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Vita e testimonianze E molto probabile che lautore del Satyricon sia lo stesso personaggi di cui parla Tacito in un celebre

passo degli Annales, T. Petronius Niger Arbiter, console, suicida per volont di Nerone. Il cognome Arbiter alluderebbe al fatto che egli curava in maniera raffinata (arbiter elegantiae) gli svaghi dellimperatore.

Opere Il libro chiamato impropriamente Satyricon, e che in realt dovrebbe chiamarsi Satyrica, un lunghissimo frammento in prosa con parti in versi (satira menippea). Non sappiamo se il titolo derivi dai satiri, personaggi del mito, o da satura, un antico genere letterario italico. La parte rimastaci comprenderebbe lintero libro XV e parte del XIV e del XVI. Non sappiamo di quanti libri fosse composto il romanzo. Non sappiamo se Petronio abbia scritto altre opere letterarie. Il testo fu tagliato in et antica. Il frammento pi famoso, La cena di Trimalcione, fu scoperta nel 1600. Il libro incontrer fortuna solo a partire dal 1600. IL SATYRICON Problemi posti dal Satyricon Il Satyricon lopera dellantichit che pone maggiori problemi: non ne conosciamo con certezza lautore, leffettiva lunghezza, la trama, il vero titolo, la data di composizione, il genere cui appartiene effettivamente.
La trama del romanzo La storia narrata in prima persona dal protagonista ENCOLPIO, un giovane di buona cultura, che discute con un maestro di retorica del problema della decadenza dellarte
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retorica. Encolpio viaggia con un avventuriero, ASCILTO, e con un bel giovinetto, GITONE. Tra i tre c una relazione amorosa. La matrona QUARTILLA coinvolge i tre in un rito in onore del Priapo, dio del sesso maschile, e poi ne nasce unorgia. I tre poi vengono chiamati per un cena in casa di TRIMALCIONE, un ricchissimo e rozzissimo liberto. Alla cena sono presenti moltissimi amici del liberto. Dopo la cena, Encolpio e Ascilto litigano per Gitone. Ascilto porta via il ragazzo. Encolpio entra casualmente in una pinacoteca, dove incontra EUMOLPO, un anziano poeta, che inizia a recitare un suo poema sulla Presa di Troia, che viene fischiato dai presenti. Encolpio riesce a recuperare Gitone e a liberarsi di Ascilto, ma viene seguito da Eumolpo. Si costituisce dunque un nuovo terzetto amoroso. Fin qui la vicenda si svolta in una citt greca della Campania, che i tre per lasciano su una nave mercantile. Il padrone della nave per il peggior nemico di Encolpio, LICA, per motivi a noi ignoti. Con lui viaggia la perversa TRIFENA. Encolpio inutilmente cerca di camuffarsi: viene scoperto e inutilmente Eumolpo cerca di distrarre lequipaggio narrando la novella della Matrona di Efeso. Una tempesta salva il terzetto. Lica cade in mare e Trifena figge. I tre si ritrovano sulla riva e scoprono di essere vicino a Crotone. Nella citt tutti sembrano essere divenuti cacciatori di dote, persone che cercano di accattivarsi la simpatia di ricchi senza eredi. Eumolpo si finge allora un ricco senza eredi, Encolpio e Gitone i suoi schiavi. Durante il cammino verso la citt, il poeta declama il Bellum civile, sulla guerra civile tra Cesare e Pompeo. I tre vivono comodamente con i regali dei cacciatori di testamenti. Encolpio ha unavventura con CIRCE, ma poi diventa impotente. Credendosi perseguitato dal dio Priapo, si sottopone inutilmente a pratiche magiche per riacquistare la sua virilit. Intanto gli abitanti della citt iniziano ad accorgersi dellinganno dei tre. Nellultima scena rimastaci viene letto il testamento di Eumolpo: chi vorr godere dei suoi averi dovr cibarsi del suo cadavere. I pretendenti, pur di avere leredit, sono pronti anche a farsi cannibali. Non possiamo minimamente immaginare come il romanzo continuasse e si concludesse.

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