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SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRESENTE

MEDIOEVO
MENSILE – Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna € 8 - Germania € 11,50 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - Canada CAD 11,50 - USA $ 11,50

Il potere dei
cavalieri teutonici,
da Gerusalemme
al Baltico

INVENTORI DIMENTICATI

ITALIANI
GENIALI
PENICILLINA, LAMPADINA, MOTORE A SCOPPIO...
LI ABBIAMO SCOPERTI PRIMA NOI!
NOVEMBRE 2016
€ 4,90 in Italia NAZISMO PARENTOPOLI USA CIVILTÀ
CHI DIEDE FUOCO AL NON SOLO CLINTON E BUSH: I POPOLI CHE ALZARONO
REICHSTAG DI BERLINO NEL DIETRO LE QUINTE DELLE MINARETI, CAMPANILI,
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona 1933? NON FU HITLER DINASTIE PRESIDENZIALI NURAGHE E CASE-TORRI
Storia
CI TROOVI ANNCHE SUU:

121
novembre 2016 focusstoria.it

Antonio Meucci:
nel 1854 inventò
IN PIÙ...
I l motore a scoppio
l’aveva inventato un
il telefono. Ma a
brevettarlo fu Bell.
sacerdote toscano
ben prima del tedesco 12 LaCOLONIE
E
conversione
Nikolaus Otto. Si chiamava Eugenio forzata dei nativi
Barsanti. La penicillina era stata iso- della California
lata dal medico molisano Vincenzo
Tiberio quando Alexander Fleming
andava ancora alle medie. Ma anche
18 VToys
ITA QUOOTIDIANNA
story: i
lampade a incandescenza, telefono, giocattoli dei
telecomandi, fax e persino i satelliti nostri nonni
geostazionari hanno le radici nella
22 AARRCHITETTURA
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

nostra Penisola: sono tutte scoperte, ogni popolo


invenzioni o intuizioni opera di nostri la sua torre
connazionali che, oltre al genio,
hanno avuto in comune un’unica
sorte. Non sono mai riusciti a diven- 30 PECaterina
ERSONNAGGI
Sforza,
tare celebri né ad arricchirsi come la guerriera
i loro rivali anglosassoni, francesi o
tedeschi, venendo dimenticati persi- PIONIERI ITALIANI ELEVISSIONE
76 TELStar Trek, oltre i
no dai libri di scuola. Ed è anche per
questo che oggi quasi nessuno ri- 38
Falsa partenza
confini della tv
corda i loro nomi. Il che la dice lunga
ANT
NTICHITTÀ
sulle opportunità che il nostro Paese
Va a Eugenio Barsanti e Felice Matteucci la paternità del motore a scoppio.
82 Erode Attico, il
ha sempre offerto alle ambizioni
scientifiche, tecnologiche e impren-
42
Il genio degli ingranaggi
cattivo maestro
ditoriali dei suoi abitanti migliori. Janello Torriani, l’inventore che nel ’500 diventò l’“orologiaio” di Carlo V. ATT
TTUALITÀ
88 Perseguitati
Jacopo Loredan
direttore 46
Il Fleming molisano
di
ogni epoca in
cerca d’asilo
Vincenzo Tiberio scoprì l’utilità della penicillina prima di Fleming.

RUBRICHE 50
Le 100 invenzioni che fecero Storia
NOVECEENTO
92 Chi ha bruciato
4 LA PAGINA DEI LETTORI Molte di queste sono merito di inventori nati lungo lo Stivale. il Reichstag?
6 NOVITÀ & SCOPERTE
8 TRAPASSATI
52
Famosi e non, ma italiani 98 TEM
EMPO LIBERO
ALLA STORIA A teatro con
Qualcuno è diventato una celebrità, altri sono noti solo a pochi. Shakespeare
9 AGENDA
10 MICROSTORIA 60
70 PITTORACCONTI
Menti visionarie
Storie bizzarre di italiani, popolo di inventori.
100 LeGRANDIcrociate
TEMI

72 DOMANDE & RISPOSTE al Nord dei


74 CURIOSARIO 64
Un’idea luminosa
cavalieri tedeschi
75 RACCONTI REALI ELEEZIONNI USA
114 FLASHBACK
Alessandro Cruto, il piemontese che accese la prima lampadina.
106 Dinastie
presidenziali
IMMAGINE DI COPERTINA DI GRZEGORZ PĘDZIŃSKI
3
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bor (7 dicembre 1941), il fatto che testo per entrare nel conflitto dioevo, con la grande superstizione
le portaerei americane Enterprise e contro l’Asse. Ulteriori dettagli su popolare che c’era, ci voleva molto
Lexington si salvarono dall’incursio- questa tesi “complottista” possono poco per essere considerata strega.
ne, perché lontane il giorno dell’of- essere letti nel libro Il giorno dell’in- Bastava una denuncia anonima e
fensiva, può essere indizio che ci ganno, dello stesso Stinnet, pubbli- venivi messa ai ceppi, ti veniva estor-
fosse qualche preallerta generica cato dalle edizioni Net. ta una confessione sotto tortura e
in almeno una ristretta cerchia Anche quanto riporta il lettore su poi venivi bruciata sul rogo”.
degli apparati militari e/o politici Rommel è stato oggetto di diversi Silvano, Cittadella (Padova)
americani? O è frutto del caso? studi. Di sicuro “la volpe del deserto”

Sto
SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRE
RES
SENTE
EN

Il secondo quesito riguarda la si aspettava lo sbarco, ed è vero che n°120


Città
i ideali
Petropolis,
figura del generale tedesco Erwin Rommel non era ben visto dai vertici la Versailles
della jungla
brasiliana

Rommel in occasione dell’Opera- nazisti, essendo troppo popolare Moda


Mod
Tra germi
e chimica,
quando per

zione Overlord. Dalle mie letture come eroe di guerra. Non vi sono essere eleganti

MENS LE – Austr a Be g o Franc a Lussemburgo Por oga o Spagna € 8 - German a € 11 50 - Sv zzera CHF 10 80 - Sv zzera Canton T c no CHF 10 40 - Canada CAD 11 50 - USA $ 11 50
si moriva

Rommel si aspettava lo sbarco però certezze su un suo allonta-


sulla battigia e non nell’entroterra, namento voluto dal fronte della
Gli anacronismi come invece la pensava il suo Normandia.
di Sergio Leone superiore diretto e forse anche
DAL
L MEDIO OEVO LEGGENDE
NERE
Nella Top Ten dei film con svarioni Hitler. Quanto era sicuro, Rommel, Un missionario in Africa ALL
L’IILLUM
MINISMO E VERITÀ,
LE VITTIME
E I CARNEFICI
storici (Focus Storia n° 120, pag. che gli Alleati sarebbero sbarcati in Vi segnalo la vita e l’opera di Gu-
11) avrei menzionato anche il pur Normandia e non a Calais? La sua glielmo Massaia (scritto in passato I
OTTOBRE 2016
EROI DIMENTICATI UCCIDETE BENITO! ANTICA GRECIA
bellissimo Giù la testa di Sergio assenza nel D-Day, con il pretesto Massaja), missionario per oltre 35 € 4,90 in Italia

Sped in A P - D L 353 03 art 1 comma 1 DCB Ve ona


1800: LE AVVENTURE DI
GORDON PASCIÀ, DALLA
SCOZIA A KHARTOUM
LE POTENZE STRANIERE
DIETRO GLI ATTENTATI
FALLITI CONTRO IL DUCE
NON C’ERANO SOLO SPARTA
E ATENE: LA GLORIA DI
TEBE, CON EPAMINONDA

Leone (1971; sopra, la locandina). della“visita alla famiglia”, nascon- anni in Africa Orientale. Il missiona-
In particolare una nota di de- deva i dissidi con Hitler? rio, poi vescovo e cardinale, è stato La capitale italiana
merito va senz’altro addebitata Marco Collina oggetto di alcuni filmati-docu- di Carlo Magno
al maestro d’armi, laddove, in mentari (uno di epoca fascista che Vi scrivo a proposito del riquadro
due distinti momenti del film, Sull’attacco a Pearl Harbor so- si può vedere su Internet e uno “E se Aquisgrana fosse stata in Ita-
ambientato in Messico nel 1913, no state avanzate diverse ipo- recentemente prodotto lia?” (Focus Storia n° 119, pag. 52).
mette nelle mani di Sean (James tesi secondo le quali qualcuno tra gli dalla Rai). Ha redatto una gram- Il professor Giovanni Carnevale,
Coburn) una mitragliatrice tedesca americani sapesse dell’attacco im- matica della lingua degli indigeni da voi citato, laureato con una
MG 42 (realizzata nel 1942) e una minente. Nel n° 61 di Focus Storia, e soprattutto ha scritto le memo- tesi di archeologia [...], afferma
pistola Browning HP modello abbiamo riportato la tesi, contestata rie di tale attività missionaria in che San Claudio di Corridonia
1935, entrambe posteriori rispetto da altri storici, di Robert Stinnet, se- un’opera direi enciclopedica per (Macerata) è la Cappella Palatina.
al periodo di ambientazione della condo il quale l’attacco “non fu una ampiezza e contenuti. Il suo pro- La tesi è supportata da numerose
vicenda. Per non parlare di quan- sorpresa, né per il presidente Roo- cesso di beatificazione è iniziato prove, in verità mai smontate da
do Sean rievoca i momenti della sevelt, né per i suoi consiglieri”. Lo nel 1914. alcuno storico, né in parte né nel
rivoluzione irlandese (che iniziò dimostrerebbero diversi documenti Fabrizio Giusti loro complesso, perché nessuno
successivamente, nel 1919). (sotto), tra cui alcune intercettazioni ha mai replicato nulla. Basta con-
Pietro Ferroni, Fabriano (Ancona) radio americane che annunciavano Streghe e inquisitori frontare la piantina quadrata della
l’attacco giapponese, ma che sareb- Abbiamo letto con interesse il vo- chiesa oratorio di Germigny-des-
I dubbi sulla Seconda bero state volutamente ignorate: stro dossier su “Streghe e inquisito- Pres, universalmente conosciuta
guerra mondiale agli americani serviva infatti un pre- ri” (Focus Storia n° 120). Nel nostro come “copia” della Cappella di
Sono un appassionato del secon- Museo dell’assedio, al terzo piano Carlo Magno, con quella pratica-
do conflitto mondiale e della Torre di Malta sui cammina- mente rotonda di Aachen.
vorrei sottoporre alla vostra menti di ronda di Cittadella (Pado- Albino Gobbi, Macerata
attenzione due quesiti, dei va), la strega è già esposta con la
quali gradirei conoscere il seguente didascalia in italiano e in- Ringraziamo Albino Gobbi
vostro punto di vista, dal glese: “Durante gli anni bui del Me- per le precisazioni e ricor-
momento che non sono diamo che in realtà l’ipotesi del
riuscito a trovare risposte Il “memorandum McCollum”: professore Carnevale è stata
chiare. nell’ottobre 1940 suggeriva come accolta con un certo scetticismo
Riguardo all’attacco indurre i giapponesi ad attaccare da molti storici. Per quanto ri-
giapponese a Pearl Har- per primi a Pearl Harbor. guarda il confronto tra la pianta
4
Nerone di fronte all’incendio
di Roma (64 d.C.). Non fu lui era visto come un attacco al
ad appiccarlo. Senato. È questo il caso del tan
nto
vituperato Nerone.

Storia di un
eroe sconosciuto
Sono un’insegnante di Lettere e
sono abbonata da molti anni alla
vostra rivista, da cui ho potuto
trarre approfondimenti molto inn-
teressanti per i miei studenti.
Vorrei porre alla vostra attenzionne
la figura di un eroe silenzioso chhe
ha contribuito a creare il grandee
mosaico della Storia: Vincenzo
Lastrina. Nato a Melilli (Siracusa)
nel 1915, dopo aver conseguitoo la
laurea in giurisprudenza a Roma
fu nominato capo di Gabinetto
di Germigny-des-Pres e quella Vipsania e i Saepta Iulia) e i giardi- della Prefettura di Genova nel figura di Vincenzo Lastrina, rico-
di Aachen, per esempio, storici ni di Agrippa sul Campo Marzio, dicembre del 1943. La sua posi- struendone anche la personalità.
dell’arte medioevale e archeologi allestendovi dei baraccamenti e zione gli permetteva di conoscere Le lettere alla madre e alla fidan-
hanno datato la costruzione facendo arrivare i viveri dai din- gli ordini più segreti del governo zata, le poesie, le riflessioni, ci
della Chiesa di San Claudio ad torni, e abbassando il prezzo del “repubblichino” e le relazioni riser- hanno fatto conoscere da vicino
almeno due secoli dopo quella di grano. Tali provvedimenti, emessi vate sul movimento partigiano, un giovane che ha lottato fino a
Germigny-des-Pres, che, stando per ottenere il favore popolare, pertanto collaborò con i Servizi donare la vita proprio perché ha
alle tesi di Carnevale, sarebbe non avrebbero tuttavia ottenuto speciali di informazione per la amato la Vita, nella quale non ha
invece il suo modello. lo scopo, a causa della diffusione trasmissione di notizie utili agli mai smesso di credere. Spero che
di una voce, secondo la quale Alleati. Inoltre, riceveva le liste con la figura di questo eroe per tanti
Nerone rivalutato l’imperatore si era proprio messo i nomi di ebrei o antifascisti desti- anni dimenticato possa essere
Sono un giovane lettore e vorrei a cantare della caduta di Troia, nati ai campi di concentramento conosciuta dalla gente.
fare una precisazione in merito a davanti all’infuriare dell’incendio e provvedeva a far scomparire Manuela Rubino, Siracusa
ciò che è riportato a pagina 11 di visibile dal suo palazzo. documenti, ritardare o boicottare
Focus Storia n° 119, nel riquadro È vero anche che i tre storiografi ordini di arresto da parte delle Parlate di Lincoln!
sulle “bufale storiche”, dove si citati sono gli unici, tra gli antichi, Brigate Nere e delle Ss tedesche. Vorrei complimentarmi per la
smentisce la veridicità dell’incen- a parlarne in maniera così detta- In questa attività trovò la collabo- vostra rivista, molto ben articolata
dio di Roma del 64 d.C., durante gliata, perché altre fonti [...], tutte razione del partigiano Guido Ma- e strutturata, e suggerirvi un pos-
il quale Nerone avrebbe suonato antineroniane, non parlano di riottini (detto “Spartaco”) prima sibile tema per Focus Storia.
la lira. Tacito scrive in effetti che il questo episodio che tanto affasci- e del funzionario della Prefettura So che in passato ne avete parlato,
suddetto imperatore si trovava ad nò artisti e poeti. Franco Zoppoli poi, ma la loro però mi piacerebbe conoscere più
Anzio al momento dello scoppio Lorenzo Todeschini attività non passò inosservata agli a fondo il presidente Usa Abraham
dell’incendio, ma poche righe do- occhi dei tedeschi e la mattina Lincoln: chi era e perché era ed
po aggiunge: “Egli salì sul palcosce- Proprio quello che riassu- del 29 settembre 1944 Lastrina è ancora molto amato non solo
nico di casa sua e cantò la distruzio- me il lettore spiega che la e Zoppoli vennero arrestati dal dagli americani, ma da tutto il
ne di Troia, paragonando il disastro verità storica su Nerone può esse- comandante delle Ss Engel, più mondo.
presente alle antiche sventure”. re desunta soltanto da fonti che conosciuto come “il boia di Geno- Mariangela Ciucci
L’evento ebbe una tale risonanza tra loro sono discordanti. E come va”. Lastrina fu dapprima tradotto
che pure Svetonio ci informa che sempre nel caso di storiografi nella Casa dello Studente e suc- Di Lincoln, come scrive la
Nerone, durante l’incendio, cantò antichi, molto dipende dallo cessivamente nel carcere lettrice, ci siamo già occupati
proprio dalla torre dei giardini di schieramento politico al quale di Marassi, quindi deportato al in passato su Focus Storia. Però
Mecenate, all’estremità orientale apparteneva lo scrittore. campo di concentramento di in questo numero troverete molte
della Domus transitoria, mentre Siccome molti storici romani Bolzano e, da qui, a quello di curiosità sulle dinastie presidenziali
lo storico di lingua greca Cas- appartenevano all’aristocrazia Mauthausen. In questo lager tro- americane, in occasione delle ele-
sio Dione dice che cantò dalla rappresentata nel Senato, quasi vò la morte nel 1945. zioni negli Stati Uniti.
sommità del Palatino. Sempre sempre i ritratti biografici impe- Grazie alle notizie e ai documenti
secondo Tacito, Nerone si sarebbe riali, che tra l’altro sono spesso inediti fornitici dall’omonimo
I NO
OSTR I ERR
RORI
sì occupato di soccorrere i sen- molto posteriori ai fatti, sono ne- nipote, assieme alla collega Piera Focus Storia n° 119, pag. 49:
zatetto, aprendo i monumenti gativi: l’accentramento di potere Volpi e a Marco Mirto abbiamo Costanzo Cloro non era nonno,
(il Pantheon, le terme, il Porticus nelle mani del sovrano, infatti, realizzato un documentario sulla bensì padre di Costantino I.

5
Nave perduta
Il Terror nella Hudson Bay (Canada)
nel 1837. Otto anni dopo partecipò
alla sfortunata spedizione di John
Franklin. A destra, le ricerche per
individuare il suo relitto.

