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Considerato uno degli esponenti di maggiore spicco della sinistra hegeliana non

che è un punto importante di riferimento per lo stesso Marx. Il suo pensiero tese a
<<rovesciare>> in senso umanistico la filosofia hegeliana e affermare la
dissoluzione della teologia nell'antropologia, negando ogni forma di creazione
Divina

Ludwig Feuerbach
Ludwig Feuerbach

Scolaro di Hegel a Berlino, si vide


nacque il 28 luglio 1804 a troncare la carriera universitaria
Laudshut in Baviera e morì a dall’ostilità incontrata dalle idee sulla
Rechenberg il 13 settembre 1872 religione esposte in uno dei suoi primi
scritti “Pensieri sulla morte e
l’immortalità” (1830)

Dapprima hegeliano fervente, Feuerbach si staccò in seguito dall’hegelismo e tale


distacco è segnato dallo scritto Critica della filosofia hegeliana (1839).
Nel 1841 pubblicò la sua opera fondamentale, L’essenza del cristianesimo, alla
quale seguì nel 1845, altrettanto importante, L’essenza della religione.
Il rovesciamento dei rapporti di predicazione
La filosofia di F. muove dall’esigenza di cogliere l’uomo e la realtà nella loro concretezza; inoltre egli
muove una critica radicale dell’approccio idealistico-religioso al mondo. Tale approccio, consiste in uno
stravolgimento dei rapporti esistenti tra soggetto e predicato, tra concreto e astratto.
Ad esempio,mentre nella realtà effettiva delle cose l'essere si configura come il soggetto originario, di cui
il pensiero è il predicato, cioè l'attributo o l'effetto, nel idealismo il pensiero si configura come il soggetto
originario, di cui l'essere è il predicato, cioè l'attributo o l'effetto.
Detto in altri termini, l'idealismo offre una visione rovesciata delle cose, in cui ciò che viene dalla mente
prima (il concreto, la causa) figura come ciò che viene dopo, e ciò che viene realmente dopo (l’astratto,
l'effetto) figura come ciò che viene prima.
<<Il cammino che sinora ha percorso la filosofia speculativa dall'astratto al concreto, dall'ideale al
reale, è un cammino alla rovescia; una via per la quale non si giunge mai alla realtà vera>>
Sì parla di un'inversione radicale dei rapporti tra soggetto e predicato instaurati dalla religione e
dall’idealismo.
Dunque: non è la natura a fungere da predicato o attributo dello Spirito (idealismo),ma lo Spirito a fungere
da predicato o attributo della natura (naturalismo)

<<ll concreto non è attributo dell’astratto ma l’astratto è attributo del concreto


non è l’uomo a essere una creazione di Dio ma è Dio una creazione dell’uomo>>
La critica alla religione

la critica di Feuerbach alla religione e in particolare al cristianesimo, si basa sull'idea che ciò che viene
considerato Dio e adorato,non è che l'essenza stessa dell’uomo divinizzato. Dio, non è altro che la
proiezione “illusoria” di alcune qualità umane in particolare di quelle “perfezioni”, caratteristiche della
nostra specie che sono la ragione, la volontà e il cuore

Pertanto il mistero della teologia non è altro che


l'antropologia e la religione, in quanto antropologia
capovolta.
Appurato che Dio è l’essenza dell’uomo personificata, Feuerbach si chiede come
sia nata nell’uomo l’idea di Dio e fa alcune ipotesi

l’uomo, a differenza nell’uomo è presente una


dell’animale, ha coscienza di per le prime religioni
contraddizione tra volere e
se stesso non solo come sono nate dalla
potere: nel volere l’uomo è
individuo, ma anche come consapevolezza
illimitato, libero, onnipotente;
specie: come individuo si dell’uomo di dipendere
nel potere egli è condizionato,
sente limitato, finito, dalla natura e ciò l’ha
dipendente, limitato. L’uomo
impotente; come specie si spinto ad adorare quelle
cerca di superare tale
sente illimitato, infinito, cose senza le quali egli
contraddizione e lo fa
potente. Da ciò la figura di Dio non potrebbe esistere: la
costruendosi una divinità in
come personificazione luce, l’aria, l’acqua e la
cui tutti i suoi desideri
immaginaria delle perfezioni terra
appaiono realizzati
della specie

