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La composizione

La stesura del Paradiso avvenne negli ultimi sei anni della vita del poeta:
iniziata nel 1315 fu portata a termine nel 1321, pochi mesi o settimane prima
della morte.
La composizione fu elaborata durante gli ultimi tre anni di permanenza a
Verona (1351-1318) e i tre anni trascorsi da Dante a Ravenna.
Il forte legame del Paradiso a Verona è suggellato dall'Epistola XIII con cui
Dante dedica la Cantica a Cangrande, signore di Verona, e si rivolge a lui
per spiegarne i motivi, le intenzioni e i significati fondamentali.

La rappresentazione del Paradiso

Inferno e Purgatorio sono luoghi fisici, la cui raffigurazione ha tratti plastici


e materiali, il primo è una voragine che si apre nel sottosuolo, il secondo una
montagna altissima che si erge su un'isola.
Commento [1]:
Il Paradiso, pur avendo una precisa collocazione spaziale, è rappresentato da
Dante in modo astratto, immateriale con una descrizione che si fa più
rarefatta man mano che si sale e ci si avvicina a Dio.
Il poeta si affida a effetti di luce e di musica, a figure geometriche e
immagini matematiche.
I beati conservano un aspetto umano solo nel primo Cielo, dove appaiono Commento [2]:

a Dante come figure evanescenti e simili a immagini riflesse nell'acqua,


mentre già nel secondo Cielo essi sono sagome completamente avvolte
dalla luce e indistinguibili all'occhio; più avanti gli spiriti si presenteranno
come pura luce, il cui maggiore splendore significherà la gioia di poter
parlare con il viaggiatore.
A partire dal IV Cielo i beati formeranno delle figure geometriche dalla
simbologia associata alla schiera a cui appartengono, come gli spiriti sapienti
che formano due corone che circondano Dante e Beatrice e danzano al suono
di una musica melodiosa, o quelli combattenti che formano una croce; gli
spiriti giusti del Cielo di Giove disegnano una scritta che esorta i regnati in
Terra ad amare la giustizia, per poi creare un'aquila simbolo dell'autorità
imperiale, mentre gli spiriti contemplanti creeranno una scala d'oro che si
erge altissima e rappresenta l'ascesi spirituale.
Nell'Empireo poi tutti i beati formeranno la candida rosa, descritta come un
fiume o un lago di luce, i cui seggi sono evocati da Beatrice ma non
descritti fisicamente.
Estremamente stilizzata e astratta è anche la mente di Dio che Dante
osserva alla fine della Cantica, con i tre cerchi che nascono l'uno nell'altro (il
mistero della Trinità) e l'effigie umana che si distingue su un fondo dello stesso
colore (l'incarnazione del divino).
Commento [3]:
Dante sottolinea a più riprese nella Cantica l'estrema difficoltà per i suoi
mezzi umani di dare una compiuta descrizione del regno santo che Commento [4]:
rappresenta una dimensione sovrumana e va oltre le normali capacità
terrene: tale difficoltà nasce anzitutto dal labile ricordo che ha della
visione nella sua memoria, a causa della sproporzione tra le capacità del
suo intelletto e l'altezza delle cose vedute, e poi dal problema di
esprimere a parole ciò che per sua natura è indescrivibile.
Dante afferma che, pur basandosi sulle sue capacità poetiche e su tutta la sua
ispirazione umana non potrà che rappresentare una traccia dello spettacolo
cui ha assistito e, più volte, per render un'idea delle cose descritte, è costretto
a usare delle complesse similitudini mitologiche, ipotizzando delle
situazioni impossibili in natura.
Questa poetica dell'inesprimibile deriva in parte dallo Stilnovo e in Commento [5]:

particolare dalla poesia di Cavalcanti, che spesso nei suoi versi dichiara la sua
incapacità a descrivere pienamente la bellezza della donna-angelo.
Commento [6]:
La poesia del Paradiso come dell'intero poema, è una poesia ispirata da Dio,
poiché Dante si considera l'autore umano di un'opera cui è stato
Commento [7]:
chiamato in virtù di un eccezionale privilegio e alla quale, secondo le sue
parole, ha posto mano.
Commento [8]:
Dante è cosciente dell'assoluta novità tematica e stilistica della Cantica
Commento [9]:
e afferma più volte con orgoglio questo primato poetico che rivendica
per se stesso, in quanto poeta che solca con la nave del suo ingegno un mare
che non è mai stato percorso da nessun altro.

