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Presentiamo questa lettura tratta da Le veglie della ragione di V.

Strada, considerato il massimo esperto italiano di cultura russa, per permettere al lettore di confrontarsi con la sua opinione autorevole sul rapporto fra la filosofia di Dostoevskij e quella di Nietzsche. (Stavrogin e Kirillov sono due protagonisti de I demoni di Dostoevskij; per maggiori dettagli v. Cap. seg.)

V. Strada, Le veglie della ragione

I rapporti tra Nietzsche e Dostoevskij sono molto complessi e la loro complessit deriva anche dal fatto che essi sono paradossalmente reciproci. Infatti, se Nietzsche fu un lettore interessato e ammirato di Dostoevskij, questultimo, che nulla sapeva del filosofo tedesco, ne anticip temi e tesi fondamentali, facendoli oggetto della sua ricerca dialogico-romanzesca. Le assonanze tra Dostoevskij e Nietzsche hanno richiamato da tempo lattenzione critica e il parallelo tra loro diventato canonico quanto quello tra Dostoevskij e Tolstoj. Del resto, ormai appurato che proprio Tolstoj e Dostoevskij furono per Nietzsche la fonte prima della sua concezione del Dio cristiano e che con questi grandi russi lautore dellAnticristo intrattenne un dialogo sotterraneo, intessuto di illuminazioni e di ripulse. Solo di recente per alcune fasi decisive di questo dialogo sono state portate alla superficie ed possibile ora porre lampio problema dei rapporti Nietzsche-Dostoevskij su una base filologicamente pi sicura. Mi riferisco, in particolare, agli appunti di lettura dei Demon di Dostoevskij che Nietzsche conobbe nella traduzione francese uscita a Parigi nel 1886. Nietzsche lettore dei Demon trascura lattualit politica del romanzo, la quale anzi quasi certamente gli era ignota. Lassenza del momento politico dallorizzonte di lettura del romanzo non cosa trascurabile perch per Dostoevskij il caso Neciaev, trasfigurato nei Demon, non fu un mero dato di cronaca, bens la manifestazione essenziale di una crisi di cui egli, a partire almeno dalle Memorie del sottosuolo, aveva anticipato la presenza e di cui da tempo aveva iniziato lanalisi. Crisi metafisica, secondo Dostoevskij, che diventa necessariamente crisi politica e che nella rivoluzione trovava la sua naturale sede di sviluppo. Per Dostoevskij, il nichilismo era un fenomeno metafisico-politico e non un caso che questo termine, che in Occidente a partire da Jacobi aveva un significato puramente filosofico, in Russia sia servito a designare il movimento rivoluzionario. Se nella prefazione per la Volont di potenza Nietzsche poteva scrivere: Ci che racconto la storia dei prossimi due secoli. Descrivo ci che verr, ci che non potr pi venire diversamente: lavvento del nichilismo, lo stesso avrebbe potuto scrivere Dostoevskij a premessa dei suoi romanzi, anche se non solo il suo atteggiamento verso il nichilismo era antitetico a quello di Nietzsche, ma diverso era in parte il contenuto stesso che in lui assumeva questo concetto, contenuto per lui inevitabilmente anche politico. Qui, oltre alle differenze personali, conta, evidentemente anche la differenza tra punti di vista storico-nazionali: era in Russia infatti che le idee nichiliste si erano tradotte in un nuovo tipo di azione rivoluzionaria. Nietzsche interessato dalla figura di Stavrogin, ma i centri maggiori di attenzione, indicati nei titoli dei gruppi di annotazioni (Psicologia del nichilista, La logica dellateismo e Dio come attributo della nazionalit), confluiscono sul suicidio di Kirillov e sulla sua filosofia delluomo-dio. Il contesto dellinteresse di Nietzsche per i Demon e, in particolare, per Kirillov, quello della sua riflessione sul nichilismo che, per lautore della Volont di potenza, consiste in una svalutazione dei valori tradizionali (morali, metafisici, religiosi) finora ritenuti sommi, ma una svalutazione che deriva necessariamente dalla natura di quei valori, i quali, nella fase estrema della loro storia, si autosmascherano e si autoannullano, applicando a se stessi quel culto della

