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CORSO DI DIRITTO PUBBLICO 2011

Il corso suddiviso in: Parte Introduttiva Fonti del diritto Organizzazione dello Stato Diritti di libert

PARTE INTRODUTTIVA NOZIONE DI DIRITTO Insieme delle regole di condotta che disciplinano i rapporti tra i soggetti di una collettivit in un dato momento storico rapporti tra soggetti cambiamenti temporali

FUNZIONI DEL DIRITTO (grande insieme delle regole giuridiche) FUNZIONE REPRESSIVA = Repressione di comportamenti socialmente pericolosi (neminem laedere) Diritto Penale Diritto Amministrativo Diritto Tributario ( es. Art. 624 c.penale - Furto ) FUNZIONE ALLOCATIVA = Attribuzione agli individui ed alla collettivit di beni e servizi Diritto civile Diritto commerciale Diritto Tributario Diritto Amministrativo ( es. Art. 832 codice civile Diritto di propriet ) FUNZIONE ISTITUTIVA DI POTERI = Istituzione ed assegnazione di poteri pubblici Diritto Costituzionale Diritto Amministrativo (D. Pubblico) Diritto Tributario Diritto Processuale ( es. Art. 70 Costituzione Funzione legislativa/potere alle due Camere ) ( es.: potere costituente: nel 1948 in Italia, oggi, in Nord-Africa ) DIRITTO PRIVATO Rapporti tra soggetti privati Diritto Privato Diritto Commerciale Diritto Fallimentare Diritto Industriale Diritto di Famiglia

DIRITTO PUBBLICO Attivit ed organizzazione dei pubblici poteri e loro rapporti con i soggetti privati Diritto Costituzionale Diritto Amministrativo Diritto Regionale ed Enti locali Diritto Penale Diritto Processuale Civile, Penale ed Amministrativo Diritto Tributario Diritto Internazionale GRUPPO SOCIALE

Aggregazione umana finalizzata al perseguimento ed alla soddisfazione di interessi e/o esigenze comuni o o NECESSARIA = Stato Famiglia ( in cui si nasce ) VOLONTARIA = Associazione culturale, sportiva, partito politico, sindacato ( famiglia che una persona si crea ) Interessi a lui affini
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Allinterno del gruppo sociale si creano e si creano

RAPPORTI tra i soggetti che lo compongono

REGOLE che disciplinano tali rapporti CONSENSO

che vengono riconosciute ed accettate dai componenti del gruppo attraverso il Vi sono due tipologie di regole : REGOLE ISTITUZIONALI Valori intorno ai quali il gruppo sociale si costituito (artt. 1-54 Cost.) Principi Fondamentali

REGOLE ORGANIZZATIVE Organizzazione e struttura del gruppo sociale E necessario che il gruppo sociale esprima un :

PRINCIPIO ORDINATORE
che componga e risolva i conflitti tra i singoli interessi individuali e quelli generali del gruppo sociale e stabilizzi nel tempo tale composizione Il PRINCIPIO ORDINATORE pu operare come : TIRANNIA = prevalenza degli interessi di in singolo su tutti i componenti del gruppo sociale OLIGARCHIA = prevalenza degli interessi di un gruppo limitato su tutti i componenti del gruppo sociale DEMOCRAZIA = garanzia di proporzionale soddisfacimento degli interessi di tutti i consociati

Strumenti che garantiscono la democrazia SEPARAZIONE DEI POTERI ( r. organizzative ) GARANZIA COSTITUZIONALE DELLE LIBERTA ( r. istituzionali )

GRUPPO SOCIALE

REGOLE ISTITUZIONALI

REGOLE ORGANIZZATIVE

PRINCIPIO ORDINATORE

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LA COSTITUZIONE ITALIANA Entrata in vigore 1 gennaio 1948 REGOLE ISTITUZIONALI Dallarticolo 1 al 54 PRINCIPI FONDAMENTALI, valori intorno ai quali si costituito il gruppo sociale Stato Principi Fondamentali e I Parte della Costituzione REGOLE ORGANIZZATIVE dallarticolo 55 al 139 Volte ad assicurare la tutela di quei valori II Parte della Costituzione Occorre rimarcare che attualmente ci troviamo in presenza di un POTERE COSTITUITO, lunico in atto oggi in Italia, ovvero il potere del Parlamento cos come deriva dalla Costituzione e dai suoi limiti, che cosa ben diversa dal POTERE COSTITUENTE, ovvero quello degli anni 1946-1947, che ha cessato di esistere dopo la nascita della Costituzione italiana, esaurendosi nel 1947.

TEORIE GIURIDICHE TEORIA ISTITUZIONALE di SANTI ROMANO Della Pluralit degli ordinamenti giuridici Ogni gruppo sociale costituisce un ORDINAMENTO GIURIDICO - ISTITUZIONE CORPO SOCIALE ORGANIZZATO, si propone il conseguimento di fini comuni e assume delle regole. Da questo deriva la pluralit degli ordinamenti giuridici. ORDINAMENTO GIURIDICO : Complesso di norme che traggono la loro GIURIDICITA dal fatto di essere ESPRESSIONE della struttura del gruppo ORDINAMENTO GIURIDICO ORIGINARIO o SOVRANO che non riconosce nessun soggetto a se superiore. La sovranit risiede sempre nello Stato Tutti gli altri ordinamenti sono derivati (comuni, province, regioni, verso il basso, e anche Unione Europea, verso lalto)

Sullo stesso territorio non possono coesistere pi ordinamenti sovrani, la sovranit unica. Ad un ordinamento sovrano od originario possono per corrispondere molti ordinamenti derivati. ORDINAMENTO GIURIDICO DERIVATO (AUTONOMO) in quanto deriva i propri poteri da un ordinamento superiore

Esempi di ordinamenti derivati sono Comuni, Province, Regioni, verso il basso, mentre le Prefetture sono semplicemente delle circoscrizioni del potere statale che coincidono col territorio provinciale e non degli enti autonomi, e anche lUnione Europea, verso lalto, il Parlamento Europeo come derivazione del potere dei Consigli dei Ministri degli Stati membri. TEORIA NORMATIVA di HANS KELSEN (Germania) Ogni norma trova fondamento in una norma superiore Tutte le norme trovano fondamento e validit nella NORMA FONDAMENTALE Problema della norma fondamentale: UNA NORMA PRESUPPOSTA COME ULTIMA E SUPREMA LA CUI VALIDITA NON PUO ESSERE DEDOTTA ( in Italia la COSTITUZIONE ) - Se la norma inferiore non rispetta la superiore illegale

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NORMA GIURIDICA La norma giuridica detta le regole di comportamento ai componenti di un gruppo sociale che possono essere: Scritte Non scritte Consuetudinarie

Le caratteristiche sono : Generalit = applicabilit ad una pluralit indeterminata di soggetti ( le norme speciali si riferiscono ad ipotesi determinate ) Astrattezza = ripetibilit dellapplicazione nel tempo ( le norme eccezionali si riferiscono a specifiche situazioni e non sono ripetibili nel tempo ) Le consuetudini sono norme non scritte che non possono essere in contrasto con le norme scritte. Generalit = Tutti i soggetti Astrattezza = Tutti i casi ATTI GIURIDICI = Atti derivanti dalla manifestazione della volont giuridica delluomo FATTI GIURIDICI = Fatti presi in considerazione di per se e non in quanto determinati da una espressa manifestazione di volont ( eventi naturali nascita e morte ) PRINCIPIO DI EFFETTIVITA = una norma effettiva quando osservata, rispettata dai consociati ( concreta applicazione ). Infatti non sufficiente che una determinata regola sia prevista come tale, ma a ci deve accompagnarsi leffettivo adeguamento dei comportamenti individuali e sociali alla norma stessa. Destinatari delle norme giuridiche sono i SOGGETTI DI DIRITTO = Centro di imputazione di interessi socialmente e giuridicamente rilevanti

Posizioni giuridiche soggettive


Persone Fisiche CAPACIT GIURIDICA Art. 1 c.c. - La capacit giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita Idoneit ad essere titolari di posizioni giuridiche soggettive CAPACIT DI AGIRE Art. 2 c.c. La maggiore et fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore et si acquista la capacit di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita un'et diversa. Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un'et inferiore in materia di capacit a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore abilitato all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro. Capacit di agire cio di compiere atti giuridici volti a costituire, modificare od estinguere posizioni giuridiche - 18 anno - Le cause che limitano la capacit di agire sono : lincapacit legale ( minori, infermi di mente ecc.) lincapacit naturale E soggetto di diritto chi ha la capacit giuridica, la quale indica lidoneit ad essere titolari di situazione giuridiche soggettive, cio lidoneit ad essere titolari di diritti e destinatari di obblighi. Persone Fisiche Persone Giuridiche

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Persone Giuridiche Pubbliche ( Art. 11 c.c - Le province e i comuni nonch gli enti pubblici riconosciuti come persone giuridiche, godono dei diritti secondo le leggi e gli usi osservati come diritto pubblico.) Private ( Art. 1 D.P.R. 10/02/2000 nr. 361 - acquistano personalit giuridica con liscrizione nel registro delle persone giuridiche - es. associazioni, societ commerciali come S.p.a. ed S.r.l. ) Autonomia Patrimoniale Art. 1. Procedimento per l'acquisto della personalit giuridica 1. Salvo quanto previsto dagli articoli 7 e 9, le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalit giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture. 2. La domanda per il riconoscimento di una persona giuridica, sottoscritta dal fondatore ovvero da coloro ai quali e' conferita la rappresentanza dell'ente, e' presentata alla prefettura nella cui provincia e' stabilita la sede dell'ente. Alla domanda i richiedenti allegano copia autentica dell'atto costitutivo e dello statuto. La prefettura rilascia una ricevuta che attesta la data di presentazione della domanda. 3. Ai fini del riconoscimento e' necessario che siano state soddisfatte le condizioni previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione dell'ente, che lo scopo sia possibile e lecito e che il patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo. 4. La consistenza del patrimonio deve essere dimostrata da idonea documentazione allegata alla domanda. 5. Entro il termine di centoventi giorni dalla data di presentazione della domanda il prefetto provvede all'iscrizione. 6. Qualora la prefettura ravvisi ragioni ostative all'iscrizione ovvero la necessit di integrare la documentazione presentata, entro il termine di cui al comma 5, ne da' motivata comunicazione ai richiedenti, i quali, nei successivi trenta giorni, possono presentare memorie e documenti. Se, nell'ulteriore termine di trenta giorni, il prefetto non comunica ai richiedenti il motivato diniego ovvero non provvede all'iscrizione, questa si intende negata. 7. Il riconoscimento delle fondazioni istituite per testamento puo' essere concesso dal prefetto, d'ufficio, in caso di ingiustificata inerzia del soggetto abilitato alla presentazione della domanda. 8. Le prefetture istituiscono il registro di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 9. Le prefetture e le regioni provvedono, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ad attivare collegamenti telematici per lo scambio dei dati e delle informazioni. 10. Con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, sentito il Ministro dell'interno, sono determinati i casi in cui il riconoscimento delle persone giuridiche che operano nelle materie di competenza del Ministero per i beni e le attivit culturali e' subordinato al preventivo parere della stessa amministrazione, da esprimersi nel termine di sessanta giorni dalla richiesta del prefetto. In mancanza del parere il prefetto procede ai sensi dei commi 5 e 6.

Per quanto riguarda la capacit di agire la persona giuridica opera attraverso i suoi organi cio amministratori, presidente o dai singoli membri se autorizzati ed imputata direttamente alla persona giuridica

POSIZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE

DI SVANTAGGIO ( PASSIVE )

DI VANTAGGIO ( ATTIVE )

DOVERI OBBLIGHI ONERI

Rapporto sinallagmatico

POTERE GIURIDICO FACOLTA DIRITTI SOGGETTIVI INTERESSI LEGITTIMI INTERESSI SEMPLICI O DI FATTO

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Di SVANTAGGIO o PASSIVE DOVERE = E una situazione giuridica imputabile ad una generalit di soggetti, prevista per la soddisfazione di un interesse generale Art. 4 Cost. - Dovere di svolgere unattivit lavorativa Art. 30 Cost. - Dovere di mantenere i figli tenuta dellordine pubblico Art. 53 Cost. - Dovere di concorrere alle spese pubbliche OBBLIGO = Un soggetto tenuto ad osservare un determinato comportamento nei confronti di un altro soggetto cui lordinamento riconosce il diritto soggettivo di pretendere losservanz a ( Obbligo di prestare la propria opera nellambito di un rapporto di lavoro Obbligo del genitore di mantenere i propri figli ) ONERE = E una situazione giuridica in base alla quale un soggetto pu scegliere se tenere un determinato comportamento al fine di ottenere un certo risultato. ( meno del dovere e dellobbligo: posizione giuridica particolare, meno generalista ) Di VANTAGGIO o ATTIVE POTERE GIURIDICO = imputabile ad una generalit di soggetti per il soddisfacimento di un interesse rilevante proprio od altrui ( es. Art. 51 cost. possibilit di accedere a cariche elettive ) FACOLTA = Capacit di compiere attivit giuridicamente rilevanti DIRITTI SOGGETTIVI = Tutela diretta ed immediata azionabile avanti al giudice ordinario. Si distinguono in: DIRITTI ASSOLUTI ( vincola tutti i soggetti dellordinamento ) Sono riconosciuti ad un soggetto nei confronto di tutti. Diritti Fondamentali ( Art. da 1 a 54 Cost. - es. Art.42 propriet ) Diritti Reali ( Diritti di godimento e di garanzia - es. Diritto di propriet )

DIRITTI RELATIVI ( vincola solo soggetti determinati ) ( es. Diritti di credito )

INTERESSI LEGITTIMI = Verso i poteri pubblici Tutela indiretta e mediata ( giudice amministrativo ) Non protetti direttamente ma solo in quanto coincidenti con linteresse pubblico ( Es. linteresse di un soggetto allesclusione dalla graduatoria di un concorso dei concorrenti privi dei requisiti ) INTERESSI SEMPLICI O DI FATTO = Privi di tutela giuridica ( es. interesse di alcuni cittadini ad avere un lampione sulla strada - si possono far valere in sede elettorale )

CONCORSO PUBBLICO POTERE GIURIDICO = Riconosciuto a tutti i cittadini di accedere ai pubblici uffici in condizione di parit - Art. 97 c. 3 Cost. DIRITTO SOGGETTIVO = a partecipare ad un concorso pubblico a seguito della pubblicazione del bando di concorso ONERE = possibilit di scegliere se iscriversi secondo le modalit ed entro i termini fissati nel bando di concorso, al fine di poter partecipare alle prove INTERESSE LEGITTIMO = al regolare svolgimento del concorso in conformit alla relativa disciplina posta nel pubblico interesse INTERESSE SEMPLICE allindizione di un concorso

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LA COSTITUZIONE
entrata in vigore il 1 gennaio 1948 con lapprovazione da parte dellAssemblea Costituente, a seguito del referendum monarchia/repubblica del 2 giugno 1946

CARATTERI DELLA COSTITUZIONE RIGIDA Limiti alla possibilit di modificazione Espressi: Forma Repubblica ( Art. 139 ) Impliciti: i Principi Fondamentali ( Sentenza Corte Costituzionale n. 1146 del 1988 ) non sono modificabili in peius ma soltanto in meius per i consociati In tutti gli altri casi e necessario un procedimento aggravato ( Art. 138 Cost. ) Doppia deliberazione da parte di entrambe le Camere: 1 deliberazione a maggioranza semplice: met + 1 dei votanti 2 deliberazione, ad almeno tre mesi dalla prima, almeno a maggioranza assoluta: met + 1 dei componenti lorgano (senato: 315 + senatori a vita camera: 630 deputati). Se si raggiunge addirittura la maggioranza dei 2/3 dei membri di ciascuna camera nella 2 deliberazione che sono favorevoli la modifica entra immediatamente in vigore. Se invece si raggiunge solo la maggioranza assoluta, o comunque non i 2/3, ci sar la possibilit, entro tre mesi, di proporre un referendum costituzionale. Per poterla modificare non sufficiente un procedimento ordinario Non sono modificabili i diritti fondamentali Una Legge Ordinaria che contrasta con la Costituzione invalida. Nel sistema giuridico italiano la fonte primaria la Costituzione ed il giudice chiamato a decidere sulle norme che contrastano con essa la Corte Costituzionale. LUNGA Su molti argomenti contiene una disciplina non limitata a generali enunciazioni di principio, ma estesa ad aspetti applicativi e di dettaglio ( Es. misure restrittive della libert personale - Art. 13 libert di stampa - Art. 21 ) Disciplina tutti i settori e gli aspetti fondamentali della vita giuridica, economica e sociale del paese ( 139 articoli ). Contiene numerose riserve di legge costituzionale demandando ad una fonte di pari grado lattuazione di quanto da essa stabilito direttamente. PROGRAMMATICA Individua alcuni OBIETTIVI FONDAMENTALI da raggiungere per mezzo di norme c.d. programmatiche Definiscono una TAVOLA DI VALORI a cui si deve ispirare tutta lattivit politica.

Es. attuazione diritti sociali ( lavoro, istruzione, salute ) che devono essere resi effettivi. Sono obiettivi in positivo 1. NORME PROGRAMMATICHE: ispirano lintero ordinamento giuridico ma non bastano a fondare situazioni giuridiche soggettive che il giudice possa soddisfare direttamente senza che sia il legislatore a fornire gli strumenti concreti ( Art. 4 Cost. ) 2. NORME PRECETTIVE: Norme immediatamente applicabili dallinterprete senza necessit di una ulteriore attivit legislativa
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CONTRATTATA ED APERTA La Costituzione il risultato di un compromesso tra le forze politiche presenti allassemblea costituente. E orientata verso diverse scelte politiche, economiche e sociali, con il solo limite del rispetto dei valori fondamentali in essa contenuti. Programma che pu essere integrato ed attuato in modo differente a seconda dei mutamenti sociali, culturali e politici. Es.: Art. 41 - Liniziativa economica privata libera. I diritti soggettivi e gli interessi legittimi si fanno valere : CIVILE Giudice di pace Tribunale Civile Corte dappello civile Corte di Cassazione civile PENALE Giudice di Pace ( dal 2004 ) Tribunale penale Corte dappello penale Corte di Cassazione penale

LA COSTITUZIONE E I SUOI PRINCIPI NORME ISTITUZIONALI REGOLE ISTITUZIONALI PRINCIPI FONDAMENTALI ( Art. 1-12) PARTE I DIRITTI DOVERI DEI CITTADINI ( Art. 13- 54 ) PARTE II ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA ( Art. 55 139 ) DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI LIBERTA e CARATTERI FONDAMENTALI Art.1 Referendum del 02/06/1946 la Repubblica vinse per un scarto di voti molto piccolo DEMOCRAZIA principio ordinatore ( maggioranza) PRINCIPIO LAVORISTA SOVRANITA appartiene al popolo ( elezione del Parlamento ) Forma . SEPARAZIONE DEI POTERI CONTROLLO E BILANCIAMENTO DEI POTERI COSTITUZIONE IN SENSO FORMALE : Principi e norme fondamentali che reggono la collettivit politica e la sua organizzazione formalmente stabiliti in un testo scritto ( law in book ) COSTITUZIONE IN SENSO MATERIALE : Vivente come viene applicata Lordine concreto che caratterizza ogni societ: ruolo di fatto esercitato dal gruppo politico predominante ( law in action )

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PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE PRINCIPIO DEMOCRATICO Carattere dellassetto politico istituzionale per cui FONTE DEL POTERE POLITICO E IL CONSENSO DEI GOVERNATI. Principio ordinatore della DEMOCRAZIA. La sovranit appartiene al popolo ( Art. 1 Cost. ) ed esercitato con strumenti di democrazia: DIRETTA il popolo si esprime direttamente ( referendum abrogativo fonti primarie - o costituzionale fonti di rango costituzionale) RAPPRESENTATIVA ( elezioni politiche e amministrative ) Parlamentari senza vincolo di mandato Elezioni politiche - Ordinamento SOVRANO ( Parlamento ) Elezioni amministrative - Ordinamento DERIVATO ( Regioni Province Comuni ) ELEMENTI CHE CONCORRONO A REALIZZARE IL PRINCIPIO DEMOCRATICO PRINCIPIO DELLA MAGGIORANZA ( semplice, assoluta, qualificata ) LIMITATA CON GARANZIE POSTE A TUTELA DELLE MINORANZE TRASPARENZA NELLESERCIZIO DEI POTERI PUBBLICI TUTELA DELLE LIBERTA CIVILI EFFETTIVA PARTECIPAZIONE ALLORGANIZZAZIONE DEL PAESE SEPARAZIONE DEI POTERI (Montesquieu: legislativo esecutivo - giudiziario) GARANZIA DELLA LIBERTA PRINCIPIO DEMOCRATICO PRINCIPIO PERSONALISTA PRINCIPIO PLURALISTA PRINCIPIO LAVORISTA PRINCIPIO AUTONOMISTICO

PRINCIPIO PERSONALISTA Posto come fine fondamentale lo sviluppo della PERSONA UMANA Esistono tre gradi di tutela: 1. 2. 3. Tutela del singolo come individuo Tutela delle formazioni sociali Tutela del singolo nelle formazioni sociali

( Art. 2 Cost. )

Sfera della PERSONALIT FISICA e MORALE INVIOLABILE ( es. Divieto di pena di morte - Art. 27 Cost. )

Art. 3, Comma I, Cost. principio di uguaglianza formale (Stato liberale)


Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Disciplinare in modo uguale situazioni uguali ed in modo diverso situazioni diverse.

Art. 3, Comma II, Cost. principio di uguaglianza sostanziale (Welfare State)


compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Es.: aiuti economici per i soggetti meno abbienti/borse di studio diritto di difesa/avvocato dufficio
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PRINCIPIO PLURALISTA strettamente collegato al principio personalista ed attiene alla tutela delle formazioni sociali ( Art. 2 Cost. ) autonome dello stato, famiglia, sindacati, partiti, confessioni religiose. Anche le associazioni sono titolari di diritti di libert ed hanno autonomia normativa. Potest Legislativa Potest Normativa Stato/Regioni (Art. 117 Cost.) Associazioni, Famiglia

Tutela dei diritti dei singoli nelle formazioni sociali anche contro poteri privati. ( es. tutela del lavoratori nellimpresa L. 300/70 ) PRINCIPIO LAVORISTA

( Art. 1, Comma 1, Cost. ) LITALIA E UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL


LAVORO. Strumento per la realizzazione della personalit e di adempimento del dovere di solidariet sociale. (Es.: dovere di pagare le tasse/imposte in base alla propria capacit contributiva). Diritto al lavoro come diritto sociale ( Art. 4 Cost. ) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit e la propria scelta, una attivit o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ. NORMA PROGRAMMATICA (Politiche economiche) - Lavoro utilizzato come criterio valutativo della posizione da attribuire ai cittadini nello stato. ART. 139 Cost. La forma repubblicana non pu essere oggetto di revisione costituzionale, immodificabile, se no c il sovvertimento dellordine costituzionale. PRINCIPIO AUTONOMISTA

( Art. 5 Cost. ) - La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei
servizi che dipendono dallo Stato il pi ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. AUTONOMIA = CAPACITA DI PRODURRE NORME GIURIDICHE (Regioni, Provincie, Comuni, Citt Metropolitane, Roma) - Enti Pubblici Territoriali - Legittimati dal basso. Art. 114 Cost. - Regola di distribuzione del potere politico-amministrativo fra diverse istituzioni autonome DECENTRAMENTO = TRASFERIMENTO DI FUNZIONI E COMPITI DAL CENTRO ALLA PERIFERIA Es. il PREFETTO coordina gli Uffici Territoriali del Governo e rappresenta il potere esecutivo nella circoscrizione provinciale. Legittimazione dallalto. Art. 118 Cost. ( La Repubblica = Stato + Autonomie = somma dei due ordinamenti Sovrano e Derivato ) Lo Stato sovrano non potr minacciare le autonomie locali ( Non sono state previste le Comunit Montane quindi si possono abolire ) Per le grandi citt, CITTA METROPOLIT ANE, ( es. pi di 1 milione di abitanti ) era previsto un ordinamento diverso che per non mai stato attuato.

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LE FONTI DEL DIRITTO NELLORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO


Fonti Costituzionali

COSTITUZIONE Trattati UE ( ex trattati CE ) LEGGI COSTITUZIONALI E LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE

LEGGE ORDINARIA Fonti Primarie Regolamenti degli Ordini Costituzionali (fonti extra-ordinem) Principio di Competenza ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE (Decreti Legge Decreti Legislativi) Statuti Regionali Leggi Regionali REFERENDUM ABROGATIVO Regolamenti CEE Direttive CEE

Fonti Secondarie

REGOLAMENTI GOVERNATIVI D.P.R. Statuti degli Enti Autonomi Regolamenti degli Enti Autonomi REGOLAMENTI INTERMINISTERIALI D.I.

REGOLAMENTI MINISTERIALI D.M - D.P.C.M. ____________________________________________________________

Fonti di rango Costituzionale: le leggi costituzionali sono quelle che integrano il testo della Costituzione affiancandosi ad esso e soddisfano la riserva di legge costituzionale; le leggi di revisione costituzionale sono quelle che modificano uno o pi articoli della Costituzione; entrambi i tipi di legge per essere adottati necessitano del procedimento aggravato ex art. 138 gi visto per la Costituzione. Fonti Primarie: a carattere chiuso, cio solo quelle indicate dalla Costituzione. Leggi ordinarie ( adottate dal Parlamento attraverso il procedimento legislativo ) - Atti aventi forza di legge ( Decreti Legge, adottati dal Governo in casi straordinari di necessit ed urgenza da convertire in legge dal Parlamento entro 60 gg. controllo successivo - Decreti legislativi, adottati dal Governo su legge-delega del Parlamento controllo preventivo - contenete loggetto, cio la materia, i principi ed i criteri direttivi, il termine ) funzione legislativa esercitata dal Governo (eccezione) Due punti di vista: Attivo: possono modificare lordinamento giuridico come fossero una legge ordinaria Passivo: capacit di resistere allabrogazione da parte di fonti di rango secondario. - Referendum Abrogativo (abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza di legge dello Stato o delle Regioni) Regolamenti degli Ordini Costituzionali - Statuti e Leggi regionali. Fonti secondarie: a carattere aperto nel rispetto del principio di legalit. Regolamenti governativi (D.P.R.) Regolamenti interministeriali (D.I.) Regolamenti ministeriali (D.M. D.P.C.M.) sono graduati al loro interno secondo lordine. Fonti Extra Ordine Fuori dal sistema delle Fonti ( es. Consuetudini ) Le fonti di pari grado sono regolate tra loro da un criterio di tipo cronologico. Tra le fonti primarie ed i regolamenti degli ordini costituzionali si applica il criterio della competenza (rapporto eccezionale). Tra una legge ordinaria ed un referendum abrogativo il rapporto di tipo cronologico. Rapporti tra fonti di rango diverso sono regolati dal criterio gerarchico, in caso di contrasto la fonte inferiore invalida. Es.: tra la costituzione e fonti primarie prevale la prima, in caso di contrasto tra un regolamento
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ed una legge primaria prevale la legge primaria, nel primo caso possiamo avere lintervento della Corte Costituzionale, solo se adita, la cui funzione principale quella di fare il controllo di legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni che pu portare alla declaratoria di illegittimit costituzionale, cio la fonte primaria che contrasta con la Costituzione viene dichiarata incostituzionale. I tre criteri servono per risolvere i contrasti ( antinome ) che possono sorgere tra le fonti. La fonte secondaria che contrasta con la fonte primaria invalida e pu subire il vaglio (il controllo) da parte del Giudice ordinario o amministrativo. Fonti primarie dellUnione Europea sono i Trattati, ad ultimo il Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1 dicembre 2009, che devono essere ratificati dai singoli Stati. Fonti secondarie sono i regolamenti, immediatamente applicati, e le direttive, che necessitano di attivit di recepimento dagli Stati membri, e devono essere convertite in fonti nazionali, normalmente fonti primarie. Fonti primarie dellordinamento regionale sono gli statuti regionali, le leggi regionali, fonti secondarie sono gli statuti degli enti autonomi ed i regolamenti degli enti autonomi. Il criterio di competenza regola i rapporti tra lordinamento statale e gli ordinamenti derivati , es.: tra legge statale e legge regionale applichiamo lart. 117 Cost. che disciplina la competenza delle materie relative, tra leggi statali e fonti dellUnione Europea prevale la fonte competente a disciplinare la materia in esame cos come indicato nei Trattati dellU.E..

COSTITUZIONE ( Fonte sulle Fonti )

FONTI PRIMARIE a carattere chiuso ( Forza di Legge )

FONTI SECONDARIE a carattere aperto ( Principio di legalit )

Fonti primarie a carattere chiuso perch date dalla costituzione. Fonti secondarie a carattere aperto: pu istituire nuove fonti nel principio di legalit.

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GLOSSARIO La norma VIGENTE quando stata approvata seguendo la procedura prevista dalla Costituzione se una legge o dalle leggi se si tratta di un regolamento, la promulgazione del Presidente della Repubblica ed un periodo di tempo detto la vacatio legis ed entra in vigore, normalmente, dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La Costituzione italiana entrata in vigore il 1 gennaio 1948, da allora essa vigente. Tuttavia, non tutto ci che vigente viene realmente osservato ed allora prende significato il PRINCIPIO DI EFFETTIVIT: una norma effettiva quando applicata . Vi sono norme vigenti ma ineffettive, la norma diventa ineffettiva quando la sua violazione non viene sanzionata ed i cittadini iniziano a credere che quella norma non esista, non sia cogente o non sia vigente o, ancora, sia stata abrogata; ad esempio: la norma sulluso delle cinture di sicurezza in auto inizialmente era ineffettiva perch non era applicata la sanzione amministrativa per la sua inosservanza, anche se gi vigente; la norma sul finanziamento pubblico dei partiti politici era vigente ma ineffettiva perch non sanzionata fino al caso di mani pulite che vide coinvolto Bettino Craxi. Per noi assume particolare importanza lo studio della Costituzione VIVENTE o materiale, che non significa solo vigente, ma anche applicata e quindi quellassetto di poteri che oggi esiste ed reale nel nostro Paese e non esattamente quello scritto ma frutto di unINTERPRETAZIONE di una norma scritta in un certo modo ma da cui si ricava una norma che ha un contenuto diverso. Altra cosa se la norma LEGITTIMA o ILLEGITTIMA: la fonte primaria se viola la Costituzione illegittima, si ha quindi il caso dellILLEGITTIMIT COSTITUZIONALE. Il Parlamento esercita poteri in quanto espressione della sovranit popolare, ma attraverso i limiti previsti dalla Costituzione e quindi attraverso dei rappresentanti, ma la sovranit dei rappresentanti viene limitata in ogni caso dalla Costituzione: il Parlamento non pu approvare una legge con qualsiasi contenuto solo perch espressione del popolo. Sia il Parlamento che il popolo hanno lobbligo di rispettare tutti i poteri costituiti con la Costituzione del 1948.

ORIGINI DEL COSTITUZIONALISMO MODERNO Nasce con le rivoluzioni liberali del XVIII secolo. RIVOLUZIONE FRANCESE 1789 Trova espressione in tre documenti fondamentali: DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLUOMO E DEL CITTADINO - Francia - 1789 DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA - America - 1779 COSTITUZIONE AMERICANA - America - 1787 RIVOLUZIONE AMERICANA 1774-1781

COSTITUZIONALISMO NORD AMERICANO LA COSTITUZIONE: insieme di regole che riflettono un ordine obiettivo e si presenta alla ragione e alla volont individuale come un dato preesistente ( leggi divine, tradizione, diritto naturale ) La costituzione garantisce e riconosce come preesistenti DIRITTI FONDAMENTALI gi posseduti come patrimonio individuale e collettivo. IL POPOLO: comunit con un nuovo legame che supera quello con la madrepatria. Guerra di indipendenza americana - 1774 1781 Ribellione delle 13 colonie inglesi del Nord America (ordinamenti derivati) contro la madrepatria (ordinamento originario sovrano) e proclamazione della loro indipendenza nel 1776. La dichiarazione d'indipendenza apre con queste affermazioni: "Noi riteniamo che le seguenti verit siano di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, che fra questi sono la vita, la libert e la ricerca della felicit. Che allo scopo di garantire
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questi diritti, sono creati fra gli uomini i governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati" Nuovo ordinamento Giuridico sovrano Strutturata in due parti: TAVOLA DEI DIRITTI - BILL OF RIGHTS o Diritti naturali inalienabili che vengono riconosciuti come innati, non attribuiti. ( dottrina filosofica del GIUSNATURALISMO diritti naturali innati della persona umana ) ORGANIZZAZIONE - FORM OF GOVERNMENT o Norme che regolano lorganizzazione per assicurare la tutela dei diritti.

Il preambolo alla Costituzione recita: "Noi popolo degli Stati Uniti, al fine di perfezionare la nostra Unione, garantire la giustizia, assicurare la tranquillit all'interno, provvedere alla difesa comune, promuovere il benessere generale, salvaguardare per noi e per i nostri posteri il bene della libert, poniamo in essere questa Costituzione quale ordinamento per gli Stati Uniti d'America". Composta da 7 Articoli o o o o o Potere Legislativo ( Art. 1 ) Potere Esecutivo ( Art. 2 ) Potere Giudiziario ( Art. 3 ) Gli Stati ( Art. 4 ) Revisione e vigenza della Costituzione ( Art. 5 - 7 )

Obiettivo BILANCIAMENTO e SEPARAZIONE DEI POTERI, visti come poteri serventi della comunit, utilizzati per garantire i diritti e basati sul consenso popolare. Creare un governo stabile ed autorevole che sia espressione diretta della volont popolare e stabilire dei limiti costituzionali allabuso di potere. La Carta Americana prevede una repubblica presidenziale, basata sulla separazione dei poteri e affida alla Corte Suprema il compito di vigilare sullordinamento costituzionale.

COSTITUZIONALISMO FRANCESE LA COSTITUZIONE: insieme di regole capaci di conformare artificialmente lordine politico, prodotte dalla ragione e/o dalla volont umana, consapevolmente esercitate in un momento storico preciso. La costituzione intesa come atto unilaterale di un nuovo potere dominante individuato nella NAZIONE Potere costituente sovvertimento dellordine costituito e abbattimento della monarchia. Esiste un legame antecedente alla Costituzione: vi , infatti, unentit collettiva sovrana gi strutturata denominata NAZIONE, che il presupposto affinch la Nazione stessa produca la Costituzione. Ci impone una radicale rottura con il presente. I diritti devono essere attributi ex-novo e il POPOLO inteso come soggetto rivoluzionario. La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del cittadino del 1789 sancisce alcuni principi fondamentali ancora oggi ritenuti essenziali nella formulazione di ogni costituzione. L'art. 1 stabilisce che "Gli uomini nascono e rimango liberi ed uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilit comune"; l'art. 2 prosegue sancendo come il fine di ogni associazione politica sia la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo: essi sono la libert, la propriet, la sicurezza e la resistenza all'oppressione (o diritto di resistenza). Con la Rivoluzione francese nasce altres l'idea della sovranit della Nazione. Con l'ancien regime si aveva ancora un'identificazione tra lo Stato e la persona del Re, emblematica la celebre frase di Re Luigi XIV "L'Etat c'est moi"; con il passaggio, a seguito della rivoluzione, ad una forma di stato liberale, subentra l'identificazione tra lo Stato e la Nazione composta da "singoli cittadini eguali". L'art. 3 della Dichiarazione
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sancisce espressamente come "il principio di ogni sovranit risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo, nessun individuo pu esercitare un'autorit che non emani espressamente da essa". L'art. 16, infine, contiene uno dei principi pi importanti: "Ogni societ in cui la garanzia dei diritti non assicurata, n la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione"; in base a tale principio deriva che solo il nuovo stato possiede una Costituzione, e non anche l'Ancien Regime. Ancien Regime Stato Assoluto

Identificazione tra lo Stato e la persona del Re

Rivoluzione francese

Stato Liberale

Identificazione tra STATO e NAZIONE composta da singoli cittadini eguali

Riassumendo: Secondo il Costituzionalismo Nord Americano la Costituzione un insieme di regole che riflettono un ordine preesistente: La Costituzione riconosce e garantisce i diritti fondamentali gi posseduti dalluomo. Secondo il costituzionalismo Francese la Costituzione un insieme di regole prodotte dalla volont umana e capaci di conformare artificialmente lordine politico: i diritti devono essere attribuiti.

COSTITUZIONE IN SENSO MODERNO Solo il nuovo stato possiede una Costituzione. Rottura con lordinamento precedente. GARANZIA DEI DIRITTI SEPARAZIONE DEI POTERI

DIRITTO OGGETTIVO: una regola comune imposta da altri o posta dalle parti che d luogo a vincoli reciproci. DIRITTO SOGGETTIVO: determina in capo ad un soggetto situazioni giuridiche favorevoli o di vantaggio ( diritti in senso soggettivo ) mentre in capo ad altri determina il sorgere di corrispondenti situazioni non favorevoli o di svantaggio ( obblighi ) tutelato in modo diretto e immediato.

CARATTERISTICHE DI UNO STATO MODERNO sono: LA POLITICITA: lordinamento statale assume fra le proprie finalit la cura almeno potenzialmente di tutti gli interessi generali che riguardano una determinata collettivit stanziata su un determinato territorio. LA SOVRANITA: supremazia rispetto ad ogni altro potere costituito al suo interno e la sua indipendenza rispetto a poteri esterni.

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PRINCIPI FONDAMENTALI PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA Con la nascita degli Stati Liberali di fine 700 il principio di eguaglianza diviene: CONDIZIONE NECESSARIA per il libero sviluppo della persona umana e per la realizzazione di una maggiore giustizia sociale

Il nostro ordinamento riconosce due tipi di EGUAGLIANZA : IN SENSO FORMALE - Art. 3, Comma 1 - Divieto di discriminazioni ingiustificate/obbligo di discriminazioni giustificate Es.: Diritto allistruzione IN SENSO SOSTANZIALE - Art. 3, Comma 2 -

( In Italia Divorzio solo nel 1970 in Francia gi nel 1800 ) ( Per situazioni uguali trattamenti uguali, per situazioni diverse trattamenti diversi ). OBIETTIVO UNIONE EUROPEA migliorare la qualit della vita del singolo e del gruppo sociale. LIBERTA FONDAMENTALI

Nel 700 Inizialmente concepite come LIBERTA NEGATIVE Limite negativo ai pubblici poteri a garanzia dellautonomia e indipendenza dellindividuo nei confronti dello stato ( Es. Libert personali, di domicilio, di comunicazione, ecc )

LIBERTA DALLO STATO Dovere di astensione e di non Interferenza

Nell800 Levoluzione dello Stato ha determinato lo sviluppo delle LIBERTA POSITIVE ( O DIRITTI POLITICI ) Comporta una partecipazione attiva alla vita dello Stato che deve rendere effettivo lesercizio delle Libert Negative ( Es. Diritto di associazione, di riunione, di voto, ecc. )

LIBERTA NELLO STATO Dovere di azione positiva dei poteri pubblici

Nella prima met del 900 nascono i DIRITTI SOCIALI nati al fine di riequilibrare le disparit sociali mediante lintervento dei pubblici poteri ( Es. Diritto al lavoro, alla salute, allistruzione ) Art. 3, comma II, Cost.

LIBERTA MEDIANTE LO STATO

Art. 3, comma II, Cost. NORMA PROGRAMMATICA compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. In questo comma ritroviamo il principio delluguaglianza in senso sociale ed economico (uguaglianza sostanziale), da non confondere con il principio dellegalit della Rivoluzione Francese , cio il divieto di discriminazioni, indicato nel primo comma dellart. 3 Cost. (uguaglianza formale).

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Art. 2 Cost. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale. In questo articolo ritroviamo il principio della fraternit della Rivoluzione Francese, cio il principio di solidariet. Si parla di DIRITTI DI QUARTA GENERAZIONE per i diritti legati alle NUOVE TECNOLOGIE ed alla BIOETICA. CARATTERISTICHE DEI DIRITTI FONDAMENTALI PREESISTENTI AL RICONOSCIMENTO: Non derivano la propria esistenza dal riconoscimento e non sono perci revocabili dallo Stato (Giusnaturalismo.) INVIOLABILI: Da tutti, soprattutto dai pubblici poteri. ASSOLUTI: Possono essere fatti valere nei confronti di tutti. INALIENABILI: Non possono essere trasferiti per atto di volont del titolare. IMPRESCRITTIBILI: Non si estinguono in caso di mancato esercizio anche per un tempo prolungato. IRRINUNCIABILI E INDISPONIBILI: Il titolare non pu rinunciarvi n disporne con atti di diritto privato.

Ripasso PRINCIPIO AUTONOMISTA Art. 5 Cost. Non esiste un ordinamento decentrato, ma delle Circoscrizioni decentrate Differenza tra autonomia e decentramento. LIBERT NEGATIVE LIBERT POSITIVE DIRITTI SOCIALI Art. 3, comma II, UGUAGLIANZA SOSTANZIALE

TEORIA DI COSTANTINO MORTATI ______________________________________________________________________________________ COSTITUZIONE IN SENSO FORMALE: Principi e norme fondamentali che reggono la collettivit politica e la sua organizzazione formalmente stabiliti in un testo scritto ( law in book ) in un determinato momento storico; diversa dalla COSTITUZIONE IN SENSO MATERIALE: VIVENTE come viene applicata. Lordine politico concreto che caratterizza ogni societ: ruolo di fatto esercitato dal gruppo politico predominante ( law in action ).

Art. 6 Cost.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Cosa si intende per lingua? Sono le lingue delle regioni di confine come Valle dAosta e Trentino Alto Adige, francese e tedesco, e non i dialetti come loccitano.

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Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Norma importante che riguarda un principio fondamentale, una libert fondamentale, che la LIBERT DI RELIGIONE, pilastro fondamentale degli ordinamenti democratici. Nellordinamento italiano attuale si supera lidea della religione di stato, prevista nello Statuto Albertino, per giungere allo STATO LAICO, pur nel rispetto e nel confronto col fenomeno religioso, te stimoniato dallarticolazione territoriale sul territorio italiano della Chiesa Cattolica ma anche di altre confessioni religiose. Nel 1929 sono stati stipulati i Patti Lateranensi, nel 1946 venne stabilito che lo stato italiano non uno stato confessiona le, lordinamento non richiama i principi confessionali nella Costituzione ma attribuisce indipendenza e sovranit a Stato e Chiesa Cattolica ciascuno nel proprio ordine, quindi lindipendenza e sovranit territoriale della Chiesa viene limitata allo Stato Citt del Vaticano, cos come lorganizzazione della Chiesa non pu essere oggetto di ingerenze da parte dello Stato (organigramma dei ministri del culto) perch riservata alle scelte del Pontefice attraverso le regole del Diritto Canonico. Quando lorgan izzazione clericale opera sul territorio dello Stato italiano, dove questultimo ne ha la piena sovranit operano i Patti Lateranensi; si pensi al fatto che, prima del 1929, chi si sposava in Chiesa doveva poi ripetere latto in Comune, non essendo attribu ite funzioni civili al ministro del culto. Costituzionalmente, il rango dei Patti Lateranensi stato elevato al di sopra della legge ordinaria, tanto da renderli non modificabili con legge ordinaria, se non tramite laccordo tra le parti (es.: modifica del 1984 8 per mille, contributi, beni culturali della Chiesa), diversamente occorre svolgere la procedura aggravata di revisione costituzionale. La libert di religione viene richiamata anche nellart. 3, comma 1, della Costituzione, attraverso il DIVIET O DI DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA, in questo senso c il collegamento con lart. 8, comma 1. I rapporti con le altre confessioni religiose sono regolati come i rapporti con qualunque altro GRUPPO SOCIALE ORGANIZZATO che persegue interessi comuni, a cui lor dinamento pone il LIMITE DI NON CONTRASTARE CON LORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO (es.: pratiche di mutilazione religiosa o disparit di trattamento tra uomo e donna). Lequivalente dei Patti Lateranensi per le confessioni religiose diverse dalla Chiesa Cattolica sono LE INTESE, i Patti sono quindi un tipo di intesa. La religione musulmana non ha ancora, ad oggi, stabilito unintesa con lo stato italiano perch non ha una struttura con un vertice in grado di contrattare gli accordi.

Art. 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purch non si tratti di riti contrari al buon costume. Specificazione del principio della libert di riunione ed associazione (processioni, cortei, fare culto) in cui il buon costume viene interpretato estensivamente come divieto di turbativa dellordine pubblico.

Art. 20
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, n di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacit giuridica e ogni forma di attivit. In questo articolo viene considerata la struttura delle associazioni religiose, vista dal punto di vista negativo delle limitazioni, storicamente derivato dallo spoglio dei beni religiosi avvenuto nell800 con le azioni contro la Chiesa e le istituzioni religiose. Attualmente questa tendenza si capovolta portando a delle agevolazioni particolari verso la Chiesa (esenzioni ICI, 8 per mille, ecc.) attraverso le scelte politiche dei governanti.

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Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il primo comma dellarticolo quello su cui si basa la doppia valenza degli atenei universitari, peraltro gi esistenti da diversi secoli (Torino 600 anni): da un lato la didattica, attraverso linsegnamento, dallaltro la ricerca, con il collegato problema delle risorse da destinarvi. Il secondo comma, in via di interpretazione evolutiva, stabilisce il principio su cui si basa il DIRITTO DELLAMBIENTE, cio la tutela pi ampia del paesaggio, intesa come tutela dagli inquinamenti, tutela dei beni culturali e del governo del territorio.

Art. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero regolata dalla legge in conformit delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libert democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. (*) NOTE: (*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l'ultimo comma dell'art. 10 e l'ultimo comma dell'art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio. Questo articolo si occupa dellORDINAMENTO INTERNAZIONALE, fondato sui TRATTATI, che in sostanza sono dei contratti tra stati. Le norme generalmente riconosciute sono norme che non necessitano di essere scritte ma che si tramandano (es.: i prigionieri di guerra non devono essere uccisi DIRITTO BELLICO). Nel secondo comma si fa lipotesi di un trattato che riguarda la posizione giuridica dello straniero sul territorio italiano. I trattati internazionali normalmente si basano sul PRINCIPIO DI RECIPROCIT, cio si riconoscono agli altri stati i diritti che vengono riconosciuti al proprio. Il DIRITTO DASILO, concesso allo straniero alle condizioni stabilite dalla legge, estremamente restrittive, si limita a pochi e rari casi. LESTRADIZIONE rappresenta il trasferimento di un soggetto allautorit giudiziaria di un altro Paese, per essere giudicato, data la mancata uniformit dellordinamento giudiziario nei vari stati. Quella per reati politici non ammessa perch pu verificarsi il caso in cui nellaltro ordinamento sia prevista la pena di morte, secondo la nostra Costituzione vietata, tranne che nei casi di genocidio.

ORDINAMENTO INTERNAZIONALE La base sociale costituita non da persone fisiche ma da entit collettive (Stati con ordinamenti sovrani) Non c niente che si ponga nei confronti dei consociati in posizione sovraordinata Non ha un organo legislativo che produca norme aventi come destinatari tutti i soggetti Manca un meccanismo organizzato di soluzione delle controversie fra i soggetti La tutela degli interessi soggettivi affidata allistituto dellautotutela

Le norme del diritto internazionale sono NORME DI ORIGINE CONSUETUDINARIA, quindi FONTI-FATTO nel senso che sono consuetudini che obbligano tutti i soggetti dellordinamento, rivolte alla collettivit ed, in particolare, agli Stati.

DIRITTO INTERNAZIONALE CONSUETUDINARIO - Norme del diritto internazionale generale formatesi nei secoli ed internazionalmente riconosciute.

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DIRITTO INTERNAZIONALE PATTIZIO Si fonda sui Trattati e sugli Accordi, su speciali fonti, modificabili a seconda del contesto storico.

CONCEZIONE DUALISTA Ordinamento Statale ed Ordinamento Internazionale sono separati. Se parliamo di Unione Europea la sovranit resta agli Stati, non ci sono due ordinamenti sovrani, la concezione monista rovesciata come primato dellordinamento statale in quanto ordinamento sovrano che delega i suoi poteri a quello europeo. Lordinamento internazionale rappresenta invece tante sovranit ch e dialogano tra di loro e stipulano contratti.

