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SCHEMA DEL PENSIERO DI KANT

Problema di Kant: Dare un fondamento alla SCIENZA e fare della FILOSOFIA una scienza superando lo scetticismo di Hume. La conoscenza scientifica consta di proposizioni o giudizi; ci sono tre tipi di giudizio:

- giudizio analitico dove il predicato gi incluso nel soggetto e d l'universale e il necessario ma non il nuovo. - giudizio sintetico dove il predicato aggiunge qualcosa di nuovo al soggetto e non pu dare n l'universale n il necessario. - giudizio sintetico apriori dove troviamo sia il nuovo che l'universale e necessario. Questo il giudizio di cui fa uso la scienza di Newton. 3 Il giudizio sintetico apriori esiste di fatto. Dobbiamo vedere come possibile e qual il suo fondamento. La sua possibilit dovuta al fatto che nella conoscenza operano insieme (interagiscono) sia il soggetto che l'oggetto in un'unit inscindibile. Il soggetto con i suoi limiti (filosofia critica) che diventano possibilit, condizione, forma apriori (filosofia trascendentale). Qui sta la rivoluzione copernicana di Kant. 4 Nell'uomo operano tre tipi di conoscenza. I tre tipi di conoscenza sono quella sensibile, quella intellettuale e quella razionale. Tutte e tre sono sintetiche apriori. La conoscenza dunque fatta sempre di materia (oggetto) e forma (soggetto). 5 Estetica trascendentale E' la dottrina della conoscenza sensibile. La materia data dall'oggetto che ricevuto dal soggetto con i suoi limiti o condizioni soggettive che sono lo spazio e il tempo, detti anche intuizioni pure. 6 L'analitica trascendentale E' la dottrina della conoscenza intellettiva. La materia data dalla conoscenza estetica che viene ricevuta dall'intelletto con i suoi limiti o condizioni soggettive o categorie o concetti puri ricavati dai giudizi di quantit, qualit, relazione, modalit. Il fondamento e la giustificazione (quid juris) delle categorie l'io penso come funzione unificatrice, come appercezione trascendentale, come sintetico apriori originario, come pura possibilit di unificare e farsi unificare. L'io penso non una realt ma una funzione: l'autodeterminazione esistenziale dell'uomo come essere pensante finito. 7 Distinzione tra fenomeno e noumeno La conoscenza scientifica fenomenica, solo un'unificazione del reale, la conoscenza della realt cos come ci appare di contro al noumeno che la cosa in s da noi irraggiungibile: il noumeno per noi solo il limite della nostra conoscenza fenomenica.

8 L'analitica dei principi Lo schematismo trascendentale la scoperta dei principi apriori della scienza fisica. Lo schema una determinazione apriori del tempo. Tra la conoscenza sensibile e quella intellettiva ci vuole un ponte di congiunzione che il numero per la quantit, il grado per la qualit, la permanenza, la successione e la simultaneit per la relazione, la possibilit, la realt e la necessit per il modo. Di qui i principi: 1)assiomi dell'intuizione:ogni quantit composta di parti; 2)anticipazioni della percezione:la realt graduale; 3)analogie dell'esperienza:sostanza, causa, azione reciproca; 4)postulati del pensiero empirico in generale:possibile, reale, necessario.
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La dialettica trascendentale

