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Istituzioni di diritto pubblico

prof.ssa Anna Papa


papa.dirittopubblico@uniparthenope.it

supporti didattici elaborati nell’ambito del Progetto Prometeo


a cura del dott. Paolo Fusaro
DIRITTO, NORMA E
ORDINAMENTO GIURIDICO
Ubi societas, ibi ius: il diritto è un insieme di
regole poste per disciplinare i rapporti tra i
membri di una comunità sociale al fine di
garantirne la pacifica convivenza (superamento
dello “stato di natura”)
L’ORDINAMENTO GIURIDICO
Definizione
L’ordinamento giuridico è un insieme di elementi
normativi (norme imperative, consuetudini, fatti
normativi) espressione di una determinata
organizzazione sociale (società), coordinati tra
loro secondo criteri sistematici.
Elementi costitutivi
1) comunità
2) diritto

Come interagiscono questi due elementi?


• concezione istituzionalistica (Santi Romano, Hauriou):
l’ordinamento giuridico scaturisce dai comportamenti
(fatti) di una comunità che produce norme.
• concezione storicistica: c’è alternanza nei rapporti tra i
due elementi. In alcune fasi storiche prevalgono i fatti
normativi, in altri le norme giuridiche.
L’ordinamento giuridico dello
Stato italiano
Tappe fondamentali
•1961: unificazione dello Stato italiano ed estensione
dello Statuto albertino a tutta l’Italia
•1948: entrata in vigore della Costituzione italiana
LA NORMA GIURIDICA
Definizione
La norma giuridica è una regola posta dai consociati
per regolare in modo pacifico la vita dei consociati.

Le norme giuridiche vengono suddivise in


•norme di relazione: regolano i rapporti tra i
consociati
•norme di organizzazione: sono intese a
disciplinare la struttura dello Stato
Caratteristiche
• generalità: si rivolgono a destinatari indeterminati
• astrattezza: sono finalizzate a disciplinare un
numero indefinito di casi
• novità: hanno la capacità di innovare
l’ordinamento
• imperatività

NB la combinazione di generalità ed astrattezza dà


vita alla c.d. “ripetibilità” della regola.
La sanzione
Le norme di relazione contengono di regola la
previsione di una sanzione per la loro mancata
osservanza.

La sanzione non è un elemento intrinseco alla


norma giuridica, quanto piuttosto una norma
giuridica a sé stante, che viene collegata ad una o più
norme.
Distinzione tra disposizione e norma
• disposizione: parte di un atto normativo scritto
(es: disposizione costituzionale, di legge,
regolamentare)
• norma: regola generale e astratta che si ricava
dall’interpretazione della disposizione.

NB una disposizione “ incerta ” può dare vita a


diverse interpretazioni e, quindi, a differenti
norme.
Interpretazione

è l’attività volta a ricavare da una data disposizione


la norma da applicare.
Classificazione dell’interpretazione
in base ai soggetti
• giudiziale: del giudice
• autentica: dello stesso Legislatore
• dottrinale: dello studioso
Classificazione dell’interpretazione
in base al criterio utilizzato
• letterale: si guarda al significato delle parole della
disposizione
• logica: si guarda alla connessione tra le parole
della disposizione
• sistematica: si guarda alla collocazione della
disposizione nell’ordinamento
• teleologica: si guarda allo scopo perseguito
dall’autore della disposizione (ratio legis)
Le lacune dell’ordinamento
In base al principio di completezza ed esaustività
dell’ ordinamento, non è ammesso che vi siano
situazioni non disciplinate da alcuna norma.
In presenza di una fattispecie apparentemente non
disciplinata, l’interpretazione deve colmare il vuoto
con:
•analogia legis: applicazione della disciplina di casi
simili, già regolati dal Legislatore
•analogia iuris: applicazione dei principi generali
del diritto
LO STATO
Nozione di Stato

Lo Stato è una forma di organizzazione del potere


politico, che esercita il monopolio della forza
legittima in un determinato territorio e si avvale di
un apparato amministrativo.
Elementi costitutivi dello Stato

Il diritto pubblico studia l'ordinamento giuridico


dello Stato, inteso come comunità organizzata
composta da tre elementi:
1)popolo
2)territorio
3)governo
1) TERRITORIO
Nozione: per territorio si intende lo spazio terrestre,
aereo e marino sul quale si esercita la sovranità dello
Stato.
2) POPOLO
Nozione: è un insieme di persone che hanno la
cittadinanza di uno Stato indipendentemente da dove
esse vivano.
La disciplina delle modalità di acquisto è demandata
alla legge sulla cittadinanza.

NB un orientamento dottrinale tende


all ’ affermazione di un concetto universale di
cittadinanza.
Legge italiana sulla cittadinanza
L. 5 febbraio 1992, n. 91
• ius sanguinis: acquista la cittadinanza italiana il
figlio, anche adottivo, di padre o madre in possesso
della cittadinanza italiana, qualunque sia il luogo di
nascita
• ius soli: acquista la cittadinanza colui che è nato in
Italia da genitori ignoti o apolidi o che, nato in Italia
da cittadini stranieri, non ottenga la cittadinanza dei
genitori sulla base delle leggi degli Stati cui questi
appartengono
• per concessione: su richiesta dell’interessato in taluni
casi previsti dalla legge
Cittadinanza europea

• introdotta con il Trattato di Maastricht del 1992


• si aggiunge alla cittadinanza nazionale, senza
sostituirla
• attribuisce alcune situazioni soggettive che
discendono direttamente dall’ordinamento Ue (es.
diritto di circolazione e soggiorno nel territorio
degli Stati membri, elettorato attivo e passivo alle
elezioni del Parlamento europeo)
3) SOVRANITÁ
È una fonte di legittimazione che presenta un
duplice aspetto:
•sovranità esterna, intesa come indipendenza
da altri Stati
•sovranità interna, intesa come fonte di
legittimazione di ogni potere in un dato
territorio
La sovranità popolare
Fondamento: l’art. 1 Cost. stabilisce che la
sovranità appartiene al popolo, il quale la esercita
“nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”
Modalità di esercizio: elezioni, petizioni,
referendum
Limiti:
•il sistema rappresentativo
•la Costituzione stessa: il popolo non ha il potere di
revisione
L’ORDINAMENTO
INTERNAZIONALE
Caratteristiche
• i soggetti delle regole non sono le persone, ma gli
Stati (tranne che per il rispetto dei diritti
fondamentali);
• gli Stati sono tutti formalmente uguali;
• manca un meccanismo organizzato di soluzione
delle controversie;
• il diritto sorge su base essenzialmente volontaria.
Il diritto internazionale

Il diritto internazionale si distingue in


•diritto internazionale consuetudinario, che nasce
in via consuetudinaria
•diritto internazionale pattizio, creato dai trattati
stipulati tra i diversi Stati
Costituzione e diritto internazionale

• art. 10 Cost.: fa riferimento alle “norme di diritto


internazionale generalmente riconosciute” (cd.
“diritto internazionale consuetudinario”);
• art. 11 Cost.: accoglie la cd. “clausola pacifista”;
• art. 117 Cost.: “la potestà legislativa è esercitata
dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della
Costituzione, nonché dei vincoli derivanti
dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi
internazionali”.
Rapporti tra ordinamento
internazionale e ordinamento interno

• adattamento automatico per il diritto


consuetudinario ex art. 10 Cost.
• ratifica del trattato e approvazione di una legge
di esecuzione per il diritto pattizio ex art. 80 Cost.
LE FONTI DEL DIRITTO
Nozione

