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Martinez Godinez Uriel

Italiano 5604

Riassunto del libro “Arte e bellezza


nell'estetica medievale”
Umberto Eco

Biografia dell’autore:
Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016) è stato un
semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, accademico, bibliofilo e medievalista italiano.
Saggista e intellettuale di fama mondiale, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica
medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo. Nel 1971 è stato tra gli ispiratori del
primo corso del DAMS all'Università di Bologna. Sempre nello stesso ateneo, negli anni Ottanta
ha promosso l'attivazione del corso di laurea in Scienze della comunicazione, già attivo in altre
sedi. Nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell'Università di San Marino.
Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici
dell'Università di Bologna. Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco era socio dell'Accademia dei
Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche. Tra i suoi romanzi più famosi figura
Il nome della rosa, tradotto in più di 40 lingue, che è divenuto un bestseller internazionale
avendo venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo; da quest'opera sono stati tratti un film
ed una serie televisiva.
Laureatosi in filosofia nel 1954 all'Università di Torino con tesi sull'estetica di San
Tommaso d'Aquino, cominciò a interessarsi di filosofia e cultura medievale, campo d'indagine
mai più abbandonato, anche se successivamente si dedicò allo studio semiotico della cultura
popolare contemporanea e all'indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico.
Nel 1956 pubblicò il suo primo libro, un'estensione della sua tesi di laurea dal titolo Il
problema estetico in San Tommaso.
Muore nella sua casa di Milano il 19 febbraio 2016 a causa di un tumore del pancreas che
lo aveva colpito due anni prima.

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Riassunto:
Il libro tratta di un'analisi della filosofia e dell'arte del Medioevo, sottolineando
concetti elementari sulla concezione dell'arte per l'uomo medievale, come per esempio
la bellezza, l'armonia e la luce.
L'autore cita principalmente filosofi come Tommaso d’Aquino, (fondatore della
Scolastica), e Agostino.
Un fatto interessante è che nel Medioevo i pensieri di Platone e Aristotele furono
usati per dare forza alla Chiesa cattolica e per dare una spiegazione ad alcune
domande metafisiche che l'uomo aveva.
Spiega come il Medioevo dedusse gran parte dei suoi problemi estetici
dall'antichità classica: ma diede a questi temi un nuovo significato, introducendoli nel
sentimento dell'uomo, del mondo e della divinità tipica della visione cristiana, e come
l’arte sarà uno strumento per pubblicizzare la religione.
È importante capire che nel Medioevo c'è una concezione di bellezza puramente
intelligibile, di armonia morale, di splendore metafisico e che possiamo comprendere
questo modo di sentire solo a condizione di penetrare con amore la mentalità e la
sensibilità del tempo.
È interessante come descrive che nel Medioevo la bellezza del mondo era il
riflesso e immagine della bellezza ideale (un concetto di origine platonico).
Per quanto riguarda il senso del colore, il Medioevo manifesta una simpatia per gli
aspetti sensibili della realtà; la bellezza del colore é uniformemente sentita come
bellezza semplice, di immediata percettibilità; in questo senso, la luce é il principio di
tutta la bellezza.
La cosa bella deve essere vista come tale e il prodotto artistico è realizzato per
una visione: presuppone l'esperienza visiva soggettiva di un potenziale spettatore.
L'arte è una conoscenza delle regole attraverso le quali le cose possono essere
prodotte. Conoscenza di determinate regole oggettive.
L'arte imita la natura, ma non perché copia ciò che la natura le offre come modello:
nell'imitazione dell'arte c'è l’invenzione e rielaborazione.
Il Medioevo ha poca consapevolezza di ciò che è specificamente artistico: cioè,
manca una teoria delle Belle Arti, una nozione di arte come la concepiamo oggi, come

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una produzione di opere il cui scopo principale è la fruizione estetica. Le vicissitudini del
sistema artistico nel Medioevo ci dicono quanto sia stato difficile definire e classificare
esattamente le varie attività produttive. Le suddivisioni non mirano a separare mai le
belle arti dalle arti (o tecniche) utili, ma a scomporre le arti più nobili dal manuale.
È interessante come per molti filosofi i poeti erano disapprovati, questo, perché il
poeta usa metafore e la metafora, logicamente, è una falsità. Ma li usa per costruire
immagini e le immagini sono gradite all'uomo. Tuttavia, se l'oggetto della poesia è una
piacevole menzogna, è comprensibile il motivo per cui disgusta la conoscenza
razionale; non ci troviamo di fronte a una condanna, ma piuttosto a un disinteresse
teorico per il piacevole poetico.
Gli aspetti positivi dell'arte derivano dalle sue caratteristiche di semplicità e
chiarezza, dal suo desiderio di chiarire le cose senza ricorrere a una spiegazione
razionale.
In conclusione, questo libro ci permette di avere una comprensione più ampia del
pensiero dell'uomo medievale attraverso l'arte e la filosofia, allo stesso modo
contribuisce a vedere questa era come una tappa che ha contribuito molto all'umanità,
poiché se non fosse esistito, il Rinascimento non si sarebbe sviluppato. Allo stesso
modo, le idee di Platone e Aristotele sopravvissero fino ai nostri tempi perché furono
salvate nel Medioevo.
Allo stesso modo è interessante vedere come alcuni concetti come arte, bellezza e
tecnica siano cambiati nel corso della storia.