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«BREVE STORIA DELLO STATO SOCIALE»

Conti, Silei

Introduzione

STATO SOCIALE = insieme delle iniziative dei vari paese riguardo a:

-

Assistenza;

-

Previdenza;

-

Sanità;

-

Regolamentazione lavoro;

-

Tutela ceti più deboli (più in generale).

Frutto di:

-

Rivoluzione industriale;

-

Problemi sollevati da nascita di economia di mercato.

S.S. nasce nel Vecchio Continente.

Povertà e forme di assistenza da età moderna a metà ‘800

Prime iniziative di lotta a pauperismo Concetto moderno di S.S. da tradizioni di pensiero di età antica e medievale, in cui comunità e sovrano dovevano perseguire alcuni fini (es.: pace, bene comune). Finalità dapprima di valenza spirituale e poi sempre più connotazione materiale (di pari passo con secolarizzazione Stato).

Vigilia età moderna figura del povero funzione importante all’interno della società… …Povertà = +/- virtù:

- Avvicinava il povero alla lettera del Vangelo;

- Permetteva a ricchi di guadagnarsi salvezza attraverso opere di carità.

Poveri innumerevoli tipologie (ognuna con proprio ruolo e peso diverso), in sintonia con concezione piramidale società es.:

- Poveri membri di ordini religiosi (“regola”);

- Malati;

- “poveri vergognosi” o verecundi = non poveri per nascita, ma costretti a chiedere elemosina per vivere, mantenendo dignità e status preesistente.

Chi si occupava dei poveri?

- Confraternite (religiose o laiche, es.: corporazioni);

1

-

Ospedali (religiosi o laici, es.: Ospedali Maggiori dell’Italia del Centro-Nord);

-

Filantropismo dei ceti nobiliari.

1500

concause di carattere demografico, economico, sociale => “Ciclo infernale del ‘500” = incremento

esponenziale dei vagabondi:

- Effetti destabilizzanti su società;

- Modificato atteggiamento verso poveri, specialmente in paesi protestanti a causa della dottrina della predeterminazione successo + affermazione materiale = inizio di futura salvezza. Accentuazione della divisione tra:

- “poveri meritevoli” (volenterosi);

- “poveri non volenterosi” (oziosi).

=> Fenomeno del pauperismo misure legislative di contenimento e di regolamentazione.

1536, Enrico 8^, Inghilterra

Ob.: evitare migrazione interna per:

- Ordine pubblico;

- Manodopera a buon mercato.

comunità locali (Parishes) sostegno poveri.

1547, Enrico 2^, Francia Ob.:

- Combattere ozio dei “mendicanti validi”;

- Regolamentazione aiuti a poveri malati (vedi p.16).

Editto per i poveri di Parigi.

1561/1587, papi Pio 4^ e Sisto 5^ punizioni corporali).

carattere repressivo e pesanti sanzioni per trasgressori (da arresto a

Principio generale di questo periodo poveri in grado di svolgere attività dovevano essere destinati a lavoro coatto.

1572, Elisabetta 1^, Inghilterra

Poor tax = imposta sui poveri per proprietari di immobili.

1601 Poor tax + altri provvedimenti Old Poor Law (riferimento per molte successive legislazioni su

poveri nel resto d’Europa).

Erogazione dei sussidi subordinata a riconoscimento dello status di povertà = disponibilità da parte del richiedente di accettare ricovero forzato. Strumento desiderabilmente più usato = internamento (indoor relief):

- Non in grado di lavorare ospizi di mendicità (almshouses);

- In grado di lavorare apprendisti, workhouses;

- “oziosi” case correzionali. Apposito corpo di polizia!

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Limiti:

- Proventi della Poor tax esigui => no strutture differenziate per assistenza ai poveri;

- Tassazione => malcontento dei possidenti.

1662, Inghilterra

Legge sul domicilio => obbligo, per chi riceveva aiuti con proventi Poor tax, di non

allontanarsi da parrocchia di residenza.

Contrariamente a quanto auspicato, forma di intervento più utilizzata fu outdoor relief (= erogazione a famiglie povere di $ o generi di prima necessità).

Fine 1600 necessario ridurre questo spreco di risorse e legare spesa per assistenza a lavoro

statuto incentivare assunzione di apprendisti, esonerando da pagamento Poor tax

obbligatorio => 1687 datori di lavoro disponibili.

1722, Inghilterra in workhouses.

Knatchbull’s Act parrocchie potevano negare aiuti a poveri che non volevano entrare

In sintesi, in Inghilterra risultati apprezzabili!

Altri paesi europei VS pauperismo carità privata.

Problema dei poveri tra Illuminismo e età delle rivoluzioni

18^ secolo in tutta Europa istituti analoghi a workhouses (es.: Arbeitshauser di Federico il Grande, Re di Prussia), ma con finalità parzialmente diverse => rivolti a intero universo di marginalità e devianza. Richiesto allo Stato benessere cittadini. Nuove idee illuministiche povertà: estirpata eliminandone cause di fondo…priorità = lavoro.

Applicazione: 1775, Francia

Ateliers de charitè fornire occupazione a poveri “abili” a lavoro.

Altra importante codificazione dei principi: 1787, Carta Costituzionale degli Stati Uniti diversa

attenzione a questione di diritti individuali.

eco Rivoluzione americana + decollo industriale (necessità di liberalizzare mercato del

lavoro “ingessato”) => Gilbert’s Act attenuò principio di obbligatorietà di ricovero in workhouses (che cominciarono a rivolgersi prioritariamente a vecchi, malati e fanciulli), incentivò outdoor relief (anche per poveri abili a lavoro).

Costituzione dell’anno primo società deve garantire sostentamento a cittadini infelici, sia

procurando loro lavoro, sia assicurando mezzi per esistenza a coloro che non possono lavorare => nuovi diritti per cittadini, nuovi doveri per Stato.

Tale idea di Stato attivo e interventista in rapporti sociali (figlia della Rivoluzione francese) parziale

accoglimento in altre realtà europee (es.: Germania Stato e società si svilupparono separatamente).

attenuazione disposizioni che stabilivano domicilio coatto per favorire circolazione

1795, Inghilterra manodopera.

1782, Inghilterra

1793, Francia

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Spenhamland Law o “sistema dei sussidi” (mai vera e propria codificazione

legislativa) classi povere avevano bisogno di maggiore assistenza => sussidi erogati su andamento prezzo pane (=> garantito reddito minino indipendente da guadagni). Sancì pretesa legale a sussistenza. Sussidio vicino a salario di operaio o bracciante => invece di condurre vita di stenti con occupazioni che garantivano mera sussistenza, preferirono usufruire direttamente di aiuti parrocchie => crescita di ozio e miseria.

1795, Inghilterra

Riforme sociali e questione operaia nel primo ‘800 Processo di industrializzazione (da Inghilterra) in estensione. Rivoluzione industriale e “rivoluzione tecnologica” (= nuove scoperte e strumenti che razionalizzarono tecniche produttive) => ripercussioni su stratificazione sociale di vari paesi => nuove tipologie di miseria e marginalità. Inghilterra masse di poveri nei nuovi centri industriali => orientamento fortemente restrittivo di spese destinate da collettività a combattere pauperismo. Prime aggregazioni associative di matrice popolare carattere mutualistico (friendly societies), perseguimento di obiettivi politici (es.: pressione per ampliamento diritti civili e politici). Timore per contagio rivoluzionario => misure restrittive di libertà di associazione (leggi su coalizioni o Combintion Acts _ abolite nel 1824 => larga diffusione di organizzazioni operaie) + sospensione Habeas corpus (legge che vietava arresto arbitrario di sudditi inglesi).

Principio mutualistico = lavoratori sottoscrivevano patto associativo che prevedeva versamento periodico di quote accantonate e utilizzate, a seconda di finalità statutarie, per fornire vitalizio dopo certo limite d’età, coprire determinati rischi (malattie, infortuni, disoccupazione), spese funerarie, assicurare sussidio a vedova e figli. Associazioni operaie di mutuo soccorso = strumento di natura previdenziale per supplire a carenze del sistema assistenziale pubblico. Primi decenni ‘800, organizzazioni simili in Francia Bourses: attività mutualistica + “Casse ausiliarie” (= integrazione salario soci). Inghilterra prime importanti conquiste normative!

legislazione di fabbrica minimo di tutela su ritmi e condizioni di lavoro di donne e

fanciulli + ispettore di fabbrica.

New Poor Law abbandono del sistema di Speenhamland e di sue forme di assistenza (outdoor

relief) [ora collegate a residenza (principio del settlement); rimase solo assistenza medica] + inasprimento di misure di controllo su erogazione aiuti [ora affidate a strutture centralizzate] + ricovero coatto presso

workhouses [di nuovo scelta tra lavoro o internamento in workhouses – previo riconoscimento di status di

povero inabile]. Disposizioni che aprirono in tutta Europa fase caratterizzata da disimpegno dello Stato da assistenza a poveri. Europa continentale questione del pauperismo ancora affrontata a livello locale (no disegno nazionale) tradizionali forme di filantropismo volontaristico + Chiesa (es.: Italia).

1833

1834

Intanto, vittorie circa legislazione su lavoro (es.: 1847

Factory Act 11h lavoro/donne).