Fonti del diritto sono tutti quegli atti o fatti cui


l ’ ordinamento conferisce la capacità di
produrre norme giuridiche.
Caratteristiche

• principio di tipicità delle fonti


• la fonte sulle fonti è la Costituzione
• le fonti non hanno tutte il medesimo valore, ma
sono ordinate secondo regole che assicurano la
prevalenza di una fonte rispetto ad altre
• talvolta gli ordinamenti giuridici rinviano la
disciplina di determinare fattispecie a fonti facenti
parte di altri ordinamenti giuridici (rinvio
recettizio e non recettizio)
La riserva di legge
Talvolta l’ordinamento giuridico riserva ad una fonte
il compito di disciplinare una determinata materia
(cd. riserva di legge).
La riserva di legge può essere:
assoluta: la materia può essere disciplinata solo dalla
legge
relativa: la materia è disciplinata dalla legge solo in
parte, rinviando a fonti subordinate per alcuni aspetti
rinforzata: non solo la legge deve regolare
interamente la materia, ma deve anche rispettare dei
limiti posti da una fonte sovraordinata (Costituzione)
Il sistema delle fonti del diritto
Fonti di livello costituzionale
•Costituzione
•leggi costituzionali e di revisione costituzionale
Fonti primarie
•Legge statale e legge regionale
•decreti legge e decreti legislativi
•esito positivo del referendum abrogativo
•regolamenti parlamentari
Altre fonti subordinate
•regolamenti
•consuetudini
Caratteristiche del sistema delle fonti
Il sistema delle fonti è:
•ordinato
•non modificabile dal legislatore ordinario, ma solo
dalla Costituzione

Osservazioni
Rispetto alla Costituzione del 1948 sono state nel
tempo introdotte due nuove fonti:
• regolamenti comunitari
• statuti delle regioni ordinarie
Le antinomie

Le antinomie sono i contrasti che si possono


verificare all’interno dell’ordinamento tra le varie
fonti.
In ossequio al principio di non contraddizione,
ogni ordinamento giuridico si dota di proprie regole
per evitare che possano sorgere contrasti tra le
diverse fonti (cd. criteri di risoluzione delle
antinomie).
Criteri di risoluzione delle antinomie
GERARCHICO : la fonte superiore prevale su quella
inferiore.
Si ricorre a tale criterio quando le fonti contrastanti hanno
rango diverso.
CRONOLOGICO: la fonte successiva abroga quella
precedente.
Si impiega tale criterio quando le fonti hanno medesimo
rango.
COMPETENZA: prevale la fonte deputata a disciplinare
quella determinata materia.
SPECIALITÁ: prevale la fonte speciale rispetto a quella
generale.
Conseguenze applicative dei criteri
L’applicazione del criterio:
•gerarchico determina nullità della fonte subordinata in
contrasto
•cronologico determina abrogazione (esplicita, implicita,
tacita) della fonte precedente
•della competenza determina nullità della fonte
incompetente. In caso di contrasto tra una fonte nazionale e
una fonte comunitaria in attesa della sentenza della Corte
costituzionale la fonte nazionale deve essere disapplicata
•di specialità: la fonte generale resta in vigore e andrà a
disciplinare i casi non coperti dalla fonte speciale
LA COSTITUZIONE
Nozione

• è la più importante fonte del diritto


dell’ordinamento
• rappresenta l’ossatura dei valori di un determinato
sistema politico
Classificazioni

• rigida o flessibile: a seconda che preveda o meno


un meccanismo particolare per la modificazione
• lunga o breve: a seconda di quante disposizioni
contiene
• scritta o non scritta
Costituzione italiana
• entra in vigore il 1 gennaio 1948
• è frutto della volontà popolare
• è una Costituzione democratica e pluralista
• è una Costituzione lunga (contiene sia diritti sia
organizzazione)
• è una Costituzione rigida: non può essere modificata con
una legge ordinaria ed è istituito un organo (Corte
costituzionale) che ha il compito di verificare la conformità
delle leggi alla Costituzione
• prevede una forma di Stato decentrato
FONTI DI LIVELLO
COSTITUZIONALE
Fonti di livello costituzionale

• leggi costituzionali: disciplinano le materie per le


quali la Costituzione ritiene opportuno il grado più
alto delle fonti (es. Statuti delle regioni speciali,
funzionamento Corte costituzionale)
• leggi di revisione costituzionale: integrano o
modificano la Costituzione
Procedimento di approvazione
È richiesto un procedimento aggravato rispetto
all’ordinario procedimento previsto per
l’approvazione di una legge, articolato in varie fasi:
①prima deliberazione (maggioranza semplice)
②pausa di riflessione (non meno di tre mesi)
③seconda deliberazione (maggioranza dei 2/3 o
maggioranza assoluta)
④referendum confermativo (eventuale)
⑤promulgazione del Presidente della Repubblica
⑥pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
Limiti

• espliciti: non si può modificare la forma


repubblicana (art. 139 Cost.)
• impliciti: secondo la dottrina prevalente non
possono essere modificati neppure i principi
fondamentali della Costituzione (artt. 1-12) ed il
nucleo essenziale dei diritti e doveri
costituzionalmente garantiti (13-54), andando essi
a formare quelli che la Corte costituzionale ha
definito “principi supremi dell’ordinamento
costituzionale”.
LE FONTI PRIMARIE
Osservazioni generali

• questo livello è il più diversificato per numero di


fonti e per provenienza
• vi confluiscono fonti statali, fonti regionali e fonti
comunitarie
• operano a questo livello tutti i criteri di soluzione
delle antinomie
Elenco delle fonti di livello primario
• leggi statali e regionali
• decreti legislativi
• decreti legge
• referendum abrogativi
• regolamenti parlamentari

Casi problematici
• fonti comunitarie: hanno formalmente valore di
legge, ma godono di una disciplina peculiare
LE LEGGI ORDINARIE
DELLO STATO
Nozione

• è un atto normativo
• approvato dal Parlamento
• promulgato dal Presidente della Repubblica
• pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
• entra in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione
(cd. vacatio legis)
Limiti alla funzione legislativa

• Costituzione
• trattati e regolamenti comunitari (artt. 11 e 117)
• trattati internazionali (art. 117)
• materie di competenza regionale (art. 117)
Procedimento di formazione

È strutturato in quattro fasi:


①iniziativa
②approvazione del Parlamento
③promulgazione del Presidente della Repubblica
④pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale
FASE I: INIZIATIVA
Ex art. 71 Cost. l'iniziativa delle leggi appartiene a:
•Governo (disegno di legge)
•ciascun membro delle Camere
•Consigli regionali (121.2)
•popolo (almeno 50.000 elettori)
•CNEL
FASE II: APPROVAZIONE
Ogni disegno o proposta di legge presentato ad una
Camera deve essere:
•prima esaminato da una commissione permanente,
istituita presso quella Camera
•successivamente approvato dalla Camera stessa

NB A seconda del ruolo svolto dalla commissione in


questa fase, si ha una diversa modalità di
procedimento.
Commissioni parlamentari

Le commissioni parlamentari sono:


•organi collegiali istituiti presso ciascuna Camera
•composte in modo da rispecchiare le proporzioni
dei vari gruppi parlamentari
Tipologie
• permanenti: organi stabili e necessari di ciascuna
camera, titolari di importanti poteri nel
procedimento legislativo e avente competenza in
una determinata materia (es. affari costituzionali)
• temporanee: assolvono compiti specifici e durano
in carica il tempo stabilito per l’adempimento
della loro particolare funzione
• bicamerali: sono formate in parti uguali da
rappresentanti delle due Camere
Ruolo nel procedimento legislativo

