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Basilica di San Pietro in Vaticano | Storia, Descrizione ed Informazioni 04/10/19, 15)20

VATICANO

Basilica di San Pietro


L
a Basilica Papale di San Pietro in Vaticano è la più grande di tutte le chiese della cristianità nel
mondo ed è l'opera più famosa dell'architettura rinascimentale.

Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2019

Orari e biglietti

Realizzata: tra il 1506 e il 1626 d.C.


Architetti: Donato Bramante, Michelangelo, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini
Dove si trova: Piazza San Pietro

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Basilica di San Pietro

La prima basilica

La nuova Basilica

Facciata di San Pietro

La Navata centrale

La navata destra

La navata sinistra

L’ambulacro

Il transetto

Confessione

Le opere attorno alla Confessione

L’altare papale

Baldacchino di San Pietro

Cupola di San Pietro

San Pietro, il sommo apostolo, fu crocifisso e sepolto nel Circo di Caligola, Hotel 5 Stelle a Roma Tours
durante la feroce persecuzione dei cristiani da parte di Nerone.
Tours partner:
L’Imperatore reputava i cristiani responsabili dell’incendio di Roma nel 64
d.C. San Pietro è considerato il primo Papa, di conseguenza per il governo
Tour Musei Vaticani, Cappella Sistina e Basilica di
papale il luogo del suo martirio era l’ideale per fare erigere il santuario
San Pietro
principale della Chiesa cattolica.

Durata: 3 ore | Lingue: Inglese, Tedesco, Spagnolo,


Storia della basilica
Francese, Italiano, Portoghese
La prima basilica
In questo luogo, sul Colle Vaticano e al di la del fiume Tevere, nel 318 d.C. Roma in un giorno: Vaticano e Colosseo

l’Imperatore Costantino decise di costruirvi una grande Basilica in onore


Durata: 6,5 ore | Lingue: Inglese, Spagnolo, Tedesco,
dell’Apostolo San Pietro, detta Basilica Costantiniana. La costruzione è
Francese, Portoghese
iniziata tra il 319 e il 322, consacrata nel 326 d.C. e finalmente
conclusa intorno al 349 d.C. La vecchia Basilica di Costantino, rimase in
piedi fino all’epoca di Papa Paolo V, epoca in cui fu definitivamente
abbattuta.

Dopo un periodo di abbandono durato 1200 anni, soltanto nel 1506, Papa
Giulio II affidò a Donato Bramante il progetto per la nuova e attuale
Basilica di San Pietro. La smisurata ambizione di Papa Giulio II per se
stesso e per il papato, dette l’inizio alla realizzazione della chiesa più

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grandiosa e famosa del mondo, dove hanno operato sommi artisti come
Michelangelo, Antonio da Sangallo, Carlo Maderno e Gian Lorenzo
Bernini.

La nuova Basilica
Bramante ha proposto un enorme struttura a pianta centrale a forma di
croce greca racchiusa all’interno di un quadrato con un’immensa cupola
sopra il centro. Nel 1506 fu posta la prima pietra della nuova basilica; il
lavoro si prolungò per oltre un secolo. Al Bramante succedette come capo
architetto Raffaello, e quando morì Raffaello, prese il suo posto
Michelangelo che progettò la cupola che vediamo oggi. Sia Michelangelo
che Raffaello apportarono concreti cambiamenti al progetto originario.

Al momento della morte di Michelangelo nel 1564 era stato


costruito soltanto il tamburo della cupola che fu completata nel 1590 da
Giacomo della Porta. Su richiesta di Papa Paolo V l’imponente edificio è
stato ampliato ulteriormente da Carlo Maderno in un progetto con
un’autentica pianta a croce latina, che ha poi arricchito con la facciata nel
1614. La chiesa fu finalmente riconsacrata nel 1626 da papa Urbano VIII,
esattamente 1300 anni dopo la consacrazione della prima chiesa. Da allora,
la Basilica di San Pietro è stato il centro della cristianità, la meta
spirituale di pellegrini e turisti provenienti da tutto il mondo che ogni anno
visitano la chiesa.

L’edificio stesso è veramente gigantesco. Ha una navata lunga 211,5 metri


(compreso il nartece) e la cupola misura 42 metri di diametro raggiungendo
i 132,5 di altezza. Una volta entrati all’interno della basilica, si
rimane letteralmente senza fiato nell’ammirare la sua magnificenza e i
capolavori assoluti in essa custoditi.

