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PROMESSI SPOSI Capitolo XII: lautore illustra le cause principali della carestia che colpisce Milano: la scarsit del

raccolto,dovuta alla contrariet delle stagioni, e gli approvvigionamenti militari per la guerra di successione di Mantova. Linevitabile rincaro del pane eccita il malcontento popolare e spinge ognuno a cercare di individuare i colpevoli di una situazione che sembra il frutto di una qualche oscura macchinazione. La pressione popolare induce il cancelliere spagnolo Ferrer a imporre un prezzo del pane che accontenti la gente,ma troppo basso rispetto alla realt del mercato. Ben presto,dunque,il provvedimento si dimostra inapplicabile:i prezzi aumentano nuovamente e il malcontento cresce fino ai limiti della rivolta. Proprio la sera del 10 novembre 1628,il giorno prima dellarrivo di Renzo,la gente affolla le vie con vaghi ma bellicosi propositi. La mattina seguente molti cittadini sono in strada fin dalle prime ore,confusamente determinati a compiere qualche gesto. Si passa allimprovviso ai fatti,quando i garzoni dei forni escono dalle botteghe con il pane fresco per andare a distribuirlo nelle case dei ricchi:vengono assaliti e saccheggiati. Il bottino non per sufficiente ad accontentare la folla,che allora si dirige in massa ad assaltare il forno pi vicino,detto delle grucce. Qui,nonostante la presenza di un magistrato e dei soldati,la folla sfonda le porte delledificio e fa razzia di pane,farina e di tutto quanto le capiti a tiro. Il saccheggio al forno delle grucce quasi concluso quando Renzo sopraggiunge,pensando perplesso sui commenti discordi che sente dalle persone intorno sullesistenza degli incettatori,sulle responsabilit dei fornai,sulle spie della polizia,sulloperato di Ferrer. Renzo osserva il forno distrutto e non condivide loperato della folla,anche se convinto dellesistenza degli speculatori. Segue poi la gente che si avvia verso la piazza del duomo,dove la folla si ritrova,rabbiosa e festante,intorno al fal acceso con le soprammobili asportate dal forno. Mentre il fal si estingue,si diffonde la notizia dellassalto a un altro forno poco lontano: la folla vi si reca eccitata e Renzo la segue prudentemente. Giunti sul luogo,si trova invece la gente della bottega ben sferragliata e difesa. Il popolino esitante sul da farsi,quando si alza la voce di qualcuno che istiga allattacco contro la vicina casa del vicario di provvisione,ritenuto da molti il vero affamatore della citt. La proposta viene accolta con violenta eccitazione. COMMENTO: i capitoli dal XII al XVII costituiscono ununica grande sequenza narrativa,incentrata sulle disavventure di Renzo dal suo arrivo a Milano. Qui assistiamo : 1. esposizione oggettiva dei motivi che hanno determinato la carestia a Milano e delle forte tensioni nella popolazione della citt 2. i fermenti di rivolta fra il popolo la vigilia di san martino,e lassalto al forno delle grucce la mattina successiva,la stessa in cui Renzo arriva in citt 3. entrata in scena di Renzo,che partecipa con discrezione,da spettatore curioso,agli ultimi momenti allattacco del forno,al fal in piazza de duomo e alla tumultuosa corsa verso altri saccheggi Renzo lunico personaggio individuo del capitolo,il protagonista di tutta questa macrosequenza del romanzo;anche se si tiene in disparte come osservatore di ci che sta accadendo. Ma vera protagonista del capitolo la moltitudine,la folla popolana di Milano. Il Manzoni,pur rendendosi conto che le condizioni sociali delle classi popolari sono misere,tende comunque a rappresentarlo come folla e moltitudine irragionevole,violenta. Capitolo XIII: La fola si rovescia minacciosa nella strada del palazzo del vicario di provvisione. Costui,in preda al terrore,si rifugia in soffitta,mentre i servitori cercano di barricare come possono la casa che viene investita dalla furia dei rivoltosi. La folla si accalca inferocita di fronte alla casa del vicario, e i pi violenti si accaniscono subito a scardinare porte e finestre per saccheggiare il palazzo,minacciando di morte il magistrato. Renzo,che guadagnato il centro del tumulto,inorridisce alle urla di morte

