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DOSSIER PALMA IL VECCHIO DI MAURO ZANCHI

direttore Philippe Daverio

MENSILE - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/04 N. 46), ART. 1, COMMA 1 DCB-C1-FI - ANNO XXX - € 5,90
EROS

DISTRIBUZIONE: ME.PE. MILANO - NUMERO 319 MARZO 2015 - ISSN 0394-0179 - CM X5319Q
fuORI PORtA
>il corpo e la campagna,
seduzioni boschive
nella pittura veneta,
in stanley spencer, in courbet,
nel romanticismo tedesco

VAN GOGH 125 ANNI DOPO


IL NuOVO MuSEO E tuttI GLI EVENtI
IN MOStRA:
jACOb LAwRENCE
MORANDI
PALMA IL VECCHIO
CARPACCIO
Foto Paolo Turini
Guarda il video
della presentazione
di Philippe Daverio
sul canale
Artedossier
di Youtube

L’aRtE coME NoN L’aVEtE MaI VISta.


Né toccata.
“I Grandi dell'arte”, una collana digitale di monografe d’arte dedicata ai maestri della pittura antica e moderna.
Trenta opere per artista con immagini navigabili ad alta risoluzione, esplorabili nei minimi dettagli e confrontabili tra loro
per soggetto e nei particolari. Una produzione editoriale Giunti con la collaborazione di Centrica. In italiano e in inglese.
Disponibili per iPad su AppStore: collana completa a € 9,99; singolo artista € 2,69.

BottIcELLI GIaMBattISta tIEPoLo


LEoNaRDo Da VINcI VINcENt VaN GoGH
RaFFaELLo GUStaV KLIMt
caRaVaGGIo cLaUDE MoNEt
JaN VERMEER MaRc cHaGaLL
Gherardo delle Notti
Quadri bizzarrissimi e cene allegre
a cura di Gianni Papi

Galleria degli Uffizi

Gherardo delle Notti


Quadri bizzarrissimi e cene allegre

Il catalogo della mostra forentina presenta l’opera di


uno dei cosiddetti “caravaggisti del Nord”, Gerrit van
Honthorst (Utrecht 1592-1656), noto in Italia con
il soprannome Gherardo delle Notti, in virtù della
sua predilizione per i notturni suggestivi. Il maestro
della pittura “a lume di candela” viene in contatto con
l’ambiente caravaggesco a Roma, negli anni Dieci del
Seicento, insieme ad altri artisti olandesi. Un incontro
fra diversi “realismi” determinante per gli sviluppi
dell’arte dei Paesi Bassi ma importante anche per l’arte
italiana. Gherardo fu apprezzato dai principali mecenati
del tempo, dal cardinale Scipione Borghese al granduca
di Toscana Cosimo II de’ Medici.
ibile
cartonato con sovraccoperta Dispon e
21 x 29 cm anch
k
272 pp. a colori
prezzo 34 euro in eBoo

Firenze, Galleria degli Ufzi, 10 febbraio - 24 maggio 2015


StreSS cittadino

editoriale
Mensile culturale di GIUNTI EDITORE

Numero 319 - marzo 2015


(chiuso in tipografa il 2 febbraio 2015)
e piaceri di campagna
Contiene inserti redazionali
Ciò che non manca non si desidera. È infatti nello stare
Direttore PHILIPPE DAVERIO
Comitato scientifco: reclusi fra le mura cittadine che nasce la passione per la
Rosalba Amerio Tardito, Achille Bonito Oliva,
Paolo Dal Poggetto,
campagna; ben lo sapeva Orazio, ormai a Roma presso
Christoph L. Frommel, Augusto Gentili, Mecenate quando scriveva: «Ille terrarum mihi praeter
Irving Lavin, Jolanda Nigro Covre,
Antonio Paolucci, Giandomenico Romanelli, omnes angulus ridet» cioè quell’angolo di terra mi sorride
Orietta Rossi Pinelli, Nicola Spinosa, più di tutti gli altri. Per apprezzare la natura occorre esser-
Claudio Strinati, Alessandro Tomei,
Piero Torriti, Matthias Winner ne leggermente deprivati. E presso il medesimo Mecenate,
Direttore responsabile Virgilio scrive le sue Bucoliche. Il caos del traffco di Roma
Direttore editoriale generava già allora la coscienza della campagna. È questo
Claudio Pescio
forse il motivo che porta Ambrogio Lorenzetti a dipinge-
Redazione
Ilaria Ferraris (caporedattore)
re a metà del Trecento, quando le città tornano a essere
Elena Agudio (coordinamento direzione) popolose, l’affresco dell’Allegoria ed effetti del buon gover-
Michela Ceccantini (segreteria di redazione),
Sara Draghi, Giovanna Ferri no dove rispetto a una città densa e concentrata appare
Grafca e impaginazione
una campagna perfettamente ordinata, ma sia l’una che
Leonardo Di Bugno l’altra comportano valori eticamente condivisi. Per secoli
Hanno collaborato a questo numero il rapporto fra città e campagna verrà visto sotto questa
Enrica Crispino (redazione Dossier dicotomia: anche le Très Riches Heures du Duc de Berry
e controllo fattuale),
Barbara Giovannini dei Limburg seguono una simile impostazione e solo nella
Ricerca iconografca
mutazione in corso con il Polittico dell’Agnello mistico di
Archivio iconografco Giunti Gand la natura, gli alberi, il volo degli uccelli iniziano ad
Pubblicità e marketing avere un loro diritto autonomo nella rappresentazione.
Antonella Rapaccini Un fenomeno parallelo ma non analogo avviene nella
Cecilia Torrini
Venezia di fne Quattrocento: questa volta sono gli artisti MARZO 2015
Pubblicità interna
Angelica Dionisio di campagna che vengono a diffondere un verbo nuovo fra
Edoardo Frascino (grafco) le calli. Cima da Conegliano, Giorgione da Castelfranco
Concessionaria esclusiva di pubblicità Veneto, Tiziano dal Cadore portano un’inattesa sensibilità
Progetto srl nella città di pietra di Carpaccio, perché con i boschi e gli
Milano
Corso Italia 10 - alberi, con lo zefro e con la tempesta entra nella pittu-
tel. 02 8526800 - fax 02 8526830
Roma Viale del Monte Oppio 30 - ra la sensorialità, e con questa la sensualità, quella delle
tel. 06 4875522 - fax 06 4875534 sante vestite con il corpetto aderente al seno come quella
Trento Via Grazioli 67 -
tel. 0461 231056 - fax 0461 231984 delle Veneri distese dinnanzi ai monti. E ben più lo farà,
e-mail info@progettosrl.it
www.progettosrl.it
quasi immediatamente dopo, l’altro veneto non veneziano
Paolo Veronese ponendo gli interni architettonici in co-
Direzione, redazione e amministrazione stante dialogo con l’esterno naturale. La strada è aperta ai
Giunti Editore “foresti”: ai Bassano, a Lambert Sustris che viene da Am-
via Bolognese 165 - 50139 Firenze
Tel. 055 50621 - Fax 055 5062298 sterdam, e a questa sensualità si converte Albrecht Dürer
per contattare la redazione:
www.artonline.it/contatti che scendendo a Venezia e scoprendola appena, passa il
www.giunti.it Brennero. Se la primogenitura sembra essere veneta, la
sua diffusione diventa ovviamente europea, come le mer-
www.artonline.it
ci e le arti che da Venezia si diffondono. Da allora, forse
inconsapevolmente, la dicotomia città-campagna impera.
Servizio abbonati
Tel. 055 5062424 Solo la Francia inventa un modello alternativo: è la stessa
Fax 055 5062397
c.c.p. 12940508
corte che esce dalla città per recludersi a Versailles, ma ci
intestato a Art e Dossier, Firenze vorrà un secolo perché la natura si possa vendicare nelle
e-mail periodici@giunti.it
www.giuntiabbonamenti.it bucoliche disgressioni di Watteau. Poi Parigi si riscatta, fa
la sua rivoluzione e tutto torna urbano fnché non si sco-
pre che la pittura all’aria aperta è più sana di quella nello
studio: è in questo senso che Courbet come Friedrich si
possono considerare i rinnovatori romantici se non d’uno
stile, d’un modo di vivere.
cartonato Quanto è cambiata la moda in relazione
22,3 x 26,5 cm
al design e alle altre discipline pro-
224 pp. a colori
uali? Il libro traccia il percorso
to cambiamento in una
a assolutamente ori-
abbracciando un
do che va dagli an-
nquanta a oggi.
6

marzo 2015
Art news

9 camera con vista


Il posto di Norman di Luca Antoccia

10 storie a strisce
La vertigine orizzontale di Sergio Rossi
13 blow up
Questa è guerra!, Elgort, Marco Polo di Alberta Gnugnoli

14 XXI secolo
L’ Antico Testamento secondo Bruno Bordoli
Dalla testa al quadro, passando dal cuore
di Jean Blanchaert

18 Grandi mostre. 1
Jacob Lawrence a New York
The Great Migration di Elena Agudio
22 XX secolo. 1
Stanley Spencer
Campagna, Bibbia e sesso di Antonello Negri
28 Il Museo Immaginario
Disperso, riscoperto di Il Museo Immaginario

30 Grandi mostre. 2
Giorgio Morandi a Roma
Bianco d’argento, terra di Siena, blu di Prussia
di Maria Cristina Bandera

36 Musei da conoscere
Il “nuovo” Van Gogh Museum di Amsterdam
Come si diventa Van Gogh di Claudio Pescio
42 Studi e riscoperte. 1
Gustave Courbet e il corpo femminile
Quando la carne sgorga dal pennello
di Maria Teresa Benedetti

48 Studi e riscoperte. 2
Spitzweg e i romantici tedeschi
Prudenti sguardi indiscreti di Cristina Beltrami

In copertina:
54 la pagina nera
Ma quella villa reale se la passa ancora male di Fabio Isman
Gustave Courbet, 58 Grandi mostre. 3
La donna tra le onde Palma il Vecchio a Bergamo
(1868), New York, Lo spettacolo della bellezza di Maurizia Tazartes
Metropolitan
Museum of Art. 64 Studi e riscoperte. 3
Il sogno di Raffaello di Marcantonio Raimondi
Nude in riva al fume di Francesca Di Gioia
DOSSIER:
Palma il Vecchio 70 Letture iconologiche
San Giorgio e il drago di Carpaccio
di Mauro Zanchi
Il cavaliere e la bestia di Augusto Gentili
76 Aste e mercato
a cura di Daniele Liberanome

78 in tendenza
Giorgio Morandi: io ballo da solo di Daniele Liberanome

80 Libri a cura di Gloria Fossi

83 di che segno sei?


Sandro Botticelli. Il pittore sghiribizzoso e stravagante
di Haydée Rodinis

84 100 mostre a cura di Ilaria Rossi


TEFAF

art news
maastricht
L’edizione 2015 del Tefaf, dal 13 al 22 marzo,
uno degli appuntamenti più attesi dagli
appassionati e dagli operatori del settore,
presenta duecentosettantaquattro tra le più
importanti gallerie del mondo con opere
che vanno dalle antichità egizie all’arte
contemporanea dell’Estremo Oriente (in
foto, bottega di Sandro Botticelli, Madonna
col Bambino e cardellino, Firenze, Galleria
Moretti). Anche quest’anno il Tefaf Museum
Restoration Fund offre un suo consistente
MARZO 2015 contributo a iniziative presentate da isti-
tuzioni pubbliche: sono stati premiati con
un’assegnazione di 50mila euro due progetti
di restauro, entrambi su dipinti di Francisco
de Zurbarán – il San Francesco d’Assisi in
meditazione del Museum Kunstpalast di
Düsseldorf e il San Serapione del
Wadsworth Atheneum Museum
Il video della of Art di Hartford – che hanno
mostra su
youtube.com/ attualmente necessità di inter-
artedossier venti di carattere strutturale ed
Tutte estetico. Info: www.tefaf.com
le news
sono su
www.fondoambiente.it

artonline.it

AAF
milano
Arte contemporanea per tutte
le tasche, con proposte originali
anche per chi cerca di investire su
nomi emergenti. Così Affordable
Art Fair, alla sua quinta edizone
presso Superstudio Più dal 19 al
22 marzo, ospita ottantacinque
gallerie internazionali che pro-
pongono opere tra i 100 i 6mila
euro (in foto, Gian Piero Gaspa-
GIORNATE FAI rini, Twiggy, 2014, Saliceto di Al-
seno, Piacenza, Galleria Palma
dI pRImAvERA Arte). Tra le novità di quest’anno
lo spazio “Young Talents” e una
Aree archeologiche, palazzi, borghi, giardini, chiese, sezione dedicata alla fotografia.
castelli spesso inaccessibili, fnalmente visitabili. Anche Info: www.affordableartfair.com
quest’anno, il 21 e 22 marzo, durante le giornate Fai
di primavera, gli oltre settemila volontari del Fondo
ambiente italiano permetteranno agli appassionati
di conoscere oltre settecentocinquanta luoghi di par-
ticolare interesse storico-artistico raramente aperti
al pubblico: con la guida degli oltre venticinquemila
“apprendisti ciceroni”, giovani studenti, i visitatori
potranno ammirare, tra gli altri, i fastosi ambienti
di palazzo Chigi a Roma, sede del Governo italiano;
a Milano, l’Archivio storico Ricordi, a Bari il com-
plesso di Santa Scolastica e il suo bastione; a Genova
i depositi di Palazzo bianco, a Palermo la sede storica
della Banca d’Italia; a Firenze villa La Quiete (in foto).
Info: www.fondoambiente.it

6
Save Italy

giù le mani
giù le mani dalla storia
dalla storia di Leonardo Piccinini

L
Lo scenografico insieme di
quella massa articolata di ar-
A Gubbio zione e riuso» (sic). Un pro-
getto dal sapore bancario,
scomparsa». Sarebbe una
catastrofe, purtroppo con il
chitetture” di una monocromia il secentesco un’irreparabile manomis- via libera, a quanto pare,
sublime”, come osservò Guido Loggiato dei sione per creare un centro della locale Soprintendenza;
Piovene riferendosi al grigio per mostre e congressi…«Il siamo ancora in tempo per
calcare con il quale venne co-
tiratori dell’Arte cambiamento più signifca- fermare questo insulto a uno
struita l’antica Gubbio, fa di della lana rischia tivo», riferisce la stampa lo- dei più importanti centri sto-
piazza Quaranta Martiri un
punto privilegiato per poter
di diventare cale, «vedrà la chiusura con
infssi in vetro delle aperture
rici d’Italia? ▲

cogliere l’insieme della città, un centro del loggiato recuperando


eretta nei secoli sulle pendici per mostre una superfcie fnora poco
del monte Ingino. Sulla piazza, fruita. Figurano telai in ac-
l’antico Campus Mercatalis, da
e congressi ciaio e vetro posti all’interno
un lato la chiesa di San France- con il placet, dei pilastri, vetri ad alta tra- Il secentesco
sco, dedicata al santo che qui
sarebbe stato accolto dopo
pare, della sparenza e autopulenti. È
previsto l’uso di tende oscu-
Loggiato dei tiratori
dell’Arte della lana
la rinuncia ai beni paterni. E Soprintendenza ranti a rullo, per eventuali in piazza Quaranta
al lato opposto, ai piedi della locale proiezioni, che saranno a Martiri a Gubbio.
città medievale, il lungo edif-
cio trecentesco dello Spedal
grande, preceduto dal portico
per il mercato e sovrastato dal
monumentale Loggiato dei ti-
ratori dell’Arte della lana, che
la corporazione dei tessitori
aggiunse nel Seicento. Il log-
giato coperto serviva per “ti-
rare” i panni, cioè asciugare la
stoffa una volta tinta, tesa in
modo da farle assumere una
lunghezza e una larghezza de-
terminata. Questo raro esem-
pio di opifcio del Seicento è
anche una splendida quinta
che conferisce ulteriore va-
lore prospettico al già citato
quadro cittadino. Peccato che
sulle logge, ora della Fonda-
zione Cassa di risparmio di
Perugia, incomba un progetto
di «restauro, rifunzionalizza-

7
il teatro
il teatro della bellezza
della bellezza
Ilaria Ferraris

n
Nell’anno dell’Expo a Milano, differenziata per le diverse fa-
la GAMeC di Bergamo dedica sce di età. Comprende un vero
un’importante mostra a Palma e proprio spettacolo di video-
il Vecchio, innovatore dell’arte proiezioni con animatrice in om-
veneta tra Quattrocento e Cin- bra, musica, suoni, profumi, se-
quecento, con il suo naturali- guito da una visita in mostra
smo poetico e la creazione di davanti alle opere allestite, nel
un nuovo canone di bellezza
femminile. L’esposizione – ol-
percorso espositivo, con un’a-
posita scenografa didattica. La i l M u s e o
tre quaranta opere provenienti
dai più importanti musei del
Dama allo specchio e il man-
tello del Signore, invece, pre- d e l v e t r o
mondo, tra cui diverse pale vede una visita animata in mo-
d’altare finora mai spostate stra, seguità da un’attività murano (venezia)
dalle sedi originarie – propone creativa in laboratorio, con carte, Spazi espositivi quasi raddoppiati e un progetto
attività didattiche per scuole e stoffe e colori, per scoprire e museografco completamente rinnovato per il Museo
famiglie con un taglio teatrale, reinterpretare le sontuose sfu- del vetro. Parte della rete dei Musei civici veneziani,
basato su videoproiezioni, ana- mature cromatiche nelle opere il museo ha riaperto lo scorso febbraio dopo consi-
lisi del linguaggio visivo, mani- dell’artista. stenti interventi di riammodernamento e riallesti-
polazioni creative e dramma- Per le famiglie, oltre alle ani- mento delle sale antiche di palazzo Giustinian e di
tizzazioni sonore, per offrire al mazioni e alle videoproiezioni, un’area delle Conterie – un’ex fabbrica di perle di
visitatore una lettura emozio- sono previsti laboratori creativi vetro adiacente al giardino del museo – recuperata
nante dell’opera dell’artista. su prenotazione nel fne setti- per includere parte del percorso espositivo della
Il Palma e l’invenzione della mana, oltre all’audioguida per collezione permanente (dall’arte romana a oggi) e
Bellezza, per esempio, è una adulti e bambini, compresa nel mostre temporanee. info: www.visitmuve.it
vista animata pensata per le prezzo del biglietto, per scoprire
scuole, dalla primaria alla se- i dettagli, i gesti e le storie dei
condaria di secondo grado, dipinti in mostra. ▲

Luci, suoni,
animazioni
alla scoperta
dell’opera
di Palma il Vecchio
prospettiva vegetale
Altre attività montreal
didattiche su
artonline.it/ In occasione della mostra Giuseppe Penone. Prospet-
kids tiva vegetale, a Firenze a Forte Belvedere fno al 5 ot-
tobre 2014, è stato realizzato da Francesco Fei un flm
Palma il Vecchio. Lo sguardo documentario (in foto, un frame). Con soddisfazione
della bellezza del regista, dell’artista, del Comune di Firenze e della
dal 13 marzo al 21 giugno Sprintendenza per il Polo museale forentino, l’opera
Bergamo, GAMeC è stata selezionata per partecipare, dal 19 al 29 marzo,
via san Tomaso 53 nella sezione “Horizons”, al 33rd International Festival of
Info e prenotazioni: 035-0930166 Films on Art (FIFA), il più importante festival al mondo
www.palmailvecchio.it dedicato ai flm sull’arte. Info: www.artffa.com

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camera vista con

IL posto
dI norman
di Luca Antoccia

I
n pochi casi cinema pittura e foto- 1916 al 1964 (stesso incarico ricevuto poi da “Look“)
grafa si scambiano di ruolo come signifca che le sue immagini hanno una qualità mi-
avviene nell’opera di Norman steriosa che le fotografe non possono avere. Qua-
Rockwell (1894-1978), di cui si è da lità che va cercata nel perfetto dominio espressivo
poco chiusa un’importante antolo- ed emotivo del colore, della “luce colorata”, unita
gica alla Fondazione Roma Museo a un approfondimento psicologico di cui la foto-
- palazzo Sciarra. Basterebbe ve- grafa si fa complice nell’indagare ma che poi solo
dere i suoi quadri per capire che l’immagine dipinta può restituire. Rockwell usa la
Rockwell era pittore vero, nella fotografa a partire dagli anni Venti per ritrarre i
scia di Winslow Homer o Edward Hopper, ma con una diffe- suoi soggetti e carpirne dinamica, gesti, posture ed
renza: l’orgogliosa consapevolezza di essere un illustratore, espressioni (prima di allora metteva i modelli in
ovvero uno che racconta storie per immagini. Ed eccoci al movimento sorretti da carrucole e argani!). Anche
cinema, il grande rivale e il grande alleato, e lo stessi dicasi i suoi manifesti per il cinema, altro suo punto di
per la fotografa, con la quale Rockwell ingaggia una gara contatto, rivelano un accostarsi consapevole a un
che sembrerebbe destinata presto a una sconftta e invece mondo da cui riceve ma a cui dà molto. Emblema-
no. Se il “Saturday Evening Post” gli affda la copertina dal tici sono i rapporti con Disney, di cui si professa
devoto ammiratore, e con Frank Capra, i cui flm,
specialmente It’s a Wonderful Life, sono ampia-
mente debitori dell’immaginario e dell’iconografa
rockwelliani. Altrettanto signifcativo è il suo le-
game con gran parte del cinema americano fno ad
arrivare a Coppola, Lucas, Spielberg (del 2010-2011
la mostra al Smithsonian American Art Museum
di Washington dei dipinti di Rockwell posseduti
dai due ultimi cineasti) fno ai fratelli Cohen. Il
sogno americano, di cui Rockwell è stato il grande
ma non ingenuo cantore, al cinema non può non
fare i conti con questo corpus ingente di tipi, si-
tuazioni, colori e umori. Roger Deakins, il grande
direttore della fotografa dell’Uomo che non c’era e
Fratello dove sei? ma anche di Revolutionary Road è
forse il tramite più chiaro di questo solido innesto.
Rockwell che, come Rembrandt, omaggiato in un
celebre autoritratto insieme agli altri suoi mae-
stri Van Gogh, Picasso
Di Norman Rockwell: e Dürer, si riempiva lo
a sinistra, studio di cimeli e costumi
Shuffeton’s Barbershop per i suoi dipinti, è un
(1950); altro prezioso tramite tra
in alto, grande pittura e cinema,
The Runaway (1958). attraverso la fotografa. ▲

9
a t isc e

lA vertigine Fun di Paolo Bacilieri,


liberamente ispirato
orizzontAle all’Orizzonte verticale
di Stefano Bartezzaghi,
è un viaggio tra le caselle
di Sergio Rossi bianche e nere
del cruciverba,

A
lzi la mano chi non ha mai preso in mano “La
settimana enigmistica” e non ha mai fatto il
tra fumetto, vita vissuta
cruciverba in prima pagina, o anche un diffci-
lissimo quanto mitico Bartezzaghi (ieri il padre,
e immaginata
oggi il fglio), oppure non si è addentrato nelle
spire metamorfche del cruciverba più diffcile giochi, sciarade e quant’altro, apparve il
del mondo che redige Ennio Peres. O, infne, chi primo cruciverba della storia realizzato
non ha mai considerato una qualsiasi rivista di dall’immigrato inglese Arthur Wynne. La
cruciverba tra le tante che affollano le edicole e forma non era quella quadrata che cono-
le case degli italiani anche fuori dagli ozi estivi.
Il cruciverba è ovunque: nei giornali (alcuni sono
dei veri appuntamenti imperdibili per i lettori),
nei periodici, e anche nei libri scolastici come
esercizio più piacevole da proporre agli studenti.
Gli autori sono spesso e volentieri anonimi: un po’
per vezzo, un po’ per tradizione.
Al cruciverba Stefano Bartezzaghi, fuoriclasse
dell’enigmistica oltre che fglio e fratello d’arte
(suo padre è il mitico Piero Bartezzaghi, suo fra-
tello Alessandro è autore di cruciverba e condiret-
tore della “Settimana enigmistica”), ha dedicato
L’orizzonte verticale (2007), un bel saggio sulla
storia di questo celebre passatempo edito da Ei-
naudi. Oggi quel libro è diventato la base di un
altro volume sull’enigmistica e non solo, Fun (Co-
conino Press, Bologna 2014), scritto e disegnato
da Paolo Bacilieri, già autore della notevole bio-
grafa sentimentale Sweet Salgari (ancora Co-
conino Press), oltre che fumettista per la Sergio
Bonelli Editore. Va subito detto che Fun non è l’a-
dattamento a fumetti del saggio di Bartezzaghi,
quanto pituttosto un punto di partenza per un
viaggio all’interno della storia del cruciverba, per
raccontare come questa s’incrocia con la storia
del fumetto con cui divide il luogo di nascita: le
pagine del quotidiano “New York World”. Sulle
pagine di un inserto di quel giornale vide infatti
la luce lo Yellow Kid di Richard F. Outcault, quello
che, a torto o a ragione, è considerato il primo per-
sonaggio della storia del fumetto nel 1895, mentre
nel Natale 1913, nell’inserto “Fun” dedicato a

10
battezzò il caporedattore di “Fun” fnché lo cederà a un’amica
della fglia, Margaret Farrar che non aveva mai fatto prima un
cruciverba. In poco tempo Margaret Farrar diventerà la signora
del cruciverba: addirittura è lei a inventare la forma che cono-
sciamo oggi, l’incrocio tra verticali e orizzontali e tutto il resto.
Sarà poi una raccolta di cruciverba il primo libro edito nel 1924
da una neonata casa editrice destinata a diventare una delle più
famose del mondo, la Simon & Schuster, che per prudenza si
cela sotto l’etichetta Plaza Publishing Company. La raccolta è un
bestseller immediato che fa scoppiare la febbre del cruciverba in
America e, da lì, in tutto il mondo.
Bacilieri non si limita a raccontarci la storia del cruciverba,
sciamo e la sua struttura era molto più ma ci racconta anche i luoghi, le persone e il mondo culturale in
complicata, si chiamava Word-Cross ma cui si muovevano. Ecco allora la creazione di personaggi come
funzionava. Wynne terrà saldamente le re- lo scrittore e intellettuale Pippo Quester, che ha casualmente (?)
dini fno al 1920 del Cross-Word, come lo le fattezze di Umberto Eco (altro appassionato di giochi enig-
mistici), che incrocia il suo
lavoro con Zeno Porno,
sceneggiatore di fumetti
e alter ego fumettistico di
Bacilieri, il quale scova
dei parallelismi tra i cru-
civerba e i primi eroi della
storia del fumetto. Nel frat-
tempo, Quester è seguito
da una spia misteriosa che
non mancherà di palesarsi,
mentre Zeno ha una serie di
incontri con amici e parenti
le cui storie sembrano inca-
strarsi in qualche modo tra
loro, proprio come le defni-
zioni di un gigantesco cru-
civerba di cui non si riesce
però a intuire lo schema.
Sullo sfondo le bellissime
architetture della Milano
odierna e della New York
di inizio Novecento che Ba-
cilieri sa disegnare e nello
stesso tempo rendere pro-
tagoniste come pochi altri
autori al mondo. Non rac-
contiamo la fne perché non
c’è, o almeno non ancora:
questo è solo il primo vo-
lume, speriamo che l’attesa
del secondo sia breve. ▲

http://www.coconinopress.it/
autori/paolo-bacilieri/fun.html
http://sweetsalgari.blogspot.it

Alcune tavole
tratte da Fun di Paolo Bacilieri
(Coconino Press, Bologna 2014).

11
novità
novità da baku
da baku Cristina Baldacci

s
Si chiama YARAT - Contem- YARAT, la giovane con la mostra Love Me, Love Questa collettiva, che com-
porary Art Space, “creare” in Me Not alle Tese dell’Arsenale prendeva un gruppo di artisti
azerbaigiano, l’organizzazione organizzazione no (anche per quest’anno YARAT dai linguaggi eterogenei, ma
no proft fondata dall’artista, proft di Baku, capitale ha in serbo un nuovo progetto accomunati dal fatto di prove-
oggi curatrice-direttrice, Aida dell’Azerbaigian, da presentare durante la Bien- nire da territori confnanti, tra
Mahmudova con un pugno di nale), riproposta con alcune cui l’azerbaigiano Faig Ahmed
amici nel 2011 a Baku, sulle
inaugura a marzo modifiche lo scorso anno a (1982) e il turco Kutluğ Ataman
rive del mar Caspio. Nata per un centro per l’arte Baku stessa nell’Heydar Aliyev (1961), può essere presa come
promuovere gli artisti cauca- contemporanea Center, l’edifcio che ha valso esempio per illustrare la linea
sici e centroasiatici seguendo all’architetto iracheno-britan- curatoriale che verrà seguita
un modello improntato sulla nico Zaha Hadid il premio De- anche nel nuovo centro per
condivisione, in quattro anni di sign of the Year del Design l’arte di YARAT. Il suo primo
attività YARAT ha avviato un Museum di Londra per il 2014. obiettivo sarà infatti presen-
progetto dedicato agli artisti tare e mettere a confronto le
emergenti, aperto una galleria esperienze di artisti nati o at-
in cui gli introiti delle vendite tivi tra l’Azerbaigian e i paesi
vengono equamente suddivisi limitrof (Georgia, Iran, Turchia,
tra l’artista e l’organizzazione, Russia…) e di far emergere le
costruito una serie di studi d’ar- specifcità artistico-culturali di
tista per facilitare lo scambio un’area geografca in rapido
internazionale con un pro- cambiamento.
gramma di residenze. La mostra inaugurale sarà
Ma la novità più recente è dedicata a Shirin Neshat, arti-
l’inaugurazione, prevista pro- sta-emblema dell’arte medio-
prio nel mese di marzo, di un rientale, impegnata da anni
centro per l’arte contempora- nell’indagine del complesso si-
nea con circa duemila metri stema sociale islamico e, in par-
quadrati di spazi espositivi, che, ticolare, del ruolo che la donna
oltre alle opere della collezione ricopre al suo interno. s
permanente, ospiteranno mo-
stre temporanee, un diparti-
mento didattico-educazionale
e una biblioteca. Il nuovo cen-
tro contribuirà a consolidare il Shirin Neshat,
già vivace piano di partnership Javid, dalla serie
e collaborazioni che YARAT ha The Home of My Eyes
intrapreso con istituzioni vicine (2014-2015).
e lontane per far conoscere
l’arte mediorientale nel mondo.
Uno degli ultimi progetti è YARAT - Contemporary Art Space
stata la partecipazione alla Baku (Azerbaigian)
Biennale di Venezia del 2013 www.yarat.az

12
questa è guerra!
eLgort,
marco poLo
di Alberta Gnugnoli

q
uesta è guerra! Cento anni di confitti messi a fuoco
dalla fotografa (Padova, palazzo del Monte di Pietà,
dal 28 febbraio al 31 maggio, www.fondazioneca-
riparo.net) racconta un secolo di guerre attraverso
centoventi immagini tra le più emblematiche dei
diversi confitti, perché la fotografa ha radical-
mente cambiato la rappresentazione della guerra
con una diffusione planetaria. Così la guerra civile
spagnola, narrata dai combattenti di entrambe le
fazioni, è espressa dalla foto celeberrima della miliziana che si adde-
stra a sparare, scattata da Gerda Taro, la compagna di Robert Capa.
Arthur Elgort. The Big Picture (Milano, Galleria Carla Sozzani fno
al 6 aprile 2015, www.galleriacarlasozzani.org) illustra la carriera del
fotografo cresciuto a New York (1940) che per primo ha introdotto lo
stile “snapshot”, le istantanee, nella fotografa di moda. Elgort debutta
su “Vogue UK” nel 1971 con una tecnica da reportage e le modelle libere
di muoversi sul set, in strada, mentre il fotografo cerca di cogliere i
veri momenti «in cui non si può fngere». In mostra circa ottanta foto
tra cui gli scatti in cui posano con spontanea originalità top model
come Naomi Campbell.
Marco Polo. La via della seta nelle fotografe di Michael Yamashita
(Torino, MAO - Museo d’arte orientale, fno al 12 aprile 2015, www.
maotorino.it), in collaborazione con “National Geographic Italia”, Qui sopra, In alto,
accoglie settantasei immagini di grande formato del fotografo ame- Arthur Elgort, Gerda Taro,
ricano di origine giapponese (1949), sulle tracce di Marco Polo, da Azzedine Alaia Donna della milizia
Venezia verso il Medio Oriente, e Naomi Campbell repubblicana che si
lungo la via della seta, fno al ri- (1987). addestra sulla spiaggia,
torno lungo le coste dell’Indonesia fuori Barcellona (1936).
e dell’India. Un ricco reportage,
durato quattro anni, che offre una In breve:
fnestra privilegiata su un mondo Emil Otto Hoppé: Il Segreto svelato
così vasto e vario di culture. s Bologna, Fondazione MAST
fno al 3 maggio
Michael Yamashita, www.mast.org
Una donna
di Minab, in Iran, Hiroshi Sugimoto
con il volto coperto Modena, Foro Boario - Fondazione Fotografa
dal tradizionale hijab dall’8 marzo al 7 giugno
(fne anni Novanta). www.fondazionefotografa.org

13
XXI secolo
L’Antico Testamento secondo Bruno Bordoli

dalla testa al quadro


passando dal cuore
Jean Blanchaert

A Porlezza, in provincia di Como, vive Bruno Bordoli, l’unico


pittore del piccolo comune. Espressionista autodidatta,
ex maestro elementare, l’artista ha rivolto la sua attenzione
all’illustrazione dell’Antico Testamento.
Oltre duecentocinquanta tavole dipinte con immediatezza,
attraversate da un’ampia gamma cromatica e vissute
con una sorprendente intensità.

I
n principio era la grande esplo- Le illustrazioni di Bruno anni fa la laringe si spostò
sione e la grande esplosione era verso il basso e l’uomo ab-
Bordoli sull’Antico Testamento
presso Dio e la grande esplosione sono state realizzate bandonò i versi e cominciò
era Dio. Dio disse: «Sia il Big dal 2007 al 2013. a parlare. Settantamila anni
Bang» e il Big Bang fu. Dio vide fa ecco le prime incisioni ru-
che il Big Bang era cosa buona. «Quando Mosè scese pestri nelle quali gli uomini
Quindici miliardi di anni fa. dal monte Sinai, le due di Neanderthal raccontano
Passò qualche tempo, fin quando, tavole della testimonianza ai posteri la propria vita. Di-
cinque milioni di anni or sono, erano in mano sua» ciassettemila anni or sono
uno scimpanzé fu così coraggioso (Esodo 34, 29). questi pittogrammi diven-
da alzarsi in piedi, avventuran- tano, nelle grotte di Lascaux,
dosi in una nuova dimensione. Il dei meravigliosi affreschi.
nostro progenitore dovette quindi sviluppare il cervello, Dopo la parola, s’avvicina anche la scrittura che arriva
per poter usare le mani, ora libere, divenute strumenti di verso l’anno 3000 prima dell’era corrente. È in quel pe-
precisione a nostra disposizione. Due milioni e mezzo di riodo che un uomo buono come Noè fu scelto da Dio per
anni fa, milioni di ominidi maneggiavano temperini, non salvare l’umanità che si era corrotta. Un po’ più di mille
svizzeri ma africani, per procurarsi il cibo (con successo) anni dopo, nel 1850 a.C. circa, fu Abramo, uomo intelli-
e cercare di difendersi dai grandi felini (senza successo). gente e giusto che aveva intuito il monoteismo, a essere
Trecentomila anni or sono, l’homo sapiens aveva ormai chiamato dal Signore che fece di lui il primo degli ebrei,
un cervello molto più sviluppato di prima. Duecentomila il popolo del Libro. Mancano seicento anni all’episodio

14
15
Bruno Bordoli dipinge in stato «Ma egli fu traftto a causa
dei nostri peccati,
chiave, la consegna a Mosè da
parte di Dio, sul monte Sinai,
di trance. Separa, sgozza, fu schiacciato a causa
delle nostre colpe»
delle tavole della legge, i dieci
comandamenti inderogabili.
invoca, prega, vola, muore, (Isaia 53, 5). Siamo già nella Bibbia, libro
sacro per ebrei, cristiani e
ama e ci fa vivere le viscere musulmani dove si racconta
come il Creatore fece luce e
di ciò che leggiamo la divise dalle tenebre. E fu sera, e fu mattina, il primo
giorno. Era il 6 ottobre 3760 prima dell’era volgare, nel
mese ebraico di Tishrì.

16
Quel ramo del lago di Lugano, che volge a Oriente tra Dio stesso ha creato a sua immagine. Quando Chagall
due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, ha illustrato brani biblici, si muoveva nel suo pane quo-
a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene, tidiano, i caratteri della sua lingua madre, lo yiddish,
quasi a un tratto, a restringersi in corrispondenza del sono i caratteri ebraici nei quali l’Antico Testamento è
paese di Porlezza. Vive, a Porlezza, un solo pittore. È stato scritto. Egli poteva leggere correntemente il testo
Bruno Bordoli, espressionista autodidatta, che da ben sacro che considerava “la principale fonte di poesia di
mezzo secolo racconta storie a olio, un tempo su tela, tutti i tempi […] l’alfabeto colorato in cui ho intinto i miei
oggi su cartoncino. Anche di grandi dimensioni. Otto pennelli (Marc Chagall, La mia vita, Milano 1998)”. La
anni or sono si è immerso nell’illustrazione dell’Antico mia è invece un’interpretazione montanara della Bibbia,
Testamento che ha portato a termine dopo aver dipinto un’esegesi figurativa che viene da lontano, dalle Prealpi
ben duecentosettantuno tavole. L’ex fiordo (il lago di lombarde, ermeneutica semplice per uomini semplici».
Lugano è frutto di una deglaciazione) è circondato da Bruno Bordoli sente il tempo che passa e ha ancora
antiche valli nelle quali i modi arcaici del sentire e del molte cose da fare. Anche per questo il suo stile è diven-
parlare sono rimasti ibernati sino all’avvento dell’era in- tato sempre più stenografico, una sorta di elettrocar-
formatica, vent’anni fa. «Persino le notizie da Milano», diogramma policromo, una macchina che trasferisce
dice l’artista, «sembravano arrivare lì da molto lon- le impressioni primarie dalla testa al quadro, spesso
tano». Pur avendo partecipato in modo attivo alla vita passando dal cuore. In forma figurativa. Figurativa
della sua città, Porlezza, Bruno Bordoli, d’istinto, forse quanto basta, non una virgola in più. Quando ci de-
inconsapevolmente, non ha voluto perdere gli ultimi scrive le incredibili storie della Bibbia, il libro dove c’è
istanti magici di una storia dell’uomo che dopo millenni tutto, Bruno Bordoli dipinge in stato di trance. Separa,
non sarebbe mai più stata la stessa. Per trentaquattro sgozza, invoca, procrea, ammonisce, prega, intima,
anni ha fatto il maestro elementare nei paesini di mon- guarisce, vola, muore, addita, impicca, ama, riflette,
tagna, gli stessi posti che dettero all’Europa l’arte dei bastona, piange, crede, spera, soffre, vede, pecca,
magistri comacini, intelvesi e campionesi. Poco lontano ignora, corre, contempla, vive e ci fa vivere le viscere di
da lì, a Oria, c’è il cupo e commovente piccolo mondo ciò che leggiamo. La caducità della vita, la legge del ta-
antico di Antonio Fogazzaro. glione, l’ammirazione per chi sa governare, la potenza
Lo studio del pittore, da mezzo secolo, è simile a un di Dio e la sua bontà, il rispetto dei genitori, il sonno del
igloo, separato dal mondo, dove l’artista continua il suo giusto, la vana speranza dell’empio, la difficile misura
percorso narrativo in un dialogo non facile fra se stesso di tutte le cose. Viaggiare nella Bibbia con Bruno Bor-
e i libri che lo ispirano. È un rifugio che non consente doli lascia un segno. ▲
ad agenti esterni di distrarlo dalla pittura. Quando Ales-
sandro Manzoni, per dribblare la censura austriaca,
ambientò i Promessi sposi duecento anni prima, nel
Seicento, non faticò molto, perché in quei due secoli i
costumi arcaici e austeri della società lombarda sostan-
zialmente non erano cambiati e a metà dell’Ottocento
la rivoluzione industriale era ancora ben lontana dall’I-
talia. Bruno Bordoli discende direttamente dalla men-
talità controriformista borromaica. Nel suo caso non è
una lotta contro Lutero, bensì una forte diffidenza nei
confronti di una contemporaneità a lui estranea.
Il pittore, uomo colto e distinto, ha scelto da subito di
intraprendere un’impervia via espressiva fatta di segni
rapidi, a volte quasi primari, totalmente liberi e dai
colori sorprendenti. Un lavoro mai ammiccante, bello
suo malgrado, che a volte si ferma a pochi millimetri
dall’Art Brut. Bordoli non ha la polizia alle calcagna ep-
pure dipinge con la rapidità di uno spray artist, di un
graffitaro inseguito dalle forze dell’ordine, di un uomo
delle caverne che abbia l’orso alla porta della grotta.
Dice il pittore: «Il versetto che mi ha aiutato a raffi-
gurare il volto di Dio senza
patemi d’animo è “Dio creò «Il Signore vide che si era
gli uomini a norma della sua spostato per vedere,
immagine” (Genesi 1,27). Se e lo chiamò dal mezzo
Dio ha creato l’uomo simile del roveto
a sé ma non lo abbiamo mai e disse: “Mosè, Mosè!”.
veduto», continua Bordoli, E Mosè rispose:
«l’unico modo di immagi- “Eccomi”»
narlo è riferirsi all’uomo che (Esodo 3, 4).