Descrizione

L’edificio ha dimensioni notevoli. Ha


una navata lunga 211,5 metri
(compreso il nartece) e raggiunge i
132,5 di altezza grazie alla cupola, per
una superficie complessiva di circa
23000 metri quadrati.

Presenta un totale di 45 altari ed 11


cappelle, dove sono alloggiati un gran
numero di opere dal valore storico ed
artistico inestimabile.

Facciata di San Pietro


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Larghezza 114,69 m
Altezza 54,44 m

I lavori furono iniziati nel 1607 e poi completati dall’architetto Carlo


Maderno nel 1614. Alterando il disegno originale prospettato da
Michelangelo, il progetto di Carlo Maderno colloca le gigantesche colonne
contro la facciata anziché a fronte dell’edificio.

E’ larga 115 metri per 54 di altezza; un ordine di colonne corinzie e pilastri


sostengono un grandioso cornicione con timpano centrale, contornato da
una maestosa balaustra con tredici statue. Sulla trabeazione un’iscrizione
rievoca la circostanza della costruzione durante il pontificato di Papa Paolo
V Borghese (1605-1621):

“IN HONOREM PRINCIPIS APOST PAVLVS V BVRGHESIVS ROMANVS


PONT MAX AN MDCXII PONT VII”

(trad. In onore del principe degli apostoli; Paolo V Borghese Pontefice


Massimo Romano anno 1612 settimo anno del pontificato)

Posta sopra l’entrata centrale vi è la finestra cosiddetta “Loggia delle


Benedizioni”, dove il sommo Pontefice nelle ricorrenze di Natale, Pasqua e
alla sua elezione, impartisce la sua prima benedizione “Urbi et Orbi” (alla
città e al mondo).

Carlo Maderno: chi è l’architetto che realizzò la


facciata di San Pietro
Carlo Maderno (1556 – 1629), visse la sua infanzia a Capolago, Svizzera.
Dimostrando già da giovane grandi capacità in architettura, venne affidato a
Carlo Fontana, architetto. Ciò permise al fanciullo di cimentarsi in cantieri
di rilievo che gli diedero fama e cittadinanza romana (ad es. la facciata della
chiesa di Santa Susanna). Nel 1603 vince il bando per portare avanti il
complesso michelangiolesco e la facciata di San Pietro. Completò la cupola
di San Pietro su disegni di Michelangelo.

Il portico: l’ingresso alla basilica di San Pietro


Il portico si estende per tutti i 115
metri della luce della facciata. Si
accede dal cancello centrale posto
sulla facciata e permette l’accesso alla
basilica tramite 5 porte.

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Le porte della basilica


Cinque sono le porte che permettono l’accesso alla basilica:

1 Porta della morte, realizzata nel 1964 da Giacomo Manzù. Porta

utilizzata per le processioni funebri

2 Porta del bene e del male, realizzata da Luciano Minguzzi tra il 1970

e il 1977

3 Porta centrale/Porta del Filarete, realizzata da Antonio Averulino

detto Filarete tra il 1439 e il 1445

4 Porta dei sacramenti, realizzata da Venanzo Crocetti nel 1965

5 Porta Santa, realizzata da Vico Consorti nel 1950


La Porta Santa

Tra le migliaia di porte sante in giro per il mondo (non è dato sapersi il
numero preciso), quella di San Pietro è la più importante, ma non la prima.
La Porta Santa della Basilica di San Pietro risale al 1500, mentre la soglia in
San Giovanni in Laterano risale al 1423.

Leggendo l’antico testamento (Ezechiele 46, 1-3), la Porta Santa è il “luogo


attraverso il quale l’uomo passa per incontrare Dio”.

L’apertura della Porta Santa è un rito fondamentale del Giubileo, che


rappresenta l’offerta di un “percorso straordinario” verso la salvezza.

La Navata centrale
Immediatamente all’interno della
porta centrale si trova una grande
lastra di porfido rotonda nel
pavimento. Qui Carlo Magno e
altri imperatori romani si
sono inginocchiati per
la loro incoronazione.

Straordinariamente raffinato è il
disegno del pavimento
marmoreo, opera di Gian Lorenzo
Bernini per il giubileo del 1650, assieme alle decorazioni della navata. Gli
interni dei pilastri che separano la navata centrale dalle laterali hanno
nicchie piene di statue dei Santi fondatori; la navata culmina in una ricca
volta a botte per concludersi dietro al colossale Baldacchino con le colonne
tortili del Bernini nella monumentale Cattedra di San Pietro.

