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CORSO DI DIRITTO PUBBLICO

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1 L'ORDINAMENTO GIURIDICO E IL DIRITTO COSTITUZIONALE


Diritto:

• Termine usato negli stati moderni per indicare in genere un insieme di norme (contenute in un testo
ufficiale) applicate imparzialmente da giudici dello stato a singole controversie con lo scopo di mantenere la
pace sociale; il rispetto delle decisioni (sentenze) dei giudici è garantito dalla minaccia dell'uso della forza da
parte dello stato.
• Non cieca e supina ubbidienza ma consapevole e convinta osservanza di regole ritenute atte ad
assicurare la pacifica convivenza del gruppo sociale e per questo obbligatorie.

La pluralità delle organizzazioni sociali:

• La pluralità delle organizzazioni sociali corrisponde alla pluralità degli ordinamenti giuridici.
"qualunque organizzazione sociale costituisce un ordinamento giuridico. Un'organizzazione per essere tale e
per sopravvivere ha bisogno di un complesso di regole che ne disciplinano la vita e l'attività. Tali regole
costituiscono il diritto di una determinata organizzazione; e considerate nei loro insiemi, formano un
ordinamento giuridico (insieme delle norme giuridiche di un gruppo sociale)
• La supremazia del diritto dello stato che si impone tramite l'uso legittimo della coercizione fisica.

Diritto e organizzazione sociale:

• Teorie normativistiche (Kelsen: Dottrine pura del diritto):


sono le regole a costituire l'organizzazione sociale, prima massa amorfa (Hobbes): "una società ha un
ordinamento".
La dottrina di Kelsen si basa sulla concezione del diritto come norma, ossia come "dover essere" che va
nettamente separato dai fondamenti teoretici della realtà. Ogni norma può essere ricondotta a un'altra norma di
ordine superiore che la convalida, fino a giungere alla "norma fondamentale", criterio finale di validità
dell'ordinamento. Una sentenza giudizi aria, ad esempio, è convalidata dalla norma che conferisce al giudice il
potere di produrre diritto, mentre la legislazione è convalidata dalla costituzione.

• Teorie istituzionaliste (Romano, Hauriou)


È l'organizzazione sociale a porre le regole ed a muoverle "come pedine in una scacchiera" (Romano), nei
paesi sia di common law (di origine anglosassone, in cui la base del diritto èformata da regole e principi elaborati dai
giudici attraverso le sentenze), che di civillaw: "una società organizzata è un ordinamento".

• Teorie marxiste-Ieniniste
Il diritto come sovrastruttura, espressione dell'egemonia della classe borghese: non regola sociale ma ragione
del più forte. Sovrastruttura: Secondo l'ideologia marxista, tutto ciò che, come la politica, la religione, l'arte, la
filosofia e sim., appare come espressione culturale e istituzionale di un determinato modo di produzione.

La teoria del diritto naturale

• La nascita nel XVIII sec. del diritto naturale come "diritto sopra la legge".
• Diritto naturale: dottrina che afferma l'esistenza di un insieme di norme universali, fondate sulla natura
stessa (da alcuni identificata con la natura delle cose, da altri con la natura umana) alle quali devono
conformarsi le leggi dello stato, ossia il diritto positivo.

• Per i iusnauralisti il "diritto è


deve essere quello che è. "
• Giusnaturalismo: Dottrina che afferma l'esistenza di un diritto naturale dedotto dalla ragione umana,
su cui poggia ogni diritto positivo. Storicamente, il giusnaturalismo nacque nel Seicento con Ugo Grozio,
sebbene già la dottrina del diritto naturale elaborata nell'antichità dalla scuola stoica avesse configurato la legge
come espressione della razionalità. Tuttavia, a differenza degli stoici, Grozio non fece più riferimento a un
fondamento divino garante dell'ordine del cosmo, ma affermò che le norme dettate dalla ragione sarebbero
valide anche "se si ammettesse [... ] che Dio non c'è o che non si cura degli affari umani". Tale approccio,
sottraendo la sfera del diritto alla tutela della teologia, preparò il terreno alla costruzione dello stato moderno.

• Storicismo: Indirizzo filosofico, sorto in Germania nella seconda metà del XIX sec., che esamina le
possibilità di una scienza storica autonoma nei confronti di ogni altra disciplina. Per gli storici il diritto nasce
dagli usi e dai costumi dei popoli e non dalla volontà arbitraria del legislatore

• Il diritto deve essere distinto dalla morale.

Defmizione di ordinamento giuridico: il diritto come sistema

"L'insieme di più elementi- imperativi, consuetudini, fatti normativi- accomunati dal fatto di essere tutti
espressione di una determinata organizzazione sociale e coordinati fra loro secondo criteri sistematici".

Unità, coerenza sistematica e completezza dell'ordinamento

Unità: "tutte le norme dell'ordinamento possono farsi risalire, in ultimo, al potere costituente, cioè al momento
fondamentale dell'ordinamento stesso e all'atto che con esso viene posto, la Costituzione"

Coerenza sistematica: "l'ordinamento non tollera contraddizioni tra le parti che lo compongono e prevede
criteri e meccanismi per risolvere i contrasti tra disposizioni normative stabilite in tempi diversi o incidenti
nella stessa materia, consentendone all'interprete di sciogliere le antinomie e di individuare la norma che deve
essere applicata in concreto."

Completezza: "l'ordinamento predispone determinati rimedi per colmare lacune o vuoti normativi, ossia casi
concreti non previsti dal diritto positivo, e permette all'interprete di rinvenire la norma giuridica applicabile al
caso".

L'interpretazione del diritto

Art. 12.1 preleggi


"nell' applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese del significato proprio
delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore".

Interpretazione letterale o testuale


Interpretazione teleologica ( secondo l'intenzione del legislatore)
Interpretazione sistematica, in modo da inserire la norma in modo coerente nell' ordinamento giuridico

VIETATO L'INGRESSO ALLE AUTO E AI CANI

Disposizione e norma

Disposizione (o testo normativo) _____ •• Norma

• La disposizione è una mera formulazione linguistica, suscettibile a diverse interpretazioni .

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• Le nonne sono il risultato dell' interpretazione: . ,,' ',A CO~T:', ~~EC~N~ ~,!A .
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2. sulla base di diversi criteri (letterale, logico-sistematico, storico-comparativo)

L'interpretazione e l'integrazione del diritto

In base al risultato si distingue tra:

1.interpretazione restrittiva
2. interpretazione estensiva
In base al soggetto:

1. giudici (interpretazione giurisprudenziale, soprattutto Corte di cassazione e Corte costituzionale)


2. giuristi (interpretazione dottrinale)
3. semplici privati.

L'interpretazione e l'integrazione del diritto

Analogia legis (secondo le disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe)
Analogia iuris (secondo i "principi generali dell'ordinamento giuridico")

Divieto d'analogia per le leggi penali e speciali.

Leggi di interpretazione autentica

"il comma ... dell 'articolo ...della legge ...si interpreta nel senso che ... "
con efficacia retro attiva e che, perciò non devono innovare.

Il movimento costituzionalista

• rivoluzione inglese (1689)


• Costituzione americana (1787)
• Costituzione francese (1789)

Il costituzionalismo moderno risponde ad una domanda: come limitare il potere politico del Sovrano?
Costituzionalismo: Dottrina politica secondo la quale è necessario limitare i poteri dello stato in modo da
garantire ai cittadini la salvaguardia dei diritti individuali e l'esercizio di alcune libertà fondamentali.
Storicamente, sono state individuate due principali modalità attraverso cui raggiungere questo obiettivo:
• la separazione dei poteri
• principio di legalità
• Diritti fondamentali dell'uomo

La separazione dei poteri:


all'interno di uno stato, il potere legislativo, quello esecutivo e quello giurisdizionale dovevano essere detenuti
da differenti persone o differenti ceti. Di conseguenza ogni singolo potere, ispirato da interessi diversi e talvolta
contrastanti con quelli degli altri, sarebbe stato sottoposto a un reciproco controllo.

Diritti fondamentali dell'uomo;


Si affermò la necessità di una Costituzione, cioè un insieme di norme fisse che dettassero una serie di limiti
all'azione politica. In questo caso, i governanti sarebbero stati necessari, me~ tenuti a rispettare i vincoli posti
dalle leggi. .~~' TUDENTT INDIPENDENTI
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• La costituzione come "norma fondamentale" (Grundnorm) posta al vertice ell'ò diham&rlt
giuridico statale e che ne costituisce il principio costitutivo (costituzione a gradi dell'ordinamento di Kelsen)

3
• La costituzione come "decisione fondamentale" (Schmitt)

• La costituzione materiale intesa non come costituzione di fatto ma come "fini e valori su cui
convergono le forze politiche prevalenti" (Mortati)

Costituzione: Legge fondamentale di uno stato sovrano. Posta a garanzia dei diritti dei cittadini, fissa i limiti e i
rapporti reciproci tra i poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo, definendo la forma di governo, ed
eventualmente individuando i valori che l'azione dello stato deve perseguire. La maggior parte dei paesi ha una
Costituzione scritta.

Tipologie della costituzione

• Costituzione scritta/non scritta (es. Regno Unitodove la Costituzione, detta "non scritta", è
invece l'insieme di diversi documenti precedenti come la Magna Charta e consuetudini che regolano i rapporti
tra la Corona, il Parlamento, la magistratura e i cittadini.)
• Costituzione ottriata/rappresentativa
Le costituzioni ottriate si ottengono quando il monarca concede, volontariamente, una costituzione scritta ai
suoi sudditi, questa concessione non è mai volontaria, ma è determinata da eventi storici particolari o per
evitare rivoluzioni e guerre, e si chiamano anche unilaterali, quando invece vi è un dibattito tra le diverse parti
sociali e da ciò si forma la costituzione, essa si chiama pattizia. Le costituzioni votate si hanno quando
vengono espresse dal basso e redatte e approvate dai rappresentanti del popolo, riuniti in "Assemblee
Costituenti".

• Costituzione lunghe/corte
• Costituzione flessibile/rigida
Le Costituzioni sono dette rigide o flessibili a seconda della maggiore o minore resistenza alle modificazioni e
possono essere distinte in base al controllo di costituzionalità delle leggi ordinarie e al carattere unitario o
federale dell'ordinamento.