17
Il primo grande esodo afroamericano (1915-1930) da Sud
a Nord degli Stati Uniti è celebrato, a un secolo di distanza,
con una mostra al MoMA. Rappresentante significativo
di un popolo oppresso dal razzismo e costretto a vivere
in condizioni disperate è Jacob Lawrence che,
con i suoi sessanta pannelli, ripercorre il drammatico cammino
di milioni di persone verso l’indipendenza e la libertà.
18
Grandi mostre. 1
Jacob Lawrence a New York

the great
migration
Elena Agudio

È
circa un secolo fa che gli Stati Uniti
venivano attraversati da quell’im-
pressionante e a dir poco epica mi-
grazione di massa conosciuta come
“Great Migration” o grande migra-
zione afroamericana: un movimento
di più di sei milioni di individui di
origine africana in fuga dalle re-
gioni rurali del Sud verso le città del
Nord, dell’Ovest e del Midwest, alla
ricerca di opportunità di lavoro e di
condizioni di vita migliori. Si distingue tra una prima
grande migrazione (1915-1930) e una seconda, dopo la
Grande depressione, tra il 1940 e il 1970.
Le opere illustrate L’oppressione razzista degli stati del Sud, gli in-
in questo articolo, numerevoli atti di linciaggio e il miserabile status di
dove non diversamente segregazione a cui le cosiddette leggi “Jim Crow” (l’o-
indicato, riguardano i pannelli rigine del nome pare risalire a Jump Jim Crow, una
del ciclo The Migration canzone-balletto caricatura degli afroamericani com-
Series (1940-1941) parsa per la prima volta nel 1832) costringevano i neri
di Jacob Lawrence. e i membri di gruppi razziali non
In alto, bianchi, spinsero le persone di co-
A sinistra, Gordon Parks, il pannello n. 1, lore alla radicale scelta dell’esodo.
Harlem Newsboy, Washington, Un esodo disperato, che in qualche
Harlem (New York) 1943, Phillips Collection. modo oggi ricorda quello dei mi-
New York, MoMA - granti e dei rifugiati che si avven-
Museum of Modern Art. turano nel Mediterraneo per rag-

19
veland, Oakland, Los Angeles. Pannello n. 15,
I neri che scelsero di cambiare Certamente non migliorarono Washington,
Phillips Collection.
il proprio destino cercando solamente le loro condizioni
di esistenza, ma modifica-
nuove realtà in città come rono il tessuto sociale ed eco-
nomico della nazione intera e – con la lotta politica e la
New York, Chicago, resistenza quotidiana e radicale – scrissero la storia di
un “nuovo” mondo.
Detroit scrissero È per il centenario di questo momento drammatico
e cruciale della storia americana che il MoMa - Mu-
la storia di un “nuovo” mondo seum of Modern Art di New York ha deciso di cele-
brare le gesta epiche dei protagonisti della Grande
migrazione rendendo omaggio a uno dei più grandi ar-
tisti afroamericani del secolo scorso: Jacob Lawrence.
Dal 3 aprile al 7 settembre la mostra One-Way Ticket:
giungere la “fortezza” dell’Europa, ma anche un atto Jacob Lawrence’s Migration Series and Other Visions of
di orgoglio e d’indipendenza, come scrive la scrittrice the Great Movement North ripresenterà al pubblico la
premio Pulitzer Isabel Wilkerson nel suo libro Al ca- strepitosa serie di Lawrence, sessanta dipinti a tem-
lore di soli lontani. Il racconto epico della Grande mi- pera su pannelli di cartone eseguiti tra il 1940 e il 1941,
grazione afroamericana, descrivendo la Grande migra- quando l’autore era ventitreenne e viveva ad Harlem,
zione come «il primo gesto di indipendenza di massa originariamente intitolati The Migration of the Negro.
di un popolo che ha vissuto più da schiavo che da libero Come in un grande racconto collettivo, la serie ritrae
nella propria nazione»(*). Un viaggio odissiaco, pieno di immagini di stazioni gremite di uomini e bauli, di neri
insidie e senza alcuna protezione statale o legale, per treni, di alberi spogli e silhouette di figure piangenti,
sfuggire come da una maledizione o da un’epidemia di fiamme e di individui con lo sguardo rivolto all’o-
e raggiungere il sogno della libertà e dell’autodeter- rizzonte. Lo stile è essenziale e drammatico, le imma-
minazione. Come i migranti del Vecchio Mondo che gini risultano vivide come quelle evocate dalle parole
sbarcavano a Ellis Island per fare fortuna, inseguendo che Lawrence stesso scelse di apporre a ogni pannello,
la promessa dell’American dream, così i neri scelsero a descrivere la scena: «Lasciarono il Sud in gran nu-
di cambiare il proprio infame destino cercando nuove mero. Arrivarono al Nord in gran numero», recita per
realtà in città come New York, Chicago, Detroit, Cle- esempio la didascalia del pannello n. 35.

20
Pannello n. 14, In riferimento al pannello n. annuncia: «I migranti, essen- Qui sopra,
New York, 1 si legge: «Durante la prima dosi trasferiti in un ambiente il pannello n. 17;
MoMA - Museum guerra mondiale ci fu una affollato e malsano, presto in alto,
of Modern Art. grande migrazione verso Nord contrassero la tubercolosi. Il il pannello n. 3.
di afroamericani del Sud». Il tasso di mortalità crebbe». La Entrambi sono conservati
pannello n. 2, illustrato con uo- serie si conclude con le parole alla Phillips Collection
mini in cammino sotto un cielo di corvi neri come del cartone n. 60 che recita: «Al di Washington.
minacciosi aerei da guerra, continua: «Da ogni città Nord avevano il diritto di voto
del Sud i migranti partirono in centinaia per viaggiare […] e i migranti continuarono
verso Nord». Il pannello n. 11 – reso drammatico dalla ad arrivare». Lawrence arrivò
tragicità espressionista di una figura rossa e dal corpo ad Harlem tredicenne, dopo aver vissuto in New Jersey
striminzito di un bambino ai piedi del letto – porta e in Pennsylvania. Sua madre era nata in Virginia e
la didascalia: «Il prezzo del cibo era raddoppiato a suo padre in South Carolina. ▲
causa della guerra». Nel pannello n. 15 vediamo un
uomo accovacciato a terra, schiacciato dal peso di un (*) I. Wilkerson, Al calore di soli lontani. Il racconto epico della Grande migrazione afroame-
drammatico ramo a cui è appeso un cappio: «C’erano ricana, (trad. L. Fusari), Milano 2012. Titolo originale: The Warmth of Other Suns: The Epic
linciaggi». Ritratte di spalle, sedute su una panchina Story of America’s Great Migration, New York 2010: «The first mass act of independence
come ad aspettare la libertà: «Le famiglie arrivavano by a people who were in bondage in this country for far longer than they have been free».
alla stazione molto presto. Non volevano perdere il
treno» (n. 16). One-Way Ticket. Jacob Lawrence’s Migration Series and Other
Nel pannello n. 53 gli afroamericani giungono final- Visions of the Great Movement North
mente nell’agognato Nord, dove incontrano una nuova a cura di Leah Dickerman e Jodi Roberts
vita, ma dove nuovi ghetti li attendono insieme alla New York, MoMA - Museum of Modern Art
scoperta di una guerra tra simili: poveri contro poveri, 11 West 53rd Street
neri contro neri. Così la didascalia: «Gli afroamericani orario 10.30-17.30, venerdì 10.30-20
da tempo stabilitisi nelle città del Nord incontrarono dal 3 aprile al 7 settembre
i migranti con distacco e disdegno». Il pannello n. 55 www.moma.org

21
I villaggi di Cookham e Burghclere, sprofondati nella campagna
a sud-ovest di Londra, nelle contee confinanti di Berkshire
e Hampshire, sono i luoghi – reali e mentali – della vicenda
artistica di Stanley Spencer.
22
XX secolo. 1
Stanley Spencer

cAmpAgnA
bibbiA
e sesso
Antonello Negri

A
Cookham, sul Tamigi, Spencer
era nato nel 1891, ma è a Burgh-
clere che si trova la sua prima
opera di speciale rilievo anche
pubblico: il ciclo pittorico mu-
rale, realizzato a cominciare dal
1923 e concluso nel 1932, per
la Sandham Memorial Chapel,
commissionatogli dai coniugi
Behrend in memoria del fratello
Tutte le opere riprodotte Autoritratto di lei, caduto in guerra. La cappella era stata progettata
in questo articolo, dove con Patricia Preece (1936), dall’architetto Lionel Pearson, in base a indicazioni
non diversamente indicato, in prestito alla Tate Gallery dello stesso Spencer, per accogliere adeguatamente i
sono di Stanley Spencer. di Londra dal Fitzwilliam dipinti che l’artista intendeva eseguire: alcune tele, da
Museum di Cambridge. collocare a parete, erano così grandi da dover essere
tessute appositamente in Belgio, poiché in Inghilterra
non esistevano telai abbastanza larghi. In anni in cui,
in Italia come pure negli altri paesi coinvolti, la me-

23
Spencer seguiva una chiave di stile moria della guerra continuava a favorire la retorica
celebrativa e il monumentalismo – la famosa “monu-
piuttosto eccentrica, che per la mentomania” deprecata da Carlo Carrà – Spencer,
concezione generale partiva dal ricordo formatosi nella londinese Slade School of Art, seguiva
una chiave di stile piuttosto eccentrica, che per la con-
degli affreschi di Piero della Francesca cezione generale partiva dal ricordo degli affreschi di
realizzati nella chiesa di San Francesco Piero della Francesca realizzati nella chiesa di San
ad Arezzo Francesco ad Arezzo, visti
Lettura della mappa in riproduzione, per rievo-
dal ciclo pittorico care in senso del tutto antie-
(1923-1932) roico l’esperienza militare,
della Sandham Memorial da egli stesso condivisa sul
Chapel a Burghclere. fronte macedone.

24
Nell’impegnativa impresa di Burghclere si colgono i “montaggi”, tra Pop Art e mitologie individuali. Il tono
due principali registri della sua pittura: da una parte generale, di questa come delle altre “storie” di Burgh-
l’antinaturalismo visionario, come nella spettacolare clere, fa emergere un tratto distintivo della maniera di
scena della Resurrezione dei soldati sulla parete di Spencer: lo stupore dello sguardo di fronte ad abitudini,
fondo, dietro l’altare; dall’altra – nelle pareti laterali, situazioni e azioni banali, ripetute anche in condizioni
eseguite a conclusione dell’opera – il realismo narrativo, estreme – qui in guerra – e comunque avvertite e messe
stralunato e sognante, di una serie di micro-storie di in scena come riflessi del divino.
vita militare quotidiana, dal Lavaggio del pavimento a Spencer, che aveva un radicato sentimento del sacro
Il tè nella corsia dell’ospedale, dalla Lettura della mappa anche per la familiarità con le storie bibliche che il padre
a Rifarsi il letto. In quest’ultimo episodio, le serie di fo- gli leggeva, ha dipinto alcuni dei più originali quadri
tografie ricordo appuntate alla parete corrispondono religiosi del Novecento, a loro
ad altrettanti altarini privati dei soldati dove immagini volta singolarmente basati su quel
anche colte, come la riproduzione di una pittura sacra Zaccaria ed Elisabetta gusto del racconto che conferisce
antica, si mescolano a cartoline, figure e ricordi per- (1914), Londra, al ciclo di Burghclere il suo carat-
sonali in sequenze quasi anticipatrici di ben più tardi Tate. tere più sorprendente e innova-

25
Nel Cristo che porta la croce tivo, anche di rivisitazione, in termini di stile aggiornati,
di quel piacere dell’aneddoto e del dettaglio occasionale
episodi della storia sacra sono già tipici di una certa tradizione figurativa vittoriana.
In quadri degli anni Dieci-Venti come Zaccaria ed Elisa-
ambientati nel villaggio e nella betta e Cristo che porta la croce episodi della storia sacra
sono infatti ambientati nel villaggio e nella campagna
campagna di Cookham, con il di Cookham, con il coinvolgimento degli abitanti nelle
vicende soprannaturali che si srotolano davanti a chi
coinvolgimento degli abitanti guarda, e prima ancora nell’im-
maginazione di Spencer che
nelle vicende soprannaturali conservava, ancora da adulto,
la forza fantastica e sogna-
Cristo che porta la croce
(1920), Londra,
trice di quando era bambino. Tate Gallery.

26
trice, Patricia Preece, formatasi nell’ambito del gruppo
di Bloomsbury. I nudi terribilmente realistici della
Preece dipinti da Spencer lasciano trasparire un’os-
sessione sessuale per un oggetto del desiderio sempre
rimasto tale: il loro matrimonio non venne consumato
e se la Preece non lasciò mai l’amica e amante dei
tempi degli studi artistici a Londra, Dorothy Hepworth,
Spencer finì per riversare i propri tormenti sulla prima
moglie, alla quale a un certo punto riprese a scrivere
lettere, continuando a farlo anche dopo che era morta.
Nel complessivo itinerario artistico di Spencer, se-
gnato da un’eccentricità di visione e di stile che fa della
sua opera un unicum nella storia artistica inglese del
Novecento, i nudi della Preece – anche combinati con
il suo autoritratto, come nel quadro del 1936 della Tate
– costituiscono un nucleo d’impressionante pregnanza
pittorica: il corpo, con tutte le sue asperità e varianti
cromatiche, vi diventa una sorta di paesaggio acciden-
tato, dove al di là del realismo
della superficie si proiettano i
fantasmi di un’introspezione
A sinistra, senza infingimenti. Il corpo
Walter Richard Sickert, come luogo di conflitti erotici
L’affaire di Camden Town e tragici tra esseri umani era
(1909). già stato trattato da Walter
Sickert in composizioni enig-
Qui sotto, matiche del primo Novecento;
Francis Bacon, lo sarebbe stato qualche anno
Lying Figure in Mirror dopo, con altrettanta inten-
(1971), Bilbao, sità, nella pittura di Francis
Museo de Bellas Artes. Bacon. ▲

Nella prima delle opere citate, ispirata a una vicenda ne-


otestamentaria, il suo modo di guardare alle cose si ri-
specchia esemplarmente nella figura del fanciullo che da
dietro un muro – quello del giardino della sua infanzia,
al di là del quale c’era il mondo – sbircia la scena mentre
Zaccaria e la moglie Elisabetta compiono un sacrificio.
Tale immagine rende conto plasticamente della sua idea
di contiguità e assoluta permeabilità di vita quotidiana e
sfera soprannaturale, di sacro e profano. La convinzione
che il divino partecipasse di tutti gli aspetti della vita
degli uomini, compresi i loro desideri, ha suggerito nessi
con William Blake e soprattutto con il geniale incisore
e designer Eric Gill, di poco più vecchio, il cui fervido
cattolicesimo di convertito s’intrecciava con un’ardente
sessualità vissuta come santa manifestazione divina.
La certezza che la santità si esprimesse non soltanto
negli accadimenti e nelle azioni più insignificanti e
umili – Spencer aveva letto le Confessioni di sant’Ago-
stino – ma anche in ogni desiderio emerge in opere degli
anni Trenta sul tema dell’amore e della sessualità. Nei
suoi quadri del tempo Spencer rappresenta sia rapporti
poco convenzionali, allora generalmente considerati di-
sdicevoli – tra vecchi e fanciulle o tra uomini e donne di
etnie diverse – sia le propria vicenda coniugale, segnata
nel 1937 dal divorzio da Hilda, figlia del pittore George
Francis Carline e pittrice essa stessa, cui era seguito un
immediato, ma infelice, matrimonio con un’altra pit-

27
il Muismeomagi n ri o

disperso,
riscoperto
di Il Museo Immaginario Un viaggio alternativo
ilmuseoimmaginario.blogspot.it
nell’arte del Novecento,

f
ranz Sedlacek (Breslavia 1891 - Polonia 1945?) è
alla riscoperta di grandi
stato un anomalo e visionario pittore austriaco. artisti, di opere e storie
Anzi, dirò di più: i suoi quadri sono geniali e
imprevedibili. E le sue creazioni, che verranno in spesso dimenticate:
seguito ricollegate alla Nuova Oggettività (Neue
Sachlichkeit) – movimento simile al realismo
i quadri imprevedibili
magico e vicino al surrealismo – sembrano
molto più avanti rispetto al proprio tempo: nel
di Franz Sedlacek
gusto, nel segno, nell’ironia, nella deformazione
della realtà. Quasi a presagire e ad anticipare di quarant’anni la usciti dal film La piccola bottega degli or-
cultura della Street Art, di Robert Crumb, dei comics della Beat rori. Ecco ciò che prende forma, di volta in
Generation. Tanto da far sembrare oggi il caro Kostabi un epigono volta, sotto le sue mani.
(beh, non era così difficile) e Banksy un inguaribile romantico. Cercate le immagini sui motori di ri-
Interni con pipistrelli e pianisti, fuochi cerca. Le poche foto di questo spazio non
fatui, raduni di personaggi usciti da un ra- potrebbero raccontare la complessa artico-
Musica al crepuscolo duno di zombie macrocefali, serpenti, pae- lazione della sua opera, secondo noi ancora
(1931). saggi spettrali pietrificati, fiori che sembrano tutta da esplorare.
Sedlacek sparì, infatti, nel secondo con-
flitto mondiale mentre prestava servizio
come soldato della Wehrmacht, alla non te-
nera età di cinquantaquattro anni. Verrà di-
chiarato morto nel 1974 e solo nel 1990 sa-
ranno ripresentate al pubblico le sue opere,
rimaste sino ad allora accatastate in un de-
posito, sconosciute a critica e pubblico.
Ma vediamo la biografia.
Dalla natia Breslavia (Wrocław in po-
lacco) si trasferisce con la famiglia a Linz,
in Austria, e inizia a dipingere da autodi-
datta, realizzando la sua prima mostra nel
1912, per poi dare vita al movimento d’a-
vanguardia Maerz.
Scoppia la Grande guerra e Franz viene
arruolato come soldato semplice (come
vedete, non si è mai fatto mancare nulla).
Tornato in patria, terminati gli studi di
chimica, inizia a lavorare al Technischen
Museum di Vienna, operando in parallelo
come grafico e pittore. Seguendo l’evolversi
del clima del tempo, in pochi anni attra-

28
versa così la Secessione e il simbolismo,
sino a quando, grazie alla collaborazione
con Alfred Kubin, approda a uno stile per-
sonalissimo di forte matrice onirica.
In pochi anni una pittura così diversa
e immediatamente riconoscibile gli per-
mette di farsi notare e di raggiungere una
discreta fama.
Si sposa, ha due figli, viene nominato
capo del Dipartimento di chimica del
museo. Pubblica i suoi lavori su riviste di
successo come “Simplicissimus” e “Die
Muskete” e arriva persino a esporre negli
anni Trenta al MoMA di New York, tanto
da ricevere nel 1937 la maggiore onorifi-
cenza austriaca.
Insomma, va decisamente bene, quando
scoppia ancora una volta la guerra e, nel
1939, viene richiamato sotto le armi.
Prima viene spedito in Olanda, poi in
Russia, dove sopravvive alla terribile bat-
taglia di Stalingrado. Quindi in Polonia, la terra dove era nato, e
nella quale svanirà nel nulla. Nei due conflitti ha trascorso quasi
otto anni in trincea. Le sue opere sono oggi visibili al Leopold
Museum a Vienna.
Che Dio ci perdoni. ▲
Qui sopra,
La visita (1932). Lo avete capito. La linea editoriale di questa pagina è soprattutto: “quelli
che ce la stavano per fare e non ce l’hanno fatta”. O anche “i dimenticati”,
In alto, “i puri”, “gli sconfitti vincenti”, “gli outsider”, “i geni silenziosi”, “storie
Paesaggio urbano (1934). andate così”. Ma soprattutto: “le cose non sono come sembrano”.

29
Grandi mostre. 2
Giorgio Morandi a Roma

bianco d’argento
terra di siena
bLu di prussia
Profondamente legato alla tradizione, Giorgio Morandi
ha sempre dedicato una cura particolare a tutti gli elementi
costitutivi di un’opera d’arte, dalle tele ai telai, dal motivo
al colore. Nulla era lasciato al caso. Come ci racconta
qui la curatrice dell’antologica ospitata
nel Complesso del Vittoriano.

Maria Cristina Bandera

L
a grande mostra dedicata al pit- Fiori (1950). Nonostante le novità e l’auto-
tore bolognese Giorgio Morandi nomia della sua pittura, il legame
1890-1964, che squaderna più profondo dell’artista con la tra-
di cento dipinti, circa trenta in- dizione è testimoniato dal suo
cisioni – talora affiancate dalle modo di lavorare quasi da antica
matrici di rame – e una nutrita bottega per quella sua attenzione
selezione di disegni e di ac- a tutti gli aspetti costitutivi di un’opera d’arte: il
querelli, rappresenta un’ecce- “motivo”, le tele, i telai, i colori. Alcune lettere dei
zionale opportunità di vedere suoi anni giovanili documentano la sua meticolosa
capolavori in molti casi difficilmente accessibili, ma ricerca per i colori che spesso macinava personal-
soprattutto di entrare in contatto diretto con le opere mente per poi diluirli con il solvente apposito. Il 14
dell’artista e di ripercorrerne il cammino. ottobre 1919 Morandi riferisce a Carlo Carrà di avere

30
Alcune lettere dei suoi anni giovanili terra di Siena bruciata molto scura mi hai mandato
della terra d’ombra. Ma per ora non mandarmi altro
documentano la sua meticolosa ricerca perché del nero ne ho trovato del buonissimo qui».
per i colori che spesso macinava Negli anni a seguire Morandi si affidò ai colori Wi-
bert, Lefranc e Winsor & Newton. Quando negli anni
personalmente per poi diluirli del secondo conflitto bellico gli vennero a mancare
con il solvente apposito incaricò gli amici Cesare Brandi e Luigi Magnani di
procurarglieli in occasione dei loro viaggi all’estero e
diede loro indicazioni accurate. Allo storico dell’arte,
nel 1941, scrisse: «La ringrazio tanto delle boccette
di vernice. Mi saprà poi dire quanto Le devo. Per ora
trovato «in una mesticheria gli ultimi pezzi di una non me ne occorre altra perché da Milano me ne
bella terra rossa che veniva levata una volta nei din- hanno già procurato della Wibert. Riguardo ai colori
torni di Assisi e che da molto tempo non si trova più. Lefranc non mi occorre che il giallo di cromo scuro.
Mescolata al bianco dà un rosa molto bello come si Ma solo se si tratta di colori fini non da decorazione.
vede negli affreschi antichi. Se come faccio io Lei si Come pure mi occorrerebbe,
macina i colori me lo dica che gliene manderò alcuni Natura morta (1932), ma sarà difficilissimo, del Vert
pezzi». Poco dopo sappiamo di una sua richiesta Roma, Galleria d'arte de Crome sempre di Lefranc.
a Giuseppe Raimondi, redattore di “La Ronda” a moderna di Roma Nel caso trovasse questo colore,
Roma: «Grazie tanto dei colori. Solo che invece di capitale. è bene fare attenzione che sotto

32
Natura morta l’indicazione del colore vi è se- pennelli è questo che le disegno. Sono pennelli di puz-
(1957). gnata la composizione chimica zola corti e piatti dei N.ri 11 e 12: me ne occorrereb-
e cioè oxide de crome. Le dico bero 3 di ogni numero. Li comprai da Olivieri».
questo perché sotto lo stesso Quanto ai telai, sappiamo, grazie alle memorie
nome viene smerciato altro pro- dell’amico scrittore Giuseppe Raimondi, che li faceva
dotto che non ha nulla a che fare con ciò che mi oc- preparare in funzione dell’“idea” da un suo falegname,
corre». È lo stesso Magnani a riportare un curioso così che le loro proporzioni variano di volta in volta.
aneddoto. Incaricato da Morandi di acquistargli i co- Non stupisce che Morandi avesse preferenze precise
lori Winsor & Newton, data l’impossibilità di poterli anche sul legno, prediligendolo duttile, secondo la te-
esportare, il collezionista riuscì nel proprio intento stimonianza riportata da Raimondi: «L’abete è il legno
con queste parole: «Con questi colori – dissi – il più che mi piace di più. È un legno che si lascia lavorare.
grande pittore italiano, Giorgio Morandi, potrebbe Non richiede troppa fatica. Con l’abete si fanno tutte
creare dei capolavori. Se il suo nome vi è ignoto, non le cose per l’uomo. Il tavolo di cucina, il letto per la
lo è al vostro maggiore poeta, Eliot; potrei portarvi famiglia, le sedie di casa. [...] Anche per la pittura, mi
testimonianza scritta della sua ammirazione per sono accorto che l’abete dei miei piccoli telai sembra
lui». “Prestigiosi” anche i nomi dei colori – sui quali che vada d’accordo con la pittura che faccio io».
si sofferma Nico Orengo nel suo libro Gli spiccioli Nel suo lavoro Morandi si concentra su pochi temi,
di Montale. Requiem per un uliveto – di cui Morandi per i quali sceglie titoli convenzionali: Natura morta,
fornì l’elenco a Magnani: «Bianco d’argento, giallo Fiori, Paesaggio. Sappiamo da Brandi e da Magnani
brillante di Napoli, terra di Siena, lacca di garanza, che aveva la consuetudine di indagarli con un cannoc-
verde smeraldo, cobalto azzurro d’oltre mare, blu di chiale, strumento con cui poteva ottenere sia la preci-
Prussia ecc.». sione ottica, sia il trapasso delle lontananze, ravvici-
Dettagliata, e non poteva essere diversamente, la nare l’inquadratura per scrutare i paesaggi da vicino,
ricerca dei pennelli, stando a una richiesta avanzata come faceva con gli oggetti posti sulla ribalta per le sue
a Mario Broglio, riferibile al 1924: «Mi occorrereb- nature morte o, al contrario, quando l’immagine era
bero alcuni pennelli come quelli che comprai a Roma troppo ravvicinata, sfocarla come se si fosse avvalso
l’anno scorso e che si sono già logorati. Il genere di di uno zoom con un esito che permetteva al motivo

33
Morandi dipinse soprattutto
nature morte: si servì degli
oggetti semplici e quotidiani
che ammassava nella sua stanza Natura morta
attendendo che la polvere (1957),
Città del Vaticano,
li appannasse Musei vaticani.

delle sue speculazioni di essere riconoscibile e nello approntato. Li selezionava, li raggruppava, li aggiu-
stesso tempo sfuggente. In altri casi l’artista li inda- stava tra loro, li scalava in profondità e in alzato,
gava attraverso una finestrina di cartone, di materiale li trasformava in attori distribuiti su un palcosce-
povero, ritagliata dalla scatola di una pastina Barilla, nico. Come un architetto che studia la pianta di un
con un’apertura di cm 5 x 5, quasi questa fosse un mi- edificio, delimitava la base degli oggetti circoscri-
rino ottico, così da circoscriverne l’inquadratura. vendoli con una matita su fogli di carta. Li avrebbe
Morandi dipinse soprattutto nature morte: si guardati da vicino, ad altezza d’occhio, con il suo
servì degli oggetti semplici e quotidiani che am- sguardo penetrante e riflessivo, così da connotarli di
massava nella sua stanza attendendo che la polvere una valenza architettonica. Poi, con un rituale della
li appannasse, così da allontanarli dal ricordo della cui conoscenza siamo debitori a Carlo Ludovico
loro funzione e tramutarli in puri volumi o semplici Ragghianti che fu tra i pochi ad avere accesso al suo
forme. Con un lento processo creativo, li distribuiva studio, Morandi filtrava la luce con schermi posti
variamente su uno dei tre piani di posa che aveva sulla finestra così da stemperarla con una modalità

34
che lo storico dell’arte fa risalire alla conoscenza Natura morta rebbe seguita la stesura del
«del Trattato di Leonardo, che consigliava di dipin- (1957), colore sulla tela con moda-
gere col più stabile “lume a tramontana” diafram- Siena, lità che variano negli anni e
mato da una “finestra impannata”, “a ciò non facci Pinacoteca nazionale. con pennellate che di volta in
mutazione”». Subito dopo, «fissava la sua posizione volta determinano o annul-
di attore» tracciando per terra le sagome dei piedi, lano la costruzione volume-
così da avere «un riferimento per poter ritrovare trica, assecondano o appiat-
il punto di vista» quando si sarebbe nuovamente tiscono le forme, aggiungono o sottraggono colore,
messo al lavoro. sottolineano o elidono gli spazi. Con quegli esiti stu-
Peculiare la ricerca del “motivo” per i suoi dipinti pefacenti che hanno fatto scrivere a Mina Gregori
di fiori. Opere per le quali, a eccezione di quelle che Morandi «è stato il più grande e sottile maestro
dei suoi primi anni, si fatica a comprendere come di pittura del suo secolo». ▲
Morandi non si servisse di fiori freschi, anche se, a
conoscenza della sua costante presa di distanza dal
dato naturalistico, possiamo intendere che questi gli Giorgio Morandi 1890-1964
apparissero come “figure” filtrate attraverso il suo a cura di Maria Cristina Bandera
occhio e la sua mente. Con il passare del tempo il Roma, Complesso del Vittoriano
pittore si servì sempre più di fiori secchi, di carta o via San Pietro in Carcere
di seta. Anzi, più precisamente, predilesse i gomitoli telefono 06-6780664 (informazioni), 06-32810811 (prevendite)
di fiori di seta, prodotto dell’artigianato bolognese orario 9-19.30, venerdì e sabato 9.30-22, domenica 9.30-20.30
del Settecento, ricavati dal bozzolo del baco da seta dal 27 febbraio al 21 giugno
e colorati con tinte naturali. Compiuta l’ideazione, catalogo Skira
che si trattasse di paesaggi, nature morte o fiori, sa- www.comunicareorganizzando.it

35
Musei da conoscere
Il “nuovo” Van Gogh Museum di Amsterdam

come si diventa
van gogh
L’Olanda intera celebra il centoventicinquesimo anniversario
della morte di uno dei suoi pittori più famosi,
Vincent van Gogh, con una serie di iniziative, tra le quali spicca
il riallestimento del museo di Amsterdam dedicato all’artista:
non solo una modifica di strutture
e percorsi ma un modo diverso di essere museo.

Claudio Pescio

l
a popolarità di Vincent van Autoritratto Il nuovo museo non è più una
Gogh è talmente radicata, glo- al cavalletto semplice (si fa per dire...) parata di
bale e persistente che musei, (1887-1888). settecentosettanta capolavori di Van
luoghi e istituzioni dedicati Tutte le immagini Gogh organizzata per temi o periodi;
al suo nome avrebbero potuto si riferiscono è certamente anche questo, ma è
tranquillamente trascurare a opere conservate anche qualcosa di più: un tentativo di
l’organizzazione di partico- al Van Gogh restituire la vita, il contesto, il perso-
lari iniziative nel centoventi- Museum naggio, l’anima dell’artista nella loro
cinquesimo anno dalla morte di Amsterdam. complessità e completezza; soprat-
del pittore (1853-1890). E più tutto un tentativo di mostrare in che
sereno di tutti avrebbe potuto riposare il museo di Am- modo Van Gogh diventa Van Gogh, nella sua vicenda
sterdam che dall’artista prende il nome, forte del mi- personale e artistica e nell’immaginario pubblico. Un
lione e seicentomila visitatori che ha ospitato nel 2014 risultato perseguito attraverso una nuova e attenta ricol-
(il 10% più dell’anno precedente nonostante importanti locazione dei dipinti per gruppi; il loro collegamento di-
lavori in corso); visitatori per la maggior parte olan- retto e immediato con disegni, fotografie, oggetti, lettere
desi (17%), ma immediatamente dopo italiani (12%) e e documenti; l’evidenziazione dei rapporti di scambio
a seguire francesi (10%), statunitensi (9%) e britannici con altri artisti; l’installazione di postazioni interattive
(8%). Sta di fatto che dal 28 novembre dello scorso anno sobriamente ma efficacemente distribuite nelle sale: am-
il Van Gogh Museum ha invece inaugurato un riallesti- bienti ariosi tutti distinti da colori diversi, spesso vivaci,
mento radicale della propria linea espositiva. scelti in relazione ai quadri stessi o al periodo in esame.

36
Il museo offre la possibilità Qui sotto,
un rendering
di assistere alla trasformazione con l’esemplifcazione
di una delle pareti dedicate
graduale del modo di dipingere ai bambini.

di Van Gogh Nella pagina a fanco, in alto,


La casa gialla (1888).

Van Gogh è un’icona pop e il museo non lo na-


sconde. Un’installazione video, al pianterreno, ne
delinea i connotati, mostrando come i media e il ci-
nema in particolare, ma in genere la cultura contem-
poranea dell’immagine, si siano appropriati del suo
volto, del suo segno e li abbiano sintonizzati con la
modernità. Allo stesso piano uno spettacolare alle-
stimento valorizza un gruppo di autoritratti e l’unica
tavolozza rimasta. Il tributo al mito pop si esaurisce
qui. Non però l’idea – centrale nella concezione del
nuovo museo rispetto alla precedente sistemazione –
di indagarlo, il “mito Van Gogh”, e di verificarne nei
fatti la consistenza.
A questo proposito è esemplare la ricostruzione
proposta di vicende stranote ma anche stravolte da
sovrapposizioni leggendarie: la
Una delle sale malattia mentale dell’artista,
nel nuovo allestimento. l’automutilazione, la morte in

38
circostanze misteriose; fatti che A destra,
vengono ricostruiti e, nei limiti del un momento
possibile, chiariti grazie a lettere, dell’inaugurazione
documenti, testimonianze dell’e- dello scorso
poca. Toccante la testimonianza novembre con alcuni
dell’amico émile Bernard in una dei discendenti
lettera ad Albert Aurier del 2 agosto dell’artista.
1890, poco dopo il funerale del pit-
tore: «Il nostro caro amico Vincent è morto quattro
giorni fa. Alla fine se ne è andato nella serata di lunedì
– fumando la sua pipa, che si è rifiutato di abbando-
nare –, spiegando che il suo suicidio era stato assolu-
tamente intenzionale e che lo aveva fatto in completa
lucidità. Sai quanto gli volevo bene e puoi immaginare
quanto ho pianto».
Vengono qui in aiuto gli apparati multimediali: dalle
lettere – appunto – che possono essere lette ma anche pennellata. In tre luoghi del museo, poi, le opere sono
ascoltate da una voce registrata, fino alla possibilità appese “ad altezza bambino” e sulla parete è possibile
di sfogliare la versione digitale dei quaderni dell’ar- approfondire la lettura di un quadro con l’aiuto di og-
tista, o all’app Touch Van Gogh che, in alcune posta- getti, foto, lettere, giochi.
zioni, consente una vasta gamma di approfondimenti Naturalmente, al centro dell’attenzione ci sono i
o, ancora, all’analisi della prospettiva di un quadro e quadri. L’organizzazione è tematica: I mangiatori di pa-
a quella microscopica dei granelli di sabbia portati via tate sono in un gruppo di opere riunite sotto il titolo “Il
dal vento su una spiaggia e rimasti intrappolati in una pittore di contadini”; girasoli e paesaggi del Sud della

39
Francia sono nella se- A destra,
zione “Fioritura”. In ge- Girasoli (1889).
nerale rispetto all’alle-
stimento precedente si
è privilegiata la possibi-
lità di confronti imme-
diati con opere di altri
artisti e con il corpus dei disegni; il museo
ne possiede cinquecentocinquanta (circa la
metà dei disegni esistenti di Van Gogh), gli ori-
ginali, data la loro fragilità, vengono esposti
otto alla volta, a rotazione.
Uno spazio di rilievo è riservato alla fami-
glia dell’artista, alla figura di Theo – fratello
e migliore amico, oltre che unico sostenta-
mento –, alla cognata Jo e alle vicende che
hanno condotto il figlio della coppia, Vincent
Willem – ingegnere, erede di tutte le opere di-
pinte dallo zio – a essere coinvolto nella crea-
zione del museo stesso nel 1973. Curiose le
foto di famiglia, con due-tre persone riunite
in salotto e qualche Van Gogh alle pareti...
Quel che emerge, alla fine, è la possibilità
di assistere alla trasformazione graduale del
modo di dipingere di Van Gogh, alla maniera
in cui – in rapporto all’evoluzione della sua
personalità e delle sue vicende esistenziali –
il suo stile cambiava, di percepire il rapporto
col proprio tempo di un artista ambizioso
ma profondamente governato dalle proprie
emozioni; in ultimo, di capire quale eredità
artistica lasciava al Novecento che stava per
iniziare. ▲

Van Gogh Museum


Paulus Potterstraat 7, Amsterdam
orario: dal 1° marzo al 1° settembre 2015, 9-18
venerdì 9-22
Info 0031 (0) 20 570 5200; www.vangoghmuseum.nl

Mandorlo Veduta di mare


in fore (1890). presso Les Saintes-Maries-de-la-Mer (1888).

40
Vincent
gli eventi del 2015
Van Gogh
i
Il centoventicinquesimo anniversario della morte di Vincent van Brabante del Nord
Gogh (avvenuta a Auvers-sur-Oise il 29 luglio 1890) viene cele- Il Brabante è la regione in cui Van Gogh nacque e iniziò la
brato con un programma molto ampio in Olanda, in Belgio e in propria formazione; un’unica pista ciclabile di 335 km è sta-
Francia (anche se il primo evento importante è stata la mostra ta allestita per l’occasione in modo da unire fra loro i prin-
milanese di Palazzo reale, che chiude l’8 marzo). cipali centri vangoghiani. A Nuenen, tutto l’anno, è aperta
A essere coinvolti – grazie alla fondazione Van Gogh Europe la pista ciclabile Starry Night, progettata da Daan Roose-
(www.vangogh2015.eu per il programma completo) – sono i gaarde e ispirata alla Notte stellata di Van Gogh. A Zundert,
luoghi in cui l’artista visse e le sedi di musei e istituzioni che ne città natale del pittore, è in chiusura (l’8 marzo; www.van-
conservano le opere. Elenchiamo qui alcuni dei luoghi e degli goghhuis.nl) la mostra fotografica Il mondo di Van Gogh.
eventi principali. A ‘s-Hertogenbosch il Noordbrabants Museum (www.no-
ordbrabantsmuseum.nl) organizza la mostra Design dal-
Otterlo - Kröller-Müller Museum la terra dei mangiatori di patate: i designer incontrano Van
Dal 24 aprile al 27 settembre il museo presenta la mostra Van Gogh, esposizione di progetti realizzati da designer di fama
Gogh & Co. Attraverso la collezione. Le opere del pittore olan- internazionale e da designer emergenti a confronto con tre
dese (una cinquantina fra disegni e dipinti) vengono inserite in opere di Van Gogh.
un percorso che mette in evidenza la rete di relazioni che lega
la sua arte a quella di suoi contemporanei come Odilon Redon, Mons - BAM, Musée des Beaux-Arts
Henri Fantin-Latour, Paul Cézanne, Adolphe Monticelli, Claude La cittadina belga di Mons, Capitale europea della cultura
Monet. www.kmm.nl 2015, ospita al BAM (www.bam.mons.be) la mostra Van
Gogh nel Borinage, la nascita di un artista, con settanta
Amsterdam - Van Gogh Museum opere legate al periodo (nel 1879) in cui Van Gogh svolse
Oltre al riallestimento di cui alle pagine precedenti, il museo di un’esperienza di evangelizzazione nei villaggi dei minatori
Amsterdam dal 25 settembre 2015 al 17 gennaio 2016 pre- della zona.
senta una mostra, Munch: Van Gogh, in cui l’artista di Zundert
viene accostato al pittore che forse più gli è vicino quanto a te- Parigi - Fondation Custodia
matiche e stile innovativo, oltre che per il legame, molto simile, Fino al 18 marzo, nella sede della prestigiosa istituzione cul-
tra esperienza di vita, fragilità emotiva ed esigenza espressiva. turale olandese di Parigi (www.fondationcustodia.fr), è aper-
Un accostamento inedito sotto il profilo espositivo, realizzato ta la mostra Tra Goltzius e Van Gogh. Disegni e dipinti dalla
in collaborazione con il Munch Museum di Oslo. www.vango- fondazione De Boer. Altre mostre, in Francia, sono previste
ghmuseum.nl ad Arles, a Saint-Rémy e ad Auvers-sur-Oise.

Studio Job, Pala e forcone, in mostra


a ‘s Hertogenbosch.

Nuenen, la Van Gogh Huis.