Le commissioni permanenti competenti per materia


svolgono un ruolo fondamentale nel corso del
procedimento legislativo, operando attraverso
diverse modalità:
1)in sede referente (procedimento ordinario)
2)in sede redigente
3)in sede deliberante
1) Procedimento in sede referente

• il Presidente della Camera passa la proposta di


legge alla commissione competente per materia
• la commissione esamina il testo, eventualmente lo
modifica (emendamenti), lo approva e nomina un
relatore che riferisce all’aula
• l’assemblea procede alle 3 “letture” (discussione
generale, discussione per articoli, approvazione)
Sintesi della fase dell’approvazione
• il Presidente della prima Camera passa il testo alla
commissione competente per materia
• la commissione esamina il progetto, lo modifica e
lo rimette all’assemblea per l’approvazione (a
meno che non operi in sede deliberante)
• l’assemblea lo approva
• il testo passa all’esame della seconda Camera
perché lo approvi, eventualmente emendandolo
• il testo è definitivamente approvato quando
entrambe le Camere hanno votato il medesimo
testo di legge.
FASE III: PROMULGAZIONE
• il Presidente della Repubblica opera un controllo (formale
e sostanziale) di conformità a Costituzione del progetto
di legge approvato dalle Camere
• se ravvisa qualche profilo di incostituzionalità, può
rinviare la legge con messaggio motivato alle Camere per
una nuova deliberazione. Si danno due ipotesi:
a) le Camere possono modificare il testo, che verrà
nuovamente vagliato dal Presidente ed eventualmente
promulgato perché ritenuto conforme a Costituzione
b) le Camere possono riapprovare il medesimo testo, senza
dare seguito ai rilievi presidenziali: il Presidente della
Repubblica è obbligato a promulgare la legge (74.1),
potendo altrimenti configurarsi l’ipotesi di reato
presidenziale ex art. 90 Cost.
FASE IV: PUBBLICAZIONE
• le leggi sono pubblicate subito dopo la
promulgazione
• entrano in vigore il quindicesimo giorno
successivo alla loro pubblicazione, salvo che le
leggi stesse stabiliscano un termine diverso
• la pubblicazione è finalizzata a far conoscere ai
destinatari delle leggi il contenuto e la vigenza
delle stesse (si presume la conoscenza)
REFERENDUM
ABROGATIVO
Definizione

È l’istituto mediante il quale il corpo elettorale si


pronuncia in modo diretto ed immediato su di una
specifica questione giuridicamente rilevante
operando una scelta tra soluzioni alternative a
prescindere dai particolari effetti che l’ordinamento
ricolleghi a tale scelta
Caratteristiche

• previsto dall’art. 75 Cost.


• è una forma di legislazione negativa
• è una pronuncia del corpo elettorale (istituto di
democrazia diretta)
• tesa a deliberare l’abrogazione totale o parziale
• di una legge o di un atto avente forza di legge
Casi di inammissibilità
Non è ammesso il referendum abrogativo per le
materie previste dall’art. 75 Cost
•leggi tributarie e di bilancio
•leggi di amnistia e indulto
•leggi di ratifica di trattati internazionali

La Corte costituzionale ha poi esteso tale divieto


anche a:
•leggi costituzionali
•leggi rinforzate
•leggi a “contenuto costituzionalmente vincolato”
Il procedimento referendario

Si articola in diverse fasi:


①iniziativa
②giudizio di ammissibilità
③indizione
④votazione
1) Iniziativa
Il referendum può essere richiesto tramite:
•richiesta popolare: 10 promotori possono
presentare alla cancelleria della Corte di Cassazione
il quesito sul quale verranno poi raccolte 500.000
firme di elettori
•richiesta regionale: almeno 5 consigli regionali
devono approvare la richiesta a maggioranza
assoluta
2) Giudizio di ammissibilità
Si articola in due sottofasi:
•l’Ufficio centrale per il referendum istituito
presso la Corte di Cassazione opera un giudizio di
conformità alla legge (in particolar modo opera un
controllo delle firme)
•la Corte costituzionale verifica la compatibilità
con la Costituzione (in particolare art. 75.2)
3) Indizione
Il Presidente della Repubblica deve fissare il
giorno della votazione tra il 15 aprile e il 15 giugno.
NB. L’esperienza più recente dimostra la tendenza a
collocare i referendum nell’ultima parte del periodo
previsto sia per dare al Parlamento il maggior tempo
possibile per intervenire, sia per altre motivazioni.
4) Votazione
L’art. 75.4 Cost. prevede il superamento di due
quorum:
•quorum di partecipazione (50% + 1 degli aventi
diritto al voto)
•quorum deliberativo (voto favorevole
all’abrogazione della legge da parte del 50% + 1 di
coloro che si sono recati a votare)
Esiti possibili della
consultazione referendaria
• se non si reca a votare il 50% più 1 degli aventi
diritto, il referendum è come se non si fosse
proprio tenuto e la legge resta in vigore
• se i “no” superano i “sì”, la legge resta in vigore e
lo stesso quesito non può essere riproposto nei
successivi 5 anni
• se i “sì” superano i “no”, il Presidente della
Repubblica “dichiara” l’avvenuta abrogazione
della legge con decreto pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale
DECRETI LEGISLATIVI
Nozione
I decreti legislativi (o decreti delegati) sono atti
aventi forza di legge, mediante i quali il Governo
esercita la funzione legislativa su delega del
Parlamento (art. 76 Cost.).
Essi rappresentano un’eccezione alla regola generale
per cui la funzione legislativa è esercitata dal
Parlamento.
Presupposto
Essendo il Parlamento titolare della funzione
legislativa, affinché il Governo possa adottare un
decreto legislativo è necessaria una legge delega del
Parlamento, che deve precisare
•oggetto: non è ammissibile una delega a contenuto
indeterminato
•principi e criteri direttivi: devono essere
specificate le linee guida cui si dovrà attenere il
Governo
•tempo: occorre indicare il termine entro cui il
decreto legislativo dovrà essere emanato
Procedimento di adozione
Una volta approvata la legge delega da parte del
Parlamento, il procedimento di adozione del decreto
delegato si articola nelle seguenti fasi:
•proposta del Ministro (o dei Ministri) competente
•delibera del Consiglio dei Ministri
•emanazione del Presidente della Repubblica
Rapporto tra legge delega
e decreto legislativo
In caso di non conformità del decreto legislativo alle
indicazioni e ai limiti posti dalla legge delega, il
decreto legislativo deve ritenersi incostituzionale,
perché in sostanziale contrasto con l’art. 76 Cost.
La legge delega, infatti, funge in questo caso da
norma interposta (parametro indiretto) nell’eventuale
giudizio di legittimità costituzionale azionato davanti
alla Corte costituzionale.
DECRETI LEGGE
Nozione