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Larticolo si ricollega allo schema ordinamento originario sovrano/o rdinamenti derivati autonomi della teoria istituzionale della pluralit degli ordinamenti giuridici, che fonda il rapporto tra ordinamento nazionale de Unione Europea oltre che tra ordinamento nazionale e tutte le altre organizzazioni internazionali come, ad esempio, lO.N.U., ma con due caratteri completamente diversi: ladesione allONU frutto della scelta di aderire ad un trattato internazionale, la scelta di aderire allUnione Europea stata per lungo tempo considerata solo un trattato internazionale, occupandosene, anche dal punto di vista scientifico, i professori di diritto internazionale, una materia separata, ma poi prevalsa lidea che non esiste una branca del diritto internazionale che studia lUnione Europea, ma che essa ricada in tutte le a ltre discipline e gli altri istituti, perch lordinamento unitario entrato nellordinamento nazionale dei singoli stati. Il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali significa che, come ordinamento sovrano, lItalia non partecipa a missioni di guerra, ma pu parteciparvi come stato facente parte dellONU quando la decisione presa dal consesso internazionale attraverso gli strumenti detti Peacekeeping (mantenimento della pace) e Peace enforcement (riportare la pace). L'Organizzazione delle Nazioni, in sigla ONU, spesso abbreviata in Nazioni Unite, la pi importante ed estesa organizzazione intergovernativa: sono, infatti, suoi membri 192 Stati del mondo su un totale di 201. Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in materia di sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale. Relativamente alla sicurezza internazionale in particolare hanno come fine il mantenimento della pace mondiale anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa rivolte. La sede centrale delle Nazioni Unite si trova a New York (USA). L'attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon che ha sostituito Kofi Annan il 1 gennaio 2007. Nel 2001 le Nazioni Unite e il Segretario Generale Kofi Annan furono insigniti del Premio Nobel per la pace, ma gi in precedenza altre organizzazioni dipendenti dell'ONU furono premiate con un Nobel per la Pace: nel 1954 e nel 1981 l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR); nel 1965 il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF); nel 1988 le forze delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. L'Organizzazione delle Nazioni Unite nata con la carta di San Francisco il 26 giugno del 1945 per cooperare per una vita migliore in tutto il mondo e per la pace, dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale. I membri delle Nazioni Unite sono gli Stati che accettano gli obblighi imposti dal suo statuto e che sono ritenuti in grado di farne fronte. Il 3 luglio 2006 gli Stati membri delle Nazioni Unite sono diventati 192, con l'adesione del Montenegro. Oltre ai 192 stati membri, altre 75 rappresentanze presenziano all'assemblea in qualit di "osservatori delle Nazioni Unite", come la Santa Sede (in rappresentanza della Chiesa cattolica e dello Stato della Citt del Vaticano), che gode dello status di "osservatore permanente delle Nazioni Unite" come "stato non membro" e anche l'Autorit Nazionale Palestinese, che gode dello status di "osservatore delle Nazioni Unite" come "entit". Un'organizzazione simile era stata operativa dal 1920 al 1946, con il nome di Societ delle Nazioni.
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Un passo fondamentale per la creazione dell'ONU fu la stipulazione della Carta Atlantica, da parte del Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e del Primo ministro britannico Winston Churchill; l'evento si svolse il 14 agosto del 1941 a Terranova. Il 26 giugno 1945, a San Francisco, ebbe luogo la Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite. Il 24 ottobre venne firmato lo Statuto da parte dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e dalla maggioranza degli altri 49 firmatari. I membri del Consiglio di sicurezza sono i cinque stati usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale: Cina Francia Unione Sovietica Gran Bretagna Stati Uniti La prima Assemblea generale, con la presenza di 51 Stati, si tenne il 10 gennaio 1946 a Londra. Gi dal 1945 fu istituita dall'ONU la FAO (Food and Agricolture Organization), allo scopo di ridurre i problemi della fame nel mondo. A Torino c una sede dellOrganizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia dellONU. Lart. 11 stato poi interpretato per ladesione allUnione Europea: al Mercato Comune Europeo nel 1957 e, via via, allevoluzione che questo mercato comune ha avuto dal 1957 ad oggi, evoluzione sviluppatasi in maniera sempre pi consistente al punto di far dubitare se la sovranit sia ancora in Italia o sia stata devoluta allUnione Europea, anche se, per ora, la sovranit considerata sempre dello stato nazionale perch, anche solo dal punto di vista formale, il trattato prevede ancora la possibilit di recedere da parte dello stato e quindi sia la scelta libera di aderire come quella libera di recedere esprimono ancora la sovranit nazionale e, ci nonostante, dal momento che si deciso di aderire al trattato si sono devolute allUnione Europea materie e competenze sempre pi vaste e sempre pi importanti, da quella in materia di moneta fino alla libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali (diritto di stabilimento), attraverso lINTERPRETAZIONE EVOLUTIVA dellart. 11, perch linterpretazione data originariamente al testo stata pensata per ladesione ad organizzazioni internazionali come lONU, mentre alcuni fondatori costituenti avevano gi in mente il sogno europeo degli Stati Uniti dEuropa, peraltro irrealizzato anche ad oggi, ma che lo ha reso lanello di congiunzione tra Costituzione italiana e trattato dellUnione Europea. Il rapporto di derivazione tra ordinamento sovrano italiano ed ordinamento derivato dellU.E. , che legittima lappartenenza dellItalia allU.E., sta nellart. 11 Cost..

Art. 12
La bandiera della Repubblica il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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FONTI DEL DIRITTO

MODI ATTRAVERSO I QUALI IL DIRITTO NASCE E SI RINNOVA


RUOLO CENTRALE DELLA LEGGE COME ESITO DI UN MOVIMENTO CHE HA PORTATO AD ACCENTRARE LA POTESTA NORMATIVA Limpero Romano considerato la culla del diritto ( Responsabilit aquiliana = fuori dal contratto Art. 2043 c.c. nellordinamento giuridico italiano ). In passato la fonte per antonomasia era la LEGGE. Si aveva il ruolo centrale della legge come esito di un movimento che aveva portato ad accentrare la potest normativa, ad esempio nel sovrano, nel senso precostituzionale moderno, un solo soggetto che emanava le leggi con rapporti di sudditanza prevalentemente nobiliari su cui si basava lorganizzazione dello stato. ASSOLUTISMO: concentrare nelle mani del sovrano la potest normativa Legittimazione naturale potere derivato da Dio e riservato alla discendenza maschile derivato dallImpero Romano e sviluppatosi nelle successive Monarchie Assolute viene superato nel COSTITUZIONALISMO MODERNO: idea di sovranit del parlamento rappresentativo del popolo Il parlamento come complesso di Camere in Italia Camera e Senato, in America il Congresso che emana le leggi, fonte principale del diritto la sovranit non pi assoluta ma limitata al quadro costituzionale ma il sistema normativo esplode, cio si moltiplicano le fonti, solo con le COSTITUZIONI DEL II DOPOGUERRA: principio del pluralismo sociale ed istituzionale Si afferma la teoria della pluralit degli ordinamenti giuridici ed il governo multilivello, cio livelli di organizzazione che emanano le fonti, attraverso una complessit articolata. Ogni ordinamento autonomo emana le proprie fonti (dal greco: auto nomos): norme statali, norme regionali, norme provinciali, norme comunali, norme della comunit montana, norme europee.

Il Parlamento viene eletto in base ad una Costituzione Immutabile. IL POTERE COSTITUENTE quello creato con il referendum del 1946 e si esaurito nel 1948. Oggi non c pi nessun potere costituente in atto. Ci sono solo POTERI COSTITUITI Nella Costituzione sono indicati anche i poteri del Parlamento POTERE LEGISLATIVO in atto sempre ( es. anche nel 2001 modifica costituzione ) Pluralismo = Stato - Regioni - Province Comuni Diritto Internazionale )

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LE FONTI DELLORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO


COSTITUZIONE
Trattati UE TFUE ( ex trattati CE ) LEGGI COSTITUZIONALI LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE

LEGGE ORDINARIA Regolamenti degli Ordini Costituzionali (fonti extra-ordine) Principio di Competenza ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE (decreti Legge decreti legislativi) Statuti Regionali Leggi Regionali REFERENDUM ABROGATIVO Regolamenti UE Direttive UE

REGOLAMENTI GOVERNATIVI D.P.R. Statuti degli Enti Autonomi Regolamenti degli Enti Autonomi REGOLAMENTI INTERMINISTERIALI D.I. REGOLAMENTI MINISTERIALI D.M - D.P.C.M.

Fonti Primarie: Leggi ordinarie ( adottate dal Parlamento attraverso il procedimento legislativo ) - Atti aventi forza di legge ( Decreti Legge, adottati dal Governo in casi straordinari di necessit ed urgenza Decreti legislativi, adottati dal Governo su legge-delega del Parlamento, contenete loggetto, cio la materia, i principi ed i criteri direttivi, il termine ) funzione legislativa esercitata dal Governo (eccezione) Due punti di vista: Attivo: possono modificare lordinamento giuridico come fossero una legge ordinaria Passivo: capacit di resistere allabrogazione da parte di fonti di rango secondario. Referendum Abrogativo (abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza di legge dello Stato o delle Regioni) Statuti e Leggi regionali Fonti secondarie: Regolamenti governativi (D.P.R.) Regolamenti interministeriali (D.I.) Regolamenti ministeriali (D.M. D.P.C.M.) sono graduati al loro interno secondo lordine. Fonti Extra Ordine Fuori dal sistema delle Fonti ( es. Consuetudini ) Le fonti di pari grado sono regolate tra loro da un criterio di tipo cronologico. Tra le fonti primarie ed i regolamenti degli ordini costituzionali si applica il criterio della competenza. Tra una legge ordinaria ed un referendum abrogativo il rapporto di tipo cronologico. Rapporti tra fonti di rango diverso sono regolati dal criterio gerarchico, in caso di contrasto la fonte inferiore invalida. Es.: tra la costituzione e fonti primarie prevale la prima, in caso di contrasto tra un regolamento ed una legge primaria prevale la legge primaria, nel primo caso possiamo avere lintervento della Corte Costituzionale, solo se adita, la cui funzione principale quella di fare il controllo di legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle Regioni che pu portare alla declaratoria di illegittimit costituzionale, cio la fonte primaria che contrasta con la Costituzione viene dichiarata incostituzionale. I tre criteri servono per risolvere i contrasti ( antinome ) che possono sorgere tra le fonti. La fonte secondaria che contrasta con la fonte primaria invalida e pu subire il vaglio (il controllo) da parte del Giudice ordinario o amministrativo.
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Fonti primarie dellUnione Europea sono i Trattati, ad ultimo il Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1 dicembre 2009, che devono essere ratificati dai singoli Stati. Fonti secondarie sono i regolamenti, immediatamente applicati, e le direttive, che necessitano di attivit di recepimento dagli Stati membri, e devono essere convertite in fonti nazionali, normalmente fonti primarie. Fonti primarie dellordinamento regionale sono gli statuti regionali, le leggi regionali, fonti secondarie sono gli statuti degli enti autonomi ed i regolamenti degli enti autonomi. Il criterio di competenza regola i rapporti tra lordinamento statale e gli ordinamenti derivati , es.: tra legge statale e legge regionale applichiamo lart. 117 Cost. che disciplina la competenza delle materie relative, tra leggi statali e fonti dellUnione Europea prevale la fonte competente a disciplinare la materia in esame cos come indicato nei Trattati dellU.E..

COSTITUZIONE ( Fonte sulle Fonti )

FONTI PRIMARIE a carattere chiuso ( Forza di Legge )

FONTI SECONDARIE a carattere aperto ( Principio di legalit )

Fonti primarie a carattere chiuso perch date dalla costituzione. Fonti secondarie a carattere aperto: pu istituire nuove fonti nel principio di legalit.

PRINCIPI DEL SISTEMA DELLE FONTI 1. UNIT 2. COERENZA SISTEMATICA 3. COMPLETEZZA


Servono per interpretare le norme del ns. ordinamento giuridico.

UNIT: significa che tutte le norme dellordinamento giuridico italiano possono essere ricondotte al
potere costituente, cio alla nostra Costituzione. Kelsen si interrogava su quale fosse la fonte sulle fonti, noi sappiamo che la Costituzione, la nostra cartina di tornasole.

COERENZA SISTEMATICA: lordinamento prevede i criteri ed i meccanismi per risolvere i contrasti


tra le disposizioni normative consentendo allinterprete di sciogliere le antinome, cio il contrasto tra le fonti, e di individuare la norma che deve essere applicata in concreto. I problemi che sorgono, cio le antinome, sono dovuti al fatto che un medesimo comportamento pu essere disciplinato in modo contrastante da norme differenti, cio da fonti del diritto diverse. Viene garantita attraverso i criteri di risoluzione delle antinome tra le fonti individuati mediante il principio di coerenza sistematica.

COMPLETEZZA: per risolvere le lacune normative sono stati individuati dei sistemi per cui la
completezza garantita dallanalogia e dallinterpretazione. Antinoma = contrasto tra le fonti del diritto, quando uno stesso comportamento pu essere consentito da alcune fonti del diritto e vietato da altre; linterprete deve decidere se il comportamento pu essere
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realizzato, con o senza sanzioni; esse nascono sia per levoluzione dellordinamento sia perch i casi concreti possono travalicare le previsioni legislative ed infine perch da parte del legislatore spesso non viene tenuto conto delle fonti preesistenti, anche di grado diverso, quando non addirittura dei principi stessi della Costituzione. Lacune normative = nascono da nuove situazioni che non sono ancora state disciplinate (es.: bioetica). Le fonti si distinguono ulteriormente in: FONTI SULLA PRODUZIONE DEL DIRITTO = fatti od atti che lordinamento legittima alla produzione di norme giuridiche. Ad esempio: la consuetudine un fatto giuridico, basato sul convincimento dei consociati che il comportamento tenuto sia giuridicamente rilevante, non deve essere contra ius, gli usi sono fatti giuridici, entrambi producono effetti giuridici. Sono le norme che disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo individuando i soggetti titolati di potere normativo ed il procedimento di formazione degli atti prodotti. Si trovano gi, in parte, enunciate nel testo della Costituzione, laddove attribuisce potere legislativo alle due Camere, o laddove stabilisce la disciplina del referendum abrogativo ed, in dettaglio, nella Legge 400/1988 che disciplina, ad esempio, il procedim ento per ladozione di un decreto-legge o di un decreto legislativo. FONTI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO = sono quegli atti che producono il diritto, quindi le fonti fatto, come le consuetudini, e le fonti atto, come la Costituzione, le leggi ed i regolamenti. Per avere una fonte di produzione del diritto dobbiamo avere una fonte sulla produzione del diritto, ad esempio, non possiamo avere una consuetudine senza che la fonte sulla produzione del diritto ci dica quando esiste la consuetudine o una legge ordinaria senza che una fonte sulla produzione del diritto attribuisca a quella determinata fonte il valore di legge ordinaria. FONTI DI COGNIZIONE DEL DIRITTO = servono a mettere a conoscenza i consociati dellesistenza delle fonti del diritto, hanno una valenza conoscitiva. Si dice: lignoranza della legge non viene scusata, cio il consociato non pu invocare a sua scusante il fatto che ignorava la legge perch esistono le fonti di cognizione, che sono strumenti che vengono utilizzati per mettere il consociato nella posizione di non poter invocare lignoranza della legge; una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge entra in vigore normalmente entro 15 giorni ( vacatio legis), tempo concesso ai cittadini per venire a conoscenza della nuova fonte del diritto. Le leggi regionali del Piemonte sono pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

Le fonti sulla produzione del diritto sono nate dallesigenza di procedimentalizzare il sistema di attuazione delle fonti del diritto (prima, con lassolutismo monarchico, la parola del re era legge, non sottoposta a controllo procedimentale) nel rispetto del principio di separazione dei poteri. Principio di generalit ed astrattezza. La norma giuridica quando generale ed astratta: generale perch applicabile ad una pluralit indeterminata di soggetti, astratta perch ripetibile lapplicazione nel tempo. Fanno eccezione le norme speciali, perch non sono generali, si riferiscono a ipotesi determinate, e le norme eccezionali, perch non sono astratte, si riferiscono a specifiche situazioni e non sono ripetibili nel tempo. Un atto fonte pu essere ESISTENTE, VALIDO ed EFFICACE. Questi tre presupposti possono anche non coesistere. ESISTENTE = quando viene emanato nellesercizio di un potere conferito al su o autore. Ad esempio, le camere che fanno una legge ordinaria emanano un atto esistente. VALIDO = quando rispetta le norme procedimentali e sostanziali che disciplinano lesercizio del potere. Un atto giuridico valido quando adottato nel rispetto della fonte sulla produzione del diritto che lo disciplina. EFFICACE = quando produce i suoi effetti giuridici. Una legge ordinaria viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e prima che diventi efficace devono trascorrere almeno 15 giorni la vacatio legis -, prima dello spirare del 15 giorno la legge esistente e valida, ma non ancora efficace, perch non ancora idonea a produrre effetti giuridici.

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Un atto pu essere esistente ed efficace, ma non valido, se non stato ri spettato liter procedurale per la sua approvazione e quindi pu comportare il ricorso alla Corte Costituzionale per un vizio procedurale, anche se nel frattempo esplica i suoi effetti. VACATIO LEGIS - La fonte del diritto diventa efficace quando il consociato ne ha avuto conoscenza attraverso le fonti di cognizione ed spirato quel termine minimo che viene dato ai consociati per acquisirne padronanza. Il termine normalmente di 15 giorni, ma pu essere ampliato o ridotto dalla fonte medesima. Ad esempio, il regolamento attuativo del Codice dei Contratti Pubblici, fonte secondaria, stabilisce 6 mesi di tempo prima della sua entrata in vigore. CRITERI DI RISOLUZIONE DELLE ANTINOMIE TRA LE FONTI I criteri di risoluzione delle antinomie tra le fonti servono per ricondurre il nostro ordinamento giuridico al principio di coerenza sistematica e sono: GERARCHIA, ABROGAZIONE o COMPETENZA. PRINCIPIO DI GERARCHIA La norma di rango superiore prevale su quella di rango inferiore e questultima non pu abrogarla anche se successiva nel tempo. I ranghi sono tre: costituzionale, primario e secondario. Gli ordinamenti giuridici che consideriamo sono tre: regionale, statale ed Unione Europea. Lunico ordinamento giuridico originario o sovrano quello statale, mentre gli altri due sono derivati. La norma di grado inferiore invalida e questo assume significato quando si verifica lantinomia tra le fonti: una legge ordinaria o un decreto legislativo od un decreto legge che disciplinano una materia in modo contrastante con la Costituzione, oppure un regolamento governativo che disciplina una materia in modo contrastante con una legge ordinaria od un decreto legge od un decreto legislativo. Se una stessa condotta disciplinata in modo diverso da fonti di rango diverso siamo tenuti ad applicare la fonte di rango superiore, anche se quella di rango inferiore esiste, la fonte di rango inferiore invalida. Il grado di invalidit differente a seconda del grado delle fonti in contrasto: se una legge ordinaria del 2011 contrasta con la Costituzione del 1948, prevale comunque la Costituzione perch di rango superiore, inoltre la legge viene dichiarata invalida e ne viene dichiarata anche lillegittimit costituzionale ad opera della Corte Costituzionale con efficacia erga-omnes (tra tutti i consociati). Nel nostro ordinamento un giudice ad hoc chiamato a sindacare lillegittimit costituzionale delle fonti primarie. Se tale illegittimit verr confermata dalla Corte Costituzionale la fonte verr cancellata dal nostro ordinamento giuridico. La Corte Costituzionale non fa un sindacato diffuso di legittimit delle leggi primarie nei confronti della Costituzione, cio non controlla capillarmente tutte le leggi, ma deve essere adita, cio interpellata, su quella singola fonte primaria che contrasta con la Costituzione, quindi pu passare molto tempo prima che una fonte primaria che contrasti con la Costituzione sia dichiarata illegittima costituzionalmente, o pu anche non esserlo mai e continuare ad essere applicata come se nulla fosse. La Corte Costituzionale pu essere adita in via incidentale, nel corso di un processo, oppure in via principale, solo ad opera dello Stato, delle Regioni e nelle materie di loro competenza nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione della legge. In caso di contrasto tra una fonte secondaria ed una fonte primaria si parla sempre genericamente di invalidit, per deve essere specificato in questa eccezione: il giudice ordinario amministrativo (Consiglio di Stato) pu accertare questo contrasto annullando la fonte secondaria, insieme al provvedimento lesivo per il cittadino, con efficacia erga-omnes (tra tutti i consociati); il giudice ordinario pu solo disapplicare la norma secondaria che contrasta con la primaria, con efficacia esclusivamente inter partes tra i soggetti del processo.

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PRINCIPIO DI ABROGAZIONE (CRONOLOGICO) Il principio di abrogazione si applica tra norme di pari grado. Detto anche principio cronologico o principio di successione delle leggi nel tempo, dice che la norma successiva prevale sulla norma precedente, attenendo al momento dellentrata in vigore. Distinguiamo tra NORMA ABROGATRICE e NORMA ABROGATA. La NORMA ABROGATRICE si applica ai rapporti giuridici futuri. La NORMA ABROGATA non viene cancellata immediatamente dallordinamento, si applicher ancora ai rapporti giuridici ancora pendenti (diversamente si dicono esauriti sentenza passata in giudicato prescrizione decadenza - acquiescenza) perch nel nostro ordinamento vige il principio per cui il rapporto giuridico disciplinato dalla fonte del diritto in quel momento vigente.

Nel caso eccezionale di NORMA ABROGATRICE RETROATTIVA la stessa va a disciplinare anche i rapporti giuridici ancora pendenti, i quali, quindi, muteranno di disciplina. La retroattivit deve essere indicata nel dispositivo della norma stessa, che se ne attribuisce il potere. La specificazione attiene espressamente alla materia penale laddove si dice che se sono previste delle modificazioni in materia penale che contengono disposizioni di vantaggio per il reo (=condannato) anche se questi era stato condannato con sentenza passata in giudicato vengono ad applicarsi tali disposizioni per il principio del favor rei. Espressione che vediamo in particolare parlando di sentenze della Corte Costituzionale di accoglimento: se un cittadino stato privato della sua libert personale ex art. 13 Cost. in base ad una disposizione in seguito reputata incostituzionale avr diritto a che la sua situazione giuridica venga ripresa in considerazione, anche se il rapporto giuridico concluso perch la sentenza non pi impugnabile. Si hanno poi tre TIPI DI ABROGAZIONE ( secondo Art. 15 preleggi ) 1. ABROGAZIONE ESPRESSA: ha efficacia erga-omnes, una disposizione della norma abrogatrice, il legislatore dichiara espressamente che la norma anteriore abrogata. Pu concorrere con la 2. ABROGAZIONE IMPLICITA: intervento di una nuova disciplina dellintera materia ( gi disciplinata con una norma anteriore che viene quindi abrogata ). Ha efficacia per loperatore del diritto che la effettua. 3. ABROGAZIONE TACITA: incompatibilit tra la nuova norma e quella preesistente ( si sceglie tra una e laltra ). Ha efficacia per loperatore del diritto che la effettua. Si tratta di due disposizioni che disciplinano dettagliatamente in modo diverso lo stesso aspetto. (es.: decreto milleproroghe, in cui diverse disposizioni vanno ad abrogare in modo tacito disposizioni esistenti). RAPPORTI PENDENTI Sono i rapporti che sono ancora azionabili, cio sono quei rapporti che possono ancora essere sottoposti ad un giudice, sono ancora aperti, le parti stanno ancora relazionandosi.

RAPPORTI ESAURITI Sono i rapporti che non possono pi essere azionati davanti al giudice, cio non possono pi trovare tutela. Sono quelli in cui si perde lesercizio perch decorso del tempo (per prescrizione o decadenza), per volont dellinteressato (acquiescenza) o per giudicato (quando il rapporto stato definito con sentenza non pi impugnabile). In tutti gli altri casi il rapporto ancora pendente.

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PRINCIPIO DI COMPETENZA Utilizziamo il criterio di competenza quando abbiamo delle antinomie tra il sistema dellordinamento originario statale ed ordinamenti derivati (regionali o comunitari) o quando dobbiamo rapportare regolamenti degli organi costituzionali con le altre fonti primarie .

Art. 117 Cost.


La potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Solo lo stato e le regioni hanno potest legislativa. Lunico rinvio allordinamento comunitario questo perch lart. 117 frutto di revisione costituzionale ad opera della legge 3/2 001, che ha modificato tutto il titolo V della Costituzione, inserendo i principi dellordinamento comunitario perch lItalia ha aderito allordinamento comunitario in base ad uninterpretazione estensiva dellart. 11 Cost.. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull'istruzione; o) previdenza sociale; p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citt metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno; s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Il secondo comma indica un elenco delle materie in cui lo stato ha potest legislativa esclusiva, cio solo lo stato pu legiferare in quelle materie. Da citare ad esempio: politica estera e rapporti internazionali dello Stato, immigrazione, rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose, cittadinanza, stato civile e anagrafi. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivit culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potest legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Il terzo comma indica le materie di legislazione concorrente, laddove concorrente significa che lo stato deve fissare i principi fondamentali della materia ed il legislatore regionale deve dettare le norme di dettaglio, quindi una legge di cornice unica statale, che lo stato tenuto ad adottare, e 20 discipline di dettaglio differenti. Lo stato non pu entrare nel dettaglio ma deve dettare solo i principi; sarebbe incostituzionale una legge dello stato che in materia di potest legislativa concorrente vada a disciplinare anche nel dettaglio
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perch priverebbe la regione del potere di disciplinare il dettaglio. Lart. 117 un grande contenitore di antinomie, anche perch spesso difficile per il legislatore collocare le materie in esame. Un esempio potrebbe essere dato da una legge della Regione Piemonte che disciplina in modo contrastante la materia dellimmigrazione disciplinata dalla legge statale, per cui il 2 comma del 117 prevede la potest legislativa esclusiva dello stato, quindi noi non dovremmo applicare la legge regionale ma quella statale, perch la prima andrebbe a legiferare in una materia che non di sua competenza. Spetta alle Regioni la potest legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Il quarto comma indica la potest legislativa esclusiva residuale regionale. Nel 2001 stato ampliato notevolmente lambito legislativo delle regioni, capovolgendo la situazione rispetto al passato, anche se in concreto difficile individuare materie che non siano state previste nel comma precedente. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalit di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. La potest regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potest regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citt metropolitane hanno potest regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parit degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parit di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. Nelle materie di sua competenza la Regione pu concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato. (*) NOTE: (*) L'art. 117 stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario dell'articolo era il seguente: La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, semprech le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni: ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione; circoscrizioni comunali; polizia locale urbana e rurale; fiere e mercati; beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera; istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica; musei e biblioteche di enti locali; urbanistica; turismo ed industria alberghiera; tranvie e linee automobilistiche di interesse regionale; viabilit, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; navigazione e porti lacuali; acque minerali e termali; cave e torbiere; caccia; pesca nelle acque interne; agricoltura e foreste; artigianato; altre materie indicate da leggi costituzionali. Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro attuazione. Si riporta di seguito l'art. 11, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3:
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1. Sino alla revisione delle norme del titolo I della parte seconda della Costituzione, i regolamenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono prevedere la partecipazione di rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. 2. Quando un progetto di legge riguardante le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e all'articolo 119 della Costituzione contenga disposizioni sulle quali la Commissione parlamentare per le questioni regionali, integrata ai sensi del comma 1, abbia espresso parere contrario o parere favorevole condizionato all'introduzione di modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l'esame in sede referente non vi si sia adeguata, sulle corrispondenti parti del progetto di legge l'Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

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LINTERPRETAZIONE DELLA LEGGE


La ricerca di cui allart. 9 Cost. significa anche, nel campo delle materie giuridiche, fare interpretazione, ossia elaborare un significato che il ricercatore trae dal collegamento normativo e dallapplicazione giurisprudenziale e dal collegamento tra diverse disposizioni elaborando una proposta di interpretazione nuova che pu essere accolta dal giudice, affermandosi ed, a quel punto, il legislatore pu accoglierla e formalizzarla in una nuova disposizione scritta. Linterpretazione trarre il significato dal testo scritto , nel nostro ordinamento. Nellordinamento americano si partiti dai casi, dai precedenti (in latino state decisis). Nel diritto la questione del dare significato alle parole scritte si complica perch linterprete deve conoscere le tecniche interpretative, deve applicarle e, soprattutto, deve studiare chi le ha gi applicate e, quindi, qual il significato che si da ad un testo scritto, cio linterpretazione che si affermata e consolidata: linterpretazione vigente. (Costituzione scritta Costituzione vivente o materiale) La Costituzione scritta e vigente quella approvata nel testo del 1948, la Costituzione vivente o materiale quella applicata oggi, concretamente, nellesercizio dei poteri, nellapplicazione delle regole (es. la risoluzione ONU per le missioni sulla Libia applicazione della regola internazionale in linea con il nostro ordinamento art. 11 Cost.). A questo punto occorre richiamare il Codice Civile del 1942: Disposizioni sulla Legge in generale o disposizioni preliminari al codice civile (preleggi) Art. 12 Interpretazione della legge Nell'applicare la legge non si pu ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, Il primo tipo, pertanto, di interpretazione la 1. INTERPRETAZIONE LETTERALE: consiste nellinterpretare la disposizione non attribuendo ad essa altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse Con linterpretazione letterale si utilizzano dunque le REGOLE DEL LINGUAGGIO e si fa riferimento unicamente al SIGNIFICATO TECNICO GIURIDICO delle parole. Il Codice Civile, legge ordinaria che contiene questa disposizione, una fonte primaria, la Costituzione, che fonte sovraordinata non prevede disposizioni sullinterpretazione, quindi essa vale come principio generale per tutte le fonti. scopo soggettivo e dalla intenzione del legislatore. INTERPRETAZIONE TELEOLOGICA scopo oggettivo Potremmo dire che la ratio legis, ovvero la ragione per cui il legislatore ha introdotto quella norma, quel testo scritto (ad esempio quella del legislatore del 1948, nel caso della Costituzione), ma anche la ratio del legislatore di oggi che non ha abrogato quella disposizione perch vuole darle un nuovo significato. Quindi lintenzione pu essere STORICA, se quella del momento in cui la norma stata approvata, o unintenzione ATTUALE, se conforme allindirizzo politico od al contesto economico, sociale di oggi, cambiando anche totalmente il significato del testo scritto e lintenzione del legislatore di oggi non unintenzione che pu essere slegata da tutto il contesto normativo di tutte le altre disposizioni scritte ed approvate dopo questa e quindi negli anni: 2. INTERPRETAZIONE LOGICO - SISTEMATICA: consiste nel valutare la disposizione alla luce non solo del testo, ma anche delle altre disposizioni dellordinamento, in modo da coordinare con esse il significato e la portata. Dallo stesso identico testo scritto si possono ricavare tante norme diverse, cio tanti significati diversi. Linterpretazione dare significato, che vuol dire effetti giuridici, ad un testo scritto (Interpretazione creativa). Il testo della Costituzione un chiaro esempio di come non serva, non sia utile cambiarlo perch linterpretazione ci consente di adattarlo e di considerarlo assolutamente adeguato ai bisogni di oggi. Se linterpretazione fosse solo quella letterale si rende palese come la rigidit renderebbe molto celermente le norme vecchie da cambiare, mentre invece con linterpretazione le si possono a dattare, possibilit notevole che non sempre viene sfruttata. Se una controversia non pu essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
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ENUNCIATO LINGUISTICO = DISPOSIZIONE E un testo scritto che pu assumere significati diversi. Dalle DISPOSIZIONI si ricavano le NORME che sono il frutto dellinterpretazione. La interpretazione un processo logico attraverso il quale si attribuisce un significato: da un testo scritto io lo leggo, analizzo le parole, il significato letterale, applico tutte le tecniche interpretative e ricavo un significato, che si esprime come NORMA: la norma giuridica il significato che io do alla disposizione nel momento in cui la devo applicare (a seconda di chi la applica es. i giudici). Durante la Rivoluzione Francese si disse che i giudici dovevano essere la buche de la loi, cio la bocca della legge, perch i rivoluzionari tentavano di bloccare e rendere impossibile linterpretazione permettendo solo strettamente quella letterale dato che i giudici erano ancora dei membri di famiglie nobiliari e quindi occorreva vincolarli attraverso l imposizione per legge dellinterpretazione strettamente letterale. Da uno stesso testo scritto si possono ricavare pi norme differenti : ad esempio, Art. 3 Cost. comma 1 tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali Lespressione tutti i cittadini in senso letterale vuole dire tutti coloro che hanno la cittadinanza italiana ovvero che hanno la carta didentit in tasca. E allora uno straniero che vive e lavora in Italia? Oppure un extracomunitario che vive e lavora qui? Sono puniti in modo diverso se rubano rispetto a noi? Qual linterpretazione che si affermata (ma che potrebbe sempre camb iare)? Finora si affermata linterpretazione estensiva, che ha fatto s che allespressione tutti i cittadini si sia dato il significato di tutti, come se la parola cittadini non fosse scritta, tutti coloro che si trovano sul nostro territorio nazi onale, perch luguaglianza formale assicurata come principio generale (l egalit della Rivoluzione Francese) a tutte le persone umane. Nella Costituzione americana linterpretazione data quella pi restrittiva, dove per tutti si intendono i maschi di razza bianca. In Italia per cittadini si intendono anche gli apolidi, cio coloro che sono privi di cittadinanza, e gli stranieri, anche extracomunitari. Lespressione senza distinzione di sesso in senso letterale indicherebbe esclusivamente maschi e femmine, senza tenere conto dei gay, con la presa datto di questa realt (es.: esercito americano e gay) si realizza linterpretazione estensiva del divieto di discriminazione dellomosessualit. Altro fattore di discriminazione la lingua, che ha il si gnificato di nondialetto, perch questi non sono tutelati dalla Costituzione, mentre le minoranze linguistiche (francese e tedesca) s. Nel caso delle religioni linterpretazione quella estensiva: tutte le religioni, anche quelle che devono ancora nascere. EGUAGLIANZA FORMALE

INTERPRETAZIONE Attribuzione di un significato

NORMA Disposizione interpretativa

ATTRAVERSO LINTERPRETAZIONE DELLA DISPOSIZIONE SI OTTIENE LA NORMA ( testo scritto interpretato )

NellArt. 3 della Cost. comma 1 Esempio Tutti i cittadini significa i cittadini, gli apolidi ( che non hanno cittadinanza ) e gli stranieri. ( INTERPRETAZIONE ESTENSIVA ampliando il significato ) SESSO = Norma 1 - LINGUA=Norma 2 - RELIGIONE=Norma 3 ecc.

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TECNICHE DI INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE


1. INTERPRETAZIONE LETTERALE: consiste nellinterpretare la disposizione non attribuendo ad essa altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse. Con linterpretazione letterale si utilizzano dunque le REGOLE DEL LINGUAGGIO e si fa riferimento unicamente al SIGNIFICATO TECNICO GIURIDICO delle parole. Esempio: Art. 16 Cost. Ogni cittadino pu circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit o di sicurezza. Nessuna restrizione pu essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. In questo articolo le parole territorio nazionale sono interpretate esclusivamente in senso letterale, non potendosi estendere i confini territoriali. 2. INTERPRETAZIONE ESTENSIVA/RESTRITTIVA: con linterpretazione estensiva/restrittiva il significato delle disposizioni considerato pi ampio/pi ristretto rispetto a quello che il solo testo potrebbe indicare. Ci possibile ad esempio: Mettendo in relazione la disposizione con altre norme dellordinamento (che riconoscono altri diritti ad altri soggetti) Considerando lintenzione del legislatore: interpretazione TELEOLOGICA ( Dal greco teleos, cio fine, scopo )

Esempio: Applicando lart. 12 delle preleggi nellinterpretazione dellart. 3, comma 1, della Cost. secondo le intenzioni del legislatore del 1948 Tutti i cittadini significa tutti i cittadini presenti sul territorio nazionale, compresi gli apolidi (che non hanno cittadinanza) e gli stranieri (INTERPRETAZIONE ESTENSIVA ampliando il significato) e questo lo si desume dai lavori preparatori di chi ha scritto la Costituzione. Art. 2 T.U. delle leggi di pubblica sicurezza del 1931 Il Prefetto, nel caso di urgenza o per grave necessit pubblica, ha facolt di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica Quando questa disposizione venne scritta (periodo fascista) di essa veniva data una interpretazione estensiva e da tale disposizione si poteva desumere la norma in base alla quale il Prefetto poteva adottare provvedimenti in deroga alle leggi ed ai principi dellordinamento come larresto anche per motivi politici. Il legislatore non ha cambiato la disposizione, lasciandola vigente, perch, con la caduta del fascismo e lavvento ed il consolidamento democratico, si affermata uninterpretazione restrittiva dei poteri del Prefetto: si pu desumere la norma in base alla quale il Prefetto pu intervenire per la tutela dellordine pubblico e della sicurezza pubblica ma nel quadro dei limiti costituzionali (arresto solo nei casi e nei modi previsti dalla legge, per atto motivato dellautorit giudiziaria, in via durgenza solo per 48ore, salvo la convalida dellarresto che deve arrivare nelle successive 48ore art. 13 Cost.). 3. INTERPRETAZIONE SISTEMATICA: consiste nel valutare la disposizione alla luce non solo del testo, ma anche delle altre disposizioni dellordinamento, in modo da coordinare con esse il significato e la portata. Esempio Art. 2 Cost. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti invio labili delluomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale.

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Tale disposizione ha significato solo ed in quanto la si mette in relazione a tutte le altre norme costituzionali che stabiliscono quali devono essere considerati come diritti inviolabili ( fa riferimento per i diritti inviolabili alla tavola dei valori ). 4. INTERPRETAZIONE EVOLUTIVA: consiste nellinterpretare la disposizione alla luce delle mutate esigenze e caratteristiche della societ, in modo da ottenere dallo stesso testo una norma diversa, adeguata alle diverse esigenze della realt sociale. Esempio Il concetto di buon costumee conseguentemente gli atti contr ari al buon costume: in passato si era molto pi rigidi e rigorosi, su di una spiaggia non sarebbe mai stato ammesso il topless, mentre oggi accettato. Gli atti osceni in luogo pubblico una volta potevano consistere in un bacio, mentre oggi non pi cos. Art. 11 Cost., comma 2,: consente, in condizioni di parit con gli altri Stati, alla limitazione di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Era stato pensato e formulato per permettere allItalia di aderire ad organizzazioni internazionali come lO.N.U., per evitare la risoluzione delle controversie internazionali attraverso la forza e la guerra, mentre la sua interpretazione evolutiva ha portato ad accettare limitazioni di sovranit ben pi grandi e consistenti per legittimare ladesione allordinamento dellUNIONE EUROPEA via via come si evoluta, con un ordinamento che ha assorbito via via sempre pi poteri. (l Art. 117 come tutto il titolo quinto della costituzione stato modificato dalla legge costituzionale del 2001) 5. INTERPRETAZIONE ADEGUATRICE: consiste nellinterpretare la disposizione alla luce non solo del mutato contesto sociale ma anche dei mutati principi che informano il sistema. In questo caso, la necessit di adeguamento pi radicale, perch la stessa disposizione si trova collocata non solo in un mutato contesto sociale, ma anche in un mutato contesto giuridico (principale mutamento stata lapprovazione della Costituzione). Tutte le norme pre-costituzionali devono interpretarsi adeguandole e quindi ricavandone un significato conforme alla Costituzione; ove ci non fosse possibile la Corte Costituzionale intervenuta per eliminarle. Esempio A Costituzione vigente, per parecchi anni, si considerava conforme alla stessa che il reato di adulterio femminile esistesse e non esistesse ladulterio maschile, ingiustificabile in base al principio di eguaglianza. La Corte Costituzionale gradualmente ha superato questa discriminazione. 6. INTERPRETAZIONE AUTENTICA: (con una legge successiva il legislatore da interpretazione autentica della legge emanata). E fornita dalla stessa fonte che ha emanato la disposizione da interpretare. Linterpretazione autentica produce normalmente effetti retroattivi, perch non pone una nuova norma, ma precisa quella ricavabile della disposizione interpretata. Non una disposizione nuova che scrive la norma, ma uninterpretazione che viene tradotta in un testo scritto per spiegare il significato da dare a una disposizione precedente che creava contrasti interpretativi. Materia Penale. Questo non possibile se c una norma che sanziona un reato e viene interpretata, perch scritta male, dai giudici in maniera permissiva e troppo blanda, come efficacia sanzionatoria, perch fa eccezione la materia penale (ex art. 25 Cost.) Nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso favor rei - a favore del reo. A meno che linterpretazione autentica non comporti un maggior favore per gli imputati.

APPLICAZIONE ANALOGICA (non si parla di interpretazione) Art 12 disposizioni sulla legge in generale comma 2: se una controversia non pu essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio , si decide secondo i principi generali dellordinamento giuridico Stato Mentre negli altri casi si da un significato alle parole, in questo se non si riesce a risolvere con linterpretazione, sia essa estensiva, adeguatrice, sistematica o evolutiva, e non si trova la norma da applicare, si guardano i casi simili ma diversi e le materie analoghe ma diverse; si parla quindi di applicazione analogica di una disposizione che riguarda un caso diverso, una materia diversa, ma che applichiamo in quanto analogo. unoperazione, dal punto di vista logico, diversa.
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Il fondamento dellapplicazione analogica (non si parla di interpretazione perch si ribaltano dei piani diversi) ha luogo quando mancano disposizioni applicabili, se vi una LACUNA nellordinamento, si applicano le norme desumibili da disposizioni che disciplinano materie analoghe o i principi generali dellordinamento giuridico dello Stato. Lart. 12 delle preleggi prevede due tipi di analogia: ANALOGIA LEGIS In assenza di disposizioni applicabili ad una data materia, linterprete applica le norme desumibili da disposizioni che disciplinano CASI SIMILI O MATERIE ANALOGHE. Esempio Codice della Navigazione: queste regole create, attraverso migliaia di anni, per landare per mare (per lacqua) sono state applicate analogicamente, solo nellultimo secolo, per laria ed allora s i parla di Codice della Navigazione Aerea, che di per s pu parere assurdo. Il linguaggio stesso: rotte, ecc., stato in prima battuta applicato al cielo con unoperazione di analogia, anche se navigare per mare e per aria sono cose ben diverse. ANALOGIA IURIS In assenza di disposizioni applicabili ad una data materia, nonch di norme desumibili da disposizioni in materie analoghe, linterprete applica le norme desumibili dai PRINCIPI GENERALI DELLORDINAMENTO GIURIDICO. Esempio La legge sulla procreazione assistita, non avendo precedenti disposizioni in materia, stata disciplinata attraverso i principi generali dellordinamento con riguardo alla tutela della vita. Lart. 14 delle preleggi stabilisce il divieto di interpretazione in via analogica delle norme penali speciali (quelle che fanno eccezione a regole generali).

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PROCEDURE PER APPROVARE LE FONTI ORGANIZZAZIONE IL PARLAMENTO 2 Organi Costituzionali

CAMERA DEI DEPUTATI Montecitorio 630 DEPUTATI

SENATO DELLA REPUBBLICA Palazzo Madama 315 SENATORI elettivi + SENATORI a vita e di diritto (ex Presidenti della Repubblica oggi 2)

18 Anni

ELETTORATO ATTIVO Chi pu andare a votare, cio esercitare la libert positiva del diritto di voto. ELETTORATO PASSIVO Chi pu essere eletto

25 Anni

25 Anni

40 Anni

XVI LEGISLATURA 29 aprile 2008 Senatori Elettivi 315 + Senatori a vita e di diritto: ex Presidenti della Repubblica, Art. 59 c.1 della Costituzione + Senatori a vita di nomina presidenziale Art. 59 c. 2 "per avere illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario" - Se ne possono nominare al massimo 5 (per ogni Presidente della Repubblica, interpretazione estensiva). Attualmente sono 6 in totale: Oscar Luigi Sclfaro Carlo Azeglio Ciampi + Giulio Andreotti Rita Levi Montalcini Emilio Colombo Sergio Pininfarina La caratteristica del nostro Parlamento, la regola base, il

BICAMERALISMO PERFETTO

ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO ESERCITANO SEPARATAMENTE LE MEDESIME FUNZIONI Esempio: Lo stesso medesimo disegno di legge deve essere approvato separatamente da entrambi i rami del Parlamento, con il medesimo testo. Ad eccezione delle funzioni esercitate dal Parlamento in seduta comune. Esempio: Elezione del Presidente della Repubblica Oggi il Parlamento , di fatto, un luogo di ratifica di decisioni gi prese fuori dal Parlamento da pochi. I Parlamentari sono scelti dai partiti non dai cittadini (non gli danno preferenze nelle votazioni) (questa la situazione di fatto ).
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Ciascuna camera elegge tra i propri membri, a scrutinio segreto il presidente e lUfficio di presidenza - Art. 63 Costituzione Ciascuna Camera elegge tra i suoi componenti il presidente e lUfficio di presidenza. ..

Alla CAMERA A maggioranza dei 2/3 Pres. FINI G.

Al SENATO A maggioranza assoluta Pres. SCHIFANI R.

Le modalit di elezione sono stabilite dai regolamenti ( regolamenti degli organi costituzionali ) della Camera e del Senato. Art. 64 ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta sui suoi componenti... UN PRESIDENTE E i componenti dellufficio del Presidente PRINCIPALI FUNZIONI DEL PRESIDENTE: Programma i lavori parlamentari Dirige le discussioni in aula Garantisce il rispetto del regolamento Assicura il mantenimento dellordine allinterno dellaula

E la maggioranza che definisce il calendario dei lavori I tempi sono lunghi per cui si fanno delle scelte politiche Allinterno delle due Camere non possono entrare le forze dellordine. Lordine mantenuto dai Commessi, dipendenti delle camere. Il Presidente programma i lavori parlamentari, non da solo, ma con la Conferenza dei Capigruppo, perch chi decide cosa mettere allordine del giorno decide cosa potr essere approvato e cosa non arriver alla discussione in aula.

ARTICOLAZIONI DELLE CAMERE GRUPPI PARLAMENTARI: sono lo strumento di organizzazione della presenza dei partiti politici nelle Camere, la proiezione allinterno delle camere dei partiti politici. I partiti politici non ci sono allinterno delle camere perch sono associazioni private previste dalla Costituzione che operano in base ad un loro ordinamento, spesso non riconosciute. Allinterno delle camere, siccome chi viene eletto lo viene sulla base di una campagna elettorale fatta dai partiti politici, una volta eletti si aderisce ad un gruppo parlamentare e quel gruppo parlamentare esercita le funzioni politiche allinterno della camera. Nello stesso gruppo si iscrivono Senato della Repubblica Riuniscono / Senatori ( minimo 10 ) \ Deputati ( minimo 20 ) Camera dei Deputati

Che appartengono al MEDESIMO PARTITO o MOVIMENTO POLITICO Svolgono FUNZIONI POLITICHE Ladesione ad un gruppo OBBLIGATORIA o o SENATO - Art. 14, comma II, Reg. Senato, entro 3 giorni dalla prima seduta sono tenuti ad indicare il gruppo parlamentare di appartenenza. CAMERA Art. 14, comma III, Reg. Camera, i deputati devono indicare entro 2 giorni dalla prima seduta a quale gruppo parlamentare appartengono.

I parlamentari che non dichiarano a quale gruppo appartengono o che non sono accettati da nessun gruppo formano il cos detto GRUPPO MISTO, che pu avere anche 20 o 30 persone, tutti quelli che, in sostanza, non riescono a coagularsi attorno ad un gruppo esistente e quindi non riescono a fare GRUPPO AUTONOMO.
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I gruppi parlamentari rappresentano esattamente la connotazione, il colore politico dei partiti che hanno vinto le elezioni, quelli che non dichiarano vanno a confluire nel gruppo misto. I gruppi sono importanti e gli eletti cercano di confluire in un gruppo autonomo perch in Parlamento si opera per gruppi, non per individui : il tempo daula ripartito tra i gruppi, non ai singoli deputati, poi allinterno del gruppo viene spartito secondo la propria organizzazione; il gruppo ha poi un Presidente, che partecipa alla definizione del programma dei lavori parlamentari, attraverso la Conferenza dei Capigruppo; Attribuzioni dei gruppi parlamentari: 1. Svolgono funzioni essenzialmente politiche. 2. I Presidenti dei gruppi partecipano alla DEFINIZIONE DEL PROGRAMMA dei lavori parlamentari. 3. Designano tra i propri membri i componenti delle COMMISSIONI PARLAMENTARI. Composizione dei gruppi parlamentari ( XVI legislatura )

inizio Leg. Gruppi parlamentari mag 2008 Popolo della Libert Partito Democratico Lega Nord Padania Unione di Centro Futuro e Libert per l'Italia Iniziativa Responsabile (Noi Sud-Libert ed Autonomia, Popolari d'Italia Domani-PID, Movimento di Responsabilit Nazionale-MRN, Azione Popolare, Alleanza di Centro-AdC, La Discussione) Italia dei Valori Gruppo Misto Totale 275 217 60 35 -

oggi

mar 2011 227 206 59 35 30

29

29 14 630

22 22 630

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Composizione del Gruppo Misto

inizio Leg. Componenti politiche

oggi

mag 2008 mar 2011 Alleanza per l'Italia Movimento per le autonomie-Alleati per il sud Liberal Democratici-MAIE Minoranze Linguistiche Noi Sud/Lega Sud Ausonia Noi Sud Libert e Autonomia, I Popolari di Italia Domani Noi Sud Libert e Autonomia - Partito Liberale Italiano Repubblicani, Azionisti, Alleanza di Centro deputati non iscritti ad alcuna componente Totale 8 3 3 14 6 4 3 3 6 22

Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari ( o Conferenza dei capogruppo ) Composizione ne fanno parte tutti i presidenti dei gruppi parlamentari ASSISTE il presidente della Camera e del Senato, quando questi lo ritiene utile, per tutto ci che riguarda lo svolgimento dei lavori dellaula e delle commissioni. COMMISSIONI PARLAMENTARI Sono larticolazione pi importante internamente alle Camere perch davvero operano ed elaborano i progetti di legge. Sono previste dalla Costituzione e composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari rispecchiano la proporzione esatta tra maggioranza e minoranza (i gruppi che sono in maggioranza in assemblea lo sono anche in commissione) ogni gruppo ha una rappresentanza in ogni commissione. In certi casi la commissione pu anche approvare un disegno di legge (se la maggioranza della commissione lo approva come se lo avesse approvato la maggio ranza dellaula), ci sono casi in cui le funzioni legislative sono esercitate non da camera e senato ma dalle commissioni, in sede deliberante, legislativa. Ad esempio: la legge che ha consentito di finanziare la ristrutturazione delledificio sede della facolt di scienze politiche a Cuneo stata approvata in commissione e non passata in aula (non sarebbe mai passata!) grazie allaccordo tra maggioranza ed opposizione del tempo per farla approvare in commissione. Art. 72 Cost., comma III, e Art. 82 Cost., Comma II: Sono competenti per materia (commissione affari esteri, c. interno, c. giustizia, c. economia e finanze, c. sanit, c. lavoro, c. agricoltura) Composizione: o o Monocamerali: composte solo da deputati o solo da senatori Bicamerali: miste con numero uguale di deputati e senatori
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Durata: o o Permanenti: svolgono la loro funzione per tutta la legislatura (es. commissione di vigilanza) Temporanee: per un certo periodo di tempo (es. commissioni di inchiesta)

La presidenza della commissione ha una notevole importanza perch il presidente che rappresenta la commissione, la convoca, la presiede e ha il compito di riferire allassemblea. Normalmente la Costituzione, quando parla di commissioni parla di Commissioni parlamentari monocamerali permanenti. Commissioni parlamentari permanenti monocamerali al Senato (XVI legislatura) 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. Affari costituzionali Giustizia Affari esteri, emigrazione Difesa Bilancio Finanze e tesoro Istruzione pubblica, beni culturali Lavori pubblici, comunicazioni Agricoltura e produzione agroalimentare Industria, commercio, turismo Lavoro, previdenza sociale Igiene e sanit Territorio, ambiente, beni ambientali Politiche dell'Unione Europea

COMMISSIONI PARLAMENTARI PERMANENTI: il ruolo delle commissioni dipende dal tipo di procedimento scelto. Si riuniscono in tre sedi, secondo tre modalit: IN SEDE REFERENTE La commissione competente per materia esamina il progetto di legge, fa listruttoria, vota, cio inizia ad elaborare le modifiche possibili del disegno di legge redatto gi in articoli, articolo per articolo, decide gli emendamenti cambiandone il testo, lo discute, si presenta una relazione di maggioranza, una relazione di opposizione e poi si ricomincia tutto in aula; laula, di nuovo, discute, vota gli emendamenti, articolo per articolo, fa la votazione finale e lo approva. La sede referente una sede di istruttoria preparatoria che poi rimanda tutto allaula; la sede normale. Se non si dice niente ogni progetto di legge viene assegnato alla commissione in sede referente. Invece le sedi speciali sono: IN SEDE REDIGENTE Significa che fa tutto quello che fa la referente ed, in pi, redige e approva il progetto di legge articolo per articolo (anche la referente lo approva articolo per articolo ma non ha efficacia per laula, solo unapprovazione con rilevanza interna, il voto sugli emendamenti ha rilevanz a interna) che sostituisce la votazione articolo per articolo dellaula, quindi si entra in aula e si fa la votazione per lapprovazione finale senza possibilit di modifica. Serve per accelerare i lavori quando si ha gi deciso di approvare il disegno. La commissione non si pu riunire quando i deputati sono in aula, sono momenti diversi. IN SEDE LEGISLATIVA o DELIBERANTE quella in cui la commissione fa tutto, per quel ramo del Parlamento. Significa che la commissione esamina il progetto di legge, lo approva articolo per articolo e approva con votazione finale: laula non vedr mai quel progetto di legge, perch ha consentito a non vederlo, perch c stata una larga intesa sullassegnare quel progetto di legge alla commissione in sede deliberante. In bas e allart. 72, se il Governo o un quinto dei componenti della commissione stessa o un decimo dei componenti della camera vogliono tornare in aula si pu tornare in aula e, quindi, salta questa semplificazione, questa accelerazione.