E' la dottrina della conoscenza razionale; la ragione dialettica perch conosce per analisi e sintesi, per tesi e antitesi, per affermazione e negazione: sillogizzare. Dalla tavola dei sillogismi Kant deduce la tavola dei concetti puri della ragione che egli chiama idee in senso tecnico. Tre sono i tipi di sillogismo:categorico, ipotetico e disgiuntivo. Tre saranno le idee:anima, mondo e Dio. Esse non hanno realt ontologica e sostanziale ma sono una pura esigenza unificatrice e regolatrice della ragione. L'anima non si pu dimostrare perch si cade nel paralogismo non potendo uscire dal sintetico apriori. Il mondo non si pu dimostrare perch cadiamo nelle quattro antinomie: divisibileindivisibile, finito-infinito, libero-necessario, causato-incausato. Dio non si pu dimostrare perch le tre prove storiche (ontologica, cosmologica e fisico-teologica) sono riducibili a quella ontologica che pretende di passare dall'idea di Dio alla sua esistenza; questa prova non regge perch Dio non sar mai un fatto di esperienza. Le idee della ragion pura non hanno un uso costitutivo ma possono e devono avere un uso regolativo, indirizzando la ricerca intellettuale verso quella unit totale che rappresentano. L'anima unifica l'esperienza interna; il mondo unifica l'esperienza esterna; Dio unifica la totalit dell'esperienza. 10 Critica della Ragion Pratica La ragion pratica la ragione protesa all'azione e riguarda quindi la morale che studia le leggi del comportamento umano. La critica non alla Ragion Pura Pratica, ma solo alla ragion pratica. Qual la fonte delle leggi morali? Potrebbero essere: - il senso, ma non valido perch ricadrebbe nella necessit; - l'uomo come sola ragione, ma non valido perch affermerebbe la perfetta conformit dell'azione ala ragione (la santit) che non esiste di fatto ed anch'essa ricadrebbe nella necessit. La fonte della morale l'imperativo categorico; la ragione che comanda sui sensi. Esso l'apriori della ragion pratica. E' categorico in contrapposizione a ipotetico che non sarebbe n universale n necessario. Proprio perch un comando senza condizioni un dovere che impone l'obbedienza alla legge in quanto legge (ha come legge la stessa legge; comanda di seguire la ragione; il dovere per il dovere): formale. Essendo tale anche autonoma: ha come fonte l'uomo stesso e non viene dal di fuori (eteronoma) e quindi anche antropologica. Si pu esprimere secondo tre massime: 1)Fa in modo che la massima della tua azione possa essere massima universale; 2)Fa in modo che la tua volont possa essere legislatrice universale; 3)Fa in modo che la tua azione abbia sempre l'uomo come fine e non come mezzo. 11 I Postulati della Ragion Pratica La morale proprio perch imperativo categorico, formale, autonoma e antropologica, esige l'esistenza della libert altrimenti non potrebbe esistere. La libert un 'esigenza, un bisogno (un postulato) dell'uomo come essere morale. L'impegno morale teso verso il sommo bene che comprende la virt e la felicit che sulla terra non sono necessariamente congiunte: si esige (si

postula) l'esistenza di Dio che dia la felicit come premio alla virt. La virt non si raggiunge sulla terra: si postula l'immortalit dell'anima. 12 Il mondo del diritto, della storia e della religione Il diritto. La semplice conformit o obbedienza esteriore alla legge costituisce la legalit: su di essa fondato il diritto. Il diritto l'insieme delle condizioni (leggi) per cui la volont dell'uno si accorda con la volont dell'altro secondo la legge della libert e si avvale della costrizione e della punizione per gli inadempienti: la libert di ognuno deve arrivare l dove comincia la libert dell'altro. Abbiamo il diritto innato che la libert e il diritto positivo che si divide in privato e pubblico. Per Kant l'onest la migliore di ogni politica. La storia. Essa frutto della responsabilit degli uomini che la indirizzano secondo degli ideali; non ha insita in s nessuna legge o senso preordinato. Kant un antistoricista. L'ideale da seguire dovrebbe essere quello della pace (si veda l'opera "Per la pace perpetua"). La religione. Essa importante perch abbiamo il dovere di onorare Dio (nostro sommo bene) e di ottenere da Lui la salvezza dal male radicale. Il male radicale la stessa possibilit di disobbedire all'imperativo ed insito nella libert e non nella sensibilit. 13 Critica del Giudizio In questa critica Kant si propone il compito di tentare una mediazione o armonizzazione tra il mondo fenomenico della natura che si presenta come necessit e il mondo noumenico della morale che si presenta come libert. Questa mediazione operata dal giudizio riflettente (da distinguere dal giudizio determinante che entra a costituire le cose). Esso non altro che il sentimento. Se l'accordo appreso immediatamente abbiamo il giudizio estetico che ha come oggetto il piacere del bello (il piacere di un'armonia tra natura e spirito, colta con immediatezza, senza concetto e senza interesse); secondo la qualit, il bello l'oggetto di un piacere senza alcun interesse; secondo la quantit il bello ci che piace universalmente senza concetto; secondo la relazione, la bellezza la forma della finalit di un oggetto in quanto questa vi percepita senza la rappresentazione di uno scopo; secondo la modalit il bello ci che, senza concetto, riconosciuto come oggetto di un piacere necessario. Se l'accordo appreso mediatamente abbiamo il giudizio teleologico che ha come oggetto il fine. Il bello diventa sublime quando ci troviamo di fronte alla grandezza (sublime matematico) o alla potenza (sublime dinamico). Il gusto del bello soggettivo ma nello stesso tempo anche universale e necessario perch comunicabile e fondato sul senso comune, sul dato di essere fatti alla stessa maniera. Bisogna distinguere la bellezza libera da quella aderente, il piacevole dal piacere estetico. Viene prima la bellezza naturale. La cifra spirituale di Kant come uomo e pensatore racchiusa nell'espressione incisa anche sulla sua tomba: "Due cose riempiono l'anima di ammirazione e di reverenza sempre nuove e crescentiil cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me".