Il decreto legge è un atto con forza di legge che il


Governo adotta sotto la sua responsabilità in casi
straordinari di necessità e urgenza (art. 77.2 Cost.)
Presupposti
Ex art. 77.2 Cost. il Governo può adottare decreti-
legge in presenza di 3 presupposti:
•“casi straordinari”, legati a circostanze
imprevedibili
•“di necessità”, per cui non è possibile provvedere
con legge
•“e di urgenza”, che rende necessaria la produzione
immediata di effetti
NB La Corte costituzionale ha dichiarato la sua competenza a
valutare la sussistenza di tali presupposti in sede di giudizio
di legittimità.
Procedimento
• è deliberato dal Consiglio dei Ministri
• emanato dal Presidente della Repubblica
• la pubblicazione sulla GU deve avvenire il giorno
successivo alla sua emanazione
• entra in vigore immediatamente
• deve essere convertito in legge dal Parlamento
entro 60 gg. (legge di conversione), altrimenti
perde efficacia ex tunc (decadenza)
• la legge di conversione può emendare il decreto
• il Parlamento, in caso di mancata conversione,
può regolare i rapporti sorti sulla base del decreto-
legge non convertito (“legge di sanatoria”)
Limiti
L’adozione del decreto legge non è consentita:
• per conferire deleghe legislative
• nelle materie previste dall'art. 72.4 Cost.
• per regolare i rapporti giuridici sorti per effetto di
un decreto-legge non convertito
• per ripristinare l'efficacia di disposizioni
legislative dichiarate incostituzionali dalla Corte
Costituzionale
• per reiterare decreti-legge, bocciati dal
Parlamento in sede di conversione (reiterazione
dei decreti-legge)
Reiterazione dei decreti-legge

Consiste nella prassi per cui, trascorsi 60 gg. senza


che il Parlamento abbia proceduto alla conversione,
il Governo emana una nuovo decreto-legge che
riproduce in sostanza quello precedente,
“sanandone” gli effetti.
La Corte costituzionale con la sentenza 360/96 ha
dichiarato non conforme a Costituzione tale prassi.
REGOLAMENTI
PARLAMENTARI
Nozione

Il regolamento parlamentare è l’atto cui l’art. 64


Cost. riserva la disciplina dell’organizzazione e del
funzionamento di ciascuna Camera, con
particolare riferimento al procedimento legislativo.
Sono espressione dell’autonomia e dell’indipendenza
che caratterizza le Camere
NB Nonostante il nomen di “regolamento”, sono
fonti primarie dotate di un ambito di competenza
riservato.
FONTI SECONDARIE
REGOLAMENTI
DEL GOVERNO
Natura giuridica

• atti formalmente amministrativi sotto il profilo


soggettivo, in quanto emanati da organi del potere
esecutivo
• sostanzialmente normativi sotto il profilo
oggettivo, in quanto contenenti norme destinate ad
innovare l’ordinamento giuridico.
Tipologie
La legge 400/88 individua diversi tipi di regolamento
• di esecuzione: sono necessari per l’applicazione di una
legge
• di attuazione/integrazione: specificano il contenuto di
una legge che contiene norme di principio
• di organizzazione: servono a organizzare i pubblici uffici
• indipendenti: disciplinano autonomamente una materia
(che non deve essere coperta da riserva di legge)
• di delegificazione: una legge attribuisce la facoltà a un
regolamento di disciplinare una materia precedentemente
regolata dalla legge, facendo venir meno la disciplina
legislativa
• di attuazione delle direttive comunitarie
LE CONSUETUDINI
Nozione
Sono comportamenti che:
•si ripetono in modo costante ed ininterrotto
(diuturnitas)
•associati alla convinzione collettiva che tali
comportamenti siano giuridicamente vincolanti
(opinio iuris ac necessitatis)
Tipologie
• costituzionali: sono quelle che si formano a
livello costituzionale (es. procedimento di
formazione del governo)
• secundum legem: sono gli usi richiamati dalla
legge stessa e, perciò, validi
• contra legem: sono gli usi che si pongono in
contrasto con la legge e, in ossequio al principio di
gerarchia, non sono ammissibili
• prater legem: sono gli usi che si sviluppano ove
manca una disciplina legislativa in materie; sono
ammissibili solo se su quella data materia non
cade una riserva di legge
FORME DI STATO
Nozione

Per forma di Stato si intende il rapporto che


intercorre tra le autorità e la società civile, nonché
l’insieme dei principi e dei valori a cui lo Stato
ispira la sua azione.
Sistemi di classificazione

Esistono due tipi di classificazione:


1)si analizza la relazione tra elemento sovranità ed
elemento popolo
2)si analizza la relazione tra elemento sovranità ed
elemento territorio
2) Rapporto sovranità-territorio
 Stato unitario: Stato nel quale i poteri sono
concentrati in un unico livello di governo
 Stato decentrato (regionale, federale):
• esistono diversi livelli territoriali di governo
• ogni livello di governo è dotato di competenze
proprie, la principale delle quali è quella
legislativa
FORMA DI GOVERNO
Nozione

Per forma di governo si intende il modo in cui in un


determinato ordinamento viene organizzato il
potere politico, inteso come individuazione dei
soggetti nei quali risiede la capacità di esercitare in
tutte le forme possibili la funzione di indirizzo
politico.
Forme di governo

• parlamentare
• presidenziale
• semipresidenziale
• altre (direttoriale, neo-parlamentare)
Forma di governo parlamentare

• esiste un rapporto di fiducia tra Governo


(esecutivo) e Parlamento (legislativo)
• il Capo dello Stato è potere neutro rispetto a
esecutivo e legislativo
Forma di governo presidenziale

• il Capo dello Stato (Presidente) è anche capo del


Governo
• non esiste un rapporto fiduciario tra Parlamento
e Governo
• il Presidente è eletto direttamente dal popolo
• c’è un’accentuata separazione tra esecutivo e
legislativo
Forma di governo semipresidenziale
• il Capo dello Stato è Capo del Governo
• presenza di un Primo Ministro responsabile
dell’azione del Governo dinanzi al Parlamento
• possibilità per il Parlamento di sfiduciare il Primo
Ministro
• possibilità per il Capo dello Stato di revocare il
Primo Ministro
Ulteriori classificazioni
A direzione monocratica
•governo presidenziale
•governo di legislatura con premier elettivo
•governo parlamentare di tipo inglese

A direzione ripartita e duale


•governo semipresidenziale
•governo parlamentare senza una solida maggioranza

A direzione collegiale
•governo direttoriale
•governo parlamentare di coalizione
Forma di governo ideata dal
Costituente del 1948
Governo parlamentare (a direzione
plurima)
•assenza di gerarchia all'interno del Governo
•scioglimento delle Camere come atto del
P.d.R
•potere di sfiducia affidato a ciascuna Camera
RAPPRESENTANZA POLITICA
Stati democratici e forma di governo

Negli Stati democratici l ’ esercizio del potere


(funzione di indirizzo politico) è affidato agli organi
rappresentativi (tutti gli organi costituzionali) con
specifici ruoli e funzioni.
Rappresentanza politica

• è strumento di organizzazione del potere politico


• è principio cardine degli ordinamenti liberali e
democratici
• si basa sulla compresenza di due binomi:
– situazione rappresentativa/rapporto
rappresentativo
– rappresentante/rappresentato
Diritto di voto

• art. 48 Cost.
• dovere civico
• voto personale e uguale
• voto libero e segreto
• voto italiani all’estero
• parità di accesso alle cariche elettive
SISTEMA ELETTORALE
Nozione

I sistemi elettorale sono strumenti non neutrali di


trasformazione dei voti in seggi.