La Costituzione Italiana (1947) è una costituzione scritta, rigida, votata, convenzionale. È scritta perché gli
istituti e i principi fondamentali dell'organizzazione statale sono stati sanciti e consacrati in un documento. È
rigida perché gli articoli della costituzione hanno un'efficacia superiore rispetto agli articoli con emanazione
ordinaria, e per modificare o cambiare un articolo della costituzione deve essere adottato un procedimento
aggravato rispetto alle leggi ordinarie. È votata perché è stata redatta e approvata dai rappresentanti del popolo
eletti in un' Assemblea Costituente. È convenzionale perché le forze politiche che la hanno redatta e approvata,
essendo in forte contrasto, hanno dovuto fare reciproche concessioni, per dare un nuovo assetto costituzionale
allo stato.

Defmizione di ordinamento costituzionale

"il complesso delle norme fondamentali, materialmente costituzionali, scritte e non scritte, che danno forma a
ciascun ordinamento e che rappresentano il codice genetico che determina l'identità del!' ordinamento
giuridico stesso"
(forma di Stato, doveri e diritti, forma di governo, fonti del diritto).

L'ordinamento costituzionale

• Ogni ordinamento statale ha sempre avuto, se non una Costituzione, un proprio diritto costituzionale.

• Rapporto tra documento costituzionale ed ordinamento costituzio~!lle. STUDENTI INDIPENDENTI


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• Del diritto costituzionale fanno parte norme materialmente

l.preleggi codice civile


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2.consuetudini costituzionali
3.norme elettorali
4. regolamenti parlamentari.

L'ordinamento costituzionale

• Della costituzione fanno parte nonne solo formalmente ma non materialmente costituzionali:
1. numero parlamentari
2. C.n.e.l.
3. registrazione sindacati

• differenza tra:
1. revisione costituzionale
2. revisione totale della costituzione
3. mutamento dell' ordine costituzionale.
L'ordinamento costituzionale

Differenza tra:
l. potere costituente "libero nel fine"
2. potere costituito da esercitare nelle forme ed entro i limiti previsti in Costituzione
forma repubblicana dello Stato esteso al suo carattere democratico
"principi che apartengono all'essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione"
(Corte cost. 1146/1988)
3. I condizionamenti politici interni ed internazionali del potere costituente: morte?

lligani e soggetti costituzionali nell'ordinamento italiano

Organi
• Parlamento
• Presidente della repubblica
• Governo
• Corte costituzionale

Soggetti:
• Regioni
• Province e Città metropolitane
• Comuni

Diritto pubblico e diritto privato

Distinzione non assoluta ma relativa: confine mobile

Nell'ambito del diritto appare fondamentale la distinzione tra diritto pubblico e diritto privato.

Il diritto pubblico si occupa della disciplina dello stato, dei suoi organi e delle sue istituzioni, regola la loro
attività interna e quella nei confronti dei soggetti privati. Questi ultimi sono tenuti a seguire determinate norme
di comportamento alle quali devono conformarsi per il rispetto della vita associata e per il raggiungimento degli
scopi economici e sociali che lo stato volta per volta si prefigge.

Il diritto privato disciplina i rapporti privati tra i soggetti intesi in sensoll;J.pio-~ToèQ;fuT;He1sPtthfiT~P~Ji~ne


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sia che si tratti di en~i privati. ?ggi, la disti~ione ~r~~i~tt? pubblico 1/~'· t~~~:rÀ<t:~E~flbP-te~f~t~lY~1,~,
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spesso che soggetti pubblici operino iure privatorum, cioè ponendo in ess~~e rapp8tti <tt1 (~i'ifat6pri~à1g: inoltre
accade molto spesso che un determinato fatto venga disciplinato da entrambi i tipi di norme venendo meno, in
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questo modo, la possibilità di mantenere ferma la distinzione tra i due tipi di diritto. Una distinzione che
permane è comunque quella relativa alle caratteristiche delle norme relative ai due diritti. Le norme di diritto
pubblico sono per lo più di carattere cogente, cioè non derogabili, mentre quelle di diritto privato sono per la
maggior parte derogabili da parte dei soggetti interessati alla loro applicazione.

I "rami" del diritto pubblico

• Diritto costituzionale • Diritto ecclesiastico


• Diritto parlamentare • Diritto penale
• Diritto regionale e degli enti • Diritto processuale civile
locali e penale
• Diritto amministrativo • Diritto internazionale
• Diritto tributario • Diritto dell'Unione
Europea

2 LO STATO
Definizione di stato

Stato: Organizzazione politica e giuridica di una collettività su un dato territorio.

• Stato - apparato, quale insieme degli organi politici, amministrativi e giurisdizionali


• Stato - comunità, intesa come collettività sociale
• Stato - istituzione, come:
particolare forma storica di organizzazione sociale ...
.. .che da vita ad un ordinamento giuridico ...
.. .il quale esercita il monopolio dell 'uso legittimo della forza (potere politico) ...
.. .su un dato territorio ...
...avvalendosi di un apparato amministrativo

La costituzione e lo Stato sono fortemente correlafe

Quali elementi definiscono lo Stato?

• Lo Stato è caratterizzato da:


1. politicità
2. sovranità
3. monopolio della forza legittima

Caratteristica distintiva dello stato moderno è la sovranità, ossia il riconoscimento, sia all'interno sia da
parte degli altri stati, di un potere che non ha sopra di sé nessun altro potere. La forma di governo e i
rapporti tra i poteri dello stato sono fissati da una legge fondamentale detta Costituzione. Lo stato moderno
predispone inoltre le leggi alle quali la collettività deve conformarsi e ne sorveglia il rispetto al fine di
garantire la sicurezza dei cittadini, dotando si di assemblee legislative, tribunali e polizia, nonché di forze
armate per difendersi da minacce esterne. Uno stato si compone di tre elementi: un territorio, una
popolazione e un governo.

• Per aversi uno Stato devono essere compresenti: ,,~ STUDENTI INDIPENDENTI
1. un popolo ,.
2. un territorio (terraferma, mare terr.le, piattaforma cont. Le ~~ . ~'
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3. un governo sovrano . ,.... II p. d i f r o n t e a li l a Xl
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• Non si ha uno stato:
1. quando c'è un popolo senza territorio (rom= zingari)
2. quando un popolo non è sovrano su un territorio (palestinesi)

• Si ha quindi uno Stato quando una popolazione si sottopone ad un potere politico per dare vita ad un
ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi generali.

Nascita dello Stato moderno

• Dal sistema feudale caratterizzato da:


1. diritto di proprietà su cose e persone
2. dispersione del potere

Sistema feudale: sistema sociale affermatosi nell'Europa occidentale (e, con modalità molto simili, in
Giappone) e durato per oltre un millennio e mezzo, tra il declino dell'impero romano d'Occidente, nel IV
secolo, e la nascita dei primi stati moderni, nel XVIII secolo. Esso si fondava sull'identificazione dei rapporti
personali, sociali e politici con quelli patrimoni ali, rendendoli di natura contrattuale. In particolare, si intende
per feudalesimo il sistema politico, economico e sociale su cui si reggeva il Sacro romano impero, incardinato
sul feudo, trasformazione del beneficio - già previsto dal diritto romano (ad esempio, le terre concesse ai
veterani) - da temporaneo a permanente.
Non esisteva proprietà dello Stato; solo proprietà privata.
• . .. allo Stato moderno (trattato di Westfalia. 1648= Pace di Vestfalia, Trattato di pace, siglato il24 ottobre del
1648, che sancì la fine della guerra dei Trent'anni e stabilì un nuovo equilibrio politico-religioso in Europa. In base ai
termini del trattato, che unificava due trattati conclusi separatamente a Mùnster -tra il Sacro romano impero e la
Francia con isuoi alleati- e a Osnabrùck -tra l'impero e la Svezia e le altre potenze protestanti-, venivano pienamente
riconosciute la sovranità e l'indipendenza di tutti gli stati appartenenti all'impero.)

Gli Stati moderni si affermano allorché in varie parti dell'Europa alcuni ordinamenti conquistano
progressivamente autonomia ad identità. Tale processo si svolge in un una duplice direzione:
l. autonomia esterna rispetto agli ordinamenti universali del sacro Romano Impero e del Papato,
2. supremazia interna nei confronti degli ordinamenti particolari, feudali corporativi e municipali

Stato moderno: Il concetto di stato qual è modernamente inteso non esiste nel pensiero filosofico e politico
greco né in quello romano; in entrambi, piuttosto, sono presenti - con l'idea di polis e di res publica - elementi
sociali e amministrativi intesi, genericamente, in senso democratico, dove i protagonisti sono ancora i cittadini.
Lo stato come struttura rigidamente gerarchizzata, con un sovrano a regnare sui sudditi, che gli devono
incondizionata obbedienza, si definisce nelle sue caratteristiche sul finire del Medioevo, quando il crollo del
sistema feudale e l'ascesa della borghesia creò le condizioni per avviare un accentramento del potere nelle mani
del sovrano. Furono istituiti in tal modo un apparato burocratico attraverso il quale organizzare il prelievo
fiscale, un esercito, una legislazione unica per la regolamentazione dei commerci.

Il processo di costruzione dello stato raggiunse la fase culminante nell'età dell'assolutismo, ossia entro un
sistema politico in cui il sovrano non era soggetto al controllo dei governati; a partire dal XVIII secolo, tuttavia,
con la diffusione di idee illuministe, la borghesia scatenò un'offensiva al fine di condizionare alla volontà dei
cittadini l'autorità politica. Dopo la Gloriosa Rivoluzione inglese, la guerra d'indipendenza americana e la
Rivoluzione francese, si affermò così il principio della sovranità popolare, in base al quale può governare
soltanto chi abbia ricevuto il consenso dei governati, che esprimono la loro volontà attraverso il Parlamento.

Defmizione di forma di Stato

" il modo in cui si atteggia il rapporto fra i cittadini e il potere politico, vale a dire il rapporto fra governanti
e governati, nonché i fini ultimi che si pone l'ordinamento" "STUDENTI INDIPENDENTI

• l'evoluzione delle forme di Stato è in relazione al diverso contesto s <~


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• Il nesso tra forma di Stato e forma di governo (insieme delle istituzioni che partecipano all'attività di
direzione politica di uno stato)

L'evoluzione delle forme di Stato

Caratteri dello Stato assoluto (XV - XVIII sec.):


1. accentramento dei poteri in capo al Sovrano in relazione al pluralismo feudale,
2. giustificazione teocratica del potere tradizionale- carismatico
3. rigida divisione in classi sociali, con supremazia dell'aristocrazia.

