su dei questione sociale, visita mo- p Luciana Castellina nifesto» e il rientro nel 1985. (italiana?), che non sa più
contenuti concreti. Tutta l'ora- stre, frequenta giovani arti- p LA SCOPERTA DEL MONDO Da allora, Luciana Castellina raccontare, sta nella disaffezione alla
toria dei politici si concentra sti impegnati come Dorazio p Nota intr. di Lucrezia Reichlin ha seguitato a «condividere la bellezza del cosmo e nel dispregio
nel distruggere il programma e Perilli. Ora il suo mondo p Nottetempo, pp. 298, € 16, 50 passione di cercare di cambia- della grandezza del cuore dell’uomo.
degli altri invece di costruire e «stupidino e perbene, salta re il mondo» e a «scavare per Un mio amico mi ricordava che fu
di limare il proprio, tutta l'in- in aria», sostituito da quello il comunismo» come recita un Von Braun, unendo sapere tecnico e
Illustrazione di Roland Topor telligenza si spreca nel «pensa- «variopinto e iperplurale» per costruire una ferrovia nel- bel manifesto augurale per i genialità, a mettere a punto il razzo
re contro». Non si è più capaci che scopre nei viaggi orga- la Jugoslavia distrutta. Nella suoi ottant’anni. che, travolgendo ogni impedimento
echi profondi, che riassume stati di «pensare insieme». nizzati dal Fronte a Parigi e cronaca di quei giorni, l’emo- Scritto per esortare i tre ni- naturale, ha permesso ai tedeschi di
d'animo sedimentati nella sto- Nei dibattiti si sa soltanto Praga dove nell’estate del zione dell’esperienza vissuta poti a non restare «chiusi nel- spedire un missile contro
ria italiana, attinge a strati del- ululare, interrompe l'avversa- ‘47 si svolge il Festival mon- da una gioventù noncurante la gabbia asfittica del loro ce- l’Inghilterra (per fortuna senza
la memoria collettiva di un pas- rio, dar sulla voce, contrappore diale della gioventù e si riuni- dei disagi e della fatica in no- to», La scoperta del mondo ol- nostro danno). I narratori devono
sato che ha prodotto in certi pae- al ragionamento il non-ragiona- sce il Consiglio dell’Unione me dei grandi ideali è restitui- treché racconto di una inizia- escogitare una strategia e un
si «miseria, terrore, morte» (pa- mento delle urla e delle parole Internazionale Studenti. ta con straordinaria forza. zione alla vita risulta un’avvin- congegno simile (scontando la
role d'autore!). svuotate di senso reale: ridotte «L’esplosione di gioia di una Al ritorno, convinta che cente microstoria in cui tra pa- diversità degli obiettivi) se vogliono,
Ripetere dunque, ridire,e al minimo, sempre le stesse, bat- nuova generazione... che in «guardare il mondo senza far triottismo ed emigrazione, sconfiggendo la nebbia della
poi insultare. Tutto ciò genera tute e ribattute, diminuiranno una babele di lingue, si rac- niente» è immorale, Castellina quotidianità borghese, fasci- modernità (tanto aborrita da
infinita malinconia e sconfor- sempre di più le possibilità, gli conta le proprie storie» è ta- diciottenne entra nel Pci. In smo, persecuzione razziale e li- Benedetti), tornare a ammirare
to, in un paese civile come il no- spazi del pensiero e della discus- le da spingerla ad «arruolar- termini di «obbedienza» e di berazione, si sdipana la vicen- l'incanto e l'immensità del cielo.
stro che si sta apprestando a fe- sione costruttiva. si» nella brigata di volontari «bigottismo» dei dirigenti di da di tre generazioni. Angelo Guglielmi
IV Personaggi e racconti
CARLO GABRIELLA
GRANDE Kahlo La pittrice messicana, BOSCO

È un corpo trafitto dai Furono davvero tanti i


chiodi, un cervo cosparso di simbolo di indipendenza e dolore gatti randagi (ed anche i cani, a
frecce, una sorgente di fiam- dir la verità) che trovarono ac-
me sul letto di morte; è una coglienza a Fontenay-aux-Ro-
donna sulla sedia a rotelle, con
un collare di spine, una ragaz-
za con i pappagalli e grandi
foulard colorati. E’ una moglie
Erano tutte ses, in casa di Paul Léautaud.
Se non sopportava che nean-
che uno di loro rimanesse per
strada, è perché lui stesso era

spine
tradita, che ha appena umilia- stato un cucciolo abbandonato.
to i suoi capelli, spossata su La madre lo aveva lasciato subi-
una sedia con le forbici in ma- to dopo la nascita. In tutta la vi-
no e le ciocche a terra; è una ta la vide quattro volte, otto
madre nuda in una pozza di giorni complessivamente. La
sangue, con una grande lacri-
ma bianca sul viso, che piange
il bambino non nato. È una
bambina malata di poliomieli-
te, che alita sul vetro della fine-
le rose di Frida prima volta che la incontrò, an-
cora bambino, rimase folgora-
to dal suo profumo, dall’imma-
gine dei suoi seni poco coperti,
dalla sua bellezza. La rivide
stra vicino al letto e disegna vent’anni dopo, ormai era un
una porticina dalla quale so- giovane uomo e come reazione
gna di fuggire. alla lunga solitudine maturò
Lei è Frida Kahlo, grandi nei suoi confronti un amore
sopracciglia nere e occhi pro- passionale, incline a effusioni «Donna con gatto» di Pablo Picasso
fondi, splendido viso regolare; molto diverse da quelle che nor-
protagonista di un’arte sempli- malmente un figlio riserva alla
ce, efficace e potente, aspra e propria madre. E lei, dopo aver-
tenera, gentile e crudele come
solo la vita può essere, senza la
lo per un breve momento asse-
condato, lo allontanò un’altra
Léautaud Autoritratto d’un solitario
spocchia e la cerebralità di tan-
ti «artisti» contemporanei, più
volta, spaventata dai contenuti
morbosi di quel sentimento.
nella Parigi notturna e libertina
ricchi di trovate che di idee. Non stupisce che un’espe-
La pittrice messicana, mo-
glie del pittore Diego Rivera,
icona femminile, simbolo di in-
dipendenza, energia, sofferen-
ze, di poesia straziante, torna
rienza del genere abbia influito a
determinare in maniera irrever-
sibile l’atteggiamento di Léau-
taud nei confronti delle donne.
Non ne derivò un rifiuto, ma di-
I suoi amori?
Narratori e biografi
per l’artista, compagna
venne diffidente, restio a darsi
per intero, e profondamente se-
lettivo. La sola donna che potes-
se affascinarlo era attrice, come
Una mamma
di Diego Rivera: spicca
e tanti gatti
la madre, come lei dotata di for-
me morbide e seni voluttuosi, leg-
il romanzo-transfert Frida Kahlo in un ritratto di Mariella Biglino, tratto dalle illustrazioni gera di costumi e preferibilmen-
di Slavenka Drakulic allegate a «Memoria in chiaroscuro» di Olivia Casares (Jacobelli ed.) te più grande, matura come colei

ad appassionare: la celebrano dalla poliomielite da bambina, Trilogia di racconti, canze brucianti, significano. Léau-
romanzi (anche il Nobel Le da un incidente devastante che taud vi mette in scena la decisione
Clézio ne aveva scritto uno), a 18 anni la lasciò prima storpia una vita randagia, e poi la pratica della scrittura, fil-
mostre (a Baden Baden e e poi senza una gamba, che le dalla prima esperienza ma se stesso che compone Il Picco-
Istanbul, dopo quelle dell’anno procurò un rosario di sofferen- lo amico, si sdoppia e diventa croni-
scorso, centenario della sua ze e 32 operazioni in 47 anni di erotica al ritratto sta delle esperienze che ha vissuto
«falsa» nascita), saggi. La rac- esistenza. Frida non volle esse- del padre donnaiolo o sta vivendo.
conta come simbolo del Messi- re abbandonata a se stessa e al- Poi c’è In memoriam, pensato al
co Pino Cacucci in Viva la vi- la malattia, riversò nell’arte che alle soglie della cinquantina capezzale del padre morente e
da! (Feltrinelli, pp. 77, € 8) ci- ogni residua possibilità di resi- lo aveva inesorabilemente re- scritto nel 1905, subito dopo Il pic-
tando il suo saluto otto giorni stenza e di speranza. Fumava, spinto. Prima del secondo e defi- colo amico, di cui è medaglione sim-
prima di morire (nel 1954), beveva, faceva politica; non nitivo abbandono, la madre - che metrico. Léautaud vi ritrae l'altro
quel suo ultimo quadro fatto di p Slavenka Drakulic poté avere figli e tuttavia ci par- per un periodo aveva accettato p Paul Léautaud genitore, uomo anaffettivo, dedito
angurie mature, cariche di ros- p IL LETTO DI FRIDA lò con speranza di cose che tutti uno scambio epistolare con il fi- p AMORI al teatro per il quale lavorò tutta la
so appassionato; le rendono p trad. di Elvira Mujcic conosciamo: passione, bellezza, glio e aveva per un po’ risposto al- p trad. di Alessandro Torrigiani vita come suggeritore e un po’ co-
omaggio Olivia Casares in Me- p La Tartaruga, pp. 153, € 18 dolore, solitudine. le sue focose lettere - gli suggerì p Sellerio, pp. 312, € 14 me attore, ma in realtà soprattut-
moria in chiaroscuro. Diario Ancora oggi sembra dire, co- di scrivere un bel romanzo to donnaiolo, gran sciupafemmi-
apocrifo di Frida Kahlo (Iaco- me scrive la Drakulic: «Non ho d’amore sulla loro storia. Non sa- ne, pochissimo attento a quel fi-
belli, pp 117 € 23), Roberto con durezza (più spesso) e dol- mai dipinto altro, se non l’inciden- peva, pensò Léautaud ricevendo cente da indurre Valéry a definir- glio che gli era rimasto in casa.
Carretta e Renato Viola in Ta- cezza dai dipinti. Un transfert, te» e continua a sognare di esse- quell’invito, che già lo stava fa- lo «perfetto». Una sorta di autori- Un’estraneità formativa, che
vole d’autore (in uscita presso il quello della Drakulic, che rico- re una farfalla. Ripete, con Izet cendo, che quel romanzo dedica- tratto che Léautaud tratteggia sul- Léautaud volle raccontare.
Leone Verde) e Barbara King- struisce in modo vivido e docu- Sarajlic: «Essere poeti nella vita to a lei, alla sua mancanza e ai lo sfondo suggestivo di una Parigi Infine Amori, che dà titolo alla
solver (Un mondo altrove, Mon- mentato l’esistenza di Frida e al- non è lo stesso che essere poeti tanti surrogati di madre che da di fine Ottocento notturna e liber- raccolta e in cui è questione della
dadori, pp 580, € 21) il cui pro- terna brani nei quali fa parlare nella favola. Poesia sono le scon- ragazzino prima, da uomo poi tina, inizialmente in omaggio alle prima esperienza erotica di Léau-
tagonista è stato assistente di l’artista in prima persona, facen- fitte. Alla fine magari vi aspetta- aveva trovato nelle amiche pro- varie passeggiatrici che lo aveva- taud. Solo un uomo solitario come
Frida e del marito, celebre per do emergere, senza compiaci- no davvero le rose, ma a lungo ci stitute, era già avanti nella stesu- no affiancato nella sua esistenza lui, pensava Walter Benjamin, po-
gli splendidi murales. menti, tutta la sua desolazione. sono solo le spine, a destra e a si- ra. Mancava solo l’epilogo. randagia, ma che poco alla volta si teva «illuminare in modo così deci-
La racconta Slavenka Se pensi a Frida Kahlo molti nistra. Non abbiate fretta di glo- Si trattava del Piccolo amico, trasforma nel ritratto della ma- sivo il mondo delle cose con i lam-
Drakulic, con un romanzo, Il problemi appaiono trascurabili: ria, restate quanto più a lungo ra- primo dei tre titoli di Léautaud dre; racconto di vita scandito dai pi più fuggevoli del suo pensiero».
letto di Frida, che penetra nel- insaziabile di vita, donna dalle gazzi, e quando non ce la farete che raccoglie il bel volume ora pochi indimenticabili incontri con Ce lo ricorda Giuseppe Scaraffia
la Frida più intima, nell’artista molte e dai molti amanti (com- più allora nascerà la poesia». E edito da Sellerio nella traduzio- lei, scrittura che riempie i buchi nella sua brillante postfazione, fo-
invisibile agli occhi, quella che preso Trotskij), che ebbe un ma- solo allora i più forti saranno an- ne di Alessandro Torrigiani. Un dell’esistenza e tesse la trama di tografia a colori aggiunta all’im-
non ne può più, che ci guarda rito geniale e fedifrago, colpita cora capaci di misericordia. testo così esemplare e convin- ciò che questi buchi, queste man- perdibile trilogia.
Tuttolibri
SABATO 4 MARZO 2011
LA STAMPA V