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Ci sono alcune materie per cui si pu solo operare in sede referente, obbligatorio, non si pu operare in altra sede, sono materie particolarmente delicate in cui necessario che tutto avvenga in assemblea. La composizione delle commissioni parlamentari poi particolarmente importante che rispecchi cos com la composizione dei gruppi parlamentari proprio perch pu operare anche in sede legislativa , per cui nessuno vedr mai il progetto di legge a parte la commissione medesima, si rende quindi necessario garantire attraverso questa regola la rappresentanza dei gruppi di minoranza in assemblea. Le commissioni parlamentari non hanno il potere delliniziativa legislativa, che invece attribuita a ciascun parlamentare, esse hanno le proprie funzioni in uno stato gi avanzato delliter legislativo, non attengono alla funzione delliniziativa legislativa.

LA FUNZIONE LEGISLATIVA - Formazione delle leggi

ART. 70 Cost.
La funzione legislativa esercitata collettivamente dalle due camere. Funzione istitutiva di poteri

ART. 71 Cost.
Liniziativa delle leggi appartiene al governo, a ciascun membro delle c amere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita liniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno 50.000 elettori, di un progetto redatto in articoli. Di solito, quando si sente parlare di proposta di legge significa che arriva dal popolo, quando si sente parlare di disegno di legge significa che di derivazione del Governo. Il popolo non ha un generale potere di iniziativa legislativa ma deve gi presentare un testo articolato e strutturato in articoli.

IL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLE LEGGI ORDINARIE

Il procedimento di formazione delle leggi ordinarie si articola in diverse fasi: I. II. III. IV. V. INIZIATIVA COSTITUTIVA PROMULGAZIONE PUBBLICAZIONE Vacatio legis ( attesa ) ENTRATA IN VIGORE

1 - INIZIATIVA LEGISLATIVA GOVERNO come organo, nel suo insieme (non i singoli ministri da non confondere se anche parlamentari) Art. 71 Cost. comma I e II GOVERNATIVA MEMBRI DEL PARLAMENTO ( singoli deputati o senatori ) Art. 71 Cost. comma I e II PARLAMENTARE 50.000 ELETTORI (proposta di legge gi strutturata in articoli - se non trovano un parlamentare che li rappresenti) Art. 71 Cost. comma I e II POPOLARE Ciascun Consiglio Regionale Art. 121 Cost. comma II REGIONALE CNEL (Consiglio Nazionale dellEconomia e del Lavoro) nelle materie economiche e sociali Art. 99 Cost. comma III CNEL

Questi sono GLI UNICI SOGGETTI che nel nostro ordinamento hanno liniziativa legislativa. Le commissioni parlamentari non hanno potere di iniziativa legislativa, si instaurano in unaltra fase pi avanzata.
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Il potere di iniziativa legislativa pu essere conferita anche ad altri organi da LEGGE COSTITUZIONALE ( Riserva di legge costituzionale ) Il procedimento legislativo un procedimento, significa che costituito da una concatenazione di fasi, abbiamo visto la fase delliniziativa. Nel nostro ordinamento il potere di iniziativa legislativa spetta al Governo nel suo insieme (non ai singoli ministri) come organo, il principale titolare delliniziativa legislativa. Quasi tutti i disegni di legge vengono presentati dal Governo perch espressione della maggioranza parlamentare, di conseguenza sar interesse della stessa maggioranza parlamentare portarlo a termine. Molto pi difficile portare a termine dei disegni di legge quando provengono da un parlamentare di minoranza. Si parla genericamente di progetto di legge, per possibile trovare anche la denominazione disegno di legge o proposta di legge, sono tre termini tendenzialmente sinonimi. Parte della dottrina (gli studiosi del diritto) sostiene che il disegno di legge viene utilizzato quando c liniziativa governativa, ma non sempre cos, poich vi sono disegni di legge presentati anche da parlamentari o da consigli regionali. Il progetto di legge costituito da due elementi: il testo dellarticolato (la legge suddivisa in articoli) una relazione illustrativa (che spiega il contenuto della legge in modo discorsivo)

e questo per tutti i progetti di legge. La relazione particolarmente significativa nel caso di proposte di legge ad iniziativa popolare: si pensi alle raccolte di firme in luoghi pubblici, sarebbe troppo oneroso per gli eventuali sottoscrittori mettersi a leggere tutti gli articoli mentre di pi rapida consultazione leggere la relazione illustrativa. Ci sono addirittura materie in cui obbligatoria liniziativa legislativa governativa, ad esempio lart. 81 Cost. in materia di bilancio, in questo caso il governo non solo il s oggetto principale ma lunico legittimato a proporre liniziativa legislativa. Oltre al Governo nel suo insieme, che pu decidere indistintamente se presentare il progetto di legge alla Camera dei Deputati od al Senato della Repubblica perch libero (in materia di bilancio, pi delicata, un anno viene presentata la proposta di legge finanziaria alla Camera ed un anno al Senato, per consuetudine), possono essere titolari di iniziativa legislativa: Ciascun parlamentare, presentando la proposta di legge alla camera di appartenenza (senatore al Senato, deputato alla Camera) Il C.N.E.L., nelle materie di sua competenza (art. 99 Cost.) 50.000 elettori, per iniziativa popolare. Di solito le proposte di legge per iniziativa popolare non hanno quasi mai esito positivo, non vanno mai a scaturire in una legge perch difficile raccogliere tutte le firme necessarie, dato il metodo di raccolta che presuppone che il cittadino abbia contezza dellarticolato, mentre nel referendum abrogativo molto pi semplice per il binomio s/no del quesito posto e la materia pi sentita, ma le probabilit aumentano se qualche parlamentare si fa carico della proposta. Le Commissioni Parlamentari non hanno potere di iniziativa legislativa, esse si instaurano ed hanno un ruolo nella seconda fase, la fase cd. Costitutiva. I. II. III. IV. V. FASE dellINIZIATIVA LEGISLATIVA FASE COSTITUTIVA PROMULGAZIONE PUBBLICAZIONE Vacatio legis ( attesa ) ENTRATA IN VIGORE

2 FASE COSTITUTIVA Entrano in gioco le Commissioni Parlamentari. Le Commissioni Parlamentari sono composte in modo da rispecchiare la composizione del Parlamento, le proporzioni dei gruppi parlamentari, e possono operare anche in sede legislativa: in questo caso tutta la fase costituiva avviene in commissione, per questo che assume particolare importanza che anche in commissione siano rappresentati i gruppi di minoranza.

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Le Commissioni possono operare in tre sedi: referente, redigente e legislativa. A differenza di come operano queste commissioni possiamo avere tre diverse procedure: A. Procedura ORDINARIA o normale: quando la commissione opera in sede referente B. Procedura ABBREVIATA: quando vengono ridotti i termini per le scansioni procedurali C. Procedura SPECIALE: si ha quando le commissioni operano o in sede legislativa o deliberante (quando c largo consenso) o in sede redigente A) PROCEDURA ORDINARIA o normale Lassegnazione alla commissione competente per materia compito del presidente della camera. Il presidente di ciascuna delle Camere, nel momento in cui vede posto nellordine del giorno un disegno di legge concernente una certa materia, lo attribuisce (il progetto di legge redatto in articoli) alla commissione competente per materia. Solamente in caso di contrasto, cio quando la decisione del presidente non accolta, sar possibile votare in camera per risolvere il conflitto. Una volta ricevuta la proposta di legge la commissione competente per materia (Commissioni Monocamerali Permanenti) procede alla 1) TRATTAZIONE IN COMMISSIONE (in sede referente) tre letture o o o Discussione generale sul progetto di legge Discussione articolo per articolo e votazione di eventuali emendamenti Stesura di una o pi relazioni

Viene individuato un soggetto, detto relatore, che sar incaricato di relazionare allaula i lavori della commissione. Una o pi delle altre commissioni possono esprimere pareri (il disegno di legge viene accompagnato da varie relazioni a volte anch e dellopposizione) e possono essere proposti degli emendamenti, cio le modifiche che vengono apportate alloriginario progetto di legge . Gi uscendo dalla commissione il progetto pu essere votato perch la commissione in sede referente ha gi il potere di mutare il disegno di legge. 2) TRASMISSIONE ALLA CAMERA 3) TRATTAZIONE IN ASSEMBLEA ALLA CAMERA Lesame del progetto in assemblea si sviluppa attraverso tre momenti: Discussione generale Esame e votazione articolo per articolo e voto sugli emendamenti Dichiarazione di voto e votazione finale

Sia la commissione che la camera possono gi fare una dichiarazione di voto negativa e quindi gi archiviare la proposta di legge. Il procedimento pu sempre interrompersi, o per volont della commissione o per volont della camera e poi sar, a seconda delliniziativa, il soggetto che potr ripresentarla (es. liniziativa di un parlamentare respinta, a distanza di mesi, potr esse re ripresentata per essere inserita nellordine del giorno con la speranza di portarla a compimento). Non tutti i disegni di legge vanno a tramutarsi in legge, tantissimi vengono archiviati; alcuni non vengono neanche discussi dalle commissioni, altri vengono cestinati strada facendo dalla commissione o da una camera piuttosto che dallaltra. Una volta che si addiviene ad un testo definitivo di una camera, tale testo trasmesso allaltra camera. Se il progetto di legge approvato: 4) TRASMISSIONE AL PRESIDENTE DELLALTRA CAMERA Il fatto che in una camera si utilizzi il procedimento cd normale (commissione in sede referente) non vincola anche laltra camera. Nellaltra camera la commissione potrebbe operare in sede delib erante o in sede legislativa. Questo perch c un bicameralismo perfetto si segue lo stesso iter della prima camera deve essere approvato nellidentico testo NAVETTE PARLAMENTARI Se viene modificato viene ritrasmesso alla prima camera che voter solo per le parti modificate. Ci sono materie particolarmente delicate in cui la nostra Costituzione ci obbliga a scegliere il procedimento ordinario.
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RISERVA DASSEMBLEA (o procedimento legislativo ordinario) La Costituzione (Art. 72, comma IV) impone il procedimento ordinario per i progetti di legge in materia: Costituzionale ed elettorale Di delegazione legislativa Di autorizzazione a ratificare trattati internazionali Di approvazione di bilanci e consuntivi (es. legge finanziaria)

In questi casi la commissione pu operare solo in sede referente perch sono materie talmente delicate che si vuole che le tre votazioni avvengano sia in assemblea sia poi nelle camere. I regolamenti di Camera e Senato, fonti primarie rapportate alle altre fonti primarie per un criterio di competenza (art. 96 bis e 71 II R.D.C. e 35 R.S.), impongono inoltre il procedimento ordinario: La conversione in legge dei decreti legge La riapprovazione di progetti di legge inviati alle Camere dal Presidente della Repubblica B) PROCEDURA ABBREVIATA (Art. 72, comma II, Cost.) La Costituzione riserva al regolamento di ciascuna camera la disciplina dei procedimenti legislativi abbreviati per i disegni di legge dei quali dichiarata lurgenza. Tale urgenza per non tale da giustificare ladozione di un Decreto-Legge. TUTTI I TEMPI SONO RIDOTTI ALLA META (tempi dellaula e termini): si velocizza il procedimento senza per mutarne la forma. C) PROCEDURA SPECIALE o DECENTRATA (Art. 72, comma III, Cost.) Si ha procedura speciale o decentrata quando le commissioni operano in sede redigente o in sede deliberante o legislativa: 1 - COMMISSIONI IN SEDE LEGISLATIVA o deliberante Lesame, lapprovazione articolo per articolo e la votazione finale si svolgono in commissione senza passaggio in assemblea. Tuttavia, proprio perch in questo caso tutto liter si svolge in commissione e lassemblea non vede nulla possibile richiedere il ritorno allassemblea. Fino al momento della votazione finale possono richiedere la procedura normale (ordinaria): o Governo o 1/10 dei membri di una camera o 1/5 dei membri della Commissione stessa 2 - COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE (votazione in assemblea) Previa discussione generale in assemblea Su richiesta allunanimit del capogruppo o di 4/5 dei componenti della com missione Pu essere conferito alla commissione competente il compito di redigere il testo del progetto di legge. Il testo sottoposto nuovamente allassemblea per la votazione finale. Il testo pu essere solo approvato o respinto in toto senza possibilit di proporre, introdurre o votare emendamenti. VOTAZIONE FINALE (al fondo di ogni procedura) Il progetto di legge approvato da una camera viene trasmesso allaltra camera. SE MODIFICATO E RITRASMESSO ALLA PRIMA CAMERA

CAMERA dei DEPUTATI

Navette Parlamentari

SENATO della REPUBBLICA

FINCHE ENTRAMBE LE CAMERE NON APPROVANO IL MEDESIMO TESTO


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Questo passaggio del disegno di legge da una camera allaltra viene definito NAVETTE PARLAMENTARI: la trasmissione da una camera allaltra per addivenire alla definizione di un testo unico. Nel caso in cui una delle due camere abbia apportato delle modifiche al disegno di legge, quando questo viene valutato dallaltra camera possibile votare solo pi sugli emendamenti, non necessario riaddivenire ad una votazione articolo per articolo. I regolamenti di Camera e Senato prevedono procedure abbreviate in seconda lettura: il progetto riesaminato solo nelle parti modificate. Anche a seguito del procedimento delle navette parlamentari sempre possibile che il progetto di legge venga cestinato, messo da parte o che passino mesi o anni prima di addivenire ad un testo definitivo. La procedura legislativa non sempre porta ad una legge nuova. Tanto pi un disegno di legge espressione della maggioranza, tanto pi probabile che vada a buon fine. Come si fa a votare un disegno di legge? Per la votazione, sia alla Camera che al Senato, necessario il numero legale, che dato dalla met pi uno dei componenti lorgano. Per arrivare a votare su un disegno di legge necessario che, nelle camere, siano presenti la met pi uno dei componenti. Un escamotage che stato creato per dato dal fatto che il numero legale, sia alla Camera che al Senato, si presume. Non si fa lappello dei presenti, salva la richies ta di verificazione, cio possibile richiedere la verifica del numero legale, ma se non viene richiesta, presunto il numero legale la deliberazione comunque valida. Gli astenuti sono coloro che non esprimono il loro giudizio rispetto ad un determinato disegno di legge. Al Senato, gli astenuti sono invitati ad allontanarsi dallaula, non andando neanche a ricoprire il numero legale, mentre alla Camera dei Deputati gli astenuti sono comunque presenti e quindi possono andare a soddisfare il numero legale. Questa disparit stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale, che per la ha reputata ampiamente legittima perch rientra della discrezionalit del regolamento di ciascuna camera. NUMERO LEGALE (O QUORUM COSTITUTIVO) E QUORUM DELIBERATIVO

Numero legale (o Quorum Costitutivo o Strutturale ) per la validita della seduta: la meta + 1 dei componenti lorgano Non si pu deliberate nulla se non si raggiunge il numero di legge. E presunto se non viene richiesta la verifica.

Quorum deliberativo ( o funzionale ) per la validita della deliberazione: la meta + 1 dei presenti. Maggioranza semplice (leggi ordinarie) la met + 1 dei votanti

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Esempio: Camera 630 deputati - NUMERO LEGALE 316 (met + 1 componenti) la seduta non pu svolgersi validamente se manca tale numero. QUORUM DELIBERATIVO: es. deputati presenti 400 201 (met + 1 presenti) nessuna votazione valida se non partecipa al voto almeno tale numero di deputati. Senato: 321 senatori - NUMERO LEGALE 162 (met + 1 componenti) QUORUM DELIBERATIVO es. senatori presenti 200 101 (met + 1 presenti) Altra regola dellordinamento che il voto deve essere PALESE (in contrapposizione al voto segreto), per cui si associa al deputato (o al senatore) il suo voto. Il voto SEGRETO quando si vota sulle persone, non si associa il voto al deputato (o senatore) che lo ha espresso. ALTRI QUORUM DELIBERATIVI MAGGIORANZA ASSOLUTA quorum deliberativo per la validit delle deliberazioni: met + 1 dei componenti lorgano Esempio: approvazione del regolamento di Camera e Senato - Art. 64 Cost. ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei componenti ... MAGGIORANZE QUALIFICATE: 2/3 o 3/5 dei presenti o dei componenti La costituzione prevede maggioranze di 2/3 dei componenti ad esempio negli articoli : Art. 79 comma I concessione di amnistia e indulto lamnistia e l indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei 2/3 dei componenti di ciascuna camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale... Art. 83 comma III elezione del Presidente della Repubblica Lelezione del Presidente della Repubblica ha luogo con scrutinio segreto a maggioranza dei 2/3 dellassemblea Art. 138 comma III al fine di sottrarre leggi costituzionali e di revisione costituzionale al referendum popolare Non si fa luogo a referendum se la legge stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti Una volta che il disegno di legge, con testo identico, stato approvato da entrambe le camere esso passa alla promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e pu scaturire sia da una camera che dallaltra.

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3 PROMULGAZIONE La promulgazione latto formale con cui il Presidente della Repubblica dichiara in modo solenne che la legge stata approvata e che i cittadini hanno lobbligo di osservarla. Art. 73 Cost. - Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso. Art. 74 Cost. - Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, pu con un messaggio motivato alle camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA entro e non oltre un mese dallapprovazione della legge pu:

RINVIARE alle Camere, con messaggio motivato, il testo di legge per una nuova deliberazione Art. 74 Cost.

PROMULGARE la legge approvata dalle Camere

Se le Camere (obbligate al procedimento ordinario)

Approvano nuovamente lo stesso testo

Il P.d.R. deve promulgare

Apportano le modifiche richieste (tutte) ( il caso normale)

NON RIAPPROVANO

Apportano solo in parte le modifiche richieste

NUOVO RINVIO Perch il testo di legge nuovo

LA LEGGE NON E PROMULGATA

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4 - PUBBLICAZIONE Art. 73 Cost., comma III: Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso. Subito dopo la promulgazione (e comunque non oltre 30 giorni da essa), Il Ministro della Giustizia (guardasigilli) appone il sigillo dello stato alla legge e provvede alla PUBBLICAZIONE del testo integrale sulla: GAZZETTA UFFICIALE: La Gazzetta Ufficiale, quale fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore in Italia e strumento di diffusione, informazione e ufficializzazione di testi legislativi, atti pubblici e privati, edita dallIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato e pubblicata in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il quale provvede alla direzione e redazione della stessa. Altra fonte di cognizione del diritto italiano la Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana, che non costituisce elemento integrativo della fattispecie pubblicitaria al cui verificarsi subordinata lefficacia degli atti in essa contenuti, ma assolve la funzione di agevolarne il reperimento e la consultazione. Viene stampata annualmente. 5 ENTRATA IN VIGORE Avviene dopo 15 giorni dalla pubblicazione, ma il termine pu essere abbreviato o prolungato in sede di approvazione della legge ( art. 73, comma III, Cost. ). Il periodo di tempo intercorrente tra pubblicazione ed entrata in vigore detto VACATIO LEGIS ( Vacanza di legge ).

APPROVAZIONE DELLA LEGGE ORDINARIA

CAMERA

A maggioranza semplice (la met + 1 dei votanti) PROMULGAZIONE del Presidente della Repubblica PUBBLICAZIONE sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ENTRATA IN VIGORE normalmente dopo un periodo di 15 giorni dalla pubblicazione (vacatio legis)

NAVETTE PARLAMENTARI

La legge deve essere approvata da entrambe le camere nello stesso testo

A maggioranza semplice SENATO (la met + 1 dei votanti)

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PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DI FONTI COSTITUZIONALI (Art. 138 Cost.) Doppia approvazione Procedura Aggravata Art. 138 Cost. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non promulgata se non approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

PRIMA APPROVAZIONE a maggioranza semplice

SECONDA APPROVAZIONE a maggioranza assoluta


Maggioranza assoluta in ciascuna camera

3 MESI per richiedere il REFERENDUM

CAMERA

CAMERA

500.000 elettori 5 consigli regionali 1/5 deputati o senatori

NAVETTE PARLAMENTARI

dopo almeno 3 mesi pausa di riflessione REFERENDUM richiesto REFERENDUM non richiesto

SENATO

SENATO

Maggioranza di 2/3 in ciascuna camera

Maggioranza favorevole

Maggioranza non favorevole

LA LEGGE COSTITUZIONALE E PROMULGATA

LA LEGGE NON E PROMULGATA

La maggioranza dei 2/3 una maggioranza molto ampia, per questo non c pi referendum. Nel referendum costituzionale non necessario il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto, indipendentemente dai soggetti che si recano al voto il referendum valido.
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LIMITI ALLA REVISIONE COSTITUZIONALE

LIMITI ESPRESSI Art. 139 Cost.: La forma repubblicana non pu essere oggetto di revisione costituzionale . lunico limite espresso alla revisione costituzionale. LIMITI IMPLICITI Secondo la dottrina e la Corte Costituzionale non si possono modificare: LArt. 138 Cost., c.d. LIMITE LOGICO che garantisce la rigidit della Costituzione: non possibile abrogare lart. 138 perch la Costituzione passerebbe da rigida a flessibile. I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE (sentenza n. 1146 del 1988)

Possono essere migliorati in meglio (in meius) ma non in peggio (in peius).

REGOLAMENTI PARLAMENTARI REGOLAMENTO della CAMERA DEI DEPUTATI REGOLAMENTI del SENATO DELLA REPUBBLICA

Fonte extra-ordine equiparate alle fonti primarie. Non criterio cronologico ma di competenza. Art. 64 Cost. Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti I regolamenti parlamentari disciplinano lorganizzazione e le funzioni delle camere e delle loro articolazioni interne. I regolamenti parlamentari hanno forza normativa pari a quella della legge ordinaria, ma appartengono ad un diverso ordinamento giuridico. Il rapporto con le altre fonti regolato dal principio di competenza.

REGOLAMENTI DI ALTRI ORGANI COSTITUZIONALI La Corte Costituzionale La Presidenza della Repubblica La Presidenza del Consiglio dei Ministri

Sono organi costituzionali reciprocamente indipendenti. La Costituzione conferisce il potere di regolare da s il proprio funzionamento e la propria organizzazione a garanzia di indipendenza. AUTONOMIA REGOLAMENTARE Non c gerarchia, non c cronologia, ma c competenza per materia.

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IL GOVERNO
Ha la FUNZIONE ESECUTIVA Sede: Palazzo Chigi LA STRUTTURA DEL GOVERNO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

CHE INSIEME FORMANO

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI

MINISTRI

CON PORTAFOGLIO (Sono al vertice di un apparato ministeriale: es. Ministro dellInterno - delega ai Prefetti per provincia. Sono Affari Esteri, Interno, Difesa, Lavoro e prev. )

SENZA PORTAFOGLIO (Non sono a capo di un ministero e ricevono deleghe dal Consiglio dei Ministri. Sono singoli ministri: es. pari opportunit )

Art. 92 Cost. Il Governo della Repubblica composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. CONSIGLIO DEI MINISTRI Il Governo non titolare della FUNZIONE LEGISLATIVA, pu esercitarla solo in due ipotesi e con il controllo preventivo (DECRETO LEGISLATIVO) o successivo (DECRETO LEGGE) del PARLAMENTO. IL POTERE NORMATIVO DEL GOVERNO Il Governo ha potest normativa: primaria e secondaria Fonti primarie: Decreti legge Atti aventi forza di legge Decreti legislativi 1. 2. Novazione legislativa Resistenza allabrogazione da parte di fonti secondarie (carattere chiuso)

Gli atti normativi del Governo sono atti aventi valore di legge primaria. Il procedimento di delegazione legislativa un procedimento DUALE che vede protagonisti GOVERNO E PARLAMENTO. Sono atti AVENTI FORZA DI LEGGE sono cio equiparati alle leggi del Parlamento
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Profilo attivo: capacit di innovare il diritto oggettivo subordinatamente alla Costituzione intesa come fonte suprema, abrogando o modificando atti fonte equiparati o subordinati Profilo passivo: capacit di resistere allabrogazione o alla modifica da parte di atti fonte che non siano dotati della medesima forza, in quanto espressione del medesimo processo di produzione normativa (carattere aperto)

Fonti Secondarie:

Regolamenti Governativi (Regolamenti Interministeriali e regolamenti Ministeriali)

Raccoglie tutte le fonti del diritto: POTERE NORMATIVO Il POTERE LEGISLATIVO solo del PARLAMENTO e il GOVERNO lo esercita solo su DELEGA DEL PARLAMENTO ATTI NORMATIVI DEL GOVERNO DECRETO LEGISLATIVO (Art. 76 Cost. collegato allArt. 14 legge 400/88)

LEGGE DI DELEGAZIONE (PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI, OGGETTO, TERMINE)

DECRETO LEGISLATIVO (ENTRO IL TERMINE STABILITO DALLE LEGGE DELEGA)

Controllo del Parlamento a monte DECRETO LEGGE (Art. 77 Cost. collegato allArt. 15 legge 400/88)

DECRETO LEGGE (CASI STRAORDINARI DI NECESSITA E URGENZA)

LEGGE DI CONVERSIONE (ENTRO 60 GIORNI) 60 GG

Controllo del Parlamento a valle LEGGI DI SANATORIA per decreti non convertiti. DECRETO LEGISLATIVO (Art. 76 Cost. collegato allArt. 14 legge 400/88) Si tratta di atti normativi : deliberati dal governo su delegazione del parlamento aventi forza di legge.

La LEGGE DI DELEGAZIONE quella con cui il Parlamento delega il Governo ad esercitare la funzione legislativa e stabilisce: I PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI, che devono indicare ragioni e obiettivi della delega IL TERMINE entro il quale il Decreto Legislativo dovr essere emanato LOGGETTO che il Governo dovr disciplinare

Il termine perentorio, decorso quel termine il Governo perde il potere.

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Il Governo REDIGE il decreto legislativo sulla base della LEGGE DI DELEGAZIONE, rispettando oggetti, limiti temporali e principi espressi. Il Decreto legislativo che in violazione dei tre elementi entra in vigore, produce effetti, ma incostituzionale e dovr essere impugnato davanti alla Corte Costituzionale per violazione di uno dei tre requisiti. Decreto legislativo = decreto delegato = atto che il governo adotta in attuazione della legge di delegazione. E una fonte utilizzata nei casi in cui la materia da disciplinare sia complessa e richieda specifiche competenze tecniche (a volte sono anche scelte politiche). Si ha: LEGGE DI DELEGAZIONE DELIBERAZIONE del decreto legislativo da parte del CONSIGLIO DEI MINISTRI EMANAZIONE da parte del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA che contiene lindicazione decreto legislativo emanato con D.P.R.

Art. 14 della legge 400/88, comma 4, la legge da il potere al governo per due anni . Il Parlamento vuole che ci sia interazione con le commissioni parlamentari (hanno il potere di dare pareri sui decreti legislativi che eccedono i due anni e svolgono la funzione di controllo sul potere delegato al governo; questo un controllo preventivo con la legge di delegazione) Il decreto legislativo che viola il parere della commissione parlamentare incostituzionale. LIMITI ALLA DELEGAZIONE - Art. 72, c.4: Non pu essere delegata: 1. La disciplina delle materie di cui allArt. 72, c.4, Cost., per cui prevista lapprovazione parlamentare con procedimento ordinario. 2. Materia costituzionale ed elettorale Delegazione legislativa Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali Approvazione di bilanci e consuntivi

La disciplina delle attivit, tipiche del Parlamento, che costituiscono esercizio del potere di controllo delle camere sullesecutivo (es. istituzione di commissioni dinchiesta). In modo ESPLICITO: con labrogazione della legge di delegazione (fonte primaria legge ordinaria) (si abroga facendo una nuova legge). In modo IMPLICITO: esercitando direttamente il potere delegato, va ad abrogare la legge delega, (verr riproposta una legge nuova in un altro modo).

In ogni momento il Parlamento pu REVOCARE LA DELEGA:

Il DECRETO LEGISLATIVO E DELIBERATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI ED E EMANATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Il Presidente della Repubblica pu rinviare alle Camere il decreto legislativo quando ritiene ci siano gravissime incostituzionalit. Non compito del Presidente della Repubblica stabilire se incostituzionale ma la Corte Costituzionale che decide in merito, i tempi per sono molto lunghi (anche anni ...). La Corte Costituzionale pu anche dichiarare incostituzionali i decreti legislativi se questi contrastano con la legge delega, oltre che con la Costituzione, ed un eccezione perch la legge delega una fonte primaria ed andrebbe applicato il criterio cronologico (antinomia tra fonti di pari grado) ma ci non avviene perch si dice che la legge di delegazione definita NORMA INTERPOSTA, cio si pone tra il decreto legislativo e la Costituzione, e soddisfa lart. 76 della Costituzione, laddove prevede i principi ed i criteri direttivi, loggetto ed il termine, quindi, se il decreto legislativo contrasta con la legge di delegazione, indirettamente contrasta con la Costituzione, perch ha ecceduto i limiti posti con la prima. La tensione tra decreto legislativo e legge di delegazione vista come un contrasto tra il primo e lart. 76 della Costituzione, laddove prevede il contenuto della seconda. In questo caso sar possibile adire alla Corte Costituzionale solamente in via incidentale, cio un cittadino, nel corso di un giudizio, potr impugnare il decreto legislativo per eccesso di delega, perch comunque la legge delega resta. Nando Boccon - 2011 53

DECRETO LEGGE (Art. 77 Cost. collegato allArt. 15 legge 400/88) Sono atti normativi: aventi forza di legge deliberati dal governo in casi straordinari di necessit ed urgenza di propria iniziativa e sotto la propria responsabilit aventi efficacia provvisoria I decreti-legge vengono approvati dal Governo in casi straordinari di necessit e urgenza . Lurgenza deve essere oggettiva, mentre in passato se ne era abusato ed era diventata soggettiva (urgenza politica). I decreti legge sono provvedimenti con efficacia provvisoria immediata (non esiste la vacatio legis) ed aventi forza di legge. Lefficacia del decreto legge limitata a 60 giorni. Se non sono convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla loro pubblicazione decadono ex-tunc (retroattivamente, fin dallorigine). Il testo quello contenuto nella deliberazione del Consiglio dei Ministri. Non si ha una legge a monte ma a valle. PROCEDURA DI ADOZIONE Deliberazione del Consiglio dei Ministri Il Governo si riunisce e DELIBERA il testo del decreto legge indicando i casi straordinari di necessit e urgenza.

Emanazione da parte del Presidente della Repubblica Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana: entrata in vigore immediata decorrenza del termine di 60 giorni per la conversione

Presentazione del Decreto Legge alle Camere Lo delibera oggi e lo TRASMETTE lo stesso giorno alle Camere che si riuniscono entro i 5 giorni successivi DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE e da quel momento scattano i 60 giorni. CONVERSIONE in legge in un solo articolo entro 60 giorni. Se il Parlamento decide di NON CONVERTIRLO in legge il DECRETO LEGGE DECADE fin dallinizio con efficacia retroattiva (EX TUNC).

Per superare questo problema stato scritto lultimo comma Art. 77 Cost. - LEGGE SANATORIA: Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti . La legge sanatoria o regolatrice una legge adottata dalle Camere per regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti legge non convertiti. Se non sono convertiti in legge entro 60 giorni decadono ex-tunc (da allora - efficacia retroattiva) (a differenza di ex nunc = da ora) PROCEDIMENTO ORDINARIO Appena adottato dal Governo il DECRETO LEGGE diviene oggetto di un apposito DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE presentato alla CAMERA e al SENATO CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO - Progetto redatto in un SOLO ARTICOLO ( Entro 60 giorni )

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Legge di conversione: Articolo 1 C.1 il decreto legge del nr . convertito in legge con le modificazioni riportate in alleg ato alla presente legge C.2 la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione

Appena adottato dal Governo il decreto legge viene pubblicato sulla G.U. con lindicazione della clausola di presentazione al Parlamento dopo lemanazione. EFFICACIA DEI DECRETI LEGGE

Caso straordinario di necessit ed urgenza

EMANAZIONE del decreto-legge

IL GIORNO STESSO DELLEMANAZIONE IL DECRETO VA PRESENTATO ALLE CAMERE CHE SI RIUNISCONO ENTRO 5 GIORNI ANCHE SE SCIOLTE

Se viene convertito in legge nei 60 giorni successivi alla pubblicazione

In caso di mancata conversione in legge nei 60 giorni successivi alla pubblicazione

La legge di conversione si sostituisce al decreto-legge e fa salvi gli effetti prodotti

DECADENZA EX-TUNC perdita di efficacia sin dallinizio

Approvazione con emendamenti: le modifiche al decreto-legge hanno efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della legge di conversione

I rapporti giuridici sorti nel periodo di vigenza del decreto-legge possono essere disciplinati con legge di sanatoria dal Parlamento

LIMITI ALLEMANAZIONE DEI DECRETI-LEGGE I DECRETI-LEGGE NON SONO AMMISSIBILI Nelle materie coperte da riserva di legge costituzionale Nelle materie riservate al procedimento ordinario di approvazione della legge (Art. 72, comma IV) IL DECRETO-LEGGE DEVE CONTENERE (ART. 15 L. 400/88): misure di immediata applicazione contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo delibera di approvazione del Consiglio dei Ministri indicazione delle misure straordinarie
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REITERAZIONE DEI DECRETI LEGGE CONSISTE NEL RIPROPORRE IL CONTENUTO DEI DECRETI LEGGE NON CONVERTITI IN NUOVI DECRETI LEGGE, FACENDONE SALVI GLI EFFETTI SI E VERIFICATO UN ABUSO DELLA DECRETAZIONE DURGENZA E DEL RICORSO ALLA REITERAZIONE La Corte Costituzionale con la sentenza nr. 360 del 1996 ha dichiarato LILLEGITTIMITA COSTITUZIONALE della reiterazione dei decreti legge non convertiti in quanto: Altera la natura provvisoria del provvedimento Toglie valore al carattere straordinario della necessit e dellurgenza Lede il principio di certezza del diritto, creando unaspettativa di consolidamento degli effetti prodotti dai decreti legge non convertiti RIPROPOSIZIONE Non si considera REITERAZIONE ed ammessa la RIPROPOSIZIONE quando: Vi sono nuovi presupposti straordinari di necessit ed urgenza E diverso il contenuto sostanziale del decreto legge (con stesso presupposto) Con il decreto-legge non possibile: Art. 15 Legge 400/1988 Decreti-legge 1. I provvedimenti provvisori con forza di legge ordinaria adott ati ai sensi dellarticolo 77 della Costituzione sono presentati per lemanazione al Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto -legge" e con lindicazione, nel preambolo, delle circostanze straordinarie di necessit e di urgenza che ne gi ustificano ladozione, nonch dellavvenuta deliberazione del Consiglio dei Ministri. 2. Il Governo non pu, mediante decreto-legge: a) conferire deleghe legislative ai sensi dellarticolo 76 della Costituzione; b) provvedere nelle materie indicate nellarticolo 72, quarto comma, della Costituzione; c) rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una delle due Camere; (non si possono reiterare i decreti-legge) d) regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti; (non si pu fare con decretolegge la legge di sanatoria) e) ripristinare lefficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento. 3. I decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. 4. Il decreto-legge pubblicato, senza ulteriori adempimenti, nella Gazzetta Ufficiale immediatamente dopo la sua emanazione e deve contenere la clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge. 5. Le modifiche eventualmente apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione, salvo che questultima non disponga diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge. 6. Il Ministro di grazia e giustizia cura che del rifiuto di conversione o della conversione parziale, purch definitiva, nonch della mancata conversione per decorrenza del termine sia data immediata pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
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REITERAZIONE Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 360 del 1996 non pi possibile reiterare i decreti-legge, prima il disegno di legge per la reiterazione andava presentato prima della scadenza per farne salvi gli effetti, per la prosecuzione temporale, perch se avessimo ripresentato lo stesso decreto-legge dopo la scadenza, quello precedente avrebbe cessato i suoi effetti fin dallorigine ( ex-tunc) e quindi sarebbe cessato lo scopo della reiterazione. per questo che c la specificazione prima dello scadere dei 60 giorni. La reiterazione dei decreti-legge in materie, ad esempio, come ledilizia, vanificava il presupposto di straordinaria necessit ed urgenza, dato che non si trattava di calamit naturali o simili, quindi diventava unurgenza soggettiva (lurgenza pu essere soggettiva o oggettiva), cio politica, perch inserita nel programma politico, mentre lurgenza oggettiva un qualcosa che si ha per urgente ed evidente a chiunque, ad esempio un crollo improvviso di un edificio od una calamit naturale. Ad esempio: gli scandali sugli appalti in cui sono state adottate procedure durgenza ed erano relativi ai campionati mondiali di nuot o: in questo caso lurgenza era dovuta solo allincuria dellamministrazione che ha atteso troppo tempo e poi ha dovuto correre ai ripari allultimo minuto facendo procedure durgenza, anche se levento si sapeva che si sarebbe svolto da cinque anni prima almeno. ABUSO NEL CASO DEI DECRETI LEGISLATIVI Si verifica quando viene data al Governo la cosiddetta delega in bianco, che significa che si d una delega troppo ampia, quasi indeterminata, per cui il Parlamento in sostanza cede il potere legislativo al Governo e quindi con violazione del principio di separazione dei poteri: in tutti i casi in cui il Governo assume poteri legislativi molto consistenti e che fa ratificare con voti di fiducia il suo operato dal Parlamento si sta vanificando la separazione dei poteri ed il Parlamento non diventa che un organo di ratifica di un potere legislativo passato al Governo. Altro abuso l eccesso di delega che si verifica quando, data una delega, il Governo va oltre i limiti posti dalla delega e disciplina una materia pi ampia o viola i principi e criteri direttivi. In questo caso leccesso di delega molto spesso pu essere sanato attraverso lapprovazione di una legge con lo stesso contenuto del decreto legislativo da parte del Parlamento (caso che si verifica sovente se non vi contrasto tra governo e parlamento, perch, ad esempio, un cittadino impugna il d. lgs. davanti alla Corte Costituzionale, la quale dichiara leccesso di delega ed allora, il giorno dopo, il parlamento approva una legge, in via durgenza, con lo stesso contenuto del d. lgs., sanando leccesso di delega). Il decreto legislativo viziato da eccesso di delega produce effetti fino a quando qualcuno non lo impugna. Il Presidente della Repubblica, durante la promulgazione, pu rinviarlo una sola volta alle Camere, nel caso di dubbio di incostituzionalit, ma non ha poteri costituzionalmente formalizzanti, cerca di attuare quella che viene chiamata moral suasion, cio cerca di dire al Governo che la norma illegittima, facendo delle osservazioni, per se il Governo, poi, lo forza lui deve emanare il decreto e quindi saranno poi i cittadini a doverlo impugnare davanti alla Corte Costituzionale. Il filtro del Presidente della Repubblica un filtro a maglie molto larghe, riesce a bloccare solo le incostituzionalit pi gravi, mentre le altre passano.

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LUNIONE EUROPEA
Tutti gli ordinamenti nazionali degli stati membri dellUnione Europea sono ancora ordinamenti sovrani, cio non riconoscono nessun soggetto a s superiore. In base allart. 11 della Costituzione italiana : L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Inizialmente lorgano previsto era lONU, poi, attraverso linterpretazione evolutiva, si utilizzata questa stessa disposizione per portare ladesione al Mercato Comune Europeo.

nel 1951 - 1952 Comunit europea del carbone e dellacciaio CECA nel 1957 1958 Trattato di Roma Trattato della Comunit Economica Europea (CEE) - Mercato Comune Europeo = unit economica europea EURATOM unit europea per lenergia atomica (in chiave post-bellica si voleva regolare anche il commercio delluranio e dei prodotti collegati allenergia atomica es. centrali nucleari) nel 1986 1987 Atto unico europeo la cooperazione politica si rafforza e si istituisce la Comunit Europea (CE) si inizia a sostenere che la Comunit non solo pi economica ma lintegrazione va oltre e diventa pi stretta per sostenere anche altri valori (tutela dellambiente, tutela sociale, sviluppo e lavoro) cade la parola Economica, proiettandosi verso lunione europea. nel 1992 1993 Trattato di Maastricht TUE = TRATTATO SULLUNIONE EUROPEA - la Comunit Europea diventa Unione Europea pone le basi della moneta unica (leuro). LUNIONE EUROPEA nasce il 1 Novembre 1993 a seguito dellentrata in vigore del Trattato sullUnione Europea firmato un anno e mezzo prima a Maastricht (citt olandese) (CECA + CEE + EURATOM) nel 1997 1999 Trattato di Amsterdam - Introdotto l'Alto Rappresentante, trasferiti poteri dal GAI alla CE, e integrati gli Accordi di Schengen nel 2001 2003 Trattato di Nizza - Preparazione in vista degli allargamenti (L'allargamento dell'Unione europea quel processo in base al quale nuovi stati chiedono di far parte dell'Unione europea tramite un percorso di adeguamento legislativo concordato. Esso possibile grazie all'ampliamento dei contenuti dei trattati costitutivi delle tre Comunit Europee. Dai sei stati fondatori delle Comunit europee il numero di stati membri costantemente cresciuto fino ai 27 attuali stati membri e altri stati europei hanno in corso trattative per l'adesione all'Unione.) nel 2004 - Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa (Costituzione europea) FALLITO NEL 2005 La Costituzione europea stato un trattato che si prefiggeva di consolidare tutti i trattati che si sono susseguiti (eccetto il Trattato Euratom) in un unico documento. La Costituzione semplificava la struttura dell'UE, prevedeva cambiamenti nel sistema di voto in Consiglio e creava una cooperazione strutturata per la politica estera. Il Trattato fu siglato a Roma il 29 ottobre 2004 con l'intento di renderlo operativo il 1 novembre 2006 dopo le ratifiche di tutti i paesi membri. Questo non avvenne poich la Francia (il 29 maggio 2005) e i Paesi bassi (il 1 giugno 2005) rigettarono il documento attraverso due referendum. Segu un "periodo di riflessione", durante il quale la Costituzione fu sostituita dal Trattato di Lisbona.
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nel 2007 2009 TRATTATO DI LISBONA - TFUE detto anche Trattato di Riforma perch sostituisce la Costituzione Europea bocciata ai referendum popolari francese ed olandese del 2005. Va ad intervenire sul Trattato di Roma del 1957 rimodificandolo ed integrandolo, senza sostituire, mentre la Costituzione Europea un testo completamente nuovo. la somma di due trattati: il Trattato UE, modificato ma il cui nome mantenuto, ed il Trattato FUE, sorto sulle ceneri del Trattato CE. Firmato il 13 dicembre 2007 a Lisbona si concluso con un sofferto procedimento di ratifica da tutti i 27 paesi membri. D vita ad un soggetto dotato di personalit giuridica internazionale nuovo: lUnione Europea. Questi Trattati (soprattutto TUE e TFUE) hanno il grave vizio che non sono un testo come la nostra Costituzione, non sono fatti per avvicinarsi ai cittadini, sono molto lunghi e complessi; occorrerebbe dare delle chiavi di lettura, delle sintesi che i cittadini possano possedere e capire e questo uno dei motivi che provoca la disaffezione verso le istituzioni europee. OBIETTIVI BASE rafforzare lunione del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, offrire maggior rappresentativit ai cittadini e far sentire la loro voce, chiarire la ripartizione delle competenze a livello nazionale ed europeo. Tutto si gioca sul riparto di competenze: quelle date allUnione Europea e quelle degli stati membri. Si dovuto poi dare un voto ponderato bilanciato sulla base della popolazione. Integrare la carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo. Vi una doppia tavola dei diritti: una nella costituzione italiana, la prima parte, ed una tavola dei diritti che la carta dei diritti fondamentali di Nizza, inoltre abbiamo una Corte di Giustizia Europea ma anche una Corte Europea dei diritti delluomo, che riguarda pi stati rispetto a quelli dellUnione Europea; le due carte dei diritti fondamentali ci riguardano direttamente come cittadini e gruppi sociali italiani ed abbiamo tre giudici: la Corte Costituzionale italiana, la Corte Europea dei diritti delluomo e la Corte di Giustizia Europea, quindi dovremo vedere come si armonizza la giurisprudenza di queste tre corti, garantendoci una tutela superiore dei nostri diritti fondamentali. Lefficacia giuridica piena dei diritti fondamentali si ha solo dal dicembre 2009, in cui entrata in vigore come parte integrante del Trattato FUE la Carta Europea dei diritti delluomo, prima era un documento che aveva valore poco pi che simbolico. Il Trattato sullUnione Europea (TUE) ha dato vita ad una struttura organizzativa caratteristica definita Unione a tre pilastri, per cui si intendono: 1. i vecchi Trattati sulle Comunit preesistenti (CE, CECA ed EURATOM) 2. la politica estera e di sicurezza comune (ancora da costruire) 3. la cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale. Caratteristica di questo sistema era che, data la mancanza di un accordo totale tra i membri, allinterno dellUnione, il primo pilastro veniva gestito attraverso il diritto comunitario, mentre gli altri due erano affidati alla cooperazione intergovernativa secondo le norme del diritto internazionale. Questa struttura stata consolidata dal Trattato di Lisbona - TFUE, che disciplina la cooperazione in materia di polizia e giustizia penale (terzo pilastro) con proprie procedure, mentre la politica estera e di sicurezza comune (secondo pilastro) disciplinata dalle procedure del TUE. Lanello di congiunzione tra il nostro ordinamento e quello europeo continua ad essere lart. 11 della Costituzione e ladesione e la ratifica del Trattato UE avvenuta con legge ordinaria del Parlamento italiano ma al trattato si riconosce rango costituzionale.

