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GIOVANNI PASCOLI: VITA, OPERE E LA POETICA DEL FANCIULLINO.

Giovanni Pascoli nasce a San Mauro, in Romagna, il 31 dicembre 1855.


Trascorre uninfanzia serena e agiata, e a 7 anni entra nel collegio dei padri
Scolopi ad Urbino, dove ha uneccellente istruzione. Il 10 agosto 1867 avviene
il primo evento decisivo della sua vita: lassassinio del padre per mano di
sconosciuti mentre tornava a casa in calesse. Da Urbino, prosegue gli studi a
Bologna e Firenze. Successivamente, altri lutti segnano la sua vita: la sorella
Margherita, la madre (1868), i fratelli Luigi e Giacomo. Trascorre un periodo di
difficolt economiche che lo costringono a lasciare gli studi. Nel 1879 viene
coinvolto in una manifestazione sovversiva e viene arrestato: rimane in carcere
per alcuni mesi, poi viene prosciolto grazie a Carducci, suo insegnante. Si
laurea nel 1882 e nel 1884 ottiene un incarico di insegnamento a Massa, dove
finalmente pu riunire a s le sorelle Maria e Ida, cercando di ricostruire il nido
(a Castelvecchio). La ricostruzione del nido diventa unesperienza totalizzante,
inibendo a s e alle sorelle la possibilit di una vita affettiva pi adulta, e
regredendo al mondo dellinfanzia. Successivamente per, il nido entra in crisi,
trasformandosi in gabbia: Giovanni tenta di instaurare una relazione con una
donna, ma viene bloccato dalle gelosie della sorella Maria; anche Ida cerca di
uscire dal nido, frequentando un uomo, ma ci alimenta a sua volte le gelosie
di Giovanni. La crisi del nido culmina nel 1895 con il matrimonio di Ida, che
Pascoli visse come un tradimento e un abbandono. In seguito, Giovanni tenta di
nuovo di instaurare una relazione segreta con una donna, ma ci viene
troncato bruscamente per la gelosia di Maria. Proprio in questi anni di crisi del
nido si sviluppa la poesia pascoliana incentrata sulla tematica del lutto e del
culto dei morti. In seguito, Pascoli ottiene successi professionali e vive per
tutta la vita con la sorella Maria. Muore a Bologna nel 1912.
OPERE DI GIOVANNI PASCOLI: Ecco le opere di Pascoli:

Myricae (nove edizioni dal 1891 al 1911)

Poemetti (1897, 1900, 1904)


Canti di Castelvecchio (1903)
Poemi conviviali (1904-1905)
Odi e Inni (1906)
Nuovi Poemetti (1908)
Poemi italici (1911)
Canzoni di re Ezio (postuma)
Poemi del Risorgimento (postumi)

Myricae. Nella raccolta Myricae si coglie maggiormente la vocazione poetica di


Pascoli. Il titolo tratto da un verso di Virgilio, arbusta iuvant humilesque
myricae (mi piacciono gli arbusti e le umili tamerici), e con il nome di una
semplice pianta richiama la poetica degli oggetti. Il titolo rimanda dunque ad
una poesia semplice, fatta di piccole cose, paesaggi di campagna in cui
risaltano oggetti, piante, animali, fenomeni naturali. La natura per
rappresentata sempre con intenti analogici, metaforici, ed il simbolo di
qualcosa di pi profondo che non si riesce a cogliere ad occhio nudo. Il titolo
inoltre allude alla brevit dei componimenti, al linguaggio semplice, e alla
metrica che predilige strofe e versi brevi. Tra la prima e lultima edizione (nove
edizioni dal 1891 al 1911) i motivi rimangono essenzialmente gli stessi, ovvero

il tema funebre, il nido, paesaggi campestri. Tuttavia, nelle edizioni definitive, si


accentua la tendenza ad un paesaggio autunnale e invernale, e lossessione
della morte diventa pi presente, con visioni, allusioni funebri, colloqui con i
defunti. La natura diventa densa di misteriose presenze e palpiti segreti,
spesso inquietanti. Il mondo rurale diventa il luogo dove possibile vivere in
modo genuino e innocente, la famiglia diventa un nido dove rifugiarsi. Questo
mondo per minacciato dagli uomini e dalla storia, che portano solo violenza,
dolore e morte.
Canti di Castelvecchio. Mentre la raccolta Myricae dedicata alla memoria
del padre, i Canti di Castelvecchio sono dedicati alla memoria della madre.
Anche in questo caso i componimenti sono incentrati su semplici cose, anche
se pi lunghi e complessi. Vi un simbolismo pi accentuato, ma
sostanzialmente nuclei tematici e temi ispiratori sono gli stessi. Il tema funebre
si fa pi frequente e ossessivo, assumendo aspetti pi cupi. La tematica del
nido si fa pi articolata: se la morte fonte di angoscia e dipinge atmosfere di
angoscia, tuttavia i morti sono presenze care e consolatorie che custodiscono il
triste nido, in cui il poeta sembra volersi chiudere tra le lacrime di tutti i
componenti. Compaiono inoltre lamore e leros, esperienze negate al poeta, a
cui egli guardo con desiderio nascosto e turbamento, e che spesso egli associa
e confonde con la morte.
Primi poemetti e Nuovi poemetti. Queste raccolte sono introdotte da
unaltra citazione di Virgilio, paulo maiora canamus (cantiamo core un po pi
grandi). Pascoli intende quindi darsi a componimenti pi impegnativi,
rappresentando quadri della vita dei contadini e delle attivit dei campi. La
poesia diventa narrativa, fa emergere personaggi, rappresenta le attivit del
contadino secondo la sua giornata. Il modello di vita campagnolo diventa quello
a cui bisogna aspirare, semplice e ricco di valori positivi, lontano dal mondo
moderno negativo e violento. Il mondo contadino, chiuso e protetto, rimanda,
in senso allargato, alla tematica del nido: la comunit contadina chiusa nella
sua vita semplice, fatta di gesti e rituali ripetitivi, ma minacciata dal mondo
esterno, il quale minaccia a sua volta il nido.
Altre raccolte di Pascoli:

