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il manifesto - 09 Dicembre 2004

SCONTRO DI CIVILTA'

Quando la religione diventa ideologia

PEDRAG MATVEJEVIC

L'ideologia che serve come uno degli argomenti per la giustificazione della
guerra in Iraq cerca spesso la sua legittimazione nella teoria di Samuel
Huntington. Non meraviglia affatto che il suo ormai classico libro del '97, Lo
scontro delle civiltà e la trasformazione dell'ordine mondiale, sia stato
accolto con entusiasmo sia dal Bush junior che, ancora prima di lui, da tutti i
signori della guerra nei Balcani. Tanti si schierano con le conclusioni del suo
libro, diventato in America una specie di rivelazione. Sarebbe davvero
«l'imperialismo il corollario inevitabile dell'universalismo», come crede
Huntingon? E' possibile rovesciare completamente questo giudizio: la non
realizzazione dei progetti universalistici di tipo illuminista ha causato
distorsioni imperialiste di cui siamo oggi testimoni. In alcuni paesi ha privato
la cultura dalla sua secolarità, dalla laicità, dei veri attributi di una creatività
impegnata, aperta e moderna.

Questa mancanza si può notare anche in una cultura religiosa che favorisce il
clericalismo cristiano oppure il fondamentalismo islamico (sottintendo che si può
essere a un tempo credente e laico, a certe condizioni). Il deficit di laicità nella
cultura religiosa, oppure l'appropriazione e l'utilizzo della religione come
ideologia, si sono dimostrati rovinosi non solo in paesi musulmani. Anche lo
stalinismo abbondava di un repertorio concettuale che sembrava copiato
da qualche antico Index ecclesiastico: i compagni di Lenin, come Trotsky o
Bukharin, furono accusati come «settari», «rinnegati», «eretici»....

Sta qui il più grande errore di Samuel Huntington: non si tratta di uno scontro
di culture in quanto tali, ma di culture alienate e trasformate in ideologie. Il
pericolo è conosciuto già da tempo: una parte della cultura nazionale si è
trasformata in varie epoche e in diversi posti in ideologia della nazione. Non è
solo un gioco di parole. Questo si è visto anche durante i regimi fascisti in
Europa tra le due guerre, in Germania, in Spagna e anche in Italia: una gran
parte della cultura, esaltando l'ideologia fascista, s'impregnava della sua
essenza. Quindi, questo succedeva anche nel seno delle più grandi culture
europee.
Quello che abbiamo visto nell' Europa cristiana degli anni trenta, ora sta
avvenendo in alcuni paesi musulmani: non c'entra l'Islam come tale, ma la sua
applicazione fanatica - la sua ideologizzazione. Occorre ricordarsene quando
sentiamo parlare dello «scontro di civiltà». Ci può essere d'aiuto nel correggere
simili ipotesi: non si stanno scontrando le acquisizioni della civiltà e delle culture
come tali, ma le ideologie che le hanno alienate e deformate. Non è la stessa
cosa. Altrimenti, sarebbe un assurdo: ogni tentativo di sviluppare le culture
svilupperebbe a un tempo la potenzialità dei conflitti!

(Traduzione: Melita Richter)