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ISTITUZIONI DELLUNIONE EUROPEA


CONSIGLIO EUROPEO composto da: Capi di Stato o di Governo degli stati membri Presidente del Consiglio Europeo Presidente della Commissione

e vi partecipa anche lalto rappresentante dellUnione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (il ministro degli esteri dellUnione), pu essere invitato il Presidente del Parlamento Europeo. Si riunisce almeno due volte ogni sei mesi a Bruxelles, la capitale dellUnione. Ha un presidente che viene eletto dal Consiglio Europeo a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta, il presidente del Consiglio Europeo rappresenta allesterno lUnione, fatte salve le competenze dellalto rappresentante; presiede ed anima i lavori del Consiglio Europeo, che prepara in cooperazione col presidente della Commissione, e ne assicura la continuit; facilita il raggiungimento del consenso e la coesione fra i componenti; presenta dopo ogni riunione una relazione al Parlamento Europeo.

lorgano di indirizzo politico dellUnione Europea: d allUnione limpulso necessario al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorit politiche generali. Non esercita funzioni legislative e non va confuso con il Consiglio (dei Ministri), decide per consenso, cio senza votare, salvo casi previsti dai trattati. CONSIGLIO (dei ministri) composto da: i ministri degli Stati membri, uno per ogni stato, competenti per materia e si riunisce in diverse formazioni (es. Consiglio ECOFIN Consiglio dei Ministri competenti in materia economico-finanziaria per lItalia il Min. Tremonti). Il Consiglio affari esteri presieduto dallalto rappresentante dellUnione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (il ministro degli esteri dellUnione), che si avvale di un servizio diplomatico denominato servizio europeo per lazione esterna; la presidenza delle altre formazioni del Consiglio affidata a turno ai rappresentanti di ciascun stato membro ogni 6 mesi con rotazione paritaria. Il Consiglio: esercita, insieme al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; garantisce il coordinamento e la sorveglianza delle politiche economiche, adottando indirizzi di massima; raccomanda le necessarie misure in caso di disavanzo eccessivo: se lo stato non provvede, pu intimargli di farlo ed eventualmente sanzionarlo; prende le decisioni relative alla politica estera e di sicurezza comune in base agli orientamenti generali e alle linee strategiche definiti dal Consiglio Europeo; decide sulle questioni aventi implicazioni militari, ad esempio linvio di missioni allestero;

Le decisioni vengono prese attraverso il meccanismo della maggioranza qualificata (salvo diversa previsione dei trattati) secondo le regole del Trattato di Nizza che prevede per ogni stato membro lassegnazione di un voto ponderato sulla base dimensionale dello stato (per lItalia 29 voti). HA POTERE NORMATIVO nella comunit europea e FUNZIONI DECISIONALI lorgano pi importante approva le direttive ed i regolamenti, i ministri portano lindirizzo politico del governo dello stato membro (potere sovrano). Non un organo permanente: i ministri si riuniscono e poi tornano ai loro rispettivi governi. In questorgano risiedono i poteri pi forti.

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PARLAMENTO EUROPEO attualmente composto da 754 membri, rappresentanti dei cittadini degli Stati membri eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni, con formula proporzionale diversa da stato a stato. diviso al suo interno in gruppi parlamentari politici, composti da non meno di 25 deputati eletti in almeno un quarto degli stati (partito popolare europeo, partito del socialismo europeo, liberali democratici e riformatori, verdi, sinistra unitaria europea). Essi lavorano suddivisi in 20 commissioni. Il Parlamento Europeo ha il proprio regolamento e di norma delibera a maggioranza dei voti espressi. Non ha una sede unica ma si divide tra Strasburgo, la sede ufficiale, Bruxelles, sede delle commissioni, e Lussemburgo, sede del segretariato e degli uffici. I suoi poteri si sono accresciuti nel tempo e, con il Trattato di Lisbona, egli: esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa; non ha liniziativa, ma pu chiedere alla Commissione di presentare progetti di atti legislativi; per ladozione degli atti si avvale della procedura legislativa ordinaria che parifica Parlamento e Consiglio; esercita, con il Consiglio, la funzione di bilancio; esercita inoltre funzioni di controllo politico e funzioni consultive; elegge il presidente della Commissione e ha il potere di obbligare alle dimissioni collettive i membri della Commissione; pu istituire commissioni di inchiesta; pu rivolgere interrogazioni sia alla Commissione che al Consiglio; pu formulare raccomandazioni sulla politica estera e di sicurezza comune al Consiglio e allalto rappresentante; elegge il Mediatore Europeo, cio lorgano che ha funzioni di difensore civico, al quale chiunque pu rivolgersi per denunciare i casi di cattiva amministrazione. COMMISSIONE EUROPEA un organo stabile, permanente, composto da 27 membri (uno per ogni stato), inclusi il presidente e lalto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Dura in carica 5 anni. 1. Il Consiglio Europeo, sulla scorta dei risultati elettorali del Parlamento Europeo, sceglie, a maggioranza qualificata, il presidente della Commissione, che viene eletto dal Parlamento a maggioranza dei membri; 2. il Consiglio Europeo ed il presidente neoeletto individuano i componenti della Commissione sulla base delle proposte dei singoli stati; 3. lintera Commissione, incluso lalto rappresentante, viene approvata dal Parlamento Europeo e nominata dal Consiglio Europeo. La Commissione ha responsabilit collettiva davanti al Parlamento che, a maggioranza di due terzi dei voti purch corrispondenti alla maggioranza dei membri, pu approvare la mozione di censura; se approvata lintera Commissione e lalto rappresentante devono dimettersi. I Commissari sono di stanza a Bruxelles ed operano giornalmente in commissione. Sono tecnici, competenti per materia, indipendenti e nominati dai governi (c solo pi un commissario per ogni stato membro, in totale 27). E lorgano pi avanzato dellintegrazione europea. E al vertice degli apparati burocratici ed elabora progetti di direttive, suddivisa in divisioni. In particolare a. ha liniziativa degli atti legislativi, che spetta solo alla Commissione e a nessun altro organo; dispone di poteri normativi delegati e di esecuzione; b. presenta il progetto annuale di bilancio e gli d esecuzione; c. vigila sullapplicazione del diritto dellUnione (custode dei trattati): se uno stato non adempie ai suoi obblighi la Commissione pu metterlo in mora, cio intimargli a provvedere, per poi fare ricorso alla Corte di Giustizia Europea attraverso la procedura dinfrazione; pu ricorrere altres alla suprema Corte nellambito della procedura di controllo sugli aiuti di stato concessi dagli stati membri alle imprese; d. pu rivolgere avvertimenti agli stati membri per coordinare le politiche economiche; sorveglia la situazione di bilancio in ciascuno stato e pu proporre al Consiglio di iniziare una procedura per disavanzo eccessivo. ORGANO ESECUTIVO che agisce in piena indipendenza nellinteresse della comunit con il divieto di accettare istruzioni da alcun governo. PROPONE LA NUOVA LEGISLAZIONE.

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CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA composta da 27 giudici, assistiti da almeno 8 avvocati generali che studiano le cause e sottopongono alla Corte le loro proposte di conclusione. Sono tutti nominati dai governi per 6 anni fra personalit di indiscussa indipendenza e competenza; i giudici eleggono al proprio interno il presidente. Ha un proprio statuto ed un proprio regolamento. Ha sede a Lussemburgo. il compito generale della Corte assicurare il rispetto del diritto nellinterpretazione e nellapplicazione dei trattati e giudica le controversie: fra stati membri europei fra stati membri europei ed Unione Europea, es. Commissione Europea che contesta una scelta italiana che recepisce in un certo modo una direttiva fra istituzioni dellUnione fra persone fisiche o giuridiche e lUnione (limitatamente ad alcuni casi)

Tribunale di primo grado Giudici e avvocati generali nominati dai governi. il garante del rispetto degli obblighi derivanti dai Trattati dellUnione (si pronuncia sullinterpretazione e sue applicazioni). il giudice degli Stati membri, che vengono convocati per inadempimento degli obblighi derivanti dai Trattati. Ha inventato sanzioni innovative e significative per la responsabilit degli Stati membri, con un ruolo decisamente importante. Ha fatto virare lordinamento europeo da civil law a common law. Le sentenze hanno efficacia di precedente vincolante ma anche valore normativo e diventano fonti, integrando le norme, sono sentenze interpretative che diventano vincolanti. Esempio: LUnione Europea approva una direttiva che impone di prevedere un fondo a favore dei lavoratori delle imprese che falliscono in base al quale se io, come dipendente, non ho ricevuto pagamenti di stipendio, questo fondo, che lo stato deve prevedere, mi pagher una certa percentuale degli stipendi degli ultimi sei mesi che non ho ricevuto. un esempio di tutela sociale del cittadino dellUnione. LItalia non aveva recepito questa direttiva e non aveva creato quel fondo, allora una certa Sig.ra Francovich, ti tolare di unimpresa tessile italiana del nord-est, in fase di fallimento ha sollevato la questione richiedendo al giudice la percentuale prevista dalla direttiva europea ma non attuata dal nostro paese. La Corte di Giustizia ha detto che lo stato doveva prevederlo quindi deve trovare le risorse e pagare tutti gli stipendi, non solo una percentuale ma tutto il dovuto, a questa Sig.ra. Alla Corte di Giustizia si affianca il Tribunale, competente per le azioni intraprese dalle persone fisiche o giuridiche (non per i ricorsi degli stati o delle istituzioni) e per le controversie tra lUnione Europea ed i propri funzionari. Anchesso composto da un giudice per ogni stato membro ( 27 giudici) e le sue decisioni possono essere impugnate davanti alla Corte solo per motivi di legittimit (interpretazione del diritto). Banca Centrale Europea (BCE) Ha personalit giuridica propria ed elevato grado di indipendenza rispetto alle altre istituzioni ed ai governi, dai quali non pu accettare o ricevere istruzioni; ha anche poteri normativi. Ha sede a Francoforte. Il presidente della BCE nominato per 8 anni, con mandato non rinnovabile, dal Consiglio Europeo a maggioranza qualificata, con gli altri 5 membri del comitato esecutivo. Il ruolo fondamentale quello di politica monetaria, avendo il diritto esclusivo di autorizzare lemissione di banconote in euro allinterno dellUnione. Insieme alle banche centrali nazionali costituisce il Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e lEurosistema, che ha compito di assicurare i l mantenimento della stabilit dei prezzi e sostenere le politiche economiche dellUnione Europea. Corte dei Conti Europea composta da 27 membri nominati per 6 anni dal Consiglio. Organo importante ma secondario che esercita la funzione di assicurare il controllo sui conti europei.

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FONTI DELLUNIONE EUROPEA


Le fonti comunitarie le equipariamo alle fonti nazionali: non c gerarchia sulle fonti ma vige il principio di competenza per materia. Esse sono i TRATTATI, i REGOLAMENTI e le DIRETTIVE. REGOLAMENTI In determinate materie lUnione pu emanare dei REGOLAMENTI, che non hanno nulla a che fare con le fonti regolamentari del nostro ordinamento, fonti secondarie, ma sono FONTI PRIMARIE che diventano immediatamente efficaci in tutto lordinamento europeo , cio sono direttamente applicabili in ciascuno degli stati membri, essendone anzi vietato cambiarne il nome (numero, anno e titolo Reg. UE 2935-2011) che deve rimanere quello assegnato dallUnione Europea. Ad esempio: un regolamento in materia agricola prevede sovvenzioni per la coltivazione di tot ettari di terreno a colza; lagricoltore non va a chiedere i contributi allUnione Europea, ma lo stato italiano dovr predisporre lattuazione di questo regolamento comunitario e dir: Per il contributo lagri coltore deve rivolgersi allufficio provinciale che avr il modulo in cui compila e dichiara . DIRETTIVE Le DIRETTIVE COMUNITARIE invece sono quelle che pongono degli obiettivi, dei fini da raggiungere. LUnione Europea emana la direttiva quando vuole che gli stati membri raggiungano dei fini ma lascia la scelta dei mezzi per raggiungerli agli stati, quindi ununica direttiva apre a 27 recepimenti diversi, cio 27 leggi nazionali che recepiscono quella direttiva. Vincola lo stato membro cui rivolta per quanto riguarda il fine da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali sulle forme e sui mezzi. Da qui scattano spesso gli inadempimenti perch se lo stato non attua la direttiva nei termini prestabiliti inadempiente. Fattore centrale rimane comunque lobiettivo comune, ad es.: lapertura del mercato degli appalti pubblici alle imprese europee; labolizione di certi tipi di dazi doganali. Altri strumenti del Diritto Europeo Le DECISIONI non sono pi fonti del diritto, perch non sono generali ed astratte, ma sono solo ATTI OBBLIGATORI per i destinatari o per uno stato membro e le RACCOMANDAZIONI ed i PARERI sono atti non vincolanti di indirizzo politico. Vi sono poi i LIBRI BIANCHI ed i LIBRI VERDI, che sono degli indirizzi che lUnione Europea d, delle interpretazioni date su certe materie, che non hanno ancora una struttura vincolante, anzi i libri verdi spesso nascono per interpellare gli stati membri su determinate materie; in seguito allesito della creazione di un libro verde pu poi seguire ladozione di un regolamento o di una direttiva. LUnione Europea ha un modo di legiferare molto oculato perch non impone una riforma legislativa in modo forzato ma, in seguito ad uninterpellanza dei popoli dellunione, si decide di addive nire alla disciplina di una materia, ad esempio il libro verde della disciplina sugli appalti pubblici del 2004, in corso di consultazione per la modifica. PROCEDIMENTO PER LADOZIONE DELLE FONTI Liniziativa in questo caso della Commissione Europea, perch in possesso dellapparato burocratico e quindi i poteri e le risorse, le strutture per elaborare i progetti di direttiva o di regolamento. 1. La Commissione Europea predispone un progetto di Regolamento o Direttiva, attraverso le Divisioni competenti per materia 2. il progetto viene discusso dal Parlamento e dal Consiglio dei Ministri; il Parlamento avr poteri di consultazione mera o di cooperazione e condecisione 3. chi decide e approva regolamenti e direttive il Consiglio dei Ministri, secondo procedure che vanno a calibrare la partecipazione ed i poteri che ha il Parlamento (potere di veto) Pi aumentano le procedure di condecisione (e con il Trattato di Lisbona sono aumentate) pi aumentano i poteri del Parlamento, pi aumentano quelli di una democrazia europea. La Corte di Giustizia Europea, qualora gli stati membri non recepiscano le direttive, cosa pu fare per contrastare gli inadempimenti? Le direttive UE prevedono i fini da raggiungere, ma danno anche un termine (uno, due o tre anni). Il Trattato non dice cosa succede se gli stati non osservano questo termine, ma lha elaborato la Corte di Giustizia in una sentenza importante che ha efficacia normativa per tutti gli stati membri: se il termine per il recepimento decorso, sono sufficientemente precise, sono incondizionate (non viene escluso nel testo della direttiva la possibilit di renderla specificabile) diventano direttamente applicabili come i regolamenti e sono le cosiddette direttive self executing (auto-applicative). Fino allo scadere del termine la direttiva non
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applicabile ma, soltanto se scaduta e non stata recepita, si pu adire in giudizio alla Corte di Giustizia Europea chiedendo lapplicazione al caso concreto come se fosse un regolamento che d direttamente dei diritti, mentre di solito la direttiva, nella sua impostazione, creata per porre vincoli agli stati, ma non d diritti ai cittadini. Questidea delle direttive scadute che danno diritti ai cittadini uninvenzione giurisprudenziale della Corte di Giustizia, che ha voluto in questo modo andare contro gli stati ed allearsi con i cittadini, tutelando una fascia sociale debole e la sentenza della Corte di Giustizia vale come legge. Il giudice italiano non deve risollevare la questione davanti alla Corte di Giustizia ma applica direttamente la direttiva scaduta, perch il principio c gi. La norma comunitaria, quando viene a prevalere sulla norma nazionale, nelle materie assegnate alla competenza della Corte di Giustizia, pu essere applicata direttamente da qualunque giudice. Il giudice italiano applica direttamente il diritto comunitario, subito, direttamente e disapplica il diritto italiano difforme. Principio di competenza per materia. Lunico limite (teorico) il contrasto della norma europea con i principi fondamentali della Costituzione italiana. Il caso che ha creato ed esteso il principio della disapplicazione del diritto nazionale se in contrasto con quello comunitario quello dei Mondiali di Calcio Italia 90 Stadio Meazza di Milano nella costruzione di stadi a Milano si arrivati allultimo momento, turni forzati di lavoro perch le opere dovevano essere finite entro il termine, ecc. in sostanza negli appalti pubblici, in base alle direttive comunitarie, si prevedeva che se una ditta presenta unofferta che sembra troppo bassa non la si pu escludere automaticamente, attraverso una formula matematica come diceva la norma italiana, ma lEuropa impone il confronto in contradditorio (limpresa deve spiegare chiaramente come pu fare quellofferta in ribasso , rispettando tutta la normativa) nel caso di specie il Governo aveva emanato un decreto-legge che imponeva lesclusione automatica dellofferta anormalmente bassa (dovera lurgenza poi?) e allora la ditta che aveva presentato lofferta pi bassa si appell alla direttiva europea che prevedeva il confronto in contradditorio, ma i funzionari del Comune di Milano applicarono il D.L. escludendo la ditta miglior offerente ed affidando i lavori alla ditta di Cresti (allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi e Sindaco di Milano Paolo Pilliteri), che intanto realizzava le opere. La ditta esclusa impugna (lanomalia era dello 0,46%) e scoppia lo scandalo che porter a tangentopoli, il giudice italiano impugna davanti alla Corte di Giustizia lesclusione automatica e questa si pronuncia con sentenza che stabilisce che non solo il giudice ha lobbligo di disapplicare il decreto legge che viola e contrasta la direttiva comunitaria ma anche il funzionario del Comune di Milano, ponendo lobbligo a tutti i funzionari pubblici, vincolo che porta a delle responsabilit. Lobbligo di disapplicazione delle norme nazionali in contrasto con il diritto europeo non solo per i giudici ma anche per le pubbliche amministrazioni. LEGGE COMUNITARIA (ORA EUROPEA) In Italia si cercato concepire una legge contenitore che recepisca le direttive comunitarie emanate nel corso dellanno in questione, la cosiddetta LEGGE COMUNITARIA. Fin dal 1989, con la Legge La Pergola (La Legge La Pergola, nome tecnico legge 9 marzo 1989, n.86, un importante atto normativo che prende il nome dall'allora "ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie" proponente Antonio La Pergola. Di fatto ha segnato un sensibile cambiamento a livello sostanziale della ricezione, in Italia, degli atti normativi dell'Unione Europea, in particolar modo le direttive. La nazione, prima di questa legge, era una delle pi lente nel recepire le iniziative comunitarie.), si previsto che si disciplinasse ogni anno il recepimento delle direttive europee con una specifica legge, come si fa ad esempio con la legge finanziaria. La legge comunitaria si approva per lanno precedente: per tutte le direttive approvate nellanno precedente che andranno a scadere nellanno in corso o nel prossimo, a seconda d el termine di scadenza. In questa legge, data lobbiettiva impossibilit di recepire molte direttive con un atto solo, vengono affidate le deleghe per il recepimento al Governo: un contenitore di leggi-delega. I principi ed i criteri direttivi sono gi contenuti nelle stesse direttive. La legge comunitaria conterr un elenco di deleghe per cui non prevista lapprovazione parlamentare, quelle la cui durata non eccede i due anni, un altro per le direttive a pi lunga scadenza, con il parere delle commissioni parlamentari, ed un altro possibile elenco con le direttive di regolamenti di delegificazione se si vuole attuare qualche fonte europea come fonte secondaria. Con questo meccanismo il Parlamento non partecipa quasi alla fase ascendente della definizione della direttiva, non partecipa quasi alla fase di recepimento e quindi tutto lambito della direttiva comunitaria qualcosa che si gioca al Governo: in sede di Consiglio dei Ministri, col Ministro che partecipa al Consiglio Europeo dei Ministri, ed in sede di recepimento, col Decreto Legislativo di recepimento. un altro caso di depotenziamento del Parlamento che su tutta la partita europea non ha pi ruolo o se lo ha puramente formale perch limitato alla legge-delega. IL RAPPORTO TRA ORDINAMENTI Lo Stato come ordinamento sovrano al suo interno applica i criteri di gerarchia, competenza e cronologia nel rapporto tra le fonti. Se per lo facciamo tra ordinamenti, ad esempio, in base allart. 5 Cost., lo facciamo con Nando Boccon - 2011 64

la Regione: abbiamo che la Regione ha determinati poteri che lo Stato, la Costituzione, le d, e, nellambito delle fonti regionali anche l vige gerarchia e competenza. Lo stesso riconoscimento (=derivazione di poteri) avviene presso laltro ordinamento, quello sovraordinato, (lUnione E uropea) ma sempre ordinamento derivato: la logica la stessa. Questo schema regola anche i rapporti tra Regioni ed Enti locali: ad esempio, in materia di politica agricola, lo Stato delega i propri poteri allUnione Europea, lUnione Europea quindi attribuisce dei finanziamenti, ma siccome la competenza in materia di agricoltura trasferita in gran parte alle Regioni, questi finanziamenti vanno alle Regioni, quindi poi lUnione Europea trasferisce i fondi alle Regioni. Le Regioni per non li erogano direttamente, ma li passano agli uffici comunali o provinciali, che erogano quella somma di denaro. Sulla base di una limitazione di sovranit nazionale che fa s che gli stati trasferiscono parte dei propri poteri allUnione Europea, questi poteri vengono poi attributi per competenza per materia allUnione Europea, per competenza per materia alla Regione e poi per competenza funzionale amministrativa agli Enti Locali. Ma anche competenza come principio che regola i rapporti tra enti derivati: Regione-Ente Locale Unione Europea-Ente Locale Unione Europea-Regione. LUnione Europea trasferisce determinati fondi (es. fondo sociale europeo) alle Regioni, che considera dei vari obiettivi di sviluppo per determinati tipi di progetti.

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LA PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA COMMISSIONE EUROPEA Proposta di atto giuridico (regolamento, direttiva, decisione)

PARLAMENTO EUROPEO

1 lettura 1 lettura

CONSIGLIO

2 lettura entro 3 mesi

Motivare + parere della Commissione

Approvazione con emendamenti

Approvazione

2 lettura entro 3 mesi

alla firma

Atto respinto

Approvazione
o mancata pronuncia

Approvazione con emendamenti


(a maggioranza)

parere della Commissione

Approvazione
alla firma (a maggioranza qualificata o allunanimit se parere contrario Commissione)

Non approva

PARLAMENTO EUROPEO

CONSIGLIO
alla firma

COMITATO DI CONCILIAZIONE
paritetico ConsiglioParlamento + Commissione da mediatore

6 settimane
3 lettura

ACCORDO approvato senza modifiche

Nessuna decisione ACCORDO LATTO NON E ADOTTATO

6 settimane NON ACCORDO

FIRMA del Presidente del Parlamento Europeo e del Presidente del Consiglio

LATTO NON E ADOTTATO

PUBBLICAZIONE sulla Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea nelle 23 lingue


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20 giorni

ENTRATA IN VIGORE 66

LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA composta da 27 giudici, assistiti da almeno 8 avvocati generali che studiano le cause e sottopongono alla Corte le loro proposte di conclusione. Sono tutti nominati dai governi per 6 anni fra personalit di indiscussa indipendenza e competenza; i giudici eleggono al proprio interno il presidente. La Corte ha un proprio statuto ed un proprio regolamento. Ha sede a Lussemburgo. Pronuncia delle sentenze che hanno efficacia normativa. Sono sentenze interpretative. Si pronuncia in via pregiudiziale sullinterpretazione delle norme del trattato sul diritto derivato. Il diritto derivato tutto il diritto che deriva dal trattato. Il Consiglio dei Ministri Europeo pu emanare direttive perch diritto derivato dal trattato: a seguito della stipula del trattato gli stati membri hanno affidato la disciplina di alcune materie allUnione Europea ed allora ricade sugli stati un diritto che deriva dal trattato. Da questo diritto scattano gli obblighi di applicazione diretta o di recepimento. Il Trattato va letto e studiato insieme alla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, perch non si conosce bene il Trattato UE se non si conosce bene la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea che ha applicato quelle norme e ne ha esplicitato il significato con efficacia normativa che si somma allefficacia normativa delle disposizioni scritte nel trattato. La corte giudica le controversie: fra stati membri europei fra stati membri europei ed Unione Europea, es. Commissione Europea che contesta una scelta italiana che recepisce in un certo modo una direttiva fra istituzioni dellUnione fra persone fisiche o giuridiche e lUnione (limitatamente ad alcuni casi)

LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLUNIONE EUROPEA (CARTA DI NIZZA)


Contiene le regole istituzionali dellUnione Europea, che corrispondono alle regole istituzionali della Costituzione italiana artt. 1- 54. Dal preambolo: I popoli d'Europa, nel creare tra loro un'unione sempre pi stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni. Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignit umana, della libert, dell'uguaglianza e della solidariet (libert, galit, fraternit, della Rivoluzione Francese); essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libert, sicurezza e giustizia. L'Unione contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo di questi valori comuni nel rispetto della diversit delle culture e delle tradizioni dei popoli d'Europa, nonch dell'identit nazionale degli Stati membri e dell'ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale (lEuropa, nellessere riconosciuta dallItalia, riconosce anche le nostre autonomie locali e le legittima in chiave europea es. il Comitato Europeo per le Regioni, che assumono quindi un ruolo anche europeo); essa si sforza di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile (nasce dai trattati internazionali lidea nuova di uno sviluppo che soddisfa i bisogni attuali per tenendo conto delle generazioni future, senza pregiudicarne lo sviluppo un concetto trasversale oltre a ci la qualit della vita non viene pi valutata solo con il P.I.L. ma in base a tanti aspetti che esulano dal mero reddito: qualit dei servizi, contesto ambientale e sociale, urbano) e assicura la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali (libert fondamentali dellEuropa che nasce come mercato unico europeo) , nonch la libert di stabilimento. A tal fine necessario rafforzare la tutela dei diritti fondamentali, alla luce dell'evoluzione della societ, del progresso sociale e degli sviluppi scientifici e tecnologici, rendendo tali diritti pi visibili in una Carta. La presente Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti dell'Unione (rispetto ai compiti degli stati membri) e del principio di sussidiariet (lo troviamo nellart. 118 della Costituzione italiana, significa che lUnione Europea svolge solo le attivit nelle materie in cui si dimostri che lazione degli stati non efficace, ad esempio il coordinamento della tutela ambientale dopo lepisodio nucleare di Chernobyl, in Ucraina sussidiario lente che sostituisce lente che non riesce a soddisfare il bisogno o meglio riesce a
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soddisfarlo lente superiore come se fosse un tubo verticale: le competenze possono essere portate verso il basso se dico che sono svolte meglio al livello vicino al cittadino, oppure le posso portare verso lalto se mi rendo conto che non si possono soddisfare a livello locale in Italia, ai sensi dellart. 118 Cost., la sussidiariet stata trascritta pensando di dire le funzioni amministrative vanno esercitate al livello pi vicino ai cittadini, solo per se lente locale adeguato, un comune di 5.000 o addirittura 500 abitanti, molto spesso non adeguato, quindi la competenza ritorna su, alla Provincia, alla Regione, allo Stato, allUnione Europea sussidiariet verticale), i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libert fondamentali (raggruppa pi stati rispetto a quelli dellU.E. ed precedente) , dalle carte sociali adottate dall'Unione e dal Consiglio d'Europa, nonch dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e da quella della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU quella che ha pronunciato la sentenza sul crocifisso) (ci sono tre istanze che garantiscono i diritti fondamentali: la Corte europea dei diritti dell'uomo, che non centra con lapparato dellUnione Europea, la Corte di Giustizia delle comunit europee e la magistratura nazionale) . In tale contesto, la Carta sar interpretata dai giudici dell'Unione e degli Stati membri tenendo in debito conto le spiegazioni elaborate sotto l'autorit del praesidium della Convenzione che ha redatto la Carta e aggiornate sotto la responsabilit del praesidium della Convenzione europea. Art. 118 della Costituzione Italiana Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Citt metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiariet, differenziazione ed adeguatezza. (sussidiariet verticale), I Comuni, le Province e le Citt metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell'articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali. Stato, Regioni, Citt metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attivit di interesse generale, sulla base del principio di sussidiariet. Il godimento di questi diritti fa sorgere responsabilit e doveri nei confronti degli altri come pure della comunit umana e delle generazioni future. Pertanto, l'Unione riconosce i diritti, le libert e i principi enunciati qui di seguito. CAPO I DIGNIT Articolo 1 Dignit umana La dignit umana inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata. Articolo 2 Diritto alla vita 1. Ogni individuo (nato = capacit giuridica) ha diritto alla vita. 2. Nessuno pu essere condannato alla pena di morte, n giustiziato. Articolo 3 Diritto all'integrit della persona 1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrit fisica e psichica. 2. Nell'ambito della medicina e della biologia (es. il testamento biologico) devono essere in particolare rispettati: . il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalit definite dalla legge, . il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone,
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. il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro, . il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani. (da qui discende il Divieto di fecondazione eterologa) Articolo 4 Proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti Nessuno pu essere sottoposto a tortura, n a pene o trattamenti inumani o degradanti. (protesta carceraria) Articolo 5 Proibizione della schiavit e del lavoro forzato 1. Nessuno pu essere tenuto in condizioni di schiavit o di servit. 2. Nessuno pu essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio. 3. proibita la tratta degli esseri umani. CAPO II LIBERT Articolo 6 Diritto alla libert e alla sicurezza Ogni individuo ha diritto alla libert e alla sicurezza. Articolo 7 Rispetto della vita privata e della vita familiare Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle sue comunicazioni. Articolo 8 Protezione dei dati di carattere personale 1. Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano. 2. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealt, per finalit determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la rettifica. 3. Il rispetto di tali regole soggetto al controllo di un'autorit indipendente. Articolo 9 Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio. Articolo 10 Libert di pensiero, di coscienza e di religione 1. Ogni individuo ha diritto alla libert di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libert di cambiare religione o convinzione, cos come la libert di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti. 2. Il diritto all'obiezione di coscienza riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio. Articolo 11 Libert di espressione e d'informazione 1. Ogni individuo ha diritto alla libert di espressione. Tale diritto include la libert di opinione e la libert di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorit pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libert dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
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Articolo 12 Libert di riunione e di associazione 1. Ogni individuo ha diritto alla libert di riunione pacifica e alla libert di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi. 2. I partiti politici a livello dell'Unione contribuiscono a esprimere la volont politica dei cittadini dell'Unione. Articolo 13 Libert delle arti e delle scienze Le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libert accademica rispettata. Articolo 14 Diritto all'istruzione 1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione e all'accesso alla formazione professionale e continua. 2. Questo diritto comporta la facolt di accedere gratuitamente all'istruzione obbligatoria. 3. La libert di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, cos come il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio. Articolo 15 Libert professionale e diritto di lavorare 1. Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata. 2. Ogni cittadino dell'Unione ha la libert di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro. 3. I cittadini dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti a quelle di cui godono i cittadini dell'Unione. Articolo 16 Libert d'impresa riconosciuta la libert d'impresa, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali. Articolo 17 Diritto di propriet 1. Ogni individuo ha il diritto di godere della propriet dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredit. Nessuno pu essere privato della propriet se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennit per la perdita della stessa. L'uso dei beni pu essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale. 2. La propriet intellettuale protetta. Articolo 18 Diritto di asilo Il diritto di asilo garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato che istituisce la Comunit europea. Articolo 19 Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione 1. Le espulsioni collettive sono vietate. 2. Nessuno pu essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.
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RISERVA DI LEGGE
Si ha una riserva di legge quando la disciplina di una particolare materia data tutta o in parte dalla legge (o altra fonte primaria). E stata stabilita dal potere costituente per dare una tutela privilegiata a determinate materie . Se lo stato sovrano pu legiferare in tutte le materie, poi se attribuisce delle competenze allUnione Europea si limita in quelle materie. Perch il costituente, le riserve di legge si trovano nella Costituzione, ha riservato alla legge la disciplina di certe materie? Per garantirci una tutela migliore rispetto alla disciplina data alle fonti secondarie. Il costituente ha stabilito che certe materie erano disciplinate dalla legge, fonte primaria, per assicurarne il controllo parlamentare, quindi democratico, quindi evitare, ad esempio, che sia un regolamento del ministro che mi possa far finire in galera perch ho trasgredito una sua indicazione. La riserva di legge ha una chiave di tutela per i cittadini. Pensiamo alla riserva di legge pi nota, quella assoluta, che significa che tutta quella materia regolata solo per legge, che quella penale: il consiglio comunale di Cuneo non pu inventarsi un reato, perch non sarebbe garantista per i cittadini, ma neanche il ministro della giustizia pu inventarsi un reato, perch la materia penale, siccome tocca le libert fondamentali, una materia che i costituenti, che avevano subito le carcerazioni ingiustificate o politiche, avevano ben chiara e volevano evitarne i soprusi per le generazioni future, prevedendo quindi, in questa e altre, la disciplina esclusiva per legge o atti aventi forza di legge (fonti primarie). Le RISERVE DI LEGGE si trovano solo nella Costituzione perch le fonti primarie sono a carattere CHIUSO cio sono quelle della Costituzione e non ne possono essere create altre. La riserva di legge una fonte sulla produzione. Aspetto positivo: divieto di intervenire da parte di altri atti diversi dalla legge Aspetto negativo: lobbligo di intervenire nella materia riservata

LA RISERVA DI LEGGE pu essere: 1. COSTITUZIONALE quando la Costituzione impone che una data materia sia disciplinata con legge costituzionale Art. 71 L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. Art. 71 c la riserva di legge costituzionale che pu essere utilizzata per conferire ad altri organi il potere di iniziativa legislativa (fino ad oggi non si andati al referendum perch leggi approvate con la maggioranza dei 2/3. Solo nel 2001 approvato a maggioranza assoluta) Art. 137 Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilit dei giudizi di legittimit costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte. RISERVA DI LEGGE COSTITUZIONALE Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte. RISERVA DI LEGGE ORDINARIA Contro le decisioni della Corte costituzionale non ammessa alcuna impugnazione. 2. ORDINARIA disciplina riservata alle fonti di rango primario (tutte non solo la legge) Pu essere: ASSOLUTA: Si ha quando la disciplina di una materia riservata, in tutto, alla fonte primaria, con esclusione delle fonti secondarie (es. materia penale i reati non pu essere disciplinata con regolamento, tranne regolamenti attuativi delle leggi in materia penale, es. elenco delle sostanze stupefacenti, in continuo aggiornamento, dato da un D.M.). Esempio Art. 13 comma 2 - Art. 16 comma 1 Art. 13 La libert personale inviolabile. Non ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, n qualsiasi altra restrizione della libert personale, se non per atto motivato dall'autorit giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
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In casi eccezionali di necessit ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorit di pubblica sicurezza pu adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorit giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. Art. 16 Ogni cittadino pu circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit o di sicurezza. Nessuna restrizione pu essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. RELATIVA: Si ha quando la fonte primaria deve stabilire i principi fondamentali della materia e la fonte secondaria serve a stabilire la disciplina di dettaglio di quella materia Esempio Art. 41 comma 3 Cost. Art. 41 L'iniziativa economica privata libera. Non pu svolgersi in contrasto con l'utilit; sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch l'attivit economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. RINFORZATA O AGGRAVATA: Si ha quando impone che una data materia sia disciplinata dalla legge (o altro atto avente forza di legge) e disciplina essa stessa una parte della materia vincolando lintervento del legislatore o stabilisce che lintervento del l egislatore avvenga secondo determinate procedure. Art. 16 Ogni cittadino pu circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit o di sicurezza. Nessuna restrizione pu essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. RISERVA DI LEGGE ASSOLUTA RINFORZATA Art. 97 I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e limparzialit dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilit proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge. RISERVA DI LEGGE RELATIVA RINFORZATA Non si possono abolire i concorsi pubblici nella pubblica amministrazione: il dirigente non pu scegliere liberamente come nel privato chi assumere, ma devono essere rispettati i principi di buon andamento ed imparzialit. Non possibile per distinguere se la riserva assoluta o relativa, bisogna rifarsi allinterpretazione della Corte Costituzionale (sulle libert individuali = R. Assoluta - sui Pubblici Uffici = R. Relativa)

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REGOLAMENTI
Sono atti normativi deliberati dal Governo, sono fonti secondarie. Possono essere GOVERNATIVI o DEI SINGOLI MINISTRI. I regolamenti dello stato necessitano di una fonte sulla produzione (che sar quindi una fonte primaria) LEGGE 400 DEL 1988 ARTICOLO 17 (attuativa)

*Art. 17* *Regolamenti* 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro (novanta) quarantacinque giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonch dei regolamenti comunitari
(34)

b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) [l'organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali]
(35)

2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potest regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari (36) (37) . 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorit sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di pi ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessit di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di regolamento, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei princpi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei criteri che seguono: a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione; b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilit eliminando le duplicazioni funzionali; c) previsione di strumenti di verifica periodica dell'organizzazione e dei risultati; d) indicazione e revisione periodica della consistenza delle piante organiche; e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei compiti delle unit (38) dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali . Nando Boccon - 2011 73

4-ter. Con regolamenti da emanare ai sensi del comma 1 del presente articolo, si provvede al periodico riordino delle disposizioni regolamentari vigenti, alla ricognizione di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita e allespressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la loro funzione o sono prive (39) di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete .

(34) Lettera cos modificata dall'art. 11, L. 5 febbraio 1999, n. 25. (35) Lettera abrogata dall'art. 74, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, e dall'art. 72, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165. (36) Comma cos modificato dalla lettera a) del comma 1 dell'art. 5, L. 18 giugno 2009, n. 69. (37) La Corte costituzionale, con sentenza 7-22 luglio 2005, n. 303 (Gazz. Uff. 27 luglio 2005, n. 30, 1 Serie speciale), ha dichiarato inammissibile la questione di legittimit costituzionale dell'art. 17, comma 2, sollevata in riferimento agli artt. 23, 70, 76 e 77 della Costituzione. (38) Comma aggiunto dall'art. 13, L. 15 marzo 1997, n. 59. (39) Comma aggiunto dalla lettera b) del comma 1 dell'art. 5, L. 18 giugno 2009, n. 69. In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.P.R. 13 dicembre 2010, n. 248.

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REGOLAMENTI GOVERNATIVI
Sono atti normativi deliberati dal Governo ( Consiglio dei Ministri ) La funzione normativa secondaria del Governo necessita di un fondamento in una fonte primaria che individui: o o Lorgano competente ad esercitarlo Le materie che possono esserne oggetto (tutte quelle non soggette a riserva di legge)

Sono subordinati alla legge in quanto fonti secondarie Possono intervenire solo in materie non coperte da riserva di legge assoluta o riserve di legge costituzionale

PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEI REGOLAMENTI GOVERNATIVI Art. 17 legge 400/1988

Deliberazione del CONSIGLIO DEI MINISTRI

Parere del CONSIGLIO DI STATO OBBLIGATORIO nella richiesta non VINCOLANTE nella decisione ENTRO 45 GIORNI

Deliberazione definitiva del CONSIGLIO DEI MINISTRI

Emanazione con D.p.R.

Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

Visto e registrazione della CORTE DEI CONTI

Il VISTO serve a garantire la legittimit-regolarit amministrativo-contabile del regolamento. E un controllo che ne sospende lefficacia. Il CONSIGLIO DI STATO composto da sezioni che danno pareri e sezioni che emanano sentenze. DOPPIA NATURA, qui ha una funzione di consulenza (Art. 100 Cost.) La CORTE DEI CONTI interviene in questo processo per una questione economica: devono esserci i fondi. E un organo ausiliario del governo ed anche giudice. (Art. 100 Cost.) Il Presidente della Repubblica emana solo i regolamenti governativi, quelli ministeriali li emana il Governo.

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Classificazione dei regolamenti governativi


REGOLAMENTI DI ESECUZIONE: REGOLAMENTI DI ATTUAZIONE: REGOLAMENTI INDIPENDENTI: REGOLAMENTI DI ORGANIZZAZIONE: REGOLAMENTI AUTORIZZATI O DI DELEGIFICAZIONE: Art. 17 comma 1 lettera a) Art. 17 comma 1 lettera b) Art. 17 comma 1 lettera c) Art. 17 comma 1 lettera d) Art. 17 comma 2

1. REGOLAMENTI DI ESECUZIONE: sono emanati quando una legge o un atto avente forza di legge necessita di una disciplina di dettaglio che ne consenta lapplicazione (nessuna scelta solo si rendono praticabili) (esecuzione di norme comunitarie). DOMANDA TEST - possibile un regolamento esecutivo o un regolamento governativo esecutivo di un regolamento comunitario? Ovvio, S! Il regolamento europeo fonte primaria il regolamento governativo esecutivo fonte secondaria. 2. REGOLAMENTI DI ATTUAZIONE: intervengono quando la fonte primaria definisce unicamente le NORME DI PRINCIPIO, lasciando al regolamento lattuazione di tali principi (quando prevista una riserva di legge relativa) MAGGIORE AUTONOMIA DEL GOVERNO (margine di discrezionalit) (se non c competenza di legge regionale ed prevista una riserva di legg e relativa per cui prevista una legge regionale, se c si avr competenza concorrente e quindi una legge di principio statale e venti leggi regionali attuative diverse, con maggiore autonomia delle regioni). 3. REGOLAMENTI INDIPENDENTI: disciplinano una materia non disciplinata da altra fonte primaria e per le quali la Costituzione non prevede una riserva di legge assoluta o relativa. DOMANDA TEST Dov la legittimazione in una fonte primaria di un regolamento indipendente? La legittimazione in fonte primaria la Legge 400/1998, lo stesso art. Art. 17 comma 1 lettera c), che prevede lesistenza di questa tipologia di regolamento. In genere MATERIE NUOVE, perch pu essere emanato in tempi brevissimi (dellordine di una settimana) e va a colmare una lacuna legislativa. a. In caso di riserva assoluta perch la fonte regolamentare esclusa del tutto b. In caso di riserva relativa perch sarebbe necessario in ogni caso la fonte primaria 4. REGOLAMENTI DI ORGANIZZAZIONE: un esempio di attuazione della riserva di legge relativa rinforzata di cui allArt. 97 Cost. (riserva di amministrazione) - disciplinano lorganizzazione e il funzionamento delle amministrazioni pubbliche, organi statali (es. prefetture personale P.A.) (gli enti autonomi hanno la loro organizzazione sempre in base alla legge) I Pubblici uffici Le relative competenze Lo stato giuridico del personale della Pubblica Amministrazione (il confine la contrattazione collettiva - art. 37 Cost.) Se non fosse stata inventata questa categoria, dovuta alla numerosit di questo tipo di regolamenti (centinaia), sarebbero andati a cadere nella categoria dei regolamenti di attuazione (norma di principio e grande spazio allautonomia). 5. REGOLAMENTI AUTORIZZATI O DI DELEGIFICAZIONE: la disciplina originaria inizialmente dettata con fonte primaria , ad un certo punto, delegificata ad una fonte secondaria. Si passa da una legge a un regolamento perch la fonte secondaria molto pi maneggevole e flessibile di quella primaria. ATTENZIONE: Non esiste un regolamento, per quanto forte esso sia che possa abrogare una legge, violerebbe il principio di gerarchia. Nessun regolamento pu abrogare una legge. La gerarchia funziona sempre! Viene emanata una LEGGE DI AUTORIZZAZIONE dal parlamento (che non la legge di delegazione), per questo che si chiamano regolamenti autorizzati, che autorizza il Governo ad
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emanare un regolamento che sostituir la disciplina della normativa primaria, ma solo dal momento in cui entra in vigore scatter labrogazione disposta dalla legge di autorizzazione. DOMANDA TEST Qual la differenza tra legge di delega e legge di autorizzazione? Con la prima il Parlamento delega il Governo a disciplinare con atti aventi forza di legge alcune materie per competenza di carattere tecnico, mentre la seconda autorizza il Governo ad emanare un regolamento che sostituir la disciplina della normativa primaria, ma solo dal momento in cui entra in vigore scatter labrogazione disposta dalla legge di autorizzazione. La legge di autorizzazione ha un doppio contenuto: Abroga la legge esistente Disciplina i principi e i criteri direttivi cui deve conformarsi il regolamento ATTENZIONE: la legge abroga la legge esistente dal momento in cui entrer in vigore il regolamento altrimenti ci sarebbe un vuoto normativo (ABROGAZIONE CON DECORRENZA RINVIATA). (In qualunque momento il legislatore pu rilegificare e disciplinare la materia con legge e sostituire il regolamento). Se uno non conosce bene la materia sembra che scardini il principio di gerarchia delle fonti, ma la delegificazione avviene tramite la legge di autorizzazione.

REGOLAMENTI MINISTERIALI ED INTERMINISTERIALI


Legge 400/1988 Art. 17 comma 3 Deliberati da uno (ministeriali - D.M.) o pi ministri (interministeriali - D.P.C.M.) I regolamenti ministeriali non possono entrare in contrasto con i regolamenti governativi ( Principio di gerarchia) Si pu per esempio usare questo tipo di regolamento per costruire un ministero.

La legge pu conferire ai singoli ministri il potere di adottare regolamenti nelle materie di competenza: Se sono di un singolo ministro REGOLAMENTI MINISTERIALI D.M. Se sono di pi ministri REGOLAMENTI INTERMINISTERIALI D.P.C.M.

Nel sistema delle fonti sono gerarchicamente subordinati ai regolamenti governativi e leventuale contrasto ne determina linvalidit. N.B.: se un ministero emana un regolamento interministeriale poi non pu andare contro a questo con un regolamento ministeriale.

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REFERENDUM
Consente lesercizio diretto della SOVRANITA POPOLARE. Espressione dellart. 1 della Cost. con Petizione al Parlamento e Iniziativa Legislativa. Votazione deliberativa con cui un quesito viene sottoposto al corpo elettorale ed ha diverse forme e diversi effetti: CONSULTIVI (solo pareri es. 1989 Parlamento europeo) DECISIVI o DELIBERATIVI (incidono sullordinamento). Esprimono la volont della maggioranza. lunico istituto di democrazia diretta, mentre la regola del nostro ordinamento la democrazia di tipo rappresentativo, cio i cittadini eleggono i loro rappresentanti che li rappresenteranno senza vincolo di mandato. Per votare i referendum sufficiente aver compiuto il 18 anno di et, come per la Camera dei deputati. Pu essere di due tipi: referendum costituzionale e referendum abrogativo.

REFERENDUM COSTITUZIONALE
Consultazione della popolazione in relazione ad una determinata MODIFICA DELLA COSTITUZIONE ( Art. 138 Cost.) Pu essere richiesto entro 3 mesi dalla pubblicazione di una legge costituzionale, quando NON sia stata approvata in seconda deliberazione con la maggioranza di 2/3 dei componenti di ciascuna Camera, da 500.000 elettori o 5 Consigli Regionali o 1/5 dei deputati o senatori. Quando arriva alla votazione sufficiente che la proposta raggiunga la maggioranza dei voti (indipendentemente dal quorum costitutivo o strutturale).

REFERENDUM ABROGATIVO
Consultazione della popolazione in relazione all ABROGAZIONE ESPRESSA di una o pi norme primarie (Art. 75 Cost.) E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalit di attuazione del referendum. FONTE PRIMARIA DEL DIRITTO CHE HA AD OGGETTO LE STESSE FONTI PRIMARIE (Leggi, DecretiLegge e Decreti Legislativi) NON POSSONO ESSERE OGGETTO DI REFERENDUM ABROGATIVO I REGOLAMENTI DEGLI ORDINI COSTITUZIONALI per il principio di competenza Consultazione per richiedere se il corpo elettorale sia favorevo le o meno allabrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza di legge (decreto legge o decreto legislativo) Pu essere considerato innovativo se si considera che labrogazione di una legge comporti lentrata in vigore di quella precedente. E disciplinato dalla Legge 25 maggio 1970, n. 352 - Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo. Liniziativa assunta da 10 promotori che si presentano allufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione per verbalizzare il quesito. Da quel momento decorrono i 3 mesi per la raccolta delle firme. Pu essere richiesto da: 1. 2. 500.000 elettori 5 Consigli Regionali ( che deliberano a maggioranza assoluta dei componenti ). Questo per consentire alle regioni di abrogare fonti normative statali che pregiudicano la loro competenza. In questo caso la
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richiesta deve anche riportare lindicazione dei delegati del consiglio regionale che provvedono al deposito. Non si vuole che una minoranza parlamentare possa andare ad incidere su una fonte del diritto gi in vigore (legge ordinaria o atto avente forza di legge), espressione della volont della maggioranza parlamentare. o Devono indicare: I termini del quesito Lindicazione della legge o atto avente forza di legge che si vuole abrogare.

Quindi, dopo AVER PROPOSTO UN QUESITO e RACCOLTO LE FIRME ( entro 3 mesi ), LA PROPOSTA REFERENDARIA DEVE ESSERE SOTTOPOSTA SECONDO LA LEGGE AL CONTROLLO DI LEGITTIMITA E DI AMMISSIBILITA. Il controllo di legittimit anche previsto per il referendum costituzionale.

GIUDIZIO DI LEGITTIMITA

UFFICIO CENTRALE PER IL REFERENDUM istituito presso la CORTE DI CASSAZIONE ( giudizio formale )

GIUDIZIO DI AMMISSIBILITA

CORTE COSTITUZIONALE Controlla il rispetto dei limiti ( giudizio sostanziale )

INDIZIONE

Avviene con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA in seguito ad una deliberazione del Consiglio dei Ministri (se i due
giudizi hanno dato esito positivo)

Non possono essere oggetto di referendum: 1. Le fonti costituzionali (richiedono il procedimento aggravato) 2. Le leggi regionali 3. Fonti normative secondarie (regolamenti governativi) 4. Leggi atipiche (es. legge sullamnistia e indulto) GIUDIZIO DI LEGITTIMITA DEL REFERENDUM (FORMALE) Lufficio centrale per il referendum esamina: Il NUMERO e la VALIDITA delle firme presentate (identificazione) se ad iniziativa popolare IL RISPETTO DEL TERMINE DI 3 MESI per la raccolta delle firme LA VALIDITA delle deliberazioni dei consigli regionali (a maggioranza) se presentato dalle regioni LA QUALIFICAZIONE di legge o atto avente forza di legge degli atti normativi oggetto di richiesta referendaria LUNIFICAZIONE di pi richieste referendarie che rappresentino uniformit o analogia di materia.
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E pu disporre:

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LINTERRUZIONE del procedimento qualora le norme sottoposte a referendum siano state nel frattempo abrogate.