Poemi conviviali: vi la presenza di figure del mondo classico, come


Alessandro Magno e Solone, insieme ad echi di personali inquietudini del poeta.
Odi e Inni: Pascoli diventa pi ideologico e moralista.
Canzoni di re Ezio: poesia epica e storica
Poemi italici: celebra personaggi ed eventi della storia italiana
GIOVANNI PASCOLI: VISIONE DEL MONDO E CRISI DEL POSITIVISMO.
Pascoli riflette la crisi della scienza che caratterizza la cultura di fine
Ottocento, segnata dalla crisi del Positivismo e dallaffermarsi di tendenze
spiritualistiche e idealistiche. Al di l dei confini limitati raggiunti dalla scienza
si apre lignoto, linconoscibile, verso cui lanima si protende per conoscere la
vera essenza della realt. Nella visione di Pascoli, il mondo appare disgregato,
frantumato, e i suoi elementi appaiono posti in modo casuale, senza logica.

Gli oggetti. Gli oggetti materiali hanno un forte rilievo nella poesia di Pascoli,
e i loro particolari fisici vengono filtrati attraverso la visione soggettiva del
poeta, caricandosi di valenze allusive e simboliche, rimandando sempre a
qualcosa che al di l di essi, allignoto. I precisi termini scientifici hanno il
valore di una formula magica che permette di andare al cuore della realt: dare
un nome preciso alle cose come riscoprirle per la prima volta, fino a
immedesimarsi con esse. Da qui dunque abbiamo una visione soggettiva delle
cose, e quasi come in un sogno le cose perdono la loro consistenza oggettiva.
La conoscenza del mondo avviene attraverso strumenti non razionali, senza
collegamenti logici. Tra soggetto e oggetto non vi differenza: le cose
acquistano significati umani (Gelsomino notturno, Lassiuolo).
GIOVANNI PASCOLI: POETICA. La poetica di Pascoli trova la sua formulazione
pi compiuta nel saggio Il fanciullino. Il poeta coincide con il fanciullo che
sopravvive al fondo di ogni uomo: un fanciullo che vede tutte le cose come per
la prima volta, con ingenua meraviglia, proprio come Adamo. E come Adamo, il
fanciullino d il nome alle cose, utilizzando un linguaggio che si sottrae ai
meccanismi della comunicazione normale e va allintimo delle cose. Dietro la
metafora del fanciullino vi la concezione della poesia come conoscenza
alogica e immaginosa: grazie al modo alogico di vedere le cose, il poetafanciullo ci fa sprofondare immediatamente nellabisso della verit.
Latteggiamento irrazionale consente una conoscenza profonda della realt,
permette di cogliere immediatamente lessenza delle cose. Inoltre, il fanciullino
scopre le corrispondenze segrete tra le cose, unite in una rete di simboli e che
sfuggono alla percezione. Il poeta appare come un veggente, dotato di una
vista pi acuta di quella degli uomini comuni e riesce ad attingere allignoto. La
poesia per Pascoli deve esser pura: il poeta canta solo per cantare, non si
propone obiettivi civili, pedagogici o propagandistici. Proprio perch cos pura
e spontanea, la poesia di Pascoli pu ottenere effetti di suprema moralit
sociale: il sentimento poetico, dando voce al fanciullino che in noi, sopisce gli
impulsi violenti degli uomini, induce alla bont. Riguardo lo stile, la poesia di
Pascoli umile e dimessa, fatta di piccole cose che hanno un loro sublime
particolare, scoprendone il loro valore segreto ed elevandole alla dignit che
loro compete.
GIOVANNI PASCOLI: SOLUZIONI FORMALI. Sintassi. Appare frantumata in
brevi frasi senza rapporti gerarchici tra di loro, collegate per asindeto.
Aspetti fonici. Di grande importanza sono i suoni che compongono le parole,
riprodotti attraverso due espedienti:

onomatopee: in particolare versi di uccelli e suoni di campane.

fonosimbolismo: le parole spesso vengono utilizzate per il suono che


producono, piuttosto che per il loro significato.
Metrica. Apparentemente, la metrica tradizionale, ma il verso pascoliano
spesso spezzato da pause, segnato da interpunzioni, parentesi, puntini di
sospensione, e ci viene accentuato dalla frequenza degli enjambement.

Analogia e Metafora. Vengono accostate in modo impensato due realt tra


loro lontane, eliminando i passaggi logici intermedi.
Sinestesia. Si fondono insieme diverse sensazioni: sensazioni visive diventano
foniche, sensazioni foniche diventano tattili e cos via. Ci provoca una
maggiore indefinitezza.