NB Il sistema elettorale presenta un carattere


manipolativo: prima viene decisa la finalità da
raggiungere e poi si “ costruisce ” un sistema
elettorale
Modelli

Si riscontrano essenzialmente due grandi modelli di


sistemi elettorali:
•sistema proporzionale
•sistema maggioritario
Sistema proporzionale
• conseguono i seggi tutte le liste che hanno ottenuto voti
• la ripartizione viene fatta in percentuale tra le liste che
hanno ottenuto voti ed i voti ottenuti da ciascuna
• nella sua forma pura tende a dare la massima
rappresentazione possibile della realtà politica di una
società
• vantaggio: è inclusivo
• svantaggio: favorisce la frammentazione partitica in
sistemi politici non omogenei
• viene spesso corretto con clausole di sbarramento e
circoscrizioni piccole (che assegnano pochi seggi)
Sistema maggioritario
• in ogni collegio “conquista” il seggio il candidato che
ottiene anche un solo voto più degli altri (sistema
plurality)
• nella sua forma pura (majority) tende a ridurre a due
partiti il sistema politico
• vantaggio: consente la bipartizione o almeno la
bipolarizzazione del sistema politico, portando a una
maggiore stabilità
• svantaggio: esclude le formazioni medio-piccole
• non necessità di correttivi per ottenere la sua finalità
(stabilità della maggioranza parlamentare)
ORGANI COSTITUZIONALI
Organi costituzionali

• PARLAMENTO
• GOVERNO
• PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
• CORTE COSTITUZIONALE
PARLAMENTO
Parlamento (artt. 55-82)

• organo costituzionale
• direttamente rappresentativo della sovranità
popolare
• esercita la funzione legislativa
Funzioni
 FUNZIONE LEGISLATIVA ex artt. 70 e seguenti Cost.
 FUNZIONE DI INDIRIZZO
Essa si esplica mediante:
• mozioni
• risoluzioni
• ordini del giorno di istruzione al Governo
 FUNZIONE DI INFORMAZIONE
In tal modo può esercitare un controllo sul Governo o di ampliare
l'informazione su una determinata questione attraverso:
• interrogazioni
• interpellanze
• audizioni
• indagini conoscitive
• inchieste
Composizione

• Camera dei Deputati (630)


• Senato della Repubblica (315 + senatori a vita
nominati dal Presidente della Repubblica)

NB. Entrambi i rami del Parlamento esercitano gli


stessi poteri e gli atti parlamentari sono il frutto
del necessario accordo delle due Camere
(bicameralismo eguale, paritario e
indifferenziato)
Durata

• 5 anni (cd. legislatura)


• è possibile la prorogatio
• ciascuna Camera può essere sciolta
anticipatamente dal Presidente della Repubblica
con decreto
Regolamenti parlamentari

Il regolamento parlamentare è l’atto cui l’art. 64


Cost. riserva la disciplina dell’organizzazione e del
funzionamento di ciascuna Camera, con
particolare riferimento al procedimento legislativo.
Sono espressione dell’autonomia e dell’indipendenza
che caratterizza le Camere.
Organizzazione delle Camere

• Presidente
• Ufficio di Presidenza
• Gruppi parlamentari
• Commissioni parlamentari
• Giunte parlamentari
Gruppi parlamentari

• rappresentano la proiezione dei partiti e dei


movimenti politici in seno alle Camere
• è prevista una soglia minima di rappresentanza:
20 deputati e 10 senatori
• l’adesione a un gruppo è obbligatoria
• coloro che non operano nessuna scelta entrano
automaticamente in un gruppo misto
Commissioni parlamentari

Le commissioni parlamentari sono:


•organi collegiali istituiti presso ciascuna Camera
•composte in modo da rispecchiare le proporzioni
dei vari gruppi parlamentari
Tipologie di commissioni
• permanenti: organi stabili e necessari di ciascuna
camera, titolari di importanti poteri nel
procedimento legislativo e avente competenza in
una determinata materia (es. affari costituzionali)
• temporanee: assolvono compiti specifici e durano
in carica il tempo stabilito per l’adempimento
della loro particolare funzione
• monocamerali o bicamerali: sono formate da
rappresentanti di una sola o delle due Camere
Ruolo delle commissioni
nel procedimento legislativo
Le commissioni permanenti competenti per materia
svolgono un ruolo fondamentale nel corso del
procedimento legislativo, operando attraverso
diverse modalità:
1)in sede referente (procedimento ordinario)
2)in sede redigente
3)in sede deliberante
1) Procedimento in sede referente

• il Presidente della Camera passa la proposta di


legge alla commissione competente per materia
• la commissione esamina il testo, eventualmente lo
modifica (emendamenti), lo approva e nomina un
relatore che riferisce all’aula
• l’assemblea procede alle 3 “letture” (discussione
generale, discussione per articoli, approvazione)
Giunte parlamentari

Come le Commissioni, sono anch’esse composte in


proporzione alla consistenza dei diversi gruppi
parlamentari e svolgono importanti funzioni:
•giunta per il regolamento: propone all’assemblea
le modifiche dei regolamenti parlamentari
•giunta delle elezioni: accerta la regolarità delle
operazioni elettorali
•giunta per le autorizzazioni ex 68 Cost.
Parlamento in seduta comune
È organo collegiale composto da tutti i parlamentari
(deputati + senatori) e viene riunito solo per
specifiche funzioni indicate dalla Costituzione, tra
cui:
•elezione del Presidente della Repubblica
•elezione di 1/3 della Corte costituzionale
•elezione di 1/3 CSM
•messa in stato d’accusa del Presidente della
Repubblica
STATUS DI PARLAMENTARE
Status di parlamentare

Esso comporta:
1)insindacabilità
2)inviolabilità (immunità penale)
3)divieto di mandato imperativo
1) Insindacabilità

Ex art. 68.1 Cost. i membri del Parlamento non


possono essere chiamati a rispondere delle opinioni
espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro
funzioni.
Il parlamentare gode dunque, nell’esercizio delle
sue funzioni, di una libertà di manifestazione delle
opinioni più ampia rispetto al comune cittadino.
2) Inviolabilità
Ex art. 68, commi 2 e 3, Cost., un parlamentare non può:
•essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare
•essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale
•essere sottoposto ad intercettazione, in qualsiasi forma, di
conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza

salvo che
•vi sia una sentenza irrevocabile di condanna
•sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto
l'arresto obbligatorio in flagranza

NB L’inviolabilità non comporta l’impossibilità per il magistrato di


iniziare un procedimento penale, ma solo quello di chiedere
l’autorizzazione a procedere in caso debba provvedere a una
limitazione della libertà personale del parlamentare.
3) Divieto di mandato imperativo
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione
ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato
(art. 67 Cost.)
Ciò significa che il parlamentare non è
giuridicamente, ma politicamente responsabile
verso gli elettori, i quali non possono imporgli
vincoli o revocare il suo mandato, ma solo
eventualmente non rieleggerlo allo scadere del
mandato stesso.
GOVERNO
Il Governo

• è un organo costituzionale complesso


• esercita il potere esecutivo
• può adottare atti aventi forza e valore di legge
(decreti-legge e decreti legislativi)
• nelle democrazie contemporanee è il principale
titolare della funzione di indirizzo politico
• necessita della fiducia del Parlamento
Composizione: organi necessari

È organo collegiale composto da


•Presidente del Consiglio dei Ministri
•Ministri
•Consiglio dei Ministri
Composizione: organi non necessari

• Vice-presidente del Consiglio dei ministri


• Consiglio di Gabinetto
• Comitati interministeriali
• Sottosegretari di Stato
• Viceministri
• Commissari straordinari del Governo
Procedimento di formazione