mecenate. A definirla in modo in virtù della loro eccezionalità,


Ocampo La scrittrice argentina chiarissimo valgono le parole di essere ancora più fedeli, anzi
del grande scrittore Ernesto di contribuire in modo fonda-
nel carteggio con Drieu La Rochelle Sábato: «L'ho conosciuta intor- mentale ai presupposti della so-
no al 1940. Victoria poteva ac- cietà in cui si trovano a vivere. E
cettare le idee di tutti e com- i ragazzi si prestano, fino a quan-

“Mi scaldo prendere anche il dramma di


Drieu La Rochelle e avere il co-
raggio di difenderlo in pubbli-
co quando sarebbe stato facile
do non scoprono che i presuppo-
sti sui quali si fonda il loro mon-
do sono crudeli e disumani, e
l’angoscia non inizia a cogliere

la bocca sulle
condannarlo». tanto loro quanto i lettori.
Ad aggiungere complessità La capacità della Lowry di
a questo rapporto esiste la di- mostrare i meccanismi perver-
sparità del numero delle lette- si su cui si basano o da cui na-
re: negli archivi di Sur esistono scono i contesti apparentemen-

tue guance” 93 lettere di Drieu e 16 di Victo-


ria. Supplisce a questa diffe-
renza il numero delle lettere di
Victoria conservate a Harvard
e il fatto che alcune volte fu
te più ordinati è straordinaria,
come lo è la sua voglia di parla-
re proprio di questo ai ragazzi.
Dietro la calma apparente, die-
tro un mondo in cui tutto fun-
Victoria stessa a ricopiare al- ziona come ci si aspetta, avver-
cune delle sue missive. Altra te l’autrice, c'è qualcosa di vero-
fonte straordinaria di informa- similmente spaventoso; sotto
zione è l’Autobiografia della quello che è per noi il mondo
Ocampo che, alla pari dell’inte- Scena di uno spettacolo teatrale tratto da Lois Lowry normale si nascondono terrori,
ra collezione di Sur si trova a soprusi, vittime, cadaveri, co-
Roma all’Iila, Istituto Italo La- me in quello strepitoso disegno
tino Americano. di Ron Cobb che mostra una fa-
Si erano incontrati a Parigi,
il 7 febbraio del 1929, e già ad
Per i ragazzi Come la piccola Kira miglia americana riunita felice-
mente a tavola nel giorno del
aprile Victoria era ripartita, la-
sciando lui nella disperazione.
vince soprusi e crudeltà degli adulti Ringraziamento poggiare su
uno strato più basso, reso op-
Non si rivedono fino alla pri- portunamente visibile, fatto di
mavera seguente: nuova esplo-
sione di amore e poi il lungo
tormento di incomprensioni,
avvicinamenti, rimproveri. Da
parte di lui, altri amori, tradi-
Sognando resti di indiani massacrati.
Se il protagonista di The Gi-
ver era l’individuo eletto che
doveva apprendere e conser-
vare in sé la memoria dell’inte-

«Amarti non è stato


un errore»: dal 1929
un mondo Il sequel di «The Giver»
dell’americana Lowry,

La scrittrice argentina Victoria Ocampo


al 1944, fra tormenti,
rimproveri, tradimenti,
fino al suicidio di lui
dipinto di blu una protagonista che ha
stoffa per rammendare
il mantello dell’umanità
ANGELA menti, richieste, assolutamen- GIORGIA ra umanità, una memoria che
BIANCHINI GRILLI
te indispensabili di denaro, era meglio per gli altri non ave-
Tutt’e due appoggiati confusione mentale tra comu- Che Lois Lowry fos- re al fine di condurre l’esisten-
a una grossa colonna, tutt’e nismo e fascismo, aggravata se un’autrice per ragazzi ec- za automatica che consentiva
due con le gambe incrociate: dalla situazione politica euro- cezionale lo si era visto con la l'equilibrio migliore, in La Ri-
lui, l’uomo, che sta accenden- pea degli anni Trenta. E, tutta- pubblicazione, finalmente an- vincita Kira è bravissima a ri-
dosi una sigaretta, ha un gi- via sotto questa superficie de- che in Italia, di The Giver, nel camare e sarà colei a cui si
nocchio ripiegato sull’altro, e solante, continue dichiarazio- 2010. Esce ora quello che vie- chiede di rammendare il sacro
una posa più decisa, lei, di pro- ni rivelatrici. Nel 1933 Drieu ne presentato come il sequel, mantello su cui è rappresenta-
filo, con le caviglie sfinate che scrive: «Ho ricevuto la tua dol- La Rivincita. Gathering Blue, ta con fili colorati la storia del-
si sovrappongono, sembra in- cissima lettera nella quale af- che si rivela essere però un l’umanità dall’inizio fino alla
terrogarlo. Una prossimità in- fermi che ci siamo formati a vi- romanzo assolutamente au- grande Rovina, evento a cui è
tensa, ma pudica, lontanissi- p Pierre Drieu La Rochelle cenda: è vero e ne son ben con- tonomo rispetto al primo. A p Lois Lowry seguito il mondo in cui lei stes-
ma dalle vicinanze complici, Victoria Ocampo tento… mi scaldo la bocca sulla legare i due libri c’è certa- p LA RIVINCITA. Gathering Blue sa vive, un mondo tornato in
sensuali, ammiccanti dell’og- p AMARTI NON È STATO pelle delle tue guance». E sem- mente qualcosa, ma, con una p trad. di Sara Reggiani gran parte primitivo e tribale.
gi. Sono Pierre Drieu La Ro- UN ERRORE Lettere 1929 - 1944 pre nello stesso anno: «Rim- scelta del tutto originale ri- p Giunti, pp. 272, €14,50 Le poche regole, non discuti-
chelle e Victoria Ocampo. Per p a cura di Julien Hervier piangerò sempre di non essere spetto alla progettazione di bili, le sanciscono i Guardiani,
trovare questa coppia che, p trad. di Enrico Badellino
stato il tuo amante per la vita». sequel a cui siamo abituati, Se in The Giver la soluzione un gruppo di potenti che con-
p Archinto, pp. 218, € 17
seppure con esitazioni e rottu- Da parte di lei, al di là della non si tratta dei protagonisti per Jonas era stata andarsene, trolla l'intero villaggio. Nello
re, rimase legata per più di grande generosità verso tutti i che ritornano né della trama qui la giovane protagonista deci- spazio bianco ancora da rica-
quindici anni, bisogna appun- volte, tentazioni verso comuni- tipi di perseguitati, una curiosi- che prosegue, bensì di una de, anche davanti ad un’oppor- mare i Guardiani hanno in men-
to tornare a un'epoca quasi smo e poi definitivamente fa- tà che non l’abbandonò mai e particolare atmosfera: l’at- tunità di fuga, di restare e prova- te precise immagini che con le
preistorica, vale a dire al volu- scismo, anzi nazismo, durante una malinconia e un rimpianto mosfera di vaga e inquietan- re a cambiare le cose dall’inter- sue mani esperte Kira dovreb-
me della loro corrispondenza l’occupazione tedesca della che l’accompagnò, invece, tutta te distopia che aleggia e so- no. In entrambi i romanzi i pro- be eseguire, ma lei è decisa a di-
Amarti non è stato un errore. Francia. Perché imputato di la vita. Per questo, ancora più vrasta le vite dei ragazzini - tagonisti sono ragazzini con un segnare il futuro in un altro mo-
Lettere 1929-1944, appena usci- collaborazionismo, il suicidio delle parole di lui dell’agosto prima Jonas, ora Kira - i qua- grande carattere, un’insolita do, e a dare vita, anche fuori
to da Archinto, a cura di Ju- nel 1945. Per lei, nata in Argen- 1944 - «Cara Victoria non sai co- li solo lentamente si rendono tempra, un’intensa forza interio- dalla stoffa, ad un mondo mi-
lien Hervier. tina nel 1890, da famiglia illu- me è bella la mia morte in una conto di vivere in un mondo re. Sono riconosciuti come indi- gliore. Per il quale sarà necessa-
Per lui, francese, nato nel stre e milionaria, un’infanzia splendida serata, la finestra terribile. Così terribile da ri- vidui speciali, di fatto, anche al- rio trovare il blu, un colore che
1893, piccola borghesia, pro- dorata, viaggi in Europa, ma- spalancata su Parigi» - sono si- sultare per loro inaccettabile l’interno delle loro comunità, im- lì non si sa più come ottenere e
blemi economici, lo smarri- trimonio deludente, fondazio- gnificative quelle di Victoria e da spingerli, unici all’inter- maginate come comunità di un che solo aprendosi verso l’ester-
mento dopo la Prima Guerra ne della famosa rivista Sur, il del giugno 1939: «Amarti non è no delle diverse comunità in imprecisato futuro, le quali ri- no e superando confini ritenuti
Mondiale dove fu ferito tre generoso ruolo di editrice e stato un errore, ne sono certa». cui vivono, ad agire. chiedono ai due ragazzi, proprio invalicabili si potrà recuperare.
VI Storie e idee
EUGENIA
TOGNOTTI Violenza coniugale Storia di una concezione
Nell’affresco di Tizia-
no compreso nel ciclo dei Mira- proprietaria del marito riconosciuta dal diritto
coli di sant’Antonio da Padova
è rappresentato un episodio
raccontato dagli agiografi: un
cavaliere, accecato dalla gelo-
sia, aveva accoltellato la mo-
glie, ingiustamente accusata
di adulterio. Pentito per le fu-
Essere mogli
a colpi di bastone
neste conseguenze della sua
ira, aveva implorato il perdo-
no del santo che, accogliendo
la sua preghiera, aveva risusci-
tato la sventurata dama. Ma
nel dipinto, la supplica del-
l’omicida, in ginocchio, è rele- so comune - la violenza marita- ritto naturale patriarcale che
gata in secondo piano. A domi- le. Il discrimine tra intento cor- autorizzava abusi e scelleratez-
nare la scena è l’uomo che rezionale e violenza era dato dai ze, tra cui quella di usare il delit-
brandisce una spada affilata modi e dai mezzi usati: ricorre- to d'onore come paravento per
contro la moglie già a terra, ur- re alla cinghia non era lo stesso sbarazzarsi della moglie: una
lante, le vesti scomposte, una che mettere mano a un pugnale. prassi molto diffusa nella prima
gamba scoperta, il braccio sol- Gli statuti cittadini medievali età moderna, denunciata e fer-
levato in un’inutile difesa dalla ponevano pochi limiti: quelli di mamente condannata dagli uo-
furia del marito. Trieste, per fare solo un esem- mini di Chiesa. Va da sé che la
pio, concedevano al marito di fedeltà, imposta a entrambi i co-
«Nozze di sangue»: bastonare la moglie a piacere, niugi, era, di fatto, più vincolan-
purché non arrivasse all’ampu- te per la donna. Ben diverse le
Marco Cavina mette p Marco Cavina tazione di un arto o all’omicidio. sanzioni previste dalla normati-
a nudo l’anima nera p NOZZE DI SANGUE Altri statuti lasciavano libertà va: rasatura, flagellazione, perfi-
p Storia della violenza coniugale di percossa, senza però arriva- no morte per la moglie adultera,
del matrimonio p Laterza, pp. 256, €20 re all’«effusione di sangue». mentre il marito se la cavava
nel corso dei secoli Neppure il cosiddetto «debito con una multa o con una legge-
ra pena corporale.
È l’immagine di quell’affre- accettato nelle consuetudini e Un impressionante La storia della violenza co-
sco - riprodotta nella coperti- nella prassi, soprattutto negli niugale è un fluire ininterrotto,
na del libro - a introdurre Noz- strati inferiori della società, per- catalogo di vessazioni lungo i secoli, di abusi e vessa-
ze di sangue, una storia della meati di cultura patriarcale. e abusi, un ampio zioni, non sempre accettate con
violenza coniugale da sempre Le sue radici erano nello fatalismo e rassegnazione dalle
a sempre. Rovistando nelle squilibrio nella coppia, a dispet- consenso per lo stupro mogli, che già dal Medioevo e
pieghe di codici, statuti, atti to di ogni affermazione di prin- e il delitto d’onore nell’età moderna, trovano una
processuali, trattati e pastora- cipio dei teologi sulla parità, la sponda nella Chiesa e nell’azio-
li sul matrimonio, l’autore, concordia e l’armonia coniuga- coniugale» era oggetto di uno ne delle istituzioni per frenare e
Marco Cavina, storico del di- le, contro la quale s’infrangeva scambio reciproco e paritario. punire gli eccessi della violenza
ritto, riesce a mettere a nudo la reale subordinazione della Di fatto, la coazione sessuale fa- maritale, di cui l’autore fornisce
«l’anima nera del matrimo- moglie al marito, investito del- ceva parte della potestà marita- un impressionante «catalogo».
nio», arrivando al cuore della la funzione di istruire, ammae- le ammessa nella quale rientra- Il rifiuto culturale di quest’ulti-
cultura e dell’immaginario strare e «correggere» anche a vano due figure riguardate con ma e la sua criminalizzazione
che ha prodotto il patriarcato, suon di ceffoni e legnate. indulgenza a tutti i livelli e desti- tra la fine dell’Antico regime e il
la concezione proprietaria del «Buon cavallo o cattivo cavallo nate ad arrivare fino al XX seco- XX secolo hanno fatto piazza pu-
marito sul corpo della moglie, vuole lo sperone - recitava un lo: lo stupro coniugale e il delitto lita, sul piano formale, di prassi
l'accettazione sociale della vio- antico proverbio popolare - d’onore, che godeva di un am- accettate e giustificate per seco-
lenza maritale. Per secoli, e fi- buona moglie o cattiva moglie pio consenso sociale. li. Ma le lunghe e forti radici del
no al tramonto dell’ancien règi- vuole il bastone». Non che le legislazioni rico- patriarcato sono dure da estir-
me, il potere correzionale dei Mogli riottose all’obbedien- noscessero come un «diritto» pare. Un certo modo di intende-
mariti - che implicava la puni- za e alla sudditanza, di scarse quello di uccidere la moglie re la violenza coniugale è alle no-
zione fisica delle mogli - fu ri- virtù domestiche, scialacquatri- adultera. Ma, in concreto, l’im- stre spalle, ma «sulle leggi conti-
conosciuto, se non nel diritto ci, linguacciute o «di cattivi co- punità di cui finiva per godere il nuano a piovere le meteoriti so-
comune, nelle norme locali e stumi», giustificavano - nel sen- marito finirono per farne un di- ciali del vecchio ordine». «Tarquinio Sesto e Lucrezia» in un dipinto di Tiziano