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Elemento più importante del mutualismo = funzione di “laboratorio” si sperimentarono forme di assicurazione e copertura di rischi riprese su ampia scala da Stato. Rivoluzioni del 1848 dimostrazione della diffusione di varie forme di associazionismo su scala europea => questione dell’improrogabilità di riforme sociali. 2^ Repubblica francese svolta sotto profilo principi. Traduzione in pratica di diritto a lavoro Ateliers nationaux istituzioni per risolvere problema disoccupazione; finanziate da lavoratori con concorso Stato e comunità locali. Ob.: estendere su scala nazionale principio di mutualismo e assicurazione sociale. Napoleone 3^ acquisizione e mantenimento consenso. Legge 1868 Cassa Nazionale di assicurazione in caso di decesso + Cassa Nazionale di assicurazione in caso di incidenti risultanti da lavori agricoli e industriali Obb.: favorire sviluppo previdenza e integrarlo con quello beneficenza, anche attraverso azione diretta Stato. Pochi mezzi finanziari + carattere volontaristico adesione => scarsi risultati concreti. Dopo 1848, Italia prima diffusone di movimenti di associazionismo popolare. Dopo 1861 (Unità), Italia sistema di beneficienza pubblica imperniato su: Opere Pie (= vero perno dell’assistenza a livello locale) + associazioni private a carattere volontaristico. Italia principio del laissez-faire => limitato ruolo dello Stato in campo sociale. Povertà = problema di ordine pubblico (“Disposizioni relative a classi pericolose della società”). Prerogative Stato salute pubblica e tutela sanitaria poveri + interventi assistenziali da parte di enti locali a favore di poche categorie (es.: infanzia abbandonata). Paesi europei più avanzati ulteriore potenziamento associazionismo operaio (dimensioni ricreativa e culturale + politico-sindacale) => accresciute capacità di pressione su governi e parlamenti. 1871, Inghilterra _ Trade Union Act riconoscimento giuridico delle organizzazioni di lavoratori => sindacato inserito di fatto tra soggetti del nascente sistema di relazioni industriali britannico. Europa continentale componente politica > componente sindacale => progressiva creazione di partiti socialisti organizzati su scala nazionale.

Nascita dello Stato Sociale

Modello bismarckiano

Da 1880, Europa 1883, Germania

intensa stagione di riforme sociali che coincise con nuovo ruolo Stato in questo ambito.

cancelliere Bismarck introduzione schema di assicurazioni obbligatorie in caso di

malattia [infortuni (1884); vecchiaia, invalidità, morte capofamiglia (1889)]. Primo sistema di sicurezza sociale del mondo => punto di riferimento per principali paesi continentali. Legge 1883 obbligava lavoratori ad aderirvi! Elementi di novità dello Stato sociale bismarckiano:

- Obbligatorietà => definitiva istituzionalizzazione di assicurazioni occupazionali;

- Indirizzate a soggetti specifici (lavoratori maschi del settore industriale avanzato);

- Partecipazione diretta dei lavoratori a finanziamento (2/3 lavoratori, 1/3 datori di lavoro) => tentativo di

inserirli “all’interno del sistema”, svuotando loro rivendicazioni di contenuti potenzialmente rivoluzionari;

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- Sanzionò differenza tra questioni previdenziali e assistenziali;

- Ampiezza numero beneficiari.

Finalità politiche di questi provvedimenti = erodere base di consenso del nascente movimento operaio

tedesco, invece avvicinamento di masse operaie a Stato fu guidato proprio da quelle organizzazioni politiche. S.S. bismarckiano tradizione germanica delle riforme dall’alto. Analoghe assicurazioni obbligatorie:

- Norvegia, Finlandia, Italia (infortuni);

- Lussemburgo (malattia).

Accelerazione in varo schemi di copertura assicurativa = diretta conseguenza dell’ulteriore sviluppo del

processo di industrializzazione. Influenza politiche bismarckiane > su approccio a questioni sociali, < su decisioni concrete.

Mutualismo, carità legale, legislazione su lavoro

Ultimi due decenni ‘800, Europa ancora ruolo importante del mutualismo. ½ 1890, Italia livello massimo di diffusione del mutualismo. (Oltre a tradizionali sussidi a copertura di determinati rischi per soci) istituzione di magazzini cooperativi, casse prestiti, cooperative per costruzione di abitazione per operai, strutture che curavano istruzione per soci e familiari (scuole serali, biblioteche circolanti, etc.).

Legge Berti riconoscimento giuridico SMS + amministratori società scelti fra soci effettivi

(=> favorito sviluppo di forme di partecipazione e democrazia interna elemento distintivo di questa tipologia associativa di matrice popolare). Europa di fine ‘800 due pilastri:

1886, Italia

- Politiche previdenziali:

Natura pubblica assicurazioni occupazionali (obbligatorie, su base volontaria);

Natura privata SMS.

- Politiche assistenziali:

Carità legale (ormai riguardava principalmente assistenza sanitaria) istituzioni create da Stato e da poteri locali;

Beneficenza pubblica organizzazioni filantropiche a carattere volontaristico (religiose o laiche).

Public Health Act tentativo di migliorare (attraverso maggiore

presenza su piano locale di enti, medici, ispettori sanitari) condizioni di vita di fasce più deboli popolazione.

sistema di carità legale pressoché uguale a quello post-unità; beneficenza pubblica progressiva

espansione ruolo Stato. Fine ‘800, Italia

“Questione operaia” (= condizioni di vita e lavoro della classe lavoratrice) prime

misure di salvaguardia delle condizioni di lavoro [es.: (1873) legge su divieto impiego fanciulli in professioni

girovaghe]. Anni seguenti dibattito su tutela salute e integrità fisica e morale dei lavoratori + ruolo Stato nello sviluppo economico = modesti risultati a livello legislativo. 3^ Repubblica francese scarsa attenzione a “questione operaia”.

[Ambito carità legale] 1875, Inghilterra

Italia

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1889, Svezia

USA

legge che istituiva ispettori di fabbrica.

ruolo preminente nella gestione rischi sociali quasi unicamente gestione privata.

Conflittualità sociale e spinta riformatrice a fine ‘800 19^ sec., Europa conclusosi con nuova ondata di riforme sociali (S.S. bismarckiano = fondamentale punto di riferimento) favorite da concause:

- Decollo industriale di quei paesi rimasti indietro da punto di vista dello sviluppo economico (es.: Italia) => riflessi su equilibri sociali e politici => rafforzamento movimento operaio;

- Inghilterra “Nuovo sindacalismo” = movimento che si batteva affinché movimento sindacale

recuperasse connotazione politica. Ruolo importante nella promozione di una moderna legislazione sociale e del lavoro;

- Rapida diffusione del processo di industrializzazione => acutizzarsi “questione sociale” => classe

dirigente di ispirazione liberale o democratico-radicale e mondo cattolico [critici verso qualunque forma di

modernità _ valori della tradizione e della difesa della famiglia _ di fronte a aggravarsi delle condizioni di vita in campagna e città => iniziative nel campo educativo, mutualistico, assistenziale (1891, Leone 13^) enciclica Rerum Novarum = schema organico che definiva orientamenti Chiesa in ambito sociale] riflessioni su strumenti da approntare per rendere meno drammatici effetti di trasformazioni economiche e dei modi di produzione. Italia, governi di Francesco Crispi affrontare questione sociale accrescendo ruolo Stato nei settori di

es.: nuovo Codice penale (“Codice Zanardelli”) + (1889) Legge di Pubblica

assistenza e beneficienza

Sicurezza + riassetto dell’ordinamento provinciale e comunale [Comuni vaccinazione + assistenza medico-ospedaliera per iscritti a liste poveri; Provincie: mantenimento malati di mente; Comuni + Provincie:

infanzia abbandonata; no innovazioni per oziosi e vagabondi => difesa DAI poveri piuttosto che DEI poveri]. Nuova legislazione su Opere Pie (sottratte a ingerenza delle organizzazioni ecclesiastiche e passate sotto controllo Comuni) trasformate in Istituzioni Pubbliche di Assistenza e di Beneficienza (IPAB). Nuovo sistema di

assistenza riservato a coloro che avessero soggiornato in un comune per almeno 5 anni (concetto del domicilio di soccorso).

estensione degli schemi

“classici” di tutela (infortuni, malattie e maternità, invalidità, vecchiaia e superstiti) a categorie di lavoratori

precedentemente non assicurate.

Europa (in primis Germania guglielmina)

ambito delle assicurazioni sociali

Approccio dominante a riforme = bismarckiano.

Europa

Norvegia (1894), Italia (1898)*

schemi assicurativi contro rischio di malattia e invalidità e vecchiaia facoltativi.

schemi assicurativi contro rischio infortuni obbligatori.

* = atto di nascita del moderno S.S. in Italia, anche se fu più tentativo di risposta dall’alto a istanze popolari (che fornivano linfa a PSI). * Conteneva anche principio della responsabilità dei datori di lavoro (poi contemplato anche in Inghilterra e Francia). Provvedimenti = svolta su piano principi ispiratori da vantaggio per datori di lavoro a vantaggio per lavoratori (vedi pp.52-53) + affermato concetto del rischio professionale (= rischio collegato eziologicamente a

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attività lavorativa); limiti = interessavano parte minoritaria della classe lavoratrice (es.: contadini [= fetta più ampia della popolazione] esclusi) => portata limitata di questi provvedimenti. Assicurazioni = principale strumento attraverso cui si ampliarono progressivamente confini dei nascenti S.S. europei. In comune carattere occupazionale, contributivo.

diritto a pensione di anzianità anche per maggiori di 70 anni che, pur non avendo

versato contributi, si trovavano in condizione di bisogno accertata. Aprì strada a approccio universalistico a politiche previdenziali. A cavallo fra 19^ e 20^ sec. moderno S.S. aveva assunto fisionomie relativamente ben definite (con differenze fra paesi). Elemento importante disposizioni previdenziali riconoscevano diritto del lavoratore non solo a salario, ma anche a tutela da alcuni rischi.

1891, Danimarca

Liberali e socialisti: da riforme di inizio secolo a Grande Guerra

Inizio ‘900 vari fattori economici e sociali + progressivo inserimento masse nella vita politica nazionale => nuova fase di espansione delle riforme sociali. Determinante apertura da parte dei settori liberali o di quelli democratico-radicali a collaborazione con partiti socialisti. Francia Alexandre Millerand (1^ socialista a entrare in governo borghese) promosse provvedimenti per favorire pace sociale e accrescere ruolo Stato nell’ambito assistenziale e provvidenziale.

1905 Assistenza obbligatoria a anziani, infermi, incurabili + attribuzione a istituzioni locali di prendersi

cura di chi temporaneamente non poteva provvedere a proprie necessità.

