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LEGENDA

nome proprio
cfr
Palermo
Ya ed Era

IL ROMANZO GRECO - GENERE MARGINALE


I grammatici e i filologi avevano una gerarchia ben precisa di generi codificati.
Epica al vertice, tragedia, lirica, storiografia.
Per ogni genere c’era il protos euretes (primo scopritore, il padre, il fondatore).
Spesso i grammatici e i filologi andavano alla ricerca affannosa del mitico fondatore.
Nell’estetica antica c’è un rapporto deterministico, ferreo, tra res e verba. Dato un contenuto,
deve esserci una forma.
Se scrivo una satira in termini di attacchi personali, userò il giambo.
Versi di carattere sentimentale, politico, gnomico, uso l’elegia.
Se parlo di battaglie, dei ed eroi, uso l’esametro.
Il romanzo non è un genere. Non c’è neanche un nome. Spesso diègèma (narrazione), o
muthos (il racconto), o drama (rappresentazione di una vicenda).
Romanzo è una parola neolatina.
Componimenti incentrati su ciclo bretone (Re Artù) e ciclo carolingio (Carlo Magno con i suoi
paladini che difendono l’Europa cristiana dall’assalto dei saraceni, dei mori).
Questa produzione in prosa in langue d’oil apparteneva alla categoria del romanzo perché
era scritta in lingua romanza, in neolatino.

LA TRAMA
Complessità della trama - a effetto, suscita l’attenzione e l’interesse dei lettori. Il pubblico
non è più colto. E’ medio. Non si accosta a questi testi scritti con intenti edificanti o
moralistici, ma considera le opere come letteratura di evasione. La conferma la dà Luciano,
nei capitoli introduttivi della Storia Vera.

EXCURSUS SU MANZONI
Manzoni scrive il romanzo non quando è in pensione. Lui modula la sua poetica negli anni
‘20, ‘30, ‘40. Il romanzo, per lui, è un genere nuovo. Non per i contenuti, ma per la forma.
Manzoni interviene continuamente sulle res, sui contenuti, intervenendo dal Fermo e Lucia
ai Promessi Sposi cambiando elementi della trama, ma soprattutto sulla lingua. Disponeva,
all’inizio, solo dell’ italiano letterario.
L’accademia della crusca aveva impostato il discorso di stampo puristico. Manzoni si pone il
problema di arrivare ad ampi strati di lettori. L’opera non deve usare la lingua di un'élite.
Bisogna sciacquare i panni in Arno. Manzoni si trasferisce a firenze per imparare il fiorentino
parlato.
Il romanzo in Manzoni coincide col punto più alto della sua poetica.

EXCURSUS SU VERGA
Verga, negli anni giovanili, seguiva la moda foscoliana e manzoniana del romanzo storico,
nella scuola di Antonio Abate, a Catania.
A Milano, grazie alla mediazione di Luigi Capuana (Giacinta, primo romanzo verista),
abbandona la letteratura mondana.
Verga guadagna di più con Storia di una capinera.
Modello: il romanzo di Émile Zola.
Anche Verga ha bisogno di trovare una forma nuova: il romanziere deve essere
impersonale, l’opera deve dare l’impressione che si sia fatta da sé.
Verga: grandi scene corali. Contano le praxeis. L’ethos si manifesta attraverso le praxeis. Il
narratore in Rosso Malpelo non è Verga. E’ uno della cava. Quando crolla il pilastro, e crolla
Mastro Misciu Bestia, il bambino cerca di scavare per togliere la rena e scavare il padre.
Peppe vede l’istinto del bambino che cerca di salvare il padre. Il narratore superstizioso
interpreta quest’azione come opera di un diavolo.
Verga si eclissa. Sparisce. L’autore è come Dio che ha creato il mondo e lo fa andare da
solo.
Nella società europea ‘800 il romanzo è il genere più importante. (Manzoni, Verga, Svevo,
Pirandello). Il romanzo è la moderna epopea borghese (Hegel).

CARITONE DI AFRODISIA - CHEREA E CALLIROE


Opera: Cherea e Calliroe.
Uno Sfregis, un sigillo, all’inizio della narrazione, recita: Io caritone di Afrodisia, segretario
del retore Atenagora, racconterò una storia d’amore accaduta a Siracusa.
Protagonisti: Cherea e Calliroe, due giovani bellissimi e nobili, si incontrano alla festa di
Afrodite, si innamorano e si sposano.
Cherea, spinto da un pretendente invidioso (l’oppositore) che gli suggerisce che la moglie lo
tradisca, colpisce violentemente Calliroe al ventre e le fa perdere i sensi.
Calliroe è creduta morta. Viene sepolta da viva, con tutti gli oggetti.