Qui era di casa


il conte Ugolino

P iù che il dolor, poté il digiuno”.
Con questo verso Dante
Alighieri consegnò all’eternità il
giardino di Palazzo Franchetti nel
quartiere di Chinzica.
Demolita. La casa del conte è
conte Ugolino della Gherarde- ben documentata, e i resti ripor-
sca, rinchiuso con i figli in una tano il segno della distruzione
torre dal suo nemico Ruggeri, avvenuta agli inizi del XIV secolo,
arcivescovo di Pisa, e lasciato proprio come raccontano le fonti
morire d’inedia. Il racconto storiche. Sono state ritrovate
dell’Inferno dantesco ha anche monete, ossa, vetri e ceramiche,
evocato controverse immagini ma anche un pavimento, dei
di cannibalismo. Ora la casa del tramezzi e mura perimetrali, che
conte è venuta alla luce nel cuo- recano tracce di smantellamen-
re del centro storico di Pisa, città to: la Repubblica pisana emanò
dove egli svolse un ruolo politico infatti leggi che limitavano il
di primo piano come podestà potere delle famiglie più potenti.
e capitano del popolo. L’edifi- Accanto alla casa sorge un’altra
cio della nobile famiglia della struttura, usata dall’epoca di
Gherardesca si trovava sotto il Ugolino fino al Seicento. (a. b.)
SCALA

LA FINE
Ritrovato il relitto
I
ronia della sorte, il Ter-
ror, nave perduta dell’e-
della nave con sploratore inglese John
cui nel 1845 Franklin, giace a 24 metri di
l’esploratore John profondità nella Terror Bay,
presso l’Isola di Re William
Franklin solcò (Artico canadese). Proprio
l’Artide, e che nell’area si persero 170 an-
ni fa le tracce della sfortuna-
Il conte Ugolino ritratto nell’800, sparì tra i ghiacci. ta impresa da lui avviata nel
affamato e in prigionia. A sinistra,
gli scavi della sua casa a Pisa.

1 Non dire gatto 2 Perlina d’altri tempi 3 Lucy caduta come una pera?
IN PILLOLE

Migliaia di anni fa i gatti si diffusero Trovata in Bulgaria una perlina d’oro La nostra antica antenata, l’australopiteco
nell’antica Eurasia e in Africa, grazie ai primi (4 mm di diametro) da infilare in una collana: Lucy, morì a seguito di una caduta da un
agricoltori, ai marinai e ai popoli nordici. è il più antico manufatto in oro trovato albero, secondo alcuni ricercatori americani.
Lo dice uno studio pubblicato su Nature. finora, e risale a 6.500 anni fa. Ma non tutti gli studiosi ne sono convinti.

6
AP/ANSA
GETTY IMAGES
Il Codice Grolier
(XII secolo) è
opera dei Maya.

Un vero
codice maya
S coperto negli Anni ’60 ma
fino a oggi ritenuto da molti
un falso, il Codice Grolier sarebbe
invece davvero opera dei Maya. Lo
afferma un gruppo di ricercatori
della Brown University (Usa), che
ha condotto un meticoloso studio
sulle undici pagine che compon-
gono il documento.

DEL TERROR Avvolto nel mistero. La storia


stessa del ritrovamento è poco
chiara e legalmente “scivolosa”: fu
rinvenuto in una grotta del Chia-
1845 con 128 uomini in cerca zie alla segnalazione di un cate dai ghiacci, gli uomini di pas, in Messico, da alcuni “tomba-
del Passaggio a Nord-Ovest, nativo inuit all’Arctic Rese- Franklin avevano tentato una roli” che lo vendettero a un ricco
che collega Atlantico e Paci- arch Foundation e pare ben disperata marcia verso sud. collezionista; solo molti anni dopo
fico via Mar Glaciale Artico. conservato. Ma morirono di freddo, fame tornò in possesso delle autorità
Due anni fa, a 50 km di di- Freddo e piombo. Le spe- e stenti. Ai quali si aggiunse messicane. Oggi gli studiosi hanno
stanza era stato trovato l’E- dizioni precedenti avevano tra l’altro un avvelenamento dimostrato che i dubbi sull’au-
rebus, l’altra nave della spe- recuperato solo resti umani da piombo, materiale utiliz- tenticità erano infondati: il tipo di
dizione. Il relitto del Terror in parte cannibalizzati, dia- zato per le scatolette (dete- supporto utilizzato risale al perio-
è stato individuato nel set- ri di marinai e testimonian- riorate) di cibo. t do precolombiano; il calendario è
tembre di quest’anno gra- ze di Inuit. Con le navi bloc- Giuliana Lomazzi simile a quello contenuto in un al-
tro codice maya, il Codice Dresda,
e alcune divinità citate non erano
ancora note agli europei all’epoca
del ritrovamento. La datazione al
4 Chernobyl batteriologica 5 Un esercito di dispersi radiocarbonio ha permesso infine
di stabilire che il codice risale al XIII
Ricostruiti i segreti del più grave incidente Resti di migliaia di soldati sono stati rinvenuti
batteriologico sovietico, avvenuto nel 1979 in una gigantesca fossa comune a 800 km secolo. Il codice si aggiudica così
a Sverdlovsk (oggi Ekaterinburg): ci fu una da Mosca. Potrebbero esserci anche italiani il primato come manoscritto più
fuga di spore di antrace da un sito segreto. scomparsi nel 1943 nella ritirata di Russia. antico riscoperto nelle Americhe e
giunto fino a noi. (m. l.)

7
Mussolini Il leggendario imperatore Yu
doma l’inondazione che devastò
la Cina nel II millennio a.C.
ai posteri
U n messaggio di Benito Mus-
solini ai posteri è nascosto
sotto l’obelisco del Foro Italico a
lo fu spazzata via da onde al-
te come palazzi. “L’inondazio-
Roma. La conferma e l’analisi del ne sovrasta colline e montagne,
contenuto vengono da Bettina continua a crescere e minaccia
Reitz-Joosse dell’Università di il cielo stesso”, sono le parole
Groninga (Olanda) e Han Lamers riportate dalla tradizione. Ma
dell’Università di Lovanio (Bel- a quel disastro qualcuno rea-

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
gio). A scrivere in latino l’elogio gì: l’eroe che fermò le acque
del dittatore fascista fu Aurelio e scavò canali fu Yu, sovrano
Giuseppe Amatucci, allora rino- fondatore della semileggenda-
mato professore di letteratura ria dinastia Xia.
latina a Milano. Devastante. Il geologo Wu ha
Elogio del regime. Nella prima trovato depositi di sedimenti
parte dell’epigrafe commemora- lasciati da una grande alluvio-
tiva incisa alla base dell’obelisco il
duce è presentato come l’uomo Il diluvio da cui ne: nel sito neolitico di Lajia
sono stati rinvenuti, all’inter-
della provvidenza che ha salvato
l’Italia dopo la Prima guerra mon-
diale. La seconda parte riferisce
nacque la Cina no di caverne crollate, deposi-
ti da inondazione misti a pez-
zi di ceramiche dell’epoca. Se-
invece dell’Organizzazione della Un’esondazione nel 1900 a.C. conferma condo la ricostruzione, un ter-
gioventù fascista. Nella terza e la leggenda della prima dinastia cinese. remoto sconvolse l’area 4mila
ultima si racconta la costruzione anni fa e ostruì il fiume, sul

A
del Foro Italico e l’erezione dell’o- nche la Cina sorse dal- sarebbero in relazione a una quale si formò una diga che
belisco nel 1932, sotto il quale le acque: fu dopo un catastrofica inondazione avve- poi cedette improvvisamente,
furono sepolte col messaggio diluvio che si impose nuta attorno al 1900 a.C. lun- riversando un diluvio d’acqua
alcune monete d’oro. infatti il primo imperatore. Ora go il Fiume Giallo. sulla valle sottostante. I danni
Tra gli storici rimane dibattuto il il geologo cinese Qinglong Wu Secondo antiche cronache, si estesero su un’area vastissi-
motivo per cui il messaggio sia della Nanjing Normal Univer- nel II millennio a.C. la civil- ma, ma da quei detriti nacque
stato affidato a una parte nasco- sity ha pubblicato sulla rivista tà che stava nascendo proprio un nuovo regno.  t
sta dell’obelisco. (a. b.) Science le prove geologiche che lungo le rive del Fiume Gial- Aldo Bacci

T RAP
PA SSA
ATII ALLL A STO
O RIA Personaggi sconosciuti che sono stati, in vita, protagonisti. A cura di
Giuliana Lomazzi

GRETA FRIEDMAN JOE SUTTER JOHN ELLENBY


infermiera ingegnere aeronautico ingegnere informatico

Fu immortalata in Times Square (New York) in un A metà degli Anni ’60 lo statunitense, morto a 95 All’imprenditore britannico si deve il Compass 1100,
famoso scatto di Alfred Eisenstaedt, fotografo della anni, guidava il team di ingegneri che creò il gigan- primo computer portatile a conchiglia, come quelli
rivista Life, mentre baciava un marinaio sconosciuto. te dei cieli, il Boeing 747, detto Jumbo Jet dal nome odierni. L’azienda da lui fondata, GRiD System, lo
Era il 14 agosto 1945. dell’elefante del circo Barnum. costruì e lanciò nel 1982. Il prezzo elevato lo riservò
A tradimento. Giunta nella piazza affollata di per- Carriera proficua. L’azienda, concentrata sul volo a grandi aziende, spie, funzionari di Casa Bianca e
sone festanti per la fine della guerra, Greta fu affer- supersonico, lanciò l’aereo solo nel 1970; da allora Pentagono, astronauti.
rata da George Mendonza e baciata. Il fotografo, che fino al 2007, quando uscì l’Airbus 380, dominò il tra- Fertile pioniere. Aveva lavorato per la Xerox al
era vicino, li immortalò. Greta lo scoprì solo nel 1960. sporto di lungo raggio. Sutter, entrato da giovane desktop Alto, che influenzò i pc Lisa e Mac di Apple.
Nel 2012 lo storico Lawrence Verria ha identificato nella ditta, progettò anche il 707 e il 727, primo jet a Si occupò di tablet e, con il figlio, di realtà aumenta-
l’infermiera, morta ora a 92 anni, e il marinaio. corto raggio, e contribuì alla creazione del 737. ta e navigazione satellitare. È morto a 75 anni.

8
A cura di Irene Merli

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Auguri Orlando Furioso! Hiroshige,
Utamaro
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dei tre grandi artisti giapponesi,
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internazionale, in città e dintorni,
sul tema: Storia, Patrimonio dell’u-
manità. E sul lungo cammino di
libertà e diritti.
15-23/10. Info sul programma:
www.festadellastoria.it

I
l 22 aprile 1516, in un’o
of- esposizzione opere di Paolo
ficina tipografica ferra- Uccello o, Andrea Mantegna,
rese, terminava la stam m- Dosso Dossi, Leonardo, Ti-
pa dell’Orlando Furioso. Per ziano e Raffaello: i grandi
il quinto centenario, la cit- del temmpo di Ariosto. Ma c’è
tà estense celebra la nascita anche l’olifante del XII se-
di quel poema con la mostra colo ch he secondo la leggen-
Orlando Furioso, 500 ann ni. da era il corno che Orlando
Cosa vedeva Ariosto quand do fece risuonare a Roncisval-
chiudeva gli occhi, che offfre le, il Riitratto di guerriero con
ai visitatori un viaggio neln scudiero di Giorgione, con
contesto e nel mondo di im m- la luceente armatura simile
magini che ispirarono il po- a quellle dei paladini, un el-
eta mentre scriveva il Furiio- mo an ntico che simboleggia
so. Nelle sale di Palazzo dei
d le armii di Ettore conquistate IL LIBRO
Diamanti si alternano quindi e perdu ute dagli eroi del poe-
dipinti, sculture, arazzi, li- ma, l’H Hercules Furens di Se- Re David, un
bri, preziosi manoscritti mi-
m neca e il Lucrezio impazzito eroe biblico
niati, ceramiche, armi. per un n filtro d’amore, fonti L’autrice, già vincitrice di un
Alle fonti. I curatori, sto- letteraarie della follia di Or- premio Pulitzer, in questo
rici della letteratura e storiici lando e la sella da parata di romanzo “atipico” ripercorre le
dell’arte, sono partiti dai te-
t Ercolee I d’Este, a documen- avventurose vicende di David tra
mi più importanti dell’Orr- tare il mondo dei tornei. t ricostruzione storica e Scritture.
lando Furioso per rintrac- La Brooks racconta, in modo ap-
ciarne le fonti iconografi- In alto, Andromeda liberata da passionante ma basato sulle fonti,
che tra i capolavori del suo Perseo di Piero di Cosimo. i diversi volti di Davide: da eroe a
tempo. Ed ecco allora in A lato, viola da braccio del 1511. brigante, da re amato dal popolo
a despota.
Geraldine Brooks, L’armonia
Fino all’8/1/2017. Palazzo dei Diamanti. Info e prenotazioni: 0532 244949; www.palazzodiamanti.it segreta, Neri Pozza, 18 euro

9
A cura di Aldo Carioli, Marta Erba, Giuliana Rotondi e Daniele Venturoli

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PAROLE DIMENTICATE

G A L U P P O
In origine era un soldato di cavalleria o uomo che porta i bagagli al seguito della milizia, da
cui deriva il termine un po’ spregiativo di galoppino. Ha finito poi per significare canaglia.

LA VIGNETTA

NANI E GIGANTI
I sessant’anni di regno di Giorgio III d’Inghil-
terra (1738-1820) furono segnati dalla
crescente potenza francese che inflisse
una serie di dure prove alla Gran Bre-
IL MITO tagna (come il blocco continentale del
1807), ma si conclusero con la supre-
La storia di ARACNE è uno
mazia inglese, che con la battaglia di
dei più noti esempi di hýbris,
Waterloo (1815) segnò il declino di Na-
come i Greci chiamavano
poleone, anche se il sovrano non riuscì
la tracotanza umana nello
a gustarsi il trionfo, perché la sua men-
sfidare le divinità. Aracne
te era ormai confusa. Nel 1803, anno in
era una fanciulla abilissima
cui Gillray disegnò la caricatura,
nell’arte della tessitura, che
Napoleone aveva radunato
osò sfidare a duello Atena,
180 mila uomini nel porto
che tra le altre cose era pa-
di Boulogne e l’invasione
trona delle arti manuali. Da
francese era imminente,
lei si recò allora un’anziana
anche se re Giorgio sperava in
signora che le consigliò di
una vittoria facile grazie alla
ritirare la sfida per non irrita-
supremazia della flotta inglese.
re la dea: Aracne replicò in
Ma il successo della Royal Navy
malo modo, prima di scopri-
si fece attendere fino alla Batta-
re che sotto le spoglie della
glia di Trafalgar (1805).
vecchia si celava proprio
In palmo di mano. L’artista
Atena. E sfida fu.
s’ispirò a I viaggi di Gulliver. Un gi-
Punita. Durante la gara,
gantesco Giorgio III, nel ruolo dell’imperatore di
Aracne non smise di provo-
Brobdingnag“rubato”dal libro di J. Swift, guarda
care, scegliendo come tema
con un cannocchiale il nano Gulliver, ovvero Na-
gli amori degli dèi, ridicoliz-
poleone. Il sovrano, che nella vignetta definisce il
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zandone le astuzie utilizzate.


suo avversario“il rettile più pernicioso e più odioso
Per Atena era decisamente
a cui la natura abbia permesso di strisciare sulla
troppo: la dea distrusse la
Terra”, è legittimato nel suo ruolo dall’uniforme
tela e colpì la fanciulla con la
ufficiale che indossa, in contrapposizione a quella
sua spola. Quindi la trasfor-
del generale Bonaparte, mero prodotto di una ri-
mò in ragno, costringendola
voluzione. Ma l’estremo affronto è costituito dalla
così a filare e tessere per tut-
taglia “mini” con cui è rappresentato Napoleone,
ta la vita. E per questo i ragni
in contrasto con la sua smisurata ambizione.
sono detti Aracnidi.

10
IL NUMERO
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CHI L’HA DETTO?

1
Ovvero 0,86 euro di oggi, era il co-
sto di un biglietto del tram a Milano
negli Anni ’30; un litro di benzina
LIRA costava 2 lire (1,86 euro) al litro.

TOP TEN
“Lo spirito è forte,
LE ESTINZIONI MODERNE
la carne è debole” Uro (Bos taurus primigenius)
1 Estinto nel 1627 dall’Europa continenta-
le. Era, però, già scomparso dalla Grecia ai
Queste parole (la frase intera, Addormentati. Gesù le rivolge tempi di Erodoto, nel V secolo a.C.
lievemente diversa, è: “Vegliate agli apostoli Pietro, Giacomo e
Dodo (Raphus cucullatus) Estinto nel
e pregate su di me. Lo spirito è
pronto, ma la carne è debole”)
Giovanni, vedendoli sopraffatti
dal sonno (cioè dalle esigenze
2 1662 dall’isola di Mauritius. Scomparso a
furono pronunciate da Cristo della carne), mentre lui aveva causa della deforestazione e dell’introdu-
durante la preghiera nell’orto chiesto loro di vegliare in vista zione di nuove specie come cani e maiali.
del Getsemani (sopra). della Passione. Solitario di Rodrigues (Pezophaps
3 solitaria) Estinto intorno al 1730 dal Ma-
dagascar. Inadatto al volo, veniva cacciato
per i suoi speroni poi usati come arma.
L’OGGETTO M
MISTERIOSO Ritina di Steller (Hydrodamalis gigas)
Si tratta di un cuneo
4 Estinta nel 1768 dall’isola di Bering. Cac-
di forma conica con ciata per la pelle, usata per le imbarcazioni,
pomello, interamente reaalizzato e per il grasso che curava lo scorbuto.
nee parallele
in legno. Una serie di lin Testuggine gigante (Cylindraspis indi-
è tracciata sulla circonferenza dell’oggetto. 5 ca) Estinta nel 1773 dall’isola di Réunion.
Di cosa si tratta? Sterminata dall’uomo per la carne, mentre
maiali e ratti ne divoravano le uova.
Aspettiamo le vostre risposte, indicando
Bisonte dei Carpazi (Bison bonasus
anche la località, a: Focus Storia, via Battistotti
Sassi, 11/a - 20133 Milano oppure a
6 hungarorum) Estinto nel 1790 dall’Eu-
redazione@focusstoria.it ropa Centrale a causa della progressiva
urbanizzazione delle aree in cui viveva.
È stata Elisa Iodice la lettrice più veloce nell’indovinare Quagga (Equus quagga quagga) Estin-
l’oggetto misterrioso del numero scorso: era un ferro 7 to dal Sudafrica nel 1883. Sia per la cac-
da stiro di legnoo usato per lisciare collari dalla pelliccia cia sfrenata sia per la competizione con gli
delicata e cappeelli di castoro. L’oggetto veniva riscaldato animali domestici per il foraggio.
avvolgendolo coon panni umidi e caldi.
Scricciolo di Stephen Island (Xeni-
8 cus lyalli) Estinto nel 1895 dalla Nuova
Zelanda per l’introduzione, nel 1894, di
VOCABOLARIO: MITRIDATISMO gatti come animali da compagnia.
AFP/GETTY IMAGES

Piccione migratore (Ectopistes


Il riferimento è a Mitridate, il re del Ponto (132-63 a.C.) che, secondo la
leggenda, sarebbe divenuto refrattario all’azione dei
9 migratorius) Estinto nel 1914 dal Nord
veleni ingerendone a piccole dosi. In medicina, il America. Già cacciato dai nativi americani,
mitridatismo è infatti una forma di resistenza i coloni ne provocarono la scomparsa.
acquisita ai veleni introdotti nell’organismo Tigre della Tasmania (Thylacinus
a dosi crescenti. Il fenomeno si verifica solo 10 cynocephalus) Estinta nel 1936. Scom-
quando il veleno viene somministrato parve per la caccia spietata, l’alterazione
per via orale, perché l’intestino smette di dell’habitat e la competizione col dingo.
assorbire la sostanza tossica.