intorno a s e si propone di fare quanto in suo potere per impedire il linciaggio che si sta profilando. Arriva un distaccamento di soldati,incaricato di ristabilire lordine,ma la proposizione di forze tale che lufficiale preferisce tenersi ai margini degli avvenimenti,per timore di scatenare la folla. Lo stesso Renzo,indignato dai propositi assassini espressi dai pi esagitati,rischia di essere malmenato per le sue proteste ad alta voce, salvato da un gruppo di cittadini meno violenti,che gli fanno scudo,e soprattutto dalla diversione costituita dallarrivo di una lunga scala che dovrebbe servire per dare lassalto alle finestre della casa del vicario di provvisione. Allimprovviso,si diffonde tra la folla lannuncio che sta per arrivare il cancelliere Ferrer,da solo, in carrozza e senza scorta armata. Il favore popolare con lui,per il provvedimento che aveva preso di abbassare il prezzo del pane e perch circola la voce che venga a prelevare il vicario per portarlo in carcere. Ferrer riesce ad aprirsi faticosamente la strada promettendo un futuro di giustizia e di pane. Fra coloro che pi si prodigano per aprire un varco alla carrozza si fa notare anche Renzo,che giunge addirittura a cogliere un sorriso di approvazione dello stesso cancelliere. Il giovane ne rimane affascinato convinto che non possa che essere un difensore dei deboli. Il cancelliere giunge finalmente alla porta della casa prima che questa venga abbattuta. Ferrer entra nel palazzo e ne esce quasi subito con il terrorizzato vicario. I due magistrati riescono a riaprirsi la strada in mezzo alla turba e ad allontanarsi sani e salvi. COMMENTO: il capitolo narra un unico avvenimento quello dellassalto popolare al palazzo del vicario di provvisione, La macrosequenza si suddivide in tre momenti: 1. lassedio al palazzo del vicario di provvisione 2. la dissertazione psicosociologica sui tumulti popolari 3. lintervento del gran cancelliere Antonio Ferrer e il riscatto del vicario la partecipazione di Renzo al tumulto si fa sempre pi attiva e questo suo coinvolgimento sar determinante per il suo destino. Da spettatore interessato passa a protagonista dellazione e del racconto. In questo capitolo la figura di Ferrer si presenta sotto una luce ambigua,ma non del tutto negativa come nel capitolo precedente. Tuttavia lattenzione dellautore si rivolge soprattutto sui comportamenti della massa popolare;da una parte troviamo la massa di gente violenta che quasi vorrebbe che questa rivolta non abbia fine,dallaltra invece troviamo la massa di gente che vuole cercare di risolvere la situazione senza conseguenza sanguinose. Capitolo XIV La fola che ha partecipato al tumulto si va disperdendo. Renzo si imbatte in un crocchio di persone e non esita a manifestare la propria opinione,infervorandosi contro gli abusi dei potenti ed esaltandosi sulla possibilit del popolo di ottenere giustizia con le proprie forze. Si mescolano nel suo discorso lingenuo entusiasmo di aver partecipato alla buona riuscita dellintervento di Ferrer,lesaltazione di aver preso parte a un grande avvenimento pubblico e le allusioni ai propri fatti privati. Il popolo applaude,e si decide di ritrovarsi il giorno dopo,in piazza del duomo. Essendo ormai tardi per recarsi al convento dei cappuccini,Renzo chiede ai presenti indicazioni per unosteria dove mangiare e dormire;un tale si offre di accompagnarlo a una locanda poco distante. Lungo la strada,lo sconosciuto cerca di ricavare informazioni sul conto di Renzo,ma questi,pur dialogando di buon grado,non fornisce dati precisi. Renzo scorge unosteria con linsegna di una luna piena e vi entra,invitando il suo compagno a bere un bicchiere di vino insieme a lui. Lambiente dellosteria chiassoso e sordido. Loste,appena vede il compagno di Renzo,lo riconosce come una spia della polizia e