Inizio delle peripezie - Una banda di pirati guidata da Terone viola la tomba e rapisce
Calliroe che nel frattempo si è svegliata ed è venduta come schiava a Dioniso, un notabile
della città di Mileto che si innamora subito della ragazza. (Da Siracusa a Mileto, in Asia
Minore - cronotopo) (è come Angelica nell’Orlando Furioso - Orlando non la ottiene, un
paggio come Medoro sì).
Cherea viene scagionato dall’accusa di avere ucciso e parte alla ricerca della fidanzata.
(In Manzoni è importanto il significato dell’opera. Non la storiella in sé).
(I due promessi sposi sono divisi).
Calliroe apprende la falsa notizia della morte di Cherea e organizza il suo funerale
(moltiplicarsi dei colpi di scena. Il lettore deve essere allettato, da vicende avventurose,
come in Svetonio), durante il quale Mitridate, satrapo della Caria, si innamora di Calliroe.
Mitridate imprigiona Cherea ed entra in conflitto con Farnace, satrapo della Lidia, anche lui
innamorato di Calliroe.
I pretendenti si rivolgono al Re di Persia Artaserse II per stabilire a chi debba andare la
ragazza. Artaserse si innamora.
(elemento fondamentale: la fedeltà e la castità di queste ragazze, che nonostante le
tentazioni rimangono sempre fedeli)

Scoppia la rivolta dell’Egitto contro la Persia. Cherea comanda la flotta Egizia ed espugna
l’isola di Arado dove Artaserse aveva lasciato la moglie e i suoi beni e la stessa Calliroe, che
si era preso per sé.
Cherea restituisce gli ostaggi e si riunisce a Calliroe.
(Qui c’è l’idillio, che nei Promessi Sposi è mancato).
SENOFONTE EFESIO - ABROCOME E ANZIA
Abrocome (Bellachioma), giovane bellissimo, non considera nessuno degno di lui e
disprezza persino il dio Eros. (cfr. Ippolito di Euripide. Ippolito rende onore solo ad Artemide,
non ad Afrodite)
Il dio si vendica e lo fa innamorare di una ragazza bella come una dea, Anzia.
I due si innamorano e deperiscono di giorno in giorno. Non si sa perché. Vanno incontro a
un nosos. (cfr. Aconzio e Cidippe in Callimaco)
I genitori interrogano l’oracolo di Apollo a Colofone: la malattia dei giovani è l’amore, essi
andranno incontro a peripezie e alla fine la dea Iside li salverà.
Per evitare ciò, i genitori li fanno unire in matrimonio e li mandano in Egitto.
(Le trame sono importanti bla bla bla).
Durante il viaggio vengono catturati dai pirati. Di Abrocome si innamora Mantò, figlia del loro
capo Assirto (cfr. il fratello di Medea nel 3 libro delle Argonautiche). Mantò viene rifiutata e
accusa Abrocome di violenza (cfr. Ippolito di Euripide)(cfr. Iliade VI - Stenebea si innamora
di Bellerofonte, ospite del marito) (cfr. Alessandro Etolo) (cfr. cap 39 Genesi - Giuseppe e la
moglie di Putifarre). Assirto fa imprigionare e torturare il giovane.
Anzia diventa schiava di Mantò, che la fa sposare con il capraio Làmpone, che ne rispetta la
verginità e la vende ai pirati (cfr. Elettra di Euripide).
(Nel romanzo greco confluiscono elementi provenienti da generi anteriori)
La giovane arriva alla fine a Tarso dove il potente Perìlao la vuole sposare.

Anzia, pur di non sposarlo assume il veleno, in realtà potente sonnifero. Creduta morta viene
sepolta viva in una tomba che viene saccheggiata da briganti.
poi a Rodi e incontra Abrocome. Qui la coppia si incontra per recarsi nel tempio di Artemide
ad Efeso dove si compie il lieto fine.
(E’ molto simile ai Promessi Sposi).
C’è il lieto fine.