La struttura

Commento [10]:
La struttura del Paradiso dantesco è costruita sulla cosmologia geocentrica
di derivazione aristotelica, il cosiddetto sistema tolemaico, con le Commento [11]:

correzione medievali apportate dalla scuola astronomico-filosofica di Commento [12]:

Averroè. Commento [13]:

Commento [14]:
Al centro dell'universo è la terra; intorno a essa e alla sua atmosfera,
Commento [15]:
limitata dalla sfera del fuoco, ruotano nove sfere concentriche, i nove
Commento [16]:
cieli del Paradiso dantesco.
Commento [17]:
I primi sette di questi cieli prendono il nome dal pianeta che ha la sua
Commento [18]:
orbita apparente intorno alla terra all'interno di ognuno di essi, e sono
Commento [19]:
nell'ordine, da quella più vicina alla terra a quella più esterna, la sfera
Commento [20]:
della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove e di Commento [21]:
Saturno. Commento [22]:

Commento [23]:
L'ottavo cielo è quello detto delle Stelle Fisse, in cui ruotano tutti gli altri
Commento [24]:
astri in posizioni reciproche sempre uguali fra loro.
Commento [25]:
Il nono cielo, la sfera più estesa, è il Primo Mobile o Cristallino, invisibile
Commento [26]:
dalla terra e privo di astri, che imprime il moto a tutti gli altri cieli
Commento [27]:
sottostanti.
Esternamente a queste nove sfere Dante pone l'Empireo, un decimo cielo Commento [28]:

eterno e infinito di pura luce e amore, cielo spirituale piuttosto che Commento [29]:
fisico, "luogo" perfettissimo in cui ha sede Dio nella sua vera e propria
essenza.

Commento [30]:
Tra i nove cieli fisici vi è una evidente gerarchia di perfezione, partendo
Commento [31]:
da quello inferiore, della Luna, che è il più vicino alla terra e quindi il Commento [32]:

più lontano da Dio, il più piccolo e quello con il moto più lento, per salire
progressivamente fino al Primo Mobile, il cielo più vicino a Dio, più
ampio e con il moto più veloce.
Commento [33]:
Dante, ascendendo di cielo in cielo, nelle prime sette sfere incontrerà le anime
dei beati secondo una scala di maggior perfezione e beatitudine, Commento [34]:

suddivise in schiere e collocate nei diversi cieli a seconda delle loro


caratteristiche e meriti:
-nel cielo della Luna (governato dagli angeli) le anime di coloro che in terra Commento [35]:

mancarono ai voti fatti;


-nel cielo di Mercurio (governato dagli Arcangeli) le anime di coloro che Commento [36]:

operarono il bene per conseguire la gloria terrena;


-nel cielo di Venere (governato dai Principati) gli spiriti amanti, Commento [37]:
Commento [38]:
-nel cielo del Sole (governato dalle Podestà) gli spiriti sapienti;
Commento [39]:
-nel cielo di Marte (governato dalle Virtù) le anime di coloro che
combatterono per la fede;
-nel cielo di Giove (governato dalle Dominazioni) gli spiriti giusti e Commento [40]:

-nel cielo di Saturno (governato dai Troni) gli spiriti contemplativi. Commento [41]:

Bisogna però precisare che la collocazione delle diverse schiere di beati


nei singoli cieli è assolutamente provvisoria, funzionale unicamente al
fatto che il pellegrino Dante possa comprendere più chiaramente le
gerarchie interne alla condizione dei beati. Le anime sono scese nelle
sfere celesti solo per il tempo dell'ascesa del poeta, ma hanno tutte la
loro vera ed eterna sede nell'Empireo, dove Dante le rincontrerà nella
"rosa dei beati".
Commento [42]:

Commento [43]:
-Proseguendo nell'ascesa, Dante giungerà al cielo ottavo delle Stelle Fisse
governato dai Cherubini, dove assisterà al trionfo di Cristo e di Maria
celebrato dalle schiere degli angeli e dei beati trionfanti, quindi gli appaiono le
anime di San Pietro, San Giacomo e San Giovanni che lo esaminano sulla
fede, sulla speranza e sulla carità;
Commento [44]:
-nel cielo nono, il Primo Mobile, governato dai Serafini, vedrà le nove
gerarchie angeliche, ruotanti come cerchi luminosi intorno a un punto
infinitamente piccolo e luminoso, in cui è la luce di Dio. Beatrice poi
fornisce a Dante spiegazioni dottrinali circa la natura degli angeli.
-Infine il viaggio raggiunge la sua ultima e vera meta con la salita al
decimo cielo, l'Empireo, sede di Dio, degli angeli e dei beati: qui Dante Commento [45]:
Commento [46]:
vedrà la "rosa", cioè l'anfiteatro spirituale in cui hanno il loro seggio
eterno tutti i beati, con al centro il lago di luce della Grazia divina.
Beatrice conduce Dante al centro della rosa e gli spiega che i seggi vuoti sono
ormai pochi, tra cui quello già destinato all'imperatore Arrigo VII di
Lussemburgo, su cui è posta la corona imperiale. A questo punto Beatrice
riprende il suo seggio all'interno della rosa, accanto a Rachele, mentre il suo
Commento [47]:
posto come guida di Dante è rilevato da San Bernardo di Chiaravalle.
Questi invita Dante a contemplare la gloria di Maria, quindi fornisce al Commento [48]:

poeta alcune spiegazioni circa la composizione della rosa e invoca


l'assistenza della Vergine perché interceda presso Dio e ammetta
Dante alla visione dell'Altissimo.

La Cantica e il poema si concludono con la descrizione del momento in Commento [49]:


Commento [50]:
cui il poeta alzerà lo sguardo fino a fissarlo direttamente in Dio e nei
Commento [51]:
misteri della sua natura.

Temi e argomenti

1) LA LUCE
IL Paradiso viene rappresentato da Dante attraverso le forme della luce e del
colore.
La natura contemporaneamente materiale e immateriale della luce la Commento [52]:
Commento [53]:
indica come l'unico elemento naturale atto a rendere la compresenza di realtà
fisica e metafisica propria del mondo beato e completa l'immagine del Commento [54]:
Commento [55]:
viaggio dal buio del peccato (l'Inferno) alla luminosità della Grazia
divina (il Paradiso).
Alle diverse combinazioni di luci e colori, cui solo secondariamente si
aggiungono elementi musicali, è affidata la descrizione dei paesaggi celesti,
dei beati e della loro diversa condizione di beatitudine, degli scenari in cui si
realizzano grandiosi e splendenti raffigurazioni simboliche (come la croce
del cielo di Marte, o l'aquila del cielo di Giove e la scala d'oro del cielo di
Saturno...).
La luce trova poi la sua più importante valenza sul piano metafisico: per
Dante come per tanta cultura medievale (in particolare la scuola mistica, di cui
fu maestri San Bernardo, che guida Dante alla visione di Dio), la luce è
Commento [56]:
primaria raffigurazione di Dio e delle verità divine, fino
all'identificazione stessa del concetto di Dio con il concetto di luce. Commento [57]:
Essa è la forma che genera l'amore divino che genera la creazione, è lo
splendore diffuso della sua essenza che penetra in ogni luogo dell'universo;
anche la discesa della virtù divina dall'Empireo ai cieli inferiori fino alla
terra si manifesta come discesa di luce e la creazione diretta o indiretta di Commento [58]:

tutte le realtà, avvenga per raggio diretto o riflesso, deriva comunque da Dio
come emanazione luminosa.

Commento [59]:
L'Empireo, unico vero Paradiso, sede di Dio e di tutte le supreme Verità, è un
Commento [60]:
cielo spirituale costituito unicamente da carità e luce.

Commento [61]:
Tutte le più alte realtà del Paradiso sono effigiate in termini di luce: i
cerchi angelici, il lago della Grazia divina, la Trinità...
Commento [62]:
La felicità perfetta dei beati consiste in visioni ed emanazioni di luce.
Commento [63]:
Nell'esordio stesso della cantica, subito si impone l'identificazione tra la
Commento [64]:
gloria di Dio e la luce che si diffonde nell'universo.
Commento [65]:
Commento [66]:
L'importanza della luce si collega anche a quella della vista: per salvarsi è
Commento [67]:
necessario conoscere e ciò si può fare attraverso la visione fisica e Commento [68]:

intellettuale delle verità del mondo divino.


Il carattere visivo del viaggio si accentua ulteriormente in questa cantica e
ancor di più negli ultimi quattro canti, quelli dell'Empireo.