Se liter per la proposta di un referendum non va a buon fine o comunque in corso al termine della legislatura il tutto viene meno, non viene solo sospeso. Occorre ripartire dallinizio con la nuova legislatura: affinch il referendum arrivi alla votazione liter deve essere concluso allinterno della stessa legislatura. Che il referendum abbia AD OGGETTO LA NUOVA DISCIPLINA, se le vecchie norme sono state abrogate da disposizioni che non ne modificano gli aspetti sostanziali (trasferimento del quesito referendario alla nuova disciplina).

GIUDIZIO DI AMMISSIBILITA DEL REFERENDUM ABROGATIVO La CORTE COSTITUZIONALE esamina: Il rispetto dei limiti di cui allart. 75 della Cost. - LIMITI ESPRESSI Il rispetto di altri limiti elaborati dalla Corte stessa (in questa fase) - LIMITI IMPLICITI -

I promotori del referendum o i delegati regionali possono presentare memorie alla Corte per sostenere lammissibilit del referendum. IL REFERENDUM E UNA FONTE PRIMARIA E PUO ESSERE IMPUGNATO DI FRONTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE (ART. 134 COST.) LA CORTE HA DISTINTO QUINDI LA VERIFICA (AMMISSI BILITA) DAL CONTROLLO DI LEGITTIMITA (VERIFICA DEI LIMITI) La Corte Costituzionale pu dichiarare lillegittimit costituzionale: 1. Verificando il controllo di legittimit dellufficio centrale per il referendum (VIZI FORMALI). 2. Se il referendum abrogativo fa valere una norma precedentemente considerata incostituzionale. LIMITI STABILITI DALLA COSTITUZIONE ESPRESSI Lart. 75 Cost. prevede espressamente che non possano essere sottoposte a referendum le leggi: TRIBUTARIE DI BILANCIO DI AMNISTIA DI INDULTO DI AUTORIZZAZIONE A RATIFICARE TRATTATI INTERNAZIONALI

LIMITI ELABORATI DALLA CORTE COSTITUZIONALE IMPLICITI Il quesito referendario deve essere UNIVOCO, CHIARO, OMOGENEO (Corte Cost. Sent. 47 del 1990) La Corte costituzionale ha definito le caratteristiche che deve avere il quesito referendario: 1. UNIVOCITA: la domanda deve consentire unalternativa secca tra il SI e il NO (tra mantenimento e abrogazione della disciplina). 2. OMOGENEITA: deve trattare una materia omogenea, non sono ammessi pi quesiti diffe renti, non contradditorio. Es. non stato giudicato ammissibile un referendum che trattasse larticolo del codice civile che trattasse sia della materia della caccia che di quella della pesca. 3. CHIAREZZA: lelettore deve essere posto nella condizione di capire qual loggetto e la conseguenza del referendum. Deve essere chiaro qual larticolo della legge o atto avente la forza di legge che si vuole abrogare. Sta allelettorato passivo il compito di informarsi sul contenuto del quesito referendario. La Corte per ha riconosciuto lammissibilit di referendum che, intervenendo su singole parole o disposizioni, modificano il significato complessivo della norma (c.d. REFERENDUM MANIPOLATIVI)

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NON POSSONO ESSERE OGGETTO DI REFERENDUM: 1. Norme Costituzionali o altre leggi costituzionali 2. Leggi a contenuto costituzionalmente vincolato 3. Leggi collegate strettamente a quelle vietate dallart. 75 Cost . (leggi di esecuzione dei trattati internazionali, leggi finanziarie) 4. Leggi obbligatorie o necessarie (a volte per possibile ammettere il referendum es.: legge elettorale, che non pu essere oggetto di referendum abrogativo in senso assoluto - abrogata totalmente ma solo in riferimento a singole disposizioni) 5. Leggi a contenuto comunitariamente vincolato: es. legge di recepimento di una direttiva comunitaria. INDIZIONE, VOTO e PUBBLICAZIONE INDIZIONE VOTAZIONE Si svolge in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. LABROGAZIONE della norma oggetto di referendum avviene se: Avviene con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA in seguito ad una deliberazione del CONSIGLIO DEI MINISTRI

Partecipa al voto la META + 1 DEGLI AVENTI DIRITTO AL VOTO (Quorum Costitutivo o Strutturale) CONDIZIONE DI VALIDITA DEL REFERENDUM

E favorevole allabrogazione la META + 1 dei VOTI VALIDAMENTE ESPRESSI (Quorum Deliberativo o Funzionale)

Lo scrutinio finale andr allUFFICIO CENTRALE che controlla il quorum costitutivo e somma i SI e i NO. Nel referendum costituzionale non c il quorum costitutivo ma si fa solo la somma dei SI e dei NO. La dottrina ha indicato la necessit del quorum costitutivo nel referendum abrogativo nel fatto che la fonte primaria da abrogare sia gi in vigore, contrariamente al caso del referendum costituzionale, in cui la fonte oggetto di quesito referendario non ancora in vigore, e quindi si vuole che ci sia una partecipazione rappresentativa per andare ad abrogare una fonte del diritto, espressione della volont della maggioranza parlamentare eletta, gi vigente. PUBBLICAZIONE ESITO POSITIVO (ABROGAZIONE) LAbrogazione dichiarata con D.P.R. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sulla Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. Ha effetto dal giorno successivo (pu essere differito per un termine non superiore a 60 giorni).

ESITO NEGATIVO (NON ABROGAZIONE) Comunque pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dal Ministro della Giustizia. UNA NUOVA RICHIESTA DI REFERENDUM ABROGATIVO DELLA STESSA FONTE PRIMARIA NON PUO ESSERE RIPRESENTATA PRIMA DI 5 ANNI (quando vincono i NO). Se il quorum non raggiunto la consultazione non valida e non si applica tale vincolo.

Labrogazione ha efficacia solo per il futuro, per i rapporti giuridici ancora pendenti resta in vigore la norma abrogata fino al loro esaurimento. Nando Boccon - 2011 81

Pu esserci anche un REFERENDUM RELATIVO A MODIFICAZIONI TERRITORIALI : consultazione delle popolazioni interessate in previsione di modifiche territoriali riguardanti Regioni, Provincie e Comuni ( Art. 132 Cost. ). Differenze tra REFERENDUM COSTITUZIONALE E ABROGATIVO: Le DUE DIFFERENZE principali tra referendum abrogativo e referendum costituzionale sono: controllo di ammissibilit iniziativa parlamentare quorum costitutivo Il controllo di legittimit previsto per entrambi i tipi di referendum, mentre quello di ammissibilit solo per labrogativo. Il referendum costituzionale pu essere richiesto anche da 1/5 dei deputati o senatori mentre quello abrogativo non pu essere chiesto dal Parlamento. Per la validit del referendum costituzionale sufficiente la maggioranza dei voti indipendentemente dal quorum costitutivo o strutturale. Per la validit del referendum abrogativo necessaria la met + 1 degli aventi diritto al voto (quorum costitutivo) e il voto favorevole della met + 1 dei voti espressi (quorum deliberativo).

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IL PARLAMENTO
Il Parlamento l'organo immediatamente rappresentativo del popolo, in quanto eletto a suffragio universale e diretto. Esso composto dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica, secondo il modello del bicameralismo perfetto in cui entrambi i rami del Parlamento esercitano separatamente le medesime funzioni. La Camera dei deputati composta di 630 membri eletti a suffragio universale e diretto, mentre il Senato della Repubblica formato da 315 membri eletti a suffragio universale e diretto, ma su base regionale. Il Senato composto, oltre che dai membri elettivi, dai senatori a vita di diritto (gli ex Presidenti della Repubblica) e dai senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica (in numero non superiore a cinque) per aver illustrato la Patria "per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario" (art. 59 Cost.). PARLAMENTO CAMERA DEI DEPUTATI numero et minima elezione durata 630 deputati 25 anni a suffragio universale e diretto dai cittadini che abbiano compiuto 18 anni 5 anni SENATO DELLA REPUBBLICA 315 senatori + senatori di diritto (4) e senatori di diritto e a vita (2) 40 anni a suffragio universale e diretto dai cittadini che abbiano compiuto 25 anni + senatori di diritto e senatori di diritto e a vita 5 anni

La durata della legislatura di cinque anni, ma in seguito ad una crisi di Governo il Presidente della Repubblica pu sciogliere anticipatamente le Camere, o una sola di esse, sentiti i loro Presidenti (Art. 88, comma I, Cost.). L'elezione delle nuove Camere avviene entro settanta giorni dalla fine delle precedenti (per scadenza della legislatura o scioglimento anticipato da parte del Presidente della Repubblica) e fino alla loro prima riunione, che deve avvenire entro venti giorni dalle elezioni, sono prorogati i poteri delle precedenti. Durante la prorogatio, le camere devono limitarsi all'esercizio degli atti di ordinaria amministrazione, integrati con quegli atti che, pur caratterizzati da un alto tasso di politicit, come la conversione dei decreti legge o l'approvazione della legge di bilancio, risultano indifferibili. Diversa dalla prorogatio dei poteri delle Camere la proroga della loro durata in carica che l'art. 60 Cost. consente soltanto in caso di guerra, con apposita legge. Art. 60 Cost. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non pu essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra. Ciascuna Camera elegge tra i propri membri un PRESIDENTE e i componenti dell'UFFICIO DI PRESIDENZA (art. 63 Cost.). L'elezione del Presidente avviene con scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi alla Camera dei deputati e a maggioranza assoluta al Senato. L'ampia maggioranza richiesta ha lo scopo di assicurare che il Presidente, nello svolgimento delle sue funzioni, garantisca l'imparziale direzione e programmazione dei lavori parlamentari e non sia unicamente espressione della maggioranza politica. Il Presidente rappresenta unitariamente la camera e, inoltre: programma i lavori parlamentari (qualora non vi sia accordo tra i presidenti dei gruppi parlamentari); dirige le discussioni; garantisce il rispetto del regolamento; assicura il mantenimento dell'ordine all'interno della Camera; applica le sanzioni disciplinari ai parlamentari in caso di infrazioni.
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Non attengono al funzionamento della Camera ma alla qualifica del Presidente come organo imparziale (super partes) il potere di nomina dei componenti di alcune amministrazioni indipendenti o il potere di supplenza del Presidente del Senato in caso di impedimento temporaneo del Presidente della Repubblica. Nell'esercizio delle sue funzioni il Presidente si avvale di un Ufficio di presidenza (al Senato prende il nome di Consiglio di presidenza), composto oltre che dal Presidente stesso, dai vicepresidenti, che lo sostituiscono ogni volta sia necessario, dai questori che sovrintendono all'ordine interno e dai segretari che lo assistono nelle attivit relative ai lavori d'assemblea. Tutti i componenti dell'Ufficio di presidenza sono eletti dall'assemblea, secondo regole che garantiscano la rappresentanza delle minoranze. L'alto numero dei componenti delle Camere comporta la necessit di articolazioni interne.

Innanzitutto, i GRUPPI PARLAMENTARI riuniscono i deputati o senatori che appartengono al medesimo movimento politico. Ogni gruppo parlamentare deve essere costituito da almeno venti deputati o dieci senatori; l'adesione ad un gruppo obbligatoria e coloro che non fanno parte di alcun gruppo parlamentare compongono un unico gruppo definito "misto". Il gruppo parlamentare svolge funzioni essenzialmente politiche, in relazione all'elaborazione della condotta da tenere nelle discussioni, e la partecipazione ad esso non crea alcun vincolo giuridico, stante la libert di ciascun parlamentare di cambiare gruppo durante la legislatura, ma pu determinare una responsabilit politica verso il partito di appartenenza. Il gruppo parlamentare designa tra i suoi membri i componenti delle commissioni e il Presidente del gruppo partecipa alla definizione del programma dei lavori parlamentari e degli ordini del giorno che spettano alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari . Quest'ultimo un organo collegiale formato dal Presidente della assemblea e dai Presidenti di tutti i gruppi parlamentari, (ma pu comprendere anche i vicepresidenti dell'assemblea e solo alla Camera anche i presidenti delle commissioni) il cui compito principale quello di stabilire il ritmo dei lavori e gli oggetti su cui l'assemblea deve decidere, attraverso la definizione dell'ordine del giorno.

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COMMISSIONI PARLAMENTARI
Le Camere si articolano ancora in commissioni e giunte, entrambe composte in modo proporzionale alla consistenza numerica dei gruppi parlamentari. Le COMMISSIONI possono essere: TEMPORANEE, se durano in carica solo il tempo necessario a svolgere specifici compiti, come le commissioni d'inchiesta (art. 82 Cost.); PERMANENTI, se rimangono in carica per tutta la legislatura, o fino alla cessazione della Camera di appartenenza, e partecipano sia alla funzione legislativa sia alla funzione di indirizzo e controllo nei confronti del Governo; MONOCAMERALI, composte di membri di una sola camera; BICAMERALI (art. 126 Cost.), composte da deputati e senatori in eguale numero ed in misura proporzionale alla consistenza dei relativi gruppi nella Camera di appartenenza; esse consentono di superare il rigido dualismo fra le Camere, permettendo l'univoco esercizio del potere parlamentare in delicate materie. La Costituzione prevede un'unica commissione bicamerale (Commissione per le questioni regionali), mentre altre sono state istituite con legge o con semplice deliberazione delle Camere. Art. 126 Cost. Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altres essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica. OMISSIS Commissioni dinchiesta, sono create ad hoc per svolgere inchieste specifiche ai sensi dellart. 82 Cost. come, ad esempio, la commissione parlamentare dinchiesta sul fenomeno della criminalit organizzata mafiosa o similare, istituita con la legge 19 ottobre 2001, n. 386. Hanno un potere molto ampio perch possono svolgere le stesse funzioni tipiche dellautorit giudiziaria. Art. 82 Ciascuna Camera pu disporre inchieste su materie di pubblico interesse. A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della autorit giudiziaria

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GIUNTE PARLAMENTARI
Le giunte sono ORGANI PERMANENTI (durano tutta la legislatura) che esercitano funzioni strumentali all'organizzazione e al funzionamento interno delle Camere: infatti sono sempre monocamerali. I componenti sono nominati dal presidente della camera di appartenenza, rispettando, per quanto possibile, le proporzioni tra i gruppi. Hanno competenze specifiche nelle seguenti materie: regolamento elezioni autorizzazioni a procedere questioni comunitarie

Le pi significative e le loro funzioni sono le seguenti: la giunta per il regolamento, molto importante, che propone all'assemblea le modifiche al regolamento (regolamenti degli organi costituzionali Camera e Senato) ed esprime pareri sull'interpretazione dello stesso; la giunta delle elezioni, che accerta la regolarit delle operazioni elettorali, la sussistenza dei requisiti di eleggibilit e l'inesistenza di cause di incompatibilit in capo ai parlamentari eletti; la giunta per le autorizzazioni a procedere (che al Senato svolge anche le funzioni della giunta delle elezioni e prende il nome di giunta delle elezioni e delle immunit parlamentari), che esamina le richieste di applicazione ad un parlamentare di misure restrittive delle libert personali (perquisizioni, intercettazioni, sequestro di corrispondenza o limitazioni alla libert personale ex art. 68 Cost.) e sottopone all'assemblea una proposta di delibera; esamina anche le richieste di autorizzazione a procedere nei confronti dei membri del Governo per i reati ministeriali. la giunta per le questioni comunitarie, che esamina le questioni attinenti alla materia dellUnione Europea.

PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE


In ipotesi tassativamente previste dalla Costituzione (artt. 83, 85, 90, 91, 104, 135) il Parlamento convocato in seduta comune, cio da tutti i deputati (630) pi tutti i senatori (315+6): per l'elezione del Presidente della Repubblica, con l'integrazione di tre delegati per ciascuna Regione (uno solo per la Valle d'Aosta) Art. 85 Cost.; per ricevere il giuramento del Presidente della Repubblica ed ascoltare il suo messaggio di insediamento. per l'elezione di cinque giudici della Corte Costituzionale Art. 135, comma I, Cost.; per l'elezione di 1/3 dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura art. 104 Cost.; per la delibera di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per i reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione; per l'approvazione, ogni nove anni, di una lista di 45 cittadini, aventi i requisiti di eleggibilit a senatore, tra i quali vengono estratti a sorte i sedici giudici aggregati della Corte costituzionale per il giudizio sulla messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica;

Il Parlamento in seduta comune non la mera riunione delle due Camere, ma una riunione di parlamentari nella quale esse non mantengono le proprie individualit, dando origine ad un soggetto nuovo, presieduto dal Presidente della Camera e che si avvale del regolamento, della sede e degli uffici della Camera dei Deputati.

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Le garanzie di indipendenza del Parlamento


Il Parlamento gode di alcune garanzie finalizzate ad assicurare la piena indipendenza nell'esercizio delle sue funzioni: potere di auto-organizzazione, in quanto l'art. 64 Cost. stabilisce che "ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti". Tale riserva di regolamento oltre a sottrarre la disciplina dell'organizzazione e dell'attivit parlamentare alle altre fonti, esclude il controllo esterno sulle norme in esso contenute: la Corte Costituzionale ha infatti escluso il suo sindacato sui regolamenti parlamentari (sentenze n. 78 del 1984 e n. 154 del 1985) che sono, dunque, fonti primarie a competenza riservata; autonomia finanziaria e contabile, ossia le Camere approvano un proprio bilancio e determinano autonomamente le risorse finanziarie necessarie per le proprie attivit; immunit della sede, giacch l'accesso alle sedi delle Camere subordinato ad un'autorizzazione da parte delle stesse, con la conseguenza che risultano inviolabili anche alle forze pubbliche, dal momento che il mantenimento dell'ordine pubblico all'interno di ciascuna Camera spetta al relativo Presidente che si avvale di reparti militari speciali posti alle sue dipendenze; autodicha o giustizia domestica, poich le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei dipendenti delle Camere sono sottratte al giudice comune e sono riservate ad organi interni alle stesse.

VOTAZIONI IN PARLAMENTO
CONTEGGIO DEGLI ASTENUTI un elemento che differisce tra Camera e Senato e viene applicata a seconda del collegio votante. Alla Camera dei deputati il regolamento prevede che gli astenuti siano considerati come non votanti, come se fossero assenti, quindi abbassano il quorum deliberativo. Se qualcuno si astiene come se non votasse. Al Senato la maggioranza dei votanti, secondo il regolamento, prevede che gli astenuti siano considerati come votanti e quindi, se occorre una maggioranza dei votanti e se gli astenuti contano come votanti, gli astenuti contano come se avessero votato NO. Astenersi al Senato equivale a votare NO, astenersi alla Camera dei deputati non ha rilevanza, come non votare. Esempio: in una decisione in cui il 49% dei votanti sono favorevoli, il 26% sono contrari ed il 25% sono astenuti, cosa succede? Vi sono due ipotesi: 1. Considerati come non votanti, alla Camera, gli astenuti, i favorevoli sono la maggioranza, dato il numero legale, e quindi vincono la votazione. 2. Se invece gli astenuti sono considerati come votanti, il caso del Senato, i loro voti si vanno a sommare a quelli dei contrari e quindi i voti favorevoli sono in minoranza e la deliberazione non passa.

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LORDINAMENTO INTERNAZIONALE
Il rapporto tra l'ordinamento internazionale, come insieme di regole che disciplinano i rapporti tra gli stati, e l'ordinamento interno si svolge sulla base della separazione dei due ordinamenti: infatti, la produzione normativa dell'uno non determina di per s conseguenze normative nell'altro. CARATTERI DELLORDINAMENTO INTERNAZIONALE La base sociale non costituita da persone fisiche ma da entit collettive (gli stati) Non c un ente che si ponga nei confronti dei consociati in posizione sovraordinata (tutti gli stati si pongono in posizione paritaria tra di loro indipendentemente dalle dimensioni e dalla popolazione) Non ha un organo legislativo che produca norme aventi come destinatari tutti i soggetti (il diritto viene creato per consuetudine o volont di accordi) Manca un meccanismo organizzato di soluzione delle controversie fra i soggetti (non c un principio ordinatore la regola luso della forza come estrema ratio) La protezione degli interessi dei soggetti (singoli stati) affidata allautotutela (uso della forza) LE FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE Le norme di diritto internazionale generale: norme di origine consuetudinaria (fonti fatto) che obbligano tutti i soggetti dellordinamento Le norme di diritto internazionale particolare: norme di origine pattizia (trattati e accordi) che vincolano solo gli stati che le sottoscrivono TEORIE DEI RAPPORTI FRA ORDINAMENTO INTERNAZIONALE E ORDINAMENTI STATALI La CONCEZIONE MONISTA: unit degli ordinamenti con primato dellordinamento internazionale (originario o derivato rispetto allaltro) Viene ricondotta a Kelsen. dellordinamento statale o

La CONCEZIONE DUALISTA: ordinamento statale e ordinamento internazionale come ordinamenti indipendenti e separati Vengono considerati entrambi ordinamenti originari. GLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI DI ORIGINE PATTIZIA E LA RATIFICA In diritto internazionale si chiama RATIFICA listituto giuridico mediante il quale un soggetto (lo stato) fa propri gli effetti di un negozio concluso con terzi dal proprio rappresentante. Nel nostro ordinamento legittimato a concludere i trattati il Governo. In alcuni ordinamenti previsto, per la ratifica dei trattati internazionali, lobbligo del referendum, per cui lo stato non pu ratificare se non ha sottoposto la richiesta a referendum (es.: la ratifica del Trattato di Lisbona). I trattati richiedono, successivamente alla firma, la ratifica seguita dallo scambio degli strumenti di ratifica (trattati bilaterali) o dal deposito di esso presso una delle parti (trattati unilaterali) attraverso la ratifica dello stesso esprime il proprio consenso al essere obbligato da un trattato. Altri accordi (accordi in forma semplificata) non richiedono la ratifica.

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COME LO STATO ITALIANO CONTRAE OBBLIGHI DI DIRITTO INTERNAZIONALE:

I TRATTATI
GOVERNO
negozia e firma i trattati

PARLAMENTO
autorizza con legge la ratifica dei trattati (nei casi previsti dallart. 80 Cost.)

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


ratifica i trattati (art. 87 Cost.)

LAUTORIZZAZIONE ALLA RATIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI Art. 80 Cost. Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi. Art. 87 Il Presidente della Repubblica il Capo dello Stato e rappresenta l'unit nazionale. Pu inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura. Pu concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica. LADATTAMENTO AI TRATTATI PROCEDIMENTO ORDINARIO: ladattamento prodotto mediante ladozione di norme interne (sempre leggi), utilizzando in genere fonti di rango legislativo, in ottemperanza agli obblighi internazionali. Gli ordini vengono recepiti con una fonte del diritto interno, quindi vengono riformulati interamente con una legge ordinaria. PROCEDIMENTO SPECIALE: ladattamento disposto mediante lordine di esecuzione, in genere dato con legge ordinaria, senza riformulare o riprodurre gli obblighi internazionali. Molto forzatamente un po come regolamenti e direttive: nei regolamenti dellUnione Europea avviene automaticamente, perch diventano subito fonte del diritto interna, non c neanche il rimando (lordine di esecuzione) previsto per i trattati internazionali. Eventuali modifiche del trattato originario sono fatte automaticamente proprie nellordinamento interno, semplificando il sistema .
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LADATTAMENTO AUTOMATICO AGLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI DI ORIGINE CONSU ETUDINARIA Art. 10 Cost. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. OMISSIS un adattamento di tipo automatico. Le norme del diritto internazionale generalmente riconosciute sono le norme consuetudinarie. Vale lo stesso discorso delle consuetudini cos come gi viste nellordinamento nazionale. LA PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI Il diritto internazionale trae le origini dal Trattato di Vestfalia del 1648, che pose le basi della pace tra papato ed impero. stato utilizzato molto per la protezione dei diritti umani. Sono stati creati numerosi trattati ed accordi per addivenire ad una protezione dei diritti umani uguale su tutto il territorio mondiale, alla tutela delle situazioni umanitarie. Caratteristica peculiare del diritto internazionale lassenza di un organo di decisione delle controversie sorte tra stati, ad esempio se tra lItalia ed il Ruanda vi un trattato internazionale e la prima se ne rende inadempiente, non c un giudice che possa esprimere giudizio in merito. I TRIBUNALI INTERNAZIONALI Tribunale di Norimberga (1945) Tribunale di Tokyo (1946) Tribunale penale internazionale per la ex-Jugoslavia (1993) Tribunale penale internazionale per il Ruanda (1994) Corte penale internazionale (Statuto di Roma del 1998, in vigore dal 1/07/2002)

Relativamente ai diritti umani, sono stati creati nel corso della storia dei tribunali per giudicare dei soggetti che si erano macchiati di gravi crimini contro lumanit, ad esempio il Tribunale di Norimberga a seguito della sconfitta del Terzo Reich od a quello di Tokyo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Caratteristica di questi tribunali che essi vengono costituiti dopo che il fatto si gi verificato. In Italia il giudice deve essere naturale e precostituito per legge. La naturalezza del giudice viene meno quando esso viene designato dopo che il fatto gi stato commesso. Questa necessit sorta perch in quel momento storico non cerano dei tribunali sorti per risolvere questo tipo di controversie e lo stesso vale per il processo al dittatore irakeno Saddam Hussein: stato creato un tribunale speciale ad hoc dopo la commissione dei fatti. LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE Per risolvere questi problemi stata istituita la Corte Penale Internazionale, entrata in vigore il 1 luglio 2002 ed a cui hanno aderito 140 Paesi nel mondo, che dovrebbe servire ad oggi per processare tutti coloro che si macchieranno dei crimini particolarmente efferati da oggi ad andare avanti, risolvendo il problema del giudice naturale precostituito con legge, anche se sono assenti nomi illustri, come ad esempio gli Stati Uniti dAmerica, la Cina, lIndia e la Russia e ci vuol dire che per questi stati non vincolante. Altro problema del diritto internazionale che se lo stato firma un trattato ma poi non fa nulla per ratificarlo gli altri stati non possono imporglielo, perch ancora un diritto basato su il pacta sunt servanda, cio il rispetto dei principi pattizi, non essendoci strumenti che obbligano gli stati, mantenendo ognuno la propria sovranit. Ad oggi lUnione Europea non ha ancora il potere di stipulare trattati per tutta lunione e quindi, anche a livello di U.E. abbiamo ancora situazioni diversificate. LORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE (ONU) Dichiarazioni e convenzioni adottate dallAssemblea Generale dellO.N.U. Carta delle Nazioni Unite del 1945 Gli organi dellONU: Assemblea generale (192 stati membri)
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Consiglio di sicurezza (15 membri di cui 5 permanenti con diritto di veto) . lorgano che prende le decisioni. I membri permanenti del Consiglio di sicurezza sono i cinque stati usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale: Cina, Francia, Federazione Russa, Gran Bretagna e Stati Uniti. Consiglio economico e sociale Corte internazionale di giustizia Segretario generale (Ban Ki-moon)

Caratteristiche ed obiettivi dellONU: divieto delluso della forza art. 24 della Carta ONU uso centralizzato della forza artt. 42-43 della Carta ONU - peacekeeping azioni di legittima difesa

L'Organizzazione delle Nazioni, in sigla ONU, spesso abbreviata in Nazioni Unite, la pi importante ed estesa organizzazione intergovernativa: sono, infatti, suoi membri 192 Stati del mondo su un totale di 201. Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in materia di sviluppo economico, progresso socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale. Relativamente alla sicurezza internazionale in particolare hanno come fine il mantenimento della pace mondiale anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa rivolte. La sede centrale delle Nazioni Unite si trova a New York (USA). L'attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon che ha sostituito Kofi Annan il 1 gennaio 2007. Nel 2001 le Nazioni Unite e il Segretario Generale Kofi Annan furono insigniti del Premio Nobel per la pace, ma gi in precedenza altre organizzazioni dipendenti dell'ONU furono premiate con un Nobel per la Pace: nel 1954 e nel 1981 l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR); nel 1965 il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF); nel 1988 le forze delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. L'Organizzazione delle Nazioni Unite nata con la carta di San Francisco il 26 giugno del 1945 per cooperare per una vita migliore in tutto il mondo e per la pace, dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale. I membri delle Nazioni Unite sono gli Stati che accettano gli obblighi imposti dal suo statuto e che sono ritenuti in grado di farne fronte. Il 3 luglio 2006 gli Stati membri delle Nazioni Unite sono diventati 192, con l'adesione del Montenegro. Oltre ai 192 stati membri, altre 75 rappresentanze presenziano all'assemblea in qualit di "osservatori delle Nazioni Unite", come la Santa Sede (in rappresentanza della Chiesa cattolica e dello Stato della Citt del Vaticano), che gode dello status di "osservatore permanente delle Nazioni Unite" come "stato non membro" e anche l'Autorit Nazionale Palestinese, che gode dello status di "osservatore delle Nazioni Unite" come "entit". Un'organizzazione simile era stata operativa dal 1920 al 1946, con il nome di Societ delle Nazioni. Un passo fondamentale per la creazione dell'ONU fu la stipulazione della Carta Atlantica, da parte del Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e del Primo ministro britannico Winston Churchill; l'evento si svolse il 14 agosto del 1941 a Terranova. Il 26 giugno 1945, a San Francisco, ebbe luogo la Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite. Il 24 ottobre venne firmato lo Statuto da parte dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e dalla maggioranza degli altri 49 firmatari. I membri del Consiglio di sicurezza sono i cinque stati usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale: Cina Francia Unione Sovietica Gran Bretagna Stati Uniti La prima Assemblea generale, con la presenza di 51 Stati, si tenne il 10 gennaio 1946 a Londra. Gi dal 1945 fu istituita dall'ONU la FAO (Food and Agricolture Organization), allo scopo di ridurre i problemi della fame nel mondo. A Torino c una sede dellOrganizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia dellONU.

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IL CORPO ELETTORALE
Il corpo elettorale definisce chi ha diritto di voto, cio il poter esercitare la sovranit popolare, potere diffuso di cui ogni cittadino ne ha una quota esercitata singolarmente. La sovranit popolare si esprime attraverso il DIRITTO DI VOTO. Costituzione -Titolo IV. Rapporti politici Art. 48 Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore et. Il voto personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalit per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettivit. A tale fine istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.(*) Il diritto di voto non pu essere limitato se non per incapacit civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnit morale indicati dalla legge.
NOTE: (*) Comma introdotto dalla legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1. L'art. 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha, inoltre, disposto, in via transitoria, quanto segue: "1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le modalit di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce, altres, le modificazioni delle norme per l'elezione delle Camere conseguenti alla variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio nazionale. 2. In caso di mancata approvazione della legge di cui al comma 1, si applica la disciplina costituzionale anteriore."

Il requisito per essere elettori essere cittadini italiani: per nascita per provvedimento del Ministro dellInterno o del Capo dello Stato per trasmissione del codice dai genitori attraverso un determinato numero di anni di residenza.

ed aver compiuto la maggiore et (18 anni). Il diritto di voto pu essere limitato, e quindi si perde: per incapacit civile per sentenza penale inderogabile limitandola ai casi determinati dalla legge (non vale per tutti i condannati).

Non pi rilevante il sesso: tutti i cittadini, uomini e donne, hanno pari diritto di voto. Il 48 stato il primo articolo a sancire questo diritto, il voto a suffragio universale diretto a tutto il corpo elettorale (a tutte le persone umane) fu espresso solamente nel referendum del 2 giugno 1946 con la scelta monarchia/repubblica e lelezione dei componenti dellassemblea costituente. Il voto personale, cio non si pu delegare: ogni cittadino deve esercitarlo personalmente uguale: una testa, un voto lunico caso in cui tutti i cittadini sono considerati allo stesso mod o: in un condominio si vota per millesimi, in una societ per azioni si vota per quote azionarie, cio in base al peso economico. Solo nelle istituzioni pubblico si d questo peso alla singola persona umana, indipendentemente dalle condizioni culturali, sociali o professionali libero: la libert, di pensiero come di espressione del voto, tale se lelettore davvero si formato una coscienza libera, che non stata plagiata o condizionata, ad esempio, da un solo mezzo di informazione (es.: le elezioni in Bulgaria durante la dittatura, caratterizzate dallunanimit dovuta alle pressioni propagandistiche del regime, o, pi recentemente, da quelle in Egitto sotto Mubarak) segreto: la segretezza altrettanto importante perch se viene a mancare lelettore potr ebbe essere condizionato a non votare liberamente (es.: regola per cui il cellulare non pu essere introdotto nella cabina elettorale, eventuale strumento per trasmettere al di fuori la preferenza accordata)
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Il voto un dovere civico. Nel 1948, per un primo periodo, si previde che il voto fosse un dovere giuridico, che in caso di inosservanza comportava una sanzione: veniva riportata lassenza al voto sulla scheda elettorale per valutare la buona condotta, per i dipendenti pubblici ci aveva un peso e costituiva un incentivo alla partecipazione popolare al voto. Questi vincoli sono stati successivamente aboliti, attualmente non ci sono sanzioni previste dalla legge per lassenza partecipativa al voto. La Circoscrizione Estero in realt si dimostrata un fallimento perch un cittadino che risiede in Australia o in Sudamerica da trenta o quarantanni non ha piena coscienza della realt nazionale ed il voto si prestato spesso a brogli o altri problemi che, di fatto, indirizzavano il voto verso soggetti poco trasparenti o collegati ad organizzazioni malavitose. possibile la doppia cittadinanza. Art. 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Questo articolo in ununica riga va a coprire una realt importantissima che il collegamento tra la cosiddetta societ civile, la cittadinanza, e lespressione del diritto di voto: si enuncia una libert. Come si trasforma il voto dei cittadini in una poltrona parlamentare od in un posto al governo? La mediazione dei partiti politici diventa essenziale. La Costituzione la disciplina in modo cos semplice perch, dopo lesperienza della dittatura e del partito fascista, istituzione che aveva soppiantato tutte le altre dello Stato, i costituenti hanno voluto essere leggerissimi, lasciando i partiti politici il pi possibile liberi, non chiedendone neanche il riconoscimento dalla Prefettura come per le altre associazioni. Il partito politico unassociazione non riconosciuta di diritto privato. Il metodo democratico lasciato completamente alla libert delle associazioni partitiche che concorrono a determinare la politica nazionale attraverso la legge elettorale, che pone le condizioni ed i termini di chi pu candidarsi ed essere eletto, e rappresenta come il voto dei cittadini si trasforma in seggio, cio in un posto in Parlamento.

IL SISTEMA ELETTORALE
I due modelli di base del sistema elettorale sono il sistema maggioritario ed il sistema proporzionale. I nostri costituenti non dissero nulla in merito al sistema elettorale, ma pensavano al sistema proporzionale, e la prima attuazione della Costituzione fu una legge elettorale pienamente proporzionale, sistema che trasforma i voti in seggi proporzionalmente, rispecchiando la societ civile, in modo che anche i piccoli partiti possano avere la possibilit di essere rappresentati in Parlamento. Una volta eletti i vari rappresentanti devono trovare un accordo per formare una maggioranza parlamentare che sostenga il governo e le dia la propria fiducia. Nel sistema proporzionale succedeva che chi andava a votare non poteva sapere chi sarebbe stato poi eletto a capo del governo, cosa che attualmente non succede con il sistema maggioritario. Il sistema proporzionale ha dei vantaggi enormi perch ciascun cittadino si sente rappresentato, ma degli svantaggi altrettanto notevoli perch crea disgregazione: ognuno vuole perseguire la propria identit e rende poi abbastanza complesso creare una maggioranza solida e coesa. Vi erano la cd. coalizioni pentapartito o esapartito ed i governi cadevano in continuazione, fino ad arrivare agli anni 80 in cui ci fu un referendum sulla legge elettorale che, come referendum manipolativo, port al passaggio dal sistema proporzionale al sistema maggioritario. Il sistema maggioritario comporta la suddivisione del territorio in Circoscrizioni elettorali. Ad esempio: la provincia di Cuneo suddivisa in quattro circoscrizioni elettorali, in ognuna lelettore pu eleggere due deputati e un senat ore; sono messe in palio queste cariche; in ogni circoscrizione si guarda quanti voti ha ottenuto un partito o laltro e, chi ne ha di pi, relativamente a tutti gli altri, prende tutto e gli altri niente. La percentuale pi alta di voti quella che vince e prende tutto, il sistema premia le coalizioni. A livello nazionale, andando a prendere tutti quelli che hanno vinto nelle circoscrizioni, si sommano i seggi e si forma la maggioranza. Il sistema maggioritario tende a tagliare tutte le minoranze che sono destinate a scomparire dalla scena politica. SISTEMA VIGENTE A parte le regioni a statuto speciale (Valle dAosta) e la circoscrizione estero, che hanno regole particolari, prevista la presenza di liste coalizzate: non riuscendosi ad andare verso un vero sistema maggioritario si cercato di favorire le liste coalizzate, quindi per lassegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere sommando tutti i voti in tutte e 19 le regioni e almeno il 10% dei voti validi ed almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 2%, cio per le liste coalizzate esiste una soglia di sbarramento del
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2%. Il fine quello di incentivare la coalizzazione e far sparire i gruppi parlamentari piccoli. Se invece i partiti non vogliono coalizzarsi devono continuare a correre come prima: con la soglia del 40%. Altra caratteristica che ha portato ad un risultato un po abnorme quella che prevede un fortissimo premio di maggioranza, per cui il premio di maggioranza scatta nel caso di una coalizione od un singolo partito che ha ottenuto, sommando i voti di tutte le regioni, la maggioranza relativa; se come lista coalizzata ottiene quindi un premio enorme e questo ha portato allattuale maggioranza cos forte alla Camera. Il premio consiste nellassegnazione alla lista di 340 seggi, secondo il normale criterio proporzionale i seggi assegnati sarebbero di meno. Con questo premio di maggioranza, in sostanza, il sistema diventato un maggioritario mascherato da proporzionale, perch sembra che sia proporzionale, ma con un cos forte premio di maggioranza diventa maggioritario. Se questo sistema della coalizione lo sommiamo al fatto che i partiti coalizzati si nominano i candidati e quindi non c nessun voto di preferenza dei cittadini si capisce come chi vince le elezioni ha il notevole potere di scegliersi 340 deputati a cui garantire il seggio ed i cittadini, alla fine, non sanno neanche chi hanno eletto.

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IL GOVERNO
ESERCITA LA FUNZIONE ESECUTIVA ed anche quelle di INDIRIZZO POLITICO e AMMINISTRATIVE E un organo complesso che ha sede a Palazzo Chigi. PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE CONSULTAZIONE (1 Fase) Consente al Presidente della Repubblica di individuare la persona a cui affidare lincarico di formare il nuovo governo (Presidente del Consiglio) E una PRASSI che si affermata nel tempo. E una fase NON ISTITUZIONALIZZATA (non prevista dalla Costituzione) La prassi costituzionale prevede la CONSULTAZIONE di: Presidente delle due Camere Ex Presidenti della Repubblica Ex Presidenti delle due Camere Capigruppo parlamentari Segretari e presidenti dei partiti Altre personalit da cui si ritenga di poter ricevere utili informazioni (esempio: partiti, sindacati)

In passato il Presidente del Consiglio era scelto solo dal Presidente della Repubblica. Oggi la consultazione ha un significato diverso in relazione alla legge elettorale. CONFERIMENTO DELLINCARICO (2 fase) Art. 92 Il Governo della Repubblica composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Il Presidente della Repubblica AFFIDA LINCARICO alla persona che ritiene possa ottenere la fiducia in Parlamento. Lincarico ACCETTATO CON RISERVA perch non si sa se si riesce a formare il governo. Si pu di nuovo rimettere lincarico nelle mani del PdR. INDIVIDUAZIONE E SCELTA DEI COMPONENTI DEL GOVERNO (3 fase) Il Presidente del Consiglio incaricato ACCETTA lincarico con RISERVA con la possibilit di rinunciare allincarico qualora non riuscisse a formare il governo. Il Presidente del Consiglio SCEGLIE I COMPONENTI della futura compagine governativa (anche non parlamentari) - Definisce il programma politico, effettua la ripartizione dei ministri. Il Presidente del Consiglio incaricato si RIPRESENTA al Presidente della Repubblica e la RISERVA VIENE SCIOLTA (si comunica lelenco dei ministri al PdR). Terminate le consultazioni lincaricato pu: Rinunciare allincarico Accettare lincarico e sciogliere la riserva.

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NOMINA E GIURAMENTO (4 fase) Art. 93 Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica NOMINA: Il Presidente del Consiglio dei Ministri I Ministri su proposta del PdC che possono essere con portafoglio o senza portafoglio.

LA NOMINA avviene attraverso un DECRETO DI NOMINA che deve essere CONTROFIRMATO dal Presidente del Consiglio entrante. Allatto della nomina il PdC presenta al PdR la LISTA DEI MINISTRI il quale emette i decreti di nomina I Ministri ed il Presidente del Consiglio ASSUMONO LE FUNZIONI solo dopo aver prestato GIURAMENTO nelle mani del Presidente della Repubblica ART. 93 Cost. Formula rituale del giuramento: Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nellinteresse esclusivo della nazione (divieto di mandato imperativo. Si deve fare linteresse degli elettori e non del partito). Ora il Governo formato per deve recarsi davanti a ciascuna camera per OTTENERE LA FIDUCIA. LA LEGGE 400/1988 ART. 1 HA DISPOSTO CHE IL DECRETO DI NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SIA CONTROFIRMATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENTRANTE INSIEME AL DECRETO DI ACCETTAZIONE DELLE DIMISSIONI DEL PRECEDENTE GOVERNO. Il GOVERNO non ha una durata stabilita ma dura fino a quando ha la FIDUCIA (non prevista una durata dalla Costituzione) DESIGNAZIONE DEI SOTTOSEGRETARI DI STATO (5 fase) Nella PRIMA SEDUTA del Consiglio dei Ministri designa i VICEMINISTRI e i SOTTOSEGRETARI: Hanno un incarico di tipo GOVERNATIVO La nomina avviene con decreto da parte del PdR Devono prestare giuramento nelle mani del Presidente del Consiglio dei Ministri Non partecipano alle sedute del Governo. Non sono membri di Governo ma possono essere invitati alle sedute Non vengono scelti dai ministri ma sono scelti per controllare i ministri Non c rapporto di fiducia e spesso il ministro non li usa e quindi non sanno cosa fare!!!!!!!

PRESENTAZIONE ALLE CAMERE PER LA FIDUCIA (6 fase) ENTRO 10 GIORNI dalla sua formazione il GOVERNO deve PRESENTARSI ALLE CAMERE per ottenere la FIDUCIA Art. 94, comma III Art. 94 Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.(a meno che il Governo abbia posto QUESTIONE DI FIDUCIA, cio abbia detto ai parlamentari: o voi approvate questo disegno di legge o io mi dimetto. Se il Governo)
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La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non pu essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. LA MOZIONE DI FIDUCIA (Art. 94, comma II) latto con il quale il PARLAMENTO dichiara di appoggiare il governo (allinizio della sua vita) e di approvare il programma che esso presenta. E votata per appello nominale, a scrutinio palese su un programma di governo. Non votata in seduta comune ma separata. MAGGIORANZA SEMPLICE dei voti fermo restando il QUORUM STRUTTURALE O COSTITUTIVO (met + 1 dei componenti) LA MOZIONE DI SFIDUCIA (Art. 94, comma V) quella che pu emergere nel corso di tutta la vita del governo LA QUESTIONE DI FIDUCIA (Art. 94, comma IV) quella che implicitamente ed a rovescio descritta nel comma IV, ossia: il voto contrario di una o di tutte e due le camere su di una proposta del governo non importa obbligo di dimissioni, a meno che il Governo abbia posto questione di fiducia, e quindi abbia abbinato la votazione sul testo di legge, cio abbia detto ai parlamentari: o voi approvate questo disegno di legge o io mi dimetto. Se il Parlamento non approva quel disegno di legge il governo obbligato a dimettersi.(Giornalisticamente: Il Governo andato sotto!) Il RAPPORTO DI FIDUCIA deve permanere per tutta la legislatura e la sua cessazione comporta LE DIMISSIONI OBBLIGATORIE del Governo (CRISI DI GOVERNO).

RIEPILOGO FORMAZIONE DEL GOVERNO 1. Il Presidente della Repubblica effettua LA CONSULTAZIONE 2. CONFERISCE LINCARICO di formare il Governo 3. Il Presidente del Consiglio incaricato presenta la LISTA DEI MINISTRI 4. Il Presidente della Repubblica nomina il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E I MINISTRI 5. Nella 1 Riunione il PdR nomina i VICEMINISTRI e i SOTTOSEGRETARI designati dal PdC 6. Presentazione alle Camere per la FIDUCIA

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COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

CONSIGLlO DEI MINISTRI

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

MINISTRI

CON PORTAFOGLIO (sono a capo di Ministeri)

SENZA PORTAFOGLIO (non sono a capo di alcun Ministero)

Art. 92 Il Governo della Repubblica composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. I Ministeri si articolano in: Direzioni Generali Dipartimenti

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ORGANI DI GOVERNO

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CONSIGLIO DEI MINISTRI Vice Presidenti Sottosegretari Alla Presidenza

MINISTRI Vice Ministri Sottosegretari

COMITATI INTERMINISTERIALI Costituito da pi ministri che preparano e coordinano lattivit del Consiglio dei Ministri in determinati settori (ministri competenti e funzionari ed esperti esterni)

CONSIGLIO DI GABINETTO LEGGE 400/1988 E un consiglio ristretto composto da ministri scelti dal PdC sentito il Consiglio dei Ministri. Questioni che concernono pi ministeri (Funzione preparatoria rispetto alle deliberazioni del C.M.)