11
COLONIE

MISSIONE

A metà del Settecento i frati francescani spagnoli


riuscirono a convertire in massa i nativi americani
dell’Alta California. A un prezzo altissimo

Messa “indiana”
Il francescano Padre Serra
(1713-1784), in un quadro
del 1876 realizzato da
Leon Trousset, celebra
una messa a Monterey
(oggi negli Stati Uniti).

12
CALIFORNIA

BRIDGEMANART/MONDADORI PORTFOLIO

È
il 26 settembre 2015 quando cano, è stato proclamato santo da pa- tro nel tempo, fino al Settecento, quan-
il parroco della Missione San pa Francesco in una messa speciale a do nacquero le missioni spagnole della
Carlo Borromeo di Carmel Washington e la notizia ha fatto infu- California: 21 in tutto, costruite lungo
arriva per dire messa e tro- riare i discendenti dei nativi america- un percorso di 1.325 km, che va da San
va alcune statue dedicate al missiona- ni. Fu proprio Serra, infatti, a converti- Diego a Sonoma. Oggi sono diventate
rio Junípero Serra decapitate. Solo un re in massa, con le buone o con le catti- una meta turistica, ma all’epoca della
giorno prima il fondatore di quel luo- ve, i “pellerossa”. Per capire il perché di loro fondazione erano luoghi tutt’altro
go sacro, oggi museo nazionale ameri- tanto odio bisogna fare un salto indie- che idilliaci.
GETTY IMAGES (7)
Vista mare
La Missione San Carlos Borromeo de
Carmelo, circondata da rigogliosi giardini
e affacciata sul Pacifico: Serra morì qui.

Padre Serra si distinse tra i francescani per la sua “abilità” nell’evangelizzare,


con le buone o con le cattive, gli indigeni che popolavano la California
DALLE BALEARI. Nel 1749 il 36enne Mi- sistenza delle popolazioni indigene. No- Insomma, i metodi erano quelli del tem-
quel Josep Serra, nato a Maiorca e diven- nostante le difficoltà, Serra riuscì a orga- po, ma i risultati sembravano arrivare. E
tato francescano con il nome di Junípe- nizzare quelle terre selvagge. la tenacia di Serra fu premiata.
ro, sbarcò nel vicereame della Nuova Del resto, poteva contare sulla collabo- FRANCESCANI CONTRO GESUITI. Nel 1767 i
Spagna, ovvero nell’attuale Messico, co- razione dell’Inquisizione, per la quale la- vertici religiosi di Città del Messico invia-
me missionario. Ci rimase trent’anni, du- vorava. Lo dimostra una lettera del 1752: rono Serra a prendere possesso delle 17
rante i quali fondò cinque missioni nel- “Cayetana, donna messicana che vive nel- missioni fondate dai gesuiti nella Bassa
la Sierra Gorda. Era un territorio ostile, la missione di Xalpan, ha confessato che California, oggi in territorio messicano. I
dove ogni precedente tentativo di pene- alcune persone volano di notte e si incon- francescani, infatti, avevano preso il po-
trazione europea (per non parlare dell’e- trano in una grotta, insieme agli indiani, sto dei membri della Compagnia di Gesù,
vangelizzazione) aveva incontrato la re- per adorare i demoni e compiere sacrifici”. fondata nel 1534 da Ignazio di Loyola e
da poco esiliati dal re di Spagna Carlo III,
dopo essere stati banditi anche in Porto-
gallo e Francia. La loro colpa, avere accu-
mulato troppo potere. Ma questa è un’al-
tra storia (l’ha raccontata il film The Mis-
sion, con Robert De Niro).
Due anni dopo partì l’impresa più am-
biziosa: colonizzare l’Alta California (l’at-
tuale California statunitense). E se a sud
il grosso del lavoro era già fatto, a nord
c’erano terre vergini. Ma non disabitate.
Ci abitavano circa 130mila nativi, spar-
si in villaggi di circa 150 persone. Parla-
vano 138 lingue diverse (oggi pressoché
scomparse), vivevano di caccia e pesca,
non conoscevano l’agricoltura né la scrit-
Conquistadores tura, i loro matrimoni erano compraven-
dite. Ed erano sostanzialmente pacifici.
I soldati di Gaspar de Portolá e
In quella terra remota, a governare e
i francescani in vista della Baia
di San Francisco, a metà ’700. tenere sotto controllo i nativi era un con-
quistador ed esploratore: Gaspar de Por-
14
21

1823
SAN FRANCISCO
1817 SOLANO DE SONOMA
SAN RAFAEL 20
ARCANGEL
1797
San 18 SAN JOSÉ DE
Francisco GUADALUPE
ALLA 19
1777
SCOPERTA 17 SANTA CLARA

DEL CAMINO
REAL
Da San Diego a Sonoma: una 1791 16
spettacolare strada di 1.325 SANTA CRUZ 19 MISSION DOLORES (1776)
15
Qui era stata eretta una statua in ricordo dei 5 mila
km che ancora oggi unisce le nativi morti durante un’epidemia di morbillo (1804-
21 missioni della California. 1826). La statua è stata rubata e mai più ritrovata.
14
14 SAN CARLOS BORROMEO
DE CARMELO (1770) 1791
13
È la missione in cui Serra aveva la sua base NUESTRA SEÑORA
DE LA SOLEDAD
e dove è sepolto: è la meglio conservata.

1771
SAN ANTONIO DE 12
PADUA
11

1797
SAN MIGUEL
ARCANGEL
15 SAN JUAN BAUTISTA (1797)
1772 Ospita rievocazioni in costume della
10 SAN LUIS OBISPO vita coloniale, ma è visitata anche da
cinefili: Hitchcock nel 1958 girò qui
La donna che visse due volte.

N el 1833, 12 anni dopo l’indipendenza della Nuova


Spagna dalla madrepatria, il Messico volle recidere
ogni legame delle missioni con la Chiesa spagnola. La 1787 9
terra che le ospitava fu confiscata o venduta. E per diver- LA PURÍSIMA 8
si decenni la storia delle varie missioni conobbe destini CONCEPCIÓN
diversi: alcune finirono in rovina, altre si trasformarono 7
in ranch, altre rimasero in mano a frati messicani. Tutte 1782
furono però restituite alla Chiesa (e alcune restaurate) SAN 1797
BUENAVENTURA
dopo l’annessione della California al territorio degli Stati 1804 SAN FERNANDO
Uniti, nel 1848. Oggi, il Camino Real, la strada che unisce SANTA INEZ REY DE ESPAÑA
le 21 missioni francescane della California, è meta di turi- 6
smo religioso e storico: ecco le tappe da non perdere.
5

Los Angeles 4
7 SANTA BARBARA (1786) 4 SAN GABRIEL (1771)
Ricostruita dopo il terremoto del 1925, conserva Fu realizzata in stile moresco dall’architetto
al suo interno simboli cristiani e indigeni. Antonio Cruzado, chiamato da Cordova.
1776
SAN JUAN
CAPISTRANO

1798
SAN LUIS REY
1769 DE FRANCIA
SAN DIEGO
DE ALCALÁ
2

1 San Diego
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Si chiamava California
la terra leggendaria
delle Amazzoni nere, il
cui mito era popolare
tra i conquistadores
della Nuova Spagna
Per chi suona
tolá, governatore delle due Californie. La
la campana
Una foto degli Anni
sfida, per gli spagnoli, era mettere le ma-
’30, periodo in cui
ni su quelle terre, esplorate ma mai co-
i nativi americani
lonizzate, prima di inglesi e russi (que- vennero reclutati
sti ultimi, dall’attuale Alaska, sembrava- per il restauro delle
no volersi spingere a Sud). A questo sco- missioni californiane.
po Portolá aveva fondato il Presidio reale,
primo insediamento europeo californiano
nella regione e base militare che doveva spagnolo e il catechismo, oltre che far lo- entrava e veniva convertito non poteva
servire da deterrente contro eventuali ri- ro costruire comunità agricole per sfrut- più allontanarsi, pena le frustate, la pri-
volte. Dopo aver camminato, in sei me- tare le risorse locali. A facilitare la “me- gione e, nei casi estremi, la morte. Tribù
si, per oltre 1.200 chilometri verso nord, diazione culturale” erano altri indios, già come i Dieguenos si ribellarono e il pro-
Serra fondò la Mission San Diego de Al- cristianizzati e di fatto deportati lì, come cesso di cristianizzazione fu lento, ma
calá, che oggi è la città di San Diego. Era servi, dalla Bassa California. anche inesorabile e letale per i nativi.
la prima di 21 nuove missioni francesca- Nessuno era costretto a entrare nel- LAGER. La Missione di San Carlos Borro-
ne. Ai nativi convertiti che Portolà teneva la missione: gli indigeni venivano attrat- meo de Carmelo divenne il quartier gene-
buoni, i missionari dovevano insegnare lo ti con offerte di cibo e doni. Tuttavia, chi rale di Serra. Oggi è un luogo pittoresco

Danza rituale
Nativi ballano nella Missione di San
Francisco. L’illustrazione, del 1822, fu
realizzata da un ufficiale di marina russo in
uno dei suoi tre viaggi intorno al mondo.

16
Figura dove si racconta ai turisti la storia edifi- fino al 1834, i frati battezzarono 53mi-
controversa cante del frate che difendeva i nativi dai la adulti e ne seppellirono 37 mila. Qual-
soldati spagnoli. In realtà, anche i religio- cuno moriva per lee malattie portate da-
GETTY IMAGES

Una statua di Junípero


si usavano la violenza, per educare quel gli europei, molti d di più per i lavori for-
Serra con un piccolo
indio. Il frate è stato popolo che consideravano bambino. zati. Chi fuggiva veeniva lasciato andare,
santificato da papa Il giornalista Carey McWilliams, nel suo ma solo per poter gguidare i soldati verso
Francesco nel 2015, libro Southern California: an island on i villaggi dove rastrellare nuovi “adepti”,
ma il suo ruolo the land, paragona le missioni ai campi perché c’era sempree bisogno di forze fre-
è molto criticato di concentramento nazisti. Durante tutto sche. Serra, padre-p padrone delle missio-
dalla storiografia il periodo della presenza dei francescani, ni, morì a 70 anni. E molto del suo lavo-
contemporanea. ro andò in seguito d distrutto.
REVISIONISMI. Alcuni storici, di ispira-
zione religiosa, haanno ammorbidito il
giudizio su Serra . Robert Senkewicz,
storico (gesuita) deell’Università di San-
ta Clara, spiega: «N Non sarebbe giusto di-
re che Serra infliggeeva punizioni eccessi-
ve per lo standard dell’epoca.
d Nessuno a
quel tempo mettev va in discussione che
le flagellazioni fosssero legittime. Il pro-
blema semmai è stabilire se a ordinarle
erano i preti o i soldati». Una distinzione
forse accademicca, di fronte ai nume-
ri. Nei 63 anni di missioni spagno-
le, i 130 mila nativi dell’Alta Califor-
nia si ridussero a 83 mila. Nella Bas-
sa California eraano 30 mila nel 1769,
un censimento neel 1910 ne conterà sol-
tanto 1.250. t
Marco Consoli

AA/MONDADORI PORTFOLIO

17
VITA QUOTIDIANA

GIOCHIAMO
AI SOLDATINI?
Una “pattuglia
spaziale” del 1930, in
latta, di Louis Marx.
DOUBLE FACE
Una bambola doppia:
rovesciandola
cambiava abito.
Realizzata mano,
aveva un guardaroba
di tessuti pregiati.
GETTY IMAGES (14)

BIRILLI D’AUTORE
In legno dipinto a mano, i
due marinaretti sono stati
realizzati dall’illustratore di
libri e fumetti per bambini
Antonio Rubino.

TOYS
STORY
Oggi ci sono i videogame. Nel secolo scorso, bambole
di ceramica, modellini di latta, cavalli-triciclo. Ecco i
pezzi più “ricercati”, realizzati da maestri artigiani
e raccolti nel Museo del giocattolo di Milano.
A cura di Paola Panigas

18
CLASSICO PER RICCHI
Un cavallino a dondolo in legno
con le ruote in ferro: un sofisticato
triciclo di produzione tedesca.

CASA DI BAMBOLA
Il bagno al bambolotto è un classico MEGO MAN
che piace ai bambini di ogni epoca. È un robot giapponese
Questa toilette, dotata di piastrelle e in latta costruito nel
scarico del wc, risale al 1930. 1950. Si muove, apre
la bocca e suona una
campanella grazie alla
carica meccanica.

GIROSCOPICO
Un aeroplanino italiano pilotato
da un piccolo balilla, degli Anni
’30: era mosso da un giroscopio.f
ddsada
19
IL PREFERITO
Questo trenino su
rotaia con le carrozze
in latta è firmato
Hornby Railways, NANDO
azienda inglese Il robot a telecomando
fondata dall’inventore italiano della Opset,
del Meccano. nata negli Anni
’50: era già vintage
rispetto ai concorrenti
d’Oltreoceano dello
stesso periodo.
Nel corso del
Novecento si
passò dalla
latta alla
plastica e dalle
ricariche a molla
alle batterie
elettriche

PICCOLI NUVOLARI
È a pedali, ma riproduce
fedelmente l’Alfa Romeo da
corsa del 1938, popolarissima
all’epoca.
IN ORBITA
Capsula spaziale
con astronauta:
era prodotto dalla
ditta giapponese
Horikawa, negli
anni Sessanta.

GUERRA IN VISTA
Guardacoste (a ruote) con
cannoni: è di produzione
tedesca, del 1904.

GUERRE
STELLARI
Le armi anti-alieni
diffuse negli
Usa degli anni GIOSTRA
Cinquanta, sulla scia
delle paure della La giostra delle libellule, realizzata
Guerra fredda. dalla Cardini di Omegna (Verbania),
che tra il 1921 e il 1930 produsse
una serie di giochi mobili di latta
litografata.

21
ARCHITETTURA

A
OGNI
POPOLO
LA
SUA
TORRE Da sempre gli uomini sfidano
la forza di gravità con edifici
altissimi, per difendersi
o per avvicinarsi a Dio

MONDO ARABO

DALL’VIII SECOLO

I minareti, potere dell’islam


«
S econdo la legge islamica»,
ha spiegato lo storico delle
religioni Jonathan Bloom, «il
fedeli per la preghiera, cinque
volte al giorno. Il nome viene
dall’arabo manāra, che vuol di-
Torre di comando. Quello della
Grande Moschea di Kairouan,
in Tunisia, è il più antico (VIII se-
Marocco (Moschea Hassan II) e
si staglia fino a 210 metri di al-
tezza. Il più enigmatico è infine
minareto deve essere conside- re faro. A seconda dell’area colo): base quadrata a gradoni il minareto a spirale di Samarra,
rato il simbolo del potere del- geografica in cui sorge, ha e alto 31 metri, è considerato il in Iraq (IX secolo), forse ispirato
l’islam». Un modo per innalzarsi diversi stili: a base quadrata, prototipo di tutti i minareti del alla “torre del fuoco” di Firouza-
a Dio e uno strumento con cui i circolare, conica, pentagonale e mondo islamico occidentale. bad (Iran), eretta dai seguaci
muezzin chiamano a raccolta i persino a forma di spirale. Il più alto è a Casablanca in della religione di Zoroastro.
22
A
Spirale divina nche se non si sa esattamente per- ca di più di 4mila anni. Ma c’erano anche altre
ché, quasi tutte le civiltà conosciu- ragioni, per andare “sempre più in alto”. Rende-
La scala a spirale del
te hanno costruito edifici altissi- re più sicura la navigazione (come nel caso del
minareto della moschea
di Abu Dulaf, a Samarra mi, sfidando la gravità e superando Faro di Alessandria, del 300 a.C. e oggi distrut-
(Iraq). L’edificio fu enormi ostacoli ingegneristici. Dalle case-tor- to), oppure avvicinarsi agli dèi.
commissionato dal califfo ri medioevali ai villaggi remoti dell’Asia, fino La Torre di Babele mesopotamica aveva que-
Al-Mutawakki nell’anno ai grattacieli di Manhattan. sto scopo: in realtà non era un torre, ma una pi-
847. È patrimonio Ma chi edificò le prime torri? E, soprattutto, ramide a gradoni, in cima alla quale il re-sacer-
dell’umanità dal 2007. perché? All’inizio, probabilmente per difendersi. dote comunicava con la divinità. E in fondo è
Lo dimostrerebbe la torre circolare scoperta nel- ancora questa, avvicinarsi a Dio, la funzione di
la più antica città del mondo, Gerico (Israele), campanili, minareti e pagode spuntati in ogni
che ha quasi 10mila anni. E sempre ad avvista- angolo del globo. Che in più servivano (e servo-
re eventuali nemici servivano le torri della città- no tuttora) per chiamare a raccolta i fedeli. t
fortezza di Gonur, oggi in Turkmenistan e anti- Giovanni Landini

Villaggi-torre caucasici: un record di longevità


S vaneti, Khevsureti, Vai-
nakh sono nomi che non
ci dicono nulla. Eppure dall’i-
origine diversa per lingua,
cultura e religione, ma con un
elemento in comune: costrui-
un tetto piatto. L’entrata era
ai “piani alti” e si accedeva
usando ripide scale. Le torri
nizio del XX secolo in queste vano torri. Nei fondovalle, sui in Cecenia e Inguscezia, del
valli del Caucaso (attuale Ge- crinali, o in vetta, nei secoli popolo Nakh, avevano il tetto
orgia e repubbliche russe di sono spuntati villaggi turriti, a piramide. Le più antiche
Cecenia e Inguscezia), viveva- con case, stalle e magazzini. giunte fino a noi risalgono
no popolazioni che nessuno Luoghi impervi. Le torri di all’inizio dell’era cristiana, ma
riusciva a sottomettere. Ogni Svaneti (sotto) sono a pianta si pensa siano state edificate
valle era abitata da popoli di quadrata, a più piani e con fin dal III millennio a.C.