FRANCA li, ma mira solo a lottare con-


D’AGOSTINI Questioni di genere Perché il fatto biologico testualmente contro la sopraf-
Alfabeto Un uomo di Sydney
cambia sesso, e viene iscritto non ci basta per individuare l’essere umano
fazione e la discriminazione.
Tuttavia sappiamo che la
all’anagrafe come donna. Do- politica pura, senza basi teori-
po dieci anni si rende conto che, lascia aperti molti proble-
di non trovarsi bene nel nuo-
vo sesso, e chiede e ottiene di
essere dichiarato di genere
neutro. Una donna dell’Ore-
Ma oggi i sessi sono mi. Per esempio: Pieranna Ga-
ravaso e Nicla Vassallo, nella
loro sintesi del 2007 sulla Filo-
sofia delle donne (Laterza) no-

diventati più di due


gon inizia una terapia ormo- tavano che la storia della filo-
nale e assume un’identità sofia è dominata da uomini, «e
maschile. La sua compagna forse per questo sembra che
non può avere figli, dunque la musica non cambi mai».
la donna interrompe l’uso di Già: ma come dovrebbe cam-
ormoni, rimane incinta, dà al- la questione del rapporto ses- biare? C’è davvero qualcosa
Voci di donna la luce un bambino: chiede so-razza, e la quarta ricostrui- di diverso nel pensare come
= Le cento parole che hanno però di essere riconosciuta sce il famoso dibattito sulla donna, o no? Le differenziali-
cambiato il mondo raccontate come padre e non come ma- pornografia, avviato negli An- ste dicono di sì, e alcune di lo-
da cento protagoniste dre del neonato. ni 80 da Catherine MacKin- ro, per esempio Luisa Mura-
d’eccezione. Per Ponte alle Di fronte a questi fatti, co- non e Andrea Dworkin, e in-
Grazie, a cura di Ritanna me si giustifica, per esempio, troduce le più recenti acquisi- Come la «Filosofia
Armeni, Parola di donna (pp. la decisione della Chiesa cat- zioni sul tema.
336, € 16,80). Un dizionario «al tolica di escludere le donne Il lavoro di Tripodi non ha della sessualità»
femminile», un alfabeto di dal sacerdozio? Donne? Sia- obiettivi politici. La dominan- definisce «chi siamo»
sensibilità, un parterre di voci mo sicuri di sapere che cosa te nel testo è metafisica. Ma
variegate (per orientamento si intende con questo termi- vale la pena riflettere sulle ri- nel contesto sociale,
politico, per professione, per ne? D’altra parte: il 13 febbra- p Vera Tripodi cadute che una ricognizione di politico, antropologico
status sociale). Da «Abito» di io le donne italiane sono sce- p FILOSOFIA DELLA SESSUALITÀ questo tipo potrebbe avere sul
Michela De Gregorio a «Zitella» se in piazza. Donne? Chi era- p Carocci piano politico. ro, ritengono che il pensiero
di Cinzia Leone, da «Massaia» di no? A parte il fatto che nella p pp. 128, € 10,50 «Idolo ermafrodito» di Carlo Carrà In effetti, la teorizzazione femminile sia meglio. Ma sia-
Silvia Ballestra, da «Otto marzo» protesta c’erano molti uomi- femminista ha registrato di- mo sicuri che quel meglio di
di Isabella Mezza, da «Famiglia» ni, la questione di fondo è: co- vergenze profonde, proprio cui parla Muraro sia proprio
di Chiara Saraceno a Streghe» di me si configura il discorso meno da una ventina d'anni assennatamente Tripodi: «nel- nella messa a punto del sog- delle donne, come soggetti bio-
Melissa P., da «Amore» di Letizia femminista, di fronte alle mu- su questi temi di base. la vita di tutti i giorni assegnia- getto «donne». Nella ricostru- logici e/o sociali, o non piutto-
Paolozzi» a «Corpo» di Lea tazioni della specie e della co- Il punto di partenza del li- mo un sesso a un individuo zione di Sally Haslanger ed Eli- sto di un ideale antropologico,
Melandri e «Militanza» di Emma noscenza di sé, che spingono bro è la questione sesso-gene- senza alcuna ispezione delle zabeth Hackett (nell’impor- che si può chiamare «pensiero
Bonino. E ancora: «Autorità» a riconsiderare ciò che inten- re, o meglio: la metafisica dei sue parti intime» - e impone ad tante raccolta del 2006 Theori- femminile», ma che è condivi-
(Franca Chiaromonte), diamo con donna, uomo, ma- generi. Le domande sono ben essi certi comportamenti, è so- zing Feminism), abbiamo: un so da molti uomini (e oscuro a
«Autostima» (Maria Luisa schio, femmina? note. Che cosa caratterizza lo una «costruzione sociale»? femminismo in largo senso molte donne)?
Agnese), «Bambine» (Loredana La filosofia contempora- l’essere donna di una donna? La seconda sezione del li- egualitarista, che mira a ridur- Il problema è che il femmi-
Lipperini), «Bellezza» (Elena nea ha fornito importanti Può bastare il fatto biologico bro riguarda la domanda re la differenza tra maschile e nismo ha vissuto del pensiero
Doni), «Desiderio« (Silvia aggiornamenti su questo di possedere certi caratteri «Perché due sessi non sono femminile; un femminismo gi- «maschile» (se esiste una cosa
Avallone), «Destra (Silvia punto, e il merito di Filoso- sessuali primari e secondari, più sufficienti?», e qui l’analisi nocentrico o differenzialista, di questo tipo), dunque ne con-
Perina), «Islam (Farian Sabahi), fia della sessualità di Vera e la famosa coppia cromoso- si apre a considerazioni biolo- che mira a rivendicare valori divide perfettamente l’attuale
«Libertà» (Clara Sereni), Tripodi è mettere a disposi- mica xx? giche e antropologiche. Sono femminili; un femminismo det- incertezza teorica e politica.
«Marito» (Barbara Palombelli), zione dei lettori, in una sin- Il «genere», ossia la deter- interessanti in particolare le to della dominanza (alla Cathe- Da questo punto di vista non
«Morte» (Michela Murgia), tesi estremamente chiara e minazione «donna» che isola discussioni sulla proposta di rine MacKinnon) che non si sarebbe male ricominciare
«Speranza» (Liliana Cavani), accurata, i risultati di una gli individui dotati di certe ca- riconoscere cinque sessi diver- pone il problema di chi siano dalla questione «chi siamo?»,
«Violenza» (Anna Bravo), ecc. teorizzazione che dura al- ratteristiche fisiche - ma, nota si. La terza sezione riguarda le donne e che cosa le renda ta- per una volta unendo le forze.
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SABATO 4 MARZO 2011
LA STAMPA VII