SOVRANO
(potere dato da
Dio, teocratico)

Divisione in classi
o ceti sociali Nobili: stretto contatto
con il sovrano e
rapporti economici
con il sovrano

• la trasformazione dello Stato assoluto in:


1. Assolutismo illuminato (Stato di Polizia - intesa come polis-): Prussia ed Austria (1740 - 1790)
Il potere del sovrano, pur autorizzato a gestire lo stato senza interventi da parte di alcun ente esterno, trovava
una serie di limitazione nella necessità di osservare le leggi di natura e le norme religiose.
Il sovrano, per spirito filantropico agevola le esigenze della comunità

2. Stato mercantile (Luigi XIV),


N ello stato mercantile la libertà dei traffici prevale sulle esigenze finanziarie del Re.

Lo stato liberale

• Origini Storiche: Rivoluzioni inglesi (1689), americana (1776), francese (1789), europee (1848)
• Conseguenza: dell'economia di mercato borghese ( lo "stato minimo" o "guardino notturno", nel senso
che è il mercato che si autoregolamenta, lo Stato deve solo assicurare la protezione del popolo).
• Giustificazione: dottrine contrattualistiche (Locke vs. Hobbes):

Loke: lo stato come strumento per la tutela dei diritti naturali intangibili del cittadino (giusnaturalismo)
Hobbes: lo stato come "Leviatano", colui che detiene la forza e quindi protegge il cittadino dai disordini
che esso stesso causa (Homo homini lupus), quindi detentore del monopolio della forza legittima perché
fondata sul consenso dei cittadini.

Lo stato liberale

• Caratteri strutturali:
1. Stato monoc1esse borghese (suffraggio limitato). La borghesia voleva la libertà dallo stato e la libertà
personale. Libertà che venivano rivendicate dalla sovranità del Re.
2. tutela delle libertà negative e dei diritti (di proprietà, d'iniziatf ecofimuÌ9i)\dcl ~il!Jigj~JiH~t'tjA:\}O
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4. sovranità assoluta non del Re ma della:
Nazione (1789)
Stato (XIX- XX sec.) come persona giuridica
Volontà generale del popolo (Rousseau)

Classificazione delle forme di stato

Stato totalitario (Italia 1922-1943, Germania 1933-1945, Spagna 1936-1975)

Giustificazione: dottrine statolatrie ( Hegel, culto assoluto ed esclusivo dell'autorità dello Stato. Stato al di sopra
di tutto)
1. lo Stato come totalità che assorbe l'individuo
2. lo Stato etico basato su valori assoluti (fascismo, nazismo, franchismo= Regime dittatoriale instaurato in Spagna,
dal 1939 al 1975, dal generale Francisco Franco.)
3. In un regime totalitario i membri del partito al potere diventano l'élite del paese; tutta la società è
assoggettata a un'organizzazione gerarchica nella quale ogni individuo deve rispondere a qualcun altro
sopra di lui, con l'unica eccezione del capo supremo, che non risponde a nessuno. Tutti i gruppi non allineati
al potere vengono annientati. La soggezione totale dei singoli individui al partito è ottenuta mediante
un'estesa burocrazia, il monopolio dei mezzi di comunicazione, un'efficiente polizia segreta, il controllo
politico delle forze armate e una forte centralizzazione dell'economia. Il partito possiede tutti i mezzi di
comunicazione attraverso i quali i cittadini ricevono informazioni, orientamenti, direttive. Giornali, riviste,
radio e televisione, teatro e cinema sono controllati dal centro. Infine, le forme di manifestazione del
pensiero che non si conformano alla linea del partito - ossia alla sua interpretazione ideologica della realtà -
sono colpite dalla censura.

Stato confessionale (Stati islamici)

Diritto identificato con la religione


Stato Socialista (1917-1989 Urss, oggi Cina, Cuba)

Giustificazione: dottrine marxiste (Marx= abbattimento dello Stato liberale come sovrastruttura istituzionale
strumentale al dominio della classe egemone borghese)
a. lo Stato come strumento di dominio della classe egemone
b. carattere strutturale: statalizzazione dei mezzi di produzione per debellare borghesia tramite lo Stato
espressione della dittatura del proletariato.
c. Partito Unico, esso assume una funzione educativa.
d. Politica: associata sin dagli inizi alle istanze della classe operaia, il cui programma può essere riassunto
nel seguente modo: abolire le classi, giungendo così a una reale eguaglianza sociale; porre le risorse
economiche sotto il controllo diretto delle classi lavoratrici; limitare il diritto di proprietà; incoraggiare
una nuova morale basata sulla solidarietà e la cooperazione. Benché nel corso dell'Ottocento e del
Novecento il fine ultimo del socialismo sia stato spesso descritto come il raggiungimento di una società
senza classi, il movimento socialista si è orientato sempre più verso una politica riformista, tesa alla
realizzazione di sostanziali modifiche del sistema capitalista piuttosto che alla sua abolizione.

Stato fascista (Italia, Germania, Portogallo)

Carattere strumentale: Partito unico con funzione educativa. Collaborazione classi (corporativismo).
Ideologia: fondata sul culto del capo (il "duce"); dal disprezzo per i valori della civiltà liberale, che si
concretizzò nella soppressione delle libertà politiche e civili (di pensiero, di stampa, di associazione ecc.);
dall'ideale della collaborazione tra le classi, opposto alla teoria socialista e comunista della lotta di classe; dal
dirigismo statale; da un apparato di propaganda che mirò a mobilitare le masse e a inquadrarle in organizzazioni
di socializzazione politica funzionali al regime; dall'integrazione nel P; ito S-mmNffIWBF s~ ~
rapporti economici, sociali e culturali. ~ l

Finalità: Dio, Patria e famiglia. ~~~~49 FACOLTA' DJ ECONOÌlAIA

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Classificazione delle forme di stato

Stato liberaldemocratico (dopo la II guerra mondiale)

Giustificazione: potere legale-razionale leggittimitato dal libero consenso popolare e giuridicamente limitato.

Caratteri:
1. Stato pluriclasse (suffragio universale)
2. Tutela dei diritti civili e dei diritti sociali
3. Intervento statale per correggere distorsioni del mercato (Stato sociale) e per offrire servizi di pubblica
assistenza
4. Stato costituzionale. Costituzione come fonte primaria a cui la legge deve rifarsi.
5. Sovranità (limitata) del popolo. Libere elezioni e suffragio aperto a tutti.
6. Sistema politico: basato sulla sovranità dei cittadini, ai quali è riconosciuto il diritto di scegliere la
forma di governo e di eleggere direttamente o indirettamente i membri del supremo corpo legislativo
dello stato, così come i funzionari addetti all'amministrazione locale, nonché, in alcuni casi, anche il
capo dello stato.
Nell'accezione moderna, il termine implica anche l'eguaglianza giuridica dei cittadini nell'esercizio del voto, dal
quale non deve essere escluso nessuno per motivi di razza, di religione, di censo e di sesso; l'esistenza di alcune
condizioni che garantiscano una condizione di libertà nell'esercizio del voto (l'assenza di coercizione, la
pluralità delle opzioni a disposizione, la possibilità di formarsi una propria opinione); l'accettazione della
validità del principio di maggioranza.

La crisi della sovranità dello stato?


Lo stato oggigiorno non esiste, perché i riflessi economici globali sono così tanti che lo Stato deve far conto a
tali.

Es. Un agenzia di Reting (In economia, valutazione della solidità finanziaria di un'impresa o di uno stato che
abbia contratto dei debiti, per esempio tramite l'emissione di obbligazioni.= Strumento legale o creditizio che promette
di erogare una somma di denaro in una data certa a determinate condizioni. )

Le valutazioni e le previsioni delle società di rating hanno un'influenza molto importante sull'andamento del
mercato delle azioni, delle obbligazioni, dei titoli di stato e delle monete, quindi sull'andamento di una
determinata nazione; anche se non sempre si rivelano corrette.

3 LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L'ORDINAMENTO INTERNAZIONALE


• L'ordinamento giuridico internazionale generale
• Diritto internazionale generale e diritto internazionale particolare.
• L'adattamento del diritto interno al diritto internazionale.
• La protezione internazionale dei diritti umani
• Le organizzazioni internazionali.

- la comunità internazionale formata da Stati sovrani non per scelta ma per il sol fatto di essere tali e posti
in posizione di reciproca parità.
- Differenza con la comunità sopranazionale che sono in grado condizionare gli Stati membri ed i cittadini
(U.E.)
- Il diritto internazionale regola i rapporti tra gli Stati sovrani.

La concezione monista dei rapporti tra ordinamento internazionale e ordinamenti statali

• Unità degli ordinamenti con primato


dell' ordinamento statale
- dell' ?rdi?ame~to inte~aziona~~ (Kelse~) da .cu~~eri\k.1M9 . NrI INDIPENDENTI
1. lapplicazione diretta del trattati internazionali .rè1~ dmamento mterno
2. la loro non modificabilità da parte delle leg clf~,Q
a e- v FACOLTA' DI ECONOMIA
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/,,+ II p. cli f r o n t e a li l a X I
lO s: T e l. O8 O / 5 O4 9 J 2 9 - 5 O4 9 l 3 O
Art. 117.1 Costo
"La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei
vincoli derivanti dal!' ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionale"

La concezione dualista dei rapporti tra ordinamento internazionale e ordinamenti statali

• Ordinamento Statale e ordinamento internazionale sono ordinamenti indipendenti e separati.

1. espressione della pluralità degli ordinamenti giuridici


2. conferma del carattere limitato della sovranità statale

Come l'ordinamento italiano si adegua agli obblighi internazionali

Diritto internazionale particolare di natura patrizia. (Art. 80 Cost. "le Camere autorizzano con legge la
ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o che prevedono arbitri o regolamenti
giudiziari, o importano variazioni del territorio ad oneri alle finanze o modificazioni di leggi ")

Contenuto in trattati stipulati dal Governo e recepiti nel nostro ordinamento tramite opera di recipimento di
un atto normativo:

a) atto normativo (legge, atto avente forza di legge, regolamento) che modifichi direttamente- sopprimendo
o innovando- l'ordinamento in conformità all'accordo
b) ordine di esecuzione tramite cui si recepisce nel nostro ordinamento un trattato cui si rinvia
integralmente ("piena e intera esecuzione è data al trattato ... "). Tale ordine è contenuto:
l.nella stassa legge di autorizzazione alla ratifica
2.nel D.P.R. di ratifica solo per norme secondarie (art. 80 Cost.

Come l'ordinamento italiano si adegua agli obblighi internazionali

Diritto internazionale particolare di natura patrizia. (Art. 80 Cost.)

"le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati


internazionali che sono di natura politica, o che prevedono
arbitri o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del ordine di esecuzione
territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi "

• la libertà di ratificare o meno


i Trattati e gli Accori, salvo la responsabilità internazionale, senza però alcuna possibilità di
coazione.
• Il problema degli Accordi in forma semplificata di natura politica, conclusi e sottoscritti da un
rappresentante del Governo, senza previa autorizzazione legislativa.