CAUCASO

III MILLENNIO-XIV SECOLO D.C.


GETTY IMAGES (2)

23
I misteri dell’Himalaya
I n una vasta area del Sichuan
cinese, nascoste in valli sper-
dute (a sinistra, quella di Dan-
Stella stellina. La ricercatrice
Frederique Darragon, che le ha
studiate per anni, dice: «Quando
ba), si nascondono torri la cui ho capito che né occidentali né
esistenza si è scoperta da pochi cinesi se ne erano mai occupati
decenni. Costruzioni che non ho provato a risolvere il mistero».
hanno eguali in tutto il mondo. Le sue indagini hanno rivelato
CINA A colpire gli studiosi non è solo che le torri furono costruite tra
AKG/MONDADORI PORTFOLIO

l’incredibile altezza che possono il II secolo d.C. e il 1600. Gli stili


raggiungere (fino a 60 metri), ma diversi e la vastità di territorio su
l’inusuale pianta a forma di stella cui sorgono fanno pensare che a
che hanno alcune di esse. Chi le edificarle siano state popolazioni
ha costruite? Quando? Perché? di cultura diversa: antichi regni
II-XVII SECOLO Risposte certe non ce ne sono, himalayani di cui si è persa la
ma le ipotesi abbondano. memoria, ma fedeli alle loro torri.

Dal 561 in Europa s’iniziò a usare le torri campanarie per chiamare i fedeli a
raccolta. A partire dall’VIII secolo quest’uso divenne una consuetudine

GRECIA A che cosa servivano i nuraghe?


S e ne contano ancora oggi
almeno 7mila e spuntano
in ogni angolo dell’isola
e per questo si è ipotizzato fos-
sero osservatori astronomici.
Altre, in posizione strategica,
(sotto, in provincia di Nuoro), sulla costa o nell’interno, do-
ma è difficile immaginare vevano servire da torri di avvi-
quanti potessero essere quan- stamento. Esistevano anche
X-XIX SECOLO do la misteriosa civiltà che li grandi complessi di queste
ha costruiti a partire dal 1800 torri, come castelli, con un edi-
a.C. tramontò nel 1100 a.C. I ficio più grande al centro, alto
nuraghe sono torri di forma fino a 30 metri. Nonostante
tronco conica, in pietra, che vengano studiate da decenni
raggiungevano altezze varia- non è ancora stato possibile
bili tra i 10 e i 20 metri, con un stabilire il loro vero utilizzo:
diametro di base dagli 8 ai 10. di sicuro avevano un uso mi-
A che cosa servivano? litare, ma alcune erano nuclei
Piramidi sarde. In genere abitativi con magazzini e aree
erano singole strutture in po- destinate alla lavorazione di
sizioni isolate in cima a colline, metalli.

DE AGOSTINI/GETTY IMAGES
SARDEGNA
SIMEPHOTO

Le torri maniote del Peloponneso 1800-1100 A.C.

Q ualche volta una torre è sino-


nimo di isolamento, un mo-
do per tenere lontano il mondo.
Ottomani. Come? Sfruttando la
protezione di valli inaccessibili,
ma anche quella di villaggi difesi
In un remoto angolo del Pelo- dalle possenti torri in pietra che
ponneso meridionale, nella peni- ancora oggi segnano il paesag-
sola del Mani, i villaggi di case- gio della penisola.
torri (in alto, Vathia) servivano a Fortezze. Le torri maniote fu-
questo. Una leggenda narra che rono anche custodi di leggi vio-
qui si fossero rifugiati gli ultimi lente e ancestrali. Fino alla metà
autentici Spartani, intenzionati del Novecento qui dominava
a sottrarsi al dominio di Roma. I la vendetta di sangue e le faide
loro presunti discendenti hanno familiari duravano anni. Le torri
difeso a ogni costo la propria erano luoghi inaccessibili dove i
indipendenza, soprattutto dagli clan sconfitti si rifugiavano.

24
SIMEPHOTO
Si fa presto a dire campanile...
S i pensa che i più antichi
campanili avessero forma
cilindrica. Come quelli delle ba-
furono edificate riciclando
elementi architettonici già esi-
stenti, come le torri di difesa. Si
siliche di Sant’Apollinare Nuovo cominciò così a usare il termine
e Sant’Apollinare in Classe a campanile per indicare una tor- ITALIA
Ravenna (VI secolo). Le torri re separata dal resto della chie-
campanarie a pianta quadrata sa (come il Campanile di Giotto
si diffusero con lo stile romani- a Firenze, a destra). Ma questo
co (X secolo), mentre il gotico solo in Italia. Nel resto d’Europa
preferì la pianta poligonale. si preferiva la cosiddetta “torre
Il Paese dei campanili. Ma scalare” annessa all’edificio sa-
perché a un certo punto alle cro. La prima torre campanaria? DAL VI SECOLO
chiese spuntarono i campanili? Secondo i documenti è del 561
Nel passaggio tra età romana e fu usata da Gregorio di Tours
e medioevale, le prime chiese per chiamare a raccolta i fedeli.

25
ASIA

DAL VI SECOLO A.C.

Le pagode: da reliquiario a luogo di culto


Il primo documento a nomina-
re una pagoda, in Occidente, è
un testo portoghese del 1516:
scuno dei quali dotato di un
proprio tetto a spiovente e con
gli angoli rivolti verso l’alto. Le
teristiche torri buddiste che ve-
nivano utilizzate come santuari
per contenere le reliquie dei
riadattato in maniera sempre
più libera e originale. Tra gli
edifici più famosi la Pagoda
mezzo secolo dopo il termine pagode si sono diffuse in tutta monaci. Questo inizialmente. dell’Oca Selvaggia, costruita a
era sinonimo di torre orientale. l’Asia (Giappone, Cina, Corea, Poi, man mano che il buddismo Xi’an in Cina nel 652, e quella a
Multipiano. La tipica pagoda, Nepal, Thailandia), ma dove si diffuse in tutta l’Asia, la pago- cinque piani del tempio Ninna-
di forma quadrangolare o nacquero? Pare in India, come da si liberò del suo significato ji a Kyoto (foto), completata
ottagonale, è a più piani, cia- evoluzione delle stupa: carat- originario di tomba e lo stile fu nell’888.

26
Non solo a San Gimignano
A partire dal X secolo l’Europa
vide il moltiplicarsi di edifici
che alla lunga sarebbero diven-
l’acqua e una serie di annessi
usati per custodire animali e
derrate. Le case-torri in genere
tati un elemento tipico del pae- nascevano in prossimità di passi,
saggio medioevale: le case-torri. guadi o arterie di comunicazio-
Erano in pietra (le altre abitazioni ne, con finalità strategiche ed
erano di legno, e per questo non economiche; chi le controllava
sono arrivate fino a noi), avevano poteva infatti usarle per imporre
una forma rettangolare e pote- gabelle. Col tempo si trasforma-
vano arrivare ad altezze conside- rono in dimore padronali intorno
revoli, allo scopo di garantire un a cui si formarono nuclei abitativi
EUROPA punto strategico d’osservazione e vere cittadine. Le case-torri
e difesa. ebbero grande diffusione in Eu-
Una casa inespugnabile. Le ropa Occidentale durante tutto il
mura erano spesse e con finestre Medioevo: in Inghilterra, Francia,
piccole, come le feritoie dei ca- Irlanda, Scozia e Italia. Proprio da
stelli. Le case-torri (dette anche noi, in Toscana in particolare, si
torrioni) erano in sostanza un possono ammirare alcuni degli
SIMEPHOTO

X-XV SECOLO edificio autosufficiente, dotato esempi meglio conservati, come


di cucine, depositi, un pozzo per a San Gimignano (a sinistra).

Le“torri refrigeranti”, in uso fino ai nostri giorni, sono un elemento del


paesaggio urbano delle antiche città iraniane. E funzionano ancora bene
GETTY IMAGES (2)

IRAN

DAL I MILLENNIO A.C.

Aria condizionata con le torri del vento Scarico Direzione


del vento
di aria calda
S olo chi è stato d’estate nelle aree
desertiche dell’altopiano iranico
ha idea delle temperature che vi si
slanciate, costruite in argilla e pa-
glia, che svettano in cielo e sono in
grado di catturare i venti caldi, inca- Ambiente rinfrescato Aria calda
raggiungono. Un caldo atroce, che nalarli al loro interno e raffreddarli
ha spinto gli abitanti delle nume- a contatto con l’acqua conservata
rose città carovaniere disseminate in grandi cisterne alla loro base. Fondamenta
nelle oasi della regione a trovare un Questo efficace e poco dispendioso rinfrescate
modo per sopravvivere. sistema di condizionamento (cono-
A caccia di fresco. Il risultato è sciuto già dagli Egizi) permette di
stata una soluzione semplice e allo abbassare la temperatura dei locali TERRENO TERRENO
stesso tempo ingegnosa: le torri del interni. Le torri del vento, come
vento, i più antichi“condizionatori” quelle di Yazd (sopra), oggi protette Aria rinfrescata
del mondo. Si tratta di strutture dall’Unesco, sono ancora in uso.
Falda acquifera o cisterna
27
BATTAGLIE
VOL. I
MONDO ANTICO E ROMA

Una nuova collana IN


di libri per ripercorrere EDICOLA
i più epici scontri bellici: DAL 29
si cominicia con OTTOBRE
l’antichità e con i A € 9,90
legionari romani.

T
ra l’assedio di Troia e lo sbarco di cui abbiamo trattato su Focus Storia volta, hanno lasciato la scena alla caval-
in Normandia corrono quattro e su Focus Storia Wars. Da Adrianopo- leria, protagonista dell’età medioevale.
millenni di storia bellica. Che li ad Austerlitz, da Azio a Iwo Jima, tro- Dietro a tanti scontri sul campo, de-
cosa è cambiato fra l’epoca in verete narrati, l’uno dopo l’altro, i fatti scritti in modo minuzioso, con l’aiuto di
cui sui campi di battaglia si fronteggia- d’arme che hanno segnato l’evoluzione cartine e tavole uniformologiche, in que-
vano opliti e carri greci, legioni romane dell’umanità. sto volume rivivrete la sfida tra le scuole
e cavallerie persiane, fino a quella del- GRECI, ROMANI E PERSIANI. Il primo vo- di pensiero, una occidentale l’altra orien-
le artiglierie e dell’aviazione? Rispon- lume è interamente dedicato agli scontri tale, che per secoli hanno rappresentato
de la nuova serie di libri Le grandi bat- dell’antichità e copre un periodo in cui i due modi di intendere la guerra: scontro
taglie della Storia, che ripercorrerà, in combattimenti di carri da guerra hanno diretto “corpo a corpo” o scontro a di-
un’elegante veste grafica, i fatti bellici ceduto il passo alle fanterie che, a loro stanza, con arcieri e cavalieri. t

28
DA RIVIVERE
BRONZO
AFFILATO
Le truppe di
Alessandro Magno
saccheggiano Tiro,
nel 332 a.C.

29
MONDADORI PORTFOLIO
PERSONAGGI

Trame rinascimentali
Nel 1484 Caterina (qui in un ritratto di
Lorenzo Credi) assediò con un manipolo
di soldati Castel Sant’Angelo a Roma (sullo
sfondo, in una veduta del ‘700). Nel 1500
vi fu poi imprigionata, accusata da papa
Alessandro VI di aver tentato di avvelenarlo.
SCALA
Figlia di Galeazzo Maria Sforza, fu signora di Imola e Forlì.
Quando uno dei suoi tre mariti fu assassinato, si ritrovò sola a difendere
le sue terre. E lo fece combattendo come una tigre

Caterina
LA GUERRIERA
V
enne al mondo nella Milano richiedeva la sua epoca: alla fine del XV tati dalla nuova moglie del padre, Bona
del Rinascimento, nel 1463, fi- secolo infatti l’Italia era divisa in Stati e di Savoia.
glia illegittima di Galeazzo Ma- Signorie in perpetua lotta tra loro. La duchessa ebbe da sempre un buon
ria Sforza. Un papà tanto sca- INFANZIA FELICE. Sua madre era Lucre- rapporto con Caterina, tanto che quando
pestrato quanto il nonno, Francesco, era zia Landriani, moglie di un cortigiano e il padre decise di darla, ancora bambina,
invece saggio e avveduto. Fu promessa amante di Galeazzo. La piccola Caterina in moglie al trentenne Girolamo Riario,
sposa a 11 anni e a 16 aveva già il pri- e i suoi tre fratelli (tutti figli di Lucrezia e nipote del papa Sisto IV, Bona si preoc-
mo figlio. Di figli ne ebbe in tutto 8, da Galeazzo) furono accuditi dalla nonna pa- cupò: forse era troppo piccola per sposa-
tre mariti diversi, visse a Milano, Roma, terna, Bianca Maria Visconti. re un uomo così vecchio.
Imola, Forlì e Firenze. Fu contessa e go- Dopo il matrimonio del duca di Milano Ma nelle grandi dinastie rinascimentali
vernatrice, diplomatica e guerriera, come nel 1468, però, i bambini vennero adot- i matrimoni si facevano così, e Galeazzo
31
Nepotismo
Girolamo Riario (secondo
da sinistra), primo marito
di Caterina, con lo zio, papa
Sisto IV della Rovere, ritratto
nel 1477 da Melozzo da Forlì.
Sotto, Galeazzo Maria Sforza,
duca di Milano e padre di
Caterina.
SCALA

La sfarzosa corte papale ai suoi occhi di adolescente


pensava solo ai 40mila ducati che avrebbe ne e dopo 20 giorni di viaggio arrivò a Ro-
intascato dalla vendita di Imola allo Stato ma. Nella Città Eterna, Caterina trovò il
Pontificio, dopo la stipula del contratto di lusso e lo sfarzo della corte pontificia, che
matrimonio. Da parte sua la piccola Sfor- la conquistarono, abituata com’era all’au-
za visse la “compravendita” quasi come stera corte milanese. Da adolescente alle
un gioco: mentre veniva istruita sulla vita prime armi nella mondanità si trasformò
di corte e matrimoniale, attendeva con il in dama ammirata e benvoluta. Nel 1479
cuore in gola di aprire i bauli pieni di abi- arrivò il primo figlio, Ottaviano.
ti, tessuti e gioielli preziosi, che il promes- L’anno successivo i Riario, signori di
so sposo le inviava da Roma. Imola, ricevettero in dono dallo zio papa
CORTE PAPALE. Il matrimonio si celebrò anche Forlì. Gli Oderlaffi, signori di Forlì,
SCALA WWW.SCALARCHIVES.COM

nel 1473, ma Caterina dovette attendere erano rimasti senza capostipite (era mor-
di aver compiuto 14 anni per raggiunge- to a 48 anni) e con un erede 12enne. Tut-
re il marito alla corte papale. Era il 1477 tavia, quando si lega il proprio destino al
quando partì con un seguito di 200 perso- successo di qualcun altro, il rischio di ca-
DAGLI SFORZA AI MEDICI
Galeazzo Maria Lucrezia
Sforza 1444-1476 Landriani 1440-?
Duca di Milano Amante del duca

Caterina Sforza
1463-1509

Girolamo Giovanni

MONDADORI PORTFOLIO/AKG
Riario Giacomo de’ Medici
1443-1488 Feo 1467-1498
1471-1495

Ottaviano
Riario Bernardino
1479-1523 Carlo Feo
1489-1509

Cesare Ludovico
Riario de’ Medici
1480-1540 DETTO
Maria Giovanni dalle
Salviati Bande Nere
Bianca 1499-1543 1498-1526
Riario
1481-1522
Cosimo I de’ Medici
1519-1574 Secondo duca di Firenze
Giovanni Livio e primo granduca di Toscana
Riario
1484-1496

Galeazzo Maria
Riario Nonni e nipoti
1485-1557
Nello schema, la discendenza di Caterina
Sforza, nonna di Cosimo I de’ Medici,
Francesco granduca di Toscana dal 1569. A destra,
Riario il dipinto del Botticelli che si pensa
1487-? ritragga Giovanni de’ Medici il Popolano,
ultimo marito di Caterina Sforza.