ANNA Oggi da un lato si ripropone


BRAVO
l’esempio dell’emancipata anni
Chi non conosce il la- cinquanta, portatrice di una
voro di Lea Melandri troverà femminilità rispettabile, conte-
nel suo nuovo libro Amore e nuta, dotata di un cuore non
violenza una buona occasione troppo piccolo ma neppure tan-
per fare amicizia. O magari to grande, scrive Carolyn Heil-
inimicizia. Perché l’autrice ha brun, da sconfinare oltre il recin-
idee forti, e applicandole al to familiare. È la donna affidabi-
«fattore molesto» della storia le, che presiede alla versione mo-
umana (il nesso amore/pote- derna del focolare e in più porta
re/violenza nel rapporto uo- a casa lo stipendio.
mo/donna) accetta il rischio p Lea Melandri Al polo opposto, avanzano fi-
di apparire a sua volta «mole- p AMORE E VIOLENZA gure che investono sulla bellez-
sta» per lesa superficialità. p Bollati Boringhieri za e l’età giovane, offrono sesso
Lo scempio del corpo fem- p pp. 145, € 15 in cambio di benefici privati (e
minile è ormai ospite fisso nel- pubblici), e dicono di aver fatto
la cronaca, e una schiera di Lea Melandri fondò negli anni ’70 una scelta libera. Melandri le
esperti ci invita a vederlo co- con Elvio Fachinelli la rivista prende sul serio, si chiede cosa
me un raptus, quasi che l’uo- «L’erba voglio». Dal 1987 al 1997 significhi l’adesione programma-
mo fosse stato «rapito» da un ha diretto «Lapis» ta al modello «riposo del guerrie-
estemporaneo Mister Hyde. ro». E la vede come un tentativo
Melandri risale invece alla di volgere a proprio vantaggio,
«preistoria» di quella distrut- oltre che la legge dello spettaco-
tività, l’antica e conflittuale di- Uomo/donna Tra psicoanalisi e femminismo
pendenza dalla madre, che Si impone una perversa
Lea Melandri affronta il nesso amore/potere
La figura parentale forma di emancipazione,
estremizzando il ruolo
alle origini del «fattore
molesto», del conflitto
maschile/femminile,
tra privato e pubblico
Quanti disastri di sessualità di servizio,
ornamento, passatempo
lo, la dilagante bramosia di giovi-

fanno le madri
nezza; come «una forma di
nell’uomo si perpetua a dispet- emancipazione», sia pure per-
to delle negazioni, degli ausili versa e discutibile. È il «femmini-
psicologici e dei motti di spiri- le» che si emancipa «estremiz-
to sulle mamme nazionali, ita- zando il ruolo che si è visto asse-
liana, ebrea, black e così via. gnare: sessualità di servizio, or-
Composto di ampi saggi dai gno il clan degli uomini per la pro- bito alle donne per femminiliz- decide l’ordine delle sue giorna- namento, passatempo, attestato
titoli un po’ rituali, ricco del pria manutenzione? Per esem- zarlo, così come nel ’68 non è ba- te; e non per questo apre un con- di potenza; il femminile» che si
pensiero psicanalitico e del pa- pio, sentiamo continuamente stato dare valore al personale tenzioso con lui. Antico modello prende la sua rivalsa entrando
trimonio femminista, Amore e esaltare le doti femminili dell’em- per femminilizzare la politica. duro a morire, in particolare in nella sfera pubblica con una im-
violenza affronta il suo tema patia, della duttilità, del pragma- Sarà difficile cambiare finché si Italia, dove l’espressione Madre magine vistosamente sessuata,
muovendosi fra il vicino e il lon- tismo, come strada maestra ver- permette agli uomini di pensar- Coraggio non evoca l’arcitruffa- eccessiva, impresentabile.
tanissimo, fra la contempora- so un lavoro umanizzato: è la don- si, sotterraneamente, come gli trice di Grimmelschausen e Bre- Fra i due poli ci sono molti al-
neità e lo spazio/tempo delle na creativa. Se non che, quando eredi universali della razionalità. cht, ma un prototipo di madre tri modi di essere donna, e que-
origini, per mettere a fuoco le qualcuna prova a applicare quei Visione pessimista? Per verifi- eroico/oblativa. sta analisi della femminilità «a di-
teorie e le pulsioni sottese al bi- talenti, spesso incontra ostacoli carla è sufficiente scorrere gli or- Grazie al suo sguardo lungo, sposizione» non è il clou del libro.
nomio questione maschile/que- tali da farle ridimensionare le ganigrammi aziendali, politici, Melandri può dipanare l’intrec- Ma va meditata, perché non è da
stione femminile. Può così rivi- aspettative: è la donna «normaliz- accademici. Sarà difficile cam- cio fra nuovo, falsonuovo, vec- tutti riconoscere il nuovo quan-
talizzare le domande classiche zata». Poi ci sono l’ancella, la ma- biare finché la conflittualità fem- chio, similvecchio, che segna tut- do è sgradito, dozzinale - e per di
sul rapporto fra i sessi, compre- nager-immagine e la manager ad- minile resta debole. te le trasformazioni, ma in que- più alquanto triste. Che un vec-
sa la più classica, spostata al- detta o costretta allo sfoltimento E qui scatta il nesso con la sto caso è complicato dal fatto chio carico di denaro e potere
l’oggi: cosa chiede a una donna del personale; e altre ancora. Ne preistoria: titolare originaria del- che il rapporto uomo/donna sta compri uno stock di 100 collane
il civilizzato uomo moderno o parla Luisa Pogliana in Donne sen- l’umanizzazione è la figura ma- nel tempo lineare della storia e identiche per le sue ragazze non
postmoderno (parlo di un mo- za guscio (Guerini, 2009). terna, accogliente, paga del suo contemporaneamente nel tem- è solo questione di cattivo gusto;
dello, non di individui). O an- Ma il punto è, spiega Melan- ruolo. La madre mette ordine po ciclico della ripetizione. Con è la conferma della loro inter-
che: di quante donne ha biso- dri, che non basta aprire un am- nei cassetti del marito/figlio, non effetti a volte sconcertanti. scambiabilità.

ERMANNO duo: «Quanto più profondamen-


BENCIVENGA Empatia Elogio del co-sentire di Max Scheler: te penetriamo un uomo, attra-
La simpatia o empa-
tia è di moda. Mentre si allar- arriva dagli Anni 20 una proposta di salvezza
verso una conoscenza com-
prendente guidata dall'amore
Immagini
ga la meritata fama del grup- della persona, tanto più questi
po di ricercatori italiani che diventa per noi non intercam-
hanno scoperto e studiano
quei neuroni specchio che ne
costituiscono il fondamento
biologico, Jeremy Rifkin, in
Che in noi risuonino biabile, individuale, unico, inso-
stituibile e non rimpiazzabile».
La presunta sfera conoscitiva
menzionata sopra, figlia del di-