Statue nella navata principale


Nella navata centrale troviamo:

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1 Statue di Santa Teresa di Gesù e Santa Maddalena Sofia Barat [73]

2 Statue di San Vincenzo De Paoli e San Giovanni Eudes [75]

3 Statue di San Filippo Neri e San Giovanni Battista de La Salle [77]

4 Monumento a Innocenzo XI [76]

5 Statue di San Camillo de Lellis e San Luigi Maria Grignon De

Montfort [74]

6 Statua di San Giovanni Bosco [42]

La navata destra
Nella navata laterale destra troviamo,
partendo dal basso:

1 Cappella della Pietà [9]

2 Monumento a Leone XII [10]

3 Monumento a Cristina di

Svezia [11]

4 Monumento a Pio XII [12]

5 Cappella a San Sebastiano

(Tomba di Innocenzo XI) [13]

6 Monumento a Pio XI [14]

7 Monumento a Innocenzo XII [15]

8 Monumento a Matilde di

Canossa [16]

9 Cappella del Santissimo

Sacramento [17]

10 Monumento a Gregorio XIII [18]

11 Monumento a Gregorio XIV [19]

La Pietà di Michelangelo
Nella cappella appena dopo la porta Santa troviamo la straodinaria Pietà di
Michelangelo, realizzata dal maestro rinascimentale ad appena ventidue
anni. Commissionata dal cardinale francese Jean de Bilhères de La
Groslaye, ambasciatore di Carlo VIII presso papa Alessandro VI, era
destinata alla sua stessa sepoltura.

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La Pietà di Michelangelo, 1497-99

Realizzata in marmo di Carrara, fu la prima di una lunga serie di opere


scolpite con questo eccelso materiale da Michelangelo Buonarroti.

Le due figure di Gesù e la Vergine Maria creano nella loro posa dinamica una
composizione piramidale, raccordata da un ampio panneggio indossato
dalla Vergine stessa, che poggia su una sporgenza rocciosa. La giovinezza
della figura femminile suscitò diverse critiche, confutate dallo stesso artista
che noll’opera volle rappresentare simbolicamente la giovane quando
concepì Cristo.

Nel 1972 subì un atto vandalico, che arrecò danni importanti, in particolare
alla Vergine Maria. Venne fatto poi un delicato intervento di restauro.

La navata sinistra
Nella navata laterale sinistra troviamo,
partendo dal basso:

1 Battistero

2 Monumento a Maria Clementina

Sobieski

3 Monumento agli Stuart

4 Monumento a Benedetto XV

5 Cappella della presentazione

6 Monumento a Giovanni XXIII

7 Monumento a Pio X

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8 Monumento a Innocenzo VIII

9 Cappella del coro

10 Altare dell’Immacolata Concezione

11 Monumento a Leone XI

12 Monumento a Innocenzo Xi

L’ambulacro
Ambulacro inferiore
Nell’ambulacro (o ambulatorio)
inferiore troviamo:

1 Monumento a Pio VIII (Porta

della Sacrestia) [54]

2 Altare della Bugia [55]

3 Altare di San Gregorio [56]

4 Monumento a Pio VII [57]

5 Cappella Clementina [58]

6 Altare della Trasfigurazione [59]

7 Altare di San Girolamo (tomba di Giovanni XXIII) [20]

8 Cappella Gregoriana [21]

9 Monumento a Gregorio XVI [22]

10 Altare della Madonna del Soccorso [23]

11 Monumento a Benedetto XIV [24]

12 Altare di San Basilio [25]

Ambulacro superiore
Nell’ambulacro (o ambulatorio)
superiore troviamo:

1 Altare della Navicella [31]

2 Monumento a Clemente XIII

[32]

3 Altare di San Michele

Arcangelo [33]

4 Altare di Santa Petronilla

[34]

5 Monumento a Clemente XIII [35]

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6 Altare di San Pietro che resuscita Tabita [36]

7 Monumento a Alessandro VIII [42]

8 Altare di San Pietro che guarisce il paralitico [43]

9 Cappella della Vergine della Colonna [44]

10 Altare di San Leone Magno [45]

11 Altare della Vergine della Colonna [46]

12 Monumento a Alessandro VII [47]

13 Altare del Sacro Cuore [48]

Il transetto
Mentre nel progetto di età
costantiniana il transetto era a croce
commissa (ovvero con il transetto
posto alla sommità delle navate), nel
progetto attuale realizzato da
Michelangelo Buonarroti esso è a
croce immissa, intersecando
perpendicolarmente il braccio
longitudinale della basilica.