lo maledice fra di s. Durante la cena,fra la stanchezza e leccitazione della giornata, Renzo incomincia ad arringare bonariamente la gente dellosteria sui recenti fatti accaduti. La guida chiede alloste una stanza per Renzo sperando in questo modo si ottenere le generalit, ma quando viene presentato al giovane il registro legale per la trascrizione dei dati anagrafici questi,che ha cominciato a bere un po troppo,si rifiuta di dire il proprio nome. Ne nasce unaccesa discussione che vede gli avventori dalla parte di Renzo contro le prepotenze della legge. Ormai ubriaco,Renzo si lancia in una nuova sfuriata contro luso che i potenti fanno della

scrittura per imbrogliare la gente semplice,e a favore della giustizia diretta,raggiunta con lazione. Anche in questo caso ottiene lattenzione e lapprovazione generale,bench molti data la sua crescente ubriachezza,cessino poi di badare a lui. Approfittando dello stordimento di Renzo,lo sconosciuto riesce con uno stratagemma a fargli dire nome e cognome. Quindi,ottenuto ci che voleva,si alza e si allontana quasi bruscamente,rifiutando un ultimo bicchiere di vino che quegli insiste a porgergli,con puntiglio di ubriaco. Rimasto solo,Renzo continua a bere e ad arringare,sprofondando sempre di pi in una sbornia patetica e ridicola,e diventando lo zimbello della volgare clientela dellosteria. COMMENTO: La vicenda ritorna alle faccende personali del promesso sposo. Il capitolo costituito da ununica sequenza narrativa che segue Renzo dapprima per strada e poi nellosteria. Fin dora lautore sembra volerci far comprendere che la maturazione e crescita personale di Renzo deve passare attraverso lesperienza dellerrore con i gravi pericoli che ne possono derivare. Il pensiero del giovane rispecchia quello dellautore Capitolo XV Loste accompagna di peso Renzo ormai completamente ubriaco,nella sua stanza:laiuta a svestirsi,riesce a farsi pagare la pigione,e compie un ultimo,inutile tentativo per farsi dire nome e cognome per la registrazione di legge. Quindi lo lascia,e subito si avvia borbottando verso il palazzo di giustizia per denunciare il fatto, e per evitare le multe che gli verrebbero comminate se avesse mancato al suo dovere di albergatore. Nel palazzo di giustizia regna particolare confusione,dovuta alla giornata di rivolta e ai preparativi per i probabili tumulti dellindomani. Loste fa la sua deposizione, ma rimane meravigliato dal fatto che la polizia sia gi informata di tutto sul conto di Renzo grazie alloperato della sconosciuta guida. Costui era appunto uno sbirro travestito,incaricato di identificare qualcuno degli autori dei tumulti,per poterli catturare e punire il giorno seguente. La mattina dopo, Renzo viene svegliato da una voce che grida il suo nome,e appena aperti gli occhi,vede davanti a s un notaio e due guardie che lo invitano ad alzarsi e a seguirli a palazzo di giustizia. Renzo si rende subito conto della situazione e prende tempo,mentre il notaio cerca di convincerlo che si tratta solo di poche formalit da sbrigare. Il suo comportamento prudente determinato dal timore di imbattersi in qualche tumulto,data la tensione che gi percorre nelle strade. Non appena sulle scale,i due sbirri mettono le manette a Renzo e una volta in strada il notaio continua a suggerire a Renzo,con tono amichevole,di comportarsi bene senza attirare lattenzione della gente. Ma Renzo prima a gesti e poi a grida chiede aiuto ai passanti,che circondano minacciosi il gruppetto. I due gendarmi si danno alla fuga,mentre il notaio cerca terrorizzato di passare inosservato e di allontanarsi. COMMENTO: In questo capitolo si individuano tre momenti: 1. Renzo,ubriaco,viene accompagnato in stanza dalloste e si addormenta 2. loste si rea a palazzo di giustizia a denunciare la presenza del forestiero 3. tentativo di arrestare Renzo e tre sono gli spazi significativi del capitolo: 1. losteria,ancora luogo di stravizi e di inganno 2. il palazzo di giustizia 3. la strada il luogo incontrollabile dove pu avvenire di tutto Capitolo XVI: approfittando della confusione Renzo si allontana di corsa,intenzionato a lasciare la citt e a trovare rifugio dal cugino Bartolo nel Bergamasco,oltre i confini dello stato di Milano,dove non sarebbe stato ricercato dalla polizia. Con prudenza e paura,riesce a varcare la porta orientale,quella sorvegliata da gabellieri e da soldati armati che per non badano a lui,e subito imbocca una viottola secondaria che si allontana da Milano. Dopo aver camminato per un buon tratto ripensando agli

