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Compiti di latino.

Cincinnato.
(7) Vale la pena che ascoltino coloro che davanti alla ricchezza disprezzano tutti i
valori umani e pensano che non ci sia posto per un grande onore e per la virtù, se
non la dove affluiscano in abbondanza mezzi economici. (8) Lucio Quinzio, unica
speranza rimasta al popolo romano per l'affermazione del proprio dominio, coltivava
un appezzamento di quattro iugeri al di là del Tevere (zona oggi nota come Prati
Quinzi), proprio di fronte al luogo dove adesso ci sono i cantieri navali. (9) e li fu
trovato dagli inviati, se poi stesse scavando una fossa piegato sulla pala oppure
stesse arando, una cosa è certa, e ben nota a tutti: era intento a un lavoro agricolo.
Dopo uno scambio di saluti, gli venne chiesto di mettersi la toga e di ascoltare quello
che il senato gli mandava a dire, sperando che ciò si risolvesse nel bene suo e in
quello della repubblica. Stupito domandò: "Va tutto bene, vero?" quindi ordinò alla
moglie Ragilia di andare subito a prendere la sua toga dentro la capanna. (10) non
appena si feci avanti vestito con la toga dopo essersi pulito dalla polvere e dal
sudore, si fece avanti con la toga addosso.
11) Gli inviati lo salutano dittatore, si congratulano, lo invitano a tornare in città e gli
illustrano l'allarmante situazione in cui versa l'esercito.
Ad attenderlo era pronta una imbarcazione allestita a spese dello Stato. Dopo aver
attraversato il fiume, sulla riva opposta gli andarono incontro i tre figli, seguiti da altri
parenti e amici e poi dalla maggior parte dei senatori. (12) Accompagnato da quella
folla e preceduto dai littori, venne quindi scortato a casa sua. Accorsero numerosi
anche i plebei; ma non gioirono troppo alla vista di Quinzio, perchè ritenevano
eccessivo il potere dittatoriale, e troppo autoritario l'uomo a cui quel potere era stato
affidato. E quella notte in città non si fece altro che vegliare.
a) Sintesi della vicenda .
La storia racconta dell’attacco dei Sabini alle mura romane e della risposta del popolo
che è costretto a dividere l’esercito: il primo guidato da Nauzio rispose all’attacco
mentre il secondo, guidato da Minucio, non fece lo stesso infatti il nemico riuscì a
percepire paura da quella parte perciò i Sabini attaccarono per primi. Durante
l'insediamento qualche soldato romano riesce ad uscire dall’accampamento portando
a Roma la notizia .
Nauzio venne richiamato a Roma ma il popolo voleva un comandante migliore,
l’imperatore decise che quello era Lucio Quinzio Cincinnato.
Gli inviati dell’imperatore lo trovarono e appena li vide, Cincinnato rimane dubbioso
ma dopo aver saputo quello che stava accadendo, indossò la toga e si diresse in città
dove venne accolto dalla folla, si aspettò tutta la notte l’arrivo dell’esercito.
Perchè viene considerato un eroe?
Viene considerato un eroe perchè appena gli inviati dell’imperatore arrivano a casa sua lo
vedono svolgere un lavoro agricolo, cosa che dimostra che nonostante fosse un uomo
potente e che possedeva molte conoscenze, allo stesso tempo svolgeva un lavoro umile e
povero.
SI capisce anche che viene considerato un eroe perchè gli uomini del re lo trattano con
rispetto e anche perchè lui, qualsiasi cosa stesse facendo, decide di lasciarla per soccorere
la sua patria.
Viene considerato un eroe perchè aiuta il suo popolo senza volere in cambio alcuna
ricchezza ma
b) Parole chiave
“Operae pretium est audire qui omnia prae diuitiis humana spernunt neque honori magno
locum neque uirtuti putant esse, nisi ubi effuse afluant opes” = Quanto segue merita
l'attenzione di quelli che, eccetto il denaro, disprezzano tutte le cose umane e credono che non
ci sia spazio per i grandi onori e per le virtù se non dove c'è profusione di ricchezze
Questa frase sintetizza bene il pensiero dell’autore su Cincinnato

“Et plebis concursus ingens fuit; sed ea nequaquam tam laeta Quinctium uidit, et imperium
nimium et uirum ipso imperio uehementiorem rata” = Accorsero numerosi anche i plebei; ma non
gioirono troppo alla vista di Quinzio, perchè ritenevano eccessivo il potere dittatoriale, e troppo autoritario
l'uomo a cui quel potere era stato affidato.
Si capisce che ha un carattere autoritario e dittatoriale che agli occhi del popolo non è visto
molto bene.