41
Studi e riscoperte. 1
Gustave Courbet e il corpo femminile

quando la carne
sgorga dal pennello
Maria Teresa Benedetti

e
liminate le creature del mito e Le opere illustrate «La carne, la vera carne
della storia, Courbet (1819-1877) in questo articolo, dove sgorgava dal suo pennello
dipinge le donne del suo tempo, non diversamente indicato, flessibile. Non credo ci si sia
inserite nelle foreste e nelle sono di Gustave Courbet. mai potuti avvicinare così in-
sorgenti della Franca Contea. tensamente alla vita», scrive
Opera una rivoluzione dello La baccante addormentata Jules-Antoine Castagnary nel
sguardo anche nei confronti (1844-1847), 1882, in occasione di una re-
del paesaggio, rendendolo nella Colonia, Sammlung Rau. trospettiva del pittore.
sua materialità più evidente, co- Consapevole di sfidare lo
gliendone struttura ed essenza scandalo, Courbet nel 1853
con forte adesione emotiva. dipinge Le bagnanti, impri-
La sua Baccante addormen- mendo un segnale ancora
tata ricorda, per la sensualità della posa, la potenza più forte al proprio tempo e una svolta necessaria ri-
dei colori, le tele di Correggio, ma mostra ugualmente spetto alla dilagante voga della pittura accademica.
l’intenzione dell’artista di dipingere la bellezza di una Al centro di una tela di grandi dimensioni colloca
creatura viva. Superati i codici tradizionali inerenti al una donna dalle membra robuste, dalla carne segnata
soggetto, una coppa dorata rovesciata e un grappolo dagli anni, rendendone l’anatomia in modo sfrontata-
d’uva raccontano i trascorsi dell’ebbrezza, dai quali mente innovatore. L’immagine è possente, nessuna con-
emerge una donna nuda, con un orecchino quale cessione a una bellezza ideale, il particolare delle vesti
unico ornamento. sparse sottolinea come quella donna, seminuda e vera,
Anche se giovane, il pittore possiede già un me- si sia appena spogliata. Accanto a lei la compagna, in
stiere sicuro, sa rendere la morbidezza delle carni, la ambigua ammirazione, immette una componente va-
rotondità vibrante delle curve di un corpo che invade gamente saffica, resa più esplicita in opere successive.
tutta la tela. Il paesaggio è tipico della regione natale Piccolo ripensamento: il drappo sui fianchi della
dell’artista, per l’altezza dei fusti, la profondità del sot- modella è dipinto in un secondo tempo, forse per evi-
tobosco, la densità verde e bruna del terreno sul quale tare il rischio che l’opera sia avvertita più come provo-
è adagiata la luminosa figura, tutta oro e rosso. cazione, che come affermazione di verità.

42
Lontano dai canoni della pittura accademica, Courbet
immortala le donne del suo tempo con i loro pregi
e i loro difetti. Figure provocanti e concrete, dalle forme sinuose,
immerse in paesaggi reali, rappresentativi della vita e dei ricordi
di un artista che ha voluto lanciare una vera e propria sfida
all’establishment culturale del suo tempo.
Villanelle (1852),
New York,
Metropolitan
Museum of Art.

solente, ma ne avverte la ricchezza trasgressiva. La cri-


I rami degli alberi, i fiori, le stoffe, tica dissente, Proudhon coglie l’occasione per denun-
le carni partecipano al richiamo ciare la decadenza della società del Secondo impero. I
rami degli alberi, i fiori, le stoffe, le carni partecipano
erotico del pennello del pittore al richiamo erotico del pennello del pittore. Il corsetto
semislacciato, l’abbandono sensuale degli occhi semi-
chiusi della ragazza bruna suggeriscono altre fantasie
e, nel contempo, propongono l’evidenza di uno sco-
Il paesaggio è presenza solenne, tangibile e asso- perto richiamo erotico.
luta. Courbet ribalta la posizione tipica del paesag- La rottura iconografica rispetto al passato è pro-
gista, non si avvale di una percezione immediata, ri- fonda, non più una scena di solidarietà umana, quale
cerca una sua verità dei luoghi e del mondo. quella espressa nel quadro delle
A metà del XIX secolo, la fotografia è linguaggio Villanelle (1852), ma la rappresenta- L’atelier del pittore
nuovo e inoltre inequivocabile testimonianza di zione libera e felice degli spettacoli (1855), Parigi,
realtà. Fotografie di nudi femminili (di schiena e baudelairiani della vita moderna. Musée d’Orsay.
non), eseguite nel 1853 da Julien Vallou
de Villeneuve, pittore, litografo e foto-
grafo, possono avere influenzato sia la
posa delle Bagnanti, sia l’emblematico
nudo femminile posto al centro dell’A-
telier del pittore (1855).
Nel 1857 Courbet affronta la scena di
genere cittadina, proponendo un’imma-
gine di scoperta seduzione, non priva di
carattere provocatorio, nel dipinto Ra-
gazze sulle rive della Senna. L’amore per
l’aspetto concreto, tangibile delle cose
si riflette felicemente anche nella resa
dei particolari dell’abbigliamento alla
moda delle due languide e lascive prota-
goniste dell’estate parigina. Il pubblico
del Salon ravvisa in loro un erotismo in-

44
Ragazze sulle rive
della Senna (1857), Parigi,
Petit Palais - Musée des
Beaux-Arts.

Qui sotto, da sinistra:


Le bagnanti (1853),
Montpellier, Musée Fabre;
Julien Vallou de Villeneuve,
Studio dal vero,
n. 1936 (1853), Parigi,
BNF - Bibliothèque
Nationale de France.

45
La bella creatura dalle carni roride La donna tra le onde e La sorgente sono gli ultimi due
nudi nella natura eseguiti dall’artista nel 1868.
è immersa a mezzo busto in un’acqua La bella creatura dalle carni roride immersa a
che accarezza il suo corpo con piccole mezzo busto in un’acqua che accarezza il suo corpo
con piccole schiume intriganti può denunciare qualche
schiume intriganti analogia con le Veneri di Cabanel (1863) e di Bougue-
reau (1863), famosissime all’epoca. Ma le differenze
sono profonde. L’artista rappresenta una donna tangi-
Ciò si verifica ancora più palesemente nei voluttuosi bilmente sensuale, senza gli artifici o i lenocini mitolo-
nudi del 1866, ambientati in interni – La donna con gici dei due nudi citati, naturalmente sicura della sua
pappagallo, Il sonno, L’origine del mondo – che costi- bellezza. I peli delle ascelle, ben visibili in primo piano,
tuiscono l’acme dell’erotismo profondo e scandaloso sottolineano la volontà di non sottostare alle conven-
di Courbet, oltre a denotare una maggiore contiguità zioni del nudo ideale. La calma evidenza del suo fa-
della sua opera con il gusto del Secondo impero. scino, la ricchezza della materia pittorica, lo smalto dei
colori, la carne bionda e rosea
attirano le carezze. I globi solidi
e robusti dei seni lasciano in-
tuire, sotto la pelle trasparente,
il tracciato bluastro delle vene.
Renoir e Manet si ricorderanno
della voluttà di quel nudo.
La sorgente chiude un de-
cennio in cui il pittore ha tra-
sformato la dimensione allego-
rica in pittura di vita. Anche se
si è talora avvicinato al gusto
dominante, ha perseguito una
rilettura trasgressiva e poetica
della tradizione. Rispetto alla
Sorgente di Ingres (1856), soave
e fredda immagine di fanciulla
fra infanzia e pubertà, Courbet
torna a proporre una creatura
di carne e di sangue, sorella
delle Bagnanti del 1853, di cui
ribadisce l’audacia.
L’opera, dipinta con le rugo-
sità e gli impasti abituali, è am-
bientata in un sottobosco scuro
e roccioso, sottolineato da una
cascata e da un fiume tumul-
tuoso, che prolungano il corpo
della modella.
Il paesaggio si pone come
decoro della figura, la natura
originaria è filtrata nel ricordo
e ricomposta nell’immagina-
zione. ▲

La donna tra le onde


(1868), New York,
Metropolitan Museum
of Art.

Nella pagina a fanco,


La sorgente (1868),
Parigi, Musée d’Orsay.

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47
Studi e riscoperte. 2
Spitzweg e i romantici tedeschi

prudenti
sguardi
indiscreti
Cristina Beltrami

Erotismo sì ma con pudore. Questo era il motto che


nell’Ottocento l’Europa, fatta eccezione per Parigi, seguiva
con diligente osservanza. Nella rigorosa Germania, per esempio,
le raffigurazioni più spinte erano consentite solo se mediate
da spunti sacri o mitologici. Un risultato reso evidente
da Carl Spitzweg e da altri artisti che come lui, talvolta,
aggiungevano alle loro opere un pizzico di ironia senza ledere
però la morale comune.

M
entre a Parigi il realismo di Carl Spitzweg, Germania, la società è impe-
Courbet accoglieva il nudo più Ninfa al bagno (1855). gnata a dare di sé un’imma-
esplicito nell’empireo dell’arte gine d’inappuntabile rigore,
– per quanto talvolta ancora in specchio di una borghesia
una dimensione di committenza mite e cortese, la stessa che
privata, come nel caso dell’Ori- Carl Spitzweg (1808-1885) ri-
gine del mondo (1866) realizzato trae in numerose tele con do-
per l’ambasciatore turco-egiziano vizia di particolari ma anche
Khalil-Bey (1831-1879) –, nel resto con sottile ironia. Spitzweg
d’Europa il pudore era ancora del resto conosce bene il
fortemente radicato. Gli artisti potevano proporre im- mondo che descrive, è il figlio di un mercante che
magini erotiche solo se sdoganate dal filtro della mi- lo indirizza a studi farmaceutici, immaginando per
tologia o del sacro, secondo un processo ben noto nei lui un futuro del tutto simile a quello che Carl can-
secoli precedenti. Anche nella potente quanto religiosa zona dalle colonne del “Fliegende Blätter”. A partire

48
Dai maestri del Nord Spitzweg apprende
quella cura nei confronti del dettaglio che
diviene elemento rivelatore di passioni,
abitudini o piccole manie dei suoi
soggetti come L’amante del cactus

Carl Spitzweg, dal 1844 infatti l’artista


L’amante collabora con la rivista
del cactus satirica tedesca, tarata
(1858). sul modello delle testate
parigine “Caricature” o
“Le Charivari”. È proprio
a Parigi, nel 1851, che il
linguaggio pittorico di
Spitzweg evolve nel contatto diretto con i
protagonisti della scuola di Barbizon. Mette
a punto una pittura fedele ai passaggi tonali
del vero che gli consente di creare immagini
dalla straordinaria vividezza luministica.
Spitzweg visita sovente l’Italia: nel 1830
si era limitato al Nord – Trieste, Udine e
Venezia – e due anni più tardi, nel 1832, si
era spinto sino a Napoli, toccando Bologna,
Firenze e Roma e rientrando per Trento e
Bressanone, dove ebbe modo di fissare nella
memoria quei paesaggi boschivi e anfratti
rocciosi che fanno da quinta fiabesca a so-
litarie fanciulle al bagno. Il soggetto, che
ha una certa ricorrenza nella produzione
spitzweghiana, viene ampiamente accettato
dalla società coeva perché calato in una di-
mensione arcadica che ne stempera il lato
erotico. Il nudo è incarnato da una ninfa
impegnata in giochi ingenui, spiata da inop-
portuni osservatori o dallo spettatore stesso.
Ninfa al bagno ha la vivacità luministica ti-
pica dei dipinti di Spitzweg che esaltano il ro-
manticismo del paesaggio selvaggio e “grot-
tesco”, quasi palpabile nella sua umidità.
Compositivamente ogni elemento del dipinto,
inclusa la deliziosa natura morta con gli abiti
abbandonati sul viottolo verso lo specchio
d’acqua, è finalizzato alla creazione di una
cornice per il nudo femminile di spalle in cui
il senso voyeuristico è accentuato dalla figura
che sta in piedi su uno scoglio a pelo d’acqua.
Sono immagini accattivanti, pensate per un
pubblico che ne avrebbe apprezzato la vena
erotica, senza sentire intaccata la propria
integrità morale. Spitzweg si stabilisce a Mo-
naco di Baviera, condividendo le proprie con-
vinzioni sull’arte con un gruppo di giovani
artisti che, a dispetto delle regole imposte
dall’accademia, amano sperimentare l’espe-
rienza diretta del paesaggio e affinare la tec-
nica sull’attento studio della lezione antica, in
particolare di quella fiamminga.

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Dai maestri del Nord Spitzweg apprende quella Gabriel von Max, von Max (1840-1915), che in
cura nei confronti del dettaglio che diviene ele- L’anatomista (1869), seguito avrebbe ottenuto una
mento rivelatore di passioni, abitudini o piccole ma- Monaco di Baviera, cattedra all’Accademia mo-
nie dei suoi personaggi come il topo di biblioteca, il Neue Pinakothek. nacense, trova la chiave della
poeta squattrinato o L’amante del cactus, soggetto sua maturazione artistica che
riproposto in più versioni e nel quale la forma vaga- passa inevitabilmente attra-
mente fallica della pianta accentua il lato caricatu- verso la pittura di Courbet e
rale dell’immagine. Manet, svecchiando la forma-
Lo sguardo perso, il naso grossolano, le mani poste zione ceco-viennese.
dietro la schiena rivelano una certa vena ridicola di Abile virtuosista, al rientro a Monaco nel 1869, Von
quest’uomo che, come sottolinea il titolo tedesco, è Max realizza L’anatomista, un dipinto nel quale un
un “Liebhaber”, ovvero un innamorato, colui che ha medico sta esaminando il cadavere di una fanciulla
amore per qualcosa, e in questo caso l’estasi amorosa recentemente deceduta. La trattazione del chiaro-
è riservata a una pianta, peraltro dalla forma allusiva. scuro che accende le carni della ragazza, lo studio
Spitzweg scompare il 23 settembre del 1885 a Mo- attentamente descritto nella sua immobilità ma so-
naco di Baviera, una città che vanta un’importante ac- prattutto la fissità dello sguardo dell’uomo sul seno
cademia e un sistema di mostre e collezionismo a so- della ragazza insidiano la “pruderie” di chi guarda.
stegno delle arti pur sempre però con un certo ritardo L’erotismo dell’immagine passa attraverso il filtro
rispetto a Parigi, capitale di ogni modernità ottocen- della ricerca scientifica, che cela in realtà una certa
tesca. Qui infatti nel 1867 anche Gabriel Cornelius morbosità.

51
Nelle Scimmie come critiche specie umana, che come sog-
getto della pittura. L’animale
Gabriel von Max,
Scimmie
d’arte la vera protagonista, è spesso ripreso in attitudini come critiche d’arte,
umane, inevitabilmente insi- (1889 circa),
messa in evidenza anche stendo su eccessi caricaturali, Monaco,
come nel caso delle Scimmie Neue Pinakothek.
dalla luce, è la scimmia come critiche d’arte, dipinto

in primo pianto che ostenta realizzato attorno al 1889. Von


Max immagina la reazione di
un atteggiamento sfrontato un gruppo di scimmie di fronte a un grande dipinto,
precluso allo spettatore se non per l’elaborata cor-
e velatamente erotico nice dorata. Di fronte all’opera i primati hanno rea-
zioni differenti, chi l’osserva con attenzione, chi ri-
volge lo sguardo verso lo spettatore o altrove ma la
vera protagonista, messa in evidenza anche dalla
luce, è la scimmia in primo piano che ostenta un at-
teggiamento sfrontato e velatamente erotico. Giusti-
Artista appassionato di antropologia e zoolo- ficando il comportamento della scimmia con la sua
gia, darwiniano convinto, Von Max accoglie nella natura animale, Von Max la ritrae in una posa la-
sua abitazione di Monaco di Baviera circa qua- sciva – a gambe divaricate con la lingua in mostra – che
ranta scimmie che egli osserva sia da un punto di non avrebbe mai potuto osare con un essere umano.
vista scientifico, interrogandosi sull’evoluzione della La scena resta in sospeso tra la dimensione dell’am-

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miccamento erotico e lo sberleffo alla critica d’arte immerso in una dimensione di sogno. I corpi dei
del tardo Ottocento tedesco che l’artista identifica due giovani amanti s’intrecciano in un paesaggio
col manipolo di scimmie. rigoglioso, per quanto stilizzato, mentre un amo-
Tenendo Monaco di Baviera come fulcro di un rino dall’aria trasognata gioca con delle farfalle al
percorso del gusto che da Spitzweg arriva sino al ter- culmine della collina. La sensualità dei due corpi è
mine dell’Ottocento e che propone immagini erotiche stemperata in questo caso dalle dimensioni ridotte,
attraverso il filtro dell’elemento onirico si arriva fino dalla stilizzazione del paesaggio e dall’abbondanza
al simbolismo di Oskar Zwintscher (1870-1916). Ar- di simboli come il pesco in fiore.
tista nato a Lipsia ma formatosi a Dresda tra il 1890 Il gusto per immagini allusivamente erotiche
e il 1892 e che ebbe spesso occasione di ammirare gli tocca naturalmente anche la produzione di oggetti
artisti della collezione del conte Adolf Friedrich von che dalla Boemia si vendono in tutto il territorio
Schack (1815-1894). Questi, collezionista e mecenate, tedesco e austriaco, come bene testimonia l’Adamo
fu un importante sostegno ed Eva in terraglia inglese della manifattura Týnec
per gli artisti tardoroman- nad Sázavou. La gestualità, in particolare la posa
tici, tra i quali naturalmente nella quale la donna mostra la mela ad Adamo, è
Oskar Zwintscher, anche Spitzweg. E forse non è un evidente gioco di seduzione – ma pur sempre
Paesaggio primaverile un caso che in Paesaggio pri- giustificato dal tema biblico – che certamente avrà
(1895), Dresda, maverile (1895) Zwintscher ri- deliziato qualche interno borghese della Germania
Städtische Galerie. proponga lo schema del nudo Biedermeier. ▲

53
ma quella villa reale
se la passa ancora male
di Fabio Isman

è tutto oro quel che luccica


nella reggia di Monza dopo il restauro
di buona parte dell’edifcio?
Non proprio. Diversi i punti oscuri e dolenti:
dai fnanziamenti dei lavori all’improvvisa
chiusura di alcuni ambienti senza sconti
per i visititatori. Anzi il biglietto continua
a costare molto caro. Per giunta i pregiati
pavimenti lignei di Maggiolini, privi
di protezione, vengono barbaramente calpestati.

È
stata finalmente restaurata, almeno in buona Lo scalone
parte. Sono tornati i visitatori. Ospita anche un interno
museo-archivio del design italiano (Triennale della reggia
Design Museum), che sarà sede di rappresentan- di Monza
za per l’Expo 2015: il luogo di una tra le sue mo- dopo il restauro.
stre (Il fascino e il mito dell’Italia dal Rinascimen-
to al Novecento, dal 22 aprile al 6 settembre). Ha
cambiato il nome, e da Villa reale è diventata la da parati e calpestii lapidei, allestito milledue-
reggia di Monza. Però, nel capolavoro del 1777 di cento metri di impianti nei piani terra e nei
Giuseppe Piermarini (allievo di Luigi Vanvitelli e due nobili, e nell’ultimo, il cosiddetto Belvede-
autore, per esempio, della Scala) – dimenticato a lungo perché il 29 lu- re. Restaurati, ovviamente, pure la facciata e il
glio 1900 vi morì, ucciso, re Umberto I – la situazione non va ancora lussuoso scalone interno(1).
troppo per il meglio. Se la “Versailles italiana”, o “Schönbrunn della Per carità: un’operazione assolutamen-
Brianza”, settecento stanze, a Ferdinando d’Austria, penultimo figlio te commendevole; e anzi, attesa da tempi or-
dell’imperatrice Maria Teresa, costò settemila zecchini d’oro, restau- mai immemorabili. Infatti, tanta bellezza
rarne solo il corpo centrale ha richiesto ventiquattro milioni di euro. aveva perfino rischiato di essere distrutta.
Un centinaio di persone hanno lavorato due anni su diecimila metri Napoleone arriva a Milano nel 1796, e per
quadrati, ripristinato oltre quaranta stanze, tremilacinquecento metri 180mila lire un tale acquista il complesso dal-
quadrati di superficie e duemila di parquet, ottocento metri di carta la Repubblica cisalpina: ma gli interessavano

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Qui a fianco, da sinistra:
la facciata della reggia
di Monza dopo il restauro;
la Cappella espiatoria
a Monza, eretta nei pressi
della reggia sul luogo
dell’assassinio di Umberto I.

soltanto il terreno e i diritti d’acqua. Operazio- a un passo da qui, dove il sovrano esalò l’estremo L’appartamento
ne bloccata dal ricorso di un privato al Con- respiro, due giorni dopo, reggia «chiusa a qualun- degli imperatori
gresso di Stato, e, dopo indicibili proteste, l’e- que estraneo per ordine di S.M. il Re», eccetto che di Germania.
dificio diventa proprietà nazionale. Però, le ali «per cura di pulizia, a due persone di fiducia del
del complesso sono un acquartieramento per conservatore»; e quindi, ceduta ai Comuni di Mi-
i soldati francesi; come porzioni della villa sa- lano e Monza nel 1919. Così inizia oltre un secolo
ranno di nuovo caserme, nel primo conflitto buio, che più buio non si può. Durato fino al settembre scorso: quan-
mondiale; mentre, dopo l’8 settembre 1943, la do, dopo i restauri nell’appartamento che fu di Umberto I e della re-
Gestapo vi pone il comando delle SS naziste. gina Margherita, al pianterreno, anche il corpo centrale ha riaperto
Tramonta l’epoca d’oro: gli anni degli austria- (diciamolo sottovoce: fa capo ai Beni culturali anche la vicina Cappel-
ci, e quelli di Umberto I, che amava assai il la espiatoria – singolare stele in pietra proveniente da un’antica cava
luogo. A causa del regicidio avvenuto nel 1900 di epoca romana in Algeria, con due croci in alabastro alte trentacin-

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Non è mai stato costituito
il comitato scientifco che,
per contratto, dovrebbe vigilare
e decidere sulle attività nella reggia
e il suo utilizzo
que metri e ogni anno illuminate dall’interno A destra e nella pagina
nella notte del 29 luglio –, eretta sul luogo dove a fianco in alto, i segni
l’anarchico Gaetano Bresci uccise Umberto I, visibili delle scarpe
pieno di corone metalliche liberty in sua me- dei visitatori sui preziosi
moria. Un monumento progettato da Giusep- pavimenti lignei
pe Sacconi, autore del Vittoriano a Roma, ma di Giuseppe Maggiolini
concluso da altri dopo la sua morte – in parti- privi di protezione.
colare da Guido Cirilli –, e completato con una
cancellata in ferro di Alessandro Mazzucotelli. Un dipendente stata-
le lo tiene aperto, s’intende gratuitamente; nel 2013 è stato visitato da
2.184 persone; sarebbe davvero più opportuno trasferirlo al Comune).
Da quel settembre a fine 2014, settantacinquemila visitatori han-
no ammirato la reggia (dove inzialmente si accedeva gratuitamente);
e, dal 30 ottobre altri cinquantamila, dacché vi si è aperta una mostra qualche parte del complesso o, come sempre,
del famoso fotografo Steve McCurry (in corso fino al 6 aprile). se si fa parte di un gruppo.
Tuttavia, più di una questione rimane abbastanza singolare. In Da dicembre 2014, nel percorso è incluso
cambio dei restauri, la reggia è stata concessa per ventidue anni (ma il anche il museo-archivio (a cui si è accennato
primo contratto ne prevedeva trenta) a una società costituita per l’oc- all’inizio): ospita una mostra permanente che
casione, che fa capo al costruttore Navarra, coordinatore dei lavori si chiama La bellezza quotidiana; è dedicata al
eseguiti da un nutrito team di persone; la mano pubblica può usarlo design, espone oggetti provenienti dai deposi-
solo trentasei giorni l’anno, «ma non consecutivi». Sui costi delle ope- ti della Triennale di Milano, che saranno visi-
razioni, è un balletto di cifre. Diciannove milioni sarebbero stati fi- bili a rotazione. Il Triennale Design Museum
nanziati dalla Regione Lombardia e appena quattro dal concessiona- è all’ultimo piano, in quello chiamato il Belve-
rio (il quale però afferma di averne spesi otto); ma non li ha forniti in dere, perché permette di ammirare i magnifi-
contanti, bensì sotto forma di forza-lavoro e manodopera(2). Calcola ci paesaggi del parco voluto da Napoleone nel
che la gestione costerebbe ottocentomila euro all’anno, e le entrate sa- 1805, settecentoquaranta ettari, il più vasto
rebbero di un milione; ma forse, è prudente. Non è mai stato costituito cintato d’Europa. Ed è una bella notizia, un fe-
il comitato scientifico che, per contratto, dovrebbe vigilare e decidere lice ritorno. Infatti, dal 1922 al 1943 la reggia
sulle attività nella reggia e il suo utilizzo. Spesso, i visitatori lamen- ha ospitato l’Isia, l’Istituto superiore industrie
tano di non poterne visitare tutti i locali, perché chiusi all’improvvi- artistiche: un esperimento con convitto, volu-
so in modo inatteso, per esigenze del concessionario, che vi allestisce to dai socialisti milanesi mentre già nasce il fa-
eventi, come per esempio uno denominato Veuve Clicquot, la fiera del scismo; l’unico “cugino” italiano del Bauhaus,
“wedding”, i ricevimenti di nozze. Tra l’altro, il progetto di ristruttu- che produce quattro Biennali, divenute, ap-
razione adottato è quello di Giovanni Carbonara, grande studioso del punto, la Triennale di Milano. Inaugura la pri-
restauro, ma «opportunamente rivisto» (e lui dice invece «del tutto ma Ugo Ojetti: centocinquanta sale allestite
snaturato»); all’ultimo piano prevedeva un ristorante, che, invece, ridi- come ambienti di abitazione; secondo il ban-
mensionato anche nei costi, è finito a pianterreno. do, gli oggetti non andavano «incasellati come
E ammirare gli stucchi e le “boiseries” nell’appartamento degli im- belve nei serragli». All’Isia si rincorrono i nomi
peratori di Germania, o la finta parete nel salottino della duchessa di di Carlo Carrà, Mario Sironi, Arturo Martini,
Genova, le tappezzerie e il guardaroba del principe di Napoli, non è Marino Marini, Margherita Sarfatti, Gio Pon-
davvero a buon mercato. Il biglietto, il cui prezzo è stabilito dal con- ti, Emilio Borsa, Arrigo Solmi, Pio Semeghini,
cessionario, costa infatti 18 euro: più del doppio degli Uffizi (8 euro; Raffaele De Grada, Giuseppe Pagano, Edoar-
ma qui Botticelli tuttavia manca), e perfino più dei Musei vaticani (16 do Persico, Marcello Nizzoli.
euro il biglietto intero), che però, per dirne una, possono sfoggiare, ol- Ma le carenze più gravi sono altre, deriva-
tre a molto altro, la Cappella sistina e le stanze di Raffaello. Nella reg- no anche dalla mancata creazione del comi-
gia, di Raffaello c’è soltanto, nella migliore delle ipotesi, il nome di un tato scientifico. Il 31 ottobre 2014, per celebra-
operaio impiegato nel restauro. E attenzione: se qualcuno, provenen- re Halloween, il concessionario aveva previsto
do magari da Milano, vuole prenotare, deve sborsare un euro e mez- una manifestazione intitolata Le segrete della
zo in più. Ma vi sono sconti se ci si accontenta di ammirare soltanto villa. Una serata che, diceva, nasceva «dall’e-

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sigenza di creare un evento esclusivo in una
zona che troppo spesso vede ostacolata la pro-
pria mondanità; partendo dalla location, un’at-
mosfera al contempo elegante e terrificante;
iniziando dai giardini, un percorso di spetta-
coli e attrazioni». Le proteste hanno fatto spo-
stare tutto in un ristorante di lusso, pur dentro
il parco. Ma la mostra di McCurry è allesti-
ta nei saloni principali della reggia, tra i cui
pregi sono i pavimenti: i
maggiolini (dal nome di A destra,
Giuseppe Maggiolini, ap- il Triennale Design
punto, il fondatore dell’of- Museum inaugurato
ficina più famosa), com- lo scorso dicembre
posti intarsiando anche nell’ultimo piano
ottantasei specie diverse della villa, il cosiddetto
di legno, ancora con nodi Belvedere,
d’amore e stemmi savo- con la mostra
iardi. Ebbene, per la mo- permanente
stra non sono stati rico- La bellezza quotidiana
perti, né in alcun modo dedicata al design.
protetti. Lo stesso allesti-
mento è orribilmente poggiato sull’impiantito
prezioso, che i tacchi delle signore percorrono
impunemente; e le suole trattengono spesso i
sassolini di ghiaia dell’esterno, che inevitabil-
mente rigano i pavimenti. Un tempo, almeno
in alcune sale, le passatoie c’erano; ed esisto-
no in tutti i palazzi del genere all’estero, alla
Hofburg di Vienna, in quelli di Istanbul, Mo-
naco, Potsdam. Tuttavia, il concessionario non
è preoccupato: «Per le prossime mostre, valu-
teremo se prevedere passatoie, o altre protezio- (1) Della Villa reale e del parco di Monza, la Pagina nera in “Art e Dossier” si è occupata più volte: Un’incuria
da Gran premio, n. 90, maggio 1994; Reale ma a sovranità limitata, n. 98, febbraio 1995; E il Parco di Mon-
ni»(3). Ma c’è poco da “valutare”: sarebbe sta- za, già preclaro, si trasforma in benzinaro, n. 290, luglio 2012.
to assai meglio, se non indispensabile, averci (2) “Il Cittadino”, 5 novembre 2014.
pensato prima. ▲ (3) Ivi, 8 gennaio 2015.

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Grandi mostre. 3
Palma il Vecchio a Bergamo

Lo spettacoLo
deLLa beLLezza
Maurizia Tazartes

L
e donne sono procaci, eleganti Bagno di Diana Insomma, Palma il Vec-
e spregiudicate. Hanno lunghi e delle sue ninfe chio è davvero un grande ar-
capelli sciolti o pettinati alla (o Ninfe al bagno) tista, come conferma la sua
moda. Belle, fresche e am- (1519-1520), Vienna, prima mostra monografica
malianti: erano davvero così? Kunsthistorisches Museum. mondiale, organizzata in oc-
Probabilmente sì, erano le bel- casione dell’Expo milanese
lezze del tempo. Certo, Palma 2015 alla GAMeC - Galleria
il Vecchio sa cogliere con mae- d’arte moderna e contem-
stria ogni accenno di malizia, poranea di Bergamo (Palma
ogni sfida in quegli sguardi il Vecchio. Lo sguardo della
che sembrano “bucare la tela”, ogni piega erotica in bellezza, dal 13 marzo al 21 giugno): più di una quaran-
quei corpi nudi, che precorrono di secoli Goya e Mo- tina di opere tra pale d’altare, ritratti, dipinti mitolo-
digliani. E i prati, i boschi, i castelli, i piccoli paesi gici e allegorici, giunte da musei italiani e stranieri, che
degli sfondi? Magici, ma veri. Sono quelli di allora, permettono di riscoprirlo e dargli il suo posto accanto
che il bravo Palma batteva per spostarsi da Bergamo a grandi colleghi come Giorgione, Tiziano, Lorenzo
a Venezia e che riesce a restituirci con il loro profumo Lotto, Sebastiano del Piombo e vari ferraresi, veneti,
di terra e di erba. emiliani, padani che respirano la stessa aria.

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La prima monografica mondiale dedicata a Palma il Vecchio,
in programma dal 13 marzo alla GAMeC,
è l’occasione per riscoprire un grande artista, artefice
di memorabili pale d’altare, dipinti biblici, mitologici,
ritratti femminili ricercati che diventano l’espressione
di un nuovo codice estetico.

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Palma il Vecchio sa cogliere tario generale della fondazione bancaria che ha finan-
ziato i restauri, «l’obiettivo non è solo quello di svolgere
con maestria ogni accenno una fondamentale azione di tutela del patrimonio, ma
anche quello di portare il territorio al centro di un per-
di malizia, ogni sfida in quegli corso virtuoso, con tappe turistiche importanti in oc-
casione dell’Expo 2015».
sguardi che sembrano Palma il Vecchio nasce a Serina in Val Brembana in-
torno al 1480, con il nome di Jacopo Negretti o “Nigreti
“bucare la tela” de Lavalle” (o anche “De la Valle”), figlio di Antonio. La
data si desume dalla testimonianza di Giorgio Vasari
che, nell’edizione delle Vite del 1550, lo dice morto all’età
di quarantotto anni, scomparsa che gli archivi veneziani
La mostra, ideata e curata da Giovanni C. F. Villa, registrano il 30 luglio 1528. Non sappiamo quando l’ar-
permette non solo di ammirare il pittore, ma di riper- tista arrivi a Venezia, dove è ricordato come «Iacomo
correre idealmente o in pratica tutto il territorio berga- de Antonio Negreti depentor» in un testamento dell’8
masco grazie a varie iniziative collegate, itinerari nelle marzo 1510. Due anni dopo, l’8 gennaio 1513 in un altro
chiese e restauri di opere come testamento è indicato come «Jacomo Palma depentor»,
il Polittico della presentazione Polittico con il soprannome che passerà al pronipote. Quest’ul-
della Vergine e l’Adorazione della presentazione timo si prenderà l’appellativo di Giovane lasciando al
dei pastori delle parrocchie di della Vergine predecessore quello meno felice di Vecchio.
Santa Maria Annunciata di (1515-1517 circa), La prima formazione avviene in ambito locale, ma
Serina e di San Lorenzo Mar- particolare, Serina già intorno ai vent’anni il giovane pittore deve essere
tire di Zogno. Perché, come (Bergamo), arrivato nella Serenissima, attratto dalla fama di Gio-
dice Angelo Piazzoli, segre- Santa Maria Annunciata. vanni Bellini, Cima da Conegliano, Vittore Carpaccio

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e dei Vivarini. Nel 1513 diventa membro della Scuola Giovanni Battista Cavalcaselle nel 1871 definisce come
grande di San Marco e il 5 febbraio 1514 è attestato il quello di «modernizzare e rigenerare l’arte veneziana»
pagamento di cinquanta ducati di accredito per la sua insieme ai due celebri colleghi. Nasceranno così nel se-
prima pala d’altare nota, l’Assunzione della Vergine per condo decennio del Cinquecento Sacre conversazioni
la Scuola di Santa Maria Maggiore, giunta in mostra con sfondi paesaggistici, destinate a chiese lombarde
dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia. e venete. Forse al 1523-1524 risale il Polittico di Santa
Ma prima di quella data Palma ha già realizzato Barbara e vari santi per la Scuola dei bombardieri nella
dipinti sacri, mitologici, pale d’altare (la Madonna leg- chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia, ricordata da
gente della Gemäldegalerie di Berlino, la Madonna col Vasari nel 1568: «Ma la Santa Barbara è delle migliori
Bambino in trono tra le sante Barbara e Cristina e due figure, che mai facesse questo pittore».
committenti della Galleria Borghese di Roma, le Due Nasceranno dipinti mitologici come le varie Ninfe
ninfe in un paesaggio del Städelsches Kunstinstitut di al bagno o distese in profondi paesaggi verdi sole o in
Francoforte), mettendo a punto un suo linguaggio ori- gruppo (Ninfa in un paesaggio di Dresda, Bagno di Diana
ginale in continuo dialogo con la lezione di Giorgione e delle sue ninfe o Ninfe al bagno di Vienna), destinate a
e la pittura del coetaneo Tiziano. Un ruolo, il suo, che una committenza intellettuale raffinata. Dipinti biblici,

Qui sotto, A destra,


Madonna col Bambino Assunzione della Vergine
tra i santi Maria Maddalena, (1514 circa),
Giovanni Battista, Caterina Venezia,
e il committente Gallerie dell’Accademia.
(Francesco Priuli?)
(1515 circa), Madrid,
Museo Thyssen-Bornemisza.

61
Nel Ritratto di giovane donna
in abito blu con ventaglio
o nel Ritratto di donna,
detta La bella, le figure hanno
forme morbide e ampie, le vesti
di seta e velluto, gli incarnati
chiari e rosati

come Incontro di Giacobbe e Rachele (o


Promessa d’amore nel paesaggio montano),
uno spaccato contadino del tempo con due
popolani che si baciano tra nugoli di ani-
mali al pascolo: emerge un nuovo natura-
lismo, intriso di poesia. Ritratti femminili
capaci di creare una nuova estetica, come
il Ritratto di giovane donna in abito blu con
ventaglio (1518 circa) del Kunsthistorisches
Museum di Vienna o la Sibilla di Hampton
Court, o il Ritratto di donna, detta La bella,

Qui sotto, A destra,


Incontro di Giacobbe Ritratto di donna,
e Rachele (o Promessa detta La bella
d’amore nel paesaggio (1518 circa),
montano) (1524 circa), Madrid, Museo
Dresda, Gemäldegalerie. Thyssen-Bornemisza.