Regime di assicurazione di vecchiaia obbligatorio per tutti salariati finanziamento a

capitalizzazione (= sulla base di versamenti effettuati annualmente da lavoratori, datori di lavoro e Stato [in minima parte]). Diritto a percepire pensione a 65 anni. Limiti carattere obbligatorio non sufficientemente evidenziato => numero assicurati che versavano contributi diminuì; entità contributi a livello troppo basso => pensioni esigue; età pensionabile troppo alta (all’epoca vita media di un pensionato non superava 60 anni).

Legge Engerand garantito a lavoratrici

reintegrazione posto di lavoro + diritto a riposo per 8 settimane consecutive prima e dopo nascita.

Legge Strauss congedo per maternità obbligatorio per 4 settimane dopo parto + modesta

indennità. Regno Unito nuova formula di governo imperniata su collaborazione tra ala progressista del partito

liberale e nascente partito laburista.

1906 Workmen’s Compensation Act estendeva Legge Chamberlain (1897) su responsabilità in caso di

infortuni su lavoro a tutte malattie professionali degli operai.

1908 Riforma sistema pensioni vecchiaia (Old Age Pension Act) sistema pensionistico finanziato da

Stato attraverso incremento della contribuzione fiscale. Impronta universalistica! Limiti: esiguità contributo; vincoli (es.: non aver ricevuto proventi Poor Tax); età troppo elevata (70 anni) => legge ad alto valore simbolico, ma scarsa portata economica.

1910

Prime leggi su protezione maternità 1909, Francia

1913, Francia

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1911 National Health Insurance Act schema di asscurazioni obbligatorie contro malattie, finanziato da

lavoratori, datori di lavoro, in parte Stato; gestito da associazioni private senza fini di lucro con criteri democratici di rappresentanza e organizzazione interna.

Schemi avanzati su piano principi ispiratori, ma garantivano prestazioni al di sotto dei salari medi e appena sufficienti ad assicurare mera sussistenza. Italia “collaborazione-competizioene” tra forze liberali progressiste e settori riformisti del socialismo => significativi mutamenti nell’impianto complessivo dello S.S.

1902 nuova legislazione su lavoro donne e fanciulli es.: 12 anni = età minima per essere ammessi in

fabbrica + vietato tornare a lavoro prima di 1 mese da parto.

1904 Testo Unico riordinate tutte disposizioni in materia di infortuni su lavoro + introdotto principio

del rischio professionale (al posto di responsabilità civile del datore di lavoro) + ampliate categorie che rientravano nello schema assicurativo obbligatorio del 1898. Dissidi interni a PSI => venir meno del sostegno a Giolitti da parte dei riformisti => interruzione della 1^

fase riformatrice.

Provvedimenti legislativi andamento ondeggiante, portata settoriale.

1910 Cassa di maternità copertura assicurativa per lavoratrici in caso di parto o aborto (sussidio di

puerperio a operaie madri). Bilancio esperienza giolittiana luci e ombre: piano politico graduale inserimento masse nello Stato liberale, estensione diritti di cittadinanza; piano politiche sociali risultati modesti.

Esperienze a confronto

Vigilia 1^ G.M. tutti paesi più avanzati avevano mosso primi passi verso creazione di sistemi di protezione sociale.

schema pensionistico obbligatorio per vecchiaia e invalidità, nella direzione di un sistema di

assicurazioni nazionali di tipo universalistico. Diritto a pensione per tutti cittadini maggiori di 67 anni. Europa tendenza a scomparsa del carattere volontario delle assicurazioni e affermazioni di schemi obbligatori => ruolo crescente Stato. Novità schemi di tutela a copertura rischio di disoccupazione (in questa fase carattere volontario). S.S. estendendo copertura a tutti lavoratori + loro diretti familiari => passaggio da “assicurazioni dei lavoratori” a “assicurazioni sociali”. In qualche caso, assicurazioni sociali a carattere universalistico => estese anche a chi non aveva versato quote e per i quali interveniva Stato, garantendo standard previdenziali di base.

1913, Svezia

1^ G.M. favorito ulteriore espansione ruolo Stato:

- Massimizzazione produzione imposta da sforzo bellico;

- Necessità di tutelare ceti più deboli da inevitabili ripercussioni economiche del conflitto;

- Numero elevato di morti, feriti, invalidi;

- Etc.

Evidenziare limiti del vigente sistema di politiche sociali (più eclatanti carattere frammentario e

disorganizzato dell’assistenza + carenza di strutture in ambito sanitario).

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Risposta iniziale = riordino a livello ministeriale, cioè delle strutture preposte a gestione degli schemi previdenziali e assistenziali.

provvedimenti parziali per mitigare costi economici e sociali del conflitto per alcune categorie

produttive indennizzo per pescatori Adriatico che non potevano scendere in mare + primi provvedimenti per militari invalidi.

Opera nazionale per protezione e assistenza a invalidi di guerra + estesa assicurazione obbligatoria

per infortuni a lavoratori agricoli + obbligo di assicurare contro invalidità e vecchiaia tutti i lavoratori (M/F; non maggiori di 70 anni) occupati in stabilimenti ausiliari requisiti da governo per produzione materiale bellico. => Periodo bellico caratterizzato da forte accelerazione dell’interventismo statale.

1915, Italia

1917

Politiche sociali tra due guerre

Da Grande Guerra a crisi del ‘29

Grande Guerra Stato si impegnò per benessere cittadini perché essi erano risorsa per vittoria finale.

Obbligo assicurativo per tutti i lavoratori sotto 70 anni impiegati in stabilimenti requisiti per

produzione bellica provvedimento importante per: ritenute proporzionate a salario + una quota dei contributi a carico datore di lavoro. Assicurazione obbligatoria contro infortuni per contadini neutralizzare loro ostilità. Novità: sistema di finanziamento a ripartizione integrato da fondi Stato. In questo periodo definitivo riconoscimento ruolo donne. Necessità di mantenere ordine interno => atteggiamento più rigido verso manifestazioni e scioperi. Paesi coinvolti da guerra calma movimenti operai. Mondo socialista (contrario a conflitto in nome di internazionalismo) atteggiamenti diversi: pro sforzo bellico proprio paese (Inghilterra, Francia, Germania) e neutrali (Italia). Italia “sacra unione” socialisti/borghesi => fine conflittualità operaia durante guerra, in cambio misure contro problemi classi subalterne:

1917, Italia

- Assicurazioni di disoccupazione;

- Passaggio da assicurazioni dei lavoratori a assicurazioni sociali (familiari).

=> In molti paesi sviluppo principio “protezione minima verso bisogni” improntato a approccio universalistico a politiche sociali fattori determinanti:

- definitivo inserimento masse in istituzioni Stato, specialmente grazie a ampliamento diritti voto;

- 1919, Costituzione di Weimar nuova attenzione a tematiche welfare ordinamento vita sociale doveva corrispondere a principi di giustizia, con obiettivo di garantire esistenza dignitosa a tutti; diritto a salvaguardia salute e capacità lavorativa, a tutela maternità e a prevenzione delle conseguenze economiche di vecchiaia, di indebolimento fisico e di circostanze negative vita. Espansione sistemi di sicurezza sociale in senso universalistico (sotto profilo realizzazioni concrete) maggiormente in paesi Europa nord, Regno Unito con paesi a esso legati => tolsero primato a Germania. USA ancora arretratezza.

ministro industria Nava aprì Commissione di studio sull’assicurazione obbligatoria contro

malattie (detta Abbiate da nome presidente) documento programmatico con 6 linee guida per politiche sociali:

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1917, Italia

- Smobilitazione;

- Collocamento e disoccupazione;

- Lavori pubblici;

- Rilancio e tutela industria e agricoltura;

- Questione emigrazione;

- Legislazione sociale e previdenza.

1918 Ufficio centrale di collocamento (Stato) + locali (comuni) assorbire massa di disoccupati in

seguito a smobilitazione uomini da fronte.

1919 Vittorio Emanuele obbligatorietà assicurazione contro invalidità e vecchiaia per lavoratori

dipendenti

assicurazioni sociali (CNAS). Importante! Abbandonato principio mutualità libera e Stato si fa regolatore attraverso contributo diretto, non solo attraverso intervento legislativo.

schema assicurativo obbligatorio contro disoccupazione involontaria esiti negativi

per: carenza fondi a causa di basso livello contributi + scarsa presenza su territorio di uffici collocamento. Contesto generale europeo fragilità di fondo per instabilità economica e politica dopoguerra => molti provvedimenti non sfociarono in corpus legislativo omogeneo (es.: Costituzione di Weimar inattuata).

Metà anni ’20 tutti paesi europei avevano sistema di protezione sociale imperniato su assicurazioni che coprivano 4 tipologie di rischio:

Cassa nazionale di previdenza (CNP) trasformata in Cassa nazionale per

(15-65

anni)

=>

1919, governo Nitti

- Infortuni su lavoro;

- Malattia o maternità;

- Invalidità-vecchiaia;

- Disoccupazione.

Assicurazioni a carattere:

Obbligatorio;

Facoltativo.

Assicurazioni a copertura:

Occupazionale (contributi lavoratori) a capitalizzazione (fondo);

Nazionale o statale (finanziate da Stato, ispirate a principi universalistici per fornire reddito minimo a

tutti cittadini) prelievo fiscale o altri fondi statali.

1929 crollo borsa Wall Street.

New deal e concetto di social security

Roosvelt (dopo ‘29) sperimenta in ambito New deal (= nuovo patto) nuovo approccio social security.

1933 Federal Emergency Relief Administration (FERA) 1^ passo verso modernizzazione impianto

assistenziale e previdenziale in base a idee economista britannico Keynes.

1935 Social Security Act (punto d’approdo di queste politiche) legge che istituiva schema di copertura

assicurativa obbligatoria per invalidità, vecchiaia, superstiti e disoccupati. Fondo ad hoc a capitalizzazione.