Si divide in transetto settentrionale,


ovvero il braccio che si estende verso i palazzi vaticani e transetto
meridionale, che si estende verso la sacrestia.

Transetto settentrionale
Nel transetto settentrionale troviamo (in senso orario):

1 Statue di San Pietro Nolasco e Santa Luisa di Marillac [53]

2 Altare della Crocifissione di San Pietro [52]

3 Altare di San Giuseppe [51]

4 Altare di San Tommaso [50]

5 Statue di San Norberto e San Guglielmo [49]

Transetto meridionale
Nel transetto meridionale troviamo (in senso orario):

1 Statue di San Giuseppe Calasanzio e San Bonfiglio Monaldi [30]

2 Altare di Sant’Erasmo [29]

3 Altare dei Santissimi Processo e Martiniano [28]

4 Altare di San Venceslao [27]

5 Statue di San Girolamo Emiliani e Santa Giovanna Antida Thouret

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[26]

Confessione
Sotto la cupola vi è la confessione, in
genere utilizzato per accogliere e
conservare le reliquie. La confessione
della basilica di San Pietro accoglie la
Tomba di San Pietro.

Grazie alle rampe di scale speculari a


cui si accede tramite un portoncino di
legno, si scende in un incavo
semicircolare definita da balaustri di
broccatello alternati a pilastri decorati
in alabastro orientale e marmo bianco e nero. La policromia adottata nei
marmi di pareti e pavimenti impreziosisce l’opera, che è una delle più
interessanti per minuziosità nell’uso di pietre dure del seicento.

Tomba di San Pietro


Grazie ad una serie di esplorazioni archeologiche intraprese nei primi anni
di papato dal papa Pio XII Pacelli (1939-1958) nell’area del confessionale, è
stato possibile portare alla luce una necropoli romana risalente al III secolo
che occupava un’area a lato del Circo di Nerone (dovevennero messe in atto
le feroci persecuzioni contro i cristiani durante la sua reggenza). Per la
precisione, sulle pendici meridionali del colle Vaticano, dove venne
rinvenuta una piccola edicola funerario chiamata “Trofeo di Gaio” ed una
tomba circondata da un muro di rispetto (il “muro rosso”) ricoperto da
graffiti cristiani. Una scritta in greco con il nome di Pietro (“petr[os] enì”,
Pietro è qui) convinse l’archeologa Margherita Guarducci ed il Vaticano ad
identificare con certezza che questa fosse la tomba di San Pietro.

Prendendo per storicamente vere tali conclusioni, le ossa di San Pietro sono
oggi in una teca di plexiglass nella confessione, posta sulla proiezione
verticale perfetta del centro della cupola.

Le opere attorno alla Confessione


Nell’area che circonda la Confessione, esattamente fra i 41,55 metri di
diametro della cupola vi sono una serie di ragguardevoli opere da visitare:

1 Statua di San Giovanni Bosco [78]

2 Statua bronzea di San Pietro (Arnolfo di Cambio) [79]

3 Statua di San Longino [91]

4 Statue di San Gaetano Thiene e Santa Francesca Saverio Cabrini

[90]

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5 Statue di San Bruno e San Paolo della Croce [89]

6 Statua di Sant’Elena [88]

7 Statue del Profeta Elia e San Francesco di Sales [87]

8 Statue di San Benedetto e San Francesco da Roma [85]

9 Statua di Santa Veronica [84]

10 Statue di Santa Giuliana Falconieri e Sant’Angela Merici [83]

11 Statue di San Giovanni di Dio e Santa Maria Eufrasia Pelletier [82]

12 Statua di Sant’Andrea [81]

13 Statue di San Francesco da Paola e San Pietro Fournier [80]

L’altare papale
L’altare papale della basilica di San Pietro è uno degli otto altari maggiori
presenti nelle basiliche papali e nelle basiliche pontificie di Loreto e Padova.

Basiliche che accolgono un altare papale:

1 San Pietro

2 San Giovanni in Laterano

3 Santa Maria Maggiore

4 San Lorenzo fuori le mura

5 San Paolo fuori le mura

6 Basilica inferiore di San Francesco

7 Santa Maria degli Angeli

8 Sant’Antonio da Padova

9 Santuario di Loreto

L’altare papale della basilica di San Pietro si trova al di sopra del


confessionale e al centro del più famoso Baldacchino di San Pietro,
progettato da Gian Lorenzo Bernini.

In origine era l’altare di Gregorio Magno (590-604), poi sostituito dall’altare


di Callisto II (1123) ed infine sostituito dall’attuale altare di Clemente VIII
del 1594. In marmo bianco con venature grigie, l’altare papale presenta un
frontale con quattro colonne che incorniciano tre pannelli senza particolari
decorazioni.

