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Lopera venne commissionata da il Cardinale Scipione

Borghese nel 1622. Il collezionismo fu la pi grande


passione del cardinale, al punto da creare una vastissima
galleria di opere ed oggetti darte. Tale fu la sua passione
che in parte sacrific lambizione di governo e del casato,
anche perch papa Paolo V non gli deleg mai alcun
compito politico. Con Scipione il principe mecenate
divent anche collezionista in senso stretto, cio
Lopera, a causa di altri lavori sempre commissionati dal
cardinale, contemporaneamente, fu conclusa da Bernini
solamente nel 1625.
Il mito viene narrato da Ovidio nelle Metamorfosi e pu
considerarsi, come gli altri miti allinterno dellopera, un
racconto a carattere eziologico, cio che spiega non solo
lorigine di una pianta o di un qualsiasi fenomeno naturale
ma anche culti e tradizioni. Questo tipo di approccio viene

ripreso direttamente dalla cultura ellenistica, dove autori


quali Callimaco inserivano questo genere di narrazioni
allinterno di generi sempre differenti (si pensi ad opere
come lEcale, o La chioma di Berenice). Il mito, che
divent uno dei pi famosi dellintera opera mitologica
ovidiana, sub con il passare dei secoli differenti letture. Ad
esempio, Dafne venne spesso vista in diverse
interpretazioni, soprattutto medievali, come simbolo di
castit, di purezza, contrapposta al desiderio (Apollo). Lo
stesso venne visto come simbolo di castit per il fatto che
un sempreverde e non ha frutti .
Questa visione riscontrabile in differenti opere artistiche
antecedenti a Bernini, come ad esempio nel del Pollaiolo.
Bernini rappresenta nella scultura quello che il tema
filosofico fondante dellopera di Ovidio: la continua
trasformazione in altro da s (tutto muta, nulla perisce
omnia mutantur, nihil interit v.165). La metamorfosi di
Dafne in alloro viene colta dallartista nellattimo stesso in
cui avviene, a differenza di altre rappresentazioni, in cui o
non era ancora avvenuta, oppure era gi accaduta.
Bernini sottolinea sia gli effetti fisici della trasformazione
sia gli aspetti psicologici dei personaggi, riprendendo
direttamente Ovidio, il quale indugia sia sulla descrizione
della reazione della ninfa, sia sulla frenesia nella corsa e il
fascino esercitato su Apollo
La metamorfosi, nel caso del mito di Apollo e Dafne,
avviene per causa di sentimenti opposti: luno, Apollo,
spinto dal desiderio damore, mentre Dafne, difende la
propria castit, al punto da sacrificare la propria forma.
In parte lautore si mette in competizione con altre forme
darte: sia la pittura, come rappresentazione viva,, sia
con la poesia da cui trae spunto ed ispirazione.
Si pu inoltre osservare un virtuosismo tipicamente

manierista per i dettagli, unostentazione delle capacit


espressive dellartista (altro elemento riscontrabile in
Ovidio). In particolar modo, Bernini cura di pi Dafne, si
sofferma sulla suo terrore, mentre Apollo viene
rappresentato quasi inespressivo, apollineo, misurato, la
cui lussuria non traspare. lei che invoca la metamorfosi
in quella che sar, da quel momento in poi, la pianta del
dio.

Metamorfosi completamente differente quella presente


nellopera di Apuleio, Le Metamorfosi (o Lasino doro) ,
sia per finalit, sia per il significato simbolico didascalico
che assume: il prodigio metamorfico sottinde o rivela un
significato religioso
Le cause sono ben precise: una, sicuramente la pi
importante, data dalleccessiva curiositas del
protagonista verso pratiche magico - esoteriche, in
particolar modo verso la branca della magia
metamorfica; la seconda pu ricercarsi nella lussuria del
protagonista e nella sua relazione con Fotide
Apuleio ben conosce tale magia e ne mostra i rischi; quella
metamorfica, infatti, era propria solo degli dei (cfr.Ovidio)
mentre qui il mago stesso che in grado di trasformare la
realt, anche andando contro leggi naturali
Unaltra particolarit di questa metamorfosi il ritorno allo
stadio umano: Lucio, con la metamorfosi, viene punito e

soltanto dopo una lunghissima serie di peripezie


riacquister il proprio corpo.
Lo scopo, quindi, educativo: dalla caduta si ha una
rigenerazione, in senso esoterico, solo quando il
protagonista sembra migliorato ed abbia espiato
abbastanza
Non bisogna tralasciare il fatto che Apuleio sia platonico: il
corpo pu mutare, in quanto sede di passioni, ma non la
mente, che rimane invariata, inalterata. (Lucio infatti
rimane coscientemente umano, al di l dellaspetto fisico)
Platone accennava alla metamorfosi riferendosi ad
unesistenza altra; infatti nel Fedro troviamo tale
considerazione:
chi vive onestamente ritorna nellastro alla vita beata, chi
non vi ritorna peggiora e continua a trasformarsi in nature
inferiori, anche animali (Fedro, 81 c)
Ma Apuleio vuole qui alludere soltanto ad una metamorfosi
entro lo spazio di una sola esistenza, quella fisica, non in
una dimensione altra, metafisica.
Sempre confrontandoci con Platone, anche Apuleio fa
ricorso al mito, alla bella fabella per rendere
comprensibile il viaggio e le peripezie dellanima: Amore e
Psiche.
Entrambi i protagonisti, luno dellopera, laltro della favola,
vengono puniti per