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Ritratto di giovane donna
in abito blu con ventaglio
(1518 circa), Vienna,
Kunsthistorisches Museum.

pico italiano-lombardo di quegli


anni: una veste abbondante con
ampia scollatura quadrata, il
corpetto allacciato da fiocchi, le
maniche a sbuffo staccate con
sottomaniche strette all’avam-
braccio, una camicia di batista
di lino finissima. Il Ritratto vi-
rile, il cosiddetto Ariosto della
National Gallery di Londra del
1520-1525 presenta invece l’ab-
bigliamento di un gentiluomo:
veste, sopravveste con pelliccia,
camicia di batista di lino plisset-
tata, guanti di pelle.
Molta cura era poi data ai
capelli: sciolti sulle spalle come
nel magnifico Ritratto di tre
donne (1518-1520) della Gemäl-
degalerie di Dresda. Oppure
raccolti in trecce a costruire
complicate acconciature tratte-
nute da sottili turbanti di seta,
secondo una moda femminile
diffusa da Isabella d’Este. Ca-
del Thyssen-Bornemisza di Madrid, figure dalle forme pelli rigorosamente lunghi e fluenti per gli uomini,
morbide e ampie, le vesti di seta e velluto, gli incarnati che addirittura ne aggiungevano di posticci per au-
chiari e rosati. Ritratti maschili intensi, come il Ritratto mentare il volume, corta barba dal terzo decennio
d’uomo coi guanti (1517-1518) dell’Ermitage di San Pie- sull’esempio di Francesco I di Valois.
troburgo o l’affascinante Ritratto d’uomo con mantello Grande Palma. Ma che fine fa? Muore quasi cin-
di pelliccia (1516 circa) dell’Alte Pinakothek di Monaco, quantenne nel 1528 per un’improvvisa malattia (il 28
lodato da Vasari. luglio detta il proprio testamento), lasciando tutto ai
E a proposito di ritratti c’è un aspetto interessante, figli del fratello, scomparso quattro anni prima di lui.
che la rassegna sottolinea. Quelle opere permettono di In bottega rimarranno quarantasette dipinti, alcuni
seguire lo sviluppo della moda nei territori della Se- solo abbozzati. ▲
renissima, dove si diffonde uno stile “all’italiana”, ca-
ratterizzato da una continua ricerca di novità, varietà,
tagli fantasiosi, ampi volumi e colori accesi, in auge Palma il Vecchio. Lo sguardo della bellezza
nelle maggiori corti padane. a cura di Giovanni C. F. Villa
Una moda già superata nel 1528, come lamenta Bal- Bergamo, GAMeC - Galleria d’arte moderna e contemporanea
dassarre Castiglione nel Cortegiano (II, XXVI), pub- via San Tomaso 53
blicato a Venezia in quello stesso anno, quando ormai telefono 035-270272
vanno per la maggiore vesti «alla francese, alla spa- orario 10-19, giovedì 10-20, chiuso lunedì
gnola, alla tedesca», ma che i ritratti di Palma docu- dal 13 marzo al 21 giugno
mentano nel dettaglio. Nel Ritratto di giovane donna in catalogo Skira
abito blu con ventaglio, per esempio, troviamo un look ti- www.palmailvecchio.it

63
Durante il soggiorno veneziano Marcantonio Raimondi,
talentuoso incisore emiliano, affina le sue abilità tecniche dando
alla luce Il sogno di Raffaello, stampa che trova in Giorgione,
Dürer, Jacopo de Barbari e altri maestri suggestivi
richiami iconografici.
64
Studi e riscoperte. 3
Il sogno di Raffaello
di Marcantonio Raimondi

nude
in riva
al fiume Francesca Di Gioia

S
e la fortuna critica di Mar-
cantonio Raimondi, detto
il Bolognese, si presenta in
modo frammentario, ci rag-
giungono invece notizie per
intero su un particolare mo-
mento della sua produzione
grafica: quella delle stampe
“d’après” Raffaello Sanzio.
Tale attività si colloca cro-
Marcantonio Raimondi, nologicamente negli anni romani del lavoro im-
Il sogno di Raffaello prenditoriale del Baviera, con il quale Marcantonio
(1508 circa), Firenze, collabora fattivamente in qualità di primo incisore.
Gabinetto disegni È grazie a questa impresa che nasce una bottega di
e stampe degli Uffzi. incisori molto attiva nella Roma di Giulio II prima e
di Leone X poi, a cui Raffaello “manu propria” affida
fogli da tradurre a stampa.
La Vittoria adagiata tra i trofei di Jacopo Jacopo de’ Barbari, da Marcantonio a Venezia
e dunque a ridosso del sog-
Vittoria adagiata tra i trofei
de’ Barbari riporone la stessa posa (1498 circa). giorno romano. Il sogno sa-
discinta che utilizza il Raimondi per la rebbe “nato” da suggestioni
sua musa pensata però in controparte lagunari, negli anni in cui
Giovanni Bellini tenta di
metter fine al Festino degli dei per il camerino di Isa-
bella d’Este e Giorgione è sui ponteggi del Fondaco
dei tedeschi aiutato nell’opera da un apprendista
A raccogliere la fiducia incondizionata dell’Ur- cadorino, tale Tiziano Vecellio. Di quest’ultima im-
binate arriva a Roma il Bolognese, dopo una for- presa rimane un saggio di inestimabile valore, nel
mazione a seguito del maestro niellatore Francesco lacerto di affresco conservato a Venezia, noto come
Francia, un breve soggiorno nella Serenissima e La nuda delle Gallerie dell’Accademia, facente parte
un passaggio da Firenze. È il concittadino Jacopo di un ciclo ormai perduto, terminato nel 1508 circa.
Ripanda, impegnato a Palazzo dei conservatori Il pittore di Castelfranco Veneto, in quegli anni,
(Roma), a segnalargli la possibilità di ricevere com- aveva messo su tela La ninfa dormiente (detta anche
missioni prestigiose nella città che aveva già attratto La nuda) di Dresda, ultimata da Tiziano tra il 1508
a sé un altro bolognese, l’eccentrico Amico Aspertini e il 1512, che ha legami strettissimi con la Nuda nel
che lavora in Campidoglio, gomito a gomito proprio paesaggio incisa a puntinato da Giulio Campagnola,
con Ripanda. Arrivato a Roma, anche Raimondi non entrambi i pezzi molto vicini alla sensualità fem-
perde tempo e, dopo aver riprodotto a bulino un minea delle donne addormentate del Raimondi.
trionfo all’antica ispirato al ciclo di Ripanda, viene La stampa di Marcantonio dunque si colloca a
chiamato da Raffaello. Grazie alla maestria tecnica contatto con quest’ambiente e con un altro stimo-
e al suo indiscusso talento artistico, i fogli del Sanzio lante snodo artistico che si viene a creare nel primo
vengono tradotti dando vita a un’operazione sistema- decennio del Cinquecento tra Giorgione, negli anni
tica di diffusione di modelli iconografici. della maturità, Dürer al tempo del suo secondo sog-
Oggetto del nostro studio è la stampa Il sogno di giorno veneziano, e Jacopo de’ Barbari, misterioso
Raffaello che la critica attribuisce agli anni vissuti artista che si firma con il caduceo, simbolo mercu-

66
Qui sopra, riale ed esoterico per eccel-
Giulio Campagnola, lenza. Uno stimolante spunto
Nuda nel paesaggio nasce mettendo a confronto
le opere che si pongono ai
(1482 circa - dopo il 1515),
Vienna, Albertina. vertici di questo “triangolo
alchemico” e che sono le
A destra, Nude di Giorgione, la stampa
Albrecht Dürer, con Il sogno del dottore di
Il sogno del dottore Dürer e l’incisione a bulino
(1498 circa), con La Vittoria e la Fama di
Firenze, Gabinetto Jacopo de’ Barbari. In parti-
disegni e stampe colare, quest’ultima sembra
degli Uffizi. essere una versione “all’im-
piedi” delle due donne dor-
mienti sulla riva del fiume
immaginate dal Raimondi, al quale sarebbe toccato
l’ingrato compito di ruotarle di novanta gradi in
senso antiorario, di adagiarle lievi su di una sponda
e di coprirne qua e là le nudità; la soluzione formale
adottata è la medesima. Oltre a questa stampa nella
produzione grafica del De’ Barbari si trovano altri
esemplari affini alle nude dormienti. È questo il caso
per esempio della Vittoria adagiata tra i trofei che
riporone la stessa posa discinta che utilizza il Rai-
mondi per la sua musa pensata però in controparte.
Un suggestivo confronto stilistico si pone anche
tra la nostra stampa e una delle tavole xilografiche
della Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Co-
lonna, raffinato prodotto letterario di ambito uma-
nistico, editato a Venezia per i tipi di Aldo Manuzio
nel 1499, raffigurante Polifilo che visita con Polia il
palazzo di Venere. In questa tavola la dea dormiente
appoggiata su un fianco, seminuda e ammirata da

67
Giorgione,
La nuda (1508 circa),
Venezia, Gallerie
dell’Accademia.

un satiro, ha stringenti legami


anche col Sarcofago Mattei di
età severina (220 d.C. circa) di
cui daremo cenno. A tal fine pro-
poniamo qui, non senza certezze
iconografiche, una traccia formale
ben leggibile a fronte della stampa
remondiana. Da questa poi si farà
riferimento anche a un probabile
tema ispiratore del soggetto della
nostra stampa.
Per quanto riguarda l’opera di
Raimondi rispetto al Sarcofago
Mattei, il legame tra i due nasce
dall’osservazione della scena con
Marte e Rea Silvia sulla parte de-
stra del fronte di quest’ultimo mu-
rato lungo lo scalone di palazzo
Mattei a Roma (i fianchi del sar-
cofago sono conservati nel Museo
Pio Clementino dei Musei vaticani
e contengono due raffigurazioni: i
gemelli allattati dalla lupa e il Te-
vere). Sul fronte del sarcofago la
vasca decorata ad altorilievo pre-
senta l’incontro tra Marte e Rea
Silvia che, sorpresa nel sonno, una
volta concupita dalla divinità re-
sterà gravida dei gemelli Romolo e
Remo. La vestale, per giacere con
Marte, avrebbe lasciato la guardia
del sacro fuoco del tempio, dive-
nendo “rea” dell’incendio divam-
pato per incuria e di aver disobbe-
dito al voto di castità.
Nel rilievo e nella stampa re-
mondiana sono presenti diverse
figure in pose sovrapponibili: Ve-
nere a destra e Tellus sdraiata si
affrontano nella composizione
marmorea, mentre nella stampa
le due donne si pongono in posa
speculare con il fiume che corre
indisturbato tra le due sponde
della città. Le annotazioni formali si rivelano stringenti scame di composti boccoli nelle donne scolpite e incise.
nelle raffigurazioni femminili che mostrano, in ambo Nell’incisione si potrebbe persino ipotizzare la presenza
le prove, un ventre scolpito e fianchi generosi, un busto di Marte in una versione allegorica, nei panni di un mo-
ampio con vita stretta e seni piccoli ma torniti; ana- stro alato (il moscone in primo piano) dal chiaro simbo-
logie che riscontriamo anche nella capigliatura raccolta lismo fallico che volge dritto verso Silvia (la donna che è
tutt’attorno alla testa che si libera sulle spalle con un ca- di fronte) pronta ad accoglierne il fecondo seme.

68
Qui sopra,
Sul fronte arte romana,
copia
del sarcofago e nella del Sarcofago Mattei
(220 d.C.), fronte,
stampa remondiana Roma, Museo
della civiltà romana.
le donne mostrano A destra,
un ventre scolpito Pisanello (bottega),
fgure dal Sarcofago
e fianchi generosi Mattei con Marte
e Rea Silvia
(1431-1432), Milano,
Biblioteca ambrosiana.

Del sarcofago in oggetto esiste un disegno eseguito stilemi classici traslati nella semantica rinascimentale,
dalla bottega di Pisanello tra il 1431 e il 1432, che ne operata dal Raimondi nella sua produzione grafica.
testimonia una circolazione in area padana, in piena A questo punto, forti del confronto iconografico
temperie rinascimentale come dimostrerebbe il le- con il Sarcofago Mattei, si potrebbe proporre un’a-
game iconografico con la Nuda del Campagnola e le naloga trasposizione anche per il soggetto e pensare
“nude riflesse” del Raimondi. Ciò attesterebbe proba- dunque alla leggenda fondativa di Roma “narrata”
bilmente la presenza dello stesso fronte marmoreo dal Raimondi. Il bolognese forse ha voluto rendere
nella disponibilità degli artisti del tempo, ancor prima omaggio alla gloriosa storia dell’Urbe, giunto ormai
che entrasse a far parte della collezione Mattei della nella capitale ma avendo ancora negli occhi il tona-
Villa celimontana al Celio. Inoltre l’incisore bolognese lismo veneziano e il classicismo padano, e “sognando”
non è nuovo a queste imprese legate alla traduzione a Roma, nuova Troia. ▲
stampa di sarcofaghi antichi e le connessioni tra l’arte
del Raimondi e i rilievi del mondo classico sono ormai Sul tema segnaliamo: G. Bernini Pezzini, S. Massari, S. Prosperi Valenti Rodinò, Raphael in-
venit. Stampe da Raffaello nelle collezioni dell’Istituto Nazionale per la Grafica, Roma 1985.
del tutto acclarati dalla critica. I riferimenti del Sogno S. Ferrari, Jacopo de’ Barbari. Un protagonista del Rinascimento tra Venezia e Dürer, Mi-
di Raffaello al Sarcofago Mattei sarebbero un altro tas- lano 2006; Dürer e l’Italia, a cura di K. Herrmann Fiore, Milano 2007; C. Rabbi Bernard, A.
sello a comprova della consapevolezza nell’uso degli Cecchi, Y. Hersant, Il sogno nel Rinascimento, Livorno 2013.

69
Letture iconologiche
San Giorgio e il drago
di Carpaccio

il cavaliere
e la bestia
Augusto Gentili

N
ella mostra-studio Carpaccio.
Vittore e Benedetto da Venezia
all’Istria. L’autunno magico di
un maestro (dal 7 marzo al 28
giugno a palazzo Sarcinelli
di Conegliano, Treviso) il San
Giorgio e il drago dell’abbazia
di San Giorgio Maggiore a
Venezia, firmato e datato 1516 da Vittore Carpaccio,
sarà per molti una sorpresa. È infatti un dipinto poco
visto: non sta in chiesa ma in una sala relativamente
“riservata”, un tempo Coro d’inverno o Coro di notte,
poi detta Sala del conclave giacché per oltre tre mesi a
cavallo tra 1799 e 1800 – occupata Roma dai francesi In questo articolo, dove contesto, il nostro dipinto
e garantita Venezia dagli austriaci – vi si tenne la tra- non diversamente indicato, potrà invece recuperare
vagliata assemblea cardinalizia che portò all’elezione sono riprodotti l’intero tutto il suo spessore e la sua
di papa Pio VII Chiaramonti. È anche un dipinto poco e alcuni particolari autonomia, offrendo – anche
stimato: si colloca in quell’ultima attività di Carpaccio del San Giorgio e il drago rispetto al suo indiscutibile
– diciamo dopo il 1510 – solitamente giudicata come (1516) di Vittore Carpaccio, “prototipo” – una serie di
periodo di crisi a fronte dei suoi cicli di teleri per la conservato a Venezia elementi di assoluta novità
Scuola di Sant’Orsola e per la Scuola degli Schiavoni, nell’abbazia di San Giorgio che rimandano al mona-
nonché a fronte della nuova pittura di Giorgione già Maggiore. stero benedettino di San
defunto, di Sebastiano del Piombo ormai romano, di Giorgio Maggiore e alla sua
Tiziano in vertiginosa ascesa; ed è generalmente liqui- cultura religiosa.
dato come replica o variante del celebre San Giorgio Il dipinto presenta in primo piano il duello di san
e il drago eseguito ai primi del secolo per la fraternita Giorgio col drago, desunto nei tratti essenziali, come al
dalmata. Se considerato nel suo momento e nel suo solito, dalla raccolta di leggende di santi costituita nel

70
Venezia custodisce due versioni del San Giorgio e il drago
di Carpaccio: una conservata nell’abbazia benedettina
di San Giorgio Maggiore, un’altra, più famosa e inequivocabile
modello, nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni.
Concentrando l’attenzione sulla prima, un’analisi puntuale
permette non solo di restituire autonomia e importanza a
un’opera ritenuta forse minore, ma anche di cogliere elementi
inediti della cultura religiosa del monastero che la ospita.
La vicenda si completa
con le quattro storiette della predella,
che rappresentano come in una strip
fumettistica momenti narrativamente
successivi al duello

XIII secolo da Jacopo da Varagine, la celebre Legenda La vicenda si completa con le quattro storiette della
aurea, poi diffusa in un numero sterminato di edizioni predella, che rappresentano come in una strip fumet-
a stampa, soprattutto in volgare col titolo Legendario tistica momenti narrativamente successivi al duello.
de sancti. Ridotti al minimo i dettagli orrorifici di resti La leggenda attraversa ora l’epoca storicamente defi-
umani e animali, e quasi nascosta dietro un albero la nita delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiano
principessa con l’agnellino dell’innocenza, della man- nei confronti dei cristiani. Giorgio affronta il gover-
suetudine e del sacrificio fortunosamente evitato, il natore Daziano, romano e pagano, e senza mezzi
clou della vicenda sta nel confronto tra due potenze termini lo accusa di idolatria e demonolatria: si può
incompatibili e inconciliabili: il cavaliere cristiano e comprendere che costui non la prenda bene. Dopo il
la bestia diabolica, il cavallo dall’occhio languido e il consueto rifiuto di adorare gli idoli, Giorgio è condan-
drago dall’occhio infuocato e iniettato di sangue. nato a subire una serie di efferate torture, che restano

72
del tutto inefficaci poiché l’eroe è ogni volta immedia- In questo dipinto, però, non c’è solo la storia di
tamente sanato per intervento divino: i bastoni unci- Giorgio, ma ci sono tante altre cose. A destra c’è la
nati gli fanno il solletico, il calderone di piombo fuso lapidazione di santo Stefano, ben definita seppur in-
sembra dargli il sollievo di un bel bagno caldo. Viene scenata nello sfondo con piccole figure: grazie all’at-
allora chiamato Atanasio, mago di corte, perché gli tributo anticipato della spada sollevata si distingue
propini una pozione, ma Giorgio beve per due volte anche Saulo di Tarso, che presto arriverà alla celebre
dal calice mortale senza alcuna conseguenza. Come conversione sulla via di Damasco e diventerà poi san
in tante altre storie di martiri cristiani, c’è un solo Paolo, ma che per ora è un pagano, persecutore di
modo per eliminarlo, la decapitazione: perché così, cristiani, e sta con gli altri incaricati di custodire le
tagliando la testa pensante, si distrugge la sede della vesti dei lapidatori. La chiesa di San Giorgio Maggiore
straordinaria potenza del santo mago cristiano. è intitolata anche a Stefano fin dalla “translatio“ del

73
Benedetto per un attimo corpo avvenuta secondo tradizione nel 1110 sotto Or-
delaffo Falier. In facciata stanno le due statue specu-
tentenna, vorrebbe quasi lari di Giorgio e Stefano, opera di Giulio Del Moro; in
chiesa c’è nel transetto a sinistra l’altare di Stefano
abbandonare la vita con la Lapidazione di Jacopo e Domenico Tintoretto.
Giorgio e Stefano, insieme, sono titolari della chiesa e
contemplativa e ritornare alla vita protagonisti del dipinto di Carpaccio.
In alto al centro c’è un colle con una macchia bo-
mondana; ma poi decide scosa, un rustico capanno, un pastore col bastone
e il cane, un gregge compatto e ordinato. Non è un
di gettarsi in un cespuglio dettaglio di contorno, di “ornamento” pittoresco: il
buon pastore, che vive nella solitudine campestre go-
spinoso vernando attentamente il suo gregge, è immagine del
monaco benedettino che, in piena adesione al celebre
motto del fondatore, cura il proprio raffinamento spi-
rituale senza per questo trascurare la mis-
sione pastorale e il governo dei fedeli.
Nello sfondo a sinistra compaiono due
figure di eremiti. Quello che sta più in
alto è ovviamente Gerolamo: raffigurato,
in linea con la vastissima tradizione ico-
nografica d’ambiente veneziano/veneto,
come un vecchio dalla lunga barba can-
dida, coperto di una tunica e impegnato
nella lettura del suo libro. Di quello più
in basso, in un punto molto sciupato, si
vede tuttavia che il corpo è completamente
nudo, che ha l’aureola sul capo dall’ampia
tonsura e che è disteso bocconi tra i ce-
spugli. Si tratta di un episodio ben noto
della storia e dell’iconografia di Benedetto:
che, durante la sua esperienza nell’eremo
di Subiaco, subisce inevitabilmente la ten-
tazione della lussuria, sollecitata da un
vago ricordo femminile che il diavolo gli
insinua nei percorsi della meditazione. A
questo punto Benedetto per un attimo ten-
tenna, vorrebbe quasi abbandonare la vita
contemplativa e ritornare alla vita mon-
dana; ma poi decide di gettarsi in un ce-
spuglio spinoso, vincendo in questo modo
coi dolori del corpo i dolori della mente.

San Benedetto si getta tra i rovi scacciando


il demonio, San Benedetto con tre monaci, xilografa
in Jacopo da Varagine, Legendario de sancti,
volgarizzato da Nicolò Manerbi, Venezia,
Matteo de Codeca, 1494, cap. XXI, f. LXr.

74
Vittore Carpaccio,
Trittico di santa Fosca (1514):
San Pietro Martire, Venezia,
Museo Correr; San Sebastiano,
Zagabria, Strossmayerova
Galerija Starih Majstora;
San Rocco, Bergamo,
Accademia Carrara.

Vittore Carpaccio, La Legenda aurea, che al solito IN MOSTRA


San Paolo apostolo fornisce i termini essenziali della
(1520), storia e della sua edificante con- Carpaccio. Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria. L’autunno ma-
Chioggia (Venezia), clusione, dovette in questo caso gico di un maestro è il titolo della rassegna che Conegliano (Treviso)
San Domenico. fornire anche il modello figura- dedica al pittore italiano vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo, au-
tivo dell’anacoreta masochista tore di opere che testimoniano la sua conoscenza di usi e costumi
con una delle impagabili vignette della Serenissima di quel periodo, grande narratore di teleri dedica-
che illustrano le edizioni veneziane quattro-cinque- ti alle storie di santi. Nel percorso espositivo, a cura di Giandome-
centesche. nico Romanelli, troviamo tra gli altri il San Giorgio e il drago (1516)
Siamo in una sede benedettina: non avremmo bi- del monastero veneziano di San Giorgio Maggiore, il Trittico di san-
sogno di particolari spiegazioni né per Benedetto, che ta Fosca (1514), riunito per la prima volta dopo cinquant’anni, San
è, per così dire, il padrone di casa, né per Gerolamo, Paolo apostolo (1520), la Pala di Pirano (1518). Una carrellata di ol-
che è il modello primario di ogni eremita e natu- tre cinquanta lavori tra dipinti, pale d’altare, disegni, stampe realiz-
ralmente anche il modello storico di Benedetto; ma zati negli ultimi dieci anni della sua vita (1515-1525) che annovera-
questa doppia presenza permette una sottolineatura no anche l’eredità artistica del figlio Benedetto. La mostra, aperta
molto importante, di storia e di metodo. Gerolamo e dal 7 marzo al 28 giugno a palazzo Sarcinelli (via XX Settembre
Benedetto. Il quadro, ricordiamo, è datato 1516. Dal 132, telefono 199-151114, orario 9-18, venerdì 9-21, sabato e do-
1514 al 1516 l’abate di San Giorgio Maggiore è Gero- menica 9-19, chiuso lunedì; www.mostracarpaccio.it), può inoltre
lamo Spinola, ovviamente genovese. Ma proprio nel essere l’occasione per scoprire i tesori custoditi nel ricco territorio
corso del 1516 viene nominato il nuovo abate, che è del comune veneto, eccellenti simboli del patrimonio creato ai tem-
Benedetto Marin, decisamente veneto. Allora la pre- pi di Carpaccio, attraverso visite guidate rivolte a famiglie, scuole,
senza di Gerolamo e Benedetto nel dipinto di Car- singoli e gruppi. Catalogo Marsilio Editori.
paccio non serve soltanto quale riconoscimento dello Questo articolo riprende in parte, con aggiunte e variazioni, un saggio della raccolta di A.
spessore culturale della prestigiosa sede benedettina, Gentili, La bilancia dell’arcangelo. Vedere i dettagli nella pittura veneziana del Cinquecen-
ma, con un’intelligente variazione sul tema tradizio- to, Roma 2009, pp. 101-103. Le principali notizie storiche sono ricavate da A. M. Zanetti,
Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia, Venezia 1733, p. 31 (con di-
nale dei santi eponimi, inserisce l’elogio immediato e verse ristampe); da F. Corner, Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia e di Tor-
la memoria a venire dei due abati che si erano susse- cello, Padova 1758, pp. 470-473; e dall’ampia documentazione raccolta nel volume IV di
guiti nella commissione. ▲ E. A. Cicogna, Inscrizioni veneziane, 6 voll., Venezia 1824-1853.

75
Sotheby’s Dorotheum

aste e mercato
le fgure del suo stile giova-
Collezione Dilée – Jugendstil e arti decorative nile, tipico dell’area cata-
15 marzo del XX secolo – lana in cui allora viveva;
23 marzo lo sfondo è in varie tona-
Parigi lità di blu – colore simbolo
Questi importanti com- Vienna di tristezza e sofferenza –,
mercianti d’arte si erano Fra le porcellane e vasi che il pittore inizierà a uti-
tenuti in collezione una francesi in vendita, spic- lizzare estesamente negli
ser ie d i p ezz i i nter e s - ca la scultura in cerami- a n n i im med iat a mente
santi ora messi in ven- ca di suonatore di trom- successivi. L’opera è inte-
dita f ra cui una Natura ba (in foto) di Walter Bos- ressante da un punto di
morta con un cesto di fori, se (1904-1979), specialista vista biografico, perché
frutta e conchiglie (in foto) in piccole fgure di animali Picasso la dipinse e ven-
di Balthasar van der Ast o musicisti e artigiani. La dette per fnanziare il suo
(1593/1594 - dopo il 1656). stima di 2.000-2.500 euro primo viaggio a Parigi. è
Figura di spicco dell’arte dimostra la fducia della ca- quindi probabile che il
famminga, imparentato sa d’asta nell’artista, visto prezzo di aggiudicazione
e legato artisticamente che lo scorso anno diver- si attesti attorno alla stima
a i g ra nd i pit tor i come se sue opere sono andate massima. Altro lavoro su
A mbrosius Bosschaer t invendute come Giraffa da carta di notevole richiamo
il Vecchio, Van der Ast Auktionshaus Herr a Colo- è Danzatrice con tambu-
MARZO 2015 dimostra anche qui le sue nia il 22 novembre o Cavallo rino che Fernand Léger
a cura di Daniele Liberanome capacità tecniche e colori- da Tajan a Parigi il 4 marzo. (1881-1955) realizzò nel
stiche con i toni sfumati Avrà ragione Dorotheum? 1954 mentre lavorava ai
ma incisivi, utili a veico- grandi murali che l’hanno
lare il messaggio mora- reso famoso. La stima di
leggiante dell ’opera. La 250-350mila euro è impe-
stima di 80-120mila euro gnativa, visto che il mer-
dovrebbe attrarre i col- cato di Léger è in f les-
lezionisti, visto che dei sione, i disegni più quotati
Van der Ast si sono ven- risalgono agli anni Venti
duti a nche per milioni e comunque assai rara-
di euro, e pure recente- mente sono stati pagati
mente i prezzi sono stati più di 350mila euro.
di tutt’altro tenore (come
1,1 milione di euro circa
speso lo scorso 9 luglio da
Sotheby’s a Londra). La
stima massima, quindi,
dovrebbe essere superata.
Christie’s
Opere su carta
della collezione Triton –
25 marzo

Parigi
Comprare un Picasso del
Periodo blu è un sogno rag-
giungibile solo per pochis-
simi Paperoni. A lmeno
quando si tratta di tele,
ma stavolta viene offerto Osenat
un bel lavoro su carta con Arte moderna –
una stima di 300-400mila 29 marzo
euro. L’opera proposta è La
bojia (in foto) datata 1900, Fontainebleau
in cui con pochi tratti in Fig u ra impor t a nte nel
“gouache” e inchiostro postimpressionismo, ani-
P ic a s so aveva r it r at to matore del g r uppo dei
una donna, mesta come Nabis, Pier re Bonna rd

76
(1867-1947) non passa un
ottimo momento di mer- calendario in breve
s
cato soprattutto rispetto
a i picch i del 2011. I l 9 Lempertz, Colonia pendere milioni per
3 marzo
febbraio di quell ’anno, Dipinti del XV-XIX secolo l’originale,matenere
Phillips, New York
Christie’s di Londra ven- Sotheby’s, Londra in casa una copia. O
Arte contemporanea e design
Importanti ceramiche
det te i l suo Te r raz za a almeno così pare.
4 marzo di Pablo Picasso
Vernon per 8,5 milioni di Dora Maar con il gatto di
Sotheby’s, New York
euro, mentre l’anno scorso Sotheby’s, New York Picasso è stato aggiudicato il
Arte moderna e contemporanea
il risultato migliore è stato Design del XX secolo di pregio 3 maggio del 2006, da
del Sud Est asiatico
segnato da Paesaggio di Sotheby’s a New York, per
10 marzo
Le Cannet aggiudicato da 19 marzo oltre 74 milioni di euro a un
Pandolfini, Firenze
Sotheby’s di New York il 7 Christie’s, Londra uomo dai capelli rossi e l’ac-
Dipinti antichi
maggio per la buona cifra Arte britannica e irlandese cento russo che si era inaspet-
Dipinti del XIX secolo
di circa 1,5 milioni di euro. del XX secolo tatamente presentato in sala.
Tajan, Parigi
Negli ultimi mesi, poi, gli Rilanciando platealmente
Arte contemporanea 23 marzo
invenduti non sono dav- con la sua paletta, aveva bat-
vero mancati. La piccola 11 marzo Dorotheum, Vienna tuto la concorrenza di per-
Jugendstil e arti decorative
casa d ’asta Osenat pro- Bonhams, Londra sone come il re dei casinò
del XX secolo
pone adesso una serie di Mobilio inglese di pregio, Steve Wynn, il “tycoon” Leslie
suoi dipinti con stime inte- sculture e oggettistica 24 marzo Wexner, o il cofondatore di
ressanti anche se la data- Christie’s, Londra Christie’s, Parigi Microsoft Paul Allen, abituati
zione è buona (il periodo Mobilio, scultura, oggettistica Arte impressionista e moderna a spendere enormi cifre, ma
migliore è compreso tra gli del XIX secolo sempre senza farsi ricono-
25 marzo
anni Venti-Trenta, seguito scere. Per i sofsticati il russo
12 marzo Christie’s, New York
da quelli immediatamente aveva esagerato. Il dipinto è sì
Christie’s, Londra Dipinti americani
precedenti). Cesto di frutta raro per monumentalità e
Arte vittoriana, preraffaellita, Christie’s, Parigi
(in foto), per esempio, è del Opere su carta
stile (con forti richiami
impressionista britannica
1924, va considerato auten- della collezione Triton cubisti) per essere del 1941,
tico essendo stato inse- 15 marzo Tajan, Parigi ma interessa soprattutto
rito in un affdabile cata- Sotheby’s, Parigi Dipinti antichi perché non lo si vedeva da
logo ragionato, ed è stato Collezione Dilée
tempo. Picasso l’aveva ven-
esposto spesso in musei del 27 marzo duto al dealer parigino Pierre
calibro del Metropolitan 15-16 marzo Artcurial, Parigi Colle, amico dei surrealisti,
Dipinti, disegni, sculture
di New York. La stima è Christie’s, New York che l’aveva inviato, probabil-
antiche e del XIX secolo
di 300-400mila euro, una Ceramica e oggettistica mente dopo poco, a Chicago
Christie’s, New York
cif ra bassa in f unzione cinese di pregio da Leigh Block, potentissimo
Fotografia
anche delle dimensioni della siderurgia, e grande col-
16 marzo Koller, Zurigo
contenute del dipinto (47 Disegni antichi
lezionista tanto da fondare un
Christie’s, New York
x 31 cm); verrà superata se museo. Block aveva passato il
Porcellane cinesi del XVII secolo 29 marzo
i collezionisti internazio- dipinto ai Gidwitz, sempre di
dalla collezione Julia e John Curtis
nali seguiranno quest’asta Osenat, Fontainebleau Chicago, eredi della fortuna
provinciale. 17 marzo Arte moderna della casa di cosmetici Helene
Cambi, Genova Curtis. Furono loro a piazzare
Libri antichi e rari l’opera da Sotheby’s, acqui-
Un’importante raccolta stata dal russo di cui si sono
di vetri francesi perse le tracce. I “rumours”
Christie’s, New York vogliono che il personaggio
Dipinti cinesi di pregio
Artcurial www.artcurial.com
misterioso agisse per conto di
Sotheby’s, Londra
Bonhams www.bonhams.com
Boris Ivanishvili, ex-premier
Stampe e multipli
Cambi www.cambiaste.com
georgiano e miliardario; ma
18 marzo Christie’s www.christies.com lui espone in casa solo una
Dorotheum www.dorotheum.com copia di Dora Maar con il gatto
Bonhams, Londra
Koller www.kollerauktionen.ch perché terrebbe l’originale nel
Arte sudafricana
Lempertz www.lempertz.com caveau. Valeva la pena spen-
Christie’s, Londra
Old Master, stampe moderne Osenat www.osenat.fr dere 74 milioni per godersi
e contemporanee Pandolfini www.pandolfini.it una copia? I Gidwitz, che
Dorotheum, Vienna Phillips, www.phillips.com gliel’hanno venduta, direb-
Dipinti a olio e acquerelli Sotheby’s www.sothebys.com bero di sì. ▲
del XIX secolo Tajan www.tajan.com D. L.

77
GiorGio Morandi:
io ballo da solo
di Daniele Liberanome

U
n eremita ricchissimo sarebbe Giorgio Mo-
randi (1890-1964), se oggi potesse seguire l’e- Facilmente riconoscibile
voluzione dei suoi prezzi dalla casa bolognese
che lasciava controvoglia. Il suo successo di
ma di non facile lettura,
mercato deve far riflettere: Morandi è sì un ar-
tista facilmente riconoscibile, ma di non facile
apparentemente
lettura, apparentemente ripetitivo e lontano ripetitivo e lontano
dalle tendenze artistiche prevalenti; perdipiù,
era persona schiva, totalmente al di fuori dello dalle tendenze artistiche
star system e contrario ai comportamenti in-
consueti che hanno fatto la fortuna di tanti. Eppure è uno di quei nomi
prevalenti
che non possono mancare in un’asta di arte italiana del Novecento che
si rispetti, seppure le sue opere più rare sono ormai uscite dal circuito
commerciale per finire nei musei. Mi riferisco ai quadri del 1918 Natura morta
e degli anni immediatamente successivi, in cui Morandi, attratto (1953).
da Carlo Carrà e Giorgio
de Chirico, dipinse oggetti
in stile metafisico, oppure
composizioni con partico-
lare attenzione alla scan-
sione dei volumi. Una tela
del genere è Natura morta
del 1920, in cui non tro-
viamo più le linee marcate
del periodo metafisico, ma
che resta impregnata della
stessa atmosfera contem-
plativa. Christie’s l’aveva
offerta il 18 giugno 2007 a
Londra stimandola 1,3-1,8
milioni di euro: non poco,
considerato che l’opera
non può lasciare l’Italia.
Eppure l’aggiudicazione è
arrivata a oltre 2 milioni,
a tutt’oggi la più alta mai
registrata.
L’acquirente l’ha rimessa
nelle mani di Christie’s a
Londra il 6 giugno 2012,
ma stavolta, complice
anche la debolezza della

78
Natura morta
(1920).

nostra economia, il prezzo è stato di 1,7 mi- 2007 a Londra per oltre 1,5 milioni di euro. La stima era di tre volte
lioni – comunque più che ragguardevole. più bassa, forse per tenere conto dei colori tenui utilizzati.
Al di fuori del periodo metafisico, gran Tutt’altro discorso va fatto per le tele in cui non compaiono
parte della produzione di Morandi è costi- bottiglie o cocci. Lì i valori, perfino i più elevati, sono ben diversi.
tuita da tele di medio-piccole dimensioni in Reggono in qualche misura il confronto le tele giovanili degli anni
cui vengono ritratti oggetti di uso comune 1914-1915, come le Bagnanti che nel lontano 2005 (24 maggio) sono
(ciotole, bottiglie e simili) ma in modo passate di mano a Milano da Christie’s per oltre 1,1 milioni di euro,
sempre diverso. I collezionisti apprezzano ma è un caso a sé stante. Per il resto la soglia del mezzo milione
in particolare le opere dei primi anni Cin- rimane off-limits, anche per i pur celebri Paesaggi con case dipinte
quanta dove i diversi elementi, ora numerosi, quasi fossero figure geometriche immerse nel verde. Il più caro
formano una sorta di fortino che racchiude è stato aggiudicato da Dorotheum (Vienna, 12 maggio 2009) per
tutte le esperienze quotidiane che rappre- poco più di 400mila euro. Come si è visto, da tempo i Morandi non
sentano, mentre la quasi totale assenza di si aggiudicano più ai prezzi del 2007, in quanto i collezionisti esteri
ombre toglie loro ogni valore individuale, ancora latitano e agli italiani si è ristretto il portafoglio. Così anche
nonostante i loro bordi siano nettamente de- i venditori aspettano momenti più propizi per mettere sul mer-
finiti. Una tela del genere è Natura morta del cato le opere più preziose. Il Morandi più caro dello scorso anno
1953, venduta da Sotheby’s a Londra l’8 feb- (Natura morta del 1938) è stato venduto da Sotheby’s a Londra il 7
braio 2011 per oltre 1,6 milioni di euro, com- novembre, davvero interessante per l’uso di colori intensi su uno
plice la tavolozza particolarmente ricca di sfondo scuro, con oggetti quasi astratti eppure di una monumen-
colori (rossi, blu, gialli, fra l’altro) e il fatto di talità impressionante. Il prezzo finale è stato di poco inferiore a 1
provenire dal Venezuela e non dover quindi milione di euro.
restare in Italia. Identico il prezzo spun- Il mercato meno ricco, ma ben documentato, guarda con inte-
tato da Christie’s a Londra il giorno dopo, resse alle acqueforti, a cui Morandi dedicava grande attenzione. In-
il 9 febbraio 2011, per un’altra Natura morta teressante è Natura morta in un tondo del 1942 ma con disposizione
dello stesso anno e dalle caratteristiche piut- degli oggetti in diagonale e la ricomparsa delle ombre. Christie’s
tosto simili. Leggermente inferiore è il va- ne aggiudicò uno dei cinquanta esemplari per 62mila euro il 24
lore delle tele di fine anni Trenta-inizio anni maggio 2005 a Milano.
Quaranta in cui gli oggetti occupano in oriz- Molto curati e ben individualizzati gli oggetti di Grande natura
zontale gran parte del dipinto e si muovono morta con lampada a destra del 1928, che incuriosisce anche perché
a formare quasi delle onde, con volumi cor- la lampada può essere solo immaginata. Il 20 marzo 2013 Chri-
posi ben definiti. Di questo tipo è la Natura stie’s di Londra ne ha aggiudicato un esemplare per 57mila euro,
morta del 1940, aggiudicata da Sotheby’s a un exploit per i prezzi correnti. Ma chi scommette nella ripresa
Milano (20 maggio 2007) per oltre 1,4 mi- economica dell’Italia e nello sviluppo internazionale del mercato
lioni di euro, o quella del 1946 che Christie’s di Morandi non deve avere dubbi: comprare adesso per portarsi a
ha sorprendentemente piazzato il 6 febbraio casa un buona plusvalenza nel medio periodo. ▲

79
cataloghi e libri
MARZO 2015
a cura di Gloria Fossi

memling noto ritrattista e pittore di


scene sacre a Bruges. Pro-
che cos’è
Rinascimento fiammingo prio l’accostamento ravvi-
cinato fra la splendida De-
l’arte
a cura di till-holger Borchert posizione di Rogier degli arthur c. Danto
Skira, Ginevra-Milano 2014 Uffizi e le opere di Mem- Johan & Levi, Milano 2014
250 pp., 130 ill. colore ling fa capire quanto forte 128 pp.
€ 38 fosse stata l’influenza del € 16
maestro, e quanto comples-
Dopo la mostra di palazzo si e non unilaterali fosse- Fra i più acuti critici e flo-
Pitti su Firenze e le Fiandre ro stati i rapporti fra ar- sof dell’arte del Novecento,
(Firenze e gli antichi Paesi te italiana e fiamminga l’americano Arthur C. Dan-
Bassi 1430-1530. Dialoghi fra Quattro e Cinquecen- to è scomparso nel 2013, qua-
tra artisti: da Jan van Eyck to. Ci auguriamo che tali si novantenne, e opportuna-
a Ghirlandaio, da Memling argomenti interessino fi- mente l’editore Johan & Levi
a Raffaello, 20 giugno - 26 nalmente anche il pubbli- ha appena pubblicato l’ulti-
ottobre 2008, a cura di co italiano, ancora poco ma raccolta di scritti, tradot-
B.W. Meijer, catalogo Sil- avvezzo all’arte straniera ti egregiamente da Nicoletta
labe, Livorno 2008), un al- che non porti nomi stella- Poo. Esiste una defnizione
tro evento impeccabile su ri. Spicca il saggio di Fe- comune di arte? C’è un flo
questi temi raramente af- derica Veratelli sui clienti conduttore che lega la crea-
frontati in Italia si è svolto italiani di Memling (Por- zione artistica, da Giotto a Mi-
alle Scuderie del Quirina- tinari, Tani, Baroncelli e chelangelo, da Duchamp ad
le in una mostra raffinata altri) che a Bruges, porto Andy Warhol? Kant capireb-
e didatticamente perfetta, fondamentale per i com- be un’installazione di David
da poco conclusa, di cui merci, e cittadina fra le Hammons? E soprattutto, la
resta memoria nel catalo- più floride dell’Occiden- giudicherebbe un’opera d’ar-
go. Questa può considerar- te, si erano talmente in- te? Danto espone qui in ma-
si in effetti la più aggior- tegrati da farsi raffigura- niera piana i principali temi
nata monografia italiana re (soprattutto le donne) della sua prolifca attività di
non solo su Memling ma con abiti più consoni alla critico d’arte, apprezzata an-
sulle influenze svariate e moda delle Fiandre che a che in Italia. Non a caso nel
reciproche fra fiamminghi quella d’origine. Di pagi- 2007 ebbe la laurea honoris
e italiani come Ghirlanda- na in pagina, poi, i saggi di causa in Filosofa a Torino, e
io, Botticelli, Perugino, Fi- Paula Nuttal, Barbara La- molti sono i suoi libri tradot-
lippino Lippi e perfino Le- ne e del curatore indagano ti da noi come La trasfgura-
onardo. Memling (1435 cir- su una trama di relazioni zione del banale (2007) e La
ca-1494), d’origine tedesca, stilistiche che conferma- destituzione flosofca dell’arte
si era formato a Bruxel- no come né l’arte dei fiam- (2008). Un libro denso di rife-
les presso Rogier van der minghi né quella di alcuni rimenti, di osservazioni luci-
Weyden, artista d’intensa italiani (non solo fiorenti- de e perfno didattiche anche
spiritualità che non a ca- ni) sarebbe stata la stessa per chi voglia entrare in punta
so amava Beato Angelico, senza tali relazioni, anco- di piedi nel mondo della cri-
e presto era divenuto il più ra molto da indagare. tica d’arte contemporanea.