Comitati e Commissioni costituiti nella XVI Legislatura (http://www.governo.it/Presidenza/comitati_commissioni.html) Nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri operano alcuni Comitati e Commissioni aventi compiti specifici in materie di interesse economico e sociale. Alcune di queste strutture hanno uno spazio - all'interno di questo sito web - interamente dedicato all'attivit svolta: Comitato nazionale per la bioetica Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita Commissione per la garanzia dell'informazione statistica Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato Commissioni in materia di libert religiosa e di rapporti con le confessioni religiose Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale Comitato Memoria del futuro Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta Altre, hanno un sito web autonomo: Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi Commissione per le adozioni internazionali Commissione per le pari opportunit tra uomini e donne Comitato interministeriale per la programmazione economica - CIPE

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Art. 95 Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne responsabile. Mantiene lunit di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attivit dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Art. 95 comma I E il capo dellesecutivo PRIMUS INTER PARES tra i ministri (primo fra i ministri soggetti pari), ma questa non pi costituzione vivente, perch oggi il Presidente del Consiglio ha assunto un ruolo decisamente superiore (PRIMO MINISTRO-PREMIER) e molti pi poteri sulla base della legge elettorale che individuandolo a priori come leader della coalizione e quindi della maggioranza e quindi come soggetto che il Presidente della Repubblica non pu esimersi dallincaricare, col conseguente ruolo dellattivit di direzione del governo molto pi forte. Questa costituzione vivente, non scritta nel testo ma via via interpretata alla luce di unevoluzione legata alla legge elettorale. Su incarico del PdR forma il Governo Dirige la POLITICA e ne responsabile Mantiene lUNITA di indirizzo POLITICO AMMINISTRATIVO Promuove e Coordina lattivit dei ministri MINISTRI Art. 95 commi II e III Insieme al Presidente del Consiglio compongono il Consiglio dei Ministri Se con PORTAFOGLIO sono al vertice di un apparato della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : IL MINISTERO Ciascuno gestisce un settore di attivit del governo Sono responsabili INDIVIDUALMENTE per gli atti del loro dicastero e collegialmente per gli atti del Consiglio dei Ministri Mediante le strumento della CONTROFIRMA assumono la responsabilit dellatto controfirmato. Esempio di ministeri: 1 Interno 2 Giustizia 3 Economia e Finanze 4 Attivit produttive 5 Istruzione, universit e ricerca scientifica 6 Lavoro, politiche sociali e salute. MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO: li crea il PdC esempio: Pari Opportunit, Affari regionali, Rapporti con il parlamento, Innovazione e tecnologia, ecc Il loro numero, le loro attribuzioni e la loro organizzazione devono essere determinate per legge
I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Berlusconi IV nella XIV legislatura Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta Paolo Bonaiuti (Informazione, comunicazione ed editoria) Gianfranco Miccich (CIPE) Carlo Giovanardi (Famiglia, Droga, Servizio civile) [Aldo Brancher, federalismo, fino al 18 giugno 2010] Daniela Santanch (Programma di Governo, dal 4 marzo 2010) Andrea Augello (Pubblica amministrazione e innovazione, dal dal 4 marzo 2010) Laura Ravetto (rapporti con il Parlamento, dal dal 4 marzo 2010) Rocco Crimi (Sport) Francesco Belsito (Semplificazione normativa, dal 22 febbraio 2010). [Maurizio Balocchi fino al 14/02/2010] [Guido Bertolaso, Soluzione dell'emergenza rifiuti nella regione Campania dal 21 maggio 2008 al 31/12/2009; Coordinamento protezione civile in ambito europeo ed internazionale dal 4/02/2010 all'11/11/2010] Ministri senza portafoglio Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale - Ministro: Raffaele Fitto Nando Boccon - 2011

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Attuazione del Programma di Governo - Ministro: Gianfranco Rotondi Pubblica amministrazione e l'Innovazione - Ministro: Renato Brunetta Pari opportunit - Ministro: Mara Carfagna Politiche Europee - Dal 17 novembre 2010 le funzioni in materia di politiche comunitarie sono esercitate dal Presidente del Consiglio dei Ministri - Ministro: --- [Andrea Ronchi fino al 17 novembre 2010] Rapporti con il Parlamento - Ministro: Elio Vito Riforme per il Federalismo - Ministro: Umberto Bossi Giovent - Ministro: Giorgia Meloni Semplificazione Normativa - Ministro: Roberto Calderoli [Sussidiariet e il decentramento (dal 18 giugno al 6 luglio 2010) - Ministro: Aldo Brancher ] Turismo (dall'8 maggio 2009) - Ministro: Michela Vittoria Brambilla Ministri con portafoglio Affari Esteri - Ministro: Franco Frattini - Sottosegretari: Stefania Gabriella Anastasia Craxi, Alfredo Mantica, Enzo Scotti Interno - Ministro: Roberto Maroni - Sottosegretari: Michelino Davico, Alfredo Mantovano, Nitto Francesco Palma Giustizia - Ministro: Angelino Alfano - Sottosegretari: Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giacomo Caliendo Difesa - Ministro: Ignazio La Russa - Sottosegretari: Giuseppe Cossiga, Guido Crosetto Economia e Finanze - Ministro: Giulio Tremonti - Vice Ministro:--- [Giuseppe Vegas, dal 21 maggio 2009 al 15 dicembre 2010] Sottosegretari: Alberto Giorgetti, Luigi Casero, Sonia Viale (dal 20 maggio 2010); [Giuseppe Vegas fino al 21 maggio 2009; Daniele Molgora fino al 20 maggio 2010; Nicola Cosentino fino al 15 luglio 2010] Sviluppo Economico - Ministro: Paolo Romani (dal 4 settembre 2010) [Claudio Scajola fino al 5 maggio 2010; Silvio Berlusconi ad interim fino al 4 settembre 2010] - Vice Ministri:--- [Adolfo Urso dal 30 giugno 2009 al 17 novembre 2010; Paolo Romani dal dal 30 giugno 2009 al 4 ottobre 2010] - Sottosegretari: Stefano Saglia (dal 30 aprile 2009). [Paolo Romani e Adolfo Urso fino al 30 giugno 2009; Ugo Martinat fino al 28 marzo 2009] Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Ministro: Francesco Saverio Romano (dal 23 marzo 2011) [Giancarlo Galan dal 15 aprile 2010 al 23 marzo 2011; Luca Zaia da inizio legislatura fino al 14 aprile 2010] - Sottosegretari: --- [Antonio Buonfiglio fino al 17 novembre 2010] Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare - Ministro: Stefania Prestigiacomo - Sottosegretari:--- [Roberto Menia fino al 17 novembre 2010] Infrastrutture e Trasporti - Ministro: Altero Matteoli - Vice Ministro: Roberto Castelli (dal 21 maggio 2009) - Sottosegretari: Bartolomeo Giachino, Mario Mantovani [Giuseppe Maria Reina fino al 17 novembre 2010; Roberto Castelli fino al 21 maggio 2009] Lavoro e Politiche sociali (fino al 12 dicembre 2009 Lavoro, salute e politiche sociali) - Ministro: Maurizio Sacconi - Vice Ministro: --[Ferruccio Fazio dal 21 maggio 2009 al 14 dicembre 2009] - Sottosegretari: Nello Musumeci (dal 18 aprile 2011) [Pasquale Viespoli fino all'8 ottobre 2010, Francesca Martini e Eugenia Roccella fino al 3 febbraio 2010, Ferruccio Fazio fino al 21 maggio 2009] Salute (dal 13 dicembre 2009 ai sensi della Legge 172/2009) - Ministro: Ferruccio Fazio - Sottosegretari: Francesca Martini (dal 4 febbraio 2010), Eugenia Roccella (dal 4 febbraio 2010) Istruzione Universit e Ricerca - Ministro: Mariastella Gelmini - Sottosegretari: Giuseppe Pizza, Guido Viceconte (dal 4 marzo 2010) Beni e Attivit Culturali - Ministro: Giancarlo Galan (dal 23 marzo 2011) [Sandro Bondi fino al 23 marzo 2011] - Sottosegretario: Francesco Maria Giro

Il Presidente della repubblica non responsabile di ci che firma il Ministro SI IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SOSTITUISCE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO QUANDO NON CE (nel governo Berlusconi non c questa carica) (alcuni disegni di legge sono presentati con il nome di un ministro. Esempio: decreto Gelmini, decreto Brunetta ecc )

CONSIGLIO DEI MINISTRI Presidente del Consiglio Vice Presidente del Consiglio 3 Sottosegretari presso PdC Ministri Vice Ministri Sottosegretario ( UNICO che partecipa al lavoro del Governo e redige il verbale )

LE SEDUTE DEL GOVERNO NON SONO PUBBLICHE !!!!!!! E presieduto dal Presidente del Consiglio che ne fa parte insieme ai ministri. Il vice PdC sostituisce il PdC in caso di impedimento ( figura non prevista nel governo Berlusconi )

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Svolge le principali FUNZIONI del governo: Delibera i disegni di legge da mandare in Parlamento ( INIZIATIVA GOVERNATIVA) Adotta atti aventi forza di legge e regolamenti (FUNZIONE NORMATIVA) Determina la politica comunitaria e internazionale (Consiglio Europeo) Eorgano per la risoluzione dei conflitti di attribuzione tra i Ministri

Ha sostanzialmente queste funzioni e definisce lindirizzo politico. Quando il governo si presenta alle camere illustra il suo programma. Se nel perseguire il suo indirizzo politico, legittimamente, rende il Parlamento non una sede di discussione dove quello che si deliberato in sede di governo pu anche essere modificato o migliorato attraverso discussione dialettica ma se si risolve nel fatto che tutto quello che il governo vuole far approvare il parlamento lo ratifica ossia lo accetta cos com, anche con meccanismi parlamentari come la questione di fiducia, si fa approvare dei pacchetti senza discussione, chiaro che viene da domandarsi se esista ancora una distinzione tra legislativo ed esecutivo. Se il Parlamento non ha la sua piena sovranit e non pu discutere e cambiare i disegni di legge che vengono proposti anche dal Governo (voti di fiducia e maxi-emendamenti) il suo ruolo viene ridotto e non pi significativo. SOTTOSEGRETARI Legge 400/1988 Sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Non hanno attribuzioni proprie, ma solo quelle loro delegate. La costituzione non li prevede Coadiuvano il ministro nello svolgimento delle sue funzioni politiche presso le camere e amministrative allinterno del ministero Traggono il loro nome dal fatto che i Ministri erano un tempo designati come SEGRETARI DI STATO Non fanno parte del Consiglio dei Ministri ma possono essere invitati alle sedute

Servono per ottenere la fiducia di tutte le correnti VICE MINISTRI Carica introdotta con legge 81 del 26/03/2001 Pu essere attribuita a non pi di 10 sottosegretari i quali siano titolari di deleghe relative allintera area di competenza di una o pi strutture dipartimentali, ovvero di pi direzioni generali del ministero Possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio dei Ministri senza diritto di voto e possono rappresentare il governo italiano in sede europea e internazionale ALTI COMMISSARI Nominati dal Presidente della Repubblica sono a capo di apparati amministrativi che non costituiscono un ministero. COMMISSARI STRAORDINARI Nominati dal Presidente della Repubblica per compiti determinati ed obiettivi particolari. (es. Bertolaso) Nel governo Berlusconi LETTA sottosegretario speciale cio FIDUCIARIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RIEPILOGO Composizione: Presidente del Consiglio + Ministri formano il Consiglio dei Ministri Organi: PdC + Vice PdC + Sottosegretari - Ministri + Vice ministri + Sottosegretari Struttura composta da: DIPARTIMENTI UFFICI SERVIZI Funzioni di: Indirizzo Politico verso il Parlamento Piano astratto e Politico Amministrativo: macchina amministrativa Piano concreto
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FUNZIONI DEL GOVERNO

FUNZIONI DI INDIRIZZO POLITICO (Verso le Camere) Elaborazione del PROGRAMMA politico generale Emanazione di atti di indirizzo politico in politica estera, relazioni internazionali, sicurezza, politica militare Esercizio di INIZIATIVA LEGISLATIVA e poteri di formazione (DL, DLGS, Regolamenti governativi) Programmazione e pianificazione delle attivit amministrative (come organizzare e reclutare personale)

FUNZIONI POLITICO-AMM.VE (Verso lapparato burocratico centrale e decentrato) Direzione e coordinamento di funzioni ministeriali Soluzione di conflitti di attribuzione tra ministeri Emanazione di direttive ai comitati ministeriali e interministeriali Indirizzo di coordinamento delle funzioni amministrative e regionali ( conferenza stato regioni ) Nomina di importanti cariche pubbliche

Questi sono i due ambiti di azione del governo, secondo il principio di separazione tra POLITICA E AMMINISTRAZIONE. RAPPORTO CON LE CAMERE Art. 94 Cost. La fiducia delle due camere deve permanere per tutto il periodo di attivit di governo. Le camere approvano le leggi necessarie ad attuare il programma di governo. Il voto contrario di una o entrambe le camere su una proposta del governo non comporta lobbligo di DIMISSIONI, a meno che non sia posta la questione di fiducia, se la fiducia cessa si apre la crisi di governo. Le azioni del parlamento possono essere: MOZIONE DI FIDUCIA MOZIONE DI SFIDUCIA QUESTIONE DI FIDUCIA. MOZIONE DI FIDUCIA E latto con il quale il Parlamento dichiara di appoggiare il governo e il pro gramma che esso presenta. Deve essere secondo lart. 94 comma II: MOTIVATA VOTATA CON SCRUTINIO PALESE E APPELLO NOMINALE (come iniziale) (ogni deputato viene chiamato e deve esprimere il proprio voto con una pallina bianca o una pallina nera in modo palese) MOZIONE DI SFIDUCIA E latto con il quale si propone di togliere la fiducia al governo. Deve essere: MOTIVATA VOTATA CON SCRUTINIO PALESE E APPELLO NOMINALE (come fiducia iniziale MAGGIORANZA SEMPLICE) FIRMATA da almeno 1/10 dei componenti della Camera o del Senato in cui stata sollevata Non pu essere discussa PRIMA DI 3 GIORNI dalla sua presentazione QUESTIONE DI FIDUCIA E posta dal governo su un PROGETTO DI LEGGE che ritiene essenziale. Arma di forza del governo con cui ricatta le Camere. Oggi c un abuso per accelerare i lavori parlamentari. Strumento forte con cui il governo prevarica il Parlamento. La MANCATA APPROVAZIONE del progetto di legge comporta la mancata FIDUCIA (sfiducia) Il Governo costretto a DIMETTERSI
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E uno strumento che il governo adotta per indurre la maggioranza ad approvare lattuazione del programma di governo. I regolamenti parlamentari disciplinano queste procedure. Il regolamento della Camera dei deputati vieta la questione di fiducia su provvedimenti che attengono lesercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico sullesecutivo. uno strumento che svilisce i poteri del Parlamento mettendo in crisi la separazione dei poteri, e quindi la stessa democrazia, perch: se su tutti i progetti di legge il governo ponesse la questione di fiducia, in sostanza sottrarrebbe al Parlamento il potere di discussione e quindi metterebbe in crisi la separazione dei poteri ed a quel punto sarebbe il governo ad esercitare il potere legislativo, cosa non da poco. per questo che Il regolamento della Camera dei deputati vieta la questione di fiducia su provvedimenti che attengono lesercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico sullesecutivo . Ad esempio: un paradosso mettere la questione di fiducia sulla legge di conversione di un decreto-legge, perch a quel punto il governo si fa il decreto-legge, se lo converte ed il Parlamento non ne discute neanche un articolo prendere o lasciare in quel modo, invece di essere un esercizio eccezionale del potere legislativo, che rimane nella titolarit del Parlamento, come quasi se la titolarit si fosse spostata al governo. Labuso della questione di fiducia diventato un problema del rapporto tra i poteri dello Stato, tra Parlamento e Governo. In passato cera stato labuso del decreto-legge con la reiterazione, poi c stato labuso della delega in bianco, e adesso siamo allabuso della questione di fiducia, che, posta su qualunque legge o legge di conversione, accelera i lavori apparentemente, per elimina la funzione parlamentare, facendo diventare il Parlamento una camera che ratifica le decisioni del governo col conseguente trasferimento in capo ad esso del potere legislativo. Da un lato abbiamo pertanto la lentezza del Parlamento, senzaltro da contrastare, e dallaltro il ricorso indiscriminato alla questione di fiducia, che velocizza ma sacrifica la dialettica parlamentare. QUANDO LA FIDUCIA NON CE

CRISI DI GOVERNO

PARLAMENTARI Art. 94 comma I EXTRA PARLAMENTARI Si verificano allinterno del Parlamento IN QUESTI CASI IL GOVERNO DEVE DIMETTERSI Mancata concessione della FIDUCIA Approvazione di una MOZIONE DI SFIDUCIA (Art. 94 c. 5) firmata da almeno 1/10 dei componenti di C. o S. votata a maggioranza bisogna aspettare 3 giorni nei quali il governo tenta di ricompattarsi Mancata approvazione di un progetto di legge su cui il governo ha posto la QUESTIONE DI FIDUCIA Si verificano fuori dal Parlamento Maturata convinzione di non godere pi della fiducia delle camere: VOLONTARIE Morte del Presidente del Consiglio Morte del Presidente della Repubblica Elezioni Politiche Consapevolezza di non disporre pi di una maggioranza

ESITI DELLA CRISI DI GOVERNO Quando veniva aperta una crisi di governo, in passato lesito era molto incerto, oggi potrebbe sembrare pi scontato, perch: se alle elezioni uscita vincitrice una certa coalizione con un certo leader, se il governo cade in teoria si dovrebbe andare a nuove elezioni. Es.: crisi di dicembre 2010 se il governo cade cosa
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succede? In momenti delicati come quello di dicembre, in cui si pensava ad approvare la manovra finanziaria, andare alle elezioni voleva dire paralizzare il paese per quasi un anno, ed allora ecco che le alternative potevano essere: affidare lincarico ad un'altra personal it che andasse a formare un nuovo governo. Le crisi di governo possono determinare: RIMPASTO: approvato dalle camere. Il Presidente del Consiglio sostituisce soltanto qualcuno dei ministri al fine di mantenere lunit di indirizzo politico e amministrativ o del governo. Ci si presenta di nuovo per la fiducia (non una crisi profonda). In base al quale il Presidente del Consiglio non si dimette, resta lui ad essere incaricato o si dimesso ed il Presidente della Repubblica lo reincarica di formare un nuovo governo e quindi di sostituire alcuni ministri, allargando la maggioranza. Il governo non ha una soluzione di continuit perch in qualche modo il Presidente della Repubblica invita il Presidente del Consiglio, obbligato a dimettersi in seguito da una mozione di sfiducia, a riprendere le redini del governo, allargando e modificando la compagine ministeriale. lesito meno doloroso perch non cambia la figura del Presidente del Consiglio e quindi, in base allattuale legge elettorale che fonda lelezione su una coalizione con una determinata figura, non stravolge lesito del voto. INCARICO: ad un NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (si d lincarico ad unaltra personalit) appoggiato da una NUOVA MAGGIORANZA disposta a sostenere il governo. laltra ipotesi, pi significativa, che si base sullincarico ad un nuovo Presidente del Consiglio, che viene incaricato con riserva e gli si chiede di provare a camere invariate, cio con lo stesso assetto delle camere ma con qualche passaggio di alcuni esponenti da uno schieramento allaltro, a formare una nuova maggioranza, non diversa radicalmente dalla precedente (magari si persa unala e se ne cerca unaltra). Il passaggio un po pi complicato, ma molto praticato negli ultimi governi di centro sinistra (Prodi-Amato-DAlema), perch, nellalternativa, il Presidente della Repubblica ha deciso di non sciogliere le camere, sbocco naturale della crisi di governo. SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE da parte del Presidente della Repubblica e INDIZIONE DI NUOVE ELEZIONI (ultimamente la soluzione pi seguita). Quando si verifica una crisi di governo, il governo dimissionario conserva alcuni poteri e questo avviene anche alla scadenza naturale dei cinque anni: tra la scadenza naturale e la nuova elezione passa un periodo di tempo in cui i ministri non lasciano la loro stanza fin che non arriva il nuovo ministro, che pu arrivare anche un mese dopo le elezioni. Non c soluzione di continuit. GOVERNO DIMISSIONARIO: Rimane in carica fino alla nomina del nuovo governo. Pu compiere atti di ordinaria amministrazione. Non pu compiere atti che impegnino lindirizzo politico e la sua responsabilit nei confronti del Parlamento. che pressoch la stessa situazione del GOVERNO NOMINATO IN ATTESA DI FIDUCIA Pu compiere i soli atti di ordinaria amministrazione. Lattesa della fiducia, tuttavia, permette al nuovo governo di dare allordinaria amministrazione un contenuto meno restrittivo. perch deve presentarsi alle Camere entro 10 giorni, il termine minore di quello del governo dimissionario, che pu durare anche due o tre mesi.

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RESPONSABILITA MINISTERIALI I Ministri sono responsabili INDIVIDUALMENTE per gli atti del loro dicastero (ministero) e COLLEGIALMENTE per gli atti del Consiglio dei Ministri (art 95 cost.) e degli atti del PdR da essi controfirmati (art. 89 Cost.)

Revoca del singolo Ministro POLITICA Mozione di sfiducia individuale

GIURIDICA

La responsabilit civile (di fronte al giudice ordinario) ed amministrativa (di fronte alla Corte dei Conti) analoga a quella dei funzionari pubblici (art. 28 Cost.) Reati Ministeriali: reati comuni che per la particolare gravit del contesto in cui sono commessi prevedono laumento di pena fino a 1/3

Sono soggetti alla giurisdizione ordinaria (art. 96 Cost.) ma solo previa autorizzazione a procedere della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica.

Art. 96
Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.

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ORGANI AUSILIARI DEL GOVERNO (Art. 99 e 100 Cost.)

Art. 99
Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. E' organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l'iniziativa legislativa e pu contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.

Art. 100
Il Consiglio di Stato organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione. La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimit sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabilite dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito. La legge assicura l'indipendenza dei due istituti e dei loro componenti di fronte al Governo. Si tratta di organi che pur non facendo parte del governo lo coadiuvano e lo assistono nellespletamento dei suoi compiti. ORGANI INDIPENDENTI CNEL = CONSIGLIO NAZIONALE DELLECONOMIA E DEL LAVORO o Composizione: E composto da 1 presidente , 12 esperti e 99 rappresentati delle diverse categorie produttive Funzione: E organo di consulenza delle Camere e del Governo per le m aterie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge Ha iniziativa legislativa e pu contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale

CONSIGLIO DI STATO o Composizione: 7 sezioni di cui: 4 svolgono funzioni consultive (3 + 1) 3 svolgono funzioni giurisdizionali Funzioni: Egiudice dappello contro le pronunce del TAR E organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nellamministrazione I ministri possono richiedere pareri su Affari di ogni natura Pu trasmettere pareri obbligatori (es. progetti di regolamenti governativi) LA LEGGE NE ASSICURA LINDIPENDENZA

CORTE DEI CONTI o Composizione: Sezioni di controllo Sezioni giurisdizionali (di appello in materia di responsabilit amministrativa e contabile danni erariali) Funzioni: Svolge un controllo preventivo generale di legittimit sugli atti governativi (ad esclusione di quelli aventi forza di legge) Svolge un controllo successivo sulla gestione dei bilanci dello Stato
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Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito Il VISTO il requisito di efficacia per lesecutivit degli atti sottoposti al suo esame Partecipa alla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria E ORGANO INDIPENDENTE rispetto al Governo, tale indipendenza deve essere garantita per legge (art. 100 comma III)

La Pubblica Amministrazione Art. 97


I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e la imparzialit dell'amministrazione. (RISERVA DI LEGGE RELATIVA RINFORZATA vincolo ulteriore e specifico al legislatore) Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilit proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

Art. 98
I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione .(interesse generale, collettivo, della sovranit popolare) Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianit. Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero. (si sacrifica una delle libert fondamentali: il diritto di associazione politica, per il principio di imparzialit) Le due grandi categorie dei pubblici funzionari sono: funzionario onorario: da onus, cio una carica pubblica, e si accede attraverso lelezione, una carica elettiva, es. lassessore nominato per scelta politica dellorgano di governo, basata sulla sovranit popolare; non richiesta nessuna competenza professionale e nessuna formazione particolare funzionario professionale; le funzioni professionali devono sempre essere assegnate sulla base di un concorso pubblico che, in base alla Costituzione, dovrebbe essere imparziale e quindi la scelta del migliore, unico criterio accettabile

Art. 54
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. (tutti i funzionari pubblici, sia onorari che professionali) PILASTRO DELLA COSTITUZIONE (regge tutti gli altri valori)

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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


sito web: www.quirinale.it POSIZIONE ISTITUZIONALE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CAPO DELLO STATO E RAPPRESENTA LUNIT NAZIONALE ART. 87 Cost.

E il GARANTE del corretto funzionamento delle istituzioni e dellapplicazione delle regole


democratiche stabilite dalla Costituzione (GARANTE DELLA COSTITUZIONE - ha un potere neutro).

E ORGANO SUPER PARTES NEUTRALE E IMPARZIALE.


Non un organo di derivazione politica, anche se spesso durante la sua attivit svolge unazione connessa a quella politica.

Per la sua elezione richiesta unampia maggioranza.


La decisione deve essere ampiamente condivisa, come peraltro si gi visto, ad esempio, nel procedimento di revisione costituzionale ex art. 138 Cost.: devono essere daccordo sia la maggioranza che lopposizione. REQUISITI DI ELEGGIBILITA Art. 84 Cost.: PUO ESSERE ELETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHIUNQUE: Sia cittadino italiano Abbia compiuto 50 anni det Goda dei diritti civili e politici Non godono dei diritti civili e politici tutti i soggetti che sono stati dichiarati falliti, in seguito a sentenza definitiva di fallimento, salvo abbiano ottenuto la riabilitazione, non godono in parte dei diritti civili e politici i cittadini che sono stati condannati con sentenza definitiva per determinati reati particolarmente gravi. Incompatibilit netta con qualsiasi altra carica: il Presidente della Repubblica non pu ricoprire altre cariche (Art. 84, comma II, Cost.) Se il PdR svolge unaltra attivit deve interromperla.

Art. 84 Cost.
Pu essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di et e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica incompatibile con qualsiasi altra carica. L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.

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ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (Art. 83 Cost.) E eletto dal parlamento IN SEDUTA COMUNE, integrato da 3 delegati per ogni Regione (1 solo delegato per la Valle dAosta). In totale sono 630 + 315 + 6 + 58 = 1.009. Lelezione indetta dal Presidente della Camera dei Deputati. MAGGIORANZE RICHIESTE

Prime 3 votazioni: 2/3 dei COMPONENTI

Votazioni successive: sufficiente la maggioranza assoluta

Art. 84
Pu essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di et e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica incompatibile con qualsiasi altra carica. L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge. LELEZIONE HA LUOGO A SCRUTINIO SEGRETO PRESTA GIURAMENTO DAVANTI AL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE (Art. 91 Cost.) Il Presidente Napolitano, ad esempio, stato eletto solamente alla quarta votazione, non perch ci fosse un altro candidato, ma perch era un soggetto un po pi contestato per le sue origini politiche . Tendenzialmente la scelta del soggetto da eleggere avviene tra i soggetti particolarmente meritevoli individuati dai gruppi politici quali possibili candidati. Lelezione ha luogo a scrutinio segreto, cio non si pu associare il voto a colui che lha espresso, perch tale la regola in fatto di votazioni sulle persone, mentre quelle sui disegni di legge sono a scrutinio palese. Il PdR giura davanti al Parlamento in seduta comune, mentre il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri giurano nelle mani del Presidente della Repubblica.

Art. 91 Cost.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedelt alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune. DURATA DELLINCARICO (Art. 85 Cost.) Il Presidente della Repubblica eletto per sette anni. Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELETTO PER 7 ANNI ED RIELEGGIBILE una delle cariche pi lunghe, ad eccezione solo dei giudici della Corte Costituzionale, che durano in carica 9 anni. La legislatura dura invece 5 anni ed il governo non ha durata costituzionalmente prestabilita, ma essa dipende dalla fiducia parlamentare, prassi parlamentare che il governo si dimetta alla fine della legislatura, ma potrebbe anche non farlo. Il PdR rieleggibile, ma, ad esempio, il Presidente Ciampi era contro questa possibilit di essere rieletto e quindi non lha accettata anche se soggetto ampiamente condiviso dallintera compagine parlamentare. Il PdR dura in carica 7 anni anche per avere una durata in carica differente da quella della legislatura, perch vorrebbe dire che, anche in caso di rielezione, non sarebbe rieletto allinterno della stessa legislatura.
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Il Presidente della Camera dei deputati convoca il Parlamento in seduta comune integrato con i delegati regionali per lelezione del nuovo Presidente della Repubblica 30 giorni prima della scadenza del mandato del precedente Presidente. SE LE CAMERE SONO SCIOLTE

SE MANCANO MENO DI 3 MESI ALLA LORO CESSAZIONE

Sono prorogati i poteri del Presidente della Repubblica in carica. Il nuovo Presidente eletto entro 15 gg. dallinsediamento delle nuove Camere

CI ALLO SCOPO DI: EVITARE IL COSIDDETTO INGORGO COSTITUZIONALE Presidente della Repubblica e Camere contemporaneamente cessati dalla carica, per cui non vi sono le Camere per eleggere il Presidente della Repubblica e non vi il Presidente della Repubblica che indica le elezioni per nuove Camere. EVITARE che il Presidente della Repubblica sia eletto da parte di Camere prossime allo scioglimento e perci dalla ridotta rappresentativit. CASI DI IMPEDIMENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (Art. 86 Cost.) Le funzioni del presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato. (IMPEDIMENTO TEMPORANEO) In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice lelezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi dalla loro cessazione. IMPEDIMENTO TEMPORANEO IMPEDIMENTO PERMANENTE

Supplenza da parte del Presidente del Senato fino alla cessazione dellimpedimento

Il Presidente della Camera indice lelezione del nuovo Presidente della Repubblica entro 15 gg.

Tendenzialmente, in caso di problemi di salute, limpedimento considerato temporaneo, ma nulla vieta che esso possa mutare da temporaneo a permanente in caso di irrisolvibilit della situazione. Se il PdR, ad esempio, si trova allestero limpedimento temporaneo fin tanto che non rientra in Italia e il fatto di definire limpedimento temporaneo o permanente non dipende neanche dalla durata, ma dal tipo di impedimento. Ad esempio, nel caso in cui un presidente ha subito un ictus cerebrale stato dapprima definito come impedimento temporaneo, poi, vista la gravit della situazione, mutato in impedimento permanente, ma lo stesso presidente ha firmato le proprie dimissioni e quindi si addivenuti a nuove elezioni presidenziali. In caso di impedimento temporaneo la supplenza avviene da parte del presidente del Senato per svolgere tutta quellattivit legislativa propria della carica presidenziale. Limpedimento regolato tramite prassi costituzionale, non c un organo od un soggetto che deve definire la temporaneit o permanenza dellimpedimento: se limpedimento pu essere superato in un lasso di tempo ragionevole considerato temporaneo, se la situazione irrisolvibile limpedimento permanente. La maggio r parte degli impedimenti sono dovuti ai viaggi allestero del PdR e quindi sono temporanei. Pu essere solamente lo stesso PdR, in alcuni casi, quando pu farlo, ad attribuire le sue funzioni al presidente del Senato della Repubblica; quando parte per un viaggio allestero lui che attribuisce il potere, ma, in casi pi eccezionali, come per un malore od una malattia, prassi costituzionale che intervenga il presidente del Senato.

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CAUSE DI CESSAZIONE: SCADENZA DEL MANDATO DOPO 7 ANNI IMPEDIMENTO PERMANENTE MORTE O DIMISSIONI DECADENZA DELLA CARICA PER VENIR MENO DI UNO DEI REQUISITI DI ELEGGIBILIT (es.: perdita della cittadinanza o dei diritti civili o politici casi solo di studio) CONDANNA DA PARTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE in seguito a messa in sta to daccusa per alto tradimento o attentato alla Costituzione (gli unici due reati presidenziali) ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Rispetto al POTERE LEGISLATIVO: o o o o o o o o INDICE LE ELEZIONI DELLE NUOVE CAMERE E NE FISSA LA PRIMA RIUNIONE Art. 87 comma III PU CONVOCARE LE CAMERE IN VIA STRAORDINARIA - Art. 62 comma II PU INVIARE MESSAGGI MOTIVATI ALLE CAMERE - Art. 87 comma II PU SCIOGLIERE UNA O ENTRAMBE LE CAMERE, SENTITI I LORO PRESIDENTI Art. 88 comma I PROMULGA LE LEGGI Art. 87 comma V PU RIFIUTARE UNA SOLA VOLTA DI PROMULGARE UNA LEGGE. SE LE CAMERE LA RIAPPROVANO DEVE PROMULGARLA Art. 74 comma I INDICE IL REFERENDUM ABROGATIVO O COSTITUZIONALE Art. 87 comma VI e 138 comma II PU NOMINARE FINO A 5 SENATORI A VITA - Art. 59 comma II

Rispetto al POTERE ESECUTIVO: art. 87

Art. 87
Il Presidente della Repubblica il Capo dello Stato e rappresenta l'unit nazionale. Pu inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura. Pu concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica. o EMANA I DECRETI AVENTI FORZA DI LEGGE E I REGOLAMENTI Art. 87 comma V o AUTORIZZA CON DECRETO LA PRESENTAZIONE ALLE CAMERE DEI DISEGNI DI LEGGE (DLL) DEL GOVERNO Art. 87 comma IV o NOMINA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, E POI I MINISTRI Art. 92 comma II o NOMINA I FUNZIONARI DI STATO o E CAPO DELLE FORZE ARMATE E PRESIEDE IL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA o DICHIARA LO STATO DI GUERRA DELIBERATO DALLE CAMERE CON DECRETO (DICHIARAZIONE FORMALE)
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o RATIFICA I TRATTATI INTERNAZIONALI PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLE CAMERE, QUANDO NECESSARIA o ACCREDITA E RICEVE I RAPPRESENTANTI DIPLOMATICI o CONFERISCE LE ONORIFICENZE DELLA REPUBBLICA Art. 87 u.c.

Art. 88
Il Presidente della Repubblica pu, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non pu esercitare tale facolt negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. Esiste poi il cos detto SEMESTRE BIANCO (art. 88, comma II, Cost.) Il Presidente della Repubblica NON PUO sciogliere le camere negli ULTIMI 6 MESI del suo mandato, salvo coincidano in tutto o in parte con gli ultimi 6 mesi della legislatura. Per evitare possibili pressioni per la propria rielezione. Non si vuole che il PdR sciolga le camere al fine di cercare una nuova maggioranza parlamentare pi favorevole di quella presente per una sua possibile rielezione. INOLTRE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA HA DELLE FUNZIONI CHE ATTENGONO AL RAPPORTO TRA P.D.R. E FUNZIONE AMMINISTRATIVA, ESPRESSIONE CONCRETA DEL POTERE ESECUTIVO: EMANA LE DECISIONI SUI RICORSI STRAORDINARI CONTRO GLI ATTI AMMINISTRATIVI CONFERISCE LA CITTADINANZA ITALIANA

IN TALUNE CIRCOSTANZE, PU SCIOGLIERE I CONSIGLI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI o o o RISPETTO AL POTERE GIUDIZIARIO

PRESIEDE IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA C.S.M. Art. 87 c.10 PU CONCEDERE LA GRAZIA E COMMUTARE LE PENE Art. 87 u.c. NOMINA 1/3 DEI GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE (5 giudici su 15 art. 135 comma I) GLI ATTI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

GLI ATTI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SI DISTINGUONO IN: ATTI FORMALMENTE E SOSTANZIALMENTE PRESIDENZIALI : o Sia la predisposizione del contenuto, sia lemanazione formale del Capo dello Stato. messaggi alle camere nomine senatori a vita

ATTI FORMALEMENTE PRESIDENZIALI E SOSTANZIALMENTE DI ALTRI ORGANI:


o Emanati dal P.d.R. ma predisposti e voluti da altri organi (generalmente dal ministro che controfirma latto). promulgazioni emanazioni delle leggi e degli atti aventi forza di legge

ATTI COMPLESSI: o Il loro contenuto predisposto e voluto sia dal P.d.R. sia da altri organi. scioglimento delle camere incarico al nuovo Presidente del Consiglio
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RESPONSABILITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Art. 90 Cost. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON E RESPONSABILE NELLESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI ( Art. 90, comma I, Cost.) DEGLI ATTI COMPIUTI

ECCEZIONI:

ALTO TRADIMENTO ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE

Messa in Stato dAccusa del Parlamento in seduta comune

Giudizio daccusa da parte della Corte Costituzionale

(vota a maggioranza assoluta) Il regime della responsabilit serve per capire bene la tripartizione degli atti: il PdR non responsabile degli atti compiuti nellesercizio delle sue funzioni, ad eccezione dellalto tradimento e dellattentato alla Costituzione. Lalto tradimento attiene ai rapporti con lestero, ai complotti con lestero, lattentato alla Costituzione invece appartiene non a qualsiasi irregolarit di norme che il PdR pu promulgare, ma deve essere un atto molto grave, che comporta il sovvertimento dellordine costituzionale , come il volersi impadronire della funzione legislativa, non se emana degli atti legislativi poi dichiarati incostituzionali. Qualora venga individuata tale condotta il PdR posto in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune e verr giudicato da parte della Corte Costituzionale, che in tale occasione integrata (oltre i consueti 15 giudici) da altri sedici giudici, cd laici. Il giudizio del PdR si svolge come una causa normale: ci sar una raccolta delle prove, dei fatti, sar possibile sentire la parte, il PdR potr essere difeso e la sentenza che viene adottata dalla Corte Costituzionale inappellabile. possibile il riesame quando vi sono nuovi presupposti di fatto. Nessun Presidente della Repubblica stato ad oggi processato, sono state svolte delle indagini per non si mai addivenuti ad un processo. La Corte Costituzionale ha il diritto di infliggere al PdR sanzioni di tipo civile, penale ed amministrativo ed anche politico, nel caso di condanna alla destituzione dallincarico, ha quindi una giurisdizione piena. Tutti gli atti del PdR, per essere validi devono essere controfirmati dal ministro proponente. LA CONTROFIRMA ministeriale requisito di validit di tutti gli atti presidenziali e ne attribuisce la corrispondente RESPONSABILITA POLITICA E GIURIDICA ai ministri sottoscriventi ( Art. 89, comma II, Cost.). Attraverso listituto della controfirma si trasferisce la responsabilit dal Presidente della Repubblica al ministro che ha controfirmato latto. Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri atti indicati dalla legge sono CONTROFIRMATI anche dal Presidente del Consiglio. ( un controllo sulla correttezza della procedura, non deve necessariamente condividere lopinione del Capo dello Stato)

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PER GLI ATTI COMMESSI AL DI FUORI DELLESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI IL P.D.R. INVECE RESPONSABILE COME OGNI CITTADINO.

Fino alla cessazione del suo mandato si ha una situazione di IMPROCEDIBILITA per le accusa mosse nei suoi confronti (sentenza della Corte di Cassazione del 27/06/2000 nr. 8733) se il diritto non viene pregiudicato.

AL DI FUORI DEL SUO MANDATO E COMPETENTE LA MAGISTRATURA ORDINARIA. Nei reati per i quali il P.d.R. perseguibile c rinvio dopo la fine del mandato. POTERE DI GRAZIA Considerato che necessita della firma del PdR, atto formalmente e sostanzialmente presidenziale oppure formalmente presidenziale e sostanzialmente di un altro organo (il Ministro della Giustizia)? Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio CIAMPI ha sollevato la questione innanzi alla Corte Costituzionale, che ha anche la funzione di risolvere i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato, e che, con sentenza n. 200 del 2006, ha definito il potere di grazia come atto formalmente e sostanzialmente presidenziale, per cui il Ministro di Giustizia non pu rifiutarsi di controfirmare lesercizio del potere di grazia, perch un potere che spetta al PdR decidere o no di concedere. Il ministro pu rifiutarsi di firmare solo per ragioni procedurali (errori nellistanza di grazia o irregolarit) e non di tipo politico. (Es.: caso SOFRI).

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LA FUNZIONE GIURISDIZIONALE
(Potere Giudiziario) il terzo potere dello Stato, il cosiddetto POTERE GIUDIZIARIO. In realt la Costituzione lo definisce come ORDINE, non come potere, e separato da ogni altro potere. Questa distinzione data perch ha delle caratteristiche originalissime rispetto agli altri poteri, in quanto un potere diffuso: ogni singolo magistrato esercita potere giudiziario (la frazione che gli compete nelle sue funzioni) ed individualmente tutelato nelle sue garanzie, mentre nessuno pu dire di incarnare il potere legislativo o quello esecutivo, propri di organi collegiali. La delicatezza del ruolo del magistrato, nelle sue funzioni, nella nostra societ notevole. Non a caso la funzione giurisdizionale una funzione PROFESSIONALE (in altri ordinamenti i giudici sono elettivi), a cui si accede attraverso una valutazione esclusivamente tecnica a seguito di un concorso pubblico, in cui si richiede una specchiata moralit ed una condotta irreprensibile, che deve essere mantenuta anche fuori dal servizio. Fino al 1967 solo gli uomini potevano accedere alla carriera di magistrato. Laccesso avviene puramente sulla base concorsuale. COSTITUISCE UN ORDINE AUTONOMO E INDIPENDENTE DA OGNI ALTRO POTERE, SOGGETTO SOLO ALLA LEGGE

Art.104, comma I, Cost.


La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

Art. 101 Cost.


La giustizia amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge. In questo articolo la parola giudici da intendersi nel senso pi ampio di MAGISTRATI . Vi la distinzione tra primi e secondi. Il concorso per accedere in magistratura oggi unico; superato il concorso, nel momento di scegliere la sede, si aprono le DUE FUNZIONI: la funzione vera e propria di GIUDICANTE, il giudice in senso stretto, e la funzione di REQUIRENTE, che quella del magistrato della accusa, che deve lavorare con la polizia giudiziaria per raccogliere le prove per individuare i responsabili di comportamenti in violazione della legge (PROCURA DELLA REPUBBLICA).

FUNZIONE STATALE CHE APPLICA IL DIRITTO AI CASI CONCRETI ESERCITATA DA GIUDICI TERZI E IMPARZIALI SOGGETTI SOLO ALLA LEGGE (Art. 101)

E ESERCITATA IN NOME DEL POPOLO (ART. 101, comma I, Cost.)

Accertare quale norma sia da applicare nei casi dubbi Lesercizio di tale funzione consente di : Ripristinare lordine giuridico violato nel caso in cui vi sia la violazione di una norma ( FUNZIONE REPRESSIVA DEL DIRITTO ) E lo stato che si assume questo onere, cio porta avanti lazione penale contro il reo APPLICAZIONE DI UNA SANZIONE

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Con la funzione giurisdizionale il giudice nellesprimere la sua decisione, la sua sentenza, applica la legge. Non legittimato da unelezion e popolare: si esprime in nome del popolo perch applica la legge che stata approvata in sede parlamentare; si passa dalla fonte generale ed astratta allapplicazione al caso concreto. Nel processo penale chi persegue il reo non la parte lesa, ma sempre e solo lo Stato. lo Stato, e solo esso, che si fa portatore della facolt punitiva, la parte lesa partecipa al processo solo per le eventuali testimonianze e la richiesta del risarcimento del danno eventualmente patito o della cd pecunia doloris (danno patito per la perdita di una persona cara)(parte civile). Nella controversia civile chi decide di andare davanti al giudice totalmente disponibile: io posso cominciare una causa civile e domani la potr rinunciare. Lo Stato si fa garante della funzione giurisdizionale per risolvere le controversie ma se i privati le risolvessero al di fuori delle aule di giustizia sarebbe meglio per tutti, perch c un contenzioso enorme dovuto alla litigiosit del popolo italiano. SI DISTINGUONO:

Art. 102
La funzione giurisdizionale esercitata (NORMALMENTE) da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura. La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia. GIUDICI ORDINARI: MAGISTRATI istituiti e regolati dalle norme sullordinamento giudiziario. Ad essi ci si rivolge per tutte le materie che non siano di specifica competenza dei giudici speciali. GIUDICI SPECIALI: hanno competenza limitata a materie specifiche (es. tribunali militari, commissioni tributarie, consiglio di stato, corte dei conti). Nel nostro ordinamento SONO VIETATI DALLA COSTITUZIONE ma limitatamente a quelli di nuova istituzione (art. 102, comma II, Cost. : non possono essere istituiti nuovi giudici straordinari o speciali ), mentre la Costituzione ne salva alcuni:

Art. 103
Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi. La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilit pubblica e nelle altre specificate dalla legge. I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate. GIUDICI STRAORDINARI: non ce ne sono pi e non ne abbiamo mantenuti dal passato, non ne possono essere istituiti di nuovi (si vuole che il giudice sia precostituito per legge ai fatti commessi, per evitare giudizi emessi sullonda dellemotivit). Sono quelli istituiti successivamente ai fatti oggetto del giudizio, come, ad esempio, dopo la seconda guerra mondiale stato istituito il Tribunale di Norimberga per giudicare i crimini commessi dai nazisti (giudice straordinario). SEZIONI SPECIALIZZATE Possono istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari SEZIONI SPECIALIZZATE per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei ed estranei alla magistratura (art. 102, comma II, Cost.) Esempio: TRIBUNALI PER MINORENNI SEZIONI DI SORVEGLIANZA DELLE CORTI DAPPELLO (sono le sezioni che si occupano dellesecuzione della pena da parte dei carcerati, dei soggetti ristretti, ossia che hanno subito una sentenza esecutiva e che stanno scontando la loro pena in carcere oppure in carcerazione preventiva). SEZIONI SPECIALIZZATE AGRARIE SEZIONI FALLIMENTARI
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ORGANI REQUIRENTI E GIUDICANTI ( Giudici ordinari o Magistrati ) LA MAGISTRATURA ORDINARIA E COMPOSTA DA ORGANI REQUIRENTI E ORGANI GIUDICANTI ( separazione delle funzioni )

ORGANI REQUIRENTI

ORGANI GIUDICANTI

IL PUBBLICO MINISTERO ( Accusa ma non solo ) Hanno una funzione di impulso al procedimento a tutela dellinteresse generale della giustizia (azione penale) o alla tutela di posizioni giuridiche altrimenti indifese. Lesercizio dellazione penale nel nostro ordinamento OBBLIGATORIO (Art. 112 Cost.) (n.b. negli Stati Uniti non obbligatoria) Sia il Pubblico Ministero che il Giudice sono entrambi Magistrati ma con FUNZIONI DIVERSE Viene fatto un unico concorso per lassunzione delle due figure. Il nostro un sistema professionale. Lesercizio dellazione penale, cos come previsto dallart. 112 Cost., obbligatorio nel nostro ordinamento, ma non sempre il P.M. e la P.G. riescono ad assicurare alla giustizia i colpevoli dei fatti delittuosi, perch in taluni casi ignoti, allora si rende necessario effettuare una scelta sui filoni di indagine da seguire e questa scelta viene delegata al Governo, al Ministro della Giustizia, dal capo dellufficio giudiziario. C quindi il problema di impossibilit di perseguire lazione penale in maniera uniforme e completa perch sono presenti una serie di disfunzioni n ella giustizia che dovrebbero essere sanate, come larretratezza, la mancanza di strutture adeguate, anche in forma telematica. Perch si vogliono separare le carriere? Sono gi separate le funzioni. Da un lato si dice che si potrebbe avere la stessa perso na fisica che nellarco della sua vita potrebbe, sullo stesso processo, aver svolto prima una parte di indagini come P.M. e poi trovarsi ad essere giudicante, possibilit abbastanza remota; quello che invece si contesta da parte di chi vuole riformare le carriere sarebbe che ora c troppa familiarit, perch hanno studiato insieme ed hanno frequentato gli stessi ambienti P.M. e giudici, anche se ce n altrettanta con gli avvocati, compresi i difensori. La proposta di separazione delle carriere quella di fare due concorsi separati, anche se ci non impedisce a quelle persone di conoscersi o frequentarsi, per poter, fin dalla formazione, andare ad inculcare in quei soggetti valori diversi, intesi come senso in cui la propria funzione deve essere svolta. GIUDICI SPECIALI (Art. 103 Cost.) Sono ammessi solo giudici speciali GIA ESISTENTI al momento dellentrata in vigore della Costituzione e se organizzati secondo principi costituzionali che garantiscono limparzialit e lindipendenza (Corte Costituzionale sent. 41 del 1957). Sono Giudici Speciali gi esistenti: Articolo 103 Costituzione: 1. CONSIGLIO DI STATO 2. CORTE DEI CONTI
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IL GIUDICE ( Sentenza ) Ad essi spetta: LA DECISIONE DELLE CONTROVERSIE

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3. TRIBUNALI MILITARI Articolo 125 Costituzione ultimo comma 4. TAR = TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI DI 1 GRADO 5. COMMISSIONI TRIBUTARIE Per il TAR regionale solo la circoscrizione in cui tracciano le loro sentenze. Non un organo regionale ma statale. Art. 103 Cost.: Il consiglio di stato e gli altri organi di giustizia amministrativ a (TAR) hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi (GIURISDIZIONE GENERALE DI LEGITTIMITA) e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi (GIURISDIZIONE ESCLUSIVA) 1) CONSIGLIO DI STATO Art. 103 comma I Ha COMPETENZA: Organo di giustizia AMMINISTRATIVA Pertanto ha giurisdizione per la tutela nei confronti della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE degli INTERESSI LEGITTIMI e in particolari materie indicate dalla legge anche dei DIRITTI SOGGETTIVI Giudica in 2 grado le controversie gi risolte dai TAR

2 ) CORTE DEI CONTI ART. 103 comma II Ha COMPETENZA: Materia di CONTABILITA PUBBLICA Responsabilit amministrativa e contabile ( dipendenti pubblici, chi maneggia denaro pubblico, ecc .risarcimento del danno alla P.A. ) DANNI ERARIALI PENSIONI Esiste un doppio grado di giurisdizione (legge 19 e 20 del 1994): 1. sezioni giurisdizionali di 1 grado 2. sezioni giurisdizionali centrali Giudicano in materia tributaria Sono composte da magistrati e da cittadini aventi specifiche competenze professionali (commercialisti, ragionieri, ecc ... ) Esiste un doppio grado di giurisdizione: 1. commissioni tributarie provinciali 2. commissioni tributarie regionali PARTECIPAZIONE DEL POPOLO ALLAMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZI A Membri non togati partecipano allamministrazione della giustizia nei seguenti casi: SEZIONI SPECIALIZZATE cittadini esperti in date materie ( es. tribunale dei minori ) CORTE DASSISE e CORTE DASSISE DAPPELLO Giudicano i casi pi gravi. Sono composte da giudici togati e giudici popolari sorteggiati fra i cittadini in possesso di determinati requisiti.

5) COMMISSIONI TRIBUTARIE

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IL RIPARTO DI GIURISDIZIONE

GIURISDIZIONE ORDINARIA

RISOLVERE LE CONTROVERSIE AVENTI PER OGGETTO DIRITTI SOGGETTIVI. CIVILE: E ESERCITATA DA GIUDICI ORDINARI ACCERTA LA COMMISSIONE DI REATI E IN QUESTO CASO COMMINA SANZIONI PENALE: E ESERCITATA DA GIUDICI ORDINARI

GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA (Art. 113, comma I, Cost.) E ESERCITATA DA GIUDICI AMMINISTRATIVI (assicurata dal Consiglio di Stato e dai tribunali amministrativi) CONOSCE DELLA ILLEGITTIMIT DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI CHE LEDONO INTERESSI LEGITTIMI. In particolare conosce sia di interessi legittimi sia di diritti soggettivi (GIURISDIZIONE ESCLUSIVA) La giurisdizione amministrativa quella in cui il giudice amministrativo conosce degli interessi legittimi, che sono sempre in posizioni giuridiche soggettive verso una pubblica amministrazione e quindi per sapere se bisogna rivolgersi al giudice ordinario o al giudice amministrativo occo rre chiedersi se latto impugnato emesso da unamministrazione pubblica, ed in tal caso competente quello amministrativo; se la p.a. ha invece leso una posizione giuridica soggettiva di diritto, come ad esempio se durante il trasporto su un mezzo pubblico del servizio comunale, in seguito ad un incidente, si subisce un danno, non ci si dovr rivolgere al giudice amministrativo ma a quello ordinario, anche se la richiesta di risarcimento del danno sar rivolta alla pubblica amministrazione. Ci si rivolge al giudice amministrativo quando la pubblica amministrazione esercita dei poteri pubblici ed emana dei provvedimenti amministrativi e quindi pu ledere dei diritti soggettivi od un interesse legittimo. Tra soggetti privati la giurisdizione sempre ORDINARIA, nei rapporti con gli enti pubblici AMMINISTRATIVA (es.: buca sulla strada che provoca incidente, concorso pubblico, ecc ... )

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GRADI DI GIURISDIZIONE

GIURISDIZIONE CIVILE
2 GRADO - APPELLO di merito sui fatti

1 GRADO di merito sui fatti

ULTIMO GRADO di leggitimit sul diritto (controllano che in 1 e 2 grado la


legge sia stata applicata in modo corretto tutto il fascicolo processuale)

GIUDICE DI PACE

TRIBUNALE
( giudice dappello )

CASSAZIONE CIVILE TRIBUNALE: Monocratico Collegiale CORTE DAPPELLO

(Il giudizio di merito quello in cui vengono conosciuti i fatti, i testimoni, le perizie. In ultimo grado il giudizio diverso: si ha riguardo esclusivamente alla corretta applicazione della legge.)

