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FEUERBACH

Fondatore dell’ateismo filosofico ottocentesco.

Nacque nel 1804 in Baviera. Scolaro di Hegel, si vide troncare la carriera


universitaria a causa dell’ostilità incontrata dalle sue idee sulla religione. In
seguito si emancipò dall’hegelismo.

Opere fondamentali: L’essenza del cristianesimo e L’essenza della religione.

CRITICA ALL’IMPOSTAZIONE IDEALISTICO-RELIGIOSA

La filosofia di Feuerbach muove dall’esigenza di cogliere l’uomo e la realtà


nella loro concretezza. Essa ha come presupposto una critica radicale
dell’approccio idealistico-religioso al mondo, che per Feuerbach consiste in
uno stravolgimento dei rapporti reali esistenti tra soggetto e predicato.

Nella realtà effettiva delle cose, l’essere si configura come il soggetto


originario, di cui il pensiero è il predicato. Nell’idealismo, invece, il pensiero
è il soggetto di cui l’essere è il predicato. Il pensiero dunque deriva dall’essere,
non l’essere dal pensiero.

L’idealismo offre una visione rovesciata delle cose; da ciò il programma


feuerbachiano di un’inversione radicale dei rapporti tra soggetto e
predicato instaurati dalla religione e dall'idealismo.

CRITICA ALLA RELIGIONE

La religione è l’insieme dei rapporti dell’uomo con se stesso, o meglio con il


proprio essere, riguardato però come un altro essere. Tutte le qualificazioni
dell’essere divino sono perciò qualificazioni dell’essere umano.

L’uomo si crea una divinità in cui riflette tutte le sue qualità espresse al meglio,
senza i suoi limiti. Creando un essere perfetto che non può raggiungere,
l’uomo può autogiustificare i suoi difetti e può aspirare ad un cammino
progressivo di perfezione.

RELIGIONE COME ANTROPOLOGIA CAPOVOLTA

Il mistero della teologia non è altro che l’antropologia, e la religione è


antropologia capovolta.

Per Feuerbach, talvolta Dio è una personificazione immaginaria delle


qualità della specie; altre volte è originato dall’opposizione umana tra
volere e potere, che porta l’individuo a costruirsi l’immagine di una divinità in
cui tutti i suoi desideri siano realizzati; altre volte ancora l’idea di Dio è
generata dal sentimento di dipendenza che l’uomo prova di fronte alla
natura, senza cui non potrebbe esistere.

RELIGIONE COME ALIENAZIONE

La religione costituisce per Feuerbach una forma di alienazione, con cui


intende uno stato patologico per cui l’uomo proietta fuori di sé una potenza
superiore (Dio) alla quale si sottomette.

ATEISMO COME IMPERATIVO FILOSOFICO E MORALE

Se la gloria di Dio si fonda sull’abbassamento dell’uomo, l’ateismo si configura


come un atto di onestà filosofica e come un vero e proprio dovere morale
perché l’uomo recuperi in sé i predicati positivi che ha proiettato fuori di sé in
Dio.

PORRE L’INFINITO NEL FINITO

Ciò che nella religione è soggetto deve ridiventare predicato. Non si può più
affermare che Dio (soggetto) è sapienza e amore (predicato), ma che la
sapienza e l’amore umano (soggetto) sono divini (predicato).

Il compito della vera filosofia non è porre il finito nell’infinito, ossia risolvere
l’uomo in Dio, ma porre l’infinito nel finito, ossia risolvere Dio nell’uomo.

L’ateismo è dunque la proposta di una nuova divinità: l’uomo.

CRITICA A HEGEL

L’hegelismo è una teologia mascherata o razionalizzata. Lo Spirito di


Hegel, analogamente a Dio, non è altro che il frutto di un’astrazione
alienante.

La critica a Hegel equivale alla fondazione di una nuova filosofia


incentrata sull’uomo.

UMANISMO NATURALISTICO

La nuova filosofia, la filosofia dell’avvenire, ha la forma di un umanismo


naturalistico: fa dell’uomo l’oggetto e lo scopo del discorso filosofico e della
natura la realtà primaria da cui tutto dipende.

UOMO COME ESSERE DI CARNE E DI SANGUE


Il nucleo di questo umanismo naturalistico è costituito dal rifiuto di
considerare l’individuo come astratta spiritualità, o razionalità, per
concepirlo come essere che avverte una serie di bisogni dai quali si sente
dipendente. Un essere di carne e di sangue condizionato dal corpo e dalla
sensibilità.

L’AMORE

Per Feuerbach la sensibilità presenta una valenza pratica: l’amore, la


passione che ha il potere di aprirci verso il mondo.

L’ESSENZA SOCIALE DELL’UOMO

Ammettere che l’uomo è bisogno, sensibilità e amore equivale ad ammettere


la necessità degli altri: l’io non può stare senza il tu. Da ciò il comunismo
filosofico di Feuerbach, ossia la dottrina dell’essenza sociale dell’uomo.

La filosofia di Feuerbach finisce così per risolversi in una forma di filantropia.