avvenimenti della sera precedente,Renzo si rende conto di non poter procedere senza informazioni sulla strada da seguire. Non si tratta per di una cosa facile,perch domandare di Bergamo risulterebbe sospettoso;escogita allora lespediente di farsi mostrare la via per un paese che si torvi sulla strada per il confine. Cos ottiene indicazioni per arrivare al grosso borgo di Gorgonzola. Giunto a Gorgonzola si ferma in unaltra osteria per informarsi sulla distanza dallAdda,fiume che segna il confine tra i due stati. Renzo si accomoda in un angolo e con estrema prudenza chiede indicazioni alloste su dove sia possibile attraversare il fiume,ma il tono sospettoso e curioso di questo lo mette subito in allarme e lo induce a starsene in silenzio. Intanto alcuni sfaccendati del paese discutono sui fatti di Milano e provano ad interrogare il giovane sperando di ricevere notizie sugli sviluppi di quel giorno. Sopraggiunge allosteria un mercante proveniente da Milano,e tutti gli si fanno intorno per sapere le ultime notizie. Questi prende a raccontare dei nuovi tumulti di quella giornata ed esprime opinioni di aspra condanna degli eventi. Quindi riferisce dellarresto di molti ribelli che sarebbero stati presto impiccati. Infine il mercante racconta lepisodio di un forestiero arrestato in unosteria con i documenti comprovanti tutto lintrigo,che era per stato liberato con la forza dai suoi compagni. Renzo riconosce immediatamente se stesso in questa ricostruzione deformata della realt,si spaventa e si indigna allo stesso tempo. Appena pu salda il conto e si allontana dallosteria. COMMENTO: il capitolo organizzato in due parti: 1. fuga di Renzo da Milano e suo arrivo a Gorgonzola 2. sosta di Renzo allosteria di Gorgonzola Lazione del capitolo occupa dalla mattina al tramonto del 12 novembre 1628. Nella linearit della narrazione si inserisce una lunga analessi,quella dei tumulti milanesi da parte del mercante di Gorgonzola. Inoltre ritroviamo tre spazi: 1. la citt di Milano con le sue insidie di luogo sconosciuto 2. gli ambienti infidi e ostili delle osterie 3. la strada come luogo ambiguo perch aperto tanto al pericolo quanto alla salvezza Nella seconda parte del capitolo domina la figura del mercante di Milano ,abile oratore. Capitolo XVII: Uscito dallosteria Renzo imbocca una stradina secondaria,mentre si sta facendo sera. Nei pochi paesi che attraversa evita di chiedere ospitalit per evitare sospetti e per lansia di raggiungere il confine con lAdda. Attraversa prima una zona pi selvaggia,quindi si addentra in un bosco e piano piani si avvicina al fiume. Giunto sulla riva,poich non ha possibilit di attraversare il fiume,decide di trovare riparo in un capanno l vicino. Qui trascorre le ore fino allalba,coprendosi con della paglia. Allalba,Renzo ritorna sulla riva del fiume e chiede a un barcaiolo di essere portato sullaltra sponda. Questi,lo traghetta senza chiedere nulla. Si avvia poi verso il paese di suo cugino Bortolo,dove spera di trovare accoglienza e lavoro. Lungo la strada per gli si offre un triste spettacolo di miseria e carestia,che lo induce a offrire in elemosina le poche monete rimastegli dopo una sosta in unosteria. Giunto al paese,Bortolo lo accoglie a braccia aperte,e gli promette subito un impiego come filatore si seta nonostante la scarsit di lavoro. Parlano poi della carestia e Bortolo spiega che le sagge iniziative del governo di Venezia hanno migliorato la situazione. Infine dice a Renzo di non offendersi se verr chiamato baggiano dai bergamaschi,usato comunemente in quella zona per i milanesi. COMMENTO: il capitolo pu essere suddiviso in tre parti: 1. la prima notturna con il pellegrinaggio di Renzo fino allAdda 2. la seconda al mattino con lattraversamento del fiume e il raggiungimento della salvezza 3. la terza con larrivo a Bergamo