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Criterio di finanziamento a ripartizione svolta decisiva in storia sistemi

previdenziali utilizzava contributi versati da lavoratori per pagare tutti quelli che usufruivano di prestazioni

previdenziali => possibile disporre immediatamente di ingente quota di capitali e di erogarla immediatamente. Titmuss sistema di protezione sociale USA mantenne comunque connotazione “residuale” => istituzioni pubbliche intervengono solo se famiglia e mercato (canali naturali che soddisfano bisogni individuo) falliscono. Social security non si radicò nel paese avvertito come approccio valido per emergenza.

1939

Stato sociale totalitario Crisi ’29 evidenzia limiti schemi di copertura elaborati fino ad allora => riprende vita tipo di S.S. bismarckiano, che assunse carattere “corporativo-autoritario” o “totalitaristico”. Mussolini continuità con gestione liberale . Cancellazione monopolio Stato su assicurazioni vita mantenne in vigore INA, ma lasciò anche compagnie private. Opere Pie scelta di non scontentare Chiesa => divorzio beneficienza (ampie libertà in erogazione e gestione prestazioni caritative) / assistenza (sotto Stato).

Modifiche a legislazione su assicurazioni sociali restrizioni specialmente a sfavore contadini (poiché non potevano essere considerati pienamente “lavoratori dipendenti”): mezzadri e coloni [esclusi da assicurazione contro invalidità e vecchiaia], lavoratori agricoli [esclusi da assicurazione contro disoccupazione]. Obiettivo di indebolire organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, favorendo alcune categorie (scopi clientelari) dipendenti pubblici.

“Patto di Palazzo Vidoni” monopolio di rappresentanza sindacale a organizzazioni fasciste,

cancellando sindacati operai.

Nascita dei grandi enti fascisti ONMI (assistenza a madri, sanitaria, fisica e morale a fanciulli

in età prescolare e scolare), ANPI [Associazione nazionale per prevenzione infortuni su lavoro], OND [Opera

nazionale dopolavoro irreggimentazione masse]. 1927, Carta lavoro (= manifesto programmatico fascismo) si richiamava a

“corporativismo” => collaborazione tra classi produttive in nome Stato. Piano assistenza sanitaria moltiplicazione Casse mutue categoriali, campagna antitubercolare, politica costruzione strutture ospedaliere, creazioni IPIM (Istituti protezione infanzia e maternità) – dentro ONMI – per madri nubili e minori abbandonati, etc. Favoriti coloro che possedevano tessera partito o sindacato fascista. Ampliamento assicurazioni sociali in senso familiare fulcro = salario “familiare”.

Istituto nazionale fascista per assicurazioni contro infortuni su lavoro (INFAIL), Istituto nazionale

fascista previdenza sociale (INFPS da trasformazione vecchia Cassa nazionale assicurazioni sociali [CNAS], per: razionalizzare vari istituti previdenziali + precise finalità di organizzazione consenso e di tipo finanziario). Istituto nazionale malattia lavoratori (INAM).

Enti comunali assistenza (ECA) avrebbero dovuto assistere iscritti in elenchi poveri, minori

abbandonati, ciechi e sordomuti e privi di mezzi ma avendo ereditato compiti delle ottocentesche

congregazioni di carità, Chiesa oppose resistenza => legge largamente disattesa. S.S. fascista caratterizzato da frammentazione e disparità di trattamento.

1925

1925/6

1931/3

1937

12

1941, Cassa integrazione dei guadagni dei lavoratori dell’industria lavoranti ad orario ridotto contributi interamente su datore di lavoro. Bilancio esperienza fascista in campo politiche sociali elementi di forte innovazione. Germania fine Repubblica di Weimar + ascesa nazionalsocialismo => ritorno a Bismarck = modello di protezione sociale a netta connotazione occupazionale.

Hitler disoccupazione assorbita, ma livelli prestazioni sociali bassi; principio obbligatorietà assicurazioni esteso a molte categorie, compresi lavoratori autonomi. Salute, forma fisica, sport elementi centrali 3^ Reich (vedi costante riferimento a concetto di “igiene razziale”) => attenzione a politica sanitaria. Famiglia = organismo di base Stato capofamiglia (reddito), moglie (cura figli). Aspetti innovativi assegni famigliari strumento politiche demografiche per aumentare natalità e fornire nuove braccia a regime. S.S. organizzato su base principio “patto generazionale” (simile USA) utilizzava versamenti e imposte di coloro che partecipavano a processo produttivo per stanziamenti a generazioni più anziane. Si mirava a sistema pensionistico unico per annullare differenze di status tra operai e impiegati, secondo ideologia nazista di comunità aziendale e di popolo piano (ispirato a Bismarck) doveva sciogliere legame tra contributi e prestazioni e riunire in unica organizzazione operai, impiegati e lavoratori autonomi. Unione Sovietica S.S. con caratteristiche totalitarie. Bolscevismo puntò a riorganizzare frammentaria e incompleta struttura della protezione sociale vigente sotto governo zarista.

Riforma con cui sistema assicurazioni sociali passa sotto Consiglio centrale sindacati URSS; criterio

della ripartizione annuale su base di contributi versati interamente da Stato. Costituzione 1936 diritti sociali del cittadino-lavoratore: assistenza materiale nella vecchiaia, in caso di malattia e perdita capacità lavorativa. Diritto garantito mediante ampio sviluppo assicurazioni sociali a carico Stato, con assistenza medica gratuita. Famiglia = cellula base di intero impianto socialista.

1933

Radici welfare socialdemocratico Periodo fra due guerre altro approccio oltre a autoritario-totalitario socialdemocratico. Crisi del ’29 colse di sorpresa socialdemocrazie, mettendone in evidenza angusti margini di manovra su piano politico e carenza di strategia ben definita di politica economica. Scarsa fortuna delle politiche sociali dei “Fronti popolari” (partiti socialisti+comunisti+altre formazioni di ispirazione democratico-radicale alleanza proposta da 3^ Internazionale) di alcuni paesi europei (es.: Francia, Spagna), perché nacquero soprattutto per contrastare fascismi dopo avvento Hitler. Svezia grande trasformazione con partito socialdemocratico di Hansson.

1932

Alleanza politica di portata storica tra movimento operaio e masse contadine.

Provvedimenti “anticrisi” (Folkhempolitik, Politica del focolare) basati su compromesso con economia di mercato sancito da accordi che coinvolgevano sindacati di lavoratori e datori di lavoro in una sorta di “patto sociale” (1938) = tratto distintivo nuova politica svedese. Sistema di protezione sociale volto a tutelare tutti cittadini, non solo classe operaia.

13

1937

sociale 1946

Riforma

pensioni

innovò

schema

previdenziale

+

Commissione

“pensione popolare”, finanziata in massima parte da prelievo fiscale.

per

assistenza

Svolta di Beveridge: verso W.S.

Rapporto Social Insurance and Allied Services [AMBIZIOSO!] di W. Beveridge destinato a

rivoluzionare sistema di sicurezza sociale Regno Unito. Piano cercava di armonizzare 3 differenti metodi emersi in evoluzione storica dell’esperienza britannica, cioè: pensioni minime contributive, sussidi per particolari categorie disagiate, pensioni occupazionali volontarie ad integrazione di quelle minime. Due differenze della social security di Beverdige rispetto a accezione neozelandese:

1942

- Protezione a tutti cittadini, non solo a membri schemi assicurativi nazionali (universalità copertura);

- Prestazioni corrispondevano a “minimo nazionale” indispensabile per condurre vita dignitosa => indipendenti da contributi assicurativi versati. Ob.: completare trasformazione strutture statali a favore vecchiaia mediante costituzione di sistema

universalistico di National Insurance capace di fornire, su base contributiva, erogazioni adeguate ed uniformi. 3 principi guida in previsione di future riforme:

- Tenere conti di esperienze passate senza esserne troppo vincolati;

- Inserire ogni progetto di trasformazione sistema previdenziale in contesto più ampio di politica di

progresso sociale;

- Essere sempre coscienti di necessità di cooperazione tra Stato e individuo per fornire aiuto a singolo in

caso di bisogno senza vincolarne scelte e iniziativa personale per questo doveva esserci associazione tra assicurazione sociale [prestazioni fino a livello di sussistenza] e assicurazione volontaria [SMS + schemi pensionistici privati; prestazioni oltre quel minimo]. Decennio ’29-’39 periodo decisivo per evoluzione politiche sociali in Europa. Fase di sperimentazione 1883-1914 progressiva introduzione di principali schemi di assicurazione sociale => modello autoritario-conservatore di Bismarck + modello liberale (o liberaldemocratico) [ampliato

confini schemi assicurativi]. Grande depressione => crisi modello liberale e sue politiche sociali => modello bismarckiano riveduto e corretto (“corporativo-autoritario” o “totalitario”) + S.S. socialdemocratico (non rinuncia a suoi obiettivi ideologici, ma attraverso “accettazione del compromesso”, cioè dell’economia di mercato).

Social Security Act 1^ servizio sanitario nazionale

interamente finanziato da prelievo fiscale e destinato a tutta popolazione.

1938, Nuova Zelanda, governo laburista di Savage

Concetto social security = uno dei fattori fondanti del W.S. europeo.

Sviluppo sicurezza sociale dopo 2^ G.M.

Da warfare a welfare Primi anni del 2^ dopoguerra deciso sviluppo politiche sociali (specialmente in nord Europa e Gran Bretagna forte impronta universalistica degli schemi di protezione sociale + concezione avanzata del ruolo attivo Stato).