GOVERNO ______ -+~ negozia e firma

PARLAMENTO _____ •• autorizza con legge la ratifica

Legge di autorizzazione alla ratifica


"Ratifica ed esecuzione del trattato ... (parti contraenti e oggetto), fatto a .. .il. .. "
Art. 1- Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il trattato ...
Art. 2- Piena ed intera esecuzione è data al trattato di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua
entrata in vigore in conformità a quanto disposto all'articolo ... del tra:~~e~O'lJDENTI INDIPENDENTI
"-
4'-9 FACOLT A' DI ECONOMIA
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA le, v .
,p Il p. di fronte aula XI
Tel. 080i5049129-5049130

11
Entra in vigore tramite scambio delle ratifiche a loro deposito o scambio delle ratifiche che è l'istituto di
diritto internazionale mediante cui lo Stato fa propri gli effetti di un trattato negoziato e concluso son un
altro Stato.

Come l'ordinamento italiano si adegua agli obblighi internazionali

Diritto internazionale generale di natura consuetudinaria (Art. lO Cost.)

Art. lO
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente
riconosciute. *
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati
internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla
Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla
legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

(* Nella sent. N. 48 del 1979 si ammette che la consuetudine internazionale, secondo cui esiste "l'obbligo degli Stati di
riconoscere reciprocamente ai propri rappresentanti diplomatici l'immunità dalla giurisdizionefFunzione di amministrare la
giustizia assicurando l'attuazione della legge nei casi concreti.) civile, anche per gli atti posti in essere quali privati individui",
prevale sulle confliggenti norme costituzionali in base al principio di specialità, senza tuttavia mai "consentire la
violazione dei principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale.")

L'ordinamento giuridico italiano si


conforma alle norme del diritto Adattamento automatico
internazionale generalmente
riconosciute.

Esempi:
1. pacta sunt servanta (i patti si devono rispettare)
2. la libertà dei mari
3. la uguale sovranità degli stati
4. piattaforme continentali
5. l'extraterritorialità (ambasciata usa in Iran)
6. immunità diplomatica
7. convenzioni internazionali sui diritti umani (?)

Il diritto internazionale generale di natura consuetudinaria (Art. lO Cost.)

• l'art. lO come fonte sulla produzione, frutto della ispirazione intemazionalistica del costituente
• l'adattamento immediato, diretto, completo e continuo (rinvio mobile)
• Le norme di diritto internazionale consuetudinario come fonti fatto
• La natura giuridica delle norme consuetudinarie internazionali:
a) superiori alle norme costituzionali (contra Corte cost.
b) parificate alle norme costituzionali col solo limite dei principi cost. li.
c) Fonte intermedia tra cost. e legge, comunque prevalenti sulla legge ordinaria, incostituzionale o
disapplicata
STUDENTI INDIPENDENTI
Fonti atto: prodotti dal nostro ordinamento
Fonti fatto: nascono dall'esterno.
Il p. di fronte aula XI
Te!. 080/5049129-5049130
Dichiarazioni e carte internazionali dei diritti
12
Nazioni Unite

• Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948)


• Patti Internazionali sui diritti sociali, economici, culturali e sui diritti civili e politici.
• Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia (1989)
• Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965)
• Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (1979)
• Regole per le pari opportunità delle persone disabili (1993)
• Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti (1990)

Dichiarazione e carte internazionale dei diritti

Consiglio d'Europa (1948)

• Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)
(1950)
• Per assicurare il rispetto della CEDU è istituita la Corte europea dei diritti dell 'uomo (Strasburgo) che si
pronuncia sui ricorsi interstatali e ricorsi individuali "dopo l'esaurimento delle vie di ricorso interne".
Giudica sulla violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla CEDU su ricorso degli Stati membri e (dal
1998) dei singoli cittadini "dopo l'esaurimento delle vie di ricorso interne"

Unione europea
• Carta fondamentale dei diritti fondamentali dell 'Unione Europea (2000)

La giurisdizione internazionale sui crimini di guerra e contro l'umanità

• Tribunali di Norimberga e di Tokio (1945)


• Tribunale internazionale penale per la ex- Iugoslavia (1'Aja - 1993)
• Tribunale internazionale penale per il Ruanda (Arusha - 1998)
• Corte penale internazionale (Statuto di Roma 1998; 2002)

• Il tentativo della comunità internazionale e della dottrina di imporre con la forza l'osservanza di tali
trattati, considerati norme di diritto internazionale consuetudinario.

Organizzazioni internazionali

• Nazioni Unite (ONU» 191 Stati membri (nel 2002: Svizzera e Timor- est)
• Carte delle nazioni Unite (1945) per centralizzare l'uso della forza, salvo temporanea legittima difesa,
senza però proprio esercito

• Organi:
a) Assemblea generale
b)Consiglio di sicurezza
c) Corte internazionale di giustizia
d) Segretario generale
• Organizzazioni collegate all'ONU: FAO, WTO, OIL, UNESCO", lC,grUDEN"r-r T r •

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Trattato del NordAt l antico e t . 080/5049"2 ,~la XJ
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13
• Alleanza Atlantica (NATO» 19 Stati membri. Candidati: Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia,
Bulgaria, Romania

Statuto del consiglio d'Europa (1949)


• Consiglio d'Europa> 44 stati membri. Candidati: repubblica federale di Jugoslavia (Serbia e
Montenegro), Principato di Monaco

La guerra

Art. 11 Costo
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle
limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni *;
promuove efavorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. "

*la Corte costituzionale, a partire dalla sentenza n. 183 de11973, ha ritenuto che questa proposizione costituisce il
fondamento della partecipazione dell'Italia al sistema delle comunità europee, legittimando così tutte le conseguenti
limitazioni di sovranità e le deroghe ed altre norme costituzionali.

• L'accettazione della guerra difensiva (artt. 27.4, 78, 87.9, 103.3, 111.7 Cost.) Individuale o
collettiva.
• Il ripudio alla guerra offensiva in funzione dell'affidamento alle organizzazioni internazionali
dell'uso legittimo delle forza per assicurare pace e giustizia tra le nazioni.

• L'uso della forza autorizzato dall'ONU: Kuwait 1991, Somalia 1992

• Gli interventi umanitari dipeacekeeping dell'ONU e gestiti:


direttamente dall'ONU: ex Jugoslavia 1992-95, Ruanda 1993-96
tramite Stati e organizzazioni internazionali regionali (NATO): Bosnia 1995

• Gli interventi "umanitari" non autorizzati dall'ONU: Kosovo 1992: pro (consuetudini internazionali) e
contro
• La guerra al terrorismo internazionale:
A) Afghanistan 2001 autorizzato dall'ONU
B) Iraq 2003 non autorizzato dall'ONU
• Il problema dell'intervento parlamentare successivo:
A) in sede di conversione di decreto legge
B) tramite mozione

4 L'ORDINAlVIENTO DELL'UNIONE EUROI>EA

• Le tappe dell'integrazione europea


• La struttura dell 'Unione Europea .< •• .,~<~' SnmENTI INDIPEND.ENTI
• Le istituzioni europee
\ l~rFACOLTA' DJ ECONOMIA
14 ~. ~r p. di fr o n rj, aula XI
Te •. 080/5049129-5049130
• Le fonti del diritto comunitario
• I rapporti fra ordinamento italiano e ordinamento dell'Unione Europea
• Natura e caratteri dell' ordinamento

Dalla Comunità europee all'Unione europea

Il manifesto del Movimento federalista europeo (1941)


Il Consiglio d'Europa (1948)
Trattato di Parigi (18 Aprile 1951)
Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA)
Trattato di Roma (25 marzo 1957) (TCE)
Comunità economica europea (CEE), Comunità europea dell'energia atomica CEEA o (Euroatom): 3 comunità
con Parlamento, consiglio dei Ministri e Corte di giustizia distinti
Trattato di Bruxelles (1965)
Fusione degli organi istituzionali, con un esecutivo ed un bilancio unico.
Prevalenza della CEE quale comunità non settoriale
Progressi CEE:
1. estensione competenze anche per via giurisprudenziale
2. risorse proprie
3. Estensione decisioni a maggioranza qualificata e non unanimità
4. Consiglio europeo dal 1974; Parlamento elettivo dal 1979
5. Sistema monetario europeo (Sme) nel 1979 per arginare discussione monetario

I trattati europei

Atto unico europeo (1986)


Il termine previsto per l'entrata in vigore del mercato unico evidenziò l'esigenza di conferire alla Comunità
Europea poteri decisionali più ampi, indispensabili per affrontare e risolvere tutte le questioni riguardanti
l'eliminazione delle barriere doganali; fino a quel momento, infatti, le decisioni del Consiglio dei ministri
dovevano essere approvate all'unanimità dai suoi membri, ciascuno dei quali poteva dunque rallentare il
processo decisionale esercitando il proprio diritto di veto. Con l'Atto unico europeo, entrato in vigore nel 1987,
furono dunque definite alcune importanti modifiche nella struttura della comunità, tra cui l'introduzione di un
sistema di votazione a maggioranza in grado di contribuire all'accelerazione del processo di realizzazione del
mercato unico, e furono apportati anche considerevoli cambiamenti: il Consiglio europeo entrò formalmente a
far parte delle istituzioni comunitarie, i poteri decisionali del Parlamento europeo furono ampliati e venne
istituito un Tribunale di primo grado, destinato a occuparsi dei ricorsi contro la normativa comunitaria
presentati da individui, organizzazioni o società. Gli stati membri concordarono inoltre l'adozione di politiche
comuni in diversi settori, dalla politica fiscale a quella occupazionale, dall'assistenza sanitaria alla tutela
ambientale e decisero di allineare il più possibile la propria politica economica e monetaria a quella dei paesi
confinanti.

Trattato di Maastricht (1992)


Accordo, il cui nome ufficiale è "Trattato sull'Unione Europea", firmato il 7 febbraio 1992 dai dodici capi di
governo della Comunità Europea. L'atto costituì un'importante fase del processo di integrazione politica ed
economica avviato nel 1957 con il Trattato di Roma e la costituzione della Comunità economica europea.
Il trattato di Maastricht stabilì infatti i criteri per la trasformazione della Comunità Europea in Unione Europea
e la creazione di un'Unione monetaria europea, basata su un'unica autorità monetaria (Banca centrale europea)
e sulla circolazione di un'unica moneta, alla quale il Consiglio europeo di Madrid del 1995 attribuì il nome di
"euro".
Il trattato conferì inoltre all'Unione Europea prerogative che travalicavano l'ambito economico e definivano le
modalità per una comune politica estera e di sicurezza (PESC), per una cooperazione nel campo della giustizia
e degli aff~ri interni, ma anche per una comp~eta elimina.zion~ delle frontiere", 'in18w~WHrffi i1fo~~dbENTI
Acc~rdo di Schengen) e per l'allargamento d! questa agh stati dell'Europ~., ~ e e del bacino del
Mediterraneo. • , I
.<' FACOLTA! 01 ECONOMIA

Trattato di Amsterdam (1997) ".