le gioie e i dolori altrui


un libro edito quest’anno in sinteresse e della neutralità, si
Italia da Mondadori (Civiltà rivela così non in grado di
dell’empatia), trova in essa adempiere alla sua promessa.
una speranza di salvezza tan- Sono solo scampoli di un’in-
to promettente e perentoria dagine ampia e lucida, vigorosa
quanto, qualche anno fa, era e originale; ma bastano per illu-
per lui l’idrogeno. Ma la popo- strare come quella che si consi- Pericolo: legge!
larità è spesso di ostacolo a dera una soluzione possa non = Le donne e i libri. Storia
un'analisi dettagliata e pro- essere altro che il nome di un di una passione atto secondo.
fonda; giunge quindi a propo- mistero. Dobbiamo dunque cer- Dopo Le donne che leggono
sito la nuova traduzione di un sono pericolose, ecco, di
classico testo sull’argomento, Una lucida analisi Stefan Bollmann, Le donne
Essenza e forme della simpatia, che leggono sono sempre
di Max Scheler (nella sua se- del filosofo tedesco: più pericolose (Rizzoli, pp.
conda edizione originariamen- una nuova convivenza 136, € 29, trad. di Manuela
te pubblicata nel 1923), curata Carozzi, prefazione di Silvia
con rigore linguistico e stori- basata sul rispetto Avallone). Una storia delle
co da Laura Boella. p Max Scheler
p ESSENZA E FORME
della reciproca diversità lettura femminile nei secoli,
Il pregio principale del la- tra dipinti e fotografie. Da
DELLA SIMPATIA
voro di Scheler consiste nella p a cura di Laura Boella care le basi di una nuova convi- Velázquez a Cartier-Bresson,
precisa tassonomia da esso of- p Franco Angeli, pp. 255, € 28 venza, si dice, non nell’interes- da Ingres a Tamara de
ferta di una costellazione di fe- «Abbraccio», particolare da un dipinto di Gustav Klimt se personale, nella fede o nella Lempicka (sopra, il suo
nomeni certo collegati ma de- ragione ma nell’empatia. Che Kizette in rosa). Una gallerie
cisamente distinti, che il di- ancora «nella sfera del compor- li e schizofrenici, l’atto sessuale prio io», e lo riscatta dall’istin- cosa vuol dire? In una semplice di lettrici: filosofe,
scorso comune e anche quello tamento conoscente» e non compiuto per amore in cui «en- to: «È amore materno solo quel- capacità di drammatizzare suffragette, sante, peccatrici,
filosofico tendono a confonde- comporta alcuna partecipazio- trambe le parti intendono tuf- lo che supera questa tendenza l’esperienza altrui? In un’unio- studiose della Bibbia,
re tra loro. A un estremo di ta- ne al sentire dell’altro. farsi in un’unica corrente di vi- [istintiva a riprendersi indietro ne mistica con la specie (del ge- sedotte, seduttrici, regine dei
le spettro troviamo il «ri-senti- Dimostrano maggiore parte- ta che non contiene più in sé il bambino] e mira al bambino nere che Hegel, poco benevol- salotti, insegnanti, amanti dei
re» e il «rivivere», caratteristi- cipazione il contagio affettivo, nessuno degli io individuali se- come a un essere autonomo che mente, avrebbe chiamato una viaggi... La letteratura, così
ci «dello storico di valore, del come nel caso dell’«allegria in paratamente». lentamente dall’oscurità dell’or- notte nera in cui tutte le vacche intonata al mondo
romanziere, dell'artista dram- una locanda o a una festa», e le Il genuino «co-sentire» (Mit- ganico sale a un livello di co- sono nere)? O facendo attenzio- femminile. Perché - ricorda
matico»: in essi «cogliamo ef- varie modalità dell’«unipatia (o gefühl) è al di là di questa fusio- scienza più alto». Chiudendo ge- ne gli uni agli altri, mantenendo Bollmann - «chi legge
fettivamente la qualità del identificazione) del proprio io ne: mantiene l’altro come altro, nialmente il suo discorso in un e rispettando la nostra recipro- romanzi, sostiene lo scrittore
sentimento altrui - senza che individuale con un altro», un’ac- come diverso da sé, e ne prova i circolo (o una spirale?), Scheler ca diversità e insieme sentendo Max Frisch, prova le storie
questo venga trasferito a noi centuazione o «per così dire un sentimenti come suoi, senza annuncia che solo il co-sentire, risuonare il nostro corpo e la come fossero vestiti. Se gli
o che un sentimento reale e caso limite del contagio»: il rap- identificarvisi. In questo modo, il quale è «sempre fondato su nostra anima della gioia e del stanno bene, se le tiene per
uguale venga prodotto in porto di una tribù primitiva con apre la strada all’amore, il cui un amore e senza amore ces- dolore dei nostri simili? un po’: ma quale donna ha
noi». Questo rivivere è qualco- il suo totem, gli antichi misteri «senso più profondo non è affat- sa», è fonte di vera conoscenza, Scheler, quantomeno, ci dà un solo vestito nell’armadio?
sa di più di un semplice giudi- religiosi, la suggestione ipnoti- to di prendere e trattare l’altro cioè di una comprensione speci- un vocabolario in cui comincia- Abbiamo sempre bisogno di
zio intellettuale, ma si situa ca, vari comportamenti infanti- come se fosse identico al pro- fica e particolare di ogni indivi- re a porci queste domande. nuovi romanzi».
VIII Costume e società
Carolina Invernizio La regina del feuilleton italiano
che sapeva infiammare l’immaginazione femminile
MASSIMO

L’onesta gallina
ROMANO

«Di spose ottime e co-


stumate donne l'Italia rigurgita
e troppo ci vorrebbe a registrar-
ne i trapassi, ma quante ne trovi
tra cotestoro, che abbiano sapu-
to conquistare i cuori di tutta
l'Italia e di metà dell’America e
siano state capaci di creare tan-
ti angioli di bianca perfezione e
tanti microcosmi di nera malva-
gità». Così Giovanni Papini, in
che covava delitti
un articolo sul Resto del Carlino ogni romanzo, con minime corre-
del 4 dicembre 1916, fulminava zioni. Usa un lessico povero, una
Carolina Invernizio, la regina sintassi da maestrina, aggettivi
del feuilleton italiano, con un ne- banali, ignora il chiaroscuro, la
crologio intinto nell’acido. sfumatura, esaspera i contrasti
Il successo popolare delle sue con l'uso delle figure retoriche
storiacce terrificanti aveva susci- dell’antitesi, dell’iperbole e del-
tato l'attenzione dei letterati del l’ossimoro («angelo tenebroso»,
tempo. Marino Moretti le dedica «orrida gioia», «terribile piace-
una poesia intrisa di nostalgia re», «deliranti carezze»).
adolescenziale e Guido Gozzano Questa «onesta gallina della
nel 1912 si reca a casa sua insie- letteratura popolare», come la
me al giornalista Emilio Zanzi in definì Gramsci, credeva nell’«ef-
occasione del 97˚ volume da lei ficacia del romanzo nell’educa-
pubblicato. Quando le chiede zione delle masse», fedele a una «La musica», ill. di Martin da «Modes et manières d’Aujourd’hui», 1913
una fotografia, la Invernizio gli vocazione pedagogica tipica del-
consiglia di far pubblicare la sua: la cultura dell’epoca, da De Ami-
«Lei è un poeta che ha molto suc-
cesso tra le signore perché scri-
cis a Carducci. La triade Dio-Pa-
tria-Famiglia, fulcro ideologico Per i bibliofili Illustrazioni di moda
ve molto bene, è molto elegante dell’Italia postunitaria, viene uti-
ed è molto giovane», e motiva il lizzata dalla Invernizio per esal- primo ’900, un capolavoro d’arte grafica
suo rifiuto dicendo: «Io sono una tare soprattutto il mito della fa-
signora per bene: sono la moglie miglia, attraverso i valori del-
di un colonnello del commissaria-
to: non sono una attrice, non so-
no una ballerina».
In effetti la sua fu una vita
Carolina Invernizio con il marito capitano Quinterno e la figlia Marcella

rie di baci e lacrime, pugnali e ve-


l’onore e del decoro, dove trionfa
la donna come angelo del focola-

Tra baci e lacrime,


Come far parlare
O

150
tranquilla e povera di eventi. Na- leni, carezze e spasimi, vendette e
ta a Voghera nel 1851, figlia di un
funzionario di Casa Reale, diret-
tore delle gabelle, che con il tra-
sferimento della capitale a Fi-
tradimenti, cortigiane dissolute e
madri sventurate, ladri dell’onore
e loschi avventurieri, concluse do-
po mille peripezie con la punizio-
pugnali e veleni,
carezze e spasimi: così
palpitavano i cuori
i vestiti
di sartine e portinaie
e l’eleganza
renze nel 1865 porta con sé la fa- ne dei colpevoli e il trionfo degli in-
miglia, nel 1881 sposa il tenente nocenti, facevano palpitare il cuo-
dei bersaglieri Marcello Quin- re delle sue «gentili lettrici», so- re. L’uomo, che sia un giovane
terno, da cui avrà una figlia. A prattutto sartine, modiste, came- onesto o un seduttore libertino,
ventisei anni pubblica presso riere, portinaie, ma anche donne è soltanto un burattino manovra-

U
l’editore Salani Rina o l’angelo della piccola e media borghesia. to da lei, utile alle esigenze della n gioiello per i bibliofili, dzuoka; i pochoir colorati dal
delle Alpi (1877), il primo di una
serie di oltre centoventi roman-
Libri d’Italia «Macchine per sognare» costrui-
te con titoli ad effetto, da consu-
trama e nulla più.
Non c’è traccia nei suoi ro-
l’incontro fra illustrazio-
ne di moda e arte grafi-
grande enlumineur Jean Saudé,
in grado di riprodurre attraverso
Per il 2011
zi in quasi quarant’anni di attivi- mata esperta di marketing: La se- manzi dell’Italia di Crispi e di ca: è l’album Modes et Ma- gli stampini ogni minimo detta-
tà. Nel 1896 si trasferisce a Tori- DIGERITA DALLO STRUZZO polta viva, Il bacio di una morta, Il Giolitti, con gli scandali, le re- nières d’Aujourd’hui curato da glio, sia un puntino sia una sotti-
no e nel 1914, in seguito alla pro- cadavere nel Po, La morta nel bau- pressioni, le imprese coloniali, e Santo Alligo per l’editore Little lissima riga, come anche una sfu-
mozione a tenente colonnello Carolina Invernizio, negli le, con un’ossessione necrofila da sono rari i riferimenti a eventi Nemo. Con il Journal des Da- matura». L’editore Corrard vole-
del marito, si sposta a Cuneo, do- anni scorsi, ha avuto una far invidia a Poe. storici: l’attentato a Umberto I mes e des Modes e la Gazette va far parlare i vestiti e l’eleganza
ve muore di polmonite nel 1916. sorta di postumo Nell’Italia umbertina e giolit- ne Il figlio dell’anarchico (1901), il du Bon Ton forma il trittico del-
Moglie esemplare e madre riconoscimento venendo tiana l’analfabetismo raggiunge- processo alla Contessa Lara in le riviste più «innovative e affa-
affettuosa, borghese onesta e accolta nel catalogo va il 90 per cento e nella capitale Lara l’avventuriera (1909), la scinanti», pubblicate in Francia
Un album ripropone
cattolica fervente, ama le pellic- Einaudi con il romanzo subalpina il 70, per cui era un’abi- guerra di Libia in Odio di araba fra il 1912 e il 1915, culle dello stile «Modes et Manières
«Il bacio di una morta»
ce eleganti e i cappellini ornati
(a cura di L. Scarlini, pp.
tudine diffusa la lettura ad alta vo- (1912), e la Grande Guerra ne La déco. Le tavole di Modes et Ma- d’Aujourd’hui», rivista
di piume di struzzo, e ha la civet- ce nelle portinerie delle puntate fidanzata del bersagliere (1916). nières, firmate nei primi tre nu-
teria, perdonabile in una signo- XXX-319, € 11, 50). che uscivano sulla Opinione nazio- Col suo «faccino da gatto soa- meri da Lepape, Martin e Bar- in stile Déco che celebrò
ra perbene come lei, di postici- Altri titoli: «Nero per nale di Firenze e poi sulla Gazzetta ve» (Toti Scialoja) sapeva in- bier, sono raccolte in volume per la grazia femminile
pare la data di nascita di sette signora» (Editori Riuniti); di Torino, non solo dei romanzi di fiammare l’immaginazione fem- la prima volta.
anni, un peccatuccio di vanità «Spazzacamino» (Salani); Carolina Invernizio, ma anche dei minile che, come ha rilevato Ce- «Difficile sottrarsi al loro fa- femminile... Guardate la Donna e
smascherato soltanto in occasio- «La vendetta di una modelli francesi a cui si ispirava, ronetti, «non è eccitata da quel scino ipnotico - scrive Alligo -, guardandola capirete di essere in
ne del convegno di Cuneo a lei pazza» , «La via del Sue, Hugo, Ponson du Terrail, che è curioso, ma piuttosto dalla dove tutto concorre allo splendi- pieno Rinascimento».
dedicato e curato con inaspetta- peccato» e «Il treno della Montépin, Ohnet. ripetizione dell’usuale», cesellan- do risultato finale: la cifra stili- Alligo svolge una minuziosa
to successo da Guido Davico Bo- morte» (Mursia); «Delit La casalinga di Voghera scri- do come merletti truculenti de- stica degli artisti, in una delle anamnesi storica ed estetica, ri-
nino e Giovanna Ioli nel 1983. d’na bela fia - La Bassa ve cinque ore al giorno ogni mat- litti d’alcova, mentre Salgari sul- migliori stagioni della loro vita; percorrendo origini, tecniche, stili,
Ispirate alla cronaca nera e Russia» (Viglongo). tina e, come Simenon, impiega le rive del Po fantasticava di la stampa su pregiata carta Ja- esaminando intenzioni e risultati
ai resoconti giudiziari, le sue sto- non più di una settimana per duelli e arrembaggi. pon delle manifatture di Shi- di ogni artista.
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SABATO 4 MARZO 2011
LA STAMPA IX