14

Europa dopo 1945 evidente inadeguatezza degli schemi di tutela vigenti => nuovo approccio ispirato a principi della “sicurezza sociale”, caratterizzato da assicurazioni nazionali a connotazione universalistica + rete di servizi pubblici => nacque tipo particolare di S.S. welfare state o “Stato del benessere”. Espressione “sicurezza sociale” (utilizzata per prima volta da Roosvelt) = provvedimenti di legge (principalmente contro disoccupazione e vecchiaia) volti ad assicurare esistenza dignitosa a tutti i ceti. Carta Atlantica (1941) + Dichiarazione approvata da Congresso di Philadelphia dell’International Labour Office (1944) [art.22 diritto di ciascuno, in quanto membro della società, a sicurezza sociale] prima della fine della guerra, formulazioni che teorizzavano nuovo modo di concepire rapporti sociali. Origini del W.S. nel processo di ridefinizione ideologica e programmatica aperto dopo grande depressione del ’29 in Europa e USA. Affermazione dell’universalismo (di tipo “misto” [modello anglosassone] o “puro” [Svezia]) = frutto del prevalere della dottrina della “sicurezza sociale”. Espressione “W.S.” coniata in tempo di guerra da William Temple (futuro arcivescovo di Canterbury) VS warfare (= perenne stato di guerra con cui nazismo aveva edificato proprio Stato). Apice del bisogno di riconoscimento di “nuovi” e più ampi diritti sociali (già visibile in carte costituzionali di Francia, Germania e Italia) = Dichiarazione universale dei diritti uomo approvata da Assemblea generale delle Nazioni Unite (1948). Altri fattori che favorirono affermazione di un nuovo tipo di S.S.:

- Piano macroeconomico avvento dei consumi di massa e diffusione del sistema “fordista” di

produzione industriale (basato su catena di montaggio e su tecniche di massimizzazione dell’attività lavorativa come cottimo);

- Accordi tra sindacati e organizzazioni degli imprenditori che introdussero elementi di concertazione nelle relazioni industriali, con ruolo attivo Stato in qualità di garante;

fece del $ divisa di riferimento per transazioni

economiche e finanziarie, assicurando stabilità a varie monete nazionali; Piano Marshall (subito dopo

guerra)

W.S. anglo-scandinavo si era costituito con concorso diretto di partiti laburisti e socialdemocratici questo contribuì a identificarlo con socialismo. Nessuno partito socialista (per quanto moderato) riteneva che edificazione di un esteso sistema di protezione sociale fosse di per sé sufficiente a risolvere contraddizioni di fondo del sistema capitalistico.

- Accordi internazionali Bretton Woods (1944)

fornì aiuto necessario a rimettere in moto economie dei paesi europei.

Sistemi di welfare inglese e scandinavo War Cabinet guidato da W. Churchill (1940) mise in agenda creazione di un nuovo sistema di protezione sociale basato su prestazioni universalistiche e meno selettive. Concreto progetto di riforma con Beveridge (1942) si richiamò a legislazione statunitense del ’35 e del ’39 e a riforme sociali operate da Savage. Vittoria alle elezioni del ’46 del partito laburista di Clement Attlee => concreta attuazione del piano di Beveridge. Labour Party aggregò larghi strati popolazione (da classe operaia a ceti medi) intorno a vasto progetto.

15

Punti qualificanti programma: ob. del pieno impiego (da raggiungere attraverso politica di interventismo statale) + nazionalizzazione dei settori chiave industria. (1946) Social Services Cabinet Committee approvò primi provvedimenti che costituirono struttura portante del W.S. britannico:

- assicurazioni obbligatorie e sociali;

- legislazioni su infortuni su lavoro forti contenuti universalistici;

- abolizione norme restrittive delle libertà d’azione dei sindacati;

- Sistema Sanitario Nazionale finanziato in gran parte da Stato attraverso prelievo fiscale, caratterizzato

da: gratuità servizi + esteso indistintamente a tutti cittadini. Stato gestiva sistema, articolato su tre livelli:

1) prestazioni mediche di base assicurate a cittadini da medici generici presenti capillarmente su territorio; 2) strutture ospedaliere [sotto controllo pubblico per mezzo di appositi comitati collegati a ministero Sanità] per assistenza specialistica; 3) rete di strutture decentrate incaricate di integrare su territorio servizi sanitari con assistenza sociale [si occupavano di molte questioni, es.: campagne di vaccinazione, servizi sociali]. => Inizio anni ’50 S.S. britannico riorganizzato in base a principi della social security.

Da primi anni ’30, Svezia e Norvegia

politiche keynesiane per raggiungimento pieno impiego.

Stato si adoperò per favorire dialogo tra parti sociali e contenere livello di conflittualità, varando provvedimenti a tutela dei ceti più deboli.

Politica di concertazione tra sindacati e datori di lavoro sancita da veri e propri “patti sociali”. Svezia governo socialdemocratico si propose di modificare struttura socioeconomica del paese attraverso adozione di politiche di piano + incremento dei salari reali + pieno impiego.

riforma del sistema previdenziale abolì “prova dei mezzi” (= obbligo di comprovare effettivo

stato di bisogno per ottenimento pensione da parte di coloro che non avevano versato contributi) + impostazione fortemente universalistica. Norvegia e Danimarca maggiore attenzione a problemi di natura economica.

1946

Mancata svolta universalistica in Europa continentale Su esempio Piano Beveridge, in tutta Europa si formarono commissioni di studio su schemi previdenziali e assistenziali. Italia opzione universalistica non fece breccia => non si affermò concetto di “sicurezza sociale”, ma si andò consolidando “fronte mutualistico” (retaggio S.S. fascista), che preferiva particolarismo (clientelare VS meritocratico dell’Europa continentale [secondo Titmuss]) a mutualismo. Caduta fascismo sistema di protezione sociale italiano prevedeva schemi di copertura per sei rischi principali (pensioni/malattia e maternità/infortuni e malattie professionali/disoccupazione/tubercolosi/assegni familiari) gestiti da pletora di enti. Sanità settore privato, regolata da sistema delle Casse mutue. Assistenza sociale pubblico + privato (in primis Chiesa con Opere Pie). Crisi prodotta da guerra ridusse in povertà intere categorie sociali (pensionati, lavoratori dipendenti, etc.).

“Commissione per riforma delle previdenza sociale”, presidente socialdemocratico Ludovico

D’Aragona.

1947

16

Lavori influenzati da Beveridge. Testo conclusivo molto innovativo e in linea con principi della social

security (sebbene non inclinasse per universalismo puro).

- Copertura previdenziale avrebbe dovuto interessare tutti lavoratori (dipendenti e non);

- Principio dell’unicità del sistema delle prestazioni e dei contributi = adozione di una copertura assicurativa “globale” diretta a tutelare principali rischi attraverso fornitura di prestazioni

(automatiche => coprire lavoratore indipendentemente da regolare versamento contributi) economiche e servizi sanitari;

- Prestazioni avrebbero dovuto essere collegate a redditi => prevedevano importi proporzionalmente più

alti;

- Finanziamento del settore previdenziale a ripartizione (non più a capitalizzazione) “temperato” (= dilazionato nel tempo).

Proposte caddero nel vuoto => welfare italiano continuò a caratterizzarsi per elevata frammentazione.

Fattori che determinarono mancata affermazione dell’universalismo in Italia:

- Carenza di tempo e mezzi che caratterizzò lavori Commissione;

- Piano socioeconomico Italia dopoguerra (diversamente nordeuropea) era paese a forte connotazione

agricola => ciò rendeva più complesso finanziamento di sistemi di sicurezza sociale di tipo universalistico e loro accettazione da parte di molti ceti sociali, specialmente lavoratori autonomi;

- Profilo economico condizioni non consentivano finanziamento di un sistema di protezione sociale

gestito da Stato;

- Terreno politico radicalizzazione dello scontro tra schieramento centrista (DC) e frontista (PSI e

PCI) alla vigilia delle elezioni del ’48 (in piena Guerra fredda) impedì dialogo su tema che avrebbe richiesto

accordo.

Interventi in campo sociale nel dopoguerra varati da governo De Gasperi (centrista) lotta a

disoccupazione + politiche casa (1947

per agevolare famiglie lavoratori in acquisto abitazione) provvedimenti dettati più da emergenza che da programmazione. Francia e Olanda scarsi risultati della politica riformatrice. Germania dibattito maggiormente concentrato su ritorno a Stato di diritto.

“Piano INA casa” promosso da A. Fanfani

primo blocco fitti; 1949

Espansione W.S. negli anni ‘50

Inizio anni ’50 in tutta Europa condizioni per avvio del “periodo d’oro” dell’economia.

Fase di crescita che coincise e influenzò espansione S.S. => effetto trasformare sistemi di protezione

sociale, accrescendo loro livello di copertura => maggiore impegno organizzativo e di natura finanziaria da parte

Stato. MODELLI OCCUPAZIONALI Francia, Germania, Austria; SISTEMI “MISTI” Italia, Svizzera, Paesi Bassi. …In comune:

- estensione copertura a tutta popolazione + tendenza a preferire (su esempio USA e Gran Bretagna) al

criterio di finanziamento a capitalizzazione (= contributi versati per copertura di un certo rischio accantonati in

17

fondo) quello a ripartizione (= contributi versati in un certo momento utilizzati immediatamente per finanziare prestazioni di quello stesso periodo “patto generazionale” fra popolazione attiva);

- pensati per struttura socioeconomica del dopoguerra famiglie monoreddito con capofamiglia lavoratore dipendente. Poi interessò anche lavoratori autonomi, etc. Artefici di questo risultato forze socialdemocratiche.

1951 Inghilterra partito conservatore tornò a potere e non smantellò impianto del W.S. edificato da

laburisti, anzi si mostrò d’accordo con loro su questione protezione sociale butskellism. Dibattito su superannuation creazione di una pensione integrativa pubblica, obbligatoria, destinata a tutti lavoratori dipendenti. Ob.: porre rimedio a distorsione causata da sistema previdenziale adottato fra ’46 e

’48 chi usufruiva della pensione nazionale di base riceveva meno di coloro che percepivano pensione sociale. Conservatori fecero proprie queste proposte (1958) Graduated Pension Scheme => dare vita a pensione integrativa collegata a reddito (=> più vantaggiosa per lavoratori dipendenti con stupendi più alti), con ampie possibilità di svincolarsi contrattualmente.

governo socialdemocratico elaborò commissione di studio con incarico di elaborare progetto

con ottica redistributiva per superare limiti sistema vigente (cioè disparità di trattamento pensionistico tra impiegati e operai). Proposta sistema pensionistico integrativo obbligatorio statale per tutti lavoratori dipendenti (operai e

impiegati), concepito in modo da favorire categorie con introiti medio-bassi.

referendum socialdemocratici ottennero maggioranza relativa delle

preferenze, ma proseguirono ugualmente…disegno di legge però bocciato al parlamento => crisi di

governo => nuove elezioni 1959

1952, Svezia

Resistenze!! => 1957

vittoria dei socialdemocratici.