Capitolo XVIII: Il podest di lecco riceve lordine da Milano di arrestare Renzo. Recatosi a casa del sospettato e non trovando nessuno gli sbirri la saccheggiano: La notizia dellirruzione fa il giro del paese a giunge anche a padre Cristoforo. Lunico a compiacersi Don Rodrigo:il monastero persino per lui un ostacolo difficile da espugnare. Non riesce a ideare una soluzione e sta per abbandonare limpresa quando gli viene in mente di chiedere aiuto ad un uomo molto potente;per di pi accadono due avvenimenti che lo convincono ancora di pi a chiedere aiuto:la partenza di padre Cristoforo e il ritorno a casa di Agnese,lontana quindi dalla figlia. Successivamente il narratore prende a esporre questi ultimi due avvenimenti a partire da Agnese. Lucia e Agnese avevano ricevuto in convento la notizia dei tumulti di Milano e della fuga di Renzo. Dopo qualche giorno un uomo incaricato da padre Cristoforo,le aveva avvertite che Renzo era salvo. Il frate inoltre promette dare loro altre notizie di Renzo in settimana. Per due settimane cos avviene,ma alla terza nessuno viene a dare notizie di Renzo cos le due donne si preoccupano. Agnese decide allora di lasciare il paese lasciando invece Lucia nel monastero. Giunta poi al convento di Pescarenico Agnese viene informata da fra Galdino della partenza di Padre Cristoforo a Rimini per predicare. A determinare il trasferimento di fra Cristoforo erano state le trame del conte Attilio. Questi appena giunto a Milano si era recato al conte zio del Consiglio segreto,il rappresentante pi potente della famiglia. Attilio aveva raccontato allo zio la questione intercorsa fra don Rodrigo e fra Cristoforo,in modo tale da far risultare sospetto latteggiamento del frate. Capitolo XIX: il conte zio decide di rivolgersi al padre provinciale per far allontanare fra Cristoforo da Lecco. Lo invita perci a pranzo circondandosi di commensali per lasciar intendere tutto il potere della famiglia. Invece il padre provinciale risponde ricordando la posizione particolarmente influente dei cappuccini in quel periodo,grazie allamicizia del fratello del Papa in carica. Alla fine del pranzo il conte zio si ritira con il padre provinciale in una stanza appartata;qui si svolge un dialogo durante il quale il conte zio presenta il contrasto tra il nipote Rodrigo e fra Cristoforo, e ottiene il trasferimento del frate Rimini. Poche sere dopo giunge al convento di Pescarenico un cappuccino proveniente da Milano con lordine di trasferimento per fra Cristoforo,subito questo pensa a Renzo e Lucia per i suoi obblighi costretto ad andare. Nel frattempo Don Rodrigo decide di rivolgersi ad un allenato potente e terribile,personaggio di cui non viene detto il nome. Questi dopo un periodo di esilio si stabilito da fuorilegge in un suo castellaccio in una valle impervia vicina al confine con il territorio bergamasco,e ha subito una sorta di predominio su tutti i tiranni della regione. La sua fama diffusa in tutto il paese come quella di certi personaggi dei racconti popolari e verr chiamato semplicemente linnominato. Deciso a chiedere aiuto a questo ,una mattina si avvia verso il suo castello con un piccolo seguito di bravi. COMMENTO: il racconto diviso in due parti nette: 1. il colloquio fra il conte zio e il padre provinciale 2. la seconda parte dedicata alla presentazione dellinnominato Quasi tutto il capitolo costruito su una lunga e duplice analessi: quella del colloquio tra il conte zio e il padre provinciale. Capitolo XX: Don Rodrigo giunge allosteria della Malanotte e riparte poi a piedi verso il castello dellinnominato. Linnominato lo riceve con fredda cortesia e ascoltata la sua richiesta si impegna dellimpresa di rapire Lucia. Linnominato decide di mandare il suo bravo pi fidato,il Nibbio,da Egidio il compagno della Monaca di Monza,perch organizzi il rapimento di Lucia. Questo pretende e ottiene la complicit di Gertrude per far uscire Lucia dal convento:la monaca inorridita al pensiero di far del male alla fanciulla cui ha iniziato ad affezionarsi ma alla fine acconsente. Con un pretesto Gertrude riesce a convincere Lucia ad uscire dal monastero. Lungo la strada una