GIURISDIZIONE PENALE

1 GRADO

2 GRADO - APPELLO di merito

ULTIMO GRADO

di merito

di leggitimit

GIUDICE DI PACE

TRIBUNALE: Monocratico Collegiale

CORTE DAPPELLO

TRIBUNALE PER I MINORENNI

CASSAZIONE PENALE

CORTE DASSISE

CORTE DASSISE DAPPELLO

La Cassazione se verifica che in appello non sono state applicate correttamente le leggi cassa la sentenza di appello, ma non emana la nuova sentenza e la rinvia ad unaltra sezione della corte dappello per rifare il processo. Possiamo aver casi in cui c stato un primo grado, c stato un appello, la Cassazione ha Nando Boccon - 2011 121

annullato e lannullamento con rinvio ad unaltra sezione della Corte dappello: in sostanza si avranno quattro processi. La Cassazione non pu pronunciare sentenza su di un fatto, ma pu solo confermare oppure annullare la decisione del giudice dappello, cio la cassa e pu cassarla senza rinvio, e quindi la questione chiusa a favore del ricorrente, o con rinvio, denunciando il principio violato e rinviando ad altra sezione della Corte dappello con linvito ad applicare il principio e pronunciare la sentenza definitiva ( si ritorna indietro di un grado). PRESUNZIONE DI INNOCENZA principio importante -

Art. 27
La responsabilit penale personale. L'imputato non considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non ammessa la pena di morte.

GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA

1 GRADO

2 GRADO

T.A.R.

CONSIGLIO DI STATO

Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti possibile ricorrere in Cassazione (a Sezioni Unite) ma solo per questioni di giurisdizione (art. 111, comma VIII, Cost.). LA CORTE DI CASSAZIONE La Corte di Cassazione si pone al vertice del sistema giudiziario. Ha sede a Roma. Si articola in sezioni: CIVILI PENALI DEL LAVORO FUNZIONI: GIUDICA SUI RICORSI PER VIOLAZIONE DI LEGGE: 1. Contro le sentenze dappello 2. Contro i provvedimenti restrittivi della libert personale DECIDE: 1. I conflitti di competenza tra giudici ordinari 2. I conflitti di giurisdizione tra giudici ordinari e speciali 3. I conflitti di attribuzione tra giudici e pubblica amministrazione GARANTISCE: La corretta applicazione e luniforme interpretazione della legge da parte dei giudici c.d. FUNZIONE NOMOFILATTICA (da NOMOFILACHIA = corretta interpretazione della legge)
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La Cassazione ha una funzione di vertice, non sulle persone, i magistrati, ma sulle sentenze. il cappello finale di ultimo grado. Le sentenze di 1 grado possono divenire DEFINITIVE se non vengono appellate entro i termini, 30 giorni dalla loro pronuncia, e anche le sentenze della Cassazione diventano ESECUTIVE dopo 30 giorni.

Art. 111
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parit, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata. Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel pi breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facolt, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo. Il processo penale regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non pu essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilit di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita. Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libert personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, sempre ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge. Si pu derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in cassazione ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione. La differenza fondamentale tra la Cassazione e la Corte Costituzionale che la prima giudice dei fatti, mentre la seconda giudice delle leggi. LINDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA GARANZIE COSTITUZIONALI: LAUTONOMIA e lINDIPENDENZA della magistratura sono garantite da una serie di norme costituzionali: sia alla Magistratura nel suo complesso sia al singolo organo giurisdizionale

Art. 108 Cost. le norme sullordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge. . La legge assicura lindipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei (cittadini) che partecipano allamministrazione della giustizia GARANZIE DI INDIPENDENZA Art. 104, comma I, Cost.: LA MAGISTRATURA COSTITUISCE UN ORDINE AUTONOMO E INDIPENDENTE DA OGNI ALTRO POTERE (separazione dei poteri garanzia di democrazia)

Art. 104
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio Superiore della Magistratura presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di universit in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Non possono, finch sono in carica, essere iscritti, negli albi professionali, n far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

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ORGANI DI AUTOGOVERNO DELLA MAGISTRATURA Art. 104 Cost. Lindipendenza istituzionale della magistratura rispetto agli altri poteri dello stato garantita dallISTITUZIONE DI ORGANI DI AUTOGOVERNO. A tali organi spetta: LORGANIZZAZIONE E LAMMINISTRAZIONE DEI GIUDICI (assunzioni, trasferimenti, promozioni, ecc ) LAPPLICAZIONE DELLE SANZIONI DISCIPLINARI (il Ministro della Giustizia pu chiedere che sia avviato il procedimento disciplinare contro i giudici da parte del C.S.M.)

Art. 107
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio n destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio Superiore della Magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso. Il Ministro della giustizia ha facolt di promuovere l'azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversit di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario. CIO SOTTRAE I GIUDICI DA QUALSIASI INTERFERENZA ESTERNA Gli organi di autogoverno sono : 1. CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA ( ART. 104 105 ) 2. CONSIGLIO DI PRESIDENZA DELLA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA ( l. 186 del 1982 ) 3. CONSIGLIO DI PRESIDENZA DELLA CORTE DEI CONTI ( l. 117 DEL 1988 ) 4. CONSIGLIO DELLA MAGISTRATURA MILITARE ( l. 561 DEL 1988 ) CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA Art. 104 Cost. COMPOSIZIONE E FORMAZIONE del C.S.M.: 27 MEMBRI: 3 di DIRITTO + 24 ELETTIVI 3 di diritto: Presidente della Repubblica 1 Presidente della Corte di Cassazione (il pi alto magistrato giudicante) Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione (il pi alto magistrato requirente)

24 elettivi: 16 eletti dalla magistratura ordinaria (togati) - 2/3 8 eletti dal Parlamento in seduta comune (non togati) tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio - 1/3

GARANZIE COSTITUZIONALI: Art. 104, comma I, Cost.: LA MAGISTRATURA COSTITUISCE UN ORDINE AUTONOMO E INDIPENDENTE DA OGNI ALTRO POTERE (separazione dei poteri garanzia di democrazia)

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Art. 105
Spettano al Consiglio Superiore della Magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Previsione del C.S.M. quale organo di autogoverno cui spetta qualsiasi provvedimento nei confronti dei magistrati.

Art. 106
Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso. La legge sull'ordinamento giudiziario pu ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli. (GIUDICI DI PACE) Su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura possono essere chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di universit in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori. (In realt non mai avvenuto questo travaso) Disciplina delle funzioni, della composizione e della formazione del C.S.M..

Art. 107
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio n destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio Superiore della Magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso. Il Ministro della giustizia ha facolt di promuovere l'azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversit di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario. Sono le GARANZIE DEI SINGOLI MAGISTRATI. Il Ministro della giustizia si deve occupare dei servizi attinenti alla giustizia e delle carceri, degli istituti di pena, deve far funzionare lapparato della giustizia e, per quanto riguarda i magistrati ha solo la facolt di promuoverne lazione disciplinare. Tra magistrati esiste solo diversit di funzioni: non c gerarchia.

Art. 108
Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge. (RISERVA DI LEGGE) La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia.

Art. 109
L'autorit giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. (Funzionari della Pubblica Sicurezza, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri che sono incaricati di svolgere queste funzioni di polizia giudiziaria e rispondono direttamente al magistrato ancor prima che al prefetto).

Art. 110
Ferme le competenze del Consiglio Superiore della Magistratura, spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. (collegato con lart. 107, comma II) 18 GIUSTO PROCESSO PROCESSO: fase di accertamento della norma da applicare al caso concreto che si svolge nel contraddittorio tra le parti con una RAGIONEVOLE DURATA (se dura troppo non pi un giusto processo ) FORMAZIONE DELLA PROVA DIRITTO DI DIFESA GRATUITO PATROCINIO (cio assistenza legale a carico dello stato per coloro che non possono permettersela)

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Larticolo 111 stato modificato (vedere nota) con legge costituzionale nr. 2 del 1999 con linserimento dei principi del giusto processo. La legge dovrebbe assicurarne la ragionevole durata ma non ancora cos, infatti, siamo spesso condannati dalla Corte Europea dei diritti delluomo per i tempi del processo. Il nostro processo civile troppo lungo ed allora ci sono molti problemi di negata giustizia e quindi violazione di un diritto fondamentale de lluomo: quello di avere giustizia in tempi ragionevoli. Le garanzie previste lo sono per limputato al fine di garantire il giusto processo alla luce della civilt giuridica e non per la parte lesa, colui che ha subito il reato. Nel quinto comma emergono i problemi dellassunzione della prova collegati al fenomeno del pentitismo, se il Procuratore della Repubblica sente un testimone e poi questo viene ucciso chiaro che poi c limpossibilit di risentirlo in contraddittorio. Ci sono quindi una serie d i meccanismi per valutare anche i casi in cui il testimone sotto protezione o il pentito non voglia rendere testimonianza durante il pubblico dibattimento per timore di ritorsioni, ad esempio, sulla propria famiglia. Dal sesto comma la formulazione dellarticolo quella dei costituenti. La regola della motivazione vale anche per i provvedimenti amministrativi. Contro tutti i provvedimenti sulla libert personale sempre ammesso ricorso (cd. TRIBUNALE DELLA LIBERTA) in Cassazione per violazione di legge. In chiusura riportata la regola del RIPARTO DI GIURISDIZIONE: GIUDICE ORDINARIO GIUDICE AMMINISTRATIVO DIRITTI SOGGETTIVI DIRITTI SOGGETTIVI se c giurisdizione esclusiva, INTERESSI LEGITTIMI normalmente

CORTE DEI CONTI in materia di RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA o CONTABILE (danni erariali; danni al patrimonio dello Stato) I conflitti tra queste giurisdizioni sono valutati dalle sezioni unite della Corte di Cassazione , come supremo giudice ordinario, che ne regola i confini.

Art. 111
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parit, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata. Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel pi breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facolt, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo. Il processo penale regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non pu essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilit di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita. Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libert personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, sempre ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge. Si pu derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in cassazione ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.(*) NOTE: (*) I primi cinque commi dell'art. 111 sono stati introdotti dalla legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2.
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GIUDICE

AVVOCATO DELLACCUSA

AVVOCATO DELLA DIFESA

Art. 112
Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale. Non pu esserci il Ministro della Giustizia che indica su quali reati indagare, i giudici devono indagare sempre. Il problema che non ci sono i fondi per indagare sempre e quindi in ogni Procura della Repubblica c un certo indirizzo interno del magistrato che, senza scartare a priori le indagini su taluni reati, concentra le indagini sui magistrati su determinati filoni.

Art. 113
Contro gli atti della pubblica amministrazione sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa. Tale tutela giurisdizionale non pu essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti. La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa. Tutela giurisdizionale piena, con tutti i mezzi di impugnazione, per tutti gli atti, e anche possibilit di annullamento degli atti illegittimi, in particolare da parte del giudice amministrativo, ma non escluso anche da parte del giudice ordinario.

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LE AUTONOMIE LOCALI
TITOLO V della COSTITUZIONE modificato in seguito al referendum costituzionale del 2002. E il primo testo su cui i cittadini sono stati chiamati a votare e lesito stato favorevole alla revisione. AUTONOMIA: LA CAPACITA DI EMANARE NORME GIURIDICHE E DEFINIRE UN INDIRIZZO POLITICO (politico amministrativo) ED UN ASSETTO ORGANIZZATIVO PROPRI Caratteristica di un ordinamento derivato.

Art. 114
La Repubblica costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citt metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Citt metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Roma la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.(*) NOTE: (*) L'art. 114 stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario dell'articolo era il seguente: La Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni. La Repubblica italiana il complesso dellordinamento sovrano, nazione italiana, stato italiano, e di tutte le autonomie (Comuni, Province, Citt metropolitane, Regioni). Le Citt metropolitane sono indicate in Costituzione ma non sono ancora state realizzate; esse sarebbero i complessi urbani pi grandi e quindi si era pensato che non avrebbe avuto senso disciplinare in modo diverso, ad esempio, la citt di Torino e tutti i comuni limitrofi che non hanno con essa soluzione di continuit, ma da considerarsi come ununica grande area metropolitana urbana, da disciplinare allo stesso modo per i vari servizi, come ad esempio i trasporti. Ottima idea, peccato che si sia scontrata con i campanilismi locali. Sono costituzionalizzate anche le fonti, come lo statuto, i poteri e le funzioni con i loro regolamenti, secondo i principi fissati dalla Costituzione e poi attuati in legge ordinaria. Il Titolo V si ricollega allArt. 5 della Costituzione, in cui la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali, in quanto preesistenti, ed al principio dellautonomia si affianca quello del decentramento, cio del trasferimento delle funzioni statali dal centro alla periferia (es. Prefetture come articolazione di decentramento). Art. 5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il pi ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. ENTI TERRITORIALI MINORI ART. 114 COMMA II

REGIONI

ENTI LOCALI

A statuto ORDINARIO A statuto SPECIALE

COMUNI PROVINCE CITTA METROPOLITANE

Sono ENTI AUTONOMI con propri statuti, poteri e funzioni secondo i PRINCIPI fissati dalla COSTITUZIONE. NON E UN ASSETTO FEDERALE Nando Boccon - 2011 128

LE REGIONI Le regioni a statuto speciale sono le prime ad essere state costituite durante il dopo-guerra, prima che venissero, nel 1970, le altre regioni, quelle a statuto ordinario. La riforma del Titolo V ha cambiato le regole per lapprovazione dello statuto delle regioni a statuto ordinario, per cui adesso esse hanno una procedura aggravata che richiama quella della revisione costituzionale, per adottare il proprio statuto.

Art. 116
Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Sdtirol e la Valle d'Aosta/Valle d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. La Regione Trentino-Alto Adige/Sdtirol costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata. (*) NOTE: (*) L'art. 116 stato sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario dell'articolo era il seguente: Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali. Si riporta di seguito l'art. 10, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3: 1. Sino all'adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia pi ampie rispetto a quelle gi attribuite. A STATUTO SPECIALE: dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi STATUTI SPECIALI adottati con LEGGE COSTITUZIONALE. Sono: 1. Friuli Venezia Giulia 2. Trentino Alto Adige/Sdtirol 3. Sardegna 4. Sicilia 5. Valle d'Aosta/Valle d'Aoste A STATUTO ORDINARIO: con una propria legge adottano uno STATUTO ORDINARIO ai sensi e nelle forme dellart. 123, comma II

LA POTESTA LEGISLATIVA ART. 117 ( ricordare alcuni punti ) E ESERCITATA DALLO STATO E DALLE REGIONI RISPETTANDO: o o La Costituzione I vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali 1. ESCLUSIVA DELLO STATO: nelle materie elencate dallart. 117 comma II ( Es. politica estera, immigrazione, difesa e forze armate, ecc ... ) 2. CONCORRENTE DELLO STATO E DELLE REGIONI: art. 117 comma III ( Es. ricerca scientifica, tutela della salute, governo del territorio, ecc ... ) 3. ESCLUSIVA DELLE REGIONI: competenza residuale generale. Art. 117, comma IV ART. 118: SUSSIDIARIETA VERTICALE E ORIZZONTALE ART. 119: AUTONOMIA FINANZIARIA ART. 120: RAPPORTI TRA REGIONI ( libera circolazione tra regioni di persone e cose, ecc ) ART. 121: ORGANI DELLA REGIONE ART. 122: SISTEMI DI ELEZIONE E CASI DI INELEGGIBILITA
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PUO ESSERE:

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Art. 123
Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Lo statuto approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non richiesta l'apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica pu promuovere la questione di legittimit costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione. Lo statuto sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non promulgato se non approvato dalla maggioranza dei voti validi. In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali. (*) NOTE: (*) L'art. 123 stato sostituito dapprima dall'art. 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1. Il testo originario dell'articolo era il seguente: Ogni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative all'organizzazione interna della Regione. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Lo statuto deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ed approvato con legge della Repubblica. In seguito, l'art. 7 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha aggiunto, in fine, un comma. AUTONOMIA STATUTARIA (contenuto e procedimento di approvazione dello statuto) Ciascuna regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina: o o o o o La forma di governo I principi fondamentali di organizzazione e funzionamento Regola lesercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione Regola la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti Istituzione del Consiglio delle autonomie locali LO STATUTO DEVE ESSERE CONFORME ALLA COSTITUZIONE PROCEDIMENTO Approvato con legge regionale o o o o o 1 approvazione a maggioranza assoluta 2 approvazione dopo almeno due mesi, sempre a maggioranza assoluta Pubblicazione Notiziale Entro 30 gg. Il Governo pu impugnare lo Statuto innanzi alla Corte Costituzionale Entro 3 mesi 1/5 dei consiglieri regionali o 1/50 degli abitanti della regione possono chiedere che lo statuto sia sottoposto a referendum (non richiesto quorum)

ART. 125: ORGANI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA ART. 126: SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO SFIDUCIA ART. 132: FUSIONE DI REGIONI ESISTENTI O CREAZIONE DI NUOVE ART. 133: ISTITUZIONI DI NUOVE PROVINCE NUOVI COMUNI

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AUTONOMIA STATUTARIA COSTITUZIONE Fonte primaria TUEL = Testo Unico Enti Locali centinaia di Statuti Provinciali Circa 8000 statuti comunali Lo STATUTO disciplina: Forme fondamentali Criteri generali di organizzazione Attribuzione degli organi Norme di gerarchia e partecipazione

STATUTO PROVINCIA DI CUNEO NR. 9 DEL 19/04/2004 AUTONOMIA NORMATIVA AUTONOMIA ORGANIZZATIVA Ogni Provincia si organizza con le denominazioni degli assessori, degli uffici, ecc., con le scelte proprie dellente autonomo sullarticolazione interna degli uffici e dei servizi. AUTONOMIA IMPOSITIVA E FINANZIARIA quella che dovrebbe essere sviluppata attraverso il cosiddetto federalismo fiscale. Lunico consistente ambito di autonomia impositiva era lICI, lImposta Comunale sugli Immobili, in partic olare sulla prima casa ma, abolendo quella fonte, tutta la finanza comunale tornata ad essere derivata, ossia derivata dai trasferimenti dello stato. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA VERTICALE art. 118 comma I Le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni (ente pi vicino al cittadin ). Se il comune non adeguato si risale fino allente pi adeguato tra gli enti pubblici. ATTIENE AI RAPPORTI TRA I DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO TUTTE LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE SONO ATTRIBUITE A : COMUNE COMUNE COMUNE COMUNE Salvo che per assicurare lesercizio unitario siano conferite a : PROVINCE O CITTA METROPOLITANE O REGIONI O STATO In base ai principi di : Sussidiariet Differenziazione Adeguatezza PROVINCE PROVINCE CITTA METROPOLITANE REGIONI

OGNI FUNZIONE PUBBLICA DEVE ESSERE ESERCITATA AL LIVELLO TERRITORIALE PIU VICINO AI CITTADINI

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PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA ORIZZONTALE Art. 118 comma IV Tra enti pubblici e soggetti privati Comune Province Citt Metropolitane Regione Stato Favoriscono lautonoma iniziativa dei cittadini singoli o associati. Coinvolgimento di singoli o gruppi sociali per lo svolgimento di attivit di interesse generale

ENTI PUBBLICI TERRITORIALI Comunanza di interessi che scaturiscono nel risiedere in uno stesso TERRITORIO

Selezione dei bisogni degli associati da parte degli organi eletti dagli associati medesimi (principio democratico Art. 1 Cost.) Esponenzialit degli enti territoriali Rappresentativit

Le funzioni mutano in ragione dei rispettivi caratteri e dimensioni secondo principi di: Differenziazione Sussidiariet Adeguatezza

IL COMUNE RAPPRESENTA LA PROPRIA COMUNITA, NE CURA GLI INTERESSI E NE PROMUOVE LO SVILUPPO Il comune ENTE ESPONENZIALE, che significa che rappresenta la propria comunit. Comunit di riferimento vuol dire tutti coloro che risiedono dentro quellarea o che lavorano in quellarea senza risiedervi, quindi la cittadinanza amministrativa un concetto pi ampio che abbraccia tutti coloro che agiscono su un certo territorio, anche se non residenti. Il Comune deve farsi carico anche dei flussi, ad esempio, di turisti che transitano sul proprio territorio, come ente a fini generali. Parallelamente alle funzioni della provincia quelle dei comuni sono i servizi alla persona, alla comunit, alluso del territorio (P.R.G.C.) ad esclusione di quanto espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale e regionale (possibile sovrapposizione). Per conto dello Stato, e allora il Sindaco svolge funzioni di UFFICIALE DI GOVERNO (funzioni di decentramento) per i servizi elettorali, lo stato civile e lanagrafe (statistica, leva militare). Il comune quindi da un lato ENTE AUTONOMO mentre dallaltro anche CIRCOSCRIZIONE DI DECENTRAMENTO STATALE e quindi amministrazione statale decentrata. Quando un cittadino chiede un certificato di stato civile o la carta di identit in realt gli stessi non vengono rilasciati in quanto abitanti del comune di residenza ma in quanto cittadini italiani. Questa scelta stata fatta perch il comune lente pi vicino al cittadino e quindi si reputato opportuno decentrare questi servizi. ORGANI DEGLI ENTI LOCALI Sia il SINDACO che il PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE sono simmetrici, vengono eletti attraverso lelezione a suffragio universale e diretto con la maggioranza assoluta dei voti validi. Se non si raggiunge la maggioranza assoluta si va al BALLOTTAGGIO.
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Il sindaco, come il presidente della giunta provinciale, responsabile dellamministrazione dellente (sono stati rafforzati i poteri dellorgano di governo); capo della giunta, quindi del POTERE ESECUTIVO, (simmetricamente agli organi del governo) nomina e revoca gli assessori, rappres enta lente, convoca e presiede la giunta. Il presidente della giunta provinciale, per, NON PRESIEDE IL CONSIGLIO PROVINCIALE, funzione svolta dal presidente del consiglio provinciale, soggetto diverso. Il Sindaco adotta provvedimenti di urgenza in materia di sanit e igiene pubblica in qualit di ufficiale di governo. Gli organi della Provincia sono: il Presidente la Giunta provinciale, formata dal Presidente e dagli Assessori il Consiglio provinciale ed il Presidente del Consiglio Provinciale

Gli organi del Comune sono: il Sindaco la Giunta comunale, formata dal Sindaco e dagli Assessori il Consiglio comunale ed il Presidente del Consiglio comunale (nei comuni pi piccoli il Sindaco) LA PROVINCIA In passato la Provincia non era considerata come un ente esponenziale, a fini generali, ma solamente come ente con determinate funzioni amministrative. Dal 2000 si voluta rendere la disciplina legislativa simmetrica: in base al PRINCIPIO DI ADEGUATEZZA in futuro le Provincie potrebbero andare a sostituirsi ai comuni minori, al quale vengono sempre pi sottratti i fondi necessari al funzionamento dei loro servizi. ENTE INTERMEDIARIO TRA COMUNE E REGIONE, RAPPRESENTA LA PROPRIA COMUNITA, NE CURA GLI INTERESSI E NE COORDINA LO SVILUPPO. Ci che stato molto trascurato e che dovrebbe rappresentare il cuore della provincia la programmazione: la provincia dovrebbe programmare, con una visione complessiva rispetto ai comuni, i vari settori di intervento, il piano territoriale di coordinamento e tutta quella programmazione che molto spesso rimasta solo sulla carta. (Assetto viabilit, trasporti ed opere pubbliche). RAPPORTO TRA ORGANI Tra gli organi di indirizzo politico amministrativo e di controllo (CONSIGLIO COMUNALE o PROVINCIALE) e gli organi esecutivi (SINDACO o PRESIDENTE GIUNTA COMUNALE/PROVINCIALE) INTERCORRE UN RAPPORTO DI FIDUCIA. La giunta collabora col sindaco (o col presidente della giunta) nel governo locale. Ogni assessore nominato o revocato dal sindaco/presidente e quindi il rapporto fiduciario di piena e totale adesione alle scelte di questultimo, che ha un potere molto forte (che non ha neanche il presidente del consiglio dei ministri). Svolgono le funzioni che la legge attribuisce alle loro competenze (ASSESSORI COMPETENTI PER MATERIA) e c incompatibilit con la carica di consigliere comunale e provinciale. La giunta composta solo dalla maggioranza (chi ha vinto le elezioni e sostiene il sindaco/presidente), mentre nel consiglio c anche lopposizione, tuttavia il consiglio in sostanza ha pi poteri, dovrebbe svolgere soprattutto la funzione di controllo perch la maggioranza consiliare obbedisce alle direttive di voto della giunta e del sindaco/presidente, quindi i consiglieri dellopposizione vivono una grande frustrazione perch hanno pochissimi poteri e lunica possibilit quella attraverso le interrogazioni che sono atti di controllo con cui possono almeno farsi spiegare le ragioni di certe scelte. In consiglio non c una dialettica tale per cui la maggioranza possa cambiare idea ed accogliere una proposta dellopposizione, se succede caso raro; il ruolo dellopposizione si limita quindi al mettere in evidenza eventuali errori procedurali o formali degli atti della maggioranza. Le riunioni consiliari sono pubbliche, mentre quell e della giunta sono segrete. Lutilit della competenza del consiglio su certe materie la trasparenza, perch sia lopposizione sia i cittadini che possono partecipare alla seduta capiscono meglio cosa succede. Il consiglio approva lo statuto, i regolamenti, i programmi ed i bilanci, detta gli indirizzi di azione per il sindaco/presidente della giunta, verifica come assolvono le funzioni esecutive e quindi ha un suo presidente e ufficio di presidenza, a cui appartiene il SEGRETARIO COMUNALE/PROVINCIALE. CONSIGLIO FIDUCIA SINDACO GIUNTA Il venir meno del rapporto di fiducia comporta lo scioglimento dellorgano. Lo scioglimento di un organo comporta la cessazione degli altri.
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CAUSE DI CESSAZIONE: Venir meno del rapporto di fiducia Scioglimento del Consiglio Dimissioni della maggioranza dei consiglieri, del Presidente della Provincia o del Sindaco, delle relative giunte Scadenza del mandato

SEGRETARIO COMUNALE/PROVINCIALE Nominato dal Sindaco (scelto nellAlbo dei segretari comunali e provinciali in modo fiduciario) Collabora con funzioni di assistenza giuridico-amministrativa con gli organi dellente ( lorgano di vertice dellapparato amministrativo) Ha il compito di garantire che tutti gli atti e le attivit dellente siano conformi a: o o o Leggi Statuto Regolamenti

DIRETTORE GENERALE COMUNALE/PROVINCIALE Il Sindaco pu avvalersi di un Direttore Generale c.d. CITY MANAGER che: E al vertice amministrativo dellente Sovraintende alla gestione dellente Risponde direttamente al sindaco

Questa figura nella pratica non c. Coincide con quella del segretario ALTRI ENTI LOCALI CITTA METROPOLITANE: non istituite UNIONI DI COMUNI: Enti locali istituiti per esercitare congiuntamente una pluralit di funzioni Dovrebbero essere state realizzate per arrivare al superamento dei cd. comuni polvere: in Piemonte abbiamo mille comuni, in Italia ottomila, cosa che non ha molto senso per lesagerata frammentazione. La Costituzione ha proposto le unioni di comuni per portare alla fusione, ma non ha avuto seguito perch non obbligatoria. COMUNITA MONTANE: Unioni di comuni costituiti tra comuni montani per garantire migliore tutela alle esigenze delle comunit montane. Anche le comunit montane avrebbero potuto portare allaccorpamento dei piccoli comuni, ma ci non ma i avvenuto, anzi esse si sono costituite solo con la certezza normativa che la costituzione della comunit montana non avrebbe portato alla fusione. Per questi motivi si visto che dal basso non avviene la fusione o lunione, che potr avvenire solo attraverso la scarsit delle risorse e la transizione delle funzioni verso lalto, data la scarsa lungimiranza dellattuale classe dirigente locale, troppo legata al mantenimento della propria carica. NON SONO ENTI LOCALI INVECE: MUNICIPI: partizioni amministrative allinterno dei soli comuni nati da una fusione (non esistono) CIRCOSCRIZIONI o QUARTIERI: obbligatorie per comuni con pi di 100.000 abitanti CIRCONDARI: partizioni interne alle Province. Ambiti di organizzazione di uffici e servizi (non esistono)

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CONTROLLO SULLATTIVITA DEGLI ENTI LOCALI In seguito allabolizione dei CO.RE.CO. (Comitati Regionali di controllo), e quindi le forme di controllo sugli atti e sullattivit degli enti locali sono disciplinate dallart. 120 della Costituzione con lo scio glimento per infiltrazioni o condizionamento di tipo mafioso, la rimozione e sospensione dei singoli amministratori (casi molto rari) per compimento di atti contrari alla Costituzione o la mancata approvazione dei bilanci nei termini fissati dalla legge. REGIONE COME ORGANO SIMMETRICO ALLA PROVINCIA

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LE GARANZIE COSTITUZIONALI
TITOLO VI - Garanzie Costituzionali Sezione I - La Corte Costituzionale Art. 134 - 137 Sezione II - Revisione della Costituzione Art. 138 139

LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE
La giustizia costituzionale innanzitutto la giustizia che riguarda le leggi, e non dei fatti (la magistratura cos come vista finora era giudice degli atti e dei fatti, penali, civili ed amministrativi). Dobbiamo quindi capire i modelli costituzionali e distinguere tra il modello diffuso ed il modello accentrato di giustizia costituzionale. In questo caso il sindacato riguarda il vertice della piramide, perch la costituzione italiana rigida e si pone in posizione gerarchicamente sovraordinata alle altre fonti, e questa gerarchia occorre farla osservare, altrimenti nel silenzio, nella inattivit del giudice costituzionale, se il parlamento approva una legge in contrasto con la costituzione e nessuno lo fa rilevare la rigidit viene a cessare. Ci deve essere qualcuno che fa rilevare se la legge ordinaria contrasta con la costituzione, altrimenti essa cambia e diventa flessibile. La Corte Costituzionale il giudice che si occupa di garantire che tutte le leggi ordinarie non contrastino con la costituzione e quindi non la abroghino ma vengano annullate loro. Se venisse tollerato che una legge incostituzionale producesse effetti si avrebbe, in sostanza, abrogato la costituzione. (SINDACATO DI COSTITUZIONALITA)

IL MODELLO DIFFUSO ( Esempio USA )

IL MODELLO ACCENTRATO ( ES. Costituzioni europee del 900 )

Il controllo di legittimit costituzionale affidato ad OGNI GIUDICE. La Corte Suprema (giudice di ultima istanza) garantisce luniformit delle decisioni (nomofilacha)

Il potere di dichiarare lincostituzionalit di una norma con efficacia ERGA OMNES attribuito ad un ORGANO PARTICOLARE : LA CORTE COSTITUZIONALE (Giudice della legge)

la legge non viene annullata ma disapplicata al caso concreto

ERGA OMNES : potere di annullare la legge VERSO TUTTI. Nessuno potr pi applicarla. Come se non esistesse pi anche se non viene abrogata dal legislatore

In Francia c il Conseil Constitutionnel che opera in tal senso ma, diversamente che in Italia, esso fa da filtro, cio opera prima che la legge entri in vigore, come da noi fa in maniera molto labile il presidente della repubblica, avendo a valle il controllo della corte costituzionale. Come modello di controllo successivo allentrata in vigore quello italiano non impedisce che la norma incostituzionale possa rimanere in vigore per un periodo di tempo variabile (1, 2, 6 mesi 3 anni 10 anni) fino a che non viene fatta rilevare la sua incostituzionalit davanti alla corte e questo comporta lapplicazione ai cittadini di alcune leggi anche se incostituzionali. La Corte Costituzionale ha sede a Roma, presso il Palazzo della Consulta, a fianco del Quirinale. In ITALIA c IL MODELLO ACCENTRATO, infatti la CORTE COSTITUZIONALE distinta dal potere giurisdizionale comune (dai giudici). I giudici quindi selezionano i casi che dovranno essere sottoposti al controllo di legittimit costituzionale da parte della CORTE COSTITUZIONALE (FUNZIONI DI FILTRO).
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Non vengono sottoposte alla Corte questioni: MANIFESTAMENTE INFONDATE IRRILEVANTI FUNZIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE Art. 134

Art. 134
La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni; sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione. (*) NOTE: (*) L'ultimo capoverso stato cos modificato dall'art. 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. Il testo originario era il seguente: sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed i Ministri, a norma della Costituzione. Non indicato il giudizio di ammissibilit del referendum perch la legge che li ha disciplinati solo del 1970, nel 1948, quando stata scritta la costituzione non cera ancora, anche se erano gi previsti allart. 75. Giudica: 1. Sulla LEGITTIMITA COSTITUZIONALE DELLE: a. Leggi o atti aventi forza di legge dello Stato e delle regioni 2. Sui CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE TRA: a. Poteri dello Stato b. Stato e Regioni c. Regioni

3. Sulle ACCUSE MOSSE NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (Alto tradimento e Attentato alla Costituzione) 4. SullAMMISSIBILITA DEL REFERENDUM ABROGATIVO (Art. 75) Questi sono atti di carattere politico su cui la Corte Costituzionale tenuta ad esprimersi - limita i poteri dello Stato per garantire la Costituzione.

Art. 135
La Corte costituzionale composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. Il PdR nomina i giudici non tutti insieme ma man mano che scadono e ci per evitare che scadano tutti contemporaneamente: scadendo in tempi diversi possono anche essere nominati non tutti dallo stesso PdR anche perch ogni giudice dura in carica 9 anni ( la carica pi lunga della repubblica italiana). I giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria (Corte di Cassazione) ed amministrative (Consiglio di Stato e Corte dei Conti), i professori ordinari di universit in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio. I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati. Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall'esercizio delle funzioni. La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dallufficio di giudice. L'ufficio di giudice della Corte incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
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Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilit a senatore (cittadinanza italiana e 40 anni di et), che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalit stabilite per la nomina dei giudici ordinari. ART. 137 COMMA III: Contro le decisioni della Corte Costituzionale non ammessa alcuna impugnazione (HA LULTIMA PAROLA) Anche il Presidente della Repubblica soggetto al giudizio della Corte Costituzionale in quanto garante della Costituzione Gli atti della Corte Costituzionale come quelli di qualsiasi altro giudice devono essere motivati (devono essere esaustivi e coerenti con le precedenti sentenze) ma la MOTIVAZIONE non consente di riportare il riferimento a opinioni dissenzienti (ad esempio se alcuni giudici non sono daccordo con la decisione assunta questo non deve emergere dalla sentenza) COMPOSIZIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE Art. 135, comma I I Giudici della Corte sono scelti: Per 1/3 DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 MEMBRI o Con DpR controfirmato dal PdC. E un atto FORMALMENTE E SOSTANZIALMENTE PRESIDENZIALE poich il suo contenuto determinato autonomamente dal Presidente della Repubblica senza intervento di altri organi. Garantisce lequilibrio della rappresentanza delle forze politiche A scrutinio segreto e a maggioranza dei 2/3 dopo il terzo scrutinio 3/5 A scrutinio segreto perch si vota sulle persone. Il quorum richiesto garantisce un ampio consenso delleletto

Per 1/3 DAL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE 5 MEMBRI o o

Per 1/3 DALLE SUPREME MAGISTRATURE ORDINARIE E AMMINISTRATIVE 5 MEMBRI o o o o 3 dalla Corte di Cassazione 1 dal Consiglio di Stato 1 dalla Corte dei Conti Sono le magistrature di ultima istanza. Consiglio di Stato e Corte dei Conti sono supreme magistrature amministrative. Maggioranza assoluta al primo scrutinio. Se non viene raggiunta si procede al ballottaggio tra i candidati che hanno ottenuto pi voti. Qui basta la maggioranza semplice

I 16 MEMBRI che integrano il collegio nei giudizi contro il Presidente della Repubblica sono sorteggiati da un elenco di 45 cittadini aventi i requisiti di eleggibilit a senatore GIUDICI NON TOGATI. (art. 135 u.c.) Tale elenco formato dal parlamento in seduta comune ogni 9 anni Esigenza di impedire leccessiva politicizzazione dellorgano Esigenza di evitare che ci sia una grande distanza tra pareri del Parlamento e della Corte Costituzionale REQUISITI DI ELEGGIBILITA A GIUDICI DELLA C.C. Art. 135 comma II

La composizione secondo questo schema serve a rispondere a :

I giudici della Corte Costituzionale sono scelti: o o o Tra MAGISTRATI anche a riposo delle giurisdizioni superiori (ordinarie e amministrative) Tra i PROFESSORI UNIVERSITARI in materie giuridiche ( professori ordinari ) Tra AVVOCATI con almeno 20 anni di esercizio

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DURANO IN CARICA 9 ANNI. Termine che decorre dal giorno del giuramento e non possono essere nuovamente nominati ( Art. 135 u.c. ) INCOMPATIBILITA Art. 135, comma VI Durante il suo incarico, ciascun giudice della Corte Costituzionale NON PUO: a. Essere membro del parlamento b. Essere membro di consigli regionali c. Esercitare la professione di avvocato d. Ricoprire altre cariche o uffici indicati dalla LEGGE N. 87 DEL 1953 Inoltre non possono: a. Assumere o conservare altri uffici o impieghi pubblici b. Esercitare attivit professionali,commerciali,industriali c. Essere amministratore o sindaco in una societ a scopo di lucro d. Candidarsi ad elezioni amministrative o politiche e. Se professore universitario o magistrato deve sospendere tale attivit DURATA DELLINCARICO DEI GIUDICI Art. 135, comma III Sono nominati per 9 ANNI a decorrere dal giorno del giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, alla presenza dei presidenti di Camera e Senato NON SONO RIELEGGIBILI Art. 135, comma VII La Corte elegge tra i propri membri un PRESIDENTE che dura in carica 3 ANNI, fermi in ogni caso i termini di scadenza dellufficio di giudice PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE Art. 135, comma VIII ELEZIONE: DURATA: FUNZIONI: Rappresenta la Corte Convoca la Corte e ne presiede le sedute e sovraintende le attivit delle commissioni Pu ridurre fino alla met i termini dei procedimenti Regola le discussioni, pu determinare i punti pi importanti su cui esse devono svolgersi Pu disporre lo svolgimento delle udienze a porte chiuse (normalmente sono pubbliche ) Vota per ultimo e in caso di parit il suo voto decisivo (vale 2) Ha un ruolo di rappresentanza esterna in particolare in occasione della conferenza stampa annuale nella quale vengono resi noti gli orientamenti della corte nel periodo considerato Dura in carica 3 anni E rieleggibile: cessa comunque dalla carica quando termina il suo mandato di giudice della Corte E eletto dalla stessa Corte tra i suoi membri Lelezione avviene a maggioranza assoluta (maggioranza dei componenti) In caso di parit ballottaggio In caso di ulteriore parit: elezione del candidato pi anziano (di servizio)

Il ruolo del presidente importante perch di impulso e coordinamento dellattivit della Corte.
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GARANZIE DI INDIPENDENZA E DI IMPARZIALITA La natura giurisdizionale dellattivit svolta dalla Corte Costituzionale impone che sia garantita: Lindipendenza istituzionale o esterna dellorgano nei confronti delle altre istituzioni Lindipendenza funzionale o interna dei singoli giudici

LINDIPENDENZA ISTITUZIONALE verso lesterno garantita: a. Dallautonomia regolamentare che espressione del potere di auto-organizzazione che caratterizza ogni organo costituzionale b. Dal potere di verifica della titolarit da parte dei propri membri dei requisiti richiesti per rivestire la carica di giudice costituzionale c. Dal potere di decidere le controversie relative a cause sopravvenute di incompatibilit dei propri membri e disporne leventuale rimozione o sospensione

d. Dallautonomia finanziaria che consiste nellamministrazione di un fondo stanziato con legge ordinaria e. Dallautonomia amministrativa che riguarda la determinazione del fabbisogno di personale di supporto e del relativo status giuridico f. Dalla giustizia domestica, ossia il potere di decidere le controversie in materia di impiego concernenti i propri dipendenti

LINDIPENDENZA FUNZIONALE DEI SINGOLI COMPONENTI (status dei giudici) I GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE SONO ASSISTITI DA ALCUNE GARANZIE CHE NE GARANTISCONO LINDIPENDENZA E LIMPARZIALITA a) INAMOVIBILITA: possono essere rimossi dufficio solo a) Per decisione della stessa Corte a maggioranza dei 2/3 b) Per sopravvenuta incapacit fisica o civile c) Per gravi mancanze nellesercizio delle funzioni b) IMMUNITA: non possono essere perseguiti per le opinioni espresse ed i voti dati nellesercizio delle funzioni. Finch durano in carica godono della stessa immunit accordata ai Parlamentari ex. Art. 68, comma II. Lautorizzazione data dalla stessa Corte. AUTONOMO ACCERTAMENTO DEI REQUISITI: la Corte stessa che giudica sul possesso dei requisiti richiesti e di eventuali incompatibilit dei suoi membri RETRIBUZIONE: Dispongono di una retribuzione non inferiore a quella del pi alto magistrato della giurisdizione ordinaria

c) d)

LIMPARZIALITA dellattivit della Corte assicurata dalla lunga durata del mandato (9 ANNI) e dalla non rieleggibilit dei giudici costituzionali: il giudice non dovrebbe essere incentivato a proseguire uno specifico indirizzo politico nello svolgimento della propria attivit, dal momento che in ogni caso non pu essere rieletto. LE SEDUTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE SONO PUBBLICHE Il presidente pu disporre che le sedute avvengano a porte chiuse per motivi di: o o o o o o Sicurezza dello Stato Di Ordine Pubblico Atti attinenti alla morale

Le decisioni sono prese: A maggioranza assoluta In camera di consiglio Dai soli giudici che abbiano partecipato a tutte le udienze

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La Corte opera alla presenza di almeno: o 11 giudici o Giudizi di costituzionalit Giudizi sui conflitti di attribuzione

21 giudici Giudizi di accusa contro il Presidente della Repubblica

LE SENTENZE SONO PUBBLICATE SULLA GAZZETTA UFFICIALE

Art. 137
Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilit dei giudizi di legittimit costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte. (RISERVA DI LEGGE COSTITUZIONALE) Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte. (RISERVA DI LEGGE ORDINARIA) Contro le decisioni della Corte costituzionale non ammessa alcuna impugnazione. La Corte Costituzionale non ha iniziato ad operare nel 1948, ma stata costituita ed ha iniziato la propria opera solo nel 1956, nella sede che prima ospitava il Ministero per le Colonie. C stato un periodo di in attuazione della costituzione anche di organi fondamentali come la C.C. quindi nel 1956, quando ha iniziato ad operare, ha dovuto smaltire il lavoro arretrato perch, se nel frattempo (tra il 48 ed il 56) er ano state approvate leggi costituzionali, non cera nessun giudice che le potesse impugnare. Il recupero avvenuto sindacando tutte le leggi pre-costituzionali che venivano applicate senza essere adeguate correttamente al testo costituzionale.

IL GIUDIZIO DI LEGITTIMITA COSTITUZIONALE


NORME OGGETTO DEL GIUDIZIO DI LEGITTIMITA COSTITUZIONALE sono: LEGGI ORDINARIE DECRETI LEGGE E DECRETI LEGISLATIVI STATUTI E LEGGI REGIONALI

Cio TUTTE LE FONTI PRIMARIE

Art. 136
Quando la Corte dichiara l'illegittimit costituzionale di una norma di legge o di un atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. (ATTENZIONE: EFFICACIA RETROATTIVA EX TUNC ANCHE PER I CASI PENDENTI, non per quelli passati in giudicato e gi chiusi) La decisione della Corte pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinch, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali. Ma anche: LEGGI COSTITUZIONALI E DI REVISIONE COSTITUZIONALE in quanto andassero a modificare una norma non modificabile (es. modifica dellart. 3 Cost. - probabilmente ad oggi non mai successo) VIZI DI LEGITTIMITA COSTITUZIONALE Elementi di contrasto tra FONTE PRIMARIA E FONTE COSTITUZIONALE A) VIZI FORMALI: violazione di regole del procedimento di formazione dellatto normativo (es. Art. 72 Cost. caso molto raro, anche se ci sono di norma non vengono fatti rilevare)
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B) VIZI SOSTANZIALI: Riguardano il contrasto tra il contenuto dellatto ed una o pi norme costituzionali o la contraddittoriet rispetto ai principi e ai valori costituzionali (disparit di trattamento, violazione delle libert fondamentali, necessario in questo ultimo caso indicare il numero dellarticolo della norma costituzionale che si considera violato es. se una legge viola il principio di uguaglianza non sufficiente indicare il principio violato ma necessario indicare la violazione dellart. 3 della Costituzione). La CORTE COSTITUZIONALE valuta la conformit di leggi e atti aventi forza di legge alla Costituzione e suoi principi. Solo passando davanti AL GIUDICE si arriva alla Corte Costituzionale. La legge incostituzionale produce effetti fino a quando non ci si accorge che c incostituzionalit ( fino allimpugnazione di fronte alla Corte Costituzionale ) Un primo controllo di conformit alla Costituzione effettuato dal Presidente della Repubblica al momento della promulgazione di una legge: egli pu rinviare con messaggio motivato la legge alle Camere: si tratta per di un controllo che lascia passare il 90% delle leggi anche se potrebbero essere incostituzionali ( agisce come UN FILTRO A MAGLIE LARGHE ) La legge costituzionale nr. 1 del 1948 DISCIPLINA DUE MODALITA DI ACC ESSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE per ottenere una pronuncia sulla legittimit costituzionale di una fonte primaria : IL GIUDIZIO IN VIA INCIDENTALE (o DECCEZIONE): Nel corso di un giudizio o o DUFFICIO DAL GIUDICE SU SOLLECITAZIONE DELLE PARTI

In entrambi i casi il giudice a rimettere gli atti alla Corte Costituzionale (si parla di giudice giudicante e non requirente, quindi non il PM) IL FILTRO IL GIUDICE IL GIUDIZIO IN VIA PRINCIPALE (o DAZIONE) - Art. 127 - da : o o GOVERNO rispetto alle leggi regionali REGIONI rispetto alle leggi ( o atti aventi forza di legge ) dello Stato o altre regioni (per esempio per violazione dellart. 117 potest legislativa esclusiva, concorrente e residuale)

Art. 117 Cost.


La potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Solo lo stato e le regioni hanno potest legislativa. Lunico rinvio allordinamento comunitario questo perch lart. 117 frutto di revisione costituzionale ad opera della legge 3/2001, che ha modificato tutto il titolo V della Costituzione, inserendo i principi dellordinamento comunitario perch lItalia ha aderito allordinamento comunitario in base ad uninterpretazione estensiva dellart. 11 Cost.. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull'istruzione; o) previdenza sociale;
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p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citt metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno; s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Il secondo comma indica un elenco delle materie in cui lo stato ha potest legislativa esclusiva, cio solo lo stato pu legiferare in quelle materie. Da citare ad esempio: politica estera e rapporti internazionali dello Stato, immigrazione, rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose, cittadinanza, stato civile e anagrafi. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivit culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potest legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Il terzo comma indica le materie di legislazione concorrente, laddove concorrente significa che lo stato deve fissare i principi fondamentali della materia ed il legislatore regionale deve dettare le norme di dettaglio, quindi una legge di cornice unica statale, che lo stato tenuto ad adottare, e 20 discipline di dettaglio differenti. Lo stato non pu entrare nel dettaglio ma deve dettare solo i principi; sarebbe incostituzionale una legge dello stato che in materia di potest legislativa concorrente vada a disciplinare anche nel dettaglio perch priverebbe la regione del potere di disciplinare il dettaglio. Lart. 117 un grande contenitore di antinomie, anche perch spesso difficile per il legislatore collocare le materie in esame. Un esempio potrebbe essere dato da una legge della Regione Piemonte che disciplina in modo contrastante la materia dellimmigrazione disciplinata dalla legge statale, per cui il 2 comma del 117 prevede la potest legislativa esclusiva dello stato, quindi noi non dovremmo applicare la legge regionale ma quella statale, perch la prima andrebbe a legiferare in una materia che non di sua competenza. Spetta alle Regioni la potest legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Il quarto comma indica la potest legislativa esclusiva residuale regionale. Nel 2001 stato ampliato notevolmente lambito legislativo delle regioni, capovolgendo la situazione rispetto al passato, anche se in concreto difficile individuare materie che non siano state previste nel comma precedente. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalit di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. La potest regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potest regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citt metropolitane hanno potest regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parit degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parit di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. Nelle materie di sua competenza la Regione pu concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

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Art. 127
Il governo quando ritenga che la legge regionale ecceda la competenza della regione, pu promuovere la questione di legittimit costituzionale (in via principale) dinanzi alla Corte Costituzionale entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. (Qui parliamo di leggi non ancora applicate, per cui non sono ancora trascorsi 60 giorni, appena entrate in vigore dopo i 15 giorni di vacatio legis.) La regione quando ritenga che una legge o atto avente forza di legge dello stato o di altra regione leda la sua sfera di competenza, pu promuovere la questione di legittimit costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge o dellatto avente valore di legge. Sono molto frequenti, infatti i giudici della corte si lamentano che la loro attivit intasata, per la violazione dellart. 117, da decine, o addirittura centinaia, di questioni di competenza per cui l a norma regionale vada oltre i limiti della competenza regionale, date le materie delicate e sovrapposte.