Dopo le elezioni o una crisi di Governo si apre il


procedimento di formazione del nuovo Governo.
Si noti che:
•le fasi del procedimento sono il frutto di
consuetudini costituzionali
•il sistema elettorale influenza il procedimento di
formazione di un Governo
Fasi del procedimento di formazione
• il Presidente della Repubblica procede alle
consultazioni, incontrando i presidenti dei gruppi
parlamentari, i Presidenti delle due Camere e gli
ex Presidenti della Repubblica, al fine di
individuare il soggetto in grado di formare un
Governo che possa ottenere la fiducia del
Parlamento
• il P.d.R conferisce al soggetto così individuato
l’incarico di predisporre una lista di ministri e un
programma di governo
• il P.d.R nomina con proprio decreto il Presidente
del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri,
che devono prestare giuramento nelle mani del
P.d.R.: in tal modo il Governo è immesso
nell’esercizio delle sue funzioni (secondo
l’opinione prevalente il Governo in attesa di
fiducia può però compiere solo atti di ordinaria
amministrazione)
• per ottenere pieni poteri entro 10 giorni dal
giuramento, il Governo deve presentarsi alle
Camere per esporre il programma di governo al
fine di ottenere la fiducia del Parlamento
(attraverso la mozione di fiducia che deve essere
motivata e votata per appello nominale)
Crisi di governo

Si distingue tra due tipologie di crisi:


•extraparlamentari
•parlamentari
Crisi extraparlamentare

Sono originate da dimissioni spontanee, dovute a


situazioni di crisi politica minifestatesi all’interno
della coalizione di maggioranza.
In queste ipotesi il Parlamento resta estraneo al
giudizio in merito alla permanenza del rapporto
fiduciario con il Governo.
NB. Nella storia italiana la crisi extraparlamentare
rappresenta la tipologia di crisi più comune
Crisi parlamentare
Si può verificare in due casi:
•mozione di sfiducia: il Parlamento revoca con
mozione la fiducia precedentemente accordata al
Governo
•questione di fiducia: il Governo dichiara di far
dipendere la propria permanenza in carica
dall’approvazione parlamentare di un determinato
testo di legge; se esso non viene approvato, si
intende venuta meno la fiducia da parte del
Parlamento e il Governo è obbligato a dimettersi
Cessazione dalle funzioni
• i poteri dei Governi dimissionari sono limitati al
solo “disbrigo degli affari correnti”
• vige un principio della successione dei Governi,
tale per cui c’è continuità tra Governo
dimissionario e nuovo Governo
• per prassi consolidata il Governo si dimette dopo
il rinnovo del Parlamento, indipendentemente dal
risultato elettorale
Presidente del Consiglio
• mantiene l’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo
• impartisce ai ministri direttive in attuazione delle deliberazioni del
Consiglio dei Ministri
• promuove e coordina l’attività dei Ministri:
– può sospendere l’adozione di qualsiasi atto da parte del Ministro
per sottoporlo al Consiglio dei Ministri
– può deferire al Consiglio dei Ministri la decisione su eventuali
conflitti tra amministrazioni pubbliche in contrasto tra loro
– può concordare con i Ministri eventuali dichiarazioni pubbliche
quando queste riguardino la politica generale del Governo
• propone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri
• propone la questione di fiducia al Consiglio
• controfirma qualsiasi atto deliberato dal Consiglio
• presenta alle Camere i disegni di legge d’iniziativa governativa
• ha il potere di porre il segreto di Stato
• ha l’alta direzione e la responsabilità politica dei servizi di sicurezza
• coordina l’azione del Governo in materia di rapporti con l’UE
• propone e coordina l’azione del Governo in materia di rapporti con le
autonomie territoriali
Consiglio dei Ministri
• delibera sulla presentazione dei disegni di legge e su tutti
gli atti normativi
• decide le linee di indirizzo in tema di politica
internazionale e comunitaria
• decide sulla proposta del Presidente del Consiglio di porre
la questione di fiducia
• decide sulle nomine al vertice di enti, istituti o aziende di
carattere nazionale di competenza dell’amministrazione
dello Stato
• delibera se inviare alla Corte costituzionale una legge
regionale o se sollevare conflitto di attribuzione contro un
altro potere dello Stato o contro una Regione
Ministri
• Si dividono in “con portafoglio” e “senza
portafoglio”:
– Con portafoglio: sono organi di vertice degli apparati
amministrativi in cui la legge ripartisce la Pubblica
amministrazione statale (Ministeri);
– Senza portafoglio: non hanno la responsabilità di un
Ministero
• sono componenti del Consiglio dei Ministri
Responsabilità dei Ministri
• responsabilità collegiale per le decisioni del
Consiglio dei Ministri
• responsabilità individuale per le decisioni prese
quale vertice di un Ministero
• responsabilità civile, amministrativa e contabile
• responsabilità penale per atti commessi
nell’esercizio delle funzioni ministeriali ex art. 96
Cost. (Tribunale dei Ministri dopo autorizzazione
parlamentare) e atti commessi come privato
cittadino
PRESIDENTE
DELLA REPUBBLICA
Presidente della Repubblica

• organo costituzionale super partes


• dotato di poteri propri
• rappresentante dell’unità nazionale
• supremo garante della Costituzione
• ha una funzione di intermediazione politica
Ruolo

• marginale in presenza di un sistema politico


stabile (maggioranza solida, governo forte)
• forte in presenza di un sistema politico in crisi
(maggioranza che si forma solo dopo le elezioni e
che è soggetta frequentemente a ridefinizione,
governo instabile)
Elezione

• spetta al Parlamento in seduta comune integrato


dai delegati regionali (3 per ogni Regione salvo la
Valle d’Aosta)
• è necessaria una maggioranza dei 2/3 degli
scrutini solo per le prime 3 votazioni, poi è
sufficiente la maggioranza semplice (scrutinio
segreto)
• mandato dura 7 anni
• non è esclusa la rielezione
Cessazione

•conclusione del mandato


•morte
•dimissioni, decadenza e destituzione
•in caso di impedimento permanente o temporaneo
è prevista la supplenza da parte del Presidente del
Senato
NB Il Presidente della Repubblica diviene di diritto
senatore a vita, a meno che non vi rinunci
Poteri presidenziali
• il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato
e rappresenta l’unità nazionale
• indice il referendum popolare
• nomina i funzionari di Stato nei casi previsti dalla
legge
• nomina 5 giudici della Corte costituzionale
• ratifica i trattati internazionali
• accredita e riceve i rappresentanti diplomatici
• ha il comando delle Forze armate e presiede il
Consiglio supremo di difesa
• può concedere la grazia e commutare le pene
• conferisce le onorificenze della Repubblica
Poteri nei confronti del Parlamento
• può sciogliere anticipatamente una o entrambe
le Camere (88); tale potere non può essere
esercitato negli ultimi 6 mesi del suo mandato
(semestre bianco) a meno che non coincidano con
gli ultimi 6 mesi della legislatura (ingorgo
costituzionale)
• promulga le leggi, potendo rinviare il testo al
Parlamento qualora dubiti della incostituzionalità
• può inviare messaggi alle Camere
• indice le elezioni delle Camere e ne fissa la prima
udienza
• nomina 5 senatori a vita
Poteri nei confronti del Governo
• procede alla formazione del nuovo Governo
• nomina il Presidente del Consiglio e i Ministri
• emana decreti aventi valore di legge e i
regolamenti del Governo
• autorizza la presentazione alle Camere dei disegni
di legge di iniziativa del Governo
Poteri nei confronti della magistratura