era più attraente di quella sforzesca, molto austera


dere dalle stelle alle stalle è alto. Fu ciò si in conclave per eleggere il nuovo papa.
che accadde ai Riario: nel 1484 il loro pro- Ma Girolamo non era altrettanto deter-
tettore Sisto IV (Francesco della Rovere) minato, o forse era più assennato: trat-
morì e i loro sogni di gloria evaporarono tò per lasciare Roma in cambio di de-
con le loro fortune economiche. naro, con la promessa di mantenere le
RIBELLE. Subito dopo la morte del papa, terre di Romagna. Così i Riario,
i nemici dei della Rovere assaltarono Pa- con grande scorno di Cateri-
lazzo Orsini, residenza romana dei Riario. na, armi e bagagli si tra-
Gli ex protetti del pontefice dovevano la- sferirono a Forlì.
sciare Roma. Ma Caterina si rifiutò e, a 21 V ITA DI PROVINCIA .
anni, fece qualcosa che uomini più grandi Quella piccola corte di
di lei non avrebbero nemmeno osato pen- provincia non offriva
MONDADORI PORTFOLIO

sare: con alcuni soldati si recò a Castel niente, era un morto-


Sant’Angelo per mostrare i muscoli ai car- rio rispetto alla viva-
dinali. Per 12 giorni impedì loro di riunir- cissima corte roma-
33
ne Giacomo Feo, da cui ebbe il suo setti-
Il primo marito lo scelse per lei il padre Galeazzo, mo figlio. Giacomo però era amato solo da
il secondo fu un giovane stalliere di corte. Il terzo Caterina, i forlivesi e gli altri sei figli del-
la signora di Forlì lo odiavano. Nel 1495
matrimonio, invece, la imparentò con i Medici fu ucciso in una congiura, ma questa vol-
ta il mandante era molto vicino a Cateri-
na: proprio il figlio Ottaviano, che vedeva
na e come se non bastasse le loro finan- gli 11 giorni passati nella rocca aveva me- in Giacomo un pericoloso rivale.
ze erano in continuo declino. Una vita che ditato la sua vendetta contro i ribelli, che SCONFITTA. Così, a 32 anni, era vedo-
non si addiceva a una Sforza come lei, co- fu spietata. va per la seconda volta. Ma il lutto du-
sì chiese almeno una residenza adeguata Era una Sforza di nome e di fatto, come rò poco. L’anno successivo conobbe co-
al suo nome, un castello. Andarono a vi- il bisnonno condottiero capostipite della lui che sarebbe diventato il suo terzo ma-
vere allora nella Rocca di Ravaldino, che dinastia, quel Muzio Attendolo che, per rito, Giovanni de’ Medici, detto il Popo-
tanto le ricordava il castello di famiglia. la sua capacità di non arrendersi e la sua lano (era di un ramo cadetto dei Medici).
Intanto Girolamo si faceva sempre più forza quasi sovrumana, fu soprannomi- Caterina non si fermò neanche questa
cupo e irascibile: preoccupato per il futu- nato “lo sforza”. Lei invece diventò “la ti- volta, resistette agli attacchi dei venezia-
ro, si sentiva solo dopo la morte dello zio gre della Romagna”. Ambiziosa, prese le ni, poi incontrò sulla sua strada Cesare
e poco amato dai suoi cittadini, ai qua- redini di Imola e Forlì, governando al po- Borgia, il famoso “Valentino”, figlio di pa-
li aveva aumentato le tasse, ottenendo in sto del figlio, Ottaviano, che aveva 9 anni. pa Alessandro VI e grande condottiero, e
cambio malcontento. Nel 1485 si ammalò Poi, in barba alla ragion di Stato, che l’a- ne uscì perdente.
di una malattia misteriosa, nessuno capiva vrebbe voluta sposa dell’erede Oderlaffi Cesare Borgia entrò a Forlì il 19 dicem-
di cosa soffrisse, si sentiva stanco e spos- per sopire gli odi, si innamorò e sposò in bre 1499, deciso a conquistarla a qualun-
sato e passava il tempo sdraiato, a guar- segreto lo stalliere di corte, il diciassetten- que costo. Caterina era ancora una volta
dare il soffitto. Oggi diremmo che era de-
presso. Nel frattempo i suoi nemici, in pri-

MONDADORI PORTFOLIO (3)


mis gli Oderlaffi a cui aveva soffiato la cit- Pronta a tutto
tà, tramavano contro di lui.
Caterina difende la Rocca di Ravaldino
VEDOVA, MA COMBATTIVA. Il 14 aprile 1488 dall’attacco di Cesare Borgia (1499),
Gerolamo fu accoltellato e gettato dalla fi- in un’illustrazione di inizio ’900.
nestra. Morì lasciando la venticinquen-
ne Caterina da sola con 6 figli piccoli (Ot-
taviano, Cesare, Bianca, Giovanni Livio,
Galeazzo Maria e Francesco) e una città
in rivolta da riportare sotto il suo control-
lo. Per Caterina ancora una congiura, co-
me quella che nel 1476 le aveva ucciso il
padre Galeazzo Maria, le aveva portato via
qualcosa di importante. E se non fosse sta-
ta forte le avrebbero sottratto tutto.
Gli Oderlaffi, insieme alla famiglia Orsi,
erano infatti convinti di poter spodestare
Caterina e i suoi figli: fecero di tutto per
piegare la sua volontà. Arrivarono a se-
questrarle i figli e minacciare di tagliar lo-
ro la testa, se non si fosse arresa. Ma lei,
assediata nella rocca dai congiurati, non
si fece spaventare. Si narra che si affacciò
dalle mura, alzò le gonne e rivolta ai ribel-
li disse che non le importava, tanto di fi-
gli poteva metterne al mondo quanti vole-
va perché aveva “lo stampo”. Poi, voltan-
do le spalle ai nemici e ai figli in lacrime,
rientrò a testa alta nella rocca.
Dopo qualche giorno di resistenza arri-
varono in suo aiuto le truppe inviate da
Milano (dallo zio Ludovico il Moro), al-
tre 12mila unità si aggiunsero a quelle già
in campo e i congiurati dovettero arren-
dersi. Solo allora Caterina uscì. In que-
34
sola, dopo la morte per malattia anche del
terzo marito. Resistette all’assedio del Va- Resistenza
lentino per 3 settimane. Poi si arrese. Por- La rocca di Ravaldino a Forlì, nella quale
tata a Roma, fu accusata di aver tentato di Caterina assediata e minacciata, dopo la
avvelenare il papa e imprigionata a Castel morte di Girolamo, resistette 11 giorni.
Sant’Angelo. Lo stesso luogo dove 16 anni
prima aveva iniziato a guerreggiare.
Dopo un anno, nel 1501, fu liberata e si
recò a Firenze, non si occupò più di poli-
tica né di guerra ma dell’ultimo figlio Lu-
dovico de’ Medici (Giovanni dalle Bande
Nere) che sarebbe diventato un famoso
condottiero oltre che il padre di Cosimo
I de’ Medici, primo granduca di Toscana.
Dopo una vita intensa Caterina, a soli 46
anni, morì di polmonite. t
Federica Ceccherini

Io, Caterina

S+
APERNE Francesca Riario Sforza
DI PIÙ (Nord). Autobiografia
immaginata, ma
documentata, scritta
da una discendente.

È lei?
Particolare della
Primavera di Sandro
Botticelli (1482 circa).
Una delle sinuose Grazie
(quella di destra) sarebbe
Caterina Sforza.
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F;HI7F;HD;:?F?è0mmm$cedZWZeh_Yec_Yi$_j
PRIMO PIANO
Hanno avuto l’idea giusta, ma nel
momento e nel posto sbagliato: dal telefono alla
penicillina, dal motore a scoppio alla lampadina.

Misconosciuti
Due inventori
dell’800 a lungo
dimenticati: da
sinistra, Alessandro
Cruto, “padre”
italiano della
lampadina, ed
Eugenio Barsanti,
ideatore del motore
a scoppio.

EROI DA
RISCOPRIRE
IL MOTORE JANELLO TORRIANI AL VINCENZO TIBERIO,
BARSANTI-MATTEUCCI SERVIZIO DI CARLO V IL NOSTRO FLEMING
pag. 38 pag. 42 pag. 46
■ ■ ■
GLI ALTRI GRANDI, PAZZI VISIONARI O CRUTO E LO SCIPPO
FAMOSI E NON AVANTI SUI TEMPI? DELLA LAMPADINA
pag. 52 pag. 60 pag. 64

37
PRIMO PIANO

Un affare scoppiettante
Armand Peugeot a bordo della prima
“carrozza” con motore a quattro tempi,
la Type2 del 1891. È in compagnia
di Gottlieb Daimler, pioniere tedesco
dell’automobile, di cui aveva
acquistato il motore a scoppio.

GETTY IMAGES

38
Eugenio Barsanti Felice Matteucci

FALSA
PARTENZA
La paternità del motore a scoppio
è statta riconosciuta da poco a
due italiani a lungo misconosciuti.
Con
Con“sosoltanto”150 anni di ritardo

P
oche invenzioni hanno saputo di Volterra. Qui, nella primavera del 1843,
rivoluzionare il mondo come ha gli venne l’idea che sta alla base del mo-
fatto il motore a scoppio. Luogo tore a scoppio.
comune vuole che a idearlo sia Durante un esperimento in aula riempì
stato il tedesco Nikolaus August Otto. In un contenitore con una miscela gassosa
realtà fu merito di due geni italiani, a lun- e lo sigillò con un tappo di sughero. Tra-
go dimenticati: Eugenio Barsanti e Felice mite una barretta metallica fece scoccare
Matteucci. Furono loro, nel 1853, a crea- una scintilla all’interno del contenitore: la
re il primo prototipo di questo tipo di mo- fiamma incendiò i gas, aumentandone il
tore, salvo poi cadere nel dimenticatoio. volume, e questo provocò uno scoppio che
SCINTILLE. Nato nel 1821 a Pietrasan- fece saltare il tappo. Non era la prima vol-
ta (Lucca), Eugenio Barsanti celava die- ta che si osservava il fenomeno, ma Bar-
tro a un fisico gracile un carattere testardo santi fu il primo ad avere l’idea di trasfor-
e una sconfinata passione per la scienza. mare l’energia termica in energia meccani-
Frequentò un istituto religioso dell’Ordi- ca e, di conseguenza, in movimento. E fu
ne degli Scolopi e ne uscì nel 1838 pronto il primo a capire che così si sarebbe potu-
per sfidare, in abito talare, i grandi inven- to costruire un motore più efficace e meno
tori del suo tempo. ingombrante di quelli a vapore.
Una volta divenuto sacerdote cambiò il «Dal 1845 il prete-scienziato cominciò a
proprio nome di battesimo (Nicolò) in Eu- insegnare all’Osservatorio Ximeniano, un
genio dell’Addolorata e nel 1841 iniziò a importante istituto scientifico di Firenze.
insegnare fisica al Collegio San Michele Qui fece amicizia con un altro illustre in-

39
Comme
funnzionava
Questo dispositivo
(a deestra) era un
conddensatore
voltaaico: apriva e
chiudeva le valvole
di alimentazione del
motore. A sinistra,
la riccostruzione del
motore di Barsanti e
Mattteucci.

gegnere: ili lucchese Felice Matteucci», rac- «I due si rivolsero all’Accademia dei Ge-
conta Em milio Borchi, au utore di saggi tecni- orgofili di Firenze», spiega Borchi. «Il 5
co-scientiifici e già docente
ente di Fisica all U
all’U- giugno 1853 inviarono un plico contenen-
contenen
niversità di Firenze. te una lunga relazione con programmi,
Matteucci
M era il “lato oscuro” di obiettivi e risultati ottenuti fino a quel mo-
Barssanti: introverso e insicuro, ten- mento. Grazie all’appoggio delle Officine
va alla depressione. Ma era co-
dev del Pignone, sempre a Firenze, il motore
nosciuto tra gli studiosi come un esperto fu realizzato l’anno dopo».
di ingegnneria idraulica e meccanica, così Siccome non esisteva un ufficio brevetti
Barsanti vide
v in lui il collaboratore ideale nazionale (anche perché l’Italia unita non
per lavoraare sul nuovo motore. c’era ancora), di brevettare l’invenzione
PARTNER
ARTNERSHIP. A partire dal 1851 Barsanti non se ne parlava. Nel 1854 decisero di
e Matteucci fecero coppia fissa. Passava- provarci in Inghilterra, il Paese più avan-
no notti intere tra calcoli ed esperimenti. zato d’Europa. La pratica però era com-
plessa: servivano tempo e denaro, e man-
Intoppi burocratici: Dopo un paio d’anni, nel 1853, misero a
punto una macchina in grado di ripetere cavano entrambi.
il principale ostacolo ciclicamente la trasformazione della forza
esplosiva in meccanica: una serie di scop-
Guglielmo Haehner, console di Sassonia
a Livorno, tentò di fare da intermediario
per la coppia fu pi garantiva l’erogazione costante di ener-
gia cinetica, ossia di movimento. Era nato
(aveva ottimi rapporti commerciali con le
istituzioni britanniche). Fu lui a seguire le
riuscire a brevettare il primo motore a scoppio (o, più corretta-
mente, a combustione interna con accen-
pratiche per il brevetto, ma senza succes-
so: l’ufficio londinese bocciò il progetto.
la loro invenzione sione comandata). Per di più, parte della documentazione di
Barsanti e Matteucci andò perduta. Peggio
di così non poteva andare.
Il disegno del motore Barsanti-Matteucci TENACIA. Matteucci avrebbe probabil-
conservato all’Osservatorio Ximeniano di Firenze. mente gettato la spugna. Barsanti lo con-
vinse comunque, nel 1856, a costruire un
nuovo prototipo, nelle officine della Ferro-
via Maria Antonia. «I nomi dei due toscani
divennero noti, e nel 1857 la Società laria-
na di navigazione a vapore, a Como, chie-
WWW.PGMEDIA ARCHIVIO FONDAZIONE BARSANTI E MATTEUCCI

se loro di realizzare un propulsore per i


propri battelli», spiega Borchi. Nacque co-
sì il “Barsanti-Matteucci” da 8 cavalli, per-
fettamente funzionante ma troppo debole
per la navigazione. Un altro prototipo, da
20 cavalli, non ebbe altrettanto successo.
Barsanti e Matteucci continuarono a per-
fezionare i loro modelli, incassarono ap-
provazioni in Inghilterra, Francia, Belgio
e Piemonte e nel 1859 fondarono la “So-
cietà anonima del nuovo motore Barsan-
40
ti e Matteucci”: l’idea era buttarsi nel bu- le 1864 morì a Seraing, vicino a Liegi. Nel
siness delle ferrovie. Un altro modello, da frattempo, i motori di altri due ingegne-
Il boom della Benz:
12 cavalli, fu presentato nel 1861 all’Espo- ri, il francese Jean-Joseph-Étienne Lenoir la carrozza senza cavalli
sizione Nazionale di Firenze e sembrò se- (del 1860) e dei tedeschi Eugen Langen e
gnare una svolta: si fecero avanti azien-
de e imprenditori, italiani ed esteri. Ma fu
Nikolaus Otto (del 1867) avevano “supe-
rarono” quello di Barsanti e Matteucci.
G li apparecchi ideati da Barsanti e
Matteucci erano così ben fatti che si
dovette attendere il 1878 affinché fosse
proprio allora che le cose precipitarono. SOMIGLIANZE. Otto nel 1876 depositò il messo a punto un motore con rendimenti
NON C’È PIÙ TEMPO. Nel 1862 i nervi di brevetto del suo motore, il “Ciclo Otto”. E migliori. Si trattava di un dispositivo
ideato dall’ingegnere tedesco Karl
Matteucci non ressero più. Decise di mol- un apparecchio simile era stato inventato Friedrich Benz (1844-1929) ed ebbe così
lare e uscire dalla società, lasciando solo da Karl Benz, che dieci anni dopo fondò tanto successo che i guadagni ottenuti gli
l’amico. Nemmeno Barsanti stava bene: la Patent Motorwagen, la prima “carrozza consentirono di fondare la casa automo-
non ci vedeva quasi più (alla fine divenne senza cavalli”, ma con un motore a scop- bilistica che prese il suo nome: Benz & Cie.
praticamente cieco). E sebbene i due fos- pio (v. riquadro a destra). (dal 1926 Mercedes-Benz).
Esempio vincente. Nel 1886 Benz costruì
sero riusciti a depositare svariati brevetti Tranne pochi dettagli, quei motori era- e brevettò una specie di grande triciclo
di parti meccaniche, non si erano ancora no pressoché identici all’ultima versione capace di viaggiare a 16 km/h, grazie a un
visti riconoscere ufficialmente la paternità progettata da Barsanti. Coincidenza o pla- motore a quattro tempi. La pionieristica
del motore a scoppio. gio? Non si sa. Quel che è certo è che l’af- autovettura, chiamata Patent Motorwa-
«Barsanti continuò a lavorare giorno e fermazione del motore tedesco fu strepi- gen, venne ridicolizzata dai giornali, che
la definirono un’indecente carrozza senza
notte. Scrisse persino a papa Pio IX: chie- tosa, mentre del prete di Pietrasanta e del cavalli (esclusi quelli del motore). Ci volle
deva perdono per aver trascurato l’attività suo collega ingegnere (morto nel 1887, di- l’intraprendenza della signora Benz, Ber-
ecclesiastica. Ma tutto quel che stava fa- menticato da tutti) si perse troppo a lungo tha Ringer, per evitare che anni di lavoro
cendo, aggiungeva, era comunque finaliz- la memoria. Del loro lavoro è giunto ben finissero alle ortiche. Il 5 agosto 1888, al
zato alla costruzione di macchine che po- poco (molti documenti e tutti i prototipi fianco del marito e dei figli, la donna sfilò
sulla chiassosa automobile lungo le stra-
tessero alleviare le fatiche dell’uomo», rac- sono andati perduti), ma nel 2003, gra-
de attorno a Mannheim (città
conta ancora Borchi. Insomma, Barsanti zie agli sforzi della Fondazione Barsanti e del Sud della Germania sede
era in missione per il bene dell’umanità. Matteucci, un gruppo di stu- della Benz & Cie.), riuscendo
Nel 1863 uscì dalle officine Bauer di Mi- diosi ha ricostruito il motore a percorrere quasi 100 km. La
lano l’ultimo prototipo. Funzionava tal- che i due avevano ideato nel notizia si diffuse e i commenti
si fecero entusiasti: la capar-
mente bene che un’azienda belga (la John 1853. Restituendo all’Italia il
bia signora aveva dimostrato
Cockeril) s’incaricò della sua produzio- giusto primato, anche se con che quello strano oggetto, ri-
ne in serie. Ma in Belgio Barsanti si am- 150 anni di ritardo. t battezzato Velociped, poteva
malò (una grave infezione) e il 19 apri- Matteo Liberti cambiare la vita all’umanità.