GIUDIZIO IN VIA PRINCIPALE


ART. 127 COST. Larticolo di riferimento sempre lart. 117 Cost. A) AZIONE DEL GOVERNO Quando il GOVERNO ritiene che una LEGGE REGIONALE ECCEDA DALLE COMPETENZE CHA LA COSTITUZIONE ATTRIBUISCE ALLE REGIONI Pu promuovere la questione di legittimit costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione ( Il Presidente del Consiglio previa delibera del Consiglio dei Ministri )

B) AZIONE DELLA REGIONE Quando la REGIONE ritiene che una LEGGE DELLO STATO O DI UNALTRA REGIONE LEDA LA SUA SFERA DI COMPETENZE Pu promuovere la questione di legittimit costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione ( Il presidente della Giunta Regionale previa delibera della Giunta Regionale )

GIUDIZIO IN VIA INCIDENTALE


Nel CORSO DI UN GIUDIZIO INNANZI AD UNA AUTORITA GIURISDIZIONALE

La questione di costituzionalit sorge nel corso di un giudizio in cui il giudice debba applicare la norma che si suppone incostituzionale Pu essere giudice ordinario, amministrativo, contabile, ecc. Questi chiamato GIUDICE A QUO (dal quale) Giudice che solleva la questione di incostituzionalit

LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA ES. Lart. X della legge nr. Z del 2 gennaio 2009 CONTRASTA Con gli articoli 3-24. Della Costituzione Il parametro di costituzionalit deve sempre essere espresso: bisogna sempre indicare i numeri (art., commi, legge, data, art. della Cost.) in modo dettagliato
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CONDIZIONI DI PROPONIBILITA
PRESUPPOSTI : La questione di legittimit costituzionale deve essere :

RILEVANTE: La questione rilevante se il giudice A QUO non in grado di risolvere la


controversia SENZA che sia risolta la questione di costituzionalit perch DEVE applicare la norma in questione.

NON MANIFESTAMENTE INFONDATA: Il giudice tenuto a rimettere gli atti in tutti i casi in
cui la questione non risulti manifestamente infondata, quindi quando vi sia almeno anche solo un DUBBIO di incostituzionalit (giudizio di delibazione).

ALTRIMENTI LA CORTE COSTITUZIONALE RESPINGE CON UN INAMMISSIBILITA O DI MANIFESTA INFONDATEZZA

ORDINANZA MOTIVATA DI

Per RILEVANZA non si intende importanza della questione. La rilevanza riguarda la questione non la norma. Deve riguardare solo quelle norme che nel processo in corso devono essere applicate al caso concreto. Se non c rilevanza la questione INAMMISSIBILE. Per NON MANIFESTA si intende non evidente Se c manifesta infondatezza la Corte dichiara con sentenza che la questione manifestamente infondata. IL GIUDICE A QUO (Dal quale) 1. SOLLEVA LA QUESTIONE Su istanza di parte DUfficio

2. VALUTA la rilevanza e la non manifesta infondatezza 3. CON ORDINANZA DI RIMESSIONE Sospende il processo (per due anni) Dispone lIMMEDIATA TRASMISSIONE degli atti alla Corte

Lordinanza di remissione deve contenere: Indicazione delle NORME OGGETTO (cio disposizioni di legge della cui legittimit si dubita) Indicazione delle NORME PARAMETRO (cio indicazione della norma costituzionale che si ritiene violata) Motivazione in ordine alla rilevanza e non manifesta infondatezza

4. NOTIFICA alle parti entro 20 gg. per far sapere che il giudizio sospeso NORME PARAMETRO : Il parametro di valutazione dellillegittimit una norma costituzionale. Vi sono dei casi in cui il parametro una norma di legge la cui violazione determina indirettamente la violazione di norme costituzionali. La norma di rango legislativo che funge da parametro per valutare la legittimit costituzionale definita NORMA INTERPOSTA , in quanto si inserisce tra la norma che si assume illegittima e la norma costituzionale che si assume violata esempi: il decreto legislativo contrastante con la legge di delegazione (norma interposta) costituzionalmente illegittimo per violazione art. 76 Cost., cio il D. Lgs. violando i limiti imposti dalla legge delega (eccesso di delega) viola indirettamente lart. 76 della Costituzione ) la legge ordinaria contrastante con norme di diritto internazionale generalmente riconosciute (norme interposte) incostituzionale per violazione art. 10 Cost. la legge ordinaria contrastante con una fonte comunitaria direttamente applicabile (norme interposte) viola lart. 11 Cost.
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C.d. NORME INTERPOSTE

Violazione da parte del D.lgs dei limiti imposti dalla legge delega

LEGGE DELEGA

ART. 76 Cost.

GIUDIZIO AVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE RICEVIMENTO DEGLI ATTI DAL GIUDICE A QUO PUBBLICAZIONE DELLORDINANZA DI RIMESSIONE SULLA GAZZETTA UFFICIALE a cura del presidente della Corte al fine di consentire agli altri giudici che si trovino ad applicare la medesima disposizione di sospendere i relativi giudizi in attesa della decisione della Corte Costituzionale (pubblicit notiziale). ISTRUZIONE (affidata al Giudice Relatore), RELAZIONE (in udienza pubblica) E DISCUSSIONE DELLA CAUSA (da parte degli avvocati difensori e da quello del giudizio a quo o da quello nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri come parte che sostiene la non illegittimit costituzionale della disposizione).

SENTENZA
diverso da E COSTITUZIONALE

DI ACCOGLIMENTO La questione accolta e la disposizione dichiarata INCOSTITUZIONALE

DI RIGETTO La questione respinta e la norma, per i profili denunciati, NON INCOSTITUZIONALE e rimane in vigore. Ha efficacia solo tra le parti di quel processo e non limita gli altri giudici che possono risollevare la questione. Sulla stessa norma altri giudici potranno proporre la questione di incostituzionalit possono cambiare le condizioni sociali o pu cambiare lidea della Corte con il passare del tempo. Ad esempio era stata dichiarata non incostituzionale la norma che considerava adulterio solo quello femminile.

Le sentenze della Corte Costituzionale NON SONO IMPUGNABILI (INAPPELLABILI). PUBBLICAZIONE SULLA GAZZETTA UFFICIALE EFFETTI DELLE SENTENZE

Art. 136 Cost.


Quando la Corte dichiara l'illegittimit costituzionale di una norma di legge o di un atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. La decisione della Corte pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinch, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
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SENTENZE DI ACCOGLIMENTO La disposizione impugnata viene dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. DISPOSIZIONE: lenunciato linguistico contenuto nel testo scritto NORMA: il risultato dellinterpretazione della disposizione La disposizione impugnata (in tutto o in parte) illegittima e CESSA DI AVERE APPLICAZIONE dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. HANNO EFFICACIA ERGA OMNES E RETROATTIVA Restano salvi i soli rapporti definitivi (diritti prescritti, sentenze passate in giudicato) ad eccezione della materia penale (secondo il principio del FAVOR REI). diritti prescritti sentenza passata in giudicato

EFFICACIA RETROATTIVA

materia penale (principio del favor rei) I rapporti giuridici esauriti, per prescrizione (il diritto non pu pi essere esercitato), decadenza (si decaduti dal diritto di esercitarlo), quando si ha una situazione giuridica coperta dal giudicato (non si esercitato il diritto di impugnazione o si sono raggiunti tutti e tre i gradi di giudizio) o si verificata una rinuncia (atto di volont), non subiranno delle ripercussioni da parte delle sentenze della Corte Costituzionale. La decisione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e comunicata alle Camere e ai Consigli regionali interessati. La sentenza di accoglimento ha efficacia erga omnes (nei confronti di tutti), dal momento che lannullamento della disposizione illegittima travolge tutti i rapporti giuridici ancora pendenti e non solo quelli delle parti del giudizio a quo. Laccoglimento ha efficacia retroattiva e riguarda tutti i rapporti giuridici sorti anteriormente alla sentenza della Corte e non ancora esauriti. I rapporti giuridici si considerano esauriti in caso di sentenza passata in giudicato (definitiva e inoppugnabile), prescrizione (estinzione della posizione giuridica soggettiva per mancato esercizio per un certo periodo di tempo ex art. 2943 codice civile) o decadenza (estinzione della posizione giuridica soggettiva per mancato esercizio entro il termine ex art. 2964 codice civile) Lunica eccezione concerne la materia penale: se stata pronunciata sentenza definitiva di condanna (rapporto esaurito) in applicazione di una disposizione dichiarata incostituzionale, ne cessano lesecuzione e gli effetti SENTENZE DI RIGETTO: La disposizione impugnata, per i profili denunciati, ritenuta NON INCOSTITUZIONALE e perci RESTA IN VIGORE. LA DECISIONE HA EFFICACIA (retroattiva) SOLO INTER PARTES (TRA LE PARTI) La stessa QUESTIONE pu essere RIPROPOSTA Vincolano solamente il giudice che ha sollevato la questione in quel grado di giudizio e per la questione che lui ha sollevato. Lo stesso giudice pu far risollevare nuovamente la questione in un altro giudizio, identica, lo stesso giudice potr sollevare unaltra questione riponendo la questione in modo diverso, cambiando la norma parametro. I giudici della corte Costituzionale possono pronunciarsi solamente su quanto richiesto: non possono pronunciarsi al di l di quanto strettamente richiesto. La sentenza di rigetto vincola solo il giudice a quo a non ripresentare nel medesimo giudizio la stessa questione di legittimit costituzionale che gli stata rigettata. Potr nuovamente ripresentare la
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questione in un altro giudizio o un altro giudice o prospettando norme oggetto o norme parametro differenti. La stessa questione di legittimit costituzionale pu arrivare alla Corte Costituzionale un sacco di volte. Ogni volta che vi ordinanza di rimessione essa viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale a fini notiziali e gli altri giudici devono sapere che su quella disposizione pende un giudizio di legittimit costituzionale. La Corte Costituzionale non pu decidere di non pronunciarsi se adita, ma obbligata a farlo, con sentenza o con ordinanza. Il giudice che nel corso di un giudizio chiamato ad applicare quella norma dovr essere accorto nellapplicazione, perch se la applica e poi si vede la dichiaraz ione di illegittimit costituzionale, ovviamente colui che la subisce potr fare appello per vedere lapplicazione nuova, o comunque potr sospendere il giudizio nellattesa della pronuncia della Corte Costituzionale, per evitare di adottare una sentenza sulla base di una norma poi dichiarata incostituzionale. EFFETTI DELLE SENTENZE INTERPRETATIVE (MANIPOLATIVE) Normalmente la Corte si pronuncia sulla disposizione, cio sul testo scritto, ma in taluni casi preferisce scegliere di pronunciarsi sulla norma, quindi su una delle possibili interpretazioni date dalla disposizione e dichiara, ad esempio con la sentenza di accoglimento, lincostituzionalit di una norma, lasciando intatta la disposizione, ad esempio la norma che interpreta estensivamente lattribuzione di un vantaggio economico. La Corte interviene non sulla disposizione, ma su una delle norme che si ricavano attraverso linterpretazione del testo scritto ai fini della sua applicazione (disposizione = testo scritto; norma = testo scritto interpretato secondo le diverse tecniche interpretative) Con le sentenze interpretative la Corte non dichiara lillegittimit di una disposizione con il conseguente vuoto normativo, ma si pronuncia solo sullinterpretazione fatta dal giudice A QUO. La sentenza vincola a non interpretare in quel modo. La disposizione rimane tale. LA SENTENZA INTERPRETATIVA DI ACCOGLIMENTO

Sancisce lincostituzionalit della norma ricavata dal giudice A QUO con lordinanza di rimessione. LA DISPOSIZIONE OGGETTO DEL GIUDIZIO RIMANE IN VIGORE MA TUTTI I SOGGETTI CHIAMATI AD APPLICARLA DEVONO SCARTARE LA NORMA DICHIARATA INCOSTITUZIONALE DALLA CORTE ED APPLICARE UNALTRA NORMA RICAVABILE DALLA MEDESIMA DISPOSIZIONE. P.Q.M. la Corte Costituzione dichiara lillegittimit costituzionale dellart. 2 del T.U.L.P.S., approvato con R.D. 773/1931, nei sensi e nei limiti indicati nella motivazione. (Sent. 26/1961) LA SENTENZA INTERPRETATIVA DI RIGETTO

Esclude lillegittimit costituzionale della norma proposta dal giudice A QUO. LA DISPOSIZIONE RIMANE IN VIGORE E LA CORTE COSTITUZIONALE CONSENTE CHE ESSA POSSA ESSERE APPLICATA SECONDO LINTERPRETAZIONE FORNITA. P.Q.M. la Corte Costituzione dichiara non fondata nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimit costituzionale dellart. 392 del Codice di Procedura Penale, in riferimento allart. 24 Cost.. (Sent. 11/1965) LE DECISIONI DELLA CORTE FORMA: Sentenza: quando la Corte giudica in via definitiva. Quando il giudice entra nel merito e deve essere motivata. Ordinanza: in tutti gli altri casi (fatti non definitivi). Quando il giudice non entra nel merito e non deve motivare. Ad esempio nellordinanza di manifesta infondatezza. STRUTTURA DELLA SENTENZA: Motivazione in fatto: esposizione dei fatti della causa Ritenuto in fatto. Motivazione in diritto: ragioni che giustificano la decisione adottata Considerato in diritto. Dispositivo: sentenza vera e propria Per questi motivi la Corte - P.Q.M. Nando Boccon - 2011

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CONTENUTO: Decisioni processuali: il giudizio lascia impregiudicata la questione di incostituzionalit e non entra nel merito (ordinanza di manifesta inammissibilit per difetto di rilevanza o per carenza di requisiti o per manifesta infondatezza), si ferma prima. Decisioni di merito: la Corte entra nel merito della questione sostanziale (diritto violato e diritto non violato) di illegittimit e la risolve.

Esistono diverse tipologie di sentenza, che possono essere secondo lesito: DI ACCOGLIMENTO: la questione di illegittimit costituzionale ACCOLTA (la norma impugnata INCOSTITUZIONALE). DI ACCOGLIMENTO PARZIALE: la questione di illegittimit costituzionale accolta in parte. La DISPOSIZIONE in parte incostituzionale nella parte in cui il testo ha un determinato significato La disposizione illegittima limitatamente ad alcune espressioni. DI RIGETTO: la questione di illegittimit costituzionale viene dichiarata infondata. La disposizione NON INCOSTITUZIONALE. La Corte non vincolata dalla sentenza. Possono essere secondo la tecnica di decisione MANIPOLATIVE Sono sempre sentenze di accoglimento, che vuol dire che la Corte Costituzionale dichiarer lillegittimit costituzionale di un qualcosa. Con la sentenza manipolativa la Corte Costituzionale non si limita dichiarare lincostituzionalit di una norma, cio del frutto dellinterpretazione di un giudice, ma trasforma e modifica la disposizione. I problemi che scaturiscono da questo tipo di sentenze sono dovuti al fatto che il giudice (la Corte Costituzionale) si appropria della funzione legislativa. I giudici devono essere la bouche de la loi, la bocca della legge, con queste sentenze vanno a toccare la legge, facendo unattivit sulla legge, cancellando o aggiungendo parole, anche se ci non avviene per manipolare il potere legislativo, ma per salvare il sistema, le disposizioni, evitando labrogazione totale di disposizioni che produrrebbe il vuoto normativo richiamando il legislatore a disciplinare quella materia, con tutto quello che ne consegue (es. rapporti giuridici ancora in corso sulla base di quella norma). ABLATIVE (o RIDUTTIVE): conservano la DISPOSIZIONE ma le TOLGONO QUALCOSA. La Corte Costituzionale dichiara lillegittimit costituzionale della disposizione nella parte in cui prevede qualcosa che non dovrebbe prevedere ed elimina la parte della disposizione stessa. La Corte elimina una parte del testo originario per renderlo conforme alla Costituzione . Da ablare, cio togliere. La norma non incostituzionale in quanto non preveda un certo pezzo: si taglia via una parte della disposizione. P.Q.M. la Corte Costituzione dichiara lillegittimit costituzionale dellart. 251, II comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede Quindi il testimone in piedi, presta giuramento pronunciando le parole: - lo giuro -. SOSTITUTIVE: conservano la DISPOSIZIONE ma SOSTITUISCONO QUALCOSA. La Corte dichiara incostituzionale nella parte in cui prevede qualcosa anzich qualcosaltro . Leffetto quello di vincolare i giudici ad applicare la disposizione come modificata dalla Corte (ablativa + additiva). Si fa il taglia & incolla: si dichiara la norma non incostituzionale in quanto preveda questo anzich quellaltro, si taglia e si incolla una nuova disposizione. P.Q.M. la Corte Costituzione dichiara lillegittimit costituzionale dellart. 404, I comma, del codice penale, nella parte in cui prevede la pena della reclusione da uno a tre anni, anzich la pena diminuita prevista dallart. 406 del codice penale. ADDITIVE: conservano la DISPOSIZIONE ma le AGGIUNGONO QUALCOSA. La disposizione dichiarata illegittima nella parte in cui non prevede che ovvero qualcosa che dovrebbe prevedere. In questo modo la Corte aggiunge una parte alloriginario testo legislativo in modo da renderlo conforme alla Costituzione. Sembrerebbe violato il principio di separazione dei poteri ma non cos. Sono una tipologia di sentenze di rigetto: respingono la questione di illegittimit costituzionale su di una disposizione in quanto preveda che , in sostanza scrivendo uninterpretazione estensiva, aggiungendo un pezzo di disposizione. Nando Boccon - 2011 149

P.Q.M. la Corte Costituzione dichiara lillegittimit costituzionale dellart. 1, II comma, della legge 30/12/1971, n. 1204 (tutela delle lavoratrici madri), nella parte in cui non prevede lapplicabilit alle lavoratrici a domicilio dellart. 5 della medesima legge. ADDITIVE DI PRINCIPIO: richiedono la collaborazione del Parlamento e dellautorit giurisdizionale. Si distinguono dalle sentenze additive perch, pur dichiarando lillegittimit della DISPOSIZIONE nella parte in cui non prevede che non integrano la disposizione con una statuizione di immediata applicazione, ma stabiliscono un principio o un criterio cui i giudici comuni e il legislatore dovr adeguarsi per garantire unapplicazione della norma conforme alla costituzione. Non aggiungono un pezzo di disposizione ma aggiungono un principio, cio dichiarano non incostituzionale ma accertano che il Parlamento o il Governo devono intervenire, altrimenti la prossima volta la dichiarano incostituzionale. P.Q.M. la Corte Costituzione con sentenza n. 243 del 1993 ha individuato i principi ed il meccanismo per la determinazione del trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici, indicando al legislatore i criteri e le linee guida dellintervento normativo necessario allapplicazione della norma in oggetto. Il fine delle sentenze manipolative quello di conservare una determinata disposizione perch la Corte Costituzionale vuole evitare vuoti normativi che creano problemi alle istituzioni, ai bilanci, ai cittadini. Sono sforzi della Corte miranti a conservare la disposizione, pur con le modifiche necessarie. Le sentenze di Accoglimento Parziale, Sostitutive, Additive, Additive di Principio, sono dette MANIPOLATIVE (comunque di accoglimento) perch producono vere e proprie innovazioni nel sistema normativo. La Corte non si limita a dichiarare incostituzionale una norma ma trasforma e modifica la disposizione. Possono essere secondo il percorso seguito SENTENZE INTERPRETATIVE: INTERPRETATIVE DI ACCOGLIMENTO: accoglie la questione in quanto desume dalla disposizione una norma (interpretazione) contraria alla Costituzione. La questione accolta, la norma illegittima se interpretata in un certo modo. Il giudice della Corte Costituzionale stabilisce lincostituzionalit della norma individuata dal giudice a quo. La disposizione resta in vigore ma tutti i soggetti chiamati ad applicarla devono scartare la norma incostituzionale. di accoglimento perch vincola tutti e perch il giudice della Corte dice: S, vero, giudice a quo, cos come tu la interpr eti questa norma incostituzionale, quindi nessuno deve pi interpretarla in quel modo. Il giudice, nellordinanza di rimessione tenuto anche a dare la sua interpretazione: Larticolo X della legge X, norma oggetto, interpretato in questo modo contrasta con larticolo X della Costituzione, e il giudice della Corte Costituzionale, nella sentenza interpretativa di accoglimento, dice: vero, questa interpretazione incostituzionale, quindi nessuno potr pi utilizzare questa interpretazione Lutilit di questo tipo di sentenza che la disposizione resta, nella sentenza di accoglimento pura quella disposizione sarebbe stata cancellata. INTERPRETATIVE DI RIGETTO: dichiara la questione infondata in quanto desume dalla disposizione una norma (interpretazione) compatibile con la Costituzione. La questione rigettata, la norma non illegittima se interpretata in un certo modo. Anche qua la disposizione resta invariata, la Corte dice: Giudice, tu puoi interpretare cos come mi hai indicato. Non ve ro che quella tua interpretazione non NON CONFORME alla Costituzione, quindi puoi interpretare in questo modo. Si dice di rigetto perch il giudice, quando solleva la questione di legittimit costituzionale, sempre convinto che, in fatto di interpretazione, la sua norma sia in contrasto con la Costituzione e quindi se la Corte rigetta con sentenza significa che dice: No, cos come interpretata non incostituzionale e chiunque pu utilizzarla. La Corte Costituzionale reputa NON INCOSTITUZIONALE la norma elaborata dal giudice a quo.

Nelle sentenze interpretative interessata la norma: esse non vanno ad intaccare la disposizione, che resta immutata, muta il profilo delle norme, linterpretazione. Nelle sentenze manipolative vere e proprie, invece, interessata la disposizione: la Corte non si limita a dichiarare incostituzionale una norma, ma trasforma e modifica la disposizione.

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Se la domanda Tipi di sentenze della Corte Costituzionale inutile che voi iniziate a parlare delle sentenze manipolative. Iniziate definendo le sentenze di accoglimento e le sentenze di rigetto. Con la sentenza di accoglimento la Corte Costituzionale accoglie la questione di legittimit costituzionale cos come prospettatagli dal giudice a quo, hanno efficacia erga omnes, nei confronti di tutti i consociati, di tutta la collettivit, statuiscono lannullamento della disposizione impugnata ed hanno efficacia retroattiva, fatti salvi i rapporti giuridici esauriti ed il principio del favor rei. Le sentenze di rigetto, daltra parte, hanno invece efficacia solamente inter partes, non toccano la disposizione che permane nel nostro ordinamento, vincolano solamente il giudice a quo da cui sollevata la questione in quel grado di giudizio, hanno sempre anchesse efficacia retroattiva, sar sempre possibile ripresentare la questione. ALTRI TIPI DI SENTENZE Vi sono altri tipi di sentenze, decisamente pi rari a verificarsi: SENTENZE DI INCOSTITUZIONALIT SOPRAVVENUTA La Corte accoglie la questione di illegittimit costituzionale con riferimento ad un parametro costituzionale sopravvenuto rispetto allentrata in vigore della disposizione dichiarata illegittima. Si ha questo perch la Corte Costituzionale si fa carico di fare ordine nel sistema. SENTENZE DI INCOSTITUZIONALIT DIFFERITA La Corte accerta lillegittimit della disposizione, ma ne limita gli effetti retroattivi dichiarando che lincostituzionalit si verificata in un momento successivo a quello in cui sorto il contrasto . SENTENZE DI INCOSTITUZIONALIT PROVVISORIA La Corte subordina la costituzionalit della disposizione al permanere di una situazione di straordinariet ed emergenza di carattere temporaneo. Ultima categoria di sentenze, decisamente pi importante, sono le SENTENZE MONITO Talvolta la Corte utilizza la motivazione delle sue decisioni per una sorta di dialogo con il legislatore. include suggerimenti, pi o meno espliciti, sollecitazioni o indicazioni rivolte al Parlamento, NON HANNO VALORE VINCOLANTE NEI CONFRONTI DEL LEGISLATORE, MA SOLO PERSUASIVO Il giudici della Corte invitano il legislatore a ridisciplinare una materia, ad esempio, nel campo del sistema radiotelevisivo. La sentenza monito una sentenza di rigetto, per cui la Corte non va ad intaccare quella disposizione, che pertanto resta in vigore. Per la Corte, con quella sentenza, indica al legislatore la necessit di ridisciplinare una certa materia, seguendo i principi stabiliti dalla Corte, con il MONITO che, qualora il legislatore non intervenga per la ridisciplina di quella materia, la Corte Costituzionale, nel caso in cui verr nuovamente interpellata, si pronuncer con una sentenza di accoglimento. PRONUNCE PROCESSUALI E ORDINANZE ORDINANZA DI RESTITUZIONE DEGLI ATTI Non ha carattere DEFINITIVO Non preclude la riproposizione della questione da parte dello stesso giudice a quo. DECISIONE DI INAMMISSIBILIT Carenza di legittimazione del giudice a quo La norma impugnata non fonte primaria Irrilevanza della questione Difetto di motivazione della questione

SENTENZE o ORDINANZE

Le decisioni di inammissibilit possono essere pronunciate con sentenza o con ordinanza. Di solito sono pronunciate con ordinanza, nella quasi totalit dei cas i. La questione inammissibile quando c una carenza di legittimazione da parte del giudice a quo, quando la questione di legittimit costituzionale
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sollevata da un soggetto che non ha la qualifica di giudice o quando la necessaria deliberazione del controllo di legittimit in via principale contiene degli aspetti di illegittimit. ORDINANZA DI MANIFESTA INFONDATEZZA Si verifica quando la Corte si vede presentare una questione di legittimit costituzionale sulla quale si gi recentemente pronunciata. La questione gi rigettata viene riproposta senza addurre nuove o ulteriori argomentazioni. LE FUNZIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE La Corte Costituzionale ha 4 funzioni: 1. IL CONTROLLO DI LEGITTIMIT COSTITUZIONALE DELLE LEGGI E DEGLI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE DELLO STATO E DELLE REGIONI 2. RISOLVE I CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO, TRA STATO E REGIONI E TRA REGIONI. ATTIENE A QUEI POTERI CHE NON HANNO NATURA LEGISLATIVA, SONO ATTI DI NATURA POLITICO-AMMINISTRATIVA. 3. FA IL CONTROLLO DI AMMISSIBILIT DEL REFERENDUM 4. GIUDICA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA QUALORA VENGA POSTO IN STATO DACCUSA, DAL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE, PER GLI UNICI DUE REATI PRESIDENZIALI (ALTO TRADIMENTO ED ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE) IL GIUDIZIO DI ACCUSA CONTRO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA La Corte Costituzionale, nel momento in cui deve pronunciare il giudizio contro le accuse al Presidente della Repubblica, integrata nella sua composizione da 16 giudici e per la validit delle sedute la compagine deve essere di almeno 21 giudici. Le fasi del giudizio sono: MESSA IN STATO DACCUSA deliberata dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta e a scrutinio segreto per i reati di alto tradimento ed attentato alla costituzione. Il Parlamento in seduta comune elegge uno o pi commissari per sostenere laccusa. GIUDIZIO LA CORTE COSTITUZIONALE OPERA IN COMPOSIZIONE ALLARGATA CON LA PRESENZA DEI MEMBRI NON TOGATI Al giudizio devono sempre partecipare almeno 21 giudici (su 31 = 15+16) ed i membri aggregati devono sempre essere la maggioranza. INTEGRAZIONE DELLA COMPOSIZIONE (laltro caso quello dellelezione del Presidente della Repubblica) DECISIONE AVVIENE CON SENTENZA IRREVOCABILE La sentenza pu essere sottoposta a revisione solo se emergono nuovi fatti o elementi di prova idonei a scagionare il condannato. IN CASO DI PARIT DI VOTI PREVALE LA SOLUZIONE PI FAVOREVOLE, A PRESCINDERE DAL VOTO DEL PRESIDENTE DELLA CORTE (normalmente decisiva in caso di parit) La peculiarit che i giudici che sono chiamati a pronunciare questo giudizio proseguono anche in caso di cessazione del loro mandato (9 anni), perch importante che tutti i giudici seguano tutto liter. PUBBLICAZIONE La Gazzetta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (fonte di cognizione), come tutte le sentenze della Corte Costituzionale.

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IL GIUDIZIO IN VIA PRINCIPALE

Art. 127
Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, pu promuovere la questione di legittimit costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione. La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra Regione leda la sua sfera di competenza, pu promuovere la questione di legittimit costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge. IL GIUDIZIO DI AMMISSIBILITA DEL REFERENDUM ABROGATIVO Art. 75 Cost. Art. 33 L. 352/1970 IL GIUDIZIO: Valuta lammissibilit o meno del referendum richiesto. Non contenzioso Non ci sono parti contrapposte. Tuttavia i delegati regionali o i presentatori (comitato dei promotori) della richiesta possono disporre memorie sulla legittimit. Termina con una sentenza con efficacia relativa al caso deciso. La questione pu essere riproposta in altri termini. IL GIUDIZIO SUI CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE I conflitti di attribuzioni sono dei conflitti sullesercizio dei poteri, sulle competenze, quindi dobbiamo capire perch si chiama la Corte Costituzionale, questo giudice supremo: perch si tratta di conflitti su competenze attribuite dalla Costituzione ad organi o poteri dello stato (nella II parte). previsto per dirimere contrasti in ordine alle attribuzioni di funzioni e poteri stabiliti dalla Costituzione. Si distinguono in conflitti: o o Interorganici: tra poteri dello stato (tutti gli organi costituzionali es: C.S.M. Magistratura Parlamento Governo Ministri ecc.) Intersoggettivi: tra stato e regioni e tra regioni (fra ordinamenti giuridici)

Il conflitto tra attribuzioni intersoggettivo pu avere ad oggetto una legge? NO! Perch se c il conflitto su una legge va a ricadere nella previsione specifica della questione di legittimit costituzionale in via principale. Vi la competenza specifica della Corte Costituzionale in via principale sulle leggi. Il conflitto di attribuzione si avr solo su tutti gli atti non legislativi: regolamenti, atti amministrativi, atti generali, e tutto ci che non legislazione. ATTI SOGGETTI AL GIUDIZIO SUI CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE I giudizi sui conflitti di attribuzione NON possono avere ad oggetto un ATTO LEGISLATIVO. (Si tratterebbe di un giudizio di legittimit in via principale) Qualunque altro atto politico, amministrativo, di controllo, giurisdizionale o comportamento non formalizzato, anche omissivo (il NON-ATTO, quando due poteri dello stato sembra abbiano competenza sullatto e nessuno dei due la vuole esercitare CONFLITTO VIRTUALE), idoneo a far sorgere un CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI. PU AVERE AD OGGETTO: Atti Comportamenti Lesivi delle competenze di un determinato organo

Come, ad esempio, nel caso innescato dalla volont da parte dellex presidente della repubblica Ciampi di concedere la grazia allex-terrorista Adriano Sofri, contrastata dallallora ministro di grazia e giustizia che non voleva assolutamente saperne di controfirmare il provvedimento, con la conseguente questione del conflitto
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(virtuale, perch il provvedimento non era ancora stato emesso) di attribuzione portata davanti alla Corte Costituzionale per chiarire se il potere di grazia fosse un potere del presidente della repubblica o un atto complesso, se la controfirma ministeriale avesse solo carattere notarile di garanzia del rispetto delliter procedimentale o se si trattasse di atto complesso in cui le volont dei due poteri dello stato si debbano intersecare trovando una soluzione per tali casi. La Corte Costituzionale si pronunciata dicendo che il potere di grazia del presidente della repubblica, non a caso stato tolto dalla denominazione del ministero la parola grazia: ora il titolo ministro della giustizia. Il conflitt o virtuale stato risolto, per poi il provvedimento di grazia non mai stato emanato (e Sofri ancora in galera). Giudizio preliminare sullammissibilit del conflitto Giudizio nel merito CONFLITTO TRA POTERI DELLO STATO (INTERORGANICO) SCOPO DEL GIUDIZIO Accertare a quale potere spetti lattribuzione contesa. PRESUPPOSTI Che sorga conflitto tra organi appartenenti a poteri diversi (Art. 37 legge 87/1953). Sono considerati POTERI DELLO STATO gli organi: Competenti a dichiarare in via definitiva la volont dei poteri cui appartengono. La cui sfera di attribuzione sia determinata da norme costituzionali.

Inoltre necessario: Interesse specifico, concreto ed attuale alla risoluzione del conflitto CONFLITTO TRA STATO E REGIONI (INTERSOGGETTIVO) E sollevato: A. PER LO STATO dal Presidente del Consiglio previa delibera del Consiglio dei Ministri B. PER LE REGIONI dal Presidente della Giunta Regionale previa delibera della Giunta Regionale CONFLITTO TRA REGIONI (INTERSOGGETTIVO) E sollevato dal Presidente della Giunta Regionale interessata previa delibera della Giunta Regionale. Se ci fosse un atto generale o di programmazione, non normativo, che va ad incidere sulle competenze della regione vicina (es. per questanno accetto in Piemonte non pi di 10.000 pazienti di altre regioni) La Corte Costituzionale conclude con SENTENZA che chiarisce a quale potere o ente spetta lattribuzione contesa determinando anche le modalit di esercizio dei relativi poteri ed eventualmente annullando latto che considera abbia violato la sfera di competenza.

Da preparare bene per lesame, in merito alla Corte Costituzionale: FUNZIONI COMPOSIZIONE (elettorato attivo e passivo) TIPI DI SENTENZE

Anche le sentenze della CORTE DI CASSAZIONE, che rappresenta lultimo grado di giudizio nei processi ordinari, sono IRREVOCABILI. Tuttavia anche loro possono essere soggette a revisione, nel caso in cui sopraggiungano nuovi elementi fattuali tali per cui, se portati in giudizio, farebbero mutare quella sentenza.
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RIPASSO PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE PRINCIPIO DEMOCRATICO PRINCIPIO PERSONALISTA PRINCIPIO PLURALISTA PRINCIPIO LAVORISTA PRINCIPIO AUTONOMISTICO

LIBERTA FONDAMENTALI
DIRITTI INVIOLABILI DELLUOMO in rapporto alle sentenze della Corte Costituzionale. PRINCIPIO PERSONALISTA Posto come fine fondamentale lo sviluppo della PERSONA UMANA Esistono tre gradi di tutela: 4. 5. 6. Tutela del singolo come individuo Tutela delle formazioni sociali Tutela del singolo nelle formazioni sociali

( Art. 2 Cost. )

Sfera della PERSONALIT FISICA e MORALE INVIOLABILE (es. Divieto di pena di morte - Art. 27 Cost.) Adempimento dei doveri inderogabili di SOLIDARIETA (FRATERNIT) economica e sociale previsti nella Costituzione italiana (es. laccoglienza verso gli extracomunitari non una facolt pi o meno dettata dal buonismo, ma un preciso dovere previsto dalla Costituzione).

Art. 3, Comma I, Cost. principio di uguaglianza formale (Stato liberale)


Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Divieto di discriminazioni ingiustificate e obbligo di distinzioni giustificate: Disciplinare in modo uguale situazioni uguali ed in modo diverso situazioni diverse. DIRITTO ALLA SALUTE: garantita la cura gratuita agli indigenti nella Costituzione, non a tutti. Lidea base lo sviluppo della persona umana per la realizzazione di una maggiore giusti zia sociale, obiettivo del principio di eguaglianza, in senso generale.

Art. 3, Comma II, Cost. principio di uguaglianza sostanziale (Welfare State)


compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. NORMA PROGRAMMATICA Es.: aiuti economici per i soggetti meno abbienti/borse di studio diritto di difesa/avvocato dufficio PARI OPPORTUNIT: non ha significato solo per la distinzione uomo-donna, ma vuol dire a tutti cercando di rimuovere i limiti posti dalla condizione economica, sociale, culturale, e non vuol dire trattamento uguale per tutti ma possibilit per i pi capaci e meritevoli (criterio del MERITO). Nonostante la triplice distinzione dellart. 3, II c., cittadini/persona umana/lavoratori, la Corte Costituzionale ha dato linterpretazione pi estensiva dellapplicazione del principio di uguaglianza, cio quella di persona umana.
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LIBERTA FONDAMENTALI

Nel 700 Inizialmente concepite come LIBERTA NEGATIVE Limite negativo ai pubblici poteri a garanzia dellautonomia e indipendenza dellindividuo nei confronti dello stato ( Es. Libert personali, di domicilio, di comunicazione, ecc )

LIBERTA DALLO STATO Dovere di astensione e di non Interferenza

Nell800 Levoluzione dello Stato ha determinato lo sviluppo delle LIBERTA POSITIVE ( O DIRITTI POLITICI ) Comporta una partecipazione attiva alla vita dello Stato che deve rendere effettivo lesercizio delle Libert Negative ( Es. Diritto di associazione, di riunione, di voto, ecc. )

LIBERTA NELLO STATO Dovere di azione positiva dei poteri pubblici

Nella prima met del 900 nascono i DIRITTI SOCIALI nati al fine di riequilibrare le disparit sociali mediante lintervento dei pubblici poteri ( Es. Diritto al lavoro, alla salute, allistruzione ) Art. 3, comma II, Cost.

LIBERTA MEDIANTE LO STATO

Art. 3, comma II, Cost. NORMA PROGRAMMATICA compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. In questo comma ritroviamo il principio delluguaglianza in senso sociale ed economico (uguaglianza sostanziale), da non confondere con il principio dellegalit della Rivoluzione Francese , cio il divieto di discriminazioni, indicato nel primo comma dellart. 3 Cost. (uguaglianza formale). Art. 2 Cost. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale. In questo articolo ritroviamo il principio della fraternit della Rivoluzione Francese, cio il principio di solidariet. Si parla di DIRITTI DI QUARTA GENERAZIONE per i diritti legati alle NUOVE TECNOLOGIE ed alla BIOETICA. CARATTERISTICHE DEI DIRITTI FONDAMENTALI PREESISTENTI AL RICONOSCIMENTO: Non derivano la propria esistenza dal riconoscimento e non sono perci revocabili dallo Stato (Giusnaturalismo.) INVIOLABILI: Da tutti, soprattutto dai pubblici poteri. ASSOLUTI: Possono essere fatti valere nei confronti di tutti. INALIENABILI: Non possono essere trasferiti per atto di volont del titolare.
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IMPRESCRITTIBILI: Non si estinguono in caso di mancato esercizio anche per un tempo prolungato. IRRINUNCIABILI E INDISPONIBILI: Il titolare non pu rinunciarvi n disporne con atti di diritto privato. Diritto/dovere al lavoro come diritto sociale (Art. 4 Cost.) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit e la propria scelta, una attivit o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ. NORMA PROGRAMMATICA (Politiche economiche) - Lavoro utilizzato come criterio valutativo della posizione da attribuire ai cittadini nello stato. PRINCIPIO AUTONOMISTA

(Art. 5 Cost.) - La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei
servizi che dipendono dallo Stato il pi ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. AUTONOMIA = CAPACITA DI PRODURRE NORME GIURIDICHE (Regioni, Provincie, Comuni, Citt Metropolitane, Roma) - Enti Pubblici Territoriali - Legittimati dal basso. Art. 114 Cost. - Regola di distribuzione del potere politico-amministrativo fra diverse istituzioni autonome DECENTRAMENTO = TRASFERIMENTO DI FUNZIONI E COMPITI DAL CENTRO ALLA PERIFERIA Es. il PREFETTO coordina gli Uffici Territoriali del Governo e rappresenta il potere esecutivo nella circoscrizione provinciale. Legittimazione dallalto.

Art. 6 Cost.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Cosa si intende per lingua? Sono le lingue delle regioni di confine come Valle dAosta e Trentino Alto Adige, francese e tedesco, e non i dialetti come loccitano.

Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Norma importante che riguarda un principio fondamentale, una libert fondamentale, che la LIBERT DI RELIGIONE, pilastro fondamentale degli ordinamenti democratici. Nellordinamento italiano attuale si supera lidea della religione di stato, prevista nello Statuto Albertino, per giungere allo STATO LAICO, pur nel rispetto e nel confronto col fenomeno religioso, testimoniato dallarticolazione territor iale sul territorio italiano della Chiesa Cattolica ma anche di altre confessioni religiose. Nel 1929 sono stati stipulati i Patti Lateranensi, nel 1946 venne stabilito che lo stato italiano non uno stato confessionale, lordinamento non richiama i principi confessionali nella Costituzione ma attribuisce indipendenza e sovranit a Stato e Chiesa Cattolica ciascuno nel proprio ordine, quindi lindipendenza e sovranit territoriale della Chiesa viene limitata allo Stato Citt del Vaticano, cos come lorganizzazione della Chiesa non pu essere oggetto di ingerenze da parte dello Stato (organigramma dei ministri del culto) perch riservata alle scelte del Pontefice attraverso le regole del Diritto Canonico. Quando lorganizzazione clericale opera sul territor io dello Stato italiano, dove questultimo ne ha la piena sovranit operano i Patti Lateranensi; si pensi al fatto che, prima del 1929, chi si sposava in Chiesa doveva poi ripetere latto in Comune, non essendo attribuite funzioni civili al ministro del culto. Costituzionalmente, il rango dei Patti Lateranensi stato elevato al di sopra della legge ordinaria, tanto da renderli non modificabili con legge ordinaria, se non tramite laccordo tra le parti (es.: modifica del 1984 8 per mille, contributi, beni culturali della Chiesa), diversamente occorre svolgere la procedura aggravata di revisione costituzionale.
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La libert di religione viene richiamata anche nellart. 3, comma 1, della Costituzione, at traverso il DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE RELIGIOSA, in questo senso c il collegamento con lart. 8, comma 1. I rapporti con le altre confessioni religiose sono regolati come i rapporti con qualunque altro GRUPPO SOCIALE ORGANIZZATO che persegue interessi comuni, a cui lordinamento pone il LIMITE DI NON CONTRASTARE CON LORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO (es.: pratiche di mutilazione religiosa o disparit di trattamento tra uomo e donna). Lequivalente dei Patti Lateranensi per le confessioni religiose diverse dalla Chiesa Cattolica sono LE INTESE, i Patti sono quindi un tipo di intesa. La religione musulmana non ha ancora, ad oggi, stabilito unintesa con lo stato italiano perch non ha una struttura con un vertice in grado di contrattare gli accordi.

Art. 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purch non si tratti di riti contrari al buon costume. Specificazione del principio della libert di riunione ed associazione (processioni, cortei, fare culto) in cui il buon costume viene interpretato estensivamente come divieto di turbativa dellordine pubblico.

Art. 20
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, n di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacit giuridica e ogni forma di attivit. In questo articolo viene considerata la struttura delle associazioni religiose, vista dal punto di vista negativo delle limitazioni, storicamente derivato dallo spoglio dei beni religiosi avvenuto nell800 con le azioni contro la Chiesa e le istituzioni religiose. Attualmente questa tendenza si capovolta portando a delle agevolazioni particolari verso la Chiesa (esenzioni ICI, 8 per mille, ecc.) attraverso le scelte politiche dei governanti.

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il primo comma dellarticolo quello su cui si basa la doppia valenza degli atenei universitari, peraltro gi esistenti da diversi secoli (Torino 600 anni): da un lato la didattica, attraverso linsegnamento, dallaltro la ricerca, con il collegato problema delle risorse da destinarvi. Il secondo comma, in via di interpretazione evolutiva, stabilisce il principio su cui si basa il DIRITTO DELLAMBIENTE, cio la tutela pi ampia del paesaggio, intesa come tutela dagli inquinamenti, tutela dei beni culturali e del governo del territorio.

Art. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero regolata dalla legge in conformit delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libert democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. (*) NOTE: (*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l'ultimo comma dell'art. 10 e l'ultimo comma dell'art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio. Questo articolo si occupa dellORDINAMENTO INTERNAZIONALE, fondato sui TRATTATI, che in sostanza sono dei contratti tra stati. Nel secondo comma si fa lipotesi di un trattato che riguarda la posizione giuridica dello straniero sul territorio italiano. I trattati internazionali normalmente si basano sul PRINCIPIO DI RECIPROCIT, cio si riconoscono agli altri stati i diritti che vengono riconosciuti al proprio. Il DIRITTO DASILO, concesso allo straniero alle condizioni stabilite dalla legge, estremamente restrittive, si limita a pochi e rari casi.
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LESTRADIZIONE rappresenta il trasferimento di un soggetto allautorit giudiziaria di un altro Paese, per essere giudicato, data la mancata uniformit dellordinamento giudiziario nei vari stati. Quella per reati politici non ammessa perch pu verificarsi il caso in cui nellaltro ordinamento sia prevista la pena di morte, secondo la nostra Costituzione vietata, tranne che nei casi di genocidio.

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Larticolo si ricollega allo schema ordinamento orig inario sovrano/ordinamenti derivati autonomi della teoria istituzionale della pluralit degli ordinamenti giuridici, che fonda il rapporto tra ordinamento nazionale de Unione Europea oltre che tra ordinamento nazionale e tutte le altre organizzazioni internazionali come, ad esempio, lO.N.U., ma con due caratteri completamente diversi: ladesione allONU frutto della scelta di aderire ad un trattato internazionale, la scelta di aderire allUnione Europea stata per lungo tempo considerata solo un trattato internazionale, occupandosene, anche dal punto di vista scientifico, i professori di diritto internazionale, una materia separata, ma poi prevalsa lidea che non esiste una branca del diritto internazionale che studia lUnione Europea, ma che essa rica da in tutte le altre discipline e gli altri istituti, perch lordinamento unitario entrato nellordinamento nazionale dei singoli stati. Il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali significa che, come ordinamento sovrano, lItalia non partecipa a missioni di guerra, ma pu parteciparvi come stato facente parte dellONU quando la decisione presa dal consesso internazionale attraverso gli strumenti detti Peacekeeping (mantenimento della pace) e Peace enforcement (riportare la pace). Lart. 11 stato poi interpretato per ladesione allUnione Europea: al Mercato Comune Europeo nel 1957 e, via via, allevoluzione che questo mercato comune ha avuto dal 1957 ad oggi, evoluzione sviluppatasi in maniera sempre pi consistente al punto di far dubitare se la sovranit sia ancora in Italia o sia stata devoluta allUnione Europea, anche se, per ora, la sovranit considerata sempre dello stato nazionale perch, anche solo dal punto di vista formale, il trattato prevede ancora la possibilit di recedere da parte dello stato e quindi sia la scelta libera di aderire come quella libera di recedere esprimono ancora la sovranit nazionale e, ci nonostante, dal momento che si deciso di aderire al trattato si sono devolute allUnione Europea materie e competenze sempre pi vaste e sempre pi importanti, da quella in materia di moneta fino alla libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali (diritto di stabilimento), attraverso lINTERPRETAZIONE EVOLUTIVA dellart. 11, perch linterpretazione data originariamente al testo stata pensata per ladesione ad organizzazioni internazionali come lONU, mentre alcuni fondatori costituenti avevano gi in mente il sogno europeo degli Stati Uniti dEuropa, peraltro irrealizzato anche ad oggi, ma che lo ha reso lanello di congiunzione tra Costituzione italiana e trattato dellUnione Europea. Il rapporto di derivazione tra ordinamento sovrano italiano ed ordinamento derivato dellU.E. , che legittima lappartenenza dellItalia allU.E., sta nellart. 11 Cost..

Art. 12
La bandiera della Repubblica il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. LA LIBERT PERSONALE (Art. 13 Cost.)

Art. 13
La libert personale inviolabile. (Se la Costituzione italiana fosse breve dovrebbe fermarsi qui, ma, invece, lunga ed allora prosegue) Non ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, n qualsiasi altra restrizione della libert personale, se non per atto motivato dall'autorit giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. (RISERVA DI GIURISDIZIONE E DI LEGGE ASSOLUTA) In casi eccezionali di necessit ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorit di pubblica sicurezza pu adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorit giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. Nando Boccon - 2011 159

E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. LA LIBERT PERSONALE INVIOLABILE Consiste nella libert fisica e psichica dellindividuo. EVENTUALI RESTRIZIONI SONO AMMESSE: NEI SOLI CASI E MODI PREVISTI DALLA LEGGE (RISERVA DI LEGGE ASSOLUTA) Commissione di un fatto che costituisce reato Misure preventive e cautelari (es. la carcerazione preventiva) SOLO PER ATTO MOTIVATO DALLAUTORIT GIUDIZIARIA (RISERVA DI GIURISDIZIONE) RISERVA DI GIURISDIZIONE: IMPONE CHE OGNI PROVVEDIMENTO RESTRITTIVO DELLA LIBERT PERSONALE SIA ASSUNTO E MOTIVATO DA UN GIUDICE Solo in casi eccezionali di necessit ed urgenza lautorit di pubblica sicurezza pu adottare provvedimenti provvisori. Tuttavia: di essi deve essere data notizia allautorit giudiziaria entro 48 ore perdono ogni effetto se non sono convalidati entro le successive 48 ore LA LIBERT DI DOMICILIO (Art. 14 Cost.)

Art. 14
Il domicilio inviolabile. (Il domicilio inteso sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche, quindi pu trattarsi anche della sede di una societ.) Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libert personale. (RISERVA DI GIURISDIZIONE E DI LEGGE ASSOLUTA) Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanit e di incolumit pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali. IL DOMICILIO INVIOLABILE Diritto dellindividuo di proteggere da interferenze esterne la propria abitazione e lo spazio fisico dove lindividuo stesso pu trovarsi isolato dal mondo esterno. ANCHE IN QUESTO CASO OPERA UNA DUPLICE RISERVA: DI LEGGE: eventuali restrizioni devono essere previste per legge per motivi di sanit e di incolumit pubblica o fini economici e fiscali. DI GIURISDIZIONE: eventuali provvedimenti restrittivi devono comunque essere approvati dallautorit giudiziaria.

Nando Boccon - 2011

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