80
antonio Fu scultore in terracotta, e
soprattutto in bronzo. E ar-
prima tevole – altro che opera in-
fame – verso il mondo oc-
e piero Del chitetto. E pittore. Per questa
sua versatilità, e anche per un
e Dopo cidentale. A Hiva Oa, lon-
tano da Tahiti, già troppo
pollaiolo talento indiscutibile, sempre
si è detto che Piero, il mino-
paul gauguin, introduzione
di maria grazia messina
colonizzata, Gauguin non
dimentica i “petites cama-
“Nell’argento e nell’ori, in re dei due (Firenze 1443 cir- Castelvecchi, Roma 2014 rades”, i “grandi” maestri
pittura e nel bronzo…” ca - Roma 1496) fosse quello 192 pp., 28 ill. b/n di riferimento: da Giotto a
meno talentuoso. Ma la di- € 19,50 Verlaine, da Goya a Puvis
a cura di andrea Di lorenzo, stinzione di mani fra i fratel- de Chavannes. Alle pareti
aldo galli li, nelle tavole che spesso ve- «Accanto all’arte purissi- della capanna fssa stam-
Skira, Ginevra-Milano 2014 nivano dipinte alla fammin- ma, ci sono [...] molte co- pe giapponesi, riproduzioni
288 pp., 150 ill. colore ga, senza una base di mestica se da dire e bisogna dirle. di Manet, Degas, Raffael-
€ 39 sottostante, è stata molto di- Non ho scritto un libro come lo, Holbein. Tende la mano
battuta, anche a seguito di re- un’opera d’arte ma, da uo- ai maori, ma non rinnega
Una lunga diatriba fra gli stu- centi restauri di alcune fra le mo informato sui fatti che l’arte europea. Nei perso-
diosi di pittura del Rinasci- loro opere più famose, come ho visto, letto e sentito in naggi di Giotto vede una
mento, non ancora conclusa, la serie delle Virtù, in massi- tutti i mondi, civilizzati o tenerezza, un amore asso-
è a proposito della distinzio- ma parte oggi ascrivibili al- barbari, ho voluto metter- lutamente divini: «Vorrei
ne di mani fra i due versati- la mano di Piero, destinate mi a nudo, senza timori né passare la mia vita allie-
li artisti forentini: Antonio e al Tribunale della Mercanzia vergogne. È un mio dirit- tato da una simile grade-
Piero Benci del Pollaiolo (dal di Firenze. Oggi sono espo- to e la critica, per quanto vole compagnia». Tra i pri-
mestiere di rivenditore di polli ste agli Uffzi, vicino all’unica infame possa essere l’ope- mi comprende la grandez-
del padre), titolari di due bot- del giovane Botticelli, la For- ra, non potrà impedirme- za dell’arte medievale (ne
teghe dove si produceva di tut- tezza, dipinta in concorren- lo». Questo il testo fnale di abbiamo parlato nel nostro
to: soprattutto quella di An- za, pare per un ritardo nella Gauguin nel rifugio di Atuo- dossier I mari del Sud, n.
tonio (Firenze 1431/1432- Ro- consegna della serie. Ma so- na, Hiva Oa, isole Marchesi. 279, luglio 2011 ). Poi dalla
ma 1498) in via Vacchereccia, no le quattro dame di proflo, È datato febbraio 1903. Tre sua fnestra, «tutto diven-
a Firenze, a due passi dal pa- ritratti divisi fra Uffzi, Pol- mesi dopo, l’8 maggio, l’ar- ta buio». Finite le danze,
lazzo della Signoria, era co- di Pezzoli di Milano, Met di tista muore in miseria. La spente le dolci melodie... la
me dice Vasari «magnifca New York e i musei di Berli- sua ultima testimonianza danza ricomincia; il ciclo-
e onorata» per i capolavori no, ad aver scatenato le ipote- sono duecentoquarantuno ne è al suo culmine. Gio-
di orefceria, che vi veniva- si attributive più contrastan- pagine manoscritte, intito- ve lancia saette, «i Titani
no lavorati con uno stuolo di ti. Siamo sempre stati convin- late Avant et après, con ven- fanno rotolare le rocce, il
garzoni. Antonio non era so- ti, sulla scia delle indagini di tisette disegni e due stampe fume straripa», fnché «il
lo orafo, giacché è celebrato, Zeri, che si debbano tutte a giapponesi incollate. Un te- sole rispunta, gli alberi di
già ai suoi tempi, come «ma- Piero, ipotesi che viene con- sto importantissimo, pub- cocco alteri rialzano i lo-
estro di disegno» e incisore fermata in questo libro (che blicato più volte e qui ri- ro pennacchi, e così l’uo-
(basti pensare alla sorpren- affanca il catalogo della mo- proposto con la traduzione mo. La realtà di ieri diven-
dente Battaglia di nudi). Stu- stra che a Milano ha visto ri- di Chiara Cartia, che rievo- ta favola e la si dimentica».
diava l’anatomia dal vivo, e i uniti per la prima volta tutti e ca la poesia e la violenza Uno dei più acuti, intelli-
suoi corpi, disegnati, dipinti quattro i ritratti, oltre a mol- della natura polinesiana, e genti, lirici messaggi nel-
o scolpiti, hanno una tensio- tissime altre opere dei due ar- a volte è rabbioso, sempre la bottiglia lanciati verso
ne dinamica incomparabile. tisti). Un libro fondamentale. di una lucidità critica no- l’Occidente.

81
Il volume affronta, con un’amplissima documentazione visiva, il tema
del rapporto tra i regimi dittatoriali del Novecento e le arti.
La macchina propagandistica – nella Germania nazista, nell’Italia fa-
scista come nell’Unione Sovietica – coinvolge ogni aspetto della comu-
nicazione. Pittura, scultura, cinema, grafica, ma anche architettura e
progetto urbano diventano vettore di trasmissione di ideali nazionalisti
e ideologici, di un’idea di razza, di famiglia, di popolo.

vracoperta
Di chese gno sei? di Haydée Rodinis

Sandro Botticelli
Il pittore sghiribizzoso e stravagante

C he Botticelli, «sghiribiz- Roma, dove lavorò nella Cap- nell’affresco del Sant’Ago- per stendardi, ricami, tarsie,
zoso e stravagante», come pella sistina, giungono dai stino in Ognissanti a Firenze, deschi da parto. Eppure no-
lo definisce Vasari, fosse contemporanei: di lui parlano dove sul libro che sovrasta la nostante le ricchezze sicura-
nato sotto il segno dei Pe- Poliziano, Lorenzo il Magni- testa del santo è decifrabile mente acquisite grazie al fa-
sci, non siamo certi. Anche fco e vari altri cronisti e poeti. la seguente frase: «Dov’è an- vore dell’entourage mediceo
se spesso si legge che il so- Il già menzionato Vasar lo dato fra Martino? Se n’è an- e non solo, Sandro sarebbe
fsticato artefce della Prima- dice «sofstico», perso nelle dato. È fuori Porta a Prato» fnito miseramente, «infermo
vera e di altre allegorie nac- letture di Dante, emotivo e (chissà che aveva combinato e decrepito».
que il 1° di marzo, documenti instabile. Botticelli era spiri- quel frate lasciando indebita- Nella memoria collettiva resta
certi non ve ne sono. Sicura- toso, brillante, arguto, sem- mente il convento…). il pittore delle immagini neo-
mente però nacque a Firenze, pre pronto alla facezia. Nella L’artista che ricevette gli in- platoniche di idealizzata bel-
a pochi passi dalla chiesa di sua bottega passava spesso carichi più prestigiosi nella lezza. Eppure nell’ultima fase
Ognissanti, in una famiglia una manica di «scioperati». E Firenze dorata di Lorenzo il della vita subì più di ogni altro
con tante bocche da sfamare forse è proprio lui il «Botticello Magnifico, verso la fine del artista a Firenze le apocalit-
e poche sostanze. Anche ingordo» di cui parla il Magni- Quattrocento aveva una bot- tiche suggestioni di Savona-
l’anno di nascita oscilla fra fco in una delle sue celebri tega piena di garzoni e as- rola. Per anni non lavorò più e
1444 e 1445. Se però diamo rime. Dei suoi scherzi resta sistenti, molti dei quali noti morì miseramente nel 1510. I
credito a quanto si legge, al- testimonianza in molti aned- d a i d o c u m e n t i. S i f a c e - familiari furono costretti a ri-
lora sì, senz’altro, Alessandro doti, e che avesse uno spi- vano ritratti, allegorie pro- nunciare all’eredità, con il ti-
di Mariano di Vanni Filipepi rito arguto lo si vede anche fane, scene sacre, disegni pico atto notarile al quale si
detto Sandro Botticelli (dal ricorre anche oggi quando
soprannome di un fratello più piuttosto che di beni da ere-
grande, Giovanni, detto ap- ditare ci si dovrebbero ac-
punto il Botticello), dev’essere collare solo i molti debiti del
dei Pesci: fra tutti, il segno più congiunto. s
complesso e controverso. Si
dice che proprio i nati il 1° di
marzo abbiano una partico-
lare sensibilità artistica, ma
che rischino di essere sog-
giogati dall’emotività.
Spirito intelligente e inquieto,
Botticelli non aveva voluto
studiare, e il padre, «infa-
stidito di questo cervello sì
stravagante, per disperato
lo pose a bottega da un ore-
fce» (Vasari). A poco più di
trent’anni Sandro aveva bot-
tega presso la casa di fami-
glia, e un documento storico Sandro Botticelli,
ammonisce affnché i nipoti Autoritratto, particolare
non lo disturbassero. dell’Adorazione dei magi
Notizie sul carattere di San- (1475 circa), Firenze,
dro, la cui fama raggiunse Galleria degli Uffzi.

83
austria danimarca

100 mostre
Vienna Copenaghen
Belvedere Arken Museum of Modern Art
Prinz Eugen-Straße 27 Skovvej 100, 2635 Ishøj
www.belvedere.at www.arken.dk
❍ 10-18 ❍ 10-17 Me 10-21 ● L

Michael Ancher - P.S. Krøyer


Jasper Johns venner og rivaler
13 gennaio – 26 aprile 2015 27 settembre 2014 – 12 aprile 2015

I dieci dipinti e disegni, ispirati a una foto- Le spiagge di Skagen fanno da sfondo all’ami-
grafia di Lucian Freud nello studio di Bacon, cizia e alla rivalità fra Michael Ancher (1849-
diventano per Johns (1930) una meditazione 1927) e Peter Severin Krøyer (1851-1909),
sulla morte, la creatività e la memoria. esponenti di spicco della pittura danese.

Vienna Humlebæk
21er Haus Louisiana - Museum of Modern Art
Schweizergarten, Arsenalstraße 1 Gl. Strandvej 13
MARZO 2015
www.21erhaus.at www.louisiana.dk
a cura di Ilaria Rossi
❍ 11-18 Me-G 11-21 ● L-Ma ❍ 11-22 S-D 11-18 ● L

Schlaflos
Das Bett in Geschichte und
Gegenwartskunst Paula Modersohn-Becker
30 gennaio – 7 giugno 2015 5 dicembre 2014 – 6 aprile 2015

Il ruolo svolto da un mobile come il let- I ritratti e gli autoritratti presentano l’ap-
to nell’arte: simbolicamente legato al ri- proccio anticonvenzionale e innovativo
poso, all’amore, ma anche alla malattia e dell’artista (1876-1907) nel rappresentare
alla morte e addirittura alla vita politica. la figura femminile.

francia
Vienna Parigi
Albertina Musée d’Orsay
Albertinaplatz 1 1 rue de la Légion d’Honneur
www.albertina.at www.musee-orsay.fr
❍ 10-18 Me 10-21 ❍ 9.30-18 G 9.30-21.45 ● L

Degas, Cézanne, Seurat


Das Archiv der Träume Charles Lameire (1832-1910)
aus dem Musée d´Orsay familièrement inconnu
30 gennaio – 3 maggio 2015 7 ottobre 2014 – 31 marzo 2015

In mostra pastelli di Degas, Seurat e Redon, La mostra riscopre la figura di Lameire (1832-
acquerelli di Cézanne, “gouaches” di Dau- 1910), artista che si dedicò alla decorazione
mier e Moreau che illustrano il panorama monumentale, operando in luoghi simbolo
della grafica francese di fine Ottocento. di Parigi come il Panthéon e la Sorbonne.

belgio
Bruxelles Parigi
BOZAR - Palais des Beaux-Arts de Bruxelles Musée d’Art moderne de la Ville de Paris
23 rue Ravenstein 11 avenue du Président Wilson
www.bozar.be www.mam.paris.fr
❍ 10-18 G 10-21 ● L ❍ 10-18 ● L
Le mostre in Italia
sono spesso soggette Faces then
a cambiamenti di date Portraits de la Renaissance Georges Noël
e di orari. Si consiglia
perciò di telefonare alle aux Pays-Bas La traversée des signes
gallerie e ai musei prima
di muoversi per visitare 6 febbraio – 17 maggio 2015 22 gennaio – 3 maggio 2015
le mostre segnalate
in queste pagine. Un’antologia di cinquanta ritratti olande- I riti delle culture antiche sono la fonte d’i-
Per informazioni,
appuntamenti e news si del XVI secolo in bilico fra idealizzazio- spirazione per le opere realizzate con sab-
sul mondo dell’arte: ne e realismo, realizzati da maestri come bia e pigmenti da Noël (1924), artista che
artonline.it Massys, Van Cleve e Beuckelaer. ha avuto contatti con l’Informale.

84
francia germania
Parigi Berlino
Musée du Louvre Gemäldegalerie
Musée du Louvre Matthäikirchplatz
www.louvre.fr www.smb.museum
❍ 9-18 ● Ma ❍ 10-18 G 10-20 S-D 11-18 ● L

New Frontier IV: fastes et fragments Der Genter Altar der Brüder van
Aux origines de la nature morte américane Eyck in Berlin 1820-1920
5 febbraio – 27 aprile 2015 4 settembre 2014 – 29 marzo 2015

Un’indagine sullo sviluppo del genere della La mostra ripercorre la storia del Polittico
natura morta negli Stati Uniti nel XIX secolo di Gand (1432), opera dei fratelli Van Eyck,
e su come i fatti della guerra civile abbiano Jeff Koons, Gazing Ball (Ariadne) (2013), e le tappe della sua vicenda espositiva. Su
influito anche su questo tipo di immagini. Londra, Monsoon Art Collection. Jan van Eyck dossier n. 131.

parigi
Parigi Koons oltre il clamore Berlino
Musée Marmottan Martin-Gropius-Bau
2 rue Louis Boilly Il Centre Pompidou di Parigi, in comparte- Niederkirchnerstraße 7
www.marmottan.fr www.berlinerfestspiele.de
cipazione con il Whitney Museum of Ame-
❍ 10-18 G 10-21 ● L ❍ 10-19 ● Ma
rican Art di New York, ospita la più grande
retrospettiva europea mai dedicata a Jeff
Koons (1955), uno dei più riconosciuti, ma
La toilette, WChUTEMAS
naissance de l’intime
al tempo stesso controversi rappresentanti Ein russisches Labor der Moderne
dell’arte contemporanea. La mostra Jeff
12 febbraio – 5 giugno 2015 5 dicembre 2014 – 6 aprile 2015
Koons. La rétrospective che rimarrà aperta
fino al 27 aprile (place Georges Pompidou,
Una mostra dedicata al rito del bagno, ai La storia e l’attività della Wchutemas, inno-
suoi luoghi, ai significati che ha ricoper- orario 11-21; www.centrepompidou.f), cu- vativa scuola d’arte attiva a Mosca fra il 1920
to nel corso dei secoli e all’iconografia as- rata da Bernard Blistèn, si propone di rivi- e il 1926, che annoverò fra i suoi docenti El
sunta dal 1400 ai giorni nostri. sitare l’intera carriera dell’artista statuni- Lissitzky, Naum Gabo, Kandinskij e Tatlin.
tense mettendo a confronto le opere più
recenti con i capolavori maggiormente
Parigi rinomati come Rabbit (presentato per la Francoforte
Palais de Tokyo prima volta al pubblico nel 1986) e Bal- Städel Museum
13 avenue du Président Wilson loon Dog (1994-2000), cercando anche Schaumainkai 71
www.palaisdetokyo.com di portare il visitatore oltre quel muro di www.staedelmuseum.de
❍ 12-24 ● Ma pregiudizio che un personaggio così diffi- ❍ 10-18 G-V 10-21 ● L
cile e opere talvolta intenzionalmente pro-
Bouchra Khalili vocatorie possono suscitare. La mostra, Monet und die Geburt
Foreign Office scandita secondo un itinerario cronolo- des Impressionismus
18 febbraio – 17 maggio 2015 gico, mira a evidenziare, pur nella varietà 11 marzo – 21 giugno 2015
della produzione di Koons, la coerenza
L’artista franco-marocchino Khalili (1975) con che caratterizza l’insieme dei suoi lavori. Monet (1840-1926) è il punto di partenza dell’a-
opere fotografiche, video e documenti s’inter- Percorrendo le sale ci si ritrova di fronte nalisi della nascita e dello sviluppo della cor-
roga sulla realtà, sulla cultura delle minoran- ad alcune opere della serie Inflatable ri- rente impressionista. Su Monet dossier nn.
ze algerine e sui movimenti di liberazione. 48 e 171, sull’impressionismo nn. 149 e 159.
salente alla fine degli anni Settanta, alle
sculture di Luxury and Degradation, che
indagano la relazione fra alcolismo, pub-
Parigi blicità e classi sociali, e alla sovversiva e Monaco
Petit Palais - Musée des scandalosa serie Made in Heaven (1989- Münchner Stadtmuseum
Beaux-Arts de la Ville de Paris 1991), in cui l’artista fonde vicende private St.-Jakobs-Platz
avenue Winston Churchill www.muenchner-stadtmuseum.de
e arte, giocando egli stesso sulla mitolo-
www.petitpalais.paris.fr ❍ 10-18 ● L
❍ 10-18 ● L
gia del proprio personaggio. Il percorso
si chiude con un esemplare di una delle
Les Bas-fonds du Baroque, Rumford
sue ultime serie, Gazing Ball, in cui sfere
la Rome du vice et de la misère Rezepte für ein besseres Bayern
di vetro blu sono poste
24 febbraio – 24 maggio 2015 in equilibrio su statue di 31 ottobre 2014 – 19 aprile 2015

gesso desunte da capo- Il video della


Opere di Gerrit van Honthorst, Manfredi, mostra su Omaggio a sir Benjamin Thompson (1753-
lavori dell’arte classica. youtube.com/
Lanfranco, Rosa e Ribera raccontano i bas- 1814), conosciuto come conte Rumford, intel-
sifondi della Roma secentesca, con i suoi vi- Catalogo Yale Univer- artedossier lettuale, statista, fondatore dell’“Englischer
zi, i suoi eccessi, la sua povertà e violenza. sity Press. Garten” e riformatore sociale.

85
germania gran bretagna gran bretagna

Monaco Londra Londra


Städtische Galerie im Lenbachhaus Tate Modern V&A - Victoria and Albert Museum
Luisenstraße 33 Bankside Cromwell Road
www.lenbachhaus.de www.tate.org.uk www.vam.ac.uk/savagebeauty
❍ 10-21 ● L ❍ 10-18 V-S 10-22 ❍ 10-17.45 V 10-22

August Macke und Franz Marc Richard Tuttle: I Don’t Know


Eine Künstlerfreundschaft The Weave of Textile Language Savage Beauty
28 gennaio – 3 maggio 2015 14 ottobre 2014 – 6 aprile 2015 14 marzo – 19 luglio 2015

La mostra ripercorre gli anni dell’amicizia La Turbine Hall ospita la più grande ope- Arte, tradizione sartoriale, tecnologia si
fra August Macke (1887-1914) e Franz Marc ra mai realizzata dallo scultore americano fondono nella visionaria produzione di
(1880-1916) e racconta come tale rapporto Richard Tuttle (1941), composta da ondeg- McQueen (1969-2010), celebrato in questa re-
abbia modificato la poetica di entrambi. gianti tessuti naturali e colorati. trospettiva con oltre trenta capi, disegni e video.

Monaco Londra Oxford


Neue Pinakothek National Gallery Ashmolean Museum
Barer Straße 29 Trafalgar Square Beaumont Street
www.pinakothek.de www.nationalgallery.org.uk www.ashmolean.org
❍ 10-18 Me 10-20 ● Ma ❍ 10-18 V 10-21 ❍ 10-17 ● L

Künstlerbilder
Inszenierung und Tradition Peder Balke Cézanne and the Modern: About
26 febbraio – 8 giugno 2015 12 novembre 2014 – 12 aprile 2015 27 settembre 2014 – 1° marzo 2015

Dipinti, sculture e disegni con autoritrat- Peder Balke (1804-1887) fu tra i primi arti- Esposti i paesaggi provenzali di Cézanne,
ti di artisti del XIX secolo e raffigurazio- sti a raggiungere Capo Nord e nelle sue te- il ritratto di di Jean Cocteau di Modiglia-
ni dei loro atelier cercano di rispondere le rese la bellezza e la potenza dei paesag- ni, un dipinto di Van Gogh e sculture di
alla domanda “Chi e cosa sia un artista”. gi marini, come testimonia la Tempesta. Lipchitz. Su Cézanne dossier nn. 75 e 176.

irlanda
Stoccarda Londra Dublino
Staatsgalerie Stuttgart Estorick Collection of Modern Italian Art National Gallery of Ireland
Konrad-Adenauer-Straße 30/32 39a Canonbury Square Clare Street
www.oskarschlemmer-stuttgart.de www.estorickcollection.com www.nationalgallery.ie
❍ 10-18 G 10-20 ● L ❍ 11-18 D 12-17 ● L-Ma ❍ 9.30-17.30 G 9.30-20.30 D 11-17.30

Oskar Schlemmer Renato Guttuso Lines of Vision


Visionen einer neuen Welt Painter of Modern Life Irish Writers on Art
21 novembre 2014 – 6 aprile 2015 14 gennaio – 4 aprile 2015 8 ottobre 2014 – 12 aprile 2015

Imponente retrospettiva dedicata all’ope- L’influenza esercitata dalla pittura di Gut- Cinquantasei scrittori irlandesi si sono ispira-
ra di Oskar Schlemmer (1888-1943): oltre tuso (1911-1987) e il ruolo dell’artista nella ti ad altrettanti capolavori della collezione del
duecentocinquanta lavori fra dipinti, scul- società moderna, illustrati da alcune delle museo dublinese creando un percorso in cui
ture, disegni, fotografie e costumi teatrali. sue opere più rappresentative. Dossier n. 208. letteratura e arte si integrano e si completano.

gran bretagna italia


Liverpool Londra Aosta
Tate Liverpool Royal Academy Centro Saint-Bénin
Albert Dock, Liverpool Waterfront Burlington House via Festaz 27, 0165-272687
www.tate.org.uk www.royalacademy.org.uk ❍ 9.30-12.30 14.30-18.30 ● L
❍ 10-17 ❍ 10-18 V 10-22

Rubens and His Legacy Mendini. Empatie


Leonora Carrington Van Dyck to Cézanne Un viaggio da Proust a Cattelan
6 marzo – 31 maggio 2015 24 gennaio – 10 aprile 2015 13 dicembre 2014 – 26 aprile 2015

In mostra gli onirici dipinti di Leonora Car- Capolavori di Rubens (1577-1640) accosta- In un allestimento spettacolare, Mendini (1931)
rington (1917-2011), rappresentante della ti alle opere di artisti che furono da lui in- fa dialogare le sue opere con Proust, Savinio,
corrente surrealista, sospesi fra reale e ir- fluenzati fra cui Rembrandt, Cézanne e Pi- Sottsass, Stella e Cattelan, che egli conside-
reale. Sul surrealismo dossier nn. 103 e 318. casso. Su Rubens dossier n. 44. ra riferimenti del proprio processo creativo.

86
italia

Bard (Aosta)
Forte di Bard
0125-833811
www.fortedibard.it
❍ 10-18 S-D 10-19 ● L

Astrattismo in Europa
da Malevič a Kandinsky
31 gennaio – 2 giugno 2015

Oli e disegni illustrano le tendenze artisti-


che dell’Europa orientale e centrale della
prima metà del XX secolo, con particolare
attenzione alla nascita della pittura astratta.

Bari
Pinacoteca provinciale Corrado Giaquinto
via Spalato 19, 080-5412420
www.pinacotecabari.it
❍ 10-19 D 9-13 ● L

Persone. Ritratti di uomini, donne,


bambini (1850-1950) da collezioni
pubbliche e private pugliesi
13 dicembre 2014 – 31 marzo 2015

Opere di artisti italiani, fra cui Netti, De


Nittis, Levi e Lega e stranieri, come Sar-
gent, posti a confronto per una ricognizio-
ne sul genere del ritratto.

Bergamo
GAMeC - Accademia Carrara
via San Tomaso 53, 035-0930166
www.palmailvecchio.it
❍ 9-19 V-D 9-20

Palma il Vecchio
Lo sguardo della bellezza
13 marzo – 21 giugno 2015

L’opera di Palma il Vecchio (1480 circa-1528)


riconsiderata attraverso un percorso crono-
logico e tematico che sottolinea la sua evolu-
zione stilistica. Articolo p. 58, dossier n. 319.

Bologna
MAMbo - Museo d’arte moderna di Bologna
via Don Giovanni Minzoni 14, 051-6496611
www.mambo-bologna.org
❍ 12-18 G S-D 12-20 ● L

Lawrence Carroll
Ghost House
12 dicembre 2014 – 6 aprile 2015

La poesia di Robert Frost (1874-1963) Ghost


House ha ispirato la mostra dedicata a Lawren-
ce Carroll (1954): esposte opere degli ultimi
trent’anni di carriera, alcune mai viste in Italia.
italia italia

Bologna Campobasso
Museo civico medievale e sedi varie Fondazione Molise Cultura
via Manzoni 4, 051-2193930 Palazzo ex GIL, via Gorizia, 0874-314807
www.museidibologna.it www.fondazionecultura.it
❍ 9-15 S-D 10-18.30 ● L ❍ 10-13 17-20 ● L

Giovanni da Modena Giorgio de Chirico


Un pittore all’ombra di San Petronio Gioco e gioia della neometafisica
12 dicembre 2014 – 12 aprile 2015 20 dicembre 2014 – 6 aprile 2015

Prima monografica dedicata a Giovanni da Dipinti, disegni e incisioni mostrano l’ul-


Modena (1375 circa-1456), alla sua produ- tima fase dell’attività di De Chirico (1888-
zione pittorica e alla sua attività nel can- 1978) caratterizzata da una produzione libe-
tiere di San Petronio a Bologna. ra dai condizionamenti. Dossier nn. 28 e 230.

Andrea Branzi, Solid Dreams. Croce


Bologna Conegliano (Treviso) (2014).
MAST - Manifattura di arti, Palazzo Sarcinelli
sperimentazione e tecnologie via XX Settembre 132, 199-151114 catanZaro
via Speranza 42, 030-2977833 www.mostracarpaccio.it
www.mast.org ❍ 9-18 V 9-21 S-D 9-19 ● L Eterodossia
❍ 10-19 ● L contemporanea
Emil Otto Hoppé: Il Segreto svelato Carpaccio
Fotografie industriali, Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria La mostra Heretical Design, curata da
1912-1937 L’autunno magico di un maestro Alberto Fiz, in collaborazione con lo Stu-
21 gennaio – 3 maggio 2015 7 marzo – 28 giugno 2015 dio Branzi (MARCA - Museo di Catan-
zaro, via Alessandro Turco 63, telefono
Le fotografie scattate fra il 1912 e il 1937 da Il San Giorgio che lotta con il drago, il Trittico 0961-746797, orario 9.30-13 e 16-20.30,
Emil Otto Hoppé (1878-1972) descrivono il di Santa Fosca e altre opere illustrano gli ul- chiuso lunedì; www.museomarca.info,
fascino dei siti industriali e diventano em- timi anni d’attività di Carpaccio (1465-1526) e fino al 29 marzo), comprende oltre set-
blemi della seconda rivoluzione industriale. della sua bottega. Articolo p. 70, dossier n. 111.
tanta opere tra dipinti, disegni, installa-
zioni, mobili, lampade, vasi e oggetti
d’arredo, realizzate tra il 1967 e il 2014
Brescia Firenze dal designer e architetto Andrea Branzi
Palazzo Martinengo Museo Salvatore Ferragamo (1938). La mostra si sviluppa seguendo
via dei Musei 30, 030-5785122 piazza Santa Trinita 5/R, 055-3562846 le fasi cruciali della carriera di questa fi-
www. mostraciboarte.it www.ferragamo.com/museo
gura di spicco del panorama artistico
❍ 9-18 S-D 10-20 ● L-Ma ❍ 10-19.30
contemporaneo, insignito di numerosi
Il cibo nell’arte premi, le cui opere sono esposte nei più
Capolavori dei grandi maestri importanti musei del mondo, e che ha
dal Seicento a Warhol Equilibrium
fatto dell’eterodossia il principio fondante
24 gennaio – 14 giugno 2015 19 giugno 2014 – 12 aprile 2015 della sua ricerca. Come lui stesso af-
ferma «Heretical Design risponde all’ur-
Viaggio alla scoperta del cibo, degli alimen- Il concetto di equilibrio interpretato in modo
genza di operare al di fuori delle normali
ti, del loro significato e dell’interpretazione interdisciplinare: dalle ricerche di Salvatore
data dagli artisti dal Seicento fino alla con- Ferragamo alle installazioni di Bill Viola,
pratiche professionali, vivendo diretta-
temporaneità. Su arte e cibo dossier n. 300. dalle opere figurative ai testi sulla danza. mente una rifondazione radicale dei con-
tenuti e delle ragioni del mio lavoro». In
mostra è possibile ammirare opere risa-
lenti al periodo in cui faceva parte del
Brescia Firenze gruppo Archizoom Associati, come la
Museo di Santa Giulia Galleria degli Uffizi
lampada Sanremo del 1968 e il divano
via dei Musei 81/b, 030-2977833 piazzale degli Uffizi, 055-294883
www.bresciamusei.com www.polomuseale.firenze.it
Superonda del 1967, la serie degli Ani-
❍ 9.30-17.30 ● L ❍ 8.15-18.50 ● L mali domestici del 1985, ma anche opere
più recenti come quelle della serie So-
Raffaello Gherardo delle Notti
Opera prima Quadri bizzarrissimi e cene allegre
lid Dreams e su una lunga parete di do-
dici metri una serie di Epigrammi dipinti,
29 gennaio – 19 aprile 2015 10 febbraio – 24 maggio 2015
veri e propri racconti misteriosi e so-
spesi. Viene presentato inoltre il proto-
In mostra i tre frammenti della Pala Baron- Prima monografica dedicata all’artista (1592-
ci (1500-1501), prima opera documentata di 1656) che primeggiò nelle scene a lume di not- tipo inedito di una serie di sedute desti-
Raffaello (1483-1520), il disegno preparatorio te: esposte opere del periodo italiano ed esem- nate al Parco internazionale della scultura
e una copia della pala. Dossier nn. 7, 97, 298. pi degli ultimi anni olandesi. di Catanzaro.

88
italia italia

Firenze Lucca
Palazzo Strozzi Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
piazza Strozzi 1, 055-2645155 via della Fratta 36, 0583-492180
www.palazzostrozzi.org www.luccamuseum.com
❍ 9-20 G 9-23 ❍ 10-19 ● L

Potere e pathos Signorini, Fattori, Lega e i Macchiaioli


Bronzi del mondo ellenistico del Caffè Michelangiolo. Ribelli si nasce
14 marzo – 21 giugno 2015 22 novembre 2014 – 6 aprile 2015

Cinquanta sculture di grandi dimensioni La volontà di cambiamento e l’anticonven-


ripercorrono lo sviluppo dell’arte del bron- zionalità dei macchiaioli si mostrano nei di-
zo in Grecia e nel bacino del Mediterraneo, pinti di Signorini, Fattori, Lega e di altri arti-
fra il IV e il I secolo a.C. sti del gruppo. Sui macchiaioli dossier n. 17.

Medardo Rosso, Ecce Puer (1906),


Forlì Mantova Milano, Galleria d’arte moderna.
Musei di San Domenico Palazzo Te
piazza Guido da Montefeltro 12, 199-151134 viale Te 13, 0376-288208 milano
www.mostrefondazioneforli.it www.miromantova.it
❍ 9.30-19 S-D 9.30-20 ● L ❍ 9-18 L 13-18 V 9-23 La materia di Rosso

Joan Miró La mostra La luce e la materia (Galleria


Boldini e lo spettacolo della modernità L’impulso creativo d’arte moderna, via Palestro 16, telefono
1° febbraio – 15 giugno 2015 25 novembre 2014 – 6 aprile 2015 02-88445947, orario 9.30-19.30, lunedì
14.30-19.30, giovedì 9.30-22.30; www.
Il genio di Boldini (1842-1931) si dispiega Arazzi, terrecotte, bronzi e disegni, realizza- mostramedardorosso.it, fino al 30 mag-
non solo nelle sue opere più famose, ma an- ti dall’artista catalano (1893-1983) dal 1966 gio) creata in collaborazione fra l’istutu-
che in quelle delle prima attività, nei dise- al 1989, illustrano la sua variegata produ- zione milanese e il Museo Rosso di Bar-
gni, acquerelli e incisioni. Dossier n. 145. zione artistica. Dossier n. 79.
zio (Lecco), si prefigura come un omaggio
all’attività dello scultore torinese nato nel
1858 e morto a Milano, la sua città di ado-
Genova Milano zione, nel 1928. Un percorso tematico,
Castello D’Albertis Pinacoteca di Brera ideato dalla curatrice Paola Zatti, guida il
corso Dogali 18, 010-2723820 via Brera 28, 02-72263264 visitatore attraverso una selezione di opere
www.museidigenova.it www.brera.beniculturali.it che copre tutta la carriera dell’artista.
❍ 10-17 S-D 10-18 ● L ❍ 8.30-19.15 V 8.30-21.15 ● L
Punto di partenza sono quattro sculture
degli esordi: il Birichino, prima opera com-
SAKTILILA Bramante a Milano parsa nelle sale di Brera nel 1882, il Sa-
L’arte della creazione nella pittura mithilā Le arti in Lombardia 1477-1499
grestano, la Ruffiana, entrambe del 1883,
16 gennaio – 3 maggio 2015 4 dicembre 2014 – 22 marzo 2015 e la Portinaia (1890-1905), nelle quali già
è possibile scorgere alcune delle caratte-
L’arte mithilā è fra le forme più complesse Un’analisi, svolta anche grazie alla scelta espo- ristiche precipue dell’artista, quali la vena
della cultura indiana: creata da donne, rein- sitiva che interagisce con i dipinti del museo,
caricaturale, comica e spietata. La se-
terpreta la tradizione epica e dà vita a dipinti sul ruolo di Bramante (1443/1444-1514) e sul-
colorati e dalla forte connotazione simbolica. la sua permanenza a Milano. Dossier n. 317. conda sezione del percorso si concentra
sul modo di scolpire “per sottrazione” ope-
rato da Medardo Rosso, perché come lui
stesso affermava: «A me, nell’arte, inte-
Genova Milano ressa soprattutto di far dimenticare la ma-
Palazzo ducale HangarBicocca
teria». E proprio il suo personale utilizzo
piazza Giacomo Matteotti 2, 010-5574000 via Chiese 2, 02-66111573
www.palazzoducale.genova.it www.hangarbicocca.org
della materia, sia questa gesso, bronzo o
❍ 9-19 L 14-19 ❍ 11-23 ● L-Me cera, viene ben illustrato in mostra da
opere come Rieuse ed Ecce Puer. Ai sog-
getti principali che l’artista trattò durante
Espressionismo tedesco Céline Condorelli
Da Kirchner a Nolde bau bau la sua carriera è riservata la sezione suc-
cessiva dove campeggiano le sculture de-
5 marzo – 12 luglio 2015 11 dicembre 2014 – 10 maggio 2015
dicate al collezionista Henri Rouart, l’En-
La rivoluzione dell’espressionismo rivive nei Un’opera inedita e i progetti più noti diven- fant malade e la straordinaria Madame X
nei dipinti degli artisti di Die Brücke, accosta- tano spunto di riflessione sulle relazioni del 1896. La mostra si arricchisce inoltre
ti a opere dei Fauves, di Der Blaue Reiter e dei dell’individuo con il mondo nella prima per- di un’ampia sezione di fotografie. Cata-
futuristi. Sull’espressionismo dossier n. 127. sonale italiana di Céline Condorelli (1974). logo 24Ore Cultura.

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italia italia italia

Milano Napoli Padova


Palazzo reale Museo di Capodimonte Palazzo del Monte di Pietà
piazza Duomo 12, 02-54911 via Miano 2, 081-7499111 piazza Duomo 14, 0425-460093
www.viscontisforza.it www.polomusealenapoli.beniculturali.it www.fondazionecariparo.net
❍ 9.30-19.30 G-S 9.30-22.30 L 14.30-19.30 ❍ 8.30-19.30 ● Me ❍ 9-19 S-D 9-20 ● L

Questa è guerra!
Vincenzo Gemito, dal salotto Minozzi Cento anni di conflitti messi
Arte lombarda dai Visconti agli Sforza al museo di Capodimonte a fuoco dalla fotografia
12 marzo – 28 giugno 2015 28 novembre 2014 – 16 luglio 2015 28 febbraio – 31 maggio 2015

Opere di miniatura, oreficeria, dipinti, scul- Una selezione di novanta sculture e disegni Alcuni dei maggiori conflitti: dalla grande
ture ed esempi di architettura mostrano l’e- di Vincenzo Gemito (1852-1929) apparte- guerra fino ai focolai in Ucraina e in Me-
voluzione dell’arte lombarda sotto le signo- nenti alla collezione creata da Achille Mi- dio Oriente, immortalati dagli obiettivi di
rie dei Visconti e degli Sforza. nozzi, imprenditore e amico dell’artista. Capa, Haas, Cartier-Bresson, Taro e Mosse.

Modena Napoli Parma


Museo civico archeologico etnologico Museo archeologico nazionale di Napoli Palazzo della Pilotta
largo porta Sant’Agostino 337, 059-2033125 piazza Museo nazionale 19, 081-4422149 piazzale Bodoni 1, 0521-033652
www.comune.modena.it/museoarcheologico cir.campania.beniculturali.it/ www.parmabeniartistici.beniculturali.it
❍ 9-12 S-D 10-13 16-19 ● L museoarcheologiconazionale/ ❍ 10-18 ● L
❍ 9-19.30 ● Ma
Le urne dei forti
Storie di vita e di morte in una Augusto e la Campania Fuoco nero: materia e struttura
comunità dell’età del bronzo Da Ottaviano a Divo Augusto attorno e dopo Burri
14 dicembre 2014 – 7 giugno 2015 19 dicembre 2014 – 4 maggio 2015 21 dicembre 2014 – 29 marzo 2015

Le scoperte degli scavi della necropoli di Ca- Le oltre cento opere in mostra analizza- Alcuni pittori, scultori e fotografi italiani e
sinalbo (Modena) rivelano aspetti legati alla no l’influenza che Augusto ebbe sul desti- stranieri hanno dedicato una loro opera ad Al-
morte, all’assetto demografico e all’organizza- no della Campania nel momento della sua berto Burri (1915-1995), interrogandosi sulla
zione di una comunità di oltre tremila anni fa. ascesa al potere. sua influenza sull’arte di oggi. Dossier n. 62.

Modena Nuoro Pesaro


Foro Boario - Fondazione Fotografia MAN - Museo d’arte provincia di Nuoro Musei civici di palazzo Mosca
via Bono da Nonantola 2, 059-239888 via Sebastiano Satta 27, 0784-252110 piazza Toschi Mosca 29, 0721-387541
www.fondazionefotografia.org www.museoman.it www.pesaromusei.it
❍ 15-19 S-D 11-19 ● L ❍ 10-13 15-19 ● L ❍ 10-13 V-D 10-13 15.30-18.30 ● L

Hamish Fulton Michael Hoepfner BIANCO


Hiroshi Sugimoto Canto di strada Dalle stanze segrete al candore della luce
8 marzo – 7 giugno 2015 6 febbraio – 5 aprile 2015 20 dicembre 2014 – 31 maggio 2015

Antologica dedicata a Hiroshi Sugimoto Doppia personale dedicata a Fulton (1946) e Il mito del bianco, simbolo di purezza e spi-
(1948) che con le sue fotografie esplora il Hoepfner (1972), per i quali il “camminare” è ritualità, consacrato dall’estetica di Winckel-
rapporto con il passato e cerca di dare cor- all’origine della pratica artistica dedicata al- mann, rivive nei pizzi, negli oggetti in avorio,
po e raffigurare lo scorrere del tempo. la riflessione sul rapporto uomo e ambiente. nelle porcellane e nelle sculture in marmo.

Monza Ostia (Roma) Ravenna


Villa reale Area archeologica di Ostia - sinagoga MAR - Museo d’arte della città di Ravenna
viale Brianza 1, 199-151140 viale dei Romagnoli 717, 06-56358003 via Roma 13, 0544-482477
www.mostrastevemccurry.it www.provincia.roma.it www.mar.ra.it
❍ 10-18 S-D 10-19 ● L ❍ 11-16.30 ● L ❍ 9-13.30 15-18 Me S 9-13.30-D 15-18 ● L

Arte in memoria Il Bel Paese. L’Italia


Steve McCurry Sesta Mostra Internazionale dal Risorgimento alla Grande Guerra,
Oltre lo sguardo di Arte Contemporanea dai Macchiaioli ai Futuristi
30 ottobre 2014 – 6 aprile 2015 20 gennaio – 12 aprile 2015 22 febbraio – 14 giugno 2015

In mostra i lavori più recenti di Steve Mc- Ludovica Carbotta (1982), Enrico Castellani Paesaggi, scene di vita quotidiana, dipinti che
Curry (1950) insieme ad alcune delle sue (1930) e i tedeschi Stih&Schnock sono gli arti- illustrano tradizioni e costumi, realizzati da
immagini più conosciute, come il ritratto sti scelti per trasformare la sinagoga di Ostia artisti italiani e stranieri, raccontano l’Ita-
di Sharbat Gula, icona dell’arte fotografica. da luogo di culto a luogo di cultura e memoria. lia da metà Ottocento al primo Novecento.

90
italia

Reggio Emilia
Palazzo Magnani
corso Garibaldi 31, 0522-444446
www.palazzomagnani.it
❍ 10-19 S 10-22.30 L solo per scuole

Piero della Francesca


Il disegno tra arte e scienza
14 marzo – 14 giugno 2015

Riunito per la prima volta il corpus grafico e


teorico di Piero della Francesca (1420-1492) in
una mostra che guarda all’artista nella veste
di disegnatore e matematico. Dossier n. 71.

Roma
Galleria d’arte moderna di Roma capitale
via Francesco Crispi 24, 06-0608
www.galleriadartemodernaroma.it
❍ 10-18.30 ● L

Artisti dell’Ottocento
Temi e riscoperte
7 novembre 2014 – 14 giugno 2015

L’ispirazione all’antico, il ritratto, le scene AbbonAti AD


di vita popolare e le poetiche del vero sono
alcuni dei temi trattati dal gruppo di opere ARt E DoSSiER
del XIX secolo presenti in mostra.
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Roma
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rama artistico in Iran dal 1960 a oggi: fra
realtà e ideale, politica e poetica, attualità
e ricordo.