carrozza la attende con dei bravi dellinnominato comandati dal Nibbio che senza difficolt la rapiscono. Lucia reagisce terrorizzata ,mentre i bravi tentano inutilmente di tranquillizzarla. Al castello intanto linnominato sta attendendo larrivo della carrozza. Non appena la scorge di lontano in fondo alla valla tentando di rimandarlo immediatamente da Don Rodrigo,ma come trattenuto da una forza interiore ci ripensa. Fa chiamare una vecchia serva e la manda incontro a Lucia per farle coraggio. Egli intanto attende la relazione del Nibbio. COMMENTO: Lazione del capitolo si svolge rapida nel giro di pochi giorni Capitolo XXI: La vecchia serva,mandata dallinnominato incontro a Lucia,raggiunge la carrozza allosteria. Intanto il Nibbio si avvia verso linnominato a riferirgli del buon esito dellimpresa ma aggiunge una nota di compassione per Lucia . Questo decide poi di andarla a trovare. Linnominato raggiunge la stanza della vecchia dove Lucia rannicchiata in un cantuccio e le si rivolge con inusuale gentilezza. La giovane terrorizzata implora pi et. Linnominato stesso si stupisce della propria esitazione e prima di allontanarsi si lascia sfuggire una mezza promessa per lindomani mattina. Lo spavento rende Lucia insensibile al freddo,alla fame e al sonno. Non ascolta le parole di incoraggiamento della vecchia,non tocca cibo e preferisce rannicchiarsi in un angolo. Poi quando la vecchia si addormenta pensa a tutto quello che le successo e comincia a pregare. Ed talmente disperata che arriva addirittura a fare un voto di castit alla Madonna ,se si salver da quel pericolo. Alla fine esausta si addormenta. Intanto la notte passa insonne anche per linnominato che si rigira nel letto a causa di vari pensieri che lo angosciano:per esempio la rabbia per linsolita inquietudine,gli scrupoli verso Lucia,oppressiva coscienza di tutti gli atti compiuti in passato . Disperato afferra la pistola pronto al suicidio,ma immediatamente comincia a pensare,a chiedersi se davvero esista una vita dopo la morte . Continua a pensarci fino allalba. Al mattino linnominato svegliatosi si affaccia alla finestra e vede lungo la strada la gente intenta a festeggiare. Allora manda un bravo ad informarsi di quello che sta succedendo. Capitolo XXII: Il bravo riferisce allinnominato che il motivo dellallegria della gente per strada la visita pastorale del cardinal Federigo Borromeo,arcivescovo di Milano. Linnominato si chiede che cosa possa avere quelluomo da rendere felice tanta gente,e decide di recarsi da lui per cercare sollievo ai suoi turbamenti. Prima di uscire si reca nella stanza di Lucia ancora addormentata e dice alla vecchia di informarla che al suo ritorno far qualsiasi cosa lei voglia. Giunto in paese,si reca in casa del curato dove si trovano il cardinale insieme agli latri ecclesiastici in attesa delle funzioni,e si rivolge al padre cappellano chiedendo di essere ricevuto dallalto prelato. Lautore interrompe il racconto per esporre la biografia di Federigo Borromeo. Nato da una facoltosa famiglia lombarda mostr subito e mantenne per tutta la vita le virt naturali della purezza,dellumilt,della carit e della giustizia cristiana e fin da fanciullo aveva cominciato a pensare come impiegare i suoi privilegi per rendere la sua vita utile e santa. A sedici anni aveva preso i voti,conducendo vita povera e frugale. Divenuto arcivescovo di Milano provvide al mantenimento suo e a quello della sua servit. Fond la biblioteca Ambrosiana. Si prodig in azioni virtuose che suscitarono la venerazione di tutti. Oltre ai diversi titoli attribuitigli ci fu anche quello di uomo dotto. Scrisse infatti orazioni,dissertazioni,trattati di morale,di letteratura e altre povere di notevole valore. COMMENTO: il capitolo si compone di due sequenze distinte: 1. il bravo riferisce allinnominato della visita del cardinale al paese vicino 2. linnominato decide di recarsi a parlare al cardinale 3. lunga passeggiata dellinnominato fino al paese 4. linnominato chiede di essere ricevuto dal cardinale