Burlesque La storia di un genere


che torna in auge, fra cinema e moda Fotoromanzo
FRANCESCO
TROIANO

«C’era un diversivo
nazionale noto col nome di
burlesque, consistente in una
Quelle foliès
non amate
brigata di comici piuttosto
volgari spalleggiati da venti
ballerine o più. Alcune grazio-
se, altre sciupate. Certi comi-
ci erano divertenti, ma la
maggior parte degli spettaco-
li era composta di sconce sce-
nette imperniate sul sesso:
una cosa cinica e triviale».
Così Charlie Chaplin, nel-
da Chaplin Sofia, interprete di fotoromanzi
la sua autobiografia, si espri-
meva, descrivendo la città di
Chicago nel 1910. Era severo,
Sofia, che sogno
troppo. Basti pensare che tra = Così bella da far resuscitare i
i maggiori artisti dell’esecra- morti. Fu così che nei primi Anni
to genere v’era pure Buster Cinquanta Sofia Scicolone fu
Keaton, già noto per la sua ribattezzata Lazzaro da un
mimica ed il talento acrobati- regista di fotoromanzi . Lo
Altre due illustrazioni da «Modes et manières d’aujourd’hui»: co che saprà, poi, portare dal ricorda Vincenzo Mollica
sopra «Sheherazade» di Barbier, 1914; palcoscenico al cinema muto. introducendo Sofia Loren
sotto «Le ali nel vento» di Marty, 1919 Di burlesque - o, meglio, di rapita dal cinema. I
new burlesque - si è tornato a fotoromanzi di Sofia Lazzaro
parlare negli ultimi anni, sul- (1950-1952), a cura di Roberto
la scorta di alcuni spettacoli Baldazzini, edito da
e, recentemente, di due film: Struwwelpeter (pp. 262, € 28,
l’omonimo di Steve Antin, ap- www.struwwelpeter.it).
pena giunto sui nostri scher- Prima di brillare nel mondo di
mi, e quel Tournée d’imminen- celluloide (da L’oro di Napoli a La
ciociara), Sofia inanellerà cinque
Sex appeal con ironia, fotoromanzi, nel volume
raccolti, due integralmente (Non
dall’Inghilterra posso amarti) e Prigioniera di un
vittoriana al vintage sogno), tre parzialmente - là
dove risalta, in particolare, la
dei giorni nostri, Evans, Dirty Martini, Gypsie bellezza dell’attice che vincerà
con Dita von Teese Rose Lee, Kitten on The Keys, due premi Oscar.
Satan’s Angel, Dee Milo hanno Tre le storie apparse su Sogno,
te uscita che, diretto da Ma- fatto la storia d’una forma di due su «Cine Illustrato, in cui la
thieu Amalric, ha vinto il pre- spettacolo capace di esercitare procace Sofia ammaliò l’Italia
mio per la regia all’ultimo Fe- un’influenza più vasta di quan- popolare. A cui si
stival di Cannes. La vicenda to si creda (ad esempio, sul ci- aggiungeranno ulteriori platee,
affascinante del burlesque - si nema di Russ Meyer o, ai gior- lettrici e lettori dei fogli
ritiene derivi dal latino bur- ni nostri, sul trio vocale The sudamericani Para ti amor e
rae, vocabolo introdotto da Puppini Sisters, popolare in Mujeres Celebres che
Ausonio, a significare «face- Gran Bretagna). accoglieranno due
Per Lepape la donna è «la mu- zie» - viene ora ripercorsa da Ovviamente, dalle origini interpretazioni di donna Sofia.
sa che gli permette di cogliere fino Lorenza Fruci, giornalista e p Lorenza Fruci ad oggi, qualcosa è mutato: Tra le curiosità, Walter Molino, il
in fondo l’essenza dell’eleganza e scrittrice romana, in Burle- p BURLESQUE l’elegante, impeccabile bellez- pittore che racconterà i maggiori
della grazia... graziosa come la sque, che trova nelle numero- p Alberto Castelvecchi Editore za di Michelle L’amour, Cathe- fatti di cronaca sulla Domenica
carne, e tenera come la rosa». Bar- se foto d’epoca un ulteriore p pp. 252, € 25 rine D’Lish o della già citata Di- del Corriere dopo Beltrame. Non
bier volge lo sguardo «alla Grecia motivo d’interesse. ta von Teese è figlia di un’epo- poche celebrità, saranno
o al Settecento o all’Oriente». L’autrice è molto abile nel ca in cui - come ha, con acutez- protagoniste di romanzi a
Martin ha il gusto «per i colori ac- guidarci dall’Inghilterra vitto- intercettando una certa stan- za, annotato la sociologa Ca- fumetti da lui disegnati: da Clark
cesi e contrastanti, riconducibili riana, ove nella seconda par- chezza per la pornografia e la therine Hakim nel suo saggio Gable a Vittorio Gassman, da Liz
in parte ai pittori Fauves». te del XIX secolo il burlesque sua esplicitezza. Erotic capital - è acquisita no- Taylor alla stessa Sofia Loren,
Ogni numero di Modes et Ma- consolidò la propria popolari- Il burlesque ha sempre, sul zione che il sex appeal assicuri interprete di La peccatrice,
nières d’Aujourd’hui, nata il 9 tà presso le fasce della socie- versante del sesso, preferito potere nelle società avanzate autore L. Solm: «Maddalè, bella.
p Santo Alligo maggio 1912, riuniva dodici «plan- tà meno abbienti (foliès dei po- l’ammiccamento pruriginoso, (le quali, difatti, forniscono dei Me mozzerei n’orecchio come ‘l
p MODES ET MANIÈRES ches» affidate di volta in volta ad veri, lo definisce Dario Salva- dalla prima tournée di Lydia «supporti tecnici per accresce- vangogghe per un bacio tuo!».
D’AUJOURD’HUI un solo artista. Il lettering della te- tori nella sua sfiziosa introdu- Thompson e della sua compa- re il capitale erotico», dal Cia- «Sarebbe bello che o prima o poi
p prefazione di Giuliano Ercoli stata venne disegnato da Lepape. zione), fino ai giorni nostri, in gnia di British Blondes nel 1868 lis al silicone). venisse organizzata una mostra
p Little Nemo Editore Trecento copie a numero. In tutto cui il new burlesque - pur rima- alle danzatrici del ventre viste Insomma, dove c’è un busi- dedicata alle immagini,
p pp. 240, € 65
sette numeri, l’ultimo, con la data nendo nel solco della tradizio- alla Fiera mondiale di Chicago ness, giunge il capitalismo: è ovviamente ingrandite, di questi
p Il prezzo si riferisce all’edizione
in legatura cartonata (500 co-
del 1922, uscì nel 1923: il testo era ne per quanto riguarda sce- nel 1893: costume giunto sino per questo, probabilmente, fotoromanzi», auspica Vincenzo
pie numerate); l’edizione rilega- firmato da Paul Valéry. nografie, coreografie e ap- ad oggi, sino alle esibizioni per- che l’imperfetta e florida Dir- Mollica. Nel volume compaiono
ta con arazzo costa € 175. Rari gli album «giunti comple- proccio ironico - trova espres- fette di Dita von Teese. Fra su- ty Martini della pellicola di anche quelle di Sofia nuda
p Il volume sarà presentato alla ti fino a noi». Ora l’acribia del filo- sione pel tramite delle cultu- dore e tondini copricapezzoli, Amalric c’intenerisce. Consa- ancella nel film Era lui...Sì!Sì di
Mostra del Libro antico di Mila- logo e la passione dell’editore resu- re attuali, ad esempio sulla le signore - artiste e non spo- pevoli, come siamo, che pure Girolami, Metz e Marchesi,
no, 11 - 13 marzo scitano quella «stagione irrime- scia della tendenza vintage gliarelliste, come amano preci- la nostalgia non è più quella 1951: allora censurate in Italia,
diabilmente perduta». che furoreggia nella moda, o sare - conosciute come Dixie d’una volta. ma esportate in Francia...

Dopo quello di Amélie,


il mondo candido e lunare
di una venditrice di sorrisi.
Che finisce in un sogno.

«Un romanzo forte, coinvolgente


e pieno di humour. In più vero.»
– l’Espresso
www.sperling.it
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X Classifica SABATO 4 MARZO 2011
LA STAMPA

P
uò consolarsi la prof. tentata di togliere il disturbo autobiografico Citati, paguro delle patrie lettere, si è pre- cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione a oltran-
AI PUNTI perché questa scuola disastrata ormai vuol far di sentata battagliera nel salotto «progressista» di Fazio: co- za». Ma per questo servirebbe una umile alleanza tra la
LUCIANO GENTA tutto a scapito dell’essenziale missione, «insegnare e munque la si pensi, ha il merito di parlare e scrivere chiaro Mastrocola e la Passamaglia, firmata Starnone e portata
studiare»: il suo ripetuto cahier de doléances conquista i e forte, costringe a confrontarsi e prender posizione nel me- in tv dalla Littizzetto. In apparenza agli antipodi, una tut-
100 punti, con un valore in copie vendute sopra le 8500, nel- rito del «che fare». Certo è ben poco sociologica e ancor me- ta cattedra, programma e registro, l’altra dedita alla prio-
Anche la tabella dei primi 10, in cui entrano il romanzone di Wil-
bur Smith - amori e avventure, petrolio e terrorismo islami-
no scientifica, ma non è una reazionaria. A volte sono i
«conservatori» a indicare una «rivoluzione». Ne è un esem-
rità di ascoltare, comprendere, accogliere cuori e corpi dei
suoi più incasinati allievi: eppure, da una loro collaborazio-
co in terra d’Africa -; l’icastico Mosè ritratto da Erri De Lu- pio il vegliardo Hessel, ora 4˚ assoluto, con cui la prof. con- ne potrebbe scaturire una sintesi fruttuosa di apprendi-
la prof. ca, per scolpire con nuove sillabe i dieci annunci dell’unica
divinità; la storia vera vissuta e raccontata da Franco Di
divide un’appassionata indignazione: potrebbe sottoscrive-
re l’invito a «una insurrezione pacifica contro i mass me-
mento e socializzazione, eccellenza e integrazione. In comu-
ne già hanno un tratto decisivo: sono persone caparbie,

si indigna Mare, reporter tv nelle carneficine tra Serbia e Bosnia, An-


ni 90. Paola Mastrocola, già promossa da un simpatetico,
dia, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono
il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della
puntigliose. E l’esempio, per nostra fortuna, oggi vien dal-
l’alto. Sgradito solo a chi razzola in basso.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 79 73 57 45
1 2 3 4 5
Togliamo Il profumo La legge Indignatevi! E disse
il disturbo delle foglie del deserto
di limone
MASTROCOLA SÁNCHEZ SMITH HESSEL DE LUCA
GUANDA GARZANTI LONGANESI ADD EDITORE FELTRINELLI