Conoscere l'arte per difenderla meglio


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Roma Rovereto (Trento)


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La guerra che verrà non è la prima


I fasti e i calendari nell’antichità 1914 - 2014
17 dicembre 2014 – 2 giugno 2015 4 ottobre 2014 – 20 settembre 2015

In occasione del bimillenario augusteo sono Un’analisi sull’effettiva e tragica attualità


esposte le lastre dei Fasti Praenestini per ap- del primo conflitto mondiale svolta attra-
profondire il tema dei calendari e della loro verso il filtro dell’arte, della storia, della
influenza sull’organizzazione della società. politica e dell’antropologia.

Roma Rovigo
Musei capitolini Palazzo Roverella
piazza del Campidoglio, 06-0608 via Giuseppe Laurenti 8/10, 0425-460093
www.museicapitolini.org www.palazzoroverella.com
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Museo Puškin.
L’età dell’angoscia roma Il demone della modernità
Da Commodo a Diocleziano Pittori visionari all’alba del secolo breve
28 gennaio – 4 ottobre 2015 Atmosfere d’Oriente 14 febbraio – 14 giugno 2015
La mostra Matisse Arabesque (Scuderie del
I mutamenti di Roma con la fine della di- Quirinale, via XXIV Maggio 16, telefono 06- Il passaggio fra il XIX e il XX secolo osser-
nastia degli Antonini visti attraverso l’arte: 39967500, orario 10-20, venerdì e sabato vato attraverso gli sguardi visionari di En-
dalla ritrattistica ufficiale a quella privata, 10-22.30; www.scuderiequirinale.it, fino al sor, Von Stuck, Redon, Klee e Rops, capaci
fino alla decorazione funeraria. di rendere i sentimenti del proprio tempo.
21 giugno), in cui è possibile ammirare opere
mai viste in Italia, sposta lo sguardo verso
Oriente e permette al visitatore d’immergersi
Roma in quell’atmosfera fatta di luci, profumi e co- San Gimignano (Siena)
Palazzo del Quirinale lori che tanto suggestionò Matisse nel corso Galleria d’arte moderna e
piazza del Quirinale, 06-3225380 della sua vita, fino ad arrivare a scrivere nel contemporanea Raffaele De Grada
www.quirinale.it 1947 al critico Gaston Diehl che «La révéla- via Folgore da San Gimignano 11, 0577-286300
❍ 10-13 15.30-18.30 D 8.30-12 ● L www.sangimignanomusei.it
tion m’est venue d’Orient». Una fascinazione
❍ 11-17.30
Il principe dei sogni che l’artista nutre sin da giovane: la colle-
Giuseppe negli arazzi medicei zione islamica del Louvre, le mostre del
di Pontormo e Bronzino ’900. Una donazione
Musée des Arts Décoratifs e l’Esposizione
17 febbraio – 12 aprile 2015 mondiale del 1900 gli permettono di sco- 21 dicembre 2014 – 30 agosto 2015
prire la magia dell’arte della Turchia, della
Riuniti i venti arazzi con le storie di Giu- Persia, del Marocco, della Tunisia, dell’E- Capolavori di artisti del Novecento italiano
seppe, tessuti nelle Fiandre nel XVI secolo fra cui Campigli, Casorati, De Chirico, Sironi,
gitto. Il viaggio in Algeria del 1906, la visita
per Cosimo I de’ Medici su disegni di Bron- De Pisis e Guttuso, donati alla galleria dallo
zino e Pontormo. dell’Esposizione di arte maomettana a Mo- scrittore Gianfranco Pacchiani (1923-2013).
naco del 1910 e la partenza per Tangeri nel
1912 faranno il resto, liberando l’arte di Ma-
tisse dalle costrizioni formali e dando vita a
Roma un nuovo linguaggio, fatto di luce, colore e
Trento
Complesso del Vittoriano Castello del Buonconsiglio
arabeschi. In Zohra sulla terrazza e Maroc-
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Ramo di pruno su fondo verde della fine de-
Doni preziosi
gli anni Quaranta e Fruttiera ed edera in fiore
Immagini e oggetti dalle
Giorgio Morandi 1890-1964 del 1941 richiamano le decorazioni giappo- collezioni museali
nesi, che insieme all’arte africana e russa
27 febbraio – 21 giugno 2015 13 dicembre 2014 – 22 marzo 2015
costituiranno un altro dei motivi ispiratori
La complessità e la modernità della ricerca ar- della sua arte. In mostra anche le sensuali Oggetti, tessuti, incisioni e dipinti visti non
tistica di Giorgio Morandi (1890-1964) rivive Odalisca blu e Due modelle che si riposano. solo come opere d’arte, ma anche come stru-
nei suoi dipinti, nelle incisioni esposte insie- Curata da Ester Coen, l’esposizione è ac- menti di scambio e dono fra famiglie, casa-
me alle matrici. Articolo p. 30 e dossier n. 50. compagnata da un catalogo edito da Skira. te, regnanti e personalità importanti.

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italia italia olanda

Varese Venezia Amsterdam


Villa Panza Palazzo Franchetti Museum Het Rembrandthuis
piazza Litta 1, 0332-283960 campo Santo Stefano, San Marco 2847, 041-2407755 Jodenbreestraat 4
www.fondoambiente.it www.palazzofranchetti.it www.rembrandthuis.nl
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A occhi spalancati
Wim Wenders per Villa Panza Capolavori dal museo Rembrandts late leerlingen
America dell’impressionismo russo di Mosca In de leer bij een genie
16 gennaio – 6 aprile 2015 13 febbraio – 12 aprile 2015 12 febbraio – 17 maggio 2015

Le fotografie scattate dal regista tedesco Anteprima del museo dedicato all’impressio- La mostra, allestita nell’abitazione dell’artista
Wim Wenders (1945) sono visioni che scar- nismo russo che aprirà a Mosca: un’occasio- (1606-1669), è incentrata sul suo ultimo pe-
dinano la normale percezione del paesaggio. ne per conoscere come gli artisti russi fece- riodo di vita e sul rapporto che egli instaurò
In mostra anche la toccante Ground Zero. ro propri i modi della pittura impressionista. con i numerosi allievi. Dossier nn. 65 e 222.

Venaria (Torino) Venezia L’Aja


Reggia di Venaria reale Collezione Peggy Guggenheim Mauritshuis
piazza della Repubblica 4, 011-4992333 Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701, 041-2405411 Plein 29
www.lavenaria.it www.guggenheim-venice.it www.mauritshuis.nl
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Una dinastia di orafi Alchimia di Jackson Pollock. The Frick Collection


Mario e Gianmaria Buccellati Viaggio all’interno della materia Kunstschatten uit New York
7 marzo – 28 giugno 2015 14 febbraio – 6 aprile 2015 5 febbraio – 10 maggio 2015

Una selezione delle creazioni di gioielleria e I segreti del dipinto Alchimia (1947) e i ri- Esposti per la prima volta in Olanda alcu-
oreficeria di Mario e Gianmaria Buccellati, sultati delle indagini effettuate durante il ni capolavori della Frick Collection di New
fra cui nove targhe che D’Annunzio commis- restauro sono svelati da un allestimento York: dipinti, disegni e statue di Cimabue,
sionò per celebrare le sue azioni più celebri. multimediale e interattivo. Dossier n. 177. Pisanello, Laurana, Memling, Goya e Ingres.

spagna
Venezia Vicenza Barcellona
VITRARIA Glass +A Museum Basilica palladiana MACBA - Museu d’Art Contemporani
Palazzo Nani Mocenigo, Dorsoduro 960, 041-0988122 piazza dei Signori, 0422-4299999 de Barcelona
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Tutankhamon Caravaggio Van Gogh
PRECIOUS La sera e i notturni Art & Language incompleto
da Picasso a Jeff Koons dagli Egizi al Novecento Colección Philippe Méaille
8 febbraio – 12 aprile 2015 24 dicembre 2014 – 2 giugno 2015 19 settembre 2014 – 12 aprile 2015

I gioielli d’artista della collezione Venet sono La simbologia della notte e i suoi significati La collezione di opere di Méaille mostra le ri-
esposti per la prima volta in Italia: creazioni sono esplorati dai capolavori di Giorgione, cerche sulla filosofia del linguaggio e sull’in-
preziose nate dal genio di Picasso, Koons, Caravaggio, Rembrandt, Van Gogh, Rothko treccio di linguaggio e arte svolte da Joseph
Bourgeois, Fontana, Kapoor e molti altri. e da un nucleo di tesori egizi. Kosuth, Ian Burn, Michael Baldwin e altri.

olanda
Venezia Amsterdam Bilbao
Fondazione Querini Stampalia Hermitage Amsterdam Museo Guggenheim
campo Santa Maria Formosa, Castello 5252, 041-2711411 Amstel 51 avenida Abandoibarra 21
www.querinistampalia.org portraitgalleryofthegoldenage.com www.guggenheim-bilbao.es
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El arte de nuestro tiempo


Grisha Bruskin. Obras maestras de las
Alefbet: alfabeto della memoria Hollanders van de Gouden Eeuw colecciones Guggenheim
12 febbraio – 13 settembre 2015 29 novembre 2014 – dicembre 2016 23 settembre 2014 – 3 maggio 2015

Il misterioso alfabeto creato dell’artista rus- Trenta ritratti di gruppo, di dimensioni L’esposizione ripercorre i principali movi-
so Bruskin (1945) unisce la tradizione tal- spettacolari, illustrano la realtà sociale e menti artistici del XX secolo, soffermando-
mudica alla Kabbalah e offre una chiave di politica, oltre che artistica nei Paesi Bassi si in particolare sulle figure di Jorge Oteiza
lettura simbolica della storia e del presente. del XVII e del XVIII secolo. Dossier n. 310. (1908-2003) ed Eduardo Chillida (1924-2002).

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spagna stati uniti sviZZera

Madrid New York Chiasso


Museo Nacional del Prado Solomon R. Guggenheim Museum m.a.x. museo di Chiasso
paseo del Prado 1071 Fifth Avenue via Dante Alighieri 6
www.museodelprado.es www.guggenheim.org www.maxmuseo.ch
❍ 10-20 D 10-19 ❍ 10-17.45 S 10-19.45 ● G ❍ 10-12 15-18 ● L

Salvator Rosa (1615-1673) incisore


Goya en Madrid On Kawara — Silence Trasformazioni tra alchimia, arte e poesia
19 novembre 2014 – 3 maggio 2015 6 febbraio – 3 maggio 2015 25 gennaio – 12 aprile 2015

I cartoni per gli arazzi destinati alle resi- Il rapporto con la dimensione del tempo e dello L’attività incisoria di Salvator Rosa (1615-
denze reali realizzati da Goya (1746-1828) a spazio è indagato da On Kawara (1932-2014) 1673) viene studiata attraverso i disegni
partire dal 1775 per la Real Fábrica de Tapi- nelle cartoline della serie I Got Up, dai tele- preparatori, le matrici e le stampe stesse.
ces de Santa Bárbara. Dossier nn. 35 e 311. grammi di I am Still Alive, da disegni e dipinti. Dossier n. 243.

Madrid New York Losanna


Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía Metropolitan Museum of Art Fondation de l’Hermitage
Palacio de Velázquez, Parque del Retiro 1000 Fifth Avenue 2 route du Signal
www.museoreinasofia.es www.metmuseum.org www.fondation-hermitage.ch
❍ 10-18 ❍ 10.30-17.30 V-S 10-21 ❍ 1018 G 10-21 ● L

Discovering Japanese Art De Raphaël à Gauguin


Luciano Fabro American Collectors and the Met Trésors de la collection Jean Bonna
27 novembre 2014 – 12 aprile 2015 14 febbraio – 27 settembre 2015 6 febbraio – 25 maggio 2015

Una selezione di opere di Fabro (1936-2007) Una mostra che racconta la nascita della col- In mostra alcuni importanti pezzi della
mostra le sue ricerche sull’interrelazione lezione di arte giapponese del museo e che collezione di opere grafiche del bibliofilo
fra scultura e spazio, fra osservatore e ope- esplora le tendenze del collezionismo e la ri- Jean Bonna fra cui spiccano esemplari di
ra d’arte e sul limite della scultura stessa. cezione dell’arte giapponese negli Stati Uniti. Cézanne, Degas, Parmigianino e Raffaello.

stati uniti

Chicago Washington Martigny


The Art Institute of Chicago National Gallery of Art Fondation Pierre Gianadda
111 South Michigan Avenue Constitution Avenue rue du Forum 59
www.artic.edu www.nga.gov www.gianadda.ch
❍ 10.30-17 G 10.30-20 ❍ 10-17 D 11-18 ❍ 10-18

Piero di Cosimo Anker, Hodler, Vallotton


The Poetry of Painting Capolavori della Fondation
Shatter Rupture Break in Renaissance Florence pour l’Art, la Culture et l’Histoire
15 febbraio – 3 maggio 2015 1° febbraio – 3 maggio 2015 5 dicembre 2014 – 14 giugno 2015

L’idea di frammentazione e di rottura è il Opere come la Visitazione insieme ai dipin- Centocinquanta opere che spaziano dal 1762
tema guida di questa esposizione che rac- ti di soggetto mitologico illustrano la for- fino alla metà del secolo scorso di autori em-
conta come è cambiato il modo di fare ar- za immaginifica di Piero di Cosimo (1461 blematici per la Svizzera, provenienti dalla
te nei primi due decenni del Novecento. circa-1522). Dossier n. 262. collezione del mecenate Bruno Stefanini.

sviZZera
New York Basilea Riehen (Basilea)
MoMA - Museum of Modern Art Museum für Gegenwartskunst Fondation Beyeler
11 West 53 Street St. Alban-Rheinweg 60 Baselstraße 101
www.moma.org www.kunstmuseumbasel.ch www.fondationbeyeler.ch
❍ 10.30-17.30 V 10.30-20 ❍ 11-18 ● L ❍ 10-18 Me 10-20

The Paris of Toulouse-Lautrec One Million Years


Prints and Posters System und Symptom Paul Gauguin
26 luglio 2014 – 22 marzo 2015 11 ottobre 2014 – 6 aprile 2015 8 febbraio – 28 giugno 2015

Un centinaio di opere grafiche di proprie- Opere di Josef Albers, Sol LeWitt, On Ka- Gli autoritratti, i dipinti del periodo breto-
tà del MoMA rievoca l’atmosfera Belle épo- wara offrono una riflessione sul concet- ne, i quadri di Tahiti, insieme a una selezio-
que della Parigi ai tempi di Toulouse-Lau- to di sistema e di limite e sulle relative im- ne di sculture, introducono nel mondo di
trec. Dossier nn. 70 e 306. plicazioni estetiche, culturali e politiche. Gauguin (1848-1903). Dossier nn. 32 e 216.

94
Carmen Pellegrino
Cade la terra
ROMANZO

È la storia di un paese
abbandonato e della sua
ultima abitante, Estella.
Ma è soprattutto la storia di
chi resiste quando
Cade la terra.

CON CARMEN PELLEGRINO


L’ABBANDONOLOGIA
DIVIENE SCIENZA POETICA.

CARMEN PELLEGRINO storica e scrittrice campana, è stata definita abbandonologa. Si


innamora dei luoghi abbandonati, li mappa, li fotografa, li pubblica in rete.
Parla di macerie e rovine a UnoMattina. Ha un grande seguito su Facebook, dove
segnala e le segnalano luoghi sconosciuti e disabitati. Da quando ha cominciato la sua
rubrica su Facebook, non solo la televisione ma tutta la stampa italiana si è accorta di
lei, dedicandole pagine e pagine di interventi e interviste. Questo è il suo primo romanzo.

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aprile 2015
Francesco Stocchi
Medardo Rosso
Medardo Rosso (Torino 1858 - Milano 1928) è
una delle fgure più originali dell’arte moderna
italiana. Formatosi nel clima della Scapigliatura
milanese, è l’artista che meglio riesce nel tentativo
di trasportare l’impressionismo in scultura: am-
mirato da Rodin e Degas, un modello da seguire
per Boccioni e Manzù. Le sue sculture – spesso
in cera, ma anche in gesso, terracotta, bronzo –
vibrano in superfcie come dipinti, annullano la
loro consistenza materiale per dialogare con l’am-
biente circostante, sembrano reagire alle variazio-
ni atmosferiche. Una mostra alla Galleria d’arte
moderna di Milano ne presenta questa primavera
l’intero percorso.
Impression
BERNARD
DENVIR
ismo
© 1986-2015 Giunti Editore S.p.A., © Bayer & Mitko/Artothek/Archivi del Ministero dei beni e delle attività
Firenze - Milano Alinari: p. 52. culturali e del turismo Soprintendenza
Miche ISSN 0394-0179 © Blauel/Gnamm/Artothek/Archivi beni storici artistici ed etnoantropolo-

langel Pubblicazione periodica Reg. Cancell. Alinari: p. 51. gici di Siena e Grosseto: p. 35.

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del 20%): € 48,00 York. Photograph courtesy The Cortesia uffcio stampa Palma il Vec-
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Cortesia autore: pp. 9, 15-17, 66, 70-74.
Museum: pp. 37-41.
Foto Alessandro Asinari di San Marza-
lare le spettanze per quelle immagini Cortesia Coconino Press: pp. 10-11. no: pp. 55a, 56, 57a.
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45, 47, 49-50, 53, 64, 67-68, 69a, 83.
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Monza: pp. 54b, 55b.
Cortesia uffcio stampa Arthur Elgort:
fa parte di collezione privata. p. 13b.
Illustrazioni: Cortesia uffcio stampa Carpaccio:
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Giorgio Morandi, Giuseppe Penone, by Cortesia uffcio stampa Giorgio Moran-
SIAE 2015. di 1890-1964: p. 33-34.
© The Estate of Francis Bacon, by Cortesia uffcio stampa Giorgio
SIAE 2015. Morandi 1890-1964/foto Matteo Zarbo,
© Succession H. Matisse, by SIAE Milano: p. 31.
2015. Cortesia uffcio stampa Giorgio Stampato presso Giunti Industrie
© Succession Picasso, by SIAE 2015. Morandi 1890-1964/foto su concessione Grafche S.p.A., Stabilimento di Prato.
Osvaldo Licini, Angelo ribelle su fondo rosso, 1951, Galleria D’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno – foto: cortesia Galleria D’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno
Pier Franco Brandimarte

L’Amalassunta

Un viaggio alla ricerca di sé


atraverso la biografa
di Osvaldo Licini:
la Bologna di Morandi,
la Grande Guerra,
la Parigi di Modigliani,
l’Italia del boom economico.

VINCITORE
PREMIO CALVINO 2014
“Un oggetto inusuale,
L’ Amalassunta,
perfetto nel suo genere”
(Giuria Premio Calvino)

€ 14,00
pagine 192 Collana Italiana
Anche in versione Grandi Libri.
Grandi Autori.
ebook facebook.com/GiuntiNarrativa
Palma il Vecchio
MAURO ZANCHI
palma il vecchio
Mauro Zanchi

SOMMARIO
“Dimestici” amici
4
Ritratti con l’anima tra i guanti
14
Ritorno alla natura. Idilli rurali
26
Conversazioni silenziose 38
Cronologia
48
Bibliografia
50

In copertina: Nella pagina a fianco: Qui sopra:


Ritratto di donna, Ritratto di donna La resurrezione di Cristo,
detta La bella (o La sibilla) san Filippo e san Giacomo
(1518 circa); (1522-1524); (1520-1522);
Madrid, Museo Londra, Serina (Bergamo),
Thyssen-Bornemisza. Hampton Court. Santissima Annunziata.
4
“dimestici”
Amici

Con biografie scarne


e brevi, Vasari accorpa
in un solo capitolo
le vite dei due
“compagni e amici”
Jacopo Negretti, detto
Palma il Vecchio,
e Lorenzo Lotto(1).
Polittico Una relazione particolare la loro, quasi Ritratto d’uomo
di santa Barbara uno scambio di esistenze a distanza, visto (presunto autoritratto)
(1523-1524); che Lorenzo, dal 1513 al 1525, soggiorna (1523-1525).
Venezia, e lavora nelle terre bergamasche, mentre
Santa Maria Formosa. Jacopo costruisce la sua carriera artistica
a Venezia, dal 1510 fino all’anno della sua
morte prematura, avvenuta nel 1528, all’età
di quarantotto anni. Pur vivendo nella ca-
pitale della Serenissima, Jacopo tiene con-
tatti con la sua terra d’origine, dipingendo
pale d’altare per le chiese delle valli oro-
biche, recandosi ogni tanto a Serina per
trovare i suoi parenti e per appuntarsi le
atmosfere montane da inserire negli sfondi
dei suoi quadri arcadici. Nei documenti è
rimasta traccia di solo uno dei suoi viaggi
nel paese natale: nel maggio e giugno del
1524 si trova a Serina per questioni testa-
mentarie, a causa della morte del fratello
Bartolomeo. Lotto invece decide di tornare
a Venezia nel dicembre del 1525, senten-
dosi maturo artisticamente per conquistare
un posto d’onore nella sua città natale. Ma
questo non avverrà, inducendo l’irrequieto
e deluso Lorenzo a cercare fortuna, dal
1532, di nuovo a Treviso e nelle Marche.
5
Martirio
di san Pietro
da Verona
(1526-1528);
Alzano Lombardo
(Bergamo),
museo della chiesa
di San Martino.

Berenson, seguendo
un’antica tradizione
locale che attribuiva
questo dipinto
a Lotto, ha ipotizzato
una fase palmesca
del pittore veneziano.
Cavalcaselle, Longhi,
Venturi e la critica
più recente hanno
invece ricollocato
la tavola controversa
tra le opere di Palma.
Di sapore lottesco
sono alcuni dettagli,
tra i quali spicca
la corona, ironicamente
fuori scala per la testa
del domenicano,
e la presenza
dei boscaioli intenti
ad abbattere alberi,
come nella Sacra
conversazione,
ora alla National
Gallery di Edimburgo,
realizzata da Lotto
attorno al 1505.

La testimonianza vasariana conferma un i quadri del valbrembano testimoniano la


rapporto tra i due pittori che si può appu- sua aderenza più “regolare” all’alto Rina-
rare comunque anche confrontando alcuni scimento veneziano, con molte tracce del
loro dipinti. A differenza delle opere di suo interesse (e di quello dei suoi commit-
Lotto, più ricche di enigmi e disseminate tenti) riguardo ai significati di derivazione
di dissonanze dell’insorgenza anticlassica, pagana(2). Palma intesse una serie di ri-
6
mandi ai culti matriarcali, soprattutto nei Ha testimoniato in pittura anche messaggi
ritratti muliebri e nei nudi di ninfe nel “protofemministi” attraverso ritratti di
paesaggio idilliaco, creando un genere di emancipate cortigiane colte, che si riuni-
bellezza idealizzata, seducente, e non di- vano nelle cerchie neoplatoniche femminili
chiaratamente esoterica. In questo pro- e nei ginecei legati alle dee Diana e Flora(4).
getto è stato più influenzato da Tiziano Esemplari sono la Ninfa in un paesaggio
che dal fraterno Lorenzo, facendosi por- (1518-1520), la Giovane bionda, detta Flora
tavoce con lui di molte «adepte di Diana»(3) (1522-1524) e il Bagno di Diana e delle sue
e di guaritrici «herbarie», che vivevano nei ninfe (o Ninfe al bagno) (1519-1520). Sulla
luoghi rurali dell’entroterra e delle zone scia di voler rappresentare il tipo di dea
montane nei territori della Serenissima. madre-vergine o di incarnazione dello spi-

Adamo ed Eva
(1520-1522 circa);
Braunschweig
(Germania),
Herzog Anton
Ulrich-Museum.

7
I santi Marco, rito femminino, Palma eccelle nella pro- che deriva dal paziente lavoro sul colore,
Giorgio e Nicola duzione di ritratti muliebri dalle scollature dalla sapiente imitazione della natura,
liberano Venezia generose, opere di carattere privato e mon- dall’atmosfera ideale in cui inserisce i suoi
dai demoni dano, di nudi a figura intera, principal- soggetti, con il loro portato psicologico e
(o Burrasca infernale) mente di ninfe o personaggi della mitologia allegorico. Secondo Vasari, Palma «fu mol-
(1527-1528 circa); greco-romana ambientati in paesaggi ar- to più nei colori unito, sfumato, e paziente,
Venezia, cadici. A Venezia, però, Palma si specia- che gagliardo nel disegno, e quelli maneg-
Gallerie lizza principalmente su un genere pittorico giò con grazia e pulitezza grandissima,
dell’Accademia. che declina tre tipi di soggetti: sacre con- come si vede in Vinegia in molti quadri e
versazioni, pale d’altare e ritratti. In ogni ritratti che fece a diversi gentiluomini»(6).
categoria sviluppa parallelamente il modo In realtà la questione è più articolata: Pal-
di trattare la forma e la composizione, ma prende le mosse dal “classicismo cro-
riuscendo a creare un suo «stile profon- matico” di Bellini e dalla pittura atmosfe-
damente personale che non può essere rica di Giorgione, guarda attentamente
confuso con quello di qualunque altro come Tiziano conferisce nuova vitalità
pittore noto»(5). Oltre che dalla inconfon- all’accordo luminoso del tono veneto e
dibile tipologia dei suoi modelli femminili, come fonde armonicamente umanità e
la riconoscibilità del suo stile è un risultato natura, inserisce le novità raffaellite e mi-
8
Lorenzo Lotto, chelangiolesche viste di seconda mano –
Giona rilevando da un contesto provinciale i
(1525); grandi mutamenti dell’arte italiana espressi
Bergamo, nella Scuola di Atene e nella volta della
Santa Maria Maggiore, Cappella sistina –, sbircia dalla breccia
coro. aperta nell’universo classicista dall’inquie-
to vagabondo Lotto, sta come un bilingue
tra conformismo e sperimentazione. Inol-
tre osserva da lontano l’insorgenza anti-
classica proveniente dalla cultura d’oltralpe
e vede scorrergli accanto il fallimento dei
sogni universalistici quattrocenteschi e le
fiammate contestatrici attizzate dai giovani
manieristi dell’Italia del Nord. Ma proce-
diamo cronologicamente. Nel suo appren-
distato a Venezia, dal 1510 al 1511 Palma
frequenta il conterraneo Andrea Previtali(7),
allievo di Bellini: apprende una tavolozza
9
Giovane donna
di spalle
(1520-1525);
Vienna,
Kunsthistorisches
Museum.

Volgendo il capo
di fianco, a presentire
l’avvicinarsi
di qualcuno, la giovane
sogguarda in tono
severo. Pare indicare
con la mano sinistra
qualcosa che il pittore
non ha voluto mostrare
direttamente
allo spettatore.
All’interno
della nicchia
si scorgono una massa
informe e numerosi
segni di pennello,
con un sapore
enigmatico
di non finito, come
fossero onde
di campi magnetici,
che dinamizzano
la cavità dello sfondo.

dai riflessi dorati tipica della scuola ber- e di Madrid sono debitrici nei confronti
gamasca, la consistenza di smalto costruita della Sacra famiglia con san Giovanni Bat-
con molte velature meticolosamente rifi- tista e della Sacra conversazione con un
nite, lo stile del drappeggio con rotture committente di Tiziano. E così pure molti
spigolose, e fodera in marrone l’interno ritratti di donne sono mutuati dai tipi del
del manto blu della Vergine, come si può Vecellio. L’esercizio costante dell’osserva-
appurare osservando le Sacre conversazioni zione diretta dei quadri di Tiziano, lo stu-
di Rovigo e di Madrid. Appena giunto a dio sui volumi muscolari maschili e sulla
Venezia dalla terraferma, guarda con in- resa dei drappeggi rigonfi, l’attenzione al
teresse le opere di Carpaccio. Dal 1512 è linguaggio fisiognomico fanno sì che Pal-
continuativamente aggiornato sulle pro- ma apprenda una efficace espressività delle
gressioni formali e pittoriche di Giorgione pose, così che nelle sue opere compaiano
e Tiziano, soprattutto sui ritratti muliebri via via nuovi elementi e soluzioni. A partire
(sul nuovo tipo di bionda prosperosa e dal 1525 risaltano colori armoniosamente
riccamente abbigliata) e sulle Sacre con- splendenti e schemi compositivi moderni
versazioni del cadorino. Per esempio, le ed equilibrati, con personaggi e forme si-
Sacre conversazioni di Dresda, di Padova nuose rese con grazia lineare, che riescono
10
Lorenzo Lotto, a trasmettere varietà e leggiadria, deline- per dare il suo contributo alla diatriba sul
Ritratto di giovane ando le caratteristiche specifiche dell’arte primato artistico tra pittura e scultura,
con libro veneziana che tanto piacerà alla commit- dispone le ninfe nude in prossimità di una
(1525-1526); tenza lagunare. Ovviamente i motivi e le fonte sorgiva, mostrandole sotto molte
Milano, suggestioni che provengono dai maestri angolature e pose. Egli attinge a varie fon-
Castello sforzesco. di riferimento o dai colleghi più innovativi ti, dalla scultura antica, che vede nelle
sono citati, modificati e ricombinati con- collezioni dei suoi committenti, a figure
tinuamente, per cercare inedite soluzioni presenti nelle opere di altri artisti(8). Ancora
formali e concettuali, anche con l’aiuto di un influsso non veneziano è visibile nel
una sapiente disposizione dei dettagli sim- Martirio di san Pietro da Verona (1526-
bolici e delle allusioni iconografiche. Em- 1528) di Alzano Lombardo, dove si sente
blematico è il rimontaggio effettuato nel il dinamismo del Pordenone. Adamo ed
Bagno di Diana e delle sue ninfe (o Ninfe Eva (1520-1522 circa) di Braunschweig ci
al bagno) di Vienna. Palma, forse anche mostra come Palma sovrapponga le origini

11
Lorenzo Lotto, figurative ellenistiche tratte da un’incisione inserisce nelle sue opere, pervase dalle
Madonna di Dürer e l’atmosfera da scultura classica atmosfere dei maestri veneti, le innova-
col Bambino ripresa dai progenitori scolpiti da Tullio zioni figurative dell’Italia centrale. In una
tra i santi Caterina Lombardo attorno al 1490 per la tomba mescolanza dei tipi di Tiziano, Raffaello
d’Alessandria di Andrea Vendramin nella chiesa vene- e Michelangelo – a volte le citazioni sono
e Tommaso ziana di Santa Maria dei Servi (attualmen- addirittura quasi letterali – il risultato è
(1528 circa); te nella basilica dei Santi Giovanni e Pao- originale, dinamico, e brilla della pienezza
Vienna, lo). Nella decade di apprendistato e di e della vivacità coloristica alto rinascimen-
Kunsthistorisches affinamento stilistico, ovvero dal 1510 al tale. Un esempio eloquente è la figura di
Museum. 1520, Palma sviluppa sempre più una nar- Cristo infante, nella Sacra conversazione
razione dinamica nelle Sacre conversazioni della Pinacoteca Carrara di Bergamo, de-
e nelle pale d’altare, soprattutto quando scritta come quel putto che compare in
12
primo piano nella Galatea di Raf- visibile nella Giovane donna di spalle, rea-
faello nella villa Farnesina a Ro- lizzata da Palma tra il 1520 e il 1525, e nel
ma: col suo movimento unisce le Ritratto di giovane con libro del Castello
figure dei santi e della Madonna sforzesco, dipinto da Lotto attorno al 1525-
in una nuova maniera, che riesce 1526. Palma aveva già realizzato attorno
a superare in efficacia i prototipi al 1516 il suo presunto Autoritratto, mo-
belliniani. strandosi al riguardante con il volgere del
E infine ritorniamo di nuovo capo. Un omaggio dichiarato di Lorenzo
all’amicizia fra Palma e Lotto evi- a Jacopo, probabilmente realizzato dopo
denziata da Vasari. C’è una paren- la morte dell’artista bergamasco avvenu-
tela iconografica tra I santi Marco, ta il 30 luglio del 1528, è la Madonna col
Giorgio e Nicola liberano Venezia Bambino tra i santi Caterina d’Alessandria
dai demoni, detta Burrasca infer- e Tommaso, ora al Kunsthistorisches Mu-
nale (1527-1528 circa) e la tarsia seum di Vienna. Pur rifacendosi alle Sacre
Giona (il cartone è stato ideato da conversazioni di Palma, l’opera presenta
Lotto nel 1525 e tradotto dall’eba- figure più dinamiche e inquiete, che for-
nista Giovan Francesco Capoferri mano un misterioso insieme di linee dia-
entro il 1527) del coro della basi- gonali immaginarie, con guizzi luminosi
lica di Santa Maria Maggiore in improvvisi tipici del pittore veneziano,
Bergamo(9). Compare un analogo che provengono contemporaneamente da
veliero nel mare in tempesta, ri- fonti diverse e vanno a creare un sottile
preso dall’identico punto di vista, corto circuito entro quell’apparente placido
con la stessa inclinazione verso sentimento elegiaco. Un omaggio soprat-
destra, con la vela gonfiata dal tutto al linguaggio silente e “telepatico”
vento. È simile anche il contra- dei santi, per cercare di rendere visibile
sto tra il mare calmo sullo sfondo l’energia invisibile del pensiero che scorre
soleggiato a sinistra e l’atmosfe- tra le anime. E quella di Jacopo se n’era
ra oscurata nella parte destra in appena andata da un’altra parte.
burrasca. Dal 1525 Lotto abita a
Venezia e molto probabilmente (1) G. Vasari, Le Vite de’ più celebri architetti, pittori
mostra i suoi cartoni a Palma, ac- et scultori…, Firenze 1550, II, p. 854: «Fu compagno
consentendo che l’amico utilizzi e amico del Palma Lorenzo Lotto pittore viniziano, il
quale avendo imitato un tempo la maniera de’ Bellini,
la sua “invenzione” come modello s’appigliò poi a quella di Giorgione, come ne dimostrano
per dipingere la Burrasca inferna- molti quadri e ritratti che in Vinezia sono per le case de’
gentiluomini».
le, enorme per dimensioni, errone- (2) Da intendere anche nell’accezione negativa, almeno
amente attribuita a Giorgione per secondo la visione della Chiesa cattolica del Cinquecento,
che attraverso l’Inquisizione farà in modo di contrastare
l’originalità della composizione, e ogni adesione “eretica”.
ultimata da Paris Bordon. È pro- (3) Si vedano: M. Zanchi, Sotto il segno di Diana. Il
gesto a V rovesciata nell’arte del Cinquecento, in “Art
prio Vasari, nelle Vite del 1568, a e Dossier”, n. 315, Firenze, novembre 2014, pp. 72-77; C.
rilevare sia la giusta attribuzione Ginzburg, Storia notturna, Torino 1989, pp. 70-73; Id., I
benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento
sia l’importanza della Burrasca di e Seicento, Torino 1972 e 1996, pp. 45-47, 61-62.
(4) Nel XVI secolo Flora impersona due figure mitolo-
Palma, considerata una notevo- giche: Flora-Primavera, la dea dei fiori e dei giardini, e
le conquista formale nell’ambito Flora-Meretrice, derivata dal De claris mulieribus di
Boccaccio, ovvero una cortigiana dell’antica Roma che
della pittura narrativa veneziana. viene riabilitata per mezzo della deificazione. Nel Quattro-
E dal 1525 Jacopo guarda anche cento, nelle illustrazioni di Boccaccio, Flora è intesa come
patrona delle prostitute, pur non essendo una meretrice.
la maniera di realizzare ritratti secondo Tiziano, Francesco Melzi, Palma e Bartolomeo Veneto
lo sguardo di Lorenzo, con una sonda rappresentano Flora con un seno nudo, mentre tiene in
una mano fiori, intesi anche in un’accezione erotica e che
psicologica e sottilmente allusiva, come rimandano alla concessione dei favori sessuali.
nel Ritratto d’uomo coi guanti (1517-1518 (5) C. Gould, National Gallery Catalogues. The Sixte-
enth-Century Venetian School, Londra 1959, p. 59.
circa) dell’Ermitage, o con rimandi esote- (6) G. Vasari, op. cit., II, p. 854.
rici come nel Ritratto di donna, detta La (7) Le prime opere di Palma dovrebbero risalire al 1511,
anno in cui Previtali lascia Venezia per ritornare a
schiava (1525-1528 circa), dove il soggetto Bergamo.
fa il gesto delle corna verso il basso. Una (8) Sono state riconosciute somiglianze con figure pre-
senti nelle opere di Dürer, Michelangelo, Raffaello, Giulio
corresponsione d’intenti è testimoniata Romano, Rosso Fiorentino e Domenico Campagnola.
anche dal simile scatto della testa verso lo Cfr. Ph. Rylands, Palma il Vecchio, Milano 1988, p. 246.
(9) Cfr. Id., op. cit., p. 152; M. Zanchi, La Bibbia secondo
spettatore, come se il personaggio ritratto Lorenzo Lotto. Il coro ligneo della basilica di Bergamo
si fosse accorto dell’arrivo di un fruitore, intarsiato da Capoferri, Bergamo 2003, pp. 134-136.

13
14
ritratti con l’anima
tra i guanti

Nel De Anima,
Aristotele – seguito
all’inizio del
Cinquecento dagli
intellettuali e da
chi frequenta
l’Università di Padova
in quegli anni
Ritratto virile – dice che le mani sono paragonabili all’a- Ritratto d’uomo
(o Ariosto) nima(10). In questa accezione i vari ritratti con mantello
(1520-1525 circa); del XVI secolo con personaggi che sfilano di pelliccia
Londra, i guanti o li tengono in una mano potreb- (1516 circa);
National Gallery. bero avere un raffinato riferimento allo Monaco,
svelamento della propria anima. Per il Alte Pinakothek.
Ripa, invece, «si dimostra col guanto, il
cui uso è di difendere la mano dal freddo,
dal Sole, e somiglianti cose, che al senso
del tatto fanno alterazione»(11). Tra allu-
dere semplicemente al tatto e intendere
un disvelamento dell’anima vi sono altre
interpretazioni che mutano a seconda del
contesto. Nel Ritratto d’uomo con mantello
di pelliccia (1516 circa) il soggetto è col-
to leggermente di spalle, mentre volta di
scatto la testa in direzione dello spettatore,
tenendo una ciroteca(12) nella mano destra.
La maggior parte della critica pensa che
quest’uomo sia il pittore bergamasco, se-
guendo la descrizione che Vasari fa nel
1550 a proposito di un “Autoritratto” di
Palma: «Ma certo che tutte l’opere sue,
come che molte siano, non vagliono nulla
appresso una testa, che se ritrasse nella
spera con alcune pelli di camello attorno
15
Ritratto
di gentiluomo
con cappa d’ermellino
(1525-1528 circa);
Berlino,
Gemäldegalerie.

con certi zuffi di capegli, la quale quasi in commercio, bensì una cappa di vol-
ogni anno nella mostra della Ascensa in pe rossa europea(14). La resa acuta dello
quella città si vede. Poté lo spirito del Pal- sguardo, l’attenzione fisiognomica nel
ma solo, in questa cosa salire tanto alto: moto del capo e il dettaglio “aristotelico”
che quella fece miracolosissima e fuor della mano che tiene il guanto inducono
di modo bella. E per ciò merita d’esser a interpretare il quadro secondo un’ottica
celebrato per il più mirabile di disegno, che sonda la psiche. Il personaggio me-
d’artificio, di colorito, & di perfetto sapere: lanconico del Ritratto virile (1520-1525), il
che Viniziano, che fino al tempo suo abbia cosiddetto Ariosto, è descritto con l’indice
lavorato. Et nel vero vi si vede dentro un della mano sinistra nuda che pone l’atten-
girar d’occhi: che Lionardo da Vinci, & zione sull’immagine del guanto chiaro,
Michele Agnolo, non avrebbero altrimenti mentre tiene un grande rosario tra il pol-
operato»(13). Nell’autoritratto di Monaco, so e il pugno della stessa mano. Alle sue
il trentaseienne Palma non indossa però spalle verdeggia una pianta d’alloro, forse
una pelliccia di cammello, anche perché per alludere alla fama del poeta. Palma
nel primo Cinquecento non ne esistono parrebbe rappresentare un sentimento
16
Ritratto
di Francesco Querini
(1525-1528);
Venezia,
Fondazione Querini
Stampalia,
Pinacoteca.