• presiede il Consiglio superiore della magistratura


(CSM)
• nomina e conferisce incarichi direttivi a magistrati
ordinari, amministrativi e militari
Atti presidenziali
Gli atti del Presidente della Repubblica si
distinguono in tre categorie, che si differenziano in
base al soggetto che sostanzialmente decide del
contenuto dell’atto stesso:
•atti formalmente presidenziali, ma
sostanzialmente governativi
•atti formalmente e sostanzialmente presidenziali
•atti complessi uguali
Controfirma ministeriale
Ex art. 89 Cost. tutti gli atti del Presidente della
Repubblica devono essere controfirmati dai Ministri
proponenti (fatta eccezione per le dimissioni).
Tale controfirma:
•è requisito di validità dell’atto
•è fonte della irresponsabilità del P.d.R.
Irresponsabilità
Il Presidente della Repubblica non può essere
chiamato a rispondere sul terreno della responsabilità
politica.
Per quanto riguarda la responsabilità giuridica può
rispondere
a) nell’esercizio delle sue funzioni: solo per alto
tradimento e attentato alla Costituzione (cd.
reati presidenziali)
b) fuori dall’esercizio delle sue funzioni: come una
comune cittadino, ma l ’ azione penale è
improcedibile per tutta la durata del mandato
CORTE COSTITUZIONALE
Composizione
• 15 giudici: 5 nominati dal Presidente della
Repubblica, 5 eletti dal Parlamento in seduta
comune, 5 eletti dalle Supreme Corti (3
Cassazione, 1 Corte dei Conti, 1 Consiglio di
Stato)
• restano in carica 9 anni, non sono rieleggibili
• godono dell’immunità penale dei parlamentari,
non possono essere rimossi (se non dagli altri
giudici della Corte con una maggioranza dei 2/3)
Funzioni
• controlla la costituzionalità delle leggi statali e
regionali e degli atti aventi forza di legge
• risolve i conflitti di attribuzione:
- tra i poteri dello Stato
- tra Stato e Regioni
• decide sull’ammissibilità del referendum
abrogativo
• giudica sulla responsabilità penale del
Presidente della Repubblica
Il giudizio di legittimità costituzionale
Oggetto del giudizio

• leggi dello Stato e delle Regioni


• atti aventi forza di legge
Vizi sindacabili

La Corte costituzionale deve verificare se tali atti


siano in contrasto con la Costituzione sotto due
possibili profili:
•vizi formali-procedurali
•vizi sostanziali
Modalità di accesso alla Corte
1)procedimento in via incidentale: un giudice, nel
corso di un processo, solleva una questione di
costituzionalità davanti alla Corte sospettando
l’incostituzionalità di una disposizione che dovrà
applicare
2)procedimento in via principale: il Governo può
impugnare una legge regionale e una Regione può
impugnare una legge dello Stato
1) Procedimento in via incidentale
Il giudice, d’ufficio o su richiesta delle parti, può
sospendere il processo e sollevare attraverso
un’ordinanza di rimessione una questione di
costituzionalità alla Corte, dopo aver verificato
•la rilevanza della questione: il giudizio non può
proseguire se non viene risolta la questione di
costituzionalità
•la non manifesta infondatezza della questione:
deve sussistere un dubbio reale di incostituzionalità
della disposizione impugnata
2) Procedimento in via principale
La questione di costituzionalità può essere sollevata
al di fuori di un processo e in via diretta da:
•Stato avverso una legge regionale, quando ritiene
che questa violi una qualsiasi norma costituzionale
•Regione avverso una legge statale, solo quando
ritiene vi sia stata un’invasione della sua sfera di
competenza ex art. 117 Cost.
Pronunce della Corte costituzionale
ORDINANZE: la Corte dichiara inammissibile la questione per
irrilevanza o manifesta infondatezza della stessa, senza passare a valutare
la questione nel merito
SENTENZE
• di rigetto: la disposizione non è costituzionalmente illegittima e resta
in vigore; la questione potrà eventualmente essere ripresentata in
futuro da un altro giudice
• di accoglimento: la disposizione è costituzionalmente illegittima e
viene cancellata dall’ordinamento con effetti ex tunc
• monitoria: la Corte respinge il ricorso, ma esprime qualche perplessità
sulla legittimità della disposizione
• interpretativa: la Corte cerca di trovare un interpretazione che salvi il
testo della disposizione
• manipolativa: la Corte aggiunge alla disposizione una parte che il
legislatore non ha scritto
POTERE GIUDIZIARIO
Ordine giudiziario
• Ordine giudiziario (inteso come insieme dei
magistrati).
• Tale ordine è:
– Autonomo nella sua complessità rispetto agli
altri poteri dello Stati
– Indipendente tra le sue componenti
Principi costituzionali

• principio del giudice naturale (art. 25)


• la giustizia è amministrata in nome del popolo
(art. 101)
• soggezione soltanto alla legge (art. 101.2)
• divieto di istituire giudici straordinari o speciali
(art. 102.2)
• accesso per concorso pubblico (art. 106)
Soggezione alla legge
• indipendenza esterna nel rapporto tra giudice e
altri poteri dello Stato: istituzione del Consiglio
Superiore della Magistratura (CSM)
• indipendenza interna nel rapporto
magistrato/struttura organizzativa: i magistrati
sono inamovibili, salvi i provvedimenti del CSM
Giudici speciali

• giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato)


• giudici contabili (Corte dei conti)
• giudici tributari (Commissioni tributarie)
• giudici militari
Organizzazione della giustizia
La giustizia in Italia si suddivide in :
• penale
• civile
• amministrativa

NB Vige il principio del doppio binario (di


ispirazione francese) basato sulla distinzione tra
diritto soggettivo e interesse legittimo
Penale
• Giudice di pace (competenze molto limitate)
• Tribunale (funge da appello per i Giudici di pace)
o Corte d’Assise
• Corte d’Appello o Corte d’Assise d’Appello
• Corte di Cassazione (solo per motivi di
legittimità)
Civile
• Giudice di pace
• Tribunale (funge da Appello per i Giudici di
pace)
• Corte d’Appello
• Corte di Cassazione (solo per motivi di
legittimità)
Organi giudicanti e requirenti

In relazione alle funzioni si distingue tra


•magistrato con funzione giudicante: decidono le
controversie
•magistrato con funzione requirente: sono di
impulso al processo (pubblico ministero)
Consiglio Superiore della Magistratura
• è organo di autogoverno e di garanzia di
indipendenza esterna dei giudici ordinari
• è organo di rilievo costituzionale, ma non è organo
costituzionale
• esercita funzioni amministrative
• è composto da 24 membri elettivi più tre
componenti di diritto
• al Ministro della Giustizia spetta l’organizzazione
dell’amministrazione giudiziaria
Composizione
• 24 membri elettivi: 8 nomina politica (Parlamento in
seduta comune), 16 in rappresentanza dei giudici
• 3 membri di diritto: Presidente della Repubblica,
Primo Presidente della Corte di Cassazione e
Procuratore generale presso la Corte di Cassazione
• durata del mandato di 4 anni
• insindacabilità opinioni (68)
• diverse incompatibilità
Status dei magistrati

• assunzione per concorso


• progressione di carriera solo per anzianità
• inamovibilità
• azione disciplinare promossa dal CSM o dal
Ministro della Giustizia e decisa dalla sezione
disciplinare del CSM
Principi in materia di giurisdizione

• principio di inviolabilità della difesa (art. 24)