L’ebbrezza dei 16 km/h


Karl Friedrich Benz alla guida del
suo “triciclo a motore” del 1886, che
toccava i 16 km/h. Il successo della
sua invenzione gli consentì di fondare
la casa automobilistica Benz & Cie.

BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO

41
PRIMO PIANO

Da Cremona
alla Spagna
A destra, un ritratto di
Janello Torriani (1500-
1585), opera di un pittore
anonimo. L’inventore,
nato a Cremona, morì
in Spagna, dove raggiunse
la fama prima di
cadere nell’oblio.

Janello Torriani

IL GENIO DEGLI
INGRANAGGI
Non è certo famoso come Leonardo. Eppure anche lui fu un inventore
pieno di sorprese. Al punto che nel ’500, in Spagna, l’imperatore
Carlo V lo volle come“orologiaio”personale e creatore di automi
A BOTTEGA. Come aveva fatto quel “vi-

N
MUSEO CIVICO ALA PONZONE / MOSTRA JANELLO TORRIANI (2)

el 1556 l’uomo più potente del


mondo abdica. Carlo V, l’im- le meccanico” ad arrivare così in alto? Ja-
peratore sul cui regno non tra- nello era nato a Cremona intorno all’an-
monta mai il sole, lascia le sue no 1500, in un quartiere popolare. Il pa-
cariche nel Vecchio e Nuovo Mondo al fi- dre Gherardo non era però uno spiantato:
glio Filippo II e si ritira nei pressi del mo- commerciava in mulini e terreni agricoli
nastero di Yuste, in Estremadura (Spagna). e poteva permettersi di dare al figlio un’i-
Pochi sono ammessi alla sua presenza: i struzione. Così, il ragazzino andò prima a
monaci, il personale di servizio e un tale “scuola d’abaco”, dove imparò a scrive-
“Juanelo”, che va a trovarlo ogni mattina, re (solo in italiano) e a far di conto. Gra-
prima del confessore. È un fabbro e orolo- zie al medico e astrologo Giorgio Fondulo,
giaio italiano, ma l’ex imperatore lo tratta apprese poi l’aritmetica, la geometria, l’a-
alla stregua di un consigliere. Eppure non stronomia e l’astrologia sui testi scientifici
si tratta di un dignitario di corte, né di un tradotti per lui da greco e latino (che non
nobile. Il suo nome è Janello Torriani da conosceva). Janello era grande e grosso,
Cremona. Ha umili origini, ma siccome e così finì a bottega da fabbri ferrai, che
Carlo d’Asburgo coltiva una folle passione Scalata sociale producevano anche orologi. Risultato: ben
per i meccanismi che misurano il tempo, presto il giovane ebbe una bottega tutta
Il sigillo di Janello Torriani, con il
ha voluto accanto a sé l’uomo che nelle simbolo delle torri. Nonostante sua, con tanto di apprendisti.
corti dell’epoca era considerato un nuovo l’inventore cremonese non fosse Nel 1529, il primo importante incarico:
Archimede. Le sue grosse mani di fabbro nobile, il padre era benestante rimettere a nuovo gli orologi sul Torrazzo
sanno infatti inventare macchine minusco- e riuscì a pagargli gli studi. (il grande campanile di Cremona) e realiz-
le o mostruosamente complesse. zare gli sportelli in ferro del Battistero. Gli
42
LESSING/CONTRASTO
affari andavano bene e nel 1540 Janello si
trasferì a Milano. Risalgono a questo pe-
riodo le sue prime invenzioni: una pom-
pa a due pistoni, un lucchetto a combina-
zione di 7 lettere e ingegnose applicazioni
dell’ammortizzatore cardanico.
MICROCOSMI. L’occasione della sua vita,
però, arrivò insieme alle truppe spagnole
e tedesche, nel 1535. Carlo V, quell’anno,
entrò in possesso del Ducato di Milano. E
a Pavia il sovrano mise le mani su un og-
getto leggendario, per un appassionato di
meccanica: l’Astrario Dondi, un orologio-
planetario che riproduceva il moto del Si-
stema solare. C’era solo un problema: non
Meccanica funzionava più ed era incrostato di ruggi-
di precisione ne. E chi fu a raccogliere quella sfida tita-
Il meccanismo di un nica? Janello, ovviamente.
MOSTRA JANELLO TORRIANI

orologio come quelli Non solo studiò e riprodusse l’originale,


progettati da Torriani,
ma inventò anche un nuovo tipo di pla-
oggi perduti.
netario, aggiornato con le scoperte astro-
Sopra, Carlo V e il figlio
Filippo II di Spagna. nomiche dell’epoca. Janello realizzò un
meccanismo mai visto prima, mosso da
43
I suoi automi erano i “nonni” dei robot, ma non servivano per lavorare:
ballavano e suonavano per intrattenere gli ospiti. E per la sua competenza
Torriani fu consultato quando papa Gregorio XIII riformò il calendario
qualcosa come 1.800 ruote dentate. Fu orologino che punzecchiava il dito del so- a Lope de Vega. «Torriani, da fabbro era ri-
battezzato Microcosmo perché mostrava vrano allo scoccare delle ore. uscito a salire la scala sociale perché ave-
in modo preciso lo scorrere delle ore, le fa- TRA ROBOTICA E IDRAULICA. È invece sicu- va saputo unire l’eccellenza pratica con
si della Luna e i movimenti dei pianeti e di ro che Janello, dopo la morte di Carlo, rea- una superba preparazione nelle matema-
altri corpi celesti, il sorgere e il tramonta- lizzò diversi automi per il suo nuovo com- tiche applicate», spiega Cristiano Zanetti,
re delle costellazioni. Il tutto in miniatura: mittente, Filippo II. Erano divertimenti per storico che da anni studia il personaggio
non era più largo di 50 centimetri. stupire le corti d’Europa, come una don- e che ha curato la mostra “Janello Torria-
Il Microcosmo gli era costato vent’an- na che suonava e ballava o mulini portati- ni. Genio del Rinascimento” (v. riquadro).
ni di studio e tre di lavoro. Per realizzar- li che stavano in una manica. Ma il capo- «Il latino Vitruvio aveva detto che il sa-
lo aveva dovuto anche inventare la prima lavoro di Torriani fu l’Artificio di Toledo. pere è figlio di teoria e pratica. E tra Ri-
fresatrice per la costruzione delle ruote Si trattava di una macchina idraulica de- nascimento e Rivoluzione scientifica, nel
dentate. Ma fece il suo effetto: l’imperato- gna di Leonardo, la più complessa e gigan- Cinquecento, si creò uno spazio per que-
re lo ricevette nel 1551 e ne restò talmen- tesca costruita fino ad allora. Sollevava le sti uomini nuovi, che avevano ambizioni
te stregato che asse- intellettuali: i sovrani
gnò a Torriani un vita- infatti volevano eser-
lizio annuo di 100 scu-
di d’oro.
La mostra che lo ha riscoperto citare il proprio pote-
re anche sulla natura:
OCCHI AL CIELO. Ja-
nello si cimentò allo-
A Cremona, nella splendida cornice viaggio spazio-temporale dalla Cre-
del Museo del Violino, fino al 29
gennaio è in corso la mostra “Janello
mona di oggi a quella del Cinquecen-
to, accompagnando Torriani fino a
macchine come l’Ar-
tificio di Torriani era-
ra in un’altra sfida: il Torriani. Genio del Rinascimento”. Toledo. Il viaggio di Torriani in Europa no la prova di questo
Cristallino. Era un al- Vi sono esposti, tra l’altro, l’automa e l’orologio del Torrazzo di Cremona dominio».
tro planetario, ma con della donna che balla e suona, me- sono illustrati grazie a proiezioni 3D OBLIO. Ma se Torria-
daglie, sigilli, una copia dell’Astrario mapping e anche il funzionamento
qualcosa in più: per- ni fu così grande, per-
Dondi, orologi da tavola, portatili e dell’Astrario del Dondi è descritto con
metteva di osservare da persona, oltre a una riproduzione un filmato in 3D. ché fu poi dimentica-
lo spettacolo di ruo- in scala dell’Artificio di Toledo. Fino al 29 gennaio 2017. Per to? Intanto, perché po-
te e ingranaggi attra- I visitatori, indossando occhiali per la informazioni 0372 407768/269/784; chissime sue invenzio-
verso pareti di cristal- realtà immersiva, potranno fare un wwww.mostratorriani.it. ni sono arrivate fino a
lo di rocca, e in cima noi. «E con il tempo
aveva un palla di cri- sono sparite dalla me-
stallo che riproduceva il globo terrestre. Si acque del fiume Tago al livello dell’Alcazar moria, anche perché molte erano coperte
può immaginare la meraviglia della corte. (la residenza di Filippo), 100 metri più in dal segreto di Stato», aggiunge l’esperto.
I due planetari di Janello valevano più di alto, con un tracciato di 300 metri. L’Arti- «Infine, Torriani non è entrato a far parte
tutta la collezione imperiale, di 50 pezzi: ficio era in grado di spostare circa 12.400 della storia della scienza perché solo negli
5mila ducati d’oro. Carlo V impose a quel litri d’acqua al giorno. Funzionò a pieno ultimi decenni si è iniziato a dare il giusto
genio della meccanica e della creatività di ritmo fino al 1639, poi cadde in disuso. peso a personaggi con conoscenze tecni-
seguirlo. Fino all’approdo di San Jeróni- Quando fu inaugurato, nel 1569, procurò co-pratiche». Cioè a chi fu più inventore
mo de Yuste, dove Janello rimase fino alla a Janello l’epiteto di chi “Ha trascinato i che scienziato.
morte del re, il 21 settembre 1558. cieli sulla terra e i fiumi in cielo”. Una traccia di quella gloria perduta, a di-
Secondo alcune cronache raccolte alla fi- NUOVO ARCHIMEDE. Quandò morì, alla re il vero, è rimasta. Se vi capita di andare
ne del XVII secolo (e non del tutto attendi- veneranda età di 85 anni a Toledo, Janel- a Madrid, cercate la Calle Juanelo: è la via
bili), Janello riuscì ad allietare gli ultimi, lo era a tutti gli effetti il “Nuovo Archime- in cui visse Torriani, quando serviva alla
difficili mesi di Carlo V creando piccoli au- de” d’Europa. Non c’è scrittore del Siglo corte di Filippo II. t
tomi di uccelli, cani, soldati e persino un de Oro che non lo menzioni, da Cervantes Irene Merli

44
PAGINA SINGOLA (TUTTE): MOSTRA JANELLO TORRIANI (3)
Orologiaio
lombardo
L’orologio del Torrazzo,
il campanile di Cremona
che il giovane Janello
riparò quando faceva il
fabbro-orologiaio.

Tamburina
automatica
La danzatrice e
suonatrice-automa (in
origine teneva in mano
Inseguendo un tamburo) realizzata da
gli astri Torriani per Filippo II.
Una sfera armillare,
un globo celeste che
riproduce anche le orbite
dei pianeti, realizzata da
Janello Torriani.

45
PRIMO PIANO

Intuito e
sfortuna
A destra, Vincenzo
Tiberio (1869-1915).
In basso, una coltura di
penicillina, la muffa che
combatte le infezioni
batteriche. Tiberio ne
scoprì le proprietà per
caso, come Fleming, ma
trent’anni prima.

Vincenzo Tiberio

IL FLEMING
MOLISANO
Scoprì l’utilità della
penicillina prima

I
n tutto il mondo la penicillina è asso- pino, in Molise, Tiberio si iscrisse alla fa-
ciata al nome dello scienziato scoz- del premio Nobel coltà di Medicina di Napoli. Fu allora, an-
zese Alexander Fleming. Fu lui a sco- cora giovanissimo, che ebbe l’intuizione.
prire in maniera casuale, pulendo Alexander Fleming. Per studiare si era trasferito a casa degli
delle “piastre” in laboratorio, il potere bat- zii, ad Arzano, oggi cintura metropolita-
tericida delle muffe, nel 1928. E fu lui, per Ma non ebbe la na di Napoli. Mentre viveva lì notò che
quella scoperta destinata a salvare milio- l’acqua del pozzo usato per le necessità
ni di vite umane, a ricevere il Nobel per la stessa fortuna: domestiche sembrava incidere sulla salu-
medicina nel 1945. te della famiglia. Si accorse che ogni vol-
Eppure trent’anni prima, un altro scien- era italiano ta che il pozzo veniva ripulito dalle muf-
ziato, l’italiano Vincenzo Tiberio (1869- fe, gli inquilini si ammalavano di infezio-
1915), era arrivato alle sue stesse ni intestinali. Infezioni che cessavano
conclusioni. E anche lui per ca- solo quando le muffe ricompariva-
so, osservando le muffe di no sui bordi del pozzo. La cosa
un pozzo. Come mai allo- lo insospettì.
ra nessuno ricorda Tibe- MUFFA RIVELATRICE. Vincen-
rio? E perché nei manua- zo raschiò le muffe del poz-
li di storia della medici- zo con una spatola e le por-
na ci sono solo i nomi di tò in laboratorio per ana-
GETTY IMAGES

Alexander Fleming e dei lizzarle. Le isolò, le catalo-


suoi “compagni di No- gò una a una e descrisse in
bel” Howard Walter Flo- dettaglio come si formava-
rey e Ernst Boris Chain? no e come crescevano. So-
Per il provincialismo italia- prattutto, comprese che era-
no, ma non solo. no potenti battericidi, anche
STUDENTELLO. Figlio di buo- se la microbiologia era ancora
na famiglia, padre notaio di Se- agli inizi. Capì, sperimentadole sui
46
CORBIS/GETTY IMAGES
Salvezza
rimandata
Un ferito italiano della
Grande guerra. Tiberio
pubblicò il suo studio
sull’efficacia delle
penicilline nel 1895;
se fosse stato compreso
forse molti soldati si
sarebbero salvati dalla
morte per setticemia.

47
GETTY IMAGES (5)
L’ambiente scientifico
anglosassone sostenne
le ricerche di Fleming.
Quello italiano, invece,
non capì l’importanza
degli studi di Tiberio
conigli, che quelle muffe contrastavano la
crescita del bacillo del tifo e del vibrione
del colera. In altre parole, potevano scon-
figgere i “grandi mali” del suo tempo.
Quel lavoro meticoloso, arricchito da
prove sperimentali e tabelle, portò a una
relazione pubblicata nel 1895. Il risultato
dei suoi studi aveva un titolo ben poco at-
traente: Sugli estratti di alcune muffe, ma
uscì su una prestigiosa rivista dell’epoca,
gli Annali di Igiene Sperimentale. Le ricer-
che parlavano chiaro: Tiberio aveva sco-
perto il potere battericida delle muffe, con
33 anni di anticipo su Alexander Fleming.
Peccato che lo avesse fatto in Italia. no. E qui rimase per 60 anni, nell’indiffe- Bretagna no. Tanto che Fleming poté dare
INCOMPRESO. La reazione dell’ambien- renza generale. Poi, nel 1928, Fleming an- notizia della sua scoperta in una prestigio-
te scientifico italiano fu deludente: nes- nunciò al mondo la sua scoperta, in tutto sa Università di Londra e fu subito accolto
suno capì il valore di quella scoperta e le simile a quella di Tiberio, e fece il botto. nell’esclusivo Medical Research Club. Non
conclusioni di Tiberio furono derubricate Oggi più di uno griderebbe al complot- solo: inglesi e americani capirono la rile-
a semplici coincidenze. Risultato? Il fasci- to, ma la verità era più semplice. Il nostro vanza (anche economica) della scoperta
colo della ricerca fu archiviato in uno scaf- Paese era allora una realtà, dal punto di e ne ipotizzarono subito un utilizzo con-
fale polveroso dell’Istituto di igiene roma
roma- vista scientifico, molto periferica. La Gran creto: il nuovo farmaco, la penicillina, po-
teva rivelarsi cruciale per curare i feriti di
Una lunga strada guerra. Per renderlo efficiente era neces-
sario però investire molto denaro. Che il
Confezione di penicillina degli
mondo anglosassone era disposto a met-
Anni ’40: all’inizio, i malati dovevano
ricevere una dose ogni 4 ore. tere sul piatto, e che in Italia scarseggiava.
C’era infatti molta strada da fare per ar-
rivare all’impiego sui pazienti: all’inizio
occorrevano continue iniezioni di penicil-
lina (una ogni 4 ore) perché facesse effet-
to. Soltanto grazie a un impegno bellico-
scientifico enorme (v. riquadro a destra)
gli americani ottennero la “medicina rivo-
luzionaria”. Fornita ai militari che dal 1941
vennero a combattere in Europa, infine
approdò anche nel nostro Paese. Il conte-
sto, insomma, giocò a favore di Fleming,
mentre aveva remato contro Tiberio.
RISCOPERTA. Il “Fleming italiano” non ri-
uscì a vedere la penicillina arrivare in far-
macia. Quando l’Europa fu travolta dal se-
condo conflitto mondiale, Tiberio era già
morto. Dopo la pubblicazione del suo stu-
dio lasciò l’Istituto di igiene e si arruolò in
Marina. Tornò a dedicarsi alle muffe nel
1914, quando fu messo a dirigere il Gabi-
48
Sforzo
scientifico
Nella pagina a sinistra,
Fleming nel suo
laboratorio. La sua
scoperta, avvenuta nel
1928, trent’anni dopo
quella di Tiberio, richiese
molti anni e grandi sforzi
economici per trasformarsi
nella medicina che
conosciamo. Qui a lato, un
incubatore in un’azienda
farmaceutica americana
del Dopoguerra.

netto di Igiene e Batteriologia dell’Ospeda- Pezzo


le della Marina a Piedigrotta. Ma ormai gli da museo
rimaneva poco tempo: un infarto lo stron- La muffa studiata
cò il 7 gennaio del 1915, a soli 45 anni. da Fleming, su
Il suo lavoro fu riscoperto in un casset- una “piastra” da
to 40 anni dopo, da un funzionario, e ri- laboratorio del 1935.
stampato nel Dopoguerra, quando la pe- Soltanto nel
nicillina si stava diffondendo in Italia. Un 1940-41 la penicillina
omaggio postumo al suo talento dimenti- fu impiegata per
cat, reso poetico da una foto che ritrae la combattere le
infezioni di origine
moglie Amalia. Dietro, Tiberio aveva scrit-
batterica.
to: “Lunga e difficile è la via della ricerca,
ma alla base di tutto c’è l’amore”. t
Giuliana Rotondi
GETTY IMAGES

La penicillina in divisa
N el gennaio del 1942, a
14 anni dalla scoperta
di Fleming, la penicillina era
produzione su larga scala,
la penicillina venne fornita
solo all’esercito Usa e a quello
già considerata un’“arma inglese (a sinistra), poi entrò
segreta”dagli americani. Alla anche in ospedali civili ameri-
sua produzione lavorarono cani, per i casi più gravi.
gli scienziati dell’Office of Per tutti. Con la fine della
scientific research and deve- guerra furono tolte le restri-
lopment (Osrd), voluto dal zioni e la penicillina fece il
presidente Franklin Delano suo ingresso nel mercato. In
Roosevelt. Italia nel 1947 fu un’impresa
Strategica. Nel giugno del farmaceutica milanese a
1943 furono prodotti 425 mettere in commercio la
milioni di unità di penicillina Supercillin in fiale e il Pron-
e i prezzi del farmaco inizia- tocillin in pastiglie: erano i
rono progressivamente a primi esempi di produzione
scendere. Nel primo anno di industriale di antibiotici.

