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CONFRONTO SUL TEMA DELLA MADRE

Nella lirica “Consolazione”, D’Annunzio esprime già nel titolo il suo intento:

donare conforto alla madre, sola e apprensiva riguardo alle scelte di vita del

figlio. Tuttavia, il vero protagonista del componimento rimane lo stesso poeta ,

il quale percepisce la necessità di ritrovare nel caloroso affetto familiare un

modo di fuggire al mondo corrotto di cui fa parte, in un bisogno di purificazione

e, quasi, di recupero della fanciullezza che si esprime attraverso la scelta di

immagini quotidiane a autentiche. A una tale rinascita del poeta,

simboleggiata dai riferimenti al rifiorire della natura in primavera , si

contrappone la dura realtà: le piante sono sì in fiore , ma ci troviamo nel mese

di settembre. La delicatezza della natura verdeggiante al termine dell’estate

non è altro che un presagio dell’inverno che verrà e della desolazione che

porterà con sé.

Differente è il desiderio di “rinascita” che Pasolini esprime nel componimento

“Supplica a mia madre”, in cui è necessario che la purificazione del poeta

avvenga in modo diametralmente opposto. Mentre D’Annunzio, conduttore di

una vita corrotta e spregiudicata, tenta di tornare all’autenticità della sfera

familiare, Pasolini, legato da un rapporto di amore quasi morboso alla madre,

necessita invece di quel distacco che non ha mai sperimentato . L’amore della

madre e l’amore per la madre, infatti l’hanno, nell’ottica del poeta, condannato

ad una vita in solitudine.

Profondamente diverse sono le liriche “La madre” di Ungaretti e “A mia madre”

di Montale, la cui supplica giunge, inascoltata, ad una figura materna non più

vivente. Similmente a D’Annunzio, tuttavia, Ungaretti auspica di poter


recuperare uno stato di purezza, questa volta davanti a Dio, tramite la madre,

che dovrà richiedere la salvezza del figlio e accoglierlo tra le sue braccia .

Montale, invece, si configura come il più distaccato dalla figura materna di tutti

i poeti. In disaccordo con la madre, caratterizzata da una profonda fede

religiosa, sulla spiritualità e sull’essenza del corpo, il poeta afferma che la vita

“non è un’altra ma se stessa” e, in quanto tale, degna di essere vissuta

pienamente.