2)TEOLOGIA, SCIENZA E POESIA


Nel Paradiso diminuiscono le parti dedicate agli incontri e ai racconti delle
anime, mentre assumono sempre maggior rilievo le sezioni didascaliche. Commento [69]:

Sono molto presenti vere e proprie lezioni di teologia con cui Beatrice e i Commento [70]:

beati rispondono ai profondi dubbi intellettuali di Dante e a volte è lo


stesso Dante che si fa maestro.
La presenza di così tante trattazioni teologico-filosofiche risponde
Commento [71]:
all'ansiosa ricerca intellettuale della Verità , e quindi di Dio, da parte di
Dante.
Nel Paradiso è normale l'alternanza tra passi didascalici e passi affettivi e lirico-
narrativi.
Dante nella Commedia vorrebbe dare una sistemazione ordinata di tutti gli Commento [72]:

aspetti della conoscenza, della scienza e della teologia medievale. Commento [73]:

Il linguaggio del Paradiso si adegua a questi scopi: è ricco di latinismi ed Commento [74]:
Commento [75]:
espressioni tecniche, è uno stile elevato. Commento [76]:
Commento [77]:
3)ASTRONOMIA E ASTROLOGIA
Nella Commedia Astronomia e Astrologia coincidono e in esse l'aspetto più Commento [78]:
Commento [79]:
significativo è la teoria delle influenze celesti: la virtù divina, in cui si
Commento [80]:
raccoglie l'essenza della vita e dell'amore di tutto l'universo, ed è causa e
Commento [81]:
creazione di tutto ciò che esiste, si comunica sotto forma di luce, al cielo
Commento [82]:
più vicino a Dio, cioè il Primo Mobile; da qui poi tramite il movimento
Commento [83]:
rotatorio, tale virtù discende differenziandosi nelle tante diverse virtù o Commento [84]:
inclinazioni e distribuendosi nei vari cieli, da cui poi essi giungono con Commento [85]:
decrescente forza e perfezione, fin sulla terra, determinando la forma Commento [86]:
e la natura specifica delle singole creature. I cieli e le loro influenze Commento [87]:
agiscono dunque nel mondo sublunare come cause seconde della creazione, Commento [88]:
distribuiscono la virtù di Dio alle creature.
Commento [89]:
Il moto dei cieli non è naturalmente un fatto puramente meccanico così come
Commento [90]:
il distribuirsi delle virtù nelle varie sfere, ma ad esso presiedono le singole
gerarchie o intelligenze celesti ognuna predisposta per uno specifico cielo: Commento [91]:

gli Angeli al cielo della Luna, gli Arcangeli a quello di Mercurio, i Principati a
quello di Venere...
Commento [92]:
Così ogni pianeta e ogni costellazione avrà una specifica influenza (Giove la
giustizia, Marte l'ardore, il Sole la prudenza...) che giungendo sulla terra Commento [93]:

congiunta ad altre, a seconda delle reciproche posizioni degli astri,


determinerà un particolare sviluppo naturale delle creature.
La scienza astronomico-astrologica ha molte implicazioni con il destino dei
singoli uomini: da qui infatti prende avvio il problema morale della salvezza
umana, il grande problema del rapporto fra Provvidenza, Commento [94]:

predestinazione e libero arbitrio, che continuamente percorre la Commento [95]:


cantica, da molte diverse prospettive. Commento [96]:
L'astronomia ha poi nel Paradiso una importante funzione paesaggistico- Commento [97]:
descrittiva.

4)LA POLITICA

Commento [98]:
Nel Paradiso vivono però ancora con forza il sentimento è la passione
politica. Commento [99]:

Il destino di salvezza e beatitudine eterna o di eterna dannazione di Commento [100]:

ogni singolo uomo dipende dalla sua condotta morale sulla terra e Commento [101]:

questa è legata indissolubilmente alla struttura sociale in cui vive: da Commento [102]:
Commento [103]:
qui l'importanza enorme dei sommi poteri, Impero e Chiesa, che
Commento [104]:
dovrebbero creare le condizioni per una vita giusta e ordinata ed
Commento [105]:
essere di guida e modello per tutti gli uomini, e invece, travolti da
Commento [106]:
interessi terreni e di partito, conducono tutta la cristianità sulla strada
Commento [107]:
del peccato.
Commento [108]:
Il pensiero politico espresso nel Paradiso è la dottrina dell'Impero, che
troviamo concentrata soprattutto nel canto VI nelle parole Commento [109]:

dell'imperatore Giustiniano. Commento [110]:

I punti principali sono:


Commento [111]:
-visione provvidenzialistica della storia di Roma, per cui il suo impero è
funzionale alla redenzione dell'umanità dal peccato originale tramite la
crocifissione di Cristo
Commento [112]:
-continuità storico-giuridica fra Impero Romano e Sacro Romano
Impero Commento [113]:

-distinzione di ruoli tra Chiesa e Impero Commento [114]:


Commento [115]:
-condanna della cattività avignonese e indicazione di Roma come
Commento [116]:
centro santo del papato e della cristianità
-condanna del partito ghibellini che si appropria del simbolo imperiale Commento [117]:

per interessi faziosi e di partito


-condanna del partito guelfo e della casata di Francia che osano Commento [118]:

opporsi al potere sacro e divino dell'Impero


-condanna della Chiesa corrotta che vuole impadronirsi del potere di Commento [119]:

governo terreno proprio dell'Impero.

Numerose parti del Paradiso sono poi occupate dalle invettive e dalle Commento [120]:

polemiche contro l'avarizia e il malgoverno della Chiesa. Commento [121]:


Commento [122]:

Significativa è anche l'altissima lode ad Arrigo VII, al quale è già riservato un Commento [123]:
Commento [124]:
seggio fra i beati, ultimo omaggio di Dante al suo sogno politico di un
Sacro Impero Cristiano.

5)BEATRICE
Nel Paradiso un posto a parte occupa la figura di BEATRICE e il suo rapporto
con Dante.
Sul piano narrativo Beatrice prende il posto di Virgilio al fianco di Dante: lo Commento [125]:

guida nella salita di cielo in cielo, si fa intermediaria fra i beati e il


poeta, risolve i dubbi facendosi maestra di dottrina, ne diventa lume
morale con le sue aperture polemiche e indignate contro la corruzione
e la superbia umana, e lo affida in ultimo a S. Bernardo per la visione
ultima di Dio.
Pur continuando a essere la donna amata in terra e di questa Commento [126]:

conservando tratti stilnovistici come lo sguardo e il sorriso, Beatrice si


perfeziona nel Paradiso come simbolo etico religioso della Teologia, Commento [127]:
Commento [128]:
della Grazia, della Verità rivelata.
Commento [129]:
Così si realizza compiutamente il mito dantesco e medievale della donna Commento [130]:
come iter ad Deum, mezzo e scala per giungere a Dio. Commento [131]:
Beatrice con le sue lezioni di teologia dogmatica e mistica eleva Dante alla Commento [132]:
conoscenza delle supreme verità che sole conducono a Dio.
Commento [133]:
La Commedia è stata vista anche come un viaggio verso Beatrice, al cui
Commento [134]:
culmine si giunge all'identificazione della donna con la stessa figura di
Commento [135]:
Cristo nelle sue funzioni di rivelazione, redenzione e tramite fra
Commento [136]:
l'umano e il divino.
La sua bellezza, i suoi sorrisi, gli occhi e gli sguardi, la voce, tutto ciò in
sostanza che costituisce il suo rapportarsi a Dante, assume forme di ineffabile
fulgore, di indicibile grazia, di insostenibile splendore: addirittura Dante si
rende conto del salire da un cielo a quello superiore dal farsi più bella
di Beatrice, dalla sua accresciuta luminosità, per cui essa si fa misura
del regno beato.
Commento [137]:

La scrittura

Dante segue la regola retorica della convenientia, in base alla quale in ogni Commento [138]:
Commento [139]:
opera ci deve essere conformità tra l'argomento trattato e lo stile con cui
Commento [140]:
lo si tratta.
Commento [141]:
La scrittura del Paradiso si alza di livello e di nobiltà rispetto alle Commento [142]:
cantiche precedenti, dal momento che affronta il più alto argomento Commento [143]:

concepibile: le supreme verità divine, il regno di Dio, fino alla diretta


visione della Divinità.
Il fenomeno si rileva facilmente sul piano lessicale, viene infatti elevato il
tono del discorso e il livello culturale, per cui abbondano latinismi,
terminologia tecnica (in ambito filosofico, teologico, astronomico e fisico),
gallicismi (vocaboli derivati dal francese i dal provenzale), linguaggio
scritturale (cioè il linguaggio della Bibbia), linguaggio della luce (codice
linguistico legato ai fenomeni della luce, dei colori e della vista).
Infine aumentano le metafore e le "lezioni teologiche".