Nuovo disegno di legge con contenuti più blandi.

“W.S. popolare” = S.S. sempre più imperniato su diritti di cittadinanza piuttosto che su appartenenza a determinate categorie produttive.

1953 riforma assistenza sanitaria estesa a tutti nell’ambito di Servizio sanitario nazionale di alto livello

qualitativo.

Fra innovazione e conservazione: Germania, Francia, Italia Germania per fronteggiare emergenza (in attesa di riordino) rimase inalterato precedente sistema a

carattere occupazionale; anziani (rimasti privi di sostentamento perché Hitler utilizzò fondi pensione per politica espansionistica) ricevettero sostegni diretto da Stato.

1949 nascita Repubblica Federale Tedesca principio S.S. = uno degli elementi fondanti della nuova

entità statale.

1957 conclusa riforma assicurazioni obbligatorie previdenza sociale erogava pensione occupazionale

obbligatoria collegata a salario => copertura per rischi di vecchiaia, invalidità, morte; sussidi di base (per assicurare reddito minimo a chi non rientrava in questi schemi) forniti da assistenza sociale.

No svolta universalistica e intento di carattere redistributivo. Novità criterio di finanziamento da capitalizzazione a ripartizione con contributi a carattere “tripartito” (lavoratori + datori di lavoro/integrati da appositi fondi del bilancio federale). Francia Casse mutue per lavoratori fin da dopoguerra.

18

Ampliamento progressivo della copertura degli schemi previdenziali, ma rimane frammentazione tra varie Casse occupazionali.

1956 Fondo Nazionale erogata pensione minima a maggiori di 65 anni sotto determinata quota di

reddito annuo. Projet Gazier (nome ministro Affari sociali) copertura delle prestazioni mediche inserita all’interno del

sistema di sicurezza sociale e prevedeva rimborso fino a 80% delle spese per cure (per chi rientrava in schemi assicurativi). Riforma assicurazione sociale riguardo disoccupazione intese specifiche per disoccupati di industria e commercio.

legge 633 estese

assicurazione pensionistica obbligatoria a tutti lavoratori dipendenti, coltivatori diretti, artigiani. Introdotto sistema di finanziamento a ripartizione.

1952 Fondo adeguamento pensioni gestito con criterio a ripartizione (annuale), affiancato a fondo base

ancora gestito a capitalizzazione. Estensione del sistema mutualistico realizzato con modalità clientelari e elettoralistiche. Fine anni ’50 principale voce di spesa per tutti paesi = pensioni di anzianità.

Italia graduale, seppur frammentato, ampliamento copertura schemi vigenti

es.:

Apogeo del welfare negli anni ‘60

Quadro europeo Anni ’60 in Europa si aprirono con accelerazione riforme sociali.

Scandinavia gradualmente abbandonato principio parità di base tra fruitori prestazioni, per seguire ob. di uguaglianza verso alto (pur mantenendo connotazione universalistica). Ascesa ceti medi => piuttosto che imporre a nuovi ceti emergenti S.S. “pensato per classe operaia”, scelta strada di dar vita a W.S. per ceti medi (middle-class W.S.), estendendolo a tutti. Svezia costruzione rete di servizi per famiglie e donne per assicurare piena parità tra uomo e donna.

1962 riforma sistema scolastico scuola di base statale, obbligatoria e uguale per tutti + potenziamento

borse e assegni di studio. Sanità progressivo decentramento per fornire servizio più capillare, pur lasciando a Stato elaborazione politiche sanitarie e controllo loro corretta attuazione. Million Program risolvere grave problema carenza alloggi finanziando vasto piano di edilizia popolare. Inghilterra laburisti tornati a potere con Wilson (programma ispirato a “cittadinanza sociale” di Europa

Nord) drastiche riforme S.S. Misure finanziate con crescita prelievo fiscale, specialmente indiretto (es.: incremento accise su carburanti). Piano per costruzione di 250000 abitazioni popolari + House Act principio equo canone + controllo e valutazione importo affitti affidati a funzionari e appositi istituti [normativa lacunosa].

1964 scuola elevato obbligo scolastico a 16 anni + omogeneizzazione programmi scuole tecniche e

generaliste.

19

Andamento altalenante economia ripercussioni su riforme sociali => no particolari novità nella riforma previdenziale prestazioni ancor più collegate a livello retributivo, mantenendo inalterate disparità.

Supplementary Benefits erogazione “reddito minimo garantito” con fondi

pubblici. Germania crescente influenza socialdemocratica in scelte welfare.

1965 proposta Piano per pensioni popolari ispirato a Svezia per risolvere questione della mancata

creazione della pensione minima…socialdemocratici sconfitti a elezioni.

Grande Coalizione (socialdemocratici + cristiano-sociali) rilancio intervento statale

nell’economia e incremento prestazioni previdenziali, assistenziali, sanitarie.

Sistema assistenza nazionale

1966

Interventi non riuscirono a cambiare fisionomia occupazionale S.S. tedesco.

1967 _ introdotto schema assicurativo di tipo nazionale (affianco a quello di natura occupazionale) per

assicurare a cittadini copertura “spese mediche eccezionali”. Francia instabilità politico-istituzionale => ripercussioni su evoluzione politiche di welfare.

Durante passaggio da 4^ a 5^ Repubblica proseguì processo di generalizzazione assicurazioni sociali, ma in modo frammentato. Interventi successivi limitati ad aspetti settoriali (es.: assicurazione obbligatoria per coltivatori, cassa mutua per lavoratori autonomi e liberi professionisti).

1967 assicurazione VS disoccupazione estendendo copertura a tutti lavoratori dipendenti e aumentando

ruolo pubblico ANPE = organismo pubblico con monopolio collocamento.

Riforme sociali del centro-sinistra

Italia rilevante, anche se parzialmente incompleta da punto di vista delle realizzazioni concrete, azione centro-sinistra.

1962 Riforma scuola media unica + innalzamento obbligo scolastico a 14 anni + assegno di studio

universitario per studenti con redditi familiari bassi.

Versante previdenziale aumento pensioni contributive e pensioni minime di invalidità e vecchiaia per maggiori di 65 anni + tredicesima anche per pensionati.

1963 scaduto Piano INA-Casa => nuovo ente (GESCAL – Gestione case per lavoratori italiani) per

fornire abitazioni di proprietà a basso costo, concedendo a lavoratori agevolazioni creditizie e finanziamenti.

Provvedimenti per calmierare mercato casa (es.: blocco fitti). [Dopo fase di stallo dovuta a problemi interni a coalizione + difficoltà economiche] 1965

Testo Unico

(raccoglieva varie disposizioni di legge su infortuni e malattie professionali) + introduzione “pensioni sociali”

(Fondo Sociale dentro INPS con ob. di dar vita a pensione di base o sociale uguale per tutti, slegata da

contribuzioni professionali

Progressiva estensione degli schemi assicurativi a carattere occupazionale a categorie precedentemente escluse, più che principi della “sicurezza sociale”.

1966 erogazione assegno mensile da parte Stato a mutilati e invalidi affetti da accertata, totale e

permanente inabilità lavorativa, maggiori di 18 anni, che non usufruivano di altri sussidi.

così non fu).

20

Da New Frontier di Kennedy a Big Society di Johnson

1960 Politica della New Frontier (Nuova Frontiera) di Kennedy si prefiggeva rilancio economia

statunitense + riconoscimento diritti civili e sociali di etnie e ceti marginali. Ucciso!!!

Big Society (Grande Società sistema di protezione sociale.

ispirato

a New Deal roosveltiano) di Lyndon Johnson rilevanti modifiche a

Civil Right Act disciplinava “questione razziale”, ponendo fine a discriminazioni fra bianchi e neri.

1964 “guerra totale contro povertà” Economic Opportunity Act (fondi federali per qualificare

disoccupati reinserendoli in mercato lavoro + fornire istruzione elementare a bambini di famiglie disagiate) + speciale corpo volontari per prestare aiuto a bisognosi. Sistema sanitario fino ad allora non prevedeva forme obbligatorie di assicurazione. Casse per tutela del rischio malattie (finanziamento di tipo facoltativo che ricadeva perlopiù su lavoratore) erano legate, infatti, a assicurazioni private. Inadatte a coprire malattie più gravi.

=> 1965

Approvati due differenti schemi di protezione pubblici VS rischio malattie:

- Medicare riservato a maggiori di 65 anni e ad alcune categorie di portatori di handicap; forniva assicurazione finanziata con fondi federali per cure mediche; - Medicaid finanziato con fondi in parte federali, in parte forniti da ogni singolo Stato di appartenenza; riservato a indigenti. Non modificò carattere privato del sistema e confermò ruolo residuale Stato.

Movimenti collettivi e nuovi “bisogni sociali”

Fine anni ’60, Europa crescenti aspettative di ampliamento dei diritti di cittadinanza e di politiche sociali. Ricostruzione => crescita economica => nuovi “bisogni sociali”. Istanze di cambiamento movimenti di protesta. Europa movimenti studenteschi + movimenti operai. …Risultato = rilancio riforme sociali. Francia effetti movimento studentesco su sistema educativo…

Diritto a formazione continua fondi finanziati da imprese e Stato per formare lavoratori non

qualificati e favorire inserimento giovani nel mercato lavoro attraverso aggiornamento, stages, etc.

1973 Legge che disciplinava licenziamento individuale, stabilendo per prima volta principio della “giusta

causa”.

1970 Prestazioni sanitarie vincolate a rispetto di alcuni parametri e diritti di base, riassunti in “carta

sanitaria”.