verit da loro stessi coltivato. Nietzsche dice che il perfetto nichilismo la necessaria conseguenza degli ideali finora coltivati, mentre lepoca in cui viviamo quella di un nichilismo incompleto e di vani tentativi di sfuggire al nichilismo. Nel nichilismo spontaneo, per cos dire, e incompleto della nostra epoca di transizione, Nietzsche si reputa colui che porta la consapevolezza del nichilismo, favorendo cos lo svolgimento di questultimo alla sua completezza. Su questo nichilismo perfetto egli opera la sua transvalutazione di tutti quei valori che erano stati alla base del nichilismo stesso e in tal modo vuole aprire la via verso lesodo dal nichilismo. Ma mentre il nichilismo era un evento necessario, il suo superamento un evento possibile, cio politico, e lAnticristo Nietzsche lautore appunto di un Antivangelo salvifico: Il mio problema, scrive egli in un frammento intitolato Superuomo, non di stabilire che cosa possa prendere il posto delluomo, bens quale specie di uomo debba essere scelta, voluta, allevata come specie di valore superiore.... Contro un nichilismo decadente Nietzsche afferma il suo nichilismo che potremo chiamare creativo, in cui la lunga morte di Dio diventa una sua liberatoria uccisione e luomo, liberatosi dalloppressione divina, acquista egli stesso una sorta di divinit, riappropriandosi feuerbachianamente sulla terra dei. suoi attributi che aveva proiettato in cielo. Dostoevskij coglie perfettamente nei suoi romanzi la logica del nichilismo che non semplicemente ateistico, bens rigorosamente antiteistico, anche se per lui il nichilismo non la conseguenza immanente dei valori tradizionali cristiani, ma una loro negazione nata in seno a una particolare versione storica (cattolica e protestante) di quei valori. Nei Demon, lantiteismo si dirama in una serie di figure che ne manifestano le potenzialit: dalla noia metafisica di Stavrogin al costruttivismo sociale di Sigalv. Ma in Kirillov che la logica dellateismo si dispiega con una coerenza esemplare. Nel suo incontro con Verchovenskij poco prima del suo suicidio Kirillov chiarisce non soltanto la logica antiteistica dellautodeificazione delluomo, bens anche il significato redentivo che egli attribuisce al suo proprio suicidio: con questo atto, ragiona egli con folle coerenza, non soltanto egli si riappropria della sua libert trasferita in Dio, ma, novello Salvatore, apre allumanit la via della rivolta metafisica e della libert totale, restituendole lattributo principale della divinit: lo svoevolie, cio larbitrio come libert illimitata. Luomo nuovo e superiore che nascer da questo primo atto consapevole di liberazione e di salvazione, secondo Kirillov, dovr rigenerarsi anche fisicamente, poich nellaspetto fisico attuale (...) non si pu affatto essere uomo senza il vecchio Dio. Che poi il suicidio di Kirillov serva da copertura per il delitto organizzato da Verchovenskij non una mossa denigratoria di Dostoevskij, poich la grandezza di Kirillov non ne sminuita, bens piuttosto una sua geniale comprensione della trama in cui lantiteismo viene ad essere impigliato. Il suicidio logico di Kirillov sembra agli antipodi del vitalismo dionisiaco di Nietzsche, se non si pone mente al fatto che si tratta di un suicidio sacrificale e simbolico, la cui missione soteriologica quella di aprire la via ad un oltreuomo trasformato anche biologicamente. In questo senso Kirillov ancora cristiano, ma cristiana anche la soteriologia antiteistica di Nietzsche. Il punto di divergenza tra Nietzsche e Kirillov sta nellincanalamento dellenergia vitale liberata dalla negazione di Dio. V. Strada, Le veglie della ragione, Einaudi, Torino, 1986, pagg. 69-71