Uno degli ultimi ritratti


di Palma, incompiuto
in alcune parti,
testimonia come
il pittore bergamasco
abbia assorbito
la lezione di Lotto
(ritornato a Venezia
nel 1525), nella resa
della penetrazione
psicologica,
nel rapporto tra colore
e luce, nella qualità
poetica dei dettagli.
La mano sinistra,
descritta mentre
sfiora il davanzale
con i polpastrelli
e indugia tra la luce
e il triangolo d’ombra,
e i bottoncini neri,
che risaltano
sul bianco
della camicia,
a breve distanza
dalle asole del farsetto
mezzo sbottonato,
sembrano sottili
correlativi oggettivi
di uno stato d’animo.

melanconico, derivato da una sofferenza do. Nel Ritratto di gentiluomo con cappa
amorosa, l’anima messa a nudo, spogliata d’ermellino (1525-1528 circa), il soggetto
della sua guaina protettiva, come se il poe- dall’espressione pensierosa è colto mentre
ta meditasse sul sentimento frustrato di con l’indice della mano sinistra tocca il
Apollo, il dio delle arti, quando Dafne per guanto tenuto stretto nella destra. Tenere
sfuggirgli è tramutata in pianta d’alloro. nella mano destra(16) un guanto è anche
La pianta sullo sfondo potrebbe essere una sottoscrizione solenne di un accordo,
intesa anche come un rimando alla virtù un sigillo fideiussorio, testificazione di un
della fedeltà coniugale(15). In questa acce- impegno, attestazione di lealtà, come te-
zione il rametto di lauro è presente nelle stimonierebbe il Ritratto a Galeazzo Maria
mani destre dei due ritratti virili dipinti Sforza eseguito nel 1471 da Piero Pollaiolo,
da Dosso Dossi, uno alla Galleria Doria su commissione di Lorenzo il Magnifico,
Pamphilj di Roma e uno alla Wichita Art in occasione della permanenza a Firenze
Association, e tenuto da Eros sul collo del duca milanese(17).
degli sposi nel Ritratto di Marsilio e Fau- Tra Quattrocento e Cinquecento è con-
stina Cassotti (1523) di Lotto, ora al Pra- suetudine donare un guanto nel momento
17
Ritratto d’uomo coi guanti
(1517-1518);
San Pietroburgo, Ermitage.
18
Ritratto delle formalizzazioni matrimoniali. Ed Andrea Schiavone, si vede un uomo che
di tre donne è per questa usanza che in molti ritratti impugna il guanto sinistro nella mano
(1518-1520); sponsali del Rinascimento, sia in Italia sia destra guantata, portandolo accanto a
Dresda, in area nordica, l’uomo è ritratto mentre una clessidra dotata di piccole ali, per
Gemäldegalerie. regge uno o due guanti(18). Un esempio è il ricordare il celebre motto: “Tempus fu-
Ritratto di Francesco Querini (1525-1528) git”. L’iconografia ha corrispondenze col
che si accompagna col ritratto della mo- Ritratto di Tiziano a Copenaghen e con
glie Paola Priuli, entrambe le opere con- gli Ambasciatori di Holbein il Giovane
servate alla Pinacoteca Querini Stampalia alla National Gallery di Londra. Nei due
di Venezia(19). Il Ritratto d’uomo coi guanti quadri citati il raccordo tra i guanti e il
(1517-1518) dell’Ermitage è raffigurato teschio è direttamente associato al tema
con la ciroteca mezza sfilata dalla mano del “memento mori”. Un guanto appena
destra, che tiene in pugno l’altro guanto sfilato sulla mano manca è visibile anche
già tolto. La mano sinistra nuda accarezza nel Ritratto di tre donne (1518-1520), dove
o tiene il collo di pelliccia grigia che orna Palma svolge un’ulteriore declinazione
la mantella nera. Il personaggio è colto in allegorica associandolo forse all’azione
una posa giorgionesca, con la testa dritta e compiuta dalla ragazza a destra, che tiene
gli occhi che guardano di lato cercando la o scioglie una treccia della donna posta
complicità del riguardante. In un dipinto al centro. Le tre ragazze sembrano molto
di ubicazione ignota datato 1542, forse di intime, somiglianti tra loro in un’accezio-

19
Giovanni Cariani,
Sette ritratti Albani
(1519).

ne ideale, senza che vi sia una caratte- il medio, e l’anellare, spiegando l’indice,
rizzazione dei tipi, colte in un paesaggio e l’auricolare contra alcuno, è gesto d’in-
naturalistico con la veduta in profondità di giuria; accennando che egli sia una be-
montagne e di insediamenti alpini. L’atto stia cornuta, et un becco, ciò è che, come
di toccare le chiome bionde(20) o sciogliere il becco, comporti che la sua femina da
la treccia aprono ad altri rimandi simbo- un’altra bestia sia montata, et in somma,
lici, che prenderemo in esame più avanti che egli habbia il cimier di Cornovaglia,
in riferimento ad altri ritratti muliebri come disse una volta l’Ariosto»(21). Il gesto
di Palma. Che vi sia un collegamento delle corna rivela qualcosa che provie-
erotico o amoroso tra il guanto sfilato ne da tempi primordiali, da segni rituali
non completamente sulla mano e i capelli ereditati dal mondo greco, riconducibili
sembra confermato anche nei cosiddetti a Pan, il dio cornuto, metà uomo e metà
Sette ritratti Albani (1519) di Cariani. Qui becco, che esprime l’origine dell’istinto e
un gentiluomo accarezza i capelli della le manifestazioni grezze della natura. Le
donna vestita in bianco, descritta mentre opere dove sono raffigurati satiri e ninfe
regge un piccolo specchio tra il grembo e di solito celano una meditazione sulla
la mano destra parzialmente guantata. Nel passione sessuale, intesa come conflitto
Ritratto di donna, detta La schiava (1525- tra pulsione e proiezione d’amore. Il se-
1528) degli Uffizi la mano che indossa gno delle corna compiuto da una giovane
un guanto compie il gesto delle corna. donna potrebbe ricondurre alla stessa te-
Secondo Bonifacio, il gesto ingiurioso matica in forma più simbolica, ovvero alla
delle corna deriva da implicazioni sessuali: tensione tra castità e passione sensuale, o
«Il raccogliere, e co’l dito pollice premer tra tensione platonica e piacere.
20
Dall’alto: Camuffando
Ritratto di donna sottilmente il confine
(o La schiava) con la prostituzione,
(1525-1528); Firenze, le cortigiane veneziane
Uffizi. di alto rango del XVI
secolo, abili anche
Ritratto di donna a sostenere le loro
(o La cortigiana) idee negli incontri
(1524-1526); culturali con artisti,
Milano, filosofi ed eruditi,
Museo Poldi Pezzoli. divengono spesso
amanti fisse di principi,
accompagnandoli
persino nelle funzioni
sociali, sostituendo
le loro legittime
consorti.

Dalla metà del secondo decennio del


Cinquecento, Palma realizza una serie di
ritratti femminili ispirati a modelli dell’im-
maginario tizianesco, figure a mezzo bu-
sto che incarnano un ideale di bellezza
classica, con un’accezione sensuale ed
erotica, pensati per eccitare il desiderio.
I ritratti sono richiesti dal collezionismo
privato veneziano, quello nobiliare, quan-
do Tiziano è occupato ad accontentare le
committenze nelle importanti corti dell’I-
talia settentrionale. Molte giovani donne
sono raffigurate discinte, con le chiome
sciolte, con intenti allegorici. Alcune si ac-
carezzano i capelli, scompongono trecce o
mettono oli profumati. Altre compiono ge-
sti simbolici di appartenenza. Plinio nella
Storia naturale e Ovidio nei Fasti attestano
che in molti popoli l’usanza di sciogliere i
capelli nei momenti della gravidanza e del
parto è un gesto apotropaico. Nell’antica
Grecia le donne offrono ad Artemide o a
Eileìthya il nastro che lega i capelli, con
21
Ritratto di donna
bionda dal seno
scoperto
(1524-1526);
Berlino,
Gemäldegalerie.

l’intento di liberare le energie per farle La Donna che scompone la treccia (1525
fluire in tutte le loro potenzialità(22). In circa), opera ritrovata nel bunker di Hitler
questa accezione si può interpretare il nel 1945 e ora di ubicazione ignota, ha
gesto, reiterato in molti ritratti del primo una gestualità ripresa dal quadro di Ti-
Cinquecento, di liberare le chiome da una ziano dallo stesso soggetto, conservata al
treccia e di lisciare i capelli con la mano, Louvre. Nella cosiddetta Bella di Madrid,
come a imitare anche il gesto tratto molto Palma mostra il nesso simbolico tra i ca-
probabilmente da una statua antica raf- pelli sciolti e i nastrini che servono per
figurante Venere Anadiomene(23). Vi sono comporre le trecce, forse un dettaglio che
molti quadri del XVI secolo in cui giovani potrebbe collegare l’effigiata alle adepte
donne sono colte dai pittori lombardo-ve- di Diana, le quali, riprendendo un’antica
neti nell’atto di sciogliere le trecce. Anche usanza greca, donavano i loro nastri dei
Palma realizza alcune versioni. capelli alla dea che sovrintende i flussi
22
Dall’alto: La donna tiene
Ritratto una mano sul seno,
di donna (recto) in un gesto legato
e Autoritratto (verso) alla virtù
(1515 circa); e alla fecondità
Firenze, nel matrimonio.
Uffizi. Nell’Allegoria
coniugale
(1528 circa) di Tiziano,
il committente
in armatura tiene
la mano mancina
sul seno sinistro
della moglie.
Sul verso del quadro
di Palma il pittore
ha realizzato
un ritratto maschile
monocromo.
Alcuni studiosi
pensano che possa
essere un autoritratto.

sublunari (maree, mestrui, linfe dei ve-


getali). I “lacci d’amore”, presenti anche
nelle poesie di Petrarca e Ariosto(24), nel
Cinquecento vengono chiamati “favori”,
perché la donna li dona al proprio inna-
morato, che se li lega poi al polso o al
braccio(25). Nella Bella e nelle Tre donne
di Palma i soggetti pongono l’attenzione
sulle chiome. Che il gesto di tenere (o di
lisciare) una coda di capelli con una mano
possa essere connesso con le Amazzoni o
con le ninfe di Diana pare essere suggerito
anche dal Ritratto femminile realizzato da
Paris Bordon, ora nella Galleria Canesso
di Parigi. La giovane donna è raffigurata
con un seno nudo, tipico attributo delle
Amazzoni nella statuaria greco-romana.
Esporre una sola mammella poteva es-
sere un richiamo al mito delle vergini
guerriere dedite al culto di Artemide, che
secondo un’antica leggenda accettavano
di congiungersi agli uomini solo per fi-
ni riproduttivi e non per meri desideri
sessuali. Esporre un seno significa an-
che sottolineare l’offerta d’amore con un
simbolo legato alla fecondità, e tenere
l’altro coperto rappresenta l’armonia tra
sensualità esposta ed erotismo vissuto,
23
Donna che scompone
la treccia
(1525 circa).

La foto – scattata
dal reporter William
Vandivert nel bunker
di Hitler alcuni giorni
dopo la caduta
del regime nazista
nel 1945 – testimonia
la particolare
affezione del dittatore
per questo ritratto
di giovane donna
di Palma il Vecchio.

ovvero la sintesi felice che si realizza at- allusive, creando una sorta di messaggio
traverso l’incontro di due innamorati che in codice: associate ai gesti indicanti della
scelgono di congiungersi nel matrimonio. donna, aprono la porta per introdurre
Nel Cinquecento mostrare un seno non nell’intelletto della persona colta rinasci-
è considerato disdicevole: un’immagine mentale un creativo gioco interpretativo
del genere, dal vero o sulla tela, è accolta tanto caro agli umanisti veneziani del
senza ipocriti moralismi(26). Un seno nudo primo Cinquecento, già abituati a cimen-
riguarda anche le vestali, le allegorie della tarsi con le “imprese”(28).
castità o nuziali, donne in scene amorose, A prescindere dalla corretta risoluzione
e la figura di Giuditta. del messaggio cifrato, l’osservazione del
Tornando al significato dei lacci d’amo- quadro avrebbe indotto il fruitore a una
re, delle chiome, e della bellezza muliebre, meditazione sui temi della bellezza, della
il Ritratto di donna, detta La bella (1518 “vanitas”, del senso dell’Eterno, della virtù
circa) appartiene alla famiglia di quei e dell’arte come testimonianze durevoli
ritratti rinascimentali che sottintendono del pensiero umano.
un significato allegorico di stampo intel- Considerando come soggetti visivi i
lettuale. Ella con l’indice sinistro pone gioielli, la bellezza della donna e la te-
l’attenzione sul monile d’oro che fuori- stimonianza artistica del Passato, le
esce dal cofanetto colmo di gioielli e di cinque lettere (intese come iniziali di
nastrini, mentre la mano destra, tenendo parole formanti una frase, un motto, o
la treccia dei capelli, allo stesso tempo un’“impresa”) dovevano solleticare la
alza l’indice per rivolgerlo in direzione fantasia per indurla a risolvere l’enigma
del collo nudo e forse più oltre verso il o il rebus.
bassorilievo posto nell’angolo alto a de- Ma se la bellezza della donna non è
stra del quadro. Il bassorilievo antico, associata alla virtù insita nei gioielli in-
raffigurante un cavallo che pare combat- teriori del suo intelletto non è considera-
tere contro un uomo nudo, testimonia la ta nel Rinascimento vera bellezza: negli
moda dell’epoca rinascimentale incline ambienti intellettuali veneziani, infatti,
a un gusto di stampo greco-romano(27). la bellezza celeste della virtù viene forte-
Sul muretto compaiono cinque lettere (A mente contrapposta filosoficamente alla
M B / N D) che fungono da sollecitatrici bellezza mondana della sensualità.
24
Ritratto di donna,
detta La bella
(1518 circa);
Madrid,
Museo
Thyssen-Bornemisza.

(10) Cfr. M. Kirigin, La mano divina nell’iconografia cri- (22) Cfr. M. Bettini, Nascere. Storie di donne, donnole,
stiana, Città del Vaticano 1976, p. 15; E. M. Dal Pozzolo, madri ed eroi, Torino 1998, pp. 107-109.
Colori d’amore, Treviso 2008, p. 147. (23) A proposito dell’atto di sciogliere le chiome si vedano
(11) Della più che novissima iconologia di Cesare Ripa, il bassorilievo di Antonio Lombardo, raffigurante Venere
parte III, Padova 1630, p. 61. Anadiomene, ora al Victoria and Albert Museum Londra,
(12) Nel Cinquecento il guanto viene definito con questo e la Venere Anadiomene dipinta da Tiziano, ora con-
termine. servata alla National Gallery of Scotland di Edimburgo.
(13) G. Vasari, op. cit., II, pp. 853-854. Un’altra associazione di significati annessi ai capelli
(14) Cfr. Ph. Rylands, op. cit., scheda n. 32, p. 210. pettinati e al simbolo delle corna lunari è testimoniata
(15) E. M. Dal Pozzolo, op. cit., pp. 38-41 e 140-141. nell’incisione Pan e Siringa, di Marco Dente.
(16) Le fonti esegetiche antiche concordano nello stabilire (24) L. Ariosto, Le Rime, a cura di C. Segre, in Opere
che nella Bibbia la mano destra garantisce la fede. Cfr. G. minori, sonetto XXVII, p. 144.
Bonifacio, L’arte de’ cenni […], Vicenza 1616, p. 293; M. (25) Cfr. G. Corazzol, L. Corrà, Esperimenti d’amore.
Kirigin, op. cit., p. 15. Fatti di giovani nel Veneto del Cinquecento, Vicenza
(17) Cfr. F. Poletti, Antonio e Piero Pollaiolo, Cinisello 1981, p. 101. I favori sono presenti anche in Venere e
Balsamo 2001, pp. 196-200. Cupido (1540 circa) di Lotto, ora al Metropolitan di
(18) Cfr. A. Dülberg, Privatporträts. Geschichte und Ikono- New York.
logie einer Gattung im 15. und 16. Jahrhundert, Berlino (26) I critici e gli storici dell’arte ottocenteschi interpre-
1990, pp. 183-262. tano le immagini delle giovani donne con uno o due
(19) Cfr. Ph. Rylands, op. cit., pp. 245-246; M. Dazzi, E. seni nudi come segno di lussuria, e identificano queste
Merkel, Catalogo della Pinacoteca della Fondazione Scien- rappresentazioni, molto in voga nella Venezia del XVI
tifica Querini Stampalia, Vicenza 1979, pp. 39-40. secolo, come immagini di cortigiane.
(20) Nel XVI secolo i letterati ripropongono ancora l’im- (27) Un bassorilievo antico con un analogo soggetto com-
magine della bellezza femminile e il topos della chioma pare anche nel Ritratto di ragazza in veste di sant’Agata
bionda paragonata ai raggi del sole, presenti nel Canzoniere e nella Schiavona di Giovanni Cariani.
di Petrarca. (28) Cfr. M. Zanchi, Lotto. I simboli, monografia allegata
(21) G. Bonifacio, op. cit., parte I, cap. VIII. ad “Art e Dossier”, n. 275, Firenze, marzo 2011, pp. 6-9.

25
26
ritorno alla natura.
idilli rurali

Attraverso
l’osservazione attenta
dei dati naturalistici,
dei cambiamenti
luministici dovuti
al tempo meteorologico
Giorgione e Tiziano, e delle varie combinazioni espressive e Tiziano,
La ninfa dormiente cromatiche, Palma cerca di ricreare nei Ritratto
(1508-1512); suoi dipinti arcadici un’atmosfera giorgio- di Laura Dianti
Dresda, nesca, in cui la psicologia dei personaggi (1520-1525);
Gemäldegalerie. è permeata (e/o condizionata) dalla di- Kreuzlingen (Svizzera),
mensione emozionale del paesaggio, con- Collezione Kisters.
siderata come se dovesse rivelare verità
nuove. Si comincia a evocare una realtà
ulteriormente più complessa, come se i
personaggi fossero rappresentati anche
entro paesaggi interiori, che non costi-
tuiscono più soltanto uno sfondo per la
scena, ma diventano poetica espressione
di uno stato d’animo o creano un’ambien-
tazione enigmatica. Come nelle opere di
Giorgione e di Tiziano i personaggi di
Palma, isolati nel paesaggio lirico, sono
come indotti a ricercarsi in profondità,
per arricchire la loro psicologia e la loro
consapevolezza filosofica. Le ninfe nude
rappresentate dai pittori veneti del pri-
mo Cinquecento potrebbero testimoniare
l’adesione di molti artisti alla cosiddetta
religione naturale, al “culto solare” degli
umanisti ficiniani, una visione incentrata
sul riconoscimento della forza regolatri-
ce del sole, e a una discesa nei misteri
dei culti ctoni, terragni, dando di nuovo
molta importanza alla forza generatrice
delle donne. La ninfa dormiente(29), iniziata
27
da Giorgione e ultimata da Tiziano tra il
1508 e il 1512, colta in un’ambientazione
campestre, lascia che il nostro sguardo
possa modularsi con la sua nudità, come
fosse anche il simbolo della bellezza che
disvela la capacità generativa del corpo
femmineo. Nel clima del “giorgionismo”
– che negli anni successivi alla morte di
Giorgione, avvenuta nel 1510, seduce gli

ambienti culturali di formazione neopla- Due ninfe


tonica e i maggiori collezionisti venezia- in un paesaggio
ni(30) – si collocano diverse opere a tema (1513-1514);
mitologico (31), allegorico o pastorale (32), Francoforte,
dove i nudi femminili, nell’atmosfera in- Städelsches
tima e poetica dell’ambientazione rurale, Kunstinstitut.
sono descritti in pose languide. Le figure
di ninfe distese nel paesaggio rimandano
a un ritorno alla Madre Terra, a non sopiti
culti precristiani, a molte implicazioni di
stampo pagano, con rievocazioni di riti
dionisiaci o panteisti. I pittori attingono a
un repertorio figurativo e allegorico tratto
sia da fonti classiche sia da testi letterari
contemporanei. Interpretano le richieste
dei committenti, seguono il loro gusto e
le loro letture, la loro passione antiqua-
ria, traducono in immagini suggestioni
letterarie e idee filosofiche. Le tematiche
28
di natura pagana e pastorale riflettono la Qualche volta lo sfondo dei soggetti di
raffinata cultura dei committenti, i quali ninfe nude o di personaggi mitologici è un
intendono il paesaggio come una dimen- paesaggio(33) realistico-topografico, qualche
sione d’evasione dalle preoccupazioni quo- altra volta rappresenta rimandi morali o
tidiane, una rievocazione dell’Arcadia, la simbolici, e assume significati allegorici,
proiezione di un luogo piacevole e confor- che riflettono le virtù dei committenti, le
tante, che riprende quello della mitica Età loro aspirazioni, passioni e ideali.
dell’oro. In tale contesto si inseriscono i La Ninfa in un paesaggio (1518-1520 cir-
dipinti di Giorgione, di Tiziano e di altri ca) di Dresda è un altro dei primi esempi
pittori veneti, che sono caratterizzati da mutuati dal modello di Giorgione. La tipo-
un allegorismo enigmatico, complesso logia sembra ispirata al contesto letterario
e sfuggente. Oltre alla sopracitata Ninfa del primo Cinquecento, dove le fanciulle
dormiente e alla Tempesta di Giorgione, i languide e sensuali hanno la capacità di
prototipi del genere sono riconducibili al condurre gli uomini nelle terre edeniche
Concerto campestre (1510 circa) e all’Alle- dell’innamoramento e del piacere, ma an-
goria delle tre età della vita (1512 circa) di che nelle pene d’amore. Negli Asolani di
Tiziano, e all’Idillio campestre (1508 circa) Pietro Bembo, rifacendosi alla visione del
di Sebastiano del Piombo. In quest’ottica mondo antico, le donne sono considerate
sono da leggere anche le opere “pagane” di come le ninfe dei boschi, in grado di in-
Palma: il Fanciullo che suona la zampogna cantare gli uomini con un solo sguardo e
(1513-1515) di Monaco, il Pastore con zam- di attrarre con la bellezza del loro corpo
pogna (1516-1518) di ubicazione ignota, nudo, a volte diventando un ostacolo sulla
Due ninfe in un paesaggio (1513-1514) di via tortuosa che conduce al raggiungimen-
Ninfa in un paesaggio Francoforte, la Venere/Ninfa (1522-1524) di to dell’elevazione morale. Ma negli intenti
(1518-1520 circa); Bucarest, la Ninfa in un paesaggio (1525- di alcuni pittori potrebbero rimandare alla
Dresda, 1528) di Londra, e la Ninfa in un paesaggio sintesi di un ideale di bellezza virginale,
Gemäldegalerie. (1525-1528) di Vienna. incarnato contemporaneamente da Venere

29
e da Artemide. Secondo questa accezione si al bagno) (1519-1520) di Vienna, la giovane
può leggere il soggetto della Venere e Cupido in primo piano sembrerebbe compiere lo
(1522-1524) di Cambridge, considerando il stesso gesto della ninfa di Cellini: immerge
gesto della mano sinistra a V capovolta un le dita a V capovolta della mano sinistra
attributo di Diana, e che il dio dell’amore nell’acqua, per segnalare una sorgente ini-
stia consegnando una freccia che potrebbe ziatica. Nel sensuale gineceo all’aperto,
essere anche tolta dalla faretra della dea lu- la ninfa accanto a Diana si compone una
nare. Alcune figure muliebri e ninfe dipinte treccia, come fosse Venere, nella posa tratta
da Tiziano, Palma e Cariani, compiono un da una statua antica ripresa da Antonio
gesto con le dita a forbice. Che il segno a V Lombardo (nella Venere Anadiomene ora al
abbia una relazione con la verginità arte- Victoria and Albert Museum di Londra) e
midea e con le corna(34) (a volte sostituisce da Tiziano (nella Venere Anadiomene della
l’attributo di Diana, ovvero il crescente National Gallery of Scotland di Edimbur-
che porta sopra il capo) pare confermato go). È probabile che gli artisti operanti
inequivocabilmente nella Nymphe de Fon- nell’area veneta del Cinquecento si siano
tainebleau (1542) di Benvenuto Cellini, ora ispirati a un modello archeologico celebre
al Louvre. La ninfa abbraccia la testa di un all’epoca, non pervenuto fino ai nostri gior-
cervo mentre con la mano sinistra rivolge ni(35). La ninfa di Palma pare molto simile,
le dita a V nel flusso ondoso dell’acqua che nella posa delle gambe e delle braccia, a
fuoriesce da vasi. La presenza dei cani, quella della ninfa presente nell’incisione
del cervo e dell’acqua indurrebbe a vedere Pan e Siringa(36) realizzata da Marco Dente
nella figura della ninfa l’immagine di Ar- nel 1516, tema qui risolto nell’accezione
temide/Diana, che sovrintende le maree e erotica, dove viene mostrata l’eccitazione
la caccia, dove il cervo è un animale sacro del dio cornuto. Diana e le sue ninfe (da
Venere e Cupido alla dea, un rimando ad Atteone, ovvero intendere come personificazioni delle forze
(1522-1524); l’uomo che ha visto la dea nuda ed è stato della natura)(37) sono descritte come se il
Cambridge, trasformato in cervo e divorato dai cani. loro bagno fosse in una dimensione mito-
Fitzwilliam Museum. Nel Bagno di Diana e delle sue ninfe (o Ninfe logica, in un regno che apre a una materia

30
Promessa d’amore psicologica primigenia. Qui si sta sul limine gestuale, ovvero con l’“abboccamento” (il
nel paesaggio tra il folto del bosco, il bagno lustrale e la bacio) abbinato al “toccamano”, in pre-
montano luce che permette di percepire qualcosa senza di testimoni. Secondo Schubring(38)
(1524 circa); della verità, in un altro regno, dove l’anima la scena raffigura le nozze di Paride e della
Dresda, ha possibilità di sentire una dimensione ninfa Enone tra i pastori del monte Ida,
Gemäldegalerie. altra, per viverla e custodirla. Le bagnanti immaginate da Ovidio nelle Eroidi (5, 12
hanno i capelli biondi, a rappresentare il sgg.), mentre per la maggior parte dalla
potere solare e regale (in quanto Diana/ critica(39) descrive l’incontro tra Giacobbe
Luna è della stessa stirpe di Apollo/Sole). e Rachele (Genesi, 29, 1-14), anche se l’e-
Il topos della chioma bionda paragonata pisodio con i due personaggi nel contesto
ai raggi del sole è derivato da Petrarca, e pastorale non fu quello delle nozze e nel
continuamente rimpallato ancora nel XVI quadro mancano elementi iconografici(40) di
secolo da tanti suoi epigoni, che ripropon- solito qualificanti il racconto veterotesta-
gono l’immagine della bellezza femminile mentario. A prescindere che il soggetto sia
presente nel Canzoniere. La Giovane bion- tratto dalla mitologia greca o dalla Bibbia,
da, detta Flora (1522-1524) è raffigurata il pittore bergamasco immagina la scena
da Palma mentre tiene un lembo del suo in un contesto rurale, come se cogliesse
manto e testimonia col cenno a V la sua il rito matrimoniale del mondo contadi-
appartenenza alla schiera di Diana. Nel pal- no(41) veneto nel Cinquecento, attraverso
mo della mano destra tiene fiori di campo e un bacio e l’unione delle mani destre (di
foglie, forse a significare le sue conoscenze antica usanza, come la “dextrarum iunctio”
sulle virtù delle erbe (“virtutes herbarum”), romana), così da esprimere in maniera
rimedi per curare malattie appresi da Dia- solenne il raggiungimento di un accordo(42).
na e da Flora. Nella Promessa d’amore nel Il soggetto riconduce ancora una volta al
paesaggio montano (1524 circa) di Dresda, periodo storico in cui molti artisti veneti
Palma coglie il momento in cui due inna- contestualizzano le loro opere in una di-
morati manifestano le loro intenzioni ma- mensione agreste, manifestando il desi-
trimoniali attraverso una formalizzazione derio di ritornare alla Natura, a distanza
31
Marco Dente,
Pan e Siringa
(1516).

32
Benvenuto Cellini,
Nymphe
de Fontainebleau
(1542);
Parigi,
Louvre.

Bagno di Diana
e delle sue ninfe
(o Ninfe al bagno)
(1519-1520);
Vienna, Kunsthistorisches Museum.
33
Dall’alto: Nella pagina
Giovanni Cariani, a fianco, dall’alto:
Ritratto di dama Venere, Marte
(1515-1520 circa); e Cupido
Modena, (1518-1520);
Galleria estense. Cardiff (Gran Bretagna),
National Museum.
Ritratto di giovane
donna in abito blu Tiziano,
con ventaglio La nuda
(1518 circa); (o Venere
Vienna, di Urbino)
Kunsthistorisches (1538);
Museum. Firenze, Uffizi.

dalle città, vicino al mondo contadino e pastorale,


là dove si continuava da secoli a tenere vivi culti
pagani, soprattutto quello dedicato a Diana(43).
Pare verosimile allora la lettura di Schubring,
dove le nozze della ninfa Enone(44) avrebbero una
forte relazione con la dea vergine greco-romana,
ancora venerata nel Nord Italia e in Germania(45),
documentata dal XIV al XVIII secolo e sempre
viva nonostante i vari tentativi di soppressione
effettuati dalla Chiesa cattolica sin dal Concilio
di Efeso. Le adepte di Diana hanno un contatto
sacrale con la natura e sono cercate dai contadini
in occasione di nascite(46) o di malattie in famiglia,
in quanto sono considerate eredi di una tradizione
medica che utilizza erbe curative e la magia na-
turale. Nell’Italia settentrionale il culto dedicato
alla sorella di Apollo è ancora ben vivo nel Cin-
quecento: i documenti dei processi alle cosiddette
“streghe” confermano le credenze già registrate
da Reginone di Prüm nel X secolo(47). I processi
contro le seguaci di Diana sono testimonianze di
«un’aspirazione femminile a un mondo separato,
composto di sole donne, governato da una dea
materna e sapiente»(48). Nelle testimonianze prove-
nienti dall’Italia settentrionale, l’incontro tra la dea
e le sue adepte è definito come “gioco della buona
società” (“ludus bonae societatis”)(49). In un arco di
tempo più che millenario, la “Diana paganorum
dea” ha proliferato in luoghi diversi d’Europa,
seminando la sua identità notturna attraverso
molti nomi, per tenere viva una religione estatica
prevalentemente femminile. I quadri di Palma e
Tiziano si possono considerare utili testimonianze
figurative, come fossero degli scatti che fornisco-
no prove o ulteriori tracce di un fenomeno che
è stato solo parzialmente riferito nei documenti
dei processi dell’Inquisizione.
34
35
Giovane bionda
(o Flora)
(1522-1524);
Londra,
National Gallery.

Le giovani bionde
ritratte da Palma
e da Tiziano
potrebbero essere
“guaritrici
di campagna”,
ovvero depositarie
di una tradizione
farmacologica arcaica.
Il cenno a V
delle dita segnala
che fanno parte
del seguito che venera
Diana (denominata
“Madona Horiente”).
La presenza dei
fiori primaverili
sono un rimando
alle conoscenze
delle proprietà
mediche delle erbe
da parte delle “adepte
di Diana”, definizione
che compare
negli atti
delle inquisizioni
riferiti ai processi
alle streghe
nel XVI secolo.

(29) L’opera, ora conservata nella Gemäldegalerie di Michiel (1484-1552) usa spesso il termine “paese” per
Dresda, è stata interpretata come “Venere dormiente”, indicare i paesaggi. Cfr. Notizie d’opere di disegno, a
anche se non ci sono attributi per identificare la giovane cura di I. Morelli, Bassano 1800.
donna nella figura della dea greca. (34) Il segno a V compiuto con le dita a forbice della
(30) I quadri, solitamente di piccolo formato, sono de- mano ha origini molto antiche, forse legato al periodo in
stinati a una committenza privata, a persone colte, ap- cui veniva adorato il dio cornuto. Molto probabilmente è
passionate di letture, musica, opere d’arte. Marcantonio connotato al dio Pan: «Virgilio dice che gli antichi fecero le
Michiel, un giovane patrizio che visita nel Cinquecento corna al dio Pane, accennando per quelle i raggi del Sole, e
alcune collezioni private di nobili veneziani, ci informa le corna della luna» (G. Bonifacio, op. cit., parte I, p. 57).
che vantano dipinti di pittori veneti, fiamminghi, statue, (35) Si veda K. Clark, Il nudo. Uno studio della forma
busti, anticaglie. ideale, Milano 1967, p. 445: «Evidentemente esisteva una
(31) A inizio Cinquecento prolifera la produzione di piccoli Venere antica che si strizzava i capelli in una collezione
dipinti, a destinazione privata, che rappresentano soggetti veneziana o padovana dell’inizio del ’500, poiché la posa
a tema musicale, storie mitologiche, miti d’amore, tratti compare diverse volte nell’arte veneziana».
dalle fonti classiche, in particolare da Ovidio. (36) Nel quadro di Palma sono presenti due satiri sulla
(32) Due ninfe in un paesaggio di Francoforte (Städel- riva del fiume, andando a segnalare un rapporto simbolico
sches Kunstinstitut), Cimone e Ifigenia della National tra le ninfe di Diana e i satiri di Pan.
Gallery di Londra, la cosiddetta Famiglia dell’alabardiere (37) Secondo la tradizione greco-romana, Artemide/Diana
del Philadelphia Museum of Art e la Fanciulla con un è anche dea delle iniziazioni femminili.
pastore che suona il flauto di collezione privata. (38) P. Schubring, Zwei Bilder der Parissage von J.
(33) Nel suo taccuino, il colto umanista Marcantonio Palma in der Dresdner Galerie, in “Mittelungen aus den

36
Tiziano,
Flora
(1515 circa);
Firenze,
Uffizi.

Sächsischen Kunstsammlungen”, VII, 1916, pp. 28-34. (45) La figura di Diana, negli antichi penitenziali tedeschi,
(39) Ph. Rylands, op. cit., p. 240, n. 74; M. Lucco in viene associata a divinità popolari germaniche, ovvero a
Bellini, Giorgione, Tizian und die Renaissance der Holda e a Perchta, considerate dee sia della fertilità sia
venezianichen Malerei, catalogo della mostra (Washing- della vegetazione.
ton, National Gallery of Art – Vienna, Kunsthistorisches (46) Diana (con l’epiteto “Locheia”) è adorata anche come
Museum, 2006-2007), a cura di D. A. Brown e S. Ferino- dea della fertilità e del parto, perché appena nata aiuta
Pagden, Milano 2006, pp. 142-145. sua madre a partorire il fratello Apollo sull’isola vagante
(40) Seguendo la lettura di Schubring, Dal Pozzolo (op. di Delo. Molte sue adepte sono levatrici, e Diana Locheia
cit., p. 229, nota n. 40) segnala l’assenza del pozzo, anche è venerata come loro patrona.
se uno dei pastori parrebbe scostare una lastra di pietra (47) Cfr. C. Ginzburg, Storia notturna, cit., pp. 70-73;
posta sopra una cavità nel terreno. Bernardo da Como, Lucerna inquisitorum… et Tracta-
(41) G. Corazzol, L. Corrà, op. cit., p. 7. tus de strigibus, con note di F. Pegna, Roma m 1584,
(42) Cfr. Marco Antonio Altieri. Li Nuptiali, a cura di pp. 141-142.
E. Narducci, Roma 1873, pp. 51-53. (48) C. Ginzburg, Storia notturna, cit., p. 79. Cfr. L.
(43) Nella religione dell’antica Grecia, Artemide è la dea Muraro, La signora del gioco. La caccia alle streghe
venerata nei luoghi posti a distanza dalle città, in pros- interpretata dalle sue vittime, Milano 2006, pp. 152-155.
simità dei boschi, dove si caccia. (49) Attorno alla metà del XVI secolo, il filosofo aristo-
(44) La ninfa Enone, figlia del dio fluviale Cebrene, se- telico Vincenzo Maggi scrive in una sua operetta che le
condo la tradizione è ammaestrata nella virtù profetica e donne del Bresciano seguono la “Donna del Giuoco”,
impara l’arte medica da Apollo, quando il dio Sole presta chiamata Fantasima. Cfr. L. Cozzardo, Libraria brescia-
servizio come pastore alla corte di Laomedonte. na, Brescia 1694, p. 203.

37
38
conversazioni
silenziose

In linea con una


tradizione consolidata
nel tempo, nelle Sacre
conversazioni pensate
da Palma nessun santo
proferisce parola.
Nella pagina a fianco: È portata in visione semmai una sottra- Tiziano,
Sacra conversazione zione fonetica e verbale, inserita in un Sacra famiglia
(1512 circa); idillio rurale, entro una realtà trasognata. con san Giovanni
Rovigo, Nemmeno Cristo bambino si lascia sfug- Battista
Accademia gire un verso, una rivelazione, o qualche (1517-1520 circa);
dei Concordi, suono labiale. Ogni composizione è un Edimburgo,
Pinacoteca. elogio del gesto e degli sguardi, che si National Gallery
svolge a rappresentare l’eloquenza ar- of Scotland.
monica del silenzio. La circolazione di
messaggi spirituali si affida alla trasmis-
sione telepatica del pensiero. È messa in
scena anche una circolazione di rimandi
simbolici, disposti nella disseminazione
dei dettagli. E a mano a mano si disal-
lestiscono le scenografie teatrali fino a
lasciare i santi a contatto diretto con la
natura. Agli inizi del Cinquecento, con il
diffondersi della lirica di Jacopo Sanna-
zaro, Pietro Bembo e Francesco Colonna,
il paesaggio è associato a un senso poe-
tico, conquistando un posto d’onore sia
nei soggetti allegorici e mitologici sia nei
soggetti religiosi(50).
A Venezia, la tipologia della Sacra con-
versazione nel paesaggio nasce da modelli
di Alvise Vivarini e di Giovanni Bellini,
per essere poi perfezionata in molte va-
rianti nel formato orizzontale soprattutto
da Lotto(51), Tiziano(52) e Palma il Vecchio.
Il tema della Sacra conversazione non è
39
tratto direttamente dalla Bibbia né dalla trice ancora di una tipologia belliniana, Madonna con i santi
liturgia cattolica. Gli artisti immaginano come pure la Madonna con i santi Miche- Michele, Dorotea,
un dialogo teologico, espresso con oc- le, Dorotea, Maria Maddalena e Giuseppe Maria Maddalena
chiate e cenni, creando un genere pitto- (1513 circa) di Praga, dove le figure a tre e Giuseppe
rico concepito per una fruizione intima e quarti sono stipate ma caratterizzate da (1513 circa);
privata. Diviene un genere maturo nella una comune tensione dinamica. Praga,
seconda decade del Cinquecento, una ti- Nella Madonna con i santi Giovanni Národní Galerie.
pologia declinata soprattutto da Palma in Battista e Maria Maddalena (1513 circa),
molte liriche variazioni intrise di “gior- ora alla Pinacoteca Carrara di Bergamo,
gionismo”, che piace alla committenza e Palma inserisce una citazione colta, tra-
dà spunti ai suoi colleghi contemporanei: sferendo la posizione ruotata del putto
Paris Bordon, Bernardino Licinio, Roc- in primo piano della Galatea (1512) di
co Marconi, Bonifacio Veronese, e molti Raffaello nella figura del Gesù Bambino,
pittori veneti minori. La prima Sacra con- che si appoggia al coperchio del vaso del-
versazione dell’artista bergamasco viene la Maddalena, volgendo intanto la testa
realizzata attorno al 1512 per il convento all’indietro per dirigere lo sguardo verso
dei Cappuccini di Rovigo. L’opera è debi- sua madre. Poiché non ci sono notizie di
40
un viaggio a Roma di Palma, la torsione Madonna con i santi
del putto potrebbe essere tratta da un’in- Giovanni Battista
cisione di Marcantonio Raimondi(53), che e Maria Maddalena
omaggia Raffaello. Sebbene la disposizio- (1513 circa);
ne delle figure sia ancora di stampo belli- Bergamo,
niano, con la Vergine al centro e i santi ai Accademia Carrara,
lati in posizione subordinata, questo inse- Pinacoteca.
rimento “romano” conferisce una nuova
vitalità, o almeno un tentativo per una
composizione alternativa. Già tra il 1503
e il 1508 Lotto aveva ideato una tipologia
diversa rispetto al modello belliniano,
ovvero la Madonna col Bambino e i santi
Pietro martire e Giovannino, ora nel Mu-
seo di Capodimonte a Napoli, e la Sacra
conversazione del Muzeum Narodowe di
Cracovia, con la Vergine posta lateralmen-
41
te e con l’inserimento di rimandi simbolici Madonna con i santi Giovanni Battista e
che assurgono a un ruolo da comprimari Sebastiano di Poznań, cercando di far tra-
nell’impianto compositivo. Palma riela- pelare il trasporto emotivo dei santi, con
bora a suo modo la via indicata da Lotto un’attenzione psicologica resa grazie allo
nelle versioni a mezza figura realizzate studio della fisiognomica, e accordando
tra il 1514 e il 1518, ovvero nella Ma- l’impianto formale con i richiami tizia-
donna con san Giovanni Battista e santa neschi nel paesaggio. Nella Madonna col
Caterina d’Alessandria di Dresda e nella Bambino, san Giovanni Battista e Maria

Madonna con i santi


Giovanni Battista
e santa Caterina
d’Alessandria
(1514-1518);
Dresda,
Gemäldegalerie.

Madonna con i santi


Giovanni Battista
e Sebastiano
(1514-1518);
Poznań (Polonia),
Muzeum Narodowe.