• principio di riserva di legge (art. 25.2)
• principio di personalità della responsabilità penale
(art. 27)
• presunzione di non colpevolezza (art. 27.2)
• principio di rieducazione della pena (art. 27.3)
• principio del giusto processo (art. 111)
REGIONI
Rapporto sovranità-territorio
 Stato unitario: Stato nel quale i poteri sono
concentrati in un unico livello di governo
 Stato decentrato (regionale, federale):
• esistono diversi livelli territoriali di governo
• ogni livello di governo è dotato di competenze
proprie, la principale delle quali è quella
legislativa
Titolo V della Costituzione
(versione del 1948)
• si caratterizza da un “basso decentramento”
• “la Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni” (114)
• potestà statutaria limitata: lo Statuto era approvato con legge
dello Stato e doveva essere in armonia con Costituzione e leggi
dello Stato
• assenza di una potestà legislativa esclusiva regionale (fatta
eccezione per le Regioni a statuto speciale)
• in caso di potestà legislativa concorrente vigeva l’obbligo di
conformarsi a Costituzione, ai principi dettati dalle “leggi
cornice” dello Stato e all’interesse nazionale
• controllo preventivo sulle leggi da parte del Governo
Titolo V della Costituzione
(versione attuale)
Con la legge costituzionale n. 3/2001 si è modificato
il Titolo V della Costituzione, optano per un “forte
decentramento”.
L’art. 114 Cost. ora sancisce che la Repubblica è
costituita da Comuni, Province, Città metropolitane,
Regioni e Stato.
Principi del decentramento

• sussidiarietà verticale
• adeguatezza
• differenziazione
• leale collaborazione
• cedevolezza della legislazione statale vigente
Potestà statutaria (l. cost. 1/99)
• lo Statuto regola l’organizzazione e la forma di
governo regionale
• ha contenuti necessari e non necessari
• è approvato con legge regionale attraverso un
procedimento aggravato
• deve essere in armonia solo con la Costituzione
• impugnabilità da parte dello Stato durante il
procedimento di approvazione
NB Non tutte le Regioni hanno completato l’iter di
approvazione dello Statuto
Potestà legislativa (l. cost. 3/01)
• tassatività ed enumerazione delle materie di competenza
esclusiva dello Stato
• clausola di residualità: tutte le materie non espressamente
attribuite dalla Costituzione alla competenza esclusiva o
concorrente dello Stato, sono di competenza esclusiva delle
Regione
• piena equiparazione tra legge statale e regionale con
previsione dei medesimi limiti: Costituzione, trattati
internazionali e obblighi comunitari
• obbligo per la potestà legislativa concorrente di conformarsi a
Costituzione e principi generali stabiliti dallo Stato
• le leggi regionali non possono contrastare con i rispettivi Statuti
Potestà regolamentare
e amministrativa
• potestà regolamentare affidata alle Regioni anche
nelle materie di competenza legislativa
concorrente
• abolizione del controllo di legittimità sugli atti
amministrativi delle Regioni (abr. art. 125) e del
Commissario del Governo (abr. 124)
• abolizione del controllo di legittimità sugli atti
amministrativi degli enti locali (abr. 130)
Limiti all’attività legislativa regionale
Ex art. 120.2 Cost. il Governo può sostituirsi (potere
sostitutivo) agli organi regionali, delle Città
metropolitane, delle Province e dei Comuni in caso
di
•mancato rispetto delle norme internazionali e
comunitarie
•pericolo grave per incolumità e sicurezza pubblica
•tutela dell’unità giuridica ed economica
•tutela dei livelli essenziali nel quadro di procedure
rispettose della sussidiarietà e della leale
collaborazione
Forma di governo regionale
La Costituzione (art. 121) prevede
•la presenza di tre organi necessari: Presidente della Regione, Consiglio
regionale, Giunta
•una forma di governo parlamentare: esiste un rapporto di fiducia tra
legislativo ed esecutivo
•l’elezione diretta del Presidente della Regione: l’eventuale sfiducia al
Presidente da parte del Consiglio comporta anche lo scioglimento del
Consiglio stesso (simul stabunt, simul cadent)
Ciascuna Regione può però modificare questa disciplina con il proprio
Statuto, potendo prevedere:
•elezione consiliare del Presidente invece di quella diretta
•il Presidente della Regione nomina gli assessori o questi sono eletti dal
Consiglio
NB In ogni caso lo Statuto non può togliere al Consiglio la possibilità di
sfiduciare il Presidente: qualora questo sia però eletto dal Consiglio, non è
automatico lo scioglimento in caso di sfiducia, potendosi eleggere un
nuovo Presidente.
Consiglio regionale
• è titolare della potestà legislativa e, talvolta, anche regolamentare
• è eletto a suffragio universale e diretto da tutti gli elettori che
risiedono nel territorio regionale
• è composto da un numero variabile di consiglieri
• ciascuna Regione può disciplinare il proprio sistema elettorale nel
rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla legge statale
• il sistema elettorale attuale prevalente è di tipo misto, maggioritario
più proporzionale (l. 108/68):
- viene eletto Presidente della Regione il candidato che ha raggiunto il
maggior numero di voti
- spetta a ciascun partito un numero di seggi proporzionale al consenso
raggiunto
- i partiti collegati al Presidente eletto sono premiati in modo da
assicurare che il Consiglio abbia una maggioranza politica simile a
quella che lo ha eletto
Presidente della Regione
• guida l’esecutivo della Regione
• è eletto a suffragio universale e diretto dagli
elettori che risiedono nella Regione
• nomina e revoca gli assessori
• emana leggi e regolamenti
• può essere sfiduciato dal Consiglio a
maggioranza assoluta: in tal caso il Presidente è
obbligato a dimettersi, ma il Consiglio è sciolto
automaticamente e si torna a nuove elezioni
regionali (simul stabunt, simul cadent)
Giunta regionale

• è l’organo esecutivo della Regione


• è composta dal Presidente e dagli assessori
competenti per settore
• il numero degli assessori è previsto dallo Statuto
regionale
• gli assessori agiscono su delega del Presidente e
possono essere da lui revocati
DIRITTI FONDAMENTALI
Principi

• diritto naturale e diritto positivo


• principio di riserva di legge
• tutela dei diritti quale limite all’attività del
Legislatore
• ruolo fondamentale del giudice
• tutela multilevello dei diritti (Ue e Cedu)
Categorie di diritti

• Diritti civili (artt. 13-28)


• Diritti sociali (artt. 29-34)
• Diritti economici (artt. 35-47)
• Diritti politici (artt. 48-51)

NB Gli artt. 52-54 contengono doveri


Diritti civili
Art. 13 Libertà personale
Art. 14 Libertà di domicilio
Art. 15 Libertà di corrispondenza
Art. 16 Libertà di circolazione e di espatrio
Art. 17 Libertà di riunione
Art. 18 Libertà di associazione
Art. 19 Libertà di culto
Art. 21 Libertà di manifestazione pensiero
Art. 22 Diritto al nome
Artt. 24 – 28 Diritti di difesa
Diritti sociali

• Art. 29 – Diritto ad avere una famiglia


• Art. 30 – Diritti dei figli
• Art. 32 – Diritto alla salute
• Art. 33 – Diritto all’insegnamento
• Art. 34 – Diritto allo studio
Diritti economici

• Art. 35 – Tutela del lavoro


• Art. 36 – Diritto alla retribuzione
• Art. 37 – Diritti della donna lavoratrice
• Art. 38 – Diritti degli inabili al lavoro
• Art. 39 – Diritto all’associazionismo sindacale
• Art. 40 – Diritto di sciopero
• Art. 41 – Libertà di impresa
• Art. 42 – Diritto alla proprietà
• Art. 47 – Diritto alla tutela del risparmio
Diritti politici

• Art. 48 – Diritto di voto


• Art. 49 – Diritto di associarsi in partiti
• Art. 50 – Diritto di petizione
• Art. 51 – Accesso alle cariche pubbliche
Doveri costituzionali
• Art. 52 – Dovere di difesa della Patria
• Art. 53 – Obbligo di contribuire
economicamente alle spese pubbliche
• Art. 54 – Dovere di fedeltà alla Repubblica