<<Dio è lo specchio dell’uomo>>


Alienazione e ateismo
Qualunque sia l’origine della religione, è certo secondo Feuerbach che essa costituisce una forma di
alienazione, intendendo con questo termine quello stato patologico per cui l’uomo, scindendosi, aliena e
poi oggettiva parte di sé in una realtà fuori di sé, ovvero Dio

Il termine “alienazione”presente in Hegel e ripreso da Marx, indica l’elemento patologico insito


“nell’oggettivazione” religiosa descritta da Feuerbach, ovvero quello stato per cui l’uomo,
“scindendosi” proietta fuori di sè una potenza superiore (Dio) alla quale si sottomette come se fosse
un oggetto.
L’alienazione è collegata al fatto che quanto più l’uomo pone in Dio, tanto più toglie a se stesso

<<Dio e l’uomo sono due estremi: Dio il polo positivo, che assomma in sè tutto ciò che è reale,
l’uomo il polo negativo, tutto ciò che è nullo>>

Secondo Feuerbach è ormai giunto il tempo dell’ateismo, vale a dire della riappropriazione, da parte
dell’uomo, della propria essenza alienata. L’ateismo di Feuerbach ha carattere positivo, si presenta come
proposta di una nuova divinità: l’uomo. All’ateismo F. finisce per sostituire una forma di “antropoteismo”
Critica ad Hegel
Se la religione è un’antropologia capovolta, l’hegelismo è una teologia “mascherata” o meglio”razionalizzata”. L’Idea o lo Spirito di
Hegel, analogamente al Dio della Bibbia, non è altro che un fantasma di noi stessi, ovvero il frutto di un’astrazione alienante.
Fondamentalmente, la critica a Hegel equivale alla fondazione di una nuova filosofia incentrata sull’uomo e capace di cogliere la vita
nella sua immediatezza.
La nuova filosofia , la “filosofia dell’avvenire” delineata da F. ha la forma di un “umanismo naturalistico”: umanismo perchè fa
dell’uomo l’oggetto e lo scopo del discorso filosofico; naturalistico perchè fa della natura la realtà primaria da cui tutto dipende,
compreso l’uomo.

Nucleo di questo umanismo naturalistico è il rifiuto di considerare l’individuo come astratta spiritualità, o
razionalità, per concepirlo come essere che vive, che soffre… come essere di carne e di sangue.
Soltanto l’essere sensibile è un essere vero e reale…. sensibilità che non si riduce affatto a un atteggiamento
puramente conoscitivo ma presenta una valenza pratica, come dimostra il suo legame con l’amore, ossia
quella passione fondamentale che fa tutt’uno con la vita (l’amore è la passione che ha il potere di aprirci
verso il mondo)
critica ad Hegel

Ammettere che l’uomo è sensibilità, amore e bisogno equivale ad ammettere la necessità degli altri, ossia
il fatto che l’<<io>> non può stare senza il <<tu>>.

Da qui il comunismo filosofico di F. (che non va confuso con il comunismo di Marx),ossia la dottrina
dell’essenza sociale dell’uomo.