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, Tel. 080i504912Q-5049130
15
I problemi dell'occupazione, della sicurezza e libertà dei cittadini, e della giustizia furono posti alla base del
trattato di Amsterdam, firmato nell'ottobre 1997 ed entrato in vigore nel maggio 1999, dopo la ratifica di tutti
gli stati membri. Nel dicembre dello stesso anno il Consiglio Europeo avviò i negoziati con alcuni dei paesi
candidati all'ingresso nell'UE.

Trattato di Nizza (2001)


Con la riunione del Consiglio Europeo a Nizza nel dicembre 2000 e con il successivo Trattato di Nizza del
febbraio 2001, si ebbe un'importantissima svolta nella storia dell'Unione Europea. Il Trattato era infatti rivolto
ad emendare tutti i precedenti accordi per adattare la struttura e il funzionamento delle istituzioni europee
(risalenti alla fondazione della Comunità Europea) all'ampliamento e, in particolare, per dotarle di maggiori
poteri decisionali ed esecutivi. Il Trattato di Nizza stabilì i criteri di trasformazione dei principali organi
istituzionali dell'Unione: il Parlamento, il Consiglio, la Commissione, la Corte di giustizia, la Corte dei conti, il
Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni (tutti destinati a cambiare per numero di membri e
funzioni). Al Trattato venne allegata una "Dichiarazione sul futuro dell'Unione", rivolta a sollecitare i
Parlamenti nazionali, il mondo politico, economico e accademico, la stessa società civile a intervenire sulle
delicate questioni politiche, economiche e sociali sollevate dall'ampliamento e dalla trasformazione
dell'Unione Europea. A Nizza fu infine proclamata la "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione", che
costituiva un primo passo verso una vera e propria Costituzione europea.

Dalla comunità all'unione: gli Stati membri

• Dal 1951: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi (6)
• Dal 1973: Danimarca, Gran Bretagna, Irlanda (9)
• Dal 1981: Grecia (lO)
• Dal 1986: Portogallo, Spagna (12)
• Dal 1995: Austria, Finlandia, Svezia (15)
• Dal lOMaggio 2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia,
Slovenia, Ungheria (25)
• Candidati (4): Bulgaria e Romania (dal 2007), Croazia, Turchia.

I "Pilastri" dell'Unione Europea

Dotata di personalità giuridica unica (ex comunità europee, integrate dalle politiche e forme di cooperazione)

Preambolo
DISPOSIZIONI COMUNI (Titolo I TUE)

U.E. EX COMUNITA' U.E.: POLITICA ESTERA E DI U.E: COOP.NE DI POLIZIA E


EUROPEE SICUREZZA COMUNE (PESC) GIUDIZIARIA IN MATERIA
(TCE, TCECA, TCEEA) (Titolo V TUE) PEN.LE
(Titolo II- III- IV TUE) (Titolo VI TUE)

Metodo Comunitario Metodo intergovemativo Metodo intergovemativo

COOPERAZIONE RAFFORZATA (Ti t. VII TUE): Europa a più velocità ad esempio Euro (tranne gran
Bretagna , Danimarca, Svezia)

DISPOSIZIONI FINALI (Titolo VIII TUE)

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16
Il Primo "Pilastro ": le politiche della comunità europea

Parte terza TCE

• Libera circolazione delle merci • Politica sociale, istruzione, formazione professionale


• Libera circolazione delle persone (visti, asilo, e gioventù
immigrazione), dei capitali e dei servizi finanziari • Cultura
• Politica economica e monetaria • Sanità pubblica
• Politica commerciale comune • Tutela dei consumi
• Agricoltura • Trasporti
• Industria • Reti transeuropee
• Cooperazione doganale • Coesione economica e sociale (politica regionale
• Norme comuni sulla concorrenza, sulla fiscalità e tramite fondi strut.1i)
sul riavvicinamento delle legislazioni • Ricerca e sviluppo tecnologico
• Occupazione (libera circolazione arti, professioni, • Ambiente ed energia (aria, suolo, acqua, rifiuti,
mestieri) patrimonio biologico)
• Cooperazione allo sviluppo

Il futuro dell'V nione Europea

• Non organizzazione internazionale ma:


• Comunità sopranazionale caratterizzata da organi rappresentativi che prendono decisioni anche a
maggioranza vincolanti gli Stati e le persone facenti parte della Unione
• Prospettive future:
a) ordinamento confederale (metodo intergovernativo): federazione di Stati nazione (ossimoro: Procedimento
retorico che consiste nel riunire due termini contraddittori)
b) ordinamento federale (metodo comunitario): Stati Uniti d'Europa in cui la sovranità passa dagli Stati
membri allo Stato centrale

Le istituzioni politiche dell'V .E.

Consiglio europeo (art. 1- 21)


Creato nel 1974 ed entrato a far parte della struttura organizzativa comunitaria nel 1987 a seguito dell'entrata in
vigore dell'Atto unico europeo, il Consiglio europeo è formato dai capi di stato o di governo dei paesi membri -
assistiti dai ministri degli Esteri - e dal presidente della Commissione europea. Si riunisce in pratica circa ogni
mese, in composizione diversa a seconda dei temi che deve affrontare: ministro dell'ambiente,
dell'agricoltura ... ecc. nei cosiddetti "vertici europei" e ha il compito principale di stabilire l'orientamento
politico dell'Unione.
Attua le politiche dell'Unione in materia di:
a) relazioni estere
b) SIcurezza
c) economia e sviluppo
d) adotta decisioni amministrative
e) insieme al Parlamento europeo adotta il bilancio
f) conclude gli accordi internazionali (con l'assenso del Parlamento europeo)
g) nomina i membri della Corte dei conti, del Comitato economico e sociale, del comitato delle regioni
h) garantisce il coordinamento delle politiche economiche e ammette gli stati membri all'euro.

Consiglio dei ministri (art. 1- 23)


Il Consiglio dell'Unione Europea, noto anche come Consiglio unico o C<.>&{'glio~VlilrnlTSffiJHnI:tmID~~efI
organo legislativo. Composto dai rappresentanti degli stati membri, (,/o(. ~i%-tri,è a~fi~ncat~ dal comitato
dei rappresentanti permanenti, che ha il compito di preparare i lavori
e
·,ftli61'-dtJesé'gill~~Hb)ltiMt~1~che
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17 Te!' 080/5049129-5049130
quest'ultimo gli affida. La presidenza del Consiglio è affidata a turno a uno degli stati membri e ha la durata di
sei mesi. L'attività del Consiglio si divide in tre "pilastri". Il primo comprende le politiche comunitarie in
materia di agricoltura, trasporti, energia, ambiente, ricerca e sviluppo, per le quali il Consiglio si attiva su
proposta della Commissione. Il secondo "pilastro" comprende la politica estera e la sicurezza; il terzo la
giustizia e gli affari interni. Su queste materie il Consiglio ha potere di decisione e di iniziativa.
La Commissione europea (art. 1- 26)
La Commissione, composta di 25 membri (uno per Stato), è l'organo esecutivo dell'Unione, ma suo è anche il
compito di avanzare le proposte legislative. Essa vigila sulla corretta applicazione dei trattati europei e delle
decisioni adottate in base a essi. In ambito amministrativo la Commissione gestisce i fondi comunitari e gli aiuti
agli altri paesi. La Commissione europea ha un organico di 15.000 persone, di cui un terzo è addetto ai servizi
di traduzione e di interpretazione.
I poteri della Commissione sono in particolare:
a) poteri elusivi di iniziativa
b) potere di vigilanza e controllo- anche segnalazione dei privati- sugli stati membri sull'applicazione del diritto
comunitario
c) gestione ed esecuzione dei finanziamenti comunitari (bilancio)
d) rafforzamento del ruolo del Presidente che nomina e revoca i commissari
e) poteri esecutivi (amministrazione e regolamento) del diritto comunitario

Parlamento europeo (art. 1- 20)

Parlamento europeo Organo che rappresenta i popoli dei paesi dell'Unione Europea, eletto a suffragio
universale dal 1979 dai cittadini degli stati membri. Istituito nel 1952 come Assemblea parlamentare per
costituire un elemento di democrazia in seno alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), fu poi
ampliato per includere la Comunità economica europea (CEE) e l'EURATOM (European Atomic Energy
Community), istituite in base ai trattati di Roma del 1957 e oggi riunite nell'Unione Europea.

La denominazione "Parlamento europeo", scelta dall'organo stesso, fu formalizzata nel 1987 con l'Atto unico
europeo. Il Parlamento ha sede a Strasburgo, mentre le commissioni e alcune sedute plenarie si svolgono a
Bruxelles; il Segretariato generale ha sede a Lussemburgo.

I seggi, attualmente 626 (nella prima Assemblea parlamentare erano 142), sono distribuiti tra i paesi dell'UE in
proporzione alla popolazione. I parlamentari europei, eletti ogni cinque anni, confluiscono in gruppi politici
transnazionali. Su singoli argomenti formano spesso coalizioni che scavalcano sia le divisioni ideologiche sia
quelle nazionali.

Il ruolo del Parlamento europeo è ridotto a causa del carattere limitato dei suoi poteri nei confronti del
Consiglio dell'UE e della Commissione europea, rispettivamente gli organi legislativo ed esecutivo del sistema
dell'Unione. Ha teoricamente la facoltà di sciogliere la Commissione, ma è improbabile che se ne avvalga per la
confusione istituzionale che l'atto provocherebbe e per la mancanza di controllo del Parlamento sulla
designazione dei nuovi commissari. Condivide, ma in modo diseguale, i poteri in materia di bilancio con il
Consiglio dei ministri, in quanto può respingere il bilancio nel suo complesso ma ha la facoltà di determinare
solo una piccola parte delle spese non obbligatorie. Esercita funzioni di controllo: sul consiglio dei Ministri,
sulla Commissione (interrogazioni, commissioni di inchiesta), sugli organi di politica estera e sicurezza

Prima dell'Atto unico europeo (1986) e del trattato di Maastricht (1992), i poteri legislativi del Parlamento
erano solo di natura consulti va. L'Atto unico ha conferito al Parlamento europeo il diritto di riesame delle
deliberazioni adottate e lo rende partecipe delle decisioni relative ai trattati di ingresso e agli accordi di
associazione con paesi esterni all'UE. Il trattato di Maastricht ha esteso l'ambito delle decisioni congiunte, ha
istituito il diritto di veto del Parlamento su questioni interne come il mercato unico, consente al Parlamento di
stimolare la presentazione di proposte di legge da parte della Commissione.