49
100 INVENZIONI
PRIMO PIANO

LE
Dalle selci primitive al Web, le scoperte e le innovazioni tecnologiche che ci hanno
AMIGDALA SEGA 2500 A.C. STAFFA II SECOLO D.C. PALLONE AEROSTATICO 1709
1 1,5 MILIONI DI ANNI FA
18 Utensili in metallo si usano
34 In Asia viene inventata la
48 Il brasiliano Bartolomeu
Usando schegge di selce e al posto di quelli in pietra. staffa per le cavalcature, poi Gusmão sperimenta
ossidiana l’uomo realizza i diffusa anche in Europa. con successo un pallone
SAPONE 2500 A.C.
primi utensili.
19 Gli Egizi mettono a punto MULINO A VENTO IX SECOLO
sollevato dall’aria calda.
Nel 1782 i fratelli francesi
COLTELLO 200MILA ANNI FA un detergente vegetale. 35 Arabi e Persiani lo usano per Montgolfier perfezionano la
2 Punte affilate in pietra sono sfruttare l’energia eolica. sua invenzione.
le antenate delle armi. 20 PILLOLA 1550 A.C.
Gli Egizi usavano medicinali POLVERE DA SPARO IX SEC. SCHEDA PERFORATA 1728
COLLANTI 80MILA ANNI FA di pasta minerale. 36 I Cinesi usano la polvere 49 Basile Bouchon e Jean-
3 Collanti vegetali sono usati pirica (o polvere nera) Baptiste Falcon inventano
dall’Uomo di Neanderthal. TORNIO 1500 A.C. per fuochi d’artificio. il telaio a scheda perforata.
21 In Egitto grazie al tornio I Mongoli per i primi
MARTELLO 60MILA ANNI FA si plasma l’argilla. ordigni. PARAFULMINE 1752
4 L’Uomo di Neanderthal usa 50 Lo inventa l’americano
una pietra con manico. RUOTA AD ACQUA 1200 A.C. CARATTERI MOBILI 1040 Benjamin Franklin.
22 In Mesopotamia si usa per 37 In Cina si mette a punto la
TRAPANO 40MILA ANNI FA muovere macine. stampa a caratteri mobili. LAVATRICE 1767
5 Primo trapano “ad arco”. 51 Il pastore luterano Jacob
GRU E PARANCHI 550 A.C. ARATRO PESANTE 1000 CA. Schäffer inventa una
FLAUTO 35MILA ANNI FA 23 38
6 Flauti d’osso sono i primi
Grazie al principio della leva
si mette a punto il paranco.
In Francia appare l’aratro
pesante in ferro, più efficace
macchina per lavare i panni.

strumenti musicali. in agricoltura. MACCHINA A VAPORE 1769


BUSSOLA 450 A.C.
52 Dopo gli esperimenti
ACCIARINO 32MILA ANNI FA 24 In Cina si inventa OCCHIALI 1250 CA. del francese Denis Papin
7 Si impara a usare la pietra la bussola magnetica. 39 In Europa appaiono le e la macchina a vapore
focaia per produrre il fuoco. prime lenti correttive. di Thomas Newcomen,
RUOTA DENTATA 300 A.C. James Watt brevetta il
AGO 25MILA ANNI FA 25 Perfezionata dai Romani, OROLOGIO 1300 CA. modello protagonista della
8 Si cuce con aghi d’osso. trasmette il movimento. 40 I primi orologi meccanici si Rivoluzione industriale.
diffondono in Nord Europa.
ARCO 20MILA ANNI FA ABACO 300 A.C. CARRO SEMOVENTE 1769
9 Si rivoluziona la caccia. 26 Tra Cina e Giappone nasce LIBRO 1450 53 Nicolas Cugnot realizza
l’antenato della calcolatrice. 41 Johann Gutenberg, tedesco, per l’esercito francese
LAMPADA 17MILA ANNI FA inventa il torchio per la un carro mosso da
10 Grasso animale in lucerne, VITE 300 A.C. stampa a caratteri mobili. un motore a vapore.
simili a quelle a olio.
27 Il suo principio, attribuito
ad Archimede, è usato in GIUNTO CARDANICO 1545 PILA 1799
IMBARCAZIONI 8000 A.C. idraulica e meccanica. 42 Gerolamo Cardano inventa 54 Alessandro Volta inventa la
11 In Africa si usano le prime un giunto che trasmette il pila che porta il suo nome: il
imbarcazioni di legno. ARCOLAIO 200 A.C. moto tra due assi. primo generatore elettrico.
28 In Cina si usa la ruota per
RETE DA PESCA 6800 A.C. filare le fibre. MICROSCOPIO 1590 FERROVIA 1804
12 I popoli del Pacifico 43 Il tedesco Johannes 55 L’inglese di origine russa
tessono le prime reti. CEMENTO 150 A.C. Janssen realizza il primo Richard Trevithick dimostra
29 I Romani lo chiamano opus “ingranditore”. il funzionamento della
TELAIO 6000 A.C. cementitium: è fatto di locomotiva a vapore,
13 Primi telai usati nell’attuale malta e pietrisco. WATER 1596 perfezionata nel 1829 da
Turchia per tessere fibre. 44 L’inglese John Harrington George Stephenson.
CARTA 140 A.C. progetta il water closet.
SPECCHIO 6000 A.C.
30 In Cina si ottiene carta CONSERVE 1810
14 In origine, è in bronzo e dalla cellulosa. TERMOMETRO 1600 56 Nicolas Appert inventa il
argento lucidato; solo in 45 Galileo Galilei presenta il metodo di conservazione
seguito si userà il vetro. TUBATURE IDRAULICHE suo “termoscopio”. ermetica, con barattoli
31 I SEC. D.C. sottovuoto per le truppe di
METALLURGIA 5000 A.C. I Romani diffondono TELESCOPIO 1608 Napoleone.
15 Con la fusione si ottengono quelle in piombo. 46 L’occhialaio Hans Lipperhey
metalli dai minerali. inventa il cannocchiale, ELICA MARINA 1827
VETRO SOFFIATO I SEC. D.C. perfezionato l’anno dopo 57 Il boemo Josef Reffel
RUOTA 4000 A.C.
32 I Romani inventano la da Galileo. progetta l’elica per le
16 Si diffonde in Mesopotamia, tecnica del vetro soffiato, imbarcazioni.
per l’agricoltura e per i carri usato per vasi. SOTTOMARINO 1620
da guerra. 47 L’olandese Cornelius FRIGORIFERO 1834
DISTILLATORE II SEC. D.C. van Drebbel percorre un 58 L’americano Jacob
VELA 3500 A.C. 33 Ad Alessandria d’Egitto tratto del Tamigi (Londra) Perkins brevetta il
17 I popoli mediterranei ne si perfeziona sott’acqua grazie alla sua primo refrigeratore a
affiancano l’uso ai remi. l’alambicco. invenzione. compressione.

50
CHE FECERO STORIA
cambiato la vita. Molte di queste sono merito di inventori nati lungo lo Stivale
PILA A COMBUSTIBILE 1839 ACCIAIO 1855 RADIO 1896 RADAR 1941
59 Il fisico gallese William
70 L’ingegnere inglese Henry 81 Guglielmo Marconi 91 Viene coniato, dall’esercito
Grove ottiene elettricità da Bessemer inventa un brevetta il sistema per la britannico, il termine
ossigeno e idrogeno. forno per la produzione trasmissione di segnali “radar” (radio detection
dell’acciaio. elettromagnetici senza fili. and ranging), che indica il
GOMMA 1839 sistema di telerilevamento
60 L’americano Charles AUTOMOBILE 1860 DIRIGIBILE 1900 basato su onde radio. Viene
Goodyear inventa il
71 Augustin Otto brevetta 82 Il tedesco Ferdinand impiegato per la prima
procedimento per il suo motore a scoppio. von Zeppelin sorvola volta durante la Seconda
vulcanizzare la gomma Sarà montato sulle prime per la prima volta il lago guerra mondiale, per le
naturale. automobili di Carl Benz. di Costanza con il dirigibile osservazioni notturne.
a struttura rigida che
FOTOGRAFIA 1839 BICICLETTA 1863 prenderà il suo nome. COMPUTER 1941
61 Louis Daguerre inventa il 72 Il francese Pierre 92 Il tedesco Konrad Zuse
dagherrotipo, antenato Lallement presenta il suo AEROPLANO 1903 presenta lo Z3, il primo
della macchina fotografica. velocipede a pedali, 83 I fratelli americani Wilbur e calcolatore programmabile.
evoluzione della Orville Wright compiono il Due anni dopo,
FERTILIZZANTI CHIMICI 1842 “draisina” che si era primo volo (36,5 metri) con all’Università della
62 Dagli studi di Justus von diffusa a inizio Ottocento. un velivolo a motore di loro Pennsylvania (Usa), nasce
Liebig (l’inventore del invenzione, in tela e legno, l’Eniac, primo computer.
DINAMO 1866
dado liofilizzato), l’inglese
John Lawes brevetta il
73 Werner von Siemens
sulla spiaggia di Kitty Hawk,
nel North Carolina (Usa). RAZZO 1941
superfosfato di calcio, presenta la dinamo, che
93 Il tedesco Werner von Braun
primo fertilizzante chimico. trasforma l’energia CATENA DI MONTAGGIO 1906 testa i suoi razzi A-5.
cinetica in elettricità.
84 Henry Ford introduce la Ideati già nell’800, i razzi
TELEGRAFO 1844
63 Samuel Morse invia da
L’invenzione è però di
Antonio Pacinotti.
catena di montaggio nella
sua fabbrica di automobili.
a stadi si svilupperanno
prima come armi, poi,
Washington a Baltimora nel Dopoguerra, come
DINAMITE 1867 BACHELITE 1907
(Usa) il primo messaggio
via telegrafo, con
74 Lo svedese Alfred Nobel 85 Il belga Leo Baekeland
vettori spaziali.

un codice di punti e linee. inventa una miscela ottiene la bachelite, REATTORE NUCLEARE 1942
esplosiva più stabile della una delle prime resine 94 Il fisico italiano Enrico Fermi
MACCHINA DA SCRIVERE 1846
64 Giuseppe Ravizza inventa
nitroglicerina. sintetiche, antenata
della plastica.
sperimenta in laboratorio
a Chicago (Usa) la reazione
il “cembalo scrivano”, BOTTONE A PRESSIONE 1870 nucleare controllata.
brevettato nel 1855. 75 Il francese Paul Sormani SONAR 1913
86 TRANSISTOR 1947
È l’antenato diretto delle
macchine da scrivere.
brevetta un nuovo tipo di
chiusura senza asole.
Alexander Behm brevetta
il sistema che misura
95 Gli americani John Bardeen,
le distanze rilevando la Walter Brattain e William
MACCHINA PER CUCIRE 1851 FONOGRAFO 1877 velocità di ritorno dei suoni. Shockley realizzano il primo
65 Isaac Merritt Singer 76 Thomas Alva Edison semiconduttore.
brevetta negli Stati Uniti inventa una macchina per TASSELLO DA MURO 1919
la macchina per cucire. registrare voci e suoni. 87 In Inghilterra viene usato CELLA SOLARE 1954
il primo tassello da muro, 96 Tre ricercatori della società
SIRINGA IPODERMICA 1853 LAMPADINA 1880 innovativo per l’edilizia. telefonica americana Bell
66 Il medico scozzese 77 Edison brevetta la lampada brevettano la prima cella
Alexander Wood inventa la a incandescenza, messa a TELEVISORE 1925 fotovoltaica.
siringa con ago ipodermico. punto da Alessandro Cruto. 88 L’ingegnere scozzese John
Logie Baird dà la prima SATELLITE ARTIFICIALE 1957
MOTORE A SCOPPIO 1853 LAVASTOVIGLIE 1886 dimostrazione pubblica del 97 I sovietici mettono
67 Eugenio Barsanti 78 L’americana Josephine funzionamento di un nuovo in orbita lo Sputnik,
e Filippo Matteucci Cochrane inventa la apparecchio che trasmette il primo satellite artificiale.
realizzano il loro prototipo lavapiatti automatica. immagini a distanza.
LASER 1960
di motore a scoppio,
perfettamente funzionante. CINEMATOGRAFO 1895 PACEMAKER 1926
98 Lo statunitense
79 I fratelli Lumière 89 Il medico australiano Theodore Maiman
ASCENSORE 1854 brevettano il loro Marc Lidwill e il fisico Major inventa il laser a rubino.
68 All’esposizione universale proiettore per le Booth presentano uno
di New York, Elisha Otis immagini in movimento: stimolatore cardiaco che INTERNET 1969
presenta l’ascensore nasce il cinema. funziona elettricamente. 99 Nasce Arpanet, la rete
frenato, un montacarichi. di computer della
RADIOGRAFIA 1860 ELICOTTERO 1939
TELEFONO 1854 80 Il tedesco Wilhelm C.
90 Il russo Igor Sikorskij
Difesa americana.
69 WORLD WIDE WEB 1989
L’emigrante italiano
Antonio Meucci inventa il
Röntgen utilizza
per primo i raggi X per
compie con successo il
primo volo con un velivolo
100 Al Cern di Ginevra si elabora
telefono, che nel 1872 “fotografare” le ossa dotato di un rotore l’idea di una rete aperta
sarà poi brevettato da umane a scopo che consente il decollo per la condivisione di
Alexander Graham Bell. diagnostico. verticale. informazioni tra computer.

51
PRIMO PIANO

FAMOSI E NON
MA ITALIANI
Qualcuno è diventato una celebrità, altri sono noti solo a pochi, altri ancora
sono del tutto misconosciuti. Ecco 10 storie da ricordare

Giulio Natta (1903-1979)


PLASTICA

GETTY IMAGES

GIULIO NATTA sità di Friburgo entrò poi in contatto per ordinaria invenzione che diede origine a
LA PLASTICA la prima volta con la chimica macromole- un intero nuovo comparto industriale, nel
Laureato in ingegneria chimica al Poli- colare, ambito fondamentale dei suoi suc- 1963 venne insignito del Premio Nobel per
tecnico di Milano, docente di chimica in- cessivi studi. Ottenuta nel 1939 la cattedra la chimica, in coppia con il collega tedesco
dustriale e unico italiano a essere stato in- di chimica industriale al Politecnico di Mi- Karl Ziegler. (m. g.)
signito del Premio Nobel per la chimica, lano, proseguì le sue ricerche sui polime-
per i suoi studi sui polimeri, Giulio Nat- ri a struttura cristallina e, una volta con- BARTOLOMEO CRISTOFORI
ta è considerato il padre della plastica. Su- clusa la guerra, iniziò una proficua colla- IL PIANOFORTE
bito dopo la laurea ottenuta al Politecni- borazione con lo stabilimento Montecati- Proprio sconosciuto non è, ma pochi, al
co nel 1924, Natta portò avanti importanti ni di Merano che lo portò a conseguire la di fuori dell’ambiente musicale, ricordano
studi sui catalizzatori riuscendo a mette- sua invenzione più importante: il polipro- il suo nome. Padovano, Bartolomeo Cri-
re a punto un processo di sintesi del me- pilene isotattico, un materiale che diede il stofori (1655-1732) inventò infatti il “gra-
tanolo, un importante combustibile, sol- via all’era della plastica e che fu commer- vicembalo (o arpicembalo) che fa il pia-
vente e reagente in numerosi processi chi- cializzato con grande successo con il no- no e il forte”, l’antenato di tutti i pianofor-
mici industriali. Nel 1932 presso l’Univer- me Moplen. Proprio grazie a questa stra- ti. Grazie a un sistema di martelletti che
52
DE AGOSTINI/GETTY IMAGES

Bartolomeo Cristofori (1655-1732)


PIANOFORTE

Giovanni Caselli (1815-1891)


PANTELEGRAFO

Antonio Meucci (1808-1889)


TELEFONO

Ernesto Bignami (1903-1958)


“BIGINO”

©COSTA/LEEMAGE
percuotevano le corde anziché pizzicarle guerre dei brevetti più iù celebri
l bid della
ll SSto- (fece
(f solo
l una certificazione
ifi i provvisoria).
i i )
(come facevano i precedenti clavicembali ria. Emigrato a Cuba e poi, nel 1850, ne- Nell’estate del 1872 Meucci decise di pro-
e spinette), realizzò il sogno di molti com- gli Stati Uniti, Meucci aprì a New York porre i risultati del suo ingegno al vicepre-
positori del tempo: ottenere una maggio- una fabbrica di candele. Dopo un perio- sidente dell’American district telegraph di
re espressività dagli strumenti a tastiera. do di successo, la sorte gli si rivoltò con- New York, la stessa società per cui lavora-
Il nuovo strumento si diffuse rapidamente tro: lo stabilimento fu distrutto da un in- vano Alexander Bell ed Elisha Gray. Il 14
in tutta Europa prima con il nome di forte- cendio e i successivi tentativi di rimettere febbraio 1876, alle ore 14, Bell presentò
piano poi, già verso la metà del ’700, con in piedi un’attività fallirono uno dopo l’al- all’ufficio brevetti il proprio apparecchio
quello di pianoforte. (a. c.) tro. Con la moglie inferma e pochi spic- telefonico. Lo stesso giorno, due ore do-
cioli, a Meucci non restò che dedicarsi al- po, toccò a Elisha Gray. Il brevetto fu as-
ANTONIO MEUCCI la sua passione per le invenzioni: la più segnato allo scozzese. Da allora iniziò una
IL TELEFONO importante fu il “telettrofono” (precurso- contesa storica e giudiziaria conclusasi nel
Quella fra l’italiano Antonio Meucci re del telefono). Quando riuscì a mette- 2002 quando, il 16 giugno, il Congresso
(1808-1889) e lo scozzese Alexander Gra- re a punto l’apparecchio, dovette rinun- degli Stati Uniti proclamò Meucci “inven-
ham Bell (1847-1922) è stata una delle ciare al brevetto per mancanza di denaro tore del telefono”. (a. c.)