43 42 38 37 37
6 7 8 9 10
Non chiedere L’uomo che Io e te La mappa Il terrazzino
perché non voleva del destino dei gerani
amare timidi
DI MARE MOCCIA AMMANITI COOPER MARCHESINI
RIZZOLI RIZZOLI EINAUDI NORD RIZZOLI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. E disse 45 1. Il profumo delle foglie di... 79 1. Togliamo il disturbo 100 1. Cotto e mangiato 27 1. La versione di Barney 34 1. Diario di una schiappa... 25
DE LUCA SÁNCHEZ MASTROCOLA PARODI RICHLER KINNEY
10,00 FELTRINELLI 18,60 GARZANTI 17,00 GUANDA 14,90 VALLARDI 12,00 ADELPHI 12,00 IL CASTORO

2. Non chiedere perché 43 2. La legge del deserto 73 2. Indignatevi! 57 2. Benvenuti nella mia cucina 27 2. Il piccolo principe 19 2. Alice nel paese delle... 13
DI MARE SMITH HESSEL PARODI SAINT-EXUPÉRY -
18,00 RIZZOLI 19,60 LONGANESI 5,00 ADD EDITORE 14,90 VALLARDI 7,50 BOMPIANI 4,90 WALT DISNEY

3. L’uomo che non voleva... 42 3. La mappa del destino 37 3. Ogni cosa alla sua stagione 29 3. I dolori del giovane Walter 22 3. La solitudine dei numeri... 17 3. La principessa e il ranocchio 13
MOCCIA COOPER BIANCHI LITTIZZETTO GIORDANO -
18,00 RIZZOLI 19,60 NORD 17,00 EINAUDI 18,00 MONDADORI 13,00 MONDADORI 4,90 WALT DISNEY

4. Io e te 38 4. India mon amour 28 4. La questione morale 28 4. Le ricette di Casa Clerici 19 4. Se questo è un uomo 16 4. Gli aristogatti 11
AMMANITI LAPIERRE DE MONTICELLI CLERICI LEVI -
10,00 EINAUDI 16,50 IL SAGGIATORE 14,00 CORTINA 15,90 RIZZOLI 10,50 EINAUDI 4,90 WALT DISNEY

5. Il terrazzino dei gerani... 37 5. La fuga del signor Monde 27 5. Vandali. L’assalto alle... 28 5. Instant English 16 5. Il giorno in più 13 5. Via le zampe dalla pietra... 11
MARCHESINI SIMENON STELLA; RIZZO SLOAN VOLO STILTON
17,50 RIZZOLI 17,00 ADELPHI 18,00 RIZZOLI 16,90 GRIBAUDO 13,00 MONDADORI 8,50 PIEMME

6. Le Beatrici 35 6. La ragazza del lago 21 6. Viva l’Italia! 26 6. Falli soffrire 2.0... 14 6. Il giovane Holden 12 6. La bella addormentata... 11
BENNI FOSSUM CAZZULLO ARGOV SALINGER -
9,00 FELTRINELLI 5,00 SPERLING & KUPFER 18,50 MONDADORI 15,00 PIEMME 12,00 EINAUDI 4,90 WALT DISNEY

7. Mammut 34 7. La nave dei morti 21 7. Fuori! 23 7. The secret 12 7. È una vita che ti aspetto 12 7. Pinocchio 10
PENNACCHI CUSSLER; DU BRUL RENZI BYRNE VOLO -
17,00 MONDADORI 19,60 LONGANESI 17,50 RIZZOLI 18,60 MACRO 12,00 MONDADORI 4,90 WALT DISNEY

8. Odore di chiuso 32 8. Gli inganni del cuore 18 8. La patria bene o male 21 8. È facile smettere di fumare... 12 8. L’ombra del vento 12 8. Alla ricerca di Nemo 10
MALVALDI STEEL FRUTTERO & GRAMELLINI CARR RUIZ ZAFÓN -
13,00 SELLERIO 19,90 SPERLING & KUPFER 18,00 MONDADORI 10,00 EWI 13,00 MONDADORI 4,90 WALT DISNEY

9. Il cimitero di Praga 28 9. Nemesi 17 9. Un eremo non è un guscio... 18 9. Detox. Più sani, più... 9 9. Il bambino con il pigiama... 12 9. Cars 10
ECO ROTH ZARRI CHENOT; SUCHET BOYNE -
19,50 BOMPIANI 19,00 EINAUDI 19,50 EINAUDI 16,50 SPERLING & KUPFER 10,00 BUR 4,90 WALT DISNEY

10.La moneta di Akragas 25 10.Red 14 10.La fabbrica dell’obbedienza 17 10.Le diete della salute 8 10.I dannati di Malva 11 10.Biancaneve e i sette nani 10
CAMILLERI GIER REA LAMBERTUCCI TROISI -
15,00 SKIRA 16,60 CORBACCIO 16,00 FELTRINELLI 18,00 MONDADORI 10,00 MONDADORI 4,90 WALT DISNEY

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 1100 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 20 AL 26 FEBBRAIO.

S L
iamo donne, non è da tut- Di questa forza, «anche» di co- a seconda edizione della prio titolo, è un’antologia. Tren-
ti!». Il grido di una Irina, PROSSIMA municazione, della creatrice del Biennale Democrazia, a CHE LIBRO FA ta scrittori tedeschi di origini
«cittadina d’Europa im- gruppo di «Rivolta femminile»,è Torino a metà aprile, straniere hanno contribuito rac-
migrata in Italia», ha ispirato il MENTE testimonianza l’intera sua eredità avrà un titolo suggestivo e cru- ...IN GERMANIA contando come vivono, rifletten-
titolo del nuovo saggio di Luisa MIRELLA APPIOTTI «politica» quanto soprattutto let- ciale: «Tutti. Molti. Pochi». E GIOVANNA ZUCCONI do su quanto gli appelli all’inte-
Muraro, Non è da tutti-L’indici- teraria, che l’editore et-al sta ri- ora in Germania esce un Mani- grazione nascondano la volontà
bile fortuna di nascere donna, proponendo, con un encomiabile festo dei Molti, «Manifest der di una società omogenea, e an-
che esce l’8 marzo da Carocci: il
modo con il quale la docente uni-
Staffetta impegno partito l’anno scorso con
Taci, anzi parla del 1973.
Vielen», in risposta al bestsel-
ler «razzista» (con o senza vir-
Il banchiere che ridendoci sopra. Non c’è pe-
rò nulla da ridere, per esempio,
versitaria, protagonista del fem-
minismo nei 70, cofondatrice del-
la comunità filosofica «Dioti-
Carla Lonzi Martedì, mentre della Lonzi
esce Vai pure, lacerante dialogo
con Pietro Consagra, compagno
golette) del banchiere Thilo
Sarrazin: la Germania si sta
distruggendo, gli immigrati
com’è nel caso di Naika Foroutan, uno
degli autori del Manifesto, che
ha ricevuto minacce di morte
ma» nonchè della Libreria delle
Donne, celebra la festa dell’altra
Muraro di una lunga parte di vita, al Mu-
seo del Novecento di Milano sarà
non si integrano, gli immigra-
ti stanno lavorando per l’estin-
razzista per aver rivelato falsità e mani-
polazioni statistiche nelle tesi di
metà del cielo, tuttora in trincea. presentato Autoritratto, il libro zione dei tedeschi, gli immigra- Sarrazin.
Poco interessata ad appunta- «montato» nel 1969 dalla futura ti turchi e arabi son buoni sol- Nel frattempo i sondaggi mo-
menti istituzionali, tipo la «Con- femminista, al tempo critica d’ar- tanto a fare i fruttivendoli, gli strano quanto l’islamofobia sia
ferenza mondiale delle donne», te emergente, come un viaggio-col- immigrati sono inferiori, «il in aumento. Un altro libro
a Caracas in questi giorni, Mu- loquio, continuamente sprezzato, continuo aumento dei meno (Islamfeindlichkeit. Wenn die
raro continua a «lavorare» con nosciuta leader italiana e che con- con i suoi amici artisti, dalla Ac- forti e dei meno intelligenti strapiena, con vino e danze co- Grenzen der Kritik ver-
acribia di studiosa e nulla di divide «con una di quelle straordi- cardi a Paolini, Fontana, Kounel- renderà meno forte il futuro me raramente accade alle pre- schiwimmen, ossia «Quando i
femminilese, sulla sua posizione narie formule,"la differenza della lis, Twombly. della Germania», eccetera. Il sentazioni di libri. Aslan, famo- confini della critica sfumano»)
di fondo (Irigaray): «l’Uomo donna sono i millenni di assenza In contemporanea con l’aper- tutto moltiplicato per un milio- so come il George Clooney del ne esamina dottamente le radici
non esiste, esistono uomini e don- dalla Storia. Approfittiamo della tura, alla Braidense per la Fonda- ne e duecentomila copie. ministero degli Interni, è consu- storiche e le sfumature attuali.
ne», interpretata di recente an- differenza!"» che Carla Lonzi, zione Mondadori, della mostra «Non siamo fruttivendoli lente governativo e giornalista Qualcuno auspica che i musul-
che nelle Tre lezioni sulla diffe- grande figura nella lotta delle don- Dalla parte di lei e di un «Meri- di prodotti marci», ha esordi- della Cnn e portavoce della Con- mani in Germania vengano ac-
renza sessuale, Orthotes Editri- ne, scomparsa appena cinquan- diano» per Alba De Cespedes. to Ali Aslan alla presentazio- ferenza islamica, cioè la smenti- cettati come già è accaduto agli
ce. Un «pensiero della differen- tenne nell’82, «ha saputo coniare» Riprova che l’8 marzo, anche ne del Manifesto dei Molti al ta vivente alle tesi di Sarrazin. ebrei: paragone benintenziona-
za» del quale la filosofa è la rico- (Sputiamo su Hegel). nel 2011, è molto più che mimose. teatro Gorki di Berlino, sala Il libro, coerentemente al pro- to ma non felicissimo.
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Diario di lettura SABATO 4 MARZO 2011
LA STAMPA XI