Benché il Parlamento europeo sia la sola istituzione sovranazionale eur" ~ d~Q,llli~qqn.I.i?1fmp~2> ffl,risca
rigorosamente al principio di sussidiarietà (in base al quale delega ov e,~e l'autorità alle istituzioni locali
competenti), l'accrescimento dei suoi poteri è stato e continuerà a e ~'~ ;tJ lent!Q<pe'feli©pBOO1!>lt~ 'r~~~rferire
con la sovranità degli stati membri e non può avvenire se non con il c ~.!So unflp.~€dP~fLl\r~JiJlJr1m··I
18 'Tel. 080/5049 j 29-5049130
Rapporto parlamento europeo- commissione

Nomina dei membri della Commissione

Consiglio europeo Parlamento europeo Consiglio Parlamento Consiglio


europeo europeo europeo
Designazione a Approvazione a (di comune Approvazione Nomina del
maggioranza del maggioranza assoluta accordo con a maggioranza presidente e
Presidente della del presidente il presiedente assoluta della degli altri
commisstone designato designato) Commissione membri della
Designato commrssione
degli altri
membri della
commissione

Revoca dei membri della Commissione


Mozione di censura a maggioranza dei 2/3 ei voti espressi purché rappresentino la maggioranza dei componenti

Parlamento europeo ______________________ -.. commissione

I procedimenti di formazione della legislazione europea

COMMISSIONE
I I
Iniziativa legislativa

I CONSIGLIO I PARLAMENTO
EUROPEO

Procedura di codecisione (artt.I- 34 e III- 396) come "procedura legislativa ordinaria", anche tramite Comitato
i conciliazione.

Procedura di cooperazione ( art. IlI- 183): obbligo d'umanità per discostarsi da quanto approvato dal
Parlamento europeo: materia economica e monetaria.

Procedura di consultazione (es. art. 1- 54): parere obbligatorio ma non vincolante in materia delicate: ad es.
fisco, politica industriale, concorrenza, agricoltura.

Le istituzioni giudiziaria dell'V.E.: la Corte di giustizia (art. 1- 29) (Lussemburgo)

25 giudici + 8 avvocati generali nominati dai governi o dagli Stati membri


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"assicura
.. . .
nspetto del diritto nell'interpretazione
A STUDENTI. rN~IP~,NDENTI
e nell'a12pil-Ga ene della"CostItuzIOne
• Giudica le controversie tra: "'~ ~~;;:, ~AC,--,LTA' DI ECONC!\1IA
a) istituzioni comunitarie ~'/ fl p. di fronte a u ia XI
Te-!. 080/504912Y-5049130
19
b) Stati membri
c) Comunità e stati membri (infrazioni sanzionate in denaro)
d) Comunità e persone fisiche o giuridiche riguardanti: 1. L'adempimento degli obblighi comunitari; 2. la
legittimità delle leggi e delle leggi quadro europee e degli atti delle istituzioni europee rispetto ai trattati
(Corte Costituzionale)
• Si pronunzia in via pregiudizi ale, su richiesta dei tribunali nazionali:
a) sull'interpretazione del diritto comunitario per garantire l'esatta osservanza e l'uniforme
applicazione (come Cassazione)
b) sulla legittimità del diritto comunitario derivato rispetto ai trattati su istanza dei tribunali
nazionali (come Corte costituzionale)

Le istituzioni giudiziaria dell'U.E.: il Tribunale di primo grado

Tribunale di primo grado> composto da 25 giudici. Dal 1989 giudica:


a) su ricorsi di privati (non Stati o istituzioni) contro atti comunitari;
b) sulle controversie tra Comunità e propri funzionari
• decisioni impugnate dinanzi alla Corte di giustizia solo per motivi di legittimità

Corte dei conti> un membro per stato nominati dal consiglio


Organo di controllo contabile su entrate e spese dell'Unione

Le fonti derivate (art. 1- 33)

LA LEGE EUROPEA (ex Regolamento)


• Atto legislativo di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli stati membri.

LA LEGGE QUADRO EUROPEA (ex Direttiva)


• Atto legislativo che "vincola gli stati membri destinati per quanto riguarda il risultato da raggiungere,
salva restando la competenza degli organi nazioni in merito alla scelta della forma e dei mezzi".
• Selft- executing, qualora dettagliate, in catodi inadempienza statele o se riguardanti persone fisiche o
giuridiche.

REGOLAMENTO EUROPEO
• Atto non legislativo di portata generale volto all'attuazione degli atti legislativi e di talune disposizioni
della Costituzione:
obbligatorio e direttamente applicabile in tutte le sue parti
vincolante solo nel risultato

Le fonti derivate (art. 1- 33)

L'ordinamento dell 'unione europea si fonda prima di tutto sui TRATTATI, i quali sono stati conclusi "per una
durata illimitata" (art. 51 TUE) e costituiscono le C.d. fonti originarie o primarie del diritto comunitario; e
poi sul complesso di norme adottate sulla base dei trattati, seguendo il procedimento di produzione fissato nel

REGOLAMENTO
• Atto di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli
Stati membri

DIRETTIVA
• Atto che vincola lo stato membro per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la
competenza degli organi nazionali in merito alla forma ed ai mezzi. S .
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DECISIONI .,0'",
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• Atto non legislativo obbligatorio in tutti i suoi elementi per i suo' ues-~~ari da ess~\rfdic~t?(4~orièlatte)
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080'5049129
aula XI
s o 49130
RACCOMANDAZIONIEPARERI -,,/ -J

• Atti non vincolanti, hanno valenza di indirizzo ma non fanno scorgere nel destinatario diritti o obblighi
TCE. Sono queste nonne c.d. fonti derivate le quali, ovviamente, devono essere compatibili coi trattati sia
sotto il profilo formale sia sotto il profilo sostanziale: hanno, dunque, rispetto ai trattati, carattere secondario.

Ordinamento italiano e ordinamento dell'V.E.

"Art. 11 Costo
"L'Italia ( ...) consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad
un ordinamento che assicuri la pace e la giustiziafra le Nazioni" ; promuove efavorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo. "

*la Corte costituzionale, a partire dalla sentenza n. 183 del 1973, ha ritenuto che questa proposizione costituisce il
fondamento della partecipazione dell'Italia al sistema delle comunità europee, legittimando così tutte le conseguenti
limitazioni di sovranità e le deroghe ed altre norme costituzionali.

• Quale fondamento costituzionale della partecipazione dell'Italia all'Unione europea e delle conseguenti
limitazioni di sovranità in materia legislativa (in ammissioni tramite semplice art. 80 cost. *), senza
ricorso alla procedura di revisione costituzionale, seguita in altri paesi (corte Cost. 14/1964)
• Unica eccezione: principi costituzionali fondamentali e diritti inviolabili (guerra): impugnazione dinanzi
alla Corte non dell'atto comunitario (fonte fatto) ma dell'ordine d'esecuzione del TUE.

*Art.80.

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati
o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri allefinanze o modificazioni di leggi.

I rapporti tra regolamenti comunitari! direttive self- esecutive e norme interne

• I fase: criterio cronologico: atti equiparati con prevalenza cronologica (Corte cost. 14/1964): possibile
abrogazione diritto comunitario
• II fase: criterio cronologico: prevalenza del regolamento comunitario sulla fonte interna dichiarata
costituzionalmente illegittima per violazione indiretta dell'art. 11Cost. (Corte cost. 232/1975)
• III fase: criterio della competenza: primato del regolamento comunitario sulla fonte interna diffonne,
anche successiva, tramite la non- applicazione di questa ultima da parte del giudice comune, senza
bisogno di ricorrere alla Corte in via incidentale ma semplicemente in via d'azione (Corte cost.
170/1984)

Ordinamento italiano e ordinamento dell'V.E.

La partecipazione degli organi costituzionali italiani al diritto comunitario.

a) nella sua formazione (c.d. fase ascendente): ruolo del parlamento


b) nella sua attuazione (c.d. fase discendente):

1) la c.d. legge comunitaria (c.d. legge La Pergola)


2) regolamenti comunitari ~' STUD ,Nn INDIPRN
3) fonti regionali (art. 117.5 Cost.), pena potere sostitutivo statale ç ~. '0.2 Cost. •...
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Es: contrasti fra regolamento europeo e legge interna :v:-.#"/ l! d· fr o m .
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Te l , 080/5049129.5049130
21
La legge comunitaria

"Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dell'appartenenza dell'Italia alle Comunità
europee-legge comunitari ... (anno)"

• Recepimento diretto delle direttive tramite disposizioni legislative


• Recepimento indiretto delle direttive tramite allegati.

Ali. A: elenco delle diretti ve da attuare con decreti legislativi senza la necessaria acquisizione del parere parlamentare
Ali. B: elenco delle direttive da attuare con decreti legislativi per i quali è previsto il parere parlamentare
Ali. C: elenco delle direttive da attuare con regolamenti di delegificazione

5 LE FONDI DEL DIRITTO

Fonti del diritto Insieme dei fatti (gli eventi naturali o sociali) e degli atti (le attività umane consapevoli e volute) ritenuti
idonei a produrre diritto nell'ordinamento giuridico di cui fanno parte.

L'ordinamento giuridico italiano dispone di una varietà di fonti ordinate in base alla diversa efficacia normativa loro
attribuita e disposte secondo un criterio gerarchico; la norma di grado superiore può modificare o annullare quella di
grado inferiore ma non può essere modificata o annullata da questa. Le principali fonti del diritto italiano sono, secondo
questo ordine: la Costituzione, le leggi ordinarie dello stato, i decreti legge, i decreti legislativi, i regolamenti, le
consuetudini. A queste vanno aggiunte le fonti non statali: la normativa comunitaria, il referendum abrogativo, i contratti
di lavoro collettivi, gli statuti e le leggi delle regioni, i regolamenti regionali, provinciali e comunali.