Federigo Borromeo appartiene al gruppo di personaggi storici che manzoni ricava dalla realt del tempo per inserirli nella sua trama di fantasia. Ne risulta il ritratto di un santo. Nella figura dellarcivescono lautore propone il proprio ideale di vita,aspirato alle virt individuali di purezza,umilt,generosit e intelligenza. Capitolo XXIII: Il cardinale Federigo,ordina che linnominato venga subito introdotto e lo accoglie a braccia aperte con un sorriso. Soli i due rimangono a lungo in silenzio. Linnominato combattuto da due passioni opposte,il desiderio di trovare pace e lorgoglio umiliato. Il cardinali si rivolge con toni caritatevoli al visitatore e questultimo sbalordito da tale accoglienza si lascia andare e da sfogo del suo dolore,linnominato piange e alla fine i due si abbracciano. Linnominato accenna alla possibilit di riparare ai torti commessi e in particolare alla violenza nei confronti di Lucia. Confida quindi la vicenda al cardinale e subito essi cercano il modo migliore per sollevare dallangoscia la ragazza. Federigo quindi si informa se tra i cardinali della zona vi anche quello del paese di Lucia e lo fa convocare. Don Abbondio si presenta al cardinale timoroso e diffidente:quando poi viene a sapere di dover andare al castello dellinnominato per consolare con la sua presenza la povera Lucia,cerca di resistere. Il cardinale lo rassicura:con linnominato e Don Abbondio decide di far salire al castello una brava donna scelta dal curato del paese,con lettiga e lettighieri per riportare subito la ragazza in paese,mentre un uomo verr mandato da Agnese per condurla dalla figlia. Mentre nel paese comincia a diffondersi la notizia del miracolo,linnominato e Don Abbondio si avviano verso il castello. Giunti finalmente al castello linnominato si avvia subito lungo la scala per salire nella stanza di Lucia. Capitolo XXIV: Lucia si appena svegliata quando vede entrare nella stanza la buona donna mandata dal cardinale e Don Abbondio. Capisce quindi di essere davvero libera,dopodich linnominato le chiede umilmente perdono. Quindi tutta la comitiva riprende il cammino per il paese. Lungo la strada la donna continua a consolare Lucia,spiegandole la miracolosa vicenda che ha portato alla sua liberazione. Giunta in paese la comitiva si separa:linnominato va a colloquio con il cardinale,Don Abbondio si avvia subito verso casa,mentre Lucia viene ospitata in casa della donna,che la moglie del sarto del luogo. Solo qui Lucia ricorda del voto di castit fatto la notte precedente. Giunge poi il curato del paese annunciando la visita del cardinale nel pomeriggio e larrivo di Agnese. Giunta a casa del sarto le due donne si abbracciano commosse e si affannano a raccontarsi gli ultimi avvenimenti,ma Lucia tace per quanto riguarda il voto. Il cardinale si reca a casa del sarto. Qui viene a conoscenza della situazione di Lucia e dellambigua posizione di Renzo,mentre Agnese accenna alla responsabilit di don Abbondio rispetto al mancato matrimonio. Si impegna quindi a chiarire la situazione e a trovare una situazione sicura per Lucia:per ora rester a casa del sarto fino alla visita di Federigo al suo paese. Nel frattempo,linnominato torna al castello. Riuniti i suoi uomini in una grande sala, comunica la sua decisione di cambiare vita:chi vorr rester alle nuove condizioni,gli altri dovranno andarsene. Mentre i bravi si ritirano pensierosi,linnominato si addormenta serenamente.