Lucrezia.
a) Sintesi della vicenda.
il re di Roma, dopo aver utilizzato tutti i soldi della città per le opere pubbliche voleva
conquistare la capitale del regno dei Rutuli, Ardea.
Prendono d’assalto la città ma non riescono a conquistarla perciò iniziano l’assedio.
nel mentre i giovani figli del re , Collatino, figlio di Egerio, e Sesto Tarquinio banchettavano
iniziarono a parlare di che cosa stessero facendo le loro mogli , e Collatino sapeva che
nessuno avrebbe battuto la sua in termini di fedeltà perciò i giovani tornarono a Roma di
nascosto per verificarlo.
Appena Tarquinio vide Lucrezia rimase affascinato e una notte le fece visita, aspettò che tutti
fossero addormentati e la minacciò di morte se non avesse subito la violenza in silenzio.
La ragazza confessò tutto al padre e allo sposo, che non le diedero alcuna colpa anche se
lei si trafisse il cuore con un pugnale.
I Tarquini vennero cacciati da Roma.
b) Perché viene considerata un’eroina?
La storia di Lucrezia segnerà il momento decisivo della storia di Roma perchè , con l’esilio
della famiglia dei Tarquini verrà segnata la fine della monarchia e l’inizio della repubblica.
Viene definita eroina perchè di fronte alla proposta di tradimento di Tarquinio lei non si
concesse, non volle perdere il suo onore e la fedeltà verso il marito perciò preferì essere
violata e raccontare l’accaduto il giorno successivo, non riuscendo lo stesso a vivere il pace
con se stessa per quello che era accaduto.
c) Parole chiave
“quale bene infatti rimane ad una donna quando sia perduto l’onore?”
“nel tuo letto, o Collettino, vi sono le impronte di un altro uomo, però solo il corpo è stato
violato, l’animo è innocente: la morte ne sarà la prova”
d) Antieroi
L’unico antieroe è Tarquinio Sesto, che è un uomo avido e cattivo che ha violato Lucrezia .

Muzio Scevola.
a) Sintesi della vicenda.
La vicenda inizia quando Muzio Scevola, un giovane nobile, durante l’assedio da parte degli
Etruschi ai romani, vuole intervenire perchè non accetta che un popolo così potente possa
essere sconfitto da uno che ha battuto più volte; egli nascose nei vestiti un pugnale e si
introdusse nel campo nemico fino ad arrivare alla tenda del re.
Non sapendo che fosse chi fosse Porsenna tra i due uomini che aveva davanti, uccise il
segretario del re e scappò via, venne poi catturato dalle guardie.
Ritornato davanti al re, non ebbe paura infatti disse subito il suo nome e il suo intento,
accettando di morire per questo e dicendo che c’erano un schiera di uomini come lui .
Il re gli chiese che cosa significassero quelle parole minacciandolo di dargli fuoco, Muzio
Scevola pose da sé la mano destra sul fuoco e il re lo lascio libero.
b) Perchè viene considerato un eroe?
Viene considerato un eroe perchè dopo aver quasi ucciso Porsenna, non nasconde quali
fossero le sue intenzioni davanti a lui prendendo le sue responsabilità e sapendo che
sarebbe stato punito o che comunque si sarebbe meritato una punizione. Per dimostrare al
re che non avrebbe mai tradito il suo popolo, dimostra che non aveva paura di morire
bruciato, per questo pone la sua mano sul fuoco .
c) Parole chiave
“portato senza difesa” ( pag. 2 riga 9 dalla fine )
“incutendo timore anziché mostrarsi intimorito” ( riga dopo )
“è virtù romana agire e sopportare da forti )

Lo stile di Livio.
Il metodo di Livio è caratterizzato da una estensione cronologica dell'opera, perchè
venivano scritte con anni di differenza, che causa dei mutamenti di pensiero e
contraddizioni.
Lui prende in considerazione soltanto un testo e utilizza le altre fonti come riscontro senza
cercare di mediare i vari pareri.
Livio costruisce un racconto vario più avvincente, composto da figure retoriche, Infatti
utilizza uno schema narrativo piuttosto semplice composto da un inizio, uno svolgimento che
porta la tensione al culmine, e una conclusione; perciò alterna i brani caratterizzati da
drammaticità e pathos ad altri completamente descrittivi.
In tutti i suoi testi l'obiettivo è quello di evitare la monotonia e la ripetibilità, da varietà al
racconto aggiungendo dei motivi stereotipati Infatti elimina particolari tecnici e concentra
l'attenzione sullo stato d'animo dei protagonisti.
Utilizza molto i discorsi per variare il flusso narrativo, nel suo caso riguardano le battaglie e
soprattutto esortazioni alle truppe in battaglia .
Lo stile di Livio non è uniforme sia tra i discorsi e gli episodi drammatici che tra le opere più
recenti e quelle più antiche; nelle parti più elaborate utilizza periodi ampi, negli altri testi uno
stile più semplice con frasi brevi.
Tra le opere più antiche e quelle più recenti ci sono differenze sia di stile che di lessico, nelle
prime il contenuto eroico è leggendario mentre in quelle recenti la scrittura è controllata e
uniforme.

De brevitate vitae.
In quest'opera il tempo viene considerato il bene più prezioso dell'uomo che quest'ultimo non
sa conservare e utilizzare nel modo giusto per questo pensa che la propria esistenza sia
breve .
Molti utilizzano il tempo per compiere faccende che non sono essenziali ad esempio il
lavoro oppure la cura per il proprio corpo, aspettando la vecchiaia per il periodo di riposo.
L'unica cosa che secondo Seneca l'uomo dovrebbe fare per non sprecare tempo è ritirarsi a
vita privata e studiare la Filosofia , infatti solo il saggio vive veramente perché è sempre
disposto a morire senza rimpianti.