Le fonti del diritto: definizioni

Fonti del diritto

"gli atti o i fatti che l'ordinamento abilita a produrre norme giuridiche"

Fonti di produzione (la produzione del diritto)

"gli atti o i fatti ai quali l'ordinamento attribuisce la capacità di produrre norme giuridiche che esso riconosce
come proprie"

Fonti sulla produzione (come si produce il diritto)

"le norme che disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo, individuando i soggetti titolari di potere
normativo, i procedimenti di formazione, gli atti prodotti (es. artt. lO, 70, 75, 738 Cost; 1. 400/1988)

Le fonti del diritto: definizioni

Fonti atto o atti normativi

Manifestazioni di volontà espresse da un organo dello Stato o da altro ente legittimato dalla Costituzione che
trovano di regola la loro formulazione in un testo normativo (sempre fonti scritte) cui l'ordinamento attribuisce
l'idoneità di porre in essere norme giuridiche.

Es. legge, costituzione, regolamento

Fonti fatto o fatti normativi

22
Comportamenti oggettivi (fonti non scritte) o atti di produzione giuridica esterni al nostro ordinamento che
sono considerati come fatti (fonti esterne) da cui discendono norme vincolanti.

Es. consuetudini, fonti comunitarie

La consuetudine

Fonte di diritto consistente nella ripetizione di dati comportamenti col convincimento che essi rispondano a un
obbligo giuridico.
• Situazione complessiva risultante dalla ripetizione dei comportamenti e dalla loro valutazione sociale
(di stampo civili sta)
• Requisiti:
a) comportamento socialmente uniforme diffuso nel tempo (usus o diuturnitas): elemento materiale
b) comportamento collettivo dell'obbligatorietà di un determinato comportamento (opinio iurus ac
necessitatis= opinione che si stia seguendo la cosa giusta): elemento spirituale (es. il cognome del
padre viene messo ai figli in maniera consuetudinaria, anche se non vi è alcuna legge)
• Norma senza disposizione
• Pubblicazione non necessaria in apposite raccolte generali tenute dal Ministero dell'industria e dalle
camere di commercio.
• Importanti negli ordinamenti di common law; residuali in quelli di civillaw (materia contrattuale,
commerciale, bancaria)
• La consuetudine costituzionale come obbligo giuridico
• Le convenzioni costituzionali: accordo tra le forze politiche vincolante sotto il profilo politico ma non
giuridico.

CONSUETUDINI
In fondo alla scala gerarchica delle fonti di produzione del diritto si trovano la consuetudine e gli usi. In quanto fonte non
scritta né prodotta da organi atti a legiferare, ma derivante dalla reiterazione costante nel tempo di determinati
comportamenti che vengono comunemente considerati conformi al diritto vigente, la consuetudine assume una posizione
di totale subordinazione rispetto alle altre fonti di produzione del diritto.

La rilevanza giuridica della qualificazione di un atto come fonte del diritto

• Inderogabilità
• Esatta ed uniforme interpretazione (Cassazione
• Presunzione di conoscenza:
a) nel giudice (iura novit curia=conoscenza del diritto)
b) nel cittadino (ignorantia legis non excusat)
c) pubblicità, proprio perché devono essere note vengono pubblicate (gazzetta ufficiale, decreti legge ... )

La pubblicazione delle fonti

Gazzetta ufficiale della repubblica Italiana


• serie generale (leggi ealtri atti normativi, atti degli organi costituzionali; decreti preeesidenziali; decreti,
delibere e ordinanze ministeriali; decreti e delibere di altre autorità)
• Corte costituzionale (sentenze e ordinanze della Corte)
• Comunità europee 8regolamenti e direttive)
• Regioni (leggi e regolamenti regionali)

Leggi e altri atti normativi (decreti- legge, decreti legislativi, regolamenti)


la presente legge (o il presente decreto), munita del sigillo dello stato, sarà inserità nella raccolta ufficiale degli
atti normativi della repubblica Italiana. E' un fatto obbligo a chiunque spetti,-' osSi~~BN1.l}:If!NIDffSB~èJTI
come legge dello Stato.
~\~ ~' FACOLTA' DI ECONOMIA
/~I
. . "'-.V7 Il p. di fronte aula Xl
Costituzione W T e l. O8 O/5 049 i 29- 5 049 l 3 O
Leggi di revisione costituzionale, legge costituzionale
Fonti primaria a carattere "chiuso"
1'.C'_~.__ ..l: 1 .1 "-"-: . __ ..• "-:_.: ..1_1 ~ .1 .c ._..1 __ •__ ._. ~_.il...: __ ,. ~. .il..:.iI.. ':_._.'
Fonti secondarie a ~,arattere "aperto"
(principio di leg~ità-fonti fatto)

COSTITUZIONE
La Costituzione italiana racchiude i principi e gli istituti fondamentali in base ai quali è organizzato lo stato italiano.
Entrata in vigore nell948, dopo la caduta del fascismo e la proclamazione della repubblica, fu approvata da un'assemblea
costituente eletta dal popolo italiano. Una delle caratteristiche più importanti della nostra Costituzione è la sua rigidità: le
sue disposizioni, infatti, non possono essere modificate con le leggi ordinarie.

Costituzione Costituzione
I
Leggi Costituzionali (art. 138

r Regolamenti parlamentari
(compito di disciplinare le camere)
Leggi ordinarie ed atti aventi forza di
(art. 64 Cost.)
legge (artt. 70 ss. e 117 Cost.)

Regolamenti governativi
(artt. 87.5 e 117.6 Cost.)

Regioni speciali Regioni ordinarie

Costituzione Costituzione

Statuti speciali
l
Statuti ordinari
adottati con legge
costituzionale (art. 123 cost.)
(art. 116 Cost.)

Leggi regionali Leggi regionali


l
(artt. 117 e 121 Cost.)

~
Regolamenti regionali Regolamenti regionali
(artt. 117.6 e 121 Cost.)

Le fonti nell'ordinamento locale '>.~"


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STUDENTI INDIPENDENTI

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FACOLTÀ' t)J ECONOMIA
Costituzione ,//;~' II .Òs-., •....•
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,. Tel.080/5049129-5049J30
Testo unico ordinamento degli enti locali (art. 117.2 Cost)
24
Statuti comunali e provinciali

Regolamenti comunali e provinciali (subordinati alle leggi statali e regionali relative alla materia oggetto di
disciplina regolamentare)

Come risolvere le antinomie normative

Il criterio gerarchico: la sovraordinazione o sott'ordinazione delle fonti

• La norma gerarchicamente superiore prevale su quella inferiore (lex superior derogat legi inferiori)
• Effetto: annullamento della norma invalida ex tune -da ora- (sui C.d. rapporti pendenti)
>della legge illegittima rispetto alla Costituzione
>del regolamento rispetto alla legge

Specialità delle fonti


Criterio di competenza> invalidità e annullamento della norma incompetente
Come risolvere le antinomie normative

Il criterio cronologico: la successione delle fonti nel tempo

• La legge successiva abroga quella precedente (lex posterior derogat priori)


• Effetto: abrogazione ex nuc dell'efficacia della norma predente che permane per il passato
• Il criterio cronologico:
a) Opera tra fonti di pari grado (legge/legge)
b) Non opera tra fonti distinte per competenza (legge/reg. parI.)
c) Tra fonti gerarchicamente distinte la norma superiore prevale sempre su quella inferiore, tranne
che questa ultima sia di dettaglio rispetto alla prima di principio (ad es. riforma sanitaria non
abroga reg. sanitari, eventualmente annullati dal giudice)
• Il principio di retro attività, costituzionalizzato solo per le norme penali di sfavore (art. 25.2 Cost.) e non
favore
(Es.: "per chi bestemmia vi è il carcere, legge del 2000" "la legge per la bestemmia viene annullata nel 2005". Se
si ha bestemmiato nel 98 si va in carcere. Dopo il 2005 si viene scarcerati. NO AL CONTRARIO)

Come risolvere le antinomie normative

Il criterio cronologico: la successione delle fonti nel tempo

• L'abrogazione:
ad opera del legislatore valida era omnes
ad opera del giudice valida inter partes:
.a) implicita (di singolo norme) per incompatibilità
b) tacita (di legge) per nuova disciplina dell'intera materia

• la clausola di abrogazione espressa come eccezione al criterio cronologico

LEGGI

Le leggi ordinarie dello stato vengono approvate dal Parlamento e promulgate dal presidente della Repubblica
secondo una procedura piuttosto complessa prevista dalla Costituzione. Una legge ordinaria dello stato non
può in nessun caso derogare una norma costituzionale, né tanto meno contenere delle disposizioni che siano
in qualche modo contrarie o comunque non in armonia con la Costituz~. AS1'iCUiJl6irni tN~~!:(f~J·§Jt.s:WrI
istituito un organo, la Corte Costituzionale, finalizzato al controllo de~~~i~lmità costituzionale delle leggi
ordi~ari~ dello ~tato e ?egli ~~ti aventi forza .di legge. Q~alora la c.:!~~Ii~i<Pli1.i~E®rjtl'fYi l~illoot)timilàIA
costituzionale di una dlsposizlone, quest'ultima cessa di avere efficasla a~~lorno sucrç~~sJvqalla 1, XI
di . h I f It' di d·f~",--,y Il tP, I.'J rrl)nL~~U,a
pubblicazione della sentenza. La legge or marta a a aco a I mo I I afe o Et\{,~n'Ò'~~J11~1~4JggpI~13o

25
qualsiasi atto non avente forza di legge, e può essere abrogata da una legge successiva che espressamente
preveda la sua abrogazione, oppure che disciplini compiutamente l'intera materia.

DECRETI

Stesso valore della legge dello stato hanno i decreti legge e i decreti legislativi: i primi sono provvedimenti a
carattere provvisorio aventi forza di legge emessi in casi straordinari di necessità e d'urgenza dal governo, il
quale deve presentarli alle camere il giorno stesso della loro emissione per la loro conversione, pena la
decadenza qualora entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale non vengano
convertiti in legge dalle camere. I decreti legislativi sono provvedimenti emessi dal governo in base a una
delega concessagli dal Parlamento e hanno efficacia e forza di legge (come se fossero emanati dal
Parlamento) purché nel legiferare il governo rispetti i limiti posti nella delega.

REGOLAMENTI

In posizione subordinata rispetto alle leggi e agli atti aventi forza di legge ci sono i regolamenti del governo o
di qualche altra autorità. Un regolamento può immettere nuove norme nell'ordinamento nella misura in cui
esse non siano in contrasto con le leggi ordinarie e con gli atti aventi forza di legge. Ilsistema gerarchico delle
fonti di produzione del diritto non esclude però che, in casi particolari, volti soprattutto a risolvere questioni
pratiche, si possa derogare a tale principio.

6 I DIRITTI FONDAMENTALI

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (1789)

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino Manifesto rivoluzionario adottato il 26 agosto del 1789
dall'Assemblea nazionale francese e posto come preambolo alla nuova Costituzione del 1791. La Déclaration
des droits de !'homme et du citoyen elencava i diritti di cui "tutti gli uomini" erano da considerare dotati in
modo inalienabile, negando il diritto divino dei re che era alla base dell'assolutismo.