53
PRIMO PIANO

Molte invenzioni
sono state attribuite

INTERFOTO/ALINARI
a inglesi e americani
perché introdussero
prima le leggi
sui brevetti Santorio Santorio (1561-1363)
TERMOMETRO MEDICO

SANTORIO SANTORIO rica all’Università di Padova, che abban- presentato un modello della Remington &
IL TERMOMETRO MEDICO donò nel 1624 per ritirarsi a vita privata. Sons, la società che nel 1876 mise in com-
Studente e poi docente di medicina (m. g.) mercio la prima macchina per scrivere di
all’Università di Padova, amico di Galileo successo internazionale. (a. r.)
Galilei e autore di numerosi trattati medi- GIUSEPPE RAVIZZA
ci basati sull’importanza dell’esperienza LA MACCHINA PER SCRIVERE ERNESTO BIGNAMI
e dell’osservazione empirica, il venezia- La paternità della macchina da scrivere IL “BIGINO”
no Santorio Santorio fu tra i primi al mon- è stata a lungo contesa, ma molti ormai la I libricini in formato tascabile, con le no-
do ad applicare le misurazioni fisiche in attribuiscono a Giuseppe Ravizza. Novare- zioni di base di ogni materia delineate se-
campo medico. se, classe 1811, fu tra i primi a ideare una condo i programmi ministeriali, nacquero
Viene ricordato principalmente in meri- tastiera per scrivere. Lo fece con uno sco- nel 1931 dall’idea di un professore di let-
to alle sue ricerche sul metabolismo, per po filantropico: voleva facilitare la scrittu- tere milanese, Ernesto Bignami. Bignami
le quali mise a punto uno strumento es- ra ai non vedenti. Avvocato di professio- cominciò a pubblicarli attraverso una ca-
senzialmente costituito da una bilancia, ne, al “cembalo scrivano” (lo chiamò co- sa editrice da lui stesso fondata (oggi Edi-
che consentiva di misurare le variazioni sì per la somiglianza dei tasti a quelli del zioni Bignami). Il primo volume andato in
di peso dell’organismo nelle diverse con- clavicembalo) dedicò tutto il suo tempo stampa fu L’esame di italiano, mentre so-
dizioni di salute e malattia. libero, arrivando a progettarne 16 model- lo in seguito vennero i “bignamini” scien-
Santorio dimostrò così che il benessere li. L’apparato aveva molte caratteristiche tifici. (a. r.)
dell’essere umano passava anche dall’e- delle macchine per scrivere moderne: ta-
quilibrio tra il cibo consumato e quello stiera orizzontale, telaio mobile, nastro in- EGIDIO BRUGOLA
espulso. Santorio inoltre comprese l’im- chiostratore, dispositivo per fissare lo spa- LA CHIAVE A BRUGOLA
portanza delle variazioni della tempera- zio tra le righe di testo, campanello indi- Ha rivoluzionato l’assemblaggio e fu
tura corporea e fu il primo a utilizzare in catore di fine riga. Nel 1855 Ravizza ot- brevettata nel 1945 da Egidio Brugola
campo medico un termoscopio (l’antena- tenne il brevetto e 26 anni dopo realizzò (1901-1958) nella sua officina di Lissone
to del termometro) da lui ideato, molto un “cembalo a scrittura visibile”, che per- (Mb). Fondata nel 1926, l’azienda è tutto-
simile a quello inventato dall’amico Ga- metteva di leggere il testo man mano che ra in attività. L’obiettivo del fondatore era
lileo, che probabilmente conobbe duran- si batteva (prima era possibile soltanto a mettere a punto una vite facilmente svita-
te gli anni di permanenza a Venezia, tra battitura finita). Nessuno di questi model- bile ma con una grande forza di serraggio.
il 1599 e il 1611. In quello stesso anno gli li venne però prodotto e pochi ne capirono L’attrezzo si usava già a inizio ’900, ma fu
venne offerta la cattedra di medicina teo- l’importanza. Intanto, a New York, veniva il brianzolo a farne un business. (a. r.)

Giuseppe Ravizza (1811-1885)


MACCHINA PER SCRIVERE
LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO

Egidio Brugola (1901-1958)


CHIAVE A BRUGOLA
54
E questi sono... inventori inventati
Chi ha inventato la bussola e gli occhiali? Non si sa. Però lo spirito di campanile
e quello nazionalista hanno scovato due “padri”, presi per buoni fino a poco tempo fa.

Flavio Gioia Salvino degli Armati


BUSSOLA OCCHIALI DA VISTA
SSPL/GETTY IMAGES (2)

F lavio Gioia, l’amalfitano che si diceva avesse inventato la bussola,


non solo non la inventò, ma non esistette nemmeno. Gli Amalfi-
tani, assieme agli Arabi, furono fra i primi a utilizzare strumenti ma-
L’ attribuzione dell’invenzione degli occhiali a Salvino degli Armati
risale al 1684. Ferdinando Del Migliore, infatti, ne scrisse quell’an-
no nel suo libro Firenze città nobilissima illustrata. Ma era tutta un’in-
gnetici (già noti in Cina) per navigare nel Mediterraneo e si trovano venzione. Del Migliore, erudito fiorentino, sostenne che l’inventore
testimonianze scritte dell’uso di rudimentali bussole dal XII secolo. degli occhiali da vista fosse stato un suo concittadino, morto nel
Ma Flavio Gioia fece capolino nella Storia soltanto grazie a Giglio 1317, e che nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze esistesse
Gregorio Giraldi, che nel 1540 volle dare un nome e un cognome un monumento che lo ricordava, in seguito distrutto. Quell’afferma-
all’inventore della bussola, nel suo libro De re nautica. zione non fu mai dimostrata; il che non impedì, nel 1841, di erigere a
Senza prove. Secondo Giraldi, Flavio Gioia da Amalfi nel 1302 avreb- Firenze un monumento a Salvino, “inventore degli occhiali”.
be realizzato, inventandola, la prima bussola. Una notizia senza uno Quasi vero. Nel 1920, lo storico Isidoro Del Lungo provò che Sal-
straccio di prova, che però ebbe un grande successo. Soprattutto vino è un personaggio reale, ma fu un modesto artigiano e non
nell’Ottocento e durante il fascismo. A Flavio Gioia, accolto nel pan- ebbe mai a che fare con la produzione di occhiali. Del Migliore si
theon dei grandi inventori tricolori, fu intitolato un incrociatore della era inventato tutto, forse per farsi ben volere dal principe Francesco
Regia marina nell’Ottocento. E a lui fu dedicata una statua realizzata Maria di Toscana, alimentando il campanilismo contro Pisa. Nella
nel 1900 e posta in piazza Gioia, ad Amalfi, oltre a decine di vie nelle città della torre pendente infatti si riteneva che gli occhiali fossero
città italiane. Solo recentemente la medievista Chiara Frugoni ha un’invenzione (di fine ’200) del pisano Alessandro della Spina. Ma
definitivamente dimostrato l’inesistenza di Flavio Gioia. (p. p.) allora chi inventò gli occhiali? Forse un italiano, ma ignoto. (p. p.)
THE PRINT COLLECTOR
In fondo anche il
grande Leonardo fu
sfortunato: pochissime
sue invenzioni furono
realizzate mentre
era in vita Antonio Broccu (1797-1882)
REVOLVER

ANTONIO PACINOTTI ANTONIO BROCCU GIOVANNI CASELLI


LA DINAMO IL REVOLVER IL PANTELEGRAFO
A ricordarlo sono rimasti, a Pisa, un bu- Nessuno (o quasi) lo ricorda, ma l’in- Il 2 marzo 1856 don Caselli, abate e
sto nel cortile del Palazzo della Sapienza venzione della prima pistola a tamburo scienziato, trasmise il suo primo docu-
e un tratto del Lungarno: Antonio Pacinot- si deve a un italiano: Francesco Antonio mento via cavo: era nato il “pantelegrafo”,
ti (1841-1912) nacque nella città toscana Broccu. Il suo modello, rispetto ai prece- l’antenato del fax. Giovanni Caselli era
il 17 giugno 1841 e lì inventò la dinamo. denti ancora poco funzionali, aveva un ci- venuto al mondo nel 1815 e visse in pie-
Ammesso all’università nel 1856, a soli lindro più corto (il tamburo, appunto) che no Risorgimento. Forse proprio per que-
15 anni, Pacinotti progettò a 18 anni una ruotando intorno al suo asse allineava a sto non raccolse neppure una briciola di
“macchinetta”, come la chiamava con mo- canna e percussore la camera con il pro- gloria dalla sua invenzione. O meglio: per
destia, che segnò l’inizio dello sfruttamen- iettile. Appassionato fin da piccolo di mec- promuovere la sua invenzione fece il giro
to a livello industriale dell’energia elettri- canica, Broccu era nato a Gadoni (Nuoro) delle corti d’Europa, riscuotendo molto fu-
ca: permetteva infatti di trasformare il la- nel 1797. Era il 1833 quando ideò il suo mo (cioè gloria) ma poco arrosto (cioè sol-
voro meccanico in corrente. revolver a quattro colpi: pare che anni do- di). E alla fine tornò a Siena, dove era na-
Pacinotti descrisse in modo dettaglia- po il re sabaudo Carlo Alberto, incuriosito to e dove visse il resto della vita come di-
to la sua macchina (anche detta “anello dall’arma, durante il suo secondo viaggio rigente scolastico.
di Pacinotti”) già nel 1861, ma trascurò di in Sardegna volle vederla. Broccu fu an- Ma come funzionava il pantelegrafo? Ai
brevettare il suo dispositivo e tardò a pub- che invitato a Cagliari per tenere un corso due capi della linea telegrafica (il telegra-
blicare l’articolo che la descriveva, dato al- sull’uso della nuova pistola, ma rifiutò. La fo a metà Ottocento si stava diffondendo
le stampe solo nel 1865. ragione? Era troppo affezionato a Gadoni, rapidamente) Caselli aveva posto due pen-
Proprio quell’anno, in viaggio a Lon- e non voleva lasciare il suo paese. doli sincronizzati, dotati di “pennini” col-
dra e Parigi, Pacinotti conobbe il francese Di diverso spirito fu invece lo statuniten- legati alla linea elettrica. Si posava il do-
Zénobe Gramme, capo officina alla fabbri- se Samuel Colt, che nel 1836 (tre anni do- cumento, scritto su un foglio di stagno-
ca Froment, che avrebbe sfruttato le confi- po Broccu) ebbe la stessa intuizione. Do- la con un particolare inchiostro isolante),
denze dell’inventore pisano per costruire po avere ottenuto il brevetto, mise in com- su una lastra cilindrica di rame, posta sot-
4 anni dopo la sua dinamo, la prima pro- mercio il suo revolver, di cui è universal- to il primo pendolo, che oscillando lo esa-
dotta su scala industriale. (a. r.) mente noto come l’inventore. (a. r.) minava come uno scanner con il suo pen-
nino: in corrispondenza dei tratti non co-
perti dall’inchiostro la corrente era libera
Antonio Pacinotti (1841-1912) di raggiungere il pendolo gemello. Il qua-
DINAMO
le, oscillando, toccava i punti corrispon-
denti su un foglio intriso di ferrocianuro
di potassio, un sale giallo che con l’elettri-
cità diventa blu. Si creava così una copia
(in negativo) del testo.
Gli inglesi Frederick Bakewell e Alexan-
der Bain accusarono l’italiano di aver co-
piato una loro ideazione e si rischiò di fi-
nire in tribunale. Ma il primo impianto
davvero funzionante fu quello dell’italia-
no. Lo capirono i consulenti scientifici di
Napoleone III, che apprezzò l’invenzio-
SSPL VIA GETTY IMAGES

ne. Ma i costi di realizzazione di una “re-


te pantelegrafica” si rivelarono proibitivi e
così non se ne fece nulla, né in Francia né
altrove. (a. c.)

56
A caccia di zanzare
Giovanni Battista Grassi (1854-1925) scoprì che la malaria veniva trasmessa dalla
zanzara anofele. Tutto il mondo scientifico lo sapeva, ma preferì ignorarlo.
aggiornato sulle ricerche del
N el 1902, il Nobel per la me-

ALINARI
dicina andò a Ronald Ross gruppo romano. A digiuno di
(1857-1932), capitano medico conoscenze sugli insetti, Ross,
dell’esercito britannico di stanza però, non aveva precisato la spe-
in India, per aver scoperto il vet- cie di zanzara incriminata.
tore di trasmissione della mala- Fu Grassi a dimostrare le modali-
ria. In quegli anni, all’Università tà del contagio nell’essere uma-
di Roma, il medico e zoologo no e soprattutto il solo a identi-
Giovanni Battista Grassi, oggi ficare con“nome e cognome”la
dimenticato, aveva condotto zanzara responsabile. Fu piut-
fondamentali ricerche su quella tosto una questione personale.
stessa malattia infettiva. Una I rapporti tra i due scienziati
malattia che colpiva duramente precipitarono sul finire del 1900,
il nostro Paese, dall’Agro pontino quando Ross intraprese una fe-
alla Maremma. Indipendente- roce campagna diffamatoria nei
mente da Ross, Grassi e i suoi confronti del nostro scienziato,
collaboratori contribuirono a accusato di plagio. La disputa
risolvere uno dei maggiori rom- continuò ben oltre il 1902: Ross
picapi medico-zoologici dell’e- arrivò perfino a definire la scuola
poca. Ma il Nobel gli fu negato. famiglia di proprietari terrieri, laria. Perché dunque non gli fu romana“un covo di briganti”.
Epidemia. Verso la fine dell’Ot- dopo gli studi all’Università di assegnato il Nobel? Ross fu preferito dal grande bat-
tocento la situazione della Pavia Grassi si era specializzato Gelosie. Non si può dire che fu, teriologo tedesco Robert Koch,
malaria in Italia sembrò precipi- in Germania, con i maggiori zoo- come in altri casi, perché era nominato dalla commissione del
tare, con picchi epidemici nelle logi del tempo. italiano. Grassi era infatti ben Nobel per dirimere la scottante
regioni meridionali e insulari e in Grassi si concentrò sulla malaria noto nell’ambiente scientifico. questione. Grassi morì a Roma
alcune aree costiere. La malattia nel 1888, mentre si trovava a L’italiano aveva letto gli studi nel 1925. Volle essere seppellito
arrivò fino a Roma, nelle zone Catania per studiare la diffusio- di Ross sulla trasmissione della a Fiumicino, dove viveva“lo
più vicine al Tevere. Tutte le armi ne della malattia tra gli uccelli. malaria negli uccelli attraverso zanzarone”.
della medicina sembravano Il passo dai volatili all’uomo fu le zanzare, mentre l’inglese era Elena Canadelli
spuntate. breve. Lo scienziato mappò i
Nel 1880 il medico francese vari tipi di zanzare presenti in
Alphonse Laveran, all’epoca in zone malariche e non malariche
servizio in Algeria, aveva fatto d’Italia, dopo averle scovate nei Mondi ostili
una prima importante scoperta: luoghi più malsani e desolati. A destra, Giovanni
aveva identificato nel sangue Alla fine restrinse il cerchio a tre Battista Grassi. Grazie
dei malarici il microrganismo indiziate: Anopheles claviger, Cu- alla sua scoperta si
parassita responsabile della ma- lex penicillaris e Culex malariae. poté combattere la
lattia, il cosiddetto plasmodio. “Lo zanzarone”. Per trovare la malaria nelle zone
Ma come faceva il parassita a colpevole, Grassi mise a punto dove era endemica,
“entrare” nell’essere umano? Era una serie di esperimenti su
come nelle paludi
una domanda chiave. Anzi, era volontari sani, che si prestarono
a farsi pungere dagli insetti. Ne pontine (sopra
p ,
la domanda. Per poter interve-
nire con campagne di bonifica risultò che solo l’Anopheles – che negli Anni ’30).
efficaci era necessario trovare in i contadini della zona di Fiumi- SCIENCE PHOTO LIBRARY/CONTRASTO
fretta una risposta. cino chiamavano“lo zanzarone”
I sospetti degli studiosi si erano – trasmetteva la malaria. In
già concentrati sulle zanzare, fondo, era tutta una questione
possibile veicolo di trasmissione di metodo.
del plasmodio. Ma non tutte le Per garantire il massimo rigore,
zanzare erano uguali, visto che le zanzare erano state allevate
ne esistono moltissime specie, e in laboratorio a partire dalle
Grassi lo sapeva bene. fasi larvali e l’esperimento era
Entomologo. Diversamente avvenuto in un luogo protetto
da Ross, Grassi non era solo un dal contatto con altre specie di
medico, ma anche un esperto insetti. I risultati furono resi noti
entomologo, il che non era un tra il novembre e il dicembre
dettaglio secondario. Nato nel 1898 all’Accademia dei Lincei
1854 a Rovellasca, borgo agrico- di Roma. Grassi aveva aperto la
lo in provincia di Como, da una strada alla lotta contro la ma-

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