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ORIGINE DEL ROMANZO


1876 - ERWIN ROHDE formula l’ipotesi che il romanzo greco sia il risultato della fusione di
due elementi:
- avventuroso (epos)
- erotico (elegia)
Questa fusione avviene all’interno delle scuole retoriche della neosofistica del II secolo d.C.
Tesi sbagliata. Successivamente al 1876 furono scoperti dei papiri attestanti resti e
frammenti di Nino e Semiramide, romanzo del II sec a.C.

QUINTINO CATAUDELLA
Il più grande filologo siciliano del secolo scorso, professore del prof con cui Peppe si è
laureato nel 1994.
1957 La novella greca
1958 Prefazione al romanzo greco e latino
Riprende la tesi di Rhode ma sposta il luogo di fusione dei due elementi ai
progymnasmata, esercitazioni retoriche fittizie del I secolo a.C.
Nell’epos (Odisseo e Penelope, coppia fedel), in Erodoto, in Senofonte (Pantea e Abradata)
ci sono degli elementi già romanzeschi. Il nucleo è lì.
Quando questi elementi vengono sviluppati in modo autonomo sul piano della pura
invenzione, allora nasce il romanzo.

BRUNO LAVAGNINI
1921 Il romanzo nasce per influsso di leggende locali e di leggende di santuario, cioè fiorite
attorno a santuari famosi.
Infatti, Abrocome e Anzia si conclude nel santuario di Efeso.
Cariclea e Teagene è legato al tempio di Delfi.

OTTO WEINREICH
Le fonti del romanzo sono nell’epos, soprattutto nel’Odissea. Lì è l’elemento avventuroso.
Anche nelle Argonautiche.

KAROL KERÉNYI e REINHOLD MERKELBACH


Le trame dei romanzi fanno riferimento ad archetipi religiosi (Iside e Osiride e culti misterici)
laicizzati.
Kerenyi - Le peripezie dei protagonisti sono un rifacimento delle avventure di Iside per
salvare lo sposo e fratello Osiride dalla malvagità di Seth. Quindi devo leggere l’opera in
chiave allegorica.
Merkelbach - separazione-peripezie-salvezza sono la trama sulla quale si impianta
l’elemento religioso. I romanzi non sono storie d’amore ma racconti religiosi che servono a
rendere accessibili al grande pubblico le verità delle religioni misteriche.
Senofonte Efesio e Achille Tazio esaltano la dea Iside. La religione tradizionale ormai non
è coltivata. Si va alla ricerca di altri spunti religiosi: culti orientali e cristianesimo.
Giambico era un adepto del dio Mitra.
Longo Sofista, che ha scritto Le avventure di Dafne e Cloe, romanzo pastorale, è iniziato ai
misteri dionisiaci.
Eliodoro è seguace di culti solari.

ACHILLE TAZIO - LEUCIPPE E CLITOFONTE


E’ Clitofonte stesso che racconta ad Achille Tazio la vicenda del romanzo. Clitofonte
incontra l’autore a Sidone davanti al quadro del ratto di Europa. Proprio l’ekphrasis
(digressione) di gusto ellenistico sul tema del quadro offre lo spunto per raccontare le
peripezie.
Dopo che Leucippe è stata rapita dai pirati e ritenuta morta, Clitofonte accetta la proposta di
matrimonio di Melite, una matrona di Efeso, nel cui podere si trova a lavorare Leucippe.
Diversità: è il ragazzo l’oggetto del desiderio.
Motivo della tuke. I due ragazzi si trovano vicini per un caso fortuito.
Tersandro, primo marito di Melite, entra in scena e imprigiona Clitofonte, che viene
prosciolto dopo essersi piegato alle profferte di Melite, ma poi è di nuovo arrestato.
Si celebra un processo nel quale è riservato ampio spazio alla retorica giudiziaria.
E’ questa la particolarità del romanzo.
Il romanzo greco è il risultato dell’assemblamento di tanti pezzi.
Si attinge a filoni già presenti e operanti nella letteratura greca precedente. Vengono variati
per renderli gradevoli e allettanti rispetto a un vasto pubblico.
Dal punto di vista formale, queste opere non sono elaborate stilisticamente. Ciò significa che
l’opera non era destinata a un pubblico esigente, ma a chi voleva divertirsi.
Achille Tazio attinge al tema dell’oratoria, per esempio.
Nel tempio di Artemide i due giovani si ritrovano: Leucippe prova la sua verginità e Clitofonte
la sua fedeltà. Si celebra il matrimonio con il ritorno a Tiro.