Baldacchino di San Pietro


Realizzato tra il 1624 ed il 1633, il Baldacchino di San Pietro è un’opera
monumentale progettata da Gian Lorenzo Bernini. Fu affidata allo scultore,
architetto, pittore ed urbanista napoletano da papa Urbano VIII, prima

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ancora di affidargli la direzione dei lavori della basilica, che avvenne a


seguito della morte di Carlo Maderno all’inizio del 1629.

Il maestoso progetto consta di una struttura in bronzo posta a protezione


ed indicazione della tomba di San Pietro. Sviluppata su quattro colonne
tortili caratterizzati da motivi naturalistici, termina con quattro volute
sorrette da angeli che si incurvano a dorso di delfino e culmina con il globo e
la croce.

Colonne del baldacchino


L’opera si sorregge su quattro colonne tortili alte 11 metri, le cui tre sezioni
vennero fuse separatamente:

1 sezione inferiore, con scanalature elicoidali

2 sezione centrale e sezione superiore, ornate da rami di ulivo ed

alloro, putti, lucertole ed api svolazzanti (simbolo dei Barberini)

Le colonne traggono ispirazione dal Tempio di Salomone (il primo tempio di


Gerusalemme ebraico, datato 960 a.c.) e creano continuità con le colonne,
anch’esse tortili, della pergula (vecchia basilica di San Pietro, confessionale).
Conferisco all’opera uno slancio ascendente in direzione della cupola di
Michelangelo.

Sono adornate da elementi naturalistici bronzei come tralci di lauro e alloro


(in riferimento al noto talento poetico latino di Urbano VIII), api (simbolo
della famiglia Barberini, a cui apparteneva Papa urbano VIII) e lucertole
(simbolo di rinascita e di ricerca di Dio).

Trabeazione e struttura superiore


Una trabeazione concava, tipica del barocco unisce i quattro pilastri del
baldacchino. Da qui dipartono quattro volute a dorso di delfino, che
sorreggono un globo d’oro sormontato una croce. Ne risulta un aspetto
particolarmente leggero e dinamico.

Sui quattro angoli sono posizionate statue di angeli, mentre sopra ai drappi
che ricoprono la trabeazione vi sono dei putti. Tali opere sono firmate da
uno dei maggiori esponenti dell’architettura barocca: Francesco Borromini.

Il falso storico del bronzo riciclato dal


Pantheon
Spesso si legge che il bronzo usato per le colonne del baldacchino di San
Pietro sia lo stesso asportato e fuso dalle travature del pronao del
Pantheon. Ne derivò addirittura una “pasquinata” (atto di appendere ad una
statua del III sec. ritrovata nel 1501 fogli con satire pungenti dedicate ai
personaggi pubblici più importanti), che recitava così:

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“Ciò che non fecero i barbari, fecero i Barberini“.

Si scoprì poi che in realtà i bronzi del Pantheon furono utilizzati al 90% per
realizzare 80 cannoni per il Mausoleo di Adriano, che forse una minima
parte del bronzo del Pantheon sia stata utilizzata per il baldacchino
(l’origine del bronzo è veneziana) e che l’autore della pasquinata fu il
monsignor Carlo Castelli, ambasciatore del duca di Mantova.

Cupola di San Pietro


Peso complessivo 14.000 tonnellate circa
Altezza esterna (croce compresa) 133,30 metri
Altezza interna (dal pavimento alla
117,57 metri
volta della lanterna)
Altezza lanterna 18 metri
Diametro esterno 49 metri
Diametro interno 41,55 metri

Progettata da Michelangelo, ha lavorato all’opera fino alla sua morte


quando la costruzione era stata eretta fino al tamburo. Il suo
allievo Giacomo Della Porta, ha preso in carico la direzione dei lavori,
rialzando di 7 metri la volta della cupola per completarla nel 1590. La
lanterna sovrastante è alta 17 metri.
Questo capolavoro architettonico è servito da modello per altre cupole nel
mondo occidentale. Tra queste quelle di Saint Paul a Londra (1675), Les
Invalides a Parigi (1680-1691) e il Campidoglio di Washington (1794-
1817).

Altezza cupola di San Pietro


L’altezza da terra della cupola di San Pietro, se consideriamo anche la croce
è di ben 133,30 metri. Per arrivare alla salita della cupola dovremo salire
537 gradini.

Hotel 5 Stelle a Roma Tours

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