I diritti inalienabili comprendevano la partecipazione, tramite rappresentanti, alla produzione delle leggi,
l'uguaglianza di fronte alla legge, un regime fiscale equo, la difesa della proprietà privata da atti arbitrari dello
stato, la libertà di religione, di parola e di stampa, la tutela da arresti e condanne arbitrarie.

Alcuni storici scorgono nel documento l'influenza della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti
d'America e delle carte di diritti inclusi nelle costituzioni di alcuni stati americani, altri lo fanno risalire invece
ai principi giuridici democratici inglesi. Altri ancora vedono nell'enfasi sui diritti individuali l'influsso della
dottrina calvinista sulla libertà di coscienza. Ampiamente diffusa è poi la tesi che la dichiarazione sia anche un
frutto delle idee dell'età dell'Illuminismo.

La Dichiarazione ebbe una grande influenza sul pensiero politico e sulle istituzioni. Fu definita dallo storico
Jules Michelet "il credo della nuova età" e divenne un modello per le dichiarazioni dei diritti politici e civili
degli stati europei del XIX secolo e per la carta dei diritti della Costituzione della Repubblica di Weimar in
Germania (1919-1933).

Le generazioni dei diritti

1. Diritto di prima generazione (diritti civili), libertà negative. Il cittadino rivendica libertà nei confronti
dello Stato
2. Diritti di seconda generazione (diritti politici)
3. Diritti di terza generazione (diritti sociali) ." STUDENTI INDIPENDENT.
4. Diritti quarta generazione (diritti della persona)
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FACOLTA' DJ ECONOMIA'
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W ' p. {l fronte a u l a XI
Tel. 080/5049 i 29-5049130
26
I soggetti giuridici

• Capacità giuridica come idoneità di un soggetto ad essere titolare di diritti e di doveri acquisita
autonomamente a momento della nascita.(art. lc.c.)
• "Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome".
• Reazione al fascismo che privò della cittadinanza gli ebrei e gli oppositori ed impose l'italianizzazione dei
cognomi.
• Tutela del diritto fondamentale di continuare ad appartenere alla comunità politica nonostante la si contrasti.
• Capacità di agire come capacità di compiere atti giuridici (art. 2 c.c.) acquistata con il compimento della
maggiore età.

Le situazioni giuridiche soggettive

Situazione giuridiche soggettive intese come complesso dei diritti, poteri,obblighi di cui un soggetto può
essere titolare.

Situazioni giuridiche attive o favorevoli tutelate (Potere = possibilità)

a) in astratto: potere (di accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizione d'uguaglianza
art. 51 Cost.; di adottare un potere

Art. 51.

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di
eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le
pari opportunità tra donne e uomini.

La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti
alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario alloro adempimento e di
conservare il suo posto di lavoro.

b) in concreto per via diretta e immediata: libertà e diritti soggettivo

assoluto: verso tutti (diritti reali, proprietà, o della persona, domicilio)


relativo: verso alcuni (obbligazioni contrattuali; diritti sociali)

c) in concreto per la via indiretta e mediata: interesse legittimo che l'autorità o il giudice amministrativo
deve riconoscere come pubblico.

Situazioni giuridiche passive o non favorevoli per soddisfare:

a) interessi generali: doveri cui si è tenuti indipendentemente da un corrispondente diritto altrui (servizio
militare)
b) interessi particolari: obblighi (vs. diritto)
c) interesse propri, soggezioni o oneri (es. prova, tassa universitaria)

La cittadinanza (Legge 5 febbraio 1992, n. 91) " STUDENTl INDIPENDENT


~Y'-

Modalità di acquisto della cittadinanza: .~~<, FACOLTA' DI ECONOMIA


• per nascita in base: ~7 ,
11 p. di fronte aula
Te l 080i5049i29-504913C
XI

27
a) alla cittadinanza di uno dei genitori (ius sangiunis)
b) alo territorio se nato da genitori entrambi apolidi o ignoti (ius soli)
• per estensione (ius communicatio) : ad es. minore adottato, coniuge straniero di cittadino libero
• per beneficio di legge (militari o impiegati stranieri)
• per naturalizzazione a seguito di prolungata residenza

Modalità di perdita:
• per espressa rinuncia (italiano residente in uno Stato estero di cui diveda cittadino)
• di diritto (militari o impiegati in Stato estero- ambasciatori ... -)

La condizione straniera dello straniero

• Regolata per legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali ( art. 10.2 Cost.) (riserva di
legge rinforzata) Art. 10.2 =La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle
norme e dei trattati internazionali.

• Gode dei diritti inviolabili della persona umana (art. 2 cost; d. Igs. 286/1998)
• In quanto lavoratore regolarmente soggiornante, ha gli stessi diritti dei cittadini.
• Lo straniero. Al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche
garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le
condizioni stabilite dalla legge( art. 10.3 Cost.= Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo
esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della
Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge)
diritto di asilo sulla base delle condizioni oggettive del paese di provenienza
diritto di rifugio politico in base a persecuzioni personali
La condizione straniera dello straniero

• divieto di estradizione per motivi politici (art. 10.4 Cost. =Non è ammessa l'estradizione dello straniero per
reati politici.) o in caso di condanna a morte, tranne nei casi di genocidio (es. gerarchi nazisti)
• Diritto di tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art. 24 Cost. = Tutti possono agire in giudizio per la
tutela dei propri diritti e interessi legittimi.- La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.-
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.-
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziario
• Superamento della clausola di reciprocità (art. 16 c.c.)
• Per il resto legittimo trattamento differenziato
• Lo straniero gode dei diritti umani.
• Se diventa cittadino dello stato gode dei diritti e degli obblighi dello Stato.

D.Igs. 286/1998 T.V. su Immigrazione e stranieri come integrato dalla legge 189/2002 (c.d. Bossi- Fini)

• Ingresso e soggiorno nel territorio dello stato.


• - Visto di ingresso rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche del nostro stato.
• Permesso di soggiorno limitato rilascito a seguito della stipula del contratto di soggiorno per motivi di
lavoro e dopo la sottoposizione "a rilievi fotodattiloscopici"( rilascio DNA, impronte digitali, per
sicurezza internazionali)
• Espulsione (divieto dal respingimento alla confine) impugnabile dinanzi al giudice ordinario
amministrativa, previa convalida del giudice di pace (ingresso irregolare)
a titolo di misura di sicurezza o sanzione sostitutiva d~artx,det&iudice.
Per motivi di ordine pubblico o sicurezza diSPost~ .•~Pi~~l'i~lJPd-étl'lJfeJn~?rPENDENTI
"\v ...I~+~'
fACOLTA' DJ ECONOMIA
L'art. 2 della Costituzione ~ / 1Id· f
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. Tel. 080/5049129-5049130
28
Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali
ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale.

• L'art. 2 Cost. nel panorama storico delle dichiarazioni dei diritti (dalla Dichiarazione dei diritti
dell'uomo e del cittadino - 1789- al trattato costituzionale europeo del 2004)
• Itre principi:

a) personalità: diritti inviolabili dell'uomo;


b) pluralista: le formazioni sociali
c) solidarista: i doveri inderogabili di solidarietà
• Valore programmatico e valore normativo dell'art.2 Cost. in relazione al problema del C.d. preambolo
alla Costituzione

L'art. 2 della Costituzione


Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali
ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale.

• Il collegamento tra l'art. 2 Cost. egli altri articoli

a) 1 cost.: eplicitazione del principio democratico


b) 3 cost.: finalizza il principio di uguaglianza
c) 4 Cost.: il lavoro come strumento di realizzazione della personalità

L'art. 2 della Costituzione: il principio personalista

• "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ... "


• il riconoscimento dei diritti inviolabili da parte dell'intera Repubblica, intesa come insieme dei poteri
pubblici e privati (collettività, stato sociale)
• l'uomo come strumento destinatario della norma:

a) non più l'uomo in funzione dello Stato ma lo Stato in funzione dell'uomo


b) non solo i cittadini ma anche gli stranieri e gli apolidi, salvo trattamento differenziato nell 'interesse
dello stato

Il principio personalista

"la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ... "


STUDENTI INDIPENDENTi
• in quanto inviolabili tali diritti sono:
a) assoluti perché tutelati erga omnes
b) inalienabili
c) imprescrittibili
d) irrinunciabili e indispensabili

• quali soni i diritti inviolabili dell'uomo? Solo i diritti espressamente garantiti dall'ordinamento o tutti i
diritti connessi alla dignità umana? Catalogo chiuso o aperto? Positivismo O Giusnaturalismo?

29
Il principio personalista

"la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ... "

• la concezione GIUSNATURALISTA; i diritti inviolabili preesistono all'ordinamento, il quale


semplicemente li riconosce (catalogo aperto)
• la concezione POSITIVISTA; i diritti inviolabili in quanto garantiti dall'ordinamento (catalogo chiuso)
• a) interpretazione restrittiva: inviolabili sono solo i diritti espressamente qualificati tali dalla
Costituzione (artt. 13,14,15 e 24 Cost)
• b) interpretazione letterale: inviolabili sono tutti i diritti fondamentali previsti in Costituzione (civili,
politici, socili, della personalità)

Il principio personalista

"la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ... "

c) interpretazione estensiva: il "riconoscimento permette di considerare diritti costituzionali inviolabili tutti


i diritti connessi alla dignità umana ricavabili:
- dall'interpretazione dinamica ed estensiva (e non statica e restrinsiva) dei diritti costituzionali (es. abitazione)
- dalle disposizioni contenute nelle dichiarazioni internazionali che, sebbene recepite con mera legge ordinaria,
non sono abrogabili (Corte cost. 388/1999)
• il nucleo essenziale dei diritti inviolabili come limite al potere costitutivo di revisione costituzionale.

Il principio personalista

• Dottrina etico-politica che asserisce il primato dei valori spirituali della persona.

"la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ... "


• limiti dei diritti inviolabili:

a) generale: il divieto di utilizzare i diritti a fini discriminatori Art. 3 Cost. = Tutti i cittadini hanno pari dignità
sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

b)specifici: posti in costituzione o con rinvio alla legge /0 STUDENTI INDIPENDENTI


i "
I diritti della personalità ex art. 2 Costo
~~~1.;" FA COLTA' DJ ECOI rOMIA
~~ 11 p. di fronte aula XI
~. Te!. 080/5049129-5049130

a) diritto alla vita:


prima della nascita: tutela del concepito (aborto, fecondazione assistita)
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