LONGO SOFISTA - AVVENTURE PASTORALI DI DAFNI E CLOE


E’ l’unico romanzo ambientato nel mondo pastorale, enfatizzando la scelta tematica di
Teocrito. Ancora, assemblaggio di diversi filoni letterari.
Tuttavia lo scenario agreste non ha nulla di realistico, ma è di maniera.
Per Teocrito, una cosa è il mandriano, un’altra il capraio.
Teocrito non vede il mondo pastorale come qualcosa di idealizzato.
Per Longo, lo scenario agreste è l’ideale in cui collocare la storia d’amore dei due giovani.
Significativa è la corrispondenza tra l’arrivo della primavera e la nascita della passione
amorosa, come se ci fosse una sorta di rispecchiamento tra natura e individuo (Simbolismo,
Myricae).
Le diverse fasi dell’innamoramento sono analizzate con fine introspezione psicologica sulla
scorta delle Argonautiche di Apollonio Rodio (libro 3) e di Teocrito, idillio II (incantatrice).
Gli antichi quando imitano, emulano. Sono orgogliosi di avere qualcuno di importante alle
spalle. Si pongono nel solco di auctoritates precedenti cercando di variare.
Quest’opera fu imitata in Italia da Sannazzaro (Arcadia), Tasso (Aminta), Guarini (Il pastor
fido).
1o
Dafni e Cloe sono due trovatelli allevati da due pastori. Lamone trova Dafni, Driante trova
Cloe. Entrambi hanno segni di riconoscimento. Trascorrono l’adolescenza nei campi e si
innamorano. (cfr. Menandro).
In due occasioni i due vengono separati: prima Dafni è rapito dai pirati, poi Cloe durante la
guerra tra Mitilene e Metimna.
Ma la separazione non riesce. Importante. I due ragazzi trascorrono la loro vita a Lesbo.
Durante un lungo e freddo inverno i due non si vedono.
Cloe è chiesta in sposa da pretendenti più ricchi di Dafni. Dafni sogna un nascondiglio dove
trova un tesoro di 3000 dracme.
Dafni chiede in sposa Cloe.
Il consenso dovrà essere dato dal padrone (dei due pastori) Dionisofane.
Dagli oggetti dell’esposizione scopre che Dafni è figlio di Dionisofane, come Cloe del ricco
Megacle.
Dafni e Cloe si sposano preferendo la vita agreste al lusso cittadino.
L’opera si distingue per la riduzione delle peripezie e per l’assenza del motivo del distacco.

ELIODORO DI EMESA, sacerdote di Helios (Siria)


Si sposta il baricentro. Non è più Atene.
Forse vescovo di Tricca in Tessaglia, costretto a bruciare l’opera o a rinunciare alla carica
episcopale.

LE ETIOPICHE
Calasiride, un sacerdote, narra in medias res (cfr. Odissea).
Sempre assemblaggio: la tecnica narrativa non è nuova.
Cariclea, figlia del re d’Etiopia, ha però la pelle bianca (la madre aveva contemplato un
quadro di Andromeda) e viene esposta. Vive presso il tempio di Apollo a Delfi. (cfr. Ione di
Euripide).
Durante i giochi pitici Cariclea si innamora di Teagene.
Calasiride, sacerdote di Iside, è inviato dalla regina di Etiopia a Delfi sulle tracce della figlia.
Un oracolo prescrive che i due troveranno la felicità in terre lontane.
Vengono catturati dai pirati e approdano nel Delta del Nilo.
Immancabile sfondo esotico: l’Egitto.
La moglie di Arsace, satrapo d’Egitto, si innamora di Teagene che lo respinge.
I due sono catturati dai soldati etiopi in guerra con l’Egitto.
In Etiopia stanno per essere sacrificati al dio Helios e Selene quando Cariclea è riconosciuta
dalla madre (anagnorisis).
Alla fine vengono aboliti i sacrifici umani da parte degli Etiopi.
I due giovani diventano sacerdoti di Helios e di Selene e si sposano (cfr. Ifigenia in Tauride).
Il viaggio dei due promessi sposi è dettato da una motivazione oracolare ed è guidato da un
sacerdote di Iside.
Il viaggio si conclude con l'assunzione da parte dei due protagonisti della carica sacerdotale.
Il romanzo ha carattere iniziatico di tipo misterico.