<<le idee scaturiscono soltanto dalla comunicazione, solo dalla conversazione dell’uomo con l’uomo.
L’uomo si eleva al concetto, alla ragione in generale, non da solo ma insieme con l’altro….) da Principi
della filosofia dell’avvenire
La filosofia di F. finisce per risolversi in una forma di filantropia. Dall’amore per Dio all’amore per l’uomo,
dalla fede in Dio alla fede nell’uomo

<<lo scopo dei miei scritti, come pure delle mie lezioni, è questo: trasformare gli uomini da teologi, in
antropologi , da candidati dell’aldilà in studenti dell’aldiquà...>>da Lezioni sull’essenza della religione
<<L’uomo è ciò che mangia>>
Al proprio materialismo F. conferisce una curvatura antropologica, in quanto riserva all’uomo una
collocazione particolare nel mondo. Egli è infatti convinto che gli esseri umani si distinguono dalle altre
forme naturali grazie alla sensibilità e che i suoi sentimenti e idee abbiano si una radice fisica nei
fenomeni corporei, ma questi non devono essere ridotti o appiattiti a causa di una visione materialistica.
F. restituisce l’uomo alla sua essenziale unità, lacerata dall’idealismo e dalle varie forme di spiritualismo
che postulano invece una netta spaccatura tra anima e corpo. Una volta preso atto dell’originale coloritura
antropologica del materialismo di F. è più facilmente comprensibile non solo l’importanza che il filosofo
attribuisce ai condizionamenti naturali per la vita dell’uomo, ma anche la dignità filosofica e politica che nel
suo pensiero assume quella che egli stesso definisce come una <<teoria degli alimenti>>

<<... la fame e la sete abbattono non solo il vigore fisico, ma anche quello spirituale e morale dell’uomo, lo privano
della sua umanità, della sua intelligenza e della coscienza>>..

<< la teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore
e cervello; in materia di pensieri e di sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento.
Se volete far migliore il popolo, in luogo di declamazione contro il peccato, dategli
<<L’uomo è ciò che mangia>>

Da tali considerazioni F. deduce la tesi contenuta in una recensione del 1850 e quindi ripresa in uno scritto del 1862,
secondo cui <<l’uomo è ciò che mangia>>
Erroneamente intesa in un primo tempo come forma di materialismo “volgare”, ossia come una semplicistica riduzione dello
spirito alla materia, della psiche al corpo, tale dottrina è oggi ampiamente rivalutata

bisogni concreti dell’uomo, primo fra tutti


Alcuni scienziati a noi contemporanei come l’oncologo Veronesi
“nutrirsi”, per una sua reale e globale
Umberto, hanno osservato come la tesi di F. a distanza di anni comprensione, F. pone indirettamente
sia confermata da una delle aree più recenti della ricerca l’accento anche sul problema del lavoro,
biomedica: la nutrigenomica. come fonte di guadagno e di
Studiando il rapporto tra le abitudini alimentari e l’insorgenza di sostentamento.
patologie, questa scienza ha come obiettivo la definizione di
diete individuali salutari.Sebbene non siano state ancora
identificate con precisione tutte le conseguenze prodotte da Sarà, poi Karl Marx a compiere un
ulteriore passo avanti, individuando lo
molte sostanze alimentari sul benessere dell’uomo, si sa tuttavia
stretto rapporto tra bisogni naturali degli
per certo che la durata e la qualità della vita umana dipendono esseri umani con il procedere della
anche dall’alimentazione storia (materialismo storico).
Importanza storica di Feuerbach

La filosofia di F. esercitò una notevole influenza sul pensiero successivo

il suo antihegelismo e la sua


(acuta analisi critica alla Il riconoscimento
rivendicazione dell’uomo <<in
religione) Grande influenza feuerbachiano dei
carne e sangue>> costituirono esercitata dalla sua “religione bisogni e del
due delle matrici filosofiche del dell’umanità” , sul filantropismo condizionamento che la
marxismo. L’azione del ottocentesco e sul dibattito natura esercita
pensiero di F. fu paragonata a moderno intorno all’ateismo sull’uomo ha finito per
quella di un autentico Feuer- divenire uno dei punti
bach ossia, in tedesco, di un fermi e ormai acquisiti
della filosofia e della
“torrente di fuoco”
cultura contemporanee