Enrico Tallone

L’editore-tipografo
GIOVANNI rispondo senza derogare: il mio
TESIO
livre de chevet è l’Arneudo, un di-
L’approdo - via Parigi zionario per le arti grafiche, pub-
- è Alpignano. Dal Marais alla blicato a Torino nel 1927 che con-
villa di via Diaz 9, dove i torchi tiene con proprietà e misura tut-
severi continuano la tradizione to lo scibile tipografico. Se do-
di Aldo Manuzio e di Bodoni. vessi ritirarmi in un monastero,
Dai Filosofi greci presocratici quello mi porterei».
al libro appena uscito di Euge- Oltre a suo padre, maestri di
nio De Signoribus, Nessun luogo lettura?
è elementare, in un bell’armadio «Mio padre scomparve quando
in noce primo Ottocento tutte io avevo quattordici anni e il suo
le edizioni attualmente a catalo- lascito fu l’atmosfera, furono gli
go di un’impresa d’eccezione, amici che continuarono a fre-
nata nel nome del padre, l’Al- quentare casa nostra: Piero Pel-
berto Tallone Editore: Cicero- lizzari, Jacques Naville, ma più
ne, Orazio, Catullo, Cino da Pi- di tutti Roger Lautray, un anzia-
stoia, Boccaccio, Bembo, Tas- no operaio di mio padre che par-
so, Manzoni, Perrault, Lamarti- tiva da Digione per insegnarci
ne, Ungaretti, Sinisgalli, Berto- l’arte del libro, una capacità di la-
lucci, Zolla, Luzi, Alda Merini e voro assoluta, nessun movimen-
così via. Erede di un lascito così to sprecato, un incredibile cono-
prezioso, il figlio Enrico - cin- scitore. Lui ha sempre incarna-
quantasette anni maturati al to per me l’uomo del libro».
perseguimento di mirabili uto-
pie tipografiche - dal padre ha «Come manufatto uno
preso molto, ma più di tutto il
sentimento dei caratteri a dei libri più complessi
stampa, la competenza forgia- è il "Dantino"
ta al fuoco di una passione do-
minante: la ricerca di una bel- del Giubileo, richiese
lezza senza fronzoli, il nitore di due anni di lavoro»
una pagina sempre limpida-
mente unica ed essenziale. Più prosa o più poesia nelle
Lei alla Fiera di Rimini ha sue letture?
partecipato ieri a una tavo- «Più poesia, forse, ma anche
la rotonda sulla «bellezza qui per un fatto pratico. La pa-
estetica» degli e-book. Che La casa editrice Tallone È in Alpignano dal 1959, quando Alberto Tallone, il capostipite, rientrò in Italia da Parigi. gina poetica è sempre cangian-
ci fa un uomo dei torchi nel L’allievo di Maître Darantière, «il più felice degli operai», come si raccontò alla madre, scomparirà nel 1968. te. Ogni pagina di poesia è di-
mondo degli ultimi ritrova- versa dall’altra».
Saranno la moglie Bianca e i figli Aldo (deceduto vent’anni fa) ed Enrico, a continuarne l’opera. Nella cattedrale
ti elettronici? Nomi?
«Ci fa il provocatore, cercando tipografica vicino a Torino sono stati via via composti Boccaccio e Dante, Tasso e Leopardi, Virgilio e Collodi, «Non posso non ricordare Dan-
di mostrare come certe arditez- Montale e Neruda, che incoronò Alberto Tallone «Maestro de la claridad, profesor de pureza, héroe del libro». te e Petrarca. Dante letto a più
ze tipografiche abbiano antici- riprese. Come manufatto uno
pato e non siano in contrasto dei libri più complessi che sia
con le conquiste del virtuale, no- uscito dai nostri torchi è il "Dan-
nostante lo smaterializzarsi del tino" del Giubileo. A settecento
carattere - che è poi scultura anni di distanza dal Giubileo di
del pensiero - possa indurre a Bonifacio VIII una Comedìa che
pensarlo. Si tratta di compren- richiese due anni di lavoro».
dere che lo scopo di qualsiasi Petrarca per l’Editore Tallo-
comunicazione scritta è la sua I PREFERITI Forma e contenuto intimamente legati: una lezione ne vuole dire soprattutto
leggibilità e che la ricerca della Gianfranco Contini.
chiarezza diventa essenziale». antica che il signore dei torchi, ieri alla Fiera di Rimini, «Certo. Vuole dire una consue-

«Dai presocratici
f ha indicato come essenziale per il mondo degli e-book tudine che è durata nel tempo.
Vuole dire il saggio fondamenta-
le sulla lingua del Petrarca, vuo-
ai moderni, dall'antico le dire lettere, incontri, gite, libri
a oggi, la nostra
officina è un vasto
caleidoscopio»
Lei vuole dire che - oggi co-
CURZIO MALAPARTE
La pelle
“Che bellezza che hanno segnato la mia giovi-
nezza evocando l’intero percor-
so della letteratura italiana».
Quali altri poeti?
«Di certo Mario Luzi. Ma la ri-
velazione è stata per me la poe-

comporre
me ieri - la bellezza è il sale tessa amazzonica Márcia
Adelphi, pp. 379, € 20
della comunicazione? Theóphilo, che vive a Roma e
«Proprio così. Se forma e con- «Per la potenza narrativa che scrive sia in portoghese sia
tenuto fossero slegati, legge- ma anche per l'affresco in italiano. Di lei nel 2000 abbia-
remmo da secoli libri fitti di se- storico che restituisce» mo pubblicato il Canto della fo-
gni stenografici, già usati dal li- resta amazzonica Kupahúba,
berto Tirone al foro romano l’Albero dello Spirito Santo, in
per trascrivere le arringhe di
Cicerone.
Guardando dentro l’arma-
dio dei gioielli viene da sta-
re al gioco della domanda
stupidina: letti tutti?
«In verità per anni ho avuto ti-
f
la Città del Sole”
Canti Orfici di Dino Campana e un testo straordinario come La pomorfismo. Nei caratteri vedo
cui vengono cantati i miti della
foresta, le voci del fiume, del
vento, degli animali, dei fiori, de-
gli alberi, una polifonia arcaica
e modernissima».

«Il Petrarca di Contini,


more di avvicinarmi ai libri di le traduzioni di Ceronetti: l’Ec- città del sole di Campanella, che nasi occhi pose atteggiamenti, in-
mio padre. Molti li ho letti tanti clesiaste, Il Cantico dei cantici. ho letto dietro le indicazioni di dovino il piede di un ballerino di l’orgoglio di aver
anni dopo e alcuni li devo legge- Beppe Fenoglio Ceronetti ha il dono tutto suo Luigi Firpo. Un testo di prodi- tango. Questo è il mio imprinting. pubblicato il saggio
re ancora. Soprattutto in princi- I 23 giorni nelle introduzioni e nei saggi di giosa chiaroveggenza, che tutti Niente da fare, casco sempre lì».
pio ero preda di un assoluto sen- non annoiare. In Campana - dovrebbero conoscere». Venendo però alla sostanza, fondamentale sulla
so di inferiorità e non pensavo della città di Alba nel suo libro che è unico - trovo C’è un libro modello che vor- qual è stato il libro della sua lingua del Canzoniere»
di potercela fare». Einaudi, pp. 145, € 9,50 invece un formidabile contra- rebbe eguagliare? infanzia «distruttiva»?
Dunque il lascito di suo pa- «Per l’epica densità dei fatti sto tra energia muscolare e in- «Sì, amerei fare un libro bello co- «Sicuramente Le avventure di Una prospettiva sempre
dre, oltre che un lascito di e per il grande stile telletto poetico. Ma una passio- me quello che fece mio padre con Pinocchio, perché fu sempre aperta, di ampio respiro.
competenza tecnica, è stato che li vivifica» ne speciale nutro anche per I promessi sposi a cura di Marino un libro di casa. E in questo «Non c’è dubbio. Dai presocra-
anche un lascito di letture? una lettura curiosissima, il Sa- c’entra mia madre, toscana tici ai moderni, dall’antico a og-
«Certo, mio padre era sem- tor Arepo, il quadrato magico «Le vicende di ciascun di Vinci. Pinocchio, insomma, gi, un caleidoscopio molto va-
pre circondato di libri, pro- palindromo che nelle lettere lo abbiamo praticato parec- sto. I grandi del Medioevo e
prio perché un editore è un
catalizzatore di libri. E que-
f raccoglie il carattere, l’astra-
zione, il gioco e la magia uni-
stampatore sono
per me un romanzo,
chio, tanto che uno dei miei
più cari amici è il pittore Pao-
del Rinascimento, Erasmo, gli
utopisti. E poi Foscolo, Leopar-
sto ormai capita anche a me. versali. "Il grande seminatore lo Tesi, che si dichiara "Pinoc- di, per arrivare a De Signori-
Ma ho ben presente che il mio che tiene con perizia le sfere mio padre Alberto chio vivente"». bus. Testi tradotti e testi in lin-
esordio - mio e di mio fratello dell’universo", il cui lubrifican- è il supremo libro» Il livre de chevet? gua originale, molti bilingui
Aldo, scomparso vent’anni fa te pare essere il dolore». «Più che un libro, direi pile, veri (ma mai la traduzione a fronte,
- fu piuttosto l’esordio di due Segreta ambizione di unità? Parenti. Non so se riuscirò mai a e propri pericoli incombenti. Ma troppo scolastica). I sonetti di
distruttori. A Parigi avevamo «Può darsi. Non a caso su di me raggiungere la qualità di un libro molti sono libri che parlano di ca- Shakespeare, l’Amleto, Neru-
in casa un magnifico album PRIMO LEVI hanno esercitato un grande fa- come quello. Magari poterlo fare ratteri, di storia della tipografia, da, Asturias, Venezia nei Can-
ricco di figure, di costumi e La chiave a stella scino i filosofi presocratici, che con un inedito...». dove le vicende di ciascun stam- tos di Pound tradotto dalla fi-
piangevamo finché qualcuno nel nodo della poesia tengono in- Mi sembra che lei alla fine lei patore sono per me un romanzo. glia Mary de Rachewiltz».
Einaudi, pp. 190, € 10
non ci metteva tra le mani il sieme scienza, morale e poesia. torni sempre al suo mestiere Il grande fascino viene dal fatto Perché Pound?
bibelot che noi abbiamo finito «Ho conosciuto diversi Parmenide, Anassagora, Melis- di editore-stampatore. che i caratteri si rifondono, e «Pound è sfrenato, mescola pit-
per sfasciare con molta dedi- meccanici piemontesi che so, Pitagora, Zenone, ma Empe- «Non riesco ad avvicinarmi a questo significa che nei caratte- togrammi, greco, dialetto vene-
zione, con molto scrupolo». quanto a psicologia docle su tutti, per la sua leggen- una qualsiasi pagina senza farne ri di oggi continuano a vivere co- to, i più diversi linguaggi. Litania
E poi? assomigliano in modo da, la fama di mago e le facoltà un’analisi estetica, perché ogni me lievito, per quanto in misura notturna a Venezia è il più bell’in-
«E poi sono ben venuti i libri impressionante a Faussone» profetiche, oltre alla divinità volta vengo attratto dai caratte- infinitesimale, i caratteri di Gu- no alla città del leone di San Mar-
letti. Per me indimenticabili i presunta. Ma anche gli utopisti, ri, dalla ricchezza del loro antro- tenberg. Ma a domanda precisa co. È poesia che ti porta».