42
Madonna col Bambino, Maddalena (1516-1518 circa), ora a Geno- e silente Sacra conversazione (1528 circa)
san Giovanni Battista va, Palma mette in atto la strategia sim- “en plein air”, ora a Vienna, e attorno al
e Maria Maddalena bolica indicata da Lotto, e raffigura Gesù 1536 la Sacra famiglia e angeli, a Parigi.
(1516-1518 circa); Bambino con gli occhi strabici verso l’e- Nella Sacra conversazione (1520-1522)
Genova, sterno, mentre volge l’attenzione in direzio- di Vienna riecheggiano ancora rimandi
Palazzo rosso. ne del vaso dei profumi che giunge dietro raffaelliti: la posizione delle gambe e il
la sua testa, ovvero pone il Figlio di Dio tra dispiegarsi delle pieghe dell’abito di santa
colui che ha preannunciato la venuta del Caterina e il volto di san Celestino deriva-
Messia e colei che è stata testimone della no dai personaggi del gruppo di Pitagora
sua morte e resurrezione. I due santi sono della Scuola d’Atene delle Stanze vaticane.
presenti anche nella Sacra conversazione Oltre agli elementi citazionistici montati
(1515 circa) di Madrid, dove la Madonna e cuciti in postproduzione, spiccano nel
è assisa su un trono rustico posto accanto quadro di Palma la lineare sontuosità
a una pianta, in prossimità di un tempio ritmica, il volgersi repentino di santa Ca-
pagano ormai in rovina, colta mentre be- terina a cercare la complicità o lo sguardo
nedice il committente Francesco Priuli, dei riguardanti, il dispiegarsi maestoso
inginocchiato al suo cospetto. L’opera del manto intorno alle sue gambe nella
presenta uno schema compositivo per- scomoda posizione assisa, la maniera di
corso da una tensione dinamica che lega trattare ogni figura come fosse un ele-
fra loro tutti i personaggi. Spiccano il mento autonomo nella composizione, lo
Battista e la Maddalena, atteggiati come sguardo trasognato della Madonna e il
due personaggi presenti nel gruppo di trascolorare cangiante del rosa sulla sua
Pitagora nella Scuola d’Atene (1509) di veste, i corpi possenti dei santi maschili,
Raffaello, non veduti personalmente ma il dettaglio della torre nel paesaggio sullo
attraverso schizzi eseguiti da altri arti- sfondo, alle spalle della giovane donna
sti. In un fecondo scambio di soluzioni seduta accanto alla Vergine, inteso anche
formali e iconografiche, alla fine degli come rimando al martirio di santa Bar-
anni Venti è però Lotto che si ispira alle bara. Nelle Sacre conversazioni Palma
opere di Palma per realizzare la sublime «trova l’espressione più schietta del suo
43
amore di campagnolo per la terra e il sole,
presentando i gruppi fioriti all’aperto, nel-
la vita dei campi, nella frescura del verde.
Egli zufola il canto pastorale dell’Arcadia
nelle valli bergamasche, raccogliendo in-
torno alla Vergine le belle donne figlie di
Pomona, i vecchi San Giuseppe, adusti
pastori vissuti con le mandrie sull’Alpe,
i giovani Battista ricciuti che tengon la
croce come la scure del boscaiolo. Anche i
colori, che si stendono a festa, come sopra
i più bei tappeti orientali, e squillano, e si
espandono, riflettono una pace pastora-
le»(54). Tra il 1521 e il 1526 Palma esegue
variazioni liriche sul tema nelle Sacre
conversazioni di Mosca, di Glasgow, di
Belgrado e di Bangor. Nella Sacra conver-
Qui sopra: In alto: sazione (1524-1526) di Napoli, Palma si
Madonna con i santi Madonna col Bambino tra i santi lascia condurre ancora da una invenzio-
Gerolamo, Giustina, Maria Maddalena, Giovanni Battista, ne di Lotto(55), e pone i due committenti
Bernardino da Siena Caterina e il committente ignoti in basso a destra, raffigurati per
e una santa (1522-1524); (Francesco Priuli?) metà all’interno della scena e con il resto
Bangor (Gran Bretagna), (1515 circa); dei corpi fuori dal perimetro del quadro,
Penrhyn Castle. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza. come se dovessero raccordare il mondo
44
Qui sopra:
Madonna
con i santi Caterina
d’Alessandria,
Celestino, Barbara
e Giovanni Battista
(1520-1522);
Vienna,
Kunsthistorisches
Museum.

A sinistra:
Raffaello,
Scuola d’Atene
(1509), particolare
del gruppo
di Pitagora;
Città del Vaticano,
Musei vaticani,
Stanza
della Segnatura.

45
Madonna reale con quello della proiezione imma- lo scambio di sguardi tra la Madonna e
con i santi Caterina, ginativa. Il corpo della Madonna esprime il pastore. Del 1527-1528 è la Sacra con-
Giovanni Battista, una virile femminilità, necessaria per so- versazione di Venezia, in cui la Madonna
Girolamo e due stenere il ruolo da protagonista stando con sguardo fermo e determinato, seduta
committenti tra i santi Giovanni Battista e Girolamo, sugli scalini del tempio pagano, in posi-
(1524-1526); resi con una tornita muscolatura, dove zione elevata oltre gli scambi di sguardi
Napoli, spicca l’apertura delle loro braccia, che tra Gesù Bambino e san Giuseppe, si ri-
Capodimonte. scandisce un ritmo ginnico. Palma in- volge verso il Battista genuflesso e santa
serisce un ulteriore registro allegorico, Caterina dal volto tizianesco.
facendo in modo che l’infante divino, il Nelle Conversazioni di Palma gli esseri
giovane Battista e l’anziano traduttore del mondo spirituale sono qui per dire
della Vulgata rimandino anche alle tre con pensieri taciuti i segreti moti dell’a-
età dell’uomo. L’intonazione smagliante, nimo. Nell’intimità della beatitudine, si
l’attenzione per il paesaggio e il sapore affidano all’indicibile esistere che scatu-
allegorico rivelano un influsso tizianesco. risce in cuore, ricordandosi nel profon-
L’Adorazione del pastore (1525-1528) è do ogni cosa vivente, l’innumerabile dei
considerata dalla critica un capolavoro battiti nell’esistenza, poiché un tempo
tardo di Palma. Sebbene non rappresenti sono stati anch’essi terreni. Senza parole,
propriamente una Sacra conversazione, dunque, Palma traduce la loro liberazio-
viene concepita come tale per uso pri- ne dal soggetto psicologico per entrare
vato. Il dipinto presenta toni freddi che nell’estensione dell’invisibile che si rivela
richiamano l’attenzione al centro, verso nella natura.
46
Qui sopra:
Adorazione
del pastore
con una santa
(1525-1528);
Parigi,
Louvre.

A destra:
Sacra famiglia
con i santi Caterina
e Giovanni Battista
(1527-1528);
Venezia,
Gallerie
dell’Accademia.

(50) Cfr. R. Wittkower, L’Arcadia e il Giorgionismo, in circa), conservata alla National Gallery di Edimburgo.
Umanesimo Europeo e Umanesimo Veneziano (“Civil- (53) Cfr. J. Adhémar, Marc-Antoine Raimondi, in “Ga-
tà Europea e Civiltà Veneziana”, 2), Firenze 1963, pp. zette des Beaux-Arts”, 6, XCII, 1978, p. 13; Ph. Rylands,
473-484; E. H. Gombrich, Renaissance Art Theory and op. cit., p. 146.
Rise of Landscape, in “Gazette des Beaux-Arts”, XLI, (54)A. Venturi, Storia dell’arte italiana, IX, La Pittura
1953, ristampato in Norm and Form, Londra 1966, del Cinquecento, III, Milano 1928, pp. 387-437.
pp. 107-121. (55) Nel Commiato di Cristo dalla Madre (1521), la
(51) Madonna col Bambino e i santi Pietro martire e committente bergamasca Elisabetta Rota è raffigurata
Giovannino (1503), ora nel Museo di Capodimonte a da Lotto nel mezzo di una sua visione o di una me-
Napoli, e Madonna col Bambino e santi (1505 circa), ditazione mentre sta leggendo, come se visualizzasse
della National Gallery of Scotland di Edimburgo, hanno mentalmente un episodio della vita di Cristo. Nell’af-
ancora una tenda verde che copre parzialmente il pae- fresco dell’oratorio Suardi a Trescore, il committente
saggio sullo sfondo. Battista Suardi, sua moglie Orsolina e la sorella Paolina
(52) Per la tipologia con la Madonna e i santi in primo sono posti sotto la figura di Cristo Vite e delle storie di
piano e completamente immersi nel paesaggio si veda la santa Barbara (1524), come se stessero assistendo alla
Sacra famiglia con san Giovanni Battista (1517-1520 visione prodigiosa della loro immaginazione.

47
quadro cronologico

AVVENIMENTI AVVENIMENTI
STORICI E ARTISTICI VITA DI PALMA IL VECCHIO STORICI E ARTISTICI VITA DI PALMA IL VECCHIO

Ludovico il Moro diventa di fatto 1480 Attorno a questa data Jacopo Attorno a questa data Tiziano rea- 1514 Tra quest’anno e il successivo
il signore di Milano assumendo la Negretti, o «Nigreti de Lavalle» (o lizza il dipinto Amor sacro e Amor dipinge il Polittico della presen-
reggenza del ducato in nome del anche «De la Valle»), nasce a Se- profano, oggi alla Galleria Borghese tazione della Vergine, ora nella
legittimo erede, il nipote Gian Gale- rina, in val Brembana (Bergamo). di Roma. Morto Bramante, Raffa- chiesa della Santissima Annun-
azzo Maria Sforza. Nasce a Venezia Antonio, suo padre, appartiene ello assume la direzione dei lavori ciata a Serina, il Polittico di san
Lorenzo Lotto. a una famiglia che ha frequenti della Fabbrica di San Pietro. Questo Giacomo, a Peghera di Taleggio,
contatti con Venezia, dove i Val- stesso anno completa la Stanza di l’Adorazione dei pastori, conser-
negretti o Negrotti esercitano Eliodoro in Vaticano. vato nella chiesa di San Lorenzo
diverse attività, principalmente a Zogno, tutte località della val
la mercatura. La data di nascita Brambana.
non è documentata. Nell’edizione
del 1550 delle Vite, Giorgio Vasari Tra quest’anno e il 1518 Tiziano 1516 Tra quest’anno e il 1518: Ritratto
scrive che Jacopo quando muore dipinge la pala dell’Assunta per la d’uomo con mantello di pelliccia,
ha quarantotto anni. chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Ritratto di donna come santa Ca-
Frari a Venezia. Lotto termina la terina, Due ninfe in un paesaggio,
Giuliano della Rovere è eletto papa 1503 Pala Martinengo. Muore Giovanni Donna con la mela, Pastore con
col nome di Giulio II. Bellini. zampogna.

Dürer, a Venezia, dipinge la Festa 1506 Lutero brucia pubblicamente la 1520 Il 21 maggio, al «M° Jacopo Palma
del Rosario e Gesù fra i dottori. bolla Exurge Domine emessa da Depentor» viene versato un accon-
papa Leone X: l’anno seguente to di venticinque ducati per la pala
Il papa, l’imperatore e i re di Fran- 1508 Si ipotizza che si trasferisca a Ve- verrà scomunicato. Nella villa me- d’altare con Lo sposalizio della
cia e Spagna stipulano la lega nezia in questa data. dicea di Poggio a Caiano, presso Vergine, da collocare nella chiesa
antiveneziana di Cambrai. Miche- Firenze, Pontormo inizia gli affre- di Sant’Antonio Abate in Venezia.
langelo inizia ad affrescare la volta schi di Vertumno e Pomona. A Par- Tra quest’anno e il successivo
della Cappella sistina. ma Correggio dipinge la cupola di esegue La sepoltura di Cristo, il
San Giovanni Evangelista. Muore citato Sposalizio della Vergine, La
Raffaello lavora alla Stanza della 1509 Raffaello. Visitazione, Salvator Mundi, Cristo
Segnatura in Vaticano. e l’adultera.

Soggiorno di Martin Lutero a Roma. 1510 La prima notizia che lo riguarda, Lotto: Pala di San Bernardino, Pa- 1521 Cambia alloggio, e si sposta in
Leonardo studia anatomia con Mar- a Venezia, risale a questa data, la di Santo Spirito e Commiato di campo San Stae, nel sestiere di
cantonio Torre all’Università di Pisa. quando partecipa come testimo- Cristo dalla Madre. Santa Croce.
Muore Sandro Botticelli. ne alla stesura del testamento di
Sofia moglie del “telarol” Rocco Adriano VI è il successore di Leone 1522 Attorno a questa data realizza
Dossena, dove si firma «Jacomo de X, morto nel dicembre dell’anno il Polittico di sant’Elena per la
Antonio Negreti depentor». Risulta precedente. chiesa di Santa Croce a Gerosa
domiciliato in San Giovanni in Bra- (Bergamo), ora nella Pinacoteca
gora, situato nel sestiere di Castel- di Brera. Tra il 1522 e il 1524
lo. Tra quest’anno e il successivo esegue la pala San Pietro e vari
dipinge il Ritratto di giovane, ora santi per l’altar maggiore della
alla Galleria Borghese a Roma, chiesa di San Pietro a Fontanelle
il Ritratto di uomo e il Ritratto (Treviso).
di donna, conservati entrambi
nello Szepmüveszéti Muzeum di Muore Adriano VI, viene eletto 1523 Il 21 settembre, il priore della
Budapest. papa Giulio de’ Medici col nome chiesa della Madonna dell’Orto
di Clemente VII. Lotto: ritratto di a Venezia pattuisce di pagare
A Firenze è restaurata la signoria 1512 Esegue Madonna con i santi Gero- Marsilio e Faustina Cassotti (Mes- al Palma la somma di sessanta
dei Medici dopo la parentesi repub- lamo ed Elena, per il convento dei ser Marsilio e la sua sposa) e Le ducati per una pala con i santi
blicana. Michelangelo completa gli Cappuccini a Rovigo, Sacra fami- nozze mistiche di santa Caterina. Domenico, Vincenzo ed Elena, da
affreschi sulla volta della Cappella glia con san Giovannino e santa collocare nella cappella Valier (nel
sistina. Caterina, ora alla Gemäldegalerie 1524 si stabilisce di aggiunge-
di Dresda. re altri due santi; l’opera viene
ultimata entro il 1526). Sempre
Giovanni de’ Medici, figlio di Lo- 1513 Quest’anno (1512 secondo l’uso quest’anno comincia anche a la-
renzo il Magnifico, diventa papa veneto) Il testamento di Isabella vorare al Polittico di santa Barbara
col nome di Leone X. Alleanza Mocenigo reca la firma di «Jaco- per l’altare della Scuola dei bom-
offensiva tra Venezia e Francia: mo Palma depentor», in quanto bardieri nella chiesa veneziana di
nuova Lega santa tra papato, im- testimone. È la prima volta che Santa Maria Formosa.
pero, Spagna e Inghilterra. Raffa- compare il soprannome di Palma.
ello è affiancato a Bramante nei Il letterato Francesco Sansovino, Lotto dipinge ad affresco le pareti 1524 Nel mese di maggio, a causa del-
lavori della Fabbrica di San Pietro. nella Venetia Città Nobilissima dell’oratorio di Battista Suardi a la morte del fratello Bartolomeo,
Leonardo da Vinci è a Roma dove (1581), per primo lo menziona Trescore (Bergamo) e inizia a la- torna nel paese natale per prov-
Pietro Bembo, allora segretario come «Palma il Vecchio», per vorare ai cartoni per le tarsie del vedere agli interessi familiari e per
papale, invita anche Tiziano, che distinguerlo dal nipote Jacopo coro di Santa Maria Maggiore a nominare i tutori dei nipoti rima-
però alla fine rimane a Venezia. (Palma il Giovane). L’artista ber- Bergamo. Giulio Romano si tra- sti orfani. Nel documento è citato
Lorenzo Lotto è a Bergamo dove gamasco è iscritto tra i confratelli sferisce alla corte dei Gonzaga a come: «Magister Jacopus pictor
stipula con i domenicani della della Scuola grande di San Marco, Mantova. A Firenze, Michelange- quondam ser Antonij Nigreti de la
chiesa dei Santi Stefano e Dome- elencato come «Ser Jacopo Palma lo inizia i lavori per la Biblioteca Valle de Serina». Tra quest’anno e
nico il contratto per la Pala Marti- pentor a San Moise intro 1513». laurenziana. quello successivo dipinge Giuditta
nengo (oggi in San Bartolomeo). Presumibilmente in quest’anno con la testa di Oloferne, Ritratto di
realizza l’Assunzione della Ver- donna bionda dal seno scoperto,
gine per la Scuola di Santa Maria La cortigiana e La resurrezione
Maggiore a Venezia. di Lazzaro.

48
AVVENIMENTI
STORICI E ARTISTICI VITA DI PALMA IL VECCHIO

L’esercito di Francesco I di Fran- 1525 Il 3 luglio, Ursa, vedova di Simo-


cia viene sconfitto a Pavia dalle ne Malipiero, gli commissiona
truppe imperiali di Carlo V e il re un’Adorazione dei magi per l’altar
francese è fatto prigioniero. Lotto maggiore della chiesa di Sant’Elena
realizza gli affreschi con Storie in Isola a Venezia. L’opera viene
della Vergine in San Michele al realizzata entro l’anno successivo.
Pozzo Bianco a Bergamo e gli af- Nel mese di novembre, essendo
freschi di San Giorgio a Credaro, confratello della Scuola di San
nei pressi di quella stessa città. Pietro Martire presso la basili-
ca dei Santi Giovanni e Paolo, si
propone al Consiglio dei Dieci per
dipingere a proprie spese una pala
raffigurante il martirio del santo do-
menicano. Il dipinto viene affidato
invece a Tiziano (opera andata poi
distrutta nell’incendio del 1876).

Tiziano compie la Pala Pesaro per 1526 Comincia a dipingere Il Martirio


Santa Maria Gloriosa dei Frari a di san Pietro da Verona per l’altar
Venezia. Lotto firma e data la maggiore della chiesa di San Pie-
Madonna col Bambino e i santi tro Martire ad Alzano Lombardo,
Giuseppe e Gerolamo per la chie- nel XVIII secolo spostato nella
sa di San Francesco al Monte a chiesa di San Martino, nello stesso Donna con liuto
Jesi (oggi nella Pinacoteca ci- paese della Bergamasca.
(1518-1520 circa);
vica) e il Ritratto di domenicano
attualmente conservato nella Alnwick (Gran Bretagna),
Pinacoteca di Treviso. Pontor- Alnwick Castle.
mo dipinge la Deposizione nella
chiesa di Santa Felicita a Firenze.
Muore Carpaccio.

Sacco di Roma da parte dei lan- 1527 Il 9 settembre, acquista per pro-
zichenecchi di Carlo V. I Medici cura terreni e una casa a Serina,
vengono nuovamente espulsi da che cede lo stesso giorno a un
Firenze dove viene ancora una tale Ravioni. Realizza Madonna
volta instaurata la repubblica. in trono con san Giorgio e santa
Lotto firma e data l’Assunzione Lucia, per la chiesa di Santo Ste-
per la chiesa di Santa Maria fano a Vicenza. La Scuola grande
Assunta a Celana (Bergamo) e di San Marco gli commissiona un
i ritratti di Andrea Odoni e del grande telero da collocare nel loro
vescovo Tommaso Negri. albergo, la cosiddetta Burrasca
infernale, poi ultimata da Paris
Bordon tra il 1534 e il 1536.

A Mantova, Giulio Romano e i suoi 1528 Il 21 aprile risulta come testimo-


allievi iniziano la decorazione di ne alla stesura del testamento di
palazzo Te. Hieronima, vedova del veronese
Cristoforo Banda. Probabilmente
a causa di una malattia che lo
colpisce all’improvviso, il 28 lu-
glio detta il proprio testamento,
dove si evince che ha aderito
alla Scuola dello Spirito Santo
della chiesa veneziana di San
Gregorio. Il 30 luglio è segnato
nel registro dei morti della Scuo-
la di San Marco. L’8 agosto ven-
gono nominati i commissari per
la redazione dell’inventario dei
suoi beni, perlopiù quadri lasciati
incompiuti.

Francesco I di Francia e l’impe- 1529 Il 22 giugno viene completato l’in-


ratore Carlo V firmano la pace di ventario dei beni del «Quondam
Cambrai (o Pace delle due dame) Ser Jacomo Palma Depentor».
che conclude, dopo le pesanti
sconfitte subite dal re francese,
la prima fase di una lunga lotta
tra i due sovrani. Lotto esegue
il San Nicola in gloria tra san
Giovanni Battista e santa Lucia
per l’altare di una confraternita
di mercanti in Santa Maria del
Carmine a Venezia.

49
bibliografia

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Jacopo Palma il Vecchio e dell’arte contemporanea, in Atti della R. Acc. Banzato, Roma 1991, pp. 64, 138 sg., 290 sg.; L. Attardi, in Le siècle
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C. Phillips, Notes on Palma Vecchio, in “The Burlington Magazine”, X, nezia Cinquecento”, XIV, 27, 2004, pp. 5-34; P. Dubus, La «Tempête» de
1907, pp. 243-252; Id., A further note on Palma Vecchio, ivi, pp. 315- Jacopo Palma…, in “Revue de l’art”, 145, 3, 2004, pp. 55-61; M. Lucco
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1911, pp. 36-41; Id., Note su Jacopo Palma il Vecchio, Padova 1912; D. S. Ferino Pagden, Milano 2006, pp. 88-93, 185-199, 230 sg., 262 sg.; Il
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liane. R. Galleria Borghese (1926-27), in Saggi e ricerche, 1925-1928, il Vecchio, Bergamo 2009; Giorgione, catalogo della mostra (Castel-
I, Firenze 1967, pp. 265-366; W. Suida, Ein Masterwerk des Palma Vec- franco, Treviso), a cura di E. M. Dal Pozzolo, L. Puppi, Milano 2009,
chio, in “Belvedere”, II, 9-10, 1926, pp. 125-128; R. Longhi, Cartella ti- pp. 84-86, 143, 185, 471 sg.; C. Occhipinti, Jacopo Palma il Vecchio:
zianesca (1927), in Saggi e ricerche, cit., pp. 233-244; A. Venturi, Storia «Ritratti di due signore antiche» vicende estensi tra Ferrara, Parigi
dell’arte italiana, IX, La Pittura del Cinquecento, III, Milano 1928, pp. e Roma (1535-1579),  in  “Studi di Memofonte”, 5, 2010, pp.1-13; R.
387-437; T. Borenius, A Rediscovered work by Palma Vecchio, in “Pan- Belotti, S. Milesi, Palma il Vecchio. La diligente tenerezza del colore, Ber-
theon”, VI, 1930, pp. 426 sg.; W. Suida,  Zum Werke des Palma Vec- gamo 2014; Palma il Vecchio. Lo sguardo della bellezza, catalogo della
chio, in “Belvedere”, X, 1931, 11, pp. 135-142; A. M. Spahn, Palma Vec- mostra (Bergamo, GAMeC - Galleria d’arte moderna e contemporanea,
chio, Lipsia 1932; W. Suida, Studien zu Palma, in “Belvedere”, XII, 5-6, 13 marzo - 21 giugno 2015), a cura di G. C. F. Villa, Milano 2015.

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tur und Geschichte, Ber- Archivi Alinari); p. 36 (©
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tur für Kunst, Kultur und Lessing/Contrasto); p. 44b
Geschichte, Berlin); p. 24 (© 2015 NTPL/Scala, Fi-
(© William Vandivert/The renze); p. 45b (© 2015 foto
LIFE Picture Collection/ Scala, Firenze).

50
Qual era l’idea di bellezza per il più grande
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ARTISTI 14.
173. DÜRER
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MANTEGNA 243.
179. SALVATOR ROSA
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299. ARTE ROMANA
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231.
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225. MAGRITTE
MANTEGNA 238.
60. ROTHKO
SEURAT 52.
90. ASTRATTISMO
DADA

DER WEYDEN
93. ALBERTI L. B. 78.
147. DUCHAMP
EL GRECO 200. MALEVIČ
e la corte di Mantova 95.
108. ROUSSEAU IL DOGANIERE
SEVERINI 41.
194. AVANGUARDIE
DER BLAUE REITER RUSSE
239. ALMA-TADEMA 14.
63. DÜRER
ERNST 51.
184. MANET
MANZÙ 44.
248. RUBENS
SIGNAC 119.
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221. ANTONELLO DA MESSINA 231.
196. DÜRER
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56. MAN RAYMARTINI
SIMONE 182.
53. SARGENT
SIRONI e il “Novecento” 26. BIENNALE
del XX secolo DI VENEZIA
11. ARCIMBOLDI 147.
101. EL GRECO
FATTORI 55.
116. MANTEGNA
MASACCIO 185.
175. SAVINIO
SISLEY 194.
276. DER BLAUE
DISEGNO REITER
ITALIANO
218. ARNOLFO DI CAMBIO 63.
265. ERNST FINI
LEONOR 225.
192. MANTEGNA
MASOLINO 64.
115. SCHIELE
TIEPOLO 6. CAPOLAVORI
del Quattrocento DA SALVARE
247. BACON 196.
249. ESCHER
FONTANA 33. e la corte di Mantova
MATISSE 188.
89. SCHIELE. Gli autoritratti
TINTORETTO 109.
127. CARAVAGGISTI
ESPRESSIONISMO
163. BALLA 101.
77. FATTORI
FRANCESCO 184.
274. MANZÙ e il Mediterraneo
MATISSE 179.
228. SEGANTINI I temi religiosi
TINTORETTO. 16.
263. CINEMA
I FAUVESE PITTURA
170. BALTHUS 265. LEONOR
DI GIORGIO FINIMARTINI 56.
214. SIMONE MARTINI
MEMLING 60.
285. SEURAT
TINTORETTO. 58.
2. CUBISMO
FUTURISMO
227. BASQUIAT 249.
164. FONTANA
FRIEDRICH 116.
9. MASACCIO
MICHELANGELO 108. SEVERINI
Ritratti, miti, storie 90.
252. DADA
FUTURISMO.
155. BEATO ANGELICO 77.
126. FRANCESCO
FÜSSLI 192.
150. MASOLINO
MICHELANGELO. 248.
47. SIGNAC
TIZIANO 244. DESIGN
La prima ITALIANO
avanguardia
135. GIOVANNI BELLINI 84. DI GIORGIO MARTINI
GAUDÍ 33. MATISSE
Gli anni giovanili 53.
70. SIRONI e il “Novecento”
TOULOUSE-LAUTREC 283. del XX secolo
I GIOTTESCHI
166. BELLOTTO 164.
32. FRIEDRICH
GAUGUIN 274.
202. MATISSE e il Mediterraneo
MICHELANGELO. 175.
306. SISLEY
TOULOUSE-LAUTREC 276.
34. DISEGNO
GOTICO ITALIANO
57. BERNINI 126.
216. FÜSSLI a Tahiti
GAUGUIN 214. IlMEMLING
David 115. TIEPOLO
(Nuova edizione) del Quattrocento
INTERNAZIONALE
133. BOCCIONI 84.
136. GAUDÍ DA FABRIANO
GENTILE 9.
88. MICHELANGELO
MICHELANGELO. 89.
237. TINTORETTO
COSMÈ TURA 127.
20. ESPRESSIONISMO
GUGGENHEIM
165. BÖCKLIN 32.
172. GAUGUIN GENTILESCHI
ARTEMISIA 150. IlMICHELANGELO.
Giudizio universale 228.
203. TINTORETTO. I temi religiosi
TURNER 263.
316. I FAUVES
BRONZI DI RIACE
145. BOLDINI 216.
104. GAUGUIN a Tahiti
GERICAULT 125. Gli anni giovanili
MICHELANGELO. 285.
224. TINTORETTO.
UTAMARO 2.
255. FUTURISMO
I MEDICI E LE ARTI
277. BONNARD 136.
290. GENTILE DA FABRIANO
GHIBERTI 202. MICHELANGELO.
La scultura 286. Ritratti,
VAN DER miti, storie
WEYDEN 252.
24. FUTURISMO.
IL MITO DELL’EGITTO
153. BORROMINI 172.
246. ARTEMISIA GENTILESCHI
GHIRLANDAIO 223. Il David
MICHELANGELO. 47.
122. TIZIANO
VAN DYCK LaNELprima avanguardia
RINASCIMENTO
21. BOSCH 104.
154. GERICAULT
GIACOMETTI 88. MICHELANGELO.
Gli ultimi anni 70.
131. TOULOUSE-LAUTREC
VAN EYCK 283.
288. IILGIOTTESCHI
PAESAGGIO
49. BOTTICELLI 246.
220. GHIRLANDAIO
GIAMBOLOGNA 79. Il Giudizio universale
MIRÓ 237.
22. COSMÈ
VAN GOGH TURA 34.
273. GOTICO
IL RISORGIMENTO
121. BOUCHER 154.
148. GIACOMETTI
GIORGIONE 125.
30. MICHELANGELO.
MODIGLIANI 203.
187. TURNER
VAN GOGH INTERNAZIONALE
nella pittura italiana
190.
317. BRANCUSI
BRAMANTE 220.
120. GIAMBOLOGNA
GIOTTO. La pittura 42. La scultura e de Stijl
MONDRIAN 224. UTAMARO
tra antico e moderno 20.
18. GUGGENHEIM
IL TESORO DEI MEDICI
190.
92. BRAQUE
BRANCUSI 148.
140. GIORGIONE
GIOTTO. L’architettura 223.
48. MICHELANGELO.
MONET 286.
278. VAN DER WEYDEN
VASARI 255.
73. IIMPRESSIONISMO
MEDICI E LE ARTI
180.
92. BRAQUE
BRONZINO 120.
40. GIOTTO.ROMANO
GIULIO La pittura 171. Gli ultimi Ianni
MONET. luoghi 122.
94. VAN DYCK
VELÁZQUEZ 24.
159. IL MITO DELL’EGITTO
IMPRESSIONISMO.
130.
180. BRUEGEL
BRONZINO 140.
35. GIOTTO. L’architettura
GOYA 79.
201. MIRÓ
MOORE 131.
45. VAN EYCK
VERMEER NEL RINASCIMENTO
Le origini
229.
130. BRUNELLESCHI
BRUEGEL 40.
311. GIULIO(Nuova
GOYA ROMANO edizione) 30.
50. MODIGLIANI
MORANDI 22.
292. VAN GOGH(Nuova edizione)
VERMEER 18.
149. IL TESORO DEI MEDICI
IMPRESSIONISMO,
229.
62. BURRI
BRUNELLESCHI 35.
143. GOYA
BENOZZO GOZZOLI 42.
117. MONDRIAN e de Stijl
MOREAU 187.
142. VAN GOGH
VERONESE 73. IMPRESSIONISMO
Van Gogh e il Giappone
260.
62. BURRI
CALDER 143.
293. BENOZZO GOZZOLI
GUARDI 48.
30. MONET
MORRIS 209. tra antico e moderno
VERONESE. 159.
46. IMPRESSIONISMO.
LA NATURA MORTA
102.
260. CANALETTO
CALDER 61. GUERCINO 171.
106. MONET. I luoghi
MUCHA 278. VASARI
La pittura profana 261. Le originiINCA
L’ARTE
102.
68. CANOVA
CANALETTO 208. GUTTUSO 201.
96. MOORE
MUNCH 94.
105. VELÁZQUEZ
WARHOL 149. IMPRESSIONISMO,
e le culture preispaniche
270.
68. ROBERT CAPA
CANOVA 162. HARING 50.
98. MORANDI
PALLADIO 45.
256. VERMEER
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del Perù
270.
1. CARAVAGGIO
ROBERT CAPA 137. HAYEZ 117.
319. MOREAU
PALMA IL VECCHIO 142.
303. VERONESE
ZURBARÁN 261.
294. L’ARTE INCA MAYA
217.
1. CARAVAGGIO.
CARAVAGGIO 254. HIROSHIGE 106.
69. MUCHAUCCELLO
PAOLO 209. VERONESE. 291. eLEleARTI
culture
E ILpreispaniche
FASCISMO.
217. Gli anni giovanili
CARAVAGGIO. 174.
302. HOPPER
HOLBEIN 96.
82. MUNCH
PARMIGIANINO TEMI LaE MOVIMENTI
pittura profana del
ItaliaPerù
anni Trenta
264. CARAVAGGIO.
Gli anni giovanili 86.
174. INGRES
HOPPER 98.
151. PALLADIODA VOLPEDO
PELLIZZA 105. WARHOL 46.
258. LA NATURA
SCAPIGLIATURAMORTA
264. Le origini, i modelli
CARAVAGGIO. 213.
86. KAHLO
INGRES 69.
197. PAOLO UCCELLO
PERUGINO 256.
250. FRANK
ACTIONLLOYD WRIGHT
PAINTING. 273.
8. IL
LARISORGIMENTO
VIA DELL’ARTE
205. CARAVAGGIO.
Le origini, i modelli 80.
213. KANDINSKIJ
KAHLO 82.
19. PARMIGIANINO
PICASSO La scuola di New York nella pitturaeitaliana
tra Oriente Occidente
205. Gli ultimi anni
CARAVAGGIO. 43.
80. KLEE
KANDINSKIJ 151.
141. PELLIZZA DA
PICASSO. VOLPEDO
Da Guernica 1943-1959 258.
309. LA SCAPIGLIATURA
LEONARDESCHI.
111. CARPACCIO
Gli ultimi anni 29.
287. KLIMT
KANDINSKIJ (Nuova edizione) 197. PERUGINO
a Massacro in Corea TEMI E MOVIMENTI
199. ART DÉCO 8. LA VIA DELL’ARTE
Leonardo e gli artisti lombardi
111.
13. CARRÀ
CARPACCIO 282.
43. KLIMT. Il modernismo
KLEE 19.
157. PICASSO La scultura
PICASSO. 31. ART NOUVEAU 17. tra Oriente e Occidente
MACCHIAIOLI
168.
13. ANNIBALE CARRACCI
CARRÀ 161.
29. KLIMT. Le donne
KLIMT 141.
71. PICASSO.
PIERO DELLADa Guernica
FRANCESCA 250. ACTION
38. ARTE PAINTING.
AFRICANA 17.
269. MACCHIAIOLI
MANIERISMO
232.
168. CASORATI
ANNIBALE CARRACCI 112.
282. KLINGER
KLIMT. Il modernismo 262. a Massacro
PIERO in Corea
DI COSIMO La scuola
240. ARTE di New York
AMERICANA 269.
279. MANIERISMO
MARI DEL SUD.
158.
232. CELLINI
CASORATI 123.
161. KOKOSCHKA
KLIMT. Le donne 157.
72. PICASSO.
PIETRO DALa scultura
CORTONA 1943-1959
1620-1913 279. MARI
Artisti DEL SUD.
ai tropici
158.
75. CÉZANNE
CELLINI 210.
112. LEGA
KLINGER 71.
241. PIERO DELLA FRANCESCA
PINTORICCHIO 199. ART DÉCO
15. ARTE A SIENA Artisti
dal ai tropici a Matisse
Settecento
176.
75. CÉZANNE. I temi
CÉZANNE 124.
123. LÉGER
KOKOSCHKA 262.
186. PIERO DI COSIMO
PIRANESI 31. da
ART NOUVEAU
Duccio a Jacopo 304. Idal Settecento a Matisse
NABIS
176.
39. CHAGALL I temi
CÉZANNE. 87.
210. LEMPICKA
LEGA 72.
113. PIETRO DA CORTONA
PISANELLO 38. della
ARTEQuercia
AFRICANA 206.
206. NAPOLEONE E
NAPOLEONE E LE
LE ARTI
ARTI
272.
39. CHAGALL
CHARDIN 12.
124. LEONARDO
LÉGER 241.
132. PINTORICCHIO
PISSARRO 240. AMERICANA
23. ARTE BIZANTINA 178.
178. NEOCLASSICISMO
NEOCLASSICISMO
313.
129. CHAGALL
CIMABUE (Nuova edizione) 207.
87. LEONARDO. L’anatomia
LEMPICKA 186.
266. IPIRANESI
POLLAIOLO. La pittura 1620-1913
242. ARTE CINESE 83.
83. OROZCO,RIVERA,
OROZCO, RIVERA, SIQUEIROS.
272.
233. CHARDIN
CORREGGIO 146.
12. LEONARDO. Il Cenacolo
LEONARDO 113.
177. PISANELLO
POLLOCK 15. ARTE DEL
289. A SIENA
CORPO. SIQUEIROS.
Muralismo messicano
129.
99. CIMABUE
COURBET 100.
207. I codici
LEONARDO. L’anatomia 132.
110. PISSARRO
PONTORMO da Duccio a Jacopo
Dall’autoritratto alla Body Art 307. Muralismo messicano
OTTOCENTO ITALIANO.
233.
271. CORREGGIO
CRANACH 67.
146. disegno
LEONARDO. Il Cenacolo 266.
54. I POLLAIOLO. La pittura
POUSSIN della Quercia
4. ARTE E ALCHIMIA 191. LaPOMPEI.
pittura LA PITTURA
314.
107. CORCOS
CRIVELLI 189.
100. LEONARDO. ILa Gioconda
codici 177.
97. POLLOCK
RAFFAELLO 23. ARTE E
10. BIZANTINA
ASTROLOGIA 36.
310. POP ART OLANDESE.
PITTURA
160.
99. COURBET
DALÍ 215.
67. LEONARDO. IlLadisegnopittura 110.
7. PONTORMO e le dimore
RAFFAELLO 242. ARTE E
300. CINESE
CIBO 5. IlPRERAFFAELLITI
Secolo d’oro
271.
37. CRANACH
DAVID 138.
189. LEONARDO. La Il ritratto
Gioconda 54. POUSSIN
del Rinascimento 4. ARTE EGIZIA
181. E ALCHIMIA 195.
191. PRIMITIVISMO
POMPEI. La pittura
107.
28. CRIVELLI
DE CHIRICO 281.
215. LEONARDO. La pittura 97.
298. RAFFAELLO in Vaticano 10. ARTE E ILLUSIONE
267. ASTROLOGIA 144.
36. SECESSIONE
POP ART VIENNESE.
230.
160. DE
DALÍCHIRICO METAFISICO 138. La tecnica pittorica
LEONARDO. Il ritratto 7.
198. RAFFAELLO e le dimore
RAUSCHENBERG 181. ARTE ELETTRONICA
156. EGIZIA 5. Da Klimt a Wagner
PRERAFFAELLITI
76.
37. DEGAS
DAVID 152.
281. LICHTENSTEIN
LEONARDO. 212. del Rinascimento
REDON 267. ARTE E SCIENZA.
253. ILLUSIONE 128.
195. SIMBOLISMO
PRIMITIVISMO
204.
28. DEGAS
DE CHIRICO 211. LIGABUE
La tecnica pittorica 198.
65. RAUSCHENBERG
REMBRANDT 156. Da
ARTE ELETTRONICA
Leonardo a Galileo 103.
301. LASURREALISMO
ROMA DEI PAPI
230. DE
tra antico
CHIRICO e moderno
METAFISICO 167.
152. FILIPPINO LIPPI
LICHTENSTEIN 212.
222. REDON
REMBRANDT e Amsterdam 253. ARTE ETRUSCA
169. E SCIENZA. 183. IlTRANSAVANGUARDIA
Rinascimento
76.
74. DEGAS
DELACROIX 280.
211. FILIPPINO LIPPI
LIGABUE 65.
27. REMBRANDT
RENI Da Leonardo
268. ARTE E VINOa Galileo 297. SCULTURA
204.
134. DEGAS
DELLA ROBBIA
tra antico e moderno 167. e l’Umanesimo
FILIPPINO LIPPIfiorentino 222.
81. REMBRANDT e Amsterdam
RENOIR 169. ARTE GRECA
245. ETRUSCA DEL QUATTROCENTO
251.
74. DELACROIX
DEPERO 234.
280. FILIPPO LIPPI
FILIPPINO LIPPI 27.
66. RENI
RIBERA 268. ARTE ISLAMICA
236. E VINO a Firenze
219.
134. DE PISIS
DELLA ROBBIA 85. LONGHI
e l’Umanesimo fiorentino 81.
235. RENOIR
RIVERA 245. ARTE POVERA
284. GRECA 144. SECESSIONE VIENNESE.
296.
226. DE
DERAIN
NITTIS 257.
234. PIETRO ELIPPI
FILIPPO AMBROGIO 66.
114. RIBERA
RODIN 236. ISLAMICA
25. ARTE PRECOLOMBIANA Da Klimt a Wagner
251.
118. DEPERO
DOMENICHINO 85. LORENZETTI
LONGHI 235.
243. RIVERA
SALVATOR ROSA 284. ARTE ROMANA
259. POVERA 128. SIMBOLISMO
219.
3. DE
DONATELLO
PISIS 91.
257. LOTTO E AMBROGIO
PIETRO 114.
238. RODIN
ROTHKO 25. ASTRATTISMO
52. ARTE PRECOLOMBIANA 103. SURREALISMO
226. DERAIN LORENZETTI 308. ROSSO FIORENTINO 41. AVANGUARDIE RUSSE 318. SURREALISMO
118. DOMENICHINO 91. LOTTO 95. ROUSSEAU IL DOGANIERE 119. BAUHAUS (Nuova edizione)
3. DONATELLO 275. LOTTO. I simboli 44. RUBENS 26. BIENNALE DI VENEZIA 315.STREET ART
305. DOSSO DOSSI 59. MAGRITTE 182. SARGENT 6. CAPOLAVORI DA SALVARE 295. TARDO IMPERO.
173. DUBUFFET 200. MALEVIČ 185. SAVINIO 109. CARAVAGGISTI Arte romana al tempo
DOSSIER ART N. 319
286

193. DUCCIO DI BUONINSEGNA 51. MANET 64. SCHIELE 16. CINEMA E PITTURA di Costantino
78. DUCHAMP 139. MAN RAY 188. SCHIELE. Gli autoritratti 58. CUBISMO 183. TRANSAVANGUARDIA

DOSSIER IN PREPARAZIONE: MEDARDO ROSSO