1971 Legge Boulin importo pensioni aumentati e più strettamente collegati a salario percepito durante

anni lavorativi + obbligatorietà iscrizione a regimi pensionistici complementari. Germania elezioni del ’69 vinte da coalizione SPD + partito liberale. Riforma istruzione pubblica principi che garantissero diritto studio a tutti cittadini. Piano previdenziale leggi che ridisegnarono schemi di assicurazione malattia, invalidità, vecchiaia e assistenza sociale, ampliando numero beneficiari e aumentando entità prestazioni.

…1971

21

1972

Riforma

pensioni

ob.:

salvaguardare

potere

d’acquisto

pensioni,

legandole

a

reddito

minimo + estensione schema pensionistico obbligatorio a tutti cittadini.

Limiti, specie riguardo a finanziamento schemi.

Agitazioni del ’68-’69 e azione riformatrice in Italia Italia no condizioni per superamento Casse mutue e per creazione Sistema sanitario nazionale.

Intesa su riforma ospedaliera grazie a ministro Mariotti, superato concetto di “opere pie” + ospedale posto a centro di assistenza pubblica garantita a tutti cittadini.

1968 Scuola materna statale legge disattesa perché mancarono adempimenti necessari per concreta

attuazione progetto.

Introdotti “ammortizzatori sociali” in ambito politiche su disoccupazione.

1969 ministro del Lavoro Brodolini svolta in senso welfarista S.S. italiano riforma imperniata su

triplice schema di protezione (finanziamenti a ripartizione):

- pensione sociale per tutti cittadini indigenti con più di 65 anni finanziata da fiscalità generale;

- pensione “di base”, ispirata a principi sicurezza sociale, in parte contributiva e in parte finanziata con

tassazione;

- pensione integrativa contributiva, a importo variabile a seconda dell’anzianità contributiva e del livello

di retribuzione raggiunto.

Passo importante verso trasformazione sistema previdenziale italiano in senso universalistico tutti

maggiori di 65 anni privi di reddito percepivano pensione sociale non contributiva.

1969 Liberalizzazione accessi a università (punto culminante di questo ciclo di riforme) [dopo di che

centro sinistra di nuovo in stallo]. Primi anni ’70 accelerazione processo riformatore in ambito politiche sociali. Ruolo importante di movimenti sindacali raccordo tra istanze società civile, mondo lavoro, istituzioni. “Patto previdenziale” (maggiori artefici CGIL, CISL, UIL – avviato con riforma ’69 e integrato con

successive disposizioni) estensione copertura a categorie prive di tutela e modifica in senso favorevole a lavoratori di metodi di calcolo, meccanismi di indicizzazione e requisiti per ottenimento pensione.

Esito: allargamento bacino beneficiari dei meccanismi di tutela + progressivo incremento a livello

prestazioni che a lungo avrebbe gravato su equilibrio sistema, accrescendo sbilanciamento spesa verso pensioni.

Statuto lavoratori (approvato nel ‘70) nuovo modello di relazioni industriali + innescò dibattito su lavoro e condizioni di vita dentro e fuori fabbrica. Inizio anni ’70, Europa pur tra luci e ombre, quadro sistemi di protezione sociale caratterizzato da livelli

di prestazioni e di tutela mai raggiunti prima.

Bilancio Trentennio dopo 2^ G.M. costante crescita economie occidentali + diffusione benessere anche in quadro sociale e politico. Golden age di economia di mercato = uno dei fattori che favorirono sviluppo sistemi di welfare. Stretta connessione tra concetto di “cittadinanza”, sua progressiva espansione nel ‘900, e S.S. Dato più rilevante = generalizzata espansione di schemi di protezione sociale (quasi totalità popolazione).

22

A livello copertura ancora differenza tra:

- sistemi welfare a carattere universalistico (copertura minima per tutti);

universalistici “puri” (area scandinava) tutti, senza “prova mezzi” + eventuali schemi integrativi occupazionale a carattere pubblico;

universalistici “misti” (area anglosassone) “prova dei mezzi” + schemi integrativi occupazionali a

carattere privato;

- sistemi a carattere occupazionale (tutela di coloro che, attraverso contributi, finanziavano vari schemi di protezione sociale);

Occupazionali puri (Francia, Germania) copertura prevalente per occupati che versavano contributi e marginale per altri;

Occupazionali di tipo “misto” (Italia, Paesi Bassi) aspetti occupazionali + universalistici.

A livello finanziamento ripartizione del social security act statunitense prevalso su capitalizzazione.

Da welfare optimism a welfare pessimism. Crisi anni ’70 e ‘80

Crisi economica e politiche sociali Europa principale voce di spesa = pensioni, per riforme del dopoguerra e fattori demografici e sociali. Elemento di maggiore novità = progressivo potenziamento schemi di protezione contro rischio disoccupazione (in relazione con esaurimento fase crescita di economia internazionale). “Terziarizzazione” società più avanzate da società imperniate su sistema di protezione di fabbrica a

società “postindustriali” (prevalenza settore servizi) + effetti crisi economica e finanziaria a carattere globale. [Guerra arabo-israeliana del Kippur del ’73 => 1^ “choc petrolifero” => aumento prezzo greggio + Nixon abbandona sistema di Bretton Woods] => conseguenze su economie occidentali es.: aumento costo carburante => spirale prezzi => inflazione => crisi finanziaria e crollo produzione + disoccupazione. Compresenza di inflazione e stagnazione (stagflazione = periodo di arresto o forte rallentamento in sviluppo attività economica e finanziaria o in campo politico e culturale) vanificò tradizionale ricorso intervento Stato a espansione spesa pubblica (deficit spending) come volano per rilanciare economia.

1^ effetto crisi

Nixon politica economica di tagli a spesa pubblica.

Ford (assunse presidenza dopo scandalo Watergate) duplice esigenza: contenere spesa pubblica + rilancio economia => cercò di abbassare prelievo fiscale (specialmente per più ricchi, sperando che riprendessero consumi e investimenti) + utilizzò largamente potere di veto presidenziale per bloccare iniziative volte a incremento spese sociali. Ford e suo successore Carter no risoluzione problemi economia americana => legislazione sociale inalterata, ma crescita deficit di bilancio.

Risposta europea Anche in Europa mancanza di risorse adeguate a fronteggiare crisi economica e finanziaria. Lotta a EFFETTI crisi es.: misure contro disoccupazione attraverso “ammortizzatori sociali”, “politiche attive” (reinserimento e riqualificazione professionale). Effetto crisi critiche a W.S. e a forze politiche sue sostenitrici (socialdemocratici).

23

A locuzione positiva W.S. (Stato benessere) o neutra S.S., si stava aggiungendo accezione negativa “Stato assistenziale” => segnale dell’emergere di approccio critico + necessità di tornare a capacità auto regolatrici del mercato attraverso arretramento della sfera d’azione Stato.

Danimarca crisi PSD già da ’73, quando ceto medio si ribellò

per alto tesso prelievo fiscale per finanziamento W.S. => superamento crisi quando misure volte a limitare

aumento spesa pubblica + investimenti nel settore industria privata.

ritorno laburisti a potere con Wilson consolidamento strumenti di politica welfarista:

aumento pensioni, allargamento schemi protezione sociale a famiglie bisognose e disabili, riforma espansione National Health Services, ampliamento sistema educativo pubblico da nido a educazione media inferiore.

Scandinavia [indizio mutamento in atto]

1974, Inghilterra

Crisi politica interna => nuove elezioni nuova vittoria laburisti.

Fase difficile per nuovo governo uno dei pochi provvedimenti di ampio respiro che potè varare fu riorganizzazione Sistema sanitario nazionale (centralizzato sotto Ministero salute).

1976 Wilson minacciò di voler lasciare partito e governo => lotta tra dx e sx che indebolì ancora

esecutivo. Dopo Wilson, Callaghan interruzione riforme sociali. Tra pochi provvedimenti vi fu legge su pensioni (1978) Schema pensionistico statale commisurato a retribuzione => nuove pensioni: schema base uniforme per tutti, integrato da questo nuovo schema di importo variabile, in quanto finanziato con contributi correlati a livello retribuzione. In quadro di difficoltà economiche, conversione dei laburisti a politiche di contenimento del debito pubblico => ondata di manifestazioni (1978, “inverno del malcontento”) => caduta di Callaghan + nuove elezioni MARGARET TATCHER (leader conservatore; abbandonò accordo di “non belligeranza” su tematiche welfare [butskellism], promosse politica di “ritorno a mercato” => tagli a spesa pubblica e revisione sistema di protezione sociale). 1974, Francia, Chirac piano sociale e progetto di rilancio economia di impostazione keynesiana. Importo minimo salariale, assegni familiari, minimun vieilesse, pensioni di anzianità cresciuti.

1975

Maggiori stanziamenti per sicurezza sociale.

Estensione assegni maternità, aumento sussidi per orfani, speciale sussidio per disabili, estensione copertura di protezione sociale a tutti cittadini, obbligatorietà assicurazione vecchiaia per tutti lavoratori, allargamento assicurazione malattia a categorie prima non coperte. Misure che misero in sofferenza bilancio sicurezza sociale.

successore Barre politica di lotta a inflazione basata su controllo tariffe

pubbliche, settore creditizio e cambi, su aumento prezzo carburanti e bollo auto + incremento contributi per

diminuire deficit di bilancio di sicurezza sociale => proteste sindacati. Nonostante ciò, conti sicurezza sociale rimasero deficitari.

1976 Dimissioni Chirac

1978

Nuovo provvedimento per completare processo estensione copertura.

1978, “2^ choc petrolifero” (provocato da guerra in Medio Oriente) => scelte contenimento spesa pubblica ancora più aspre per Francia. 1979, piano risanamento sistema sanitario aumento entrate basato su prelievo supplementare di contributi per assistenza malattia + contributi una tantum da parte di professioni mediche e tutti assicurati.

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Nascita Servizio sanitario nazionale in Italia Anni ’70, Italia anche qui difficoltà economiche. Fase austerity (sostenuta da DC VS PSI – deficit spending) adozione di misure di contenimento spesa

pubblica imperniate su aumento tassazione indiretta. Attenzione a tematiche diritti donna, diritto a salute e potenziamento assistenza sociale su territorio. Rilancio riforme sociali garantito da approvazione decreti delegati del ’77 stabilivano modalità per decentramento territoriale di servizi sociali e sanitari. Leggi su inserimento scolastico per portatori di handicap, L. 180. L. 833/1978 SSN (cancellato sistema precedente, imperniato su casse mutue e quindi su logica assicurativa) a connotazione universalistica. Ob.: tutelare salute fisica e psichica individuo attraverso erogazione servizi di prevenzione, cura, riabilitazione. SSN due livelli:

- Statale (attinente a Ministero sanità) compiti di indirizzo (Piano sanitario nazionale/3 anni), coordinamento, controllo;

- Locale (base regionale) imperniato su USL articolate in Distretti sociosanitari di base.

Riforma che concetto di “promozione salute” a concetto di “assicurazione contro malattie”.

Alternativa neoliberista: Tatcher e Reagan

Nuova fase da welfare optimism a welfare pessimism (anni ‘70/’80).

socialdemocratici a potere politica sociale di austerità + interventi per introdurre

elementi di competitività e di mercato in settori tradizionalmente di pertinenza pubblica, compresi alcuni legati a welfare. Impianto complessivo di protezione sociale inalterato. Dipese da necessità di rispondere a nuove problematiche innescate da mutamenti ciclo economico.

vittoria Tatcher avversa a politica di “concertazione”, con nuova legislazione

ridimensionò ruolo Trade Unions. Ambito sociale provvedimenti drastici, come vendita case popolari e liberalizzazione affitti o riforma sistema educativo con introduzione vouchers a famiglie per scelta fra scuole pubbliche e private.

riforma sicurezza sociale abolì meccanismo automatico di adeguamento

livello pensioni a quello salari, mantenendole agganciate solo a andamento prezzi, con risparmio rilevante per Stato.

Social security Act si intervenne su preesistente schema pensioni statali commisurate a

retribuzioni, agendo in due direzioni: diminuzione importi erogati, adozione polizze assicurative private alternative, come quelle su vita. Sistema sanitario nazionale riformato in modo da incentivare ricorso a sanità privata e a forme assicurative individuali, sempre private (“consumer” invece di “patient”).

1982, Scandinavia

1979, Regno Unito

Versante pensionistico, 1980

1986

1980, USA

Grazie a resistenze, pur introducendo restrizioni, non fu vero e proprio “smantellamento” W.S. Principali tagli a sussidi a poveri (minoranza popolazione).

vittoria repubblicano Raegan politica di impronta neoliberista.

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Versante previdenziale modifica legislazione esistente in modo da incoraggiare ricorso a forme pensionistiche private. Sanità diffusione forme assicurative private => progressivo incremento numero cittadini che, non potendo pagare, esclusi da tutela sanitaria.

Sfida politiche del rigore: Francia, Germania, Italia

Francia

socialista Mitterand ripresa politica di espansione spesa pubblica in settore sociale.

1981, Ministro Questiaux azione di riforma su parole d’ordine “decentramento, democratizzazione, solidarietà” ob.: migliorare prestazioni sociali, aumentare minimum vieillesse, fissare età pensionabile a 60

anni, etc.

Piano riformatore incontrò ostacolo nei vincoli finanziari => contenimento spesa.

1986, Chirac

intervento di riordino settore caratterizzato da esigenza di contenimento spese.

Piano Seguin (Ministro affari sociali) provò ad aumentare entrate eliminando rimborsi o esenzioni su

acquisto medicinali, stabilendo tickets per ricoveri ospedalieri, etc. => mobilitazione sindacati, ma in ogni caso decennio finì anche in Francia con abbandono politica keynesiana e affermarsi nuova visione S.S. Germania carattere occupazionale S.S. tedesco e tenuta economia avevano reso meno evidenti segnali crisi. 1982, governo Schmidt politica di rigore spesa e aumento entrate. Per combattere disoccupazione imposta straordinaria su reddito + innalzamento costo servizi sanitari + introduzione ticket su ricoveri ospedalieri. Socialdemocratici pagarono queste scelte con sconfitta elettorale dell’’82 => avvento potere CDU-CSU di Kohl riassetto S.S. con obiettivo di limitare spese. Es.: meno sussidi disoccupazione e più politiche attive. Settori più colpiti da tagli furono più deboli disoccupati, anziani, disabili, etc.

ricerca equilibrio tra mantenimento livelli di copertura raggiunti e sempre più pressanti esigenze di

limitazioni uscite. Contraddizione sistema sanitario a connotazione universalistica, sistema previdenziale a carattere occupazionale, sistema assistenza arretrato. Carattere “misto” welfare italiano rappresentò problema ulteriore quando, con crisi, rivelò maggiormente suoi limiti strutturali, a cominciare da sbilanciamento su sanità e pensioni. Governi “pentapartito” (DC + PSI + PSDI + PRI + PLI) cercano di conciliare rigore con ammodernamento sistema protezione.

- Previdenza vincoli più rigidi a integrazioni minimi pensionistici, prime misure VS “baby pensioni”, revisione in senso restrittivo di norme per concessioni assegni familiari, etc.;

Italia

- Istruzione blocco personale, aumento tasse scolastiche e universitarie.

Per fronteggiare problema disoccupazione “contratti solidarietà” (trasferire personale aziende in crisi in altri settori, specialmente pubblici), incentivare lavoratori vicini a età pensionabile a lasciare posto lavoro, concedendo loro “assegno accompagnamento”, “accordi Scotti” (particolari agevolazioni a imprese per assunzione giovani).

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Questione inflazione (1984) ritoccata “scala mobile ” (meccanismo che da 2^ dopo guerra garantiva

adeguamento automatico salari a andamento costo vita) verso basso PCI e CGIL si mobilitarono contro.

1985

Riforma SSN, introducendo criteri di gestione di tipo manageriale ob.: razionalizzare e contenere

spese. No risultati attesi fattori:

- Carattere spesso estemporaneo e frutto di emergenze di provvedimenti restrittivi;

- Decentramento a Regioni di importanti segmenti di welfare => “paradosso”: tendenza contenimento

costi a livello centrale, espansione di servizi e incremento oneri a livello locale;

- Cattiva gestione e uso clientelari di politiche sociali che gravavano su funzionamento servizi e su costi.

Verso tramonto S.S.?

Svolta del 1989 Avvenimenti ’89 (crollo muro, unificazione Germania, crollo URSS, etc.) nuova stagione in equilibri internazionali e in principi ispiratori politiche sociali. Forze di socialismo democratico nuova impostazione politiche sociali per creazione di cosiddetto “welfare capitalism” = sistema protezione sociale misto, che – pur adottando meccanismi di razionalizzazione e criteri di economicità da approccio neoliberista – cerca di evitare smantellamento S.S. Notevoli differenze tra aree geografiche. Gran Bretagna sistema ancora tendenzialmente universalistico; non aveva sviluppato protezione adeguata per quei soggetti (donne, lavoratori a basso salario, etc.) che avrebbero sofferto per primi di tagli a spesa sociale. Francia, Germania mercato lavoro ancora molto rigido; soggetti a rischio esclusione sociale. Italia contraddizione di sistema di protezione sociale misto (universalistico per assistenza sanitaria, occupazionale per previdenza) e con disomogeneità e squilibri.

Riforme anni ‘90 Da 1990 tutte “famiglie geosociali europee” intervenire su strutture portanti w.s. In primis, sistemi pensionistici, investiti da aumento esponenziale popolazione anziana e da “terziarizzazione” economie occidentali. Criterio a ripartizione in crisi => processo di ridefinizione rapporto fra “tre pilastri” su cui si fondano moderni sistemi di protezione sociale: pensioni sociali o di base (generalmente pubblico), schemi integrativi

collegati a reddito e a quota di contributi versati durante periodo lavorativo, pensioni integrative individuali (carattere volontari, di tipo privato) => nuove leggi. Norvegia integrato schema pensionistico di base con nuova pensione collegata a reddito. Gran Bretagna incentivi a pensioni private.

riforma Dini unica formula di pensione di vecchiaia (VS “di vecchiaia”, ”di vecchiaia

anticipata”, ”di anzianità”) + passaggio da pensione sociale a assegno sociale (criteri più restrittivi). Abbandono di “criterio retributivo” (pensione collegata a ammontare di ultimo stipendio), per modello “contributivo”. 2004, Legge sostituita da Gov. Berlusconi.

1995, Italia

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In generale, punti fermi processo di riforma elevata età pensionabile + progressiva uguaglianza di trattamento fra uomo e donna. Altro settore di riforma sanità: misure di contenimento costi + criteri di gestione manageriali. Ma comunque crescita spesa, a causa di richiesta migliore qualità servizi, progresso scienza medica => macchinari costosi, invecchiamento popolazione, etc. Altro ambito lotta a disoccupazione e esclusione sociale. Da sussidi a politiche attive. “Workfare” = politiche sociali che concepiscono come residuale e temporaneo aiuti forniti da schemi di protezione sociale e che puntano a (re)inserire in mercato lavoro coloro che ne sono temporaneamente esclusi piuttosto che fermarsi a fornire loro sussidi. Non solo attraverso programmi di riqualificazione tradizionale, ma anche fornendo incentivi di tipo monetario o agevolazioni fiscali a lavori di livello più basso. Approccio che punta a rendere economicamente più conveniente accettare un lavoro, anche a basso salario, piuttosto che ricevere sussidio.

“Transizione infinita”: politiche di welfare a inizio XXI secolo Approccio prevalente a ridurre spesa sociale e a promuovere schemi previdenziali privati, in contesto orientato verso liberalizzazione mercato e introduzione misure di flessibilità nel lavoro. Epoca del “welfare pessimism” non ancora del tutto superata.

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